Presidenza del Presidente Ardizzone
LANTIERI, segretario, dà lettura dei processi verbali delle sedute
nn. 61 e 62 del 25 luglio 2013 che, non sorgendo osservazioni, si
intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli:
D'Agostino, Federico e Tamajo, per oggi; Dipasquale per le sedute
della corrente settimana; Fazio per i giorni 30 e 31 luglio 2013.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le Risorse agricole ed alimentari
N. 390 - Notizie in merito al Piano di sviluppo rurale - PSR
Sicilia 2007 - 2013 - Asse 4 'Attuazione dell'approccio Leader'.
Firmatari: Ciancio Gianina; Palmeri Valentina; Mangiacavallo
Matteo; Ferreri Vanessa; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Ciaccio Giorgio (Con nota prot. n. 22021/IN.16 del 2
maggio 2013, il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore
per le risorse agricole).
- da parte dell'Assessore per la Salute
N. 697 - Notizie sul ridimensionamento del Presidio ospedaliero
SS. Salvatore di Paternò (CT).
Firmatario: Falcone Marco (Con nota prot. n. 30161/IN.16 del 17
giugno 2013, il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore
per la salute).
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Vaccinazioni facoltative. (n. 511)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ferreri,
Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio, Foti, La Rocca,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana e
Zito in data 25 luglio 2013.
- Valorizzazione beni ecclesiastici. (n. 512)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Ragusa in
data 25 luglio 2013.
- Norme in materia di assunzioni di personale nelle pubbliche
amministrazioni e negli enti regionali. (n. 514)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ioppolo,
Musumeci, Formica e Currenti in data 25 luglio 2013.
- Proroga dei termini di decorrenza dei canoni per la estrazione
di giacimenti minerari di cava. (n. 515)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ioppolo,
Musumeci, Formica e Currenti in data 25 luglio 2013.
- Istituzione dell'Agenzia regionale per l'istruttoria,
l'assistenza ed il finanziamento dei beni confiscati alla
criminalità organizzata in Sicilia. (n. 516)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cordaro,
Arancio, Ferrandelli, Lo Sciuto, Lantieri e Micciché in data 25
luglio 2013.
- Norme per il finanziamento degli enti che svolgono attività
sociale ed assistenziale d'interesse generale. (n. 518)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lentini,
Alongi, Cimino, Cordaro, Dina, Ferrandelli, Figuccia, Gianni, Greco
Giovanni, Lupo, Pogliese, Tamajo e Vinciullo in data 29 luglio
2013.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Modifiche alla legge regionale 13 settembre 1999, n. 20. (n.
471)
di iniziativa parlamentare, inviato il 25 luglio 2013.
- Norme per la riduzione dell'organico dell'Amministrazione
regionale. (n. 472)
di iniziativa parlamentare, inviato il 25 luglio 2013.
- Norme a sostegno dei familiari dei dipendenti della Regione
siciliana morti sul lavoro. (n. 495)
di iniziativa parlamentare, inviato il 25 luglio 2013.
parere Commissione d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della
mafia in Sicilia.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 31 maggio 1994,
n. 17. Provvedimenti per la prevenzione dell'abusivismo edilizio e
per la destinazione delle costruzioni edilizie abusive esistenti.
(n. 469)
di iniziativa parlamentare, inviato il 25 luglio 2013.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Istituzione del servizio di psicologia scolastica. (n. 458)
di iniziativa parlamentare, inviato il 25 luglio 2013, parere VI.
Comunicazione di ritiro di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che il disegno di legge n. 513 Promozione
albergo diffuso , presentato dagli onorevoli Lo Sciuto, Figuccia,
Greco Giovanni, Di Mauro, Federico, Fiorenza e Lombardo in data 25
luglio 2013, è stato ritirato con nota prot. n. 0008883/SG.LEG.PG
del 26 luglio 2013.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che:
- l'onorevole Fabrizio Ferrandelli, con nota prot. n.
8690/SG.LEG.PG. del 23 luglio 2013, ha chiesto di apporre la
propria firma al disegno di legge n. 420 Misure a sostegno dei
pazienti oncologici e delle loro famiglie ;
- l'onorevole Salvatore Oddo, con nota prot. n. 8797/SG.LEG.PG.
del 24 luglio 2013, ha chiesto di apporre la propria firma al
disegno di legge n. 504 Finanziamento degli Istituti Superiori di
Studi Musicali ex Istituti Musicali Pareggiati della Regione
Siciliana .
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
N. 1036 - Pagamento degli stipendi ai lavoratori forestali.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1037 - Finanziamento dell''Avviso 20'.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1038 - Costituzione delle società per la regolamentazione del
servizio di gestione dei rifiuti.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1039 - Misure finalizzate a favorire il settore turistico-
alberghiero di Cefalù (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1040 - Iniziative per scongiurare l'esclusione dei 225 tutors
ex PIP dal bacino 'Emergenza Palermo'.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1041 - Notizie sugli alloggi confiscati alla criminalità ed
assegnati alla Questura di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1042 - Chiarimenti in ordine alla mancata erogazione del
contributo all'Ente per la protezione e l'assistenza dei sordi -
Onlus - Consiglio regionale Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1043 - Notizie urgenti sulla sospensione del servizio di
trasporto via mare con le isole minori.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1044 - Notizie sulla mancata applicazione del 'Codice Vigna'
presso il Comune di Monreale.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1045 - Interventi per il ripristino della viabilità della
strada provinciale Montelepre 1 (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1046 - Iniziative in ordine alla crisi economica dell'area
termitana e sullo stabilimento ex FIAT di Termini Imerese (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1047 - Chiarimenti circa la mancata retribuzione di alcuni
dipendenti dell'ATO PA4 dei comuni di Marineo e Godrano (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1048 - Iniziative da assumere per scongiurare il trasferimento
del distaccamento della Forestale a San Martino delle Scale -
frazione del comune di Monreale (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1049 - Interventi a sostegno del mantenimento dell'Istituto
d'arte per il mosaico di Monreale (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Economia
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1050 - Iniziative volte all'avvio di una verifica nei territori
di competenza del COINRES per presunta costituzione di nuove
cooperative per il servizio di raccolta dei rifiuti e possibili
condizionamenti del voto in occasione delle prossime elezioni
politiche.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1051 - Notizie sui lavori di completamento della pavimentazione
del centro storico di Monreale (PA) e sul ricorso al
cofinanziamento di fondi comunitari.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Economia
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario:Vinciullo Vincenzo
N. 1052 - Interventi a tutela e salvaguardia dell'incolumità
pubblica nei luoghi di lavoro.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Salute
Firmatario:Vinciullo Vincenzo
N. 1053 - Provvedimenti a tutela dei pescatori siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1054 - Interventi urgenti per la messa in sicurezza e per il
ripristino della viabilità sulla S.P. 20 Monreale - San Giuseppe
Jato (PA) e iniziative a sostegno delle attività di impresa
compromesse dalle limitazioni al sistema di transito.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1055 - Chiarimenti sulle procedure per l'assegnazione in via
definitiva alla Regione dei beni confiscati
all'immobiliare Strasburgo.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1056 - Azioni finalizzate alla revoca delle nomine di
consulenti esterni conferite dal Presidente della Regione.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1057 - Interventi per la messa in sicurezza degli edifici
scolastici per garantire l'idoneità antisismica.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1058 - Chiarimenti sui centri di riabilitazione per minori
affetti da disabilità della provincia di Palermo con particolare
riferimento al Centro di riabilitazione 'Villa Nave'.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1059 - Chiarimenti circa l'uso delle sementi certificate di
grano duro.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1060 - Chiarimenti circa eventuali erogazioni avvenute in
favore dell'Istituto 'San Pio X' di Valderice (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1061 - Chiarimenti circa le modalità di gestione dei siti
archeologici siciliani ad opera della società concessionaria
Novamusa.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1062 - Chiarimenti in ordine alle azioni di governo per la
cantieristica siciliana con particolare riferimento all'attività di
Fincantieri Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1063 - Interventi per disporre un'immediata ispezione presso il
COINRES e segnatamente sull'operato del commissario liquidatore.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1064 - Iniziative per ripristinare l'erogazione dei contributi
agli istituti scolastici di Monreale (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1065 - Interventi per garantire le condizioni di sicurezza ed
il transito della viabilità di contrada Cerasa in territorio di
Monreale (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1066 - Notizie in merito alla gestione del servizio di raccolta
rifiuti a Termini Imerese (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1067 - Notizie sulla programmazione delle risorse di cui alla
L. n. 328 del 2000 e rifinanziamento dei piani di zona 2013/2015.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1068 - Notizie in merito alle risorse da destinare ai cantieri
di lavoro regionali.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1069 - Notizie in ordine ai contributi per il Museo Mandralisca
di Cefalù (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1070 - Misure urgenti da concertare con l'ANCI Sicilia al fine
di garantire l'erogazione, a titolo gratuito, di acqua dolce per i
fabbisogni individuali dei siciliani in stato di grave disagio
economico.
- Presidente Regione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 93 - Chiarimenti e interventi sull'iter d'approvazione, da
parte degli enti regionali competenti, della variante edilizia
richiesta dalla società cooperativa, Sabrina S.C.P.A. di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Foti Angela; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 94 - Chiarimenti sulla direzione del Centro per la formazione
permanente e l'aggiornamento del personale del servizio sanitario
(CEFPAS).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi;
Currenti Carmelo.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 154 Iniziative per la costituzione di un fondo di garanzia
a favore dei produttori agricoli , degli onorevoli Coltraro
Giambattista; Di Giacinto Giovanni; Dipasquale Emanuele; Oddo
Salvatore, presentata il 22 luglio 2013
numero 155 Iniziative urgenti finalizzate alla risoluzione della
convenzione di gestione del S.I.I. tra l'ATO idrico di Agrigento e
la Girgenti Acque S.P.A. , degli onorevoli Mangiacavallo Matteo;
Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Cappello Francesco;
Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Zafarana
Valentina; Ferreri Vanessa; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito Stefano, presentata il 23
luglio 2013;
numero 156 Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di rapporti
finanziari con lo Stato , degli onorevoli Gianni Giuseppe; Cordaro
Salvatore; Miccichè Gianluca Antonello; Clemente Roberto Saverio;
Anselmo Alice; Germanà Antonino Salvatore, presentata il 24 luglio
2013;
numero 157 Tutela dell'Istituto superiore di studi musicali
'Arturo Toscanini', con sede in Ribera (AG) , degli onorevoli
Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito
Stefano, presentata il 25 luglio 2013.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di ritiro di interrogazione e di apposizione di
firma
PRESIDENTE. Comunico che:
- con email pervenuta il 23 luglio 2013 e protocollata al n.
8796/AULAPG del 24 luglio successivo, l'on. Ioppolo ha ritirato
l'interrogazione n. 1114, in quanto di identico contenuto
all'interrogazione n. 1088, a firma dello stesso deputato;
- con note pervenute il 24 e il 30 luglio 2013, protocollate
rispettivamente ai nn. 8795/AULAPG del 24 luglio 2013 e
8955/AULAPG del 30 luglio 2013, l'on. Ciaccio ha chiesto di
apporre la propria firma alle interrogazioni nn. 953, 956, 957,
959, 965, 968, 969, 972, 975, 977, 980, 982, 983, 984, 986, 988,
990, 1000, 1001, 1004, 1011, 1014, 1015, 1016 e 1019, e
all'interpellanza n. 92.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione di disegni di legge
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Onorevoli colleghi, la II Commissione, che sta esaminando la
materia del rendiconto e dell'assestamento di bilancio, ha deciso
di riunirsi al termine di questa seduta.
Per ovvie ragioni, non solo di opportunità, è necessario approvare
l'assestamento di bilancio prima dell'approvazione del disegno di
legge n. 480/A Disposizioni di proroghe e modifiche di norme ,
posto al numero 1).
Pertanto, in ordine a questo disegno di legge, ove peraltro è
pervenuto un emendamento, ho avuto modo di consultarmi
informalmente in questo momento con l'onorevole Greco, ne rinviamo
la trattazione a domani - domani è l'ultimo giorno -, nella
speranza che si possa deliberare preventivamente sull'assestamento
tecnico di bilancio, e sottolineo assestamento tecnico di bilancio,
rinviando eventualmente la variazione ad un altro disegno di legge.
Mi risulta che sono stati presentati anche disegni di legge
sottoscritti da ben 67 parlamentari. Il Governo, da quello che
informalmente si sa, ci dovrebbe pure dare qualche indicazione in
merito.
Ripeto il concetto - lo ripeto a me stesso - rinviamo a domani la
trattazione del disegno di legge n. 480/A relativo a disposizioni
di proroghe e modifiche di norme; questo ci consente, insieme con
il presidente della Commissione, di approfondire la questione in
relazione alla presentazione di questo emendamento che andava e
veniva dalle Commissioni ma non certamente solo dalla V
Commissione, nell'auspicio che si possa approvare preventivamente
l'assestamento tecnico di bilancio, dando modo alla II Commissione
di poterlo esitare entro stasera.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme in materia
di ineleggibilità dei deputati regionali e di incompatibilità con
la carica di deputato regionale e di componente della Giunta
regionale» (51-38 bis - Norme stralciate I/A)
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge Norme in materia di ineleggibilità dei deputati
regionali e di incompatibilità con la carica di deputato regionale
e di componente della Giunta regionale (nn. 51-38 bis - Norme
stralciate I/A), posto al numero 2). Invito i componenti la I
Commissione a prendere posto nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, gli assistenti stanno distribuendo il
fascicolo con i relativi emendamenti.
Ricordo che sono stati differenziati due disegni di legge perché
lo stralcio 1/A ha la procedura rafforzata perché è sottoponibile a
referendum, ove ne facciano richiesta un certo numero di
parlamentari o di elettori nella Regione Siciliana.
Si passa all'art. 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Disposizioni in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e
di incompatibilità con la carica di deputato regionale e di
componente della Giunta regionale
1. Al comma 1 dell'articolo l0 della legge regionale 20 marzo
1951, n. 29 e successive modifiche, dopo la lettera g) sono
aggiunte le seguenti:
g bis) chi ricopre il ruolo di rappresentante legale,
amministratore o dirigente, o sia socio anche occulto, la cui
qualità sia accertata giudizialmente, in enti o società operanti
nel settore della formazione professionale che abbiano rapporti con
la Amministrazione regionale di natura finanziaria o
autorizzatoria;
g ter) chi ha il coniuge non legalmente separato ovvero un
convivente, il cui stato sia accertato giudizialmente o comprovato
da atti della pubblica amministrazione, il quale ricopre il ruolo
di rappresentante legale, amministratore o dirigente, o sia socio
anche occulto, la cui qualità sia accertata giudizialmente, in enti
o società operanti nel settore della formazione professionale che
abbiano rapporti con la Amministrazione regionale di natura
finanziaria o autorizzatoria. .
2. Al comma 2 dell'articolo 10 quinquies della legge regionale 20
marzo 1951, n. 29 e successive modifiche, le parole lettere k) e
l)' sono soppresse.
3. Alla legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 e successive
modifiche, dopo l'articolo 10 sexies è inserito il seguente:
Art. 10 septies - 1. Le cause di incompatibilità dei deputati
regionali previste dal presente Capo si applicano, altresì, nei
confronti dei componenti della Giunta regionale.
2. Non può, comunque, ricoprire la carica di componente della
Giunta regionale chi ricopre il ruolo di rappresentante legale,
amministratore o dirigente, o sia socio anche occulto, la cui
qualità sia accertata giudizialmente, in enti o società che abbiano
rapporti con l'Amministrazione regionale di natura finanziaria o
autorizzatoria.
3. Non può, altresì, ricoprire la carica di componente della
Giunta regionale chi ha il coniuge non legalmente separato ovvero
un convivente, il cui stato sia accertato giudizialmente o
comprovato da atti della pubblica amministrazione, il quale ricopre
il ruolo di rappresentante legale, amministratore o dirigente, o
sia socio anche occulto, la cui qualità sia accertata
giudizialmente, in enti o società che abbiano rapporti con
l'Amministrazione regionale di natura finanziaria o
autorizzatoria. .»
Si passa all'emendamento 1.7, a firma degli onorevoli Gucciardi,
Lupo e Cracolici.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, si tratta di cancellare la virgola
dopo la parola occulto per la semplice ragione che il socio
occulto può essere accertato giudizialmente, se invece mettiamo la
virgola sembra che ci sia una distinzione tra il socio occulto e il
soggetto che deve materialmente attestare la fattispecie giuridica
del socio occulto. La virgola separa il concetto tra il socio
occulto che deve essere accertato giudizialmente.
Non so se sono stato chiaro.
PRESIDENTE. Sì, ho compreso. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FORZESE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.2, degli onorevoli Alongi, D'Asero,
Fontana, Milazzo, Assenza.
ASSENZA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, l'emendamento è abbastanza chiaro. Nel
momento in cui ci accingiamo ad introdurre, attraverso un chiaro
giro di vite, delle norme sulla incompatibilità, trattare queste
norme solo sul tema di formazione ci sembra assolutamente
riduttivo.
Se queste norme hanno un senso, devono operare per tutti i
rapporti che la Regione ha nelle varie sfaccettature.
Sarebbe assurdo limitare questa incompatibilità solo al settore
della formazione e lasciare esenti magari appalti milionari che
operano in altri settori e per questi non introdurre alcuna forma.
Se incompatibilità deve essere, deve riguardare tutti i rami
dell'Amministrazione regionale e non solo quelli della formazione.
Queste le ragioni che ci hanno spinto a presentare l'emendamento
che sottoponiamo al voto dell'Aula.
CORDARO. L'onorevole Grasso ed io apponiamo la firma a questo
emendamento.
PRESIDENTE. Invito gli Uffici a prenderne nota.
CRACOLICI.. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiedere
ai firmatari, siccome è evidente che estendere a tutta
l'Amministrazione è stato già acclarato che la Corte costituzionale
ha tipizzato l'eventualità di derogare a norme fondamentali che
riguardano tutti i cittadini che hanno uguali diritti, da Bolzano a
Lampedusa, ha fatto riferimento alla possibilità che in alcuni
settori delicati, legati a fattispecie particolari nell'ambito
delle Regioni, è possibile avere normative speciali che
disciplinano eventuali norme sull'incompatibilità, credo lo
ricordasse la volta scorsa l'onorevole Forzese.
Chiedo ai colleghi, siccome penso che la formazione professionale
non è il solo settore delicato' per il quale in qualche modo
dovrebbe disciplinare l'incompatibilità, chiedo ai colleghi di
modificare il loro emendamento limitando, non solo alla formazione,
ma anche il settore delle energie rinnovabili e della
comunicazione, individuando questi due settori come settori ad alto
rischio per i quali la norma regionale disciplina forme speciali di
incompatibilità, quindi: formazione professionale, energie
rinnovabili e comunicazione.
GRASSO. E i lavori pubblici?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, se non ho compreso male
l'emendamento presentato e illustrato dall'onorevole Assenza
tendeva ad allargare a tutti i settori.
CRACOLICI. Quello non si può fare. Chiedo di individuare queste
ulteriori due tipologie.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE.. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Valenti, premesso che una legge non può colpire solo ed
esclusivamente un settore, cosa che appare da questo disegno di
legge, che fra le altre cose si allontana moltissimo da quello mio
che è stato abbinato al disegno di legge n. 51, quindi, premesso
che la legge non può colpire i singoli ma deve sempre riguardare la
generalità, perché altrimenti noi corriamo il rischio di fare una
legge ad personam, cosa che non possiamo assolutamente fare.
Sono invece d'accordo con quanto sostenuto dall'onorevole Assenza
e cioè che se noi facciamo una legge di incompatibilità con quanti
hanno la possibilità, per il ruolo che ricoprono, di influenzare
politicamente alcune attività come la formazione, ma perché sui
rifiuti non può succedere la stessa cosa? Sull'energia non può
succedere la stessa cosa? Sui lavori pubblici non può succedere la
stessa cosa? Per cui mi sembra di capire che l'emendamento
presentato dall'onorevole Alongi, poi sottoscritto dal PDL, va
proprio in questo senso: far sì che la legge non sia rivolta solo
ed esclusivamente ad un settore, e quindi ad una schiera eventuale
di deputati, bensì deve impedire che vi siano delle possibilità di
influenza fra l'Amministrazione attiva, in tutti i settori, nessuno
escluso, e colui il quale fa attività politica.
Per cui credo che l'emendamento dell'onorevole Assenza vada posto
in votazione e vada apprezzato dalla Commissione e anche dal
Governo perché il disegno di legge, così come è arrivato dalla
Commissione, credo che rischi di essere impugnato dal Commissario
dello Stato, perché i paletti vengono posti solo ed esclusivamente
nei confronti della formazione': o tutti o nessuno, la legge non
può mai essere particolare, la legge deve essere sempre universale.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Raccomando a tutti i deputati la
brevità, anche perché le questioni ormai sono state abbastanza
esplicate.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Valenti,
vorrei chiedere, soprattutto all'onorevole Cracolici, all'onorevole
Assenza, all'onorevole Vinciullo e a tutti i colleghi, anche al
Presidente che ha fatto un intervento, poc'anzi, in tal senso, un
minuto di attenzione, perché altrimenti rischiamo di fare
confusione e soprattutto di approvare una norma che quasi
certamente andrebbe incontro ad un impugnativa.
Mi spiego: quando un disegno di legge giunge in Aula,
evidentemente ha alle sue spalle un percorso di studio nelle
Commissioni, col contributo di ciascuno di noi, ma col contributo
anche degli Uffici che collaborano il lavoro delle Commissioni.
Nell'affrontare questo tema, proprio questo paragrafo, questo
articolo, questo comma, con queste modalità, ci siamo confrontati
con gli Uffici, perché venendo in considerazione prerogative di
carattere personale, diritti soggettivi e quindi una parte
indisponibile della sfera della personalità, andare a ripetere in
senso contrario rispetto alla normativa nazionale, onorevole
Cracolici, affrontando in maniera generale questo tema e
imponendone il divieto in tutta la gamma dei rami
dell'Amministrazione regionale, poteva diventare, a parere degli
Uffici e condiviso dalla Commissione, un vulnus perché finivamo per
andare in contraddizione con le norme in merito.
C'è stato raccomandato, onorevole Assenza, di individuare, ove
possibile, un campo o più campi di criticità, perché lasciare la
norma aperta ad una gamma imprecisata o, addirittura, all'intera
globalità dei rami dell'Amministrazione portava questa norma ad
essere impugnata.
Onorevole Cracolici, siccome lei ha sostenuto un principio che mi
trova d'accordo, però noi potremmo anche decidere di fare una cosa
diversa, cioè noi potremmo decidere, oggi, di votare l'emendamento
Assenza, ma lo dobbiamo fare consapevolmente, ponendo un principio
che poi ci potrebbe portare a scontrarci col Commissario dello
Stato, ma sapendo quello che facciamo. Io sono d'accordo in linea
di principio con l'emendamento Assenza, perché credo che la
incompatibilità debba riguardare tutti i rami dell'Amministrazione,
perché noi non facciamo il lavoro che si fa nelle questure o nelle
prefetture, non facciamo quel lavoro meritevole e pregiato, il
nostro lavoro è un altro, quello di fare sì norme generali ed
astratte e quindi non possiamo che guardare alla sanità, piuttosto
che alla formazione, piuttosto che ai lavori pubblici, piuttosto
che all'energia, piuttosto che alla comunicazione, piuttosto che al
turismo, ma così ci perdiamo.
Le strade sono due, assessore: o noi individuiamo uno, due, tre, x
campi di criticità e subemendiamo il comma in argomento, o facciamo
buono l'emendamento Assenza, sapendo il rischio che corriamo, ma
facendo una scelta politica precisa che, se decisa, deve essere
però poi portata fino in fondo in tutte le sedi per sostenere un
principio che andremmo ad imporre con una scelta legislativa che
credo, ogni tanto, dobbiamo ricordarci di potere compiere.
Ma l'una e l'altra cosa, onorevole Assenza e onorevole Cracolici,
è impossibile.
Io sono dell'idea che dovremmo mantenere l'emendamento Assenza.
Se ci sono precedenti tali da rendere ictu oculi un emendamento
come questo assolutamente inapplicabile, vorrei che gli Uffici lo
dicessero, ma sarei per compiere oggi una scelta politica forte
perché credo che all'esterno sarebbe più compresa una scelta
generale piuttosto che una scelta parziale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo che l'intervento
dell'onorevole Cordaro in effetti sia più che appropriato in questo
momento, perché ha evidenziato dei profili che più volte sono stati
ribaditi dagli Uffici, sono stati detti in Aula, per cui proprio su
questo argomento che diventa fondamentale fra - ribadisco -
l'emendamento Assenza, che allargherebbe a tutti i settori
dell'Amministrazione regionale, e un subemendamento che ancora deve
essere formalizzato da parte dell'onorevole Cracolici, che estende
oltre alla formazione ad altri settori, ma aspettiamo che
formalizzi il subemendamento, gradirei sapere cosa ne pensano la
Commissione e il Governo.
Siamo ora dinanzi ad un punto nodale e su questo si devono
pronunciare la Commissione e il Governo. Mi sembra più che
opportuno.
FORZESE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORZESE, presidente della Commissione. Come no, abbiamo compreso
però è giusto che la Commissione nella sua interezza ascolti anche
i colleghi e dal momento in cui la Commissione ha sempre fatto e ha
dato sé stessa per mantenere forte il testo che è già uscito, noi
non vogliamo che all'interno di quest'Aula ci possa essere una
competizione
PRESIDENTE. Ma non c'è una competizione, l'onorevole Cordaro ha
sollevato un problema di carattere giuridico-costituzionale
obiettivamente fondato.
Qua non è un problema di contrapposizione, la sua è una
Commissione di merito e quindi si ritiene che abbia svolto un
ragionamento. Si è detto che se si limita ad alcuni settori c'è un
grosso rischio di incostituzionalità.
FORZESE, presidente della Commissione. Io ho ascoltato
l'intervento dell'onorevole Cracolici e anche gli altri interventi.
Ci siamo avvalsi, così come diceva il collega Cordaro, di
validissimi esperti e, pertanto, ritengo che il lavoro svolto dalla
Commissione, ancora una volta, non abbia nulla di
anticostituzionale.
PRESIDENTE. Evitiamo contrapposizioni Fra l'emendamento Assenza
che cerca di estendere a tutti i settori dell'Amministrazione
regionale e un subemendamento, preannunciato dall'onorevole
Cracolici, sulla base dei rilievi fondati, portati avanti
dall'onorevole Cordaro,
FORZESE, presidente della Commissione. Su alcuni settori, per
quanto ci riguarda.
PRESIDENTE. Solo su alcuni settori, non su tutti?
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, lei immagini per un attimo. In questo
momento in Sicilia abbiamo tanti turisti. Se c'è un turista che so,
uno di Vaduz, che è la capitale del Liechtenstein, e ascolta
questo dibattito che oggi stiamo facendo in quest'Aula, quasi
millenaria, si renderà conto, questo cittadino del Liechtenstein, e
ci prenderà per un Parlamento dove per parenti o amici, come diceva
qualcuno, quasi l'incompatibilità doveva essere anche per il vicino
di casa, perché qualcuno ha parlato anche di parenti fino al quarto
grado. Se la dobbiamo sparare grossa, diciamo anche per il vicino
di pianerottolo.
Questo disegno di legge a mio parere, ma io sono tra virgolette un
cattivo geometra - qui c'è una serie di illustri avvocati e
giuristi - credo che sia tutto incostituzionale, ma la cosa
peggiore che stiamo facendo capire alla gente è che c'è un
Parlamento, diciamolo in maniera chiara, che ha parenti, cugini e
affini che hanno tutti una serie di appalti.
Ma finiamola, perché lo sappiamo tutti che non è così Qualcuno
non si rende conto che stiamo parlando di una materia che è reato
penale, nessuno vuole capire questo.
Direi al presidente Forzese e all'Aula tutta che questa legge non
può essere una legge di due paginette, perché è una legge, mi
scusi l'onorevole Forzese, che quasi fa sorridere.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, credo che quando si vuole, si può
essere più realisti del re, lei sa bene, per la sua professione,
quanti presunti vizi di incostituzionalità questo disegno di legge
contiene. E se ci fosse un'Aula responsabile non si attarderebbe a
chiedere, nel rispetto dell'articolo 101, comma 2, una questione
pregiudiziale sulla costituzionalità del testo.
Signor Presidente, visto che buona parte del gruppo parlamentare
PD è distratto, comincio da lontano. Mi rifiuto di partecipare a
lavori parlamentari in cui si vogliono scrivere delle norme che
servono per scoraggiare chi approfitta del proprio ruolo o chi fa
il ladro, a rubare. Non è questo il nostro ruolo. Se non si vuole
ascoltare questo argomento, ciascuno di noi può fare di tutto e di
più e con assoluta libertà può votare come vuole; ma non voglio
essere scritto nell'elenco di quelli che non capiscono le cose.
Questa legge nasce con lo spirito di moralizzare la formazione
professionale, onorevole Falcone, un momento, su questo argomento
non siamo tutti uguali Signor Presidente, se lei guarda i
resoconti parlamentari...
Signor Presidente, rinuncio al mio intervento e mi riservo di
intervenire sull'articolo successivo
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di
spiegare anche se non sarò ascoltato, ma mi basta essere sentito.
Se dovevamo intervenire per la moralizzazione della Formazione
professionale avremmo dovuto cambiare il titolo, avremmo dovuto
cambiare, radicalmente, l'impostazione della norma. Riteniamo che
questa norma vada riscritta e con questo non vogliamo fare un
torto alla Commissione, che ha lavorato bene, ha fatto un bel
lavoro, un lavoro proficuo, utile, interessante, ma riteniamo che
ogni lavoro sia perfettibile
Questa norma ha anticipato l'altra norma, quella della
parentopoli , nella quale abbiamo presentato un divieto assoluto
che riguarderà tutti i rami dell'Amministrazione e noi, come PDL,
abbiamo presento un divieto che si estende, non soltanto al
presidente, agli assessori, ai deputati, ai dirigenti generali e
non, ma si estenderà anche ai consulenti a titolo gratuito ed ai
componenti degli Uffici di gabinetto - atteso quello che è successo
qualche giorno fa all'IRSAP, dove si dice che qualche commissario o
presidente che è molto disponibile ad affidare incarichi legali,
molti dei quali vengono affidati a consulenti del Presidente della
Regione o a componenti dell'Ufficio di Gabinetto
Vado verso la norma stralcio numero 2 per ritornare alla norma
stralcio numero 1, dove se si volesse ingabbiare una norma,
soltanto all'attività professionale, a mio avviso, sbaglieremo
perché già l'abbiamo la norma, e l'abbiamo visto quando qualche
nostro ex collega, l'onorevole Fortunato Romano, decadde dalla
carica di parlamentare proprio perché era rappresentate legale di
un istituto di formazione, poi dovette fare il ricorso e così via
Ci fu tutta una querelle ma, in un certo senso, sarebbe sterile
voler limitare alla Formazione professionale Noi invece ribadiamo,
e ha fatto bene l'onorevole Cordaro a dire noi insistiamo per
estendere a tutti i rami dell'Amministrazione la incompatibilità .
Che senso ha, se io sono titolare di un ente di formazione non
posso essere eletto o se invece sono titolare di una importante
azienda che ha avuto delle concessioni o delle autorizzazioni in
alcuni settori, quale quello dell'energia, oggi molto più
importante ed interessante sotto il profilo di lucro, allora in
quel caso io posso essere eletto No
Noi riteniamo che sia assolutamente ingiusto, che sia invece
iniquo e che comporti una disparità di trattamento e chiediamo che
si voti sul nostro emendamento, l' 1.2, firmatari Alongi, D'Asero,
Fontana, Milazzo e Assenza, per poter dire estendiamo invece a
tutti rami dell'amministrazione . Se poi il Commissario dello Stato
lo volesse impugnare, poi ne prenderemo atto A me sa invece che
molte volte invochiamo il Commissario dello Stato per non fare
alcune cose utili e qua non possiamo andare a due regimi,
Presidente Ardizzone, non possiamo dire fuori da quest'Aula, da
questo Parlamento, che siamo contro la mafia, che siamo contro la
corruzione, che siamo contro le ingiustizie e poi andiamo a
limitare il nostro raggio di azione ad un settore che mai come in
questo momento langue ad un settore, invece, nei cui confronti il
Presidente fa bene nella sua azione di moralizzazione, ma farebbe
altrettanto bene se sbloccasse lo stipendio a diversi migliaia di
dipendenti i quali da 15, 18, 24 mesi non percepiscono lo stipendio
e devono pagare, magari, le malefatte di qualche ente o di qualche
rappresentante di ente.
Allora, concludo, signor Presidente, invitando l'Aula a votare con
serenità un emendamento che non deve fare paura a nessuno, ma deve,
invece, farci riprendere credibilità nei confronti dell'opinione
pubblica. Noi dovremmo avere timore di confrontarci con l'esterno
se non lo votassimo, significa che vorremo nascondere qualcosa o
che avremmo paura di qualcosa.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento
questa sera vuole essere solo stringato perché dal punto di vista
politico, della concezione della politica che la sottoscritta ha,
credo non ci sarebbe bisogno che questo Parlamento oggi si
apprestasse a votare una norma che ha non uno ma tanti tantissimi
profili di incostituzionalità. Infatti, dobbiamo ricordare che la
legge elettorale già pone dei limiti alla incompatibilità, alla
ineleggibilità.
Che senso ha, oggi, volere estendere questi limiti solo alla
formazione professionale?
Io oggi, in questo momento, mi vergogno di essere un deputato
perché la politica per noi deve essere il faro per raggiungere il
bene comune. E allora siccome noi all'esterno, sui giornali,
all'opinione pubblica, che ogni giorno pensa che veniamo qui a
bivaccare quando invece il nostro compito e il nostro dovere e la
nostra forza invece è quella di cercare di risolvere e di portare
un contributo per la risoluzione dei problemi della Sicilia; e
allora, a questo punto, se il segnale deve essere forte e la norma
deve essere la ineleggibilità e l'incompatibilità che nel nostro
ordinamento - lo ricordiamo a tutti, compresi tutti i
costituzionalisti e i giuristi - è una eccezione e noi invece
stiamo dicendo che la dobbiamo estendere a tutti, allora,
approviamo l'emendamento sottoscritto dall'onorevole Assenza così
siamo in pace con noi stessi sapendo che le norme si aggirano per
cui è tutto un falso problema Dobbiamo avere la consapevolezza che
non ci vuole niente per aggirare una norma
E allora, visto e considerato che dobbiamo a tutti i costi dare
una risposta perché abbiamo bisogno di una legge che ci impone di
essere dei moralizzatori, delle persone oneste, ci deve essere una
norma che ci fa un divieto che, invece, deve essere il divieto che
ciascuno di noi ogni giorno si pone.
Io non lo condivido e siccome non condivido questa legge perché
ritengo di essere una persona corretta, una persona onesta e mi
infastidisco quando qualcuno dice il contrario, e allora se la
dobbiamo votare l'incompatibilità e l'ineleggibilità che per il
nostro ordinamento è un divieto, noi invece ad eccezione la
estendiamo a tutti i settori della Pubblica amministrazione e,
ahimè, perché sono dipendenti regionali e perché mi dispiace gli
Assessori sono tecnici perché altrimenti ci potremmo arrogare pure
questo diritto di estenderla a tutti.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che in
questi giorni durante le fasi del dibattito mi pare di avere
percepito da entrambi i fronti, da tutta l'Aula al completo che
questa norma è così importante, là dove è importante allargare e
amplificare il suo raggio di azione.
Ho visto girare in Aula, poco fa, un sub-emendamento nel quale si
dice di citare soltanto energia, formazione e comunicazione.
Mi viene un dubbio, una perplessità, che vorrei che mi venissero
fugati dal firmatario: citiamo soltanto energie rinnovabili,
formazione e comunicazione? Perché in questi ultimi mesi, su questi
tre segmenti specifici, è successo qualcosa di importante; o li
segniamo perché riteniamo che lì ci sia probabilmente di mettere un
paletto importante?
Una cosa ancora vorrei aggiungere: permettetemi, sul segmento
della sanità. Vorrei ricordare a quest'Aula, vorrei ricordare agli
assessori presenti e al signor Presidente che mi pare che ci sia un
giro d'azione d'affare non indifferente, affari leciti, ci
mancherebbe altro, non illeciti.
Pertanto, ritengo che l'avere presentato questo emendamento come
primo firmatario sia un segno non solo culturale ma di segnale
morale per tutti quanti. Chi non ha nulla da temere, di cui
preoccuparsi, non capisco perché debba preoccuparsi a firmare e a
votare questo emendamento.
Difendo dunque fortemente questo emendamento insieme ai colleghi
che l'hanno firmato e credo sia importante non mettere uno
spartiacque, ma lasciare traccia di un'azione politica che voglia
veramente dare segni di moralizzazione.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
questo passaggio di cui stiamo discutendo già da qualche decina di
minuti sia abbastanza importante e proprio per questo motivo nella
veste di capogruppo chiedo cinque minuti di sospensione proprio per
mettere d'accordo quanti più deputati possibili su qualcosa che può
essere alla fine anche un subemendamento condiviso da più parti
dell'Aula.
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di sospensione. Prego, ne ha
facoltà.
CLEMENTE. Signor Presidente, se vuole valutare prima la richiesta
di sospensione perché penso che il mio intervento vada nella
direzione
PRESIDENTE. Onorevole Clemente, invero su una materia così
delicata, in effetti, credo occorra un minimo di riflessione; però
se i vostri interventi sono abbastanza stringati e permettono di
agevolare il percorso d'Aula, ve ne sarei grato.
CLEMENTE. Signor Presidente, in maniera velocissima, volevo
stigmatizzare e devo dire che l'intervento di sospensione va anche
in questa ottica, che comunque ci sono due blocchi contrapposti:
uno, che vede l'attribuzione ad una sola parte dell'Amministrazione
e l'altro, più ampio, che intende preferibilmente allargare a
tutti. Però, qui manca, c'è una voce silente che è quella del
presidente della Commissione di merito.
Pertanto, se i cinque minuti di sospensione potessimo utilizzarli
perché la Commissione di merito ci dica qualcosa in merito e nello
stesso tempo che l'Aula possa determinarsi per un emendamento che
trovi, magari, una condivisione più allargata, penso che siano
tutte e due le cose confacenti.
CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO SALVATORE. Signor Presidente, volevo intervenire prima
dell'eventuale sospensione perché questa mia riflessione potrebbe
essere oggetto anche della sospensione.
Come linea di principio l'emendamento è perfettamente accettabile;
non è accettabile per quanto riguarda gli effetti che produce,
perché questo emendamento è molto estensivo. L'emendamento letto
nella sua interezza disciplina anche elementi autorizzativi oltre
che finanziari. Tradotto: volendo fare una simulazione pratica
significa che chi ha la ventura o la sfortuna di avere un marito o
moglie medico, un marito o una moglie fisioterapista o infermiera
professionale che sono soggetti ad autorizzazione regionale per
espletare l'esercizio libero professionale viene alienata la
possibilità di fare politica. E ciò non mi sembra assolutamente
corretto. Lo porto e lo cito a mo' di esempio, ma ci possono essere
altri casi e altre professioni che risentono di questo effetto
negativo.
Io invece sono d'accordo con la proposta dell'onorevole Cracolici
che è quella di limitare, e con un sub emendamento potremmo
riscrivere questo sub emendamento per delimitare meglio a quali
attività dell'amministrazione regionale deve essere applicato
l'articolo.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sento di
ringraziare il presidente del Gruppo parlamentare Movimento Cinque
Stelle per avere chiesto un momento di sospensione perché, secondo
me, questo disegno di legge merita non solo di essere approfondito
nel suo complesso, ma soprattutto, signor presidente, le singole
parti di questo testo non meritano di essere trattate con
emendamenti volanti che possano rappresentare come se in Sicilia vi
siano parlamentari o parenti di parlamentari che operano con grandi
investimenti nel settore della formazione, nel settore
dell'energia, nel settore della comunicazione, rispetto invece ad
un testo, questo testo, che è un'offesa verso la Pubblica
Amministrazione regionale, perché un conto è l'attività politica e
legislativa, altro conto è l'attività prettamente gestionale che
fanno gli uffici.
Le regole sono uguali per tutti. Volere, ad esempio, ampliare il
testo di legge con l'emendamento Cracolici significa che se si
pensa di voler approfittare per un appartamento, per un monolocale,
di un pannello fotovoltaico, questo non si può fare, perché questa
legge parla anche delle autorizzazioni.
Se un soggetto, quindi, o un parente di questa Aula ha la volontà
di togliere il sistema elettrico naturale e provvedere con un
piccolo pannello fotovoltaico, questo non è possibile perché,
guarda caso, incide sull'elettorato, incide sugli affari, chissà
quale tipo di autorizzazione bisogna mettere in moto
Io ritengo che la legge debba essere uguale per tutti, e
sicuramente, come diceva l'onorevole Grasso, c'è il tema della
moralità e dell'etica in politica e che questi elementi e queste
cause escludenti sono dei percorsi che devono dare la possibilità
alla Pubblica Amministrazione di valutare le iniziative, ma non di
fatto, già di per sé, precludere alcuni percorsi, alcuni obiettivi
che si possono raggiungere.
Il testo del Governo è un testo che è circoscritto all'ambito
della formazione professionale. Se altri ambiti vogliono potersi
aggiungere è bene non fare degli emendamenti sostitutivi o
integrativi, ma fare ulteriori testi di legge perché trattandosi di
divieti è bene che questi divieti siano prettamente tipizzati in
fattispecie specifiche e non amplino la sfera tale da creare, poi,
l'incostituzionalità di un testo che è già di per sé ha un percorso
molto difficile.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, fermo restando che in venti anni di
attività politica forse sono l'unico con tre figli maggiorenni, il
più grande ha trenta anni e non è impiegato in nessun Comune della
Regione siciliana e me ne dispiace perché oggi stiamo votando e
voteremo questo disegno di legge insignificante perché, in effetti,
dopo cinquant'anni di malefatte, siamo arrivati a questo punto dove
dobbiamo chiudere con un qualcosa che mortifica la reputazione e
mortifica anche la società.
Io penso che qui dentro siamo tutti di passaggio: oggi siamo
deputati, domani non lo saremo più. Significa che qualcuno non lo
farà ora, lo potrà fare domani mattina. E' insignificante questo
disegno di legge. Pensiamo, invece, votando questo disegno di
legge, signor Presidente, cosa penserà l'intera nazione? Cosa
penserà il mondo intero? Penseranno che in Sicilia siamo veramente
degli spreconi? Che la facciamo subire al popolo per intero? Che
siamo dei mascalzoni e che non sappiamo fare nulla?
Io sicuramente mi asterrò dalla votazione su questo disegno di
legge.
Non penso di avere pretese e non penso che con tutto quello che
corre nell'ambito della Regione siciliana, nessuno è nelle
condizioni di fare impieghi e cose varie. Semmai inviterei la
pubblica amministrazione, inviterei gli enti, ogni qualvolta si
devono fare delle assunzioni, a bandire i concorsi, e ciò mi sembra
normale, e con evidenza pubblica, affinché si possa dare la
possibilità ai tanti disoccupati, ai tanti professionisti che
vogliono entrare nell'ambito dell'amministrazione, di poterlo fare.
Ma così perché dobbiamo interrompere un percorso possibilmente per
qualcuno che ha un figlio che è un'arca di scienza? Ma perché
dobbiamo subire queste cose inutili?
Nei prossimi vent'anni, con tutti i precari che abbiamo, non ci
sono concorsi, quindi leviamocelo dalla mente. Ma pensate, oggi
siamo deputati, domani non lo saremo più, ma le raccomandazioni ci
sono, ed esisteranno sempre. E veramente non è giusto. Qualcuno
avrà sempre il modo per raggirare, perché è legge di natura,
carissimo Presidente e carissimi deputati, nessuno potrà mai
contrastarlo.
Ognuno farà di tutto per aiutare i propri familiari, e mi sembra
una cosa assurda. Qualsiasi cosa, qualsiasi possibilità che la
pubblica amministrazione, che un ente regionale ha a disposizione
per incrementare il personale, deve essere fatta con bando
pubblico, per cui in Europa, qualsiasi disoccupato, dalla Germania
alla Francia, se vuol partecipare deve poterlo fare.
Ma questa opportunità non può essere tolta a nessuno, compresi i
nostri figli.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la scorsa
seduta sul disegno di legge che riguardava l'albergo diffuso ho
avuto modo di sottolineare una cosa.
La Commissione di merito cerca di esprimere la sintesi dell'Aula,
cercando di fare il grosso' del lavoro, ma indubbiamente il
dibattito d'Aula lascia spazio a dei perfezionamenti della norma
che inevitabilmente vedono proprio, nella sede dell'Aula, il modo
più utile per confrontarsi.
Perché questa premessa? Perché la premessa è utile per
sottolineare l'utilità e lo straordinario lavoro che la Commissione
di cui io faccio parte ha svolto. Avere individuato un settore
forse più sensibile rispetto agli altri non pone solo un problema
di incostituzionalità eventuale se non dovesse giungere l'Aula ad
introdurre altri settori, ma vede una vera e propria opportunità
Signor Presidente, io mi sforzo di parlare, però almeno vorrei un
po' di silenzio.
PRESIDENTE. Stanno cercando di trovare una sintesi, anche questo è
un lavoro.
MILAZZO Giuseppe. Non è un fatto di costituzionalità o meno
seppure i dubbi permangono, ma una vera e propria opportunità che
vede l'Aula oggi di fronte ad una scelta politica. Cercare di
evidenziare un fatto, i deputati che sono chiamati ad approvare la
norma non hanno nulla da temere e siccome i tempi sono cambiati e
gli eventi hanno cambiato i tempi perché, purtroppo, il nostro
territorio, le nostre amministrazioni pubbliche sono state
investite da diversi scandali.
Nulla da dire per le personalità che sono componenti di
quest'Aula, ma gli eventi hanno cambiato anche l'opinione pubblica
per cui i novanta deputati che certamente non hanno nulla da temere
oggi sono chiamati a stabilire o con una norma generale ed
astratta, che secondo me è la cosa più giusta e quindi
l'emendamento, o approvare una norma che è restrittiva perché
paradossalmente, signor Presidente - andiamo per esclusione -
chiamare solo un settore e non chiamare gli altri, cosa significa?
Che negli altri settori lo possiamo fare? Perché può anche essere
letta in questi termini, che noi ci occupiamo solo di un settore e
degli altri settori non ci vogliamo occupare.
Il problema che oggi viene evidenziato in Aula - l'Aula non può
tirarsi indietro - é che si devono inserire tutti i settori
dell'Amministrazione, non possiamo rimanere insensibili, per cui
dobbiamo approvare una norma che sia generale ed astratta, che si
occupi di tutti i settori dell'amministrazione - voglio
sottolinearlo - e che evidenzi che i novanta deputati non si
pongono alcun problema se la norma si estenderà ai lavori pubblici,
alla gestione delle acque, dei rifiuti, del fotovoltaico, di tutti
questi settori. Pertanto, io penso che l'emendamento possa essere
ritenuto saggio.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente io intervenivo sull'ordine dei lavori,
non come secondo intervento. C'è stata una richiesta di
PRESIDENTE. E' chiaro che poi si sospende, onorevole Falcone.
FALCONE. Soltanto su questo. Quindi io dico che noi siamo
assolutamente favorevoli alla sospensione.
FORZESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORZESE, presidente della Commissione. Signor Presidente, avrei
voluto intervenire prima, ma a questo punto ho sentito una serie di
interventi e mi sembra che anche lei sia d'accordo sulla richiesta
del collega Cancellieri nel fare una sospensione, visto il tema
così delicato.
Avremmo magari evitato tre quarti d'ora di interventi, ma io la
ringrazio sempre per la sua grandissima capacità, per poi darmi
l'opportunità per ultimo di contribuire al dibattito.
Sarebbe il caso secondo me di passare ai voti la richiesta del
collega Cancellieri per fare una breve sospensione.
PRESIDENTE. Non c'è bisogno di passare ai voti. Pensavo che il suo
contributo fosse nel merito, onorevole Forzese.
Onorevoli colleghi, sospendo l'Aula per dieci minuti per trovare
una sintesi su questo importante argomento.
(La seduta, sospesa alle ore 17.23, è ripresa alle ore 17.45)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
alla medesima assegnato.
Invito l'onorevole Forzese, presidente della Commissione, a
riferire all'Aula sull'esito della riunione congiunta della
Commissione con i capigruppo.
FORZESE, presidente della Commissione. Signor Presidente, al di
là delle battute, spero che lei possa rispettare il ruolo della
Commissione.
PRESIDENTE. Io l'ho sempre rispettato
FORZESE, presidente della Commissione. Non sempre ma da un periodo
a questa parte lo fa e ne sono contento.
PRESIDENTE. Lei è un po' distratto.
FORZESE, presidente della Commissione. No. Rammento, tra le prime
battute iniziali, ogni volta che veniva chiesta la parola perché
potesse esprimersi la Commissione, lei
PRESIDENTE. Perché lei fa la sintesi. Lei è presidente di
Commissione. Ora che è entrato nel ruolo, ha compreso quando deve
intervenire.
FORZESE, presidente della Commissione. La ringrazio. Signor
Presidente, lei ha partecipato ai lavori come me. Informo che si
sta preparando un emendamento. Di fatto, siamo un po' tutti
d'accordo, ma sono emerse due difficoltà. Quello che ho capito è
questo: qualcuno chiede che vi siano tutti i settori coinvolti per
la incompatibilità; il PDL, mi è sembrato di capire - poi lo dirà
l'onorevole Cordaro - che è per tutti i settori ma c'è, da parte
dell'onorevole Falcone, la certezza di inserire la sanità; qualche
altro chiede cinque
PRESIDENTE. Siamo al punto di prima. Siamo usciti dall'Aula così.
La sintesi, quindi, non c'è ancora.
FORZESE, presidente della Commissione. No, la sintesi ancora non
c'è, ma mi è sembrato di capire che c'è la volontà, da parte dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari e della Commissione, di trovare,
quanto meno, entro oggi, la volontà di approvare questo disegno di
legge.
PRESIDENTE. Entro quest'oggi? Si era detto entro dieci minuti.
Chi aspettiamo ancora?
FORZESE, presidente della Commissione. Aspettiamo gli onorevoli
Falcone, Cancelleri e l'onorevole Sammartino, che ricopre un ruolo
importante, in merito all'articolo 4.
PRESIDENTE. Onorevole Forzese, lei ha lasciato aperti tutti i
dubbi. Mi rendo conto che non dipende da lei.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per cinque minuti e non
oltre perché, come ha detto lei, onorevole Forzese, stasera, deve
uscire fuori la legge. Spero sia così.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 17.49, è ripresa alle ore 17.53)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, attendiamo un subemendamento che
ancora non è pervenuto agli Uffici, subemendamento che, in buona
sostanza, sopprime, al comma 1, le parole da operanti a
professionale .
Onorevole Assenza, lei ha collaborato nella stesura di questo
subemendamento e, se lo desidera, può prendere la parola per
illustrarlo.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in pratica
togliamo ogni riferimento, nell'articolo in questione, alle società
operanti nel settore della formazione professionale, cioè viene
cassato soltanto, l'emendamento si trasforma nel senso di cassare
da operanti a professionale .
Automaticamente, quindi, il risultato finale è che viene esteso,
nella sostanza, a tutti i settori. Credo che su questo ci sia un
accordo almeno maggioritario della
PRESIDENTE. Quindi a tutta l'Amministrazione regionale?
ASSENZA. In sostanza, si.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra di
aver capito che sarebbe stata definita un'intesa durante questa
sospensione. Per quanto riguarda il mio Gruppo parlamentare, non
c'è nessuna intesa
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho letto adesso
questa norma e volevo dei chiarimenti per comprendere meglio questo
disegno di legge.
E' un disegno di legge del Governo o dell'Assemblea?
PRESIDENTE. E' del Governo e dell'Assemblea.
DI MAURO. Volevo un chiarimento, prima di proseguire: siccome
leggo, al comma 2, articolo 10 quinquies etc. la soppressione
delle lettere k ed l della legge 29/51 sono soppresse perché il
comma 1 .
PRESIDENTE. Cosa sta leggendo?.
DI MAURO. Sto leggendo l'articolo 1; sto leggendo, in questo
articolo, il comma 2, che così recita: al comma 2 dell'articolo 10
quinquies della legge 29/51 e successive modifiche le parole k' ed
l' sono soppresse .
Questa soppressione, che fa riferimento alle possibili candidature
dei direttori generali, dei direttori sanitari e dei direttori
amministrativi, si porta all'esame dell'Aula per l'approvazione; il
comma di cui sopra, G bis, ricopre anche questo caso?
Se leggendo il comma, da solo - il comma 2 - ovviamente,
significa che i direttori generali si possono candidare anche nel
territorio in cui hanno governato, a meno che il comma precedente,
G bis, è così esteso che riguarda anche i direttori generali, i
direttori sanitari e i direttori amministrativi delle ASP e
quant'altro è previsto in questi due punti della legge 29/81.
PRESIDENTE. Onorevole Forzese, su questo punto espresso
dall'onorevole Di Mauro...
FORZESE, presidente della Commissione. Non ha partecipato ai
lavori con i capigruppo il collega Di Mauro e, chiaramente, stiamo
per valutare attentamente una serie di opportunità perché si possa,
quanto meno, da qui a breve, portare a compimento quello che è
nella propria interezza, anche se ho sentito l'intervento del
collega Gucciardi, dove pare che il PD non fosse d'accordo.
PRESIDENTE. L'onorevole Di Mauro ha posto un altro problema.
Nel testo esitato - attenzione, onorevoli colleghi - di questo
ringrazio l'onorevole Di Mauro perché va fatta chiarezza, anche
alla luce del decreto-legge anticorruzione nazionale, che
prevede, addirittura, l'impossibilità delle candidature per i
direttori generali, amministrativi e sanitari delle ASP e,
addirittura, nel caso di candidatura, perché il rilievo corretto
fatto dall'onorevole Di Mauro da una lettura apparente - per
carità, va approfondito il ragionamento - al comma 2 dell'articolo
10, con la soppressione delle lettere K ed L, permetteremmo la
possibilità ai direttori generali, direttori amministrativi e
direttori sanitari di candidarsi.
Onorevole Malafarina, su questo problema posto dall'onorevole
Di Mauro, occorre fare chiarezza; testualmente, come è scritto, il
dubbio nasce. Primo: c'è un procedimento di riscrittura.
L'onorevole Di Mauro pone un problema corretto, da questo punto
di vista.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che mi
sorprendo anche quando leggo le spiegazioni fornite perché noi
trattiamo testi di legge che hanno una loro rilevanza.
Leggendo questo testo che è a supporto all'articolo 2, parlando
del punto h) e l), c'è la nota esplicativa, ai punti 43 e 44 che
sono, di fatto, norme che vengono cassate perché dichiarate
incostituzionali. Ma se questo provvedimento che apre a norme
incostituzionali, di fatto, poi dà vita ad ulteriori problemi come
il caso della candidabilità dei direttori generali, amministrativi
e quest'Aula non è per niente messa a conoscenza di questi
argomenti, cosa stiamo a votare? Che si vada in Commissione La
Commissione deve poter esplicare questo ruolo
PRESIDENTE. L'onorevole Di Mauro ha sollevato un problema che non
diventa secondario, alla luce della normativa nazionale che si
applica in Sicilia sulla incandidabilità dei direttori generali.
Gradirei sapere, da parte della Commissione, che cosa significa
questa soppressione.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
MALAFARINA. Signor presidente, vorrei ricordare che per i
direttori generali della sanità, i dirigenti delle ASP esiste già
una norma che ne prevede la incandidabilità se non si sono dimessi
nei sei mesi antecedenti le elezioni, ridotti a trenta giorni nel
caso di scioglimento anticipato della legislatura. Mi sembra che in
questa circostanza si stia facendo una qual certa confusione.
Gradirei poter avere i testi di legge di riferimento, per poterne
verificare la fondatezza.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, abbiamo più volte chiesto spiegazioni
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, così non si può continuare. Non
vorrei che uscisse fuori un pastrocchio|. Noi andiamo a porre
limiti e allarghiamo poi ad altri settori.
CORDARO. L'onorevole Malafarina, da ultimo, e io sono
assolutamente d'accordo, ma prima dell'onorevole Malafarina,
l'onorevole Cimino ha posto un problema. Se c'è la necessità di
chiedere, di consultare i testi di riferimento che stanno alla base
di questo disegno di legge, con tutto il rispetto per il lavoro
della I Commissione, è evidente che si è fatto un lavoro abbastanza
confusionario quantomeno, senza con questo voler attribuire colpe a
nessuno, signor Presidente, con molta chiarezza, stiamo parlando di
una legge che dovrà avere il marchio della costituzionalità,
innanzitutto.
Rispetto a quello che sta emergendo, io credo che il minimo che
lei debba fare, e d'altronde abbiamo ancora un'altra settimana di
tempo, è quello di rimandare in Commissione questo disegno di
legge, perché continuando così a spizzichi e bocconi, continuando a
dare la possibilità a ciascuno di dare la libera interpretazione di
un comma, piuttosto che di un altro, di un riferimento normativo
piuttosto che di un altro, io non so dove andremo a finire
Presidente Ardizzone, la prego, riprenda in mano la conduzione di
questo disegno di legge, che mi pare non si comprenda dove vada a
parare, perché ancora non abbiamo avuto chiarezza neanche dalla I
Commissione.
Un autorevole rappresentante di quella commissione, l'onorevole
Malafarina, arriva al punto, io dico correttamente, di richiedere i
testi di riferimento, scusate, di cosa stiamo parlando?
Allora, torniamo in Commissione; vediamo quali sono i parametri
oggettivi che vanno rispettati, vediamo cosa davvero questa
Assemblea regionale ha la potestà di decidere su cosa può
legiferare e la settimana prossima lo riportiamo in Aula, se c'è la
volontà, altrimenti devo cominciare a pensare che da parte della
maggioranza di Governo si faccia melina' per non approvare questa
legge e siccome non lo voglio pensare, ma da parte della
maggioranza non riesco a trovare una sola parola univoca rispetto
all'altra, non vorrei che ancora una volta, come spesso è accaduto
in questi mesi, l'opposizione è responsabile e la maggioranza no.
Allora, mi appello a lei che è l'unico uomo che ci può dare
garanzie, rimandi il testo di legge in Commissione e si sintetizzi
su quello che è un percorso che, signor Presidente, si sta
ingarbugliando. Questa opposizione non vuole pescare nel torbido e
per non farlo è necessario rimettere ordine.
FORZESE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORZESE, presidente della Commissione. Signor Presidente, io
ritengo che il collega Malafarina parlasse per ciò che riguarda il
caso specifico. Così come sono convinto che il Presidente Ardizzone
ha sempre avuto la responsabilità di tenere banco a ciò che oggi
l'Aula tenta di portare avanti; ma tuttavia, qualora dovesse
essere utile, siamo pronti perché il testo torni di nuovo in
Commissione, anche se bisogna dire che c'è stata una
sottocommissione che, a sua volta, ne ha fatto anche parte il PDL e
che comunque si è trovata d'intesa perché venisse fuori questo
disegno di legge. Tuttavia, ritengo, se siamo disponibili, che
possiamo riportare il disegno di legge in Commissione, a condizione
che prima della sessione estiva si possa quantomeno votarlo.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come componente
della I Commissione rimango fortemente deluso dai lavori che sono
stati fatti nella sottocommissione perché ha ragione il Presidente
nel dire che, a questo punto, questa delega che è stata data in
bianco; probabilmente è una delega che meritava ulteriori
approfondimenti perché se effettivamente da parte dell'onorevole
Malafarina viene adesso rappresentata l'istanza di approfondire la
norma, evidentemente, all'interno della sottocommissione, forse
sono sfuggiti alcuni aspetti.
Quindi, io direi che in questo momento è necessario porre dei
paletti certi rispetto al sistema delle incompatibilità, ma vero è
che non possono sfuggire degli aspetti, come prima è stato
sottolineato, legati ai direttori generali.
Noi stiamo creando un meccanismo attraverso il quale la politica,
giustamente, deve pagare un prezzo rispetto agli errori fatti, ma
diamo grandi margini, grandi spazi ai direttori generali, alla
burocrazia di potersi sostituire in blocco. Io chiederei se siamo
certi del fatto che non sia proprio nella burocrazia, negli alti
dirigenti che spesso si siano annidati dei sistemi di connivenza
col malaffare che ha portato a questa situazione.
Certo è che in questo momento questa norma così come è fatta,
ristretta sola alla formazione professionale, mi dispiace dirlo, ha
il sapore di voler crocifiggere un unico o pochi capri espiatori
che sono chiamati a pagare per tutti.
Il sapore di questa norma è il sapore di una norma di cartello,
sembrerebbe che si voglia semplicemente fare uno spot, uno slogan e
crocifiggere un unico soggetto che deve pagare per tutti e anche se
questo non è sicuramente un passaggio legato all'attività del mio
partito, io non me la sento di arrivare a delle conclusioni per le
quali ci debbano essere soggetti che debbano, per l'appunto, pagare
per tutti.
Forse, quindi, la proposta dell'onorevole Forzese è la proposta
corretta e, a questo punto, mi farò carico in I Commissione di
attenzionare direttamente il testo senza delegare a
sottocommissioni o sottogruppi che evidentemente non hanno fatto
bene il loro lavoro.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io poco fa mi
riferivo al caso specifico dei dirigenti delle ASP e dei direttori
sanitari per i quali ricordo a memoria che esiste una norma
specifica, non vorrei sbagliare ma credo che sia così.
Ovviamente, l'articolo 10 della legge regionale n. 29 del 20 marzo
1951 era già stato letto in Commissione.
Io vorrei ricordare a coloro che stanno proponendo emendamenti
modificativi. aggiuntivi e quant'altro il testo dell'articolo 10.
Il testo dell'articolo 10, di cui penso sia opportuna una lettura,
di fatto già prevede l'incompatibilità di tutti coloro i quali
abbiano rapporti con le pubbliche amministrazioni regionali.
In questo caso questa norma di legge, che è alla valutazione
dell'Assemblea, non modifica ciò che già è esistente e che è
sancito dalla bellezza di 62 anni perché già da 62 anni con la
modifica legislativa intervenuta successivamente è assolutamente
fissata per legge l'incompatibilità di coloro i quali siano
rappresentanti legali, amministratori, dirigenti di società e
imprese che risultano vincolati con lo Stato o con la Regione per
contratti di opera o di somministrazione oppure per concessione o
autorizzazione amministrative che importino l'obbligo di
adempimenti specifici, l'osservanza di norme generali o particolari
protettive del pubblico interesse, alle quali la concessione e
l'autorizzazione è sottoposta.
Quindi, già nella legge noi abbiamo delle cause di incompatibilità
di intere categorie di persone che hanno rapporti con
l'Amministrazione regionale.
Che cosa intende fare questo attuale disegno di legge? Intende
solo ed esclusivamente puntualizzare esplicitamente, laddove fosse
ritenuto non sussistere, che coloro i quali scusate colleghi,
chiedo la vostra attenzione un secondo.
PRESIDENTE. Scusate, onorevole Falcone, onorevole Cancellieri
MALAFARINA. Stiamo facendo delle tempeste nei bicchieri d'acqua
perché io invito i colleghi ad andare a rileggere l'articolo 10
della legge 20 marzo 1951 che dirime gran parte di questa
discussione.
Questo disegno di legge passato in Commissione, ribadisco, intende
solo ed esclusivamente puntare l'attenzione su un fenomeno
specifico che è all'attenzione della Magistratura: la formazione
professionale, perché per tutte le altre circostanze già esiste una
specifica norma che prevede l'incompatibilità e l'ineleggibilità di
colui il quale non abbia osservato degli adempimenti cautelativi
nel presentarsi alle elezioni o che, dopo essere stato eletto, non
abbia optato una scelta.
Quindi, io invito l'Assemblea a riconsiderare la discussione in
corso, a rileggere la norma dell'articolo 10 e, dopodiché,
procedere nei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Malafarina, io ho una richiesta da parte del
presidente della Commissione di una disponibilità
all'approfondimento. Lei ha chiarito, e debbo dire bene, qual è il
significato originario della norma, anche se l'onorevole Di Mauro
ha introdotto un altro argomento che è quello che noi sopprimendo
un particolare comma è come se volessimo estendere la candidabilità
ai direttori generali, amministrativi e sanitari. Ma, sicuramente,
non è così, non è questa la volontà. Onorevole Forzese, non è
questa la volontà, ritengo né della Commissione, né dell'Aula. Noi
dobbiamo fare delle norme leggibili e quanto più chiare possibile.
Peraltro, aggiungo e ribadisco, la recente normativa nazionale che
si applica in Sicilia, per quello che riguarda i direttori generali
amministrativi e sanitari, prevede addirittura l'incompatibilità,
l'ineleggibilità in caso di candidatura anche se non si è eletti.
Quindi, il rilievo posto dall'onorevole Di Mauro è solo per fare
chiarezza.
C'era una richiesta dell'onorevole Forzese, Presidente della I
Commissione, di richiamarla in Commissione con lo spirito di
approvarla entro la chiusura della sessione estiva. L'onorevole
Malafarina correttamente ha ricondotto tutta la vicenda alla
questione della Formazione, è inutile che ci nascondiamo dietro un
problema, perché è vero che la legge del 1959 già prevede casi di
ineleggibilità e incompatibilità. Con la legge elaborata dalla
Commissione si estende al cosiddetto socio occulto , è questa la
novità.
Poi ci dovremmo intendere anche su cosa si intende per socio
occulto , non appartiene a noi, né può appartenere alla Commissione
per la verifica dei poteri, ma come è previsto nella legge dovrebbe
essere stabilito, avvocato Grasso, in via giudiziale, quindi a
seguire. Quindi, i problemi non è che non ci sono, ci sono
Allora, rispetto alla disponibilità del presidente della
Commissione di richiamarla in Commissione dovrei applicare
l'articolo 121 del Regolamento, ciò significa che l'Aula dovrebbe
votare per alzata e seduta e, quindi, poi dovrebbe essere riscritta
all'ordine del giorno.
Considerato che già un calendario l'abbiamo fatto e che c'è la
disponibilità ad esitare questa legge, la rinviamo in Commissione
in via informale per una riscrittura, cioè il tentativo -
Presidente Forzese mi segua - che si è cercato di fare con i
capigruppo poc'anzi, qualche ora fa, si può fare in Commissione per
una riscrittura, secondo lo spirito che ha tracciato l'onorevole
Malafarina, perché se era questo lo spirito originario della norma,
in qualche modo, ci possiamo pure intendere, così si da la
possibilità pure di fare chiarezza sul rilievo mosso dall'onorevole
Di Mauro.
Quindi, la Commissione procederà ad una riscrittura; non stiamo
rinviando in Commissione il disegno di legge, che rimane all'ordine
del giorno. Quando è pronto perché sia esitato, possibilmente anche
domani o dopodomani, l'Aula sarà chiamata ad esprimere il parere
finale con il proprio deliberato. Pertanto, non viene rinviato
formalmente in Commissione, bensì si chiede una riscrittura alla
Commissione stessa secondo lo spirito iniziale del disegno di
legge, così come l'ha espresso l'onorevole Malafarina.
E' così stabilito, onorevole Grasso, non lo rinvio in Commissione,
la Commissione deve riscriverlo è il tentativo che era stato fatto
prima, perché non si può dire che c'era un tentativo di riscrittura
e il capogruppo del PD mi dice che poi non erano d'accordo. Occorre
un momento di riflessione. L'onorevole Malafarina ha voluto
richiamare un problema, nasce in una situazione di emergenza, era
questo il discorso, sottoscritto a determinati ambiti.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, quando si fa riferimento al socio
occulto si fa riferimento di tutti i settori, quindi va bene la
riscrittura in Commissione ma resta fermo il principio
dell'emendamento che deve essere esteso anche agli altri settori
della Pubblica Amministrazione.
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, forse non mi sono spiegato. Quando
parlo di riscrittura dico che è un espediente di carattere tecnico
per cercare di ritrovare un'intesa, altrimenti noi saremmo domani,
dopodomani e ancora il prossimo anno ancora a discutere di questa
vicenda Quindi, sto facendo un appello al buon senso.
CASCIO FRANCESCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO FRANCESCO. Signor Presidente. onorevoli colleghi, credo di
parlare anche a nome del mio capogruppo, onorevole Falcone, che mi
ha ceduto gentilmente la parola.
Credo che sia opportuno, oltre che saggio, rimandare la legge in
Commissione, formalmente o informalmente la forma la studiamo
insomma, quando c'è la volontà di fare le cose si possono
utilizzare tutti gli espedienti.
Qui non stiamo trattando, con tutto rispetto, della legge
sull'albergo diffuso, che comunque è anch'essa una legge
importante, stiamo parlando di una legge che mette l'accento ed
interviene in una materia nella quale non si è intervenuto negli
ultimi cinquant'anni. Credo che, peraltro alla luce di questo
dibattito odierno, che mette in luce ancora delle problematiche
che, evidentemente vanno sviscerate, approfondite, l'Aula farebbe
bene a cogliere al volo la proposta del Presidente di Commissione
e, soprattutto, del Presidente dell'Assemblea e, quindi, riportare
formalmente o informalmente la legge in Commissione.
Io sono dell'avviso che il disegno di legge possa andare in
Commissione senza nemmeno l'avvertenza che in ogni caso dovrà
essere approvato prima della pausa estiva, nel senso che se si
approvasse a settembre credo che non cascherebbe il mondo. Siamo
stati per cinquant'anni in queste condizioni, non credo che un mese
in più cambierebbe la storia di questo Parlamento.
Alla base dei nostri ragionamenti, Presidente, secondo me ci deve
essere la consapevolezza di fare buone leggi e non di agire sulla
base delle emozioni suscitate da qualche articolo di quotidiani
online che, ultimamente, purtroppo, determinano i lavori di questa
Assemblea e ne dettano l'agenda.
Oggi, le leggi non si fanno più perché sono utili o opportune. Si
fanno perché vengono richieste da qualche quotidiano online e
quindi si va a normare, come in questo caso, una legge in virtù di
una vicenda che non è politica ma che è giudiziaria che ha visto,
in qualche modo, coinvolto un nostro collega. Quindi, non si fa una
legge che valga per tutti e in tutti i settori, si fa una legge che
colpisce una sola persona per porre rimedio a un fatto che ha
destato i clamori dell'opinione pubblica.
Se la incompatibilità bisogna rafforzare per quanto riguarda
l'istituto di deputato regionale nei rapporti con l'amministrazione
regionale, va normata in tutti i settori. Non può essere soltanto
il settore della Formazione, perché non avrebbe nessun senso e
sarebbe una norma ad personam.
Le incompatibilità vanno normate in tutti i settori della pubblica
Amministrazione perché la formazione non è più importante della
sanità, non è più importante delle energie alternative, non è più
importante di tanti altri settori della pubblica Amministrazione.
Penso al settore delle attività produttive, uno per tutti.
Per cui, Presidente, le leggi si fanno soprattutto leggi di questa
dimensione, e se c'è bisogno di un supplemento di istruttoria ben
venga. La formulazione tecnica, cioè se il passaggio deve essere
formale o informale in Commissione, lo decida lei, senza porre
limiti temporali.
Questa legge va fatta, ma va fatta con giudizio e senza
emendamenti improvvisati in Aula all'ultimo minuto che ci possono
tornare contro la prossima settimana.
Quindi, mi appello a lei e condivido la sua impostazione di
rinviare il disegno di legge in Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Cascio, devo rilevare che, in effetti, la
legge non nasce sulla spinta emotiva, ma è una delle prime leggi
che è stata depositata, addirittura nel mese di dicembre, sia di
iniziativa governativa che di iniziativa parlamentare. Addirittura,
la prima risale al 13 dicembre, primo firmatario Vinciullo, a
seguire Caputo, Falcone e Pogliese. Successivamente, su questa
stessa materia arriva un disegno di legge di iniziativa
governativa.
Quindi, era un problema abbastanza sentito.
Mi rendo conto che forse potremmo essere condizionati dal momento,
ma non si fanno leggi contro nessuno o contro qualcosa o un
particolare settore, non è questo lo spirito.
Già su questa scelta - ora darò la parola a tutti voi - c'è
l'esigenza di chiudere l'Aula per dare la possibilità alla II
Commissione di riunirsi. Ribadisco la decisione di questa
Presidenza. Ho evitato che ponessimo ai voti la richiesta del
presidente della Commissione perché ai sensi del Regolamento l'Aula
avrebbe dovuto votare il rinvio in Commissione e quindi entro
quindici giorni sarebbe stata cancellata dal calendario dei lavori.
La lasciamo nel calendario dei lavori, la lasciamo iscritta
all'ordine del giorno. E' chiaro che è compito della Commissione,
d'intesa con il Governo, procedere ad una riscrittura che sia il
quanto più leggibile possibile.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, intervengo perché ritengo sia
necessario poter fare un minimo di chiarezza anche sull'ordine dei
lavori e sui ruoli parlamentari di ciascuno di noi, tra il Governo,
la Commissione, il relatore della legge, le spiegazioni che l'Aula
ha di necessità.
Lei ha trovato una strada che a me sembra una strada difficile ed
impossibile. Apprezzo la sua buona volontà; ma come si può pensare
ad una riscrittura tra chi propende per una tipizzazione della
materia e chi invece propende per una estensione totale
dell'oggetto?
PRESIDENTE. Il dibattito chiaramente non è tra me e lei. La
decisione è stata già presa. Le perplessità mi sono sopraggiunte
dopo l'intervento dell'onorevole Di Mauro perché proceduralmente -
è per questo che chiedo che la Commissione possa approfondire -
potevamo andare pure avanti, ponendo in votazione sostanzialmente
gli emendamenti che erano stati proposti.
CIMINO. Signor Presidente, continuo per dirle che le
considerazioni dell'onorevole Di Mauro sono considerazioni che io
avevo fatto prima sulla incostituzionalità che viene, di fatto,
richiamata nella nota 43 e 44 dell'allegato esplicativo che gli
uffici, in modo illuminante, ci hanno fornito.
L'argomento che voglio porre alla sua attenzione è che rispetto
alle considerazioni dell'onorevole Malafarina si fa chiarezza sul
perimetro della legge.
Io proporrei, signor Presidente, di cambiare titolo a questa
legge e, rispetto alle altre fattispecie che gli onorevoli hanno
evidenziato, fare in modo che il Governo o i parlamentari
proponessero singoli disegni di legge sulla materia che si intende
perimetrare, siano questi settori dell'energia, sia questo settore
della comunicazione, perché un argomento di questo genere non può
essere trattato con norme generali ed astratte, perché le
fattispecie tipiche e specifiche presenti nel nostro territorio
porterebbero alla piccolissima iniziativa di carattere prettamente
familiare rispetto alla grande iniziativa di speculazione che di
fatto, ritengo, si vuole incidere e si vuole bloccare.
Allora, poter proporre, o il Governo o la Commissione, singoli
testi di legge sulle singole materie dà a noi la possibilità di
risolvere una volta e per tutte questo argomento con una
perimetrazione che ha dato l'onorevole Malafarina, che è anche
componente della Commissione. Le altre fattispecie, affrontarle
singolarmente con singoli disegni di legge e viene molto meglio sia
per l'approfondimento sia per i lavori della Commissione, posto che
secondo me in questa fase Commissione e Governo non possono
lavorare insieme.
Al Governo io darei l'opportunità di fornire la proposta, la
Commissione studiarla, il relatore spiegarla all'Aula e l'Aula, se
ne è convinta, votarla, ma con le singole fattispecie, singoli
testi di legge. Dopotutto era anche un auspicio del Presidente
dell'Assemblea di fare leggi tematiche e non fare leggi che, di
fatto, poi abbracciano tutte le materie per non abbracciare nulla.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, io volevo appellarmi a lei proprio
perché, trattandosi di legge in materia elettorale, ci sia la
massima attenzione da parte della Presidenza su norme così delicate
e così particolari perché, come lei ha visto, ho posto una
questione della quale volevo semplicemente un chiarimento perché
credo che lo spirito di chi ha messo in campo questa iniziativa
legislativa sia quello di determinare un assoluto rigore in ordine
a quelle che sono le cause di ineleggibilità.
Così come è prospettato il disegno di legge, il comma 2, così da
solo, ovviamente dà un segnale di ordine diverso.
Allora, la rielaborazione di questo testo di disegno di legge,
unitamente ai suoi uffici, credo che debba essere presentata
all'Assemblea, nella massima chiarezza e senza equivoci di sorta,
che possono nascere una volta che il disegno di legge dovesse
essere approvato dall'Assemblea.
PRESIDENTE. Condivido lo spirito del suo intervento. Peraltro ogni
volta che abbiamo scritto norme di carattere elettorale quando
vengono esitati per l'Aula arrivano con la massima condivisione
perché sono espressione della massima sintesi di tutti i Gruppi.
Lei era parlamentare dell'Assemblea nel 2005, ricorderà che
abbiamo scritto la legge di riforma statutaria, la nuova legge
elettorale, e io ero presidente della Commissione e siamo arrivati
blindati in Aula su un testo abbastanza importante e complesso.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è il primo
intervento che faccio su questa norma. Vedo da parte sua un po' di
disinteresse su questa norma.
L'onorevole Di Mauro ha fatto rilevare alcune incongruenze che vi
sono. Ho l'impressione
PRESIDENTE. a bocciare questa norma, che sia chiaro, questo per
chiarezza
LACCOTO. Signor Presidente, questo Parlamento ha l'obbligo di
approvare leggi che siano costituzionali e questo è il primo punto.
Secondo punto, noi non possiamo legiferare sui parenti, sugli
affini e sugli altri, perché lederemmo il diritto dei terzi e
questo è il primo principio della Costituzione.
Se noi volessimo approvare una norma eccezionale per la
formazione, e non so, lei dice che questa norma si trova da
gennaio, ma è strano che una norma che si trova da gennaio non
abbia le norme di legge di riferimento. Non ce n'è. Perdoni. Ho
l'impressione che qui vale il Gattopardo', si tenta di far capire
che tutto si vuol cambiare per non cambiare nulla.
Il problema è uno: noi dobbiamo essere coscienti, dobbiamo avere
l'autorità morale in questo Parlamento per approvare norme che
siano norme di giustizia non norme che noi applichiamo senza
renderci conto in Aula, con emendamenti, subemendamenti ed altro.
Dobbiamo arrivare qua con uno studio approfondito.
Il Presidente dell'Assemblea e la Commissione hanno anche
consulenti che sono gli Uffici legislativi che possono benissimo
PRESIDENTE. Se lei pensa che vuole stoppare questa norma non c'è
riuscito con il suo intervento, onorevole Laccoto, perché le
commissioni di merito servono a questo.
LACCOTO. Signor Presidente, lei mi deve consentire di dire quello
che voglio dire. Lei ha l'obbligo di dirigere questa Assemblea
secondo quelle che sono le norme per approvare le leggi e lei è il
primo responsabile affinché siano leggi giuste e che non siano
incostituzionali.
Presidente, le ripeto che lei può far approvare leggi sui
deputati per qualsiasi incompatibilità, ma che non trovano
costituzionalità e credo che bisogna anche, se lei ha consulenti di
riferimento, lo faccia anche capire a coloro che sono
PRESIDENTE. Il suo partito era presente in I Commissione, si
assuma le sue responsabilità fino in fondo
LACCOTO non faccia il fariseo con me, perché io la conosco e so
quali sono le cose. La Commissione aveva fatto una legge sulla
formazione e si era limitato a fare un provvedimento eccezionale
sulla formazione, ora qualsiasi norma può valere sui deputati ma
non può essere fatta sugli affini, parenti perché lei sa che non
può obbligare un cognato, un suocero, un genero e chiunque altro a
non essere trattato come tutti gli altri cittadini.
PRESIDENTE. Lei sta esprimendo un giudizio di merito.
LACCOTO. Signor Presidente, non faccia tutta questa scena, perché
lei ha i consulenti ed ha l'obbligo di dirigere i lavori secondo le
regole
PRESIDENTE. Mi sembra abbastanza preoccupato lei su questa norma
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io non
voterò questo disegno di legge e lo farò palesemente. Non lo
voterò perché questo disegno di legge è incostituzionale, e farò
in modo che diventata legge, mio figlio la possa impugnare davanti
alla Corte Costituzionale Nessuno mi obbligherà a fare una scelta
tra me e mio figlio
CRACOLICI. Solo per la moglie
GIANNI. Tra me e i miei parenti, tra me e quanti altri
Esiste già, signor Presidente, una norma, la 190 del 2012, c'è la
norma 39 del 2013 sulla incompatibilità e incarichi che lo Stato ha
perfettamente delineato.
Io so che alla fine, quando il Commissario dello Stato sarà
costretto ad impugnarla, voi, noi ce la prenderemo con il
Commissario dello Stato perché lei sa, signor Presidente ..
PRESIDENTE. Veramente no
GIANNI. che questa legge è una legge incostituzionale.
Io non soffro di sindrome di Stoccolma Io non mi suiciderò, ne
mi farò suicidare dagli altri.
Una cosa è l'etica, una cosa è la morale, una cosa sono le leggi
già esistenti, una cosa è voler fare a tutti i costi il primo della
classe, mettendo in moto meccanismi dei quali dopo non avremo tempo
di pentirci Perché questo disegno di legge impedisce a ciascuno
di noi di poter espletare il mandato che l'elettore ci ha
consegnato Non lei, non nel senso di Ardizzone ma nel ruolo di
Presidente, o il Presidente della Commissione.
Io mi candido, vengo eletto e non posso pagare per il fatto che
mio figlio vuole lavorare o mia moglie - per fare contento
l'onorevole Cracolici - vuole fare il suo lavoro.
Se poi ruba o fa altre cose lì c'è la legge, non c'è l'Aula che
perde ore e giornate anziché parlare di occupazione o di risolvere
i problemi della gente, e ancora qui stiamo parlando se io devo
andarmene a casa per fare spazio a mio figlio o viceversa
Signor Presidente, lei è una persona molto equilibrata, puntuale,
ha dato dimostrazione di essere uno in grado di fare anche leggi
elettorali. Io la invito a non lasciarsi trasportare dalle emozioni
del momento, perché le vere emozioni le vivremo qui a settembre,
ottobre, quando la gente si rivolterà contro di noi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei ribadire un concetto. Il
calendario dei lavori viene stabilito dalla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari e tutti i presidenti dei Gruppi
hanno convenuto sulla importanza e necessità di esitare questo
disegno di legge, con tutte le problematicità, la complessità, le
difficoltà che, obiettivamente, ci sono
Il disegno di legge nasceva con un certo spirito, è chiaro che
c'è l'incalzare di determinati eventi Questa Presidenza, in
ossequio alla decisione della Conferenza dei capigruppo, ha
inserito, non uno, ma ben due disegni di legge su richiesta del
capogruppo del PD, perché c'era il II stralcio che era rimasto
fuori, e quindi il disegno di legge, così come convenuto dai
capigruppo e da tutta quest'Aula, è in trattazione.
E' chiaro che sulla base, lo ribadisco, della richiesta dell'Aula
- si è compreso - e del presidente della Commissione che ha detto
di essere pronto a riscriverla, a termini di Regolamento, ai sensi
dell'articolo 121, veniva rispedita, dopo un voto d'Aula, in
Commissione e avremmo dovuto trattare questo problema non prima
della chiusura della sessione estiva.
Si è trovato un accordo da parte di questa Presidenza. Laddove la
Commissione riesce a fare sintesi sotto forma di riscrittura, è
chiaro che si dovrà pronunciare l'Aula perché l'Aula, domani o
dopodomani, comunque prima della sessione estiva, ove non fosse
convinta e ove non ci fosse una convergenza, chi è intervenuto
poc'anzi, non ricordo chi l'ha detto, su queste materie, è chiaro,
l'onorevole Cimino, ci deve essere necessariamente una
condivisione, se non c'è questo momento di sintesi la legge non
andrà avanti.
Questa è la logica, questo ci porta la logica, ma è inutile
tergiversare e fare melina', per questo vorrei anche riferirmi a
qualche intervento un po' scomposto che c'è stato da quel pulpito.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
SORBELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Sorbello, mi scusi, ho dato la parola
all'onorevole Vinciullo, perché, peraltro, è il primo firmatario di
questo disegno di legge che è di iniziativa parlamentare e risale
al mese di dicembre.
VINCIULLO. Signor Presidente, non vorrei essere pedante, ma
siccome si è intervenuto a proposito del comma 2, dell'articolo 1,
dicendo che questo comma darebbe la possibilità ai direttori
sanitari di poter fare i deputati, vorrei ribadire che non è
assolutamente così.
Attraverso il comma 2, come lei poco fa ha detto in maniera molto
chiara, non facciamo altro che applicare quella che è stata la
sentenza Buzzanca' cioè il fatto che un Deputato diventato Sindaco
deve decadere dall'incarico; di questo stiamo parlando perché il
comma 2 dell'articolo 10, recita Non può ricoprire la carica di
deputato regionale colui che, nel corso del mandato, viene a
trovarsi in una condizione di ineleggibilità prevista agli articoli
8, lettera k) ed l) , quindi, significava che soltanto a coloro
CIMINO. C'è un errore, la lettera l) che cos'è?
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, prego, facciamo esprimere
l'onorevole Vinciullo.
VINCIULLO. Significa, quindi, che soltanto coloro i quali
facevano parte dei soggetti ricadenti nella lettera k), i
componenti dei comitati, i commissari d'organismo, oppure i
direttori generali, i direttori amministrativi, i direttori
sanitari, solo per questi si applicava la decadenza.
Col testo approvato dalla Commissione e, giustamente, vagliato da
parte degli Uffici di questa Assemblea regionale siciliana, viene
applicata una sentenza della Giustizia amministrativa regionale per
cui non decadono solo coloro i quali ricadono nella lettera k) e
nella lettera l), ma decadono tutti, a cominciare dai presidenti
delle Province, dai sindaci, dagli assessori di comuni superiori a
20 mila abitanti. Del resto, se l'onorevole Buzzanca si è dovuto,
poi, dimettere da sindaco, è proprio perché è incappato in questo
benedetto articolo 8, lettere k) ed l); quindi, in questo modo, in
maniera egregia la Commissione non sta facendo altro che applicare
una norma che già è stata riconosciuta valida da parte della
Giustizia amministrativa e su cui, per essere chiaro, questa
Assemblea non può continuare a tergiversare. Su tutto possiamo
discutere tranne che su questo punto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vinciullo, anche perché il suo
intervento è servito a fare chiarezza e, quindi, ha anticipato un
discorso che verrà fatto in Commissione.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 31
luglio 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Approvazione del Rendiconto generale della Regione per
l'esercizio finanziario 2012. (n. 486)
2) - Assestamento del bilancio della Regione per l'anno
finanziario 2013. (n. 479)
3) - Disposizioni di proroghe e modifiche di norme. (n. 480/A)
(Seguito)
Relatore: on. Greco Marcello
4) - Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e
di incompatibilità con la carica di deputato regionale e di
componente della Giunta regionale. (nn. 51-38 bis- Norme
stralciate I/A) (Seguito)
Relatore: on. Alloro
5) - Norme a tutela del buon andamento dell'amministrazione
regionale ed a garanzia dei principi di legalità, trasparenza ed
imparzialità dell'azione amministrativa. (nn. 51-38 bis- Norme
stralciate II/A) (Seguito)
Relatore: on. Panepinto
6) - Norme in materia di scostamento degli indicatori
occupazionali per le misure del POR 2000/2006. (n. 271/A)
Relatore: on. Marziano
La seduta è tolta alle ore 18.45
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO 1
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Risorse agricole e alimentari»
CIANCIO - PALMERI - MANGIACAVALLO - FERRERI - CANCELLERI -
CAPPELLO - ZAFARANA - ZITO - SIRAGUSA - TRIZZINO - VENTURINO - FOTI
- LA ROCCA - CIACCIO. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per le risorse agricole e alimentari, premesso che il
bando per la presentazione dei progetti di cooperazione in
attuazione della Misura 4.2.1, con risorse finanziarie pari a
13.300.000, del 2011, pubblicato in GURS n. 48 del 18 novembre
2011, con scadenza ultima per la presentazione dei progetti fissata
al 27 febbraio 2012;
rilevato che sono trascorsi oltre 10 mesi dalla presentazione di
sei progetti d'interesse regionale;
atteso che:
tale intervallo di tempo risulta non conforme ai 150 gg. previsti
per la conclusione dei procedimenti amministrativi di competenza
del Dipartimento regionale degli interventi strutturali per
l'agricoltura prescritti dal regolamento approvato con Decreto
Presidenziale del 5 aprile 2012, n. 30 (pubblicato in GURS n. 26
dell'1 giugno 2012);
il ritardo nella conclusione del procedimento amministrativo in
questione appare ancor più grave se confrontato con i 120 gg.
previsti dai "Chiarimenti di carattere procedurale", emanati dal
MIPAAF nel documento elaborato nell'ambito delle attività della
Rete Rurale Nazionale sulla cooperazione territoriale, documento
condiviso dalle Autorità di Gestione dei Piani di sviluppo rurale;
come previsto dal bando, i progetti presentati dai Gruppi di
azione locale possono prevedere una durata di oltre trenta mesi per
l'attuazione di attività che spesso risultano di notevole
complessità ed un ulteriore slittamento dei tempi potrebbe
pregiudicare il buon esito dei progetti di cooperazione;
se gli stessi progetti fossero avviati immediatamente, si
arriverebbe al termine di luglio 2015, praticamente a ridosso dei
tempi per la chiusura delle attività di controllo e certificazione
del Programma Regionale;
considerato che il valore strategico e l'importante occasione di
investimento che la Misura 4.2.1 riveste per i GAL, rappresenta
un'importante opportunità per la valorizzazione delle risorse
territoriali e per lo sviluppo delle aree rurali della Sicilia;
per sapere:
se l'Amministrazione intenda procedere con urgenza alla
pubblicazione delle graduatorie per consentire l'immediato avvio
delle attività dei progetti ritenuti ammissibili;
se non ritengano opportuno garantire l'efficienza e l'efficacia
nell'attuazione dell'Asse IV del PSR
Attuazione dell'approccio Leader» e l'integrazione con gli altri
strumenti d'intervento, nonché una maggiore attenzione per le
politiche di sviluppo locale ed il sostegno al consolidamento dei
processi di crescita dal basso nell'ambito della Programmazione
comunitaria 2014-2020». (390)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 00390 del 02 marzo 2013 sono
state richieste "notizie in merito al Piano di sviluppo rurale -
PSR Sicilia 2007-2013 - Asse 4, attuazione dell'approccio Leader".
In ordine all'argomento in oggetto si rappresenta quanto segue:
In data 27.02.2012 sono stati presentati, dai Gal siciliani, a
seguito del bando pubblicato nella GURS n. 48 del 18.11.2011 parte
I, sei progetti di Cooperazione interterritoriale e transnazionale
a valere sulla misura 421;
In data 26.04.2012 con D.D.G. n. 519, del 26.04.2012, è stata
istituita la Commissione per la verifica dei requisiti di
ricevibilità e di ammissibilità dei progetti di cooperazione;
In data 18.07.2012 i GAL capofila dei progetti di cooperazione, a
seguito di alcune criticità rilevate dai lavori della Commissione,
sono stati convocati ed invitati ad apportare alcune modifiche ai
progetti presentati;
In data 19.09.2012 sono pervenute le note con le modifiche
proposte da parte dei GAL;
In data 14.01.2013 con nota prot. n. 1173 la commissione di
Valutazione dei progetti di cooperazione ha trasmesso al Servizio
IV, attuatore della misura, una relazione da dove si evincono
alcune criticità sugli stessi;
In data 30.01.2013 il Dirigente del Servizio IV, condividendo
quanto evidenziato dalla Commissione, ha proposto, allo scrivente,
congiuntamente alla A.D.G. del PSR Sicilia 2007-2013,
l'annullamento del bando e l'emanazione di un nuovo bando;
In data 28.02.2013, lo scrivente, ha condiviso la proposta di
annullamento;
In data 22.03.2013 è stato emesso il D.D.G. n. 342 di annullamento
del bando;
In data 16.04.2013 sono stati convocati i rappresentanti dei GAI,
per concordare i criteri per l'emanazione di un nuovo bando e di
nuove disposizioni attuative, in linea con le indicazioni fornite
dalla Commissione;
A conclusione, si può affermare, come, il nuovo bando in corso di
pubblicazione, permetterà ai GAL siciliani, di presentare, nuove
proposte progettuali, al fine di utilizzare al meglio tutte le
risorse disponibili, per una reale crescita dei territori delle
aree rurali».
L'Assessore
Dott. Dario Cartabellotta
Rubrica «Salute»
FALCONE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che con la legge regionale 14/4/2009, n. 5,
contenente norme per il riordino del S.S.R. e la L.R. n. 30 del
03/11/1993 'norme in tema di programmazione sanitaria e di
riorganizzazione territoriale delle Unità sanitarie locali', per
come ancora applicabile ai sensi dell'articolo 32 della predetta
l.r. n. 5/2009 ed il successivo D.A. del 15/6/2009 n. 1150 recante
'indirizzi e criteri per il riordino e la rifunzionalizzazione
nonché la riconversione della rete ospedaliera e territoriale
regionale', sono stati approvati i criteri per il miglioramento
dell'appropriatezza dei ricoveri;
rilevato che sulla scorta del piano di riassetto proposto
unilateralmente dal Direttore Generale, l'Assessore per la salute,
con D.A. n. 0747 del 12/3/2010, ha disposto il riassetto dei
presìdi ospedalieri dell'ASP di Catania così come pubblicato sulla
GURS n. 28 del 18 giugno 2010;
ritenuto che alla luce dei risultati registrati nel corso degli
anni, che vanno dai 2009 al 2012, i servizi resi dal P.O. di
Paternò rientrerebbero nei livelli ottimali di economicità,
efficienza ed efficacia come indicati nel suddetto Decreto,
nonostante la temporanea e contingente riduzione dei posti letto
determinata dai lavori di messa in sicurezza del nosocomio
cittadino;
considerato che il bacino del P.O. supera le 100.000 utenze del
comprensorio e che si effettuano circa 35.000 accessi di pronto
soccorso annui e circa 2.200 interventi per prestazioni che
riguardano: chirurgia, ortopedia, otorinolaringoiatra,
ginecologia ed oculistica;
constatato che nel nosocomio sono presenti: un centro
trasfusionale, un laboratorio analisi h.24, una radiologia dotata
di una TAC di ultima generazione e che è prossima l'attivazione
della già installata risonanza magnetica h.24, elementi
indispensabili per un'assistenza sanitaria ottimale;
per sapere se non ritengano opportuno, alla luce delle
considerazioni suesposte:
sospendere il ridimensionamento e conseguentemente la
soppressione delle Unità operative di ostetricia (punto nascite),
chirurgia, otorinolaringoiatria e pediatria del Presidio
Ospedaliero SS. Salvatore di Paternò;
avviare un tavolo di concertazione tra l'Assessore per la salute,
il Presidente della Commissione legislativa regionale competente il
Direttore Generale dell'ASP n. 3 Catania, il Coordinatore Medico
del Distretto Ospedaliero CT 2 e le Organizzazioni Sindacali
Ospedaliere finalizzato all'ulteriore sviluppo del Presidio
Ospedaliero SS. Salvatore di Paternò che rappresenta un'eccellenza
sanitaria nel territorio». (697)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione specificata in
oggetto con la quale si chiedono notizie sul ridimensionamento del
presidio ospedaliero SS. Salvatore di Paternò (CT), si precisa
quanto segue.
Preliminarmente si rappresenta che questo Assessorato ha proceduto
alla revisione della rete ospedaliera in attuazione del D.A. 15
giugno 2009 n. 1150, recante "Indirizzi e criteri per il riordino,
la rifunzionalizzazione e la riconversione della rete ospedaliera e
territoriale regionale", con il quale è stato definito il quadro
complessivo della dotazione di posti e le regole per il governo del
sistema ospedaliero regionale.
Il processo di razionalizzazione delle prestazioni sanitarie
ospedaliere, con l'obiettivo di spostare il baricentro
dall'ospedale al territorio, ha portato ad elevare la qualità dei
servizi offerti e l'efficienza nella loro erogazione e ad adeguare,
tendenzialmente, il tasso di ospedalizzazione che era più alto
rispetto alla media nazionale.
Nella prima fase del processo è stato definito il fabbisogno di
posti letto per acuti, riabilitazione post acuzie e lungodegenza.
Conseguentemente la rimodulazione della rete ospedaliera ha
comportato la variazione del numero dei posti letto di alcune
discipline, in rapporto all'effettivo fabbisogno rilevato nonché il
raggiungimento, in termini percentuali, della dotazione di 3,87
posti letto per mille abitanti, di cui 3,22 per acuti e 0,65 per
riabilitazione e lungodegenza, andando dunque incontro ai parametri
introdotti dall'Intesa del 3 dicembre 2009 tra il Governo, le
Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano concernente
il nuovo Patto per la salute per gli anni 2010-2012.
Tuttavia la riduzione dei posti letto non ha costituito da sola la
risposta all'obiettivo di revisione dell'assistenza sanitaria
regionale, il cui scopo principale è stato quello di garantire
sicurezza e appropriatezza delle prestazioni ed efficacia ed
economicità del sistema.
Gli obiettivi individuati per il completamento del processo di
riorganizzazione della rete ospedaliera, fanno infatti riferimento
a:
·Analisi della domanda e rimodulazione dell'offerta.
·Riduzione del numero di posti letto ospedalieri per acuti e del
numero delle Unità Operative Complesse (UOC) e Semplici (005).
·Individuazione delle strutture in cui disattivare le funzioni di
ricovero per acuti duplicate.
·Trasferimento di prestazioni ospedaliere ad alto rischio di in
appropriatezza verso forme di assistenza alternative al ricovero
(ciò ha determinato il progressivo allineamento del tasso di
ospedalizzazione dal valore di 202,59 x 1000 abitanti [Dati SDO
anno 2009] ai parametri nazionali [180 x1000 abitanti].
Oggi é peraltro in corso un'ulteriore revisione della rete
ospedaliera, secondo i parametri fissati dal D.L. 6/07/2012
convertito con modificazioni dalla legge 7/08/2012 n. 135 e dal
regolamento attuativo, basati sull'assistenza organizzata per
intensità assistenziale e non più per patologia.
I nuovi standard fissati dalla legge prevedono 3,7 p.l. x 1000
abitanti ed un tasso di ospedalizzazione pari a 160 x 1000
abitanti.
In linea di indirizzo la bozza di regolamento, attualmente in
discussione a livello ministeriale, stabilisce tre tipologie di
strutture ospedaliere in ordine di complessità:
·Presidi di base
·Presidi di I livello, sede di DEA di 1 livello
·Presidi di II livello, dotati di strutture di DEA di II livello
La bozza definisce con quali modalità sarà possibile rientrare
negli standard fissati dalla legge che, innanzitutto, sono
conseguibili intervenendo sull'indice di occupazione dei posti
letto che deve attestarsi su valori del 90% e sulla durata media
della degenza per i ricoveri ordinari che dovranno essere inferiori
ai 7 giorni.
Definisce anche il percorso di applicazione: identificazione del
fabbisogno di prestazioni ospedaliere, il calcolo del numero
corrispondente di posti letto pubblici e privati, il disegno della
rete ospedaliera pubblica e privata.
Inoltre la prevista introduzione di una soglia di volumi minimi
comporterà anche una riduzione delle strutture complesse.
Volumi ed esiti serviranno a monitorare e valutare le strutture ai
fini della riorganizzazione; elementi determinanti saranno pertanto
i volumi di attività per specifici processi e l'appropriatezza dei
ricoveri e delle prestazioni.
Per quanto relativo invece al mantenimento del punto nascita si fa
presente che il presidio di Paternò non ricade in un territorio
geograficamente disagiato e pertanto non può rientrare nella deroga
al vincolo di almeno 500 parti/anno previsti.
Da quanto sopra emerge che il Sistema sanitario regionale è in
fase di profonda revisione e pertanto le osservazioni
dell'onorevole interrogante potranno essere valutate in sede di
riordino della rete e sulla base dei criteri sopra enunciati».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino
ALLEGATO 2
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 51-38 BIS - NORME STRALCIATE I/A - NORME IN
MATERIA DI INELEGGIBILITà DEI DEPUTATI REGIONALI E DI
INCOMPATIBILITà CON LA CARICA DI DEPUTATO REGIONALE E DI
COMPONENTE DELLA GIUNTA REGIONALE.
All'articolo 1
Emendamento 1.7
Al comma 1, lettera g bis) e lettera g ter), e al comma 3, sub 10
septies cc. 2 e 3, dopo le parole anche occulto la virgola è
soppressa.