Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Avverto che del processo verbale della seduta
precedente sarà data lettura successivamente.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
'Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e di
incompatibilità con la carica di deputato regionale e di
componente della Giunta regionale'.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge 51-38 bis- Norme stralciate I/A
Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e di
incompatibilità con la carica di deputato regionale e di
componente della Giunta regionale
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Onorevoli colleghi, si procede con la discussione del disegno di
legge nn. 51-38 bis- Norme stralciate I/A Norme in materia di
ineleggibilità dei deputati regionali e di incompatibilità con la
carica di deputato regionale e di componente della Giunta
regionale , posto al n. 2).
Invito i componenti la Prima Commissione a prendere posto nel
banco alla medesima assegnato.
(Entra in Aula il Presidente della Regione)
Do il benvenuto - e non solo per ragioni di cortesia istituzionale
devo dire, perché è sempre gradita la sua presenza - al Presidente
della Regione Crocetta.
Invito i componenti la I Commissione Affari istituzionali' a
prendere posto nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Alloro, relatore, per svolgere la
relazione.
ALLORO, relatore. Onorevoli colleghi, il disegno di legge che si
sottopone all'esame dell'Assemblea è il frutto di un'istruttoria
complessa condotta in I Commissione con la presenza e la
collaborazione del Governo, che ha portato alla definizione di un
testo condiviso da tutta la Commissione.
Ripercorrendo brevemente l'iter legislativo, si ricorda che è stata
istituita una apposita sottocommissione per l'approfondimento dei
disegni di legge in materia di incompatibilità dei deputati
regionali, in particolare con riferimento al disegno di legge n.
51, di iniziativa governativa, sia sul piano tecnico sia in
relazione alle criticità riscontrate. In seguito, la Commissione,
apprezzato il lavoro svolto dalla sottocommissione, sulla scorta
delle indicazioni del Governo e delle considerazioni svolte in
merito ai profili di legittimità costituzionale, ha approvato il
testo oggi in discussione.
Il disegno di legge, rispondendo alle molteplici istanze di
moralizzazione della politica e della vita pubblica provenienti
dalla società civile, si propone fondamentalmente di raggiungere un
duplice obiettivo: eliminare una potenziale causa di
condizionamento del consenso, garantendo il libero esercizio del
diritto di voto, e assicurare il rispetto dei principi di
imparzialità, buon andamento e trasparenza della pubblica
amministrazione, in attuazione dell'articolo 97 della Costituzione.
In tal modo si intende affermare il principio per cui chi è
investito di pubbliche funzioni deve agire per il bene comune e non
per interessi personali, a tutela dei cittadini e della stessa
amministrazione. Ciò vale sia con riguardo ai deputati regionali
sia con riguardo agli Assessori regionali.
Il disegno di legge prevede, dunque, alcune modifiche delle legge
regionale 20 marzo 1951, n. 29 nei termini di seguito indicati.
L'articolo 1 introduce, al comma 1, una specifica causa di
ineleggibilità per i deputati regionali, con riferimento ai
soggetti che operano nel settore della formazione professionale, in
qualità di rappresentanti o amministratori o dirigenti o soci,
anche occulti, di enti o società che ricevono finanziamenti dalla
amministrazione regionale o sono titolari di un'autorizzazione
regionale. La causa di ineleggibilità opera anche in relazione ai
soggetti il cui coniuge o convivente di fatto si trovi nella
situazione sopra descritta.
La scelta di delimitare l'ambito della norma ad uno specifico
settore, rispetto alla più ampia previsione contenuta nella
originaria proposta governativa, deriva dall'intento di evitare
un'eccessiva compressione del diritto di elettorato passivo, dati i
limiti di competenza della Regione, come ricostruiti dalla
giurisprudenza costituzionale in materia di potestà legislativa
elettorale. Infatti, la Corte Costituzionale ha affermato - nella
sentenza n. 143/2010, relativa alla legge elettorale siciliana -
che, pur se la Regione gode per espressa disposizione statutaria di
una competenza piena ed esclusiva in materia elettorale, il diritto
di elettorato passivo ha rilevanza costituzionale e come tale deve
essere garantito in modo uniforme su tutto il territorio nazionale,
specificando al contempo che limitate deroghe sono consentite
qualora esistano specificità a livello regionale che giustifichino
un trattamento differenziato.
Questo è il caso della formazione professionale in Sicilia, che per
struttura e meccanismi di funzionamento assume una connotazione
peculiare non riscontrabile in altre regioni e che necessita di
un'apposita norma volta ad eliminare eventuali aberrazioni del
sistema. Al fine di evitare che gli interessi coinvolti in tale
delicato settore possano costituire una leva per interferire con il
libero esercizio del diritto di voto, minacciando di fatto lo
svolgimento democratico della competizione elettorale, si ritiene
di intervenire legislativamente mediante l'introduzione di una
causa di ineleggibilità, in conformità alla ratio sottesa a tale
strumento nel nostro ordinamento, cioè quella di evitare il
condizionamento della volontà dell'elettore. La norma è diretta,
altresì, a contenere i sempre più frequenti episodi di mala gestio
connessi alla forte presenza della politica nel settore, i quali
recentemente hanno raggiunto dimensioni allarmanti e sono stati
oggetto di inchieste giudiziarie tuttora in corso, che hanno avuto
ampio riscontro nei mezzi di informazione anche a livello
nazionale, con grave nocumento all'immagine delle istituzioni
regionali.
Con il comma 2 dell'articolo 1 si dispone un perfetto allineamento
tra le cause di ineleggibilità e quelle di incompatibilità, nel
rispetto del principio del parallelismo tra ineleggibilità
sopravvenuta ed incompatibilità, più volte ribadito dalla
giurisprudenza costituzionale.
Il comma 3 dell'articolo 1 prevede, invece, una causa di
incompatibilità per i componenti della Giunta regionale, in
relazione ai soggetti che, direttamente o tramite il coniuge o
convivente di fatto, si trovino in una situazione di conflitto di
interessi, derivante dal ruolo di rappresentante o amministratore o
dirigente o socio, anche occulto, di enti o società legati
all'amministrazione regionale da rapporti di carattere finanziario
o autorizzatorio. In tal caso, si è ritenuto di non limitare la
fattispecie di incompatibilità ad uno specifico settore, in quanto
non vengono in rilievo le medesime esigenze di tutela del diritto
di elettorato passivo, trattandosi di cariche assunte in seguito a
nomina e non ad elezione popolare.
Inoltre, sono estese ai componenti della Giunta regionale tutte le
cause di incompatibilità previste per i deputati regionali.
Si precisa, infine, che il disegno di legge sopra illustrato,
prevedendo modifiche alla normativa in materia di ineleggibilità e
incompatibilità dei deputati nonché di incompatibilità degli
Assessori regionali, deve essere approvato con procedura rafforzata
ed è sottoposto alla eventuale richiesta di referendum, ai sensi
dell'articolo 17 bis dello Statuto, entro tre mesi dalla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Regione.
L'articolo 2, pertanto, contiene la formula di pubblicazione a fini
notiziali, in conformità a quanto previsto dalla legge regionale 23
ottobre 2001, n. 14.
Considerata la rilevanza e attualità della materia affrontata e la
necessità di dare risposte immediate e concrete alle istanze di una
più profonda etica nella vita politica, si auspica la sollecita
approvazione del disegno di legge».
Quanto al testo, è quello depositato agli atti.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, stavo osservando il testo esitato dalla Commissione
relativamente alla questione delle incompatibilità.
In particolare, stavo vedendo l'articolo 1 Norme a tutela
dell'imparzialità, del buon andamento e della trasparenza
dell'azione amministrativa , che recita: E' fatto divieto
all'amministrazione regionale di affidare appalti, concessioni di
lavori, forniture di beni e servizi, ad esclusione dei casi in cui
sia necessaria l'applicazione di procedure di evidenza pubblica, in
favore di deputati regionali, di componenti della Giunta regionale
o di dirigenti generali o non generali dell'amministrazione
regionale ovvero del loro coniuge non legalmente separato o
convivente, il cui stato sia accertato giudizialmente o comprovato
da atti della pubblica amministrazione, di loro ascendenti o
discendenti, parenti o affini sino al secondo grado. .
Guardate, la questione qui, io apprezzo
PRESIDENTE. Onorevole Crocetta, mi scusi, i disegni di legge
stralciati sono due: il disegno di legge numeri 51-38 bis I/A e il
disegno di legge numeri 58-38 bis II/A. In sua assenza, abbiamo
incardinato l'I/A; diamo atto, però, che il suo intervento serve
a semplificare i ragionamenti e, quindi, sta svolgendo la relazione
sia sul disegno di legge stralcio I/A sia sul disegno di legge
stralcio II/A, perché il disegno di legge stralcio I/A riguardava
la formazione in maniera specifica.
CROCETTA, presidente della Regione. Voglio, però, semplicemente
dire qual è la questione qui e basta. Così vediamo se riusciamo
insieme a fare un lavoro.
A mio avviso, il deputato, il presidente della Regione, la giunta
regionale debbono essere incompatibili con qualsiasi tipo di
appalto. Lo stesso dicasi per i direttori generali, per i dirigenti
della Regione.
Ciò per un semplice motivo: perché questo è già un conflitto di
interesse diretto. Io non posso pensare di essere presidente della
Regione e, nel frattempo, avere personalmente intestata una azienda
da me diretta perchè, anche se la procedura è regolare, io sarò,
comunque, il controllore di quell'appalto.
No, lo sarò, lo saremo oggettivamente.
Su questo, quindi, credo che il conflitto di interesse e di
incompatibilità dei parlamentari, dei componenti della giunta e del
presidente debbano essere diversi.
La questione di avere previsto, invece, per i familiari è un'altra
cosa; qui, però, dovremmo distinguere fra una posizione netta di
incompatibilità perché non si possono servire due padroni. Decido
di fare il parlamentare, devo dire che non partecipo.
Questo è un divieto netto per i consiglieri comunali, per i
sindaci. Non si capisce perché questo divieto, che viene richiesto
agli amministratori locali, invece, non sia richiesto - sulla base
dell'ordinamento degli enti locali - ai deputati regionali.
In questi termini, cioè, basta fare un bando di gara e
automaticamente il presidente della Regione si può aggiudicare metà
degli appalti della Sicilia in modo lecito. Non mi pare una bella
cosa, anche a tutela delle istituzioni.
Tornerei, quindi, su questo aspetto per un ragionamento.
Molto buono il riferimento alla formazione professionale. Credo
che alla formazione professionale debba aggiungersi anche la
comunicazione, dove anche lì registriamo, proprio in questi giorni,
fenomeni molto alti di degrado e, proprio in quel campo, credo che
vada stabilito anche lì il divieto netto rispetto a un settore che
è stato particolarmente oneroso, negli ultimi tre anni - parliamo
di 160 milioni di euro, non è che sono proprio noccioline, insomma
- e dove sono spuntate, anche in questi giorni, inchieste molto
imbarazzanti per le Istituzioni. Credo che sarebbe un bel segnale
inserire, oltre alla formazione anche il settore della
comunicazione, dove, pur intervenendo con bandi di gara in entrambi
i casi, in ogni caso, la discrezionalità è estremamente alta, per
non dire altissima. Valutare, infatti, un progetto di formazione o
valutare un progetto di comunicazione è una cosa tutta aleatoria in
cui l'intuito personale è molto alto, per cui, in questi due
settori, metterei l'incompatibilità netta sia con aziende
riconducibili al parlamentare sia direttamente riconducibili alle
persone ed a familiari di primo grado.
PRESIDENTE. Abbiamo, quindi, unificato. Almeno per quel che
riguarda il ragionamento svolto dal presidente Crocetta, ha
sviluppato il proprio discorso sia sul disegno di legge I/A sia sul
II/A.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
componenti della Giunta, onorevoli colleghi, intervengo - vorrei
dire di istinto - dopo avere ascoltato la relazione della
Commissione e l'intervento del Presidente della Regione, per dire
subito che, non avendo avuto il tempo, l'occasione di raccordarmi
con i colleghi del mio Gruppo parlamentare, dei quali sono convinto
di interpretare il pensiero, chiarisco di parlare anche e,
soprattutto, a titolo personale, per dire - non si sorprenda,
Presidente della Regione - di essere assolutamente d'accordo, cioè
di essere d'accordo con l'elevare il più possibile la soglia della
considerazione che i cittadini siciliani devono avere in ordine
all'assoluto disinteresse che i suoi rappresentanti politici e
parlamentari hanno, nel momento in cui candidati alle elezioni sono
stati eletti, nel momento in cui nominati dal Presidente della
Regione assumono il ruolo di assessore.
Da questo punto di vista, deciderà lei, Presidente dell'Assemblea,
il percorso per migliorare la norma, per migliorarla, vorrei dire,
sia dal punto di vista linguistico, lessicale. L'articolo 1 è
davvero assai complesso e problematico nella sua lettura e nella
sua interpretazione e credo che sia interesse, almeno di quanti qui
dentro - auspico e sono convinto tutti - dicano, in perfetta buona
fede, di volerla questa norma, di sottrarla il più possibile alle
interpretazioni; le norme, infatti, peggio sono scritte e più sono
interpretabili in vario modo.
Deciderà lei, signor Presidente, se è opportuno un ritorno in
Commissione velocissimo per mettere a punto quanto stiamo dicendo e
soprattutto per non distinguere gli affidamenti a seguito di
affidamento diretto, quello che il Presidente della Regione, ha
voluto definire caratterizzandolo con il criterio latino di intuitu
personae, o ad evidenza pubblica, perché, seppur l'evidenza
pubblica, il pubblico incanto, il concorso pubblico, la licitazione
e tutto il resto che l'ordinamento amministrativo conosce hanno di
per sé una assoluta legittimità, non c'è alcun dubbio, che chi
esercita un metus publicae può, alla fine, tentare di condizionare,
anche se sono convinto non sia volontà e desiderio di nessuno.
Da questo punto di vista, quindi, credo sia assolutamente
opportuno ritornare sulle norme, ritornare sulle norme, dal punto
di vista sostanziale, ma anche dal punto dal punto di vista della
assoluta chiarezza, limpidezza lessicale perchè esse siano
sottratte il più possibile ad interpretazione. Mi spingerei anche
nel fissare almeno fino al quarto grado il rapporto di parentela e
di affinità, esattamente come avviene nei consigli comunali, quando
devono approvare i piani regolatori generali, perché il secondo
grado, in termini di parentela, un po' meno in termini di affinità,
significa sostanzialmente i primi cugini ma non è che i secondi o i
terzi cugini siano parenti poi così lontani. Su questo, però, ci
vorrebbe un emendamento. Non l'ho presentato in Commissione, quindi
non ho diritto di presentarlo nemmeno in Aula; se si dovesse
decidere per una riconsiderazione generale, però, suggerirei di
introdurre anche questa modifica alla norma.
SORBELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevole Presidente, signori
assessori, onorevoli colleghi, ho ascoltato, signor Presidente, il
suo intervento che si rifaceva a due settori strategici importanti
- del malaffare e dove si annidano interessi - e ritengo che
altrettanti settori dovrebbero essere aggiunti a questa legge e mi
riferisco alle fonti rinnovabili ed ai rifiuti.
Si tratta di due settori dove, a mio avviso, nel tempo, scopriremo
- se non è già scoperto - che sostanzialmente ci sono interessi,
così come ci sono volumi di affari non indifferenti; in questi due
settori bisogna attenzionare anche questa affinità o parentela
diretta, estendendola anche a questi altri due settori che ritengo
siano importanti e inevitabili.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, ho ascoltato l'intervento del Presidente
della Regione che ha puntualizzato un aspetto, cioè
l'incompatibilità assoluta e netta dei deputati regionali in ogni
settore della vita regionale e questo mi trova perfettamente
concorde con l'impostazione data dal Presidente; mi trova altresì
concorde il problema della comunicazione o di altri settori
strategici, solo che penso che dobbiamo dare una risposta immediata
all'opinione pubblica. Un Parlamento, intanto, deve essere in grado
di avere l'autorità morale non per essere trascinato dalla stampa
ma per potere trascinare secondo le proprie azioni.
Signor Presidente, penso che dovremmo immediatamente approvare il
disegno di legge sulla formazione perché diamo, intanto, una
risposta. Sarei più cauto, anche perché avete gli uffici e potete
essere molto accorti in questo, sotto il profilo di
incostituzionalità riguardante parenti ed affini in altri settori,
anche perché possiamo legiferare su di noi, su quella che deve
essere la nostra azione netta e precisa. Come deputati non possiamo
imporre ed è prevista, voi lo sapete, da una sentenza
costituzionale recente ad altre forme. Per esempio, è giusto il
divieto dell'appalto anche per i deputati regionali. Condivido
perfettamente l'idea di poterlo fare, mentre bisognerebbe fare un
approfondimento, signor Presidente, attraverso gli uffici ma anche
attraverso altri organi su profili di costituzionalità riguardanti
aspetti di parenti ed affini, laddove non possiamo imporre, secondo
il Parlamento regionale, alcune norme. Lo farei così, tutto di un
pezzo, per quanto riguarda la formazione e la comunicazione, come
diceva il Presidente della Regione, sugli altri aspetti. Chiedo al
Presidente dell'Assemblea di fare, attraverso gli uffici, anche
attraverso altri organi, un approfondimento di costituzionalità.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei far
notare che, rispetto alle dichiarazioni che ha fatto il Presidente
della Regione, in Aula, il testo che abbiamo all'esame non dice
perfettamente quello che ha detto il Presidente e che condivido,
ovvero che un deputato in carica non può partecipare, attraverso
ditte di cui è titolare o attraverso società di cui è
amministratore, a gare di appalto, anche a evidenza pubblica. Dico
io: perché?
Perché il nostro ordinamento, fortunatamente, prevede solo una
parte molto residuale della possibilità di fare gare senza evidenza
pubblica, perché l'evidenza pubblica è la norma. Dire, quindi, che
una gara cui partecipa un deputato, in quanto titolare o in quanto
componente di una società, è incompatibile, cioè la gara è nulla
solo se ha partecipato ad una gara che non sia ad evidenza
pubblica, significa dire che un deputato può partecipare ad
attività di gara.
Allora, dico - perché, secondo me, questa cosa va precisata -
proprio perché sono convinto che quando tu rappresenti il popolo
devi separare la tua attività politica da quella economica, nessuno
deve impedire l'esercizio di libertà fondamentale. In una fase come
quella che viviamo oggi, nel Paese, però, bisogna nettamente
distinguere una funzione di rappresentanza da una funzione di
esercizio dell'attività economica.
Chiedo, quindi, alla Commissione, ai deputati, al Governo, di
precisare questo aspetto perché, ripeto, le dichiarazioni del
Presidente della Regione non coincidono con il testo che abbiamo
all'esame.
Anch'io sono convinto, aggiungo, rispetto alle cose che ha detto
il collega che mi ha preceduto, nel senso che assieme alla
formazione, che è uno dei settori, anche qui, attenzione a non
usare parole, la formazione è una procedura ad evidenza pubblica,
perché il famoso bando Avviso 20 è un bando pubblico, è stato
pubblicato in Gazzetta Ufficiale, quindi, più pubblico di quello.
Evitiamo, quindi, di dire una cosa per poi sapere che non si
può,.ma aggiungo, anche per le attività in settori assai ad alto
rischio, diciamolo così, anche perché qualche caso lo abbiamo avuto
nel passato, sono convinto, come chi mi ha preceduto, che il
settore dell'energia, delle fonti rinnovabili, così come il settore
dei rifiuti, meritino una attenzione speciale, così come la Corte
Costituzionale ci indicava, ovvero quelle particolarità che possono
consentire deroghe a diritti universali che sono necessari
garantire in ogni angolo del nostro Paese. Ma su rifiuti e
autorizzazioni del settore energetico, visto anche ciò che è
avvenuto nel passato, credo sia cosa buona e giusta distinguere la
funzione di rappresentanza politica da quella dell'esercizio
dell'attività economica.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, Governo, stiamo trattando un tema molto complesso e
delicato e questo fa onore certamente al Parlamento siciliano ed ai
deputati che si apprestano a rendere più impermeabile, vorrei dire
blindato, il sistema democratico e anche il mondo dell'economia, il
sistema economico nel suo complesso, da interessi che possono
essere distorti, proprio per la presenza del potere politico,
inteso in senso lato, in quelli che sono attività di natura
economica.
Già lo Stato, signor Presidente, è intervenuto, in maniera
energica, vorrei dire, negli ultimi mesi, su questi temi. Il
decreto legislativo numero 235 del 2012 è entrato in vigore giusto
il 5 gennaio del 2013 di quest'anno. E' un testo molto duro che
rende davvero più complicata l'infiltrazione di interessi
speculativi e anomali nel mondo dell'economia, nel mondo della
finanza, degli affari, da parte della politica, da parte della
politica intesa in senso lato, dei Governi, del Parlamento, dei
singoli deputati, dei singoli parlamentari. Lo stesso il decreto
legislativo numero 39, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della
Repubblica nel 2013.
Nella nostra Regione, quindi, oggi, abbiamo già a disposizione
strumenti legislativi che ci da lo Stato molto stringenti e molto
penetranti, dal punto di vista della possibilità di raggiungere
l'obiettivo, di rendere impermeabile, appunto, il sistema
democratico, ad anomalie nei rapporti con la politica. Tuttavia, la
necessità di blindare ulteriormente e rendere impermeabile il
sistema regionale da interessi che non soltanto possono incidere in
quelle che sono le libertà di impresa, ma che, certamente, possono
ledere le norme del codice penale in materia di delitti contro la
pubblica amministrazione ci impone di intervenire con norme più
stringenti che, dico io, lo dico a nome del Gruppo che rappresento,
non riguardino soltanto il campo della formazione professionale
che, in questo momento, certamente, è, come dire, nell'occhio del
ciclone, ma che riguardino anche altri settori dell'economia
soggetti a movimenti speculativi, ad interessi certamente non
legittimi che possano davvero rendere, come dire, vano il tentativo
di blindare il sistema ordinamentale rispetto ad interessi che
legittimi non sono.
Per questa ragione, penso che questo testo già buono - mi
riferisco ai componenti della Commissione, al Presidente, al
relatore del disegno di legge - possa, in questi giorni, attraverso
emendamenti intelligenti, puntuali e stringenti, essere migliorato,
essere reso, come dire, più adeguato a quelli che sono gli
obiettivi di interesse pubblico generale che il Parlamento si
ripromette di raggiungere, attraverso questi due disegni di legge e
mi riferisco, appunto, non soltanto al testo che riguarda
l'ineleggibilità, in particolare dei deputati, cioè al primo
stralcio del disegno di legge in trattazione, ma anche al secondo
stralcio di cui, appunto, in apertura di seduta, ho chiesto
contestualmente la trattazione perché trattasi della stessa
identica materia, così come esitato dalla prima Commissione
legislativa permanente.
Credo, quindi, che la sinergia tra Governo e Parlamento, anche nei
giorni che seguiranno questo dibattito, fino alla discussione che
sarà fatta sull'articolato, attraverso emendamenti, dicevo,
puntuali e più stringenti, darà la possibilità di rendere il nostro
sistema più impermeabile a meccanismi di anomalie, speculativi, di
corruzione, a meccanismi che, certamente, pongono una distanza
incolmabile, spesso, tra politica e cittadini, tra i palazzi della
politica e del Governo, con i cittadini di questa Regione. Per
questo, il Parlamento darà certamente una risposta adeguata,
insieme al Governo. Per questa ragione, credo che, nei prossimi
giorni, esiteremo un testo che darà certamente le giuste garanzie
che la nostra Regione merita.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gucciardi.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
chiaramente, non possiamo che essere d'accordo su questa norma che,
anzi, a mio avviso, ha tardato ad arrivare in Aula e, chiaramente,
abbiamo anche condiviso l'impostazione procedurale, secondo cui si
sono voluti riunire questi due disegni di legge che, di fatto, se,
da un lato, parlano di parentopoli uno e di, incompatibilità
l'altro, sostanzialmente, poi, rappresentano anche situazioni che
vanno rimosse.
E' chiaro che i due testi hanno del pregio ma è altrettanto vero
che manifestano delle carenze. Diceva bene l'onorevole Ioppolo
quando faceva riferimento a carenze anche sintattiche. Per un
attimo, mi spoglio dalla veste di deputato, indossando quella di
avvocato: se dovessi difendere un mio cliente, che avesse
partecipato a qualche gara, direi che significa: è fatto divieto
all'amministrazione regionale di affidare appalti in favore di
deputati regionali ? E' una terminologia, a mio avviso, che si
presta a interpretazioni varie, che possono sterilizzare la norma.
Ecco perché, a mio avviso, abbiamo fatto bene a prenderci qualche
giorno; ci dovremo prendere qualche giorno per gli emendamenti e,
allora, riconoscendo il pregio dell'architettura, dell'impalcatura,
dobbiamo, a mio avviso, riscrivere, però, la norma, dicendo che i
deputati regionali non possono partecipare, a qualunque titolo, a
tutte le gare, le forniture, anche di evidenza pubblica, perché,
oggi, la Regione siciliana non opera più con fondi propri, operando
con fondi comunitari e, quindi, con l'obbligo di mettere in gara,
con evidenza pubblica, qualunque tipo di fornitura, di servizio, di
lavoro.
Ecco perché ci poniamo questo problema. Ce lo dobbiamo porre per
evitare che, da un lato, facciamo la norma, diamo l'impressione
all'opinione pubblica di risolvere chissà quali problemi
esistenziali ma, poi, di fatto, se a questo testo di legge non
facciamo anche seguire una concreta azione amministrativa, non
avremo concluso altro che nascondere la polvere sotto il tappeto,
lasciando incompiuti e irrisolti i problemi di questa Sicilia.
Non vorrei dire che, da un lato, dobbiamo approvare la legge anti-
parentopoli ma non credo che tutti i guai della Sicilia siano
legati a questa norma. E' una norma importante che sosteniamo; è
una norma che dobbiamo, però, specificare.
Qualche collega, Presidente Ardizzone, mi faceva notare di una
defaillance del Presidente Crocetta, non perché sia uscito
dall'Aula, mi sarei aspettato dal Presidente Crocetta che, sebbene
pleonastico, al primo posto delle incompatibilità venisse posto il
Presidente della Regione
E' chiaro che è un deputato, lo sappiamo, è pleonastico, ma è una
questione di forma, che diventa anche di principio, che diventa di
esempio per l'intero Parlamento, per l'intera Regione siciliana
CRACOLICI. Onorevole Falcone, ha perso la causa
FALCONE. E' pleonastico, ho detto, caro avvocato Cracolici E' una
questione di principio, è giusto dirlo perché il Presidente della
Regione non esercita la funzione di deputato, la esercita anche, ma
innanzitutto è un organo di questa Regione, quale Presidente.
Allora, è un esempio di buon senso, è un esempio che potremo dare.
Poi se devo un attimino guardare all'incompatibilità, c'è tutta una
declaratoria della legge regionale del 20 marzo 1951, n. 29, che
pone i deputati in posizione di incompatibilità, ma non soltanto
nei confronti della Regione siciliana direttamente, ma anche di
quegli enti, di quelle associazioni, di quegli istituti che sono
addirittura sostenuti e vigilati dalla Regione siciliana.
E allora, in questo senso noi dovremmo anche allargare, il testo
del disegno di legge 51-38 bis Norme stralciate II/A, poi con gli
Uffici magari potremo anche comprendere come fare e mi permetterò
anche di presentare qualche emendamento che vada in questo senso.
Poi ci sono le incompatibilità, certo, stiamo riunendo; signor
Presidente, però da un lato riuniamo, dall'altro lato una norma che
anche io avevo presentato, che è quella dell'incompatibilità,
invece sta sottraendo alle incompatibilità, quindi sembrerebbe, che
da un lato andiamo avanti e dall'altro lato torniamo indietro, nel
senso che quella norma io insieme all'onorevole Vinciullo l'avevamo
presentata per un'altra questione che riguarda, ad esempio, i
direttori amministrativi, i direttori generali della Sanità, ma poi
ne parleremo entrando nello specifico.
Vorrei concludere dicendo che noi siamo perfettamente consapevoli
che questa è una norma che deve essere fatta, per il principio, ma
siamo altrettanto - e lo vogliamo dire a chiare lettere - siamo
altrettanto convinti che questa norma non deve essere il filtro,
non deve sembrare come quel filtro che voglia coprire tante
inattività dell'amministrazione, perché mai nessuno da questo
pulpito si permetterebbe di dire che se c'è qualche diretto
collaboratore del Presidente della Regione attuale magari coinvolto
in qualche vicenda, debba essere sollevato. Noi non lo diciamo, ma
buon senso vuole che così come i parlamentari siano candidi
nell'esercizio delle loro funzioni, anche gli alti dirigenti
dimostrino lo stesso esempio di quello che gli eletti del popolo
devono dimostrare
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ruggirello. Ne ha
facoltà.
RUGGIRELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, la
parte finale dell'onorevole Falcone ha colpito nel segno perché
sembrerebbe un disegno di legge fatto solo esclusivamente per
ricercare quasi i novanta ladroni più la platea dei dirigenti e
funzionari regionali.
Io penso che questo disegno di legge deve andare a colpire la più
ampia platea, quella dei componenti delle Partecipate. I Consigli
di Amministrazione delle Partecipate non possono restare fuori da
una eventuale situazione, anche negli aspetti familiari.
Sembrerebbe assurdo un'operazione del genere limitata, come non
possono restare fuori neanche i parlamentari nazionali, non possono
restare fuori gli europarlamentari, perché se il parlamentare oggi
eletto dal popolo rappresenta un partito e rappresenta la
collettività che lo ha eletto, posso anche far partecipare ad un
bando di gara un mio parlamentare nazionale, titolare di una
società e la gara è stata aggiudicata. Qual è la motivazione, di
trovare innesto in un'operazione politica o di raggiungere un
obiettivo?
Potrei scendere anche più in profondità perché sono stato anche
parte in causa di un danno, durante la passata legislatura, di
incarichi a istituti esterni per comporre le graduatorie. Mi
riferisco a Banca Nuova, a Sviluppo Italia, alla Crias. Qual è
l'onestà di questi soggetti che compongono e valutano i criteri ed
i punteggi alle imprese e ai progetti che vengono presentati? Ci
saranno anche loro familiari
La caccia, allora, a chi è? La caccia è ai parlamentari? La caccia
è al momento di quello che sta uscendo fuori? Penso che sia un
disegno di legge che debba servire a garanzia di tutti e nel
rispetto, ovviamente, del parlamentare che non si sottrae; ma
dobbiamo inserire dentro la platea, che è molto ma molto più vasta.
Ho presentato un'interrogazione, sono passati più di 40 giorni,
nessuno ha risposto al perché un dirigente regionale ha favorito
una propria familiare in un bando di gara.
Aspetto, quindi, una risposta, perché questo avvenga, perché anche
nelle commissioni, nei nominativi che vengono a valutare i progetti
di chiunque essi siano, siano persone che non facciano partecipare
i propri familiari all'interno di quei progetti o di quel bando di
gara.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, credo che purtroppo, ormai da qualche
anno, la politica arriva sempre in ritardo rispetto alla
Magistratura. Questa norma fin troppo ovvia, mai il Parlamento
aveva pensato di tirarla fuori perché si riteneva che, ovviamente,
il Governo o i Gruppi parlamentari o i singoli deputati fossero
molto lontani da quella che poteva essere una gestione diretta. La
giustizia farà il suo corso, però credo che questo argomento che è
affrontato, a mio modo di vedere, non completamente nel disegno di
legge, debba essere integrato da alcune fattispecie che possono
servire a completare il tema della trasparenza.
Il presidente Crocetta ha altro da fare e non vuole ascoltare.
PRESIDENTE. Onorevole Crocetta, se possibilmente prende posto al
banco del Governo.
DI MAURO. Credo che questo disegno di legge abbia necessità di
essere completato con alcune fattispecie che a mio modesto avviso
credo siano utili.
La prima questione è il tema relativo a tutti coloro i quali sono
titolari di una convenzione nel servizio sanitario nazionale da
diversi anni e che si trovano in una condizione di rapporto intuito
persona col servizio sanitario nazionale che hanno una convenzione
in essere e che credo bisognerebbe trovare una soluzione perché
escluda da questo rigore, che è giusto fra l'altro, tutte le
convenzioni che in atto sono presenti nel sistema sanitario
nazionale e nel nostro caso, ovviamente, si tratta delle
convenzioni che ci sono con le ASP.
Per quanto riguarda la seconda questione, credo che sia arrivato
il tempo, Presidente della regione, di recepire la norma
dell'articolo 25, comma 16, del decreto legge 138, che prevede che
i Revisori dei conti debbano essere nominati attraverso sorteggi.
Credo che questo debba essere inserito, io non lo posso chiedere
sottoforma di emendamento e se lo fa il Governo sarebbe cosa utile.
Per quanto riguarda, invece, la terza questione, ritengo che
questa sia l'occasione affinché il Governo possa inserire in
questo disegno di legge una sorta di albo in cui indicare le
personalità del mondo scientifico, del mondo culturale, della
competenza che questa regione ha necessità perché possa avvalersi
di questo albo per la nomina di tutti gli incarichi che il Governo
intende dare.
Non limitiamoci ad una questione di trasparenza che riguarda i
singoli deputati, facciamo sì che l'argomento trasparenza possa
coinvolgere i sistemi di scelta di una serie di personalità che,
giustamente, collaborano con il Governo perché altrimenti saremmo
indietro rispetto alla normativa europea.
Voglio, quindi, recuperare questi tre concetti, mi auguro che il
Governo si possa fare carico di presentare in questo senso appositi
emendamenti, perché ritengo che vadano nella direzione della
trasparenza e - mi permetto di dire - della linearità con cui ci
stiamo muovendo tutti quanti, Governo e Parlamento, in un momento
difficile per quello che è successo in questi giorni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alongi. Ne ha
facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, partendo dal presupposto che condivido
pienamente questa norma, volevo fare due considerazioni e due
riflessioni. In una Terra come la nostra certamente dove
l'imparzialità e la moralità dovrebbero essere normali purtroppo
qui bisogna regolamentarle.
Questa è la mia preoccupazione, lo dico da cittadino di questa
Sicilia, da uomo dello Stato: il senso delle Istituzioni.
Credo che in questa Terra spesso giochiamo una partita a chi vuole
buttare la palla più lontano dal centrocampo; nel frattempo arriva
un altro e la tira ancora più lontano.
Credo che invece sia importante fare due riflessioni e in questa
direzione, su un emendamento che a questo punto sottoporrò, credo
che sia importante non lasciare fuori in modo particolare il
segmento dei consulenti, quelli anche a titolo gratuito, che poi
sono quelli che troppo spesso vengono utilizzati e che dirigono il
traffico della spesa.
Però, se noi oggi ci fermiamo soltanto all'approvazione di questa
norma e la lasciamo lì, mi permetto di dire, abbiamo svolto il
nostro compito soltanto a metà e credo che sia importante che
quest'Aula faccia uno sforzo nel riscrivere una norma importante
che è una norma sugli appalti, una norma dove lì bisogna
concentrarsi e bisogna scrivere regole ferree affinché non ci
possano essere infiltrazioni alcune né da parte di uomini che
utilizzano la politica, anche se sono politici o di familiari di
politici che utilizzano strumenti come questo per arricchirsi o
altro, ma aggiungo anche per fenomeni esterni che probabilmente
hanno sempre utilizzato e lucrato quello che io definisco la
burocrazia scritta nel punto e virgola per permettere di
inserirsi e di garantirsi sviluppo in quella direzione che è quella
della illegalità.
Quindi, condividendo appieno questo disegno di legge, credo che
bisogna sforzarsi nel continuare a non fermare soltanto questa
azione di oggi, ma bisogna continuare domani nel riscrivere norme
chiare, nette, inequivocabili, che riscrivano trasparenza e
legalità in questa Terra.
PRESIDENTE. E'iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, questa sera l'Aula tratta un argomento
importante, però devo dire che da una lettura attenta del testo
emergono una serie di profili che - secondo me - meritano
attenzione.
Io non vorrei fare il bastian contrario , vorrei utilizzare una
provocazione per attivare alla Presidenza dell'Assemblea, come
dire, un metro elastico e sui tempi e sulle modalità di
presentazione degli emendamenti.
Se si continua così, Presidente, non ci preoccupiamo di chi non
deve svolgere funzioni per tutelare interessi, preoccupiamoci di
fare un bando per chi si deve candidare, perché diversamente
arriviamo ad una situazione paradossale.
Faccio un esempio su tutti, Presidente. Io credo che la
moralizzazione della vita pubblica sia un argomento particolarmente
da attenzionare, in un momento in cui la classe politica ha perso
un poco di credibilità e vi è la volontà da parte di tutti di una
sorta di caccia alle streghe .
Non facciamo di tutta l'erba un fascio perché se c'è stato
qualcuno che ha sbagliato o che ha utilizzato ruolo - e, ahimé, ce
ne sono tanti - per indebiti arricchimenti o per esercitare
pressioni di qualunque natura per ottenere benefici, credo che vada
regolamentata questa materia. Cosa diversa è invece nella creazione
di un fumus generale che addirittura, come diceva l'onorevole
Ioppolo, dovremmo estendere oltre i confini territoriali.
Se il testo che ho letto, e spero ritengo di avere letto bene,
uscirà con questa dizione da parte dell'Aula, arriveremo al
paradosso che un nipote o un pronipote che ha in atto un esercizio
o un contratto con la pubblica amministrazione di qual si voglia
natura, facciamo un esempio, una impresa di pulizia, per il solo
fatto di avere un parente deputato potrebbe perdere il lavoro. Non
credo sia questo l'obiettivo del Governo della Regione e ritengo
anche dell'Assemblea regionale.
Stiamo attenti Cerchiamo di studiare con gli uffici quelle
formule che questa volta, Presidente, diano certezza, certezza E
la certezza la si ha quando si sa quello che si può fare e quello
che non si può fare e le responsabilità che si incorrono nella
violazione delle norme e non anche un principio diffuso secondo il
quale è sufficiente, faccio un esempio, un contratto di affitto con
la pubblica amministrazione stipulato 20 anni prima per vedersi
revocare il contratto. Diversamente, la prossima volta faremo un
bando al contrario, cercheremo per bando le persone che si vogliono
spendere in una attività politica.
Vorrei che su questo si esercitasse quel buon senso al fine di
approvare un testo che miri per davvero a risolvere il problema
della moralizzazione della vita pubblica, dall'altro canto non
abbia vizi di costituzionalità ed infine non sia una mancanza di
aspettativa per tutti coloro i quali esercitando legittimamente e
legalmente la propria attività ne possano trarre danno o nocumento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha
facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ero già convinto di
intervenire da prima ma volevo ascoltare anche alcuni interventi
dei colleghi parlamentari.
Ritengo che questa legge sia una legge importante, sia una legge
seria, ma sia un testo che debba poter essere condiviso anche nella
conferenza Stato-Regioni, nella conferenza tra le Regioni, in modo
tale da discutere una norma così importante anche con le
fattispecie degli altri Consigli regionali, dei Consigli delle
regioni a Statuto speciale ed anche dello Stato. Perché pare strano
che un deputato regionale, un dirigente generale, un dirigente
della Regione, debba poter attenzionare materie di questo genere ed
i senatori, i parlamentari nazionali, gli alti dirigenti dello
Stato, che magari operano anche in Sicilia, non debbano trovare un
momento di condivisione di un percorso di questo genere.
L'onorevole Ruggirello ha posto il tema di estendere questo
argomento ai presidenti delle società regionali, ai consigli
d'amministrazione delle società. E, nello stesso tempo, voglio far
notare com'è importante anche poter riprendere quel tema oggi
importante, anche a livello nazionale, della cosiddetta
consapevolezza .
Non è detto che tra un parente ed un affine vi siano questi buoni
rapporti, tali da influenzare un determinato comportamento. Può
anche essere che tra parenti ed affini non vi siano questi buoni
rapporti ed anzi elementi di questo genere possano essere elementi
tali di attivare i percorsi di incompatibilità, come si è ben qui
evidenziato.
Nello stesso tempo, ritengo sia necessario un approfondimento
soprattutto sul testo del disegno di legge: il titolo, signor
Presidente dell'Assemblea, perché, secondo me, in questa sede è
stata attenzionata la volontà di fare in modo che queste
fattispecie riguardino soprattutto il tema della formazione, della
comunicazione, dell'energia e dei rifiuti.
Quindi, è necessario approfondire queste fattispecie per non
creare confusione rispetto ad altre iniziative che possono creare
profili sicuri di incostituzionalità rispetto ad un testo, che è
delicato e che dovrebbe essere anche condiviso rispetto alla
normativa nazionale, perché argomenti di questo genere non sono
argomenti che riguardano soltanto la Sicilia, ma riguardano anche
le altre regioni. E mi piaceva l'esempio dell'onorevole Alongi
come si vuole cercare di tirare la palla sempre più lontano e la
gatta frettolosa fa gattini ciechi . Ritengo che un approfondimento
sulla costituzionalità di questa norma non sia errata.
FORZESE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORZESE, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, per due ragioni ho l'esigenza di intervenire:
per dire grazie a lei, perché oggi era previsto - così come era già
stato detto in Conferenza dei Capigruppo - un incontro ritengo
importante che riguardava di riforma elettorale e di liberi
consorzi. Lei ha rinviato i lavori d'Aula alle ore 18.00, la
ringrazio, oltre a chiedere scusa ai colleghi, perché mi rendo
conto che alle 18.00 poi chiaramente si protraggono i lavori e si
fa tardi, per ognuno di noi per rientrare nelle proprie residenze.
Volevo altrettanto dire due battute. Era doveroso che, in qualità
di Presidente della Commissione, intervenissi, al di là del fatto
che vedo una poca presenza di colleghi in Aula e questo chiaramente
mi rammarica perché mi sono sentito in dovere di tornare da Catania
e mi sembrava anche corretto dire che, tutto sommato, le cose che
sono state dette vanno, a mio modo di vedere, in più occasioni
utilizzate nell'interpretare un ragionamento politico a ciascuno
soggetto, individuo che possa quanto meno rappresentare un proprio
gruppo di appartenenza.
Perché dico questo? Perché non vi è dubbio (lo dicevo poco fa al
collega Cracolici) che la Commissione è rappresentata da tutti i
Gruppi politici e proprio nei due disegni di legge, così come
sempre, la Commissione nella sua interezza è stata non solo
sostenuta dai dirigenti dell'Ufficio di Presidenza, ma sono stati
anche presenti l'assessore Valenti e il presidente Crocetta, che
purtroppo non vedo in Aula, e mi dispiace.
Ho sempre tentato di coinvolgere tutti, tant'è vero che tra i
pochi rapporti che vanto, oltre che col collega Siragusa, nella
qualità di segretario della stessa Commissione, con il Movimento 5
stelle ed eravamo tutti contenti perché questo disegno di legge
richiamasse quella giusta attenzione per poi riuscire oggi a dare
quel messaggio chiaro che il Parlamento vuole, di fatto, mettere in
evidenza. Ma non c'è dubbio che dagli interventi che si sono
svolti, oltre al collega Ioppolo, di cui condivido - se mi
consente - il suo autorevole intervento, mi è sembrato di capire
come se ognuno ha sentito l'esigenza di criticare la Commissione,
sostenendo che non si può portare in Aula un disegno di legge di
questo livello per poi farlo approvare.
Non penso che sia la prima volta, ma succede in più occasioni che
la I Commissione, la quale ritengo che ha già dato dimostrazione
che si è, di fatto, scommessa in diversi disegni di legge, dalla
preferenza di genere, all'abolizione delle province,
all'antiparentopoli, per il disegno di legge che verrà discusso nei
prossimi giorni sull'anticorruzione, ritengo che tutto ciò che ha
fatto, l'ha fatto sempre di comune accordo con i parlamentari che
ne rappresentano una titolarità della Commissione.
E allora, a questo punto, c'è da chiedersi: i Gruppi non
esercitano più la propria funzione che è quella che un
rappresentante di un gruppo insieme al Capogruppo perché poco fa il
collega Falcone, che mi critica in più occasioni, ed io lo
ringrazio perché capisco che mi vuole, con un pizzico di ironia,
tanto bene, se è vero che quest'oggi il Presidente del Gruppo del
PDL, venendo in questo mio convegno, seminario, ha fatto dei
complimenti alla I Commissione Affari Istituzionali, poco fa ho
sentito dall'amico Falcone dire: Ma come si può pensare che un
disegno di legge di questo livello possa essere condiviso . Ed
allora, ci sono due
FALCONE. Non l'ho detto.
FORZESE. Come no, è registrato
Ma al di là di questo io, mi permetto di dire che ogni
rappresentante di un Gruppo si può tranquillamente raccordare con
il Presidente del Gruppo ed evitare anche questo show, se mi
consentite, all'interno di un Parlamento che ha visto protagonista
anche, qualche volta sotto forma di diatribe tra il Governo e la
Presidenza dell'Assemblea, perché rammento che il Presidente della
Regione ebbe a dire all'Assemblea che è un Parlamento lumaca .
Giustamente il Presidente Ardizzone ha difeso il Parlamento, ed era
giusto che lo facesse, ma è anche vero che ognuno di noi dovrà
quanto meno assumersi delle responsabilità perché qualcuno possa
per un momento chiedersi se è il caso, ancora una volta, di
riportare il disegno di legge in Commissione, perché così poco fa
qualche collega ha anche detto, o se è il caso che, secondo me,
bisognava accettarlo e poi discuterne in Aula, chiaramente
presentando anche degli emendamenti, ma mai come oggi, ritengo che
se noi, prima della sessione estiva non portiamo avanti questo
disegno di legge, ancora una volta daremmo la possibilità a chi
dall'esterno del Parlamento, può certamente, al di là della
demagogia che ognuno di noi utilizza nel far politica, perché
quando una persona, che ho molta stima, come l'onorevole Formica lo
condivide e lo vota all'unanimità assieme a tutti gli altri
componenti, non c'è dubbio che qualcosa oggi in Aula non funziona.
Pertanto, a mio modo di vedere, in primis occorre, così come
abbiamo fatto ieri nella Conferenza dei Capigruppo, lei è stato
duro con i Capigruppo e con i Presidenti di Commissione, che
bisogna passare ai fatti, perché è già quasi trascorso un anno e
dobbiamo per un momento anche chiederci cosa il Parlamento è
riuscito a fare e spero che il Presidente Ardizzone si possa
quantomeno assumere questa responsabilità che prima della sessione
estiva questo disegno di legge si possa quanto meno approvare
perché, a mio modo di vedere, la gente sta veramente tenendo conto
di tutto ciò che noi facciamo nella nostra routine lavorativa
giornaliera, ma non v'è dubbio che il più delle volte viene fuori
confusione negli interventi.
La commissione si riunisce due volte la settimana ed è stata
proprio la Commissione abbastanza veloce nel riportare alla giusta
attenzione del Governo il disegno di legge che era stato fatto nel
mese di gennaio e personalmente sottoscritto con la Commissione
tutta il 26 gennaio per essere messo all'ordine del giorno. Siamo
oggi al 25 di luglio, ed ritengo che lei si possa quanto meno fare
carico perché da qui a prima della sessione estiva possa essere
discusso e approvato.
IOPPOLO Io posso chiarire il mio pensiero.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ioppolo.
IOPPOLO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, capisco
l'intervento del Presidente della prima Commissione che ovviamente
deve difendere il lavoro proprio e dei componenti della sua
Commissione, che personalmente non ho per nulla criticato o
contestato. Io ho detto soltanto - e lo ribadisco, ovviamente - di
essere assolutamente favorevole all'adozione, la più sollecita
possibile, della legge che abbiamo in esame ed ho anche aggiunto -
e credo che questo abbia potuto anche sorprendere qualcuno ma non
certamente lei - di essere d'accordo con la precisazione che era
stata fatta e che aveva dato sostanza all'intervento del Presidente
Crocetta, di cui lei è un sostenitore facendo parte della
maggioranza. Ma è stato il Presidente della Regione a sottolineare
come la norma, esattamente l'articolo 1, che ha testualmente letto
- forse il presidente della Commissione non era in Aula in quel
momento - ha aggiunto la sua volontà, il suo auspicio che il
Parlamento modificando quell'articolo 1 che pedissequamente letto
venisse modificato nella soppressione della differenziazione, della
diversificazione tra gli affidamenti diretti e le gare ad evidenza
pubblica.
Questo l'ho ha detto il Presidente della Regione ed io sono
assolutamente d'accordo nel volere eliminare questa
differenziazione, quindi non c'è nessuna remora da parte mia e non
c'è nessun mancato raccordo con il mio capogruppo, che peraltro è
componente della prima commissione, che ha autorevolmente espresso
il suo voto favorevole in prima commissione così come farà anche in
Aula, e sono sicuro sarà conforme quelli degli altri due componenti
del gruppo.
Mi pare di aver capito che il Presidente della prima Commissione
propone di votare il disegno di legge così com'è, quindi non
accogliendo l'invito del Presidente della Regione, prima della
sospensione feriale, perché c'è fretta, perché è giusto farla o c'è
ancora una sede, un tempo, una possibilità di modificare in parti
anche minime ma non marginali quella norma secondo quello che aveva
detto il Presidente della Regione che io, non soltanto condividevo,
ma su cui avevo rilanciato dicendo persino che secondo me il
divieto non si deve limitare soltanto ai parenti e agli affini
entro il secondo grado ma estendere anche ai parenti e agli affini
entro il quarto grado.
Questo per precisare e per la correttezza anche dei rapporti
istituzionali e politici con il Presidente della Commissione.
RUGGIRELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUGGIRELLO. Signor Presidente, onorevole colleghi, mi rammarico
pure io dell'onorevole Forzese che non ha forse accettato il mio
intervento, che era un allargamento della platea non solo ai
deputati. Ovviamente sono d'accordo con lei se uno è rappresentato
all'interno dei gruppi, ed io ero prima nel gruppo Musumeci, ma
oggi faccio parte dell'Articolo 4, che non ha rappresentanti
all'interno della prima Commissione. Quindi, se mi sono permesso di
intervenire era solo ed esclusivamente perché il mio gruppo non
aveva avuto la possibilità di partecipare in Commissione e quindi
me ne faccio carico io oggi.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la discussione di
questa sera mi pare un po' surreale, sia per la scarsa presenza in
Aula dei deputati, vista l'importanza degli argomenti, ma anche il
fatto sollevato correttamente dal presidente Forzese.
Vorrei fare brevemente la cronistoria di questo disegno di legge:
il disegno di legge n. 51 presentato dal Presidente a gennaio, era
nei termini - permettetemi il termine - devastante, per quello che
riguarda il suo contenuto, al punto che gli Uffici, correttamente,
ne hanno sottolineato vari aspetti di incostituzionalità. Da quel
momento è iniziato un travaglio fatto di sottocommissioni,
Commissioni, incontri e quantaltro, volti a sbiancare notevolmente
il contenuto del testo e molti degli interventi dei colleghi di
oggi sono in netto contrasto con quanto avvenuto dagli stessi
colleghi di partito all'interno della commissione, perché si è
tentato di smontare letteralmente il disegno di legge originario,
continuando a sollevare aspetti di incostituzionalità, fino a farlo
diventare un foglio bianco.
Il lavoro della Commissione ha consentito quanto meno di dare
dignità ad un testo, di dargli una spina dorsale, e comunque di
potersi presentare all'opinione pubblica ed alla società civile che
in questo momento ci chiede delle risposte adeguate, con un testo
che abbia una sua forma. Ora, però, non si può venire in Aula, che
è comunque sovrana, a fare un po' la gara a chi la spara più
grossa, a chi chiede quanto più possibile maglie strette o
situazioni in cui non sia consentito a deputati, parenti, affini,
addirittura fino al quarto grado, di poter svolgere attività o fare
affari con la Regione.
La Commissione c'è, è il luogo demandato in cui poter svolgere
queste funzioni, non riesco a capire nemmeno io, come ha detto
correttamente il Presidente Forzese, come mai queste cose non
vengano dibattute nel luogo preposto, che è la Commissione, al fine
poi di poter portare in Aula un testo che sia condiviso. Ovviamente
tutto è perfettibile e siamo perfettamente d'accordo anche noi su
alcuni aspetti tecnici sollevati sia dal Presidente, ma anche
dall'onorevole Ruggirello, che voleva l'ampliamento ai parlamentari
nazionali ed europei. Si possono emendare queste cose, e siamo
assolutamente favorevoli a dare un tempo per gli emendamenti, a
lavorarci sopra, però ridurre il lavoro della Commissione
semplicemente a un qualche cosa fatto in fretta e furia, su questo
sono d'accordo con il Presidente Forzese, non è corretto.
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo aver ascoltato
l'onorevole Forzese ed aver ascoltato il Presidente della Regione
ho qualche perplessità, specialmente per quello che ha detto il
Presidente della Regione, perché mi rendo conto che non ha molto
dimestichezza con le gare di appalto. Può capire, non è che uno
possa conoscere per forza tutto lo scibile umano, però quando per
un attimo si parla della Commissione hanno ragione i colleghi
Siragusa e Forzese, perché nella Commissione, io pur non
appartenendo alla Commissione ho partecipato diverse volte, ed una
volta c'era presente il Presidente Crocetta, si è parlato e si è
sviscerato di diverse tipologie di incompatibilità e qualche volta
l'onorevole Formica ha posto dei quesiti molto intelligenti, che
poi la Commissione ha sviluppato e, alla fine, non so se sto
sbagliando l'onorevole Siragusa, si è addivenuto a un ragionamento
complessivo.
Io vorrei solo dire al Presidente Crocetta che se c'è qualche
nostro familiare che ha vinto una gara d'appalto, siccome è nostro
familiare, da domani rinuncerà a questa gara d'appalto; lo sa la
prima cosa che avviene onorevole Presidente Crocetta? La primissima
cosa che avviene onorevole Cracolici? Gli enti appaltanti, fra le
altre cose, chiedono una fideiussione, che molte volte è di
centinaia di migliaia di euro. Oggi si parlava nella Commissione
Sanità e c'era una fideiussione che avevano fatto per una gara di 9
miliardi, una fideiussione minima di mezzo milione di euro. Quando
un nostro familiare rinuncia ad un appalto perché c'è l'onorevole
Vullo che non lo vuole fare decadere, la prima cosa che accade è
che l'ente appaltante prende quella fideiussione, sia bancaria che
assicurativa, e siccome le fideiussioni sia bancarie che
assicurative stanno dietro a delle firme personali, per prima cosa
se le incamera. Vuol dire che quell'impresa l'indomani mattina può
chiudere.
Allora, onorevole Forzese, onorevoli membri della Commissione,
state attenti, la demagogia oggi va di moda ma stiamo attenti a
quello che facciamo. Facciamolo in maniera intelligente .
L'onorevole Presidente ha parlato di evidenza pubblica, ma lo sa
l'onorevole Presidente che cosa significa evidenza pubblica?
Significa che molte volte le evidenze pubbliche sono al massimo
ribasso, e allora siccome oramai tutte le gare vanno in Gazzetta
Europea, ci sarà una ditta di Hannover, una di Milano, tre di
Catania, due di Firenze e così via di seguito, questa è l'evidenza.
Io vorrei capire, un deputato regionale oggi è andato a vedere
tutti gli appalti che avvengono in Sicilia, che sono pochissimi,
quante ditte partecipano, quante decine e centinaia di ditte
partecipano.
Finiamola con questa mistificazione che i deputati possono
influenzare una gara d'appalto, perché lo sappiamo tutti che non è
vero, che non è così. Onorevole Siragusa, lei scuote la testa, lo
so, mi dà ragione e la ringrazio. Ed allora, finiamola con questa
mistificazione perché diciamo le cose come stanno, e molte volte
quello che diciamo è solo ed esclusivamente apparenza.
Onorevole Forzese lei ha un ingrato compito, quello innanzitutto
di fare una buona legge in Commissione, perché lei ha detto una
grande verità, ma oggi non esistono più i partiti, non esistono più
i gruppi, è un fatto aleatorio, è un fatto solo ed esclusivamente
di immagine, niente più, perché oggi la legge doveva passare perché
c'era stata Commissione, sotto-commissione, quattro, cinque o sei
riunioni di questa Commissione, e si era trovato un testo condiviso
da tutti, un testo che si poteva votare.
Ma è arrivato il nostro grande Presidente, senza sapere alcune
volte quello che dice, perché quando si parla di gare ad evidenza
pubblica, secondo me lui dovrebbe informarsi un poco meglio su
quello che significa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo alcun altro deputato
chiesto di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale e pongo
in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
(E' approvato)
Avverto che il termine per la presentazione degli emendamenti è
fissato per martedì 30 luglio 2013, alle ore 12.00.
'Norme a tutela del buon andamento dell'amministrazione regionale e
a garanzia trasparenza e imparzialità dell'azione amministrativa'.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge «Norme a tutela del buon
andamento dell'amministrazione regionale ed a garanzia dei principi
di legalità, trasparenza ed imparzialità dell'azione
amministrativa» (nn. 51-38 bis - Norme stralciate II/A)
PRESIDENTE. Si procede con la discussione del disegno di legge
«Norme a tutela del buon andamento dell'amministrazione regionale
ed a garanzia dei principi di legalità, trasparenza ed imparzialità
dell'azione amministrativa» (nn. 51-38 bis - Norme stralciate
II/A).
Invito i componenti la Commissione a prendere posto al banco delle
Commissioni.
Si dà per letta la relazione.
Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che il termine per la presentazione degli emendamenti è
fissato per martedì 30 luglio 2013, alle ore 12.00.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno
FOTI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi del Movimento 5
Stelle abbiamo apprezzato di aver visto questa sera il Presidente
Crocetta in Aula per qualche minuto.
Pensavamo che, solamente per rispetto dell'ordine del giorno, non
sarebbe intervenuto sulla vicenda del MUOS. Ci aspettavamo una sua
dichiarazione già ieri, stasera poteva intervenire alla conclusione
della discussione generale. Non approviamo questa decisione
unilaterale di fare la revoca della revoca e non apprezziamo
neanche dal punto di vista umano che a questa Assemblea non venga
a dire neppure una parola, che non parli neppure ai cittadini che
si sono visti comunicare che il Presidente della Regione, la
massima autorità, manda una lettera al Ministero della Difesa
dicendo che prende atto del parere dell'istituto della Sanità, e
quindi che decade qualsiasi forma di resistenza da parte del popolo
siciliano a quella mostruosità a cui noi l'abbiamo impegnato l'8
gennaio con una mozione ben precisa a non lasciare nulla di
intentato. Invece è bastato un parere privo di approfondimenti,
molto vago, in cui il condizionale è farcito di condizionali, senza
nulla di chiaro, a farci accettare in maniera supina a diventare
una piattaforma di guerra, di subire una cosa che a noi non sta
bene. Non ci sta bene neppure che dica che questo, se noi ci
opponiamo, possa causare un risarcimento milionario. A noi non
importa del risarcimento Siamo noi siciliani a volere essere
risarciti dagli americani per i danni già fatti alla salute dei
cittadini di Niscemi, e non solo, per le onde e l'inquinamento
elettromagnetico che subiscono, fuori controllo, da decenni. Un
inquinamento elettromagnetico che, ricordo, negli approfondimenti
fatti dalla Commissione Ambiente e Sanità congiunta in Sala Gialla.
Abbiamo raccolto le testimonianze e i documenti di parecchi
studiosi, medici, pediatri, che hanno fatto rilevare in maniera
chiara come i disturbi alla salute, specie delle persone più
fragili come i bambini e gli anziani, ormai sono palesi. Perché,
allora, dovremmo risarcire loro? Perché non fare le loro
piattaforme di guerra, il loro apparato di telecomunicazioni e però
dei danni subiti alla salute dei nostri cittadini noi non dobbiamo
chiedere risarcimento.
Tra l'altro nella mozione, cosa che non è stata tentata, che
poteva essere tentata se non avessimo gettato la spugna, era quella
di rivolgerci all'Organizzazione mondiale della Sanità, quello è un
vero organo, visto che tra l'altro questa strumentazione di guerra,
questa emissione di onde elettromagnetiche non riguarderebbe solo i
siciliani, ma riguarderebbe praticamente tutto il pianeta.
Ma in particolare siamo noi che eravamo chiamati a questa
responsabilità, che ci eravamo fatti avanti, tutti all'unanimità,
da destra a sinistra, lo avevamo impegnato, però evidentemente il
suo unico referente è il Ministro della Difesa, non noi. Avremmo
apprezzato che come un buon padre di famiglia, fosse venuto qua e
ci avesse detto: purtroppo si deve fare così, cosa facciamo? Ne
discutiamo, avete altre idee? Invece no, ci arrivano le
informazioni da fuori e quindi quest'Aula non conta un bel nulla.
Vorrei dire che noi siamo molto vicini, come praticamente tutti i
deputati presenti e assenti, ai cittadini, specialmente delle zone
limitrofe, ma di tutta la Sicilia, perché la zona di interessamento
è ampissima, siamo vicini ai cittadini, non ci fermiamo qui,
insisteremo ancora, se sarà necessario io sono certa che tutti i
deputati e gli Assessori andremo a fare le barricate per dire no a
questa cosa. Adesso non mi viene più niente da dire, perché davvero
è stata una delusione, però si è capito.
CIANCIO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio una
piccolissima premessa solo per dire che condivido in pieno il
ragionamento fatto dal Presidente Forzese. Non capisco come è che
quest'Aula si sveglia ogni volta quando il disegno di legge arriva
in Aula.
Noi saremo pure nuovi, ma l'arrivo in Aula del disegno di legge è
il momento finale, il grosso del lavoro va fatto in Commissione. Le
Commissioni, come sapete bene, sono aperte a tutti i parlamentari,
tutti i parlamentari di tutti i Gruppi parlamentari possono
partecipare, possono presentare emendamenti, ricevono le e-mail col
termine degli emendamenti; quindi io non capisco perché ogni volta
i colleghi si ostinino a bloccare l'attività di un Parlamento per i
loro comodi, perché non sono in grado di presentare gli emendamenti
in Commissione entro il termine stabilito.
Noi siamo pagati profumatamente - mi metto in mezzo anch'io, anche
se noi non riceviamo lo stesso compenso per scelta - per fare
attività legislativa, ci sono stati mesi di discussioni, sono
usciti articoli di giornale, questo disegno di legge è in
Commissione da non so quanto tempo, si parla di gennaio
addirittura, noi agiamo in squadra, quindi mi fido perfettamente di
quello che fa il collega Siragusa. Poi, se voi nei vostri Gruppi
parlamentari non riuscite a mettervi d'accordo e non riuscite ad
informarvi tra di voi su quello che succede in Commissione, non è
un problema nostro e soprattutto non è un problema dei siciliani
che ancora aspettano norme per lo sviluppo e noi pensiamo, invece,
ad altre cose.
Il mio intervento in realtà era per un'altra questione. Noi, oggi,
apprendiamo con sgomento la notizia di un presunto attentato,
pensato da parte di ignoti, contro il giudice Di Matteo.
Ricordo che il magistrato sta lavorando sulla famosa trattativa
Stato-mafia e che il magistrato ha ricevuto un vergognoso
provvedimento disciplinare per avere confermato in un'intervista
l'esistenza di intercettazioni telefoniche tra il Presidente
Napolitano e l'ex ministro dell'interno Nicola Mancino.
Noi esprimiamo piena solidarietà al magistrato Di Matteo e
vogliamo dare il nostro contributo che non si limita a comunicati
stampa o ad un intervento in Aula. Penso che l'Assemblea debba
prendere atto di questi atti intimidatori verso il giudice Di
Matteo, come ce ne sono stati altri verso imprenditori, cioè quindi
di questo stato di cose per elaborare delle soluzioni che partono e
che non possono fare a meno di partire dall'educazione.
Il Movimento Cinque Stelle ha presentato un disegno di legge per
l'introduzione della educazione antimafia nelle scuole. Ho visto
che anche un collega del PD ha presentato una norma per
l'introduzione dell'educazione alla legalità e quindi ritengo che
dovremmo velocizzare il percorso di questi disegni di legge perché
non possiamo pensare di abbattere un fenomeno così grave e così
offensivo per la nostra terra, come quello mafioso, soltanto
attraverso gli interventi repressivi o aspettando che i giudici,
che sono gli eroi dei giorni nostri, facciano il loro dovere. Essi
possono fare una parte del lavoro, noi dobbiamo fare il resto.
Dobbiamo educare i ragazzi fin da piccoli a capire che cos'è la
mafia, come si è introdotta dentro le Istituzioni e quali sono i
meccanismi che hanno permesso alla mafia di entrare dentro alle
Istituzioni.
Chiedo, quindi, e volevo dirlo pubblicamente, che l'Assemblea
mostri la sua solidarietà al giudice Di Matteo così come a tutti
coloro che hanno dato anche la propria vita per i siciliani
adottando un provvedimento serio che sia proprio quello di
rispondere con la cultura alla mafia.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, mi permetto di rilevare, proprio in
ordine alla questione del giudice Di Matteo, che, a nome del
Parlamento siciliano, ho espresso solidarietà; ma ha ragione lei,
non bisogna limitarsi alla solidarietà.
Nell'esprimere solidarietà ho voluto richiamare che giorno 29
ricorre il 30mo anniversario della strage del giudice Chinnici. E'
importante evidenziare che anche il giudice Chinnici era un
magistrato isolato, era uno di quei magistrati che ha iniziato
l'antimafia proprio fra le scuole, girando tra gli studenti.
Successivamente arriviamo alle stragi più eclatanti, quelle del
1992.
Ripartiamo dalle scuole, ha ragione onorevole Ciancio. Queste sono
delle vicende che ci debbono fare riflettere, che ci debbono
impegnare ulteriormente, ognuno nell'ambito delle proprie
competenze e all'interno delle proprie Istituzioni.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lentini e Sudano sono in
congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 30 luglio
2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Disposizioni di proroghe e modifiche di norme. (n. 480/A)
(Seguito)
Relatore: on. Greco Marcello
2) - Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e
di incompatibilità con la carica di deputato regionale e di
componente della Giunta regionale. (nn. 51-38 bis- Norme stralciate
I/A) (Seguito)
Relatore: on. Alloro
3) - Norme a tutela del buon andamento dell'amministrazione
regionale ed a garanzia dei principi di legalità, trasparenza ed
imparzialità dell'azione amministrativa. (nn. 51-38 bis- Norme
stralciate II/A) (Seguito)
Relatore: on. Panepinto
4) - Norme in materia di scostamento degli indicatori
occupazionali per le misure del POR 2000/2006. (n. 271/A)
Relatore: on. Marziano
La seduta è tolta alle ore 21.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli