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Resoconto d'Aula della Seduta n. 50 di martedì 18 giugno 2013
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   LANTIERI, segretario, dà lettura dei processi verbali delle sedute
  precedenti  numeri  48 e 49 del 12 giugno 2013,  che  non  sorgendo
  osservazioni, si intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Ciaccio, Clemente,  Fazio,
  Picciolo, Tamajo, Zafarana e Zito sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da  parte  dell'Assessore  per i beni  culturali  e  l'identità
  siciliana

   N. 110 - Stato di avanzamento del piano paesaggistico regionale.
   Firmatari: Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ferreri Vanessa; Zito Stefano; Ciaccio Giorgio;  Ciancio
  Gianina;  Foti  Angela;  La  Rocca Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;
  Palmeri   Valentina;   Siragusa  Salvatore;   Zafarana   Valentina;
  Venturino Antonio (Con nota prot. n. 14997/IN.16 del 21 marzo  2013
  il  Presidente  della Regione ha delegato l'Assessore  per  i  beni
  culturali).

   - da parte dell'Assessore per la Salute

   N.  286 - Chiarimenti circa la mancata piena attuazione del  Piano
  di  riordino  della  rete ospedaliera con riferimento  al  presidio
  ospedaliero di Giarre (CT).
   Firmatari:  Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni (Con  nota  prot.  n.
  16178  del  27 marzo 2013, il Presidente della Regione ha  delegato
  l'Assessore per la salute).

   N. 610 - Notizie sui lavori per la realizzazione dell'Ospedale San
  Marco di Catania.
   Firmatario:  Falcone Marco (Con nota prot. n. 28211 del  5  giugno
  2013, il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale
  per la salute).

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:
   -  Iniziative per promuovere la permanenza in Sicilia dei  giovani
  laureati. (n. 456)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dall'onorevole  Savona  in
  data 13 giugno 2013.

   -  Norme per la razionalizzazione della distribuzione del servizio
  farmaceutico nella Regione Sicilia. (n. 457)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Greco M.  in
  data 17 giugno 2013.

   - Istituzione del servizio di psicologia scolastica. (n. 458)
   di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Milazzo A. e
  Cirone in data 17 giugno 2013.

   -  Riordino  nel  settore  dei  beni culturali  e  della  identità
  siciliana. (n. 459)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Venturino in
  data 17 giugno 2013.

   - Legge quadro sulle  isole di Sicilia . (n. 460)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Trizzino,
  Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Zito, Cancelleri, Ciancio,  Foti,
  La  Rocca, Palmeri, Siragusa, Ciaccio, Tancredi e Zafarana in  data
  17 giugno 2013.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico i disegni di legge inviati  alle  competenti
  Commissioni:

                    BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)

   - Tassa annuale di ispezione di apparecchi radiogeni. (n. 447)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 14 giugno 2013, parere VI.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Modifiche  alla legge regionale 29 novembre  2005,  n.  15  sul
  rilascio  delle  concessioni  di beni  demaniali  e  sull'esercizio
  diretto   delle  funzioni  amministrative  in  materia  di  demanio
  marittimo. (n. 445)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 14 giugno 2013.

   - Disciplina in materia di risorse idriche. (n. 455)
   di iniziativa governativa, inviato il 12 giugno 2013.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Istituzione  dell'Ente  Sicilia  Diritto  Studio  Universitario
  (E.S.D.S.U.). (n. 407)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 14 giugno 2013, parere I.

   - Disciplina dei tirocini formativi e di orientamento. (n. 443)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 14 giugno 2013.

   -  Norme  per  interventi  di  ristrutturazione,  conservazione  e
  promozione dei centri storici dei Comuni al cui interno insistono i
  monumenti  oggetti del riconoscimento Unesco nel Val di  Noto.  (n.
  446)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 14 giugno 2013, parere IV.
       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che:

   - l'onorevole Salvatore Cordaro, con nota prot. n. 7354/SG.LEG.PG.
  del  13  giugno  2013, ha chiesto di apporre la  propria  firma  ai
  disegni  di legge nn. 71, 210, 211, 416, 417, 422, 424,  425,  427,
  429, 430 e 431;

   -    l'onorevole   Vincenzo   Vinciullo,   con   nota   prot.   n.
  7411/SG.LEG.PG.  del  14  giugno 2013, ha  chiesto  di  apporre  la
  propria firma ai disegni di legge nn. 128, 214, 236, 237, 238, 239,
  240,  242,  243, 244, 245, 246, 247, 248, 249, 250, 251, 252,  253,
  254,  255,  256, 257, 258, 259, 260, 261, 262, 264, 265, 266,  267,
  269,  270,  273, 274, 279, 280, 281, 282, 283, 284, 285, 286,  288,
  291, 296, 297, 298, 299, 301, 302, 303, 319, 344, 371, 404 e 405.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico la richiesta di parere pervenuta ed assegnata
  alla Commissione  Ambiente e territorio (IV)':

   Richiesta  di  parere alla Commissione Legislativa Permanente  per
  l'Ecologia dell'Assemblea regionale siciliana, ai sensi dell'art. 3
  e  dell'art. 4 della legge regionale n. 14/88 e dell'art. 64  della
  legge  regionale 14 maggio 2009 n. 6, per la revisione  del   piano
  regionale dei parchi e delle riserve naturali', approvato con  D.A.
  n.  970  del 10 giugno 1991, con l'inserimento del  Parco  naturale
  regionale  dei  Monti Sicani', e per la contestuale emanazione  del
  decreto   istitutivo  del  parco  e  dell'ente  gestore  da   parte
  dell'Assessore  regionale  per il territorio  e  l'ambiente.    (n.
  15/IV).
   -  pervenuto  in data 13 giugno 2013 e inviato in data  17  giugno
  2013.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE. Comunico il parere reso dalla Commissione  Ambiente  e
  territorio (IV)':

   -  Guide  turistiche. Modifica decreto di attuazione  articolo  2,
  legge regionale n. 8/2004. (n. 13/IV).
   reso in data 12 giugno 2013, inviato in data 17 giugno 2013.

        Comunicazione di proroga di termini per espressione di
                                parere

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  ai sensi  dell'articolo  70  bis  del
  Regolamento   interno,  è  stato  prorogato  di  quindici   giorni,
  decorrenti   dal   12   giugno  2013,  il  termine   previsto   per
  l'espressione  del parere n. 14/VI  Schema di decreto assessoriale.
  Determinazione dotazione organica dei punti nascita .

   Comunicazione di trasmissione della previsione e della situazione
                              trimestrale
                 di cassa e di tesoreria della Regione

   PRESIDENTE.  Comunico  che l'Assessorato regionale  dell'economia,
  dipartimento  bilancio e tesoro, ha trasmesso, in  data  14  giugno
  2013,  la  previsione e la situazione trimestrale  di  cassa  e  di
  tesoreria della Regione in attuazione dell'art. 52, comma 5,  della
  legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, alla data del 31 marzo 2013.

   Comunico,  altresì, che copia della sopracitata  documentazione  è
  stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.

         Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della Giunta
  regionale n. 159 del 23 maggio 2013 relativa a:  P.O. FESR  Sicilia
  2007/2013  -  Documento  Requisiti di ammissibilità  e  Criteri  di
  selezione'  -  Modifiche  obiettivo operativo  1.2.3.  e  Obiettivo
  Operativo 5.2.3. - Adozione definitiva .

   La  predetta delibera è stata trasmessa, ai sensi dell'articolo 50
  comma  3  della  legge  regionale n. 9/2009,  alla  II  Commissione
  legislativa   e  alla  Commissione  per  l'esame  delle   questioni
  concernenti l'attività dell'Unione Europea.

   Copia  della stessa  è disponibile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  802  -  Notizie sull'ordinanza del TAR Sicilia a  seguito  del
  ricorso  presentato dalle associazioni di categoria  nei  confronti
  del Commissario straordinario dell'IRSAP.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Assenza Giorgio

   N. 804 - Notizie sulla mancata realizzazione di una passerella sul
  Fiume Calcinara, nel territorio di Sortino (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico

   N.  805 - Iniziative per assicurare una maggiore trasparenza negli
  incarichi professionali conferiti dalla ex Serit.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico

   N.  806  - Iniziative per garantire all'Eni-Versalis di Priolo  la
  realizzazione di investimenti per  rendere competitiva  la  chimica
  italiana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico

   N.  807  - Notizie in merito alla nube tossica che ha investito  i
  comuni di Melilli e di Priolo (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Salute
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico

   N.   814   -  Interventi  volti  al  superamento  delle  criticità
  finanziarie dell'IPAB 'Sciacca-Baratta' di Patti (ME) e di  riforme
  del settore.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Panarello Filippo

   N.  815 - Notizie in merito alla discarica sita in contrada Tiritì
  nel comune di Motta Sant'Anastasia (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Salute
   Firmatari:   Lombardo  Salvatore  Federico;  Di  Mauro   Giovanni;
  Figuccia  Vincenzo;  Greco Giovanni; Fiorenza  Cataldo;  Lo  Sciuto
  Giovanni;  Federico  Giuseppe; Grasso Bernadette  Felice;  Lantieri
  Annunziata  Luisa;  Pogliese Salvatore Domenico; Miccichè  Gianluca
  Antonello;   Vinciullo  Vincenzo;  Dipasquale   Emanuele;   Germanà
  Antonino Salvatore; Ruggirello Paolo; Currenti Carmelo

   N.  818  - Iniziative per il ribasso del prezzo del carburante  in
  Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Di Mauro Giovanni

   N.  819 - Notizie in merito alla legge regionale 12 luglio 2011 in
  tema di sgravi fiscali per l'imprenditoria giovanile e femminile in
  Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Di Mauro Giovanni

   N.  820 - Notizie in merito alla deliberazione di Giunta regionale
  n. 448 del 30 novembre 2012 recante 'Definizione dell'intesa per il
  Patto di stabilità interno per l'anno 2013'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Di Mauro Giovanni

   N.  822  - Notizie in merito all'istituzione dei servizi ispettivi
  aziendali nelle Aziende sanitarie siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Sammartino Luca; Sudano Carmela Valeria Maria;  Leanza
  Nicola;  Lentini  Salvatore;  Ruggirello  Paolo;  Nicotra  Raffaele
  Giuseppe
   N.  823  -  Notizie circa la legittimità delle procedure  adottate
  dall'ARNAS  'Civico-Benfratelli' di Palermo per  la  selezione  del
  personale ed il conferimento di incarichi temporanei.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Lentini  Salvatore;  Sudano  Carmela  Valeria   Maria;
  Nicotra Raffaele Giuseppe; Ruggirello Paolo

   Avverto  che  le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.   801  -  Notizie  sulla  mancata  nomina  del  dirigente   del
  Dipartimento tecnico regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Assenza Giorgio

   N.  803  -  Interventi finalizzati a scongiurare la riduzione  dei
  trasferimenti correnti alle province  regionali siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Fontana Vincenzo

   N.  811 - Interventi per il potenziamento della rete regionale  di
  residenzialità per i soggetti fragili.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari:   Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Mangiacavallo   Matteo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  812  -  Iniziative per la creazione di un  albo  regionale  di
  società  e/o aziende accreditate per indagini geofisiche  in  campo
  archeologico.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Assenza Giorgio

   N. 817 - Misure volte all'ottimizzazione e valorizzazione dei beni
  culturali in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatari:   La  Rocca  Claudia;  Zafarana  Valentina;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Trizzino  Giampiero; Mangiacavallo  Matteo;  Zito
  Stefano;  Ciaccio  Giorgio;  Siragusa Salvatore;  Tancredi  Sergio;
  Ciancio  Gianina; Foti Angela; Ferreri Vanessa; Palmeri  Valentina;
  Cappello Francesco

   N.  821  - Notizie in merito alle autorizzazioni sanitarie per  il
  'Rifugio del gatto' di Palermo.
   - Assessore Salute
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciaccio  Giorgio; Ciancio  Gianina;   Ferreri  Vanessa;
  Foti   Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.   824  -  Attuazione  del  Piano  strategico  regionale   della
  portualità turistica.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: D'Asero Antonino

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero  128  Mantenimento di 118 posti letto complessivi  indicati
  dal  D.A.  0745 del 2010 presso il presidio ospedaliero  di  Ribera
  (AG) ,  degli  onorevoli Mangiacavallo Matteo; Cancelleri  Giovanni
  Carlo;  Palmeri  Valentina;  Cappello Francesco;  Tancredi  Sergio;
  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Zafarana  Valentina;  Ferreri
  Vanessa;  Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti  Angela;  La
  Rocca Claudia; Zito Stefano, presentata il 12 giugno 2013;

   numero  129   Applicazione della riforma prevista dalla  legge  14
  aprile  2009  n.  4 (Nuovo Piano Sanitario) che tenga  conto  delle
  peculiarità geografiche del territorio della provincia di Agrigento
  in relazione al presidio ospedaliero 'Giovanni Paolo II' di Sciacca
  (AG) ,  degli  onorevoli Mangiacavallo Matteo; Cancelleri  Giovanni
  Carlo;  Palmeri  Valentina;  Cappello Francesco;  Tancredi  Sergio;
  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Zafarana  Valentina;  Ferreri
  Vanessa;  Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti  Angela;  La
  Rocca  Claudia; Zito Stefano; Venturino Antonio, presentata  il  12
  giugno 2013.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

            Comunicazione di apposizione di firma a mozione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Nicotra ha chiesto di apporre
  la firma alla mozione n. 54.

   L'Assemblea ne prende atto.

           Comunicazione relativa all'interrogazione n. 768

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota dell'11 giugno 2013,  pervenuta
  il  14  giugno 2013 e protocollata al n. 7543/AULAPG del 17  giugno
  successivo,  l'onorevole Micciché ha chiesto che   l'interrogazione
  n. 768 è da considerarsi con richiesta di risposta scritta.

   L'Assemblea ne prende atto.

               Comunicazione di ritiro di interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota dell'11 giugno 2013,  pervenuta
  il  14  giugno 2013 e protocollata al n. 7542/AULAPG del 17  giugno
  successivo, l'onorevole Leanza ha ritirato l'interrogazione n. 276,
  perchè di identico contenuto all'interrogazione n. 282.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì,  che con email del 13 giugno 2013, l'onorevole
  Vinciullo   ha  ritirato  l'interrogazione  n.  810,  di   identico
  contenuto all'interrogazione n. 807, a firma dello stesso deputato.

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di decadenza di atti ispettivi e di indirizzo
                               politico

   PRESIDENTE.  Comunico  che, a seguito della decadenza  di  diritto
  dell'onorevole Caputo dalla carica di deputato regionale decadono i
  seguenti atti ispettivi e di indirizzo politico:

   -  interrogazioni con richiesta di risposta orale: nn. 5, 16, 121,
  128,  159,  168, 182, 195, 199, 211, 263, 306, 312, 313, 314,  348,
  393,  403,  420, 445, 453, 503, 511, 512, 589, 590, 595, 609,  764,
  767, 771, 779;

   -  interrogazioni con richiesta di risposta in Commissione: nn. 3,
  8, 9, 11, 13, 17, 26, 27, 28, 76, 83, 227, 228, 254, 255, 256, 300,
  444,  446,  447, 454, 456, 478, 492, 497, 507, 508, 510, 513,  514,
  515,  544,  558, 587, 588, 608, 640, 670, 692, 719, 720, 729,  733,
  752, 759, 778, 786, 808, 809, 813, 816;

   - interrogazioni con richiesta di risposta scritta: nn. 6, 10, 12,
  14,  18,  20, 24, 29, 31, 33, 34, 36, 81, 150, 152, 198, 201,  218,
  229,  268,  287, 288, 289, 299, 311, 317, 323, 411, 422, 423,  436,
  442,  443,  448, 490, 494, 496, 506, 537, 545, 572, 596, 671,  674,
  676, 736, 739, 751, 758, 765, 770, 783, 799, 828, 838;

   - interpellanze: nn. 44, 59;

   -  mozioni: nn. 32, 40, 52, 60, 62, 70, 72, 87, 114, 117,  per  il
  venir meno del prescritto numero minimo di firme.

   Ne  decade  altresì  la firma dai seguenti  atti  ispettivi  e  di
  indirizzo politico:

   -  interrogazioni con richiesta di risposta orale:  nn.  77,  119,
  167,  169,  171, 206, 248, 292, 295, 296, 372, 380, 381, 400,  401,
  437, 597, 757;

   -  interrogazioni  con richiesta di risposta in  Commissione:  nn.
  180, 190;

   -  interrogazioni con richiesta di risposta scritta: nn.  41,  50,
  125,  134,  181, 281, 284, 417, 438, 473, 542, 543, 655, 744,  803,
  858;

   - mozioni: nn. 15, 19, 22, 23, 25, 32, 33, 45, 63, 75, 81, 85, 91,
  92, 119, 120.

   L'Assemblea ne prende atto.

        Comunicazione di nomina della Commissione parlamentare
        speciale per l'esame di disegni di legge relativi alla
       materia statutaria, ai rapporti tra l'Assemblea regionale
       siciliana ed il Governo regionale e per l'applicazione in
        Sicilia del decreto-legge n. 174 del 2012 (cd  decreto
                                Monti')

   PRESIDENTE.    Comunico   che,   con   decreto   del    Presidente
  dell'Assemblea regionale n. 129 del 18 giugno 2013, è  nominata  la
  Commissione parlamentare speciale per l'esame di disegni  di  legge
  relativi  alla  materia  statutaria, ai  rapporti  tra  l'Assemblea
  regionale siciliana ed il Governo regionale e per l'applicazione in
  Sicilia del decreto-legge n. 174 del 2012 (cd  decreto Monti'), col
  compito  di  predisporre, nel termine di due mesi,  un  disegno  di
  legge statutaria nelle materie di cui agli articoli 8 bis, 9, 10  e
  41 bis dello Statuto siciliano ed un disegno di legge relativo alle
  misure  di  cui  al  decreto-legge n. 174 del  2012.  i  componenti
  l'Ufficio  di  Presidenza della Commissione non hanno diritto  alla
  relativa indennità di funzione.
   Invito il deputato segretario a dare lettura del predetto decreto.

   LANTIERI, segretario:

                     Assemblea regionale siciliana

                            Il Presidente'

   «CONSIDERATO, che l'Assemblea regionale siciliana nella seduta  n.
  42  del 15 maggio 2013, ha approvato la mozione n. 109  Istituzione
  di  una  commissione  speciale  per l'esame  di  disegni  di  legge
  relativi  alla  materia  statutaria e i  rapporti  tra  l'Assemblea
  regionale siciliana e il Governo regionale e per l'applicazione  in
  Sicilia del decreto-legge n. 174 del 2012 ;

   VISTE le designazioni dei Presidenti dei Gruppi parlamentari;

   VISTO  il Regolamento interno dell'Assemblea,  e segnatamente  gli
  articoli 29 e  29bis,

                                DECRETA

   E'  nominata la Commissione parlamentare speciale per l'esame  dei
  disegni di legge relativi alla materia statutaria, ai rapporti  tra
  l'Assemblea  regionale  siciliana e  il  Governo  regionale  e  per
  l'applicazione  in  Sicilia  del  decreto  legge   174   del   2012
  (cosiddetto   decreto  Monti ) col  compito  di  predisporre,   nel
  termine  di due mesi,  un disegno di legge statutaria nelle materie
  di  cui  agli articoli 8 bis, 9, 10, 41 bis dello Statuto siciliano
  ed un disegno di legge relativo alle misure di cui al decreto legge
  numero 174 del 2012. I componenti dell'Ufficio di Presidenza  della
  Commissione non hanno diritto alla relativa indennità di funzione.

   La Commissione è composta da tredici deputati e precisamente dagli
  onorevoli:

    Anselmo  Alice,  Barbagallo Anthony, Cancellieri Giovanni  Carlo,
  Cappello  Francesco,  Cracolici Antonio, Di Giacinto  Giovanni,  Di
  Mauro   Giovanni,   Fontana  Vincenzo,  Formica  Santi,   Gucciardi
  Baldassare, Savona Riccardo, Sudano Valeria e Turano Girolamo»

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, con riferimento al decreto  testé
  letto  dal  deputato segretario, di costituzione della  Commissione
  parlamentare,  preciso ed auspico che ciascun  Gruppo  parlamentare
  partecipi all'elaborazione dei disegni di legge di competenza della
  Commissione.
   Come  avete sentito non tutti i Gruppi sono rappresentati.  A  tal
  fine   auspico   che  tutte  le  forze  politiche,   ancorché   non
  rappresentate in detta Commissione, non facciano ad essa mancare il
  loro  apporto costruttivo nelle forme e  con le modalità  stabilite
  dall'articolo   69  bis  del  Regolamento  interno   dell'Assemblea
  regionale  siciliana, ai fini della spedita e proficua approvazione
  successiva da parte dell'Assemblea.
   Preannuncio, anche se arriverà apposita convocazione ai componenti
  di  questa  Commissione e di conseguenza anche  ai  Capigruppo  che
  possono  partecipare  in  prima  persona  o  con  persone  da  loro
  delegate,  nel  caso in cui non siano già rappresentati  in  questa
  Commissione, che insedieremo la Commissione giovedì, così  come  si
  era  inteso subito dopo le Amministrative - siamo a cavallo fra  le
  elezioni  amministrative e il turno di ballottaggio -   laddove  si
  tiene il ballottaggio.
   La  Commissione, quindi, si insedierà giovedì 20, alle ore  11,00,
  con l'elezione dell'Ufficio di Presidenza al quale non spetta, come
  è stato detto, alcuna indennità e, a scanso di equivoci evidenziamo
  che  noi  dobbiamo fare tesoro, al  contrario della  battuta,   che
  ogni  qual  volta non si vuole risolvere un problema si  istituisce
  una Commissione.
   In  questo  caso  noi  daremo  prova  che  stiamo  istituendo  una
  Commissione proprio per approvare entro la chiusura della  sessione
  in  corso, prima che si chiudano i lavori parlamentari nel mese  di
  agosto,  il disegno di legge che  recepisce  il cosiddetto  decreto
  Monti per il contenimento della spesa.
   Credo che in tal senso il Parlamento farà un buon lavoro.
   Quindi   ribadisco,   indipendentemente   dai   componenti   della
  Commissione  che  sono:  gli  onorevoli Anselmo  Alice,  Barbagallo
  Anthony,  Cancellieri Giovanni Carlo, Cappello Francesco, Cracolici
  Antonio, Di Giacinto Giovanni, Di Mauro Giovanni, Fontana Vincenzo,
  Formica  Santi,  Gucciardi  Baldassare,  Savona  Riccardo,   Sudano
  Valeria e Turano Girolamo, i Gruppi che non sono rappresentati  non
  possono  ma,  a  mio avviso, debbono partecipare  ai  lavori  della
  Commissione  attraverso  i  loro  Capigruppo,  anche  se  a  titolo
  consultivo,  così come previsto dall'articolo 69 bis, anche  perché
  si tratta di fare un lavoro propedeutico a quello  che arriverà, mi
  auguro quanto prima,  in Aula.

         Rinvio del II e del III punto dell'ordine del giorno

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per assenza del  Governo,  il  II
  punto  dell'ordine del giorno: Discussione unificata delle  mozioni
  numero 54  Interventi per ottenere il riconoscimento per la Sicilia
  dello  status di zona franca , degli onorevoli Sammartino,  Leanza,
  Sudano  e Lentini, e numero 55  Iniziative per l'attivazione  delle
  zone  franche  urbane in Sicilia , degli onorevoli  Dipasquale,  Di
  Giacinto,  Coltraro,  Malafarina, Oddo, Ciaccio,  Venturino,  Foti,
  Palmeri,  Mangiacavallo,  La  Rocca, Siragusa,  Ferreri,  Cappello,
  Ciancio,  Cancelleri, Zito, Zafarana, Trizzino,  Cirone,  Marziano,
  Milazzo A., è rinviato.
   Comunico,  altresì,  che per assenza del  Governo,  il  III  punto
  dell'ordine  del  giorno:  Discussione  della  mozione  numero   71
   Iniziative  finalizzate alla modifica della convenzione  stipulata
  dalla  Regione siciliana con Siciliacque S.p.A. al fine di  ridurre
  la  tariffa del servizio idrico integrato ai cittadini degli ambiti
  territoriali  ottimali  (ATO) , degli  onorevoli  Firetto,  Grasso,
  Leanza, La Rocca Ruvolo, Lentini, Sammartino., è rinviato.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


    Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
                 Famiglia, politiche sociali  e lavoro

   PRESIDENTE.  Si  passa   al  IV  punto  dell'ordine  del   giorno:
   Svolgimento  di  interrogazioni e di interpellanze  della  rubrica
   Famiglia, politiche sociali  e lavoro .
   Si   procede   con  lo  svolgimento  dell'interrogazione   n.   44
   Interventi   a favore dei servizio socio-sanitari in  Sicilia ,  a
  firma degli onorevoli Vinciullo e Pogliese.
   Ne do lettura:
   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche  sociali e il lavoro, premesso che esiste, ad  oggi,  una
  forte  preoccupazione  per i servizi alle  persone  con  disabilità
  finanziati  con i fondi della legge 328/2000 attraverso i  relativi
  Piani di Zona;
   considerato  che, a meno di un mese dalla conclusione della  terza
  annualità  relativa agli anni 2010/2012 dei Piani di  Zona,  non  è
  stata  predisposta,  da parte degli Organi e delle  Amministrazioni
  locali       competenti,       per responsabilità  oggettive  della
  Regione, alcuna programmazione relativa al triennio 2013/2015;
   visto che:
   l'assenza  di  una  programmazione relativa al triennio  2013/2015
  comporterà,  a  decorrere dall'1 gennaio 2013,  la  sospensione  di
  molti  dei  servizi  oggi  erogati a  sostegno  delle  persone  con
  disabilità e dello loro famiglie;
   in  mancanza della copertura finanziaria necessaria a garantire  i
  servizi,  già  dall'1   gennaio 2013, le associazioni  e  gli  enti
  operanti in ambito socio-assistenziale saranno costrette ad avviare
  le  procedure  di  licenziamento del personale, specialmente  nella
  provincia  di  Siracusa  dove, a seguito dell'aggiudicazione  della
  gara di appalto del servizio ADI da parte di un consorzio catanese,
  dall'1   gennaio  2013 il servizio sarà gestito  in  condizioni  di
  monopolio;
   per sapere:
   se  non  ritengano utile e necessario adoperarsi, vista  l'urgenza
  del caso, per definire la programmazione per il triennio 2013/2015;
   se  non  ritengano necessario valutare la possibilità di procedere
  allo  sblocco  delle  economie derivanti  dalla  rimodulazione  del
  triennio  conclusosi,  in  modo  da consentire  la  continuità  dei
  servizi di assistenza e cura alle persone con disabilità, in attesa
  che venga predisposta la programmazione per il triennio a seguire.»
  (44)
   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.
   BONAFEDE,  assessore  per  famiglia, le  politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor  Presidente,  in  riferimento  a  quanto  richiesto
  nell'interrogazione  in  oggetto,  si  sono  acquisite  le  notizie
  pervenute  con  nota  n. 2496 del 23 gennaio  2013  dal  competente
  Servizio  del  Dipartimento  regionale  della  famiglia   e   delle
  politiche      sociali,     l'argomento     ricomprende      quello
  dell'interrogazione n. 332 del 2013 dello stesso firmatario.
   Al  riguardo si comunica che, in data 21 maggio 2013, il Dirigente
  generale  del  Dipartimento  regionale  della  Famiglia   e   delle
  politiche  sociali  ha  inviato  le  nuove  linee  guida   per   la
  programmazione  e  finanziamento dei Piani  di  Zona  2013-2015  da
  sottoporre  all'attenzione del Governo regionale per  le  opportune
  valutazioni e per i consequenziali adempimenti.
   E'  opportuno evidenziare che la nuova programmazione  dei   Piani
  di  zona  anni 2013-2015 determinerà il trasferimento delle risorse
  assegnate  a  valere  sul  Fondo  nazionale  politiche  sociali  ai
  distretti socio-sanitari della Sicilia.
   Il  documento, già inoltrato dal competente Ufficio a partire  dal
  mese  di  settembre 2012, è stato ulteriormente rivisto sia  per  i
  recenti cambiamenti connessi all'abolizione delle province, sia per
  inserire   dei  riferimenti  più  puntuali  sugli  altri  strumenti
  finanziari  (come il PAC e Obiettivi di Servizio), sia  infine  per
  includere  nel  budget complessivo anche l'assegnazione  del  Fondo
  nazionale  politiche  sociali  2013  (non  ancora  trasferito  alla
  Regione).
   A  fronte  dell'esiguità delle attuali risorse del Fondo nazionale
  per  le  politiche sociali, trasferite alla  Regione per  gli  anni
  2010-2013, pari complessivamente a 80.304.754,32, rispetto  a  euro
  197  milioni  del  passato  triennio  e  in   considerazione  delle
  criticità rilevate nei precedenti cicli di programmazione, pur  con
  fermando  i  principi  generali espressi nei  precedenti  documenti
  regionali, si è ritenuto necessario apportare alcune modifiche  sul
  piano organizzativo e gestionale, al fine di rendere più celeri  le
  procedure di avvio dei servizi e il meccanismo di spesa.
   Si  riportano sinteticamente nel prospetto i cambiamenti  proposti
  che vengono evidenziate per una opportuna riduzione - appunto -  in
  sintesi in finca.
   Modifiche   apportate.   Livello   regionale.   Costituzione   del
  coordinamento regionale delle politiche sociali. Direttive inserite
  nei  precedenti  atti  di programmazione, di fatto  sostituisce  la
  cabina  di  regia. Note. Il coordinamento regionale delle politiche
  sociali  è  presieduto  dall'assessore per la  famiglia,  politiche
  sociali  e lavoro. Il coordinamento ha l'obiettivo di garantire  il
  processo   di  consolidamento  del  sistema  di  welfare  regionale
  fornendo l'indirizzo operativo e una costante verifica degli  stati
  di avanzamento.
   Va  detto che in questi anni la Cabina di regia non ha più  svolto
  il proprio compito vanificando così la sua stessa funzione.
   Costituzione  del  coordinamento  dipartimentale  regionale  delle
  politiche  sociali,  non  era previsto.  Presieduto  dal  dirigente
  generale  e  composto  dai referenti dei servizi  del  Dipartimento
  famiglia,  competenti  istituzionalmente alla programmazione  delle
  politiche  sociali  sul territorio regionale, il  coordinamento  ha
  l'obiettivo  di coordinare le politiche sociali avviate nell'ambito
  del dipartimento stesso.
   Livello distrettuale. Possibilità di definire nell'ambito  dei  55
  distretti socio-sanitari delle aree omogenee sub-distrettuali a cui
  vengono assegnate compiti di programmazione, gestione e spesa.
   Erano  previsti  55 distretti socio-sanitari e la  gestione  e  la
  spesa  erano demandati al Comune Capofila di ciascun distretto.  La
  presenza   nello   stesso  distretto  di  realtà  disomogenee   per
  caratteristiche   demografiche,  geografiche  e  morfologiche,   ha
  determinato in passato forte criticità, provocando un rallentamento
  dell'avvio dei servizi e della spesa.
   Con  il  nuovo atto di programmazione si vuole dare la possibilità
  ai  distretti di individuare, attraverso un processo partecipato  e
  alla luce di criteri definiti dall'amministrazione regionale, degli
  ambiti  sub  distrettuali più funzionale,  demandando  agli  stessi
  compiti di gestione e spesa.
   Non  si vuole rinnegare la dimensione distrettuale, ma si vogliono
  accelerare  alcuni  procedimenti per  una  migliore  risposta  alla
  domanda sociale.
   Il  Piano  di Zona e le successive verifiche dello stesso  saranno
  sempre  a  livello  distrettuale, ciò  al  fine  di  garantire  una
  coerenza di programmazione nell'ambito del distretto.
   Il  Piano di Zona distrettuale sarà espressione dei Piani di  Zona
  di eventuali aree omogenee individuate nel distretto e riconosciute
  dalla Regione.
   Istituzione del gruppo piano Area Omogenea Distrettuale.
   Era  previsto  solo  il gruppo Piano distrettuale.  L'obiettivo  è
  quello  di  dotare  le  eventuali  Aree  Omogenee  individuate  nel
  medesimo  distretto  di  organismi di  programmazione,  gestione  e
  spesa.   Il  gruppo piano della area omogenea sarà  coordinato  dal
  dirigente  dei  servizi  sociali del  comune  demograficamente  più
  rilevante.
   Abolizione del Cofinanziamento di 3 euro per abitante.
   Ciascun comune del distretto doveva cofinanziare il Piano di  Zona
  versando   al   Comune   Capofila  tre  euro   per   abitante.   Il
  Cofinanziamento comunale negli anni ha determinato diverse frizioni
  tra i Comuni, spesso per l'indisponibilità di risorse economiche.
   Considerato  che  nel documento proposto si ribalta  l'ottica,  in
  quanto  l'esiguità dei trasferimenti del Fondo Nazionale  Politiche
  Sociali sposta l'attenzione più sulla spesa sociale dei Comuni, che
  in  questo  caso  viene cofinanziata dal FNPS,  il  cofinanziamento
  comunale  non  ha  più  ragione di esistere perché  ciascun  comune
  partecipa al piano di Zona con la spesa sociale già posta a  carico
  dei propri bilanci.
   La  spesa  sociale  costituisce dunque parte  del  Piano  di  Zona
  triennale adottato negli ambiti territoriali.
   Impegno e  Erogazione della prima annualità.
   Nei  precedenti cicli di programmazione veniva impegnata  l'intera
  triennalità da destinare ai Piani di Zona.
   Allo  stato  attuale  la  carenza di risorse  e  l'incertezza  sui
  prossimi  finanziamenti  del  FNPS  non  consentono  di  effettuare
  impegni triennali.
   Proposta Utilizzo FNPS esercizi finanziari 2010-2013
   A  fronte  di  una disponibilità complessiva di euro 80.304.754,32
  si propone di destinale euro 78 milioni ai distretti socio-sanitari
  per   il  finanziamento  triennale  dei  Piani  di  Zona  ed   euro
  2.304.754,32,   rimarranno  nella  disponibilità   dell'Assessorato
  Regionale  della Famiglia, delle Politiche Sociali e del  Lavoro  -
  Dipartimento Famiglia e Politiche Sociali che li destinerà  per  la
  riattivazione del Sistema Informativo Regionale Socio-Assistenziale
  (S.I.R.I.S.)  e  per  l'attività di supporto tecnico  svolta  dalla
  struttura regionale in attuazione delle politiche sociali.
   La   somma   destinata   ai   distretti  socio-sanitari   per   la
  realizzazione  dei  Piani  di  Zona  verrà  ripartita  secondo  tre
  indicatori:  popolazione, numero di Comuni presenti nel  distretto,
  isole minori.
   Al  fine  di  sollecitare l'utilizzo tempestivo  dell'assegnazione
  regionale, il Dipartimento della Famiglia e delle Politiche Sociali
  adotterà annualmente strumenti di monitoraggio delle azioni avviate
  e  di  controllo della spesa, rilevata attraverso la  verifica  dei
  sottoconti di tesoreria unica regionale.
   Nel   caso   di   mancato  avvio  delle  Azioni  Programmate,   il
  Dipartimento avvierà sul territorio idonee iniziative  di  supporto
  tecnico,  non  escludendo interventi sostitutivi, come disciplinati
  dalla normativa vigente.
   Nell'ipotesi  di  accertare  gravi  inadempienze  e  ritardi   che
  incidono   sull'effettiva  realizzazione  dei   servizi   e   degli
  interventi  programmati,  si adotteranno opportune  misure  per  il
  recupero delle somme non utilizzate.
   L'obiettivo  è  quello  di  evitare  di   congelare   risorse  per
  diversi  anni  per distretti incapaci di attivare i  servizi  e  di
  spendere,    così   come   si   è   verificato   nelle   precedenti
  programmazioni.
                Presidenza del Vicepresidente Venturino
   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,  se
  questa risposta mi fosse stata data nel mese di gennaio 2013  avrei
  potuto  dichiararmi  soddisfatto, ma  viene  adesso,  nel  mese  di
  giugno, con notevole ritardo rispetto a quelle che sono le   attese
  del territorio.
   Io  capisco che l'assessore si è insediato a dicembre, capisco che
  ha  avuto difficoltà nel cercare di comprendere come districarsi in
  un  assessorato  che in genere è stato caricato  di  responsabilità
  anche  da  parte dei comuni, ma io vorrei puntualizzare  su  alcune
  questioni.
   Io,  assessore,  le  avevo  chiesto nella  mia  interrogazione  di
  rispondere a quella che è una forte preoccupazione che proviene dal
  territorio,  cioè   che  soggetti fragili,  soggetti  svantaggiati,
  coloro i quali in pratica sono caricati da disabilità, non riescono
  oggi  ad  avere assistenza da parte dei distretti socio-sanitari  e
  non riescono ad avere questa assistenza perché i relativi Piani  di
  Zona  non  sono  stati  ancora attivati perché  bisognava  fare  la
  programmazione  triennale  che riguardava  il  2013-  2015,  invece
  questa  programmazione  triennale non  è  stata  fatta.  Adesso  ho
  ascoltato quello che lei dice che degli oltre 80 milioni di euro 78
  verranno  destinati  ai distretti, ma siamo  a  giugno,  assessore,
  quindi vorremmo capire cosa faranno i distretti.
   Lei  giustamente  parlava di monitoraggio,  ha  parlato  di  spese
  obbligatorie, ha parlato anche di un supporto tecnico nel  caso  in
  cui  vi  siano  dei  distretti che non  sono  nelle  condizioni  di
  operare;  io  sarei  invece  di  tutt'altro  avviso,  sarei  invece
  dell'idea di commissariare tutti quei distretti socio-sanitari  che
  in questi anni non hanno prodotto risultati o quando hanno prodotto
  questi  risultati  non  li  hanno prodotti  a  favore  di  soggetti
  svantaggiati,  fragili e diversamente abili,  ma  spesso  li  hanno
  prodotti per favorire la cooperativa di turno.
   Veda,  anche  la  decisione che avete preso di dare  vita  ad  una
  programmazione  non  più  triennale, ma una programmazione  annuale
  credo che sia una cosa che non possiamo assolutamente accettare.
   Lei sa che sui soggetti diversamente abili e affetti da disabilità
  non possiamo pensare di fare un progetto di recupero annuale perché
  il  progetto di recupero annuale non ottiene nessuno dei  risultati
  sperati,   nel  senso  che  lei  lo  sa,  oggi  siamo   a   giugno,
  possibilmente  a  luglio  prepareranno  i  progetti,  poi  forse  a
  settembre individueranno la cooperativa, spero non amica, che andrà
  a gestire i servizi, partiranno ad ottobre, ma lei pensa che in tre
  mesi  noi siamo nelle condizioni di garantire a coloro i quali sono
  fragili  e  diversamente abili la possibilità di superare  le  loro
  difficoltà  e  avere  quindi  la possibilità  di  inserirsi  in  un
  contesto normale così, come dovrebbe essere. Così non sarà.
   Per  cui,  assessore, mi dichiaro insoddisfatto per una  serie  di
  ragioni,  non ultima il fatto che la programmazione deve  ritornare
  ad  essere  triennale,  non è possibile che la  programmazione  sia
  annuale, una programmazione annuale non otterrà mai i risultati che
  il  welfare  invece ci obbliga a raggiungere con una programmazione
  annuale,  non costringeremo mai il fondo nazionale delle  politiche
  ad   assegnare  alla  Regione  Sicilia  le  somme  necessarie   per
  consentire l'inserimento dei soggetti diversamente abili.
   Veda assessore, se noi ci presenteremo l'anno prossimo a maggio, a
  giugno  e andremo a bussare alle casse dello Stato per chiedere  il
  cofinanziamento della 328 saremo già in notevole ritardo, lo  Stato
  deve  sapere che per quanto riguarda le persone con disabilità,  in
  Sicilia,  abbiamo  bisogno, per il 2014, di 150   milioni  di  euro
  perché con 80 milioni di euro non potremo assolutamente fare fronte
  a  quelle  che  sono le necessità, che la stessa cosa  deve  essere
  fatta  per  il 2015, guai  pensare che possiamo dare  vita  ad  una
  programmazione annuale, questa ci porterà a sperperare  denaro,  ci
  porterà   a   non  consentire  l'inserimento  della   persona   con
  disabilità,  questo  costringerà una serie di  soggetti  che  hanno
  lavorato  in  questo  mondo  con grande  risultati   e  con  grande
  capacità a lasciare la nostra Terra e cercare occupazione  fuori  e
  alla  fine resteranno nella nostra Terra purtroppo coloro  i  quali
  sono  meno  bravi, coloro i quali non riescono ad avere un  mercato
  lavorativo  al  nord  Italia, coloro i quali pur  di  continuare  a
  vivere  sono  disposti  a lavorare qualche mese,  però  faremmo  un
  cattivo  servizio  ai  ragazzi e alle ragazze  diversamente  abili,
  faremmo  un  cattivo  servizio alle loro famiglie  e,  soprattutto,
  andremmo a sperperare le somme.
   Ecco perché, assessore, non posso che dichiararmi insoddisfatto  e
  con  l'invito però che le faccio, conoscendo la sua sensibilità,  a
  fare  in modo che gli uffici ritornino su questa loro idea  di  una
  programmazione annuale, sapendo che la programmazione annuale non è
  nelle condizioni di rispondere alle esigenze dei soggetti fragili e
  diversamente abili.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 45  Mantenimento in
  vita del protocollo di intesa e degli accordi con gli enti titolari
  di sportelli multifunzionali  a firma dell'onorevole Vinciullo.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche   sociali  e  il  lavoro,  premesso  che  gli   sportelli
  multifunzionali offrono principalmente servizi a soggetti in  cerca
  di  occupazione,  fornendo  loro informazioni  e  assistenza  sulle
  opportunità   lavorative   e  formative,  sulla   contrattualistica
  lavorativa  e  sulla compilazione di curricula vitae e  lettere  di
  presentazione;

   considerato che gli Sportelli Multifunzionali svolgono,  ormai  da
  anni,  i  loro  servizi  all'interno dei Centri  per  l'Impiego,  a
  seguito  di  protocolli d'intesa e accordi tra  gli  Enti  titolari
  degli Sportelli e i Direttori degli Uffici Provinciali;

   visto che:

   l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali  e
  del lavoro, il 14 novembre 2012, con una semplice comunicazione, ha
  disposto  l'invalidazione  di tutti  gli  accordi  e  i  protocolli
  d'intesa  tra  gli  Enti  titolari degli  Sportelli  e  gli  Uffici
  Provinciali,  disponendo che, a decorrere  dal  20  novembre  2012,
  tutti  gli  operatori  degli  Sportelli  Multifunzionali  avrebbero
  svolto il proprio lavoro nelle rispettive sedi di appartenenza;

   la   comunicazione  assessoriale  de  qua,  oltre  a   creare   un
  disservizio, mette a serio rischio il futuro di tutti gli operatori
  degli  Sportelli  Multifunzionali, che già da  oltre  10  mesi  non
  percepiscono stipendio;

   per  sapere  se non ritengano necessario rivedere il provvedimento
  de  quo,  al  fine  di non sopprimere un importante  servizio  come
  quello  svolto dagli operatori presso gli Sportelli Multifunzionali
  all'interno dei Centri per l'Impiego ed evitare, allo stesso tempo,
  di creare nuova disoccupazione.» (45)

   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor  Presidente, in riferimento  all'interrogazione  in
  oggetto,  si  forniscono  le  seguenti  informazioni  assunte   dal
  competente Dipartimento regionale per il Lavoro, trasmesse con nota
  prot. n. 19247 del 3 aprile 2013.
   Al riguardo si rappresenta che, a seguito di procedure ad evidenza
  pubblica con gli Avvisi n. 1 e n. 2 del 9 febbraio 2010, sono stati
  individuati gli Sportelli Multifunzionali quali organismi atti alla
  piena  attività di collaborazione con gli uffici del  lavoro  nella
  erogazione dei servizi per l'impiego.
   Per  tali  finalità sono state utilizzate le risorse a valere  sul
  FSE,  che richiede specifiche procedure in ordine sia alla gestione
  che alla rendicontazione delle attività.
   In  fase di controllo di secondo livello da parte dall'Autorità di
  Audit   sono  emersi  dei  rilievi  in  ordine  alle  modalità   di
  collaborazione, effettuate direttamente all'interno dei centri  per
  l'impiego, in quanto non in sintonia con le procedure previste  nei
  citati Avvisi 1 e 2.
   A  tal  proposito  si evidenzia che i protocolli  d'intesa  o  gli
  accordi,  di cui all'interrogazione di cui trattasi e in  relazione
  ai   quali   molti   Sportelli  Multifunzionali  operavano   ancora
  all'interno   dei   centri  per  l'impiego,   rappresentavano   una
  prosecuzione  di procedure antecedenti agli avvisi  pubblici  sopra
  indicati e al conseguente utilizzo di fondi comunitari.
   Appare  opportuno precisare che le comunicazioni,  di  cui  si  fa
  menzione  nell'interrogazione diramate il 14/11/2012, disposte  dal
  dipartimento  regionale  del lavoro sono  di  data  antecedente  al
  D.P.Reg.  n.  577  del  23/11/2012 di nomina  ad  assessore  e  del
  conferimento della delega all'Assessorato regionale della  famiglia
  e delle politiche sociali e del lavoro.
   In  ogni  caso,  trattasi di attività gestionale del  Dipartimento
  avviata  con la nota n. 30287 del 03/10/2012 dal Dirigente Generale
  del  dipartimento  regionale del lavoro,  scaturente  dla  rapporto
  dell'Autorità  di  Audit,  sul sistema  di  gestione  e  controllo,
  effettuata  nel  periodo  di riferimento  01/07/2011-30/06/2012.  A
  seguito  della citata nota del dirigente generale è stata  adottata
  la  nota  prot.  n. 7770 del 14/11/2012, riportata  nella  presente
  interrogazione,  predisposta dal dirigente del competente  Servizio
  del  Dipartimento  regionale del Lavoro, con la  quale  si  dispone
  l'invalidazione  di  tutti  i  protocolli  di  intesa  e/o  accordi
  stipulati  con  gli organismi titolari di Sportelli multifunzionali
  ed  inoltre  comunica  che, a seguito di  quanto  convenuto  con  i
  rappresentanti   degli   Sportelli  Multifunzionali,   gli   stessi
  avrebbero  svolto la loro attività di collaborazione con  i  Centri
  per l'Impiego dalle rispettive sedi di appartenenza.
   Al  fine di non inficiare l'intero progetto e di non incorrere  in
  possibili  decurtazioni  o  reoche dei finanziamenti  comunitari  è
  stato  necessario  rilevare l'invalidità dei protocolli  o  accordi
  esistenti.  Ciò non ha comportato la cessazione delle  attività  di
  collaborazione che proseguono regolarmente dalle rispettive sedi di
  lavoro  e  rispondono alla primaria finalità della  erogazione  dei
  servizi per l'impiego.
   E'  opportuno assicurare inoltre, che nessun disservizio  è  stato
  arrecato  agli  utenti  in considerazione della  efficace  rete  di
  comunicazione  telematica  e della condivisione  della  piattaforma
  informatica; sistemi che consentono agli operatori dei  centri  per
  l'impiego  e  degli  Sportelli Multifunzionali  una  contestuale  e
  immediata  presa  in  carico  degli  utenti  ed  erogazione   delle
  rispettive attività.
   Sulla regolare erogazione degli emolumenti da corrispondersi  agli
  operatori  degli Sportelli, il competente Dipartimento  Lavoro  sta
  procedendo  a  fornire i necessari chiarimenti, stante  che,  sulla
  base  dei  citati  Avvisi, l'Amministrazione  rimane  assolutamente
  estranea  ai  rapporti  di  lavoro  dei  singoli  dipendenti  degli
  organismi,     che     costituiscono    i    soli     interlocutori
  dell'amministrazione in virtù del positivo esito  di  procedure  di
  evidenza pubblica.
   Anche   a   seguito  delle  recenti  manifestazioni  e   richieste
  sindacali,  in  ordine alla risoluzione delle istanze  promosse  da
  tale  categoria di lavoratori, la complessiva vicenda è oggetto  di
  esame  del Governo, che ha già avviato sull'argomento un tavolo  di
  lavoro,   che  include  nello  specifico,  l'assessorato  regionale
  all'istruzione e formazione professionale.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  assessore, la tematica che avevo posto è di importanza fondamentale
  per  quanto  riguarda la possibilità che hanno i nostri giovani  in
  cerca   di  occupazione  di  potere  avere,  presso  gli  Sportelli
  Multifunzionali,  un aiuto per quanto riguarda il  loro  futuro,  a
  prescindere  quindi  dal  motivo  per  il  quale  questi  Sportelli
  Multifunzionali con avviso, come lei ha già ricordava, sono stati a
  suo tempo istituiti, ricorrendo però le finalità previste dai Fondi
  sociali  europei,  perché  è chiaro che ci  troviamo  di  fronte  a
  servizi  che  vengono rivolti a coloro i quali possono avere  anche
  meno  di  trentadue  anni, quindi rientrano nel  cosiddetto   piano
  delle  azioni  giovani ,  incluso nel PAC che  è  stato  depositato
  presso  il Ministero dell'economia e che prevede per la Sicilia  la
  possibilità     di     continuare     ad     utilizzare      questi
  quattrocentocinquantadue milioni di euro, il problema assessore,  è
  un  altro:  sappiamo che i lavoratori non hanno alcun  rapporto  di
  subordinazione  con  l'assessorato, però  correttamente  lavoravano
  all'interno  dei  Centri  per l'impiego  proprio  perché  erano  un
  supporto  importante e significativo per i nostri uffici periferici
  del suo assessorato che, come lei sa benissimo, non sempre hanno le
  persone e le competenze idonee per potere svolgere queste funzioni.
   Ora  il  problema per il quale mi dichiaro insoddisfatto è che  mi
  sarei  atteso da lei un'altra risposta, ossia se da parte  del  suo
  assessorato  c'è  la  volontà  di  proseguire  in  questa  attività
  altrimenti   cosa   si  fa,  andremo  a  chiudere   gli   Sportelli
  Multifunzionali all'interno dei centri? Utilizziamo  personale  che
  non ha competenze specifiche nel settore? Utilizziamo personale che
  già è insufficiente e non è nelle condizioni di potere espletare le
  funzioni   di  ufficio  perché  basta  andare  presso  gli   uffici
  periferici dell'assessorato e rendersi conto che quello  che  prima
  facevano in dieci adesso lo fanno solo in tre persone, dal  momento
  che  c'è  stata  questa riduzione così significativa  di  personale
  andato in pensione che non è stato mai sostituito e mai integrato?
   Bene,  io  credo  che su questa vicenda bisogna  ritornare   anche
  attraverso un passaggio con la Commissione Lavoro, in maniera  tale
  da  rendersi  conto  che la funzione che hanno esercitato  fino  ad
  adesso    gli    Sportelli   Multifunzionali   è    una    funzione
  importantissima,  non  derogabile,  non  rinunciabile  e   che   di
  conseguenza, essendo una funzione non derogabile, non rinunciabile,
  il  Governo  dovrà prendere atto di ciò, dovrà rendersi  conto  che
  comunque per almeno un altro biennio abbiamo la disponibilità delle
  somme  che  erano  state  accantonate,  così  come  l'ex  Direttore
  generale   Ludovico  Albert  è venuto a  spiegarci  in  Commissione
  Bilancio,  dobbiamo  di conseguenza utilizzare queste intelligenze,
  queste  capacità  e  queste competenze per far  sì  che  in  questo
  biennio  la  Sicilia  possa far decollare, fare  partire,  muoversi
  rispetto alla situazione di stasi e di palude in cui si trova.
   Credo   che  ogni  strumento  sia  importante   e  utile,  non   è
  licenziando queste persone o comunque togliendole dagli uffici  dei
  Centri per l'impiego che si risolve il problema, la possibilità che
  invece  dobbiamo avere è quella di assicurare a queste  persone  la
  possibilità  di  continuare  a lavorare  e  di  continuare  a  dare
  risposte,   magari   controllandole,  magari  chiedendo   ulteriori
  sacrifici,  chiedendo  ulteriori interventi, chiedendo  anche  loro
  stessi di specializzarsi ulteriormente, ma è certo che non possiamo
  assolutamente    pensare    di    chiudere     questi     Sportelli
  Multifunzionali.
   Per  questo assessore, a prescindere del ruolo di opposizione  che
  io ricopro, non posso che dichiararmi insoddisfatto.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 129  Iniziative per  il
  pagamento  dell'assicurazione obbligatorio per i  componenti  delle
  associazioni di volontariato.  a  firma dell'onorevole Falcone.
   Ne do lettura:

   «Al   Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  l'economia,
  all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il  lavoro  e
  all'Assessore  per  le  autonomie locali e  la  funzione  pubblica,
  premesso  che  la legge 11 agosto 1991, n. 266 - 'legge-quadro  sul
  volontariato',   all'art.  4  'Assicurazione  degli   aderenti   ad
  organizzazione  di  volontariato' stabilisce  al  comma  1  che  le
  organizzazioni   di  volontariato  debbono  assicurare   i   propri
  aderenti,  che  prestano  attività  di  volontariato,  contro   gli
  infortuni  e  le  malattie connessi allo svolgimento  dell'attività
  stessa, nonché per la responsabilità civile verso i terzi, al comma
  2,  che  con decreto del Ministero dell'industria, del commercio  e
  dell'artigianato, da emanarsi entro sei mesi dalle data di  entrata
  in   vigore  della  presente  legge,  sono  individuati  meccanismi
  assicurativi   semplificati,  con   polizze   anche   numeriche   o
  collettive, e sono disciplinati i relativi controlli;

   rilevato che la stessa legge, all'art. 15. 'Fondi speciali  presso
  le regioni' - prevede che gli enti di cui all'articolo 12, comma 1,
  del  decreto legislativo 20 novembre 1990, n. 356, devono prevedere
  nei  propri  statuti che una quota non inferiore ad un quindicesimo
  dei  propri  proventi, al netto    delle spese di  funzionamento  e
  dell'accantonamento di cui alla lettera d) del comma 1 dello stesso
  articolo  12,  venga destinata alla costituzione di fondi  speciali
  presso  le regioni al fine di istituire, per il tramite degli  enti
  locali,  centri di servizio a disposizione delle organizzazioni  di
  volontariato, e da queste gestiti, con la funzione di sostenerne  e
  qualificarne l'attività;

   considerato  che la Regione siciliana annualmente emana  un  bando
  per  la  erogazione  dei contributi utili per  il  pagamento  delle
  assicurazioni  obbligatorie di cui alla richiamata  legge  266  del
  1991;

   visto  che ad oggi le associazioni lamentano la mancata erogazione
  del contributo in questione;

   per  sapere  se  non ritengano opportuno attivare  ogni  possibile
  iniziativa  utile all'accelerazione del pagamento di  questi  oneri
  obbligatori  che,  per  le  associazioni  senza  fine   di   lucro,
  rappresentano un costo certamente non indifferente.» (129)

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor  Presidente, con riferimento all'interrogazione  in
  oggetto, si rappresenta quanto segue:
   Sull'argomento  dedotto  dall'onorevole  interrogante,   si   sono
  acquisite  con nota 6107 del 15 febbraio 2013, le informazioni  del
  competente servizio del dipartimento famiglia.
   Si  rappresenta  che l'obbligo di assicurazione per  gli  aderenti
  alle  organizzazioni  che  svolgono  attività  di  volontariato   è
  stabilito dall'articolo 4 della legge regionale n. 22 del 1994, che
  recepisce in ambito regionale la normativa nazionale.
   In  via  preliminare,  dall'esame  del  quadro  normativo  occorre
  rilevare che ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della citata  legge
  regionale  22/1994,  le  organizzazioni  di  volontariato   debbono
  assicurare ai propri aderenti che prestano attività di volontariato
  come  previsto dalla legge statale n. 266/1991. Pertanto tali oneri
  obbligatori  sono per legge posti a carico delle organizzazioni  di
  volontariato.
   L'articolo 16 della legge regionale citata invece prevede che alle
  organizzazioni di volontariato iscritte presso il registro generale
  l'Assessore regionale per gli enti locali, oggi famiglia, politiche
  sociali  e  lavoro  è  autorizzato a concedere un  contributo  fino
  all'80  per  cento  della  spesa  sostenuta  per  i  contratti   di
  assicurazione di cui all'articolo 4.
   A  copertura  delle spese previste per l'articolo  16,  era  stato
  istituito il capitolo di spesa 183708 con una dotazione iniziale di
  lire  900  milioni.  Con  decreto  assessoriale  n.  602  del  1997
  l'Assessore  pro-tempore ha disciplinato termini e  modalità  delle
  richieste  di contributo alle spese di assicurazione dei  volontari
  fissando in applicazione dell'articolo 6 la data di scadenza al  31
  luglio di ogni anno, con riferimento all'esercizio precedente.
   La  misura del contributo, con il tetto massimo dell'80 per  cento
  stabilito  dalla richiamata normativa regionale, veniva determinata
  annualmente ed in misura proporzionale tenendo conto delle  istanze
  pervenute e della disponibilità sul relativo capitolo di bilancio.
   Tale  disciplina  della procedura ha funzionato  regolarmente  sia
  pure  con una progressiva riduzione delle risorse disponibili  fino
  all'esercizio  2009, anno in cui è stato azzerato  lo  stanziamento
  previsto  in  bilancio, circostanza che ha comportato di  fatto  la
  perdita di efficacia della previsione di legge.
   In  precedenza,  il Dipartimento della famiglia,  delle  politiche
  sociali e del lavoro ha provveduto a reiterare la richiesta per  il
  rifinanziamento del contributo assicurativo anche in considerazione
  del  notevole  valore sociale dell'attività svolta  da  gran  parte
  delle  organizzazioni di volontariato e della  spesa  relativamente
  modesta, ma fino ad oggi tale richiesta non ha trovato accoglimento
  e il pertinente capitolo 183708 risulta oggi soppresso.
   Da  una  ricognizione  effettuata con il competente  servizio  del
  dipartimento famiglia e politiche sociali e lavoro, atteso  che  il
  numero delle organizzazioni iscritte al registro generale regionale
  del  volontariato negli ultimi anni è sensibilmente  aumentato  (n.
  1250  al  31/12/2012),  è  stato  stimato  che,  per  garantire  un
  contributo  alla  copertura delle spese di assicurazione,  entro  i
  limiti   della   soglia  massima  prevista  dalla   citata   norma,
  occorrerebbe una dotazione finanziaria per anno non inferiore a 300
  migliaia di euro.
   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Falcone   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   FALCONE. Signor Presidente, assessore, mi ritengo soddisfatto  per
  la  puntualità  con  cui l'Assessore ha, come dire,  richiamato  la
  parte  legislativa  circa  la  garanzia  di  questi  volontari  che
  svolgono,  come  lei  ha detto, assessore, una importante  funzione
  sociale, una meritoria funzione sociale.
   Devo  dire,  però,  che non sono altrettanto  soddisfatto  per  la
  copertura finanziaria che questo Governo ha voluto dare in sede  di
  formazione del bilancio.
   Ricordo  che  ho  presentato  un  emendamento  in  tal  senso  ma,
  purtroppo,  tale emendamento non è stato accolto,  sebbene  il  mio
  intervento  di  stasera non è un intervento politico, eventualmente
  vuole essere critico.
   Siccome  abbiamo anche un altro capitolo di bilancio  che  rientra
  nella rubrica della Presidenza, prego l'Assessore che si possa,  in
  sede  di  assestamento di bilancio - mi pare, anche se,  in  questi
  giorni, Presidente Venturino, non si sta parlando di problemi  veri
  ma stiamo soltanto riuniti in Aula per parlare di atti ispettivi  e
  basta ma, di fatto non stiamo legiferando e, questo non fa onore al
  Parlamento  Siciliano - sarà opportuno prevedere quella  cifra  che
  lei,  Assessore, ha detto ed   imputarla al capitolo 18.03,  37.06,
  al  fine  di poter venire incontro a questa esigenza, anche  perché
  se, malauguratamente, accadesse qualche problema - e ne accadono di
  incidenti,  di infortuni, a sé o a terzi - sarebbe chiaramente  una
  sventura.
   Sappiamo  tutti che, più volte, in più occasioni, ad esempio,  nel
  settore   degli   operatori  della  forestale,   che   appartengono
  all'ispettorato forestale, ai vari ispettorati forestali,  si  sono
  verificati dei problemi, vari infortuni, che hanno portato anche al
  decesso di alcuni operatori, di alcuni operai.
   Questo,  quindi,  significa venire incontro agli  operatori  della
  Protezione  civile,  delle associazioni di volontariato  che  fanno
  questo  tipo  di  attività soltanto per l'abnegazione  personale  e
  sociale.   Credo   sia   una  cosa  giusta,  legittima,   un   vero
  riconoscimento  e, come dire, di questo prego lei, Assessore  e  il
  Governo  tutto,  perché, nella prossima manovra finanziaria,  possa
  essere  data  copertura  finanziaria, al fine  di  poter  dare  una
  risposta concreta e, non soltanto così, verbale, ma auspico che sia
  concreta,  anche  a  queste aspettative che non sono  del  deputato
  interrogante   ma   sono  del  mondo  associativo   impegnato   nel
  volontariato e, specificatamente, nella Protezione civile.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Falcone.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Assenza e Milazzo  Giuseppe
  sono in congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


  Riprende lo svolgimento della rubrica  Famiglia, politiche sociali
                               e lavoro

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 148  Notizie  circa
  il mancato pagamento della cassa integrazione in deroga autorizzata
  per  i  lavoratori  licenziati della formazione  professionale ,  a
  firma  degli onorevoli Figuccia, Di Mauro, Federico Fiorenza, Greco
  Giovanni, Lombardo, Lo Sciuto, Picciolo.
   Ne do lettura:

    Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione   professionale,  premesso  che  l'intesa  istituzionale
  sottoscritta il 19 dicembre 2012, cui hanno preso parte il Ministro
  del  lavoro  Fornero ed Presidente della Regione on.  Crocetta,  ha
  individuato  risorse per 65 milioni di euro erogati dallo  Stato  a
  favore   della  Cassa  integrazione  in  deroga  per  i  lavoratori
  siciliani  colpiti  dalla  grave crisi occupazionale  in  atto  nei
  settori produttivi della nostra regione;

   il  risultato  dell'accordo, ha dichiarato allora  il   Presidente
  On.  Crocetta, permetterà immediatamente di avviare un  periodo  di
  tranquillità  nel  mondo  del  lavoro  nei  confronti  di  tutti  i
  lavoratori,   formazione  professionale  compresa,   che   potranno
  usufruire degli ammortizzatori sociali in deroga;

   considerato  che  rappresenta ormai una  grave  emergenza  sociale
  quella  che  interessa il personale degli enti  di  formazione  già
  colpito  dai  massicci  licenziamenti  disposti  nel  2012  ed   in
  particolare,  quello che riguarda il CEFOP, ente in amministrazione
  straordinaria  con  350 lavoratori licenziati; si  considerava  uno
  spiraglio  per queste famiglie l'utilizzo della cassa  integrazione
  in  deroga,  procedendo  tempestivamente ad inoltrare  all'INPS  la
  relativa domanda di ammissione al beneficio;

   rilavato  che ad oggi l'INPS ha bloccato i pagamenti  della  Cassa
  integrazione  in  deroga  autorizzata dal  Ministero,  sulla  base,
  sembrerebbe, di una non precisata circolare ministeriale, di  fatto
  inasprendo  il  disagio  sociale dei tanti lavoratori  del  settore
  della  formazione professionale, protagonisti oggi di una legittima
  forma  di protesta dinanzi ai cancelli dell'Istituto previdenziale,
  esausti  della  macelleria  sociale  di  cui  sono  ormai  oggetto,
  esasperati dall'assenza di risposte concrete;

   visto che la problematica ha ormai assunto i connotati di una vera
  e  propria  questione  sociale che interessa il  mondo  del  lavoro
  siciliano,   caratterizzato  unicamente   da   forme   diffuse   di
  precariato, prive di qualsivoglia garanzia di stabilità, a  cui  si
  aggiungono  fasce,  come  quella dei  lavoratori  della  formazione
  professionale, che vanno ad incrementare la grave crisi in corso;

   per sapere:

   le  ragioni  che  hanno determinato il blocco dei pagamenti  della
  cassa  integrazione in deroga per i lavoratori  del  settore  della
  formazione   professionale,  come  dal  Presidente  della   Regione
  annunciato  a  seguito dell'accordo istituzionale con il  Ministero
  del  Lavoro,  nell'ambito dei 65 milioni di  euro  stanziati  dallo
  Stato;

   se  non ritengano di intervenire tempestivamente presso il Governo
  nazionale  per rimuovere ogni possibile causa che abbia determinato
  tale  paralisi nei pagamenti e, nelle more, disporre in favore  del
  personale licenziato dal CEFOP l'anticipazione del pagamento  delle
  somme,  secondo  quanto previsto dall'articolo 1,  comma  2,  della
  legge regionale n. 10 del 7 giugno 2011 . (148)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  In  risposta  all'interrogazione in  oggetto  riguardo  al
  ritardo  del  pagamento  delle indennità di cassa  integrazione  in
  deroga anno 2012 in favore dei lavoratori del Cefop, si informa con
  l'ausilio   delle  notizie  assunte  dal  competente   Dipartimento
  regionale  del Lavoro, con nota protocolla n. 15216  del  15  marzo
  2013, che le disposizioni adottate dal Ministero del Lavoro e dalla
  Direzione  Generale INPS hanno disposto il pagamento,  sia  per  la
  mobilità  che  per la CIG in deroga competenza 2012,  solo  per  le
  prestazioni relativi a provvedimenti di concessioni pervenute entro
  il 31/12/2012.
   Le  Regioni  hanno fortemente contestato le citate  determinazioni
  che,  comunque,  risultano motivate dalla  chiusura  contabile  del
  progetto  di finanziamento degli ammortizzatori sociali in  deroga,
  con cofinanziamento del FSE, 2009/2012.
   Il  Dipartimento regionale del Lavoro, nei vari incontri  avvenuti
  sia  con  le  altre  Regioni che con il Ministero  del  Lavoro,  ha
  rappresentato  l'urgente  necessità  che  la  Direzione   Regionale
  dell'INPS venisse autorizzata ad erogare le indennità in argomento,
  anche  in considerazione dell'avvenuto versamento dell'intera quota
  di  cofinanziamento regionale e della rilevata disponibilità  delle
  risorse finanziarie a totale copertura delle istanze anno 2012.
   Le   continue  e  pressanti  interlocuzioni  di  cui  sopra  hanno
  determinato   l'impegno  formale  del  Ministero  del   Lavoro   di
  autorizzare  l'INPS,  a  riconoscere  l'erogazione  di  due   delle
  mensilità delle indennità maturate dal singolo lavoratore.
   Tale  impegno  ha  consentito il risultato, per i  lavoratori  del
  Cefop,  che  saranno  erogate le prime due mensilità,  rispetto  al
  periodo di mesi riconosciuto.
   Si  assicura,  comunque, di avere avviato e  di  proseguire  nelle
  interlocuzioni  dirette con il Ministero, al fine  di  ottenere  il
  regolare  versamento  all'INPS delle quote di  cofinanziamento  per
  tutte le mensilità e pervenire così ad una specifica autorizzazione
  al  pagamento di tutte le concessioni, di competenza  del  2012  ma
  formalizzate oltre il 31/12/2012, senza limite temporale.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Figuccia   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'Assessore.

   FIGUCCIA.  Onorevole  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessore,
  molto  puntuale  in  questo  suo riscontro  all'interrogazione.  In
  realtà,  non eravamo molto fiduciosi sul punto ma vedo che, invece,
  il Governo su questo è riuscito a trovare una soluzione, così come,
  con   riferimento  al  piano  di  zona  e  a  quella  che  è  tutta
  l'argomentazione che riguarda i distretti socio-sanitari.
   Bene,  quindi, rispetto alla riattivazione finalmente del  sistema
  integrato  informativo regionale; bene rispetto  alle  attività  di
  monitoraggio  e  valutazione che dovranno attivarsi  sui  Piani  di
  Zona,  evitando  soprattutto  che per  il  futuro  possano  esserci
  impegni di spesa che non vengono invece garantiti.
   Sono   della   stessa  idea  dell'onorevole  Vinciullo,   rispetto
  all'ipotesi  di  commissariare quei  Comuni  che  invece  risultano
  inadempienti,  rispetto  all'avvio delle  azioni,  perché  ci  sono
  diverse   azioni  in  tutti  i  55  distretti  socio-sanitari   del
  territorio regionale che, di fatto, ad oggi, non hanno avuto  alcun
  avvio.
   Volevo  approfittare di questo intervento per fare un  riferimento
  ad un altro aspetto. Proprio ieri - la delega rimane dell'Assessore
  -  ho  incontrato  casualmente un gruppo dei manifestanti  PIP  che
  stanno, da giorni, giustamente, assediando la sede della RAI.
   Proprio ieri, uno di loro si è sentito male e noi, ovviamente,  da
  parlamentari palermitani, questa cosa non possiamo non prenderla in
  considerazione.  Quello  che  loro  chiedono  è  che  si  vada   in
  abrogazione  dell'articolo 43, presentato  in  finanziaria,  perché
  quell'articolo,  di fatto, non solo li penalizza  ma  non  da  loro
  alcuna opportunità rispetto al futuro.
   Chiediamo  che  quei quattro milioni di euro, ovviamente,  possano
  essere  sbloccati  e  che, contestualmente, i  20  milioni  possano
  essere poi erogati rispetto all'accordo con lo Stato. Chiediamo che
  fine  abbia  fatto quell'impegno, preso a suo tempo dal Presidente,
  rispetto  all'erogazione di un assegno di  833  euro,  rispetto  al
  quale  ci  sembra  di capire che invece soluzioni  non  sono  state
  trovate.
   Chiediamo,  quindi,  che, dopo il primo gennaio,  vengano  trovate
  delle  soluzioni definitive, perché, in qualche modo, anche  questi
  lavoratori,   dopo  la  data  del  primo  gennaio,  possano   avere
  continuità  rispetto a quel lavoro. Siamo certi, però, che,  grazie
  alla  sensibilità  di alcuni assessori, questo Governo  riuscirà  a
  trovare una soluzione.
   Un'ultima cosa rispetto alla sensibilità del Governo la dico anche
  a  favore  del Presidente Crocetta, al quale va la mia  particolare
  stima,  in questi giorni, per non avere voluto partecipare a questa
  spettacolarizzazione a cui si è assistito in Sicilia. A Palermo, in
  modo particolare, abbiamo assistito a questa parata

   PRESIDENTE.  Onorevole Figuccia, le chiedo di dichiararsi  o  meno
  soddisfatto;  non  è  questo  l'argomento  dell'interrogazione.  La
  pregherei di attenersi all'argomento. Si ritiene soddisfatto  o  no
  della risposta del Governo?

   FIGUCCIA. Assolutamente sì.

   PRESIDENTE.  Allora  la ringrazio e la invito ad  accomodarsi  per
  poter proseguire con le interrogazioni.

   FIGUCCIA.  C'è  gente  che  non  ha voluto  scendere  allo  stesso
  compromesso a cui è sceso invece il sindaco di Palermo. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Figuccia. Pregherei  gli  onorevoli
  deputati di attenersi a quanto è iscritto all'ordine del giorno.
   Si passa all'interrogazione numero 215  Iniziative per rimpinguare
  il  capitolo di bilancio per favorire l'abbattimento delle barriere
  architettoniche  e far fronte al rimborso dei costi  sostenuti  dai
  soggetti  portatori di handicap , a firma degli onorevoli Vinciullo
  e Pogliese.
   Ne do lettura:

    Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  l'economia  e
  all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il  lavoro,
  premesso che la legge 9 gennaio 1989, n. 13, prevede interventi per
  favorire   il   superamento   e   l'eliminazione   delle   barriere
  architettoniche negli edifici privati;

   l'articolo 10 della medesima legge istituisce, presso il Ministero
  dei  lavori  pubblici, un fondo speciale per l'eliminazione  ed  il
  superamento delle barriere architettoniche degli edifici privati;

   il   suddetto  fondo  è  annualmente  ripartito  tra  le   regioni
  richiedenti,  in proporzione del fabbisogno indicato dalle  regioni
  stesse;

   preso  atto che le regioni ripartiranno le somme assegnate  tra  i
  comuni richiedenti;

   considerato  che la Regione siciliana, con l'art. 123 della  legge
  regionale  4  del  16/04/2003, ha recepito la normativa  nazionale,
  autorizzando l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
  lavoro  ad  erogare  i  relativi fondi in  favore  dei  comuni  per
  consentire  la liquidazione delle istanze presentate  dai  soggetti
  portatori  di handicap, riconosciuti invalidi secondo  l'ordine  di
  inserimento  nella  graduatoria regionale formata  ai  sensi  della
  richiamata legge 9 gennaio 1989, n. 13;

   tenuto conto che:

   nonostante l'importanza sociale della normativa di cui sopra e  le
  onerose spese affrontate dai portatori di handicap per eliminare le
  barriere architettoniche nelle loro residenze abitative, la Regione
  ha accumulato ritardi ingiustificabili nella liquidazione di quanto
  spettante agli aventi diritto;

   alla data odierna, devono ancora essere liquidate le richieste  di
  contributo  per  gli  anni  2009,  2010  e  2011,  arrecando  gravi
  difficoltà  a chi ha dovuto anticipare di tasca propria  gli  oneri
  per l'abbattimento delle barriere architettoniche;

   per  sapere se siano a conoscenza di quanto sopra esposto e se non
  ritengano   urgentissimo   ed   improcrastinabile   provvedere    a
  rifinanziare  il  capitolo di bilancio relativo  al  pagamento  dei
  contributi previsti dalla legge 13 del 1989 sull'abbattimento delle
  barriere  architettoniche negli edifici privati, al fine di  potere
  effettuare  la liquidazione delle domande inerenti gli  anni  2009,
  2010  e 20111 e consentire così ai disabili, già duramente colpiti,
  di  poter  riscuotere il relativo contributo, quanto mai necessario
  per  affrontare le gravi spese a cui sono soggetti,  alleviando  le
  loro sofferenze fisiche e psichiche . (215)

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
  all'interrogazione.

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Con  la  legge  regionale 9 gennaio  1989,  n.  13,  si  è
  introdotta la possibilità di erogare contributi per la eliminazione
  di   barriere  architettoniche  che  impediscono  la   mobilità   e
  l'utilizzazione  di  spazi  negli edifici  privati,  da  parte  dei
  soggetti  disabili  che  soffrono di ridotte  o  impedite  capacità
  motorie  o  visive  e  che  tale  politica  sociale  è  considerata
  attualmente una priorità nelle altre Regioni italiane.
   Tale  disciplina nazionale, in ambito della Regione  siciliana,  è
  stata  recepita con l'articolo 123 della legge regionale 4/2003  ed
  ha  consentito un sostegno alla disabilità, fino al 2006 attraverso
  apposite poste in bilancio sul capitolo 582801. Da allora,  non  ha
  più  trovato  copertura  finanziaria nel  bilancio  della  Regione,
  mentre, come riferito dagli Uffici, per gli anni 2007 e 2008, si  è
  attinto al Fondo delle autonomie locali.
   A  far  data dal 2009 e sino al 2012, il Dipartimento, in ossequio
  alla  normativa  vigente  in  materia, ha  redatto  le  graduatorie
  relative  ai contributi di che trattasi che, come è noto,  venivano
  erogati ai beneficiari finali per il tramite dei Comuni.
   Per  il  soddisfo di tali graduatorie, così come comunicato  dagli
  Uffici,   sarebbe   stata  necessaria  una  copertura   finanziaria
  complessiva,   per  il  quadriennio  2009/2012,   di   circa   euro
  5.100.000,00.  Inoltre, gli Uffici stimano un fabbisogno  di  circa
  duemilioni di euro per anno.
   Per  quanto sopra, è noto che, in fase di approvazione del disegno
  di  legge n. 69, sono stati presentati emendamenti governativi  per
  garantire  la copertura delle citate annualità, ma che  gli  stessi
  non  hanno  trovato  accoglimento, in sede  di  approvazione  della
  legge, per le conosciute difficoltà di bilancio.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
  dall'assessore.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,  so
  che il Governo e l'Assessore, in maniera particolare, facendo parte
  della  Commissione Bilancio, si è battuta perché venissero inserite
  almeno una parte di questi 5 milioni e cento, che servono per poter
  far  fronte  alle  graduatorie e a coloro che hanno  già  speso  le
  relative  somme per abbattere le barriere architettoniche  per  gli
  anni 2009-2010 e 2011.
   Questo, però, signor Assessore, non assolve assolutamente  il  suo
  Governo   dall'essere  rimasto  non  solo  indifferente  ma   anche
  impreparato di fronte a una difficoltà così importante.
   Come  lei  giustamente  ha  ricordato  e  come  io  avevo  chiesto
  nell'interrogazione cui lei ha risposto, ci troviamo  di  fronte  a
  una  situazione  veramente terribile. La Regione Sicilia,  infatti,
  che  pur, nel 2003, aveva legiferato con l'articolo 123 della legge
  regionale  4/2003, non è in grado, oggi, di assolvere a quelli  che
  sono  gli  impegni  che ha assunto negli anni con  tutti  coloro  i
  quali,  già  inseriti in graduatoria, hanno, ripeto,  tirato  fuori
  dalle  proprie tasche le somme necessarie per abbattere le barriere
  architettoniche. E, spesso, trattasi di soggetti che sono oltre che
  portatori di handicap, anche soggetti appartenenti a fasce  sociali
  deboli e molto povere.
   Per  cui, Assessore, ancora una volta, le confermo la mia  volontà
  di  sostenere in Commissione Bilancio la necessità, qualora lei  lo
  ritenesse  opportuno,  anche attraverso un  testo  legislativo,  di
  finanziare almeno i primi due anni, cioè 2009 e 2010.
   Andremo a dare risposte certe a chi soffre, a chi è in difficoltà,
  ai chi è in grave sofferenza, dal punto di vista fisico e dal punto
  di  vista  economico. Del resto, se, fino al 2011, cinquemilioni  e
  cento,  abbiamo 2012 e 2013 che, a due milioni ciascuno, sono oltre
  nove milioni di euro.
   Se  immaginiamo  un programma triennale ed andiamo ad  accantonare
  tre  milioni e mezzo di euro l'anno, nel giro di tre anni, potremmo
  fare fronte a quello che è il pregresso e, nello stesso tempo, dare
  il  giusto contributo a coloro i quali sono diventati nel frattempo
  diversamente  abili  o,  comunque,  hanno  avuto  la  necessità  di
  abbattere le barriere architettoniche per poter ritornare a casa la
  sera.
   Chi  non  è  in  grado  di abbattere le barriere  architettoniche,
  spesso, rimane prigioniero nella propria abitazione; non riesce più
  ad  uscire da casa con il risultato, anche dal punto di vista degli
  Enti  locali  e dell'ASP, che sono costretti, comunque,  ad  andare
  nell'abitazione  dei diversamente abili a prestare  loro  servizio,
  quando,   invece,   nel   caso  di  abbattimento   delle   barriere
  architettoniche,  i diversamente abili si potrebbero  recare  nelle
  strutture  delle ASP o dei Comuni, quindi, questo  avrebbe  per  la
  pubblica amministrazione un costo notevolmente ridotto.
   Qui, al solito è come quando ci troviamo di fronte al cane che  si
  morde  la  coda: abbiamo la necessità di ridurre i costi,  di  dare
  servizi,  di  mantenere gli impegni che con le leggi  che  emaniamo
  abbiamo, negli anni, assunto.
   Per  questo motivo, Assessore, comprendo il suo stato d'animo,  le
  difficoltà che lei giustamente ha evidenziato. Mi rendo  conto  che
  lei   si  affida  al  Parlamento;  credo  che  occorra  uno  scatto
  d'orgoglio  da  parte  di  tutta  la  deputazione,  opposizione   e
  maggioranza  insieme, affinché questo emendamento o, comunque,  una
  legge  sull'argomento  possa  essere immediatamente  approvata,  in
  maniera  tale da ridare la libertà a tanti diversamente abili  che,
  da anni, sono reclusi in casa senza aver commesso nulla.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione numero 230   Notizie  in
  merito alla amministrazione dell'IPAB Residence 'Salvatore Bellia -
  S.  Luigi  Gonzaga - Costanzo Cutore' di Paternò (CT) (Ex  Casa  di
  ospitalità Salvatore Bellia) , a firma dell'onorevole Oddo.
   Non  essendo  presente  in  Aula  il firmatario,  l'interrogazione
  numero  230  si  considera  presentata con  richiesta  di  risposta
  scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero  240   Chiarimenti  circa  il
  mancato pagamento dell'assegno mensile Caregiver ai malati di SLA ,
  a  firma  degli  onorevoli  Musumeci, Formica,  Currenti,  Ioppolo,
  Ruggirello.
   Non  essendo  presente  in  Aula  il firmatario,  l'interrogazione
  numero  240  si  considera  presentata con  richiesta  di  risposta
  scritta.
   Si passa all'interrogazione numero 270   Iniziative a tutela della
  privacy  degli  utenti  siciliani  di  Facebook ,  a  firma   degli
  onorevoli Vinciullo e Pogliese.
   Per  accordo tra le parti, si intende presentata con richiesta  di
  risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 332  Azioni per la continuità
  degli  interventi a favore delle persone con disabilità ,  a  firma
  degli onorevoli Vinciullo e Pogliese.
   Per  accordo tra le parti, si intende presentata con richiesta  di
  risposta scritta.
   Si passa all'interrogazione numero 354  Chiarimenti in merito alla
  graduatoria inerente il collocamento al lavoro dei disabili di  cui
  alla legge n. 68 del 1999 , a firma dell'onorevole Ferrandelli.
   Non  essendo  presente in Aula il firmatario, l'interrogazione  si
  considera presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione numero 402  Iniqua distribuzione  tra
  le  province siciliane delle risorse previste dalla legge regionale
  n. 3 del 3 gennaio 2012 , a firma dell'onorevole Vinciullo.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per la  famiglia,  le
  politiche  sociali  e  il  lavoro e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso che con la legge regionale n. 3/2012 sono state dettate le
  Norme per il contrasto e la prevenzione della violenza di genere;

   preso  atto  che sulla Gazzetta Ufficiale della Regione  Siciliana
  del  25  Gennaio 2013, sono stati pubblicati i decreti assessoriali
  nn.  2587  e 2588 di attuazione degli interventi programmati  dalla
  Legge  Regionale  n.  3  del 3 Gennaio 2012, mediante  assegnazione
  delle   risorse   stanziate   dalla  norma,   solo   ai   distretti
  sociosanitari di Palermo e Catania;

   considerato  che  le  somme a suo tempo  stanziate  per  tutta  la
  Regione  Siciliana  sono state destinate solo ed esclusivamente  ai
  Distretti socio-sanitari D16 e D42, comune capofila rispettivamente
  Catania e Palermo;

   considerato  altresì  che  la  suddetta  scelta  si  fonda   sulla
  considerazione errata e non rispondente al vero, secondo  la  quale
  quelli  individuati sono gli unici ambiti a livello  regionale  nel
  cui  territorio è concentrata contestualmente la presenza  di  Nodi
  della  Rete  di  relazioni di cui all'Avviso di  manifestazione  di
  interesse  per  l'adesione alla Rete di relazioni per  prevenire  e
  contrastare la violenza di genere (GURS 28/09/2012 n.  41  -  Parte
  Prima)  e  di  protocolli di rete locali, tra soggetti  pubblici  e
  privati, contro la violenza di genere;

   visto  che le risorse, per l'anno 2012, di prima attuazione  della
  legge,  riferite  agli  artt. 7, 8, 9 e 10 della  l.r.  n.  3/2012,
  nonché  quelle previste dall'art. 9 della L.R. n. 10/2003,  che  si
  prestano ad una collocazione unitaria, da destinare all'Azione 1  -
  Bando Multiazione, sono suddivise nel modo seguente:

   Distretto socio-sanitario            Comune Capofila
   Importo Assegnazione

   D16
   Catania                            222.500,00
   D42
   Palermo                            222.500,00

   Per un totale complessivo di 445.000,00.
   per sapere:

   quali  siano stati i metodi, i criteri e le considerazioni per  le
  quali  sono state mortificate tutte le associazioni di volontariato
  che si trovano nelle rimanenti sette provincie;

   se  siano a conoscenza che i Decreti Assessoriali citati siano  in
  aperto   contrasto   con  la  volontà  del  Parlamento   siciliano,
  considerato  che  lo  scrivente è stato il presentatore  del  primo
  disegno di legge, il relatore per l'Aula e colui che, a suo  tempo,
  firmò l'emendamento a favore del finanziamento della legge n. 3 del
  3/1/2012». (402)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
  all'interrogazione.

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.   In  risposta  all'interrogazione  di  cui  trattasi,   si
  riferisce, anche a seguito delle  notizie assunte con la nota 16370
  del  22  aprile  2013 dal competente Dipartimento  regionale  della
  famiglia  e  delle politiche sociali, che la Regione  siciliana  ha
  adottato  con  la legge regionale n. 3 del 2012 delle  disposizioni
  per il contrasto e la prevenzione della violenza di genere.
   Per  dare  attuazione  alle  iniziative  individuate  dalla  legge
  citata,   la   stessa   ha  previsto  delle  specifiche   dotazioni
  finanziarie,  purtroppo  insufficienti, a  supporto  delle  diverse
  linee di intervento.
   Tali  risorse finanziarie sono distinte nella legge per  specifica
  finalità,  riconducibili ai diversi articoli di legge.  Le  risorse
  finanziarie  imputate  nei  capitoli di  bilancio,  previste  dalla
  normativa,  sono  state  integrate con  un  ulteriore  stanziamento
  pertinente e utile alle iniziative individuate, previsto  ai  sensi
  dell'art. 9 della legge regionale n. 10/2003.
   Considerata  l'esiguità delle risorse assegnate e la necessità  di
  rispettare il dettato normativo, in linea con quanto deliberato dal
  Forum  permanente  contro  le molestie  e  la  violenza  di  genere
  (istituito  con il decreto assessoriale n. 2471 del  7/12/2012,  in
  attuazione  della deliberazione della Giunta regionale n.  275  del
  31.07.2012)  si  sono  destinate le risorse, stanziate  per  l'anno
  2012,  al finanziamento degli interventi capaci di sostenere  buone
  prassi nell'ambito del contrasto e della prevenzione della violenza
  di  genere  a livello di distretto socio-sanitario, con l'obiettivo
  di  elaborare dei prototipi di intervento replicabili su  tutto  il
  territorio    regionale   e   da   utilizzare   nella    successiva
  implementazione della legge regionale n. 3 del 2012.
   Tale  determinazione è scaturita anche dalla necessità  di  dovere
  impegnare  le  risorse finanziarie entro la chiusura dell'esercizio
  finanziario  2012.  In caso contrario, le stesse risorse  sarebbero
  andata  in  economia, con impossibilità di un successivo  utilizzo.
  Inoltre,  si  è garantita la corretta finalizzazione delle  risorse
  come disposto dalla normativa di riferimento.
   Inoltre  l'individuazione  dei Distretti  socio-sanitari  D16  con
  Comune capofila Catania e D42 con Comune capofila Palermo, ai quali
  destinare  le  risorse  è  stata  una  scelta  basata  su   criteri
  assolutamente oggettivi ed in particolare:
   - la presenza di Nodi della rete di relazioni di cui all'Avviso di
  manifestazione di interesse per l'adesione alla rete  di  relazioni
  per  prevenire e contrastare la violenza di genere (GURS n. 41  del
  28.09.2012).  Si rileva come si sia registrata, seppur in  modo non
  omogeneo, la presenza di Nodi su tutto il territorio regionale;
   -  la presenza di Protocolli di rete locali, tra soggetti pubblici
  e privati, contro la violenza di genere. Si rappresenta come, negli
  altri  ambiti territoriali, non si è registrata in modo contestuale
  la  presenza  di  tutti i soggetti interessati,  sia  pubblici  che
  privati, senza definire una modalità operativa condivisa;
   -  il riconoscimento da parte del Dipartimento Pari opportunità  -
  Presidenza del Consiglio dei Ministri, quali Ambiti territoriali di
  Rete della Rete nazionale antiviolenza individuati, quali territori
  pilota,  attraverso  i  seguenti indicatori: popolazione  residente
  divisa  per sesso, popolazione straniera residente, caratteristiche
  socio-economiche  della  popolazione e del territorio,  descrizione
  dei  progetti  più significativi realizzati contro  la  violenza  a
  donne   e  minori,  elenco  dei  servizi  presenti  nel  territorio
  (sociali, sanitari, forze dell'ordine).
   Tale  riconoscimento da parte del Dipartimento Pari opportunità  -
  Presidenza  del Consiglio dei Ministri, fino al 2012, si  è  potuto
  registrare solo per gli ambiti territoriali ricadenti nei Distretti
  socio-sanitari  D16 con comune capofila Catania e  D42  con  comune
  capofila Palermo.
   I  metodi,  i criteri e la considerazioni alle quali  si  è  fatto
  riferimento,  pertanto, appaiono rispettosi del  dettato  normativo
  basato  su  elementi  oggettivi nella scelta dei  Distretti  socio-
  sanitari coinvolti, senza alcun intento penalizzatore.
   Tra  l'altro,  le  opzioni  individuate  sono  state  valutate   e
  condivise dal Forum permanente contro le molestie e la violenza  di
  genere,   nel   cui   ambito   operano  rappresentanti   donne   di
  associazioni, di cooperative sociali e di organizzazioni sindacali,
  in  possesso  di comprovata esperienza nell'attività  di  contrasto
  alla  violenza  di genere, nel rispetto dell'art.  3  della  citata
  legge regionale n. 3 del 2012.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, è per
  dichiararmi assolutamente insoddisfatto della risposta che ella  ha
  voluto fornirmi.
   Per un semplice motivo: premesso che la legge l'ho fatta io e sono
  stato  io,  a suo tempo, che ha anche fatto approvare l'emendamento
  che  ha  stanziato le somme destinate alla legge contro la violenza
  alle  donne,  ad essere brutali, eravamo rimasti che  queste  somme
  dovevano  essere spalmate su tutti i nove distretti  socio-sanitari
  della  Sicilia. Anche perché non capisco per quale motivo le  donne
  di  Catania  o  di Palermo debbano avere la possibilità  di  potere
  usufruire di servizi che le donne violate a Siracusa,  Ragusa  o  a
  Messina invece non devono assolutamente avere.
   Un   comportamento   insensato  da  parte   dell'Assessorato,   un
  comportamento  ingiusto  e  un  comportamento  scriteriato  perché,
  premesso  che le somme per questo tipo di attività potevano  essere
  ulteriormente  integrate e le potevamo ulteriormente  trovare,  nel
  caso  in cui avessimo voluto veramente applicare la legge in  tutta
  la  Sicilia,  premesso che questo Governo che dice  di  guardare  i
  soggetti  fragili  e  diversamente abili, nella nuova  finanziaria,
  aveva tentato, ancora una volta, di ridurre le somme destinate alle
  donne  oggetto  di  violenza, assieme ai figli minori,  per  essere
  chiari, quello che non è sopportabile è che non è stato individuato
  nessun  criterio e nessun metodo attraverso il quale le somme  sono
  state assegnate come Comuni capofila Catania e come Comuni capofila
  Palermo.
   Non dico che non si potevano, alla fine, individuare due distretti
  socio-sanitari  pilota, come dice lei, ma quello che oggettivamente
  è  insopportabile,  assolutamente insopportabile  -  e  lo  ripeto,
  assolutamente insopportabile - è che non c'è stato nessun criterio.
   L'unico criterio qual è?
   Il  fatto  che  l'Assessore era di Catania, per cui  il  distretto
  socio-sanitario di Catania è stato individuato come distretto  dove
  potere spendere queste somme? E che poi, quando è arrivato lei, lei
  è di Palermo e, quindi, si è pensato di fare Catania in ossequio al
  vecchio Assessore e Palermo in ossequio al nuovo Assessore? Io  non
  credo che sia stato questo il criterio.
   E,  allora,  le  chiedo  e  ritornerò a chiederlo,  perché  rifarò
  l'interrogazione parlamentare, voglio sapere qual è il criterio che
  è  stato  adottato dal suo Assessorato nel ritenere  che  solo  due
  distretti  socio-sanitari, sia quello  di  Catania  sia  quello  di
  Palermo,  erano  nelle condizioni di potere intervenire  su  questa
  complessa e difficile materia, difficilissima materia, e che  altri
  distretti socio-sanitari non erano nelle condizioni di assolvere  a
  queste funzioni.
   Se  lei mi dirà che i due distretti socio-sanitari di Palermo e di
  Catania sono quelli più impegnati in progetti a favore delle  donne
  vittime  di  violenza e non è così; se lei mi dirà  che  quello  di
  Catania  e  di Palermo sono più impegnati in progetti a favore  dei
  figli delle donne oggetto di violenza e non è così; se lei mi  dirà
  che  i due distretti, nel passato, sono stati due distretti che  si
  sono  occupati, in maniera particolare, che le posso dire, di  case
  di accoglienza, di case per donne vittime di violenza e non è così,
  le  potrei  dire ok, ha fatto bene l'Assessorato alla  Famiglia  ad
  individuare questi due distretti. Non c'è, però, nessuna ragione al
  mondo  per  cui  due distretti che, spesso, si sono  disinteressati
  totalmente  di  questa  vicenda  abbiano  la  precedenza  su  altri
  distretti  - e non le dico quello di Siracusa - ma parlo  di  altri
  distretti  che, in questi anni, hanno fatto della lotta  contro  la
  violenza  sulle  donne  oggetto mirato  di  intervento  scrupoloso,
  attento,  anche  con  l'apertura  di  case  famiglia,  di  case  di
  accoglienza nei confronti delle donne oggetto di violenza.
   Assessore, queste sono quelle cose che fanno sì che i cittadini si
  allontanino  dalla politica, che i cittadini si convincano  che  la
  politica  non  esiste,  che esiste solo la cattiva  politica,  cioè
  quella  politica  che  fa solo gli interessi  di  parte,  solo  gli
  interessi di alcuni e trascura invece i più deboli.
   Mi  auguro che questo progetto sia partito e saremmo anche curiosi
  di capire cosa stanno facendo, ammesso che ne abbiano le competenze
  per  poter seguire questi due progetti. Ma nel caso in cui  fossero
  partiti  sarei  anche curioso di capire cosa stanno  facendo,  come
  stanno  spendendo queste somme, e soprattutto se  nelle  somme  che
  sono  state  stanziate nella nuova finanziaria del 2013 si  riterrà
  utile  continuare  ad  assegnare le somme a Catania  o  a  Palermo,
  oppure  si penserà di fare un bando a cui tutti i distretti  socio-
  sanitari  parteciperanno,  a cui tutti i  distretti  socio-sanitari
  diranno  cosa  vogliono  fare  e come  vogliono  intervenire,  come
  vogliono  tutelare le donne vittime di violenza. Perché,  vede,  di
  questi  interventi  così  ad  usum delphini,  avrebbero  detto  nel
  passato, noi non abbiamo cosa farne. Noi  abbiamo bisogno invece di
  interventi mirati, di interventi certi, di interventi che anche dal
  punto di vista legale possano essere sostenuti perché possiamo  ben
  dire,  tornando nella nostra città, io e Marika: vedi il  distretto
  socio-sanitario  di  Siracusa non è stato capace  di  elaborare  un
  progetto, siete degli ignorantoni, cambiate mestiere e invece altri
  sono stati capaci di farlo
   Perché se ciò non accade e quindi le somme vengono destinate  solo
  ed  esclusivamente per la provenienza dell'assessore, è chiaro  che
  nessuno  verrà  più  stimolato  a  fare  progetti,  nessuno   verrà
  stimolato  a competere, a concorrere in maniera tale che  si  diano
  risposte certe e adeguate al tipo di violenze insopportabili che le
  donne hanno subito.
   Mi  sembra assessore, glielo dico qui più con il cuore che con  la
  testa, che si sono volute nuovamente violare quelle donne che erano
  state  violentate, per cui ad alcune è stata data la possibilità  d
  essere  assistite  dal  distretto socio-sanitario  e  quindi  dalla
  Regione, e ad altri invece meno fortunati questa possibilità non  è
  stata data.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 440:  Notizie  circa  i
  ritardi  nel  pagamento  delle spettanze  ai  lavoratori  in  cassa
  integrazione Guadagni  a firma degli onorevoli Leanza ed altri.
   Non  essendo i firmatari presenti in Aula, l'interrogazione  testé
  annunziata si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'interpellanza n. 25  Notizie sulla mancata erogazione
  delle  somme  spettanti ai lavoratori per la mobilità in  deroga  e
  relativa al 2011  a firma degli onorevoli Musumeci ed altri.
   Non essendo i firmatari presenti in Aula, l'interpellanza decade.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'interpellanza  n. 32  Iniziative  per  il  puntuale
  rispetto  della legge n. 68 del 1999 sul collocamento  obbligatorio
  dei  disabili,  dei ciechi e dei sordomuti  a firma  dell'onorevole
  Ruggirello.
   Non   essendo   l'onorevole  interpellante   presente   in   Aula,
  l'interpellanza decade.
   Onorevoli   colleghi,   abbiamo   concluso   lo   svolgimento   di
  interrogazioni e di interpellanze iscritte all'ordine del giorno.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                  Discussione della mozione numero 71

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  della  mozione  Iniziative finalizzate  alla  modifica
  della  convenzione  stipulata dalla Regione siciliana  con  Sicilia
  Acque  spa  al  fine  di  ridurre la tariffa  del  servizio  idrico
  integrato  ai  cittadini  degli ambiti territoriali  ottimali ,   a
  firma degli onorevoli Firetto ed altri.
   Ne do lettura:

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   RICHIAMATA  la legge regionale n. 10 del 27/04/1999, art.  69,  di
  recepimento  della L. 36/1994 (legge Galli) nell'ordinamento  della
  Regione  Siciliana, la legge regionale n.9 del  31/05/2004  con  la
  quale  è  stato  messo in liquidazione l'Ente Acquedotti  Siciliani
  (EAS), la legge n. 152 del 2006 ed infine la legge n. 214 del  2011
  che  ha disposto il trasferimento all'Autorità per l'Energia e  per
  in  Gas (AEEG) delle funzioni precedentemente intestate all'Agenzia
  nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia d'acqua;

   PREMESSO CHE:

   il  giorno  20  aprile  2004  è stata  stipulata  tra  la  Regione
  siciliana  Assessorato  Regionale Lavori  Pubblici,  l'EAS  (  Ente
  Acquedotti      Siciliana)     e     la     società     affidataria
  Siciliacque,partecipata dalla Regione Siciliana, la convenzione per
  l'affidamento  in gestione per anni 40 degli schemi acquedottistici
  della  Sicilia e del relativo servizio di erogazione di  acqua  per
  uso idropotabile;

   ai  sensi dell'art. 13, comma 3 , è stato attribuito il diritto di
  fatturare ed incassare, oltre IVA, un prezzo di cessione dell'acqua
  pari  a 0,5681 /mc. rivalutato secondo i criteri previsti nel piano
  allegato  (Indice  Istat  consumo per  le  famiglie  di  operai  ed
  impiegati);

   il  prezzo  di  vendita  ai  gestori,  pubblici  o  privati,  oggi
  applicato per effetto della rivalutazione Istat è pari ad  0,682934
  /mc.  che  risulta corrispondente a circa 50% della  tariffa  media
  applicata  dai gestori pubblici o privati per effettuare  tutto  il
  servizio  idrico  integrato  ( distribuzione  dell'acqua,  servizio
  fognatura e depurazione);

   l'art.14   prevede  la  corresponsione  annuale  di   un   canone,
  rivalutabile   in  base  all'indice  Istat  prima   indicato,   per
  l'utilizzo delle opere e dei beni affidati in gestione;

   tale canone, come rilevabile dal bilancio di Siciliacque, ammonta,
  per l'anno 2011, ad . 6.074.298,00;

   CONSIDERATO CHE:

   il  canone  di  cui  all'art. 14 della convenzione  e  la  tariffa
  praticata   da   Siciliacque  non  trovano  giustificazioni   nella
  normativa  vigente che prevede, stante la peculiarità del  servizio
  (monopolio)  che  la tariffa di ogni segmento del  servizio  idrico
  integrato  debba  essere regolata secondo i metodi  previsti  dalla
  legge;

   sia  il  sistema  di regolazione vigente fino al 2011,  cosiddetto
  metodo  tariffario  normalizzato MTN, sia  il  vigente  sistema  di
  tariffazione metodo tariffario transitorio (MTT), prevedono la sola
  integrale  copertura  dei costi di esercizio e d'investimento,  con
  esclusione  di canoni impropri come il canone pagato da Siciliacque
  alla Regione siciliana;

   occorre  riportare  i contenuti della convenzione  già  citata  al
  rispetto delle norme vigenti escludendo il pagamento del canone che
  per  l'anno  2011  è  stato quantificato in 6.074.298,00  riducendo
  conseguentemente la tariffa applicata dal grossista Siciliacque  ai
  gestori,  pubblici o privati, del Servizio idrico  integrato.  Tale
  esclusione  comporterà l'applicazione ai cittadini,  da  parte  dei
  gestori del S.I.I , di una tariffa media ridotta del 15% circa,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   ad  attivarsi per la modica immediata della convenzione  stipulata
  dalla  Regione Siciliana con la società, partecipata dalla Regione,
  Siciliacque  annullando il disposto dell'art.14,  nella  parte  che
  disciplina  il canone, e, conseguentemente ridurre di pari  importo
  le tariffe praticate dal grossista Siciliacque». (71)

   GRASSO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor  Assessore,
  dalle interlocuzioni che abbiamo avuto con l'assessore Marino credo
  che  la  mozione  possa ritenersi superata perché mi  pare  che  il
  Governo stia presentando  un disegno di legge nel quale pare voglia
  recepire   quanto veniva sostanzialmente richiesto  nella  mozione.
  Per  cui, l'assessore Marino può esplicitare meglio se si procederà
  al  rinnovo  della  convenzione e quindi  ad  una  diminuzione  dei
  canoni.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore  per   maggiori
  chiarimenti.

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Signor Presidente, signori deputati, con la mozione n. 71 si chiede
  al  Governo  di rivisitare la convenzione stipulata fra la  Regione
  siciliana e Siciliacque nel 2004.
   Faccio  riferimento alla mozione, alla richiesta  di  annullamento
  dell'art. 14, nella parte in cui prevede la corresponsione da parte
  della  società  di un canone annuo alla Regione come  corrispettivo
  per  l'utilizzo delle infrastrutture del  sovrambito   affidate  in
  gestione a Siciliacque.
   Come è stato annunciato il 6 giugno 2013, la Giunta di Governo  ha
  approvato  il  disegno  di legge che disciplina  la  materia  delle
  risorse idriche.
   Dico subito che la possibilità di intervento sulla convenzione  va
  determinata solo in base alle norme operative, che in questo caso a
  seguito  della  declaratoria di acqua pubblica e  degli  esiti  del
  referendum   e   delle   sentenze  della  corte,   va   tenuto   in
  considerazione  proprio sotto quell'aspetto della  declaratoria  di
  acqua  pubblica,  perché  poi l'intera competenza,  trattandosi  di
  materia  di  diritto  civile, chiaramente  appartiene  allo  Stato.
  Pertanto,   le  possibilità  di  intervento  della  Regione   sulla
  convenzione  in  essere dipendono esattamente dalla possibilità  di
  individuare  eventuali  violazioni  nella  convenzione   di   norme
  imperative.
   Dico  subito  che per quanto riguarda il disegno di legge  che  da
  domani  verrà, appunto, discusso in sede della IV  Commissione,  il
  Governo ha individuato una norma che è l'articolo 9 riguardante  la
  convenzione  con Siciliacque che io vado a declinare  e  che  dovrà
  essere  chiaramente oggetto di discussione:  Gestione  del  sistema
  acquedottistico della Sicilia  e quindi servizio di  erogazione  di
  acqua  per  uso  idropotabile  entro  tre  mesi  con  decreto   del
  Presidente  della Regione su proposta dell'Assessore regionale  per
  l'energia e i servizi di pubblica utilità, tenuto conto degli esiti
  dei  referendum popolari, sono individuati i criteri e le  modalità
  per l'utilizzo delle acque da parte di Siciliacque S.p.A. e per  la
  consequenziale determinazione della relativa tariffa,  al  fine  di
  adeguarli al mutato quadro normativo statale dei principi  generali
  dell'ordinamento  giuridico diretti a garantire la  possibilità  di
  accesso,  secondo criteri di solidarietà, all'acqua in quanto  bene
  pubblico primario .
   Chiaramente  tale articolo dovrà essere oggetto di  discussione  e
  c'è  in atto anche una interlocuzione preventiva con il Commissario
  dello  Stato per evitare possibili impugnative. Sapete che già  una
  norma che riguardava il personale è sotto osservazione. Dicevo  che
  il  problema principale qui è di rimodulare la convenzione evitando
  possibili impugnative che sono appunto dietro l'angolo da parte del
  Commissario dello Stato.
   Dico  subito che da una nota si evince che secondo i nuovi calcoli
  della  tariffa si sarebbe dovuto aumentare la tariffa in favore  di
  Siciliacque.  Il  Dipartimento, diretto  dal  dott.  Lupo,  su  mia
  indicazione,  su  indicazione  cioè del  Governo,  ha  ritenuto  di
  bloccare la tariffa così com'è.
   Ora  posso  anche andare a sviluppare ulteriormente  il  contenuto
  della  mozione,  però  se  domani ci sarà già  una  discussione  in
  Commissione forse è ultroneo parlarne adesso.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  assessore, io volevo chiedere all'onorevole Firetto e a  tutti  gli
  altri  firmatari della legge, se fra le altre cose il  Governo  era
  favorevole,  di congelare la discussione di questa mozione,  perché
  mi  sembra  di  capire che questa mozione in questo momento  non  è
  proprio il caso di affrontarla.
   Certo  l'avessimo  discussa  il 21  marzo  l'avremmo  potuto  fare
  benissimo,  ma  dal momento che ci stiamo preparando  a  domani  ad
  iniziare la discussione sul disegno di legge per rendere nuovamente
  pubblica  l'acqua. Fra le altre cose, non vorremmo anche  assumerci
  responsabilità  che in questo momento non competono  all'Assemblea,
  dal  momento  che  comunque  domani  la  Commissione  comincerà   a
  discutere,  poi  di  qui a una quindicina di giorni  spero  che  il
  disegno di legge possa arrivare in aula.
   Quindi,  si tratterebbe di andare a fissare oggi dei paletti  che,
  tra  le  altre cose, con pochissimi deputati, siamo appena  dodici,
  quindi  non  credo una mozione del genere, possa, essere  discussa.
  Vero è che gli assenti hanno sempre torto, però io non credo che in
  questo  momento l'Assemblea possa pronunciarsi su una mozione  così
  importante  che  impegna  il Governo, per  cui  io  facevo  appello
  all'onorevole Firetto e agli altri deputati che l'hanno firmata  se
  si  può  rinviare, e il Presidente è d'accordo con il  Governo,  se
  possiamo  rinviare alla fase di approvazione del disegno di  legge,
  la  discussione di questa mozione che comunque è inerente  con  una
  vicenda che da qui a quindici giorni affronteremo in un'Aula  molto
  più gremita.

   PRESIDENTE.  Onorevole Firetto, essendo lei  il  primo  firmatario
  gradirei  sentire  qual  è la sua posizione circa  il  suggerimento
  appena espresso dall'onorevole Vinciullo.

   FIRETTO.  Signor  Presidente,  il  rinvio  proposto  dal   collega
  Vinciullo  mi  pare  sensato,  tanto più  che  era  programmata  la
  discussione anzitempo e molti deputati tra l'altro sono andati via,
  alcuni  attendevano solo la discussione di questa mozione, per  cui
  poiché  esiste un intervento organico  nel settore proposto con  un
  disegno di legge oramai madre che è quello del Governo che dovrebbe
  in  qualche  misura assorbire alcune iniziative di legge,  una  tra
  l'altro ha anche me come firmatario, mi parrebbe cosa opportuna che
  questa mozione fosse spostata al relativo dibattito che sarà  anche
  un  dibattito  dentro il quale dovremmo interrogarci non  solo  sul
  destino  organizzativo del sistema idrico regionale, ma  anche  sul
  tema  tariffario  che è certamente una di quelle vicende  sensibili
  che la Sicilia attende.

   PRESIDENTE.  Date  le  circostanze, rinvio  la  discussione  della
  mozione numero 71 alla prossima seduta d'Aula.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


       Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   CIANCIO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  dispiace  che
  sia  andata  via  l'Assessore perché volevo  fare  una  proposta  e
  chiederle  considerato che ora più che mai è necessario ottimizzare
  le   risorse   sia   umane  che  economiche,  considerato   che   è
  inaccettabile in questo momento non prevedere delle  misure  per  i
  disabili,  quindi  è inaccettabile che in un Paese  civile  non  ci
  siano  stanziate delle misure a sostegno delle categorie disagiate,
  e  considerato anche che abbiamo stanziato in finanziaria, anzi  la
  Giunta  ha  stanziato cinquanta milioni per i cantieri di servizio,
  volevo  proporre  all'Assessore di  prevedere  degli  interventi  a
  sostegno  proprio  dei disabili e quindi magari canalizzare  questi
  interventi  dei  cantieri di servizio, interventi  di  abbattimento
  delle  barriere  architettoniche, almeno se ci sono questi  risorse
  disponibili,  utilizziamole al meglio e utilizziamole  proprio  per
  dare un po' di respiro anche a queste categorie.

   CIRONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   CIRONE.  Signor  Presidente,  il mio  è  un  intervento  in   zona
  Cesarini', ma ho una curiosità che mi arrovella da qualche tempo  a
  questa parte.
   Presento  interrogazioni,  presento  qualche  mozione,  certo,  un
  novantesimo  tra  i  parlamentari  che  ci  sono  qui  presenti  in
  quest'Aula; hanno dei tempi, delle scadenze; ce ne sono alcune  che
  sono  state presentate gennaio, a fine marzo, alcune alla  fine  di
  aprile  di  quest'anno. Ma mi chiedo come mai non arrivino  mai  in
  Aula.  Probabilmente hanno un malessere per cui, non  so,  sono  le
  tartarughe   dell'Assemblea   regionale,   oppure   non    appaiono
  interessanti;  vi è qualcuno che le valuta a monte per  cui  ad  un
  certo  momento  si  fa  una  selezione  e  qui  invece  abbiamo  la
  possibilità  di  esaminare  interrogazioni  e  mozioni   di   altri
  colleghi
   E' un tema che voglio porre alla Presidenza dell'Assemblea per una
  questione di curiosità, se mi consente, signor Presidente, ma anche
  per  capire  come mi debbo regolare nel periodo a venire,  cioè  se
  vale  la pena ancora di presentare interrogazioni. Se varrà la pena
  ancora  di  presentare qualche mozione oppure, invece, ci  rinuncio
  perché comunque insomma l'Assemblea trova tempo per discutere altre
  cose. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie, onorevole Cirone. La voglio  tranquillizzare
  sul fatto che vale sempre la pena di presentare interrogazioni.  Ci
  mancherebbe altro.
   Per  quanto  riguarda la discussine in Aula, ciò dipende  da  come
  vengono   organizzati  i  lavori,  che,  come  lei  sa,   in   base
  all'articolo 98 ter del nostro Regolamento interno sono programmati
  dall'Assemblea secondo quello che è il metodo della programmazione.
   Io  penso che questo tipo di osservazione andrebbe fatta anche  al
  suo   Capogruppo   perché,  come  lei  sa,  l'ordine   del   giorno
  dell'Assemblea viene deciso in Conferenza dei presidenti dei gruppi
  parlamentari.
   La Presidenza prende atto della sua amarezza in relazione a quanto
  da  lei  dichiarato, però c'è un metodo, c'è un modo di approcciare
  alle  interrogazioni  e  questo tipo di  perplessità  probabilmente
  andrebbe  rivolta  -  ripeto - al suo capogruppo  che  in  sede  di
  Conferenza   di   capigruppo  dovrebbe  farsi  latore   delle   sue
  perplessità.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì,  26  giugno
  2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


       I   - Comunicazioni
      II   - Seguito della discussione della mozione:

         N. 71   -   Iniziative  finalizzate  alla  modifica  della
              convenzione  stipulata  dalla Regione  siciliana  con
              Siciliacque S.p.A. al fine di ridurre la tariffa  del
              servizio  idrico integrato ai cittadini degli  ambiti
              territoriali ottimali (ATO).

         (20 marzo 2013)

                                        FIRETTO - GRASSO - LEANZA -
                                               - LA  ROCCA RUVOLO -
                                             - LENTINI - SAMMARTINO

       III   -  Discussione unificata delle mozioni:

         N. 54  -  Interventi per ottenere il riconoscimento per la
              Sicilia dello status di zona franca.

         (6 marzo 2013)

                           SAMMARTINO - LEANZA - SUDANO - LENTINI -
                                                            NICOTRA

         N. 55  -  Iniziative per l'attivazione delle zone  franche
              urbane in Sicilia.

         (6 marzo 2013)

                              DIPASQUALE - DI GIACINTO - COLTRARO -
                            MALAFARINA - ODDO - CIACCIO - VENTURINO
                              - FOTI - PALMERI - MANGIACAVALLO - LA
                            ROCCA - SIRAGUSA - FERRERI - CAPPELLO -
                           CIANCIO - CANCELLERI - ZITO - ZAFARANA -
                            TRIZZINO - CIRONE - MARZIANO  - MILAZZO
                                                                 A.

       IV   - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
        Rubrica:  Energia e servizi di pubblica utilità .

                   La seduta è tolta alle ore 18.18

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

   ALLEGATO

                  Risposte scritte ad interrogazioni

             Rubrica «Beni culturali e Identità siciliana»

   TRIZZINO-CANCELLERI-CAPPELLO-FERRERI-ZITO-CIACCIO-CIANCIO-FOTI-
  LAROCCA-MANGIACAVALLO-PALMERI-SIRAGUSA-ZAFARANA-VENTURINO.  -   «Al
  Presidente  della  Regione, all'Assessore per i  beni  culturali  e
  l'identità   siciliana  e  all'Assessore  per   il   territorio   e
  l'ambiente, visti:

   le  Direttive  1979/409/CEE,  la 1992/43/CEE  e  la  2007/60/CE  e
  s.m.i.;

   il D.lgs. 42/2004 ed il D.lgs. 152/2006 e s.m.i.;

   la L.R. 71/1978 e s.m.i.;

   considerate:

   la  necessità di creare uno strumento territoriale che preveda  la
  sintesi  degli  interessi  in gioco nel  territorio  siciliano  con
  particolare  riferimento  alla tutela  del  paesaggio  nonché  agli
  interessi di sviluppo economico-regionali;

   l'insufficienza  di una struttura di governo del  territorio,  con
  particolare  riferimento alla prevenzione dei fenomeni di  dissesto
  idrogeologico;

   per  sapere  lo  stato di avanzamento del piano  Paesaggistico  ai
  sensi  degli  artt. 143 e 145 del D.lgs. 42/2004,  con  particolare
  riferimento alle misure di coordinamento con gli altri strumenti di
  programmazione del territorio e dei progetti di sviluppo economico,
  nonché le motivazioni che ne hanno impedito una rapida attuazione».
  (110)

   Risposta.  -  «Si  fa seguito all'interrogazione in  oggetto,  per
  fornire le risposte richieste.
   Il  Codice  dei Beni Culturali e del Paesaggio (art. 135)  concede
  alle  Regioni  la  facoltà  di opzione  tra  la  redazione  di  uno
  strumento a valenza urbanistico-territoriale e il Piano Paesistico,
  quest'ultimo disciplinato dall'art. della 1. 1497/39 e, in  assenza
  di  uno  strumento normativo specifico, non ancora  adottato  dalla
  regione  siciliana,  dal  r.d. 1357/40. Le Regioni  sottopongono  a
  specifica   normativa   d'uso   il   territorio   mediante    piani
  paesaggistici, ovvero piani urbanistico-territoriali con  specifica
  considerazione  dei valori paesaggistici, entrambi  denominati  dal
  Codice "piani paesaggistici".
   La  ripartizione delle competenze tra i rami della Amministrazione
  regionale chiamati a gestire e tutelare il territorio della Sicilia
  non  ha  consentito la redazione di Piani urbanistico  territoriali
  con  specifica considerazione dei valori paesistici,  ma  di  piani
  paesaggistici  che,  dalla doppia opzione offerta  dal  legislatore
  nazionale alle regioni, consente di dare attuazione alla previsione
  paesaggistica  in  senso  stretto,  lasciando  tuttavia  ovviamente
  impregiudicata la possibilità di redigere anche piani  territoriali
  di    coordinamento   aventi   precipuo   contenuto   territoriale-
  urbanistico, sia pure in un quadro che vede chiaramente distinte  e
  indipendenti previsioni di carattere urbanistico e norme di  tutela
  paesaggistica.    Nella    Regione    siciliana    l'organizzazione
  dell'Amministrazione  dei beni culturali è quella  derivante  dalla
  L.r.   116/80  e  dal  D.P.R.  805/75,  quest'ultimo  espressamente
  recepito  nell'ordinamento regionale in forza  dell'art.  13  della
  L.R. 80/77.
   La  tutela  del  paesaggio è dunque demandata all'Assessorato  dei
  Beni   Culturali  e  dell'identità  siciliana  e  ai  suoi   organi
  periferici  competenti per materia, le Soprintendenze,  di  cui  al
  D.P.R.  805/75.  A  questi Uffici è dunque  affidata  (art.  D.P.R.
  805/75) la tutela dei beni di cui alla legge 29 giugno 1939 n. 1497
  e successive modifiche e integrazioni, nonché di quelli contemplati
  da  leggi  speciali. Alla suddetta amministrazione rimane  pertanto
  attribuito  il compito di adottare il Piano Paesaggistico,  seppure
  nei  contenuti  ridefiniti  dal Codice dei  Beni  culturali  e  del
  paesaggio e fino alla emanazione di apposite disposizioni regionali
  art. 158 D.lgs 42/04, secondo il procedimento previsto dall'art.  5
  della L. 1497/39 e dal relativo regolamento di esecuzione.
   Il  Piano  Paesaggistico si articola secondo  norme  di  carattere
  prescrittivo o di indirizzo.
   Nei  territori dichiarati di pubblico interesse e per gli  effetti
  degli artt. 136 e 142 del codice nonché negli immobili e nelle aree
  tipizzati individuati dal Piano Paesaggistico, ai sensi della lett.
  C)   dell'art.  134  del  medesimo  Codice,  le  norme  del   Piano
  Paesaggistico hanno carattere prescrittivo.
   In  questi  territori i piani urbanistici redatti dalla  Provincia
  regionale  e  dai Comuni interessati e i regolamenti delle  riserve
  naturali  di  cui  all'art.  6 della L.R.  n.  98/81,  fatte  salve
  eventuali  norme  più  restrittive, i piani di  uso  delle  riserve
  naturali,  nonché tutti gli atti aventi carattere di programmazione
  sul  territorio  sono  tenuti a recepire  la  normativa  del  Piano
  Paesaggistico.
   La  normativa  ha  diretta  efficacia nei  confronti  di  tutti  i
  soggetti pubblici e privati che intraprendono opere suscettibili di
  produrre  alterazione dello stato dei luoghi con le limitazioni  di
  cui  all'art.  149  del  Codice. Tali opere  sono  sottoposte  alle
  procedure  e  alle  applicazioni di cui all'art.  146  del  Codice,
  comprese  le  disposizioni  di cui al  decreto  Assessore  ai  beni
  culturali  n. 9280 del 28.07.2006 e alla relativa circolare  n.  12
  del 20.04.2007, concernente gli interventi e/o le opere e carattere
  reale  per  le  quali  è  richiesta la relazione  paesaggistica  in
  attuazione del comma 3 del medesimo art. 146.
   In  queste  aree la Soprintendenza ai beni culturali e  Ambientali
  fonda,   mediante  il  Piano  Paesaggistico,  l'azione  di   tutela
  paesaggistico-ambientale e i provvedimenti in cui essa si concreta.
   Nei  territori  non soggetti a tutela ai sensi e per  gli  effetti
  delle   leggi  sopracitate,  il  piano  paesaggistico  vale   quale
  strumento   propositivo,  di  orientamento,  di  indirizzo   e   di
  conoscenza  per  la  pianificazione  territoriale  urbanistica   di
  livello  regionale  provinciale, per la pianificazione  urbanistica
  comunale   e   per  tutti  gli  altri  atti  aventi  carattere   di
  programmazione sul territorio dell'Ambito.
   Sia   le   prescrizioni   che   gli  indirizzi   programmatici   e
  pianificatori  contenuti  nel Piano Paesaggistico  dovranno  essere
  assunti   come   riferimento  prioritario  per  la   pianificazione
  provinciale e locale, che dovrà adeguarsi alle previsioni del Piano
  Paesaggistico, apportando agli strumenti urbanistici, entro 18 mesi
  dalla   data  di  pubblicazione  sulla  G.U.R.S.  del  decreto   di
  approvazione  del presente Piano, ai sensi dell'art. 145,  comma  4
  del  Codice,  le  modifiche  necessarie  per  renderli  coerenti  e
  rispondenti al Piano.
   In   attuazione   delle   Linee  Guida  del   Piano   Territoriale
  Paesaggistico Regionale, approvate con D.A. n. 6080 del 21.05.  999
  e  dell'Atto  di Indirizzo dell'Assessorato Regionale  per  i  Beni
  Culturali ed Ambientali e per la Pubblica Istruzione, adottato  con
  D.A.  n.  5820 dell'8/05/2002, l'Assessorato dei Beni  Culturali  e
  dell'Identità  siciliana  redige il Piano Paesaggistico  regionale,
  articolato secondo gli ambiti territoriali individuati dalle stesse
  Linee   Guida.  L'attività  di  pianificazione  procede   su   base
  provinciale,  corrispondente all'articolazione  territoriale  delle
  competenze delle Soprintendenze per i beni culturali e ambientali.
   A  seguito della istituzione nel settembre 2010 del servizio Piano
  paesaggistico regionale, articolato al suo interno nelle  due  U.O.
  responsabili della Sicilia occidentale (Val di Mazara) e di  quella
  della  orientale (Valdemone e Val di Noto), le attività  avviate  e
  condotte dalla nuova hanno riguardato la omogeneizzazione dei piani
  paesaggistici d'ambito redatti dalle soprintendenze BB.CC.AA.  alla
  metodologia  unica messa a punto dalla scrivente e funzionale  alla
  redazione di un unico Piano paesaggistico regionale.
   In  sintesi,  le  attività  condotte nel  periodo  sono  state  le
  seguenti:
   1.   adozione   del   Piano  paesaggistico  della   provincia   di
  Caltanissetta;
   2.  adozione del Piano paesaggistico dell'Ambito 9 della provincia
  di Messina;
   3. adozione del Piano paesaggistico della provincia di Ragusa;
   4.  raccolta e istruttoria delle osservazioni pervenute  al  Piano
  paesaggistico  della provincia di Caltanissetta, istruttoria  delle
  controdeduzioni al Piano nei ricorsi giurisdizionali;
   5.  raccolta e istruttoria delle osservazioni pervenute  al  Piano
  paesaggistico   della  provincia  di  Ragusa,   istruttoria   delle
  controdeduzioni al Piano nei ricorsi giurisdizionali;
   6.  redazione del rapporto ambientale propedeutico alla  procedura
  di verifica di assoggettabilità a VAS del Piano paesaggistico della
  provincia di Ragusa;
   7.   conclusione   delle  istruttorie  e  verifica   di   coerenza
  metodologica  e armonizzazione documentale e normativa  preliminare
  alla    concertazione   istituzionale   del   piano   paesaggistico
  dell'ambito 8 della provincia di Messina;
   8.   conclusione   delle  istruttorie  e  verifica   di   coerenza
  metodologica  e armonizzazione documentale e normativa  preliminare
  alla  concertazione  istituzionale del  piano  paesaggistico  degli
  ambiti 2 e 3 della provincia di Trapani;
   9.   conclusione  delle  istruttorie  e  verifica  degli  atti  di
  concertazione istituzionale del piano paesaggistico dell'arcipelago
  delle isole Pelagie;
   10.  conclusione  delle  istruttorie  e  verifica  degli  atti  di
  concertazione istituzionale del Piano paesaggistico della provincia
  di Siracusa;
   11.  conclusione  delle  istruttorie  e  verifica  degli  atti  di
  concertazione istituzionale del Piano paesaggistico della provincia
  di Agrigento;
   12.    conclusione   delle   istruttorie   e   parere   favorevole
  dell'Osservatorio  regionale  per la  Qualità  del  Paesaggio,  per
  l'adozione del Piano paesaggistico della provincia di Siracusa;
   13.   organizzazione   e   avvio  dei  tavoli   di   concertazione
  istituzionale  propedeutica all'adozione  dei  Piani  paesaggistici
  delle province dí Agrigento, Messina ambito 8, Trapani ambiti 2-3;
   14.   istruttoria   tecnica  e  avvio  della   fase   propedeutica
  all'adozione del P.P. della provincia di Siracusa;
   15.   organizzazione  e  gestione  dei  tavoli  di   concertazione
  istituzionale  propedeutica all'adozione  del  Piano  Paesaggistico
  della provincia di Siracusa;
   16. adozione del Piano paesaggistico della provincia di Siracusa;
   Secondo  l'articolazione in ambiti regionali su base  provinciale,
  pur  con  i  ritardi rispetto al crono programma per l'avvio  delle
  procedure  di  concertazione  ex  art.  144  del  Codice  dei  beni
  Culturali e del Paesaggio, D.lgs 42/04, derivanti dalla impugnativa
  al  TAR Catania del decreto di adozione del Piano paesaggistico  di
  Ragusa  e alla successiva sospensiva del CGA che ha determinato  il
  ripristino  della vigenza del Piano stesso. I contenziosi  in  sede
  giurisdizionale, che hanno riguardato anche i piani precedentemente
  e  successivamente  adottati, hanno determinato  a  loro  volta  la
  necessità  in via cautelare dell'avvio delle procedure di  Verifica
  di  assoggettabilità a VAS ai sensi dell'art. D.lgs 152/2006  e  la
  conseguente  redazione dei relativi rapporti ambientali preliminari
  alla verifica stessa.
   Con  la  sentenza del C.G.A. n. 811/12 depositata il  27/9/2012  è
  stata   restituita   piena   efficacia  amministrativa   all'azione
  pianificatoria, dirimendo definitivamente le questioni legate  alla
  V.A.S.   e  chiarendo  ancora  il  carattere  sovraordinato   della
  pianificazione paesaggistica rispetto a quella urbanistica.
   A  seguito della sentenza, è stato possibile, senza il rischio  di
  ulteriori  impugnative  che  provincia di  Agrigento,  di  Messina,
  ambito 9 e di Trapani, ambiti 2-3, per i quali sono determinate  le
  fasi  relative alla concertazione istituzionale con gli  EE.LL.  di
  cui all'art. 144 del Codice.
   In data 16 maggio 2013 il competente Osservatorio Regionale per la
  qualità  del  paesaggio -Speciale Commissione,  ha  esitato  parere
  favorevole  per l'adozione del Piano paesistico della provincia  di
  Agrigento.
   Le   attività  di  omogeneizzazione  e  armonizzazione  dei  Piani
  prodotti  dalle Soprintendenze sono state tutte avviate e  condotte
  coordinando  e  svolgendo  funzioni  di  segreteria  in  accordo  e
  sinergia con l'osservatorio regionale per la qualità del paesaggio-
  Speciale  commissione, cui sono attribuite le funzioni di cui  alla
  L. 1497/39 del relativo regolamento 1357/40.
   L'istruttoria   preliminare  condotte  sui  Piani  dei   territori
  rimanenti  -  province  di  Palermo,  Enna,  Catania,  consente  di
  affermare   che   l'intero  processo  di  avvio   delle   fasi   di
  concertazione istituzionale propedeutica all'adozione dei piani  su
  base  provinciale  possa concludersi entro i primi  otto  mesi  del
  2013.
   Con  l'auspicio di avere esaurientemente precisato il tema oggetto
  dell'interrogazione  rivolta,  si resta  a  disposizione  per  ogni
  chiarimento fosse ritenuto necessario».
   Con osservanza.

                                                    L'Assessore

                                                  Mariarita Sgarlata

                           Rubrica «Salute»

    MUSUMECI-IOPPOLO. - «Al Presidente della Regione e  all'Assessore
  regionale  per  la salute, premesso che il Distretto  Sanitario  di
  Giarre  comprende i Comuni di Giarre, Calatabiano,  Castiglione  di
  Sicilia,   Fiumefreddo,  Linguaglossa,  Mascali,  Milo,  Piedimonte
  Etneo,  Riposto e Sant'Alfio e che in esso risiede una  popolazione
  di circa 100.000 abitanti;

    il Distretto suddetto ha un presidio ospedaliero a Giarre;

    il  precedente  Piano  di rimodulazione della  rete  ospedaliera,
  approvato  con D.A. del 27 maggio 2003 prevedeva, per  il  Presidio
  ospedaliero di Giarre, un aumento dei posti letto per acuti da 70 a
  120  e  16 posti letto per lungodegenza, per un totale di 140 posti
  letto  a  cui  si aggiungevano 4 posti letto per terapia  intensiva
  rianimatoria;

    suddetto   Piano  non  trovava,  negli  anni  seguenti,  completa
  attuazione;

    con  Decreto Assessoriale del 14 novembre 2007 veniva  rimodulato
  il numero dei posti letto per acuti della rete ospedaliera pubblica
  e,  in  particolare, per il presidio ospedaliero di  Giarre  veniva
  prevista una decurtazione a 92 posti letto;

    con  D.A.  del  25  maggio  2010 veniva approvato  il  'Riordino,
  razionalizzazione   e  riconversione  della  rete   ospedaliera   e
  territoriale dell'A.S.P. di Catania' con il quale, alla luce  delle
  intervenute   disposizioni  normative  statali  e   regionali,   si
  rideterminavano i posti letto della rete ospedaliera;

    con suddetto ultimo decreto, veniva istituito, tra gli altri,  il
  Distretto ospedaliero 1, comprendente gli stabilimenti di Giarre  e
  Acireale  e,  per  quanto riguarda il presidio di Giarre,  venivano
  previsti  101  posti letto per acuti e 16 per lungodegenza  per  un
  totale di 117 posti letto;

    numerose,  in  questi  anni,  sono  state  le  richieste  formali
  indirizzate  all'Assessore  regionale  per  la  salute,  nonché  al
  Presidente  della Regione siciliana e alla Commissione parlamentare
  competente  da parte del Comune di Giarre e degli altri Comuni  del
  Distretto  sanitario e le interrogazioni parlamentari a  firma  del
  sottoscritto,  intese,  da  un lato a  segnalare  la  non  completa
  applicazione  di quanto previsto, di volta in volta,  dai  suddetti
  decreti  assessoriali di rimodulazione della rete ospedaliera,  sin
  da  quello  del  2003,  dall'altro a  sollecitare,  per  l'appunto,
  l'applicazione e l'osservanza di quanto stabilito;

    in particolare viene segnalato  dalle amministrazioni locali che:
  1)  dei 101 posti letto per acuti ne risultano attivati solo 51; 2)
  non  risultano attivati i reparti di neurologia e lungodegenza e  8
  posti  letto  di  cardiologia;  3)  il  Pronto  Soccorso  versa  in
  condizioni assai precarie non essendo attive o operanti 24  ore  su
  24  una  guardia  di  radiologia, l'anestesia,  il  laboratorio  di
  analisi e quello di cardiologia;

    si  registra, quindi,  un progressivo depauperamento dei reparti,
  delle   risorse  tecniche,  strumentali  ed  umane   del   presidio
  ospedaliero di Giarre;

    considerato  che la specifica posizione geografica  dell'ospedale
  di  Giarre,  baricentrica rispetto ai comuni jonici e  pedemontani,
  strategica  nell'ambito  di  un  comprensorio  sanitario  di  circa
  100.000 abitanti (molti di più nel lungo periodo estivo, stante  la
  vocazione turistica del territorio), impone il potenziamento  della
  necessaria  struttura  nosocomiale, anche sotto  il  profilo  delle
  prestazioni  chirurgiche caratterizzate, assai spesso, dall'aspetto
  della emergenza-urgenza;

    per   sapere   quali  provvedimenti,  urgenti  ed  indifferibili,
  intendano  assumere in ordine al presidio ospedaliero di Giarre  al
  fine di:

    1) dare piena attuazione al Piano della rete ospedaliera vigente,
  attivando  i  posti  letto ivi previsti, in particolare  quelli  di
  cardiologia e i reparti di neurologia e lungodegenza;

    2)  potenziare  e  rendere  pienamente funzionale  ed  efficiente
  almeno  il Pronto Soccorso, dotandolo delle indispensabili  risorse
  strumentali ed umane». (286)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

    Risposta.  -   «In  riscontro all'interrogazione  specificata  in
  oggetto con la quale si chiedono chiarimenti circa la mancata piena
  attuazione  del  piano  di  riordino  della  rete  ospedaliera  con
  riferimento  al  presidio ospedaliero di Giarre  (CT),  si  precisa
  quanto segue.
    Preliminarmente   si  rappresenta  che  questo   Assessorato   ha
  proceduto  alla revisione della rete ospedaliera in attuazione  del
  D.A.  15 giugno 2009 n. 1150, recante  Indirizzi e criteri  per  il
  riordino,  la  rifunzionalizzazione e la riconversione  della  rete
  ospedaliera  e  territoriale  regionale ,  con  il  quale  è  stato
  definito il quadro complessivo della dotazione di posti e le regole
  per il governo del sistema ospedaliero regionale.
    Il  processo  di  razionalizzazione delle  prestazioni  sanitarie
  ospedaliere,   con   l'obiettivo   di   spostare   il    baricentro
  dall'ospedale al territorio, ha portato ad elevare la  qualità  dei
  servizi offerti e l'efficienza nella loro erogazione e ad adeguare,
  tendenzialmente,  il tasso di ospedalizzazione  che  era  più  alto
  rispetto alla media nazionale.
    Nella  prima fase del processo è stato definito il fabbisogno  di
  posti letto per acuti, riabilitazione post acuzie e lungodegenza.
    Conseguentemente  la  rimodulazione  della  rete  ospedaliera  ha
  comportato  la  variazione del numero dei  posti  letto  di  alcune
  discipline, in rapporto all'effettivo fabbisogno rilevato nonché il
  raggiungimento,  in termini percentuali, della  dotazione  di  3,87
  posti  letto per mille abitanti, di cui 3,22 per acuti  e 0,65  per
  riabilitazione e lungodegenza, andando dunque incontro ai parametri
  introdotti  dal  l'Intesa del 3 dicembre 2009 tra  il  Governo,  le
  Regioni  e  le Province autonome di Trento e di Bolzano concernente
  il nuovo Patto per la salute per gli anni 2010-2012.
    Tuttavia la riduzione dei posti letto non ha costituito  da  sola
  la  risposta  all'obiettivo di revisione dell'assistenza  sanitaria
  regionale,  il  cui  scopo principale è stato quello  di  garantire
  sicurezza  e  appropriatezza  delle  prestazioni  ed  efficacia   e
  economicità del sistema.
    Gli  obiettivi individuati per il completamento del  processo  di
  riorganizzazione della rete ospedaliera, fanno infatti  riferimento
  a:
      ·Analisi della domanda e rimodulazione dell'offerta.
  ·Riduzione del numero di posti letto ospedalieri per acuti e del
  numero delle Unità Operative Complesse (UOC) e Semplici (UOS).
  ·Individuazione delle strutture in cui disattivare le funzioni di
  ricovero per acuti duplicate.
  ·Trasferimento di prestazioni ospedaliere ad alto rischio di in
  appropriatezza verso forme di assistenza alternative al ricovero
  (ciò ha determinato il progressivo allineamento del tasso di
  ospedalizzazione dal valore di 202,59 x 1000 abitanti [Dati SDO
  anno 2009] ai parametri nazionali [180 x1000 abitanti].
    Oggi  è  peraltro  in  corso un'ulteriore  revisione  della  rete
  ospedaliera,  secondo  i  parametri  fissati  dal  D.L.   6/07/2012
  convertito  con modificazioni dalla legge 7/08/2012 n.  135  e  dal
  regolamento  attuativo,  basati   sull'assistenza  organizzata  per
  intensità assistenziale e non più per patologia.
      I nuovi standard fissati dalla legge prevedono 3,7 p.l. x  1000
  abitanti  ed  un  tasso di sospedalizzazione  pari  a  160  x  1000
  abitanti.
    In  linea  di  indirizzo la bozza di regolamento, attualmente  in
  discussione  a  livello ministeriale, stabilisce tre  tipologie  di
  strutture ospedaliere in ordine di complessità:
         ·Presidi di base
  ·Presidi di I livello, sede di DEA di I livello
  ·Presidi di II livello, dotati di strutture di DEA di II livello
    La  bozza  definisce con quali modalità sarà possibile  rientrare
  negli   standard  fissati  dalla  legge  che,  innanzitutto,   sono
  conseguibili  intervenendo sull'indice  di  occupazione  dei  posti
  letto  che  deve attestarsi su valori del 90% e sulla durata  media
  della degenza per i ricoveri ordinari che dovranno essere inferiori
  ai 7 giorni.
    Definisce anche il percorso di applicazione: identificazione  del
  fabbisogno  di  prestazioni  ospedaliere,  il  calcolo  del  numero
  corrispondente di posti letto pubblici e privati, il disegno  della
  rete ospedaliera pubblica e privata.
    Inoltre  la prevista introduzione di una soglia di volumi  minimi
  comporterà anche una riduzione delle strutture complesse.
    Volumi  ed  esiti serviranno a monitorare e valutare le strutture
  ai  fini  della  riorganizzazione;  elementi  determinanti  saranno
  pertanto   i   volumi   di  attività  per  specifici   processi   e
  l'appropriatezza dei ricoveri e delle prestazioni.
    Da  quanto sopra emerge che il Sistema sanitario regionale  è  in
  fase  di  profonda revisione e pertanto le osservazioni  dell'On.le
  interrogante  potranno essere valutate in sede  di  riordino  della
  rete e sulla base dei criteri sopra enunciati».

                                                    L'Assessore
                                             Dr.ssa Lucia Borsellino

    FALCONE.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute,  premesso che è dal 31 gennaio 2008, data  nella  quale  il
  Ministero  della Salute ha ammesso a finanziamento la realizzazione
  dell'ospedale San Marco che i cittadini della Provincia di  Catania
  aspettano l'inaugurazione dell'avveniristico ospedale, un  progetto
  per  il  quale  era nelle intenzioni del Governo precedente  che  i
  lavori sarebbero dovuto durare 38 mesi, con la conseguente apertura
  il 31 marzo 2011;

    considerato che anche a causa, per alcuni casi come il  presente,
  della  discutibile  rimodulazione  dei  posti  letto  si  è  dovuto
  riprogettare uno dei padiglioni e che a motivo di ciò i lavori sono
  ripartiti soltanto da poco, con uno stop di ben 24 mesi;

    visto  che il nuovo ospedale rappresenta, per la città di Catania
  ed  il  suo hinterland uno strategico presidio di salute e  la  sua
  apertura,  oltre  a  consentire  l'accrescimento  dei  livelli   di
  assistenza sanitaria, consentirà l'abbattimento delle lunghe  liste
  di attesa per le prestazioni specialistiche;

    rilevato che l'ipotesi di edificazione di un nuovo ospedale nella
  periferia sud di Catania era già stata avanzata nel lontano 1986  e
  che,  a  distanza  di ben 27 anni, non è più consentito  ad  alcuno
  accettare politiche dilatorie;

    per sapere:

    quali siano le cause ostative alla conclusione dei lavori;

    se  sussista  la certezza sulla copertura finanziaria  sia  delle
  opere che delle attrezzature mediche e degli arredamenti;

    se  non ritengano opportuno avviare un monitoraggio costante  dei
  lavori necessari per la sua ultimazione ponendo in essere tutti gli
  interventi utili a rimuovere ogni ulteriore ostacolo». (610)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

    Risposta.   -   «In  riscontro  all'interrogazione   in   oggetto
  specificata  con la quale si chiedono chiarimenti  in  merito  alla
  realizzazione del Nuovo Ospedale in Librino di Catania, si  precisa
  quanto segue.
    Il progetto originale prevedeva la costruzione del nuovo Ospedale
  di  Catania in Librino unitamente alla realizzazione del Centro  di
  Eccellenza Ortopedico da eseguire con il concorso di più  fonti  di
  finanziamento: F.S.N., Art. 71 L. 448/98, APQ Sanità,  Art.  20  L.
  67/88.
    Con  deliberazione n.339 del 24 luglio 2008, previa  acquisizione
  di tutti i pareri di rito rilasciati dagli Enti competenti  è stato
  approvato  il  progetto esecutivo per un importo complessivo  di
  151.771.946,70,  l'appalto è stato aggiudicato  alla  Ditta  UNITER
  Consorzio   Stabile   a  r.l,  per  l'importo  complessivo   di
  125.274.946,70 oltre IVA, chiavi in mano; in data 28 luglio 2008  è
  stato  stipulato  il  contratto ed in  data  11  settembre  2008  è
  avvenuta la consegna dei lavori all'impresa esecutrice.
    Il  progetto esecutivo  prevedeva la realizzazione di  720 posti-
  letto,  di cui 560 per l'ospedale e 160 per il centro di eccellenza
  ortopedico.  Mentre  le Fondazioni per la gestione  dei  Centri  di
  eccellenza    a   suo  tempo  costituite  venivano   soppresse,   è
  intervenuta la L.R. 14 aprile 2009 n. 5 di riordino del S.S.R.  che
  ha disposto, nell'ottica della riconversione e rifunzionalizzazione
  della  rete ospedaliera siciliana, l'accorpamento in unica  Azienda
  Ospedaliera Universitaria dell'A. O.U. Policlinico  G. Rodolico   e
  dell'  A.  O.  Vittorio Emanuele - Ferrarotto -  S.  Bambino  e  la
  rimodulazione  e  riduzione dei posti letto  a  complessivi  1.050,
  secondo  criteri  di  appropriatezza  delle  prestazioni  sanitarie
  indicati in seno al Piano di Rientro ed il successivo D.A. n.  1150
  del  15  giugno  2009    Indirizzi e criteri per  il  riordino,  la
  rifunzionalizzazione e la riconversione della  rete  ospedaliera  e
  territoriale  regionale ; conseguentemente  è  stato  approvato  il
  piano  di  rimodulazione dei posti letto per  l'A.O.U.  Policlinico
  Vittorio Emanuele di Catania, con la riduzione del numero dei posti
  letto.
    In virtù della sopravvenuta normativa e della sensibile riduzione
  di  posti-letto, si è palesata la necessità di un ridimensionamento
  ovvero  un  adeguamento dell'opera alle nuove  e  diverse  esigenze
  dell'Azienda  che  ha  dato  luogo ad  una  rideterminazione  delle
  funzioni e delle aree dipartimentali e la cui incidenza esigeva  la
  modifica  del  progetto  originario, per tener  conto  della  nuova
  parziale  diversa destinazione e distribuzione dei  dipartimenti  e
  delle strutture;
    Tali  esigenze hanno dato luogo alla redazione di una perizia  di
  variante, anche per la riduzione dei posti letto a complessivi 458,
  già  oggetto  di parere preventivo da parte dell'Assessorato  della
  Salute   (prot.   n.45708  del  11  novembre2010  Servizio   4    -
  Programmazione Ospedaliera). La perizia ha acquisito tutti i  visti
  preliminari di rito ed è stata approvata in Conferenza  di  Servizi
  (Comune,  Genio  Civile,  Comando Provinciale  dei  VV.F.,  ASP  di
  Catania)  con verbali del 26 aprile 2012 e 28 settembre  2012,  dal
  R.U.P.  il 15 ottobre 2012 ed amministrativamente con deliberazione
  aziendale n. 1324 del 17 ottobre 2012;
    Per  quanto concerne i tempi di realizzazione, i lavori  eseguiti
  risultano  in  linea  con  il nuovo crono programma  di  perizia  e
  l'ultimazione dei lavori, giusta atto aggiuntivo, è prevista per il
  30 marzo 2014;
    L'esecuzione  del contratto appaltato prevede tutta la  fornitura
  impiantistica  e  gli  arredi  già inseriti  in  progetto,  essendo
  l'esecuzione dello stesso chiavi in mano e quindi completo in  ogni
  sua esigenza per la funzionalità e l'attivazione;
    Si precisa che  i lavori sono in avanzatissima fase di esecuzione
  e  gli  aspetti relativi all'intervento sono seguiti e  monitorati,
  per  le  rispettive  competenze, dal Servizio 3  -  Gestione  degli
  Investimenti   di   questo  Dipartimento,  che   si   occupa   pure
  dell'erogazione    delle   risorse,   nonché    dal    Dipartimento
  Infrastrutture Mobilità e Trasporti  - Servizio 15 , al quale vanno
  inviati  tutti  atti  per  i dovuti compiti  di  vigilanza  e  che,
  ricevuti gli atti inerenti la perizia di variante in argomento, con
  nota  n.  114288 del 19 dicembre 2012 ha preso atto della procedura
  senza formulare alcuna  osservazione.
    Per   quanto  concerne  l'aspetto  contabile  si  ritiene   utile
  evidenziare che per l'esecuzione delle opere le somme erogate  fino
  al  mese  di Marzo 2013 ammontano a   89.361.251,86, per lavori  al
  28   S.A.L.,  oneri  tecnici ed ancora     8.567.373,55  per  oneri
  espropriativi, comprensivi di spese notarili, imposta  di  registro
  ecc..  e  che  le  somme  finanziate sono,  anche  in  virtù  della
  tipologia dell'appalto, sufficienti al completamento delle opere».

                                                 L'Assessore
                                           Dr.ssa Lucia Borsellino