Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 52 di mercoledì 26 giugno 2013
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   PRESIDENTE.  Avverto  che  del  processo  verbale  della   seduta
  precedente sarà data lettura nella seduta successiva.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito della decadenza
                              di diritto
       dell'onorevole  Caputo dalla carica di deputato regionale

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  I  punto  dell'ordine   del   giorno:
  Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito della decadenza di
  diritto dell'onorevole Caputo dalla carica di deputato regionale.
   Comunico che, a seguito della declaratoria di decadenza di diritto
  dalla  carica  di  deputato  regionale - pronunciata  nella  seduta
  d'Assemblea  n.  48  del 12 giugno 2013 - dell'onorevole  Salvatore
  Caputo,  proclamato eletto nel collegio circoscrizionale di Palermo
  (per  la  lista avente la denominazione  Il Popolo della libertà  -
  Musumeci  Presidente ), la Commissione per la verifica dei  poteri,
  ai  sensi del combinato disposto dell'art. 4, parte seconda,  dello
  Statuto  della Regione e della sezione IV del Capo V del Titolo  II
  del Regolamento interno dell'Assemblea, nella riunione tenutasi  il
  26  giugno 2013, dopo aver proceduto ai necessari accertamenti,  ha
  deliberato,  ai  sensi dell'articolo 60 della  legge  regionale  20
  marzo  1951,  n.  29 e successive modifiche ed integrazioni  (legge
  elettorale  siciliana),  di attribuire il seggio  lasciato  vacante
  dall'onorevole  Caputo al candidato Pietro Alongi, che,  primo  dei
  non eletti della medesima lista provinciale e nel medesimo collegio
  elettorale   in   cui   era  stato  eletto  l'on.   Caputo,   segue
  immediatamente  - con voti 5.371 - l'ultimo dei proclamati  eletti,
  onorevole Giuseppe Milazzo.
   Non   sorgendo   osservazioni,  l'Assemblea  prende   atto   delle
  conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.
   Proclamo,   quindi,   eletto  deputato  dell'Assemblea   regionale
  siciliana  il  candidato  Pietro Alongi, salva  la  sussistenza  di
  motivi  di ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti  e  non
  conosciuti fino a questo momento.
   Avverto  che  da  oggi  decorre il termine di  20  giorni  per  la
  presentazione   di   eventuali  proteste  o   reclami,   ai   sensi
  dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951,  n.
  29 e successive modificazioni.
                  (L'on. Pietro Alongi entra in Aula)


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   PRESIDENTE.  Poiché  l'onorevole Alongi è  presente  in  Aula,  lo
  invito a prestare il giuramento di rito.
   Do  lettura della formula del giuramento prevista dall'articolo  6
  delle  Norme di attuazione' dello Statuto siciliano:
   «Giuro  di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo  Capo,
  di  osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione  e  di
  esercitare  con  coscienza le funzioni inerenti al mio  ufficio  al
  solo  scopo  del  bene  inseparabile dello Stato  e  della  Regione
  siciliana».

  (L'onorevole  Alongi  pronuncia a voce alta le parole:  Lo giuro )
   PRESIDENTE.  Dichiaro  immesso  l'onorevole  Pietro  Alongi  nelle
  funzioni di deputato all'Assemblea regionale siciliana.

      Rinvio della discussione unificata delle mozioni numero 54
     Interventi per ottenere il riconoscimento per la Sicilia dello
   status di zona franca  e numero 55  Iniziative per l'attivazione
                 delle zone franche urbane in Sicilia


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


    PRESIDENTE.  Si  passa al terzo punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione  unificata delle mozioni numero  54   Interventi  per
  ottenere  il riconoscimento per la Sicilia dello status  di  zona
  franca , degli onorevoli Sammartino, Leanza, Sudano e Lentini,  e
  numero 55  Iniziative per l'attivazione delle zone franche urbane
  in  Sicilia , degli onorevoli Dipasquale, Di Giacinto,  Coltraro,
  Malafarina,    Oddo,   Ciaccio,   Venturino,    Foti,    Palmeri,
  Mangiacavallo,  La  Rocca, Siragusa, Ferreri, Cappello,  Ciancio,
  Cancelleri,  Zito, Zafarana, Trizzino, Cirone, Marziano,  Milazzo
  A.
    Onorevoli colleghi, do lettura della nota prot. n. 2548/Gab del
  21  giugno  2013, acquisita al protocollo n. 7853/AulaPG  del  24
  giugno  2013,  dell'assessore per le  attività  produttive  Linda
  Cancheri:
     Onorevole   Presidente,  l'argomento  indicato   in   oggetto,
  rappresenta  uno dei punti maggiormente qualificanti  dell'agenda
  della  sottoscritta, finalizzata alla creazione di condizioni  di
  maggiore  vivibilità  per  le imprese, nella  considerazione  del
  contesto congiunturale assai grave e difficile.
    Con  grande  soddisfazione, ho preso atto che il medesimo  tema
  costituisce  l'oggetto  di  una mozione  già  presentata  per  la
  discussione  in  Aula  per  il  giorno  18.  Purtroppo,  per   il
  contestuale avvio dei lavori del Comitato di sorveglianza  per  i
  Fondi   strutturali  europei,  la  sottoscritta  non  ha   potuto
  partecipare ai lavori. Lo stesso dicasi per giorno 26, giorno  in
  cui  dovrò  recarmi presso il Ministero dello sviluppo  economico
  per  risolvere  gli ultimi nodi procedurali e dare finalmente  il
  via agli strumenti delle zone franche-urbane e zone franche della
  legalità.
    Si  chiede, pertanto, di postergare la discussione in Aula  sui
  temi  in  esame  per  i  quali intendo  rappresentare  al  meglio
  l'attività  dell'Assessorato e gli effetti  positivi  che  queste
  misure  potranno  portare in tempi brevissimi  al  sistema  delle
  imprese siciliane.
    Si   chiede  alla  S.V.,  se  è  possibile,  di  prevedere   la
  discussione  in Aula in una data da concordare per assicurare  la
  presenza.
    Nel  ringraziarla,  Presidente, per  l'accoglimento  della  mia
  richiesta, si porgono cordiali saluti .
    L'Assemblea ne prende atto.
    La  discussione  unificata delle mozioni 54 e 55  è,  pertanto,
  rinviata.

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


    Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
                 Energia e servizi di pubblica utilità

    PRESIDENTE.  Si  passa al quarto punto all'ordine  del  giorno:
  Svolgimento  di interrogazioni e di interpellanze  della  Rubrica
  Energia e servizi di pubblica utilità.
    Poichè  l'assessore  Marino non è presente  in  Aula,  sospendo
  brevemente la seduta.

        (La seduta,  sospesa alle ore 17.03, è ripresa alle ore
                                17.31)

    La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


                                Congedo

    PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Falcone è in congedo  per
  oggi.

    L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, io desidero  intervenire  perché  ho
  raccolto  il saluto accorato e anche drammatico dei dipendenti  che
  si  sono occupati in questi ultimi anni del centralino dell'ARS. Si
  tratta  di 15 persone, 13 centralinisti e due tecnici; so  che  c'è
  stata una vicenda, che è stata valutata dall'Ufficio di Presidenza,
  però,  io,  partendo  dal  presupposto  che  sono  convinto,  resto
  fermamente convinto, che questa semmai lo è stata, non potrà e  non
  dovrà  mai  più  essere la Regione o l'Assemblea dei privilegi,  mi
  sarei  aspettato,  vista  l'utilità del ruolo  che  queste  persone
  ricoprono  e del lavoro che svolgono, ad esempio, che ci fosse  una
  indicazione.
   Questi  soggetti  sono  stati indicati  attraverso  un  contratto-
  appalto, o qualcosa del genere, quindi, facciamo un concorso perché
  vadano i più meritevoli  Però, eliminare un servizio che rende  più
  facile  non  soltanto la vita ai deputati, perché è chiaro  che  il
  nostro  è  anche un  lavoro di relazioni attraverso un canale  come
  quello del centralino, per non sostituirlo con nulla  Con una spesa
  che,  vivaddio, non è neanche una spesa trascendentale, seppure  mi
  rendo  conto siamo in un momento socialmente complesso, avere anche
  rifiutato la riduzione dello stipendio da parte di questi  signori,
  che  io  non  ho  il piacere di conoscere se non per  le  voci  che
  ascolto  quando ho chiamato il centralino, io credo che questa  sia
  una  cosa  sulla  quale l'Ufficio di Presidenza probabilmente  deve
  riflettere.
   Non vorrei, onorevoli colleghi, poichè non sono abituato né a fare
  strumentalizzazioni  e  odio il populismo,  odio  il  qualunquismo,
  però,  mi rendo conto che in un momento in cui lavoro non  ce  n'è,
  gente  non se ne assume, qui continuiamo per un verso o per l'altro
  a  mettere  madri  e padri di famiglia, per non  dirla  in  maniera
  aulica ma per usare il linguaggio della concretezza, in mezzo a una
  strada.
   Allora:  se  c'è  da  tagliare, tagliamo,  signor  Presidente   Lo
  abbiamo  già  fatto  in finanziaria; abbiamo iniziato  un  percorso
  virtuoso  che  continueremo a seguire con il disegno di  legge  che
  esiteremo  entro  le ferie estive sulla spending  review,  a  vario
  livello,  relativamente  alla macchina amministrativa  e  anche  ai
  deputati  Tuttavia, ecco, le chiedo un momento di riflessione e, se
  del  caso,  e  mi  rivolgo  adesso ai Capigruppo,  predisponiamo  e
  firmiamo un ordine del giorno, una mozione, qualcosa che possa dare
  la  possibilità che questo tema sotto il profilo anche della  spesa
  reale  e  degli oneri che comporta per l'Assemblea regionale  possa
  essere  approfondito  e possa farsi tutto quanto  è  possibile  per
  risolvere tale questione.
   Conosco   la   sensibilità  del  Presidente  e   dell'Ufficio   di
  Presidenza. Chiedo che si faccia quanto è possibile per dare  anche
  una sola opportunità a questi padri e a queste madri di famiglia.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   volevo
  innanzitutto portare la solidarietà del Gruppo parlamentare PDL  al
  Presidente  Francesco  Cascio che, con il  documento  che  è  stato
  portato  a  conoscenza dalla Presidenza, ha dimostrato  ancora  una
  volta  di essere persona delle istituzioni in grado di interpretare
  nel  migliore dei modi il ruolo a cui da anni i cittadini siciliani
  lo  chiamano. Un passo sicuramente coraggioso, un passo  importante
  che  va  nel senso anche richiesto da alcuni parlamentari di questa
  Assemblea   regionale  siciliana.  Con  questo  suo  comportamento,
  l'onorevole  Cascio,  sicuramente fa onore all'Assemblea  regionale
  siciliana  e  a  quanti lo abbiamo conosciuto ed apprezzato.  Nello
  stesso  tempo  siamo  sicuri che la Magistratura  a  cui  va,  come
  sempre,  la nostra più assoluta fiducia saprà velocemente  chiarire
  la posizione dell'onorevole Cascio, saprà rendere giustizia in modo
  che egli possa ritornare a svolgere le funzioni di Presidente della
  Commissione per i rapporti con la Comunità Europea.
   Ciò  detto, che era la cosa che oggettivamente mi premeva dire più
  di ogni altra, tale da fare sentire la nostra vicinanza politica  e
  umana  all'onorevole Cascio, anch'io volevo affrontare  l'argomento
  trattato qualche minuto fa dall'onorevole Cordaro.
   Tra  le altre cose, vorrei ricordare a questa spettabile Assemblea
  che  i  rappresentanti dei lavoratori sono venuti   in  Commissione
  Bilancio e in tale Commissione anche i rappresentanti istituzionali
  dell'Assemblea  avevano  manifestato  che  bisognava  trovare   una
  soluzione  equa  al problema per la conservazione di  14  posti  di
  lavoro.
   In quella occasione, abbiamo visto come il servizio forse costa in
  maniera  eccessiva, rispetto a quanto vengono pagati i  lavoratori,
  proprio  perché  vi è una ricaduta dovuta all'affitto  dei  locali,
  all'utilizzo  di  mezzi  e  strumenti necessari  per  espletare  un
  servizio  che  tutti  noi sappiamo essere fondamentale  per  quanto
  riguarda la nostra attività parlamentare.
   Vedete,  non  c'è giorno che ognuno di noi almeno  una  decina  di
  volte  a testa non chiami il gruppo - e  quando parliamo intendiamo
  la   batteria  dell'Assemblea  regionale  siciliana  -  e  non  c'è
  manifestazione  che l'Assemblea regionale siciliana  organizzi  che
  non  demandi  ai  ragazzi,  alle ragazze che  lavorano  con  grande
  competenza,  con grande capacità nel call center dell'Assemblea  al
  fine di organizzare, di diramare gli inviti istituzionali.
   Nello  specifico, in fase di discussione, in Commissione Bilancio,
  avevamo visto come il servizio, il costo del servizio poteva essere
  dimezzato,  non dimezzando lo stipendio ai lavoratori, perché  così
  non  si  otterrebbe  assolutamente l'effetto sperato,  ma  portando
  questi  lavoratori all'interno dell'Assemblea Regionale  Siciliana.
  Avevamo  visto  che  c'erano i locali dell'ex barberia,  che  si  è
  voluta  chiudere, e che quindi potevano benissimo essere utilizzati
  per  ospitare  coloro i quali svolgono queste funzioni.  E  da  una
  contabilità che è stata svolta, si è visto che poi alla fine  se  i
  lavoratori   dipendenti  dell'Assemblea  Regionale  Siciliana,   ex
  centralinisti costano di più dei lavoratori del call center, con la
  differenza  che questi sei lavoratori non sono assolutamente  nelle
  condizioni di espletare il servizio che oggi è svolto da  14  unità
  più  3  tecnici; che è un servizio che ricordo dura  fino  a  tarda
  sera, è un servizio che copre tutti i momenti importanti della vita
  di questa Assemblea regionale siciliana, un lasso di tempo, ripeto,
  che  non  potrebbe essere coperto solo ed esclusivamente dalle  sei
  unità ex centralinisti dipendenti ARS.
   Per  tale   motivo,  signor Presidente, nell'associarmi  a  quanto
  detto  poc'anzi dall'onorevole Cordaro, volevo che lei  si  facesse
  interprete della volontà dell'Assemblea dal momento che  non  penso
  vi sia deputato alcuno contrario a questa ipotesi di congelamento e
  di  mantenimento dei lavoratori nello stato in cui si trovano e  si
  facesse interprete della volontà del Parlamento presso l'Ufficio di
  Presidenza e presso i Deputati Questori, in maniera tale che  possa
  essere  presa  in esame e in considerazione l'ipotesi di  mantenere
  questo  servizio e di evitare di mandare a casa, in questo  momento
  drammatico per la storia della Sicilia e dell'Italia intera,  altri
  17 lavoratori. Grazie.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
  sottraggo soltanto pochi minuti per aderire ed esprimere, anche  da
  parte   del  mio  gruppo,  sincero  rammarico  alla  notizia  della
  interruzione  del  servizio  delle  decine  di  unità   che   hanno
  assicurato l'attività legata al centralino dell'Assemblea regionale
  siciliana.  Lo  dico non soltanto per il rilievo  che  il  problema
  assume  sul piano delle ricadute occupazionali, ma anche perché  mi
  sembra una vera e propria ingiustizia.
   Si  è  trattato,  per esperienza vissuta e, per  altro,  credo  di
  condividere  il  pensiero  di  tutti i  colleghi,  di  un  servizio
  espletato con grande professionalità, con grande tempestività,  con
  inusuale puntualità e con quello spessore umano che non guasta  mai
  nei  rapporti interpersonali. Io, fisicamente e personalmente,  non
  conosco  alcuna delle unità impegnate in questo servizio, ma  posso
  davvero  assicurarle,  signor Presidente,  che  ho  apprezzato,  in
  questi pochi mesi di presenza all'interno di quest'Aula, quindi  da
  deputato regionale, la qualità del servizio dei centralinisti.
   La  notizia che questo servizio venga interrotto con l'assenza  di
  qualunque  prospettiva  che  possa portare  ad  un  ripristino  del
  servizio stesso con le unità di cui stiamo parlando, mi addolora  e
  provoca  in  me  tantissimo rammarico. Non  vorrei  che  in  questa
  Istituzione nobilissima si debba passare da un eccesso ad un altro.
  Io  sono sempre per trovare le misure di equilibrio ed è per questo
  che, in un ente in cui si spendono a torto o a ragione centinaia di
  milioni  di euro, non credo che una serena revisione del  contratto
  di  lavoro  con  la ditta che ha assicurato questo  servizio  possa
  pregiudicare la credibilità della Istituzione.
   Abbiamo tutti il dovere di chiedere e pretendere che soprattutto i
  servizi  telefonici e del centralino in particolare che assicurano,
  come  è  noto,  anche  un servizio di comunicazione  oltre  che  di
  collegamento,  abbiamo  tutti il dovere di  pretendere  che  questo
  servizio sia assicurato con continuità e con la stessa qualità alla
  quale siamo stati abituati.
   Pertanto, io mi sento di aderire alla proposta, una fra le  tante,
  dell'onorevole Cordaro, per la redazione di una mozione che impegni
  gli  organi  competenti,  il Governo  per  la  sua  parte  è  molto
  marginale  in questa vicenda, mi sembra di capire, e la  Presidenza
  dell'Assemblea nella globalità del suo ufficio, affinché si  possa,
  in  tempi  ragionevolmente  brevi,  riesaminare  questa  vicenda  e
  ricondurla   ad  un  esito  positivo  che,  credo,  farebbe   onore
  innanzitutto al Parlamento e poi all'impegno che ognuno  di  noi  è
  chiamato ogni giorno a svolgere non per determinare disoccupati, ma
  per  impedire  che  altri  se ne possano creare.  Ed  è  assurdo  e
  paradossale  che,  proprio noi, ci si debba adoperare  perché  alla
  forte  schiera dei  senza lavoro  si debba aggiungere anche  quella
  di  alcune  decine di persone che hanno conosciuto il miracolo  del
  lavoro,  ma  che se lo sono conquistato con grande  dignità  e  con
  grande professionalità.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessore,  io
  ritengo  importante  che  in  un  momento  prioritario  per  questa
  Assemblea   come  questo  nell'affrontare  problemi   che   vengono
  evidenziati in maniera, a mio avviso, anche eccessiva ed impropria,
  possa   l'Assemblea  rendersi  conto,  questa  Assemblea  regionale
  siciliana,  che mentre noi dibattiamo un tema che sicuramente  avrà
  anche  una  refluenza di carattere finanziario  ed  economico,  sul
  quale  problema  del  call center anche io  nella  mia  qualità  di
  capogruppo  del PDL esprimo una perplessità circa la procedura,  ed
  esprimo  altresì  un augurio che la Presidenza  possa  valutare  la
  opportunità  di  trovare una soluzione che veda come  eventualmente
  ridurre  i  costi di questo servizio, ma che considero  giusto  che
  questa Aula evidenzi come tale servizio sia un servizio opportuno e
  necessario  perché  comunque  credo  contribuisca  all'espletamento
  delle funzioni dei parlamentari in maniera più congrua.
   In  questo senso, dunque, non possiamo davanti alla giusta ipotesi
  della  razionalizzazione della spesa e di questo nuovo termine  che
  tutti  invochiamo  della  spending  review,  pensare  che  possiamo
  abolire   tutti   i   servizi;  perché  così  facendo   sicuramente
  risparmieremmo,   ma  altrettanto  impropriamente   renderemmo   le
  istituzioni   meno  funzionali  e  quindi  procureremmo  un   danno
  complessivamente considerevole.
   E'  proprio in questa direzione che i forse l'Assemblea  regionale
  siciliana,  signor  presidente  e  onorevoli  colleghi,   dovrebbe,
  invocare  un'azione forte e incisiva verso un Governo  inadempiente
  che  ha  avuto  ancora oggi intimato dal Comitato  di  sorveglianza
  nell'ultima  riunione, di far sì che siano utilizzati  risorse  per
  600  milioni di euro facenti capo ai Fondi comunitari, dal  momento
  che  ancora oggi sono possibilmente recuperabili, sempre che ci  si
  adoperi per un'azione che deve essere forte ed incisiva. E forse in
  questa  direzione sì che dobbiamo essere più attenti  e  fortemente
  impegnati, in modo da fare capire a chi di competenza e  quindi  al
  Governo, alla burocrazia, alla Direzione della programmazione, alle
  varie  realtà  che  rappresentano le istituzioni regionali  che  se
  ancora  oggi  c'è  una possibilità, questa possibilità  può  essere
  sicuramente portata avanti attraverso una razionalizzazione di  una
  task force.
   Io   nella   mia  qualità  di  capogruppo  del  PDL,  assieme   ai
  parlamentari del nostro gruppo, abbiamo evidenziato, abbiamo  fatto
  richiesta  ad un Governo che forse è impegnato a pensare  molto  ad
  una campagna elettorale, quindi ad un fatto politico, piuttosto che
  a governare la Sicilia.
   Mentre  noi davanti a queste vicende dell'Unione Europea rischiamo
  di  perdere  600 milioni di euro, nonostante le sollecitazioni,  le
  interrogazioni, i comunicati stampa, solo un clamoroso silenzio  da
  parte del Governo regionale viene fuori e non c'è invece la ipotesi
  della  costituzione  di  una  task  force,  non  l'ipotesi  di  una
  costituzione di un gruppo di lavoro? Di una sollecitazione affinché
  a  questa  emergenza si risponda con fatti e non con proclami?  Con
  fatti  e  non con impegni verso la ricerca di un consenso  a  volte
  anche  smodato  proprio  da  parte di chi  ha  criticato  metodi  e
  procedure  seguite  da  realtà politiche che  in  precedenza  hanno
  determinato forme a volte censurabili.
   Allora,   io  dico  siamo  veramente  in  un  momento  di   grande
  mistificazione  di  fatti, ad un momento di  grande  preoccupazione
  perché  nel  frattempo,  caro Assessore, dove  lei  non  lo  avesse
  avvertito  le  tensioni  sociali crescono, le  emergenze  diventano
  sempre  più  problematiche e probabilmente sarebbe forse  opportuno
  che  il  Governo regionale desse un segnale di risposta in  maniera
  chiara e forte.
   Il  mio  intervento,  il mio accorato appello dunque  deve  essere
  visto,  così come ho anche evidenziato a questa Aula, e  le  voglio
  ricordare che in una competizione sicuramente c'è un confronto,  ma
  al confronto bisogna competere con il rispetto delle regole.
   In tale direzione, ho avuto modo oltre a sollecitare il Presidente
  della  Regione perché, appunto, affronti questa emergenza, a tenere
  in considerazione anche un'altra problematica delicata e grave, che
  per   le   istituzioni,  per  il  vivere  democratico  e   per   il
  funzionamento  delle  istituzioni andrebbe  affrontata  in  maniera
  diversa o, comunque, in modo che venisse reso conto a quest'Aula ed
  alla   Commissione   Affari   Istituzionali   del   problema    del
  commissariamento delle Province.
   Tale  problema  infatti  era  stato  concordato  in  maniera  così
  rispettabile, credo in Commissione, con una procedura che vedeva un
  concerto  fra  il Governo della Regione e i Prefetti  tale  che  si
  scegliessero  delle  figure che adeguatamente  rappresentassero  il
  ruolo  di  Commissario delle Province. Erano state  individuate  le
  figure  dei  dirigenti, appunto, seguendo una procedura che  doveva
  essere  indicata.  Abbiamo  saputo  da  notizie  di  stampa  che  i
  Commissari  sono  stati nominati, tuttavia non  ne  sappiamo  né  i
  criteri  né le competenze fin qui seguite. Sarebbe anche su  questo
  caso  opportuno che il Governo, Assessore, se ne facesse carico  e,
  nel  rispetto  delle  istituzioni e  nel  rispetto  anche  di  quel
  confronto che correttamente deve esserci, sia dato riscontro.

   MANGIACAVALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANGIACAVALLO.  Signor  Presidente,  colleghi  deputati,  il   mio
  intervento  sarà brevissimo.      Intervengo a sostegno dell'azione
  proposta dal collega Cordaro questa sera, che sia una mozione o  un
  ordine  del giorno e mi accodo agli interventi dei colleghi che  mi
  hanno  proceduto,  gli onorevoli Vinciullo, Musumeci,  D'Asero,  in
  merito   alla   mancata  proroga  di  servizio   di   call   center
  dell'Assemblea    regionale   siciliana,    svolta    con    enorme
  professionalità  da 14 ragazzi retribuiti con circa  1000  euro  al
  mese,  i  quali  hanno contratto mutui e hanno famiglie  a  carico;
  ragazzi che in questi anni hanno sacrificato famiglie, festività  e
  vigilie  delle  feste per accompagnare noi parlamentari  durante  i
  lavori  d'Aula  e  durante  i lavori di Commissione,  anche  quando
  questi si protraevano oltre il normale orario di lavoro.
   Ciò  che  non si comprende è il perché non si voglia discutere  di
  tagli ai superstipendi e si bocciano mozioni che puntano alla  loro
  riduzione  anche  di piccoli punti percentuali e senza  fiatare  si
  riduce, si decide di tagliare 14 posti di lavoro.
     Ciò  che auspichiamo è che il suddetto taglio non sia il viatico
  per  nuove  possibili assunzioni che non tengano conto dell'attuale
  forza lavoro e sulle quali vigileremo attentamente.
   A proposito invece dei lavori del Consiglio di Presidenza, ritengo
  ancora  una  volta  assurdo  come  la  forza  politica  più  votata
  dell'intera Regione, all'ultima campagna regionale di ottobre 2012,
  non  possa  essere rappresentata all'interno di esso  e  che  debba
  apprendere  notizie importanti quali quella della soppressione  del
  servizio di call center direttamente qui in Aula.
   Pertanto,  ci  rivolgiamo  a  quest'Assemblea,  e  intervengo  qui
  stasera  al riguardo, proprio per auspicare un pronto ed  immediato
  ripristino   del   servizio  di  call  center  e  il   mantenimento
  dell'attuale livello occupazionale. Grazie.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    volevo
  riconoscere  ed apprezzare sinceramente l'onestà intellettuale  del
  Presidente  Cascio,  per  il  gesto  compiuto,  un  gesto  che  noi
  apprezziamo  veramente in quanto ha fatto quel passo  indietro  che
  noi  auspichiamo  sia  fatto da qualunque amministratore  si  trovi
  sfiorato dalla giustizia.
   Noi  auguriamo di cuore al Presidente Cascio di potere  dimostrare
  la  sua  estraneità ai fatti, ma fintanto che questo  non  avviene,
  sarebbe giusto e corretto che diventasse uno standard per tutti  il
  fare  un  passo  indietro, il fermarsi un giro,  attendere  l'esito
  delle  indagini, l'esito della Magistratura, dopo di che in base  a
  quello che ne uscirà fuori, tornare alla vita politica oppure no.
   Pertanto, veramente di cuore, dico un grazie al Presidente Cascio.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sono  veramente
  rammaricata  per  la decisione della soppressione del  servizio  di
  call center perché, onestamente, non conosco nessuno dei ragazzi  o
  delle  persone  preposte a questo servizio, però, devo  riconoscere
  che  ci hanno anche assistito ed accompagnato per far sì che  tutti
  noi  deputati  fossimo  messi  in comunicazione  anche  in  momenti
  difficili,   anche  in  momenti  in  cui  non  si  era   facilmente
  raggiungibili prodigandosi a richiamare non solo noi  deputati,  ma
  anche gli Uffici e i vari Assessorati.
   Pertanto,  credo  sia  giusto razionalizzare  e  tutti  siamo  per
  razionalizzare   le   spese,  però,   bisogna   capire   che   cosa
  razionalizzare e che cosa serve razionalizzare. Sicuramente  non  è
  questo.  Si  può discutere sui costi e quindi anche  trovare  delle
  soluzioni da parte dell'Ufficio di Presidenza perché si abbassino i
  costi  con  la ditta che gestisce il servizio, al fine  proprio  di
  trovare una soluzione per abbassare i costi, ma non sicuramente per
  tagliare  il  servizio.  Aderisco dunque  in  pieno  alla  proposta
  dell'onorevole   Cordaro  perché  si  possa   appunto   sollecitare
  l'Ufficio di Presidenza a riconsiderare e a riattivare il servizio.

  GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  proprio  per dare la mia piena solidarietà ai lavoratori  del  call
  center  e sono sicuro che anche il mio Gruppo condivide questa  mia
  attenzione.  Io  spero  che il Consiglio di  Presidenza  dia  delle
  motivazioni  per  cui  ha eliminato questo  servizio  che  per  noi
  deputati è di vitale importanza.
   Aderisco  pienamente  alla  mozione che  il  collega  Cordaro  sta
  preparando  e  quindi  spero che questi lavoratori  al  più  presto
  possano  tornare  ad espletare questa mansione importante  per  noi
  deputati dell'Assemblea.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, capisco
  il  momento di difficoltà che vive questo Governo, che vive  questo
  Paese,  ma  è  una, come dire, necessità della quale  bisogna  fare
  virtù.
   Assistiamo  ogni  giorno ad elementi di turbativa  dell'equilibrio
  sociale. Stamattina abbiamo assistito ad un ragionamento che ci sta
  preoccupando  non  poco: ci sono tecnici che  aspettano  di  essere
  riassunti  e  non  si capisce bene perché si sono  messi  da  parte
  compromettendo  di  parecchio  le  casse  della  Regione;  ci  sono
  ragazzi,  tecnici  della società  Novamusa' che aspettano  da  otto
  mesi  di poter chiarire il loro problema; ci sono gli operai  della
  Keller  che mentre qui noi stiamo discutendo, a Roma si  decide  di
  dare  quattrocentocinquanta milioni di euro per costruire cinquanta
  carrozze motrici per treni da assegnare ad aziende del nord.
   Allora  qui,  secondo  me, bisogna fermarsi,  qui  bisogna  aprire
  un'interlocuzione  pesante e forte col Governo  nazionale.  Non  ci
  possono  essere due pesi e due misure, due tentativi  disperati  di
  metterci  da  parte.  Ed in questo rientra anche  l'unico  servizio
  efficiente, che è quello del call center dell'ARS.
     Io, questi lavoratori non li conosco di persona, li conosco  per
  voce,  li  ho trovati tutti i giorni in questi anni, di  notte,  di
  giorno,  per Natale, per Capodanno, quindi, essi si sono sottoposti
  a  dei   sacrifici immensi pur nella semplicità, con cortesia,  con
  gentilezza. E dico che se ogni impiegato della nostra Regione fosse
  come  loro,  avremmo  una Regione molto più efficiente,  molto  più
  capace.
   Lo  dico  perché,  per  esempio, ritorno solo  un  attimo,  Signor
  Presidente  e  Governo,  ai  tecnici dell'ambiente.  Chissà  quante
  risorse  stiamo  perdendo,  chissà quante  centinaia,  anzi  quante
  migliaia  di pratiche potevano essere fatte in questi  mesi  e  non
  sono  state  fatte   Siamo  arrivati  alla  terza  risoluzione   in
  Commissione e il Governo fa orecchio da mercante
   Non è un problema nostro, è un problema del Governo, ed il Governo
  ha tutta la nostra solidarietà, disponibilità, sostegno.
   Io  non credo che tredici persone che lavorano, più due tecnici  -
  per  un  totale  di  quindici  persone  che  svolgono  un  servizio
  efficiente  -  possano costituire una turbativa  per  una  spending
  review che è falsa, nella sua denominazione e consistenza.
   Assessore,  il  tentativo della Comunità europea  di  fregarsi  le
  nostre  risorse  -  ogni anno noi contribuiamo  per  più  di  venti
  miliardi di euro come Nazione - con la spending review, il pareggio
  di  bilancio, il Patto di stabilità, quindi non ci dà il  tempo  di
  spendere  perché  ce li toglie, e ci accusa di essere  incapaci  di
  spendere.  Un  tentativo strano che ci sta portando dritti  in  una
  tempesta  sociale,  dalla quale difficilmente  riusciremo  a  venir
  fuori.  O  avremo, oggi, il coraggio di assumere delle  iniziative,
  delle  azioni  forti,  attorno  a  questo  Governo,  al  Presidente
  Crocetta  - noi vogliamo sostenerlo, dargli una mano - ma chiediamo
  al Governo di farsi dare una mano.
   La mozione preparata da Cordaro è una mozione che la dice lunga su
  come possiamo agire. Io credo che l'operazione dei ragazzi del call
  center  sia  un segnale forte che bisogna dare, anche per  dare  un
  segno  di  speranza a tutti gli altri che aspettano che il problema
  sia  risolto.  E'  un  problema pesante, antico;  c'è  qualcosa  di
  sbagliato  in  questi 15-20 anni di azione politico-amministrativa.
  Sì, c'è stata, ma certo l'azione politico-amministrativa di oggi la
  fa  a pugni anche con la serietà con la quale bisogna affrontare  i
  problemi. L'abbiamo visto oggi.
   Tutti sono convinti che portare avanti il personale della Novamusa
  costerà  molti soldi alla Regione, che non risolve il problema  del
  deficit  dell'ambiente, costerà un sacco di risorse  alla  Regione,
  quelli che perdiamo e dovremo pagare, perché abbiamo sbagliato  con
  la Corte dei Conti che, giustamente, chiederà conto e ragione.
   Perché continuare a sbagliare? Iniziamo da questi giovani del call
  center per risanare anche tante ferite che questa società regionale
  ha. Grazie.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, anche  io  vorrei
  dare il mio contributo per queste famiglie - perché sono famiglie -
  sono operatori che potrebbero correre il rischio di restare a casa,
  e  ritengo  che  in  questo  momento particolare  della  situazione
  economico-finanziaria italiana, e siciliana in particolare, non  ci
  sono le condizioni perché restino a casa.
   Viene  spontaneo  porsi una domanda: perché questo  servizio,  che
  funzionava,  deve essere eliminato? Perché quelle  poche  cose  che
  ancora in Sicilia funzionano noi le dobbiamo eliminare?
   Hanno  dato e forniscono un servizio importante, nel miglior  modo
  possibile, e mi pare che i colleghi lo abbiano attestato; e poi  ci
  sono  i  tecnici dell'Assessorato Territorio e Ambiente. Ognuno  di
  noi  che va in visita in quell'Assessorato sa esattamente quanto  è
  importante il loro ruolo.
   Quanto è importante non a detta del soggetto politico, ma a  detta
  dei  responsabili del settore. Sono punti cardine, persone che oggi
  devono tornare ai propri posti di lavoro perché ce n'è bisogno.  Il
  call  center - io sono convinto che si riprende il cammino - non  è
  la  rivoluzione  di cui noi oggi sosteniamo, ma è  un  segnale,  un
  segnale  che  oggi la Sicilia, le famiglie siciliane,  non  possono
  permettersi il lusso di perdere un posto di lavoro.
   Oggi le nostre segreterie sono piene zeppe di amici che vengono  a
  chiedere un posto di lavoro, e dove ce n'è uno, mezzo posto, noi lo
  insediamo, per dare serenità alle famiglie che lo chiedono.
   Per  questo  io  chiedo  al  Presidente  e  al  Governo,  che  noi
  sosteniamo, perché ha dimostrato grande coraggio, specialmente lei,
  Assessore,  con il suo stile personale, particolare e diverso,  che
  io  ho  avuto modo di constatare, ha dimostrato a tutti che si  può
  fare una buona e una sana politica dei rifiuti.
   Io  spero  che lei si faccia carico di poter creare le  condizioni
  per  risolvere  il  dramma delle famiglie che  potrebbero  trovarsi
  senza un posto di lavoro.
   Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  io  ho  ascoltato  con   grande
  attenzione  le  riflessioni  che  sono  state  esternate  da  molti
  colleghi di tutti i gruppi parlamentari.
   Comprendo  perfettamente la vicinanza umana che è stata  esternata
  ai  lavoratori  del call center a cui va anche la  mia  solidarietà
  personale e a cui rivolgo anche, credo, interpretando la volontà di
  tutta  l'Assemblea  un  plauso  per  la  professionalità,  per   la
  gentilezza,  per  la puntualità del servizio che è  stato  reso  in
  questi anni.
   E'  opportuno, però, che si sappia che l'Ufficio di Presidenza  su
  questa tematica si è confrontato più di una volta e, alla fine, nel
  contesto  di  razionalizzazione delle risorse, ha inteso  prorogare
  per  oltre  sei  mesi,  rispetto  alla  scadenza  contrattuale,  il
  servizio  prestato  da  quella società e da quei  lavoratori  e  ha
  deciso, altresì, anche di dare l'avvio dal primo luglio ad un nuovo
  servizio  alternativo a costo zero, non paragonabile  certamente  a
  quello che è stato reso in questi ultimi anni, nella consapevolezza
  anche  che  il  call  center dell'Assemblea regionale  siciliana  è
  aggiuntivo  rispetto  a quello che viene realizzato  e  continua  a
  prestare il proprio servizio da parte della Regione siciliana.
   Ciò  nonostante io porterò all'interno dell'Ufficio di  Presidenza
  tutte le riflessioni che sono state esternate in quest'Aula per  le
  opportune valutazioni.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Falcone  è  in  congedo  per
  oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


    Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
                 Energia e servizi di pubblica utilità

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni e di interpellanze  della  rubrica:
   Energia e servizi di pubblica utilità
   Si  inizia  con  l'interrogazione  numero  40   Chiarimenti  circa
  l'istallazione  di  pannelli fotovoltaici sui tetti  degli  edifici
  pubblici  di  Casteldaccia  (PA)   degli  onorevoli  Ferrandelli  e
  Maggio.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità e all'Assessore per le autonomie locali
  e la funzione pubblica, premesso che:

   per  i  prossimi  20  anni  i  tetti  degli  edifici  pubblici  di
  Casteldaccia  saranno  a  disposizione di  una  ditta  privata  per
  l'istallazione di pannelli fotovoltaici. Questa venderà  al  Comune
  l'energia  prodotta,  tagliando  fuori  l'ente  pubblico  da   ogni
  possibilità  di innovazione tecnologica, risparmio  e  guadagno  in
  materia energetica;

   con    una   delibera   di   giunta   firmata   il   23   ottobre,
  l'Amministrazione  ha  messo  a  disposizione  in  comodato   d'uso
  gratuito alla ditta Enerventi s.p.a.
   -  con sede a Milano - i tetti di tutte le scuole di Casteldaccia,
  dei  locali  del  Centro Diurno in via Ugo La Malfa  e  delle  sedi
  municipali  in via Roma e in via Ospizio. Durata del contratto:  20
  anni;

   tale  decisione, intempestiva rispetto ad una accurata ed  attenta
  valutazione,  arriva  infatti  con  provvedimento  approvato  dalla
  Giunta  Comunale  il giorno dopo la presentazione del  progetto  da
  parte della ditta Ernerventi s.p.a.;

   l'approvazione  del contratto, inoltre, sembra  andare  contro  le
  norme  vigenti,  visto  che  per tali iniziative  è  necessario  un
  apposito regolamento approvato dal consiglio comunale e una gara ad
  evidenza pubblica;

   la  concessione  gratuita  e  ultraventennale  dell'uso  del  bene
  pubblico (tetti delle scuole) per impiantarvi pannelli fotovoltaici
  e  fornire  energia elettrica al Comune è stata data ad  una  ditta
  privata  in  assenza di previo regolamento comunale (di  competenza
  del  Consiglio), in violazione dell'art. 42, comma 2, lett. 1)  del
  TUEL  (D.lgs.  267/00),  che sancisce la competenza  del  Consiglio
  Comunale   in  detta  materia,  e  in  violazione  della  normativa
  sull'evidenza pubblica fissata dal D. Lgs. 163/06, che recepisce la
  direttiva CE 2004/18;

   considerato  che dall'Europa, in virtù del patto dei  sindaci  sul
  fotovoltaico,  si  moltiplicano le  opportunità  di  sviluppo  e  i
  finanziamenti  per investimenti pubblici in materia energetica  con
  un  accordo, sotto la tutela dell'Unione Europea, a cui  aderiscono
  già circa 1500 comuni in tutta Italia, di cui un centinaio solo  in
  Sicilia,  che  darà  la  possibilità di  recepire  finanziamenti  e
  agevolazioni per la politica energetica;

   per sapere:

   se  le  procedure poste in essere dal Comune di Casteldaccia siano
  in linea con le direttive europee;

   se  l'avere affidato alla ditta Enerventi s.p.a. senza un bando ad
  evidenza pubblica non sia in contrasto con le vigenti normative;

   quali  iniziative  codesto Assessorato intenda  intraprendere  nel
  caso  in  cui  si dovessero riscontrare anomalie nell'assegnazione»
  (40).

   Ha   facoltà   di   parlare  l'assessore  Marino  per   rispondere
  all'interrogazione.

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Signor  Presidente, signori deputati, con l'interrogazione  cui  si
  risponde,  l'onorevole Ferrandelli lamenta la concessione  gratuita
  ultraventennale  dell'uso  dei  tetti  degli  edifici  pubblici  di
  Casteldaccia  da  parte del Comune che con delibera  di  Giunta  23
  ottobre  2012  li  ha  messi a disposizione della  ditta  Enerventi
  S.p.A. per l'istallazione di pannelli appunto fotovoltaici.
   Con riferimento all'interrogazione in parola giova preliminarmente
  ricordare  che  per  quanto  attiene alla richiesta  dell'onorevole
  interrogante  circa la regolarità delle procedure poste  in  essere
  dal   Comune   di   Casteldaccia  per   la   concessione   gratuita
  ultraventennale dell'uso dei tetti degli edifici pubblici comunali,
  lo  stesso  ha  manifestato soddisfazione  rispetto  alla  risposta
  fornita  con  intervento in Aula dell'Assessore  per  le  autonomie
  locali  e  la  funzione pubblica competente per materia  nel  corso
  della seduta del 28 febbraio 2013. Il predetto Assessore, peraltro,
  aveva già riferito in ordine ai chiarimenti richiesti dal Comune di
  Casteldaccia  e  da  questo  forniti  non  intravedendo   criticità
  nell'intervento effettuato e nella procedura seguita  dal  predetto
  ente locale.
   A  completamento della disamina, per quel che residua in relazione
  ai profili di competenza dell'assessorato che io dirigo, si ritiene
  opportuno precisare che il Dipartimento regionale dell'energia  non
  ha   competenza   in  materia  di  autorizzazioni   relative   alla
  realizzazione  di impianti fotovoltaici di limitata potenza  ovvero
  da realizzarsi su tetto degli edifici.
   Infatti,  in  base al recente regolamento emanato con D.P.R.S.  18
  luglio   2012   numero   48  e  la  tabella  ivi   allegata,   sono
  assoggettabili alla procedura di autorizzazione unica  ex  articolo
  12  decreto  legislativo  numero  387  del  2003  gli  impianti  di
  produzione  di energia elettrica da fonte rinnovabile ad esclusione
  degli  impianti eolici di potenza superiore ad un megawatt.  Mentre
  gli  impianti di potenza inferiore o uguale a un megawatt non  sono
  adesso   di  competenza  dei  Comuni  nel  cui  territorio   ricade
  l'impianto da realizzare.
   Nella  fattispecie, trattandosi di impianti di piccola potenza  da
  realizzarsi sul tetto degli edifici pubblici esistenti  aderenti  o
  integrati  agli  stessi per gli impianti che  sono  assoggettati  a
  regime di attività ed edilizia libera attraverso semplice di inizio
  dei  lavori  ai  sensi  dell'articolo  3,  comma  3  del  succitato
  regolamento.
   Con  l'interrogazione  a cui si risponde, l'onorevole  Ferrandelli
  lamenta la concessione gratuita ultraventennale dell'uso dei  tetti
  degli  edifici pubblici di Casteldaccia, da parte del  Comune,  che
  con  delibera di giunta 23 ottobre 2012, li ha messi a disposizione
  della ditta Enerventi s.p.a.  Il servizio tra vigilanza e controllo
  degli  enti  locali,  ufficio ispettivo del dipartimento  regionale
  autonomie  locali, ha sollecitato con nota n. 1557 del  25.01.2013,
  chiarimenti al Comune di Casteldaccia, considerando per  quanto  di
  competenza  plausibili  i contenuti e la risposta  che  si  riporta
  fornita  dal  signor sindaco e pervenuta in data  5  febbraio.  Ciò
  promesso  si  notizia che in data 6 febbraio 2013 si  è  provveduto
  alla  trasmissione degli atti all'assessore regionale per l'energia
  competente  per  materia  a cui è rivolta  unitamente  la  presente
  interrogazione  e  si assicura, nel caso in cui dovessero  emergere
  nuovi  profili  che sarà cura dell'assessorato  da  me  diretto  di
  comunicare  all'onorevole interrogante eventuali azioni che  questo
  assessorato intenderà intraprendere.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Maggio   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   MAGGIO. Mi dichiaro soddisfatta.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interrogazione numero 162  Anticipazione
  di  risorse finanziarie ai fini dell'estinzione dei debiti relativi
  alla  gestione  integrata dei rifiuti , degli onorevoli  Di  Mauro,
  Lombardo, Federico, Figuccia, Fiorenza, Picciolo, Lo Sciuto,  Greco
  Giovanni.
   Non  essendo  presenti  in Aula i firmatari,  l'interrogazione  si
  considera presentata con richiesta di risposta scritta. .
   Si   passa  all'interrogazione  numero  220    Chiarimenti   sulla
  condotta  degli  enti locali nel caso di richieste di  rientro  nei
  comuni di appartenenza dei dipendenti di ruolo transitati negli ATO
  nelle  more della costituzione delle S.R.R. , dell'onorevole Cascio
  Francesco.
   Non  essendo  presente in Aula il firmatario, l'interrogazione  si
  considera presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si   passa  all'interrogazione  numero  231   Interventi  per   un
  immediato rinnovo della concessione per la gestione degli  impianti
  di dissalazione delle isole di Lampedusa e Linosa , degli onorevoli
  Musumeci, Formica, Currenti, Ioppolo, Ruggirello.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che:

   Lampedusa  e  Linosa, per quanto concerne la  fornitura  di  acqua
  potabile per uso civile, dipendono all'80% dai dissalatori presenti
  su entrambe le isole;

   la   Regione  siciliana  è  titolare  delle  concessioni  di  tali
  dissalatori, i quali vengono gestiti da una Società, la SOFIP, che,
  su  mandato proprio dell'Assessorato dell'energia e dei servizi  di
  pubblica utilità, provvede al loro funzionamento;

   tenuto conto che:

   il  31  di gennaio p. v. scade l'affidamento dei dissalatori  alla
  Società SOFIP;

   da  tale data, senza la dovuta proroga del servizio, la SOFIP sarà
  costretta ad interrompere la produzione di acqua dissalata;

   considerato che:

   appare  evidente che la chiusura dei due dissalatori  delle  isole
  Pelagie  rappresenti  un  dramma  per  tutta  la  popolazione   ivi
  residente,  non  solo  perché cesserebbe la fornitura  di  un  bene
  vitale  come  l'acqua,  ma  anche  perchè  ciò  significherebbe  il
  licenziamento dei lavoratori preposti al loro funzionamento;

   tale vicenda appare ancor più incredibile e vergognosa se si pensa
  che  alla  base  di  una  possibile interruzione  di  un  pubblico,
  essenziale e vitale servizio come la fornitura dell'acqua potabile,
  vi è la 'dimenticanza', da parte degli uffici regionali competenti,
  di  rinnovare  o  prorogare  la  concessione  alla  Società  SOFIP,
  'dimenticanza'  che  non  permette,  al  Comune  di  Lampedusa,  di
  riattivare il servizio dopo il 31 gennaio p.v.;

   per  sapere  se  non  ritengano urgentissimo ed  improcrastinabile
  rinnovare  la  concessione alla Società SOFIP per la  gestione  dei
  dissalatori presenti sulle isole di Lampedusa e Linosa, al fine  di
  consentire l'erogazione dell'acqua potabile ai siciliani delle  due
  Isole  delle  Pelagie  e  non  farli  sentire,  ancora  una  volta,
  cittadini di 'serie B'». (231)

   Ha   facoltà   di   parlare  l'assessore  Marino  per   rispondere
  all'interrogazione.

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Signor   Presidente,  signori  deputati,  si  rappresenta  che   il
  Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti ha già  predisposto
  i   relativi  bandi  di  gara  per  la  gestione  del  servizio  di
  dissalazione nelle isole Lampedusa e Linosa.
   I bandi hanno solo oggi, dopo l'avvenuta approvazione del bilancio
  regionale, idonea copertura finanziaria.
   In  attesa dell'affidamento definitivo si è proceduto con proroghe
  contrattuali,  ed  in  ultimo  a nuovo affidamento  con  trattativa
  privata, così come consentito dal codice degli appalti, nelle  more
  dell'espletamento della gara pubblica.
   Il  nuovo  contratto annuale, stipulato in data 20.02.2013  giusto
  Rep  37/2013, tra il dipartimento e la SOFIP, garantirà il servizio
  di  dissalazione nel periodo che va dal gennaio 2013 al 31 dicembre
  2013.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Musumeci   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   MUSUMECI. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione numero 262   Chiarimenti
  urgenti   in  merito  alla  creazione  di  nuove  cariche   sociali
  all'interno dell'ACOSET S.p.a. di Catania e all'incompatibilità del
  direttore   generale  di  recente  designazione ,  degli  onorevoli
  Ciancio,  Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ferreri, Foti,  La  Rocca,
  Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Trizzino, Venturino,  Zafarana  e
  Zito.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, all'Assessore per le autonomie  locali
  e  la  funzione  pubblica  e  all'Assessore  per  il  territorio  e
  l'ambiente, premesso che Giuseppe Rizzo, vicesindaco nel comune  di
  Pedara,  è  stato nominato nuovo presidente di Acoset spa,  società
  che  gestisce  il  servizio idrico integrato per gli  utenti  della
  fascia pedemontana della provincia di Catania;

   considerato  che l'ex presidente di Acoset spa, Fabio Fatuzzo,  si
  era dimesso dal suo incarico perché implicato nel processo 'Cenere'
  e quindi interdetto dai pubblici uffici;

   rilevato che:

   le delibere consortili vanno assunte con il voto della maggioranza
  dei  consorziati, mentre in questo caso la delibera sulla nomina  è
  stata votata solo dal 50% degli aventi diritto e facenti parte  del
  Consorzio;

   lo  stesso Fabio Fatuzzo, a poche settimane dalle dimissioni della
  presidenza dell'Acoset per la sentenza del processo 'Cenere' che lo
  ha   condannato  all'interdizione  dai  pubblici  uffici,  è  stato
  tuttavia nominato Direttore generale della Acoset spa;

   nella  logica  della  'spending review'  che  interessa  anche  la
  Regione siciliana tale incarico, di cui si è benissimo fatto a meno
  negli  ultimi  anni, è superfluo nonché fonte di ulteriori  inutili
  spese a carico della società;

   visto il regolamento per la disciplina delle procedure di ricerca,
  selezione ed inserimento del personale (approvato con delibera  del
  28/02/2012)  che  all'art. 5.3 testualmente prevede:  'I  requisiti
  generali  per l'assunzione sono i seguenti: a) assenza  di  carichi
  pendenti  e  precedenti  penali per fattispecie  di  reato  la  cui
  sanzione comporti il venir meno del godimento dei diritti civili  e
  politici e, comunque, per reati puniti con pena non inferiore a tre
  anni, ad eccezione di coloro che sono riabilitati';

   per sapere:

   se  non  ritengano  grave  che  un  presidente  dimissionario  per
  incompatibilità  dettata  dall'interdizione  dai  pubblici   uffici
  riceva  una  nomina  all'interno  della  stessa  Acoset  spa   come
  Direttore generale;

   se  tale  carica sia stata istituita perchè davvero  utile  oppure
  semplicemente  per  cautelare  il nuovo  Direttore  generale  Fabio
  Fatuzzo;

   se  non ritengano la situazione così grave da voler intervenire al
  più  presto con le necessarie ed urgenti indagini, al fine  di  far
  rispettare  le  leggi  dello  Stato  che  impongono  ai  condannati
  l'esclusione da possibili ruoli nei servizi pubblici». (262)

   Ha   facoltà   di   parlare  l'assessore  Marino  per   rispondere
  all'interrogazione.

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Signor  Presidente,  signori deputati, in ordine all'interrogazione
  appena  citata,  nonostante ci siano stati già  diversi  interventi
  sulla  stampa,  il dipartimento ha ritenuto di dovere approfondire,
  anche su  richiesta del sottoscritto assessore, tutta la vicenda in
  modo  da essere assolutamente puntuali, eventualmente anche  essere
  pronto  a tutti gli interventi per quanto riguarda l'interrogazione
  in  argomento.  Si chiede, quindi, un rinvio per le ragioni  appena
  esposte.

   PRESIDENTE. Così resta stabilito.
   Si  passa all'interpellanza numero 15  Notizie in merito al  Patto
  dei  sindaci  ed all'Unità di assistenza tecnica , degli  onorevoli
  Palmeri, Cancelleri, Zafarana, Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri,
  Mangiacavallo, Siragusa, Trizzino, Venturino, Foti, La Rocca, Zito.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che:

   la  Regione siciliana, nel novembre del 2010 ha aderito  al  Patto
  dei  Sindaci  (PdS) come struttura di supporto con  l'obiettivo  di
  fungere  da stimolo per i Comuni siciliani nell'azione di riduzione
  delle   emissioni  di  CO2  ed  anche  per  supportare  le  singole
  municipalità nell'elaborazione e successiva attuazione dei Piani di
  Azione per L'Energia Sostenibile (PEAS);

   dopo   un  anno  dall'adesione  al  PdS,  l'Assessorato  regionale
  dell'Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità ha emesso  un  bando
  per  la  creazione  di  un'Unità di Assistenza  Tecnica  (UAT)  per
  aiutare i 390 comuni siciliani nella stesura dei PEAS;

   considerato che:

   il  decreto  ad  avviso  pubblico  del  dipartimento  Energia  per
  selezionare un pool di esperti è datato 29 luglio 2011;

   il  bando pubblicato sulla GURS n. 35 del 19 agosto 2011 prevedeva
  la  selezione  di  n. 14 esperti di comprovata professionalità  nel
  settore delle rinnovabili e nelle politiche europee per l'energia;

   la  Commissione  europea,  informata  di  tale  iniziativa,  aveva
  espresso  parere favorevole e aveva considerato la stessa come  una
  buona pratica europea pubblicizzandola sul sito ufficiale del Patto
  dei Sindaci;

   il  dipartimento Energia con DDG (Decreto Dirigente  Generale)  n.
  399  del  27.09.2012 ha pubblicato la graduatoria degli ammessi  al
  colloquio  con  relativi  punteggi, ma che  allo  stato  attuale  i
  selezionati restano in attesa del suddetto colloquio;

   visto   che  il  costo  degli  esperti  della  UAT  sarebbe  stato
  interamente  a carico dei fondi strutturali, per l'appunto  del  PO
  FESR 2007/2013 Sicilia, in quanto compatibile con le finalità dello
  stesso, e non avrebbe pertanto gravato sul bilancio regionale;

   per conoscere:

   se  non  ritengano  opportuno portare a compimento  il  bando  che
  istituisce la UAT (di cui sopra);

   se  non  intendano  procedere  al  completamento  della  selezione
  dell'UAT,   invece   di  procedere,  come  si  è   proceduto,   con
  deliberazione di Giunta Regionale n. 460 del 30 novembre 2012, alla
  costituzione  di  una 'Cabina di Regia per monitoraggio  Patto  dei
  Sindaci',   che   sembrerebbe  composta   anche   da   due   figure
  professionali esterne all'Amministrazione regionale ed i cui  costi
  potrebbero gravare sul bilancio della stessa Regione, che già opera
  attraverso  la promozione di incontri con i 390 Comuni  siciliani».
  (15)

   Ha   facoltà   di   parlare  l'assessore  Marino  per   rispondere
  all'interpellanza.

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Signor    Presidente,    signori    deputati,    con    riferimento
  all'interpellanza  numero 15, si ritiene utile  evidenziare  che  è
  intendimento   della   Regione  siciliana  portare   a   compimento
  l'attività discendente dall'avviso pubblico inserito nella gazzetta
  ufficiale  della  Regione siciliana del 19 agosto 2011,  iniziativa
  che,  come afferma nell'atto ispettivo lo stesso onorevole Palmeri,
  è  stata  considerata dalla stessa Commissione Europea  esempio  di
  buona  pratica  europea, pubblicizzandola sul  sito  ufficiale  del
  Patto dei Sindaci.
   Invero,  deve  riconoscersi che il procedimento ha incontrato  non
  pochi ostacoli che ne hanno rallentato, in buona sostanza la attesa
  speditezza e rinviato l'efficacia.
   Primo  fra tutti, quello di far convergere l'Autorità di  Gestione
  del  PO  FESR  Sicilia  2007-2013 ad una piana  condivisione  della
  coerenza  delle attività programmate con gli stessi  obiettivi  del
  Programma  Operativo;  tale  fase del  processo  ha  registrato  un
  serrato confronto attraverso diverse riunioni e tavoli tecnici, sia
  prima  che  dopo  la stessa pubblicazione dell'Avviso,  addivenendo
  all'assegnazione delle risorse necessarie solo nel mese di febbraio
  2012.
   Pertanto,  solo  a  partire dal predetto mese  è  stato  possibile
  avviare  i dovuti adempimenti per la costituzione della Commissione
  di  valutazione, procedura espletata attraverso richiesta di  terne
  di  docenti  universitari  espressione delle  Università  Siciliane
  inoltrata   al   Presidente  della  CRUS   -   Comitato   regionale
  Universitario  della Sicilia, Magnifico rettore Professore  Roberto
  La   Galla.  (Il  decreto  di  costituzione  della  Commissione  di
  valutazione  è il numero 47 del 10 febbraio 2012, restituito  dalla
  Corte dei conti in data 18 aprile 2012).
   La  Commissione, insediatasi in data 17 maggio 2012, è  pervenuta,
  già  alla  seconda seduta (29 maggio 2012), alla definizione  degli
  elenchi  delle  istanze  giudicate  irricevibili  e  inammissibili,
  successivamente approvati con D.D.G. numero 268 del 17 luglio 2012,
  debitamente   pubblicato  sul  sito  ufficiale   del   Dipartimento
  dell'Energia e su www.euroinfosicilia.it.
   Nel  corso  delle successive sedute, la Commissione  ha  proceduto
  alla  valutazione  dei  curricula di  tutte  le  istanze  giudicate
  ammissibili  e  tale fase si è protratta fino alla  seduta  del  21
  settembre 2012.
   In  quella sessione, la Commissione procedette ad approvare  anche
  il  calendario dei colloqui articolato nelle giornate  23,24  e  25
  ottobre  2012.  Furono quindi predisposte le  relative  lettere  di
  convocazione e inviate alla spedizione.
   Le  risultanze di valutazione dei curricula e l'individuazione dei
  soggetti  da  convocare per il colloquio fu approvata  con  decreto
  numero  399  del  27 settembre 2012, pubblicato in data  3  ottobre
  successivo    pure    sul    sito    del    dipartimento    e    su
  www.euroinfosicilia.it.
   Purtroppo  in  data  2 ottobre 2012, attraverso comunicato  stampa
  ufficiale della Presidenza della Regione, venne diramata la notizia
  secondo  cui  la  Giunta di Governo regionale aveva  deliberato  in
  ordine  alla  revoca dell'Avviso de quo, determinando la  decisione
  degli uffici del Dipartimento di sospendere ogni attività in attesa
  di  ricevere copia della deliberazione. Il Dipartimento Energia  ha
  rappresentato in merito, di non avere mai ricevuto la deliberazione
  di revoca della procedura di selezione.
   Con   riferimento  alle  necessità  scaturenti  dalla   richiamata
  direttiva presidenziale del 19 novembre 2012, il Dirigente Generale
  dell'Energia,  dopo  avere riattivato il  contratto  di  assistenza
  tecnica  alla società Sviluppo Italia Sicilia S.p.A.,  con  decreto
  dell'11  marzo 2013, ha ricostituito l'integrità della  Commissione
  di  valutazione  nominando il nuovo Presidente  nella  persona  del
  dirigente del competente Servizio dipartimentale.
   I  colloqui,  il cui calendario è stato fissato dalla Commissione,
  nella riunione del 15 aprile scorso, sono stati effettuati, secondo
  una  articolazione per profili, tra la fine del mese di maggio e  i
  primi del mese di giugno.
   Ad   oggi  il  provvedimento  che  approva  le  risultanze   delle
  valutazioni della Commissione è alla firma del Dirigente Generale.
   Di  seguito, si procederà in ordine alla stipula dei contratti che
  si valuteranno necessari; gli stessi dovranno essere trasmessi alla
  Corte dei Conti per il controllo di competenza.
   Con riferimento al secondo quesito - se non intendano procedere al
  completamento della selezione della UAT, invece di procedere,  come
  si  è  proceduto, con deliberazione di Giunta Regionale numero  460
  del 30 novembre 2012, alla costituzione di una  Cabina di Regia per
  monitoraggio Patto dei Sindaci  che sembrerebbe composta  anche  da
  due figure professionali esterne all'Amministrazione regionale ed i
  cui costi potrebbero gravare sul bilancio della stessa Regione, che
  già  opera  attraverso la promozione di incontri con i  390  Comuni
  siciliani  - si ribadisce l'avvenuto completamento del procedimento
  di selezione della UAT secondo quanto già esposto.
   Diversamente, con riguardo alla Cabina di Regia - anche perché poi
  impropriamente si è chiamata quella Cabina di Regia, la  Cabina  di
  Regia  si  compone sapete, dagli assessori appunto  competenti  dei
  vari  rami  -   per  il  monitoraggio del Patto  dei  Sindaci,  già
  istituita  con  deliberazione numero  460  del  30  novembre  2012,
  adottata  a seguito della deliberazione numero 459 dello stesso  30
  novembre 2012 con la quale fu condiviso il percorso delineato nella
  Direttiva  Presidenziale  numero 50602 del  19  novembre  2012,  va
  precisato  che,  in  atto,  non è intervenuto  alcun  provvedimento
  finalizzato  a  formalizzare  la  costituzione  della  stessa  -  e
  comunque provvederemo al più presto secondo, appunto, le competenze
  del Presidente della Regione, su questo punto.
   Secondo  quanto  deliberato dalla Giunta  regionale,  la  predetta
  Cabina di regia dovrà essere composta dagli Assessori regionali,  o
  loro delegati, dei rami di Amministrazione regionale interessati.
   In  ogni  caso, per la composizione e le modalità di funzionamento
  della stessa, la Giunta ha rinviato a successivo provvedimento.
   Sicuro per quanto riguarda le persone che sono state nel Consiglio
  appunto  indicate nel quesito 2 diciamo che si tratta di consulenti
  nominati   dal   Presidente  della  Regione  che  hanno   espletato
  un'attività  di  consulenza che nulla ha a che  vedere  con  quanto
  riguarda la cosiddetta cabina di regia.

   PRESIDENTE. I firmatari si dichiarano soddisfatti.
   Si  passa all'interpellanza numero 17   Chiarimenti sulla corretta
  interpretazione della legge regionale n. 2 del 2013 in  materia  di
  servizio  idrico  integrato , degli onorevoli Zito,  Mangiacavallo,
  Cancelleri,  Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti,  La  Rocca,
  Palmeri, Siragusa, Trizzino, Venturino, Zafarana. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che:

   con  legge della Regione n. 2 del 9-01-2013, recante 'Disposizioni
  in   materia   di   servizio   idrico  integrato',   l'orientamento
  manifestato    dalla    Regione    è    chiaramente    quello    di
  ripubblicizzazione dell'acqua quale patrimonio pubblico da tutelare
  e  trattare  in  quanto  risorsa limitata di alto  valore  sociale,
  ambientale, culturale, economico';

   rilevato che:

   entro  sei mesi dalla stessa legge, la Regione intende far tornare
  ai  comuni  ogni  autorità di gestione dell'acqua, come  recita  il
  comma  5  della predetta legge:'Con successiva legge regionale,  da
  emanarsi  entro  sei  mesi dalla data di entrata  in  vigore  della
  presente legge, le funzioni delle Autorità d'ambito sono trasferite
  ai Comuni;

   questi  sei mesi previsti dalla predetta legge, visto che gli  ATO
  vengono  posti in liquidazione, devono fondamentalmente servire  ai
  Presidenti  degli  ATO, nominati come liquidatori,  per  effettuare
  ogni  attività  di  censimento  delle gestioni  preesistenti,  come
  recita  il  comma  4:'Le  attuali  Autorità  d'ambito  territoriale
  ottimale sono poste in liquidazione dalla data di entrata in vigore
  della presente legge. Le funzioni di commissario straordinario e di
  liquidatore   sono   assunte  dai  Presidenti   dei   consigli   di
  amministrazione  delle  disciolte Autorità. I  predetti  commissari
  durano in carica sino al completamento delle attività di censimento
  delle  gestioni preesistenti e di verifica dello stato dei rapporti
  giuridici attivi e passivi e comunque non oltre sei mesi dalla data
  di entrata in vigore della presente legge';

   considerato  che per quanto sopra, riteniamo che ogni attività  in
  essere,  derivante  da  contratti  stipulati  dagli  ATO  posti  in
  liquidazione,  debba  essere immediatamente bloccata,  al  fine  di
  poter  effettuare  correttamente ogni censimento  del  preesistente
  (come recita la legge 2/2013) ed evitare contestualmente ogni forma
  di abuso o ingiustizia ai cittadini;

   per conoscere se non ritengano opportuno:

   chiarire  come  intenda regolare l'attività delle Società  Private
  che abbiano contratti con gli ATO (già poste in liquidazione) e che
  hanno  avuti consegnati gli impianti dai Commissari del  precedente
  Governo Lombardo;

   emanare,  se  possibile,  una nota di chiarimento  o  di  corretta
  interpretazione   della   legge   2/2013,   per   bloccare,    fino
  all'emanazione delle successiva legge prevista (entro 6 mesi), ogni
  attività  derivante da contratti pregressi con  gli  ATO  i  quali,
  essendo  stati  posti  in liquidazione, non  potrebbero  proseguire
  alcuna   attività  contrattuale,  in  quanto  ciò  inficerebbe   il
  censimento  dell'attività preesistente, richiesta  dalla  legge  n.
  2/2013». (17)

   Ha   facoltà   di   parlare  l'assessore  Marino  per   rispondere
  all'interpellanza.

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Signor  Presidente, signori deputati, con la predetta interpellanza
  in  particolare  è  stato  richiesto di chiarire  come  si  intende
  regolare l'attività della società privata che abbiano contratti con
  gli  Ato,  già posti in liquidazione  e che hanno avuto  consegnati
  gli impianti dai commissari dal precedente governo Lombardo.
   Di  emanare,  se  possibile, una nota di chiarimento  di  corretta
  interpretazione   della  legge n. 2  del  2013  per  bloccare  fino
  all'emanazione successiva della legge prevista, entro  sei  mesi  e
  quella su cui stiamo lavorando in atto, ogni attività derivante  da
  contratti  pregressi con gli Ato, i quali essendo  stati  posti  in
  liquidazione non potrebbero proseguire alcuna attività contrattuale
  in  quanto ciò inficerebbe il censimento dell'attività preesistente
  richiesta dalla legge n. 2 del 2013.
   Seguì  la pubblicazione della legge regionale è stata adottata  la
  circolare  20  febbraio  2013 n. 2 con cui  sono  stati  forniti  i
  chiarimenti  in relazione alla fase di liquidazione delle  autorità
  di   ambito   territoriale  ottimale  ad   opera   dei   commissari
  straordinari  liquidatori   di  cui  si  evidenziano  alcuni  punti
  salienti.
     Al  commissario straordinario liquidatore  che si identifica con
  il  Presidente  del  consiglio  di amministrazione  nelle  autorità
  istituita   nella   forma  di  consorzio  e   con   il   Presidente
  dell'assemblea dei sindaci nelle autorità istituita con la  formula
  della  convenzione  viene affidata l'attuale  gestione  della  fase
  liquidatoria.
   Il  commissario  straordinario liquidatore  si sostiene  sia  agli
  organi  amministrativi  e di in dirizzo sia  all'organo  gestionale
  assumendone   le  relativi  funzioni  e  competenze  senza   alcune
  necessità  di  operare proprio in ragione della peculiarietà  della
  fase in esame alcuna distinzione fra le tipologie di organi.
   In  tal senso si è altresì espresso l'Ufficio legislativo e legale
  della  Regione  siciliana il quale ha sancito come  il  commissario
  straordinario  liquidatore,  nominato  a  seguito  della  messa  in
  liquidazione dello stesso ente, ha certamente i compiti più  estesi
  e   più   ampi  di  quelli  che  costituiscono  normali  sfere   di
  attribuzione degli organo ordinari  del medesimo ente ed,  infatti,
  oltre  alla  gestione ordinaria il commissario  in  questione  deve
  provvedere anche alla gestione liquidatoria da intendersi  comunque
  quale attività principale dell'Ente attraverso l'espletamento delle
  operazioni di liquidazione necessarie.
   Il commissario straordinario liquidatore dovrà adoperarsi affinché
  sulla  scorta  di  quanto previsto dalla legge si provveda  ad  una
  definizione  quanto più celere dell'operazione di  liquidazione  al
  fine   di  consentire  una  preliminare  ricognizione  dello  stato
  generale di gestione  di ogni autorità in liquidazione, si  ritiene
  opportuno  che  ogni  commissario  rediga  entro  giorni  20  dalla
  pubblicazione  della  legge  n.  2  del  2013  una   relazione   di
  presentazione  sullo stato amministrativo-finanziario  e  contabile
  rinvenuto   al   momento  del  suo  insediamento  da   inviare   al
  dipartimento regionale Ato rifiuti.
   Nella  rilevazione  dello stato economico  finanziario  l'indagine
  conoscitiva  dovrà  soffermarsi, con particolare attenzione,  sulla
  indicizzazione e ricognizione di documenti  contabili  vigenti   ed
  approvati,  ovvero  sulle motivazioni in ordine alla  loro  mancata
  adozione o approvazione delle esposizioni debitorie con indicazione
  delle  motivazione in ordine alla loro mancata liquidazione   delle
  entrate alle autorità non ancora riscosse e non ancora riscuotibili
  con annesse le relative motivazioni .
   La  predetta preliminare ricognizione economico-finanziaria  dovrà
  essere  accompagnata   dall'espletamento delle incombenze contabili
  legate  all'avvio dell'attività di liquidazione, comunicazione  con
  l'istituto  bancario  tesoriere, creazione del fondo  liquidazione,
  aggiornamento  scritture contabili nonché il quadro delle  gestioni
  in  carico  all'Ato e di quelle ancora mantenute  dai comuni  o  da
  soggetti terzi.
   Il  commissario  dovrà   compiere tutti gli  atti  ordinari  della
  gestione   utili  all'amministrazione  sulla  scorta  di  documenti
  contabili già approvati al fine di dare certezze e continuità  alle
  operazioni  liquidatorie  sino  al  compimento  ovvero  sino   alla
  scadenza fissata alla data del 30 giugno 2016.
   In  tale ambito il commissario straordinario liquidatore nel  caso
  in  cui   riscontra la mancata approvazione di documenti  contabili
  pregressi   potrà  redigere in sostituzione solo quelli  di  natura
  consuntiva e di liquidazione segnalando alla Corte dei  conti   per
  le designazioni di competenza  le omissioni riscontrate.
   I commissari straordinari liquidatori  dovranno agire nel rispetto
  delle  norme  comunitarie nazionali e regionali   nonché  attenersi
  alle direttive  impartite dall'assessorato competente per materia.
   Il  commissario straordinario liquidatore  nel periodo transitorio
  può  risolvere tutte le questioni  di amministrazione  attiva   che
  attengono alla gestione ordinaria dell'Ente.
   Il  comma 5 della legge regionale 9 gennaio 2013, ha, tra l'altro,
  previsto  che   sono disciplinati con legge regionale (da  emanarsi
  entro   sei  mesi dalla data di entrata in vigore della stessa)  le
  modalità  di successione nei rapporti giuridici attivi e  passivi
  ed   il    successivo  comma  6  ha  statuito   che    nelle   more
  dell'approvazione della legge di cui al comma 5, i comuni  che  non
  hanno  consegnato  gli  impianti ai  gestori  del  servizio  idrico
  integrato, continuano la gestione diretta .
   A  tal  riguardo,  si rappresenta che in data 11  giugno  2013  il
  Governo regionale ha presentato il previsto disegno di legge n 455,
  riguardante  Disciplina in materia di risorse idriche , attualmente
  all'esame della quarta Commissione legislativa.

   PRESIDENTE. I firmatari si dichiarano soddisfatti.
   Si passa all'interrogazione numero 404  Chiarimenti sulla condotta
  degli  enti locali che fanno parte dell'ATO Gesa 2 S.p.a. in merito
  all'inizio  del servizio di raccolta in proprio dei rifiuti  solidi
  urbani , dell'onorevole Di Mauro.
   Non  essendo  presente in Aula il firmatario, l'interrogazione  si
  considera presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 452  Interventi per garantire
  la  continuità  del servizio idrico nella provincia  di  Palermo  e
  l'occupazione dei lavoratori della società Acque potabili siciliane
  in amministrazione straordinaria , dell'onorevole Lentini.
   Non  essendo  presente in Aula il firmatario, l'interrogazione  si
  considera presentata con richiesta di risposta scritta.

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Signor Presidente, signori deputati a proposito dell'interrogazione
  numero  452 che è stata trasformata in interrogazione con richiesta
  di  risposta  scritta,  era intendimento del Governo  rappresentare
  che,  essendo connessa al disegno di legge in discussione, comunque
  si  voleva approfondire in modo da dare una risposta completa anche
  in  esito a quello che sarà il disegno di legge definitivo che  poi
  verrà eventualmente approvato dall'Aula.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione numero 468   Misure  per
  accelerare  la  conversione del polo petrolchimico di  Siracusa  in
  polo energetico  degli onorevoli Vinciullo e Pogliese.
   Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'energia e per  i
  servizi  di  pubblica utilità, all'Assessore per  il  territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   negli  anni passati, soprattutto fra il 1960 e la fine degli  anni
  settanta,  il polo petrolchimico siracusano impegnava oltre  20.000
  lavoratori;

   negli  ultimi  anni,  tutto è cambiato, e nella  zona  industriale
  siracusana, gli addetti impegnati sono ad oggi meno di 10.000,  con
  una espulsione violenta e senza pietà di oltre 10.000 lavoratori;

   considerato che:

   da  circa vent'anni, nonostante tutte le assicurazioni, si procede
  a  rilento verso una riconversione del polo petrolchimico  in  polo
  energetico,  al fine di ridare slancio e vitalità ad  un  sito  che
  diversamente è destinato alla chiusura definitiva;

   ad  oggi, nel sito industriale siracusano è rimasto poco  e  nulla
  delle rappresentanze della chimica di base;

   accertato che:

   le  maggiori realtà imprenditoriali della chimica, presenti ancora
  oggi nella zona industriale siracusana, sono due società del gruppo
  ENI,  la  Polimeri Europa e la Syndial, che tuttavia, insieme,  non
  riescono ad assorbire più di 600 dipendenti;

   anche le aziende impegnate in attività di raffinazione all'interno
  dell'area  industriale, come la Esso italiana e la Isab,  impiegano
  non più 600 dipendenti la prima e circa 1000 la seconda;

   il  maggior  numero di lavoratori del petrolchimico fa  parte  del
  cosiddetto  'indotto',  il  settore  cioè  delle  piccole   imprese
  appaltatrici;

   visto che:

   il persistere dei ritardi nella conversione del Polo petrolchimico
  siracusano in Polo energetico rischia di indurre alcuni  dei  pochi
  investitori rimasti ad abbandonare il sito industriale;

   la  mancata realizzazione del Polo energetico determinerà la  fine
  della  zona  industriale  siracusana e del  suo  indotto  che  oggi
  impegna 10.000 dipendenti che andranno incontro al licenziamento  e
  incrementeranno la disoccupazione al Sud;

   per sapere:

   se  non  ritengano  urgente intervenire al fine di  accelerare  le
  procedure  necessarie per la riconversione del  Polo  petrolchimico
  siracusano in Polo energetico;

   se non intendano sollecitare il Governo Nazionale, responsabile in
  parte  dei  ritardi  denunciati e dare un futuro ecocompatibile  ad
  un'area  che  diversamente sarà costretta alla chiusura  con  serie
  ripercussioni   sull'occupazione  siciliana  e  di   quella   della
  provincia di Siracusa in particolare». (468)

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore   Marino   per
  rispondere all'interrogazione.

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Signor Presidente, signori deputati, con l'interrogazione in parola
  l'onorevole  Vinciullo denuncia la grave crisi occupazionale  della
  zona  industriale  di Siracusa e chiede un intervento  del  Governo
  regionale finalizzato ad accelerare le procedure necessarie per  la
  riconversione del polo petrolchimico di Siracusa in polo energetico
  ed,  al  contempo, a sollecitare in merito il Governo nazionale  in
  gran  parte  responsabile di ritardi accumulati ad  impegnarsi  nel
  rilancio  di un sito altrimenti destinato alla chiusura definitiva.
   Una   volta  insediatomi,  ben  consapevole  dell'importanza   per
  l'economia  regionale di ogni azione volta a perseguire l'obiettivo
  di  riconversione in chiave eco-compatibile del polo di Siracusa al
  fine  della salvaguardia dell'incremento dei livelli occupazionali,
  ho  preso  atto  dei  ritardi che vengono contestati  all'onorevole
  firmatario  dell'interrogazione,  imputabili  invero  a  molteplici
  criticità e a differenti livelli istituzionali.
   Invero,  già negli anni che vanno dal 2001 al 2003 la  Regione,  a
  seguito  di trattative con lo Stato a favore della riqualificazione
  ambientale  industriale del sito petrolchimico  di Siracusa,  aveva
  concluso  un  accordo  di  programma  in  data  23  dicembre  2005,
  costituita  da  un  pacchetto di investimenti  pubblici-privati  da
  risorse  rese  disponibili da parte sia  dello  Stato  anche  della
  Regione.
   La  Regione  si  era  impegnata ad accelerare tutte  le  procedure
  autorizzative insistenti sul territorio interessato dell'accordo ed
  in  effetti ha onorato i propri obblighi, lo Stato viceversa non ha
  messo a disposizione risorse finanziarie a proprio carico.
   Oggi, al fine di rilanciare il percorso, il dipartimento regionale
  di  energia  sta  avviando  tutte le azioni  propedeutiche  per  un
  efficace  utilizzo  delle risorse comunitarie, consapevole  che  il
  concreto   approccio   alla  tematica  in   oggetto   deve   essere
  necessariamente    inserito    all'interno    degli     adempimenti
  istituzionali proprio del ciclo di programmazione comunitaria 2014-
  2020.
   Il   primo   step   effettuato  in  merito  è  il  perfezionamento
  dell'accordo di partenariato per la programmazione comunitaria.  Al
  riguardo  il  dipartimento  regionale dell'energia  che  aveva  già
  offerto  il  proprio  apporto  nel  corso  di  tavoli  partenariali
  nazionali,  ha  inviato  in data 22 aprile  2013,  al  dipartimento
  regionale  della programmazione il proprio contributo programmatico
  in  tema di fabbisogni di riconversione dei siti del petrolchimico,
  nonché  dei comuni sedi di estrazione raffinazione di idrocarburi e
  centrali  termoelettriche  quale strumento di politica  industriale
  per un uso efficace delle risorse.
   Il  predetto contributo programmatico è il risultato di un  lavoro
  attento  condotto  attraverso  molteplici  Tavoli  di  partenariato
  regionali  teso  a  mettere  a fuoco, partendo  dagli  esiti  della
  vecchia  programmazione, i risultati che si  intendono  conseguire,
  sulla   scorta   dei   quali  dovrà  essere  orientata   la   nuova
  programmazione ed i suoi obiettivi.
   Il Dipartimento ha così individuato e proposto una serie di policy
  di ampio respiro e di approccio sistematico al settore.
   In   particolare,  di  interesse  strategico,   è  considerata  la
  ricerca,  fondamentale in un settore, quale quello  energetico,  ad
  alta innovatività tecnico-scientifica.
   Il  sostegno allo sviluppo e all'impiego di tecnologie  dotate  di
  minore  impatto  ambientale e la creazione di start  up  innovative
  afferenti  alla  clean economy, è ritenuto infatti  imprescindibile
  per   l'attuazione   di  una  efficace  politica   energetica   che
  costituirà,      peraltro,     argomento     e     approfondimento,
  all'aggiornamento del piano energetico ambientale (PEARS).
   Altra  istanza che è stata espressamente fatta presente nel  corso
  dei  tavoli  nazionali, quale intervento industriale  in  grado  di
  assicurare  lo sviluppo sostenibile, è proprio quella  dell'urgente
  necessità   di   reindustrializzazione  dei  siti  bonificati   del
  petrolchimico  e dei comuni sede di estrazione, raffinazione  e  di
  centrali  termoelettriche, attraverso l'incentivazione di  progetti
  integrati  per  la  produzione  di  energia  da  Fonti  di  Energia
  Rinnovabile  (FER),  bioliquidi  e  biocarburanti,  per   ulteriori
  sbocchi occupazionali.
   La tematica merita poi una seconda, fondamentale, notazione.
   Considerato l'importanza del territorio in questione per le scelte
  di  politica energetica nazionale, la rivitalizzazione dell'Accordo
  del  2005 costituirà oggetto di apposito piano di azione del  nuovo
  Piano Energetico Ambientale della Regione.
   Va  premesso, al riguardo, che la Programmazione comunitaria 2014-
  2020  impone la propedeutica predisposizione dei Piani di  settore,
  considerati  dall'Unione europea, condizione ex  ante  per  un  più
  efficiente utilizzo delle risorse comunitarie.
   Il  Dipartimento regionale per l'Energia il 16 maggio 2013 ha  già
  presentato  al Partenariato istituzionale, economico e  sociale  il
  Rapporto di monitoraggio ambientale 2012, redatto in osservanza del
  Testo  Unico  statale  dell'Ambiente (D. Lgs. N.  152/2006),  sulla
  scorta  di un rapporto di tutoraggio eseguito dalla società Sicilia
  e Ricerca S.p.A.
   Il  Rapporto di Monitoraggio Ambientale, pubblicato sul  sito  del
  Dipartimento   regionale  Energia,  costituisce   il   fondamentale
  strumento  conoscitivo  dell'attuale Sistema Energetico  regionale,
  sulla  base  del  quale  l'Amministrazione  provvederà  a  redigere
  l'aggiornamento  del  Piano Energetico  Ambientale  e  la  relativa
  documentazione   per  il  rilascio  della  Valutazione   Ambientale
  Strategica  (VAS)  di  competenza  dell'Assessorato  regionale  del
  Territorio e dell'Ambiente.
   Al  riguardo,  si  è  in  grado,  qui,  di  confermare,  come  già
  anticipato,   che  le  future  linee  guida  dell'adottando   PEARS
  riguarderanno  anche un idoneo ed apposito piano di azione  per  lo
  sviluppo  sostenibile  di un'area industriale  strategica  per  gli
  interessi economici della Regione, quale è quella di Siracusa.
   Tale   piano   costituirà  la  naturale  evoluzione   del   modulo
  procedimentale  rappresentato  dal  già   citato  Accordo  del   21
  dicembre   2005  e  sarà  accompagnato  da  azioni  di  formazione,
  conoscenza, rete, ecc.
   Si  fa  poi presente che il Dipartimento regionale Energia ha  già
  programmato una campagna divulgativa e formativa nel territorio  in
  oggetto,  con  la  partecipazione del servizio  competente  per  la
  formazione  delle  amministrazioni locali  e  la  sensibilizzazione
  delle  stesse  alle  tematiche dell'innovazione energetica  per  lo
  sviluppo di una pianificazione energetica comunale più efficace dei
  territori comunali ed un Governo più consapevole del territorio  da
  pare  delle  Amministrazioni locali, a salvaguardia dello  sviluppo
  sostenibile.
   Quale  ulteriore  differente,  ma  complementare  approccio   alla
  problematica, si rappresenta, infine, che il Dipartimento regionale
  Energia  si  sta occupando di predisporre uno schema di  D.D.L.  di
  semplificazione delle procedure autorizzative per la costruzione ed
  esercizio di infrastrutture energetiche strategiche, da proporre al
  legislatore regionale nell'esercizio della competenza esclusiva  in
  materia ex art. 14, comma 1, lett. D) dello Statuto, da considerare
  quale  ulteriore iniziativa volta a superare la condizione ex  ante
  per un più efficiente utilizzo delle risorse comunitarie.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  assessore,  preliminarmente mi dichiaro soddisfatto della  risposta
  avuta da parte dell'assessore.
   L'Assessore ha voluto tracciare una dotta anche se breve relazione
  su  quello  che è lo stato, di fatto, della zona industriale  della
  provincia di Siracusa.
   Veda,  lei ha citato questo accordo firmato nel dicembre del 2003,
  ahimè,  io  fui uno di quelli che firmò in nome e per  conto  della
  città  di  Siracusa ma, da allora, è rimasto solo ed esclusivamente
  l'accordo.
   Lo Stato, nonostante vi siano state numerose visite siciliane, non
  ha  mai  rispettato l'impegno assunto firmando quell'accordo  e  la
  zona industriale della provincia di Siracusa come quella di Gela  e
  di  Milazzo  è  stata massacrata negli anni  60 e  negli  anni   70
  continua  ad  essere una delle zone più inquinate d'Europa  con  un
  numero di morti e di bambini nati malformati, tra i più alti sempre
  della stessa Europa.
   E'  chiaro che lei si pone il problema di cosa fare. Io,  intanto,
  non  accetto l'idea che la Regione rinunci all'impegno che lo Stato
  aveva preso per bonificare,  insieme  con le aziende di Stato e non
  quelle  zone. Vi era un impegno ben preciso, vi erano degli impegni
  sottoscritti  dalle imprese e si dà  il caso, e la  cosa  veramente
  insopportabile  che sia stata l'ENI, l'Ente Nazionale  Idrocarburi,
  cioè  la società di Stato a impugnare quell'accordo e a far sì  che
  con  una  sentenza da parte del TAR di Catania, poi alla fine  alle
  imprese  che avevano sottoscritto un impegno per bonificare  quelle
  aree sia stata data la possibilità di andare via senza ripristinare
  i luoghi così come le avevano trovato negli anni  60 quando vennero
  in provincia di Siracusa.
   Lei  però  cerca di porre un rimedio e dice ci prepariamo  per  il
  2014  e  2020 a programmare gli interventi da parte della  Comunità
  europea.
   Mi pare di aver capito che nell'ambito di questa green economy lei
  ritiene  giusto  ed  opportuno far  sì  che  una  parte  dei  fondi
  destinati   dall'Europa  all'Italia,  e  alla   Sicilia   in   modo
  particolare,  vengano  destinati  alla  zona  industriale  di   cui
  parliamo cioè quella della provincia di Siracusa in maniera tale da
  cercare di riparare i guasti che sono stati inflitti fino ad oggi.
   Guasti  che fra le altre cose hanno portato anche al licenziamento
  di oltre 7000 lavoratori.
   Perché vedete fino agli anni  80 ci siamo tenute le industrie  che
  inquinavano  e  deturpavano l'ambiente perché  in  compenso  davano
  lavoro,  adesso continuano a deturpare l'ambiente ad  inquinare  ma
  non  danno  nemmeno più lavoro e hanno scaricato sulla società,  in
  generale, il costo di aver licenziato e messo in cassa integrazione
  migliaia di lavoratori.
   E'   chiaro  che  occorre,  necessariamente,  convertire  il  Polo
  petrolchimico.
   Nell'ambito degli interventi da parte della Comunità europea,  lei
  ha  individuato delle soluzioni che io condivido e ritengo che  sia
  importante dare la possibilità alla provincia di Siracusa di  avere
  degli investimenti per risanare queste aree.
   Così  come  concordo con la sua volontà di portare un  disegno  di
  legge  e  noi  le assicureremo che lo approveremo velocemente,  per
  snellire  le  procedure per la realizzazione di strutture  operanti
  nell'ambito  della  green economy, cioè fra le  altre  cose,  veda,
  anche  ENI  sta  cercando adesso di affrontare  un  progetto   Eni-
  Versalis'  non vorremmo che finisse come accaduto qualche  anno  fa
  con  un  altro  grande investimento che alla fine, fra  la  cattiva
  volontà  di chi doveva investire e fra l'inoperosità della Regione,
  poi alla fine questo progetto  non è stato mai messo in atto.
   Avremmo  quindi  la  necessità di avere da parte  dell'Assessorato
  questa  regìa e questa volontà di intervenire richiamando tutti  al
  rispetto degli accordi e al rispetto degli impegni, adoperando  con
  ancora maggiore puntualità l'ARPA per andare, fra le altre cose  ad
  individuare tutte quelle violazioni di norma che vedono ancora  una
  volta queste industrie inquinare i nostri territori,  basti pensare
  quello  che  è  successo nel fiume Kantara qualche mese  fa,  o  il
  continuo sfiaccolamento notturno da parte dell'industria senza  che
  riusciamo mai a capire chi sono ad operare in questo settore.
   Però,  credo, che il Governo per la prima volta mi sia  consentito
  di   dirlo  ha  individuato  qual  è  il  problema  vero.  Il  Polo
  petrolchimico  è ormai decotto, ormai non in grado di  svolgere  il
  ruolo  importante  che  ha  svolto  fino  ad  adesso,  deve  essere
  trasformato.
   Ma  prima  di  essere  trasformato deve  essere  bonificato,   può
  ritornare  ad  essere un luogo di aggregazione dal punto  di  vista
  lavorativo, un luogo di aggregazione dal punto di vista  economico,
  può ritornare a essere un momento di produzione importante non solo
  per la provincia di Siracusa, ma per l'intero territorio regionale.
   Io  le  dico, assessore, vada avanti se questa la sua volontà,  in
  Aula  la  sosterremo. Abbiamo una volontà ben precisa di bonificare
  queste  aree,  abbiamo la richiesta che proviene dal territorio  di
  riutilizzare  queste aree,  perché in provincia di Siracusa  non  è
  che  poi  vi  siano  tante  aree che possano  essere  riutilizzate,
  abbiamo  la  necessità di poter ancora una volta investire  e  dare
  occupazione  ad  una  provincia purtroppo che aveva  fondato  tutto
  sulla  industrializzazione e che dalla fine del Polo  petrolchimico
  alla fine portato a casa solo nel totale 20 mila disoccupati.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'interrogazione  n.  486    Iniziative
  finalizzate  all'elaborazione di un piano regionale innovativo  per
  la  gestione dei rifiuti  a firma degli onorevoli Zito, Cancelleri,
  Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti, La Rocca, Mangiacavallo,
  Palmeri, Siragusa, Trizzino, Venturino,  Zafarana. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi  di  pubblica utilità, all'Assessore per  il  territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   recenti deliberazioni del Parlamento Europeo in materia di rifiuti
  hanno  previsto  'il divieto d'incenerimento di tutti  i  materiali
  riciclabili e compostabili a partire dal 2020';

   esiste   una   strategia  -  che  trova  uno  dei  suoi   maggiori
  teorizzatori  nel  professor  Paul Connett  -  denominata  'Rifiuti
  Zero',  che  punta ad una riprogettazione della vita ciclica  delle
  risorse, mirando al riutilizzo di tutti i prodotti, diminuendo così
  la   quantità   dei   rifiuti   da  conferire   in   discarica   ed
  approssimandone  il  numero allo zero. I  prodotti  di  scarto  non
  vengono quindi più considerati 'rifiuti' ma 'risorse';

   considerato che:

   la Regione siciliana è una delle regioni d'Italia con il tasso più
  basso di raccolta differenziata;

   nell'opinione pubblica è aumentata la consapevolezza di  come  gli
  inceneritori  siano  sovente  opere  diseconomiche  e  dannose  per
  l'ambiente,

   per sapere:

   se  si  stiano  elaborando delle linee d'indirizzo  per  un  Piano
  regionale di gestione dei rifiuti e cosa intendano fare per far  sì
  che   si  rispetti  la  decisione  presa  dal  Parlamento  Europeo,
  indirizzando  da subito la Regione verso una gestione  dei  rifiuti
  che rispetti le linee d'indirizzo e d'intervento europeo e che miri
  al   sistema   integrato  con  riduzione  dei   rifiuti,   raccolta
  differenziata  porta  a  porta,  trattamento  meccanico  biologico,
  compostaggio  e  'fabbrica dei materiali' per il recupero  di  ogni
  materiale da avviare a riciclo;

   quali  passi intenda avviare la Regione siciliana per far  sì  che
  non  vengano  costruite sul territorio regionale strutture  per  la
  termodistruzione    dei   rifiuti   puntando,    in    alternativa,
  all'innovativa strategia 'Rifiuti Zero' - decisamente più fruttuosa
  dal   punto   di  visto  del  progresso  dell'economia  dell'isola,
  dell'occupazione dei cittadini, della salvaguardia dell'ambiente  e
  della  salute  pubblica  - in un lasso di  tempo  che  sia  il  più
  possibile breve». (486)

        (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Signor Presidente, con riferimento all'interrogazione in questione,
  è   in  corso  da  parte del dipartimento regionale delle  acque  e
  rifiuti un approfondimento sul piano dei rifiuti. Chiedo, pertanto,
  per   essere  ancora  più  puntuale  nella  risposta,   un   rinvio
  dell'interrogazione in parola.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'interpellanza n. 49  Misure in ordine alle numerose
  irregolarità  e  alle  infiltrazioni della criminalità  organizzata
  nella  gestione  del COINRES  a firma degli onorevoli  Siragusa  ed
  altri.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che:

   secondo  quanto precisato dalla pronuncia della Corte  dei  conti,
  sezione  giurisdizionale per la Sicilia, del 7 marzo 2012, n.  781,
  con  specifico  riferimento  al  Coinres,  lo  stesso  deve  essere
  considerato  nel novero delle amministrazioni pubbliche,  ai  sensi
  dell'art. 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001,  che
  in tali termini qualifica i consorzi di enti locali;

   la stessa Corte d'appello di Palermo, sezione lavoro, con sentenze
  del   10   febbraio  2011,  n.  231  e  n.  232,  ha  espressamente
  riconosciuto la natura pubblica del Coinres;

   ai sensi dell'art. 146 del decreto legislativo n. 267 del 2000 nei
  consorzi  di  Comuni,  qual è il Coinres, trovano  applicazione  le
  disposizioni dettate dall'art. 143 del medesimo decreto legislativo
  in  materia di accesso ispettivo e di scioglimento degli organi nel
  caso  di  accertata  emersione  di concreti,  univoci  e  rilevanti
  elementi  su  collegamenti diretti o indiretti con  la  criminalità
  organizzata  di  tipo  mafioso  o  similare,  ovvero  su  forme  di
  condizionamento  degli amministratori stessi, che compromettono  la
  libera  determinazione degli organi elettivi e  il  buon  andamento
  delle amministrazioni, nonché il regolare funzionamento dei servizi
  alle stesse affidati ovvero che risultano tali da arrecare grave  e
  perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica;

   considerato che:

   la  Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività  illecite
  connesse  al  ciclo dei rifiuti, nella relazione  finale  approvata
  all'unanimità   il  20  ottobre  2010,  ha  dedicato   approfondita
  attenzione al Coinres, rilevando profili di illiceità nella pratica
  delle assunzioni del personale e nell'affidamento degli appalti per
  la gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti;

   nella relazione sopra citata:

   -  emerge  come il caso del Coinres sia indicativo di una gestione
  dissennata  degli  amministratori, nel  quale  sono  stati  assunti
  numerosi  dipendenti  violando  le regole  prescritte  in  tema  di
  evidenza  pubblica, ma anche di una penetrazione della  criminalità
  organizzata all'interno dell'ente;

   -  si evince nel capitolo intitolato Coinres. Deficit finanziario.
  Assunzioni,  a pag. 37, che molte delle persone assunte  presso  lo
  stesso   risultano  essere  parenti  di  personaggi   legati   alla
  criminalità organizzata o favoriti da questi personaggi;

   -  emerge  che la presenza di un soggetto legato alla  criminalità
  organizzata  all'interno di una società d'ambito  territoriale  può
  essere  il  segnale  di  una forma ben più  incisiva  di  controllo
  finalizzato ad orientare le scelte in merito alla gestione  e  tale
  illecita  finalità  può  essere più facilmente  perseguita  per  il
  tramite  di persone che apparentemente svolgono funzioni  di  basso
  livello  all'interno  della  società,  ma  che  in  realtà  operano
  nell'ombra    a   vantaggio   dell'organizzazione   criminale    di
  appartenenza (pag. 36);

   -  si  evidenziano, nell'affidamento degli appalti per la gestione
  del  servizio di smaltimento dei rifiuti, collegamenti  diretti  ed
  indiretti  tra  il Coinres e la criminalità organizzata,  la  quale
  sembrerebbe  contendersene la direzione come si  ricava  da  alcuni
  omicidi  di  dipendenti dello stesso consorzio,  già  indagati  per
  reati di mafia, occorsi negli ultimi anni (pag. 38);

   -  nel  capitolo intitolato Il dissesto finanziario degli  ATO  si
  ribadisce, a pag. 108, che siano stati pertanto accertati  numerosi
  legami   tra  il  Coinres  e  personaggi  legati  alla  criminalità
  organizzata,  sia per quanto concerne i dipendenti assunti  (spesso
  indagati  o  arrestati  per associazione  a  delinquere  di  stampo
  mafioso),   sia   per  quanto  concerne  i  mezzi  utilizzati   per
  l'effettuazione del servizio (mezzi forniti da società e da imprese
  che,  secondo  le informazioni fornite dalla questura  di  Palermo,
  risultano legate alla criminalità organizzata);

   le  considerazioni di cui sopra sono rafforzate  sia  in  numerose
  pronunce  degli  organi  giurisdizionali  che  nella  attività   di
  indagine della Procura della Repubblica di Palermo;

   invero, la Corte dei conti, Sezione giurisdizionale per la Regione
  siciliana,  con  sentenza del 7 marzo 2012, n. 781, definitivamente
  pronunciando, condanna due precedenti amministratori  del  Coinres,
  Granata  Giovanni al pagamento della somma di euro 2.468.590,73,  e
  Loddo  Raffaele  al  pagamento della somma di  euro  461.398,54  in
  favore  del  Consorzio  Intercomunale Rifiuti  Energia  e  Servizi,
  compresa  la  rivalutazione monetaria, per il danno  scaturente  da
  alcune  illecite assunzioni; inoltre con sentenze del  10  febbraio
  2011,  n. 231 e n. 232, la Corte d'appello di Palermo ha dichiarato
  illegittime ulteriori 200 assunzioni;

   il  17 aprile 2012, i carabinieri del ROS, su delega della Procura
  della  Repubblica di Palermo, hanno effettuato una serie di arresti
  relativi  all'infiltrazione  della  criminalità  organizzata  nella
  gestione  del  Coinres,  sia per quanto concerne  l'assunzione  del
  personale che per quanto riguarda la gestione degli appalti;

   nel  corso  delle  indagini che i Carabinieri della  Compagnia  di
  Bagheria  hanno condotto, i Carabinieri stessi, nei loro  rapporti,
  scrivono:  Il  condizionamento dell'ente pubblico da  parte  di  Di
  Bella  si  è  potuto realizzare grazie, innanzitutto, all'influenza
  che  egli, quale rappresentante della famiglia mafiosa di Bagheria,
  ha  potuto  esercitare  sull'allora primo  cittadino  di  Bagheria,
  Biagio  Sciortino, il quale a sua volta, faceva dipendere ogni  sua
  decisione sul Coinres dall'odierno indagato.

   negli  stralci  di  intercettazione, pubblicate sul  periodico  S,
  emerge  uno  spaccato  della  commistione  tra  mafia,  politica  e
  gestione del Coinres. A cominciare dalla figura di Nino Di Bella  i
  cui  rapporti  con  Pino Scaduto, capo della  famiglia  mafiosa  di
  Bagheria,  erano  già noti agli inquirenti. Nino Di  Bella  era  lo
  scooter  che  Pino  Scaduto utilizzava per  andare  a  Palermo  per
  incontrare  altri  mafiosi poi arrestati nella  operazione  Perseo,
  Benedetto  Capizzi,  Giovanni  D'Agati  e  Salvatore  Adelfio,  con
  l'accusa di volere ricostituire la cupola mafiosa. Pare inoltre che
  il  Di  Bella  facesse anche da staffetta al boss bagherese  e  che
  fungesse da intermediario con i mafiosi di Ficarazzi;

   in  altre  intercettazioni, effettuate nel novembre del 2009,  nel
  carcere di Cuneo, e nelle dichiarazioni rese nel marzo del 2011  da
  Onofrio  Prestigiacomo, anche lui arrestato nell'operazione Perseo,
  si  delinea  maggiormente  il quadro.  Ecco  alcuni  stralci  delle
  dichiarazioni di Prestigiacomo su Di Bella:

   -  '...É  stato  sempre vicino a Scaduto...ed era una  persona  di
  fiducia come uomo d'onore...';

   -  '...Dopo  la scarcerazione di Scaduto, Di Bella si  rimette  di
  nuovo  vicino allo Scaduto...camminavano sempre insieme...  Scaduto
  mi diceva certe cose, me le mandava a dire con Di Bella e metteva a
  disposizione diciamo anche il furgone della nettezza  urbana  e  lo
  accompagnava in certi appuntamenti...'

   -  '...Certe volte gli prendeva appuntamenti con certe  persone  e
  glieli  andava a fare nel deposito della nettezza urbana...me  l'ha
  detto   pure  Andrea  Carbone...che  ci  si  vedeva  e  metteva   a
  disposizione anche diciamo il furgone della nettezza urbana, lo  là
  Carbone,  Michele  Modica, certe volte pure  Emanuele  Cicala...che
  lavorando  là  diciamo  il Di Bella gli metteva  a  disposizione  a
  Scaduto per farsi appuntamenti là...';

   i  Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno portato  a
  termine,  il  25  marzo c.a., una operazione antimafia,  denominata
  BAGHDAD,  con l'esecuzione di 2 provvedimenti cautelari. Le  misure
  sono  state  richieste  dalla Direzione Distrettuale  Antimafia  di
  Palermo ed emesse dal Giudice per le indagini preliminari, e  fanno
  riferimento a gravi fatti di estorsione e truffa, consumati  in  un
  contesto  chiaramente mafioso. In tale contesto le  indagini  hanno
  posto  in  luce  nuovamente la figura di Antonino Di Bella,  pluri-
  pregiudicato,  quale  persona  stabilmente  inserita  nel  contesto
  mafioso  bagherese. Gli investigatori hanno avviato  una  complessa
  indagine,  attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali     e
  di   colloqui   in   carcere,  videosorveglianze   e   servizi   di
  osservazione, all'esito della quale è risultato che il Di  Bella  -
  in  servizio,  con  la  qualifica di mero sorvegliante,  presso  il
  COINRES di Bagheria, ma in realtà vero dominus del consorzio -  con
  la  connivenza  di  dirigenti pubblici infedeli,  tra  i  quali  in
  particolare il responsabile amministrativo del Coinres di  Bagheria
  Diego  Lo  Paro, si rendeva autore di una numerosa serie di  reati,
  che  potevano trovare esecuzione grazie alla influenza della locale
  consorteria  mafiosa e che finivano anche con  il  condizionare  le
  determinazioni dell'Amministrazione comunale;

   gli  illeciti  sopra  descritti hanno favorito  una  gestione  del
  servizio  soggetta  a ripetute interruzioni, che hanno  determinato
  situazioni di pericolo per la salute e igiene pubblica e che, sotto
  il  profilo  economico-finanziario del Coinres,  hanno  causato  ai
  Comuni  consorziati ingenti costi impropri, obbligandoli altresì  a
  gravare  i  cittadini di una tassa per lo smaltimento  dei  rifiuti
  (TARSU) raddoppiata;

   per conoscere:

   se non ritengano opportuno sollecitare il Ministero di Giustizia a
  verificare  se  sussistano  le condizioni  normative  per  disporre
  l'accesso  ispettivo antimafia al Coinres come  disciplinato  dagli
  artt. 143 e 146 del decreto legislativo n. 267 del 2000, attese  le
  disfunzioni  nella gestione del servizio, generate da una  numerose
  irregolarità,  e  le  infiltrazioni della  criminalità  organizzata
  nella  gestione  del Coinres, accertate anche dalla Commissione  di
  inchiesta  sulle attività illecite connesse al ciclo  dei  rifiuti,
  con la conseguente, costante interruzione di un accettabile livello
  del servizio di smaltimento dei rifiuti nei comuni del comprensorio
  interessato;

   se  non  ritengano  necessario mettere in atto  provvedimenti  nei
  confronti  del  Coinres al fine di evitare che i  contribuenti  dei
  Comuni del comprensorio interessato siano vessati ulteriormente  da
  un incremento della pressione fiscale per l'erogazione del servizio
  di  raccolta  e  smaltimento  dei rifiuti,  a  fronte  dell'assenza
  sostanziale di tale servizio;

   se  intendano verificare se il commissario liquidatore pro tempore
  del  Coinres  abbia  avviato le procedure  di  messa  in  mora  dei
  condannati  Loddo  e  Granata, al fine  di  assicurare  l'immediato
  risarcimento dovuto ai Comuni soci del Coinres». (49)

        (Gli interpellanti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Signor Presidente, anche qui, per essere più precisi su una vicenda
  così  delicata  che, peraltro, ci occupa quasi quotidianamente  con
  riferimento  appunto agli operai per i quali è stato interrotto  il
  rapporto  lavorativo, è in corso un approfondimento  da  parte  del
  dipartimento  regionale acque e rifiuti, e vi è anche abbinata  una
  vicenda  abbastanza delicata che io appunto ho  avocato  a  me  per
  poter dare una risposta più completa ed esauriente possibile.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Marino,
  va   bene,    rimandiamo  a  tempi  migliori,  nei  quali  possiamo
  approfondire meglio la questione. Vorrei però ricordare a lei  e  a
  tutti  noi che il Coinres continua ad essere una fonte costante  di
  problemi  che si trovano a pagare i cittadini che vivono  ormai  in
  città  che  sono  simili più a periferie di megalopoli  del  quarto
  mondo  con  montagne di rifiuti e di spazzatura ovunque.  Cittadini
  con  una  tassazione  elevatissima, con la Tarsu  che  continua  ad
  aumentare  costantemente;   la pagano le amministrazioni  comunali,
  ormai  tutte prossime al dissesto, le più proprio per i debiti  che
  hanno col Coinres.
   Ed,  infine,  come  ha detto giustamente lei, le  pagano  anche  i
  lavoratori  che, quelli ancora presenti, con un futuro nebuloso,  i
  centravanti extemporary senza completamente più un futuro.  Quindi,
  sarebbe  importante  che  il  governo regionale  si  attivasse  per
  cercare  di fare pagare invece tutto questo scempio a chi realmente
  lo  ha causato, a tutti coloro che in questi anni dentro il Coinres
  hanno mangiato e hanno lucrato.

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Signor Presidente, intervengo per rassicurare l'onorevole Siragusa,
  per  quanto  riguarda  la  vicenda  del  Coinres,  proprio  per  la
  soluzione  di  vari  problemi,  ho  tenuto  diversi  incontri   pur
  essendoci una competenza della regione per quanto riguarda i 190 ex
  dipendenti,  però,  appunto per la sensibilità che  il  Governo  ha
  sempre  dimostrato per quella che mi appartiene, e penso che almeno
  dell'impegno  mi  si  può dare atto, abbiamo  cercato  di  fare  il
  possibile,  indicando anche le strade giuridicamente  percorribili,
  anche  agli  altri  interlocutori,  non  solo  al  Commissario  del
  Coinres,  ma anche ai signori sindaci che compongono il  gruppo  di
  lavoro
   Mi   sono reso conto che in molte occasioni si fa più, scusate  se
  uso  questo  termine,  un gioco da vecchia politica  piuttosto  che
  l'interesse  che  tutti cerchiamo di conseguire.  Fra  l'altro,  su
  quella  vicenda  c'è  stato anche l'intervento della  magistratura,
  come voi sapete, quindi avevo prospettato la necessità di porre uno
  iato  fra  la  vecchia e la nuova gestione. Iato che poteva  essere
  costituito  ahimé  con continui ritardi, dalla  costituzione  delle
  società di regolamentazione perché questo avrebbe consentito  anche
  secondo  le  indicazioni che abbiamo dato unitamente al Presidente,
  in  una  riunione  che  si  è  tenuta  proprio  presso  il  Palazzo
  d'Orléans,  la possibilità di creare nuovi contratti  e  un  bacino
  dove  far  confluire, momentaneamente, queste persone che,  sapete,
  secondo  anche  la legge 9 del 2010, di per sé dovrebbero  rimanere
  senza occupazione, ma noi non accettiamo questa logica.
   Ho  determinato,  ed  ho  parlato proprio  con  il  direttore  del
  dipartimento,  che  questa  situazione  di  permanenza  degli   ATO
  compreso quindi anche il Coinres, non è più sostenibile perché,  mi
  sono  reso conto, anche dalla costituzione di Comitati liquidatori,
  che  c'è  una  resistenza  eccessiva al cambiamento  e  secondo  le
  disposizioni   di  legge  una  volta  costituite  le   società   di
  regolamentazione che ancora sono in ritardo, solo 6 ne  sono  state
  costituite  fra  le  18  previste, provvederemo  immediatamente  ai
  commissariamenti  e  all'adozione della liquidazione  unica  perché
  così  è previsto e così finisce questa possibilità di gestione che,
  comunque, cerca in tutti i modi di proseguire e quindi io ritengo e
  do  assicurazioni perché su questo siamo assolutamente  determinati
  che  entro  luglio tutta questa procedura che compete  la  gestione
  degli ATO dovrà finire.
   La fase liquidatoria durerà per quello che è previsto, ma sarà una
  liquidazione unica, così come previsto dalla legge, e non  ci  sarà
  più alcuna possibilità di gestione, perché si sta creando veramente
  un  disastro. Addirittura ci sono degli ATO che ancora  cercano  di
  convincere i vari sindaci dei Comuni di bandire una sorta  di  gara
  informale, ormai ne sento di tutti i colori,  veramente,  e  non  è
  più sostenibile questa situazione.
   Però,  ecco,  quella collaborazione che più volte  ho  chiesto,  a
  molti  amministratori, in molti casi purtroppo non l'ho avuta ed  è
  anche  la  ragione  del ritardo, comunque,  noi porremo  fine  alla
  gestione degli ATO.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interpellanza  n.  57   Interventi   a
  garanzia  dei livelli occupazionali degli operatori degli  impianti
  di  dissalazione di Porto Empedocle (AG) e Gela (CL)  a firma degli
  onorevoli Firetto, La Rocca Ruvolo, Miccichè e Cimino.
   Non    essendo   presente   nessuno   dei   firmatari,    pertanto
  l'interpellanza decade.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì,  2  luglio
  2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


       I   - Comunicazioni
      II   - Seguito della Discussione della mozione:

         N. 71   -   Iniziative  finalizzate  alla  modifica  della
              convenzione  stipulata  dalla Regione  siciliana  con
              Siciliacque S.p.A. al fine di ridurre la tariffa  del
              servizio  idrico integrato ai cittadini degli  ambiti
              territoriali ottimali (ATO).

         (20 marzo 2013)

                                        FIRETTO - GRASSO - LEANZA -
                                                 LA  ROCCA RUVOLO -
                                             - LENTINI - SAMMARTINO

       III   -  Discussione unificata delle mozioni:

         N. 54  -  Interventi per ottenere il riconoscimento per la
              Sicilia dello status di zona franca.

         (6 marzo 2013)

                           SAMMARTINO - LEANZA - SUDANO - LENTINI -
                                                            NICOTRA

         N. 55  -  Iniziative per l'attivazione delle zone  franche
              urbane in Sicilia.

         (6 marzo 2013)

                              DIPASQUALE - DI GIACINTO - COLTRARO -
                            MALAFARINA - ODDO - CIACCIO - VENTURINO
                              - FOTI - PALMERI - MANGIACAVALLO - LA
                            ROCCA - SIRAGUSA - FERRERI - CAPPELLO -
                           CIANCIO - CANCELLERI - ZITO - ZAFARANA -
                            TRIZZINO - CIRONE - MARZIANO  - MILAZZO
                                                                 A.

                   La seduta è tolta alle ore 18.46

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli