Presidenza del vicepresidente Pogliese
PRESIDENTE. Avverto che del processo verbale della seduta
precedente sarà data lettura nella seduta successiva.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito della decadenza
di diritto
dell'onorevole Caputo dalla carica di deputato regionale
PRESIDENTE. Si passa al I punto dell'ordine del giorno:
Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito della decadenza di
diritto dell'onorevole Caputo dalla carica di deputato regionale.
Comunico che, a seguito della declaratoria di decadenza di diritto
dalla carica di deputato regionale - pronunciata nella seduta
d'Assemblea n. 48 del 12 giugno 2013 - dell'onorevole Salvatore
Caputo, proclamato eletto nel collegio circoscrizionale di Palermo
(per la lista avente la denominazione Il Popolo della libertà -
Musumeci Presidente ), la Commissione per la verifica dei poteri,
ai sensi del combinato disposto dell'art. 4, parte seconda, dello
Statuto della Regione e della sezione IV del Capo V del Titolo II
del Regolamento interno dell'Assemblea, nella riunione tenutasi il
26 giugno 2013, dopo aver proceduto ai necessari accertamenti, ha
deliberato, ai sensi dell'articolo 60 della legge regionale 20
marzo 1951, n. 29 e successive modifiche ed integrazioni (legge
elettorale siciliana), di attribuire il seggio lasciato vacante
dall'onorevole Caputo al candidato Pietro Alongi, che, primo dei
non eletti della medesima lista provinciale e nel medesimo collegio
elettorale in cui era stato eletto l'on. Caputo, segue
immediatamente - con voti 5.371 - l'ultimo dei proclamati eletti,
onorevole Giuseppe Milazzo.
Non sorgendo osservazioni, l'Assemblea prende atto delle
conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.
Proclamo, quindi, eletto deputato dell'Assemblea regionale
siciliana il candidato Pietro Alongi, salva la sussistenza di
motivi di ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti e non
conosciuti fino a questo momento.
Avverto che da oggi decorre il termine di 20 giorni per la
presentazione di eventuali proteste o reclami, ai sensi
dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951, n.
29 e successive modificazioni.
(L'on. Pietro Alongi entra in Aula)
Presidenza del vicepresidente Pogliese
PRESIDENTE. Poiché l'onorevole Alongi è presente in Aula, lo
invito a prestare il giuramento di rito.
Do lettura della formula del giuramento prevista dall'articolo 6
delle Norme di attuazione' dello Statuto siciliano:
«Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo Capo,
di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione e di
esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio al
solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
siciliana».
(L'onorevole Alongi pronuncia a voce alta le parole: Lo giuro )
PRESIDENTE. Dichiaro immesso l'onorevole Pietro Alongi nelle
funzioni di deputato all'Assemblea regionale siciliana.
Rinvio della discussione unificata delle mozioni numero 54
Interventi per ottenere il riconoscimento per la Sicilia dello
status di zona franca e numero 55 Iniziative per l'attivazione
delle zone franche urbane in Sicilia
Presidenza del vicepresidente Pogliese
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Discussione unificata delle mozioni numero 54 Interventi per
ottenere il riconoscimento per la Sicilia dello status di zona
franca , degli onorevoli Sammartino, Leanza, Sudano e Lentini, e
numero 55 Iniziative per l'attivazione delle zone franche urbane
in Sicilia , degli onorevoli Dipasquale, Di Giacinto, Coltraro,
Malafarina, Oddo, Ciaccio, Venturino, Foti, Palmeri,
Mangiacavallo, La Rocca, Siragusa, Ferreri, Cappello, Ciancio,
Cancelleri, Zito, Zafarana, Trizzino, Cirone, Marziano, Milazzo
A.
Onorevoli colleghi, do lettura della nota prot. n. 2548/Gab del
21 giugno 2013, acquisita al protocollo n. 7853/AulaPG del 24
giugno 2013, dell'assessore per le attività produttive Linda
Cancheri:
Onorevole Presidente, l'argomento indicato in oggetto,
rappresenta uno dei punti maggiormente qualificanti dell'agenda
della sottoscritta, finalizzata alla creazione di condizioni di
maggiore vivibilità per le imprese, nella considerazione del
contesto congiunturale assai grave e difficile.
Con grande soddisfazione, ho preso atto che il medesimo tema
costituisce l'oggetto di una mozione già presentata per la
discussione in Aula per il giorno 18. Purtroppo, per il
contestuale avvio dei lavori del Comitato di sorveglianza per i
Fondi strutturali europei, la sottoscritta non ha potuto
partecipare ai lavori. Lo stesso dicasi per giorno 26, giorno in
cui dovrò recarmi presso il Ministero dello sviluppo economico
per risolvere gli ultimi nodi procedurali e dare finalmente il
via agli strumenti delle zone franche-urbane e zone franche della
legalità.
Si chiede, pertanto, di postergare la discussione in Aula sui
temi in esame per i quali intendo rappresentare al meglio
l'attività dell'Assessorato e gli effetti positivi che queste
misure potranno portare in tempi brevissimi al sistema delle
imprese siciliane.
Si chiede alla S.V., se è possibile, di prevedere la
discussione in Aula in una data da concordare per assicurare la
presenza.
Nel ringraziarla, Presidente, per l'accoglimento della mia
richiesta, si porgono cordiali saluti .
L'Assemblea ne prende atto.
La discussione unificata delle mozioni 54 e 55 è, pertanto,
rinviata.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
Energia e servizi di pubblica utilità
PRESIDENTE. Si passa al quarto punto all'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
Energia e servizi di pubblica utilità.
Poichè l'assessore Marino non è presente in Aula, sospendo
brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.03, è ripresa alle ore
17.31)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Falcone è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, io desidero intervenire perché ho
raccolto il saluto accorato e anche drammatico dei dipendenti che
si sono occupati in questi ultimi anni del centralino dell'ARS. Si
tratta di 15 persone, 13 centralinisti e due tecnici; so che c'è
stata una vicenda, che è stata valutata dall'Ufficio di Presidenza,
però, io, partendo dal presupposto che sono convinto, resto
fermamente convinto, che questa semmai lo è stata, non potrà e non
dovrà mai più essere la Regione o l'Assemblea dei privilegi, mi
sarei aspettato, vista l'utilità del ruolo che queste persone
ricoprono e del lavoro che svolgono, ad esempio, che ci fosse una
indicazione.
Questi soggetti sono stati indicati attraverso un contratto-
appalto, o qualcosa del genere, quindi, facciamo un concorso perché
vadano i più meritevoli Però, eliminare un servizio che rende più
facile non soltanto la vita ai deputati, perché è chiaro che il
nostro è anche un lavoro di relazioni attraverso un canale come
quello del centralino, per non sostituirlo con nulla Con una spesa
che, vivaddio, non è neanche una spesa trascendentale, seppure mi
rendo conto siamo in un momento socialmente complesso, avere anche
rifiutato la riduzione dello stipendio da parte di questi signori,
che io non ho il piacere di conoscere se non per le voci che
ascolto quando ho chiamato il centralino, io credo che questa sia
una cosa sulla quale l'Ufficio di Presidenza probabilmente deve
riflettere.
Non vorrei, onorevoli colleghi, poichè non sono abituato né a fare
strumentalizzazioni e odio il populismo, odio il qualunquismo,
però, mi rendo conto che in un momento in cui lavoro non ce n'è,
gente non se ne assume, qui continuiamo per un verso o per l'altro
a mettere madri e padri di famiglia, per non dirla in maniera
aulica ma per usare il linguaggio della concretezza, in mezzo a una
strada.
Allora: se c'è da tagliare, tagliamo, signor Presidente Lo
abbiamo già fatto in finanziaria; abbiamo iniziato un percorso
virtuoso che continueremo a seguire con il disegno di legge che
esiteremo entro le ferie estive sulla spending review, a vario
livello, relativamente alla macchina amministrativa e anche ai
deputati Tuttavia, ecco, le chiedo un momento di riflessione e, se
del caso, e mi rivolgo adesso ai Capigruppo, predisponiamo e
firmiamo un ordine del giorno, una mozione, qualcosa che possa dare
la possibilità che questo tema sotto il profilo anche della spesa
reale e degli oneri che comporta per l'Assemblea regionale possa
essere approfondito e possa farsi tutto quanto è possibile per
risolvere tale questione.
Conosco la sensibilità del Presidente e dell'Ufficio di
Presidenza. Chiedo che si faccia quanto è possibile per dare anche
una sola opportunità a questi padri e a queste madri di famiglia.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
innanzitutto portare la solidarietà del Gruppo parlamentare PDL al
Presidente Francesco Cascio che, con il documento che è stato
portato a conoscenza dalla Presidenza, ha dimostrato ancora una
volta di essere persona delle istituzioni in grado di interpretare
nel migliore dei modi il ruolo a cui da anni i cittadini siciliani
lo chiamano. Un passo sicuramente coraggioso, un passo importante
che va nel senso anche richiesto da alcuni parlamentari di questa
Assemblea regionale siciliana. Con questo suo comportamento,
l'onorevole Cascio, sicuramente fa onore all'Assemblea regionale
siciliana e a quanti lo abbiamo conosciuto ed apprezzato. Nello
stesso tempo siamo sicuri che la Magistratura a cui va, come
sempre, la nostra più assoluta fiducia saprà velocemente chiarire
la posizione dell'onorevole Cascio, saprà rendere giustizia in modo
che egli possa ritornare a svolgere le funzioni di Presidente della
Commissione per i rapporti con la Comunità Europea.
Ciò detto, che era la cosa che oggettivamente mi premeva dire più
di ogni altra, tale da fare sentire la nostra vicinanza politica e
umana all'onorevole Cascio, anch'io volevo affrontare l'argomento
trattato qualche minuto fa dall'onorevole Cordaro.
Tra le altre cose, vorrei ricordare a questa spettabile Assemblea
che i rappresentanti dei lavoratori sono venuti in Commissione
Bilancio e in tale Commissione anche i rappresentanti istituzionali
dell'Assemblea avevano manifestato che bisognava trovare una
soluzione equa al problema per la conservazione di 14 posti di
lavoro.
In quella occasione, abbiamo visto come il servizio forse costa in
maniera eccessiva, rispetto a quanto vengono pagati i lavoratori,
proprio perché vi è una ricaduta dovuta all'affitto dei locali,
all'utilizzo di mezzi e strumenti necessari per espletare un
servizio che tutti noi sappiamo essere fondamentale per quanto
riguarda la nostra attività parlamentare.
Vedete, non c'è giorno che ognuno di noi almeno una decina di
volte a testa non chiami il gruppo - e quando parliamo intendiamo
la batteria dell'Assemblea regionale siciliana - e non c'è
manifestazione che l'Assemblea regionale siciliana organizzi che
non demandi ai ragazzi, alle ragazze che lavorano con grande
competenza, con grande capacità nel call center dell'Assemblea al
fine di organizzare, di diramare gli inviti istituzionali.
Nello specifico, in fase di discussione, in Commissione Bilancio,
avevamo visto come il servizio, il costo del servizio poteva essere
dimezzato, non dimezzando lo stipendio ai lavoratori, perché così
non si otterrebbe assolutamente l'effetto sperato, ma portando
questi lavoratori all'interno dell'Assemblea Regionale Siciliana.
Avevamo visto che c'erano i locali dell'ex barberia, che si è
voluta chiudere, e che quindi potevano benissimo essere utilizzati
per ospitare coloro i quali svolgono queste funzioni. E da una
contabilità che è stata svolta, si è visto che poi alla fine se i
lavoratori dipendenti dell'Assemblea Regionale Siciliana, ex
centralinisti costano di più dei lavoratori del call center, con la
differenza che questi sei lavoratori non sono assolutamente nelle
condizioni di espletare il servizio che oggi è svolto da 14 unità
più 3 tecnici; che è un servizio che ricordo dura fino a tarda
sera, è un servizio che copre tutti i momenti importanti della vita
di questa Assemblea regionale siciliana, un lasso di tempo, ripeto,
che non potrebbe essere coperto solo ed esclusivamente dalle sei
unità ex centralinisti dipendenti ARS.
Per tale motivo, signor Presidente, nell'associarmi a quanto
detto poc'anzi dall'onorevole Cordaro, volevo che lei si facesse
interprete della volontà dell'Assemblea dal momento che non penso
vi sia deputato alcuno contrario a questa ipotesi di congelamento e
di mantenimento dei lavoratori nello stato in cui si trovano e si
facesse interprete della volontà del Parlamento presso l'Ufficio di
Presidenza e presso i Deputati Questori, in maniera tale che possa
essere presa in esame e in considerazione l'ipotesi di mantenere
questo servizio e di evitare di mandare a casa, in questo momento
drammatico per la storia della Sicilia e dell'Italia intera, altri
17 lavoratori. Grazie.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
sottraggo soltanto pochi minuti per aderire ed esprimere, anche da
parte del mio gruppo, sincero rammarico alla notizia della
interruzione del servizio delle decine di unità che hanno
assicurato l'attività legata al centralino dell'Assemblea regionale
siciliana. Lo dico non soltanto per il rilievo che il problema
assume sul piano delle ricadute occupazionali, ma anche perché mi
sembra una vera e propria ingiustizia.
Si è trattato, per esperienza vissuta e, per altro, credo di
condividere il pensiero di tutti i colleghi, di un servizio
espletato con grande professionalità, con grande tempestività, con
inusuale puntualità e con quello spessore umano che non guasta mai
nei rapporti interpersonali. Io, fisicamente e personalmente, non
conosco alcuna delle unità impegnate in questo servizio, ma posso
davvero assicurarle, signor Presidente, che ho apprezzato, in
questi pochi mesi di presenza all'interno di quest'Aula, quindi da
deputato regionale, la qualità del servizio dei centralinisti.
La notizia che questo servizio venga interrotto con l'assenza di
qualunque prospettiva che possa portare ad un ripristino del
servizio stesso con le unità di cui stiamo parlando, mi addolora e
provoca in me tantissimo rammarico. Non vorrei che in questa
Istituzione nobilissima si debba passare da un eccesso ad un altro.
Io sono sempre per trovare le misure di equilibrio ed è per questo
che, in un ente in cui si spendono a torto o a ragione centinaia di
milioni di euro, non credo che una serena revisione del contratto
di lavoro con la ditta che ha assicurato questo servizio possa
pregiudicare la credibilità della Istituzione.
Abbiamo tutti il dovere di chiedere e pretendere che soprattutto i
servizi telefonici e del centralino in particolare che assicurano,
come è noto, anche un servizio di comunicazione oltre che di
collegamento, abbiamo tutti il dovere di pretendere che questo
servizio sia assicurato con continuità e con la stessa qualità alla
quale siamo stati abituati.
Pertanto, io mi sento di aderire alla proposta, una fra le tante,
dell'onorevole Cordaro, per la redazione di una mozione che impegni
gli organi competenti, il Governo per la sua parte è molto
marginale in questa vicenda, mi sembra di capire, e la Presidenza
dell'Assemblea nella globalità del suo ufficio, affinché si possa,
in tempi ragionevolmente brevi, riesaminare questa vicenda e
ricondurla ad un esito positivo che, credo, farebbe onore
innanzitutto al Parlamento e poi all'impegno che ognuno di noi è
chiamato ogni giorno a svolgere non per determinare disoccupati, ma
per impedire che altri se ne possano creare. Ed è assurdo e
paradossale che, proprio noi, ci si debba adoperare perché alla
forte schiera dei senza lavoro si debba aggiungere anche quella
di alcune decine di persone che hanno conosciuto il miracolo del
lavoro, ma che se lo sono conquistato con grande dignità e con
grande professionalità.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, io
ritengo importante che in un momento prioritario per questa
Assemblea come questo nell'affrontare problemi che vengono
evidenziati in maniera, a mio avviso, anche eccessiva ed impropria,
possa l'Assemblea rendersi conto, questa Assemblea regionale
siciliana, che mentre noi dibattiamo un tema che sicuramente avrà
anche una refluenza di carattere finanziario ed economico, sul
quale problema del call center anche io nella mia qualità di
capogruppo del PDL esprimo una perplessità circa la procedura, ed
esprimo altresì un augurio che la Presidenza possa valutare la
opportunità di trovare una soluzione che veda come eventualmente
ridurre i costi di questo servizio, ma che considero giusto che
questa Aula evidenzi come tale servizio sia un servizio opportuno e
necessario perché comunque credo contribuisca all'espletamento
delle funzioni dei parlamentari in maniera più congrua.
In questo senso, dunque, non possiamo davanti alla giusta ipotesi
della razionalizzazione della spesa e di questo nuovo termine che
tutti invochiamo della spending review, pensare che possiamo
abolire tutti i servizi; perché così facendo sicuramente
risparmieremmo, ma altrettanto impropriamente renderemmo le
istituzioni meno funzionali e quindi procureremmo un danno
complessivamente considerevole.
E' proprio in questa direzione che i forse l'Assemblea regionale
siciliana, signor presidente e onorevoli colleghi, dovrebbe,
invocare un'azione forte e incisiva verso un Governo inadempiente
che ha avuto ancora oggi intimato dal Comitato di sorveglianza
nell'ultima riunione, di far sì che siano utilizzati risorse per
600 milioni di euro facenti capo ai Fondi comunitari, dal momento
che ancora oggi sono possibilmente recuperabili, sempre che ci si
adoperi per un'azione che deve essere forte ed incisiva. E forse in
questa direzione sì che dobbiamo essere più attenti e fortemente
impegnati, in modo da fare capire a chi di competenza e quindi al
Governo, alla burocrazia, alla Direzione della programmazione, alle
varie realtà che rappresentano le istituzioni regionali che se
ancora oggi c'è una possibilità, questa possibilità può essere
sicuramente portata avanti attraverso una razionalizzazione di una
task force.
Io nella mia qualità di capogruppo del PDL, assieme ai
parlamentari del nostro gruppo, abbiamo evidenziato, abbiamo fatto
richiesta ad un Governo che forse è impegnato a pensare molto ad
una campagna elettorale, quindi ad un fatto politico, piuttosto che
a governare la Sicilia.
Mentre noi davanti a queste vicende dell'Unione Europea rischiamo
di perdere 600 milioni di euro, nonostante le sollecitazioni, le
interrogazioni, i comunicati stampa, solo un clamoroso silenzio da
parte del Governo regionale viene fuori e non c'è invece la ipotesi
della costituzione di una task force, non l'ipotesi di una
costituzione di un gruppo di lavoro? Di una sollecitazione affinché
a questa emergenza si risponda con fatti e non con proclami? Con
fatti e non con impegni verso la ricerca di un consenso a volte
anche smodato proprio da parte di chi ha criticato metodi e
procedure seguite da realtà politiche che in precedenza hanno
determinato forme a volte censurabili.
Allora, io dico siamo veramente in un momento di grande
mistificazione di fatti, ad un momento di grande preoccupazione
perché nel frattempo, caro Assessore, dove lei non lo avesse
avvertito le tensioni sociali crescono, le emergenze diventano
sempre più problematiche e probabilmente sarebbe forse opportuno
che il Governo regionale desse un segnale di risposta in maniera
chiara e forte.
Il mio intervento, il mio accorato appello dunque deve essere
visto, così come ho anche evidenziato a questa Aula, e le voglio
ricordare che in una competizione sicuramente c'è un confronto, ma
al confronto bisogna competere con il rispetto delle regole.
In tale direzione, ho avuto modo oltre a sollecitare il Presidente
della Regione perché, appunto, affronti questa emergenza, a tenere
in considerazione anche un'altra problematica delicata e grave, che
per le istituzioni, per il vivere democratico e per il
funzionamento delle istituzioni andrebbe affrontata in maniera
diversa o, comunque, in modo che venisse reso conto a quest'Aula ed
alla Commissione Affari Istituzionali del problema del
commissariamento delle Province.
Tale problema infatti era stato concordato in maniera così
rispettabile, credo in Commissione, con una procedura che vedeva un
concerto fra il Governo della Regione e i Prefetti tale che si
scegliessero delle figure che adeguatamente rappresentassero il
ruolo di Commissario delle Province. Erano state individuate le
figure dei dirigenti, appunto, seguendo una procedura che doveva
essere indicata. Abbiamo saputo da notizie di stampa che i
Commissari sono stati nominati, tuttavia non ne sappiamo né i
criteri né le competenze fin qui seguite. Sarebbe anche su questo
caso opportuno che il Governo, Assessore, se ne facesse carico e,
nel rispetto delle istituzioni e nel rispetto anche di quel
confronto che correttamente deve esserci, sia dato riscontro.
MANGIACAVALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANGIACAVALLO. Signor Presidente, colleghi deputati, il mio
intervento sarà brevissimo. Intervengo a sostegno dell'azione
proposta dal collega Cordaro questa sera, che sia una mozione o un
ordine del giorno e mi accodo agli interventi dei colleghi che mi
hanno proceduto, gli onorevoli Vinciullo, Musumeci, D'Asero, in
merito alla mancata proroga di servizio di call center
dell'Assemblea regionale siciliana, svolta con enorme
professionalità da 14 ragazzi retribuiti con circa 1000 euro al
mese, i quali hanno contratto mutui e hanno famiglie a carico;
ragazzi che in questi anni hanno sacrificato famiglie, festività e
vigilie delle feste per accompagnare noi parlamentari durante i
lavori d'Aula e durante i lavori di Commissione, anche quando
questi si protraevano oltre il normale orario di lavoro.
Ciò che non si comprende è il perché non si voglia discutere di
tagli ai superstipendi e si bocciano mozioni che puntano alla loro
riduzione anche di piccoli punti percentuali e senza fiatare si
riduce, si decide di tagliare 14 posti di lavoro.
Ciò che auspichiamo è che il suddetto taglio non sia il viatico
per nuove possibili assunzioni che non tengano conto dell'attuale
forza lavoro e sulle quali vigileremo attentamente.
A proposito invece dei lavori del Consiglio di Presidenza, ritengo
ancora una volta assurdo come la forza politica più votata
dell'intera Regione, all'ultima campagna regionale di ottobre 2012,
non possa essere rappresentata all'interno di esso e che debba
apprendere notizie importanti quali quella della soppressione del
servizio di call center direttamente qui in Aula.
Pertanto, ci rivolgiamo a quest'Assemblea, e intervengo qui
stasera al riguardo, proprio per auspicare un pronto ed immediato
ripristino del servizio di call center e il mantenimento
dell'attuale livello occupazionale. Grazie.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
riconoscere ed apprezzare sinceramente l'onestà intellettuale del
Presidente Cascio, per il gesto compiuto, un gesto che noi
apprezziamo veramente in quanto ha fatto quel passo indietro che
noi auspichiamo sia fatto da qualunque amministratore si trovi
sfiorato dalla giustizia.
Noi auguriamo di cuore al Presidente Cascio di potere dimostrare
la sua estraneità ai fatti, ma fintanto che questo non avviene,
sarebbe giusto e corretto che diventasse uno standard per tutti il
fare un passo indietro, il fermarsi un giro, attendere l'esito
delle indagini, l'esito della Magistratura, dopo di che in base a
quello che ne uscirà fuori, tornare alla vita politica oppure no.
Pertanto, veramente di cuore, dico un grazie al Presidente Cascio.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono veramente
rammaricata per la decisione della soppressione del servizio di
call center perché, onestamente, non conosco nessuno dei ragazzi o
delle persone preposte a questo servizio, però, devo riconoscere
che ci hanno anche assistito ed accompagnato per far sì che tutti
noi deputati fossimo messi in comunicazione anche in momenti
difficili, anche in momenti in cui non si era facilmente
raggiungibili prodigandosi a richiamare non solo noi deputati, ma
anche gli Uffici e i vari Assessorati.
Pertanto, credo sia giusto razionalizzare e tutti siamo per
razionalizzare le spese, però, bisogna capire che cosa
razionalizzare e che cosa serve razionalizzare. Sicuramente non è
questo. Si può discutere sui costi e quindi anche trovare delle
soluzioni da parte dell'Ufficio di Presidenza perché si abbassino i
costi con la ditta che gestisce il servizio, al fine proprio di
trovare una soluzione per abbassare i costi, ma non sicuramente per
tagliare il servizio. Aderisco dunque in pieno alla proposta
dell'onorevole Cordaro perché si possa appunto sollecitare
l'Ufficio di Presidenza a riconsiderare e a riattivare il servizio.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
proprio per dare la mia piena solidarietà ai lavoratori del call
center e sono sicuro che anche il mio Gruppo condivide questa mia
attenzione. Io spero che il Consiglio di Presidenza dia delle
motivazioni per cui ha eliminato questo servizio che per noi
deputati è di vitale importanza.
Aderisco pienamente alla mozione che il collega Cordaro sta
preparando e quindi spero che questi lavoratori al più presto
possano tornare ad espletare questa mansione importante per noi
deputati dell'Assemblea.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, capisco
il momento di difficoltà che vive questo Governo, che vive questo
Paese, ma è una, come dire, necessità della quale bisogna fare
virtù.
Assistiamo ogni giorno ad elementi di turbativa dell'equilibrio
sociale. Stamattina abbiamo assistito ad un ragionamento che ci sta
preoccupando non poco: ci sono tecnici che aspettano di essere
riassunti e non si capisce bene perché si sono messi da parte
compromettendo di parecchio le casse della Regione; ci sono
ragazzi, tecnici della società Novamusa' che aspettano da otto
mesi di poter chiarire il loro problema; ci sono gli operai della
Keller che mentre qui noi stiamo discutendo, a Roma si decide di
dare quattrocentocinquanta milioni di euro per costruire cinquanta
carrozze motrici per treni da assegnare ad aziende del nord.
Allora qui, secondo me, bisogna fermarsi, qui bisogna aprire
un'interlocuzione pesante e forte col Governo nazionale. Non ci
possono essere due pesi e due misure, due tentativi disperati di
metterci da parte. Ed in questo rientra anche l'unico servizio
efficiente, che è quello del call center dell'ARS.
Io, questi lavoratori non li conosco di persona, li conosco per
voce, li ho trovati tutti i giorni in questi anni, di notte, di
giorno, per Natale, per Capodanno, quindi, essi si sono sottoposti
a dei sacrifici immensi pur nella semplicità, con cortesia, con
gentilezza. E dico che se ogni impiegato della nostra Regione fosse
come loro, avremmo una Regione molto più efficiente, molto più
capace.
Lo dico perché, per esempio, ritorno solo un attimo, Signor
Presidente e Governo, ai tecnici dell'ambiente. Chissà quante
risorse stiamo perdendo, chissà quante centinaia, anzi quante
migliaia di pratiche potevano essere fatte in questi mesi e non
sono state fatte Siamo arrivati alla terza risoluzione in
Commissione e il Governo fa orecchio da mercante
Non è un problema nostro, è un problema del Governo, ed il Governo
ha tutta la nostra solidarietà, disponibilità, sostegno.
Io non credo che tredici persone che lavorano, più due tecnici -
per un totale di quindici persone che svolgono un servizio
efficiente - possano costituire una turbativa per una spending
review che è falsa, nella sua denominazione e consistenza.
Assessore, il tentativo della Comunità europea di fregarsi le
nostre risorse - ogni anno noi contribuiamo per più di venti
miliardi di euro come Nazione - con la spending review, il pareggio
di bilancio, il Patto di stabilità, quindi non ci dà il tempo di
spendere perché ce li toglie, e ci accusa di essere incapaci di
spendere. Un tentativo strano che ci sta portando dritti in una
tempesta sociale, dalla quale difficilmente riusciremo a venir
fuori. O avremo, oggi, il coraggio di assumere delle iniziative,
delle azioni forti, attorno a questo Governo, al Presidente
Crocetta - noi vogliamo sostenerlo, dargli una mano - ma chiediamo
al Governo di farsi dare una mano.
La mozione preparata da Cordaro è una mozione che la dice lunga su
come possiamo agire. Io credo che l'operazione dei ragazzi del call
center sia un segnale forte che bisogna dare, anche per dare un
segno di speranza a tutti gli altri che aspettano che il problema
sia risolto. E' un problema pesante, antico; c'è qualcosa di
sbagliato in questi 15-20 anni di azione politico-amministrativa.
Sì, c'è stata, ma certo l'azione politico-amministrativa di oggi la
fa a pugni anche con la serietà con la quale bisogna affrontare i
problemi. L'abbiamo visto oggi.
Tutti sono convinti che portare avanti il personale della Novamusa
costerà molti soldi alla Regione, che non risolve il problema del
deficit dell'ambiente, costerà un sacco di risorse alla Regione,
quelli che perdiamo e dovremo pagare, perché abbiamo sbagliato con
la Corte dei Conti che, giustamente, chiederà conto e ragione.
Perché continuare a sbagliare? Iniziamo da questi giovani del call
center per risanare anche tante ferite che questa società regionale
ha. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche io vorrei
dare il mio contributo per queste famiglie - perché sono famiglie -
sono operatori che potrebbero correre il rischio di restare a casa,
e ritengo che in questo momento particolare della situazione
economico-finanziaria italiana, e siciliana in particolare, non ci
sono le condizioni perché restino a casa.
Viene spontaneo porsi una domanda: perché questo servizio, che
funzionava, deve essere eliminato? Perché quelle poche cose che
ancora in Sicilia funzionano noi le dobbiamo eliminare?
Hanno dato e forniscono un servizio importante, nel miglior modo
possibile, e mi pare che i colleghi lo abbiano attestato; e poi ci
sono i tecnici dell'Assessorato Territorio e Ambiente. Ognuno di
noi che va in visita in quell'Assessorato sa esattamente quanto è
importante il loro ruolo.
Quanto è importante non a detta del soggetto politico, ma a detta
dei responsabili del settore. Sono punti cardine, persone che oggi
devono tornare ai propri posti di lavoro perché ce n'è bisogno. Il
call center - io sono convinto che si riprende il cammino - non è
la rivoluzione di cui noi oggi sosteniamo, ma è un segnale, un
segnale che oggi la Sicilia, le famiglie siciliane, non possono
permettersi il lusso di perdere un posto di lavoro.
Oggi le nostre segreterie sono piene zeppe di amici che vengono a
chiedere un posto di lavoro, e dove ce n'è uno, mezzo posto, noi lo
insediamo, per dare serenità alle famiglie che lo chiedono.
Per questo io chiedo al Presidente e al Governo, che noi
sosteniamo, perché ha dimostrato grande coraggio, specialmente lei,
Assessore, con il suo stile personale, particolare e diverso, che
io ho avuto modo di constatare, ha dimostrato a tutti che si può
fare una buona e una sana politica dei rifiuti.
Io spero che lei si faccia carico di poter creare le condizioni
per risolvere il dramma delle famiglie che potrebbero trovarsi
senza un posto di lavoro.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io ho ascoltato con grande
attenzione le riflessioni che sono state esternate da molti
colleghi di tutti i gruppi parlamentari.
Comprendo perfettamente la vicinanza umana che è stata esternata
ai lavoratori del call center a cui va anche la mia solidarietà
personale e a cui rivolgo anche, credo, interpretando la volontà di
tutta l'Assemblea un plauso per la professionalità, per la
gentilezza, per la puntualità del servizio che è stato reso in
questi anni.
E' opportuno, però, che si sappia che l'Ufficio di Presidenza su
questa tematica si è confrontato più di una volta e, alla fine, nel
contesto di razionalizzazione delle risorse, ha inteso prorogare
per oltre sei mesi, rispetto alla scadenza contrattuale, il
servizio prestato da quella società e da quei lavoratori e ha
deciso, altresì, anche di dare l'avvio dal primo luglio ad un nuovo
servizio alternativo a costo zero, non paragonabile certamente a
quello che è stato reso in questi ultimi anni, nella consapevolezza
anche che il call center dell'Assemblea regionale siciliana è
aggiuntivo rispetto a quello che viene realizzato e continua a
prestare il proprio servizio da parte della Regione siciliana.
Ciò nonostante io porterò all'interno dell'Ufficio di Presidenza
tutte le riflessioni che sono state esternate in quest'Aula per le
opportune valutazioni.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Falcone è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
Energia e servizi di pubblica utilità
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica:
Energia e servizi di pubblica utilità
Si inizia con l'interrogazione numero 40 Chiarimenti circa
l'istallazione di pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici
pubblici di Casteldaccia (PA) degli onorevoli Ferrandelli e
Maggio.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità e all'Assessore per le autonomie locali
e la funzione pubblica, premesso che:
per i prossimi 20 anni i tetti degli edifici pubblici di
Casteldaccia saranno a disposizione di una ditta privata per
l'istallazione di pannelli fotovoltaici. Questa venderà al Comune
l'energia prodotta, tagliando fuori l'ente pubblico da ogni
possibilità di innovazione tecnologica, risparmio e guadagno in
materia energetica;
con una delibera di giunta firmata il 23 ottobre,
l'Amministrazione ha messo a disposizione in comodato d'uso
gratuito alla ditta Enerventi s.p.a.
- con sede a Milano - i tetti di tutte le scuole di Casteldaccia,
dei locali del Centro Diurno in via Ugo La Malfa e delle sedi
municipali in via Roma e in via Ospizio. Durata del contratto: 20
anni;
tale decisione, intempestiva rispetto ad una accurata ed attenta
valutazione, arriva infatti con provvedimento approvato dalla
Giunta Comunale il giorno dopo la presentazione del progetto da
parte della ditta Ernerventi s.p.a.;
l'approvazione del contratto, inoltre, sembra andare contro le
norme vigenti, visto che per tali iniziative è necessario un
apposito regolamento approvato dal consiglio comunale e una gara ad
evidenza pubblica;
la concessione gratuita e ultraventennale dell'uso del bene
pubblico (tetti delle scuole) per impiantarvi pannelli fotovoltaici
e fornire energia elettrica al Comune è stata data ad una ditta
privata in assenza di previo regolamento comunale (di competenza
del Consiglio), in violazione dell'art. 42, comma 2, lett. 1) del
TUEL (D.lgs. 267/00), che sancisce la competenza del Consiglio
Comunale in detta materia, e in violazione della normativa
sull'evidenza pubblica fissata dal D. Lgs. 163/06, che recepisce la
direttiva CE 2004/18;
considerato che dall'Europa, in virtù del patto dei sindaci sul
fotovoltaico, si moltiplicano le opportunità di sviluppo e i
finanziamenti per investimenti pubblici in materia energetica con
un accordo, sotto la tutela dell'Unione Europea, a cui aderiscono
già circa 1500 comuni in tutta Italia, di cui un centinaio solo in
Sicilia, che darà la possibilità di recepire finanziamenti e
agevolazioni per la politica energetica;
per sapere:
se le procedure poste in essere dal Comune di Casteldaccia siano
in linea con le direttive europee;
se l'avere affidato alla ditta Enerventi s.p.a. senza un bando ad
evidenza pubblica non sia in contrasto con le vigenti normative;
quali iniziative codesto Assessorato intenda intraprendere nel
caso in cui si dovessero riscontrare anomalie nell'assegnazione»
(40).
Ha facoltà di parlare l'assessore Marino per rispondere
all'interrogazione.
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, signori deputati, con l'interrogazione cui si
risponde, l'onorevole Ferrandelli lamenta la concessione gratuita
ultraventennale dell'uso dei tetti degli edifici pubblici di
Casteldaccia da parte del Comune che con delibera di Giunta 23
ottobre 2012 li ha messi a disposizione della ditta Enerventi
S.p.A. per l'istallazione di pannelli appunto fotovoltaici.
Con riferimento all'interrogazione in parola giova preliminarmente
ricordare che per quanto attiene alla richiesta dell'onorevole
interrogante circa la regolarità delle procedure poste in essere
dal Comune di Casteldaccia per la concessione gratuita
ultraventennale dell'uso dei tetti degli edifici pubblici comunali,
lo stesso ha manifestato soddisfazione rispetto alla risposta
fornita con intervento in Aula dell'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica competente per materia nel corso
della seduta del 28 febbraio 2013. Il predetto Assessore, peraltro,
aveva già riferito in ordine ai chiarimenti richiesti dal Comune di
Casteldaccia e da questo forniti non intravedendo criticità
nell'intervento effettuato e nella procedura seguita dal predetto
ente locale.
A completamento della disamina, per quel che residua in relazione
ai profili di competenza dell'assessorato che io dirigo, si ritiene
opportuno precisare che il Dipartimento regionale dell'energia non
ha competenza in materia di autorizzazioni relative alla
realizzazione di impianti fotovoltaici di limitata potenza ovvero
da realizzarsi su tetto degli edifici.
Infatti, in base al recente regolamento emanato con D.P.R.S. 18
luglio 2012 numero 48 e la tabella ivi allegata, sono
assoggettabili alla procedura di autorizzazione unica ex articolo
12 decreto legislativo numero 387 del 2003 gli impianti di
produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile ad esclusione
degli impianti eolici di potenza superiore ad un megawatt. Mentre
gli impianti di potenza inferiore o uguale a un megawatt non sono
adesso di competenza dei Comuni nel cui territorio ricade
l'impianto da realizzare.
Nella fattispecie, trattandosi di impianti di piccola potenza da
realizzarsi sul tetto degli edifici pubblici esistenti aderenti o
integrati agli stessi per gli impianti che sono assoggettati a
regime di attività ed edilizia libera attraverso semplice di inizio
dei lavori ai sensi dell'articolo 3, comma 3 del succitato
regolamento.
Con l'interrogazione a cui si risponde, l'onorevole Ferrandelli
lamenta la concessione gratuita ultraventennale dell'uso dei tetti
degli edifici pubblici di Casteldaccia, da parte del Comune, che
con delibera di giunta 23 ottobre 2012, li ha messi a disposizione
della ditta Enerventi s.p.a. Il servizio tra vigilanza e controllo
degli enti locali, ufficio ispettivo del dipartimento regionale
autonomie locali, ha sollecitato con nota n. 1557 del 25.01.2013,
chiarimenti al Comune di Casteldaccia, considerando per quanto di
competenza plausibili i contenuti e la risposta che si riporta
fornita dal signor sindaco e pervenuta in data 5 febbraio. Ciò
promesso si notizia che in data 6 febbraio 2013 si è provveduto
alla trasmissione degli atti all'assessore regionale per l'energia
competente per materia a cui è rivolta unitamente la presente
interrogazione e si assicura, nel caso in cui dovessero emergere
nuovi profili che sarà cura dell'assessorato da me diretto di
comunicare all'onorevole interrogante eventuali azioni che questo
assessorato intenderà intraprendere.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Maggio per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
MAGGIO. Mi dichiaro soddisfatta.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 162 Anticipazione
di risorse finanziarie ai fini dell'estinzione dei debiti relativi
alla gestione integrata dei rifiuti , degli onorevoli Di Mauro,
Lombardo, Federico, Figuccia, Fiorenza, Picciolo, Lo Sciuto, Greco
Giovanni.
Non essendo presenti in Aula i firmatari, l'interrogazione si
considera presentata con richiesta di risposta scritta. .
Si passa all'interrogazione numero 220 Chiarimenti sulla
condotta degli enti locali nel caso di richieste di rientro nei
comuni di appartenenza dei dipendenti di ruolo transitati negli ATO
nelle more della costituzione delle S.R.R. , dell'onorevole Cascio
Francesco.
Non essendo presente in Aula il firmatario, l'interrogazione si
considera presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 231 Interventi per un
immediato rinnovo della concessione per la gestione degli impianti
di dissalazione delle isole di Lampedusa e Linosa , degli onorevoli
Musumeci, Formica, Currenti, Ioppolo, Ruggirello.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che:
Lampedusa e Linosa, per quanto concerne la fornitura di acqua
potabile per uso civile, dipendono all'80% dai dissalatori presenti
su entrambe le isole;
la Regione siciliana è titolare delle concessioni di tali
dissalatori, i quali vengono gestiti da una Società, la SOFIP, che,
su mandato proprio dell'Assessorato dell'energia e dei servizi di
pubblica utilità, provvede al loro funzionamento;
tenuto conto che:
il 31 di gennaio p. v. scade l'affidamento dei dissalatori alla
Società SOFIP;
da tale data, senza la dovuta proroga del servizio, la SOFIP sarà
costretta ad interrompere la produzione di acqua dissalata;
considerato che:
appare evidente che la chiusura dei due dissalatori delle isole
Pelagie rappresenti un dramma per tutta la popolazione ivi
residente, non solo perché cesserebbe la fornitura di un bene
vitale come l'acqua, ma anche perchè ciò significherebbe il
licenziamento dei lavoratori preposti al loro funzionamento;
tale vicenda appare ancor più incredibile e vergognosa se si pensa
che alla base di una possibile interruzione di un pubblico,
essenziale e vitale servizio come la fornitura dell'acqua potabile,
vi è la 'dimenticanza', da parte degli uffici regionali competenti,
di rinnovare o prorogare la concessione alla Società SOFIP,
'dimenticanza' che non permette, al Comune di Lampedusa, di
riattivare il servizio dopo il 31 gennaio p.v.;
per sapere se non ritengano urgentissimo ed improcrastinabile
rinnovare la concessione alla Società SOFIP per la gestione dei
dissalatori presenti sulle isole di Lampedusa e Linosa, al fine di
consentire l'erogazione dell'acqua potabile ai siciliani delle due
Isole delle Pelagie e non farli sentire, ancora una volta,
cittadini di 'serie B'». (231)
Ha facoltà di parlare l'assessore Marino per rispondere
all'interrogazione.
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, signori deputati, si rappresenta che il
Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti ha già predisposto
i relativi bandi di gara per la gestione del servizio di
dissalazione nelle isole Lampedusa e Linosa.
I bandi hanno solo oggi, dopo l'avvenuta approvazione del bilancio
regionale, idonea copertura finanziaria.
In attesa dell'affidamento definitivo si è proceduto con proroghe
contrattuali, ed in ultimo a nuovo affidamento con trattativa
privata, così come consentito dal codice degli appalti, nelle more
dell'espletamento della gara pubblica.
Il nuovo contratto annuale, stipulato in data 20.02.2013 giusto
Rep 37/2013, tra il dipartimento e la SOFIP, garantirà il servizio
di dissalazione nel periodo che va dal gennaio 2013 al 31 dicembre
2013.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Musumeci per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
MUSUMECI. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 262 Chiarimenti
urgenti in merito alla creazione di nuove cariche sociali
all'interno dell'ACOSET S.p.a. di Catania e all'incompatibilità del
direttore generale di recente designazione , degli onorevoli
Ciancio, Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ferreri, Foti, La Rocca,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Trizzino, Venturino, Zafarana e
Zito.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, all'Assessore per le autonomie locali
e la funzione pubblica e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che Giuseppe Rizzo, vicesindaco nel comune di
Pedara, è stato nominato nuovo presidente di Acoset spa, società
che gestisce il servizio idrico integrato per gli utenti della
fascia pedemontana della provincia di Catania;
considerato che l'ex presidente di Acoset spa, Fabio Fatuzzo, si
era dimesso dal suo incarico perché implicato nel processo 'Cenere'
e quindi interdetto dai pubblici uffici;
rilevato che:
le delibere consortili vanno assunte con il voto della maggioranza
dei consorziati, mentre in questo caso la delibera sulla nomina è
stata votata solo dal 50% degli aventi diritto e facenti parte del
Consorzio;
lo stesso Fabio Fatuzzo, a poche settimane dalle dimissioni della
presidenza dell'Acoset per la sentenza del processo 'Cenere' che lo
ha condannato all'interdizione dai pubblici uffici, è stato
tuttavia nominato Direttore generale della Acoset spa;
nella logica della 'spending review' che interessa anche la
Regione siciliana tale incarico, di cui si è benissimo fatto a meno
negli ultimi anni, è superfluo nonché fonte di ulteriori inutili
spese a carico della società;
visto il regolamento per la disciplina delle procedure di ricerca,
selezione ed inserimento del personale (approvato con delibera del
28/02/2012) che all'art. 5.3 testualmente prevede: 'I requisiti
generali per l'assunzione sono i seguenti: a) assenza di carichi
pendenti e precedenti penali per fattispecie di reato la cui
sanzione comporti il venir meno del godimento dei diritti civili e
politici e, comunque, per reati puniti con pena non inferiore a tre
anni, ad eccezione di coloro che sono riabilitati';
per sapere:
se non ritengano grave che un presidente dimissionario per
incompatibilità dettata dall'interdizione dai pubblici uffici
riceva una nomina all'interno della stessa Acoset spa come
Direttore generale;
se tale carica sia stata istituita perchè davvero utile oppure
semplicemente per cautelare il nuovo Direttore generale Fabio
Fatuzzo;
se non ritengano la situazione così grave da voler intervenire al
più presto con le necessarie ed urgenti indagini, al fine di far
rispettare le leggi dello Stato che impongono ai condannati
l'esclusione da possibili ruoli nei servizi pubblici». (262)
Ha facoltà di parlare l'assessore Marino per rispondere
all'interrogazione.
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, signori deputati, in ordine all'interrogazione
appena citata, nonostante ci siano stati già diversi interventi
sulla stampa, il dipartimento ha ritenuto di dovere approfondire,
anche su richiesta del sottoscritto assessore, tutta la vicenda in
modo da essere assolutamente puntuali, eventualmente anche essere
pronto a tutti gli interventi per quanto riguarda l'interrogazione
in argomento. Si chiede, quindi, un rinvio per le ragioni appena
esposte.
PRESIDENTE. Così resta stabilito.
Si passa all'interpellanza numero 15 Notizie in merito al Patto
dei sindaci ed all'Unità di assistenza tecnica , degli onorevoli
Palmeri, Cancelleri, Zafarana, Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri,
Mangiacavallo, Siragusa, Trizzino, Venturino, Foti, La Rocca, Zito.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che:
la Regione siciliana, nel novembre del 2010 ha aderito al Patto
dei Sindaci (PdS) come struttura di supporto con l'obiettivo di
fungere da stimolo per i Comuni siciliani nell'azione di riduzione
delle emissioni di CO2 ed anche per supportare le singole
municipalità nell'elaborazione e successiva attuazione dei Piani di
Azione per L'Energia Sostenibile (PEAS);
dopo un anno dall'adesione al PdS, l'Assessorato regionale
dell'Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità ha emesso un bando
per la creazione di un'Unità di Assistenza Tecnica (UAT) per
aiutare i 390 comuni siciliani nella stesura dei PEAS;
considerato che:
il decreto ad avviso pubblico del dipartimento Energia per
selezionare un pool di esperti è datato 29 luglio 2011;
il bando pubblicato sulla GURS n. 35 del 19 agosto 2011 prevedeva
la selezione di n. 14 esperti di comprovata professionalità nel
settore delle rinnovabili e nelle politiche europee per l'energia;
la Commissione europea, informata di tale iniziativa, aveva
espresso parere favorevole e aveva considerato la stessa come una
buona pratica europea pubblicizzandola sul sito ufficiale del Patto
dei Sindaci;
il dipartimento Energia con DDG (Decreto Dirigente Generale) n.
399 del 27.09.2012 ha pubblicato la graduatoria degli ammessi al
colloquio con relativi punteggi, ma che allo stato attuale i
selezionati restano in attesa del suddetto colloquio;
visto che il costo degli esperti della UAT sarebbe stato
interamente a carico dei fondi strutturali, per l'appunto del PO
FESR 2007/2013 Sicilia, in quanto compatibile con le finalità dello
stesso, e non avrebbe pertanto gravato sul bilancio regionale;
per conoscere:
se non ritengano opportuno portare a compimento il bando che
istituisce la UAT (di cui sopra);
se non intendano procedere al completamento della selezione
dell'UAT, invece di procedere, come si è proceduto, con
deliberazione di Giunta Regionale n. 460 del 30 novembre 2012, alla
costituzione di una 'Cabina di Regia per monitoraggio Patto dei
Sindaci', che sembrerebbe composta anche da due figure
professionali esterne all'Amministrazione regionale ed i cui costi
potrebbero gravare sul bilancio della stessa Regione, che già opera
attraverso la promozione di incontri con i 390 Comuni siciliani».
(15)
Ha facoltà di parlare l'assessore Marino per rispondere
all'interpellanza.
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, signori deputati, con riferimento
all'interpellanza numero 15, si ritiene utile evidenziare che è
intendimento della Regione siciliana portare a compimento
l'attività discendente dall'avviso pubblico inserito nella gazzetta
ufficiale della Regione siciliana del 19 agosto 2011, iniziativa
che, come afferma nell'atto ispettivo lo stesso onorevole Palmeri,
è stata considerata dalla stessa Commissione Europea esempio di
buona pratica europea, pubblicizzandola sul sito ufficiale del
Patto dei Sindaci.
Invero, deve riconoscersi che il procedimento ha incontrato non
pochi ostacoli che ne hanno rallentato, in buona sostanza la attesa
speditezza e rinviato l'efficacia.
Primo fra tutti, quello di far convergere l'Autorità di Gestione
del PO FESR Sicilia 2007-2013 ad una piana condivisione della
coerenza delle attività programmate con gli stessi obiettivi del
Programma Operativo; tale fase del processo ha registrato un
serrato confronto attraverso diverse riunioni e tavoli tecnici, sia
prima che dopo la stessa pubblicazione dell'Avviso, addivenendo
all'assegnazione delle risorse necessarie solo nel mese di febbraio
2012.
Pertanto, solo a partire dal predetto mese è stato possibile
avviare i dovuti adempimenti per la costituzione della Commissione
di valutazione, procedura espletata attraverso richiesta di terne
di docenti universitari espressione delle Università Siciliane
inoltrata al Presidente della CRUS - Comitato regionale
Universitario della Sicilia, Magnifico rettore Professore Roberto
La Galla. (Il decreto di costituzione della Commissione di
valutazione è il numero 47 del 10 febbraio 2012, restituito dalla
Corte dei conti in data 18 aprile 2012).
La Commissione, insediatasi in data 17 maggio 2012, è pervenuta,
già alla seconda seduta (29 maggio 2012), alla definizione degli
elenchi delle istanze giudicate irricevibili e inammissibili,
successivamente approvati con D.D.G. numero 268 del 17 luglio 2012,
debitamente pubblicato sul sito ufficiale del Dipartimento
dell'Energia e su www.euroinfosicilia.it.
Nel corso delle successive sedute, la Commissione ha proceduto
alla valutazione dei curricula di tutte le istanze giudicate
ammissibili e tale fase si è protratta fino alla seduta del 21
settembre 2012.
In quella sessione, la Commissione procedette ad approvare anche
il calendario dei colloqui articolato nelle giornate 23,24 e 25
ottobre 2012. Furono quindi predisposte le relative lettere di
convocazione e inviate alla spedizione.
Le risultanze di valutazione dei curricula e l'individuazione dei
soggetti da convocare per il colloquio fu approvata con decreto
numero 399 del 27 settembre 2012, pubblicato in data 3 ottobre
successivo pure sul sito del dipartimento e su
www.euroinfosicilia.it.
Purtroppo in data 2 ottobre 2012, attraverso comunicato stampa
ufficiale della Presidenza della Regione, venne diramata la notizia
secondo cui la Giunta di Governo regionale aveva deliberato in
ordine alla revoca dell'Avviso de quo, determinando la decisione
degli uffici del Dipartimento di sospendere ogni attività in attesa
di ricevere copia della deliberazione. Il Dipartimento Energia ha
rappresentato in merito, di non avere mai ricevuto la deliberazione
di revoca della procedura di selezione.
Con riferimento alle necessità scaturenti dalla richiamata
direttiva presidenziale del 19 novembre 2012, il Dirigente Generale
dell'Energia, dopo avere riattivato il contratto di assistenza
tecnica alla società Sviluppo Italia Sicilia S.p.A., con decreto
dell'11 marzo 2013, ha ricostituito l'integrità della Commissione
di valutazione nominando il nuovo Presidente nella persona del
dirigente del competente Servizio dipartimentale.
I colloqui, il cui calendario è stato fissato dalla Commissione,
nella riunione del 15 aprile scorso, sono stati effettuati, secondo
una articolazione per profili, tra la fine del mese di maggio e i
primi del mese di giugno.
Ad oggi il provvedimento che approva le risultanze delle
valutazioni della Commissione è alla firma del Dirigente Generale.
Di seguito, si procederà in ordine alla stipula dei contratti che
si valuteranno necessari; gli stessi dovranno essere trasmessi alla
Corte dei Conti per il controllo di competenza.
Con riferimento al secondo quesito - se non intendano procedere al
completamento della selezione della UAT, invece di procedere, come
si è proceduto, con deliberazione di Giunta Regionale numero 460
del 30 novembre 2012, alla costituzione di una Cabina di Regia per
monitoraggio Patto dei Sindaci che sembrerebbe composta anche da
due figure professionali esterne all'Amministrazione regionale ed i
cui costi potrebbero gravare sul bilancio della stessa Regione, che
già opera attraverso la promozione di incontri con i 390 Comuni
siciliani - si ribadisce l'avvenuto completamento del procedimento
di selezione della UAT secondo quanto già esposto.
Diversamente, con riguardo alla Cabina di Regia - anche perché poi
impropriamente si è chiamata quella Cabina di Regia, la Cabina di
Regia si compone sapete, dagli assessori appunto competenti dei
vari rami - per il monitoraggio del Patto dei Sindaci, già
istituita con deliberazione numero 460 del 30 novembre 2012,
adottata a seguito della deliberazione numero 459 dello stesso 30
novembre 2012 con la quale fu condiviso il percorso delineato nella
Direttiva Presidenziale numero 50602 del 19 novembre 2012, va
precisato che, in atto, non è intervenuto alcun provvedimento
finalizzato a formalizzare la costituzione della stessa - e
comunque provvederemo al più presto secondo, appunto, le competenze
del Presidente della Regione, su questo punto.
Secondo quanto deliberato dalla Giunta regionale, la predetta
Cabina di regia dovrà essere composta dagli Assessori regionali, o
loro delegati, dei rami di Amministrazione regionale interessati.
In ogni caso, per la composizione e le modalità di funzionamento
della stessa, la Giunta ha rinviato a successivo provvedimento.
Sicuro per quanto riguarda le persone che sono state nel Consiglio
appunto indicate nel quesito 2 diciamo che si tratta di consulenti
nominati dal Presidente della Regione che hanno espletato
un'attività di consulenza che nulla ha a che vedere con quanto
riguarda la cosiddetta cabina di regia.
PRESIDENTE. I firmatari si dichiarano soddisfatti.
Si passa all'interpellanza numero 17 Chiarimenti sulla corretta
interpretazione della legge regionale n. 2 del 2013 in materia di
servizio idrico integrato , degli onorevoli Zito, Mangiacavallo,
Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti, La Rocca,
Palmeri, Siragusa, Trizzino, Venturino, Zafarana. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che:
con legge della Regione n. 2 del 9-01-2013, recante 'Disposizioni
in materia di servizio idrico integrato', l'orientamento
manifestato dalla Regione è chiaramente quello di
ripubblicizzazione dell'acqua quale patrimonio pubblico da tutelare
e trattare in quanto risorsa limitata di alto valore sociale,
ambientale, culturale, economico';
rilevato che:
entro sei mesi dalla stessa legge, la Regione intende far tornare
ai comuni ogni autorità di gestione dell'acqua, come recita il
comma 5 della predetta legge:'Con successiva legge regionale, da
emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, le funzioni delle Autorità d'ambito sono trasferite
ai Comuni;
questi sei mesi previsti dalla predetta legge, visto che gli ATO
vengono posti in liquidazione, devono fondamentalmente servire ai
Presidenti degli ATO, nominati come liquidatori, per effettuare
ogni attività di censimento delle gestioni preesistenti, come
recita il comma 4:'Le attuali Autorità d'ambito territoriale
ottimale sono poste in liquidazione dalla data di entrata in vigore
della presente legge. Le funzioni di commissario straordinario e di
liquidatore sono assunte dai Presidenti dei consigli di
amministrazione delle disciolte Autorità. I predetti commissari
durano in carica sino al completamento delle attività di censimento
delle gestioni preesistenti e di verifica dello stato dei rapporti
giuridici attivi e passivi e comunque non oltre sei mesi dalla data
di entrata in vigore della presente legge';
considerato che per quanto sopra, riteniamo che ogni attività in
essere, derivante da contratti stipulati dagli ATO posti in
liquidazione, debba essere immediatamente bloccata, al fine di
poter effettuare correttamente ogni censimento del preesistente
(come recita la legge 2/2013) ed evitare contestualmente ogni forma
di abuso o ingiustizia ai cittadini;
per conoscere se non ritengano opportuno:
chiarire come intenda regolare l'attività delle Società Private
che abbiano contratti con gli ATO (già poste in liquidazione) e che
hanno avuti consegnati gli impianti dai Commissari del precedente
Governo Lombardo;
emanare, se possibile, una nota di chiarimento o di corretta
interpretazione della legge 2/2013, per bloccare, fino
all'emanazione delle successiva legge prevista (entro 6 mesi), ogni
attività derivante da contratti pregressi con gli ATO i quali,
essendo stati posti in liquidazione, non potrebbero proseguire
alcuna attività contrattuale, in quanto ciò inficerebbe il
censimento dell'attività preesistente, richiesta dalla legge n.
2/2013». (17)
Ha facoltà di parlare l'assessore Marino per rispondere
all'interpellanza.
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, signori deputati, con la predetta interpellanza
in particolare è stato richiesto di chiarire come si intende
regolare l'attività della società privata che abbiano contratti con
gli Ato, già posti in liquidazione e che hanno avuto consegnati
gli impianti dai commissari dal precedente governo Lombardo.
Di emanare, se possibile, una nota di chiarimento di corretta
interpretazione della legge n. 2 del 2013 per bloccare fino
all'emanazione successiva della legge prevista, entro sei mesi e
quella su cui stiamo lavorando in atto, ogni attività derivante da
contratti pregressi con gli Ato, i quali essendo stati posti in
liquidazione non potrebbero proseguire alcuna attività contrattuale
in quanto ciò inficerebbe il censimento dell'attività preesistente
richiesta dalla legge n. 2 del 2013.
Seguì la pubblicazione della legge regionale è stata adottata la
circolare 20 febbraio 2013 n. 2 con cui sono stati forniti i
chiarimenti in relazione alla fase di liquidazione delle autorità
di ambito territoriale ottimale ad opera dei commissari
straordinari liquidatori di cui si evidenziano alcuni punti
salienti.
Al commissario straordinario liquidatore che si identifica con
il Presidente del consiglio di amministrazione nelle autorità
istituita nella forma di consorzio e con il Presidente
dell'assemblea dei sindaci nelle autorità istituita con la formula
della convenzione viene affidata l'attuale gestione della fase
liquidatoria.
Il commissario straordinario liquidatore si sostiene sia agli
organi amministrativi e di in dirizzo sia all'organo gestionale
assumendone le relativi funzioni e competenze senza alcune
necessità di operare proprio in ragione della peculiarietà della
fase in esame alcuna distinzione fra le tipologie di organi.
In tal senso si è altresì espresso l'Ufficio legislativo e legale
della Regione siciliana il quale ha sancito come il commissario
straordinario liquidatore, nominato a seguito della messa in
liquidazione dello stesso ente, ha certamente i compiti più estesi
e più ampi di quelli che costituiscono normali sfere di
attribuzione degli organo ordinari del medesimo ente ed, infatti,
oltre alla gestione ordinaria il commissario in questione deve
provvedere anche alla gestione liquidatoria da intendersi comunque
quale attività principale dell'Ente attraverso l'espletamento delle
operazioni di liquidazione necessarie.
Il commissario straordinario liquidatore dovrà adoperarsi affinché
sulla scorta di quanto previsto dalla legge si provveda ad una
definizione quanto più celere dell'operazione di liquidazione al
fine di consentire una preliminare ricognizione dello stato
generale di gestione di ogni autorità in liquidazione, si ritiene
opportuno che ogni commissario rediga entro giorni 20 dalla
pubblicazione della legge n. 2 del 2013 una relazione di
presentazione sullo stato amministrativo-finanziario e contabile
rinvenuto al momento del suo insediamento da inviare al
dipartimento regionale Ato rifiuti.
Nella rilevazione dello stato economico finanziario l'indagine
conoscitiva dovrà soffermarsi, con particolare attenzione, sulla
indicizzazione e ricognizione di documenti contabili vigenti ed
approvati, ovvero sulle motivazioni in ordine alla loro mancata
adozione o approvazione delle esposizioni debitorie con indicazione
delle motivazione in ordine alla loro mancata liquidazione delle
entrate alle autorità non ancora riscosse e non ancora riscuotibili
con annesse le relative motivazioni .
La predetta preliminare ricognizione economico-finanziaria dovrà
essere accompagnata dall'espletamento delle incombenze contabili
legate all'avvio dell'attività di liquidazione, comunicazione con
l'istituto bancario tesoriere, creazione del fondo liquidazione,
aggiornamento scritture contabili nonché il quadro delle gestioni
in carico all'Ato e di quelle ancora mantenute dai comuni o da
soggetti terzi.
Il commissario dovrà compiere tutti gli atti ordinari della
gestione utili all'amministrazione sulla scorta di documenti
contabili già approvati al fine di dare certezze e continuità alle
operazioni liquidatorie sino al compimento ovvero sino alla
scadenza fissata alla data del 30 giugno 2016.
In tale ambito il commissario straordinario liquidatore nel caso
in cui riscontra la mancata approvazione di documenti contabili
pregressi potrà redigere in sostituzione solo quelli di natura
consuntiva e di liquidazione segnalando alla Corte dei conti per
le designazioni di competenza le omissioni riscontrate.
I commissari straordinari liquidatori dovranno agire nel rispetto
delle norme comunitarie nazionali e regionali nonché attenersi
alle direttive impartite dall'assessorato competente per materia.
Il commissario straordinario liquidatore nel periodo transitorio
può risolvere tutte le questioni di amministrazione attiva che
attengono alla gestione ordinaria dell'Ente.
Il comma 5 della legge regionale 9 gennaio 2013, ha, tra l'altro,
previsto che sono disciplinati con legge regionale (da emanarsi
entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della stessa) le
modalità di successione nei rapporti giuridici attivi e passivi
ed il successivo comma 6 ha statuito che nelle more
dell'approvazione della legge di cui al comma 5, i comuni che non
hanno consegnato gli impianti ai gestori del servizio idrico
integrato, continuano la gestione diretta .
A tal riguardo, si rappresenta che in data 11 giugno 2013 il
Governo regionale ha presentato il previsto disegno di legge n 455,
riguardante Disciplina in materia di risorse idriche , attualmente
all'esame della quarta Commissione legislativa.
PRESIDENTE. I firmatari si dichiarano soddisfatti.
Si passa all'interrogazione numero 404 Chiarimenti sulla condotta
degli enti locali che fanno parte dell'ATO Gesa 2 S.p.a. in merito
all'inizio del servizio di raccolta in proprio dei rifiuti solidi
urbani , dell'onorevole Di Mauro.
Non essendo presente in Aula il firmatario, l'interrogazione si
considera presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 452 Interventi per garantire
la continuità del servizio idrico nella provincia di Palermo e
l'occupazione dei lavoratori della società Acque potabili siciliane
in amministrazione straordinaria , dell'onorevole Lentini.
Non essendo presente in Aula il firmatario, l'interrogazione si
considera presentata con richiesta di risposta scritta.
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, signori deputati a proposito dell'interrogazione
numero 452 che è stata trasformata in interrogazione con richiesta
di risposta scritta, era intendimento del Governo rappresentare
che, essendo connessa al disegno di legge in discussione, comunque
si voleva approfondire in modo da dare una risposta completa anche
in esito a quello che sarà il disegno di legge definitivo che poi
verrà eventualmente approvato dall'Aula.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 468 Misure per
accelerare la conversione del polo petrolchimico di Siracusa in
polo energetico degli onorevoli Vinciullo e Pogliese.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'energia e per i
servizi di pubblica utilità, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
negli anni passati, soprattutto fra il 1960 e la fine degli anni
settanta, il polo petrolchimico siracusano impegnava oltre 20.000
lavoratori;
negli ultimi anni, tutto è cambiato, e nella zona industriale
siracusana, gli addetti impegnati sono ad oggi meno di 10.000, con
una espulsione violenta e senza pietà di oltre 10.000 lavoratori;
considerato che:
da circa vent'anni, nonostante tutte le assicurazioni, si procede
a rilento verso una riconversione del polo petrolchimico in polo
energetico, al fine di ridare slancio e vitalità ad un sito che
diversamente è destinato alla chiusura definitiva;
ad oggi, nel sito industriale siracusano è rimasto poco e nulla
delle rappresentanze della chimica di base;
accertato che:
le maggiori realtà imprenditoriali della chimica, presenti ancora
oggi nella zona industriale siracusana, sono due società del gruppo
ENI, la Polimeri Europa e la Syndial, che tuttavia, insieme, non
riescono ad assorbire più di 600 dipendenti;
anche le aziende impegnate in attività di raffinazione all'interno
dell'area industriale, come la Esso italiana e la Isab, impiegano
non più 600 dipendenti la prima e circa 1000 la seconda;
il maggior numero di lavoratori del petrolchimico fa parte del
cosiddetto 'indotto', il settore cioè delle piccole imprese
appaltatrici;
visto che:
il persistere dei ritardi nella conversione del Polo petrolchimico
siracusano in Polo energetico rischia di indurre alcuni dei pochi
investitori rimasti ad abbandonare il sito industriale;
la mancata realizzazione del Polo energetico determinerà la fine
della zona industriale siracusana e del suo indotto che oggi
impegna 10.000 dipendenti che andranno incontro al licenziamento e
incrementeranno la disoccupazione al Sud;
per sapere:
se non ritengano urgente intervenire al fine di accelerare le
procedure necessarie per la riconversione del Polo petrolchimico
siracusano in Polo energetico;
se non intendano sollecitare il Governo Nazionale, responsabile in
parte dei ritardi denunciati e dare un futuro ecocompatibile ad
un'area che diversamente sarà costretta alla chiusura con serie
ripercussioni sull'occupazione siciliana e di quella della
provincia di Siracusa in particolare». (468)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Marino per
rispondere all'interrogazione.
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, signori deputati, con l'interrogazione in parola
l'onorevole Vinciullo denuncia la grave crisi occupazionale della
zona industriale di Siracusa e chiede un intervento del Governo
regionale finalizzato ad accelerare le procedure necessarie per la
riconversione del polo petrolchimico di Siracusa in polo energetico
ed, al contempo, a sollecitare in merito il Governo nazionale in
gran parte responsabile di ritardi accumulati ad impegnarsi nel
rilancio di un sito altrimenti destinato alla chiusura definitiva.
Una volta insediatomi, ben consapevole dell'importanza per
l'economia regionale di ogni azione volta a perseguire l'obiettivo
di riconversione in chiave eco-compatibile del polo di Siracusa al
fine della salvaguardia dell'incremento dei livelli occupazionali,
ho preso atto dei ritardi che vengono contestati all'onorevole
firmatario dell'interrogazione, imputabili invero a molteplici
criticità e a differenti livelli istituzionali.
Invero, già negli anni che vanno dal 2001 al 2003 la Regione, a
seguito di trattative con lo Stato a favore della riqualificazione
ambientale industriale del sito petrolchimico di Siracusa, aveva
concluso un accordo di programma in data 23 dicembre 2005,
costituita da un pacchetto di investimenti pubblici-privati da
risorse rese disponibili da parte sia dello Stato anche della
Regione.
La Regione si era impegnata ad accelerare tutte le procedure
autorizzative insistenti sul territorio interessato dell'accordo ed
in effetti ha onorato i propri obblighi, lo Stato viceversa non ha
messo a disposizione risorse finanziarie a proprio carico.
Oggi, al fine di rilanciare il percorso, il dipartimento regionale
di energia sta avviando tutte le azioni propedeutiche per un
efficace utilizzo delle risorse comunitarie, consapevole che il
concreto approccio alla tematica in oggetto deve essere
necessariamente inserito all'interno degli adempimenti
istituzionali proprio del ciclo di programmazione comunitaria 2014-
2020.
Il primo step effettuato in merito è il perfezionamento
dell'accordo di partenariato per la programmazione comunitaria. Al
riguardo il dipartimento regionale dell'energia che aveva già
offerto il proprio apporto nel corso di tavoli partenariali
nazionali, ha inviato in data 22 aprile 2013, al dipartimento
regionale della programmazione il proprio contributo programmatico
in tema di fabbisogni di riconversione dei siti del petrolchimico,
nonché dei comuni sedi di estrazione raffinazione di idrocarburi e
centrali termoelettriche quale strumento di politica industriale
per un uso efficace delle risorse.
Il predetto contributo programmatico è il risultato di un lavoro
attento condotto attraverso molteplici Tavoli di partenariato
regionali teso a mettere a fuoco, partendo dagli esiti della
vecchia programmazione, i risultati che si intendono conseguire,
sulla scorta dei quali dovrà essere orientata la nuova
programmazione ed i suoi obiettivi.
Il Dipartimento ha così individuato e proposto una serie di policy
di ampio respiro e di approccio sistematico al settore.
In particolare, di interesse strategico, è considerata la
ricerca, fondamentale in un settore, quale quello energetico, ad
alta innovatività tecnico-scientifica.
Il sostegno allo sviluppo e all'impiego di tecnologie dotate di
minore impatto ambientale e la creazione di start up innovative
afferenti alla clean economy, è ritenuto infatti imprescindibile
per l'attuazione di una efficace politica energetica che
costituirà, peraltro, argomento e approfondimento,
all'aggiornamento del piano energetico ambientale (PEARS).
Altra istanza che è stata espressamente fatta presente nel corso
dei tavoli nazionali, quale intervento industriale in grado di
assicurare lo sviluppo sostenibile, è proprio quella dell'urgente
necessità di reindustrializzazione dei siti bonificati del
petrolchimico e dei comuni sede di estrazione, raffinazione e di
centrali termoelettriche, attraverso l'incentivazione di progetti
integrati per la produzione di energia da Fonti di Energia
Rinnovabile (FER), bioliquidi e biocarburanti, per ulteriori
sbocchi occupazionali.
La tematica merita poi una seconda, fondamentale, notazione.
Considerato l'importanza del territorio in questione per le scelte
di politica energetica nazionale, la rivitalizzazione dell'Accordo
del 2005 costituirà oggetto di apposito piano di azione del nuovo
Piano Energetico Ambientale della Regione.
Va premesso, al riguardo, che la Programmazione comunitaria 2014-
2020 impone la propedeutica predisposizione dei Piani di settore,
considerati dall'Unione europea, condizione ex ante per un più
efficiente utilizzo delle risorse comunitarie.
Il Dipartimento regionale per l'Energia il 16 maggio 2013 ha già
presentato al Partenariato istituzionale, economico e sociale il
Rapporto di monitoraggio ambientale 2012, redatto in osservanza del
Testo Unico statale dell'Ambiente (D. Lgs. N. 152/2006), sulla
scorta di un rapporto di tutoraggio eseguito dalla società Sicilia
e Ricerca S.p.A.
Il Rapporto di Monitoraggio Ambientale, pubblicato sul sito del
Dipartimento regionale Energia, costituisce il fondamentale
strumento conoscitivo dell'attuale Sistema Energetico regionale,
sulla base del quale l'Amministrazione provvederà a redigere
l'aggiornamento del Piano Energetico Ambientale e la relativa
documentazione per il rilascio della Valutazione Ambientale
Strategica (VAS) di competenza dell'Assessorato regionale del
Territorio e dell'Ambiente.
Al riguardo, si è in grado, qui, di confermare, come già
anticipato, che le future linee guida dell'adottando PEARS
riguarderanno anche un idoneo ed apposito piano di azione per lo
sviluppo sostenibile di un'area industriale strategica per gli
interessi economici della Regione, quale è quella di Siracusa.
Tale piano costituirà la naturale evoluzione del modulo
procedimentale rappresentato dal già citato Accordo del 21
dicembre 2005 e sarà accompagnato da azioni di formazione,
conoscenza, rete, ecc.
Si fa poi presente che il Dipartimento regionale Energia ha già
programmato una campagna divulgativa e formativa nel territorio in
oggetto, con la partecipazione del servizio competente per la
formazione delle amministrazioni locali e la sensibilizzazione
delle stesse alle tematiche dell'innovazione energetica per lo
sviluppo di una pianificazione energetica comunale più efficace dei
territori comunali ed un Governo più consapevole del territorio da
pare delle Amministrazioni locali, a salvaguardia dello sviluppo
sostenibile.
Quale ulteriore differente, ma complementare approccio alla
problematica, si rappresenta, infine, che il Dipartimento regionale
Energia si sta occupando di predisporre uno schema di D.D.L. di
semplificazione delle procedure autorizzative per la costruzione ed
esercizio di infrastrutture energetiche strategiche, da proporre al
legislatore regionale nell'esercizio della competenza esclusiva in
materia ex art. 14, comma 1, lett. D) dello Statuto, da considerare
quale ulteriore iniziativa volta a superare la condizione ex ante
per un più efficiente utilizzo delle risorse comunitarie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
assessore, preliminarmente mi dichiaro soddisfatto della risposta
avuta da parte dell'assessore.
L'Assessore ha voluto tracciare una dotta anche se breve relazione
su quello che è lo stato, di fatto, della zona industriale della
provincia di Siracusa.
Veda, lei ha citato questo accordo firmato nel dicembre del 2003,
ahimè, io fui uno di quelli che firmò in nome e per conto della
città di Siracusa ma, da allora, è rimasto solo ed esclusivamente
l'accordo.
Lo Stato, nonostante vi siano state numerose visite siciliane, non
ha mai rispettato l'impegno assunto firmando quell'accordo e la
zona industriale della provincia di Siracusa come quella di Gela e
di Milazzo è stata massacrata negli anni 60 e negli anni 70
continua ad essere una delle zone più inquinate d'Europa con un
numero di morti e di bambini nati malformati, tra i più alti sempre
della stessa Europa.
E' chiaro che lei si pone il problema di cosa fare. Io, intanto,
non accetto l'idea che la Regione rinunci all'impegno che lo Stato
aveva preso per bonificare, insieme con le aziende di Stato e non
quelle zone. Vi era un impegno ben preciso, vi erano degli impegni
sottoscritti dalle imprese e si dà il caso, e la cosa veramente
insopportabile che sia stata l'ENI, l'Ente Nazionale Idrocarburi,
cioè la società di Stato a impugnare quell'accordo e a far sì che
con una sentenza da parte del TAR di Catania, poi alla fine alle
imprese che avevano sottoscritto un impegno per bonificare quelle
aree sia stata data la possibilità di andare via senza ripristinare
i luoghi così come le avevano trovato negli anni 60 quando vennero
in provincia di Siracusa.
Lei però cerca di porre un rimedio e dice ci prepariamo per il
2014 e 2020 a programmare gli interventi da parte della Comunità
europea.
Mi pare di aver capito che nell'ambito di questa green economy lei
ritiene giusto ed opportuno far sì che una parte dei fondi
destinati dall'Europa all'Italia, e alla Sicilia in modo
particolare, vengano destinati alla zona industriale di cui
parliamo cioè quella della provincia di Siracusa in maniera tale da
cercare di riparare i guasti che sono stati inflitti fino ad oggi.
Guasti che fra le altre cose hanno portato anche al licenziamento
di oltre 7000 lavoratori.
Perché vedete fino agli anni 80 ci siamo tenute le industrie che
inquinavano e deturpavano l'ambiente perché in compenso davano
lavoro, adesso continuano a deturpare l'ambiente ad inquinare ma
non danno nemmeno più lavoro e hanno scaricato sulla società, in
generale, il costo di aver licenziato e messo in cassa integrazione
migliaia di lavoratori.
E' chiaro che occorre, necessariamente, convertire il Polo
petrolchimico.
Nell'ambito degli interventi da parte della Comunità europea, lei
ha individuato delle soluzioni che io condivido e ritengo che sia
importante dare la possibilità alla provincia di Siracusa di avere
degli investimenti per risanare queste aree.
Così come concordo con la sua volontà di portare un disegno di
legge e noi le assicureremo che lo approveremo velocemente, per
snellire le procedure per la realizzazione di strutture operanti
nell'ambito della green economy, cioè fra le altre cose, veda,
anche ENI sta cercando adesso di affrontare un progetto Eni-
Versalis' non vorremmo che finisse come accaduto qualche anno fa
con un altro grande investimento che alla fine, fra la cattiva
volontà di chi doveva investire e fra l'inoperosità della Regione,
poi alla fine questo progetto non è stato mai messo in atto.
Avremmo quindi la necessità di avere da parte dell'Assessorato
questa regìa e questa volontà di intervenire richiamando tutti al
rispetto degli accordi e al rispetto degli impegni, adoperando con
ancora maggiore puntualità l'ARPA per andare, fra le altre cose ad
individuare tutte quelle violazioni di norma che vedono ancora una
volta queste industrie inquinare i nostri territori, basti pensare
quello che è successo nel fiume Kantara qualche mese fa, o il
continuo sfiaccolamento notturno da parte dell'industria senza che
riusciamo mai a capire chi sono ad operare in questo settore.
Però, credo, che il Governo per la prima volta mi sia consentito
di dirlo ha individuato qual è il problema vero. Il Polo
petrolchimico è ormai decotto, ormai non in grado di svolgere il
ruolo importante che ha svolto fino ad adesso, deve essere
trasformato.
Ma prima di essere trasformato deve essere bonificato, può
ritornare ad essere un luogo di aggregazione dal punto di vista
lavorativo, un luogo di aggregazione dal punto di vista economico,
può ritornare a essere un momento di produzione importante non solo
per la provincia di Siracusa, ma per l'intero territorio regionale.
Io le dico, assessore, vada avanti se questa la sua volontà, in
Aula la sosterremo. Abbiamo una volontà ben precisa di bonificare
queste aree, abbiamo la richiesta che proviene dal territorio di
riutilizzare queste aree, perché in provincia di Siracusa non è
che poi vi siano tante aree che possano essere riutilizzate,
abbiamo la necessità di poter ancora una volta investire e dare
occupazione ad una provincia purtroppo che aveva fondato tutto
sulla industrializzazione e che dalla fine del Polo petrolchimico
alla fine portato a casa solo nel totale 20 mila disoccupati.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 486 Iniziative
finalizzate all'elaborazione di un piano regionale innovativo per
la gestione dei rifiuti a firma degli onorevoli Zito, Cancelleri,
Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti, La Rocca, Mangiacavallo,
Palmeri, Siragusa, Trizzino, Venturino, Zafarana. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
recenti deliberazioni del Parlamento Europeo in materia di rifiuti
hanno previsto 'il divieto d'incenerimento di tutti i materiali
riciclabili e compostabili a partire dal 2020';
esiste una strategia - che trova uno dei suoi maggiori
teorizzatori nel professor Paul Connett - denominata 'Rifiuti
Zero', che punta ad una riprogettazione della vita ciclica delle
risorse, mirando al riutilizzo di tutti i prodotti, diminuendo così
la quantità dei rifiuti da conferire in discarica ed
approssimandone il numero allo zero. I prodotti di scarto non
vengono quindi più considerati 'rifiuti' ma 'risorse';
considerato che:
la Regione siciliana è una delle regioni d'Italia con il tasso più
basso di raccolta differenziata;
nell'opinione pubblica è aumentata la consapevolezza di come gli
inceneritori siano sovente opere diseconomiche e dannose per
l'ambiente,
per sapere:
se si stiano elaborando delle linee d'indirizzo per un Piano
regionale di gestione dei rifiuti e cosa intendano fare per far sì
che si rispetti la decisione presa dal Parlamento Europeo,
indirizzando da subito la Regione verso una gestione dei rifiuti
che rispetti le linee d'indirizzo e d'intervento europeo e che miri
al sistema integrato con riduzione dei rifiuti, raccolta
differenziata porta a porta, trattamento meccanico biologico,
compostaggio e 'fabbrica dei materiali' per il recupero di ogni
materiale da avviare a riciclo;
quali passi intenda avviare la Regione siciliana per far sì che
non vengano costruite sul territorio regionale strutture per la
termodistruzione dei rifiuti puntando, in alternativa,
all'innovativa strategia 'Rifiuti Zero' - decisamente più fruttuosa
dal punto di visto del progresso dell'economia dell'isola,
dell'occupazione dei cittadini, della salvaguardia dell'ambiente e
della salute pubblica - in un lasso di tempo che sia il più
possibile breve». (486)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, con riferimento all'interrogazione in questione,
è in corso da parte del dipartimento regionale delle acque e
rifiuti un approfondimento sul piano dei rifiuti. Chiedo, pertanto,
per essere ancora più puntuale nella risposta, un rinvio
dell'interrogazione in parola.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'interpellanza n. 49 Misure in ordine alle numerose
irregolarità e alle infiltrazioni della criminalità organizzata
nella gestione del COINRES a firma degli onorevoli Siragusa ed
altri.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che:
secondo quanto precisato dalla pronuncia della Corte dei conti,
sezione giurisdizionale per la Sicilia, del 7 marzo 2012, n. 781,
con specifico riferimento al Coinres, lo stesso deve essere
considerato nel novero delle amministrazioni pubbliche, ai sensi
dell'art. 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, che
in tali termini qualifica i consorzi di enti locali;
la stessa Corte d'appello di Palermo, sezione lavoro, con sentenze
del 10 febbraio 2011, n. 231 e n. 232, ha espressamente
riconosciuto la natura pubblica del Coinres;
ai sensi dell'art. 146 del decreto legislativo n. 267 del 2000 nei
consorzi di Comuni, qual è il Coinres, trovano applicazione le
disposizioni dettate dall'art. 143 del medesimo decreto legislativo
in materia di accesso ispettivo e di scioglimento degli organi nel
caso di accertata emersione di concreti, univoci e rilevanti
elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità
organizzata di tipo mafioso o similare, ovvero su forme di
condizionamento degli amministratori stessi, che compromettono la
libera determinazione degli organi elettivi e il buon andamento
delle amministrazioni, nonché il regolare funzionamento dei servizi
alle stesse affidati ovvero che risultano tali da arrecare grave e
perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica;
considerato che:
la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite
connesse al ciclo dei rifiuti, nella relazione finale approvata
all'unanimità il 20 ottobre 2010, ha dedicato approfondita
attenzione al Coinres, rilevando profili di illiceità nella pratica
delle assunzioni del personale e nell'affidamento degli appalti per
la gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti;
nella relazione sopra citata:
- emerge come il caso del Coinres sia indicativo di una gestione
dissennata degli amministratori, nel quale sono stati assunti
numerosi dipendenti violando le regole prescritte in tema di
evidenza pubblica, ma anche di una penetrazione della criminalità
organizzata all'interno dell'ente;
- si evince nel capitolo intitolato Coinres. Deficit finanziario.
Assunzioni, a pag. 37, che molte delle persone assunte presso lo
stesso risultano essere parenti di personaggi legati alla
criminalità organizzata o favoriti da questi personaggi;
- emerge che la presenza di un soggetto legato alla criminalità
organizzata all'interno di una società d'ambito territoriale può
essere il segnale di una forma ben più incisiva di controllo
finalizzato ad orientare le scelte in merito alla gestione e tale
illecita finalità può essere più facilmente perseguita per il
tramite di persone che apparentemente svolgono funzioni di basso
livello all'interno della società, ma che in realtà operano
nell'ombra a vantaggio dell'organizzazione criminale di
appartenenza (pag. 36);
- si evidenziano, nell'affidamento degli appalti per la gestione
del servizio di smaltimento dei rifiuti, collegamenti diretti ed
indiretti tra il Coinres e la criminalità organizzata, la quale
sembrerebbe contendersene la direzione come si ricava da alcuni
omicidi di dipendenti dello stesso consorzio, già indagati per
reati di mafia, occorsi negli ultimi anni (pag. 38);
- nel capitolo intitolato Il dissesto finanziario degli ATO si
ribadisce, a pag. 108, che siano stati pertanto accertati numerosi
legami tra il Coinres e personaggi legati alla criminalità
organizzata, sia per quanto concerne i dipendenti assunti (spesso
indagati o arrestati per associazione a delinquere di stampo
mafioso), sia per quanto concerne i mezzi utilizzati per
l'effettuazione del servizio (mezzi forniti da società e da imprese
che, secondo le informazioni fornite dalla questura di Palermo,
risultano legate alla criminalità organizzata);
le considerazioni di cui sopra sono rafforzate sia in numerose
pronunce degli organi giurisdizionali che nella attività di
indagine della Procura della Repubblica di Palermo;
invero, la Corte dei conti, Sezione giurisdizionale per la Regione
siciliana, con sentenza del 7 marzo 2012, n. 781, definitivamente
pronunciando, condanna due precedenti amministratori del Coinres,
Granata Giovanni al pagamento della somma di euro 2.468.590,73, e
Loddo Raffaele al pagamento della somma di euro 461.398,54 in
favore del Consorzio Intercomunale Rifiuti Energia e Servizi,
compresa la rivalutazione monetaria, per il danno scaturente da
alcune illecite assunzioni; inoltre con sentenze del 10 febbraio
2011, n. 231 e n. 232, la Corte d'appello di Palermo ha dichiarato
illegittime ulteriori 200 assunzioni;
il 17 aprile 2012, i carabinieri del ROS, su delega della Procura
della Repubblica di Palermo, hanno effettuato una serie di arresti
relativi all'infiltrazione della criminalità organizzata nella
gestione del Coinres, sia per quanto concerne l'assunzione del
personale che per quanto riguarda la gestione degli appalti;
nel corso delle indagini che i Carabinieri della Compagnia di
Bagheria hanno condotto, i Carabinieri stessi, nei loro rapporti,
scrivono: Il condizionamento dell'ente pubblico da parte di Di
Bella si è potuto realizzare grazie, innanzitutto, all'influenza
che egli, quale rappresentante della famiglia mafiosa di Bagheria,
ha potuto esercitare sull'allora primo cittadino di Bagheria,
Biagio Sciortino, il quale a sua volta, faceva dipendere ogni sua
decisione sul Coinres dall'odierno indagato.
negli stralci di intercettazione, pubblicate sul periodico S,
emerge uno spaccato della commistione tra mafia, politica e
gestione del Coinres. A cominciare dalla figura di Nino Di Bella i
cui rapporti con Pino Scaduto, capo della famiglia mafiosa di
Bagheria, erano già noti agli inquirenti. Nino Di Bella era lo
scooter che Pino Scaduto utilizzava per andare a Palermo per
incontrare altri mafiosi poi arrestati nella operazione Perseo,
Benedetto Capizzi, Giovanni D'Agati e Salvatore Adelfio, con
l'accusa di volere ricostituire la cupola mafiosa. Pare inoltre che
il Di Bella facesse anche da staffetta al boss bagherese e che
fungesse da intermediario con i mafiosi di Ficarazzi;
in altre intercettazioni, effettuate nel novembre del 2009, nel
carcere di Cuneo, e nelle dichiarazioni rese nel marzo del 2011 da
Onofrio Prestigiacomo, anche lui arrestato nell'operazione Perseo,
si delinea maggiormente il quadro. Ecco alcuni stralci delle
dichiarazioni di Prestigiacomo su Di Bella:
- '...É stato sempre vicino a Scaduto...ed era una persona di
fiducia come uomo d'onore...';
- '...Dopo la scarcerazione di Scaduto, Di Bella si rimette di
nuovo vicino allo Scaduto...camminavano sempre insieme... Scaduto
mi diceva certe cose, me le mandava a dire con Di Bella e metteva a
disposizione diciamo anche il furgone della nettezza urbana e lo
accompagnava in certi appuntamenti...'
- '...Certe volte gli prendeva appuntamenti con certe persone e
glieli andava a fare nel deposito della nettezza urbana...me l'ha
detto pure Andrea Carbone...che ci si vedeva e metteva a
disposizione anche diciamo il furgone della nettezza urbana, lo là
Carbone, Michele Modica, certe volte pure Emanuele Cicala...che
lavorando là diciamo il Di Bella gli metteva a disposizione a
Scaduto per farsi appuntamenti là...';
i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno portato a
termine, il 25 marzo c.a., una operazione antimafia, denominata
BAGHDAD, con l'esecuzione di 2 provvedimenti cautelari. Le misure
sono state richieste dalla Direzione Distrettuale Antimafia di
Palermo ed emesse dal Giudice per le indagini preliminari, e fanno
riferimento a gravi fatti di estorsione e truffa, consumati in un
contesto chiaramente mafioso. In tale contesto le indagini hanno
posto in luce nuovamente la figura di Antonino Di Bella, pluri-
pregiudicato, quale persona stabilmente inserita nel contesto
mafioso bagherese. Gli investigatori hanno avviato una complessa
indagine, attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e
di colloqui in carcere, videosorveglianze e servizi di
osservazione, all'esito della quale è risultato che il Di Bella -
in servizio, con la qualifica di mero sorvegliante, presso il
COINRES di Bagheria, ma in realtà vero dominus del consorzio - con
la connivenza di dirigenti pubblici infedeli, tra i quali in
particolare il responsabile amministrativo del Coinres di Bagheria
Diego Lo Paro, si rendeva autore di una numerosa serie di reati,
che potevano trovare esecuzione grazie alla influenza della locale
consorteria mafiosa e che finivano anche con il condizionare le
determinazioni dell'Amministrazione comunale;
gli illeciti sopra descritti hanno favorito una gestione del
servizio soggetta a ripetute interruzioni, che hanno determinato
situazioni di pericolo per la salute e igiene pubblica e che, sotto
il profilo economico-finanziario del Coinres, hanno causato ai
Comuni consorziati ingenti costi impropri, obbligandoli altresì a
gravare i cittadini di una tassa per lo smaltimento dei rifiuti
(TARSU) raddoppiata;
per conoscere:
se non ritengano opportuno sollecitare il Ministero di Giustizia a
verificare se sussistano le condizioni normative per disporre
l'accesso ispettivo antimafia al Coinres come disciplinato dagli
artt. 143 e 146 del decreto legislativo n. 267 del 2000, attese le
disfunzioni nella gestione del servizio, generate da una numerose
irregolarità, e le infiltrazioni della criminalità organizzata
nella gestione del Coinres, accertate anche dalla Commissione di
inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti,
con la conseguente, costante interruzione di un accettabile livello
del servizio di smaltimento dei rifiuti nei comuni del comprensorio
interessato;
se non ritengano necessario mettere in atto provvedimenti nei
confronti del Coinres al fine di evitare che i contribuenti dei
Comuni del comprensorio interessato siano vessati ulteriormente da
un incremento della pressione fiscale per l'erogazione del servizio
di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a fronte dell'assenza
sostanziale di tale servizio;
se intendano verificare se il commissario liquidatore pro tempore
del Coinres abbia avviato le procedure di messa in mora dei
condannati Loddo e Granata, al fine di assicurare l'immediato
risarcimento dovuto ai Comuni soci del Coinres». (49)
(Gli interpellanti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, anche qui, per essere più precisi su una vicenda
così delicata che, peraltro, ci occupa quasi quotidianamente con
riferimento appunto agli operai per i quali è stato interrotto il
rapporto lavorativo, è in corso un approfondimento da parte del
dipartimento regionale acque e rifiuti, e vi è anche abbinata una
vicenda abbastanza delicata che io appunto ho avocato a me per
poter dare una risposta più completa ed esauriente possibile.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Marino,
va bene, rimandiamo a tempi migliori, nei quali possiamo
approfondire meglio la questione. Vorrei però ricordare a lei e a
tutti noi che il Coinres continua ad essere una fonte costante di
problemi che si trovano a pagare i cittadini che vivono ormai in
città che sono simili più a periferie di megalopoli del quarto
mondo con montagne di rifiuti e di spazzatura ovunque. Cittadini
con una tassazione elevatissima, con la Tarsu che continua ad
aumentare costantemente; la pagano le amministrazioni comunali,
ormai tutte prossime al dissesto, le più proprio per i debiti che
hanno col Coinres.
Ed, infine, come ha detto giustamente lei, le pagano anche i
lavoratori che, quelli ancora presenti, con un futuro nebuloso, i
centravanti extemporary senza completamente più un futuro. Quindi,
sarebbe importante che il governo regionale si attivasse per
cercare di fare pagare invece tutto questo scempio a chi realmente
lo ha causato, a tutti coloro che in questi anni dentro il Coinres
hanno mangiato e hanno lucrato.
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, intervengo per rassicurare l'onorevole Siragusa,
per quanto riguarda la vicenda del Coinres, proprio per la
soluzione di vari problemi, ho tenuto diversi incontri pur
essendoci una competenza della regione per quanto riguarda i 190 ex
dipendenti, però, appunto per la sensibilità che il Governo ha
sempre dimostrato per quella che mi appartiene, e penso che almeno
dell'impegno mi si può dare atto, abbiamo cercato di fare il
possibile, indicando anche le strade giuridicamente percorribili,
anche agli altri interlocutori, non solo al Commissario del
Coinres, ma anche ai signori sindaci che compongono il gruppo di
lavoro
Mi sono reso conto che in molte occasioni si fa più, scusate se
uso questo termine, un gioco da vecchia politica piuttosto che
l'interesse che tutti cerchiamo di conseguire. Fra l'altro, su
quella vicenda c'è stato anche l'intervento della magistratura,
come voi sapete, quindi avevo prospettato la necessità di porre uno
iato fra la vecchia e la nuova gestione. Iato che poteva essere
costituito ahimé con continui ritardi, dalla costituzione delle
società di regolamentazione perché questo avrebbe consentito anche
secondo le indicazioni che abbiamo dato unitamente al Presidente,
in una riunione che si è tenuta proprio presso il Palazzo
d'Orléans, la possibilità di creare nuovi contratti e un bacino
dove far confluire, momentaneamente, queste persone che, sapete,
secondo anche la legge 9 del 2010, di per sé dovrebbero rimanere
senza occupazione, ma noi non accettiamo questa logica.
Ho determinato, ed ho parlato proprio con il direttore del
dipartimento, che questa situazione di permanenza degli ATO
compreso quindi anche il Coinres, non è più sostenibile perché, mi
sono reso conto, anche dalla costituzione di Comitati liquidatori,
che c'è una resistenza eccessiva al cambiamento e secondo le
disposizioni di legge una volta costituite le società di
regolamentazione che ancora sono in ritardo, solo 6 ne sono state
costituite fra le 18 previste, provvederemo immediatamente ai
commissariamenti e all'adozione della liquidazione unica perché
così è previsto e così finisce questa possibilità di gestione che,
comunque, cerca in tutti i modi di proseguire e quindi io ritengo e
do assicurazioni perché su questo siamo assolutamente determinati
che entro luglio tutta questa procedura che compete la gestione
degli ATO dovrà finire.
La fase liquidatoria durerà per quello che è previsto, ma sarà una
liquidazione unica, così come previsto dalla legge, e non ci sarà
più alcuna possibilità di gestione, perché si sta creando veramente
un disastro. Addirittura ci sono degli ATO che ancora cercano di
convincere i vari sindaci dei Comuni di bandire una sorta di gara
informale, ormai ne sento di tutti i colori, veramente, e non è
più sostenibile questa situazione.
Però, ecco, quella collaborazione che più volte ho chiesto, a
molti amministratori, in molti casi purtroppo non l'ho avuta ed è
anche la ragione del ritardo, comunque, noi porremo fine alla
gestione degli ATO.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 57 Interventi a
garanzia dei livelli occupazionali degli operatori degli impianti
di dissalazione di Porto Empedocle (AG) e Gela (CL) a firma degli
onorevoli Firetto, La Rocca Ruvolo, Miccichè e Cimino.
Non essendo presente nessuno dei firmatari, pertanto
l'interpellanza decade.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 2 luglio
2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Pogliese
I - Comunicazioni
II - Seguito della Discussione della mozione:
N. 71 - Iniziative finalizzate alla modifica della
convenzione stipulata dalla Regione siciliana con
Siciliacque S.p.A. al fine di ridurre la tariffa del
servizio idrico integrato ai cittadini degli ambiti
territoriali ottimali (ATO).
(20 marzo 2013)
FIRETTO - GRASSO - LEANZA -
LA ROCCA RUVOLO -
- LENTINI - SAMMARTINO
III - Discussione unificata delle mozioni:
N. 54 - Interventi per ottenere il riconoscimento per la
Sicilia dello status di zona franca.
(6 marzo 2013)
SAMMARTINO - LEANZA - SUDANO - LENTINI -
NICOTRA
N. 55 - Iniziative per l'attivazione delle zone franche
urbane in Sicilia.
(6 marzo 2013)
DIPASQUALE - DI GIACINTO - COLTRARO -
MALAFARINA - ODDO - CIACCIO - VENTURINO
- FOTI - PALMERI - MANGIACAVALLO - LA
ROCCA - SIRAGUSA - FERRERI - CAPPELLO -
CIANCIO - CANCELLERI - ZITO - ZAFARANA -
TRIZZINO - CIRONE - MARZIANO - MILAZZO
A.
La seduta è tolta alle ore 18.46
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli