Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
La seduta è aperta alle ore 11.17
PRESIDENTE. Avverto che del verbale della seduta precedente sarà
data lettura nella seduta successiva.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Arancio, Raia e Lo Sciuto.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, siamo in attesa della Commissione Bilancio .
Dopo una rapida consultazione con alcuni rappresentanti dei
Gruppi, la seduta sarà sospesa e riprenderà alle ore 12.00, in
attesa che arrivino sia la II Commissione che i colleghi
parlamentari.
Sono rimasti pochissimi articoli per quanto riguarda il
collegato , per cui oggi potrebbe essere l'ultima seduta, se siamo
presenti in almeno 41 deputati.
Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 12.00.
(La seduta, sospesa alle ore 11.21, è ripresa alle ore 12.20)
La seduta è ripresa.
matiche e correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità regionale.
Stralcio I'. (n. 1276 Stralcio I/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Seguito della discussione del disegno di legge Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità
regionale. Stralcio I . (1276 Stralcio I/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo i lavori con il
seguito dell'esame del disegno di legge Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di stabilità
regionale. Stralcio I . (1276 Stralcio I/A), posto al n. 1) del II
punto dell'ordine del giorno.
Noi abbiamo ancora da esaminare gli articoli 42, 45, 77, 78, 80,
81 e 82. Poi avremmo l'articolo del CAS, se si è d'accordo.
Per quello che mi riguarda è arrivato - mi riguarda come
Presidente, chiaramente -, un articolo di interpretazione autentica
da parte della Commissione Antimafia , come fatto istituzionale.
Gli altri sono emendamenti che per me possiamo pure chiudere. Mi
riferisco al ddl collegato , onorevole Cordaro.
Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:
«Articolo 42.
Trattamento economico dei dipendenti e dei dirigenti
degli enti regionali e delle
società partecipate
1. Al comma 3 dell'articolo 13 della legge regionale n. 13/2014,
modificato dall'articolo 14 comma l della legge regionale n.
8/2016, dopo le parole e degli enti del settore sanitario
inserire nonché delle società affidatarie di servizi pubblici che
operano in regime di concessione regolata dalla normativa
nazionale, limitatamente alle società che non operano in regime di
house providing o che comunque non sono destinatarie di contributi
diretti da parte della Regione .».
Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 42.1.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 45, precedentemente accantonato. Comunico
che è stato presentato l'emendamento soppressivo 45.1.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si torna all'articolo 77, precedentemente accantonato.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, così arrivano
messaggi più forti. Ritengo che questo emendamento, oggi, non sia
più opportuno trattarlo alla luce della sentenza della Corte
Costituzionale.
PRESIDENTE. E' stata già affrontata la problematica.
GRASSO. Signor Presidente, se è stato discusso ieri l'articolo ed
è stato accantonato e non c'è. In ogni caso la sentenza della Corte
Costituzionale che ha cassato la parte che riguarda la legge
regionale istitutiva dei parchi, all'articolo 4 e all'articolo 28,
incide sulla partecipazione, la disciplina della partecipazione
degli enti locali ed oggi il disegno di legge sui parchi è
ritornato in IV Commissione perché inciderà anche sulla
rateizzazione: inoltre Messina, come voi sapete tutti, è già
penalizzata perché la zona ZPS interessa anche la parte della
città, quindi, andare a bloccare ancora l'ultima parte che rimane
della città di Messina mi sembra veramente inopportuno.
PRESIDENTE. Possiamo accettare la seconda parte del suo intervento
perché è entrata nel merito. Lei è contraria ed ha dato le
motivazioni. Per quanto riguarda le questioni di presunte
incostituzionalità ieri con gli Uffici li abbiamo superati perché
quella sentenza della Corte Costituzionale, avvocato Grasso, fa
riferimento alla consultazione: era stata dichiara dichiarata
incostituzionale la norma regionale perché non erano stati auditi i
comuni. Non facevano parte della consultazione.
Adesso questa norma come è stata riscritta rinvia alla norma
nazionale che prevede l'incontro con i comuni. Quindi, il profilo
di incostituzionalità è stato superato. Ieri era stato posto un
altro problema procedurale quello della copertura finanziaria sul
Comitato. Il Governo ha dato la copertura. Quindi, per quanto
riguarda profili di incostituzionalità e di inammissibilità non ce
ne sono. Sul merito ognuno si atteggia come ritiene più opportuno.
Ma su questo votiamo.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, non entro nel merito
dell'articolo. Se lei mi segue vediamo se il mio messaggio riesce
ad arrivare chiaro a questa Presidenza.
Noto, però, una diversità di visione su questo articolo.
Se lei lo potesse accantonare, signor Presidente, perché prevedo
che qualche collega, chiedendo un voto elettronico, lei sa l'Aula
in questo momento come è combinata, lo dico perché non mi interessa
ma qualcuno chiederà il voto segreto e verrà meno il numero legale.
PRESIDENTE. Voto palese o voto segreto. L'Aula liberamente vota.
Possiamo fare una votazione per alzata e seduta. Per alzata e
seduta si votano questi articoli.
Ognuno ha espresso le proprie posizione e l'Aula vota liberamente
o a favore o contro.
Perché dividersi su queste cose? Palesemente.
PANEPINTO. Accantoniamolo.
PRESIDENTE. Non lo posso accantonare perché stamattina dobbiamo
esitare il collegato . Non si possono accantonare gli articoli che
fanno parte del testo.
C'è una richiesta di voto segreto sul soppressivo da parte
dell'onorevole Germanà.
Scusate, noi accantoniamo tutto quello che vogliamo però siamo
alla fine. Non posso accantonarlo.
Allora, Onorevoli colleghi, l'articolo 77 viene momentaneamente
accantonato.
Non mi potete dire di accantonarlo definitivamente perché fa parte
dell'Aula.
Si passa all'articolo 78, precedentemente accantonato.
All'articolo 78 gli emendamenti soppressivi sono stati ritirati.
C'è un emendamento di riscrittura della IV Commissione, emendamento
78.R
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 80, precedentemente accantonato.
Ieri erano stati sollevati profili vari. Sono stati superati dagli
Uffici. Intanto, comunico che l'articolo è ammissibile. Si può
trattare.
E' stato presentato l'emendamento 80.4 dal Governo. Emendamento
modificativo. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 80 così come emendato. Chi è
favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 81. Ne do lettura:
«Art. 81.
Personale dipendente dell'Agenzia regionale per la
protezione dell'Ambiente
1. Al personale dipendente dell'Agenzia regionale per la
protezione dell'Ambiente, ivi incluso il personale in posizione di
comando, si applica il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro
Sanità.
2. Ai fini della riqualificazione professionale del personale
dipendente trovano applicazione tutti gli istituti contrattuali
previsti dal CCNL, ivi inclusi gli istituti di prima applicazione e
le norme programmati che fino alla data della presente norma non
abbiano trovato applicazione.»
Sono stati presentati degli emendamenti soppressivi. Si vota il
mantenimento. Pongo in votazione l'articolo 81. Chi è favorevole
rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 82. Ne do lettura:
«Art. 82.
Attività motorie
1. Gli articoli 1, 2, 3, 4 e 7 della legge regionale 29 dicembre
2014, n. 29 sono sostituiti dai seguenti:
Art. 1
Finalità
l. Al fine di valorizzare la pratica dell'attività fisica e di
garantire il corretto svolgimento delle attività fisicomotorie
nonché di salvaguardare la tutela della salute, la Regione
riconosce e valorizza le competenze degli operatori del settore
motori o e sportivo, con particolare riguardo ai soggetti in
possesso della laurea in Scienze motorie di cui al decreto
legislativo 8 maggio 1998, n. 178 o del diploma universitario
dell'Istituto superiore di educazione fisica (ISEF) di cui alla
legge 7 febbraio 1958, n. 88. Nelle strutture sanitarie e
sociosanitarie pubbliche e private sia ai fini del mantenimento
della migliore efficienza fisica nelle differenti fasce d'età e nei
confronti delle diverse abilità sia ai fini di socializzazione e di
prevenzione, la Regione riconosce l'esercizio dell'attività
professionale svolta da soggetti in possesso di laurea in Scienze
motori e o del diploma ISEF.
2. La Regione, nell'ambito della diffusione della pratica e
dell'esercizio delle attività fisico-motorie, promuove la tutela
dei praticanti allo scopo di migliorarne la qualità della vita e il
benessere.»
E' stato presentato da parte del Governo l'emendamento, 82.5. Lo
pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti soppressivi sono ritirati.
C'è un emendamento a firma dell'onorevole Rinaldi, dopo la parola
professionale aggiungere la parola esclusivamente . Il parere
del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi;
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 82.3 a firma dell'onorevole Cancelleri ed
altri. E' prevista la soppressione del comma 1 lett. b all'articolo
3. E' ritirato.
Si passa all'emendamento 82.4 a firma dell'onorevole Vinciullo ed
altri, mi dicono gli Uffici che è già previsto dalla lettera B.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Trizzino mi ha posto
un problema. Per errore pensavo che avessero detto che
l'emendamento 82.3 era ritirato, invece non è così.
Pertanto, dobbiamo ritornare all'emendamento 82.3, a firma del
Movimento Cinque Stelle.
Il parere del Governo?
BARBAGALLO, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Il
Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione. Ci rimettiamo all'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 82.3.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi;
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, le chiedo di ritirare
l'emendamento 82.4, perché crea problemi di interpretazione.
PANEPINTO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché questa norma riguarda un disegno di legge che è a firma mia
e dell'onorevole Trizzino.
Se noi questo testo, lo dobbiamo approvare nella fretta di un
momento come questo, in una legge che voleva regolamentare il fatto
che centri sportivi, che hanno una funzione importante, venissero
gestiti sostanzialmente da persone in assenza di titoli, competenza
e professionalità, non sono d'accordo.
Io direi, più che accantonarlo, togliamolo da una discussione che
è fatta con l'orologio che ci perseguita. Non possiamo riformare un
sistema in questo modo.
PRESIDENTE. No, onorevole Panepinto, capisco il suo auspicio.
PANEPINTO. Accantoniamolo un minuto e ci confrontiamo con
l'Assessore.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Zafarana e Ferreri hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di
stabilità regionale. Stralcio I'. (n. 1276 Stralcio I/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Seguito della discussione del disegno di legge numero 1276
Stralcio I/A: « Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
2017. Legge di stabilità regionale. Stralcio I ».
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, gli Uffici mi evidenziano che
comunque salta l'articolo 3 perché già è stato soppresso, almeno la
lettera B. Può rimanere sono esclusi dall'ambito di applicazione
dei precedenti articoli 4 e 7 .
C'è un subemendamento della Commissione all'emendamento 82.4 che
prevede la soppressione dell'articolo 3.
Si passa all'emendamento 82.4.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 82, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Sammartino, Nicotra,
Dipasquale e Mangiacavallo hanno chiesto congedo per la seduta
odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di
stabilità regionale. Stralcio I'.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Seguito della discussione del disegno di legge numero 1276
Stralcio I/A: « Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
2017. Legge di stabilità regionale. Stralcio I ».
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riprende l'esame dell'articolo
77. Ognuno di voi ieri ha espresso un parere, evitiamo di
incartarci perché siamo alla votazione finale. Voto segreto, voto
palese, tutto quello che volete , si può votare per alzata e seduta
con la registrazione per evitare la verifica.
Allora, proceduralmente, siamo alla fase finale. Se noi iniziamo a
chiedere il voto segreto non ne usciamo più, non sappiamo a quando
rinviamo, anche perché dovremmo essere 41 in Aula per
l'approvazione del collegato. Per cui io vi chiedo, ognuno esprima
le proprie posizioni, alcuni lo hanno detto e lo possono ribadire,
ma conseguentemente votiamo, se non per alzata e seduta, che poi io
ho una mia visione da qua che penso che sia quella corretta, con
sistema elettronico senza registrazione. Possiamo fare questo.
Si avvia la discussione sull'articolo 77.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ritorno nel
merito, già abbiamo svolto il dibattito ieri. Però sul
subemendamento 77 R.2 presentato dal Governo dove dice:
dall'istituzione del Comitato di cui al comma 2 non possono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio della
Regione . Io posso chiedere se la Regione dà altri finanziamenti ai
parchi esistenti a cominciare dal Parco dei Nebrodi e tutti gli
altri parchi?
BACCEI, assessore per l'economia. Sì.
RINALDI. Quindi non capisco come facciamo, signor Presidente, ad
istituire un nuovo parco dicendo che non ci saranno altri oneri a
carico della Regione, quando invece costantemente ogni anno il
Bilancio prevede degli oneri finanziari per gli altri parchi.
FORMICA. Vogliamo sapere quanto spende per gli altri parchi. Mi
deve certificare quanto spende per ogni parco.
RINALDI. Infatti, ho chiesto quanto spende per gli atri parchi. Mi
pare una cosa impossibile che, per questo parco, non spendiamo una
lira e, invece, nel Bilancio della Regione ogni anno diamo i soldi
agli altri parchi
Quindi, credo che questa sia, come dire, quella che stiamo facendo
oggi è una falsità. Io comunque, Presidente, le chiedo il voto
segreto già da ora.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io sono
rispettoso dell'opinione dei colleghi che manifestano perplessità
sull'istituzione di questo parco e, debbo dire che, anche le ultime
considerazioni dell'onorevole Rinaldi, che è un parlamentare
attento, mi lasciano ancora più perplesso. E' chiaro che l'aver
inserito nella norma che il comitato non determinerà spese a carico
del bilancio regionale mi sembra un elemento di assoluta veridicità
perché, prima che il parco entri nella sua piena funzione
passeranno anni.
Per cui, debbo dire che c'è più un atteggiamento, quasi,
ideologico sul tema dei parchi Credo che, e vorrei invitare anche
i colleghi a confrontarsi sul tema della perimetrazione, della
zonizzazione perché, comunque, questa idea che i parchi facciano
male è un'idea assolutamente sbagliata.
Un sindaco - il 2 giugno del 2010 lo ascoltai e che fu Angelo
Vassallo che fu ucciso - ci spiegò che il Parco del Cilento, che
prima vedeva l'ostilità di tanti comuni, oggi è arrivato a ben 82
comuni. Per cui, io vorrei pregare i colleghi di confrontarsi, poi,
sul tavolo della perimetrazione e della zonizzazione Ai colleghi
voglio aggiungere un ulteriore elemento. E' chiaro che il testo sul
collegato è un testo sofferto, che ha visto confrontarsi tutte le
Commissioni parlamentari, che ha visto impegnata la II Commissione,
che ha visto ritornare gli atti nelle stesse Commissioni più di una
volta.
Lo dico all'onorevole Grasso, che non mi ascolta E' chiaro che
l'impalcatura, che l'architettura che abbiamo costruito di questo
testo, è un'impalcatura che si salvaguarda insieme; cioè credo che
sia opportuno mantenere anche gli impegni che, in corso d'opera
reciprocamente, ci siamo dati, altrimenti, forse, è meglio chiudere
qua e così evitiamo di allungare il dibattito all'infinito e il
collegato sarà approvato la prossima legislatura
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Panepinto, poco fa, ha detto che l'opposizione verso questo
articolo ha il sapore di un'opposizione politica. E' vero
Ideologica, è vero
Onorevole Panepinto le do ragione, è vero, e meno male. E speriamo
che possa ritornare l'ideologia in un Parlamento, sia regionale che
nazionale, perché da quando manca l'ideologia assistiamo a questo
fiorire di proposte, l'una in contrasto con l'atra, e ad una
marmellata che non distingue nulla.
Verso l'istituzione di questo nuovo parco, c'è una opposizione
ideologica e politica e ne spiego le ragioni, signor Presidente.
Parto, intanto, dal presupposto che questo emendamento, che ha
presentato il Governo, è un emendamento che è un falso in atto
pubblico. Ho chiesto al Governo, mentre parlava l'onorevole
Rinaldi, di dirci quanto costa ogni parco in Sicilia.
Il Governo afferma, in questo emendamento da lui presentato, che
non ci sono nuovi oneri: è un falso, perché ad ogni istituzione di
parco corrisponde una spesa certificata nel bilancio della Regione.
Basta prendere il bilancio della Regione e vedere quanto costa un
parco. A meno che, delle due l'una, non si cerca di prendere in
giro il Parlamento e gli elettori, e i cittadini, dicendo che si fa
una legge per scherzare.
E' una legge istitutiva di un comitato, non è una legge che vuole
istituire un nuovo parco, ma l'istituzione del comitato è
finalizzata, poi, a mettere in moto il meccanismo per far nascere
questo nuovo parco: delle due l'una. O mettiamo in moto il
meccanismo che, a sua volta come ricaduta, avrà milioni e milioni
di euro di costo, oppure non è vero, stiamo dando il contentino a
qualcuno ed allora mi si deve spiegare perché, da giorni, il
Parlamento è impegnato su questa proposta astrusa che, lo stesso
Governo si camuffa dietro un parere fasullo.
L'altra questione: non si capisce perché si vuole istituire con la
forza, con la violenza dell'imposizione ideologica, un nuovo parco
che, veramente, ci porterebbe ad una situazione di non soluzione di
continuità, da Palermo fino a Catania. Partendo da Palermo avremmo
tutta una serie di parchi in contiguità l'uno con l'altro, lungo la
fascia orientale che, con l'istituzione di questo nuovo parco, si
realizzerebbe la congiunzione tra il Parco dei Nebrodi e quello
dell'Etna, compreso quello dell'Alcantara.
A questo punto, da Palermo fino a Catania, ci sarebbe un unico
grande parco con tanti bei saluti allo sviluppo, con tanti bei
saluti all'agricoltura, con tanti bei saluti allo stesso turismo,
perché i vincoli che ne ricadrebbero sarebbero assolutamente
impeditivi per qualsiasi nuova attività.
Noi siamo contro questa nuova ipotesi di sviluppo perché,
peraltro, è fuori da ogni ragionevole previsione.
L'intera Sicilia sarebbe un enorme parco, senza alcuna ipotesi
reale di sviluppo come le cifre dimostrano. Sono lì a dimostrarlo.
Siamo in presenza di un'imposizione ideologica, questa sì, che
vede la discriminazione costante nei confronti di intere categorie
di cittadini siciliani che pagano le tasse e che non porterebbe
alcun beneficio, se non la predisposizione di una serie di posti di
lavoro a carico del bilancio della Regione.
Noi, la discussione di questo ultimo anno ce lo dice, è là davanti
che ce lo dimostra, non siamo nelle condizioni di creare nuovi enti
mangiasoldi. Noi non abbiamo le risorse per permetterci questi
lussi ideologici da radical chic e questo Parlamento, lo invito
caldamente a bocciare questa proposta che è illegittima, oltre che
improponibile, perché non è vero che non ci sono oneri.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'assessore Baccei per un
chiarimento.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, qui la spesa che ora si configurava era la spesa per il
comitato, quindi, dicendo che non ci sono oneri
La spesa che è prevista in questa fase sarebbe la spesa per il
comitato. Mettendo questo subemendamento, stiamo dicendo che al
comitato non toccherà nessun compenso, né rimborso spese, perché
sono a zero oneri.
Successivamente, ci sarà tutta una procedura, che conoscete meglio
di me, che dura un certo periodo di tempo. In ogni caso, se tra
qualche anno si porrà il tema delle assunzioni, c'è una legge che
blocca le assunzioni, per cui bisognerebbe fare una legge che va in
deroga al blocco delle assunzioni per procedere ad assunzioni. Al
momento non è possibile
CORDARO. Dobbiamo capire come funziona
FORMICA. Ho capito, ho capito. Creiamo questo contenitore per
assorbire precariato
BACCEI, assessore per l'economia. Ripeto, onorevole Formica, a
parte che esiste una cosa che è poco attuata in Sicilia, ma si
chiama mobilità del personale. La Regione siciliana ha 14.000
persone più migliaia di persone che già lavorano agli enti, esiste
una cosa che viene attuata ovunque che si chiama mobilità del
personale. Quindi questa è già una prima risposta.
In ogni caso, se si volesse assumere una sola persona,
bisognerebbe fare una legge che va a derogare il blocco delle
assunzioni, cosa che qui non è prevista. Per cui nel capitolo di
spesa c'è zero, non è previsto al momento che ci possano essere
ulteriori oneri.
GERMANA'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GERMANA'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Siamo
in questo Parlamento da cinque anni e nella Commissione di merito,
nella IV Commissione, ci saranno una ventina di disegni di legge
che riguardano i parchi.
Ci troviamo a fine legislatura probabilmente con questo treno che
sta passando in corsa e ci vogliamo agganciare, il Governo e i
parlamentari che hanno presentato l'emendamento, a questo treno in
corsa per fare passare a tutti i costi una cosa che io considero
assolutamente ridicola, oltretutto che non c'entra nulla con un
collegato alla finanziaria.
Detto questo, diceva l'onorevole Panepinto che c'era un sindaco,
non mi ricordo di quale sindaco parlava, ma ce ne sono tanti altri
sindaci, come quello di Floresta, il sindaco Lello Marzullo, che da
un paio di anni sta facendo una battaglia per uscire dal Parco dei
Nebrodi, e stiamo parlando del Comune di Floresta, che è un comune
che ha un territorio ampissimo all'interno del Parco dei Nebrodi.
Ieri ho fatto l'esempio del pomodoro di Pachino che, utilizzando
quella sentenza del Tar, 1800 ettari sarebbero stati vincolati dai
pantani di Pachino, sono stati liberati e, quindi, stiamo andando
incontro ad un settore che, certamente, non è quello dell'attività
venatoria. E poi questo subemendamento del Governo che è
assolutamente ridicolo, perché anche l'assessore Baccei non ha
potuto fare a meno di dire che, in questa fase, non ci saranno
costi. Certo, oggi partiamo con un parco, in questa fase non ci
saranno costi, però oggi si parte così, ma non sappiamo domani dove
si arriva.
FORMICA. Delle due l'una, è un falso che afferma.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Vorrei
ribadire l'esigenza e la volontà oggi di non creare assolutamente
nuovi carrozzoni. Forse in passato si sono creati, ma questo non
deve impedirci di guardare ad una prospettiva di sviluppo
sostenibile, a un vantaggio per il territorio.
Non si vogliono creare dei carrozzoni ma, al contrario, dobbiamo
creare degli enti in grado di autofinanziarsi, proprio
compatibilmente alle normative nazionali, come abbiamo discusso per
due anni di seguito in Commissione Ambiente, anche alla presenza
della Presidente Maggio, bisogna modificare proprio le normative.
In questo senso abbiamo già fatto un percorso in Commissione
Ambiente proprio per rendere questi enti e queste aree protette in
grado di produrre introiti, in grado di attrarre maggiormente il
territorio, il turismo e creare delle delle progettualità a
vantaggio di tutto il territorio.
Inoltre, un altro obiettivo che vuole essere a vantaggio della
creazione di questi parchi, è l'esigenza di attirare maggiormente
finanziamenti comunitari, perché sappiamo tutti che per attingere
ai fondi comunitari servono delle progettualità più ampie, di
sistema, a vantaggio di tutto il territorio, di tutti i comuni
coinvolti e quindi per poter fare delle progettualità creare delle
infrastrutture di avanguardia per collegare tutto il territorio.
Un altro motivo per il quale non si vogliono andare a creare
carrozzoni, ad esempio, attualmente per quanto riguarda la proposta
del parco dello Zingaro, del parco dei monti Elimi, all'interno c'è
una riserva, quella dello Zingaro, questa riserva annualmente fa
più di un milione di incassi, quindi, non stiamo parlando di
carrozzoni, ma stiamo parlando di riserve che producono degli
incassi e che potrebbero essere reinvestiti in tutto il territorio
coinvolto nel parco.
Allo stesso modo, questi incassi potrebbero andare a sistema, come
dicevo, anche di tutte le altre aree protette.
Ieri si parlava di Corte costituzionale, di impugnative, eccetera,
eccetera, vorrei ribadire, se ho l'attenzione un po' dei colleghi,
i motivi per i quali ci sono state queste impugnative, che erano la
poca partecipazione del territorio. In questo caso ad esempio per
quanto riguarda la proposta del parco Elimi, c'è la piena
condivisione da parte dei sindaci, quindi non c'è la mancanza di
partecipazione.
Ed inoltre, con la riscrittura proposta dalla Commissione, si
vuole avviare un percorso, non si sta creando già dall'oggi al
domani un nuovo parco, perché è chiaro che bisogna avviare un
percorso che prenda in considerazione il territorio, i cittadini,
tutti i portatori di interesse. Infatti la riscrittura della
Commissione Ambiente parla proprio di avviare il comitato di
proposta e quindi avviare il percorso sul territorio. Questo è
importante.
Quindi, la partecipazione dei cittadini sarebbe piena,
compatibilmente con le leggi nazionale, per cui non vedo il
problema. C'è semplicemente forse una non volontà di andare nella
direzione che tutti ci auspichiamo. Non c'è la volontà di
risolvere
Poi ieri qualcuno parlava di caccia. Ancora volete parlare di
caccia dopo che abbiamo visto la Sicilia interessata da incendi?
Che cosa è rimasto in Sicilia? Noi veramente dovremmo fare una
moratoria su tutte le aree percorse dagli incendi perché quella
poca fauna che è rimasta ha bisogno di riprodursi, ha bisogno di
essere lasciata tranquilla.
Quindi, forse, dovremmo riflettere un attimo quando parliamo e
renderci conto che più del 70 per cento della nostra flora è stata
distrutta, è stata deturpata dagli incendi, renderci conto di
quello che abbiamo davanti.
MAGGIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, penso che
è veramente strumentale il dibattito che si sta sviluppando.
Qualcuno nasconde, dietro il volere mettere il carro davanti ai
buoi, una pregiudiziale politica che non ha ragion d'essere.
Intanto vi voglio ricordare che la norma recita semplicemente
l'istituzione di un comitato per avviare il percorso. Percorso
alquanto lungo, percorso che deve essere condiviso, e percorso che
deve ravvisare quegli elementi e quelle caratteristiche che portano
all'istituzione di un parco. L'istituzione dei due parchi, così
come recita l'articolato di cui stiamo parlando, sicuramente
potrebbe essere vantaggioso sotto tutti gli aspetti. Non mi voglio
dilungare, perché qui è stato detto sotto l'aspetto economico,
dello sviluppo del territorio, dello sviluppo del turismo, per cui
veramente mi pare specioso un dibattito che già dà per scontato che
sono stati istituiti parchi che purtroppo non sono ancora stati
istituiti.
Quindi, smettiamola, smettiamola di fare in questa maniera una
campagna elettorale che fa capire alla gente che c'è qualcuno che
vuole sperperare risorse, che vuole fare assunzioni, che vuole fare
non si sa cosa, quando invece l'obiettivo è sicuramente un
obiettivo molto più positivo, concreto ed a sostegno degli
interessi dei siciliani.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è inutile
nascondere che l'articolo 77 crea delle tensioni che, secondo me,
in questo momento non fanno bene all'Aula.
Sono valutazioni politiche, come diceva l'onorevole Formica, che
vanno confrontate, ma non devono essere utilizzate per fare saltare
il banco.
Io, sommessamente, avrei una proposta da avanzare se può
accantonare l'articolo 77, è l'ultimo articolo del collegato, e
dunque il collegato, lavorare per mezz'ora sull'ultima legge che
abbiamo all'ordine del giorno e, approvata quella, prima di dare il
voto finale alla legge sulle Province, affrontare serenamente il
problema dell'articolo 77.
Questo permetterà di risolvere tutti i problemi.
PRESIDENTE. Questa è la prima volta che si sta svolgendo un
dibattito nel merito. C'è chi dice che è a favore. C'è chi dice che
è contrario. L'onorevole Formica ha esposto le sue ragioni, ognuna
ha esposto le sue ragioni.
Il Parlamento serve a questo, a confrontarsi. Una volta tanto che
non ci sono questioni, non si alza la voce e ci stiamo
confrontando.
Una volta che si chiude il dibattito perché lo abbiamo ripreso,
rispetto a ieri, il parlamento vota.
Si può votare col voto segreto o per appello nominale, ma dobbiamo
andare avanti.
Siamo alla fine della legislatura, onorevole Turano.
TURANO. Presidente, lo so bene.
PRESIDENTE. Lei non mi può dire che c'è tensione. E' stato svolto
un dibattito civile.
TURANO. Signor Presidente, io ho raccolto l'umore dell'Aula.
PRESIDENTE. Lei raccoglie l'umore dell'Aula. E' un ruolo che lei
ha avuto?
TURANO. Mi creda che capisco il suo pensiero.
PRESIDENTE. Il mio pensiero è così evidente. Ho l'interesse a
portare in porto il collegato.
Questo è il ragionamento.
TURANO. Signor presidente, pure io.
PRESIDENTE. Se lei ha a cuore gli articoli dei quali si discute da
oltre tre mesi.
TURANO. Signor presidente, pure io e mi creda e in aggiunto al suo
pensiero io mi interesso a portare pure il disegno di legge sulle
Province.
PRESIDENTE. Vede che parlando, parlando viene a galla il vero
ragionamento? Lei non doveva dire che c'è confusione o altro. C'è
un dibattito civile. Non inventi escamotage per bloccare
l'attività.
TURANO. Posso finire di parlare? Posso fare una proposta? Lei la
giudicherà inammissibile, oppure l'Aula voterà a favore o contro.
I colleghi rappresentano, nella loro funzione parlamentare,
l'utilizzo di strumenti che ieri non sono stati utilizzati. Sto
parlando della richiesta del numero legale o del voto segreto e che
se oggi venissero utilizzati, cagionerebbero secondo me il buon
esito di tutte le leggi.
Questo non vorrei si verificasse e, allora l'ho rappresentato. Ho
fatto una proposta.
PRESIDENTE. E' corretto. Onorevole Panepinto, tra le righe si
coglie un certo disagio su alcune sue affermazioni che, forse, sono
state male interpretate.
Per cui, se chiariamo questo passaggio, considerato che
successivamente si passerà al voto, perché altrimenti il voto è
incerto.
Sembrerebbe, ma forse si è compreso male, io non ho ascoltato bene
che, nel caso in cui ci fosse la bocciatura dell'articolo 77 il suo
gruppo non voterebbe l'intero collegato. E' opportuno chiarire
questo aspetto.
Questo è un Parlamento dove ci confrontiamo, ripeto, con garbo e
alla luce del sole. Succeda quel che deve succedere, con gli
strumenti regolamentari.
Chiariamo questo aspetto
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono preoccupato
e sorpreso che un'Aula alla fine di una legislatura - perché oggi
sostanzialmente chiudiamo questi cinque anni - composta da Deputati
- almeno quelli che solitamente sono presenti, i soliti noti -
abbia frainteso un elemento.
Nella discussione dell'articolo 77 si scontrano legittimamente due
sensibilità e due modi di intendere le cose diverse.
E' chiaro che non posso prendere impegni per il Gruppo
parlamentare del PD, ma certamente non posso escludere che
Parlamentari che tenevano tanto all'ipotesi di approvazione
dell'articolo 77 possano ritenere, come altri, come è già accaduto
e come probabilmente accadrà, di non volere partecipare al voto
finale delle leggi.
Questo non lo posso escludere.
RINALDI. E' una minaccia?
PANEPINTO. Onorevole Rinaldi, non è una minaccia.
Se c'è un Gruppo parlamentare, e di questo Gruppo parlamentare
alcuni deputati che stanno qui subendo umiliazioni e mortificazioni
ogniqualvolta c'è la verifica del numero legale e, alla fine, agli
occhi dell'opinione pubblica, non ci sono quelli che stanno in Aula
e quelli che stanno fuori.
La rappresentazione che diamo è che quelli che stanno dentro sono
peggio di quelli che non partecipano alle sedute, perché è chiaro
che questa distinzione non c'è, non c'è il cartello che dice
presenti e assenti'.
Ci sono soltanto novanta deputati che in qualche maniera non sono
in grado di votare leggi. Ci contano ormai le giornate di
inattività di questo Parlamento.
Nessuno si senta leso in un Parlamento che solitamente cammina con
un passo felpato su tutto.
Non escludo che sulle province o sul voto finale del collegato
possano esserci parlamentari - e io rifletterò per me stesso - che
abbiano dei dubbi e perplessità nell'avere accolto, sintetizzato.
Faccio un esempio. C'è stata una norma con un emendamento di NCD
che ha modificato una legge, quella sulla garanzia di laureati
all'ISEF, messa là come se fosse un emendamento tecnico.
Non esistono Gruppi parlamentari che hanno una specie di
guarantigie e Gruppi parlamentari che hanno solo una funzione,
quello di garantire il numero legale e votare gli emendamenti di
tutti gli altri, che siano dell'NCD, che siano dell'Assessore
Vermiglio, i cinque milioni per esempio.
Ognuno tirerà le conseguenze alla fine del voto.
Siamo all'ultima giornata di questo Parlamento. Non ho né la forza
né l'autorevolezza per minacciare nessuno. Non mi posso impegnare
per tutto il Gruppo parlamentare.
Certamente decido per me, così come altri decideranno per loro e
non è escluso che, in un'impalcatura-architettura che abbiamo
costruito unitariamente, chi vorrà fare il più furbo l'ha fatto
perché ho citato l'articolo 82, ma potrei fare una citazione lunga
e articolata su tante norme.
Se l'architettura cade il disimpegno è reciproco per tutti, per
essere molto chiari.
Chiedo scusa, se mi sono spiegato male, alla Presidenza e a tutta
l'Aula.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, vorrei
portare il dibattito più nel merito dell'argomento che ai presunti
mal di pancia che potrebberi scatenare un voto segreto o altre
soluzioni che l'Aula deciderà di prendere sulla modalità di voto.
Vorrei rassicurare nel merito e nel contenuto.
Non bisogna intimorirsi dall'articolo, in quanto quello che
dobbiamo prendere in considerazione è quello della Commissione che
è molto equilibrato. Non si istituisce nessun parco, ma si dà una
traccia sul percorso della formazione degli eventuali parchi.
Si parla tanto della realtà dei Peloritani, ma non dobbiamo
dimenticare che anche il trapanese, terra degli Elimi, sarebbe
coinvolto da questo processo.
Un processo estremamente diverso.
Signor Presidente, qui si produce un percorso che è quello che
dovrebbe essere, perché mentre la vecchia politica ci ha educati a
dei parchi che vengono a volte calati dall'alto e, quindi, non
vengono vissuti dai territori ad una modalità che è quella
corretta, che è quella che l'Europa ci indica di intraprendere
quando si vogliono coinvolgere degli ambiti dei territori che è
quello buttom-up cioè di uno sviluppo locale che nasce dai bisogni
e dalla volontà dei territori e, quindi, si propone la nascita del
comitato promotore. Si indicano dei tempi e delle modalità.
E' chiaro che in questo periodo cuscinetto, andranno acquisite
tutte quelle documentazioni previste dalla norma, ed anche
l'espressione dei consigli comunali, che dovranno esprimere la
propria volontà di iniziare questo percorso di sviluppo, e lo
chiamo percorso di sviluppo perché, a differenza di quanti molti
dinosauri pensano, il parco è un modello di sviluppo economico.
Perchè le produzioni agricole che si fanno all'interno dei parchi
sono produzioni di qualità, produzioni che possono aderire a dei
marchi, produzioni prevalentemente biologiche e, quindi, di qualità
che si collocano meglio sul mercato, diventano territori attrattivi
per il turismo naturalistico, diventano una modalità concreta di
applicazione degli studi scientifici che ci dicono che le aree di
riserva, le aree protette, i parchi, sono il modo più efficace per
contrastare le alterazioni clima-alteranti.
Non dobbiamo pensare che ai fenomeni atmosferici che sconvolgono
il nostro territorio e poi ne prendiamo atto quando sentiamo i
territori, e quando ci viene richiesto di intervenire con sostegni
economici per quelle porzioni di territorio che vengono devastate.
Noi corriamo ai ripari mettendoci soldi se, invece, noi creiamo
delle vaste aree di protezione abbiamo un clima più stabile,
abbiamo meno fenomeni catastrofici, abbiamo un notevole risparmio
sugli interventi che a posteriori devono essere fatti e, quindi,
come nella medicina, la prevenzione anziché l'intervento d'urgenza.
Pertanto, avere una prospettiva, una visione in tal senso, è
estremamente importante e sarebbe un segno di maturità per tutti
noi quello di dare il via, tra l'altro, ad un percorso che è quello
veramente partecipato che non fa sentire i territori vittime di
azioni che provengono dall'Aula. In alcun modo qui si vuole forzare
nessuno.
Vorremmo anche dire che già quelle aree sono vincolate per molti
aspetti, e questo mette in difficoltà gli amministratori che non
riescono a programmare lo sviluppo in maniera organica ed in
maniera coerente e, quindi, anche in questo caso stiamo facendo il
nostro dovere.
Per quanto riguarda l'immediatezza delle spese, vorrei dire ai
colleghi, dimentichiamo, chiudiamo quella pagina dove il parco
viene considerato un carrozzone mangiasoldi. In questo caso, come
ha ben detto anche l'assessore Baccei, non è prevista spesa perché
intanto siamo nella fase di comitato e, quindi, di partecipazione,
ma poi dobbiamo pensare, e in Commissione Ambiente ci sono state
molte proposte anche di armonizzare con un'agenzia unica per il
territorio e per i parchi, che dia una governance di regolamenti e
regole certe per tutti, e che coordini le attività dei parchi.
E poi, signor Presidente, ultima cosa, cosa ci sarebbe di male nel
fatto che il nostro territorio, tutta la Sicilia, tutto
l'arcipelago Sicilia, diventi un vero esempio d'avanguardia per
tutti di un territorio che viene protetto, dove non si usano più
pesticidi, dove si fanno interventi armonizzati con la natura.
Questo per noi sarebbe il vero volano di benessere complessivo per
i cittadini, sul piano economico, sul piano ambientale e sul piano
della partecipazione, i tre pilastri della sostenibilità a cui a
parole tutti protendono, ma che nei fatti vengono osteggiati per
piccoli ghiribizzi e litigi d'Aula
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi meraviglio
affatto che questo argomento dei parchi venga dibattuto con tanta
foga e con tanto interesse.
E' anche un fatto ideologico. E' naturale perché la nostra
Sinistra ha avuto sempre una attenzione verso l'ambiente; l'altra
parte questa attenzione non l'ha mai avuta. Quindi, non mi
sorprendo che ci sia un dibattito, anzi, forse il dibattito su ogni
articolo di questo collegato andava fatto così, in maniera
partecipata.
Purtroppo la fretta, la fretta di questi giorni, per le assenze di
taluni che hanno fatto saltare le sedute, ci ha portato a dover
correre e molte volte qualcosa ci è sfuggita. Quindi, l'attenzione
che viene data alla istituzione dei parchi per me è un fatto
positivo.
Io credo che i parchi siano un fatto non solo accettato, ma
desiderato da parte non solo dei cittadini, ma da parte dei
turisti.
I parchi oltre a conservare flora, fauna, biodiversità, se
frequentati nella maniera giusta, quindi dai bambini, dalle
famiglie, dai turisti come dicevo poco fa, sono anche un presidio,
checché se ne voglia dire qui, rispetto agli incendi, perché ormai
siamo diventati tutti esperti di incendi, sono un presidio comunque
del territorio.
Quindi, ben vengano i parchi. All'estero ce li invidiano e laddove
è possibile vediamo i grandi parchi del Trentino, del Friuli
Venezia Giulia, in Svizzera e, quindi, questa ostilità in questa
Aula veramente non riesco a capirla.
Io nella passata legislatura ho partecipato attivamente, insieme
all'onorevole Panepinto, alla istituzione del Parco dei Monti
Sicani, e ho girato tutti i comuni che avevano aderito.
E' chiaro che anche lì abbiamo avuto uno scontro con una parte dei
cittadini, ma erano elementi di interessi contrapposti. A volte
c'era la questione della caccia, a volte c'era la questione della
casa, di alcune case che più o meno ricadevano nel Parco. Ma questo
è.
E' una questione di scelte. Ha ragione il Presidente quando dice
alla fine votiamo e non con il voto segreto. La dobbiamo
smettere. Avevo ragione io. Ho fatto bene a non essere d'accordo a
quel voto.
Perché il voto segreto continua a fare nascondere le persone, i
parlamentari, i deputati.
Quindi, Presidente, andiamo avanti e votiamo con voto palese, io
ve lo chiedo a tutti, votiamo con voto palese in modo che ciascuno
si assuma la responsabilità.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi
occupo di tutto come se ne occupa lei onorevole Formica, perché
sono stato come lei eletto per essere parlamentare prima di tutto,
onorevole Rinaldi si calmi, si legga il Regolamento dell'Assemblea
e poi parli. Però lei ha bisogno di un'altra legislatura per capire
il Regolamento dell'Assemblea.
Signor Presidente, ritengo di avere diritto di parlare senza
essere interrotto.
Io ho sentito alcuni argomenti che investono anche indirettamente
il settore che in questo momento presiedo come Assessore, ma che
non riguarda certamente solo l'agricoltura.
Qui stiamo parlando di un'area in cui la gran parte della
zonizzazione che dovrà essere proposta dall'Assessorato è già
sottoposta a vincoli, sia per i vincoli sick, sia per i vincoli
connessi alle aree di demanio forestale, sia per i vincoli per le
aree natura 2000, quindi stiamo parlando di un'area nella quale la
stragrande maggioranza del territorio ha già dei vincoli connessi
ad una zonizzazione esistente.
Il tema che abbiamo non è quali vincoli si determinano con il
parco, è valutare o meno se il parco, l'istituzione di un parco,
che tra l'altro ricordo, come è stato ricordato dal Presidente
dell'Assemblea con la procedura prevista dalla legge nazionale, è
obbligatorio che i Comuni decidano di aderirvi o meno, quindi non
c'è nessun atto come dire decisionista da parte della Regione,
pertanto, da questo punto di vista la possibilità di istituire un
parco è oggi un fattore di promozione di un territorio.
Signor Presidente, io credo che in un momento come quello che sta
vivendo la Sicilia oggi, la domanda che ci viene da più settori,
l'agricoltura in particolare, è di esercitare la propria attività
vendendo il territorio oltre che il prodotto, vendere qualità e la
qualità del territorio è un fattore che aiuta anche la
commercializzazione dei prodotti. Lo vediamo con il vino, lo
vediamo quello che è successo sull'Etna, lo vediamo dal fatto - lo
dico ai colleghi anche della provincia di Messina - che quando nel
1986 fu istituito il Parco dei Nebrodi - e l'onorevole Formica vi
potrà confermare - una parte allora dei Comuni di quell'area si
opponeva, anche i cittadini non solo i Comuni all'istituzione del
Parco. Nel corso di questi trent'anni una parte dei Comuni,
onorevole Rinaldi e lei li conosce bene, che erano fuori dal parco,
hanno chiesto loro di potervi aderire.
RINALDI. Ci sono comuni che hanno chiesto di uscire.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Onorevole Rinaldi, lei sa bene che è solo un
Comune e non per ragioni ambientali è connesso a dinamiche
politiche locali legate alla questione dell'Ente parco dei Nebrodi.
Detto questo - è legittima qualunque opinione - però dire come si
dice che il Parco vincola qualcosa che è già vincolato, mi permetto
di dire, è una ossimoro.
Ho sentito anche qui argomenti, lo dico all'onorevole Palmeri che
ho visto ha difeso l'idea di istituire il parco, però ha detto una
cosa che non è vera. Nelle aree percorse da fuoco, e lo dico oggi
in Aula parlando a chi polemizza anche oggi sui giornali
relativamente al decreto sulla caccia, è vietato esercitare la
caccia.
Aggiungo, nel decreto che è stato varato l'altro ieri per il
calendario venatorio 2017-2018 abbiamo introdotto una fascia di
rispetto che è di 100 metri rispetto alla perimetrazione delle aree
incendiate, che impedisce l'esercizio dell'attività venatoria. Lo
dico perché, onorevoli colleghi, noi non possiamo continuare a
dividerci dicendo ognuno di noi cose che però non corrispondono
alle norme vigenti, perché così facciamo tutti confusione. Si può
essere d'accordo o non d'accordo, è legittimo. Ma non usiamo
elementi che hanno effetti valutativi distorsivi rispetto a una
questione che c'è a chi per ragioni culturali - io dico per ragioni
economiche - il parco conviene Non per ragioni ambientali, per
ragioni economiche. Un'area che si presenta con una identità
ambientalmente eccellente è un'area che può contenere in sé fattori
di crescita economica rispetto ad altre aree.
Io, se si vota, voterò a favore dell'istituzione con grande
rispetto di chi voterà contro. Ma non diciamo cose che non
c'entrano nulla rispetto all'istituzione o meno del parco.
L'istituzione del parco non pregiudica diritti soggettivi. Ci deve
essere poi un regolamento, un regolamento approvato dai Comuni
assieme alla zonizzazione. Quindi è chiaro che oggi si avvia una
procedura, però avviarla è meglio di lasciare le cose come stanno.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Presidente della IV
Commissione, onorevole Maggio, mi ha preannunciato un emendamento.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io mi sento un
tantino in imbarazzo avendo ascoltato gli interventi di colleghi
della Provincia di Messina che hanno argomentato la loro ostilità
all'istituzione del Parco del Pleloritani.
Io vedo questa ipotesi esclusivamente come un'opportunità di
sviluppo per quella parte della Provincia di Messina che è
interessata da questa eventuale istituzione. Avendo già detto, e mi
dispiace che i colleghi non abbiano colto questo elemento, che la
realtà di cui parliamo è già oggetto di vincoli per ragioni
ambientali e paesistiche estesissime.
Quindi, noi condanniamo un territorio ad avere i vincoli che non
sempre si trasformano in tutela e valorizzazione, senza avere
nessuna opportunità. Io l'affronto così la questione. Non mi passa
neanche per la testa di farne una questione ideologica, perché non
avrebbe nessun senso. Etichettare una vicenda di questo genere in
termini di destra o sinistra o di progressisti e conservatori, mi
pare una cosa insensata. Io parto dal presupposto che questa è
un'opportunità e tutti i parchi che sono stati istituiti in Italia
e in Sicilia che sono operativi hanno costituito un valore aggiunto
per quei territori.
Quindi, negare questa opportunità è del tutto sbagliato, e non
capisco come persone che operano all'interno di un territorio,
esponenti politici di rilievo, neghino questa evidenza e si
trincerino dietro ragioni di ordine culturale o, addirittura,
ideologico.
Io, naturalmente, Presidente, non voglio accentuare la polemica,
però vorrei semplicemente precisare che, evidentemente per colpa
della passione politica, sono state dette inesattezze che non fanno
onore a chi le ha sottolineate.
L'assessore Baccei ha risposto sul tema del personale, della
assunzioni, eccetera. Io credo che un parlamentare normale dovrebbe
già saperlo, senza che glielo spieghi l'assessore, che in Sicilia
c'è il blocco delle assunzioni, che vale per la Regione e per gli
enti collegati alla Regione in qualunque modo. Quindi, si è
utilizzato un argomento che non ha nessun fondamento
La questione della governance. Io vorrei dire ai colleghi, che qui
hanno parlato contro il Parco dei monti Peloritani e degli Elimi,
che il Governo attuale aveva ipotizzato una governance unica per
tutti i parchi della Sicilia. Aveva ipotizzato, in subordine, una
governance unica per i parchi all'interno, diciamo così, di aree
omogenee e, come dire, non è andata avanti questa ipotesi proprio
perché, come ricordava il collega Germanà, c'è una legge sui parchi
e le riserve, e si disse che queste norme potevano essere inserite
in quella legge che, come è noto, non ha visto la luce in questa
legislatura: la Commissione ha fatto un ottimo lavoro, in Aula non
è arrivata.
Quindi, che cosa resta di tutta questa discussione? Quello che ha
detto, esplicitamente, l'onorevole Formica e, cioè che nel centro
destra, nella destra siciliana, c'è un'ostilità preconcetta nei
confronti dei parchi e, immagino anche, delle riserve perché li
considerano, evidentemente, elementi negativi. Quindi, i siciliani
penso che dovranno - e se ne dovrà fare una ragione pure
l'onorevole Musumeci - devono sapere che, se verrà eletto un
candidato di centro destra alle prossime elezioni, metterà in
discussione il sistema dei parchi e delle riserve.
Perché se sono considerati elementi negativi, non solo non se ne
istituiranno di nuovi ma, addirittura se prevale l'opinione
dell'onorevole Formica, saranno chiusi quelli che già ci sono.
Io penso che questa sarebbe una scelta distruttiva, non dal punto
di vista politico ma dal punto di vista dell'interesse della
Sicilia.
PRESIDENTE. L'emendamento preannunciato dall'onorevole Maggio, è
stato depositato?
FORMICA. Presidente, c'è un soppressivo. Votiamolo
PRESIDENTE. Onorevole Formica, il soppressivo viene prima. Quindi,
si voterà prima il soppressivo Se passa il soppressivo, non ci
sono emendamenti, però io ho il dovere di dire che la Commissione
ha presentato un emendamento sostitutivo.
FORMICA. Votiamo
PRESIDENTE. Intanto, distribuiamo l'emendamento 77.R.3, che è
interamente sostitutivo. Onorevoli colleghi, prendete posto.
Nell'ordine, è stato presentato un emendamento sostitutivo del
77.R. Prima, in ogni caso, votiamo il soppressivo. Il parere del
Governo?
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CIMINO. La Commissione si rimette all'Aula.
RINALDI. Signor Presidente, se ci dà il tempo di leggerlo, forse
può essere che sul soppressivo ci ragioniamo.
PRESIDENTE. E' stato chiesto un po' tempo per l'esame
dell'emendamento presentato dalla Commissione. Sospendo, pertanto,
brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 13.36, è ripresa alle ore 13.37)
La seduta è ripresa.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, io vorrei capire una cosa. Mi è sembrato
di capire che lei parlava di emendamento della Commissione; le
chiedo conferma di questa cosa o meno.
PRESIDENTE. Questo emendamento era stato presentato dall'onorevole
Maggio, quale presidente della IV Commissione, però, occorre la
firma della II Commissione.
L'ha firmata pure l'onorevole Palmeri, vedo.
FOTI. Signor Presidente, io vorrei capire una cosa: da una parte
si parla di sviluppo locale, di un approccio diverso che non è
quello in cui la politica mette dei paletti e, poi, qua, ci
ritroviamo una versione ristretta dove il comitato viene nominato
dall'Assessore. Ma, almeno, introdurre su proposta delle
popolazioni, perché altrimenti qui avremo dei nomi che formeranno
il comitato ma che non provengono dal basso, sono sempre di nomina
assessoriale. Ci perdiamo, poi, in un bicchiere d'acqua ed, allora,
sì che alcune preoccupazioni potrebbero essere suffragate.
Signor Presidente, io mi chiedo come si possa, se è possibile,
subemendare, quanto meno avere il tempo di un'ulteriore
riscrittura, perché questa è peggiorativa, si va a semplificare ma
si tolgono degli elementi cardini che abbiamo cercato di perorare
durante questo lungo dibattito.
E poi si eliminano i tempi. Lì c'erano dei tempi contingentati:
entro 90 giorni si forma il comitato, viene fatta la proposta,
viene approvata dagli assessorati, quindi, non c'è assolutamente
un'esclusione da parte della Regione, però, in questa maniera, si
perde il senso.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
desideravo fare qualche riflessione in merito a questo articolo che
è stato così fortemente dibattuto fra coloro i quali sostengono la
validità di questa legge e coloro i quali non sono convinti
assolutamente di approvarlo.
Siamo, fra l'altro, ormai in una fase molto delicata per il
completamento del collegato e per tutto quello che ancora ci
resta da fare e sono anche convinto che, data la validità del tema
trattato, considerato che è un fatto estremamente importante non
solo per il territorio messinese, ma ritengo per tutta la Sicilia,
credo che possiamo anche stralciare questo articolo, stralciarlo
per trattarlo poi con un disegno di legge ad hoc, visto che
l'argomento è così sentito da tutti. Liquidarlo oggi con un voto
che, probabilmente, sarà anche segreto da quello che io sento in
giro, per poi bocciare questo articolo, probabilmente questo sarà
anche un danno e lo dico anche a chi, in questo momento, è
sostenitore di questa legge.
Quindi, perché correre questo rischio? Perché invece non
approfondire e rimandare in Commissione l'articolo in modo da
essere ulteriormente approfondito e, probabilmente, condiviso da
tutti? Io credo che questa sia una proposta di mediazione che può
essere accolta dall'Aula.
Quindi, Presidente, io le chiedo veramente di poter stralciare
questo articolo per ritrattarlo poi in un momento successivo con
maggiore serenità. Quindi, lo rimandi in Commissione perché vedo
delle divisioni veramente forti per cui sono convinto che oggi il
vero rischio, caro onorevole Panarello, è quello poi del voto
segreto con la bocciatura dell'articolo. E per quale motivo correre
questo rischio? La politica è fatta anche di moderazione, è fatta
anche di riflessione, è fatta anche di accettare queste proposte
per approfondire l'argomento e, possibilmente, magari in un secondo
momento, si troverà un accordo complessivo per poter poi approvare
il disegno di legge.
Quindi, Presidente, la mia proposta - per favore, se magari la
mette ai voti - è di poter stralciare l'articolo e poi riparlarne
in un secondo momento con un disegno ad hoc, perché non mi pare un
argomento da inserire in un collegato , soprattutto nella fase
ormai frenetica dove ormai siamo alla fine di questo lavoro così
estenuante dove rischiamo di impantanarci e rischiamo di creare
delle lacerazioni che poi non ci consentono di andare più avanti.
Quindi, Presidente, rifletta anche su questo e vediamo se è
possibile stralciare questo articolo.
PRESIDENTE. Onorevole Fontana, mi ascolti, la disponibilità dello
stralcio dell'articolo non appartiene alla mia discrezionalità.
Deve votare l'Aula, questo è il punto.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, noi
abbiamo letto il subemendamento 77.R.3, se i colleghi sono
d'accordo e possiamo apportare queste modifiche lo approviamo
all'unanimità e così superiamo questo ostacolo.
L'articolo verrebbe così riscritto: Art. 77 Istituzione del
Comitato per la proposta dell'istituzione del Parco dei Monti
Peloritani e del Parco delle Terre degli Elimi . Istituiamo il
comitato.
1. Al fine di pervenire alla istituzione del Parco dei Monti
Peloritani e del Parco delle Terre degli Elimi, con la
partecipazione della popolazione locale e la collaborazione degli
enti e delle associazioni interessate e presenti nel territorio, è
costituito un Comitato avente il compito di sottoporre alla
Commissione di merito per la successiva proposta di legge da
sottoporre al Parlamento l'istituzione dei suddetti parchi.
2. Il Comitato è nominato con decreto dell'Assessore regionale per
il territorio e ambiente. Il comitato è a titolo gratuito e prevede
la partecipazione delle associazioni venatorie, ambientalistiche
maggiormente rappresentate in Sicilia' .
Se siamo tutti d'accordo, lo vogliamo così.
(Brusio in Aula)
RINALDI. Quelle maggiormente rappresentative, poi sarà il decreto
dell'Assessore a stabilire quali saranno.
PRESIDENTE. Sulla mediazione ci può stare tutto. Abbiamo
introdotto nel nostro ordinamento un nuovo soggetto che può
proporre leggi. C'è un comitato che propone leggi.
RINALDI. E' un comitato che fa la proposta alla Commissione.
PRESIDENTE. Alla Commissione?
RINALDI. Sì, poi sarà la Commissione che deciderà. E' la
Commissione di merito che elabora il disegno di legge.
PRESIDENTE. Una cosa per volta. L'onorevole Fontana aveva chiesto
lo stralcio e il rinvio in Commissione.
Sulla richiesta di rinvio in Commissione si vota per alzata e
seduta. Al fine di evitare equivoci votiamo con il sistema
elettronico, senza registrare i votanti.
Chi vota a favore del rinvio in Commissione, vota verde; chi vota
contro vota rosso.
Dichiaro aperta la votazione.
(Non è approvata)
L'Assemblea non approva il rinvio in Commissione.
CORDARO. Che dice?
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, che dici? No, che dice, no Ho
fatto proprio la votazione per evitare questioni
CORDARO. Presidente, chiedo la verifica del voto.
PRESIDENTE. Non c'è nessuna verifica del voto C'è il verbale.
CORDARO. Presidente, non creiamo incidenti
PRESIDENTE. Non creiamo nessun incidente, non si permetta di dirlo
più
I voti sono 31 a 25. Non c'è la registrazione dei votanti.
L'Assemblea non approva in base al sistema elettronico.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo l'onorevole Musumeci.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende la discussione del disegno di legge n. 1276 Stralcio I/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nell'ordine dobbiamo andare alla
votazione del soppressivo.
Onorevoli colleghi, per essere chiari, siccome si è detto tutto e
il contrario di tutto, chiariamo quello che votiamo. Voteremo prima
il soppressivo, a seguire la copertura finanziaria all'emendamento
77 R con riferimento al comitato. Prima abbiamo l'emendamento
soppressivo 77.1. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CROCETTA, Presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
La Commissione si rimette all'Aula.
RINALDI. Chiedo che la votazione avvenga a scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 77.1.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 77.1 soppressivo dell'articolo 77.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 33
Contrari 24
Astenuti 0
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, abbiamo finito l'articolato.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto di essere considerato in
congedo l'onorevole Giuffrida.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione del disegno di legge n. 1276 Stralcio I/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono arrivati tantissimi
emendamenti. Arrivano da tutte le parti. Per quello che mi
riguarda, sono dell'avviso di ammettere sottoforma di emendamento,
se siamo d'accordo, solo l'emendamento presentato dal Governo sul
CAS.
E' un emendamento di interpretazione autentica che ha fatto la
Commissione Antimafia.
CORDARO. C'era anche quella della programmazione.
PRESIDENTE. Lo so, c'era quella della programmazione che era
l'abrogazione della norma.
Scusate, se siamo d'accordo su questo chiudiamo solo su questi tre
articoli.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 13.53, è ripresa alle ore 13.54)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se siamo d'accordo, ammettiamo
solo tre emendamenti. Non siamo d'accordo ed allora non viene
ammesso nessun emendamento.
Il collegato è stato finito. Si dà il voto finale al collegato.
CORDARO. Se lei ci dà tre minuti, ci ritroviamo.
PRESIDENTE. Siccome lei ci proverà. Io ho avuto un lungo elenco di
emendamenti. Non è possibile
La Commissione ha fatto un lavoro. Io non voglio sminuire il
lavoro dell'Aula, però ha fatto un lavoro la Commissione.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà
alle ore 14.15.
(La seduta, sospesa alle ore 13.55, è ripresa alle ore 14.30)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, era prevista la ripresa alle
14.15, sono le 14.30. Il Governo è presente, la II Commissione, gli
onorevoli Savona e Clemente sono presenti.
Sostanzialmente abbiamo finito l'articolato del collegato. Io
ripropongo all'Aula la discussione ed eventuale approvazione di tre
emendamenti. Uno che riguarda norme in materia di consorzio per le
autostrade siciliane, presentato dal Governo e passato in
Commissione (A300); il secondo (A295) è una interpretazione
autentica, commi 2 e 4, della legge regionale n. 15/2008,
presentato dalla Commissione Antimafia, ed un terzo (A296),
presentato dal Governo, riguarda i fondi comunitari per sbloccare
la spesa sui fondi comunitari.
FIGUCCIA. Qual è questo terzo?
PRESIDENTE. E' abrogato il comma 3 dell'art. 50 della legge
regionale 6 agosto 2009 e successive modifiche e integrazioni. E'
in distribuzione.
Sospendo l'Aula per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 14.34, riprende alle ore 14.39)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è presente il presidente della II
Commissione.
Ribadisco, chiaramente le esigenze sono tantissime, esigenze
chiaramente generali, ognuno di noi ha cercato nel corso di questi
mesi, di fare una sintesi.
Da quello che ho potuto appurare sono pervenuti tantissimi
emendamenti.
Da un discernimento, se c'è una condivisione di carattere
generale, tratterei tre emendamenti,
Uno che è stato ampiamente discusso che è quello norme in materia
di consorzio per le autostrade siciliane , il secondo è
un'interpretazione autentica, artt. 3, commi 2 e 4, legge regionale
15/2008, presentato dall'onorevole Cordaro ed un terzo presentato
dal Governo che riguarda l'abrogazione del comma 3 dell'articolo
50, della legge regionale 6 agosto 2009 n. 9 e successive modifiche
ed integrazioni.
Per chiarezza, si tratta di una norma sollecitata dal dirigente
della programmazione e, a mio avviso, legittimamente e
correttamente, che le proposte concernenti programmi generali di
attuazione della programmazione regionale unitaria, nonché delle
successive modifiche di carattere finanziario e di merito, sono
presentate al Governo e all'Assemblea regionale siciliana, sono
esaminate dalla Commissione Bilancio e dalle altre Commissioni
competenti e sottoposte all'Assemblea regionale siciliana che
delibera con un ordine del giorno.
Sarebbe un aggravamento della procedura che, francamente, altre
Regioni non hanno, e che impedisce lo sblocco della spesa dei
finanziamenti comunitari.
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, lei ha detto che non sarebbero stati accettati
ulteriori emendamenti, rispetto a quelli presentati, a suo tempo,
in Commissione Bilancio e nelle Commissione di merito.
Credo che la sua decisione sia saggia e che non possiamo
assolutamente aprire questo valzer, perché se iniziamo è chiaro che
ognuno ha proposte altrettanto valide, rispetto a quelle formulate
dal Governo.
Siccome, l'obiettivo mi pare sia quello di chiudere questo
collegato per passare velocemente all'approvazione del disegno di
legge sulle Province, io sarei dell'idea di discutere solo
l'emendamento sul Consorzio per le Autostrade siciliane, ma non
inserendole in questo collegato. Inserendole, invece nel disegno di
legge che è in discussione anche quello e, pertanto, l'emendamento
che è stato presentato dal Governo, in commissione Bilancio che noi
le abbiamo trasmesso, diventa l'articolo modificativo del disegno
di legge sul CAS.
Sulle altre vicende, anche per dirle che sul tentativo di mettere
il bavaglio all'Assemblea e di limitare, ulteriormente, i poteri di
questo organo legislativo che, mi sembra questa essere la volontà
del Governo, non siamo assolutamente d'accordo.
La commissione Bilancio, sulla proposta di legge del Governo per
impedire alle commissioni di verificare l'azione del Governo, è
stato sempre chiaro e celere.
Le ricordo che le ho pure scritto, contestando il fatto che un
dirigente generale aveva depositato la sua programmazione e per
ben cinque volte si è rifiutato di venire in commissione, e quando
gli abbiamo detto di indicarci la giornata, l'ora, il minuto quando
voleva venire, si è rifiutato di fare persino questo.
E quindi, signor Presidente, qual è il motivo per il quale il
Governo vuole sfuggire al controllo da parte del Parlamento?
Il Parlamento è stato sempre pronto a rispondere a quelle che sono
state le richieste che sono pervenute da parte del Governo, se ci
ha fatto caso, senza nemmeno che il Governo lo sollecitasse. Sono
stato io, tre giorni fa a proporre l'approvazione dell'ordine del
giorno che prevede lo sblocco di alcune risorse e questo mi
preoccupa perché se il Governo non ha chiesto l'approvazione di
questo ordine del giorno, le cose sono due, o è totalmente
disattento e, quindi, non sa nemmeno quello che sta facendo oppure,
cosa ancora più grave, ha dato vita lo stesso alla pubblicazione
dei bandi senza avere aspettato che questa Assemblea si
pronunciasse.
Per questo motivo, signor presidente, io sono dell'idea, così come
tutta la Commissione, che la sua parola deve essere mantenuta.
L'impegno che lei ha preso con questa Assemblea debba essere
mantenuto. Nessun aggiuntivo, nessun emendamento nuovo.
Il CAS farà parte di un altro disegno di legge, anche perché, se
apriamo questa partita è chiaro che corriamo il rischio di
affossare l'intero collegato.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Vinciullo. Finalmente siamo in
sintonia perché anche gli emendamenti che uscivano fuori dalla II
Commissione non vengono assolutamente trattati.
La mia proposta - ribadisco - era quella di trattare il CAS sotto
forma di emendamento, di trattare la norma proposta dal Governo, di
accelerazione della spesa comunitaria, di trattare la norma di
interpretazione autentica proposta dalla Commissione Antimafia.
Il Presidente della Commissione mi fa presente correttamente da
un punto di vista procedurale che il CAS può essere trattato anche
in questa sede, ma in un disegno di legge autonomo, così come è
stato previsto.
Per quanto riguarda gli altri due argomenti, la vicenda di
interpretazione autentica della Commissione Antimafia andrà
successivamente in un disegno di legge apposito.
Per quanto riguarda invece l'abrogazione del comma 3 dell'articolo
50 già all'ordine del giorno abbiamo, onorevole Vinciullo - lei
peraltro ne è relatore - la discussione del Programma operativo
FERS Sicilia, quindi attuativo e anche da questo punto di vista
l'approvazione si può portare sbloccando la spesa.
Superiamo anche il problema dell'articolo 3, in questa fase, non
per il futuro.
Si passa agli emendamenti ex art. 117 del Regolamento interno che
sono in distribuzione.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dire che da parte di questa Presidenza sono stati condotti, sempre
con grande rispetto dell'Aula, i lavori finora svolti. Condivido,
ancora una volta, l'impostazione della Presidenza. Non condivido
invece l'approccio del Governo, secondo cui vuole inserire,
all'ultimo momento, degli emendamenti.
Non capisco infatti per quale ragione dovremmo sottrarre
all'Assemblea questa sua funzione di controllo rispetto alla
programmazione comunitaria.
Se questo emendamento poi dovesse essere accolto, non capisco
perché non devono trovare spazio tutti quegli emendamenti che
invece abbiamo presentato.
Quando parlo di noi' non mi riferisco soltanto al mio Gruppo
parlamentare, ma anche agli altri Gruppi parlamentari, ai singoli
deputati che hanno presentato delle proposte altrettanto valide che
non puntano - come nel caso di questo emendamento - a delegittimare
l'Aula ed il Parlamento, ma che, anzi, al contrario avrebbero dato
spazio a margini di miglioramento per alcuni settori strategici per
lo sviluppo.
C'erano degli emendamenti che guardavano ai temi dell'agricoltura,
dello sviluppo, della piccola e media impresa.
C'erano tanti emendamenti che invece guardavano ai temi delle
tutele, dei diritti di alcune categorie. Fra queste i lavoratori
dell'antincendio, quei forestali ai quali era stato promesso, con
una serie di incontri in Commissione, l'aumento delle giornate
lavorative. Lavoratori che si stanno scontrando con il dramma di
una Sicilia che brucia e che invece, da questo Governo, vengono
assolutamente disattenzionati.
Vengono anche disattenzionati i precari degli enti locali, i
dipendenti delle province.
Vengono assolutamente calpestati i diritti e le tutele di oltre
duemila persone rispetto alle quali è stato presentato un nostro
emendamento che prevede - finalmente - l'equiparazione allo status
di ASU degli ex PIP, che non hanno alcuna tutela, che in questo
momento svolgono trenta ore all'interno di alcuni utilizzatori, fra
questi le scuole, le biblioteche, gli ospedali.
Una serie di siti, dunque, dove vengono svolti dei servizi
essenziali, così come in diverse altre agenzie che utilizzano dei
lavoratori, i quali stanno facendo ricorso all'Amministrazione.
Stanno facendo ricorso altresì alla Corte d'Appello e lo stanno
facendo alla Corte di giustizia europea perché non è pensabile,
ancora oggi, garantire le posizioni di un'Amministrazione regionale
che tratta questi soggetti come soggetti che fanno lavoro nero.
Noi paghiamo con un voucher soggetti che, invece, hanno maturato
dei diritti all'interno della Pubblica amministrazione. C'è un
nostro emendamento, voluto con forza, che è passato dalla
Commissione Lavoro che, ovviamente, chiediamo venga trattato
nell'ipotesi in cui l'emendamento del Governo dovesse essere
accettato. Per carità, se si apre questa maglia siamo per seguire
questo genere di tendenza - ogni tanto è giusto che il Governo esca
dalle stanze chiuse e si confronti con i problemi della gente - si
confronti con questo Parlamento.
C'è questo emendamento, ripeto, e pensiamo che ci siano in
Parlamento i numeri per poterlo fare passare, perché mi sono
confrontato con tutti i Gruppi parlamentari e ci sarebbe ampio
margine per poterlo approvare. Pertanto, insieme a questo
emendamento del Governo, se dovesse essere accettato, eventualmente
facciamo riferimento anche a quest'altro che riguarda i PIP e così,
insomma, procediamo rapidamente al voto per poi trattare, signor
Presidente, il disegno di legge sulle province.
PRESIDENTE. No, non confondiamo il discorso. Non ci sono
emendamenti aggiuntivi, onorevole Figuccia. Non ci sono emendamenti
aggiuntivi.
Allora votiamo prima gli emendamenti presentati ai sensi
dell'articolo 117, e a seguire l'ordine del giorno n.684 a firma
dell'onorevole Vinciullo, quale presidente della Commissione.
Si passa all'emendamento 117.1, a firma dell'onorevole Cracolici.
Qua è chiaro che è un fatto tecnico.
CRACOLICI, assessore regionale per l'agricoltura, lo sviluppo
rurale e la pesca mediterranea. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore regionale per l'agricoltura, lo sviluppo
rurale e la pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, l'emendamento 117.1 nasce dal fatto che l'articolo che
riguarda i consorzi di bonifica, che ha esteso a settantotto
giornate il numero di giornate per chi svolgeva cinquantuno
giornate, poiché è stata utilizzata la dizione di una legge e non
di un'altra successiva, in atto, così com'è scritta, renderebbe
applicabile quella norma solo in parte, mentre bisogna estenderla
anche a quelli che hanno avuto la legge successiva.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.2, a firma dell'onorevole Di
Giacinto.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto
riguarda i revisori, siccome abbiamo cassato ai tempi, se si
ricorda, un comma, praticamente gli incarichi oggi non ci sono più,
quindi, si passa ad otto incarichi così come prevede la norma
nazionale.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per dire che l'emendamento 117.2, ancorché da parte nostra
lo riteniamo meritevole di apprezzamento, non può transitare in
questa occasione ed in questo momento.
PRESIDENTE. Perché?
FALCONE. Perché con questa norma stiamo spostando il numero degli
incarichi che possono essere dati ai revisori dei conti, e questo
non è che stiamo noi interpretando per chiarire una norma, stiamo
stravolgendo una norma fatta l'anno scorso, la n. 3 del 2016, la
finanziaria. Poi siccome questo fatto qua non lo avevamo riportato
nell'articolo 58 in maniera surrettizia, stiamo cercando di
inserirlo con il 117.
E' un fatto metodologico. Però anche il metodo e la procedura è
sostanza.
Quindi, caro collega Di Giacinto, la prossima volta, la prossima
legislatura, se ci sono degli errori da correggere li correggiamo,
in questa occasione va precluso.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, mi scusi, gli Uffici mi evidenziano
che è corretta la formulazione dell'emendamento 117.2 presentato
dall'onorevole Di Giacinto, perché noi in questo collegato ,
all'articolo 58, abbiamo modificato la legge del 2016 e ci siamo
uniformati a quella nazionale.
CIANCIO. Non è così.
PRESIDENTE. Il problema non è del sorteggio. Il problema è il
numero degli incarichi, perché a livello nazionale mi dicono che
sono otto. Bisogna quindi uniformarsi a livello nazionale. La
problematica, nel merito, la conosce l'onorevole Di Giacinto, però
gli Uffici mi dicono che è corretta l'impostazione data.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Ma perché ce l'avete con i revisori?
PRESIDENTE. Il problema è che noi ci siamo uniformati a livello
nazionale. Gli incarichi massimi sono otto, e noi avevamo scritto
due. Abbiamo reintrodotto il sorteggio, e poi limitiamo a due il
numero degli incarichi in Sicilia, diversi quindi rispetto alla
legge nazionale.
Questo è quello che mi riferiscono gli Uffici, pertanto è corretto
l'emendamento presentato.
Il problema è di impostazione. Gli emendamenti presentati ai sensi
dell'articolo 117 sono modifiche di carattere tecnico per una
migliore qualità della legislazione.
Pongo in votazione l'emendamento 117.2.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Il Movimento Cinque Stelle si è astenuto.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 117.3.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, l'emendamento 117.3 tratta di un articolo che
originariamente era dentro la finanziaria, e trovava la copertura
nella manovra. Quando l'abbiamo messo all'interno del collegato,
non è stata rivista la copertura e quindi abbiamo dovuto dare la
copertura diversa dentro la manovra, proprio perché la manovra
finanziaria era stata già fatta.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 117.3.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.4. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 117.5 mi evidenziano gli Uffici è corretto nei punti
1 e 2, a al punto 3, fino a mezzo di procedura di evidenza
pubblica tutto il resto è aggiuntivo. Quindi lo votiamo senza la
parte da il contributo a molto svantaggiati .
Pongo in votazione l'emendamento 117.5.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi;
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 89, l'entrata in vigore della
legge. Nè do lettura:
Articolo 89
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi;
(E' approvato)
Si passa a un ordine del giorno che non è uno dei tanti. Si tratta
dell'ordine del giorno riferito a quella norma di cui si voleva
l'abrogazione discussione del programma operativo FESR Sicilia
2014/2020 - modifica .
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 684.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, a questo punto possiamo pure esprimere il voto
finale sul disegno di legge, ma l'Aula a gran voce chiede di andare
avanti con il disegno di legge sulle province.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Vicepresidente Lupo
'Disposizioni in materia di elezione diretta del Presidente del
libero Consorzio comunale e del Consiglio del libero Consorzio
comunale nonché del Sindaco metropolitano e del Consiglio metro-
politano. Norme sulla pubblicità e sul controllo delle spese elet-
torali'.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Seguito della discussione del disegno di legge numero 1307-1282/A
«Disposizioni in materia di elezione diretta del Presidente del
libero Consorzio comunale e del Consiglio del libero Consorzio
comunale nonché del Sindaco metropolitano e del Consiglio
metropolitano. Norme sulla pubblicità e sul controllo delle spese
elettorali».
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge iscritto al numero 2) del
punto III dell'ordine del giorno: Seguito della discussione del
disegno di legge numero 1307-1282/A : «Disposizioni in materia di
elezione diretta del Presidente del libero Consorzio comunale e del
Consiglio del libero Consorzio comunale nonché del Sindaco
metropolitano e del Consiglio metropolitano. Norme sulla pubblicità
e sul controllo delle spese elettorali».
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
Art. 1.
Elezione diretta del Presidente del libero Consorzio
comunale
1. L'articolo 6 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 e
successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:
Art. 6.
Elezione del Presidente del libero Consorzio comunale
1. L'elezione del Presidente del libero Consorzio comunale è
indetta, previa delibera della Giunta regionale, con decreto
dell'Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica, da emanarsi non oltre il sessantesimo giorno antecedente
quello della votazione. L'elezione si svolge di norma in una
domenica compresa tra il 15 aprile ed il 30 giugno. In sede di
prima applicazione della presente legge, l'elezione si svolge in
una domenica compresa tra l'1 gennaio 2018 ed il 28 febbraio 2018.
2. Il decreto è notificato alla Prefettura territorialmente
competente, al Presidente del Tribunale ove ha sede il libero
Consorzio comunale e al segretario del libero Consorzio comunale ed
è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana
nonché, anche online, nell'albo pretorio del libero Consorzio
comunale entro il quarantacinquesimo giorno antecedente quello
della votazione.
3. Il Presidente del libero Consorzio comunale è eletto a
suffragio universale e diretto dai cittadini iscritti nelle liste
elettorali dei comuni del libero Consorzio, contestualmente
all'elezione del Consiglio del libero Consorzio comunale. Sono
eleggibili alla carica di Presidente del libero Consorzio comunale
i cittadini iscritti nelle liste elettorali di un comune della
Repubblica in possesso dei requisiti stabiliti per l'elezione a
consigliere comunale. Il Presidente del libero Consorzio comunale è
immediatamente rieleggibile una sola volta.
4. Risulta eletto il candidato che abbia riportato il maggior
numero di voti. A parità di voti è proclamato eletto il candidato
più anziano di età. L'elezione si svolge con le modalità di cui
all'articolo 18.
5. Trovano applicazione, in quanto compatibili, le disposizioni in
materia di ineleggibilità e di incompatibilità di cui al Titolo II
della legge regionale 24 giugno 1986, n. 31 e successive modifiche
ed integrazioni. .
Si passa all'emendamento 1.1.
ASSENZA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento 1.1 è fatto proprio dai deputati del
Movimento Cinque Stelle.
L'emendamento è stato ritirato dai proponenti, è stato fatto
proprio dai deputati
Onorevoli colleghi, non mi costringete a leggere il Regolamento.
Articolo 114: Gli emendamenti si intendono ritirati se nessuno dei
proponenti è presente al momento della discussine e possono essere
fatti propri dai deputati . Quindi non è che io posso andare oltre
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Federico ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Seguito della discussione del disegno di legge numero 1307-1282/A
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto sull'emendamento 1.1
che è stato fatto proprio dall'onorevole Siragusa e altri del
Movimento Cinque Stelle.
(La richiesta non risulta appoggiata a termini di
Regolamento)
Non c'è il quorum, quindi non è possibile procedere con voto
segreto.
PANEPINTO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.1.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.1.
CORDARO. Che dice cosa?
PRESIDENTE. L'emendamento 1.1, considerato che avete tutti il
fascicolo davanti, si sa che prevede la soppressione dell'articolo
1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 49
Votanti 48
Maggioranza 25
Favorevoli 8
Contrari 39
Astenuti 1
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.2 dell'onorevole Rinaldi ed altri. E'
mantenuto?
RINALDI. Si
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le Autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO, presidente della Commissione. La Commissione si rimette
all'Aula, Presidente.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Art. 2.
Elezione diretta del Sindaco metropolitano
1. L'articolo 13 della legge regionale 4 agosto 2015,
n. 15 e successive modifiche ed integrazioni è sostituito
dal seguente:
Art. 13.
Elezione del Sindaco metropolitano
1. L'elezione del Sindaco metropolitano è indetta, previa
delibera della Giunta regionale, con decreto dell'assessore
regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica, da
emanarsi non oltre il sessantesimo giorno antecedente quello della
votazione. L'elezione si svolge di norma in una domenica compresa
tra il 15 aprile ed il 30 giugno. In sede di prima applicazione
della presente legge, l'elezione si svolge in una domenica compresa
tra l'1 gennaio 2018 ed il 28 febbraio 2018.
2. Il decreto è notificato alla Prefettura territorialmente
competente, al Presidente del Tribunale ove ha sede la Città
metropolitana, al segretario della Città metropolitana, ai
segretari dei comuni che ne fanno parte ed è pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana nonché, anche online,
nell'albo pretorio della Città metropolitana e dei comuni che ne
fanno parte, entro il quarantacinquesimo giorno antecedente quello
della votazione.
3. Il Sindaco metropolitano è eletto a suffragio universale e
diretto dai cittadini iscritti nelle liste elettorali dei comuni
appartenenti alla Città metropolitana, contestualmente all'elezione
del Consiglio metropolitano. Sono eleggibili alla carica di Sindaco
metropolitano i cittadini iscritti nelle liste elettorali di un
comune della Repubblica in possesso dei requisiti stabiliti per
l'elezione a consigliere comunale. Il Sindaco metropolitano è
immediatamente rieleggibile una sola volta.
4. Risulta eletto il candidato che abbia riportato il maggior
numero di voti. A parità di voti è proclamato eletto il candidato
più anziano di età. L'elezione si svolge con le modalità di cui
all'articolo 18.
5. Trovano applicazione, in quanto compatibili, le disposizioni
in materia di ineleggibilità e di incompatibilità di cui al Titolo
II della legge regionale 24 giugno 1986, n. 31 e successive
modifiche ed integrazioni. .
Si passa all'emendamento 2.1.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quest'Aula non
ha memoria del fatto che questa norma, che qualcuno vuole
riproporre legittimamente, fu causa dell'impugnativa del Governo
nazionale sul fatto che avevamo previsto, anche in un'elezione di
secondo grado, che i tre sindaci delle Città metropolitane
venissero eletti e non coincidessero con il sindaco della città
capoluogo.
Vi ricordo che questa fu la motivazione per la quale il Governo
nazionale impugnò la legge
Ora, se dobbiamo strafare a tutti i costi per farci impugnare la
legge andiamo avanti. La norma Del Rio cosa prevede? Prevede che,
nel caso di previsione statutaria, si può andare alle elezioni e
non far coincidere il sindaco della città capoluogo con il sindaco
della Città metropolitana.
Candidare la legge che già, come dire, è la prima legge in una
Regione d'Italia che prevede l'elezione diretta, anziché quella di
secondo grado, significa convintamente candidare il testo e la
norma ad essere impugnati, entro 60 giorni, dal Governo nazionale.
Quindi, questo Parlamento, nei prossimi 60 giorni si potrà vedere
impugnare la norma, e consideriamo al tempo stesso che siamo in
campagna elettorale, e credo che già abbiamo le prime avvisaglie
sul fatto che approviamo una legge che, nonostante non preveda
alcuna indennità; i media nazionali stanno picchiando nel dirci che
reintroduciamo gettoni di presenze, eccetera. E vorrei ricordare al
Presidente della I commissione, onorevole Salvatore Cascio, qual è
stato il tenore dell'incontro della Commissione con il Ministro per
i rapporti con gli affari regionali, l'onorevole Costa.
Ogni tanto, non esageriamo, perché, ricordo a me stesso, che su
un'altra vicenda, che prevedeva la decadenza dei sindaci per la
mancata approvazione del bilancio, abbiamo collezionato una serie
di figure, diciamo, non sempre nobili.
Proviamo, pertanto, a pensare che questa norma è contro lo schema
di una norma nazionale che ha una valenza, nonostante la nostra
autonomia in materia di enti locali. Debbo dire, quasi, se non lo
è per intero, di norma di interesse economico-generale, aggiungendo
un ulteriore elemento che, sulle città metropolitane, la partita
che si gioca anche per una quota riservata propria per le città
metropolitane, nella struttura della Delrio, è chiaro che, se noi
proviamo ad andare oltre, ultra petita, rispetto alla necessità di
garantire organi democratici di primo grado, credo che rischiamo,
semplicemente, di fare fallire, per intero, tutto lo schema.
L'esagerazione non porta mai grandi risultati.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, veda, parto da lontano.
Sono fra quelli che ha votato sì al referendum che, fra le altre
cose, toglieva anche le province a livello nazionale, regionale e
così via, così come avevamo fatto con diverse leggi regionali.
Il referendum costituzionale è stato bocciato. Ritengo che
dobbiamo avere il coraggio di non preoccuparci, soprattutto, della
stampa nazionale, di ritornare a quella che è la democrazia.
In questa Aula che cosa si vuole fare? Noi abbiamo 9 ex province o
liberi consorzi, e sono 6 liberi consorzi e 3 città metropolitane.
Qualcuno che cosa vuole fare?
I presidenti dei liberi consorzi farli votare alla gente
complessivamente con voto dato alla gente, altri 3 farli rimanere
perché la Delrio così dice. Ma io vi spiego una cosa, signor
Presidente. Quando noi siamo stati a Roma da Costa, ci ha spiegato
una cosa e ci ha dato anche la sentenza della Corte costituzionale
che diceva una cosa semplice: nella seconda applicazione,
l'elezione diretta dei sindaci metropolitani poteva essere fatta.
Mi scusi, onorevole Panepinto, siccome io sostengo una tesi e lei
ne sostiene un'altra, me la faccia spiegare.
Noi, in questo momento, nelle città metropolitane siamo alla
seconda applicazione, perché i sindaci di Palermo, Catania e
Messina si sono già insediati, non capisco perché dobbiamo delegare
ai sindaci metropolitani stessi di farsi il Regolamento, e non lo
deve fare l'Assemblea Regionale, visto che la norma costituzionale
dice che in seconda applicazione si può fare.
Poiché siamo alla seconda applicazione, io ritengo che noi
dobbiamo avere il coraggio, caro collega Panepinto, di votare fino
in fondo e fare votare tutti i cittadini siciliani, non una parte
sì e una parte no.
Questo è quello che sostengo, lo sosterrò in Aula fino alla morte,
perché è un mio emendamento quello che è stato approvato in I
Commissione, per cui ritengo stasera che, se si fa una cosa
diversa, di fare votare i cittadini in modo diverso, ci sarà anche
molta confusione.
Mi dovrebbero spiegare perché i presidenti dei liberi consorzi
sono eletti direttamente dal popolo, invece i sindaci metropolitani
no. Di che cosa parliamo? Abbiamo un minimo di orgoglio in questa
Aula, e assumiamoci la responsabilità fino in fondo.
CASCIO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO, presidente della Commissione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, assessori. Io vorrei fare una po' di chiarezza, perché
secondo me stiamo partendo col piede sbagliato. La chiarezza
consiste, intanto, nell'invitare l'onorevole Panepinto a ritirare
l'emendamento 2.1, non perché non condivida l'emendamento, perché
l'emendamento lo condivido, perché il sottoscritto insieme
all'onorevole Picciolo ha presentato un altro emendamento, il 2.4
che, nella sostanza è l'equivalente del 2.1.
Quello abroga e quello esplicita, ma è lo stesso emendamento.
Però, caro onorevole Panepinto, la differenza tra il 2.1 ed il 2.4
poi diventa sostanziale perché, come ha detto l'onorevole Di
Giacinto, e mi dispiace perché nella sua esposizione è stata
incompleto, e l'incompletezza in che cosa consiste? Che è vero che
è la legge che in seconda applicazione si poteva fare l'elezione
diretta, ma la stessa legge è anche vero che prevede che la città
di Palermo, la città di Catania o la città di Messina, siano divise
in municipalità. Cosa che non esiste.
Se noi pensiamo che dall'oggi al domani la città di Palermo possa
fare le municipalità, in maniera diretta non voteremo mai nella
città di Palermo. L'emendamento 2.4 è, semplicemente, un escamotage
per arrivare all'elezione diretta perché, nella prima fase, fa
coincidere il sindaco della città metropolitana con il sindaco
della città capoluogo, ma nella seconda fase immediatamente
successiva, dà facoltà ai comuni che comprendono o che fanno parte
di tutta l'area metropolitana, quindi ai 94 comuni di Palermo, ai
cento e oltre di Messina, a tutti quelli di Catania, che è un voto
non ponderato ma uninominale, di votare lo statuto e applicare
l'elezione in forma diretta bypassando un passaggio fondamentale
che è la costituzione delle municipalità, che è una cosa che non
si potrà mai fare.
Allora, l'emendamento 2.4, ha questo pregio rispetto
all'emendamento 2.1 dell'onorevole Panepinto perché sopprimendo
l'articolo, per come dice l'onorevole Panepinto, si torna sic et
simpliciter alla Delrio, che è molto più stringente rispetto
all'emendamento 2.4 che lascia uno spiraglio, che ha margini di
manovra perché la politica possa esercitare il suo ruolo e possa
determinare l'elezione diretta. Questa è la prima considerazione.
La seconda considerazione: noi in questa legge dobbiamo essere
estremamente chiari ed onesti, viaggiamo sul filo del rasoio perché
è chiaro che rischiamo, e qualcuno forse l'avrà detto, anche qui,
una impugnativa. Però questa impugnativa, se il Parlamento
siciliano ha una sua autonomia, ha una sua autorevolezza, è in
grado di resistere anche ad una impugnativa, ma resistere su cose
che hanno senso è diverso. Quindi andare oggi a forzare la mano
sulla elezione diretta del sindaco metropolitano che, in tutta
Italia, coincide con il sindaco capoluogo, io non me la sentirei.
Il discorso diventa del presidente del libero consorzio, non è la
stessa cosa del presidente della città metropolitana. Io quindi
andrei per step in un ragionamento, oggi farei una legge
chiamiamola digeribile , farei una legge che può essere subito
applicabile e domani se il caso andrei a modificare le parti che
non convincono.
Però, se in questo momento ci intestardiamo sul fatto di dire che
dobbiamo per forza votare in maniera diretta il sindaco della città
metropolitana, e già ci hanno annunciato che ci saranno ricorsi,
l'Aula è sovrana, può esprimersi come vuole. Ricordo a tutti che
l'emendamento 2.4 è il testo originario della legge che in
Commissione è stato bocciato da un emendamento che ha sostituito il
testo originario, e mi sono permesso di ripresentarlo.
Se anche l'Aula lo boccia ne prendo atto e andiamo avanti, però
sicuramente il rischio c'è.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, assessori, onorevoli
colleghi, credo che sia giusto parlare in questa materia sapendo
anche qual è il sentiment di una parte dei colleghi che certamente
oggi manifestano un effetto di una riforma che non è andata come
qualcuno voleva che andasse, però voglio ricordare a quest'Aula
che, quando questo Parlamento ha provato a fare una norma in
ragione del proprio Statuto, molti dei colleghi, anche quelli che
oggi chiedono di modificare la norma, sostenevano la tesi che
bisognava recepire la legge Delrio.
Poi c'erano altri colleghi che avevano altre opinioni. Tanto
sostenevano questa tesi, che siamo stati costretti a intervenire
tre volte in questo Parlamento per arrivare alla fine anche al
fatto che il Governo nazionale ci ha sostanzialmente imposto di
recepire la disposizione che prevedeva che i sindaci delle città
capoluogo fossero automaticamente sindaci metropolitani.
Il Parlamento, con diverse votazioni, alla fine arrivò ad
accettare questa impostazione.
Credo, colleghi, che al di là delle prove che ognuno di noi
vorrebbe fare, dobbiamo però avere una consapevolezza nei limiti in
cui, non solo operiamo, ma che noi come Parlamento siciliano,
abbiamo accettato di operare, cioè nei limiti dell'impostazione
della legge Delrio.
Chiedo scusa colleghi, come è stato affermato dalla legge Delrio
stessa, è grande riforma economico - sociale e in quanto tale si
applica in tutto il territorio nazionale, comprese le regioni a
statuto speciale.
Abbiamo provato a resistere, ci siamo adeguati a
quell'impostazione.
Oggi dobbiamo prendere atto che i sindaci metropolitani sono in
carica, due scadono fra un anno e mezzo (Messina e Catania), e uno
è appena insediato da qualche settimana, quindi, in forza e in
ragione della legge, i sindaci metropolitani sono in carica.
Per modificare questo ordinamento, lo diceva ora il collega
Cascio, la legge Delrio stessa prevede un iter che non è affidato
alla legge, ma che è affidato agli statuti degli organi, in quel
caso metropolitano, che autonomamente, dopo la prima applicazione,
potranno rivedere le procedure.
Non è una materia che è affidata alla legge. Pertanto credo, con
grande franchezza, onorevole Cascio, che ha ragione l'onorevole
Panepinto, se vogliamo stare nei limiti della legislazione vigente
perché appena diciamo oggi quello che dovrà succedere nelle città
metropolitane ancorché con la disponibilità dei comuni, stiamo
intervenendo su una materia che la legge assegna agli statuti. Non
la legge regionale. L'autogoverno degli organi prevede che siano
gli statuti a disciplinare sé stessi.
Siccome, diceva Cascio, questa già è una norma a forte rischio.
Aggiungo io, a forte rischio che può intervenire anche in un
momento cruciale della vita politica di questa Regione, ovvero, nel
pieno della campagna elettorale per le elezioni siciliane.
Io credo, quindi, che la disposizione che prevede che il sindaco
metropolitano debba subire modifiche da un procedimento che noi
abbiamo varato e che potremo, eventualmente, modificare solo dopo
che il Parlamento nazionale avrà o modificato la legge Delrio o,
invece, gli organi di autogoverno applicheranno all'interno degli
statuti le procedure per modificare il sistema elettore
dell'elezione del sindaco metropolitano.
Se vogliamo provare a salvare almeno un pezzo dell'impianto della
legge, dobbiamo evitare di fare atti che sono palesemente - perché
il Governo non potrebbe non opporsi, visto che lo ha fatto per tre
volte. Sarebbe uno smentire sé stesso, qualora il Governo nazionale
decidesse un'altra strada.
Ecco perché ritengo sia corretto che nella fattispecie delle città
metropolitane, poi quando tratteremo è passato quello sui liberi
consorzi, vedremo che succederà, ma sicuramente, nella fattispecie
delle città metropolitane, qualunque intervento oggi noi facciamo è
in palese violazione delle disposizioni generali della legge dello
Stato, ribadite tre volte da questo Parlamento, recependo, di fatto
le disposizioni della legge Delrio.
Ecco perché, ritengo sia corretto l'emendamento soppressivo
dell'articolo 2.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor presidente, io ho ascoltato le dotte disquisizioni
dei colleghi che mi hanno preceduto e devo dire che oltre a non
avere compreso a che titolo ha parlato l'Assessore Cracolici,
considerato che è presente in Aula l'Assessore regionale per gli
enti locali che ha competenze per intervenire e, quindi in buona
sostanza, abbiamo permesso qualcosa che non è previsto dal
Regolamento, però in questa atmosfera, in questo Governo un po' da
barzelletta, ci può stare anche questo che l'Assessore Cracolici,
che è l'Assessore per l'Agricoltura, prenda il microfono e ci
spieghi per quale ragione una legge che riguarda un suo collega
Assessore, va bene o non va bene.
CRACOLICI, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Sono un deputato
CORDARO. Va bene, diciamo che ci sta anche questo, d'altronde
questo rispetto a quello che abbiamo visto in questi anni è proprio
de minimis, che non è una parolaccia.
Il tema vero è sostanziale. La legge Delrio che modificava
l'impianto delle Province, era una legge che surrettiziamente dal
Governo Renzi era stata inquadrata, non sotto l'aspetto e non nel
quadro delle riforme costituzionale come, secondo me, correttamente
andava inquadrata, ma nel quadro delle leggi di spesa e, quindi,
nell'ambito della normativa sulla spending review .
Così come c'è stato correttamente detto dal Ministro Costa,
nell'incontro che si è tenuto a Roma, con la bocciatura del
Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, la precedente
normativa che riguardava le Province è stata, di fatto, spazzata
via, quindi, il riferimento alla legge Delrio che ho sentito fare
ai colleghi del PD che mi hanno preceduto è assolutamente non
contestuale.
Non c'entra assolutamente nulla Non soltanto perché la Regione
siciliana è una Regione a Statuto speciale che ha potestà
normativa, non concorrente, ma assoluta, sotto il profilo delle
leggi elettorali, ma soprattutto perché la bocciatura del
referendum costituzionale ha, di fatto, azzerato nel Paese, non
soltanto in Sicilia, la riforma sulle Province.
Ciò detto, ho ascoltato con grande interesse le disquisizioni di
colleghi che però non capisco a che titolo, considerato che non
sono né di Palermo né di Catania né di Messina, hanno svolto delle
argomentazioni che al di là delle imprecisioni, - abbiamo scoperto
infatti che Palermo ha 94 comuni mentre in realtà ne ha 82, quindi
o stanotte ne hanno fatti altri 12 oppure c'è qualche imprecisione
- ma questo mi serve per dire che sarebbe opportuno che ognuno
parlasse delle cose che sa
Ci può stare l'imprecisione - per carità - absit iniuria verbis ma
il tema vero della questione è che stiamo ripristinando il voto
democratico in Sicilia.
Palermo è uguale ad Agrigento come è uguale a Catania come è
uguale a Siracusa.
Avete prodotto, Governo - non mi riferisco all'Aula che l'ha
subita, mi riferisco al Presidente della Regione così nessun
Assessore si adombri - un aborto. Abbiamo prodotto un aborto: la
famosa riforma Crocetta-Giletti.
Mi piace ricordare un post che ho letto su facebook qualche giorno
fa che diceva - anche per stemperare l'atmosfera - ritornano le
province, Giletti viene buttato fuori dalla RAI, sic transit feccia
mundi . Questo ho letto e vi riporto, è divertente e colora
quanto è successo in questi cinque anni considerato che, come tutti
i giornali riportano, l'Arena di Giletti è stata proprio in questi
anni la grancassa del nostro Presidente della Regione.
Onorevoli colleghi, la risposta al quesito che dovete dare è una
sola: i siciliani sono tutti uguali oppure no? E' possibile
reintrodurre il voto diretto ad Agrigento e a Palermo no e per
quale ragione?
Credo semmai che una disparità di trattamento - e credo che dietro
ci sia un disegno cinico e vorrei che mi ascoltaste - è proprio
quella di differenziare il sistema di voto delle tre città
principali siciliane rispetto alle altre perché questo sì
costituirebbe una violazione del principio di uguaglianza stabilito
dall'articolo 3 della Costituzione e questo, come forse vuole
qualcuno dalle parti del Governo, renderebbe sì la legge ictu oculi
impugnabile.
Dobbiamo stabilire se il Parlamento regionale siciliano vuole
tornare ad essere padrone del proprio destino e soprattutto vuole
fare una legge generale e astratta che riguardi tutti i siciliani.
Tutti i siciliani devono potere votare nella stessa maniera.
Tutti i siciliani che siano di Palermo, Agrigento, Siracusa devono
potere esprimere liberamente il voto per eleggere il nuovo
Presidente della città metropolitana.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, ho ascoltato con interesse tanto
l'intervento dell'onorevole Cracolici quanto quello dell'onorevole
Cordaro. Entrambi i ragionamenti affrontano il tema con serietà e
competenza.
Non mi stupisce che l'Assessore Cracolici sia competente in
materia di enti locali, lo vorrei più presente anche nel mondo
dell'agricoltura. Credo che i profili che il Presidente della
Commissione ha evidenziato siano sul tavolo.
Si potrebbe risolvere il problema emendando la legge nazionale che
prevede sì l'elezione diretta, ma al primo rinnovo utile.
Basterebbe scrivere che entro ..
CORDARO. Ma lei non è di Trapani?
TURANO. Onorevole Cordaro, voglio cercare di risolvere il
problema. Lei ha posto un problema politico serio. Qua erano tutti
contro Orlando perché lo volevano fuori dall'Anci e sono stati
fatti prigionieri tutti da Orlando.
Noi dobbiamo aiutare ad uscire fuori da questa vicenda anche chi
ha subìto quella situazione. Se scriviamo qua che entro 45 giorni
l'Assemblea si pronuncia per l'elezione diretta o meno rispettiamo
la legge nazionale, interveniamo solo sui tempi e penso che il
Governo nazionale dovrebbe riflettere se impugnare o no la
normativa solo perché stiamo cambiando il termine e permettiamo,
comunque, onorevole Cordaro, se l'assemblea del libero Consorzio di
Palermo si adotta in questo senso ed il voto lì non è ponderato,
uno vale uno, di fare votare Palermo, Messina e Catania,
congiuntamente alle altre province che si rinnovano in maggio del
2018. Ha un filo logico quello che sto rappresentando, non è una
mediazione per salvare capre e cavoli. E' come dire un tentativo
che risolve il problema e che mette, secondo me, in sicurezza la
legge. Grazie.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che oggi
l'Aula alla fine della legislatura arrivi a discutere di questo
disegno di legge perché si è resa conto che parimenti alla riforma
Delrio che doveva anticipare e doveva fare da apripista alla grande
riforma costituzionale, anche quella siciliana dicevo è stato un
eclatante fallimento.
E' stato un eclatante fallimento perché di fatto non ha portato
quello sviluppo sociale e quella razionalizzazione dei costi e
quell'efficientamento dei servizi così com'era in premessa sia
della legge Delrio che della prima nostra legge, la legge n. 7 del
2013.
Siamo arrivati, quindi, alla fine dopo ben cinque leggi la 7, la 8
e la 15 e così via. Abbiamo fatto cinque leggi ed oggi stiamo
facendo la sesta legge per arrivare quasi ad un gioco dell'oca allo
status quo ante e ci siamo riusciti. E ci siamo riusciti perché
questa è stata lì si è infranto le onde del mare, come i flutti del
mare si infrangono nelle coste miseramente.
Ed allora, quello che dice il Presidente Cascio, noi non lo
possiamo condividere, Presidente, e sa perché? Perché la legge
Delrio nasceva, lo dice all'articolo 1 al comma 5, in attesa della
riforma costituzionale ed in attesa di quella riforma
costituzionale che prevede disciplina in un certo modo, avrebbe
voluto disciplinare l'architettura costituzionale del nostro Paese
Italia prevedeva anticipatamente una riforma che da un lato era
istituzionale dall'altro lato era una riforma socio-economica,
grande riforma socio-economica ed in quanto tale si applicava anche
alle regioni a Statuto speciale.
Nel momento in cui, invece, questa riforma costituzionale viene
bocciata giorno 4 dicembre del 2016, in quel preciso istante cade
anche la legge Delrio, cade anche la legge n. 56 del 2014, ma in
quel preciso istante cade anche quel patto scellerato che è stato
siglato tra Rosario Crocetta e Giancarlo Cancelleri, pubblicato
dinanzi all'Arena di Giletti urbi et orbi in tutta Italia per dire
che la Sicilia sarebbe stata la prima Isola a potere abolire le
province.
Alla fine del film avete visto che tipo di film horror ma horror
non per noi, per i siciliani, per i servizi che dovevano essere
erogati da questi enti sovra comunali che oggi hanno perso ogni
loro significato.
Ed allora, vediamo che non c'è stato un risparmio. Non c'è stato
un efficientamento, nessuna razionalizzazione, i dipendenti sono
mortificati, i dipendenti sono scoraggiati, l'ente stesso ha perso
ogni proprio significato.
E allora se oggi noi siamo qua non siamo qua per fare filosofica,
caro Presidente Cascio, siamo qua per ritornare indietro ma siamo
qua per omogeneizzare, per rendere uguale lo stesso sistema di voto
che ci sarà ad Enna rispetto a quello che ci dovrà essere a
Messina.
Noi dobbiamo mettere in campo una strategia legislativa che sia
articolato sul buon senso,sui principi di ragionevolezza. E allora
ecco perché, ha detto bene l'onorevole Cordaro, lo voglio dire
all'Assessore Lantieri, e c'è un problema, anzi, c'è un elemento
che ci viene in soccorso.
Io per questo devo ringraziare l'onorevole Rinaldi che in maniera
molto acuta ha detto, ha fatto passare un emendamento che il primo
voto utile sarà in contemporanea al prossimo rinnovo delle elezioni
amministrative. Ciò significa maggio-giugno.
In questo momento, in questo periodo il Consiglio dei Ministri,
che speriamo eserciti un ruolo terzietà e non un ruolo politico con
finalità punitive nei confronti di una Assemblea regionale che si
esprime con una censura netta rispetto alla legge Delrio e rispetto
ad una filosofia distruttiva degli enti locali in Sicilia.
Rispetto a questo arco di tempo in cui noi potremo verificare se
in effetti la riforma che facciamo stasera potrà essere apprezzata
o meno.
Siccome c'è tutto il tempo, ci sono 10 mesi, noi diciamo al
Partito Democratico, ma lo diciamo anche al Presidente Cascio, di
ritirare l'emendamento 2.4 perché è un emendamento inutile, è un
emendamento che creerebbe ulteriori confusioni, è un emendamento
che non viene in soccorso a nessuna emergenza ma sarebbe soltanto
una discriminazione e una differenziazione di trattamento e,
soprattutto, la negazione ulteriore perversa della democrazia
partecipativa dei siciliani.
Aldilà delle municipalità. I municipi, caro Presidente Cascio, li
devono attuare a prescindere da questa norma, i comuni di Catania,
di Palermo e di Messina.
E lo dovrebbero fare, lo facemmo già nel 2008 con la legge n. 22,
e lei lo ricorda bene lo ricorda, rispetto a quella data sono
passati 9 anni e ancora nulla è stato fatto in tal senso.
E allora fermiamoci un attimo, cerchiamo di fare cose di buon
senso, cerchiamo di ispirarci a principi di ragionevolezza e
cerchiamo di ispirare soprattutto la nostra attività legislativa su
principi che possono tornare utili alla Sicilia e ai siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Giuseppe Milazzo. Ne
ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando ci
sono determinati fenomeni o accadimenti l'Assemblea che ha
legiferato in un senso, rispetto ad un altro, può in qualunque
momento procedere alla presa d'atto di quella che è una nuova
volontà popolare.
Nel merito. Questo Parlamento ha legiferato anche in osservanza,
in assonanza a quello che era il percorso nazionale l'Assemblea
regionale siciliana; ha cercato via via, anche secondo un profilo
di lealtà istituzionale, di procedere in un percorso parallelo.
Quindi, certamente non accuso nessuno, non penso che questa legge
possa essere fatta secondo un principio: la colpa è stata tua No,
oggi c'è da prendere atto di una semplice circostanza: il popolo si
è espresso ed ha mantenuto intatto quello che è attualmente il
dettato costituzionale relativamente a questa materia.
E' rimasto tutto invariato, quindi la potestà legislativa sugli
enti locali è in capo alle Regioni.
Ora, Presidente Lupo, è un attimino fastidioso avere ricordato
ieri dall'Assessore Baccei come se noi fossimo un CDA che qualcuno
potrebbe chiamarci a rispondere di una nostra opinione politica o
di una nostra posizione politica o di un nostro voto legislativo.
Noi siamo Assemblea legislativa e oggi Cracolici, ieri Baccei:
state attenti perché la Corte dei conti potrebbe colpirvi ; oggi
l'onorevole Cracolici: state attenti perché il Governo questa cosa
- diciamo a Palermo - un sa cala .
Ed allora, io non mi sento di attaccare l'onorevole Cracolici per
tutti gli strafalcioni che ci ha fatto fare su questa materia e che
ci ha visto protagonisti per numerose impugnative.
Oggi, c'è un fatto che è stato affermato dai cittadini. Il popolo
con un risultato netto, il corpo elettorale chiamato ad esprimersi
con un risultato netto, chiaro che ha determinato anche le
dimissioni di quello che allora era il Presidente del Consiglio dei
Ministri il dott. Renzi, le sue dimissioni, si è ritirato quella
riforma non c'è più.
Se fosse stata approvata quella riforma certamente oggi io non
penso che nessuno sarebbe andato contro non il Governo, ma contro
quella che è l'indicazione chiara del corpo elettorale della
maggioranza dei cittadini italiani che sono stati chiamati ad
esprimersi.
Come non ricordare che il sottoscritto insieme alla Commissione
fece uscire la legge elettorale riguardante i Comuni senza
ballottaggio: tanti soldi risparmiati.
Cosa fece l'onorevole Cracolici? Arrivò in Aula - è un leader , e
questo io glielo riconosco - ha richiamato i suoi dicendo: ma che
fa scherzate? Ma quale ballottaggio, cosa ha introdotto? Il 40 per
cento per vincere al primo turno basta raggiungere il 40 per
cento .
Dove se lo è preso questo 40 per cento? La legge elettorale
nazionale che è stata bocciata dai cittadini perché c'era questo,
come dire, percorso parallelo, ma è stato spazzato via in tutte le
sue parti, la parte attinente alla competenza alla potestà
legislativa in capo ai Comuni e alle province è rimasta alle
Regioni, in questo caso a noi, alla Sicilia, nessuno può
intervenire, alcun conflitto di attribuzione può essere posto se
noi oggi legiferiamo sulle province perché è competenza e materia
nostra.
Ed allora, siccome non posso dire che l'onorevole Panepinto perché
non la pensa come me, no la pensa in modo diverso e dobbiamo e
spero ci sia un confronto leale però i fatti sono questi. Nel
merito della legge parliamo degli effetti che produce la
reintroduzione di un patto elettorale fra colui il quale presenta
un programma e coloro che lo approvano.
Il territorio è abbandonato, chi lo sigla questo patto delle cose
da fare lungo le strade provinciali? Per le scuole? Per i
dipendenti delle province? Per le collegate? Ho visto deputati
riempirsi la bocca su questi Ho visto deputati riempirsi la bocca
su questi problemi. Può un commissario essere sensibile a questo?
No Può un solo uomo, che già fa il sindaco, occuparsi anche di
questi problemi? Lo farà male Allora, il tema è: noi dobbiamo
introdurre questo principio, perché è un principio di legame e di
impegno.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
RINALDI, relatore. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI, relatore. Signor Presidente, è una sorta di preghiera che
faccio ai colleghi. Qui ognuno di noi ha impegni, quindi chiedo
agli altri addirittura o di rinunciare agli interventi perché ormai
il problema è stato ampiamente esposto e andare velocemente perché
ognuno di noi purtroppo ha impegni, io alle 17.00 immancabilmente
devo andare via. Non è un problema mio, ma penso che anche altri
avranno i loro impegni. Quindi, chiedo ai colleghi, cortesemente,
di procedere alla votazione.
PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, io ritengo che su questo tema c'è
stato un dibattito in Commissione. Tra l'altro, non è materia che
arriva per la prima volta in quest'Aula, per cui reiterare in nome
e per conto di messaggi subliminali a dipendenti delle province,
alle scuole che sono chiuse, mi sembra fuori luogo. Per cui,
votiamo.
Semplicemente una considerazione per un problema culturale per
l'onorevole Milazzo: l'italicum è in vigore. Onorevole Milazzo,
solo questo volevo dirle.
PRESIDENTE. Fermo restando che è un diritto dei colleghi poter
intervenire sull'articolo 2, ricordo a tutti che, chi interviene,
interviene sull'articolo e sull'insieme degli emendamenti
all'articolo, quindi non è detto che si debba parlare direttamente
all'inizio, perché magari poi potrebbe essere utile intervenire
successivamente e in quel caso non è possibile farlo.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Seguito della discussione del disegno di legge numero 1307-1282/A
PRESIDENTE. Sono ancora iscritti a parlare gli onorevoli
Panarello, Siragusa, Fontana, Formica e Cimino. Se aderite
all'invito fatto da alcuni colleghi. Chiedete di intervenire.
Perfetto. Allora proseguiamo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io so, per la
discussione che c'è stata nel Gruppo parlamentare del PD, che
questa norma non può essere interpretata come la norma conseguente
agli sconfitti del referendum costituzionale perché credo che
questo argomento
(Interruzione dell'onorevole Falcone)
PANARELLO. Collega Falcone, prendo atto, ma credo che sia un poco
difficile per il Gruppo parlamentare del PD accedere a questa
impostazione per un'elementare valutazione di dignità politica.
Anche il tema che è in discussione ha questa natura e gli
argomenti che sono stati legittimi, per carità, utilizzati
dall'onorevole Falcone, dall'onorevole Cordaro eccetera, credo che
siano una sorta di richiesta di resa a chi ha sostenuto il
referendum costituzionale.
Se si deve fare una legge che abbia un consenso largo, credo che
siano argomenti assolutamente inaccettabili.
Dopodiché l'altro argomento è che noi adesso siamo liberi di
legiferare come vogliamo. Bene, io non sono convito di questa cosa,
lo dichiaro qui. Ritengo che anche questo si un modo di affrontare
il problema sbagliato. Quindi, se si vuole procedere in questa
maniera, per carità, l'Aula è sovrana e proceda come meglio crede,
naturalmente io non posso dare il consenso ad un'impostazione di
questo genere.
Colgo l'occasione, signor Presidente, per segnalare che nel testo
che c'è stato consegnato l'elezione del Consiglio Metropolitano e
del Consiglio del Libero consorzio si effettuerà con le norme di
cui all'articolo 18, io pensavo della presente legge quando si dice
articolo 18 ma la legge è composta di 7 articoli, quindi, io
vorrei, - sicuramente c'è un refuso -, vorrei capire come si
eleggerà; il Parlamento è giusto che sappia come si eleggeranno i
Consigli dei Liberi consorzi e quelli Metropolitani, possibilmente
anche con un qualche riferimento normativo alle leggi alle quali ci
si riferisce.
PRESIDENTE. Il riferimento all'articolo 18, è al 18 della legge 15
del 2015, ci sono i riferimenti normativi che si possono
consultare.
Forniamo il riferimento normativo all'onorevole Panarello.
E' iscritto a parlare l'onorevole Siragusa. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, colleghi, cittadini, vorrei
tranquillizzare l'onorevole Rinaldi, eventualmente possiamo anche
chiuderla qua e ce ne andiamo, se abbiamo fretta, e chiudiamo il
discorso.
Non ruberò molto tempo, comunque.
Questa, probabilmente, è l'ultima legge che farà questo
Parlamento, questa legislatura, - verrebbe da dire fortunatamente
-, perché stiamo per fare, forse, il danno più grande che potremmo
fare ai cittadini siciliani e quest'ultima legge ne è metafora di
questa legislatura del un passo avanti e tre passi indietro o,
ancora peggio, la legislatura della svendita totale della nostra
autonomia al Governo centrale a Roma o alle logiche di partito.
Tutto era cominciato con l'annuncio da Giletti, all'Arena -
trasmissione della domenica -, con La Sicilia è la prima Regione
ad abrogare le Province .
Onorevole Falcone, senza nessun patto con Cancelleri, del
Movimento 5 stelle, perché noi il patto lo abbiamo con i cittadini,
perché l'abolizione delle province è e sarà nel nostro programma
per cui, noi, non facciamo patti con Crocetta o con chi si trova a
proporre la legge di turno, lo facciamo con i cittadini per cui,
essendo nel nostro programma, quando si è parlato di abolizione di
province, ovviamente, anche noi siamo stati favorevoli a questa
impostazione ma, ovviamente, l'impostazione non è mai stata quella
di abolire realmente le Province.
Il passaggio successivo è stato quello del recepimento della legge
Delrio, la grande riforma di natura finanziaria e sociale, -
quando era, presidente della I Commissione Affari istituzionali
l'onorevole Cracolici, e già lì abbiamo iniziato a svendere un
pezzetto della nostra autonomia a Roma. Per un piatto di lenticchie
abbiamo, di buona sostanza, approvato tout court la legge Delrio.
Arriviamo ad oggi in cui torniamo, completamente, indietro
rintroducendo la componente politica all'interno di un ente che, in
questi cinque anni, è stato commissariato, è stato, con la
collaborazione dello Stato, prosciugato di tutte le sue risorse, è
stato reso completamente inutile a danno dei dipendenti e dei
cittadini e dei servizi che i cittadini devono ricevere da
quest'ente e la soluzione che riusciamo a proporre qual è? Quella
di rimetterci la politica, quindi, noi, in cinque anni, abbiamo
tolto i soldi, abbiamo saccheggiato le province, abbiamo ridotto i
dipendenti nella evidente difficoltà di non sapere qual è il loro
futuro, e la soluzione è rimettere le poltrone'.
Questo è quello che siamo in grado di fare in questo Parlamento
ma, in realtà, è inutile, innanzitutto, appellarsi al Referendum
costituzionale come motivo valido per poter riformare tutto, quel
Referendum è stata una bocciatura, quel Referendum di una riforma
costituzionale che smantellava la nostra Costituzione e in cui la
parte relativa alle province era soltanto una minima parte del
testo.
Probabilmente, se la domanda posta ai cittadini fosse stata
semplicemente: Volete abrogare le Province, si o no? Il
plebiscito sarebbe stato per i sì e, quindi, non è una scusa valida
utilizzare lo strumento per la risposta dei cittadini al Referendum
costituzionale così come è ancor meno valida e, anzi, - avvalora
ancora di più la tesi dell'abbandono della nostra autonomia in
favore dello Stato centrale - è sbandierare il fatto che, questa
legge c'è stata dettata da Roma, c'è stata dettata dal ministro
Costa, e se hanno la volontà di tornare indietro, - a livello
nazionale -, che se ne assumano la responsabilità, non dicano a noi
quello che dobbiamo fare, noi siamo liberi di legiferare come ci
pare.
In realtà il motivo di questa legge è tutto un altro: in realtà è
che bisogna ripristinare le poltrone' visto l'approssimarsi delle
elezioni regionali, a tutta quella pletora di portatori di voti, di
consiglieri comunali che stanno dietro a coloro che siedono in
questo Parlamento, che ovviamente devono essere rassicurati ad
avere un futuro, di avere una poltrona e che non possono essere
abbandonati con il rischio di non avere il ritorno dei voti o
ancora peggio di averli come concorrenti alle elezioni regionali,
perché questo è il vero motivo di questa legge, questo è il vero
motivo per cui, per altro, non si vota prima delle regionali, si
voterà dopo le regionali perché ovviamente bisogna garantirsi che
il portatore di voti collabori fino alla fine.
E ci si impantana, poi, su questo articolo, su che cosa? Se
tutelare o meno Orlando e Bianco. Se cercare di garantire a loro la
possibilità di restare anche sindaci metropolitani o ancora meglio
se cercare di agevolargli la possibilità di essere candidati come
presidente alle prossime elezioni regionali. Questi sono i motivi
che stanno spingendo questo disegno di legge, e questo articolo in
particolare. Noi siamo e restiamo contrari, ovviamente a questo
disegno di legge, cercheremo di fare in modo, in qualsiasi maniera
che il Regolamento interno ci consente, per fare sì che non si
arrivi all'approvazione, e nello specifico di questo articolo già
preannuncio che chiederemo il voto segreto sull'emendamento, a
firma dell'onorevole Panepinto, di abrogazione di questo articolo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fontana. Ne ha
facoltà.
FONTANA. Onorevoli colleghi, signor Presidente io sarò rapidissimo
per esprimere anche una mia considerazione e dire che oggi sono
sinceramente molto contento che si riparla di Liberi Consorzi anche
perché in Sicilia, come tutti sapete, con la legge 9 del 1986 non
si parlava di provincie, ma si parlava proprio di Liberi Consorzi,
quindi oggi ritorniamo di nuovo con questo disegno di legge ad
esistere, quindi tornano ad esistere i Liberi Consorzi e sono
particolarmente contento perché uno dei primi miei disegni di legge
presentati in questa legislatura era proprio la ricostituzione dei
Liberi Consorzi.
E credo che tutto questo vada anche in direzione di quello che il
popolo vuole, lo ha dimostrato anche con la recente bocciatura del
referendum, la gente; il popolo vuole partecipare e noi gli diamo
anche questa ulteriore possibilità. E ritengo che questa
possibilità e questa opportunità debba essere data a tutti i
cittadini. Io non capisco perché il cittadino di Cammarata o di San
Giovanni Gemini può esprimere il voto per eleggere il presidente
del Libero Consorzio e il cittadino di Partinico o di Villabate
viene privato da questo diritto di partecipazione democratica.
Quindi, è per questo motivo che io ritengo che anche nelle aree
metropolitane si proceda al voto diretto del presidente e che anche
per una questione di equità possa essere garantito questo
principio. La democrazia certo non si può fermare in provincia di
Palermo, Catania e Messina. Credo che questo sia un principio
irrinunciabile e noi dobbiamo assolutamente garantire che questo
principio sia esteso a tutte le provincie. Certo, nasce il problema
e la preoccupazione per quanto riguarda l'impugnativa, ma
l'impugnativa, almeno per quanto io ho capito anche nell'incontro
romano assieme al presidente della Commissione e ad altri colleghi,
ritengo che per quanto riguarda l'elezione diretta del presidente
del Libero Consorzio, quindi del sindaco metropolitano, sia una
questione squisitamente politica e non tecnica perché non vedo
nessuna ratio per la quale il cittadino della provincia delle aree
metropolitane non debba esprimere il proprio voto.
Del resto anche il sindaco del comune capoluogo può benissimo
candidarsi, si dimette da sindaco della città capoluogo e diventa
presidente della città metropolitana.
Francamente, insomma, non mi pare che questo sia e poi la
questione dell'impugnativa. Bene, se verrà impugnato questo
articolo eventualmente sarà questa Assemblea ad adeguarsi e a
modificare l'articolo stesso.
Quindi io sarei per andare avanti e passare immediatamente al
voto per dare anche questa possibilità ai nostri cittadini e
ricostituire così i Liberi Consorzi.
PRESIDENTE. L'onorevole Formica, iscritto a parlare, rinuncia. E'
iscritto a parlare l'onorevole Cimino, ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
intervenire perché ritengo che questa legge oltre ad essere
importante per la Sicilia, negli atti parlamentari è corretto poter
lasciare testimonianza, di chi la pensa in maniera diversa rispetto
agli interventi degli onorevoli colleghi.
Soprattutto mi ha colpito l'intervento del collega Siragusa che ha
voluto costruire su questa legge una materia strumentale totalmente
collegata alle imminenti elezioni regionali e nazionali.
FORMICA. Sorvoliamo sui disastri delle province
CIMINO. Mi spiace dirlo ma voglio poter, invece, - apprezzando la
considerazione del collega - dire come per me invece questo disegno
di legge è importante soprattutto nel momento in cui si vuole
intendere che la Regione Siciliana è una regione diversa, rispetto
alle altre Regioni del paese, perché non solo è una Regione ad
autonomia speciale con tante competenze e tante presenze dei propri
uffici nei territori dei Comuni della Regione, per questo è
necessario che l'ente intermedio possa servire ad alleggerire la
macchina amministrativa e burocratica della Regione siciliana.
Proprio per questo l'ente intermedio provincia, probabilmente, è
inutile in Lombardia o in Campania ma è indispensabile in Sicilia e
sono contrario con quanti hanno voluto richiamare la normativa
nazionale o addirittura gli interventi connessi al momento
referendario.
Le Regioni a statuto speciale con le loro competenze, oggi più che
mai, hanno la necessità di delegare parte delle proprie attività,
che sia quella delle aziende foreste, così come quella concernente
l'antincendio, così come quella dei geni civili, delle case
popolari e strutture intermedie più vicine al territorio e molto
lontani da Palermo.
Ribadendo l'intervento del collega Cordaro, la legge vale per il
futuro, secondo l'articolo 11 delle pre leggi, abbiamo nel nostro
ordinamento il principio di retroattività rebus sic stantibus
direbbero i latini e quindi non c'è un problema né per il Sindaco
Orlando, né per il Sindaco Bianco, c'è un dato di fatto che questa
Assemblea con l'ente intermedio vuole meglio organizzare le
attività burocratiche della Regione siciliana e io penso e sono
fiducioso che nella prossima legislatura buona parte delle
competenze, proprie di questa Regione siano competenze dell'ente
provincia.
CASCIO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare per un
chiarimento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO, presidente della Commissione. Ho ascoltato attentamente
tutti gli interventi e siccome si è paventato più volte, a più
mani, di interventi, di impugnative, di interventi della Corte dei
Conti, non voglio fare considerazioni personali che li tengo per
me, ma delle considerazioni per lo più obiettive possibili.
Mi limito a leggere due sentenze della Corte Costituzionale. La
sentenza della Corte costituzionale n. 50, caro onorevole Formica,
recita questo: La legge recante la disciplina nazionale delle
città metropolitane e delle province mantiene la sua validità
nell'ambito dell'ordinamento degli enti locali, pur a seguito
dell'esito negativo del referendum costituzionale, svoltosi lo
scorso 4 dicembre 2016'. Infatti, la mancata entrata in vigore
della riforma costituzionale non comporta, sul piano giuridico, il
venir meno dell'impianto delineato dalla legge Delrio. Considerato
che tale legge, come sottolineato dalla Corte, il legislatore
statale ha legittimamente realizzato, a Costituzione invariata, una
riforma del sistema della geografia istituzionale, così come
previsto dall'articolo 114 della Costituzione Italiana". Questa è
la prima sentenza.
La seconda sentenza è la numero 277.
MILAZZO GIUSEPPE. Ma riferito sempre alle Regioni a Statuto
ordinario
CASCIO, presidente della Commissione. No, no, ma la seconda
sentenza che è quella più recente, del 2016, è quella più
importante a mio avviso, perché la sentenza numero 277 finalmente
chiude tutta la vicenda.
SUDANO. Ma non può
CASCIO, presidente della Commissione. Onorevole Sudano, scusi un
attimo, ma dopo interviene, quando vuole intervenire interverrà.
Non mi sembra corretto non è un dibattito tra me e lei. Io faccio
il mio intervento e poi lei interviene.
La sentenza numero 277 del 2016 pone fine al contendere. La Corte
Costituzionale dichiara che "E' cessata la materia del contendere
in ordine a tutte le questioni di legittimità costituzionale
promosse con il ricorso allo Stato, avvero la citata legge
regionale. Il corpus normativo della disciplina regionale vigente
in materia di enti di area vasta risulta consolidato sotto il
profilo della legittimità costituzionale . E dice che è venuto meno
il motivo del contendere perché abbiamo modificato la legge 2015,
abbiamo messo il voto ponderato, abbiamo mantenuto la coincidenza
dell'elezione del sindaco della Città Metropolitana con il sindaco
capoluogo, e quindi ha dichiarato il venir meno.
Nel 2016 - io voglio fare la ricostruzione di questa vicenda,
perché ci stiamo incartando - nel momento in cui si chiude questa
vicenda siamo andati in delegazione al Ministero dicendo: "noi
abbiamo un'esigenza politica, vogliamo che ci sia una
rappresentatività democratica nei nostri territori, perché gli enti
di area vasta, o Liberi Consorzi, e le Città Metropolitane, non
sono una società per azioni, in cui vi sono delle quote, c'è
l'azionista di maggioranza e l'azionista di minoranza. Ma siccome è
formato da persone e da cittadini, vogliamo che i cittadini si
esprimano e vengano eletti gli organi a suffragio diretto .
Per fare questo noi abbiamo dato anche un impegno, l'impegno qual
era? Di non modificare l'architettura della riforma istituzionale.
FORMICA. Il Ministro Costa ora è passato al Centrodestra.
CASCIO, presidente della Commissione. Lascia stare Costa, parliamo
della Delrio.
L'architettura della riforma Delrio non prevede Giunte, e in
questa legge non ci sono Giunte, prevede l'elezione della Città
Metropolitana. Noi abbiamo detto che abbiamo fatto una deroga
perché mentre il presidente del Libero Consorzio veniva eletto
anche nella Delrio con un sistema ponderale, se modifichiamo il
sistema anche il presidente del Libero Consorzio viene eletto, ma
nella Delrio il sindaco della Città Metropolitana non veniva
eletto. Per questo stanno riproponendo tout court in maniera
pedissequa la Delrio su questo argomento.
Poi, l'ho detto in precedenza, l'Aula si determina, però è chiaro
che il rischio c'è, mentre non c'è il rischio sui Liberi Consorzi
perché c'era un meccanismo elettivo anche per il presidente, che
era con voto ponderato e ora con voto diretto. Là non c'era
l'elezione del sindaco ma era prevista in seconda applicazione.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.1, a firma dell'onorevole
Panepinto ed altri, che prevede la soppressione dell'articolo.
SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 54
Votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 12
Contrari 41
(Non è approvato)
L'emendamento 2.2 è assorbito.
Si passa all'emendamento 2.4 dell'onorevole Cascio.
CASCIO, presidente della Commissione. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
2.3 dell'onorevole Rinaldi e altri.
Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione.
CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Elezione diretta del Consiglio del libero Consorzio
comunale
1. All'articolo 7 bis della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 e
successive modifiche ed integrazioni i commi 5, 6, 7 e 8 sono
sostituiti dai seguenti:
5. Il Consiglio del libero Consorzio comunale è composto dal
Presidente del libero Consorzio comunale e da:
diciotto componenti, nei liberi Consorzi con popolazione residente
fino a 300.000 abitanti;
venticinque componenti, nei liberi Consorzi con popolazione
residente superiore a 300.000 ed inferiore a 600.000 abitanti.
6. Il Consiglio del libero Consorzio comunale è eletto a suffragio
universale e diretto dai cittadini iscritti nelle liste elettorali
dei comuni del libero Consorzio, contestualmente all'elezione del
Presidente del libero Consorzio comunale. Sono eleggibili alla
carica di consigliere i cittadini iscritti nelle liste elettorali
di un comune della Repubblica in possesso dei requisiti stabiliti
per l'elezione a consigliere comunale. L'elezione si svolge con le
modalità di cui all'articolo 18. Si applicano i commi 1, 2 e 5
dell'articolo 6. ».
C'è solo un emendamento soppressivo. Quindi, si vota il
mantenimento dell'articolo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Elezione diretta del Consiglio metropolitano
1. All'articolo 14 bis della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15
e successive modifiche ed integrazioni i commi 5, 6, 7, 8 e 8 bis
sono sostituiti dai seguenti:
5. Il Consiglio metropolitano è composto dal Sindaco
metropolitano e da:
trenta componenti, nelle Città metropolitane con popolazione
residente fino a 800.000 abitanti;
trentasei componenti, nelle Città metropolitane con popolazione
residente superiore a 800.000 abitanti.
6. Il Consiglio metropolitano è eletto a suffragio universale e
diretto dai cittadini iscritti nelle liste elettorali dei comuni
della Città metropolitana. Sono eleggibili alla carica di
consigliere i cittadini iscritti nelle liste elettorali di un
comune della Repubblica in possesso dei requisiti stabiliti per
l'elezione a consigliere comunale. L'elezione si svolge con le
modalità di cui all'articolo 18. Il Consiglio metropolitano è
eletto contestualmente all'elezione diretta del Sindaco
metropolitano.
7. L'elezione del Consiglio metropolitano è indetta, previa
delibera della Giunta regionale, con decreto dell'Assessore
regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica, da
emanarsi non oltre il sessantesimo giorno antecedente quello della
votazione. L'elezione si svolge di norma in una domenica compresa
tra il 15 aprile ed il 30 giugno. In sede di prima applicazione
della presente legge, l'elezione si svolge in una domenica compresa
tra l'1 gennaio 2018 ed il 28 febbraio 2018.
8. Il decreto è notificato alla Prefettura territorialmente
competente, al Presidente del Tribunale ove ha sede la Città
metropolitana e al segretario della Città metropolitana ed è
pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana nonché,
anche online, nell'albo pretorio della Città metropolitana entro il
quarantacinquesimo giorno antecedente quello della votazione.
9. Trovano applicazione, in quanto compatibili, le disposizioni in
materia di ineleggibilità e di incompatibilità di cui al Titolo II
della legge regionale 24 giugno 1986, n. 31 e successive modifiche
ed integrazioni. ».
Si passa all'emendamento 4.1.
SIRAGUSA. Lo faccio proprio e chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Si procede alla verifica del numero dei richiedenti.
Dichiaro aperta la verifica dei richiedenti. Dichiaro chiusa la
verifica dei richiedenti e ne proclama l'esito.
Non c'è il quorum.
Si procede alla votazione.
Pongo in votazione l'emendamento 4.1, soppressivo dell'articolo.
Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.2 , primo firmatario onorevole Rinaldi.
Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Disposizioni per l'elezione diretta del Presidente e
del Consiglio
del libero Consorzio comunale e del Sindaco e del
Consiglio metropolitano
1. All'articolo 18 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 e
successive modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti
modifiche:
a) al comma 1 e al comma 3 dopo le parole del Presidente del
libero Consorzio comunale sono inserite le parole e del Sindaco
metropolitano ;
b) il comma 2 è soppresso;
c) al comma 3 le parole , sottoscritte da almeno il 15 per cento
degli aventi diritto al voto, sono soppresse e sono aggiunte, alla
fine, le parole Trovano applicazione, in quanto compatibili, le
disposizioni in materia di presentazione delle candidature nei
comuni con popolazione superiore a 500.000 abitanti di cui
all'articolo 7 della legge regionale 26 agosto 1992, n. 7 e
successive modifiche ed integrazioni. Ciascun candidato alla carica
di Presidente del libero Consorzio comunale ovvero di Sindaco
metropolitano deve dichiarare all'atto della presentazione della
candidatura il collegamento con una o più liste presentate per
l'elezione del Consiglio del libero Consorzio comunale ovvero del
Consiglio metropolitano. La dichiarazione ha efficacia solo se
convergente con analoga dichiarazione resa dai delegati delle liste
interessate. ;
d) al comma 4 dopo le parole di Presidente del libero Consorzio
comunale sono inserite le parole e di Sindaco metropolitano e
dopo le parole a Presidente del libero Consorzio comunale sono
inserite le parole ed a Sindaco metropolitano ;
e) al comma 4 bis le parole , sottoscritte da almeno il 5 per
cento degli aventi diritto al voto sono soppresse e sono aggiunte,
alla fine, le parole Trovano applicazione, in quanto compatibili,
le disposizioni in materia di presentazione delle candidature nei
comuni con popolazione superiore a 500.000 abitanti di cui
all'articolo 7 della legge regionale 26 agosto 1992, n. 7 e
successive modifiche ed integrazioni. ;
f) al comma 4 quater sono apportate le seguenti modifiche:
1) sono inserite, all'inizio, le parole La scheda per l'elezione
del Presidente del libero Consorzio comunale ovvero del Sindaco
metropolitano è quella stessa utilizzata per l'elezione del
Consiglio. La scheda reca i nomi ed i cognomi dei candidati alla
carica di Presidente del libero Consorzio comunale ovvero di
Sindaco metropolitano, scritti entro un apposito rettangolo, al cui
fianco sono riportati i contrassegni della lista o delle liste cui
il candidato è collegato. Ciascun elettore può, con un unico voto,
votare per un candidato alla carica di Presidente del libero
Consorzio comunale ovvero di Sindaco metropolitano e per una delle
liste ad esso collegate, tracciando un segno sul contrassegno di
una di tali liste. Ciascun elettore può, altresì, votare per un
candidato alla carica di Presidente del libero Consorzio comunale
ovvero di Sindaco metropolitano anche non collegato alla lista
prescelta, tracciando un segno sul relativo rettangolo. ;
2) le parole , in un unico collegio elettorale corrispondente al
territorio del libero Consorzio comunale o della Città
metropolitana sono sostituite dalle parole Ai fini dell'elezione
il territorio del libero Consorzio comunale e della Città
metropolitana è ripartito in due o più collegi corrispondenti ai
collegi per l'elezione del Consiglio provinciale esistenti alla
data di entrata in vigore della presente legge, come determinati ai
sensi dell'articolo 1 della legge regionale 9 maggio 1969, n. 14. I
seggi spettanti al Consiglio del libero Consorzio comunale ed al
Consiglio metropolitano sono attribuiti ad ogni collegio in
proporzione alla popolazione legale residente nel collegio, con il
sistema dei maggiori resti. ;
3) le parole da Ciascun elettore esprime un voto fino a
riportati da ciascuna di esse. sono sostituite dalle parole Il
voto alla lista è espresso tracciando un segno sul contrassegno
della lista prescelta. Ciascun elettore può esprimere, inoltre,
sino ad un massimo di due voti di preferenza per candidati della
lista da lui votata, scrivendone il nome ed il cognome o solo
quest'ultimo sulle apposite righe poste a fianco del contrassegno.
Nel caso di espressione di due preferenze, una deve riguardare un
candidato di genere maschile e l'altra un candidato di genere
femminile della stessa lista, pena la nullità della seconda
preferenza. Nell'elezione del Consiglio del libero Consorzio
comunale l'attribuzione dei seggi alle liste è effettuata
successivamente alla proclamazione dell'elezione del Presidente del
libero Consorzio comunale. Nell'elezione del Consiglio
metropolitano l'attribuzione dei seggi alle liste è effettuata
successivamente alla proclamazione dell'elezione del Sindaco
metropolitano. ;
4) dopo le parole ciascuna lista , ovunque ricorrano, sono
inserite le parole o gruppo di liste e le parole il posto è
attribuito alla lista sono sostituite dalle parole il seggio è
attribuito alla lista o al gruppo di liste ;
5) è aggiunto, alla fine, il seguente periodo: Nell'elezione del
Consiglio del libero Consorzio comunale e del Consiglio
metropolitano nell'ambito di ciascun gruppo di liste collegate, la
cifra elettorale di ciascuna di esse, corrispondente ai voti
riportati, è divisa per 1, 2, 3, 4 ..., sino a concorrenza del
numero dei seggi spettanti al gruppo di liste. Si determinano in
tal modo i quozienti più alti e, quindi, il numero dei seggi
spettanti ad ogni lista. ;
g) il comma 4 quinquies è sostituito dai seguenti:
4 quinquies. Non sono ammesse all'assegnazione dei seggi le liste
che non abbiano conseguito almeno il 5 per cento del totale dei
voti validi espressi nell'intero territorio del libero Consorzio
comunale ovvero della Città metropolitana. Al fine della
determinazione del quoziente elettorale non si tiene conto dei voti
riportati dalle liste non ammesse all'assegnazione dei seggi.
4 sexies. Nell'elezione del Consiglio del libero Consorzio
comunale e del Consiglio metropolitano alla lista o al gruppo di
liste collegate al candidato proclamato eletto che non abbia già
conseguito almeno il 60 per cento dei seggi del Consiglio è
assegnato, comunque, il 60 per cento dei seggi, sempreché
nessun'altra lista o gruppo di liste collegate abbia già superato
il 50 per cento dei voti validi. I restanti seggi sono assegnati
alle altre liste o gruppi di liste collegate, ai sensi del comma 4
quater. Il premio di maggioranza previsto per la lista o le liste
collegate al Presidente del libero Consorzio comunale ovvero al
Sindaco metropolitano eletto è attribuito solo nel caso in cui la
lista o le liste abbiano conseguito almeno il quaranta per cento
dei voti validi. ;
h) il secondo periodo del comma 5 è soppresso;
i) al comma 11 sono apportate le seguenti modifiche:
la lettera a) è sostituita dalle seguenti:
a) determina il numero dei seggi spettanti a ciascuna lista ai
sensi del comma 4 quater;
a bis) procede all'assegnazione dei seggi spettanti alle singole
liste nei collegi ai sensi dell'articolo 18 della legge regionale 9
maggio 1969, n. 14 e successive modifiche ed integrazioni; ;
alla lettera b) le parole ponderata e ponderati sono
soppresse;
la lettera c) è sostituita dalla seguente:
c) procede alle relative proclamazioni. ;
l) al comma 12 le parole , ivi compresa la cessazione dalla
carica di sindaco o di consigliere di un comune del libero
Consorzio comunale o della Città metropolitana, e la parola
ponderata ed il secondo periodo sono soppressi;
m) il comma 15 è soppresso.»
All'articolo 5 è stato presentato un emendamento soppressivo che
decade per assenza del firmatario.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 5. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Indennità di carica
1. L'articolo 20 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 e
successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:
Art. 20.
Indennità per le cariche negli organi degli enti di area vasta
1. Al Presidente del libero Consorzio comunale ed al Sindaco
metropolitano è attribuita un'indennità pari a quella spettante al
sindaco del comune capoluogo del relativo libero Consorzio comunale
o della relativa Città metropolitana.
2. Ai componenti del Consiglio del libero Consorzio comunale e del
Consiglio metropolitano è attribuita un'indennità pari a quella
spettante ai componenti del consiglio del comune capoluogo del
relativo libero Consorzio comunale o della relativa Città
metropolitana.
3. Gli incarichi di componente dell'Assemblea del libero Consorzio
comunale e della Conferenza metropolitana sono esercitati a titolo
gratuito.
4. Restano a carico dei rispettivi enti di area vasta gli oneri
connessi con le attività in materia di status degli amministratori,
relativi ai permessi retribuiti, agli oneri previdenziali,
assistenziali ed assicurativi previsti dalla normativa vigente.
5. Le disposizioni del presente articolo si applicano nei limiti
delle disponibilità finanziarie in atto esistenti. Dall'attuazione
del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a
carico del bilancio della Regione. .»
All'articolo 6 è stato presentato un emendamento soppressivo.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 6.
SIRAGUSA. Chiedo la votazione palese nominale.
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti. Dichiaro
chiusa la verifica dei richiedenti.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione per scrutinio nominale sull'articolo 6
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 51
Votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 40
Contrari 08
Astenuti 01
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Abrogazioni e modifiche
1. Alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 e successive
modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti modifiche:
a) all'articolo 1, comma 3, il secondo periodo è soppresso;
b) all'articolo 7, il comma 1 è sostituito dal seguente:
1. In caso di cessazione per qualsiasi causa dalla carica del
Presidente del libero Consorzio comunale si procede, entro sessanta
giorni dalla cessazione, all'elezione del nuovo Presidente e del
nuovo Consiglio del libero Consorzio comunale. ;
c) l'articolo 14 è sostituito dal seguente:
Art. 14 Cessazione dalla carica di Sindaco metropolitano - 1. In
caso di cessazione per qualsiasi causa dalla carica del Sindaco
metropolitano si procede, entro sessanta giorni dalla cessazione,
all'elezione del nuovo Sindaco metropolitano e del nuovo Consiglio
metropolitano.
2. Fino all'elezione del nuovo Sindaco metropolitano, le relative
funzioni sono esercitate dal Vicesindaco metropolitano. ;
d) all'articolo 19, i commi 1 e 2 sono sostituiti dal seguente:
1. Il Presidente del libero Consorzio comunale, il Sindaco
metropolitano, il Consiglio del libero Consorzio comunale ed il
Consiglio metropolitano durano in carica cinque anni. ;
e) l'articolo 51 è sostituito dal seguente:
Art. 51 Norma transitoria in materia di gestione commissariale
degli enti di area vasta - 1. Nelle more dell'insediamento degli
organi dei liberi Consorzi comunali e delle Città metropolitane
eletti secondo le disposizioni della presente legge, e comunque non
oltre il 28 febbraio 2018, le funzioni degli enti area vasta
continuano ad essere svolte da commissari straordinari nominati ai
sensi dell'articolo 145 dell'ordinamento amministrativo degli enti
locali nella Regione siciliana approvato con la legge regionale 15
marzo 1963, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni. .»
Votiamo per il mantenimento dell'articolo 7, perché anche qui ci
sono solo emendamenti soppressivi, essendo un solo comma è come se
fosse un unico emendamento.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 7.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Norme sulla pubblicità e sul controllo delle spese dei
partiti o dei movimenti
per l'elezione dell'Assemblea regionale siciliana
1. Le spese per la campagna elettorale di ciascun partito,
movimento o lista che partecipa all'elezione dell'Assemblea
regionale siciliana, escluse quelle sostenute dai singoli
candidati, non possono superare il prodotto risultante dalla
moltiplicazione di euro 0,50 per il numero complessivo degli
abitanti delle circoscrizioni elettorali provinciali e della
circoscrizione elettorale regionale nelle quale la lista è
presente. Si applicano alle elezioni per l'Assemblea regionale
siciliana le norme in materia di pubblicità e controllo delle spese
elettorali recate dall'articolo12 della legge 10 dicembre 1993, n.
515 e successive modifiche ed integrazioni.
2. In caso di violazione dei limiti di spesa previsti dal comma 1,
il collegio regionale di garanzia elettorale irroga una sanzione
amministrativa pecuniaria compresa fra il doppio e il triplo
dell'importo eccedente il limite previsto. Si applicano le norme di
cui ai commi 13, 14 e 15 dell'art. 15 della legge n. 515/1993 e
successive modifiche ed integrazioni.
3. Si intendono riferiti al Presidente dell'Assemblea regionale
siciliana, alla Corte dei Conti per la Regione siciliana ed alle
elezioni regionali i riferimenti al Presidente della Camera dei
Deputati, alla Corte dei Conti ed alle elezioni contenuti nelle
disposizioni richiamate dal presente articolo.»
All'articolo 8 è stato presentato l'emendamento 8.1 a firma degli
onorevoli Greco Giovanni ed altri. Essendo il proponente assente,
lo dichiaro decaduto. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.5 a firma degli onorevoli Assenza ed
altri.
ASSENZA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 8.2 e 8.3 a firma degli onorevoli Greco Giovanni
ed altri sono dichiarati decaduti, essendo il proponente assente.
Si passa all'emendamento 8.6, I parte, presentato dalla
Commissione.
CASCIO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare per
illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO, presidente della Commissione. L'emendamento si legge da
solo. Il riferimento è alle due Camere perché ne abbiamo due
Camere. Mentre prima era il riferimento al Presidente della Camera
dei deputati. E' il riferimento ai Presidenti delle Camere.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.6, I parte. Il
parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.6, I parte. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.4 a firma degli onorevoli Greco
Giovanni ed altri. Non essendo presente in Aula il firmatario lo
dichiaro decaduto. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.6 II parte presentato dalla
Commissione.
Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.30, è ripresa alle ore 16.52)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che eravamo in fase di
votazione dell'emendamento 8.6 II parte.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, senza voler fare
il primo della classe però vorrei richiamare la I Commissione su un
grave deficit legislativo che presenta l'articolo 8.
FORMICA. Lo dobbiamo bocciare.
VINCIULLO. Volevo solo argomentare perché questo articolo è in
contrasto con il decreto legislativo, 6 maggio 1948, n. 655, ed è
in contrasto con il decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200.
Volevo solo dire questo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 8.
Il parere del Governo?
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CASCIO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che ai sensi dell'articolo 117 è stato presentato
l'emendamento 117.1, che è in fase di distribuzione.
All'articolo 7, lettera a), sostituire 28 febbraio 2018 con 30
giugno 2018 .
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in
ottemperanza a quanto ha detto il presidente Ardizzone ho
presentato un emendamento aggiuntivo che non vedo in Aula.
PRESIDENTE. Non saranno trattati emendamenti aggiuntivi.
APPRENDI. No Presidente Presidente Ci sono due norme sulla
trasparenza della politica e poi vi incazzate perché i grillini
si prendono loro queste prerogative. Ci sono due emendamenti,
l'articolo 8 e lo avete bocciato. Vergogna Sulla spesa elettorale
dei partiti. Vergogna E quello di recepire la norma nazionale per
quanto riguarda la ineleggibilità.
Questo Parlamento è veramente delegittimato e si auto delegittima
Io voglio sapere perché il mio emendamento non viene discusso.
Questo andava detto prima, Presidente. Non è stato detto che non
c'erano emendamenti aggiunti. Non è stato detto Io voglio sentire
cosa dice il Governo su questo. Presidente Crocetta, il suo
assessore si è pronunciato dicendo che era contrario all'articolo
8. Vergogna Il suo Assessore.
Lei che nei suo comizi ha parlato di trasparenza. Vergogna
Vergogna
Io voglio sapere perché il mio emendamento non è stato discusso. E
lo voglio sapere perché è una cosa gravissima.
PRESIDENTE. Le rispondo, onorevole Apprendi, il suo emendamento
riguarda una modifica della legge elettorale regionale. Questo
disegno di legge non riguarda la legge elettorale regionale.
Inoltre, voglio precisare che, qualora in linea del tutto teorica,
dovessimo accogliere emendamenti a questo disegno di legge in
materia di legge elettorale regionale, l'intera legge sarebbe
sottoposta a referendum e quindi in quanto tale, al di là del
merito dell'emendamento che lei propone.
Pertanto, questo, come tutti gli altri emendamenti a questo
disegno di legge, non sono ammissibili.
Consorzio autostrade siciliane (CAS)' (n. 1276/A Stralcio III).
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Seguito della discussione del disegno di legge Norme in
materia di Consorzio autostrade siciliane (CAS) . (n. 1276/A
Stralcio III)
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
Norme in materia di Consorzio autostrade siciliane (CAS) . (n.
1276/A Stralcio III).
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato dal Governo
l'emendamento A.300, sostitutivo dell'articolo 1.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è pervenuto adesso
questo disegno di legge della IV Commissione. Ieri, si era
raggiunto un accordo e una sintesi che poteva essere approvata,
oggi invece c'è una rimodifica rispetto a quello che aveva
stabilito, perché mentre prima si avviava un percorso e si fermava
all'esito del procedimento e poi sarebbe all'articolo 2 e poi si
ritornava in Aula e in Commissione; oggi stiamo individuando un
soggetto che è ANAS contravvenendo anche alle norme comunitarie,
quella sulla libera concorrenza.
Presidente, mi ascolti, approviamo la legge sulle province e poi
discutiamo il testo del CAS o si ritorna al testo che era stato
presentato e approvato ieri dalla Commissione.
Articoli cosi importanti sono entrati nel collegato all'ultimo
giorno e non possono essere approvati.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei portare un
po' di ordine. Il Gruppo di Forza Italia chiede i termini per
presentare gli emendamenti. Questo per Regolamento, ce lo deve
concedere.
Dopo chiediamo che si ritorni alla votazione finale sulle province
di seguito. Questa è la scelta del Gruppo parlamentare di Forza
Italia. Noi chiediamo a termini di Regolamento che ci diano i
termini per presentare gli emendamenti, perché personalmente non lo
conosco e chiedo i termini per la presentazione degli emendamenti,
trattandosi di un disegno di legge a tutti gli effetti che deve
essere presentato e incardinato e poi dobbiamo presentare gli
emendamenti.
Dopo chiediamo che si ritorni alla votazione finale sulle
province, successivamente al collegato e alla fine discutiamo sul
CAS.
GRASSO. Chiedo di parlare per una precisazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
precedente era legato al testo distribuito per errore, prima che
venisse concordato.
Ritengo che il testo che è invece in Aula va nella direzione che
auspico, cioè la trasformazione del CAS in una S.p.A. e poi la
costituzione e l'avvio della costituzione, perché poi non sono
molto d'accordo nell'individuare già aprioristicamente l'ANAS
perché ritengo che sarebbe dovuta essere una società a totale
partecipazione pubblica, però, ripeto, io da anni ho detto che
andava trasformata in una società per azioni e oggi per coerenza,
essendo tornata su percorso la Commissione Bilancio, che io avevo
auspicato, quindi io ritiro quello che ho detto prima.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per ulteriore chiarimento,
parliamo dell'emendamento A.300, a firma della Commissione Bilancio
e dell'assessore per l'Economia, che è interamente sostitutivo
dell'articolo 1 del disegno di legge sul CAS.
SORBELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, intanto ringrazio questo Parlamento.
In queste battute finali ha esaudito quella che era l'approvazione
di due norme importanti come il collegato e le Province, ridando
così democrazia al territorio e portando avanti quella che era
l'idea della stragrande maggioranza dei deputati di questo
Parlamento.
Per quanto riguarda il consorzio del CAS, direi, Presidente, di
sospendere la seduta, fare una riunione, perché c'è molta
confusione fra il disegno di legge e questa direttiva che ci vuole
dare, perché l'emendamento A.300 può essere approvabile, ma c'è
confusione in Aula.
Allora poi chiederanno il voto segreto e non si fa niente Io sono
per farlo, siccome io sono propositivo
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, io voglio ricordare che il
presidente della II Commissione ha proposto qualche ora fa che la
norma sulla modifica dell'assetto societario e azionario del CAS
sul disegno di legge, e quest'Aula è stata disponibilissima.
Nell'accordo complessivo c'è che si vota collegato , Province e
CAS. Per cui, onorevole Sudano, l'intesa può essere mantenuta, e ci
sentiamo tutti legati all'intesa, solo se i tre testi vengono
approvati insieme, altrimenti siamo ognuno libero di fare quello
che vuole.
Lo dico a titolo personale, per evitare questioni, per evitare che
ci possa essere qualcuno che, e questo vale anche per una
conduzione complessiva. Quindi, alla luce del fatto che vedo segni
di nervosismo, noi dobbiamo procedere al voto finale del
collegato , le Province, voto finale del CAS. Poi, è chiaro che io
mi riservo di intervenire a titolo personale per esprimere la
dichiarazione di voto sui tre singoli testi che verranno votati.
Diversamente, si intende, senza che nessuno, qualche scienziato,
si alzi, abbiamo già subìto abbastanza su intese e accordi che non
sono stati mantenuti e dove quando qualcuno ha avuto i numeri ha
violato almeno le intese. Quindi, sia ben chiaro che da questo
minuto in poi se non si procede in questa maniera siamo sciolti da
tutti gli impegni.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, ritengo l'impegno preso la scorsa
sera in Commissione Bilancio , alla presenza anche dell'onorevole
Panepinto, del Presidente della Regione, dell'assessore Baccei e
dell'Assessore per le infrastrutture, che sia stato perfettamente
rispettato con l'emendamento A.300, che sostituisce integralmente
la norma presentata sul CAS. A questo punto assurgerebbe ad un
ruolo di legge autonoma.
Quindi, poiché è una declaratoria, non impegna per nulla la
Regione, se non ad avviare una trattativa fra due enti pubblici,
quali ANAS e CAS, quindi nessun interesse privato può essere
imputato a questo tipo di avvio di trattativa, credo che il buon
senso dell'Aula - essendoci di mezzo un ragionamento che prevede la
sicurezza dei cittadini, la sicurezza stradale, la sicurezza di
un'azienda che è in difficoltà, la sicurezza di lavoratori che
reclamano da anni una sistemazione definitiva, una norma
declaratoria in generale non può suscitare alcuna perplessità da
parte di questo Parlamento, anche perché è esattamente attinente a
quanto avevamo stabilito in Commissione.
Quindi, il Governo e la Commissione possono essere testimoni che
questi principi declaratori contenuti nella A300 sono esattamente
corrispondenti a quanto deliberato dalla Commissione.
Nessuno scandalo e nessuno stupore, è una norma di buon senso, una
norma che ci consente di ridurre le responsabilità anche economiche
in capo alla Regione, affidandole ad una società che è nazionale,
che ci tutela e garantisce, nei limiti di un accordo che poi
ritornerà in Giunta, nelle commissioni competenti. Nessuna
quaestio, nessuno vuole fare fughe in avanti, soltanto norme di
buon senso.
Invito i colleghi deputati che hanno mostrato in questo tratto
finale - oggi probabilmente questo per noi è il 25 aprile come
Parlamento. Nel nostro 25 aprile riuscire a manifestare alla fine
della legislatura uno scatto d'orgoglio per poter portare a casa
tre disegni di legge intelligenti, capaci come quelle delle
province, del collegato e questa sul CAS.
PRESIDENTE. Ripeto ulteriormente: l'emendamento A.300 è
sostitutivo dell'articolo 1 del disegno di legge n. 1276/A stralcio
III concernente Norme in materia di consorzi autostrade
siciliane . E' un unico articolo. Poi rimane solo la norma finale.
Ovviamente, l'emendamento è a firma del Governo e della
Commissione che ha dato formalmente parere favorevole
all'emendamento.
FALCONE. Manca termine per la presentazione degli emendamenti.
PRESIDENTE. E' un emendamento di riscrittura dell'articolo 1, non
è un disegno di legge.
Se lei vuole può presentare dei subemendamenti, ma non siamo
obbligati a concedere termini perché il disegno di legge è
all'ordine del giorno dell'Aula, credo, da molte settimane.
Pongo in votazione l'emendamento A.300. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli ordini del giorno per i rispettivi disegni di legge li
voteremo prima del voto finale dei relativi disegni di legge.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Ordini del giorno al disegno di legge n. 1276 Stralcio I/A
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 668, a firma
dell'onorevole Savona. Il parere del Governo sull'ordine del giorno
668?
BACCEI, assessore per l'economia. Lo accettiamo come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Onorevole Savona, l'ordine del giorno è accettato come
raccomandazione.
SAVONA. Chiedo la votazione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 668. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 669, a firma degli onorevoli
Apprendi, Panarello, Raia, Anselmo, Greco. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Lo accettiamo come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 669. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 670, a firma di numerosi
deputati.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, brevemente, è meglio approvarlo
perché dà forza ad una azione che il Presidente Crocetta e
l'Assessore al ramo dovranno svolgere nei confronti del Governo
nazionale. L'approvazione di questo ordine del giorno rafforza la
nostra azione. Quindi, il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 670. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 671. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Lo accettiamo come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 672, a firma dell'onorevole
Turano che riguarda le autonomie locali. Quindi, inviterei
l'Assessore Lantieri a dare il parere.
LANTIERI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 672. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 673, che riguarda l'istituzione
di zone economiche speciali, a firma dell'onorevole Di Giacinto.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Lo accettiamo come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 673. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 674, a firma dell'onorevole
Zafarana che non è presente in Aula.
FOTI. Lo faccio mio.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Lo accettiamo come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 674. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 675, a firma dell'onorevole
Apprendi. Appone la firma l'onorevole Anselmo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 676, a firma dell'onorevole
Alloro ed altri. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Preciso che l'onorevole Figuccia ha espresso voto contrario.
Si passa all'ordine del giorno n. 677, a firma dell'onorevole
Anselmo e Apprendi. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 678, a firma dell'onorevole
Anselmo. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 679, che impegna il Governo
della Regione ad attivare tutte le procedure necessarie per
chiedere lo stato di calamità naturale a fronte delle denunce di
danno che gli agricoltori stanno presentando in queste ore agli
Ispettorati provinciali dell'Agricoltura, a firma degli onorevoli
Cirone, Milazzo, Panepinto ed altri. Appone la firma l'onorevole
Turano ed anche gli onorevoli Formica, Cordaro, Cani; tutta l'Aula
mi pare che apponga sostanzialmente la firma, l'onorevole Ruvolo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 680, a firma dell'onorevole
Savona. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 681, a firma dell'onorevole
Apprendi. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 682, a firma dell'onorevole
Apprendi. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Abbiamo terminato. L'ordine del giorno n. 683 lo votiamo prima del
disegno di legge del CAS perché è pertinente al disegno di legge
sul CAS.
All'ordine del giorno n. 685 appone la firma l'onorevole Lentini,
anche l'onorevole Anselmo, Cascio, numerosissimi colleghi, direi
tutta l'Aula. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, ho presentato un ordine del
giorno e non si trova. L'onorevole Clemente ve lo sta portando.
Onorevole Cordaro l'ha firmato pure lei. Riguarda i lavori
dell'Iridas.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente ARDIZZONE
'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di
stabilità regionale. Stralcio I'. (n. 1276 Stralcio I/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione finale per scrutinio palese nominale del disegno di
legge ««Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017.
Legge di stabilità regionale. Stralcio I .» (n.1276 Stralcio I/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2017. Legge di stabilità regionale. Stralcio I . (n. 1276
Stralcio I/A)» (1276/A).
Indìco la votazione per scrutinio palese nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 39
Contrari 8
Astenuti 11
(L'Assemblea approva)
'Disposizioni in materia di elezione diretta del Presidente del li-
bero Consorzio comunale e del Consiglio del libero Consorzio comuna-
le nonché del Sindaco metropolitano e del Consiglio metropolitano.
Norme sulla pubblicità e sul controllo delle spese elettorali'
(n. 1307-1282/A).
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Disposizioni in materia di elezione diretta del Presidente del
libero Consorzio comunale e del Consiglio del libero Consorzio
comunale nonché del Sindaco metropolitano e del Consiglio
metropolitano. Norme sulla pubblicità e sul controllo delle spese
elettorali . (nn. 1307-1282/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del Disposizioni in materia di elezione diretta del Presidente del
libero Consorzio comunale e del Consiglio del libero Consorzio
comunale nonché del Sindaco metropolitano e del Consiglio
metropolitano. Norme sulla pubblicità e sul controllo delle spese
elettorali . (nn. 1307-1282/A).
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Vicepresidente LUPO
PANEPINTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, senza tediare
oltre modo l'Aula, sento il dovere di dovere manifestare la mia
come dire, resterò in Aula, voterò e voterò contro, perché avevo
assunto un impegno che avremmo votato tutto, ma credo che stiamo
facendo con questa norma la stessa patatrac che abbiamo prodotto
quando abbiamo voluto in misura diciamo esagerata la decadenza del
sindaco che non approvava i bilanci, cioè e ritengo anche che come
è concepito l'articolo 7 non passando la nostra norma, ed avendo il
Presidente della I Commissione ritirato il suo emendamento, di
fatto creato un siluro per i sindaci in carica delle tre città
metropolitane, per cui resto in Aula, voto e voto contro.
FOTI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, emblematico
la fuga del Presidente Ardizzone, un simil sussulto di dignità, non
ci mette la faccia a fare votare a quest'Aula, dove in questo
momento si sta svolgendo un litigio stile pollaio, dicevo il
Presidente è scappato a gambe levate
PRESIDENTE. Onorevole Foti, la invito ad usare una terminologia
consona ad un Parlamento, nel rispetto anche dei colleghi.
FOTI. Il Presidente Ardizzone è scappato a gambe levate per non
votare questa legge - chiamarla legge è un'offesa nei riguardi di
questo Parlamento e dei siciliani, io lo definirei un rigurgito
rancido di rospi ingoiati da questi professionisti della politica-
. Hanno da questo scranno elargito proprio lezioni e pillole di
saggezza, spacciando per il pubblico fuori da quest'Aula, che,
seppure in estate, è abbastanza attento a quello che succede nel
Parlamento, spacciandolo come un servizio ai cittadini perché così
si risolveranno il dramma delle strade provinciali, delle scuole
senza manutenzioni, dei servizi per i disabili e per il trasporto
dei disabili, problemi del controllo del territorio. Vabbè, non lo
dico: fesserie Perché questo problema deriva dal loro Ministro,
dal loro amico Delrio che con l'abolizione delle province ha messo
le mani nelle tasche dei siciliani, e delle province attraverso il
prelievo forzoso di parecchie centinaia di milioni di euro a
partire dal 2014, ed è per questo che le province non hanno soldi,
ed è per questo che le province hanno dei problemi, ed è per questo
che i lavoratori salgono sul tetto e non riescono a trovare
risposte, non certo perché mancano le poltrone, dove molti
trombati delle regionali e molti galoppini, che con questa certezza
in tasca cercheranno i voti per i candidati dei partiti alle
prossime regionali, avranno un contentino.
Vorrei dire che d'estate si offrono delle sdraio per rilassarsi,
qui invece si sono fatte delle poltrone, poltrone però di
cartapesta, che svaniranno, perché l'articolato fa pena Fa pena,
lo ha detto anche il Presidente della Commissione ed io spero, mi
auguro, che sia gettato nel cestino.
Mi sarebbe piaciuto assistere, almeno per questa volta, ad una
performance del Presidente, che per l'abolizione delle province
aveva detto che eravamo i primi. Siamo i primi anche in questo,
siamo i primi a continuare a sbagliare, e quindi diabolicamente si
torna a sprecare tempo e a umiliare l'Assemblea e i siciliani con
una legge porcheria a cui noi daremo un voto contrario.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, nel
corso del mio intervento avevo posto alcune questioni che,
evidentemente, la maggioranza che sostiene questo disegno di legge
non ha ritenuto di tenere in considerazione. Siamo di fronte quindi
ad un messaggio sbagliato che si da all'opinione pubblica, che noi
facciamo una legge che riguarda sostanzialmente il ceto politico,
con una forzatura rispetto alla legge Delrio che, non so perché,
l'Aula ha deciso, - il collega Cordaro lo ha esplicitato -, che
non esiste più e ne possiamo fare a meno, con un grave errore per
quanto riguarda le indennità, e vorrei ricordare che la questione
dei sindaci metropolitani e la questione della gratuità delle
cariche sono due punti fondamentali della legge Delrio che con
questa norma noi facciamo finta che non esiste, anzi
deliberatamente non ne teniamo conto. Per queste ragioni, signor
Presidente, io non parteciperò al voto su questo disegno di legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, questa
storia la potremmo introdurre con: C'era una volta, tanto tempo
fa, un Presidente che dentro l'Arena diceva Io abolirò le
Province' . Perché è questo quello che ha fatto il nostro caro
Presidente, e ora qui cosa sta succedendo? Tutto torna indietro,
ritorna al passato, io vi ringrazio perché voi siete sempre la
nostra migliore campagna elettorale, grazie a voi noi riusciamo a
salire tantissimo, ma un altro che vi ringrazia è Giletti, perché
sarà reinserito nel palinsesto dell'anno prossimo per fare altre
dieci puntate sulla Sicilia grazie a voi e grazie a quello che
succede ogni volta ad agosto, come è successo l'anno scorso, perché
il dieci di agosto cosa si doveva fare di importante per salvare la
Sicilia? L'anno scorso, quindi, si doveva fare la legge elettorale,
ora si fa invece la reintroduzione delle elezioni delle province.
Questo che si fa, io ho visto una passione, una determinazione da
parte di tutti, per cercare di introdurre di nuovo queste elezioni,
peccato che questa determinazione non c'è stata in occasione del
prelievo forzoso che è arrivato a 240 milioni di euro, peccato che
questa determinazione non c'è stata da parte di nessuno dei
colleghi, quando ci sono disastri e buchi di bilancio enormi e
contenziosi infiniti lasciati nelle varie province, e qua anzi devo
dire grazie all'Assessore per le autonomie locali, che almeno nella
mia provincia ha mandato un'ispezione, perché è quello che si deve
fare, andare a capire chi è che ha combinato questi disastri.
Perché noi abbiamo i lavoratori che si arrampicano sulle torri di
trenta metri e la prossima volta quando salirò a cercare di
convincerli dirò: non ti preoccupare, i soldi non arriveranno,
però arriveranno i consiglieri provinciali, vestiti da supereroi,
portando tanti voti, e ti convinceranno a scendere . Questo è
quello che si otterrà ma va bene così.
Poi si è parlato di diritto al voto. Per l'amor di Dio, di
democrazia, qualcosa di bellissimo. Però peccato che ci siamo
dimenticati il diritto allo studio. E poi a settembre quando
mancheranno i soldi per portare i disabili a scuola, cosa facciamo
li facciamo accompagnare dai consiglieri provinciali con la propria
macchinina? Che diciamo, facciamo così? E per quanto riguarda le
strade che sono distrutte, quelle provinciali, provate ad entrare
soprattutto nell'entroterra o nella mia provincia ad esempio a
Palazzolo, come sono combinate le strade provinciali sempre se non
avete dei figli che mandate a scuola e ogni tanto gli cade qualche
pezzo di intonaco in testa. Ma questo non è importante, arriveranno
i consiglieri provinciali a riparare anche quelle con il loro
cemento e la loro grande forza d'animo. Senza parlare della
retribuzione. Io vorrei capire questi consiglieri comunali vanno a
finire nel bilancio delle Province perché gli dovranno pagare i
gettoni di presenza, gli dovranno pagare gli assessori, però
siccome i soldi non li abbiamo voglio vedere se poi toglieremo il
pane ai lavoratori per continuare a dare, come diceva l'onorevole
Foti, ai vari galoppini'.
Questa è la devastazione che sta lasciando e per questo non c'è
altro da aggiungere. Si potevano fare cose molto più importanti
come andare a battere pugni sul tavolo e ottenere qualcosa in più
per potere riuscire a garantire i servizi e gli stipendi, che sono
la cosa più importante. E invece no. Quanto meno aprire la mobilità
verso enti ministeriali o altri, in modo così da snellire il numero
dei dipendenti o ancor di più cercare di passare competenze ad
altri enti regionali e allo stesso tempo, anche lavoratori, visto
che oramai la quota che noi mettiamo per le province ha superato i
cento milioni di euro ed oltre. Questo è quello che state
lasciando. E' un ricordo prima delle ferie estive. Bel ricordo, per
questo vi ringrazio io e vi ringrazia anche Giletti per le prossime
puntate.
MAGGIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. A seguire l'onorevole Gullo e
l'onorevole Cordaro.
L'onorevole Gullo e l'onorevole Cordaro rinunciano.
Quindi l'ultimo intervento per dichiarazione di voto è
dell'onorevole Maggio.
MAGGIO. Signor Presidente, intervengo per dichiarazione di voto.
Per dichiarare che resterò in Aula ma voterò contro questa norma
non perché io non ne abbia condiviso l'obiettivo, ma lo spirito era
importante ma non è sicuramente la traduzione di quello spirito
quello che troviamo all'interno del corpo normativo. Tra l'altro la
permanenza dell'articolo 2 a mio parere stride totalmente con
quanto definito dalla Delrio, quindi noi ci ritroveremmo con una
norma ancora una volta impugnata nei confronti di strutture che
avrebbero avuto immediatamente bisogno di essere ben definite
proprio per le competenze ad esse attribuite. Quindi voterò no.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Crocetta, Presidente
della Regione siciliana.
CROCETTA, presidente della Regione siciliana. Sarò brevissimo,
senza volere aprire polemiche, però, siccome anche in un dibattito
al quale io sono rimasto completamente estraneo - qualcuno per
forza mi vuole tirare in ballo - io ho il dovere anche di chiarire
alcune posizioni. Perché sarebbe stata buona norma e visto che in
questa vicenda il Governo non ci ha messo niente, non ha voluto,
anzi si voleva rispettare la neutralità, in questo caso. Siccome,
però, questo non è stato fatto, io ho il dovere di dire alcune
cose. Io voterò contro questa norma, per essere chiaro. Mi sarei
voluto astenere ma ciò non è possibile, e non tanto per le
motivazioni che dà l'onorevole Panepinto, per essere chiari, della
serie perché il Governo va contro la legge Delrio, fortunatamente
va contro la legge Delrio. Fortunatamente perché.
PANEPINTO. Non ho detto questo, Presidente
CROCETTA, presidente della Regione siciliana. Onorevole Panepinto
lei ha detto che i sindaci metropolitani, siccome sono eletti da
Catania, Palermo e Messina, automaticamente dovevano essere i
sindaci delle città metropolitane, tesi che io non ho mai
condiviso, per essere chiaro.
Devo ricordare agli amici grillini' che se quella norma, anche in
quella legge passò, passò grazie alla loro astensione con il voto
segreto perché se loro avessero votato in coerenza, contro,
probabilmente noi, avremmo un'altra legge fatta in questi atti. Io,
però, la memoria ce l'ho.
Quindi, ora ribadisco che io sono per l'abolizione netta delle
province così come sono per i Liberi consorzi ed i Comuni come non
sono stati mai realizzati, per essere chiari, e anche voi amici
grillini' avete contribuito a bloccarli quando avete previsto il
Referendum, bloccando i movimenti da Comune a Comune, per cui, qui,
ci sono una serie di somme di responsabilità collettive che
attengono ad una mancata riforma che, io credo, dovrà essere presa,
dovrà, comunque, essere fatta nella prossima legislatura che è
quella, veramente, di attuare lo Statuto con liberi Consorzi dei
Comuni che sono ben altra cosa della trasposizione tout court dello
Statuto Albertino prefigurato nel nostro Paese che era basato sulle
vecchie Prefetture che, poi, con le Province e che, invece,
dovrebbe dare origine ad un nuovo processo democratico perché io
vorrei capire cosa c'entra, con la Città metropolitana di Palermo,
Petralia, cosa c'entra Mistretta con la Città metropolitana di
Messina e via dicendo.
Per essere chiaro, una cosa che non ha senso, per essere chiaro.
Quindi, il mio voto è nettamente contrario e mi batterò e
continuerò a battermi perché, in Sicilia, ci siano, veramente, i
liberi Consorzi dei comuni e si voti, finalmente, per un nuovo
ordinamento che rispetti lo Statuto.
PRESIDENTE. E' stato presentato l'ordine del giorno n. 686, a
firma degli onorevoli Clemente, Milazzo e Maggio.
E' stato distribuito.
Il parere del Governo?
BOSCO, assessore per le Infrastrutture e la Mobilità. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Appongono la firma gli onorevoli Lentini, Alongi e
Savona. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge nn.
1307-1282/A
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Disposizione in materia di elezione diretta
del Presidente e del Consiglio di libero Consorzio comunale e del
Consiglio metropolitano» (1307-1282/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 47
Votanti 46
Maggioranza 24
Favorevoli 32
Contrari 10
Astenuti 4
(L'Assemblea approva)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Ordini del giorno al disegno di legge n. 1276/A Stralcio III
PRESIDENTE. Prima di passare alla votazione del disegno di legge
sul CAS, comunico che è stato presentato l'ordine del giorno 683, a
firma dell'onorevole Formica.
Il parere del Governo?
BOSCO, assessore per le Infrastrutture e la Mobilità. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'onorevole Picciolo dichiara di apporre la firma all'ordine del
giorno n. 683.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Presidenza del Presidente ARDIZZONE
'Norme in materia di Consorzio autostrade siciliane (CAS)'.
(n. 1276/A Stralcio III).
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme in materia di Consorzio autostrade siciliane (CAS) .
(n. 1276/A Stralcio III)»
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Norme in materia di Consorzio
autostrade siciliane (CAS) . (n. 1276/A Stralcio III)»
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
(L'Assemblea non è in numero legale)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi è inutile, a termini di Regolamento
dobbiamo rinviare di un'ora, però, ritengo che quello che sia
successo sull'andamento del CAS guardate che non si gioca con le
istituzioni.
E' chiaro che io non ho partecipato alla discussione perché non
condividevo l'elezione del Libero Consorzio, perché vanno a
sbattere sotto il profilo dell'incostituzionalità.
Io posso esprimere la mia opinione perché tra le tante cose che
sono state dette quella che c'è stato un colloquio con il Ministro
per le Regioni e che ci sono state rassicurazioni, è la rinuncia
alla nostra specialità, consentitemi.
Però, ognuno, si assume le proprie responsabilità,
indipendentemente dalle campagne elettorali.
E' chiaro che sulle provincie c'è stato il gioco dell'oca, come è
stato scritto, mi sembra più che è evidente. La mancanza del numero
legale su una norma proprio quella del CAS, scusate io ho tentato
fino alla fine di inserirla nel collegato, la dice molto lunga la
mancanza del numero legale su un'importante questione perché
l'impressione che si dà all'esterno è che siamo interessati, come
purtroppo si è detto, più alla questione delle poltrone, che al
resto.
Per cui l'Aula è rinviata di un'ora, nella speranza che alla
ripresa ci possano essere 41 parlamentari. Nel caso in cui non ci
siano 41 parlamentari la votazione verrà rinviata al 6 settembre,
ma è chiaro che si chiude la sessione.
La seduta è rinviata di un'ora per mancanza del numero legale.
(La seduta, sospesa alle ore 17.48, è ripresa alle ore 18.45)
La seduta è ripresa.
'Norme in materia di Consorzio autostrade siciliane (CAS)'.
(n. 1276/A Stralcio III).
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Norme in materia di consorzio autostrade siciliane CAS" (1276/A
stralcio)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge Norme in materia di consorzio autostrade
siciliane CAS" (1276/A stralcio).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PREPRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti 13
L'Assemblea non è in numero legale.
L'onorevole Vinciullo e l'onorevole Cirone sono presenti in Aula.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, intanto la ringrazio per avere, a
termini di Regolamento, aggiornato ad un'ora l'Aula per un tema
così importante.
Evidentemente, i banchi desolatamente vuoti di quest'Aula, ma era
prevedibile, ma soprattutto l'assenza a distanza di trenta secondi
tra i due voti precedenti e quello di prima, testimoniano una vera
distrazione negligente da parte dei deputati di maggioranza e
opposizione. Perché il tema trattato non era un tema clientelare,
non era un tema di interesse privato, era un tema di interesse
della Regione, pubblico, sulla quale la Regione si era spesa
nell'accordo con l'ANAS, a costo zero.
Ritengo che sia stato davvero, non solo negligenza, ma anche - se
volete - finalità che oggi non riesco a percepire che voglio
stigmatizzare per la loro pochezza, povertà.
Perché sicuramente oggi discutere in un'Aula deserta un tema così
importante, di una società che rischia di restare commissariata per
colpa di pochi che hanno deciso di fuggire dall'Aula, abbandonare
l'Aula senza nessuno motivo, perché se c'era una maggioranza cinque
minuti prima, trenta secondi prima, e poi successivamente troviamo
il vuoto desolante della prima votazione e quello di quest'Aula -
lo dico ai colleghi che sono arrivati adesso e sono sempre una
sparuta minoranza - davvero testimonia una sciattoneria da parte di
alcuni deputati, soprattutto anche di quelli che si ergono a
paladini della legalità, della trasparenza, che si propongono di
governare questa Regione.
Se sono questi i metodi e questi i modi con cui vogliono governare
la Regione allora avremo da rimpiangere questo Governo tanto
vituperato, a mio avviso, caro Presidente, e questa Presidenza.
Grazie per l'opportunità e buone vacanze.
PRESIDENTE. Hanno evidenziato di essere presenti gli onorevoli
Vinciullo, Cirone, Panarello, Lupo, Anselmo.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, io concordo con le considerazioni
che ha fatto l'onorevole Picciolo, con una sottolineatura, perché
attaccare i Cinque Stelle è facile, ma dobbiamo sapere che chi ha
fatto mancare il numero legale in Aula è una parte dell'opposizione
che ha contrattato con la maggioranza le cose che, evidentemente,
erano di loro convenienza e che, di fronte ad una norma che è di
interesse generale, perché si trattava...
(Interruzione dell'onorevole Turano)
PANARELLO. Chi ha fatto mancare il numero legale è una parte del
centrodestra che è stata protagonista, purtroppo, di questa ultima
fase della legislatura. Mi dispiace ammetterlo per la maggioranza
ed il mio partito ma è stato così
Quindi, non facciamo gli ingenui perché, siccome ad un certo punto
si è determinata la fregola sul voto alle Province - anche
l'onorevole Picciolo, che ha un'esperienza parlamentare dovrebbe
essere meno ingenuo - perché se si fosse votato prima CAS-ANAS
avremmo avuto il numero legale.
Invece, ingenuamente, l'onorevole Panepinto, che è il mio
capogruppo, l'onorevole Picciolo, capogruppo di maggioranza,
l'onorevole D'Asero, che è capogruppo di una forza di maggioranza,
hanno fatto votare prima la legge sulle province e poi quella,
fidandosi della serietà. Ed avete commesso un errore, purtroppo. Mi
dispiace, ma avete commesso un errore
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente
parliamo ai banchi vuoi, si capisce e mi rammarico che, nonostante
una lunga ed estenuante maratona parlamentare, dove per arrivare a
41 ci sono voluti giorni e giorni in quest'Aula, debbo dire che
l'opposizione - e posso citare l'onorevole Cordaro, l'onorevole
Giuseppe Milazzo, il capogruppo di Forza Italia, onorevole Falcone,
gli altri Gruppi di minoranza, sempre che in quest'Aula ci sia
stata mai una maggioranza ed una minoranza conforme - hanno mancato
a quell'impegno che i tre testi di legge venissero votati insieme,
così come si era concordato su proposta del Presidente della I
Commissione, onorevole Cascio.
Ed ha ragione l'onorevole Panarello, abbiamo peccato di ingenuità,
fidandoci dell'impegno in quest'Aula parlamentare, che è un impegno
istituzionale - il termine esatto è quello di impegno istituzionale
- su un tema per il quale la Commissione Bilancio e la IV
Commissione sono state impegnate per mesi e mesi. Il risultato ha
visto mancare il numero legale un'ora fa ed avere poche presenze
ora.
Lei, signor Presidente, è stato molto puntuale nell'avviare le
operazioni di voto, però debbo dire che, anche se avesse
temporeggiato qualche minuto, il risultato sarebbe stato che
anziché in 8 saremmo stati in 13 o 14.
Per cui debbo dire, a chiusura di una stagione lunga, complicata
di cinque anni e poi delle ultime settimane di quest'Assemblea,
hanno dimostrato due cose: un provincialismo politico, e lo abbiamo
detto col capogruppo del PD, onorevole Anselmo, in un comunicato
stampa sul mettere a bersaglio il sindaco della città di Palermo
che deve necessariamente essere commissariato come sindaco della
città metropolitana a partire dall'entrata in vigore della legge e
su un tema molto serio e complesso, che è quello della
trasformazione dell'entrata nella società del CAS dell'ANAS, aver
constatato una assenza di responsabilità su un tema su cui non solo
si è discusso ma si sono pronunciati gli uffici di quest'Assemblea,
gli uffici dell'Avvocatura della Regione.
Debbo dire che, purtroppo, sulla vicenda CAS ed ANAS anche a
mantenere alcune perplessità, l'assenza oggi di quelle minoranze,
ed anche di una parte della maggioranza, dimostra che siamo stati
non ingenui, siamo stati corretti e non sempre la correttezza viene
pagata con il giusto prezzo.
Si chiama coerenza, onorevole Panarello, una coerenza che è
sfociata nella ingenuità di aver creduto a minoranze che avevano
l'ossessione solo di incassare norme che stavano sul collegato e
l'elezione diretta dei liberi consorzi così come i sindaci
metropolitani.
Ahimè, io mi posso rammaricare con me e con i presenti per aver
creduto in un opposizione che in realtà ha agito con superficialità
ed anche con una forma di cannibalismo politico finale che non fa
onore alla politica intesa come momento di rappresentanza dei
cittadini che ci hanno votato.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, quando manca il numero legale la
colpa non è mai della maggioranza né dell'opposizione. Vorrei
ricordare che eravamo 54 in Aula e hanno votato soltanto in 37. Tra
quelli che non hanno votato, onorevole Panepinto, c'erano anche
esponenti della maggioranza. Così come tra quelli che non hanno
votato c'erano anche esponenti dell'opposizione. Non bisogna mai
accusare gli altri, semmai riconoscere i propri demeriti. E il
nostro demerito principale è quello di non aver chiesto
l'inversione del voto. Se avessimo chiesto l'inversione del voto
non si sarebbe mai arrivato a questo risultato, sicuramente
infausto per la Sicilia e infausto per l'economia della nostra
Regione.
Per questo motivo non sfuggirà a lei, che ne ha le competenze e le
capacità, immaginare che il 6 settembre - tra meno di 20 giorni per
essere chiaro - se possiamo inserire immediatamente all'ordine del
giorno questo disegno di legge, dal momento che il disegno di legge
continua a produrre la sua efficacia dal punto di vista
legislativo - ancorchè in un'altra sessione. Sarebbe anche un modo
per riscattarsi, per dimostrare ai siciliani che, nonostante la
campagna elettorale, i deputati della Sicilia pensano alla Regione
siciliana, pensano alla Sicilia; pensano e continuano a pensare a
fare il proprio dovere, come giusto che sia. Perché il mandato
elettorale va esercitato fino all'ultimo giorno, a prescindere
dalla campagna elettorale e a prescindere dagli impegni che ognuno
di noi può assumere.
Sarebbe un modo per riscattare questa legislatura che,
sicuramente, non è stata delle migliori anche per questa assenza -
come l'ha definita l'onorevole Panepinto - di una minoranza e di
una maggioranza, di una opposizione e di forza di Governo, perché
ai grillini che sono andati via e che hanno pensato di scaricare su
tutti noi la responsabilità, ad esempio, del dramma delle province
vorrei ricordare che le province sono state cancellate con loro
voto determinante.
Pertanto, signor Presidente, affido alla sua sensibilità la
possibilità che il 6 settembre possa essere riaffrontato
l'argomento della fusione fra il CAS e l'ANAS e, insieme alla
fusione, altri tre o quattro disegni di legge che erano stati già
inseriti all'ordine del giorno e che meritano la dovuta attenzione.
PRESIDENTE. Per chi ci ascolta, e non solo ai deputati di
quest'Aula, è chiaro che la legislatura si è chiusa con la
votazione di questa sera. Bisogna essere onesti intellettualmente
fino in fondo con noi. A settembre si riprende con una nuova
sessione solo per le comunicazioni di rito in previsione dello
svolgimento delle elezioni.
Purtroppo, debbo dire, non è passata la mia proposta di inserire
tre articoli nel collegato . Ci sarebbero state le condizioni per
l'approvazione. Non è passata la proposta e, quindi, tutto ha avuto
un percorso autonomo.
Non sono io, non l'ho mai fatto, né mi metterò a sindacare le
assenze o le presenze. Anch'io debbo dire sono stato assente in
maniera volontaria sul disegno di legge sulle province perché non
ho condiviso il percorso anche con riferimento alla questione delle
città metropolitane e perché, probabilmente, andremo a sbattere
contro l'impugnativa da parte del Governo nazionale.
Per quanto riguarda la legislatura, non sarei così pessimista.
Voglio per questo evidenziare alcuni aspetti che non appartengono
al mio ruolo probabilmente più al ruolo del Presidente della
Regione. Però, va dato atto - è sfuggito a tutti, perché spesso
probabilmente ci siamo parlati addosso - che in questa legislatura
è stata fatta chiarezza sui bilanci, che è il dato fondamentale.
Una volta i bilanci erano fatti, tra virgolette, erano bilanci
fasulli, è stato detto, con il concorso di tutti, si alimentavano
con i cosiddetti residui attivi. E' stato fatto una grande
operazione di pulizia.
Per cui, non diciamo che questa legislatura è andata malissimo. Io
sono stato deputato in altre legislature. Sono state fatte
tantissime riforme. Ripeto, la prima, questa della pulizia dei
bilanci , certamente perché incalzava il decreto legislativo 118 -
attenzione - ma questo è il più grande merito di questa
Legislatura, a mio avviso e lo potrà dire il governatore del
Governo presieduto dal presidente Crocetta. Probabilmente, spesso
dimentichiamo quello che di buono facciamo.
Questa Legislatura e questa Assemblea ha dato attuazione al
decreto Monti, all'inizio, dimostrando di avere le carte in regola
ed abbiamo avuto un contenimento della spesa per ben 74 milioni di
euro pur non essendo obbligati, come Parlamento siciliano,
all'applicazione del decreto Monti e non abbiamo fatto
rivendicazioni statutarie su questa materia.
Questa legislatura è stata la legislatura che ha esitato
indipendentemente dalle governance - mandiamo anche messaggi
sbagliati - tre città metropolitane - uniche, grazie alla nostra
specialità, in una Regione - perché nelle altre Regioni abbiamo,
chiaramente parlando di grandi città, città capoluogo di Regione, a
parte Reggio Calabria per le note vicende con Catanzaro. Ma, grazie
alla nostra specialità abbiamo avuto tre città metropolitane che
hanno permesso di sottoscrivere i Patti per il Sud. Quindi, anche
sul piano quantitativo; eppure, quante cose abbiamo sentito in
questi mesi, in questi anni, che questa Assemblea non legiferava,
addirittura c'erano anche giornalisti che facevano confusione fra
non esitavano norme, avvocato Anselmo, le norme venivano esitate,
magari non venivano esitate le leggi, ma norme ne abbiamo esitate
nel corso di questa Legislatura.
Quindi io non sarei così negativo. Almeno noi, che siamo stati i
protagonisti, nel bene e nel male, di questi cinque anni, dovremmo
avere la consapevolezza di quello che di buono è stato fatto, di
quello che certamente si poteva fare. Attenzione, le cose che si
potevano fare chiaramente sono tante. Con l'augurio che la
Legislatura che verrà possa dare maggiori certezze ai siciliani,
ma nella consapevolezza - e questo lo vorrei sottolineare - che i
bilanci, una volta per tutte, e per la prima volta, sono bilanci
chiari. Questo è merito, chiaramente, del Governo, e - consentitemi
di dire - è merito anche di questa Assemblea. Non so se il
presidente Crocetta vuole dire qualcosa.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, condivido
molto le questioni che lei ha posto sulla fattività di alcune cose
che sono cambiate in modo radicale, sui bilanci, sul modo di fare
le leggi; basti pensare che dal 2013 in poi abbiamo tolto insieme
la Tabella H, esempio di una logica che vedeva chiudere gli accordi
politici attorno alla spartizione di contributi a pioggia. Questa è
un'inversione di tendenza ma che si è tradotta anche
finanziariamente in una serie di cose positive.
Abbiamo messo a posto i conti della Regione e non mi sembra poco.
Il PIL è cresciuto, i fondi europei si spendono. Siamo nelle
condizioni, io credo, di una crescita oggettiva che ci potrà essere
ed io spero che, la prossima Legislatura, possa approfittare di
questa circostanza positiva di ripartenza, anche perché non si
troverà come noi ci siamo trovati al 31 dicembre del 2012 con meno
due miliardi di disavanzo e due miliardi e 700 milioni di debiti di
fatture da pagare ai fornitori. Questo nessuno lo troverà. Troverà
un bilancio in ordine, fornitori pagati, spesa europea fatta,
investimenti programmati coperti attraverso la nuova
programmazione, quindi una serie di cose positive che possono
andare avanti.
Ciò non mi toglie - rispetto ad alcune questioni, voglio dire che
io ritengo essenziali - di cogliere l'amarezza per il voto di oggi,
perché alla fine il voto di oggi, fino a quando parliamo di
collegato e di una serie di norme a pioggia - le leggi si fanno -,
quando parliamo invece della possibilità di 10 miliardi di
investimenti nelle infrastrutture stradali della Sicilia e per
colpa di alcuni si debba inficiare poi il ruolo attivo del
Parlamento al lavoro, spero Presidente che lei possa fare, mi
associo alla richiesta dell'onorevole Vinciullo, un'eccezione, un
tentativo di salvezza nella prima finestra utile di settembre, di
questa norma, perché questo permetterebbe il rilancio delle
infrastrutture in Sicilia, tema che riguarda metà della popolazione
siciliana, tutta la fascia costiera che va da Siracusa fino a
Trapani, parte della fascia centrale della Sicilia attraverso la
nord sud, quindi riguarda Siracusa, Caltanissetta, Agrigento, Enna,
Trapani, riguarda metà del territorio siciliano, quindi spero che
si possa riprendere questa norma.
Per il resto condivido che, nel momento in cui abbiamo la cosa
negativa, dobbiamo apprezzare le altre cose positive, quindi mi
associo alla sua valutazione. Se in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari si potesse riproporre o il nuovo disegno di
legge che verrebbe approvato in Giunta immediatamente, cosa cui
daremo la priorità, oppure il mantenimento di questo disegno di
legge così come è stato presentato per riproporlo alla valutazione,
si potrebbe vedere di riuscire a fare come ultimo atto legislativo
di questa Legislatura, un atto che rilancia le infrastrutture e gli
investimenti siciliani.
PRESIDENTE. E, allora, da una rapida consultazione con gli Uffici,
pur essendo una nuova sessione, limitatamente ad un disegno di
legge già avviato, dovremmo depositare un nuovo disegno di legge ma
non ci sono realisticamente i tempi, però, con un'autorizzazione
della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, che si
potrà tenere alle ore 11.00 di mercoledì 6 settembre 2017, se ci
saranno le condizioni - in atto dico dobbiamo andare avanti -
senza aprire margini ad ulteriori discussioni, ripartendo dal voto
finale che abbiamo espresso, però occorre la garanzia dei 41
deputati - ci sono i tempi per riflettere e ribadisco di avere
bisogno di un'autorizzazione dalla Conferenza dei Capi gruppo per
ripartire dalla votazione finale - si potrà provare.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Lupo
La seduta è rinviata a mercoledì 6 settembre 2017, alle ore 12.00,
con il seguente ordine del giorno:
- COMUNICAZIONI
La seduta è tolta alle ore 19.08
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio