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Resoconto d'Aula della Seduta n. 56 di martedì 09 luglio 2013
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   Presidenza del vicepresidente Venturino


   LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale delle sedute
  nn.  54  e 55 del 3 luglio 2013 che, non sorgendo osservazioni,  si
  intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli   Barbagallo,  Raia  e
  Vinciullo sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cordaro sarà in  missione  a
  Roma il 10 e 11 luglio 2013.
   Comunico, altresì, che l'onorevole Musumeci è in missione a  Roma
  il 9 luglio 2013.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da  parte  dell'Assessore per i Beni  Culturali  e  l'Identità
  Siciliana

   N. 71 - Notizie circa i criteri seguiti dall'Assessore per i beni
  culturali e l'identità siciliana nella ripartizione dei contributi
  per attività di carattere culturale,
   artistico e scientifico per l'anno 2013.
   Firmatari:Figuccia  Vincenzo;  Lo  Sciuto  Giovanni;   Di   Mauro
  Giovanni;  Lombardo  Salvatore Federico; Greco Giovanni;  Picciolo
  Giuseppe; Fiorenza Cataldo; Federico Giuseppe (Con nota  prot.  n.
  319  del 22 febbraio 2013, si delega l'Assessore regionale  per  i
  beni culturali e l'identità siciliana);

   - da parte dell'Assessore per la Salute

   N.   612  -  Mantenimento  del  punto  nascite  dell'ospedale  di
  Corleone(PA).
   Firmatari:Ciaccio    Giorgio;    Cancelleri    Giovanni    Carlo;
  Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri
  Vanessa;   Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Palmeri  Valentina;
  Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Venturino   Antonio;
  Zafarana  Valentina; Zito Stefano (Con nota prot.  n.  27874/IN.16
  del  4  giugno  2013,  il  Presidente della  Regione  ha  delegato
  l'Assessore per la salute).

   Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
  di legge:

   -  Istituzione  dell'Assessorato della salute e  delle  politiche
  sociali. (n. 485)
   di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Digiacomo in
  data 4 luglio 2013.

   - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre ai sensi
  dell'articolo 41 ter dello Statuto al Parlamento della  Repubblica
  recante: Modifica dello Statuto Speciale della Regione Siciliana -
  Istituzione del Consiglio Regionale delle Autonomie Locali per  la
  Sicilia C.A.L.S. (n. 487)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  D'Asero,
  Falcone,  Alongi,  Assenza, Cascio F., Fontana, Germanà,  Milazzo,
  Pogliese e Vinciullo in data 5 luglio 2013.

   -  Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12 luglio  2011.  (n.
  488)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Tancredi,
  Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Zito, Cancelleri, Ciancio, Foti,
  La  Rocca, Palmeri, Siragusa, Trizzino, Ciaccio e Zafarana in data
  5 luglio 2013.

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
                       di legge alle Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati alle
  Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Schema  di  progetto di legge da proporre al Parlamento  della
  Repubblica  ai  sensi  dell'art. 18 dello  Statuto  della  Regione
  recante   Modifiche all'articolo 416 ter del Codice  Penale .  (n.
  484)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 3 luglio 2013, inviato
  l'8 luglio 2013.
   parere  Commissione  d'inchiesta e vigilanza sul  fenomeno  della
  mafia in Sicilia.

                    BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)

   -  Approvazione  del rendiconto generale della Regione  siciliana
  per l'esercizio finanziario 2012. (n. 486)
   di  iniziativa governativa, presentato il 4 luglio 2013,  inviato
  il 4 luglio 2013.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Norme  per  l'utilizzazione della  generalità  dei  lavoratori
  socialmente utili da parte degli Enti locali. (n. 489)
   di  iniziativa parlamentare, presentato l'8 luglio 2013,  inviato
  l'8 luglio 2013.
   parere I.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle Commissioni:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Tutela  e  valorizzazione  delle risorse  genetiche   Born  in
  Sicily  per l'agricoltura e l'alimentazione. (n. 351)
   di iniziativa governativa, inviato il 3 luglio 2013, parere UE.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Norme  in  materia di ruolo unico dei lavoratori  titolari  di
  contratti  di  diritto privato a tempo determinato finanziati  con
  oneri a carico del bilancio della Regione siciliana. (n. 461)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 3 luglio 2013, parere I.

   -  Norme  in materia di lavoratori socialmente utili in  servizio
  negli  enti  locali e negli enti pubblici della regione siciliana.
  (n. 462)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 3 luglio 2013, parere I.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -     l'onorevole   Antonino   D'Asero,   con   nota   prot.   n.
  8111/SG.LEG.PG.  del  3  luglio 2013, ha  chiesto  di  apporre  la
  propria  firma  ai  disegni di legge n. 369  Attuazione  da  parte
  della   Regione  Siciliana  del  comma  4  dell'art.   118   della
  Costituzione  Italiana  sul  tema  della  sussidiarietà e  n.  422
   Prevenzione del rischio sismico in Sicilia ;

   -    l'onorevole   Fabrizio  Ferrandelli,  con  nota   prot.   n.
  8159/SG.LEG.PG.  del  4  luglio 2013, ha  chiesto  di  apporre  la
  propria  firma  al disegno di legge n. 311  Modifica dell'articolo
  15  della  legge  regionale 16 maggio  1978,  n.  8  e  successive
  modifiche ed integrazioni .

             Comunicazione di approvazione di risoluzioni

   PRESIDENTE. Comunico che:

   la  Commissione legislativa  Cultura, formazione e  lavoro'  (V),
  nella   seduta  n.  68  del  26  giugno  2013,  ha  approvato   la
  risoluzione:   Indirizzo  in ordine al  reintegro  lavorativo  dei
  lavoratori precari del Consorzio autostrade siciliane' (6/V);

   la  Commissione legislativa  Cultura, formazione e  lavoro'  (V),
  nella   seduta  n.  70  del  26  giugno  2013,  ha  approvato   la
  risoluzione:   Indirizzo  in  ordine  al  personale  titolare   di
  contratti autorizzati ai sensi della lettera d) di cui al comma  1
  dell'articolo 5 della legge regionale 9 maggio 2012, n. 26' (7/V);

   la  Commissione  legislativa  Attività produttive'  (III),  nella
  seduta  n.  56  del  3 luglio 2013, ha approvato  la  risoluzione:
   Azioni per la ripresa dell'attività della Cassa regionale per  le
  imprese artigiane (CRIAS)' (2/III).
    Comunicazione di trasmissione di atti alla Corte Costituzionale

   PRESIDENTE.  Comunico che la Commissione tributaria regionale  di
  Palermo  -  Sezione  distaccata di Siracusa  -  Sezione  XVI,  con
  l'ordinanza n. 78-16-13 del 5 novembre 2012 ha sollevato questione
  di   legittimità  costituzionale  dell'articolo  76  della   legge
  regionale  n. 17 del 2004, per contrasto con l'articolo  36  dello
  Statuto  della  Regione siciliana, disponendo la  sospensione  del
  giudizio e la trasmissione degli atti alla corte Costituzionale;

   Copia   dell'ordinanza  è  consultabile  presso  l'archivio   del
  Servizio Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  908  -  Notizie in merito alle problematiche e alle  garanzie
  occupazionali dei lavoratori della cooperativa Teseos  nell'ambito
  dei servizi  di  riabilitazione ambulatoriale e domiciliare.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari:   Zafarana  Valentina;  Cancelleri   Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa;  Foti  Angela;  La Rocca Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;
  Palmeri   Valentina;   Siragusa  Salvatore;  Trizzino   Giampiero;
  Tancredi Sergio; Zito Stefano

   N.   910  -  Notizie  circa  l'adempimento  dell'obbligo  di  cui
  all'articolo 16 della legge regionale 5 aprile 2011, n. 5.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari:  Lombardo  Salvatore  Federico;  Di  Mauro   Giovanni;
  Federico  Giuseppe;  Figuccia Vincenzo; Greco  Giovanni;  Fiorenza
  Cataldo; Lo Sciuto Giovanni

   N.  911 - Notizie in merito ai ritardi occorsi per il rifacimento
  della SP 12/II di Misterbianco (CT).
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Vullo Gianfranco

   N.  916  - Costituzione degli organi dell'IRSAP in ossequio  alla
  legge regionale n. 8 del 2002.
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Alloro Mario

   N.  917  - Emergenza igienico-sanitaria presso l'ATO PA 4 gestito
  dal CO.IN.R.E.S.
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari: Di Giacinto Giovanni; Dina Antonino

   N. 926 - Notizie circa l'adozione dei provvedimenti di attuazione
  della legge regionale 3 gennaio 2012, n. 3, recante 'Norme per  il
  contrasto e la prevenzione della violenza di genere'.
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari: Milazzo Antonella Maria; Gucciardi Baldassare
   N.  928  -  Notizie in merito alla paventata chiusura  del  punto
  nascita di Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Falcone Marco; Pogliese Salvatore Domenico;  Vinciullo
  Vincenzo

   Avverto  che  le  interrogazioni testé annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  906  -  Notizie  sulla  gestione del  servizio  idrico  nella
  provincia   di   Caltanissetta  con  particolare   riguardo   alle
  consulenze professionali affidate a soggetti esterni.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Miccichè Gianluca Antonello

   N. 907 - Interventi urgenti per i dipendenti della SIGENCO S.p.a.
  e per il completamento dei lavori della metropolitana di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari: Ciancio Gianina; Cancelleri  Giovanni Carlo;   Palmeri
  Valentina; Zito  Stefano; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio;  La
  Rocca  Claudia;  Foti  Angela; Trizzino  Giampiero;  Mangiacavallo
  Matteo;  Siragusa Salvatore;  Zafarana Valentina; Tancredi Sergio;
  Ferreri Vanessa

   N.  909  -  Iniziative  riguardo  alla  destagionalizzazione  del
  turismo incoming in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Palmeri
  Valentina;  Mangiacavallo Matteo;  Cappello   Francesco;  Tancredi
  Sergio;  Ciaccio Giorgio; Zito Stefano; Ciancio Gianina;  Zafarana
  Valentina;   Ferreri   Vanessa;   Siragusa   Salvatore;   Trizzino
  Giampiero; Foti Angela

   N.  912  -  Iniziative a sostegno delle emittenti radiotelevisive
  private ricadenti nel territorio della Regione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Pogliese Salvatore Domenico

   N.  913  -  Notizie  in  merito  alle  risorse  destinate  all'ex
  Consorzio ASI di Agrigento.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Firetto Calogero

   N.  914  -  Chiarimenti  sui costi della campagna  elettorale  in
  occasione delle recenti consultazioni amministrative.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Assenza Giorgio

   N.  915  - Chiarimenti in ordine alle azioni di governo a seguito
  dell'ordinanza del TAR Sicilia relativa alla gestione dell'IRSAP.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Alloro Mario

   N.   918  -  Provvedimenti  per  scongiurare  la  chiusura  della
  redazione giornalistica catanese 'D TELEVISION'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari:  Falcone  Marco;  Assenza  Giorgio;  Germanà  Antonino
  Salvatore

   N.  919 - Interventi in favore dei lavoratori a tempo determinato
  del Consorzio di bonifica Catania 9.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   Firmatari:  Musumeci  Nello;  Ioppolo  Giovanni;  Formica  Santi;
  Currenti Carmelo

   N.  920  - Interventi urgenti per assicurare l'assistenza  socio-
  sanitaria al fisico nucleare Fulvio Frisone.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Gianni Giuseppe

   N.  921  - Notizie in merito a presunte irregolarità nel rilascio
  di concessioni edilizie nel Comune di Adrano (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Fiorenza Cataldo

   N. 922 - Notizie sulla gestione dell'impianto faunistico sito nel
  Parco  d'Orleans e mantenimento delle specie animali  presenti  al
  suo interno.
   - Presidente Regione
   Firmatari:  Mangiacavallo  Matteo;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco; Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa;   Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Palmeri  Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   N.  923  -  Applicazione della legge regionale  n.  10  del  2000
  relativamente all'ordinamento della dirigenza.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari:  Mangiacavallo  Matteo;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco; Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa;   Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Palmeri  Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   N.  924 - Notizie in merito all'approvazione del piano del  Parco
  archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari:  Mangiacavallo  Matteo;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio; Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa;   Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Palmeri  Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   N.  925  - Chiarimenti circa l'istituto di 'prestiti a pagamento'
  dei beni culturali per mostre di opere d'arte.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Venturino Antonio

   N. 927 - Interventi a tutela degli agricoltori.
   - Assessore Economia
   Firmatario: Ragusa Orazio

   N. 929 - Interventi di vigilanza a tutela delle imprese siciliane
  che  operano, con contratti di subappalto, nel settore delle opere
  pubbliche,  finanziate  con  fondi  non  regionali,  in  fase   di
  realizzazione in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Cimino Michele

   N.  930 - Nomina di commissari ad acta nei comuni che non abbiano
  ancora approvato il rendiconto  di  gestione dell'esercizio 2012.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Assenza Giorgio

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interpellanze:

   N.  80  -  Chiarimenti  sull'autorizzazione  integrata ambientale
  per  il  progetto  di  una  discarica  di  RSU  con  impianto   di
  pretrattamento nel comune di Sant'Agata di Militello (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:   Zafarana  Valentina;  Cancelleri   Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco;  Tancredi Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio
  Gianina; Palmeri Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;
  Siragusa  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Foti  Angela;  La  Rocca
  Claudia; Zito Stefano

   N.   81  -  Aumento  del  personale  presso  il  pronto  soccorso
  dell'ospedale Umberto I di Siracusa.
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Zito  Stefano; Ciancio Gianina;  Cancelleri  Giovanni
  Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana
  Valentina.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
  il  Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

   numero  140   Iniziative atte a modificare l'art. 13 del  decreto
  legislativo   n.  205  del  2010 in  materia   di  trattamento  di
  materiali  agricoli  o forestali naturali non  pericolosi ,  degli
  onorevoli  Germanà  Antonino Salvatore; D'Asero Antonino;  Fontana
  Vincenzo; Assenza Giorgio, presentata il 3 luglio 2013;

   numero  141  Iniziative per la piena e completa funzionalità  dei
  reparti  di  chirurgia  e  di pediatria dell'ospedale  di  Augusta
  (SR) , degli onorevoli Coltraro Giambattista; Dipasquale Emanuele;
  Di Giacinto Giovanni; Oddo Salvatore, presentata il 3 luglio 2013;

   numero  142   Iniziative per attivare le  procedure  di  verifica
  della  qualità  dell'aria  nella città  di  Augusta  (SR) ,  degli
  onorevoli Coltraro Giambattista; Dipasquale Emanuele; Di  Giacinto
  Giovanni; Oddo Salvatore, presentata il 3 luglio 2013;

   numero  143  Iniziative per il miglioramento della qualità  della
  vita  dei  detenuti  nelle  carceri  siciliane ,  degli  onorevoli
  Figuccia Vincenzo; Federico Giuseppe; Alloro Mario; Lupo Giuseppe;
  Milazzo  Giuseppe;  Clemente  Roberto Saverio;  Fontana  Vincenzo;
  Firetto  Calogero;  Di Mauro Giovanni; Grasso  Bernadette  Felice;
  Lantieri Annunziata Luisa; Savona Riccardo, presentata il 5 luglio
  2013;

   numero  144   Iniziative  per  lo sviluppo  dei  trasporti  nella
  Regione  siciliana , degli onorevoli Figuccia Vincenzo;  Di  Mauro
  Giovanni;   Federico   Giuseppe;  Lo  Sciuto  Giovanni;   Lombardo
  Salvatore Federico, presentata il 5 luglio 2013:

   Avverto  che  le  mozioni testé annunziate saranno  demandate,  a
  norma  dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

    Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare e di decadenza
                  dalla carica di deputato Segretario

   PRESIDENTE.  Do  lettura  della  nota  dell'onorevole   Salvatore
  Cascio, pervenuta alla Presidenza dell'Assemblea il 6 luglio  2013
  e protocollata al n. 8302/Aulapg del 9 luglio successivo:

                                        «Al Sig. Presidente dell'ARS
                                              On. Giovanni Ardizzone

                                              Al Segretario generale
                                            dott. Giovanni Tomasello

   Il  sottoscritto on. Salvatore Cascio, con la presente,  rassegna
  le  proprie  dimissioni dalla carica di Deputato  Segretario,  nel
  contempo  comunica  altresì  di  aderire  al  Gruppo  parlamentare
   Articolo  4'  cessando contemporaneamente  dal  Gruppo   Cantiere
  popolare/PID'.
   Distinti saluti

   Palermo, 6 luglio 2013-07-10
                                               On. Salvatore Cascio»

   Pertanto,  a  decorrere  dal 6 luglio 2013,  l'onorevole  Cascio,
  cessando  di  far  parte del Gruppo parlamentare  PID  -  Cantiere
  popolare',  decade  dalla carica di deputato Segretario  ai  sensi
  dell'art. 4, comma 8, Regolamento interno Ars, in quanto il Gruppo
  parlamentare  Articolo 4', al quale l'onorevole Cascio ha aderito,
  risulta già rappresentato in seno al Consiglio di Presidenza.
   Comunico,  che  la  situazione del  Gruppo  parlamentare   PID  -
  Cantiere  popolare',  che in atto consta di  due  deputati  eletti
  nello stesso collegio elettorale, sarà sottoposta al Consiglio  di
  Presidenza già convocato.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Modifiche della legge regionale 1951 n. 29 in materia di elezione
   dei deputati dell'ARS e del Presidente della Regione siciliana.

   Presidenza del vicepresidente Venturino


    Seguito della discussione del disegno di legge «Modifiche della
    legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 in materia di elezione dei
  deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del Presidente della
           Regione» (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Modifiche della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 in materia di
  elezione  dei  deputati dell'Assemblea regionale  siciliana  e  del
  Presidente  della Regione» (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A),
  posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto  al  banco
  delle Commissioni.
   Onorevoli  colleghi, ricordo che nella seduta n. 55 del  3  luglio
  2013  era stato concordato di rinviare la discussione generale  del
  disegno di legge in sede di esame dell'articolo 1.
   Ricordo,  altresì,  che era stato dato anche  il  termine  per  la
  presentazione degli emendamenti, che scadeva lunedì 8  luglio  2013
  alle ore 12.00.
   Pertanto,   pongo  in  votazione  il  passaggio  all'esame   degli
  articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi,

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto  di
  parlare sull'ordine dei lavori anche per comprendere cosa si  vuole
  fare  stasera: stiamo incardinando questo disegno di legge,  che  è
  assolutamente  importante. A prescindere dal  fatto  che  avrei  il
  piacere  di  vedere  in  Aula il presidente  della  I  Commissione,
  mancano  anche  i  vicepresidenti e l'Ufficio di  presidenza  della
  Commissione.  C'è l'assessore Valenti, che saluto e  che  è  sempre
  puntuale  nella  sua  attività, ma ci  piacerebbe  anche  vedere  i
  componenti della Commissione.
   Non  vorrei fare polemica, mi rendo conto che c'era un impegno nel
  portare avanti questa norma, ma mi pare che vi fossero tante  altre
  emergenze  in  questo  momento specifico in  cui  versa  la  nostra
  regione.  Vi  erano  altre  emergenze di tipo  finanziario  che  il
  Governo   si   era  fatto  carico  di  portare  immediatamente   in
  Commissione per poi giungere in Aula.
   Io  non so se stasera dobbiamo soltanto incardinare il testo e poi
  rinviarlo, certo sarebbe opportuno fare così. Ma nel momento in cui
  non è presente neppure la Commissione, a me sembra che tutto questo
  interesse non ci sia.
   Ho  avuto modo di leggere una lettera che abbiamo avuto da  alcuni
  enti,  da  alcune  associazioni, circa l'inserimento  del  voto  di
  genere. E c'è un altro problema - lo voglio dire all'assessore - in
  ordine  ai  collegi provinciali, perché se da qui  a  qualche  mese
  andremo  a  modificare  le province, nel  senso  che  aboliremo  le
  province  per  istituire i nuovi consorzi, e tali consorzi  saranno
  più  di  nove  -  che è una cosa possibile - è chiaro  che  dovremo
  andare a rivedere anche i nuovi collegi elettorali. Pertanto, tutta
  l'accelerazione  che questa sera vogliamo dare alla  norma  non  la
  reputo  necessaria  e  non  so quale sia  la  ricaduta  in  termini
  concreti,  in  termini  di sviluppo, in termini  occupazionali,  di
  inclusione sociale per i meno abbienti.
   Mi  sembra  come se noi stasera, siccome abbiamo l'esigenza,  come
  Parlamento, di dimostrare che dobbiamo fare qualcosa, anziché  fare
  sempre  attività  ispettiva, allora ci siamo inventati  una  norma,
  questa  legge  elettorale  per il rinnovo del  prossimo  Parlamento
  siciliano, che tra l'altro non mi pare sia dietro l'angolo, a  meno
  che  non  ci  siano elezioni anticipate che il Presidente  Crocetta
  voglia  fare, ma spero di no, atteso che abbiamo avuto due elezioni
  anticipate nelle ultime due legislature.
   Fatta  questa premessa, chiedo un attimo di sospensione per capire
  cosa  si  voglia  fare, come si voglia procedere,  a  meno  che  il
  Governo non abbia altre idee.
   Dopo di che, signor Presidente, anche per una questione di bon ton
  e  di  correttezza istituzionale, se non è presente in  Aula  la  I
  Commissione,  a  mio  avviso si dovrebbero sospendere  i  lavori  e
  riprendere appena la Commissione sarà presente.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Falcone, prendo  anch'io  atto  che  la  I
  Commissione non è al completo, però ho visto l'onorevole Forzese, e
  comunque è degnamente rappresentata dai colleghi già presenti.
   Per  quanto  riguarda il fatto che oggi si discuta  questa  norma,
  vorrei  precisare  che  era l'unico disegno  di  legge  pronto  per
  l'esame  dell'Aula. La ringrazio del suo intervento,  però  intendo
  proseguire  così  come era stato deciso in sede di  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Seguito della discussione del disegno di legge « Modifiche della
    legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 in materia di elezione dei
  deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del Presidente della
           Regione» (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A)

   PRESIDENTE.  Si  riprende  con il seguito  della  discussione  del
  disegno di legge «Modifiche della legge regionale 20 marzo 1951, n.
  29  in  materia  di elezione dei deputati dell'Assemblea  regionale
  siciliana e del Presidente della Regione» (nn. 428-186-194-210-234-
  411-421-436/A).
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo1.
  Modifiche della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 in materia di
                               elezione
   dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del Presidente
                             della Regione

   1.  Alla  legge  regionale  20 marzo 1951,  n.  29,  e  successive
  modifiche ed integrazioni, sono apportate le seguenti modifiche:

   a) all'articolo 1 bis sono apportate le seguenti modifiche:

   1)  al  comma  4  le parole  Ottanta seggi' sono sostituite  dalle
  parole  Sessantadue seggi';

   2) i commi 6, 7, 8, 9, 10, 11 e 12 sono sostituiti dai seguenti:

    6.  E' proclamato eletto alle cariche di Presidente della Regione
  e  di  deputato regionale il candidato Presidente che  consegue  il
  maggior numero di voti validi in ambito regionale.

   7.  E'  altresì proclamato eletto deputato regionale il  candidato
  alla  carica di Presidente della Regione che ottiene una  cifra  di
  voti  validi  immediatamente  inferiore  a  quella  conseguita  dal
  candidato Presidente della Regione proclamato eletto.
   8.  I  restanti  sei  seggi sono attribuiti, secondo  le  modalità
  stabilite all'articolo 2 ter, a tanti candidati dei gruppi di liste
  provinciali  collegati con il candidato alla carica  di  Presidente
  della Regione proclamato eletto e ammessi all'assegnazione di seggi
  ai  sensi  del  comma  5, fino a quando il  numero  di  seggi  così
  attribuiti sommato al numero dei seggi assegnati agli stessi gruppi
  di  liste  ai  sensi  dell'articolo 2 bis raggiunga  il  totale  di
  quarantadue,  oltre  al Presidente della Regione  eletto.  I  seggi
  eventualmente rimanenti sono ripartiti fra tutti i gruppi di  liste
  non  collegati con il candidato Presidente della Regione proclamato
  eletto  e  ammessi all'assegnazione di seggi ai sensi del comma  5,
  secondo le modalità del predetto articolo 2 ter.';

   b) l'articolo1 ter è sostituito dal seguente:

    Art.  1  ter  -  Collegamento fra la candidatura alla  carica  di
  Presidente della Regione ed i gruppi di liste provinciali. - 1.  La
  presentazione  di  ciascuna candidatura alla carica  di  Presidente
  della  Regione  deve, a pena di nullità, essere accompagnata  dalla
  dichiarazione  di  collegamento  con  almeno  un  gruppo  di  liste
  validamente presentate con il medesimo contrassegno in non meno  di
  cinque collegi provinciali.

   2. Più gruppi di liste concorrenti nei collegi provinciali possono
  coalizzarsi  in ambito regionale per esprimere un candidato  comune
  alla  carica  di  Presidente della Regione. Il legame  tra  diversi
  gruppi  di liste provinciali ed il comune candidato alla carica  di
  Presidente   della  Regione  è  esplicitato  attraverso  reciproche
  dichiarazioni  di  collegamento,  che  sono  valide   soltanto   se
  concordanti.

   3. Quando l'elettore ometta di votare per un candidato alla carica
  di  Presidente della Regione, il voto validamente espresso per  una
  lista  provinciale si intende espresso anche a favore del candidato
  Presidente  della  Regione  che  risulti  collegato  con  la  lista
  provinciale votata.';

   c)  all'articolo  1 quater le parole  al comma 1 dell'articolo  15
  della  legge  19  marzo  1990,  n. 55  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni.'   sono  sostituite  dalle   parole    al   comma   1
  dell'articolo 7 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235.';

   d) all'articolo 2, comma 1, la parola  ottanta' è sostituita dalla
  parola  sessantadue';

   e)  all'articolo  2 bis, la lettera a) del comma  1  è  sostituita
  dalla seguente:

    a)  la  cifra  elettorale conseguita da  ciascun  candidato  alla
  carica  di Presidente della Regione nell'ambito del collegio.  Tale
  cifra  è  data dalla somma dei voti validi riportati dal  candidato
  medesimo  nelle  singole  sezioni del collegio.  In  attuazione  di
  quanto  disposto al comma 3 dell'articolo 1 ter, si  includono  nel
  computo i voti validamente espressi per liste provinciali collegate
  a quel candidato alla carica di Presidente della Regione in tutti i
  casi in cui le schede di votazione non rechino espressa indicazione
  di voto per alcun candidato Presidente della Regione;';

   f) all'articolo 2 ter sono apportate le seguenti modifiche:

   1) i commi 1, 2, 3, 4 e 5 sono sostituiti dai seguenti:

    1.  L'Ufficio centrale regionale, definiti gli adempimenti di cui
  al  comma  2  dell'articolo 2 bis, determina quale  candidato  alla
  carica  di Presidente della Regione ha conseguito il maggior numero
  di  voti  validi  in ambito regionale. In caso di parità  di  cifre
  elettorali, prevale il candidato che risulta collegato con i gruppi
  di   liste  provinciali  che  hanno  conseguito  la  maggior  somma
  regionale dei voti validi.

   2. Proclama, quindi, eletti:

   a)  alle  cariche  di  Presidente  della  Regione  e  di  deputato
  regionale  il  candidato  alla carica di Presidente  della  Regione
  risultato più votato;

   b)  alla carica di deputato regionale il candidato alla carica  di
  Presidente  della Regione che ha ottenuto una cifra di voti  validi
  immediatamente   inferiore  a  quella  conseguita   dal   candidato
  Presidente  della Regione proclamato eletto. In caso di  parità  di
  cifre  elettorali tra più candidati, si applica quanto previsto  al
  comma 1.

   3.  L'Ufficio centrale regionale, una volta ricevuti gli  estratti
  dei  verbali  degli uffici centrali circoscrizionali  trasmessi  ai
  sensi  del comma 8 dell'articolo 2 bis, verifica quanti seggi  sono
  stati  conseguiti  dai gruppi di liste collegati con  il  candidato
  alla carica di Presidente della Regione proclamato eletto, sommando
  i seggi ottenuti dai predetti gruppi ai sensi del predetto articolo
  2 bis. Procede poi nel modo seguente:

   a)  se  il  numero complessivo dei predetti seggi  è  inferiore  a
  quarantadue, attribuisce tanti seggi, tra quelli di cui al comma  8
  dell'articolo 1 bis, a candidati dei gruppi di liste collegati  con
  il   candidato  Presidente  della  Regione  proclamato  eletto,  in
  proporzione alle rispettive cifre elettorali regionali  secondo  le
  modalità  stabilite al comma 4, quanti ne occorrono per raggiungere
  quarantadue   seggi.  Gli  eventuali  seggi  che   residuano   sono
  attribuiti secondo quanto previsto alla lettera b);

   b)  se  il  numero complessivo dei predetti seggi  è  già  pari  o
  superiore  a  quarantadue, attribuisce tutti i seggi che  residuano
  fra  tutti  i  gruppi  di  liste non  collegati  con  il  candidato
  Presidente  della  Regione proclamato eletto, in  proporzione  alle
  rispettive cifre elettorali regionali secondo le modalità stabilite
  al comma 5.

   4.  Ai fini dell'attribuzione dei seggi ai sensi della lettera  a)
  del  comma 3, l'Ufficio centrale regionale procede alla somma delle
  cifre   elettorali  regionali  dei  gruppi  di  liste   provinciali
  collegati con il candidato alla carica di Presidente della  Regione
  proclamato   eletto,   con  esclusione  dei  gruppi   non   ammessi
  all'assegnazione  dei seggi ai sensi del comma  2  dell'articolo  2
  bis.  Per  cifra elettorale regionale di un gruppo  si  intende  la
  somma  regionale  dei  voti validi ottenuti  dalle  liste  di  quel
  gruppo,  presenti  con identico contrassegno  nei  singoli  collegi
  provinciali.  Divide  poi il totale per  il  numero  dei  seggi  da
  attribuire,   ottenendo  in  tal  modo  il   quoziente   elettorale
  regionale. Nell'effettuare la divisione trascura la eventuale parte
  frazionaria  del  quoziente. Attribuisce ad ogni  gruppo  di  liste
  partecipante  al  riparto  tanti seggi  quante  volte  il  predetto
  quoziente  elettorale  risulti  contenuto  nella  cifra  elettorale
  regionale  del  gruppo medesimo. Gli eventuali seggi che  rimangono
  ancora da attribuire sono assegnati ai gruppi di liste per i  quali
  queste  ultime divisioni hanno dato maggiori resti e,  in  caso  di
  parità  di  resti,  ai  gruppi  con la  maggiore  cifra  elettorale
  regionale.  Se anche con quest'ultimo criterio i seggi non  possono
  essere  attribuiti,  si  procede  a sorteggio.  L'Ufficio  procede,
  quindi,  ad individuare i collegi nei quali i seggi così attribuiti
  vanno assegnati, secondo quanto previsto ai commi 6 e seguenti.

   5.  Ai fini dell'attribuzione dei seggi ai sensi della lettera  b)
  del  comma 3, l'Ufficio centrale regionale procede alla somma delle
  cifre  elettorali  regionali dei gruppi di  liste  provinciali  non
  collegati con il candidato alla carica di Presidente della  Regione
  proclamato   eletto,   con  esclusione  dei  gruppi   non   ammessi
  all'assegnazione  dei seggi ai sensi del comma  2  dell'articolo  2
  bis.  Per  cifra elettorale regionale di un gruppo  si  intende  la
  somma  regionale  dei  voti validi ottenuti  dalle  liste  di  quel
  gruppo,  presenti  con identico contrassegno  nei  singoli  collegi
  provinciali.  Per  l'attribuzione dei seggi  a  ciascun  gruppo  si
  applicano  le  disposizioni di cui al comma 4.  L'Ufficio  procede,
  quindi,  ad individuare i collegi nei quali i seggi così attribuiti
  vanno assegnati, secondo quanto previsto ai commi 6 e seguenti.';

   2)  al  comma 6 il periodo  Nel limite di seggi cui ciascun gruppo
  di  liste  ha  diritto  ai sensi delle disposizioni  del  comma  5,
  l'Ufficio  centrale regionale individua in quali collegi elettorali
  provinciali i seggi vanno assegnati.' è sostituito dal seguente:

    Nel  limite di seggi cui ciascun gruppo di liste collegato ovvero
  non  collegato  con  il candidato alla carica di  Presidente  della
  Regione  proclamato  eletto ha diritto ai sensi delle  disposizioni
  rispettivamente  del  comma  4 o del comma  5,  l'Ufficio  centrale
  regionale individua in quali collegi elettorali provinciali i seggi
  vanno assegnati.';

   3) dopo il comma 12 è aggiunto il seguente:

    12  bis. Ai fini dell'applicazione del comma 4 dell'articolo  60,
  l'Ufficio  centrale regionale individua, altresì, quale  gruppo  di
  liste,  tra  quelli non collegati con il candidato alla  carica  di
  Presidente  della  Regione  proclamato eletto  con  esclusione  dei
  gruppi non ammessi all'assegnazione dei seggi ai sensi del comma  2
  dell'articolo  2  bis, abbia ottenuto la maggiore cifra  elettorale
  regionale.  Quindi,  sulla base dei verbali degli  uffici  centrali
  circoscrizionali, accerta, nell'ambito delle liste appartenenti  al
  gruppo individuato, l'ordine di precedenza dei candidati non eletti
  secondo  il  numero di preferenze individuali. Delle operazioni  di
  cui  al  presente  comma è redatto un processo verbale  in  duplice
  esemplare.  Un esemplare del verbale, con i relativi  documenti,  è
  inviato  immediatamente  alla  segreteria  generale  dell'Assemblea
  regionale  siciliana,  la quale ne rilascia  ricevuta.  Il  secondo
  esemplare  è conservato nella cancelleria della Corte d'appello  di
  Palermo.';

   g) all'articolo 3 sono apportate le seguenti modifiche:

   1) il comma 2 è sostituito dal seguente:

    2.  L'elettore  dispone di due voti: uno  per  la  scelta  di  un
  candidato alla carica di Presidente della Regione, l'altro  per  la
  scelta   di   una  lista  fra  quelle  concorrenti   nel   collegio
  provinciale.';

   2) il comma 4 è sostituito dal seguente:

    4.  Il  voto  per  il candidato alla carica di  Presidente  della
  Regione  si  esprime  tracciando un segno sul cognome  e  nome  del
  candidato,  riportati  a  caratteri di  stampa  entro  un  apposito
  rettangolo nella scheda di votazione.';

   3) il comma 5 è sostituito dal seguente:

    5.  L'elettore può votare un candidato alla carica di  Presidente
  della  Regione ed una lista provinciale non collegati fra loro.  In
  questo caso entrambi i voti si intendono validamente espressi.';

   4)  al  comma  6  le parole  riferite a più liste regionali'  sono
  sostituite  dalle parole  riferite a più candidati alla  carica  di
  Presidente della Regione';
   h) all'articolo 3 bis sono apportate le seguenti modifiche:

   1) la lettera b) del comma 1 è sostituita dalla seguente:

    b)   la  seconda  parte  della  scheda  contiene  dei  più   ampi
  rettangoli,  al  centro di ciascuno dei quali  sono  riportati,  in
  evidenza,  a  caratteri di stampa, il cognome e nome del  candidato
  alla carica di Presidente della Regione collegato;';

   2) il comma 3 è sostituito dal seguente:

    3. Quando più gruppi di liste provinciali risultino collegati con
  uno stesso candidato alla carica di Presidente della Regione, tutti
  i  rettangoli  contenenti  i contrassegni delle  liste  provinciali
  coalizzate  sono  riportati nella prima ovvero  nella  terza  parte
  della  scheda, verticalmente uno di seguito all'altro, mentre nella
  seconda  ovvero nella quarta parte della scheda sono affiancati  da
  un unico più ampio rettangolo in cui sono riportati, in evidenza, a
  caratteri di stampa, il cognome e nome del candidato alla carica di
  Presidente della Regione collegato.';

   3) il comma 4 è sostituito dal seguente:

    4.  La collocazione progressiva nella scheda di votazione dei più
  ampi  rettangoli  riferiti ai candidati alla carica  di  Presidente
  della   Regione  viene  definita  dall'Ufficio  centrale  regionale
  mediante   sorteggio,  alla  presenza  dei  delegati  dei  predetti
  candidati.  Parimenti, la successione in cui  nelle  corrispondenti
  prima  ovvero  terza parte della scheda elettorale sono  riportati,
  verticalmente uno di seguito all'altro, i contrassegni delle  liste
  provinciali  collegate ai predetti candidati  viene  definita,  per
  ciascun  collegio, dal competente Ufficio centrale circoscrizionale
  mediante sorteggio, alla presenza dei delegati delle liste.';

   i) all'articolo 3 ter sono apportate le seguenti modifiche:

   1) nella rubrica le parole  e regionali' sono soppresse;

   2) il comma 2 è abrogato;

   l) all'articolo 13 bis le parole  e regionali', ovunque ricorrano,
  sono soppresse;

   m) all'articolo 14 sono apportate le seguenti modifiche:

   1) la lettera a) del comma 1 è soppressa;

   2)  il comma 4 è abrogato;

   n) l'articolo 14 bis è sostituito dal seguente:

    Art.  14  bis  - Presentazione delle candidature alla  carica  di
  Presidente  della  Regione.  - 1. Le  candidature  alla  carica  di
  Presidente  della Regione devono essere presentate alla cancelleria
  della  Corte  di  appello di Palermo, presso cui ha sede  l'Ufficio
  centrale  regionale,  a  partire dalle ore  9,00  del  trentunesimo
  giorno  e  non  più  tardi delle ore 16,00  del  trentesimo  giorno
  antecedente  quello  della  votazione.  Al  fine  di  agevolare  la
  sottoscrizione  delle candidature, nei venti giorni  precedenti  il
  suddetto  termine di presentazione si applicano le disposizioni  di
  cui all'articolo 13 bis.
   2.  La presentazione della candidatura ed il deposito dei relativi
  documenti  devono essere effettuati da persona munita  di  mandato,
  conferito  da  chi  ricopre,  in ambito  regionale,  la  carica  di
  presidente  o  segretario o coordinatore del partito  ovvero  della
  formazione  politica  che  presenta  la  predetta  candidatura,  in
  collegamento  con  un  gruppo  di liste  espressione  del  medesimo
  partito  o formazione politica, presentate in almeno cinque collegi
  provinciali.  La  firma di chi conferisce il  mandato  deve  essere
  autenticata.

   3.  Nel  caso  in  cui  la  candidatura  sia  espressione  di  una
  coalizione   fra   diversi   gruppi  di   liste   provinciali,   la
  presentazione  della  candidatura  ed  il  deposito  dei   relativi
  documenti devono essere effettuati da un rappresentante, munito  di
  mandato  conferito  secondo le modalità di  cui  al  comma  2,  per
  ciascuno dei gruppi di liste provinciali che dichiara di collegarsi
  con la predetta candidatura.

   4.  La  cancelleria della Corte di appello di Palermo, in funzione
  di  segreteria dell'Ufficio centrale regionale, accerta  l'identità
  personale dei presentatori e, se si tratta di persone sprovviste di
  mandato conferito secondo le modalità di cui ai commi 2 o 3, ne  fa
  esplicita menzione nel verbale di ricevuta degli atti.

   5.  La  presentazione di una candidatura alla carica di Presidente
  della  Regione deve essere corredata, pena la sua invalidità, delle
  sottoscrizioni  di  almeno 1.800 e di non  più  di  3.600  elettori
  iscritti  nelle liste elettorali di comuni compresi nel  territorio
  della  Regione  siciliana.  Nel caso in cui  la  conclusione  della
  legislatura  sia anticipata di oltre centoventi giorni rispetto  al
  termine  di  scadenza  naturale, il numero delle  sottoscrizioni  è
  ridotto alla metà.

   6.  Nessun  elettore può sottoscrivere per più di una  candidatura
  alla carica di Presidente della Regione.

   7.   Sono   valide  le  sottoscrizioni  di  elettori   che   hanno
  sottoscritto anche la presentazione di una lista di candidati in un
  collegio  provinciale,  a condizione che la predetta  lista  faccia
  parte  di  un  gruppo  di liste collegato con la  candidatura  alla
  carica di Presidente della Regione.

   8.  Le  sottoscrizioni degli elettori devono essere  contenute  in
  appositi  moduli, recanti in ciascun foglio il cognome e  nome,  il
  luogo  e la data di nascita del candidato alla carica di Presidente
  della Regione.

   9. Nei moduli di cui al comma 8 devono essere riportati il cognome
  e  nome,  il  luogo  e  la data di nascita di ogni  sottoscrittore,
  nonché  il  comune  nelle cui liste elettorali dichiara  di  essere
  iscritto. Le firme dei sottoscrittori devono essere autenticate  da
  uno  dei soggetti di cui all'articolo 14 della legge 21 marzo 1990,
  n.  53, come sostituito dall'articolo 1 della legge 28 aprile 1998,
  n. 130 e successive modifiche ed integrazioni.

   10. I moduli attestanti le sottoscrizioni delle candidature devono
  essere corredati dei certificati, anche collettivi, dei sindaci che
  attestino  l'iscrizione dei sottoscrittori nelle  liste  elettorali
  del proprio comune.

   11.  Quando più gruppi di liste provinciali presentano una  comune
  candidatura  alla  carica  di Presidente della  Regione,  per  ogni
  gruppo  di  liste  collegato  deve risultare  la  dichiarazione  di
  collegamento con la predetta candidatura, resa in forma scritta  da
  persona  che  ha  titolo  per  rappresentare  il  gruppo,  con   la
  sottoscrizione  debitamente autenticata da  uno  dei  soggetti  tra
  quelli  indicati  al  comma  9. Ciascuna  dichiarazione  deve  fare
  espresso  riferimento a tutti gli altri gruppi di liste provinciali
  che  si  collegano  con  la  medesima candidatura  alla  carica  di
  Presidente della Regione. Le dichiarazioni si considerano  efficaci
  soltanto  se  concordanti  fra loro. I  rappresentanti  di  diversi
  gruppi  di liste provinciali possono produrre un unico atto da  cui
  risultino le reciproche dichiarazioni di collegamento; in tal  caso
  l'atto  va firmato per accettazione da tanti rappresentanti  quanti
  sono i gruppi di liste che dichiarano di collegarsi e le firme  dei
  sottoscrittori  devono essere autenticate da uno dei  soggetti  tra
  quelli indicati al comma 9.

   12.  Quando la candidatura alla carica di Presidente della Regione
  è  presentata da un solo gruppo di liste, va comunque  prodotta  la
  dichiarazione di collegamento, resa in forma scritta,  nella  quale
  deve  essere  specificato in quali collegi  provinciali  il  gruppo
  presenta proprie liste.

   13. Al momento della presentazione della candidatura devono essere
  depositati i seguenti documenti:

   a)  dichiarazione di accettazione della candidatura alla carica di
  Presidente  della Regione, in collegamento con un gruppo  di  liste
  provinciali, o con una pluralità di gruppi di liste provinciali fra
  loro  coalizzati,  precisamente individuati.  La  dichiarazione  di
  accettazione   della   candidatura   deve   contenere   l'esplicita
  dichiarazione  del  candidato  di  non  essere  in   alcuna   delle
  condizioni  ostative  alla  candidabilità  previste  al   comma   1
  dell'articolo 7 del decreto legislativo 31 dicembre 2012,  n.  235.
  La  firma del candidato deve essere autenticata da uno dei soggetti
  tra quelli indicati al comma 9;

   b)  certificato attestante l'iscrizione del candidato alla  carica
  di  Presidente della Regione nelle liste elettorali di un qualsiasi
  comune della Regione siciliana;

   c)  l'indicazione  di due delegati effettivi e  di  due  supplenti
  incaricati  di  presenziare  al sorteggio  mediante  cui  l'Ufficio
  centrale regionale definisce l'ordine di collocazione, nelle schede
  di  votazione,  dei  più  ampi rettangoli  contenenti  ciascuno  il
  cognome  e  nome  del  candidato alla carica  di  Presidente  della
  Regione.  I predetti delegati sono altresì incaricati di assistere,
  in  rappresentanza  del candidato alla carica di  Presidente  della
  Regione  ed  a  tutela  dei suoi legittimi interessi,  a  tutte  le
  operazioni dell'Ufficio centrale regionale alle quali sono  ammessi
  i delegati.

   14.  La cancelleria della Corte di appello di Palermo, in funzione
  di  segreteria  dell'Ufficio  centrale regionale,  deve  rilasciare
  immediatamente  ai  presentatori ricevuta  delle  candidature  alla
  carica di Presidente della Regione presentate. Nella ricevuta  sono
  indicati  la  data  e  l'orario della presentazione  ed  il  numero
  d'ordine progressivo attribuito dalla cancelleria stessa a ciascuna
  candidatura.';

   o)  al  comma  3  dell'articolo  15  sono  apportate  le  seguenti
  modifiche:

   1) la lettera b) è sostituita dalla seguente:

    b)  dichiarazione di collegamento con una candidatura alla carica
  di Presidente della Regione, corredata di copia della dichiarazione
  di  collegamento con la predetta candidatura presentata all'Ufficio
  centrale  regionale dal rappresentante del proprio gruppo di  liste
  provinciali, ai sensi dell'articolo 14 bis;';

   2)  alla  lettera c) le parole  al comma 1 dell'articolo 15  della
  legge 19 marzo 1990, n. 55 e successive modifiche ed integrazioni.'
  sono  sostituite  dalle  parole  al comma  1  dell'articolo  7  del
  decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235.';
   p) all'articolo 16 bis sono apportate le seguenti modifiche:

   1) il comma 3 è sostituito dal seguente:

    3.  Le  operazioni di cui al comma 2 sono comunicate ai  delegati
  dei  candidati alla carica di Presidente della Regione di cui  alla
  lettera  c)  del  comma  13  dell'articolo  14  bis,  appositamente
  convocati.';

   2)  alla  lettera  f)  del  comma  5  le  parole   con  una  lista
  regionale,' sono sostituite dalle parole  con una candidatura  alla
  carica di Presidente della Regione,';

   3) alla lettera b) del comma 7 le parole  al comma 1 dell'articolo
  15  della  legge  19  marzo 1990, n. 55 e successive  modifiche  ed
  integrazioni;'   sono  sostituite  dalle   parole    al   comma   1
  dell'articolo 7 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235;'.

   q) l'articolo 17 ter è sostituito dal seguente:

    Art.  17 ter - Esame ed ammissione delle candidature alla  carica
  di  Presidente  della  Regione. - 1. L'Ufficio centrale  regionale,
  definito  l'esame preliminare delle liste provinciali ai sensi  del
  comma  2  dell'articolo 16 bis, procede all'esame delle candidature
  alla carica di Presidente della Regione.

   2.  Entro le quarantotto ore successive alla scadenza del  termine
  stabilito   per  la  presentazione  delle  candidature,   l'Ufficio
  centrale regionale verifica:

   a)  se  le candidature siano state presentate entro il termine  di
  cui al comma 1 dell'articolo 14 bis;

   b)  se le candidature siano state presentate da persone fornite di
  regolare mandato, ai sensi dei commi 2 o 3 dell'articolo 14 bis;

   c)  se  le  candidature  siano state sottoscritte  dal  numero  di
  elettori  stabilito  al  comma  5  dell'articolo  14  bis,  se   le
  autenticazioni  delle firme dei sottoscrittori siano  regolari,  se
  risultino  allegati  i  certificati  attestanti  l'iscrizione   dei
  sottoscrittori  nelle  liste  elettorali  di  comuni  compresi  nel
  territorio della Regione siciliana;

   d)  se  sia  stata presentata la dichiarazione di collegamento  di
  ogni candidatura alla carica di Presidente della Regione con almeno
  un  gruppo  di liste provinciali presentate in non meno  di  cinque
  collegi provinciali, ovvero con più gruppi di liste provinciali fra
  loro coalizzati, conformemente alle modalità stabilite ai commi  11
  o 12 dell'articolo 14 bis;

   3.  L'Ufficio centrale regionale ricusa le candidature alla carica
  di Presidente della Regione per le quali non si realizzino tutte le
  condizioni indicate al comma 2.

   4. L'Ufficio centrale regionale, entro il medesimo termine fissato
  al comma 2, procede ai seguenti ulteriori adempimenti:

   a)  verifica che risulti regolarmente presentata, in modo conforme
  a  quanto  stabilito alla lettera a) del comma 13 dell'articolo  14
  bis, la dichiarazione di accettazione della candidatura alla carica
  di   Presidente   della   Regione;  la  mancanza   della   predetta
  dichiarazione  di  accettazione  è motivo  di  invalidazione  dalla
  candidatura;
   b)  verifica  che  sia stato presentato il certificato  attestante
  l'iscrizione del candidato alla carica di Presidente della  Regione
  nelle liste elettorali di un qualsiasi comune della Regione;

   c)  ricusa le candidature alla carica di Presidente della  Regione
  dei soggetti a carico dei quali risulti d'ufficio la sussistenza di
  alcuna  delle  condizioni ostative alla candidabilità  previste  al
  comma  1 dell'articolo 7 del decreto legislativo 31 dicembre  2012,
  n. 235.

   5.  In  tutti  i  casi in cui l'Ufficio centrale regionale  rilevi
  irregolarità  che  si  palesano tali da  poter  essere  rapidamente
  sanate  tramite  una  opportuna  correzione  o  integrazione  della
  documentazione  prodotta,  invita i  delegati  dei  candidati  alla
  carica  di Presidente della Regione interessati a regolarizzare  la
  documentazione  presentata, entro il termine  tassativo  delle  ore
  9,00 del giorno successivo.

   6.  L'Ufficio  centrale regionale torna a riunirsi  alla  scadenza
  dell'ulteriore  termine breve fissato ai sensi  del  comma  5,  per
  ammettere nuovi documenti e per udire eventualmente i delegati  dei
  candidati e deliberare seduta stante.

   7. Le decisioni dell'Ufficio centrale regionale di cui al presente
  articolo  sono  comunicate, entro le ore 12,00  del  ventisettesimo
  giorno antecedente quello della votazione, ai candidati alla carica
  di Presidente della Regione ed ai relativi delegati.

   8.  Contro le decisioni di ricusazione di candidature alla  carica
  di   Presidente  della  Regione,  adottate  dall'Ufficio   centrale
  regionale ai sensi del presente articolo, sono ammessi ricorsi allo
  stesso  Ufficio  centrale regionale, entro ventiquattro  ore  dalla
  comunicazione, mediante deposito presso la cancelleria della  Corte
  di  appello  di  Palermo,  in funzione di  segreteria  dell'Ufficio
  medesimo. Si applicano le disposizioni di cui ai commi  5,  6  e  7
  dell'articolo 17 bis.

   9.  L'Ufficio centrale regionale, una volta deciso sugli eventuali
  ricorsi,  comunica  a ciascun ufficio centrale circoscrizionale  ed
  all'Assessorato regionale delle autonomie locali e  della  funzione
  pubblica  le  candidature alla carica di Presidente  della  Regione
  validamente  presentate. Specifica, altresì,  le  dichiarazioni  di
  collegamento  di  ciascun candidato con uno o più gruppi  di  liste
  provinciali,  nonché l'ordine di collocazione  dei  candidati  alla
  carica  di  Presidente  della Regione nelle  schede  di  votazione,
  risultante da sorteggio tenutosi alla presenza dei delegati di  cui
  alla  lettera  c) del comma 13 dell'articolo 14 bis,  appositamente
  convocati.';

   r) l'articolo 18 è sostituito dal seguente:

    Art.   18   -   Ulteriori  adempimenti  degli   uffici   centrali
  circoscrizionali  e  dell'Assessorato  regionale  delle   autonomie
  locali  e della funzione pubblica. - 1. Nel giorno successivo  alla
  ricezione   delle   decisioni  definitive   dell'Ufficio   centrale
  regionale,  comunicate ai sensi del comma 9 dell'articolo  17  ter,
  ciascun   ufficio  centrale  circoscrizionale  compie  le  seguenti
  operazioni:

   a)  comunica  ai delegati delle liste le definitive determinazioni
  adottate;

   b) stabilisce, mediante sorteggio alla presenza dei delegati delle
  liste  provinciali appositamente convocati, la successione  in  cui
  nelle parti prima oppure terza della scheda elettorale del collegio
  sono   riportati,  verticalmente  uno  di  seguito   all'altro,   i
  rettangoli   contenenti  i  contrassegni  delle  liste  provinciali
  validamente presentate nel collegio medesimo, in corrispondenza  ai
  più  ampi  rettangoli, inseriti nelle parti seconda  oppure  quarta
  della scheda, in cui sono riportati il cognome e nome dei collegati
  candidati alla carica di Presidente della Regione;

   c)  trasmette immediatamente all'autorità designata dal Presidente
  della  Regione le liste validamente presentate nel collegio, con  i
  relativi   contrassegni,  secondo  la  successione  risultata   dal
  sorteggio.  Sono, altresì, indicati i collegamenti fra le  predette
  liste  provinciali ed i candidati alla carica di  Presidente  della
  Regione  nonché la successione con cui questi ultimi devono  essere
  collocati  nella  scheda  di votazione, secondo  quanto  comunicato
  dall'Ufficio  centrale regionale. Tale trasmissione serve  ai  fini
  della stampa delle schede elettorali del collegio;

   d)  provvede,  per  mezzo dell'autorità designata  dal  Presidente
  della  Regione nel Comune capoluogo di circoscrizione, alla  stampa
  di  un  unico manifesto, o, secondo le esigenze di spazio,  di  più
  manifesti,  con  le  liste presentate nel collegio  ed  i  relativi
  contrassegni,  e  l'indicazione dei  candidati  di  ciascuna  lista
  secondo  l'ordine in cui vi sono iscritti, riportando  per  ciascun
  candidato  i  suoi dati anagrafici (data e luogo  di  nascita).  La
  successione  delle  liste  nei manifesti è  quella  risultante  dal
  sorteggio  di  cui alla lettera b). Nell'impostazione  grafica  dei
  manifesti  devono  essere evidenti i collegamenti  fra  le  singole
  liste  presentate nel collegio ed i collegati candidati alla carica
  di  Presidente della Regione. Copie dei manifesti sono  inviate  ai
  sindaci dei comuni compresi nel territorio del collegio, i quali ne
  curano l'affissione nell'albo pretorio ed in altri luoghi pubblici,
  entro  il  quindicesimo giorno antecedente quello della  votazione.
  Due  copie di ogni manifesto devono essere consegnate ai presidenti
  dei  singoli  uffici elettorali di sezione, delle  quali  una  deve
  restare  a disposizione dell'ufficio e l'altra deve essere  affissa
  nella sede della votazione;

   e)  provvede, per mezzo dell'Assessorato regionale delle autonomie
  locali  e  della  funzione  pubblica, a pubblicare  nella  Gazzetta
  Ufficiale  della Regione siciliana le liste validamente  presentate
  nel  collegio,  con  i relativi contrassegni, e  l'indicazione  dei
  candidati  di  ciascuna  lista secondo  l'ordine  in  cui  vi  sono
  iscritti,  riportando per ciascun candidato i suoi dati  anagrafici
  (data  e  luogo  di  nascita).  Nella pubblicazione  devono  essere
  evidenti  i  collegamenti  fra  le  singole  liste  presentate  nel
  collegio  ed i collegati candidati alla carica di Presidente  della
  Regione.

   2.  A partire dal giorno successivo alla ricezione delle decisioni
  definitive dell'Ufficio centrale regionale, comunicate ai sensi del
  comma  9  dell'articolo  17  ter,  l'Assessore  regionale  per   le
  autonomie locali e la funzione pubblica provvede:

   a)  per  il  tramite dell'autorità designata dal Presidente  della
  Regione,  alla  stampa di un unico manifesto, con i candidati  alla
  carica di Presidente della Regione con l'indicazione del cognome  e
  nome  ed  i  dati anagrafici (data e luogo di nascita). Accanto  al
  cognome  e  nome  di ogni candidato deve essere riportata  in  modo
  evidente  la  dicitura "candidato alla carica di  Presidente  della
  Regione".  La  successione dei candidati alla carica di  Presidente
  della  Regione nel manifesto è quella risultante dal  sorteggio  di
  cui  al  comma  9  dell'articolo 17 ter. Copie del  manifesto  sono
  inviate ai sindaci di tutti i comuni compresi nel territorio  della
  Regione   siciliana,  i  quali  ne  curano  l'affissione  nell'albo
  pretorio ed in altri luoghi pubblici, entro il quindicesimo  giorno
  antecedente quello della votazione. Due copie del manifesto  devono
  essere  consegnate ai presidenti dei singoli uffici  elettorali  di
  sezione, delle quali una deve restare a disposizione dell'ufficio e
  l'altra deve essere affissa nella sede della votazione;
   b)  alla  pubblicazione  nella Gazzetta  Ufficiale  della  Regione
  siciliana  di tutte le candidature alla carica di Presidente  della
  Regione  validamente  presentate, secondo l'ordine  risultante  dal
  sorteggio di cui al comma 9 dell'articolo 17 ter. Vanno riportati i
  dati  anagrafici  (data e luogo di nascita) di  ciascun  candidato.
  Accanto  al cognome e nome di ogni candidato deve essere  riportata
  in  modo  evidente la dicitura "candidato alla carica di Presidente
  della Regione". Nella pubblicazione devono risultare i collegamenti
  fra i candidati alla carica di Presidente della Regione ed i gruppi
  di liste provinciali ad essi collegati.

   3.  L'Assessore regionale per le autonomie locali  e  la  funzione
  pubblica  provvede alla pubblicazione di cui alla  lettera  e)  del
  comma  1  ed  a quella di cui alla lettera b) del comma 2  mediante
  un'unica  edizione  straordinaria della  Gazzetta  Ufficiale  della
  Regione  siciliana,  entro il termine di  giorni  cinque.  Dispone,
  quindi,  l'invio  di  un  congruo numero  della  predetta  edizione
  straordinaria ai presidenti dell'Ufficio centrale regionale e degli
  uffici  centrali  circoscrizionali, nonché alle autorità  designate
  dal Presidente della Regione in ciascuna provincia affinché, a loro
  volta,  provvedano  ad  inviarle a  tutti  i  comuni  compresi  nel
  territorio della Regione siciliana.';

   s) l'articolo 59 bis è abrogato;

   t) all'articolo 60 sono apportate le seguenti modifiche:

   1) al comma 1 dopo le parole  deputato eletto in un collegio' sono
  inserite   le   parole   ai  sensi  dell'articolo  2   bis   ovvero
  dell'articolo 2 ter';

   2) il comma 4 è sostituito dal seguente:

    4.  Qualora  per dimissioni o per qualsiasi altra  causa  rimanga
  vacante o temporaneamente vacante il seggio attribuito ai sensi del
  comma  7  dell'articolo 1 bis, lo stesso è assegnato al  gruppo  di
  liste,  tra  quelli non collegati con il candidato alla  carica  di
  Presidente    della   Regione   proclamato   eletto    e    ammessi
  all'assegnazione  di  seggi  ai sensi  del  comma  5  del  predetto
  articolo  1  bis,  con la maggiore cifra elettorale  regionale.  Il
  seggio  è, quindi, attribuito, nell'ambito delle liste appartenenti
  al  gruppo  così individuato, al candidato, tra quelli non  eletti,
  che  abbia  ottenuto  il più alto numero di preferenze  individuali
  secondo l'ordine di precedenza di cui al comma 12 bis dell'articolo
  2  ter.  In  caso  di parità di preferenze di più  candidati  della
  medesima  lista  in un collegio, prevale l'ordine di  presentazione
  nella  lista.  In caso di parità di preferenze di più candidati  di
  liste in diversi collegi, il seggio è attribuito nel collegio  dove
  la  lista  del gruppo individuato ha una maggiore cifra elettorale.
  In   caso   di  ulteriore  parità,  il  seggio  è  attribuito   per
  sorteggio.';

   3) il comma 5 è abrogato;

   4)  al comma 6 le parole  ai sensi dell'articolo 15, comma 4  bis,
  della   legge   19   marzo  1990,  n.  55,  nel  testo   introdotto
  dall'articolo  1  della legge 18 gennaio 1992, n. 16  e  successive
  modifiche ed integrazioni.' sono sostituite dalle parole  ai  sensi
  dei commi 1 e 2 dell'articolo 8 del decreto legislativo 31 dicembre
  2012, n. 235.'».


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento è
  sulla  stessa  scia  di quello dell'onorevole  Falcone,  perché  mi
  sembra che dobbiamo dimostrare necessariamente che quest'Aula  deve
  lavorare,  come se in questi mesi fossimo venuti qui a  giocare,  a
  perdere  tempo, a non fare nulla, perché questo è quello che  viene
  fuori anche dagli organi di stampa.
   Faccio  parte della Commissione Sanità e vorrei precisare  che  ci
  sono  disegni di legge che credo possano avere la priorità rispetto
  al  disegno di legge sulla riforma elettorale. Uno riguarda i punti
  nascita,  l'altro  riguarda  i  servizi  socio-sanitari.  Sono  due
  disegni  di legge che darebbero anche respiro, che metterebbero  in
  campo anche forze di lavoro ed economia.
   Ebbene,  questi disegni di legge, ancora, non sono  stati  esitati
  dalla  Commissione Sanità perché mancano le relazioni da parte  del
  Governo. Vorrei, quindi, ribadire che non è l'Aula a perdere tempo.
  Tra  tutte le altre cose, vi sono anche delle esigenze che meritano
  di  essere  attenzionate e, secondo me, alcuni  atti  ispettivi  ai
  quali il Governo non ha adeguatamente risposto.
   Prima di passare, quindi, prima di verificare o prima di esaminare
  il  disegno di legge sulla riforma elettorale, forse, sarebbe  bene
  rivedersi,  fare  il  punto della situazione, sospendere  l'Aula  e
  calendarizzare,  invece,  altri disegni  di  legge  di  cui  si  ha
  priorità.

   PRESIDENTE.  Ricordo  e  condivido  l'analisi  fatta  da   lei   e
  dall'onorevole  Falcone  sulle  altre  emergenze,   però,   ricordo
  all'onorevole  Grasso che c'è stata una Conferenza  dei  Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari in cui è stato stabilito insieme  l'ordine
  dei  lavori. Per quanto riguarda gli altri disegni di legge cui lei
  fa riferimento, ancora, non sono stati esitati dalla Commissione.
   L'invito  che  lei ha fatto al Governo è un invito  che  condivido
  pienamente  perché  è  chiaro, come si era detto  all'inizio  della
  legislatura, che, senza relazioni, i disegni di legge  non  possono
  essere portati in Aula.
   All'invito  che lei ha fatto, si associa anche questa  Presidenza.
  Al  momento,  come  concordato alla Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari,  procediamo così come  era  stato  stabilito.
  Ritengo, quindi, doveroso proseguire con i lavori.

   CASCIO Francesco. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  Francesco.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ero
  distratto  e,  poco  fa, ho trovato recapitato  nel  mio  banco  un
  volantino.  Ho  chiesto  al  collega,  onorevole  Ruggirello,   chi
  l'avesse  portato,  mi è stato risposto che era  stato  distribuito
  dagli assistenti parlamentari.
   Siccome  si tratta di una petizione, di un appello, non è un  atto
  parlamentare, non è un emendamento, non è una mozione, è un appello
  firmato CGIL, CISL, UIL, Confimpresa, Arcidonne e quant'altro e non
  mi  risulta che, in sessantotto anni di autonomia, ci sia mai stata
  l'abitudine  di portare delle petizioni direttamente  in  Aula,  si
  possono  utilizzare  la  casella postale, la  casella  elettronica,
  volevo  capire  chi  ha  autorizzato che si  portasse  in  Aula  un
  appello.
   Per carità, associazioni sindacali riconosciute e qualificate; non
  mi  risulta ci sia l'abitudine di distribuire in Aula documenti  di
  questo tipo.

   PRESIDENTE. Prendo atto di quello che lei dice. Onorevole  Cascio,
  questo  documento non è all'ordine del giorno; non verrà  discusso.
  Era  soltanto  un atto di cortesia che ho voluto fare all'onorevole
  Maggio,  che si poneva il problema di come raggiungere  i  colleghi
  onorevoli  per  comunicare quanto scritto  su  questo  foglio.  Era
  soltanto un atto di cortesia.

   CASCIO  Francesco. Signor Presidente, in quest'Aula, non  esistono
  atti  di cortesia; esistono i regolamenti e le forme. Ogni deputato
  è dotato di una casella di posta elettronica, oltre che della posta
  ordinaria. Si utilizza questo normalmente. Se si prende l'abitudine
  che ogni deputato, per distribuire un promemoria - non contesto  il
  merito  del  documento perché sottoscrivo in pieno quello  che  c'è
  scritto

   PRESIDENTE. Onorevole Cascio, faccio ammenda di quello che lei  ha
  detto,  però, mi è stato detto che ha avuto problemi con la casella
  postale;  non trovandoci niente di particolarmente eclatante  -  ma
  prendo  atto  di  quello  che lei ha detto  -   ho  autorizzato  la
  distribuzione  di  questo  documento  che,  come  vede,  non   sarà
  trattato.  E' soltanto una comunicazione più immediata ai colleghi;
  tutto qui.

   Seguito della discussione del disegno di legge « Modifiche della
    legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 in materia di elezione dei
  deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del Presidente della
           Regione» (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A)

   PRESIDENTE.  Si  riprende  con il seguito  della  discussione  del
  disegno di legge «Modifiche della legge regionale 20 marzo 1951, n.
  29  in  materia  di elezione dei deputati dell'Assemblea  regionale
  siciliana e del Presidente della Regione» (nn. 428-186-194-210-234-
  411-421-436/A).
   Si riprende dall'articolo 1, in precedenza comunicato.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei comprendere
  se l'articolo 1 del disegno di legge che ci apprestiamo a votare  è
  composto  da  queste  cinque pagine. Se così è,  siccome   tutti  i
  colleghi  con  i  quali ho avuto modo di parlare mi  rassegnano  la
  difficoltà  della comprensione perché è, obiettivamente,  complesso
  comprendere  cosa  stiamo votando - al di là  delle  argomentazioni
  che  sposo  per  intero  dei colleghi che mi  hanno  preceduto,  il
  collega  Falcone  e  la collega Grasso - signor  Presidente,  o  il
  Governo  ci  spiega, punto per punto, che cosa  si  modifica  nella
  legge oppure le chiedo, formalmente, di sospendere la seduta perché
  i colleghi abbiano contezza di cosa stanno votando.
   Non  vorremmo scoprire, infatti, come è accaduto tante volte, che,
  nei  meandri   di  un  disegno di legge che  riguarda  una  materia
  dovesse  annidarsi - come qualcuno mi dice - qualche comma che  non
  riguarda la materia elettorale.
   Siccome non vorrei che si scoprisse dopo, cortesemente, le  chiedo
  di  sospendere per mezz'ora, non per due giorni, la seduta; di fare
  un  minimo  di  punto  con il Governo e con il Presidente  della  I
  Commissione;  di  darci  l'opportunità  di  comprendere   come   un
   articolo  1   si  componga di sei pagine scritte in  maniera  così
  fitta, cosa si aggiunge e cosa si toglie.
   Non  mi  dovete spiegare che è un lavoro che è già stato fatto  in
  Commissione; lo so bene. Noi, per esempio, non facciamo parte della
  I  Commissione  e,  magari,   abbiamo -  insieme  ad  altri  Gruppi
  parlamentari - qualche difficoltà in più rispetto agli altri.
   Rispetto a questo, signor Presidente,  la gatta frettolosa rischia
  di  fare  il  gattino  cieco oppure di farlo abortire .  Credo  che
  mezz'ora  di riflessione possa essere utile, se vogliamo  approvare
  questa  legge,  salvo se dovessimo scoprire che è il Presidente  di
  turno  che  non  vuole che si approvi questa legge e,  quindi,  sta
  facendo di tutto per fare in modo che i deputati  ne prendano atto.
  Credo che non sia così.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, tutti  i  Gruppi
  parlamentari avevano sancito un patto che, da quel che mi si  dice,
  è stato rispettato, cioè che la modifica della legge elettorale per
  la  modifica  del  prossimo  Parlamento siciliano  riguardasse,  in
  questa fase, solo una modifica relativa alla questione del listino.
  In questo senso, sono stato rassicurato dai commissari.
   L'intervento  dell'onorevole Cordaro,  che  mi  ha  preceduto,  mi
  preoccupa.  Resta sospesa da questo disegno di legge  la  questione
  dell'assegnazione  dei  seggi  alle varie  province  e  quant'altro
  potrebbe essere soggetto ad una valutazione di natura politica.
   Devo,  peraltro,  affermare che, nel corso  della  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari, il PD  aveva  annunciato  la
  presentazione  di  un emendamento per mettere  in  sintonia  questa
  legge per l'elezione del Parlamento regionale con l'elezione per  i
  consigli comunali.
   Per   quanto   ci   riguarda,  avevamo  espresso   una   posizione
  assolutamente favorevole, quanto meno sull'allineamento  di  quelli
  che  sono  i  sistemi elettorali; vorremmo, però, capire  bene  dal
  Governo  qual è il punto di situazione in questo disegno di  legge,
  oggi  all'esame dell'Assemblea; se ci sono cose che, a prima vista,
  dai  parlamentari  che  oggi  sono presenti  non  dovessero  essere
  considerate  come una variante, vorrei che questo  fosse  segnalato
  perché tutti quanti potessimo attenzionare bene la questione.
   Si tratta, signor Presidente, di sistemi elettorali che sanciscono
  maggioranze e minoranze di questo Parlamento.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  spesso,  negli
  ultimi tempi, questo Parlamento - e non solo questo Parlamento -  è
  stato chiamato, oserei dire, forzato ad intervenire velocemente, di
  corsa,  a  rotta di collo, per assumere e deliberare,  quindi,  dei
  provvedimenti  ritenuti da questa o da quella  parte  politica,  da
  questo  o  da quell'altro soggetto politico, di primaria, assoluta,
  fondamentale importanza, necessità e urgenza.
   A  proposito  di  questo disegno di legge, voglio  ricordare  alla
  Presidenza,  ma anche a tutti i colleghi, che si era  addivenuti  a
  calendarizzare  questa proposta di legge e a  dare  una  specie  di
  corsia  preferenziale a questa proposta di legge,  in  virtù  della
  constatazione  che  si  è  fatta, anche in Commissione  di  merito,
  secondo  cui  si  interveniva in questa fase solo ed esclusivamente
  per  quanto  attiene ad una modifica minima della legge stessa  per
  adeguarla alla intervenuta modifica delle norme costituzionali.
   Dalle  discussioni fatte nella Commissione di merito,  infatti,  è
  emerso  che  c'era  -  e  c'è tutt'ora  -  tutto  un  ventaglio  di
  argomenti,  vedi  per esempio i rapporti tra  il  Parlamento  e  il
  Governo regionale in seguito all'introduzione dell'elezione diretta
  e  vedi  una  serie  di norme che debbono regolare  l'attività  del
  Parlamento   stesso   che  meritano  un  approfondimento   ed   una
  rivisitazione delle norme esistenti.
   A  fronte  di queste discussioni, si era addivenuti alla necessità
  di  procedere, in questa fase, solo ed esclusivamente per  adeguare
  le  norme che regolano l'elezione dei parlamentari alla diminuzione
  del  numero  dei  parlamentari stessi  e,  quindi,  di  intervenire
  sull'abolizione del listino - inteso come premio di maggioranza - e
  trasferire sui  collegi il premio di maggioranza.
   Tutto  questo, oggi, non corrisponde esattamente a ciò  che  si  è
  discusso  in  Commissione  e  a  ciò  che  è  stato  oggetto  delle
  deliberazioni   della   Conferenza  dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari  che  stabilivano,  appunto,  di  dare  questa  corsia
  preferenziale, sulla base di questi discernimenti.
   Come  evidenziato  anche  da  altri  colleghi,  infatti,  c'è   un
  dettaglio, un'esposizione dell'articolo 1 che è talmente  complessa
  che  non da un'idea esatta a tutti i parlamentari, secondo  cui  si
  interviene solo ed esclusivamente su quanto si era deliberato.
   Inoltre, la legge era uscita dalla Commissione proprio con  questo
  intento  e  con  la  condivisione, da parte di tutti,  che  non  si
  sarebbero  presentati ulteriori emendamenti, in quanto  si  sarebbe
  demandato  ad  una  fase successiva l'intervento su  altri  aspetti
  della  legge  elettorale e della regolamentazione dei rapporti  tra
  Parlamento e Governo regionale.
   Alla  luce  di queste considerazioni, ritengo, signor  Presidente,
  che  sarebbe davvero utile  sospendere, per dare modo al Governo  e
  alle forze parlamentari assieme di stabilire esattamente quali sono
  i  termini e i confini della norma che si sta portando in Aula.  Se
  questi  termini  e  questi  confini corrispondono  a  quanto  si  è
  stabilito preliminarmente e in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari  e  nella  Commissione di merito  e,  solo  dopo  aver
  chiarito questa fase, riprendere la discussione della legge.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Formica.
   Alla  luce  di  quanto  emerge da questa discussione,  accolgo  la
  richiesta  formulata  inizialmente  dall'onorevole  Cordaro,   alla
  quale,  poi,  sono  seguite le altre richieste. Prima  di  passare,
  però,  alla  sospensione, vorrei dare la possibilità all'Assessore,
  se  ne  ha  volontà, di intervenire, visto che il Governo  è  stato
  chiamato in causa più volte.
   Ritengo  che  un  suo intervento, durante la pausa,  possa  meglio
  farci  riflettere  e  capire  il  contenuto  dell'articolo  1  che,
  comunque,  ricordo  agli  onorevoli  colleghi  che  era  già  stato
  pubblicato almeno otto giorni fa.
   Questa  legge  è stata pubblicata otto giorni fa; non  è  arrivata
  oggi,  per  cui  c'è  stato modo e tempo per poter  analizzare  gli
  articoli nel loro complesso.
   Visto  che  abbiamo la presenza in Aula dell'Assessore, chiedo  al
  Governo  di  darci qualche delucidazione, dopodiché,  passerò  alla
  sospensione  di  trenta minuti, così come richiesto  dalla  maggior
  parte degli onorevoli colleghi.

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  presidente, onorevoli deputati, il disegno di  legge  nasce
  dalla  sintesi  di una serie di proposte che erano  pervenute  alla
  Commissione  Affari Istituzionali .
   Il  Governo,  quindi,  ha preso atto ed ha  sicuramente  condiviso
  quello  che  è  il lavoro svolto dalla Commissione  che  ha  voluto
  sintetizzare, nel testo oggi presentato, quelle che erano state  le
  proposte presentate.
   La  posizione  del  Governo  è una posizione  in  cui  si  rimette
  all'Aula la decisione su questo disegno di legge, ferma restando la
  condivisione che ha avuto nei lavori svolti in Commissione.
   Le  cose fondamentali erano: l'introduzione della doppia scheda  e
  l'abolizione del listino, ma questi sono argomenti che erano  stati
  discussi ampiamente in Commissione e che, quindi, questo testo,  in
  buona misura, sintetizza.
   Fermo  restando che vi sono alcuni emendamenti aggiuntivi  che  il
  Governo ha avuto modo di visionare adesso, alcuni dei quali  e,  in
  particolar  modo,  quello  dell'integrazione,  relativamente   alla
  doppia  preferenza  di genere, assolutamente condivisa  perché  era
  stata  una  nostra iniziativa già nella legge che ha  portato  alle
  elezioni   amministrative,  nell'ultimo  turno   e   che,   quindi,
  fortemente, caldeggiamo.
   In  sintesi,  questo è un lavoro che viene fuori dal lavoro  della
  Commissione, ripeto e come sintesi di diverse proposte legislative,
  per cui il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Come preannunciato, sospendo l'Aula
  per trenta minuti.

     (la seduta, sospesa alle ore 17.17, è ripresa alle ore 17.46)

   La seduta è ripresa.
                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Leanza è in congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                 nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A

   PRESIDENTE.  Si  riprende  con il seguito  della  discussione  del
  disegno di legge nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  credo  che
  affrontare un testo così complesso senza una intesa complessiva che
  possa  coinvolgere l'Aula in un percorso di riforma elettorale  che
  veda  anche l'affermazione di diritti civili importanti,  quali  la
  doppia  preferenza di genere rispetto alla quale io sono  il  primo
  firmatario di un emendamento in questa direzione, sarebbe un errore
  che  questo  Parlamento, a distanza di pochissime settimane,  pochi
  mesi  dall'approvazione  di  una norma  analoga  per  le  autonomie
  locali, commetterebbe.
   E  allora,  siccome credo non ci sia alcuna fretta di  intervenire
  sulla  legge elettorale, in particolare sul testo base che  prevede
  soltanto,  così come è uscito dalla Commissione legislativa  affari
  istituzionali,  la  modifica di quello che è chiamato  il  listino,
  cioè  della legge elettorale vigente, io, signor Presidente, chiedo
  che   venga   rimesso  il  testo  intero  alla  prima   Commissione
  legislativa permanente per un approfondimento e soprattutto  perché
  in  Commissione,  con la condivisione di tutte le forze  politiche,
  perché   stiamo   parlando   di  regole   e   con   il   necessario
  approfondimento  perché  le  regole  non  possono  essere   né   di
  maggioranza  né  a forza di numeri, rimettiamo la  legge  di  nuovo
  all'esame  della  prima  Commissione  e  anche  al  Governo  che  è
  presente.
   Chiedo dunque che venga esitato dalla Commissione un testo con  il
  contributo di tutte le forze politiche e parlamentari, che  dia  il
  giusto assetto a quelle che sono le norme elettorali della regione,
  atteso  che  la  recente  legge costituzionale  di  modifica  dello
  Statuto,  peraltro, ha ridotto il numero dei parlamentari regionali
  per la prossima legislatura da novanta a settanta.
   Siccome  la fretta è sempre cattiva consigliera e non mi pare  che
  ci  sia  nessun tipo di esigenza, né politica né istituzionale  per
  eliminare  il  listino subito, in fretta, e in un pomeriggio  quasi
  nell'indifferenza  dell'Aula,  signor  Presidente,  formalizzo   la
  rimessione  del  disegno  di  legge  all'esame  dell'Aula  alla   I
  Commissione legislativa competente.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  per   chiarire,   l'onorevole
  Gucciardi  ha  chiesto di rinviare il disegno di legge,  così  come
  esitato, in Commissione.

   FORZESE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORZESE,   presidente   della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, l'ho detto poco fa in Conferenza dei Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari, anche se non si capisce  la  ragione  di
  questa  accelerazione del disegno di legge in esame, che toglie  il
  listino.
   Vorrei chiedere il perché in Conferenza dei Capigruppo si è deciso
  di  portare  avanti l'eliminazione del listino Perché due  sono  le
  cose  -  e  lo dicevo poco fa e lo ribadisco ancora una volta -:  o
  non  si  partecipa ai lavori laddove vi è l'esigenza  di  avere  un
  rappresentante di un gruppo, o non si capisce la ragione perché  si
  debba  rinviare  in Commissione dal momento che la  Commissione  di
  merito il lavoro già lo ha fatto
   Sono dell'idea che l'onorevole Gucciardi, al di là di rinviare  il
  disegno di legge in Commissione, e forse non lo si vuole dire -  si
  ha  l'esigenza  di  condividere un  percorso  che  è  quello  della
  preferenza  di genere. Bene, la discutiamo. Se la si vuole,  la  si
  voti.  Non capisco altrimenti quale sia la ragione per non  portare
  avanti  un  disegno  di legge se già la Commissione  di  merito  ha
  svolto  il  proprio  lavoro. Non condivido il fatto  che  si  debba
  rinviare l'Aula a domani.

   PRESIDENTE. Onorevole Forzese, una volta formalizzata  in  maniera
  molto   chiara   la  richiesta  dell'onorevole  Gucciardi,   questa
  Presidenza non può fare altro che attenersi al Regolamento  interno
  di quest'Assemblea.

   FORMICA. Allora, votiamo per alzata e seduta.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, il  Regolamento  interno  cosi
  recita  all'articolo  121  quater e  116:   Fermo  restando  quanto
  previsto dal penultimo comma dell'articolo 112 nel corso dell'esame
  di  un  disegno  di  legge,  la Commissione o  il  Governo  possono
  chiedere,  con  proposta  motivata,  il  rinvio  dello  stesso   in
  Commissione per un ulteriore approfondimento .
  Pongo in votazione, per alzata e seduta, ai sensi dell'articolo 121
  quater  del regolamento interno, la richiesta di rinvio del disegno
  di legge in Commissione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvata)

   Pongo in votazione l'articolo 1.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, credo che anche la modalità  con  la
  quale si sta iniziando questo dibattito non favorisca il clima che,
  in  genere, su materie elettorali, questo Parlamento, e tra l'altro
  stiamo  parlando  di  materia elettorale che regola  l'elezione  di
  questa Assemblea, dovrebbe lavorare fino alla nausea per la ricerca
  di una intesa tra tutte le forze parlamentari.
   Il  fatto  che  il  principale  gruppo  della  maggioranza  chieda
  l'approfondimento della valutazione del testo, forse anche  per  le
  ragioni  espresse  dall'onorevole Forzose, anche se  voglio  capire
  come  mai  qualche settimana fa il Presidente della  Regione  si  è
  battuto, mettendoci la sua faccia, sul tema della doppia preferenza
  di genere, e adesso i parlamentari che fanno riferimento ai gruppi,
  non  so come definirli, riferibili direttamente al Presidente della
  Regione,  su  questa  materia,  la vivano  con  un  certo  disagio.
  Attenzione,  io non ho ricette e non sono dell'avviso  che  non  si
  possa  cambiare opinione anche nell'arco di poco tempo, però  credo
  sia  una materia, per la delicatezza della questione che trattiamo,
  che  meriti  un approfondimento politico tra le forze parlamentari,
  tra i deputati, evitando questa ricerca spasmodica di  dividere per
  dividere   perché quando  si divide per dividere  non si  fanno  le
  leggi.
   Io  voglio  ricordare ai colleghi che forse non lo ricordano,  che
  questa  è  una  legge  che non sarà pubblicata  perché  per  essere
  pubblicata dovremmo attendere 90 giorni, perché su questa legge può
  essere  promosso  un  referendum e per  essere  pubblicata  bisogna
  attendere,  eventualmente,  il tempo  necessario  per  il  deposito
  delle  firme  e  quindi  il  tempo  necessario  perché  essa  abbia
  efficacia.
   Pensare  quindi  che un voto in Parlamento risolva  una  questione
  così  delicata,  che riguarda un tema del rapporto  con  l'opinione
  pubblica,  io  lo considero un grave errore di miopia  politica  di
  questo Parlamento.
   Ecco   perché  credo  che  la  saggezza  in  qualche  modo   debba
  contribuire a fare in modo che le forze parlamentari discutano fino
  a   quando  è  necessario  per  trovare  una  sintesi  condivisa  e
  soprattutto condivisa nel rapporto con l'opinione pubblica.
   Ribadisco  questo modo e questa modalità proprio  in  virtù  della
  straordinarietà  di  questo provvedimento legislativo  che  non  si
  esaurisce semplicemente con il voto del Parlamento.
   Io  non  so  se  la  proceduta è il rinvio in Commissione,  se  la
  tecnica  è quella di sospenderne la trattazione per qualche  giorno
  per avere non un astratto luogo di discussione o di approfondimento
  dei singoli parlamentari, ma perché ci possa essere una valutazione
  tra  le  forze politiche, tutte, tra di loro e dentro  di  loro  ed
  anche con riferimento al rapporto con il Governo.
   Ribadisco:    questa   legge   merita   quella   ponderazione    e
  quell'approfondimento  utile per far sì che  la  legge,  una  volta
  approvata,  possa  essere  accettata  dai  cittadini  che  dovranno
  utilizzare gli strumenti propri della legge con procedura aggravata
  come quella che stiamo trattando.
   Lo  suggerisco  anche  al  Presidente della  Commissione  che   la
  gattina  frettolosa  rischia di fare  i  gattini  ciechi ,   quindi
  suggerirei un necessario approfondimento affinché politicamente  si
  costruisca una sintesi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, ho ascoltato con attenzione  quanto
  detto  dall'onorevole  Cracolici e vorrei mettere  in  evidenza  il
  risultato  delle operazioni di votazione di poc'anzi; si  è  votato
  affinché   questo disegno di legge venga esaminato questa  sera  e,
  posto  questo, non dobbiamo cercare di cambiare le carte in  tavola
  perché avevamo deciso tutti quanti, gruppi parlamentari, Conferenza
  dei  Presidenti dei gruppi parlamentari, Ufficio di  Presidenza  di
  quest'Assemblea,  di  dividere  il  disegno  di  legge  di  riforma
  elettorale in due tronconi: il  primo finalizzato alla soppressione
  di  quella  ingiustizia contenuta nella legge elettorale  2004  che
  prevedeva  il  cosiddetto listino, cioè cittadini di serie  A,  che
  potevano essere eletti senza un esplicito concorso alla ricerca del
  consenso e, quindi, della campagna elettorale; su questo spesso  ci
  siamo  trovati  tutti  concordi affinché questo  disegno  di  legge
  venisse esaminato dalla Commissione e, successivamente, dall'Aula.
   Nel corso della Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari,
  voglio   che   il  Presidente  del  gruppo  parlamentare    Partito
  Democratico  mi ascolti, era stata posta una questione  politica  e
  devo dire  correttamente' il Presidente del gruppo parlamentare  ha
  detto  che  era nelle intenzioni di  presentare un emendamento  che
  mettesse in sintonia la legge elettorale per i comuni con la  legge
  elettorale per l'Assemblea regionale.
   Devo dire che la scorsa volta, quando si è esaminato il disegno di
  legge   per  l'elezione  dei  consigli  comunali,  non  mi  trovava
  d'accordo  sul metodo, non certamente sul merito, per due  ragioni,
  la  prima  perché il mutamento del sistema elettorale si verificava
  qualche  giorno prima della presentazione delle liste e  perché  il
  dibattito non si era svolto all'interno di questo Parlamento, ma si
  era  svolto  in  altre stanze, credo romane, dove il Governo  aveva
  raggiunto un'intesa con parte dell'opposizione come se altra  parte
  dell'opposizione  non fosse d'accordo, quindi voglio  essere  molto
  chiaro stasera.
   Vero  è  che  per  quanto mi riguarda ho votato a proposito  della
  discussione di stasera, ma è anche vero che per quanto mi  riguarda
  l'emendamento  dell'onorevole Gucciardi sarà votato da  parte  mia,
  probabilmente,  in  coerenza con quella che è la  legge  elettorale
  comunale,  questo  lo  dico perché voglio  sgombrare  il  campo  di
  equivoci,  ma  non  si può, onorevole Cracolici,  tornare  indietro
  rispetto  ad  un  voto  che  c'è stato  in  quest'Assemblea,  fermo
  restando l'iniziativa che dobbiamo assumere.
   CRACOLICI. Io  non ho chiesto un rinvio in Commissione

   DI MAURO. Allora ho capito male, ha lo stesso valore del rinvio in
  Commissione  e  credo  che  dobbiamo  continuare  il  percorso.  Se
  l'onorevole Gucciardi intende ritirare questo emendamento  lo  farà
  per  buonsenso  nell'intento di mettere tutto  quanto  in  cantiere
  quando  verrà  affrontata  la rimodulazione  di  questa  legge  che
  certamente  dovrà  essere  fatta  dall'Assemblea  quanto  meno  per
  l'assegnazione dei seggi nei vari collegi e quant'altro si  riterrà
  opportuno.
   Quindi  credo, signor Presidente, che i lavori debbano  continuare
  perché  il  Parlamento si possa pronunciare al di là di quelle  che
  sono le valutazioni dei singoli parlamentari.

   FORZESE, presidente della Commissione.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORZESE, presidente della Commissione. Se ho ben capito il collega
  Di Mauro è perché si continuino i lavori d'Aula per  poi tentare di
  manifestare  un apprezzamento nei confronti del collega  Cracolici,
  se  non  ricordo  male, ma stranamente la memoria  mi  inganna,  il
  disegno di legge n. 194, presentato da lei e dai suoi colleghi,  si
  parla di gennaio 2013,  pertanto ritengo che la Commissione non  ha
  frettolosamente  portato avanti in  modo inusuale,  ma  rispettando
  quello  che  è  stato  deciso nella Conferenza dei  Presidenti  dei
  gruppi parlamentari e proprio su richiesta più volte espressa dallo
  stesso  onorevole  Cracolici nel trattare questo  argomento,  vista
  l'importanza di ciò che riguardava la vicenda legata al listino.
   A  scanso  di  equivoci, non vorrei che, magari, qualcuno  potesse
  pensare  che   non vi è  l'interesse di eliminare o non  rispettare
  l'ultimo  voto  amministrativo, qui si  sta  parlando  soltanto  di
  continuare o rimandare a domani.
   Io  sono  certo  che  l'Assemblea possa,  sicuramente,  nonché  il
  Parlamento,  assumersi le proprie responsabilità per chi  condivide
  il cosiddetto voto per la preferenza di genere o tutt'altro.
   Non  mi sembra corretto perché è come se, di fatto, la Commissione
  avesse  un interesse particolare nel portare avanti questo  disegno
  di   legge,  dopo  che  è  stato  condiviso  nella  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  gruppi parlamentari e dopo che  è  stato  trattato
  anche,  ampiamente  in  Commissione,  laddove  per  l'assenza   dei
  colleghi,    in   quella   occasione,   quando   veniva    discusso
  l'emendamento,  di fatto, è venuto meno ad essere  trattato  perché
  decadeva per assenza dell'onorevole che presentava l'emendamento.
   Ecco perché, signor Presidente, ritengo che si debba continuare  e
  cercare di portare a casa quello che è il risultato di ciò che si è
  fatto  e  stabilito  nella  Conferenza dei  Presidenti  dei  gruppi
  parlamentari.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  capisco  la
  parte  della  discussione  che  si  sta  facendo  in  merito   alla
  possibilità   o  meno  di  continuare  questa  sera  l'esame    del
  provvedimento  di legge perché, come ricordava il Presidente  della
  commissione,  ma  anche come lei ben sa da Regolamento,  su  questa
  materia si è espressa l'Assemblea qualche minuto fa. Di cosa stiamo
  parlando? E' pacifico che dobbiamo continuare oggi.
   Piuttosto, avevo chiesto di intervenire per lamentare, ancora  una
  volta,  le posizioni di chi, come l'onorevole Cracolici, invoca,  a
  giorni alterni o a momenti alterni, la collegialità nelle decisioni
  che  riguardano la legge elettorale, per esempio, o altro  tipo  di
  provvedimenti   che   riguardano   l'assetto   istituzionale,    la
  rappresentanza  nelle  istituzioni, salvo  poi  dimenticare  che  è
  proprio  il percorso attraverso il quale siamo arrivati, in  questa
  Aula,  un percorso che è stato stabilito e che ha avuto accesso  ad
  una  corsia  preferenziale, in base al principio che si  discuteva,
  solo  ed  esclusivamente, signor Presidente,  dell'adeguamento  del
  listino  all'intervenuta modifica costituzionale con  la  riduzione
  del numero dei deputati.
   Solo di questo noi avremmo dovuto discutere questa sera perché  le
  modifiche   da   apportare  alla  legge  elettorale,   come   hanno
  sottolineato un po' tutti, non sono solo queste, ma sono ben  altre
  e  ben  più  importanti e sulle quali, certamente, c'è  bisogno  di
  quell'accordo  vasto, io sono d'accordo con l'onorevole  Cracolici,
  di  quell'accordo ampio con tutte le forze politiche perché  quando
  si  interviene  sulle regole queste non sono  del  Governo,  ma  di
  tutto il Parlamento e, quindi, di tutto il Parlamento e di tutte le
  forze politiche.
   Allora sì, in quel caso, è ovvio che bisogna raggiungere un'intesa
  con  tutte  le  forze  politiche, condividere con  tutte  le  forze
  politiche  il cammino, ma non si può, una volta deciso un percorso,
  tentare  con delle furbizie di introdurre, surrettiziamente,  degli
  elementi  attraverso emendamenti che ne modificano le finalità  che
  si erano concordate.
   L'Aula,  secondo  me, la Presidenza, dovrebbe esimere  l'Aula  dal
  trattare   altro  tipo  di  emendamenti,  la  Presidenza   dovrebbe
  dichiarare inammissibili gli aggiuntivi, in base a ciò che  si  era
  stabilito,   la  Presidenza  non  lo  vuole  fare,   rischiamo   di
  impelagarci  in  qualcosa per la quale non  avevamo  raggiunto  gli
  accordi per la corsia preferenziale e non è una cosa buona.
   Tuttavia, io non accetto che si venga qui a dire che questa  norma
  è  soggetta  al  referendum ed in quanto tale  non  è  pubblicabile
  immediatamente  e devono passare novanta giorni,  allora  significa
  che non possiamo mai farla?
   Quando  si  deciderà di farla, si ricordi che si  tratta  di   una
  norma  che ha bisogno di novanta giorni per la pubblicazione perché
  è  sottoposta  a referendum, non la facciamo questa  norma   Questa
  norma  prima o poi la dovremo fare  Che senso ha quello  che  viene
  sostenuto,  a  convenienza?  Non  calpestiamo  le  prerogative  del
  Parlamento e i Regolamenti parlamentari.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Anselmo.  Ne  ha
  facoltà.

   ANSELMO. Onorevoli colleghi, Governo, qualche mese fa - e non sono
  passati  poi  tanti - mi ritrovavo dai banchi della  Commissione  a
  difendere  strenuamente la bontà del disegno di legge sulla  doppia
  preferenza  di  genere  che,  in  Commissione,  avevamo  approvato,
  avevamo portato in Aula.
   All'indomani dell'approvazione il Presidente Crocetta - e riprendo
  testualmente le sue parole -  salutava l'introduzione della  doppia
  preferenza  di  genere nella tornata delle elezioni  amministrative
   come  una  grande  conquista democratica di cui  la  Sicilia  deve
  andare orgogliosa e che mette al passo la Sicilia con l'Europa .
   Mi  sembra veramente strano oggi che si torni a discutere per  una
  conquista  che pensavo già fosse acquisita e si torni  a  discutere
  con  le  stesse persone che prima hanno votato la doppia preferenza
  di  genere  alle amministrative e che oggi fanno un passo indietro.
  Evidentemente  quelle  barriere strutturali  che  impediscono  alle
  donne  di  prendere parte alla vita politica della società  sono  e
  continuano ad essere una realtà tangibile.
   Avrei gradito che il Presidente Crocetta fosse presente in Aula  a
  difendere strenuamente la doppia preferenza di genere, anche per le
  elezioni   regionali,   come  ha  fatto   con   l'ardore   che   lo
  contraddistingue per le amministrative.
   Non  è  possibile  che  la Sicilia faccia un  passo  indietro  non
  approvando la doppia preferenza di genere che, fino a qualche tempo
  fa, era stata salutata come una grande conquista democratica.
   Invito,  pertanto, i colleghi a riflettere - certo, si può  sempre
  cambiare idea - però attenzione non facciamoci prendere in  giro  e
  riderci dietro solo perché qualcuno ha avuto paura che le donne  in
  politica  possano  rappresentare  una  novità  e  una  ventata   di
  innovazione nella nostra società.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, credo che su un tema così  complesso
  e  delicato,  ciò  che  importa in Parlamento,  sede  di  sovranità
  popolare, è innanzitutto la chiarezza, la  chiarezza che da  questa
  tribuna si trasferisce ai cittadini.
   La sensazione - di chi come me, non ha la pretesa di rappresentare
  la  totalità di ciò che c'è fuori da quest'Aula - è che il  sentire
  comune  e popolare guardi con molta attenzione la doppia preferenza
  di  genere  al  di  là  di come possa essere tecnicamente  corretta
  l'espressione  di un voto, rispetto a cui, in tempi  non  sospetti,
  allorquando in quest'Aula abbiamo approvato la doppia preferenza di
  genere  per  le  autonomie  locali,  ha  detto  che  era  pronto  e
  disponibile,   con   l'intesa  di  tutte  le  forze   politiche   e
  parlamentari perché trattandosi di regole non possono essere di una
  parte soltanto, le regole sono di tutti.
   Quindi, fermo restando che sono disponibile a rivedere le modalità
  di  espressione del voto perché si garantisca la totale trasparenza
  del  voto e la segretezza assoluta del voto del cittadino elettore,
  dico  che  è  veramente  e sarebbe veramente singolare  che  dietro
  ipocrisie  malcelate  in questo Parlamento, questo  pomeriggio,  si
  consumi  una  contraddizione che avrebbe un giudizio dei  cittadini
  certamente negativo a prescindere dal giudizio di merito che  sulla
  questione ognuno può esprimere.
   E'  veramente contraddittorio, e non ci vuole molto a capire,  che
  questo Parlamento decida una regola per i Consigli Comunali,  altri
  rispetto  a  questo Parlamento e nel momento in cui  si  tratta  di
  decidere delle regole che riguardano la nostra elezione, l'elezione
  di  questo  Parlamento, noi ci arrocchiamo dietro  silenzi,  dietro
  ipocrisie,   dietro  tatticismi  che  non  sarebbero  assolutamente
  compresi, credo, dai cittadini.
   Non  può  questo Parlamento, per così dire, macchiarsi, in qualche
  modo,  di  una scelta contraddittoria rispetto ad una  regola  che,
  qualche  settimana fa, ha voluto per i Consigli Comunali.  Ciò  che
  vale  per  l'elezione a suffragio diretto universale  dei  Consigli
  Comunali  non può non valere per questa Assemblea ed è  questo  che
  noi  proponiamo attraverso un emendamento articolato di cui io sono
  il  primo  firmatario,  ma  non sono  l'unico  firmatario  né  sono
  firmatari soltanto parlamentari del mio partito.
   Un  tema  così  complesso  e delicato merita  un  approfondimento,
  perché  non  è assolutamente vero che la Conferenza dei  Presidenti
  dei  gruppi  parlamentari ha dato un'indicazione, correttamente  ho
  posto  la  questione  alla  Conferenza dei  Presidenti  dei  gruppi
  parlamentari, perché ritenevo di non poterne fare una  bandiera  ed
  una  battaglia di principio, perché ritengo che l'obiettivo è molto
  più importante della sterile battaglia di principio.
   Ho  posto  il  problema nell'ultima Conferenza dei Presidenti  dei
  gruppi  parlamentari  dicendo  che  sarebbe  stato  utile  che   la
  Commissione  di  merito esaminasse di nuovo  i  disegni  di  legge,
  signor  Presidente.  Erano  stati depositati in  Commissione  e  in
  questo  Parlamento  non  emendamenti al testo  sull'abolizione  del
  cosiddetto   listino',  c'erano disegni di  legge  all'esame  della
  Commissione,  disegni di legge di iniziativa parlamentare  che  non
  sono  stati  assolutamente trattati con la  dovuta  attenzione.  Di
  questo mi dolgo e con molta sobrietà e con molto garbo ho posto  un
  problema,  in  punta  di piedi, in Conferenza  dei  Presidenti  dei
  gruppi parlamentari. Adesso io non ci sto che si travisi quelli che
  sono stati i fatti rispetto a questo percorso.
   Signor Presidente, siccome ho consapevolezza e credo di aver  dato
  le  ragioni  sostanziali  che  mi  spingono  in  questa  battaglia,
  ovviamente,  terrò  fermo, se l'Aula vuole  continuare,  com'è  nel
  diritto  della  stessa, la trattazione del disegno  di  legge,  non
  ritirerò  l'emendamento che è esattamente uno dei disegni di  legge
  che  è  stato presentato in questo Parlamento, era all'esame  della
  Commissione  e  ribadisco  non  è  stato  trattato  con  la  dovuta
  attenzione.
   L'emendamento che ho presentato come primo firmatario, seguito  da
  tantissimi  parlamentari, dovrà essere esaminato da quest'Aula,  se
  volete   continuare,   e   questo   Parlamento   si   assumerà   la
  responsabilità di una scelta eventualmente contraddittoria.
   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  devo
  dire  che  sono  davvero  stupito dal tenore  e  dal  merito  degli
  interventi   dall'onorevole   Cracolici   soprattutto,   ma   anche
  dell'onorevole Gucciardi.
   Non  capisco  la  ratio soprattutto dell'onorevole  Cracolici  che
  parla di correttezza, di forzature, di imposizioni, di un'Aula  che
  deve  essere unita sui grandi temi e sulle riforme, al  di  là  del
  fatto che egli è dimentico, e sono passati appena sette, otto mesi,
  di  quando  pur  avendo perso le elezioni col  Partito  Democratico
  governava   assieme  al  Presidente  Lombardo  ed   imponeva   alla
  maggioranza, che aveva vinto le elezioni, le sue scelte  con  buona
  pace   dei  grandi  intendimenti  dei  quali  oggi  forse  vorrebbe
  commuoverci   o  egli  ci  parla,  ma  noi  c'eravamo  già  all'ora
  onorevole Cracolici, e abbiamo colto qual era la sua sensibilità al
  tempo.
   Una  sensibilità un po' diversa da quella di oggi  che  però  devo
  dire lascia il segno, signor Presidente, e sa perché, perché si sta
  facendo  una tempesta in un bicchiere d'acqua. Abbiamo chiesto  una
  sospensione per comprendere se c'era la possibilità di  trattare  o
  meno il disegno di legge.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, per  favore,  non  si  riesce  a
  sentire

   CORDARO.  Capisco  che i colleghi del Gruppo parlamentare  del  PD
  sono nervosi, però, vorrei rassicurarli

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per favore, cerchiamo di tenere il
  volume  un  po'  più  basso  perché  non  si  riesce  ad  ascoltare
  l'intervento dell'onorevole Cordaro.

   CORDARO.  Abbiamo  celebrato,  dicevo,  qualche  minuto  fa,   una
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari nella  quale  il
  Presidente  della  I  Commissione, Commissione  competente  che  ha
  esitato  questo  disegno di legge, ci ha chiarito che  erano  state
  rispettate tutte le formalità e tutti i passaggi che il disegno  di
  legge  era  stato approfondito e che poteva ben essere  pronto  per
  essere esitato nella seduta di oggi.
   E'   stato  interpellato  il  Governo,  peraltro  oggi  degnamente
  rappresentato da una signora, visto che siamo in tema di preferenza
  di  genere,  e  anche lì mi pare veramente fazioso  il  riferimento
  dell'onorevole Cracolici al Presidente Crocetta, posto  che  questi
  non  soltanto non ha detto di votare contro questa o quella  norma,
  ma c'è stato un Parlamento che in maniera assolutamente democratica
  ha  chiesto  di  andare oltre, di continuare nella trattazione  del
  disegno  di  legge  senza esprimere, colleghe e  colleghi  del  PD,
  alcuna volontà di votare contro o a favore questa o quella norma
   Forse  avete la coda di paglia perché sapete che al vostro interno
  siete spaccati ed al vostro interno c'è chi non vuole la preferenza
  di genere? Forse la verità è che è proprio il PD a temere la doppia
  preferenza  di genere? Perché ho visto colleghi tutti  parlamentari
  un  voto  assolutamente trasversale perché nessuno ha  voluto  dare
  disciplina  ai Gruppi e sulla pregiudiziale sollevata dal  collega,
  onorevole   Gucciardi,  all'interno  dei  partiti  e   dei   Gruppi
  parlamentari c'è chi ha votato contro e c'è chi ha votato a favore.
   Il   dramma  che  è  scoppiato  in  quest'Aula  e  che  ha   visto
  protagonista l'onorevole Cracolici, ribadisco, è una tempesta in un
  bicchiere  d'acqua perché dopo le rassicurazioni istituzionali  che
  sono  venute  dal Presidente della I Commissione e dal Governo,  il
  Parlamento  si  è  determinato, a differenza del voto  strumentale,
  quello sì sulla pregiudiziale da parte del PD, ad andare avanti per
  esitare il disegno di legge.
     Nessuno ha detto chi è contro o a favore di un bel nulla  Se gli
  emendamenti verranno mantenuti, com'è legittimo, da parte di chi li
  ha  presentati,  verranno votati: se verranno  approvati  bene,  se
  verranno bocciati è la democrazia, sono le regole.
   Capisco  che  quando  le regole possono portare  ad  un  risultato
  democratico contrario non vanno bene all'onorevole Cracolici, ma se
  ne  faccia una ragione. Io non mi straccio le vesti su questo tema,
  ma  egli comprenda che la democrazia è una cosa seria e soprattutto
  non è a convenienza.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, ho chiesto
  di  intervenire sull'ordine dei lavori e vi è un motivo  dirompente
  che   vorrei   fosse   seguito   pure   dall'onorevole   Gucciardi,
  parlamentare del Gruppo  Partito Democratico , al quale non intendo
  regalare la battaglia della doppia preferenza di genere.
   Anch'io  sono  d'accordo,   però  in  questa  Assemblea  prima  si
  rispettano   i   patti,  patti  che  prevedevano  la   condivisione
  dell'approvazione dell'articolo 1, ma prima dei patti si rispettano
  le  regole. Perché, vede signor Presidente, onorevole Di Mauro,  vi
  prego, l'argomento che trattiamo oggi è intrigante

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per favore, cerchiamo  di  tirare
  avanti in ordine

   TURANO.  Signor Presidente, io mi fermo  Ho chiesto di intervenire
  sull'ordine  dei  lavori per una questione pregiudiziale,  non  c'è
  fatto politico che tenga.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  vi  pregherei,  visto  che   il
  dibattito  che  si  è  aperto  è molto interessante,  cerchiamo  di
  procedere  con  un  po' di ordine, vi pregherei  di  ascoltare  gli
  interventi.

   TURANO.   Il  Regolamento  dell'Assemblea  prevede  che   se   gli
  emendamenti  non vengono presentati in Commissione non  si  possono
  trattare  nell'Aula parlamentare, di questo ne  abbiamo  fatto  una
  battaglia, una battaglia regolamentare che abbiamo violato soltanto
  in  occasione  della Finanziaria perché erano le sei  del  mattino,
  considerato  che non sono le sei del mattino e neanche  le  tre  di
  notte,   le  regole  si  rispettano:  se  l'emendamento  presentato
  dall'onorevole  Gucciardi è tardivo e non  è  stato  presentato  in
  Commissione lo stesso non può essere trattato in questo disegno  di
  legge.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Turano,   giusto   per   chiarire,   gli
  emendamenti,  mi  risulta,  sono stati presentati  in  Commissione.
  Invito il Presidente della Commissione a prendere la parola.

   FORZESE,  presidente  della Commissione.  Ho  già  detto  che  gli
  emendamenti  presentati  sono di fatto  decaduti  per  assenza  del
  parlamentare che doveva essere presente, in più occasioni  è  stata
  chiesta   la  presenza.  La  Prima  Commissione  non  ha   trattato
  l'emendamento perchè, in assenza del parlamentare, di fatto  decade
  automaticamente.

   TURANO.  Siccome  tante volte è successo che io ho  presentato  un
  emendamento  e  poiché  l'emendamento  non  è  stato  trattato   in
  Commissione,  perché ho deciso di non andare, perché  ho  avuto  un
  imprevisto,  per  una  ragione  qualunque,  perché  nessun  collega
  presente ha avuto la sensibilità di farlo proprio, se questo  si  è
  verificato la dice lunga sul percorso che stiamo tenendo.
   Avevamo  un'intesa politica che si divideva in due diverse  parti,
  una  parte  era  il listino, un'altra era la doppia  preferenza  di
  genere.  Siccome  c'è  l'intesa sul  primo  punto  e  chiediamo  di
  trattarlo  su questo chiedo di andare avanti. Quando sarà possibile
  trattare  il  secondo  argomento, come diceva l'onorevole  Formica,
  perché   della   legge   noi   dobbiamo  riparlare,   ne   dobbiamo
  necessariamente riparlare.
   Per  ultimo, signor Presidente, mi permetta di dire una  cosa,  lo
  dico  con  amarezza, quando i siciliano decideranno di proporre  un
  referendum sull'articolo 1 per sapere se è giusto o sbagliato avere
  il  listino e dovessero decidere e ritenere corretto che  è  giusto
  avere  il listino, sarò io a presentare un disegno di legge  perché
  sia  composto  da  settanta deputati ed  il Presidente  che  vince,
  vince per tutti e quello che perde va a riposare.
   Perché  questa cosa come dire paracadute che tutti i  parlamentari
  fin  dal  2004 per chi c'era o ancora prima fin dal 2001 quando  si
  applicò  la  prima  volta il  Tatarellum  hanno sempre  contestato,
  oggi,  paradossalmente pare vogliano difenderlo e io non  sono  tra
  questo  elenco,  io   sono nell'elenco delle persone  che  vogliono
  abolire  il  listino  e sono nell'elenco delle persone  che  voglio
  sostenere la doppia preferenza di genere.
   Quindi, non c'è nessun motivo per fermarci.
   Andiamo  avanti,  trattiamo l'articolo  1,  e  se  le  valutazioni
  regolamentari che io ho esposto non sono corrette chiedo scusa;  se
  invece   sono  corrette  perché  la  Commissione  non  ha  trattato
  l'emendamento,  allora  la  Presidenza è  giusto  che  prenda  atto
  dell'inammissibilità.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                 nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A

   PRESIDENTE.  Si  riprende  con il seguito  della  discussione  del
  disegno di legge «Modifiche della legge regionale 20 marzo 1951, n.
  29  in  materia  di elezione dei deputati dell'Assemblea  regionale
  siciliana e del Presidente della Regione» (nn. 428-186-194-210-234-
  411-421-436/A).
   Onorevoli  colleghi,  per  chiarezza  ricordo  a  tutti  noi   cje
  l'articolo  111 del Regolamento interno così recita:  1.  bis.  Non
  possono essere presentati in Assemblea, se non dal Governo o  dalla
  Commissione  o da un Presidente di Gruppo parlamentare, emendamenti
  che  non  siano  stati  presentati  e  ritenuti  ammissibili  nella
  competente  Commissioni  ovvero  strettamente  connessi  con   essi
  secondo l'insindacabile apprezzamento del Presidente .
   Gli  emendamenti sono stati presentati. Poi, di fatto,  non  c'era
  chi  li  aveva presentati e dichiarati inammissibili ma si  possono
  poi presentare comunque in Aula.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con tanta fretta  e
  premura stiamo discutendo un disegno di legge relativo alla riforma
  elettorale.   Abbiamo  approvato  anche  una  norma   che   prevede
  l'abolizione  delle  province ed intanto ci sono  i  Commissari,  e
  mentre  noi  siamo qui a discutere, c'è gente che sta  morendo,  ci
  sono  imprese che stanno fallendo e questa Aula e questo Parlamento
  non  sta  prendendo in esame nessun disegno di legge  che  riguardi
  misure utili per la Sicilia.
   Tornando all'argomento di oggi, io ho presentato un emendamento in
  Commissione,  emendamento  che non è  stato  discusso  ed  è  stato
  dichiarato  decaduto perché non c'era nessuno della Commissione,  e
  neanche  qualche  collega  del  PD che  oggi  sostiene  emendamenti
  diversi  ha apposto la firma. Non ritirerò gli emendamenti,  ed  io
  credo  che possiamo procedere, perché ciascuno di noi si assume  la
  responsabilità delle proprie scelte e delle decisioni assunte.
   Riguardo  alla doppia preferenza di genere - ve lo dice una  donna
  che è stata eletta quattro mesi fa e non perché c'era la preferenza
  di  genere  -  forse  è  bene che ci diamo una accelerata,  andiamo
  avanti e votiamo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Maggio.  Ne  ha
  facoltà.

   MAGGIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  richiamare
  l'attenzione  di  tutti sulla scelta che si  corre  il  rischio  di
  compiere stasera. Una scelta che - badate bene, ne ho segnali forti
  -  é  all'attenzione  della gente, una scelta  che  oggi  corre  il
  rischio  di ripercorrere la stessa strada che ha compiuto due  anni
  fa.
   Io  penso alla difficoltà di spiegare alla gente - forse due  anni
  fa questo Parlamento non era sufficientemente maturo per vedere nel
  percorso    della   partecipazione   delle   donne   una   profonda
  concretizzazione  della  democrazia - un aiuto  per  superare  quel
  delta,  quello  iato  che ha visto questo  Parlamento  non  più  di
  qualche  mese  fa  votare la doppia preferenza  di  genere  per  le
  amministrative  e lo abbiamo fatto - e voglio ricordarlo  anche  al
  Presidente  della Regione - rinviando la data delle  amministrative
  perché  pensavo  che tutti quanti fossimo convinti che  era  giunta
  veramente  l'ora  che  in Sicilia si potesse  determinare  un  atto
  politico di grande democrazia partecipativa.
   Mi  rendo conto, oggi, delle resistenze, per le cose dette  e  non
  dette,  per  i  mormorii, per i sorrisini, e mi sento profondamente
  delusa  perché  ho  capito che quella coscienza che  pensavo  fosse
  presente nella scelta di qualche mese fa non è coscienza, forse chi
  ha  votato  ha  visto  lontano il pericolo di  vedere  attaccata  o
  ridotta la propria rendita di posizione. Mi rendo conto che già  la
  riduzione del numero dei parlamentari pone qualche problema per cui
  diventa un ostacolo forse il risultato raggiunto dalle donne  nelle
  amministrative.
   E non venitemi a dire che diventa un ostacolo, anche perché con la
  doppia  preferenza c'è la possibilità del controllo del voto perché
  sappiamo tutti quali sono, ad oggi, i sistemi attraverso i quali si
  controlla il voto.
   Quindi,  prendiamone  coscienza e adesso  vi  chiedo,  ancora  una
  volta,  di riflettere, ma rifletteteci perché ci troviamo di fronte
  ad un grande atto eventualmente di incoerenza politica.
   Ed  ha  ragione  l'onorevole Cracolici quando dice che  chissà  in
  quali condizioni noi ci troveremo perché la scelta che riguarda  il
  referendum  è  una scelta che già all'esterno hanno  maturato,  che
  hanno maturato quei soggetti politici che hanno sottoscritto questa
  nota  che  ha scandalizzato qualcuno che forse non è abituato  alle
  lettere  aperte,  che forse è abituato ad altro percorso,  forse  è
  abituato  al  percorso  dei  pizzini, diciamocelo  chiaramente.  E'
  questo che fa paura  Fa paura la trasparenza, la voglia delle donne
  di  impegnarsi in politica, con grande coerenza e con la volontà di
  migliorare le condizioni di tutti.
   Badate bene, riflettiamo  Perché già c'è davvero una scelta pronta
  di   avviare  un  percorso  referendario  e  io  chiedo  a   questo
  Parlamento, che è quello che ha scelto qualche mese fa di votare la
  doppia  preferenza di genere  quale sarebbe il risultato dal  punto
  di  vista  politico,  quale sarà l'immagine  che  tutti  quanti  ne
  ricaveranno nel momento in cui si porterà avanti un referendum  che
  molto probabilmente non farà vedere la luce a questo percorso.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo  Antonella.
  Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Antonella.  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  non
  pensavo  di  intervenire stasera e non pensavo di assistere  a  una
  seduta  di  questo  tipo. Ripensavo alla serenità  con  cui  questo
  stesso   Parlamento,  tre  mesi  fa,  aveva  accolto  un  principio
  giuridico  che mi sembrava di una chiarezza assoluta. Un  principio
  giuridico  di  parità  di  genere  che  si  rifà  ad  un   percorso
  costituzionale  -  vorrei ricordare ai miei colleghi  -  che  è  il
  percorso  delle legge costituzionale del 2001, che  è  il  percorso
  della  regione  Campania, un percorso che è  stato  valutato  dalla
  Corte  Costituzionale con una sentenza del 2010 che fa  riferimento
  alla parità di genere come risorsa del Paese, che fa riferimento  a
  raccomandazioni dell'Unione europea e a deliberazioni del Consiglio
  dei  ministri d'Europa e rispetto alla quale non capisco cosa possa
  essere cambiato.
   Non  pensavo di intervenire perché ritenevo, sbagliandomi,  ma  la
  mia  inesperienza mi scusa in questo senso, che non fosse possibile
  applicare  principi  giuridici diversi a casi simili.  Non  capisco
  come spiegheremo ai nostri elettori, ai nostri consiglieri comunali
  in  base  a  quale scelta oggi decideremo qualcosa di diverso.  Non
  capisco  perché  lo  stesso  principio costituzionale  che  abbiamo
  applicato - e aggiungo, con successo - alle elezioni comunali,  non
  debba  valere  per  le elezioni regionali. Non capisco  come  possa
  essere  accettata l'abolizione del listino, che in parte  prevedeva
  un   seppur  parziale  bilanciamento  di  genere  con  una   totale
  cancellatura di qualsiasi possibile parità di genere.
   Non  pensavo di intervenire, ma sono stata chiamata in causa anche
  perché sono una delle presentatrici del disegno di legge che  la  I
  Commissione  ha  ritenuto di accantonare. Ci era  stato  detto  che
  sicuramente  il  disegno  di  legge si sarebbe  trasformato  in  un
  emendamento e così è stato.
   Mi  dispiace, presidente Forzese, ma non potevo essere presente  a
  difendere  il  mio emendamento perché, non facendo  parte  della  I
  Commissione,  non sono stata invitata e non vedo come avrei  potuto
  essere presente.
   Allora,  tutto  questo  arzigogolare  mi  fa  perdere  un  po'  di
  quell'orgoglio   che  tutti  noi  tre  mesi  fa   avevamo   provato
  nell'essere  componenti  di  questo Parlamento  siciliano,  che  si
  poneva all'avanguardia in Italia sfatando finalmente il mito  della
  Sicilia arretrata, ponendosi veramente in prima linea nella  tutela
  dei diritti.
   Credo che questo orgoglio sia oggi un po' appannato. Ci sono molte
  cose  che  non riesco a capire fino in fondo o che forse preferisco
  non  capire.  Vorrei avere la possibilità di riavere quell'orgoglio
  di tre mesi fa, che vede la Sicilia ancora una volta in prima linea
  e vede il Governo siciliano impegnato nella tutela dei diritti.

   SAMMARTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO.  Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli  colleghi,
  stiamo  discutendo di un disegno di legge che riguarda  tutti  noi,
  che  riguarda soprattutto la dignità ed il senso delle  Istituzioni
  di  questo  Parlamento. Non mi sembra che il comportamento  di  noi
  deputati oggi dimostri come i lavori dell'Aula e i lavori  della  I
  Commissione siano stati svolti.
   Chiedo formalmente alla Presidenza una sospensione della seduta ed
  un   rinvio  del  dibattito  sul  disegno  di  legge.  Il   Partito
  Democratico  chiede formalmente di ridiscuterne  e  di  ridiscutere
  tutti insieme essendo questa una legge così delicata ed importante.
  Non  si  può  pensare di andare a votare o di andare a trattare  un
  disegno di legge così delicato nel marasma di un'Assemblea che oggi
  forse non vede l'importanza di questo disegno di legge.
   Oggi  quest'Assemblea  ha il diritto, secondo  me,  di  recuperare
  credito  nei  confronti delle Istituzioni e quindi di rivedere  con
  attenzione, insieme a tutte le forze politiche, un disegno di legge
  così importante.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  d'accordo
  con la proposta che è stata avanzata dall'onorevole Sammartino.
   Vorrei  dire  all'onorevole  Cordaro,  che  si  diletta  sempre  a
  criticare presunte divisioni nel PD ed a rivendicare la bontà della
  scelta  che il Parlamento, in questa circostanza, ha fatto, che  ad
  apertura  dei  lavori ha chiesto una sospensione  argomentando  che
  c'era  una intesa tra i capigruppo e che gli emendamenti che  erano
  stati  presentati  violavano un patto tra le  forze  politiche  per
  modificare la legge elettorale.
   Adesso, la discussione che si è sviluppata, ha fatto emergere  che
  non  c'era un patto che escludesse la possibilità di modificare  la
  legge  elettorale  introducendo la preferenza di genere.  Onorevole
  Cordaro, onorevole Formica, credo che tutti abbiamo l'interesse che
  su   questa   materia  ci  fosse  un  confronto  ed  una  possibile
  mediazione, perché la legge elettorale è un passaggio delicato -  e
  lo  dico  anche  all'onorevole Di Mauro - e si  devono  valutare  i
  termini di una possibile convergenza.
   L'argomento che ha sostenuto l'onorevole Formica, cioè  che  c'era
  una  intesa  per discutere solo dell'abolizione del listino,  è  un
  argomento proposto prima della sospensione, ma adesso non vale più,
  perché  una  parte del Parlamento ritiene di dovere intervenire  su
  tutta  la  legge  elettorale, su tutti gli aspetti. Allora,  logica
  vuole che si prenda atto che c'è questa volontà e si ridefinisca un
  percorso  che  consenta  di  trovare  gli  elementi  di  equilibrio
  necessari su una materia così delicata.
   Questo  è buon senso  Se si vuole invece andare avanti, sostenendo
  che  è necessario penalizzare una parte del Parlamento, è del tutto
  evidente che non si va da nessuna parte
   Allora,  proprio perché siamo interessati tutti quanti a fare  una
  buona  legge  elettorale, possibilmente con una larga condivisione,
  si  sospenda  il dibattito, i Capigruppo si riuniscano  insieme  al
  Presidente della Commissione che dovrebbe essere il garante  di  un
  percorso unitario. Onorevole Forzese, io capisco tutto ma quando si
  dice che gli emendamenti non sono stati messi in discussione perché
  mancavano  i parlamentari che li avevano presentati, e  quindi  per
  Regolamento  non  si  è  fatto,  significa  che  i  presenti   alla
  Commissione    hanno   deciso   di   non   considerare    possibile
  l'introduzione della preferenza di genere.
   E'   legittimo  ma  è  chiaro  che  si  solleva  un  tema  che  va
  approfondito. Se la Commissione vuole avere un ruolo, credo che sia
  interesse  della  stessa ritornare a discutere  di  questa  materia
  anche perché, se ho capito bene, da parte del Partito Democratico e
  da  una  parte  del Parlamento la presunta intesa  di  togliere  il
  listino  e  di demandare ad una fase successiva la discussione  sui
  collegi e sul resto non è accettata.
   Si prenda atto che c'è bisogno di una discussione complessiva e si
  definisca  un  percorso che consenta di arrivare ad una  mediazione
  condivisa, perché l'idea che si possa legiferare su questa  materia
  a  colpi di maggioranza è una idea insensata  A parte il fatto che,
  nel merito i colleghi che hanno ricordato che questo Parlamento,  a
  larga maggioranza, ha introdotto per le elezioni amministrative  la
  preferenza di genere, adesso non possono trincerarsi dietro aspetti
  formali e dire che di questo non ne dobbiamo discutere. Abbiano  il
  coraggio, eventualmente, di dire che non si vuole la preferenza  di
  genere.
   Allora,  si  voti e se ci sono le condizioni, si va avanti   Però,
  prima  il  Presidente  della Commissione ed i  colleghi  che  hanno
  responsabilità   nei   rispettivi   Gruppi   parlamentari    devono
  consentire, attraverso un confronto di merito, al Capogruppo del PD
  e  agli esponenti del PD nella Commissione di far valere le proprie
  ragioni   Ecco perché sono d'accordo con la proposta dell'onorevole
  Sammartino  di  andare ad una sospensione ed evitare  un  confronto
  assurdo su una materia così delicata.

   CIRONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  credo  che
  l'argomento di questa sera meriti un'attenzione da parte  dell'Aula
  capace di mettersi in sintonia con la Sicilia.
   Credo  che  la  materia  elettorale  è  materia  sensibile,  molto
  complessa  e molto delicata e credo che si debba procedere  con  la
  prudenza e la cautela necessaria.
   Non  credo che questa sera ci si stia adoperando nel miglior  modo
  possibile, concentrando il dibattito su una nuova legge elettorale,
  parlando e concentrando gli interventi sulla questione della doppia
  preferenza  di  genere. Credo che, concentrando gli  interventi  su
  questo argomento, si stia in qualche modo rivelando un disagio, una
  sofferenza  che  il  tema  sollecita nella classe  politica,  nella
  classe dirigente di questa nostra Regione.
   La  legge  elettorale che stiamo discutendo è, invece,  una  legge
  elettorale  molto  importante.  Intanto,  prendendo  atto  di   una
  innovazione  profonda come quella della riduzione  del  numero  dei
  parlamentari, mette la Sicilia in una condizione di protagonismo  e
  di   Regione  capace  di  parlare  a  quei  settori  della  società
  siciliana,  della società italiana che vogliono con la politica  un
  rapporto   diverso.   Poi,   pone   all'attenzione   dell'Assemblea
  l'abolizione del listino.
   Voglio ricordare ai colleghi, che lo sanno molto meglio di me, che
  quel  listino  di  cui  si parla aveva una caratterizzazione,  cioè
  essere  formato dal 50 per cento di uomini e dal 50  per  cento  di
  donne.  Era una scelta che questa Assemblea regionale aveva  fatto,
  accompagnandola alla norma per cui nelle liste elettorali bisognava
  inserire  circa  il  30 per cento di presenza femminile.  Un  passo
  avanti  importante  rispetto  ad una  domanda  che  era  venuta  da
  organizzazioni,  associazioni, comitati  distribuiti  su  tutto  il
  territorio siciliano ed in sintonia perfetta con il mondo femminile
  nazionale. Quella norma del listino al 50 per cento di uomini e  al
  50  per cento di donne aveva lo scopo di rappresentare il premio di
  maggioranza  per  la Presidenza della Regione ed essa  andava,  tra
  l'altro,  in sintonia con una domanda che raccoglieva la  necessità
  che tra i deputati, per esempio, fossero eletti o elette competenze
  e   professionalità  che  nell'agone  politico  probabilmente   non
  avrebbero  potuto  avere successo. Il listino non  è  mai  scattato
  sostanzialmente.  E'  scattato soltanto in  questa  ultima  vicenda
  elettorale, che si è conclusa ad ottobre, ed è scattato  per  delle
  condizioni straordinarie che si sono manifestate.
   Oggi si propone, dovendo prendere atto che il numero si riduce  da
  90  a  70,  l'abolizione del listino e si pensa  ad  un  premio  di
  maggioranza distribuito poi nei collegi che sta nel numero dei sei.
  Quindi,  in qualche modo, noi riconfermiamo la validità del  premio
  di   maggioranza,  eliminiamo  il  listino  ed  eliminiamo   quella
  caratterizzazione del 50 per cento di uomini e del 50 per cento  di
  donne  che  era  simbolica di una volontà dell'Assemblea  regionale
  siciliana di dare un segnale di attenzione, non nei confronti delle
  donne - perché qui non stiamo parlando di questo - ma nei confronti
  di  una  democrazia  che  si voleva più  attenta  e  partecipe  del
  pluralismo culturale che c'è nella nostra Regione.
   La vicenda della doppia preferenza di genere giunge a seguito - lo
  diceva  l'onorevole Milazzo che ha presentato la proposta di  legge
  di introduzione di questa norma - di una serie di norme provenienti
  dall'Europa, ma asservite e fatte proprie dal Governo  nazionale  e
  che hanno avuto un riscontro nelle ultime elezioni amministrative.
   Un riscontro estremamente positivo, di cui credo che i cittadini e
  le  cittadine  siciliane si siano accorti, tanto da valorizzare  la
  volontarietà  del secondo voto messo a disposizione  dei  cittadini
  perché,  ricordatevi che nella norma antidiscriminatoria introdotta
  alle  elezioni  amministrative,  il  secondo  voto  era  opzionale,
  volontario.  Il  cittadino  aveva  la  possibilità  di  ricorrervi,
  qualora  volesse farlo e qualora potesse indirizzarlo ad  un  sesso
  diverso rispetto al primo.
   Ha  prodotto dei risultati importanti, bisognerà leggere  bene  in
  quali Comuni, per esempio secondo quanti abitanti, quel risultato è
  stato significativo. Non c'è dubbio, però, che siamo intorno ad  un
  30 per cento di presenze in più nei Consigli comunali.
   Non  è  così  nelle grandi città, questo dato si  è  rivelato  più
  significativo nei Comuni medi e piccoli, il che significa che nelle
  grandi città vi è ancora un gap importante da superare.
   Cerco di fare questo ragionamento sperando di non annoiare i  miei
  colleghi, ma cercando di trovare una strada perché questa Assemblea
  mantenga la nobiltà del suo indirizzo politico, tenuto in occasione
  delle elezioni amministrative.
   I  risultati che sono stati riportati, e sono assolutamente  nella
  norma, sono risultati che testimoniano che la società siciliana  ha
  gradito  quello  strumento, ma lo ha gradito accogliendolo  laddove
  doveva  accoglierlo,  non  massificandolo,  ma  selezionando  della
  scelta l'uomo o la donna che voleva votare.
   Non  è stata una questione di contabilità, di matematica, per  cui
  nel  momento  in  cui  ci sono due preferenze, matematicamente,  il
  cittadino  o la cittadina le usano. Hanno scelto, tanto  è  che  il
  risultato si aggira intorno al 30 per cento.
   Ritorno alla necessità di richiedere, come hanno fatto alcuni miei
  colleghi,  una pausa di ulteriore approfondimento ed una  pausa  di
  ulteriore  riflessione e lo dico rivolgendomi, in  particolare,  al
  Presidente  della I Commissione che, legittimamente,  rivendica  il
  rispetto di regolamenti e di norme, ma credo che in questa  vicenda
  uno  sforzo  politico più alto vada fatto e vada fatto a cominciare
  dal ritrovare una legittimazione ad ascoltarci reciprocamente.
   Non  c'è  nessun ideologismo dietro la proposizione  della  doppia
  preferenza di genere.
   C'è  la proposizione banale, sciocca, della proposta di una  norma
  antidiscriminatoria che ci consenta, sempre che l'Assemblea  voglia
  accettarla,  di recuperare un gap e credo che questo sia  interesse
  di  tutti  i  Gruppi politici di questa Assemblea che,  per  altro,
  hanno  dimostrato  con la precedente votazione in  occasione  delle
  elezioni amministrative, di averne compreso il significato profondo
  e  voglio ricordare, in quest'Aula, in particolare, l'atteggiamento
  attento,  vigile  e molto partecipe che, in quella  occasione,  non
  venne soltanto dai banchi della sinistra o del centro ma venne, per
  esempio,   dai  banchi  della  destra,  dalla  presa  di  posizione
  autorevole dell'onorevole Musumeci.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente, ho ascoltato  con  attenzione  gli
  interventi  dei  colleghi.  Credo  che  ci  stiamo  avviando  a  un
  dibattito sterile, nel senso che non viene fuori una linea politica
  -  mi permetto di dire che non debba esserci grande differenza  fra
  le forze politiche presenti in Assemblea -  e credo che, forse, una
  riflessione su questo argomento, in sede politica, possa portarci a
  far sì che i lavori dell'Assemblea possano essere indirizzati verso
  argomenti  che sono inseriti all'ordine del giorno,  che  hanno  la
  loro  utilità e riprendere il dibattito su questo disegno di  legge
  che  ha  alcuni  spunti importanti di riflessione  su  cui  bisogna
  trovare, certamente, la convergenza da parte di tutti i partiti.
   Signor  Presidente, se vorrà potrà valutare questa  richiesta  che
  precedentemente era stata formulata dall'onorevole Cracolici perché
  ci possa essere un incontro sul piano politico, da parte dei Gruppi
  parlamentari,  per  far sì che in quest'Aula  ci  possa  essere  un
  dibattito unitario - è questo il mio auspicio - e che possa portare
  una  modifica  sostanziale sia alla legge  elettorale,  per  quanto
  riguarda  l'abolizione  del listino, e che  ci  sia  una  posizione
  unanime  per  quanto  riguarda  la questione  della  preferenza  di
  genere.
   Vorrei  invitarla, signor Presidente, in questo senso, a rivolgere
  un  appello all'Assemblea perché ci possa essere questo  rinvio  di
  qualche  giorno, perché su questo argomento si trovi una  soluzione
  definitiva.

   Comunicazione di richiesta di sospensiva  ai sensi dell'articolo
                      101 del Regolamento interno

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stata  avanzata  una  richiesta  di
  sospensiva, ai sensi dell'articolo 101 del Regolamento  interno,  a
  firma degli onorevoli Maggio, Firetto, Greco ed altri.
   Ricordo  che possono prendere la parola due deputati favorevoli  e
  due contrari.
   Propongo,   pertanto,   di  passare  alla  votazione   di   questa
  sospensiva.

   VULLO. Signor Presidente, ancora ci sono venti iscritti a parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Vullo, considerando che c'è una proposta  di
  sospensiva,  può  intervenire  a  favore  o  contro  la   richiesta
  avanzata; può sempre farlo.
   Se  il  dibattito  dovesse  continuare  su  questo,  proporrei  di
  esaminare   la   sospensiva  e  votarla  e,  poi,   continuare   di
  conseguenza.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, mi accingo a leggere l'articolo 101  -
  anche  per  capire  come  procedono questi  lavori  d'Aula  che  mi
  sembrano  alquanto  schizofrenici -   prima  che  abbia  inizio  la
  discussione generale otto deputati possono  .

   PRESIDENTE.  Iniziata  la  discussione, la  proposta  deve  essere
  avanzata con domanda sottoscritta da almeno otto deputati.

   FALCONE.  Signor  Presidente, voglio dire che, di  fatto,  qualche
  deputato  si  era  espresso in tal senso;  aveva  formulato  questa
  richiesta e l'Aula, nei fatti, ha proceduto con una votazione nella
  conferma del voto.
   A me questo dibattito non appassiona più di tanto; mi sembra molto
  sterile.
   Stasera,  il Governo sarebbe stato chiamato a discutere  su  altre
  questioni. La maggioranza, che è altrettanto schizofrenica, avrebbe
  dovuto portare, in quest'Aula, altri temi e non questo.
   Signor  Presidente,  purtroppo, stasera, siamo  costretti,  nostro
  malgrado,  a discutere su un tema che non interessa la Sicilia,  ma
  interessa, forse, a qualche deputato o a qualche deputata che vuole
  garantirsi il seggio la prossima volta.
   Lo  dobbiamo  dire,  perché  vorrei  dire,  qua,  a  qualcuno  dei
  deputati,  che ci sono, ad esempio, sei parlamentari, tutte  quante
  brave,  del Movimento Cinque Stelle, che non sono state elette  nel
  listino  e ce ne sono tanti altri, invece, che con 300 voti  o  con
  1000 voti si trovano in quest'Aula.
   Dobbiamo  essere  molto chiari: la sospensiva la stiamo  chiedendo
  perché  vogliamo  garantire soltanto il voto di genere  e  non  per
  altri   motivi   e   qua   vorrei  dirvi   che   il   problema   va
  contestualizzato.
   Ritorniamo  indietro  un  attimo:  abbiamo  parlato  di   elezioni
  amministrative,  onorevole  Cordaro.  Chi,  come  me,  chiedeva  ed
  auspicava   una   riforma   complessiva   alla   legge   elettorale
  amministrativa, fu tacciato e fu bloccato. Mi si disse:   Marco  tu
  non  puoi  procedere ad una modifica elettorale; dobbiamo  soltanto
  contestualizzare un voto di genere  e facemmo quella  riforma  solo
  per il voto di genere.
   Stasera,  invece,  si  dice:  dobbiamo procedere  ad  una  riforma
  elettorale globale .
   Bene.  Se  voi  volevate  fare questo, perché  avete  dato  questa
  accelerazione? Noi siamo minoranza; siamo minoranza in  Parlamento;
  siamo   minoranza  nella  Conferenza  dei  Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari e non mi risulta che né nel mio Presidente  di  Gruppo
  parlamentare  né i Presidenti dei Gruppi dell'opposizione  avessero
  accelerato  su  questo  tema, in ragione di  questo  tema.  Non  mi
  risulta, signor Presidente.
   Ecco perché, stasera, quando si parla di disparità di trattamento,
  chiedo:   ma  qual è questa disparità di trattamento con  la  legge
  amministrativa?  Con  l'elezione amministrativa?  Quando  oggi,  ad
  esempio, e lo vediamo al comma 3, dell'articolo 1, c'è il  voto  di
  trascinamento .
   Scusate,  onorevoli colleghi: come mai, a livello  amministrativo,
  abbiamo  un  voto  confermativo  e  abbiamo  abolito  il  voto   di
  trascinamento e qua lo stiamo ribadendo con forza?
   Onorevole   Fiorenza,   addirittura,  non  soltanto   lo   abbiamo
  confermato,  ma  lo rapportiamo, quando al punto 1,  del  comma  3,
  diciamo  che  nel caso in cui due presidenti avessero due candidati
  alla  Presidenza, riportassero la stessa cifra elettorale, è eletto
  chi  ha  più liste e chi ha portato più voti di lista .  In  questo
  senso,  quindi,  a  consacrazione di un voto di  trascinamento  che
  rappresenta,  veramente,  una posizione  antitetica,  se  vogliamo,
  rispetto alla legge elettrorale per le elezioni amministrative.
   Cerchiamo  di  ritornare  nel contesto. Dobbiamo  contestualizzare
  quello  che stiamo facendo. Perché stasera siamo qua? Io non volevo
  esserci.  Avevo  chiesto al Governo di ritirare questo  disegno  di
  legge.  Assessore  Valenti,  sono  venuto  anche  al  tavolo  della
  Presidenza  a chiederglielo. Ho chiesto al Presidente Forzese  che,
  bontà  sua,  non  è  mai presente quando si discute  di  leggi  che
  riguardano  la  sua  Commissione. L'onorevole Forzese  è  abituato,
  ormai,  ad  essere,  per  così dire, un assenteista  di  quest'Aula
  parlamentare.
   Quando  si parla, allora, del principio giuridico della parità  di
  genere,  il  principio  giuridico della parità  di  genere  noi  lo
  abbiamo confermato - dico noi della precedente legislatura - quando
  abbiamo  avuto  il coraggio di ridurre da 90 a 70 i parlamentari  e
  quando abbiamo confermato che bisognava inserire nella lista  anche
  la quota femminile.
   Poi,  se qualcuno - e vado verso la conclusione - vuole per  forza
  garantirsi  dei  luoghi  o  dei privilegi  perché,  con  la  doppia
  preferenza  -  e  lo dobbiamo anche dire -  non  è  stata   io  che
  stasera  sono  contrario,  devo dire e lo dico  pubblicamente,  fui
  colui  che  in  Commissione  Affari Istituzionali  diede  l'ok  per
  potere  procedere sul voto di genere. Se tutti i Gruppi non eravamo
  d'accordo,   quella  proposta  non  passava    In   quel   momento,
  rappresentavo  il  Popolo  della  Libertà  e  votai  favorevolmente
  affinché  si  potesse  aprire un'ulteriore finestra  legislativa  e
  consentire ciò. Gli onorevoli colleghi presenti me ne possono  dare
  atto, ma sono anche gli atti parlamentari a testimoniarlo. Stasera,
  però,  dico  che, non stiamo facendo altro che adeguare  il  nostro
  sistema  elettorale all'abolizione, alla riduzione da 90  a  70  ed
  alla   eliminazione   del   listino   e,   conseguentemente,   alla
  ripartizione,  alla ridistribuzione di quei seggi  del  listino  al
  Presidente  della  Regione  ed  alla  coalizione  vincente  con  il
  Presidente  della  Regione  che vincerà a  seguito  delle  prossime
  elezioni regionali.
   Concludo,  quindi, dicendo, signor Presidente, che la proposta  di
  sospensione  mi sembra assolutamente fuori luogo. Stasera,  potremo
  pensare  di  votare sì l'articolo 1 e, poi, riaggiornarci,  perché?
  Perché  chi  lo  dice che non dovremmo, per esempio,  abbassare  la
  soglia dal 5 al 4 per cento o aumentarla dal 5 al 10 per cento? Chi
  lo impone?
   E'  una riforma, una riforma complessiva su cui dovremmo discutere
  V  e  concludo  veramente  -  o se n'è parlato  che  questa  legge,
  comunque, può essere subordinata alla prossima norma sulla  riforma
  delle  province  quando  aboliremo le  province  ed  istituiremo  i
  consorzi  dei  comuni.  E  come facciamo a  fare  corrispondere  un
  collegio  provinciale con consorzi di comuni che non  corrispondono
  agli attuali territori provinciali?
   Tutti  questi  temi,  personalmente, li  avevo  esplicitati  molto
  brevemente,  nel mio intervento iniziale, introduttivo  sull'ordine
  dei  lavori  con  il quale chiedevo di rinviare questo  disegno  di
  legge, però, qualcuno non lo ha voluto fare.
   Il  più  importante  partito di questo  Parlamento  -  in  termini
  numerici,   attenzione,   è   il  Partito   Democratico   -   diede
  un'accelerazione. Oggi, invece, fa un passo indietro o dieci  passi
  indietro.  Bene, onorevole Cracolici: convincetevi e  poi  ci  fate
  sapere cosa volete fare.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Falcone.
   Prendiamo atto che lei si è dichiarato contrario alla richiesta di
  sospensiva.
   Per  chiarire a tutti quanti, il Regolamento, perché lo ha  citato
  prima  l'onorevole Falcone, all'articolo 101, al punto 2),  recita:
   Iniziata  la  discussione, la proposta deve  essere  avanzata  con
  domanda  sottoscritta da almeno otto deputati, dal Governo o  dalla
  Commissione .
   Al punto 3), recita:  Non può procedersi oltre nella discussione o
  deliberazione  se la domanda non venga respinta dall'Assemblea  con
  votazione per alzata e seduta dopo che abbiamo parlato non  più  di
  due oratori a favore e due contro .
   Prendiamo atto, quindi, che l'onorevole Falcone era contrario.

   VULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   mi   dichiaro
  favorevole   al   rinvio,  naturalmente,   però,   volevo   portare
  all'attenzione  dei colleghi presenti in Aula alcune  problematiche
  verificatesi   durante  la  campagna  elettorale  comunale,   nella
  fattispecie, di Catania.
   Carissimi  colleghi,  dovete sapere -  ho  ascoltato  con  estremo
  interesse tutto il dibattito - che, fra coloro che sono intervenuti
  in questo dibattito, ho notato che alcuni che hanno votato la legge
  scorsa,  quella del non trascinamento, volevo solo  fare  notare  a
  questi colleghi parlamentari alcuni errori che sono stati commessi.
  Quando  si parla del non trascinamento, infatti, dovete sapere  che
  al  comune di Catania ci sono sei municipalità. In tutte e  sei  le
  municipalità  ha  vinto in centrosinistra. Nelle  municipalità  più
  evolute,  voi sapete, ci sono grandi barzellettieri che, a Catania,
  qualche volta, ci prendono in giro e chiamano una parte di Catania,
  la  parte più evoluta, la parte bene, i Monfiani, prendendo  questo
  nome da via  Monfalcone.
   Voi   doveste   sapere   che,   in   questa   circoscrizione,   il
  centrosinistra ha preso 13 mila voti ed il Presidente del Consiglio
  di quartiere è stato eletto con tremila e settanta voti.
   E,  allora,  chi ha fatto questa legge, come mai non  ha  previsto
  almeno la doppia scheda?
   Mi  sembra  o  che  non  abbiamo dato la  giusta  informazione  ai
  cittadini  o  qualcuno  che  è stato  qui  per  tanti  anni  doveva
  prevedere  questo fatto. E, allora, quando si parla di una  riforma
  elettorale,  credo  che al primo punto ci debba  essere  la  doppia
  scheda  elettorale.  Per un attimo, se voi  andate  ad  analizzare,
  ancora  le  commissioni elettorali del comune di Catania non  hanno
  stilato  la graduatoria degli eletti consiglieri comunale e neanche
  dei  seggi  perché,  siccome ci sono stati una miriade  di  errori,
  ancora  oggi,  la  Commissione  è riunita  perché  non  riescono  a
  raccapezzarsi.
   Io  dico che la prima cosa che deve fare un Parlamento è quella di
  snellire anche la parte legislativa e burocratica. Dobbiamo rendere
  più normale per chi va a votare dare un voto o una preferenza.
   Pensate  che, per un attimo, ci sia qualcuno, qui dentro o  fuori,
  che sia per il non voto di genere? Ma lo siamo tutti per il voto di
  genere; ci mancherebbe altro. Ad esclusione, però, di una candidata
  che già era consigliere comunale a Catania, eletta nel PD, ma tutte
  le  altre  candidate, parliamoci chiaro, sono delle  candidate  che
  sono state elette in virtù di abbinamenti e non per grandi capacità
  politiche.
   Allora,  carissimi  miei compagni e carissimi  parlamentari,  vuol
  dire   che   consegneremo   e  stiamo  consegnando   alla   vecchia
  partitocrazia  il  consiglio comunale e  vorremmo  consegnare  alla
  partitocrazia anche l'Assemblea regionale.
   Mi  viene  così una boutade: perché non torniamo agli inizi  degli
  anni  '70, mettiamo le preferenze, mettiamo i numeri e torniamo  ai
  vecchi sistemi clientelari, alle truppe cammellate e quanto altro?


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                          Per fatto personale

   CASCIO Francesco. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  Francesco.  Signor  Presidente, grazie.  Sto  intervenendo
  adesso, dopo un po' di tempo, perché mi sembrava incredibile quello
  che  ho  sentito e, allora, ho chiesto di farmi avere il  resoconto
  stenografico  di questa seduta e faccio riferimento  all'intervento
  dell'onorevole Maggio, mia collega di Commissione.
   La  collega  Maggio, nel suo intervento appassionato,  tipico  del
  sindacalista,   ad   un  certo  punto,  fa  riferimento   e   leggo
  testualmente, dal resoconto stenografico:  e ha ragione l'onorevole
  Cracolici  quando  dice  che  chissà in  quali  condizioni  noi  ci
  troveremmo perché la scelta che riguarda i referendum è una  scelta
  che già all'esterno hanno maturato quei soggetti politici che hanno
  sottoscritto questa nota - parliamo della nota che è stata  diffusa
  oggi in Aula - che ha scandalizzato qualcuno - che sarei io, ma non
  per  la  nota  ma  per  il  fatto certamente  anomalo  che  venisse
  distribuito in Aula - che forse non è abituato quel qualcuno - cioè
  io  -  a  lettere  aperte, che forse è abituato ad altro  percorso,
  forse è abituato al percorso dei pizzini. Diciamolo chiaramente,  è
  questo che fa paura, fa paura la trasparenza, la voglia delle donne
  di  impegnarsi in politica con grande coerenza e con la volontà  di
  migliorare le condizioni di tutti.  Tralascio il resto.
   Chiedo  all'onorevole Maggio che ha, diciamo, notizia  di  pizzini
  che sono stati consegnati al sottoscritto, di fare riferimento,  in
  quest'Aula,  se  no,  la prego, visto che le  parole  sono  pietre,
  soprattutto  se dette in quest'Aula, di chiarire il senso  del  suo
  intervento.
   Speravo  che  la  Presidenza avesse preso  nota  di  quanto  detto
  dall'onorevole Maggio, che è molto grave, soprattutto se è riferito
  ad un ex Presidente di questo Parlamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Maggio, vista  l'eccezionalità  di  quanto
  accaduto la Presidenza, devo essere sincero, onorevole Cascio,  non
  aveva  fatto  caso  a questo passaggio, semplicemente  perché,  nel
  corso  dell'intervento dell'onorevole Maggio, come lei avrà notato,
  ho  più  volte richiamato gli onorevoli colleghi a dei toni un  po'
  più  moderati perché non si riusciva ad ascoltare bene e, a maggior
  ragione,   approfitto   di   questa   sua   puntualizzazione,   per
  ulteriormente sottolineare come, a volte, nel caos che  si  genera,
  possano passare delle cose di una certa, ovviamente, gravità,  come
  ha sottolineato l'onorevole Cascio.
   Ecco  perché,  ancora  una  volta, prego gli  onorevoli  colleghi,
  quando  c'è  un dibattito aperto, di evitare, dove è possibile,  di
  alzare  i toni e di dare spazio a delle manifestazioni tipo quella,
  per  esempio,  dell'onorevole Figuccia, che si alza in  modo  molto
  plateale, teatrale e dice delle cose.
   Secondo  me,  bisognerebbe cambiare un poco  tutti  atteggiamento,
  all'interno   di   quest'Aula,   visto   che   siamo   chiamati   a
  rappresentare,  in  maniera dignitosa, gli elettori  che  ci  hanno
  votato.
   A  questo  punto,  comunque,  in via  del  tutto  eccezionale,  se
  l'onorevole  Maggio  lo ritiene opportuno, può  rispondere,   però,
  chiarisco  subito che qui, poi, ci fermiamo. Evidentemente,  non  è
  materia  di  quest'Aula  proseguire nei vostri  chiarimenti,  però,
  trovo  giusto  dare  la  parola  all'onorevole  Maggio,  prima   di
  ritornare a parlare della richiesta avanzata di sospensiva da parte
  degli onorevoli che avevo citato prima.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Maggio.

   MAGGIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il riferimento  ai
  pizzini  è servito a dire che è necessario un percorso di  assoluta
  trasparenza  che,  forse,  nella  definizione  di  questa   riforma
  elettorale,  non  è stato seguito, non era riferito  esclusivamente
  all'onorevole Cascio per il semplice motivo che qui su quella  nota
  che  è  stata distribuita, del resto è stata distribuita dopo avere
  chiesto il permesso ed era, e lo voglio precisare, una nota che era
  stata   inviata  a  tutti  i  Parlamentari  e  a  tutti  i   Gruppi
  parlamentari, quindi, già era una nota  pubblica, la  si  è  voluta
  ricordare  nel  momento  in  cui si è  avviato  il  percorso  e  la
  discussione.
   Mi  dispiace per l'onorevole Cascio che lo ha interpretato come un
  riferimento  al  suo intervento. Era un riferimento  al  fatto  che
  rivendico più trasparenza e, quindi, ho messo in atto la differenza
  tra la volontà aperta dichiarata delle donne di  fare una battaglia
  e  chi, magari, in questo percorso, che secondo me è stato un  poco
  oscuro,  ha  presentato  un  disegno di  legge  che  doveva  essere
  integrato,  così  come si fa di solito, e che prevedeva  la  doppia
  preferenza  di genere; eppure, è stato messo da parte;  sono  stati
  presentati  degli  emendamenti che,  stranamente,  come  diceva  la
  collega  Milazzo,  sono  stati  portati  al  voto  in  assenza  dei
  presentatori degli emendamenti che non erano stati convocati.
   Secondo   me,  questo  è  stato  un  passaggio  assolutamente   di
  trasparenza su una questione che riguarda una materia viva,  troppo
  forte,   una   materia   delicata  e,  all'interno   della   quale,
  sicuramente, la doppia preferenza di genere per me ha  una  valenza
  politica  straordinaria  ed importante,  non  fosse  altro  per  il
  risultato di tre mesi fa; non fosse altro che finalmente la Sicilia
  si  era  messa  al  passo  con  l'avanzamento  politico  e  con  le
  indicazioni che vengono dall'Europa. Semplicemente questo e non era
  riferito a quanto aveva detto nell'intervento l'onorevole Cascio.

                     Sulla proposta di sospensiva

   PRESIDENTE. Riprende la discussione proposta di sospensiva.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Lei, onorevole Ciancio, si  esprime  in
  modo favorevole  o contrario alla pregiudiziale?

   CIANCIO. Signor Presidente, noi, ovviamente,  siamo contrari.
   Non  mi  soffermerò molto sull'aspetto filosofico che già  abbiamo
  trattato  abbondantemente, la scorsa volta, anche  perché  non  c'è
  peggior  sordo di chi non vuol sentire; se le donne sono  aumentate
  del  30   per  cento, lo dico alle colleghe del  PD,   non  gioisco
  perché  guardo  prima  di  tutto alla qualità  piuttosto  che  alla
  quantità. E, poi, perché ritengo estremamente umiliante avere avuto
  la  conferma  che  siamo  la  seconda scelta  dei  cittadini.  Poi,
  ribadisco  che  siamo contrari alla sospensiva e  siamo  favorevoli
  all'abolizione del listino e, in ultimo, volevo fare  un  invito  a
  tutti  i  colleghi perché penso che oggi abbiamo la possibilità  di
  far valere il ruolo di questo Parlamento.
   Forse, qualcuno, della maggioranza, ovviamente, ha dimenticato che
  l'urgenza è venuta fuori tutta dal Governo e, allora, se il Governo
  ha avuto l'urgenza di portare questo disegno di legge in Aula, ora,
  si  assuma la responsabilità di aver proposto, in fretta  e  furia,
  qualcosa  che  non ci interessa, che non interessa  soprattutto  la
  Sicilia.
   Oggi,  possiamo dare seguito alle proteste che ci  sono  state  da
  parte  nostra e anche dell'opposizione, ma anche da qualcuno  della
  maggioranza;  per le proteste che ci sono state nei giorni  scorsi,
  per  la  poca  considerazione che questo Governo ha dimostrato  nei
  confronti  di questo Parlamento. Ha dimostrato poca considerazione,
  non   solo  nel  non  venire  in  Aula,  nel  non  rispondere  alle
  interrogazioni,  alle  mozioni e così via o  non  essendo  presente
  molte  volte  in Commissione, ma proponendoci, oggi,  in  Aula,  un
  disegno di legge assolutamente inutile, anzi addirittura dannoso  -
  ovviamente, mi riferisco alla doppia preferenza di genere - anziché
  pensare  a  occupazione, questioni che riguardano i  cittadini.  Si
  potrebbe  parlare di tante cose, di rifiuti; dovevamo  parlare  del
  turismo,  di  albergo diffuso, di miliardi di altre cose;  potevamo
  essere  resi partecipi nel discorso della formazione e, invece,  il
  Governo   ha   preferito  renderci  partecipi  in  questa   riforma
  totalmente fuori luogo per qualcosa che avverrà, forse, tra  alcuni
  anni, quindi, se ne assuma tutta la responsabilità.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                    Per un richiamo al Regolamento

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho richiesto  di
  intervenire  per un richiamo al Regolamento perché  lei,  poc'anzi,
  aveva  ricordato  che, ai sensi del 101, come  dice  lei  -  per  i
  palermitani, il 101 è un autobus - possono parlare due  deputati  a
  favore e due contro. Io ho calcolato che siamo a quattro contro.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, se lei fosse più attento  durante
  la  discussione,  non arriverebbe a dire queste cose  perché  hanno
  parlato contrari Falcone e Ciancio e favorevole soltanto Vullo.
   Lei dovrebbe stare più attento quando c'è la discussione piuttosto
  che  andare  in  giro ad assediare i colleghi del Movimento  Cinque
  Stelle.  Dovrebbe fare attenzione a quello che viene detto.  Adesso
  le chiedo io, onorevole Cracolici: lei vuole intervenire a favore o
  contro?

   CRACOLICI. Indovini lei.

   PRESIDENTE. No, me lo dica lei. Io ho indovinato.

   CRACOLICI. Lo capirà dall'intervento che farò.

   CORDARO.  Ha  chiesto  di intervenire sul  Regolamento.  E  fa  il
  saccente:  Decida lei   E lei, signor Presidente, non lo rispedisce
  al posto.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, volevo semplicemente ricordare  che
  l'articolo  101 prevede due a favore e due contro. Io considero  la
  questione di cui stiamo parlando, a questo punto della discussione,
  considerato che diversi Presidenti di Gruppi parlamentari, non solo
  della  maggioranza  ma  anche di forze che non  fanno  parte  della
  maggioranza,  hanno sottoscritto e condiviso, al di là  del  merito
  che può dividere su doppia preferenza o mono preferenza, ma ragioni
  di  opportunità,  ribadendo un principio che una  materia  come  la
  legge  elettorale ha la necessità che l'Aula trovi  il  massimo  di
  sintesi possibile. Ecco perché  considero il rinvio, al di  là  del
  merito, una ragione di opportunità, se vogliamo fare una norma  che
  sia condivisa dal Parlamento e dai siciliani.
      Ecco  perché penso che la scelta di accelerare e consentire  al
  Parlamento di esprimersi per rinviare la seduta in maniera tale che
  si  trovino  in  sedi  politiche,  visto  che  qui  non  ci  stiamo
  riuscendo,  a  determinare una sintesi che  possa  portare  a  casa
  questa legge, essendo come ha ricordato l'onorevole Forzese io  tra
  i  firmatari di un disegno di legge che voleva appunto ottenere  il
  risultato  che  si è determinato con il disegno di legge  approvato
  dalla Commissione, ovvero l'abolizione del listino e il riparto del
  premio  di  maggioranza  attraverso  i  collegi  provinciali,   non
  aggiungo  altro  e  lo  dico, al di là della  battuta,  a  tutti  i
  colleghi di tutte le forze politiche che quando in un Parlamento la
  maggioranza delle forze politiche, al di là se poi sia tecnicamente
  maggioranza  parlamentare,  ma le forze  politiche  principali  del
  Parlamento   ritengono  di  dover  ulteriormente  approfondire   la
  questione,  eviterei  di costruire una contrapposizione  che  serve
  soltanto  ad  inasprire i rapporti politici che  -   credo   -  non
  servano a nessuno.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  la  Presidenza  si  attiene  al
  Regolamento  interno, quindi procedo con la richiesta di  votazione
  della proposta di sospensiva e quindi invito gli onorevoli colleghi
  a prendere posto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   FORMICA. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, come lei, tutti  noi  in  quest'Aula
  siamo  ben consci di ciò che recita l'articolo 101. Ma lei,  signor
  Presidente,  non  può  non  tenere  conto  del  fatto  che   questo
  Parlamento  non  più di qualche ora fa, circa due ore  fa,  ha  già
  votato contro un rinvio.
   Segua  il  mio ragionamento. E' vero che otto deputati, anche  nel
  corso   della  discussione,  a  differenza  di  uno,  prima   della
  discussione  possono chiedere il rinvio; ma alla luce di  quanto  è
  avvenuto   stasera,  cioè  del  fatto  che  questo   Parlamento   a
  larghissima maggioranza, come lei ha visto, si è pronunciato per la
  prosecuzione,  allora  quanto meno i proponenti  della  sospensione
  dovrebbero specificare, proprio per le ragioni che sostengono,  che
  l'Aula  potrà  occuparsi nella prossima sessione, per rispetto  del
  Parlamento non potrà certo riaffrontare tale questione nel corso di
  questa sessione, sia per rispettare i problemi urgenti della  gente
  -  che  dobbiamo risolvere da qui alla fine di luglio  -,  sia  per
  rispettare il fatto che questa Aula si è già espressa oggi.
   Pertanto, l'invito che le rivolgo, signor Presidente, è quello  di
  dare  -  perché  è previsto,  lo si può fare - un  termine  per  le
  ragioni che chiedono, per il fatto che bisogna discutere di  tutto,
  che  bisogna raggiungere una unanimità, che si metta a verbale  che
  se ne potrà discutere soltanto nella successiva sessione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, intanto la  Presidenza  chiarisce
  che  la  prima votazione era sul ritorno del disegno  di  legge  in
  Commissione di merito.
   Onorevole  Formica,  lei  non si deve  preoccupare  perché  se  le
  ragioni che hanno indotto gli otto deputati a firmare la sospensiva
  non  hanno  convinto,  la  stessa maggioranza  voterà  contro  tale
  sospensiva. Non posso fare altro, lei lo sa meglio di  me,  che  la
  Presidenza deve attenersi a quanto recita il Regolamento. Non posso
  quindi che procedere a termini di Regolamento interno.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, ovviamente un approfondimento  serio
  non  può  consentire che l'Aula tratti di nuovo questo  tema  prima
  della  chiusura  della sessione estiva. Quindi è ovvio,  ma  questo
  sarà  calendarizzato  dalla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                Votazione della proposta di sospensiva

   PRESIDENTE.  Si procede  quindi alla votazione della  proposta  di
  sospensiva, con l'integrazione di cui all'intervento dell'onorevole
  Formica.
   Onorevole Formica, vediamo se questa volta riesco ad essere subito
  abbastanza chiaro
   Onorevoli  colleghi, chi è favorevole alla richiesta di sospensiva
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

  Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  10
  luglio 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


       I   - Comunicazioni
  II   - Discussione del disegno di legge:

         -Norme per il riconoscimento dell'Albergo Diffuso in Sicilia. (nn.
             230-120-76-152/A)

               Relatore: on. Assenza

       III   -  Seguito della discussione della mozione:

         N. 71   -   Iniziative  finalizzate  alla  modifica  della
              convenzione  stipulata  dalla Regione  siciliana  con
              Siciliacque S.p.A. al fine di ridurre la tariffa  del
              servizio  idrico integrato ai cittadini degli  ambiti
              territoriali ottimali (ATO).

         (20 marzo 2013)

                                        FIRETTO - GRASSO - LEANZA -
                                                - LA ROCCA RUVOLO -
                                             - LENTINI - SAMMARTINO

       IV   - Discussione unificata delle mozioni:

         N. 54  -  Interventi per ottenere il riconoscimento per la
              Sicilia dello status di zona franca.

         (6 marzo 2013)

                           SAMMARTINO - LEANZA - SUDANO - LENTINI -
                                                            NICOTRA

         N. 55  -  Iniziative per l'attivazione delle zone  franche
              urbane in Sicilia.

         (6 marzo 2013)

                              DIPASQUALE - DI GIACINTO - COLTRARO -
                            MALAFARINA - ODDO - CIACCIO - VENTURINO
                              - FOTI - PALMERI - MANGIACAVALLO - LA
                            ROCCA - SIRAGUSA - FERRERI - CAPPELLO -
                           CIANCIO - CANCELLERI - ZITO - ZAFARANA -
                             TRIZZINO - CIRONE - MARZIANO - MILAZZO
                                                                 A.

                   La seduta è tolta alle ore 19.38

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO
                  Risposte scritte ad interrogazioni

             Rubrica «Beni culturali e Identità siciliana»

   FIGUCCIA - LO SCIUTO - DI MAURO - LOMBARDO - GRECO G. - PICCIOLO -
  FIORENZA   -   FEDERICO.  -   «Al  Presidente   della   Regione   e
  all'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana, premesso
  che  registriamo, in questi primi giorni di Governo  regionale,  un
  esordio  dell'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana
  discutibile, quantomeno sul piano dell'opportunità, riguardante  un
  avviso pubblicato il 13 dicembre u.s., relativo al finanziamento di
  contributi  ad  enti  ed  associazioni per  attività  di  carattere
  culturale,  artistico e scientifico per l'anno 2013, che  stabiliva
  un  irrisorio  termine di presentazione delle relative  istanze  di
  appena sette giorni;

   considerato  che  la  concessione di contributi  per  attività  di
  carattere  culturale, artistico e scientifico, dovrebbe  perseguire
  la  specifica finalità di sostenere quei soggetti che, per il certo
  spessore   culturale  e  la  notevole  mole  di  attività   svolta,
  costituiscono  un'importante risorsa per  la  valorizzazione  e  la
  promozione  delle tradizioni artistiche e culturali  tipiche  della
  nostra regione;

   ritenuto che il breve tempo stabilito dall'avviso in questione per
  la   presentazione  delle  istanze  di  accesso  ai   finanziamenti
  pregiudica  certamente un'attenta valutazione circa l'esistenza  di
  validi  requisiti  in  capo ai richiedenti, lasciando  fuori  dalla
  platea  soggetti  che  altrimenti avrebbero  potuto  legittimamente
  accedervi;

   per  sapere se non ritengano opportuno rivedere i termini previsti
  con  cui  viene  fissata la data di scadenza per  la  presentazione
  delle  proposte  progettuali affinché vengano inseriti  criteri  di
  qualità rispetto alla valutazione delle stesse proposte». (71)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In  riferimento all'interrogazione  in  oggetto  si
  rappresenta quanto segue.
   Si premette che occorre identificare due forme nettamente distinte
  di  intervento finanziario da parte di questo Assessorato in favore
  di attività culturali.
   -  La  prima prevede la concessione di contributi a soggetti terzi
  per  attività  di carattere culturale, artistico e scientifico,  di
  cui  alle  LL.RR. nn. 66/75 e16/79. Com'è noto il capitolo  377703,
  relativo  a  questa categoria di contributi, per l'esercizio  finan
  ziario   2013   è  stato  inserito  nell'allegato  1  della   Legge
  Finanziaria  e  i  fondi  ivi appostati sono  bloccati  in  ragione
  dell'impugnativa del Commissario dello Stato.
   Per quanto attiene all'esercizio finanziario 2012, le procedure, i
  criteri e le modalità di erogazione del contributo sono stati  resi
  noti  con circolare n. 18 del 08/06/2012, disponibile nel sito  web
  di questo Assessorato.
   Sembra,  tuttavia,  che  l'interrogante  si  riferisca  ad   altra
  fattispecie di interventi finanziari rivolti, invece, ad iniziative
  culturali che vengono direttamente promosse dall'Assessorato.
   - In merito a questa seconda forma di intervento finanziario (cap.
  376528),  questo Assessorato, con DA n. 10 del 9/06/2011 modificato
  con  DA  n.  17 del 18/10/2011, pubblicati con GURS rispettivamente
  del  17/06/2011  e  del  28/10/2011 e  consultabili  nel  sito  web
  dipartimentale,  ha  emanato  le  procedure  e  le   modalità   per
  l'acquisizione   di  idee  e  proposte  per  la  realizzazione   di
  iniziative  nel  campo  delle  attività  culturali,  artistiche   e
  scientifiche   di   particolare  rilevanza  direttamente   promosse
  dall'Assessorato dei BB.CC. e dell'IS., ai sensi dell'art. 10 della
  L.r.  n.  16/79 e s.m.i. Sulla base di quanto disposto  dai  citati
  decreti,   i   soggetti  proponenti  possono   presentare   istanza
  annualmente  entro il 20 dicembre dell'anno che precede  quello  in
  cui  si  dovrebbe realizzare l'iniziativa e non possono  presentare
  più   di  un  progetto  per  anno  solare.  L'Assessorato  promuove
  esclusivamente  la  realizzazione di iniziative  che  si  intestano
  direttamente  al  Dipartimento  e  l'eventuale  coinvolgimento   di
  soggetti terzi pubblici o privati, individuato dal legislatore, non
  è  assimilabile alla concessione di agevolazioni contributive o  al
  finanziamento di progetti.
   Occorre  chiarire, infine, che l'avviso pubblicato il 13  dicembre
  2012   cui  fa  riferimento  l'interrogante  conteneva,  non  tanto
  un'apertura  o  riapertura  del  termine  di  presentazione   delle
  proposte  per le iniziative direttamente promosse, quanto piuttosto
  la  ripubblicazione  sul  sito  web  dipartimentale  di  un  format
  destinato a contenere le informazioni essenziali, sia sui  soggetti
  proponenti che sulle iniziative da questi proposte. La scadenza del
  20  dicembre  per la presentazione di tali proposte era  già  stata
  precedentemente   fissata  con  il  citato  DA  17/2011,   peraltro
  pubblicato su GURS del 20/10/2011. Risulta evidente, pertanto,  che
  i termini di presentazione delle domande sono di un anno e non di 7
  giorni.
   Con  l'auspicio  di  essere stata sufficientemente  esaustiva,  la
  Scrivente   resta  a  disposizione  per  ogni  eventuale  ulteriore
  chiarimento».

      L'Assessore

      Mariarita Sgarlata

                           Rubrica «Salute»

   CIACCIO  -  CANCELLERI  - MANGIACAVALLO -  CAPPELLO  -  CIANCIO  -
  FERRERI  -  FOTI  -  LA  ROCCA - PALMERI - SIRAGUSA  -  TRIZZINO  -
  VENTURINO  -  ZAFARANA  - ZITO. - «Al Presidente  della  Regione  e
  all'Assessore per la salute, premesso:

   il  Decreto legislativo del 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
  modificazioni  e  integrazioni  sul riordino  della  disciplina  in
  materia sanitaria;

   il  Decreto  regionale n. 1868 del 30 settembre 2011  'Riordino  e
  realizzazione  della  rete dei punti nascita',  ove  si  evince  la
  chiusura dei punti che abbiano un numero annuo di parti inferiori a
  500;

   che  fra  i  punti  nascita da sopprimere sarebbe compreso  quello
  esistente all'interno del Presidio ospedaliero di Corleone;

   ritenuto:

   di   fondamentale  importanza  analizzare  i  dati   di   attività
  dell'ultimo  quinquennio,  al  fine  di  valutare  criticamente  il
  mantenimento dei punti nascita con numero di parti inferiore a 500,
  definendo   per   ognuno  il  trend  di  attività   e   valutandone
  contestualmente    l'attività   sia    sull'appropriatezza    delle
  prestazioni sia al ruolo di riferimento territoriale che  assolvono
  i Presìdi in loco;

   che i punti di riferimento più vicini di II livello sono Palermo a
  km  57/h1.26,  ed  Agrigento, a km 100/h1.52, mentre  quello  di  I
  livello è Partinico, a km 42/h1.06;

   per  sapere  se  non ritengano opportuno assumere ogni  iniziativa
  atta  a  modificare il Decreto assessoriale del  2  dicembre  2011,
  riconsiderando il Presidio Ospedaliero di Corleone tra le strutture
  con   caratteristiche  montane  e/o  disagiate,  e/o  con  notevole
  distanza dalle strutture di riferimento ostetrico/ginecologiche  di
  livello superiore più vicine. Tale atto, perfettamente in linea con
  il  Piano Sanitario Regionale Piano della salute' 2011-2013  (PRS),
  non  penalizzerebbe un territorio disagiato, quale  quello  in  cui
  presta  i  propri  servizi  sanitari  il  presidio  Ospedaliero  di
  Corleone  e garantirebbe un 'diritto alla salute' della popolazione
  ivi residente». (612)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «In riscontro all'interrogazione citata in oggetto con
  la  quale si chiede il mantenimento del punto nascita dell'Ospedale
  di Corleone (PA) si precisa quanto segue.
   Con decreto 2 dicembre 2011, pubblicato nella G.U.R.S. n. 1 del  5
  gennaio  2012,  questo Assessorato ha emanato le direttive  per  il
  "Riordino e razionalizzazione della rete dei punti nascita".
   La  riorganizzazione  della rete è scaturita  dalla  necessità  di
  promuovere e migliorare la qualità, la sicurezza e l'appropriatezza
  degli  interventi assistenziali nel percorso nascite e di  ridurre,
  nel  contempo, l'utilizzo del taglio cesareo. Tale intento è  stato
  formalizzato a livello nazionale con l'accordo Stato-Regioni del 16
  dicembre  2010 che ha previsto tutta una serie di correttivi  e  di
  misure   di   politica   sanitaria  come,   tra   gli   altri,   la
  razionalizzazione/riduzione  progressiva  dei  punti  nascita   con
  numero di parti inferiore a 1000/anno, prevedendo l'abbinamento per
  pari  complessità  di attività delle UU.00. ostetrico-ginecologiche
  con   quelle   neonatologiche/pediatriche,  nonché   l'attivazione,
  completamento  e messa a regime del sistema di trasporto  assistito
  materno (STAM) e neonatale d'urgenza (STEN).
   Nell'ambito  della  riqualificazione  della  rete  ospedaliera   e
  territoriale  e  in  sintonia  con gli  orientamenti  programmatori
  nazionali  e  internazionali, la Regione siciliana,  con  il  Piano
  sanitario  regionale  2011/2013,  e  specificatamente  con   quanto
  previsto  al  punto 9.2.1 "Messa in sicurezza dei punti  nascita  e
  miglioramento della qualità dell'assistenza al parto e al neonato",
  ha  definito  la  rimodulazione della  rete  materno-infantile  per
  garantire    adeguati    standard    di    qualità    relativamente
  all'organizzazione ed alle funzioni collegate all'assistenza.
   L'obiettivo è di migliorare il livello dei LEA, gli indicatori  di
  efficacia,  di efficienza e di appropriatezza ed economicità  delle
  prestazioni  erogate,  con particolare riferimento  al  numero  dei
  parti  cesarei garantendo maggiore soddisfacimento dei  bisogni  di
  salute dei cittadini.
   A  tal  fine col Piano si è posto l'obiettivo di riorganizzare  le
  UU.OO  di  ostetricia  e  ginecologia,  pediatria,  neonatologia  e
  terapia intensiva neonatale, organizzandone i livelli di assistenza
  anche   in  relazione  alla  complessità  dell'attività  svolta   e
  all'organizzazione  in  rete dei servizi per  patologia,  volume  e
  complessità.
   Il   Piano   ha  altresì  inteso  valorizzarne  ulteriormente   il
  collegamento  funzionale  con  la rete  regionale  di  emergenza  e
  potenziare  il  Servizio  di trasporto per le  emergenze  neonatali
  (STEN)  e  Servizio di trasporto assistito materno (STAM)  su  base
  regionale.
   Si   é   ritenuto,  infine,  di  dover  garantire  la   continuità
  assistenziale  intesa  come  omogeneità  dell'assistenza   erogata,
  perseguendo  modelli di continuità assistenziali che consentano  la
  distinzione tra la gravidanza fisiologica e gravidanza  a  rischio,
  attivando in tal senso un sistema fortemente integrato al  fine  di
  una  collaborazione  funzionale tra i vari  livelli  istituzionali,
  sinergizzando le attività territoriali e ospedaliere e valorizzando
  le   interdipendenze  esistenti  fra  le  strutture  operative,  il
  distretto territoriale e ospedaliero, i consultori familiari e  gli
  altri servizi attivi nell'ambito dell'area materno-infantile.
   Pertanto, nelle aziende in cui sono disattivati i punti nascita  i
  Direttori  generali  devono  provvedere alla  riorganizzazione  del
  "percorso  nascita",  per  offrire alle  mamme  e  ai  neonati  una
  migliore  qualità dell'assistenza e della presa in carico  completa
  dal concepimento fino al periodo immediatamente precedente al parto
  e,  per questo, dovranno produrre un proprio piano aziendale in cui
  siano  definite  le  strutture  e le  modalità  attraverso  cui  il
  percorso nascita potrà essere assicurato nel territorio anche sulla
  base delle caratteristiche della popolazione di riferimento.
   Ciò  premesso,  i  criteri generali adottati  con  il  già  citato
  decreto  2  dicembre  2011  per la disattivazione/mantenimento  dei
  punti nascita si possono riassumere:
   -  attuazione  delle  azioni  volte a  migliorare  in  termini  di
  sicurezza,  appropriatezza  e  qualità  del  percorso  nascita  per
  raggiungere  gradualmente  gli  standard  previsti  dal   documento
  tecnico  del  Ministero della salute, si è ritenuto di recepire  le
  indicazioni dell'O.M.S., e le conformi prescrizioni nazionali (cfr.
  D.M.  24  aprile 2000 relativo all'adozione del progetto  obiettivo
  materno-infantile), che fissano il livello minimo per ciascun punto
  nascita in almeno 500 parti annui.
   - il programma di "messa in sicurezza" e di costruzione della rete
  tiene  conto  non  soltanto  del numero  dei  parti/anno  ma  anche
  dell'andamento dell'attività di ostetrica e ginecologica  di  tutte
  le   strutture   sanitarie  pubbliche  e  private   della   Regione
  relativamente agli anni 2005-2009, come risultante dalle  S.D.O.  e
  dalla  caratterizzazione quali-quantitativa di quest'ultima,  ed  è
  attuato sulla base delle seguenti direttrici:
   1.  la  disattivazione  dei  punti nascita  con  numero  di  parti
  inferiore a 500/anno, ciò sulla base di motivate valutazioni legate
  alla  specificità  dei bisogni reali delle varie  aree  geografiche
  interessate con rilevanti difficoltà di attivazione dello STAM;
   2.  l'accorpamento  delle unità operative sedi  di  punti  nascita
  ancorché  con  numero di parti di 500 o più animi se  viciniori  da
  realizzarsi nella struttura che presenta le migliori condizioni  di
  sicurezza (UT1N, Rianimazione etc.).
   Per  quanto  attiene  poi al tema specifico dell'assistenza  nelle
  zone  disagiate si rimanda a quanto in materia verrà  regolamentato
  dall'emanando  Piano nazionale per le isole minori e  aree  montane
  disagiate  che nasce con l'obiettivo di dare risposte soddisfacenti
  ed  efficaci  ai  bisogni  di  salute delle  popolazioni  di  detti
  territori».

   L'Assessore

   Dr.ssa Lucia Borsellino