Presidenza del vicepresidente Venturino
FERRANDELLI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli: Barbagallo
e Picciolo per oggi; Ciaccio e Milazzo per i giorni 17 e 18 luglio
2013; Foti a decorrere dal 17 luglio per 10 giorni per motivi di
salute.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Musumeci sarà in missione a
Trapani nei giorni 18 e 19 luglio 2013.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Valorizzazione e promozione delle discipline bionaturali e
tutela della libertà di pratica delle DBN e dei diritti
dell'utente. (n. 493)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Marziano in
data 11 luglio 2013.
- Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario. (n.
494)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Turano,
Firetto, La Rocca Ruvolo, Micciché, Anselmo, D'Agostino, Dina,
Ragusa e Sorbello in data 15 luglio 2013.
- Norme a sostegno dei familiari dei dipendenti della Regione
siciliana morti sul lavoro. (n. 495)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Ruggirello in
data 15 luglio 2013.
- Norme in favore delle isole minori. (n. 496)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Ruggirello in
data 15 luglio 2013.
- Modifiche all'art. 6 della legge regionale n. 18/1989. (n. 497)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito,
Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciaccio, Ciancio, Foti,
La Rocca, Cancelleri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana in
data 15 luglio 2013.
- Sostegno alla fruizione culturale per le categorie sociali
svantaggiate e per i giovani. (n. 498)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito,
Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciaccio, Ciancio, Foti,
La Rocca, Cancelleri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana in
data 15 luglio 2013.
Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegni di
legge
alle competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati alle
competenti Commissioni:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Norme per la liberalizzazione, la razionalizzazione e
l'ammodernamento del settore della distribuzione dei carburanti e
degli oli minerali. (n. 490)
di iniziativa parlamentare, presentato il 10 luglio 2013 e inviato
il 17 luglio 2013.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Istituzione delle sezioni ad indirizzo sportivo nei licei
siciliani. Recepimento di norme statali. (n. 491)
di iniziativa parlamentare, presentato il 10 luglio 2013 e inviato
il 17 luglio 2013.
COMMISSIONE SPECIALE PER L'ESAME DEI DISEGNI DI LEGGE RELATIVI
ALLA MATERIA STATUTARIA, AI RAPPORTI TRA L'ASSEMBLEA REGIONALE
SICILIANA ED IL GOVERNO REGIONALE E PER L'APPLICAZIONE IN SICILIA
DEL DECRETO - LEGGE N. 174 DEL 2012 (CD DECRETO MONTI')
- Disposizioni per l'adeguamento ai principi stabiliti dagli
articoli 1 e 2 del decreto legge n. 174 del 2012. (n. 492)
di iniziativa parlamentare, presentato il 10 luglio 2013 e inviato
il 10 luglio 2013.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Modifiche all'articolo 39 bis della legge regionale 6 maggio
1981, n. 98 e successive modifiche ed integrazioni, concernente
l'inquadramento del Dirigente tecnico con funzioni di direttore
delle Riserve naturali .(n. 465)
di iniziativa parlamentare, inviato il 10 luglio 2013, parere IV.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Valorizzazione del demanio trazzerale. (n. 349)
di iniziativa governativa, inviato il 10 luglio 2013, parere I.
- Uso dei fitofarmaci in Sicilia e istituzione dell'Agenzia
Regionale fitofarmaci. (n. 464)
di iniziativa parlamentare, inviato il 10 luglio 2013, parere VI.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Norme in materia di disciplina delle guide turistiche. (n. 454)
di iniziativa parlamentare, inviato il 10 luglio 2013, parere V.
- Disposizioni straordinarie per il sostegno dell'attività
edilizia. (n. 466)
di iniziativa parlamentare, inviato il 10 luglio 2013.
- Salvaguardia delle coste. (n. 473)
di iniziativa parlamentare, inviato il 10 luglio 2013.
- Istituzione del fascicolo del fabbricato. (n. 477)
di iniziativa parlamentare, inviato il 10 luglio 2013, parere I.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Iniziative per promuovere la permanenza in Sicilia dei giovani
laureati. (n. 456)
di iniziativa parlamentare, inviato il 10 luglio 2013, parere III.
- Disposizioni in materia di personale. (n. 468)
di iniziativa parlamentare, inviato il 17 luglio 2013.
- Interventi per agevolare l'occupazione e l'inserimento
lavorativo. (n. 476)
di iniziativa parlamentare, inviato il 10 luglio 2013, parere UE.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Applicazione della legge regionale 7 agosto 1990, n. 28 e della
legge regionale 30 aprile 2001, n. 4. (n. 453)
di iniziativa parlamentare, inviato il 10 luglio 2013, parere V.
- Norme per la razionalizzazione della distribuzione del servizio
farmaceutico nella Regione siciliana. (n. 457)
di iniziativa parlamentare, inviato il 10 luglio 2013.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che:
- l'onorevole Maria Cirone Di Marco, con nota prot. n.
8235/SG.LEG.PG. dell'8 luglio 2013, ha chiesto di apporre la
propria firma al disegno di legge n. 379 Norme per la sicurezza
del patrimonio edilizio nel territorio regionale e istituzione del
fascicolo del fabbricato ;
- l'onorevole Giuseppe Digiacomo con nota prot. n.
8236/SG.LEG.PG. dell'8 luglio 2013, ha chiesto di apporre la
propria firma al disegno di legge n. 251 Norme in materia di uso
di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti ;
- l'onorevole Riccardo Savona con nota prot. n. 8397/SG.LEG.PG.
dell'11 luglio 2013, ha chiesto di apporre la propria firma al
disegno di legge n. 453 Applicazione della legge regionale 7
agosto 1990, n. 28 e legge regionale 30 aprile 2001, n. 4 .
Comunicazione di elezione di Vice Presidente di Commissione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione parlamentare Attività
produttive' (III), nella seduta n. 59 del 10 luglio 2013, ha
proceduto all'elezione del Vice Presidente, onorevole Antonino
Salvatore Germanà.
Comunicazione di approvazione di risoluzioni
PRESIDENTE. Comunico che:
la Commissione legislativa Cultura, formazione e lavoro' (V)
nella seduta n. 72 del 3 luglio 2013 ha approvato la risoluzione
Indirizzo in ordine alle iniziative per la celebrazione del
settantesimo anniversario dello sbarco anglo-americano in Sicilia'
(8/V);
la Commissione legislativa Cultura, formazione e lavoro' (V)
nella seduta n. 73 del 3 luglio 2013 ha approvato la risoluzione
Indirizzo in ordine alle problematiche dei lavoratori degli
appalti di pulizia e accessori negli istituti scolastici di ogni
ordine e grado ex LSU e dei cosiddetti appalti storici'' (9/V).
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 942 - Chiarimenti circa la rotazione e i trasferimenti del
personale della Regione siciliana con conseguente ritardo nella
spesa dei fondi comunitari.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Lo Sciuto Giovanni; Figuccia Vincenzo; Greco Giovanni
N. 943 - Notizie in ordine al commissariamento dell'IRCAC e al
mancato rinnovo del consiglio di amministrazione.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Cordaro Salvatore
N. 947 - Tutela occupazionale dei lavoratori di siti archeologici
e museali, dipendenti delle società originariamente concessionarie
dei servizi di biglietteria e aggiuntivi.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Lo Sciuto Giovanni; Greco Giovanni; Figuccia Vincenzo;
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Federico Giuseppe
N. 950 - Piani di controllo ed eradicazione della brucellosi.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 951 - Salvaguardia dei livelli occupazionali della GETEK ICT
contact center INPS/INAIL di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 933 - Mantenimento della riserva naturale orientata Penisola
della Maddalena.
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Cirone Maria in Di Marco
N. 949 - Chiarimenti in ordine alla programmazione 2013/2015 delle
risorse del Fondo nazionale politiche sociali e del Fondo per la
non autosufficienza.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo e alle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 931 - Messa in sicurezza del lungomare di Scoglitti nel comune
di Vittoria (RG).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Assenza Giorgio
N. 932 - Azioni in favore dello sviluppo dei distretti produttivi.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Germanà Antonino Salvatore
N. 934 - Provvedimenti da adottare a seguito della sentenza della
Corte costituzionale del 3 luglio 2013 sul riordino delle province.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Assenza Giorgio; Germanà Antonino Salvatore
N. 935 - Chiarimenti in merito ai 5 bandi di gara per la
realizzazione degli impianti di compostaggio, andati deserti.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: La Rocca Claudia; Foti Angela; Ciaccio Giorgio;
Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Mangiacavallo Matteo;
Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Zito Stefano; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Siragusa Salvatore; Trizzino
Giampiero
N. 936 - Notizie sul Liceo artistico del 'Design del corallo' di
Trapani, l'Istituto professionale per ottici di Trapani ed il Liceo
linguistico di Marsala (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Tancredi Sergio; Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 937 - Chiarimenti sulla rimodulazione della rete ospedaliera
siciliana con particolare riferimento al presidio ospedaliero di
Avola-Noto (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 938 - Chiarimenti sui mancati controlli e sulle presunte
anomalie nella distribuzione dei pediatri nella provincia di
Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 939 - Applicazione delle norme di tutela e di difesa dei
diritti civili dei soggetti sottoposti a TSO.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 940 - Ripristino dei tratti dissestati della strada provinciale
23 Palazzolo Acreide-Giarratana (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 941 - Chiarimenti sulle presunte inadempienze nelle
prenotazioni diagnostiche e abbattimento delle liste d'attesa
presso l'ASP 8 di Siracusa.
- Assessore Salute
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 944 - Iniziative in favore della ripresa del turismo per il
rilancio dell'economia siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Figuccia Vincenzo
N. 945 - Ripristino delle cucine dell'ospedale Gravina e Santo
Pietro di Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello
N. 946 - Iniziative urgenti a garanzia dei lavoratori delle
società Amia spa ed Amia Essemme srl.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Figuccia Vincenzo
N. 948 - Iniziative in ordine agli sportelli multifunzionali
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Falcone Marco.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 82 - Chiarimenti in ordine alla politica del Governo per il
turismo nelle città d'arte di Cefalù e Monreale (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Economia
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 83 - Chiarimenti in merito alle azioni e alle misure adottate
dal Governo per il settore della formazione professionale e per i
livelli occupazionali.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 85 - Chiarimenti sul piano regionale straordinario 2010/2012
per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
- numero 145 Rinnovo del vincolo biennale e avvio dell'iter per
l'istituzione delle riserve naturali orientate 'Capo Murro di Porco
e della penisola della Maddalena' e 'Pillirina' , degli onorevoli
Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina,
presentata il 9 luglio 2013;
numero 146 Chiusura delle vertenze con i lavoratori ex
interinali della Multiservizi , degli onorevoli Ferrandelli
Fabrizio; Vullo Gianfranco; Barbagallo Anthony Emanuele; Clemente
Roberto Saverio, presentata il 9 luglio 2013.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione relativa alla mozione n. 145
PRESIDENTE. Con riferimento alla mozione n. 145, testé annunziata,
comunico che a seguito di successiva precisazione informale
dell'on. Zito, il titolo dell'atto di indirizzo politico è da
intendersi riformulato come di seguito specificato: Rinnovo del
vincolo biennale e avvio dell'iter per l'istituzione della riserva
naturale orientata Capo Murro di Porco e della penisola della
Maddalena'.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa al Gruppo parlamentare PID - Cantiere
popolare
PRESIDENTE. Comunico che, nella riunione n. 10 dell'11 luglio
2013, il Consiglio di Presidenza ha preso atto di quanto annunziato
in Aula nella seduta n. 56 del 9 luglio 2013, ovverosia della
mancanza dei requisiti per il mantenimento in deroga del Gruppo
parlamentare PID - Cantiere popolare , la cui consistenza numerica
si era ridotta a due deputati eletti nel medesimo collegio
elettorale.
Atteso che l'istanza di mantenimento in deroga del suddetto Gruppo
parlamentare non è stata accolta, ai sensi del comma 3 dell'art. 23
del Regolamento interno dell'ARS lo stesso Gruppo parlamentare è da
intendersi conseguentemente venuto meno a decorrere dal 6 luglio
2013, data di adesione dell'on. Salvatore Cascio al Gruppo
parlamentare Articolo 4 , conformemente a quanto comunicato nella
seduta d'Assemblea n. 56 del 9 luglio 2013 sopra citata.
Pertanto, gli onorevoli Salvatore Cordaro e Roberto Clemente,
eletti entrambi nel collegio elettorale circoscrizionale di
Palermo, ai sensi del successivo comma 4 dello stesso art. 23 Reg.
int. ARS, sono da considerarsi transitati di diritto al Gruppo
Misto con pari decorrenza, e fino all'adesione ad altro Gruppo
parlamentare.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesione, di cambio di denominazione e di
elezione
di cariche interne di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che:
- con note dell'11 luglio 2013, pervenute a questa Presidenza ed
alla Segreteria generale dell'Assemblea il 16 luglio successivo e
protocollate, rispettivamente, ai nn. prott. 8517 e 8516/AULAPG del
17 luglio 2013, gli onorevoli Salvatore Cordaro e Roberto Clemente
hanno dichiarato di aderire al Gruppo parlamentare Grande Sud , a
far data dall'11 luglio 2013.
Poiché, tuttavia, le suddette adesioni sono pervenute il 16 luglio
2013, con pari decorrenza gli onorevoli Cordaro e Clemente cessano
di far parte del Gruppo Misto e si intendono iscritti al Gruppo
parlamentare Grande Sud ;
- con nota dell'11 luglio 2013, pervenuta a questa Presidenza ed
alla Segreteria generale dell'Assemblea il 16 luglio successivo e
protocollata al n. 8515/AULAPG del 17 luglio 2013, l'on. Bernadette
Grasso, nella qualità di Presidente del Gruppo parlamentare Grande
Sud , ha comunicato il cambio di denominazione dello stesso Gruppo
nella seguente: Grande Sud - PID Cantiere popolare , a far data
dall'11 luglio 2013.
Poiché anche la suddetta comunicazione è pervenuta il 16 luglio
2013, è con tale decorrenza che il Gruppo parlamentare in parola
assume la nuova denominazione;
- con ulteriore nota del 12 luglio 2013, pervenuta alla Segreteria
generale dell'Assemblea il 17 luglio successivo e protocollata al
n. 8544/AULAPG di pari data, l'onorevole Bernadette Grasso ha
comunicato di avere rassegnato le dimissioni da Presidente del
Gruppo parlamentare Grande Sud , nella riunione di Gruppo tenutasi
il 12 luglio u.s.. Nella nota medesima, l'on. Grasso ha altresì
comunicato che nella stessa riunione si è proceduto all'elezione
delle cariche interne secondo quanto di seguito indicato: on.
Salvatore Cordaro, Presidente del Gruppo; on. Bernadette Grasso,
Vicepresidente del Gruppo; on. Roberto Clemente, Segretario del
Gruppo.
Atteso che la suddetta comunicazione è pervenuta il 17 luglio
2013, da tale data è da ritenersi operante il nuovo assetto interno
del Gruppo, testé comunicato.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di costituzione di Intergruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che con lettera prot. 1/13 del 16 luglio
2013, pervenuta in pari data e protocollata al n. 8538/AULAPG-RAGPG
del 17 luglio successivo, il Segretario dell'Intergruppo
parlamentare Siciliani nel mondo , ha reso noto, trasmettendo
annessa e relativa documentazione, che in data 9 luglio 2013 si è
costituito il citato Intergruppo, composto dai seguenti deputati:
on. Salvatore Lo Giudice, Presidente; on. Salvatore Antonino Oddo,
Vicepresidente; on.li Alice Anselmo, Giambattista Coltraro,
Giovanni Di Giacinto, Vincenzo Fontana, Paolo Ruggirello ed Edmondo
Tamajo, componenti.
La nota in parola con l'acclusa documentazione integrale trovasi
depositata presso il Servizio Lavori d'Aula ed il Servizio
Ragioneria di questa Assemblea regionale.
L'Assemblea ne prende atto.
'Norme per il riconoscimento dell'albergo diffuso in Sicilia'
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per il
riconoscimento
dell'Albergo Diffuso in Sicilia» (nn. 230-120-76-152/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge «Norme per il riconoscimento
dell'Albergo Diffuso in Sicilia» (nn. 230-120- 76-152/A).
Invito la Commissione IV a prendere posto alla medesima assegnata.
Onorevoli colleghi, ricordo che nella precedente seduta era stato
approvato il passaggio all'esame degli articoli ed era stato
fissato il termine per la presentazione degli emendamenti a martedì
16 luglio 2013, alle ore 12.00.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi. Il
disegno di legge che oggi andiamo a trattare, anche se non vedo il
collega Trizzino, presidente della IV Commissione - ma comunque mi
rivolgo evidentemente all'Aula -, ha come finalità quello di
aumentare la ricettività utilizzando gli edifici dei centri
storici, soprattutto quelli in abbandono.
Gli obiettivi, quindi, sono tre, in buona sostanza, lo sostengo
anche avendo avuto la possibilità di partecipare ai lavori di
questa Commissione: risanare i centri storici, utilizzare le
cubature esistenti, senza procedere a nuove edificazioni e,
soprattutto, in relazione a quello che è il momento storico,
diversificare l'offerta turistica.
In realtà, leggendo il disegno di legge che è stato confezionato,
così come immagino sia stato collazionato dalla IV Commissione, ci
sono, signor Presidente una serie di errori che riguardano alcuni
punti, secondo me importanti, perché si dicono alcune cose in un
comma e cose diverse, relative alla stessa materia, in un comma
diverso.
C'è un'obiettiva, disorganica distribuzione delle stanze che,
prima, si dice debbano essere in un unico edificio; poi, si dice
che possono essere in più edifici - articolo 2 e articolo 3 -.
C'è, d'altro canto, un riferimento che riguarda diversi standard
alberghieri che sono proprio in contrasto con una norma rispetto a
quella successiva.
I borghi marinari - un'altra cosa che è risaltata all'occhio
approfondendo il disegno di legge -, che non sono da confondersi,
ovviamente, con le località balneari, e che sono, a volte,
coincidenti con i centri storici e non rientrano nella disciplina
di questo disegno di legge; per cui finiremmo - e porto alcuni
esempi concreti in Sicilia -, per impedire - che a Tusa, la parte
del mare rispetto a Tusa paese, piuttosto che a Marina di Ragusa
piuttosto che a Ragusa, piuttosto che a Sant'Ambrogio rispetto a
Cefalù e ad altre situazioni di questo tipo per non essere
ricomprese in maniera assolutamente inspiegabile sotto il profilo
della ratio della norma in quello che noi vogliamo fare e che io
sono certo essere nell'intendimento del Presidente della IV
Commissione e della Commissione stessa, proprio perché ho
partecipato a questi lavori.
Allora, signor Presidente, mi permetto, per questa e per altre
ragioni, di chiedere sommessamente un supplemento di riflessione
ed, eventualmente, non potendosi più presentare emendamenti, un
rinvio di questo disegno di legge in Commissione perché si possano
meglio valutare queste discrasie, che credo siano abbastanza chiare
e plateali.
In caso contrario, mi rimetto alla Presidenza e agli Uffici per
comprendere se alcuni errori marchiani, che non credo siano da
articolo 117 del Regolamento interno, per intenderci, perché sono
proprio nel merito della norma, se è possibile - e mi rimetto,
ripeto, alla vostra decisione - modulare o rimodulare degli
emendamenti per risolvere un problema che, altrimenti, se ciò non
dovesse accadere, ci porterebbe a redigere e, soprattutto, ad
approvare una norma che non credo sia quella che avevamo pensato di
formulare e di rendere, poi, legge della Regione siciliana.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritorniamo oggi
alla discussione generale del disegno di legge sull'Albergo
diffuso.
Avevo, la settimana scorsa, nel mio precedente intervento -
vorrei qui rivolgermi al Presidente della Commissione -
sottolineato alcuni aspetti relativamente alla sua incompletezza,
secondo me, perché oggi stiamo esaminando un disegno di legge che
prevede la riorganizzazione dell'Albergo diffuso, però non stiamo
mettendo a sistema, prevediamo che si possano realizzare cinque
stanze, sei stanze, che si possano realizzare nei centri, nelle
città, delle strutture che possono poi essere paragonate alle
strutture alberghiere.
Forse sarebbe più opportuno - è previsto in un emendamento che è
stato presentato da molti di noi - cercare un po' di correggere
questo e, parlando di Albergo diffuso, laddove pensiamo di mettere
a rete tutto quello che riguarda questa materia.
Ma, leggendo meglio il disegno di legge - qui vorrei porre la
vostra attenzione, soprattutto perché questi sono aspetti su cui
dobbiamo decidere cosa vogliamo fare, cioè se vogliamo fare un
testo di legge organico che riguardi l'ospitalità diffusa e,
quindi, mettere insieme un territorio in ogni suo aspetto e in
tutte le proprie peculiarità e, quindi, prevedere le botteghe
alimentari, integrarlo con il pubblico, perché nel momento in cui
noi in un contesto, in un comune, in una città, diciamo che è
possibile realizzare con le norme di cui alla legge che
eventualmente dovremmo approvare, un albergo, che chiamiamo paese-
albergo, se tutto il contesto di quel paese non viene messo a
sistema e quindi non si procede ad una rivitalizzazione, a un
riammodernamento del paese, credo che non avremmo concluso niente.
Ma al di là di questo - dico, che poi è una scelta - vi sono due
articoli il 4 e il 5, che sostanzialmente recitano che si può
derogare alle norme igienico-sanitarie.
Però quello che è contemplato negli articoli 4 e 5 è già previsto
in una legge che è in vigore, ed è una legge del 7 maggio 1976.
Quindi, o noi per questi articoli richiamiamo questa legge, ma
andare a disciplinare con altri due articoli quello che è già una
legge, sarebbe meglio fare un richiamo alla legge.
Altro problema: le strutture alberghiere così come contemplato nel
disegno di legge vengono considerate strutture residenziali. Allora
qui si pone anche una disparità di trattamento, le strutture
residenziali laddove non c'è un intervento del comune venissero
disciplinate dalla legge pagherebbero l'IMU come se fossero delle
abitazioni, a differenza invece delle strutture alberghiere o dei
Bed and Breakfast che pagano l'IMU come struttura ricettiva e
quindi, voglio dire qui c'è anche dal punto di vista dei tributi un
problema serio per quel che riguarda la disciplina dei tributi che
vengono imposti dal consiglio comunale.
Io non vorrei fare confusione, ma forse credo che questi due
articoli, vorrei magari che mi deste delle spiegazioni, nel caso
avessi interpretato male, ma che comunque noi poniamo una
riflessione su questi due articoli, lasciando anche le mie
perplessità che ho già enunciato perché noi oggi non possiamo dire,
c'era un disegno di legge è previsto che è il 414, o noi facciamo
un unico disegno di legge sulla ospitalità diffusa e mettiamo a
sistema un territorio: mettere a sistema un territorio significa
parlare della ospitalità familiare, parlare dei centri di servizi,
parlare di tutto, ma lì questo possiamo integrarlo con alcune
emendamenti che potrebbero essere anche valutati positivamente
dall'Aula, nel caso in cui l'ipotesi che sostengo io non si vuole
fare.
Però queste piccole incongruenze ma soprattutto quello che
riguarda il pagamento dei tributi - l'IMU - rispetto agli
articoli 4 e 5 e alla considerazione che le strutture alberghiere
vengano considerate strutture residenziali è un tema che dobbiamo
affrontare e forse rivedere.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, tornando un attimo indietro,
all'intervento svolto dall'onorevole Cordaro - che a chi fosse
entrato in Aula soltanto adesso ricordo che è il nuovo capogruppo
del Gruppo parlamentare Grande Sud - PID -, volevo chiedere
all'onorevole Cordaro se la sua è una richiesta formale come
capogruppo per il rinvio in Commissione del disegno di legge in
discussione, richiesta che questa Presidenza non può sottovalutare
in base all'articolo 121 quater del Regolamento interno. A questo
punto, prima di procedere alla discussione, devo attenermi al
Regolamento e chiedere all'Aula di votare la richiesta formale
presentata dal nuovo capogruppo del gruppo parlamentare Grande Sud
- PID.
Riteniamo l'intervento dell'onorevole Grasso a favore della
proposta di rimandare il disegno di legge in Commissione, quindi
chiederei all'onorevole La Rocca, che aveva chiesto di parlare, di
intervenire, eventualmente, in posizione contraria a quella appena
espressa dall'onorevole Grasso.
Ne ha facoltà
LA ROCCA. Signor Presidente, esprimiamo da parte nostra opinione
contraria anche perché non riteniamo ci siano incongruenze tra
l'articolo 2 e l'articolo 3. Si dice chiaramente alla lettera c)
che l'Albergo diffuso è caratterizzato dalla centralizzazione in un
unico stabile dell'ufficio di ricevimento e delle sale di uso
comune e della dislocazione delle unità abitative in uno o più
stabili separati, cosa che è riportata nell'articolo 3, dove si
parla di un'unità abitative dislocate in più edifici separati e
preesistenti.
Queste non sono regole inventate da noi, questa è la natura
dell'Albergo diffuso. E in questo disegno di legge abbiamo fatto
estrema attenzione a mantenere le caratteristiche e la natura
dell'Albergo diffuso per non snaturarlo.
Ci siamo anche confrontati con l'associazione nazionale e abbiamo
anche lavorato su questo, credo bene, in IV Commissione. Quindi
non riteniamo assolutamente che ci siano gli estremi per rinviare
in IV Commissione il testo del disegno di legge.
PRESIDENTE. Procediamo con la votazione, la prego onorevole
Formica di fare attenzione a quanto sto per dire.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, solo per una precisazione anche per
la collega che è intervenuta.
Io faccio ammenda, intanto non faccio parte della IV Commissione
e quindi non ho avuto modo di approfondire bene durante i lavori
preparatori del disegno di legge e l'ho letto e approfondito meglio
ora.
Intanto, dico che è un disegno di legge importante, che può dare
anche un impulso fondamentale per lo sviluppo di questa nostra
Regione, in un settore in cui abbiamo ampi margini di miglioramento
e forse è uno dei pochi settori che possiamo sfruttare a fondo.
Ma proprio per questo, siccome ho visto che è disegno di legge che
coinvolge una serie, anche importante, di norme preesistenti, di
provvedimenti e che spazia, anche, su tematiche come l'urbanistica,
piani regolatori, che può intervenire anche e dobbiamo da questo
punto di vista coordinarlo con le attività esistenti, perché
potremmo con questo disegno di legge apportare anche, danno se non
ben coordinato; io direi di sfruttare al meglio questo disegno di
legge per integrarlo bene con la legislazione esistente, con gli
strumenti che abbiamo a disposizione per fare di questo disegno di
legge, veramente, un grande veicolo di sviluppo.
Quindi, io sarei per un approfondimento, per rinviarlo in
Commissione e per un approfondimento del disegno di legge in
Commissione non per bloccare, attenzione, il disegno di legge,
perchè lo ritengo fondamentale ma per migliorare il disegno di
legge, per integrarlo meglio con gli strumenti che già esistono,
con la legislazione che già c'è, al fine di fare un grande
strumento di sviluppo che sia coordinato con il resto dei
provvedimenti esistenti.
Altrimenti rischiamo di fare una norma che rischia di
impantanarsi e fare più danni di quelli che vuole risolvere.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, più che parlare a favore vorrei
provare, se lei mi ascolta e se i colleghi della Commissione sono
anche d'accordo, a trovare una soluzione, più che parlare a
favore.
Nel senso che io devo dire subito che condivido il disegno di
legge.
E' un disegno di legge che questa regione non ha a differenza
delle altre regioni d'Italia, è un disegno di legge che, a mio
avviso, aiuta all'insediamento di un'offerta turistico-ricettiva
aggiuntiva a quella esistente nei nostri comuni.
Capisco, però, che anche le modalità con le quali probabilmente si
è proceduto e si procede in queste settimane per i lavori
parlamentari, possa avere determinato una disattenzione del
Parlamento nella partecipazione alla elaborazione complessiva.
Più che un rinvio in Commissione, che presuppone il ritorno dopo
quindici giorni e varie, chiedo, signor Presidente, una
sospensione della trattazione, un affidamento alla Commissione, un
confronto con i Capigruppo per una ulteriore elaborazione al fine
di avere, entro martedì prossimo, il testo in Aula, perché se lo si
rinvia in Commissione, onorevoli colleghi, il rischio è di
cancellarlo dall'ordine del giorno, e riscriverlo dopo almeno
quindici giorni.
In questo caso si verrebbe a determinare il rinvio alla prossima
sessione.
Vorrei provare a fare in modo che il disegno di legge si approvi
prima che andiamo in ferie, chiedo alla Commissione, insieme ai
Capigruppo, di fare un approfondimento - mantenendo il testo
all'ordine del giorno, sospendendone la trattazione in questa fase
per affrontarlo martedì prossimo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dalla discussione sta emergendo
che è interesse di tutti che questo disegno di legge vada avanti e
vada avanti nel modo migliore.
Volevo fare notare, a seguito di quanto detto dall'onorevole
Cracolici, che non è presente in Aula il Governo nella persona
dell'Assessore Stancheris, Assessore per il turismo.
Se fossimo andati avanti avremmo avuto qualche problema anche in
questo senso.
Chiederei, pertanto, in base a quanto è emerso da questa
discussione, all'onorevole Cordaro di ritirare la sua richiesta
formale e di accordarsi su questo per evitare lungaggini che non
porterebbero a nulla.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, vorrei precisare che né io né il
Gruppo parlamentare che ho l'onore di presiedere, in considerazione
anche dell'intervento concreto, serio che ha fatto dopo di me
l'onorevole Grasso, abbiamo nulla contro questo disegno di legge o
abbiamo minimamente intenzione di fare in modo che questo disegno
di legge non si approvi.
Abbiamo però la necessità, da legislatori responsabili, che venga
redatto un disegno di legge e che diventi una legge con un testo
che abbia i crismi della legge.
In relazione alle argomentazioni da lei sottoposte non ho alcuna
difficoltà, anzi, sposo integralmente questa sottolineatura che lei
ha fatto e sono d'accordo a che il disegno di legge resti
all'ordine del giorno, stabilendo, anche da subito, che sia
martedì prossimo il primo giorno utile per - e lo farò
personalmente, sottoporrò personalmente al Presidente della IV
Commissione, onorevole Trizzino, tre punti particolari che mi sono
risaltati all'occhio approfondendo il disegno di legge per vedere
se c'è la possibilità di correggere questi che io, soggettivamente,
ritengo degli errori nella formulazione -, la trattazione in Aula,
nel pomeriggio, del disegno di legge e se possibile anche
l'approvazione.
Ritiro, quindi, la richiesta formale di rinvio in Commissione del
disegno di legge.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO, presidente della Commissione. Signor Presidente, i
lavori in Commissione del disegno di legge sull'Albergo diffuso si
sono svolti in modo regolare, attraverso un'audizione, attraverso
ascolto dei commissari, non soltanto quelli presenti in Commissione
ma di altri deputati.
Secondo l'iter di sviluppo il testo è completo - nel senso che va
a riprendere quella che è una normativa presente, come è già stato
sottolineato più volte, in altre regioni, adattandola alle
peculiarità del tessuto urbanistico e normativo siciliano.
Pertanto, lo dico anche da firmatario del disegno di legge, non
credo che il testo debba essere rivisto in Commissione, ma può
benissimo sostenere lo studio degli emendamenti in Aula. Grazie.
ASSENZA, relatore. Chiedo di parlare.
PRESISENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
evidentemente l'Aula è sovrana nel decidere se discutere oggi
stesso gli emendamenti e quindi procedere all'esame del disegno di
legge, oppure adottare una decisione di tipo diverso che potrebbe
essere quella prospettata inizialmente dall'onorevole Cordaro o
quella mediana introdotta da altri.
Io non mi limiterò a dire quale relatore e non perché mi sia
particolarmente affezionato a questo disegno di legge, che tra
l'altro, come tutti ben sanno, poi ha una sua redazione definitiva
attraverso gli emendamenti presentati in Commissione e attraverso
il confronto fra cinque disegni di legge diversi che poi hanno
trovato un amalgama nel testo finale, quello che vorrei dire a me
stesso, ma voglio dirlo agli altri ed anche all'onorevole Cordaro
che è sempre così attento, che prima di effettuare delle critiche
indicando come svarioni alcune indicazioni degli articoli, sarebbe
bene che questi articoli si leggessero attentamente e si
comprendessero.
E allora, onorevole D'Asero, non c'è nessuna contraddizione, mi
consenta, tra l'articolo uno, l'articolo due e l'articolo tre; non
c'è alcuna contraddizione perché se lei legge quello che richiede
la norma è che vi sia un minimo di sette unità abitative più una
hall centrale, un edificio diverso da adibire ad hall centrale;
queste sette unità abitative possono essere in uno stesso edificio
o possono essere in unità abitative diverse purché contenute in
limiti di distanza abbastanza ristretti.
La verità è che qui dobbiamo metterci d'accordo. Se noi intendiamo
approvare questo disegno di legge, che ha un suo scopo specifico,
bene; una legge quadro sul turismo è un altro discorso. Mi permetto
di ricordare che la legge che affronta tutti i problemi del
turismo, dove sono evidentemente già inseriti i concetti di paese
albergo, la rivalutazione dei borghi, la rivalutazione dei centri
balneari e via dicendo ha una sua strada autonoma.
Qui parliamo di qualcosa di diverso, qui parliamo di una
iniziativa che tende a rivitalizzare il centro storico e ad
introdurre un concetto già ampiamente sviluppato in altre Regioni
del nostro Paese e, ahimè, assente nell'ordinamento siciliano.
E allora, se lo scopo è di approfondire meglio il provvedimento,
l'Aula potrà decidere quello che ritiene, personalmente, ritengo
che la Commissione di merito ha lavorato su questo testo per mesi,
ha fatto le audizioni necessarie, si è confrontata, è arrivata
all'elaborazione finale di un testo approvato all'unanimità e
quindi in rappresentanza di tutti i Gruppi presenti in Aula. Ripeto
che se l'Aula lo dovesse ritenere necessario, l'Aula è sovrana e
può fare quello che vuole, a condizione che non riteniamo di
stravolgere il testo, cioè che questo testo non divenga la legge
quadro del turismo perché la finalità di questo provvedimento non è
assolutamente quella, ma è quella di introdurre finalmente in
Sicilia questo concetto nuovo che permetterebbe un tipo di turismo
che sia effettivamente maggiormente a contatto con i residenti.
E' un turista che diventa temporaneamente un residente. Il
concetto è questo, se dobbiamo stravolgere la legge, allora, io
sono il primo a votare contro qualsiasi ipotesi di rinvio o sia
pure di sospensione. Grazie Presidente.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, io devo
essere sincero, dopo l'intervento dell'onorevole Assenza potevo
pure rinunciare a questa mia breve valutazione perché non mi faceva
piacere far passare la Commissione come una Commissione distratta o
che lavorava con superficialità. Non c'è dubbio che tutti i testi
sono migliorabili, gli approfondimenti servono. Se l'Aula ritiene
che serve un breve approfondimento per trattare meglio la materia,
concettualmente, due giorni non spostano la vita a nessuno.
Però, la prego, signor Presidente, qualora dovesse indicare questa
via, dobbiamo definire il contesto all'interno del quale ci
muoviamo, perché faccio un esempio: io sono presentatore di alcuni
emendamenti che in Commissione sono stati bocciati e li ho
riproposti e voglio che l'Aula si esprima liberamente. Non vorrei
che martedì prossimo o quando lo riterrà, si dovesse arrivare ad
una sorta di conclusione di testo blindato dove la discussione
diventa evanescente perché si è trovata un'intesa politica. Se
questa è la via che viene tracciata, io non sono d'accordo; se la
via, invece, è quella di una condivisione per arricchire alcuni
aspetti, sono d'accordo.
Le faccio un esempio su tutti, così può rimanere traccia agli atti
parlamentari. Questo disegno di legge è ancorato soltanto ai centri
storici o ai comuni che non sono dotati del piano di
identificazione del centro storico.
Prendendo spunto dal Codice urbano, con un emendamento, ho
inserito il principio di estendere la possibilità di realizzare
l'Albergo diffuso anche in un territorio fortemente identitario
che, chiaramente, verrebbe classificato come tale
dall'Amministrazione comunale. Se un comune ha un centro storico,
ma ritiene che sul proprio territorio ci sia un territorio diverso
dal centro storico che abbia una sua peculiarità e la classifica
come tale, anche lì si può intervenire.
Se i parametri di valutazione sono contenuti entro confini di
arricchire culturalmente questa discussione per arrivare ad una
condivisione, siamo tutti d'accordo; se, invece, lo spirito è un
altro, io mi interrogherei.
Se lei dovesse, quindi, addivenire alla conclusione mediana
dell'onorevole Cracolici, deve definire un percorso quadro
all'interno del quale può operare la politica, perché, per esempio,
dovremmo riaprire i termini per la presentazione degli emendamenti,
oppure la Commissione ha mandato di riscrivere un articolo con
alcuni arricchimenti. Tutto ciò lo dobbiamo capire, perché può
costituire un precedente delicato.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
vorrei chiarire, innanzitutto, una questione di principio.
Poco fa, signor Presidente, lei ha detto che mancava l'assessore
Stancheris e che quindi non saremmo andati avanti. Non lo dica mai
più. Se il Governo vuole partecipare all'approvazione delle leggi,
deve presentarsi in Parlamento nell'orario che è stato stabilito e
contribuire alla formulazione delle leggi. Se il Governo non ha la
volontà di partecipare all'approvazione delle leggi, continui a
fare quello che fa e non si presenti in Parlamento. L'attività del
Parlamento è quella di legiferare, l'attività del Governo è quella
di amministrare. Non possiamo, assolutamente, confondere i due
momenti. Se il Governo vuole partecipare all'attività legislativa
siamo tutti d'accordo e siamo tutti pronti a sostenerlo, altrimenti
il Governo non può assolutamente pensare di bloccare, come ha fatto
fino ad oggi, l'attività di questo Parlamento.
Seconda cosa. Nella precedente seduta, mettendo in discussione il
disegno di legge, abbiamo sancito, una volta per tutte, e questo lo
dico ai funzionari di questa Assemblea, il concetto che i disegni
di legge vanno avanti a prescindere dalla presenza del Governo in
Aula. Poiché questo argomento è stato trattato nella scorsa
legislatura e spesso è stato motivo per impedire approvazioni di
alcune leggi o la discussione delle leggi, noi sappiamo, dalla
scorsa volta, che è prassi di questa legislatura che il Governo può
essere presente in Aula e la legge si discute, è assente, e la
legge continua ad essere discussa.
Gli assenti hanno sempre torto e un'assenza non può mortificare la
presenza di 90 deputati in quest'Aula, di tutti i funzionari e di
tutti coloro i quali hanno lavorato affinché si giungesse
all'approvazione della legge.
Credo che qui, ci sia la volontà diffusa da parte di tutti i
colleghi di arrivare velocemente all'approvazione di questa legge.
C'è, da parte di alcuni deputati, la richiesta di fermarci per
qualche ora per ridiscutere alcuni punti.
Il collega relatore, che è stato particolarmente attento, il
Presidente, l'onorevole La Rocca, dicono che avrebbero voluto più
tempo per discutere e per fare eventuali emendamenti.
E' chiaro che in questi giorni siamo stati impegnati in
Commissione Bilancio. Scontiamo l'assenza del Governo; scontiamo
anche in qualche modo il fatto che ci sono state le festività e che
di conseguenza non tutti i deputati sono stati messi nelle
condizioni di poter vedere il testo e di potere predisporre gli
emendamenti.
E siccome occorre sempre essere intelligenti e bisogna sempre
cercare di portare a casa il risultato e il risultato, onorevole La
Rocca, che noi vogliamo portare a casa è quello di avere finalmente
anche in Sicilia una norma per il riconoscimento dell'Albergo
diffuso.
Allora, io cosa dico, con il dovuto rispetto, a tutti coloro i
quali prima di me hanno espresso un parere diverso? Che il disegno
di legge deve rimanere incardinato e martedì pomeriggio dobbiamo
ridiscuterlo. Però non escludiamo che martedì mattina, se il
presidente Trizzino è d'accordo, possa aversi un passaggio in
Commissione. Tutti però sappiamo che martedì mattina se il disegno
di legge deve subire eventuali modifiche in Commissione tutto deve
essere fatto entro le ore 15.00 in maniera tale che all'apertura
dell'Aula siamo nelle condizioni tutti di potere iniziare
nuovamente la discussione sul disegno di legge.
Non togliamo nulla a coloro i quali hanno presentato questo
disegno di legge, tra cui il sottoscritto, né sottraiamo competenze
a coloro i quali invece oggi ci stanno chiedendo di avere qualche
altra ora di discussione.
E' chiaro che sono emerse da parte di autorevoli colleghi di
questa Assemblea le ipotesi che alcuni punti possono essere
modificati, possono essere migliorati per arrivare a quello che è
il risultato finale, cioè quello dell'approvazione entro questa
sessione di questo provvedimento che tutta la Sicilia si aspetta e
che comunque stabilirebbe il principio che una volta tanto anziché
la Sicilia essere fanalino di coda è motore trainante in un disegno
di legge così importante.
Pertanto, se l'onorevole La Rocca e il relatore sono d'accordo e
il Presidente Trizzino può convocare la Commissione di merito,
potremmo fare questo: rinviare in Commissione per martedì mattina
il testo, discuterlo entro le ore 15.00 in maniera tale che poi
alla ripresa dei lavori di questo Parlamento il primo disegno di
legge che dobbiamo iniziare nuovamente del testo che riguarda
l'Albergo Diffuso.
Se è questo l'impegno di tutto il Parlamento, se è questa la
volontà di questo Parlamento, io credo, onorevole La Rocca, che il
rinvio di qualche ora, perché poi trattasi soltanto di questo, di
qualche ora, non può assolutamente danneggiare il testo, anzi
favorirebbe la sua approvazione e ci consentirebbe di superare gli
ostacoli che qualcuno ha individuato in eventuali censure da parte
del Commissario dello Stato.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, io
credo che anche questo come altri sia un ragionamento che si sta
portando avanti stancamente perché mi sembra di capire che l'Aula
se, da un lato, vorrebbe procedere all'approvazione di un disegno
di legge che è utile, senza creare proclami di risoluzione di
panacea per la Sicilia non mi pare che ne abbia, è utile sì però,
dall'altro lato, vedo che il Governo è completamente assente.
C'è l'assessore Vancheri che salutiamo, ringraziamo per la sua
presenza, ancorché non di competenza in questo settore, però
altrettanto si comprende e si prende atto della sua disponibilità.
Dall'altro lato, ci rendiamo conto che forse il Parlamento si
aspettava una norma più articolata, una norma che andasse a
legiferare e a ridisegnare la materia in maniera più complessiva. E
mi pare ovvio, mi pare di tutta evidenza, non mi pare che con
questa norma diventiamo trainanti, come ha detto poc'anzi il
collega Vinciullo, perché è una norma che già da qualche decennio
qualche altra regione ha fatto, come il Friuli.
Quindi, è chiaro, è una norma importante, è una norma che noi come
Popolo della Libertà, assieme ad alcuni colleghi abbiamo proposto,
è una norma però sulla quale dobbiamo anche un attimo riflettere,
perché se da un lato abbiamo questa esigenza quasi ansiosa di
dimostrare che questo Parlamento funzioni, perché è questo il
succo, perché di fatto oggi noi siamo qua e non abbiamo all'ordine
del giorno alcunché se non questa norma, non abbiamo la norma sui
precari, non abbiamo la norma sull'assestamento, non abbiamo la
norma sull'emergenza idrica, non abbiamo la norma che riguarda i
rifiuti, non abbiamo la norma che sostiene le piccole e medie
imprese, non abbiamo una norma in sostanza che guardi in
prospettiva.
E siamo qua con una piccola norma dell'Albergo diffuso che magari
ha qualche piccolo problema se vogliamo di articolazione
legislativa, ebbene, è perchè in effetti abbiamo l'ansia di
dimostrare urbi et orbi che forse questa Assemblea regionale
siciliana qualcosa pur la sta facendo.
Ma io mi chiedo, signor Presidente, lo dico a lei, ma vorrei che
lei la riproponesse al Governo, perché questo Parlamento non deve
andare avanti ad impulso governativo, ma soltanto ad impulso
parlamentare nei suoi atti? Questa è la domanda di cui ho il
diritto di conoscere la risposta. Non c'è un atto ancora da parte
del Governo che arrivi in questo Parlamento e su cui poi questo
Parlamento possa esprimere il proprio giudizio, il proprio
apprezzamento o meno. Queste sono le cose che noi dobbiamo dirci.
Allora fatta questa premessa, e chiedo scusa perché è stata un po'
come dire, lunga, fatta la premessa, poi dico per me sarebbe forse
opportuno un attimino sospendere, ma di una mezz'ora al massimo,
questo dibattito che dibattito non è, vedere se c'è qualcosa che
dobbiamo limare, e poi continuare, continuare a fare questo disegno
di legge, continuarne l'approvazione. Non mi pare che abbia chissà
quali problemi come qualcuno ha paventato; c'è qualche questione
che dobbiamo vedere, che riguarda il problema fiscale ad esempio,
riguarda se dobbiamo anche utilizzare i borghi dismessi o meno, o
se dobbiamo evitare che l'albergo diffuso diventi qualcosa di più o
che possa come dire creare una replica del bed and breakfast e non
lo può essere, se vuole essere una replica del paese albergo e non
lo può essere, se vuole essere una replica di insediamenti
ricettivi e non può essere.
E allora, siccome sappiamo che l'albergo diffuso ha una sua
specificità già come dire sperimentata in altre regioni, è un
sistema di turismo ricettivo se vogliamo diffuso come dice la
parola, che cerca di aumentare la ospitalità e se vogliamo
incrementare, là dove è possibile, a prezzi contenuti, la stessa
visita e la stessa ricettività di coloro che vogliono venire in
Sicilia, bene, alla fine, non mi pare che stiamo discutendo o che
possiamo discutere ancora del sesso degli angeli, ma se c'è la
volontà io dico continuiamo, fermiamoci un attimo per riprendere
immediatamente, ma continuiamo, verifichiamo gli emendamenti ed
apprezziamo quelli che dobbiamo apprezzare, cerchiamo di approvare
migliorando il testo, quelli che necessitano di essere approvati,
gli altri li rigettiamo e andiamo avanti. Così facendo, almeno uno
straccio di legge, come dire, questo Parlamento se lo può intestare
e alla Sicilia qualche risposta, ahimè, molto povera, possiamo alla
fine prima di andare in ferie darla, senza essere cosparsi del
giudizio profondamente negativo che l'opinione pubblica potrebbe
farci. E ciò lo si potrebbe evitare anche se forse il Presidente
della Regione, parlando di un partito politico, che poi è il suo
partito di maggioranza, dice ancora che non è mosso da nobili
idealità, come se ci fosse qui un partito che volesse fare chissà
quali sporchi interessi.
Queste sono le cose che dobbiamo dire a questo Parlamento; queste
sono le riflessioni che è giusto che vengano fatte e che è giusto
allora andare avanti cercando di operare nell'interesse di questa
nostra terra.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, inevitabilmente
questo disegno di legge pone l'attenzione su una questione che è
importante per lo sviluppo del territorio, per l'economia
siciliana. Noi da sempre parliamo di turismo relazionale, di
turismo sostenibile, di accoglienza diffusa, della possibilità di
ripartire dal territorio e dalla sua naturale vocazione.
Tuttavia, credo sia stato commesso un errore. Ed è un errore che
caratterizza la vita, la storia di questo Parlamento in questi sei
mesi. E' come se dovendo andare ad un evento, ad un matrimonio, si
decidesse di commissionare al sarto anziché l'abito, il bottone.
Noi, anzichè parlare della riforma organica del turismo mettendo
un riferimento chiaro a tutte quelle che sono le questioni legate
ad una opportunità, ad una opportunità di rilancio che dal turismo
deve partire, al contrario partissimo, appunto, dal dettaglio.
Io penso che questa norma, bene diceva prima l'onorevole Cordaro,
presenta alcuni errori nel merito rispetto ad alcuni articoli, il 3
e il 4 che presentano note di incongruenza, per non parlare poi di
quel gap che si viene a creare rispetto, ad esempio, alla questione
dell'IMU.
La questione è se devono essere applicati gli standard strutturali
di civile abitazione o di una struttura che appunto ha le
caratteristiche di una struttura ricettiva? In questo modo,
rischiamo davvero di porre una questione che rischia di travalicare
i confini di una censura da parte dello Stato. Perché? Perché se
noi avessimo, in effetti, posto la questione in termini di sviluppo
saremmo sicuramente dovuti partire da una riforma organica del
turismo dove spazi, dove trovare il turismo relazionale, dove si
possa dare, ad esempio, la possibilità alle piccole strutture di
collegarsi all'economia locale; ad esempio, ai centri commerciali
naturali, alle botteghe artigianali, alle zootecnie.
Pertanto, credo che questa norma possa essere per l'appunto
migliorabile. A tal fine, chiediamo che effettivamente sia data una
ulteriore settimana che non è un tempo eccessivamente lungo, è il
tempo giusto per vedere in che modo si possa collegare alla riforma
organica e contestualmente fare degli accorgimenti. D'altra parte,
considerato che il Governo per sei mesi nulla ha ancora proposto in
questa direzione, se la Commissione che fino ad ora ha fatto
comunque un ottimo lavoro, si prende una ulteriore settimana di
tempo, magari chissà, aspettando che il Governo batta un colpo nel
frattempo, un plauso all'Assessore presente, ma purtroppo la sola
presenza di un assessore non basta ad affrontare una norma che, in
realtà, avremmo auspicato avesse l'attenzione e il consenso in
prima battuta del Governo in capo almeno all'assessore competente
al ramo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole La Rocca, primo
firmatario del disegno di legge, la quale ha richiesto di
intervenire nuovamente, e dopo questo giro di pareri che abbiamo
ascoltato, credo sia necessario ascoltare la prima firmataria di
questo disegno di legge proprio per capire se oggi questa
Assemblea riesce a raggiungere un accordo da più parti invocato.
LA ROCCA. Signor Presidente, io non ho una richiesta, però ho una
riflessione da fare perché sono, molto sinceramente perché non
riesco a fare altrimenti, delusa da quest'Aula e da questo
Parlamento, semplicemente per un motivo. Come è successo già in
occasione della discussione del disegno di legge finanziaria, che
si è visto che il lavoro delle Commissioni non aveva nessun valore,
sta capitando la stessa cosa, oggi, per un disegno di legge molto
semplice.
Diceva bene l'onorevole Figuccia, la materia turistica sicuramente
va riveduta e so che, in IV Commissione, si sta per incardinare
anche un disegno di legge dell'onorevole Lupo in merito, nel quale
si parlerà di vari aspetti del turismo, nei quali si può affrontare
sicuramente l'ospitalità diffusa a 360 gradi, con le altre forme,
il peso albergo, il villaggio albergo e tutto quello che volete.
Ma, questa norma era di una semplicità vergognosa. In tante altre
regioni esiste questa norma con meno, molti meno articoli di
questi, e tutto il resto viene demandato a un regolamento del
Governo. Anzi, noi, abbiamo voluto dare più valore all'attività
legislativa di questo Parlamento e non si prevede né più né meno di
quello che esiste già nelle altre leggi regionali.
Anche il fatto che le unità abitative rimangano di uso
residenziale, questo già succede nelle altre regioni, quindi
evidentemente, loro, la questione dell'Imu non ce l'hanno.
Non si può togliere il valore all'attività di quest'Aula,
l'attività del Parlamento e, soprattutto, non ci si può svegliare
il giorno dell'approvazione della legge con tre milioni di
richieste.
Avevate avuto tutto il tempo per presentare gli emendamenti, sia
in Commissione IV che in Aula, perché si è aspettato all'ultimo
momento? Non mi ricordo chi era degli onorevoli che diceva che in
Sicilia, forse si trattava dell'onorevole Falcone, parlava di leggi
che mancano per le imprese, per i rifiuti e via dicendo, leggi che
sono sicuramente più complesse.
Questo è vero, ma quello che sta succedendo oggi è l'emblema
dell'immobilismo di questo Parlamento siciliano perché per una
legge così semplice, veramente così semplice, adesso si parla di
rinvio in Commissione, sminuendo così il lavoro delle persone che
ci hanno lavorato, che non sono soltanto io, ma anche l'onorevole
Assenza, che ha presentato testi analoghi.
Per tali ragioni, io mi rimetto all'Assemblea perché si ritrovi un
po' di buon senso e si pensi al bene fondamentalmente dei
cittadini. Perché i cittadini poi si domandano che fine abbia fatto
questo disegno di legge; perché questo disegno di legge, sebbene
fosse stato presentato già nella scorsa legislatura, non sia mai
arrivato in Aula. Forse perché, purtroppo, l'attività legislativa
di questo Parlamento è lentissima, non si riesce a fare niente
Tutto quello che viene fatto, anche in Commissione, è finto: le
risoluzioni non vengono ascoltate; agli atti parlamentari non si
risponde; i disegni di legge anche se di iniziativa parlamentare
non si portano avanti.
Adesso dovete soltanto rispondere ai cittadini siciliani e dire
che cosa ci facciamo noi al Parlamento Semplicemente questo.
Grazie.
(Applausi)
PRESIDENTE. Grazie onorevole La Rocca.
E' iscritto a parlare l'onorevole Arancio. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signore Presidente, rappresentante del Governo, onorevoli
colleghi, io non riesco a capire come ragioniamo in questo
Parlamento, se ci sono delle procedure. Ad un certo punto, arriva
qui un disegno di legge che è di una semplicità allarmante, io la
penso come la collega La Rocca, si chiede di rifare un passo
indietro e rinviarlo in Commissione.
E questo mi fa venire i brividi. Intanto, per il fatto che andando
in Commissione si dovrebbe sostituire il testo, dovremmo ridare di
nuovo i termini per presentare gli emendamenti, quindi non è vero
che noi potremmo essere in grado martedì prossimo di portarlo in
Aula e votarlo. Ciò significa, in sostanza, dilatare notevolmente i
tempi.
Si sono posti dei problemi che, qualora fossero veri e c'è del
tempo anche per poterli correggere, così come anch'io studiandomi
la norma che, ritorno a ripetere, trovo di una semplicità
allarmante, tra l'altro, la Commissione ha fatto i passaggi dovuti,
ha ascoltato le categorie, tra l'altro è una norma che è già stata
mutuata in regioni dove funziona già da diverso tempo, una norma
che praticamente è stata adattata alle nostre realtà.
Quindi, se si pensa che questa deve sostituire una legge quadro
che riguardi l'assetto che disciplina tutta la materia è indubbio
che diventa un'altra cosa. Ma qui si vuole dotare la Sicilia di uno
strumento e prima lo facciamo meglio è, signor Presidente.
Quindi, sono completamente contrario a rimandare il disegno di
legge in Commissione perché non avrebbe assolutamente senso. Se
c'era qualche parlamentare che riteneva che dovesse essere
corretta, ha avuto il tempo di presentare gli emendamenti. Penso,
quindi, che noi non dobbiamo essere sprezzanti, non vorrei
utilizzare un altro termine, delle regole. La regola è che la norma
è in Aula, se c'erano dei correttivi potevano essere presentati
attraverso gli emendamenti; quindi, che si vada avanti senza
interruzioni.
PRESIDENTE. Onorevole Arancio, intanto, volevo sottolineare che la
richiesta di riportare in Commissione il disegno di legge era stata
già superata perché si è aperto un altro tipo di discussione, in
quanto l'onorevole Cordaro aveva ritirato la richiesta di
rimandarlo in Commissione. Abbiamo discusso d'altro nel frattempo.
Quindi, rivedendo un po' tutti gli interventi, e perché questo non
è uno straccio di legge, come qualcuno ha detto, ma una legge
molto importante - lo so che ha usato un eufemismo - e dare dei
segnali importanti alla nostra terra credo che sia il dovere di
questa Assemblea e visto che ci sono delle perplessità, pur nella
sua semplicità, perché devo dire il lavoro fatto dalla IV
Commissione è un lavoro lodevolissimo, che va sicuramente
applaudito in questo senso. Ha lavorato bene, ha proposto un
disegno di legge che, però, evidentemente in qualche passaggio ha
sollevato qualche perplessità.
Allora, rimandarlo in Commissione non credo sia giusto dopo il
lavoro svolto perché si perderebbe soltanto del tempo. Per cui,
rifacendomi agli interventi dell'onorevole Assenza, come ha detto
che più volte in Commissione tutti gli onorevoli hanno manifestato
un parere positivo, quindi, c'è stata una certa unanimità nel
portare avanti questo disegno e appellandomi proprio a questa
unanimità, qualora fosse possibile anche in quest'Aula, direi di
accogliere anche la proposta fatta dall'onorevole Vinciullo che, in
maniera molto saggia, ha detto che sì questo Parlamento non può
essere sottovalutato dalla mancata presenza del Governo, di questo
chiaramente sono anch'io consapevole e sono ovviamente favorevole a
questa analisi fatta dall'onorevole Vinciullo.
Ciò non di meno, ritengo che alla luce da quanto emerso dalla
discussione che abbiamo affrontato oggi in Aula sarebbe opportuno
rivedere qualche passaggio proprio per ottenere da parte di tutti
quanti un consenso nei confronti di una legge che sicuramente apre
a possibilità per questa terra finora inesplorate sotto il punto di
vista del turismo.
Per cui, apprezzando ulteriormente l'intervento dell'onorevole La
Rocca, che veramente ha lavorato tanto insieme agli altri in
Commissione a questa legge, la invito ad accettare la proposta
venuta da più parti e, quindi, a rimandare questo esame a martedì
prossimo, il che significa soltanto due giorni, per trovare un
punto di incontro anche con coloro i quali oggi sollevano qualche
piccola perplessità, perché è stato detto più volte che questa è
una legge sicuramente che va portata avanti così com'è, con qualche
piccolo aggiustamento.
Per cui martedì mattina - come era stato suggerito - in
Commissione ne riparlerete e in Aula martedì pomeriggio, alle ore
16.00, si riprendere l'esame di questo disegno di legge e sono
certo che questa Assemblea saprà determinarsi in questo senso.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione unificata delle mozioni n. 54 e n. 55
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:
Discussione unificata delle mozioni n. 54 Interventi per ottenere
il riconoscimento per la Sicilia dello status di zona franca , a
firma degli onorevoli Sammartino, Leanza, Sudano, Lentini e Nicotra
e n. 55 Iniziative per l'attivazione delle zone franche urbane in
Sicilia , a firma degli onorevoli Dipasquale, Di Giacinto,
Coltraro, Malafarina, Oddo, Ciaccio, Venturino, Foti, Palmeri,
Mangiacavallo, La Rocca, Siragusa, Ferreri, Cappello, Ciancio,
Cancelleri, Zito, Zafarana, Trizzino, Cirone, Marziano e Milazzo
A.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la Sicilia sconta, per effetto della propria posizione periferica
e per effetto di una serie di scelte politiche penalizzanti assunte
nel tempo dai Governi nazionali, una condizione di profonda
debolezza del tessuto economico che stride in maniera evidente con
le enormi potenzialità di sviluppo offerte dalle peculiarità
geografiche ed ambientali, dal patrimonio culturale e dalla
posizione strategica dell'isola all'interno del bacino del
Mediterraneo;
il quadro sopra delineato è ulteriormente aggravato dalla pesante
crisi che investe tutti i settori dell'economia della regione, con
le devastanti conseguenze sull'occupazione che ormai minacciano la
tenuta stessa del tessuto sociale;
considerato che:
l'Unione europea, nei suoi documenti fondamentali ed in
particolare all'articolo 174 del Trattato di Lisbona, ha assunto il
solenne impegno prioritario alla riduzione del divario fra i
livelli di sviluppo delle varie regioni ed il ritardo di sviluppo
delle aree meno favorite con attenzione particolare alle regioni
insulari e frontaliere;
fra gli strumenti previsti in sede comunitaria per realizzare
l'effettiva perequazione delle opportunità di sviluppo fra le
regioni, un ruolo importante ha il riconoscimento ai territori
svantaggiati di status speciali sul piano fiscale e doganale,
condizione già peraltro accordata e riconosciuta a talune parti del
territorio comunitario;
in tal senso, da tempo, la Regione Sardegna ha avviato una serie
di iniziative, a partire dalle deliberazioni di decine e decine di
consigli comunali fino all'adozione di apposite deliberazioni della
Giunta regionale, volte al riconoscimento di un regime fiscale e
doganale di vantaggio, per addivenire alla concessione all'intero
territorio regionale dello status di zona franca;
la Sicilia presenta sostanzialmente le medesime condizioni di
svantaggio rispetto alla Sardegna ed anzi, se possibile, presenta
una situazione economico-sociale ancora più penalizzante tanto in
termini di minore PIL pro capite quanto perché sconta direttamente
solo gli effetti negativi del costituire l' estrema frontiera
d'Europa (problematiche connesse ai flussi migratori, elevata
incidenza del dumping di mercato rispetto alle produzioni agricole
e manifatturiere provenienti dal Nord Africa);
ritenuto che:
per le motivazioni sopra citate ed anche in considerazione della
rapida evoluzione del contesto normativo comunitario (a giugno
entrerà definitivamente in vigore il nuovo codice doganale previsto
dal regolamento CE 450/2008) appare quanto mai opportuno ed urgente
attivare ogni iniziativa concreta per assicurare alla Sicilia il
riconoscimento dello status di zona franca;
la concreta attivazione, con atti reali e vincolanti, di un regime
doganale speciale per la Sicilia determinerebbe certamente una
radicale inversione in positivo dei trend economici, attraendo
investimenti consistenti con enormi ricadute sull'occupazione;
l'attivazione di uno strumento quale quello sopra delineato
permetterebbe la piena valorizzazione della posizione strategica
della Sicilia che diventerebbe 'hub' di riferimento per le attività
commerciali, finanziarie e di servizio per l'intera area euro-
mediterranea,
impegna il Governo della Regione
ad assumere con urgenza ogni utile iniziativa nei confronti delle
competenti istituzioni statali e comunitarie affinché si addivenga
al riconoscimento per l'intero territorio regionale dello status di
zona franca, assicurando così uno sviluppo stabile e solido
all'economia e positive ricadute sull'occupazione». (54)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
le ZFU (zone franche urbane) sono aree di medie dimensioni,
solitamente riconoscibili con quelle dei comuni di appartenenza,
dove sono previsti progetti di defiscalizzazione per favorire anche
la creazione di piccole e medie imprese;
in altre regioni d'Italia e, recentemente, anche nella regione
Sardegna, sono state create le ZFU al fine di favorire lo sviluppo
economico e sociale;
considerato che:
nella Regione siciliana, come dichiarato il 2 marzo c.a. agli
organi di stampa, sarebbe rilevante la istituzione delle ZFU per
compensare la natura insulare e per arginare la crisi che continua
a investire i settori produttivi, provocando i noti e gravi disagi
di tipo sociale ed economico;
il riconoscimento delle ZFU contribuirebbe al rilancio della
Sicilia e del suo territorio, ingessato nella fase di stallo delle
sue attività produttive che rischia di paralizzare fatalmente
l'economia,
impegna il Governo della Regione
ad utilizzare tutti gli strumenti utili e idonei al fine di
consentire l'attivazione di zone franche urbane nell'Isola, al fine
di contribuire alla crescita sociale ed economica;
ad adoperarsi al fine di coinvolgere e interessare i comuni
siciliani che, successivamente, saranno protagonisti nel territorio
e, attraverso proprie delibere ed atti amministrativi, saranno
dotati di tutti gli strumenti per l'istituzione delle zone
franche». (55)
CANCELLERI. Signor Presidente, lei aveva chiesto all'onorevole La
Rocca se fosse d'accordo, ma non ha aspettato la risposta
dell'onorevole La Rocca
PRESIDENTE. Abbiamo già chiuso, onorevole Cancelleri, siamo andati
avanti. La Presidenza può fare anche questo
CANCELLERI. Questo crea un precedente
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, credo di avere adottato, alla
fine, una decisione salomonica, perché in questo senso evitiamo di
rimandare, fare votazioni, eccetera e di rimandare soltanto di tre
giorni e portare martedì prossimo in Aula un disegno di legge che
ha tutto l'apprezzamento di questa Presidenza.
Il testo e gli emendamenti rimangono quelli che sono; c'è da fare
soltanto qualche piccola variazione. Il testo, così come è stato
formulato, non viene messo in discussione. Questo anche per dare
una risposta all'onorevole Turano, che giustamente sottolineava
qualche perplessità sul rinvio in Commissione di questo disegno di
legge.
Riprende la discussione unificata delle mozioni n. 54 e n. 55
PRESIDENTE. Riprende la discussione unificata delle mozioni n. 54
e n. 55.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, assessore, onorevoli deputati, oggi
sono in discussione, al IV punto dell'ordine del giorno, queste due
mozioni su un argomento molto importante e molto delicato che
riguarda l'istituzione delle zone franche in Sicilia.
Io voglio fare una premessa signor Presidente. Io ritengo che noi
stiamo sbagliando tutto e ritengo che, nonostante ci sia questa
tiepida azione da parte dei colleghi della minoranza di appendersi
sulla presenza, sull'assenza del Governo in merito a quelle che
sono i lavori dell'Assemblea - per esempio, premetto che non ho
condiviso l'interruzione del disegno di legge sull'albergo diffuso-
. Ma se noi continuiamo così, signor Presidente, la prego di
rivolgere queste riflessioni anche al Presidente Ardizzone, noi
strada ne faremo molto poca
Lei deve pensare signor Presidente, che questa mozione è andata in
Aula il 30 maggio, il 12 giugno, il 18 giugno, il 26 giugno, il
2 luglio, il 3 luglio, il 9 luglio, il 10 luglio, il 17 luglio:
uno, due, tre quattro, cinque, sei, sette, otto, nove sedute, di
cui io sono venuto quasi in tutte, in una risulto assente solo
perché mi ero fermato con l'onorevole Malafarina cinque minuti
fuori, lei lo sa Presidente, entro dopo che mi ero fatto trecento
chilometri, per me la presenza ad un atto, significa 300
chilometri.
Allora, non c'entra il Governo. E'stato bravo l'onorevole
Vinciullo quando ha detto che noi non possiamo collegarci alla
presenza o all'assenza del Governo, specialmente quelli che sono
gli atti di indirizzo. Non è possibile che si facciano nove sedute
per approvare una mozione Non è possibile che ci sono mozioni
importanti per il futuro di questa Sicilia e faccio riferimento a
quella dell'accordo dell'Euromediterraneo, il famoso accordo con il
Marocco, che sta portando la nostra agricoltura a morire, da mesi
presentata Non è possibile, signor Presidente
Noi dobbiamo rimpadronirci del nostro ruolo, dobbiamo
rimpadronirci davvero e non c'entra il Governo che io ringrazio, e
noi ringrazieremo sempre per la loro presenza, ma la capacità - e
mi rivolgo ai colleghi dell'opposizione - non è quella di
stigmatizzare l'assenza del Governo e fermare l'attività
dell'Assemblea. La capacità dell'opposizione, della minoranza e
della maggioranza è riuscire a produrre anche senza il Governo, è
questa la scommessa.
Io vivo la sindrome di Crocetta, che è quella che vede uno bravo,
vedo questo Presidente bravo, che corre, che fa le cose, che
denuncia, che produce atti che fa pulizia e io che non produco
nulla Per me, cari colleghi della minoranza, è troppo riduttivo
venire qui dentro e dire solo che non c'è il Governo. Io devo
produrre
Allora, vi invito, invito i capigruppo, invito i Questori, invito
la Presidenza davvero a organizzare meglio i lavori di quest'Aula,
perché non stiamo producendo nulla
Detto questo, io quando ho presentato insieme ai colleghi questa
iniziative, abbiamo presentato lo stesso giorno, coincidenza della
vita, con il Gruppo che fa riferimento all'onorevole Leanza,
Articolo 4.
Tutti noi ne abbiamo parlato abbondantemente, ne ha parlato anche
l'Assessore, ne ha parlato in alcune occasioni il Presidente della
Regione, l'istituzione delle zone franche, mette in condizione e
possono mettere davvero in condizione parti importanti della
Sicilia di ridisegnare un nuovo sviluppo, di ripensare ad una
crescita diversa; non ci stiamo inventando nulla di particolare.
In Sardegna è partito un percorso di un progetto che vede
l'istituzione delle zone franche attraverso il coinvolgimento
proprio dei territori e, permettetemi di dire, che io ho una
particolare attenzione e vocazione verso quello che è il
territorio, la valenza e l'importanza del territorio.
In Sardegna già i consigli comunali hanno iniziato a deliberare
l'adesione, l'individuazione delle aree delle zone franche e io
penso che noi dobbiamo avviare queste procedure e le dobbiamo
avviare altrettanto velocemente.
Non possiamo perdere tempo in questo senso. Io non so il Governo
cosa ha fatto in questo senso, perché questa è una mozione ormai
datata, l'abbiamo presentata il 6 marzo 2013. Queste sono delle
cose che non possono esistere Una mozione non può essere discussa
dopo quasi sei mesi
Le chiedo perdono, signor Presidente; il mio non è né un attacco
di tipo politico, non è un attacco alla Presidenza, ai capigruppo,
a nessuno, è - credetemi - una richiesta forte di rimpadronirci del
nostro orgoglio di essere parlamentari e di fare i parlamentari.
Quindi, io mi fermo, non ho nient'altro da dire sulle zone franche
urbane perché è un processo molto semplice, ritorno a dire non è
complesso, il Governo non so se ha già fatto dei percorsi, dei
passaggi in questo senso, ma, secondo me, servirebbe anche un
confronto con le Regioni che già su questo sono andate avanti, come
ad esempio la Sardegna, preparare tutti questi atti propedeutici
affinché noi possiamo percorrere questa strada; non dimentichiamo,
infatti, che l'istituzione delle zone franche urbane permetterà a
quelle porzioni di territori che rientreranno anche una forma di
defiscalizzazione e una forma di risparmio su quelli che sono gli
interventi sull'IVA, per esempio, e su altri tributi. Quindi,
chiediamo al Governo, con questa mozione, un intervento celere.
Signor Presidente, ciò che mi preme ribadire è di organizzarci
meglio. Capisco che ora si va verso la pausa estiva e, quindi,
faremo molto poco, ormai la parte sperimentale è finita, ma alla
ripresa dobbiamo rimpadronirci del nostro ruolo e dobbiamo produrre
atti concreti.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi trattiamo il
tema delle zone franche urbane.
Il collega che mi ha preceduto diceva che non è importante la
presenza del Governo perché quest'Aula non produce. E' vero, a
volte non è importante la presenza del Governo, ma a volte perché
le Commissioni possano evadere alcuni disegni di legge è
necessaria, perché alcuni disegni di legge possano arrivare in
Aula, la presenza del Governo perché alcuni disegni di legge, se
non c'è la spesa, non possono esitati dalla Commissione.
Io non mi sento, onestamente, di dire che quest'Aula è bloccata
nell'attività di lavoro perché ci può essere più o meno
un'opposizione.
Oggi, invece, il rinvio a martedì sull'albergo diffuso era un
rinvio strumentale perché è rimasto all'ordine del giorno, nessuno
vuole presentare emendamenti. Personalmente ho posto alcuni
interrogativi che se fossero stati chiariti oggi stesso, non avrei
avuto problemi ad andare avanti ed approvare un disegno di legge
sull'albergo diffuso. Ma il disegno di legge sull'albergo diffuso è
una legge che programma e necessita della presenza del Governo
affinché si possano realizzare tutti gli alberghi diffusi che
vogliamo ma i privati perché possano investire, realizzare delle
strutture alberghiere devono capire se ci sono o meno dei bandi.
Quindi, l'Assessore avrebbe dovuto dare soltanto alcuni chiarimenti
relativamente a questo.
Oggi, cari colleghi, affrontiamo il problema delle zone franche
urbane. Sappiamo che le zone franche urbane inizialmente sono state
individuate con tre città: Librino, Gela e Catania. Sono state
individuate queste città, inserite anche nella norma finanziaria e
concordate con la Comunità europea.
Successivamente la Regione ha emanato un altro bando e, quindi,
sono state inserite altre dodici città. Ad oggi le zone franche
urbane risultano quindici e siccome devono essere finanziate, non
sono ancora partite.
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Sono diciassette.
GRASSO. Sono quindici e verranno finanziate col PAC. Oggi, si
chiede di estendere, perché così avrebbe fatto la Sardegna, le zone
franche a tutta la Sicilia.
Premesso che voterò questa mozione, vorrei esporre le mie
perplessità. Le mie perplessità nascono forse perché sono un
amministratore, e sono condizionata o perché ritengo che la
programmazione debba partire dai territori perché quando si parla
di sviluppo sostenibile credo che sia soltanto il territorio stesso
che possa stabilire quale sia lo sviluppo sostenibile per esso ed
anche l'albergo diffuso si inserisce in quel contesto quando
parliamo di turismo.
Le zone franche urbane prevedono la defiscalizzazione; quando
invece piuttosto - glielo chiedo, Assessore, sommessamente - che
alle zone franche, e da qui le mie perplessità, che prevedono la
defiscalizzazione, noi oggi dovremmo più che altro guardare alle
zone interne che sono quelle aree che prevedono lo sviluppo del
territorio a 360 gradi.
Altro problema che mi pongo, nel momento in cui andremo ad
approvare questa mozione - dobbiamo essere realisti - con il PAC
verranno finanziate le dodici, le quindici città che sono state
inserite, che sono state già condivise perché appartengono con la
Comunità Europea, con il Governo centrale.
Noi siamo sicuri, approvando questa mozione, che il Governo
regionale possa fare diventare zona franca tutta la Sicilia per la
defiscalizzazione? Perché sappiamo che i Regolamenti interni della
Comunità Europea sono molto rigidi, perché violano il principio di
libera concorrenza, perché significa che la Sicilia, rispetto alla
Calabria o rispetto ad un'altra regione d'Italia, avrebbe una zona
franca e quindi le imprese della Sicilia, rispetto alle imprese di
un'altra regione dell'Italia violerebbero quel principio di libera
concorrenza che è previsto nei Regolamenti interni della Comunità
Europea.
E' solo un mio pensiero, possibilmente sto sbagliando, ma lo sto
esternando e lo sto esternando al Governo perché ritengo di essere
un amministratore attento e ritengo che, siccome parecchi errori si
sono fatti sui fondi comunitari 2007/2013 e ricordiamo che a
proposito di mozioni, caro collega, io ho presentato una mozione
sui fondi comunitarie e sui fondi europei che oggi, se fosse stata
discussa e se il Governo fosse stato sensibilizzato a gennaio, noi
oggi non ci troveremmo nella situazione in cui siamo, perché te lo
posso dire per un'esperienza vissuta per alcuni progetti presentati
dal PIST che stavano rischiando di andare a finire in malora se
proprio noi, io ed altri sindaci, non ci fossimo accorti che
comunque era stato sforato il patto di stabilità. Quindi, oggi
siamo già in ritardo e rischiamo di disimpegnare queste somme.
E quindi, siccome l'unica possibilità per lo sviluppo di questa
Sicilia è la programmazione europea io sommessamente dico che
possibilmente, forse, sarebbe difficile, anche qualora approviamo,
perché la voterò pure io anche se non sono d'accordo perché sarà
difficile che la Sicilia possa diventare, tutta la Sicilia, zona
franca, perché la zona franca deve essere stabilita quale porzione,
quale città, quale territorio è più svantaggiato, quale area è più
svantaggiata rispetto alle altre.
Al Governo invece chiedo un'altra cosa, quando dico che è
importante la presenza del Governo. Il PO FESR vedeva e qui ci
sarebbe stato se quella mozione fosse stata calendarizzata in tempo
e non prima per i limiti della finanziaria, ora non so quando sarà
calendarizzata perché ho chiesto la calendarizzazione, quando noi
parliamo del PAC e parliamo del PO FESR non dobbiamo dimenticare
che parecchie risorse dal PO FESR sono state spostate e sono state
spostate nel PAC. Con il PAC noi non abbiamo finanziato lo
sviluppo, abbiamo finanziato i PIP, abbiamo finanziato la cassa
integrazione, abbiamo finanziato l'emergenza della Sicilia. Quindi,
una cosa è fare annunci e lavorare, una cosa è la programmazione.
Questa Sicilia è ferma Questa Sicilia sta morendo Non c'è un solo
progetto che sta partendo
Allora io chiedo: ci sono i soldi nel PAC per fare partire intanto
le quindici città che devono partire? Ci sono i soldi nel PAC
perché il Governo si possa impegnare a che la Sicilia diventi tutta
zona franca urbana? E se ci sono i fondi nel PAC, per quale motivo
ancora il patto dei Sindaci paga un comitato scientifico e si era
detto che entro dicembre sarebbe partito e ancora del PAC del patto
dei Sindaci non c'è traccia? E perché il Presidente ha detto che
poiché mancavano i soldi del PAC per i cantieri di lavoro li
avrebbe anticipati la Regione?
Sono solo degli interrogativi a cui, forse, il Governo e
l'Assessore ci potranno dare qualche risposta.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
innanzitutto per chiarire che per quanto queste nozioni riguardano
dei temi simili, in realtà sono molto differenti tra loro, perché
le zone franche urbane sono una cosa e la zona franca è un'altra
cosa. E quindi, volevo tranquillizzare la collega Grasso che i
fondi stanziati per le zone franche urbane nulla hanno a che vedere
con la zona franca, proprio perché la zona franca urbana prevede
degli stanziamenti che andranno ai singoli Comuni per andare a
sgravare e defiscalizzare alcune aree del nostro territorio. Mentre
la zona franca è tutt'altra cosa perché prevede un regime fiscale e
doganale completamente diverso e speciale riconosciuto dalla
Comunità Europea.
Io non dico che la Comunità Europea riconosca necessariamente
tutta la Sicilia zona franca, ma credo che almeno una battaglia
vada fatta.
Noi avevamo un termine che era il 24 giungo proprio perché la
Comunità Europea entro il 24 giugno doveva rifare il Codice
doganale e a quel punto non potevamo più intervenire. Questo
termine è slittato all'1 novembre e, quindi, chiedo al Governo di
impegnarsi al fine di poter ottenere questi sgravi perché, in un
momento come questo in Sicilia, credo che per lo sviluppo della
nostra terra l'unica cosa che possiamo fare è pensare che imprese
che vengono da fuori intervengano qua in Sicilia per creare le
infrastrutture, tutte quelle occasioni, data già la nostra
burocrazia pesante, che possano servire per lo sviluppo della
nostra terra.
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
signori deputati, per quanto riguarda il primo intervento, quello
dell'onorevole Dipasquale, in cui ha parlato dell'emergenza che il
Governo (ma io dico il Governo insieme anche alla politica quindi
all'Assemblea) ha di parlare di strategie, di pianificazione, di
attività per lo sviluppo e per la crescita, sono assolutamente
d'accordo e sono anche d'accordo sul fatto che molto spesso non c'è
bisogno che il Governo sia in Aula, piuttosto condividiamo una
strategia comune e ognuno, nel rispetto del proprio ruolo e delle
proprie funzioni, nei propri ambienti, porti avanti un programma
unico per poi incontrarci e fare una sorta di monitoraggio sulle
azioni portate avanti per capire se riusciamo a concretizzare
un'unica strategia finalizzata allo sviluppo.
Sono d'accordo con questo modo di vedere, è anche un modo per fare
la politica, appunto, del fare in cui Governo ed Aula credo che
possano essere semplicemente tutti d'accordo.
Non intralcio alcun motivo per cui nessuno possa dire: si fa o
non si fa ; non ci sono colori politici quando si parla di creare
sviluppo e quando si parla di decidere sulle strategie anche del
futuro per lo sviluppo, credo che ognuno di noi debba ascoltare la
propria coscienza e quindi il proprio senso di responsabilità e
guardare avanti.
Questa, comunque, penso che sia la posizione in cui il Governo si
stia trovando in questo momento, ma penso anche quest'Aula, perché
di fatto se guardiamo bene quello che è successo da dicembre (alla
fine non sono neanche quasi sette mesi) fino ad oggi abbiamo
cercato di sbarcare il famoso lunario e abbiamo cercato di perdere
il meno possibile, recuperare il più possibile e abbiamo anche
cercato in questo ginepraio di eventi, di azioni e di attività che,
comunque, dovevano essere effettuati, anche di individuare quelli
che sono gli obiettivi generali, i macro-obiettivi di crescita su
cui noi, adesso, dobbiamo lavorare bene, con molta serenità, con
molta freddezza in termini proprio di organizzazione mentale e di
organizzazione politico anche territoriale su tutto ciò che
riguarda la nuova programmazione.
Dico, quindi, che per me nulla è perso, anzi abbiamo solamente
guadagnato. E' stato un modo anche per identificare quelle che sono
le linee più importanti, quelle strategiche di sviluppo e in questo
il PAC c'è servito tantissimo, perché, comunque, il PAC è un
contenitore in cui sono stati inseriti quelli che già sono degli
obiettivi che potrebbero essere ben sviluppati in modo più
strategico, più trasversale e aggiungerei anche più competitivo.
Quando dico più competitivo intendo che veramente lì ognuno di noi
deve intervenire con un grande senso di responsabilità e lavorare
insieme, appunto, sulla nuova programmazione.
Passiamo subito, quindi, al discorso delle zone franche urbane.
Perché nel PAC abbiamo inserito queste zone? Per quale motivo?
Perché dovevamo inserire delle misure a supporto delle micro e
piccole imprese sottoforma di incentivi per la crescita.
Sappiamo benissimo, come ha detto l'onorevole Grasso, che
l'esperienza delle zone franche urbane proviene da due finanziarie
che le hanno istituite e hanno pure individuato alcune zone franche
urbane anche in Sicilia; però, è anche vero che poi siamo anche
testimoni di una finanziaria del 2010 che, improvvisamente, svuota
queste zone franche urbane non avendo copertura finanziaria e dice
beh le zone franche urbane non esistono più come contenitori di
misure che incentivano, quindi, sia dal punto di vista fiscale sia
dal punto di vista produttivo, diventano zone a burocrazia zero .
L'esperienza del PAC è quindi la fase finale poi della ripresa
perché comunque la Regione Sicilia non si è fermata e anche questa
è stata la dimostrazione del fatto che crede in questa strategia,
in questo strumento e la storia, quindi, ci insegna che è uno
strumento che possiamo riproporre per il futuro, anzi, dovremmo
impegnarci, a mio avviso, per cercare di capire come questo
strumento possa essere ancora presente con la nuova programmazione
perché, purtroppo, dobbiamo anche essere assolutamente seri
nell'accettare il fatto che con la nuova programmazione lo
strumento zona franca urbana non è contemplato o, comunque, non lo
è in questo modo perché con la nuova programmazione verranno messi
a disposizione dei fondi per la crescita in termini proprio di
sviluppo tecnologico, di sviluppo competitivo, di sviluppo sociale
in cui, comunque, la zona franca urbana, che rappresenta un luogo
in cui con la defiscalizzazione crea degli interventi in quid de
minimis, quindi, siamo fuori da quelli che sono proprio gli
obiettivi strategici della nuova programmazione.
Così come erano fuori dagli obiettivi strategici le grandi opere
che siamo riusciti a bloccare e a far sì che venissero realizzate
anche prima che arrivasse la nuova programmazione proprio per non
perdere questi grandi lavori infrastrutturali.
Sulla base della consapevolezza che dobbiamo avere e che,
comunque, la nuova programmazione ci imporrà di conoscere delle
norme e ci imporrà anche di accettare dei vincoli, perché sono dei
vincoli comunitari, dobbiamo essere seri abbastanza da dire beh
questa è la nuova programmazione, cerchiamo, comunque, di
concertare una politica di sviluppo territoriale che può essere
creata anche con una concertazione di fonti regionali che supporti
una programmazione fatta appunto con i fondi strutturali.
Per questo motivo, dico che non chiuderei questa speranza o
possibilità di poter continuare a parlare di sviluppo, cercare di
capire se possiamo concertare insieme, riproporre questi strumenti
e al massimo riproporli in un altro modo, per creare anche più
chiarezza nell'utilizzo di questi strumenti e maggiori possibilità
per territori che, purtroppo, sfuggono ai 17 - perché non sono 15 -
, alle 17 zone franche urbane e, comunque, dico che, per fortuna,
almeno 17 le abbiamo messe dentro il PAC e potranno utilizzare
questo strumento che definisco fondamentale, in questo preciso
momento; un momento in cui, comunque, c'è una crisi che grava
davvero sulla vita delle piccole e micro imprese che, all'interno
delle città, rappresentano la vita economica dei nostri centri
storici.
L'arrivo delle zone franche urbane in queste 17 città si spera sia
proprio la boccata di ossigeno che serve, innanzitutto, per non
fare morire quelle attività che, magari oggi, stanno per morire e,
dall'altra parte, magari, deve servire per ricreare
quell'animazione territoriale da cui partono, comunque, degli input
che sono degli input positivi e degli input di sviluppo.
Se riusciamo a concentrare bene quello che succederà in queste 17
città e cerchiamo pure di integrare quelli che sono gli altri
strumenti che, comunque, all'interno del PAC sono contenuti e che
riguardano pure la crescita delle imprese - penso al credito di
imposta, penso anche alla individuazione di aree di crisi che
possono essere aree individuate, oltre a quella di Termini Imerese
- penso anche alla misura che abbiamo inserito all'interno del PAC
che riguarda in modo specifico lo sviluppo industriale della
Sabatini, la cosa importante deve essere che la zona franca urbana
è uno strumento che in modo integrato deve interagire con
l'utilizzo di altri strumenti.
Se, quindi, riuscissimo ad utilizzare, in questa fase, questi
strumenti in una logica di intervento integrato, potremo comunque
poter dire che, nel tempo, l'effetto positivo della zona franca
urbana sarà servito a qualcosa perché avremo recuperato pezzi di
vita all'interno di 17 città che, a livello regionale, nel contesto
regionale, hanno comunque un'importanza notevole.
Le città che godranno dello strumento della zona franca urbana
sono: Catania e, quindi, stiamo parlando di una delle città più
importanti della Sicilia. Peraltro, la zona franca urbana di
Catania comprende anche la zona di Librino in cui, sapete
benissimo, che la zona franca urbana rappresenta anche un
intervento a favore della fuoriscita dal disagio sociale e, quindi,
un intervento che cerca di potenziare al massimo quelle che sono le
caratteristiche produttive e anche commerciali che questo
importante quartiere della città di Catania può avere e dico:
attenzione a sapere utilizzare bene questo strumento perché può
essere l'inizio, una prova, un tentativo, l'inizio di un nuovo modo
di ragionare e sviluppare le attività all'interno dei nostri centri
urbani; ci sarà Gela; c'è Erice, Termini Imerese.
Su Termini Imprese, volevo aggiungere un'altra cosa. Oltre al
riconoscimento della zona franca urbana, all'interno della città,
abbiamo richiesto al Ministero, secondo anche la possibilità che la
legge salva Italia aveva dato per le aree di crisi complesse di
allargare la zona franca urbana anche per l'area industriale.
Questo perché? perché abbiamo ritenuto opportuno approfittare di
questa occasione, in modo tale da dare un addendum, un valore
aggiunto, ad un'area in cui, comunque, la Regione sta investendo,
in termini non solo finanziari ma anche di politica strategica,
politica di attrazione e investimenti, la possibilità di potere
avere, anche nell'area industriale, uno spazio e una zona franca
urbana ci è sembrata anche un elemento che aumenta l'appeal da
parte degli investitori che, comunque, stanno cominciando ad essere
anche di più, per fortuna, e che sono interessati ad investire in
quest'aerea.
Per quanto riguarda le altre città, abbiamo: Messina e anche
questa è una città importantissima, Barcellona, Aci Catena,
Castelvetrano, Palermo Brancaccio e, anche questo, alla stregua
della Librina di Catania, credo sia importante, sia dal punto di
vista socio-economico sia anche dal punto di vista del valore
istituzionale, dell'idea di portare uno strumento così importante;
Trapani, Bagheria, Acireale, Giarre, Palermo Porto, Sciacca, Enna,
e Vittoria.
Queste, quindi, sono le diciassette zone franche urbane. Per
quanto riguarda la fase dell'istruttoria, abbiamo già avuto il
decreto del Ministero che è stato pubblicato. Sulla base di questo
decreto, attendiamo la pubblicazione in Gazzetta dei singoli
decreti con il riporto delle somme - anche se già, all'interno del
PAC, hanno distribuito l'intero importo delle somme per ciascuna
città - ed è stato fatto in base sia al calcolo che è uscito fuori
dagli indicatori, che vanno dal disagio sociale alla disoccupazione
piuttosto che alle potenzialità di sviluppo della città, e anche
all'entità della popolazione. Sulla base, quindi, di questi
decreti, la Regione, poi, potrà fare un ulteriore intervento, cioè
che dovremo attivare, entro i 90 giorni da questa pubblicazione, il
decreto del Ministero che, appunto, istituisce queste diciassette
zone franche urbane. C'è la possibilità da parte della Regione di
poter fare una proposta sulla base delle famose riserve di scopo,
quindi, secondo le riserve che si creano.
Sappiamo benissimo, infatti, che la vecchia Legge Bassanini
prevedeva il decentramento per la gestione degli incentivi a
livello industriale. Nella nostra Regione, non è mai avvenuto
questo decentramento cui si riferiva la legge e, invece, secondo
l'articolo 31 di un altro decreto, adesso, possiamo gestire queste
riserve finanziarie e le possiamo proporre al Ministero come un
addendum a quelli che sono già i 147 milioni di euro stanziati per
le diciassette zone franche urbane.
Sulla base di quest'altra opportunità che abbiamo, nonostante la
Regione siciliana lo farà in cabina di regia con il Ministero,
però, la base, la proposta arriverà dalla Regione; lì, quindi,
dovremo decidere se incrementare queste diciassette zone franche
urbane, in termini di spesa, appunto, di somme contenute
all'interno delle singole città, o magari fare una scelta a tutto
campo, quindi, utilizzare questi 41, 42 milioni circa per
intervenire all'interno di questa città con degli interventi
infrastrutturali, per qualificare ancora di più la zona franca
urbana.
Questo, ovviamente, sarà una strategia che dobbiamo scegliere e
che dobbiamo comunicare al Ministero, entro i 90 prossimi giorni.
Stiamo già discutendo anche con la programmazione, così come la
Commissione Ministeriale, per avere le schede pronte da inviare e
non perdere tempo. Peraltro, la Sicilia, nella fase di istruttoria,
ha anticipato molto i tempi del Ministero, perché il decreto è
stato pubblicato un paio di settimane fa, ma abbiamo già inviato le
schede sulle zone franche urbane circa qualche mese fa; siamo,
quindi, abbastanza in linea.
A settembre, il Ministero, dopo la pubblicazione in Gazzetta, farà
i bandi ed i Comuni potranno presentare le loro istanze
direttamente ai banchi che verranno gestiti a livello centrale dal
Ministero. L'intervento della Regione, però, sarà importante
perché, infatti, domani, faremo il primo incontro con tutti i
sindaci dei Comuni che potranno utilizzare lo strumento della zona
franca urbana, diciassette Comuni.
Domani, avremo questo incontro con tutti i sindaci e proporremo
loro, abbiamo già chiesto ai sindaci di portare le schede in cui ci
sono anche delle linee direttive in cui i sindaci stessi, comunque,
descrivono quelli che sono anche gli obiettivi più strategici delle
città, in modo tale che un intervento della zona franca urbana, che
ahimè definisco, sicuramente, non è corposo nella misura in cui
magari queste città meritavano di poter avere un intervento anche
più importante.
Già questo piccolo assaggio di ossigeno, dico, in termini di
incentivi finanziari, può servire, comunque, per ripristinare,
riordinare quelle che sono le situazioni messe un po' più male
rispetto alle altre e, quindi, aiutare in questo anche le
amministrazioni locali a non fare morire le città.
Faremo, quindi, questo lavoro in collaborazione con i sindaci; ci
saranno degli sportelli aperti che collegheranno gli Uffici del
Dipartimento attività produttive collegati, a sua volta, con la
Presidenza e gli Uffici tecnici del Comune e, quindi, ci sarà
questo rapporto costante da domani fino al momento in cui i Comuni
presenteranno le istanze e per noi è importante anche questo
rapporto con le amministrazioni locali perché, proprio sulla base
delle schede che, domani, i sindaci porteranno e, sulla base anche
della discussione che, domani, i sindaci ci comunicheranno,
comunque, costruiremo queste famose schede per la gestione di
queste riserve finanziarie da aggiungere alle zone franche urbane.
Questo per quanto riguarda lo stato di queste 17 zone franche
urbane. Per quanto riguarda, invece, le domande che sono state
fatte sulla possibilità di richiedere e, comunque, che ci siano le
zone franche, è giusta la distinzione che è stata fatta tra zona
franca urbana e la zona franca.
In questo caso, l'onorevole Sudano parlava della zona franca
doganale che è quella che, infatti, abbiamo in Sardegna. E' stato
anche abbastanza dettagliato l'intervento dell'onorevole Sudano che
ha parlato del 24 giugno. Su quello, questa è una bella strategia
da condividere con il Governo e l'Aula. Questo deve fare parte,
comunque, di una politica di sviluppo strategica in cui la zona
franca urbana o, comunque, la zona franca doganale diventa uno
strumento importante per conseguire l'obiettivo.
Noi, però, dobbiamo fissare questi obiettivi perché, vi dirò di
più, le zone franche possono essere inserite e, questo magari ve lo
anticipo, spero, anche entro anche la prossima settimana e comunque
sicuramente entro la fine di luglio, di portare in Commissione il
testo unico delle attività produttive che è già pronto. Domani,
avrò l'ultimo incontro con tutte le associazioni e sindacati perché
ho voluto condividere, comunque, con il partenariato socio-
economico, sin dal nascere; domani, avremo l'ultimo incontro,
dopodiché, porterò il testo unico di attività produttive
all'approvazione della Giunta e, ovviamente, poi - conoscete meglio
di me l'iter da seguire - della Commissione, per poi incardinarlo
nei lavori dell'Aula. Spererei che fosse inserito con la priorità
proprio perché il testo unico delle attività produttive può
rappresentare, in questo specifico momento, anche abbastanza grave,
quella base normativa che inquadra quelle che sono anche le
emergenze ma anche quelle che sono le potenzialità su cui bisogna
puntare, andare avanti e che riguardano i settori strategici che
sono: il commercio, l'artigianato e l'industria.
Ovviamente, del commercio, nel testo unico, sono rappresentate
anche tutte le attività collegate con il turismo e tutte le
attività collegate con i settori agricoli. E' molto importante e
per questo, quindi, è una sorta di testo che rappresenta la forza,
che norma i rapporti economici tra i vari settori produttivi.
Quando incardinerò questo testo - in Aula sto continuando a
lavorare perché credo che un testo unico delle attività produttive,
senza la parte cruciale, che è il testo sugli incentivi, perché se
sul testo unico attività produttive indichiamo quelli che sono i
settori, i rapporti tra i settori economici, dall'altra parte, urge
un Piano investimenti e a questo urge, ovviamente, un testo che
normi, che definisca quelli che sono gli strumenti che la Regione
siciliana vuole utilizzare: il Piano di investimenti per il
prossimo decennio se non per il prossimo quinquennio.
Il mio auspicio è quello di potere condividere con l'Aula oltre al
testo unico sulle attività produttive anche quest'altro testo,
credo, forse, anche più importante perché, in questo momento, a
volte, perdiamo risorse o, peggio ancora, non riusciamo a
sviluppare bene le risorse economiche che abbiamo perché ci mancano
proprio gli strumenti finanziari adatti per concretizzare quelle
che sono le realtà produttive e ci mancano, molto spesso, l'assenza
di quegli iter di semplificazione snelli che possono anche
accelerare quella che è la spesa e possono anche accelerare,
quindi, anche l'arrivo e l'attrazione degli investimenti esterni.
Da parte mia, c'è tutta la disponibilità a portare avanti anche la
richiesta di tentare di raddoppiare la presenza di zone franche. La
zona franca per me va bene nella misura in cui diventa uno
strumento strategico all'interno di un Piano generale di
investimenti in cui abbiamo ben individuato quelli che sono i
settori portanti della Regione siciliana e quali sono le filiere
che devono reggere questi settori.
Nell'ottica di un Piano industriale, in una parola, preciso,
determinato, su cui si individuano anche quelle che sono le
priorità, la zona franca, così come il credito di imposta, così
come tanti altri incentivi, diventano tutti strumenti di un unico
piano.
Vi dirò un'altra cosa: stiamo, insieme all'assessore Bianchi,
lavorando in modo abbastanza costante ed ha ragione l'onorevole
Grasso perché, su molte cose, molto spesso, la Comunità Europea è
un po' sorda, specialmente quando si tratta di trasformare i fondi
strutturali in fonti di ricchezza, come dico io, di potenziale
ricchezza.
Stiamo cercando di realizzare dei fondi rotativi a supporto del
capitale circolante per le micro, le piccole e le medie imprese;
questo perché non ci saranno zone franche o zone franche urbane che
tengano. Prima evitiamo che le imprese muoiano o di credito o di
mancanza, completamente, di liquidità perché abbiamo una situazione
in cui il credit crunch sta veramente deprimendo tutti i territori
e la cosa grave è che non potremo più parlare di zone franche
urbane, piuttosto che di zone franche o di appeal o di capacità di
attrarre investimenti se scompaiono le eccellenze e i prodotti
delle aziende siciliane che, alla base, sono queste le cose più
importanti che reggono, poi, e giustificano la scelta degli
strumenti da utilizzare.
Sono d'accordo, quindi, con quello che avete chiesto; spero di
avervi aggiornato in modo più o meno dettagliato sullo stato in cui
si trovano le zone franche urbane e, per quanto riguarda la
richiesta di zona franca, vi dirò di più: abbiamo anche un altro
intervento che non ha a che fare con i fondi FESR ma è anche
riconoscimento di una zona franca, come diceva l'onorevole Grasso,
dell'entroterra Sicilia, perché anche io sono d'accordo con
l'onorevole, l'entroterra diventa anche il volano di sviluppo per
supportare anche ed ancora meglio i servizi e le realtà produttive
che nascono nelle coste della Sicilia.
E, anche lì, stiamo cercando di incardinare col Ministero
un'attività in cui si possa realizzare il progetto di zona franca
legalità che, anche questa, proviene dalle vecchie esperienze di
Governo però non si è mai realizzata e, quindi, adesso, stiamo
cercando di capire come ed in che modo deve essere strutturata
questa zona franca perché, non trattandosi, comunque, di una zona
franca che è stata riconosciuta dalla Comunità Europea, parlare di
una zona franca a fiscalità di vantaggio zero per gli investimenti
è un po' troppo difficile o, meglio, nel momento in cui ci
troviamo, non abbiamo ancora ottenuto questo riconoscimento,
nonostante sia già partita la richiesta.
Ha ragione anche l'onorevole Grasso perché, comunque, la richiesta
sulla zona di fiscalità di vantaggio per gli investimenti è partita
due anni fa e, ancora, la Comunità Europea è un po' sordina. Questo
non significa che non dobbiamo pensare ad attrezzare le zone
franche, perché le possiamo, comunque, individuare e possiamo
concertare l'utilizzo di strumenti finanziari che siano fonti
regionali piuttosto che fonti strutturali che, comunque, preparano,
predispongono i territori e, sulla base anche di una crescita di
livello territoriale, abbiamo anche più ragione di chiedere, anche
con più forza, magari con l'appoggio del Ministero - perché in
questo il Ministero (ormai diciamo che siamo diventati quasi
colleghi perché, quasi ogni settimana, stiamo alle riunioni e
parliamo di tutti questi strumenti) - è assolutamente ben
disponibile a supportare quelle che saranno le richieste che
verranno, le proposte che farà la politica di sviluppo della
Regione siciliana e, in modo particolare, tutte quelle proposte che
riguardano lo sviluppo industriale, sia all'interno delle zone
franche sia all'interno delle nostre aree industriali.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Vancheri. Dichiaro chiusa la
discussione generale. Si passa alla votazione.
DI PASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio voto,
ovviamente, è favorevole.
Ringrazio l'assessore per la relazione che ha fatto, molto attenta
ed, ovviamente, chiara. Non ci sono dubbi che il lavoro fatto sulle
17 città, sulle 17 zone franche urbane, su questo sta andando
avanti e su questo siamo non contenti ma contentissimi.
Io, per primo, immaginate che mi trovo in una provincia dove una
città - che è Vittoria -, rientra, appunto, tra le 17
Questo è un aspetto ed è un aspetto importantissimo, che questo
Governo sicuramente si porta come risultato e risultato importante.
E, per questo aspetto, ha sicuramente un significato anche quello
che era il significato della mozione presentata a marzo, che era di
sollecitare anche l'attivazione delle zone franche urbane, anche
quelle già avviate. Ma c'è anche un'altra scommessa che questa
Regione non può perdere. Come dicevo prima, in Sardegna, stanno
avviando questo percorso. In Sardegna, il 24 giugno, dovevano
diventare a tutti gli effetti zona franca urbana e solamente lo
slittamento del regolamento doganale all'1 ottobre 2013 non ha
permesso questo.
Allora, non vorrei trovarmi - assessore, attenzione perché questa
è una scommessa importante - dopo novembre, perché lei pensi a
quando è stata presentata questa mozione, questa mozione viene
presentata a marzo e, a marzo, diciamo: attenzione, abbiamo la
possibilità di diventare zona franca, abbiamo la possibilità di non
chiuderci solo nelle diciassette realtà regionali, abbiamo la
possibilità che non solo la detrazione per l'IVA ma anche la
detrazione per l'IRAP, perché in Sardegna stanno lavorando anche
sull'IRAP - purtroppo, capisco che la mia relazione iniziale è
stata riduttiva, ciò dovuto anche alla premessa che, secondo me,
era molto importante - per raggiungere l'abbattimento del 70 per
cento dell'IRAP. Lei ci dice che è difficile che si raggiunga
questo risultato. Va bene ma, attenzione, proviamoci.
Non vorrei che, ad ottobre, ci trovassimo solamente con le
diciassette zone franche e, invece, ad ottobre, la Sardegna si
ritrovasse con la motivazione del trattato di Lisbona
dell'insularità, si ritrovasse zona franca con tax free, con
l'abbattimento dell'IVA e l'abbattimento dell'IRAP e noi restassimo
solamente importanti con le diciassette zone franche urbane.
Nel ringraziarla, quindi, per quello che si è fatto e si sta
facendo, mi permetto di attenzionare ovviamente questo percorso
perché non voglio trovarmi ad essere secondo rispetto alla
Sardegna. Al massimo, un pareggio ma secondo no, assessore.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, il mio
vuole essere solo un chiarimento perché - mi riferisco alla mozione
Iniziative per l'attivazione delle zone franche urbane in Sicilia
- la distinzione fra zona franca e zona franca urbana è una
distinzione seria.
A livello legislativo, infatti, è prevista la zona franca urbana.
La zona franca è quella zona che si istituisce all'interno dei
porti per cui se Messina, tutta l'area di Messina, il porto e tutta
quella zona, avesse la possibilità, dal punto di vista
dell'estensione, di essere istituita come zona franca e, quindi, le
imprese che sorgono in quella zona dal punto di vista dei vantaggi
doganali, piuttosto che in Corea, hanno l'IVA, questo è un discorso
che fa parte del Testo Unico.
La mia perplessità nasceva dall'estensione, rispetto alla mozione
che era stata presentata e che è oggetto di discussione da Di
Giacinto e di Dipasquale, rispetto alla zona franca urbana. Per cui
il mio intervento era chiaro sulla zona franca e sulla zona franca
urbana. Il mio discorso sulle aree interne era legato alla zona
franca urbana per tutti quei motivi che ho detto.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, il
dibattito che oggi si è sviluppato sulla mozione relativa alla zona
franca urbana e alla zona franca che viene, come dire, sottolineato
come momento di crescita per la Sicilia o, meglio, come strumenti
che possono sostenere, che possono alimentare, che possono
consentire una reale crescita e uno sviluppo della Sicilia,
sicuramente, hanno una particolare valenza e, pertanto, al di là
dei presentatori o, al di là di chi assume l'iniziativa, il
Parlamento regionale credo abbia il dovere di dare un contributo ad
un dibattito che, a mio avviso, va articolato anche in una precisa
direzione.
Sono strumenti che con la originaria impostazione che vedevano
prima tre zone franche urbane in Sicilia, che, poi, sono diventate
sostanzialmente con l'integrazione delle ulteriori 17, ai sensi di
una trattativa, di una negoziazione che c'è con lo Stato-Regione,
sicuramente queste 20 zone franche urbane rappresentano per la
Sicilia un punto di partenza importante che possa determinare un
momento di reale attrazione per gli investitori, per i piccoli
imprenditori e sicuramente cosa diversa è la zona franca più in
generale che vede, come dire, una possibilità di far sì che tutto
il territorio regionale possa avere una serie di prerogative che
vanno oltre quelle che sono le agevolazioni di carattere fiscale e
previdenziale e anche di altra natura agevolativo ma che,
sostanzialmente, a mio avviso, in questo la presenza dell'Assessore
è un momento importante - perché possa sottolinearsi, al di là del
clamore o del risultato ottenuto con la decretazione delle zone
franche urbane, la necessità di avviare su questo terreno un
ragionamento che vede concretamente la possibilità, assessore, di
un piano strategico che per la Sicilia significhi - noi lo abbiamo,
nella nostra qualità di parlamentari, di partito dell'opposizione -
, il PDL ha detto, in occasione del DPEF, che era il momento in
cui, sostanzialmente, al di là della logica dei numeri e, quindi,
dell'aspetto finanziario, ci auguravamo che prevedesse una
indicazione su quelle che sono le direttrici che riguardano lo
sviluppo della Sicilia.
In questo, il nostro buon assessore Bianchi, ha avuto a
giustificarsi dicendo che magari, dal primo momento di sua uscita,
non gli ha consentito di avere avuto la possibilità di definire un
quadro complessivo. Il problema è, assessore, che se le zone
franche urbane, come dicevo prima, determinano solo un momento di
clamore giornalistico e, quindi, di un risultato che è finalizzato
a se stesso, diventa riduttivo rispetto alla possibilità concreta
che la Sicilia può avere attraverso invece, questo risultato da
inserire in un contesto più ampio, perché significa con le zone
franche urbane determiniamo il momento di attrazione per realizzare
investimenti. Ma c'è un problema di mercato, c'è un problema di
servizi, c'è un problema di infrastrutture, c'è un problema di
realtà da cui partiamo, perché voglio essere concreto e non
strumentalizzare condizioni che, invece, vanno, a mio avviso,
sostenute e potenziate.
Se, oggi, particolari poli della Sicilia rappresentano momenti di
reale attrazione, perché già esistono le infrastrutture di base,
dove c'è porto, interporto, aeroporto, mercato agro-alimentare,
caro assessore, su cui va usato un focus diretto e la invito su
questo a poter riferire anche in Assemblea, perché se i mercati
agro-alimentari che hanno sede a Catania avevano una specifica
missione, avevano una strategia complessiva di risultato che non
era sicuramente quella di sostituire il mercato all'ingrosso al
mercato agro-alimentare, il mercato ittico, ma i mercati agro-
alimentari nella loro originaria impostazione dovevano
rappresentare una piattaforma logistica che guardasse il mercato
dei paesi del Mediterraneo, da una parte, e collegare questa nostra
realtà periferica della Sicilia verso la zona di snodo centrale che
è il nord di Italia.
Allora, ad esempio, qua c'è il problema di come intervenire per
colmare questo gap che c'è, dal punto di vista del trasporto,
quindi, anche qua, invocare nuove misure.
Abbiamo, in tante occasioni, sollecitato affinché le università,
le associazioni di categoria, la nostra azione anche della
programmazione, individuassero un momento innovativo, sperimentale,
promuovendo, ad esempio, un progetto e sul piano dei trasporti si
determinasse un momento di riduzione di costi e quindi rendere più
competitivo questa nostra delocalizzazione.
Però, caro assessore, niente di tutto questo.
Allora, noi in un contesto di proposta riteniamo che questi sono
gli argomenti che vano ad essere integrati a questo risultato che
con le zone franco-urbane noi pensiamo di poter ottenere.
E' un risultato che sarà parziale e limitato se non inserito in un
contesto più ampio che prevede una serie di altri interventi che
determineranno sicuramente una possibilità complessiva di sviluppo.
Allora, è questo il nuovo modo di approcciare un problema che deve
guardare lo sviluppo della Sicilia, è questo il significato che
deve avere, anche in un ottica di programmazione seria che la
Regione deve pensare di definire, cosa intendiamo fare non solo
dello strumento che oggi si è venuto a determinare, ma di tutto ciò
che in atto la realtà siciliana dispone, il contesto dei servizi
che comunque esistono, magari ce ne vorrebbero altri, e penso per
un momento - come riportava ieri Il Sole 24 Ore-, un piano per la
portualità che per la Sicilia diventa un altro punto strategico di
crescita e di sviluppo, perché noi abbiamo una possibilità di
utilizzare ancora oggi le risorse comunitarie, non so che fine
abbia fatto la misura 3.225 del foro sulla definizione del piano
portuale per la Sicilia, però, anche questo è un altro pezzo di un
mosaico che, a mio avviso, deve essere composto.
Quindi, assessore, una serie di interventi che devono essere oggi
individuati, collegati attraverso un filo logico di razionalità e
attraverso questa nuova impostazione poter guardare ad una seria
reale possibilità di programmazione e, quindi, di crescita della
nostra Sicilia.
Concludo, dicendo, sicuramente il problema anche delle
competizioni o delle moratorie che la Comunità Europea o di
penalizzazione per la disparità di concorrenza che vuole
evidenziare, sono anche queste oggetto di discussione.
Però, io ritengo, che così come anche altre regioni stanno, in
questo caso la Sardegna, pensando di avviare ad un percorso che
possa portare a un momento di grande agevolazione perché il
territorio, in questo caso della regione siciliana, possa essere
considerato zona di attrazione secondo un piano, anche qua, da
definire, e un piano che possa essere concertato con l'Unione
Europea, anche questo, io ritengo, che è motivo di grande
interesse.
Allora, proprio in questa ottica io ritengo che le mozioni qui
presentate hanno, a mio avviso, una valenza, comunque uno stimolo,
comunque un impegno perché si possa aprire in questo Parlamento un
momento di dibattito serio per portare a risultati, a ulteriori
tappe di un percorso che, non illudiamoci, possa essere definito,
ma che assieme con l'impegno di tutti possa determinare un concreto
momento di prospettiva per una Sicilia che tanto patrimonio ha con
i beni culturali, ambiente e turismo reale integrato in un sistema
con la portualità, con il suo grande patrimonio che è
l'agricoltura, con il suo grande patrimonio che è l'energia e la
possibilità di determinare, anche attraverso l'utilizzo delle
risorse umane, un diverso momento di impegno ma sicuramente questi
passano da una grande attività di confronto, da un grande senso di
responsabilità che le forze politiche devono dimostrare con i fatti
e non con le parole.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri iscritti a parlare pongo in
votazione la mozione n. 54 Interventi per ottenere il
riconoscimento per la Sicilia dello status di zona franca.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la mozione n. 55 Iniziative per l'attivazione
delle zone franche urbane in Sicilia .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Leanza è in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
CIANCIO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente onorevoli colleghi, ho presentato un
ordine del giorno che purtroppo è stato ritenuto inammissibile per
questioni di Regolamento; però ci tengo che l'Assemblea, nel caso
in cui non ne fosse a conoscenza, sappia cosa si sta verificando a
Catania e in particolare la situazione di un imprenditore agricolo
di Paternò, che ha subìto delle intimidazioni fortissime da parte
di personaggi mafiosi.
Lo leggo, così almeno posso spiegare esattamente cosa è successo:
«Il 30 giugno 2013 il trentasettenne imprenditore agricolo,
Emanuele Feltri, impegnato da anni nelle lotte contro il degrado
ambientale in cui versa l'oasi di Ponte Barca', e più in generale
l'intero territorio della Valle del Simeto, ha subìto un atto
intimidatorio di chiaro stampo mafioso.
Quattro delle sue pecore sono state trovate morte, impallinate da
un fucile da caccia.
Una testa recisa dal corpo di uno degli animali, si trovava
davanti la porta dell'abitazione dell'agricoltore.
L'accaduto ha fatto scattare nelle coscienze di molti cittadini di
Paternò e nelle città vicine una volontà di resistenza
all'oppressione criminale ed un desiderio di riscatto
dall'illegalità e dall'incuria che dilagano nell'area come in molte
altre località siciliane ed italiane.
Considerato che le cause dietro quella pesante intimidazione, a
detta dello stesso Emanuele Feltri, vanno ricercate nell'utilità
che è stata data al sito a causa dell'assenza delle istituzioni -
evidentemente abbiamo dato fastidio per la questione Oasi , dice
lui, considerato che l'Oasi del Simeto è una riserva naturale di
circa duemila ettari, istituita nel 1984 dalla Regione siciliana e
che per anni non è stata trattata come tale, dato che chiunque ci
gettava al suo interno di tutto: dai copertoni alle lamiere di
eternit.
Lo stesso Emanuele Feltri spiega che, tramite il comune, è stato
chiuso l'accesso all'Oasi per i mezzi di trasporto, in questo modo
i camion non possono più scaricare rifiuti.»
L'ordine del giorno è lungo, mi soffermo sulle richieste che
l'imprenditore ha fatto al Governo.
Ho saputo che stamani si è incontrato col Presidente Crocetta e
sono state consegnate allo stesso le richieste che vorrei venissero
prese in considerazione anche da quest'Aula e nel caso vengano
esitate dalla Commissione competente.
Le richieste dell'imprenditore sono:
-attivarsi affinché si realizzi una seria ed effettiva gestione
dell'oasi faunistica di Ponte Barca da parte dell'ente preposto;
- disporre un immediato intervento delle forze dell'ordine e delle
altre autorità preposte contro le micro e macro discariche e gli
sversamenti altamente inquinanti nel Simeto, anche attraverso il
pattugliamento dell'Oasi di Ponte Barca e del SIC di Pietralunga da
parte delle Guardie Forestali;
-intraprendere azioni che determinino il ripristino e la regolare
manutenzione delle vie di comunicazione nell'area di Ponte Barca,
in contrada Sciddicuni', realizzando l'allaccio della rete
elettrica nella contrada stessa - che consentirebbe il normale
svolgimento delle attività produttive.
Questo è quanto chiedono al Governo, tramite il loro appello, ed è
giusto che anche l'Assemblea regionale siciliana e tutti i deputati
se ne facciano carico e facciano di tutto affinché queste richieste
vengano accolte.
PRESIDENTE. Ringrazio l'onorevole Ciancio per averci messo a
conoscenza di questo atto da condannare e credo di interpretare i
sentimenti di tutti gli onorevoli presenti.
Sono certo che in IV Commissione, dove si discuterà di queste
richieste, l'onorevole Trizzino che la presiede, insieme agli altri
onorevoli che la compongono, sapranno portare avanti le richieste
di questo imprenditore.
CANCELLERI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo a questa
Presidenza, con la stessa solerzia con la quale ha preso la
decisione di rinviare il dibattimento del disegno di legge a
martedì prossimo, di prendere in esame la richiesta che, a nome del
Gruppo parlamentare Movimento cinque stelle', ho indirizzato al
Presidente Ardizzone nella quale chiedo che inviti a riferire in
Aula il Presidente della Regione, onorevole Rosario Crocetta,
riguardo ai fatti relativi alla mancata erogazione del credito di
imposta alle 1184 aziende siciliane che, di fatto, in questo
momento si trovano bloccate per - lo apprendo dai giornali - un
guasto al server come ha riferito l'Assessore Bonafede in una
dichiarazione giornalistica.
Qualora fossero vere, sono imputabili ad azioni relative a periodi
storici quali il Medioevo, dove una Regione ferma le proprie
aziende perché un computer, un server è un computer, si rompe e
rimangono al palo circa 75 milioni di euro che invece dovrebbero
andare a rimpinguare le scarsissime casse delle imprese siciliane
che non solo fanno assunzioni per ventimila soggetti svantaggiati,
ma si ritrovano invece a dovere sopperire anche alle mancanze
economiche che per legge erano state previste per loro.
Quindi chiedo, con la stessa solerzia, che venga invitato il
Presidente della Regione a venire a riferire in Aula, visto che in
Commissione il Presidente Greco ha accolto e ha già calendarizzato
la richiesta di audizione con l'assessore Bonafede.
GRASSO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, semplicemente per
dire che ho condiviso l'azione del Movimento Cinque Stelle, quindi
mi associo alla richiesta dell'onorevole Cancelleri.
FALCONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, era soltanto per
dire che anche noi avevamo rivolto i nostri sentimenti e i nostri
segni di solidarietà all'imprenditore Emanuele Feltri. E' chiaro
però che una precisazione vada fatta e allora in questa sede ne
prendo spunto.
La sicurezza del territorio passa anche attraverso, se vogliamo,
la predisposizione di mezzi, di uomini e di risorse finanziarie.
Mai come in questo momento, ad esempio le Province stanno
attraversando un grave problema finanziario. Ieri c'è stato un
incontro a Palazzo d'Orleans tra i nove Commissari delle Province
regionali della Sicilia e l'Assessorato delle autonomie locali.
I Commissari hanno manifestato la loro difficoltà gestionale al
governo del territorio, perché privi delle risorse e degli
strumenti finanziari. Fra questi è stato manifestato proprio per la
Provincia di Catania il mancato trasferimento, per le guardie
venatorie delle oasi, e per tutti coloro che svolgono un servizio
di controllo, di sicurezza in quelle che sono le riserve della
nostra Isola.
Questa mia richiesta va nel senso di invitare il Governo - che
nella prossima manovra finanziaria, che speriamo arrivi entro la
fine di luglio -, a trasferire alle Province regionali della
Sicilia quei fondi necessari che chiedono a gran voce anche per
garantire quella sicurezza dei territori e, quindi, evitare che
fatti incresciosi, come quello che l'onorevole Ciancio ha testè
evidenziato, e per il quale c'è stata una bipartisan solidarietà da
tutte le forze politiche, bene possono non più accadere e comunque
possono essere certamente ridimensionati.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 23
luglio 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
-I - Comunicazioni
-II - Discussione del disegno di legge:
Norme per il riconoscimento dell'Albergo Diffuso in
Sicilia. (nn. 230-120-76-152/A) (Seguito)
Relatore: on. Assenza
-III - Seguito della discussione della mozione:
N. 71 - Iniziative finalizzate alla modifica della
convenzione stipulata dalla Regione siciliana con
Siciliacque S.p.A. al fine di ridurre la tariffa del
servizio idrico integrato ai cittadini degli ambiti
territoriali ottimali (ATO).
(20 marzo 2013)
FIRETTO - GRASSO - LEANZA - LA ROCCA RUVOLO - LENTINI - SAMMARTINO
La seduta è tolta alle ore 18.44
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli