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Resoconto d'Aula della Seduta n. 63 di martedì 30 luglio 2013
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   LANTIERI, segretario, dà lettura dei processi verbali delle sedute
  nn.  61 e 62 del 25 luglio 2013 che, non sorgendo osservazioni,  si
  intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico  che  sono  in  congedo   gli   onorevoli:
  D'Agostino, Federico e Tamajo, per oggi; Dipasquale per le  sedute
  della corrente settimana; Fazio per i giorni 30 e 31 luglio 2013.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per le Risorse agricole ed alimentari

   N.  390  -  Notizie in merito al Piano di sviluppo rurale  -  PSR
  Sicilia 2007 - 2013 - Asse 4 'Attuazione dell'approccio Leader'.
   Firmatari:  Ciancio  Gianina;  Palmeri  Valentina;  Mangiacavallo
  Matteo;  Ferreri  Vanessa;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco;  Zafarana Valentina; Zito Stefano; Siragusa  Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Venturino Antonio;  Foti  Angela;  La  Rocca
  Claudia;  Ciaccio  Giorgio (Con nota prot. n.  22021/IN.16  del  2
  maggio  2013, il Presidente della Regione ha delegato  l'Assessore
  per le risorse agricole).

   - da parte dell'Assessore per la Salute

   N.  697  - Notizie sul ridimensionamento del Presidio ospedaliero
  SS. Salvatore di Paternò (CT).
   Firmatario: Falcone Marco (Con nota prot. n. 30161/IN.16  del  17
  giugno  2013, il Presidente della Regione ha delegato  l'Assessore
  per la salute).

   Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   - Vaccinazioni facoltative. (n. 511)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Ferreri,
  Cancelleri,   Cappello,   Ciaccio,   Ciancio,   Foti,   La   Rocca,
  Mangiacavallo,  Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino,  Zafarana  e
  Zito in data 25 luglio 2013.

   - Valorizzazione beni ecclesiastici. (n. 512)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dall'onorevole  Ragusa  in
  data 25 luglio 2013.

   -  Norme  in  materia di assunzioni di personale  nelle  pubbliche
  amministrazioni e negli enti regionali. (n. 514)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Ioppolo,
  Musumeci, Formica e Currenti in data 25 luglio 2013.

   -  Proroga  dei termini di decorrenza dei canoni per la estrazione
  di giacimenti minerari di cava. (n. 515)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Ioppolo,
  Musumeci, Formica e Currenti in data 25 luglio 2013.

   -    Istituzione   dell'Agenzia   regionale   per   l'istruttoria,
  l'assistenza   ed   il  finanziamento  dei  beni  confiscati   alla
  criminalità organizzata in Sicilia. (n. 516)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Cordaro,
  Arancio,  Ferrandelli, Lo Sciuto, Lantieri e Micciché  in  data  25
  luglio 2013.

   -  Norme  per  il  finanziamento degli enti che svolgono  attività
  sociale ed assistenziale d'interesse generale. (n. 518)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Lentini,
  Alongi, Cimino, Cordaro, Dina, Ferrandelli, Figuccia, Gianni, Greco
  Giovanni,  Lupo,  Pogliese, Tamajo e Vinciullo in  data  29  luglio
  2013.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Modifiche alla legge regionale 13 settembre 1999,  n.  20.  (n.
  471)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 25 luglio 2013.

   -   Norme  per  la  riduzione  dell'organico  dell'Amministrazione
  regionale. (n. 472)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 25 luglio 2013.

   -  Norme  a sostegno dei familiari  dei  dipendenti della  Regione
  siciliana morti sul lavoro. (n. 495)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 25 luglio 2013.
   parere  Commissione  d'inchiesta e vigilanza  sul  fenomeno  della
  mafia in Sicilia.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 31 maggio  1994,
  n. 17. Provvedimenti per la prevenzione dell'abusivismo edilizio  e
  per  la  destinazione delle costruzioni edilizie abusive esistenti.
  (n. 469)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 25 luglio 2013.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   - Istituzione del servizio di psicologia scolastica. (n. 458)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 25 luglio 2013, parere VI.

              Comunicazione di ritiro di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che il disegno di legge n.  513   Promozione
  albergo  diffuso , presentato dagli onorevoli Lo Sciuto,  Figuccia,
  Greco Giovanni, Di Mauro, Federico, Fiorenza e Lombardo in data  25
  luglio  2013,  è stato ritirato con nota prot. n. 0008883/SG.LEG.PG
  del 26 luglio 2013.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -   l'onorevole   Fabrizio  Ferrandelli,   con   nota   prot.   n.
  8690/SG.LEG.PG.  del  23  luglio 2013, ha  chiesto  di  apporre  la
  propria  firma  al disegno di legge n. 420  Misure a  sostegno  dei
  pazienti oncologici e delle loro famiglie ;

   -   l'onorevole  Salvatore Oddo, con nota prot. n. 8797/SG.LEG.PG.
  del  24  luglio  2013, ha chiesto di apporre la  propria  firma  al
  disegno di legge n. 504  Finanziamento degli Istituti Superiori  di
  Studi  Musicali  ex  Istituti  Musicali  Pareggiati  della  Regione
  Siciliana .

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

   N. 1036  - Pagamento degli stipendi ai lavoratori forestali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1037 - Finanziamento dell''Avviso 20'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1038 - Costituzione delle società per la regolamentazione  del
  servizio di gestione dei rifiuti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo
   N.  1039  -  Misure  finalizzate a favorire il settore  turistico-
  alberghiero di Cefalù (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1040 - Iniziative per scongiurare l'esclusione dei 225  tutors
  ex PIP dal bacino 'Emergenza Palermo'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1041  -  Notizie sugli alloggi confiscati alla criminalità  ed
  assegnati alla Questura di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1042  -  Chiarimenti  in ordine alla  mancata  erogazione  del
  contributo  all'Ente per la protezione e l'assistenza dei  sordi  -
  Onlus - Consiglio regionale Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1043  -  Notizie  urgenti sulla sospensione  del  servizio  di
  trasporto via mare con le isole minori.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1044  - Notizie sulla mancata applicazione del 'Codice  Vigna'
  presso il Comune di Monreale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1045  -  Interventi  per il ripristino della  viabilità  della
  strada provinciale Montelepre 1 (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1046  -  Iniziative in ordine alla crisi  economica  dell'area
  termitana e sullo stabilimento ex FIAT di Termini Imerese (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1047  -  Chiarimenti circa la mancata retribuzione  di  alcuni
  dipendenti dell'ATO PA4 dei comuni di Marineo e Godrano (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1048 - Iniziative da assumere per scongiurare il trasferimento
  del  distaccamento  della Forestale a San  Martino  delle  Scale  -
  frazione del comune di Monreale (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1049  -  Interventi a sostegno del mantenimento  dell'Istituto
  d'arte per il mosaico di Monreale (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Economia
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1050 - Iniziative volte all'avvio di una verifica nei territori
  di  competenza  del  COINRES  per presunta  costituzione  di  nuove
  cooperative  per  il servizio di raccolta dei rifiuti  e  possibili
  condizionamenti  del  voto  in occasione  delle  prossime  elezioni
  politiche.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1051 - Notizie sui lavori di completamento della pavimentazione
  del   centro   storico  di  Monreale  (PA)   e   sul   ricorso   al
  cofinanziamento di fondi comunitari.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Economia
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario:Vinciullo Vincenzo

   N.  1052  -  Interventi  a  tutela e salvaguardia  dell'incolumità
  pubblica nei luoghi di lavoro.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Salute
   Firmatario:Vinciullo Vincenzo

   N. 1053 - Provvedimenti a tutela dei pescatori siciliani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1054 - Interventi urgenti per la messa in sicurezza e  per  il
  ripristino  della viabilità sulla S.P. 20 Monreale -  San  Giuseppe
  Jato  (PA)  e  iniziative  a  sostegno delle  attività  di  impresa
  compromesse dalle limitazioni al sistema di transito.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità

   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1055 - Chiarimenti sulle procedure per l'assegnazione  in  via
  definitiva alla Regione dei beni confiscati
   all'immobiliare Strasburgo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.   1056  -  Azioni  finalizzate  alla  revoca  delle  nomine  di
  consulenti esterni conferite dal Presidente della Regione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1057  -  Interventi  per la messa in sicurezza  degli  edifici
  scolastici per garantire l'idoneità antisismica.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1058  -  Chiarimenti sui centri di riabilitazione  per  minori
  affetti  da  disabilità della provincia di Palermo con  particolare
  riferimento al Centro di riabilitazione 'Villa Nave'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1059  -  Chiarimenti circa l'uso delle sementi certificate  di
  grano duro.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1060  -  Chiarimenti  circa eventuali erogazioni  avvenute  in
  favore dell'Istituto 'San Pio X' di Valderice (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo
   N.  1061  -  Chiarimenti circa le modalità di  gestione  dei  siti
  archeologici  siciliani  ad  opera  della   società  concessionaria
  Novamusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1062  -  Chiarimenti in ordine alle azioni di governo  per  la
  cantieristica siciliana con particolare riferimento all'attività di
  Fincantieri Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1063 - Interventi per disporre un'immediata ispezione presso il
  COINRES e segnatamente sull'operato del commissario liquidatore.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1064 - Iniziative per ripristinare l'erogazione dei contributi
  agli istituti scolastici di Monreale (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1065 - Interventi per garantire le condizioni di sicurezza  ed
  il  transito  della viabilità di contrada Cerasa in  territorio  di
  Monreale (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1066 - Notizie in merito alla gestione del servizio di raccolta
  rifiuti a Termini Imerese (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1067 - Notizie sulla programmazione delle risorse di cui  alla
  L. n. 328 del 2000 e rifinanziamento dei piani di zona 2013/2015.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1068 - Notizie in merito alle risorse da destinare ai cantieri
  di lavoro regionali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1069 - Notizie in ordine ai contributi per il Museo Mandralisca
  di Cefalù (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana

   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1070 - Misure urgenti da concertare con l'ANCI Sicilia al fine
  di garantire l'erogazione, a titolo gratuito, di acqua dolce per  i
  fabbisogni  individuali  dei siciliani in stato  di  grave  disagio
  economico.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.  93  -  Chiarimenti e interventi sull'iter  d'approvazione,  da
  parte  degli  enti  regionali competenti, della  variante  edilizia
  richiesta dalla società cooperativa, Sabrina S.C.P.A. di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari:  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Foti  Angela;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri  Vanessa;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  94  - Chiarimenti sulla direzione del Centro per la formazione
  permanente  e l'aggiornamento del personale del servizio  sanitario
  (CEFPAS).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Ioppolo  Giovanni;  Musumeci  Nello;  Formica   Santi;
  Currenti Carmelo.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero 154  Iniziative per la costituzione di un fondo di garanzia
  a   favore  dei  produttori  agricoli ,  degli  onorevoli  Coltraro
  Giambattista;  Di  Giacinto  Giovanni;  Dipasquale  Emanuele;  Oddo
  Salvatore, presentata il 22 luglio 2013

   numero 155  Iniziative urgenti finalizzate alla risoluzione  della
  convenzione di gestione del S.I.I. tra l'ATO idrico di Agrigento  e
  la  Girgenti  Acque S.P.A. , degli onorevoli Mangiacavallo  Matteo;
  Cancelleri  Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Cappello  Francesco;
  Tancredi   Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;   Zafarana
  Valentina; Ferreri Vanessa; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
  Foti  Angela;  La  Rocca Claudia; Zito Stefano,  presentata  il  23
  luglio 2013;

   numero   156   Interventi  urgenti  per  assicurare  la   corretta
  applicazione  dello  Statuto  siciliano  in  materia  di   rapporti
  finanziari con lo Stato , degli onorevoli Gianni Giuseppe;  Cordaro
  Salvatore;  Miccichè Gianluca Antonello; Clemente Roberto  Saverio;
  Anselmo Alice; Germanà Antonino Salvatore, presentata il 24  luglio
  2013;

   numero  157   Tutela  dell'Istituto superiore  di  studi  musicali
  'Arturo  Toscanini',  con  sede in Ribera  (AG) ,  degli  onorevoli
  Mangiacavallo   Matteo;   Cancelleri   Giovanni   Carlo;   Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La  Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa  Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Tancredi  Sergio;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano, presentata il 25 luglio 2013.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

     Comunicazione di ritiro di interrogazione e di apposizione di
                                 firma

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -  con  email  pervenuta il 23 luglio 2013 e  protocollata  al  n.
  8796/AULAPG  del 24 luglio successivo, l'on. Ioppolo  ha   ritirato
  l'interrogazione   n.  1114,   in  quanto  di  identico   contenuto
  all'interrogazione n. 1088,  a firma dello stesso deputato;

   -  con  note  pervenute  il 24 e il 30 luglio  2013,  protocollate
  rispettivamente  ai  nn.  8795/AULAPG   del  24   luglio   2013   e
  8955/AULAPG  del  30  luglio 2013,  l'on.  Ciaccio  ha  chiesto  di
  apporre  la propria firma  alle interrogazioni nn. 953,  956,  957,
  959,  965,  968, 969, 972, 975, 977, 980, 982, 983, 984, 986,  988,
  990,  1000,  1001,  1004,  1011,  1014,  1015,  1016  e  1019,    e
  all'interpellanza n. 92.

   L'Assemblea ne prende atto.



   Presidenza del Presidente Ardizzone


                    Discussione di disegni di legge

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Onorevoli  colleghi,  la II Commissione,  che  sta  esaminando  la
  materia  del rendiconto e dell'assestamento di bilancio, ha  deciso
  di riunirsi al termine di questa seduta.
   Per ovvie ragioni, non solo di opportunità, è necessario approvare
  l'assestamento di bilancio prima dell'approvazione del  disegno  di
  legge  n.  480/A  Disposizioni di proroghe e modifiche  di  norme ,
  posto al numero 1).
   Pertanto,  in  ordine a questo disegno di legge,  ove  peraltro  è
  pervenuto   un   emendamento,   ho  avuto   modo   di   consultarmi
  informalmente in questo momento con l'onorevole Greco, ne  rinviamo
  la  trattazione  a  domani  - domani è  l'ultimo  giorno  -,  nella
  speranza  che si possa deliberare preventivamente sull'assestamento
  tecnico di bilancio, e sottolineo assestamento tecnico di bilancio,
  rinviando eventualmente la variazione ad un altro disegno di legge.
  Mi  risulta  che  sono  stati presentati  anche  disegni  di  legge
  sottoscritti  da  ben 67 parlamentari. Il Governo,  da  quello  che
  informalmente  si sa, ci dovrebbe pure dare qualche indicazione  in
  merito.
    Ripeto il concetto - lo ripeto a me stesso - rinviamo a domani la
  trattazione  del disegno di legge n. 480/A relativo a  disposizioni
  di  proroghe e modifiche di norme; questo ci consente,  insieme con
  il  presidente della Commissione, di approfondire la  questione  in
  relazione  alla presentazione di questo emendamento  che  andava  e
  veniva   dalle   Commissioni  ma  non  certamente  solo   dalla   V
  Commissione,  nell'auspicio che si possa approvare  preventivamente
  l'assestamento tecnico di bilancio, dando modo alla II  Commissione
  di poterlo esitare entro stasera.

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Seguito della discussione del disegno di legge «Norme in materia
   di ineleggibilità dei deputati regionali e di incompatibilità con
     la carica di deputato regionale e di componente della Giunta
             regionale» (51-38 bis - Norme stralciate I/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede  con  il seguito  della  discussione  del
  disegno  di legge  Norme in materia di ineleggibilità dei  deputati
  regionali  e di incompatibilità con la carica di deputato regionale
  e  di  componente della Giunta regionale  (nn. 51-38  bis  -  Norme
  stralciate  I/A),  posto al numero 2). Invito  i  componenti  la  I
  Commissione a prendere posto nell'apposito banco.
   Onorevoli   colleghi,  gli  assistenti  stanno   distribuendo   il
  fascicolo con i relativi emendamenti.
   Ricordo  che sono stati differenziati due disegni di legge  perché
  lo stralcio 1/A ha la procedura rafforzata perché è sottoponibile a
  referendum,   ove  ne  facciano  richiesta  un  certo   numero   di
  parlamentari o di elettori nella Regione Siciliana.
   Si passa all'art. 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
  Disposizioni in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e
      di incompatibilità con la carica di deputato regionale e di
                   componente della Giunta regionale

   1.  Al  comma  1 dell'articolo l0 della legge regionale  20  marzo
  1951,  n.  29  e  successive modifiche, dopo  la  lettera  g)  sono
  aggiunte le seguenti:

    g   bis)   chi   ricopre  il  ruolo  di  rappresentante   legale,
  amministratore  o  dirigente, o sia socio  anche  occulto,  la  cui
  qualità  sia  accertata giudizialmente, in enti o società  operanti
  nel settore della formazione professionale che abbiano rapporti con
  la    Amministrazione   regionale   di   natura    finanziaria    o
  autorizzatoria;

   g  ter)  chi  ha  il  coniuge non legalmente  separato  ovvero  un
  convivente, il cui stato sia accertato giudizialmente o  comprovato
  da  atti della pubblica amministrazione, il quale ricopre il  ruolo
  di  rappresentante legale, amministratore o dirigente, o sia  socio
  anche occulto, la cui qualità sia accertata giudizialmente, in enti
  o  società operanti nel settore della formazione professionale  che
  abbiano  rapporti  con  la  Amministrazione  regionale  di   natura
  finanziaria o autorizzatoria. .

   2.  Al comma 2 dell'articolo 10 quinquies della legge regionale 20
  marzo 1951, n. 29 e successive modifiche, le parole  lettere  k)  e
  l)' sono soppresse.

   3.  Alla  legge  regionale  20 marzo  1951,  n.  29  e  successive
  modifiche, dopo l'articolo 10 sexies è inserito il seguente:

    Art.  10  septies - 1. Le cause di incompatibilità  dei  deputati
  regionali  previste  dal presente Capo si applicano,  altresì,  nei
  confronti dei componenti della Giunta regionale.

   2.  Non  può,  comunque, ricoprire la carica di  componente  della
  Giunta  regionale  chi  ricopre il ruolo di rappresentante  legale,
  amministratore  o  dirigente, o sia socio  anche  occulto,  la  cui
  qualità sia accertata giudizialmente, in enti o società che abbiano
  rapporti  con  l'Amministrazione regionale di natura finanziaria  o
  autorizzatoria.
   3.  Non  può,  altresì, ricoprire la carica  di  componente  della
  Giunta  regionale chi ha il coniuge non legalmente separato  ovvero
  un  convivente,  il  cui  stato  sia  accertato  giudizialmente   o
  comprovato da atti della pubblica amministrazione, il quale ricopre
  il  ruolo  di rappresentante legale, amministratore o dirigente,  o
  sia   socio   anche   occulto,  la  cui   qualità   sia   accertata
  giudizialmente,  in  enti  o  società  che  abbiano  rapporti   con
  l'Amministrazione    regionale    di    natura    finanziaria     o
  autorizzatoria. .»

   Si  passa  all'emendamento 1.7, a firma degli onorevoli Gucciardi,
  Lupo e Cracolici.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor  Presidente, si tratta di cancellare la  virgola
  dopo  la  parola   occulto  per la semplice ragione  che  il  socio
  occulto può essere accertato giudizialmente, se invece mettiamo  la
  virgola sembra che ci sia una distinzione tra il socio occulto e il
  soggetto  che deve materialmente attestare la fattispecie giuridica
  del  socio  occulto.  La virgola separa il concetto  tra  il  socio
  occulto che deve essere accertato giudizialmente.
   Non so se sono stato chiaro.

   PRESIDENTE. Sì, ho compreso. Il parere del Governo?

   VALENTI,   assessore  per  le   autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   FORZESE, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.2, degli onorevoli  Alongi,  D'Asero,
  Fontana, Milazzo, Assenza.

   ASSENZA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, l'emendamento è abbastanza chiaro. Nel
  momento  in cui ci accingiamo ad introdurre, attraverso  un  chiaro
  giro  di  vite, delle norme sulla incompatibilità, trattare  queste
  norme  solo  sul  tema  di   formazione   ci  sembra  assolutamente
  riduttivo.
   Se  queste  norme  hanno  un senso, devono  operare  per  tutti  i
  rapporti che la Regione ha nelle varie sfaccettature.
   Sarebbe  assurdo limitare questa incompatibilità solo  al  settore
  della  formazione  e lasciare esenti magari appalti  milionari  che
  operano in altri settori e per questi non introdurre alcuna forma.
   Se  incompatibilità  deve  essere, deve riguardare  tutti  i  rami
  dell'Amministrazione regionale e non solo quelli della  formazione.
  Queste  le  ragioni che ci hanno spinto a presentare  l'emendamento
  che sottoponiamo al voto dell'Aula.

   CORDARO.  L'onorevole Grasso ed io apponiamo  la  firma  a  questo
  emendamento.

   PRESIDENTE. Invito gli Uffici a prenderne nota.

   CRACOLICI.. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  chiedere
  ai   firmatari,   siccome  è  evidente  che   estendere   a   tutta
  l'Amministrazione è stato già acclarato che la Corte costituzionale
  ha  tipizzato  l'eventualità di derogare a norme  fondamentali  che
  riguardano tutti i cittadini che hanno uguali diritti, da Bolzano a
  Lampedusa,  ha  fatto riferimento alla possibilità  che  in  alcuni
  settori  delicati,  legati  a fattispecie  particolari  nell'ambito
  delle   Regioni,   è   possibile  avere  normative   speciali   che
  disciplinano   eventuali  norme  sull'incompatibilità,   credo   lo
  ricordasse la volta scorsa l'onorevole Forzese.
   Chiedo  ai colleghi, siccome penso che la formazione professionale
  non  è  il  solo  settore  delicato' per il quale in  qualche  modo
  dovrebbe  disciplinare  l'incompatibilità, chiedo  ai  colleghi  di
  modificare il loro emendamento limitando, non solo alla formazione,
  ma   anche   il   settore   delle  energie  rinnovabili   e   della
  comunicazione, individuando questi due settori come settori ad alto
  rischio per i quali la norma regionale disciplina forme speciali di
  incompatibilità,   quindi:   formazione   professionale,    energie
  rinnovabili e comunicazione.

   GRASSO. E i lavori pubblici?

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cracolici,  se  non  ho   compreso   male
  l'emendamento   presentato  e  illustrato  dall'onorevole   Assenza
  tendeva ad allargare a tutti i settori.

   CRACOLICI.  Quello  non si può fare. Chiedo di individuare  queste
  ulteriori  due tipologie.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore
  Valenti,   premesso  che  una  legge  non  può  colpire   solo   ed
  esclusivamente  un  settore, cosa che appare da questo  disegno  di
  legge, che fra le altre cose si allontana moltissimo da quello  mio
  che  è  stato abbinato al disegno di legge n. 51, quindi,  premesso
  che la legge non può colpire i singoli ma deve sempre riguardare la
  generalità, perché altrimenti noi corriamo il rischio di  fare  una
  legge ad personam, cosa che non possiamo assolutamente fare.
   Sono  invece d'accordo con quanto sostenuto dall'onorevole Assenza
  e  cioè che se noi facciamo una legge di incompatibilità con quanti
  hanno  la  possibilità, per il ruolo che ricoprono, di  influenzare
  politicamente  alcune attività come la formazione,  ma  perché  sui
  rifiuti  non  può  succedere la stessa cosa? Sull'energia  non  può
  succedere la stessa cosa? Sui lavori pubblici non può succedere  la
  stessa  cosa?  Per  cui  mi  sembra  di  capire  che  l'emendamento
  presentato  dall'onorevole Alongi, poi sottoscritto  dal  PDL,   va
  proprio  in questo senso: far sì che la legge non sia rivolta  solo
  ed  esclusivamente ad un settore, e quindi ad una schiera eventuale
  di  deputati, bensì deve impedire che vi siano delle possibilità di
  influenza fra l'Amministrazione attiva, in tutti i settori, nessuno
  escluso, e colui il quale fa attività politica.
   Per  cui credo che l'emendamento dell'onorevole Assenza vada posto
  in  votazione  e  vada  apprezzato dalla Commissione  e  anche  dal
  Governo  perché  il disegno di legge, così come  è  arrivato  dalla
  Commissione,  credo che rischi di essere impugnato dal  Commissario
  dello Stato,  perché i paletti vengono posti solo ed esclusivamente
  nei  confronti della  formazione': o tutti o nessuno, la legge  non
  può mai essere particolare, la legge deve essere sempre universale.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Raccomando a  tutti  i  deputati  la
  brevità,  anche  perché  le questioni ormai sono  state  abbastanza
  esplicate.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Valenti,
  vorrei chiedere, soprattutto all'onorevole Cracolici, all'onorevole
  Assenza,  all'onorevole Vinciullo e a tutti i  colleghi,  anche  al
  Presidente che ha fatto un intervento, poc'anzi, in tal  senso,  un
  minuto   di  attenzione,  perché  altrimenti  rischiamo   di   fare
  confusione  e  soprattutto  di  approvare  una  norma   che   quasi
  certamente andrebbe incontro ad un impugnativa.
   Mi   spiego:   quando  un  disegno  di  legge  giunge   in   Aula,
  evidentemente  ha  alle  sue spalle un  percorso  di  studio  nelle
  Commissioni,  col contributo di ciascuno di noi, ma col  contributo
  anche degli Uffici che collaborano il lavoro delle Commissioni.
   Nell'affrontare  questo  tema, proprio  questo  paragrafo,  questo
  articolo,  questo comma, con queste modalità, ci siamo  confrontati
  con  gli  Uffici, perché venendo in considerazione  prerogative  di
  carattere   personale,  diritti  soggettivi  e  quindi  una   parte
  indisponibile della sfera della personalità, andare a  ripetere  in
  senso   contrario  rispetto  alla  normativa  nazionale,  onorevole
  Cracolici,   affrontando  in  maniera  generale   questo   tema   e
  imponendone   il   divieto   in   tutta   la   gamma    dei    rami
  dell'Amministrazione regionale, poteva diventare,  a  parere  degli
  Uffici e condiviso dalla Commissione, un vulnus perché finivamo per
  andare in contraddizione con le norme in merito.
   C'è  stato  raccomandato, onorevole Assenza, di  individuare,  ove
  possibile,  un campo o più campi di criticità, perché  lasciare  la
  norma  aperta  ad una gamma imprecisata o, addirittura,  all'intera
  globalità  dei  rami dell'Amministrazione portava questa  norma  ad
  essere impugnata.
   Onorevole Cracolici, siccome lei ha sostenuto un principio che  mi
  trova d'accordo, però noi potremmo anche decidere di fare una  cosa
  diversa,  cioè noi potremmo decidere, oggi, di votare l'emendamento
  Assenza,  ma lo dobbiamo fare consapevolmente, ponendo un principio
  che  poi  ci  potrebbe portare a scontrarci col  Commissario  dello
  Stato,  ma sapendo quello che facciamo. Io sono d'accordo in  linea
  di  principio  con  l'emendamento  Assenza,  perché  credo  che  la
  incompatibilità debba riguardare tutti i rami dell'Amministrazione,
  perché noi non facciamo il lavoro che si fa nelle questure o  nelle
  prefetture,  non  facciamo quel lavoro meritevole  e  pregiato,  il
  nostro  lavoro  è  un altro, quello di fare sì  norme  generali  ed
  astratte  e quindi non possiamo che guardare alla sanità, piuttosto
  che  alla  formazione, piuttosto che ai lavori pubblici,  piuttosto
  che all'energia, piuttosto che alla comunicazione, piuttosto che al
  turismo, ma così ci perdiamo.
   Le strade sono due, assessore: o noi individuiamo uno, due, tre, x
  campi di criticità e subemendiamo il comma in argomento, o facciamo
  buono  l'emendamento Assenza, sapendo il rischio che  corriamo,  ma
  facendo  una  scelta politica precisa che, se decisa,  deve  essere
  però  poi  portata fino in fondo in tutte le sedi per sostenere  un
  principio  che  andremmo ad imporre con una scelta legislativa  che
  credo, ogni tanto, dobbiamo ricordarci di potere compiere.
   Ma  l'una e l'altra cosa, onorevole Assenza e onorevole Cracolici,
  è impossibile.
   Io sono dell'idea che dovremmo mantenere l'emendamento Assenza.
   Se  ci  sono  precedenti tali da rendere ictu oculi un emendamento
  come  questo assolutamente inapplicabile, vorrei che gli Uffici  lo
  dicessero,   ma  sarei per compiere oggi una scelta politica  forte
  perché  credo  che  all'esterno sarebbe  più  compresa  una  scelta
  generale piuttosto che una scelta parziale.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   credo   che    l'intervento
  dell'onorevole Cordaro in effetti sia più che appropriato in questo
  momento, perché ha evidenziato dei profili che più volte sono stati
  ribaditi dagli Uffici, sono stati detti in Aula, per cui proprio su
  questo  argomento  che  diventa  fondamentale  fra  -  ribadisco  -
  l'emendamento  Assenza,  che  allargherebbe  a  tutti   i   settori
  dell'Amministrazione regionale, e un subemendamento che ancora deve
  essere  formalizzato da parte dell'onorevole Cracolici, che estende
  oltre   alla  formazione  ad  altri  settori,  ma  aspettiamo   che
  formalizzi  il subemendamento, gradirei sapere cosa ne  pensano  la
  Commissione e il Governo.
   Siamo  ora  dinanzi  ad  un punto nodale e  su  questo  si  devono
  pronunciare  la  Commissione  e  il  Governo.  Mi  sembra  più  che
  opportuno.

   FORZESE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORZESE,  presidente della Commissione. Come no, abbiamo  compreso
  però  è giusto che la Commissione nella sua interezza ascolti anche
  i colleghi e dal momento in cui la Commissione ha sempre fatto e ha
  dato  sé stessa per mantenere forte il testo che è già uscito,  noi
  non  vogliamo  che  all'interno di quest'Aula ci possa  essere  una
  competizione

   PRESIDENTE.  Ma non c'è una competizione, l'onorevole  Cordaro  ha
  sollevato   un   problema   di  carattere  giuridico-costituzionale
  obiettivamente fondato.
   Qua   non  è  un  problema  di  contrapposizione,  la  sua  è  una
  Commissione  di  merito e quindi si ritiene  che  abbia  svolto  un
  ragionamento. Si è detto che se si limita ad alcuni settori c'è  un
  grosso rischio di incostituzionalità.

   FORZESE,   presidente   della   Commissione.   Io   ho   ascoltato
  l'intervento dell'onorevole Cracolici e anche gli altri interventi.
  Ci   siamo  avvalsi,  così  come  diceva  il  collega  Cordaro,  di
  validissimi esperti e, pertanto, ritengo che il lavoro svolto dalla
  Commissione,    ancora   una   volta,   non    abbia    nulla    di
  anticostituzionale.

   PRESIDENTE. Evitiamo contrapposizioni   Fra l'emendamento  Assenza
  che  cerca  di  estendere  a  tutti i settori  dell'Amministrazione
  regionale   e   un   subemendamento,  preannunciato  dall'onorevole
  Cracolici,   sulla  base  dei  rilievi  fondati,   portati   avanti
  dall'onorevole Cordaro,

   FORZESE,  presidente  della Commissione. Su alcuni  settori,   per
  quanto ci riguarda.

   PRESIDENTE. Solo su alcuni settori, non su tutti?

   VULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO.  Signor Presidente, lei immagini per un attimo.  In  questo
  momento in Sicilia abbiamo tanti turisti. Se c'è un turista che so,
  uno  di  Vaduz,  che  è  la capitale del Liechtenstein,  e  ascolta
  questo  dibattito  che  oggi stiamo facendo  in  quest'Aula,  quasi
  millenaria, si renderà conto, questo cittadino del Liechtenstein, e
  ci prenderà per un Parlamento dove per parenti o amici, come diceva
  qualcuno, quasi l'incompatibilità doveva essere anche per il vicino
  di casa, perché qualcuno ha parlato anche di parenti fino al quarto
  grado.  Se la dobbiamo sparare grossa, diciamo anche per il  vicino
  di pianerottolo.
   Questo disegno di legge a mio parere, ma io sono tra virgolette un
  cattivo  geometra  -  qui  c'è una serie  di  illustri  avvocati  e
  giuristi  -  credo  che  sia  tutto incostituzionale,  ma  la  cosa
  peggiore  che  stiamo  facendo capire  alla  gente  è  che  c'è  un
  Parlamento, diciamolo in maniera chiara, che ha parenti,  cugini  e
  affini che hanno tutti una serie di appalti.
   Ma  finiamola,  perché lo sappiamo tutti che non è così   Qualcuno
  non  si rende conto che stiamo parlando di una materia che è  reato
  penale, nessuno vuole capire questo.
   Direi al presidente Forzese e all'Aula tutta che questa legge  non
  può  essere  una legge di due paginette,  perché è  una  legge,  mi
  scusi l'onorevole Forzese, che quasi fa sorridere.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, credo che quando  si  vuole,  si  può
  essere  più  realisti del re, lei sa bene, per la sua  professione,
  quanti presunti vizi di incostituzionalità questo disegno di  legge
  contiene. E se ci fosse un'Aula responsabile non si attarderebbe  a
  chiedere,  nel  rispetto dell'articolo 101, comma 2, una  questione
  pregiudiziale sulla costituzionalità del testo.
   Signor  Presidente, visto che buona parte del gruppo  parlamentare
  PD  è  distratto, comincio da lontano. Mi rifiuto di partecipare  a
  lavori  parlamentari  in cui si vogliono scrivere delle  norme  che
  servono per scoraggiare chi approfitta del proprio ruolo o  chi  fa
  il  ladro, a rubare. Non è questo il nostro ruolo. Se non si  vuole
  ascoltare questo argomento, ciascuno di noi può fare di tutto e  di
  più  e  con  assoluta libertà può votare come vuole; ma non  voglio
  essere scritto nell'elenco di quelli che non capiscono le cose.
   Questa  legge  nasce con lo spirito di moralizzare  la  formazione
  professionale,  onorevole Falcone, un momento, su questo  argomento
  non  siamo  tutti  uguali   Signor  Presidente,  se  lei  guarda  i
  resoconti parlamentari...
   Signor  Presidente, rinuncio al mio intervento e   mi  riservo  di
  intervenire sull'articolo  successivo

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  cercherò   di
  spiegare anche se non sarò ascoltato, ma mi basta essere sentito.
   Se  dovevamo  intervenire per la moralizzazione  della  Formazione
  professionale  avremmo  dovuto cambiare il titolo,  avremmo  dovuto
  cambiare,  radicalmente, l'impostazione della norma. Riteniamo  che
  questa  norma  vada  riscritta e con questo non  vogliamo  fare  un
  torto  alla  Commissione,  che ha lavorato bene, ha  fatto  un  bel
  lavoro,  un lavoro proficuo, utile, interessante, ma riteniamo  che
  ogni lavoro sia perfettibile
   Questa   norma   ha   anticipato  l'altra  norma,   quella   della
   parentopoli ,  nella quale abbiamo presentato un divieto  assoluto
  che  riguarderà tutti i rami dell'Amministrazione e noi, come  PDL,
  abbiamo  presento  un  divieto  che si  estende,  non  soltanto  al
  presidente, agli assessori, ai deputati, ai  dirigenti  generali  e
  non,   ma si estenderà anche ai consulenti a titolo gratuito ed  ai
  componenti degli Uffici di gabinetto - atteso quello che è successo
  qualche giorno fa all'IRSAP, dove si dice che qualche commissario o
  presidente  che  è molto disponibile ad affidare incarichi  legali,
  molti  dei quali vengono affidati a consulenti del Presidente della
  Regione o a componenti dell'Ufficio di Gabinetto
   Vado  verso  la norma stralcio numero 2 per ritornare  alla  norma
  stralcio  numero  1,  dove  se  si volesse  ingabbiare  una  norma,
  soltanto  all'attività  professionale, a  mio  avviso,  sbaglieremo
  perché  già  l'abbiamo la norma, e l'abbiamo visto  quando  qualche
  nostro   ex  collega, l'onorevole Fortunato Romano,  decadde  dalla
  carica  di parlamentare proprio perché era rappresentate legale  di
  un  istituto di formazione, poi dovette fare il ricorso e così via
  Ci  fu  tutta  una querelle ma, in un certo senso, sarebbe  sterile
  voler limitare alla Formazione professionale  Noi invece ribadiamo,
  e  ha  fatto  bene l'onorevole Cordaro a dire  noi  insistiamo  per
  estendere  a tutti i rami dell'Amministrazione la incompatibilità .
  Che  senso  ha,  se io sono titolare di un ente di  formazione  non
  posso  essere  eletto o se invece sono titolare di  una  importante
  azienda  che  ha avuto delle concessioni o delle autorizzazioni  in
  alcuni   settori,  quale  quello  dell'energia,  oggi   molto   più
  importante  ed  interessante sotto il profilo di lucro,  allora  in
  quel caso io posso essere eletto  No
   Noi  riteniamo  che  sia assolutamente ingiusto,  che  sia  invece
  iniquo e che comporti una disparità di trattamento e chiediamo  che
  si  voti sul nostro emendamento, l' 1.2, firmatari Alongi, D'Asero,
  Fontana,  Milazzo  e Assenza, per poter dire  estendiamo  invece  a
  tutti rami dell'amministrazione . Se poi il Commissario dello Stato
  lo  volesse  impugnare, poi ne prenderemo atto  A me sa invece  che
  molte  volte  invochiamo il Commissario dello Stato  per  non  fare
  alcune  cose  utili  e  qua  non  possiamo  andare  a  due  regimi,
  Presidente  Ardizzone, non possiamo dire fuori  da  quest'Aula,  da
  questo Parlamento,  che siamo contro la mafia, che siamo contro  la
  corruzione,  che  siamo  contro le  ingiustizie  e  poi  andiamo  a
  limitare il nostro raggio di azione ad un settore che mai  come  in
  questo  momento langue ad un settore, invece, nei cui confronti  il
  Presidente  fa bene nella sua azione di moralizzazione, ma  farebbe
  altrettanto  bene se sbloccasse lo stipendio a diversi migliaia  di
  dipendenti i quali da 15, 18, 24 mesi non percepiscono lo stipendio
  e  devono pagare, magari, le malefatte di qualche ente o di qualche
  rappresentante di ente.
   Allora, concludo, signor Presidente, invitando l'Aula a votare con
  serenità un emendamento che non deve fare paura a nessuno, ma deve,
  invece,  farci  riprendere credibilità nei confronti  dell'opinione
  pubblica.  Noi dovremmo avere timore di confrontarci con  l'esterno
  se  non  lo votassimo, significa che vorremo nascondere qualcosa  o
  che avremmo paura di qualcosa.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio  intervento
  questa  sera vuole essere solo stringato perché dal punto di  vista
  politico,  della concezione della politica che la sottoscritta  ha,
  credo  non  ci  sarebbe  bisogno  che  questo  Parlamento  oggi  si
  apprestasse  a votare una norma che ha non uno ma tanti  tantissimi
  profili di incostituzionalità. Infatti, dobbiamo ricordare  che  la
  legge  elettorale  già  pone dei limiti alla incompatibilità,  alla
  ineleggibilità.
   Che  senso  ha,  oggi, volere estendere questi  limiti  solo  alla
  formazione professionale?
   Io  oggi,  in  questo momento, mi vergogno di essere  un  deputato
  perché  la politica per noi deve essere il faro per raggiungere  il
  bene  comune.  E  allora  siccome noi  all'esterno,  sui  giornali,
  all'opinione  pubblica, che ogni giorno pensa  che  veniamo  qui  a
  bivaccare quando invece il nostro compito e il nostro dovere  e  la
  nostra  forza invece è quella di cercare di risolvere e di  portare
  un  contributo  per la risoluzione dei problemi della  Sicilia;   e
  allora, a questo punto, se il segnale deve essere forte e la  norma
  deve  essere la ineleggibilità e l'incompatibilità che  nel  nostro
  ordinamento   -    lo   ricordiamo  a  tutti,  compresi   tutti   i
  costituzionalisti  e  i giuristi  - è una eccezione  e  noi  invece
  stiamo   dicendo  che  la  dobbiamo  estendere  a  tutti,   allora,
  approviamo  l'emendamento sottoscritto dall'onorevole Assenza  così
  siamo  in pace con noi stessi sapendo che le norme si aggirano  per
  cui è tutto un falso problema  Dobbiamo avere la consapevolezza che
  non ci vuole niente per aggirare una norma
   E  allora,  visto e considerato che dobbiamo a tutti i costi  dare
  una  risposta perché abbiamo bisogno di una legge che ci impone  di
  essere dei moralizzatori, delle persone oneste, ci deve essere  una
  norma che ci fa un divieto che, invece, deve essere il divieto  che
  ciascuno di noi ogni giorno si pone.
   Io  non  lo condivido e siccome non condivido questa legge  perché
  ritengo  di  essere una persona corretta, una persona onesta  e  mi
  infastidisco  quando qualcuno dice il contrario,  e  allora  se  la
  dobbiamo  votare l'incompatibilità e l'ineleggibilità  che  per  il
  nostro  ordinamento  è  un  divieto, noi  invece  ad  eccezione  la
  estendiamo  a  tutti  i settori della Pubblica  amministrazione  e,
  ahimè,  perché sono dipendenti regionali e perché mi  dispiace  gli
  Assessori sono tecnici perché altrimenti ci potremmo arrogare  pure
  questo diritto di estenderla a tutti.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire  che  in
  questi  giorni  durante  le fasi del dibattito  mi  pare  di  avere
  percepito  da  entrambi i fronti, da tutta l'Aula al  completo  che
  questa  norma è così importante, là dove è importante  allargare  e
  amplificare il suo raggio di azione.
   Ho  visto girare in Aula, poco fa, un sub-emendamento nel quale si
  dice di citare soltanto energia, formazione e comunicazione.
   Mi  viene  un dubbio, una perplessità, che vorrei che mi venissero
  fugati   dal  firmatario:  citiamo  soltanto  energie  rinnovabili,
  formazione e comunicazione? Perché in questi ultimi mesi, su questi
  tre  segmenti specifici, è successo qualcosa di importante;   o  li
  segniamo perché riteniamo che lì ci sia probabilmente di mettere un
  paletto importante?
   Una  cosa  ancora  vorrei aggiungere: permettetemi,  sul  segmento
  della sanità. Vorrei ricordare a quest'Aula, vorrei ricordare  agli
  assessori presenti e al signor Presidente che mi pare che ci sia un
  giro   d'azione  d'affare  non  indifferente,  affari  leciti,   ci
  mancherebbe altro, non illeciti.
   Pertanto, ritengo che l'avere presentato questo emendamento   come
  primo  firmatario  sia un segno non solo culturale  ma  di  segnale
  morale  per  tutti  quanti. Chi non ha  nulla  da  temere,  di  cui
  preoccuparsi, non capisco perché debba preoccuparsi a firmare  e  a
  votare questo emendamento.
   Difendo  dunque fortemente questo emendamento insieme ai  colleghi
  che  l'hanno  firmato  e  credo  sia  importante  non  mettere  uno
  spartiacque, ma lasciare traccia di un'azione politica  che  voglia
  veramente dare segni di moralizzazione.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che
  questo passaggio di cui stiamo discutendo già da qualche decina  di
  minuti sia abbastanza importante e proprio per questo motivo  nella
  veste di capogruppo chiedo cinque minuti di sospensione proprio per
  mettere d'accordo quanti più deputati possibili su qualcosa che può
  essere  alla  fine anche un subemendamento condiviso da  più  parti
  dell'Aula.

   CLEMENTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  C'è  una  richiesta  di  sospensione.  Prego,  ne  ha
  facoltà.

   CLEMENTE.  Signor Presidente, se vuole valutare prima la richiesta
  di  sospensione  perché  penso che il  mio  intervento  vada  nella
  direzione

   PRESIDENTE.  Onorevole  Clemente,  invero  su  una  materia   così
  delicata, in effetti, credo occorra un minimo di riflessione;  però
  se  i  vostri interventi sono abbastanza stringati e permettono  di
  agevolare il percorso d'Aula, ve ne sarei grato.

   CLEMENTE.  Signor  Presidente,  in  maniera  velocissima,   volevo
  stigmatizzare e devo dire che l'intervento di sospensione va  anche
  in  questa  ottica, che comunque ci sono due blocchi  contrapposti:
  uno, che vede l'attribuzione ad una sola parte dell'Amministrazione
  e  l'altro,  più  ampio,  che intende preferibilmente  allargare  a
  tutti.  Però,  qui  manca, c'è una voce silente che  è  quella  del
  presidente della Commissione di merito.
   Pertanto,  se i cinque minuti di sospensione potessimo utilizzarli
  perché la Commissione di merito ci dica qualcosa in merito e  nello
  stesso  tempo che l'Aula possa determinarsi per un emendamento  che
  trovi,  magari,  una condivisione più allargata,  penso  che  siano
  tutte e due le cose confacenti.

   CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  SALVATORE.  Signor  Presidente, volevo  intervenire  prima
  dell'eventuale  sospensione perché questa mia riflessione  potrebbe
  essere oggetto anche della sospensione.
   Come linea di principio l'emendamento è perfettamente accettabile;
  non  è  accettabile  per quanto riguarda gli effetti  che  produce,
  perché  questo  emendamento è molto estensivo. L'emendamento  letto
  nella  sua interezza disciplina anche elementi autorizzativi  oltre
  che  finanziari.  Tradotto: volendo fare  una  simulazione  pratica
  significa che chi ha la ventura o la sfortuna di avere un marito  o
  moglie  medico, un marito o una moglie fisioterapista o  infermiera
  professionale  che  sono soggetti ad autorizzazione  regionale  per
  espletare  l'esercizio  libero  professionale  viene  alienata   la
  possibilità  di  fare  politica. E ciò non mi sembra  assolutamente
  corretto. Lo porto e lo cito a mo' di esempio, ma ci possono essere
  altri  casi  e  altre professioni che risentono di  questo  effetto
  negativo.
  Io  invece  sono d'accordo con la proposta dell'onorevole Cracolici
  che  è  quella  di  limitare,  e con un  sub  emendamento  potremmo
  riscrivere  questo sub emendamento per delimitare  meglio  a  quali
  attività   dell'amministrazione  regionale  deve  essere  applicato
  l'articolo.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  sento   di
  ringraziare il presidente del Gruppo parlamentare Movimento  Cinque
  Stelle  per avere chiesto un momento di sospensione perché, secondo
  me,  questo disegno di legge merita non solo di essere approfondito
  nel  suo  complesso, ma soprattutto, signor presidente, le  singole
  parti  di  questo  testo  non  meritano  di  essere  trattate   con
  emendamenti volanti che possano rappresentare come se in Sicilia vi
  siano parlamentari o parenti di parlamentari che operano con grandi
  investimenti   nel   settore   della   formazione,   nel    settore
  dell'energia, nel settore della comunicazione, rispetto  invece  ad
  un   testo,  questo  testo,  che  è  un'offesa  verso  la  Pubblica
  Amministrazione regionale, perché un conto è l'attività politica  e
  legislativa,  altro conto è l'attività prettamente  gestionale  che
  fanno gli uffici.
   Le  regole sono uguali per tutti. Volere, ad esempio, ampliare  il
  testo  di  legge con l'emendamento Cracolici significa  che  se  si
  pensa di voler approfittare per un appartamento, per un monolocale,
  di  un pannello fotovoltaico, questo non si può fare, perché questa
  legge parla anche delle autorizzazioni.
   Se  un soggetto, quindi, o un parente di questa Aula ha la volontà
  di  togliere  il  sistema elettrico naturale e  provvedere  con  un
  piccolo  pannello  fotovoltaico, questo  non  è  possibile  perché,
  guarda  caso,  incide sull'elettorato, incide sugli affari,  chissà
  quale tipo di autorizzazione bisogna mettere in moto
   Io  ritengo  che  la  legge  debba  essere  uguale  per  tutti,  e
  sicuramente,  come  diceva l'onorevole Grasso, c'è  il  tema  della
  moralità  e dell'etica in politica e che questi elementi  e  queste
  cause  escludenti sono dei percorsi che devono dare la  possibilità
  alla Pubblica Amministrazione di valutare le iniziative, ma non  di
  fatto,  già di per sé, precludere alcuni percorsi, alcuni obiettivi
  che si possono raggiungere.
   Il  testo  del  Governo  è un testo che è circoscritto  all'ambito
  della  formazione  professionale. Se altri ambiti vogliono  potersi
  aggiungere  è  bene  non  fare  degli  emendamenti  sostitutivi   o
  integrativi, ma fare ulteriori testi di legge perché trattandosi di
  divieti  è  bene che questi divieti siano prettamente tipizzati  in
  fattispecie specifiche e non amplino la sfera tale da creare,  poi,
  l'incostituzionalità di un testo che è già di per sé ha un percorso
  molto difficile.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, fermo restando che in venti  anni  di
  attività politica forse sono l'unico con tre figli maggiorenni,  il
  più  grande ha trenta anni e non è impiegato in nessun Comune della
  Regione  siciliana e me ne dispiace perché oggi  stiamo  votando  e
  voteremo questo disegno di legge insignificante perché, in effetti,
  dopo cinquant'anni di malefatte, siamo arrivati a questo punto dove
  dobbiamo  chiudere con un qualcosa che mortifica la  reputazione  e
  mortifica anche la società.
   Io  penso  che  qui  dentro siamo tutti di passaggio:  oggi  siamo
  deputati, domani non lo saremo più. Significa che qualcuno  non  lo
  farà  ora,  lo potrà fare domani mattina. E' insignificante  questo
  disegno  di  legge.  Pensiamo, invece, votando  questo  disegno  di
  legge,  signor  Presidente,  cosa penserà  l'intera  nazione?  Cosa
  penserà  il mondo intero? Penseranno che in Sicilia siamo veramente
  degli  spreconi? Che la facciamo subire al popolo per  intero?  Che
  siamo dei mascalzoni e che non sappiamo fare nulla?
   Io  sicuramente  mi asterrò dalla votazione su questo  disegno  di
  legge.
   Non  penso  di avere pretese e non penso che con tutto quello  che
  corre   nell'ambito  della  Regione  siciliana,  nessuno  è   nelle
  condizioni  di  fare  impieghi e cose varie.  Semmai  inviterei  la
  pubblica  amministrazione, inviterei gli enti,  ogni  qualvolta  si
  devono fare delle assunzioni, a bandire i concorsi, e ciò mi sembra
  normale,  e  con  evidenza  pubblica, affinché  si  possa  dare  la
  possibilità  ai  tanti  disoccupati, ai  tanti  professionisti  che
  vogliono entrare nell'ambito dell'amministrazione, di poterlo fare.
  Ma  così perché dobbiamo interrompere un percorso possibilmente per
  qualcuno  che  ha   un figlio che è un'arca di scienza?  Ma  perché
  dobbiamo subire queste cose inutili?
   Nei  prossimi vent'anni, con tutti i precari che abbiamo,  non  ci
  sono  concorsi,  quindi leviamocelo dalla mente. Ma  pensate,  oggi
  siamo deputati, domani non lo saremo più, ma le raccomandazioni  ci
  sono,  ed  esisteranno sempre. E veramente non è  giusto.  Qualcuno
  avrà  sempre  il  modo per raggirare, perché  è  legge  di  natura,
  carissimo  Presidente  e  carissimi  deputati,  nessuno  potrà  mai
  contrastarlo.
   Ognuno  farà di tutto per aiutare i propri familiari, e mi  sembra
  una  cosa  assurda.  Qualsiasi cosa, qualsiasi possibilità  che  la
  pubblica  amministrazione, che un ente regionale ha a  disposizione
  per   incrementare  il  personale,  deve  essere  fatta  con  bando
  pubblico, per cui in Europa, qualsiasi disoccupato, dalla  Germania
  alla Francia, se vuol partecipare deve poterlo fare.

   Ma  questa opportunità non può essere tolta a nessuno, compresi  i
  nostri figli.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la scorsa
  seduta  sul  disegno di legge che riguardava l'albergo  diffuso  ho
  avuto modo di sottolineare una cosa.
   La  Commissione di merito cerca di esprimere la sintesi dell'Aula,
  cercando  di  fare  il   grosso' del lavoro,  ma  indubbiamente  il
  dibattito  d'Aula lascia spazio a dei perfezionamenti  della  norma
  che  inevitabilmente vedono proprio, nella sede dell'Aula, il  modo
  più utile per confrontarsi.
   Perché   questa  premessa?  Perché  la  premessa   è   utile   per
  sottolineare l'utilità e lo straordinario lavoro che la Commissione
  di  cui  io  faccio parte ha svolto. Avere individuato  un  settore
  forse  più sensibile rispetto agli altri non pone solo un  problema
  di  incostituzionalità eventuale se non dovesse giungere l'Aula  ad
  introdurre altri settori, ma vede una vera e propria opportunità
   Signor Presidente, io mi sforzo di parlare, però almeno vorrei  un
  po' di silenzio.

   PRESIDENTE. Stanno cercando di trovare una sintesi, anche questo è
  un lavoro.

   MILAZZO  Giuseppe.  Non  è  un fatto di  costituzionalità  o  meno
  seppure  i dubbi permangono, ma una vera e propria opportunità  che
  vede  l'Aula  oggi  di  fronte ad una scelta politica.  Cercare  di
  evidenziare un fatto, i deputati che sono chiamati ad approvare  la
  norma  non hanno nulla da temere e siccome i tempi sono cambiati  e
  gli  eventi  hanno  cambiato i tempi perché, purtroppo,  il  nostro
  territorio,   le  nostre  amministrazioni  pubbliche   sono   state
  investite da diversi scandali.
   Nulla   da  dire  per  le  personalità  che  sono  componenti   di
  quest'Aula, ma gli eventi hanno cambiato anche l'opinione  pubblica
  per cui i novanta deputati che certamente non hanno nulla da temere
  oggi  sono  chiamati  a  stabilire o  con  una  norma  generale  ed
  astratta,   che  secondo  me  è  la  cosa  più  giusta   e   quindi
  l'emendamento,  o  approvare una norma  che  è  restrittiva  perché
  paradossalmente,  signor  Presidente -  andiamo  per  esclusione  -
  chiamare  solo un settore e non chiamare gli altri, cosa significa?
  Che  negli altri settori lo possiamo fare? Perché può anche  essere
  letta in questi termini, che noi ci occupiamo solo di un settore  e
  degli altri settori non ci vogliamo occupare.
   Il  problema che oggi viene evidenziato in Aula - l'Aula  non  può
  tirarsi  indietro  -  é  che  si devono inserire  tutti  i  settori
  dell'Amministrazione, non possiamo rimanere  insensibili,  per  cui
  dobbiamo approvare una norma che sia generale ed astratta,  che  si
  occupi   di   tutti  i  settori  dell'amministrazione    -   voglio
  sottolinearlo  -  e  che  evidenzi che i novanta  deputati  non  si
  pongono alcun problema se la norma si estenderà ai lavori pubblici,
  alla  gestione delle acque, dei rifiuti, del fotovoltaico, di tutti
  questi  settori. Pertanto,  io penso che l'emendamento possa essere
  ritenuto saggio.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente io intervenivo sull'ordine dei  lavori,
  non come secondo intervento. C'è stata una richiesta di

   PRESIDENTE. E' chiaro che poi si sospende, onorevole Falcone.

   FALCONE.  Soltanto  su  questo.  Quindi  io  dico  che  noi  siamo
  assolutamente favorevoli alla sospensione.

   FORZESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORZESE,   presidente della Commissione. Signor Presidente,  avrei
  voluto intervenire prima, ma a questo punto ho sentito una serie di
  interventi e mi sembra che anche lei sia d'accordo sulla  richiesta
  del  collega  Cancellieri nel fare una sospensione, visto  il  tema
  così delicato.
   Avremmo  magari evitato tre quarti d'ora di interventi, ma  io  la
  ringrazio  sempre per la sua grandissima capacità,  per  poi  darmi
  l'opportunità per ultimo di contribuire al dibattito.
   Sarebbe  il  caso secondo me di passare ai voti la  richiesta  del
  collega Cancellieri per fare una breve sospensione.

   PRESIDENTE. Non c'è bisogno di passare ai voti. Pensavo che il suo
  contributo fosse nel merito, onorevole Forzese.
   Onorevoli  colleghi, sospendo l'Aula per dieci minuti per  trovare
  una sintesi su questo importante argomento.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.23, è ripresa alle ore 17.45)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto  al  banco
  alla medesima assegnato.
   Invito  l'onorevole  Forzese,  presidente  della  Commissione,   a
  riferire   all'Aula  sull'esito  della  riunione  congiunta   della
  Commissione con i  capigruppo.

   FORZESE, presidente della Commissione.  Signor Presidente,  al  di
  là  delle  battute, spero che lei possa rispettare il  ruolo  della
  Commissione.

   PRESIDENTE. Io l'ho sempre rispettato

   FORZESE, presidente della Commissione. Non sempre ma da un periodo
  a questa parte lo fa e  ne sono contento.

   PRESIDENTE. Lei è un po' distratto.

   FORZESE, presidente della Commissione. No. Rammento, tra le  prime
  battute  iniziali, ogni volta che veniva chiesta la  parola  perché
  potesse esprimersi la Commissione, lei

   PRESIDENTE.  Perché  lei  fa  la  sintesi.  Lei  è  presidente  di
  Commissione. Ora che è entrato nel ruolo, ha compreso  quando  deve
  intervenire.

   FORZESE,  presidente  della  Commissione.  La  ringrazio.   Signor
  Presidente,  lei ha partecipato ai lavori come me. Informo  che  si
  sta  preparando  un  emendamento. Di  fatto,  siamo  un  po'  tutti
  d'accordo,  ma sono emerse due difficoltà. Quello che ho  capito  è
  questo: qualcuno chiede che vi siano tutti i settori coinvolti  per
  la  incompatibilità; il PDL, mi è sembrato di capire - poi lo  dirà
  l'onorevole  Cordaro - che è per tutti i settori ma c'è,  da  parte
  dell'onorevole Falcone, la certezza di inserire la sanità;  qualche
  altro chiede cinque
   PRESIDENTE. Siamo al punto di prima. Siamo usciti dall'Aula così.
   La sintesi, quindi, non c'è ancora.

   FORZESE,  presidente della Commissione. No, la sintesi ancora  non
  c'è,  ma  mi è sembrato di capire che c'è la volontà, da parte  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari e della Commissione, di trovare,
  quanto meno, entro oggi, la volontà di approvare questo disegno  di
  legge.

   PRESIDENTE. Entro quest'oggi? Si era detto entro dieci minuti.
   Chi aspettiamo ancora?

   FORZESE,  presidente della Commissione. Aspettiamo  gli  onorevoli
  Falcone, Cancelleri e l'onorevole Sammartino, che ricopre un  ruolo
  importante, in merito all'articolo 4.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Forzese, lei ha lasciato  aperti  tutti  i
  dubbi. Mi rendo conto che non dipende da lei.
   Onorevoli  colleghi, sospendo la seduta per cinque  minuti  e  non
  oltre  perché, come ha detto lei, onorevole Forzese, stasera,  deve
  uscire fuori la legge. Spero sia così.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.49, è ripresa alle ore 17.53)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, attendiamo un subemendamento  che
  ancora  non è pervenuto agli Uffici, subemendamento che,  in  buona
  sostanza,  sopprime,  al  comma  1,  le  parole  da   operanti    a
   professionale .
  Onorevole  Assenza,  lei  ha collaborato nella  stesura  di  questo
  subemendamento  e,  se  lo desidera, può  prendere  la  parola  per
  illustrarlo.

    ASSENZA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in   pratica
  togliamo ogni riferimento, nell'articolo in questione, alle società
  operanti  nel  settore della formazione professionale,  cioè  viene
  cassato  soltanto, l'emendamento si trasforma nel senso di  cassare
  da  operanti  a  professionale .
    Automaticamente, quindi, il risultato finale è che viene  esteso,
  nella  sostanza, a tutti i settori. Credo che su questo ci  sia  un
  accordo almeno maggioritario della

    PRESIDENTE. Quindi a tutta l'Amministrazione regionale?

    ASSENZA. In sostanza, si.

    GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GUCCIARDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  sembra  di
  aver  capito  che sarebbe stata definita un'intesa  durante  questa
  sospensione.  Per  quanto riguarda il mio Gruppo parlamentare,  non
  c'è nessuna intesa

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho letto  adesso
  questa norma e volevo dei chiarimenti per comprendere meglio questo
  disegno di legge.
   E' un disegno di legge del Governo o dell'Assemblea?

   PRESIDENTE. E' del Governo e dell'Assemblea.

   DI  MAURO.  Volevo  un  chiarimento, prima di proseguire:  siccome
  leggo,  al  comma  2, articolo 10 quinquies etc.   la  soppressione
  delle  lettere  k ed l della legge 29/51 sono soppresse  perché  il
  comma 1  .

   PRESIDENTE. Cosa sta leggendo?.

   DI  MAURO.  Sto  leggendo l'articolo 1; sto  leggendo,  in  questo
  articolo, il comma 2, che così recita:  al comma 2 dell'articolo 10
  quinquies della legge 29/51 e successive modifiche le parole  k' ed
   l' sono soppresse .
   Questa soppressione, che fa riferimento alle possibili candidature
  dei  direttori  generali, dei direttori sanitari  e  dei  direttori
  amministrativi, si porta all'esame dell'Aula per l'approvazione; il
  comma di cui sopra, G bis, ricopre anche questo caso?
       Se  leggendo  il   comma, da solo - il comma 2  -  ovviamente,
  significa  che i direttori generali si possono candidare anche  nel
  territorio  in cui hanno governato, a meno che il comma precedente,
  G  bis,  è  così esteso che riguarda anche i direttori generali,  i
  direttori  sanitari  e  i  direttori  amministrativi  delle  ASP  e
  quant'altro è previsto in questi due punti della legge 29/81.

       PRESIDENTE.  Onorevole  Forzese,  su  questo  punto   espresso
  dall'onorevole Di Mauro...

      FORZESE,  presidente della Commissione. Non ha  partecipato  ai
  lavori  con i capigruppo il collega Di Mauro e, chiaramente, stiamo
  per valutare attentamente una serie di opportunità perché si possa,
  quanto  meno,  da qui a breve, portare a compimento  quello  che  è
  nella  propria  interezza,  anche se ho  sentito  l'intervento  del
  collega Gucciardi, dove pare che il PD non fosse d'accordo.

   PRESIDENTE. L'onorevole Di Mauro ha posto un altro problema.
   Nel  testo  esitato - attenzione, onorevoli colleghi -  di  questo
  ringrazio  l'onorevole  Di Mauro perché va fatta  chiarezza,  anche
  alla   luce  del  decreto-legge   anticorruzione   nazionale,   che
  prevede,  addirittura,  l'impossibilità  delle  candidature  per  i
  direttori  generali,  amministrativi  e  sanitari  delle   ASP   e,
  addirittura,  nel  caso di candidatura, perché il rilievo  corretto
  fatto  dall'onorevole  Di  Mauro da una  lettura  apparente  -  per
  carità,  va approfondito il ragionamento - al comma 2 dell'articolo
  10,  con  la  soppressione delle lettere K ed L,  permetteremmo  la
  possibilità  ai  direttori  generali,  direttori  amministrativi  e
  direttori sanitari di candidarsi.
       Onorevole  Malafarina, su questo problema posto dall'onorevole
  Di  Mauro, occorre fare chiarezza; testualmente, come è scritto, il
  dubbio nasce. Primo: c'è un procedimento di riscrittura.
      L'onorevole Di Mauro pone un problema corretto, da questo punto
  di vista.

   CIMINO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire  che  mi
  sorprendo  anche  quando leggo le spiegazioni  fornite  perché  noi
  trattiamo testi di legge che hanno una loro rilevanza.
   Leggendo  questo testo che è a supporto all'articolo  2,  parlando
  del  punto h) e l), c'è la nota esplicativa, ai punti 43 e  44  che
  sono,  di  fatto,  norme  che  vengono  cassate  perché  dichiarate
  incostituzionali.  Ma  se questo provvedimento  che  apre  a  norme
  incostituzionali, di fatto, poi dà vita ad ulteriori problemi  come
  il  caso della candidabilità dei direttori generali, amministrativi
  e  quest'Aula  non  è  per  niente messa  a  conoscenza  di  questi
  argomenti,  cosa  stiamo a votare? Che si vada in  Commissione   La
  Commissione deve poter esplicare questo ruolo

   PRESIDENTE. L'onorevole Di Mauro ha sollevato un problema che  non
  diventa  secondario,  alla luce della normativa  nazionale  che  si
  applica  in  Sicilia sulla incandidabilità dei direttori  generali.
  Gradirei  sapere,  da parte della Commissione, che  cosa  significa
  questa soppressione.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   MALAFARINA.  Signor  presidente,  vorrei  ricordare  che   per   i
  direttori  generali della sanità, i dirigenti delle ASP esiste  già
  una  norma che ne prevede la incandidabilità se non si sono dimessi
  nei  sei mesi antecedenti le elezioni, ridotti a trenta giorni  nel
  caso di scioglimento anticipato della legislatura. Mi sembra che in
  questa circostanza si stia facendo una qual certa confusione.
   Gradirei  poter avere i testi di legge di riferimento, per poterne
  verificare la fondatezza.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, abbiamo più volte chiesto spiegazioni

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, così non si può  continuare.  Non
  vorrei  che  uscisse  fuori un pastrocchio|. Noi  andiamo  a  porre
  limiti e allarghiamo poi ad altri settori.

   CORDARO.   L'onorevole   Malafarina,  da   ultimo,   e   io   sono
  assolutamente   d'accordo,  ma  prima  dell'onorevole   Malafarina,
  l'onorevole  Cimino ha posto un problema. Se c'è  la  necessità  di
  chiedere, di consultare i testi di riferimento che stanno alla base
  di  questo  disegno di legge, con tutto il rispetto per  il  lavoro
  della I Commissione, è evidente che si è fatto un lavoro abbastanza
  confusionario quantomeno, senza con questo voler attribuire colpe a
  nessuno, signor Presidente, con molta chiarezza, stiamo parlando di
  una  legge  che  dovrà  avere  il marchio  della  costituzionalità,
  innanzitutto.
   Rispetto  a  quello che sta emergendo, io credo che il minimo  che
  lei  debba fare, e d'altronde abbiamo ancora un'altra settimana  di
  tempo,  è  quello  di rimandare in Commissione  questo  disegno  di
  legge, perché continuando così a spizzichi e bocconi, continuando a
  dare la possibilità a ciascuno di dare la libera interpretazione di
  un  comma,  piuttosto che di un altro, di un riferimento  normativo
  piuttosto che di un altro, io non so dove andremo a finire
   Presidente Ardizzone, la prego, riprenda in mano la conduzione  di
  questo  disegno di legge, che mi pare non si comprenda dove vada  a
  parare,  perché ancora non abbiamo avuto chiarezza neanche dalla  I
  Commissione.
   Un  autorevole  rappresentante di quella commissione,  l'onorevole
  Malafarina, arriva al punto, io dico correttamente, di richiedere i
  testi di riferimento, scusate, di cosa stiamo parlando?
   Allora,  torniamo in Commissione; vediamo quali sono  i  parametri
  oggettivi  che  vanno  rispettati,  vediamo  cosa  davvero   questa
  Assemblea  regionale  ha  la  potestà  di  decidere  su  cosa   può
  legiferare e la settimana prossima lo riportiamo in Aula, se c'è la
  volontà,  altrimenti devo cominciare a pensare che da  parte  della
  maggioranza di Governo si faccia  melina' per non approvare  questa
  legge   e  siccome  non  lo  voglio  pensare,  ma  da  parte  della
  maggioranza  non riesco a trovare una sola parola univoca  rispetto
  all'altra, non vorrei che ancora una volta, come spesso è  accaduto
  in questi mesi, l'opposizione è responsabile e la maggioranza no.
   Allora,  mi  appello  a lei che è l'unico uomo  che  ci  può  dare
  garanzie,  rimandi il testo di legge in Commissione e si sintetizzi
  su  quello  che  è  un  percorso che,  signor  Presidente,  si  sta
  ingarbugliando. Questa opposizione non vuole pescare nel torbido  e
  per non farlo è necessario rimettere ordine.

   FORZESE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORZESE,  presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,  io
  ritengo che il collega Malafarina parlasse per ciò che riguarda  il
  caso specifico. Così come sono convinto che il Presidente Ardizzone
  ha  sempre avuto la responsabilità di tenere banco a ciò  che  oggi
  l'Aula  tenta  di  portare  avanti;  ma tuttavia,  qualora  dovesse
  essere  utile,  siamo  pronti perché il testo  torni  di  nuovo  in
  Commissione,   anche   se   bisogna  dire   che   c'è   stata   una
  sottocommissione che, a sua volta, ne ha fatto anche parte il PDL e
  che  comunque  si  è trovata d'intesa perché venisse  fuori  questo
  disegno  di  legge.  Tuttavia, ritengo, se siamo  disponibili,  che
  possiamo riportare il disegno di legge in Commissione, a condizione
  che prima della sessione estiva si possa quantomeno votarlo.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, come  componente
  della  I Commissione rimango fortemente deluso dai lavori che  sono
  stati  fatti nella sottocommissione perché ha ragione il Presidente
  nel  dire  che, a questo punto, questa delega che è stata  data  in
  bianco;   probabilmente  è  una  delega  che   meritava   ulteriori
  approfondimenti  perché se effettivamente da  parte  dell'onorevole
  Malafarina viene adesso rappresentata l'istanza di approfondire  la
  norma,  evidentemente,  all'interno della  sottocommissione,  forse
  sono sfuggiti alcuni aspetti.
   Quindi,  io  direi  che in questo momento è necessario  porre  dei
  paletti certi rispetto al sistema delle incompatibilità, ma vero  è
  che  non  possono  sfuggire  degli  aspetti,  come  prima  è  stato
  sottolineato, legati ai direttori generali.
   Noi  stiamo creando un meccanismo attraverso il quale la politica,
  giustamente, deve pagare un prezzo rispetto agli errori  fatti,  ma
  diamo  grandi  margini,  grandi spazi ai direttori  generali,  alla
  burocrazia di potersi sostituire in blocco. Io chiederei  se  siamo
  certi  del  fatto che non sia proprio nella burocrazia, negli  alti
  dirigenti  che  spesso si siano annidati dei sistemi di  connivenza
  col malaffare che ha portato a questa situazione.
   Certo  è  che  in questo momento questa norma così come  è  fatta,
  ristretta sola alla formazione professionale, mi dispiace dirlo, ha
  il  sapore  di voler crocifiggere un unico o pochi capri  espiatori
  che sono chiamati a pagare per tutti.
   Il  sapore  di questa norma è il sapore di una norma di  cartello,
  sembrerebbe che si voglia semplicemente fare uno spot, uno slogan e
  crocifiggere un unico soggetto che deve pagare per tutti e anche se
  questo  non è sicuramente un passaggio legato all'attività del  mio
  partito, io non me la sento di arrivare a delle conclusioni per  le
  quali ci debbano essere soggetti che debbano, per l'appunto, pagare
  per tutti.
   Forse,  quindi, la proposta dell'onorevole Forzese è  la  proposta
  corretta  e,  a  questo punto, mi farò carico in I  Commissione  di
  attenzionare    direttamente   il   testo    senza    delegare    a
  sottocommissioni o sottogruppi che evidentemente  non  hanno  fatto
  bene il loro lavoro.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io poco  fa  mi
  riferivo  al caso specifico dei dirigenti delle ASP e dei direttori
  sanitari  per  i  quali  ricordo a memoria  che  esiste  una  norma
  specifica, non vorrei sbagliare ma credo che sia così.
   Ovviamente, l'articolo 10 della legge regionale n. 29 del 20 marzo
  1951 era già stato letto in Commissione.
   Io  vorrei  ricordare  a coloro che stanno proponendo  emendamenti
  modificativi. aggiuntivi e quant'altro il testo dell'articolo 10.
   Il testo dell'articolo 10, di cui penso sia opportuna una lettura,
  di  fatto  già  prevede l'incompatibilità di tutti coloro  i  quali
  abbiano rapporti con le pubbliche amministrazioni regionali.
   In  questo  caso  questa norma di legge, che  è  alla  valutazione
  dell'Assemblea,  non  modifica ciò che già  è  esistente  e  che  è
  sancito  dalla  bellezza di 62 anni perché già da 62  anni  con  la
  modifica  legislativa intervenuta successivamente  è  assolutamente
  fissata  per  legge  l'incompatibilità  di  coloro  i  quali  siano
  rappresentanti  legali,  amministratori,  dirigenti  di  società  e
  imprese  che risultano vincolati con lo Stato o con la Regione  per
  contratti  di opera o di somministrazione oppure per concessione  o
  autorizzazione   amministrative   che   importino   l'obbligo    di
  adempimenti specifici, l'osservanza di norme generali o particolari
  protettive  del  pubblico interesse, alle quali  la  concessione  e
  l'autorizzazione è sottoposta.
   Quindi, già nella legge noi abbiamo delle cause di incompatibilità
  di   intere   categorie   di  persone  che   hanno   rapporti   con
  l'Amministrazione regionale.
   Che  cosa  intende fare questo attuale disegno di  legge?  Intende
  solo  ed esclusivamente puntualizzare esplicitamente, laddove fosse
  ritenuto  non  sussistere,  che coloro  i  quali scusate  colleghi,
  chiedo la vostra attenzione un secondo.

   PRESIDENTE. Scusate, onorevole Falcone, onorevole Cancellieri

   MALAFARINA.  Stiamo facendo delle tempeste nei  bicchieri  d'acqua
  perché  io  invito i colleghi ad andare a rileggere  l'articolo  10
  della  legge  20  marzo  1951  che  dirime  gran  parte  di  questa
  discussione.
   Questo disegno di legge passato in Commissione, ribadisco, intende
  solo   ed   esclusivamente  puntare  l'attenzione  su  un  fenomeno
  specifico  che  è all'attenzione della Magistratura: la  formazione
  professionale, perché per tutte le altre circostanze già esiste una
  specifica norma che prevede l'incompatibilità e l'ineleggibilità di
  colui  il  quale non abbia osservato degli adempimenti  cautelativi
  nel  presentarsi alle elezioni o che, dopo essere stato eletto, non
  abbia optato una scelta.
   Quindi,  io  invito l'Assemblea a riconsiderare la discussione  in
  corso,   a  rileggere  la  norma  dell'articolo  10  e,  dopodiché,
  procedere nei lavori.

   PRESIDENTE. Onorevole Malafarina, io ho una richiesta da parte del
  presidente     della     Commissione    di    una     disponibilità
  all'approfondimento. Lei ha chiarito, e debbo dire bene, qual è  il
  significato originario della  norma, anche se l'onorevole Di  Mauro
  ha  introdotto un altro argomento che è quello che noi  sopprimendo
  un particolare comma è come se volessimo estendere la candidabilità
  ai  direttori generali, amministrativi e sanitari. Ma, sicuramente,
  non  è  così,  non è questa la volontà. Onorevole  Forzese,  non  è
  questa la volontà, ritengo né della Commissione, né dell'Aula.  Noi
  dobbiamo fare delle norme leggibili e quanto più chiare possibile.
   Peraltro, aggiungo e ribadisco, la recente normativa nazionale che
  si applica in Sicilia, per quello che riguarda i direttori generali
  amministrativi  e  sanitari, prevede addirittura l'incompatibilità,
  l'ineleggibilità in caso di candidatura anche se non si è eletti.
   Quindi,  il rilievo posto dall'onorevole Di Mauro è solo per  fare
  chiarezza.
   C'era  una  richiesta dell'onorevole Forzese, Presidente  della  I
  Commissione,  di  richiamarla  in Commissione  con  lo  spirito  di
  approvarla  entro  la  chiusura della sessione estiva.  L'onorevole
  Malafarina  correttamente  ha  ricondotto  tutta  la  vicenda  alla
  questione della Formazione, è inutile che ci nascondiamo dietro  un
  problema, perché è vero che la legge del 1959 già prevede  casi  di
  ineleggibilità  e  incompatibilità. Con la  legge  elaborata  dalla
  Commissione si estende al cosiddetto  socio occulto , è  questa  la
  novità.
   Poi  ci  dovremmo  intendere anche su cosa si intende  per   socio
  occulto , non appartiene a noi, né può appartenere alla Commissione
  per la verifica dei poteri, ma come è previsto nella legge dovrebbe
  essere  stabilito,  avvocato Grasso, in via  giudiziale,  quindi  a
  seguire. Quindi, i problemi non è che non ci sono, ci sono
   Allora,   rispetto   alla  disponibilità  del   presidente   della
  Commissione   di   richiamarla  in  Commissione  dovrei   applicare
  l'articolo  121 del Regolamento, ciò significa che l'Aula  dovrebbe
  votare per alzata e seduta e, quindi, poi dovrebbe essere riscritta
  all'ordine del giorno.
   Considerato  che già un calendario l'abbiamo fatto e  che  c'è  la
  disponibilità  ad esitare questa legge, la rinviamo in  Commissione
  in  via  informale  per  una  riscrittura,  cioè  il  tentativo   -
  Presidente  Forzese  mi  segua - che si è cercato  di  fare  con  i
  capigruppo poc'anzi, qualche ora fa, si può fare in Commissione per
  una  riscrittura,  secondo lo spirito che ha tracciato  l'onorevole
  Malafarina, perché se era questo lo spirito originario della norma,
  in  qualche  modo,  ci  possiamo pure  intendere,  così  si  da  la
  possibilità pure di fare chiarezza sul rilievo mosso dall'onorevole
  Di Mauro.
   Quindi,  la  Commissione procederà ad una riscrittura; non  stiamo
  rinviando in Commissione il disegno di legge, che rimane all'ordine
  del giorno. Quando è pronto perché sia esitato, possibilmente anche
  domani  o  dopodomani, l'Aula sarà chiamata ad esprimere il  parere
  finale  con  il  proprio deliberato. Pertanto, non  viene  rinviato
  formalmente  in  Commissione, bensì si chiede una riscrittura  alla
  Commissione  stessa  secondo lo spirito  iniziale  del  disegno  di
  legge, così come l'ha espresso l'onorevole Malafarina.
   E' così stabilito, onorevole Grasso, non lo rinvio in Commissione,
  la  Commissione deve riscriverlo è il tentativo che era stato fatto
  prima, perché non si può dire che c'era un tentativo di riscrittura
  e il capogruppo del PD mi dice che poi non erano d'accordo. Occorre
  un   momento  di  riflessione.  L'onorevole  Malafarina  ha  voluto
  richiamare  un problema, nasce in una situazione di emergenza,  era
  questo il discorso, sottoscritto a determinati ambiti.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, quando si fa  riferimento  al   socio
  occulto   si fa riferimento di tutti i settori, quindi va  bene  la
  riscrittura   in   Commissione  ma   resta   fermo   il   principio
  dell'emendamento  che deve essere esteso anche agli  altri  settori
  della Pubblica Amministrazione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Grasso, forse non mi sono spiegato.  Quando
  parlo  di riscrittura dico che è un espediente di carattere tecnico
  per  cercare di ritrovare un'intesa, altrimenti noi saremmo domani,
  dopodomani e ancora il prossimo anno ancora a discutere  di  questa
  vicenda  Quindi, sto facendo un appello al buon senso.

   CASCIO FRANCESCO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO FRANCESCO. Signor Presidente. onorevoli colleghi, credo  di
  parlare anche a nome del mio capogruppo, onorevole Falcone, che  mi
  ha ceduto gentilmente la parola.
   Credo  che sia opportuno, oltre che saggio, rimandare la legge  in
  Commissione,  formalmente  o informalmente  la  forma  la  studiamo
  insomma,  quando  c'è  la  volontà  di  fare  le  cose  si  possono
  utilizzare tutti gli espedienti.
   Qui   non  stiamo  trattando,  con  tutto  rispetto,  della  legge
  sull'albergo   diffuso,  che  comunque  è   anch'essa   una   legge
  importante,  stiamo  parlando di una legge che mette  l'accento  ed
  interviene  in  una materia nella quale non si è intervenuto  negli
  ultimi  cinquant'anni.  Credo che, peraltro  alla  luce  di  questo
  dibattito  odierno,  che mette in luce ancora  delle  problematiche
  che,  evidentemente vanno sviscerate, approfondite, l'Aula  farebbe
  bene  a  cogliere al volo la proposta del Presidente di Commissione
  e,  soprattutto, del Presidente dell'Assemblea e, quindi, riportare
  formalmente o informalmente la legge in Commissione.
   Io  sono  dell'avviso  che il disegno di  legge  possa  andare  in
  Commissione  senza  nemmeno l'avvertenza che  in  ogni  caso  dovrà
  essere  approvato prima della pausa estiva, nel  senso  che  se  si
  approvasse  a  settembre credo che non cascherebbe il mondo.  Siamo
  stati per cinquant'anni in queste condizioni, non credo che un mese
  in più cambierebbe la storia di questo Parlamento.
   Alla  base dei nostri ragionamenti, Presidente, secondo me ci deve
  essere  la consapevolezza di fare buone leggi e non di agire  sulla
  base  delle  emozioni suscitate da qualche articolo  di  quotidiani
  online  che, ultimamente, purtroppo, determinano i lavori di questa
  Assemblea e ne dettano l'agenda.
   Oggi, le leggi non si fanno più perché sono utili o opportune.  Si
  fanno  perché  vengono  richieste da qualche  quotidiano  online  e
  quindi si va a normare, come in questo caso, una legge in virtù  di
  una  vicenda che non è politica ma che è giudiziaria che ha  visto,
  in qualche modo, coinvolto un nostro collega. Quindi, non si fa una
  legge che valga per tutti e in tutti i settori, si fa una legge che
  colpisce  una  sola persona per porre rimedio a  un  fatto  che  ha
  destato i clamori dell'opinione pubblica.
   Se  la  incompatibilità  bisogna rafforzare  per  quanto  riguarda
  l'istituto di deputato regionale nei rapporti con l'amministrazione
  regionale,  va normata in tutti i settori. Non può essere  soltanto
  il  settore  della Formazione, perché non avrebbe  nessun  senso  e
  sarebbe una norma ad personam.
   Le incompatibilità vanno normate in tutti i settori della pubblica
  Amministrazione  perché la formazione non è  più  importante  della
  sanità, non è più importante delle energie alternative, non  è  più
  importante  di  tanti altri settori della pubblica Amministrazione.
  Penso al settore delle attività produttive, uno per tutti.
   Per cui, Presidente, le leggi si fanno soprattutto leggi di questa
  dimensione,  e se c'è bisogno di un supplemento di istruttoria  ben
  venga.  La  formulazione tecnica, cioè se il passaggio deve  essere
  formale  o  informale in Commissione, lo decida  lei,  senza  porre
  limiti temporali.
   Questa  legge  va  fatta,  ma  va  fatta  con  giudizio  e   senza
  emendamenti improvvisati in Aula all'ultimo minuto che  ci  possono
  tornare contro la prossima settimana.
   Quindi,  mi  appello  a  lei e condivido la  sua  impostazione  di
  rinviare il disegno di legge in Commissione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cascio, devo rilevare che, in  effetti,  la
  legge  non  nasce sulla spinta emotiva, ma è una delle prime  leggi
  che  è  stata depositata, addirittura nel mese di dicembre, sia  di
  iniziativa governativa che di iniziativa parlamentare. Addirittura,
  la  prima  risale  al  13 dicembre, primo firmatario  Vinciullo,  a
  seguire  Caputo,  Falcone  e Pogliese. Successivamente,  su  questa
  stessa   materia   arriva  un  disegno  di  legge   di   iniziativa
  governativa.
    Quindi, era un problema abbastanza sentito.
   Mi rendo conto che forse potremmo essere condizionati dal momento,
  ma  non  si  fanno  leggi contro nessuno o  contro  qualcosa  o  un
  particolare settore, non è questo lo spirito.
     Già  su  questa scelta - ora darò la parola a tutti  voi  -  c'è
  l'esigenza  di  chiudere  l'Aula per dare la  possibilità  alla  II
  Commissione   di  riunirsi.  Ribadisco  la  decisione   di   questa
  Presidenza.  Ho  evitato che ponessimo ai  voti  la  richiesta  del
  presidente della Commissione perché ai sensi del Regolamento l'Aula
  avrebbe  dovuto  votare  il rinvio in Commissione  e  quindi  entro
  quindici giorni sarebbe stata cancellata dal calendario dei lavori.
  La  lasciamo  nel  calendario  dei  lavori,  la  lasciamo  iscritta
  all'ordine  del giorno. E' chiaro che è compito della  Commissione,
  d'intesa  con il Governo, procedere ad una riscrittura che  sia  il
  quanto più leggibile possibile.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.   Signor   Presidente,  intervengo  perché   ritengo   sia
  necessario poter fare un minimo di chiarezza anche sull'ordine  dei
  lavori e sui ruoli parlamentari di ciascuno di noi, tra il Governo,
  la  Commissione, il relatore della legge, le spiegazioni che l'Aula
  ha di necessità.
   Lei ha trovato una strada che a me sembra una strada difficile  ed
  impossibile. Apprezzo la sua buona volontà; ma come si può  pensare
  ad  una  riscrittura  tra chi propende per una  tipizzazione  della
  materia   e   chi   invece  propende  per  una  estensione   totale
  dell'oggetto?

   PRESIDENTE.  Il  dibattito chiaramente non è  tra  me  e  lei.  La
  decisione  è  stata già presa. Le perplessità mi sono  sopraggiunte
  dopo l'intervento dell'onorevole Di Mauro perché proceduralmente  -
  è  per  questo  che chiedo che la Commissione possa approfondire  -
  potevamo  andare  pure avanti, ponendo in votazione sostanzialmente
  gli emendamenti che erano stati proposti.

   CIMINO.   Signor   Presidente,   continuo   per   dirle   che   le
  considerazioni dell'onorevole Di Mauro sono considerazioni  che  io
  avevo  fatto  prima sulla incostituzionalità che viene,  di  fatto,
  richiamata  nella  nota 43 e 44 dell'allegato esplicativo  che  gli
  uffici, in modo illuminante, ci hanno fornito.
   L'argomento  che voglio porre alla sua attenzione è  che  rispetto
  alle considerazioni dell'onorevole Malafarina  si fa chiarezza  sul
  perimetro della legge.
     Io  proporrei,  signor Presidente, di cambiare titolo  a  questa
  legge  e,  rispetto alle altre fattispecie che gli onorevoli  hanno
  evidenziato,   fare  in  modo  che  il  Governo  o  i  parlamentari
  proponessero  singoli disegni di legge sulla materia che si intende
  perimetrare, siano questi settori dell'energia, sia questo  settore
  della  comunicazione, perché un argomento di questo genere non  può
  essere   trattato  con  norme  generali  ed  astratte,  perché   le
  fattispecie  tipiche  e specifiche presenti nel  nostro  territorio
  porterebbero alla piccolissima iniziativa di carattere  prettamente
  familiare  rispetto alla grande iniziativa di speculazione  che  di
  fatto, ritengo, si vuole incidere e si vuole bloccare.
   Allora,  poter  proporre, o il Governo o la  Commissione,  singoli
  testi  di  legge  sulle singole materie dà a noi la possibilità  di
  risolvere  una  volta  e  per  tutte  questo  argomento   con   una
  perimetrazione  che  ha dato l'onorevole Malafarina,  che  è  anche
  componente  della  Commissione. Le altre  fattispecie,  affrontarle
  singolarmente con singoli disegni di legge e viene molto meglio sia
  per l'approfondimento sia per i lavori della Commissione, posto che
  secondo  me  in  questa  fase Commissione  e  Governo  non  possono
  lavorare insieme.
   Al  Governo  io  darei l'opportunità di fornire  la  proposta,  la
  Commissione studiarla, il relatore spiegarla all'Aula e l'Aula,  se
  ne  è  convinta,  votarla, ma con le singole  fattispecie,  singoli
  testi  di  legge.  Dopotutto era anche un auspicio  del  Presidente
  dell'Assemblea  di fare leggi tematiche e non fare  leggi  che,  di
  fatto, poi abbracciano tutte le materie per non abbracciare nulla.

   DI  MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, io volevo appellarmi a lei  proprio
  perché,  trattandosi  di legge in materia  elettorale,  ci  sia  la
  massima attenzione da parte della Presidenza su norme così delicate
  e  così  particolari  perché,  come lei  ha  visto,  ho  posto  una
  questione  della  quale volevo semplicemente un chiarimento  perché
  credo  che  lo  spirito di chi ha messo in campo questa  iniziativa
  legislativa sia quello di determinare un assoluto rigore in  ordine
  a quelle che sono le cause di ineleggibilità.
   Così  come è prospettato il disegno di legge, il comma 2, così  da
  solo, ovviamente dà un segnale di ordine diverso.
   Allora,  la  rielaborazione di questo testo di disegno  di  legge,
  unitamente  ai  suoi  uffici,  credo che  debba  essere  presentata
  all'Assemblea, nella massima chiarezza e senza equivoci  di  sorta,
  che  possono  nascere  una volta che il disegno  di  legge  dovesse
  essere approvato dall'Assemblea.

   PRESIDENTE. Condivido lo spirito del suo intervento. Peraltro ogni
  volta  che  abbiamo  scritto norme di carattere  elettorale  quando
  vengono  esitati  per  l'Aula arrivano con la massima  condivisione
  perché sono espressione della massima sintesi di tutti i Gruppi.
   Lei  era  parlamentare  dell'Assemblea  nel  2005,  ricorderà  che
  abbiamo  scritto  la legge di riforma statutaria,  la  nuova  legge
  elettorale, e io ero presidente della Commissione e siamo  arrivati
  blindati in Aula su un testo abbastanza importante e complesso.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è  il   primo
  intervento che faccio su questa norma.  Vedo da parte sua un po' di
  disinteresse su questa norma.
   L'onorevole Di Mauro ha fatto rilevare alcune incongruenze che  vi
  sono. Ho l'impressione

   PRESIDENTE.  a bocciare questa norma, che sia chiaro,  questo  per
  chiarezza

   LACCOTO.  Signor  Presidente, questo Parlamento  ha  l'obbligo  di
  approvare leggi che siano costituzionali e questo è il primo punto.
  Secondo  punto,   noi  non possiamo legiferare sui  parenti,  sugli
  affini  e  sugli altri,  perché lederemmo il diritto  dei  terzi  e
  questo è il primo principio della Costituzione.
   Se   noi   volessimo  approvare  una  norma  eccezionale  per   la
  formazione,  e  non  so,  lei dice che questa  norma  si  trova  da
  gennaio,  ma  è  strano che una norma che si trova da  gennaio  non
  abbia  le  norme di legge di riferimento. Non ce n'è.  Perdoni.  Ho
  l'impressione che qui vale  il Gattopardo', si tenta di far  capire
  che tutto si vuol cambiare per non cambiare nulla.
   Il  problema è uno: noi dobbiamo essere coscienti, dobbiamo  avere
  l'autorità  morale  in questo Parlamento per  approvare  norme  che
  siano  norme  di  giustizia  non norme che  noi  applichiamo  senza
  renderci conto in Aula, con emendamenti, subemendamenti ed altro.
   Dobbiamo arrivare qua con uno studio approfondito.

   Il   Presidente  dell'Assemblea  e  la  Commissione  hanno   anche
  consulenti che sono gli Uffici legislativi che possono benissimo

   PRESIDENTE. Se lei pensa che vuole stoppare questa norma  non  c'è
  riuscito  con  il  suo  intervento, onorevole  Laccoto,  perché  le
  commissioni di merito servono a questo.

   LACCOTO. Signor Presidente, lei mi deve consentire di  dire quello
  che  voglio  dire.  Lei ha l'obbligo di dirigere  questa  Assemblea
  secondo quelle che sono le norme per approvare le  leggi e lei è il
  primo  responsabile affinché siano leggi giuste  e  che  non  siano
  incostituzionali.
   Presidente,  le  ripeto  che  lei può  far  approvare   leggi  sui
  deputati  per   qualsiasi  incompatibilità,  ma  che  non   trovano
  costituzionalità e credo che bisogna anche, se lei ha consulenti di
  riferimento, lo faccia anche capire a coloro  che sono

   PRESIDENTE.  Il  suo  partito era presente in  I  Commissione,  si
  assuma le sue responsabilità fino in fondo

   LACCOTO non faccia il fariseo con me,  perché io la conosco  e  so
  quali  sono  le  cose. La Commissione aveva fatto una  legge  sulla
  formazione  e  si era limitato a fare un provvedimento  eccezionale
  sulla  formazione, ora qualsiasi norma può valere sui  deputati  ma
  non  può  essere fatta sugli affini, parenti perché lei sa che  non
  può obbligare un cognato, un suocero, un genero e chiunque altro  a
  non  essere trattato come tutti gli altri cittadini.

   PRESIDENTE. Lei sta esprimendo un giudizio di merito.

   LACCOTO. Signor Presidente, non faccia tutta questa scena,  perché
  lei ha i consulenti ed ha l'obbligo di dirigere i lavori secondo le
  regole

   PRESIDENTE. Mi sembra abbastanza preoccupato lei su questa norma

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  io  non
  voterò  questo  disegno  di  legge e lo farò  palesemente.  Non  lo
  voterò  perché questo disegno di  legge è incostituzionale, e  farò
  in  modo che diventata legge, mio figlio la possa impugnare davanti
  alla  Corte Costituzionale  Nessuno mi obbligherà a fare una scelta
  tra me e mio figlio

   CRACOLICI. Solo per la moglie

   GIANNI. Tra me e i miei parenti, tra me e quanti altri
   Esiste già, signor Presidente, una norma, la 190 del 2012, c'è  la
  norma 39 del 2013 sulla incompatibilità e incarichi che lo Stato ha
  perfettamente delineato.
     Io  so  che  alla fine, quando il Commissario dello  Stato  sarà
  costretto  ad  impugnarla,   voi,  noi  ce  la  prenderemo  con  il
  Commissario dello Stato perché lei sa, signor Presidente ..

   PRESIDENTE. Veramente no

   GIANNI.   che questa legge è una legge incostituzionale.
     Io non soffro di sindrome di Stoccolma  Io non mi suiciderò,  ne
  mi farò suicidare dagli altri.
   Una  cosa è l'etica, una cosa è la morale, una cosa sono le  leggi
  già esistenti, una cosa è voler fare a tutti i costi il primo della
  classe, mettendo in moto meccanismi dei quali dopo non avremo tempo
  di  pentirci  Perché questo disegno di  legge impedisce a  ciascuno
  di  noi  di  poter  espletare  il  mandato  che  l'elettore  ci  ha
  consegnato   Non lei, non nel senso di Ardizzone ma  nel  ruolo  di
  Presidente, o il Presidente della Commissione.
   Io  mi  candido, vengo eletto e non posso pagare per il fatto  che
  mio  figlio  vuole  lavorare  o mia moglie  -   per  fare  contento
  l'onorevole Cracolici -  vuole fare il suo lavoro.
   Se  poi  ruba o fa altre cose lì c'è la legge, non c'è l'Aula  che
  perde  ore e giornate anziché parlare di occupazione o di risolvere
  i  problemi  della gente, e ancora qui stiamo parlando se  io  devo
  andarmene a casa per fare spazio a mio figlio o viceversa
   Signor  Presidente, lei è una persona molto equilibrata, puntuale,
  ha  dato  dimostrazione di essere uno in grado di fare anche  leggi
  elettorali. Io la invito a non lasciarsi trasportare dalle emozioni
  del  momento,  perché le vere emozioni le vivremo qui a  settembre,
  ottobre, quando la gente si rivolterà contro di noi.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, vorrei ribadire un  concetto.  Il
  calendario   dei  lavori  viene  stabilito  dalla  Conferenza   dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari e tutti i presidenti dei  Gruppi
  hanno  convenuto  sulla importanza e necessità  di  esitare  questo
  disegno  di legge, con tutte le problematicità, la complessità,  le
  difficoltà che, obiettivamente, ci sono
     Il  disegno di legge nasceva con un certo spirito, è chiaro  che
  c'è  l'incalzare  di  determinati  eventi   Questa  Presidenza,  in
  ossequio  alla  decisione  della  Conferenza  dei  capigruppo,   ha
  inserito,  non  uno, ma ben due disegni di legge su  richiesta  del
  capogruppo  del  PD, perché c'era il II stralcio  che  era  rimasto
  fuori,  e  quindi  il  disegno di legge, così  come  convenuto  dai
  capigruppo e da tutta quest'Aula, è in trattazione.
   E'  chiaro che sulla base, lo ribadisco, della richiesta dell'Aula
  -  si  è compreso - e del presidente della Commissione che ha detto
  di  essere pronto a riscriverla, a termini di Regolamento, ai sensi
  dell'articolo  121,  veniva rispedita,  dopo  un  voto  d'Aula,  in
  Commissione  e  avremmo dovuto trattare questo problema  non  prima
  della chiusura della sessione estiva.
   Si  è trovato un accordo da parte di questa Presidenza. Laddove la
  Commissione  riesce a fare sintesi sotto forma  di  riscrittura,  è
  chiaro  che  si  dovrà pronunciare l'Aula perché l'Aula,  domani  o
  dopodomani,  comunque prima della sessione estiva,  ove  non  fosse
  convinta  e  ove  non ci fosse una convergenza, chi  è  intervenuto
  poc'anzi, non ricordo chi l'ha detto, su queste materie, è  chiaro,
  l'onorevole   Cimino,   ci   deve   essere   necessariamente    una
  condivisione,  se non c'è questo momento di sintesi  la  legge  non
  andrà avanti.
   Questa  è  la  logica,  questo ci porta la logica,  ma  è  inutile
  tergiversare e fare  melina', per questo vorrei anche  riferirmi  a
  qualche intervento un po' scomposto che c'è stato da quel pulpito.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,

   SORBELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Sorbello, mi  scusi,  ho  dato  la  parola
  all'onorevole Vinciullo, perché, peraltro, è il primo firmatario di
  questo  disegno di legge che è di iniziativa parlamentare e  risale
  al mese di dicembre.
   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  non  vorrei  essere  pedante,  ma
  siccome si è intervenuto a proposito del comma 2, dell'articolo  1,
  dicendo  che  questo  comma  darebbe la  possibilità  ai  direttori
  sanitari  di  poter  fare i deputati, vorrei  ribadire  che  non  è
  assolutamente così.
   Attraverso il comma 2, come lei poco fa ha detto in maniera  molto
  chiara,  non  facciamo altro che applicare quella che  è  stata  la
  sentenza  Buzzanca' cioè il fatto che un Deputato diventato Sindaco
  deve  decadere dall'incarico; di questo stiamo parlando  perché  il
  comma  2  dell'articolo 10, recita  Non può ricoprire la carica  di
  deputato  regionale  colui  che, nel corso  del  mandato,  viene  a
  trovarsi in una condizione di ineleggibilità prevista agli articoli
  8, lettera k) ed l)  , quindi, significava che soltanto a coloro

   CIMINO. C'è un errore, la lettera l) che cos'è?

   PRESIDENTE.   Onorevole   Cimino,   prego,   facciamo    esprimere
  l'onorevole Vinciullo.

   VINCIULLO.   Significa,  quindi,  che  soltanto  coloro  i   quali
  facevano  parte  dei  soggetti  ricadenti  nella  lettera   k),   i
  componenti  dei  comitati,  i  commissari  d'organismo,  oppure   i
  direttori   generali,  i  direttori  amministrativi,  i   direttori
  sanitari, solo per questi si applicava la decadenza.
   Col testo approvato dalla Commissione e, giustamente, vagliato  da
  parte  degli Uffici di questa Assemblea regionale siciliana,  viene
  applicata una sentenza della Giustizia amministrativa regionale per
  cui  non decadono solo coloro i quali ricadono nella lettera  k)  e
  nella  lettera  l), ma decadono tutti, a cominciare dai  presidenti
  delle Province, dai sindaci, dagli assessori di comuni superiori  a
  20  mila  abitanti. Del resto, se l'onorevole Buzzanca si è dovuto,
  poi,  dimettere da sindaco, è proprio perché è incappato in  questo
  benedetto articolo 8, lettere k) ed l); quindi, in questo modo,  in
  maniera  egregia la Commissione non sta facendo altro che applicare
  una  norma  che  già  è stata riconosciuta valida  da  parte  della
  Giustizia  amministrativa  e  su cui,  per  essere  chiaro,  questa
  Assemblea  non  può  continuare a tergiversare. Su  tutto  possiamo
  discutere tranne che su questo punto.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Vinciullo,  anche  perché  il  suo
  intervento  è servito a fare chiarezza e, quindi, ha anticipato  un
  discorso che verrà fatto in  Commissione.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  31
  luglio 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


       I   - Comunicazioni
  II   - Discussione dei disegni di legge:

          1)  -  Approvazione del Rendiconto generale della Regione per
              l'esercizio finanziario 2012.   (n. 486)

          2)  -  Assestamento del bilancio della Regione per l'anno
              finanziario 2013.   (n. 479)

          3)  -  Disposizioni di proroghe e modifiche di norme.  (n. 480/A)
              (Seguito)

                      Relatore: on. Greco Marcello

          4)  -  Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e
              di incompatibilità con la carica di deputato regionale e di
              componente della Giunta regionale.   (nn. 51-38 bis- Norme
              stralciate I/A) (Seguito)

               Relatore: on. Alloro

          5)  -  Norme a tutela del buon andamento dell'amministrazione
              regionale ed a garanzia dei principi di legalità, trasparenza ed
              imparzialità dell'azione amministrativa.   (nn. 51-38 bis- Norme
              stralciate II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Panepinto

          6)  -   Norme in materia di scostamento degli indicatori
              occupazionali per le misure del POR 2000/2006.   (n. 271/A)

               Relatore: on. Marziano

                   La seduta è tolta alle ore 18.45

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
  ALLEGATO 1

                  Risposte scritte ad interrogazioni

                Rubrica «Risorse agricole e alimentari»

  CIANCIO  -  PALMERI  -  MANGIACAVALLO  -  FERRERI  -  CANCELLERI  -
  CAPPELLO - ZAFARANA - ZITO - SIRAGUSA - TRIZZINO - VENTURINO - FOTI
  -   LA   ROCCA  -  CIACCIO.  -  «Al  Presidente  della  Regione   e
  all'Assessore per le risorse agricole e alimentari, premesso che il
  bando  per  la  presentazione  dei  progetti  di  cooperazione   in
  attuazione  della  Misura  4.2.1, con risorse  finanziarie  pari  a
  13.300.000,  del  2011, pubblicato in GURS n. 48  del  18  novembre
  2011, con scadenza ultima per la presentazione dei progetti fissata
  al 27 febbraio 2012;

  rilevato  che  sono trascorsi oltre 10 mesi dalla presentazione  di
  sei progetti d'interesse regionale;

  atteso che:

  tale  intervallo di tempo risulta non conforme ai 150 gg.  previsti
  per  la  conclusione dei procedimenti amministrativi di  competenza
  del   Dipartimento  regionale  degli  interventi  strutturali   per
  l'agricoltura  prescritti  dal regolamento  approvato  con  Decreto
  Presidenziale del 5 aprile 2012, n. 30 (pubblicato in  GURS  n.  26
  dell'1 giugno 2012);

  il  ritardo  nella  conclusione del procedimento amministrativo  in
  questione  appare  ancor più grave se confrontato  con  i  120  gg.
  previsti  dai "Chiarimenti di carattere procedurale",  emanati  dal
  MIPAAF  nel  documento elaborato nell'ambito delle  attività  della
  Rete  Rurale  Nazionale sulla cooperazione territoriale,  documento
  condiviso dalle Autorità di Gestione dei Piani di sviluppo rurale;

  come  previsto  dal  bando,  i progetti presentati  dai  Gruppi  di
  azione locale possono prevedere una durata di oltre trenta mesi per
  l'attuazione   di  attività  che  spesso  risultano   di   notevole
  complessità   ed  un  ulteriore  slittamento  dei  tempi   potrebbe
  pregiudicare il buon esito dei progetti di cooperazione;

  se   gli   stessi  progetti  fossero  avviati  immediatamente,   si
  arriverebbe  al termine di luglio 2015, praticamente a ridosso  dei
  tempi  per la chiusura delle attività di controllo e certificazione
  del Programma Regionale;

  considerato  che il valore strategico e l'importante  occasione  di
  investimento  che  la Misura 4.2.1 riveste per i  GAL,  rappresenta
  un'importante  opportunità  per  la  valorizzazione  delle  risorse
  territoriali e per lo sviluppo delle aree rurali della Sicilia;

  per sapere:

  se   l'Amministrazione   intenda   procedere   con   urgenza   alla
  pubblicazione  delle graduatorie per consentire  l'immediato  avvio
  delle attività dei progetti ritenuti ammissibili;

  se  non  ritengano opportuno garantire l'efficienza  e  l'efficacia
  nell'attuazione dell'Asse IV del PSR
  Attuazione  dell'approccio Leader» e l'integrazione con  gli  altri
  strumenti  d'intervento,  nonché una  maggiore  attenzione  per  le
  politiche  di sviluppo locale ed il sostegno al consolidamento  dei
  processi  di  crescita  dal basso nell'ambito della  Programmazione
  comunitaria 2014-2020». (390)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

  Risposta.  - «Con l'interrogazione n. 00390 del 02 marzo 2013  sono
  state  richieste "notizie in merito al Piano di sviluppo  rurale  -
  PSR Sicilia 2007-2013 - Asse 4, attuazione dell'approccio Leader".
  In ordine all'argomento in oggetto si rappresenta quanto segue:
  In  data  27.02.2012 sono stati presentati, dai  Gal  siciliani,  a
  seguito del bando pubblicato nella GURS n. 48 del 18.11.2011  parte
  I,  sei progetti di Cooperazione interterritoriale e transnazionale
  a valere sulla misura 421;
  In  data  26.04.2012  con D.D.G. n. 519, del  26.04.2012,  è  stata
  istituita   la  Commissione  per  la  verifica  dei  requisiti   di
  ricevibilità e di ammissibilità dei progetti di cooperazione;
    In data 18.07.2012 i GAL capofila dei progetti di cooperazione, a
  seguito  di alcune criticità rilevate dai lavori della Commissione,
  sono  stati convocati ed invitati ad apportare alcune modifiche  ai
  progetti presentati;
  In  data  19.09.2012  sono  pervenute  le  note  con  le  modifiche
  proposte da parte dei GAL;
  In  data  14.01.2013  con  nota prot. n.  1173  la  commissione  di
  Valutazione  dei progetti di cooperazione ha trasmesso al  Servizio
  IV,  attuatore  della  misura, una relazione da  dove  si  evincono
  alcune criticità sugli stessi;
  In  data  30.01.2013  il  Dirigente del Servizio  IV,  condividendo
  quanto  evidenziato dalla Commissione, ha proposto, allo scrivente,
  congiuntamente    alla   A.D.G.   del   PSR   Sicilia    2007-2013,
  l'annullamento del bando e l'emanazione di un nuovo bando;
  In  data  28.02.2013,  lo scrivente, ha condiviso  la  proposta  di
  annullamento;
  In  data 22.03.2013 è stato emesso il D.D.G. n. 342 di annullamento
  del bando;
  In  data 16.04.2013 sono stati convocati i rappresentanti dei  GAI,
  per  concordare i criteri per l'emanazione di un nuovo bando  e  di
  nuove  disposizioni attuative, in linea con le indicazioni  fornite
  dalla Commissione;
  A  conclusione, si può affermare, come, il nuovo bando in corso  di
  pubblicazione,  permetterà ai GAL siciliani, di  presentare,  nuove
  proposte  progettuali, al fine di utilizzare  al  meglio  tutte  le
  risorse  disponibili, per una reale crescita  dei  territori  delle
  aree rurali».

                              L'Assessore

      Dott. Dario Cartabellotta

                           Rubrica «Salute»

  FALCONE.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute,  premesso  che  con  la legge regionale  14/4/2009,  n.  5,
  contenente  norme per il riordino del S.S.R. e la L.R.  n.  30  del
  03/11/1993  'norme  in  tema  di  programmazione  sanitaria  e   di
  riorganizzazione  territoriale delle Unità sanitarie  locali',  per
  come  ancora  applicabile ai sensi dell'articolo 32 della  predetta
  l.r.  n. 5/2009 ed il successivo D.A. del 15/6/2009 n. 1150 recante
  'indirizzi  e  criteri  per il riordino e  la  rifunzionalizzazione
  nonché  la  riconversione  della rete  ospedaliera  e  territoriale
  regionale',  sono  stati approvati i criteri per  il  miglioramento
  dell'appropriatezza dei ricoveri;

  rilevato   che  sulla  scorta  del  piano  di  riassetto   proposto
  unilateralmente dal Direttore Generale, l'Assessore per la  salute,
  con  D.A.  n.  0747  del 12/3/2010, ha disposto  il  riassetto  dei
  presìdi ospedalieri dell'ASP di Catania così come pubblicato  sulla
  GURS n. 28 del 18 giugno 2010;

  ritenuto  che  alla luce dei risultati registrati nel  corso  degli
  anni,  che  vanno  dai 2009 al 2012, i servizi  resi  dal  P.O.  di
  Paternò   rientrerebbero  nei  livelli  ottimali  di   economicità,
  efficienza  ed  efficacia  come  indicati  nel  suddetto   Decreto,
  nonostante  la temporanea e contingente riduzione dei  posti  letto
  determinata  dai  lavori  di  messa  in  sicurezza  del   nosocomio
  cittadino;

  considerato  che  il bacino del P.O. supera le 100.000  utenze  del
  comprensorio  e  che si effettuano circa 35.000 accessi  di  pronto
  soccorso  annui  e  circa  2.200  interventi  per  prestazioni  che
  riguardano:      chirurgia,     ortopedia,     otorinolaringoiatra,
  ginecologia ed oculistica;

  constatato   che   nel   nosocomio   sono   presenti:   un   centro
  trasfusionale,  un laboratorio analisi h.24, una radiologia  dotata
  di  una  TAC  di  ultima generazione e che è prossima l'attivazione
  della   già   installata   risonanza   magnetica   h.24,   elementi
  indispensabili per un'assistenza sanitaria ottimale;

  per   sapere   se   non  ritengano  opportuno,  alla   luce   delle
  considerazioni suesposte:

  sospendere    il    ridimensionamento    e   conseguentemente    la
  soppressione  delle Unità operative di ostetricia (punto  nascite),
  chirurgia,   otorinolaringoiatria   e   pediatria   del    Presidio
  Ospedaliero SS. Salvatore di Paternò;

  avviare  un tavolo di concertazione tra l'Assessore per la  salute,
  il Presidente della Commissione legislativa regionale competente il
  Direttore  Generale  dell'ASP n. 3 Catania, il Coordinatore  Medico
  del  Distretto  Ospedaliero  CT  2 e  le  Organizzazioni  Sindacali
  Ospedaliere   finalizzato  all'ulteriore  sviluppo   del   Presidio
  Ospedaliero  SS. Salvatore di Paternò che rappresenta un'eccellenza
  sanitaria nel territorio». (697)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

  Risposta.   -  «In  riscontro  all'interrogazione  specificata   in
  oggetto con la quale si chiedono notizie sul ridimensionamento  del
  presidio  ospedaliero  SS. Salvatore di Paternò  (CT),  si  precisa
  quanto segue.
  Preliminarmente si rappresenta che questo Assessorato ha  proceduto
  alla  revisione della rete ospedaliera in attuazione  del  D.A.  15
  giugno  2009 n. 1150, recante "Indirizzi e criteri per il riordino,
  la rifunzionalizzazione e la riconversione della rete ospedaliera e
  territoriale  regionale", con il quale è stato definito  il  quadro
  complessivo della dotazione di posti e le regole per il governo del
  sistema ospedaliero regionale.
  Il   processo  di  razionalizzazione  delle  prestazioni  sanitarie
  ospedaliere,   con   l'obiettivo   di   spostare   il    baricentro
  dall'ospedale al territorio, ha portato ad elevare la  qualità  dei
  servizi offerti e l'efficienza nella loro erogazione e ad adeguare,
  tendenzialmente,  il tasso di ospedalizzazione  che  era  più  alto
  rispetto alla media nazionale.
  Nella  prima  fase del processo è stato definito il  fabbisogno  di
  posti letto per acuti, riabilitazione post acuzie e lungodegenza.
  Conseguentemente  la  rimodulazione  della  rete   ospedaliera   ha
  comportato  la  variazione del numero dei  posti  letto  di  alcune
  discipline, in rapporto all'effettivo fabbisogno rilevato nonché il
  raggiungimento,  in termini percentuali, della  dotazione  di  3,87
  posti  letto per mille abitanti, di cui 3,22 per acuti e  0,65  per
  riabilitazione e lungodegenza, andando dunque incontro ai parametri
  introdotti  dall'Intesa  del 3 dicembre 2009  tra  il  Governo,  le
  Regioni  e  le Province autonome di Trento e di Bolzano concernente
  il nuovo Patto per la salute per gli anni 2010-2012.
  Tuttavia la riduzione dei posti letto non ha costituito da sola  la
  risposta   all'obiettivo  di  revisione  dell'assistenza  sanitaria
  regionale,  il  cui  scopo principale è stato quello  di  garantire
  sicurezza  e  appropriatezza  delle  prestazioni  ed  efficacia  ed
  economicità del sistema.
  Gli  obiettivi  individuati per il completamento  del  processo  di
  riorganizzazione della rete ospedaliera, fanno infatti  riferimento
  a:
      ·Analisi della domanda e rimodulazione dell'offerta.
      ·Riduzione del numero di posti letto ospedalieri per acuti e del
  numero delle Unità Operative Complesse (UOC) e Semplici (005).
      ·Individuazione delle strutture in cui disattivare le funzioni di
  ricovero per acuti duplicate.
      ·Trasferimento di prestazioni ospedaliere ad alto rischio di in
  appropriatezza  verso forme di assistenza alternative  al  ricovero
  (ciò  ha  determinato  il  progressivo allineamento  del  tasso  di
  ospedalizzazione  dal valore di 202,59 x 1000  abitanti  [Dati  SDO
  anno 2009] ai parametri nazionali [180 x1000 abitanti].
  Oggi   é  peraltro  in  corso  un'ulteriore  revisione  della  rete
  ospedaliera,  secondo  i  parametri  fissati  dal  D.L.   6/07/2012
  convertito  con modificazioni dalla legge 7/08/2012 n.  135  e  dal
  regolamento  attuativo,  basati  sull'assistenza  organizzata   per
  intensità assistenziale e non più per patologia.
  I  nuovi  standard fissati dalla legge prevedono 3,7  p.l.  x  1000
  abitanti  ed  un  tasso  di ospedalizzazione  pari  a  160  x  1000
  abitanti.
  In  linea  di  indirizzo  la bozza di regolamento,  attualmente  in
  discussione  a  livello ministeriale, stabilisce tre  tipologie  di
  strutture ospedaliere in ordine di complessità:
      ·Presidi di base
      ·Presidi di I livello, sede di DEA di 1 livello
      ·Presidi di II livello, dotati di strutture di DEA di II livello
  La  bozza  definisce  con quali modalità sarà  possibile  rientrare
  negli   standard  fissati  dalla  legge  che,  innanzitutto,   sono
  conseguibili  intervenendo sull'indice  di  occupazione  dei  posti
  letto  che  deve attestarsi su valori del 90% e sulla durata  media
  della degenza per i ricoveri ordinari che dovranno essere inferiori
  ai 7 giorni.
  Definisce  anche  il percorso di applicazione: identificazione  del
  fabbisogno  di  prestazioni  ospedaliere,  il  calcolo  del  numero
  corrispondente di posti letto pubblici e privati, il disegno  della
  rete ospedaliera pubblica e privata.
  Inoltre  la  prevista introduzione di una soglia di  volumi  minimi
  comporterà anche una riduzione delle strutture complesse.
  Volumi ed esiti serviranno a monitorare e valutare le strutture  ai
  fini della riorganizzazione; elementi determinanti saranno pertanto
  i  volumi di attività per specifici processi e l'appropriatezza dei
  ricoveri e delle prestazioni.
  Per quanto relativo invece al mantenimento del punto nascita si  fa
  presente  che  il presidio di Paternò non ricade in  un  territorio
  geograficamente disagiato e pertanto non può rientrare nella deroga
  al vincolo di almeno 500 parti/anno previsti.
  Da  quanto  sopra emerge che il Sistema sanitario  regionale  è  in
  fase   di   profonda   revisione   e   pertanto   le   osservazioni
  dell'onorevole  interrogante potranno essere valutate  in  sede  di
  riordino della rete e sulla base dei criteri sopra enunciati».

      L'Assessore

      Dr.ssa Lucia Borsellino

   ALLEGATO 2

             EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO  DELLA SEDUTA

  DISEGNO DI LEGGE NN. 51-38 BIS - NORME STRALCIATE I/A -  NORME  IN
  MATERIA   DI   INELEGGIBILITà  DEI   DEPUTATI   REGIONALI   E   DI
  INCOMPATIBILITà  CON  LA  CARICA  DI  DEPUTATO  REGIONALE   E   DI
  COMPONENTE DELLA GIUNTA REGIONALE.

     All'articolo 1

   Emendamento 1.7

   Al  comma 1, lettera g bis) e lettera g ter), e al comma 3, sub 10
  septies  cc.  2 e 3,  dopo le parole  anche occulto  la  virgola  è
  soppressa.