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Resoconto d'Aula della Seduta n. 57 di mercoledì 10 luglio 2013
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   CIANCIO,  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Lo Sciuto è in congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposta scritta a interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che é pervenuta la  risposta  scritta  alla
  seguente interrogazione:

   - da parte dell'Assessore per le attività produttive

   N.  59 - Notizie sullo stato e sul futuro dell'area fieristica  di
  Messina e del Teatro in Fiera.
   Firmatari:Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Venturino  Antonio;  Zito
  Stefano  (Nella  seduta n. 10 dell'8 gennaio 2013,  l'Assemblea  ha
  preso  atto  della  precisazione dell'onorevole Zafarana  circa  il
  numero dei cofirmatari dell'interrogazione. Con nota prot. n. 10308
  del  22  febbraio  2013  il Presidente della  regione  ha  delegato
  l'Assessore per le attività produttive).

   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato  al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Sugli episodi di violenza intimidatoria perpetrati ai danni del
       parroco della Chiesa di S. Cristina a Borgo Nuovo (PA) e
              dell'agrumeto  Padre Nostro' di Brancaccio

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  desidero  esprimere   la   mia
  solidarietà  a Padre Gianni Trumello, parroco della  Chiesa  di  S.
  Cristina   di  Borgo  Nuovo  a  Palermo,  vittima,  insieme  a  due
  confratelli,  lunedì notte, di un gravissimo gesto intimidatorio.
   Sono  convinto  che l'episodio, avvenuto a poche  settimane  dalla
  beatificazione di Padre Pino Puglisi, non vada e non  possa  essere
  sottovalutato.  Per  questo motivo, nel  corso  di  una  telefonata
  privata con Don Trumello, ho già avuto modo di manifestare a  tutti
  i  padri passionisti della parrocchia di S. Cristina, la vicinanza,
  il  sostegno e l'affetto del Parlamento siciliano, con  l'invito  a
  proseguire  nella  loro  attività  pastorale  e  a  non   lasciarsi
  intimorire.
   Desidero  manifestare  piena  fiducia  nell'operato  delle   forze
  dell'ordine,  impegnate  nelle indagini, con  la  speranza  che  si
  arrivi,   il   prima   possibile,  all'identificazione   dei   vili
  attentatori.
   Il  monito  è  quello, rivolto a tutti noi, di  non  abbassare  la
  guardia.  L'attentato  contro  Padre Trumello  segue,  infatti,  di
  qualche  giorno,  il  danneggiamento dell'agrumeto  del  Centro  di
  Accoglienza  Padre Nostro  di Brancaccio, fondato proprio dal Beato
  Puglisi.
   Tali  ignobili  gesti  intimidatori, compiuti  certamente  da  una
  sparuta minoranza, sporcano il volto di una intera comunità e,  per
  dirla   come   Papa  Francesco,  rubano  la  speranza  alle   nuove
  generazioni.

   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Discussione del disegno di legge  Norme del riconoscimento
          dell'Albergo Diffuso in Sicilia (230-120-76-152/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  discussione   del  disegno  di  legge   Norme  del   riconoscimento
  dell'Albergo Diffuso in Sicilia   (nn.  230-120-76-152/A).
   Invito  i  componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  assegnato.
   In  mancanza del relatore, onorevole Assenza, invito il presidente
  della IV Commissione,  onorevole Trizzino, a svolgere la relazione.

   TRIZZINO,   presidente  della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi  svolgerò la relazione  al  disegno  di   legge
  coordinato   Disciplina per il riconoscimento dell'albergo  diffuso
  in Sicilia  (nn.  230-120-76-152/A).
   Il  disegno  di legge mira ad introdurre in Sicilia una disciplina
  che  già  è  presente  in  altri ordinamenti  regionali.  L'Albergo
  Diffuso  rappresenta una forma di ricettività innovativa che  parte
  dall'idea  di  dislocare  gli alloggi e le strutture  di  servizio,
  quindi  le  halls,  i sistemi di ristorazione, nelle  abitazioni  e
  negli immobili di un centro storico.
   Lo sviluppo orizzontale della struttura ha una duplice valenza: da
  un   lato,   garantisce  al  turista-  viaggiatore  di   immergersi
  nell'atmosfera autentica della vita dei piccoli borghi,  coniugando
  uno  dei più importanti e moderni aspetti del turismo, ossia quello
  della  relazionalità; dall'altro, garantisce la  conservazione,  la
  tutela  e,  soprattutto, la valorizzazione dei centri storici  che,
  come noto, dopo la riforma del 2008, sono entrati a piè pari tra  i
  beni  paesaggistici,  ai sensi dell'art. 136 del  Codice  dei  Beni
  culturali, decreto legislativo n. 42.
   Il  carattere  relazionale,  unitamente  a  quello  sostenibile  -
  termine   più  volte  richiamato  dall'Unione  europea   -   tipico
  dell'Albergo  Diffuso,  fa sì che esso si rivolga  ad  una  domanda
  interessata  a  soggiornare in un contesto urbano  di  pregio  e  a
  vivere  a  contatto con i residenti, piuttosto che  con  gli  altri
  turisti.
   Le esperienze delle altre regioni dimostrano che questo modello di
  ricettività si rivela particolarmente adatto al ripristino di  quei
  borghi storici, di interesse artistico, che, però, pagano il prezzo
  di  strutture  urbanistiche troppo vecchie, quali, ad  esempio,  il
  programma  di fabbricazione che le hanno, chiaramente, impedito  la
  giusta valorizzazione.
   La  sostenibilità del progetto, inoltre, si manifesta alla luce di
  un  altro  principio, quello del minimo consumo del suolo: infatti,
  il  recupero,  la valorizzazione di vecchi edifici,  diminuisce  il
  fenomeno   delle  nuove  costruzioni  come  bacino  di  ricettività
  turistica.
   Ulteriore   aspetto,  non  meno  importante,  è  la  capacità   di
  sviluppare   rete,   il   carattere  orizzontale   dello   sviluppo
  strutturale, infatti, depone a favore dell'incremento dell'indotto,
  in altre parole l'Albergo Diffuso ha la capacità di implementare il
  volume  dell'economia  che orbita attorno ad  esso,  si  pensi,  ad
  esempio,  gli  esercizi  commerciali che  insistono  nell'interesse
  dell'albergo stesso.
   Da  ultimo,  e  concludo, il riconoscimento  giuridico  di  questa
  importante  figura,  garantisce alla  stessa  una  migliore  e  più
  puntuale  destinazione  dei fondi strutturali  dell'Unione  europea
  legata al potenziamento del turismo siciliano.

   PRESIDENTE. E' aperta la discussione generale.

   E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi preme  dire,
  innanzitutto,   che  questo  disegno  di  legge   è   stato   molto
  partecipato, non solo dal lavoro dei deputati che compongono la  IV
  Commissione,   ma anche un testo realizzato grazie all'Associazione
  Nazionale  degli  Alberghi Diffusi, di cui è  Presidente  Giancarlo
  Dall'Ara  che  è  il  promotore  in  Italia  dell'Albergo  Diffuso,
  infatti,  ricordo che l'Albergo Diffuso è una realtà  italiana  che
  adesso copiano dall'estero.
   In  Italia esistono già una settantina di alberghi diffusi e anche
  in Sicilia ne esistono ben cinque. Hanno aiutato alla realizzazione
  del  testo anche gli attivisti del Movimento Cinque Stelle e  anche
  alcuni  albergatori, in particolare di Scicli e di Modica che  sono
  venuti   in  audizione  in  IV  Commissione,  pertanto   tenevo   a
  ringraziare e a dire che questo è stato un testo partecipato.
   Vorrei    sottolineare,   inoltre,   alcuni    punti,    rilevanti
  dell'importanza dell'Albergo Diffuso: alcuni punti che  sono  stati
  già accennati dall'onorevole Trizzino.
    Innanzitutto,  il contrasto allo spopolamento dei piccoli comuni;
  posso fare l'esempio di qualche comune del palermitano che mi viene
  in mente, come Gratteri, Geraci, ma questi comuni si vanno man mano
  impoverendo  perché  i  giovani non  hanno  più  nessun  motivo  di
  rimanere, quindi è importante creare delle nuove idee, delle  nuove
  forme  di imprese che danno l'opportunità ai giovani di non  andare
  via  da  questi comuni. Inoltre tutto questo ha una ricaduta  sulle
  attività   commerciali  esistenti,  quindi  parliamo   dei   centri
  commerciali  naturali, e su questo punto voglio soffermarmi  perché
  noi,  Movimento  Cinque Stelle, non vogliamo demonizzare  i  centri
  commerciali,  intesi  come  si intendono oggi,  però,  sicuramente,
  prima  di  costruire, come si sta facendo, vari centri commerciali,
  che  stanno spuntando come funghi, forse sarebbe il caso di  venire
  incontro ai piccoli commercianti e alle realtà già esistenti.
   Basta  solamente  uscire dall'ARS e fare un giro in  via  Vittorio
  Emanuele, che è una zona con forte vocazione turistica, abbiamo  la
  Cattedrale, Palazzo Asmundo, il Palazzo Riso,  eppure ci  sono  una
  serie di attività commerciali chiuse, quindi,  è da sottolineare la
  ricaduta sulle attività commerciali esistenti.
   Un   altro   punto  molto  importante  è  quello   relativo   alla
  riqualificazione  dell'esistente, quindi dire  no  al  consumo  del
  suolo,  e  con  questo  vorrei  anche ricordare  che  negli  ultimi
  cinquant'anni  in  Italia siamo stati in grado  di  consumare  otto
  metri  quadri al secondo, ovvero siamo passati da consumo del suolo
  del  2,8%  del 1956 al 6,9% del 2010 e in Sicilia abbiamo  uno  dei
  picchi più alti che è dell'8,5 per cento.
   Questo  per dire che è molto importante riqualificare l'esistente.
  In  più,  in  Sicilia  si  vive un paradosso:  abbiamo  il  settore
  edilizio  in  crisi, ma i nostri centri storici  stanno  crollando.
  Faccio   l'esempio  di  Palermo,  dove  ci  sono  ben  240  edifici
  pericolanti.  Questa  iniziativa, dunque, non  guarda  soltanto  al
  turismo, ma guarda anche alla ripresa del settore edile e, comunque
  sia,  al recupero dei nostri centri storici che stanno praticamente
  crollando.
   Infine,  volevo sottolineare l'importanza del target turistico  al
  quale  ci  rivolgiamo.   Sappiamo dal sito  della  Regione  che  in
  Sicilia  si  possono registrare tre milioni di  presenze  circa  di
  turisti  ad  agosto,  e un picco basso di 300 presenze  a  gennaio.
  Questo  cosa  significa? Che in Sicilia puntiamo molto sul  turismo
  balneare. Diciamo sempre che la Sicilia potrebbe vivere di  turismo
  365 giorni l'anno, ma dobbiamo dire come.
   Sicuramente l'albergo diffuso non è la risposta a tutti i problemi
  di  questa  criticità,  ma ne è un tassello importante,  perché  in
  questo  caso non ci rivolgiamo al turismo di massa, ma  al  turista
  viaggiatore, cioè quel turista che vuole, appunto, vivere  come  un
  abitante  del comune, un turista che vuole scoprire quali  sono  le
  tradizioni  del  luogo. E questo serve anche alla cittadinanza  per
  scoprire quel concetto di comunità che si sta perdendo. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, si  è  aperta  la
  discussione   sul   disegno   di   legge   che   dovrebbe   portare
  all'approvazione  della suddetta legge che è del paese-albergo.  Le
  mie  perplessità  rispetto a questa legge già enunciata  con  degli
  emendamenti  che  non  sono stati accolti in  Commissione,  ma  che
  vorrei  ripresentare,  nascono dal fatto che  noi  approveremo  una
  legge che parla dell'albergo diffuso.
   Così  come  aveva detto poc'anzi il Presidente della  Commissione,
  quando  parliamo  dell'albergo diffuso, partiamo da  una  struttura
  alberghiera che è una struttura orizzontale.
   La  mia  idea, invece, non è solo quella del paese-albergo  -  non
  quindi  dell'albergo diffuso - così come prevista  dal  disegno  di
  legge, ma del paese-albergo.
   C'è  una sostanziale differenza. La differenza, a mio avviso,  fra
  il  paese-albergo  e l'albergo diffuso sta nell'organizzazione  dei
  servizi.  E  mi  spiego. Significa mettere a sistema  tutte  quelle
  strutture ricettive che sono extra alberghiere, quindi mi riferisco
  ai  bed and breakfast o alle case vacanze. Perché, tra l'altro, non
  è  prevista,  ed  era un altro degli emendamenti che  non  è  stato
  accolto,  quella  della  gestione  comunale.  Che  cosa  significa?
  L'apertura  e  la  chiusura  devono  essere  regolamentate.  E  nel
  provvedimento al nostro esame, di ciò non vi è traccia.
     E poi il modello delle botteghe. Quest'ultimo consente, così, di
  riproporre e di mutuare quelle che sono il percorso della  via  del
  vino',  cioè di dare nei piccoli comuni dei servizi che qui  invece
  non sono contemplati.
   E poi ancora l'ospitalità familiare, ovvero che laddove ci sia una
  struttura  ricettiva  non imprenditoriale, mi riferisco  quindi  ai
  piccoli  borghi, ai piccoli paesi, ci possa essere  la  famiglia  a
  gestire la struttura ricettiva, ponendosi - oggi il turismo è fatto
  di  domanda  ed  offerta - e quindi dare anche  la  possibilità  ai
  nuclei familiari di trasformarsi in realtà imprenditoriale. Ritengo
  che questo disegno di legge possa essere integrato e migliorato  se
  noi riuscissimo a prevedere quella che era la mia idea.
   Io  parto  da  una  fra  tutte le altre  cose.  Sono  stata  anche
  promotrice  di un progetto che ho denominato  Ospitalità  diffusa .
  Ospitalità  diffusa significa proprio questo,  mettere  a  rete  un
  territorio,  garantire una serie di servizi. Noi, qui, parliamo  di
  paese  albergo e siamo d'accordo sul paese albergo, invece, ripeto,
  perché  si  possa  dare  completezza, se noi a  questi  particolari
  aggiungessimo, che per voi sono contemplati, ma io ritengo  di  no,
  daremmo  vita,  invece, all'ospitalità diffusa, rientrerebbero  una
  serie di servizi che potrebbero essere migliorativi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Cirone.  Ne  ha
  facoltà.

   CIRONE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   credo   vada
  sottolineato  l'apporto  che, alla stesura  di  questo  disegno  di
  legge,  hanno  dato anche altri provvedimenti presentati  da  altri
  colleghi,  che  sono  stati esaminati e  che  hanno  consentito  di
  pervenire  a  questo  testo che, secondo me, è  il  meglio  che  la
  Commissione abbia potuto produrre.
   Rimane,  certo, all'ordine del giorno, il tema più complessivo  di
  una  riforma  del turismo in Sicilia. Una riforma del  turismo  che
  possa  accogliere  anche le sottolineature che l'onorevole  Grasso,
  testé, evidenziava.
   Oggi, noi stiamo parlando di un'importante proposta che la Sicilia
  offre al mercato turistico e che ha una sua caratterizzazione molto
  particolare.  Sono già state poste qui alcune osservazioni   ed  io
  non  ci torno, ma credo che ciò che stiamo cercando di fare con  la
  proposta dell''albergo diffuso' è di dare vita ad un certo tipo  di
  imprenditorialità e di relazionalità, appunto, tra l'offerta  e  la
  domanda, che ha al centro della sua attenzione la persona.
   L'albergo     diffuso,     infatti,     nasce     nella     chiave
  dell'interpretazione   di   uno  sviluppo   turistico,   non   solo
  sostenibile,  ma  anche accessibile e, quindi, aperto  a  fasce  di
  cittadini  e  di  cittadine che cercano forme, come  dire,  minori,
  anche  itinerari alternativi, itinerari più solitari come tanti  ne
  offre  la  Sicilia. Nei  nostri piccoli centri storici, su  per  le
  montagne,  vi  sono  paesi-gioiello che  hanno  dei  centri,  delle
  piccole piazze attorno alle quali un'attività imprenditoriale  come
  questa,  un'attività di offerta turistica come questa, può  offrire
  non soltanto la possibilità di ricaduta positiva sul territorio  e,
  quindi,  di  crescita  di  quel territorio,  ma  anche  di  offerta
  occupazionale,  ma un richiamo nel marketing territoriale  di  quei
  territori per un'offerta che si inserisce tra segmenti del comparto
  turistico  che  devono  mantenere tutti una loro  specificità,  che
  vanno  dal bed and breakfast, vanno poi all'albergo a cinque o  sei
  stelle,  perché la Sicilia deve avere questa pluralità di  offerte,
  per essere appetibile ad un mercato che sempre di più si segmenta e
  sempre  di  più  cerca  la risposta alla propria  domanda  in  modo
  autonomo,  cioè non si viaggia più spesso per pacchetto  turistico,
  ma  si  viaggia  organizzandosi  in proprio.  E  quindi,  l'albergo
  diffuso,  questa organizzazione minore in centri storici, anche  di
  paesi  minori,  fuori  dai  tragitti  turistici  tradizionali,  può
  allargare l'appetibilità del nostro territorio.
   Credo  che con l'approvazione di questo disegno di legge, se  oggi
  riusciremo  a  farlo, sfateremo anche una sorta  di  cappa  che  su
  quest'Assemblea regionale in qualche modo si è abbattuta nel  corso
  di questi mesi.
   Credo questa sia una legge che inverte la tendenza a rispondere ad
  interrogazioni o a prendere in esame mozioni, e invece comincia  ad
  essere  la testimonianza per  una produzione legislativa che riesce
  a dare risposta alla domanda sempre più pressante dei Siciliani.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole  Fiorenza.  Ne  ha
  facoltà.

   FIORENZA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  purtroppo  non
  posso  salutare  il Governo perché è assente da quest'Aula  e  devo
  necessariamente   rimarcarlo   perché,   trattando   un   argomento
  estremamente  importante  come quello  dello  sviluppo  del  nostro
  territorio, che sia uno sviluppo quanto più organico possibile, che
  sia  di  integrazione, il Governo avrebbe potuto sicuramente  darci
  delle  indicazioni  utili per cercare di valorizzare  al  meglio  e
  cercare  anche di comprendere se, ad esempio, un disegno  di  legge
  che  definisco pregevole, lo definisco pregevole perché la  collega
  Cirone  è stata esaustiva e aggiungerei al piccolo borgo, ai nostri
  gioielli  medievali la funzione straordinaria che, per esempio,  ha
  il vulcano Etna che tra poco verrà insignito di una onorificenza  a
  carattere  mondiale,  essendo  stato  considerato  come  patrimonio
  dell'umanità.
   Riuscire a collocare un percorso straordinario di minore interesse
  globale, ma che comunque invece ha un grande effetto su quelle  che
  sono  le caratteristiche interiori anche dell'uomo nella scelta  di
  un percorso alternativo, è sicuramente di impatto straordinario per
  il nostro territorio.
   Perché  le ho rimarcato, signor Presidente, l'assenza del Governo?
  Perché  sarebbe stato utile capire se c'erano a disposizione  delle
  risorse economiche che potessero agevolare questo percorso
      Immagino  un  piccolo  paese  che  diventi  tutto  un  albergo;
  immaginate  una  strada di un paese medievale  siciliano,  l'intera
  strada  che  diventi  tutto  un albergo,  cioè  dal  suo  porticato
  iniziale  ognuna delle case appartenente alla piccola strada  poter
  diventare  un  alloggio  per il turista che  entri  in  un  modello
  assolutamente nuovo di confronto con quello che è il  territorio  e
  viverlo appieno. Ma per fare questo, signor Presidente, ci vogliono
  risorse  e per farlo bene le risorse devono essere spese benissimo,
  capire se tutto questo è possibile, oppure che non rimanga solo  ed
  esclusivamente una straordinaria legge innovativa che la Sicilia si
  appronta ad avere è una differenza sostanziale.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo   che
  finalmente oggi si sia posta all'attenzione dell'Assemblea un tetto
  di  grande  importanza, un tetto che rimarca alcune delle  esigenze
  che  la  nostra economia deve affrontare perché in questa  fase  di
  grande crisi economica servono dei provvedimenti strutturali.
   Sono  d'accordo  con  gli interventi della collega  di  prima  che
  sottolineava come sia forte l'esigenza di una riforma organica  del
  turismo  in  Sicilia e questo testo altro non è se non  una  goccia
  rispetto a questo genere di problematiche.
   Tuttavia va fatto un plauso rispetto a questa iniziativa che parla
  finalmente  di accoglienza diffusa, che introduce un  concetto  che
  secondo  me  è  strettamente  collegato a  quello  dell'accoglienza
  diffusa,  ovvero  quello  del  turismo  sostenibile,  del   turismo
  relazionale.
   Noi  per  anni  abbiamo conosciuto occasioni di  mancato  sviluppo
  mentre  nel  nord-est  si  promuovevano i  distretti  produttivi  a
  conduzione  familiare, la politica siciliana si  concentrava  sugli
  ammortizzatori  sociali. Sono state avviate diverse esperienze  con
  le  quali oggi la politica deve fare i conti e le deve fronteggiare
  in quanto emergenze: i PIP, la GESIP, la formazione professionale e
  tanti altri ammortizzatori sociali.
   Questo  disegno  di legge tuttavia mi fa ben sperare,  mi  fa  ben
  sperare  perché  fa  comprendere che,  per  dirla  in  gergo  molto
  semplice, l'uomo dà il meglio di sé  quando è con le spalle al muro
  e  allora probabilmente per la Sicilia è arrivato il momento in cui
  l'economia e i siciliani sono con le spalle al muro e hanno bisogno
  di provvedimenti che rilancino l'economia.
   Allora   parlare  di  accoglienza  diffusa  significa  sicuramente
  togliere  il  monopolio a quelle strutture a 5 stelle  presenti  in
  Sicilia,  troppo  poche  anche quelle,  ma  che  vedono  i  turisti
  arrivare  per  essere  spennati  come  polli  per  poi  magari  non
  ritornare  in  questa  nostra bellissima terra.  Significa   invece
  consegnare delle opportunità ad un turismo che si regga sulle gambe
  dei  proprietari di immobili, proprietari che diventino   Virgilio'
  per  un  giorno,  per una settimana, tanto quanto  è  il  tempo  di
  permanenza  del  turista  in Sicilia e che non  soltanto  diventano
  bravi  padroni di casa, ma ovviamente si inseriscono in un circuito
  del   quale   fa   parte  l'artigianato  locale,  l'enogastronomia,
  l'allevamento, i produttori di artigianato. Allora questa è davvero
  una grande opportunità.
   Certo, lo diceva prima la collega, serve una norma organica per la
  riforma del turismo e per fare questo, signor Presidente, mi faccia
  dire  qualche  parola a sostegno di quello che  diceva  l'onorevole
  Fiorenza  prima, serve l'intervento del Governo, serve quanto  meno
  la   presenza  e  l'attenzione  del  Governo  che  invece,   ahimè,
  purtroppo,  rimane giustamente incagliato nelle mille vicissitudini
  legate  a  fronteggiare l'emergenza forse, se non è  oggi  in  Aula
  spero  che  sia  per  questo e che di questo  stia  chissà  altrove
  parlando, ma serve anche che comunque l'attenzione venga mostrata.
   Questo è un primo disegno di legge, noi lo valutiamo positivamente
  e per questo ovviamente esprimiamo un parere favorevole.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto per  dire
  che noi siamo favorevoli per  creare dei contesti di accoglienza di
  questi visitatori della nostra Terra.
   Ecco   perché  noi  siamo  sostanzialmente  favorevoli,   dovremmo
  soltanto magari apporre alcune piccole modifiche, dobbiamo  evitare
  magari  che in qualche parte si facciano degli obblighi, ma bisogna
  invece  creare  delle  facoltà,  ad  esempio,  non  necessariamente
  l'albergo  deve  avere un centro commerciale, può avvalersi  di  un
  centro  commerciale,  cioè dobbiamo creare  una  rete,  un  sistema
  perché  questo  nuovo  modo  di  pensare  e  di  fare  turismo,  di
  valorizzare   dei   contesti   abitativi   -   che   magari    sono
  sottoutilizzati - possa trovare forma e concretezza.
   I centri naturali commerciali sono un importante strumento con cui
  si  deve  dialogare,  questa  iniziativa  legislativa  deve  essere
  integrata perfettamente, ma purtroppo dobbiamo rilevare che  ancora
  non sono partiti, non sono stati ancora finanziati. E quindi qui il
  Governo,  che  puntualmente è presente e attento,  magari  ci  farà
  conoscere  l'idea  e  la  tempistica sul finanziamento  dei  centri
  naturali  commerciali, sull'avviamento, sull'attivazione di  queste
  misure  che poi rappresentano una boccata d'ossigeno per la  nostra
  economia, per il nostro turismo e per la nostra Terra.

   PRESIDENTE.  Non avendo altri chiesto di parlare, dichiaro  chiusa
  la discussione generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
  degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   In  attesa  che  giunga  in  Aula un rappresentante  del  Governo,
  sospendo la seduta per cinque minuti.

       (La seduta, sospesa alle 17.24, è ripresa alle ore 17.26)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli colleghi, intanto devo dare atto al lavoro svolto  dalla
  IV  Commissione, e per lo standard  degli interventi  che  si  sono
  svolti in Aula.
   In  genere, io non mi preoccupo della presenza o meno del Governo.
  Tutt'altro.
   Io  sono uno dei convinti sostenitori che questo Parlamento può  e
  deve  andare avanti nonostante la presenza o l'assenza del Governo.
  E  questo  disegno di legge ne è una dimostrazione,  perché  questo
  disegno di legge - da non sottovalutare per nessuna ragione - è  la
  dimostrazione  di  come  all'interno  di  quest'Aula,   di   questo
  Parlamento,  delle Commissioni, quando c'è voglia e  competenza  si
  possono  fare  delle  ottime leggi, anche  in  assenza  di  risorse
  finanziarie.
   Probabilmente,  neanche noi ci rendiamo conto  fino  in  fondo  di
  quello   che  stiamo  esitando,  perché  questa  può  diventare   e
  sicuramente  diventerà  -  con tutte le  modifiche  immaginabili  e
  possibili, ma che chiaramente non possono stravolgere il disegno di
  legge - una legge di portata innovativa, che potrebbe dare risposte
  alla  migliore  qualità del turismo nella nostra  Regione;  e  dare
  risposte a una maggiore e migliore occupazione dei nostri giovani.
   Pertanto,  lo  ritengo un lavoro ben fatto, che sono  convinto  si
  concluderà bene.
   Detto questo, ma senza alcuna piaggeria nei confronti né della  IV
  Commissione, né dei singoli parlamentari che vi hanno lavorato,  ma
  come  testimonianza del lavoro svolto da questo Parlamento per fare
  bene  e  per  fare ancora meglio, comunico che il  termine  per  la
  presentazione  dei  relativi emendamenti  al  disegno  di  legge  è
  fissato per martedì 16 luglio 2013, alle ore 12.00.
   Ricordo  che  occorre la firma di quattro deputati per  presentare
  gli emendamenti.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a mercoledì  17  luglio
  2013, alle ore 16.00,con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


        I  - Comunicazioni

        II - Discussione del disegno di legge:

         Norme   per  il  riconoscimento  dell'Albergo  Diffuso  in
             Sicilia. (nn. 230-120-76-152/A) (Seguito)

               Relatore: on. Assenza

        III - Seguito della discussione della mozione:

         N. 71   -   Iniziative  finalizzate  alla  modifica  della
              convenzione  stipulata  dalla Regione  siciliana  con
              Siciliacque S.p.A. al fine di ridurre la tariffa  del
              servizio  idrico integrato ai cittadini degli  ambiti
              territoriali ottimali (ATO).

         (20 marzo 2013)

             FIRETTO - GRASSO - LEANZA - LA ROCCA RUVOLO -  LENTINI -
                                                           SAMMARTINO

        IV - Discussione unificata delle mozioni:

         N. 54  -  Interventi per ottenere il riconoscimento per la
              Sicilia dello status di zona franca.

         (6 marzo 2013)

                     SAMMARTINO - LEANZA - SUDANO - LENTINI - NICOTRA

         N. 55  -  Iniziative per l'attivazione delle zone  franche
              urbane in Sicilia.

         (6 marzo 2013)

    DIPASQUALE - DI GIACINTO - COLTRARO - MALAFARINA - ODDO - CIACCIO
   - VENTURINO - FOTI - PALMERI - MANGIACAVALLO - LA ROCCA - SIRAGUSA
      - FERRERI - CAPPELLO - CIANCIO - CANCELLERI - ZITO - ZAFARANA -
                            TRIZZINO - CIRONE - MARZIANO - MILAZZO A.

                   La seduta è tolta alle ore 17.29

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

                  Risposta scritta ad interrogazione

                     Rubrica «Attività produttive»

   ZAFARANA  - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI  -
  FOTI  - LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO  -
  VENTURINO - ZITO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:

   il Teatro in Fiera di Messina è chiuso dal 1995;

   il  Teatro in Fiera insiste sull'Area Fieristica di Messina le cui
  aree sono di pertinenza dell'Autorità Portuale;

   il  Teatro  in  Fiera è in stato di occupazione  da  parte  di  un
  collettivo   di   studenti,  artisti  e  attivisti   politici   dal
  15/12/2012;

   tale  collettivo ha dichiarato che il suo obiettivo  è  quello  di
  liberare il luogo e restituirlo alla collettività;

   lo  stato  di  conservazione del Teatro in  Fiera  è  pessimo:  il
  controsoffitto  è crollato sulla platea e soltanto  una  parte  del
  palco  è attualmente nelle condizioni originali sussistendo  questo
  stato di incuria e abbandono da 17 anni;

   allo  stato  attuale  sia  il Teatro in Fiera  che  l'intera  Area
  Fieristica costituiscono un non-luogo, ovvero sono lasciate al  più
  completo  degrado  e  la  loro  fruizione  è  sottratta  all'intera
  cittadinanza;

   visti:

   la  costituzione di una commissione di valutazione dei  criteri  e
  delle  linee guida per un concorso di idee internazionale  relativo
  all'utilizzo dell'area fieristica;

   quanto  dichiarato dal Segretario Generale dell'Autorità Portuale,
  Ing.  Di Sarcina, che avrebbe indicato come termine ultimo  per  la
  definizione delle linee guida del bando internazionale la data  del
  19/12/2012;

   visto che:

   le  linee  guida  ribadite  -  durante  l'assemblea  pubblica  del
  17/12/2012  -  dal  Presidente  dell'Autorità  Portuale,  dott.  De
  Simone,  avendo  come  criterio fondamentale  l'utilizzo  economico
  dell'area,  sembrano  tutte  rivolte  alla  sottrazione   dell'Area
  Fieristica  alla comunità messinese per consegnarla nelle  mani  di
  investitori privati;

   l'iniziativa popolare di occupazione che ha riaperto il  dibattito
  sull'utilizzo comune dell'Area Fieristica e del Teatro in Fiera;

   numerosi  esperti avrebbero dichiarato che il Teatro in Fiera  non
  necessita  di opere edilizie che ne prevedano la demolizione  e  la
  ricostruzione ex novo, così come è invece previsto nei progetti fin
  qui avanzati ma semplici lavori di ristrutturazione;

   per sapere:

   se  sia  vero che la commissione suddetta è composta, tra l'altro,
  anche da soggetti privati;

   se  sia  vero  che  la  Regione siciliana fa  parte  della  stessa
  attraverso  un  suo rappresentante e, nel caso, a  quante  riunioni
  quest'ultimo ha preso parte;

   se  sia  vero  che entro e non oltre il 19/12/2012  devono  essere
  approvate le linee guida dei criteri per il concorso internazionale
  di idee relativo alla progettazione dell'uso dell'area fieristica;

   se  sia  vero  che le linee guida che la suddetta  commissione  ha
  intenzione  di stilare sono potenzialmente indirizzate  a  favorire
  interessi   economici   privati   escludendo   invece   forme    di
  progettazione, gestione e utilizzo dell'area puramente pubbliche  e
  senza finalità economiche;

   se  sia  vero che il Teatro in Fiera sarà ricostruito ex  novo  in
  violazione  della  sentenza della Corte  Cost.  n.  309  del  2011,
  sottraendolo  a  una  destinazione  pubblica  e  sottoponendolo   a
  ulteriori verifiche e carotaggi con conseguente dispendio di denaro
  pubblico;

   se  sia  vero  che  la  Regione siciliana, nella  figura  del  suo
  Presidente, non ha posto in essere ancora alcuna iniziativa  intesa
  a sospendere ogni procedura fin qui avviata;

   se  il  quesito di cui al superiore punto dovesse essere positivo,
  se  il  Presidente  vorrà procedere all'immediata  sospensione  del
  procedimento  amministrativo in itinere fin quando non  sarà  fatta
  chiarezza». (59)

   Risposta. - «Nel rappresentare le scuse per il ritardo con cui  si
  riscontra l'interrogazione n. 59 dell'onorevole Valentina  Zafarana
  si  premette  che  sia il quartiere fieristico di  Messina  che  il
  teatro  in  fiera  non rientrano tra le disponibilità  patrimoniali
  dell'Amministrazione  regionale  bensì  dell'Autorità  portuale  di
  Messina.
   Per  chiarire  quanto richiesto dall'interrogante, si  rappresenta
  che:   nell'ottica   di  individuare  le   linee   guida   per   la
  riqualificazione  e  valorizzazione  delle  aree  in  argomento   e
  favorire al contempo l'ottimizzazione del rapporto strategico mare-
  territorio, il Presidente dell'A.P. nell'ottobre 2012 ha chiesto un
  contributo  di  idee, per la formulazione del  bando  di  gara  per
  l'affidamento  in concessione demaniale marittima dell'intera  area
  fieristica  di Messina, al Comitato Portuale che, nella seduta  del
  06/11/2012,  si  è  espresso  favorevolmente  con  l'obiettivo   di
  assicurare  una migliore utilizzazione dell'area di  grande  pregio
  del  quartiere  fieristico, garantendone la  prioritaria  fruizione
  pubblica.  Della  definizione delle relative lince  guida  è  stata
  incaricata una sottocommissione del Comitato Portuale stesso di cui
  fanno  parte, come da Delibera presidenziale istitutiva n. 46/2012,
  tutti  i  rappresentanti delle Istituzioni che siedono in  Comitato
  (regione  Siciliana,  Capitaneria di  porto,  Provincia  Regionale,
  Comune,  Camera di Commercio), i rappresentanti delle categorie  di
  Armatori e Spedizionieri, che hanno dato la propria disponibilità a
  partecipare,  la  Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Messina  oltre  al
  Segretario generale e ai Dirigenti dell'A.P.
   La  Commissione,  che ha svolto i suoi lavori in  due  riunioni  a
  dicembre 2012, ha definito in modo puntuale i requisiti e i criteri
  per  la  scrittura del bando di gara, indicando quali interventi  o
  quali   attività   non  saranno  consentite   e   individuando   le
  destinazioni d'uso delle aree. Altro aspetto rilevante e  condiviso
  è  stato  quello di collegare l'utilizzo delle aree  del  quartiere
  fieristico  al  mare,  ottimizzando il  rapporto  strategico  mare-
  territorio  e  garantendo  al contempo la massima  fruibilità  alla
  collettività  e  ai crocieristi. In tal senso si è  prospettato  di
  riservare alle pubbliche Amministrazioni l'utilizzo di una parte di
  queste aree per attività culturali e sociali.
   All'uopo  l'Autorità Portuale di Messina si è resa  disponibile  a
  stanziare  un contributo pari a 8 milioni di euro per  i  necessari
  lavori  di ristrutturazione e riqualificazione di aree e di  alcuni
  padiglioni che ricadono in tale compendio.
   Riguardo  alle  opere necessarie alla piena fruizione  dell'intera
  area  fieristica si riporta parte del piano triennale 2001  -  2013
  delle opere pubbliche dell'Autorità portuale di Messina:

   -   Ristrutturazione  dell'edificio  del  teatro  in   fiera.   L'
  intervento  è  stato  avviato nei precedenti  POT:  Attualmente  il
  teatro  risulta  inagibile  per il dissesto  degli  spazi  interni.
  L'intervento   è   finalizzato  al  miglioramento   della   qualità
  dell'edilizia  demaniale  esistente,  ed  al  suo  riuso  per  fini
  pubblici. L'importo dei lavori ammonta ad E. 3.500.000, distribuiti
  nel  triennio.  Il progetto è esecutivo ed in corso.  La  copertura
  finanziaria  è  garantita interamente da appositi  stanziamenti  di
  bilancio.

   -  Restauro  del portale, del padiglione centrale e del padiglione
  delle  mostre  di  arte  e turismo nel quartiere  fieristico  -  1
  stralcio  portale  e padiglione mostre. L'intervento  deriva  dalla
  frammentazione di un intervento avviato nel precedente POT, che  si
  è  resa  necessaria  perché  il  progetto  preliminare  dell'intero
  intervento ha mostrato la necessità di una disponibilità  economica
  maggiore che rende necessario reperire ulteriori finanziamenti  per
  portare a compimento l'intero intervento. Due dei tre manufatti del
  quartiere  fieristico  costituiscono testimonianza  importante  del
  "razionalismo".   L'intervento  è   finalizzato   al   recupero   e
  valorizzazione della edilizia demaniale di pregio esistente, ed  al
  suo  riuso  per fini pubblici. L'importo dei lavori ammonta  ad  E.
  1.240.000,  distribuiti  nel triennio. Il  progetto  preliminare  è
  redatto ed approvato, è in fase di redazione il progetto definitivo
  dell'intero  intervento.  La  copertura  finanziaria  è   garantita
  interamente da appositi stanziamenti di bilancio.

   -  Restauro  del portale, del padiglione centrale e del padiglione
  delle  mostre  di  arte  e turismo nel quartiere  fieristico  -  2
  stralcio  padiglione  delle mostre di arte e turismo.  L'intervento
  deriva dalla frammentazione di un intervento avviato nel precedente
  POT,  che  si  è  resa  necessaria perché il  progetto  preliminare
  dell'intero   intervento   ha  mostrato   la   necessità   di   una
  disponibilità  economica  maggiore che  rende  necessario  reperire
  ulteriori   finanziamenti  per  portare   a   compimento   l'intero
  intervento.  Anche questo intervento è finalizzato  al  recupero  e
  valorizzazione della edilizia demaniale di pregio esistente, ed  al
  suo  riuso  per fini pubblici. L'importo dei lavori ammonta  ad  E.
  1.800.000,  distribuiti  nel triennio. Il  progetto  preliminare  è
  redatto ed approvato, è in fase di redazione il progetto definitivo
  dell'intero  intervento.  La  copertura  finanziaria  è   garantita
  interamente da appositi stanziamenti di bilancio.
   Ritenendo  con  ciò di avere dato risposta agli  interrogativi  in
  oggetto, si porgono distinti saluti».

   L'Assessore

   (Linda Vancheri)