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Resoconto d'Aula della Seduta n. 448 di giovedì 10 agosto 2017
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                   La seduta è aperta alle ore 11.17

   PRESIDENTE.  Avverto che del verbale della seduta precedente  sarà
  data lettura nella seduta successiva.

     Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
  il   preavviso  di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Arancio, Raia e Lo Sciuto.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli colleghi, siamo in attesa della Commissione  Bilancio .
   Dopo  una  rapida  consultazione  con  alcuni  rappresentanti  dei
  Gruppi,  la  seduta sarà sospesa e riprenderà alle  ore  12.00,  in
  attesa   che  arrivino  sia  la  II  Commissione  che  i   colleghi
  parlamentari.
   Sono   rimasti   pochissimi  articoli  per  quanto   riguarda   il
   collegato , per cui oggi potrebbe essere l'ultima seduta, se siamo
  presenti in almeno 41 deputati.
   Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 12.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.21, è ripresa alle ore 12.20)

   La seduta è ripresa.

   matiche e correttive per l'anno 2017. Legge  di  stabilità regionale.
   Stralcio I'. (n. 1276 Stralcio I/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Seguito della discussione del disegno di legge  Disposizioni
    programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità
              regionale. Stralcio I . (1276 Stralcio I/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  riprendiamo  i  lavori  con  il
  seguito    dell'esame   del   disegno   di   legge     Disposizioni
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2017. Legge  di  stabilità
  regionale. Stralcio I . (1276 Stralcio I/A), posto al n. 1) del  II
  punto dell'ordine del giorno.
     Noi abbiamo ancora da esaminare gli articoli 42, 45, 77, 78, 80,
  81 e 82. Poi avremmo l'articolo del CAS, se si è d'accordo.
   Per  quello  che  mi  riguarda  è arrivato   -  mi  riguarda  come
  Presidente, chiaramente -, un articolo di interpretazione autentica
  da  parte  della Commissione  Antimafia , come fatto istituzionale.
  Gli  altri  sono emendamenti che per me possiamo pure chiudere.  Mi
  riferisco al ddl  collegato , onorevole Cordaro.
   Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:

                             «Articolo 42.
         Trattamento economico dei dipendenti e dei dirigenti
                     degli enti regionali e delle
                          società partecipate

   1.  Al  comma 3 dell'articolo 13 della legge regionale n. 13/2014,
  modificato  dall'articolo  14 comma  l  della  legge  regionale  n.
  8/2016,  dopo  le  parole   e  degli enti  del  settore  sanitario
  inserire  nonché delle società affidatarie di servizi pubblici  che
  operano   in   regime  di  concessione  regolata  dalla   normativa
  nazionale, limitatamente alle società che non operano in regime  di
  house  providing o che comunque non sono destinatarie di contributi
  diretti da parte della Regione .».

   Comunico  che  è stato presentato l'emendamento soppressivo  42.1.
  Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo 45, precedentemente accantonato.  Comunico
  che  è stato presentato l'emendamento soppressivo 45.1.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si torna all'articolo 77, precedentemente accantonato.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  così  arrivano
  messaggi più forti. Ritengo che questo emendamento, oggi,  non  sia
  più  opportuno  trattarlo  alla luce  della  sentenza  della  Corte
  Costituzionale.

   PRESIDENTE. E' stata già affrontata la problematica.

   GRASSO. Signor Presidente, se è stato discusso ieri l'articolo  ed
  è stato accantonato e non c'è. In ogni caso la sentenza della Corte
  Costituzionale  che  ha  cassato la parte  che  riguarda  la  legge
  regionale istitutiva dei parchi, all'articolo 4 e all'articolo  28,
  incide  sulla  partecipazione, la disciplina  della  partecipazione
  degli  enti  locali  ed  oggi il disegno  di  legge  sui  parchi  è
  ritornato   in   IV   Commissione  perché  inciderà   anche   sulla
  rateizzazione:  inoltre  Messina, come  voi  sapete  tutti,  è  già
  penalizzata  perché  la zona ZPS interessa  anche  la  parte  della
  città,  quindi, andare a bloccare ancora l'ultima parte che  rimane
  della città di Messina mi sembra veramente inopportuno.

   PRESIDENTE. Possiamo accettare la seconda parte del suo intervento
  perché  è  entrata  nel  merito. Lei è  contraria  ed  ha  dato  le
  motivazioni.   Per  quanto  riguarda  le  questioni   di   presunte
  incostituzionalità ieri con gli Uffici li abbiamo  superati  perché
  quella  sentenza  della Corte Costituzionale, avvocato  Grasso,  fa
  riferimento  alla  consultazione:  era  stata  dichiara  dichiarata
  incostituzionale la norma regionale perché non erano stati auditi i
  comuni. Non facevano parte della consultazione.
   Adesso  questa  norma  come è stata riscritta  rinvia  alla  norma
  nazionale  che prevede l'incontro con i comuni. Quindi, il  profilo
  di  incostituzionalità è stato superato. Ieri era  stato  posto  un
  altro  problema procedurale quello della copertura finanziaria  sul
  Comitato.  Il  Governo  ha dato la copertura.  Quindi,  per  quanto
  riguarda profili di incostituzionalità e di inammissibilità non  ce
  ne sono. Sul merito ognuno si atteggia  come ritiene più opportuno.
   Ma su questo votiamo.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO   GIUSEPPE.  Signor  Presidente,  non  entro  nel   merito
  dell'articolo.  Se lei mi segue vediamo se il mio messaggio  riesce
  ad arrivare chiaro a questa Presidenza.
   Noto, però, una diversità di visione su questo articolo.
   Se  lei  lo potesse accantonare, signor Presidente, perché prevedo
  che  qualche collega, chiedendo un voto elettronico, lei sa  l'Aula
  in questo momento come è combinata, lo dico perché non mi interessa
  ma qualcuno chiederà il voto segreto e verrà meno il numero legale.

   PRESIDENTE.  Voto palese o voto segreto. L'Aula liberamente  vota.
  Possiamo  fare  una  votazione per alzata e seduta.  Per  alzata  e
  seduta si votano questi articoli.
   Ognuno  ha espresso le proprie posizione e l'Aula vota liberamente
  o a favore o contro.
   Perché dividersi su queste cose? Palesemente.

   PANEPINTO. Accantoniamolo.

   PRESIDENTE.  Non  lo posso accantonare perché stamattina  dobbiamo
  esitare il  collegato . Non si possono accantonare gli articoli che
  fanno parte del testo.
   C'è  una  richiesta  di  voto segreto  sul  soppressivo  da  parte
  dell'onorevole Germanà.
   Scusate,  noi  accantoniamo tutto quello che vogliamo  però  siamo
  alla fine. Non posso accantonarlo.
   Allora,  Onorevoli  colleghi, l'articolo 77 viene  momentaneamente
  accantonato.
   Non mi potete dire di accantonarlo definitivamente perché fa parte
  dell'Aula.
   Si passa all'articolo 78, precedentemente accantonato.
   All'articolo  78 gli emendamenti soppressivi sono stati  ritirati.
  C'è un emendamento di riscrittura della IV Commissione, emendamento
  78.R
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 80, precedentemente accantonato.
   Ieri erano stati sollevati profili vari. Sono stati superati dagli
  Uffici.  Intanto,  comunico che l'articolo è  ammissibile.  Si  può
  trattare.
   E'  stato  presentato l'emendamento 80.4 dal Governo.  Emendamento
  modificativo. Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 80  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 81. Ne do lettura:

                               «Art. 81.
          Personale dipendente dell'Agenzia regionale per la
                       protezione dell'Ambiente

   1.   Al   personale  dipendente  dell'Agenzia  regionale  per   la
  protezione dell'Ambiente, ivi incluso il personale in posizione  di
  comando,  si  applica il Contratto Collettivo Nazionale  di  Lavoro
  Sanità.

   2.  Ai  fini  della riqualificazione professionale  del  personale
  dipendente  trovano  applicazione tutti gli  istituti  contrattuali
  previsti dal CCNL, ivi inclusi gli istituti di prima applicazione e
  le  norme  programmati che fino alla data della presente norma  non
  abbiano trovato applicazione.»

   Sono  stati presentati degli emendamenti soppressivi. Si  vota  il
  mantenimento.  Pongo in votazione l'articolo 81. Chi  è  favorevole
  rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 82. Ne do lettura:

                               «Art. 82.
                           Attività motorie

   1.  Gli  articoli 1, 2, 3, 4 e 7 della legge regionale 29 dicembre
  2014, n. 29 sono sostituiti dai seguenti:

                                 Art. 1
                               Finalità

   l.  Al  fine di valorizzare la pratica dell'attività fisica  e  di
  garantire  il  corretto  svolgimento delle  attività  fisicomotorie
  nonché   di  salvaguardare  la  tutela  della  salute,  la  Regione
  riconosce  e  valorizza le competenze degli operatori  del  settore
  motori  o  e  sportivo,  con particolare riguardo  ai  soggetti  in
  possesso  della  laurea  in  Scienze  motorie  di  cui  al  decreto
  legislativo  8  maggio  1998, n. 178 o  del  diploma  universitario
  dell'Istituto  superiore di educazione fisica (ISEF)  di  cui  alla
  legge  7  febbraio  1958,  n.  88.  Nelle  strutture  sanitarie   e
  sociosanitarie  pubbliche e private sia ai  fini  del  mantenimento
  della migliore efficienza fisica nelle differenti fasce d'età e nei
  confronti delle diverse abilità sia ai fini di socializzazione e di
  prevenzione,   la   Regione  riconosce  l'esercizio   dell'attività
  professionale svolta da soggetti in possesso di laurea  in  Scienze
  motori e o del diploma ISEF.

   2.  La  Regione,  nell'ambito  della diffusione  della  pratica  e
  dell'esercizio  delle attività fisico-motorie, promuove  la  tutela
  dei praticanti allo scopo di migliorarne la qualità della vita e il
  benessere.»

   E'  stato presentato da parte del Governo l'emendamento, 82.5.  Lo
  pongo in votazione.

   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.
    C'è un emendamento a firma dell'onorevole Rinaldi, dopo la parola
   professionale   aggiungere la parola  esclusivamente .  Il  parere
  del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi;

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 82.3 a firma dell'onorevole Cancelleri ed
  altri. E' prevista la soppressione del comma 1 lett. b all'articolo
  3. E' ritirato.
   Si  passa all'emendamento 82.4 a firma dell'onorevole Vinciullo ed
  altri, mi dicono gli Uffici che è già previsto dalla lettera B.
   Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Trizzino mi  ha  posto
  un   problema.   Per   errore  pensavo  che  avessero   detto   che
  l'emendamento 82.3 era ritirato, invece non è così.
   Pertanto,  dobbiamo ritornare all'emendamento 82.3,  a  firma  del
  Movimento Cinque Stelle.
   Il parere del  Governo?

   BARBAGALLO, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Il
  Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione. Ci rimettiamo all'Aula.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 82.3.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi;

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.   Onorevole   Vinciullo,   le   chiedo   di   ritirare
  l'emendamento 82.4, perché crea problemi di interpretazione.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  perché questa norma riguarda un disegno di legge che è a firma  mia
  e dell'onorevole Trizzino.
   Se  noi  questo testo, lo dobbiamo approvare nella  fretta  di  un
  momento come questo, in una legge che voleva regolamentare il fatto
  che  centri sportivi, che hanno una funzione importante,  venissero
  gestiti sostanzialmente da persone in assenza di titoli, competenza
  e professionalità, non sono d'accordo.
   Io  direi, più che accantonarlo, togliamolo da una discussione che
  è fatta con l'orologio che ci perseguita. Non possiamo riformare un
  sistema in questo modo.

   PRESIDENTE. No, onorevole Panepinto, capisco il suo auspicio.

   PANEPINTO.   Accantoniamolo  un  minuto  e  ci  confrontiamo   con
  l'Assessore.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi

    PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Zafarana e Ferreri  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di
   stabilità regionale. Stralcio I'. (n. 1276 Stralcio I/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


      Seguito della discussione del disegno di legge numero 1276
  Stralcio I/A: « Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
           2017. Legge di stabilità regionale. Stralcio I ».

   PRESIDENTE.  Onorevole Vinciullo, gli Uffici  mi  evidenziano  che
  comunque salta l'articolo 3 perché già è stato soppresso, almeno la
  lettera  B.  Può rimanere  sono esclusi dall'ambito di applicazione
  dei precedenti articoli 4 e 7 .
   C'è  un subemendamento della Commissione all'emendamento 82.4  che
  prevede la soppressione dell'articolo 3.
   Si passa all'emendamento 82.4.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 82, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedi

    PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Sammartino,  Nicotra,
  Dipasquale  e  Mangiacavallo hanno chiesto congedo  per  la  seduta
  odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

   'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di
   stabilità regionale. Stralcio I'.
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


      Seguito della discussione del disegno di legge numero 1276
  Stralcio I/A: « Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
           2017. Legge di stabilità regionale. Stralcio I ».

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si riprende l'esame dell'articolo
  77.  Ognuno  di  voi  ieri  ha  espresso  un  parere,  evitiamo  di
  incartarci  perché siamo alla votazione finale. Voto segreto,  voto
  palese, tutto quello che volete , si può votare per alzata e seduta
  con la registrazione per evitare la verifica.
   Allora, proceduralmente, siamo alla fase finale. Se noi iniziamo a
  chiedere il voto segreto non ne usciamo più, non sappiamo a  quando
  rinviamo,   anche   perché  dovremmo  essere   41   in   Aula   per
  l'approvazione del collegato. Per cui io vi chiedo, ognuno  esprima
  le  proprie posizioni, alcuni lo hanno detto e lo possono ribadire,
  ma conseguentemente votiamo, se non per alzata e seduta, che poi io
  ho  una  mia visione da qua che penso che sia quella corretta,  con
  sistema elettronico senza registrazione. Possiamo fare questo.
   Si avvia la discussione sull'articolo 77.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  ritorno  nel
  merito,   già   abbiamo  svolto  il  dibattito   ieri.   Però   sul
  subemendamento   77   R.2  presentato  dal   Governo   dove   dice:
   dall'istituzione  del  Comitato di cui  al  comma  2  non  possono
  derivare  nuovi  o  maggiori  oneri a  carico  del  bilancio  della
  Regione . Io posso chiedere se la Regione dà altri finanziamenti ai
  parchi  esistenti a cominciare dal Parco dei Nebrodi  e  tutti  gli
  altri parchi?

   BACCEI, assessore per l'economia. Sì.

   RINALDI.  Quindi non capisco come facciamo, signor Presidente,  ad
  istituire un nuovo parco dicendo che non ci saranno altri  oneri  a
  carico  della  Regione, quando invece costantemente  ogni  anno  il
  Bilancio prevede degli oneri finanziari per gli altri parchi.

   FORMICA.  Vogliamo sapere quanto spende per gli altri  parchi.  Mi
  deve certificare quanto spende per ogni parco.

   RINALDI. Infatti, ho chiesto quanto spende per gli atri parchi. Mi
  pare una cosa impossibile che, per questo parco, non spendiamo  una
  lira  e, invece, nel Bilancio della Regione ogni anno diamo i soldi
  agli altri parchi
   Quindi, credo che questa sia, come dire, quella che stiamo facendo
  oggi  è  una  falsità. Io comunque, Presidente, le chiedo  il  voto
  segreto già da ora.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi   io   sono
  rispettoso  dell'opinione dei colleghi che manifestano  perplessità
  sull'istituzione di questo parco e, debbo dire che, anche le ultime
  considerazioni  dell'onorevole  Rinaldi,  che  è  un   parlamentare
  attento,  mi  lasciano ancora più perplesso. E' chiaro  che  l'aver
  inserito nella norma che il comitato non determinerà spese a carico
  del bilancio regionale mi sembra un elemento di assoluta veridicità
  perché,   prima  che  il  parco  entri  nella  sua  piena  funzione
  passeranno anni.
   Per   cui,  debbo  dire  che  c'è  più  un  atteggiamento,  quasi,
  ideologico sul tema dei parchi  Credo che, e vorrei invitare  anche
  i  colleghi  a  confrontarsi sul tema della  perimetrazione,  della
  zonizzazione  perché, comunque, questa idea che i  parchi  facciano
  male è un'idea assolutamente sbagliata.
   Un  sindaco  -  il 2 giugno del 2010 lo ascoltai e che  fu  Angelo
  Vassallo  che  fu ucciso - ci spiegò che il Parco del Cilento,  che
  prima  vedeva l'ostilità di tanti comuni, oggi è arrivato a ben  82
  comuni. Per cui, io vorrei pregare i colleghi di confrontarsi, poi,
  sul  tavolo della perimetrazione e della zonizzazione  Ai  colleghi
  voglio aggiungere un ulteriore elemento. E' chiaro che il testo sul
  collegato è un testo sofferto, che ha visto confrontarsi  tutte  le
  Commissioni parlamentari, che ha visto impegnata la II Commissione,
  che ha visto ritornare gli atti nelle stesse Commissioni più di una
  volta.
   Lo  dico  all'onorevole Grasso, che non mi ascolta  E' chiaro  che
  l'impalcatura, che l'architettura che abbiamo costruito  di  questo
  testo, è un'impalcatura che si salvaguarda insieme; cioè credo  che
  sia  opportuno  mantenere anche gli impegni che, in  corso  d'opera
  reciprocamente, ci siamo dati, altrimenti, forse, è meglio chiudere
  qua  e  così evitiamo di allungare il dibattito all'infinito  e  il
  collegato sarà approvato la prossima legislatura

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   l'onorevole
  Panepinto,  poco  fa,  ha  detto  che  l'opposizione  verso  questo
  articolo  ha  il  sapore  di  un'opposizione  politica.  E'   vero
  Ideologica, è vero
   Onorevole Panepinto le do ragione, è vero, e meno male. E speriamo
  che possa ritornare l'ideologia in un Parlamento, sia regionale che
  nazionale, perché da quando manca l'ideologia assistiamo  a  questo
  fiorire  di  proposte,  l'una in contrasto con  l'atra,  e  ad  una
  marmellata che non distingue nulla.
     Verso  l'istituzione di questo nuovo parco, c'è una  opposizione
  ideologica e politica e ne spiego le ragioni, signor Presidente.
   Parto,  intanto,  dal presupposto che questo emendamento,  che  ha
  presentato  il  Governo, è un emendamento che è un  falso  in  atto
  pubblico.  Ho  chiesto  al  Governo,   mentre  parlava  l'onorevole
  Rinaldi, di dirci quanto costa ogni parco in Sicilia.
   Il  Governo afferma, in questo emendamento da lui presentato,  che
  non ci sono nuovi oneri: è un falso, perché ad ogni istituzione  di
  parco corrisponde una spesa certificata nel bilancio della Regione.
  Basta  prendere il bilancio della Regione e vedere quanto costa  un
  parco.  A  meno che, delle due l'una, non si cerca di  prendere  in
  giro il Parlamento e gli elettori, e i cittadini, dicendo che si fa
  una legge per scherzare.
   E'  una legge istitutiva di un comitato, non è una legge che vuole
  istituire   un  nuovo  parco,  ma  l'istituzione  del  comitato   è
  finalizzata, poi, a mettere in moto il meccanismo per  far  nascere
  questo  nuovo  parco:  delle  due l'una.  O  mettiamo  in  moto  il
  meccanismo che, a sua volta come ricaduta, avrà milioni  e  milioni
  di  euro di costo, oppure non è vero, stiamo dando il contentino  a
  qualcuno  ed  allora  mi  si deve spiegare perché,  da  giorni,  il
  Parlamento  è impegnato su questa proposta astrusa che,  lo  stesso
  Governo si camuffa dietro un parere fasullo.
   L'altra questione: non si capisce perché si vuole istituire con la
  forza, con la violenza dell'imposizione ideologica, un nuovo  parco
  che, veramente, ci porterebbe ad una situazione di non soluzione di
  continuità, da Palermo fino a Catania. Partendo da Palermo  avremmo
  tutta una serie di parchi in contiguità l'uno con l'altro, lungo la
  fascia  orientale che, con l'istituzione di questo nuovo parco,  si
  realizzerebbe  la  congiunzione tra il Parco dei Nebrodi  e  quello
  dell'Etna, compreso quello dell'Alcantara.
   A  questo  punto, da Palermo fino a Catania, ci sarebbe  un  unico
  grande  parco  con tanti bei saluti allo sviluppo,  con  tanti  bei
  saluti  all'agricoltura, con tanti bei saluti allo stesso  turismo,
  perché  i  vincoli  che  ne  ricadrebbero  sarebbero  assolutamente
  impeditivi per qualsiasi nuova attività.
   Noi   siamo  contro  questa  nuova  ipotesi  di  sviluppo  perché,
  peraltro, è fuori da ogni ragionevole previsione.
   L'intera  Sicilia  sarebbe un enorme parco, senza  alcuna  ipotesi
  reale di sviluppo come le cifre dimostrano. Sono lì a dimostrarlo.
   Siamo  in  presenza di un'imposizione ideologica, questa  sì,  che
  vede  la discriminazione costante nei confronti di intere categorie
  di  cittadini  siciliani che pagano le tasse e che  non  porterebbe
  alcun beneficio, se non la predisposizione di una serie di posti di
  lavoro a carico del bilancio della Regione.
   Noi, la discussione di questo ultimo anno ce lo dice, è là davanti
  che ce lo dimostra, non siamo nelle condizioni di creare nuovi enti
  mangiasoldi.  Noi  non  abbiamo le risorse per  permetterci  questi
  lussi  ideologici  da radical chic e questo Parlamento,  lo  invito
  caldamente a bocciare questa proposta che è illegittima, oltre  che
  improponibile, perché non è vero che non ci sono oneri.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di intervenire l'assessore Baccei  per  un
  chiarimento.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, qui la spesa che ora si configurava era la spesa  per  il
  comitato, quindi, dicendo che non ci sono oneri
     La  spesa che è prevista in questa fase sarebbe la spesa per  il
  comitato.  Mettendo questo subemendamento, stiamo  dicendo  che  al
  comitato  non  toccherà nessun compenso, né rimborso spese,  perché
  sono a zero oneri.
   Successivamente, ci sarà tutta una procedura, che conoscete meglio
  di  me,  che dura un certo periodo di tempo. In ogni caso,  se  tra
  qualche  anno si porrà il tema delle assunzioni, c'è una legge  che
  blocca le assunzioni, per cui bisognerebbe fare una legge che va in
  deroga  al blocco delle assunzioni per procedere ad assunzioni.  Al
  momento non è possibile

   CORDARO. Dobbiamo capire come funziona

   FORMICA.  Ho  capito,  ho capito. Creiamo questo  contenitore  per
  assorbire precariato

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Ripeto, onorevole  Formica,  a
  parte  che  esiste una cosa che è poco attuata in  Sicilia,  ma  si
  chiama  mobilità  del  personale. La Regione  siciliana  ha  14.000
  persone più migliaia di persone che già lavorano agli enti,  esiste
  una  cosa  che  viene  attuata ovunque che si chiama  mobilità  del
  personale. Quindi questa è già una prima risposta.
   In   ogni   caso,  se  si  volesse  assumere  una  sola   persona,
  bisognerebbe  fare  una  legge che va a derogare  il  blocco  delle
  assunzioni,  cosa che qui non è prevista. Per cui nel  capitolo  di
  spesa  c'è  zero, non è previsto al momento che ci  possano  essere
  ulteriori oneri.

   GERMANA'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GERMANA'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.  Siamo
  in  questo Parlamento da cinque anni e nella Commissione di merito,
  nella  IV  Commissione, ci saranno una ventina di disegni di  legge
  che riguardano i parchi.
   Ci  troviamo a fine legislatura probabilmente con questo treno che
  sta  passando  in corsa e ci vogliamo agganciare, il  Governo  e  i
  parlamentari che hanno presentato l'emendamento, a questo treno  in
  corsa  per  fare passare a tutti i costi una cosa che io  considero
  assolutamente  ridicola, oltretutto che non c'entra  nulla  con  un
  collegato alla finanziaria.
   Detto  questo, diceva l'onorevole Panepinto che c'era un  sindaco,
  non  mi ricordo di quale sindaco parlava, ma ce ne sono tanti altri
  sindaci, come quello di Floresta, il sindaco Lello Marzullo, che da
  un  paio di anni sta facendo una battaglia per uscire dal Parco dei
  Nebrodi, e stiamo parlando del Comune di Floresta, che è un  comune
  che ha un territorio ampissimo all'interno del Parco dei Nebrodi.
   Ieri  ho  fatto l'esempio del pomodoro di Pachino che, utilizzando
  quella sentenza del Tar, 1800 ettari sarebbero stati vincolati  dai
  pantani  di Pachino, sono stati liberati e, quindi, stiamo  andando
  incontro  ad un settore che, certamente, non è quello dell'attività
  venatoria.   E  poi  questo  subemendamento  del  Governo   che   è
  assolutamente  ridicolo,  perché anche l'assessore  Baccei  non  ha
  potuto  fare  a  meno di dire che, in questa fase, non  ci  saranno
  costi.  Certo, oggi partiamo con un parco, in questa  fase  non  ci
  saranno costi, però oggi si parte così, ma non sappiamo domani dove
  si arriva.

   FORMICA. Delle due l'una, è un falso che afferma.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.  Vorrei
  ribadire  l'esigenza e la volontà oggi di non creare  assolutamente
  nuovi  carrozzoni. Forse in passato si sono creati, ma  questo  non
  deve   impedirci  di  guardare  ad  una  prospettiva  di   sviluppo
  sostenibile, a un vantaggio per il territorio.
   Non  si  vogliono creare dei carrozzoni ma, al contrario, dobbiamo
  creare   degli   enti   in   grado  di   autofinanziarsi,   proprio
  compatibilmente alle normative nazionali, come abbiamo discusso per
  due  anni  di seguito in Commissione Ambiente, anche alla  presenza
  della  Presidente Maggio, bisogna modificare proprio le  normative.
  In  questo  senso  abbiamo  già fatto un  percorso  in  Commissione
  Ambiente proprio per rendere questi enti e queste aree protette  in
  grado  di  produrre introiti, in grado di attrarre maggiormente  il
  territorio,  il  turismo  e  creare  delle  delle  progettualità  a
  vantaggio di tutto il territorio.
   Inoltre,  un  altro obiettivo che vuole essere a  vantaggio  della
  creazione  di  questi parchi, è l'esigenza di attirare maggiormente
  finanziamenti  comunitari, perché sappiamo tutti che per  attingere
  ai  fondi  comunitari  servono delle progettualità  più  ampie,  di
  sistema,  a  vantaggio di tutto il territorio, di  tutti  i  comuni
  coinvolti e quindi per poter fare delle progettualità creare  delle
  infrastrutture di avanguardia per collegare tutto il territorio.
   Un  altro  motivo  per il quale non si vogliono  andare  a  creare
  carrozzoni, ad esempio, attualmente per quanto riguarda la proposta
  del parco dello Zingaro, del parco dei monti Elimi, all'interno c'è
  una  riserva,  quella dello Zingaro, questa riserva annualmente  fa
  più  di  un  milione  di incassi, quindi, non  stiamo  parlando  di
  carrozzoni,  ma  stiamo  parlando di riserve  che  producono  degli
  incassi  e che potrebbero essere reinvestiti in tutto il territorio
  coinvolto nel parco.
   Allo stesso modo, questi incassi potrebbero andare a sistema, come
  dicevo, anche di tutte le altre aree protette.
   Ieri si parlava di Corte costituzionale, di impugnative, eccetera,
  eccetera,  vorrei ribadire, se ho l'attenzione un po' dei colleghi,
  i motivi per i quali ci sono state queste impugnative, che erano la
  poca  partecipazione del territorio. In questo caso ad esempio  per
  quanto  riguarda  la  proposta  del  parco  Elimi,  c'è  la   piena
  condivisione  da parte dei sindaci, quindi non c'è la  mancanza  di
  partecipazione.
   Ed  inoltre,  con  la riscrittura proposta dalla  Commissione,  si
  vuole  avviare  un  percorso, non si sta creando già  dall'oggi  al
  domani  un  nuovo  parco, perché è chiaro che  bisogna  avviare  un
  percorso  che prenda in considerazione il territorio, i  cittadini,
  tutti  i  portatori  di  interesse. Infatti  la  riscrittura  della
  Commissione  Ambiente  parla proprio  di  avviare  il  comitato  di
  proposta  e  quindi  avviare il percorso sul territorio.  Questo  è
  importante.
   Quindi,   la   partecipazione   dei   cittadini   sarebbe   piena,
  compatibilmente  con  le  leggi nazionale,  per  cui  non  vedo  il
  problema.  C'è semplicemente forse una non volontà di andare  nella
  direzione  che  tutti  ci  auspichiamo.  Non  c'è  la  volontà   di
  risolvere
   Poi  ieri  qualcuno  parlava di caccia. Ancora volete  parlare  di
  caccia  dopo  che abbiamo visto la Sicilia interessata da  incendi?
  Che  cosa  è  rimasto in Sicilia? Noi veramente dovremmo  fare  una
  moratoria  su  tutte le aree percorse dagli incendi  perché  quella
  poca  fauna  che è rimasta ha bisogno di riprodursi, ha bisogno  di
  essere lasciata tranquilla.
   Quindi,  forse,  dovremmo riflettere un attimo quando  parliamo  e
  renderci conto che più del 70 per cento della nostra flora è  stata
  distrutta,  è  stata  deturpata dagli incendi,  renderci  conto  di
  quello che abbiamo davanti.

   MAGGIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAGGIO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, penso  che
  è  veramente  strumentale  il dibattito  che  si  sta  sviluppando.
  Qualcuno  nasconde, dietro il volere mettere il  carro  davanti  ai
  buoi, una pregiudiziale politica che non ha ragion d'essere.
   Intanto  vi  voglio  ricordare che la norma  recita  semplicemente
  l'istituzione  di  un  comitato per avviare il  percorso.  Percorso
  alquanto lungo, percorso che deve essere condiviso, e percorso  che
  deve ravvisare quegli elementi e quelle caratteristiche che portano
  all'istituzione  di un parco. L'istituzione dei  due  parchi,  così
  come  recita  l'articolato  di  cui  stiamo  parlando,  sicuramente
  potrebbe essere vantaggioso sotto tutti gli aspetti. Non mi  voglio
  dilungare,  perché  qui  è stato detto sotto  l'aspetto  economico,
  dello sviluppo del territorio, dello sviluppo del turismo, per  cui
  veramente mi pare specioso un dibattito che già dà per scontato che
  sono  stati  istituiti parchi che purtroppo non sono  ancora  stati
  istituiti.
   Quindi,  smettiamola, smettiamola di fare in  questa  maniera  una
  campagna  elettorale che fa capire alla gente che c'è qualcuno  che
  vuole sperperare risorse, che vuole fare assunzioni, che vuole fare
  non  si  sa  cosa,  quando  invece  l'obiettivo  è  sicuramente  un
  obiettivo  molto  più  positivo,  concreto  ed  a  sostegno   degli
  interessi dei siciliani.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   è   inutile
  nascondere  che l'articolo 77 crea delle tensioni che, secondo  me,
  in questo momento non fanno bene all'Aula.
   Sono  valutazioni politiche, come diceva l'onorevole Formica,  che
  vanno confrontate, ma non devono essere utilizzate per fare saltare
  il banco.
   Io,   sommessamente,  avrei  una  proposta  da  avanzare  se   può
  accantonare  l'articolo 77, è l'ultimo articolo  del  collegato,  e
  dunque  il  collegato, lavorare per mezz'ora sull'ultima legge  che
  abbiamo all'ordine del giorno e, approvata quella, prima di dare il
  voto  finale  alla legge sulle Province, affrontare serenamente  il
  problema dell'articolo 77.
   Questo permetterà di risolvere tutti i problemi.

   PRESIDENTE.  Questa  è  la prima volta che  si  sta  svolgendo  un
  dibattito nel merito. C'è chi dice che è a favore. C'è chi dice che
  è  contrario. L'onorevole Formica ha esposto le sue ragioni, ognuna
  ha esposto le sue ragioni.
   Il  Parlamento serve a questo, a confrontarsi. Una volta tanto che
  non   ci   sono  questioni,  non  si  alza  la  voce  e  ci  stiamo
  confrontando.
   Una  volta  che si chiude il dibattito perché lo abbiamo  ripreso,
  rispetto a ieri, il parlamento vota.
   Si può votare col voto segreto o per appello nominale, ma dobbiamo
  andare avanti.
   Siamo alla fine della legislatura, onorevole Turano.

   TURANO. Presidente, lo so bene.

   PRESIDENTE. Lei non mi può dire che c'è tensione. E' stato  svolto
  un dibattito civile.

   TURANO. Signor Presidente, io ho raccolto l'umore dell'Aula.

   PRESIDENTE. Lei raccoglie l'umore dell'Aula. E' un ruolo  che  lei
  ha avuto?

   TURANO. Mi creda che capisco il suo pensiero.

   PRESIDENTE.  Il  mio pensiero è così evidente.  Ho  l'interesse  a
  portare in porto il collegato.
   Questo è il ragionamento.

   TURANO. Signor presidente, pure io.

   PRESIDENTE. Se lei ha a cuore gli articoli dei quali si discute da
  oltre tre mesi.

   TURANO. Signor presidente, pure io e mi creda e in aggiunto al suo
  pensiero  io mi interesso a portare pure il disegno di legge  sulle
  Province.

   PRESIDENTE.  Vede che parlando, parlando viene  a  galla  il  vero
  ragionamento? Lei non doveva dire che c'è confusione o  altro.  C'è
  un   dibattito   civile.  Non  inventi  escamotage   per   bloccare
  l'attività.

   TURANO. Posso finire di parlare? Posso fare una proposta?  Lei  la
  giudicherà inammissibile, oppure l'Aula voterà a favore o contro.
   I   colleghi  rappresentano,  nella  loro  funzione  parlamentare,
  l'utilizzo  di  strumenti che ieri non sono stati  utilizzati.  Sto
  parlando della richiesta del numero legale o del voto segreto e che
  se  oggi  venissero utilizzati, cagionerebbero secondo me  il  buon
  esito di tutte le leggi.
   Questo non vorrei si verificasse e, allora l'ho rappresentato.  Ho
  fatto una proposta.

   PRESIDENTE.  E'  corretto. Onorevole Panepinto, tra  le  righe  si
  coglie un certo disagio su alcune sue affermazioni che, forse, sono
  state male interpretate.
   Per   cui,   se   chiariamo  questo  passaggio,  considerato   che
  successivamente  si passerà al voto, perché altrimenti  il  voto  è
  incerto.
   Sembrerebbe, ma forse si è compreso male, io non ho ascoltato bene
  che, nel caso in cui ci fosse la bocciatura dell'articolo 77 il suo
  gruppo  non  voterebbe  l'intero collegato. E'  opportuno  chiarire
  questo aspetto.
   Questo  è un Parlamento dove ci confrontiamo, ripeto, con garbo  e
  alla  luce  del  sole.  Succeda quel che deve  succedere,  con  gli
  strumenti regolamentari.
   Chiariamo questo aspetto

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono preoccupato
  e  sorpreso che un'Aula alla fine di una legislatura - perché  oggi
  sostanzialmente chiudiamo questi cinque anni - composta da Deputati
  -  almeno  quelli che solitamente sono presenti, i soliti  noti   -
  abbia frainteso un elemento.
   Nella discussione dell'articolo 77 si scontrano legittimamente due
  sensibilità e due modi di intendere le cose diverse.
   E'   chiaro   che  non  posso  prendere  impegni  per  il   Gruppo
  parlamentare  del  PD,  ma  certamente  non  posso  escludere   che
  Parlamentari   che  tenevano  tanto  all'ipotesi  di   approvazione
  dell'articolo 77 possano ritenere, come altri, come è già  accaduto
  e  come  probabilmente accadrà, di non volere partecipare  al  voto
  finale delle leggi.
   Questo non lo posso escludere.

   RINALDI. E' una minaccia?

   PANEPINTO. Onorevole Rinaldi, non è una minaccia.
   Se  c'è  un  Gruppo parlamentare, e di questo Gruppo  parlamentare
  alcuni deputati che stanno qui subendo umiliazioni e mortificazioni
  ogniqualvolta c'è la verifica del numero legale e, alla fine,  agli
  occhi dell'opinione pubblica, non ci sono quelli che stanno in Aula
  e quelli che stanno fuori.
   La  rappresentazione che diamo è che quelli che stanno dentro sono
  peggio  di quelli che non partecipano alle sedute, perché è  chiaro
  che  questa  distinzione  non c'è, non c'è  il  cartello  che  dice
   presenti e assenti'.
   Ci  sono soltanto novanta deputati che in qualche maniera non sono
  in  grado  di  votare  leggi.  Ci  contano  ormai  le  giornate  di
  inattività di questo Parlamento.
   Nessuno si senta leso in un Parlamento che solitamente cammina con
  un passo felpato su tutto.
   Non  escludo  che sulle province o sul voto finale  del  collegato
  possano esserci parlamentari - e io rifletterò per me stesso -  che
  abbiano dei dubbi e perplessità nell'avere accolto, sintetizzato.
   Faccio  un esempio. C'è stata una norma con un emendamento di  NCD
  che  ha  modificato  una legge, quella sulla garanzia  di  laureati
  all'ISEF, messa là come se fosse un emendamento tecnico.
   Non   esistono  Gruppi  parlamentari  che  hanno  una  specie   di
  guarantigie  e  Gruppi parlamentari che hanno  solo  una  funzione,
  quello  di  garantire il numero legale e votare gli emendamenti  di
  tutti  gli  altri,  che  siano dell'NCD, che  siano  dell'Assessore
  Vermiglio, i cinque milioni per esempio.
   Ognuno tirerà le conseguenze alla fine del voto.
   Siamo all'ultima giornata di questo Parlamento. Non ho né la forza
  né  l'autorevolezza per minacciare nessuno. Non mi posso  impegnare
  per tutto il Gruppo parlamentare.
   Certamente decido per me, così come altri decideranno per  loro  e
  non  è  escluso  che,  in un'impalcatura-architettura  che  abbiamo
  costruito  unitariamente, chi vorrà fare il più  furbo  l'ha  fatto
  perché ho citato l'articolo 82, ma potrei fare una citazione  lunga
  e articolata su tante norme.
   Se  l'architettura cade il disimpegno è reciproco per  tutti,  per
  essere molto chiari.
   Chiedo scusa, se mi sono spiegato male, alla Presidenza e a  tutta
  l'Aula.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, Assessori, onorevoli  colleghi,  vorrei
  portare  il dibattito più nel merito dell'argomento che ai presunti
  mal  di  pancia  che potrebberi scatenare un voto segreto  o  altre
  soluzioni che l'Aula deciderà di prendere sulla modalità di voto.
   Vorrei rassicurare nel merito e nel contenuto.
   Non  bisogna  intimorirsi  dall'articolo,  in  quanto  quello  che
  dobbiamo prendere in considerazione è quello della Commissione  che
  è  molto equilibrato. Non si istituisce nessun parco, ma si dà  una
  traccia sul percorso della formazione degli eventuali parchi.
   Si  parla  tanto  della  realtà dei Peloritani,  ma  non  dobbiamo
  dimenticare  che  anche il trapanese, terra  degli  Elimi,  sarebbe
  coinvolto da questo processo.
   Un processo estremamente diverso.
   Signor  Presidente, qui si produce un percorso che  è  quello  che
  dovrebbe essere, perché mentre la vecchia politica ci ha educati  a
  dei  parchi  che  vengono a volte calati dall'alto e,  quindi,  non
  vengono  vissuti  dai  territori  ad  una  modalità  che  è  quella
  corretta,  che  è  quella che l'Europa ci indica  di  intraprendere
  quando  si  vogliono coinvolgere degli ambiti dei territori  che  è
  quello  buttom-up cioè di uno sviluppo locale che nasce dai bisogni
  e  dalla volontà dei territori e, quindi, si propone la nascita del
  comitato promotore. Si indicano dei tempi e delle modalità.
   E'  chiaro  che  in questo periodo cuscinetto, andranno  acquisite
  tutte   quelle  documentazioni  previste  dalla  norma,  ed   anche
  l'espressione  dei  consigli comunali, che  dovranno  esprimere  la
  propria  volontà  di iniziare questo percorso  di  sviluppo,  e  lo
  chiamo  percorso di sviluppo perché, a differenza di  quanti  molti
  dinosauri  pensano,  il parco è un modello di  sviluppo  economico.
  Perchè  le produzioni agricole che si fanno all'interno dei  parchi
  sono  produzioni di qualità, produzioni che possono aderire  a  dei
  marchi, produzioni prevalentemente biologiche e, quindi, di qualità
  che si collocano meglio sul mercato, diventano territori attrattivi
  per  il  turismo naturalistico, diventano una modalità concreta  di
  applicazione degli studi scientifici che ci dicono che le  aree  di
  riserva, le aree protette, i parchi, sono il modo più efficace  per
  contrastare le alterazioni clima-alteranti.
   Non  dobbiamo pensare che ai fenomeni atmosferici che  sconvolgono
  il  nostro  territorio e poi ne prendiamo atto  quando  sentiamo  i
  territori, e quando ci viene richiesto di intervenire con  sostegni
  economici per quelle porzioni di territorio che vengono devastate.
   Noi  corriamo ai ripari mettendoci soldi se, invece,  noi  creiamo
  delle  vaste  aree  di  protezione abbiamo un  clima  più  stabile,
  abbiamo  meno fenomeni catastrofici, abbiamo un notevole  risparmio
  sugli  interventi che a posteriori devono essere fatti  e,  quindi,
  come nella medicina, la prevenzione anziché l'intervento d'urgenza.
   Pertanto,  avere  una prospettiva, una visione  in  tal  senso,  è
  estremamente  importante e sarebbe un segno di maturità  per  tutti
  noi quello di dare il via, tra l'altro, ad un percorso che è quello
  veramente  partecipato che non fa sentire i  territori  vittime  di
  azioni che provengono dall'Aula. In alcun modo qui si vuole forzare
  nessuno.
   Vorremmo  anche dire che già quelle aree sono vincolate per  molti
  aspetti,  e questo mette in difficoltà gli amministratori  che  non
  riescono  a  programmare  lo sviluppo in  maniera  organica  ed  in
  maniera coerente e, quindi, anche in questo caso stiamo facendo  il
  nostro dovere.
   Per  quanto  riguarda l'immediatezza delle spese, vorrei  dire  ai
  colleghi,  dimentichiamo, chiudiamo quella  pagina  dove  il  parco
  viene  considerato un carrozzone mangiasoldi. In questo caso,  come
  ha  ben detto anche l'assessore Baccei, non è prevista spesa perché
  intanto  siamo nella fase di comitato e, quindi, di partecipazione,
  ma  poi  dobbiamo pensare, e in Commissione Ambiente ci sono  state
  molte  proposte anche di armonizzare con un'agenzia  unica  per  il
  territorio e per i parchi, che dia una governance di regolamenti  e
  regole certe per tutti, e che coordini le attività dei parchi.
   E poi, signor Presidente, ultima cosa, cosa ci sarebbe di male nel
  fatto   che   il   nostro  territorio,  tutta  la  Sicilia,   tutto
  l'arcipelago  Sicilia,  diventi un vero esempio  d'avanguardia  per
  tutti  di un territorio  che viene protetto, dove non si usano  più
  pesticidi, dove si fanno interventi armonizzati con la natura.
   Questo per noi sarebbe il vero volano di benessere complessivo per
  i  cittadini, sul piano economico, sul piano ambientale e sul piano
  della  partecipazione, i tre pilastri della sostenibilità a  cui  a
  parole  tutti  protendono, ma che nei fatti vengono osteggiati  per
  piccoli ghiribizzi e litigi d'Aula

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi meraviglio
  affatto  che questo argomento dei parchi venga dibattuto con  tanta
  foga e con tanto interesse.
   E'  anche  un  fatto  ideologico. E'  naturale  perché  la  nostra
  Sinistra  ha avuto sempre una attenzione verso l'ambiente;  l'altra
  parte  questa  attenzione  non  l'ha  mai  avuta.  Quindi,  non  mi
  sorprendo che ci sia un dibattito, anzi, forse il dibattito su ogni
  articolo  di  questo   collegato  andava  fatto  così,  in  maniera
  partecipata.
   Purtroppo la fretta, la fretta di questi giorni, per le assenze di
  taluni  che  hanno fatto saltare le sedute, ci ha portato  a  dover
  correre  e molte volte qualcosa ci è sfuggita. Quindi, l'attenzione
  che  viene  data  alla istituzione dei parchi per  me  è  un  fatto
  positivo.
   Io  credo  che  i  parchi siano un fatto non  solo  accettato,  ma
  desiderato  da  parte  non  solo dei cittadini,  ma  da  parte  dei
  turisti.
   I  parchi  oltre  a  conservare  flora,  fauna,  biodiversità,  se
  frequentati  nella  maniera  giusta,  quindi  dai  bambini,   dalle
  famiglie,  dai turisti come dicevo poco fa, sono anche un presidio,
  checché se ne voglia dire qui, rispetto agli incendi, perché  ormai
  siamo diventati tutti esperti di incendi, sono un presidio comunque
  del territorio.
   Quindi, ben vengano i parchi. All'estero ce li invidiano e laddove
  è  possibile  vediamo  i  grandi parchi del  Trentino,  del  Friuli
  Venezia  Giulia, in Svizzera e, quindi, questa ostilità  in  questa
  Aula veramente non riesco a capirla.
   Io  nella passata legislatura ho partecipato attivamente,  insieme
  all'onorevole  Panepinto,  alla istituzione  del  Parco  dei  Monti
  Sicani, e ho girato tutti i comuni che avevano aderito.
   E' chiaro che anche lì abbiamo avuto uno scontro con una parte dei
  cittadini,  ma  erano elementi di interessi contrapposti.  A  volte
  c'era  la questione della caccia, a volte c'era la questione  della
  casa, di alcune case che più o meno ricadevano nel Parco. Ma questo
  è.
   E'  una questione di scelte. Ha ragione il Presidente quando  dice
   alla  fine  votiamo   e  non  con il  voto  segreto.  La  dobbiamo
  smettere. Avevo ragione io. Ho fatto bene a non essere d'accordo  a
  quel voto.
   Perché  il  voto segreto continua a fare nascondere le persone,  i
  parlamentari, i deputati.
   Quindi,  Presidente, andiamo avanti e votiamo con voto palese,  io
  ve  lo chiedo a tutti, votiamo con voto palese in modo che ciascuno
  si assuma la responsabilità.

     CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

        PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi
  occupo  di  tutto  come se ne occupa lei onorevole Formica,  perché
  sono  stato come lei eletto per essere parlamentare prima di tutto,
  onorevole  Rinaldi si calmi, si legga il Regolamento dell'Assemblea
  e poi parli. Però lei ha bisogno di un'altra legislatura per capire
  il Regolamento dell'Assemblea.
   Signor  Presidente,  ritengo di avere  diritto  di  parlare  senza
  essere interrotto.
   Io  ho sentito alcuni argomenti che investono anche indirettamente
  il  settore che in questo momento presiedo come Assessore,  ma  che
  non riguarda certamente solo l'agricoltura.
   Qui  stiamo  parlando  di  un'area in  cui  la  gran  parte  della
  zonizzazione  che  dovrà  essere proposta  dall'Assessorato  è  già
  sottoposta  a  vincoli, sia per i vincoli sick, sia per  i  vincoli
  connessi alle aree di demanio forestale, sia per i vincoli  per  le
  aree natura 2000, quindi stiamo parlando di un'area nella quale  la
  stragrande  maggioranza del territorio ha già dei vincoli  connessi
  ad una zonizzazione esistente.
   Il  tema  che  abbiamo non è quali vincoli si determinano  con  il
  parco,  è  valutare o meno se il parco, l'istituzione di un  parco,
  che  tra  l'altro  ricordo, come è stato ricordato  dal  Presidente
  dell'Assemblea con la procedura prevista dalla legge  nazionale,  è
  obbligatorio che i Comuni decidano di aderirvi o meno,  quindi  non
  c'è  nessun  atto  come dire decisionista da parte  della  Regione,
  pertanto,  da questo punto di vista la possibilità di istituire  un
  parco è oggi un fattore di promozione di un territorio.
   Signor Presidente, io credo che in un momento come quello che  sta
  vivendo  la  Sicilia oggi, la domanda che ci viene da più  settori,
  l'agricoltura  in particolare, è di esercitare la propria  attività
  vendendo il territorio oltre che il prodotto, vendere qualità e  la
  qualità   del   territorio  è  un  fattore  che  aiuta   anche   la
  commercializzazione  dei  prodotti. Lo  vediamo  con  il  vino,  lo
  vediamo quello che è successo sull'Etna, lo vediamo dal fatto -  lo
  dico ai colleghi anche della provincia di Messina - che quando  nel
  1986  fu istituito il Parco dei Nebrodi - e l'onorevole Formica  vi
  potrà  confermare  - una parte allora dei Comuni di  quell'area  si
  opponeva,  anche i cittadini non solo i Comuni all'istituzione  del
  Parco.  Nel  corso  di  questi trent'anni  una  parte  dei  Comuni,
  onorevole Rinaldi e lei li conosce bene, che erano fuori dal parco,
  hanno chiesto loro di potervi aderire.

   RINALDI. Ci sono comuni che hanno chiesto di uscire.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Onorevole Rinaldi, lei sa bene che è  solo  un
  Comune  e  non  per  ragioni  ambientali  è  connesso  a  dinamiche
  politiche locali legate alla questione dell'Ente parco dei Nebrodi.
  Detto  questo - è legittima qualunque opinione - però dire come  si
  dice che il Parco vincola qualcosa che è già vincolato, mi permetto
  di dire, è una ossimoro.
   Ho  sentito anche qui argomenti, lo dico all'onorevole Palmeri che
  ho  visto ha difeso l'idea di istituire il parco, però ha detto una
  cosa  che non è vera. Nelle aree percorse da fuoco, e lo dico  oggi
  in   Aula   parlando  a  chi  polemizza  anche  oggi  sui  giornali
  relativamente  al  decreto sulla caccia, è  vietato  esercitare  la
  caccia.
   Aggiungo,  nel  decreto che è stato varato  l'altro  ieri  per  il
  calendario  venatorio 2017-2018 abbiamo introdotto  una  fascia  di
  rispetto che è di 100 metri rispetto alla perimetrazione delle aree
  incendiate,  che impedisce l'esercizio dell'attività venatoria.  Lo
  dico  perché,  onorevoli colleghi, noi non  possiamo  continuare  a
  dividerci  dicendo  ognuno di noi cose che però  non  corrispondono
  alle  norme vigenti, perché così facciamo tutti confusione. Si  può
  essere  d'accordo  o  non  d'accordo, è legittimo.  Ma  non  usiamo
  elementi  che  hanno effetti valutativi distorsivi rispetto  a  una
  questione che c'è a chi per ragioni culturali - io dico per ragioni
  economiche  -  il  parco conviene  Non per ragioni ambientali,  per
  ragioni  economiche.  Un'area  che si  presenta  con  una  identità
  ambientalmente eccellente è un'area che può contenere in sé fattori
  di crescita economica rispetto ad altre aree.
   Io,  se  si  vota,  voterò  a favore dell'istituzione  con  grande
  rispetto  di  chi  voterà  contro. Ma  non  diciamo  cose  che  non
  c'entrano   nulla  rispetto  all'istituzione  o  meno  del   parco.
  L'istituzione del parco non pregiudica diritti soggettivi. Ci  deve
  essere  poi  un  regolamento, un regolamento approvato  dai  Comuni
  assieme  alla zonizzazione. Quindi è chiaro che oggi si  avvia  una
  procedura, però avviarla è meglio di lasciare le cose come stanno.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   il   Presidente   della   IV
  Commissione, onorevole Maggio, mi ha preannunciato un emendamento.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi io mi  sento  un
  tantino  in  imbarazzo avendo ascoltato gli interventi di  colleghi
  della  Provincia di Messina che hanno argomentato la loro  ostilità
  all'istituzione del Parco del Pleloritani.
   Io  vedo  questa  ipotesi  esclusivamente come  un'opportunità  di
  sviluppo  per  quella  parte  della  Provincia  di  Messina  che  è
  interessata da questa eventuale istituzione. Avendo già detto, e mi
  dispiace che i colleghi non abbiano colto questo elemento,  che  la
  realtà  di  cui  parliamo  è già oggetto  di  vincoli  per  ragioni
  ambientali e paesistiche estesissime.
   Quindi,  noi condanniamo un territorio ad avere i vincoli che  non
  sempre  si  trasformano  in  tutela e valorizzazione,  senza  avere
  nessuna opportunità. Io l'affronto così la questione. Non mi  passa
  neanche per la testa di farne una questione ideologica, perché  non
  avrebbe  nessun senso. Etichettare una vicenda di questo genere  in
  termini  di destra o sinistra o di progressisti e conservatori,  mi
  pare  una  cosa insensata. Io parto dal presupposto  che  questa  è
  un'opportunità e tutti i parchi che sono stati istituiti in  Italia
  e in Sicilia che sono operativi hanno costituito un valore aggiunto
  per quei territori.
   Quindi,  negare  questa opportunità è del tutto sbagliato,  e  non
  capisco  come  persone che operano all'interno  di  un  territorio,
  esponenti  politici  di  rilievo,  neghino  questa  evidenza  e  si
  trincerino  dietro  ragioni  di ordine  culturale  o,  addirittura,
  ideologico.
   Io,  naturalmente, Presidente, non voglio accentuare la  polemica,
  però  vorrei semplicemente precisare che, evidentemente  per  colpa
  della passione politica, sono state dette inesattezze che non fanno
  onore a chi le ha sottolineate.
   L'assessore  Baccei  ha  risposto sul tema  del  personale,  della
  assunzioni, eccetera. Io credo che un parlamentare normale dovrebbe
  già  saperlo, senza che glielo spieghi l'assessore, che in  Sicilia
  c'è  il blocco delle assunzioni, che vale per la Regione e per  gli
  enti  collegati  alla  Regione  in qualunque  modo.  Quindi,  si  è
  utilizzato un argomento che non ha nessun fondamento
   La questione della governance. Io vorrei dire ai colleghi, che qui
  hanno  parlato contro il Parco dei monti Peloritani e degli  Elimi,
  che  il  Governo attuale aveva ipotizzato una governance unica  per
  tutti  i parchi della Sicilia. Aveva ipotizzato, in subordine,  una
  governance  unica per i parchi all'interno, diciamo così,  di  aree
  omogenee  e, come dire, non è andata avanti questa ipotesi  proprio
  perché, come ricordava il collega Germanà, c'è una legge sui parchi
  e  le riserve, e si disse che queste norme potevano essere inserite
  in  quella  legge che, come è noto, non ha visto la luce in  questa
  legislatura: la Commissione ha fatto un ottimo lavoro, in Aula  non
  è arrivata.
   Quindi, che cosa resta di tutta questa discussione? Quello che  ha
  detto,  esplicitamente, l'onorevole Formica e, cioè che nel  centro
  destra,  nella  destra siciliana, c'è un'ostilità  preconcetta  nei
  confronti  dei  parchi e, immagino anche, delle riserve  perché  li
  considerano, evidentemente, elementi negativi. Quindi, i  siciliani
  penso  che  dovranno  -  e  se  ne  dovrà  fare  una  ragione  pure
  l'onorevole  Musumeci  -  devono sapere che,  se  verrà  eletto  un
  candidato  di  centro  destra alle prossime  elezioni,  metterà  in
  discussione il sistema dei parchi e delle riserve.
   Perché se sono considerati elementi negativi, non solo non  se  ne
  istituiranno  di  nuovi  ma,  addirittura  se  prevale   l'opinione
  dell'onorevole Formica, saranno chiusi quelli che già ci sono.
   Io  penso che questa sarebbe una scelta distruttiva, non dal punto
  di  vista  politico  ma  dal  punto di vista  dell'interesse  della
  Sicilia.

   PRESIDENTE. L'emendamento preannunciato dall'onorevole  Maggio,  è
  stato depositato?

   FORMICA. Presidente, c'è un soppressivo. Votiamolo

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, il soppressivo viene prima. Quindi,
  si  voterà  prima il soppressivo  Se passa il soppressivo,  non  ci
  sono  emendamenti, però io ho il dovere di dire che la  Commissione
  ha presentato un emendamento sostitutivo.

   FORMICA. Votiamo

   PRESIDENTE.  Intanto,  distribuiamo l'emendamento  77.R.3,  che  è
  interamente   sostitutivo.  Onorevoli  colleghi,  prendete   posto.
  Nell'ordine,  è  stato  presentato un emendamento  sostitutivo  del
  77.R.  Prima, in ogni caso, votiamo il soppressivo. Il  parere  del
  Governo?

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CIMINO. La Commissione si rimette all'Aula.

   RINALDI.  Signor Presidente, se ci dà il tempo di leggerlo,  forse
  può essere che sul soppressivo ci ragioniamo.

   PRESIDENTE.    E'   stato  chiesto  un  po'  tempo   per   l'esame
  dell'emendamento presentato dalla Commissione. Sospendo,  pertanto,
  brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.36, è ripresa alle ore 13.37)

   La seduta è ripresa.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, io vorrei capire una cosa. Mi è sembrato
  di  capire  che  lei parlava di emendamento della  Commissione;  le
  chiedo conferma di questa cosa o meno.

   PRESIDENTE. Questo emendamento era stato presentato dall'onorevole
  Maggio,  quale  presidente della IV Commissione, però,  occorre  la
  firma della II Commissione.
   L'ha firmata pure l'onorevole Palmeri, vedo.

   FOTI.  Signor Presidente, io vorrei capire una cosa: da una  parte
  si  parla  di sviluppo locale, di un approccio diverso  che  non  è
  quello  in  cui  la  politica mette dei paletti  e,  poi,  qua,  ci
  ritroviamo  una versione ristretta dove il comitato viene  nominato
  dall'Assessore.   Ma,   almeno,  introdurre   su   proposta   delle
  popolazioni,  perché altrimenti qui avremo dei nomi che  formeranno
  il  comitato ma che non provengono dal basso, sono sempre di nomina
  assessoriale. Ci perdiamo, poi, in un bicchiere d'acqua ed, allora,
  sì che alcune preoccupazioni potrebbero essere suffragate.
   Signor  Presidente, io mi chiedo come si possa,  se  è  possibile,
  subemendare,   quanto   meno  avere  il   tempo   di   un'ulteriore
  riscrittura, perché  questa è peggiorativa, si va a semplificare ma
  si  tolgono degli elementi cardini che abbiamo cercato di  perorare
  durante questo lungo dibattito.
   E  poi  si  eliminano i tempi. Lì c'erano dei tempi contingentati:
  entro  90  giorni  si forma il comitato, viene fatta  la  proposta,
  viene  approvata  dagli assessorati, quindi, non c'è  assolutamente
  un'esclusione da parte della Regione, però, in questa  maniera,  si
  perde il senso.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessori,
  desideravo fare qualche riflessione in merito a questo articolo che
  è  stato così fortemente dibattuto fra coloro i quali sostengono la
  validità  di  questa  legge  e coloro i  quali  non  sono  convinti
  assolutamente di approvarlo.
   Siamo,  fra  l'altro,  ormai in una fase  molto  delicata  per  il
  completamento  del   collegato  e per tutto quello  che  ancora  ci
  resta da fare e sono anche convinto che, data la validità del  tema
  trattato,  considerato che è un fatto estremamente  importante  non
  solo  per il territorio messinese, ma ritengo per tutta la Sicilia,
  credo  che  possiamo anche stralciare questo articolo,  stralciarlo
  per  trattarlo  poi  con  un disegno di legge  ad  hoc,  visto  che
  l'argomento  è così sentito da tutti. Liquidarlo oggi con  un  voto
  che,  probabilmente, sarà anche segreto da quello che io  sento  in
  giro,  per poi bocciare questo articolo, probabilmente questo  sarà
  anche  un  danno  e  lo  dico anche a chi,  in  questo  momento,  è
  sostenitore di questa legge.
   Quindi,   perché  correre  questo  rischio?  Perché   invece   non
  approfondire  e  rimandare in Commissione  l'articolo  in  modo  da
  essere  ulteriormente approfondito e, probabilmente,  condiviso  da
  tutti?  Io credo che questa sia una proposta di mediazione che  può
  essere accolta dall'Aula.
   Quindi,  Presidente,  io le chiedo veramente di  poter  stralciare
  questo  articolo per ritrattarlo poi in un momento  successivo  con
  maggiore  serenità. Quindi, lo rimandi in Commissione  perché  vedo
  delle  divisioni veramente forti per cui sono convinto che oggi  il
  vero  rischio,  caro  onorevole Panarello, è quello  poi  del  voto
  segreto con la bocciatura dell'articolo. E per quale motivo correre
  questo  rischio? La politica è fatta anche di moderazione, è  fatta
  anche  di  riflessione, è fatta anche di accettare queste  proposte
  per approfondire l'argomento e, possibilmente, magari in un secondo
  momento,  si troverà un accordo complessivo per poter poi approvare
  il disegno di legge.
   Quindi,  Presidente, la mia proposta - per favore,  se  magari  la
  mette  ai  voti - è di poter stralciare l'articolo e poi riparlarne
  in  un secondo momento con un disegno ad hoc, perché non mi pare un
  argomento  da  inserire in un  collegato , soprattutto  nella  fase
  ormai  frenetica dove ormai siamo alla fine di questo  lavoro  così
  estenuante  dove  rischiamo di impantanarci e rischiamo  di  creare
  delle lacerazioni che poi non ci consentono di andare più avanti.
   Quindi,  Presidente,  rifletta anche su  questo  e  vediamo  se  è
  possibile stralciare questo articolo.

   PRESIDENTE. Onorevole Fontana, mi ascolti, la disponibilità  dello
  stralcio  dell'articolo  non appartiene alla  mia  discrezionalità.
  Deve votare l'Aula, questo è il punto.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  noi
  abbiamo  letto  il  subemendamento  77.R.3,  se  i  colleghi   sono
  d'accordo  e  possiamo  apportare queste  modifiche  lo  approviamo
  all'unanimità e così superiamo questo ostacolo.
   L'articolo  verrebbe  così  riscritto:  Art.  77  Istituzione  del
  Comitato  per  la  proposta dell'istituzione del  Parco  dei  Monti
  Peloritani  e  del  Parco delle Terre degli Elimi .  Istituiamo  il
  comitato.
   1.   Al  fine  di pervenire alla istituzione del Parco  dei  Monti
  Peloritani   e   del  Parco  delle  Terre  degli  Elimi,   con   la
  partecipazione  della popolazione locale e la collaborazione  degli
  enti e delle associazioni interessate e presenti nel territorio,  è
  costituito  un  Comitato  avente  il  compito  di  sottoporre  alla
  Commissione  di  merito  per la successiva  proposta  di  legge  da
  sottoporre al Parlamento l'istituzione dei suddetti parchi.
   2. Il Comitato è nominato con decreto dell'Assessore regionale per
  il territorio e ambiente. Il comitato è a titolo gratuito e prevede
  la  partecipazione  delle associazioni venatorie,  ambientalistiche
  maggiormente rappresentate in Sicilia' .
   Se siamo tutti d'accordo, lo vogliamo così.

                           (Brusio in Aula)

   RINALDI. Quelle maggiormente rappresentative, poi sarà il  decreto
  dell'Assessore a stabilire quali saranno.

   PRESIDENTE.   Sulla  mediazione  ci  può  stare   tutto.   Abbiamo
  introdotto  nel  nostro  ordinamento  un  nuovo  soggetto  che  può
  proporre leggi. C'è un comitato che propone leggi.

   RINALDI. E' un comitato che fa la proposta alla Commissione.

   PRESIDENTE. Alla Commissione?

   RINALDI.  Sì,  poi  sarà  la  Commissione  che  deciderà.  E'   la
  Commissione di merito che elabora il disegno di legge.

   PRESIDENTE. Una cosa per volta. L'onorevole Fontana aveva  chiesto
  lo stralcio e il rinvio in Commissione.
   Sulla  richiesta  di rinvio in Commissione si vota  per  alzata  e
  seduta.  Al  fine  di  evitare  equivoci  votiamo  con  il  sistema
  elettronico, senza registrare i votanti.
   Chi  vota a favore del rinvio in Commissione, vota verde; chi vota
  contro vota rosso.
   Dichiaro aperta la votazione.

                           (Non è approvata)

   L'Assemblea non approva il rinvio in Commissione.

   CORDARO. Che dice?

   PRESIDENTE.  Onorevole Cordaro, che dici? No,  che  dice,  no   Ho
  fatto proprio la votazione per evitare questioni

   CORDARO. Presidente, chiedo la verifica del voto.

   PRESIDENTE. Non c'è nessuna verifica del voto  C'è il verbale.

   CORDARO. Presidente, non creiamo incidenti

   PRESIDENTE. Non creiamo nessun incidente, non si permetta di dirlo
  più
     I  voti  sono  31  a 25. Non c'è la registrazione  dei  votanti.
  L'Assemblea non approva in base al sistema elettronico.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo l'onorevole Musumeci.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Riprende la discussione del disegno di legge n. 1276 Stralcio I/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, nell'ordine dobbiamo andare  alla
  votazione del soppressivo.
   Onorevoli colleghi, per essere chiari, siccome si è detto tutto  e
  il contrario di tutto, chiariamo quello che votiamo. Voteremo prima
  il  soppressivo, a seguire la copertura finanziaria all'emendamento
  77  R  con  riferimento  al comitato. Prima  abbiamo  l'emendamento
  soppressivo 77.1. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CROCETTA, Presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  La Commissione si rimette all'Aula.

   RINALDI. Chiedo che la votazione avvenga  a scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 77.1.

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 77.1 soppressivo dell'articolo 77.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          33
   Contrari            24
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

    Onorevoli colleghi, abbiamo finito l'articolato.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  ha chiesto di  essere  considerato  in
  congedo l'onorevole Giuffrida.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende la discussione del disegno di legge n. 1276 Stralcio I/A

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   sono   arrivati   tantissimi
  emendamenti.  Arrivano  da  tutte  le  parti.  Per  quello  che  mi
  riguarda,  sono dell'avviso di ammettere sottoforma di emendamento,
  se  siamo d'accordo, solo l'emendamento presentato dal Governo  sul
  CAS.
   E'  un  emendamento di interpretazione autentica che ha  fatto  la
  Commissione Antimafia.

   CORDARO. C'era anche quella della programmazione.

   PRESIDENTE.  Lo  so,  c'era quella della  programmazione  che  era
  l'abrogazione della norma.
   Scusate, se siamo d'accordo su questo chiudiamo solo su questi tre
  articoli.
    Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.53, è ripresa alle ore 13.54)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, se siamo  d'accordo,  ammettiamo
  solo  tre  emendamenti.  Non siamo d'accordo ed  allora  non  viene
  ammesso nessun emendamento.
   Il  collegato  è stato finito. Si dà il voto finale al collegato.

    CORDARO. Se lei ci dà tre minuti, ci ritroviamo.

   PRESIDENTE. Siccome lei ci proverà. Io ho avuto un lungo elenco di
  emendamenti. Non è possibile
   La  Commissione  ha  fatto un lavoro. Io non  voglio  sminuire  il
  lavoro dell'Aula, però ha fatto un lavoro la Commissione.
   Onorevoli  colleghi, sospendo la seduta avvertendo che  riprenderà
  alle ore 14.15.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.55, è ripresa alle ore 14.30)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, era  prevista  la  ripresa  alle
  14.15, sono le 14.30. Il Governo è presente, la II Commissione, gli
  onorevoli Savona e Clemente sono presenti.
   Sostanzialmente  abbiamo  finito l'articolato  del  collegato.  Io
  ripropongo all'Aula la discussione ed eventuale approvazione di tre
  emendamenti. Uno che riguarda norme in materia di consorzio per  le
  autostrade   siciliane,  presentato  dal  Governo  e   passato   in
  Commissione   (A300);  il  secondo  (A295)  è  una  interpretazione
  autentica,  commi  2  e  4,  della  legge  regionale  n.   15/2008,
  presentato  dalla  Commissione  Antimafia,  ed  un  terzo   (A296),
  presentato  dal Governo, riguarda i fondi comunitari per  sbloccare
  la spesa sui fondi comunitari.

   FIGUCCIA. Qual è questo terzo?

   PRESIDENTE.  E'  abrogato  il comma 3  dell'art.  50  della  legge
  regionale  6 agosto 2009 e successive modifiche e integrazioni.  E'
  in distribuzione.
   Sospendo l'Aula per due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.34, riprende alle ore 14.39)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è presente il presidente della  II
  Commissione.
   Ribadisco,  chiaramente  le  esigenze  sono  tantissime,  esigenze
  chiaramente generali, ognuno di noi ha cercato nel corso di  questi
  mesi, di fare una sintesi.
   Da  quello  che  ho  potuto  appurare  sono  pervenuti  tantissimi
  emendamenti.
   Da   un  discernimento,  se  c'è  una  condivisione  di  carattere
  generale, tratterei tre emendamenti,
   Uno che è stato ampiamente discusso che è quello  norme in materia
  di   consorzio   per  le  autostrade  siciliane ,  il   secondo   è
  un'interpretazione autentica, artt. 3, commi 2 e 4, legge regionale
  15/2008,  presentato dall'onorevole Cordaro ed un terzo  presentato
  dal  Governo  che riguarda l'abrogazione del comma 3  dell'articolo
  50, della legge regionale 6 agosto 2009 n. 9 e successive modifiche
  ed integrazioni.
   Per  chiarezza, si tratta di una norma sollecitata  dal  dirigente
  della   programmazione   e,   a  mio   avviso,   legittimamente   e
  correttamente,  che le proposte concernenti programmi  generali  di
  attuazione  della programmazione regionale unitaria,  nonché  delle
  successive  modifiche di carattere finanziario e  di  merito,  sono
  presentate  al  Governo e all'Assemblea regionale  siciliana,  sono
  esaminate  dalla  Commissione Bilancio e  dalle  altre  Commissioni
  competenti  e  sottoposte  all'Assemblea  regionale  siciliana  che
  delibera con un ordine del giorno.
   Sarebbe  un  aggravamento della procedura che, francamente,  altre
  Regioni  non  hanno,  e che impedisce lo sblocco  della  spesa  dei
  finanziamenti comunitari.

   VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor  Presidente, lei ha detto che non sarebbero stati  accettati
  ulteriori  emendamenti, rispetto a quelli presentati, a suo  tempo,
  in Commissione Bilancio e nelle Commissione di merito.
   Credo  che  la  sua  decisione  sia  saggia  e  che  non  possiamo
  assolutamente aprire questo valzer, perché se iniziamo è chiaro che
  ognuno  ha proposte altrettanto valide, rispetto a quelle formulate
  dal Governo.
   Siccome,  l'obiettivo  mi  pare  sia  quello  di  chiudere  questo
  collegato  per passare velocemente all'approvazione del disegno  di
  legge  sulle  Province,  io  sarei  dell'idea  di  discutere   solo
  l'emendamento  sul  Consorzio per le Autostrade siciliane,  ma  non
  inserendole in questo collegato. Inserendole, invece nel disegno di
  legge  che è in discussione anche quello e, pertanto, l'emendamento
  che è stato presentato dal Governo, in commissione Bilancio che noi
  le  abbiamo trasmesso, diventa l'articolo modificativo del  disegno
  di legge sul CAS.
   Sulle  altre vicende, anche per dirle che sul tentativo di mettere
  il bavaglio all'Assemblea e di limitare, ulteriormente, i poteri di
  questo  organo legislativo che, mi sembra questa essere la  volontà
  del Governo, non siamo assolutamente d'accordo.
     La commissione Bilancio, sulla proposta di legge del Governo per
  impedire  alle  commissioni di verificare l'azione del  Governo,  è
  stato sempre chiaro e celere.
   Le  ricordo  che le ho pure scritto, contestando il fatto  che  un
  dirigente  generale  aveva depositato la sua programmazione  e  per
  ben  cinque volte si è rifiutato di venire in commissione, e quando
  gli abbiamo detto di indicarci la giornata, l'ora, il minuto quando
  voleva venire, si è rifiutato di fare persino questo.
   E  quindi,  signor Presidente, qual è il motivo per  il  quale  il
  Governo vuole sfuggire al controllo da parte del Parlamento?
   Il Parlamento è stato sempre pronto a rispondere a quelle che sono
  state  le richieste che sono pervenute da parte del Governo, se  ci
  ha  fatto caso, senza nemmeno che il Governo lo sollecitasse.  Sono
  stato  io, tre giorni fa a proporre l'approvazione dell'ordine  del
  giorno  che  prevede  lo  sblocco di alcune  risorse  e  questo  mi
  preoccupa  perché  se il Governo non ha chiesto  l'approvazione  di
  questo  ordine  del  giorno,  le cose  sono  due,  o  è  totalmente
  disattento e, quindi, non sa nemmeno quello che sta facendo oppure,
  cosa  ancora  più grave, ha dato vita lo stesso alla  pubblicazione
  dei   bandi   senza  avere  aspettato  che  questa   Assemblea   si
  pronunciasse.
   Per questo motivo, signor presidente, io sono dell'idea, così come
  tutta  la  Commissione,  che la sua parola deve  essere  mantenuta.
  L'impegno  che  lei  ha  preso con questa  Assemblea  debba  essere
  mantenuto. Nessun aggiuntivo, nessun emendamento nuovo.
   Il  CAS farà parte di un altro disegno di legge, anche perché,  se
  apriamo  questa  partita  è  chiaro  che  corriamo  il  rischio  di
  affossare l'intero collegato.

   PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Vinciullo. Finalmente siamo in
  sintonia  perché anche gli emendamenti che uscivano fuori dalla  II
  Commissione non vengono assolutamente trattati.
   La  mia proposta - ribadisco - era quella di trattare il CAS sotto
  forma di emendamento, di trattare la norma proposta dal Governo, di
  accelerazione  della  spesa comunitaria, di trattare  la  norma  di
  interpretazione autentica proposta dalla Commissione Antimafia.
   Il  Presidente della Commissione mi fa presente correttamente   da
  un  punto di vista procedurale che il CAS può essere trattato anche
  in  questa  sede, ma in un disegno di legge autonomo, così  come  è
  stato previsto.
   Per  quanto  riguarda  gli  altri due  argomenti,  la  vicenda  di
  interpretazione   autentica  della  Commissione   Antimafia   andrà
  successivamente in un disegno di legge apposito.
   Per quanto riguarda invece l'abrogazione del comma 3 dell'articolo
  50  già  all'ordine del giorno abbiamo, onorevole Vinciullo  -  lei
  peraltro  ne  è  relatore - la discussione del Programma  operativo
  FERS  Sicilia,  quindi attuativo e anche da questo punto  di  vista
  l'approvazione si può portare sbloccando la spesa.
   Superiamo  anche il problema dell'articolo 3, in questa fase,  non
  per il futuro.
   Si  passa agli emendamenti ex art. 117 del Regolamento interno che
  sono in distribuzione.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  dire  che da parte di questa Presidenza sono stati condotti, sempre
  con  grande  rispetto dell'Aula, i lavori finora svolti. Condivido,
  ancora  una  volta, l'impostazione della Presidenza. Non  condivido
  invece   l'approccio  del  Governo,  secondo  cui  vuole  inserire,
  all'ultimo momento, degli emendamenti.
   Non   capisco   infatti  per  quale  ragione  dovremmo   sottrarre
  all'Assemblea  questa  sua  funzione  di  controllo  rispetto  alla
  programmazione comunitaria.
   Se  questo  emendamento poi dovesse essere  accolto,  non  capisco
  perché  non  devono  trovare spazio tutti  quegli  emendamenti  che
  invece abbiamo presentato.
   Quando  parlo  di  noi' non mi riferisco soltanto  al  mio  Gruppo
  parlamentare, ma anche agli altri Gruppi parlamentari,  ai  singoli
  deputati che hanno presentato delle proposte altrettanto valide che
  non puntano - come nel caso di questo emendamento - a delegittimare
  l'Aula ed il Parlamento, ma che, anzi, al contrario avrebbero  dato
  spazio a margini di miglioramento per alcuni settori strategici per
  lo sviluppo.
   C'erano degli emendamenti che guardavano ai temi dell'agricoltura,
  dello sviluppo, della piccola e media impresa.
   C'erano  tanti  emendamenti che invece guardavano  ai  temi  delle
  tutele,  dei  diritti di alcune categorie. Fra queste i  lavoratori
  dell'antincendio, quei forestali ai quali era stato  promesso,  con
  una  serie  di  incontri in Commissione, l'aumento  delle  giornate
  lavorative.  Lavoratori che si stanno scontrando con il  dramma  di
  una  Sicilia  che  brucia e che invece, da questo Governo,  vengono
  assolutamente disattenzionati.
   Vengono  anche  disattenzionati i precari  degli  enti  locali,  i
  dipendenti delle province.
   Vengono  assolutamente calpestati i diritti e le tutele  di  oltre
  duemila  persone rispetto alle quali è stato presentato  un  nostro
  emendamento che prevede - finalmente - l'equiparazione allo  status
  di  ASU  degli ex PIP, che non hanno alcuna tutela, che  in  questo
  momento svolgono trenta ore all'interno di alcuni utilizzatori, fra
  questi le scuole, le biblioteche, gli ospedali.
   Una  serie  di  siti,  dunque,  dove vengono  svolti  dei  servizi
  essenziali,  così come in diverse altre agenzie che utilizzano  dei
  lavoratori, i quali stanno facendo  ricorso all'Amministrazione.
   Stanno  facendo ricorso altresì alla Corte d'Appello e  lo  stanno
  facendo  alla  Corte di giustizia europea perché non  è  pensabile,
  ancora oggi, garantire le posizioni di un'Amministrazione regionale
  che tratta questi soggetti come soggetti che fanno lavoro nero.
   Noi  paghiamo con un voucher soggetti che, invece, hanno  maturato
  dei  diritti  all'interno  della Pubblica amministrazione.  C'è  un
  nostro   emendamento,  voluto  con  forza,  che  è  passato   dalla
  Commissione  Lavoro  che,  ovviamente,  chiediamo  venga   trattato
  nell'ipotesi  in  cui  l'emendamento  del  Governo  dovesse  essere
  accettato.  Per carità, se si apre questa maglia siamo per  seguire
  questo genere di tendenza - ogni tanto è giusto che il Governo esca
  dalle stanze chiuse e si confronti con i problemi della gente -  si
  confronti con questo Parlamento.
   C'è  questo  emendamento,  ripeto, e  pensiamo  che  ci  siano  in
  Parlamento  i  numeri  per  poterlo fare passare,  perché  mi  sono
  confrontato  con  tutti i Gruppi parlamentari e  ci  sarebbe  ampio
  margine   per  poterlo  approvare.  Pertanto,  insieme   a   questo
  emendamento del Governo, se dovesse essere accettato, eventualmente
  facciamo riferimento anche a quest'altro che riguarda i PIP e così,
  insomma,  procediamo rapidamente al voto per poi  trattare,  signor
  Presidente, il disegno di legge sulle province.

   PRESIDENTE.  No,  non  confondiamo  il  discorso.  Non   ci   sono
  emendamenti aggiuntivi, onorevole Figuccia. Non ci sono emendamenti
  aggiuntivi.
   Allora   votiamo  prima  gli  emendamenti  presentati   ai   sensi
  dell'articolo  117, e a seguire l'ordine del giorno n.684  a  firma
  dell'onorevole Vinciullo, quale presidente della Commissione.
   Si  passa all'emendamento 117.1, a firma dell'onorevole Cracolici.
  Qua è chiaro che è un fatto tecnico.

   CRACOLICI,  assessore  regionale per  l'agricoltura,  lo  sviluppo
  rurale e la pesca mediterranea. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  assessore  regionale per  l'agricoltura,  lo  sviluppo
  rurale  e  la  pesca  mediterranea.  Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  l'emendamento 117.1 nasce dal fatto che  l'articolo  che
  riguarda  i  consorzi  di  bonifica, che ha  esteso  a  settantotto
  giornate  il  numero  di  giornate  per  chi  svolgeva  cinquantuno
  giornate, poiché è stata utilizzata la dizione di una legge  e  non
  di  un'altra  successiva, in atto, così com'è  scritta,  renderebbe
  applicabile  quella norma solo in parte, mentre bisogna  estenderla
  anche a quelli che hanno avuto la legge successiva.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  117.2,  a  firma  dell'onorevole   Di
  Giacinto.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  per  quanto
  riguarda  i  revisori,  siccome abbiamo cassato  ai  tempi,  se  si
  ricorda, un comma, praticamente gli incarichi oggi non ci sono più,
  quindi,  si  passa  ad otto incarichi così come  prevede  la  norma
  nazionale.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  soltanto per dire che l'emendamento 117.2, ancorché da parte nostra
  lo  riteniamo  meritevole di apprezzamento, non può  transitare  in
  questa occasione ed in questo momento.

   PRESIDENTE. Perché?

   FALCONE. Perché con questa norma stiamo spostando il numero  degli
  incarichi che possono essere dati ai revisori dei conti,  e  questo
  non  è  che stiamo noi interpretando per chiarire una norma, stiamo
  stravolgendo  una norma fatta l'anno scorso, la n. 3 del  2016,  la
  finanziaria. Poi siccome questo fatto qua non lo avevamo  riportato
  nell'articolo  58  in  maniera  surrettizia,  stiamo  cercando   di
  inserirlo con il 117.
   E'  un  fatto metodologico. Però anche il metodo e la procedura  è
  sostanza.
   Quindi,  caro collega Di Giacinto, la prossima volta, la  prossima
  legislatura,  se ci sono degli errori da correggere li correggiamo,
  in questa occasione va precluso.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, mi scusi, gli Uffici mi evidenziano
  che  è  corretta la formulazione dell'emendamento 117.2  presentato
  dall'onorevole  Di  Giacinto, perché  noi  in  questo   collegato ,
  all'articolo 58, abbiamo modificato la legge del 2016  e  ci  siamo
  uniformati a quella nazionale.

   CIANCIO. Non è così.

   PRESIDENTE.  Il  problema non è del sorteggio. Il  problema  è  il
  numero  degli incarichi, perché a livello nazionale mi  dicono  che
  sono  otto.  Bisogna  quindi uniformarsi a  livello  nazionale.  La
  problematica, nel merito, la conosce l'onorevole Di Giacinto,  però
  gli Uffici mi dicono che è corretta l'impostazione data.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Ma perché ce l'avete con  i revisori?

   PRESIDENTE.  Il problema è che noi ci siamo uniformati  a  livello
  nazionale.  Gli incarichi massimi sono otto, e noi avevamo  scritto
  due.  Abbiamo reintrodotto il sorteggio, e poi limitiamo a  due  il
  numero  degli  incarichi in Sicilia, diversi quindi  rispetto  alla
  legge nazionale.
   Questo è quello che mi riferiscono gli Uffici, pertanto è corretto
  l'emendamento presentato.
   Il problema è di impostazione. Gli emendamenti presentati ai sensi
  dell'articolo  117  sono  modifiche di carattere  tecnico  per  una
  migliore qualità della legislazione.
   Pongo in votazione l'emendamento 117.2.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Il Movimento Cinque Stelle si è astenuto.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 117.3.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,   l'emendamento   117.3  tratta  di   un   articolo   che
  originariamente era dentro la finanziaria, e trovava  la  copertura
  nella  manovra.  Quando l'abbiamo messo all'interno del  collegato,
  non  è  stata rivista la copertura e quindi abbiamo dovuto dare  la
  copertura  diversa  dentro la manovra, proprio  perché  la  manovra
  finanziaria era stata già fatta.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 117.3.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.4. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 117.5 mi evidenziano gli Uffici è corretto nei punti
  1  e  2,  a  al  punto  3, fino a  mezzo di procedura  di  evidenza
  pubblica  tutto il resto è aggiuntivo. Quindi lo votiamo  senza  la
  parte da  il contributo a molto svantaggiati .
   Pongo in votazione l'emendamento 117.5.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi;

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'esame dell'articolo 89, l'entrata in  vigore  della
  legge. Nè do lettura:

                              Articolo 89
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.

   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi;

                            (E' approvato)

   Si passa a un ordine del giorno che non è uno dei tanti. Si tratta
  dell'ordine  del giorno riferito a quella norma di  cui  si  voleva
  l'abrogazione   discussione del  programma operativo  FESR  Sicilia
  2014/2020 - modifica .
   Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 684.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, a questo punto possiamo pure esprimere il voto
  finale sul disegno di legge, ma l'Aula a gran voce chiede di andare
  avanti con il disegno di legge sulle province.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                  Presidenza del Vicepresidente Lupo

   'Disposizioni in materia di elezione diretta  del  Presidente del
   libero Consorzio comunale e del Consiglio  del  libero  Consorzio
   comunale nonché del Sindaco metropolitano e del Consiglio  metro-
   politano. Norme sulla pubblicità e sul controllo delle spese elet-
   torali'.
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Seguito della discussione del disegno di legge numero 1307-1282/A
    «Disposizioni in materia di elezione diretta del Presidente del
    libero Consorzio comunale e del Consiglio del libero Consorzio
       comunale nonché del Sindaco metropolitano e del Consiglio
   metropolitano. Norme sulla pubblicità e sul controllo delle spese
                             elettorali».

   PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge iscritto al numero 2) del
  punto  III  dell'ordine del giorno: Seguito della  discussione  del
  disegno  di legge numero 1307-1282/A : «Disposizioni in materia  di
  elezione diretta del Presidente del libero Consorzio comunale e del
  Consiglio   del  libero  Consorzio  comunale  nonché  del   Sindaco
  metropolitano e del Consiglio metropolitano. Norme sulla pubblicità
  e sul controllo delle spese elettorali».
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                Art. 1.
         Elezione diretta del Presidente del libero Consorzio
                               comunale

   1.  L'articolo  6 della legge regionale 4 agosto  2015,  n.  15  e
  successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:

                                Art. 6.
         Elezione del Presidente del libero Consorzio comunale

   1.  L'elezione  del  Presidente del libero  Consorzio  comunale  è
  indetta,  previa  delibera  della  Giunta  regionale,  con  decreto
  dell'Assessore  regionale per le autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica,  da emanarsi non oltre il sessantesimo giorno antecedente
  quello  della  votazione. L'elezione si  svolge  di  norma  in  una
  domenica  compresa  tra il 15 aprile ed il 30 giugno.  In  sede  di
  prima  applicazione della presente legge, l'elezione si  svolge  in
  una domenica compresa tra l'1 gennaio 2018 ed il 28 febbraio 2018.

   2.  Il  decreto  è  notificato  alla  Prefettura  territorialmente
  competente,  al  Presidente del Tribunale ove  ha  sede  il  libero
  Consorzio comunale e al segretario del libero Consorzio comunale ed
  è  pubblicato  nella  Gazzetta Ufficiale  della  Regione  siciliana
  nonché,  anche  online,  nell'albo pretorio  del  libero  Consorzio
  comunale  entro  il  quarantacinquesimo giorno  antecedente  quello
  della votazione.

   3.  Il  Presidente  del  libero  Consorzio  comunale  è  eletto  a
  suffragio  universale e diretto dai cittadini iscritti nelle  liste
  elettorali   dei   comuni  del  libero  Consorzio,  contestualmente
  all'elezione  del  Consiglio del libero  Consorzio  comunale.  Sono
  eleggibili alla carica di Presidente del libero Consorzio  comunale
  i  cittadini  iscritti nelle liste elettorali di  un  comune  della
  Repubblica  in  possesso dei requisiti stabiliti per  l'elezione  a
  consigliere comunale. Il Presidente del libero Consorzio comunale è
  immediatamente rieleggibile una sola volta.

   4.  Risulta  eletto  il candidato che abbia riportato  il  maggior
  numero  di  voti. A parità di voti è proclamato eletto il candidato
  più  anziano  di età. L'elezione si svolge con le modalità  di  cui
  all'articolo 18.

   5. Trovano applicazione, in quanto compatibili, le disposizioni in
  materia di ineleggibilità e di incompatibilità di cui al Titolo  II
  della  legge regionale 24 giugno 1986, n. 31 e successive modifiche
  ed integrazioni. .

   Si passa all'emendamento 1.1.

   ASSENZA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'emendamento 1.1 è fatto proprio  dai  deputati  del
  Movimento Cinque Stelle.
   L'emendamento  è  stato  ritirato dai proponenti,  è  stato  fatto
  proprio dai deputati
   Onorevoli  colleghi, non mi costringete a leggere il  Regolamento.
  Articolo 114:  Gli emendamenti si intendono ritirati se nessuno dei
  proponenti è presente al momento della discussine e possono  essere
  fatti propri dai deputati . Quindi non è che io posso andare oltre


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                                Congedo

    PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Federico ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Seguito della discussione del disegno di legge numero 1307-1282/A

   PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto sull'emendamento 1.1
  che  è  stato  fatto proprio dall'onorevole Siragusa  e  altri  del
  Movimento Cinque Stelle.

           (La richiesta non risulta appoggiata a termini di
                             Regolamento)

   Non  c'è  il   quorum, quindi non è possibile procedere  con  voto
  segreto.

   PANEPINTO.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.1.

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 1.1.

   CORDARO.  Che dice cosa?

   PRESIDENTE.  L'emendamento  1.1, considerato  che  avete  tutti  il
  fascicolo  davanti, si sa che prevede la soppressione  dell'articolo
  1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  49
   Votanti             48
   Maggioranza         25
   Favorevoli           8
   Contrari            39
   Astenuti             1

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 1.2 dell'onorevole Rinaldi ed altri.  E'
  mantenuto?

   RINALDI. Si

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LANTIERI, assessore per le Autonomie locali. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CASCIO,  presidente della Commissione. La Commissione  si  rimette
  all'Aula, Presidente.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                Art. 2.
              Elezione diretta del Sindaco metropolitano

         1. L'articolo 13 della legge regionale 4 agosto 2015,
     n. 15 e successive modifiche ed integrazioni è sostituito
     dal seguente:

                                Art. 13.
                  Elezione del Sindaco metropolitano

   1.   L'elezione  del  Sindaco  metropolitano  è  indetta,   previa
  delibera   della   Giunta  regionale,  con  decreto  dell'assessore
  regionale  per  le  autonomie locali e  la  funzione  pubblica,  da
  emanarsi non oltre il sessantesimo giorno antecedente quello  della
  votazione. L'elezione  si svolge di norma in una domenica  compresa
  tra  il  15  aprile ed il 30 giugno. In sede di prima  applicazione
  della presente legge, l'elezione si svolge in una domenica compresa
  tra l'1 gennaio 2018 ed il 28 febbraio 2018.

   2.  Il  decreto  è  notificato  alla  Prefettura  territorialmente
  competente,  al  Presidente del Tribunale  ove  ha  sede  la  Città
  metropolitana,   al   segretario  della  Città  metropolitana,   ai
  segretari  dei  comuni  che ne fanno parte ed  è  pubblicato  nella
  Gazzetta  Ufficiale della Regione siciliana nonché,  anche  online,
  nell'albo  pretorio della Città metropolitana e dei comuni  che  ne
  fanno  parte, entro il quarantacinquesimo giorno antecedente quello
  della votazione.

   3.  Il  Sindaco  metropolitano è eletto a suffragio  universale  e
  diretto  dai cittadini iscritti nelle liste elettorali  dei  comuni
  appartenenti alla Città metropolitana, contestualmente all'elezione
  del Consiglio metropolitano. Sono eleggibili alla carica di Sindaco
  metropolitano  i  cittadini iscritti nelle liste elettorali  di  un
  comune  della  Repubblica in possesso dei requisiti  stabiliti  per
  l'elezione  a  consigliere  comunale. Il  Sindaco  metropolitano  è
  immediatamente rieleggibile una sola volta.

   4.  Risulta  eletto  il candidato che abbia riportato  il  maggior
  numero  di  voti. A parità di voti è proclamato eletto il candidato
  più  anziano  di età. L'elezione si svolge con le modalità  di  cui
  all'articolo 18.

   5.  Trovano  applicazione, in quanto compatibili, le  disposizioni
  in  materia di ineleggibilità e di incompatibilità di cui al Titolo
  II  della  legge  regionale  24 giugno 1986,  n.  31  e  successive
  modifiche ed integrazioni. .

   Si passa all'emendamento 2.1.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, quest'Aula  non
  ha   memoria  del  fatto  che  questa  norma,  che  qualcuno  vuole
  riproporre  legittimamente, fu causa dell'impugnativa  del  Governo
  nazionale  sul fatto che avevamo previsto, anche in un'elezione  di
  secondo   grado,  che  i  tre  sindaci  delle  Città  metropolitane
  venissero  eletti  e non coincidessero con il sindaco  della  città
  capoluogo.
   Vi  ricordo  che questa fu la motivazione per la quale il  Governo
  nazionale impugnò la legge
   Ora,  se dobbiamo strafare a tutti i costi per farci impugnare  la
  legge  andiamo avanti. La norma Del Rio cosa prevede? Prevede  che,
  nel  caso  di previsione statutaria, si può andare alle elezioni  e
  non  far coincidere il sindaco della città capoluogo con il sindaco
  della Città metropolitana.
   Candidare  la  legge che già, come dire, è la prima legge  in  una
  Regione d'Italia che prevede l'elezione diretta, anziché quella  di
  secondo  grado, significa convintamente candidare  il  testo  e  la
  norma ad essere impugnati, entro 60 giorni,  dal Governo nazionale.
   Quindi, questo Parlamento, nei prossimi 60 giorni si potrà  vedere
  impugnare  la norma, e consideriamo al tempo stesso che   siamo  in
  campagna  elettorale, e credo che già abbiamo le  prime  avvisaglie
  sul  fatto  che  approviamo una legge che, nonostante  non  preveda
  alcuna indennità; i media nazionali stanno picchiando nel dirci che
  reintroduciamo gettoni di presenze, eccetera. E vorrei ricordare al
  Presidente della I commissione, onorevole Salvatore Cascio, qual  è
  stato il tenore dell'incontro della Commissione con il Ministro per
  i rapporti con gli affari regionali, l'onorevole Costa.
   Ogni  tanto, non esageriamo, perché, ricordo a me stesso,  che  su
  un'altra  vicenda, che prevedeva la decadenza dei  sindaci  per  la
  mancata  approvazione del bilancio, abbiamo collezionato una  serie
  di figure, diciamo, non sempre nobili.
   Proviamo, pertanto, a pensare che questa norma è contro lo  schema
  di  una  norma nazionale che ha una valenza, nonostante  la  nostra
  autonomia in materia di enti locali. Debbo dire,  quasi, se non  lo
  è per intero, di norma di interesse economico-generale, aggiungendo
  un  ulteriore elemento che, sulle città metropolitane,  la  partita
  che  si  gioca anche per una quota riservata propria per  le  città
  metropolitane, nella struttura della Delrio, è chiaro che,  se  noi
  proviamo ad andare oltre, ultra petita, rispetto alla necessità  di
  garantire  organi democratici di primo grado, credo che  rischiamo,
  semplicemente, di fare fallire, per intero, tutto lo schema.
   L'esagerazione non porta mai grandi risultati.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI GIACINTO. Signor Presidente, veda, parto da lontano.
   Sono  fra quelli che ha votato sì al referendum che, fra le  altre
  cose,  toglieva anche le province a livello nazionale, regionale  e
  così via, così come avevamo fatto con diverse leggi regionali.
   Il   referendum  costituzionale  è  stato  bocciato.  Ritengo  che
  dobbiamo avere il coraggio di non preoccuparci, soprattutto,  della
  stampa nazionale, di ritornare a quella che è la democrazia.
   In questa Aula che cosa si vuole fare? Noi abbiamo 9 ex province o
  liberi consorzi, e sono 6 liberi consorzi e 3 città metropolitane.
   Qualcuno che cosa vuole fare?
   I   presidenti  dei  liberi  consorzi  farli  votare  alla   gente
  complessivamente con voto dato alla gente, altri 3  farli  rimanere
  perché  la  Delrio  così  dice. Ma io vi spiego  una  cosa,  signor
  Presidente. Quando noi siamo stati a Roma da Costa, ci ha  spiegato
  una  cosa e ci ha dato anche la sentenza della Corte costituzionale
  che   diceva   una  cosa  semplice:  nella  seconda   applicazione,
  l'elezione diretta dei sindaci metropolitani poteva essere fatta.
   Mi  scusi, onorevole Panepinto, siccome io sostengo una tesi e lei
  ne sostiene un'altra, me la faccia spiegare.
   Noi,  in  questo  momento,  nelle città metropolitane  siamo  alla
  seconda  applicazione,  perché  i sindaci  di  Palermo,  Catania  e
  Messina si sono già insediati, non capisco perché dobbiamo delegare
  ai  sindaci metropolitani stessi di farsi il Regolamento, e non  lo
  deve  fare l'Assemblea Regionale, visto che la norma costituzionale
  dice che in seconda applicazione si può fare.
   Poiché  siamo  alla  seconda  applicazione,  io  ritengo  che  noi
  dobbiamo avere il coraggio, caro collega Panepinto, di votare  fino
  in  fondo e fare votare tutti i cittadini siciliani, non una  parte
  sì e una parte no.
   Questo è quello che sostengo, lo sosterrò in Aula fino alla morte,
  perché  è  un  mio emendamento quello che è stato  approvato  in  I
  Commissione,  per  cui  ritengo stasera che,  se  si  fa  una  cosa
  diversa, di fare votare i cittadini in modo diverso, ci sarà  anche
  molta confusione.
   Mi  dovrebbero  spiegare perché i presidenti dei  liberi  consorzi
  sono eletti direttamente dal popolo, invece i sindaci metropolitani
  no.  Di  che cosa parliamo? Abbiamo un minimo di orgoglio in questa
  Aula, e assumiamoci la responsabilità fino in fondo.

   CASCIO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO, presidente della Commissione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  assessori. Io vorrei fare una po' di  chiarezza,  perché
  secondo  me  stiamo  partendo  col piede  sbagliato.  La  chiarezza
  consiste,  intanto, nell'invitare l'onorevole Panepinto a  ritirare
  l'emendamento  2.1, non perché non condivida l'emendamento,  perché
  l'emendamento   lo   condivido,  perché  il  sottoscritto   insieme
  all'onorevole Picciolo ha presentato un altro emendamento,  il  2.4
  che, nella sostanza è l'equivalente del 2.1.
   Quello  abroga  e  quello esplicita, ma è lo  stesso  emendamento.
  Però, caro onorevole Panepinto, la differenza tra il 2.1 ed il  2.4
  poi  diventa  sostanziale  perché, come  ha  detto  l'onorevole  Di
  Giacinto,  e  mi  dispiace  perché nella sua  esposizione  è  stata
  incompleto, e l'incompletezza in che cosa consiste? Che è vero  che
  è  la  legge  che in seconda applicazione si poteva fare l'elezione
  diretta,  ma la stessa legge è anche vero che prevede che la  città
  di Palermo, la città di Catania o la città di Messina, siano divise
  in municipalità. Cosa che non esiste.
   Se  noi pensiamo che dall'oggi al domani la città di Palermo possa
  fare  le  municipalità, in maniera diretta non voteremo  mai  nella
  città di Palermo. L'emendamento 2.4 è, semplicemente, un escamotage
  per  arrivare  all'elezione diretta perché, nella  prima  fase,  fa
  coincidere  il  sindaco della città metropolitana  con  il  sindaco
  della   città  capoluogo,  ma  nella  seconda  fase  immediatamente
  successiva, dà facoltà ai comuni che comprendono o che fanno  parte
  di  tutta l'area metropolitana, quindi ai 94 comuni di Palermo,  ai
  cento e oltre di Messina, a tutti quelli di Catania, che è un  voto
  non  ponderato  ma  uninominale, di votare lo statuto  e  applicare
  l'elezione  in  forma diretta bypassando un passaggio  fondamentale
  che  è la costituzione delle municipalità,  che è una cosa che  non
  si potrà mai fare.
   Allora,    l'emendamento   2.4,   ha   questo   pregio    rispetto
  all'emendamento  2.1  dell'onorevole Panepinto  perché  sopprimendo
  l'articolo,  per come dice l'onorevole Panepinto, si torna  sic  et
  simpliciter  alla  Delrio,  che  è molto  più  stringente  rispetto
  all'emendamento  2.4 che lascia uno spiraglio, che  ha  margini  di
  manovra  perché la politica possa esercitare il suo ruolo  e  possa
  determinare l'elezione diretta. Questa è la prima considerazione.
   La  seconda  considerazione: noi in questa legge  dobbiamo  essere
  estremamente chiari ed onesti, viaggiamo sul filo del rasoio perché
  è  chiaro che rischiamo, e qualcuno forse l'avrà detto, anche  qui,
  una   impugnativa.  Però  questa  impugnativa,  se  il   Parlamento
  siciliano  ha  una  sua autonomia, ha una sua autorevolezza,  è  in
  grado  di resistere anche ad una impugnativa, ma resistere su  cose
  che  hanno  senso è diverso. Quindi andare oggi a forzare  la  mano
  sulla  elezione  diretta del sindaco metropolitano  che,  in  tutta
  Italia, coincide con il sindaco capoluogo, io non me la sentirei.
   Il  discorso diventa del presidente del libero consorzio, non è la
  stessa  cosa  del presidente della città metropolitana.  Io  quindi
  andrei   per  step  in  un  ragionamento,  oggi  farei  una   legge
  chiamiamola   digeribile , farei una legge che  può  essere  subito
  applicabile  e domani se il caso andrei a modificare le  parti  che
  non convincono.
   Però, se in questo momento ci intestardiamo sul fatto di dire  che
  dobbiamo per forza votare in maniera diretta il sindaco della città
  metropolitana,  e  già ci hanno annunciato che ci saranno  ricorsi,
  l'Aula  è  sovrana, può esprimersi come vuole. Ricordo a tutti  che
  l'emendamento  2.4  è  il  testo  originario  della  legge  che  in
  Commissione è stato bocciato da un emendamento che ha sostituito il
  testo originario, e mi sono permesso di ripresentarlo.
   Se  anche  l'Aula lo boccia ne prendo atto e andiamo avanti,  però
  sicuramente il rischio c'è.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca   mediterranea.   Signor  Presidente,  assessori,   onorevoli
  colleghi,  credo  che sia giusto parlare in questa materia  sapendo
  anche  qual è il sentiment di una parte dei colleghi che certamente
  oggi  manifestano un effetto di una riforma che non è  andata  come
  qualcuno  voleva  che andasse, però voglio ricordare  a  quest'Aula
  che,  quando  questo  Parlamento ha provato a  fare  una  norma  in
  ragione  del proprio Statuto, molti dei colleghi, anche quelli  che
  oggi  chiedono  di  modificare la norma, sostenevano  la  tesi  che
  bisognava recepire la legge Delrio.
   Poi  c'erano  altri  colleghi che avevano  altre  opinioni.  Tanto
  sostenevano  questa tesi, che siamo stati costretti  a  intervenire
  tre  volte  in  questo Parlamento per arrivare alla fine  anche  al
  fatto  che  il Governo nazionale ci ha sostanzialmente  imposto  di
  recepire  la  disposizione che prevedeva che i sindaci delle  città
  capoluogo fossero automaticamente sindaci metropolitani.
   Il   Parlamento,  con  diverse  votazioni,  alla  fine  arrivò  ad
  accettare questa impostazione.
   Credo,  colleghi,  che  al di là delle prove  che  ognuno  di  noi
  vorrebbe fare, dobbiamo però avere una consapevolezza nei limiti in
  cui,  non  solo  operiamo,  ma che noi come  Parlamento  siciliano,
  abbiamo  accettato  di  operare, cioè nei limiti  dell'impostazione
  della legge Delrio.
   Chiedo  scusa colleghi, come è stato affermato dalla legge  Delrio
  stessa,  è grande riforma economico - sociale e in quanto  tale  si
  applica  in  tutto il territorio nazionale, comprese le  regioni  a
  statuto speciale.
   Abbiamo    provato    a   resistere,   ci   siamo    adeguati    a
  quell'impostazione.
   Oggi  dobbiamo prendere atto che i sindaci metropolitani  sono  in
  carica, due scadono fra un anno e mezzo (Messina e Catania), e  uno
  è  appena  insediato da qualche settimana, quindi, in  forza  e  in
  ragione della legge, i sindaci metropolitani sono in carica.
   Per  modificare  questo  ordinamento, lo  diceva  ora  il  collega
  Cascio,  la legge Delrio stessa prevede un iter che non è  affidato
  alla  legge, ma che è affidato agli statuti degli organi,  in  quel
  caso  metropolitano, che autonomamente, dopo la prima applicazione,
  potranno rivedere le procedure.
   Non  è una materia che è affidata alla legge. Pertanto credo,  con
  grande  franchezza,  onorevole Cascio, che ha  ragione  l'onorevole
  Panepinto, se vogliamo stare nei limiti della legislazione  vigente
  perché  appena diciamo oggi quello che dovrà succedere nelle  città
  metropolitane  ancorché  con la disponibilità  dei  comuni,  stiamo
  intervenendo su una materia che la legge assegna agli statuti.  Non
  la  legge  regionale. L'autogoverno degli organi prevede che  siano
  gli statuti a disciplinare sé stessi.
   Siccome,  diceva Cascio, questa già è una norma a  forte  rischio.
  Aggiungo  io,  a  forte  rischio che può intervenire  anche  in  un
  momento cruciale della vita politica di questa Regione, ovvero, nel
  pieno della campagna elettorale per le elezioni siciliane.
   Io  credo, quindi, che la disposizione che prevede che il  sindaco
  metropolitano  debba  subire modifiche da un procedimento  che  noi
  abbiamo  varato e che potremo, eventualmente, modificare solo  dopo
  che  il  Parlamento nazionale avrà o modificato la legge Delrio  o,
  invece,  gli organi di autogoverno applicheranno all'interno  degli
  statuti   le   procedure  per  modificare   il   sistema   elettore
  dell'elezione del sindaco metropolitano.
   Se  vogliamo provare a salvare almeno un pezzo dell'impianto della
  legge,  dobbiamo evitare di fare atti che sono palesemente - perché
  il  Governo non potrebbe non opporsi, visto che lo ha fatto per tre
  volte. Sarebbe uno smentire sé stesso, qualora il Governo nazionale
  decidesse un'altra strada.
   Ecco perché ritengo sia corretto che nella fattispecie delle città
  metropolitane, poi quando tratteremo  è passato quello  sui  liberi
  consorzi,  vedremo che succederà, ma sicuramente, nella fattispecie
  delle città metropolitane, qualunque intervento oggi noi facciamo è
  in  palese violazione delle disposizioni generali della legge dello
  Stato, ribadite tre volte da questo Parlamento, recependo, di fatto
  le disposizioni della legge Delrio.
   Ecco   perché,  ritengo  sia  corretto  l'emendamento  soppressivo
  dell'articolo 2.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor presidente, io ho ascoltato le dotte disquisizioni
  dei  colleghi che mi hanno preceduto e devo dire che  oltre  a  non
  avere  compreso  a  che  titolo ha parlato  l'Assessore  Cracolici,
  considerato  che è presente in Aula l'Assessore regionale  per  gli
  enti  locali che ha competenze per intervenire e, quindi  in  buona
  sostanza,  abbiamo  permesso  qualcosa  che  non  è  previsto   dal
  Regolamento, però in questa atmosfera, in questo Governo un po'  da
  barzelletta,  ci può stare anche questo che l'Assessore  Cracolici,
  che  è  l'Assessore  per l'Agricoltura, prenda il  microfono  e  ci
  spieghi  per  quale ragione una legge che riguarda un  suo  collega
  Assessore, va bene o non va bene.

   CRACOLICI,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Sono un deputato

   CORDARO.  Va  bene,  diciamo che ci sta anche  questo,  d'altronde
  questo rispetto a quello che abbiamo visto in questi anni è proprio
  de minimis, che non è una parolaccia.
   Il  tema  vero  è  sostanziale.  La legge  Delrio  che  modificava
  l'impianto  delle Province, era una legge che surrettiziamente  dal
  Governo  Renzi era stata inquadrata, non sotto l'aspetto e non  nel
  quadro delle riforme costituzionale come, secondo me, correttamente
  andava  inquadrata, ma nel quadro delle leggi di spesa  e,  quindi,
  nell'ambito della normativa sulla  spending review .
   Così  come  c'è  stato  correttamente detto  dal  Ministro  Costa,
  nell'incontro  che  si  è  tenuto a Roma,  con  la  bocciatura  del
  Referendum  costituzionale  del  4  dicembre  2016,  la  precedente
  normativa  che  riguardava le Province è stata, di fatto,  spazzata
  via,  quindi, il riferimento alla legge Delrio che ho sentito  fare
  ai  colleghi  del  PD  che mi hanno preceduto è  assolutamente  non
  contestuale.
   Non  c'entra assolutamente nulla  Non soltanto perché  la  Regione
  siciliana  è  una  Regione  a  Statuto  speciale  che  ha   potestà
  normativa,  non  concorrente, ma assoluta, sotto il  profilo  delle
  leggi   elettorali,  ma  soprattutto  perché  la   bocciatura   del
  referendum  costituzionale ha, di fatto, azzerato  nel  Paese,  non
  soltanto in Sicilia, la riforma sulle Province.
   Ciò  detto, ho ascoltato con grande interesse le disquisizioni  di
  colleghi  che  però non capisco a che titolo, considerato  che  non
  sono  né di Palermo né di Catania né di Messina, hanno svolto delle
  argomentazioni che al di là delle imprecisioni, - abbiamo  scoperto
  infatti che Palermo ha 94 comuni mentre in realtà ne ha 82,  quindi
  o  stanotte ne hanno fatti altri 12 oppure c'è qualche imprecisione
  -  ma  questo  mi serve per dire che sarebbe opportuno  che  ognuno
  parlasse delle cose che sa
   Ci può stare l'imprecisione - per carità - absit iniuria verbis ma
  il  tema  vero della questione è che stiamo ripristinando  il  voto
  democratico in Sicilia.
   Palermo  è  uguale  ad Agrigento come è uguale a  Catania  come  è
  uguale a Siracusa.
   Avete  prodotto,  Governo  - non mi riferisco  all'Aula  che  l'ha
  subita,  mi  riferisco  al  Presidente della  Regione  così  nessun
  Assessore  si adombri - un aborto. Abbiamo prodotto un  aborto:  la
  famosa riforma Crocetta-Giletti.
   Mi piace ricordare un post che ho letto su facebook qualche giorno
  fa  che  diceva - anche per stemperare l'atmosfera -  ritornano  le
  province, Giletti viene buttato fuori dalla RAI, sic transit feccia
  mundi  .   Questo  ho  letto e vi riporto, è  divertente  e  colora
  quanto è successo in questi cinque anni considerato che, come tutti
  i  giornali riportano, l'Arena di Giletti è stata proprio in questi
  anni la grancassa del nostro Presidente della Regione.
   Onorevoli colleghi, la risposta al quesito che dovete dare  è  una
  sola:  i  siciliani  sono  tutti uguali  oppure  no?  E'  possibile
  reintrodurre  il  voto diretto ad Agrigento e a Palermo  no  e  per
  quale ragione?
   Credo semmai che una disparità di trattamento - e credo che dietro
  ci  sia  un  disegno cinico e vorrei che mi ascoltaste - è  proprio
  quella  di  differenziare  il  sistema  di  voto  delle  tre  città
  principali   siciliane  rispetto  alle  altre  perché   questo   sì
  costituirebbe una violazione del principio di uguaglianza stabilito
  dall'articolo  3  della  Costituzione e questo,  come  forse  vuole
  qualcuno dalle parti del Governo, renderebbe sì la legge ictu oculi
  impugnabile.
   Dobbiamo  stabilire  se  il Parlamento regionale  siciliano  vuole
  tornare  ad essere padrone del proprio destino e soprattutto  vuole
  fare una legge generale e astratta che riguardi tutti i siciliani.
   Tutti i siciliani devono potere votare nella stessa maniera.
   Tutti i siciliani che siano di Palermo, Agrigento, Siracusa devono
  potere  esprimere  liberamente  il  voto  per  eleggere  il   nuovo
  Presidente della città metropolitana.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente,  ho  ascoltato  con  interesse  tanto
  l'intervento  dell'onorevole Cracolici quanto quello dell'onorevole
  Cordaro.  Entrambi i ragionamenti affrontano il tema con serietà  e
  competenza.
   Non  mi  stupisce  che  l'Assessore Cracolici  sia  competente  in
  materia  di  enti  locali, lo vorrei più presente anche  nel  mondo
  dell'agricoltura.  Credo  che i profili  che  il  Presidente  della
  Commissione ha evidenziato siano sul tavolo.
   Si potrebbe risolvere il problema emendando la legge nazionale che
  prevede  sì  l'elezione  diretta,   ma  al  primo  rinnovo   utile.
  Basterebbe scrivere che entro ..

   CORDARO. Ma lei non è di Trapani?

   TURANO.   Onorevole  Cordaro,  voglio  cercare  di  risolvere   il
  problema. Lei ha posto un problema politico serio. Qua erano  tutti
  contro  Orlando  perché lo volevano fuori dall'Anci  e  sono  stati
  fatti prigionieri tutti da Orlando.
   Noi  dobbiamo aiutare ad uscire fuori da questa vicenda anche  chi
  ha  subìto quella situazione. Se scriviamo qua che  entro 45 giorni
  l'Assemblea si pronuncia per l'elezione diretta o meno  rispettiamo
  la  legge  nazionale, interveniamo solo sui tempi e  penso  che  il
  Governo  nazionale  dovrebbe  riflettere  se  impugnare  o  no   la
  normativa  solo  perché stiamo cambiando il termine e  permettiamo,
  comunque, onorevole Cordaro, se l'assemblea del libero Consorzio di
  Palermo  si  adotta in questo senso ed il voto lì non è  ponderato,
  uno   vale   uno,  di  fare  votare  Palermo,  Messina  e  Catania,
  congiuntamente alle altre province che si rinnovano in  maggio  del
  2018.  Ha un filo logico quello che sto rappresentando, non  è  una
  mediazione  per salvare capre e cavoli. E' come dire  un  tentativo
  che  risolve  il problema e che mette, secondo me, in sicurezza  la
  legge. Grazie.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  oggi
  l'Aula  alla  fine della legislatura arrivi a discutere  di  questo
  disegno  di legge perché si è resa conto che parimenti alla riforma
  Delrio che doveva anticipare e doveva fare da apripista alla grande
  riforma  costituzionale, anche quella siciliana dicevo è  stato  un
  eclatante fallimento.
   E'  stato  un eclatante fallimento perché di fatto non ha  portato
  quello  sviluppo  sociale e quella razionalizzazione  dei  costi  e
  quell'efficientamento  dei servizi così  com'era  in  premessa  sia
  della legge Delrio che della prima nostra legge, la legge n. 7  del
  2013.
   Siamo arrivati, quindi, alla fine dopo ben cinque leggi la 7, la 8
  e  la  15  e  così via. Abbiamo fatto cinque leggi ed  oggi  stiamo
  facendo la sesta legge per arrivare quasi ad un gioco dell'oca allo
  status  quo  ante  e ci siamo riusciti. E ci siamo riusciti  perché
  questa è stata lì si è infranto le onde del mare, come i flutti del
  mare si infrangono nelle coste miseramente.
   Ed  allora,  quello  che dice il Presidente  Cascio,  noi  non  lo
  possiamo  condividere,  Presidente, e sa perché?  Perché  la  legge
  Delrio nasceva, lo dice all'articolo 1 al comma 5, in attesa  della
  riforma   costituzionale   ed   in   attesa   di   quella   riforma
  costituzionale  che  prevede disciplina in un certo  modo,  avrebbe
  voluto disciplinare l'architettura costituzionale del nostro  Paese
  Italia  prevedeva anticipatamente una riforma che da  un  lato  era
  istituzionale  dall'altro  lato era  una  riforma  socio-economica,
  grande riforma socio-economica ed in quanto tale si applicava anche
  alle regioni a Statuto speciale.
   Nel  momento  in cui, invece, questa riforma costituzionale  viene
  bocciata  giorno 4 dicembre del 2016, in quel preciso istante  cade
  anche  la legge Delrio, cade anche la legge n. 56 del 2014,  ma  in
  quel  preciso istante cade anche quel patto scellerato che è  stato
  siglato  tra  Rosario  Crocetta e Giancarlo Cancelleri,  pubblicato
  dinanzi all'Arena di Giletti urbi et orbi in tutta Italia per  dire
  che  la  Sicilia sarebbe stata la prima Isola a potere  abolire  le
  province.
   Alla  fine del film avete visto che tipo di film horror ma  horror
  non  per  noi,  per i siciliani, per i servizi che dovevano  essere
  erogati  da  questi enti sovra comunali che oggi hanno  perso  ogni
  loro significato.
   Ed  allora, vediamo che non c'è stato un risparmio. Non c'è  stato
  un  efficientamento, nessuna razionalizzazione, i  dipendenti  sono
  mortificati, i dipendenti sono scoraggiati, l'ente stesso ha  perso
  ogni proprio significato.
   E  allora se oggi noi siamo qua non siamo qua per fare filosofica,
  caro  Presidente Cascio, siamo qua per ritornare indietro ma  siamo
  qua per omogeneizzare, per rendere uguale lo stesso sistema di voto
  che  ci  sarà  ad  Enna rispetto a quello che  ci  dovrà  essere  a
  Messina.
   Noi  dobbiamo mettere in campo una strategia legislativa  che  sia
  articolato sul buon senso,sui principi di ragionevolezza. E  allora
  ecco  perché,  ha detto bene l'onorevole Cordaro,  lo  voglio  dire
  all'Assessore  Lantieri, e c'è un problema, anzi, c'è  un  elemento
  che ci viene in soccorso.
   Io  per questo devo ringraziare l'onorevole Rinaldi che in maniera
  molto  acuta ha detto, ha fatto passare un emendamento che il primo
  voto utile sarà in contemporanea al prossimo rinnovo delle elezioni
  amministrative. Ciò significa maggio-giugno.
   In  questo  momento, in questo periodo il Consiglio dei  Ministri,
  che speriamo eserciti un ruolo terzietà e non un ruolo politico con
  finalità punitive nei confronti di una Assemblea regionale  che  si
  esprime con una censura netta rispetto alla legge Delrio e rispetto
  ad una filosofia distruttiva degli enti locali in Sicilia.
   Rispetto  a questo arco di tempo in cui noi potremo verificare  se
  in  effetti la riforma che facciamo stasera potrà essere apprezzata
  o meno.
   Siccome  c'è  tutto  il  tempo, ci sono 10 mesi,  noi  diciamo  al
  Partito  Democratico, ma lo diciamo anche al Presidente Cascio,  di
  ritirare  l'emendamento 2.4 perché è un emendamento inutile,  è  un
  emendamento  che creerebbe ulteriori confusioni, è  un  emendamento
  che  non  viene in soccorso a nessuna emergenza ma sarebbe soltanto
  una  discriminazione  e  una  differenziazione  di  trattamento  e,
  soprattutto,  la  negazione  ulteriore  perversa  della  democrazia
  partecipativa dei siciliani.
   Aldilà delle municipalità. I municipi, caro Presidente Cascio,  li
  devono  attuare a prescindere da questa norma, i comuni di Catania,
  di Palermo e di Messina.
   E  lo dovrebbero fare, lo facemmo già nel 2008 con la legge n. 22,
  e  lei  lo  ricorda  bene lo ricorda, rispetto a quella  data  sono
  passati 9 anni e ancora nulla è stato fatto in tal senso.
   E  allora  fermiamoci un attimo, cerchiamo di fare  cose  di  buon
  senso,  cerchiamo  di  ispirarci a  principi  di  ragionevolezza  e
  cerchiamo di ispirare soprattutto la nostra attività legislativa su
  principi che possono tornare utili alla Sicilia e ai siciliani.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Giuseppe Milazzo. Ne
  ha facoltà.

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando ci
  sono   determinati  fenomeni  o  accadimenti  l'Assemblea  che   ha
  legiferato  in  un  senso, rispetto ad un altro, può  in  qualunque
  momento  procedere  alla presa d'atto di quella  che  è  una  nuova
  volontà popolare.
   Nel  merito.  Questo Parlamento ha legiferato anche in osservanza,
  in  assonanza  a  quello che era il percorso nazionale  l'Assemblea
  regionale  siciliana; ha cercato via via, anche secondo un  profilo
  di  lealtà  istituzionale, di procedere in un  percorso  parallelo.
  Quindi,  certamente non accuso nessuno, non penso che questa  legge
  possa essere fatta secondo un principio: la colpa è stata tua   No,
  oggi c'è da prendere atto di una semplice circostanza: il popolo si
  è  espresso  ed  ha mantenuto intatto quello che è  attualmente  il
  dettato costituzionale relativamente a questa materia.
   E'  rimasto  tutto invariato, quindi la potestà legislativa  sugli
  enti locali è in capo alle Regioni.
   Ora,  Presidente  Lupo, è un attimino fastidioso  avere  ricordato
  ieri  dall'Assessore Baccei come se noi fossimo un CDA che qualcuno
  potrebbe  chiamarci a rispondere di una nostra opinione politica  o
  di  una nostra posizione politica  o di un nostro voto legislativo.
  Noi  siamo  Assemblea  legislativa e oggi Cracolici,  ieri  Baccei:
   state  attenti perché la Corte dei conti potrebbe colpirvi ;  oggi
  l'onorevole Cracolici:  state attenti perché il Governo questa cosa
  - diciamo a Palermo - un sa cala .
   Ed  allora, io non mi sento di attaccare l'onorevole Cracolici per
  tutti gli strafalcioni che ci ha fatto fare su questa materia e che
  ci ha visto protagonisti per numerose impugnative.
   Oggi,  c'è un fatto che è stato affermato dai cittadini. Il popolo
  con  un risultato netto, il corpo elettorale chiamato ad esprimersi
  con  un  risultato  netto,  chiaro  che  ha  determinato  anche  le
  dimissioni di quello che allora era il Presidente del Consiglio dei
  Ministri  il  dott. Renzi, le sue dimissioni, si è ritirato  quella
  riforma non c'è più.
   Se  fosse  stata approvata quella riforma certamente oggi  io  non
  penso  che nessuno sarebbe andato contro non il Governo, ma  contro
  quella  che  è  l'indicazione  chiara del  corpo  elettorale  della
  maggioranza  dei  cittadini italiani che  sono  stati  chiamati  ad
  esprimersi.
   Come   non  ricordare che il sottoscritto insieme alla Commissione
  fece   uscire  la  legge  elettorale  riguardante  i  Comuni  senza
  ballottaggio: tanti soldi risparmiati.
   Cosa fece l'onorevole Cracolici? Arrivò in Aula - è un leader ,  e
  questo io glielo riconosco -  ha richiamato i suoi dicendo:  ma che
  fa  scherzate? Ma quale ballottaggio, cosa ha introdotto? Il 40 per
  cento  per  vincere  al  primo turno basta raggiungere  il  40  per
  cento .
   Dove  se  lo  è  preso  questo 40 per cento? La  legge  elettorale
  nazionale  che è stata bocciata dai cittadini perché c'era  questo,
  come dire,  percorso parallelo, ma è stato spazzato via in tutte le
  sue   parti,  la  parte  attinente  alla  competenza  alla  potestà
  legislativa  in  capo  ai  Comuni e alle province  è  rimasta  alle
  Regioni,   in  questo  caso  a  noi,  alla  Sicilia,  nessuno   può
  intervenire,  alcun conflitto di attribuzione può essere  posto  se
  noi  oggi legiferiamo sulle province perché è competenza e  materia
  nostra.
   Ed allora, siccome non posso dire che l'onorevole Panepinto perché
  non  la  pensa come me, no  la pensa in modo diverso e  dobbiamo  e
  spero  ci  sia  un  confronto leale però i fatti sono  questi.  Nel
  merito   della  legge  parliamo  degli  effetti  che   produce   la
  reintroduzione  di un patto elettorale fra colui il quale  presenta
  un programma e coloro che lo approvano.
   Il  territorio è abbandonato, chi lo sigla questo patto delle cose
  da  fare  lungo  le  strade  provinciali?  Per  le  scuole?  Per  i
  dipendenti  delle  province? Per le collegate?  Ho  visto  deputati
  riempirsi la bocca su questi Ho visto deputati riempirsi  la  bocca
  su  questi problemi. Può un commissario essere sensibile a  questo?
  No   Può  un solo uomo, che già fa il sindaco, occuparsi  anche  di
  questi  problemi?  Lo farà male  Allora, il tema  è:  noi  dobbiamo
  introdurre questo principio, perché è un principio di legame  e  di
  impegno.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                        Sull'ordine dei lavori

   RINALDI, relatore. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI, relatore. Signor Presidente, è una sorta di preghiera che
  faccio  ai  colleghi. Qui ognuno di noi ha impegni,  quindi  chiedo
  agli altri addirittura o di rinunciare agli interventi perché ormai
  il  problema è stato ampiamente esposto e andare velocemente perché
  ognuno  di  noi purtroppo ha impegni, io alle 17.00 immancabilmente
  devo  andare  via. Non è un problema mio, ma penso che anche  altri
  avranno  i  loro impegni. Quindi, chiedo ai colleghi, cortesemente,
  di procedere alla votazione.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, io ritengo che su questo  tema  c'è
  stato  un dibattito in Commissione. Tra l'altro, non è materia  che
  arriva per la prima volta in quest'Aula, per cui reiterare in  nome
  e  per  conto di messaggi subliminali a dipendenti delle  province,
  alle  scuole  che  sono  chiuse, mi sembra fuori  luogo.  Per  cui,
  votiamo.
   Semplicemente  una  considerazione per un problema  culturale  per
  l'onorevole  Milazzo:  l'italicum è in vigore.  Onorevole  Milazzo,
  solo questo volevo dirle.

   PRESIDENTE.  Fermo  restando che è un diritto dei  colleghi  poter
  intervenire  sull'articolo 2, ricordo a tutti che, chi  interviene,
  interviene   sull'articolo   e   sull'insieme   degli   emendamenti
  all'articolo, quindi non è detto che si debba parlare  direttamente
  all'inizio,  perché  magari poi potrebbe essere  utile  intervenire
  successivamente e in quel caso non è possibile farlo.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Seguito della discussione del disegno di legge numero 1307-1282/A

   PRESIDENTE.   Sono  ancora  iscritti  a  parlare   gli   onorevoli
  Panarello,   Siragusa,  Fontana,  Formica  e  Cimino.  Se   aderite
  all'invito  fatto  da  alcuni colleghi.  Chiedete  di  intervenire.
  Perfetto. Allora proseguiamo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io so,  per  la
  discussione  che  c'è  stata nel Gruppo parlamentare  del  PD,  che
  questa  norma non può essere interpretata come la norma conseguente
  agli  sconfitti  del  referendum costituzionale  perché  credo  che
  questo argomento

                 (Interruzione dell'onorevole Falcone)

    PANARELLO. Collega Falcone, prendo atto, ma credo che sia un poco
  difficile  per  il  Gruppo parlamentare del PD  accedere  a  questa
  impostazione per un'elementare valutazione di dignità politica.
   Anche  il  tema  che  è  in discussione ha  questa  natura  e  gli
  argomenti   che  sono  stati  legittimi,  per  carità,   utilizzati
  dall'onorevole Falcone, dall'onorevole Cordaro eccetera, credo  che
  siano  una  sorta  di  richiesta di resa  a  chi  ha  sostenuto  il
  referendum costituzionale.
   Se  si deve fare una legge che abbia un consenso largo, credo  che
  siano argomenti assolutamente inaccettabili.
   Dopodiché  l'altro  argomento è che noi  adesso  siamo  liberi  di
  legiferare come vogliamo. Bene, io non sono convito di questa cosa,
  lo  dichiaro qui. Ritengo che anche questo si un modo di affrontare
  il  problema  sbagliato. Quindi, se si vuole  procedere  in  questa
  maniera, per carità, l'Aula è sovrana e proceda come meglio  crede,
  naturalmente  io  non posso dare il consenso ad un'impostazione  di
  questo genere.
   Colgo  l'occasione, signor Presidente, per segnalare che nel testo
  che  c'è stato consegnato l'elezione del Consiglio Metropolitano  e
  del  Consiglio del Libero consorzio si effettuerà con le  norme  di
  cui all'articolo 18, io pensavo della presente legge quando si dice
  articolo  18  ma  la  legge è composta di 7  articoli,  quindi,  io
  vorrei,   -  sicuramente  c'è un refuso -, vorrei  capire  come  si
  eleggerà;  il Parlamento è giusto che sappia come si eleggeranno  i
  Consigli  dei Liberi consorzi e quelli Metropolitani, possibilmente
  anche con un qualche riferimento normativo alle leggi alle quali ci
  si riferisce.

   PRESIDENTE. Il riferimento all'articolo 18, è al 18 della legge 15
  del   2015,  ci  sono  i  riferimenti  normativi  che  si   possono
  consultare.
   Forniamo il riferimento normativo all'onorevole Panarello.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Siragusa. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.   Signor   Presidente,   colleghi,   cittadini,   vorrei
  tranquillizzare l'onorevole Rinaldi, eventualmente  possiamo  anche
  chiuderla  qua e ce ne andiamo, se abbiamo fretta, e  chiudiamo  il
  discorso.
   Non ruberò molto tempo, comunque.
   Questa,   probabilmente,  è  l'ultima  legge   che   farà   questo
  Parlamento,  questa legislatura,  - verrebbe da dire fortunatamente
  -,  perché stiamo per fare, forse, il danno più grande che potremmo
  fare  ai cittadini siciliani e quest'ultima legge ne è metafora  di
  questa  legislatura del  un passo avanti e tre passi  indietro   o,
  ancora  peggio, la legislatura della svendita totale  della  nostra
  autonomia al Governo centrale a Roma o alle logiche di partito.
   Tutto  era  cominciato  con l'annuncio  da  Giletti,  all'Arena  -
  trasmissione  della domenica -, con  La Sicilia è la prima  Regione
  ad abrogare le Province .
   Onorevole   Falcone,  senza  nessun  patto  con  Cancelleri,   del
  Movimento 5 stelle, perché noi il patto lo abbiamo con i cittadini,
  perché  l'abolizione delle province è e sarà nel  nostro  programma
  per cui, noi, non facciamo patti con Crocetta o con chi si trova  a
  proporre  la legge di turno, lo facciamo con i cittadini  per  cui,
  essendo nel nostro programma, quando si è parlato di abolizione  di
  province,  ovviamente, anche noi siamo stati  favorevoli  a  questa
  impostazione ma, ovviamente, l'impostazione non è mai stata  quella
  di abolire realmente le Province.
   Il passaggio successivo è stato quello del recepimento della legge
  Delrio,  la  grande  riforma di natura finanziaria  e  sociale,   -
  quando  era,  presidente della I Commissione  Affari  istituzionali
  l'onorevole  Cracolici,  e già lì abbiamo iniziato  a  svendere  un
  pezzetto della nostra autonomia a Roma. Per un piatto di lenticchie
  abbiamo, di buona sostanza, approvato tout court la legge Delrio.
   Arriviamo  ad  oggi  in  cui  torniamo,  completamente,   indietro
  rintroducendo la componente politica all'interno di un ente che, in
  questi  cinque  anni,  è  stato  commissariato,  è  stato,  con  la
  collaborazione dello Stato, prosciugato di tutte le sue risorse,  è
  stato  reso  completamente inutile a danno  dei  dipendenti  e  dei
  cittadini  e  dei  servizi  che  i  cittadini  devono  ricevere  da
  quest'ente e la soluzione che riusciamo a proporre qual  è?  Quella
  di  rimetterci  la politica, quindi, noi, in cinque  anni,  abbiamo
  tolto i soldi, abbiamo saccheggiato le province, abbiamo ridotto  i
  dipendenti nella evidente difficoltà di non sapere qual è  il  loro
  futuro, e la soluzione è rimettere  le poltrone'.
   Questo  è  quello che siamo in grado di fare in questo  Parlamento
  ma,  in  realtà, è inutile, innanzitutto, appellarsi al  Referendum
  costituzionale come motivo valido per poter riformare  tutto,  quel
  Referendum  è stata una bocciatura, quel Referendum di una  riforma
  costituzionale che smantellava la nostra Costituzione e in  cui  la
  parte  relativa  alle province era soltanto una  minima  parte  del
  testo.
   Probabilmente,  se  la  domanda posta  ai  cittadini  fosse  stata
  semplicemente:   Volete  abrogare  le  Province,  si  o   no?    Il
  plebiscito sarebbe stato per i sì e, quindi, non è una scusa valida
  utilizzare lo strumento per la risposta dei cittadini al Referendum
  costituzionale così come è ancor meno valida e, anzi,   -  avvalora
  ancora  di  più  la tesi dell'abbandono della nostra  autonomia  in
  favore  dello Stato centrale -  è sbandierare il fatto che,  questa
  legge  c'è  stata dettata da Roma, c'è stata dettata  dal  ministro
  Costa,    e  se hanno la volontà di tornare indietro,  - a  livello
  nazionale -, che se ne assumano la responsabilità, non dicano a noi
  quello  che dobbiamo fare, noi siamo liberi di legiferare  come  ci
  pare.
   In realtà il motivo di questa legge è tutto un altro: in realtà  è
  che  bisogna ripristinare  le poltrone' visto l'approssimarsi delle
  elezioni regionali, a tutta quella pletora di portatori di voti, di
  consiglieri  comunali  che stanno dietro a coloro  che  siedono  in
  questo  Parlamento,  che ovviamente devono  essere  rassicurati  ad
  avere  un  futuro, di avere una poltrona e che non  possono  essere
  abbandonati  con  il  rischio di non avere il ritorno  dei  voti  o
  ancora  peggio di averli come concorrenti alle elezioni  regionali,
  perché  questo è il vero motivo di questa legge, questo è  il  vero
  motivo  per  cui, per altro, non si vota prima delle regionali,  si
  voterà  dopo le regionali perché ovviamente bisogna garantirsi  che
  il portatore di voti collabori fino alla fine.
   E  ci  si  impantana, poi, su questo articolo,  su  che  cosa?  Se
  tutelare o meno Orlando e Bianco. Se cercare di garantire a loro la
  possibilità di restare anche sindaci metropolitani o ancora  meglio
  se  cercare di agevolargli la possibilità di essere candidati  come
  presidente alle prossime elezioni regionali. Questi sono  i  motivi
  che stanno spingendo questo disegno di  legge, e questo articolo in
  particolare.  Noi  siamo e restiamo contrari, ovviamente  a  questo
  disegno  di legge, cercheremo di fare in modo, in qualsiasi maniera
  che  il  Regolamento interno ci consente, per fare sì  che  non  si
  arrivi  all'approvazione, e nello specifico di questo articolo  già
  preannuncio  che  chiederemo  il voto segreto  sull'emendamento,  a
  firma dell'onorevole Panepinto, di abrogazione di questo articolo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Fontana.  Ne  ha
  facoltà.

   FONTANA. Onorevoli colleghi, signor Presidente io sarò rapidissimo
  per  esprimere  anche una mia considerazione e dire che  oggi  sono
  sinceramente molto contento che si riparla di Liberi Consorzi anche
  perché  in Sicilia, come tutti sapete, con la legge 9 del 1986  non
  si  parlava di provincie, ma si parlava proprio di Liberi Consorzi,
  quindi  oggi  ritorniamo di nuovo con questo disegno  di  legge  ad
  esistere,  quindi  tornano ad esistere i  Liberi  Consorzi  e  sono
  particolarmente contento perché uno dei primi miei disegni di legge
  presentati in questa legislatura era proprio la ricostituzione  dei
  Liberi Consorzi.
   E  credo che tutto questo vada anche in direzione di quello che il
  popolo vuole,  lo ha dimostrato anche con la recente bocciatura del
  referendum, la gente; il popolo vuole partecipare e noi  gli  diamo
  anche   questa   ulteriore  possibilità.  E  ritengo   che   questa
  possibilità  e  questa  opportunità debba essere  data  a  tutti  i
  cittadini. Io non capisco perché il cittadino di Cammarata o di San
  Giovanni  Gemini può esprimere il voto per eleggere  il  presidente
  del  Libero  Consorzio e il cittadino di Partinico o  di  Villabate
  viene privato da questo diritto di partecipazione democratica.
   Quindi,  è  per questo motivo che io ritengo che anche nelle  aree
  metropolitane si proceda al voto diretto del presidente e che anche
  per   una  questione  di  equità  possa  essere  garantito   questo
  principio.  La democrazia certo non si può fermare in provincia  di
  Palermo,  Catania  e  Messina. Credo che questo  sia  un  principio
  irrinunciabile  e noi dobbiamo assolutamente garantire  che  questo
  principio sia esteso a tutte le provincie. Certo, nasce il problema
  e   la   preoccupazione  per  quanto  riguarda  l'impugnativa,   ma
  l'impugnativa,  almeno per quanto io ho capito anche  nell'incontro
  romano assieme al presidente della Commissione e ad altri colleghi,
  ritengo  che per quanto riguarda l'elezione diretta del  presidente
  del  Libero  Consorzio, quindi del sindaco metropolitano,  sia  una
  questione  squisitamente  politica e non tecnica  perché  non  vedo
  nessuna ratio per la quale il cittadino della provincia delle  aree
  metropolitane non debba esprimere il proprio voto.
   Del  resto  anche  il sindaco del comune capoluogo  può  benissimo
  candidarsi, si dimette da sindaco della città capoluogo  e  diventa
  presidente della città metropolitana.
   Francamente,  insomma,  non mi pare  che  questo  sia   e  poi  la
  questione   dell'impugnativa.  Bene,  se  verrà  impugnato   questo
  articolo  eventualmente  sarà questa Assemblea  ad  adeguarsi  e  a
  modificare l'articolo stesso.
     Quindi  io  sarei per andare avanti e passare immediatamente  al
  voto  per  dare  anche  questa possibilità ai  nostri  cittadini  e
  ricostituire così i Liberi Consorzi.

   PRESIDENTE. L'onorevole Formica, iscritto a parlare, rinuncia.  E'
  iscritto a parlare l'onorevole Cimino, ne ha facoltà.

   CIMINO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   desidero
  intervenire  perché  ritengo  che  questa  legge  oltre  ad  essere
  importante per la Sicilia, negli atti parlamentari è corretto poter
  lasciare testimonianza, di chi la pensa in maniera diversa rispetto
  agli interventi degli onorevoli colleghi.
   Soprattutto mi ha colpito l'intervento del collega Siragusa che ha
  voluto costruire su questa legge una materia strumentale totalmente
  collegata alle imminenti elezioni regionali e nazionali.

   FORMICA. Sorvoliamo sui disastri delle province

   CIMINO. Mi spiace dirlo ma voglio poter, invece, - apprezzando  la
  considerazione del collega - dire come per me invece questo disegno
  di   legge  è  importante soprattutto nel momento in cui  si  vuole
  intendere che la Regione Siciliana è una regione diversa,  rispetto
  alle  altre  Regioni del paese, perché non solo è  una  Regione  ad
  autonomia speciale con tante competenze e tante presenze dei propri
  uffici  nei  territori  dei  Comuni della  Regione,  per  questo  è
  necessario   che l'ente intermedio possa servire ad alleggerire  la
  macchina amministrativa e burocratica della Regione siciliana.
   Proprio  per questo l'ente intermedio provincia, probabilmente,  è
  inutile in Lombardia o in Campania ma è indispensabile in Sicilia e
  sono  contrario  con  quanti hanno voluto richiamare  la  normativa
  nazionale   o  addirittura  gli  interventi  connessi  al   momento
  referendario.
   Le Regioni a statuto speciale con le loro competenze, oggi più che
  mai,  hanno la necessità di delegare parte delle proprie  attività,
  che  sia quella delle aziende foreste, così come quella concernente
  l'antincendio,  così  come  quella  dei  geni  civili,  delle  case
  popolari  e strutture intermedie più vicine al territorio  e  molto
  lontani da Palermo.
   Ribadendo l'intervento del collega Cordaro, la legge vale  per  il
  futuro,  secondo l'articolo 11 delle pre leggi, abbiamo nel  nostro
  ordinamento  il  principio  di retroattività  rebus  sic  stantibus
  direbbero  i latini e quindi non c'è un problema né per il  Sindaco
  Orlando, né per il Sindaco Bianco, c'è un dato di fatto che  questa
  Assemblea  con  l'ente  intermedio  vuole  meglio  organizzare   le
  attività  burocratiche della Regione siciliana e io  penso  e  sono
  fiducioso   che  nella  prossima  legislatura  buona  parte   delle
  competenze,  proprie  di questa Regione siano competenze  dell'ente
  provincia.

   CASCIO,  presidente della Commissione. Chiedo di  parlare  per  un
  chiarimento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO,  presidente  della Commissione. Ho ascoltato  attentamente
  tutti  gli  interventi e siccome si è paventato più  volte,  a  più
  mani, di interventi, di impugnative, di interventi della Corte  dei
  Conti,  non voglio fare considerazioni personali che li  tengo  per
  me, ma delle considerazioni per lo più obiettive possibili.
   Mi  limito  a leggere due sentenze della Corte Costituzionale.  La
  sentenza  della Corte costituzionale n. 50, caro onorevole Formica,
  recita  questo:   La  legge recante la disciplina  nazionale  delle
  città  metropolitane  e delle province  mantiene  la  sua  validità
  nell'ambito  dell'ordinamento degli  enti  locali,  pur  a  seguito
  dell'esito  negativo  del  referendum costituzionale,  svoltosi  lo
  scorso  4  dicembre  2016'. Infatti, la mancata entrata  in  vigore
  della riforma costituzionale non comporta, sul piano giuridico,  il
  venir  meno dell'impianto delineato dalla legge Delrio. Considerato
  che  tale  legge,  come  sottolineato dalla Corte,  il  legislatore
  statale ha legittimamente realizzato, a Costituzione invariata, una
  riforma  del  sistema  della  geografia  istituzionale,  così  come
  previsto  dall'articolo 114 della Costituzione Italiana". Questa  è
  la prima sentenza.
   La seconda sentenza è la numero 277.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Ma  riferito sempre  alle  Regioni  a  Statuto
  ordinario

   CASCIO,  presidente  della Commissione.  No,  no,  ma  la  seconda
  sentenza  che  è  quella  più  recente,  del  2016,  è  quella  più
  importante  a mio avviso, perché la sentenza numero 277  finalmente
  chiude tutta la vicenda.

   SUDANO. Ma non può

   CASCIO, presidente della Commissione.  Onorevole Sudano, scusi  un
  attimo,  ma  dopo interviene, quando vuole intervenire  interverrà.
  Non  mi  sembra corretto non è un dibattito tra me e lei. Io faccio
  il mio intervento e poi lei interviene.
   La  sentenza numero 277 del 2016 pone fine al contendere. La Corte
  Costituzionale  dichiara che "E' cessata la materia del  contendere
  in  ordine  a  tutte  le  questioni di  legittimità  costituzionale
  promosse  con  il  ricorso  allo  Stato,  avvero  la  citata  legge
  regionale.  Il corpus normativo della disciplina regionale  vigente
  in  materia  di  enti  di area vasta risulta consolidato  sotto  il
  profilo della legittimità costituzionale . E dice che è venuto meno
  il  motivo del contendere perché abbiamo modificato la legge  2015,
  abbiamo  messo il voto ponderato, abbiamo mantenuto la  coincidenza
  dell'elezione del sindaco della Città Metropolitana con il  sindaco
  capoluogo, e quindi ha dichiarato il venir meno.
   Nel  2016  -  io  voglio fare la ricostruzione di questa  vicenda,
  perché  ci stiamo incartando - nel  momento in cui si chiude questa
  vicenda  siamo  andati  in delegazione al Ministero  dicendo:  "noi
  abbiamo   un'esigenza   politica,   vogliamo   che   ci   sia   una
  rappresentatività democratica nei nostri territori, perché gli enti
  di  area  vasta,  o Liberi Consorzi, e le Città Metropolitane,  non
  sono  una  società  per  azioni, in cui vi sono  delle  quote,  c'è
  l'azionista di maggioranza e l'azionista di minoranza. Ma siccome è
  formato  da  persone e da cittadini, vogliamo che  i  cittadini  si
  esprimano e vengano eletti gli organi a suffragio diretto .
   Per  fare questo noi abbiamo dato anche un impegno, l'impegno qual
  era? Di non modificare l'architettura della riforma istituzionale.

   FORMICA. Il Ministro Costa ora è passato al Centrodestra.

   CASCIO, presidente della Commissione. Lascia stare Costa, parliamo
  della Delrio.
   L'architettura  della  riforma Delrio non  prevede  Giunte,  e  in
  questa  legge  non ci sono Giunte, prevede l'elezione  della  Città
  Metropolitana.  Noi  abbiamo detto che  abbiamo  fatto  una  deroga
  perché  mentre  il  presidente del Libero Consorzio  veniva  eletto
  anche  nella  Delrio con un sistema ponderale, se  modifichiamo  il
  sistema  anche il presidente del Libero Consorzio viene eletto,  ma
  nella  Delrio  il  sindaco  della Città  Metropolitana  non  veniva
  eletto.  Per  questo  stanno riproponendo  tout  court  in  maniera
  pedissequa la Delrio su questo argomento.
   Poi,  l'ho detto in precedenza, l'Aula si determina, però è chiaro
  che  il  rischio c'è, mentre non c'è il rischio sui Liberi Consorzi
  perché  c'era  un meccanismo elettivo anche per il presidente,  che
  era  con  voto  ponderato  e ora con voto  diretto.  Là  non  c'era
  l'elezione del sindaco ma era prevista in seconda applicazione.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 2.1, a firma dell'onorevole
  Panepinto ed altri, che prevede la soppressione dell'articolo.

   SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 2.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti      54
   Votanti       53
   Maggioranza   27
   Favorevoli    12
   Contrari      41

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 2.2 è assorbito.
   Si passa all'emendamento 2.4 dell'onorevole Cascio.

   CASCIO, presidente della Commissione.  Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  2.3 dell'onorevole Rinaldi e altri.
   Il parere del Governo?

   LANTIERI,   assessore  per  le  autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione.

   CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 2, così  come  emendato.   Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
          Elezione diretta del Consiglio del libero Consorzio
                               comunale

   1. All'articolo 7 bis della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 e
  successive  modifiche ed integrazioni i commi 5,  6,  7  e  8  sono
  sostituiti dai seguenti:

    5.  Il  Consiglio del libero Consorzio comunale  è  composto  dal
  Presidente del libero Consorzio comunale e da:

   diciotto componenti, nei liberi Consorzi con popolazione residente
  fino a 300.000 abitanti;

   venticinque   componenti,  nei  liberi  Consorzi  con  popolazione
  residente superiore a 300.000 ed inferiore a 600.000 abitanti.

   6. Il Consiglio del libero Consorzio comunale è eletto a suffragio
  universale  e diretto dai cittadini iscritti nelle liste elettorali
  dei  comuni del libero Consorzio, contestualmente all'elezione  del
  Presidente  del  libero Consorzio comunale.  Sono  eleggibili  alla
  carica  di  consigliere i cittadini iscritti nelle liste elettorali
  di  un  comune della Repubblica in possesso dei requisiti stabiliti
  per l'elezione a consigliere comunale. L'elezione si svolge con  le
  modalità  di cui all'articolo 18. Si applicano i commi  1,  2  e  5
  dell'articolo 6. ».

   C'è   solo  un  emendamento  soppressivo.  Quindi,  si   vota   il
  mantenimento dell'articolo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
             Elezione diretta del Consiglio metropolitano

   1.  All'articolo 14 bis della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15
  e  successive modifiche ed integrazioni i commi 5, 6, 7, 8 e 8  bis
  sono sostituiti dai seguenti:

    5.   Il   Consiglio   metropolitano  è   composto   dal   Sindaco
  metropolitano e da:

   trenta  componenti,  nelle  Città  metropolitane  con  popolazione
  residente fino a 800.000 abitanti;

   trentasei  componenti, nelle Città metropolitane  con  popolazione
  residente superiore a 800.000 abitanti.

   6.  Il  Consiglio metropolitano è eletto a suffragio universale  e
  diretto  dai cittadini iscritti nelle liste elettorali  dei  comuni
  della   Città  metropolitana.  Sono  eleggibili  alla   carica   di
  consigliere  i  cittadini iscritti nelle  liste  elettorali  di  un
  comune  della  Repubblica in possesso dei requisiti  stabiliti  per
  l'elezione  a  consigliere comunale. L'elezione si  svolge  con  le
  modalità  di  cui  all'articolo 18. Il  Consiglio  metropolitano  è
  eletto    contestualmente   all'elezione   diretta   del    Sindaco
  metropolitano.

   7.  L'elezione  del  Consiglio  metropolitano  è  indetta,  previa
  delibera   della   Giunta  regionale,  con  decreto  dell'Assessore
  regionale  per  le  autonomie locali e  la  funzione  pubblica,  da
  emanarsi non oltre il sessantesimo giorno antecedente quello  della
  votazione.  L'elezione si svolge di norma in una domenica  compresa
  tra  il  15  aprile ed il 30 giugno. In sede di prima  applicazione
  della presente legge, l'elezione si svolge in una domenica compresa
  tra l'1 gennaio 2018 ed il 28 febbraio 2018.

   8.  Il  decreto  è  notificato  alla  Prefettura  territorialmente
  competente,  al  Presidente del Tribunale  ove  ha  sede  la  Città
  metropolitana  e  al  segretario della  Città  metropolitana  ed  è
  pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana nonché,
  anche online, nell'albo pretorio della Città metropolitana entro il
  quarantacinquesimo giorno antecedente quello della votazione.

   9. Trovano applicazione, in quanto compatibili, le disposizioni in
  materia di ineleggibilità e di incompatibilità di cui al Titolo  II
  della  legge regionale 24 giugno 1986, n. 31 e successive modifiche
  ed integrazioni. ».

   Si passa all'emendamento 4.1.

   SIRAGUSA. Lo faccio proprio e chiedo il voto segreto.

   PRESIDENTE.  Si procede  alla verifica del numero dei richiedenti.
  Dichiaro  aperta  la verifica dei richiedenti. Dichiaro  chiusa  la
  verifica dei richiedenti e ne proclama l'esito.
   Non c'è il quorum.
   Si procede alla votazione.
   Pongo in votazione l'emendamento 4.1, soppressivo dell'articolo.
   Il parere del Governo?

   LANTIERI,   assessore  per  le  autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CASCIO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 4.2 , primo firmatario onorevole Rinaldi.
   Il parere del Governo?

   LANTIERI,   assessore  per  le  autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica.  Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 4,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
         Disposizioni per l'elezione diretta del Presidente e
                             del Consiglio
           del libero Consorzio comunale e del Sindaco e del
                        Consiglio metropolitano

   1.  All'articolo 18 della legge regionale 4 agosto 2015, n.  15  e
  successive  modifiche  ed integrazioni sono apportate  le  seguenti
  modifiche:

   a)  al  comma  1  e al comma 3 dopo le parole  del Presidente  del
  libero  Consorzio comunale  sono inserite le parole  e del  Sindaco
  metropolitano ;

   b) il comma 2 è soppresso;

   c)  al comma 3 le parole  , sottoscritte da almeno il 15 per cento
  degli aventi diritto al voto,  sono soppresse e sono aggiunte, alla
  fine,  le  parole  Trovano applicazione, in quanto compatibili,  le
  disposizioni  in  materia di presentazione  delle  candidature  nei
  comuni  con  popolazione  superiore  a  500.000  abitanti  di   cui
  all'articolo  7  della  legge regionale 26  agosto  1992,  n.  7  e
  successive modifiche ed integrazioni. Ciascun candidato alla carica
  di  Presidente  del  libero Consorzio comunale  ovvero  di  Sindaco
  metropolitano  deve  dichiarare all'atto della presentazione  della
  candidatura  il  collegamento con una o più  liste  presentate  per
  l'elezione  del Consiglio del libero Consorzio comunale ovvero  del
  Consiglio  metropolitano. La dichiarazione  ha  efficacia  solo  se
  convergente con analoga dichiarazione resa dai delegati delle liste
  interessate. ;

   d)  al  comma 4 dopo le parole  di Presidente del libero Consorzio
  comunale   sono  inserite le parole  e di Sindaco metropolitano   e
  dopo  le  parole  a Presidente del libero Consorzio comunale   sono
  inserite le parole  ed a Sindaco metropolitano ;

   e)  al  comma 4 bis le parole  , sottoscritte da almeno il  5  per
  cento degli aventi diritto al voto  sono soppresse e sono aggiunte,
  alla  fine, le parole  Trovano applicazione, in quanto compatibili,
  le  disposizioni in materia di presentazione delle candidature  nei
  comuni  con  popolazione  superiore  a  500.000  abitanti  di   cui
  all'articolo  7  della  legge regionale 26  agosto  1992,  n.  7  e
  successive modifiche ed integrazioni. ;

   f) al comma 4 quater sono apportate le seguenti modifiche:

   1)  sono inserite, all'inizio, le parole  La scheda per l'elezione
  del  Presidente  del libero Consorzio comunale ovvero  del  Sindaco
  metropolitano  è  quella  stessa  utilizzata  per  l'elezione   del
  Consiglio.  La  scheda reca i nomi ed i cognomi dei candidati  alla
  carica  di  Presidente  del  libero Consorzio  comunale  ovvero  di
  Sindaco metropolitano, scritti entro un apposito rettangolo, al cui
  fianco sono riportati i contrassegni della lista o delle liste  cui
  il  candidato è collegato. Ciascun elettore può, con un unico voto,
  votare  per  un  candidato  alla carica di  Presidente  del  libero
  Consorzio comunale ovvero di Sindaco metropolitano e per una  delle
  liste  ad  esso collegate, tracciando un segno sul contrassegno  di
  una  di  tali liste. Ciascun elettore può, altresì, votare  per  un
  candidato  alla carica di Presidente del libero Consorzio  comunale
  ovvero  di  Sindaco  metropolitano anche non collegato  alla  lista
  prescelta, tracciando un segno sul relativo rettangolo. ;

   2)  le parole  , in un unico collegio elettorale corrispondente al
  territorio   del   libero   Consorzio  comunale   o   della   Città
  metropolitana  sono sostituite dalle parole  Ai fini  dell'elezione
  il   territorio  del  libero  Consorzio  comunale  e  della   Città
  metropolitana  è  ripartito in due o più collegi corrispondenti  ai
  collegi  per  l'elezione del Consiglio provinciale  esistenti  alla
  data di entrata in vigore della presente legge, come determinati ai
  sensi dell'articolo 1 della legge regionale 9 maggio 1969, n. 14. I
  seggi  spettanti al Consiglio del libero Consorzio comunale  ed  al
  Consiglio  metropolitano  sono  attribuiti  ad  ogni  collegio   in
  proporzione alla popolazione legale residente nel collegio, con  il
  sistema dei maggiori resti. ;

   3)  le  parole  da   Ciascun elettore  esprime  un  voto   fino  a
   riportati  da ciascuna di esse.  sono sostituite dalle parole   Il
  voto  alla  lista  è espresso tracciando un segno sul  contrassegno
  della  lista  prescelta. Ciascun elettore può  esprimere,  inoltre,
  sino  ad  un massimo di due voti di preferenza per candidati  della
  lista  da  lui  votata, scrivendone il nome ed il  cognome  o  solo
  quest'ultimo  sulle apposite righe poste a fianco del contrassegno.
  Nel  caso di espressione di due preferenze, una deve riguardare  un
  candidato  di  genere  maschile e l'altra un  candidato  di  genere
  femminile  della  stessa  lista,  pena  la  nullità  della  seconda
  preferenza.  Nell'elezione  del  Consiglio  del  libero   Consorzio
  comunale   l'attribuzione  dei  seggi  alle  liste   è   effettuata
  successivamente alla proclamazione dell'elezione del Presidente del
  libero    Consorzio   comunale.   Nell'elezione    del    Consiglio
  metropolitano  l'attribuzione dei seggi  alle  liste  è  effettuata
  successivamente  alla  proclamazione  dell'elezione   del   Sindaco
  metropolitano. ;

   4)  dopo  le  parole   ciascuna lista ,  ovunque  ricorrano,  sono
  inserite  le  parole  o gruppo di liste  e le parole   il  posto  è
  attribuito  alla lista  sono sostituite dalle parole  il  seggio  è
  attribuito alla lista o al gruppo di liste ;

   5)  è aggiunto, alla fine, il seguente periodo:  Nell'elezione del
  Consiglio   del   libero  Consorzio  comunale   e   del   Consiglio
  metropolitano nell'ambito di ciascun gruppo di liste collegate,  la
  cifra  elettorale  di  ciascuna  di esse,  corrispondente  ai  voti
  riportati,  è  divisa per 1, 2, 3, 4 ..., sino  a  concorrenza  del
  numero  dei  seggi spettanti al gruppo di liste. Si determinano  in
  tal  modo  i  quozienti più alti e, quindi,  il  numero  dei  seggi
  spettanti ad ogni lista. ;

   g) il comma 4 quinquies è sostituito dai seguenti:

    4 quinquies. Non sono ammesse all'assegnazione dei seggi le liste
  che  non  abbiano conseguito almeno il 5 per cento del  totale  dei
  voti  validi  espressi nell'intero territorio del libero  Consorzio
  comunale   ovvero  della  Città  metropolitana.   Al   fine   della
  determinazione del quoziente elettorale non si tiene conto dei voti
  riportati dalle liste non ammesse all'assegnazione dei seggi.

   4   sexies.  Nell'elezione  del  Consiglio  del  libero  Consorzio
  comunale  e del Consiglio metropolitano alla lista o al  gruppo  di
  liste  collegate al candidato proclamato eletto che non  abbia  già
  conseguito  almeno  il  60  per cento dei  seggi  del  Consiglio  è
  assegnato,   comunque,  il  60  per  cento  dei  seggi,   sempreché
  nessun'altra  lista o gruppo di liste collegate abbia già  superato
  il  50  per  cento dei voti validi. I restanti seggi sono assegnati
  alle altre liste o gruppi di liste collegate, ai sensi del comma  4
  quater.  Il premio di maggioranza previsto per la lista o le  liste
  collegate  al  Presidente del libero Consorzio comunale  ovvero  al
  Sindaco metropolitano eletto è attribuito solo nel caso in  cui  la
  lista  o  le liste abbiano conseguito almeno il quaranta per  cento
  dei voti validi. ;

   h) il secondo periodo del comma 5 è soppresso;

   i) al comma 11 sono apportate le seguenti modifiche:

   la lettera a) è sostituita dalle seguenti:
    a)  determina il numero dei seggi spettanti a ciascuna  lista  ai
  sensi del comma 4 quater;
   a  bis)  procede all'assegnazione dei seggi spettanti alle singole
  liste nei collegi ai sensi dell'articolo 18 della legge regionale 9
  maggio 1969, n. 14 e successive modifiche ed integrazioni; ;

   alla   lettera  b)  le  parole   ponderata   e   ponderati    sono
  soppresse;

   la lettera c) è sostituita dalla seguente:
    c) procede alle relative proclamazioni. ;

   l)  al  comma  12  le parole  , ivi compresa la  cessazione  dalla
  carica  di  sindaco  o  di  consigliere di  un  comune  del  libero
  Consorzio  comunale  o  della  Città metropolitana,   e  la  parola
   ponderata  ed il secondo periodo sono soppressi;

   m) il comma 15 è soppresso.»

   All'articolo  5 è stato presentato un emendamento soppressivo  che
  decade per assenza del firmatario.
   Pongo  in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo  5.  Chi   è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
                          Indennità di carica

   1.  L'articolo  20 della legge regionale 4 agosto 2015,  n.  15  e
  successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:

    Art. 20.
   Indennità per le cariche negli organi degli enti di area vasta

   1.  Al  Presidente  del libero Consorzio comunale  ed  al  Sindaco
  metropolitano è attribuita un'indennità pari a quella spettante  al
  sindaco del comune capoluogo del relativo libero Consorzio comunale
  o della relativa Città metropolitana.

   2. Ai componenti del Consiglio del libero Consorzio comunale e del
  Consiglio  metropolitano è attribuita un'indennità  pari  a  quella
  spettante  ai  componenti del consiglio del  comune  capoluogo  del
  relativo   libero  Consorzio  comunale  o  della   relativa   Città
  metropolitana.

   3. Gli incarichi di componente dell'Assemblea del libero Consorzio
  comunale e della Conferenza metropolitana sono esercitati a  titolo
  gratuito.

   4.  Restano a carico dei rispettivi enti di area vasta  gli  oneri
  connessi con le attività in materia di status degli amministratori,
  relativi   ai   permessi  retribuiti,  agli  oneri   previdenziali,
  assistenziali ed assicurativi previsti dalla normativa vigente.

   5.  Le  disposizioni del presente articolo si applicano nei limiti
  delle  disponibilità finanziarie in atto esistenti. Dall'attuazione
  del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri  a
  carico del bilancio della Regione. .»

   All'articolo 6 è stato presentato un emendamento soppressivo.
   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 6.

   SIRAGUSA. Chiedo la votazione palese nominale.

   PRESIDENTE.  Si  proceda alla verifica dei  richiedenti.  Dichiaro
  chiusa la verifica dei richiedenti.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


           Votazione per scrutinio nominale sull'articolo 6

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'articolo 6.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            51
   Votanti             49
   Maggioranza         25
   Favorevoli          40
   Contrari            08
   Astenuti            01

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
                        Abrogazioni e modifiche

   1.  Alla  legge  regionale  4 agosto  2015,  n.  15  e  successive
  modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti modifiche:

   a) all'articolo 1, comma 3, il secondo periodo è soppresso;

   b) all'articolo 7, il comma 1 è sostituito dal seguente:
    1.  In  caso di cessazione per qualsiasi causa dalla  carica  del
  Presidente del libero Consorzio comunale si procede, entro sessanta
  giorni  dalla cessazione, all'elezione del nuovo Presidente  e  del
  nuovo Consiglio del libero Consorzio comunale. ;

   c) l'articolo 14 è sostituito dal seguente:
    Art. 14 Cessazione dalla carica di Sindaco metropolitano - 1.  In
  caso  di  cessazione per qualsiasi causa dalla carica  del  Sindaco
  metropolitano  si procede, entro sessanta giorni dalla  cessazione,
  all'elezione del nuovo Sindaco metropolitano e del nuovo  Consiglio
  metropolitano.

   2.  Fino all'elezione del nuovo Sindaco metropolitano, le relative
  funzioni sono esercitate dal Vicesindaco metropolitano. ;

   d) all'articolo 19, i commi 1 e 2 sono sostituiti dal seguente:
    1.  Il  Presidente  del  libero Consorzio  comunale,  il  Sindaco
  metropolitano,  il Consiglio del libero Consorzio  comunale  ed  il
  Consiglio metropolitano durano in carica cinque anni. ;

   e) l'articolo 51 è sostituito dal seguente:
    Art.  51  Norma transitoria in materia di gestione  commissariale
  degli  enti  di area vasta - 1. Nelle more dell'insediamento  degli
  organi  dei  liberi  Consorzi comunali e delle Città  metropolitane
  eletti secondo le disposizioni della presente legge, e comunque non
  oltre  il  28  febbraio  2018, le funzioni degli  enti  area  vasta
  continuano ad essere svolte da commissari straordinari nominati  ai
  sensi dell'articolo 145 dell'ordinamento amministrativo degli  enti
  locali nella Regione siciliana approvato con la legge regionale  15
  marzo 1963, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni. .»

   Votiamo per  il mantenimento dell'articolo 7, perché anche qui  ci
  sono solo  emendamenti soppressivi, essendo un solo comma è come se
  fosse un unico emendamento.
   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 7.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
        Norme sulla pubblicità e sul controllo delle spese dei
                        partiti o dei movimenti
           per l'elezione dell'Assemblea regionale siciliana

   1.  Le  spese  per  la  campagna elettorale  di  ciascun  partito,
  movimento   o   lista  che  partecipa  all'elezione  dell'Assemblea
  regionale   siciliana,   escluse  quelle  sostenute   dai   singoli
  candidati,  non  possono  superare  il  prodotto  risultante  dalla
  moltiplicazione  di  euro  0,50 per  il  numero  complessivo  degli
  abitanti  delle  circoscrizioni  elettorali  provinciali  e   della
  circoscrizione  elettorale  regionale  nelle  quale  la   lista   è
  presente.  Si  applicano  alle elezioni per  l'Assemblea  regionale
  siciliana le norme in materia di pubblicità e controllo delle spese
  elettorali recate dall'articolo12 della legge 10 dicembre 1993,  n.
  515 e successive modifiche ed integrazioni.

   2. In caso di violazione dei limiti di spesa previsti dal comma 1,
  il  collegio  regionale di garanzia elettorale irroga una  sanzione
  amministrativa  pecuniaria  compresa fra  il  doppio  e  il  triplo
  dell'importo eccedente il limite previsto. Si applicano le norme di
  cui  ai  commi 13, 14 e 15 dell'art. 15 della legge n.  515/1993  e
  successive modifiche ed integrazioni.

   3.  Si  intendono riferiti al Presidente dell'Assemblea  regionale
  siciliana,  alla Corte dei Conti per la Regione siciliana  ed  alle
  elezioni  regionali i riferimenti al Presidente  della  Camera  dei
  Deputati,  alla  Corte dei Conti ed alle elezioni  contenuti  nelle
  disposizioni richiamate dal presente articolo.»

   All'articolo 8 è stato presentato l'emendamento 8.1 a firma  degli
  onorevoli  Greco Giovanni ed altri. Essendo il proponente  assente,
  lo dichiaro decaduto. L'Assemblea ne prende atto.

   Si  passa  all'emendamento 8.5 a firma degli onorevoli Assenza  ed
  altri.

   ASSENZA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Gli  emendamenti 8.2 e 8.3 a firma degli onorevoli Greco  Giovanni
  ed altri sono dichiarati decaduti, essendo il proponente assente.

   Si   passa   all'emendamento  8.6,  I  parte,   presentato   dalla
  Commissione.

   CASCIO,  presidente  della  Commissione.  Chiedo  di  parlare  per
  illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO,  presidente della Commissione. L'emendamento si  legge  da
  solo.  Il  riferimento  è alle due Camere  perché  ne  abbiamo  due
  Camere. Mentre prima era il riferimento al Presidente della  Camera
  dei deputati. E' il riferimento ai Presidenti delle Camere.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento  8.6,  I  parte.  Il
  parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.6, I parte.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  8.4  a  firma  degli  onorevoli  Greco
  Giovanni  ed  altri. Non essendo presente in Aula il firmatario  lo
  dichiaro decaduto. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento  8.6  II   parte   presentato   dalla
  Commissione.
   Il parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta per  cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.30, è ripresa alle ore 16.52)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ricordo che eravamo  in  fase  di
  votazione dell'emendamento 8.6 II parte.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, senza voler fare
  il primo della classe però vorrei richiamare la I Commissione su un
  grave deficit legislativo che presenta l'articolo 8.

   FORMICA. Lo dobbiamo bocciare.

   VINCIULLO.  Volevo solo argomentare perché questo  articolo  è  in
  contrasto con il decreto legislativo, 6 maggio 1948, n. 655,  ed  è
  in  contrasto  con il decreto legislativo 18 giugno 1999,  n.  200.
  Volevo solo dire questo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 8.
   Il parere del Governo?

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Contario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CASCIO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                              «Articolo 9
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  ai  sensi  dell'articolo  117  è  stato  presentato
  l'emendamento 117.1, che è in fase di distribuzione.
    All'articolo 7, lettera a), sostituire 28 febbraio  2018  con  30
  giugno 2018 .
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

        APPRENDI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   in
  ottemperanza   a  quanto  ha  detto  il  presidente  Ardizzone   ho
  presentato un emendamento aggiuntivo che non vedo in Aula.

   PRESIDENTE. Non saranno trattati emendamenti aggiuntivi.

   APPRENDI.   No  Presidente  Presidente   Ci sono due  norme  sulla
  trasparenza della politica e poi vi  incazzate  perché  i  grillini
  si  prendono  loro  queste prerogative. Ci  sono  due  emendamenti,
  l'articolo  8 e lo avete bocciato. Vergogna  Sulla spesa elettorale
  dei  partiti. Vergogna  E quello di recepire la norma nazionale per
  quanto riguarda la ineleggibilità.
   Questo Parlamento è veramente delegittimato e si auto delegittima
  Io  voglio  sapere  perché il mio emendamento non  viene  discusso.
  Questo  andava detto prima, Presidente. Non è stato detto  che  non
  c'erano  emendamenti aggiunti. Non è stato detto  Io voglio sentire
  cosa  dice  il  Governo  su  questo. Presidente  Crocetta,  il  suo
  assessore  si  è pronunciato dicendo che era contrario all'articolo
  8. Vergogna  Il suo Assessore.
   Lei  che  nei  suo  comizi  ha parlato di  trasparenza.  Vergogna
  Vergogna
   Io voglio sapere perché il mio emendamento non è stato discusso. E
  lo voglio sapere perché è una cosa gravissima.

   PRESIDENTE.  Le  rispondo, onorevole Apprendi, il suo  emendamento
  riguarda  una  modifica  della legge elettorale  regionale.  Questo
  disegno  di  legge  non  riguarda la  legge  elettorale  regionale.
  Inoltre,  voglio precisare che, qualora in linea del tutto teorica,
  dovessimo  accogliere  emendamenti a questo  disegno  di  legge  in
  materia  di  legge  elettorale regionale,  l'intera  legge  sarebbe
  sottoposta  a  referendum e quindi in quanto tale,  al  di  là  del
  merito dell'emendamento che lei propone.
   Pertanto,  questo,  come  tutti gli  altri  emendamenti  a  questo
  disegno di legge, non sono ammissibili.

   Consorzio autostrade siciliane (CAS)' (n. 1276/A Stralcio III).

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


       Seguito della discussione del disegno di legge  Norme in
     materia di Consorzio autostrade siciliane (CAS) . (n. 1276/A
                             Stralcio III)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
   Norme  in  materia di Consorzio autostrade siciliane  (CAS) .  (n.
  1276/A Stralcio III).
   Onorevoli  colleghi, comunico che è stato presentato  dal  Governo
  l'emendamento A.300, sostitutivo dell'articolo 1.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  è pervenuto adesso
  questo  disegno  di  legge  della  IV  Commissione.  Ieri,  si  era
  raggiunto  un  accordo e una sintesi che poteva  essere  approvata,
  oggi  invece  c'è  una  rimodifica  rispetto  a  quello  che  aveva
  stabilito, perché mentre prima si avviava un percorso e si  fermava
  all'esito del procedimento e poi sarebbe all'articolo 2  e  poi  si
  ritornava  in  Aula e in Commissione; oggi stiamo  individuando  un
  soggetto  che  è ANAS contravvenendo anche alle norme  comunitarie,
  quella sulla libera concorrenza.
   Presidente, mi ascolti, approviamo la legge sulle province  e  poi
  discutiamo  il  testo del CAS o si ritorna al testo che  era  stato
  presentato e approvato ieri dalla Commissione.
   Articoli  cosi importanti sono entrati nel  collegato   all'ultimo
  giorno e non possono essere approvati.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei portare un
  po'  di  ordine.  Il Gruppo di Forza Italia chiede  i  termini  per
  presentare  gli  emendamenti. Questo per Regolamento,  ce  lo  deve
  concedere.
   Dopo chiediamo che si ritorni alla votazione finale sulle province
  di  seguito.  Questa è la scelta del Gruppo parlamentare  di  Forza
  Italia.  Noi  chiediamo a termini di Regolamento  che  ci  diano  i
  termini per presentare gli emendamenti, perché personalmente non lo
  conosco  e chiedo i termini per la presentazione degli emendamenti,
  trattandosi  di  un disegno di legge a tutti gli effetti  che  deve
  essere  presentato  e  incardinato e poi  dobbiamo  presentare  gli
  emendamenti.
   Dopo   chiediamo  che  si  ritorni  alla  votazione  finale  sulle
  province, successivamente al  collegato  e alla fine discutiamo sul
  CAS.

   GRASSO. Chiedo di parlare per una precisazione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   l'intervento
  precedente  era legato al testo distribuito per errore,  prima  che
  venisse concordato.
   Ritengo  che il testo che è invece in Aula va nella direzione  che
  auspico,  cioè  la trasformazione del CAS in una S.p.A.  e  poi  la
  costituzione  e  l'avvio della costituzione, perché  poi  non  sono
  molto   d'accordo  nell'individuare  già  aprioristicamente  l'ANAS
  perché  ritengo  che  sarebbe dovuta essere una  società  a  totale
  partecipazione  pubblica, però, ripeto, io da  anni  ho  detto  che
  andava  trasformata in una società per azioni e oggi per  coerenza,
  essendo  tornata su percorso la Commissione Bilancio, che io  avevo
  auspicato, quindi io ritiro quello che ho detto prima.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  per  ulteriore   chiarimento,
  parliamo dell'emendamento A.300, a firma della Commissione Bilancio
  e  dell'assessore  per  l'Economia, che è  interamente  sostitutivo
  dell'articolo 1 del disegno di legge sul CAS.

   SORBELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO.  Signor Presidente, intanto ringrazio questo Parlamento.
  In  queste battute finali ha esaudito quella che era l'approvazione
  di  due norme importanti come il  collegato  e le Province, ridando
  così  democrazia  al territorio e portando avanti  quella  che  era
  l'idea   della  stragrande  maggioranza  dei  deputati  di   questo
  Parlamento.
   Per  quanto  riguarda il consorzio del CAS, direi, Presidente,  di
  sospendere  la  seduta,  fare  una  riunione,  perché   c'è   molta
  confusione fra il disegno di legge e questa direttiva che ci  vuole
  dare,  perché  l'emendamento A.300 può essere approvabile,  ma  c'è
  confusione in Aula.
   Allora poi chiederanno il voto segreto e non si fa niente  Io sono
  per farlo, siccome io sono propositivo

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  io  voglio  ricordare   che   il
  presidente della II Commissione ha proposto qualche ora fa  che  la
  norma  sulla modifica dell'assetto societario e azionario  del  CAS
  sul disegno di legge, e quest'Aula è stata disponibilissima.
   Nell'accordo complessivo c'è che si vota  collegato ,  Province  e
  CAS. Per cui, onorevole Sudano, l'intesa può essere mantenuta, e ci
  sentiamo  tutti  legati all'intesa, solo se  i  tre  testi  vengono
  approvati  insieme, altrimenti siamo ognuno libero di  fare  quello
  che vuole.
   Lo dico a titolo personale, per evitare questioni, per evitare che
  ci  possa  essere  qualcuno  che,  e  questo  vale  anche  per  una
  conduzione complessiva. Quindi, alla luce del fatto che vedo  segni
  di   nervosismo,  noi  dobbiamo  procedere  al  voto   finale   del
   collegato , le Province, voto finale del CAS. Poi, è chiaro che io
  mi  riservo  di  intervenire a titolo personale  per  esprimere  la
  dichiarazione di voto sui tre singoli testi che verranno votati.
   Diversamente,  si intende, senza che nessuno, qualche  scienziato,
  si  alzi, abbiamo già subìto abbastanza su intese e accordi che non
  sono  stati mantenuti e dove quando qualcuno ha avuto i  numeri  ha
  violato  almeno  le intese. Quindi, sia ben chiaro  che  da  questo
  minuto in poi se non si procede in questa maniera siamo sciolti  da
  tutti gli impegni.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor  Presidente, ritengo l'impegno preso  la  scorsa
  sera  in Commissione  Bilancio , alla presenza anche dell'onorevole
  Panepinto,  del Presidente della Regione, dell'assessore  Baccei  e
  dell'Assessore  per le infrastrutture, che sia stato  perfettamente
  rispettato  con l'emendamento A.300, che sostituisce  integralmente
  la  norma  presentata sul CAS. A questo punto  assurgerebbe  ad  un
  ruolo di legge autonoma.
   Quindi,  poiché  è  una  declaratoria, non impegna  per  nulla  la
  Regione,  se  non ad avviare una trattativa fra due enti  pubblici,
  quali  ANAS  e  CAS,  quindi nessun interesse  privato  può  essere
  imputato  a questo tipo di avvio di trattativa, credo che  il  buon
  senso dell'Aula - essendoci di mezzo un ragionamento che prevede la
  sicurezza  dei  cittadini, la sicurezza stradale, la  sicurezza  di
  un'azienda  che  è  in difficoltà, la sicurezza di  lavoratori  che
  reclamano   da   anni  una  sistemazione  definitiva,   una   norma
  declaratoria  in generale non può suscitare alcuna  perplessità  da
  parte di questo Parlamento, anche perché è esattamente attinente  a
  quanto avevamo stabilito in Commissione.
   Quindi,  il Governo e la Commissione possono essere testimoni  che
  questi  principi declaratori contenuti nella A300 sono  esattamente
  corrispondenti a quanto deliberato dalla Commissione.
   Nessuno scandalo e nessuno stupore, è una norma di buon senso, una
  norma che ci consente di ridurre le responsabilità anche economiche
  in  capo  alla Regione, affidandole ad una società che è nazionale,
  che  ci  tutela  e  garantisce, nei limiti di un  accordo  che  poi
  ritornerà   in   Giunta,  nelle  commissioni  competenti.   Nessuna
  quaestio,  nessuno  vuole fare fughe in avanti, soltanto  norme  di
  buon senso.
   Invito  i  colleghi deputati che hanno mostrato in  questo  tratto
  finale  -  oggi  probabilmente questo per noi è il 25  aprile  come
  Parlamento. Nel nostro 25 aprile riuscire a manifestare  alla  fine
  della  legislatura uno scatto d'orgoglio per poter portare  a  casa
  tre  disegni  di  legge  intelligenti,  capaci  come  quelle  delle
  province, del collegato e questa sul CAS.

   PRESIDENTE.   Ripeto   ulteriormente:   l'emendamento   A.300    è
  sostitutivo dell'articolo 1 del disegno di legge n. 1276/A stralcio
  III   concernente    Norme  in  materia  di   consorzi   autostrade
  siciliane . E' un unico articolo. Poi rimane solo la norma finale.
   Ovviamente,   l'emendamento  è  a  firma  del  Governo   e   della
  Commissione    che   ha   dato   formalmente   parere    favorevole
  all'emendamento.

   FALCONE. Manca termine per la presentazione degli emendamenti.

   PRESIDENTE. E' un emendamento di riscrittura dell'articolo 1,  non
  è un disegno di legge.
   Se  lei  vuole  può presentare dei subemendamenti,  ma  non  siamo
  obbligati  a  concedere  termini  perché  il  disegno  di  legge  è
  all'ordine del giorno dell'Aula, credo, da molte settimane.
   Pongo  in  votazione l'emendamento A.300. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

         (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  ordini  del  giorno  per i rispettivi  disegni  di  legge  li
  voteremo prima del voto finale dei relativi disegni di legge.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


      Ordini del giorno al disegno di legge n. 1276 Stralcio I/A

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'ordine del  giorno  n.  668,  a  firma
  dell'onorevole Savona. Il parere del Governo sull'ordine del giorno
  668?

   BACCEI,    assessore   per   l'economia.   Lo   accettiamo    come
  raccomandazione.

   PRESIDENTE. Onorevole Savona, l'ordine del giorno è accettato come
  raccomandazione.

   SAVONA. Chiedo la votazione.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 668.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 669, a firma  degli  onorevoli
  Apprendi, Panarello, Raia, Anselmo, Greco. Il parere del Governo?

   BACCEI,    assessore   per   l'economia.   Lo   accettiamo    come
  raccomandazione.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 669.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del  giorno n. 670,  a  firma  di  numerosi
  deputati.

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale.  Signor Presidente, brevemente, è meglio  approvarlo
  perché  dà  forza  ad  una  azione che  il  Presidente  Crocetta  e
  l'Assessore  al  ramo dovranno svolgere nei confronti  del  Governo
  nazionale.  L'approvazione di questo ordine del giorno rafforza  la
  nostra azione. Quindi, il parere è favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 670.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 671. Il parere del Governo?

   BACCEI,    assessore   per   l'economia.   Lo   accettiamo    come
  raccomandazione.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 672,  a firma  dell'onorevole
  Turano   che  riguarda  le  autonomie  locali.  Quindi,   inviterei
  l'Assessore Lantieri a dare il parere.

   LANTIERI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 672.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno n. 673, che riguarda l'istituzione
  di zone economiche speciali, a firma dell'onorevole Di Giacinto.
   Il parere del Governo?

   BACCEI,    assessore   per   l'economia.   Lo   accettiamo    come
  raccomandazione.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 673.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 674, a  firma  dell'onorevole
  Zafarana che non è presente in Aula.

   FOTI. Lo faccio mio.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Il parere del Governo?

   BACCEI,    assessore   per   l'economia.   Lo   accettiamo    come
  raccomandazione.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 674.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 675, a  firma  dell'onorevole
  Apprendi. Appone la firma l'onorevole Anselmo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 676, a  firma  dell'onorevole
  Alloro  ed  altri.  Lo pongo in votazione. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Preciso che l'onorevole Figuccia ha espresso voto contrario.
   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 677, a  firma  dell'onorevole
  Anselmo  e Apprendi. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 678, a  firma  dell'onorevole
  Anselmo. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 679, che  impegna  il  Governo
  della  Regione  ad  attivare  tutte  le  procedure  necessarie  per
  chiedere  lo stato di calamità naturale a fronte delle  denunce  di
  danno  che  gli agricoltori stanno presentando in queste  ore  agli
  Ispettorati  provinciali dell'Agricoltura, a firma degli  onorevoli
  Cirone,  Milazzo,  Panepinto ed altri. Appone la firma  l'onorevole
  Turano  ed anche gli onorevoli Formica, Cordaro, Cani; tutta l'Aula
  mi pare che apponga sostanzialmente la firma, l'onorevole Ruvolo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 680, a  firma  dell'onorevole
  Savona. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 681, a  firma  dell'onorevole
  Apprendi. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 682, a  firma  dell'onorevole
  Apprendi. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Abbiamo terminato. L'ordine del giorno n. 683 lo votiamo prima del
  disegno  di legge del CAS perché è pertinente al disegno  di  legge
  sul CAS.
   All'ordine del giorno n. 685 appone la firma l'onorevole  Lentini,
  anche  l'onorevole Anselmo, Cascio, numerosissimi  colleghi,  direi
  tutta l'Aula. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, ho presentato un ordine  del
  giorno  e  non  si trova. L'onorevole Clemente ve lo sta  portando.
  Onorevole  Cordaro  l'ha  firmato  pure  lei.  Riguarda  i   lavori
  dell'Iridas.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                 Presidenza del Presidente  ARDIZZONE

   'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di
   stabilità regionale. Stralcio I'. (n. 1276 Stralcio I/A)

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Votazione finale per scrutinio palese nominale del disegno di
   legge ««Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017.
   Legge di stabilità regionale. Stralcio I .» (n.1276 Stralcio I/A)

    PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge «Disposizioni programmatiche e correttive  per
  l'anno  2017.  Legge di stabilità regionale. Stralcio I .  (n.  1276
  Stralcio I/A)» (1276/A).
   Indìco la votazione per scrutinio palese nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  58
   Maggioranza         30
   Favorevoli          39
   Contrari            8
   Astenuti            11

                         (L'Assemblea approva)

   'Disposizioni in materia di elezione diretta del Presidente del li-
   bero Consorzio comunale e del Consiglio del libero Consorzio comuna-
   le nonché del Sindaco metropolitano e del  Consiglio metropolitano.
   Norme sulla pubblicità e sul controllo delle spese elettorali'
   (n. 1307-1282/A).
   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Votazione finale per scrutinio nominale del  disegno di legge
     Disposizioni in materia di elezione diretta del Presidente del
    libero Consorzio comunale e del Consiglio del libero Consorzio
       comunale nonché del Sindaco metropolitano e del Consiglio
   metropolitano. Norme sulla pubblicità e sul controllo delle spese
                    elettorali . (nn. 1307-1282/A)

   PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  Disposizioni in materia di elezione diretta del Presidente del
  libero  Consorzio  comunale e del Consiglio  del  libero  Consorzio
  comunale   nonché  del  Sindaco  metropolitano  e   del   Consiglio
  metropolitano. Norme sulla pubblicità e sul controllo  delle  spese
  elettorali . (nn. 1307-1282/A).


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                  Presidenza del Vicepresidente LUPO

   PANEPINTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  senza  tediare
  oltre  modo  l'Aula, sento il dovere di dovere manifestare  la  mia
  come  dire,  resterò in Aula, voterò e voterò contro, perché  avevo
  assunto  un  impegno che avremmo votato tutto, ma credo che  stiamo
  facendo  con questa norma la stessa  patatrac  che abbiamo prodotto
  quando abbiamo voluto in misura diciamo esagerata la decadenza  del
  sindaco che non approvava i bilanci, cioè e ritengo anche che  come
  è concepito l'articolo 7 non passando la nostra norma, ed avendo il
  Presidente  della  I  Commissione ritirato il suo  emendamento,  di
  fatto  creato  un  siluro per i sindaci in carica delle  tre  città
  metropolitane, per cui resto in Aula, voto e voto contro.

   FOTI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, emblematico
  la fuga del Presidente Ardizzone, un simil sussulto di dignità, non
  ci  mette  la  faccia a fare votare a quest'Aula,  dove  in  questo
  momento  si  sta  svolgendo  un litigio stile  pollaio,  dicevo  il
  Presidente è scappato a gambe levate

   PRESIDENTE.  Onorevole Foti, la invito ad usare  una  terminologia
  consona ad un Parlamento, nel rispetto anche dei colleghi.

   FOTI.  Il Presidente Ardizzone è scappato a gambe levate  per  non
  votare  questa legge - chiamarla legge è un'offesa nei riguardi  di
  questo  Parlamento  e dei siciliani, io lo definirei  un  rigurgito
  rancido  di rospi ingoiati da questi professionisti della politica-
  .  Hanno  da  questo scranno elargito proprio lezioni e pillole  di
  saggezza,  spacciando  per il pubblico fuori  da  quest'Aula,  che,
  seppure  in  estate, è abbastanza attento a quello che succede  nel
  Parlamento, spacciandolo come un servizio ai cittadini perché  così
  si  risolveranno il dramma delle strade provinciali,  delle  scuole
  senza  manutenzioni, dei servizi per i disabili e per il  trasporto
  dei disabili, problemi del controllo del territorio. Vabbè, non  lo
  dico:  fesserie  Perché questo problema deriva dal  loro  Ministro,
  dal  loro amico Delrio che con l'abolizione delle province ha messo
  le  mani nelle tasche dei siciliani, e delle province attraverso il
  prelievo  forzoso  di  parecchie centinaia di  milioni  di  euro  a
  partire dal 2014, ed è per questo che le province non hanno  soldi,
  ed è per questo che le province hanno dei problemi, ed è per questo
  che  i  lavoratori  salgono  sul tetto e  non  riescono  a  trovare
  risposte,  non  certo   perché  mancano  le  poltrone,  dove  molti
  trombati delle regionali e molti galoppini, che con questa certezza
  in  tasca  cercheranno  i  voti per i candidati  dei  partiti  alle
  prossime regionali, avranno un contentino.
   Vorrei  dire  che d'estate si offrono delle sdraio per rilassarsi,
  qui  invece  si  sono  fatte  delle  poltrone,  poltrone  però   di
  cartapesta, che svaniranno, perché l'articolato fa pena   Fa  pena,
  lo  ha detto anche il Presidente della Commissione ed io spero,  mi
  auguro, che sia gettato nel cestino.
   Mi  sarebbe  piaciuto assistere, almeno per questa volta,  ad  una
  performance  del  Presidente, che per l'abolizione  delle  province
  aveva  detto  che eravamo i primi. Siamo i primi anche  in  questo,
  siamo i primi a continuare a sbagliare, e quindi diabolicamente  si
  torna  a sprecare tempo e a umiliare l'Assemblea e i siciliani  con
  una legge porcheria a cui noi daremo un voto contrario.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panarello.  Ne  ha
  facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  nel
  corso  del  mio  intervento  avevo  posto  alcune  questioni   che,
  evidentemente, la maggioranza che sostiene questo disegno di  legge
  non ha ritenuto di tenere in considerazione. Siamo di fronte quindi
  ad un messaggio sbagliato  che si da all'opinione pubblica, che noi
  facciamo  una legge che riguarda sostanzialmente il ceto  politico,
  con  una  forzatura rispetto alla legge Delrio che, non so  perché,
  l'Aula  ha deciso,  - il collega Cordaro lo ha esplicitato  -,  che
  non  esiste più e ne possiamo fare a meno, con un grave errore  per
  quanto  riguarda le indennità, e vorrei ricordare che la  questione
  dei  sindaci  metropolitani  e la questione  della  gratuità  delle
  cariche  sono  due punti fondamentali della legge  Delrio  che  con
  questa   norma   noi   facciamo  finta   che   non   esiste,   anzi
  deliberatamente  non ne teniamo conto. Per queste  ragioni,  signor
  Presidente, io non parteciperò al voto su questo disegno di legge.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  questa
  storia  la  potremmo introdurre con:  C'era una volta, tanto  tempo
  fa,  un  Presidente  che  dentro  l'Arena  diceva   Io  abolirò  le
  Province' .  Perché  è questo quello che ha fatto  il  nostro  caro
  Presidente,  e  ora qui cosa sta succedendo? Tutto torna  indietro,
  ritorna  al  passato, io vi ringrazio perché voi  siete  sempre  la
  nostra  migliore campagna elettorale, grazie a voi noi riusciamo  a
  salire  tantissimo, ma un altro che vi ringrazia è Giletti,  perché
  sarà  reinserito nel palinsesto dell'anno prossimo per  fare  altre
  dieci  puntate  sulla Sicilia grazie a voi e grazie  a  quello  che
  succede ogni volta ad agosto, come è successo l'anno scorso, perché
  il dieci di agosto cosa si doveva fare di importante per salvare la
  Sicilia? L'anno scorso, quindi, si doveva fare la legge elettorale,
  ora  si  fa invece la reintroduzione delle elezioni delle province.
  Questo che si fa, io ho visto una passione,  una determinazione  da
  parte di tutti, per cercare di introdurre di nuovo queste elezioni,
  peccato  che  questa determinazione non c'è stata in occasione  del
  prelievo forzoso che è arrivato a 240 milioni di euro, peccato  che
  questa  determinazione  non  c'è stata  da  parte  di  nessuno  dei
  colleghi,  quando  ci sono disastri e buchi di  bilancio  enormi  e
  contenziosi infiniti lasciati nelle varie province, e qua anzi devo
  dire grazie all'Assessore per le autonomie locali, che almeno nella
  mia  provincia ha mandato un'ispezione, perché è quello che si deve
  fare,  andare  a  capire  chi è che ha combinato  questi  disastri.
  Perché  noi abbiamo i lavoratori che si arrampicano sulle torri  di
  trenta  metri  e  la  prossima volta quando  salirò  a  cercare  di
  convincerli  dirò:   non ti preoccupare, i soldi  non  arriveranno,
  però  arriveranno i consiglieri provinciali, vestiti da  supereroi,
  portando  tanti  voti, e ti convinceranno a  scendere .  Questo   è
  quello che si otterrà ma va bene così.
   Poi  si  è  parlato  di diritto al voto. Per  l'amor  di  Dio,  di
  democrazia,  qualcosa  di bellissimo. Però  peccato  che  ci  siamo
  dimenticati  il  diritto  allo studio. E  poi  a  settembre  quando
  mancheranno i soldi per portare i disabili a scuola, cosa  facciamo
  li facciamo accompagnare dai consiglieri provinciali con la propria
  macchinina?  Che diciamo, facciamo così? E per quanto  riguarda  le
  strade  che sono distrutte, quelle provinciali, provate ad  entrare
  soprattutto  nell'entroterra o nella mia  provincia  ad  esempio  a
  Palazzolo, come sono combinate le strade provinciali sempre se  non
  avete  dei figli che mandate a scuola e ogni tanto gli cade qualche
  pezzo di intonaco in testa. Ma questo non è importante, arriveranno
  i  consiglieri  provinciali a riparare anche  quelle  con  il  loro
  cemento  e  la  loro  grande  forza d'animo.  Senza  parlare  della
  retribuzione. Io vorrei capire questi consiglieri comunali vanno  a
  finire  nel  bilancio delle Province perché gli dovranno  pagare  i
  gettoni  di  presenza,  gli  dovranno pagare  gli  assessori,  però
  siccome  i soldi non li abbiamo voglio vedere se poi toglieremo  il
  pane  ai  lavoratori per continuare a dare, come diceva l'onorevole
  Foti, ai vari  galoppini'.
   Questa  è la devastazione che sta lasciando e per questo  non  c'è
  altro  da  aggiungere. Si potevano fare cose molto  più  importanti
  come  andare a battere pugni sul tavolo e ottenere qualcosa in  più
  per  potere riuscire a garantire i servizi e gli stipendi, che sono
  la cosa più importante. E invece no. Quanto meno aprire la mobilità
  verso enti ministeriali o altri, in modo così da snellire il numero
  dei  dipendenti  o  ancor di più cercare di passare  competenze  ad
  altri  enti regionali e allo stesso tempo, anche lavoratori,  visto
  che oramai la quota che noi mettiamo per le province ha superato  i
  cento  milioni  di  euro  ed  oltre.  Questo  è  quello  che  state
  lasciando. E' un ricordo prima delle ferie estive. Bel ricordo, per
  questo vi ringrazio io e vi ringrazia anche Giletti per le prossime
  puntate.

   MAGGIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  A  seguire  l'onorevole   Gullo   e
  l'onorevole Cordaro.
   L'onorevole Gullo e l'onorevole Cordaro rinunciano.
   Quindi   l'ultimo  intervento  per  dichiarazione   di   voto    è
  dell'onorevole Maggio.

   MAGGIO.  Signor Presidente, intervengo per dichiarazione di  voto.
  Per  dichiarare che resterò in Aula ma voterò contro  questa  norma
  non perché io non ne abbia condiviso l'obiettivo, ma lo spirito era
  importante  ma  non è sicuramente la traduzione di  quello  spirito
  quello che troviamo all'interno del corpo normativo. Tra l'altro la
  permanenza  dell'articolo  2  a mio parere  stride  totalmente  con
  quanto  definito dalla Delrio, quindi noi ci ritroveremmo  con  una
  norma  ancora  una volta impugnata nei confronti di  strutture  che
  avrebbero  avuto  immediatamente bisogno  di  essere  ben  definite
  proprio per le competenze ad esse attribuite. Quindi voterò no.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Crocetta, Presidente
  della Regione siciliana.

   CROCETTA,  presidente  della Regione siciliana.  Sarò  brevissimo,
  senza  volere aprire polemiche, però, siccome anche in un dibattito
  al  quale  io  sono rimasto completamente estraneo -  qualcuno  per
  forza  mi vuole tirare in ballo - io ho il dovere anche di chiarire
  alcune posizioni. Perché sarebbe stata buona norma e  visto che  in
  questa  vicenda il Governo non ci ha messo niente, non  ha  voluto,
  anzi  si  voleva rispettare la neutralità, in questo caso. Siccome,
  però,  questo  non è stato fatto, io ho il dovere  di  dire  alcune
  cose.  Io  voterò contro questa norma, per essere chiaro. Mi  sarei
  voluto  astenere  ma  ciò  non è possibile,  e  non  tanto  per  le
  motivazioni che dà l'onorevole Panepinto, per essere chiari,  della
  serie  perché  il Governo va contro la legge Delrio, fortunatamente
  va contro la legge Delrio. Fortunatamente perché.

   PANEPINTO. Non ho detto questo, Presidente

   CROCETTA,  presidente della Regione siciliana. Onorevole Panepinto
  lei  ha  detto che i sindaci metropolitani, siccome sono eletti  da
  Catania,  Palermo  e  Messina, automaticamente  dovevano  essere  i
  sindaci  delle  città  metropolitane,  tesi  che  io  non  ho   mai
  condiviso, per essere chiaro.
   Devo ricordare agli amici  grillini' che se quella norma, anche in
  quella  legge passò, passò grazie alla loro astensione con il  voto
  segreto  perché  se  loro  avessero  votato  in  coerenza,  contro,
  probabilmente noi, avremmo un'altra legge fatta in questi atti. Io,
  però, la memoria ce l'ho.
   Quindi,  ora  ribadisco che io sono per l'abolizione  netta  delle
  province così come sono per i Liberi consorzi ed i Comuni come  non
  sono  stati  mai realizzati, per essere chiari, e anche  voi  amici
   grillini'  avete contribuito a bloccarli quando avete previsto  il
  Referendum, bloccando i movimenti da Comune a Comune, per cui, qui,
  ci  sono  una  serie  di  somme  di responsabilità  collettive  che
  attengono ad una mancata riforma che, io credo, dovrà essere presa,
  dovrà,  comunque,  essere fatta nella prossima  legislatura  che  è
  quella,  veramente, di attuare lo Statuto con liberi  Consorzi  dei
  Comuni che sono ben altra cosa della trasposizione tout court dello
  Statuto Albertino prefigurato nel nostro Paese che era basato sulle
  vecchie  Prefetture  che,  poi, con  le  Province  e  che,  invece,
  dovrebbe  dare origine ad un nuovo processo democratico  perché  io
  vorrei  capire cosa c'entra, con la Città metropolitana di Palermo,
  Petralia,  cosa  c'entra  Mistretta con la Città  metropolitana  di
  Messina e via dicendo.
   Per essere chiaro, una cosa che non ha senso, per essere chiaro.
   Quindi,  il  mio  voto  è  nettamente contrario  e  mi  batterò  e
  continuerò  a  battermi perché, in Sicilia, ci siano, veramente,  i
  liberi  Consorzi  dei comuni e si voti, finalmente,  per  un  nuovo
  ordinamento che rispetti lo Statuto.

   PRESIDENTE.  E'  stato presentato l'ordine del giorno  n.  686,  a
  firma degli onorevoli Clemente, Milazzo e Maggio.
   E' stato distribuito.
   Il parere del Governo?

   BOSCO,  assessore per le Infrastrutture e la Mobilità. Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE.  Appongono la firma gli onorevoli  Lentini,  Alongi  e
  Savona. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge  nn.
                              1307-1282/A

    PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di legge «Disposizione in materia di elezione  diretta
  del  Presidente e del Consiglio di libero Consorzio comunale  e  del
  Consiglio metropolitano» (1307-1282/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti           47
   Votanti            46
   Maggioranza         24
   Favorevoli          32
   Contrari            10
   Astenuti             4

                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Ordini del giorno al disegno di legge n. 1276/A Stralcio III

   PRESIDENTE. Prima di passare alla votazione del disegno  di  legge
  sul CAS, comunico che è stato presentato l'ordine del giorno 683, a
  firma dell'onorevole Formica.
   Il parere del Governo?

   BOSCO,  assessore per le Infrastrutture e la Mobilità. Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'onorevole  Picciolo dichiara di apporre la firma all'ordine  del
  giorno n. 683.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


                  Presidenza del Presidente ARDIZZONE

   'Norme in materia di Consorzio autostrade siciliane (CAS)'.
   (n. 1276/A Stralcio III).

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   Votazione  finale  per scrutinio nominale del disegno  di  legge
     «Norme  in  materia di Consorzio autostrade siciliane  (CAS) .
     (n. 1276/A Stralcio III)»

    PRESIDENTE.  Si  passa  alla  votazione  finale  per  scrutinio
   nominale  del  disegno di legge «Norme in materia  di  Consorzio
   autostrade siciliane (CAS) . (n. 1276/A Stralcio III)»

   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

                 (L'Assemblea non è in numero legale)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi è inutile, a termini di Regolamento
  dobbiamo  rinviare  di un'ora, però, ritengo  che  quello  che  sia
  successo  sull'andamento del CAS guardate che non si gioca  con  le
  istituzioni.
   E'  chiaro  che io non ho partecipato alla discussione perché  non
  condividevo  l'elezione  del  Libero  Consorzio,  perché  vanno   a
  sbattere sotto il profilo dell'incostituzionalità.
   Io  posso  esprimere la mia opinione perché tra le tante cose  che
  sono  state dette quella che c'è stato un colloquio con il Ministro
  per  le  Regioni e che ci sono state rassicurazioni, è la  rinuncia
  alla nostra specialità, consentitemi.
   Però,    ognuno,    si    assume   le   proprie    responsabilità,
  indipendentemente dalle campagne elettorali.
   E' chiaro che sulle provincie c'è stato il gioco dell'oca, come  è
  stato scritto, mi sembra più che è evidente. La mancanza del numero
  legale  su una norma proprio quella del CAS, scusate io ho  tentato
  fino  alla fine di inserirla nel collegato, la dice molto lunga  la
  mancanza  del  numero  legale  su  un'importante  questione  perché
  l'impressione  che si dà all'esterno è che siamo interessati,  come
  purtroppo  si  è detto, più alla questione delle poltrone,  che  al
  resto.
   Per  cui  l'Aula  è  rinviata di un'ora, nella speranza  che  alla
  ripresa ci possano essere 41 parlamentari. Nel caso in cui  non  ci
  siano  41  parlamentari la votazione verrà rinviata al 6 settembre,
  ma è chiaro che si chiude la sessione.
   La seduta è rinviata di un'ora per mancanza del numero legale.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.48, è ripresa alle ore 18.45)

   La seduta è ripresa.

   'Norme in materia di Consorzio autostrade siciliane (CAS)'.
   (n. 1276/A Stralcio III).

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    Norme in materia di consorzio autostrade siciliane CAS" (1276/A
                               stralcio)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge   Norme in materia di consorzio  autostrade
  siciliane CAS" (1276/A stralcio).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
                       Risultato della votazione

   PREPRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti       13

   L'Assemblea non è in numero legale.
   L'onorevole Vinciullo e l'onorevole Cirone sono presenti in Aula.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor Presidente, intanto la ringrazio  per  avere,  a
  termini  di  Regolamento, aggiornato ad un'ora l'Aula per  un  tema
  così importante.
   Evidentemente, i banchi desolatamente vuoti di quest'Aula, ma  era
  prevedibile, ma soprattutto l'assenza a distanza di trenta  secondi
  tra  i due voti precedenti e quello di prima, testimoniano una vera
  distrazione  negligente  da  parte dei deputati  di  maggioranza  e
  opposizione.  Perché il tema trattato non era un tema  clientelare,
  non  era  un  tema di interesse privato, era un tema  di  interesse
  della  Regione,  pubblico, sulla quale  la  Regione  si  era  spesa
  nell'accordo con l'ANAS, a costo zero.
   Ritengo che sia stato davvero, non solo negligenza, ma anche -  se
  volete  -  finalità  che  oggi non riesco a  percepire  che  voglio
  stigmatizzare per la loro pochezza, povertà.
   Perché sicuramente oggi discutere in un'Aula deserta un tema  così
  importante, di una società che rischia di restare commissariata per
  colpa  di  pochi che hanno deciso di fuggire dall'Aula, abbandonare
  l'Aula senza nessuno motivo, perché se c'era una maggioranza cinque
  minuti  prima, trenta secondi prima, e poi successivamente troviamo
  il  vuoto desolante della prima votazione e quello di quest'Aula  -
  lo  dico  ai  colleghi che sono arrivati adesso e sono  sempre  una
  sparuta minoranza - davvero testimonia una sciattoneria da parte di
  alcuni  deputati,  soprattutto anche di  quelli  che  si  ergono  a
  paladini  della legalità, della trasparenza, che si  propongono  di
  governare questa Regione.
   Se sono questi i metodi e questi i modi con cui vogliono governare
  la  Regione  allora  avremo  da rimpiangere  questo  Governo  tanto
  vituperato,  a  mio  avviso, caro Presidente, e questa  Presidenza.
  Grazie per l'opportunità e buone vacanze.

   PRESIDENTE.  Hanno  evidenziato di essere presenti  gli  onorevoli
  Vinciullo, Cirone, Panarello, Lupo, Anselmo.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente, io concordo con le  considerazioni
  che  ha  fatto l'onorevole Picciolo, con una sottolineatura, perché
  attaccare i Cinque Stelle è facile, ma dobbiamo sapere che  chi  ha
  fatto mancare il numero legale in Aula è una parte dell'opposizione
  che  ha  contrattato con la maggioranza le cose che, evidentemente,
  erano  di loro convenienza e che, di fronte ad una norma che  è  di
  interesse generale, perché si trattava...

                 (Interruzione dell'onorevole Turano)

   PANARELLO. Chi ha fatto mancare il numero legale è una  parte  del
  centrodestra che è stata protagonista, purtroppo, di questa  ultima
  fase  della  legislatura. Mi dispiace ammetterlo per la maggioranza
  ed il mio partito ma è stato così
   Quindi, non facciamo gli ingenui perché, siccome ad un certo punto
  si  è  determinata  la  fregola sul  voto  alle  Province  -  anche
  l'onorevole  Picciolo,  che ha un'esperienza parlamentare  dovrebbe
  essere  meno  ingenuo -  perché se si fosse votato  prima  CAS-ANAS
  avremmo avuto il numero legale.
   Invece,  ingenuamente,  l'onorevole  Panepinto,  che  è   il   mio
  capogruppo,   l'onorevole  Picciolo,  capogruppo  di   maggioranza,
  l'onorevole  D'Asero, che è capogruppo di una forza di maggioranza,
  hanno  fatto  votare prima la legge sulle province  e  poi  quella,
  fidandosi della serietà. Ed avete commesso un errore, purtroppo. Mi
  dispiace, ma avete commesso un errore

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ovviamente
  parliamo  ai banchi vuoi, si capisce e mi rammarico che, nonostante
  una lunga ed estenuante maratona parlamentare, dove per arrivare  a
  41  ci  sono voluti giorni e giorni in quest'Aula, debbo  dire  che
  l'opposizione  -  e  posso citare l'onorevole Cordaro,  l'onorevole
  Giuseppe Milazzo, il capogruppo di Forza Italia, onorevole Falcone,
  gli  altri  Gruppi  di minoranza, sempre che in quest'Aula  ci  sia
  stata mai una maggioranza ed una minoranza conforme - hanno mancato
  a  quell'impegno che i tre testi di legge venissero votati insieme,
  così  come  si  era concordato su proposta del Presidente  della  I
  Commissione, onorevole Cascio.
   Ed ha ragione l'onorevole Panarello, abbiamo peccato di ingenuità,
  fidandoci dell'impegno in quest'Aula parlamentare, che è un impegno
  istituzionale - il termine esatto è quello di impegno istituzionale
  -  su  un  tema  per  il quale la Commissione  Bilancio   e  la  IV
  Commissione  sono state impegnate per mesi e mesi. Il risultato  ha
  visto  mancare  il numero legale un'ora fa ed avere poche  presenze
  ora.
   Lei,  signor  Presidente, è stato molto puntuale  nell'avviare  le
  operazioni  di  voto,  però  debbo  dire  che,  anche   se   avesse
  temporeggiato  qualche  minuto,  il  risultato  sarebbe  stato  che
  anziché in 8 saremmo stati in 13 o 14.
   Per  cui  debbo dire, a chiusura di una stagione lunga, complicata
  di  cinque  anni  e  poi delle ultime settimane di quest'Assemblea,
  hanno dimostrato due cose: un provincialismo politico, e lo abbiamo
  detto  col  capogruppo del PD, onorevole Anselmo, in un  comunicato
  stampa  sul  mettere a bersaglio il sindaco della città di  Palermo
  che  deve  necessariamente essere commissariato come sindaco  della
  città metropolitana a partire dall'entrata in vigore della legge  e
  su   un   tema  molto  serio  e  complesso,  che  è  quello   della
  trasformazione  dell'entrata nella società del CAS dell'ANAS,  aver
  constatato una assenza di responsabilità su un tema su cui non solo
  si è discusso ma si sono pronunciati gli uffici di quest'Assemblea,
  gli uffici dell'Avvocatura della Regione.
   Debbo  dire  che,  purtroppo, sulla vicenda CAS ed  ANAS  anche  a
  mantenere  alcune perplessità, l'assenza oggi di quelle  minoranze,
  ed  anche di una parte della maggioranza, dimostra che siamo  stati
  non ingenui, siamo stati corretti e non sempre la correttezza viene
  pagata con il giusto prezzo.
   Si  chiama  coerenza,  onorevole Panarello,  una  coerenza  che  è
  sfociata  nella ingenuità di aver creduto a minoranze  che  avevano
  l'ossessione  solo di incassare norme che stavano sul  collegato  e
  l'elezione  diretta  dei  liberi  consorzi  così  come  i   sindaci
  metropolitani.
   Ahimè,  io mi posso rammaricare con me e con i presenti  per  aver
  creduto in un opposizione che in realtà ha agito con superficialità
  ed  anche con una forma di cannibalismo politico finale che non  fa
  onore  alla  politica  intesa come momento  di  rappresentanza  dei
  cittadini che ci hanno votato.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, quando manca il  numero  legale  la
  colpa  non  è  mai  della  maggioranza né dell'opposizione.  Vorrei
  ricordare che eravamo 54 in Aula e hanno votato soltanto in 37. Tra
  quelli  che  non hanno votato, onorevole Panepinto,  c'erano  anche
  esponenti  della maggioranza. Così come tra quelli  che  non  hanno
  votato  c'erano anche esponenti dell'opposizione. Non  bisogna  mai
  accusare  gli  altri, semmai riconoscere i propri  demeriti.  E  il
  nostro   demerito   principale  è  quello  di  non   aver   chiesto
  l'inversione  del voto. Se avessimo chiesto l'inversione  del  voto
  non  si  sarebbe  mai  arrivato  a  questo  risultato,  sicuramente
  infausto  per  la  Sicilia e infausto per l'economia  della  nostra
  Regione.
   Per questo motivo non sfuggirà a lei, che ne ha le competenze e le
  capacità, immaginare che il 6 settembre - tra meno di 20 giorni per
  essere chiaro - se possiamo inserire immediatamente all'ordine  del
  giorno questo disegno di legge, dal momento che il disegno di legge
  continua   a  produrre  la  sua  efficacia   dal  punto  di   vista
  legislativo - ancorchè in un'altra sessione. Sarebbe anche un  modo
  per  riscattarsi,  per dimostrare ai siciliani che,  nonostante  la
  campagna elettorale, i deputati della Sicilia pensano alla  Regione
  siciliana, pensano alla Sicilia; pensano e continuano a  pensare  a
  fare  il  proprio  dovere, come giusto che sia. Perché  il  mandato
  elettorale  va  esercitato fino all'ultimo  giorno,  a  prescindere
  dalla  campagna elettorale e a prescindere dagli impegni che ognuno
  di noi può assumere.
   Sarebbe   un   modo   per  riscattare  questa   legislatura   che,
  sicuramente, non è stata delle migliori anche per questa assenza  -
  come  l'ha definita l'onorevole Panepinto - di una minoranza  e  di
  una  maggioranza, di una opposizione e di forza di Governo,  perché
  ai grillini che sono andati via e che hanno pensato di scaricare su
  tutti  noi la responsabilità, ad esempio, del dramma delle province
  vorrei  ricordare  che le province sono state cancellate  con  loro
  voto determinante.
   Pertanto,  signor  Presidente,  affido  alla  sua  sensibilità  la
  possibilità   che   il   6  settembre  possa  essere   riaffrontato
  l'argomento  della  fusione fra il CAS e  l'ANAS  e,  insieme  alla
  fusione,  altri tre o quattro disegni di legge che erano stati  già
  inseriti all'ordine del giorno e che meritano la dovuta attenzione.

   PRESIDENTE.  Per  chi  ci  ascolta, e  non  solo  ai  deputati  di
  quest'Aula,  è  chiaro  che  la legislatura  si  è  chiusa  con  la
  votazione  di  questa sera. Bisogna essere onesti intellettualmente
  fino  in  fondo  con  noi. A settembre si riprende  con  una  nuova
  sessione  solo  per  le comunicazioni di rito in  previsione  dello
  svolgimento delle elezioni.
   Purtroppo,  debbo dire, non è passata la mia proposta di  inserire
  tre  articoli nel  collegato . Ci sarebbero state le condizioni per
  l'approvazione. Non è passata la proposta e, quindi, tutto ha avuto
  un percorso autonomo.
   Non  sono  io,  non l'ho mai fatto, né mi metterò a  sindacare  le
  assenze  o  le presenze. Anch'io debbo dire sono stato  assente  in
  maniera  volontaria sul disegno di legge sulle province perché  non
  ho condiviso il percorso anche con riferimento alla questione delle
  città  metropolitane e perché, probabilmente,  andremo  a  sbattere
  contro l'impugnativa da parte del Governo nazionale.
   Per  quanto  riguarda la legislatura, non sarei  così  pessimista.
  Voglio  per  questo evidenziare alcuni aspetti che non appartengono
  al  mio  ruolo  probabilmente  più al ruolo  del  Presidente  della
  Regione.  Però,  va dato atto - è sfuggito a tutti,  perché  spesso
  probabilmente ci siamo parlati addosso - che in questa  legislatura
  è  stata  fatta  chiarezza sui bilanci, che è il dato fondamentale.
  Una  volta  i  bilanci erano fatti, tra virgolette,  erano  bilanci
  fasulli,  è  stato detto, con il concorso di tutti, si alimentavano
  con  i   cosiddetti  residui  attivi. E'  stato  fatto  una  grande
  operazione di pulizia.
   Per cui, non diciamo che questa legislatura è andata malissimo. Io
  sono   stato  deputato  in  altre  legislature.  Sono  state  fatte
  tantissime  riforme. Ripeto, la prima, questa  della   pulizia  dei
  bilanci , certamente perché incalzava il decreto legislativo 118  -
  attenzione  -  ma  questo  è  il  più  grande  merito   di   questa
  Legislatura,  a  mio  avviso e lo potrà  dire  il  governatore  del
  Governo  presieduto dal presidente Crocetta. Probabilmente,  spesso
  dimentichiamo quello che di buono facciamo.
   Questa  Legislatura  e  questa Assemblea  ha  dato  attuazione  al
  decreto Monti, all'inizio, dimostrando di avere le carte in  regola
  ed  abbiamo avuto un contenimento della spesa per ben 74 milioni di
  euro   pur   non  essendo  obbligati,  come  Parlamento  siciliano,
  all'applicazione   del   decreto  Monti   e   non   abbiamo   fatto
  rivendicazioni statutarie su questa materia.
   Questa   legislatura  è  stata  la  legislatura  che  ha   esitato
  indipendentemente  dalle  governance  -  mandiamo  anche   messaggi
  sbagliati  -  tre città metropolitane - uniche, grazie alla  nostra
  specialità,  in  una Regione - perché nelle altre Regioni  abbiamo,
  chiaramente parlando di grandi città, città capoluogo di Regione, a
  parte Reggio Calabria per le note vicende con Catanzaro. Ma, grazie
  alla  nostra  specialità abbiamo avuto tre città metropolitane  che
  hanno  permesso di sottoscrivere i Patti per il Sud. Quindi,  anche
  sul  piano  quantitativo; eppure, quante cose  abbiamo  sentito  in
  questi  mesi, in questi anni, che questa Assemblea non  legiferava,
  addirittura  c'erano anche giornalisti che facevano confusione  fra
  non  esitavano norme, avvocato Anselmo, le norme venivano  esitate,
  magari  non venivano esitate le leggi, ma norme ne abbiamo  esitate
  nel corso di questa Legislatura.
   Quindi  io non sarei così negativo. Almeno noi, che siamo stati  i
  protagonisti, nel bene e nel male, di questi cinque anni,  dovremmo
  avere  la  consapevolezza di quello che di buono è stato fatto,  di
  quello  che certamente si poteva fare. Attenzione, le cose  che  si
  potevano  fare  chiaramente  sono  tante.  Con  l'augurio  che   la
  Legislatura  che verrà  possa dare maggiori certezze ai  siciliani,
  ma  nella consapevolezza - e questo lo vorrei sottolineare - che  i
  bilanci,  una  volta per tutte, e per la prima volta, sono  bilanci
  chiari. Questo è merito, chiaramente, del Governo, e - consentitemi
  di  dire  -  è  merito  anche di questa Assemblea.  Non  so  se  il
  presidente Crocetta vuole dire qualcosa.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  condivido
  molto le questioni che lei ha posto sulla fattività di alcune  cose
  che  sono cambiate in modo radicale, sui bilanci, sul modo di  fare
  le  leggi; basti pensare che dal 2013 in poi abbiamo tolto  insieme
  la Tabella H, esempio di una logica che vedeva chiudere gli accordi
  politici attorno alla spartizione di contributi a pioggia. Questa è
  un'inversione   di   tendenza  ma   che   si   è   tradotta   anche
  finanziariamente in una serie di cose positive.
   Abbiamo messo a posto i conti della Regione e non mi sembra  poco.
  Il  PIL  è  cresciuto,  i  fondi europei si spendono.  Siamo  nelle
  condizioni, io credo, di una crescita oggettiva che ci potrà essere
  ed  io  spero  che, la prossima Legislatura, possa approfittare  di
  questa  circostanza  positiva di ripartenza, anche  perché  non  si
  troverà come noi ci siamo trovati al 31 dicembre del 2012 con  meno
  due miliardi di disavanzo e due miliardi e 700 milioni di debiti di
  fatture  da pagare ai fornitori. Questo nessuno lo troverà. Troverà
  un  bilancio  in  ordine, fornitori pagati,  spesa  europea  fatta,
  investimenti    programmati    coperti    attraverso    la    nuova
  programmazione,  quindi  una serie di  cose  positive  che  possono
  andare avanti.
   Ciò  non mi toglie - rispetto ad alcune questioni, voglio dire che
  io ritengo essenziali - di cogliere l'amarezza per il voto di oggi,
  perché  alla  fine  il  voto di oggi, fino  a  quando  parliamo  di
  collegato e di una serie di norme a pioggia - le leggi si fanno  -,
  quando  parliamo  invece  della  possibilità  di  10  miliardi   di
  investimenti  nelle  infrastrutture stradali della  Sicilia  e  per
  colpa  di  alcuni  si  debba inficiare  poi  il  ruolo  attivo  del
  Parlamento  al  lavoro, spero Presidente che  lei  possa  fare,  mi
  associo  alla richiesta dell'onorevole Vinciullo, un'eccezione,  un
  tentativo  di salvezza nella prima finestra utile di settembre,  di
  questa  norma,  perché  questo  permetterebbe  il  rilancio   delle
  infrastrutture in Sicilia, tema che riguarda metà della popolazione
  siciliana,  tutta  la fascia costiera che va  da  Siracusa  fino  a
  Trapani,  parte della fascia centrale della Sicilia  attraverso  la
  nord sud, quindi riguarda Siracusa, Caltanissetta, Agrigento, Enna,
  Trapani,  riguarda metà del territorio siciliano, quindi spero  che
  si possa riprendere questa norma.
   Per  il  resto condivido che, nel momento in cui abbiamo  la  cosa
  negativa,  dobbiamo  apprezzare le altre cose positive,  quindi  mi
  associo  alla sua valutazione. Se in Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari si potesse riproporre o il  nuovo  disegno  di
  legge  che  verrebbe approvato in Giunta immediatamente,  cosa  cui
  daremo  la  priorità, oppure il mantenimento di questo  disegno  di
  legge così come è stato presentato per riproporlo alla valutazione,
  si  potrebbe vedere di riuscire a fare come ultimo atto legislativo
  di questa Legislatura, un atto che rilancia le infrastrutture e gli
  investimenti siciliani.

   PRESIDENTE. E, allora, da una rapida consultazione con gli Uffici,
  pur  essendo  una nuova sessione, limitatamente ad  un  disegno  di
  legge già avviato, dovremmo depositare un nuovo disegno di legge ma
  non  ci  sono  realisticamente i tempi, però, con un'autorizzazione
  della  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  che  si
  potrà  tenere alle ore 11.00 di mercoledì  6 settembre 2017, se  ci
  saranno  le  condizioni -  in atto dico dobbiamo  andare  avanti  -
  senza aprire margini ad ulteriori discussioni, ripartendo dal  voto
  finale  che  abbiamo  espresso, però occorre  la  garanzia  dei  41
  deputati  -  ci  sono i tempi per riflettere e ribadisco  di  avere
  bisogno  di un'autorizzazione dalla Conferenza dei Capi gruppo  per
  ripartire dalla votazione finale - si potrà provare.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Lupo


   La seduta è rinviata a mercoledì 6 settembre 2017, alle ore 12.00,
  con il seguente ordine del giorno:

  - COMUNICAZIONI

                   La seduta è tolta alle ore 19.08

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio