Presidenza del Presidente Ardizzone
CIANCIO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lo Sciuto è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposta scritta a interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che é pervenuta la risposta scritta alla
seguente interrogazione:
- da parte dell'Assessore per le attività produttive
N. 59 - Notizie sullo stato e sul futuro dell'area fieristica di
Messina e del Teatro in Fiera.
Firmatari:Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zito
Stefano (Nella seduta n. 10 dell'8 gennaio 2013, l'Assemblea ha
preso atto della precisazione dell'onorevole Zafarana circa il
numero dei cofirmatari dell'interrogazione. Con nota prot. n. 10308
del 22 febbraio 2013 il Presidente della regione ha delegato
l'Assessore per le attività produttive).
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sugli episodi di violenza intimidatoria perpetrati ai danni del
parroco della Chiesa di S. Cristina a Borgo Nuovo (PA) e
dell'agrumeto Padre Nostro' di Brancaccio
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, desidero esprimere la mia
solidarietà a Padre Gianni Trumello, parroco della Chiesa di S.
Cristina di Borgo Nuovo a Palermo, vittima, insieme a due
confratelli, lunedì notte, di un gravissimo gesto intimidatorio.
Sono convinto che l'episodio, avvenuto a poche settimane dalla
beatificazione di Padre Pino Puglisi, non vada e non possa essere
sottovalutato. Per questo motivo, nel corso di una telefonata
privata con Don Trumello, ho già avuto modo di manifestare a tutti
i padri passionisti della parrocchia di S. Cristina, la vicinanza,
il sostegno e l'affetto del Parlamento siciliano, con l'invito a
proseguire nella loro attività pastorale e a non lasciarsi
intimorire.
Desidero manifestare piena fiducia nell'operato delle forze
dell'ordine, impegnate nelle indagini, con la speranza che si
arrivi, il prima possibile, all'identificazione dei vili
attentatori.
Il monito è quello, rivolto a tutti noi, di non abbassare la
guardia. L'attentato contro Padre Trumello segue, infatti, di
qualche giorno, il danneggiamento dell'agrumeto del Centro di
Accoglienza Padre Nostro di Brancaccio, fondato proprio dal Beato
Puglisi.
Tali ignobili gesti intimidatori, compiuti certamente da una
sparuta minoranza, sporcano il volto di una intera comunità e, per
dirla come Papa Francesco, rubano la speranza alle nuove
generazioni.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge Norme del riconoscimento
dell'Albergo Diffuso in Sicilia (230-120-76-152/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
discussione del disegno di legge Norme del riconoscimento
dell'Albergo Diffuso in Sicilia (nn. 230-120-76-152/A).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al banco
assegnato.
In mancanza del relatore, onorevole Assenza, invito il presidente
della IV Commissione, onorevole Trizzino, a svolgere la relazione.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi svolgerò la relazione al disegno di legge
coordinato Disciplina per il riconoscimento dell'albergo diffuso
in Sicilia (nn. 230-120-76-152/A).
Il disegno di legge mira ad introdurre in Sicilia una disciplina
che già è presente in altri ordinamenti regionali. L'Albergo
Diffuso rappresenta una forma di ricettività innovativa che parte
dall'idea di dislocare gli alloggi e le strutture di servizio,
quindi le halls, i sistemi di ristorazione, nelle abitazioni e
negli immobili di un centro storico.
Lo sviluppo orizzontale della struttura ha una duplice valenza: da
un lato, garantisce al turista- viaggiatore di immergersi
nell'atmosfera autentica della vita dei piccoli borghi, coniugando
uno dei più importanti e moderni aspetti del turismo, ossia quello
della relazionalità; dall'altro, garantisce la conservazione, la
tutela e, soprattutto, la valorizzazione dei centri storici che,
come noto, dopo la riforma del 2008, sono entrati a piè pari tra i
beni paesaggistici, ai sensi dell'art. 136 del Codice dei Beni
culturali, decreto legislativo n. 42.
Il carattere relazionale, unitamente a quello sostenibile -
termine più volte richiamato dall'Unione europea - tipico
dell'Albergo Diffuso, fa sì che esso si rivolga ad una domanda
interessata a soggiornare in un contesto urbano di pregio e a
vivere a contatto con i residenti, piuttosto che con gli altri
turisti.
Le esperienze delle altre regioni dimostrano che questo modello di
ricettività si rivela particolarmente adatto al ripristino di quei
borghi storici, di interesse artistico, che, però, pagano il prezzo
di strutture urbanistiche troppo vecchie, quali, ad esempio, il
programma di fabbricazione che le hanno, chiaramente, impedito la
giusta valorizzazione.
La sostenibilità del progetto, inoltre, si manifesta alla luce di
un altro principio, quello del minimo consumo del suolo: infatti,
il recupero, la valorizzazione di vecchi edifici, diminuisce il
fenomeno delle nuove costruzioni come bacino di ricettività
turistica.
Ulteriore aspetto, non meno importante, è la capacità di
sviluppare rete, il carattere orizzontale dello sviluppo
strutturale, infatti, depone a favore dell'incremento dell'indotto,
in altre parole l'Albergo Diffuso ha la capacità di implementare il
volume dell'economia che orbita attorno ad esso, si pensi, ad
esempio, gli esercizi commerciali che insistono nell'interesse
dell'albergo stesso.
Da ultimo, e concludo, il riconoscimento giuridico di questa
importante figura, garantisce alla stessa una migliore e più
puntuale destinazione dei fondi strutturali dell'Unione europea
legata al potenziamento del turismo siciliano.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione generale.
E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi preme dire,
innanzitutto, che questo disegno di legge è stato molto
partecipato, non solo dal lavoro dei deputati che compongono la IV
Commissione, ma anche un testo realizzato grazie all'Associazione
Nazionale degli Alberghi Diffusi, di cui è Presidente Giancarlo
Dall'Ara che è il promotore in Italia dell'Albergo Diffuso,
infatti, ricordo che l'Albergo Diffuso è una realtà italiana che
adesso copiano dall'estero.
In Italia esistono già una settantina di alberghi diffusi e anche
in Sicilia ne esistono ben cinque. Hanno aiutato alla realizzazione
del testo anche gli attivisti del Movimento Cinque Stelle e anche
alcuni albergatori, in particolare di Scicli e di Modica che sono
venuti in audizione in IV Commissione, pertanto tenevo a
ringraziare e a dire che questo è stato un testo partecipato.
Vorrei sottolineare, inoltre, alcuni punti, rilevanti
dell'importanza dell'Albergo Diffuso: alcuni punti che sono stati
già accennati dall'onorevole Trizzino.
Innanzitutto, il contrasto allo spopolamento dei piccoli comuni;
posso fare l'esempio di qualche comune del palermitano che mi viene
in mente, come Gratteri, Geraci, ma questi comuni si vanno man mano
impoverendo perché i giovani non hanno più nessun motivo di
rimanere, quindi è importante creare delle nuove idee, delle nuove
forme di imprese che danno l'opportunità ai giovani di non andare
via da questi comuni. Inoltre tutto questo ha una ricaduta sulle
attività commerciali esistenti, quindi parliamo dei centri
commerciali naturali, e su questo punto voglio soffermarmi perché
noi, Movimento Cinque Stelle, non vogliamo demonizzare i centri
commerciali, intesi come si intendono oggi, però, sicuramente,
prima di costruire, come si sta facendo, vari centri commerciali,
che stanno spuntando come funghi, forse sarebbe il caso di venire
incontro ai piccoli commercianti e alle realtà già esistenti.
Basta solamente uscire dall'ARS e fare un giro in via Vittorio
Emanuele, che è una zona con forte vocazione turistica, abbiamo la
Cattedrale, Palazzo Asmundo, il Palazzo Riso, eppure ci sono una
serie di attività commerciali chiuse, quindi, è da sottolineare la
ricaduta sulle attività commerciali esistenti.
Un altro punto molto importante è quello relativo alla
riqualificazione dell'esistente, quindi dire no al consumo del
suolo, e con questo vorrei anche ricordare che negli ultimi
cinquant'anni in Italia siamo stati in grado di consumare otto
metri quadri al secondo, ovvero siamo passati da consumo del suolo
del 2,8% del 1956 al 6,9% del 2010 e in Sicilia abbiamo uno dei
picchi più alti che è dell'8,5 per cento.
Questo per dire che è molto importante riqualificare l'esistente.
In più, in Sicilia si vive un paradosso: abbiamo il settore
edilizio in crisi, ma i nostri centri storici stanno crollando.
Faccio l'esempio di Palermo, dove ci sono ben 240 edifici
pericolanti. Questa iniziativa, dunque, non guarda soltanto al
turismo, ma guarda anche alla ripresa del settore edile e, comunque
sia, al recupero dei nostri centri storici che stanno praticamente
crollando.
Infine, volevo sottolineare l'importanza del target turistico al
quale ci rivolgiamo. Sappiamo dal sito della Regione che in
Sicilia si possono registrare tre milioni di presenze circa di
turisti ad agosto, e un picco basso di 300 presenze a gennaio.
Questo cosa significa? Che in Sicilia puntiamo molto sul turismo
balneare. Diciamo sempre che la Sicilia potrebbe vivere di turismo
365 giorni l'anno, ma dobbiamo dire come.
Sicuramente l'albergo diffuso non è la risposta a tutti i problemi
di questa criticità, ma ne è un tassello importante, perché in
questo caso non ci rivolgiamo al turismo di massa, ma al turista
viaggiatore, cioè quel turista che vuole, appunto, vivere come un
abitante del comune, un turista che vuole scoprire quali sono le
tradizioni del luogo. E questo serve anche alla cittadinanza per
scoprire quel concetto di comunità che si sta perdendo. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si è aperta la
discussione sul disegno di legge che dovrebbe portare
all'approvazione della suddetta legge che è del paese-albergo. Le
mie perplessità rispetto a questa legge già enunciata con degli
emendamenti che non sono stati accolti in Commissione, ma che
vorrei ripresentare, nascono dal fatto che noi approveremo una
legge che parla dell'albergo diffuso.
Così come aveva detto poc'anzi il Presidente della Commissione,
quando parliamo dell'albergo diffuso, partiamo da una struttura
alberghiera che è una struttura orizzontale.
La mia idea, invece, non è solo quella del paese-albergo - non
quindi dell'albergo diffuso - così come prevista dal disegno di
legge, ma del paese-albergo.
C'è una sostanziale differenza. La differenza, a mio avviso, fra
il paese-albergo e l'albergo diffuso sta nell'organizzazione dei
servizi. E mi spiego. Significa mettere a sistema tutte quelle
strutture ricettive che sono extra alberghiere, quindi mi riferisco
ai bed and breakfast o alle case vacanze. Perché, tra l'altro, non
è prevista, ed era un altro degli emendamenti che non è stato
accolto, quella della gestione comunale. Che cosa significa?
L'apertura e la chiusura devono essere regolamentate. E nel
provvedimento al nostro esame, di ciò non vi è traccia.
E poi il modello delle botteghe. Quest'ultimo consente, così, di
riproporre e di mutuare quelle che sono il percorso della via del
vino', cioè di dare nei piccoli comuni dei servizi che qui invece
non sono contemplati.
E poi ancora l'ospitalità familiare, ovvero che laddove ci sia una
struttura ricettiva non imprenditoriale, mi riferisco quindi ai
piccoli borghi, ai piccoli paesi, ci possa essere la famiglia a
gestire la struttura ricettiva, ponendosi - oggi il turismo è fatto
di domanda ed offerta - e quindi dare anche la possibilità ai
nuclei familiari di trasformarsi in realtà imprenditoriale. Ritengo
che questo disegno di legge possa essere integrato e migliorato se
noi riuscissimo a prevedere quella che era la mia idea.
Io parto da una fra tutte le altre cose. Sono stata anche
promotrice di un progetto che ho denominato Ospitalità diffusa .
Ospitalità diffusa significa proprio questo, mettere a rete un
territorio, garantire una serie di servizi. Noi, qui, parliamo di
paese albergo e siamo d'accordo sul paese albergo, invece, ripeto,
perché si possa dare completezza, se noi a questi particolari
aggiungessimo, che per voi sono contemplati, ma io ritengo di no,
daremmo vita, invece, all'ospitalità diffusa, rientrerebbero una
serie di servizi che potrebbero essere migliorativi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cirone. Ne ha
facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo vada
sottolineato l'apporto che, alla stesura di questo disegno di
legge, hanno dato anche altri provvedimenti presentati da altri
colleghi, che sono stati esaminati e che hanno consentito di
pervenire a questo testo che, secondo me, è il meglio che la
Commissione abbia potuto produrre.
Rimane, certo, all'ordine del giorno, il tema più complessivo di
una riforma del turismo in Sicilia. Una riforma del turismo che
possa accogliere anche le sottolineature che l'onorevole Grasso,
testé, evidenziava.
Oggi, noi stiamo parlando di un'importante proposta che la Sicilia
offre al mercato turistico e che ha una sua caratterizzazione molto
particolare. Sono già state poste qui alcune osservazioni ed io
non ci torno, ma credo che ciò che stiamo cercando di fare con la
proposta dell''albergo diffuso' è di dare vita ad un certo tipo di
imprenditorialità e di relazionalità, appunto, tra l'offerta e la
domanda, che ha al centro della sua attenzione la persona.
L'albergo diffuso, infatti, nasce nella chiave
dell'interpretazione di uno sviluppo turistico, non solo
sostenibile, ma anche accessibile e, quindi, aperto a fasce di
cittadini e di cittadine che cercano forme, come dire, minori,
anche itinerari alternativi, itinerari più solitari come tanti ne
offre la Sicilia. Nei nostri piccoli centri storici, su per le
montagne, vi sono paesi-gioiello che hanno dei centri, delle
piccole piazze attorno alle quali un'attività imprenditoriale come
questa, un'attività di offerta turistica come questa, può offrire
non soltanto la possibilità di ricaduta positiva sul territorio e,
quindi, di crescita di quel territorio, ma anche di offerta
occupazionale, ma un richiamo nel marketing territoriale di quei
territori per un'offerta che si inserisce tra segmenti del comparto
turistico che devono mantenere tutti una loro specificità, che
vanno dal bed and breakfast, vanno poi all'albergo a cinque o sei
stelle, perché la Sicilia deve avere questa pluralità di offerte,
per essere appetibile ad un mercato che sempre di più si segmenta e
sempre di più cerca la risposta alla propria domanda in modo
autonomo, cioè non si viaggia più spesso per pacchetto turistico,
ma si viaggia organizzandosi in proprio. E quindi, l'albergo
diffuso, questa organizzazione minore in centri storici, anche di
paesi minori, fuori dai tragitti turistici tradizionali, può
allargare l'appetibilità del nostro territorio.
Credo che con l'approvazione di questo disegno di legge, se oggi
riusciremo a farlo, sfateremo anche una sorta di cappa che su
quest'Assemblea regionale in qualche modo si è abbattuta nel corso
di questi mesi.
Credo questa sia una legge che inverte la tendenza a rispondere ad
interrogazioni o a prendere in esame mozioni, e invece comincia ad
essere la testimonianza per una produzione legislativa che riesce
a dare risposta alla domanda sempre più pressante dei Siciliani.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Fiorenza. Ne ha
facoltà.
FIORENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo non
posso salutare il Governo perché è assente da quest'Aula e devo
necessariamente rimarcarlo perché, trattando un argomento
estremamente importante come quello dello sviluppo del nostro
territorio, che sia uno sviluppo quanto più organico possibile, che
sia di integrazione, il Governo avrebbe potuto sicuramente darci
delle indicazioni utili per cercare di valorizzare al meglio e
cercare anche di comprendere se, ad esempio, un disegno di legge
che definisco pregevole, lo definisco pregevole perché la collega
Cirone è stata esaustiva e aggiungerei al piccolo borgo, ai nostri
gioielli medievali la funzione straordinaria che, per esempio, ha
il vulcano Etna che tra poco verrà insignito di una onorificenza a
carattere mondiale, essendo stato considerato come patrimonio
dell'umanità.
Riuscire a collocare un percorso straordinario di minore interesse
globale, ma che comunque invece ha un grande effetto su quelle che
sono le caratteristiche interiori anche dell'uomo nella scelta di
un percorso alternativo, è sicuramente di impatto straordinario per
il nostro territorio.
Perché le ho rimarcato, signor Presidente, l'assenza del Governo?
Perché sarebbe stato utile capire se c'erano a disposizione delle
risorse economiche che potessero agevolare questo percorso
Immagino un piccolo paese che diventi tutto un albergo;
immaginate una strada di un paese medievale siciliano, l'intera
strada che diventi tutto un albergo, cioè dal suo porticato
iniziale ognuna delle case appartenente alla piccola strada poter
diventare un alloggio per il turista che entri in un modello
assolutamente nuovo di confronto con quello che è il territorio e
viverlo appieno. Ma per fare questo, signor Presidente, ci vogliono
risorse e per farlo bene le risorse devono essere spese benissimo,
capire se tutto questo è possibile, oppure che non rimanga solo ed
esclusivamente una straordinaria legge innovativa che la Sicilia si
appronta ad avere è una differenza sostanziale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
finalmente oggi si sia posta all'attenzione dell'Assemblea un tetto
di grande importanza, un tetto che rimarca alcune delle esigenze
che la nostra economia deve affrontare perché in questa fase di
grande crisi economica servono dei provvedimenti strutturali.
Sono d'accordo con gli interventi della collega di prima che
sottolineava come sia forte l'esigenza di una riforma organica del
turismo in Sicilia e questo testo altro non è se non una goccia
rispetto a questo genere di problematiche.
Tuttavia va fatto un plauso rispetto a questa iniziativa che parla
finalmente di accoglienza diffusa, che introduce un concetto che
secondo me è strettamente collegato a quello dell'accoglienza
diffusa, ovvero quello del turismo sostenibile, del turismo
relazionale.
Noi per anni abbiamo conosciuto occasioni di mancato sviluppo
mentre nel nord-est si promuovevano i distretti produttivi a
conduzione familiare, la politica siciliana si concentrava sugli
ammortizzatori sociali. Sono state avviate diverse esperienze con
le quali oggi la politica deve fare i conti e le deve fronteggiare
in quanto emergenze: i PIP, la GESIP, la formazione professionale e
tanti altri ammortizzatori sociali.
Questo disegno di legge tuttavia mi fa ben sperare, mi fa ben
sperare perché fa comprendere che, per dirla in gergo molto
semplice, l'uomo dà il meglio di sé quando è con le spalle al muro
e allora probabilmente per la Sicilia è arrivato il momento in cui
l'economia e i siciliani sono con le spalle al muro e hanno bisogno
di provvedimenti che rilancino l'economia.
Allora parlare di accoglienza diffusa significa sicuramente
togliere il monopolio a quelle strutture a 5 stelle presenti in
Sicilia, troppo poche anche quelle, ma che vedono i turisti
arrivare per essere spennati come polli per poi magari non
ritornare in questa nostra bellissima terra. Significa invece
consegnare delle opportunità ad un turismo che si regga sulle gambe
dei proprietari di immobili, proprietari che diventino Virgilio'
per un giorno, per una settimana, tanto quanto è il tempo di
permanenza del turista in Sicilia e che non soltanto diventano
bravi padroni di casa, ma ovviamente si inseriscono in un circuito
del quale fa parte l'artigianato locale, l'enogastronomia,
l'allevamento, i produttori di artigianato. Allora questa è davvero
una grande opportunità.
Certo, lo diceva prima la collega, serve una norma organica per la
riforma del turismo e per fare questo, signor Presidente, mi faccia
dire qualche parola a sostegno di quello che diceva l'onorevole
Fiorenza prima, serve l'intervento del Governo, serve quanto meno
la presenza e l'attenzione del Governo che invece, ahimè,
purtroppo, rimane giustamente incagliato nelle mille vicissitudini
legate a fronteggiare l'emergenza forse, se non è oggi in Aula
spero che sia per questo e che di questo stia chissà altrove
parlando, ma serve anche che comunque l'attenzione venga mostrata.
Questo è un primo disegno di legge, noi lo valutiamo positivamente
e per questo ovviamente esprimiamo un parere favorevole.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto per dire
che noi siamo favorevoli per creare dei contesti di accoglienza di
questi visitatori della nostra Terra.
Ecco perché noi siamo sostanzialmente favorevoli, dovremmo
soltanto magari apporre alcune piccole modifiche, dobbiamo evitare
magari che in qualche parte si facciano degli obblighi, ma bisogna
invece creare delle facoltà, ad esempio, non necessariamente
l'albergo deve avere un centro commerciale, può avvalersi di un
centro commerciale, cioè dobbiamo creare una rete, un sistema
perché questo nuovo modo di pensare e di fare turismo, di
valorizzare dei contesti abitativi - che magari sono
sottoutilizzati - possa trovare forma e concretezza.
I centri naturali commerciali sono un importante strumento con cui
si deve dialogare, questa iniziativa legislativa deve essere
integrata perfettamente, ma purtroppo dobbiamo rilevare che ancora
non sono partiti, non sono stati ancora finanziati. E quindi qui il
Governo, che puntualmente è presente e attento, magari ci farà
conoscere l'idea e la tempistica sul finanziamento dei centri
naturali commerciali, sull'avviamento, sull'attivazione di queste
misure che poi rappresentano una boccata d'ossigeno per la nostra
economia, per il nostro turismo e per la nostra Terra.
PRESIDENTE. Non avendo altri chiesto di parlare, dichiaro chiusa
la discussione generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
In attesa che giunga in Aula un rappresentante del Governo,
sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle 17.24, è ripresa alle ore 17.26)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, intanto devo dare atto al lavoro svolto dalla
IV Commissione, e per lo standard degli interventi che si sono
svolti in Aula.
In genere, io non mi preoccupo della presenza o meno del Governo.
Tutt'altro.
Io sono uno dei convinti sostenitori che questo Parlamento può e
deve andare avanti nonostante la presenza o l'assenza del Governo.
E questo disegno di legge ne è una dimostrazione, perché questo
disegno di legge - da non sottovalutare per nessuna ragione - è la
dimostrazione di come all'interno di quest'Aula, di questo
Parlamento, delle Commissioni, quando c'è voglia e competenza si
possono fare delle ottime leggi, anche in assenza di risorse
finanziarie.
Probabilmente, neanche noi ci rendiamo conto fino in fondo di
quello che stiamo esitando, perché questa può diventare e
sicuramente diventerà - con tutte le modifiche immaginabili e
possibili, ma che chiaramente non possono stravolgere il disegno di
legge - una legge di portata innovativa, che potrebbe dare risposte
alla migliore qualità del turismo nella nostra Regione; e dare
risposte a una maggiore e migliore occupazione dei nostri giovani.
Pertanto, lo ritengo un lavoro ben fatto, che sono convinto si
concluderà bene.
Detto questo, ma senza alcuna piaggeria nei confronti né della IV
Commissione, né dei singoli parlamentari che vi hanno lavorato, ma
come testimonianza del lavoro svolto da questo Parlamento per fare
bene e per fare ancora meglio, comunico che il termine per la
presentazione dei relativi emendamenti al disegno di legge è
fissato per martedì 16 luglio 2013, alle ore 12.00.
Ricordo che occorre la firma di quattro deputati per presentare
gli emendamenti.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì 17 luglio
2013, alle ore 16.00,con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
Norme per il riconoscimento dell'Albergo Diffuso in
Sicilia. (nn. 230-120-76-152/A) (Seguito)
Relatore: on. Assenza
III - Seguito della discussione della mozione:
N. 71 - Iniziative finalizzate alla modifica della
convenzione stipulata dalla Regione siciliana con
Siciliacque S.p.A. al fine di ridurre la tariffa del
servizio idrico integrato ai cittadini degli ambiti
territoriali ottimali (ATO).
(20 marzo 2013)
FIRETTO - GRASSO - LEANZA - LA ROCCA RUVOLO - LENTINI -
SAMMARTINO
IV - Discussione unificata delle mozioni:
N. 54 - Interventi per ottenere il riconoscimento per la
Sicilia dello status di zona franca.
(6 marzo 2013)
SAMMARTINO - LEANZA - SUDANO - LENTINI - NICOTRA
N. 55 - Iniziative per l'attivazione delle zone franche
urbane in Sicilia.
(6 marzo 2013)
DIPASQUALE - DI GIACINTO - COLTRARO - MALAFARINA - ODDO - CIACCIO
- VENTURINO - FOTI - PALMERI - MANGIACAVALLO - LA ROCCA - SIRAGUSA
- FERRERI - CAPPELLO - CIANCIO - CANCELLERI - ZITO - ZAFARANA -
TRIZZINO - CIRONE - MARZIANO - MILAZZO A.
La seduta è tolta alle ore 17.29
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposta scritta ad interrogazione
Rubrica «Attività produttive»
ZAFARANA - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI -
FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO -
VENTURINO - ZITO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:
il Teatro in Fiera di Messina è chiuso dal 1995;
il Teatro in Fiera insiste sull'Area Fieristica di Messina le cui
aree sono di pertinenza dell'Autorità Portuale;
il Teatro in Fiera è in stato di occupazione da parte di un
collettivo di studenti, artisti e attivisti politici dal
15/12/2012;
tale collettivo ha dichiarato che il suo obiettivo è quello di
liberare il luogo e restituirlo alla collettività;
lo stato di conservazione del Teatro in Fiera è pessimo: il
controsoffitto è crollato sulla platea e soltanto una parte del
palco è attualmente nelle condizioni originali sussistendo questo
stato di incuria e abbandono da 17 anni;
allo stato attuale sia il Teatro in Fiera che l'intera Area
Fieristica costituiscono un non-luogo, ovvero sono lasciate al più
completo degrado e la loro fruizione è sottratta all'intera
cittadinanza;
visti:
la costituzione di una commissione di valutazione dei criteri e
delle linee guida per un concorso di idee internazionale relativo
all'utilizzo dell'area fieristica;
quanto dichiarato dal Segretario Generale dell'Autorità Portuale,
Ing. Di Sarcina, che avrebbe indicato come termine ultimo per la
definizione delle linee guida del bando internazionale la data del
19/12/2012;
visto che:
le linee guida ribadite - durante l'assemblea pubblica del
17/12/2012 - dal Presidente dell'Autorità Portuale, dott. De
Simone, avendo come criterio fondamentale l'utilizzo economico
dell'area, sembrano tutte rivolte alla sottrazione dell'Area
Fieristica alla comunità messinese per consegnarla nelle mani di
investitori privati;
l'iniziativa popolare di occupazione che ha riaperto il dibattito
sull'utilizzo comune dell'Area Fieristica e del Teatro in Fiera;
numerosi esperti avrebbero dichiarato che il Teatro in Fiera non
necessita di opere edilizie che ne prevedano la demolizione e la
ricostruzione ex novo, così come è invece previsto nei progetti fin
qui avanzati ma semplici lavori di ristrutturazione;
per sapere:
se sia vero che la commissione suddetta è composta, tra l'altro,
anche da soggetti privati;
se sia vero che la Regione siciliana fa parte della stessa
attraverso un suo rappresentante e, nel caso, a quante riunioni
quest'ultimo ha preso parte;
se sia vero che entro e non oltre il 19/12/2012 devono essere
approvate le linee guida dei criteri per il concorso internazionale
di idee relativo alla progettazione dell'uso dell'area fieristica;
se sia vero che le linee guida che la suddetta commissione ha
intenzione di stilare sono potenzialmente indirizzate a favorire
interessi economici privati escludendo invece forme di
progettazione, gestione e utilizzo dell'area puramente pubbliche e
senza finalità economiche;
se sia vero che il Teatro in Fiera sarà ricostruito ex novo in
violazione della sentenza della Corte Cost. n. 309 del 2011,
sottraendolo a una destinazione pubblica e sottoponendolo a
ulteriori verifiche e carotaggi con conseguente dispendio di denaro
pubblico;
se sia vero che la Regione siciliana, nella figura del suo
Presidente, non ha posto in essere ancora alcuna iniziativa intesa
a sospendere ogni procedura fin qui avviata;
se il quesito di cui al superiore punto dovesse essere positivo,
se il Presidente vorrà procedere all'immediata sospensione del
procedimento amministrativo in itinere fin quando non sarà fatta
chiarezza». (59)
Risposta. - «Nel rappresentare le scuse per il ritardo con cui si
riscontra l'interrogazione n. 59 dell'onorevole Valentina Zafarana
si premette che sia il quartiere fieristico di Messina che il
teatro in fiera non rientrano tra le disponibilità patrimoniali
dell'Amministrazione regionale bensì dell'Autorità portuale di
Messina.
Per chiarire quanto richiesto dall'interrogante, si rappresenta
che: nell'ottica di individuare le linee guida per la
riqualificazione e valorizzazione delle aree in argomento e
favorire al contempo l'ottimizzazione del rapporto strategico mare-
territorio, il Presidente dell'A.P. nell'ottobre 2012 ha chiesto un
contributo di idee, per la formulazione del bando di gara per
l'affidamento in concessione demaniale marittima dell'intera area
fieristica di Messina, al Comitato Portuale che, nella seduta del
06/11/2012, si è espresso favorevolmente con l'obiettivo di
assicurare una migliore utilizzazione dell'area di grande pregio
del quartiere fieristico, garantendone la prioritaria fruizione
pubblica. Della definizione delle relative lince guida è stata
incaricata una sottocommissione del Comitato Portuale stesso di cui
fanno parte, come da Delibera presidenziale istitutiva n. 46/2012,
tutti i rappresentanti delle Istituzioni che siedono in Comitato
(regione Siciliana, Capitaneria di porto, Provincia Regionale,
Comune, Camera di Commercio), i rappresentanti delle categorie di
Armatori e Spedizionieri, che hanno dato la propria disponibilità a
partecipare, la Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Messina oltre al
Segretario generale e ai Dirigenti dell'A.P.
La Commissione, che ha svolto i suoi lavori in due riunioni a
dicembre 2012, ha definito in modo puntuale i requisiti e i criteri
per la scrittura del bando di gara, indicando quali interventi o
quali attività non saranno consentite e individuando le
destinazioni d'uso delle aree. Altro aspetto rilevante e condiviso
è stato quello di collegare l'utilizzo delle aree del quartiere
fieristico al mare, ottimizzando il rapporto strategico mare-
territorio e garantendo al contempo la massima fruibilità alla
collettività e ai crocieristi. In tal senso si è prospettato di
riservare alle pubbliche Amministrazioni l'utilizzo di una parte di
queste aree per attività culturali e sociali.
All'uopo l'Autorità Portuale di Messina si è resa disponibile a
stanziare un contributo pari a 8 milioni di euro per i necessari
lavori di ristrutturazione e riqualificazione di aree e di alcuni
padiglioni che ricadono in tale compendio.
Riguardo alle opere necessarie alla piena fruizione dell'intera
area fieristica si riporta parte del piano triennale 2001 - 2013
delle opere pubbliche dell'Autorità portuale di Messina:
- Ristrutturazione dell'edificio del teatro in fiera. L'
intervento è stato avviato nei precedenti POT: Attualmente il
teatro risulta inagibile per il dissesto degli spazi interni.
L'intervento è finalizzato al miglioramento della qualità
dell'edilizia demaniale esistente, ed al suo riuso per fini
pubblici. L'importo dei lavori ammonta ad E. 3.500.000, distribuiti
nel triennio. Il progetto è esecutivo ed in corso. La copertura
finanziaria è garantita interamente da appositi stanziamenti di
bilancio.
- Restauro del portale, del padiglione centrale e del padiglione
delle mostre di arte e turismo nel quartiere fieristico - 1
stralcio portale e padiglione mostre. L'intervento deriva dalla
frammentazione di un intervento avviato nel precedente POT, che si
è resa necessaria perché il progetto preliminare dell'intero
intervento ha mostrato la necessità di una disponibilità economica
maggiore che rende necessario reperire ulteriori finanziamenti per
portare a compimento l'intero intervento. Due dei tre manufatti del
quartiere fieristico costituiscono testimonianza importante del
"razionalismo". L'intervento è finalizzato al recupero e
valorizzazione della edilizia demaniale di pregio esistente, ed al
suo riuso per fini pubblici. L'importo dei lavori ammonta ad E.
1.240.000, distribuiti nel triennio. Il progetto preliminare è
redatto ed approvato, è in fase di redazione il progetto definitivo
dell'intero intervento. La copertura finanziaria è garantita
interamente da appositi stanziamenti di bilancio.
- Restauro del portale, del padiglione centrale e del padiglione
delle mostre di arte e turismo nel quartiere fieristico - 2
stralcio padiglione delle mostre di arte e turismo. L'intervento
deriva dalla frammentazione di un intervento avviato nel precedente
POT, che si è resa necessaria perché il progetto preliminare
dell'intero intervento ha mostrato la necessità di una
disponibilità economica maggiore che rende necessario reperire
ulteriori finanziamenti per portare a compimento l'intero
intervento. Anche questo intervento è finalizzato al recupero e
valorizzazione della edilizia demaniale di pregio esistente, ed al
suo riuso per fini pubblici. L'importo dei lavori ammonta ad E.
1.800.000, distribuiti nel triennio. Il progetto preliminare è
redatto ed approvato, è in fase di redazione il progetto definitivo
dell'intero intervento. La copertura finanziaria è garantita
interamente da appositi stanziamenti di bilancio.
Ritenendo con ciò di avere dato risposta agli interrogativi in
oggetto, si porgono distinti saluti».
L'Assessore
(Linda Vancheri)