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Resoconto d'Aula della Seduta n. 58 di mercoledì 17 luglio 2013
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   Presidenza del vicepresidente Venturino


   FERRANDELLI,  segretario  f.f., dà lettura  del  processo  verbale
  della  seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli: Barbagallo
  e  Picciolo per oggi; Ciaccio e Milazzo per i giorni 17 e 18 luglio
  2013;  Foti a decorrere dal 17 luglio per 10 giorni per  motivi  di
  salute.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Musumeci sarà in  missione  a
  Trapani nei giorni 18 e 19 luglio 2013.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Valorizzazione  e  promozione delle  discipline  bionaturali  e
  tutela   della  libertà  di  pratica  delle  DBN  e   dei   diritti
  dell'utente. (n. 493)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Marziano  in
  data 11 luglio 2013.

   -  Promozione  della ricerca scientifica in ambito sanitario.  (n.
  494)
   di  iniziativa  parlamentare presentato  dagli  onorevoli  Turano,
  Firetto,  La  Rocca  Ruvolo, Micciché, Anselmo,  D'Agostino,  Dina,
  Ragusa e Sorbello in data 15 luglio 2013.

   -  Norme  a sostegno dei familiari  dei  dipendenti della  Regione
  siciliana morti sul lavoro. (n. 495)
   di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Ruggirello in
  data 15 luglio 2013.

   - Norme in favore delle isole minori. (n. 496)
   di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Ruggirello in
  data 15 luglio 2013.

   - Modifiche all'art. 6 della legge regionale n. 18/1989. (n. 497)
   di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Zito,
  Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciaccio, Ciancio,  Foti,
  La  Rocca,  Cancelleri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana  in
  data 15 luglio 2013.

   -  Sostegno  alla  fruizione culturale per  le  categorie  sociali
  svantaggiate e per i giovani. (n. 498)
   di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Zito,
  Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciaccio, Ciancio,  Foti,
  La  Rocca,  Cancelleri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana  in
  data 15 luglio 2013.

    Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegni di
                                 legge
                      alle competenti Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati  alle
  competenti Commissioni:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -   Norme   per   la  liberalizzazione,  la  razionalizzazione   e
  l'ammodernamento del settore della distribuzione dei  carburanti  e
  degli oli minerali. (n. 490)
   di iniziativa parlamentare, presentato il 10 luglio 2013 e inviato
  il 17 luglio 2013.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Istituzione  delle  sezioni  ad indirizzo  sportivo  nei  licei
  siciliani. Recepimento di norme statali. (n. 491)
   di iniziativa parlamentare, presentato il 10 luglio 2013 e inviato
  il 17 luglio 2013.

    COMMISSIONE SPECIALE PER L'ESAME DEI DISEGNI DI LEGGE RELATIVI
    ALLA MATERIA STATUTARIA, AI RAPPORTI TRA L'ASSEMBLEA REGIONALE
   SICILIANA ED IL GOVERNO REGIONALE E PER L'APPLICAZIONE IN SICILIA
       DEL DECRETO - LEGGE N. 174 DEL 2012 (CD  DECRETO MONTI')

   -  Disposizioni  per  l'adeguamento ai principi  stabiliti   dagli
  articoli 1 e 2 del  decreto legge n. 174 del 2012. (n. 492)
   di iniziativa parlamentare, presentato il 10 luglio 2013 e inviato
  il 10 luglio 2013.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico i disegni di legge inviati  alle  competenti
  Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Modifiche  all'articolo 39 bis della legge regionale  6  maggio
  1981,  n.  98  e successive modifiche ed integrazioni,  concernente
  l'inquadramento  del  Dirigente tecnico con funzioni  di  direttore
  delle Riserve naturali .(n. 465)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 10 luglio 2013, parere IV.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Valorizzazione del demanio trazzerale. (n. 349)
   di iniziativa governativa, inviato il 10 luglio 2013, parere I.

   -  Uso  dei  fitofarmaci  in  Sicilia e  istituzione  dell'Agenzia
  Regionale fitofarmaci. (n. 464)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 10 luglio 2013, parere VI.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   - Norme in materia di disciplina delle guide turistiche. (n. 454)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 10 luglio 2013, parere V.

   -   Disposizioni  straordinarie  per  il  sostegno   dell'attività
  edilizia. (n. 466)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 10 luglio 2013.

   - Salvaguardia delle coste. (n. 473)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 10 luglio 2013.

   - Istituzione del fascicolo del fabbricato. (n. 477)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 10 luglio 2013, parere I.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Iniziative per promuovere la permanenza in Sicilia dei  giovani
  laureati. (n. 456)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 10 luglio 2013, parere III.

   - Disposizioni in materia di personale. (n. 468)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 17 luglio 2013.

   -   Interventi   per  agevolare  l'occupazione   e   l'inserimento
  lavorativo. (n. 476)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 10 luglio 2013, parere UE.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Applicazione della legge regionale 7 agosto 1990, n. 28  e della
  legge regionale 30 aprile 2001, n. 4. (n. 453)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 10 luglio 2013, parere V.

   -  Norme per la razionalizzazione della distribuzione del servizio
  farmaceutico nella Regione siciliana. (n. 457)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 10 luglio 2013.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -    l'onorevole  Maria  Cirone  Di  Marco,  con  nota  prot.   n.
  8235/SG.LEG.PG.  dell'8  luglio 2013,  ha  chiesto  di  apporre  la
  propria  firma al disegno di legge n. 379  Norme per  la  sicurezza
  del  patrimonio edilizio nel territorio regionale e istituzione del
  fascicolo del fabbricato ;

   -     l'onorevole   Giuseppe   Digiacomo   con   nota   prot.   n.
  8236/SG.LEG.PG.  dell'8  luglio 2013,  ha  chiesto  di  apporre  la
  propria firma al disegno di legge n. 251  Norme in materia  di  uso
  di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti ;

   -   l'onorevole  Riccardo Savona con nota prot. n. 8397/SG.LEG.PG.
  dell'11  luglio  2013, ha chiesto di apporre la  propria  firma  al
  disegno  di  legge  n. 453  Applicazione della  legge  regionale  7
  agosto 1990, n. 28  e legge regionale 30 aprile 2001, n. 4 .

      Comunicazione di elezione di Vice Presidente di Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico  che la Commissione  parlamentare   Attività
  produttive'  (III),  nella seduta n. 59  del  10  luglio  2013,  ha
  proceduto  all'elezione  del  Vice Presidente,  onorevole  Antonino
  Salvatore Germanà.

             Comunicazione di approvazione di risoluzioni

   PRESIDENTE. Comunico che:

   la  Commissione  legislativa  Cultura, formazione  e  lavoro'  (V)
  nella  seduta  n. 72 del 3 luglio 2013 ha approvato la  risoluzione
   Indirizzo  in  ordine  alle iniziative  per  la  celebrazione  del
  settantesimo anniversario dello sbarco anglo-americano in  Sicilia'
  (8/V);

   la  Commissione  legislativa  Cultura, formazione  e  lavoro'  (V)
  nella  seduta  n. 73 del 3 luglio 2013 ha approvato la  risoluzione
   Indirizzo  in  ordine  alle  problematiche  dei  lavoratori  degli
  appalti  di pulizia e accessori negli istituti scolastici  di  ogni
  ordine e grado ex LSU e dei cosiddetti  appalti storici'' (9/V).

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  942  -  Chiarimenti circa la rotazione e i  trasferimenti  del
  personale  della  Regione siciliana con conseguente  ritardo  nella
  spesa dei fondi comunitari.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Lo Sciuto Giovanni; Figuccia Vincenzo; Greco Giovanni

   N.  943  - Notizie in ordine al commissariamento dell'IRCAC  e  al
  mancato rinnovo del consiglio di amministrazione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Cordaro Salvatore

   N.  947 - Tutela occupazionale dei lavoratori di siti archeologici
  e museali, dipendenti delle  società originariamente concessionarie
  dei servizi di biglietteria e aggiuntivi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari: Lo Sciuto Giovanni; Greco Giovanni; Figuccia  Vincenzo;
  Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Federico Giuseppe

   N. 950 - Piani di controllo ed eradicazione della brucellosi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  951  - Salvaguardia dei livelli occupazionali della GETEK  ICT
  contact center INPS/INAIL di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo.

   Avverto  che  le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  933  -  Mantenimento della riserva naturale orientata Penisola
  della Maddalena.
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Cirone Maria in Di Marco

   N. 949 - Chiarimenti in ordine alla programmazione 2013/2015 delle
  risorse  del Fondo nazionale politiche sociali e del Fondo  per  la
  non autosufficienza.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo e alle competenti Commissioni.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  931 - Messa in sicurezza del lungomare di Scoglitti nel comune
  di Vittoria (RG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Assenza Giorgio

   N. 932 - Azioni in favore dello sviluppo dei distretti produttivi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Germanà Antonino Salvatore

   N.  934 - Provvedimenti da adottare a seguito della sentenza della
  Corte costituzionale del 3 luglio 2013 sul riordino delle province.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Assenza Giorgio; Germanà Antonino Salvatore

   N.  935  -  Chiarimenti  in merito ai  5  bandi  di  gara  per  la
  realizzazione degli impianti di compostaggio,  andati deserti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari:  La  Rocca  Claudia;  Foti  Angela;  Ciaccio   Giorgio;
  Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Mangiacavallo Matteo;
  Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Zito Stefano; Ciancio Gianina;
  Zafarana  Valentina; Ferreri Vanessa; Siragusa Salvatore;  Trizzino
  Giampiero

   N.  936 - Notizie sul Liceo artistico del 'Design del corallo'  di
  Trapani, l'Istituto professionale per ottici di Trapani ed il Liceo
  linguistico di Marsala (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari: Tancredi Sergio; Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni
  Carlo;   Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N.  937  -  Chiarimenti sulla rimodulazione della rete ospedaliera
  siciliana  con particolare riferimento  al presidio ospedaliero  di
  Avola-Noto (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N.  938  -  Chiarimenti  sui mancati controlli  e  sulle  presunte
  anomalie  nella  distribuzione  dei  pediatri  nella  provincia  di
  Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N.  939  -  Applicazione delle norme di tutela  e  di  difesa  dei
  diritti civili dei soggetti sottoposti a TSO.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N. 940 - Ripristino dei tratti dissestati della strada provinciale
  23 Palazzolo Acreide-Giarratana (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N.   941   -   Chiarimenti  sulle  presunte   inadempienze   nelle
  prenotazioni  diagnostiche e  abbattimento  delle   liste  d'attesa
  presso l'ASP 8 di Siracusa.
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N.  944  - Iniziative in favore della ripresa del turismo  per  il
  rilancio dell'economia siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Figuccia Vincenzo

   N.  945  - Ripristino delle cucine dell'ospedale Gravina  e  Santo
  Pietro di Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello

   N.  946  -  Iniziative  urgenti a garanzia  dei  lavoratori  delle
  società Amia spa ed Amia Essemme srl.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Figuccia Vincenzo

   N. 948 - Iniziative in ordine agli sportelli multifunzionali
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Falcone Marco.

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:
   N.  82  - Chiarimenti in ordine alla politica del Governo  per  il
  turismo nelle città d'arte di Cefalù e Monreale (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Economia
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  83  - Chiarimenti in merito alle azioni e alle misure adottate
  dal  Governo per il settore della formazione professionale e per  i
  livelli occupazionali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  85  -  Chiarimenti sul piano regionale straordinario 2010/2012
  per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario:  Zito  Stefano; Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero;  Zafarana
  Valentina.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   -  numero 145  Rinnovo del vincolo biennale e avvio dell'iter  per
  l'istituzione delle riserve naturali orientate 'Capo Murro di Porco
  e  della  penisola della Maddalena' e 'Pillirina' , degli onorevoli
  Zito   Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina,
  presentata il 9 luglio 2013;

   numero  146     Chiusura  delle  vertenze  con  i  lavoratori   ex
  interinali   della   Multiservizi ,  degli  onorevoli   Ferrandelli
  Fabrizio;  Vullo Gianfranco; Barbagallo Anthony Emanuele;  Clemente
  Roberto Saverio, presentata il 9 luglio 2013.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

              Comunicazione relativa alla mozione n. 145

   PRESIDENTE. Con riferimento alla mozione n. 145, testé annunziata,
  comunico   che  a  seguito  di  successiva  precisazione  informale
  dell'on.  Zito,  il  titolo dell'atto di indirizzo  politico  è  da
  intendersi  riformulato come di seguito specificato:   Rinnovo  del
  vincolo  biennale e avvio dell'iter per l'istituzione della riserva
  naturale  orientata   Capo Murro di Porco e  della  penisola  della
  Maddalena'.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione relativa al Gruppo parlamentare  PID - Cantiere
                               popolare

   PRESIDENTE.  Comunico  che, nella riunione n.  10  dell'11  luglio
  2013, il Consiglio di Presidenza ha preso atto di quanto annunziato
  in  Aula   nella  seduta n. 56 del 9 luglio 2013,  ovverosia  della
  mancanza  dei  requisiti per il mantenimento in deroga  del  Gruppo
  parlamentare  PID - Cantiere popolare , la cui consistenza numerica
  si  era  ridotta  a  due  deputati eletti  nel   medesimo  collegio
  elettorale.
   Atteso che l'istanza di mantenimento in deroga del suddetto Gruppo
  parlamentare non è stata accolta, ai sensi del comma 3 dell'art. 23
  del Regolamento interno dell'ARS lo stesso Gruppo parlamentare è da
  intendersi  conseguentemente venuto meno a decorrere dal  6  luglio
  2013,   data  di  adesione  dell'on.  Salvatore  Cascio  al  Gruppo
  parlamentare  Articolo 4 , conformemente a quanto  comunicato nella
  seduta d'Assemblea n. 56 del 9 luglio 2013 sopra citata.
   Pertanto,  gli  onorevoli Salvatore Cordaro  e  Roberto  Clemente,
  eletti   entrambi  nel  collegio  elettorale  circoscrizionale   di
  Palermo, ai sensi del successivo comma 4 dello stesso art. 23  Reg.
  int.  ARS,  sono  da considerarsi transitati di diritto  al  Gruppo
  Misto  con  pari  decorrenza, e fino all'adesione ad  altro  Gruppo
  parlamentare.

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di adesione, di cambio di denominazione e di
                               elezione
               di cariche interne di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Comunico  che:

   -  con note dell'11 luglio 2013, pervenute a questa Presidenza  ed
  alla  Segreteria generale dell'Assemblea il 16 luglio successivo  e
  protocollate, rispettivamente, ai nn. prott. 8517 e 8516/AULAPG del
  17  luglio 2013, gli onorevoli Salvatore Cordaro e Roberto Clemente
  hanno dichiarato di aderire al Gruppo parlamentare  Grande Sud ,  a
  far data dall'11 luglio 2013.
   Poiché, tuttavia, le suddette adesioni sono pervenute il 16 luglio
  2013,  con pari decorrenza gli onorevoli Cordaro e Clemente cessano
  di  far  parte del Gruppo Misto e si intendono iscritti  al  Gruppo
  parlamentare  Grande Sud ;

   -  con nota dell'11 luglio 2013, pervenuta a questa Presidenza  ed
  alla  Segreteria generale dell'Assemblea il 16 luglio successivo  e
  protocollata al n. 8515/AULAPG del 17 luglio 2013, l'on. Bernadette
  Grasso, nella qualità di Presidente del Gruppo parlamentare  Grande
  Sud ,  ha comunicato il cambio di denominazione dello stesso Gruppo
  nella  seguente:  Grande Sud - PID Cantiere popolare , a  far  data
  dall'11 luglio 2013.
   Poiché  anche la suddetta comunicazione è pervenuta il  16  luglio
  2013,  è  con tale decorrenza che il Gruppo parlamentare in  parola
  assume la nuova denominazione;

   - con ulteriore nota del 12 luglio 2013, pervenuta alla Segreteria
  generale dell'Assemblea il 17 luglio successivo e protocollata   al
  n.  8544/AULAPG  di  pari data, l'onorevole  Bernadette  Grasso  ha
  comunicato  di  avere rassegnato le dimissioni  da  Presidente  del
  Gruppo parlamentare  Grande Sud , nella riunione di Gruppo tenutasi
  il  12  luglio  u.s.. Nella nota medesima, l'on. Grasso ha  altresì
  comunicato  che  nella stessa riunione si è proceduto  all'elezione
  delle  cariche  interne  secondo quanto di  seguito  indicato:  on.
  Salvatore  Cordaro,  Presidente del Gruppo; on. Bernadette  Grasso,
  Vicepresidente  del  Gruppo; on. Roberto Clemente,  Segretario  del
  Gruppo.
   Atteso  che   la suddetta comunicazione è pervenuta il  17  luglio
  2013, da tale data è da ritenersi operante il nuovo assetto interno
  del Gruppo, testé comunicato.

   L'Assemblea ne prende atto.

       Comunicazione di costituzione di Intergruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico che con lettera prot.  1/13  del  16  luglio
  2013, pervenuta in pari data e protocollata al n. 8538/AULAPG-RAGPG
  del   17   luglio   successivo,   il  Segretario   dell'Intergruppo
  parlamentare   Siciliani  nel mondo , ha  reso  noto,  trasmettendo
  annessa e relativa documentazione, che in data 9 luglio 2013  si  è
  costituito il citato Intergruppo, composto dai seguenti deputati:
   on. Salvatore Lo Giudice, Presidente; on. Salvatore Antonino Oddo,
  Vicepresidente;   on.li   Alice  Anselmo,  Giambattista   Coltraro,
  Giovanni Di Giacinto, Vincenzo Fontana, Paolo Ruggirello ed Edmondo
  Tamajo, componenti.

   La  nota  in parola con l'acclusa documentazione integrale trovasi
  depositata  presso  il  Servizio  Lavori  d'Aula  ed  il   Servizio
  Ragioneria di questa Assemblea regionale.

   L'Assemblea ne prende atto.

   'Norme per il riconoscimento dell'albergo diffuso in Sicilia'

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per il
                            riconoscimento
        dell'Albergo Diffuso in Sicilia» (nn. 230-120-76-152/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della discussione del disegno di legge «Norme per il riconoscimento
  dell'Albergo Diffuso in Sicilia» (nn. 230-120- 76-152/A).
   Invito la Commissione IV a prendere posto alla medesima assegnata.
   Onorevoli colleghi, ricordo che nella precedente seduta era  stato
  approvato  il  passaggio  all'esame degli  articoli  ed  era  stato
  fissato il termine per la presentazione degli emendamenti a martedì
  16 luglio 2013, alle ore 12.00.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, assessore,  onorevoli  colleghi.  Il
  disegno di legge che oggi andiamo a trattare, anche se non vedo  il
  collega Trizzino, presidente della IV Commissione - ma comunque  mi
  rivolgo  evidentemente  all'Aula -,  ha  come  finalità  quello  di
  aumentare  la  ricettività  utilizzando  gli  edifici  dei   centri
  storici, soprattutto quelli in abbandono.
   Gli  obiettivi, quindi, sono tre,  in buona sostanza, lo  sostengo
  anche  avendo  avuto  la possibilità di partecipare  ai  lavori  di
  questa  Commissione:  risanare  i  centri  storici,  utilizzare  le
  cubature  esistenti,  senza  procedere  a  nuove  edificazioni   e,
  soprattutto,  in  relazione  a quello che  è  il  momento  storico,
  diversificare l'offerta turistica.
   In  realtà, leggendo il disegno di legge che è stato confezionato,
  così come immagino sia stato collazionato dalla IV Commissione,  ci
  sono,  signor Presidente una serie di errori che riguardano  alcuni
  punti,  secondo me importanti, perché si dicono alcune cose  in  un
  comma  e  cose diverse, relative alla stessa materia, in  un  comma
  diverso.
   C'è  un'obiettiva,  disorganica distribuzione  delle  stanze  che,
  prima,  si dice debbano essere in un unico edificio; poi,  si  dice
  che possono essere in più edifici -  articolo 2 e articolo 3 -.
   C'è,  d'altro canto, un riferimento che riguarda diversi  standard
  alberghieri che sono proprio in contrasto con una norma rispetto  a
  quella successiva.
   I  borghi  marinari  -  un'altra cosa che è  risaltata  all'occhio
  approfondendo  il disegno di legge -, che non sono da  confondersi,
  ovviamente,  con  le  località  balneari,  e  che  sono,  a  volte,
  coincidenti  con i centri storici e non rientrano nella  disciplina
  di  questo  disegno di legge; per cui finiremmo -  e  porto  alcuni
  esempi concreti in Sicilia -, per impedire - che  a Tusa, la  parte
  del  mare rispetto a Tusa  paese, piuttosto che a Marina di  Ragusa
  piuttosto  che a Ragusa, piuttosto che a Sant'Ambrogio  rispetto  a
  Cefalù  e  ad  altre  situazioni di  questo  tipo  per  non  essere
  ricomprese  in maniera assolutamente inspiegabile sotto il  profilo
  della  ratio della norma in quello che noi vogliamo fare e  che  io
  sono  certo  essere  nell'intendimento  del  Presidente  della   IV
  Commissione   e  della  Commissione  stessa,  proprio   perché   ho
  partecipato a questi lavori.
   Allora,  signor Presidente, mi permetto, per questa  e  per  altre
  ragioni,  di  chiedere sommessamente un supplemento di  riflessione
  ed,  eventualmente,  non potendosi più presentare  emendamenti,  un
  rinvio  di questo disegno di legge in Commissione perché si possano
  meglio valutare queste discrasie, che credo siano abbastanza chiare
  e plateali.
   In  caso  contrario, mi rimetto alla Presidenza e agli Uffici  per
  comprendere  se  alcuni errori marchiani, che non  credo  siano  da
  articolo  117 del Regolamento interno, per intenderci, perché  sono
  proprio  nel  merito della norma, se è possibile -  e  mi  rimetto,
  ripeto,  alla  vostra  decisione  -  modulare  o  rimodulare  degli
  emendamenti per risolvere un problema che, altrimenti, se  ciò  non
  dovesse  accadere,  ci  porterebbe a redigere  e,  soprattutto,  ad
  approvare una norma che non credo sia quella che avevamo pensato di
  formulare e di rendere, poi, legge della Regione siciliana.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ritorniamo  oggi
  alla   discussione  generale  del  disegno  di  legge  sull'Albergo
  diffuso.
   Avevo,   la  settimana  scorsa, nel mio  precedente  intervento  -
  vorrei   qui   rivolgermi  al  Presidente   della   Commissione   -
  sottolineato  alcuni aspetti relativamente alla sua  incompletezza,
  secondo  me, perché oggi stiamo esaminando un disegno di legge  che
  prevede  la riorganizzazione dell'Albergo diffuso, però non  stiamo
  mettendo  a  sistema, prevediamo che si possano  realizzare  cinque
  stanze,  sei  stanze, che si possano realizzare nei  centri,  nelle
  città,  delle  strutture  che possono poi  essere  paragonate  alle
  strutture alberghiere.
   Forse  sarebbe più opportuno - è previsto in un emendamento che  è
  stato  presentato  da molti di noi - cercare un po'  di  correggere
  questo e, parlando di Albergo diffuso,  laddove pensiamo di mettere
  a rete tutto quello che riguarda questa materia.
   Ma,  leggendo  meglio il disegno di legge - qui  vorrei  porre  la
  vostra  attenzione, soprattutto perché questi sono aspetti  su  cui
  dobbiamo  decidere  cosa vogliamo fare, cioè se  vogliamo  fare  un
  testo  di  legge  organico  che riguardi  l'ospitalità  diffusa  e,
  quindi,  mettere  insieme un territorio in ogni suo  aspetto  e  in
  tutte  le  proprie  peculiarità e, quindi,  prevedere  le  botteghe
  alimentari, integrarlo con il pubblico, perché nel momento  in  cui
  noi  in  un  contesto, in un comune, in una città,  diciamo  che  è
  possibile   realizzare  con  le  norme  di  cui  alla   legge   che
  eventualmente dovremmo approvare,  un albergo, che  chiamiamo paese-
  albergo,   se  tutto il contesto di quel paese non  viene  messo  a
  sistema  e  quindi  non  si procede ad una rivitalizzazione,  a  un
  riammodernamento del paese, credo che non avremmo concluso niente.
   Ma  al di là di questo - dico, che poi è una scelta - vi sono  due
  articoli  il  4 e il 5, che sostanzialmente recitano   che  si  può
  derogare alle norme igienico-sanitarie.
   Però quello che è contemplato negli articoli  4 e 5 è già previsto
  in  una  legge  che è in vigore, ed è una legge del 7 maggio  1976.
  Quindi,   o  noi per questi articoli richiamiamo questa  legge,  ma
  andare  a disciplinare con altri due articoli quello che è già  una
  legge,  sarebbe  meglio fare un richiamo alla legge.
   Altro problema: le strutture alberghiere così come contemplato nel
  disegno di legge vengono considerate strutture residenziali. Allora
  qui  si  pone  anche  una  disparità di trattamento,  le  strutture
  residenziali  laddove  non c'è un intervento del  comune  venissero
  disciplinate  dalla legge pagherebbero l'IMU come se fossero  delle
  abitazioni, a differenza invece delle strutture alberghiere  o  dei
  Bed  and  Breakfast  che  pagano l'IMU come struttura  ricettiva  e
  quindi, voglio dire qui c'è anche dal punto di vista dei tributi un
  problema serio per quel che riguarda la disciplina dei  tributi che
  vengono  imposti dal consiglio comunale.
     Io  non  vorrei fare confusione, ma forse credo che  questi  due
  articoli,  vorrei magari che mi deste delle spiegazioni,  nel  caso
  avessi   interpretato  male,  ma  che  comunque  noi  poniamo   una
  riflessione  su  questi  due  articoli,  lasciando  anche  le   mie
  perplessità che ho già enunciato perché noi oggi non possiamo dire,
  c'era  un  disegno di legge è previsto che è il 414, o noi facciamo
  un  unico  disegno di legge sulla ospitalità diffusa e  mettiamo  a
  sistema  un territorio:  mettere a sistema un territorio  significa
  parlare  della ospitalità familiare, parlare dei centri di servizi,
  parlare  di  tutto,  ma  lì questo possiamo integrarlo  con  alcune
  emendamenti  che  potrebbero  essere anche  valutati  positivamente
  dall'Aula, nel caso in cui l'ipotesi che sostengo io non  si  vuole
  fare.
   Però  queste  piccole  incongruenze  ma  soprattutto  quello   che
  riguarda  il  pagamento  dei tributi   -  l'IMU  -   rispetto  agli
  articoli  4 e 5 e  alla considerazione che le strutture alberghiere
  vengano  considerate strutture residenziali è un tema che  dobbiamo
  affrontare e forse rivedere.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  tornando  un  attimo  indietro,
  all'intervento  svolto dall'onorevole Cordaro -  che  a  chi  fosse
  entrato  in  Aula soltanto adesso ricordo che è il nuovo capogruppo
  del  Gruppo  parlamentare  Grande Sud -  PID  -,   volevo  chiedere
  all'onorevole  Cordaro  se  la sua è  una  richiesta  formale  come
  capogruppo  per il rinvio in Commissione del disegno  di  legge  in
  discussione,  richiesta che questa Presidenza non può sottovalutare
  in  base all'articolo 121 quater del Regolamento interno. A  questo
  punto,  prima  di  procedere alla discussione,  devo  attenermi  al
  Regolamento  e  chiedere all'Aula di votare  la  richiesta  formale
  presentata dal nuovo capogruppo del gruppo parlamentare  Grande Sud
  - PID.
   Riteniamo  l'intervento  dell'onorevole  Grasso  a  favore   della
  proposta  di  rimandare il disegno di legge in Commissione,  quindi
  chiederei all'onorevole La Rocca, che aveva chiesto di parlare,  di
  intervenire, eventualmente, in posizione contraria a quella  appena
  espressa dall'onorevole Grasso.
   Ne ha facoltà

   LA  ROCCA. Signor Presidente, esprimiamo da parte nostra  opinione
  contraria  anche  perché  non riteniamo ci siano  incongruenze  tra
  l'articolo  2 e l'articolo 3. Si dice chiaramente alla  lettera  c)
  che l'Albergo diffuso è caratterizzato dalla centralizzazione in un
  unico  stabile  dell'ufficio di ricevimento e  delle  sale  di  uso
  comune  e  della dislocazione delle unità abitative in  uno  o  più
  stabili  separati, cosa che è riportata nell'articolo  3,  dove  si
  parla  di  un'unità abitative dislocate in  più edifici separati  e
  preesistenti.
   Queste  non  sono  regole inventate da noi,  questa  è  la  natura
  dell'Albergo  diffuso. E in questo disegno di legge  abbiamo  fatto
  estrema  attenzione  a  mantenere le caratteristiche  e  la  natura
  dell'Albergo diffuso  per non snaturarlo.
   Ci  siamo anche confrontati con l'associazione nazionale e abbiamo
  anche  lavorato  su questo, credo bene, in IV  Commissione.  Quindi
  non  riteniamo assolutamente che ci siano gli estremi per  rinviare
  in IV Commissione il testo del disegno di legge.

   PRESIDENTE.  Procediamo  con  la  votazione,  la  prego  onorevole
  Formica di fare attenzione a quanto sto per dire.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, solo per una precisazione anche  per
  la collega che è intervenuta.
   Io  faccio ammenda, intanto non faccio parte della IV  Commissione
  e  quindi  non ho avuto modo di approfondire bene durante i  lavori
  preparatori del disegno di legge e l'ho letto e approfondito meglio
  ora.
   Intanto,  dico che è un disegno di legge importante, che può  dare
  anche  un  impulso  fondamentale per lo sviluppo di  questa  nostra
  Regione, in un settore in cui abbiamo ampi margini di miglioramento
  e forse è uno dei pochi settori che possiamo sfruttare a fondo.
   Ma proprio per questo, siccome ho visto che è disegno di legge che
  coinvolge  una  serie, anche importante, di norme preesistenti,  di
  provvedimenti e che spazia, anche, su tematiche come l'urbanistica,
  piani  regolatori, che può intervenire anche e dobbiamo  da  questo
  punto  di  vista  coordinarlo  con le  attività  esistenti,  perché
  potremmo con questo disegno di legge apportare anche, danno se  non
  ben coordinato;  io direi di sfruttare al meglio questo disegno  di
  legge  per integrarlo bene con la legislazione esistente,  con  gli
  strumenti che abbiamo a disposizione per fare di questo disegno  di
  legge, veramente, un grande veicolo di sviluppo.
   Quindi,  io  sarei  per  un  approfondimento,  per  rinviarlo   in
  Commissione  e  per  un approfondimento del  disegno  di  legge  in
  Commissione  non  per bloccare, attenzione, il  disegno  di  legge,
  perchè  lo  ritengo fondamentale ma  per migliorare il  disegno  di
  legge,  per  integrarlo meglio con gli strumenti che già  esistono,
  con  la  legislazione  che  già c'è, al  fine  di  fare  un  grande
  strumento  di  sviluppo  che  sia  coordinato  con  il  resto   dei
  provvedimenti esistenti.
   Altrimenti   rischiamo  di  fare  una  norma   che    rischia   di
  impantanarsi e fare più danni di quelli che vuole risolvere.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, più che parlare  a  favore  vorrei
  provare,  se lei mi ascolta e se i colleghi della Commissione  sono
  anche  d'accordo,  a  trovare una soluzione,  più  che   parlare  a
  favore.
   Nel  senso  che  io devo dire subito che condivido il  disegno  di
  legge.
   E'  un  disegno  di legge che questa regione non ha  a  differenza
  delle  altre  regioni d'Italia, è un disegno di legge  che,  a  mio
  avviso,  aiuta  all'insediamento di un'offerta  turistico-ricettiva
  aggiuntiva a quella esistente nei nostri comuni.
   Capisco, però, che anche le modalità con le quali probabilmente si
  è  proceduto  e  si  procede  in  queste  settimane  per  i  lavori
  parlamentari,   possa  avere  determinato  una  disattenzione   del
  Parlamento nella partecipazione alla elaborazione complessiva.
   Più  che un rinvio in Commissione, che presuppone il ritorno  dopo
  quindici   giorni   e  varie,   chiedo,  signor   Presidente,   una
  sospensione della trattazione, un affidamento alla Commissione,  un
  confronto con i Capigruppo per una ulteriore elaborazione  al  fine
  di avere, entro martedì prossimo, il testo in Aula, perché se lo si
  rinvia  in  Commissione,  onorevoli  colleghi,  il  rischio  è   di
  cancellarlo  dall'ordine  del giorno,  e  riscriverlo  dopo  almeno
  quindici giorni.
   In  questo caso si verrebbe a determinare il rinvio alla  prossima
  sessione.
   Vorrei  provare a fare in modo che il disegno di legge si  approvi
  prima  che  andiamo in ferie, chiedo alla Commissione,  insieme  ai
  Capigruppo,  di  fare  un approfondimento  -  mantenendo  il  testo
  all'ordine del giorno, sospendendone la trattazione in questa  fase
  per affrontarlo martedì prossimo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, dalla discussione  sta  emergendo
  che è interesse di tutti che questo disegno di legge vada avanti  e
  vada avanti nel modo migliore.
   Volevo  fare  notare,  a  seguito di quanto  detto  dall'onorevole
  Cracolici,  che  non  è presente in Aula il Governo  nella  persona
  dell'Assessore Stancheris, Assessore per il turismo.
   Se  fossimo andati avanti avremmo avuto qualche problema anche  in
  questo senso.
   Chiederei,   pertanto,  in  base  a  quanto  è  emerso  da  questa
  discussione,  all'onorevole Cordaro di ritirare  la  sua  richiesta
  formale  e di accordarsi su questo per evitare lungaggini  che  non
  porterebbero a nulla.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, vorrei precisare che  né  io  né  il
  Gruppo parlamentare che ho l'onore di presiedere, in considerazione
  anche  dell'intervento concreto, serio che  ha  fatto  dopo  di  me
  l'onorevole Grasso, abbiamo nulla contro questo disegno di legge  o
  abbiamo  minimamente intenzione di fare in modo che questo  disegno
  di legge non si approvi.
   Abbiamo però la necessità, da legislatori responsabili, che  venga
  redatto  un disegno di legge  e che diventi una legge con un  testo
  che abbia i crismi della legge.
   In  relazione alle argomentazioni da lei sottoposte non ho  alcuna
  difficoltà, anzi, sposo integralmente questa sottolineatura che lei
  ha  fatto  e  sono  d'accordo  a che  il  disegno  di  legge  resti
  all'ordine  del  giorno,  stabilendo, anche  da  subito,  che   sia
  martedì  prossimo  il  primo  giorno  utile    per  -  e  lo   farò
  personalmente,  sottoporrò personalmente  al  Presidente  della  IV
  Commissione, onorevole Trizzino, tre punti particolari che mi  sono
  risaltati  all'occhio approfondendo il disegno di legge per  vedere
  se c'è la possibilità di correggere questi che io, soggettivamente,
  ritengo degli errori nella formulazione -, la trattazione in  Aula,
  nel  pomeriggio,  del   disegno  di  legge  e  se  possibile  anche
  l'approvazione.
   Ritiro, quindi, la richiesta formale di rinvio in  Commissione del
  disegno di legge.

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO,  presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,  i
  lavori in Commissione del disegno di legge sull'Albergo diffuso  si
  sono  svolti in modo regolare, attraverso un'audizione,  attraverso
  ascolto dei commissari, non soltanto quelli presenti in Commissione
  ma di altri deputati.
   Secondo l'iter di sviluppo il testo è completo - nel senso che  va
  a  riprendere quella che è una normativa presente, come è già stato
  sottolineato   più  volte,  in  altre  regioni,  adattandola   alle
  peculiarità del tessuto urbanistico e normativo siciliano.
   Pertanto,  lo dico anche da firmatario del disegno di  legge,  non
  credo  che  il  testo debba essere rivisto in Commissione,  ma  può
  benissimo sostenere lo studio degli emendamenti in Aula. Grazie.

   ASSENZA, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESISENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA,   relatore.   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  evidentemente  l'Aula  è  sovrana nel decidere  se  discutere  oggi
  stesso gli emendamenti e quindi procedere all'esame del disegno  di
  legge,  oppure adottare una decisione di tipo diverso che  potrebbe
  essere  quella  prospettata inizialmente dall'onorevole  Cordaro  o
  quella mediana introdotta da altri.
   Io  non  mi  limiterò a dire quale relatore e non  perché  mi  sia
  particolarmente  affezionato a questo disegno  di  legge,  che  tra
  l'altro,  come tutti ben sanno, poi ha una sua redazione definitiva
  attraverso  gli emendamenti presentati in Commissione e  attraverso
  il  confronto  fra cinque disegni di legge diversi  che  poi  hanno
  trovato un amalgama nel testo finale, quello che vorrei dire  a  me
  stesso,  ma voglio dirlo agli altri ed anche all'onorevole  Cordaro
  che  è  sempre così attento, che prima di effettuare delle critiche
  indicando come svarioni alcune indicazioni degli articoli,  sarebbe
  bene   che  questi  articoli  si  leggessero  attentamente   e   si
  comprendessero.
   E  allora,  onorevole D'Asero, non c'è nessuna contraddizione,  mi
  consenta, tra l'articolo uno, l'articolo due e l'articolo tre;  non
  c'è  alcuna contraddizione perché se lei legge quello che  richiede
  la  norma è che vi sia un minimo di sette unità abitative  più  una
  hall  centrale,  un edificio diverso da adibire ad  hall  centrale;
  queste  sette unità abitative possono essere in uno stesso edificio
  o  possono  essere in unità abitative diverse purché  contenute  in
  limiti di distanza abbastanza ristretti.
   La verità è che qui dobbiamo metterci d'accordo. Se noi intendiamo
  approvare  questo disegno di legge, che ha un suo scopo  specifico,
  bene; una legge quadro sul turismo è un altro discorso. Mi permetto
  di  ricordare  che  la  legge che affronta  tutti  i  problemi  del
  turismo,  dove sono evidentemente già inseriti i concetti di  paese
  albergo,  la rivalutazione dei borghi, la rivalutazione dei  centri
  balneari e via dicendo ha una sua strada autonoma.
   Qui   parliamo  di  qualcosa  di  diverso,  qui  parliamo  di  una
  iniziativa  che  tende  a  rivitalizzare il  centro  storico  e  ad
  introdurre  un concetto già ampiamente sviluppato in altre  Regioni
  del nostro Paese e, ahimè, assente nell'ordinamento siciliano.
   E  allora,  se lo scopo è di approfondire meglio il provvedimento,
  l'Aula  potrà  decidere quello che ritiene, personalmente,  ritengo
  che  la Commissione di merito ha lavorato su questo testo per mesi,
  ha  fatto  le  audizioni necessarie, si è confrontata,  è  arrivata
  all'elaborazione  finale  di  un testo  approvato  all'unanimità  e
  quindi in rappresentanza di tutti i Gruppi presenti in Aula. Ripeto
  che  se  l'Aula lo dovesse ritenere necessario, l'Aula è sovrana  e
  può  fare  quello  che  vuole, a condizione che  non  riteniamo  di
  stravolgere  il testo, cioè che questo testo non divenga  la  legge
  quadro del turismo perché la finalità di questo provvedimento non è
  assolutamente  quella,  ma  è quella di  introdurre  finalmente  in
  Sicilia  questo concetto nuovo che permetterebbe un tipo di turismo
  che sia effettivamente maggiormente a contatto con i residenti.
   E'  un  turista  che  diventa  temporaneamente  un  residente.  Il
  concetto  è  questo, se dobbiamo stravolgere la legge,  allora,  io
  sono  il  primo a votare contro qualsiasi ipotesi di rinvio  o  sia
  pure di sospensione. Grazie Presidente.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, io  devo
  essere  sincero,  dopo l'intervento dell'onorevole  Assenza  potevo
  pure rinunciare a questa mia breve valutazione perché non mi faceva
  piacere far passare la Commissione come una Commissione distratta o
  che  lavorava con superficialità. Non c'è dubbio che tutti i  testi
  sono  migliorabili, gli approfondimenti servono. Se l'Aula  ritiene
  che  serve un breve approfondimento per trattare meglio la materia,
  concettualmente, due giorni non spostano la vita a nessuno.
   Però, la prego, signor Presidente, qualora dovesse indicare questa
  via,  dobbiamo  definire  il  contesto  all'interno  del  quale  ci
  muoviamo, perché faccio un esempio: io sono presentatore di  alcuni
  emendamenti  che  in  Commissione  sono  stati  bocciati  e  li  ho
  riproposti  e voglio che l'Aula si esprima liberamente. Non  vorrei
  che  martedì  prossimo o quando lo riterrà, si dovesse arrivare  ad
  una  sorta  di  conclusione di testo blindato dove  la  discussione
  diventa  evanescente  perché si è trovata  un'intesa  politica.  Se
  questa è la via che viene tracciata, io non sono d'accordo;  se  la
  via,  invece,  è  quella di una condivisione per arricchire  alcuni
  aspetti, sono d'accordo.
   Le faccio un esempio su tutti, così può rimanere traccia agli atti
  parlamentari. Questo disegno di legge è ancorato soltanto ai centri
  storici   o   ai   comuni  che  non  sono  dotati  del   piano   di
  identificazione del centro storico.
   Prendendo  spunto  dal  Codice  urbano,  con  un  emendamento,  ho
  inserito  il  principio di estendere la possibilità  di  realizzare
  l'Albergo  diffuso  anche in un territorio  fortemente  identitario
  che,     chiaramente,    verrebbe    classificato     come     tale
  dall'Amministrazione comunale. Se un comune ha un  centro  storico,
  ma  ritiene che sul proprio territorio ci sia un territorio diverso
  dal  centro  storico che abbia una sua peculiarità e la  classifica
  come tale, anche lì si può intervenire.
   Se  i  parametri  di valutazione sono contenuti entro  confini  di
  arricchire  culturalmente questa discussione per  arrivare  ad  una
  condivisione, siamo tutti d'accordo; se, invece, lo  spirito  è  un
  altro, io mi interrogherei.
   Se  lei  dovesse,  quindi,  addivenire  alla  conclusione  mediana
  dell'onorevole   Cracolici,  deve  definire  un   percorso   quadro
  all'interno del quale può operare la politica, perché, per esempio,
  dovremmo riaprire i termini per la presentazione degli emendamenti,
  oppure  la  Commissione ha mandato di riscrivere  un  articolo  con
  alcuni  arricchimenti.  Tutto ciò lo dobbiamo  capire,  perché  può
  costituire un precedente delicato.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  vorrei chiarire, innanzitutto, una questione di principio.
   Poco  fa,  signor Presidente, lei ha detto che mancava l'assessore
  Stancheris e che quindi non saremmo andati avanti. Non lo dica  mai
  più.  Se il Governo vuole partecipare all'approvazione delle leggi,
  deve presentarsi in Parlamento nell'orario che è stato stabilito  e
  contribuire alla formulazione delle leggi. Se il Governo non ha  la
  volontà  di  partecipare all'approvazione delle leggi,  continui  a
  fare quello che fa e non si presenti in Parlamento. L'attività  del
  Parlamento è quella di legiferare, l'attività del Governo è  quella
  di  amministrare.  Non possiamo, assolutamente,  confondere  i  due
  momenti.  Se  il Governo vuole partecipare all'attività legislativa
  siamo tutti d'accordo e siamo tutti pronti a sostenerlo, altrimenti
  il Governo non può assolutamente pensare di bloccare, come ha fatto
  fino ad oggi, l'attività di questo Parlamento.
   Seconda cosa. Nella precedente seduta, mettendo in discussione  il
  disegno di legge, abbiamo sancito, una volta per tutte, e questo lo
  dico  ai  funzionari di questa Assemblea, il concetto che i disegni
  di  legge vanno avanti a prescindere dalla presenza del Governo  in
  Aula.  Poiché  questo  argomento  è  stato  trattato  nella  scorsa
  legislatura  e  spesso è stato motivo per impedire approvazioni  di
  alcune  leggi  o  la discussione delle leggi, noi  sappiamo,  dalla
  scorsa volta, che è prassi di questa legislatura che il Governo può
  essere  presente in Aula e la legge si discute, è   assente,  e  la
  legge continua ad essere discussa.
   Gli assenti hanno sempre torto e un'assenza non può mortificare la
  presenza di 90 deputati in quest'Aula, di tutti i funzionari  e  di
  tutti   coloro  i  quali  hanno  lavorato  affinché  si   giungesse
  all'approvazione della legge.
   Credo  che  qui,  ci sia la volontà diffusa da parte  di  tutti  i
  colleghi di arrivare velocemente all'approvazione di questa  legge.
  C'è,  da  parte  di alcuni deputati, la richiesta di  fermarci  per
  qualche ora per ridiscutere alcuni punti.
   Il  collega  relatore,  che  è stato particolarmente  attento,  il
  Presidente, l'onorevole La Rocca, dicono che avrebbero  voluto  più
  tempo per discutere e per fare eventuali emendamenti.
   E'   chiaro  che  in  questi  giorni  siamo  stati  impegnati   in
  Commissione  Bilancio. Scontiamo l'assenza del  Governo;  scontiamo
  anche in qualche modo il fatto che ci sono state le festività e che
  di  conseguenza  non  tutti  i  deputati  sono  stati  messi  nelle
  condizioni  di  poter vedere il testo e di potere  predisporre  gli
  emendamenti.
   E  siccome  occorre sempre essere intelligenti  e  bisogna  sempre
  cercare di portare a casa il risultato e il risultato, onorevole La
  Rocca, che noi vogliamo portare a casa è quello di avere finalmente
  anche  in  Sicilia  una  norma  per il riconoscimento  dell'Albergo
  diffuso.
   Allora,  io  cosa dico, con il dovuto rispetto, a tutti  coloro  i
  quali  prima di me hanno espresso un parere diverso? Che il disegno
  di  legge  deve rimanere incardinato e martedì pomeriggio  dobbiamo
  ridiscuterlo.  Però  non  escludiamo che  martedì  mattina,  se  il
  presidente  Trizzino  è  d'accordo, possa aversi  un  passaggio  in
  Commissione. Tutti però sappiamo che martedì mattina se il  disegno
  di  legge deve subire eventuali modifiche in Commissione tutto deve
  essere  fatto  entro le ore 15.00 in maniera tale che  all'apertura
  dell'Aula   siamo   nelle  condizioni  tutti  di  potere   iniziare
  nuovamente  la discussione sul disegno di legge.
   Non  togliamo  nulla  a  coloro i quali  hanno  presentato  questo
  disegno di legge, tra cui il sottoscritto, né sottraiamo competenze
  a  coloro i quali invece oggi ci stanno chiedendo di avere  qualche
  altra ora di discussione.
   E'  chiaro  che  sono  emerse da parte di autorevoli  colleghi  di
  questa  Assemblea  le  ipotesi  che  alcuni  punti  possono  essere
  modificati, possono essere migliorati per arrivare a quello  che  è
  il  risultato  finale, cioè quello dell'approvazione  entro  questa
  sessione di questo provvedimento che tutta la Sicilia si aspetta  e
  che  comunque stabilirebbe il principio che una volta tanto anziché
  la Sicilia essere fanalino di coda è motore trainante in un disegno
  di legge così importante.
   Pertanto,  se l'onorevole La Rocca e il relatore sono d'accordo  e
  il  Presidente  Trizzino  può convocare la Commissione  di  merito,
  potremmo  fare questo: rinviare in Commissione per martedì  mattina
  il  testo,  discuterlo entro le ore 15.00 in maniera tale  che  poi
  alla  ripresa dei lavori di questo Parlamento il primo  disegno  di
  legge  che  dobbiamo  iniziare nuovamente del  testo  che  riguarda
  l'Albergo Diffuso.
   Se  è  questo  l'impegno di tutto il Parlamento, se  è  questa  la
  volontà di questo Parlamento, io credo, onorevole La Rocca,  che il
  rinvio  di qualche ora, perché poi trattasi soltanto di questo,  di
  qualche  ora,  non  può assolutamente danneggiare  il  testo,  anzi
  favorirebbe la sua approvazione e ci consentirebbe di superare  gli
  ostacoli che qualcuno ha individuato in eventuali censure da  parte
  del Commissario dello Stato.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, assessore,  onorevoli  colleghi,  io
  credo  che anche questo come altri sia un ragionamento che  si  sta
  portando  avanti stancamente perché mi sembra di capire che  l'Aula
  se,  da  un lato, vorrebbe procedere all'approvazione di un disegno
  di  legge  che  è  utile, senza creare proclami di  risoluzione  di
  panacea  per la Sicilia non mi pare che ne abbia, è utile sì  però,
  dall'altro lato, vedo che il Governo è completamente assente.
   C'è  l'assessore Vancheri che salutiamo, ringraziamo  per  la  sua
  presenza,  ancorché  non  di competenza  in  questo  settore,  però
  altrettanto si comprende e si prende atto della sua disponibilità.
   Dall'altro  lato,  ci rendiamo conto che forse  il  Parlamento  si
  aspettava  una  norma  più  articolata, una  norma  che  andasse  a
  legiferare e a ridisegnare la materia in maniera più complessiva. E
  mi  pare  ovvio,  mi pare di tutta evidenza, non mi  pare  che  con
  questa  norma  diventiamo  trainanti, come  ha  detto  poc'anzi  il
  collega  Vinciullo, perché è una norma che già da qualche  decennio
  qualche altra regione ha fatto, come il Friuli.
   Quindi, è chiaro, è una norma importante, è una norma che noi come
  Popolo  della Libertà, assieme ad alcuni colleghi abbiamo proposto,
  è  una  norma però sulla quale dobbiamo anche un attimo riflettere,
  perché  se  da  un  lato abbiamo questa esigenza quasi  ansiosa  di
  dimostrare  che  questo Parlamento funzioni,  perché  è  questo  il
  succo,  perché di fatto oggi noi siamo qua e non abbiamo all'ordine
  del  giorno alcunché se non questa norma, non abbiamo la norma  sui
  precari,  non  abbiamo la norma sull'assestamento, non  abbiamo  la
  norma  sull'emergenza idrica, non abbiamo la norma che  riguarda  i
  rifiuti,  non  abbiamo la norma che sostiene  le  piccole  e  medie
  imprese,   non  abbiamo  una  norma  in  sostanza  che  guardi   in
  prospettiva.
   E  siamo qua con una piccola norma dell'Albergo diffuso che magari
  ha   qualche   piccolo  problema  se  vogliamo   di   articolazione
  legislativa,  ebbene,  è  perchè  in  effetti  abbiamo  l'ansia  di
  dimostrare  urbi  et  orbi  che forse  questa  Assemblea  regionale
  siciliana qualcosa pur la sta facendo.
   Ma  io mi chiedo, signor Presidente, lo dico a lei, ma vorrei  che
  lei  la riproponesse al Governo, perché questo Parlamento non  deve
  andare  avanti  ad  impulso governativo,  ma  soltanto  ad  impulso
  parlamentare  nei  suoi atti? Questa è la  domanda  di  cui  ho  il
  diritto  di conoscere la risposta. Non c'è un atto ancora da  parte
  del  Governo  che arrivi in questo Parlamento e su cui  poi  questo
  Parlamento   possa  esprimere  il  proprio  giudizio,  il   proprio
  apprezzamento o meno. Queste sono le cose che noi dobbiamo dirci.
   Allora fatta questa premessa, e chiedo scusa perché è stata un po'
  come  dire, lunga, fatta la premessa, poi dico per me sarebbe forse
  opportuno  un attimino sospendere, ma di una mezz'ora  al  massimo,
  questo  dibattito che dibattito non è, vedere se c'è  qualcosa  che
  dobbiamo limare, e poi continuare, continuare a fare questo disegno
  di  legge, continuarne l'approvazione. Non mi pare che abbia chissà
  quali  problemi  come qualcuno ha paventato; c'è qualche  questione
  che  dobbiamo vedere, che riguarda il problema fiscale ad  esempio,
  riguarda se dobbiamo anche utilizzare i borghi dismessi o  meno,  o
  se dobbiamo evitare che l'albergo diffuso diventi qualcosa di più o
  che  possa come dire creare una replica del bed and breakfast e non
  lo  può essere, se vuole essere una replica del paese albergo e non
  lo  può  essere,  se  vuole  essere  una  replica  di  insediamenti
  ricettivi e non può essere.
   E  allora,  siccome  sappiamo che l'albergo  diffuso  ha  una  sua
  specificità  già  come dire sperimentata in  altre  regioni,  è  un
  sistema  di  turismo  ricettivo se vogliamo diffuso  come  dice  la
  parola,  che  cerca  di  aumentare  la  ospitalità  e  se  vogliamo
  incrementare,  là dove è possibile, a prezzi contenuti,  la  stessa
  visita  e  la stessa ricettività di coloro che vogliono  venire  in
  Sicilia, bene, alla fine, non mi pare che stiamo discutendo  o  che
  possiamo  discutere ancora del sesso degli angeli,  ma  se  c'è  la
  volontà  io  dico continuiamo, fermiamoci un attimo per  riprendere
  immediatamente,  ma  continuiamo, verifichiamo gli  emendamenti  ed
  apprezziamo quelli che dobbiamo apprezzare, cerchiamo di  approvare
  migliorando  il testo, quelli che necessitano di essere  approvati,
  gli  altri li rigettiamo e andiamo avanti. Così facendo, almeno uno
  straccio di legge, come dire, questo Parlamento se lo può intestare
  e alla Sicilia qualche risposta, ahimè, molto povera, possiamo alla
  fine  prima  di  andare in ferie darla, senza essere  cosparsi  del
  giudizio  profondamente negativo che l'opinione  pubblica  potrebbe
  farci.  E  ciò lo si potrebbe evitare anche se forse il  Presidente
  della  Regione, parlando di un partito politico, che poi è  il  suo
  partito  di  maggioranza, dice ancora che non  è  mosso  da  nobili
  idealità,  come se ci fosse qui un partito che volesse fare  chissà
  quali sporchi interessi.
   Queste  sono le cose che dobbiamo dire a questo Parlamento; queste
  sono  le riflessioni che è giusto che vengano fatte e che è  giusto
  allora  andare avanti cercando di operare nell'interesse di  questa
  nostra terra.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  inevitabilmente
  questo  disegno di legge pone l'attenzione su una questione  che  è
  importante   per   lo  sviluppo  del  territorio,  per   l'economia
  siciliana.   Noi  da  sempre parliamo di  turismo  relazionale,  di
  turismo  sostenibile, di accoglienza diffusa, della possibilità  di
  ripartire dal territorio e dalla sua naturale vocazione.
     Tuttavia, credo sia stato commesso un errore. Ed è un errore che
  caratterizza la vita, la storia di questo Parlamento in questi  sei
  mesi. E' come se dovendo andare ad un evento, ad un matrimonio,  si
  decidesse di commissionare al sarto anziché l'abito, il bottone.
   Noi,  anzichè parlare della riforma organica del turismo  mettendo
  un  riferimento chiaro a tutte quelle che sono le questioni  legate
  ad  una opportunità, ad una opportunità di rilancio che dal turismo
  deve partire, al contrario partissimo, appunto, dal dettaglio.
   Io  penso che questa norma, bene diceva prima l'onorevole Cordaro,
  presenta alcuni errori nel merito rispetto ad alcuni articoli, il 3
  e  il 4 che presentano note di incongruenza, per non parlare poi di
  quel gap che si viene a creare rispetto, ad esempio, alla questione
  dell'IMU.
   La questione è se devono essere applicati gli standard strutturali
  di  civile  abitazione  o  di  una  struttura  che  appunto  ha  le
  caratteristiche  di  una  struttura  ricettiva?  In  questo   modo,
  rischiamo davvero di porre una questione che rischia di travalicare
  i  confini  di una censura da parte dello Stato. Perché? Perché  se
  noi avessimo, in effetti, posto la questione in termini di sviluppo
  saremmo  sicuramente  dovuti partire da una  riforma  organica  del
  turismo  dove spazi, dove trovare il turismo relazionale,  dove  si
  possa  dare,  ad esempio, la possibilità alle piccole strutture  di
  collegarsi  all'economia locale; ad esempio, ai centri  commerciali
  naturali, alle botteghe artigianali, alle zootecnie.
   Pertanto,  credo  che  questa  norma possa  essere  per  l'appunto
  migliorabile. A tal fine, chiediamo che effettivamente sia data una
  ulteriore settimana che non è un tempo eccessivamente lungo,  è  il
  tempo giusto per vedere in che modo si possa collegare alla riforma
  organica e contestualmente fare degli accorgimenti. D'altra  parte,
  considerato che il Governo per sei mesi nulla ha ancora proposto in
  questa  direzione,  se  la Commissione che fino  ad  ora  ha  fatto
  comunque  un  ottimo lavoro, si prende una ulteriore  settimana  di
  tempo, magari chissà, aspettando che il Governo batta un colpo  nel
  frattempo, un plauso all'Assessore presente, ma purtroppo  la  sola
  presenza di un assessore non basta ad affrontare una norma che,  in
  realtà,  avremmo  auspicato avesse l'attenzione e  il  consenso  in
  prima  battuta del Governo in capo almeno all'assessore  competente
  al ramo.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole  La  Rocca,  primo
  firmatario  del  disegno  di  legge,  la  quale  ha  richiesto   di
  intervenire  nuovamente, e dopo questo giro di pareri  che  abbiamo
  ascoltato,  credo sia necessario ascoltare la prima  firmataria  di
  questo  disegno  di  legge  proprio  per   capire  se  oggi  questa
  Assemblea riesce a raggiungere un accordo da più parti  invocato.

   LA  ROCCA. Signor Presidente, io non ho una richiesta, però ho una
  riflessione  da  fare  perché sono, molto sinceramente  perché  non
  riesco  a  fare  altrimenti,  delusa  da  quest'Aula  e  da  questo
  Parlamento,  semplicemente per un motivo. Come è  successo  già  in
  occasione  della discussione del disegno di legge finanziaria,  che
  si è visto che il lavoro delle Commissioni non aveva nessun valore,
  sta  capitando la stessa cosa, oggi, per un disegno di legge  molto
  semplice.
   Diceva bene l'onorevole Figuccia, la materia turistica sicuramente
  va  riveduta  e  so che, in IV Commissione, si sta per  incardinare
  anche  un disegno di legge dell'onorevole Lupo in merito, nel quale
  si parlerà di vari aspetti del turismo, nei quali si può affrontare
  sicuramente  l'ospitalità diffusa a 360 gradi, con le altre  forme,
  il  peso  albergo, il villaggio albergo e tutto quello che  volete.
  Ma,  questa norma era di una semplicità vergognosa. In tante  altre
  regioni  esiste  questa  norma con meno,  molti  meno  articoli  di
  questi,  e  tutto  il  resto viene demandato a un  regolamento  del
  Governo.  Anzi,  noi,  abbiamo voluto dare più valore  all'attività
  legislativa di questo Parlamento e non si prevede né più né meno di
  quello che esiste già nelle altre leggi regionali.
   Anche   il  fatto  che  le  unità  abitative  rimangano   di   uso
  residenziale,  questo  già  succede  nelle  altre  regioni,  quindi
  evidentemente, loro, la questione dell'Imu non ce l'hanno.
   Non   si  può  togliere  il  valore  all'attività  di  quest'Aula,
  l'attività  del Parlamento e, soprattutto, non ci si può  svegliare
  il   giorno  dell'approvazione  della  legge  con  tre  milioni  di
  richieste.
   Avevate  avuto tutto il tempo per presentare gli emendamenti,  sia
  in  Commissione  IV  che in Aula, perché si è aspettato  all'ultimo
  momento? Non mi ricordo chi era degli onorevoli che diceva  che  in
  Sicilia, forse si trattava dell'onorevole Falcone, parlava di leggi
  che  mancano per le imprese, per i rifiuti e via dicendo, leggi che
  sono sicuramente più complesse.
   Questo  è  vero,  ma quello che sta succedendo  oggi  è  l'emblema
  dell'immobilismo  di  questo Parlamento siciliano  perché  per  una
  legge  così semplice, veramente così semplice, adesso si  parla  di
  rinvio  in Commissione, sminuendo così il lavoro delle persone  che
  ci  hanno  lavorato, che non sono soltanto io, ma anche l'onorevole
  Assenza, che ha presentato testi analoghi.
   Per tali ragioni, io mi rimetto all'Assemblea perché si ritrovi un
  po'  di  buon  senso  e  si  pensi  al  bene  fondamentalmente  dei
  cittadini. Perché i cittadini poi si domandano che fine abbia fatto
  questo  disegno  di legge; perché questo disegno di legge,  sebbene
  fosse  stato presentato già nella scorsa legislatura, non  sia  mai
  arrivato  in  Aula. Forse perché, purtroppo, l'attività legislativa
  di  questo  Parlamento è lentissima, non si riesce a  fare  niente
  Tutto  quello che viene fatto, anche in Commissione,  è  finto:  le
  risoluzioni  non vengono ascoltate; agli atti parlamentari  non  si
  risponde;  i  disegni di legge anche se di iniziativa  parlamentare
  non si portano avanti.
   Adesso  dovete soltanto rispondere ai cittadini siciliani  e  dire
  che  cosa  ci  facciamo  noi al Parlamento   Semplicemente  questo.
  Grazie.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE. Grazie onorevole La Rocca.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Arancio. Ne ha facoltà.

   ARANCIO. Signore Presidente, rappresentante del Governo, onorevoli
  colleghi,  io  non  riesco  a  capire  come  ragioniamo  in  questo
  Parlamento,  se ci sono delle procedure. Ad un certo punto,  arriva
  qui  un disegno di legge che è di una semplicità allarmante, io  la
  penso  come  la  collega La Rocca, si chiede  di  rifare  un  passo
  indietro e rinviarlo in Commissione.
   E questo mi fa venire i brividi. Intanto, per il fatto che andando
  in  Commissione si dovrebbe sostituire il testo, dovremmo ridare di
  nuovo  i termini per presentare gli emendamenti, quindi non è  vero
  che  noi  potremmo essere in grado martedì prossimo di portarlo  in
  Aula e votarlo. Ciò significa, in sostanza, dilatare notevolmente i
  tempi.
   Si  sono  posti dei problemi che, qualora fossero veri e  c'è  del
  tempo  anche  per poterli correggere, così come anch'io studiandomi
  la   norma  che,  ritorno  a  ripetere,  trovo  di  una  semplicità
  allarmante, tra l'altro, la Commissione ha fatto i passaggi dovuti,
  ha  ascoltato le categorie, tra l'altro è una norma che è già stata
  mutuata  in regioni dove funziona già da diverso tempo,  una  norma
  che praticamente è stata adattata alle nostre realtà.
   Quindi,  se  si pensa che questa deve sostituire una legge  quadro
  che  riguardi l'assetto che disciplina tutta la materia è  indubbio
  che diventa un'altra cosa. Ma qui si vuole dotare la Sicilia di uno
  strumento e prima lo facciamo  meglio è, signor Presidente.
   Quindi,  sono  completamente contrario a rimandare il  disegno  di
  legge  in  Commissione perché non avrebbe assolutamente  senso.  Se
  c'era   qualche  parlamentare  che  riteneva  che  dovesse   essere
  corretta,  ha avuto il tempo di presentare gli emendamenti.  Penso,
  quindi,  che  noi  non  dobbiamo  essere  sprezzanti,  non   vorrei
  utilizzare un altro termine, delle regole. La regola è che la norma
  è  in  Aula,  se c'erano dei correttivi potevano essere  presentati
  attraverso  gli  emendamenti; quindi,  che  si  vada  avanti  senza
  interruzioni.

   PRESIDENTE. Onorevole Arancio, intanto, volevo sottolineare che la
  richiesta di riportare in Commissione il disegno di legge era stata
  già  superata  perché si è aperto un altro tipo di discussione,  in
  quanto   l'onorevole  Cordaro  aveva  ritirato  la   richiesta   di
  rimandarlo in Commissione. Abbiamo discusso d'altro nel frattempo.
   Quindi, rivedendo un po' tutti gli interventi, e perché questo non
  è  uno   straccio  di legge, come qualcuno ha detto, ma  una  legge
  molto  importante - lo so che ha usato un eufemismo -  e  dare  dei
  segnali  importanti alla nostra terra credo che sia  il  dovere  di
  questa  Assemblea e visto che ci sono delle perplessità, pur  nella
  sua  semplicità,  perché  devo  dire  il  lavoro  fatto  dalla   IV
  Commissione   è   un  lavoro  lodevolissimo,  che  va   sicuramente
  applaudito  in  questo  senso. Ha lavorato  bene,  ha  proposto  un
  disegno di legge che, però,  evidentemente in qualche passaggio  ha
  sollevato qualche perplessità.
   Allora,  rimandarlo in Commissione non credo sia  giusto  dopo  il
  lavoro  svolto  perché si perderebbe soltanto del tempo.  Per  cui,
  rifacendomi agli interventi dell'onorevole Assenza, come  ha  detto
  che  più volte in Commissione tutti gli onorevoli hanno manifestato
  un  parere  positivo,  quindi, c'è stata una  certa  unanimità  nel
  portare  avanti  questo  disegno e appellandomi  proprio  a  questa
  unanimità,  qualora fosse possibile anche in quest'Aula,  direi  di
  accogliere anche la proposta fatta dall'onorevole Vinciullo che, in
  maniera  molto  saggia, ha detto che sì questo Parlamento  non  può
  essere  sottovalutato dalla mancata presenza del Governo, di questo
  chiaramente sono anch'io consapevole e sono ovviamente favorevole a
  questa analisi fatta dall'onorevole Vinciullo.
   Ciò  non  di  meno, ritengo che alla luce da quanto  emerso  dalla
  discussione  che abbiamo affrontato oggi in Aula sarebbe  opportuno
  rivedere  qualche passaggio proprio per ottenere da parte di  tutti
  quanti un consenso nei confronti di una legge che sicuramente  apre
  a possibilità per questa terra finora inesplorate sotto il punto di
  vista del turismo.
   Per cui, apprezzando ulteriormente l'intervento dell'onorevole  La
  Rocca,  che  veramente  ha lavorato tanto  insieme  agli  altri  in
  Commissione  a  questa  legge, la invito ad accettare  la  proposta
  venuta  da più parti e, quindi, a rimandare questo esame a  martedì
  prossimo,  il  che significa soltanto due giorni,  per  trovare  un
  punto  di incontro anche con coloro i quali oggi sollevano  qualche
  piccola  perplessità, perché è stato detto più volte che  questa  è
  una legge sicuramente che va portata avanti così com'è, con qualche
  piccolo aggiustamento.
   Per  cui  martedì  mattina  -  come  era  stato  suggerito  -   in
  Commissione ne riparlerete e in Aula martedì pomeriggio,  alle  ore
  16.00,  si  riprendere l'esame di questo disegno di  legge  e  sono
  certo che questa Assemblea saprà determinarsi in questo senso.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


           Discussione unificata delle mozioni n. 54 e n. 55

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione unificata delle mozioni n. 54  Interventi per  ottenere
  il  riconoscimento per la Sicilia dello status di zona  franca ,  a
  firma degli onorevoli Sammartino, Leanza, Sudano, Lentini e Nicotra
  e n.  55  Iniziative per l'attivazione delle zone franche urbane in
  Sicilia ,   a  firma  degli  onorevoli  Dipasquale,  Di   Giacinto,
  Coltraro,   Malafarina,  Oddo, Ciaccio, Venturino,  Foti,  Palmeri,
  Mangiacavallo,  La  Rocca, Siragusa, Ferreri,   Cappello,  Ciancio,
  Cancelleri, Zito,  Zafarana, Trizzino, Cirone, Marziano  e  Milazzo
  A.
   Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  Sicilia sconta, per effetto della propria posizione periferica
  e per effetto di una serie di scelte politiche penalizzanti assunte
  nel  tempo  dai  Governi  nazionali,  una  condizione  di  profonda
  debolezza del tessuto economico che stride in maniera evidente  con
  le  enormi  potenzialità  di  sviluppo  offerte  dalle  peculiarità
  geografiche  ed  ambientali,  dal  patrimonio  culturale  e   dalla
  posizione   strategica  dell'isola  all'interno  del   bacino   del
  Mediterraneo;

   il  quadro sopra delineato è ulteriormente aggravato dalla pesante
  crisi che investe tutti i settori dell'economia della regione,  con
  le  devastanti conseguenze sull'occupazione che ormai minacciano la
  tenuta stessa del tessuto sociale;

   considerato che:

   l'Unione   europea,   nei  suoi  documenti  fondamentali   ed   in
  particolare all'articolo 174 del Trattato di Lisbona, ha assunto il
  solenne  impegno  prioritario  alla riduzione  del  divario  fra  i
  livelli  di sviluppo delle varie regioni ed il ritardo di  sviluppo
  delle  aree  meno favorite con attenzione particolare alle  regioni
  insulari e frontaliere;

   fra  gli  strumenti  previsti in sede comunitaria  per  realizzare
  l'effettiva  perequazione  delle opportunità  di  sviluppo  fra  le
  regioni,  un  ruolo  importante ha il riconoscimento  ai  territori
  svantaggiati  di  status  speciali sul piano  fiscale  e  doganale,
  condizione già peraltro accordata e riconosciuta a talune parti del
  territorio comunitario;

   in  tal senso, da tempo, la Regione Sardegna ha avviato una  serie
  di  iniziative, a partire dalle deliberazioni di decine e decine di
  consigli comunali fino all'adozione di apposite deliberazioni della
  Giunta  regionale, volte al riconoscimento di un regime  fiscale  e
  doganale  di vantaggio, per addivenire alla concessione  all'intero
  territorio regionale dello status di zona franca;

   la  Sicilia  presenta  sostanzialmente le medesime  condizioni  di
  svantaggio  rispetto alla Sardegna ed anzi, se possibile,  presenta
  una  situazione economico-sociale ancora più penalizzante tanto  in
  termini  di minore PIL pro capite quanto perché sconta direttamente
  solo  gli  effetti  negativi del costituire  l'  estrema  frontiera
  d'Europa  (problematiche  connesse  ai  flussi  migratori,  elevata
  incidenza del dumping di mercato rispetto alle produzioni  agricole
  e manifatturiere provenienti dal Nord Africa);

   ritenuto che:

   per  le motivazioni sopra citate ed anche in considerazione  della
  rapida  evoluzione del contesto normativo  comunitario   (a  giugno
  entrerà definitivamente in vigore il nuovo codice doganale previsto
  dal regolamento CE 450/2008) appare quanto mai opportuno ed urgente
  attivare  ogni iniziativa concreta per assicurare alla  Sicilia  il
  riconoscimento dello status di zona franca;

   la concreta attivazione, con atti reali e vincolanti, di un regime
  doganale  speciale  per  la Sicilia determinerebbe  certamente  una
  radicale  inversione  in  positivo dei trend  economici,  attraendo
  investimenti consistenti con enormi ricadute sull'occupazione;

   l'attivazione  di  uno  strumento  quale  quello  sopra  delineato
  permetterebbe  la  piena valorizzazione della posizione  strategica
  della Sicilia che diventerebbe 'hub' di riferimento per le attività
  commerciali,  finanziarie e di servizio  per  l'intera  area  euro-
  mediterranea,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  assumere con urgenza ogni utile iniziativa nei confronti delle
  competenti istituzioni statali e comunitarie affinché si  addivenga
  al riconoscimento per l'intero territorio regionale dello status di
  zona  franca,  assicurando  così  uno  sviluppo  stabile  e  solido
  all'economia e positive ricadute sull'occupazione». (54)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   le  ZFU  (zone  franche  urbane) sono aree  di  medie  dimensioni,
  solitamente  riconoscibili con quelle dei comuni  di  appartenenza,
  dove sono previsti progetti di defiscalizzazione per favorire anche
  la creazione di piccole e medie imprese;

   in  altre  regioni d'Italia e, recentemente, anche  nella  regione
  Sardegna, sono state create le ZFU al fine di favorire lo  sviluppo
  economico e sociale;

   considerato che:

   nella  Regione  siciliana, come dichiarato il 2  marzo  c.a.  agli
  organi  di stampa, sarebbe rilevante la istituzione delle  ZFU  per
  compensare la natura insulare e per arginare la crisi che  continua
  a  investire i settori produttivi, provocando i noti e gravi disagi
  di tipo sociale ed economico;

   il  riconoscimento  delle  ZFU contribuirebbe  al  rilancio  della
  Sicilia e del suo territorio, ingessato nella fase di stallo  delle
  sue  attività  produttive  che rischia  di  paralizzare  fatalmente
  l'economia,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  utilizzare  tutti  gli strumenti utili e  idonei  al  fine  di
  consentire l'attivazione di zone franche urbane nell'Isola, al fine
  di contribuire alla crescita sociale ed economica;

   ad  adoperarsi  al  fine  di coinvolgere e  interessare  i  comuni
  siciliani che, successivamente, saranno protagonisti nel territorio
  e,  attraverso  proprie  delibere ed atti  amministrativi,  saranno
  dotati  di  tutti  gli  strumenti  per  l'istituzione  delle   zone
  franche». (55)

   CANCELLERI. Signor Presidente, lei aveva chiesto all'onorevole  La
  Rocca  se  fosse  d'accordo,   ma  non  ha  aspettato  la  risposta
  dell'onorevole La Rocca

   PRESIDENTE. Abbiamo già chiuso, onorevole Cancelleri, siamo andati
  avanti. La Presidenza può fare anche questo

   CANCELLERI. Questo crea un precedente

   PRESIDENTE.  Onorevole Cancelleri, credo di avere  adottato,  alla
  fine, una decisione salomonica, perché in questo senso evitiamo  di
  rimandare, fare votazioni, eccetera e di rimandare soltanto di  tre
  giorni  e portare martedì prossimo in Aula un disegno di legge  che
  ha tutto l'apprezzamento di questa Presidenza.
   Il  testo e gli emendamenti rimangono quelli che sono; c'è da fare
  soltanto  qualche piccola variazione. Il testo, così come  è  stato
  formulato,  non viene messo in discussione. Questo anche  per  dare
  una  risposta  all'onorevole Turano, che  giustamente  sottolineava
  qualche perplessità sul rinvio in Commissione di questo disegno  di
  legge.

     Riprende la discussione unificata delle mozioni n. 54 e n. 55

   PRESIDENTE. Riprende la discussione unificata delle mozioni n.  54
  e n. 55.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, assessore, onorevoli deputati, oggi
  sono in discussione, al IV punto dell'ordine del giorno, queste due
  mozioni  su  un  argomento molto importante e  molto  delicato  che
  riguarda l'istituzione delle zone franche in Sicilia.
   Io  voglio fare una premessa signor Presidente. Io ritengo che noi
  stiamo  sbagliando tutto e ritengo che, nonostante  ci  sia  questa
  tiepida  azione da parte dei colleghi della minoranza di appendersi
  sulla  presenza, sull'assenza del Governo in merito  a  quelle  che
  sono  i  lavori dell'Assemblea - per esempio, premetto che  non  ho
  condiviso l'interruzione del disegno di legge sull'albergo diffuso-
  .  Ma  se  noi  continuiamo così, signor Presidente,  la  prego  di
  rivolgere  queste  riflessioni anche al Presidente  Ardizzone,  noi
  strada ne faremo molto poca
   Lei deve pensare signor Presidente, che questa mozione è andata in
  Aula il 30 maggio, il 12  giugno, il 18  giugno, il 26  giugno,  il
  2  luglio,  il 3 luglio, il 9 luglio, il 10 luglio, il  17  luglio:
  uno,  due,  tre quattro, cinque, sei, sette, otto, nove sedute,  di
  cui  io  sono  venuto quasi in tutte, in una risulto  assente  solo
  perché  mi  ero  fermato con l'onorevole Malafarina  cinque  minuti
  fuori,  lei lo sa Presidente, entro dopo che mi ero fatto  trecento
  chilometri,   per  me  la  presenza  ad  un  atto,  significa   300
  chilometri.
   Allora,   non   c'entra  il  Governo.  E'stato  bravo  l'onorevole
  Vinciullo  quando  ha  detto che noi non possiamo  collegarci  alla
  presenza  o all'assenza del Governo, specialmente quelli  che  sono
  gli  atti di indirizzo. Non è possibile che si facciano nove sedute
  per  approvare  una mozione  Non è possibile che  ci  sono  mozioni
  importanti  per il futuro di questa Sicilia e faccio riferimento  a
  quella dell'accordo dell'Euromediterraneo, il famoso accordo con il
  Marocco, che sta portando la nostra agricoltura a morire,  da  mesi
  presentata  Non è possibile, signor Presidente
   Noi    dobbiamo   rimpadronirci   del   nostro   ruolo,   dobbiamo
  rimpadronirci davvero e non c'entra il Governo che io ringrazio,  e
  noi  ringrazieremo sempre per la loro presenza, ma la capacità -  e
  mi   rivolgo  ai  colleghi  dell'opposizione  -  non  è  quella  di
  stigmatizzare   l'assenza   del  Governo   e   fermare   l'attività
  dell'Assemblea.  La capacità dell'opposizione,  della  minoranza  e
  della  maggioranza è riuscire a produrre anche senza il Governo,  è
  questa la scommessa.
   Io  vivo la sindrome di Crocetta, che è quella che vede uno bravo,
  vedo  questo  Presidente bravo, che corre,  che  fa  le  cose,  che
  denuncia,  che  produce atti che fa pulizia e io  che  non  produco
  nulla   Per  me, cari colleghi della minoranza, è troppo  riduttivo
  venire  qui  dentro  e dire solo che non c'è il  Governo.  Io  devo
  produrre
   Allora, vi invito, invito i capigruppo, invito i Questori,  invito
  la  Presidenza davvero a organizzare meglio i lavori di quest'Aula,
  perché non stiamo producendo nulla
   Detto  questo, io quando ho presentato insieme ai colleghi  questa
  iniziative, abbiamo presentato lo stesso giorno, coincidenza  della
  vita,   con  il  Gruppo  che fa riferimento all'onorevole   Leanza,
  Articolo 4.
   Tutti  noi ne abbiamo parlato abbondantemente, ne ha parlato anche
  l'Assessore, ne ha parlato in alcune occasioni il Presidente  della
  Regione,  l'istituzione delle zone franche, mette in  condizione  e
  possono  mettere  davvero  in  condizione  parti  importanti  della
  Sicilia  di  ridisegnare un nuovo sviluppo,  di  ripensare  ad  una
  crescita diversa; non ci stiamo inventando nulla di particolare.
   In  Sardegna  è  partito  un percorso  di  un  progetto  che  vede
  l'istituzione  delle  zone  franche  attraverso  il  coinvolgimento
  proprio  dei  territori e, permettetemi di  dire,  che  io  ho  una
  particolare  attenzione  e  vocazione  verso  quello   che   è   il
  territorio, la valenza e l'importanza del territorio.
   In  Sardegna già i consigli comunali  hanno iniziato a  deliberare
  l'adesione,  l'individuazione delle aree delle zone  franche  e  io
  penso  che  noi  dobbiamo avviare queste procedure  e  le  dobbiamo
  avviare altrettanto velocemente.
   Non  possiamo perdere tempo in questo senso. Io non so il  Governo
  cosa  ha fatto in questo senso,  perché questa è una mozione  ormai
  datata,  l'abbiamo  presentata il 6 marzo 2013. Queste  sono  delle
  cose  che non possono esistere  Una mozione non può essere discussa
  dopo quasi sei mesi
   Le  chiedo perdono, signor Presidente; il mio non è né un  attacco
  di  tipo politico, non è un attacco alla Presidenza, ai capigruppo,
  a nessuno, è - credetemi - una richiesta forte di rimpadronirci del
  nostro orgoglio di essere parlamentari e di fare i parlamentari.
   Quindi, io mi fermo, non ho nient'altro da dire sulle zone franche
  urbane  perché è un processo molto semplice, ritorno a dire  non  è
  complesso,  il  Governo non so se ha già fatto  dei  percorsi,  dei
  passaggi  in  questo  senso, ma, secondo me,  servirebbe  anche  un
  confronto con le Regioni che già su questo sono andate avanti, come
  ad  esempio  la Sardegna, preparare tutti questi atti  propedeutici
  affinché  noi possiamo percorrere questa strada; non dimentichiamo,
  infatti,  che l'istituzione delle zone franche urbane permetterà  a
  quelle  porzioni di territori che rientreranno anche una  forma  di
  defiscalizzazione e una forma di risparmio su quelli che  sono  gli
  interventi  sull'IVA,  per  esempio, e su  altri  tributi.  Quindi,
  chiediamo al Governo, con questa mozione, un intervento celere.
   Signor  Presidente, ciò che mi preme ribadire  è  di  organizzarci
  meglio.  Capisco  che ora si va verso la pausa  estiva  e,  quindi,
  faremo  molto poco, ormai la parte sperimentale è finita,  ma  alla
  ripresa dobbiamo rimpadronirci del nostro ruolo e dobbiamo produrre
  atti concreti.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi trattiamo  il
  tema delle zone franche urbane.
   Il  collega  che  mi ha preceduto diceva che non è  importante  la
  presenza  del  Governo perché quest'Aula non produce.  E'  vero,  a
  volte  non è importante la presenza del Governo, ma a volte  perché
  le   Commissioni  possano  evadere  alcuni  disegni  di   legge   è
  necessaria,  perché  alcuni disegni di legge  possano  arrivare  in
  Aula,  la  presenza del Governo perché alcuni disegni di legge,  se
  non c'è la spesa, non possono esitati dalla Commissione.
   Io  non  mi sento, onestamente, di dire che quest'Aula è  bloccata
  nell'attività  di  lavoro  perché  ci  può  essere   più   o   meno
  un'opposizione.
   Oggi,  invece,  il rinvio a martedì sull'albergo  diffuso  era  un
  rinvio  strumentale perché è rimasto all'ordine del giorno, nessuno
  vuole   presentare  emendamenti.  Personalmente  ho  posto   alcuni
  interrogativi che se fossero stati chiariti oggi stesso, non  avrei
  avuto  problemi ad andare avanti ed approvare un disegno  di  legge
  sull'albergo diffuso. Ma il disegno di legge sull'albergo diffuso è
  una  legge  che  programma e necessita della presenza  del  Governo
  affinché  si  possano  realizzare tutti gli  alberghi  diffusi  che
  vogliamo  ma  i privati perché possano investire, realizzare  delle
  strutture  alberghiere devono capire se ci sono o meno  dei  bandi.
  Quindi, l'Assessore avrebbe dovuto dare soltanto alcuni chiarimenti
  relativamente a questo.
   Oggi,  cari  colleghi, affrontiamo il problema delle zone  franche
  urbane. Sappiamo che le zone franche urbane inizialmente sono state
  individuate  con  tre  città: Librino, Gela e Catania.  Sono  state
  individuate queste città, inserite anche nella norma finanziaria  e
  concordate con la Comunità europea.
   Successivamente  la Regione ha emanato un altro bando  e,  quindi,
  sono  state  inserite altre dodici città. Ad oggi le  zone  franche
  urbane risultano quindici e siccome devono essere finanziate,   non
  sono ancora partite.

   VANCHERI, assessore per le attività produttive. Sono diciassette.

   GRASSO.  Sono  quindici e verranno finanziate col  PAC.  Oggi,  si
  chiede di estendere, perché così avrebbe fatto la Sardegna, le zone
  franche a tutta la Sicilia.
   Premesso  che  voterò  questa  mozione,  vorrei  esporre  le   mie
  perplessità.  Le  mie  perplessità nascono  forse  perché  sono  un
  amministratore,  e  sono  condizionata  o  perché  ritengo  che  la
  programmazione debba partire dai territori perché quando  si  parla
  di sviluppo sostenibile credo che sia soltanto il territorio stesso
  che  possa stabilire quale sia lo sviluppo sostenibile per esso  ed
  anche  l'albergo  diffuso  si inserisce  in  quel  contesto  quando
  parliamo di turismo.
   Le  zone  franche  urbane  prevedono la defiscalizzazione;  quando
  invece  piuttosto - glielo chiedo, Assessore, sommessamente  -  che
  alle  zone  franche, e da qui le mie perplessità, che prevedono  la
  defiscalizzazione,  noi oggi dovremmo più che altro  guardare  alle
  zone  interne  che sono quelle aree che prevedono lo  sviluppo  del
  territorio a 360 gradi.
   Altro  problema  che  mi  pongo, nel momento  in  cui  andremo  ad
  approvare questa mozione - dobbiamo essere realisti  - con  il  PAC
  verranno  finanziate le dodici, le quindici città  che  sono  state
  inserite, che sono state già condivise perché appartengono  con  la
  Comunità Europea, con il Governo centrale.
   Noi  siamo  sicuri,  approvando questa  mozione,  che  il  Governo
  regionale possa fare diventare zona franca tutta la Sicilia per  la
  defiscalizzazione? Perché sappiamo che i Regolamenti interni  della
  Comunità Europea sono molto rigidi, perché violano il principio  di
  libera concorrenza, perché significa che la Sicilia, rispetto  alla
  Calabria o rispetto ad un'altra regione d'Italia, avrebbe una  zona
  franca e quindi le imprese della Sicilia, rispetto alle imprese  di
  un'altra regione dell'Italia violerebbero quel principio di  libera
  concorrenza  che è previsto nei Regolamenti interni della  Comunità
  Europea.
   E'  solo un mio pensiero, possibilmente sto sbagliando, ma lo  sto
  esternando e lo sto esternando al Governo perché ritengo di  essere
  un amministratore attento e ritengo che, siccome parecchi errori si
  sono  fatti  sui  fondi comunitari 2007/2013  e  ricordiamo  che  a
  proposito  di mozioni, caro collega, io ho presentato  una  mozione
  sui  fondi comunitarie e sui fondi europei che oggi, se fosse stata
  discussa e se il Governo fosse stato sensibilizzato a gennaio,  noi
  oggi non ci troveremmo nella situazione in cui siamo, perché te  lo
  posso dire per un'esperienza vissuta per alcuni progetti presentati
  dal  PIST  che stavano rischiando di andare a finire in  malora  se
  proprio  noi,  io  ed  altri sindaci, non ci  fossimo  accorti  che
  comunque  era  stato  sforato il patto di stabilità.  Quindi,  oggi
  siamo già in ritardo e rischiamo di disimpegnare queste somme.
   E  quindi,  siccome l'unica possibilità per lo sviluppo di  questa
  Sicilia  è  la  programmazione europea io  sommessamente  dico  che
  possibilmente, forse, sarebbe difficile, anche qualora  approviamo,
  perché  la  voterò pure io anche se non sono d'accordo perché  sarà
  difficile  che  la Sicilia possa diventare, tutta la Sicilia,  zona
  franca, perché la zona franca deve essere stabilita quale porzione,
  quale città, quale territorio è più svantaggiato, quale area è  più
  svantaggiata rispetto alle altre.
   Al  Governo  invece  chiedo  un'altra  cosa,  quando  dico  che  è
  importante  la  presenza del Governo. Il PO FESR vedeva  e  qui  ci
  sarebbe stato se quella mozione fosse stata calendarizzata in tempo
  e  non prima per i limiti della finanziaria, ora non so quando sarà
  calendarizzata perché ho chiesto la calendarizzazione,  quando  noi
  parliamo  del  PAC e parliamo del PO FESR non dobbiamo  dimenticare
  che  parecchie risorse dal PO FESR sono state spostate e sono state
  spostate  nel  PAC.  Con  il  PAC noi  non  abbiamo  finanziato  lo
  sviluppo,  abbiamo  finanziato i PIP, abbiamo finanziato  la  cassa
  integrazione, abbiamo finanziato l'emergenza della Sicilia. Quindi,
  una  cosa  è fare annunci e lavorare, una cosa è la programmazione.
  Questa Sicilia è ferma  Questa Sicilia sta morendo  Non c'è un solo
  progetto che sta partendo
   Allora io chiedo: ci sono i soldi nel PAC per fare partire intanto
  le  quindici  città che devono partire? Ci sono  i  soldi  nel  PAC
  perché il Governo si possa impegnare a che la Sicilia diventi tutta
  zona  franca urbana? E se ci sono i fondi nel PAC, per quale motivo
  ancora  il patto dei Sindaci paga un comitato scientifico e si  era
  detto che entro dicembre sarebbe partito e ancora del PAC del patto
  dei  Sindaci non c'è traccia? E perché il Presidente ha  detto  che
  poiché  mancavano  i  soldi del PAC per i  cantieri  di  lavoro  li
  avrebbe anticipati la Regione?
   Sono  solo  degli  interrogativi  a  cui,  forse,  il  Governo   e
  l'Assessore ci potranno dare qualche risposta.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   intervengo
  innanzitutto per chiarire che per quanto queste nozioni  riguardano
  dei  temi simili, in realtà sono molto differenti tra loro,  perché
  le  zone  franche urbane sono una cosa e la zona franca è  un'altra
  cosa.  E  quindi, volevo tranquillizzare la collega  Grasso  che  i
  fondi stanziati per le zone franche urbane nulla hanno a che vedere
  con  la  zona franca, proprio perché la zona franca urbana  prevede
  degli  stanziamenti  che andranno ai singoli Comuni  per  andare  a
  sgravare e defiscalizzare alcune aree del nostro territorio. Mentre
  la zona franca è tutt'altra cosa perché prevede un regime fiscale e
  doganale  completamente  diverso  e  speciale  riconosciuto   dalla
  Comunità Europea.
   Io  non  dico  che  la Comunità Europea riconosca  necessariamente
  tutta  la  Sicilia zona franca, ma credo che almeno  una  battaglia
  vada fatta.
   Noi  avevamo  un  termine che era il 24 giungo proprio  perché  la
  Comunità  Europea  entro  il  24 giugno  doveva  rifare  il  Codice
  doganale  e  a  quel  punto  non potevamo più  intervenire.  Questo
  termine  è slittato all'1 novembre e, quindi, chiedo al Governo  di
  impegnarsi  al fine di poter ottenere questi sgravi perché,  in  un
  momento  come  questo in Sicilia, credo che per lo  sviluppo  della
  nostra  terra l'unica cosa che possiamo fare è pensare che  imprese
  che  vengono  da fuori intervengano qua in Sicilia  per  creare  le
  infrastrutture,  tutte  quelle  occasioni,  data  già   la   nostra
  burocrazia  pesante,  che possano servire  per  lo  sviluppo  della
  nostra terra.

   VANCHERI, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VANCHERI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  signori  deputati, per quanto riguarda il primo intervento,  quello
  dell'onorevole Dipasquale, in cui ha parlato dell'emergenza che  il
  Governo  (ma io dico il Governo insieme anche alla politica  quindi
  all'Assemblea)  ha  di parlare di strategie, di pianificazione,  di
  attività  per  lo  sviluppo e per la crescita,  sono  assolutamente
  d'accordo e sono anche d'accordo sul fatto che molto spesso non c'è
  bisogno  che  il  Governo sia in Aula, piuttosto  condividiamo  una
  strategia comune e ognuno, nel rispetto del proprio ruolo  e  delle
  proprie  funzioni, nei propri ambienti, porti avanti  un  programma
  unico  per  poi incontrarci e fare una sorta di monitoraggio  sulle
  azioni  portate  avanti  per  capire se riusciamo  a  concretizzare
  un'unica strategia finalizzata allo sviluppo.
   Sono d'accordo con questo modo di vedere, è anche un modo per fare
  la  politica, appunto, del  fare  in cui Governo ed Aula credo  che
  possano essere semplicemente tutti d'accordo.
   Non  intralcio alcun motivo per cui nessuno possa dire:  si fa   o
   non  si fa ; non ci sono colori politici quando si parla di creare
  sviluppo  e quando si parla di decidere sulle strategie  anche  del
  futuro per lo sviluppo, credo che ognuno di noi debba ascoltare  la
  propria  coscienza  e quindi il proprio senso di  responsabilità  e
  guardare avanti.
   Questa, comunque, penso che sia la posizione in cui il Governo  si
  stia  trovando in questo momento, ma penso anche quest'Aula, perché
  di  fatto se guardiamo bene quello che è successo da dicembre (alla
  fine  non  sono  neanche quasi sette mesi)  fino  ad  oggi  abbiamo
  cercato  di sbarcare il famoso lunario e abbiamo cercato di perdere
  il  meno  possibile, recuperare il più possibile  e  abbiamo  anche
  cercato in questo ginepraio di eventi, di azioni e di attività che,
  comunque,  dovevano essere effettuati, anche di individuare  quelli
  che  sono gli obiettivi generali, i macro-obiettivi di crescita  su
  cui  noi,  adesso, dobbiamo lavorare bene, con molta serenità,  con
  molta freddezza in termini proprio di organizzazione mentale  e  di
  organizzazione  politico  anche  territoriale  su  tutto  ciò   che
  riguarda la nuova programmazione.
   Dico,  quindi,  che  per me nulla è perso, anzi abbiamo  solamente
  guadagnato. E' stato un modo anche per identificare quelle che sono
  le linee più importanti, quelle strategiche di sviluppo e in questo
  il  PAC  c'è  servito tantissimo, perché, comunque,  il  PAC  è  un
  contenitore  in cui sono stati inseriti quelli che già  sono  degli
  obiettivi  che  potrebbero  essere  ben  sviluppati  in  modo   più
  strategico,  più  trasversale e aggiungerei anche più  competitivo.
  Quando dico più competitivo intendo che veramente lì ognuno di  noi
  deve  intervenire con un grande senso di responsabilità e  lavorare
  insieme, appunto, sulla nuova programmazione.
   Passiamo  subito, quindi, al discorso delle zone  franche  urbane.
  Perché  nel  PAC  abbiamo inserito queste zone? Per  quale  motivo?
  Perché  dovevamo  inserire delle misure a supporto  delle  micro  e
  piccole imprese sottoforma di incentivi per la crescita.
   Sappiamo   benissimo,  come  ha  detto  l'onorevole  Grasso,   che
  l'esperienza delle zone franche urbane proviene da due  finanziarie
  che le hanno istituite e hanno pure individuato alcune zone franche
  urbane  anche  in Sicilia; però, è anche vero che poi  siamo  anche
  testimoni di una finanziaria del 2010 che, improvvisamente,  svuota
  queste zone franche urbane non avendo copertura finanziaria e  dice
   beh  le  zone franche urbane non esistono più come contenitori  di
  misure che incentivano, quindi, sia dal punto di vista fiscale  sia
  dal punto di vista produttivo, diventano zone a burocrazia zero .
   L'esperienza  del  PAC è quindi la fase finale poi  della  ripresa
  perché  comunque la Regione Sicilia non si è fermata e anche questa
  è  stata  la dimostrazione del fatto che crede in questa strategia,
  in  questo  strumento e la storia, quindi, ci  insegna  che  è  uno
  strumento  che  possiamo riproporre per il futuro,  anzi,  dovremmo
  impegnarci,  a  mio  avviso,  per cercare  di  capire  come  questo
  strumento  possa essere ancora presente con la nuova programmazione
  perché,   purtroppo,  dobbiamo  anche  essere  assolutamente   seri
  nell'accettare  il  fatto  che  con  la  nuova  programmazione   lo
  strumento zona franca urbana non è contemplato o, comunque, non  lo
  è  in questo modo perché con la nuova programmazione verranno messi
  a  disposizione  dei  fondi per la crescita in termini  proprio  di
  sviluppo tecnologico, di sviluppo competitivo, di sviluppo  sociale
  in  cui, comunque, la zona franca urbana, che rappresenta un  luogo
  in  cui  con la defiscalizzazione crea degli interventi in quid  de
  minimis,  quindi,  siamo  fuori da  quelli  che  sono  proprio  gli
  obiettivi strategici della nuova programmazione.
   Così  come erano fuori dagli obiettivi strategici le grandi  opere
  che  siamo  riusciti a bloccare e a far sì che venissero realizzate
  anche  prima che arrivasse la nuova programmazione proprio per  non
  perdere questi grandi lavori infrastrutturali.
   Sulla  base  della  consapevolezza  che  dobbiamo  avere  e   che,
  comunque,  la  nuova programmazione ci imporrà di  conoscere  delle
  norme e ci imporrà anche di accettare dei vincoli, perché sono  dei
  vincoli  comunitari, dobbiamo essere seri abbastanza da  dire   beh
  questa   è   la  nuova  programmazione,  cerchiamo,  comunque,   di
  concertare  una  politica di sviluppo territoriale che  può  essere
  creata  anche con una concertazione di fonti regionali che supporti
  una programmazione fatta appunto con i fondi strutturali.
   Per  questo  motivo,  dico  che non chiuderei  questa  speranza  o
  possibilità di poter continuare a parlare di sviluppo,  cercare  di
  capire  se possiamo concertare insieme, riproporre questi strumenti
  e  al  massimo  riproporli in un altro modo, per creare  anche  più
  chiarezza  nell'utilizzo di questi strumenti e maggiori possibilità
  per territori che, purtroppo, sfuggono ai 17 - perché non sono 15 -
  ,  alle  17 zone franche urbane e, comunque, dico che, per fortuna,
  almeno  17  le  abbiamo messe dentro il PAC e  potranno  utilizzare
  questo  strumento  che definisco fondamentale,  in  questo  preciso
  momento;  un  momento  in cui, comunque, c'è una  crisi  che  grava
  davvero  sulla vita delle piccole e micro imprese che,  all'interno
  delle  città,  rappresentano la vita economica  dei  nostri  centri
  storici.
   L'arrivo delle zone franche urbane in queste 17 città si spera sia
  proprio  la  boccata di ossigeno che serve, innanzitutto,  per  non
  fare morire quelle attività che, magari oggi, stanno per morire  e,
  dall'altra    parte,    magari,   deve   servire    per    ricreare
  quell'animazione territoriale da cui partono, comunque, degli input
  che sono degli input positivi e degli input di sviluppo.
   Se  riusciamo a concentrare bene quello che succederà in queste 17
  città  e  cerchiamo  pure di integrare quelli che  sono  gli  altri
  strumenti che, comunque, all'interno del PAC sono contenuti  e  che
  riguardano  pure la crescita delle imprese - penso  al  credito  di
  imposta,  penso  anche alla individuazione di  aree  di  crisi  che
  possono  essere aree individuate, oltre a quella di Termini Imerese
  -  penso anche alla misura che abbiamo inserito all'interno del PAC
  che  riguarda  in  modo  specifico lo  sviluppo  industriale  della
  Sabatini, la cosa importante deve essere che la zona franca  urbana
  è   uno  strumento  che  in  modo  integrato  deve  interagire  con
  l'utilizzo di altri strumenti.
   Se,  quindi,  riuscissimo ad utilizzare, in  questa  fase,  questi
  strumenti  in una logica di intervento integrato, potremo  comunque
  poter  dire  che, nel tempo, l'effetto positivo della  zona  franca
  urbana  sarà servito a qualcosa perché avremo recuperato  pezzi  di
  vita all'interno di 17 città che, a livello regionale, nel contesto
  regionale, hanno comunque un'importanza notevole.
   Le  città  che  godranno dello strumento della zona franca  urbana
  sono:  Catania  e, quindi, stiamo parlando di una delle  città  più
  importanti  della  Sicilia. Peraltro,  la  zona  franca  urbana  di
  Catania  comprende  anche  la  zona  di  Librino  in  cui,   sapete
  benissimo,  che  la  zona  franca  urbana  rappresenta   anche   un
  intervento a favore della fuoriscita dal disagio sociale e, quindi,
  un intervento che cerca di potenziare al massimo quelle che sono le
  caratteristiche   produttive  e  anche   commerciali   che   questo
  importante  quartiere della città  di Catania  può  avere  e  dico:
  attenzione  a  sapere utilizzare bene questo strumento  perché  può
  essere l'inizio, una prova, un tentativo, l'inizio di un nuovo modo
  di ragionare e sviluppare le attività all'interno dei nostri centri
  urbani; ci sarà Gela; c'è Erice, Termini Imerese.
   Su  Termini  Imprese, volevo aggiungere un'altra  cosa.  Oltre  al
  riconoscimento della zona franca urbana, all'interno  della  città,
  abbiamo richiesto al Ministero, secondo anche la possibilità che la
  legge  salva  Italia aveva dato per le aree di crisi  complesse  di
  allargare la zona franca urbana anche per l'area industriale.
   Questo  perché? perché abbiamo ritenuto opportuno approfittare  di
  questa  occasione,  in  modo tale da dare un  addendum,  un  valore
  aggiunto,  ad un'area in cui, comunque, la Regione sta  investendo,
  in  termini  non  solo finanziari ma anche di politica  strategica,
  politica  di  attrazione e investimenti, la possibilità  di  potere
  avere,  anche nell'area industriale, uno spazio e una  zona  franca
  urbana  ci  è  sembrata anche un elemento che aumenta  l'appeal  da
  parte degli investitori che, comunque, stanno cominciando ad essere
  anche  di più, per fortuna, e che sono interessati ad investire  in
  quest'aerea.
   Per  quanto  riguarda  le altre città, abbiamo:  Messina  e  anche
  questa   è  una  città  importantissima,  Barcellona,  Aci  Catena,
  Castelvetrano,  Palermo Brancaccio e, anche  questo,  alla  stregua
  della  Librina di Catania, credo sia importante, sia dal  punto  di
  vista  socio-economico  sia anche dal punto  di  vista  del  valore
  istituzionale, dell'idea di portare uno strumento così  importante;
  Trapani, Bagheria, Acireale, Giarre, Palermo Porto, Sciacca,  Enna,
  e Vittoria.
   Queste,  quindi,  sono  le diciassette zone  franche  urbane.  Per
  quanto  riguarda  la fase dell'istruttoria, abbiamo  già  avuto  il
  decreto del Ministero che è stato pubblicato. Sulla base di  questo
  decreto,  attendiamo  la  pubblicazione  in  Gazzetta  dei  singoli
  decreti con il riporto delle somme - anche se già, all'interno  del
  PAC,  hanno  distribuito l'intero importo delle somme per  ciascuna
  città  - ed è stato fatto in base sia al calcolo che è uscito fuori
  dagli indicatori, che vanno dal disagio sociale alla disoccupazione
  piuttosto  che alle potenzialità di sviluppo della città,  e  anche
  all'entità  della  popolazione.  Sulla  base,  quindi,  di   questi
  decreti, la Regione, poi, potrà fare un ulteriore intervento,  cioè
  che dovremo attivare, entro i 90 giorni da questa pubblicazione, il
  decreto  del  Ministero che, appunto, istituisce queste diciassette
  zone  franche urbane. C'è la possibilità da parte della Regione  di
  poter  fare una proposta sulla base delle famose riserve di  scopo,
  quindi, secondo le riserve che si creano.
   Sappiamo  benissimo,  infatti,  che  la  vecchia  Legge  Bassanini
  prevedeva  il  decentramento  per la  gestione  degli  incentivi  a
  livello  industriale.  Nella nostra Regione,  non  è  mai  avvenuto
  questo  decentramento cui si riferiva la legge e,  invece,  secondo
  l'articolo 31 di un altro decreto, adesso, possiamo gestire  queste
  riserve  finanziarie e le possiamo proporre al  Ministero  come  un
  addendum a quelli che sono già i 147 milioni di euro stanziati  per
  le diciassette zone franche urbane.
   Sulla  base di quest'altra opportunità che abbiamo, nonostante  la
  Regione  siciliana  lo farà in cabina di regia  con  il  Ministero,
  però,  la  base,  la proposta arriverà dalla Regione;  lì,  quindi,
  dovremo  decidere se incrementare queste diciassette  zone  franche
  urbane,   in   termini  di  spesa,  appunto,  di  somme   contenute
  all'interno delle singole città, o magari fare una scelta  a  tutto
  campo,   quindi,  utilizzare  questi  41,  42  milioni  circa   per
  intervenire  all'interno  di  questa  città  con  degli  interventi
  infrastrutturali,   per qualificare ancora di più  la  zona  franca
  urbana.
   Questo,  ovviamente, sarà una strategia che dobbiamo  scegliere  e
  che  dobbiamo comunicare al Ministero, entro i 90 prossimi  giorni.
  Stiamo  già  discutendo anche con la programmazione, così  come  la
  Commissione Ministeriale, per avere le schede pronte da  inviare  e
  non perdere tempo. Peraltro, la Sicilia, nella fase di istruttoria,
  ha  anticipato  molto i tempi del Ministero, perché  il  decreto  è
  stato pubblicato un paio di settimane fa, ma abbiamo già inviato le
  schede  sulle  zone franche urbane circa qualche  mese  fa;  siamo,
  quindi, abbastanza in  linea.
   A settembre, il Ministero, dopo la pubblicazione in Gazzetta, farà
  i   bandi   ed  i  Comuni  potranno  presentare  le  loro   istanze
  direttamente ai banchi che verranno gestiti a livello centrale  dal
  Ministero.   L'intervento  della  Regione,  però,  sarà  importante
  perché,  infatti,  domani, faremo il primo  incontro  con  tutti  i
  sindaci dei Comuni che potranno utilizzare lo strumento della  zona
  franca urbana, diciassette Comuni.
   Domani,  avremo questo incontro con tutti i sindaci  e  proporremo
  loro, abbiamo già chiesto ai sindaci di portare le schede in cui ci
  sono anche delle linee direttive in cui i sindaci stessi, comunque,
  descrivono quelli che sono anche gli obiettivi più strategici delle
  città, in modo tale che un intervento della zona franca urbana, che
  ahimè  definisco, sicuramente, non è corposo nella  misura  in  cui
  magari  queste città meritavano di poter avere un intervento  anche
  più importante.
   Già  questo  piccolo  assaggio di ossigeno, dico,  in  termini  di
  incentivi  finanziari,  può  servire, comunque,  per  ripristinare,
  riordinare  quelle che sono le situazioni messe  un  po'  più  male
  rispetto  alle  altre  e,  quindi,  aiutare  in  questo  anche   le
  amministrazioni locali a non fare morire le città.
   Faremo, quindi, questo lavoro in collaborazione con i sindaci;  ci
  saranno  degli  sportelli aperti che collegheranno gli  Uffici  del
  Dipartimento  attività produttive collegati, a sua  volta,  con  la
  Presidenza  e  gli  Uffici tecnici del Comune e,  quindi,  ci  sarà
  questo  rapporto costante da domani fino al momento in cui i Comuni
  presenteranno  le  istanze  e per noi  è  importante  anche  questo
  rapporto  con le amministrazioni locali perché, proprio sulla  base
  delle  schede che, domani, i sindaci porteranno e, sulla base anche
  della   discussione  che,  domani,  i  sindaci  ci  comunicheranno,
  comunque,  costruiremo  queste famose schede  per  la  gestione  di
  queste riserve finanziarie da aggiungere alle zone franche urbane.
   Questo  per  quanto riguarda lo stato di queste  17  zone  franche
  urbane.  Per  quanto riguarda, invece, le domande  che  sono  state
  fatte sulla possibilità di richiedere e, comunque, che ci siano  le
  zone  franche, è giusta la distinzione che è stata fatta  tra  zona
  franca urbana e la zona franca.
   In  questo  caso,  l'onorevole Sudano parlava  della  zona  franca
  doganale  che è quella che, infatti, abbiamo in Sardegna. E'  stato
  anche abbastanza dettagliato l'intervento dell'onorevole Sudano che
  ha  parlato del 24 giugno. Su quello, questa è una bella  strategia
  da  condividere  con il Governo e l'Aula. Questo deve  fare  parte,
  comunque,  di una politica di sviluppo strategica in  cui  la  zona
  franca  urbana  o,  comunque, la zona franca doganale  diventa  uno
  strumento importante per conseguire l'obiettivo.
   Noi,  però, dobbiamo fissare questi obiettivi perché, vi  dirò  di
  più, le zone franche possono essere inserite e, questo magari ve lo
  anticipo, spero, anche entro anche la prossima settimana e comunque
  sicuramente  entro la fine di luglio, di portare in Commissione  il
  testo  unico  delle attività produttive che è già  pronto.  Domani,
  avrò l'ultimo incontro con tutte le associazioni e sindacati perché
  ho   voluto  condividere,  comunque,  con  il  partenariato  socio-
  economico,  sin  dal  nascere; domani,  avremo  l'ultimo  incontro,
  dopodiché,   porterò   il  testo  unico  di   attività   produttive
  all'approvazione della Giunta e, ovviamente, poi - conoscete meglio
  di  me  l'iter da seguire - della Commissione, per poi incardinarlo
  nei  lavori dell'Aula. Spererei che fosse inserito con la  priorità
  proprio  perché  il  testo  unico  delle  attività  produttive  può
  rappresentare, in questo specifico momento, anche abbastanza grave,
  quella  base  normativa  che inquadra  quelle  che  sono  anche  le
  emergenze  ma anche quelle che sono le potenzialità su cui  bisogna
  puntare, andare avanti e che   riguardano i settori strategici  che
  sono: il commercio, l'artigianato e l'industria.
   Ovviamente,  del  commercio, nel testo unico,  sono  rappresentate
  anche  tutte  le  attività collegate con il  turismo  e   tutte  le
  attività  collegate con i settori agricoli. E' molto  importante  e
  per  questo, quindi, è una sorta di testo che rappresenta la forza,
  che  norma   i  rapporti economici tra i vari  settori  produttivi.
  Quando  incardinerò  questo  testo -  in  Aula  sto  continuando  a
  lavorare perché credo che un testo unico delle attività produttive,
  senza la parte cruciale, che è il testo sugli incentivi, perché  se
  sul  testo unico attività produttive indichiamo quelli che  sono  i
  settori, i rapporti tra i settori economici, dall'altra parte, urge
  un  Piano  investimenti e a questo urge, ovviamente, un  testo  che
  normi,  che definisca quelli che sono gli strumenti che la  Regione
  siciliana  vuole  utilizzare:  il  Piano  di  investimenti  per  il
  prossimo decennio se non per il prossimo quinquennio.
   Il mio auspicio è quello di potere condividere con l'Aula oltre al
  testo  unico  sulle  attività produttive anche  quest'altro  testo,
  credo,  forse,  anche più importante perché, in questo  momento,  a
  volte,   perdiamo  risorse  o,  peggio  ancora,  non  riusciamo   a
  sviluppare bene le risorse economiche che abbiamo perché ci mancano
  proprio  gli  strumenti finanziari adatti per concretizzare  quelle
  che sono le realtà produttive e ci mancano, molto spesso, l'assenza
  di   quegli  iter  di  semplificazione  snelli  che  possono  anche
  accelerare  quella  che  è  la spesa e  possono  anche  accelerare,
  quindi, anche l'arrivo e l'attrazione degli investimenti esterni.
   Da parte mia, c'è tutta la disponibilità a portare avanti anche la
  richiesta di tentare di raddoppiare la presenza di zone franche. La
  zona  franca  per  me  va  bene nella misura  in  cui  diventa  uno
  strumento   strategico  all'interno  di  un   Piano   generale   di
  investimenti  in  cui abbiamo ben individuato  quelli  che  sono  i
  settori  portanti della Regione siciliana e quali sono  le  filiere
  che devono reggere questi settori.
   Nell'ottica  di  un  Piano industriale, in  una  parola,  preciso,
  determinato,  su  cui  si  individuano anche  quelle  che  sono  le
  priorità,  la  zona franca, così come il credito di  imposta,  così
  come  tanti altri incentivi, diventano tutti strumenti di un  unico
  piano.
   Vi  dirò  un'altra  cosa:  stiamo, insieme all'assessore  Bianchi,
  lavorando  in  modo  abbastanza costante ed ha ragione  l'onorevole
  Grasso  perché, su molte cose, molto spesso, la Comunità Europea  è
  un  po' sorda, specialmente quando si tratta di trasformare i fondi
  strutturali  in  fonti di ricchezza, come dico  io,  di  potenziale
  ricchezza.
   Stiamo  cercando di realizzare dei fondi rotativi a  supporto  del
  capitale  circolante per le micro, le piccole e le  medie  imprese;
  questo perché non ci saranno zone franche o zone franche urbane che
  tengano.  Prima evitiamo che le imprese muoiano o di credito  o  di
  mancanza, completamente, di liquidità perché abbiamo una situazione
  in  cui il credit crunch sta veramente deprimendo tutti i territori
  e  la  cosa  grave  è che non potremo più parlare di  zone  franche
  urbane, piuttosto che di zone franche o di appeal o di capacità  di
  attrarre  investimenti  se scompaiono le eccellenze  e  i  prodotti
  delle  aziende siciliane che, alla base, sono queste  le  cose  più
  importanti  che  reggono,  poi,  e  giustificano  la  scelta  degli
  strumenti da utilizzare.
   Sono  d'accordo,  quindi, con quello che avete chiesto;  spero  di
  avervi aggiornato in modo più o meno dettagliato sullo stato in cui
  si  trovano  le  zone  franche urbane e,  per  quanto  riguarda  la
  richiesta  di zona franca, vi dirò di più: abbiamo anche  un  altro
  intervento  che  non  ha a che fare con i fondi  FESR  ma  è  anche
  riconoscimento di una zona franca, come diceva l'onorevole  Grasso,
  dell'entroterra  Sicilia,  perché  anche  io  sono  d'accordo   con
  l'onorevole,  l'entroterra diventa anche il volano di sviluppo  per
  supportare  anche ed ancora meglio i servizi e le realtà produttive
  che nascono nelle coste della Sicilia.
   E,   anche  lì,  stiamo  cercando  di  incardinare  col  Ministero
  un'attività  in cui si possa realizzare il progetto di zona  franca
  legalità  che,  anche questa, proviene dalle vecchie esperienze  di
  Governo  però  non  si è mai realizzata e, quindi,  adesso,  stiamo
  cercando  di  capire  come ed in che modo deve  essere  strutturata
  questa  zona franca perché, non trattandosi, comunque, di una  zona
  franca che è stata riconosciuta dalla Comunità Europea, parlare  di
  una  zona franca a fiscalità di vantaggio zero per gli investimenti
  è  un  po'  troppo  difficile o, meglio,  nel  momento  in  cui  ci
  troviamo,   non  abbiamo  ancora  ottenuto  questo  riconoscimento,
  nonostante sia già partita la richiesta.
   Ha ragione anche l'onorevole Grasso perché, comunque, la richiesta
  sulla zona di fiscalità di vantaggio per gli investimenti è partita
  due anni fa e, ancora, la Comunità Europea è un po' sordina. Questo
  non  significa  che  non  dobbiamo pensare ad  attrezzare  le  zone
  franche,  perché  le  possiamo, comunque,  individuare  e  possiamo
  concertare  l'utilizzo  di  strumenti finanziari  che  siano  fonti
  regionali piuttosto che fonti strutturali che, comunque, preparano,
  predispongono  i territori e, sulla base anche di una  crescita  di
  livello territoriale, abbiamo anche più ragione di chiedere,  anche
  con  più  forza, magari con l'appoggio del Ministero  -  perché  in
  questo  il  Ministero  (ormai diciamo  che  siamo  diventati  quasi
  colleghi  perché,  quasi  ogni settimana, stiamo  alle  riunioni  e
  parliamo   di  tutti  questi  strumenti)  -  è  assolutamente   ben
  disponibile  a  supportare  quelle che  saranno  le  richieste  che
  verranno,  le  proposte  che  farà la politica  di  sviluppo  della
  Regione siciliana e, in modo particolare, tutte quelle proposte che
  riguardano  lo  sviluppo  industriale, sia all'interno  delle  zone
  franche sia all'interno delle nostre aree industriali.

   PRESIDENTE.  Grazie,  assessore  Vancheri.  Dichiaro   chiusa   la
  discussione generale. Si passa alla votazione.

   DI PASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio  voto,
  ovviamente, è favorevole.
   Ringrazio l'assessore per la relazione che ha fatto, molto attenta
  ed, ovviamente, chiara. Non ci sono dubbi che il lavoro fatto sulle
  17  città,  sulle  17  zone franche urbane, su questo  sta  andando
  avanti e su questo siamo non contenti ma contentissimi.
   Io,  per primo, immaginate che mi trovo in una provincia dove  una
  città - che è Vittoria -, rientra, appunto, tra le 17
   Questo  è  un aspetto ed è un aspetto importantissimo, che  questo
  Governo sicuramente si porta come risultato e risultato importante.
  E,  per  questo aspetto, ha sicuramente un significato anche quello
  che era il significato della mozione presentata a marzo, che era di
  sollecitare  anche l'attivazione delle zone franche  urbane,  anche
  quelle  già  avviate.  Ma c'è anche un'altra scommessa  che  questa
  Regione  non  può  perdere. Come dicevo prima, in Sardegna,  stanno
  avviando  questo  percorso. In Sardegna,  il  24  giugno,  dovevano
  diventare  a  tutti gli effetti zona franca urbana e  solamente  lo
  slittamento  del  regolamento doganale all'1 ottobre  2013  non  ha
  permesso questo.
   Allora, non vorrei trovarmi - assessore, attenzione perché  questa
  è  una  scommessa importante - dopo novembre, perché  lei  pensi  a
  quando  è  stata  presentata questa mozione, questa  mozione  viene
  presentata  a  marzo  e, a marzo, diciamo: attenzione,  abbiamo  la
  possibilità di diventare zona franca, abbiamo la possibilità di non
  chiuderci  solo  nelle  diciassette realtà  regionali,  abbiamo  la
  possibilità  che  non  solo la detrazione per  l'IVA  ma  anche  la
  detrazione  per  l'IRAP, perché in Sardegna stanno lavorando  anche
  sull'IRAP  -  purtroppo, capisco che la mia  relazione  iniziale  è
  stata  riduttiva, ciò dovuto anche alla premessa che,  secondo  me,
  era  molto importante - per raggiungere l'abbattimento del  70  per
  cento  dell'IRAP.  Lei  ci dice che è difficile  che  si  raggiunga
  questo risultato. Va bene ma, attenzione, proviamoci.
   Non  vorrei  che,  ad  ottobre,  ci trovassimo  solamente  con  le
  diciassette  zone  franche e, invece, ad ottobre,  la  Sardegna  si
  ritrovasse   con   la   motivazione   del   trattato   di   Lisbona
  dell'insularità,  si  ritrovasse zona  franca  con  tax  free,  con
  l'abbattimento dell'IVA e l'abbattimento dell'IRAP e noi restassimo
  solamente importanti con le diciassette zone franche urbane.
   Nel  ringraziarla, quindi, per quello che si  è  fatto  e  si  sta
  facendo,  mi  permetto di attenzionare ovviamente  questo  percorso
  perché  non  voglio  trovarmi  ad  essere  secondo  rispetto   alla
  Sardegna. Al massimo, un pareggio ma secondo no, assessore.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  il  mio
  vuole essere solo un chiarimento perché - mi riferisco alla mozione
   Iniziative per l'attivazione delle zone franche urbane in Sicilia
  -  la  distinzione  fra  zona franca e zona  franca  urbana  è  una
  distinzione seria.
   A  livello legislativo, infatti, è prevista la zona franca urbana.
  La  zona  franca  è quella zona che si istituisce  all'interno  dei
  porti per cui se Messina, tutta l'area di Messina, il porto e tutta
  quella   zona,   avesse  la  possibilità,  dal   punto   di   vista
  dell'estensione, di essere istituita come zona franca e, quindi, le
  imprese  che sorgono in quella zona dal punto di vista dei vantaggi
  doganali, piuttosto che in Corea, hanno l'IVA, questo è un discorso
  che fa parte del Testo Unico.
   La  mia perplessità nasceva dall'estensione, rispetto alla mozione
  che  era  stata  presentata e che è oggetto di  discussione  da  Di
  Giacinto e di Dipasquale, rispetto alla zona franca urbana. Per cui
  il  mio intervento era chiaro sulla zona franca e sulla zona franca
  urbana.  Il  mio discorso sulle aree interne era legato  alla  zona
  franca urbana per tutti quei motivi che  ho detto.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessore,  il
  dibattito che oggi si è sviluppato sulla mozione relativa alla zona
  franca urbana e alla zona franca che viene, come dire, sottolineato
  come  momento di crescita per la Sicilia o, meglio, come  strumenti
  che   possono  sostenere,  che  possono  alimentare,  che   possono
  consentire   una  reale  crescita e  uno  sviluppo  della  Sicilia,
  sicuramente, hanno una particolare valenza e, pertanto,  al  di  là
  dei  presentatori  o,  al  di là di chi   assume  l'iniziativa,  il
  Parlamento regionale credo abbia il dovere di dare un contributo ad
  un  dibattito che, a mio avviso, va articolato anche in una precisa
  direzione.
   Sono  strumenti  che con la originaria impostazione  che  vedevano
  prima  tre zone franche urbane in Sicilia, che, poi, sono diventate
  sostanzialmente con l'integrazione delle ulteriori 17, ai sensi  di
  una  trattativa, di una negoziazione che c'è con lo  Stato-Regione,
  sicuramente  queste  20 zone franche urbane  rappresentano  per  la
  Sicilia  un  punto di partenza importante che possa determinare  un
  momento  di  reale attrazione per gli investitori,  per  i  piccoli
  imprenditori  e sicuramente cosa diversa è la zona  franca  più  in
  generale  che vede, come dire, una possibilità di far sì che  tutto
  il  territorio  regionale possa avere una serie di prerogative  che
  vanno oltre quelle che sono le agevolazioni di carattere fiscale  e
  previdenziale  e  anche  di  altra  natura  agevolativo   ma   che,
  sostanzialmente, a mio avviso, in questo la presenza dell'Assessore
  è  un momento importante - perché possa sottolinearsi, al di là del
  clamore  o  del risultato ottenuto con la decretazione  delle  zone
  franche  urbane,  la  necessità di avviare  su  questo  terreno  un
  ragionamento  che vede concretamente la possibilità, assessore,  di
  un piano strategico che per la Sicilia significhi - noi lo abbiamo,
  nella nostra qualità di parlamentari, di partito dell'opposizione -
  ,  il  PDL ha detto, in occasione del DPEF,  che era il momento  in
  cui,  sostanzialmente, al di là della logica dei numeri e,  quindi,
  dell'aspetto   finanziario,  ci  auguravamo  che   prevedesse   una
  indicazione  su  quelle che sono le direttrici  che  riguardano  lo
  sviluppo della Sicilia.
   In   questo,  il  nostro  buon  assessore  Bianchi,  ha  avuto   a
  giustificarsi dicendo che magari, dal primo momento di sua  uscita,
  non gli ha consentito di avere avuto la possibilità di definire  un
  quadro  complessivo.  Il  problema è, assessore,  che  se  le  zone
  franche  urbane, come dicevo prima, determinano solo un momento  di
  clamore  giornalistico e, quindi, di un risultato che è finalizzato
  a  se  stesso, diventa riduttivo rispetto alla possibilità concreta
  che  la  Sicilia può avere attraverso invece, questo  risultato  da
  inserire  in  un contesto più ampio, perché significa con  le  zone
  franche urbane determiniamo il momento di attrazione per realizzare
  investimenti.  Ma c'è un problema di mercato, c'è  un  problema  di
  servizi,  c'è  un problema di infrastrutture, c'è  un  problema  di
  realtà  da  cui  partiamo,  perché voglio  essere  concreto  e  non
  strumentalizzare  condizioni  che, invece,  vanno,  a  mio  avviso,
  sostenute e potenziate.
    Se, oggi, particolari poli della Sicilia rappresentano momenti di
  reale  attrazione, perché già esistono le infrastrutture  di  base,
  dove  c'è  porto,  interporto, aeroporto, mercato  agro-alimentare,
  caro  assessore, su cui va usato un focus diretto e  la  invito  su
  questo  a  poter riferire anche in Assemblea, perché se  i  mercati
  agro-alimentari  che  hanno sede a Catania  avevano  una  specifica
  missione,  avevano una strategia complessiva di risultato  che  non
  era  sicuramente  quella di sostituire il mercato  all'ingrosso  al
  mercato  agro-alimentare, il mercato ittico,  ma  i  mercati  agro-
  alimentari    nella    loro   originaria   impostazione    dovevano
  rappresentare  una piattaforma logistica che guardasse  il  mercato
  dei paesi del Mediterraneo, da una parte, e collegare questa nostra
  realtà periferica della Sicilia verso la zona di snodo centrale che
  è il nord di Italia.
   Allora,  ad  esempio, qua c'è il problema di come intervenire  per
  colmare  questo  gap  che c'è, dal punto di  vista  del  trasporto,
  quindi, anche qua, invocare nuove misure.
   Abbiamo,  in  tante occasioni, sollecitato affinché le università,
  le   associazioni  di  categoria,  la  nostra  azione  anche  della
  programmazione, individuassero un momento innovativo, sperimentale,
  promuovendo,  ad esempio, un progetto e sul piano dei trasporti  si
  determinasse un momento di riduzione di costi e quindi rendere  più
  competitivo questa nostra delocalizzazione.
   Però, caro assessore, niente di tutto questo.
   Allora,  noi in un contesto di proposta riteniamo che questi  sono
  gli  argomenti che vano ad essere integrati a questo risultato  che
  con le zone franco-urbane noi pensiamo di poter ottenere.
   E' un risultato che sarà parziale e limitato se non inserito in un
  contesto  più  ampio che prevede una serie di altri interventi  che
  determineranno sicuramente una possibilità complessiva di sviluppo.
   Allora, è questo il nuovo modo di approcciare un problema che deve
  guardare  lo  sviluppo della Sicilia, è questo il  significato  che
  deve  avere,  anche  in un ottica di programmazione  seria  che  la
  Regione  deve  pensare di definire, cosa intendiamo fare  non  solo
  dello strumento che oggi si è venuto a determinare, ma di tutto ciò
  che  in  atto la realtà siciliana dispone, il contesto dei  servizi
  che  comunque esistono, magari ce ne vorrebbero altri, e penso  per
  un  momento -  come riportava ieri Il Sole 24 Ore-, un piano per la
  portualità che per la Sicilia diventa un altro punto strategico  di
  crescita  e  di  sviluppo, perché noi abbiamo  una  possibilità  di
  utilizzare  ancora oggi le risorse comunitarie,  non  so  che  fine
  abbia  fatto la misura 3.225 del foro sulla definizione  del  piano
  portuale per la Sicilia, però, anche questo è un altro pezzo di  un
  mosaico che, a mio avviso, deve essere composto.
   Quindi, assessore, una serie di interventi che devono essere  oggi
  individuati,  collegati attraverso un filo logico di razionalità  e
  attraverso  questa nuova impostazione poter guardare ad  una  seria
  reale  possibilità di programmazione e, quindi, di  crescita  della
  nostra Sicilia.
   Concludo,   dicendo,   sicuramente   il   problema   anche   delle
  competizioni   o  delle  moratorie che la  Comunità  Europea  o  di
  penalizzazione   per   la  disparità  di  concorrenza   che   vuole
  evidenziare, sono anche queste oggetto di discussione.
   Però,  io  ritengo, che così come anche altre regioni  stanno,  in
  questo  caso  la Sardegna, pensando di avviare ad un  percorso  che
  possa  portare  a  un  momento  di grande  agevolazione  perché  il
  territorio,  in questo caso della regione siciliana,  possa  essere
  considerato  zona  di attrazione secondo un piano,  anche  qua,  da
  definire,  e  un  piano  che possa essere concertato  con  l'Unione
  Europea,  anche  questo,  io  ritengo,  che  è  motivo  di   grande
  interesse.
   Allora,  proprio  in questa ottica io ritengo che le  mozioni  qui
  presentate hanno, a mio avviso, una valenza, comunque uno  stimolo,
  comunque un impegno  perché si possa aprire in questo Parlamento un
  momento  di dibattito serio per  portare a risultati,  a  ulteriori
  tappe  di  un percorso che, non illudiamoci, possa essere definito,
  ma che assieme con l'impegno di tutti possa determinare un concreto
  momento di prospettiva per una Sicilia  che tanto patrimonio ha con
  i  beni culturali, ambiente e turismo reale integrato in un sistema
  con   la   portualità,  con  il  suo  grande   patrimonio   che   è
  l'agricoltura,  con il suo grande patrimonio che è l'energia  e  la
  possibilità  di  determinare,  anche  attraverso  l'utilizzo  delle
  risorse umane, un diverso momento di impegno ma  sicuramente questi
  passano da una grande attività di confronto, da un grande senso  di
  responsabilità che le forze politiche devono dimostrare con i fatti
  e non con le parole.

   PRESIDENTE.  Se  non  ci sono altri iscritti a  parlare  pongo  in
  votazione   la   mozione  n.  54   Interventi   per   ottenere   il
  riconoscimento per la Sicilia dello status di zona franca.
   Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo  in votazione la mozione n. 55  Iniziative per l'attivazione
  delle zone franche urbane in Sicilia .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Leanza è in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   CIANCIO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente onorevoli colleghi, ho  presentato  un
  ordine del giorno che purtroppo è stato ritenuto inammissibile  per
  questioni di Regolamento; però ci tengo che l'Assemblea,  nel  caso
  in cui non ne fosse a conoscenza, sappia cosa si sta verificando  a
  Catania  e in particolare la situazione di un imprenditore agricolo
  di  Paternò, che ha subìto delle intimidazioni fortissime da  parte
  di personaggi mafiosi.
   Lo leggo,  così almeno posso spiegare esattamente cosa è successo:
   «Il  30  giugno  2013   il  trentasettenne imprenditore  agricolo,
  Emanuele  Feltri, impegnato da anni nelle lotte contro  il  degrado
  ambientale in cui versa  l'oasi di Ponte Barca', e più in  generale
  l'intero  territorio  della Valle del Simeto,  ha  subìto  un  atto
  intimidatorio di chiaro stampo mafioso.
   Quattro delle sue pecore sono state trovate morte, impallinate  da
  un fucile da caccia.
   Una  testa  recisa  dal  corpo di uno degli  animali,  si  trovava
  davanti la porta dell'abitazione dell'agricoltore.
   L'accaduto ha fatto scattare nelle coscienze di molti cittadini di
  Paternò   e   nelle   città  vicine  una  volontà   di   resistenza
  all'oppressione   criminale   ed   un   desiderio    di    riscatto
  dall'illegalità e dall'incuria che dilagano nell'area come in molte
  altre località siciliane ed italiane.
   Considerato  che  le cause dietro quella pesante intimidazione,  a
  detta  dello  stesso Emanuele Feltri, vanno ricercate  nell'utilità
  che  è stata data al sito a causa dell'assenza delle istituzioni  -
   evidentemente abbiamo dato fastidio per la questione  Oasi ,  dice
  lui,  considerato che l'Oasi del Simeto è una riserva  naturale  di
  circa duemila ettari, istituita nel 1984 dalla Regione siciliana  e
  che  per anni non è stata trattata come tale, dato che chiunque  ci
  gettava  al  suo  interno di tutto: dai copertoni alle  lamiere  di
  eternit.
   Lo  stesso Emanuele Feltri spiega che, tramite il comune, è  stato
  chiuso l'accesso all'Oasi per i mezzi di trasporto, in questo  modo
  i camion non possono più scaricare rifiuti.»
   L'ordine  del  giorno  è lungo, mi soffermo  sulle  richieste  che
  l'imprenditore ha fatto al Governo.
   Ho  saputo  che stamani si è incontrato col Presidente Crocetta  e
  sono state consegnate allo stesso le richieste che vorrei venissero
  prese  in  considerazione anche da quest'Aula e  nel  caso  vengano
  esitate dalla Commissione competente.
   Le richieste dell'imprenditore sono:
   -attivarsi  affinché  si realizzi una seria ed effettiva  gestione
      dell'oasi faunistica di Ponte Barca da parte dell'ente preposto;
  - disporre un immediato intervento delle forze dell'ordine e delle
  altre autorità preposte contro le micro e macro discariche e gli
  sversamenti altamente inquinanti nel Simeto, anche attraverso il
  pattugliamento dell'Oasi di Ponte Barca e del SIC di Pietralunga da
  parte delle Guardie Forestali;
  -intraprendere azioni che determinino il ripristino e la regolare
  manutenzione delle vie di comunicazione nell'area di Ponte Barca,
  in contrada  Sciddicuni', realizzando l'allaccio della rete
  elettrica nella contrada stessa - che consentirebbe il normale
  svolgimento delle attività produttive.
   Questo è quanto chiedono al Governo, tramite il loro appello, ed è
  giusto che anche l'Assemblea regionale siciliana e tutti i deputati
  se ne facciano carico e facciano di tutto affinché queste richieste
  vengano accolte.

   PRESIDENTE.  Ringrazio  l'onorevole Ciancio  per  averci  messo  a
  conoscenza  di questo atto da condannare e credo di interpretare  i
  sentimenti di tutti gli onorevoli presenti.
   Sono  certo  che  in IV Commissione, dove si discuterà  di  queste
  richieste, l'onorevole Trizzino che la presiede, insieme agli altri
  onorevoli  che la compongono, sapranno portare avanti le  richieste
  di questo imprenditore.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo a questa
  Presidenza,  con  la  stessa solerzia con  la  quale  ha  preso  la
  decisione  di  rinviare  il dibattimento del  disegno  di  legge  a
  martedì prossimo, di prendere in esame la richiesta che, a nome del
  Gruppo  parlamentare  Movimento cinque stelle', ho  indirizzato  al
  Presidente  Ardizzone nella quale chiedo che inviti a  riferire  in
  Aula  il  Presidente  della  Regione, onorevole  Rosario  Crocetta,
  riguardo  ai fatti relativi alla mancata erogazione del credito  di
  imposta  alle  1184  aziende siciliane che,  di  fatto,  in  questo
  momento  si  trovano bloccate per - lo apprendo dai giornali  -  un
  guasto  al  server  come ha riferito l'Assessore  Bonafede  in  una
  dichiarazione giornalistica.
   Qualora fossero vere, sono imputabili ad azioni relative a periodi
  storici  quali  il  Medioevo, dove una  Regione  ferma  le  proprie
  aziende  perché un computer, un server è un computer,  si  rompe  e
  rimangono  al  palo circa 75 milioni di euro che invece  dovrebbero
  andare  a  rimpinguare le scarsissime casse delle imprese siciliane
  che  non solo fanno assunzioni per ventimila soggetti svantaggiati,
  ma  si  ritrovano  invece a dovere sopperire  anche  alle  mancanze
  economiche che per legge erano state previste per loro.
   Quindi  chiedo,  con  la stessa solerzia, che  venga  invitato  il
  Presidente della Regione a venire a riferire in Aula, visto che  in
  Commissione  il Presidente Greco ha accolto e ha già calendarizzato
  la richiesta di audizione con l'assessore Bonafede.

   GRASSO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, semplicemente  per
  dire  che ho condiviso l'azione del Movimento Cinque Stelle, quindi
  mi associo alla richiesta dell'onorevole Cancelleri.

   FALCONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, era soltanto  per
  dire  che anche noi avevamo rivolto i nostri sentimenti e i  nostri
  segni  di  solidarietà all'imprenditore Emanuele Feltri. E'  chiaro
  però  che  una precisazione vada fatta e allora in questa  sede  ne
  prendo spunto.
   La  sicurezza del territorio passa anche attraverso, se  vogliamo,
  la  predisposizione  di mezzi, di uomini e di risorse  finanziarie.
  Mai   come  in  questo  momento,  ad  esempio  le  Province  stanno
  attraversando  un  grave problema finanziario. Ieri  c'è  stato  un
  incontro  a Palazzo d'Orleans tra i nove Commissari delle  Province
  regionali della Sicilia e l'Assessorato delle autonomie locali.
   I  Commissari  hanno manifestato la loro difficoltà gestionale  al
  governo  del  territorio,  perché  privi  delle  risorse  e   degli
  strumenti finanziari. Fra questi è stato manifestato proprio per la
  Provincia  di  Catania  il mancato trasferimento,  per  le  guardie
  venatorie  delle oasi, e per tutti coloro che svolgono un  servizio
  di  controllo,  di sicurezza  in quelle che sono le  riserve  della
  nostra Isola.
   Questa  mia richiesta va nel senso di invitare il Governo  -   che
  nella  prossima manovra finanziaria, che speriamo arrivi  entro  la
  fine  di  luglio  -,  a trasferire  alle Province  regionali  della
  Sicilia  quei  fondi necessari che chiedono a gran voce  anche  per
  garantire  quella  sicurezza dei territori e, quindi,  evitare  che
  fatti  incresciosi, come quello che l'onorevole  Ciancio  ha  testè
  evidenziato, e per il quale c'è stata una bipartisan solidarietà da
  tutte  le forze politiche, bene possono non più accadere e comunque
  possono essere certamente ridimensionati.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì  23
  luglio 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


       -I - Comunicazioni
  -II - Discussione del disegno di legge:

         Norme   per  il  riconoscimento  dell'Albergo  Diffuso  in
             Sicilia. (nn. 230-120-76-152/A) (Seguito)

               Relatore: on. Assenza

       -III - Seguito della discussione della mozione:

         N. 71   -   Iniziative  finalizzate  alla  modifica  della
              convenzione  stipulata  dalla Regione  siciliana  con
              Siciliacque S.p.A. al fine di ridurre la tariffa  del
              servizio  idrico integrato ai cittadini degli  ambiti
              territoriali ottimali (ATO).

         (20 marzo 2013)

   FIRETTO - GRASSO - LEANZA - LA ROCCA RUVOLO - LENTINI - SAMMARTINO

                   La seduta è tolta alle ore 18.44

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli