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Resoconto d'Aula della Seduta n. 55 di mercoledì 03 luglio 2013
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


     PRESIDENTE.  Avverto  che  del processo  verbale  della  seduta
  precedente sarà data lettura nella seduta successiva.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
  il  preavviso  di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Leanza  è  in  congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Discussione del disegno di legge «Modifiche della legge regionale
       20 marzo 1951, n. 29 in materia di elezione dei deputati
  dell'Assemblea regionale siciliana e del Presidente della Regione»
                  (428-186-194-210-234-411-421-436/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  I  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione del disegno di legge «Modifiche della legge  regionale
  20  marzo  1951,  n.  29  in  materia  di  elezione  dei  deputati
  dell'Assemblea regionale siciliana e del Presidente della Regione»
  (428-186-194-210-234-411-421-436/A)

   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Savona  per  svolgere   la
  relazione.

   SAVONA,  relatore.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   la
  recente modifica dello Statuto della Regione, attuata con la  legge
  costituzionale 7 febbraio 2013, n. 2, che ha ridotto a settanta  il
  numero  dei deputati della Assemblea regionale siciliana,  richiede
  un  necessario adeguamento anzitutto sul piano tecnico della  legge
  elettorale, la legge regionale 20 marzo 1951, n. 29.
   Inoltre,  proprio  a seguito della citata modifica  statutaria,  è
  opportuno evitare una indebita compressione della rappresentatività
  democratica   a   livello   territoriale,   che   deriverebbe   dal
  mantenimento dell'attuale sistema elettorale, in cui  non  tutti  i
  deputati  sono eletti nei collegi provinciali. Sul piano  politico,
  infine,  si ritiene non più accettabile un sistema che consenta  ad
  alcuni  candidati di rivestire la carica di deputato  regionale  in
  difetto  della legittimazione del voto popolare, essendo  collegata
  la  loro elezione all'inserimento nella lista del Presidente  della
  Regione eletto.
   Il  presente  disegno  di  legge, approvato  dalla  I  Commissione
   Affari  Istituzionali' nella seduta del 26  giugno  2013,  che  si
  propone oggi all'Aula, è diretto a modificare la legge regionale n.
  29  del  1951  mediante  l'abolizione  della  lista  regionale  del
  candidato  alla  carica  di  Presidente della  Regione  (cosiddetto
  Qlistino') e l'elezione di tutti i deputati nei collegi provinciali
  col  sistema  proporzionale. Resta ferma la soglia  di  sbarramento
  attualmente  prevista,  in  virtù  della  quale  non  sono  ammesse
  all'assegnazione  di  seggi le liste che non  ottengano  una  cifra
  elettorale  pari  almeno al cinque per cento  dei  voti  validi  in
  ambito regionale.
   Al   contempo,  si  introduce  un  meccanismo  per  agevolare   la
  formazione  di  una  maggioranza a sostegno  del  Presidente  della
  Regione  e  dunque  favorire la stabilità del  Governo,  attraverso
  l'attribuzione  di un premio alla coalizione vincente  -  entro  il
  limite  massimo di sei seggi, sempre assegnati nei collegi -   fino
  al  raggiungimento del sessanta per cento dei seggi (42 seggi su un
  totale di 70 seggi). Resta, inoltre, invariata la regola per cui il
  Presidente  della Regione ed il candidato alla carica di Presidente
  arrivato secondo nella competizione sono deputati di diritto.
   A  seguito  delle  modifiche  proposte,  dunque,  la  composizione
  dell'Assemblea regionale risulta così determinata:
   - due seggi sono attribuiti ex lege al Presidente della Regione ed
  al candidato. miglior perdente;
   -  dei sessantotto seggi residui, sessantadue sono distribuiti nei
  collegi  provinciali  in base alla popolazione  ed  assegnati  alle
  liste che abbiano superato la soglia di sbarramento del cinque  per
  cento;
   -  gli  altri sei seggi costituiscono il premio per la  formazione
  della  maggioranza  e  sono  assegnati  alle  liste  collegate   al
  Presidente della Regione fino a concorrenza di 42 seggi ovvero, nel
  caso  in cui le liste collegate al Presidente della Regione abbiano
  già  ottenuto  42  seggi nei collegi, alle liste non  collegate  al
  Presidente  della  Regione  che  abbiano  superato  la  soglia   di
  sbarramento,  con  un  meccanismo  analogo  a  quello   attualmente
  previsto con riferimento ai seggi del listino.
   Si  introduce,  altresì, la disciplina per  attribuire  il  seggio
  spettante di diritto al candidato Presidente della Regione arrivato
  secondo  (cosiddetto capo dell'opposizione), qualora  questo  resti
  vacante per dimissioni o per qualsiasi altra causa. In tal caso, il
  seggio  è  assegnato al gruppo di liste non collegato al Presidente
  della  Regione  con  la  maggiore  cifra  elettorale  regionale  ed
  attribuito al candidato di quel gruppo che, nell'ambito di tutti  i
  collegi,  abbia  ottenuto il più alto numero  di  preferenze.  Tale
  norma  ha  l'obiettivo di colmare una lacuna normativa dell'attuale
  legge elettorale.
   Si  ricorda,  infine,  che  le  modifiche  alla  legge  elettorale
  regionale  necessitano di una procedura di approvazione rafforzata:
  esse,  infatti, ai sensi dell'articolo 17 bis dello  Statuto  della
  Regione  sono sottoponibili a referendum. L'articolo 2 del  disegno
  di  legge  prevede,  quindi, la pubblicazione a fini  notiziali  in
  conformità a quanto previsto dalla legge regionale n. 14 del 2001.

   PRESIDENTE.  Così  come concordato in Conferenza  dei  Capigruppo,
  rinviamo  la discussione generale all'articolo 1, dando il  termine
  per la presentazione degli emendamenti fino a lunedì 8 luglio 2013,
  alle  ore  12.00, per dare la possibilità agli uffici  di  fare  un
  attento esame.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   MILAZZO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  lei  dovrebbe
  organizzare per i parlamentari, quelli non più esperti  come  tanti
  deputati  che ci sono qua, anche un corso, non è scandaloso  dirlo,
  lei  ci fa una settimana, lo dico con umiltà, con piacere, per dare
  un contributo all'Aula.
   Le  dico  ciò, signor Presidente, siccome mi rivolgo all'Aula,  mi
  rivolgo alla sua Presidenza, io

   PRESIDENTE: Onorevoli colleghi, sta parlando l'onorevole Milazzo.

   MILAZZO. Presidente la questione è questa, molto spesso lei  si  è
  trovato a difendere delle posizioni non condivise dalla gran  parte
  dell'Aula  ed  il  sottoscritto ha preso parola  e  l'ha  sostenuta
  perché  ritiene che molte battaglie che lei ha portato avanti  sono
  battaglie veramente che danno una certa immagine e lustro  a  tutta
  l'Assemblea.
   Altra questione è quella del call center. Le dico il dramma di  un
  parlamentare  neo eletto. Io che non sono esperto come  i  colleghi
  che  in  questo momento non sono attenti alle comunicazioni che  fa
  l'onorevole  Milazzo,  anzi  le  disturbano,  facendo   un   contro
  dibattito in Aula, che lei naturalmente sta consentendo e le chiedo
  la cortesia di farlo cessare

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, un po' di attenzione.

   MILAZZO.   questi  parlamentari esperti,  questi  esperti,  signor
  Presidente, di lungo corso, non hanno bisogno del call  center  per
  andare  in  un  Assessorato,  per  chiedere  un  incontro  con   un
  dirigente, perché sono bravi e li conoscono tutti.
   Un  parlamentare,  invece, neo eletto che  tenta  di  svolgere  il
  proprio mandato con scrupolo, con impegno e che ha delle difficoltà
  ad  inserirsi  nel nuovo contesto in cui si trova, si trovava  come
  sponda  molto  proficua questo call center, perché era  formato  da
  persone molto qualificate e professionalmente preparate.
   Il punto è che questa cosa disorienta un poco tutti i parlamentari
  di nuova elezione.
   Qual è la comunicazione, signor Presidente? La cortesia che volevo
  chiederle è di porre questa questione nuovamente ad oggetto  di  un
  approfondimento; le chiedo un'ulteriore riflessione  con  tutto  il
  rispetto che lei merita.
   Signor Presidente, sa qual è la questione che abbiamo a Palermo?
   E'  una questione paradossale, la dico per farla sorridere  e  non
  tediare  più  l'Aula:  ci troviamo, in questo  momento,  totalmente
  divisi  dal Governo regionale, con questo call center e  con  Porta
  Nuova.  Porta  Nuova è interrotta ed il call center è interrotto  e
  l'Assemblea è una cosa ed il Governo regionale un'altra cosa. E  ci
  si mette anche la viabilità, signor Presidente
   Ora, a parte la battuta, ritenevo sostenere il collega Figuccia  e
  sostenere  i  neo parlamentari che hanno bisogno di un  momento  di
  riferimento  pratico ed operativo, come il call center che  secondo
  me merita, ripeto, di un ulteriore approfondimento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare, ai sensi  dell'articolo  83,
  comma  2,  del  Regolamento interno, l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor presidente, onorevoli colleghi, in realtà  avrei
  dovuto  fare  un intervento su un altro tema, ma i toni  utilizzati
  dall'onorevole Milazzo

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, un po' di attenzione.

   FIGUCCIA.  Non si ferma il raggruppamento, signor Presidente,  già
  in  questi  giorni gli Assessori non ci sono stati, i  parlamentari
  sono  distratti,  non  mi sembra il modo di stare  in  Aula  signor
  Presidente;  se  lei  riesce,  nel  suo  ruolo,  a  tenere   l'Aula
  diversamente,  la  invito  a  farlo  così  come  poc'anzi   ci   ha
  impropriamente  interrotto.  Quindi,  se  per  favore  può  portare
  l'ordine in Aula?

   PRESIDENTE:  Onorevole  Figuccia,  vada  avanti,  non  si   faccia
  intimorire dai colleghi, lei non è il tipo che si intimorisce.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente lei poco fa ha mostrato  elementi  di
  fragilità  su  altre  cose.  Io non sono  il  tipo  che  si  lascia
  intimorire  su  queste  cose, però gli elementi  di  fragilità  non
  possono caratterizzare questa Presidenza.
   Io avevo detto che sarei intervenuto su altri temi, lo farò invece
  sul  call  center  perché,  a questo punto,  mi  sembra  necessario
  ribadire i diritti di questi ragazzi e lo farò partendo da una nota
  che ho ricevuto. La nota recita così:
   «Buonasera signori deputati, buonasera signor Presidente, da  mesi
  non  si  fa  altro che parlare dell'ormai famosissimo  call  center
  dell'Assemblea  Regionale Siciliana, della perla dello  scandalo  -
  come  se  non ce ne fossero altri - del centralino d'oro, del  call
  center  come grandissimo spreco dell'Ars. Non vi viene  un  po'  da
  ridere? A noi sì.
   Avete  capito  bene,  abbiamo usato un noi - dicono  i  ragazzi  -
  perché il call center non è un'azienda inanimata bensì un gruppo di
  giovani e di ragazzi che qualcuno vuole includere tra la già enorme
  massa di disoccupati.
   Lavoriamo  da lunedì a sabato, dalle 7.00 alle 23.00,  vigilie  di
  feste  comprese,  collaboriamo con le Commissioni,  dando  loro  un
  innegabile  sostegno  lavorativo, intratteniamo  rapporti  con  gli
  assessorati  rispondendo  al  contempo  a  circa  seicentocinquanta
  telefonate al giorno.
   Potremmo aggiungere tanto altro, il tutto con mille euro al mese.
   Sottolineiamo questo non per screditare il nostro lavoro - che  ci
  terremmo  a  mantenere - ma per rendere partecipi tutti coloro  che
  non lo sanno.
   Da anni parliamo con tutti voi.
   Vorremmo chiedere di riflettere sul tristissimo periodo che  tutta
  la  popolazione  sta  attraversando, alle  difficoltà  che  oggi  i
  giovani  incontrano per trovare lavoro. Vi chiediamo di  pensare  a
  noi  come  ai  vostri  figli che all'età  media  di  trent'anni  si
  ritrovano senza lavoro e senza futuro.
   Ci   teniamo   a  ringraziare  l'onorevole  Cordaro,   l'onorevole
  Vinciullo,   l'onorevole   Mangiacavallo,   l'onorevole    D'Asero,
  l'onorevole   Grasso,   l'onorevole  Ragusa,  l'onorevole   Gianni,
  l'onorevole Greco Giovanni, l'onorevole Musumeci che nell'Aula  del
  26 giugno hanno preso parola per chiedere un momento di riflessione
  all'Ufficio di Presidenza dell'Ars sulla prossima soppressione  del
  call  center  e  che  hanno elogiato il nostro  lavoro  con  parole
  semplici e paterne.
   Un  grazie  a  tutti  gli onorevoli ed ai dipendenti  Ars  che  ci
  sostengono  senza  aver preso parola, grazie  al  signor  Direttore
  della  Mediterranea Comunicazioni, che ha sempre tenuto nei  nostri
  confronti un comportamento rispettoso.
   Infine,  grazie al nostro portavoce in Aula, l'onorevole Figuccia,
  che pur non conoscendo alcuno di noi ha voluto che oggi ci fosse la
  nostra voce.
   Concludiamo con un grazie a tutti coloro che ci sostengono e non.
   Saluti
   I ragazzi del centralino».
   Io  utilizzerò  questi ultimi cinquanta secondi che mi  rimangano,
  signor  Presidente, per dire che sono d'accordo sulla necessità  di
  imprimere  dei tagli laddove ci sono sprechi e, in questo  momento,
  ad  esempio mi sembra, vivendo l'Assemblea Regionale, di vivere  il
  clima   della   Palermo-Catania,  un'autostrada   dove   i   lavori
  continuavano  sempre  e non si capiva mai se  sarebbe  arrivato  il
  giorno in cui i lavori terminassero.
   Mi  chiedo quante somme vengono spese dentro questa Assemblea  che
  siano  imputabili ad altre voci di costo che non sono quelle  delle
  risorse  umane dove, come la lettera diceva, ci sono dodici ragazzi
  che lavorano sabato e domenica inclusi, con mille euro al mese.
   Devo  dire  che, in questi giorni, ho avuto modo di apprezzare  il
  lavoro  dei   messi  parlamentari, dei dipendenti  che  sono  stati
  utilizzati all'interno del centralino che, con altrettanta  e  pari
  professionalità, riescono a svolgere un lavoro che ci  consente  di
  interloquire con gli altri uffici.
   Tuttavia,  se è vero che questo call center dieci anni fa  costava
  un milione e ottocentomila euro, con due sedi, una a Palermo ed una
  ad  Enna, se è vero che oggi questo call center costa ottocentomila
  euro chiedo, e non lo faccio con una mozione che ritengo, come  lei
  ha   detto  essere  inaccettabile  perché  l'istanza  va  posta  al
  Consiglio  di  Presidenza,  di  spulciare  il  capitolato   d'oneri
  attraverso il quale veniva affidato il servizio e fare, come  viene
  fatto   per  la  formazione  professionale,  dove  stiamo   facendo
  un'importante riforma.
   Non prendiamocela con i lavoratori.
   Laddove  è  necessario  tagliare gli sprechi  facciamolo,  quindi,
  guardiamo  il capitolato e vediamo se è vero che questi  lavoratori
  guadagnano  mille  euro  al mese, per duemila  euro  lordi  l'anno,
  ventiquattromila per dodici lavoratori, questo servizio si può fare
  con trecentomila euro.
   Vediamo  se  è possibile utilizzarle al meglio le risorse  interne
  all'Amministrazione,     utilizziamo     il     principio     della
  razionalizzazione  e vediamo se è possibile portare  avanti  questo
  servizio senza fare tagli sulle risorse umane.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare, ai sensi  dell'articolo  83,
  comma  2,  del  Regolamento  interno, l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo  a
  difesa  di un comparto che riguarda i centralinisti. Vede,   signor
  Presidente,  ormai  è  da tanto tempo che i centralinisti  lavorano
  all'Assemblea Regionale, circa da dieci anni, non so nemmeno quanto
  guadagnano, ma sono sicuramente dei lavoratori che hanno offerto la
  loro professionalità ormai dopo tantissimi anni. Personalmente,  ho
  sempre   chiamato  il  centralino  per  essere  aiutato  a  cercare
  qualsiasi   dirigente  della  Regione  siciliana  e  dell'Assemblea
  regionale.
   Vede,  signor Presidente, abbiamo stabilito un patto  oserei  dire
  d'onore,  tra  il  presidente Crocetta ed il Parlamento  Regionale.
  Abbiamo stabilito, così come abbiamo fatto con i Co.Co.Co.,  con  i
  Co.Co.Pro,  con  gli ASU, con i precari, con i lavoratori  a  tempo
  determinato,  che  in  Sicilia alcun  posto  di  lavoro  si  doveva
  perdere; ecco, questa è una parola che non possiamo non mantenere.
   Abbiamo  visto,  signor  Presidente,  nella  passata  legislatura,
  quanti sacrifici, compreso Ella, abbiamo fatto per mantenere questo
  ed  abbiamo  sposato in pieno con il presidente Crocetta  affinché,
  anche  per  questa legislatura, si portasse avanti  la  difesa  dei
  lavoratori e dei centralinisti in questa occasione.
   Io  penso che se parliamo di spending review, se cerchiamo  ancora
  in qualche rubrica del bilancio regionale, possibilmente, riusciamo
  a trovare ancora qualcosa che possa essere racimolato, qualche euro
  da racimolare per metterlo a disposizione di questi lavoratori che,
  sicuramente,  in questi anni, hanno dato il meglio  di  se  stessi,
  senza guardare orario e senza guardare nulla.
   La  ringrazio, signor Presidente. Questa è un'occasione perché lei
  possa  sposare  in pieno questa causa a rispetto del  Parlamento  e
  della  Giunta perché il Presidente Crocetta ha preso questo impegno
  e questo impegno deve mantenere.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare, ai sensi  dell'articolo  83,
  comma  2,  del  Regolamento interno, l'onorevole Vinciullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore,
  intanto  mi  sarei aspettato che il oggi il Governo avesse  chiesto
  scusa  all'Assemblea per il fatto che ieri, per  l'ennesima  volta,
  non  si  è  presentato in Aula, impedendo di fatto  lo  svolgimento
  dell'attività  parlamentare.  Lei, assessore  Valenti,  che  sempre
  abbiamo  apprezzato per la presenza puntuale in Aula,  deve  sapere
  che  se  quest'Aula è priva dell'apporto del Governo  non  è  nelle
  condizioni,  purtroppo, di poter operare e,  nel  mese  di  giugno,
  tante  volte,  troppe volte, siamo stati costretti a prendere  atto
  che  il Governo è assente e non viene nemmeno a rispondere non dico
  alle interrogazioni, ma nemmeno ad affrontare le mozioni d'ordine.
   Sarebbe più opportuno, signor Presidente, e questo sicuramente non
  è  un  richiamo  che faccio a lei, che rappresenti  al  Governo  la
  necessità  di  farci sapere, con qualche giorno di anticipo,  se  i
  signori  Assessori sono disponibili a venire in Aula,  oppure  sono
  così  impegnati  a  fare  passerella  o  campagna  elettorale,  che
  disertano  quella che è l'attività loro principale, cioè quella  di
  venire  in  Aula a riferire sull'attività svolta, oppure venire  in
  Aula e discutere su quello che vorranno fare per il nostro Paese.
   Ma,  al di là di questo richiamo, e credo che comunque l'assessore
  Valenti  prima  di  andare via prenderà la parola per  giustificare
  l'assenza del Governo, Presidente, la volevo un attimino invitare a
  riflettere  su  un argomento che mi pare, in maniera  un  anime,  è
  stato affrontato da questa Assemblea.
   Lei  sa  meglio di me, credo che sia stato Einstein  ad  elaborare
  questo  concetto,  che cambiare idea non è assolutamente  prova  di
  debolezza,  è prova di intelligenza. C'è oggettivamente un  bisogno
  importante   e   necessario   di  dare  risposta   alle   necessità
  dell'Assemblea regionale siciliana.
   Veda,  in  un'ottica di contrazione della spesa, lei, giustamente,
  aveva  pensato  di togliere il call center; era convinto,  e  lo  è
  ancora  ora,  mi  pare di capire, che attraverso personale  interno
  all'Assemblea Regionale si possa risolvere il problema, però  veda,
  da  parte  soprattutto dei neoeletti deputati è emersa la necessità
  di avere un conforto nella loro attività parlamentare.
   E   questo  conforto,  per  essere  chiaro,  era  dato  da  questo
  centralino che dava la possibilità, non solo ai deputati regionali,
  ma agli assessori, ai presidenti ed a tutti coloro i quali lavorano
  all'interno   della   Regione   Sicilia   di   potersi    collegare
  immediatamente con il soggetto di cui avevano bisogno.
   Avere  tagliato  questo  servizio senza offrirne  uno  in  cambio,
  oggettivamente, ha messo in difficoltà tutti.
   Vi racconto una cosa. Oggi, ad esempio, la II Commissione non si è
  riunita, ma nessuno dei suoi componenti è stato avvisato nei  tempi
  e  nei  modi previsti; di conseguenza, ognuno è arrivato a Palermo,
  siamo arrivati in Commissione, ma la riunione era saltata.
   Questa  è  l'ulteriore dimostrazione di come questo  servizio  sia
  indispensabile   per   l'efficienza   e   l'efficacia   dell'azione
  dell'Assemblea regionale siciliana.
   Presidente,   su  una  cosa  desidero  farla  riflettere:   questo
  servizio, giustamente, come lei ha fatto presente, costava  troppo:
  un milione e ottocentomila euro per tre anni.
   In  Commissione,  abbiamo  avuto  l'audizione  dei  rappresentanti
  sindacali;  abbiamo visto come questo servizio  possa  essere  reso
  almeno  a  metà del costo col quale viene appaltato; abbiamo  visto
  che  i  servizi  e  le  strutture che vengono  utilizzati  sono  di
  proprietà dell'Assemblea regionale siciliana; abbiamo visto che  vi
  sono anche dei locali che si sono liberati, quale ad esempio quello
  della Barberia, dove potrebbero essere impegnati questi lavoratori.
  Anche  perché,  vedete,  presi  dal sacro  furore  di  chiudere  la
  barberia dell'Assemblea regionale, continuiamo a pagare la  persona
  che lavorava all'interno della barberia, avendo tolto un servizio e
  non avendo sicuramente migliorato il servizio della Biblioteca.
   Ora,  mi  appello  alla sua intelligenza e alla  sua  capacità  di
  comprendere  che  oltre ad essere messi in discussione  quattordici
  posti  di  lavoro, di quattordici soggetti che, come  tanti  altri,
  hanno  bisogno di lavorare, c'è una necessità assoluta da parte  di
  questa  Assemblea regionale di potersi collegare con il  resto  del
  mondo,  di  avere la possibilità di interloquire con il  resto  del
  mondo.
   Io  non escludo, ad esempio Presidente, che potremmo coordinare il
  nostro lavoro con quello della Presidenza della Regione.
   La  Presidenza  della Regione già ha un suo call  center,  noi  lo
  potremmo  rafforzare  con alcune unità prese anche  a  part-time  o
  comunque prese con un tempo minore rispetto a quello con cui  erano
  impiegati fino ad adesso. Potremmo rafforzare il servizio  di  call
  center  della  Presidenza della Regione ed insieme  -  risparmiando
  veramente  -  continuare  a  dare  una  risposta  ed  un   servizio
  importante  ai parlamentari, ai dirigenti regionali,  ai  cittadini
  tutti  che  si erano rivolti a questo servizio. Anche perché,  veda
  Presidente,  e  chiudo  l'ultimo periodo, il  risultato  a  cui  si
  perverrà  di  qui a qualche giorno sarà di intasare  il  centralino
  della  Presidenza della Regione, perché quando poi, alla fine,  non
  saremo  nelle condizioni di rintracciare i dirigenti o i funzionari
  o gli altri colleghi ci rivolgeremo al centralino della Presidenza.
   Non sarà cambiato nulla, avremo molte più difficoltà.
   Il   risparmio  per  i  lavoratori  dell'Assemblea  che   dovremmo
  impegnare credo che non copra il costo del servizio.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono ancora iscritti a parlare gli
  onorevoli Gianni, Cappello e Trizzino.
   Ricordo  a  tutti  che, in base all'articolo  83  del  regolamento
  interno,  si può intervenire per non più di cinque minuti,  per  un
  complessivo di trenta minuti.
   E'  iscritto  a parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno, l'onorevole Gianni. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, devo  ringraziare
  l'onorevole Vinciullo che ha detto quasi tutto ciò che avrei dovuto
  dire io. Io approvo.
    Spending   review   non  significa  uso  della  sciabola.   Veda,
  Presidente,  da  parecchio  tempo,  ormai,  siamo  prigionieri   di
  un'attenzione particolare da parte della Comunità europea,  che  ci
  propina,  di  volta  in  volta, elementi per bloccare  la  crescita
  dell'economia,  dello  sviluppo e dell'occupazione.  Una  volta  si
  chiama   Fiscal compact , una volta si chiama  Patto di stabilità ,
  un'altra  volta  si  chiama  Pareggio di bilancio .  Una  serie  di
  operazioni  che portano il nostro Paese, la Sicilia in particolare,
  verso il baratro ormai vicino.
   I  giovani colleghi - mi hanno chiamato in causa, essendo  io  uno
  degli  anziani dell'Aula - hanno voluto chiamarmi in causa pensando
  che avrei rifiutato questo confronto.
   Io  stamattina  ho  chiesto al presidente della V  Commissione  di
  chiamare  in audizione lei ed il Segretario generale, in  ordine  a
  questo  problema. E non l'ho fatto per fare notizia  sui  giornali,
  tra  l'altro  io non vado spesso sui giornali perché mi  occupo  di
  trovare soluzioni. E' già difficile trovare i dirigenti con i  call
  center,  immaginiamoci senza i call center. Così come  è  difficile
  trovare il Governo  Meno male che oggi c'è l'assessore Valenti che,
  in maniera volenterosa, è qui ad ascoltare questa nostra litania.
   La  confusione che si è generata non è una presa di posizione  per
  difendere quindici padri di famigli o figli di famiglia, che è pure
  una  questione  importante, ma il lavoro,  che  ormai  è  impostato
  attraverso  il centralino, dopo che è stato disarmato e disattivato
  il  centralino che c'era prima dell'ingresso di questa società che,
  di  fatto, ha bruciato qualche centinaio di migliaia di euro  e  ha
  messo  da canto le strutture esistenti, aveva fatto immaginare  che
  queste  persone  potessero svolgere un ruolo  ed  una  funzione  di
  accompagnamento all'azione di chi veniva qui, peones tra peones,  a
  cercare di trovare soluzioni in un tempo difficile come quello  che
  viviamo,  in cui non ci sono risorse, in cui non c'è la maggioranza
  e  non c'è l'opposizione, in cui non c'è l'interlocuzione politica,
  in cui c'è l'antipolitica che deve per forza prevalere, cercando di
  fare  confusione  e creando tensioni come quelle  cui  ogni  giorno
  assistiamo e dobbiamo subire.
   Signor Presidente, continuando di questo passo, senza che ci siano
  le  prospettive  occupazionali, aggiungendo  ai  disoccupati  altri
  disoccupati,  credo che il mese di ottobre non sarà un  ottobre  di
  serenità,  sarà  un ottobre rosso per una rivoluzione  vera  che  è
  quella  di  quelle migliaia, centinaia di migliaia di persone  che,
  ormai,  non  è  che  non possono sbarcare il lunario,  non  possono
  comprare nemmeno il pane per i bambini.
   Ora,  non  voglio  fare  qui alcuna demagogia,  dico  solo  che  è
  arrivato  il momento di un confronto serrato col Governo  nazionale
  che  ci deve, attraverso un'azione politica forte, riconoscere, nei
  siti  contaminati di interesse nazionale, la possibilità  di  poter
  fare l'attrazione di investitori e creare l'occupazione.
   Signor Presidente, la invito a venire in Commissione, perché lì le
  dirò  anche altre cose che possono esserle utili, per la sua azione
  forte, quella che sta facendo.
   Io  capisco  che lei è in difficoltà, Presidente, so che  lei  non
  avrebbe mai voluto fare ciò che ha fatto, ma la prego di utilizzare
  il bisturi anziché la sciabola.

   PRESIDENTE. Onorevole Gianni, non la vorrei deludere, ma non credo
  che   sia   corretta  la  richiesta  di  audizione  del  Presidente
  dell'Assemblea  e  del  Segretario  generale,  però   sono   sempre
  disponibile  ad un confronto, convinto e serrato,  con  lei  e  con
  tutti i parlamentari che ne hanno voglia.
   E'  iscritto  a parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno, l'onorevole Cappello. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  sono
  qui per esprimere un lieve imbarazzo per un articolo che è uscito e
  che,  sicuramente, lei avrà letto sul Corriere  della  Sera  e  dal
  quale pare che il Movimento 5 Stelle sia una formazione politica in
  cerca  di poltrone o in cerca di posti e via dicendo. Questa è  una
  cosa  davvero imbarazzante perché non solo noi non ci  troviamo  ad
  essere  rappresentati  nell'Ufficio  di  Presidenza,  non  solo  ci
  troviamo a dovere subire ben tre deroghe che la signoria vostra  ha
  concesso a tre Segretari rappresentativi
   Questo è quello che c'è scritto sul giornale, io lo riporto

   PRESIDENTE. Onorevole Cappello, parli di ciò che avviene in Aula e
  in Consiglio di Presidenza.

   CAPPELLO.  In  ogni  caso, visto che lei ritiene,  secondo  quanto
  dichiara il giornale, che già l'Ufficio di Presidenza è completo  e
  che  non vi saranno altri posti da assegnare all'unico Gruppo  che,
  in  questo momento, è sprovvisto di una rappresentanza all'interno,
  mi pare evidente, visto e considerato che ci eravamo lasciati anche
  in  un  certo  modo qui in Aula ed abbiamo fatto una richiesta  per
  modificare e dare un'interpretazione ad una norma del Regolamento e
  ciò nonostante sono passati ancora due mesi circa e siamo ancora in
  attesa,  per  cui  io  le  rivolgo, ancora una  volta,  l'invito  a
  consentire  al  Movimento 5 Stelle di far parte  del  Consiglio  di
  Presidenza  perché altrimenti dovremmo pensare che  questa  inerzia
  derivi da altro e spero proprio di no.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cappello, non vada oltre i  limiti,  non  è
  questo il punto.

   CAPPELLO.   Signor   Presidente,  il  Movimento   Cinque   Stelle,
  ovviamente, esprime solidarietà nei confronti del call Center e  si
  associa  a  quanto  hanno  dichiarato  i  colleghi  che  mi   hanno
  preceduto,  in  quanto non è questo il modo  di  fare  la  spending
  review.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, devo dare atto che  la  questione
  dei  Gruppi parlamentari ancora è aperta. La deroga non  la  dà  il
  sottoscritto  ma  il Consiglio di Presidenza e ci eravamo  lasciati
  con  il  dire  che  avremmo portato in Commissione  Regolamento  la
  questione se allargare il Consiglio di Presidenza al M5S.
   Lei,  onorevole  Cappello,  come  tutti  gli  altri  aderenti   al
  Movimento Cinque Stelle, che è persona molto attenta, sa che non  è
  stata volontà di questa Presidenza, tutt'altro, di dare la presenza
  o  meno  al  Movimento  perché quest'ultimo aveva  una  presenza  -
  peraltro,  una  presenza autorevole che esprimeva il Vicepresidente
  vicario  di questa Assemblea -, quindi, non possiamo noi attribuire
  responsabilità  né al Presidente né al Consiglio di  Presidenza  se
  c'è  in  questa legislatura una frammentazione continua  di  Gruppi
  parlamentari. Pertanto condivido con lei che in Commissione per  il
  Regolamento vada fatta definitivamente chiarezza su questa vicenda.
   Non  escludo che in sede legislativa, considerato che - e  rivolgo
  un plauso alla Commissione presieduta dall'onorevole Cracolici, che
  sta andando avanti molto celermente sui lavori - possa essere anche
  esaminata   questa  questione,  quindi  dare  anche  una  copertura
  legislativa.
   La  posso  tranquillizzare  che  l'argomento  sarà  all'esame  del
  Consiglio  di  Presidenza per ciò che riguarda le  deroghe  e  sarà
  posta  all'esame  della  Commissione per il Regolamento  perché  le
  questioni hanno più valenze, e non possono essere viste da una sola
  parte.
   Una  cosa posso escludere, onorevole Cappello, che non c'è  alcuna
  intenzione  di tenere fuori il Movimento Cinque Stelle;  tutto  ciò
  che  riguarda  il Consiglio di Presidenza, per la  prima  volta,  è
  pubblicato  su internet, quindi, può andare a vederlo  o  può  fare
  richiesta  e  le  verranno dati tutti gli atti  che  riguardano  il
  Consiglio  di  Presidenza, ivi compresi  quelli  relativi  al  call
  center.
   E'  iscritto  a parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno, l'onorevole Sorbello. Ne ha facoltà.

   SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, questa
  sera  noi  discutiamo di una problematica che acuisce  l'isolamento
  dei  deputati di questa Assemblea. E lo acuisce in maniera abnorme,
  nella  prima  fase con un Governo tecnico che non ha responsabilità
  sulla  gestione  politica, nella seconda fase con il  Consiglio  di
  Presidenza  che  tende  in tutti i modi ad  isolare  i  deputati  e
  maggiormente i neo deputati con l'abolizione del call center.
   Signor  Presidente,  contemporaneamente  a  quanto  discutiamo   -
  l'abolizione del call center -, discutiamo anche di una deroga  per
  portare, io ritengo, a diciotto i componenti, perché le minuzie, le
  astuzie  di  questa  Assemblea  ci  porteranno  prima  della   fine
  legislatura   ad   avere   diciotto  componenti   dell'Ufficio   di
  Presidenza,  vergognoso   Perché siamo partiti con nove componenti,
  siamo  a dodici, arriveremo a quattordici, matematicamente: novanta
  deputati  diviso cinque ci saranno diciotto componenti dell'Ufficio
  di Presidenza
   Ma è possibile che ci siano i furbi, i furbetti e quelli costretti
  all'isolamento? I
   o invito il Consiglio di Presidenza a riflette su questa decisione
  che  definisco  poco  opportuna, per non  aggettivarla  in  maniera
  diversa, poco opportuna, nell'abolizione del call center. E  invito
  gli   onorevoli   colleghi  a  rivedere  la  regolamentazione   dei
  componenti  dell'Ufficio  di Presidenza, perché  non  è  possibile,
  siamo in una fase di spending review  vera.
   La  decadenza  di  chi non appartiene più a un Gruppo.  Da  questo
  dobbiamo partire, perché se contemporaneamente facciamo perdere  il
  posto  di  lavoro a tredici ragazzi che, vi dico con molta  onestà,
  lavoravano  in  maniera  eccellente: il rinvio  delle  Commissioni,
  l'immediato  contatto  con i dirigenti  e  i  funzionari  dei  vari
  settori  e dei vari assessorati, questo porterà i deputati  ad  uno
  stress in più. E lo dico con molta onestà. Io sarei dell'avviso  di
  una  integrazione, di un call center unico con la Presidenza  della
  regione,  e,  sostanzialmente,  fra  le  pieghe  del  bilancio  noi
  dovremmo rivedere.
   Rivediamo, allora, tutte queste opportunità che ci sono  per  fare
  in modo di agevolare il più possibile i deputati nell'interesse dei
  siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Trizzino.  Ne  ha
  facoltà.

   TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non vi  voglio
  tediare ulteriormente.
   Mi  preme  però  sottolineare ciò che oggi ho  sottolineato  nella
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, cioè quello  che
  è avvenuto nella Commissione  Ambiente' relativamente al disegno di
  legge dell'acqua pubblica.
   Vorrei,   preliminarmente,   sottolineare   due   esigenze    che,
  chiaramente,  sono  legate  a questo delicato  aspetto.  Una  è  il
  rispetto  dell'esito referendario che chiaramente tutti conosciamo,
  e l'altra il rispetto di un disegno di legge di iniziativa popolare
  che, sebbene non c'è quello incardinato in Commissione, comunque  è
  stato   ripreso   dal  disegno  di  legge  a  firma  dell'onorevole
  Panepinto, il disegno di legge n. 125.
   Come  è noto la Commissione  Ambiente', ormai quattro mesi, fa  ha
  incardinato il testo coordinato dove il 125 è il primo testo, si  è
  avviata  una attività in Sottocommissione presieduta dall'onorevole
  Palmeri,  dove sono stati ascoltati soggetti gestori  del  servizio
  idrico,  quindi  si è lavorato su un testo che era quello  che  era
  stato scelto dalla Commissione legislativa.
   L'ultimo  giorno  utile  per la presentazione  degli  emendamenti,
  circa  due  settimane fa, il Governo anziché presentare emendamenti
  al   testo   di  legge  che  era  stato  scelto  dalla  Commissione
  legislativa competente, presenta un disegno di legge ex novo,  cioè
  un disegno di legge che è differente e comunque non rispetta quella
  che  è la tempistica che chiede, che impone la Commissione; per cui
  abbiamo  dovuto ridisegnare per intero l'iter dell'approvazione  in
  Commissione  -  i  tempi  chiaramente  non  potranno   più   essere
  rispettati  -   perché in una precedente Conferenza dei  Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari  io dissi che i  primi  di  giugno  avrei
  portato questo disegno di legge in Aula.
   Chiaramente  non  è  più  possibile  perché  il  testo  di   legge
  governativo  è  completamente differente dal testo del  disegno  di
  legge n.  125. Sono arrivati oltre cento emendamenti, ho dato nuovi
  termini  che si sono conclusi il primo di luglio. Martedì  prossimo
  inizieremo   la  discussione  degli  emendamenti  governativi,   ho
  invitato l'assessore Marino a partecipare domani, in via informale,
  a  una  Commissione  studio  proprio  per  cercare  di  rispettare,
  quantomeno,  quattro mesi di lavoro svolto nella  Sottocommissione,
  perché  l'attività  legittima del Governo di  produrre  disegni  di
  legge comunque non deve snaturare la funzione di questo Parlamento,
  quella legislativa.
   Per  cui  quello  che  chiediamo  al  Governo  e  che  ho  chiesto
  all'assessore  Marino  è  di partecipare  attivamente  a  tutte  le
  riunioni  di  Commissione che si terranno  da  martedì  prossimo  a
  seguire,  affinché il nuovo testo di legge del Governo rispetti sia
  l'esito  del  referendum  che il disegno  di  legge  di  iniziativa
  popolare  che  l'attività di quattro mesi che è stata  condotta  in
  Sottocommissione.

   PRESIDENTE.   Do  atto  anche  a  lei  del  lavoro  svolto   dalla
  Commissione, che, peraltro, si è trovata spiazzata da un disegno di
  legge successivo. La decisione della Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari, penso all'unanimità, ha dato atto a lei  e  a
  tutta la Commissione del lavoro svolto e confidiamo che comunque il
  disegno di legge possa arrivare presto in Aula.
   Sono iscritti a parlare l'onorevole La Rocca  e l'onorevole Zito.
   E'  chiaro  che siamo andati oltre i termini dei trenta minuti  ma
  questo  lo  ripropongo per la prossima volta. Onorevole Milazzo,  è
  giusto dare la parola a tutti i parlamentari che lo chiedono.

   LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
  io  intervengo in merito alla questione del call center che mi pare
  l'ultimo  anello di questi nove mesi di osservazione. Sono  qui  da
  nove  mesi,  sono  anch'io nuova come diceva  l'onorevole  Milazzo,
  condivido  molto quello che ha detto il collega, però  volevo  fare
  una breve analisi.
   Mi  sembra che abbiamo toccato un po', diciamo, quasi il fondo nel
  senso  che chiamiamo questi nuovi Deputati ai vari uffici e non  ci
  risponde  nessuno.  Mandiamo  i messaggi,  quelle  rare  volte  che
  abbiamo  da  qualche  funzionario  il  numero  telefonico,  nessuna
  risposta. Potrei fare, forse eccetto per l'assessore Valenti,  qui,
  e  forse per l'assessore Bonafede, per tutti gli altri volevo  solo
  puntualizzare, non tanto per voi, perché io credo che tutti abbiamo
  capito  come  funziona,  io non l'avevo capito,   però  siccome  un
  minimo di materia grigia ce l'ho,  sto capendo come funziona.
   Ma  lo  voglio dire a quella gente che ci sente perché non  è  che
  bisogna  per  forza ogni mattina andare sui giornali,  però  io  mi
  chiedo se io vado a dire a uno della mia zona di Agrigento che  non
  riesco  a  parlare con un funzionario perché non  ho  il  telefono,
  secondo voi ci crede?
   Questa è la prima domanda.
   Seconda: se io dico  guardi ho mandato dieci messaggi, non  mi  ha
  risposto   quello dirà  ma tu non vali nulla  perché la risposta  è
  proporzionata a quanto vali in questo Palazzo.
   E allora io direi a quelli che mi stanno ascoltando qui e fuori da
  qui  che  non valgo nulla perché non ho neanche una scrivania  dove
  poggiare una penna e una carpetta.
   Pertanto  credo che da un punto di vista legale siamo tutti  nella
  stessa  situazione. Avere avuto poi dei ruoli aggiuntivi dopo,  non
  cambia  l'essenza di quello che noi siamo quando tutti, in  maniera
  ordinata, abbiamo fatto il fatidico giuramento il 5 dicembre 2012.
     Oggi,  devo  dire,  a distanza di quasi nove  mesi,  partoriamo,
  diciamo così, una deputazione di serie  A' e di serie  B'. Questo è
  quello che io sto costatando sulla mia pelle in questi nove mesi di
  giacenza,  perché sono stata ad ascoltare, sono sempre presente  in
  Aula, ho seguito gli interventi di tutti, alcune volte mi viene  di
  chiedere  di intervenire e poi dico  vabbè lasciamo perdere,  tanto
  ci  ripetiamo . Oggi ho detto no, anche se mi ripeterò  con  quello
  che  hanno  detto gli altri, e concordo pienamente,  per quanto  mi
  riguarda.
   Primo,   non è solo una questione di call center, anzitutto  anche
  una  questione  di  call  center perché per  me  personalmente  era
  l'unico  canale  che mi metteva nelle condizioni di  poter  parlare
  anche con i colleghi deputati, con gli altri ottantanove.
   Secondo,   per   poter  raggiungere  questi  Uffici   fantomatici,
  fantasma,  perché  molti  di loro sono degli  Uffici  fantasma,  mi
  riferisco  per esempio alla Formazione, dove tu chiami ed  è  tempo
  perso,  un po' perché si devono trasferire, un po' perché  ruotano,
  ma  la  gente che cosa vuole sapere delle nostre rotazioni? Non  né
  può  più  Presidente ho quasi terminato, non ho mai preso la parola
  quindi posso pure permettermi di attardarmi.
   La  questione,  innanzitutto,  è di  ordine  pratico,  per  quanto
  riguarda  noi, ma è anche di ordine etico, perché credo che  dietro
  questi  tredici  ragazzi, vorrei che qualcuno mi  spiegasse  signor
  Presidente,  in  che  termini  tutto  questo  risparmio?  Solo  dal
  giornale, o meglio da  Live Sicilia  ho appreso che il risparmio in
  tre  anni  è di due milioni di euro. Mi sembra eccessivo,  però  se
  qualcuno  mi  venisse  a spiegare quanto e come.  Perché  poi  sono
  soltanto  mille  euro  al  mese che questa  gente  percepisce  come
  stipendio.  Questa  rivoluzione non è una  rivoluzione  che  stiamo
  facendo  noi dall'alto, è una rivoluzione che quanto prima farà  la
  gente dal basso perché è alla fame

              (Applausi da parte del  Movimento 5 Stelle)

   PRESIDENTE. Grazie onorevole La Rocca Ruvolo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  mi  allineo  a
  quelli  che sono gli interventi dei miei colleghi e sollevo  quella
  che  è  l'inutilità di questo Parlamento. Perché l'inutilità? Ormai
  non   si   discute  più  nulla.  I  disegni  di  legge  se  vengono
  calendarizzati  in Commissione, vengono scavalcati  da  quelli  del
  Governo   che  arrivano  negli ultimi  giorni,  e  quindi  si  deve
  ricominciare nuovamente l'iter.
              (Applausi da parte del Movimento 5 Stelle)

   Spesso  arrivano  senza  le  schede tecniche  e  in  questo  modo,
  ovviamente non possono andare avanti e tutto si arena.
   Arrivano le mozioni in Aula e per un motivo o per un altro non c'è
  il Governo.
   Questo  è  il rispetto verso il Parlamento? Signor Presidente  lei
  aveva promesso in prima persona che, qualora non ci fosse stato  il
  Governo, si doveva andare avanti nella trattazione delle mozioni  e
  dei vari argomenti. Noi esigiamo rispetto. La gente esige rispetto,
  quindi  dobbiamo  andare avanti anche senza il Governo.  Ognuno  si
  prenda le proprie responsabilità.
   Ormai  si  va  avanti  con atti amministrativi,  ci  sono  decreti
  assessoriali,  circolari, leggi non se ne fanno  più,  le  mozioni,
  qualora  vengano  approvate, vengono disattese, le  risoluzioni  in
  Commissione,  qualora  vengano  approvate,  vengono  disattese.  Ma
  allora che ci stiamo a fare?
   Tanto  vale  che  ce ne stiamo a casa perché tanto  la  gente  sta
  morendo di fame.
   Abbiamo   i   lavoratori  della  formazione  e   degli   sportelli
  multifunzionali  che non prendono lo stipendio da dodici,  diciotto
  mesi.  Abbiamo  le  cooperative edilizie che per  legge  dovrebbero
  avere dei mutui agevolati, hanno degli accordi con le banche e  poi
  le  banche  non  erogano  questi mutui, e quindi  i  costruttori  e
  quanti, giustamente, vogliono avere una casa non hanno possibilità.
   Sul  famigerato  articolo  37 dello Statuto  siciliano  si  doveva
  discutere  entro  il mese, anche lì aspettiamo il Governo  e  anche
  questo  salta. Abbiamo problemi incredibili: buoni scuola  che  non
  vengono    pagati   dal   2008,   l'abbattimento   delle   barriere
  architettoniche che non viene pagato dal 2008, i fondi POR  per  le
  scuole  che non vengono pagati dal 2009/2010, i tavoli tecnici  che
  promettono di partire e poi non parte nulla, i punti nascita per le
  zone  disagiate come, per esempio, quella di Pantelleria, e non  si
  muove nulla.
   Di   interrogazioni  e  interpellanze  io  ne  ho  presentato  una
  cinquantina, sono arrivate solo due risposte in sei mesi che stiamo
  qui. Ma noi alla gente che dobbiamo dire?

              (Applausi da parte del Movimento 5 Stelle)

   Dobbiamo  dire   ancora il Governo non mi ha risposto,   dopo  sei
  mesi? .  Dico solo un'ultima cosa e poi taccio: un Governo che  non
  dà  risposte  non  si  discosta tanto dai Governi  precedenti,  che
  abbiamo visto che fine hanno fatto.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Zito.  Confido  molto,  prendendo
  spunto  dal suo ultimo intervento, nel lavoro che svolgerà  proprio
  la   Commissione  presieduta  dall'onorevole  Cracolici,  che  dopo
  l'attuazione  del   decreto Monti , sul quale  sta  andando  avanti
  abbastanza  celermente, dovrà procedere a regolare i  rapporti  fra
  l'Assemblea e il Governo.
   Sono  tutte  questioni che, con un po' di buona  volontà  e  molta
  determinazione, si possono affrontare.
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 9 luglio 2013,
  alle ore 16.00,  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


       I  -Comunicazioni
      II  - Discussione dei disegni di legge:

        1)  - Modifiche della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 in
             materia di elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana
             e del Presidente della Regione (nn. 428-186-194-210-234-411-421-
             436/A). (Seguito)

               Relatore: on. Savona

        2)  - Norme per il riconoscimento dell'Albergo Diffuso in Sicilia.
                   (nn. 230-152/A)

               Relatore: on. Assenza

       III  -Seguito della discussione della mozione:

         N. 71   -   Iniziative  finalizzate  alla  modifica  della
              convenzione  stipulata  dalla Regione  siciliana  con
              Siciliacque S.p.A. al fine di ridurre la tariffa  del
              servizio  idrico integrato ai cittadini degli  ambiti
              territoriali ottimali (ATO).

         (20 marzo 2013)

                                        FIRETTO - GRASSO - LEANZA -
                                                  LA ROCCA RUVOLO -
                                               LENTINI - SAMMARTINO

       IV  - Discussione unificata delle mozioni:

         N. 54  -  Interventi per ottenere il riconoscimento per la
              Sicilia dello status di zona franca.

         (6 marzo 2013)

                           SAMMARTINO - LEANZA - SUDANO - LENTINI -
                                                            NICOTRA

         N. 55  -  Iniziative per l'attivazione delle zone  franche
              urbane in Sicilia.

         (6 marzo 2013)

                              DIPASQUALE - DI GIACINTO - COLTRARO -
                            MALAFARINA - ODDO - CIACCIO - VENTURINO
                              - FOTI - PALMERI - MANGIACAVALLO - LA
                           ROCCA - SIRAGUSA    FERRERI - CAPPELLO -
                           CIANCIO - CANCELLERI - ZITO - ZAFARANA -
                             TRIZZINO - CIRONE - MARZIANO - MILAZZO
                                                                 A.

                   La seduta è tolta alle ore 18.46

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli