Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 62 di giovedì 25 luglio 2013
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.  Avverto  che  del  processo  verbale  della   seduta
  precedente sarà data lettura successivamente.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
  il  preavviso  di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

    'Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e di
     incompatibilità con la carica di deputato regionale e di
     componente della Giunta regionale'.

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Discussione del disegno di legge 51-38 bis- Norme stralciate I/A
     Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e di
       incompatibilità con la carica di deputato regionale e di
                   componente della Giunta regionale

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Onorevoli colleghi, si procede con la discussione del disegno  di
  legge  nn.  51-38 bis- Norme stralciate I/A  Norme in  materia  di
  ineleggibilità dei deputati regionali e di incompatibilità con  la
  carica   di  deputato  regionale  e  di  componente  della  Giunta
  regionale , posto al n. 2).

  Invito  i   componenti la Prima Commissione a  prendere  posto  nel
  banco alla medesima assegnato.

              (Entra in Aula il Presidente della Regione)

  Do  il benvenuto - e non solo per ragioni di cortesia istituzionale
  devo  dire, perché è sempre gradita la sua presenza - al Presidente
  della Regione Crocetta.
  Invito  i  componenti  la  I Commissione  Affari  istituzionali'  a
  prendere posto nell'apposito banco.
  Ha facoltà di parlare l'onorevole Alloro, relatore, per svolgere la
  relazione.

  ALLORO,  relatore. Onorevoli colleghi, il disegno di legge  che  si
  sottopone  all'esame dell'Assemblea è il frutto  di  un'istruttoria
  complessa  condotta  in  I  Commissione  con  la  presenza   e   la
  collaborazione del Governo, che ha portato alla definizione  di  un
  testo condiviso da tutta la Commissione.
  Ripercorrendo brevemente l'iter legislativo, si ricorda che è stata
  istituita  una apposita sottocommissione per l'approfondimento  dei
  disegni  di  legge  in  materia  di  incompatibilità  dei  deputati
  regionali,  in particolare con riferimento al disegno di  legge  n.
  51,  di  iniziativa  governativa, sia  sul  piano  tecnico  sia  in
  relazione  alle criticità riscontrate. In seguito, la  Commissione,
  apprezzato  il lavoro svolto dalla sottocommissione,  sulla  scorta
  delle  indicazioni  del  Governo e delle considerazioni  svolte  in
  merito  ai  profili di legittimità costituzionale, ha approvato  il
  testo oggi in discussione.
  Il  disegno  di  legge,  rispondendo  alle  molteplici  istanze  di
  moralizzazione  della  politica e della vita  pubblica  provenienti
  dalla società civile, si propone fondamentalmente di raggiungere un
  duplice    obiettivo:   eliminare   una   potenziale    causa    di
  condizionamento  del consenso, garantendo il libero  esercizio  del
  diritto  di  voto,  e  assicurare  il  rispetto  dei  principi   di
  imparzialità,   buon   andamento  e  trasparenza   della   pubblica
  amministrazione, in attuazione dell'articolo 97 della Costituzione.

  In  tal  modo  si  intende affermare il principio  per  cui  chi  è
  investito di pubbliche funzioni deve agire per il bene comune e non
  per  interessi  personali, a tutela dei cittadini  e  della  stessa
  amministrazione.  Ciò vale sia con riguardo ai  deputati  regionali
  sia con riguardo agli Assessori regionali.
  Il  disegno di legge prevede, dunque, alcune modifiche delle  legge
  regionale 20 marzo 1951, n. 29 nei termini di seguito indicati.
  L'articolo  1  introduce,  al  comma  1,  una  specifica  causa  di
  ineleggibilità  per  i  deputati  regionali,  con  riferimento   ai
  soggetti che operano nel settore della formazione professionale, in
  qualità  di  rappresentanti o amministratori o  dirigenti  o  soci,
  anche  occulti, di enti o società che ricevono finanziamenti  dalla
  amministrazione  regionale  o  sono titolari  di  un'autorizzazione
  regionale.  La causa di ineleggibilità opera anche in relazione  ai
  soggetti  il  cui  coniuge o convivente di  fatto  si  trovi  nella
  situazione sopra descritta.
  La  scelta  di  delimitare l'ambito della norma  ad  uno  specifico
  settore,  rispetto  alla  più  ampia  previsione  contenuta   nella
  originaria  proposta  governativa, deriva dall'intento  di  evitare
  un'eccessiva compressione del diritto di elettorato passivo, dati i
  limiti   di  competenza  della  Regione,  come  ricostruiti   dalla
  giurisprudenza  costituzionale in materia  di  potestà  legislativa
  elettorale. Infatti, la Corte Costituzionale ha affermato  -  nella
  sentenza  n.  143/2010, relativa alla legge elettorale siciliana  -
  che, pur se la Regione gode per espressa disposizione statutaria di
  una competenza piena ed esclusiva in materia elettorale, il diritto
  di  elettorato passivo ha rilevanza costituzionale e come tale deve
  essere garantito in modo uniforme su tutto il territorio nazionale,
  specificando  al  contempo  che limitate  deroghe  sono  consentite
  qualora  esistano specificità a livello regionale che giustifichino
  un trattamento differenziato.
  Questo è il caso della formazione professionale in Sicilia, che per
  struttura  e  meccanismi di funzionamento assume  una  connotazione
  peculiare  non  riscontrabile in altre regioni e che  necessita  di
  un'apposita  norma  volta  ad eliminare eventuali  aberrazioni  del
  sistema.  Al  fine di evitare che gli interessi coinvolti  in  tale
  delicato settore possano costituire una leva per interferire con il
  libero  esercizio  del  diritto di voto, minacciando  di  fatto  lo
  svolgimento democratico della competizione elettorale,  si  ritiene
  di  intervenire  legislativamente mediante  l'introduzione  di  una
  causa  di ineleggibilità, in conformità alla ratio sottesa  a  tale
  strumento  nel  nostro  ordinamento,  cioè  quella  di  evitare  il
  condizionamento  della volontà dell'elettore. La norma  è  diretta,
  altresì, a contenere i sempre più frequenti episodi di mala  gestio
  connessi  alla forte presenza della politica nel settore,  i  quali
  recentemente  hanno raggiunto dimensioni allarmanti  e  sono  stati
  oggetto di inchieste giudiziarie tuttora in corso, che hanno  avuto
  ampio   riscontro  nei  mezzi  di  informazione  anche  a   livello
  nazionale,  con  grave  nocumento  all'immagine  delle  istituzioni
  regionali.
  Con  il comma 2 dell'articolo 1 si dispone un perfetto allineamento
  tra  le  cause  di ineleggibilità e quelle di incompatibilità,  nel
  rispetto   del   principio  del  parallelismo  tra   ineleggibilità
  sopravvenuta   ed   incompatibilità,  più  volte   ribadito   dalla
  giurisprudenza costituzionale.
  Il   comma  3  dell'articolo  1  prevede,  invece,  una  causa   di
  incompatibilità  per  i  componenti  della  Giunta  regionale,   in
  relazione  ai  soggetti che, direttamente o tramite  il  coniuge  o
  convivente  di fatto, si trovino in una situazione di conflitto  di
  interessi, derivante dal ruolo di rappresentante o amministratore o
  dirigente  o  socio,  anche  occulto,  di  enti  o  società  legati
  all'amministrazione regionale da rapporti di carattere  finanziario
  o  autorizzatorio. In tal caso, si è ritenuto di  non  limitare  la
  fattispecie di incompatibilità ad uno specifico settore, in  quanto
  non  vengono in rilievo le medesime esigenze di tutela del  diritto
  di elettorato passivo, trattandosi di cariche assunte in seguito  a
  nomina e non ad elezione popolare.
  Inoltre, sono estese ai componenti della Giunta regionale tutte  le
  cause di incompatibilità previste per i deputati regionali.
  Si  precisa,  infine,  che  il disegno di legge  sopra  illustrato,
  prevedendo modifiche alla normativa in materia di ineleggibilità  e
  incompatibilità  dei  deputati  nonché  di  incompatibilità   degli
  Assessori regionali, deve essere approvato con procedura rafforzata
  ed  è  sottoposto alla eventuale richiesta di referendum, ai  sensi
  dell'articolo   17  bis  dello  Statuto,  entro  tre   mesi   dalla
  pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Regione.
  L'articolo 2, pertanto, contiene la formula di pubblicazione a fini
  notiziali, in conformità a quanto previsto dalla legge regionale 23
  ottobre 2001, n. 14.
  Considerata la rilevanza e attualità della materia affrontata e  la
  necessità di dare risposte immediate e concrete alle istanze di una
  più  profonda  etica nella vita politica, si auspica  la  sollecita
  approvazione del disegno di legge».

   Quanto al testo, è quello depositato agli atti.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  stavo  osservando  il testo  esitato  dalla  Commissione
  relativamente alla questione delle incompatibilità.
   In  particolare,  stavo  vedendo  l'articolo  1   Norme  a  tutela
  dell'imparzialità,   del   buon  andamento  e   della   trasparenza
  dell'azione   amministrativa ,  che  recita:   E'   fatto   divieto
  all'amministrazione regionale di affidare appalti,  concessioni  di
  lavori, forniture di beni e servizi, ad esclusione dei casi in  cui
  sia necessaria l'applicazione di procedure di evidenza pubblica, in
  favore  di deputati regionali, di componenti della Giunta regionale
  o   di  dirigenti  generali  o  non  generali  dell'amministrazione
  regionale  ovvero  del  loro  coniuge  non  legalmente  separato  o
  convivente, il cui stato sia accertato giudizialmente o  comprovato
  da  atti  della  pubblica amministrazione,  di  loro  ascendenti  o
  discendenti, parenti o affini sino al secondo grado. .
   Guardate, la questione qui, io apprezzo

   PRESIDENTE.  Onorevole  Crocetta, mi scusi,  i  disegni  di  legge
  stralciati sono due: il disegno di legge numeri 51-38 bis I/A e  il
  disegno  di  legge  numeri 58-38 bis II/A. In sua assenza,  abbiamo
  incardinato l'I/A; diamo atto,  però,  che il suo intervento  serve
  a semplificare i ragionamenti e, quindi, sta svolgendo la relazione
  sia  sul  disegno  di legge stralcio I/A sia sul disegno  di  legge
  stralcio  II/A, perché il disegno di legge stralcio I/A  riguardava
  la formazione in maniera specifica.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Voglio,  però,  semplicemente
  dire  qual  è  la questione qui e basta. Così vediamo se  riusciamo
  insieme a fare un lavoro.
   A  mio avviso, il deputato, il presidente della Regione, la giunta
  regionale  debbono  essere  incompatibili  con  qualsiasi  tipo  di
  appalto. Lo stesso dicasi per i direttori generali, per i dirigenti
  della Regione.
   Ciò  per  un semplice motivo: perché questo è già un conflitto  di
  interesse diretto. Io non posso pensare di essere presidente  della
  Regione e, nel frattempo, avere personalmente intestata una azienda
  da  me  diretta perchè, anche se la procedura è regolare, io  sarò,
  comunque, il controllore di quell'appalto.
   No, lo sarò, lo saremo oggettivamente.
   Su  questo,  quindi,  credo che il conflitto  di  interesse  e  di
  incompatibilità dei parlamentari, dei componenti della giunta e del
  presidente debbano essere diversi.
   La questione di avere previsto, invece, per i familiari è un'altra
  cosa;  qui, però, dovremmo distinguere fra una posizione  netta  di
  incompatibilità  perché non si possono servire due padroni.  Decido
  di fare il parlamentare, devo dire che non partecipo.
   Questo  è  un  divieto  netto per i consiglieri  comunali,  per  i
  sindaci.  Non si capisce perché questo divieto, che viene richiesto
  agli  amministratori locali, invece, non sia richiesto - sulla base
  dell'ordinamento degli enti locali - ai deputati regionali.
   In   questi  termini,  cioè,  basta  fare  un  bando  di  gara   e
  automaticamente il presidente della Regione si può aggiudicare metà
  degli  appalti della Sicilia in modo lecito. Non mi pare una  bella
  cosa, anche a tutela delle istituzioni.
   Tornerei, quindi, su questo aspetto per un ragionamento.
   Molto  buono  il riferimento alla formazione professionale.  Credo
  che  alla  formazione  professionale  debba  aggiungersi  anche  la
  comunicazione, dove anche lì registriamo, proprio in questi giorni,
  fenomeni molto alti di degrado e, proprio in quel campo, credo  che
  vada stabilito anche lì il divieto netto rispetto a un settore  che
  è  stato  particolarmente oneroso, negli ultimi tre anni - parliamo
  di 160 milioni di euro, non  è che sono proprio noccioline, insomma
  -  e  dove  sono spuntate, anche in questi giorni, inchieste  molto
  imbarazzanti per le Istituzioni. Credo che sarebbe un  bel  segnale
  inserire,   oltre   alla   formazione  anche   il   settore   della
  comunicazione, dove, pur intervenendo con bandi di gara in entrambi
  i  casi, in ogni caso, la discrezionalità è estremamente alta,  per
  non dire altissima. Valutare, infatti, un progetto di formazione  o
  valutare un progetto di comunicazione è una cosa tutta aleatoria in
  cui  l'intuito  personale è molto alto,  per  cui,  in  questi  due
  settori,   metterei  l'incompatibilità  netta   sia   con   aziende
  riconducibili  al parlamentare sia direttamente riconducibili  alle
  persone ed a familiari di primo grado.

   PRESIDENTE.  Abbiamo,  quindi,  unificato.  Almeno  per  quel  che
  riguarda  il  ragionamento  svolto  dal  presidente  Crocetta,   ha
  sviluppato il proprio discorso sia sul disegno di legge I/A sia sul
  II/A.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor  Presidente,  signor  Presidente  della  Regione,
  componenti  della Giunta, onorevoli colleghi, intervengo  -  vorrei
  dire   di  istinto  -  dopo  avere  ascoltato  la  relazione  della
  Commissione e l'intervento del Presidente della Regione,  per  dire
  subito  che,  non avendo avuto il tempo, l'occasione di raccordarmi
  con i colleghi del mio Gruppo parlamentare, dei quali sono convinto
  di   interpretare  il  pensiero,  chiarisco  di  parlare  anche  e,
  soprattutto,  a  titolo personale, per dire  -  non  si  sorprenda,
  Presidente della Regione - di essere assolutamente d'accordo,  cioè
  di  essere d'accordo con l'elevare il più possibile la soglia della
  considerazione  che i cittadini siciliani devono  avere  in  ordine
  all'assoluto  disinteresse  che i suoi  rappresentanti  politici  e
  parlamentari hanno, nel momento in cui candidati alle elezioni sono
  stati  eletti,  nel  momento in cui nominati dal  Presidente  della
  Regione assumono il ruolo di assessore.
   Da questo punto di vista, deciderà lei, Presidente dell'Assemblea,
  il  percorso per migliorare la norma, per migliorarla, vorrei dire,
  sia  dal  punto  di vista linguistico, lessicale.  L'articolo  1  è
  davvero  assai complesso e problematico nella sua lettura  e  nella
  sua interpretazione e credo che sia interesse, almeno di quanti qui
  dentro - auspico e sono convinto tutti - dicano, in perfetta  buona
  fede,  di volerla questa norma, di sottrarla il più possibile  alle
  interpretazioni; le norme, infatti, peggio sono scritte e più  sono
  interpretabili in vario modo.
   Deciderà  lei,  signor Presidente, se è opportuno  un  ritorno  in
  Commissione velocissimo per mettere a punto quanto stiamo dicendo e
  soprattutto  per  non  distinguere gli  affidamenti  a  seguito  di
  affidamento  diretto, quello che il Presidente  della  Regione,  ha
  voluto definire caratterizzandolo con il criterio latino di intuitu
  personae,   o  ad  evidenza  pubblica,  perché,  seppur  l'evidenza
  pubblica, il pubblico incanto, il concorso pubblico, la licitazione
  e  tutto il resto che l'ordinamento amministrativo conosce hanno di
  per  sé  una  assoluta legittimità, non c'è alcun dubbio,  che  chi
  esercita un metus publicae può, alla fine, tentare di condizionare,
  anche se sono convinto non sia volontà e desiderio di nessuno.
   Da   questo  punto  di  vista,  quindi,  credo  sia  assolutamente
  opportuno  ritornare sulle norme, ritornare sulle norme, dal  punto
  di  vista sostanziale, ma anche dal punto dal punto di vista  della
  assoluta   chiarezza,  limpidezza  lessicale  perchè   esse   siano
  sottratte  il più possibile ad interpretazione. Mi spingerei  anche
  nel fissare almeno fino al quarto grado il rapporto di parentela  e
  di affinità, esattamente come avviene nei consigli comunali, quando
  devono  approvare  i piani regolatori generali, perché  il  secondo
  grado, in termini di parentela, un po' meno in termini di affinità,
  significa sostanzialmente i primi cugini ma non è che i secondi o i
  terzi  cugini siano parenti poi così lontani. Su questo,  però,  ci
  vorrebbe un emendamento. Non l'ho presentato in Commissione, quindi
  non  ho  diritto  di  presentarlo nemmeno in Aula;  se  si  dovesse
  decidere  per  una riconsiderazione generale, però,  suggerirei  di
  introdurre anche questa modifica alla norma.

   SORBELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO.   Signor   Presidente,  onorevole  Presidente,   signori
  assessori, onorevoli colleghi, ho ascoltato, signor Presidente,  il
  suo  intervento che si rifaceva a due settori strategici importanti
  -  del  malaffare  e dove si annidano interessi  -  e  ritengo  che
  altrettanti settori dovrebbero essere aggiunti a questa legge e  mi
  riferisco alle fonti rinnovabili ed ai rifiuti.
   Si tratta di due settori dove, a mio avviso, nel tempo, scopriremo
  -  se  non  è già scoperto - che sostanzialmente ci sono interessi,
  così come ci sono volumi di affari non indifferenti; in questi  due
  settori  bisogna  attenzionare anche questa  affinità  o  parentela
  diretta, estendendola anche a questi altri due settori che  ritengo
  siano importanti e inevitabili.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   LACCOTO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente  della Regione, ho ascoltato l'intervento del Presidente
  della    Regione   che   ha   puntualizzato   un   aspetto,    cioè
  l'incompatibilità assoluta e netta dei deputati regionali  in  ogni
  settore  della  vita  regionale  e questo  mi  trova  perfettamente
  concorde  con l'impostazione data dal Presidente; mi trova  altresì
  concorde  il  problema  della  comunicazione  o  di  altri  settori
  strategici, solo che penso che dobbiamo dare una risposta immediata
  all'opinione pubblica. Un Parlamento, intanto, deve essere in grado
  di  avere l'autorità morale non per essere trascinato dalla  stampa
  ma per potere trascinare secondo le proprie azioni.
   Signor Presidente, penso che dovremmo immediatamente approvare  il
  disegno  di  legge  sulla  formazione perché  diamo,  intanto,  una
  risposta. Sarei più cauto, anche perché avete gli uffici  e  potete
  essere   molto   accorti   in   questo,   sotto   il   profilo   di
  incostituzionalità riguardante parenti ed affini in altri  settori,
  anche  perché  possiamo legiferare su di noi, su  quella  che  deve
  essere la nostra azione netta e precisa. Come deputati non possiamo
  imporre   ed   è   prevista,  voi  lo  sapete,  da   una   sentenza
  costituzionale  recente ad altre forme. Per esempio,  è  giusto  il
  divieto  dell'appalto  anche  per i deputati  regionali.  Condivido
  perfettamente l'idea di poterlo fare, mentre bisognerebbe  fare  un
  approfondimento, signor Presidente, attraverso gli uffici ma  anche
  attraverso altri organi su profili di costituzionalità  riguardanti
  aspetti di parenti ed affini, laddove non possiamo imporre, secondo
  il  Parlamento regionale, alcune norme. Lo farei così, tutto di  un
  pezzo,  per quanto riguarda la formazione e la comunicazione,  come
  diceva il Presidente della Regione, sugli altri aspetti. Chiedo  al
  Presidente  dell'Assemblea di fare, attraverso  gli  uffici,  anche
  attraverso altri organi, un approfondimento di costituzionalità.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei  far
  notare  che, rispetto alle dichiarazioni che ha fatto il Presidente
  della  Regione,  in Aula, il testo che abbiamo all'esame  non  dice
  perfettamente  quello che ha detto il Presidente e  che  condivido,
  ovvero  che  un deputato in carica non può partecipare,  attraverso
  ditte   di   cui  è  titolare  o  attraverso  società  di   cui   è
  amministratore, a gare di appalto, anche a evidenza pubblica.  Dico
  io: perché?
   Perché  il  nostro ordinamento, fortunatamente, prevede  solo  una
  parte molto residuale della possibilità di fare gare senza evidenza
  pubblica, perché l'evidenza pubblica è la norma. Dire, quindi,  che
  una  gara cui partecipa un deputato, in quanto titolare o in quanto
  componente  di una società, è incompatibile, cioè la gara  è  nulla
  solo  se  ha  partecipato  ad una gara  che  non  sia  ad  evidenza
  pubblica,  significa  dire  che  un  deputato  può  partecipare  ad
  attività di gara.
   Allora,  dico  -  perché, secondo me, questa cosa va  precisata  -
  proprio  perché sono convinto che quando tu rappresenti  il  popolo
  devi separare la tua attività politica da quella economica, nessuno
  deve impedire l'esercizio di libertà fondamentale. In una fase come
  quella  che  viviamo  oggi,  nel Paese,  però,  bisogna  nettamente
  distinguere  una  funzione di rappresentanza  da  una  funzione  di
  esercizio dell'attività economica.
   Chiedo,  quindi,  alla Commissione, ai deputati,  al  Governo,  di
  precisare  questo  aspetto  perché, ripeto,  le  dichiarazioni  del
  Presidente  della Regione non coincidono con il testo  che  abbiamo
  all'esame.
   Anch'io  sono convinto, aggiungo, rispetto alle cose che ha  detto
  il  collega  che  mi  ha  preceduto, nel  senso  che  assieme  alla
  formazione,  che  è uno dei settori, anche qui,  attenzione  a  non
  usare  parole, la formazione è una procedura ad evidenza  pubblica,
  perché  il  famoso  bando Avviso 20 è un bando  pubblico,  è  stato
  pubblicato  in Gazzetta Ufficiale, quindi, più pubblico di  quello.
  Evitiamo,  quindi,  di  dire una cosa per poi  sapere  che  non  si
  può,.ma  aggiungo, anche per le attività in settori assai  ad  alto
  rischio, diciamolo così, anche perché qualche caso lo abbiamo avuto
  nel  passato,  sono  convinto, come chi mi  ha  preceduto,  che  il
  settore dell'energia, delle fonti rinnovabili, così come il settore
  dei  rifiuti, meritino una attenzione speciale, così come la  Corte
  Costituzionale ci indicava, ovvero quelle particolarità che possono
  consentire   deroghe  a  diritti  universali  che  sono   necessari
  garantire  in  ogni  angolo  del nostro  Paese.  Ma  su  rifiuti  e
  autorizzazioni  del  settore energetico,  visto  anche  ciò  che  è
  avvenuto nel passato, credo sia cosa buona e giusta distinguere  la
  funzione   di  rappresentanza  politica  da  quella  dell'esercizio
  dell'attività economica.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
  Regione,  Governo,   stiamo trattando un  tema  molto  complesso  e
  delicato e questo fa onore certamente al Parlamento siciliano ed ai
  deputati che si apprestano a rendere più impermeabile, vorrei  dire
  blindato, il sistema democratico e anche il mondo dell'economia, il
  sistema  economico  nel  suo complesso, da  interessi  che  possono
  essere  distorti,  proprio  per la presenza  del  potere  politico,
  inteso  in  senso  lato,  in quelli che  sono  attività  di  natura
  economica.
   Già  lo  Stato,  signor  Presidente,  è  intervenuto,  in  maniera
  energica,  vorrei  dire,  negli ultimi mesi,  su  questi  temi.  Il
  decreto legislativo numero 235 del 2012 è entrato in vigore  giusto
  il  5  gennaio del 2013 di quest'anno. E' un testo molto  duro  che
  rende   davvero   più  complicata  l'infiltrazione   di   interessi
  speculativi  e  anomali nel mondo dell'economia,  nel  mondo  della
  finanza,  degli  affari, da parte della politica,  da  parte  della
  politica  intesa  in senso lato, dei Governi, del  Parlamento,  dei
  singoli  deputati, dei singoli parlamentari. Lo stesso  il  decreto
  legislativo  numero 39, pubblicato sulla Gazzetta  Ufficiale  della
  Repubblica nel 2013.
   Nella  nostra  Regione, quindi, oggi, abbiamo già  a  disposizione
  strumenti legislativi che ci da lo Stato molto stringenti  e  molto
  penetranti,  dal  punto di vista della possibilità  di  raggiungere
  l'obiettivo,   di   rendere  impermeabile,  appunto,   il   sistema
  democratico, ad anomalie nei rapporti con la politica. Tuttavia, la
  necessità  di  blindare  ulteriormente e  rendere  impermeabile  il
  sistema regionale da interessi che non soltanto possono incidere in
  quelle  che sono le libertà di impresa, ma che, certamente, possono
  ledere  le norme del codice penale in materia di delitti contro  la
  pubblica  amministrazione ci impone di intervenire  con  norme  più
  stringenti che, dico io, lo dico a nome del Gruppo che rappresento,
  non  riguardino  soltanto  il campo della formazione  professionale
  che,  in questo momento, certamente, è, come dire, nell'occhio  del
  ciclone,  ma  che  riguardino  anche  altri  settori  dell'economia
  soggetti  a  movimenti  speculativi, ad  interessi  certamente  non
  legittimi che possano davvero rendere, come dire, vano il tentativo
  di  blindare  il  sistema ordinamentale rispetto ad  interessi  che
  legittimi non sono.
   Per  questa  ragione,  penso  che questo  testo  già  buono  -  mi
  riferisco  ai  componenti  della  Commissione,  al  Presidente,  al
  relatore del disegno di legge - possa, in questi giorni, attraverso
  emendamenti intelligenti, puntuali e stringenti, essere migliorato,
  essere  reso,  come  dire,  più adeguato  a  quelli  che  sono  gli
  obiettivi  di  interesse pubblico generale  che  il  Parlamento  si
  ripromette di raggiungere, attraverso questi due disegni di legge e
  mi   riferisco,  appunto,  non  soltanto  al  testo  che   riguarda
  l'ineleggibilità,  in  particolare  dei  deputati,  cioè  al  primo
  stralcio  del disegno di legge in trattazione, ma anche al  secondo
  stralcio  di  cui,  appunto,  in apertura  di  seduta,  ho  chiesto
  contestualmente  la  trattazione  perché  trattasi   della   stessa
  identica   materia,  così  come  esitato  dalla  prima  Commissione
  legislativa permanente.
   Credo, quindi, che la sinergia tra Governo e Parlamento, anche nei
  giorni  che seguiranno questo dibattito, fino alla discussione  che
  sarà   fatta   sull'articolato,  attraverso  emendamenti,   dicevo,
  puntuali e più stringenti, darà la possibilità di rendere il nostro
  sistema più impermeabile a meccanismi di anomalie, speculativi,  di
  corruzione,  a  meccanismi che, certamente,  pongono  una  distanza
  incolmabile, spesso, tra politica e cittadini, tra i palazzi  della
  politica  e  del  Governo, con i cittadini di questa  Regione.  Per
  questo,  il  Parlamento  darà  certamente  una  risposta  adeguata,
  insieme  al  Governo. Per questa ragione, credo che,  nei  prossimi
  giorni,  esiteremo un testo che darà certamente le giuste  garanzie
  che la nostra Regione merita.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gucciardi.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,   Governo,   onorevoli   colleghi,
  chiaramente, non possiamo che essere d'accordo su questa norma che,
  anzi,  a mio avviso, ha tardato ad arrivare in Aula e, chiaramente,
  abbiamo anche condiviso l'impostazione procedurale, secondo cui  si
  sono voluti riunire questi due disegni di legge che, di fatto,  se,
  da  un  lato,  parlano  di  parentopoli  uno e di,  incompatibilità
  l'altro,  sostanzialmente, poi, rappresentano anche situazioni  che
  vanno rimosse.
   E'  chiaro che i due testi hanno del pregio ma è altrettanto  vero
  che  manifestano  delle  carenze. Diceva bene  l'onorevole  Ioppolo
  quando  faceva  riferimento  a carenze anche  sintattiche.  Per  un
  attimo,  mi spoglio dalla veste di deputato, indossando  quella  di
  avvocato:   se  dovessi  difendere  un  mio  cliente,  che   avesse
  partecipato  a qualche gara, direi che significa:  è fatto  divieto
  all'amministrazione  regionale di affidare  appalti  in  favore  di
  deputati  regionali ? E' una terminologia, a  mio  avviso,  che  si
  presta a interpretazioni varie, che possono sterilizzare la norma.
   Ecco  perché, a mio avviso, abbiamo fatto bene a prenderci qualche
  giorno;  ci dovremo prendere qualche giorno per gli emendamenti  e,
  allora, riconoscendo il pregio dell'architettura, dell'impalcatura,
  dobbiamo, a mio avviso, riscrivere, però, la norma, dicendo  che  i
  deputati  regionali non possono partecipare, a qualunque titolo,  a
  tutte  le  gare, le forniture, anche di evidenza pubblica,  perché,
  oggi, la Regione siciliana non opera più con fondi propri, operando
  con  fondi comunitari e, quindi, con l'obbligo di mettere in  gara,
  con evidenza pubblica, qualunque tipo di fornitura, di servizio, di
  lavoro.
   Ecco  perché ci poniamo questo problema. Ce lo dobbiamo porre  per
  evitare  che,  da  un lato, facciamo la norma, diamo  l'impressione
  all'opinione   pubblica   di  risolvere   chissà   quali   problemi
  esistenziali  ma,  poi, di fatto, se a questo testo  di  legge  non
  facciamo  anche  seguire  una concreta azione  amministrativa,  non
  avremo  concluso altro che nascondere la polvere sotto il  tappeto,
  lasciando incompiuti e irrisolti i problemi di questa Sicilia.
   Non vorrei dire che, da un lato, dobbiamo approvare la legge  anti-
  parentopoli   ma  non  credo che tutti i guai della  Sicilia  siano
  legati  a  questa norma. E' una norma importante che sosteniamo;  è
  una norma che dobbiamo, però, specificare.
   Qualche  collega, Presidente Ardizzone, mi faceva  notare  di  una
  defaillance  del  Presidente  Crocetta,  non  perché   sia   uscito
  dall'Aula, mi sarei aspettato dal Presidente Crocetta che,  sebbene
  pleonastico, al primo posto delle incompatibilità venisse posto  il
  Presidente della Regione
   E'  chiaro che è un deputato, lo sappiamo, è pleonastico, ma è una
  questione di forma, che diventa anche di principio, che diventa  di
  esempio per l'intero Parlamento, per l'intera Regione siciliana

   CRACOLICI. Onorevole Falcone, ha perso la causa

   FALCONE. E' pleonastico, ho detto, caro avvocato Cracolici  E' una
  questione  di principio, è giusto dirlo perché il Presidente  della
  Regione non esercita la funzione di deputato, la esercita anche, ma
  innanzitutto è un organo di questa Regione, quale Presidente.
   Allora, è un esempio di buon senso, è un esempio che potremo dare.
  Poi se devo un attimino guardare all'incompatibilità, c'è tutta una
  declaratoria della legge regionale del 20 marzo 1951,  n.  29,  che
  pone  i  deputati in posizione di incompatibilità, ma non  soltanto
  nei  confronti della Regione siciliana direttamente,  ma  anche  di
  quegli  enti, di quelle associazioni, di quegli istituti  che  sono
  addirittura sostenuti e vigilati dalla Regione siciliana.
   E  allora, in questo senso noi dovremmo anche allargare, il  testo
  del  disegno di legge 51-38 bis Norme stralciate II/A, poi con  gli
  Uffici  magari potremo anche comprendere come fare e mi  permetterò
  anche di presentare qualche emendamento che vada in questo senso.
   Poi  ci  sono  le incompatibilità, certo, stiamo riunendo;  signor
  Presidente, però da un lato riuniamo, dall'altro lato una norma che
  anche  io  avevo  presentato,  che è  quella  dell'incompatibilità,
  invece sta sottraendo alle incompatibilità, quindi sembrerebbe, che
  da  un lato andiamo avanti e dall'altro lato torniamo indietro, nel
  senso che quella norma io insieme all'onorevole Vinciullo l'avevamo
  presentata  per  un'altra  questione che riguarda,  ad  esempio,  i
  direttori amministrativi, i direttori generali della Sanità, ma poi
  ne parleremo entrando nello specifico.
   Vorrei  concludere dicendo che noi siamo perfettamente consapevoli
  che questa è una norma che deve essere fatta, per il principio,  ma
  siamo  altrettanto - e lo vogliamo dire a chiare  lettere  -  siamo
  altrettanto  convinti che questa norma non deve essere  il  filtro,
  non  deve  sembrare  come  quel filtro  che  voglia  coprire  tante
  inattività  dell'amministrazione,  perché  mai  nessuno  da  questo
  pulpito  si  permetterebbe  di dire  che  se  c'è  qualche  diretto
  collaboratore del Presidente della Regione attuale magari coinvolto
  in  qualche vicenda, debba essere sollevato. Noi non lo diciamo, ma
  buon  senso  vuole  che  così  come i  parlamentari  siano  candidi
  nell'esercizio  delle  loro  funzioni,  anche  gli  alti  dirigenti
  dimostrino  lo stesso esempio di quello che gli eletti  del  popolo
  devono dimostrare

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Ruggirello.  Ne  ha
  facoltà.

   RUGGIRELLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  la
  parte  finale  dell'onorevole Falcone ha colpito nel  segno  perché
  sembrerebbe  un  disegno  di legge fatto  solo  esclusivamente  per
  ricercare  quasi  i novanta ladroni più la platea dei  dirigenti  e
  funzionari regionali.
   Io  penso che questo disegno di legge deve andare a colpire la più
  ampia  platea, quella dei componenti delle Partecipate. I  Consigli
  di  Amministrazione delle Partecipate non possono restare fuori  da
  una   eventuale   situazione,  anche   negli   aspetti   familiari.
  Sembrerebbe  assurdo un'operazione del genere  limitata,  come  non
  possono restare fuori neanche i parlamentari nazionali, non possono
  restare fuori gli europarlamentari, perché se il parlamentare  oggi
  eletto   dal  popolo  rappresenta  un  partito  e  rappresenta   la
  collettività  che lo ha eletto, posso anche far partecipare  ad  un
  bando  di  gara  un  mio parlamentare nazionale,  titolare  di  una
  società  e  la gara è stata aggiudicata. Qual è la motivazione,  di
  trovare  innesto  in  un'operazione politica o  di  raggiungere  un
  obiettivo?
   Potrei  scendere anche più in profondità perché sono  stato  anche
  parte  in  causa  di un danno, durante la passata  legislatura,  di
  incarichi  a  istituti  esterni per  comporre  le  graduatorie.  Mi
  riferisco  a  Banca Nuova, a Sviluppo Italia, alla  Crias.  Qual  è
  l'onestà di questi soggetti che compongono e valutano i criteri  ed
  i  punteggi  alle imprese e ai progetti che vengono presentati?  Ci
  saranno anche loro familiari
   La caccia, allora, a chi è? La caccia è ai parlamentari? La caccia
  è  al  momento di quello che sta uscendo fuori? Penso  che  sia  un
  disegno  di  legge  che debba servire a garanzia  di  tutti  e  nel
  rispetto,  ovviamente,  del parlamentare che  non  si  sottrae;  ma
  dobbiamo inserire dentro la platea, che è molto ma molto più vasta.
   Ho  presentato un'interrogazione, sono passati più di  40  giorni,
  nessuno  ha  risposto al perché un dirigente regionale ha  favorito
  una propria familiare in un bando di gara.
   Aspetto, quindi, una risposta, perché questo avvenga, perché anche
  nelle commissioni, nei nominativi che vengono a valutare i progetti
  di  chiunque essi siano, siano persone che non facciano partecipare
  i  propri familiari all'interno di quei progetti o di quel bando di
  gara.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, credo che purtroppo, ormai da qualche
  anno,   la   politica  arriva  sempre  in  ritardo  rispetto   alla
  Magistratura.  Questa  norma fin troppo ovvia,  mai  il  Parlamento
  aveva  pensato di tirarla fuori perché si riteneva che, ovviamente,
  il  Governo  o  i Gruppi parlamentari o i singoli deputati  fossero
  molto lontani da quella che poteva essere una gestione diretta.  La
  giustizia farà il suo corso, però credo che questo argomento che  è
  affrontato, a mio modo di vedere, non completamente nel disegno  di
  legge,  debba  essere integrato da alcune fattispecie  che  possono
  servire a completare il tema della trasparenza.
   Il presidente Crocetta ha altro da fare e non vuole ascoltare.

   PRESIDENTE. Onorevole Crocetta, se possibilmente prende  posto  al
  banco del Governo.
   DI  MAURO.  Credo che questo disegno di legge abbia  necessità  di
  essere  completato con alcune fattispecie che a mio modesto  avviso
  credo siano utili.
   La  prima questione è il tema relativo a tutti coloro i quali sono
  titolari  di  una convenzione nel servizio sanitario  nazionale  da
  diversi anni e che si trovano in una condizione di rapporto intuito
  persona  col servizio sanitario nazionale che hanno una convenzione
  in  essere  e  che credo bisognerebbe trovare una soluzione  perché
  escluda  da  questo  rigore, che è giusto  fra  l'altro,  tutte  le
  convenzioni  che  in  atto  sono  presenti  nel  sistema  sanitario
  nazionale   e   nel  nostro  caso,  ovviamente,  si  tratta   delle
  convenzioni che ci sono con le ASP.
   Per  quanto riguarda la seconda questione, credo che sia  arrivato
  il   tempo,  Presidente  della  regione,  di  recepire   la   norma
  dell'articolo 25, comma 16, del decreto legge 138, che prevede  che
  i Revisori dei conti debbano essere nominati attraverso sorteggi.
   Credo  che questo debba essere inserito, io non lo posso  chiedere
  sottoforma di emendamento e se lo fa il Governo sarebbe cosa utile.
   Per  quanto  riguarda,  invece, la terza  questione,  ritengo  che
  questa  sia  l'occasione  affinché il  Governo  possa  inserire  in
  questo  disegno  di  legge una sorta di albo  in  cui  indicare  le
  personalità  del  mondo  scientifico, del  mondo  culturale,  della
  competenza  che questa regione ha necessità perché possa  avvalersi
  di  questo albo per la nomina di tutti gli incarichi che il Governo
  intende dare.
   Non  limitiamoci ad una questione di trasparenza  che  riguarda  i
  singoli  deputati,  facciamo sì che l'argomento  trasparenza  possa
  coinvolgere  i  sistemi di scelta di una serie di personalità  che,
  giustamente,  collaborano con il Governo perché altrimenti  saremmo
  indietro rispetto alla normativa europea.
   Voglio, quindi, recuperare questi tre concetti, mi auguro  che  il
  Governo si possa fare carico di presentare in questo senso appositi
  emendamenti,  perché  ritengo  che  vadano  nella  direzione  della
  trasparenza e -  mi permetto di dire - della linearità con  cui  ci
  stiamo  muovendo tutti quanti, Governo e Parlamento, in un  momento
  difficile per quello che è successo in questi giorni.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Alongi.  Ne  ha
  facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli   colleghi,  partendo  dal  presupposto   che   condivido
  pienamente  questa  norma,  volevo fare due  considerazioni  e  due
  riflessioni.   In   una  Terra  come  la  nostra  certamente   dove
  l'imparzialità  e  la moralità dovrebbero essere normali  purtroppo
  qui bisogna regolamentarle.
   Questa  è  la mia preoccupazione, lo dico da cittadino  di  questa
  Sicilia, da uomo dello Stato: il senso delle Istituzioni.
   Credo che in questa Terra spesso giochiamo una partita a chi vuole
  buttare la palla più lontano dal centrocampo; nel frattempo  arriva
  un altro e la tira ancora più lontano.
   Credo  che invece sia importante fare due riflessioni e in  questa
  direzione,  su un emendamento che a questo punto sottoporrò,  credo
  che  sia  importante  non  lasciare fuori in  modo  particolare  il
  segmento  dei consulenti, quelli anche a titolo gratuito,  che  poi
  sono quelli che troppo spesso vengono utilizzati e che dirigono  il
  traffico della spesa.
   Però,  se noi oggi ci fermiamo soltanto all'approvazione di questa
  norma  e  la  lasciamo lì, mi permetto di dire, abbiamo  svolto  il
  nostro  compito  soltanto a metà e credo  che  sia  importante  che
  quest'Aula  faccia uno sforzo nel riscrivere una  norma  importante
  che   è  una  norma  sugli  appalti,  una  norma  dove  lì  bisogna
  concentrarsi  e  bisogna  scrivere regole ferree  affinché  non  ci
  possano  essere  infiltrazioni alcune né da  parte  di  uomini  che
  utilizzano  la politica, anche se sono politici o di  familiari  di
  politici  che  utilizzano strumenti come questo per  arricchirsi  o
  altro,  ma  aggiungo anche per fenomeni esterni  che  probabilmente
  hanno  sempre  utilizzato  e lucrato quello  che  io  definisco  la
   burocrazia  scritta  nel  punto  e  virgola   per  permettere   di
  inserirsi e di garantirsi sviluppo in quella direzione che è quella
  della illegalità.
   Quindi,  condividendo appieno questo disegno di legge,  credo  che
  bisogna  sforzarsi  nel  continuare a non fermare  soltanto  questa
  azione  di oggi, ma bisogna continuare domani nel riscrivere  norme
  chiare,   nette,  inequivocabili,  che  riscrivano  trasparenza   e
  legalità in questa Terra.

   PRESIDENTE.  E'iscritto  a  parlare  l'onorevole  Turano.  Ne   ha
  facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, onorevole  Presidente della  Regione,
  onorevoli   colleghi,  questa  sera  l'Aula  tratta  un   argomento
  importante,  però  devo dire che da una lettura attenta  del  testo
  emergono  una  serie  di  profili  che  -  secondo  me  -  meritano
  attenzione.
   Io  non vorrei fare il  bastian contrario , vorrei utilizzare  una
  provocazione  per  attivare  alla Presidenza  dell'Assemblea,  come
  dire,   un  metro  elastico  e  sui  tempi  e  sulle  modalità   di
  presentazione degli emendamenti.
   Se  si  continua così, Presidente, non ci preoccupiamo di chi  non
  deve  svolgere  funzioni per tutelare interessi, preoccupiamoci  di
  fare  un  bando  per  chi  si deve candidare,  perché  diversamente
  arriviamo ad una situazione paradossale.
   Faccio   un  esempio  su  tutti,  Presidente.  Io  credo  che   la
  moralizzazione della vita pubblica sia un argomento particolarmente
  da  attenzionare, in un momento in cui la classe politica ha  perso
  un  poco di credibilità e vi è la volontà da parte di tutti di  una
  sorta di  caccia alle streghe .
     Non  facciamo  di  tutta l'erba un fascio perché  se  c'è  stato
  qualcuno che ha sbagliato o che ha utilizzato ruolo - e, ahimé,  ce
  ne  sono  tanti  -  per  indebiti arricchimenti  o  per  esercitare
  pressioni di qualunque natura per ottenere benefici, credo che vada
  regolamentata questa materia. Cosa diversa è invece nella creazione
  di  un  fumus  generale  che addirittura, come  diceva  l'onorevole
  Ioppolo, dovremmo estendere oltre i confini territoriali.
   Se  il  testo  che ho letto, e spero ritengo di avere letto  bene,
  uscirà  con  questa  dizione  da  parte  dell'Aula,  arriveremo  al
  paradosso  che un nipote o un pronipote che ha in atto un esercizio
  o  un  contratto con la pubblica amministrazione di qual si  voglia
  natura,  facciamo un esempio, una impresa di pulizia, per  il  solo
  fatto di avere un parente deputato potrebbe perdere il lavoro.  Non
  credo  sia  questo l'obiettivo del Governo della Regione e  ritengo
  anche dell'Assemblea regionale.
   Stiamo  attenti   Cerchiamo  di studiare  con  gli  uffici  quelle
  formule  che questa volta, Presidente, diano certezza, certezza   E
  la  certezza la si ha quando si sa quello che si può fare e  quello
  che  non  si  può  fare e le responsabilità che si incorrono  nella
  violazione delle norme e non anche un principio diffuso secondo  il
  quale è sufficiente, faccio un esempio, un contratto di affitto con
  la  pubblica  amministrazione stipulato 20 anni prima  per  vedersi
  revocare  il contratto. Diversamente, la prossima volta  faremo  un
  bando al contrario, cercheremo per bando le persone che si vogliono
  spendere in una attività politica.
   Vorrei  che  su questo si esercitasse quel buon senso al  fine  di
  approvare  un  testo che miri per davvero a risolvere  il  problema
  della  moralizzazione  della vita pubblica,  dall'altro  canto  non
  abbia  vizi  di costituzionalità ed infine non sia una mancanza  di
  aspettativa  per tutti coloro i quali esercitando legittimamente  e
  legalmente la propria attività ne possano trarre danno o nocumento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Cimino.  Ne  ha
  facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ero già convinto di
  intervenire  da  prima ma volevo ascoltare anche alcuni  interventi
  dei colleghi parlamentari.
   Ritengo  che questa legge sia una legge importante, sia una  legge
  seria, ma sia un testo che debba poter essere condiviso anche nella
  conferenza Stato-Regioni, nella conferenza tra le Regioni, in  modo
  tale   da  discutere  una  norma  così  importante  anche  con   le
  fattispecie  degli  altri Consigli regionali,  dei  Consigli  delle
  regioni a Statuto speciale ed anche dello Stato. Perché pare strano
  che  un  deputato  regionale, un dirigente generale,  un  dirigente
  della Regione, debba poter attenzionare materie di questo genere ed
  i  senatori,  i  parlamentari nazionali, gli alti  dirigenti  dello
  Stato, che magari operano anche in Sicilia, non debbano trovare  un
  momento di condivisione di un percorso di questo genere.
   L'onorevole  Ruggirello  ha  posto il  tema  di  estendere  questo
  argomento  ai  presidenti  delle  società  regionali,  ai  consigli
  d'amministrazione delle società. E, nello stesso tempo, voglio  far
  notare  com'è  importante  anche poter riprendere  quel  tema  oggi
  importante,   anche   a   livello   nazionale,   della   cosiddetta
   consapevolezza  .
   Non  è detto che tra un parente ed un affine vi siano questi buoni
  rapporti,  tali  da  influenzare un determinato comportamento.  Può
  anche  essere  che tra parenti ed affini non vi siano questi  buoni
  rapporti  ed anzi elementi di questo genere possano essere elementi
  tali  di attivare i percorsi di incompatibilità, come si è ben  qui
  evidenziato.
   Nello  stesso  tempo,  ritengo sia necessario  un  approfondimento
  soprattutto  sul  testo  del disegno di legge:  il  titolo,  signor
  Presidente  dell'Assemblea, perché, secondo me, in  questa  sede  è
  stata   attenzionata  la  volontà  di  fare  in  modo  che   queste
  fattispecie riguardino soprattutto il tema della formazione,  della
  comunicazione, dell'energia e dei rifiuti.
   Quindi,  è  necessario  approfondire queste  fattispecie  per  non
  creare  confusione rispetto ad altre iniziative che possono  creare
  profili  sicuri di incostituzionalità rispetto ad un testo,  che  è
  delicato  e  che  dovrebbe  essere anche  condiviso  rispetto  alla
  normativa  nazionale, perché argomenti di questo  genere  non  sono
  argomenti  che riguardano soltanto la Sicilia, ma riguardano  anche
  le  altre  regioni.  E  mi piaceva l'esempio dell'onorevole  Alongi
  come  si vuole cercare di tirare la palla sempre più lontano e   la
  gatta frettolosa fa gattini ciechi . Ritengo che un approfondimento
  sulla costituzionalità di questa norma non sia errata.

   FORZESE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORZESE,   presidente   della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, per due ragioni ho l'esigenza di  intervenire:
  per dire grazie a lei, perché oggi era previsto - così come era già
  stato  detto  in  Conferenza dei Capigruppo - un  incontro  ritengo
  importante  che  riguardava  di  riforma  elettorale  e  di  liberi
  consorzi.  Lei  ha  rinviato i lavori d'Aula  alle  ore  18.00,  la
  ringrazio,  oltre  a chiedere scusa ai colleghi,  perché  mi  rendo
  conto che alle 18.00 poi chiaramente si protraggono i lavori  e  si
  fa tardi, per ognuno di noi per rientrare nelle proprie residenze.
   Volevo  altrettanto dire due battute. Era doveroso che, in qualità
  di  Presidente della Commissione, intervenissi, al di là del  fatto
  che vedo una poca presenza di colleghi in Aula e questo chiaramente
  mi rammarica perché mi sono sentito in dovere di tornare da Catania
  e  mi sembrava anche corretto dire che, tutto sommato, le cose  che
  sono  state  dette  vanno, a mio modo di vedere, in  più  occasioni
  utilizzate  nell'interpretare un ragionamento politico  a  ciascuno
  soggetto, individuo che possa quanto meno rappresentare un  proprio
  gruppo di appartenenza.
   Perché dico questo? Perché non vi è dubbio (lo dicevo poco  fa  al
  collega  Cracolici) che la Commissione è rappresentata da  tutti  i
  Gruppi  politici  e  proprio nei due disegni di  legge,  così  come
  sempre,  la  Commissione  nella sua  interezza  è  stata  non  solo
  sostenuta  dai dirigenti dell'Ufficio di Presidenza, ma sono  stati
  anche  presenti l'assessore Valenti e il presidente  Crocetta,  che
  purtroppo non vedo in Aula, e mi dispiace.
   Ho  sempre  tentato di coinvolgere tutti, tant'è vero  che  tra  i
  pochi  rapporti  che vanto, oltre che col collega  Siragusa,  nella
  qualità di segretario della stessa Commissione, con il Movimento  5
  stelle  ed  eravamo tutti contenti perché questo disegno  di  legge
  richiamasse quella giusta attenzione per poi riuscire oggi  a  dare
  quel messaggio chiaro che il Parlamento vuole, di fatto, mettere in
  evidenza.  Ma  non  c'è  dubbio che dagli interventi  che  si  sono
  svolti,   oltre  al  collega Ioppolo, di  cui  condivido  -  se  mi
  consente  - il suo autorevole intervento, mi è sembrato  di  capire
  come  se  ognuno ha sentito l'esigenza di criticare la Commissione,
  sostenendo  che non si può portare in Aula un disegno di  legge  di
  questo livello per poi farlo approvare.
   Non  penso che sia la prima volta, ma succede in più occasioni che
  la  I Commissione, la quale   ritengo che ha già dato dimostrazione
  che  si  è, di fatto, scommessa in diversi disegni di legge,  dalla
  preferenza    di    genere,    all'abolizione    delle    province,
  all'antiparentopoli, per il disegno di legge che verrà discusso nei
  prossimi giorni sull'anticorruzione, ritengo che tutto ciò  che  ha
  fatto,  l'ha fatto sempre di comune accordo con i parlamentari  che
  ne rappresentano una titolarità della Commissione.
   E  allora,  a  questo  punto,  c'è  da  chiedersi:  i  Gruppi  non
  esercitano   più   la  propria  funzione  che  è  quella   che   un
  rappresentante di un gruppo insieme al Capogruppo perché poco fa il
  collega  Falcone,  che  mi  critica in  più  occasioni,  ed  io  lo
  ringrazio  perché capisco che mi vuole, con un pizzico  di  ironia,
  tanto  bene, se è vero che quest'oggi il Presidente del Gruppo  del
  PDL,  venendo   in  questo mio convegno, seminario,  ha  fatto  dei
  complimenti  alla I Commissione Affari Istituzionali,  poco  fa  ho
  sentito  dall'amico Falcone dire:  Ma come si può  pensare  che  un
  disegno  di  legge di questo livello possa essere  condiviso  .  Ed
  allora, ci sono due

   FALCONE. Non l'ho detto.

   FORZESE. Come no,  è registrato
   Ma  al  di  là  di  questo  io,  mi  permetto  di  dire  che  ogni
  rappresentante  di un Gruppo si può tranquillamente raccordare  con
  il  Presidente  del  Gruppo ed evitare anche  questo  show,  se  mi
  consentite,  all'interno di un Parlamento che ha visto protagonista
  anche,  qualche volta sotto forma di diatribe tra il Governo  e  la
  Presidenza dell'Assemblea, perché rammento che il Presidente  della
  Regione  ebbe  a  dire all'Assemblea che è un Parlamento   lumaca .
  Giustamente il Presidente Ardizzone ha difeso il Parlamento, ed era
  giusto  che  lo facesse, ma è anche vero che ognuno  di  noi  dovrà
  quanto  meno  assumersi delle responsabilità perché qualcuno  possa
  per  un  momento  chiedersi  se è il caso,  ancora  una  volta,  di
  riportare il disegno di legge in Commissione, perché così  poco  fa
  qualche  collega  ha anche detto, o se è il caso che,  secondo  me,
  bisognava   accettarlo  e  poi  discuterne  in  Aula,   chiaramente
  presentando anche degli emendamenti, ma mai come oggi, ritengo  che
  se  noi,  prima  della sessione estiva non portiamo  avanti  questo
  disegno  di  legge, ancora una volta daremmo la possibilità  a  chi
  dall'esterno  del  Parlamento,  può  certamente,  al  di  là  della
  demagogia  che  ognuno  di noi utilizza nel  far  politica,  perché
  quando una persona, che ho molta stima, come l'onorevole Formica lo
  condivide  e  lo  vota  all'unanimità assieme  a  tutti  gli  altri
  componenti, non c'è dubbio che qualcosa oggi in Aula non funziona.
   Pertanto,  a  mio  modo di vedere, in primis  occorre,  così  come
  abbiamo  fatto ieri nella Conferenza dei Capigruppo,  lei  è  stato
  duro  con  i  Capigruppo  e con i Presidenti  di  Commissione,  che
  bisogna  passare ai fatti, perché è già quasi trascorso un  anno  e
  dobbiamo  per  un  momento anche chiederci  cosa  il  Parlamento  è
  riuscito  a  fare  e  spero che il Presidente  Ardizzone  si  possa
  quantomeno assumere questa responsabilità che prima della  sessione
  estiva  questo  disegno  di legge si possa  quanto  meno  approvare
  perché, a mio modo di vedere, la gente sta veramente tenendo  conto
  di  tutto  ciò  che  noi facciamo nella nostra  routine  lavorativa
  giornaliera, ma non v'è dubbio che il più delle volte  viene  fuori
  confusione negli interventi.
   La  commissione  si  riunisce due volte la settimana  ed  è  stata
  proprio la Commissione abbastanza veloce nel riportare alla  giusta
  attenzione del Governo il disegno di legge che  era stato fatto nel
  mese  di  gennaio e personalmente sottoscritto con  la  Commissione
  tutta  il 26 gennaio per essere messo all'ordine del giorno.  Siamo
  oggi  al 25 di luglio, ed ritengo che lei si possa quanto meno fare
  carico  perché  da qui a prima della sessione estiva  possa  essere
  discusso e approvato.

   IOPPOLO  Io posso chiarire il mio pensiero.
   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ioppolo.

   IOPPOLO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, capisco
  l'intervento del Presidente della prima Commissione che  ovviamente
  deve  difendere  il  lavoro  proprio e  dei  componenti  della  sua
  Commissione,  che  personalmente  non  ho  per  nulla  criticato  o
  contestato. Io ho detto soltanto - e lo ribadisco, ovviamente -  di
  essere  assolutamente  favorevole all'adozione,  la  più  sollecita
  possibile, della legge che abbiamo in esame ed ho anche aggiunto  -
  e  credo che questo abbia potuto anche sorprendere qualcuno ma  non
  certamente  lei - di essere d'accordo con la precisazione  che  era
  stata fatta e che aveva dato sostanza all'intervento del Presidente
  Crocetta,  di  cui  lei  è  un  sostenitore  facendo  parte   della
  maggioranza.  Ma è stato il Presidente della Regione a sottolineare
  come  la norma, esattamente l'articolo 1, che ha testualmente letto
  -  forse  il presidente della Commissione non era in Aula  in  quel
  momento  -  ha  aggiunto la sua volontà, il  suo  auspicio  che  il
  Parlamento  modificando quell'articolo 1 che pedissequamente  letto
  venisse modificato nella soppressione della differenziazione, della
  diversificazione tra gli affidamenti diretti e le gare ad  evidenza
  pubblica.
   Questo  l'ho  ha  detto il Presidente della  Regione  ed  io  sono
  assolutamente    d'accordo    nel    volere    eliminare     questa
  differenziazione, quindi non c'è nessuna remora da parte mia e  non
  c'è  nessun mancato raccordo con il mio capogruppo, che peraltro  è
  componente della prima commissione, che ha autorevolmente  espresso
  il suo voto favorevole in prima commissione così come farà anche in
  Aula, e sono sicuro sarà conforme quelli degli altri due componenti
  del gruppo.
   Mi  pare  di aver capito che il Presidente della prima Commissione
  propone  di  votare  il  disegno di legge così  com'è,  quindi  non
  accogliendo  l'invito  del Presidente della  Regione,  prima  della
  sospensione feriale, perché c'è fretta, perché è giusto farla o c'è
  ancora  una sede, un tempo, una possibilità di modificare in  parti
  anche minime ma non marginali quella norma secondo quello che aveva
  detto il Presidente della Regione che io, non soltanto condividevo,
  ma  su  cui  avevo  rilanciato dicendo persino che  secondo  me  il
  divieto  non  si deve limitare soltanto ai parenti  e  agli  affini
  entro  il secondo grado ma estendere anche ai parenti e agli affini
  entro il quarto grado.
   Questo  per  precisare  e per la correttezza  anche  dei  rapporti
  istituzionali e politici con il Presidente della Commissione.

   RUGGIRELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUGGIRELLO.  Signor Presidente, onorevole colleghi,  mi  rammarico
  pure  io dell'onorevole Forzese che non ha forse accettato  il  mio
  intervento,  che  era  un allargamento della  platea  non  solo  ai
  deputati.  Ovviamente sono d'accordo con lei se uno è rappresentato
  all'interno  dei  gruppi, ed io ero prima nel gruppo  Musumeci,  ma
  oggi  faccio  parte  dell'Articolo 4,  che  non  ha  rappresentanti
  all'interno della prima Commissione. Quindi, se mi sono permesso di
  intervenire  era solo ed esclusivamente perché il  mio  gruppo  non
  aveva  avuto la possibilità di partecipare in Commissione e  quindi
  me ne faccio carico io oggi.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la discussione di
  questa sera mi pare un po' surreale, sia per la scarsa presenza  in
  Aula dei deputati, vista l'importanza degli argomenti, ma anche  il
  fatto sollevato correttamente dal presidente Forzese.
   Vorrei  fare brevemente la cronistoria di questo disegno di legge:
  il  disegno di legge n. 51 presentato dal Presidente a gennaio, era
  nei  termini - permettetemi il termine - devastante, per quello che
  riguarda  il suo contenuto, al punto che gli Uffici, correttamente,
  ne  hanno sottolineato vari aspetti di incostituzionalità. Da  quel
  momento   è   iniziato  un  travaglio  fatto  di  sottocommissioni,
  Commissioni,  incontri e quantaltro, volti a sbiancare notevolmente
  il  contenuto  del testo e molti degli interventi dei  colleghi  di
  oggi  sono  in  netto  contrasto con quanto avvenuto  dagli  stessi
  colleghi  di  partito all'interno della commissione,  perché  si  è
  tentato  di  smontare letteralmente il disegno di legge originario,
  continuando a sollevare aspetti di incostituzionalità, fino a farlo
  diventare un foglio bianco.
   Il  lavoro  della Commissione ha consentito quanto  meno  di  dare
  dignità  ad  un testo, di dargli una spina dorsale, e  comunque  di
  potersi presentare all'opinione pubblica ed alla società civile che
  in  questo momento ci chiede delle risposte adeguate, con un  testo
  che  abbia una sua forma. Ora, però, non si può venire in Aula, che
  è  comunque  sovrana, a fare un po' la gara  a  chi  la  spara  più
  grossa,  a  chi  chiede  quanto  più  possibile  maglie  strette  o
  situazioni  in cui non sia consentito a deputati, parenti,  affini,
  addirittura fino al quarto grado, di poter svolgere attività o fare
  affari con la Regione.
   La  Commissione  c'è, è il luogo demandato in cui  poter  svolgere
  queste  funzioni,  non riesco a capire nemmeno io,  come  ha  detto
  correttamente  il  Presidente Forzese, come  mai  queste  cose  non
  vengano dibattute nel luogo preposto, che è la Commissione, al fine
  poi di poter portare in Aula un testo che sia condiviso. Ovviamente
  tutto  è perfettibile e siamo perfettamente d'accordo anche noi  su
  alcuni  aspetti  tecnici  sollevati sia dal  Presidente,  ma  anche
  dall'onorevole Ruggirello, che voleva l'ampliamento ai parlamentari
  nazionali  ed  europei. Si possono emendare queste  cose,  e  siamo
  assolutamente  favorevoli a dare un tempo per  gli  emendamenti,  a
  lavorarci   sopra,   però  ridurre  il  lavoro  della   Commissione
  semplicemente a un qualche cosa fatto in fretta e furia, su  questo
  sono d'accordo con il Presidente Forzese, non è corretto.

   VULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo aver ascoltato
  l'onorevole  Forzese ed aver ascoltato il Presidente della  Regione
  ho  qualche perplessità, specialmente per  quello che ha  detto  il
  Presidente  della Regione, perché mi rendo conto che non  ha  molto
  dimestichezza  con le gare di appalto. Può capire, non  è  che  uno
  possa  conoscere per forza tutto lo scibile umano, però quando  per
  un  attimo  si  parla  della Commissione hanno ragione  i  colleghi
  Siragusa  e   Forzese,  perché  nella  Commissione,  io   pur   non
  appartenendo alla Commissione ho partecipato diverse volte, ed  una
  volta  c'era presente il Presidente Crocetta, si è parlato e  si  è
  sviscerato di diverse tipologie di incompatibilità e qualche  volta
  l'onorevole  Formica ha posto dei quesiti molto  intelligenti,  che
  poi  la  Commissione  ha sviluppato e, alla fine,  non  so  se  sto
  sbagliando  l'onorevole Siragusa, si è addivenuto a un ragionamento
  complessivo.
   Io  vorrei  solo  dire al Presidente Crocetta che se  c'è  qualche
  nostro  familiare che ha vinto una gara d'appalto, siccome è nostro
  familiare, da domani rinuncerà a questa gara d'appalto;  lo  sa  la
  prima cosa che avviene onorevole Presidente Crocetta? La primissima
  cosa  che avviene onorevole Cracolici? Gli enti appaltanti, fra  le
  altre  cose,  chiedono  una fideiussione,  che  molte  volte  è  di
  centinaia  di  migliaia di euro. Oggi si parlava nella  Commissione
  Sanità e c'era una fideiussione che avevano fatto per una gara di 9
  miliardi, una fideiussione minima di mezzo milione di euro.  Quando
  un  nostro  familiare rinuncia ad un appalto perché c'è l'onorevole
  Vullo  che non lo vuole fare decadere, la prima cosa che  accade  è
  che  l'ente appaltante prende quella fideiussione, sia bancaria che
  assicurativa,   e   siccome  le  fideiussioni  sia   bancarie   che
  assicurative stanno dietro a delle firme personali, per prima  cosa
  se  le incamera. Vuol dire che quell'impresa l'indomani mattina può
  chiudere.
   Allora,  onorevole  Forzese, onorevoli membri  della  Commissione,
  state  attenti,  la demagogia oggi va di moda ma stiamo  attenti  a
  quello che facciamo. Facciamolo in maniera intelligente .
   L'onorevole Presidente ha parlato di evidenza pubblica, ma  lo  sa
  l'onorevole  Presidente  che  cosa  significa  evidenza   pubblica?
  Significa  che  molte volte le evidenze pubbliche sono  al  massimo
  ribasso,  e  allora siccome oramai tutte le gare vanno in  Gazzetta
  Europea,  ci  sarà  una ditta di Hannover, una di  Milano,  tre  di
  Catania, due di Firenze e così via di seguito, questa è l'evidenza.
  Io  vorrei  capire, un deputato regionale oggi è  andato  a  vedere
  tutti  gli  appalti che avvengono in Sicilia, che sono  pochissimi,
  quante  ditte  partecipano,  quante decine  e  centinaia  di  ditte
  partecipano.
   Finiamola  con  questa  mistificazione  che  i  deputati   possono
  influenzare una gara d'appalto, perché lo sappiamo tutti che non  è
  vero,  che non è così. Onorevole Siragusa, lei scuote la testa,  lo
  so,  mi  dà ragione e la ringrazio. Ed allora, finiamola con questa
  mistificazione perché diciamo le cose come stanno,  e  molte  volte
  quello che diciamo è solo ed esclusivamente apparenza.
   Onorevole  Forzese lei ha un ingrato compito, quello  innanzitutto
  di  fare  una buona legge in Commissione, perché lei ha  detto  una
  grande verità, ma oggi non esistono più i partiti, non esistono più
  i  gruppi,  è un fatto aleatorio, è un fatto solo ed esclusivamente
  di immagine, niente più, perché oggi la legge doveva passare perché
  c'era  stata Commissione, sotto-commissione, quattro, cinque o  sei
  riunioni di questa Commissione, e si era trovato un testo condiviso
  da tutti, un testo che si poteva votare.
   Ma  è  arrivato  il nostro grande Presidente, senza sapere  alcune
  volte  quello che dice, perché quando si parla di gare ad  evidenza
  pubblica,  secondo  me lui dovrebbe informarsi un  poco  meglio  su
  quello che significa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, non avendo alcun  altro  deputato
  chiesto di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale e pongo
  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

                            (E' approvato)

   Avverto  che  il termine per la presentazione degli emendamenti  è
  fissato per martedì 30 luglio 2013, alle ore 12.00.

    'Norme a tutela del buon andamento dell'amministrazione regionale e
     a garanzia trasparenza e imparzialità dell'azione amministrativa'.

   Presidenza del Presidente Ardizzone


       Discussione del disegno di legge «Norme a tutela del buon
  andamento dell'amministrazione regionale ed a garanzia dei principi
         di legalità, trasparenza ed imparzialità dell'azione
        amministrativa» (nn. 51-38 bis - Norme stralciate II/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede con la discussione del disegno  di  legge
  «Norme  a  tutela del buon andamento dell'amministrazione regionale
  ed a garanzia dei principi di legalità, trasparenza ed imparzialità
  dell'azione  amministrativa»  (nn. 51-38  bis  -  Norme  stralciate
  II/A).
   Invito i componenti la Commissione a prendere posto al banco delle
  Commissioni.
   Si dà per letta la relazione.
   Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione  generale e pongo in votazione il  passaggio  all'esame
  degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Avverto  che  il termine per la presentazione degli emendamenti  è
  fissato per martedì 30 luglio 2013, alle ore 12.00.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno

   FOTI.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi del Movimento  5
  Stelle  abbiamo apprezzato di aver visto questa sera il  Presidente
  Crocetta in Aula per qualche minuto.
   Pensavamo che, solamente per rispetto dell'ordine del giorno,  non
  sarebbe intervenuto sulla vicenda del MUOS. Ci aspettavamo una  sua
  dichiarazione già ieri, stasera poteva intervenire alla conclusione
  della   discussione  generale.  Non  approviamo  questa   decisione
  unilaterale  di  fare  la revoca della revoca   e  non  apprezziamo
  neanche  dal punto di vista umano che a questa Assemblea non  venga
  a  dire neppure una parola, che non parli neppure ai cittadini  che
  si  sono  visti  comunicare  che il Presidente  della  Regione,  la
  massima  autorità,  manda  una lettera al  Ministero  della  Difesa
  dicendo  che prende atto del parere dell'istituto della  Sanità,  e
  quindi che decade qualsiasi forma di resistenza da parte del popolo
  siciliano  a  quella mostruosità a cui noi l'abbiamo impegnato  l'8
  gennaio  con  una  mozione  ben precisa a  non  lasciare  nulla  di
  intentato.  Invece  è  bastato un parere privo di  approfondimenti,
  molto vago, in cui il condizionale è farcito di condizionali, senza
  nulla  di  chiaro, a farci accettare in maniera supina a  diventare
  una  piattaforma di guerra, di subire una cosa che a  noi  non  sta
  bene.  Non  ci  sta  bene neppure che dica che questo,  se  noi  ci
  opponiamo,  possa  causare un risarcimento milionario.  A  noi  non
  importa  del  risarcimento   Siamo noi siciliani  a  volere  essere
  risarciti  dagli  americani per i danni già fatti alla  salute  dei
  cittadini  di  Niscemi,  e non solo, per le onde  e  l'inquinamento
  elettromagnetico  che subiscono, fuori controllo,  da  decenni.  Un
  inquinamento  elettromagnetico che, ricordo, negli  approfondimenti
  fatti dalla Commissione Ambiente e Sanità congiunta in Sala Gialla.
  Abbiamo  raccolto  le  testimonianze  e  i  documenti  di  parecchi
  studiosi,  medici,  pediatri, che hanno fatto rilevare  in  maniera
  chiara  come  i  disturbi  alla salute, specie  delle  persone  più
  fragili  come  i bambini e gli anziani, ormai sono palesi.  Perché,
  allora,   dovremmo  risarcire  loro?  Perché  non  fare   le   loro
  piattaforme di guerra, il loro apparato di telecomunicazioni e però
  dei  danni subiti alla salute dei nostri cittadini noi non dobbiamo
  chiedere risarcimento.
   Tra  l'altro  nella  mozione, cosa che non è  stata  tentata,  che
  poteva essere tentata se non avessimo gettato la spugna, era quella
  di rivolgerci all'Organizzazione mondiale della Sanità, quello è un
  vero organo, visto che tra l'altro questa strumentazione di guerra,
  questa emissione di onde elettromagnetiche non riguarderebbe solo i
  siciliani, ma riguarderebbe praticamente tutto il pianeta.
   Ma  in  particolare  siamo  noi  che  eravamo  chiamati  a  questa
  responsabilità,  che ci eravamo fatti avanti, tutti  all'unanimità,
  da  destra a sinistra, lo avevamo impegnato, però evidentemente  il
  suo  unico  referente è il Ministro della Difesa, non noi.  Avremmo
  apprezzato che come un buon padre di famiglia, fosse venuto  qua  e
  ci  avesse  detto:  purtroppo si deve fare così, cosa facciamo?  Ne
  discutiamo,   avete  altre  idee?   Invece  no,  ci   arrivano   le
  informazioni da fuori e quindi quest'Aula non conta un bel nulla.
   Vorrei dire che noi siamo molto vicini, come praticamente tutti  i
  deputati presenti e assenti, ai cittadini, specialmente delle  zone
  limitrofe, ma di tutta la Sicilia, perché la zona di interessamento
  è  ampissima,  siamo  vicini ai cittadini,  non  ci  fermiamo  qui,
  insisteremo  ancora, se sarà necessario io sono certa che  tutti  i
  deputati e gli Assessori andremo a fare le barricate per dire no  a
  questa cosa. Adesso non mi viene più niente da dire, perché davvero
  è stata una delusione, però si è capito.

   CIANCIO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  faccio   una
  piccolissima  premessa  solo per dire che  condivido  in  pieno  il
  ragionamento fatto dal Presidente Forzese. Non capisco come  è  che
  quest'Aula si sveglia ogni volta quando il disegno di legge  arriva
  in Aula.
   Noi saremo pure nuovi, ma l'arrivo in Aula del disegno di legge  è
  il momento finale, il grosso del lavoro va fatto in Commissione. Le
  Commissioni,  come sapete bene, sono aperte a tutti i parlamentari,
  tutti  i  parlamentari  di  tutti  i  Gruppi  parlamentari  possono
  partecipare, possono presentare emendamenti, ricevono le e-mail col
  termine degli emendamenti; quindi io non capisco perché ogni  volta
  i colleghi si ostinino a bloccare l'attività di un Parlamento per i
  loro comodi, perché non sono in grado di presentare gli emendamenti
  in Commissione entro il termine stabilito.
   Noi siamo pagati profumatamente - mi metto in mezzo anch'io, anche
  se  noi  non  riceviamo lo stesso compenso per scelta  -  per  fare
  attività  legislativa,  ci  sono stati mesi  di  discussioni,  sono
  usciti  articoli  di  giornale,  questo  disegno  di  legge  è   in
  Commissione   da  non  so  quanto  tempo,  si  parla   di   gennaio
  addirittura, noi agiamo in squadra, quindi mi fido perfettamente di
  quello  che  fa il collega Siragusa. Poi, se voi nei vostri  Gruppi
  parlamentari  non riuscite a mettervi d'accordo e non  riuscite  ad
  informarvi tra di voi su quello che succede in Commissione,  non  è
  un  problema  nostro e soprattutto non è un problema dei  siciliani
  che  ancora aspettano norme per lo sviluppo e noi pensiamo, invece,
  ad altre cose.
   Il mio intervento in realtà era per un'altra questione. Noi, oggi,
  apprendiamo  con  sgomento  la notizia di  un  presunto  attentato,
  pensato da parte di ignoti, contro il giudice Di Matteo.
   Ricordo  che  il magistrato sta lavorando sulla famosa  trattativa
  Stato-mafia   e  che  il  magistrato  ha  ricevuto  un   vergognoso
  provvedimento  disciplinare per avere confermato  in  un'intervista
  l'esistenza  di  intercettazioni  telefoniche  tra  il   Presidente
  Napolitano e l'ex ministro dell'interno Nicola Mancino.
   Noi  esprimiamo  piena  solidarietà  al  magistrato  Di  Matteo  e
  vogliamo  dare il nostro contributo che non si limita a  comunicati
  stampa  o  ad  un  intervento in Aula. Penso che l'Assemblea  debba
  prendere  atto  di  questi atti intimidatori verso  il  giudice  Di
  Matteo, come ce ne sono stati altri verso imprenditori, cioè quindi
  di questo stato di cose per elaborare delle soluzioni che partono e
  che non possono fare a meno di partire dall'educazione.
   Il  Movimento Cinque Stelle ha presentato un disegno di legge  per
  l'introduzione  della educazione antimafia nelle scuole.  Ho  visto
  che   anche  un  collega  del  PD  ha  presentato  una  norma   per
  l'introduzione dell'educazione alla legalità e quindi  ritengo  che
  dovremmo velocizzare il percorso di questi disegni di legge  perché
  non  possiamo  pensare di abbattere un fenomeno così grave  e  così
  offensivo  per  la  nostra  terra, come  quello  mafioso,  soltanto
  attraverso  gli interventi repressivi o aspettando che  i  giudici,
  che  sono gli eroi dei giorni nostri, facciano il loro dovere. Essi
  possono  fare  una parte del lavoro, noi dobbiamo  fare  il  resto.
  Dobbiamo  educare i ragazzi fin da piccoli a capire  che  cos'è  la
  mafia,  come si è introdotta dentro le Istituzioni e quali  sono  i
  meccanismi  che  hanno permesso alla mafia di entrare  dentro  alle
  Istituzioni.
   Chiedo,  quindi,  e  volevo dirlo pubblicamente,  che  l'Assemblea
  mostri  la sua solidarietà al giudice Di Matteo così come  a  tutti
  coloro  che  hanno  dato  anche la propria  vita  per  i  siciliani
  adottando  un  provvedimento  serio  che  sia  proprio  quello   di
  rispondere con la cultura alla mafia.

   PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, mi permetto di rilevare, proprio in
  ordine  alla  questione  del giudice Di Matteo,  che,  a  nome  del
  Parlamento  siciliano, ho espresso solidarietà; ma ha ragione  lei,
  non bisogna limitarsi alla solidarietà.
   Nell'esprimere  solidarietà ho voluto  richiamare  che  giorno  29
  ricorre il 30mo anniversario della strage del giudice Chinnici.  E'
  importante  evidenziare  che  anche  il  giudice  Chinnici  era  un
  magistrato  isolato,  era uno di quei magistrati  che  ha  iniziato
  l'antimafia  proprio  fra  le scuole,  girando  tra  gli  studenti.
  Successivamente  arriviamo alle stragi più  eclatanti,  quelle  del
  1992.
   Ripartiamo dalle scuole, ha ragione onorevole Ciancio. Queste sono
  delle  vicende  che  ci  debbono fare riflettere,  che  ci  debbono
  impegnare   ulteriormente,   ognuno   nell'ambito   delle   proprie
  competenze e all'interno delle proprie Istituzioni.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Lentini e Sudano  sono  in
  congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a  martedì,  30  luglio
  2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


       I   - Comunicazioni
  II   - Discussione dei disegni di legge:

          1)  - Disposizioni di proroghe e modifiche di norme. (n. 480/A)
              (Seguito)

                      Relatore: on. Greco Marcello

          2)  - Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e
         di incompatibilità con la carica di deputato regionale e di
         componente della Giunta regionale. (nn. 51-38 bis- Norme stralciate
         I/A) (Seguito)

               Relatore: on. Alloro

          3)  - Norme a tutela del buon andamento dell'amministrazione
         regionale ed a garanzia dei principi di legalità, trasparenza ed
         imparzialità dell'azione amministrativa.  (nn. 51-38 bis- Norme
         stralciate II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Panepinto

          4)   -  Norme in materia di scostamento degli indicatori
         occupazionali per le misure del POR 2000/2006. (n. 271/A)

               Relatore: on. Marziano

                   La seduta è tolta alle ore 21.00

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli