Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
LANTIERI, segretario, dà lettura dei processi verbali delle sedute
precedenti numeri 48 e 49 del 12 giugno 2013, che non sorgendo
osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Ciaccio, Clemente, Fazio,
Picciolo, Tamajo, Zafarana e Zito sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana
N. 110 - Stato di avanzamento del piano paesaggistico regionale.
Firmatari: Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ferreri Vanessa; Zito Stefano; Ciaccio Giorgio; Ciancio
Gianina; Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina;
Venturino Antonio (Con nota prot. n. 14997/IN.16 del 21 marzo 2013
il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per i beni
culturali).
- da parte dell'Assessore per la Salute
N. 286 - Chiarimenti circa la mancata piena attuazione del Piano
di riordino della rete ospedaliera con riferimento al presidio
ospedaliero di Giarre (CT).
Firmatari: Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni (Con nota prot. n.
16178 del 27 marzo 2013, il Presidente della Regione ha delegato
l'Assessore per la salute).
N. 610 - Notizie sui lavori per la realizzazione dell'Ospedale San
Marco di Catania.
Firmatario: Falcone Marco (Con nota prot. n. 28211 del 5 giugno
2013, il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale
per la salute).
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Iniziative per promuovere la permanenza in Sicilia dei giovani
laureati. (n. 456)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Savona in
data 13 giugno 2013.
- Norme per la razionalizzazione della distribuzione del servizio
farmaceutico nella Regione Sicilia. (n. 457)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Greco M. in
data 17 giugno 2013.
- Istituzione del servizio di psicologia scolastica. (n. 458)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Milazzo A. e
Cirone in data 17 giugno 2013.
- Riordino nel settore dei beni culturali e della identità
siciliana. (n. 459)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Venturino in
data 17 giugno 2013.
- Legge quadro sulle isole di Sicilia . (n. 460)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Trizzino,
Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Zito, Cancelleri, Ciancio, Foti,
La Rocca, Palmeri, Siragusa, Ciaccio, Tancredi e Zafarana in data
17 giugno 2013.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni:
BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)
- Tassa annuale di ispezione di apparecchi radiogeni. (n. 447)
di iniziativa parlamentare, inviato il 14 giugno 2013, parere VI.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Modifiche alla legge regionale 29 novembre 2005, n. 15 sul
rilascio delle concessioni di beni demaniali e sull'esercizio
diretto delle funzioni amministrative in materia di demanio
marittimo. (n. 445)
di iniziativa parlamentare, inviato il 14 giugno 2013.
- Disciplina in materia di risorse idriche. (n. 455)
di iniziativa governativa, inviato il 12 giugno 2013.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Istituzione dell'Ente Sicilia Diritto Studio Universitario
(E.S.D.S.U.). (n. 407)
di iniziativa parlamentare, inviato il 14 giugno 2013, parere I.
- Disciplina dei tirocini formativi e di orientamento. (n. 443)
di iniziativa parlamentare, inviato il 14 giugno 2013.
- Norme per interventi di ristrutturazione, conservazione e
promozione dei centri storici dei Comuni al cui interno insistono i
monumenti oggetti del riconoscimento Unesco nel Val di Noto. (n.
446)
di iniziativa parlamentare, inviato il 14 giugno 2013, parere IV.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che:
- l'onorevole Salvatore Cordaro, con nota prot. n. 7354/SG.LEG.PG.
del 13 giugno 2013, ha chiesto di apporre la propria firma ai
disegni di legge nn. 71, 210, 211, 416, 417, 422, 424, 425, 427,
429, 430 e 431;
- l'onorevole Vincenzo Vinciullo, con nota prot. n.
7411/SG.LEG.PG. del 14 giugno 2013, ha chiesto di apporre la
propria firma ai disegni di legge nn. 128, 214, 236, 237, 238, 239,
240, 242, 243, 244, 245, 246, 247, 248, 249, 250, 251, 252, 253,
254, 255, 256, 257, 258, 259, 260, 261, 262, 264, 265, 266, 267,
269, 270, 273, 274, 279, 280, 281, 282, 283, 284, 285, 286, 288,
291, 296, 297, 298, 299, 301, 302, 303, 319, 344, 371, 404 e 405.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico la richiesta di parere pervenuta ed assegnata
alla Commissione Ambiente e territorio (IV)':
Richiesta di parere alla Commissione Legislativa Permanente per
l'Ecologia dell'Assemblea regionale siciliana, ai sensi dell'art. 3
e dell'art. 4 della legge regionale n. 14/88 e dell'art. 64 della
legge regionale 14 maggio 2009 n. 6, per la revisione del piano
regionale dei parchi e delle riserve naturali', approvato con D.A.
n. 970 del 10 giugno 1991, con l'inserimento del Parco naturale
regionale dei Monti Sicani', e per la contestuale emanazione del
decreto istitutivo del parco e dell'ente gestore da parte
dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente. (n.
15/IV).
- pervenuto in data 13 giugno 2013 e inviato in data 17 giugno
2013.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico il parere reso dalla Commissione Ambiente e
territorio (IV)':
- Guide turistiche. Modifica decreto di attuazione articolo 2,
legge regionale n. 8/2004. (n. 13/IV).
reso in data 12 giugno 2013, inviato in data 17 giugno 2013.
Comunicazione di proroga di termini per espressione di
parere
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 70 bis del
Regolamento interno, è stato prorogato di quindici giorni,
decorrenti dal 12 giugno 2013, il termine previsto per
l'espressione del parere n. 14/VI Schema di decreto assessoriale.
Determinazione dotazione organica dei punti nascita .
Comunicazione di trasmissione della previsione e della situazione
trimestrale
di cassa e di tesoreria della Regione
PRESIDENTE. Comunico che l'Assessorato regionale dell'economia,
dipartimento bilancio e tesoro, ha trasmesso, in data 14 giugno
2013, la previsione e la situazione trimestrale di cassa e di
tesoreria della Regione in attuazione dell'art. 52, comma 5, della
legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, alla data del 31 marzo 2013.
Comunico, altresì, che copia della sopracitata documentazione è
stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.
Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della Giunta
regionale n. 159 del 23 maggio 2013 relativa a: P.O. FESR Sicilia
2007/2013 - Documento Requisiti di ammissibilità e Criteri di
selezione' - Modifiche obiettivo operativo 1.2.3. e Obiettivo
Operativo 5.2.3. - Adozione definitiva .
La predetta delibera è stata trasmessa, ai sensi dell'articolo 50
comma 3 della legge regionale n. 9/2009, alla II Commissione
legislativa e alla Commissione per l'esame delle questioni
concernenti l'attività dell'Unione Europea.
Copia della stessa è disponibile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 802 - Notizie sull'ordinanza del TAR Sicilia a seguito del
ricorso presentato dalle associazioni di categoria nei confronti
del Commissario straordinario dell'IRSAP.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Assenza Giorgio
N. 804 - Notizie sulla mancata realizzazione di una passerella sul
Fiume Calcinara, nel territorio di Sortino (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico
N. 805 - Iniziative per assicurare una maggiore trasparenza negli
incarichi professionali conferiti dalla ex Serit.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico
N. 806 - Iniziative per garantire all'Eni-Versalis di Priolo la
realizzazione di investimenti per rendere competitiva la chimica
italiana.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico
N. 807 - Notizie in merito alla nube tossica che ha investito i
comuni di Melilli e di Priolo (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Salute
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico
N. 814 - Interventi volti al superamento delle criticità
finanziarie dell'IPAB 'Sciacca-Baratta' di Patti (ME) e di riforme
del settore.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Panarello Filippo
N. 815 - Notizie in merito alla discarica sita in contrada Tiritì
nel comune di Motta Sant'Anastasia (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Salute
Firmatari: Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni;
Figuccia Vincenzo; Greco Giovanni; Fiorenza Cataldo; Lo Sciuto
Giovanni; Federico Giuseppe; Grasso Bernadette Felice; Lantieri
Annunziata Luisa; Pogliese Salvatore Domenico; Miccichè Gianluca
Antonello; Vinciullo Vincenzo; Dipasquale Emanuele; Germanà
Antonino Salvatore; Ruggirello Paolo; Currenti Carmelo
N. 818 - Iniziative per il ribasso del prezzo del carburante in
Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Di Mauro Giovanni
N. 819 - Notizie in merito alla legge regionale 12 luglio 2011 in
tema di sgravi fiscali per l'imprenditoria giovanile e femminile in
Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Di Mauro Giovanni
N. 820 - Notizie in merito alla deliberazione di Giunta regionale
n. 448 del 30 novembre 2012 recante 'Definizione dell'intesa per il
Patto di stabilità interno per l'anno 2013'.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Di Mauro Giovanni
N. 822 - Notizie in merito all'istituzione dei servizi ispettivi
aziendali nelle Aziende sanitarie siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Sammartino Luca; Sudano Carmela Valeria Maria; Leanza
Nicola; Lentini Salvatore; Ruggirello Paolo; Nicotra Raffaele
Giuseppe
N. 823 - Notizie circa la legittimità delle procedure adottate
dall'ARNAS 'Civico-Benfratelli' di Palermo per la selezione del
personale ed il conferimento di incarichi temporanei.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Lentini Salvatore; Sudano Carmela Valeria Maria;
Nicotra Raffaele Giuseppe; Ruggirello Paolo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 801 - Notizie sulla mancata nomina del dirigente del
Dipartimento tecnico regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Assenza Giorgio
N. 803 - Interventi finalizzati a scongiurare la riduzione dei
trasferimenti correnti alle province regionali siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Fontana Vincenzo
N. 811 - Interventi per il potenziamento della rete regionale di
residenzialità per i soggetti fragili.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Mangiacavallo Matteo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 812 - Iniziative per la creazione di un albo regionale di
società e/o aziende accreditate per indagini geofisiche in campo
archeologico.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Assenza Giorgio
N. 817 - Misure volte all'ottimizzazione e valorizzazione dei beni
culturali in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatari: La Rocca Claudia; Zafarana Valentina; Cancelleri
Giovanni Carlo; Trizzino Giampiero; Mangiacavallo Matteo; Zito
Stefano; Ciaccio Giorgio; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Ferreri Vanessa; Palmeri Valentina;
Cappello Francesco
N. 821 - Notizie in merito alle autorizzazioni sanitarie per il
'Rifugio del gatto' di Palermo.
- Assessore Salute
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 824 - Attuazione del Piano strategico regionale della
portualità turistica.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: D'Asero Antonino
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 128 Mantenimento di 118 posti letto complessivi indicati
dal D.A. 0745 del 2010 presso il presidio ospedaliero di Ribera
(AG) , degli onorevoli Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni
Carlo; Palmeri Valentina; Cappello Francesco; Tancredi Sergio;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Zafarana Valentina; Ferreri
Vanessa; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La
Rocca Claudia; Zito Stefano, presentata il 12 giugno 2013;
numero 129 Applicazione della riforma prevista dalla legge 14
aprile 2009 n. 4 (Nuovo Piano Sanitario) che tenga conto delle
peculiarità geografiche del territorio della provincia di Agrigento
in relazione al presidio ospedaliero 'Giovanni Paolo II' di Sciacca
(AG) , degli onorevoli Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni
Carlo; Palmeri Valentina; Cappello Francesco; Tancredi Sergio;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Zafarana Valentina; Ferreri
Vanessa; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La
Rocca Claudia; Zito Stefano; Venturino Antonio, presentata il 12
giugno 2013.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di apposizione di firma a mozione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Nicotra ha chiesto di apporre
la firma alla mozione n. 54.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa all'interrogazione n. 768
PRESIDENTE. Comunico che, con nota dell'11 giugno 2013, pervenuta
il 14 giugno 2013 e protocollata al n. 7543/AULAPG del 17 giugno
successivo, l'onorevole Micciché ha chiesto che l'interrogazione
n. 768 è da considerarsi con richiesta di risposta scritta.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di ritiro di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che, con nota dell'11 giugno 2013, pervenuta
il 14 giugno 2013 e protocollata al n. 7542/AULAPG del 17 giugno
successivo, l'onorevole Leanza ha ritirato l'interrogazione n. 276,
perchè di identico contenuto all'interrogazione n. 282.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che con email del 13 giugno 2013, l'onorevole
Vinciullo ha ritirato l'interrogazione n. 810, di identico
contenuto all'interrogazione n. 807, a firma dello stesso deputato.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decadenza di atti ispettivi e di indirizzo
politico
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della decadenza di diritto
dell'onorevole Caputo dalla carica di deputato regionale decadono i
seguenti atti ispettivi e di indirizzo politico:
- interrogazioni con richiesta di risposta orale: nn. 5, 16, 121,
128, 159, 168, 182, 195, 199, 211, 263, 306, 312, 313, 314, 348,
393, 403, 420, 445, 453, 503, 511, 512, 589, 590, 595, 609, 764,
767, 771, 779;
- interrogazioni con richiesta di risposta in Commissione: nn. 3,
8, 9, 11, 13, 17, 26, 27, 28, 76, 83, 227, 228, 254, 255, 256, 300,
444, 446, 447, 454, 456, 478, 492, 497, 507, 508, 510, 513, 514,
515, 544, 558, 587, 588, 608, 640, 670, 692, 719, 720, 729, 733,
752, 759, 778, 786, 808, 809, 813, 816;
- interrogazioni con richiesta di risposta scritta: nn. 6, 10, 12,
14, 18, 20, 24, 29, 31, 33, 34, 36, 81, 150, 152, 198, 201, 218,
229, 268, 287, 288, 289, 299, 311, 317, 323, 411, 422, 423, 436,
442, 443, 448, 490, 494, 496, 506, 537, 545, 572, 596, 671, 674,
676, 736, 739, 751, 758, 765, 770, 783, 799, 828, 838;
- interpellanze: nn. 44, 59;
- mozioni: nn. 32, 40, 52, 60, 62, 70, 72, 87, 114, 117, per il
venir meno del prescritto numero minimo di firme.
Ne decade altresì la firma dai seguenti atti ispettivi e di
indirizzo politico:
- interrogazioni con richiesta di risposta orale: nn. 77, 119,
167, 169, 171, 206, 248, 292, 295, 296, 372, 380, 381, 400, 401,
437, 597, 757;
- interrogazioni con richiesta di risposta in Commissione: nn.
180, 190;
- interrogazioni con richiesta di risposta scritta: nn. 41, 50,
125, 134, 181, 281, 284, 417, 438, 473, 542, 543, 655, 744, 803,
858;
- mozioni: nn. 15, 19, 22, 23, 25, 32, 33, 45, 63, 75, 81, 85, 91,
92, 119, 120.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di nomina della Commissione parlamentare
speciale per l'esame di disegni di legge relativi alla
materia statutaria, ai rapporti tra l'Assemblea regionale
siciliana ed il Governo regionale e per l'applicazione in
Sicilia del decreto-legge n. 174 del 2012 (cd decreto
Monti')
PRESIDENTE. Comunico che, con decreto del Presidente
dell'Assemblea regionale n. 129 del 18 giugno 2013, è nominata la
Commissione parlamentare speciale per l'esame di disegni di legge
relativi alla materia statutaria, ai rapporti tra l'Assemblea
regionale siciliana ed il Governo regionale e per l'applicazione in
Sicilia del decreto-legge n. 174 del 2012 (cd decreto Monti'), col
compito di predisporre, nel termine di due mesi, un disegno di
legge statutaria nelle materie di cui agli articoli 8 bis, 9, 10 e
41 bis dello Statuto siciliano ed un disegno di legge relativo alle
misure di cui al decreto-legge n. 174 del 2012. i componenti
l'Ufficio di Presidenza della Commissione non hanno diritto alla
relativa indennità di funzione.
Invito il deputato segretario a dare lettura del predetto decreto.
LANTIERI, segretario:
Assemblea regionale siciliana
Il Presidente'
«CONSIDERATO, che l'Assemblea regionale siciliana nella seduta n.
42 del 15 maggio 2013, ha approvato la mozione n. 109 Istituzione
di una commissione speciale per l'esame di disegni di legge
relativi alla materia statutaria e i rapporti tra l'Assemblea
regionale siciliana e il Governo regionale e per l'applicazione in
Sicilia del decreto-legge n. 174 del 2012 ;
VISTE le designazioni dei Presidenti dei Gruppi parlamentari;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea, e segnatamente gli
articoli 29 e 29bis,
DECRETA
E' nominata la Commissione parlamentare speciale per l'esame dei
disegni di legge relativi alla materia statutaria, ai rapporti tra
l'Assemblea regionale siciliana e il Governo regionale e per
l'applicazione in Sicilia del decreto legge 174 del 2012
(cosiddetto decreto Monti ) col compito di predisporre, nel
termine di due mesi, un disegno di legge statutaria nelle materie
di cui agli articoli 8 bis, 9, 10, 41 bis dello Statuto siciliano
ed un disegno di legge relativo alle misure di cui al decreto legge
numero 174 del 2012. I componenti dell'Ufficio di Presidenza della
Commissione non hanno diritto alla relativa indennità di funzione.
La Commissione è composta da tredici deputati e precisamente dagli
onorevoli:
Anselmo Alice, Barbagallo Anthony, Cancellieri Giovanni Carlo,
Cappello Francesco, Cracolici Antonio, Di Giacinto Giovanni, Di
Mauro Giovanni, Fontana Vincenzo, Formica Santi, Gucciardi
Baldassare, Savona Riccardo, Sudano Valeria e Turano Girolamo»
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con riferimento al decreto testé
letto dal deputato segretario, di costituzione della Commissione
parlamentare, preciso ed auspico che ciascun Gruppo parlamentare
partecipi all'elaborazione dei disegni di legge di competenza della
Commissione.
Come avete sentito non tutti i Gruppi sono rappresentati. A tal
fine auspico che tutte le forze politiche, ancorché non
rappresentate in detta Commissione, non facciano ad essa mancare il
loro apporto costruttivo nelle forme e con le modalità stabilite
dall'articolo 69 bis del Regolamento interno dell'Assemblea
regionale siciliana, ai fini della spedita e proficua approvazione
successiva da parte dell'Assemblea.
Preannuncio, anche se arriverà apposita convocazione ai componenti
di questa Commissione e di conseguenza anche ai Capigruppo che
possono partecipare in prima persona o con persone da loro
delegate, nel caso in cui non siano già rappresentati in questa
Commissione, che insedieremo la Commissione giovedì, così come si
era inteso subito dopo le Amministrative - siamo a cavallo fra le
elezioni amministrative e il turno di ballottaggio - laddove si
tiene il ballottaggio.
La Commissione, quindi, si insedierà giovedì 20, alle ore 11,00,
con l'elezione dell'Ufficio di Presidenza al quale non spetta, come
è stato detto, alcuna indennità e, a scanso di equivoci evidenziamo
che noi dobbiamo fare tesoro, al contrario della battuta, che
ogni qual volta non si vuole risolvere un problema si istituisce
una Commissione.
In questo caso noi daremo prova che stiamo istituendo una
Commissione proprio per approvare entro la chiusura della sessione
in corso, prima che si chiudano i lavori parlamentari nel mese di
agosto, il disegno di legge che recepisce il cosiddetto decreto
Monti per il contenimento della spesa.
Credo che in tal senso il Parlamento farà un buon lavoro.
Quindi ribadisco, indipendentemente dai componenti della
Commissione che sono: gli onorevoli Anselmo Alice, Barbagallo
Anthony, Cancellieri Giovanni Carlo, Cappello Francesco, Cracolici
Antonio, Di Giacinto Giovanni, Di Mauro Giovanni, Fontana Vincenzo,
Formica Santi, Gucciardi Baldassare, Savona Riccardo, Sudano
Valeria e Turano Girolamo, i Gruppi che non sono rappresentati non
possono ma, a mio avviso, debbono partecipare ai lavori della
Commissione attraverso i loro Capigruppo, anche se a titolo
consultivo, così come previsto dall'articolo 69 bis, anche perché
si tratta di fare un lavoro propedeutico a quello che arriverà, mi
auguro quanto prima, in Aula.
Rinvio del II e del III punto dell'ordine del giorno
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per assenza del Governo, il II
punto dell'ordine del giorno: Discussione unificata delle mozioni
numero 54 Interventi per ottenere il riconoscimento per la Sicilia
dello status di zona franca , degli onorevoli Sammartino, Leanza,
Sudano e Lentini, e numero 55 Iniziative per l'attivazione delle
zone franche urbane in Sicilia , degli onorevoli Dipasquale, Di
Giacinto, Coltraro, Malafarina, Oddo, Ciaccio, Venturino, Foti,
Palmeri, Mangiacavallo, La Rocca, Siragusa, Ferreri, Cappello,
Ciancio, Cancelleri, Zito, Zafarana, Trizzino, Cirone, Marziano,
Milazzo A., è rinviato.
Comunico, altresì, che per assenza del Governo, il III punto
dell'ordine del giorno: Discussione della mozione numero 71
Iniziative finalizzate alla modifica della convenzione stipulata
dalla Regione siciliana con Siciliacque S.p.A. al fine di ridurre
la tariffa del servizio idrico integrato ai cittadini degli ambiti
territoriali ottimali (ATO) , degli onorevoli Firetto, Grasso,
Leanza, La Rocca Ruvolo, Lentini, Sammartino., è rinviato.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
Famiglia, politiche sociali e lavoro
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
Famiglia, politiche sociali e lavoro .
Si procede con lo svolgimento dell'interrogazione n. 44
Interventi a favore dei servizio socio-sanitari in Sicilia , a
firma degli onorevoli Vinciullo e Pogliese.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che esiste, ad oggi, una
forte preoccupazione per i servizi alle persone con disabilità
finanziati con i fondi della legge 328/2000 attraverso i relativi
Piani di Zona;
considerato che, a meno di un mese dalla conclusione della terza
annualità relativa agli anni 2010/2012 dei Piani di Zona, non è
stata predisposta, da parte degli Organi e delle Amministrazioni
locali competenti, per responsabilità oggettive della
Regione, alcuna programmazione relativa al triennio 2013/2015;
visto che:
l'assenza di una programmazione relativa al triennio 2013/2015
comporterà, a decorrere dall'1 gennaio 2013, la sospensione di
molti dei servizi oggi erogati a sostegno delle persone con
disabilità e dello loro famiglie;
in mancanza della copertura finanziaria necessaria a garantire i
servizi, già dall'1 gennaio 2013, le associazioni e gli enti
operanti in ambito socio-assistenziale saranno costrette ad avviare
le procedure di licenziamento del personale, specialmente nella
provincia di Siracusa dove, a seguito dell'aggiudicazione della
gara di appalto del servizio ADI da parte di un consorzio catanese,
dall'1 gennaio 2013 il servizio sarà gestito in condizioni di
monopolio;
per sapere:
se non ritengano utile e necessario adoperarsi, vista l'urgenza
del caso, per definire la programmazione per il triennio 2013/2015;
se non ritengano necessario valutare la possibilità di procedere
allo sblocco delle economie derivanti dalla rimodulazione del
triennio conclusosi, in modo da consentire la continuità dei
servizi di assistenza e cura alle persone con disabilità, in attesa
che venga predisposta la programmazione per il triennio a seguire.»
(44)
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
BONAFEDE, assessore per famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, in riferimento a quanto richiesto
nell'interrogazione in oggetto, si sono acquisite le notizie
pervenute con nota n. 2496 del 23 gennaio 2013 dal competente
Servizio del Dipartimento regionale della famiglia e delle
politiche sociali, l'argomento ricomprende quello
dell'interrogazione n. 332 del 2013 dello stesso firmatario.
Al riguardo si comunica che, in data 21 maggio 2013, il Dirigente
generale del Dipartimento regionale della Famiglia e delle
politiche sociali ha inviato le nuove linee guida per la
programmazione e finanziamento dei Piani di Zona 2013-2015 da
sottoporre all'attenzione del Governo regionale per le opportune
valutazioni e per i consequenziali adempimenti.
E' opportuno evidenziare che la nuova programmazione dei Piani
di zona anni 2013-2015 determinerà il trasferimento delle risorse
assegnate a valere sul Fondo nazionale politiche sociali ai
distretti socio-sanitari della Sicilia.
Il documento, già inoltrato dal competente Ufficio a partire dal
mese di settembre 2012, è stato ulteriormente rivisto sia per i
recenti cambiamenti connessi all'abolizione delle province, sia per
inserire dei riferimenti più puntuali sugli altri strumenti
finanziari (come il PAC e Obiettivi di Servizio), sia infine per
includere nel budget complessivo anche l'assegnazione del Fondo
nazionale politiche sociali 2013 (non ancora trasferito alla
Regione).
A fronte dell'esiguità delle attuali risorse del Fondo nazionale
per le politiche sociali, trasferite alla Regione per gli anni
2010-2013, pari complessivamente a 80.304.754,32, rispetto a euro
197 milioni del passato triennio e in considerazione delle
criticità rilevate nei precedenti cicli di programmazione, pur con
fermando i principi generali espressi nei precedenti documenti
regionali, si è ritenuto necessario apportare alcune modifiche sul
piano organizzativo e gestionale, al fine di rendere più celeri le
procedure di avvio dei servizi e il meccanismo di spesa.
Si riportano sinteticamente nel prospetto i cambiamenti proposti
che vengono evidenziate per una opportuna riduzione - appunto - in
sintesi in finca.
Modifiche apportate. Livello regionale. Costituzione del
coordinamento regionale delle politiche sociali. Direttive inserite
nei precedenti atti di programmazione, di fatto sostituisce la
cabina di regia. Note. Il coordinamento regionale delle politiche
sociali è presieduto dall'assessore per la famiglia, politiche
sociali e lavoro. Il coordinamento ha l'obiettivo di garantire il
processo di consolidamento del sistema di welfare regionale
fornendo l'indirizzo operativo e una costante verifica degli stati
di avanzamento.
Va detto che in questi anni la Cabina di regia non ha più svolto
il proprio compito vanificando così la sua stessa funzione.
Costituzione del coordinamento dipartimentale regionale delle
politiche sociali, non era previsto. Presieduto dal dirigente
generale e composto dai referenti dei servizi del Dipartimento
famiglia, competenti istituzionalmente alla programmazione delle
politiche sociali sul territorio regionale, il coordinamento ha
l'obiettivo di coordinare le politiche sociali avviate nell'ambito
del dipartimento stesso.
Livello distrettuale. Possibilità di definire nell'ambito dei 55
distretti socio-sanitari delle aree omogenee sub-distrettuali a cui
vengono assegnate compiti di programmazione, gestione e spesa.
Erano previsti 55 distretti socio-sanitari e la gestione e la
spesa erano demandati al Comune Capofila di ciascun distretto. La
presenza nello stesso distretto di realtà disomogenee per
caratteristiche demografiche, geografiche e morfologiche, ha
determinato in passato forte criticità, provocando un rallentamento
dell'avvio dei servizi e della spesa.
Con il nuovo atto di programmazione si vuole dare la possibilità
ai distretti di individuare, attraverso un processo partecipato e
alla luce di criteri definiti dall'amministrazione regionale, degli
ambiti sub distrettuali più funzionale, demandando agli stessi
compiti di gestione e spesa.
Non si vuole rinnegare la dimensione distrettuale, ma si vogliono
accelerare alcuni procedimenti per una migliore risposta alla
domanda sociale.
Il Piano di Zona e le successive verifiche dello stesso saranno
sempre a livello distrettuale, ciò al fine di garantire una
coerenza di programmazione nell'ambito del distretto.
Il Piano di Zona distrettuale sarà espressione dei Piani di Zona
di eventuali aree omogenee individuate nel distretto e riconosciute
dalla Regione.
Istituzione del gruppo piano Area Omogenea Distrettuale.
Era previsto solo il gruppo Piano distrettuale. L'obiettivo è
quello di dotare le eventuali Aree Omogenee individuate nel
medesimo distretto di organismi di programmazione, gestione e
spesa. Il gruppo piano della area omogenea sarà coordinato dal
dirigente dei servizi sociali del comune demograficamente più
rilevante.
Abolizione del Cofinanziamento di 3 euro per abitante.
Ciascun comune del distretto doveva cofinanziare il Piano di Zona
versando al Comune Capofila tre euro per abitante. Il
Cofinanziamento comunale negli anni ha determinato diverse frizioni
tra i Comuni, spesso per l'indisponibilità di risorse economiche.
Considerato che nel documento proposto si ribalta l'ottica, in
quanto l'esiguità dei trasferimenti del Fondo Nazionale Politiche
Sociali sposta l'attenzione più sulla spesa sociale dei Comuni, che
in questo caso viene cofinanziata dal FNPS, il cofinanziamento
comunale non ha più ragione di esistere perché ciascun comune
partecipa al piano di Zona con la spesa sociale già posta a carico
dei propri bilanci.
La spesa sociale costituisce dunque parte del Piano di Zona
triennale adottato negli ambiti territoriali.
Impegno e Erogazione della prima annualità.
Nei precedenti cicli di programmazione veniva impegnata l'intera
triennalità da destinare ai Piani di Zona.
Allo stato attuale la carenza di risorse e l'incertezza sui
prossimi finanziamenti del FNPS non consentono di effettuare
impegni triennali.
Proposta Utilizzo FNPS esercizi finanziari 2010-2013
A fronte di una disponibilità complessiva di euro 80.304.754,32
si propone di destinale euro 78 milioni ai distretti socio-sanitari
per il finanziamento triennale dei Piani di Zona ed euro
2.304.754,32, rimarranno nella disponibilità dell'Assessorato
Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro -
Dipartimento Famiglia e Politiche Sociali che li destinerà per la
riattivazione del Sistema Informativo Regionale Socio-Assistenziale
(S.I.R.I.S.) e per l'attività di supporto tecnico svolta dalla
struttura regionale in attuazione delle politiche sociali.
La somma destinata ai distretti socio-sanitari per la
realizzazione dei Piani di Zona verrà ripartita secondo tre
indicatori: popolazione, numero di Comuni presenti nel distretto,
isole minori.
Al fine di sollecitare l'utilizzo tempestivo dell'assegnazione
regionale, il Dipartimento della Famiglia e delle Politiche Sociali
adotterà annualmente strumenti di monitoraggio delle azioni avviate
e di controllo della spesa, rilevata attraverso la verifica dei
sottoconti di tesoreria unica regionale.
Nel caso di mancato avvio delle Azioni Programmate, il
Dipartimento avvierà sul territorio idonee iniziative di supporto
tecnico, non escludendo interventi sostitutivi, come disciplinati
dalla normativa vigente.
Nell'ipotesi di accertare gravi inadempienze e ritardi che
incidono sull'effettiva realizzazione dei servizi e degli
interventi programmati, si adotteranno opportune misure per il
recupero delle somme non utilizzate.
L'obiettivo è quello di evitare di congelare risorse per
diversi anni per distretti incapaci di attivare i servizi e di
spendere, così come si è verificato nelle precedenti
programmazioni.
Presidenza del Vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, se
questa risposta mi fosse stata data nel mese di gennaio 2013 avrei
potuto dichiararmi soddisfatto, ma viene adesso, nel mese di
giugno, con notevole ritardo rispetto a quelle che sono le attese
del territorio.
Io capisco che l'assessore si è insediato a dicembre, capisco che
ha avuto difficoltà nel cercare di comprendere come districarsi in
un assessorato che in genere è stato caricato di responsabilità
anche da parte dei comuni, ma io vorrei puntualizzare su alcune
questioni.
Io, assessore, le avevo chiesto nella mia interrogazione di
rispondere a quella che è una forte preoccupazione che proviene dal
territorio, cioè che soggetti fragili, soggetti svantaggiati,
coloro i quali in pratica sono caricati da disabilità, non riescono
oggi ad avere assistenza da parte dei distretti socio-sanitari e
non riescono ad avere questa assistenza perché i relativi Piani di
Zona non sono stati ancora attivati perché bisognava fare la
programmazione triennale che riguardava il 2013- 2015, invece
questa programmazione triennale non è stata fatta. Adesso ho
ascoltato quello che lei dice che degli oltre 80 milioni di euro 78
verranno destinati ai distretti, ma siamo a giugno, assessore,
quindi vorremmo capire cosa faranno i distretti.
Lei giustamente parlava di monitoraggio, ha parlato di spese
obbligatorie, ha parlato anche di un supporto tecnico nel caso in
cui vi siano dei distretti che non sono nelle condizioni di
operare; io sarei invece di tutt'altro avviso, sarei invece
dell'idea di commissariare tutti quei distretti socio-sanitari che
in questi anni non hanno prodotto risultati o quando hanno prodotto
questi risultati non li hanno prodotti a favore di soggetti
svantaggiati, fragili e diversamente abili, ma spesso li hanno
prodotti per favorire la cooperativa di turno.
Veda, anche la decisione che avete preso di dare vita ad una
programmazione non più triennale, ma una programmazione annuale
credo che sia una cosa che non possiamo assolutamente accettare.
Lei sa che sui soggetti diversamente abili e affetti da disabilità
non possiamo pensare di fare un progetto di recupero annuale perché
il progetto di recupero annuale non ottiene nessuno dei risultati
sperati, nel senso che lei lo sa, oggi siamo a giugno,
possibilmente a luglio prepareranno i progetti, poi forse a
settembre individueranno la cooperativa, spero non amica, che andrà
a gestire i servizi, partiranno ad ottobre, ma lei pensa che in tre
mesi noi siamo nelle condizioni di garantire a coloro i quali sono
fragili e diversamente abili la possibilità di superare le loro
difficoltà e avere quindi la possibilità di inserirsi in un
contesto normale così, come dovrebbe essere. Così non sarà.
Per cui, assessore, mi dichiaro insoddisfatto per una serie di
ragioni, non ultima il fatto che la programmazione deve ritornare
ad essere triennale, non è possibile che la programmazione sia
annuale, una programmazione annuale non otterrà mai i risultati che
il welfare invece ci obbliga a raggiungere con una programmazione
annuale, non costringeremo mai il fondo nazionale delle politiche
ad assegnare alla Regione Sicilia le somme necessarie per
consentire l'inserimento dei soggetti diversamente abili.
Veda assessore, se noi ci presenteremo l'anno prossimo a maggio, a
giugno e andremo a bussare alle casse dello Stato per chiedere il
cofinanziamento della 328 saremo già in notevole ritardo, lo Stato
deve sapere che per quanto riguarda le persone con disabilità, in
Sicilia, abbiamo bisogno, per il 2014, di 150 milioni di euro
perché con 80 milioni di euro non potremo assolutamente fare fronte
a quelle che sono le necessità, che la stessa cosa deve essere
fatta per il 2015, guai pensare che possiamo dare vita ad una
programmazione annuale, questa ci porterà a sperperare denaro, ci
porterà a non consentire l'inserimento della persona con
disabilità, questo costringerà una serie di soggetti che hanno
lavorato in questo mondo con grande risultati e con grande
capacità a lasciare la nostra Terra e cercare occupazione fuori e
alla fine resteranno nella nostra Terra purtroppo coloro i quali
sono meno bravi, coloro i quali non riescono ad avere un mercato
lavorativo al nord Italia, coloro i quali pur di continuare a
vivere sono disposti a lavorare qualche mese, però faremmo un
cattivo servizio ai ragazzi e alle ragazze diversamente abili,
faremmo un cattivo servizio alle loro famiglie e, soprattutto,
andremmo a sperperare le somme.
Ecco perché, assessore, non posso che dichiararmi insoddisfatto e
con l'invito però che le faccio, conoscendo la sua sensibilità, a
fare in modo che gli uffici ritornino su questa loro idea di una
programmazione annuale, sapendo che la programmazione annuale non è
nelle condizioni di rispondere alle esigenze dei soggetti fragili e
diversamente abili.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 45 Mantenimento in
vita del protocollo di intesa e degli accordi con gli enti titolari
di sportelli multifunzionali a firma dell'onorevole Vinciullo.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che gli sportelli
multifunzionali offrono principalmente servizi a soggetti in cerca
di occupazione, fornendo loro informazioni e assistenza sulle
opportunità lavorative e formative, sulla contrattualistica
lavorativa e sulla compilazione di curricula vitae e lettere di
presentazione;
considerato che gli Sportelli Multifunzionali svolgono, ormai da
anni, i loro servizi all'interno dei Centri per l'Impiego, a
seguito di protocolli d'intesa e accordi tra gli Enti titolari
degli Sportelli e i Direttori degli Uffici Provinciali;
visto che:
l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e
del lavoro, il 14 novembre 2012, con una semplice comunicazione, ha
disposto l'invalidazione di tutti gli accordi e i protocolli
d'intesa tra gli Enti titolari degli Sportelli e gli Uffici
Provinciali, disponendo che, a decorrere dal 20 novembre 2012,
tutti gli operatori degli Sportelli Multifunzionali avrebbero
svolto il proprio lavoro nelle rispettive sedi di appartenenza;
la comunicazione assessoriale de qua, oltre a creare un
disservizio, mette a serio rischio il futuro di tutti gli operatori
degli Sportelli Multifunzionali, che già da oltre 10 mesi non
percepiscono stipendio;
per sapere se non ritengano necessario rivedere il provvedimento
de quo, al fine di non sopprimere un importante servizio come
quello svolto dagli operatori presso gli Sportelli Multifunzionali
all'interno dei Centri per l'Impiego ed evitare, allo stesso tempo,
di creare nuova disoccupazione.» (45)
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, in riferimento all'interrogazione in
oggetto, si forniscono le seguenti informazioni assunte dal
competente Dipartimento regionale per il Lavoro, trasmesse con nota
prot. n. 19247 del 3 aprile 2013.
Al riguardo si rappresenta che, a seguito di procedure ad evidenza
pubblica con gli Avvisi n. 1 e n. 2 del 9 febbraio 2010, sono stati
individuati gli Sportelli Multifunzionali quali organismi atti alla
piena attività di collaborazione con gli uffici del lavoro nella
erogazione dei servizi per l'impiego.
Per tali finalità sono state utilizzate le risorse a valere sul
FSE, che richiede specifiche procedure in ordine sia alla gestione
che alla rendicontazione delle attività.
In fase di controllo di secondo livello da parte dall'Autorità di
Audit sono emersi dei rilievi in ordine alle modalità di
collaborazione, effettuate direttamente all'interno dei centri per
l'impiego, in quanto non in sintonia con le procedure previste nei
citati Avvisi 1 e 2.
A tal proposito si evidenzia che i protocolli d'intesa o gli
accordi, di cui all'interrogazione di cui trattasi e in relazione
ai quali molti Sportelli Multifunzionali operavano ancora
all'interno dei centri per l'impiego, rappresentavano una
prosecuzione di procedure antecedenti agli avvisi pubblici sopra
indicati e al conseguente utilizzo di fondi comunitari.
Appare opportuno precisare che le comunicazioni, di cui si fa
menzione nell'interrogazione diramate il 14/11/2012, disposte dal
dipartimento regionale del lavoro sono di data antecedente al
D.P.Reg. n. 577 del 23/11/2012 di nomina ad assessore e del
conferimento della delega all'Assessorato regionale della famiglia
e delle politiche sociali e del lavoro.
In ogni caso, trattasi di attività gestionale del Dipartimento
avviata con la nota n. 30287 del 03/10/2012 dal Dirigente Generale
del dipartimento regionale del lavoro, scaturente dla rapporto
dell'Autorità di Audit, sul sistema di gestione e controllo,
effettuata nel periodo di riferimento 01/07/2011-30/06/2012. A
seguito della citata nota del dirigente generale è stata adottata
la nota prot. n. 7770 del 14/11/2012, riportata nella presente
interrogazione, predisposta dal dirigente del competente Servizio
del Dipartimento regionale del Lavoro, con la quale si dispone
l'invalidazione di tutti i protocolli di intesa e/o accordi
stipulati con gli organismi titolari di Sportelli multifunzionali
ed inoltre comunica che, a seguito di quanto convenuto con i
rappresentanti degli Sportelli Multifunzionali, gli stessi
avrebbero svolto la loro attività di collaborazione con i Centri
per l'Impiego dalle rispettive sedi di appartenenza.
Al fine di non inficiare l'intero progetto e di non incorrere in
possibili decurtazioni o reoche dei finanziamenti comunitari è
stato necessario rilevare l'invalidità dei protocolli o accordi
esistenti. Ciò non ha comportato la cessazione delle attività di
collaborazione che proseguono regolarmente dalle rispettive sedi di
lavoro e rispondono alla primaria finalità della erogazione dei
servizi per l'impiego.
E' opportuno assicurare inoltre, che nessun disservizio è stato
arrecato agli utenti in considerazione della efficace rete di
comunicazione telematica e della condivisione della piattaforma
informatica; sistemi che consentono agli operatori dei centri per
l'impiego e degli Sportelli Multifunzionali una contestuale e
immediata presa in carico degli utenti ed erogazione delle
rispettive attività.
Sulla regolare erogazione degli emolumenti da corrispondersi agli
operatori degli Sportelli, il competente Dipartimento Lavoro sta
procedendo a fornire i necessari chiarimenti, stante che, sulla
base dei citati Avvisi, l'Amministrazione rimane assolutamente
estranea ai rapporti di lavoro dei singoli dipendenti degli
organismi, che costituiscono i soli interlocutori
dell'amministrazione in virtù del positivo esito di procedure di
evidenza pubblica.
Anche a seguito delle recenti manifestazioni e richieste
sindacali, in ordine alla risoluzione delle istanze promosse da
tale categoria di lavoratori, la complessiva vicenda è oggetto di
esame del Governo, che ha già avviato sull'argomento un tavolo di
lavoro, che include nello specifico, l'assessorato regionale
all'istruzione e formazione professionale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
assessore, la tematica che avevo posto è di importanza fondamentale
per quanto riguarda la possibilità che hanno i nostri giovani in
cerca di occupazione di potere avere, presso gli Sportelli
Multifunzionali, un aiuto per quanto riguarda il loro futuro, a
prescindere quindi dal motivo per il quale questi Sportelli
Multifunzionali con avviso, come lei ha già ricordava, sono stati a
suo tempo istituiti, ricorrendo però le finalità previste dai Fondi
sociali europei, perché è chiaro che ci troviamo di fronte a
servizi che vengono rivolti a coloro i quali possono avere anche
meno di trentadue anni, quindi rientrano nel cosiddetto piano
delle azioni giovani , incluso nel PAC che è stato depositato
presso il Ministero dell'economia e che prevede per la Sicilia la
possibilità di continuare ad utilizzare questi
quattrocentocinquantadue milioni di euro, il problema assessore, è
un altro: sappiamo che i lavoratori non hanno alcun rapporto di
subordinazione con l'assessorato, però correttamente lavoravano
all'interno dei Centri per l'impiego proprio perché erano un
supporto importante e significativo per i nostri uffici periferici
del suo assessorato che, come lei sa benissimo, non sempre hanno le
persone e le competenze idonee per potere svolgere queste funzioni.
Ora il problema per il quale mi dichiaro insoddisfatto è che mi
sarei atteso da lei un'altra risposta, ossia se da parte del suo
assessorato c'è la volontà di proseguire in questa attività
altrimenti cosa si fa, andremo a chiudere gli Sportelli
Multifunzionali all'interno dei centri? Utilizziamo personale che
non ha competenze specifiche nel settore? Utilizziamo personale che
già è insufficiente e non è nelle condizioni di potere espletare le
funzioni di ufficio perché basta andare presso gli uffici
periferici dell'assessorato e rendersi conto che quello che prima
facevano in dieci adesso lo fanno solo in tre persone, dal momento
che c'è stata questa riduzione così significativa di personale
andato in pensione che non è stato mai sostituito e mai integrato?
Bene, io credo che su questa vicenda bisogna ritornare anche
attraverso un passaggio con la Commissione Lavoro, in maniera tale
da rendersi conto che la funzione che hanno esercitato fino ad
adesso gli Sportelli Multifunzionali è una funzione
importantissima, non derogabile, non rinunciabile e che di
conseguenza, essendo una funzione non derogabile, non rinunciabile,
il Governo dovrà prendere atto di ciò, dovrà rendersi conto che
comunque per almeno un altro biennio abbiamo la disponibilità delle
somme che erano state accantonate, così come l'ex Direttore
generale Ludovico Albert è venuto a spiegarci in Commissione
Bilancio, dobbiamo di conseguenza utilizzare queste intelligenze,
queste capacità e queste competenze per far sì che in questo
biennio la Sicilia possa far decollare, fare partire, muoversi
rispetto alla situazione di stasi e di palude in cui si trova.
Credo che ogni strumento sia importante e utile, non è
licenziando queste persone o comunque togliendole dagli uffici dei
Centri per l'impiego che si risolve il problema, la possibilità che
invece dobbiamo avere è quella di assicurare a queste persone la
possibilità di continuare a lavorare e di continuare a dare
risposte, magari controllandole, magari chiedendo ulteriori
sacrifici, chiedendo ulteriori interventi, chiedendo anche loro
stessi di specializzarsi ulteriormente, ma è certo che non possiamo
assolutamente pensare di chiudere questi Sportelli
Multifunzionali.
Per questo assessore, a prescindere del ruolo di opposizione che
io ricopro, non posso che dichiararmi insoddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 129 Iniziative per il
pagamento dell'assicurazione obbligatorio per i componenti delle
associazioni di volontariato. a firma dell'onorevole Falcone.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia,
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro e
all'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
premesso che la legge 11 agosto 1991, n. 266 - 'legge-quadro sul
volontariato', all'art. 4 'Assicurazione degli aderenti ad
organizzazione di volontariato' stabilisce al comma 1 che le
organizzazioni di volontariato debbono assicurare i propri
aderenti, che prestano attività di volontariato, contro gli
infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell'attività
stessa, nonché per la responsabilità civile verso i terzi, al comma
2, che con decreto del Ministero dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, da emanarsi entro sei mesi dalle data di entrata
in vigore della presente legge, sono individuati meccanismi
assicurativi semplificati, con polizze anche numeriche o
collettive, e sono disciplinati i relativi controlli;
rilevato che la stessa legge, all'art. 15. 'Fondi speciali presso
le regioni' - prevede che gli enti di cui all'articolo 12, comma 1,
del decreto legislativo 20 novembre 1990, n. 356, devono prevedere
nei propri statuti che una quota non inferiore ad un quindicesimo
dei propri proventi, al netto delle spese di funzionamento e
dell'accantonamento di cui alla lettera d) del comma 1 dello stesso
articolo 12, venga destinata alla costituzione di fondi speciali
presso le regioni al fine di istituire, per il tramite degli enti
locali, centri di servizio a disposizione delle organizzazioni di
volontariato, e da queste gestiti, con la funzione di sostenerne e
qualificarne l'attività;
considerato che la Regione siciliana annualmente emana un bando
per la erogazione dei contributi utili per il pagamento delle
assicurazioni obbligatorie di cui alla richiamata legge 266 del
1991;
visto che ad oggi le associazioni lamentano la mancata erogazione
del contributo in questione;
per sapere se non ritengano opportuno attivare ogni possibile
iniziativa utile all'accelerazione del pagamento di questi oneri
obbligatori che, per le associazioni senza fine di lucro,
rappresentano un costo certamente non indifferente.» (129)
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, con riferimento all'interrogazione in
oggetto, si rappresenta quanto segue:
Sull'argomento dedotto dall'onorevole interrogante, si sono
acquisite con nota 6107 del 15 febbraio 2013, le informazioni del
competente servizio del dipartimento famiglia.
Si rappresenta che l'obbligo di assicurazione per gli aderenti
alle organizzazioni che svolgono attività di volontariato è
stabilito dall'articolo 4 della legge regionale n. 22 del 1994, che
recepisce in ambito regionale la normativa nazionale.
In via preliminare, dall'esame del quadro normativo occorre
rilevare che ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della citata legge
regionale 22/1994, le organizzazioni di volontariato debbono
assicurare ai propri aderenti che prestano attività di volontariato
come previsto dalla legge statale n. 266/1991. Pertanto tali oneri
obbligatori sono per legge posti a carico delle organizzazioni di
volontariato.
L'articolo 16 della legge regionale citata invece prevede che alle
organizzazioni di volontariato iscritte presso il registro generale
l'Assessore regionale per gli enti locali, oggi famiglia, politiche
sociali e lavoro è autorizzato a concedere un contributo fino
all'80 per cento della spesa sostenuta per i contratti di
assicurazione di cui all'articolo 4.
A copertura delle spese previste per l'articolo 16, era stato
istituito il capitolo di spesa 183708 con una dotazione iniziale di
lire 900 milioni. Con decreto assessoriale n. 602 del 1997
l'Assessore pro-tempore ha disciplinato termini e modalità delle
richieste di contributo alle spese di assicurazione dei volontari
fissando in applicazione dell'articolo 6 la data di scadenza al 31
luglio di ogni anno, con riferimento all'esercizio precedente.
La misura del contributo, con il tetto massimo dell'80 per cento
stabilito dalla richiamata normativa regionale, veniva determinata
annualmente ed in misura proporzionale tenendo conto delle istanze
pervenute e della disponibilità sul relativo capitolo di bilancio.
Tale disciplina della procedura ha funzionato regolarmente sia
pure con una progressiva riduzione delle risorse disponibili fino
all'esercizio 2009, anno in cui è stato azzerato lo stanziamento
previsto in bilancio, circostanza che ha comportato di fatto la
perdita di efficacia della previsione di legge.
In precedenza, il Dipartimento della famiglia, delle politiche
sociali e del lavoro ha provveduto a reiterare la richiesta per il
rifinanziamento del contributo assicurativo anche in considerazione
del notevole valore sociale dell'attività svolta da gran parte
delle organizzazioni di volontariato e della spesa relativamente
modesta, ma fino ad oggi tale richiesta non ha trovato accoglimento
e il pertinente capitolo 183708 risulta oggi soppresso.
Da una ricognizione effettuata con il competente servizio del
dipartimento famiglia e politiche sociali e lavoro, atteso che il
numero delle organizzazioni iscritte al registro generale regionale
del volontariato negli ultimi anni è sensibilmente aumentato (n.
1250 al 31/12/2012), è stato stimato che, per garantire un
contributo alla copertura delle spese di assicurazione, entro i
limiti della soglia massima prevista dalla citata norma,
occorrerebbe una dotazione finanziaria per anno non inferiore a 300
migliaia di euro.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Falcone per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
FALCONE. Signor Presidente, assessore, mi ritengo soddisfatto per
la puntualità con cui l'Assessore ha, come dire, richiamato la
parte legislativa circa la garanzia di questi volontari che
svolgono, come lei ha detto, assessore, una importante funzione
sociale, una meritoria funzione sociale.
Devo dire, però, che non sono altrettanto soddisfatto per la
copertura finanziaria che questo Governo ha voluto dare in sede di
formazione del bilancio.
Ricordo che ho presentato un emendamento in tal senso ma,
purtroppo, tale emendamento non è stato accolto, sebbene il mio
intervento di stasera non è un intervento politico, eventualmente
vuole essere critico.
Siccome abbiamo anche un altro capitolo di bilancio che rientra
nella rubrica della Presidenza, prego l'Assessore che si possa, in
sede di assestamento di bilancio - mi pare, anche se, in questi
giorni, Presidente Venturino, non si sta parlando di problemi veri
ma stiamo soltanto riuniti in Aula per parlare di atti ispettivi e
basta ma, di fatto non stiamo legiferando e, questo non fa onore al
Parlamento Siciliano - sarà opportuno prevedere quella cifra che
lei, Assessore, ha detto ed imputarla al capitolo 18.03, 37.06,
al fine di poter venire incontro a questa esigenza, anche perché
se, malauguratamente, accadesse qualche problema - e ne accadono di
incidenti, di infortuni, a sé o a terzi - sarebbe chiaramente una
sventura.
Sappiamo tutti che, più volte, in più occasioni, ad esempio, nel
settore degli operatori della forestale, che appartengono
all'ispettorato forestale, ai vari ispettorati forestali, si sono
verificati dei problemi, vari infortuni, che hanno portato anche al
decesso di alcuni operatori, di alcuni operai.
Questo, quindi, significa venire incontro agli operatori della
Protezione civile, delle associazioni di volontariato che fanno
questo tipo di attività soltanto per l'abnegazione personale e
sociale. Credo sia una cosa giusta, legittima, un vero
riconoscimento e, come dire, di questo prego lei, Assessore e il
Governo tutto, perché, nella prossima manovra finanziaria, possa
essere data copertura finanziaria, al fine di poter dare una
risposta concreta e, non soltanto così, verbale, ma auspico che sia
concreta, anche a queste aspettative che non sono del deputato
interrogante ma sono del mondo associativo impegnato nel
volontariato e, specificatamente, nella Protezione civile.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Falcone.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Assenza e Milazzo Giuseppe
sono in congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende lo svolgimento della rubrica Famiglia, politiche sociali
e lavoro
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 148 Notizie circa
il mancato pagamento della cassa integrazione in deroga autorizzata
per i lavoratori licenziati della formazione professionale , a
firma degli onorevoli Figuccia, Di Mauro, Federico Fiorenza, Greco
Giovanni, Lombardo, Lo Sciuto, Picciolo.
Ne do lettura:
Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che l'intesa istituzionale
sottoscritta il 19 dicembre 2012, cui hanno preso parte il Ministro
del lavoro Fornero ed Presidente della Regione on. Crocetta, ha
individuato risorse per 65 milioni di euro erogati dallo Stato a
favore della Cassa integrazione in deroga per i lavoratori
siciliani colpiti dalla grave crisi occupazionale in atto nei
settori produttivi della nostra regione;
il risultato dell'accordo, ha dichiarato allora il Presidente
On. Crocetta, permetterà immediatamente di avviare un periodo di
tranquillità nel mondo del lavoro nei confronti di tutti i
lavoratori, formazione professionale compresa, che potranno
usufruire degli ammortizzatori sociali in deroga;
considerato che rappresenta ormai una grave emergenza sociale
quella che interessa il personale degli enti di formazione già
colpito dai massicci licenziamenti disposti nel 2012 ed in
particolare, quello che riguarda il CEFOP, ente in amministrazione
straordinaria con 350 lavoratori licenziati; si considerava uno
spiraglio per queste famiglie l'utilizzo della cassa integrazione
in deroga, procedendo tempestivamente ad inoltrare all'INPS la
relativa domanda di ammissione al beneficio;
rilavato che ad oggi l'INPS ha bloccato i pagamenti della Cassa
integrazione in deroga autorizzata dal Ministero, sulla base,
sembrerebbe, di una non precisata circolare ministeriale, di fatto
inasprendo il disagio sociale dei tanti lavoratori del settore
della formazione professionale, protagonisti oggi di una legittima
forma di protesta dinanzi ai cancelli dell'Istituto previdenziale,
esausti della macelleria sociale di cui sono ormai oggetto,
esasperati dall'assenza di risposte concrete;
visto che la problematica ha ormai assunto i connotati di una vera
e propria questione sociale che interessa il mondo del lavoro
siciliano, caratterizzato unicamente da forme diffuse di
precariato, prive di qualsivoglia garanzia di stabilità, a cui si
aggiungono fasce, come quella dei lavoratori della formazione
professionale, che vanno ad incrementare la grave crisi in corso;
per sapere:
le ragioni che hanno determinato il blocco dei pagamenti della
cassa integrazione in deroga per i lavoratori del settore della
formazione professionale, come dal Presidente della Regione
annunciato a seguito dell'accordo istituzionale con il Ministero
del Lavoro, nell'ambito dei 65 milioni di euro stanziati dallo
Stato;
se non ritengano di intervenire tempestivamente presso il Governo
nazionale per rimuovere ogni possibile causa che abbia determinato
tale paralisi nei pagamenti e, nelle more, disporre in favore del
personale licenziato dal CEFOP l'anticipazione del pagamento delle
somme, secondo quanto previsto dall'articolo 1, comma 2, della
legge regionale n. 10 del 7 giugno 2011 . (148)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. In risposta all'interrogazione in oggetto riguardo al
ritardo del pagamento delle indennità di cassa integrazione in
deroga anno 2012 in favore dei lavoratori del Cefop, si informa con
l'ausilio delle notizie assunte dal competente Dipartimento
regionale del Lavoro, con nota protocolla n. 15216 del 15 marzo
2013, che le disposizioni adottate dal Ministero del Lavoro e dalla
Direzione Generale INPS hanno disposto il pagamento, sia per la
mobilità che per la CIG in deroga competenza 2012, solo per le
prestazioni relativi a provvedimenti di concessioni pervenute entro
il 31/12/2012.
Le Regioni hanno fortemente contestato le citate determinazioni
che, comunque, risultano motivate dalla chiusura contabile del
progetto di finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga,
con cofinanziamento del FSE, 2009/2012.
Il Dipartimento regionale del Lavoro, nei vari incontri avvenuti
sia con le altre Regioni che con il Ministero del Lavoro, ha
rappresentato l'urgente necessità che la Direzione Regionale
dell'INPS venisse autorizzata ad erogare le indennità in argomento,
anche in considerazione dell'avvenuto versamento dell'intera quota
di cofinanziamento regionale e della rilevata disponibilità delle
risorse finanziarie a totale copertura delle istanze anno 2012.
Le continue e pressanti interlocuzioni di cui sopra hanno
determinato l'impegno formale del Ministero del Lavoro di
autorizzare l'INPS, a riconoscere l'erogazione di due delle
mensilità delle indennità maturate dal singolo lavoratore.
Tale impegno ha consentito il risultato, per i lavoratori del
Cefop, che saranno erogate le prime due mensilità, rispetto al
periodo di mesi riconosciuto.
Si assicura, comunque, di avere avviato e di proseguire nelle
interlocuzioni dirette con il Ministero, al fine di ottenere il
regolare versamento all'INPS delle quote di cofinanziamento per
tutte le mensilità e pervenire così ad una specifica autorizzazione
al pagamento di tutte le concessioni, di competenza del 2012 ma
formalizzate oltre il 31/12/2012, senza limite temporale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Figuccia per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
FIGUCCIA. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
molto puntuale in questo suo riscontro all'interrogazione. In
realtà, non eravamo molto fiduciosi sul punto ma vedo che, invece,
il Governo su questo è riuscito a trovare una soluzione, così come,
con riferimento al piano di zona e a quella che è tutta
l'argomentazione che riguarda i distretti socio-sanitari.
Bene, quindi, rispetto alla riattivazione finalmente del sistema
integrato informativo regionale; bene rispetto alle attività di
monitoraggio e valutazione che dovranno attivarsi sui Piani di
Zona, evitando soprattutto che per il futuro possano esserci
impegni di spesa che non vengono invece garantiti.
Sono della stessa idea dell'onorevole Vinciullo, rispetto
all'ipotesi di commissariare quei Comuni che invece risultano
inadempienti, rispetto all'avvio delle azioni, perché ci sono
diverse azioni in tutti i 55 distretti socio-sanitari del
territorio regionale che, di fatto, ad oggi, non hanno avuto alcun
avvio.
Volevo approfittare di questo intervento per fare un riferimento
ad un altro aspetto. Proprio ieri - la delega rimane dell'Assessore
- ho incontrato casualmente un gruppo dei manifestanti PIP che
stanno, da giorni, giustamente, assediando la sede della RAI.
Proprio ieri, uno di loro si è sentito male e noi, ovviamente, da
parlamentari palermitani, questa cosa non possiamo non prenderla in
considerazione. Quello che loro chiedono è che si vada in
abrogazione dell'articolo 43, presentato in finanziaria, perché
quell'articolo, di fatto, non solo li penalizza ma non da loro
alcuna opportunità rispetto al futuro.
Chiediamo che quei quattro milioni di euro, ovviamente, possano
essere sbloccati e che, contestualmente, i 20 milioni possano
essere poi erogati rispetto all'accordo con lo Stato. Chiediamo che
fine abbia fatto quell'impegno, preso a suo tempo dal Presidente,
rispetto all'erogazione di un assegno di 833 euro, rispetto al
quale ci sembra di capire che invece soluzioni non sono state
trovate.
Chiediamo, quindi, che, dopo il primo gennaio, vengano trovate
delle soluzioni definitive, perché, in qualche modo, anche questi
lavoratori, dopo la data del primo gennaio, possano avere
continuità rispetto a quel lavoro. Siamo certi, però, che, grazie
alla sensibilità di alcuni assessori, questo Governo riuscirà a
trovare una soluzione.
Un'ultima cosa rispetto alla sensibilità del Governo la dico anche
a favore del Presidente Crocetta, al quale va la mia particolare
stima, in questi giorni, per non avere voluto partecipare a questa
spettacolarizzazione a cui si è assistito in Sicilia. A Palermo, in
modo particolare, abbiamo assistito a questa parata
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, le chiedo di dichiararsi o meno
soddisfatto; non è questo l'argomento dell'interrogazione. La
pregherei di attenersi all'argomento. Si ritiene soddisfatto o no
della risposta del Governo?
FIGUCCIA. Assolutamente sì.
PRESIDENTE. Allora la ringrazio e la invito ad accomodarsi per
poter proseguire con le interrogazioni.
FIGUCCIA. C'è gente che non ha voluto scendere allo stesso
compromesso a cui è sceso invece il sindaco di Palermo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia. Pregherei gli onorevoli
deputati di attenersi a quanto è iscritto all'ordine del giorno.
Si passa all'interrogazione numero 215 Iniziative per rimpinguare
il capitolo di bilancio per favorire l'abbattimento delle barriere
architettoniche e far fronte al rimborso dei costi sostenuti dai
soggetti portatori di handicap , a firma degli onorevoli Vinciullo
e Pogliese.
Ne do lettura:
Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia e
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,
premesso che la legge 9 gennaio 1989, n. 13, prevede interventi per
favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere
architettoniche negli edifici privati;
l'articolo 10 della medesima legge istituisce, presso il Ministero
dei lavori pubblici, un fondo speciale per l'eliminazione ed il
superamento delle barriere architettoniche degli edifici privati;
il suddetto fondo è annualmente ripartito tra le regioni
richiedenti, in proporzione del fabbisogno indicato dalle regioni
stesse;
preso atto che le regioni ripartiranno le somme assegnate tra i
comuni richiedenti;
considerato che la Regione siciliana, con l'art. 123 della legge
regionale 4 del 16/04/2003, ha recepito la normativa nazionale,
autorizzando l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro ad erogare i relativi fondi in favore dei comuni per
consentire la liquidazione delle istanze presentate dai soggetti
portatori di handicap, riconosciuti invalidi secondo l'ordine di
inserimento nella graduatoria regionale formata ai sensi della
richiamata legge 9 gennaio 1989, n. 13;
tenuto conto che:
nonostante l'importanza sociale della normativa di cui sopra e le
onerose spese affrontate dai portatori di handicap per eliminare le
barriere architettoniche nelle loro residenze abitative, la Regione
ha accumulato ritardi ingiustificabili nella liquidazione di quanto
spettante agli aventi diritto;
alla data odierna, devono ancora essere liquidate le richieste di
contributo per gli anni 2009, 2010 e 2011, arrecando gravi
difficoltà a chi ha dovuto anticipare di tasca propria gli oneri
per l'abbattimento delle barriere architettoniche;
per sapere se siano a conoscenza di quanto sopra esposto e se non
ritengano urgentissimo ed improcrastinabile provvedere a
rifinanziare il capitolo di bilancio relativo al pagamento dei
contributi previsti dalla legge 13 del 1989 sull'abbattimento delle
barriere architettoniche negli edifici privati, al fine di potere
effettuare la liquidazione delle domande inerenti gli anni 2009,
2010 e 20111 e consentire così ai disabili, già duramente colpiti,
di poter riscuotere il relativo contributo, quanto mai necessario
per affrontare le gravi spese a cui sono soggetti, alleviando le
loro sofferenze fisiche e psichiche . (215)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interrogazione.
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Con la legge regionale 9 gennaio 1989, n. 13, si è
introdotta la possibilità di erogare contributi per la eliminazione
di barriere architettoniche che impediscono la mobilità e
l'utilizzazione di spazi negli edifici privati, da parte dei
soggetti disabili che soffrono di ridotte o impedite capacità
motorie o visive e che tale politica sociale è considerata
attualmente una priorità nelle altre Regioni italiane.
Tale disciplina nazionale, in ambito della Regione siciliana, è
stata recepita con l'articolo 123 della legge regionale 4/2003 ed
ha consentito un sostegno alla disabilità, fino al 2006 attraverso
apposite poste in bilancio sul capitolo 582801. Da allora, non ha
più trovato copertura finanziaria nel bilancio della Regione,
mentre, come riferito dagli Uffici, per gli anni 2007 e 2008, si è
attinto al Fondo delle autonomie locali.
A far data dal 2009 e sino al 2012, il Dipartimento, in ossequio
alla normativa vigente in materia, ha redatto le graduatorie
relative ai contributi di che trattasi che, come è noto, venivano
erogati ai beneficiari finali per il tramite dei Comuni.
Per il soddisfo di tali graduatorie, così come comunicato dagli
Uffici, sarebbe stata necessaria una copertura finanziaria
complessiva, per il quadriennio 2009/2012, di circa euro
5.100.000,00. Inoltre, gli Uffici stimano un fabbisogno di circa
duemilioni di euro per anno.
Per quanto sopra, è noto che, in fase di approvazione del disegno
di legge n. 69, sono stati presentati emendamenti governativi per
garantire la copertura delle citate annualità, ma che gli stessi
non hanno trovato accoglimento, in sede di approvazione della
legge, per le conosciute difficoltà di bilancio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, so
che il Governo e l'Assessore, in maniera particolare, facendo parte
della Commissione Bilancio, si è battuta perché venissero inserite
almeno una parte di questi 5 milioni e cento, che servono per poter
far fronte alle graduatorie e a coloro che hanno già speso le
relative somme per abbattere le barriere architettoniche per gli
anni 2009-2010 e 2011.
Questo, però, signor Assessore, non assolve assolutamente il suo
Governo dall'essere rimasto non solo indifferente ma anche
impreparato di fronte a una difficoltà così importante.
Come lei giustamente ha ricordato e come io avevo chiesto
nell'interrogazione cui lei ha risposto, ci troviamo di fronte a
una situazione veramente terribile. La Regione Sicilia, infatti,
che pur, nel 2003, aveva legiferato con l'articolo 123 della legge
regionale 4/2003, non è in grado, oggi, di assolvere a quelli che
sono gli impegni che ha assunto negli anni con tutti coloro i
quali, già inseriti in graduatoria, hanno, ripeto, tirato fuori
dalle proprie tasche le somme necessarie per abbattere le barriere
architettoniche. E, spesso, trattasi di soggetti che sono oltre che
portatori di handicap, anche soggetti appartenenti a fasce sociali
deboli e molto povere.
Per cui, Assessore, ancora una volta, le confermo la mia volontà
di sostenere in Commissione Bilancio la necessità, qualora lei lo
ritenesse opportuno, anche attraverso un testo legislativo, di
finanziare almeno i primi due anni, cioè 2009 e 2010.
Andremo a dare risposte certe a chi soffre, a chi è in difficoltà,
ai chi è in grave sofferenza, dal punto di vista fisico e dal punto
di vista economico. Del resto, se, fino al 2011, cinquemilioni e
cento, abbiamo 2012 e 2013 che, a due milioni ciascuno, sono oltre
nove milioni di euro.
Se immaginiamo un programma triennale ed andiamo ad accantonare
tre milioni e mezzo di euro l'anno, nel giro di tre anni, potremmo
fare fronte a quello che è il pregresso e, nello stesso tempo, dare
il giusto contributo a coloro i quali sono diventati nel frattempo
diversamente abili o, comunque, hanno avuto la necessità di
abbattere le barriere architettoniche per poter ritornare a casa la
sera.
Chi non è in grado di abbattere le barriere architettoniche,
spesso, rimane prigioniero nella propria abitazione; non riesce più
ad uscire da casa con il risultato, anche dal punto di vista degli
Enti locali e dell'ASP, che sono costretti, comunque, ad andare
nell'abitazione dei diversamente abili a prestare loro servizio,
quando, invece, nel caso di abbattimento delle barriere
architettoniche, i diversamente abili si potrebbero recare nelle
strutture delle ASP o dei Comuni, quindi, questo avrebbe per la
pubblica amministrazione un costo notevolmente ridotto.
Qui, al solito è come quando ci troviamo di fronte al cane che si
morde la coda: abbiamo la necessità di ridurre i costi, di dare
servizi, di mantenere gli impegni che con le leggi che emaniamo
abbiamo, negli anni, assunto.
Per questo motivo, Assessore, comprendo il suo stato d'animo, le
difficoltà che lei giustamente ha evidenziato. Mi rendo conto che
lei si affida al Parlamento; credo che occorra uno scatto
d'orgoglio da parte di tutta la deputazione, opposizione e
maggioranza insieme, affinché questo emendamento o, comunque, una
legge sull'argomento possa essere immediatamente approvata, in
maniera tale da ridare la libertà a tanti diversamente abili che,
da anni, sono reclusi in casa senza aver commesso nulla.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 230 Notizie in
merito alla amministrazione dell'IPAB Residence 'Salvatore Bellia -
S. Luigi Gonzaga - Costanzo Cutore' di Paternò (CT) (Ex Casa di
ospitalità Salvatore Bellia) , a firma dell'onorevole Oddo.
Non essendo presente in Aula il firmatario, l'interrogazione
numero 230 si considera presentata con richiesta di risposta
scritta.
Si passa all'interrogazione numero 240 Chiarimenti circa il
mancato pagamento dell'assegno mensile Caregiver ai malati di SLA ,
a firma degli onorevoli Musumeci, Formica, Currenti, Ioppolo,
Ruggirello.
Non essendo presente in Aula il firmatario, l'interrogazione
numero 240 si considera presentata con richiesta di risposta
scritta.
Si passa all'interrogazione numero 270 Iniziative a tutela della
privacy degli utenti siciliani di Facebook , a firma degli
onorevoli Vinciullo e Pogliese.
Per accordo tra le parti, si intende presentata con richiesta di
risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 332 Azioni per la continuità
degli interventi a favore delle persone con disabilità , a firma
degli onorevoli Vinciullo e Pogliese.
Per accordo tra le parti, si intende presentata con richiesta di
risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 354 Chiarimenti in merito alla
graduatoria inerente il collocamento al lavoro dei disabili di cui
alla legge n. 68 del 1999 , a firma dell'onorevole Ferrandelli.
Non essendo presente in Aula il firmatario, l'interrogazione si
considera presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 402 Iniqua distribuzione tra
le province siciliane delle risorse previste dalla legge regionale
n. 3 del 3 gennaio 2012 , a firma dell'onorevole Vinciullo.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro e all'Assessore per l'economia,
premesso che con la legge regionale n. 3/2012 sono state dettate le
Norme per il contrasto e la prevenzione della violenza di genere;
preso atto che sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
del 25 Gennaio 2013, sono stati pubblicati i decreti assessoriali
nn. 2587 e 2588 di attuazione degli interventi programmati dalla
Legge Regionale n. 3 del 3 Gennaio 2012, mediante assegnazione
delle risorse stanziate dalla norma, solo ai distretti
sociosanitari di Palermo e Catania;
considerato che le somme a suo tempo stanziate per tutta la
Regione Siciliana sono state destinate solo ed esclusivamente ai
Distretti socio-sanitari D16 e D42, comune capofila rispettivamente
Catania e Palermo;
considerato altresì che la suddetta scelta si fonda sulla
considerazione errata e non rispondente al vero, secondo la quale
quelli individuati sono gli unici ambiti a livello regionale nel
cui territorio è concentrata contestualmente la presenza di Nodi
della Rete di relazioni di cui all'Avviso di manifestazione di
interesse per l'adesione alla Rete di relazioni per prevenire e
contrastare la violenza di genere (GURS 28/09/2012 n. 41 - Parte
Prima) e di protocolli di rete locali, tra soggetti pubblici e
privati, contro la violenza di genere;
visto che le risorse, per l'anno 2012, di prima attuazione della
legge, riferite agli artt. 7, 8, 9 e 10 della l.r. n. 3/2012,
nonché quelle previste dall'art. 9 della L.R. n. 10/2003, che si
prestano ad una collocazione unitaria, da destinare all'Azione 1 -
Bando Multiazione, sono suddivise nel modo seguente:
Distretto socio-sanitario Comune Capofila
Importo Assegnazione
D16
Catania 222.500,00
D42
Palermo 222.500,00
Per un totale complessivo di 445.000,00.
per sapere:
quali siano stati i metodi, i criteri e le considerazioni per le
quali sono state mortificate tutte le associazioni di volontariato
che si trovano nelle rimanenti sette provincie;
se siano a conoscenza che i Decreti Assessoriali citati siano in
aperto contrasto con la volontà del Parlamento siciliano,
considerato che lo scrivente è stato il presentatore del primo
disegno di legge, il relatore per l'Aula e colui che, a suo tempo,
firmò l'emendamento a favore del finanziamento della legge n. 3 del
3/1/2012». (402)
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. In risposta all'interrogazione di cui trattasi, si
riferisce, anche a seguito delle notizie assunte con la nota 16370
del 22 aprile 2013 dal competente Dipartimento regionale della
famiglia e delle politiche sociali, che la Regione siciliana ha
adottato con la legge regionale n. 3 del 2012 delle disposizioni
per il contrasto e la prevenzione della violenza di genere.
Per dare attuazione alle iniziative individuate dalla legge
citata, la stessa ha previsto delle specifiche dotazioni
finanziarie, purtroppo insufficienti, a supporto delle diverse
linee di intervento.
Tali risorse finanziarie sono distinte nella legge per specifica
finalità, riconducibili ai diversi articoli di legge. Le risorse
finanziarie imputate nei capitoli di bilancio, previste dalla
normativa, sono state integrate con un ulteriore stanziamento
pertinente e utile alle iniziative individuate, previsto ai sensi
dell'art. 9 della legge regionale n. 10/2003.
Considerata l'esiguità delle risorse assegnate e la necessità di
rispettare il dettato normativo, in linea con quanto deliberato dal
Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere
(istituito con il decreto assessoriale n. 2471 del 7/12/2012, in
attuazione della deliberazione della Giunta regionale n. 275 del
31.07.2012) si sono destinate le risorse, stanziate per l'anno
2012, al finanziamento degli interventi capaci di sostenere buone
prassi nell'ambito del contrasto e della prevenzione della violenza
di genere a livello di distretto socio-sanitario, con l'obiettivo
di elaborare dei prototipi di intervento replicabili su tutto il
territorio regionale e da utilizzare nella successiva
implementazione della legge regionale n. 3 del 2012.
Tale determinazione è scaturita anche dalla necessità di dovere
impegnare le risorse finanziarie entro la chiusura dell'esercizio
finanziario 2012. In caso contrario, le stesse risorse sarebbero
andata in economia, con impossibilità di un successivo utilizzo.
Inoltre, si è garantita la corretta finalizzazione delle risorse
come disposto dalla normativa di riferimento.
Inoltre l'individuazione dei Distretti socio-sanitari D16 con
Comune capofila Catania e D42 con Comune capofila Palermo, ai quali
destinare le risorse è stata una scelta basata su criteri
assolutamente oggettivi ed in particolare:
- la presenza di Nodi della rete di relazioni di cui all'Avviso di
manifestazione di interesse per l'adesione alla rete di relazioni
per prevenire e contrastare la violenza di genere (GURS n. 41 del
28.09.2012). Si rileva come si sia registrata, seppur in modo non
omogeneo, la presenza di Nodi su tutto il territorio regionale;
- la presenza di Protocolli di rete locali, tra soggetti pubblici
e privati, contro la violenza di genere. Si rappresenta come, negli
altri ambiti territoriali, non si è registrata in modo contestuale
la presenza di tutti i soggetti interessati, sia pubblici che
privati, senza definire una modalità operativa condivisa;
- il riconoscimento da parte del Dipartimento Pari opportunità -
Presidenza del Consiglio dei Ministri, quali Ambiti territoriali di
Rete della Rete nazionale antiviolenza individuati, quali territori
pilota, attraverso i seguenti indicatori: popolazione residente
divisa per sesso, popolazione straniera residente, caratteristiche
socio-economiche della popolazione e del territorio, descrizione
dei progetti più significativi realizzati contro la violenza a
donne e minori, elenco dei servizi presenti nel territorio
(sociali, sanitari, forze dell'ordine).
Tale riconoscimento da parte del Dipartimento Pari opportunità -
Presidenza del Consiglio dei Ministri, fino al 2012, si è potuto
registrare solo per gli ambiti territoriali ricadenti nei Distretti
socio-sanitari D16 con comune capofila Catania e D42 con comune
capofila Palermo.
I metodi, i criteri e la considerazioni alle quali si è fatto
riferimento, pertanto, appaiono rispettosi del dettato normativo
basato su elementi oggettivi nella scelta dei Distretti socio-
sanitari coinvolti, senza alcun intento penalizzatore.
Tra l'altro, le opzioni individuate sono state valutate e
condivise dal Forum permanente contro le molestie e la violenza di
genere, nel cui ambito operano rappresentanti donne di
associazioni, di cooperative sociali e di organizzazioni sindacali,
in possesso di comprovata esperienza nell'attività di contrasto
alla violenza di genere, nel rispetto dell'art. 3 della citata
legge regionale n. 3 del 2012.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, è per
dichiararmi assolutamente insoddisfatto della risposta che ella ha
voluto fornirmi.
Per un semplice motivo: premesso che la legge l'ho fatta io e sono
stato io, a suo tempo, che ha anche fatto approvare l'emendamento
che ha stanziato le somme destinate alla legge contro la violenza
alle donne, ad essere brutali, eravamo rimasti che queste somme
dovevano essere spalmate su tutti i nove distretti socio-sanitari
della Sicilia. Anche perché non capisco per quale motivo le donne
di Catania o di Palermo debbano avere la possibilità di potere
usufruire di servizi che le donne violate a Siracusa, Ragusa o a
Messina invece non devono assolutamente avere.
Un comportamento insensato da parte dell'Assessorato, un
comportamento ingiusto e un comportamento scriteriato perché,
premesso che le somme per questo tipo di attività potevano essere
ulteriormente integrate e le potevamo ulteriormente trovare, nel
caso in cui avessimo voluto veramente applicare la legge in tutta
la Sicilia, premesso che questo Governo che dice di guardare i
soggetti fragili e diversamente abili, nella nuova finanziaria,
aveva tentato, ancora una volta, di ridurre le somme destinate alle
donne oggetto di violenza, assieme ai figli minori, per essere
chiari, quello che non è sopportabile è che non è stato individuato
nessun criterio e nessun metodo attraverso il quale le somme sono
state assegnate come Comuni capofila Catania e come Comuni capofila
Palermo.
Non dico che non si potevano, alla fine, individuare due distretti
socio-sanitari pilota, come dice lei, ma quello che oggettivamente
è insopportabile, assolutamente insopportabile - e lo ripeto,
assolutamente insopportabile - è che non c'è stato nessun criterio.
L'unico criterio qual è?
Il fatto che l'Assessore era di Catania, per cui il distretto
socio-sanitario di Catania è stato individuato come distretto dove
potere spendere queste somme? E che poi, quando è arrivato lei, lei
è di Palermo e, quindi, si è pensato di fare Catania in ossequio al
vecchio Assessore e Palermo in ossequio al nuovo Assessore? Io non
credo che sia stato questo il criterio.
E, allora, le chiedo e ritornerò a chiederlo, perché rifarò
l'interrogazione parlamentare, voglio sapere qual è il criterio che
è stato adottato dal suo Assessorato nel ritenere che solo due
distretti socio-sanitari, sia quello di Catania sia quello di
Palermo, erano nelle condizioni di potere intervenire su questa
complessa e difficile materia, difficilissima materia, e che altri
distretti socio-sanitari non erano nelle condizioni di assolvere a
queste funzioni.
Se lei mi dirà che i due distretti socio-sanitari di Palermo e di
Catania sono quelli più impegnati in progetti a favore delle donne
vittime di violenza e non è così; se lei mi dirà che quello di
Catania e di Palermo sono più impegnati in progetti a favore dei
figli delle donne oggetto di violenza e non è così; se lei mi dirà
che i due distretti, nel passato, sono stati due distretti che si
sono occupati, in maniera particolare, che le posso dire, di case
di accoglienza, di case per donne vittime di violenza e non è così,
le potrei dire ok, ha fatto bene l'Assessorato alla Famiglia ad
individuare questi due distretti. Non c'è, però, nessuna ragione al
mondo per cui due distretti che, spesso, si sono disinteressati
totalmente di questa vicenda abbiano la precedenza su altri
distretti - e non le dico quello di Siracusa - ma parlo di altri
distretti che, in questi anni, hanno fatto della lotta contro la
violenza sulle donne oggetto mirato di intervento scrupoloso,
attento, anche con l'apertura di case famiglia, di case di
accoglienza nei confronti delle donne oggetto di violenza.
Assessore, queste sono quelle cose che fanno sì che i cittadini si
allontanino dalla politica, che i cittadini si convincano che la
politica non esiste, che esiste solo la cattiva politica, cioè
quella politica che fa solo gli interessi di parte, solo gli
interessi di alcuni e trascura invece i più deboli.
Mi auguro che questo progetto sia partito e saremmo anche curiosi
di capire cosa stanno facendo, ammesso che ne abbiano le competenze
per poter seguire questi due progetti. Ma nel caso in cui fossero
partiti sarei anche curioso di capire cosa stanno facendo, come
stanno spendendo queste somme, e soprattutto se nelle somme che
sono state stanziate nella nuova finanziaria del 2013 si riterrà
utile continuare ad assegnare le somme a Catania o a Palermo,
oppure si penserà di fare un bando a cui tutti i distretti socio-
sanitari parteciperanno, a cui tutti i distretti socio-sanitari
diranno cosa vogliono fare e come vogliono intervenire, come
vogliono tutelare le donne vittime di violenza. Perché, vede, di
questi interventi così ad usum delphini, avrebbero detto nel
passato, noi non abbiamo cosa farne. Noi abbiamo bisogno invece di
interventi mirati, di interventi certi, di interventi che anche dal
punto di vista legale possano essere sostenuti perché possiamo ben
dire, tornando nella nostra città, io e Marika: vedi il distretto
socio-sanitario di Siracusa non è stato capace di elaborare un
progetto, siete degli ignorantoni, cambiate mestiere e invece altri
sono stati capaci di farlo
Perché se ciò non accade e quindi le somme vengono destinate solo
ed esclusivamente per la provenienza dell'assessore, è chiaro che
nessuno verrà più stimolato a fare progetti, nessuno verrà
stimolato a competere, a concorrere in maniera tale che si diano
risposte certe e adeguate al tipo di violenze insopportabili che le
donne hanno subito.
Mi sembra assessore, glielo dico qui più con il cuore che con la
testa, che si sono volute nuovamente violare quelle donne che erano
state violentate, per cui ad alcune è stata data la possibilità d
essere assistite dal distretto socio-sanitario e quindi dalla
Regione, e ad altri invece meno fortunati questa possibilità non è
stata data.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 440: Notizie circa i
ritardi nel pagamento delle spettanze ai lavoratori in cassa
integrazione Guadagni a firma degli onorevoli Leanza ed altri.
Non essendo i firmatari presenti in Aula, l'interrogazione testé
annunziata si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'interpellanza n. 25 Notizie sulla mancata erogazione
delle somme spettanti ai lavoratori per la mobilità in deroga e
relativa al 2011 a firma degli onorevoli Musumeci ed altri.
Non essendo i firmatari presenti in Aula, l'interpellanza decade.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'interpellanza n. 32 Iniziative per il puntuale
rispetto della legge n. 68 del 1999 sul collocamento obbligatorio
dei disabili, dei ciechi e dei sordomuti a firma dell'onorevole
Ruggirello.
Non essendo l'onorevole interpellante presente in Aula,
l'interpellanza decade.
Onorevoli colleghi, abbiamo concluso lo svolgimento di
interrogazioni e di interpellanze iscritte all'ordine del giorno.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione della mozione numero 71
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione Iniziative finalizzate alla modifica
della convenzione stipulata dalla Regione siciliana con Sicilia
Acque spa al fine di ridurre la tariffa del servizio idrico
integrato ai cittadini degli ambiti territoriali ottimali , a
firma degli onorevoli Firetto ed altri.
Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
RICHIAMATA la legge regionale n. 10 del 27/04/1999, art. 69, di
recepimento della L. 36/1994 (legge Galli) nell'ordinamento della
Regione Siciliana, la legge regionale n.9 del 31/05/2004 con la
quale è stato messo in liquidazione l'Ente Acquedotti Siciliani
(EAS), la legge n. 152 del 2006 ed infine la legge n. 214 del 2011
che ha disposto il trasferimento all'Autorità per l'Energia e per
in Gas (AEEG) delle funzioni precedentemente intestate all'Agenzia
nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia d'acqua;
PREMESSO CHE:
il giorno 20 aprile 2004 è stata stipulata tra la Regione
siciliana Assessorato Regionale Lavori Pubblici, l'EAS ( Ente
Acquedotti Siciliana) e la società affidataria
Siciliacque,partecipata dalla Regione Siciliana, la convenzione per
l'affidamento in gestione per anni 40 degli schemi acquedottistici
della Sicilia e del relativo servizio di erogazione di acqua per
uso idropotabile;
ai sensi dell'art. 13, comma 3 , è stato attribuito il diritto di
fatturare ed incassare, oltre IVA, un prezzo di cessione dell'acqua
pari a 0,5681 /mc. rivalutato secondo i criteri previsti nel piano
allegato (Indice Istat consumo per le famiglie di operai ed
impiegati);
il prezzo di vendita ai gestori, pubblici o privati, oggi
applicato per effetto della rivalutazione Istat è pari ad 0,682934
/mc. che risulta corrispondente a circa 50% della tariffa media
applicata dai gestori pubblici o privati per effettuare tutto il
servizio idrico integrato ( distribuzione dell'acqua, servizio
fognatura e depurazione);
l'art.14 prevede la corresponsione annuale di un canone,
rivalutabile in base all'indice Istat prima indicato, per
l'utilizzo delle opere e dei beni affidati in gestione;
tale canone, come rilevabile dal bilancio di Siciliacque, ammonta,
per l'anno 2011, ad . 6.074.298,00;
CONSIDERATO CHE:
il canone di cui all'art. 14 della convenzione e la tariffa
praticata da Siciliacque non trovano giustificazioni nella
normativa vigente che prevede, stante la peculiarità del servizio
(monopolio) che la tariffa di ogni segmento del servizio idrico
integrato debba essere regolata secondo i metodi previsti dalla
legge;
sia il sistema di regolazione vigente fino al 2011, cosiddetto
metodo tariffario normalizzato MTN, sia il vigente sistema di
tariffazione metodo tariffario transitorio (MTT), prevedono la sola
integrale copertura dei costi di esercizio e d'investimento, con
esclusione di canoni impropri come il canone pagato da Siciliacque
alla Regione siciliana;
occorre riportare i contenuti della convenzione già citata al
rispetto delle norme vigenti escludendo il pagamento del canone che
per l'anno 2011 è stato quantificato in 6.074.298,00 riducendo
conseguentemente la tariffa applicata dal grossista Siciliacque ai
gestori, pubblici o privati, del Servizio idrico integrato. Tale
esclusione comporterà l'applicazione ai cittadini, da parte dei
gestori del S.I.I , di una tariffa media ridotta del 15% circa,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad attivarsi per la modica immediata della convenzione stipulata
dalla Regione Siciliana con la società, partecipata dalla Regione,
Siciliacque annullando il disposto dell'art.14, nella parte che
disciplina il canone, e, conseguentemente ridurre di pari importo
le tariffe praticate dal grossista Siciliacque». (71)
GRASSO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
dalle interlocuzioni che abbiamo avuto con l'assessore Marino credo
che la mozione possa ritenersi superata perché mi pare che il
Governo stia presentando un disegno di legge nel quale pare voglia
recepire quanto veniva sostanzialmente richiesto nella mozione.
Per cui, l'assessore Marino può esplicitare meglio se si procederà
al rinnovo della convenzione e quindi ad una diminuzione dei
canoni.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per maggiori
chiarimenti.
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, signori deputati, con la mozione n. 71 si chiede
al Governo di rivisitare la convenzione stipulata fra la Regione
siciliana e Siciliacque nel 2004.
Faccio riferimento alla mozione, alla richiesta di annullamento
dell'art. 14, nella parte in cui prevede la corresponsione da parte
della società di un canone annuo alla Regione come corrispettivo
per l'utilizzo delle infrastrutture del sovrambito affidate in
gestione a Siciliacque.
Come è stato annunciato il 6 giugno 2013, la Giunta di Governo ha
approvato il disegno di legge che disciplina la materia delle
risorse idriche.
Dico subito che la possibilità di intervento sulla convenzione va
determinata solo in base alle norme operative, che in questo caso a
seguito della declaratoria di acqua pubblica e degli esiti del
referendum e delle sentenze della corte, va tenuto in
considerazione proprio sotto quell'aspetto della declaratoria di
acqua pubblica, perché poi l'intera competenza, trattandosi di
materia di diritto civile, chiaramente appartiene allo Stato.
Pertanto, le possibilità di intervento della Regione sulla
convenzione in essere dipendono esattamente dalla possibilità di
individuare eventuali violazioni nella convenzione di norme
imperative.
Dico subito che per quanto riguarda il disegno di legge che da
domani verrà, appunto, discusso in sede della IV Commissione, il
Governo ha individuato una norma che è l'articolo 9 riguardante la
convenzione con Siciliacque che io vado a declinare e che dovrà
essere chiaramente oggetto di discussione: Gestione del sistema
acquedottistico della Sicilia e quindi servizio di erogazione di
acqua per uso idropotabile entro tre mesi con decreto del
Presidente della Regione su proposta dell'Assessore regionale per
l'energia e i servizi di pubblica utilità, tenuto conto degli esiti
dei referendum popolari, sono individuati i criteri e le modalità
per l'utilizzo delle acque da parte di Siciliacque S.p.A. e per la
consequenziale determinazione della relativa tariffa, al fine di
adeguarli al mutato quadro normativo statale dei principi generali
dell'ordinamento giuridico diretti a garantire la possibilità di
accesso, secondo criteri di solidarietà, all'acqua in quanto bene
pubblico primario .
Chiaramente tale articolo dovrà essere oggetto di discussione e
c'è in atto anche una interlocuzione preventiva con il Commissario
dello Stato per evitare possibili impugnative. Sapete che già una
norma che riguardava il personale è sotto osservazione. Dicevo che
il problema principale qui è di rimodulare la convenzione evitando
possibili impugnative che sono appunto dietro l'angolo da parte del
Commissario dello Stato.
Dico subito che da una nota si evince che secondo i nuovi calcoli
della tariffa si sarebbe dovuto aumentare la tariffa in favore di
Siciliacque. Il Dipartimento, diretto dal dott. Lupo, su mia
indicazione, su indicazione cioè del Governo, ha ritenuto di
bloccare la tariffa così com'è.
Ora posso anche andare a sviluppare ulteriormente il contenuto
della mozione, però se domani ci sarà già una discussione in
Commissione forse è ultroneo parlarne adesso.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
assessore, io volevo chiedere all'onorevole Firetto e a tutti gli
altri firmatari della legge, se fra le altre cose il Governo era
favorevole, di congelare la discussione di questa mozione, perché
mi sembra di capire che questa mozione in questo momento non è
proprio il caso di affrontarla.
Certo l'avessimo discussa il 21 marzo l'avremmo potuto fare
benissimo, ma dal momento che ci stiamo preparando a domani ad
iniziare la discussione sul disegno di legge per rendere nuovamente
pubblica l'acqua. Fra le altre cose, non vorremmo anche assumerci
responsabilità che in questo momento non competono all'Assemblea,
dal momento che comunque domani la Commissione comincerà a
discutere, poi di qui a una quindicina di giorni spero che il
disegno di legge possa arrivare in aula.
Quindi, si tratterebbe di andare a fissare oggi dei paletti che,
tra le altre cose, con pochissimi deputati, siamo appena dodici,
quindi non credo una mozione del genere, possa, essere discussa.
Vero è che gli assenti hanno sempre torto, però io non credo che in
questo momento l'Assemblea possa pronunciarsi su una mozione così
importante che impegna il Governo, per cui io facevo appello
all'onorevole Firetto e agli altri deputati che l'hanno firmata se
si può rinviare, e il Presidente è d'accordo con il Governo, se
possiamo rinviare alla fase di approvazione del disegno di legge,
la discussione di questa mozione che comunque è inerente con una
vicenda che da qui a quindici giorni affronteremo in un'Aula molto
più gremita.
PRESIDENTE. Onorevole Firetto, essendo lei il primo firmatario
gradirei sentire qual è la sua posizione circa il suggerimento
appena espresso dall'onorevole Vinciullo.
FIRETTO. Signor Presidente, il rinvio proposto dal collega
Vinciullo mi pare sensato, tanto più che era programmata la
discussione anzitempo e molti deputati tra l'altro sono andati via,
alcuni attendevano solo la discussione di questa mozione, per cui
poiché esiste un intervento organico nel settore proposto con un
disegno di legge oramai madre che è quello del Governo che dovrebbe
in qualche misura assorbire alcune iniziative di legge, una tra
l'altro ha anche me come firmatario, mi parrebbe cosa opportuna che
questa mozione fosse spostata al relativo dibattito che sarà anche
un dibattito dentro il quale dovremmo interrogarci non solo sul
destino organizzativo del sistema idrico regionale, ma anche sul
tema tariffario che è certamente una di quelle vicende sensibili
che la Sicilia attende.
PRESIDENTE. Date le circostanze, rinvio la discussione della
mozione numero 71 alla prossima seduta d'Aula.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
CIANCIO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che
sia andata via l'Assessore perché volevo fare una proposta e
chiederle considerato che ora più che mai è necessario ottimizzare
le risorse sia umane che economiche, considerato che è
inaccettabile in questo momento non prevedere delle misure per i
disabili, quindi è inaccettabile che in un Paese civile non ci
siano stanziate delle misure a sostegno delle categorie disagiate,
e considerato anche che abbiamo stanziato in finanziaria, anzi la
Giunta ha stanziato cinquanta milioni per i cantieri di servizio,
volevo proporre all'Assessore di prevedere degli interventi a
sostegno proprio dei disabili e quindi magari canalizzare questi
interventi dei cantieri di servizio, interventi di abbattimento
delle barriere architettoniche, almeno se ci sono questi risorse
disponibili, utilizziamole al meglio e utilizziamole proprio per
dare un po' di respiro anche a queste categorie.
CIRONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, il mio è un intervento in zona
Cesarini', ma ho una curiosità che mi arrovella da qualche tempo a
questa parte.
Presento interrogazioni, presento qualche mozione, certo, un
novantesimo tra i parlamentari che ci sono qui presenti in
quest'Aula; hanno dei tempi, delle scadenze; ce ne sono alcune che
sono state presentate gennaio, a fine marzo, alcune alla fine di
aprile di quest'anno. Ma mi chiedo come mai non arrivino mai in
Aula. Probabilmente hanno un malessere per cui, non so, sono le
tartarughe dell'Assemblea regionale, oppure non appaiono
interessanti; vi è qualcuno che le valuta a monte per cui ad un
certo momento si fa una selezione e qui invece abbiamo la
possibilità di esaminare interrogazioni e mozioni di altri
colleghi
E' un tema che voglio porre alla Presidenza dell'Assemblea per una
questione di curiosità, se mi consente, signor Presidente, ma anche
per capire come mi debbo regolare nel periodo a venire, cioè se
vale la pena ancora di presentare interrogazioni. Se varrà la pena
ancora di presentare qualche mozione oppure, invece, ci rinuncio
perché comunque insomma l'Assemblea trova tempo per discutere altre
cose. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cirone. La voglio tranquillizzare
sul fatto che vale sempre la pena di presentare interrogazioni. Ci
mancherebbe altro.
Per quanto riguarda la discussine in Aula, ciò dipende da come
vengono organizzati i lavori, che, come lei sa, in base
all'articolo 98 ter del nostro Regolamento interno sono programmati
dall'Assemblea secondo quello che è il metodo della programmazione.
Io penso che questo tipo di osservazione andrebbe fatta anche al
suo Capogruppo perché, come lei sa, l'ordine del giorno
dell'Assemblea viene deciso in Conferenza dei presidenti dei gruppi
parlamentari.
La Presidenza prende atto della sua amarezza in relazione a quanto
da lei dichiarato, però c'è un metodo, c'è un modo di approcciare
alle interrogazioni e questo tipo di perplessità probabilmente
andrebbe rivolta - ripeto - al suo capogruppo che in sede di
Conferenza di capigruppo dovrebbe farsi latore delle sue
perplessità.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì, 26 giugno
2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Seguito della discussione della mozione:
N. 71 - Iniziative finalizzate alla modifica della
convenzione stipulata dalla Regione siciliana con
Siciliacque S.p.A. al fine di ridurre la tariffa del
servizio idrico integrato ai cittadini degli ambiti
territoriali ottimali (ATO).
(20 marzo 2013)
FIRETTO - GRASSO - LEANZA -
- LA ROCCA RUVOLO -
- LENTINI - SAMMARTINO
III - Discussione unificata delle mozioni:
N. 54 - Interventi per ottenere il riconoscimento per la
Sicilia dello status di zona franca.
(6 marzo 2013)
SAMMARTINO - LEANZA - SUDANO - LENTINI -
NICOTRA
N. 55 - Iniziative per l'attivazione delle zone franche
urbane in Sicilia.
(6 marzo 2013)
DIPASQUALE - DI GIACINTO - COLTRARO -
MALAFARINA - ODDO - CIACCIO - VENTURINO
- FOTI - PALMERI - MANGIACAVALLO - LA
ROCCA - SIRAGUSA - FERRERI - CAPPELLO -
CIANCIO - CANCELLERI - ZITO - ZAFARANA -
TRIZZINO - CIRONE - MARZIANO - MILAZZO
A.
IV - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
Rubrica: Energia e servizi di pubblica utilità .
La seduta è tolta alle ore 18.18
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Beni culturali e Identità siciliana»
TRIZZINO-CANCELLERI-CAPPELLO-FERRERI-ZITO-CIACCIO-CIANCIO-FOTI-
LAROCCA-MANGIACAVALLO-PALMERI-SIRAGUSA-ZAFARANA-VENTURINO. - «Al
Presidente della Regione, all'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, visti:
le Direttive 1979/409/CEE, la 1992/43/CEE e la 2007/60/CE e
s.m.i.;
il D.lgs. 42/2004 ed il D.lgs. 152/2006 e s.m.i.;
la L.R. 71/1978 e s.m.i.;
considerate:
la necessità di creare uno strumento territoriale che preveda la
sintesi degli interessi in gioco nel territorio siciliano con
particolare riferimento alla tutela del paesaggio nonché agli
interessi di sviluppo economico-regionali;
l'insufficienza di una struttura di governo del territorio, con
particolare riferimento alla prevenzione dei fenomeni di dissesto
idrogeologico;
per sapere lo stato di avanzamento del piano Paesaggistico ai
sensi degli artt. 143 e 145 del D.lgs. 42/2004, con particolare
riferimento alle misure di coordinamento con gli altri strumenti di
programmazione del territorio e dei progetti di sviluppo economico,
nonché le motivazioni che ne hanno impedito una rapida attuazione».
(110)
Risposta. - «Si fa seguito all'interrogazione in oggetto, per
fornire le risposte richieste.
Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (art. 135) concede
alle Regioni la facoltà di opzione tra la redazione di uno
strumento a valenza urbanistico-territoriale e il Piano Paesistico,
quest'ultimo disciplinato dall'art. della 1. 1497/39 e, in assenza
di uno strumento normativo specifico, non ancora adottato dalla
regione siciliana, dal r.d. 1357/40. Le Regioni sottopongono a
specifica normativa d'uso il territorio mediante piani
paesaggistici, ovvero piani urbanistico-territoriali con specifica
considerazione dei valori paesaggistici, entrambi denominati dal
Codice "piani paesaggistici".
La ripartizione delle competenze tra i rami della Amministrazione
regionale chiamati a gestire e tutelare il territorio della Sicilia
non ha consentito la redazione di Piani urbanistico territoriali
con specifica considerazione dei valori paesistici, ma di piani
paesaggistici che, dalla doppia opzione offerta dal legislatore
nazionale alle regioni, consente di dare attuazione alla previsione
paesaggistica in senso stretto, lasciando tuttavia ovviamente
impregiudicata la possibilità di redigere anche piani territoriali
di coordinamento aventi precipuo contenuto territoriale-
urbanistico, sia pure in un quadro che vede chiaramente distinte e
indipendenti previsioni di carattere urbanistico e norme di tutela
paesaggistica. Nella Regione siciliana l'organizzazione
dell'Amministrazione dei beni culturali è quella derivante dalla
L.r. 116/80 e dal D.P.R. 805/75, quest'ultimo espressamente
recepito nell'ordinamento regionale in forza dell'art. 13 della
L.R. 80/77.
La tutela del paesaggio è dunque demandata all'Assessorato dei
Beni Culturali e dell'identità siciliana e ai suoi organi
periferici competenti per materia, le Soprintendenze, di cui al
D.P.R. 805/75. A questi Uffici è dunque affidata (art. D.P.R.
805/75) la tutela dei beni di cui alla legge 29 giugno 1939 n. 1497
e successive modifiche e integrazioni, nonché di quelli contemplati
da leggi speciali. Alla suddetta amministrazione rimane pertanto
attribuito il compito di adottare il Piano Paesaggistico, seppure
nei contenuti ridefiniti dal Codice dei Beni culturali e del
paesaggio e fino alla emanazione di apposite disposizioni regionali
art. 158 D.lgs 42/04, secondo il procedimento previsto dall'art. 5
della L. 1497/39 e dal relativo regolamento di esecuzione.
Il Piano Paesaggistico si articola secondo norme di carattere
prescrittivo o di indirizzo.
Nei territori dichiarati di pubblico interesse e per gli effetti
degli artt. 136 e 142 del codice nonché negli immobili e nelle aree
tipizzati individuati dal Piano Paesaggistico, ai sensi della lett.
C) dell'art. 134 del medesimo Codice, le norme del Piano
Paesaggistico hanno carattere prescrittivo.
In questi territori i piani urbanistici redatti dalla Provincia
regionale e dai Comuni interessati e i regolamenti delle riserve
naturali di cui all'art. 6 della L.R. n. 98/81, fatte salve
eventuali norme più restrittive, i piani di uso delle riserve
naturali, nonché tutti gli atti aventi carattere di programmazione
sul territorio sono tenuti a recepire la normativa del Piano
Paesaggistico.
La normativa ha diretta efficacia nei confronti di tutti i
soggetti pubblici e privati che intraprendono opere suscettibili di
produrre alterazione dello stato dei luoghi con le limitazioni di
cui all'art. 149 del Codice. Tali opere sono sottoposte alle
procedure e alle applicazioni di cui all'art. 146 del Codice,
comprese le disposizioni di cui al decreto Assessore ai beni
culturali n. 9280 del 28.07.2006 e alla relativa circolare n. 12
del 20.04.2007, concernente gli interventi e/o le opere e carattere
reale per le quali è richiesta la relazione paesaggistica in
attuazione del comma 3 del medesimo art. 146.
In queste aree la Soprintendenza ai beni culturali e Ambientali
fonda, mediante il Piano Paesaggistico, l'azione di tutela
paesaggistico-ambientale e i provvedimenti in cui essa si concreta.
Nei territori non soggetti a tutela ai sensi e per gli effetti
delle leggi sopracitate, il piano paesaggistico vale quale
strumento propositivo, di orientamento, di indirizzo e di
conoscenza per la pianificazione territoriale urbanistica di
livello regionale provinciale, per la pianificazione urbanistica
comunale e per tutti gli altri atti aventi carattere di
programmazione sul territorio dell'Ambito.
Sia le prescrizioni che gli indirizzi programmatici e
pianificatori contenuti nel Piano Paesaggistico dovranno essere
assunti come riferimento prioritario per la pianificazione
provinciale e locale, che dovrà adeguarsi alle previsioni del Piano
Paesaggistico, apportando agli strumenti urbanistici, entro 18 mesi
dalla data di pubblicazione sulla G.U.R.S. del decreto di
approvazione del presente Piano, ai sensi dell'art. 145, comma 4
del Codice, le modifiche necessarie per renderli coerenti e
rispondenti al Piano.
In attuazione delle Linee Guida del Piano Territoriale
Paesaggistico Regionale, approvate con D.A. n. 6080 del 21.05. 999
e dell'Atto di Indirizzo dell'Assessorato Regionale per i Beni
Culturali ed Ambientali e per la Pubblica Istruzione, adottato con
D.A. n. 5820 dell'8/05/2002, l'Assessorato dei Beni Culturali e
dell'Identità siciliana redige il Piano Paesaggistico regionale,
articolato secondo gli ambiti territoriali individuati dalle stesse
Linee Guida. L'attività di pianificazione procede su base
provinciale, corrispondente all'articolazione territoriale delle
competenze delle Soprintendenze per i beni culturali e ambientali.
A seguito della istituzione nel settembre 2010 del servizio Piano
paesaggistico regionale, articolato al suo interno nelle due U.O.
responsabili della Sicilia occidentale (Val di Mazara) e di quella
della orientale (Valdemone e Val di Noto), le attività avviate e
condotte dalla nuova hanno riguardato la omogeneizzazione dei piani
paesaggistici d'ambito redatti dalle soprintendenze BB.CC.AA. alla
metodologia unica messa a punto dalla scrivente e funzionale alla
redazione di un unico Piano paesaggistico regionale.
In sintesi, le attività condotte nel periodo sono state le
seguenti:
1. adozione del Piano paesaggistico della provincia di
Caltanissetta;
2. adozione del Piano paesaggistico dell'Ambito 9 della provincia
di Messina;
3. adozione del Piano paesaggistico della provincia di Ragusa;
4. raccolta e istruttoria delle osservazioni pervenute al Piano
paesaggistico della provincia di Caltanissetta, istruttoria delle
controdeduzioni al Piano nei ricorsi giurisdizionali;
5. raccolta e istruttoria delle osservazioni pervenute al Piano
paesaggistico della provincia di Ragusa, istruttoria delle
controdeduzioni al Piano nei ricorsi giurisdizionali;
6. redazione del rapporto ambientale propedeutico alla procedura
di verifica di assoggettabilità a VAS del Piano paesaggistico della
provincia di Ragusa;
7. conclusione delle istruttorie e verifica di coerenza
metodologica e armonizzazione documentale e normativa preliminare
alla concertazione istituzionale del piano paesaggistico
dell'ambito 8 della provincia di Messina;
8. conclusione delle istruttorie e verifica di coerenza
metodologica e armonizzazione documentale e normativa preliminare
alla concertazione istituzionale del piano paesaggistico degli
ambiti 2 e 3 della provincia di Trapani;
9. conclusione delle istruttorie e verifica degli atti di
concertazione istituzionale del piano paesaggistico dell'arcipelago
delle isole Pelagie;
10. conclusione delle istruttorie e verifica degli atti di
concertazione istituzionale del Piano paesaggistico della provincia
di Siracusa;
11. conclusione delle istruttorie e verifica degli atti di
concertazione istituzionale del Piano paesaggistico della provincia
di Agrigento;
12. conclusione delle istruttorie e parere favorevole
dell'Osservatorio regionale per la Qualità del Paesaggio, per
l'adozione del Piano paesaggistico della provincia di Siracusa;
13. organizzazione e avvio dei tavoli di concertazione
istituzionale propedeutica all'adozione dei Piani paesaggistici
delle province dí Agrigento, Messina ambito 8, Trapani ambiti 2-3;
14. istruttoria tecnica e avvio della fase propedeutica
all'adozione del P.P. della provincia di Siracusa;
15. organizzazione e gestione dei tavoli di concertazione
istituzionale propedeutica all'adozione del Piano Paesaggistico
della provincia di Siracusa;
16. adozione del Piano paesaggistico della provincia di Siracusa;
Secondo l'articolazione in ambiti regionali su base provinciale,
pur con i ritardi rispetto al crono programma per l'avvio delle
procedure di concertazione ex art. 144 del Codice dei beni
Culturali e del Paesaggio, D.lgs 42/04, derivanti dalla impugnativa
al TAR Catania del decreto di adozione del Piano paesaggistico di
Ragusa e alla successiva sospensiva del CGA che ha determinato il
ripristino della vigenza del Piano stesso. I contenziosi in sede
giurisdizionale, che hanno riguardato anche i piani precedentemente
e successivamente adottati, hanno determinato a loro volta la
necessità in via cautelare dell'avvio delle procedure di Verifica
di assoggettabilità a VAS ai sensi dell'art. D.lgs 152/2006 e la
conseguente redazione dei relativi rapporti ambientali preliminari
alla verifica stessa.
Con la sentenza del C.G.A. n. 811/12 depositata il 27/9/2012 è
stata restituita piena efficacia amministrativa all'azione
pianificatoria, dirimendo definitivamente le questioni legate alla
V.A.S. e chiarendo ancora il carattere sovraordinato della
pianificazione paesaggistica rispetto a quella urbanistica.
A seguito della sentenza, è stato possibile, senza il rischio di
ulteriori impugnative che provincia di Agrigento, di Messina,
ambito 9 e di Trapani, ambiti 2-3, per i quali sono determinate le
fasi relative alla concertazione istituzionale con gli EE.LL. di
cui all'art. 144 del Codice.
In data 16 maggio 2013 il competente Osservatorio Regionale per la
qualità del paesaggio -Speciale Commissione, ha esitato parere
favorevole per l'adozione del Piano paesistico della provincia di
Agrigento.
Le attività di omogeneizzazione e armonizzazione dei Piani
prodotti dalle Soprintendenze sono state tutte avviate e condotte
coordinando e svolgendo funzioni di segreteria in accordo e
sinergia con l'osservatorio regionale per la qualità del paesaggio-
Speciale commissione, cui sono attribuite le funzioni di cui alla
L. 1497/39 del relativo regolamento 1357/40.
L'istruttoria preliminare condotte sui Piani dei territori
rimanenti - province di Palermo, Enna, Catania, consente di
affermare che l'intero processo di avvio delle fasi di
concertazione istituzionale propedeutica all'adozione dei piani su
base provinciale possa concludersi entro i primi otto mesi del
2013.
Con l'auspicio di avere esaurientemente precisato il tema oggetto
dell'interrogazione rivolta, si resta a disposizione per ogni
chiarimento fosse ritenuto necessario».
Con osservanza.
L'Assessore
Mariarita Sgarlata
Rubrica «Salute»
MUSUMECI-IOPPOLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
regionale per la salute, premesso che il Distretto Sanitario di
Giarre comprende i Comuni di Giarre, Calatabiano, Castiglione di
Sicilia, Fiumefreddo, Linguaglossa, Mascali, Milo, Piedimonte
Etneo, Riposto e Sant'Alfio e che in esso risiede una popolazione
di circa 100.000 abitanti;
il Distretto suddetto ha un presidio ospedaliero a Giarre;
il precedente Piano di rimodulazione della rete ospedaliera,
approvato con D.A. del 27 maggio 2003 prevedeva, per il Presidio
ospedaliero di Giarre, un aumento dei posti letto per acuti da 70 a
120 e 16 posti letto per lungodegenza, per un totale di 140 posti
letto a cui si aggiungevano 4 posti letto per terapia intensiva
rianimatoria;
suddetto Piano non trovava, negli anni seguenti, completa
attuazione;
con Decreto Assessoriale del 14 novembre 2007 veniva rimodulato
il numero dei posti letto per acuti della rete ospedaliera pubblica
e, in particolare, per il presidio ospedaliero di Giarre veniva
prevista una decurtazione a 92 posti letto;
con D.A. del 25 maggio 2010 veniva approvato il 'Riordino,
razionalizzazione e riconversione della rete ospedaliera e
territoriale dell'A.S.P. di Catania' con il quale, alla luce delle
intervenute disposizioni normative statali e regionali, si
rideterminavano i posti letto della rete ospedaliera;
con suddetto ultimo decreto, veniva istituito, tra gli altri, il
Distretto ospedaliero 1, comprendente gli stabilimenti di Giarre e
Acireale e, per quanto riguarda il presidio di Giarre, venivano
previsti 101 posti letto per acuti e 16 per lungodegenza per un
totale di 117 posti letto;
numerose, in questi anni, sono state le richieste formali
indirizzate all'Assessore regionale per la salute, nonché al
Presidente della Regione siciliana e alla Commissione parlamentare
competente da parte del Comune di Giarre e degli altri Comuni del
Distretto sanitario e le interrogazioni parlamentari a firma del
sottoscritto, intese, da un lato a segnalare la non completa
applicazione di quanto previsto, di volta in volta, dai suddetti
decreti assessoriali di rimodulazione della rete ospedaliera, sin
da quello del 2003, dall'altro a sollecitare, per l'appunto,
l'applicazione e l'osservanza di quanto stabilito;
in particolare viene segnalato dalle amministrazioni locali che:
1) dei 101 posti letto per acuti ne risultano attivati solo 51; 2)
non risultano attivati i reparti di neurologia e lungodegenza e 8
posti letto di cardiologia; 3) il Pronto Soccorso versa in
condizioni assai precarie non essendo attive o operanti 24 ore su
24 una guardia di radiologia, l'anestesia, il laboratorio di
analisi e quello di cardiologia;
si registra, quindi, un progressivo depauperamento dei reparti,
delle risorse tecniche, strumentali ed umane del presidio
ospedaliero di Giarre;
considerato che la specifica posizione geografica dell'ospedale
di Giarre, baricentrica rispetto ai comuni jonici e pedemontani,
strategica nell'ambito di un comprensorio sanitario di circa
100.000 abitanti (molti di più nel lungo periodo estivo, stante la
vocazione turistica del territorio), impone il potenziamento della
necessaria struttura nosocomiale, anche sotto il profilo delle
prestazioni chirurgiche caratterizzate, assai spesso, dall'aspetto
della emergenza-urgenza;
per sapere quali provvedimenti, urgenti ed indifferibili,
intendano assumere in ordine al presidio ospedaliero di Giarre al
fine di:
1) dare piena attuazione al Piano della rete ospedaliera vigente,
attivando i posti letto ivi previsti, in particolare quelli di
cardiologia e i reparti di neurologia e lungodegenza;
2) potenziare e rendere pienamente funzionale ed efficiente
almeno il Pronto Soccorso, dotandolo delle indispensabili risorse
strumentali ed umane». (286)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione specificata in
oggetto con la quale si chiedono chiarimenti circa la mancata piena
attuazione del piano di riordino della rete ospedaliera con
riferimento al presidio ospedaliero di Giarre (CT), si precisa
quanto segue.
Preliminarmente si rappresenta che questo Assessorato ha
proceduto alla revisione della rete ospedaliera in attuazione del
D.A. 15 giugno 2009 n. 1150, recante Indirizzi e criteri per il
riordino, la rifunzionalizzazione e la riconversione della rete
ospedaliera e territoriale regionale , con il quale è stato
definito il quadro complessivo della dotazione di posti e le regole
per il governo del sistema ospedaliero regionale.
Il processo di razionalizzazione delle prestazioni sanitarie
ospedaliere, con l'obiettivo di spostare il baricentro
dall'ospedale al territorio, ha portato ad elevare la qualità dei
servizi offerti e l'efficienza nella loro erogazione e ad adeguare,
tendenzialmente, il tasso di ospedalizzazione che era più alto
rispetto alla media nazionale.
Nella prima fase del processo è stato definito il fabbisogno di
posti letto per acuti, riabilitazione post acuzie e lungodegenza.
Conseguentemente la rimodulazione della rete ospedaliera ha
comportato la variazione del numero dei posti letto di alcune
discipline, in rapporto all'effettivo fabbisogno rilevato nonché il
raggiungimento, in termini percentuali, della dotazione di 3,87
posti letto per mille abitanti, di cui 3,22 per acuti e 0,65 per
riabilitazione e lungodegenza, andando dunque incontro ai parametri
introdotti dal l'Intesa del 3 dicembre 2009 tra il Governo, le
Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano concernente
il nuovo Patto per la salute per gli anni 2010-2012.
Tuttavia la riduzione dei posti letto non ha costituito da sola
la risposta all'obiettivo di revisione dell'assistenza sanitaria
regionale, il cui scopo principale è stato quello di garantire
sicurezza e appropriatezza delle prestazioni ed efficacia e
economicità del sistema.
Gli obiettivi individuati per il completamento del processo di
riorganizzazione della rete ospedaliera, fanno infatti riferimento
a:
·Analisi della domanda e rimodulazione dell'offerta.
·Riduzione del numero di posti letto ospedalieri per acuti e del
numero delle Unità Operative Complesse (UOC) e Semplici (UOS).
·Individuazione delle strutture in cui disattivare le funzioni di
ricovero per acuti duplicate.
·Trasferimento di prestazioni ospedaliere ad alto rischio di in
appropriatezza verso forme di assistenza alternative al ricovero
(ciò ha determinato il progressivo allineamento del tasso di
ospedalizzazione dal valore di 202,59 x 1000 abitanti [Dati SDO
anno 2009] ai parametri nazionali [180 x1000 abitanti].
Oggi è peraltro in corso un'ulteriore revisione della rete
ospedaliera, secondo i parametri fissati dal D.L. 6/07/2012
convertito con modificazioni dalla legge 7/08/2012 n. 135 e dal
regolamento attuativo, basati sull'assistenza organizzata per
intensità assistenziale e non più per patologia.
I nuovi standard fissati dalla legge prevedono 3,7 p.l. x 1000
abitanti ed un tasso di sospedalizzazione pari a 160 x 1000
abitanti.
In linea di indirizzo la bozza di regolamento, attualmente in
discussione a livello ministeriale, stabilisce tre tipologie di
strutture ospedaliere in ordine di complessità:
·Presidi di base
·Presidi di I livello, sede di DEA di I livello
·Presidi di II livello, dotati di strutture di DEA di II livello
La bozza definisce con quali modalità sarà possibile rientrare
negli standard fissati dalla legge che, innanzitutto, sono
conseguibili intervenendo sull'indice di occupazione dei posti
letto che deve attestarsi su valori del 90% e sulla durata media
della degenza per i ricoveri ordinari che dovranno essere inferiori
ai 7 giorni.
Definisce anche il percorso di applicazione: identificazione del
fabbisogno di prestazioni ospedaliere, il calcolo del numero
corrispondente di posti letto pubblici e privati, il disegno della
rete ospedaliera pubblica e privata.
Inoltre la prevista introduzione di una soglia di volumi minimi
comporterà anche una riduzione delle strutture complesse.
Volumi ed esiti serviranno a monitorare e valutare le strutture
ai fini della riorganizzazione; elementi determinanti saranno
pertanto i volumi di attività per specifici processi e
l'appropriatezza dei ricoveri e delle prestazioni.
Da quanto sopra emerge che il Sistema sanitario regionale è in
fase di profonda revisione e pertanto le osservazioni dell'On.le
interrogante potranno essere valutate in sede di riordino della
rete e sulla base dei criteri sopra enunciati».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino
FALCONE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che è dal 31 gennaio 2008, data nella quale il
Ministero della Salute ha ammesso a finanziamento la realizzazione
dell'ospedale San Marco che i cittadini della Provincia di Catania
aspettano l'inaugurazione dell'avveniristico ospedale, un progetto
per il quale era nelle intenzioni del Governo precedente che i
lavori sarebbero dovuto durare 38 mesi, con la conseguente apertura
il 31 marzo 2011;
considerato che anche a causa, per alcuni casi come il presente,
della discutibile rimodulazione dei posti letto si è dovuto
riprogettare uno dei padiglioni e che a motivo di ciò i lavori sono
ripartiti soltanto da poco, con uno stop di ben 24 mesi;
visto che il nuovo ospedale rappresenta, per la città di Catania
ed il suo hinterland uno strategico presidio di salute e la sua
apertura, oltre a consentire l'accrescimento dei livelli di
assistenza sanitaria, consentirà l'abbattimento delle lunghe liste
di attesa per le prestazioni specialistiche;
rilevato che l'ipotesi di edificazione di un nuovo ospedale nella
periferia sud di Catania era già stata avanzata nel lontano 1986 e
che, a distanza di ben 27 anni, non è più consentito ad alcuno
accettare politiche dilatorie;
per sapere:
quali siano le cause ostative alla conclusione dei lavori;
se sussista la certezza sulla copertura finanziaria sia delle
opere che delle attrezzature mediche e degli arredamenti;
se non ritengano opportuno avviare un monitoraggio costante dei
lavori necessari per la sua ultimazione ponendo in essere tutti gli
interventi utili a rimuovere ogni ulteriore ostacolo». (610)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione in oggetto
specificata con la quale si chiedono chiarimenti in merito alla
realizzazione del Nuovo Ospedale in Librino di Catania, si precisa
quanto segue.
Il progetto originale prevedeva la costruzione del nuovo Ospedale
di Catania in Librino unitamente alla realizzazione del Centro di
Eccellenza Ortopedico da eseguire con il concorso di più fonti di
finanziamento: F.S.N., Art. 71 L. 448/98, APQ Sanità, Art. 20 L.
67/88.
Con deliberazione n.339 del 24 luglio 2008, previa acquisizione
di tutti i pareri di rito rilasciati dagli Enti competenti è stato
approvato il progetto esecutivo per un importo complessivo di
151.771.946,70, l'appalto è stato aggiudicato alla Ditta UNITER
Consorzio Stabile a r.l, per l'importo complessivo di
125.274.946,70 oltre IVA, chiavi in mano; in data 28 luglio 2008 è
stato stipulato il contratto ed in data 11 settembre 2008 è
avvenuta la consegna dei lavori all'impresa esecutrice.
Il progetto esecutivo prevedeva la realizzazione di 720 posti-
letto, di cui 560 per l'ospedale e 160 per il centro di eccellenza
ortopedico. Mentre le Fondazioni per la gestione dei Centri di
eccellenza a suo tempo costituite venivano soppresse, è
intervenuta la L.R. 14 aprile 2009 n. 5 di riordino del S.S.R. che
ha disposto, nell'ottica della riconversione e rifunzionalizzazione
della rete ospedaliera siciliana, l'accorpamento in unica Azienda
Ospedaliera Universitaria dell'A. O.U. Policlinico G. Rodolico e
dell' A. O. Vittorio Emanuele - Ferrarotto - S. Bambino e la
rimodulazione e riduzione dei posti letto a complessivi 1.050,
secondo criteri di appropriatezza delle prestazioni sanitarie
indicati in seno al Piano di Rientro ed il successivo D.A. n. 1150
del 15 giugno 2009 Indirizzi e criteri per il riordino, la
rifunzionalizzazione e la riconversione della rete ospedaliera e
territoriale regionale ; conseguentemente è stato approvato il
piano di rimodulazione dei posti letto per l'A.O.U. Policlinico
Vittorio Emanuele di Catania, con la riduzione del numero dei posti
letto.
In virtù della sopravvenuta normativa e della sensibile riduzione
di posti-letto, si è palesata la necessità di un ridimensionamento
ovvero un adeguamento dell'opera alle nuove e diverse esigenze
dell'Azienda che ha dato luogo ad una rideterminazione delle
funzioni e delle aree dipartimentali e la cui incidenza esigeva la
modifica del progetto originario, per tener conto della nuova
parziale diversa destinazione e distribuzione dei dipartimenti e
delle strutture;
Tali esigenze hanno dato luogo alla redazione di una perizia di
variante, anche per la riduzione dei posti letto a complessivi 458,
già oggetto di parere preventivo da parte dell'Assessorato della
Salute (prot. n.45708 del 11 novembre2010 Servizio 4 -
Programmazione Ospedaliera). La perizia ha acquisito tutti i visti
preliminari di rito ed è stata approvata in Conferenza di Servizi
(Comune, Genio Civile, Comando Provinciale dei VV.F., ASP di
Catania) con verbali del 26 aprile 2012 e 28 settembre 2012, dal
R.U.P. il 15 ottobre 2012 ed amministrativamente con deliberazione
aziendale n. 1324 del 17 ottobre 2012;
Per quanto concerne i tempi di realizzazione, i lavori eseguiti
risultano in linea con il nuovo crono programma di perizia e
l'ultimazione dei lavori, giusta atto aggiuntivo, è prevista per il
30 marzo 2014;
L'esecuzione del contratto appaltato prevede tutta la fornitura
impiantistica e gli arredi già inseriti in progetto, essendo
l'esecuzione dello stesso chiavi in mano e quindi completo in ogni
sua esigenza per la funzionalità e l'attivazione;
Si precisa che i lavori sono in avanzatissima fase di esecuzione
e gli aspetti relativi all'intervento sono seguiti e monitorati,
per le rispettive competenze, dal Servizio 3 - Gestione degli
Investimenti di questo Dipartimento, che si occupa pure
dell'erogazione delle risorse, nonché dal Dipartimento
Infrastrutture Mobilità e Trasporti - Servizio 15 , al quale vanno
inviati tutti atti per i dovuti compiti di vigilanza e che,
ricevuti gli atti inerenti la perizia di variante in argomento, con
nota n. 114288 del 19 dicembre 2012 ha preso atto della procedura
senza formulare alcuna osservazione.
Per quanto concerne l'aspetto contabile si ritiene utile
evidenziare che per l'esecuzione delle opere le somme erogate fino
al mese di Marzo 2013 ammontano a 89.361.251,86, per lavori al
28 S.A.L., oneri tecnici ed ancora 8.567.373,55 per oneri
espropriativi, comprensivi di spese notarili, imposta di registro
ecc.. e che le somme finanziate sono, anche in virtù della
tipologia dell'appalto, sufficienti al completamento delle opere».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino