Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Avverto che del processo verbale della seduta
precedente sarà data lettura nella seduta successiva.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Leanza è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge «Modifiche della legge regionale
20 marzo 1951, n. 29 in materia di elezione dei deputati
dell'Assemblea regionale siciliana e del Presidente della Regione»
(428-186-194-210-234-411-421-436/A)
PRESIDENTE. Si passa al I punto dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge «Modifiche della legge regionale
20 marzo 1951, n. 29 in materia di elezione dei deputati
dell'Assemblea regionale siciliana e del Presidente della Regione»
(428-186-194-210-234-411-421-436/A)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Savona per svolgere la
relazione.
SAVONA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
recente modifica dello Statuto della Regione, attuata con la legge
costituzionale 7 febbraio 2013, n. 2, che ha ridotto a settanta il
numero dei deputati della Assemblea regionale siciliana, richiede
un necessario adeguamento anzitutto sul piano tecnico della legge
elettorale, la legge regionale 20 marzo 1951, n. 29.
Inoltre, proprio a seguito della citata modifica statutaria, è
opportuno evitare una indebita compressione della rappresentatività
democratica a livello territoriale, che deriverebbe dal
mantenimento dell'attuale sistema elettorale, in cui non tutti i
deputati sono eletti nei collegi provinciali. Sul piano politico,
infine, si ritiene non più accettabile un sistema che consenta ad
alcuni candidati di rivestire la carica di deputato regionale in
difetto della legittimazione del voto popolare, essendo collegata
la loro elezione all'inserimento nella lista del Presidente della
Regione eletto.
Il presente disegno di legge, approvato dalla I Commissione
Affari Istituzionali' nella seduta del 26 giugno 2013, che si
propone oggi all'Aula, è diretto a modificare la legge regionale n.
29 del 1951 mediante l'abolizione della lista regionale del
candidato alla carica di Presidente della Regione (cosiddetto
Qlistino') e l'elezione di tutti i deputati nei collegi provinciali
col sistema proporzionale. Resta ferma la soglia di sbarramento
attualmente prevista, in virtù della quale non sono ammesse
all'assegnazione di seggi le liste che non ottengano una cifra
elettorale pari almeno al cinque per cento dei voti validi in
ambito regionale.
Al contempo, si introduce un meccanismo per agevolare la
formazione di una maggioranza a sostegno del Presidente della
Regione e dunque favorire la stabilità del Governo, attraverso
l'attribuzione di un premio alla coalizione vincente - entro il
limite massimo di sei seggi, sempre assegnati nei collegi - fino
al raggiungimento del sessanta per cento dei seggi (42 seggi su un
totale di 70 seggi). Resta, inoltre, invariata la regola per cui il
Presidente della Regione ed il candidato alla carica di Presidente
arrivato secondo nella competizione sono deputati di diritto.
A seguito delle modifiche proposte, dunque, la composizione
dell'Assemblea regionale risulta così determinata:
- due seggi sono attribuiti ex lege al Presidente della Regione ed
al candidato. miglior perdente;
- dei sessantotto seggi residui, sessantadue sono distribuiti nei
collegi provinciali in base alla popolazione ed assegnati alle
liste che abbiano superato la soglia di sbarramento del cinque per
cento;
- gli altri sei seggi costituiscono il premio per la formazione
della maggioranza e sono assegnati alle liste collegate al
Presidente della Regione fino a concorrenza di 42 seggi ovvero, nel
caso in cui le liste collegate al Presidente della Regione abbiano
già ottenuto 42 seggi nei collegi, alle liste non collegate al
Presidente della Regione che abbiano superato la soglia di
sbarramento, con un meccanismo analogo a quello attualmente
previsto con riferimento ai seggi del listino.
Si introduce, altresì, la disciplina per attribuire il seggio
spettante di diritto al candidato Presidente della Regione arrivato
secondo (cosiddetto capo dell'opposizione), qualora questo resti
vacante per dimissioni o per qualsiasi altra causa. In tal caso, il
seggio è assegnato al gruppo di liste non collegato al Presidente
della Regione con la maggiore cifra elettorale regionale ed
attribuito al candidato di quel gruppo che, nell'ambito di tutti i
collegi, abbia ottenuto il più alto numero di preferenze. Tale
norma ha l'obiettivo di colmare una lacuna normativa dell'attuale
legge elettorale.
Si ricorda, infine, che le modifiche alla legge elettorale
regionale necessitano di una procedura di approvazione rafforzata:
esse, infatti, ai sensi dell'articolo 17 bis dello Statuto della
Regione sono sottoponibili a referendum. L'articolo 2 del disegno
di legge prevede, quindi, la pubblicazione a fini notiziali in
conformità a quanto previsto dalla legge regionale n. 14 del 2001.
PRESIDENTE. Così come concordato in Conferenza dei Capigruppo,
rinviamo la discussione generale all'articolo 1, dando il termine
per la presentazione degli emendamenti fino a lunedì 8 luglio 2013,
alle ore 12.00, per dare la possibilità agli uffici di fare un
attento esame.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
MILAZZO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei dovrebbe
organizzare per i parlamentari, quelli non più esperti come tanti
deputati che ci sono qua, anche un corso, non è scandaloso dirlo,
lei ci fa una settimana, lo dico con umiltà, con piacere, per dare
un contributo all'Aula.
Le dico ciò, signor Presidente, siccome mi rivolgo all'Aula, mi
rivolgo alla sua Presidenza, io
PRESIDENTE: Onorevoli colleghi, sta parlando l'onorevole Milazzo.
MILAZZO. Presidente la questione è questa, molto spesso lei si è
trovato a difendere delle posizioni non condivise dalla gran parte
dell'Aula ed il sottoscritto ha preso parola e l'ha sostenuta
perché ritiene che molte battaglie che lei ha portato avanti sono
battaglie veramente che danno una certa immagine e lustro a tutta
l'Assemblea.
Altra questione è quella del call center. Le dico il dramma di un
parlamentare neo eletto. Io che non sono esperto come i colleghi
che in questo momento non sono attenti alle comunicazioni che fa
l'onorevole Milazzo, anzi le disturbano, facendo un contro
dibattito in Aula, che lei naturalmente sta consentendo e le chiedo
la cortesia di farlo cessare
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, un po' di attenzione.
MILAZZO. questi parlamentari esperti, questi esperti, signor
Presidente, di lungo corso, non hanno bisogno del call center per
andare in un Assessorato, per chiedere un incontro con un
dirigente, perché sono bravi e li conoscono tutti.
Un parlamentare, invece, neo eletto che tenta di svolgere il
proprio mandato con scrupolo, con impegno e che ha delle difficoltà
ad inserirsi nel nuovo contesto in cui si trova, si trovava come
sponda molto proficua questo call center, perché era formato da
persone molto qualificate e professionalmente preparate.
Il punto è che questa cosa disorienta un poco tutti i parlamentari
di nuova elezione.
Qual è la comunicazione, signor Presidente? La cortesia che volevo
chiederle è di porre questa questione nuovamente ad oggetto di un
approfondimento; le chiedo un'ulteriore riflessione con tutto il
rispetto che lei merita.
Signor Presidente, sa qual è la questione che abbiamo a Palermo?
E' una questione paradossale, la dico per farla sorridere e non
tediare più l'Aula: ci troviamo, in questo momento, totalmente
divisi dal Governo regionale, con questo call center e con Porta
Nuova. Porta Nuova è interrotta ed il call center è interrotto e
l'Assemblea è una cosa ed il Governo regionale un'altra cosa. E ci
si mette anche la viabilità, signor Presidente
Ora, a parte la battuta, ritenevo sostenere il collega Figuccia e
sostenere i neo parlamentari che hanno bisogno di un momento di
riferimento pratico ed operativo, come il call center che secondo
me merita, ripeto, di un ulteriore approfondimento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare, ai sensi dell'articolo 83,
comma 2, del Regolamento interno, l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor presidente, onorevoli colleghi, in realtà avrei
dovuto fare un intervento su un altro tema, ma i toni utilizzati
dall'onorevole Milazzo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, un po' di attenzione.
FIGUCCIA. Non si ferma il raggruppamento, signor Presidente, già
in questi giorni gli Assessori non ci sono stati, i parlamentari
sono distratti, non mi sembra il modo di stare in Aula signor
Presidente; se lei riesce, nel suo ruolo, a tenere l'Aula
diversamente, la invito a farlo così come poc'anzi ci ha
impropriamente interrotto. Quindi, se per favore può portare
l'ordine in Aula?
PRESIDENTE: Onorevole Figuccia, vada avanti, non si faccia
intimorire dai colleghi, lei non è il tipo che si intimorisce.
FIGUCCIA. Signor Presidente lei poco fa ha mostrato elementi di
fragilità su altre cose. Io non sono il tipo che si lascia
intimorire su queste cose, però gli elementi di fragilità non
possono caratterizzare questa Presidenza.
Io avevo detto che sarei intervenuto su altri temi, lo farò invece
sul call center perché, a questo punto, mi sembra necessario
ribadire i diritti di questi ragazzi e lo farò partendo da una nota
che ho ricevuto. La nota recita così:
«Buonasera signori deputati, buonasera signor Presidente, da mesi
non si fa altro che parlare dell'ormai famosissimo call center
dell'Assemblea Regionale Siciliana, della perla dello scandalo -
come se non ce ne fossero altri - del centralino d'oro, del call
center come grandissimo spreco dell'Ars. Non vi viene un po' da
ridere? A noi sì.
Avete capito bene, abbiamo usato un noi - dicono i ragazzi -
perché il call center non è un'azienda inanimata bensì un gruppo di
giovani e di ragazzi che qualcuno vuole includere tra la già enorme
massa di disoccupati.
Lavoriamo da lunedì a sabato, dalle 7.00 alle 23.00, vigilie di
feste comprese, collaboriamo con le Commissioni, dando loro un
innegabile sostegno lavorativo, intratteniamo rapporti con gli
assessorati rispondendo al contempo a circa seicentocinquanta
telefonate al giorno.
Potremmo aggiungere tanto altro, il tutto con mille euro al mese.
Sottolineiamo questo non per screditare il nostro lavoro - che ci
terremmo a mantenere - ma per rendere partecipi tutti coloro che
non lo sanno.
Da anni parliamo con tutti voi.
Vorremmo chiedere di riflettere sul tristissimo periodo che tutta
la popolazione sta attraversando, alle difficoltà che oggi i
giovani incontrano per trovare lavoro. Vi chiediamo di pensare a
noi come ai vostri figli che all'età media di trent'anni si
ritrovano senza lavoro e senza futuro.
Ci teniamo a ringraziare l'onorevole Cordaro, l'onorevole
Vinciullo, l'onorevole Mangiacavallo, l'onorevole D'Asero,
l'onorevole Grasso, l'onorevole Ragusa, l'onorevole Gianni,
l'onorevole Greco Giovanni, l'onorevole Musumeci che nell'Aula del
26 giugno hanno preso parola per chiedere un momento di riflessione
all'Ufficio di Presidenza dell'Ars sulla prossima soppressione del
call center e che hanno elogiato il nostro lavoro con parole
semplici e paterne.
Un grazie a tutti gli onorevoli ed ai dipendenti Ars che ci
sostengono senza aver preso parola, grazie al signor Direttore
della Mediterranea Comunicazioni, che ha sempre tenuto nei nostri
confronti un comportamento rispettoso.
Infine, grazie al nostro portavoce in Aula, l'onorevole Figuccia,
che pur non conoscendo alcuno di noi ha voluto che oggi ci fosse la
nostra voce.
Concludiamo con un grazie a tutti coloro che ci sostengono e non.
Saluti
I ragazzi del centralino».
Io utilizzerò questi ultimi cinquanta secondi che mi rimangano,
signor Presidente, per dire che sono d'accordo sulla necessità di
imprimere dei tagli laddove ci sono sprechi e, in questo momento,
ad esempio mi sembra, vivendo l'Assemblea Regionale, di vivere il
clima della Palermo-Catania, un'autostrada dove i lavori
continuavano sempre e non si capiva mai se sarebbe arrivato il
giorno in cui i lavori terminassero.
Mi chiedo quante somme vengono spese dentro questa Assemblea che
siano imputabili ad altre voci di costo che non sono quelle delle
risorse umane dove, come la lettera diceva, ci sono dodici ragazzi
che lavorano sabato e domenica inclusi, con mille euro al mese.
Devo dire che, in questi giorni, ho avuto modo di apprezzare il
lavoro dei messi parlamentari, dei dipendenti che sono stati
utilizzati all'interno del centralino che, con altrettanta e pari
professionalità, riescono a svolgere un lavoro che ci consente di
interloquire con gli altri uffici.
Tuttavia, se è vero che questo call center dieci anni fa costava
un milione e ottocentomila euro, con due sedi, una a Palermo ed una
ad Enna, se è vero che oggi questo call center costa ottocentomila
euro chiedo, e non lo faccio con una mozione che ritengo, come lei
ha detto essere inaccettabile perché l'istanza va posta al
Consiglio di Presidenza, di spulciare il capitolato d'oneri
attraverso il quale veniva affidato il servizio e fare, come viene
fatto per la formazione professionale, dove stiamo facendo
un'importante riforma.
Non prendiamocela con i lavoratori.
Laddove è necessario tagliare gli sprechi facciamolo, quindi,
guardiamo il capitolato e vediamo se è vero che questi lavoratori
guadagnano mille euro al mese, per duemila euro lordi l'anno,
ventiquattromila per dodici lavoratori, questo servizio si può fare
con trecentomila euro.
Vediamo se è possibile utilizzarle al meglio le risorse interne
all'Amministrazione, utilizziamo il principio della
razionalizzazione e vediamo se è possibile portare avanti questo
servizio senza fare tagli sulle risorse umane.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare, ai sensi dell'articolo 83,
comma 2, del Regolamento interno, l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo a
difesa di un comparto che riguarda i centralinisti. Vede, signor
Presidente, ormai è da tanto tempo che i centralinisti lavorano
all'Assemblea Regionale, circa da dieci anni, non so nemmeno quanto
guadagnano, ma sono sicuramente dei lavoratori che hanno offerto la
loro professionalità ormai dopo tantissimi anni. Personalmente, ho
sempre chiamato il centralino per essere aiutato a cercare
qualsiasi dirigente della Regione siciliana e dell'Assemblea
regionale.
Vede, signor Presidente, abbiamo stabilito un patto oserei dire
d'onore, tra il presidente Crocetta ed il Parlamento Regionale.
Abbiamo stabilito, così come abbiamo fatto con i Co.Co.Co., con i
Co.Co.Pro, con gli ASU, con i precari, con i lavoratori a tempo
determinato, che in Sicilia alcun posto di lavoro si doveva
perdere; ecco, questa è una parola che non possiamo non mantenere.
Abbiamo visto, signor Presidente, nella passata legislatura,
quanti sacrifici, compreso Ella, abbiamo fatto per mantenere questo
ed abbiamo sposato in pieno con il presidente Crocetta affinché,
anche per questa legislatura, si portasse avanti la difesa dei
lavoratori e dei centralinisti in questa occasione.
Io penso che se parliamo di spending review, se cerchiamo ancora
in qualche rubrica del bilancio regionale, possibilmente, riusciamo
a trovare ancora qualcosa che possa essere racimolato, qualche euro
da racimolare per metterlo a disposizione di questi lavoratori che,
sicuramente, in questi anni, hanno dato il meglio di se stessi,
senza guardare orario e senza guardare nulla.
La ringrazio, signor Presidente. Questa è un'occasione perché lei
possa sposare in pieno questa causa a rispetto del Parlamento e
della Giunta perché il Presidente Crocetta ha preso questo impegno
e questo impegno deve mantenere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare, ai sensi dell'articolo 83,
comma 2, del Regolamento interno, l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
intanto mi sarei aspettato che il oggi il Governo avesse chiesto
scusa all'Assemblea per il fatto che ieri, per l'ennesima volta,
non si è presentato in Aula, impedendo di fatto lo svolgimento
dell'attività parlamentare. Lei, assessore Valenti, che sempre
abbiamo apprezzato per la presenza puntuale in Aula, deve sapere
che se quest'Aula è priva dell'apporto del Governo non è nelle
condizioni, purtroppo, di poter operare e, nel mese di giugno,
tante volte, troppe volte, siamo stati costretti a prendere atto
che il Governo è assente e non viene nemmeno a rispondere non dico
alle interrogazioni, ma nemmeno ad affrontare le mozioni d'ordine.
Sarebbe più opportuno, signor Presidente, e questo sicuramente non
è un richiamo che faccio a lei, che rappresenti al Governo la
necessità di farci sapere, con qualche giorno di anticipo, se i
signori Assessori sono disponibili a venire in Aula, oppure sono
così impegnati a fare passerella o campagna elettorale, che
disertano quella che è l'attività loro principale, cioè quella di
venire in Aula a riferire sull'attività svolta, oppure venire in
Aula e discutere su quello che vorranno fare per il nostro Paese.
Ma, al di là di questo richiamo, e credo che comunque l'assessore
Valenti prima di andare via prenderà la parola per giustificare
l'assenza del Governo, Presidente, la volevo un attimino invitare a
riflettere su un argomento che mi pare, in maniera un anime, è
stato affrontato da questa Assemblea.
Lei sa meglio di me, credo che sia stato Einstein ad elaborare
questo concetto, che cambiare idea non è assolutamente prova di
debolezza, è prova di intelligenza. C'è oggettivamente un bisogno
importante e necessario di dare risposta alle necessità
dell'Assemblea regionale siciliana.
Veda, in un'ottica di contrazione della spesa, lei, giustamente,
aveva pensato di togliere il call center; era convinto, e lo è
ancora ora, mi pare di capire, che attraverso personale interno
all'Assemblea Regionale si possa risolvere il problema, però veda,
da parte soprattutto dei neoeletti deputati è emersa la necessità
di avere un conforto nella loro attività parlamentare.
E questo conforto, per essere chiaro, era dato da questo
centralino che dava la possibilità, non solo ai deputati regionali,
ma agli assessori, ai presidenti ed a tutti coloro i quali lavorano
all'interno della Regione Sicilia di potersi collegare
immediatamente con il soggetto di cui avevano bisogno.
Avere tagliato questo servizio senza offrirne uno in cambio,
oggettivamente, ha messo in difficoltà tutti.
Vi racconto una cosa. Oggi, ad esempio, la II Commissione non si è
riunita, ma nessuno dei suoi componenti è stato avvisato nei tempi
e nei modi previsti; di conseguenza, ognuno è arrivato a Palermo,
siamo arrivati in Commissione, ma la riunione era saltata.
Questa è l'ulteriore dimostrazione di come questo servizio sia
indispensabile per l'efficienza e l'efficacia dell'azione
dell'Assemblea regionale siciliana.
Presidente, su una cosa desidero farla riflettere: questo
servizio, giustamente, come lei ha fatto presente, costava troppo:
un milione e ottocentomila euro per tre anni.
In Commissione, abbiamo avuto l'audizione dei rappresentanti
sindacali; abbiamo visto come questo servizio possa essere reso
almeno a metà del costo col quale viene appaltato; abbiamo visto
che i servizi e le strutture che vengono utilizzati sono di
proprietà dell'Assemblea regionale siciliana; abbiamo visto che vi
sono anche dei locali che si sono liberati, quale ad esempio quello
della Barberia, dove potrebbero essere impegnati questi lavoratori.
Anche perché, vedete, presi dal sacro furore di chiudere la
barberia dell'Assemblea regionale, continuiamo a pagare la persona
che lavorava all'interno della barberia, avendo tolto un servizio e
non avendo sicuramente migliorato il servizio della Biblioteca.
Ora, mi appello alla sua intelligenza e alla sua capacità di
comprendere che oltre ad essere messi in discussione quattordici
posti di lavoro, di quattordici soggetti che, come tanti altri,
hanno bisogno di lavorare, c'è una necessità assoluta da parte di
questa Assemblea regionale di potersi collegare con il resto del
mondo, di avere la possibilità di interloquire con il resto del
mondo.
Io non escludo, ad esempio Presidente, che potremmo coordinare il
nostro lavoro con quello della Presidenza della Regione.
La Presidenza della Regione già ha un suo call center, noi lo
potremmo rafforzare con alcune unità prese anche a part-time o
comunque prese con un tempo minore rispetto a quello con cui erano
impiegati fino ad adesso. Potremmo rafforzare il servizio di call
center della Presidenza della Regione ed insieme - risparmiando
veramente - continuare a dare una risposta ed un servizio
importante ai parlamentari, ai dirigenti regionali, ai cittadini
tutti che si erano rivolti a questo servizio. Anche perché, veda
Presidente, e chiudo l'ultimo periodo, il risultato a cui si
perverrà di qui a qualche giorno sarà di intasare il centralino
della Presidenza della Regione, perché quando poi, alla fine, non
saremo nelle condizioni di rintracciare i dirigenti o i funzionari
o gli altri colleghi ci rivolgeremo al centralino della Presidenza.
Non sarà cambiato nulla, avremo molte più difficoltà.
Il risparmio per i lavoratori dell'Assemblea che dovremmo
impegnare credo che non copra il costo del servizio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono ancora iscritti a parlare gli
onorevoli Gianni, Cappello e Trizzino.
Ricordo a tutti che, in base all'articolo 83 del regolamento
interno, si può intervenire per non più di cinque minuti, per un
complessivo di trenta minuti.
E' iscritto a parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno, l'onorevole Gianni. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo ringraziare
l'onorevole Vinciullo che ha detto quasi tutto ciò che avrei dovuto
dire io. Io approvo.
Spending review non significa uso della sciabola. Veda,
Presidente, da parecchio tempo, ormai, siamo prigionieri di
un'attenzione particolare da parte della Comunità europea, che ci
propina, di volta in volta, elementi per bloccare la crescita
dell'economia, dello sviluppo e dell'occupazione. Una volta si
chiama Fiscal compact , una volta si chiama Patto di stabilità ,
un'altra volta si chiama Pareggio di bilancio . Una serie di
operazioni che portano il nostro Paese, la Sicilia in particolare,
verso il baratro ormai vicino.
I giovani colleghi - mi hanno chiamato in causa, essendo io uno
degli anziani dell'Aula - hanno voluto chiamarmi in causa pensando
che avrei rifiutato questo confronto.
Io stamattina ho chiesto al presidente della V Commissione di
chiamare in audizione lei ed il Segretario generale, in ordine a
questo problema. E non l'ho fatto per fare notizia sui giornali,
tra l'altro io non vado spesso sui giornali perché mi occupo di
trovare soluzioni. E' già difficile trovare i dirigenti con i call
center, immaginiamoci senza i call center. Così come è difficile
trovare il Governo Meno male che oggi c'è l'assessore Valenti che,
in maniera volenterosa, è qui ad ascoltare questa nostra litania.
La confusione che si è generata non è una presa di posizione per
difendere quindici padri di famigli o figli di famiglia, che è pure
una questione importante, ma il lavoro, che ormai è impostato
attraverso il centralino, dopo che è stato disarmato e disattivato
il centralino che c'era prima dell'ingresso di questa società che,
di fatto, ha bruciato qualche centinaio di migliaia di euro e ha
messo da canto le strutture esistenti, aveva fatto immaginare che
queste persone potessero svolgere un ruolo ed una funzione di
accompagnamento all'azione di chi veniva qui, peones tra peones, a
cercare di trovare soluzioni in un tempo difficile come quello che
viviamo, in cui non ci sono risorse, in cui non c'è la maggioranza
e non c'è l'opposizione, in cui non c'è l'interlocuzione politica,
in cui c'è l'antipolitica che deve per forza prevalere, cercando di
fare confusione e creando tensioni come quelle cui ogni giorno
assistiamo e dobbiamo subire.
Signor Presidente, continuando di questo passo, senza che ci siano
le prospettive occupazionali, aggiungendo ai disoccupati altri
disoccupati, credo che il mese di ottobre non sarà un ottobre di
serenità, sarà un ottobre rosso per una rivoluzione vera che è
quella di quelle migliaia, centinaia di migliaia di persone che,
ormai, non è che non possono sbarcare il lunario, non possono
comprare nemmeno il pane per i bambini.
Ora, non voglio fare qui alcuna demagogia, dico solo che è
arrivato il momento di un confronto serrato col Governo nazionale
che ci deve, attraverso un'azione politica forte, riconoscere, nei
siti contaminati di interesse nazionale, la possibilità di poter
fare l'attrazione di investitori e creare l'occupazione.
Signor Presidente, la invito a venire in Commissione, perché lì le
dirò anche altre cose che possono esserle utili, per la sua azione
forte, quella che sta facendo.
Io capisco che lei è in difficoltà, Presidente, so che lei non
avrebbe mai voluto fare ciò che ha fatto, ma la prego di utilizzare
il bisturi anziché la sciabola.
PRESIDENTE. Onorevole Gianni, non la vorrei deludere, ma non credo
che sia corretta la richiesta di audizione del Presidente
dell'Assemblea e del Segretario generale, però sono sempre
disponibile ad un confronto, convinto e serrato, con lei e con
tutti i parlamentari che ne hanno voglia.
E' iscritto a parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno, l'onorevole Cappello. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, sono
qui per esprimere un lieve imbarazzo per un articolo che è uscito e
che, sicuramente, lei avrà letto sul Corriere della Sera e dal
quale pare che il Movimento 5 Stelle sia una formazione politica in
cerca di poltrone o in cerca di posti e via dicendo. Questa è una
cosa davvero imbarazzante perché non solo noi non ci troviamo ad
essere rappresentati nell'Ufficio di Presidenza, non solo ci
troviamo a dovere subire ben tre deroghe che la signoria vostra ha
concesso a tre Segretari rappresentativi
Questo è quello che c'è scritto sul giornale, io lo riporto
PRESIDENTE. Onorevole Cappello, parli di ciò che avviene in Aula e
in Consiglio di Presidenza.
CAPPELLO. In ogni caso, visto che lei ritiene, secondo quanto
dichiara il giornale, che già l'Ufficio di Presidenza è completo e
che non vi saranno altri posti da assegnare all'unico Gruppo che,
in questo momento, è sprovvisto di una rappresentanza all'interno,
mi pare evidente, visto e considerato che ci eravamo lasciati anche
in un certo modo qui in Aula ed abbiamo fatto una richiesta per
modificare e dare un'interpretazione ad una norma del Regolamento e
ciò nonostante sono passati ancora due mesi circa e siamo ancora in
attesa, per cui io le rivolgo, ancora una volta, l'invito a
consentire al Movimento 5 Stelle di far parte del Consiglio di
Presidenza perché altrimenti dovremmo pensare che questa inerzia
derivi da altro e spero proprio di no.
PRESIDENTE. Onorevole Cappello, non vada oltre i limiti, non è
questo il punto.
CAPPELLO. Signor Presidente, il Movimento Cinque Stelle,
ovviamente, esprime solidarietà nei confronti del call Center e si
associa a quanto hanno dichiarato i colleghi che mi hanno
preceduto, in quanto non è questo il modo di fare la spending
review.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, devo dare atto che la questione
dei Gruppi parlamentari ancora è aperta. La deroga non la dà il
sottoscritto ma il Consiglio di Presidenza e ci eravamo lasciati
con il dire che avremmo portato in Commissione Regolamento la
questione se allargare il Consiglio di Presidenza al M5S.
Lei, onorevole Cappello, come tutti gli altri aderenti al
Movimento Cinque Stelle, che è persona molto attenta, sa che non è
stata volontà di questa Presidenza, tutt'altro, di dare la presenza
o meno al Movimento perché quest'ultimo aveva una presenza -
peraltro, una presenza autorevole che esprimeva il Vicepresidente
vicario di questa Assemblea -, quindi, non possiamo noi attribuire
responsabilità né al Presidente né al Consiglio di Presidenza se
c'è in questa legislatura una frammentazione continua di Gruppi
parlamentari. Pertanto condivido con lei che in Commissione per il
Regolamento vada fatta definitivamente chiarezza su questa vicenda.
Non escludo che in sede legislativa, considerato che - e rivolgo
un plauso alla Commissione presieduta dall'onorevole Cracolici, che
sta andando avanti molto celermente sui lavori - possa essere anche
esaminata questa questione, quindi dare anche una copertura
legislativa.
La posso tranquillizzare che l'argomento sarà all'esame del
Consiglio di Presidenza per ciò che riguarda le deroghe e sarà
posta all'esame della Commissione per il Regolamento perché le
questioni hanno più valenze, e non possono essere viste da una sola
parte.
Una cosa posso escludere, onorevole Cappello, che non c'è alcuna
intenzione di tenere fuori il Movimento Cinque Stelle; tutto ciò
che riguarda il Consiglio di Presidenza, per la prima volta, è
pubblicato su internet, quindi, può andare a vederlo o può fare
richiesta e le verranno dati tutti gli atti che riguardano il
Consiglio di Presidenza, ivi compresi quelli relativi al call
center.
E' iscritto a parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno, l'onorevole Sorbello. Ne ha facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, questa
sera noi discutiamo di una problematica che acuisce l'isolamento
dei deputati di questa Assemblea. E lo acuisce in maniera abnorme,
nella prima fase con un Governo tecnico che non ha responsabilità
sulla gestione politica, nella seconda fase con il Consiglio di
Presidenza che tende in tutti i modi ad isolare i deputati e
maggiormente i neo deputati con l'abolizione del call center.
Signor Presidente, contemporaneamente a quanto discutiamo -
l'abolizione del call center -, discutiamo anche di una deroga per
portare, io ritengo, a diciotto i componenti, perché le minuzie, le
astuzie di questa Assemblea ci porteranno prima della fine
legislatura ad avere diciotto componenti dell'Ufficio di
Presidenza, vergognoso Perché siamo partiti con nove componenti,
siamo a dodici, arriveremo a quattordici, matematicamente: novanta
deputati diviso cinque ci saranno diciotto componenti dell'Ufficio
di Presidenza
Ma è possibile che ci siano i furbi, i furbetti e quelli costretti
all'isolamento? I
o invito il Consiglio di Presidenza a riflette su questa decisione
che definisco poco opportuna, per non aggettivarla in maniera
diversa, poco opportuna, nell'abolizione del call center. E invito
gli onorevoli colleghi a rivedere la regolamentazione dei
componenti dell'Ufficio di Presidenza, perché non è possibile,
siamo in una fase di spending review vera.
La decadenza di chi non appartiene più a un Gruppo. Da questo
dobbiamo partire, perché se contemporaneamente facciamo perdere il
posto di lavoro a tredici ragazzi che, vi dico con molta onestà,
lavoravano in maniera eccellente: il rinvio delle Commissioni,
l'immediato contatto con i dirigenti e i funzionari dei vari
settori e dei vari assessorati, questo porterà i deputati ad uno
stress in più. E lo dico con molta onestà. Io sarei dell'avviso di
una integrazione, di un call center unico con la Presidenza della
regione, e, sostanzialmente, fra le pieghe del bilancio noi
dovremmo rivedere.
Rivediamo, allora, tutte queste opportunità che ci sono per fare
in modo di agevolare il più possibile i deputati nell'interesse dei
siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Trizzino. Ne ha
facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non vi voglio
tediare ulteriormente.
Mi preme però sottolineare ciò che oggi ho sottolineato nella
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, cioè quello che
è avvenuto nella Commissione Ambiente' relativamente al disegno di
legge dell'acqua pubblica.
Vorrei, preliminarmente, sottolineare due esigenze che,
chiaramente, sono legate a questo delicato aspetto. Una è il
rispetto dell'esito referendario che chiaramente tutti conosciamo,
e l'altra il rispetto di un disegno di legge di iniziativa popolare
che, sebbene non c'è quello incardinato in Commissione, comunque è
stato ripreso dal disegno di legge a firma dell'onorevole
Panepinto, il disegno di legge n. 125.
Come è noto la Commissione Ambiente', ormai quattro mesi, fa ha
incardinato il testo coordinato dove il 125 è il primo testo, si è
avviata una attività in Sottocommissione presieduta dall'onorevole
Palmeri, dove sono stati ascoltati soggetti gestori del servizio
idrico, quindi si è lavorato su un testo che era quello che era
stato scelto dalla Commissione legislativa.
L'ultimo giorno utile per la presentazione degli emendamenti,
circa due settimane fa, il Governo anziché presentare emendamenti
al testo di legge che era stato scelto dalla Commissione
legislativa competente, presenta un disegno di legge ex novo, cioè
un disegno di legge che è differente e comunque non rispetta quella
che è la tempistica che chiede, che impone la Commissione; per cui
abbiamo dovuto ridisegnare per intero l'iter dell'approvazione in
Commissione - i tempi chiaramente non potranno più essere
rispettati - perché in una precedente Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari io dissi che i primi di giugno avrei
portato questo disegno di legge in Aula.
Chiaramente non è più possibile perché il testo di legge
governativo è completamente differente dal testo del disegno di
legge n. 125. Sono arrivati oltre cento emendamenti, ho dato nuovi
termini che si sono conclusi il primo di luglio. Martedì prossimo
inizieremo la discussione degli emendamenti governativi, ho
invitato l'assessore Marino a partecipare domani, in via informale,
a una Commissione studio proprio per cercare di rispettare,
quantomeno, quattro mesi di lavoro svolto nella Sottocommissione,
perché l'attività legittima del Governo di produrre disegni di
legge comunque non deve snaturare la funzione di questo Parlamento,
quella legislativa.
Per cui quello che chiediamo al Governo e che ho chiesto
all'assessore Marino è di partecipare attivamente a tutte le
riunioni di Commissione che si terranno da martedì prossimo a
seguire, affinché il nuovo testo di legge del Governo rispetti sia
l'esito del referendum che il disegno di legge di iniziativa
popolare che l'attività di quattro mesi che è stata condotta in
Sottocommissione.
PRESIDENTE. Do atto anche a lei del lavoro svolto dalla
Commissione, che, peraltro, si è trovata spiazzata da un disegno di
legge successivo. La decisione della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, penso all'unanimità, ha dato atto a lei e a
tutta la Commissione del lavoro svolto e confidiamo che comunque il
disegno di legge possa arrivare presto in Aula.
Sono iscritti a parlare l'onorevole La Rocca e l'onorevole Zito.
E' chiaro che siamo andati oltre i termini dei trenta minuti ma
questo lo ripropongo per la prossima volta. Onorevole Milazzo, è
giusto dare la parola a tutti i parlamentari che lo chiedono.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
io intervengo in merito alla questione del call center che mi pare
l'ultimo anello di questi nove mesi di osservazione. Sono qui da
nove mesi, sono anch'io nuova come diceva l'onorevole Milazzo,
condivido molto quello che ha detto il collega, però volevo fare
una breve analisi.
Mi sembra che abbiamo toccato un po', diciamo, quasi il fondo nel
senso che chiamiamo questi nuovi Deputati ai vari uffici e non ci
risponde nessuno. Mandiamo i messaggi, quelle rare volte che
abbiamo da qualche funzionario il numero telefonico, nessuna
risposta. Potrei fare, forse eccetto per l'assessore Valenti, qui,
e forse per l'assessore Bonafede, per tutti gli altri volevo solo
puntualizzare, non tanto per voi, perché io credo che tutti abbiamo
capito come funziona, io non l'avevo capito, però siccome un
minimo di materia grigia ce l'ho, sto capendo come funziona.
Ma lo voglio dire a quella gente che ci sente perché non è che
bisogna per forza ogni mattina andare sui giornali, però io mi
chiedo se io vado a dire a uno della mia zona di Agrigento che non
riesco a parlare con un funzionario perché non ho il telefono,
secondo voi ci crede?
Questa è la prima domanda.
Seconda: se io dico guardi ho mandato dieci messaggi, non mi ha
risposto quello dirà ma tu non vali nulla perché la risposta è
proporzionata a quanto vali in questo Palazzo.
E allora io direi a quelli che mi stanno ascoltando qui e fuori da
qui che non valgo nulla perché non ho neanche una scrivania dove
poggiare una penna e una carpetta.
Pertanto credo che da un punto di vista legale siamo tutti nella
stessa situazione. Avere avuto poi dei ruoli aggiuntivi dopo, non
cambia l'essenza di quello che noi siamo quando tutti, in maniera
ordinata, abbiamo fatto il fatidico giuramento il 5 dicembre 2012.
Oggi, devo dire, a distanza di quasi nove mesi, partoriamo,
diciamo così, una deputazione di serie A' e di serie B'. Questo è
quello che io sto costatando sulla mia pelle in questi nove mesi di
giacenza, perché sono stata ad ascoltare, sono sempre presente in
Aula, ho seguito gli interventi di tutti, alcune volte mi viene di
chiedere di intervenire e poi dico vabbè lasciamo perdere, tanto
ci ripetiamo . Oggi ho detto no, anche se mi ripeterò con quello
che hanno detto gli altri, e concordo pienamente, per quanto mi
riguarda.
Primo, non è solo una questione di call center, anzitutto anche
una questione di call center perché per me personalmente era
l'unico canale che mi metteva nelle condizioni di poter parlare
anche con i colleghi deputati, con gli altri ottantanove.
Secondo, per poter raggiungere questi Uffici fantomatici,
fantasma, perché molti di loro sono degli Uffici fantasma, mi
riferisco per esempio alla Formazione, dove tu chiami ed è tempo
perso, un po' perché si devono trasferire, un po' perché ruotano,
ma la gente che cosa vuole sapere delle nostre rotazioni? Non né
può più Presidente ho quasi terminato, non ho mai preso la parola
quindi posso pure permettermi di attardarmi.
La questione, innanzitutto, è di ordine pratico, per quanto
riguarda noi, ma è anche di ordine etico, perché credo che dietro
questi tredici ragazzi, vorrei che qualcuno mi spiegasse signor
Presidente, in che termini tutto questo risparmio? Solo dal
giornale, o meglio da Live Sicilia ho appreso che il risparmio in
tre anni è di due milioni di euro. Mi sembra eccessivo, però se
qualcuno mi venisse a spiegare quanto e come. Perché poi sono
soltanto mille euro al mese che questa gente percepisce come
stipendio. Questa rivoluzione non è una rivoluzione che stiamo
facendo noi dall'alto, è una rivoluzione che quanto prima farà la
gente dal basso perché è alla fame
(Applausi da parte del Movimento 5 Stelle)
PRESIDENTE. Grazie onorevole La Rocca Ruvolo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi allineo a
quelli che sono gli interventi dei miei colleghi e sollevo quella
che è l'inutilità di questo Parlamento. Perché l'inutilità? Ormai
non si discute più nulla. I disegni di legge se vengono
calendarizzati in Commissione, vengono scavalcati da quelli del
Governo che arrivano negli ultimi giorni, e quindi si deve
ricominciare nuovamente l'iter.
(Applausi da parte del Movimento 5 Stelle)
Spesso arrivano senza le schede tecniche e in questo modo,
ovviamente non possono andare avanti e tutto si arena.
Arrivano le mozioni in Aula e per un motivo o per un altro non c'è
il Governo.
Questo è il rispetto verso il Parlamento? Signor Presidente lei
aveva promesso in prima persona che, qualora non ci fosse stato il
Governo, si doveva andare avanti nella trattazione delle mozioni e
dei vari argomenti. Noi esigiamo rispetto. La gente esige rispetto,
quindi dobbiamo andare avanti anche senza il Governo. Ognuno si
prenda le proprie responsabilità.
Ormai si va avanti con atti amministrativi, ci sono decreti
assessoriali, circolari, leggi non se ne fanno più, le mozioni,
qualora vengano approvate, vengono disattese, le risoluzioni in
Commissione, qualora vengano approvate, vengono disattese. Ma
allora che ci stiamo a fare?
Tanto vale che ce ne stiamo a casa perché tanto la gente sta
morendo di fame.
Abbiamo i lavoratori della formazione e degli sportelli
multifunzionali che non prendono lo stipendio da dodici, diciotto
mesi. Abbiamo le cooperative edilizie che per legge dovrebbero
avere dei mutui agevolati, hanno degli accordi con le banche e poi
le banche non erogano questi mutui, e quindi i costruttori e
quanti, giustamente, vogliono avere una casa non hanno possibilità.
Sul famigerato articolo 37 dello Statuto siciliano si doveva
discutere entro il mese, anche lì aspettiamo il Governo e anche
questo salta. Abbiamo problemi incredibili: buoni scuola che non
vengono pagati dal 2008, l'abbattimento delle barriere
architettoniche che non viene pagato dal 2008, i fondi POR per le
scuole che non vengono pagati dal 2009/2010, i tavoli tecnici che
promettono di partire e poi non parte nulla, i punti nascita per le
zone disagiate come, per esempio, quella di Pantelleria, e non si
muove nulla.
Di interrogazioni e interpellanze io ne ho presentato una
cinquantina, sono arrivate solo due risposte in sei mesi che stiamo
qui. Ma noi alla gente che dobbiamo dire?
(Applausi da parte del Movimento 5 Stelle)
Dobbiamo dire ancora il Governo non mi ha risposto, dopo sei
mesi? . Dico solo un'ultima cosa e poi taccio: un Governo che non
dà risposte non si discosta tanto dai Governi precedenti, che
abbiamo visto che fine hanno fatto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zito. Confido molto, prendendo
spunto dal suo ultimo intervento, nel lavoro che svolgerà proprio
la Commissione presieduta dall'onorevole Cracolici, che dopo
l'attuazione del decreto Monti , sul quale sta andando avanti
abbastanza celermente, dovrà procedere a regolare i rapporti fra
l'Assemblea e il Governo.
Sono tutte questioni che, con un po' di buona volontà e molta
determinazione, si possono affrontare.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 9 luglio 2013,
alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I -Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Modifiche della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 in
materia di elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana
e del Presidente della Regione (nn. 428-186-194-210-234-411-421-
436/A). (Seguito)
Relatore: on. Savona
2) - Norme per il riconoscimento dell'Albergo Diffuso in Sicilia.
(nn. 230-152/A)
Relatore: on. Assenza
III -Seguito della discussione della mozione:
N. 71 - Iniziative finalizzate alla modifica della
convenzione stipulata dalla Regione siciliana con
Siciliacque S.p.A. al fine di ridurre la tariffa del
servizio idrico integrato ai cittadini degli ambiti
territoriali ottimali (ATO).
(20 marzo 2013)
FIRETTO - GRASSO - LEANZA -
LA ROCCA RUVOLO -
LENTINI - SAMMARTINO
IV - Discussione unificata delle mozioni:
N. 54 - Interventi per ottenere il riconoscimento per la
Sicilia dello status di zona franca.
(6 marzo 2013)
SAMMARTINO - LEANZA - SUDANO - LENTINI -
NICOTRA
N. 55 - Iniziative per l'attivazione delle zone franche
urbane in Sicilia.
(6 marzo 2013)
DIPASQUALE - DI GIACINTO - COLTRARO -
MALAFARINA - ODDO - CIACCIO - VENTURINO
- FOTI - PALMERI - MANGIACAVALLO - LA
ROCCA - SIRAGUSA FERRERI - CAPPELLO -
CIANCIO - CANCELLERI - ZITO - ZAFARANA -
TRIZZINO - CIRONE - MARZIANO - MILAZZO
A.
La seduta è tolta alle ore 18.46
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli