Presidenza del vicepresidente Venturino
LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale delle sedute
nn. 54 e 55 del 3 luglio 2013 che, non sorgendo osservazioni, si
intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Barbagallo, Raia e
Vinciullo sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cordaro sarà in missione a
Roma il 10 e 11 luglio 2013.
Comunico, altresì, che l'onorevole Musumeci è in missione a Roma
il 9 luglio 2013.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per i Beni Culturali e l'Identità
Siciliana
N. 71 - Notizie circa i criteri seguiti dall'Assessore per i beni
culturali e l'identità siciliana nella ripartizione dei contributi
per attività di carattere culturale,
artistico e scientifico per l'anno 2013.
Firmatari:Figuccia Vincenzo; Lo Sciuto Giovanni; Di Mauro
Giovanni; Lombardo Salvatore Federico; Greco Giovanni; Picciolo
Giuseppe; Fiorenza Cataldo; Federico Giuseppe (Con nota prot. n.
319 del 22 febbraio 2013, si delega l'Assessore regionale per i
beni culturali e l'identità siciliana);
- da parte dell'Assessore per la Salute
N. 612 - Mantenimento del punto nascite dell'ospedale di
Corleone(PA).
Firmatari:Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo;
Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano (Con nota prot. n. 27874/IN.16
del 4 giugno 2013, il Presidente della Regione ha delegato
l'Assessore per la salute).
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Istituzione dell'Assessorato della salute e delle politiche
sociali. (n. 485)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Digiacomo in
data 4 luglio 2013.
- Schema di progetto di legge costituzionale da proporre ai sensi
dell'articolo 41 ter dello Statuto al Parlamento della Repubblica
recante: Modifica dello Statuto Speciale della Regione Siciliana -
Istituzione del Consiglio Regionale delle Autonomie Locali per la
Sicilia C.A.L.S. (n. 487)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli D'Asero,
Falcone, Alongi, Assenza, Cascio F., Fontana, Germanà, Milazzo,
Pogliese e Vinciullo in data 5 luglio 2013.
- Modifiche alla legge regionale n. 12 del 12 luglio 2011. (n.
488)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Tancredi,
Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Zito, Cancelleri, Ciancio, Foti,
La Rocca, Palmeri, Siragusa, Trizzino, Ciaccio e Zafarana in data
5 luglio 2013.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
di legge alle Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati alle
Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'art. 18 dello Statuto della Regione
recante Modifiche all'articolo 416 ter del Codice Penale . (n.
484)
di iniziativa parlamentare, presentato il 3 luglio 2013, inviato
l'8 luglio 2013.
parere Commissione d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della
mafia in Sicilia.
BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)
- Approvazione del rendiconto generale della Regione siciliana
per l'esercizio finanziario 2012. (n. 486)
di iniziativa governativa, presentato il 4 luglio 2013, inviato
il 4 luglio 2013.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Norme per l'utilizzazione della generalità dei lavoratori
socialmente utili da parte degli Enti locali. (n. 489)
di iniziativa parlamentare, presentato l'8 luglio 2013, inviato
l'8 luglio 2013.
parere I.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle Commissioni:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Tutela e valorizzazione delle risorse genetiche Born in
Sicily per l'agricoltura e l'alimentazione. (n. 351)
di iniziativa governativa, inviato il 3 luglio 2013, parere UE.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Norme in materia di ruolo unico dei lavoratori titolari di
contratti di diritto privato a tempo determinato finanziati con
oneri a carico del bilancio della Regione siciliana. (n. 461)
di iniziativa parlamentare, inviato il 3 luglio 2013, parere I.
- Norme in materia di lavoratori socialmente utili in servizio
negli enti locali e negli enti pubblici della regione siciliana.
(n. 462)
di iniziativa parlamentare, inviato il 3 luglio 2013, parere I.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che:
- l'onorevole Antonino D'Asero, con nota prot. n.
8111/SG.LEG.PG. del 3 luglio 2013, ha chiesto di apporre la
propria firma ai disegni di legge n. 369 Attuazione da parte
della Regione Siciliana del comma 4 dell'art. 118 della
Costituzione Italiana sul tema della sussidiarietà e n. 422
Prevenzione del rischio sismico in Sicilia ;
- l'onorevole Fabrizio Ferrandelli, con nota prot. n.
8159/SG.LEG.PG. del 4 luglio 2013, ha chiesto di apporre la
propria firma al disegno di legge n. 311 Modifica dell'articolo
15 della legge regionale 16 maggio 1978, n. 8 e successive
modifiche ed integrazioni .
Comunicazione di approvazione di risoluzioni
PRESIDENTE. Comunico che:
la Commissione legislativa Cultura, formazione e lavoro' (V),
nella seduta n. 68 del 26 giugno 2013, ha approvato la
risoluzione: Indirizzo in ordine al reintegro lavorativo dei
lavoratori precari del Consorzio autostrade siciliane' (6/V);
la Commissione legislativa Cultura, formazione e lavoro' (V),
nella seduta n. 70 del 26 giugno 2013, ha approvato la
risoluzione: Indirizzo in ordine al personale titolare di
contratti autorizzati ai sensi della lettera d) di cui al comma 1
dell'articolo 5 della legge regionale 9 maggio 2012, n. 26' (7/V);
la Commissione legislativa Attività produttive' (III), nella
seduta n. 56 del 3 luglio 2013, ha approvato la risoluzione:
Azioni per la ripresa dell'attività della Cassa regionale per le
imprese artigiane (CRIAS)' (2/III).
Comunicazione di trasmissione di atti alla Corte Costituzionale
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione tributaria regionale di
Palermo - Sezione distaccata di Siracusa - Sezione XVI, con
l'ordinanza n. 78-16-13 del 5 novembre 2012 ha sollevato questione
di legittimità costituzionale dell'articolo 76 della legge
regionale n. 17 del 2004, per contrasto con l'articolo 36 dello
Statuto della Regione siciliana, disponendo la sospensione del
giudizio e la trasmissione degli atti alla corte Costituzionale;
Copia dell'ordinanza è consultabile presso l'archivio del
Servizio Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 908 - Notizie in merito alle problematiche e alle garanzie
occupazionali dei lavoratori della cooperativa Teseos nell'ambito
dei servizi di riabilitazione ambulatoriale e domiciliare.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
Tancredi Sergio; Zito Stefano
N. 910 - Notizie circa l'adempimento dell'obbligo di cui
all'articolo 16 della legge regionale 5 aprile 2011, n. 5.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni;
Federico Giuseppe; Figuccia Vincenzo; Greco Giovanni; Fiorenza
Cataldo; Lo Sciuto Giovanni
N. 911 - Notizie in merito ai ritardi occorsi per il rifacimento
della SP 12/II di Misterbianco (CT).
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Vullo Gianfranco
N. 916 - Costituzione degli organi dell'IRSAP in ossequio alla
legge regionale n. 8 del 2002.
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Alloro Mario
N. 917 - Emergenza igienico-sanitaria presso l'ATO PA 4 gestito
dal CO.IN.R.E.S.
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Di Giacinto Giovanni; Dina Antonino
N. 926 - Notizie circa l'adozione dei provvedimenti di attuazione
della legge regionale 3 gennaio 2012, n. 3, recante 'Norme per il
contrasto e la prevenzione della violenza di genere'.
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Milazzo Antonella Maria; Gucciardi Baldassare
N. 928 - Notizie in merito alla paventata chiusura del punto
nascita di Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Falcone Marco; Pogliese Salvatore Domenico; Vinciullo
Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 906 - Notizie sulla gestione del servizio idrico nella
provincia di Caltanissetta con particolare riguardo alle
consulenze professionali affidate a soggetti esterni.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Miccichè Gianluca Antonello
N. 907 - Interventi urgenti per i dipendenti della SIGENCO S.p.a.
e per il completamento dei lavori della metropolitana di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri
Valentina; Zito Stefano; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; La
Rocca Claudia; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Mangiacavallo
Matteo; Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina; Tancredi Sergio;
Ferreri Vanessa
N. 909 - Iniziative riguardo alla destagionalizzazione del
turismo incoming in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri
Valentina; Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Tancredi
Sergio; Ciaccio Giorgio; Zito Stefano; Ciancio Gianina; Zafarana
Valentina; Ferreri Vanessa; Siragusa Salvatore; Trizzino
Giampiero; Foti Angela
N. 912 - Iniziative a sostegno delle emittenti radiotelevisive
private ricadenti nel territorio della Regione.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Pogliese Salvatore Domenico
N. 913 - Notizie in merito alle risorse destinate all'ex
Consorzio ASI di Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Firetto Calogero
N. 914 - Chiarimenti sui costi della campagna elettorale in
occasione delle recenti consultazioni amministrative.
- Presidente Regione
Firmatario: Assenza Giorgio
N. 915 - Chiarimenti in ordine alle azioni di governo a seguito
dell'ordinanza del TAR Sicilia relativa alla gestione dell'IRSAP.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Alloro Mario
N. 918 - Provvedimenti per scongiurare la chiusura della
redazione giornalistica catanese 'D TELEVISION'.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Falcone Marco; Assenza Giorgio; Germanà Antonino
Salvatore
N. 919 - Interventi in favore dei lavoratori a tempo determinato
del Consorzio di bonifica Catania 9.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
Firmatari: Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi;
Currenti Carmelo
N. 920 - Interventi urgenti per assicurare l'assistenza socio-
sanitaria al fisico nucleare Fulvio Frisone.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Gianni Giuseppe
N. 921 - Notizie in merito a presunte irregolarità nel rilascio
di concessioni edilizie nel Comune di Adrano (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Fiorenza Cataldo
N. 922 - Notizie sulla gestione dell'impianto faunistico sito nel
Parco d'Orleans e mantenimento delle specie animali presenti al
suo interno.
- Presidente Regione
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
N. 923 - Applicazione della legge regionale n. 10 del 2000
relativamente all'ordinamento della dirigenza.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
N. 924 - Notizie in merito all'approvazione del piano del Parco
archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
N. 925 - Chiarimenti circa l'istituto di 'prestiti a pagamento'
dei beni culturali per mostre di opere d'arte.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Venturino Antonio
N. 927 - Interventi a tutela degli agricoltori.
- Assessore Economia
Firmatario: Ragusa Orazio
N. 929 - Interventi di vigilanza a tutela delle imprese siciliane
che operano, con contratti di subappalto, nel settore delle opere
pubbliche, finanziate con fondi non regionali, in fase di
realizzazione in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Cimino Michele
N. 930 - Nomina di commissari ad acta nei comuni che non abbiano
ancora approvato il rendiconto di gestione dell'esercizio 2012.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Assenza Giorgio
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 80 - Chiarimenti sull'autorizzazione integrata ambientale
per il progetto di una discarica di RSU con impianto di
pretrattamento nel comune di Sant'Agata di Militello (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio
Gianina; Palmeri Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Zito Stefano
N. 81 - Aumento del personale presso il pronto soccorso
dell'ospedale Umberto I di Siracusa.
- Assessore Salute
Firmatari: Zito Stefano; Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 140 Iniziative atte a modificare l'art. 13 del decreto
legislativo n. 205 del 2010 in materia di trattamento di
materiali agricoli o forestali naturali non pericolosi , degli
onorevoli Germanà Antonino Salvatore; D'Asero Antonino; Fontana
Vincenzo; Assenza Giorgio, presentata il 3 luglio 2013;
numero 141 Iniziative per la piena e completa funzionalità dei
reparti di chirurgia e di pediatria dell'ospedale di Augusta
(SR) , degli onorevoli Coltraro Giambattista; Dipasquale Emanuele;
Di Giacinto Giovanni; Oddo Salvatore, presentata il 3 luglio 2013;
numero 142 Iniziative per attivare le procedure di verifica
della qualità dell'aria nella città di Augusta (SR) , degli
onorevoli Coltraro Giambattista; Dipasquale Emanuele; Di Giacinto
Giovanni; Oddo Salvatore, presentata il 3 luglio 2013;
numero 143 Iniziative per il miglioramento della qualità della
vita dei detenuti nelle carceri siciliane , degli onorevoli
Figuccia Vincenzo; Federico Giuseppe; Alloro Mario; Lupo Giuseppe;
Milazzo Giuseppe; Clemente Roberto Saverio; Fontana Vincenzo;
Firetto Calogero; Di Mauro Giovanni; Grasso Bernadette Felice;
Lantieri Annunziata Luisa; Savona Riccardo, presentata il 5 luglio
2013;
numero 144 Iniziative per lo sviluppo dei trasporti nella
Regione siciliana , degli onorevoli Figuccia Vincenzo; Di Mauro
Giovanni; Federico Giuseppe; Lo Sciuto Giovanni; Lombardo
Salvatore Federico, presentata il 5 luglio 2013:
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a
norma dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare e di decadenza
dalla carica di deputato Segretario
PRESIDENTE. Do lettura della nota dell'onorevole Salvatore
Cascio, pervenuta alla Presidenza dell'Assemblea il 6 luglio 2013
e protocollata al n. 8302/Aulapg del 9 luglio successivo:
«Al Sig. Presidente dell'ARS
On. Giovanni Ardizzone
Al Segretario generale
dott. Giovanni Tomasello
Il sottoscritto on. Salvatore Cascio, con la presente, rassegna
le proprie dimissioni dalla carica di Deputato Segretario, nel
contempo comunica altresì di aderire al Gruppo parlamentare
Articolo 4' cessando contemporaneamente dal Gruppo Cantiere
popolare/PID'.
Distinti saluti
Palermo, 6 luglio 2013-07-10
On. Salvatore Cascio»
Pertanto, a decorrere dal 6 luglio 2013, l'onorevole Cascio,
cessando di far parte del Gruppo parlamentare PID - Cantiere
popolare', decade dalla carica di deputato Segretario ai sensi
dell'art. 4, comma 8, Regolamento interno Ars, in quanto il Gruppo
parlamentare Articolo 4', al quale l'onorevole Cascio ha aderito,
risulta già rappresentato in seno al Consiglio di Presidenza.
Comunico, che la situazione del Gruppo parlamentare PID -
Cantiere popolare', che in atto consta di due deputati eletti
nello stesso collegio elettorale, sarà sottoposta al Consiglio di
Presidenza già convocato.
L'Assemblea ne prende atto.
Modifiche della legge regionale 1951 n. 29 in materia di elezione
dei deputati dell'ARS e del Presidente della Regione siciliana.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito della discussione del disegno di legge «Modifiche della
legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 in materia di elezione dei
deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del Presidente della
Regione» (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Modifiche della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione» (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A),
posto al numero 1).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta n. 55 del 3 luglio
2013 era stato concordato di rinviare la discussione generale del
disegno di legge in sede di esame dell'articolo 1.
Ricordo, altresì, che era stato dato anche il termine per la
presentazione degli emendamenti, che scadeva lunedì 8 luglio 2013
alle ore 12.00.
Pertanto, pongo in votazione il passaggio all'esame degli
articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi,
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare sull'ordine dei lavori anche per comprendere cosa si vuole
fare stasera: stiamo incardinando questo disegno di legge, che è
assolutamente importante. A prescindere dal fatto che avrei il
piacere di vedere in Aula il presidente della I Commissione,
mancano anche i vicepresidenti e l'Ufficio di presidenza della
Commissione. C'è l'assessore Valenti, che saluto e che è sempre
puntuale nella sua attività, ma ci piacerebbe anche vedere i
componenti della Commissione.
Non vorrei fare polemica, mi rendo conto che c'era un impegno nel
portare avanti questa norma, ma mi pare che vi fossero tante altre
emergenze in questo momento specifico in cui versa la nostra
regione. Vi erano altre emergenze di tipo finanziario che il
Governo si era fatto carico di portare immediatamente in
Commissione per poi giungere in Aula.
Io non so se stasera dobbiamo soltanto incardinare il testo e poi
rinviarlo, certo sarebbe opportuno fare così. Ma nel momento in cui
non è presente neppure la Commissione, a me sembra che tutto questo
interesse non ci sia.
Ho avuto modo di leggere una lettera che abbiamo avuto da alcuni
enti, da alcune associazioni, circa l'inserimento del voto di
genere. E c'è un altro problema - lo voglio dire all'assessore - in
ordine ai collegi provinciali, perché se da qui a qualche mese
andremo a modificare le province, nel senso che aboliremo le
province per istituire i nuovi consorzi, e tali consorzi saranno
più di nove - che è una cosa possibile - è chiaro che dovremo
andare a rivedere anche i nuovi collegi elettorali. Pertanto, tutta
l'accelerazione che questa sera vogliamo dare alla norma non la
reputo necessaria e non so quale sia la ricaduta in termini
concreti, in termini di sviluppo, in termini occupazionali, di
inclusione sociale per i meno abbienti.
Mi sembra come se noi stasera, siccome abbiamo l'esigenza, come
Parlamento, di dimostrare che dobbiamo fare qualcosa, anziché fare
sempre attività ispettiva, allora ci siamo inventati una norma,
questa legge elettorale per il rinnovo del prossimo Parlamento
siciliano, che tra l'altro non mi pare sia dietro l'angolo, a meno
che non ci siano elezioni anticipate che il Presidente Crocetta
voglia fare, ma spero di no, atteso che abbiamo avuto due elezioni
anticipate nelle ultime due legislature.
Fatta questa premessa, chiedo un attimo di sospensione per capire
cosa si voglia fare, come si voglia procedere, a meno che il
Governo non abbia altre idee.
Dopo di che, signor Presidente, anche per una questione di bon ton
e di correttezza istituzionale, se non è presente in Aula la I
Commissione, a mio avviso si dovrebbero sospendere i lavori e
riprendere appena la Commissione sarà presente.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, prendo anch'io atto che la I
Commissione non è al completo, però ho visto l'onorevole Forzese, e
comunque è degnamente rappresentata dai colleghi già presenti.
Per quanto riguarda il fatto che oggi si discuta questa norma,
vorrei precisare che era l'unico disegno di legge pronto per
l'esame dell'Aula. La ringrazio del suo intervento, però intendo
proseguire così come era stato deciso in sede di Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito della discussione del disegno di legge « Modifiche della
legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 in materia di elezione dei
deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del Presidente della
Regione» (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A)
PRESIDENTE. Si riprende con il seguito della discussione del
disegno di legge «Modifiche della legge regionale 20 marzo 1951, n.
29 in materia di elezione dei deputati dell'Assemblea regionale
siciliana e del Presidente della Regione» (nn. 428-186-194-210-234-
411-421-436/A).
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo1.
Modifiche della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 in materia di
elezione
dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del Presidente
della Regione
1. Alla legge regionale 20 marzo 1951, n. 29, e successive
modifiche ed integrazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) all'articolo 1 bis sono apportate le seguenti modifiche:
1) al comma 4 le parole Ottanta seggi' sono sostituite dalle
parole Sessantadue seggi';
2) i commi 6, 7, 8, 9, 10, 11 e 12 sono sostituiti dai seguenti:
6. E' proclamato eletto alle cariche di Presidente della Regione
e di deputato regionale il candidato Presidente che consegue il
maggior numero di voti validi in ambito regionale.
7. E' altresì proclamato eletto deputato regionale il candidato
alla carica di Presidente della Regione che ottiene una cifra di
voti validi immediatamente inferiore a quella conseguita dal
candidato Presidente della Regione proclamato eletto.
8. I restanti sei seggi sono attribuiti, secondo le modalità
stabilite all'articolo 2 ter, a tanti candidati dei gruppi di liste
provinciali collegati con il candidato alla carica di Presidente
della Regione proclamato eletto e ammessi all'assegnazione di seggi
ai sensi del comma 5, fino a quando il numero di seggi così
attribuiti sommato al numero dei seggi assegnati agli stessi gruppi
di liste ai sensi dell'articolo 2 bis raggiunga il totale di
quarantadue, oltre al Presidente della Regione eletto. I seggi
eventualmente rimanenti sono ripartiti fra tutti i gruppi di liste
non collegati con il candidato Presidente della Regione proclamato
eletto e ammessi all'assegnazione di seggi ai sensi del comma 5,
secondo le modalità del predetto articolo 2 ter.';
b) l'articolo1 ter è sostituito dal seguente:
Art. 1 ter - Collegamento fra la candidatura alla carica di
Presidente della Regione ed i gruppi di liste provinciali. - 1. La
presentazione di ciascuna candidatura alla carica di Presidente
della Regione deve, a pena di nullità, essere accompagnata dalla
dichiarazione di collegamento con almeno un gruppo di liste
validamente presentate con il medesimo contrassegno in non meno di
cinque collegi provinciali.
2. Più gruppi di liste concorrenti nei collegi provinciali possono
coalizzarsi in ambito regionale per esprimere un candidato comune
alla carica di Presidente della Regione. Il legame tra diversi
gruppi di liste provinciali ed il comune candidato alla carica di
Presidente della Regione è esplicitato attraverso reciproche
dichiarazioni di collegamento, che sono valide soltanto se
concordanti.
3. Quando l'elettore ometta di votare per un candidato alla carica
di Presidente della Regione, il voto validamente espresso per una
lista provinciale si intende espresso anche a favore del candidato
Presidente della Regione che risulti collegato con la lista
provinciale votata.';
c) all'articolo 1 quater le parole al comma 1 dell'articolo 15
della legge 19 marzo 1990, n. 55 e successive modifiche ed
integrazioni.' sono sostituite dalle parole al comma 1
dell'articolo 7 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235.';
d) all'articolo 2, comma 1, la parola ottanta' è sostituita dalla
parola sessantadue';
e) all'articolo 2 bis, la lettera a) del comma 1 è sostituita
dalla seguente:
a) la cifra elettorale conseguita da ciascun candidato alla
carica di Presidente della Regione nell'ambito del collegio. Tale
cifra è data dalla somma dei voti validi riportati dal candidato
medesimo nelle singole sezioni del collegio. In attuazione di
quanto disposto al comma 3 dell'articolo 1 ter, si includono nel
computo i voti validamente espressi per liste provinciali collegate
a quel candidato alla carica di Presidente della Regione in tutti i
casi in cui le schede di votazione non rechino espressa indicazione
di voto per alcun candidato Presidente della Regione;';
f) all'articolo 2 ter sono apportate le seguenti modifiche:
1) i commi 1, 2, 3, 4 e 5 sono sostituiti dai seguenti:
1. L'Ufficio centrale regionale, definiti gli adempimenti di cui
al comma 2 dell'articolo 2 bis, determina quale candidato alla
carica di Presidente della Regione ha conseguito il maggior numero
di voti validi in ambito regionale. In caso di parità di cifre
elettorali, prevale il candidato che risulta collegato con i gruppi
di liste provinciali che hanno conseguito la maggior somma
regionale dei voti validi.
2. Proclama, quindi, eletti:
a) alle cariche di Presidente della Regione e di deputato
regionale il candidato alla carica di Presidente della Regione
risultato più votato;
b) alla carica di deputato regionale il candidato alla carica di
Presidente della Regione che ha ottenuto una cifra di voti validi
immediatamente inferiore a quella conseguita dal candidato
Presidente della Regione proclamato eletto. In caso di parità di
cifre elettorali tra più candidati, si applica quanto previsto al
comma 1.
3. L'Ufficio centrale regionale, una volta ricevuti gli estratti
dei verbali degli uffici centrali circoscrizionali trasmessi ai
sensi del comma 8 dell'articolo 2 bis, verifica quanti seggi sono
stati conseguiti dai gruppi di liste collegati con il candidato
alla carica di Presidente della Regione proclamato eletto, sommando
i seggi ottenuti dai predetti gruppi ai sensi del predetto articolo
2 bis. Procede poi nel modo seguente:
a) se il numero complessivo dei predetti seggi è inferiore a
quarantadue, attribuisce tanti seggi, tra quelli di cui al comma 8
dell'articolo 1 bis, a candidati dei gruppi di liste collegati con
il candidato Presidente della Regione proclamato eletto, in
proporzione alle rispettive cifre elettorali regionali secondo le
modalità stabilite al comma 4, quanti ne occorrono per raggiungere
quarantadue seggi. Gli eventuali seggi che residuano sono
attribuiti secondo quanto previsto alla lettera b);
b) se il numero complessivo dei predetti seggi è già pari o
superiore a quarantadue, attribuisce tutti i seggi che residuano
fra tutti i gruppi di liste non collegati con il candidato
Presidente della Regione proclamato eletto, in proporzione alle
rispettive cifre elettorali regionali secondo le modalità stabilite
al comma 5.
4. Ai fini dell'attribuzione dei seggi ai sensi della lettera a)
del comma 3, l'Ufficio centrale regionale procede alla somma delle
cifre elettorali regionali dei gruppi di liste provinciali
collegati con il candidato alla carica di Presidente della Regione
proclamato eletto, con esclusione dei gruppi non ammessi
all'assegnazione dei seggi ai sensi del comma 2 dell'articolo 2
bis. Per cifra elettorale regionale di un gruppo si intende la
somma regionale dei voti validi ottenuti dalle liste di quel
gruppo, presenti con identico contrassegno nei singoli collegi
provinciali. Divide poi il totale per il numero dei seggi da
attribuire, ottenendo in tal modo il quoziente elettorale
regionale. Nell'effettuare la divisione trascura la eventuale parte
frazionaria del quoziente. Attribuisce ad ogni gruppo di liste
partecipante al riparto tanti seggi quante volte il predetto
quoziente elettorale risulti contenuto nella cifra elettorale
regionale del gruppo medesimo. Gli eventuali seggi che rimangono
ancora da attribuire sono assegnati ai gruppi di liste per i quali
queste ultime divisioni hanno dato maggiori resti e, in caso di
parità di resti, ai gruppi con la maggiore cifra elettorale
regionale. Se anche con quest'ultimo criterio i seggi non possono
essere attribuiti, si procede a sorteggio. L'Ufficio procede,
quindi, ad individuare i collegi nei quali i seggi così attribuiti
vanno assegnati, secondo quanto previsto ai commi 6 e seguenti.
5. Ai fini dell'attribuzione dei seggi ai sensi della lettera b)
del comma 3, l'Ufficio centrale regionale procede alla somma delle
cifre elettorali regionali dei gruppi di liste provinciali non
collegati con il candidato alla carica di Presidente della Regione
proclamato eletto, con esclusione dei gruppi non ammessi
all'assegnazione dei seggi ai sensi del comma 2 dell'articolo 2
bis. Per cifra elettorale regionale di un gruppo si intende la
somma regionale dei voti validi ottenuti dalle liste di quel
gruppo, presenti con identico contrassegno nei singoli collegi
provinciali. Per l'attribuzione dei seggi a ciascun gruppo si
applicano le disposizioni di cui al comma 4. L'Ufficio procede,
quindi, ad individuare i collegi nei quali i seggi così attribuiti
vanno assegnati, secondo quanto previsto ai commi 6 e seguenti.';
2) al comma 6 il periodo Nel limite di seggi cui ciascun gruppo
di liste ha diritto ai sensi delle disposizioni del comma 5,
l'Ufficio centrale regionale individua in quali collegi elettorali
provinciali i seggi vanno assegnati.' è sostituito dal seguente:
Nel limite di seggi cui ciascun gruppo di liste collegato ovvero
non collegato con il candidato alla carica di Presidente della
Regione proclamato eletto ha diritto ai sensi delle disposizioni
rispettivamente del comma 4 o del comma 5, l'Ufficio centrale
regionale individua in quali collegi elettorali provinciali i seggi
vanno assegnati.';
3) dopo il comma 12 è aggiunto il seguente:
12 bis. Ai fini dell'applicazione del comma 4 dell'articolo 60,
l'Ufficio centrale regionale individua, altresì, quale gruppo di
liste, tra quelli non collegati con il candidato alla carica di
Presidente della Regione proclamato eletto con esclusione dei
gruppi non ammessi all'assegnazione dei seggi ai sensi del comma 2
dell'articolo 2 bis, abbia ottenuto la maggiore cifra elettorale
regionale. Quindi, sulla base dei verbali degli uffici centrali
circoscrizionali, accerta, nell'ambito delle liste appartenenti al
gruppo individuato, l'ordine di precedenza dei candidati non eletti
secondo il numero di preferenze individuali. Delle operazioni di
cui al presente comma è redatto un processo verbale in duplice
esemplare. Un esemplare del verbale, con i relativi documenti, è
inviato immediatamente alla segreteria generale dell'Assemblea
regionale siciliana, la quale ne rilascia ricevuta. Il secondo
esemplare è conservato nella cancelleria della Corte d'appello di
Palermo.';
g) all'articolo 3 sono apportate le seguenti modifiche:
1) il comma 2 è sostituito dal seguente:
2. L'elettore dispone di due voti: uno per la scelta di un
candidato alla carica di Presidente della Regione, l'altro per la
scelta di una lista fra quelle concorrenti nel collegio
provinciale.';
2) il comma 4 è sostituito dal seguente:
4. Il voto per il candidato alla carica di Presidente della
Regione si esprime tracciando un segno sul cognome e nome del
candidato, riportati a caratteri di stampa entro un apposito
rettangolo nella scheda di votazione.';
3) il comma 5 è sostituito dal seguente:
5. L'elettore può votare un candidato alla carica di Presidente
della Regione ed una lista provinciale non collegati fra loro. In
questo caso entrambi i voti si intendono validamente espressi.';
4) al comma 6 le parole riferite a più liste regionali' sono
sostituite dalle parole riferite a più candidati alla carica di
Presidente della Regione';
h) all'articolo 3 bis sono apportate le seguenti modifiche:
1) la lettera b) del comma 1 è sostituita dalla seguente:
b) la seconda parte della scheda contiene dei più ampi
rettangoli, al centro di ciascuno dei quali sono riportati, in
evidenza, a caratteri di stampa, il cognome e nome del candidato
alla carica di Presidente della Regione collegato;';
2) il comma 3 è sostituito dal seguente:
3. Quando più gruppi di liste provinciali risultino collegati con
uno stesso candidato alla carica di Presidente della Regione, tutti
i rettangoli contenenti i contrassegni delle liste provinciali
coalizzate sono riportati nella prima ovvero nella terza parte
della scheda, verticalmente uno di seguito all'altro, mentre nella
seconda ovvero nella quarta parte della scheda sono affiancati da
un unico più ampio rettangolo in cui sono riportati, in evidenza, a
caratteri di stampa, il cognome e nome del candidato alla carica di
Presidente della Regione collegato.';
3) il comma 4 è sostituito dal seguente:
4. La collocazione progressiva nella scheda di votazione dei più
ampi rettangoli riferiti ai candidati alla carica di Presidente
della Regione viene definita dall'Ufficio centrale regionale
mediante sorteggio, alla presenza dei delegati dei predetti
candidati. Parimenti, la successione in cui nelle corrispondenti
prima ovvero terza parte della scheda elettorale sono riportati,
verticalmente uno di seguito all'altro, i contrassegni delle liste
provinciali collegate ai predetti candidati viene definita, per
ciascun collegio, dal competente Ufficio centrale circoscrizionale
mediante sorteggio, alla presenza dei delegati delle liste.';
i) all'articolo 3 ter sono apportate le seguenti modifiche:
1) nella rubrica le parole e regionali' sono soppresse;
2) il comma 2 è abrogato;
l) all'articolo 13 bis le parole e regionali', ovunque ricorrano,
sono soppresse;
m) all'articolo 14 sono apportate le seguenti modifiche:
1) la lettera a) del comma 1 è soppressa;
2) il comma 4 è abrogato;
n) l'articolo 14 bis è sostituito dal seguente:
Art. 14 bis - Presentazione delle candidature alla carica di
Presidente della Regione. - 1. Le candidature alla carica di
Presidente della Regione devono essere presentate alla cancelleria
della Corte di appello di Palermo, presso cui ha sede l'Ufficio
centrale regionale, a partire dalle ore 9,00 del trentunesimo
giorno e non più tardi delle ore 16,00 del trentesimo giorno
antecedente quello della votazione. Al fine di agevolare la
sottoscrizione delle candidature, nei venti giorni precedenti il
suddetto termine di presentazione si applicano le disposizioni di
cui all'articolo 13 bis.
2. La presentazione della candidatura ed il deposito dei relativi
documenti devono essere effettuati da persona munita di mandato,
conferito da chi ricopre, in ambito regionale, la carica di
presidente o segretario o coordinatore del partito ovvero della
formazione politica che presenta la predetta candidatura, in
collegamento con un gruppo di liste espressione del medesimo
partito o formazione politica, presentate in almeno cinque collegi
provinciali. La firma di chi conferisce il mandato deve essere
autenticata.
3. Nel caso in cui la candidatura sia espressione di una
coalizione fra diversi gruppi di liste provinciali, la
presentazione della candidatura ed il deposito dei relativi
documenti devono essere effettuati da un rappresentante, munito di
mandato conferito secondo le modalità di cui al comma 2, per
ciascuno dei gruppi di liste provinciali che dichiara di collegarsi
con la predetta candidatura.
4. La cancelleria della Corte di appello di Palermo, in funzione
di segreteria dell'Ufficio centrale regionale, accerta l'identità
personale dei presentatori e, se si tratta di persone sprovviste di
mandato conferito secondo le modalità di cui ai commi 2 o 3, ne fa
esplicita menzione nel verbale di ricevuta degli atti.
5. La presentazione di una candidatura alla carica di Presidente
della Regione deve essere corredata, pena la sua invalidità, delle
sottoscrizioni di almeno 1.800 e di non più di 3.600 elettori
iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nel territorio
della Regione siciliana. Nel caso in cui la conclusione della
legislatura sia anticipata di oltre centoventi giorni rispetto al
termine di scadenza naturale, il numero delle sottoscrizioni è
ridotto alla metà.
6. Nessun elettore può sottoscrivere per più di una candidatura
alla carica di Presidente della Regione.
7. Sono valide le sottoscrizioni di elettori che hanno
sottoscritto anche la presentazione di una lista di candidati in un
collegio provinciale, a condizione che la predetta lista faccia
parte di un gruppo di liste collegato con la candidatura alla
carica di Presidente della Regione.
8. Le sottoscrizioni degli elettori devono essere contenute in
appositi moduli, recanti in ciascun foglio il cognome e nome, il
luogo e la data di nascita del candidato alla carica di Presidente
della Regione.
9. Nei moduli di cui al comma 8 devono essere riportati il cognome
e nome, il luogo e la data di nascita di ogni sottoscrittore,
nonché il comune nelle cui liste elettorali dichiara di essere
iscritto. Le firme dei sottoscrittori devono essere autenticate da
uno dei soggetti di cui all'articolo 14 della legge 21 marzo 1990,
n. 53, come sostituito dall'articolo 1 della legge 28 aprile 1998,
n. 130 e successive modifiche ed integrazioni.
10. I moduli attestanti le sottoscrizioni delle candidature devono
essere corredati dei certificati, anche collettivi, dei sindaci che
attestino l'iscrizione dei sottoscrittori nelle liste elettorali
del proprio comune.
11. Quando più gruppi di liste provinciali presentano una comune
candidatura alla carica di Presidente della Regione, per ogni
gruppo di liste collegato deve risultare la dichiarazione di
collegamento con la predetta candidatura, resa in forma scritta da
persona che ha titolo per rappresentare il gruppo, con la
sottoscrizione debitamente autenticata da uno dei soggetti tra
quelli indicati al comma 9. Ciascuna dichiarazione deve fare
espresso riferimento a tutti gli altri gruppi di liste provinciali
che si collegano con la medesima candidatura alla carica di
Presidente della Regione. Le dichiarazioni si considerano efficaci
soltanto se concordanti fra loro. I rappresentanti di diversi
gruppi di liste provinciali possono produrre un unico atto da cui
risultino le reciproche dichiarazioni di collegamento; in tal caso
l'atto va firmato per accettazione da tanti rappresentanti quanti
sono i gruppi di liste che dichiarano di collegarsi e le firme dei
sottoscrittori devono essere autenticate da uno dei soggetti tra
quelli indicati al comma 9.
12. Quando la candidatura alla carica di Presidente della Regione
è presentata da un solo gruppo di liste, va comunque prodotta la
dichiarazione di collegamento, resa in forma scritta, nella quale
deve essere specificato in quali collegi provinciali il gruppo
presenta proprie liste.
13. Al momento della presentazione della candidatura devono essere
depositati i seguenti documenti:
a) dichiarazione di accettazione della candidatura alla carica di
Presidente della Regione, in collegamento con un gruppo di liste
provinciali, o con una pluralità di gruppi di liste provinciali fra
loro coalizzati, precisamente individuati. La dichiarazione di
accettazione della candidatura deve contenere l'esplicita
dichiarazione del candidato di non essere in alcuna delle
condizioni ostative alla candidabilità previste al comma 1
dell'articolo 7 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235.
La firma del candidato deve essere autenticata da uno dei soggetti
tra quelli indicati al comma 9;
b) certificato attestante l'iscrizione del candidato alla carica
di Presidente della Regione nelle liste elettorali di un qualsiasi
comune della Regione siciliana;
c) l'indicazione di due delegati effettivi e di due supplenti
incaricati di presenziare al sorteggio mediante cui l'Ufficio
centrale regionale definisce l'ordine di collocazione, nelle schede
di votazione, dei più ampi rettangoli contenenti ciascuno il
cognome e nome del candidato alla carica di Presidente della
Regione. I predetti delegati sono altresì incaricati di assistere,
in rappresentanza del candidato alla carica di Presidente della
Regione ed a tutela dei suoi legittimi interessi, a tutte le
operazioni dell'Ufficio centrale regionale alle quali sono ammessi
i delegati.
14. La cancelleria della Corte di appello di Palermo, in funzione
di segreteria dell'Ufficio centrale regionale, deve rilasciare
immediatamente ai presentatori ricevuta delle candidature alla
carica di Presidente della Regione presentate. Nella ricevuta sono
indicati la data e l'orario della presentazione ed il numero
d'ordine progressivo attribuito dalla cancelleria stessa a ciascuna
candidatura.';
o) al comma 3 dell'articolo 15 sono apportate le seguenti
modifiche:
1) la lettera b) è sostituita dalla seguente:
b) dichiarazione di collegamento con una candidatura alla carica
di Presidente della Regione, corredata di copia della dichiarazione
di collegamento con la predetta candidatura presentata all'Ufficio
centrale regionale dal rappresentante del proprio gruppo di liste
provinciali, ai sensi dell'articolo 14 bis;';
2) alla lettera c) le parole al comma 1 dell'articolo 15 della
legge 19 marzo 1990, n. 55 e successive modifiche ed integrazioni.'
sono sostituite dalle parole al comma 1 dell'articolo 7 del
decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235.';
p) all'articolo 16 bis sono apportate le seguenti modifiche:
1) il comma 3 è sostituito dal seguente:
3. Le operazioni di cui al comma 2 sono comunicate ai delegati
dei candidati alla carica di Presidente della Regione di cui alla
lettera c) del comma 13 dell'articolo 14 bis, appositamente
convocati.';
2) alla lettera f) del comma 5 le parole con una lista
regionale,' sono sostituite dalle parole con una candidatura alla
carica di Presidente della Regione,';
3) alla lettera b) del comma 7 le parole al comma 1 dell'articolo
15 della legge 19 marzo 1990, n. 55 e successive modifiche ed
integrazioni;' sono sostituite dalle parole al comma 1
dell'articolo 7 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235;'.
q) l'articolo 17 ter è sostituito dal seguente:
Art. 17 ter - Esame ed ammissione delle candidature alla carica
di Presidente della Regione. - 1. L'Ufficio centrale regionale,
definito l'esame preliminare delle liste provinciali ai sensi del
comma 2 dell'articolo 16 bis, procede all'esame delle candidature
alla carica di Presidente della Regione.
2. Entro le quarantotto ore successive alla scadenza del termine
stabilito per la presentazione delle candidature, l'Ufficio
centrale regionale verifica:
a) se le candidature siano state presentate entro il termine di
cui al comma 1 dell'articolo 14 bis;
b) se le candidature siano state presentate da persone fornite di
regolare mandato, ai sensi dei commi 2 o 3 dell'articolo 14 bis;
c) se le candidature siano state sottoscritte dal numero di
elettori stabilito al comma 5 dell'articolo 14 bis, se le
autenticazioni delle firme dei sottoscrittori siano regolari, se
risultino allegati i certificati attestanti l'iscrizione dei
sottoscrittori nelle liste elettorali di comuni compresi nel
territorio della Regione siciliana;
d) se sia stata presentata la dichiarazione di collegamento di
ogni candidatura alla carica di Presidente della Regione con almeno
un gruppo di liste provinciali presentate in non meno di cinque
collegi provinciali, ovvero con più gruppi di liste provinciali fra
loro coalizzati, conformemente alle modalità stabilite ai commi 11
o 12 dell'articolo 14 bis;
3. L'Ufficio centrale regionale ricusa le candidature alla carica
di Presidente della Regione per le quali non si realizzino tutte le
condizioni indicate al comma 2.
4. L'Ufficio centrale regionale, entro il medesimo termine fissato
al comma 2, procede ai seguenti ulteriori adempimenti:
a) verifica che risulti regolarmente presentata, in modo conforme
a quanto stabilito alla lettera a) del comma 13 dell'articolo 14
bis, la dichiarazione di accettazione della candidatura alla carica
di Presidente della Regione; la mancanza della predetta
dichiarazione di accettazione è motivo di invalidazione dalla
candidatura;
b) verifica che sia stato presentato il certificato attestante
l'iscrizione del candidato alla carica di Presidente della Regione
nelle liste elettorali di un qualsiasi comune della Regione;
c) ricusa le candidature alla carica di Presidente della Regione
dei soggetti a carico dei quali risulti d'ufficio la sussistenza di
alcuna delle condizioni ostative alla candidabilità previste al
comma 1 dell'articolo 7 del decreto legislativo 31 dicembre 2012,
n. 235.
5. In tutti i casi in cui l'Ufficio centrale regionale rilevi
irregolarità che si palesano tali da poter essere rapidamente
sanate tramite una opportuna correzione o integrazione della
documentazione prodotta, invita i delegati dei candidati alla
carica di Presidente della Regione interessati a regolarizzare la
documentazione presentata, entro il termine tassativo delle ore
9,00 del giorno successivo.
6. L'Ufficio centrale regionale torna a riunirsi alla scadenza
dell'ulteriore termine breve fissato ai sensi del comma 5, per
ammettere nuovi documenti e per udire eventualmente i delegati dei
candidati e deliberare seduta stante.
7. Le decisioni dell'Ufficio centrale regionale di cui al presente
articolo sono comunicate, entro le ore 12,00 del ventisettesimo
giorno antecedente quello della votazione, ai candidati alla carica
di Presidente della Regione ed ai relativi delegati.
8. Contro le decisioni di ricusazione di candidature alla carica
di Presidente della Regione, adottate dall'Ufficio centrale
regionale ai sensi del presente articolo, sono ammessi ricorsi allo
stesso Ufficio centrale regionale, entro ventiquattro ore dalla
comunicazione, mediante deposito presso la cancelleria della Corte
di appello di Palermo, in funzione di segreteria dell'Ufficio
medesimo. Si applicano le disposizioni di cui ai commi 5, 6 e 7
dell'articolo 17 bis.
9. L'Ufficio centrale regionale, una volta deciso sugli eventuali
ricorsi, comunica a ciascun ufficio centrale circoscrizionale ed
all'Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione
pubblica le candidature alla carica di Presidente della Regione
validamente presentate. Specifica, altresì, le dichiarazioni di
collegamento di ciascun candidato con uno o più gruppi di liste
provinciali, nonché l'ordine di collocazione dei candidati alla
carica di Presidente della Regione nelle schede di votazione,
risultante da sorteggio tenutosi alla presenza dei delegati di cui
alla lettera c) del comma 13 dell'articolo 14 bis, appositamente
convocati.';
r) l'articolo 18 è sostituito dal seguente:
Art. 18 - Ulteriori adempimenti degli uffici centrali
circoscrizionali e dell'Assessorato regionale delle autonomie
locali e della funzione pubblica. - 1. Nel giorno successivo alla
ricezione delle decisioni definitive dell'Ufficio centrale
regionale, comunicate ai sensi del comma 9 dell'articolo 17 ter,
ciascun ufficio centrale circoscrizionale compie le seguenti
operazioni:
a) comunica ai delegati delle liste le definitive determinazioni
adottate;
b) stabilisce, mediante sorteggio alla presenza dei delegati delle
liste provinciali appositamente convocati, la successione in cui
nelle parti prima oppure terza della scheda elettorale del collegio
sono riportati, verticalmente uno di seguito all'altro, i
rettangoli contenenti i contrassegni delle liste provinciali
validamente presentate nel collegio medesimo, in corrispondenza ai
più ampi rettangoli, inseriti nelle parti seconda oppure quarta
della scheda, in cui sono riportati il cognome e nome dei collegati
candidati alla carica di Presidente della Regione;
c) trasmette immediatamente all'autorità designata dal Presidente
della Regione le liste validamente presentate nel collegio, con i
relativi contrassegni, secondo la successione risultata dal
sorteggio. Sono, altresì, indicati i collegamenti fra le predette
liste provinciali ed i candidati alla carica di Presidente della
Regione nonché la successione con cui questi ultimi devono essere
collocati nella scheda di votazione, secondo quanto comunicato
dall'Ufficio centrale regionale. Tale trasmissione serve ai fini
della stampa delle schede elettorali del collegio;
d) provvede, per mezzo dell'autorità designata dal Presidente
della Regione nel Comune capoluogo di circoscrizione, alla stampa
di un unico manifesto, o, secondo le esigenze di spazio, di più
manifesti, con le liste presentate nel collegio ed i relativi
contrassegni, e l'indicazione dei candidati di ciascuna lista
secondo l'ordine in cui vi sono iscritti, riportando per ciascun
candidato i suoi dati anagrafici (data e luogo di nascita). La
successione delle liste nei manifesti è quella risultante dal
sorteggio di cui alla lettera b). Nell'impostazione grafica dei
manifesti devono essere evidenti i collegamenti fra le singole
liste presentate nel collegio ed i collegati candidati alla carica
di Presidente della Regione. Copie dei manifesti sono inviate ai
sindaci dei comuni compresi nel territorio del collegio, i quali ne
curano l'affissione nell'albo pretorio ed in altri luoghi pubblici,
entro il quindicesimo giorno antecedente quello della votazione.
Due copie di ogni manifesto devono essere consegnate ai presidenti
dei singoli uffici elettorali di sezione, delle quali una deve
restare a disposizione dell'ufficio e l'altra deve essere affissa
nella sede della votazione;
e) provvede, per mezzo dell'Assessorato regionale delle autonomie
locali e della funzione pubblica, a pubblicare nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana le liste validamente presentate
nel collegio, con i relativi contrassegni, e l'indicazione dei
candidati di ciascuna lista secondo l'ordine in cui vi sono
iscritti, riportando per ciascun candidato i suoi dati anagrafici
(data e luogo di nascita). Nella pubblicazione devono essere
evidenti i collegamenti fra le singole liste presentate nel
collegio ed i collegati candidati alla carica di Presidente della
Regione.
2. A partire dal giorno successivo alla ricezione delle decisioni
definitive dell'Ufficio centrale regionale, comunicate ai sensi del
comma 9 dell'articolo 17 ter, l'Assessore regionale per le
autonomie locali e la funzione pubblica provvede:
a) per il tramite dell'autorità designata dal Presidente della
Regione, alla stampa di un unico manifesto, con i candidati alla
carica di Presidente della Regione con l'indicazione del cognome e
nome ed i dati anagrafici (data e luogo di nascita). Accanto al
cognome e nome di ogni candidato deve essere riportata in modo
evidente la dicitura "candidato alla carica di Presidente della
Regione". La successione dei candidati alla carica di Presidente
della Regione nel manifesto è quella risultante dal sorteggio di
cui al comma 9 dell'articolo 17 ter. Copie del manifesto sono
inviate ai sindaci di tutti i comuni compresi nel territorio della
Regione siciliana, i quali ne curano l'affissione nell'albo
pretorio ed in altri luoghi pubblici, entro il quindicesimo giorno
antecedente quello della votazione. Due copie del manifesto devono
essere consegnate ai presidenti dei singoli uffici elettorali di
sezione, delle quali una deve restare a disposizione dell'ufficio e
l'altra deve essere affissa nella sede della votazione;
b) alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana di tutte le candidature alla carica di Presidente della
Regione validamente presentate, secondo l'ordine risultante dal
sorteggio di cui al comma 9 dell'articolo 17 ter. Vanno riportati i
dati anagrafici (data e luogo di nascita) di ciascun candidato.
Accanto al cognome e nome di ogni candidato deve essere riportata
in modo evidente la dicitura "candidato alla carica di Presidente
della Regione". Nella pubblicazione devono risultare i collegamenti
fra i candidati alla carica di Presidente della Regione ed i gruppi
di liste provinciali ad essi collegati.
3. L'Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica provvede alla pubblicazione di cui alla lettera e) del
comma 1 ed a quella di cui alla lettera b) del comma 2 mediante
un'unica edizione straordinaria della Gazzetta Ufficiale della
Regione siciliana, entro il termine di giorni cinque. Dispone,
quindi, l'invio di un congruo numero della predetta edizione
straordinaria ai presidenti dell'Ufficio centrale regionale e degli
uffici centrali circoscrizionali, nonché alle autorità designate
dal Presidente della Regione in ciascuna provincia affinché, a loro
volta, provvedano ad inviarle a tutti i comuni compresi nel
territorio della Regione siciliana.';
s) l'articolo 59 bis è abrogato;
t) all'articolo 60 sono apportate le seguenti modifiche:
1) al comma 1 dopo le parole deputato eletto in un collegio' sono
inserite le parole ai sensi dell'articolo 2 bis ovvero
dell'articolo 2 ter';
2) il comma 4 è sostituito dal seguente:
4. Qualora per dimissioni o per qualsiasi altra causa rimanga
vacante o temporaneamente vacante il seggio attribuito ai sensi del
comma 7 dell'articolo 1 bis, lo stesso è assegnato al gruppo di
liste, tra quelli non collegati con il candidato alla carica di
Presidente della Regione proclamato eletto e ammessi
all'assegnazione di seggi ai sensi del comma 5 del predetto
articolo 1 bis, con la maggiore cifra elettorale regionale. Il
seggio è, quindi, attribuito, nell'ambito delle liste appartenenti
al gruppo così individuato, al candidato, tra quelli non eletti,
che abbia ottenuto il più alto numero di preferenze individuali
secondo l'ordine di precedenza di cui al comma 12 bis dell'articolo
2 ter. In caso di parità di preferenze di più candidati della
medesima lista in un collegio, prevale l'ordine di presentazione
nella lista. In caso di parità di preferenze di più candidati di
liste in diversi collegi, il seggio è attribuito nel collegio dove
la lista del gruppo individuato ha una maggiore cifra elettorale.
In caso di ulteriore parità, il seggio è attribuito per
sorteggio.';
3) il comma 5 è abrogato;
4) al comma 6 le parole ai sensi dell'articolo 15, comma 4 bis,
della legge 19 marzo 1990, n. 55, nel testo introdotto
dall'articolo 1 della legge 18 gennaio 1992, n. 16 e successive
modifiche ed integrazioni.' sono sostituite dalle parole ai sensi
dei commi 1 e 2 dell'articolo 8 del decreto legislativo 31 dicembre
2012, n. 235.'».
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento è
sulla stessa scia di quello dell'onorevole Falcone, perché mi
sembra che dobbiamo dimostrare necessariamente che quest'Aula deve
lavorare, come se in questi mesi fossimo venuti qui a giocare, a
perdere tempo, a non fare nulla, perché questo è quello che viene
fuori anche dagli organi di stampa.
Faccio parte della Commissione Sanità e vorrei precisare che ci
sono disegni di legge che credo possano avere la priorità rispetto
al disegno di legge sulla riforma elettorale. Uno riguarda i punti
nascita, l'altro riguarda i servizi socio-sanitari. Sono due
disegni di legge che darebbero anche respiro, che metterebbero in
campo anche forze di lavoro ed economia.
Ebbene, questi disegni di legge, ancora, non sono stati esitati
dalla Commissione Sanità perché mancano le relazioni da parte del
Governo. Vorrei, quindi, ribadire che non è l'Aula a perdere tempo.
Tra tutte le altre cose, vi sono anche delle esigenze che meritano
di essere attenzionate e, secondo me, alcuni atti ispettivi ai
quali il Governo non ha adeguatamente risposto.
Prima di passare, quindi, prima di verificare o prima di esaminare
il disegno di legge sulla riforma elettorale, forse, sarebbe bene
rivedersi, fare il punto della situazione, sospendere l'Aula e
calendarizzare, invece, altri disegni di legge di cui si ha
priorità.
PRESIDENTE. Ricordo e condivido l'analisi fatta da lei e
dall'onorevole Falcone sulle altre emergenze, però, ricordo
all'onorevole Grasso che c'è stata una Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari in cui è stato stabilito insieme l'ordine
dei lavori. Per quanto riguarda gli altri disegni di legge cui lei
fa riferimento, ancora, non sono stati esitati dalla Commissione.
L'invito che lei ha fatto al Governo è un invito che condivido
pienamente perché è chiaro, come si era detto all'inizio della
legislatura, che, senza relazioni, i disegni di legge non possono
essere portati in Aula.
All'invito che lei ha fatto, si associa anche questa Presidenza.
Al momento, come concordato alla Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, procediamo così come era stato stabilito.
Ritengo, quindi, doveroso proseguire con i lavori.
CASCIO Francesco. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Francesco. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ero
distratto e, poco fa, ho trovato recapitato nel mio banco un
volantino. Ho chiesto al collega, onorevole Ruggirello, chi
l'avesse portato, mi è stato risposto che era stato distribuito
dagli assistenti parlamentari.
Siccome si tratta di una petizione, di un appello, non è un atto
parlamentare, non è un emendamento, non è una mozione, è un appello
firmato CGIL, CISL, UIL, Confimpresa, Arcidonne e quant'altro e non
mi risulta che, in sessantotto anni di autonomia, ci sia mai stata
l'abitudine di portare delle petizioni direttamente in Aula, si
possono utilizzare la casella postale, la casella elettronica,
volevo capire chi ha autorizzato che si portasse in Aula un
appello.
Per carità, associazioni sindacali riconosciute e qualificate; non
mi risulta ci sia l'abitudine di distribuire in Aula documenti di
questo tipo.
PRESIDENTE. Prendo atto di quello che lei dice. Onorevole Cascio,
questo documento non è all'ordine del giorno; non verrà discusso.
Era soltanto un atto di cortesia che ho voluto fare all'onorevole
Maggio, che si poneva il problema di come raggiungere i colleghi
onorevoli per comunicare quanto scritto su questo foglio. Era
soltanto un atto di cortesia.
CASCIO Francesco. Signor Presidente, in quest'Aula, non esistono
atti di cortesia; esistono i regolamenti e le forme. Ogni deputato
è dotato di una casella di posta elettronica, oltre che della posta
ordinaria. Si utilizza questo normalmente. Se si prende l'abitudine
che ogni deputato, per distribuire un promemoria - non contesto il
merito del documento perché sottoscrivo in pieno quello che c'è
scritto
PRESIDENTE. Onorevole Cascio, faccio ammenda di quello che lei ha
detto, però, mi è stato detto che ha avuto problemi con la casella
postale; non trovandoci niente di particolarmente eclatante - ma
prendo atto di quello che lei ha detto - ho autorizzato la
distribuzione di questo documento che, come vede, non sarà
trattato. E' soltanto una comunicazione più immediata ai colleghi;
tutto qui.
Seguito della discussione del disegno di legge « Modifiche della
legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 in materia di elezione dei
deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del Presidente della
Regione» (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A)
PRESIDENTE. Si riprende con il seguito della discussione del
disegno di legge «Modifiche della legge regionale 20 marzo 1951, n.
29 in materia di elezione dei deputati dell'Assemblea regionale
siciliana e del Presidente della Regione» (nn. 428-186-194-210-234-
411-421-436/A).
Si riprende dall'articolo 1, in precedenza comunicato.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei comprendere
se l'articolo 1 del disegno di legge che ci apprestiamo a votare è
composto da queste cinque pagine. Se così è, siccome tutti i
colleghi con i quali ho avuto modo di parlare mi rassegnano la
difficoltà della comprensione perché è, obiettivamente, complesso
comprendere cosa stiamo votando - al di là delle argomentazioni
che sposo per intero dei colleghi che mi hanno preceduto, il
collega Falcone e la collega Grasso - signor Presidente, o il
Governo ci spiega, punto per punto, che cosa si modifica nella
legge oppure le chiedo, formalmente, di sospendere la seduta perché
i colleghi abbiano contezza di cosa stanno votando.
Non vorremmo scoprire, infatti, come è accaduto tante volte, che,
nei meandri di un disegno di legge che riguarda una materia
dovesse annidarsi - come qualcuno mi dice - qualche comma che non
riguarda la materia elettorale.
Siccome non vorrei che si scoprisse dopo, cortesemente, le chiedo
di sospendere per mezz'ora, non per due giorni, la seduta; di fare
un minimo di punto con il Governo e con il Presidente della I
Commissione; di darci l'opportunità di comprendere come un
articolo 1 si componga di sei pagine scritte in maniera così
fitta, cosa si aggiunge e cosa si toglie.
Non mi dovete spiegare che è un lavoro che è già stato fatto in
Commissione; lo so bene. Noi, per esempio, non facciamo parte della
I Commissione e, magari, abbiamo - insieme ad altri Gruppi
parlamentari - qualche difficoltà in più rispetto agli altri.
Rispetto a questo, signor Presidente, la gatta frettolosa rischia
di fare il gattino cieco oppure di farlo abortire . Credo che
mezz'ora di riflessione possa essere utile, se vogliamo approvare
questa legge, salvo se dovessimo scoprire che è il Presidente di
turno che non vuole che si approvi questa legge e, quindi, sta
facendo di tutto per fare in modo che i deputati ne prendano atto.
Credo che non sia così.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, tutti i Gruppi
parlamentari avevano sancito un patto che, da quel che mi si dice,
è stato rispettato, cioè che la modifica della legge elettorale per
la modifica del prossimo Parlamento siciliano riguardasse, in
questa fase, solo una modifica relativa alla questione del listino.
In questo senso, sono stato rassicurato dai commissari.
L'intervento dell'onorevole Cordaro, che mi ha preceduto, mi
preoccupa. Resta sospesa da questo disegno di legge la questione
dell'assegnazione dei seggi alle varie province e quant'altro
potrebbe essere soggetto ad una valutazione di natura politica.
Devo, peraltro, affermare che, nel corso della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, il PD aveva annunciato la
presentazione di un emendamento per mettere in sintonia questa
legge per l'elezione del Parlamento regionale con l'elezione per i
consigli comunali.
Per quanto ci riguarda, avevamo espresso una posizione
assolutamente favorevole, quanto meno sull'allineamento di quelli
che sono i sistemi elettorali; vorremmo, però, capire bene dal
Governo qual è il punto di situazione in questo disegno di legge,
oggi all'esame dell'Assemblea; se ci sono cose che, a prima vista,
dai parlamentari che oggi sono presenti non dovessero essere
considerate come una variante, vorrei che questo fosse segnalato
perché tutti quanti potessimo attenzionare bene la questione.
Si tratta, signor Presidente, di sistemi elettorali che sanciscono
maggioranze e minoranze di questo Parlamento.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, spesso, negli
ultimi tempi, questo Parlamento - e non solo questo Parlamento - è
stato chiamato, oserei dire, forzato ad intervenire velocemente, di
corsa, a rotta di collo, per assumere e deliberare, quindi, dei
provvedimenti ritenuti da questa o da quella parte politica, da
questo o da quell'altro soggetto politico, di primaria, assoluta,
fondamentale importanza, necessità e urgenza.
A proposito di questo disegno di legge, voglio ricordare alla
Presidenza, ma anche a tutti i colleghi, che si era addivenuti a
calendarizzare questa proposta di legge e a dare una specie di
corsia preferenziale a questa proposta di legge, in virtù della
constatazione che si è fatta, anche in Commissione di merito,
secondo cui si interveniva in questa fase solo ed esclusivamente
per quanto attiene ad una modifica minima della legge stessa per
adeguarla alla intervenuta modifica delle norme costituzionali.
Dalle discussioni fatte nella Commissione di merito, infatti, è
emerso che c'era - e c'è tutt'ora - tutto un ventaglio di
argomenti, vedi per esempio i rapporti tra il Parlamento e il
Governo regionale in seguito all'introduzione dell'elezione diretta
e vedi una serie di norme che debbono regolare l'attività del
Parlamento stesso che meritano un approfondimento ed una
rivisitazione delle norme esistenti.
A fronte di queste discussioni, si era addivenuti alla necessità
di procedere, in questa fase, solo ed esclusivamente per adeguare
le norme che regolano l'elezione dei parlamentari alla diminuzione
del numero dei parlamentari stessi e, quindi, di intervenire
sull'abolizione del listino - inteso come premio di maggioranza - e
trasferire sui collegi il premio di maggioranza.
Tutto questo, oggi, non corrisponde esattamente a ciò che si è
discusso in Commissione e a ciò che è stato oggetto delle
deliberazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari che stabilivano, appunto, di dare questa corsia
preferenziale, sulla base di questi discernimenti.
Come evidenziato anche da altri colleghi, infatti, c'è un
dettaglio, un'esposizione dell'articolo 1 che è talmente complessa
che non da un'idea esatta a tutti i parlamentari, secondo cui si
interviene solo ed esclusivamente su quanto si era deliberato.
Inoltre, la legge era uscita dalla Commissione proprio con questo
intento e con la condivisione, da parte di tutti, che non si
sarebbero presentati ulteriori emendamenti, in quanto si sarebbe
demandato ad una fase successiva l'intervento su altri aspetti
della legge elettorale e della regolamentazione dei rapporti tra
Parlamento e Governo regionale.
Alla luce di queste considerazioni, ritengo, signor Presidente,
che sarebbe davvero utile sospendere, per dare modo al Governo e
alle forze parlamentari assieme di stabilire esattamente quali sono
i termini e i confini della norma che si sta portando in Aula. Se
questi termini e questi confini corrispondono a quanto si è
stabilito preliminarmente e in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari e nella Commissione di merito e, solo dopo aver
chiarito questa fase, riprendere la discussione della legge.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Formica.
Alla luce di quanto emerge da questa discussione, accolgo la
richiesta formulata inizialmente dall'onorevole Cordaro, alla
quale, poi, sono seguite le altre richieste. Prima di passare,
però, alla sospensione, vorrei dare la possibilità all'Assessore,
se ne ha volontà, di intervenire, visto che il Governo è stato
chiamato in causa più volte.
Ritengo che un suo intervento, durante la pausa, possa meglio
farci riflettere e capire il contenuto dell'articolo 1 che,
comunque, ricordo agli onorevoli colleghi che era già stato
pubblicato almeno otto giorni fa.
Questa legge è stata pubblicata otto giorni fa; non è arrivata
oggi, per cui c'è stato modo e tempo per poter analizzare gli
articoli nel loro complesso.
Visto che abbiamo la presenza in Aula dell'Assessore, chiedo al
Governo di darci qualche delucidazione, dopodiché, passerò alla
sospensione di trenta minuti, così come richiesto dalla maggior
parte degli onorevoli colleghi.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor presidente, onorevoli deputati, il disegno di legge nasce
dalla sintesi di una serie di proposte che erano pervenute alla
Commissione Affari Istituzionali .
Il Governo, quindi, ha preso atto ed ha sicuramente condiviso
quello che è il lavoro svolto dalla Commissione che ha voluto
sintetizzare, nel testo oggi presentato, quelle che erano state le
proposte presentate.
La posizione del Governo è una posizione in cui si rimette
all'Aula la decisione su questo disegno di legge, ferma restando la
condivisione che ha avuto nei lavori svolti in Commissione.
Le cose fondamentali erano: l'introduzione della doppia scheda e
l'abolizione del listino, ma questi sono argomenti che erano stati
discussi ampiamente in Commissione e che, quindi, questo testo, in
buona misura, sintetizza.
Fermo restando che vi sono alcuni emendamenti aggiuntivi che il
Governo ha avuto modo di visionare adesso, alcuni dei quali e, in
particolar modo, quello dell'integrazione, relativamente alla
doppia preferenza di genere, assolutamente condivisa perché era
stata una nostra iniziativa già nella legge che ha portato alle
elezioni amministrative, nell'ultimo turno e che, quindi,
fortemente, caldeggiamo.
In sintesi, questo è un lavoro che viene fuori dal lavoro della
Commissione, ripeto e come sintesi di diverse proposte legislative,
per cui il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Come preannunciato, sospendo l'Aula
per trenta minuti.
(la seduta, sospesa alle ore 17.17, è ripresa alle ore 17.46)
La seduta è ripresa.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Leanza è in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A
PRESIDENTE. Si riprende con il seguito della discussione del
disegno di legge nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
affrontare un testo così complesso senza una intesa complessiva che
possa coinvolgere l'Aula in un percorso di riforma elettorale che
veda anche l'affermazione di diritti civili importanti, quali la
doppia preferenza di genere rispetto alla quale io sono il primo
firmatario di un emendamento in questa direzione, sarebbe un errore
che questo Parlamento, a distanza di pochissime settimane, pochi
mesi dall'approvazione di una norma analoga per le autonomie
locali, commetterebbe.
E allora, siccome credo non ci sia alcuna fretta di intervenire
sulla legge elettorale, in particolare sul testo base che prevede
soltanto, così come è uscito dalla Commissione legislativa affari
istituzionali, la modifica di quello che è chiamato il listino,
cioè della legge elettorale vigente, io, signor Presidente, chiedo
che venga rimesso il testo intero alla prima Commissione
legislativa permanente per un approfondimento e soprattutto perché
in Commissione, con la condivisione di tutte le forze politiche,
perché stiamo parlando di regole e con il necessario
approfondimento perché le regole non possono essere né di
maggioranza né a forza di numeri, rimettiamo la legge di nuovo
all'esame della prima Commissione e anche al Governo che è
presente.
Chiedo dunque che venga esitato dalla Commissione un testo con il
contributo di tutte le forze politiche e parlamentari, che dia il
giusto assetto a quelle che sono le norme elettorali della regione,
atteso che la recente legge costituzionale di modifica dello
Statuto, peraltro, ha ridotto il numero dei parlamentari regionali
per la prossima legislatura da novanta a settanta.
Siccome la fretta è sempre cattiva consigliera e non mi pare che
ci sia nessun tipo di esigenza, né politica né istituzionale per
eliminare il listino subito, in fretta, e in un pomeriggio quasi
nell'indifferenza dell'Aula, signor Presidente, formalizzo la
rimessione del disegno di legge all'esame dell'Aula alla I
Commissione legislativa competente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per chiarire, l'onorevole
Gucciardi ha chiesto di rinviare il disegno di legge, così come
esitato, in Commissione.
FORZESE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORZESE, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, l'ho detto poco fa in Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, anche se non si capisce la ragione di
questa accelerazione del disegno di legge in esame, che toglie il
listino.
Vorrei chiedere il perché in Conferenza dei Capigruppo si è deciso
di portare avanti l'eliminazione del listino Perché due sono le
cose - e lo dicevo poco fa e lo ribadisco ancora una volta -: o
non si partecipa ai lavori laddove vi è l'esigenza di avere un
rappresentante di un gruppo, o non si capisce la ragione perché si
debba rinviare in Commissione dal momento che la Commissione di
merito il lavoro già lo ha fatto
Sono dell'idea che l'onorevole Gucciardi, al di là di rinviare il
disegno di legge in Commissione, e forse non lo si vuole dire - si
ha l'esigenza di condividere un percorso che è quello della
preferenza di genere. Bene, la discutiamo. Se la si vuole, la si
voti. Non capisco altrimenti quale sia la ragione per non portare
avanti un disegno di legge se già la Commissione di merito ha
svolto il proprio lavoro. Non condivido il fatto che si debba
rinviare l'Aula a domani.
PRESIDENTE. Onorevole Forzese, una volta formalizzata in maniera
molto chiara la richiesta dell'onorevole Gucciardi, questa
Presidenza non può fare altro che attenersi al Regolamento interno
di quest'Assemblea.
FORMICA. Allora, votiamo per alzata e seduta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Regolamento interno cosi
recita all'articolo 121 quater e 116: Fermo restando quanto
previsto dal penultimo comma dell'articolo 112 nel corso dell'esame
di un disegno di legge, la Commissione o il Governo possono
chiedere, con proposta motivata, il rinvio dello stesso in
Commissione per un ulteriore approfondimento .
Pongo in votazione, per alzata e seduta, ai sensi dell'articolo 121
quater del regolamento interno, la richiesta di rinvio del disegno
di legge in Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvata)
Pongo in votazione l'articolo 1.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, credo che anche la modalità con la
quale si sta iniziando questo dibattito non favorisca il clima che,
in genere, su materie elettorali, questo Parlamento, e tra l'altro
stiamo parlando di materia elettorale che regola l'elezione di
questa Assemblea, dovrebbe lavorare fino alla nausea per la ricerca
di una intesa tra tutte le forze parlamentari.
Il fatto che il principale gruppo della maggioranza chieda
l'approfondimento della valutazione del testo, forse anche per le
ragioni espresse dall'onorevole Forzose, anche se voglio capire
come mai qualche settimana fa il Presidente della Regione si è
battuto, mettendoci la sua faccia, sul tema della doppia preferenza
di genere, e adesso i parlamentari che fanno riferimento ai gruppi,
non so come definirli, riferibili direttamente al Presidente della
Regione, su questa materia, la vivano con un certo disagio.
Attenzione, io non ho ricette e non sono dell'avviso che non si
possa cambiare opinione anche nell'arco di poco tempo, però credo
sia una materia, per la delicatezza della questione che trattiamo,
che meriti un approfondimento politico tra le forze parlamentari,
tra i deputati, evitando questa ricerca spasmodica di dividere per
dividere perché quando si divide per dividere non si fanno le
leggi.
Io voglio ricordare ai colleghi che forse non lo ricordano, che
questa è una legge che non sarà pubblicata perché per essere
pubblicata dovremmo attendere 90 giorni, perché su questa legge può
essere promosso un referendum e per essere pubblicata bisogna
attendere, eventualmente, il tempo necessario per il deposito
delle firme e quindi il tempo necessario perché essa abbia
efficacia.
Pensare quindi che un voto in Parlamento risolva una questione
così delicata, che riguarda un tema del rapporto con l'opinione
pubblica, io lo considero un grave errore di miopia politica di
questo Parlamento.
Ecco perché credo che la saggezza in qualche modo debba
contribuire a fare in modo che le forze parlamentari discutano fino
a quando è necessario per trovare una sintesi condivisa e
soprattutto condivisa nel rapporto con l'opinione pubblica.
Ribadisco questo modo e questa modalità proprio in virtù della
straordinarietà di questo provvedimento legislativo che non si
esaurisce semplicemente con il voto del Parlamento.
Io non so se la proceduta è il rinvio in Commissione, se la
tecnica è quella di sospenderne la trattazione per qualche giorno
per avere non un astratto luogo di discussione o di approfondimento
dei singoli parlamentari, ma perché ci possa essere una valutazione
tra le forze politiche, tutte, tra di loro e dentro di loro ed
anche con riferimento al rapporto con il Governo.
Ribadisco: questa legge merita quella ponderazione e
quell'approfondimento utile per far sì che la legge, una volta
approvata, possa essere accettata dai cittadini che dovranno
utilizzare gli strumenti propri della legge con procedura aggravata
come quella che stiamo trattando.
Lo suggerisco anche al Presidente della Commissione che la
gattina frettolosa rischia di fare i gattini ciechi , quindi
suggerirei un necessario approfondimento affinché politicamente si
costruisca una sintesi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, ho ascoltato con attenzione quanto
detto dall'onorevole Cracolici e vorrei mettere in evidenza il
risultato delle operazioni di votazione di poc'anzi; si è votato
affinché questo disegno di legge venga esaminato questa sera e,
posto questo, non dobbiamo cercare di cambiare le carte in tavola
perché avevamo deciso tutti quanti, gruppi parlamentari, Conferenza
dei Presidenti dei gruppi parlamentari, Ufficio di Presidenza di
quest'Assemblea, di dividere il disegno di legge di riforma
elettorale in due tronconi: il primo finalizzato alla soppressione
di quella ingiustizia contenuta nella legge elettorale 2004 che
prevedeva il cosiddetto listino, cioè cittadini di serie A, che
potevano essere eletti senza un esplicito concorso alla ricerca del
consenso e, quindi, della campagna elettorale; su questo spesso ci
siamo trovati tutti concordi affinché questo disegno di legge
venisse esaminato dalla Commissione e, successivamente, dall'Aula.
Nel corso della Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari,
voglio che il Presidente del gruppo parlamentare Partito
Democratico mi ascolti, era stata posta una questione politica e
devo dire correttamente' il Presidente del gruppo parlamentare ha
detto che era nelle intenzioni di presentare un emendamento che
mettesse in sintonia la legge elettorale per i comuni con la legge
elettorale per l'Assemblea regionale.
Devo dire che la scorsa volta, quando si è esaminato il disegno di
legge per l'elezione dei consigli comunali, non mi trovava
d'accordo sul metodo, non certamente sul merito, per due ragioni,
la prima perché il mutamento del sistema elettorale si verificava
qualche giorno prima della presentazione delle liste e perché il
dibattito non si era svolto all'interno di questo Parlamento, ma si
era svolto in altre stanze, credo romane, dove il Governo aveva
raggiunto un'intesa con parte dell'opposizione come se altra parte
dell'opposizione non fosse d'accordo, quindi voglio essere molto
chiaro stasera.
Vero è che per quanto mi riguarda ho votato a proposito della
discussione di stasera, ma è anche vero che per quanto mi riguarda
l'emendamento dell'onorevole Gucciardi sarà votato da parte mia,
probabilmente, in coerenza con quella che è la legge elettorale
comunale, questo lo dico perché voglio sgombrare il campo di
equivoci, ma non si può, onorevole Cracolici, tornare indietro
rispetto ad un voto che c'è stato in quest'Assemblea, fermo
restando l'iniziativa che dobbiamo assumere.
CRACOLICI. Io non ho chiesto un rinvio in Commissione
DI MAURO. Allora ho capito male, ha lo stesso valore del rinvio in
Commissione e credo che dobbiamo continuare il percorso. Se
l'onorevole Gucciardi intende ritirare questo emendamento lo farà
per buonsenso nell'intento di mettere tutto quanto in cantiere
quando verrà affrontata la rimodulazione di questa legge che
certamente dovrà essere fatta dall'Assemblea quanto meno per
l'assegnazione dei seggi nei vari collegi e quant'altro si riterrà
opportuno.
Quindi credo, signor Presidente, che i lavori debbano continuare
perché il Parlamento si possa pronunciare al di là di quelle che
sono le valutazioni dei singoli parlamentari.
FORZESE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORZESE, presidente della Commissione. Se ho ben capito il collega
Di Mauro è perché si continuino i lavori d'Aula per poi tentare di
manifestare un apprezzamento nei confronti del collega Cracolici,
se non ricordo male, ma stranamente la memoria mi inganna, il
disegno di legge n. 194, presentato da lei e dai suoi colleghi, si
parla di gennaio 2013, pertanto ritengo che la Commissione non ha
frettolosamente portato avanti in modo inusuale, ma rispettando
quello che è stato deciso nella Conferenza dei Presidenti dei
gruppi parlamentari e proprio su richiesta più volte espressa dallo
stesso onorevole Cracolici nel trattare questo argomento, vista
l'importanza di ciò che riguardava la vicenda legata al listino.
A scanso di equivoci, non vorrei che, magari, qualcuno potesse
pensare che non vi è l'interesse di eliminare o non rispettare
l'ultimo voto amministrativo, qui si sta parlando soltanto di
continuare o rimandare a domani.
Io sono certo che l'Assemblea possa, sicuramente, nonché il
Parlamento, assumersi le proprie responsabilità per chi condivide
il cosiddetto voto per la preferenza di genere o tutt'altro.
Non mi sembra corretto perché è come se, di fatto, la Commissione
avesse un interesse particolare nel portare avanti questo disegno
di legge, dopo che è stato condiviso nella Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari e dopo che è stato trattato
anche, ampiamente in Commissione, laddove per l'assenza dei
colleghi, in quella occasione, quando veniva discusso
l'emendamento, di fatto, è venuto meno ad essere trattato perché
decadeva per assenza dell'onorevole che presentava l'emendamento.
Ecco perché, signor Presidente, ritengo che si debba continuare e
cercare di portare a casa quello che è il risultato di ciò che si è
fatto e stabilito nella Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non capisco la
parte della discussione che si sta facendo in merito alla
possibilità o meno di continuare questa sera l'esame del
provvedimento di legge perché, come ricordava il Presidente della
commissione, ma anche come lei ben sa da Regolamento, su questa
materia si è espressa l'Assemblea qualche minuto fa. Di cosa stiamo
parlando? E' pacifico che dobbiamo continuare oggi.
Piuttosto, avevo chiesto di intervenire per lamentare, ancora una
volta, le posizioni di chi, come l'onorevole Cracolici, invoca, a
giorni alterni o a momenti alterni, la collegialità nelle decisioni
che riguardano la legge elettorale, per esempio, o altro tipo di
provvedimenti che riguardano l'assetto istituzionale, la
rappresentanza nelle istituzioni, salvo poi dimenticare che è
proprio il percorso attraverso il quale siamo arrivati, in questa
Aula, un percorso che è stato stabilito e che ha avuto accesso ad
una corsia preferenziale, in base al principio che si discuteva,
solo ed esclusivamente, signor Presidente, dell'adeguamento del
listino all'intervenuta modifica costituzionale con la riduzione
del numero dei deputati.
Solo di questo noi avremmo dovuto discutere questa sera perché le
modifiche da apportare alla legge elettorale, come hanno
sottolineato un po' tutti, non sono solo queste, ma sono ben altre
e ben più importanti e sulle quali, certamente, c'è bisogno di
quell'accordo vasto, io sono d'accordo con l'onorevole Cracolici,
di quell'accordo ampio con tutte le forze politiche perché quando
si interviene sulle regole queste non sono del Governo, ma di
tutto il Parlamento e, quindi, di tutto il Parlamento e di tutte le
forze politiche.
Allora sì, in quel caso, è ovvio che bisogna raggiungere un'intesa
con tutte le forze politiche, condividere con tutte le forze
politiche il cammino, ma non si può, una volta deciso un percorso,
tentare con delle furbizie di introdurre, surrettiziamente, degli
elementi attraverso emendamenti che ne modificano le finalità che
si erano concordate.
L'Aula, secondo me, la Presidenza, dovrebbe esimere l'Aula dal
trattare altro tipo di emendamenti, la Presidenza dovrebbe
dichiarare inammissibili gli aggiuntivi, in base a ciò che si era
stabilito, la Presidenza non lo vuole fare, rischiamo di
impelagarci in qualcosa per la quale non avevamo raggiunto gli
accordi per la corsia preferenziale e non è una cosa buona.
Tuttavia, io non accetto che si venga qui a dire che questa norma
è soggetta al referendum ed in quanto tale non è pubblicabile
immediatamente e devono passare novanta giorni, allora significa
che non possiamo mai farla?
Quando si deciderà di farla, si ricordi che si tratta di una
norma che ha bisogno di novanta giorni per la pubblicazione perché
è sottoposta a referendum, non la facciamo questa norma Questa
norma prima o poi la dovremo fare Che senso ha quello che viene
sostenuto, a convenienza? Non calpestiamo le prerogative del
Parlamento e i Regolamenti parlamentari.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Anselmo. Ne ha
facoltà.
ANSELMO. Onorevoli colleghi, Governo, qualche mese fa - e non sono
passati poi tanti - mi ritrovavo dai banchi della Commissione a
difendere strenuamente la bontà del disegno di legge sulla doppia
preferenza di genere che, in Commissione, avevamo approvato,
avevamo portato in Aula.
All'indomani dell'approvazione il Presidente Crocetta - e riprendo
testualmente le sue parole - salutava l'introduzione della doppia
preferenza di genere nella tornata delle elezioni amministrative
come una grande conquista democratica di cui la Sicilia deve
andare orgogliosa e che mette al passo la Sicilia con l'Europa .
Mi sembra veramente strano oggi che si torni a discutere per una
conquista che pensavo già fosse acquisita e si torni a discutere
con le stesse persone che prima hanno votato la doppia preferenza
di genere alle amministrative e che oggi fanno un passo indietro.
Evidentemente quelle barriere strutturali che impediscono alle
donne di prendere parte alla vita politica della società sono e
continuano ad essere una realtà tangibile.
Avrei gradito che il Presidente Crocetta fosse presente in Aula a
difendere strenuamente la doppia preferenza di genere, anche per le
elezioni regionali, come ha fatto con l'ardore che lo
contraddistingue per le amministrative.
Non è possibile che la Sicilia faccia un passo indietro non
approvando la doppia preferenza di genere che, fino a qualche tempo
fa, era stata salutata come una grande conquista democratica.
Invito, pertanto, i colleghi a riflettere - certo, si può sempre
cambiare idea - però attenzione non facciamoci prendere in giro e
riderci dietro solo perché qualcuno ha avuto paura che le donne in
politica possano rappresentare una novità e una ventata di
innovazione nella nostra società.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, credo che su un tema così complesso
e delicato, ciò che importa in Parlamento, sede di sovranità
popolare, è innanzitutto la chiarezza, la chiarezza che da questa
tribuna si trasferisce ai cittadini.
La sensazione - di chi come me, non ha la pretesa di rappresentare
la totalità di ciò che c'è fuori da quest'Aula - è che il sentire
comune e popolare guardi con molta attenzione la doppia preferenza
di genere al di là di come possa essere tecnicamente corretta
l'espressione di un voto, rispetto a cui, in tempi non sospetti,
allorquando in quest'Aula abbiamo approvato la doppia preferenza di
genere per le autonomie locali, ha detto che era pronto e
disponibile, con l'intesa di tutte le forze politiche e
parlamentari perché trattandosi di regole non possono essere di una
parte soltanto, le regole sono di tutti.
Quindi, fermo restando che sono disponibile a rivedere le modalità
di espressione del voto perché si garantisca la totale trasparenza
del voto e la segretezza assoluta del voto del cittadino elettore,
dico che è veramente e sarebbe veramente singolare che dietro
ipocrisie malcelate in questo Parlamento, questo pomeriggio, si
consumi una contraddizione che avrebbe un giudizio dei cittadini
certamente negativo a prescindere dal giudizio di merito che sulla
questione ognuno può esprimere.
E' veramente contraddittorio, e non ci vuole molto a capire, che
questo Parlamento decida una regola per i Consigli Comunali, altri
rispetto a questo Parlamento e nel momento in cui si tratta di
decidere delle regole che riguardano la nostra elezione, l'elezione
di questo Parlamento, noi ci arrocchiamo dietro silenzi, dietro
ipocrisie, dietro tatticismi che non sarebbero assolutamente
compresi, credo, dai cittadini.
Non può questo Parlamento, per così dire, macchiarsi, in qualche
modo, di una scelta contraddittoria rispetto ad una regola che,
qualche settimana fa, ha voluto per i Consigli Comunali. Ciò che
vale per l'elezione a suffragio diretto universale dei Consigli
Comunali non può non valere per questa Assemblea ed è questo che
noi proponiamo attraverso un emendamento articolato di cui io sono
il primo firmatario, ma non sono l'unico firmatario né sono
firmatari soltanto parlamentari del mio partito.
Un tema così complesso e delicato merita un approfondimento,
perché non è assolutamente vero che la Conferenza dei Presidenti
dei gruppi parlamentari ha dato un'indicazione, correttamente ho
posto la questione alla Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari, perché ritenevo di non poterne fare una bandiera ed
una battaglia di principio, perché ritengo che l'obiettivo è molto
più importante della sterile battaglia di principio.
Ho posto il problema nell'ultima Conferenza dei Presidenti dei
gruppi parlamentari dicendo che sarebbe stato utile che la
Commissione di merito esaminasse di nuovo i disegni di legge,
signor Presidente. Erano stati depositati in Commissione e in
questo Parlamento non emendamenti al testo sull'abolizione del
cosiddetto listino', c'erano disegni di legge all'esame della
Commissione, disegni di legge di iniziativa parlamentare che non
sono stati assolutamente trattati con la dovuta attenzione. Di
questo mi dolgo e con molta sobrietà e con molto garbo ho posto un
problema, in punta di piedi, in Conferenza dei Presidenti dei
gruppi parlamentari. Adesso io non ci sto che si travisi quelli che
sono stati i fatti rispetto a questo percorso.
Signor Presidente, siccome ho consapevolezza e credo di aver dato
le ragioni sostanziali che mi spingono in questa battaglia,
ovviamente, terrò fermo, se l'Aula vuole continuare, com'è nel
diritto della stessa, la trattazione del disegno di legge, non
ritirerò l'emendamento che è esattamente uno dei disegni di legge
che è stato presentato in questo Parlamento, era all'esame della
Commissione e ribadisco non è stato trattato con la dovuta
attenzione.
L'emendamento che ho presentato come primo firmatario, seguito da
tantissimi parlamentari, dovrà essere esaminato da quest'Aula, se
volete continuare, e questo Parlamento si assumerà la
responsabilità di una scelta eventualmente contraddittoria.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, devo
dire che sono davvero stupito dal tenore e dal merito degli
interventi dall'onorevole Cracolici soprattutto, ma anche
dell'onorevole Gucciardi.
Non capisco la ratio soprattutto dell'onorevole Cracolici che
parla di correttezza, di forzature, di imposizioni, di un'Aula che
deve essere unita sui grandi temi e sulle riforme, al di là del
fatto che egli è dimentico, e sono passati appena sette, otto mesi,
di quando pur avendo perso le elezioni col Partito Democratico
governava assieme al Presidente Lombardo ed imponeva alla
maggioranza, che aveva vinto le elezioni, le sue scelte con buona
pace dei grandi intendimenti dei quali oggi forse vorrebbe
commuoverci o egli ci parla, ma noi c'eravamo già all'ora
onorevole Cracolici, e abbiamo colto qual era la sua sensibilità al
tempo.
Una sensibilità un po' diversa da quella di oggi che però devo
dire lascia il segno, signor Presidente, e sa perché, perché si sta
facendo una tempesta in un bicchiere d'acqua. Abbiamo chiesto una
sospensione per comprendere se c'era la possibilità di trattare o
meno il disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per favore, non si riesce a
sentire
CORDARO. Capisco che i colleghi del Gruppo parlamentare del PD
sono nervosi, però, vorrei rassicurarli
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per favore, cerchiamo di tenere il
volume un po' più basso perché non si riesce ad ascoltare
l'intervento dell'onorevole Cordaro.
CORDARO. Abbiamo celebrato, dicevo, qualche minuto fa, una
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari nella quale il
Presidente della I Commissione, Commissione competente che ha
esitato questo disegno di legge, ci ha chiarito che erano state
rispettate tutte le formalità e tutti i passaggi che il disegno di
legge era stato approfondito e che poteva ben essere pronto per
essere esitato nella seduta di oggi.
E' stato interpellato il Governo, peraltro oggi degnamente
rappresentato da una signora, visto che siamo in tema di preferenza
di genere, e anche lì mi pare veramente fazioso il riferimento
dell'onorevole Cracolici al Presidente Crocetta, posto che questi
non soltanto non ha detto di votare contro questa o quella norma,
ma c'è stato un Parlamento che in maniera assolutamente democratica
ha chiesto di andare oltre, di continuare nella trattazione del
disegno di legge senza esprimere, colleghe e colleghi del PD,
alcuna volontà di votare contro o a favore questa o quella norma
Forse avete la coda di paglia perché sapete che al vostro interno
siete spaccati ed al vostro interno c'è chi non vuole la preferenza
di genere? Forse la verità è che è proprio il PD a temere la doppia
preferenza di genere? Perché ho visto colleghi tutti parlamentari
un voto assolutamente trasversale perché nessuno ha voluto dare
disciplina ai Gruppi e sulla pregiudiziale sollevata dal collega,
onorevole Gucciardi, all'interno dei partiti e dei Gruppi
parlamentari c'è chi ha votato contro e c'è chi ha votato a favore.
Il dramma che è scoppiato in quest'Aula e che ha visto
protagonista l'onorevole Cracolici, ribadisco, è una tempesta in un
bicchiere d'acqua perché dopo le rassicurazioni istituzionali che
sono venute dal Presidente della I Commissione e dal Governo, il
Parlamento si è determinato, a differenza del voto strumentale,
quello sì sulla pregiudiziale da parte del PD, ad andare avanti per
esitare il disegno di legge.
Nessuno ha detto chi è contro o a favore di un bel nulla Se gli
emendamenti verranno mantenuti, com'è legittimo, da parte di chi li
ha presentati, verranno votati: se verranno approvati bene, se
verranno bocciati è la democrazia, sono le regole.
Capisco che quando le regole possono portare ad un risultato
democratico contrario non vanno bene all'onorevole Cracolici, ma se
ne faccia una ragione. Io non mi straccio le vesti su questo tema,
ma egli comprenda che la democrazia è una cosa seria e soprattutto
non è a convenienza.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, ho chiesto
di intervenire sull'ordine dei lavori e vi è un motivo dirompente
che vorrei fosse seguito pure dall'onorevole Gucciardi,
parlamentare del Gruppo Partito Democratico , al quale non intendo
regalare la battaglia della doppia preferenza di genere.
Anch'io sono d'accordo, però in questa Assemblea prima si
rispettano i patti, patti che prevedevano la condivisione
dell'approvazione dell'articolo 1, ma prima dei patti si rispettano
le regole. Perché, vede signor Presidente, onorevole Di Mauro, vi
prego, l'argomento che trattiamo oggi è intrigante
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per favore, cerchiamo di tirare
avanti in ordine
TURANO. Signor Presidente, io mi fermo Ho chiesto di intervenire
sull'ordine dei lavori per una questione pregiudiziale, non c'è
fatto politico che tenga.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi pregherei, visto che il
dibattito che si è aperto è molto interessante, cerchiamo di
procedere con un po' di ordine, vi pregherei di ascoltare gli
interventi.
TURANO. Il Regolamento dell'Assemblea prevede che se gli
emendamenti non vengono presentati in Commissione non si possono
trattare nell'Aula parlamentare, di questo ne abbiamo fatto una
battaglia, una battaglia regolamentare che abbiamo violato soltanto
in occasione della Finanziaria perché erano le sei del mattino,
considerato che non sono le sei del mattino e neanche le tre di
notte, le regole si rispettano: se l'emendamento presentato
dall'onorevole Gucciardi è tardivo e non è stato presentato in
Commissione lo stesso non può essere trattato in questo disegno di
legge.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, giusto per chiarire, gli
emendamenti, mi risulta, sono stati presentati in Commissione.
Invito il Presidente della Commissione a prendere la parola.
FORZESE, presidente della Commissione. Ho già detto che gli
emendamenti presentati sono di fatto decaduti per assenza del
parlamentare che doveva essere presente, in più occasioni è stata
chiesta la presenza. La Prima Commissione non ha trattato
l'emendamento perchè, in assenza del parlamentare, di fatto decade
automaticamente.
TURANO. Siccome tante volte è successo che io ho presentato un
emendamento e poiché l'emendamento non è stato trattato in
Commissione, perché ho deciso di non andare, perché ho avuto un
imprevisto, per una ragione qualunque, perché nessun collega
presente ha avuto la sensibilità di farlo proprio, se questo si è
verificato la dice lunga sul percorso che stiamo tenendo.
Avevamo un'intesa politica che si divideva in due diverse parti,
una parte era il listino, un'altra era la doppia preferenza di
genere. Siccome c'è l'intesa sul primo punto e chiediamo di
trattarlo su questo chiedo di andare avanti. Quando sarà possibile
trattare il secondo argomento, come diceva l'onorevole Formica,
perché della legge noi dobbiamo riparlare, ne dobbiamo
necessariamente riparlare.
Per ultimo, signor Presidente, mi permetta di dire una cosa, lo
dico con amarezza, quando i siciliano decideranno di proporre un
referendum sull'articolo 1 per sapere se è giusto o sbagliato avere
il listino e dovessero decidere e ritenere corretto che è giusto
avere il listino, sarò io a presentare un disegno di legge perché
sia composto da settanta deputati ed il Presidente che vince,
vince per tutti e quello che perde va a riposare.
Perché questa cosa come dire paracadute che tutti i parlamentari
fin dal 2004 per chi c'era o ancora prima fin dal 2001 quando si
applicò la prima volta il Tatarellum hanno sempre contestato,
oggi, paradossalmente pare vogliano difenderlo e io non sono tra
questo elenco, io sono nell'elenco delle persone che vogliono
abolire il listino e sono nell'elenco delle persone che voglio
sostenere la doppia preferenza di genere.
Quindi, non c'è nessun motivo per fermarci.
Andiamo avanti, trattiamo l'articolo 1, e se le valutazioni
regolamentari che io ho esposto non sono corrette chiedo scusa; se
invece sono corrette perché la Commissione non ha trattato
l'emendamento, allora la Presidenza è giusto che prenda atto
dell'inammissibilità.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A
PRESIDENTE. Si riprende con il seguito della discussione del
disegno di legge «Modifiche della legge regionale 20 marzo 1951, n.
29 in materia di elezione dei deputati dell'Assemblea regionale
siciliana e del Presidente della Regione» (nn. 428-186-194-210-234-
411-421-436/A).
Onorevoli colleghi, per chiarezza ricordo a tutti noi cje
l'articolo 111 del Regolamento interno così recita: 1. bis. Non
possono essere presentati in Assemblea, se non dal Governo o dalla
Commissione o da un Presidente di Gruppo parlamentare, emendamenti
che non siano stati presentati e ritenuti ammissibili nella
competente Commissioni ovvero strettamente connessi con essi
secondo l'insindacabile apprezzamento del Presidente .
Gli emendamenti sono stati presentati. Poi, di fatto, non c'era
chi li aveva presentati e dichiarati inammissibili ma si possono
poi presentare comunque in Aula.
E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con tanta fretta e
premura stiamo discutendo un disegno di legge relativo alla riforma
elettorale. Abbiamo approvato anche una norma che prevede
l'abolizione delle province ed intanto ci sono i Commissari, e
mentre noi siamo qui a discutere, c'è gente che sta morendo, ci
sono imprese che stanno fallendo e questa Aula e questo Parlamento
non sta prendendo in esame nessun disegno di legge che riguardi
misure utili per la Sicilia.
Tornando all'argomento di oggi, io ho presentato un emendamento in
Commissione, emendamento che non è stato discusso ed è stato
dichiarato decaduto perché non c'era nessuno della Commissione, e
neanche qualche collega del PD che oggi sostiene emendamenti
diversi ha apposto la firma. Non ritirerò gli emendamenti, ed io
credo che possiamo procedere, perché ciascuno di noi si assume la
responsabilità delle proprie scelte e delle decisioni assunte.
Riguardo alla doppia preferenza di genere - ve lo dice una donna
che è stata eletta quattro mesi fa e non perché c'era la preferenza
di genere - forse è bene che ci diamo una accelerata, andiamo
avanti e votiamo.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Maggio. Ne ha
facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei richiamare
l'attenzione di tutti sulla scelta che si corre il rischio di
compiere stasera. Una scelta che - badate bene, ne ho segnali forti
- é all'attenzione della gente, una scelta che oggi corre il
rischio di ripercorrere la stessa strada che ha compiuto due anni
fa.
Io penso alla difficoltà di spiegare alla gente - forse due anni
fa questo Parlamento non era sufficientemente maturo per vedere nel
percorso della partecipazione delle donne una profonda
concretizzazione della democrazia - un aiuto per superare quel
delta, quello iato che ha visto questo Parlamento non più di
qualche mese fa votare la doppia preferenza di genere per le
amministrative e lo abbiamo fatto - e voglio ricordarlo anche al
Presidente della Regione - rinviando la data delle amministrative
perché pensavo che tutti quanti fossimo convinti che era giunta
veramente l'ora che in Sicilia si potesse determinare un atto
politico di grande democrazia partecipativa.
Mi rendo conto, oggi, delle resistenze, per le cose dette e non
dette, per i mormorii, per i sorrisini, e mi sento profondamente
delusa perché ho capito che quella coscienza che pensavo fosse
presente nella scelta di qualche mese fa non è coscienza, forse chi
ha votato ha visto lontano il pericolo di vedere attaccata o
ridotta la propria rendita di posizione. Mi rendo conto che già la
riduzione del numero dei parlamentari pone qualche problema per cui
diventa un ostacolo forse il risultato raggiunto dalle donne nelle
amministrative.
E non venitemi a dire che diventa un ostacolo, anche perché con la
doppia preferenza c'è la possibilità del controllo del voto perché
sappiamo tutti quali sono, ad oggi, i sistemi attraverso i quali si
controlla il voto.
Quindi, prendiamone coscienza e adesso vi chiedo, ancora una
volta, di riflettere, ma rifletteteci perché ci troviamo di fronte
ad un grande atto eventualmente di incoerenza politica.
Ed ha ragione l'onorevole Cracolici quando dice che chissà in
quali condizioni noi ci troveremo perché la scelta che riguarda il
referendum è una scelta che già all'esterno hanno maturato, che
hanno maturato quei soggetti politici che hanno sottoscritto questa
nota che ha scandalizzato qualcuno che forse non è abituato alle
lettere aperte, che forse è abituato ad altro percorso, forse è
abituato al percorso dei pizzini, diciamocelo chiaramente. E'
questo che fa paura Fa paura la trasparenza, la voglia delle donne
di impegnarsi in politica, con grande coerenza e con la volontà di
migliorare le condizioni di tutti.
Badate bene, riflettiamo Perché già c'è davvero una scelta pronta
di avviare un percorso referendario e io chiedo a questo
Parlamento, che è quello che ha scelto qualche mese fa di votare la
doppia preferenza di genere quale sarebbe il risultato dal punto
di vista politico, quale sarà l'immagine che tutti quanti ne
ricaveranno nel momento in cui si porterà avanti un referendum che
molto probabilmente non farà vedere la luce a questo percorso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Antonella.
Ne ha facoltà.
MILAZZO Antonella. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non
pensavo di intervenire stasera e non pensavo di assistere a una
seduta di questo tipo. Ripensavo alla serenità con cui questo
stesso Parlamento, tre mesi fa, aveva accolto un principio
giuridico che mi sembrava di una chiarezza assoluta. Un principio
giuridico di parità di genere che si rifà ad un percorso
costituzionale - vorrei ricordare ai miei colleghi - che è il
percorso delle legge costituzionale del 2001, che è il percorso
della regione Campania, un percorso che è stato valutato dalla
Corte Costituzionale con una sentenza del 2010 che fa riferimento
alla parità di genere come risorsa del Paese, che fa riferimento a
raccomandazioni dell'Unione europea e a deliberazioni del Consiglio
dei ministri d'Europa e rispetto alla quale non capisco cosa possa
essere cambiato.
Non pensavo di intervenire perché ritenevo, sbagliandomi, ma la
mia inesperienza mi scusa in questo senso, che non fosse possibile
applicare principi giuridici diversi a casi simili. Non capisco
come spiegheremo ai nostri elettori, ai nostri consiglieri comunali
in base a quale scelta oggi decideremo qualcosa di diverso. Non
capisco perché lo stesso principio costituzionale che abbiamo
applicato - e aggiungo, con successo - alle elezioni comunali, non
debba valere per le elezioni regionali. Non capisco come possa
essere accettata l'abolizione del listino, che in parte prevedeva
un seppur parziale bilanciamento di genere con una totale
cancellatura di qualsiasi possibile parità di genere.
Non pensavo di intervenire, ma sono stata chiamata in causa anche
perché sono una delle presentatrici del disegno di legge che la I
Commissione ha ritenuto di accantonare. Ci era stato detto che
sicuramente il disegno di legge si sarebbe trasformato in un
emendamento e così è stato.
Mi dispiace, presidente Forzese, ma non potevo essere presente a
difendere il mio emendamento perché, non facendo parte della I
Commissione, non sono stata invitata e non vedo come avrei potuto
essere presente.
Allora, tutto questo arzigogolare mi fa perdere un po' di
quell'orgoglio che tutti noi tre mesi fa avevamo provato
nell'essere componenti di questo Parlamento siciliano, che si
poneva all'avanguardia in Italia sfatando finalmente il mito della
Sicilia arretrata, ponendosi veramente in prima linea nella tutela
dei diritti.
Credo che questo orgoglio sia oggi un po' appannato. Ci sono molte
cose che non riesco a capire fino in fondo o che forse preferisco
non capire. Vorrei avere la possibilità di riavere quell'orgoglio
di tre mesi fa, che vede la Sicilia ancora una volta in prima linea
e vede il Governo siciliano impegnato nella tutela dei diritti.
SAMMARTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
stiamo discutendo di un disegno di legge che riguarda tutti noi,
che riguarda soprattutto la dignità ed il senso delle Istituzioni
di questo Parlamento. Non mi sembra che il comportamento di noi
deputati oggi dimostri come i lavori dell'Aula e i lavori della I
Commissione siano stati svolti.
Chiedo formalmente alla Presidenza una sospensione della seduta ed
un rinvio del dibattito sul disegno di legge. Il Partito
Democratico chiede formalmente di ridiscuterne e di ridiscutere
tutti insieme essendo questa una legge così delicata ed importante.
Non si può pensare di andare a votare o di andare a trattare un
disegno di legge così delicato nel marasma di un'Assemblea che oggi
forse non vede l'importanza di questo disegno di legge.
Oggi quest'Assemblea ha il diritto, secondo me, di recuperare
credito nei confronti delle Istituzioni e quindi di rivedere con
attenzione, insieme a tutte le forze politiche, un disegno di legge
così importante.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono d'accordo
con la proposta che è stata avanzata dall'onorevole Sammartino.
Vorrei dire all'onorevole Cordaro, che si diletta sempre a
criticare presunte divisioni nel PD ed a rivendicare la bontà della
scelta che il Parlamento, in questa circostanza, ha fatto, che ad
apertura dei lavori ha chiesto una sospensione argomentando che
c'era una intesa tra i capigruppo e che gli emendamenti che erano
stati presentati violavano un patto tra le forze politiche per
modificare la legge elettorale.
Adesso, la discussione che si è sviluppata, ha fatto emergere che
non c'era un patto che escludesse la possibilità di modificare la
legge elettorale introducendo la preferenza di genere. Onorevole
Cordaro, onorevole Formica, credo che tutti abbiamo l'interesse che
su questa materia ci fosse un confronto ed una possibile
mediazione, perché la legge elettorale è un passaggio delicato - e
lo dico anche all'onorevole Di Mauro - e si devono valutare i
termini di una possibile convergenza.
L'argomento che ha sostenuto l'onorevole Formica, cioè che c'era
una intesa per discutere solo dell'abolizione del listino, è un
argomento proposto prima della sospensione, ma adesso non vale più,
perché una parte del Parlamento ritiene di dovere intervenire su
tutta la legge elettorale, su tutti gli aspetti. Allora, logica
vuole che si prenda atto che c'è questa volontà e si ridefinisca un
percorso che consenta di trovare gli elementi di equilibrio
necessari su una materia così delicata.
Questo è buon senso Se si vuole invece andare avanti, sostenendo
che è necessario penalizzare una parte del Parlamento, è del tutto
evidente che non si va da nessuna parte
Allora, proprio perché siamo interessati tutti quanti a fare una
buona legge elettorale, possibilmente con una larga condivisione,
si sospenda il dibattito, i Capigruppo si riuniscano insieme al
Presidente della Commissione che dovrebbe essere il garante di un
percorso unitario. Onorevole Forzese, io capisco tutto ma quando si
dice che gli emendamenti non sono stati messi in discussione perché
mancavano i parlamentari che li avevano presentati, e quindi per
Regolamento non si è fatto, significa che i presenti alla
Commissione hanno deciso di non considerare possibile
l'introduzione della preferenza di genere.
E' legittimo ma è chiaro che si solleva un tema che va
approfondito. Se la Commissione vuole avere un ruolo, credo che sia
interesse della stessa ritornare a discutere di questa materia
anche perché, se ho capito bene, da parte del Partito Democratico e
da una parte del Parlamento la presunta intesa di togliere il
listino e di demandare ad una fase successiva la discussione sui
collegi e sul resto non è accettata.
Si prenda atto che c'è bisogno di una discussione complessiva e si
definisca un percorso che consenta di arrivare ad una mediazione
condivisa, perché l'idea che si possa legiferare su questa materia
a colpi di maggioranza è una idea insensata A parte il fatto che,
nel merito i colleghi che hanno ricordato che questo Parlamento, a
larga maggioranza, ha introdotto per le elezioni amministrative la
preferenza di genere, adesso non possono trincerarsi dietro aspetti
formali e dire che di questo non ne dobbiamo discutere. Abbiano il
coraggio, eventualmente, di dire che non si vuole la preferenza di
genere.
Allora, si voti e se ci sono le condizioni, si va avanti Però,
prima il Presidente della Commissione ed i colleghi che hanno
responsabilità nei rispettivi Gruppi parlamentari devono
consentire, attraverso un confronto di merito, al Capogruppo del PD
e agli esponenti del PD nella Commissione di far valere le proprie
ragioni Ecco perché sono d'accordo con la proposta dell'onorevole
Sammartino di andare ad una sospensione ed evitare un confronto
assurdo su una materia così delicata.
CIRONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
l'argomento di questa sera meriti un'attenzione da parte dell'Aula
capace di mettersi in sintonia con la Sicilia.
Credo che la materia elettorale è materia sensibile, molto
complessa e molto delicata e credo che si debba procedere con la
prudenza e la cautela necessaria.
Non credo che questa sera ci si stia adoperando nel miglior modo
possibile, concentrando il dibattito su una nuova legge elettorale,
parlando e concentrando gli interventi sulla questione della doppia
preferenza di genere. Credo che, concentrando gli interventi su
questo argomento, si stia in qualche modo rivelando un disagio, una
sofferenza che il tema sollecita nella classe politica, nella
classe dirigente di questa nostra Regione.
La legge elettorale che stiamo discutendo è, invece, una legge
elettorale molto importante. Intanto, prendendo atto di una
innovazione profonda come quella della riduzione del numero dei
parlamentari, mette la Sicilia in una condizione di protagonismo e
di Regione capace di parlare a quei settori della società
siciliana, della società italiana che vogliono con la politica un
rapporto diverso. Poi, pone all'attenzione dell'Assemblea
l'abolizione del listino.
Voglio ricordare ai colleghi, che lo sanno molto meglio di me, che
quel listino di cui si parla aveva una caratterizzazione, cioè
essere formato dal 50 per cento di uomini e dal 50 per cento di
donne. Era una scelta che questa Assemblea regionale aveva fatto,
accompagnandola alla norma per cui nelle liste elettorali bisognava
inserire circa il 30 per cento di presenza femminile. Un passo
avanti importante rispetto ad una domanda che era venuta da
organizzazioni, associazioni, comitati distribuiti su tutto il
territorio siciliano ed in sintonia perfetta con il mondo femminile
nazionale. Quella norma del listino al 50 per cento di uomini e al
50 per cento di donne aveva lo scopo di rappresentare il premio di
maggioranza per la Presidenza della Regione ed essa andava, tra
l'altro, in sintonia con una domanda che raccoglieva la necessità
che tra i deputati, per esempio, fossero eletti o elette competenze
e professionalità che nell'agone politico probabilmente non
avrebbero potuto avere successo. Il listino non è mai scattato
sostanzialmente. E' scattato soltanto in questa ultima vicenda
elettorale, che si è conclusa ad ottobre, ed è scattato per delle
condizioni straordinarie che si sono manifestate.
Oggi si propone, dovendo prendere atto che il numero si riduce da
90 a 70, l'abolizione del listino e si pensa ad un premio di
maggioranza distribuito poi nei collegi che sta nel numero dei sei.
Quindi, in qualche modo, noi riconfermiamo la validità del premio
di maggioranza, eliminiamo il listino ed eliminiamo quella
caratterizzazione del 50 per cento di uomini e del 50 per cento di
donne che era simbolica di una volontà dell'Assemblea regionale
siciliana di dare un segnale di attenzione, non nei confronti delle
donne - perché qui non stiamo parlando di questo - ma nei confronti
di una democrazia che si voleva più attenta e partecipe del
pluralismo culturale che c'è nella nostra Regione.
La vicenda della doppia preferenza di genere giunge a seguito - lo
diceva l'onorevole Milazzo che ha presentato la proposta di legge
di introduzione di questa norma - di una serie di norme provenienti
dall'Europa, ma asservite e fatte proprie dal Governo nazionale e
che hanno avuto un riscontro nelle ultime elezioni amministrative.
Un riscontro estremamente positivo, di cui credo che i cittadini e
le cittadine siciliane si siano accorti, tanto da valorizzare la
volontarietà del secondo voto messo a disposizione dei cittadini
perché, ricordatevi che nella norma antidiscriminatoria introdotta
alle elezioni amministrative, il secondo voto era opzionale,
volontario. Il cittadino aveva la possibilità di ricorrervi,
qualora volesse farlo e qualora potesse indirizzarlo ad un sesso
diverso rispetto al primo.
Ha prodotto dei risultati importanti, bisognerà leggere bene in
quali Comuni, per esempio secondo quanti abitanti, quel risultato è
stato significativo. Non c'è dubbio, però, che siamo intorno ad un
30 per cento di presenze in più nei Consigli comunali.
Non è così nelle grandi città, questo dato si è rivelato più
significativo nei Comuni medi e piccoli, il che significa che nelle
grandi città vi è ancora un gap importante da superare.
Cerco di fare questo ragionamento sperando di non annoiare i miei
colleghi, ma cercando di trovare una strada perché questa Assemblea
mantenga la nobiltà del suo indirizzo politico, tenuto in occasione
delle elezioni amministrative.
I risultati che sono stati riportati, e sono assolutamente nella
norma, sono risultati che testimoniano che la società siciliana ha
gradito quello strumento, ma lo ha gradito accogliendolo laddove
doveva accoglierlo, non massificandolo, ma selezionando della
scelta l'uomo o la donna che voleva votare.
Non è stata una questione di contabilità, di matematica, per cui
nel momento in cui ci sono due preferenze, matematicamente, il
cittadino o la cittadina le usano. Hanno scelto, tanto è che il
risultato si aggira intorno al 30 per cento.
Ritorno alla necessità di richiedere, come hanno fatto alcuni miei
colleghi, una pausa di ulteriore approfondimento ed una pausa di
ulteriore riflessione e lo dico rivolgendomi, in particolare, al
Presidente della I Commissione che, legittimamente, rivendica il
rispetto di regolamenti e di norme, ma credo che in questa vicenda
uno sforzo politico più alto vada fatto e vada fatto a cominciare
dal ritrovare una legittimazione ad ascoltarci reciprocamente.
Non c'è nessun ideologismo dietro la proposizione della doppia
preferenza di genere.
C'è la proposizione banale, sciocca, della proposta di una norma
antidiscriminatoria che ci consenta, sempre che l'Assemblea voglia
accettarla, di recuperare un gap e credo che questo sia interesse
di tutti i Gruppi politici di questa Assemblea che, per altro,
hanno dimostrato con la precedente votazione in occasione delle
elezioni amministrative, di averne compreso il significato profondo
e voglio ricordare, in quest'Aula, in particolare, l'atteggiamento
attento, vigile e molto partecipe che, in quella occasione, non
venne soltanto dai banchi della sinistra o del centro ma venne, per
esempio, dai banchi della destra, dalla presa di posizione
autorevole dell'onorevole Musumeci.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, ho ascoltato con attenzione gli
interventi dei colleghi. Credo che ci stiamo avviando a un
dibattito sterile, nel senso che non viene fuori una linea politica
- mi permetto di dire che non debba esserci grande differenza fra
le forze politiche presenti in Assemblea - e credo che, forse, una
riflessione su questo argomento, in sede politica, possa portarci a
far sì che i lavori dell'Assemblea possano essere indirizzati verso
argomenti che sono inseriti all'ordine del giorno, che hanno la
loro utilità e riprendere il dibattito su questo disegno di legge
che ha alcuni spunti importanti di riflessione su cui bisogna
trovare, certamente, la convergenza da parte di tutti i partiti.
Signor Presidente, se vorrà potrà valutare questa richiesta che
precedentemente era stata formulata dall'onorevole Cracolici perché
ci possa essere un incontro sul piano politico, da parte dei Gruppi
parlamentari, per far sì che in quest'Aula ci possa essere un
dibattito unitario - è questo il mio auspicio - e che possa portare
una modifica sostanziale sia alla legge elettorale, per quanto
riguarda l'abolizione del listino, e che ci sia una posizione
unanime per quanto riguarda la questione della preferenza di
genere.
Vorrei invitarla, signor Presidente, in questo senso, a rivolgere
un appello all'Assemblea perché ci possa essere questo rinvio di
qualche giorno, perché su questo argomento si trovi una soluzione
definitiva.
Comunicazione di richiesta di sospensiva ai sensi dell'articolo
101 del Regolamento interno
PRESIDENTE. Comunico che è stata avanzata una richiesta di
sospensiva, ai sensi dell'articolo 101 del Regolamento interno, a
firma degli onorevoli Maggio, Firetto, Greco ed altri.
Ricordo che possono prendere la parola due deputati favorevoli e
due contrari.
Propongo, pertanto, di passare alla votazione di questa
sospensiva.
VULLO. Signor Presidente, ancora ci sono venti iscritti a parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Vullo, considerando che c'è una proposta di
sospensiva, può intervenire a favore o contro la richiesta
avanzata; può sempre farlo.
Se il dibattito dovesse continuare su questo, proporrei di
esaminare la sospensiva e votarla e, poi, continuare di
conseguenza.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, mi accingo a leggere l'articolo 101 -
anche per capire come procedono questi lavori d'Aula che mi
sembrano alquanto schizofrenici - prima che abbia inizio la
discussione generale otto deputati possono .
PRESIDENTE. Iniziata la discussione, la proposta deve essere
avanzata con domanda sottoscritta da almeno otto deputati.
FALCONE. Signor Presidente, voglio dire che, di fatto, qualche
deputato si era espresso in tal senso; aveva formulato questa
richiesta e l'Aula, nei fatti, ha proceduto con una votazione nella
conferma del voto.
A me questo dibattito non appassiona più di tanto; mi sembra molto
sterile.
Stasera, il Governo sarebbe stato chiamato a discutere su altre
questioni. La maggioranza, che è altrettanto schizofrenica, avrebbe
dovuto portare, in quest'Aula, altri temi e non questo.
Signor Presidente, purtroppo, stasera, siamo costretti, nostro
malgrado, a discutere su un tema che non interessa la Sicilia, ma
interessa, forse, a qualche deputato o a qualche deputata che vuole
garantirsi il seggio la prossima volta.
Lo dobbiamo dire, perché vorrei dire, qua, a qualcuno dei
deputati, che ci sono, ad esempio, sei parlamentari, tutte quante
brave, del Movimento Cinque Stelle, che non sono state elette nel
listino e ce ne sono tanti altri, invece, che con 300 voti o con
1000 voti si trovano in quest'Aula.
Dobbiamo essere molto chiari: la sospensiva la stiamo chiedendo
perché vogliamo garantire soltanto il voto di genere e non per
altri motivi e qua vorrei dirvi che il problema va
contestualizzato.
Ritorniamo indietro un attimo: abbiamo parlato di elezioni
amministrative, onorevole Cordaro. Chi, come me, chiedeva ed
auspicava una riforma complessiva alla legge elettorale
amministrativa, fu tacciato e fu bloccato. Mi si disse: Marco tu
non puoi procedere ad una modifica elettorale; dobbiamo soltanto
contestualizzare un voto di genere e facemmo quella riforma solo
per il voto di genere.
Stasera, invece, si dice: dobbiamo procedere ad una riforma
elettorale globale .
Bene. Se voi volevate fare questo, perché avete dato questa
accelerazione? Noi siamo minoranza; siamo minoranza in Parlamento;
siamo minoranza nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari e non mi risulta che né nel mio Presidente di Gruppo
parlamentare né i Presidenti dei Gruppi dell'opposizione avessero
accelerato su questo tema, in ragione di questo tema. Non mi
risulta, signor Presidente.
Ecco perché, stasera, quando si parla di disparità di trattamento,
chiedo: ma qual è questa disparità di trattamento con la legge
amministrativa? Con l'elezione amministrativa? Quando oggi, ad
esempio, e lo vediamo al comma 3, dell'articolo 1, c'è il voto di
trascinamento .
Scusate, onorevoli colleghi: come mai, a livello amministrativo,
abbiamo un voto confermativo e abbiamo abolito il voto di
trascinamento e qua lo stiamo ribadendo con forza?
Onorevole Fiorenza, addirittura, non soltanto lo abbiamo
confermato, ma lo rapportiamo, quando al punto 1, del comma 3,
diciamo che nel caso in cui due presidenti avessero due candidati
alla Presidenza, riportassero la stessa cifra elettorale, è eletto
chi ha più liste e chi ha portato più voti di lista . In questo
senso, quindi, a consacrazione di un voto di trascinamento che
rappresenta, veramente, una posizione antitetica, se vogliamo,
rispetto alla legge elettrorale per le elezioni amministrative.
Cerchiamo di ritornare nel contesto. Dobbiamo contestualizzare
quello che stiamo facendo. Perché stasera siamo qua? Io non volevo
esserci. Avevo chiesto al Governo di ritirare questo disegno di
legge. Assessore Valenti, sono venuto anche al tavolo della
Presidenza a chiederglielo. Ho chiesto al Presidente Forzese che,
bontà sua, non è mai presente quando si discute di leggi che
riguardano la sua Commissione. L'onorevole Forzese è abituato,
ormai, ad essere, per così dire, un assenteista di quest'Aula
parlamentare.
Quando si parla, allora, del principio giuridico della parità di
genere, il principio giuridico della parità di genere noi lo
abbiamo confermato - dico noi della precedente legislatura - quando
abbiamo avuto il coraggio di ridurre da 90 a 70 i parlamentari e
quando abbiamo confermato che bisognava inserire nella lista anche
la quota femminile.
Poi, se qualcuno - e vado verso la conclusione - vuole per forza
garantirsi dei luoghi o dei privilegi perché, con la doppia
preferenza - e lo dobbiamo anche dire - non è stata io che
stasera sono contrario, devo dire e lo dico pubblicamente, fui
colui che in Commissione Affari Istituzionali diede l'ok per
potere procedere sul voto di genere. Se tutti i Gruppi non eravamo
d'accordo, quella proposta non passava In quel momento,
rappresentavo il Popolo della Libertà e votai favorevolmente
affinché si potesse aprire un'ulteriore finestra legislativa e
consentire ciò. Gli onorevoli colleghi presenti me ne possono dare
atto, ma sono anche gli atti parlamentari a testimoniarlo. Stasera,
però, dico che, non stiamo facendo altro che adeguare il nostro
sistema elettorale all'abolizione, alla riduzione da 90 a 70 ed
alla eliminazione del listino e, conseguentemente, alla
ripartizione, alla ridistribuzione di quei seggi del listino al
Presidente della Regione ed alla coalizione vincente con il
Presidente della Regione che vincerà a seguito delle prossime
elezioni regionali.
Concludo, quindi, dicendo, signor Presidente, che la proposta di
sospensione mi sembra assolutamente fuori luogo. Stasera, potremo
pensare di votare sì l'articolo 1 e, poi, riaggiornarci, perché?
Perché chi lo dice che non dovremmo, per esempio, abbassare la
soglia dal 5 al 4 per cento o aumentarla dal 5 al 10 per cento? Chi
lo impone?
E' una riforma, una riforma complessiva su cui dovremmo discutere
V e concludo veramente - o se n'è parlato che questa legge,
comunque, può essere subordinata alla prossima norma sulla riforma
delle province quando aboliremo le province ed istituiremo i
consorzi dei comuni. E come facciamo a fare corrispondere un
collegio provinciale con consorzi di comuni che non corrispondono
agli attuali territori provinciali?
Tutti questi temi, personalmente, li avevo esplicitati molto
brevemente, nel mio intervento iniziale, introduttivo sull'ordine
dei lavori con il quale chiedevo di rinviare questo disegno di
legge, però, qualcuno non lo ha voluto fare.
Il più importante partito di questo Parlamento - in termini
numerici, attenzione, è il Partito Democratico - diede
un'accelerazione. Oggi, invece, fa un passo indietro o dieci passi
indietro. Bene, onorevole Cracolici: convincetevi e poi ci fate
sapere cosa volete fare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Falcone.
Prendiamo atto che lei si è dichiarato contrario alla richiesta di
sospensiva.
Per chiarire a tutti quanti, il Regolamento, perché lo ha citato
prima l'onorevole Falcone, all'articolo 101, al punto 2), recita:
Iniziata la discussione, la proposta deve essere avanzata con
domanda sottoscritta da almeno otto deputati, dal Governo o dalla
Commissione .
Al punto 3), recita: Non può procedersi oltre nella discussione o
deliberazione se la domanda non venga respinta dall'Assemblea con
votazione per alzata e seduta dopo che abbiamo parlato non più di
due oratori a favore e due contro .
Prendiamo atto, quindi, che l'onorevole Falcone era contrario.
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dichiaro
favorevole al rinvio, naturalmente, però, volevo portare
all'attenzione dei colleghi presenti in Aula alcune problematiche
verificatesi durante la campagna elettorale comunale, nella
fattispecie, di Catania.
Carissimi colleghi, dovete sapere - ho ascoltato con estremo
interesse tutto il dibattito - che, fra coloro che sono intervenuti
in questo dibattito, ho notato che alcuni che hanno votato la legge
scorsa, quella del non trascinamento, volevo solo fare notare a
questi colleghi parlamentari alcuni errori che sono stati commessi.
Quando si parla del non trascinamento, infatti, dovete sapere che
al comune di Catania ci sono sei municipalità. In tutte e sei le
municipalità ha vinto in centrosinistra. Nelle municipalità più
evolute, voi sapete, ci sono grandi barzellettieri che, a Catania,
qualche volta, ci prendono in giro e chiamano una parte di Catania,
la parte più evoluta, la parte bene, i Monfiani, prendendo questo
nome da via Monfalcone.
Voi doveste sapere che, in questa circoscrizione, il
centrosinistra ha preso 13 mila voti ed il Presidente del Consiglio
di quartiere è stato eletto con tremila e settanta voti.
E, allora, chi ha fatto questa legge, come mai non ha previsto
almeno la doppia scheda?
Mi sembra o che non abbiamo dato la giusta informazione ai
cittadini o qualcuno che è stato qui per tanti anni doveva
prevedere questo fatto. E, allora, quando si parla di una riforma
elettorale, credo che al primo punto ci debba essere la doppia
scheda elettorale. Per un attimo, se voi andate ad analizzare,
ancora le commissioni elettorali del comune di Catania non hanno
stilato la graduatoria degli eletti consiglieri comunale e neanche
dei seggi perché, siccome ci sono stati una miriade di errori,
ancora oggi, la Commissione è riunita perché non riescono a
raccapezzarsi.
Io dico che la prima cosa che deve fare un Parlamento è quella di
snellire anche la parte legislativa e burocratica. Dobbiamo rendere
più normale per chi va a votare dare un voto o una preferenza.
Pensate che, per un attimo, ci sia qualcuno, qui dentro o fuori,
che sia per il non voto di genere? Ma lo siamo tutti per il voto di
genere; ci mancherebbe altro. Ad esclusione, però, di una candidata
che già era consigliere comunale a Catania, eletta nel PD, ma tutte
le altre candidate, parliamoci chiaro, sono delle candidate che
sono state elette in virtù di abbinamenti e non per grandi capacità
politiche.
Allora, carissimi miei compagni e carissimi parlamentari, vuol
dire che consegneremo e stiamo consegnando alla vecchia
partitocrazia il consiglio comunale e vorremmo consegnare alla
partitocrazia anche l'Assemblea regionale.
Mi viene così una boutade: perché non torniamo agli inizi degli
anni '70, mettiamo le preferenze, mettiamo i numeri e torniamo ai
vecchi sistemi clientelari, alle truppe cammellate e quanto altro?
Presidenza del vicepresidente Venturino
Per fatto personale
CASCIO Francesco. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Francesco. Signor Presidente, grazie. Sto intervenendo
adesso, dopo un po' di tempo, perché mi sembrava incredibile quello
che ho sentito e, allora, ho chiesto di farmi avere il resoconto
stenografico di questa seduta e faccio riferimento all'intervento
dell'onorevole Maggio, mia collega di Commissione.
La collega Maggio, nel suo intervento appassionato, tipico del
sindacalista, ad un certo punto, fa riferimento e leggo
testualmente, dal resoconto stenografico: e ha ragione l'onorevole
Cracolici quando dice che chissà in quali condizioni noi ci
troveremmo perché la scelta che riguarda i referendum è una scelta
che già all'esterno hanno maturato quei soggetti politici che hanno
sottoscritto questa nota - parliamo della nota che è stata diffusa
oggi in Aula - che ha scandalizzato qualcuno - che sarei io, ma non
per la nota ma per il fatto certamente anomalo che venisse
distribuito in Aula - che forse non è abituato quel qualcuno - cioè
io - a lettere aperte, che forse è abituato ad altro percorso,
forse è abituato al percorso dei pizzini. Diciamolo chiaramente, è
questo che fa paura, fa paura la trasparenza, la voglia delle donne
di impegnarsi in politica con grande coerenza e con la volontà di
migliorare le condizioni di tutti. Tralascio il resto.
Chiedo all'onorevole Maggio che ha, diciamo, notizia di pizzini
che sono stati consegnati al sottoscritto, di fare riferimento, in
quest'Aula, se no, la prego, visto che le parole sono pietre,
soprattutto se dette in quest'Aula, di chiarire il senso del suo
intervento.
Speravo che la Presidenza avesse preso nota di quanto detto
dall'onorevole Maggio, che è molto grave, soprattutto se è riferito
ad un ex Presidente di questo Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevole Maggio, vista l'eccezionalità di quanto
accaduto la Presidenza, devo essere sincero, onorevole Cascio, non
aveva fatto caso a questo passaggio, semplicemente perché, nel
corso dell'intervento dell'onorevole Maggio, come lei avrà notato,
ho più volte richiamato gli onorevoli colleghi a dei toni un po'
più moderati perché non si riusciva ad ascoltare bene e, a maggior
ragione, approfitto di questa sua puntualizzazione, per
ulteriormente sottolineare come, a volte, nel caos che si genera,
possano passare delle cose di una certa, ovviamente, gravità, come
ha sottolineato l'onorevole Cascio.
Ecco perché, ancora una volta, prego gli onorevoli colleghi,
quando c'è un dibattito aperto, di evitare, dove è possibile, di
alzare i toni e di dare spazio a delle manifestazioni tipo quella,
per esempio, dell'onorevole Figuccia, che si alza in modo molto
plateale, teatrale e dice delle cose.
Secondo me, bisognerebbe cambiare un poco tutti atteggiamento,
all'interno di quest'Aula, visto che siamo chiamati a
rappresentare, in maniera dignitosa, gli elettori che ci hanno
votato.
A questo punto, comunque, in via del tutto eccezionale, se
l'onorevole Maggio lo ritiene opportuno, può rispondere, però,
chiarisco subito che qui, poi, ci fermiamo. Evidentemente, non è
materia di quest'Aula proseguire nei vostri chiarimenti, però,
trovo giusto dare la parola all'onorevole Maggio, prima di
ritornare a parlare della richiesta avanzata di sospensiva da parte
degli onorevoli che avevo citato prima.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Maggio.
MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il riferimento ai
pizzini è servito a dire che è necessario un percorso di assoluta
trasparenza che, forse, nella definizione di questa riforma
elettorale, non è stato seguito, non era riferito esclusivamente
all'onorevole Cascio per il semplice motivo che qui su quella nota
che è stata distribuita, del resto è stata distribuita dopo avere
chiesto il permesso ed era, e lo voglio precisare, una nota che era
stata inviata a tutti i Parlamentari e a tutti i Gruppi
parlamentari, quindi, già era una nota pubblica, la si è voluta
ricordare nel momento in cui si è avviato il percorso e la
discussione.
Mi dispiace per l'onorevole Cascio che lo ha interpretato come un
riferimento al suo intervento. Era un riferimento al fatto che
rivendico più trasparenza e, quindi, ho messo in atto la differenza
tra la volontà aperta dichiarata delle donne di fare una battaglia
e chi, magari, in questo percorso, che secondo me è stato un poco
oscuro, ha presentato un disegno di legge che doveva essere
integrato, così come si fa di solito, e che prevedeva la doppia
preferenza di genere; eppure, è stato messo da parte; sono stati
presentati degli emendamenti che, stranamente, come diceva la
collega Milazzo, sono stati portati al voto in assenza dei
presentatori degli emendamenti che non erano stati convocati.
Secondo me, questo è stato un passaggio assolutamente di
trasparenza su una questione che riguarda una materia viva, troppo
forte, una materia delicata e, all'interno della quale,
sicuramente, la doppia preferenza di genere per me ha una valenza
politica straordinaria ed importante, non fosse altro per il
risultato di tre mesi fa; non fosse altro che finalmente la Sicilia
si era messa al passo con l'avanzamento politico e con le
indicazioni che vengono dall'Europa. Semplicemente questo e non era
riferito a quanto aveva detto nell'intervento l'onorevole Cascio.
Sulla proposta di sospensiva
PRESIDENTE. Riprende la discussione proposta di sospensiva.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Lei, onorevole Ciancio, si esprime in
modo favorevole o contrario alla pregiudiziale?
CIANCIO. Signor Presidente, noi, ovviamente, siamo contrari.
Non mi soffermerò molto sull'aspetto filosofico che già abbiamo
trattato abbondantemente, la scorsa volta, anche perché non c'è
peggior sordo di chi non vuol sentire; se le donne sono aumentate
del 30 per cento, lo dico alle colleghe del PD, non gioisco
perché guardo prima di tutto alla qualità piuttosto che alla
quantità. E, poi, perché ritengo estremamente umiliante avere avuto
la conferma che siamo la seconda scelta dei cittadini. Poi,
ribadisco che siamo contrari alla sospensiva e siamo favorevoli
all'abolizione del listino e, in ultimo, volevo fare un invito a
tutti i colleghi perché penso che oggi abbiamo la possibilità di
far valere il ruolo di questo Parlamento.
Forse, qualcuno, della maggioranza, ovviamente, ha dimenticato che
l'urgenza è venuta fuori tutta dal Governo e, allora, se il Governo
ha avuto l'urgenza di portare questo disegno di legge in Aula, ora,
si assuma la responsabilità di aver proposto, in fretta e furia,
qualcosa che non ci interessa, che non interessa soprattutto la
Sicilia.
Oggi, possiamo dare seguito alle proteste che ci sono state da
parte nostra e anche dell'opposizione, ma anche da qualcuno della
maggioranza; per le proteste che ci sono state nei giorni scorsi,
per la poca considerazione che questo Governo ha dimostrato nei
confronti di questo Parlamento. Ha dimostrato poca considerazione,
non solo nel non venire in Aula, nel non rispondere alle
interrogazioni, alle mozioni e così via o non essendo presente
molte volte in Commissione, ma proponendoci, oggi, in Aula, un
disegno di legge assolutamente inutile, anzi addirittura dannoso -
ovviamente, mi riferisco alla doppia preferenza di genere - anziché
pensare a occupazione, questioni che riguardano i cittadini. Si
potrebbe parlare di tante cose, di rifiuti; dovevamo parlare del
turismo, di albergo diffuso, di miliardi di altre cose; potevamo
essere resi partecipi nel discorso della formazione e, invece, il
Governo ha preferito renderci partecipi in questa riforma
totalmente fuori luogo per qualcosa che avverrà, forse, tra alcuni
anni, quindi, se ne assuma tutta la responsabilità.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Per un richiamo al Regolamento
CRACOLICI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho richiesto di
intervenire per un richiamo al Regolamento perché lei, poc'anzi,
aveva ricordato che, ai sensi del 101, come dice lei - per i
palermitani, il 101 è un autobus - possono parlare due deputati a
favore e due contro. Io ho calcolato che siamo a quattro contro.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, se lei fosse più attento durante
la discussione, non arriverebbe a dire queste cose perché hanno
parlato contrari Falcone e Ciancio e favorevole soltanto Vullo.
Lei dovrebbe stare più attento quando c'è la discussione piuttosto
che andare in giro ad assediare i colleghi del Movimento Cinque
Stelle. Dovrebbe fare attenzione a quello che viene detto. Adesso
le chiedo io, onorevole Cracolici: lei vuole intervenire a favore o
contro?
CRACOLICI. Indovini lei.
PRESIDENTE. No, me lo dica lei. Io ho indovinato.
CRACOLICI. Lo capirà dall'intervento che farò.
CORDARO. Ha chiesto di intervenire sul Regolamento. E fa il
saccente: Decida lei E lei, signor Presidente, non lo rispedisce
al posto.
CRACOLICI. Signor Presidente, volevo semplicemente ricordare che
l'articolo 101 prevede due a favore e due contro. Io considero la
questione di cui stiamo parlando, a questo punto della discussione,
considerato che diversi Presidenti di Gruppi parlamentari, non solo
della maggioranza ma anche di forze che non fanno parte della
maggioranza, hanno sottoscritto e condiviso, al di là del merito
che può dividere su doppia preferenza o mono preferenza, ma ragioni
di opportunità, ribadendo un principio che una materia come la
legge elettorale ha la necessità che l'Aula trovi il massimo di
sintesi possibile. Ecco perché considero il rinvio, al di là del
merito, una ragione di opportunità, se vogliamo fare una norma che
sia condivisa dal Parlamento e dai siciliani.
Ecco perché penso che la scelta di accelerare e consentire al
Parlamento di esprimersi per rinviare la seduta in maniera tale che
si trovino in sedi politiche, visto che qui non ci stiamo
riuscendo, a determinare una sintesi che possa portare a casa
questa legge, essendo come ha ricordato l'onorevole Forzese io tra
i firmatari di un disegno di legge che voleva appunto ottenere il
risultato che si è determinato con il disegno di legge approvato
dalla Commissione, ovvero l'abolizione del listino e il riparto del
premio di maggioranza attraverso i collegi provinciali, non
aggiungo altro e lo dico, al di là della battuta, a tutti i
colleghi di tutte le forze politiche che quando in un Parlamento la
maggioranza delle forze politiche, al di là se poi sia tecnicamente
maggioranza parlamentare, ma le forze politiche principali del
Parlamento ritengono di dover ulteriormente approfondire la
questione, eviterei di costruire una contrapposizione che serve
soltanto ad inasprire i rapporti politici che - credo - non
servano a nessuno.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza si attiene al
Regolamento interno, quindi procedo con la richiesta di votazione
della proposta di sospensiva e quindi invito gli onorevoli colleghi
a prendere posto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
FORMICA. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, come lei, tutti noi in quest'Aula
siamo ben consci di ciò che recita l'articolo 101. Ma lei, signor
Presidente, non può non tenere conto del fatto che questo
Parlamento non più di qualche ora fa, circa due ore fa, ha già
votato contro un rinvio.
Segua il mio ragionamento. E' vero che otto deputati, anche nel
corso della discussione, a differenza di uno, prima della
discussione possono chiedere il rinvio; ma alla luce di quanto è
avvenuto stasera, cioè del fatto che questo Parlamento a
larghissima maggioranza, come lei ha visto, si è pronunciato per la
prosecuzione, allora quanto meno i proponenti della sospensione
dovrebbero specificare, proprio per le ragioni che sostengono, che
l'Aula potrà occuparsi nella prossima sessione, per rispetto del
Parlamento non potrà certo riaffrontare tale questione nel corso di
questa sessione, sia per rispettare i problemi urgenti della gente
- che dobbiamo risolvere da qui alla fine di luglio -, sia per
rispettare il fatto che questa Aula si è già espressa oggi.
Pertanto, l'invito che le rivolgo, signor Presidente, è quello di
dare - perché è previsto, lo si può fare - un termine per le
ragioni che chiedono, per il fatto che bisogna discutere di tutto,
che bisogna raggiungere una unanimità, che si metta a verbale che
se ne potrà discutere soltanto nella successiva sessione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, intanto la Presidenza chiarisce
che la prima votazione era sul ritorno del disegno di legge in
Commissione di merito.
Onorevole Formica, lei non si deve preoccupare perché se le
ragioni che hanno indotto gli otto deputati a firmare la sospensiva
non hanno convinto, la stessa maggioranza voterà contro tale
sospensiva. Non posso fare altro, lei lo sa meglio di me, che la
Presidenza deve attenersi a quanto recita il Regolamento. Non posso
quindi che procedere a termini di Regolamento interno.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, ovviamente un approfondimento serio
non può consentire che l'Aula tratti di nuovo questo tema prima
della chiusura della sessione estiva. Quindi è ovvio, ma questo
sarà calendarizzato dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione della proposta di sospensiva
PRESIDENTE. Si procede quindi alla votazione della proposta di
sospensiva, con l'integrazione di cui all'intervento dell'onorevole
Formica.
Onorevole Formica, vediamo se questa volta riesco ad essere subito
abbastanza chiaro
Onorevoli colleghi, chi è favorevole alla richiesta di sospensiva
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 10
luglio 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
-Norme per il riconoscimento dell'Albergo Diffuso in Sicilia. (nn.
230-120-76-152/A)
Relatore: on. Assenza
III - Seguito della discussione della mozione:
N. 71 - Iniziative finalizzate alla modifica della
convenzione stipulata dalla Regione siciliana con
Siciliacque S.p.A. al fine di ridurre la tariffa del
servizio idrico integrato ai cittadini degli ambiti
territoriali ottimali (ATO).
(20 marzo 2013)
FIRETTO - GRASSO - LEANZA -
- LA ROCCA RUVOLO -
- LENTINI - SAMMARTINO
IV - Discussione unificata delle mozioni:
N. 54 - Interventi per ottenere il riconoscimento per la
Sicilia dello status di zona franca.
(6 marzo 2013)
SAMMARTINO - LEANZA - SUDANO - LENTINI -
NICOTRA
N. 55 - Iniziative per l'attivazione delle zone franche
urbane in Sicilia.
(6 marzo 2013)
DIPASQUALE - DI GIACINTO - COLTRARO -
MALAFARINA - ODDO - CIACCIO - VENTURINO
- FOTI - PALMERI - MANGIACAVALLO - LA
ROCCA - SIRAGUSA - FERRERI - CAPPELLO -
CIANCIO - CANCELLERI - ZITO - ZAFARANA -
TRIZZINO - CIRONE - MARZIANO - MILAZZO
A.
La seduta è tolta alle ore 19.38
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Beni culturali e Identità siciliana»
FIGUCCIA - LO SCIUTO - DI MAURO - LOMBARDO - GRECO G. - PICCIOLO -
FIORENZA - FEDERICO. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana, premesso
che registriamo, in questi primi giorni di Governo regionale, un
esordio dell'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana
discutibile, quantomeno sul piano dell'opportunità, riguardante un
avviso pubblicato il 13 dicembre u.s., relativo al finanziamento di
contributi ad enti ed associazioni per attività di carattere
culturale, artistico e scientifico per l'anno 2013, che stabiliva
un irrisorio termine di presentazione delle relative istanze di
appena sette giorni;
considerato che la concessione di contributi per attività di
carattere culturale, artistico e scientifico, dovrebbe perseguire
la specifica finalità di sostenere quei soggetti che, per il certo
spessore culturale e la notevole mole di attività svolta,
costituiscono un'importante risorsa per la valorizzazione e la
promozione delle tradizioni artistiche e culturali tipiche della
nostra regione;
ritenuto che il breve tempo stabilito dall'avviso in questione per
la presentazione delle istanze di accesso ai finanziamenti
pregiudica certamente un'attenta valutazione circa l'esistenza di
validi requisiti in capo ai richiedenti, lasciando fuori dalla
platea soggetti che altrimenti avrebbero potuto legittimamente
accedervi;
per sapere se non ritengano opportuno rivedere i termini previsti
con cui viene fissata la data di scadenza per la presentazione
delle proposte progettuali affinché vengano inseriti criteri di
qualità rispetto alla valutazione delle stesse proposte». (71)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione in oggetto si
rappresenta quanto segue.
Si premette che occorre identificare due forme nettamente distinte
di intervento finanziario da parte di questo Assessorato in favore
di attività culturali.
- La prima prevede la concessione di contributi a soggetti terzi
per attività di carattere culturale, artistico e scientifico, di
cui alle LL.RR. nn. 66/75 e16/79. Com'è noto il capitolo 377703,
relativo a questa categoria di contributi, per l'esercizio finan
ziario 2013 è stato inserito nell'allegato 1 della Legge
Finanziaria e i fondi ivi appostati sono bloccati in ragione
dell'impugnativa del Commissario dello Stato.
Per quanto attiene all'esercizio finanziario 2012, le procedure, i
criteri e le modalità di erogazione del contributo sono stati resi
noti con circolare n. 18 del 08/06/2012, disponibile nel sito web
di questo Assessorato.
Sembra, tuttavia, che l'interrogante si riferisca ad altra
fattispecie di interventi finanziari rivolti, invece, ad iniziative
culturali che vengono direttamente promosse dall'Assessorato.
- In merito a questa seconda forma di intervento finanziario (cap.
376528), questo Assessorato, con DA n. 10 del 9/06/2011 modificato
con DA n. 17 del 18/10/2011, pubblicati con GURS rispettivamente
del 17/06/2011 e del 28/10/2011 e consultabili nel sito web
dipartimentale, ha emanato le procedure e le modalità per
l'acquisizione di idee e proposte per la realizzazione di
iniziative nel campo delle attività culturali, artistiche e
scientifiche di particolare rilevanza direttamente promosse
dall'Assessorato dei BB.CC. e dell'IS., ai sensi dell'art. 10 della
L.r. n. 16/79 e s.m.i. Sulla base di quanto disposto dai citati
decreti, i soggetti proponenti possono presentare istanza
annualmente entro il 20 dicembre dell'anno che precede quello in
cui si dovrebbe realizzare l'iniziativa e non possono presentare
più di un progetto per anno solare. L'Assessorato promuove
esclusivamente la realizzazione di iniziative che si intestano
direttamente al Dipartimento e l'eventuale coinvolgimento di
soggetti terzi pubblici o privati, individuato dal legislatore, non
è assimilabile alla concessione di agevolazioni contributive o al
finanziamento di progetti.
Occorre chiarire, infine, che l'avviso pubblicato il 13 dicembre
2012 cui fa riferimento l'interrogante conteneva, non tanto
un'apertura o riapertura del termine di presentazione delle
proposte per le iniziative direttamente promosse, quanto piuttosto
la ripubblicazione sul sito web dipartimentale di un format
destinato a contenere le informazioni essenziali, sia sui soggetti
proponenti che sulle iniziative da questi proposte. La scadenza del
20 dicembre per la presentazione di tali proposte era già stata
precedentemente fissata con il citato DA 17/2011, peraltro
pubblicato su GURS del 20/10/2011. Risulta evidente, pertanto, che
i termini di presentazione delle domande sono di un anno e non di 7
giorni.
Con l'auspicio di essere stata sufficientemente esaustiva, la
Scrivente resta a disposizione per ogni eventuale ulteriore
chiarimento».
L'Assessore
Mariarita Sgarlata
Rubrica «Salute»
CIACCIO - CANCELLERI - MANGIACAVALLO - CAPPELLO - CIANCIO -
FERRERI - FOTI - LA ROCCA - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO -
VENTURINO - ZAFARANA - ZITO. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la salute, premesso:
il Decreto legislativo del 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni e integrazioni sul riordino della disciplina in
materia sanitaria;
il Decreto regionale n. 1868 del 30 settembre 2011 'Riordino e
realizzazione della rete dei punti nascita', ove si evince la
chiusura dei punti che abbiano un numero annuo di parti inferiori a
500;
che fra i punti nascita da sopprimere sarebbe compreso quello
esistente all'interno del Presidio ospedaliero di Corleone;
ritenuto:
di fondamentale importanza analizzare i dati di attività
dell'ultimo quinquennio, al fine di valutare criticamente il
mantenimento dei punti nascita con numero di parti inferiore a 500,
definendo per ognuno il trend di attività e valutandone
contestualmente l'attività sia sull'appropriatezza delle
prestazioni sia al ruolo di riferimento territoriale che assolvono
i Presìdi in loco;
che i punti di riferimento più vicini di II livello sono Palermo a
km 57/h1.26, ed Agrigento, a km 100/h1.52, mentre quello di I
livello è Partinico, a km 42/h1.06;
per sapere se non ritengano opportuno assumere ogni iniziativa
atta a modificare il Decreto assessoriale del 2 dicembre 2011,
riconsiderando il Presidio Ospedaliero di Corleone tra le strutture
con caratteristiche montane e/o disagiate, e/o con notevole
distanza dalle strutture di riferimento ostetrico/ginecologiche di
livello superiore più vicine. Tale atto, perfettamente in linea con
il Piano Sanitario Regionale Piano della salute' 2011-2013 (PRS),
non penalizzerebbe un territorio disagiato, quale quello in cui
presta i propri servizi sanitari il presidio Ospedaliero di
Corleone e garantirebbe un 'diritto alla salute' della popolazione
ivi residente». (612)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione citata in oggetto con
la quale si chiede il mantenimento del punto nascita dell'Ospedale
di Corleone (PA) si precisa quanto segue.
Con decreto 2 dicembre 2011, pubblicato nella G.U.R.S. n. 1 del 5
gennaio 2012, questo Assessorato ha emanato le direttive per il
"Riordino e razionalizzazione della rete dei punti nascita".
La riorganizzazione della rete è scaturita dalla necessità di
promuovere e migliorare la qualità, la sicurezza e l'appropriatezza
degli interventi assistenziali nel percorso nascite e di ridurre,
nel contempo, l'utilizzo del taglio cesareo. Tale intento è stato
formalizzato a livello nazionale con l'accordo Stato-Regioni del 16
dicembre 2010 che ha previsto tutta una serie di correttivi e di
misure di politica sanitaria come, tra gli altri, la
razionalizzazione/riduzione progressiva dei punti nascita con
numero di parti inferiore a 1000/anno, prevedendo l'abbinamento per
pari complessità di attività delle UU.00. ostetrico-ginecologiche
con quelle neonatologiche/pediatriche, nonché l'attivazione,
completamento e messa a regime del sistema di trasporto assistito
materno (STAM) e neonatale d'urgenza (STEN).
Nell'ambito della riqualificazione della rete ospedaliera e
territoriale e in sintonia con gli orientamenti programmatori
nazionali e internazionali, la Regione siciliana, con il Piano
sanitario regionale 2011/2013, e specificatamente con quanto
previsto al punto 9.2.1 "Messa in sicurezza dei punti nascita e
miglioramento della qualità dell'assistenza al parto e al neonato",
ha definito la rimodulazione della rete materno-infantile per
garantire adeguati standard di qualità relativamente
all'organizzazione ed alle funzioni collegate all'assistenza.
L'obiettivo è di migliorare il livello dei LEA, gli indicatori di
efficacia, di efficienza e di appropriatezza ed economicità delle
prestazioni erogate, con particolare riferimento al numero dei
parti cesarei garantendo maggiore soddisfacimento dei bisogni di
salute dei cittadini.
A tal fine col Piano si è posto l'obiettivo di riorganizzare le
UU.OO di ostetricia e ginecologia, pediatria, neonatologia e
terapia intensiva neonatale, organizzandone i livelli di assistenza
anche in relazione alla complessità dell'attività svolta e
all'organizzazione in rete dei servizi per patologia, volume e
complessità.
Il Piano ha altresì inteso valorizzarne ulteriormente il
collegamento funzionale con la rete regionale di emergenza e
potenziare il Servizio di trasporto per le emergenze neonatali
(STEN) e Servizio di trasporto assistito materno (STAM) su base
regionale.
Si é ritenuto, infine, di dover garantire la continuità
assistenziale intesa come omogeneità dell'assistenza erogata,
perseguendo modelli di continuità assistenziali che consentano la
distinzione tra la gravidanza fisiologica e gravidanza a rischio,
attivando in tal senso un sistema fortemente integrato al fine di
una collaborazione funzionale tra i vari livelli istituzionali,
sinergizzando le attività territoriali e ospedaliere e valorizzando
le interdipendenze esistenti fra le strutture operative, il
distretto territoriale e ospedaliero, i consultori familiari e gli
altri servizi attivi nell'ambito dell'area materno-infantile.
Pertanto, nelle aziende in cui sono disattivati i punti nascita i
Direttori generali devono provvedere alla riorganizzazione del
"percorso nascita", per offrire alle mamme e ai neonati una
migliore qualità dell'assistenza e della presa in carico completa
dal concepimento fino al periodo immediatamente precedente al parto
e, per questo, dovranno produrre un proprio piano aziendale in cui
siano definite le strutture e le modalità attraverso cui il
percorso nascita potrà essere assicurato nel territorio anche sulla
base delle caratteristiche della popolazione di riferimento.
Ciò premesso, i criteri generali adottati con il già citato
decreto 2 dicembre 2011 per la disattivazione/mantenimento dei
punti nascita si possono riassumere:
- attuazione delle azioni volte a migliorare in termini di
sicurezza, appropriatezza e qualità del percorso nascita per
raggiungere gradualmente gli standard previsti dal documento
tecnico del Ministero della salute, si è ritenuto di recepire le
indicazioni dell'O.M.S., e le conformi prescrizioni nazionali (cfr.
D.M. 24 aprile 2000 relativo all'adozione del progetto obiettivo
materno-infantile), che fissano il livello minimo per ciascun punto
nascita in almeno 500 parti annui.
- il programma di "messa in sicurezza" e di costruzione della rete
tiene conto non soltanto del numero dei parti/anno ma anche
dell'andamento dell'attività di ostetrica e ginecologica di tutte
le strutture sanitarie pubbliche e private della Regione
relativamente agli anni 2005-2009, come risultante dalle S.D.O. e
dalla caratterizzazione quali-quantitativa di quest'ultima, ed è
attuato sulla base delle seguenti direttrici:
1. la disattivazione dei punti nascita con numero di parti
inferiore a 500/anno, ciò sulla base di motivate valutazioni legate
alla specificità dei bisogni reali delle varie aree geografiche
interessate con rilevanti difficoltà di attivazione dello STAM;
2. l'accorpamento delle unità operative sedi di punti nascita
ancorché con numero di parti di 500 o più animi se viciniori da
realizzarsi nella struttura che presenta le migliori condizioni di
sicurezza (UT1N, Rianimazione etc.).
Per quanto attiene poi al tema specifico dell'assistenza nelle
zone disagiate si rimanda a quanto in materia verrà regolamentato
dall'emanando Piano nazionale per le isole minori e aree montane
disagiate che nasce con l'obiettivo di dare risposte soddisfacenti
ed efficaci ai bisogni di salute delle popolazioni di detti
territori».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino