Presidenza del presidente Ardizzone
LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTI. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Clemente, Lo Sciuto sono in
congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Disposizioni in materia di tasse automobilistiche ed esenzione
tassa di circolazione per veicoli di proprietà delle organizzazioni
di volontariato socio-assistenziale e di protezione civile. (n.
418)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Firetto,
D'Agostino, Dina, La Rocca Ruvolo, Micciché, Ragusa, Sorbello e
Turano in data 23 maggio 2013.
- Cessazione delle attività dell'Ente autonomo portuale di Messina
e subentro dell'Autorità portuale di Messina - Milazzo nella
gestione ed amministrazione del punto franco. (n. 419)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Firetto,
D'Agostino, Dina, La Rocca Ruvolo, Miccichè, Ragusa, Sorbello e
Turano in data 23 maggio 2013.
- Misure a sostegno dei pazienti oncologici e delle loro famiglie.
(n. 420)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ioppolo,
Musumeci, Formica e
Currenti in data 23 maggio 2013.
- Disposizioni per il riequilibrio della rappresentanza di genere
nell'Assemblea regionale siciliana. (n. 421)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Milazzo,
Maggio, Cirone e Raia in data 23 maggio 2013.
- Prevenzione del rischio sismico in Sicilia. (n. 422)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Pogliese,
Vinciullo, Falcone, Caputo, Assenza, Fontana, Germanà, Milazzo,
Formica, Ioppolo, Dina, Fiorenza, Sudano, Currenti, Sammartino,
Anselmo, Miccichè, Grasso, Nicotra, Cascio S., Lantieri, Cordaro,
D'Agostino, Ragusa, Figuccia, Clemente, Federico, Leanza, Lo
Sciuto, Panepinto, Raia e Vullo in data 23 maggio 2013.
- Sistema integrato per la prima infanzia. (n. 423)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Maggio,
Alloro, Arancio, Barbagallo, Cirone, Cracolici, Ferrandelli,
Gucciardi, Digiacomo, Laccoto, Lupo, Marziano, Milazzo, Panarello,
Panepinto, Raia, Rinaldi e Vullo in data 23 maggio 2013.
- Modifica all'articolo 9 della legge regionale n. 6 del 5 aprile
2011. (n. 424)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Pogliese,
Assenza, Caputo, Falcone e Vinciullo in data 23 maggio 2013.
- Norme per la disciplina del Mutuo sociale . (n. 425)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Pogliese,
Assenza, Caputo, Falcone e Vinciullo in data 23 maggio 2013.
- Normativa sull'efficienza energetica in Sicilia. (n. 426)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Trizzino,
Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Zito, Cancelleri, Ciancio, Foti,
La Rocca, Palmeri, Siragusa, Ciaccio, Tancredi e Zafarana in data
24 maggio 2013.
- Proroga ricomposizione fondiaria. (n. 427)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Pogliese,
Assenza, Caputo, Falcone e Vinciullo in data 24 maggio 2013.
- Intervento a sostegno dell'autonomia abitativa dei giovani
siciliani. (n. 429)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Pogliese,
Assenza, Caputo, Falcone e Vinciullo in data 24 maggio 2013.
- Recupero del patrimonio edilizio costituito da piccole botteghe
e laboratori artigianali, non più economicamente utilizzabili. (n.
430)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Pogliese,
Assenza, Caputo, Falcone e Vinciullo in data 24 maggio 2013.
- Disposizioni per favorire l'attività svolta dal Servizio
regionale siciliano del Corpo nazionale soccorso alpino e
speleologico. (n. 431)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Pogliese,
Assenza, Caputo, Falcone e Vinciullo in data 24 maggio 2013.
- Nuova disciplina del servizo idrico integrato. (n. 432)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Firetto,
Anselmo, D'Agostino, Dina, La Rocca Ruvolo, Micciché, Ragusa,
Sorbello e Turano in data 24 maggio 2013.
- Norme relative al funzionamento della forma di governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura in attuazione degli artt.
9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione. (n. 433)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Fazio,
Firetto, Gucciardi, Cancelleri, Cordaro, D'Asero e Formica in data
24 maggio 2013.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
di legge alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati alle
Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione. (n. 428)
di iniziativa parlamentare, presentato il 24 maggio 2013 e inviato
il 27 maggio 2013.
ATTIVITA' PRODUTTIVA (III)
- Applicazione art. 45 della Legge Regionale n. 9/2009 - Aiuti
alle imprese. (n. 416)
di iniziativa parlamentare, presentato il 23 maggio 2013 e inviato
il 27 maggio 2013.
- Accelerazione della definizione dei procedimenti agevolativi.
(n. 417)
di iniziativa parlamentare, presentato il 23 maggio 2013 e inviato
il 27 maggio 2013.
parere UE
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Istituzione dell'anagrafe degli impianti eolici e fotovoltaici.
(n. 415)
di iniziativa parlamentare, presentato il 22 maggio 2013 e inviato
il 23 maggio 2013.
parere I.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Modifiche alla legge regionale n. 26 del 1993. Estensione della
qualifica di pubblico ufficiale per l'autenticazione delle
sottoscrizioni elettorali . (n. 374)
di iniziativa parlamentare, inviato il 22 maggio 2013.
- Ticket di sbarco e accesso nelle isole minori. (n. 403)
di iniziativa parlamentare, inviato il 22 maggio 2013, parere IV
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Interventi per la tutela e la valorizzazione delle specie equine
a rischio di estinzione dell'Asino Grigio Siciliano, dell'Asino
Pantesco e dell'Asino ragusano e per la promozione del consumo di
latte d'asina per usi alimentari, terapeutici e dietetici. (n. 371)
di iniziativa parlamentare, inviato il 22 maggio 2013, parere IV e
UE
- Esenzione IRAP per le imprese giovanili e femminili. (n. 395)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 maggio 2013.
- Irfis Finsicilia. (n. 397)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 maggio 2013.
- Modiche alla legge regionale 6 febbraio 2008, n. 1, in materia
di garanzie fornite da soci di cooperative. (n. 398)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 maggio 2013.
- Modifiche della legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8. Norme di
interpretazione autentica. (n. 400)
di iniziativa parlamentare, inviato il 22 maggio 2013.
- Moratoria dei debiti fiscali delle piccole e medie imprese nei
confronti di Riscossione Sicilia. (n. 401)
di iniziativa parlamentare, inviato il 22 maggio 2013.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Norme in materia forestale, di tutela e salvaguardia del
territorio e dell'ambiente. (n. 360)
di iniziativa parlamentare, inviato il 22 maggio 2013, parere V
- Norme per incentivare la riqualificazione delle aree urbane e lo
sviluppo urbanistico del territorio attraverso l'apporto di
capitali privati. (n. 362)
di iniziativa parlamentare, inviato il 22 maggio 2013, parere UE
- Riperimetrazione del Parco dei Nebrodi. (n. 364)
di iniziativa parlamentare, inviato il 22 maggio 2013.
- Soppressione dell'Ente Autonomo Portuale di Messina. (n. 373)
di iniziativa parlamentare, inviato il 22 maggio 2013.
- Modificazione dell'art. 24 comma 1 della legge regionale n. 15
del 5 novembre 2004, di recepimento dell'art. 32 comma 27 lettera
d) della Legge n. 326 del 24 novembre 2003. (n. 380)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 maggio 2013.
- Iniziative a sostegno delle esigenze abitative dei giovani. (n.
404)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 maggio 2013.
- Disciplina delle attività produttive del settore turismo. (n.
414)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 maggio 2013, parere I,
III, V e UE
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Disposizioni in materia di interventi della Regione a favore dei
siciliani nel mondo. (n. 334)
di iniziativa parlamentare, inviato il 22 maggio 2013.
- Disposizioni per la valorizzazione e tutela dei livelli
occupazionali del personale proveniente dal c.d. regime transitorio
dei lavori socialmente utili, in servizio presso gli enti ed
istituti pubblici comunque denominati soggetti a controllo,
vigilanza c/o tutela dell'Amministrazione regionale. (n. 361)
di iniziativa parlamentare, inviato il 22 maggio 2013, parere I.
- Fondo per iniziative di carattere culturale. (n. 396)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 maggio 2013.
- Personale IRIDAS. (n. 402)
di iniziativa parlamentare, inviato il 22 maggio 2013.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Promozione dell'attività di recupero e distribuzione delle
eccedenze alimentari e non alimentari a favore delle fasce più
deboli della popolazione. (n. 363)
di iniziativa parlamentare, inviato il 22 maggio 2013.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che:
- gli onorevoli Maria Leonarda Maggio e Margherita La Rocca
Ruvolo, con nota prot. n. 0006454/SG.LEG.PG. del 24 maggio 2013,
hanno chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge n. 7
Istituzione degli ecomusei della Sicilia ;
- gli onorevoli Giovanni Lo Sciuto e Giovanni Greco, con nota
prot. n. 0006455/SG.LEG.PG. e n. 0006456/SG.LEG.PG. del 24 maggio
2013, hanno chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge
n. 420 Misure a sostegno dei pazienti oncologici e delle loro
famiglie ;
- gli onorevoli Marcello Greco, Giovanni Greco, Giovanni Lo
Sciuto, Nello Musumeci e Annunziata Luisa Lantieri, con nota prot.
n. 0006460/SG.LEG.PG. del 24 maggio 2013, hanno chiesto di apporre
la propria firma ai disegni di legge n. 7 Istituzione degli
ecomusei della Sicilia , n. 202 Utilizzo dei residui Fondi PAR FAS
2007/2013 per il finanziamento dei cantieri di lavoro a favore
degli enti locali e degli enti di culto e n. 382 Norme per la
realizzazione di cantieri di lavoro presso gli immobili di
proprietà degli Enti di culto ;
- l'onorevole Concetta Raia, con nota prot. n. 0006461/SG.LEG.PG.
del 24 maggio 2013, ha chiesto di apporre la propria firma al
disegno di legge n. 392 Agevolazioni di natura fiscale per la
ricomposizione fondiaria .
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
alle Commissioni:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Guide turistiche. Modifica decreto di attuazione articolo 2,
legge regionale n. 8/2004. (n. 13/IV).
pervenuto in data 22 maggio 2013 e inviato in data 23 maggio 2013.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Schema di decreto assessoriale Determinazione dotazione
organica dei punti nascita . (n. 14/VI).
pervenuto in data 22 maggio 2013 e inviato in data 23 maggio 2013.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico il parere reso dalla Commissione:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV) - ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Piano Regionale faunistico venatorio - Trasmissione. (n. 8/IV-
III).
reso in data 22 maggio 2013, inviato in data 23 maggio 2013.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 714 - Notizie sul mancato saldo dei contributi previsti dal
Decreto dell'Assessorato della famiglia su 'vecchie e nuove
povertà'.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Musumeci Nello; Formica Santi; Currenti Carmelo;
Ioppolo Giovanni; Ruggirello Paolo
N. 715 - Iniziative urgenti per la salvaguardia dei mosaici della
Cappella Palatina del complesso monumentale del Palazzo dei
Normanni.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Cordaro Salvatore
N. 716 - Iniziative di prevenzione del diabete nei giovani
siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico
N. 728 - Chiarimenti sulla mancata copertura finanziaria di alcuni
patrocini onerosi per le manifestazioni del 2009.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 730 - Chiarimenti circa gli incarichi di Responsabile di U.O.C.
presso il P.O. 'Muscatello' di Augusta (SR).
- Assessore Salute
Firmatario: Oddo Salvatore
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 719 - Interventi urgenti a sostegno delle aziende creditrici di
AMIA spa.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Caputo Salvino
N. 720 - Chiarimenti in ordine alla revoca del decreto istitutivo
del Parco dei Monti Sicani.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Caputo Salvino
N. 727 - Notizie sul mancato completamento dei lavori di
costruzione della diga di Blufi (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio
N. 729 - Urgenti provvedimenti in merito alle richieste di
sanatoria a tutt'oggi inevase.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Caputo Salvino
N. 733 - Notizie in merito al Piano Energetico Regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Caputo Salvino
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo e alle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 717 - Notizie relative agli sforamenti per incarichi esterni
nell'ambito dei presìdi di Pronto Soccorso.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Picciolo Giuseppe; Lo Giudice Salvatore; Greco
Marcello; Forzese Marco Lucio; Savona Riccardo; Tamajo Edmondo;
Anselmo Alice
N. 718 - Notizie sull'acquisizione dell'ISAB di Priolo (SR) da
parte della Lukoil.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Musumeci Nello; Formica Santi; Currenti Carmelo;
Ioppolo Giovanni
N. 721 - Chiarimenti circa l'assunzione di 97 assistenti tecnici
restauratori nei ruoli dell'Amministrazione regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Economia
Firmatario: Raia Concetta
N. 722 - Istituzione di un'Unità di crisi per l'emergenza idrica a
Ragusa.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Musumeci Nello; Formica Santi; Currenti Carmelo;
Ioppolo Giovanni
N. 723 - Chiarimenti in merito alle procedure di gara e relativi
costi per il sistema radiografico RIS - PACS.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Ruggirello Paolo; Sammartino Luca; Leanza Nicola;
Lentini Salvatore; Nicotra Raffaele Giuseppe; Sudano Carmela
Valeria Maria
N. 724 - Notizie in merito alle concessioni demaniali marittime.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Tamajo Edmondo
N. 725 - Iniziative per fronteggiare l'emergenza ambientale e
sanitaria nelle aree di Gela, Priolo, Milazzo, sedi di poli
petrolchimici siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni
N. 726 - Notizie in merito ai finanziamenti e contributi erogati
per le misure 112, 121 e 311 - azione A del PSR.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatari: Ruggirello Paolo; Sammartino Luca; Leanza Nicola;
Lentini Salvatore; Nicotra Raffaele Giuseppe; Sudano Carmela
Valeria Maria
N. 731 - Notizie sul continuo ritardo nei trasferimenti ai Comuni
a valere sul fondo per le autonomie locali.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Assenza Giorgio
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 58 - Interventi urgenti in merito alla vicenda giudiziaria di
KALAT AMBIENT.
- Presidente Regione
Firmatari: Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Mangiacavallo
Matteo; Ferreri Vanessa; Tancredi Sergio; Cancelleri Giovanni
Carlo; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Ciaccio Giorgio; Palmeri Valentina
N. 59 - Chiarimenti in merito alle azioni e alle misure adottate
dal Governo per il settore della formazione professionale e per i
livelli occupazionali.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Caputo Salvino
N. 60 - Chiarimenti circa la qualità delle acque destinate al
consumo umano.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Foti Angela; Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo;
Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio; Cappello Francesco; Tancredi
Sergio; Ciancio Gianina; Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa;
Mangiacavallo Matteo; La Rocca Claudia; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
- numero 114 Provvedimenti per l'IRCAC , degli onorevoli Caputo
Salvino; Assenza Giorgio; Fontana Vincenzo; Germanà Antonino
Salvatore, presentata il 17 maggio 2013;
- numero 115 Iniziative in ordine a Riscossione Sicilia S.p.a. ,
degli onorevoli Lo Sciuto Giovanni; Lombardo Salvatore Federico;
Figuccia Vincenzo; Di Mauro Giovanni; Greco Giovanni; Federico
Giuseppe, presentata il 20 maggio 2013;
- numero 116 Iniziative per il conferimento della medaglia al
valore civile alla Sicilia per la lotta contro le mafie , degli
onorevoli Ferrandelli Fabrizio; Arancio Giuseppe Concetto; Laccoto
Giuseppe; Anselmo Alice; Vullo Gianfranco, presentata il 21 maggio
2013;
- numero 117 Provvedimenti urgenti per il rilancio
dell'occupazione in Sicilia , degli onorevoli Caputo Salvino;
Assenza Giorgio; Fontana Vincenzo; Germanà Antonino Salvatore,
presentata il 21 maggio 2013;
- numero 118 Interventi per garantire il pieno diritto allo
studio a tutti gli alunni disabili e la stabilizzazione dei docenti
di sostegno precari nell'ottica di una professionalizzazione del
loro ruolo , degli onorevoli Maggio Maria Leonarda; Alloro Mario;
Gucciardi Baldassare; Milazzo Antonella Maria, presentata il 21
maggio 2013;
- numero 119 Interventi urgenti in merito ai canoni di
concessione per i beni demaniali marittimi , degli onorevoli
Assenza Giorgio; Caputo Salvino; Pogliese Salvatore Domenico;
Fontana Vincenzo; Vinciullo Vincenzo; Falcone Marco, presentata il
21 maggio 2013;
- numero 120 Istituzione di una Commissione parlamentare di
indagine sulla vicenda del 'Dormitorio dei Benedettini' di
Monreale , degli onorevoli Caputo Salvino; Pogliese Salvatore
Domenico; Assenza Giorgio; Falcone Marco; Vinciullo Vincenzo,
presentata il 22 maggio 2013;
- numero 121 Interventi urgenti sui piani di gestione dei siti
'Natura 2000' e le relative misure di conservazione , degli
onorevoli Trizzino Giampiero; Foti Angela; Ciaccio Giorgio; Palmeri
Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Siragusa
Salvatore; Zito Stefano; La Rocca Claudia; Ferreri Vanessa;
Mangiacavallo Matteo; Ciancio Gianina; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina, presentata il 23 maggio 2013;
- numero 122 Misure a favore dell'occupazione giovanile. Figuccia
Vincenzo; Di Mauro Giovanni; Lombardo Salvatore Federico; Lo Sciuto
Giovanni; Federico Giuseppe; Greco Giovanni; D'Asero Antonino;
Fontana Vincenzo; Picciolo Giuseppe; Clemente Roberto Saverio;
Sammartino Luca; Siragusa Salvatore; Vinciullo Vincenzo; Gianni
Giuseppe; Firetto Calogero; La Rocca Ruvolo Margherita; Grasso
Bernadette Felice; Lantieri Annunziata Luisa; Barbagallo Anthony
Emanuele; Sorbello Giuseppe; Falcone Marco; Ferrandelli Fabrizio;
Cirone Maria in Di Marco; Anselmo Alice; Miccichè Gianluca
Antonello; Savona Riccardo; Alloro Mario; Turano Girolamo; Lentini
Salvatore; Di Giacinto Giovanni; Dipasquale Emanuele; Dina
Antonino, presentata il 24 maggio 2013.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 47
PRESIDENTE. Comunico che, relativamente all'interrogazione n. 47,
degli onorevoli Assenza e Pogliese, era pervenuta risposta scritta
da parte dell'Assessore per le risorse agricole ed alimentari,
annunciata nella seduta d'Aula n. 24 del 6 marzo 2013.
Con successiva nota prot. n. 15897 del 26 marzo 2013, il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per la salute a
fornire la relativa risposta e con nota di quest'ultimo, prot. n.
43441 del 21 maggio 2013, pervenuta il 22 maggio 2013 e
protocollata al n. 6390/AULAPG del 23 maggio successivo, lo stesso
Assessore per la salute, a seguito di quanto relazionato
dall'Assessore per le risorse agricole e alimentari, ha ritenuto
già riscontrata l'interrogazione in questione.
Pertanto, non sorgendo osservazioni, l'iter parlamentare
dell'interrogazione n. 47 si intende definitivamente concluso.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di ritiro di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che, in allegato alla nota di trasmissione e-
mail pervenuta il 21 maggio 2013 e protocollata al n. 6315/AULAPG
del 22 maggio successivo, l'onorevole Siragusa, nella qualità di
primo firmatario, ha ritirato l'interrogazione n. 781.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di ritiro di firma a mozione e di nuova apposizione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta il 22 maggio 2013 e
protocollata al n. 6465/AULAPG del 24 maggio successivo,
l'onorevole Foti ha chiesto di ritirare la propria firma dalla
mozione n. 58 e di apporla alla mozione n. 18.
Comunicazione di elezione dell'Ufficio di Presidenza della
Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia in
Sicilia
PRESIDENTE. Comunico che, nella seduta n. 1 del 23 maggio 2013, la
Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia in
Sicilia ha proceduto all'elezione dell'Ufficio di Presidenza, che
risulta così composto:
Presidente: Nello Musumeci;
Vicepresidenti: Salvatore Cordaro, Fabrizio Ferrandelli, Gianluca
Micciché;
Segretario: Salvino Caputo.
Comunico, altresì, che con nota prot. n. 6512 del 27 maggio 2013,
l'onorevole Salvino Caputo ha rassegnato le dimissioni dalla carica
di deputato segretario.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lentini e Vullo sono in
congedo per oggi.
Presidenza del presidente Ardizzone
Comunicazioni del Governo sulle procedure
di nomina dei manager delle Aziende provinciali sanitarie
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al II punto all'ordine
del giorno: Comunicazioni del Governo sulle procedure di nomina dei
manager delle Aziende provinciali sanitarie.
Così come per altro richiesto fortemente in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari su questa vicenda ben
conosciuta, se non altro per la rilevanza mediatica che ha avuto,
il Governo - così come è giusto fare - ha dato la propria
disponibilità a riferire in Aula, e per questo abbiamo presente
l'assessore Borsellino.
Presidenza del presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
D'ASERO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io devo
comunicare all'Aula, dopo aver presentato una interpellanza
parlamentare su un tema molto delicato e scottante, che questa
Assemblea e lei signor Presidente attivi delle iniziative per
intervenire sulla problematica molto delicata e grave che si sta
determinando sul problema formazione e, segnatamente, sugli aspetti
che riguardano le procedure che sono in atto interrotte da un
momento di grande confusione che vede, da una parte gli enti che
hanno operato in maniera lineare e legale, che non vedono la
possibilità di recuperare le risorse relative ai rendiconti, con
una grave problematica che si sta determinando sui D.U.R.C., perché
sostanzialmente gli enti che hanno operato in maniera lineare ed in
maniera esemplare, di fatto con la procedura che ritarda i tempi di
decretazione si determina la scadenza dei tempi di validità del
D.U.R.C., e pertanto, una volta manca per il D.U.R.C., nel senso
che non è stato presentato, quando viene presentato i tempi si
dilungano e i termini del documento unico di regolarità
contributiva scadono e quindi quando si deve erogare, l'ente non
può percepire le risorse perché il documento è già scaduto. Questo
problema diventa grave, perché nella sostanza riguarda il
cosiddetto momento del rendiconto, il problema
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero cosa c'entra questo intervento con
l'ordine dei lavori?
D'ASERO. Ma mi pare un problema molto delicato
PRESIDENTE. Lei poteva intervenire ai sensi dell'art. 83 del
Regolamento interno, lei è Presidente di Gruppo parlamentare,
abbiamo tenuta una Conferenza dei Presidenti.
D'ASERO. Ma mi sembra sia un problema molto delicato.
PRESIDENTE. Capisco che l'interpellanza è di una certa valenza, e
presentata da un parlamentare autorevole come lei, per altro è
Capogruppo del Pdl, ma l'intervento non è sull'ordine dei lavori.
Comunque vada avanti, non volevo assolutamente negarle la
possibilità, lo evidenzio per il futuro.
D'ASERO. La ringrazio Signor Presidente per la puntualizzazione,
ed e è giusto che riporti sul percorso regolamentare, forse dovevo
chiedere la parola ai sensi dell'articolo 83, però ciò premesso -
e concludo l'intervento - ritenendolo di particolare delicatezza,
di particolare gravità, in un momento in cui cresce la tensione
sociale su un argomento dove è necessario che si dia una risposta,
perché va bene la rotazione del personale, va bene il momento di
riorganizzazione però è necessario capire che sul problema dei
rendiconti, e quindi un percorso già definito, sul problema delle
anticipazioni che devono essere date, sul problema di questo
aspetto delicatissimo che vede gli enti in una posizione di grande
difficoltà, io ritengo che questo Parlamento debba avere la
possibilità di sollecitare una iniziativa che definisca e che possa
dare a questo Parlamento notizie di come si intende prevedere,
ricordandoci tutti signor Presidente che c'è un famoso detto, non
tanto oxfordiano' ma più siciliano che recita: mentre il medico
studia, il malato muore .
Si riprende il II punto all'ordine del giorno
PRESIDENTE. Si riprende il II punto all'ordine del giorno:
Comunicazioni del Governo sulle procedure di nomina dei manager
delle Aziende provinciali sanitarie.
Ha facoltà di parlare l'assessore Borsellino.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, deputati,
l'iter che ha condotto alla formazione dell'elenco di idonei
aspiranti alla nomina dei direttori generali delle aziende
sanitarie, che è stato oggetto di pubblicazione in questi giorni,
ed è anche argomento della odierna audizione ha costituito fin
dall'inizio del mio mandato in seno all'organo di Governo
Regionale, il primo impegno programmatico, volto proprio
all'innovazione del top management delle aziende sanitarie del
sistema sanitario della Regione.
La procedura avviata ha da subito suscitato particolare interesse,
attese le refluenze che inevitabilmente la scelta dei manager
assume nel processo di rinnovamento nel processo di rinnovamento
del servizio sanitario regionale per il ruolo strategico che gli
stessi manager rivestono alla guida delle aziende. I principi
ispiratori su cui è stata informata l'attività fin qui condotta,
non possono che risiedere su criteri che intendono valorizzare la
capacità e le esperienze professionali e dirigenziali, il profilo
morale dei candidati, l'adeguatezza degli incarichi ricoperti,
ovvero la corrispondenza delle strutture dirette rispetto le
funzioni da ricoprire, ha avuto riguardo anche delle valutazioni
sulla performance conseguita negli incarichi precedentemente
assunti, nella considerazione che per la prima volta l'avviso
pubblico da cui scaturisce la formazione di questo elenco prevede
che la valutazione della performance, nel caso di un giudizio
negativo, possa costituire una preclusione all'accesso all'elenco
stesso e, quindi, poi anche ai fini della nomina.
Questi criteri sono imprescindibili perché si possano fondare i
presupposti di un sistema sanitario regionale moderno, efficiente e
sostenibile soprattutto per quanto concerne il miglioramento
continuo che lo stesso servizio sanitario deve seguire riguardo al
dinamismo e, quindi, ai cambiamenti che si formano in seno al
servizio stesso, e perché si possa conseguire una organizzazione
dei servizi volta, continuamente, al miglioramento della qualità
degli stessi, ma soprattutto all'innalzamento dei livelli di
soddisfacimento dei bisogni della salute delle persone e della loro
qualità di vita.
Tengo, preliminarmente, a precisare che il riserbo che ho
mantenuto, soprattutto sul piano mediatico, su questa tematica e
sulla specifica procedura che, peraltro, è ancora in corso, è stata
una scelta non di silenzio ma di riserbo e soprattutto di rispetto
verso gli organi e le sedi istituzionali presso cui sono tenuta
prioritariamente a riferire, ed in particolare verso questo
Parlamento con cui mi onoro di confrontarmi.
In considerazione, tuttavia, della complessità dell'iter, ho
ritenuto di dover tracciare in un documento, per agevolarne la
rappresentazione a questo Parlamento, le tappe principali e più
significative già maturatesi ed il relativo stato di avanzamento
della procedura.
Innanzitutto, un inquadramento del contesto normativo nel quale
operiamo: la procedura per la formazione dell'elenco sottoposto ad
aggiornamento biennale, degli aspiranti idonei alla nomina di
direttore generale delle Aziende è normata dagli articoli 3 e 3 bis
del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modifiche ed
integrazioni. Tali articoli sono stati successivamente modificati
dall'articolo 4 del decreto legge 13 settembre 2012, n. 158,
convertito, con modificazioni, nella legge 8 novembre 2012 n. 189,
meglio nota come Legge Balduzzi .
Oltre al quadro normativo nazionale, trova applicazione nella
suddetta procedura anche l'articolo 19, comma 1, della legge
regionale 5/2009 di riforma del servizio sanitario regionale nella
parte in cui prevede che l'assessore accerta la corrispondenza,
oltre ai requisiti desumibili dai curricula dei candidati, rispetto
a quelli previsti dalla normativa vigente, anche l'adeguatezza dei
candidati, ovverosia la corrispondenza tra le strutture già dirette
e le funzioni da svolgere.
Queste le principali tappe del percorso: il 4 dicembre del 2012 la
Giunta regionale apprezza e, quindi, delibera approvandolo, lo
schema di avviso pubblico predisposto dall'Assessorato che dirigo,
che è volto a definire la procedura per la formazione dell'elenco
degli aspiranti idonei alla nomina di Direttore Generale delle
Aziende sanitarie.
Tale avviso ha formato, quindi, oggetto della delibera di Giunta
di Governo, la numero 471 del 4 dicembre 2012, successivamente resa
esecutiva con decreto assessoriale del 12 dicembre 2012,
quest'ultimo pubblicato sia in sede regionale che nazionale.
La procedura, intendo ricordarlo si compie in ambito nazionale per
cui, la formazione dell'elenco degli aspiranti cui da luogo è un
elenco che ha valore su tutto il territorio nazionale; da qui
l'esigenza, anche, della pubblicazione degli atti su tutti gli
strumenti di divulgazione, siano essi ascrivibili alla Gazzetta
Ufficiale o al sito istituzionale dell'Assessorato.
Il 21 dicembre del 2012 l'avviso viene pubblicato sulla serie
concorsi della Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, la n.
100, e viene fissata la data di decorrenza dei termini per la
presentazione delle istanze in trenta giorni dalla pubblicazione,
ovvero il 21 gennaio 2013. In base alla normativa richiamata, la
nomina dei direttori generali delle Aziende sanitarie si articola
in due procedimenti distinti: l'uno volto, come detto, alla
formazione dell'elenco dei soggetti aspiranti alla nomina e l'altro
finalizzato ad individuare i soggetti idonei, quali quelli a cui
conferire l'incarico.
Quest'ultima fase, che si forma attraverso una proposta
dell'assessore per la salute, viene poi resa effettiva con delibera
di giunta e, quindi, conferito l'incarico con decreto del
Presidente della Regione.
Andiamo al primo procedimento, ovvero quello che è finalizzato
alla costituzione dell'elenco.
Il citato avviso prevedeva, in conformità proprio al comma 3
dell'art. 3bis del decreto legislativo 502 e successive
modificazioni - in ragione di quanto, poi, previsto dalla Legge
Balduzzi - la costituzione di una commissione alla quale è
attribuito il compito di verificare la sussistenza dei presupposti
e dei requisiti normativamente previsti, in capo agli aspiranti, ai
fini dell'iscrizione in elenco. Questo organo collegiale, la cui
istituzione è prevista nell'ambito di questa procedura, è una
assoluta novità nel quadro normativo nazionale, perché la Legge
Balduzzi che, per la prima volta, prevede l'istituzione formale di
una commissione cui affidare questo tipo di incarico di tipo
istruttorio.
Tale procedimento, di carattere ricognitivo, si conclude con la
formazione dell'elenco e la pubblicazione dello stesso. L'elenco,
come preannunciavo, ha validità biennale, e ad esso possono
attingere tutte le regioni, nell'arco di validità dello stesso.
Andiamo al secondo procedimento, quello volto alla proposta di
nomina e al conseguente conferimento degli incarichi. Quanto al
secondo procedimento, il predetto avviso prevede che, ai fini della
nomina dei Direttori generali, l'Assessore regionale per la Salute,
ai sensi dell'art. 19 comma 1 della legge regionale n. 5 del 2009,
accerta, mediante l'analisi curriculare affidata alla commissione
di cui all'art. 3bis così come modificato dalla Legge Balduzzi, la
coerenza tra i requisiti dichiarati e le funzioni da svolgere,
anche con riferimento al possesso del diploma di laurea e della
qualificata esperienza dirigenziale svolta nel rispetto dei limiti
temporali e delle modalità sopra indicate, nonché la corrispondenza
tra le strutture già dirette dagli aspiranti e quelle da dirigere.
Al fine di consentire a questo Assessore di acquisire ulteriori
elementi di valutazione, lo stesso avviso ha previsto che la
commissione sottoponesse i candidati ad un colloquio, di cui si
definisce, formalmente e preliminarmente alla valutazione dei
curricula, modalità, contenuti e articolazione del colloquio
stesso.
La commissione, poi, sottopone all'Assessore gli esiti della
procedura su indicata, al fine di permettere a quest'ultimo di
formulare la proposta di nomina.
Tale procedimento, volto, quindi, alla proposta di nomina ai fini
della successiva approvazione in Giunta e dell'effettiva nomina
conferita con decreto presidenziale, ha natura ampiamente
discrezionale e si sostanzia attraverso una scelta, intuitu
personae, di natura fiduciaria che deriva da una procedura la cui
natura, è stato più volte sottolineato nella giurisprudenza
consolidatasi di recente, ha natura non concorsuale e non prevede
valutazioni comparative.
Sotto questo profilo, il compito, quindi, della commissione è
quello di un organo tecnico, che istruisce una procedura sulla base
di indicazioni che provengono proprio dall'avviso che ne prevede,
anche, la costituzione.
La commissione, per la cui nomina è stato conferito mandato a
questo Assessore, è stata costituita con Decreto assessoriale n.
215 del 30 gennaio 2013 e si è insediata il 6 febbraio 2013; è
composta, secondo la composizione prevista dalla Legge Balduzzi, da
tre componenti: uno di nomina da parte dell'Agenzia Nazionale per i
Servizi Sanitari, un componente proveniente da un istituto
scientifico indipendente e un componente di nomina regionale.
I nominativi dei componenti sono noti a tutti: il rappresentante
dell'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari è lo stesso
direttore, il Dott. Fulvio Moirano, il componente di nomina
assessoriale è il Dott. Ernesto Morici, ex magistrato in pensione,
e il rappresentante, invece, dell'istituto scientifico, che è stato
scelto nell'Istituto Sant'Anna di Pisa proprio perché non c'era
alcun collegamento con la Regione così come previsto dalla legge, è
il Prof. Marco Frei.
Si tratta di tre professionisti, intendo sottolinearlo, che oltre
al profilo istituzionale che rappresentano sono di indiscusso
valore professionale, ed hanno, fino ad oggi, profuso il massimo
dell'impegno possibile a servizio dell'amministrazione senza alcun
riconoscimento economico per la loro attività così come,
d'altronde, previsto dalla norma istitutiva.
E' il primo organismo, vorrei sottolineare anche questo, che
nell'ambito di cui trattasi, sia stato costituito ai sensi della
Legge Balduzzi nel panorama nazionale, e il procedimento in atto
rappresenta la prima esperienza regionale ai sensi della medesima
legge.
Quanto sopra lo dico per non sottacere come, a questa esperienza,
si guardi con particolare interesse a livello nazionale, per le
accennate ragioni di interesse pubblico, cui accennavamo, ma
soprattutto perché queste scelte, che daranno luogo alla nomina
dei nuovi direttori generali, si dovranno compiere in un contesto
come quello attuale di profondi cambiamenti del Servizio sanitario
pubblico in un quadro di riforme strutturali e di necessario
efficientamento delle risorse nel difficile equilibrio tra
sostenibilità, innovazione e accrescimento del bisogno sociale e
sanitario.
Vorrei adesso ripercorrere quelle che sono state le tappe
principali dell'attività della Commissione.
La Commissione ha svolto fino ad oggi otto sedute, ha lavorato sia
telematicamente che in seduta formale come attestato dai relativi
verbali oggetto di pubblicazione, per come peraltro previsto
dall'avviso stesso in tema di pubblicità degli atti e di
trasparenza dell'azione amministrativa.
La medesima Commissione ha operato in assoluta autonomia
nell'ambito delle funzioni ad esse attribuite.
Gli atti prodotti della stessa sono stati consegnati di volta in
volta al mio Ufficio di diretta collaborazione e poi pubblicizzati
attraverso il sito dell'Assessorato.
Dal verbale della seduta di insediamento risulta che
preliminarmente alla disamine delle domande presentate e
all'analisi dei curricula, la Commissione esaminato il quadro
normativo di riferimento ha specificato i propri compiti e la
articolazione della procedura alla quale intendeva attenersi nelle
diversi fasi.
La Commissione ha indicato i propri compiti distinguendo tra la
fase di costituzione dell'elenco degli aspiranti idonei alla nomina
di direttori generale e quella invece definita procedura di
selezione degli iscritti ai fini della nomina nei termini e per gli
effetti di cui allo stesso avviso pubblico.
E in riferimento a questa seconda fase che la Commissione,
preliminarmente, all'accesso alle domande e all'esame dei curricula
ha fissato precisi criteri di valutazione dei titoli affiancando ad
essi alcuni punteggi in modo da creare un sistema che potesse poi
dar luogo ad una preselezione dei candidati ad ammettere al
colloquio.
Questa scelta è stata fatta, chiaramente, ripeto, in modo
assolutamente singolare perché non abbiamo esperienze similari nel
territorio nazionale per contenere il numero dei candidati
aspiranti alla nomina da sottoporre a colloquio.
E' stata quindi definita una griglia di criteri e relativi
punteggi in esito alla quale la Commissione avrebbe dovuto
preselezionare tutti i candidati che conseguivano un punteggio
minimo di 24, intendendo per questo punteggio la soglia minima
attraverso la quale accedere al colloquio.
In esito a questa fase di analisi curriculare con l'applicazione
della griglia e alla conseguente fase di svolgimento dei colloqui,
la Commissione ha previsto poi di sottoporre a questo assessore un
elenco di 51 idonei aspiranti tra i quali effettuare la proposta di
nomina alla Giunta regionale di Governo per il conseguente
conferimento degli incarichi con decreto presidenziale.
Sulla base dell'approfondimento effettuato su questa specifica
procedura, ripeto, quella legata alla selezione degli aspiranti
idonei da sottoporre al colloquio sono emerse da subito talune
criticità.
Questo in quanto la Commissione attraverso questo impianto avrebbe
in qualche modo contenuto e ridotto il numero degli aspiranti
idonei da sottoporre a colloquio.
Queste criticità sono state da subito raccolte dai mezzi di
informazione ma anche dalla stessa Commissione legislativa che ne
ha formato oggetto di audizione di questo assessore per comprendere
quali fossero eventuali vulnus che potessero in qualche modo
inficiare il procedimento ed evitare che gli stessi quindi
potessero determinare un pregiudizio ai fini del conseguimento
dell'obiettivo.
Il 9 aprile del 2013, quindi, si svolge l'audizione in VI
Commissione nel corso della quale la Commissione rileva che sul
procedimento di selezione dei nuovi direttori generali non possono
non ravvisarsi taluni elementi di debolezza o di vulnerabilità ad
esempio per ciò che concerne la griglia dei punteggi da attribuire
ai candidati.
Questo perché, lo si è detto anche in precedenza, la procedura
non è una procedura concorsuale, per cui anche la semplice
attribuzione di punteggi per pervenire a una rosa ristretta di
aspiranti idonei da sottoporre al colloquio, poteva quindi
rappresentare un vulnus nella misura in cui negli atti istruttori
si sarebbe comunque formato un elenco di soggetti con un punteggio
diversificato che avrebbe potuto far alludere ad una graduatoria.
Nella stessa sede la Commissione legislativa ha concluso, dopo un
lungo dibattito, suggerendo al Governo di valutare attentamente le
procedure affinché prevalesse l'insindacabilità della Commissione
esaminatrice chiamata ad assumersi la responsabilità
dell'individuazione dei 51 soggetti idonei, ravvisando che sui
criteri adottati per la griglia relativa all'attribuzione dei
punteggi si potevano rischiare parecchie impugnative. Questo perché
restringere il campo degli aspiranti idonei da sottoporre al
colloquio lascia esclusi altri soggetti che, pur appartenendo
all'elenco degli idonei, non hanno la possibilità di potere
accedere al colloquio che rappresenta quindi la fase fondante del
sistema di valutazione ai fini della proposta di nomina.
Il 30 aprile 2013, quindi, l'Amministrazione si determina nel
richiedere un parere all'Ufficio legislativo e legale della
Regione, alla luce dei rilievi che erano emersi anche nel corso
dell'audizione. Il parere aveva l'unico scopo di evitare che si
potessero consolidare dei vizi nella procedura di selezione che
potessero poi inficiare l'intero procedimento.
Il 13 maggio 2012 viene reso il parere da parte dell'Ufficio
legislativo e legale che sottolinea, ancora una volta, il distinguo
tra i due procedimenti che caratterizzano l'intero iter volto alla
nomina dei direttori. Cioè l'uno finalizzato alla formazione
dell'elenco degli idonei, l'altro al conferimento proprio
dell'incarico di direttore generale, sottolineando che le due fasi
procedimentali sono nettamente distinte, ancorché riconducibili ad
un unico procedimento. E sottolineando, altresì, il potere
ampliamente discrezionale della Regione nell'individuazione tra i
soggetti idonei quello cui conferire l'incarico, mediante una
scelta - sottolinea ancora una volta l'Ufficio legale - non
concorsuale e priva di valutazioni comparative. Prosegue anche
affermando che la Commissione - quale organo ausiliario dell'organo
politico - con riferimento alla seconda procedura e quindi a quella
di selezione, doveva soltanto dare un supporto di conoscenza
all'Assessore onde consentire una ponderata proposta funzionale
all'esercizio del potere di nomina.
Conclusivamente, l'Ufficio legale prefigurando che la Commissione
avesse in qualche modo travalicato i compiti assegnati e che
l'attività quindi posta in essere dalla stessa potesse comprimere
il potere discrezionale che si formalizza prima nella
determinazione di una proposta e poi nel conferimento
dell'incarico, ha suggerito all'Amministrazione di rivedere questa
fase della procedura ovvero quella relativa alla selezione,
addirittura profilando la necessità di modificare l'avviso.
Lo dico da subito anticipando quella che sarà la conclusione del
mio intervento e quindi la determinazione della Giunta regionale di
Governo, e cioè che l'avviso non può essere in alcun modo
modificato trattandosi di un atto programmatorio sul quale non si è
formato alcun giudizio - c'è stato soltanto un ricorso legato
all'introdotto limite dell'età, contenzioso che però è stato vinto
dall'Amministrazione quanto meno in fase cautelare sia in I che in
II grado di giudizio - quindi, alla luce anche di questa
circostanza e considerato che sono ampiamente decorsi i termini per
qualsivoglia impugnativa, sia di carattere giurisdizionale,
ordinario che gerarchico, non c'è presupposto alcuno perché tale
atto possa essere modificato, peraltro nella considerazione che la
procedura di cui stiamo discutendo è una procedura ancora in corso
che proprio origina da quell'atto.
A questo punto il 16 maggio 2013, si svolge l'ottava e ultima -
almeno fino ad oggi - riunione della Commissione la quale, in esito
ai lavori, ha consegnato l'elenco degli aspiranti idonei che oggi
forma oggetto di pubblicazione e con il quale si è conclusa la
prima fase del procedimento.
La stessa Commissione, preso atto delle comunicazioni di questo
assessore relativamente all'intervenuto parere dell'Ufficio
legislativo e legale, ha ritenuto sul piano istituzionale di
rimettere alla Giunta regionale di Governo qualsiasi ulteriore
decisione in ordine all'eventuale modifica della deliberazione n.
471 del 14 aprile 2012 ed ha rimesso tutti gli atti, fino ad ora
consolidatisi, in attesa di determinazione per la prosecuzione del
proprio mandato.
Il 17 maggio 2013 viene approvato l'elenco degli idonei e
pubblicato sul sito istituzionale dell'assessorato. In atto -
questa è un'altra comunicazione che vi rivolgo - sono state fatte a
tutti gli esclusi le comunicazioni relativamente alle motivazioni
dell'esclusione e sono stati assegnati 10 giorni dalla ricezione
delle comunicazioni, inviate con raccomandata con ricevuta di
ritorno, per esprimere le eventuali controdeduzioni, secondo quelle
che sono le regole del procedimento amministrativo. In questo
momento, non sono ancora decorsi i dieci giorni dall'inoltro delle
comunicazioni. Quindi, laddove non dovessero pervenire ulteriori
controdeduzioni da parte degli esclusi per le varie fattispecie che
sono state loro comunicate, anche l'elenco degli aspiranti idonei
possiamo considerarlo un atto consolidato.
Il 23 maggio, in occasione della seduta di Giunta tenutasi in pari
data, sono state formalmente rassegnate, da questo assessore,
comunicazioni circa lo stato della procedura in essere nei termini
in cui le sto rassegnando in questo Parlamento, ivi compreso
l'avvenuta pubblicazione, sul sito dell'Assessorato, di tutti i
verbali depositati dalla commissione agli atti d'ufficio.
La comunicazione di cui sopra era volta alla Giunta di Governo
affinché la stessa potesse adottare ogni determinazione utile in
ordine alla prosecuzione dell'attività della commissione, con
particolare riferimento alle procedure di selezione per le
conseguenti conformi indicazioni che poi questo Assessore dovrà
rivolgere alla commissione stessa.
Posso, però, preannunciare - così come vi dicevo poc'anzi - che,
in occasione della prossima seduta utile, verrà formalizzata, con
delibera di giunta, la determinazione del Governo di mantenere
immutato l'attuale avviso nonché quella di proseguire l'attività
fino alla proposta di nomina ed al conseguente conferimento degli
incarichi sulla base di un'adesione lineare alla procedura prevista
dall'avviso.
Nel richiamare tale procedura ricordo, ancora una volta, che la
stessa prevedeva, una volta conclusasi la formazione dell'elenco,
la sottoposizione a colloquio dei candidati.
L'avviso, peraltro, nell'affidare l'analisi curriculare alla
commissione, è perfettamente in linea col parere dell'Ufficio
legislativo e legale laddove riconosce all'assessore - e lo citavo
in premessa al mio intervento - ai sensi dell'articolo 19 della
legge di riforma, la legge n. 5 del 2009, la formulazione delle
relative proposte e la facoltà di avvalersi della commissione come
organo tecnico che agisce a supporto dell'unico organo politico
decidente.
Giova ricordare al riguardo come nella precedente tornata di
nomine le modalità di selezione, relative per quanto non scaturenti
all'attività istruttoria di una commissione formalmente costituita
e per quanto non contenute in atti amministrativi, hanno resistito
sia al TAR che al CGA.
Quindi, adesso ci troviamo in una situazione più avanzata in cui
il procedimento amministrativo si è reso più complesso, grazie alla
presenza precostituita di una commissione, ma soprattutto si è data
pubblicizzazione degli atti anche nelle varie fasi endo-
procedimentali.
Anche l'odierno avviso - lo ricordavo in premessa - ha resistito
all'unica impugnativa inerente il criterio dell'età.
In sede di Giunta prossimamente verrà formalizzata la decisione di
attenersi pedissequamente alle procedure previste dall'avviso, il
che significa sottoporre a colloquio i candidati, utilizzando il
colloquio come strumento di analisi e di approfondimento dei
curricula per accertare il profilo manageriale, le attitudini del
candidato aspirante alla nomina ed altre circostanze anche non
direttamente e chiaramente desumibili da un curriculum esaminato
solo su cartaceo senza l'opportunità di interloquire con
l'aspirante candidato.
Questo per il momento è tutto, ma sono disponibile chiaramente a
qualsiasi osservazione ed approfondimento.
Una cosa, però, tengo a sottolinearla, anche a nome del Governo
che in questo momento mi onoro di rappresentare, che la decisione è
quella assolutamente di aderire alle regole per quanto concerne,
soprattutto, un procedimento complesso come questo, per il quale ci
si attendono grosse aspettative da parte dei cittadini rispetto ad
un processo di rinnovamento del top management delle aziende
sanitarie che sia in grado di sostenere il cambiamento.
PRESIDENTE. Grazie assessore. Le diamo atto nonostante ciascuno di
noi si dichiari soddisfatto o meno della sua comunicazione, che la
sua è stata abbastanza esaustiva, avendo parlato per quasi
ventisette minuti.
Presidenza del presidente Ardizzone
Indirizzo di saluto ai docenti e agli alunni dell'Istituto Ipsia
Boris Giuliano di Piazza Armerina
PRESIDENTE. Porgo un indirizzo di saluto ai docenti ed agli alunni
dell'Istituto Ipsia Boris Giuliano di Piazza Armerina, che
assistono ai nostri lavori parlamentari.
Presidenza del presidente Ardizzone
Si riprende il II punto all'ordine del giorno
PRESIDENTE. Si riprende il II punto all'ordine del giorno:
Comunicazioni del Governo sulle procedure di nomina dei manager
delle Aziende provinciali sanitarie.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
mi sento onorato di essere rappresentato da un assessore come
l'assessore Borsellino intanto per ciò che rappresenta, per ciò che
fa, per ciò che ha detto in quest'Aula. Questo lo voglio
sottolineare perché negli ultimi anni non sempre gli esponenti del
Governo, in quest'Aula, hanno avuto la cognizione, la contezza
esatta dell'importanza di quest'Aula e soprattutto anche
dell'importanza del ruolo che essi rappresentano nella Regione
siciliana. Grazie, quindi, all'Assessore per quello che ha detto.
Ho chiesto in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
che il Governo riferisse in Aula in merito a questa questione per
un semplice motivo: perché siccome dall'insediamento del
governatore, del Presidente della Regione, onorevole Crocetta, noi
abbiamo assistitito a roboanti dichiarazioni sulla stampa ed in
televisione rispetto alla volontà di fare la rivoluzione e di
iniziare un periodo di trasparenza nell'azione di governo e degli
atti che questo Governo mette in campo, a fronte della vicenda
della nomina dei manager che non è, ci tengo a sottolineare, una
decisione qualsiasi, ma è vorrei dire forse l'atto più importante
che un Governo regionale, qualsiasi Governo regionale deve prendere
vuoi perché si tratta di amministrare la salute dei cittadini, vuoi
perché parliamo di un comparto, quello della sanità che, ormai,
rappresenta il 60, forse l'80 per cento, a secondo dei punti di
vista, del bilancio di ogni Regione e, quindi, non vi è chi non
capisca l'importanza di queste nomine.
Bene, a fronte di tutto questo e a fronte di quelle dichiarazioni
a cui alludevo prima e delle conseguenti decisioni che erano state
prese, il bando, con quel bando che è stato emanato e con la nomina
di quella Commissione, non una Commissione qualsiasi, ma una
Commissione di cui fanno parte il Presidente, il direttore
dell'Agenas che è l'agenzia nazionale per il controllo dei
direttori sanitari, per il controllo dei manager della sanità,
quindi, non un'agenzia qualsiasi, ma l'agenzia specifica che ha il
compito di controllare l'operato e la capacità dei manager della
sanità.
L'altro componente, il Presidente dell'Istituto Sant'Anna di Pisa,
il Frei, che è una personalità di rilievo internazionale e non
sono molti quelli in Italia che possono vantare un requisito del
genere; e poi, i rappresentanti della Regione, un magistrato in
pensione, il dr. Maurici. Dunque, una Commissione di altissimo
profilo che aveva stabilito, così come correttamente, devo dire,
l'Assessore ha nel suo intervento ripercorso tutte le tappe, di
questo gliene do atto, che aveva stabilito insediandosi dei
requisiti. Si era data delle regole per iscritto, delle regole per
iscritto, delle regole a cui la Commissione ha detto e dichiarato
per iscritto di volersi attenere nello svolgimento del compito per
cui era stata chiamata con delibera di Giunta e con successivo
bando pubblicato nelle gazzette ufficiali.
E mi ha fatto impressione che ad aprile, cioè ben due mesi dopo
che la Commissione si era insediata, come dice l'Assessore, l'8
febbraio, e dopo che la Commissione stessa aveva già svolto
parecchie sedute ed era giunta alla quasi conclusione del lavoro
che riguardava la prima parte di ciò che prevedeva il bando e cioè
quello di vedere quali erano gli idonei a partecipare, ad essere
iscritti all'albo e nell'ambito di questi idonei aveva selezionato,
in base ai curricula, un centinaio di persone così come è trapelato
sulla stampa, cento persone, così come l'Assessore in quella seduta
della Commissione, su specifica domanda, anche lì ha confermato che
l'orientamento era di selezionare, in base ai curricula, cento
idonei da mandare alla successiva fase, quella del colloquio orale
per arrivare, alla fine, a selezionare cinquantuno persone da
sottoporre all'Assessore perché questi assieme al Governo
scegliesse all'interno di questi cinquantuno, i diciassette manager
da nominare.
Mi ha fatto molta impressione quella seduta della Commissione
sanità. Bisognerebbe interrogarsi sul perché di quella seduta della
Commissione sanità. Perché, vedete, se quella seduta della
Commissione sanità fosse intervenuta al momento dell'insediamento
della Commissione e della pubblicazione dei criteri che la
Commissione stessa si era data, non voglio dimenticare che
l'Assessore ha qui confermato, che la Commissione ha riferito
costantemente all'ufficio di gabinetto dell'Assessore stesso, circa
le modalità del lavoro che stava svolgendo, invece, la Commissione
viene convocata due mesi dopo, più di due mesi dopo, quasi alla
fine del lavoro che la Commissione stessa aveva già svolto e quindi
è venuto forte il sospetto che la maggioranza abbia chiesto la
convocazione di quella Commissione per mettere in discussione i
criteri che erano stati previsti molto, ma molto tempo prima,
all'inizio e all'insediamento stesso della Commissione soltanto
perché allorquando la Commissione aveva quasi completato il proprio
lavoro, evidentemente, almeno così è apparso a me, ma non solo a
me, ma anche un po' a tutti, i risultati del lavoro di quella
Commissione composta da personalità di altissimo prestigio, non
erano piaciute a qualcuno, non erano piaciute alla maggioranza, e
questo ci deve fare interrogare posto che stiamo parlando della
sanità e dei diciassette manager, delle diciassette persone a cui
dobbiamo affidare il destino della salute dei cittadini siciliani e
anche il destino delle risorse finanziarie della Regione stessa
posto che la sanità rappresenta quasi l'80 per cento delle spese
del bilancio di questa Regione.
Quindi, voglio capire e in parte sono stato rassicurato da quanto
dichiarato dall'assessore Borsellino, oggi in Aula, cioè voglio
capire se il Governo aveva intenzione di esercitare una pressione
sulla commissione stessa affinché precedesse da ciò che già aveva
svolto dall'istruttoria che già aveva fatto, o se il Governo
intende portare sino in fondo il lavoro che la Commissione deve
svolgersi in base ai criteri che la stessa Commissione si è data.
Io vorrei capire due cose: uno, se la prova orale alla fine
selezionerà comunque le 51 persone, signor Assessore, da sottoporre
alla seconda fase, come lei ha definito, come lei ha detto in base
al bando, e cioè da sottoporre all'assessore perché questi li
sottoponga alla giunta scelga all'interno di questi 51 i manager da
nominare.
Perché se così non è, assessore, non solo abbiamo scherzato, non
solo abbiamo preso in giro il Parlamento siciliano, ma abbiamo
preso in giro i siciliani tout court e abbiamo, essendo noi i primi
ad applicare la legge Balduzzi, abbiamo dato un pessimo esempio
all'Italia intera sull'applicazione della stessa, oltre ai profili
che potrebbero riguardare la Corte dei Conti circa le spese che sin
qui ha sostenuto la Commissione che è stata nominata.
Inoltre, c'è un secondo interrogativo che vorrei sottoporre
all'attenzione dell'assessore.
Non vi è dubbio che a questo punto pare di capire che dovendosi
andare con una modifica in corso d'opera di quanto prevedeva il
bando e di ciò che avevano fatto la Commissione stessa al colloquio
per tutte le 658 persone, tanti infatti sono i soggetti
interessati, rispetto ai 100 che proponeva la Commissione, si
presume che passerà del tempo, sei mesi, otto mesi, un anno, ci
saranno ricorsi, cosa avviene nel frattempo.
Ci sarà la conferma tout court dei commissari che già ci sono,
indipendentemente se hanno svolto bene o meno bene o sono stati
disastrosi nello svolgimento del compito loro assegnato?
Cosa farà il Governo e secondo quali criteri procederà
nell'intervenire da qui a quando , sì lo so, signor Presidente, ho
concluso già il tempi a mia disposizione, ma capisce bene che non
è un dibattito qualsiasi il nostro e credo che l'importanza la
capiscano tutti, quindi la prego di scusarmi se sforeerò di qualche
minuto, però credo che tutti abbiamo interesse di capire cosa
avviene.
Dicevo, quindi, signor assessore, cosa farà il Governo rispetto
all'ipotesi che ci vorranno otto mesi, un anno perché si svolgano i
colloqui e perché ci sia quella griglia in base alla quale poi
attingere? Nel frattempo che avviene, si confermano acriticamente i
commissari che sono stati già una volta prorogati e che sono lì,
alcuni da oltre un anno senza una valutazione del lavoro che è
stato svolto? Si nominano dei nuovi commissari senza tenere conto
dell'esperienza che alcuni di loro hanno messo in atto nello
svolgimento delle proprie funzioni? Cioè vorremmo capire dal
Governo le dichiarazioni di trasparenza del Presidente Crocetta in
cosa si estrinsecheranno, come troveranno attuazione in un settore
delicato come quello della sanità.
La rivoluzione, la trasparenza tanto sbandierata vogliamo
finalmente vederla; vogliamo metterlo alla prova in questo settore
che è il settore che rappresenta la salute dei cittadini e
l'ottanta per cento, ripeto, del bilancio della Regione stessa.
Su questo attendiamo risposte.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo questa è una
seduta particolare, anche perché è stata posta all'attenzione dei
media, ci sono state anche polemiche, ma il problema è che qui
l'Assessore ha fatto una relazione quanto più onesta e precisa di
quale sia la situazione.
E forse io credo, Assessore, che il volere dettare regole di
troppa trasparenza abbia portato anche a dei problemi giuridici che
sicuramente vanno esaminati ed approfonditi.
Nella sua dettagliata relazione naturalmente lei ha focalizzato un
punto che è importante: il decreto legislativo n. 502/1992, che
non prevede un'attività concorsuale per la scelta dei direttori
generali bensì un elenco di idonei che doveva essere fatto
semplicemente all'inizio. Certo, qualche errore è stato fatto
laddove la commissione aveva iniziato a dare valutazioni perché
sicuramente quella è una fase concorsuale che avrebbe portato
naturalmente il Governo ad avere tantissimi ricorsi.
La scelta che mi sembra che si voglia seguire dopo il parere
dell'Ufficio legislativo della Regione è quella di andare avanti,
giustamente, secondo le indicazioni del bando. Lì esistono anche
dei problemi che bisognerebbe approfondire, a mio avviso, prima di
questa direttiva da parte dell'Assessore alla commissione.
Intanto i criteri di valutazione del colloquio erano stati
predeterminati dalla commissione prima della scelta degli idonei.
Su questo bisognerebbe fare un approfondimento perché quella scelta
sicuramente, quei criteri previsti prima della scelta degli idonei
non possono essere essi stessi considerati un'attività concorsuale
e quindi sicuramente essere sottoposti essi stessi a ricorso.
Dall'altra parte l'Ufficio legislativo della Regione ha fatto dei
punti che praticamente hanno messo anche in evidenza il parere del
CGA del 2012, quindi giurisprudenza ultima consolidata, laddove
ribadisce ancora che l'attività della scelta dei direttori generali
non può essere prevista come concorsuale.
La questione che si pone oggi è come evitare di dare oggetto ad
ulteriori ricorsi dal momento che finora, così come lei ha
espressamente ben detto, il bando è rimasto immune rispetto a
quelle che sono state le impugnative fatte solo per questioni di
età.
E allora qui c'è un limite che è un limite delicato. Il colloquio
deve servire solo ed esclusivamente, a mio avviso, a una scelta
interna per l'assessore per scegliere quale tipologia di azienda
affidare, non già per mettere in discussione l'elenco degli idonei,
perché altrimenti andremmo contro il dettato del decreto 502 e
sicuramente anche contro il dettato di quella che è la
giurisprudenza del CGA
Altro problema sicuramente che si pone perché la commissione aveva
ed ha una valenza di qualità rispetto alle persone che sicuramente
la rappresentano, ma l'avere voluto fare una scelta di concorrenza
fra i diversi candidati ha portato sicuramente ad un ravvedimento
che è anche giusto. Oggi, però, io mi chiedo, dato che la procedura
da parte sua mi sembra corretta, e fermo restando che l'elenco
degli idonei resti naturalmente quello già stilato, tuttavia, mi
pongo un problema: lei ha dato incarico all'Ufficio legislativo
della Regione - io ritengo per evitare ulteriori polemiche,
ulteriori possibilità di interpretazioni, ulteriori motivi di
criticità, anche dal discorso che sentivo fare poco fa qui dal
collega, io credo che lei possa valutare, perché lei in fondo ci
mette la faccia e ci mette tutta la sua serietà ed onorabilità, io
dico che sarebbe opportuno anche un ulteriore parere di un organo
terzo che è l'Avvocatura dello Stato, che potrebbe portare,
sicuramente in tempi brevi, ad avere un supporto giuridico di un
ente terzo rispetto a quello che è l'ufficio legislativo che pure
ha fatto un buon lavoro.
Io ritengo che questa sia una soluzione che ci consentirebbe di
non perdere ulteriore tempo nel prosieguo, e che potrebbe dare in
pochissimi giorni anche un parere sulla vicenda che metta al riparo
da qualsiasi criticità il bando e la procedura che si sta portando
avanti.
Io però pongo un problema contrario a quello che sottolineava
l'onorevole Formica: io ritengo che in corsa non si possano
cambiare in questo momento i commissari che già vivono un momento
di precarietà, perché non sanno qual è il loro destino, perché sono
appesi, perché non hanno indicazioni precise, perché non abbiamo in
questo momento dato nemmeno attuazione a quello che è la legge
Balduzzi, perché in questo momento, caro Assessore, come lei sa,
per averlo ripetuto più volte in commissione, noi non abbiamo le
piante organiche, noi non abbiamo il nuovo modello riorganizzativo
secondo la stessa legge Balduzzi, noi avremo problemi, e grossi
problemi, sull'interpretazione del taglio dei posti letto.
Pertanto, io penso che in questo frangente, la procedura porterà
sicuramente a tre mesi, nè d'altronde è ipotizzabile un cambio in
piena estate dei commissari con i direttori generali. Ed allora, io
credo , sia opportuno in questo frangente importantissimo,
sbloccare le procedure concorsuali rispetto a quelle che sono anche
i limiti, le delicatezze degli incarichi a tempo determinato.
Lei immagini che in sala di rianimazione debbono andare in questo
momento anestesisti alle prime armi; lei immagini che in questo
momento con le nomine a tempo determinato, nei pronti soccorsi, si
trova personale che non è qualificato e che non ha l'esperienza;
lei immagini che ci sono tantissime unità anche importanti di
cardiologia, di anestesia che sono privi di primari, essi sono
lasciati alla mercè nemmeno di un articolo 18 fatto rispetto ad una
graduazione, ma rispetto a quello che la norma prevede all'interno
delle stesse strutture
Tutto questo io credo che porti anche ad un esame veloce e
complessivo della vicenda per portare ad una deroga, specialmente
di questi concorsi di cui si ha bisogno, non possiamo lasciare
un'unità di anestesia nelle mani di chi non ha le competenze; non
possiamo lasciare una unità operativa rispetto agli anestesisti che
non hanno l'esperienza, non possiamo lasciare il pronto soccorso a
mani inesperte. Se noi continuiamo a dire che possono esserci solo
le nomine a tempo determinato, noi non avremo sicuramente fatto il
bene della sanità in Sicilia e nel territorio.
Onorevoli colleghi, ci troviamo in un grande momento di
confusione, ci troviamo forse nel momento di transizione peggiore,
perché da una parte siamo bloccati per alcune vicende, dall'altra
parte, però, abbiamo bisogno di dare segnali forti al territorio ed
ai cittadini, perché in queste condizioni sicuramente aumentano le
liste d'attesa, aumentano le immigrazioni sanitarie verso le altre
Regioni, non riusciamo a sbloccare questo iter.
E' chiaro che lei, assessore, sta tentando di fare in questa
procedura quanto più trasparenza sia possibile, ma dall'altra
parte, questo problema sorge anche con altre problematiche che
bisognerà affrontare in tempi brevi.
Per concludere, quindi, Assessore, apprezzo la sua onestà
intellettuale, il suo modo di agire e di porsi a quest'Assemblea,
ma le chiedo se veramente ci vuole l'ultimo sforzo per evitare che
vi siano ancora altre procedure e che si possa arrivare ad un
parere, anche di organo terzo, dell'Avvocatura, che metterebbe fine
a tutte le diaspore e a tutte le criticità; dall'altra parte,
bisogna attivare tutte le procedure che ho testé detto.
Presidenza del presidente Ardizzone
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ciaccio è in congedo per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Ardizzone
Si riprende il II punto all'ordine del giorno
PRESIDENTE. Si riprende il II punto all'ordine del giorno:
Comunicazioni del Governo sulle procedure di nomina dei manager
delle Aziende provinciali sanitarie.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, cittadini,
intanto, mi compiaccio del fatto che l'assessore vuole perseguire
questa linea, perché è sicuramente vero che, in un futuro, potrà
essere perfezionata ma, comunque sia, va verso un piccolo criterio
che è quello del merito. E questa è una cosa per noi fondamentale.
Quello che a me preme dirvi è soprattutto una cosa che va
sottolineata; è quello che vi vorrei raccontare per quanto riguarda
il principio della propagazione degli errori. Perché vi voglio
parlare del principio della propagazione degli errori?
Se, ad un certo punto, si cederà, diciamo così a qualcuno che
tirerà la giacchetta o a qualcuno che farà pressioni - sarà
probabilmente uno scenario assurdo, quello di cui parliamo, ma
ipotizziamo che avvengano delle pressioni -, a un certo punto,
metteremo dei direttori generali che non saranno espressione di
bravura e qualità ma di personaggi vicini ad un partito piuttosto
che ad un altro.
Perché si propaga l'errore? Perché, in quel momento, quei
direttori generali, dopo la loro nomina, essendo vicini a
determinati partiti, inizieranno con quelle che sono le nomine di
cui all'articolo 18 del contratto collettivo nazionale o
procederanno con varie assunzioni, per quanto riguarda l'articolo 15
septies, o appalti e quant'altro. Ovviamente, mettendo quelle
persone, queste nomine, tramite questi articoli, non sono spesso
persone meritevoli ma persone che sono vicine a determinati gruppi
politici.
Cosa comporta il non mettere persone di eccellenza? Che otteniamo
quei risultati di malasanità, di inefficienza, di liste d'attesa
lunghe e quant'altro.
Da questo punto di vista, la invito a mandare degli atti ispettivi
nelle varie ASP per verificare la presenza o meno di abusi,
collegati a queste nomine - che spesso potrebbero essere clientelari
-, per verificare lo stato delle cose. Perché l'errore si propaga
fino al cittadino? Perché, in maniera indiretta, queste persone
hanno nelle mani la salute della gente e la salute e la vita delle
persone è qualcosa di imprescindibile ed importantissimo.
Il percorso intrapreso, secondo noi, è quello giusto; che poi
potrà essere perfezionato, come dicevo poc'anzi, é fuori di dubbio.
L'unica cosa che si deve portare avanti è che, finalmente, una
volta per tutte, la politica esca fuori dalla sanità.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, credo
che vada apprezzata la chiarezza con la quale, oggi,
l'amministrazione, attraverso l'assessore per la salute, ha messo,
in qualche modo, un punto fermo in una procedura che,
obiettivamente, ha suscitato più di una discussione nella confusione
che, da oggi, credo sia abbastanza superata, che si è fatta tra la
procedura per definire un elenco, così come prevedono la legge
numero 292, la legge numero 502 nonché il decreto Balduzzi, col
combinato disposto di cui all'articolo 19 della legge numero 5 del
2009, che non limita la funzione della nomina dei direttori
attraverso la realizzazione di un elenco ma, ulteriormente,
introduce una procedura valutativa se i requisiti, seppur
formalmente idonei, al fine di far parte dell'elenco, siano
compatibili con le funzioni manageriali alle quali sono, in qualche
modo, chiamati i futuri manager.
La nettezza con la quale, oggi, l'assessore ha fatto una
distinzione che, forse, andava meglio definita sin dall'origine,
altrimenti non avremmo avuto l'attività da parte della Commissione
che, inevitabilmente, nella confusione tra procedura di formazione
dell'elenco e selezione delle candidature da sottoporre
all'assessore per la salute che, a sua volta, avrebbe avanzato la
proposta in Giunta, questo doppio binario che, oggi, ripeto, appare
abbastanza netto ed evidente ed era netto ed evidente in forza delle
due leggi che disciplinano la materia; purtroppo, non è stato così e
questo ha ingenerato qualche elemento di confusione.
Certo, c'è stato - e questo va ad onore dell'amministrazione - un
eccesso di trasparenza e di zelo, nella misura in cui la procedura
valutativa, al fine di verificare se i requisiti formali
corrispondono a quelli sostanziali per poter dirigere un'azienda,
il bando ha previsto, in maniera perentoria, che questa procedura
si fa attraverso un colloquio e non con altri strumenti o con altri
mezzi.
Com'è noto, le procedure valutative possono essere fatte anche con
strumenti diversi: ad esempio, un test; ad esempio, la fase
conoscitiva. Forse, questo avrebbe favorito l'accelerazione di una
procedura.
Oggi, però, sapere che ci sono formalmente 655 idonei, anche se -
ed è una domanda che faccio - tra i requisiti di idoneità, che sia
la legge nazionale sia la legge regionale prevede, vi sono quelli
della compatibilità o della incompatibilità e, com'è noto, è
intervenuta ulteriormente una legge di qualche mese fa, il decreto
legislativo numero 39 del 2013, che disciplina fattispecie molto
più stringenti, rispetto a leggi preesistenti, in materia di
incompatibilità per la nomina dei direttori generali, così come per
la nomina in qualunque attività relativa alla pubblica
amministrazione, non solo per i candidati ma anche per coloro che
svolgono attività presso società private, cioè tutta una serie di
previsioni che, nel bando, non potevano essere previste perché il
decreto legislativo è stato pubblicato ad aprile.
E, comunque, la nostra legge regionale prevede che i motivi di
incompatibilità costituiscono uno dei requisiti per cui non può
essere nominato, sulla base della legge vigente, al momento in cui
fai le nomine. Nel momento in cui saranno fatte le nomine, quindi,
il decreto legislativo numero 39, poiché è già operativo, dovrà
essere applicato.
Dico questo perché, probabilmente, a questa dimensione della
incompatibilità corrisponderà un'ulteriore selezione rispetto ai
650. Rimane, però, un fatto ed è il tema che oggi dobbiamo capire
come sciogliere, visto che il Governo ha ribadito l'intenzione di
mantenere il bando così com'è previsto, cioè la procedura
valutativa attraverso un colloquio da parte degli idonei. Dobbiamo,
però, immaginare ed è questo un punto molto delicato, perché
l'assessore ha detto, in maniera perentoria - e questo va bene -
che comunque tale procedura non ha carattere di concorsualità.
Ma la domanda che pongo è: visto che c'è un colloquio, se non ha
carattere di concorsualità, cosa darà il colloquio, cioè quale sarà
lo strumento, il giudizio attraverso il quale il colloquio
costituisce un requisito della valutazione della procedura stessa,
perché c'è il rischio che andiamo, da un lato, su un elenco e,
dall'altro lato, comunque, su una graduatoria.
Allora, forse proprio per evitare che possa essere inficiata la
procedura, anch'io credo che le ragioni poste dal collega Laccoto
vadano in qualche modo approfondite, cioè nella misura in cui
capire, forse attraverso l'Avvocatura dello Stato, se la procedura
prevista dalla nostra legge e il bando attribuisce alla Commissione
il momento della verifica valutativa.
Quell'esito, al di là del tempo che impiegheremo e che impiegherà
l'Amministrazione, quell'esito, quale carattere avrà? Avrà
rilevanza pubblica? Nel momento in cui avrà rilevanza pubblica, c'è
un primo o un ultimo? Un idoneo o un non idoneo?.
Aggiungo, ai fini della valutazione, come giustamente ha detto
l'assessore, il tema della valutazione non è tanto e semplicemente
se puoi fare o non fare il direttore generale ma se puoi farlo in
alcune ASP o in alcune Aziende sanitarie ospedaliere o meno.
A seconda della dimensione dell'Azienda, tu puoi essere idoneo a
fare, faccio un esempio, il direttore a Enna, ma non sarai idoneo a
farlo a Palermo o a Catania, per la semplice ragione che la
dimensione dell'Azienda costituisce uno dei criteri valutativi, al
fine di scegliere il futuro direttore generale.
Sono aspetti che è giusto porsi oggi e vedere come risolverli a
monte, per evitare di arrivare a valle e rimanere prigionieri di un
sistema degli azzeccagarbugli giuridici, che in questa nostra
Terra, poi, pullulano.
Mi fermo qui su questa vicenda.
Infine, voglio approfittare dell'occasione per fare un plauso
all'assessore Borsellino perché, ancora una volta, nel silenzio,
nella mitezza che la contraddistingue, forse un po' eccessiva, in
questi giorni, la nostra Regione ha ottenuto un successo politico
ed amministrativo sulla vicenda del rispetto del Piano di rientro
nella sanità siciliana.
La nostra Regione ha ottenuto un successo, essendo stata una delle
Regioni non commissariata. Voglio ricordare a me stesso una
caratteristica: che, probabilmente, qualcuno non avrebbe scommesso
un euro qualche anno fa.
Lo voglio ribadire perché credo che la serietà, il rigore, la
coerenza, non possono essere fatti che vengono, in qualche modo -
poi hanno un dispiegamento effettivo, un risultato raggiunto -
considerati nella normalità, normale, ovvio, era scontato.
Purtroppo, scontato non era.
Ricordiamo sempre, infatti, che siamo la Regione che ha ottenuto
il primato di oltre un miliardo di debito in un esercizio
finanziario, nel settore della sanità e che, nel giro di pochi
anni, siamo riusciti a portare la sanità ad avere forse qualche
milione di euro - e non qualche miliardo di euro -, qualche milione
di euro di disavanzo, rispetto a quanto speso nel sistema della
sanità
Tutto questo, certo, con politiche che hanno messo in discussione,
a volte, anche abitudini, meccanismi storicizzati. Credo, però, che
la Sicilia non abbia prodotto disastri nel settore della sanità;
forse qualche miglioramento qui e lì si è pure avuto. Credo che la
strada della serietà e la strada del rigore debba continuare ad
essere la strada con la quale si amministra questa Regione, non
solo nel settore della sanità, ma in ogni settore della pubblica
amministrazione.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,
anche per dare una continuità momentanea all'intervento
dell'onorevole Cracolici, volevo dire che non è solo quello uno
degli indicatori positivi che sono venuti fuori in queste ultime
settimane; ce ne sono altri ed anche interessanti che riguardano
fattori importanti, come quelli della compensazione, numeri
ragguardevoli.
Per ritornare subito sull'argomento, torno a farle, Assessore, un
invito a comunicare questi dati che fanno intravedere qualche
raggio di sole in un contesto in cui non è facile riscontrare dei
raggi di sole.
Per ritornare alla questione dei direttori generali, vorrei fare
la cronologia di quanto è accaduto. Questo problema è nato in
Commissione - come ha ricordato l'assessore Borsellino - ed è nato
in modo tempestivo. L'assessore aveva dato notizia che i lavori
della Commissione sarebbero stati prerequisiti di trasparenza resi
immediatamente pubblici.
Cosa accade? Che viene resa pubblica una griglia di valutazione
sulla quale non voglio esprimere alcuna considerazione. E' ovvio
che, se si costituisce una terna di commissari, la si costituisce
per selezionare da 850-1000 candidati 50-100. Diversamente, questa
Commissione a cosa serve?
La Commissione è già, di per sé, selettiva. E nessuno esclude che
la Commissione, il singolo commissario decida una procedura
selettiva, si formi una griglia, si arrivi a delle proposte. Non
escludo che, all'interno delle Commissioni, le proposte possano
essere votate all'unanimità, possano essere votate a maggioranza.
Il problema è che quel tipo di griglia non doveva essere
pubblicata. Pubblicandola, infatti, rendeva vulnerabile l'intera
procedura perché faceva prefigurare una procedura concorsuale che
non era stata annunciata, che non faceva parte del decreto. E
confinava con crismi di illegittimità dell'atto. Questo è stato il
punto di partenza che, poi, è stato condiviso dal Governo e, poi,
anche dall'Ufficio legale. Anche perché la cosa è stata
accompagnata da valutazioni di carattere politico, considerato il
fatto che gran parte del peso ponderale della valutazione andava
sull'elemento curriculare. Se tu hai gestito una azienda sanitaria
da un miliardo di euro, con 5000 dipendenti, 10.000 dipendenti,
ovviamente, acquisisci un punteggio di vantaggio rispetto ad altri.
E questo avveniva in un contesto in cui le nomine a direttore
generale non erano esattamente legate a talentuosità individuali.
Mettiamola così, erano legate, più che altro, a segnalazioni di
carattere politico. E intravedevamo, quindi, che, attraverso una
selezione di quel tipo, si inibiva la possibilità oggettiva a che
rientrassero nel lotto di 50-100 anche candidature che, magari,
dovevano meno allori alla politica ma potevano presentare delle
talentuosità da tenere in considerazione.
Questo è stato il ragionamento fatto in Commissione che è stato
recepito dal Governo. E l'assessore Borsellino ha fatto una
rappresentazione esemplare, in termini di correttezza ed onestà
intellettuale.
Adesso, però, ci poniamo un problema: se l'elemento discriminante,
a questo punto, tolta la griglia di valutazione, diventa il
colloquio, assessore, le chiedo, si devono fare 670 colloqui?
Non so nemmeno se la Commissione che, probabilmente, immaginava di
selezionare 50 nomi, di fare i colloqui con 50 candidati, nel giro
di un paio di giorni, al massimo una settimana, sia disponibile a
fare i colloqui per settecento candidati. Magari, ne spremerete
qualche altro per le ragioni di incompatibilità espresse
dall'assessore Cracolici.
L'idea di acquisire un parere dall'Avvocatura dello Stato, che non
è il consulente di nessuno, né l'Ufficio legale di nessuno, è
l'Avvocatura dello Stato, credo che potrebbe fare prefigurare
qualche giorno di attesa ma impedirebbe, secondo me, una cosa che
accadrà in automatico: che una bella Commissione, anche
qualificata, se lei dice che devono fare settecento colloqui nel
giro di non so quanti mesi si dimetteranno tutti.
Mi perdoni, assessore, ma so di essere facile profeta in questo: a
persone che hanno accettato l'incarico, lo hanno accettato in forma
gratuita, ora andiamo a dire che devono fare settecento colloqui?
Anche immaginando che ne facciano dieci al giorno, sono sessanta
giorni lavorativi, tolti i sabati.
Ho sentito dire che c'è anche un prestigioso magistrato in
pensione che avrà un po' di tempo in più, anche se lo so molto
impegnato per conferenze, approfondimenti e studi, al di là di
quella che può essere la sua professione per la quale è andato in
quiescenza. Ma gli altri due? Daranno le dimissioni, a mio parere,
assessore.
Consiglierei, quindi, un attimo di riflessione per immaginare una
procedura più veloce che vi metta in condizione di fare le vostre
scelte politiche, che non possono che essere discrezionali, in due
o più persone, delle quali darete conto poi all'opinione pubblica,
ai partiti politici o a quant'altro. Ma qualche cosa, a questo
proposito, la rivedrei, a meno che io non abbia capito male.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, ho
ascoltato con interesse ed attenzione la relazione dell'assessore
per la salute e devo dire che mi ha convinto molto più di quanto
non abbiano fatto interventi, anche autorevoli, di alcuni colleghi
in Aula.
Mi ha convinto perché avere ripetuto con assoluta chiarezza, anche
per me, che non faccio il medico e che non conosco le procedure di
nomina e mi sono sempre occupato di altro, nella vita, avere
compreso, in maniera assolutamente chiara, qual era il percorso che
l'assessore Borsellino, non so se anche il Governo nella sua
interezza - lo auspico - aveva individuato, tenendo in maniera
assolutamente chiara distinti i due momenti, cioè quello della
costituzione dell'elenco con la valutazione dei requisiti per farne
parte e quello, poi, successivo dell'analisi dei curricula, che
insieme poi al colloquio avrebbe dovuto portare - ma dico auspico
che porti - alla scelta dei diciassette manager delle aziende
sanitarie locali o delle ASP o delle aziende in genere della
Sicilia, credo che sia un atto di assoluta novità.
Vero è che il Presidente Crocetta, spesso, ha fatto prima
l'annuncio e poi ha cercato di onorarlo ma non credo che, in questo
caso, si possa fare un parallelismo o un paragone.
E io sono, devo dire, in questo momento, convinto della bontà
della relazione dell'assessore Borsellino proprio perché ho la
convinzione, una convinzione che si è maggiormente rafforzata
ascoltando il dibattito che, in questa vicenda, ci siano stati gli
interventi di due commissioni: una a giusto titolo, che è la
commissione esaminatrice prima dei presupposti per far parte e,
domani, per i presupposti legati alla possibilità di diventare
manager e l'altra che - chiedo scusa ai colleghi della Commissione
sanità -, secondo me, è assolutamente improvvida, perché qua, al di
là della tempistica, cari colleghi della Commissione sanità che
avete chiesto l'audizione dell'assessore Borsellino, non si tratta
di tempistica; qua si tratta di decidere, una volta e per tutte, se
vogliamo asseverare un percorso che liberi la sanità siciliana
dalla politica o vogliamo, così come credo che sia accaduto nel
caso dell'audizione in Commissione sanità, non appena sentiamo
l'odore di un momento di liberazione e di autonomia dalla sanità
chiamare l'assessore per dire cosa succede?
E noi?. E noi cosa?
Né, d'altro canto, rispetto al ruolo della Commissione
esaminatrice, mi può preoccupare il fatto che ci siano
seicentocinquanta e rotti, credo, aventi diritto in quest'elenco,
che ormai, è conclamato e che resta tale. Amici miei, dobbiamo
intenderci anche su questo, colleghi: o, come ho sentito, partiamo
dal presupposto che i commissari di questa Commissione esaminatrice
sono persone di assoluto profilo e di assoluta trasparenza e,
quindi, nei loro confronti alcuna pressione può intervenire o ci
convinciamo del presupposto che questi commissari sono competenti,
così come tutti avete detto e, quindi, hanno già chiaro, dalla
lettura del curriculum, chi è che può avere i numeri, i requisiti,
i presupposti per diventare manager e, se così è - e così non può
che essere - credo che un colloquio di dieci minuti ciascuno può
solo servire a confermare l'intendimento che già dalla valutazione
dei curricula questi commissari si sono fatti.
Siccome ho sentito numeri, mi voglio adeguare ai numeri.
Venticinque colloqui al giorno, però, sono 250 minuti che
significano, se la matematica non mi inganna, quattro ore: due ore
la mattina e due ore la sera. Credo, che questi benedetti
commissari possano anche lavorare due ore la mattina e due ore la
sera, con tutti i caffè del caso e, in trenta giorni, abbiamo
finito.
La volete la sanità trasparente oppure dobbiamo cercare di
aggrapparci a questo o a quell'ammennicolo per cercare di tornare
indietro?
Allora, assessore, la nettezza invocata da qualche collega che ha
parlato prima di me, lei non la sta manifestando oggi. Lei, in
questo percorso, l'ha sempre avuta. E la pubblicità dei criteri che
qualcuno, oggi, le rimprovera non è, a mio parere, un problema che
poteva incrinare il percorso. E' soltanto la volontà di rendere
trasparente una procedura e di renderla, a mio parere,
inattaccabile da interventi esterni.
Allora, assessore, rispetto alla nettezza che qualcuno le ha
richiesto e che credo lei abbia adottato, le dico che questa
nettezza lei l'ha sempre avuta e, se ha avuto qualche remora, credo
che, fino ad oggi, lei l'abbia avuta soltanto perché ha cercato di
resistere alle pressioni della politica. Non so da dove queste
pressioni siano arrivate; spero che non siano arrivate dal Governo
perché sarebbe un autogol clamoroso.
Mi auguro che lei sappia resistere; me lo auguro non per lei o per
me, assessore Borsellino, ma per la sanità siciliana e per il
futuro dei nostri figli.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
assessore, poca fa, l'onorevole Zito, con la sua consueta astuzia
ed intelligenza, ha parlato di un principio della fisica, quello
relativo al sistema della propagazione degli errori, nel senso che,
spesso più che un principio di propagazione degli errori, abbiamo
avuto il cosiddetto sistema di amplificazione degli errori.
La scelta poco oculata e spesso sbagliata dei dirigenti delle
varie ASP o dei commissari che sono stati nominati ha
oggettivamente ingenerato nella sanità pubblica, a prescindere
dalle capacità che tutti riconosciamo all'attuale assessore alla
sanità, che già apprezzavamo quando era direttore generale della
sanità, tutta una serie di inconvenienti e di difficoltà.
Personalmente, sulla scelta dei manager non mi accapiglierei più
di tanto e lo dico soprattutto ai miei colleghi dell'opposizione
perché si tratta di una scelta che è una peculiarità del Governo ed
una caratteristica di coloro i quali vincono le elezioni: chi vince
le elezioni sceglie coloro i quali devono esercitare questa
funzione importante.
Ricordo al PD che anche nella scorsa legislatura ha avuto un ruolo
importante nella scelta dei direttori generali e, quindi, su questo
argomento, assessore Borsellino, non vorrei assolutamente ritornare
anche perché lo hanno fatto in maniera brillante i colleghi che mi
hanno preceduto.
Io, invece, sono qui a chiedere da deputato dell'opposizione
quelle che, secondo me, devono essere le caratteristiche di questi
direttori generali. Questi direttori generali devono venire in
provincia e la prima cosa che dovrebbero fare è non fare politica
ed invece spesso, questi direttori generali, anziché passare parte
del loro tempo ad amministrare la sanità pubblica, passano parte
del loro tempo a gestire la sanità politica, nel senso che il ruolo
che ricoprono è spesso un ruolo in cui l'intermediazione fra il
manager nominato dal Governo e i deputati, soprattutto quelli della
maggioranza, diventano un luogo buio e un luogo che spesso porta a
soluzioni pasticciate e a soluzioni che non condividiamo
assolutamente.
Dicevo all'onorevole Zito, il principio della propagazione degli
errori in base al quale a manager sbagliato arriva il direttore
sanitario sbagliato, a direttore sanitario segue poi il direttore
amministrativo sbagliato e tutta una serie, a cascata, di dirigenti
che nelle ASP più che a ragioni amministrative, rispondono a
ragioni politiche, anche qui, si illudono i miei colleghi di dare
vita a un arruolamento postumo di direttori generali, non sapendo
che quel direttore generale che oggi veste la maglia di un partito
della maggioranza, ha svestito la maglia di un partito che ha perso
le elezioni, ieri era maggioranza e oggi è opposizione.
Quindi, anche su questo ci vorrebbe, da parte di noi deputati, una
scelta coraggiosa e dire al Governo di scegliere i direttori
generali nel senso della trasparenza, delle capacità e delle
competenze, è chiaro che ogni deputato deve venire in Aula,
assessore Borsellino, e rivendicare tutta una serie di scelte
oculate per la propria provincia; ad esempio, io le torno a dire
che la sanità pubblica, in provincia di Siracusa, è stata
massacrata negli ultimi venti anni.
E' giunto il momento di dare finalmente il giusto spazio alla
sanità pubblica che fino ad ieri è stata tre passi indietro
rispetto alla sanità privata e la scelta che lei ha fatto, anche
rispondendo ad una mia interrogazione, e qui la ringrazio
ulteriormente, di dare la possibilità all'ospedalità e alla sanità
pubblica, di avere la radioterapia in provincia di Siracusa, è
sicuramente un risultato importante.
Era veramente insopportabile l'idea che tutti i malati oncologici
della provincia di Siracusa se dovevano farsi curare, dovevano
andare solo ed esclusivamente in strutture private e fuori
provincia perché all'interno della provincia l'asservimento della
sanità pubblica a quella privata era tale e così insopportabile che
non avevamo avuto in questi anni, né la possibilità di dare vita
alla radioterapia né tanto meno avevamo avuto la possibilità di
avere delle risonanze nucleari magnetiche che erano nelle mani dei
privati, per cui anche chi si ricoverava all'ospedale aveva bisogno
di un esame più attento, doveva necessariamente con l'ambulanza
uscire dagli ospedali e andare dal privato per potersi fare gli
accertamenti e poi ritornare in ospedale per ricoverarsi di nuovo o
per subire l'intervento. Era questo il sistema che ho trovato
quando sono diventato deputato regionale.
Quindi, veda non mi riguarda chi nomina il direttore generale, ne
abbiamo avuto di cattivi, di buoni, abbiamo avuto gente che si è
interessata alle problematiche della provincia, ci sono stati altri
che non se ne sono occupati completamente, ma a lei interessa
l'obiettivo.
L'obiettivo è ancora una volta potenziare la sanità pubblica, per
me l'obiettivo è costruire, finalmente, l'ospedale di Siracusa,
perché ricordo che siamo una città, una provincia con
quattrocentomila abitanti e non abbiamo un ospedale di riferimento
che sia antisismico; per me è importante rafforzare l'ospedale di
Augusta e domani penso che questa Assemblea finalmente approverà
questa mozione che chiede l'applicazione coerente dell'articolo 6
della legge 5, quella della riforma sanitaria, in maniera tale che
nella città di Augusta, che è una città che ha un'alta
concentrazione di malati oncologici, finalmente si abbia un
ospedale degno di questo nome, e so, assessore, che lei da questo
punto di vista è particolarmente sensibile, attento e pronto a
rispondere positivamente.
Penso agli investimenti che devono essere fatti per oltre 20
milioni nell'ospedale di Augusta, penso al fatto che nella nostra
provincia abbiamo un problema legato all'ospedale di Avola e Noto
che non siamo ancora riusciti a risolvere e che dobbiamo risolvere
dando ai cittadini della provincia di Siracusa, della zona Sud, che
sono esattamente il 25 per cento, la possibilità di avere il 25 per
cento dei posti letto proprio perché già abbiamo, in provincia di
Siracusa, un numero di posti letto limitati, al di sotto di quelli
che non sono gli standard nazionali, ma anche di quelli che sono
gli standard regionale, per dare finalmente la dignità richiesta
alla sanità pubblica.
Come più volte abbiamo detto, assessore, nella sanità pubblica c'è
gente che lavora, che si impegna, che fa sacrifici, che studia, che
va fuori e poi ritorna nella nostra Terra, ritorna a lavorare nella
nostra Terra e mette a frutto quello che ha imparato andando fuori
ed è giusto che nelle realtà locali dove rientrano non si trovano
ad essere ostacolati da coloro che possibilmente sono anche più
anziani, ma hanno minore capacità, minore competenza, che non hanno
potuto acquisire in questi anni perché in questi anni la sanità
pubblica è stata spogliata dalla sanità privata.
Pertanto, assessore, nel dirle grazie per quello che sta facendo
per la mia provincia, per questo risultato importante che riguarda
le risonanze, che riguarda la radioterapia, che riguarda l'ospedale
di Siracusa e l'ospedale di Augusta, le chiedo di vigilare su
un'altra vicenda relativa ai PTA, abbiamo ottenuto in provincia
di Siracusa l'autorizzazione per potere aprire e realizzare il PTA
di Palazzolo, ancora attendiamo che i direttori generali, che si
sono susseguiti in questi anni, diano avvio a quello che è stata
una precisa sua volontà che ricordo passò in Commissione bilancio
con lei direttore generale su mio emendamento e che lei diede un
parere favorevole, c'è questa volontà, questa necessità di
impegnarsi ancora una volta per la sanità pubblica, noi su questo
continueremo a vigilare, su questo continueremo a darle la
solidarietà che lei merita ogni qualvolta si muove in questo senso,
per questo motivo ritorno a dirle che non ho interesse a chi venga
nominato quale direttore generale, ho l'interesse che venga
nominato però persona competente e capace e che metta la sanità
pubblica al centro della sua azione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che il
ragionamento che ho sentito oggi credo che meriti un apprezzamento
positivo, l'Aula quasi unanimemente, anzi unanimemente ha
riconosciuto che la relazione dell'assessore Borsellino è stata
esaustiva, puntuale, precisa, io aggiungo ordinata. Mi creda,
assessore, i suoi colleghi raggiungerebbero il risultato
diametralmente opposto, però la prenda come un complimento
personale.
Pur tuttavia, assessore, io sono costretto a interessarmi di
problemi di sanità perché respiro giornalmente le valutazioni che
in Commissione Sanità raccogliamo e non le nego di avere grosse
preoccupazioni sulla gestione della sanità siciliana, cercherò di
essere puntuale sul punto e non mi inserisco in valutazioni che
hanno fatto i miei colleghi.
Lei deve indicare il percorso che vuole seguire, perché, come ho
appena finito di dire, considero la sua relazione puntuale però, in
verità, non affrontiamo il problema, è una discussione che serve
per tranquillizzare l'Assemblea regionale sulle procedure da
seguire.
Io credo che non sia questo il vero oggetto del ragionamento,
dobbiamo capire se alla sanità dobbiamo dare un volto politico, un
volto gestionale o un volto pianificatore. La prima e la seconda
ipotesi non sono foriere di prospettive lusinghiere, il volto
pianificatore forse sì.
Siamo costretti in Commissione Sanità a raccogliere spesso
l'imbarazzo di suoi attenti e validi collaboratori che vengono ad
assicurarci di avere capito il problema e si impegnano a riferirlo
al Governo, non ultima l'audizione di oggi che si è verificata in
Commissione sulla rimodulazione della rete ospedaliera.
Io credo assessore che la gestione della sanità siciliana, e mi
creda poc'anzi ho finito di dire è stata costruita nel corso degli
anni, e per quel che mi riguarda nel corso di questi sei mesi, con
tanta fatica una collaborazione con l'Aula, ma sa, a perderla ci
vuole poco.
Nel corso della gestione sanitaria degli ultimi anni il Governo si
è spesso distinto per fare diventare il ruolo di manager della
sanità come un ruolo di sottogoverno, io non credo che alla Sicilia
serva questo, alla Sicilia serve pianificare gli interessi della
salute del cittadino con gli interessi del bilancio della Regione e
la garanzia dei servizi e ritengo che queste passano dalla nomina
dei manager.
Pur tuttavia non si lasci coinvolgere in meccanismi che
apparentemente le semplificano la vita e poi nella sostanza la
imbarcano su un binario che potrebbe rivelarsi pericoloso, ritengo
che lei si debba assumere la responsabilità politica, parlo di lei
e del Governo nella sua interezza, sulle nomine dei manager e non
porti nessun elenco di 51 persone. Il numero lascia il dubbio, come
se ci fosse un coinvolgimento nell'indicazione dei manager e dei
direttori sanitari amministrativi.
Credo che serva qualcos'altro, serve che il Governo valuti 652
persone, non c'è bisogno di nessun parere, e su quello poi il
Governo scommette e mette la faccia, indicando le persone che deve
mandare in ogni singolo ruolo. Se poi serve fare da quel colloquio
un ulteriore approfondimento per capire, in relazione al
curriculum, le sedi di lavoro da indicare per ogni singola persona,
a me sembra questo un ragionamento possibile, ma se lei indica un
percorso per cui le valutazioni le fanno gli altri non avrà l'onore
della ripianificazione del sistema sanitario siciliano, ma avrà la
responsabilità invece di cadere nei vecchi errori.
Noi riteniamo che il percorso debba essere quello indicato dalla
legge e soltanto da quella, se ottocento persone circa hanno inteso
partecipare - e io non ritengo che siano ottocento giganti o
ottocento luminari - a questo bando e di questi 652 sono
considerati ammissibili ai requisiti minimi, su quello lei deve
indicare il percorso da seguire, non si lasci condizionare da
scelte di chi vuol far fare un lavoro non nobile ad altri, si
assuma la responsabilità politica dopo avere incassato questo
unanime consenso da parte dell'Aula, di indicare un percorso che
possa garantire alla sanità un volto nuovo, grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha
facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore per la
salute, la sua relazione è una relazione oggettiva,
cronologicamente esatta nel senso delle tappe che dal mese di
gennaio, grosso modo, fino ad oggi ha osservato la procedura che è
stata posta in essere ed esperita con la pubblicazione del bando
con la nomina della commissione autorevole come è stato detto,
della commissione per la valutazione, fino poi a quella seduta di
aprile della VI Commissione ed a tutte le fasi successive, a tutte
le tappe successive.
Credo però, assessore Borsellino, che pure ha offerto questa
relazione esaustiva dal punto di vista cronologico, da punto di
vista materiale all'Aula per le sue valutazioni, che la procedura
della quale noi stiamo parlando, si porta dappresso un vizio di
origine, forse inevitabile, ma forse evitabile e il vizio di
origine andava, a mio modesto avviso, prima della pubblicazione del
bando con quei criteri e con quei requisiti fissati, modificata la
norma regionale.
Allora si che la procedura sarebbe stata ineccepibile, non avrebbe
incontrato le criticità che lei ha onestamente o oggettivamente
ricordato, quelle criticità che un parlamentare di lunga esperienza
come l'onorevole Cracolici ha definito eccesso di trasparenza, ora
la trasparenza a mio modesto avviso non è mai eccessiva, non è mai
in eccesso, anzi la trasparenza è un obiettivo e una finalità alla
quale tendere e tendere sempre di più, ma noi oggi che cosa ci
ritroviamo dinnanzi, di che cosa stiamo discutendo, si sta
discutendo di un bando che è molto più specifico della stessa
normativa che dovrebbe sovrintendere alla pubblicazione del bando,
il che comporta una serie di conseguenze giuridiche in un intreccio
che è quello del quale noi stiamo parlando, tra questioni politiche
e questioni giuridiche.
Se la legge a monte fosse stata modificata, se il Governo si fosse
fidato meglio e di più del Parlamento, avrebbe potuto già nel mese
di dicembre, ai primi di gennaio, far si che la modifica normativa
venisse approvata dal Parlamento; colleghi se potete rinviare il
dialogo con l'assessore a un momento successivo ve ne sarei grato,
solo qualche momento, perché il mio intervento non è un intervento
preconcettualmente critico, assessore, credo oggettivamente
aderente alla realtà che abbiamo innanzi.
Lei dice che il bando non è stato impugnato ed il bando non potrà
più essere impugnato, ma, attenzione, il bando è una tappa
intermedia, ci saranno le conclusioni alle quali poi perverrà la
Commissione per la valutazione e poi ci saranno gli atti
amministrativi di nomina e qualora dovessero esser impugnati,
perché può esservi qualcuno che ha legittimo interesse ad
impugnare la nomina di quello o di quell'altro, impugnerà tutti gli
atti connessi e presupposti che hanno portato a quel provvedimento
amministrativo.
Se per un verso è giusto oggettivizzare il più possibile, perché
oggettivizzare il più possibile e, quindi, negare la
soggettivizzazione il più possibile, corrisponde certamente ad un
modello di buona amministrazione, ma la strada non era questa,
tant'è vero che lei, assessore Borsellino, durante queste settimane
e durante questi mesi, ha incontrato delle difficoltà che sono
pervenute proprio dalla sua maggioranza, perché quella famosa
seduta della VI Commissione ha un'origine, una scaturigine ben
precisa, qualcuno si è accorto, all'interno della sua maggioranza,
che oggettivizzando il più possibile si creano meno possibilità di
pescare nella cesta dei nomi per potere nominare questa o
quell'altra persona.
Veda, assessore Borsellino, io personalmente, e credo di poterlo
dire anche a nome del Gruppo parlamentare Lista Musumeci , benché
sia già intervenuto l'onorevole Formica - che ha lungamente
rappresentato le nostre riflessioni sull'argomento - noi, alla
nomina dei direttori generali, siamo interessati soltanto nello
spirito dell'interesse generale della sanità siciliana e il
percorso che l'assessorato aveva immaginato, e che io temo rimarrà
incompiuto, rimarrà incompleto proprio per questi problemi di
carattere tecnico-giuridico che ci sono al proprio interno, rimarrà
un tentativo e forse soltanto un tentativo e, tuttavia, la strada
potrebbe essere tracciata, ma io non credo che abbiamo bisogno di
ulteriori pareri.
L'ufficio legislativo della Regione, cui l'assessorato si è
rivolto, e francamente le devo dire, assessore, non capisco bene
nemmeno il motivo, perché nel momento in cui era stato pubblicato
un bando, certamente non si può retrocedere rispetto allo stesso,
il bando, ci è sempre stato insegnato, è la legge della procedura
che quel bando innesca; il bando non può essere modificato in
corso d'opera e, allora, quando l'Ufficio legislativo della
Regione ci dice, con il suo parere, che non si tratta di un
concorso, ma di una valutazione, beh, non è che abbia fatto un
grande lavoro di approfondimento, questo avrebbe potuto dirlo
chiunque sa leggere e scrivere un po' di diritto.
Allora cosa bisognerà fare nel prossimo futuro, nel prossimo
futuro, assessore, noi attendiamo di conoscere esattamente il
contenuto di questa delibera di Giunta che lei anticipa stasera,
perché attraverso l'esame del contenuto della delibera - non
sappiamo quando si riunirà la Giunta, lei ha detto, testualmente,
alla prima seduta utile - bene, alla prima seduta utile noi
dovremmo comprendere quale sarà questo tipo di conferma, come verrà
scritto, come verrà esplicitato, della procedura che il bando ha
messo in atto.
Se si tratterà di una conferma sic et simpliciter, la strada è
strada è tracciata e la strada tracciata significa che da 800
circa si è passati a 650, che bisognerà fare i colloqui, che
bisognerà, alla fine, selezionare una cinquantina di nomi perché
questo numero di cinquanta nomi, possa essere il plafond al quale
attingere per la nomina dei diciassette direttori generali.
Se così non fosse, vorrà dire che quelle polemiche, che noi
abbiamo letto sulla stampa e che sono esplose all'interno della
variegata e variopinta maggioranza che sosterrebbe il Governo
Crocetta e, addirittura, all'interno dello stesso Governo, beh,
saranno delle polemiche che, ovviamente, seguiremo con attenzione.
Un'ultima segnalazione da parte mia, da parte nostra, signor
assessore. Personalmente, sono convinto e persuaso che, non voglio
qui discettare sul termine idoneo o incompatibile, beh, la
idoneità è sempre un giudizio di carattere sostanziale, la
incompatibilità è quasi sempre un giudizio di carattere formale, si
può essere idoneo e non compatibile, ma non so se si può essere
compatibile e inidoneo; io, invece, penso che la vicenda sulla
idoneità, che il giudizio sulla idoneità, debba privilegiare
l'attitudine più che l'esperienza perché se quei colloqui
dovessero, invece, privilegiare l'esperienza più che l'attitudine,
il rischio della nostra Regione è che noi, nel gruppo dei
cinquanta, dal quale attingere i diciassette, potremmo ritrovarci
nomi e cognomi che certamente non hanno bene operato in questi
ultimi anni in Sicilia. Quei nomi e quei cognomi che una certa
politica si illudeva di scegliere, mentre erano talvolta e per lo
più, quei nomi e quei cognomi a scegliere la politica o la politica
di riferimento e voi tutti sapete a che cosa io mi riferisca.
Quindi, scegliamo l'attitudine, scegliamo la preparazione,
scegliamo la competenza anche perché se qualcuno non comincia a
potere scrivere nel proprio curriculum di essere idoneo e di aver
avuto la nomina a Direttore generale avendone la competenza, la
preparazione e l'attitudine ma non l'esperienza, perché non lo ha
fatto precedentemente, non potrà mai farlo, perché questa
esperienza non l'acquisirà e non la maturerà mai.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Grasso.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
così come le ho detto precedentemente ed esposto varie volte in
Commissione Sanità, ho semplicemente da fare, tra virgolette, e da
segnalare una raccomandazione in generale alla politica.
Io intanto apprezzo la sua relazione e ritengo che sia un falso
problema la selezione fra seicento e cinquanta, perché ci sarà una
commissione che valuta i diciassette manager e, quindi, poi i
diciassette o saranno valutati, estratti fra i seicento o i
cinquanta poco importa.
Che cosa viene in rilievo? Viene in rilievo che la commissione
faccia una valutazione che sia scevra da ogni condizionamento, che
si esprima effettivamente e che il colloquio sia, poi, il risultato
di quella che è l'attitudine, la capacità manageriale e la
professionalità non anche l'esperienza di chi deve svolgere un
ruolo, quello di direttore generale in un momento in cui, mi lasci
dire assessore, la sanità siciliana non esprime il meglio di sé per
una serie di disservizi, per una serie di discrasie e, forse, anche
per una cattiva gestione che alcuni manager hanno fatto.
Quindi, oggi i cittadini attendono, dalla politica, una risposta
in termini di efficienza e di garanzia di servizi sanitari e quello
che io chiedo a lei, che chiedo al Governo e chiedo a lei
soprattutto al suo dipartimento, è che noi auspichiamo, io da
cittadina, da sindaco, da deputato, che si metta mano subito alla
programmazione regionale sanitaria, alla rimodulazione della rete
ospedaliera, che l'applicazione del Decreto Balduzzi guardi i
territori e non la politica, e non i posti di primariato; che siano
garantite efficienza e servizi ai cittadini; che siano eliminati
gli sprechi e che il 118 e gli operatori del 118 siano utilizzati,
ma al meglio, delle loro professionalità; che la medicina e il
servizio territoriale funzioni e sia integrato alla medicina e al
servizio ospedaliero, che l'ammalato arrivi in ospedale quando
effettivamente debba essere ricoverato e che l'ospedale sia in
grado di fare una diagnosi precoce e che sia in grado e quindi
dotato di quelle strumentazioni che servono.
Di questo la Sicilia ha bisogno, e di questo i siciliani hanno
bisogno.
Quindi, credo e spero e auspico, perché a me non interessa chi
sia il direttore generale dell'ASP di Messina, a me interessa che
il direttore generale dell'ASP di Messina non risponda a nessuno se
non ai cittadini, se non a far sì che il servizio e i servizi
vengano garantiti nel miglior modo possibile.
Voglio sollevarle un altro problema che non è della provincia di
Messina, ma che riguarda in generale la Sicilia, quello
dell'applicazione del decreto legge che poi è stato convertito con
la legge 7 agosto 2012 n. 135 che ha bloccato le nomine di prima
aerea di dirigenti e quant'altro.
Questo che cosa ha comportato? Una serie di disservizi perché chi
ha le capacità e chi deve essere nominato dirigente, e quindi non
solo un danno a chi poi deve dalla carriera del singolo medico ma
anche un danno che poi si ripercuote in servizi sanitari perché
conseguentemente il dirigente non è titolato a prendere delle
decisioni.
Quindi spero e mi auguro che questo anche con il Governo centrale
possa lei trovare una soluzione al più presto perché si sblocchi
questa situazione e quindi poi possono farsi i concorsi necessari e
far sì che funzioni meglio la sanità.
PRESIDENTE: E' iscritto a parlare l'onorevole Gianni. Ne ha
facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, non mi
dilungherò, anche perché diventa ripetitivo ricordarle alcune cose.
Intanto la ringrazio perché la relazione è stata eccellente, so
che è difficile fare le scelte, che comunque lei è chiamata a fare,
io le rinnovo soltanto alcune richieste, sollecitazioni.
Una è quella di aprire la rianimazione di Avola, una è quella di
applicare la legge per l'ospedale di Augusta, la terza è quella di
ricordarsi che l'articolo 20 prevede un finanziamento per il nuovo
ospedale di Siracusa, già più di 10 anni, abbiamo avuto tutte le
risonanze, tutto quello che abbiamo avuto perché facevano parte di
un quadro già disegnato dieci anni fa, lei sta facendo un ottimo
lavoro, io so che diventa un grande problema, però lei sa che la
Provincia di Siracusa, una delle province a più alto rischio non
industriale, ma sanitario, noi abbiamo la più alta percentuale di
tumori d'Italia , abbiamo delle neoplasie che si sono affacciate
negli ultimi quattro anni, che sono gli osteosarcomi' di una
aggressività unica.
Io quello che le chiedo, visto che il Paese ci deve tanto perché
quella parte della Sicilia ogni anno regala allo Stato quasi 15
miliardi di euro di prelievo fiscale, 30 mila miliardi delle
vecchie lire.
Quindi potenziare l'ospedale di Augusta, aprire il nuovo ospedale
di Siracusa, aprire la rianimazione di Avola, è un dovere politico,
sanitario ed economico.
L'altro giorno abbiamo approvato in Commissione sanità con la sua
presenza, lei è stata testimone di un ragionamento che ci ha visto
tutti coinvolti. Una riforma epocale sull'amianto che ormai
aspettiamo vada in Commissione bilancio per poi venire in Aula,.
Abbiamo detto che lì andava messo l'ospedale di Augusta e quindi
rientriamo nella legge 5, articolo 6, comma 3, del potenziamento
degli ospedali nelle aree industriali, il riferimento regionale,
che consentirà un ulteriore risparmio, perché lei sa che abbiamo
questi 300 milioni di euro di spesa per l'emigrazione sanitaria.
Se tutto questo ha un senso e una logica, se lo spending review
non deve essere soltanto una bella frase in inglese, se tutto
questo ci può servire a rilanciare l'immagine di questa Regione,
se può servirci a dare in questo momento difficile per ogni
cittadino italiano e ancor più per ogni cittadino siciliano che non
ha nemmeno le risorse per comprarsi un farmaco, se ci può servire a
dare una risposta nella sanità, lei, noi, questa Aula ha il dovere
di farlo.
Non entrerò sulla scelta dei direttori generali. Semmai le
chiederò di fare un consuntivo, ogni sei mesi, del lavoro fatto dai
direttori generali prevedendo nel contratto l'eventuale
allontanamento di chi non è stato all'altezza di dare risultati
per i quali è stato ingaggiato, perché si tratta di un ingaggio.
Questo è quello che le chiederò. Così come le chiedo la mobilità
interna ed esterna, per i settori che riguardano, almeno la
rianimazione e il potenziamento dei pronto soccorsi. Rivedere il
pronto soccorso, l'impostazione è importante perché uno vive o
muore in un minuto, lì al pronto soccorso. Qualunque malattia
cronica dà il tempo di vedere, pensare, dove andare e quello che
dobbiamo fare. La malattia acuta si vede lì al pronto soccorso. E
non sempre basta uno che è laureato con 110 e lode, qualche volta,
uno che ha un po' di esperienza in più riesce a capire meglio e
prima quale può essere l'intervento del momento.
Nel complimentarmi per quello che ha fatto, le auguro un buon
lavoro e un in bocca al lupo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
ritengo che oggi ci confrontiamo su un argomento di grande svolta
epocale e di grande impegno che vede la sanità come momento
centrale della vita economica, politica e sociale della Sicilia.
Ho avuto modo di verificare che, a prescindere la consistenza del
bilancio, circa una terzo delle risorse finanziarie, di fatto,
rappresentano tra virgolette una spesa fissa strutturata del
bilancio della Regione perché viene oggi impegnato più di un terzo
del bilancio per la sanità.
La sanità che vede con il piano di rientro del 2007 un percorso
che di fatto determina una razionalizzazione del sistema e che
attraverso l'adempimento dei punti previsti dall'allora decreto La
Galla, determina appunto un momento innovativo che tende a
riequilibrare i conti, ma come ho avuto modo in diverse occasioni
di verificare con la Commissione Sanità', questo comparto dal 2007
ad oggi comunque determina un costo complessivo in crescita di
circa 100 milioni di euro l'anno e che vede con il 2011 un
incremento non più di 100 milioni di euro, bensì di 546 milioni di
euro così come determinato, evidenziato e iscritto dalla parifica
della Corte dei conti che noi abbiamo tutti la possibilità di
verificare.
In questo ragionamento, sicuramente, incide da una parte la
gestione, il momento gestionale e quindi i direttori generali
rappresentano il punto centrale del ragionamento; dall'altro una
continua operazione che in parte è di finzione, perché se da una
parte razionalizziamo il sistema dal punto di vista delle risorse
finanziarie e quindi una riduzione dei costi e dall'altra
verifichiamo che il costo complessivo del sistema sanitario
regionale cresce di 100 milioni di euro l'anno, sostanzialmente c'è
una dicotomia, c'è un momento di differenziazione e quindi un
differenziale che dobbiamo andare ad analizzare. E su questo
ritengo che vada continuato e approfondito un dibattito.
Ma l'argomento principale che è quindi la nomina dei direttori
generali, in questo contesto, in questa realtà in cui,
sostanzialmente, noi abbiamo un momento importante, di fatto c'è
una necessità di capire come chi governa e, quindi, il momento di
responsabilità reale, vuole in questa direzione aprire una nuova
fase.
Il momento del rinnovo, il bando che prevede la selezione, un
elenco di soggetti abilitati con una serie di criteri, di elementi,
di requisiti a far parte di un elenco, aventi questo elenco i
soggetti che possiedono i requisiti per poter determinare una
possibilità di essere nominati direttori generali.
Il principio secondo il quale l'elemento di scelta attiene a chi
di fatto nella gestione si assume la responsabilità, quindi il
Governo, e che prevede un percorso anche di natura legale, che vede
un bando per una selezione, è stata definita la selezione e,
quindi, si deve procedere poi ad un momento di nomina secondo
quello che era il dettato dello stesso bando.
Lungo il percorso troviamo una modifica di questo ragionamento,
quindi un treno in corsa che di fatto viene in parte modificato.
Evidentemente passiamo - è un momento di trasformazione - da un
elenco che viene definito per gli aventi titolo ad un concorso.
Quindi, noi sostanzialmente abbiamo un diverso momento di
valutazione, perché se oggi la commissione che dovrà valutare di
fatto stabilisce una nuova condizione che tende a superare che
cosa, a modificare o ad integrare che cosa? La valutazione di chi
già ha avuto un riconoscimento e, quindi, seicento e più elementi
possono essere nominati secondo il criterio di scelta dell'intuito
personale e, quindi, di fatto la commissione cosa farà?
Rideterminerà ulteriori elementi di valutazione? Creerà ulteriori
momenti, perché prima c'era un percorso che stabiliva che chi
superava ventiquattro punti poteva rientrare in un momento di
valutazione, chi questo primo ostacolo non lo supera non può essere
oggetto di valutazione.
Noi oggi questo ostacolo lo abbiamo eliminato, o ancora esiste? E
poi ancora dico, probabilmente ho sentito parlare, durante questo
dibattito di un eccessivo meccanismo di scelte gestionali che
vogliono evidenziare momenti gestionali di trasparenza ma quando i
meccanismi diventano eccessivi probabilmente nascondo altro. Perché
io dico, chi ha nominato i verificatori, chi verifica i
verificatori? Il Governo, allora, se il Governo deve assumersi una
responsabilità di scelta, perché anziché procedere ad una
valutazione diretta, atteso che chi ha i requisiti è già stato
ammesso, quale ulteriore elemento di valutazione deve determinare
la commissione? Deve essere un ulteriore momento di valutazione
determinato dal Governo che se ne assume le responsabilità. E'un
momento di ulteriore sicuro approfondimento, perché affidiamo una
macchina a chi deve avere i requisiti per guidarla.
Ma questi requisiti li abbiamo già assodati e riscontrati perché
già sono stati oggetto di valutazione.
Allora io dico, assessore, al di là di ogni buona volontà e di
ogni riconoscimento che vuole sottolineare uno scrupolo nel gestire
un percorso, ho una mia idea che, fino ad oggi, per la mia modesta
esperienza, non mi ha molto fatto sbagliare. quando i meccanismi
diventano troppo rigidi, quando c'è un eccesso di zelo nella
pubblica amministrazione ci sono momenti in cui dobbiamo
preoccuparci se questi momenti nascondono ulteriori altri elementi
di mistificazione, perché quando il criterio di una decisione viene
sostanzialmente trasportato, traslato su altri soggetti la cui
responsabilità di nomina dipende sempre dallo stesso organismo,
probabilmente è un'occasione in cui dobbiamo anche guardare con
maggiore attenzione.
Io concludo il ragionamento dicendo che sicuramente l'idea di
pensare ad una gestione di un percorso secondo uno scrupolo ed un
criterio potrebbe essere un fatto anche positivo. Però c'è un
grande dramma della vita se, poi, atteso che di buona intenzione è
lastricato ogni nostro percorso, se queste buone intenzioni, nella
sostanza e nella vita, diventano poi concreto momento di
applicazione, perché - completo il mio ragionamento dicendo -
sicuramente chi verifica i verificatori? Ma questi verificatori
così diventano cacciatori di teste d'uovo oppure ripercorrono un
momento di verifica che è già stato oggetto di altro ragionamento,
atteso che l'elenco è stato già formulato? Oppure diventano, come
mi auguro, sicuramente no, couturier di abiti che magari andrebbero
costruiti. Voglio dire che questa è una preoccupazione che,
sicuramente, lei intende allontanare, nella gestione di un ramo
dell'Amministrazione regionale molto serio e delicato.
Ritengo, pure, che dimostrerà concretamente che, al di là di
quelli che sono gli elementi a volte soggettivi, prevarranno anche
elementi obiettivi di sicura capacità e volontà di fare gestire la
cosa pubblica a soggetti che non solo nei proclami, ma anche con i
fatti dimostreranno di essere all'altezza del compito.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fiorenza. Ne ha
facoltà.
FIORENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Borsellino, non ho ascoltato tutto il suo intervento perché,
purtroppo, ero trattenuto da altro, sono arrivato di corsa, però,
so bene, anche da quello che mi hanno riferito molti colleghi del
suo pensiero, l'ho letto, anche recentemente, in molte interviste
e, come d'altra parte buona parte del Parlamento, le devo dare atto
di una sua attenta e puntuale verifica anche in Commissione.
Lei più volte anche in Commissione Sanità' è stata pronta nel
dare al Parlamento le giuste indicazioni di quello che era un suo
pensiero.
Certo il momento è estremamente complicato, difficile, la Regione
siciliana si trova ad avere a che fare con un doppio binario, da un
lato riusciamo ad essere artefici di un piano di rientro di un
assessore che l'ha preceduta e con il quale lei ha fortemente
collaborato e che dall'altro lato, però, non riesce a dare a fondo
quello che è il risultato che tutti quanti ci aspettavamo. Perché,
probabilmente, se da un lato si è stati duri, dall'altro lato non
con quella assoluta convinzione si è riusciti a raggiungere gli
obiettivi. Troppi ospedali, molti dei quali, - assessore in questo
sono estremamente drastico - a parte la riconversione andrebbero
chiusi perché assolutamente inefficienti, ed un ospedale
inefficiente non è solo una spesa inutile per la collettività, ma è
anche un pericolo, è anche un luogo dove non si fa e non si elabora
buona sanità, ma evidentemente si elabora dell'altro
Vede, siamo in un momento in cui, credo che a parte le riflessioni
di merito, specifiche, sugli obiettivi che dobbiamo raggiungere,
lei, assessore, ha un compito straordinariamente oneroso, dove le
si chiede un grande slancio di cultura sanitaria di cui questa
Terra necessita.
Dobbiamo immaginare un percorso che, probabilmente, fino ad ora
non è stato immaginato mai da nessuno, dove la fantasia, associata
ad un grande senso di responsabilità, è necessaria.
Immaginare un percorso dove sanità pubblica, di alto livello,
possa integrarsi con la sanità privata, possa diventare oggi un
elemento di riflessione seria come forse mai finora è stato fatto.
Immaginare che anche una sorta di welfare integrativo possa essere
uno degli argomenti da iniziare a trattare con grande serietà.
Immaginare che Regione siciliana, per non dire lo Stato, per non
dire anche le banche, possano iniziare ad esempio un percorso che
in altri Paesi è stato già approntato e lo si potrebbe immaginare
con una banca del mezzogiorno visto che proprio il mezzogiorno del
Paese è quello più a rischio sanità pubblica e più a rischio una
sanità inefficiente. con l'emissione di titoli ai quali gli stessi
cittadini possano partecipare in modo attivo.
Immaginiamo un percorso che fino ad oggi non è stato mai
immaginato o che per lo meno non deve fare paura ad un Governo che
dice che paura non ha nell'affrontare le nuove tematiche.
E questo è il momento. Veda, appassionarsi al sistema che può
essere argomento parlamentare e sicuramente lo è, visto che è un
argomento politico, dello spoil system in sanità, veda, Assessore,
non è un argomento che appassiona tutti i siciliani, e non
appassiona neanche, mi creda, avere uno o più direttori generali, e
un caso che lei dovrà affrontare è quello del policlinico
universitario di Catania insieme al Vittorio Emanuele'. E' una
bomba ad orologeria, prima o poi scoppierà.
Non so se è il caso di ritornare ad un status quo ante in quel
caso, o addirittura fare retromarcia e dire che probabilmente
quella integrazione fatta in quel modo, in quel momento, fu,
magari, un errore perché a tutti i costi dovevamo togliere una
direzione generale in Sicilia.
Quindi, non interessa concentrarsi o applicarsi sui nomi,
interessa concentrarsi ed applicarsi sui metodi che diano risultati
positivi. Faccia ciò che creda, faccia ciò che creda, Assessore.
Li scelga lei i direttori generali, se li scelga insieme alla
Commissione di merito, si assuma tutte le responsabilità del caso,
ma assumendosi le responsabilità del caso con lo spoil system, così
come in una democrazia normale è consono fare, lei si assume la
responsabilità di dare al meglio ciò che i siciliani meritano:
buona assistenza sanitaria, ottimo livello di prestazioni,
integrazione tra pubblico e privato, se ne assuma appieno la
responsabilità.
Non è un problema di nomi, è un problema di merito.
Credo che questa carta in bianco in parte questo Parlamento,
gliela delega, gliela dà, l'abbiamo fatto in Commissione più di una
volta, continui nel suo percorso sapendo però che arrivati ad un
certo punto esiste la verifica. Quindi il massimo di rispetto per
il suo lavoro, consentendole un tempo che le sarà dato a
disposizione.
E così non solo il Parlamento siciliano ma la popolazione
siciliana le darà merito o meno di ciò che lei avrà deciso di fare.
BORSELLINO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BORSELLINO, assessore per la salute. Innanzitutto vi ringrazio
della fiducia ma io credo che sia insito in chi amministra un ramo
così importante e non solo perché credo che questo riguardi
qualunque amministratore si abbia il dovere di rendere conto su
ciò che si fa.
Quindi, anche il mio sforzo di puntualità nel rassegnare quanto è
stato fatto deriva proprio da questa esigenza che avverto più che
personale prima ancora che istituzionale, di rendere conto su ciò
che si sta facendo.
Tutti condividerete che il sistema che io ho l'onore di
rappresentare in seno al Governo regionale un sistema assai
complesso che non si cambia da un giorno all'altro.
Mi pare però che in questi anni, negli ultimi anni, soprattutto,
gli sforzi si siano orientati verso il raggiungimento di questo
obiettivo.
Quindi laddove è stato sottolineato anche qualche risultato che
già comincia a intravedersi non soltanto in termini economico-
finanziari ma anche in termini di indicatori sul piano sanitario,
perché vi assicuro che segni di miglioramento in questo campo se ne
incominciano a intravedere seppure questo non debba assolutamente
fare abbassare il livello di attenzione, vuol dire che la strada
che è stata intrapresa, probabilmente, è la strada giusta seppure
sia necessario continuamente monitorare il percorso e introdurre
eventuali elementi correttivi laddove ci si accorga, perché uomini
siamo e quindi sicuramente possiamo anche errare, laddove ci si
accorga che ci siano ancora sacche di inefficienza o necessità di
dovere riorientare il percorso verso direzioni più appropriate.
Ricordo, peraltro, che il settore di cui mi occupo è sottoposto a
vari livelli di verifica. A differenza di altri rami di
Amministrazione il rapporto contrattuale, perché tale è stato con i
ministeri dell'economia e della salute, in tutti in questi anni ha
determinato un sistematico e puntuale impianto di verifica per il
quale l'amministrazione ha avuto atto per atto, un esame stringente
sulla coerenza dei provvedimenti assunti rispetto al percorso che
si era prefigurato nell'ambito dei piani di rientro.
Ed è proprio perché abbiamo ritenuto, responsabilmente, che questo
potesse costituire il consolidamento di un metodo che abbiamo
ritenuto, come Governo, responsabilmente, di non sottrarci a
ulteriori momenti di verifica intraprendendo con i ministeri
dell'economia e della salute un nuovo programma operativo per il
triennio 2013-2015 che sarà molto presto sottoposto all'esame della
Commissione competente, trattandosi di un atto di programmazione
che dopo il Piano sanitario rappresenta sicuramente uno dei
principali atti di programmazione del settore.
Riguardo ancora alla procedura di selezione dei direttori
generali, un ulteriore precisazione è doverosa.
Riguardo alle modalità di selezione che vedono nel colloquio lo
strumento fondamentale per acquisire ulteriori elementi di
valutazione, anche lì non bisogna fare confusione, mi permetto di
dire, tra il profilo di idoneità che è un requisito oggettivo che
viene fuori dall'analisi curriculare da quello che è invece il
profilo di adeguatezza dell'aspirante già dichiarato idoneo in
quanto inserito nell'elenco, requisito di adeguatezza che sulla
base della legge 5 che pure si applica nell'ambito di questa
procedura, può essere molto meglio evidenziato durante un
colloquio, e vi faccio anche un esempio: nella procedura messa in
atto dalla commissione mutuando soltanto i requisiti che erano
previsti all'interno del bando e, quindi, anche dell'impianto
normativo si dà molta rilevanza alla dimensione della struttura
che gli aspiranti idonei hanno diretto nei dieci anni precedenti
all'inoltro dell'istanza.
Ebbene, io non credo che la sola dimensione della struttura in
termini di risorse umane ed economiche gestite possa da sola dare
un ampio profilo di adeguatezza del soggetto, perché molto spesso
un soggetto che comunque per sua attitudine può essere portato ad
assumere un ruolo manageriale può anche non avere avuto
l'opportunità di essere alla guida di un'azienda e comunque di
un'azienda di grandi dimensioni. Quindi, ritengo che il colloquio,
ancorché venga operato su tutti gli aspiranti idonei, possa
sicuramente aiutare ad operare una scelta. Anche lì la proposta di
nomina che l'assessore per la salute è tenuto a fare è tenuta a
farla su diciotto soggetti. Io non proporrò alla Giunta di Governo
cinquantuno o una rosa comunque superiore, perché la proposta va
fatta su diciotto, ed è chiaramente insieme all'organo di Governo
che poi si ratifica eventualmente la proposta.
Ritengo doverosa un'altra precisazione.
L'incremento di spesa sanitaria che mi pare l'onorevole D'Asero ha
evidenziato essere contenuto nel giudizio di parifica 2011 altro
non era, questo è stato chiarito più volte, con gli organi di
controllo, nonché in sede di giudizio di parifica, che un maggiore
impegno di spesa che l'Amministrazione regionale in quell'esercizio
finanziario aveva dovuto assumere per coprire debiti pregressi
delle aziende ante 2010.
Il che significa che per quanto riguarda la lettura contabile
delle entrate e delle uscite a fronte di quello che può sembrare un
maggiore impegno di spesa, in realtà, il bilancio sanitario era
tale da consentire, attraverso anche le misure di copertura
previste in esito alla verifica dei piani di rientro, quella parte
di debiti che si era cumulata negli anni ante 2010 e tutto questo
attraverso una grossissima opera di riconciliazione debiti-crediti
delle aziende, che è stata conclusa lo scorso anno e che mai si era
fatta e che tuttavia ha consentito di poter circoscrivere anche il
debito e le varie voci cui esso era ascrivibile.
Sicuramente dalla scelta dei direttori generali comincia una nuova
fase di un percorso anche di rinnovamento del servizio sanitario
che chiaramente deve trovare poi una leva in tutti quei processi di
innovazione che tutti auspichiamo e che si sostanziano poi
nell'assunzione di atti programmatori, ma soprattutto si traducono
poi in azioni concrete nei territori.
Non nego che anche negli anni pregressi c'è stato uno scollamento
tra il momento della programmazione e il momento dell'attuazione
sui territori, ma adesso sicuramente quello che vantiamo è anche un
processo consolidato di verifica.
Vorrei ricordare inoltre che anche gli attuali commissari sono
stati sottoposti comunque allo stesso percorso di verifica che era
stato introdotto con l'ausilio dell'agenzia nazionale per i servizi
sanitari dell'operato dei direttori generali. Pertanto, abbiamo
proseguito lo stesso meccanismo di verifica trimestrale, ma anche
con incontri periodici che possa consentire, anche rispetto alle
attuali gestioni commissariali, di fare il punto e di verificare
qual è anche l'ambito di scostamento rispetto agli obiettivi che
pure sono stati assegnati su base annua ancorché il regime
commissariale possa essere definito temporalmente. Credo che in
questo momento è tutto.
PRESIDENTE. Assessore, le do atto che il suo approccio pacato, ma
determinato su una questione così delicata, come quello della
nomina dei manager ha contribuito a un articolato, complesso
dibattito che comunque ha chiarito meglio la problematica in
relazione proprio alla nomina di manager efficienti nell'interesse
della sanità siciliana. Era mio dovere darle atto del modo con il
quale lei ha affrontato questo problema. Prima accennavo al fatto
che il suo intervento è stato di ventisette minuti, ovviamente non
è tanto il tempo quanto soprattutto il contenuto del suo
intervento, che penso possa essere stato considerato più che
soddisfacente, indipendentemente dalle posizioni politiche di
ciascuno e dell'intero Parlamento.
Presidenza del presidente Ardizzone
Rinvio dello svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
della rubrica Energia, e servizi di pubblica utilità'
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al terzo punto
dell'ordine del giorno: Svolgimento di interrogazioni e di
interpellanze della Rubrica Energia e servizi di pubblica
utilità .
L'assessore Nicolò Marino ci ha fatto pervenire una nota con la
quale chiede di posticipare a domani lo svolgimento della stessa.
Pertanto, non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Presidenza del presidente Ardizzone
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
GIANNI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, chiedo di parlare ai sensi
dell'articolo 83 comma 2 del regolamento interno, solo per dire
all'assessore Borsellino - e mi dispiace non avere fatto
l'intervento prima -, perché ho dimenticato di dirle che sarebbe
opportuno che lei ritornasse a porre sul tavolo della
contrattazione Stato-Regione il problema di quel 7/8 punti in più
che noi paghiamo nella concorrenza della spesa sanitaria. Perché,
vede, Assessore, è di questi giorni il fatto di assistere ad
interventi indecenti da parte del Presidente della Regione
Lombardia, nonché segretario del partito della Lega, in ordine ad
un attacco continuo sol perchè abbiamo ricevuto cinquecento milioni
di euro dallo Stato per un risanamento della sanità, che di fatto
avevamo già se non ci avessero pagato, non ci avessero fatto pagare
il 7/8 punti in più rispetto a quello che già era troppo nella
concorrenza della spesa sanitaria.
Io, nel richiederle gentilmente di intervenire in maniera pesante
e forte sul tavolo della contrattazione Stato Regione, stigmatizzo
qui pubblicamente l'atteggiamento e quello che è l'espressione del
Signor Maroni, nella sua qualità di Presidente della Regione e di
segretario della Lega, che continua ad attaccare la nostra Regione.
Grazie Presidente.
Presidenza del presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge Modifiche all'articolo 5,
comma 2, della legge regionale 30 dicembre 2000, n. 36 (n.
222/A)
PRESIDENTE. Si passa al quarto punto dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge Modifiche all'articolo 5, comma
2, della legge regionale 30 dicembre 2000, n. 36 (n. 222/A)
BORSELLINO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, prendo la
parola in quanto si tratta di un disegno di legge di iniziativa
governativa che ha lo scopo di intervenire modificando esattamente
una legge del 2000, la n. 36 del 2000, quindi di semplificare
soprattutto il procedimento amministrativo volto a definire i
requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi dei centri di
medicina dello sport pubblici e privati.
Il tentativo, e quindi l'iniziativa legislativa, era volta a
semplificare a monte quello che era un atto di normazione
secondaria previsto dalla stessa legge, nella forma proprio di un
regolamento, tenuto conto del fatto che tutto il sistema di
accreditamento istituzionale delle strutture sanitarie pubbliche e
private, si esplica attraverso una procedura che sostanzia in
provvedimenti amministrativi, non di natura regolamentare.
Pertanto, il tentativo era quello di modificare la norma del 2000,
prevedendo anzichè il regolamento, il decreto assessoriale ancorchè
più semplice anche da sottoporre a modifica, laddove l'evoluzione
tecnologica nel settore specifico, dovesse consentire una modifica
dei requisiti.
Tuttavia, una paventata eccezione anche di incostituzionalità,
che si potrebbe in qualche modo profilare nel tentativo di
modificare la norma originaria, mi costringe a richiedere come
Governo un approfondimento, e quindi chiedo che il provvedimento
in esame torni nuovamente nella commissione di merito per un
ulteriore approfondimento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la richiesta di rinvio del disegno
di legge di iniziativa governativa n. 222/A alla Commissione
competente.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come stabilito nella Conferenza
dei presidenti dei gruppi parlamentari, per giovedì 30 c.m., si
discuterà della mozione degli onorevoli D'Asero, Musumeci ed altri,
relativamente al problema cogente ed importante, che riguarda
l'articolo 37. A questa mozione, cui ha già dato la disponibilità
l'assessore Bianchi, verranno aggiunte altre mozioni sullo stesso
argomento. Nella seduta di domani verrà data comunicazione di
eventuali ulteriori questioni.
Le mozioni già presentate su questa materia verranno accorpate, o
addirittura assorbite, dalla mozione che porta come primo
firmatario l'onorevole D'Asero.
Così resta stabilito.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 29
maggio 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica: Energia e servizi di pubblica utilità . (v. allegato)
III - Discussione della mozione:
N. 18 - Revoca in autotutela del decreto A.R.T.A. n. 221
del 19 marzo 2009 di autorizzazione
all'ampliamento della discarica per r.s.u. (rifiuti
solidi urbani) in contrada Tiritì nel comune di
Motta S.Anastasia (CT).
(17 gennaio 2013)
BARBAGALLO-CIRONE-ALLORO - FERRANDELLI-RAIA-FOTI
IV - Discussione della mozione:
N. 122 - Misure d'intervento a favore dell'occupazione
giovanile.
(24 maggio 2013)
FIGUCCIA-DI MAURO-LOMBARDO-LO SCIUTO-
FEDERICO-GRECO G.-D'ASERO-FONTANA-
PICCIOLO- CLEMENTE-SAMMARTINO-SIRAGUSA-
VINCIULLO - GIANNI-FIRETTO- LA ROCCA-
RUVOLO-GRASSO-LANTIERI- BARBAGALLO-
SORBELLO-FALCONE-FERRANDELLI - CIRONE -
ANSELMO - MICCICHE'- SAVONA - ALLORO -
TURANO- LENTINI - DIGIACINTO -
DIPASQUALE DINA
La seduta è tolta alle ore 19.11
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli