Presidenza del Presidente Ardizzone
FIORENZA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Onorevoli colleghi, c'è un'intesa di massima poiché ho avuto modo
di sentire singolarmente, non tutti, ma alcuni Presidenti dei
gruppi parlamentari, mi riservo di interloquire anche con gli
altri, in ordine ai lavori odierni.
Sappiamo tutti che c'è l'esigenza di approvare entro oggi la
proroga dei precari ed ancor prima è necessario approvare due atti
propedeutici: il rendiconto e l'assestamento tecnico di bilancio.
E' giunta da parte di alcuni gruppi parlamentari la richiesta di
mezz'ora di tempo per svolgere una conferenza stampa. Pertanto,
vado avanti con le comunicazioni e resta inteso che, finiti gli
adempimenti di rito, sospendo l'Aula e la rinvio alle ore 17.00,
puntuali perché si spera che entro le ore 20.00 si possa chiudere
il ragionamento.
FALCONE. Potremmo riprendere alle ore 17.30.
PRESIDENTE. Sono le 16,20, se c'è intesa a lavorare possiamo
riprendere alle 17.00, vado avanti con le comunicazioni e
riprenderemo l'Aula per tale ora.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Germanà e Tamajo sono in
congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cracolici è autorizzato a
recarsi in missione a Roma il 31 luglio 2013.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1083 - Notizie in merito all'Ente 'Serraino Vulpitta' di
Trapani.
- Assessore Salute
Firmatario: Oddo Salvatore
N. 1084 - Notizie sulla mancata apertura al pubblico del Castello-
Fortezza aragonese a Portopalo di Capo Passero (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1087 - Notizie circa la revoca in autotutela del Decreto
A.R.T.A. n. 221 del 19 marzo 2009 di autorizzazione all'ampliamento
della discarica per r.s.u. in contrada Tiritì nel comune di Motta
S. Anastasia.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Barbagallo Anthony Emanuele; Foti Angela
N. 1089 - Chiarimenti circa la riorganizzazione dei servizi dei
beni culturali in Sicilia.
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario:Marziano Bruno.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1071 - Notizie in merito al ripristino delle condizioni di
sicurezza della strada provinciale 20, in provincia di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1072 - Notizie in merito alla problematica dei danni da fauna
selvatica nel territorio madonita.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1073 - Chiarimenti in ordine alla posizione occupazionale
dei lavoratori ex PIP della cooperativa Social Trinacria.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1074 - Provvedimenti per arginare il fenomeno della pesca di
frodo del pesce spada.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1075 - Aumento della dotazione finanziaria nell'ambito del PSR
Sicilia 2007/ 2013 - Misura 125 - 'Miglioramento e creazione delle
infrastrutture connesse allo sviluppo e all'adeguamento
dell'agricoltura e della selvicoltura'.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1076 - Notizie sull'espropriazione del casolare di contrada
Feudo, a Cinisi (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Economia
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
- Assessore Salute
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1077 - Notizie sui ritardi nella corresponsione degli
emolumenti al personale dell'Istituto sperimentale zootecnico per
la Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1078 - Notizie sul progetto di riforma della formazione
professionale in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1079 - Notizie sulla salvaguardia dei livelli
occupazionali del Gruppo Valtur di Pollina (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1080 - Notizie sul piano faunistico-venatorio.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1081 - Proroga utilizzo delle reti derivanti (ferrettare) da
parte delle marinerie siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse agricole e alimentari
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1082 - Provvedimenti per arginare la dispersione scolastica in
Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1085 - Chiarimenti circa l'applicazione dell'art. 45 della
legge regionale n. 11 del 2010 in ordine al piano di rientro degli
oneri derivanti dalla gestione integrata dei rifiuti.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Alongi Pietro
N. 1086 - Chiarimenti circa l'applicazione dell'art. 45 della
legge regionale n. 11 del 2010 in ordine al piano di rientro degli
oneri derivanti dalla gestione integrata dei rifiuti.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Falcone Marco
N. 1088 - Applicazione di tariffe agevolate a favore dei residenti
nella Regione siciliana per l'ingresso ai siti culturali.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi;
Currenti Carmelo
N. 1090 - Misure sperimentali per incentivare il turismo nelle
Isole Egadi.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Fazio Girolamo.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 95 - Notizie in merito all'attuazione del contratto di
programma settoriale di cui alla delibera CIPE del 3 agosto 2012.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Zafarana
Valentina; Trizzino Giampiero; Mangiacavallo Matteo; Zito Stefano;
Ciaccio Giorgio; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio
Gianina; Foti Angela; Ferreri Vanessa; Palmeri Valentina; La Rocca
Claudia
N. 96 - Notizie in merito all'istituzione ed all'attuazione della
'Zona franca di legalità' della Sicilia centrale.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Zafarana
Valentina; Trizzino Giampiero; Mangiacavallo Matteo; Zito Stefano;
Ciaccio Giorgio; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio
Gianina; Foti Angela; Ferreri Vanessa; Palmeri Valentina; La Rocca
Claudia
N. 97 - Revoca della diffida per mancata emissione dei
provvedimenti repressivi e sanzionatori in materia di abusivismo
edilizio.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Palmeri Valentina; Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che é stata presentata la seguente mozione:
numero 158 Misure a tutela dei posti letto nell'ASP di
Caltanissetta , degli onorevoli Cancelleri Giovanni Carlo; Trizzino
Giampiero; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo
Matteo; Siragusa Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; La
Rocca Claudia; Zito Stefano, presentata il 26 luglio 2013.
Avverto che la mozione testé annunziata sarà demandata, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Onorevoli colleghi, così come ho avuto modo di annunziare poco fa,
in considerazione che i Gruppi parlamentari di opposizione stanno
tenendo una conferenza stampa, sospendo fino alle ore 17.00 la
seduta odierna e riprenderemo con l'esame dei disegni di legge n.
486 Approvazione del Rendiconto generale della Regione per
l'esercizio finanziario 2012. , n. 479 Assestamento del bilancio
della Regione per l'anno finanziario 2013. n. 480/A Disposizioni
di proroghe e modifiche di norme. , con l'impegno che entro questa
sera si possano esitare questi tre disegni di legge, stante la
scadenza del 31 luglio in ordine alle proroghe dei cosiddetti
precari.
Onorevoli colleghi, pertanto, come stabilito in precedenza,
sospendo la seduta avvertendo che riprenderà alle ore 17.00.
(La seduta, sospesa alle ore 16.22, è ripresa alle ore17.29)
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Nicotra e Siracusa sono in
congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni di
proroghe
e modifiche di norme» (480/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sta per arrivare l'assessore per
l'economia.
Così come convenuto con gran parte dei Capigruppo e, peraltro,
sulla base di quello che ho preannunciato in apertura di questa
seduta, è necessario, entro oggi 31 luglio c.m., approvare tre
disegni di legge: il rendiconto generale della Regione siciliana
per l'esercizio finanziario 2012; l'assestamento del bilancio della
Regione per l'anno finanziario 2013, ed il n. 480/A recante
Disposizioni di proroghe e modifiche di norme .
In considerazione del fatto che ancora non è presente in Aula
l'Assessore per il bilancio, con l'accordo dell'Aula, se non ci
sono osservazioni contrarie, essendo presente l'assessore Valenti,
passo alla trattazione del disegno di legge sulle disposizioni di
proroghe.
Il voto finale sarà dato al termine della votazione sul rendiconto
e l'assestamento del bilancio.
Si procede quindi con il seguito del di disegno di legge
Disposizioni di proroghe e modifiche di i norme (n. 480/A),
posto al numero 3).
Pertanto, invito i componenti della V Commissione a prendere posto
al banco alla medesima assegnato.
Quello che raccomando, dal momento che vi sono tre disegni di
legge abbastanza importanti e complessi da esaminare, è la brevità
degli interventi per andare avanti speditamente, anche perché nelle
commissioni di merito - per quello che riguarda le proroghe in V
commissione - sia in commissione bilancio - per quello che riguarda
gli argomenti di natura finanziaria - i problemi sono stati, nella
loro complessità, esaminati ed approfonditi sotto ogni aspetto. Va
dato atto al lavoro svolto sia dalla V che dalla II commissione.
Ricordo all'Aula che, in relazione al disegno di legge sui
cosiddetti precari era stato stralciato il comma 2 dell'articolo 3
e l'intero articolo 4, che riguarda la modifica di norme.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Proroghe di contratti a tempo determinato del personale
dell'Amministrazione regionale
1. All'articolo 36, comma 1, della legge regionale 15 maggio 2013,
n. 9 le parole 31 luglio 2013' sono sostituite dalle seguenti 31
dicembre 2013'.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2013, l'ulteriore spesa nel limite massimo
di 11.525 migliaia di euro cui si provvede con parte delle
disponibilità dell' U.P.B. 4.2.1.5.2, capitolo 215704 -
accantonamento 1003 - del bilancio della Regione per l'esercizio
finanziario medesimo».
L'emendamento A.1, degli onorevoli Cracolici Gucciardi e Lupo è
dichiarato inammissibile; l'emendamento A3, a firma del Governo, è
ritirato.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo sulla
decisione di questa Presidenza di ritenere inammissibili alcuni
emendamenti, atteso che dobbiamo velocizzare i lavori d'Aula.
Io avevo presentato un emendamento che ritenevo potesse essere
utile a questo disegno di legge sui precari. Riguardava il comma 2
dell'articolo 2 col quale io prevedevo che la somma di 85 milioni
di euro fosse non interamente finanziata con le somme
dell'accantonamento dei fondi globali, ma con 30 milioni di euro
che avremmo sottratto al bilancio regionale, soprattutto
dall'informatizzazione, cioè da spese discrezionali per creare
maggiore forza, maggiore copertura e maggiore certezza nella
copertura finanziaria di questo settore dei precari.
PRESIDENTE. Sì, mentre l'emendamento A.1 è inammissibile.
L'emendamento dell'onorevole Falcone è dichiarato inammissibile
perché presentato fuori termine.
GRECO Marcello, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Marcello, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, io sicuramente faccio un passo
indietro e chiaramente illustrerò anche il disegno di legge, tra
l'altro, avevo fatto anche la relazione in precedenza.
Faccio un passo indietro e vado esattamente nella seduta del 25
luglio del 2013 perché in quella seduta alcuni miei colleghi, in
particolare il collega Falcone, ha fatto un duro attacco sia al
sottoscritto ma anche all'intera Commissione. Un attacco veramente
inspiegabile perché quello che si è verificato nel corso dell'esame
di questo disegno di legge è un qualcosa pienamente corretta nel
rispetto del Regolamento dell'Assemblea e del regolamento della
Commissione.
Quando mi si viene a dire che la quinta Commissione e in
particolare il presidente Greco non ha rispettato un patto fra
galantuomini, quando mi si viene a dire che la quinta Commissione
ha tenuto conto dell'articolo 4 da lei poi dichiarato inammissibile
interamente, quando mi si viene a dire che ci sono delle situazioni
che non sono vere è chiaro che questa presidenza, nel rispetto
proprio dei colleghi che hanno lavorato nella quinta Commissione,
ha il diritto di difendersi.
Signor Presidente, io voglio indicare l'iter che noi abbiamo
fatto.
Il disegno di legge sui precari, che era composto da quattro
articoli, quindi non è vero che l'articolo era stato cassato dalla
Commissione bilancio, viene in Commissione il 3 luglio. Viene
concesso un termine per gli emendamenti che è esattamente il 10
luglio e viene esaminato e approvato con l'emendamento posto in
essere all'articolo 4 dall'assessore Valenti, che ha inserito
questo ulteriore comma all'articolo 4 e va quindi alla Commissione
bilancio.
La Commissione bilancio in data 24 luglio del 2013 fa un
emendamento finanziario, che è esattamente quello riguardante il
parco dei Nebrodi, di centotrentaquattromila euro. Vengono
ulteriormente esaminate dalla Commissione Bilancio due proposte:
uno, quell'emendamento che lei oggi ha dichiarato inammissibile;
nonché la proposta di cassare l'articolo 4. Quindi, non poteva
certamente la Commissione bilancio fare l'emendamento perché era un
emendamento di merito, c'è soltanto una proposta. Queste proposte
ritornano nella Commissione di merito, la Commissione quinta, e
vengono prese in esame. Uno viene bocciato, l'articolo 1, l'altro
viene mandato in Aula perché già il termine per gli emendamenti era
ultimato e scaduto, esattamente il 10 luglio. Viene fatta la presa
d'atto e inviato in Aula.
Pertanto, collega Falcone, la Commissione lavoro non ha violato
nessun patto tra galantuomini, tra l'altro patto tra galantuomini
che non c'era perché lei ha fatto riferimento alla Conferenza dei
Capigruppo. Bene, io ho il verbale della Conferenza dei Capigruppo
e non c'è traccia di questo benedetto patto e a me nessuno l'ha
detto e quindi siamo andati regolarmente avanti.
Allora, io sostengo la regolarità degli atti posti in essere dalla
Commissione quinta nel pieno rispetto di quelle che sono le norme
regolamentari.
Signor Presidente, quindi tutto è frutto di una palese confusione
che si è voluta creare, di una confusione dove si è voluto mettere
in discussione l'operato corretto, ripeto, della quinta
Commissione. Questo per chiarire determinati aspetti fondamentali e
per determinare appunto anche i ruoli.
Nel merito, signor Presidente, è l'ennesimo disegno di legge di
proroga dei precari E io dico di quella parte di precari che pur
sfortunati certamente godono di un privilegio rispetto ad altri, mi
riferisco per esempio ai quarantaquattro lavoratori
dell'Assessorato territorio e ambiente, mi riferisco esattamente ai
novantotto restauratori che ancora oggi dopo tanti anni non hanno
trovato una soluzione, mi riferisco ai lavoratori dell'Ente Parco
dei Nebrodi, mi riferisco ai lavoratori della Nuova Musa e ad altri
lavoratori che malgrado, ripeto, signor Presidente, il Governo
abbia dato più volte assicurazioni della sistemazione di questi
soggetti, ahimè, questi ultimi in modo o nell'altro non hanno
trovato la fortuna di quei precari indicati, precari - ripeto -
fortuna sempre tra virgolette, di quei precari che oggi con questo
disegno di legge avranno appunto la proroga.
E' un problema quello del precariato importante, è un problema che
deve essere appunto risolto, è un problema che il Governo regionale
ha chiaramente posto come punto di riferimento.
A me sembra che in un momento particolare come quello di oggi c'è
un po' di confusione, un po' di maretta' chiamiamola così, che è
quella che non si riesce a potere andare avanti. E io le dico con
tutto il rammarico possibile, perché per l'ennesima volta questa
Commissione per un motivo o per l'altro non può svolgere il proprio
lavoro, in quanto l'assenza del Governo è continua, è continua
signor Presidente, parlo della Commissione che io presiedo.
L'Assessore Valenti, qui presente, è uno dei pochi sempre presente
anche in Commissione, quindi questo discorso in effetti è un fatto
di continuità. Abbiamo grosse difficoltà a potere andare avanti, e
anche il ruolo della Commissione è messo veramente a repentaglio,
perché non potendo dialogare e non avendo interlocutori il problema
in effetti si pone.
Questo discorso io l'ho detto più volte, signor Presidente, lo
continuo a ripetere a lei in qualità di Presidente dell'Assemblea
regionale. Bene, bisogna cambiare metodo, bisogna cambiare rotta
Ed io mi auguro che nell'approvazione di questo disegno di legge
per i precari, chiamiamoli precari fortunati', si possa trovare
una soluzione importante. Il Governo deve partecipare alla vita
attiva della Regione, perché altrimenti non ci sono possibilità di
andare avanti.
Signor Presidente, io ho terminato e termino appunto con un
invito, secondo me è necessario anche che bisogna arrivare ad un
confronto, che la maggioranza si confronti sul futuro della
Sicilia, su quello che potrà essere il futuro, e questo deve essere
fatto sicuramente in tempi brevi e in tempi stretti. Grazie.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
« Art. 2.
Prosecuzione di contratti a tempo determinato del personale
destinatario del regime
transitorio dei lavori socialmente utili
1. All'articolo 37, comma 1, della legge regionale 15 maggio 2013,
n. 9 le parole 31 luglio 2013' sono sostituite dalle seguenti 31
dicembre 2013'.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2013, l'ulteriore spesa nel limite massimo
di 85.589 migliaia di euro cui si provvede con parte delle
disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2, capitolo 215704 -
accantonamento 1002 - del bilancio della Regione per l'esercizio
finanziario medesimo.
3. All'articolo 37, comma 2, della legge regionale 15 maggio 2013,
n. 9 le parole 31 luglio 2013' sono sostituite dalle seguenti 31
dicembre 2013'.
4. Per le finalità di cui al comma 3 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2013, l'ulteriore spesa nel limite massimo
di 362 migliaia di euro cui si provvede con parte delle
disponibilità dell' U.P.B. 4.2.1.5.2, capitolo 215704 -
accantonamento 1001 - del bilancio della Regione per l'esercizio
finanziario medesimo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Proroghe di contratti relativi a personale del CEFPAS, degli
enti parco, delle Camere di commercio e delle gestioni separate
dei soppressi consorzi ASI presso l'IRSAP
1. All'articolo 38, comma 1, della legge regionale 15 maggio 2013,
n. 9 le parole 31 luglio 2013' sono sostituite dalle seguenti 31
dicembre 2013'.
2. La proroga di cui al comma 1 si applica anche al personale
dell'Ente Parco dei Nebrodi in servizio alla data del 31 dicembre
2011, ancorchè non abbia usufruito della proroga disposta dal comma
1 dell'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre 2010, n. 24.
3 Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata in favore degli
Enti parco, per l'esercizio finanziario 2013, la spesa complessiva
di 134 migliaia di euro cui si provvede con parte delle
disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2 capitolo 215704 -
accantonamento 1001 - del bilancio della Regione per l'esercizio
finanziario medesimo».
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
TITOLO II
Modifiche di norme
«Art. 4.
Modifiche di norme
1. All'articolo 1, comma 4, della legge regionale 16 gennaio 2012,
n. 9 sono apportate le seguenti modifiche:
a) la parola biennio' è sostituita con triennio';
b) dopo i due periodi presso gli enti locali' sono aggiunte le
parole comprese le Camere di Commercio';
c) dopo la parola dirigenziale' sono aggiunte le parole e non
dirigenziale';
2. All'articolo 15, comma 2, della legge regionale 15 maggio 2013,
n. 9 dopo le parole contributi ordinari di parte corrente pari ad'
è aggiunta la parola almeno'.
3. Al comma 2 dell'articolo 11 della legge regionale 5 aprile
2011, n. 5 le parole dall'1 gennaio 2012 sono sostituite dalle
seguenti dall'1 gennaio 2015 ».
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale del disegno di legge avverrà
successivamente.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Commemorazione delle vittime dell'incidente stradale di Avellino
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di proseguire i nostri
lavori, mi sembra doveroso e giusto osservare un minuto di silenzio
in ricordo delle vittime dell'incidente stradale di Avellino.
(Tutti i deputati in piedi osservano un minuto di silenzio)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, non avrei voluto parlare, ho atteso
anche il minuto di silenzio che abbiamo dedicato alle vittime.
E' giusto invece che oggi questa Assemblea, al di là
dell'indifferenza, lo possa anche assegnare a chi oggi nei locali
dell'Assessorato della formazione, lanciandosi dal terzo piano,
durante una riunione tra sindacati e Governo regionale, si suicida
per manifestare tutta la tragicità in cui oggi si trova la
formazione professionale.
Vorrei che il Governo ne prendesse atto, ma ponesse in essere gli
atti consequenziali, cioè dello sblocco della spesa nei confronti
non degli enti o non solo degli enti, ma dei lavoratori, di
migliaia e migliaia di lavoratori che oggi sono ridotti alla fame
in una condizione di tragicità.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Falcone. Le sue parole diventano
pietre per tutti noi, perché ci impongono di essere ancora più
responsabili, quindi lei ha fatto bene ad evidenziare quello che è
successo oggi e che ci colpisce o ci dovrebbe colpire tutti,
nessuno può essere esente da colpe o da responsabilità.
Noi abbiamo il dovere di fare il nostro lavoro fino in fondo,
ciascuno per la propria parte: come singoli parlamentari, il
Governo, il Governatore, i singoli assessori, i sindacati, mi
permetto di dire.
E' chiaro che su quella che è una tragedia, sulla drammaticità del
come si è consumata questa ennesima vita del non lavoro che c'è
in Sicilia bisogna avviare un dibattito approfondito in Aula. Ma il
dibattito non basta, noi dobbiamo essere consequenziali, ripeto con
una legislazione che sia quanto più vicina alle esigenze dei
siciliani. Quindi, mettiamo da parte quelle che possono essere le
divisioni, mi rendo conto che il suo appello è indirizzato pure a
questo e dobbiamo riflettere fino in fondo, ma riflettere non
basta. Non mi dilungo oltre perché potrebbe sembrare retorico, il
suo intervento non è stato assolutamente retorico, ha fatto bene a
richiamarlo in questa Aula e ci dobbiamo ritornare, ma ci dobbiamo
ritornare: il Governo con atti amministrativi e questo Parlamento
con atti legislativi.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge «Approvazione del rendiconto
generale
della Regione per l'esercizio finanziario 2012» (n. 486/A)
PRESIDENTE. Si procede con la discussione del disegno di legge
«Approvazione del Rendiconto generale della Regione per l'esercizio
finanziario 2012», (n. 486), posto al numero 1).
Invito la Commissione Bilancio a prendere posto al banco alla
medesima assegnata.
Devo dare atto del lavoro difficile e complesso svolto dalla
Seconda Commissione, peraltro la stessa, ai sensi dell'articolo 73
del Regolamento ha ripreso, in via formale, l'interlocuzione con la
Corte dei Conti, quindi di questo do atto alla Seconda Commissione
perché, nonostante le divergenze, so che c'è stato un momento di
sintesi con il concorso di tutti i gruppi parlamentari, senza
distinzione alcuna. Quindi questo va dato merito all'intero
Parlamento, lo so che la drammaticità del momento, la drammaticità
finanziaria impone provvedimenti consequenziali.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Dina, per svolgere la
relazione.
DINA, presidente della Commissione e relatore. Grazie, signor
Presidente, intenderei svolgere una relazione unitaria per tutti e
due i disegni di legge per l'approvazione del rendiconto e
dell'assestamento.
Il disegno di legge che si sottopone, faccio riferimento al
disegno di legge che si sottopone all'attenzione dell'Aula,
riguarda l'approvazione del rendiconto generale della Regione per
gli esercizi finanziari 2012.
Il presente documento, verificato dalla sezione di controllo della
Corte dei Conti per la Regione siciliana, è stato oggetto di
giudizio con decisione pronunciata dalla sezione giuridica della
pubblica udienza del 28 giugno del 2013.
Complessivamente, la gestione finanziaria della Regione
nell'esercizio finanziario 2012 è stata condizionata dai seguenti
fattori: sul versante del ciclo economico il progressivo
peggioramento della crisi ha acuito una spirale di impulsi
depressivi che hanno coinvolto il sistema produttivo e sociale. In
questo contesto, l'economia siciliana afflitta dai gravi problemi
strutturali ha fatto registrare in base ai dati diffusi dall'Istat,
un calo del prodotto interno lordo dell'1,3% nel 2011. E, in base
alle stime di Prometeia, una contrazione del 2,7% nel 2012;
sul fronte della manovra di finanza statale, l'entità complessiva
del concorso regionale o del risanamento dei conti pubblici, ha
drenato risorse, indebolendo il già precario equilibrio del
bilancio. Gli effetti delle manovre finanziarie attuate dallo Stato
hanno infatti determinato un minore gettito, pari complessivamente
a 914.315 migliaia di euro.
Nell'ambito del quadro di riferimento sopra delineato, nella
relazione scritta che è allegata al disegno di legge, vengono
evidenziati brevemente i dati riguardanti i principali aggregati
della finanza pubblica regionale nello scorso esercizio
finanziario.
Pertanto, per gli approfondimenti rimando a questa relazione che è
allegata al disegno di legge.
Per quanto attiene all'assestamento 2013, signor Presidente, è
noto a tutti che l'articolo 9 della legge regionale n. 47 del 1977
prevede che entro il 15 luglio di ogni anno, il Governo presenti
all'Assemblea, che lo approva entro il mese successivo, il disegno
di legge per l'assestamento di bilancio annuale di previsione,
sulla scorta del risultato di gestione accertato con il rendiconto
generale consuntivo dell'esercizio precedente presentato alla
Corte dei Conti.
Nella normativa regionale di contabilità, il disegno di legge di
assestamento è finalizzato pertanto di scrivere nel bilancio
dell'esercizio in corso il saldo di gestione accertato
dall'esercizio precedente, intendo dell'avanzo e del disavanzo,
svolgendo così una specifica funzione di collegamento con le
risultanze dei cicli finanziari precedenti e il bilancio corrente
attuale.
L'avanzo e il disavanzo finanziario è iscritto in bilancio
separatamente, secondo che esso sia riferito ai fondi non
regionali (fondi vincolati) ovvero ai ai fondi ordinari della
Regione (fondi non vincolati).
Delineato pertanto il quadro tecnico-giuridico di riferimento,
occorre evidenziare che nel bilancio di previsione per l'esercizio
2013 è stato iscritto un avanzo finanziario complessivo presunto
pari a 8 miliardi di euro, interamente riconducibile ai fondi non
regionali.
Il conto consuntivo 2012 ha invece registrato quanto ai suddetti
fondi un avanzo inferiore rispetto alle previsione, per un valore
effettivo pari a 7,2 miliardi di euro (-754,3 milioni di euro).
Nel contempo, riguarda i fondi ordinari della Regione, il predetto
conto consuntivo ha registrato un disavanzo finanziario di gestione
per l'esercizio 2012 inferiore, per 86, 3 milioni di euro, rispetto
al dato stimato in un miliardo di euro.
Ricordo a tal proposito, che al fine di contenere gli effetti
sull'esercizio finanziario in corso del suddetto disavanzo di
gestione presunto relativo al 2012, il comma 2, dell'articolo 2,
della legge regionale n. 9/2013, ne ha previsto il riassorbimento,
in quote annuali, nel triennio 2013/2015, nella misura di 313.000
migliaia di euro per il 2013 e di 343.500 migliaia di euro per
ciascuno degli anni 2014 e 2015.
Il comma 3, del medesimo articolo 2, della legge regionale n. 9
del 2013 ha, quindi, autorizzato il Governo, in sede di disegno di
legge di assestamento, a rideterminare le suddette quote annuali in
base alle risultanze effettive della gestione dell'esercizio 2012.
Riguardo ai fondi vincolati, il disegno di legge iscrive in
bilancio il minor avanzo accertato su tali fondi, mediante una
variazione in diminuzione, pari a 754,3 milioni di euro,
dell'entrata e, per un importo analogo, della spesa (UPB
4.2.2.8.1).
Per quanto concerne, viceversa, i fondi ordinari della Regione, il
disegno di legge ridetermina il disavanzo finanziario di gestione
dell'esercizio 2012 in 913,7 milioni di euro. Il minor disavanzo
accertato, pari a 86,3 milioni di euro, consente la rimodulazione
delle quote annuali a ripiano (l'articolo 4), come previsto dal
comma 3, dell'articolo 2, della citata legge regionale n. 9 del
2013.
Conseguentemente, il medesimo articolo 4 ridetermina le suddette
quote di disavanzo da riassorbire nel triennio 2013/2015 in 226,7
milioni di euro per l'anno 2013, da 313 milioni di euro che erano,
mentre per ciascuno dei due anni successivi le quote sono mantenute
a 343,5 milioni di euro.
Inoltre, con i commi 3, 5 e 6, dell'articolo 4, il Governo,
recependo le analisi e le valutazioni espresse dalle Sezioni
riunite in sede di controllo della Corte dei Conti per la Regione
siciliana, ha provveduto a dotare di uno specifico stanziamento il
capitolo 215727 Fondo speciale destinato a fronteggiare gli
effetti finanziari sui saldi di bilancio conseguenti
all'eliminazione dei residui attivi cui non corrispondono crediti
da riscuotere , che era stato azzerato nel bilancio di previsione
per il 2013.
In particolare, il progetto presentato dal Governo, e condiviso
dalla commissione, prevede che confluiscano nel Fondo:
-la somma di 86,3 milioni di euro, risultanti dal minore disavanzo
2012, accertato in sede di consuntivo;
-la somma di 36,9 milioni di euro, resasi disponibile a seguito
della mancata pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Regione
delle disposizioni della legge di stabilità regionale per il 2013,
oggetto di impugnativa da parte del Commissario dello Stato.
A seguito dell'allocazione delle somme sopradescritte sul capitolo
215727, lo stanziamento dell'esercizio finanziario 2013 risulta
pari a 123,2 milioni di euro.
Il disegno di legge di assestamento prevede, altresì, all'articolo
6, che il Fondo in questione sia incrementato con il 50% dei
proventi dei ribassi d'asta dei lavori finanziati
dall'amministrazione regionale con fondi propri e con i proventi
della valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale nonché
dei beni non strumentali degli enti regionali, entrate che,
tuttavia, appaiono possibili ma di incerta quantificazione.
Da ultimo, si sottolinea che l'esigenza di fronteggiare l'impatto
sui saldi di bilancio della componente dello stock dei residui
attivi di difficile riscossione, ha indotto il Governo ad ampliare
l'ambito di destinazione del Fondo non disponibile destinato alla
salvaguardia degli equilibri di bilancio (con una dotazione per il
2013 di 110 milioni di euro), gravando, questo stesso Fondo, anche
della ulteriore finalità di concorrere all'eliminazione dei residui
attivi cui non corrispondono crediti da riscuotere.
Condivido l'impianto complessivo del disegno di legge, che tende a
rafforzare gli strumenti di salvaguardia degli equilibri finanziari
del bilancio, in un momento così difficile per le finanze
regionali.
Non posso, tuttavia, non ricordare le criticità che emergono in
relazione alle risorse stanziate, nel bilancio di previsione per il
2013, per numerosi settori di intervento regionale, le cui
originarie dotazioni appaiono sottostimate e necessitano, pertanto,
di una rivisitazione, come confermato dai rappresentanti dei
singoli rami dell'amministrazione nel corso delle audizioni che la
commissione ha svolto la scorsa settimana.
Sono, infatti, convinto che il rigore dei conti vada coniugato con
le azioni tendenti alla salvaguardia delle attività produttive e
dei livelli occupazionali, nonché alla promozione dello sviluppo
economico.
Il monitoraggio contiguo delle risorse disponibili, l'avvio di
procedure che consentano di raggiungere ulteriori livelli di
conferimento della spesa produttiva, la costante verifica contabile
rappresentano i presupposti di un percorso imprescindibile verso
cui il Governo dovrà orientare le proprie scelte.
E', pertanto, necessario che, posti in sicurezza i conti del
bilancio regionale, si proceda già dal prossimo mese di settembre
alla presentazione di un disegno di legge di variazione di bilancio
che possa venire incontro alle principali emergenze.
Informo, a tal proposito, che il Governo ha preso un formale
impegno in tal senso nel corso dell'esame in Commissione del
presente provvedimento.
Ho poco da aggiungere se non questo senso di responsabilità cui
tutti siamo richiamati, dalla Commissione all'intero Parlamento, di
considerare l'assestamento tecnico sic et simpliciter per quello
che è, di non gravarlo di emendamenti che vadano nella direzione
della variazione di bilancio per la quale il Governo si è impegnato
per il mese di settembre.
Pertanto, la relazione viene rassegnata in questa direzione: di
limitarsi all'assestamento per affrontare con le verifiche
contabili che il Governo insieme alla Commissione potranno
realizzare da qui a settembre per una variazione di bilancio
successiva.
PRESIDENTE. Devo dire che l'onorevole Dina ha inteso unificare le
relazioni, perché da un punto di vista formale, stiamo discutendo
del rendiconto, ma ha già svolto la relazione anche
sull'assestamento, una relazione abbastanza compiuta che è servita
a semplificare il successivo percorso d'Aula.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non entro nel
merito della unificazione che l'onorevole Dina, presidente della
Commissione Bilancio, ha voluto fare sull'assestamento ed il
rendiconto perché, a mio avviso, sono due disegni di legge
completamente diversi e lo sono perché l'assestamento di fatto
muove nuove partite di spesa e partite finanziarie, nel senso che
li sposta da UPB a UPB, da Capitoli a Capitoli, invece il
rendiconto non è altro che la fotografia di quello che è successo
l'anno precedente al 2012 e nel 2011.
Vorrei, ora, sollevare una pregiudiziale sul rendiconto del 2012 e
la vorrei sollevare sulla scorta di una recentissima sentenza
della Corte Costituzionale che è la n. 138 del 2013. Questa
sentenza, che di fatto ha accolto il ricorso che il Consiglio dei
Ministri ha fatto alla Consulta circa il rendiconto della Regione
Molise, e, specificatamente, l'articolo 7, e mi fa piacere che è
arrivato anche l'assessore Bianchi.
E' chiaro che la mia riflessione parte dalla sentenza n. 138 per
comprendere alcune cose e lo dico in via pregiudiziale.
Quest'Assemblea che oggi è chiamata all'arduo compito di
certificare, con il proprio voto, quanto è successo negli anni
scorsi, dovrebbe essere messa nelle condizioni di poterlo fare ed
un'Assemblea che deve dare il proprio apprezzamento, il proprio
voto favorevole o meno, alla fotografia di ciò che è successo negli
anni passati, dovrebbe avere alcuni elementi, cosa che non abbiamo
avuto.
Ad esempio dovremmo avere la relazione tecnica sui fondi residui
per capire, nella declaratoria di questi fondi residui, dei residui
attivi, quelli che sono certi, quelli che sono incerti ed
inesigibili e quelli, invece, che sono di dubbia natura, dovremo
comprendere anche la loro provenienza.
Nella relazione tecnica dovremmo avere anche, tra le altre cose,
l'elenco dei crediti che vantiamo nei confronti dello Stato per
capire quali di questi crediti siano ancora certi, cioè esigibili,
e quali, invece, non siano certi ed esigibili.
Esiste anche un'altra questione, signor Presidente, ed è
importante: il problema della certificazione comunitaria.
Nei giorni scorsi organi di stampa hanno riportato che la Sicilia
non aveva avuto una certificazione per più di 50 milioni di euro
nei rami dell'amministrazione del turismo, della comunicazione e
della formazione, significa che noi dovremmo avere un certificato
di decertificazione sulla spesa e dovremmo chiarire quali sono i
casi dubbi, perché in ragione di questo dobbiamo inserire, nella
relazione tecnica, anche le partite finanziarie che devono essere
incrementate o ricostruite con fondi regionali, con fondi nostri.
Se questo non viene fatto, assieme a tutto l'elenco dei residui e
con l'elenco connesso dell'accertamento e del riaccertamento di
questi residui, perché quando parliamo di rendiconto - come ho
detto - è una fotografia, ma è il significato dell'operato
dell'amministrazione regionale
Vorrei far presente che nella sentenza 138, la sentenza accoglie
l'impugnativa del Presidente del Consiglio dei Ministri.
PRESIDENTE. Onorevole abbiamo compreso, può formalizzare la
pregiudiziale.
FALCONE. La pregiudiziale consiste nella trasmissione all'Aula
della relazione tecnica per quel che riguarda i residui attivi, con
la descrizione puntuale e con l'indicazione dei residui attivi di
dubbia provenienza, i residui attivi di cui si conosce l'origine,
la provenienza che vengono ritenuti certi e come si vuole
compensare, col fondo di salvaguardia, i residui ritenuti
inesigibili, atteso che la sentenza 138, in maniera molto chiara,
dice che per i residui negli anni ante 2000, per i 5 anni deve
essere fatta una media ponderata che equivale ad oltre il 60 per
cento di quelli ritenuti inesigibili come fondo di salvaguardia.
Dinanzi a queste cose, signor Presidente, dinanzi alla relazione
tecnica, dinanzi alla relazione sulla decertificazione della spesa
comunitaria, dinanzi alla mancanza e all'assenza della
giustificazione su uno stesso avanzo, consideriamo che l'avanzo
presunto
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, mi deve formalizzare la richiesta
di pregiudiziale.
FALCONE. Questi tre elementi: relazione tecnica sui residui
attivi, puntuali, con la loro provenienza, con la loro origine; poi
la relazione tecnica sulla decertificazione della spesa
comunitaria; inoltre la giustificazione sull'avanzo, che non può
essere presunto, ma deve essere accertato.
Sono degli elementi che vengono posti come dei pilastri nella
nuova giurisprudenza, nel nuovo intervento della Consulta. Per cui
dinanzi a queste cose, credo che l'Aula, prima di proseguire, deve
avere da parte dell'Assessore queste relazioni con gli annessi
allegati.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, non entro nel merito del suo
intervento, peraltro lei dimostra di avere studiato, è bravo, ha
evidenziato dei problemi che, obiettivamente, esistono e che già in
Commissione sono stati evidenziati.
Credo che questi argomenti siano, anche, a conoscenza del Governo
e, in particolar modo, da parte dell'assessore Bianchi. Sappiamo
perfettamente in quale difficoltà - prima parlavo di drammaticità
finanziaria - stiamo vivendo, certamente non per responsabilità
recenti.
Quindi, il voler allegare al rendiconto tutta una serie di
certificazioni mi sembra una domanda giusta, saggia e pertinente.
Però ci troviamo in una situazione, onorevole Falcone - per tale
motivo la invitavo ad esplicitare il senso della pregiudiziale -
siamo al 31 di luglio, dobbiamo approvare la proroga, vi sono
problemi sul tappeto; problemi evidenziati, quasi gli stessi, nella
relazione della Corte dei Conti e mi riferisco, sempre,
all'audizione, e ha fatto bene, ai sensi dell'art. 73, la
Commissione a sentire il Presidente della Sezione controllo della
Corte dei Conti, il Dottor Graffeo, che ha parlato, proprio lui,
di drammaticità della situazione finanziaria della Regione
siciliana.
Lei non ha fatto altro che evidenziare quello che questa Aula sa,
ma, ripeto, lo ha fatto con cognizione di causa, lo ha fatto molto
bene e gliene va dato merito.
Io la invitavo ad esplicitare la pregiudiziale, perché questa ci
dovrebbe portare a sospendere la trattazione del rendiconto, della
delibera di rendiconto, cosa che io non mi sento, obiettivamente,
di poter accogliere.
Quindi, il suo intervento lo prendiamo come un invito rivolto al
Governo a farsi parte diligente a corredare e ad esplicitare meglio
quanto lei ha evidenziato, perché, peraltro, il rendiconto è un
atto obbligatorio previsto dall'articolo 19 del nostro Statuto.
Pertanto, proseguiamo con l'approvazione del rendiconto, così come
era stato concordato, ritengo che l'intervento dell'onorevole
Falcone meriti la giusta considerazione, l'assessore è arrivato in
tempo per ascoltare l'onorevole Falcone.
CORDARO. Chiedo di parlare su ciò che lei ha detto perché dobbiamo
decidere come proseguire i lavori d'Aula.
PRESIDENTE. Dobbiamo andare avanti, onorevole Cordaro, non è un
dibattito fra me e lei le darò la parola, però per quanto riguarda
la questione pregiudiziale non mi soffermo sugli aspetti
procedurali, chi la deve presentare o meno, non è questo il punto.
Tutti noi, però, abbiamo convenuto che entro stasera, prima
dell'approvazione della legge sui precari, si proceda
all'approvazione del rendiconto e dell'assestamento di bilancio.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
comprendere, formalmente, dall'assessore Bianchi, consapevole come
sono che l'approvazione del rendiconto è un atto obbligatorio ed
anche in considerazione del fatto che quest'Aula ha già, in buona
sostanza, esitato il disegno di legge sulla proroga dei precari,
quali sono o quali potrebbero essere le conseguenze del mancato
voto favorevole, oggi, del rendiconto presentato dal Governo, ma
lo vorrei sapere al microfono.
PRESIDENTE. L'impostazione è corretta.
CORDARO. Volevo completare perché, fatte mie le argomentazioni
dell'onorevole Falcone, che quindi, ovviamente, non ribadisco,
credo che questa opposizione, responsabile, deciderà come muoversi
in questa Aula e quale decisione adottare, in relazione ai problemi
posti dall'onorevole Falcone anche a seconda di quella che sarà la
risposta dell'assessore Bianchi.
DINA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, non voglio entrare in polemica con il collega
Falcone, credo che la Commissione Bilancio abbia avuto modo di
affrontare questo disegno di legge e in Commissione è stata
depositata, da tempo, la relazione di parifica della Corte dei
Conti dove, peraltro, la problematica è sviscerata, evidenziata ed
è stata ribadita anche nell'ultima audizione, altra cosa è la
sentenza che riguarda la Regione Molise; mi sembra un po' azzardato
collegarla così in maniera istantanea alla vicenda regionale
siciliana.
Ritengo che le problematiche esistono, la parifica è avvenuta da
parte della Corte dei Conti, sollecitando un impegno a cui il
Governo ha risposto ancor prima che l'assestamento potesse essere
preparato per l'Aula.
Sono state prodotte alla Corte dei Conti delle relazioni tra cui
la costruzione di questo fondo per il rischio dei residui attivi
non più esigibili che ha convinto anche la Corte dei Conti a dare
il proprio giudizio di parifica, persistendo tutte le perplessità,
ma questo sforzo che si è fatto di ricostruire il fondo ritengo sia
uno strumento importante che evidenzia come ci si è avviati, con un
passo obbligatorio, in una direzione obbligatoria dalla quale non
sarà possibile tornare indietro, ma è qualcosa che bisognerà
costruire passo dopo passo.
Pensare che a questo punto non capiremmo perché ci troviamo in
questa condizione, allorquando è stato evidenziato un problema
storico, diciamocelo chiaro, di stratificazione, di ritardi
culminato con l'abolizione del fondo avvenuto nel 2011.
Pertanto, si sono verificate situazioni abnormi di cui abbiamo
avuto contezza all'interno della relazione di parifica su cui si è
avviato un processo che avrà i suoi passi; questo è un primo passo
che sicuramente comporterà alla nostra Regione rinunzie, perché
comporta tagli della spesa nella costruzione.
Ritengo che i dati che l'onorevole Falcone evidenzia sono tutti
contenuti ed a disposizione in Commissione nella relazione di
parifica, per cui nulla di nuovo sotto il sole se non il fatto che
stiamo ripetendo in Aula un dibattito già avvenuto in
Commissione.
PRESIDENTE. L'onorevole Cordaro, se non ho compreso male, ha posto
una domanda abbastanza chiara al Governo e vuole sapere se è
possibile procedere anche se non si approva il rendiconto, questo è
il punto, se è un atto propedeutico agli altri atti a seguire,
assestamento e soprattutto proroga.
BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
parlamentari, scusate il ritardo, ma, come sapete, ero a Roma
impegnato in una riunione abbastanza importante ed ho fatto di
tutto per essere il prima possibile qui ed ho avuto la fortuna di
arrivare giusto in tempo per sentire l'intervento dell'onorevole
Falcone, ricco, come diceva il Presidente Ardizzone, di contenuti
importanti.
Credo che la risposta non può essere netta, si può fare o non si
può fare, ci sono degli elementi di carattere tecnico a cui magari
gli stessi uffici dell'Assemblea possono rispondere, c'è un fatto
immediato che è ovviamente la mancata approvazione del rendiconto.
Non incide chiaramente sulla possibilità di prorogare i precari,
perché sono due cose oggettivamente distanziate, ma credo che in
Commissione bilancio si è costruito un ragionamento più ampio che
parte delle grandi difficoltà che il bilancio regionale affronta.
Sentendo alcuni interventi mi viene il dubbio che l'unico
siciliano sia io qui in quest'Aula, tutti gli altri provengono da
città diverse da questa Regione, perché scoprire oggi che i residui
attivi siano una criticità del bilancio regionale non è certo un
fatto nuovo.
Dopo aver ascoltato con attenzione la relazione del Presidente
della Corte dei conti in Commissione bilancio, per evidenziare che
la criticità principale è rappresentata non dal bilancio 2013, da
noi approvato in quest'Assemblea, ricordo, con voto contrario, ma
con opposizione ampiamente responsabile, ma da un'operazione fatta
lo scorso anno, quando per coprire il disavanzo 2011 fu azzerato il
fondo residui attivi.
Abbiamo cercato, con un'operazione difficile sull'assestamento di
bilancio, di rimpinguare immediatamente, rinunciando a qualunque
altra ipotesi di spesa e vincolando tutte le risorse disponibili al
rimpinguamento di questo fondo residui attivi, che così è portato a
200 milioni, dall'anno prossimo a 300 milioni, l'anno successivo
altri 300 milioni, ricostituendo una dote di questi un miliardo di
euro.
Questo non è un fatto puramente tecnico, l'ho spiegato in
Commissione bilancio, l'operazione è complessa e rappresenta il
complesso degli interventi. Solo quell'intervento sull'assestamento
può dare credibilità al bilancio 2013 così come l'avevamo
approvato, solo la credibilità e la sostenibilità complessiva del
bilancio può garantire qualunque nuova iniziativa di spesa, tra cui
la proroga dei precari.
Quindi, stiamo attenti a nasconderci dietro a tecnicismi imparati
nell'ultima ora, dobbiamo aver presente il complesso
dell'intervento e questi ha cercato di mettere in sicurezza la
manovra di bilancio che tutti noi abbiamo approvato con il 2013.
L'assestamento è necessariamente e di conseguenza il rendiconto -
apro una parentesi - è decisivo, ad esempio, per l'apertura del
mutuo, per l'attivazione del mutuo che copre una parte del bilancio
regionale, non ce lo dimentichiamo; è tutto un pacchetto
complessivo che richiama l'Assemblea, ancora una volta, ad un atto
di responsabilità, anche perché - non dimenticate - in Commissione
bilancio, anche da esponenti che oggi sono intervenuti, è pervenuta
la richiesta di ulteriori variazioni di bilancio.
Abbiamo risposto che finché non è completato il processo di messa
in sicurezza dei conti, non è possibile farlo. Qualunque ipotesi
possibile di variazione di bilancio che possa consentire di far
fronte ad alcune emergenze esistenti, non può che venire a valle di
questo completamento di intervento di risanamento.
Pertanto, invito tutti a riflettere più ampiamente sul lavoro che
abbiamo fatto, che stiamo completando e che dovremo fare. La
difficoltà del momento è evidente a tutti. Non credo, almeno a me
personalmente, sia mai venuta una sottovalutazione o un'apertura a
possibili, ulteriori forme di spesa che a tutti farebbe piacere
utilizzare per rispondere ad esigenze reali del territorio.
La chiusura che personalmente ho avuto in Commissione bilancio ho
cercato sempre di rafforzarla sull'idea di un percorso che ha degli
step successivi e questi sono gli unici che possono garantire, in
un prossimo, speriamo breve e vicino futuro, anche di dare risposte
ad alcune voci di bilancio che richiedono risposte perché avrebbero
degli impatti sociali di una certa rilevanza.
Fino ad ora abbiamo fatto tutti gli interventi che potessero
rendere l'operazione di taglio più equa possibile, l'abbiamo
discusso ieri con i comuni, lo discutiamo quotidianamente, abbiamo
presente il problema delle province, però, non possiamo buttare il
cuore oltre l'ostacolo .
Purtroppo, questa manovra è fatta di step successivi, questi sono
gli step che noi riteniamo, alla luce, anzi dell'illuminante
audizione con il Presidente della Corte dei conti fatta in
Commissione bilancio, che invito tutti a riguardare con più
attenzione, rispetto a questo percorso non possiamo derogare se
vogliamo il bene dei cittadini siciliani.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quanto ha detto
l'Assessore mi preoccupa perché ha fatto una puntualizzazione e
cioè che intendiamo procedere col mutuo a proposito del pagamento
dei debiti salva impresa e, quindi, dobbiamo avere l'approvazione
del rendiconto.
PRESIDENTE. Non stiamo parlando del mutuo salva impresa.
DI MAURO. No, l'assessore ha detto che non possiamo attingere
mutui, così ha detto.
BIANCHI, assessore per l'economia. Mi riferivo al mutuo con Cassa
Depositi e Prestiti che è già prevista nella legge di stabilità
approvata nel 2013. Era quello su cui già si scontra in
finanziaria.
DI MAURO. Ho capito. Credo che l'onorevole Falcone abbia sollevato
alcune questioni di carattere tecnico, signor Presidente, e che
l'idea che oggi possa essere consumato un passaggio con il quale il
disegno di legge del rendiconto venga palesemente, come posso dire,
esaminato ed approvato da quest'Aula, sapendo che può essere
bocciato dal Commissario dello Stato, perché mancano una serie di
pezze d'appoggio, credo che sia un'incongruenza rispetto a quello
che è il percorso che dobbiamo seguire e che è quello di essere
fattivi.
Quindi, inviterei l'assessore a rivedere un po' le questioni che
ha posto il collega Falcone perché possa esserci un aggiornamento
di questa seduta a martedì, a meno che giovedì, domani, possa
essere nelle condizioni di avere tutto pronto, affinché questo
rendiconto possa essere accompagnato, come credo che sia giusto, da
una serie di pezze d'appoggio che possono confortare l'approvazione
di questo documento, uno per tutti la questione dei cinquanta
milioni di euro.
Credo assessore che se c'è questo buco, dobbiamo essere pronti a
far fronte a questa copertura, se non lo facciamo è chiaro che ci
metteremmo nelle condizioni di avere impugnato il disegno di legge.
Ritengo che ritardare qualche giorno, qualche ora, su questo
argomento così delicato e che poi è un biglietto da visita per
questa Assemblea, per il Governo rispetto al dibattito e al
confronto che abbiamo avviato con la Corte dei Conti, credo che sia
un atto di garbo e sia un atto anche di avvedutezza rispetto a
quello che è stato il comportamento degli anni passati.
L'assessore faceva riferimento al fatto che i residui attivi non è
un tema di oggi, ma è un tema che comunque oggi dobbiamo
affrontare, dobbiamo essere in grado di rimettere le carte a posto
già con il disegno di legge che oggi è in trattazione in questa
Aula.
Pertanto, signor Presidente, vorrei che fosse esaminata dall'Aula
la possibilità di rinviare la discussione e l'approvazione di
questo disegno di legge alla prossima seduta utile.
PRESIDENTE. Su questa questione la Presidenza si è già
determinata. L'onorevole Falcone ha posto delle questioni che sono
state più volte esaminate, hanno un loro fondamento.
Onorevole Di Mauro, lei ha chiesto un'ulteriore proroga, penso che
l'onorevole Cordaro abbia fatto una domanda abbastanza chiara
all'assessore, se c'era una correlazione fra i disegni di legge,
sull'assestamento in particolar modo, onorevole Cordaro, sui
precari, o meno.
L'assessore ha detto che la correlazione c'è, non c'è sui precari,
c'è la correlazione sull'assestamento, l'assestamento, se mi
consentite, riguarda una manovra finanziaria che è stata approvata
nel mese di aprile. Poi ci dobbiamo dire le cose con la massima
chiarezza.
Capisco tutti gli intendimenti e giustamente ognuno di noi svolge
il proprio ruolo, l'opposizione fa l'opposizione, la maggioranza fa
la maggioranza, il Governo svolge le proprie ragioni, però tutti
questi argomenti sono stati evidenziati.
Per altro il rendiconto certifica una situazione, me ne guarderei
bene, non sono io che voglio difendere l'operato di questo Governo,
però di fatto certifica una situazione al 31 dicembre 2012 che
riguarda non un precedente Governo, una precedente legislatura.
Nell'esitare la finanziaria del 2013, il 30 aprile e soprattutto
nel fare l'assestamento di bilancio sulle criticità che tutti noi
sappiamo quali sono perché li ha evidenziati la Corte dei Conti,
soprattutto l'iscrizione di residui attivi che permettevano di
equilibrare un bilancio che, adesso, sono con un grosso punto
interrogativo.
Sappiamo quali sono i problemi, su questo non c'è dubbio. Rinviare
l'approvazione del rendiconto, credo, che non serva obiettivamente
a nessuno.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi dobbiamo
avere, comunque, la memoria per ricordare al di là anche degli
impegni che sono stati presi, quello che è avvenuto nella storia,
anche non recente, di questa Assemblea e cioè che non è la prima
volta che non si approva un rendiconto, c'è stato qualche anno,
addirittura, che si sono dovuti approvare, credo, due rendiconti in
una volta.
Dopodiché, signor Presidente io capisco benissimo la sua
preoccupazione, che è quella di dire: cerchiamo di mettere una
toppa - perché è quello che lei sta cercando di fare continuamente
- ai ritardi evidenti da parte di questo Governo', ma non è
certamente colpa di questa Aula e di questo Parlamento, signor
Presidente, se oggi siamo all'ultimo giorno utile per prorogare,
per esempio, i precari, non è colpa di questo Parlamento se il
disegno di legge non è stato sin qui portato, e si è aspettato
l'ultimo giorno per portare in Aula il disegno di legge di
proroga.
Non è colpa di questo Parlamento se documenti che sono stati
annunciati, l'assestamento di bilancio a cui lei faceva
riferimento, che è stato annunciato su sua e nostra sollecitazione
all'indomani mattina dell'approvazione della finanziaria e del
bilancio, non è stato portato in questa Aula, non è stato portato
mai e si è aspettato ora l'ultimo giorno per cercare di sfruttare
la necessità, l'obbligo di approvare la proroga per i precari, e
infilarci un documento, come questo che si vuole fare approvare a
tutti i costi oggi, che è carente sotto molti punti vista.
Io non capisco perché non si può accedere alla richiesta di
passare all'approvazione, intanto oggi, della proroga per i
precari, e rinviare a martedì, si è rinviato anche di un anno
l'approvazione dei rendiconti, alcuni anni fa, di un anno, di due
anni, se ne sono approvati tre in un anno, pensate, tre in un anno,
oggi si vuole fare credere per coprire i propri ritardi, le proprie
inefficienze, la propria incapacità di governare, che ormai è
chiara, è stata dimostrata in tutti questi mesi, e non parlo certo
dell'Assessore Bianchi, che, anzi, ha cercato con la sua azione, di
porre una pezza, di porre un rimedio, e anche lui è confrontato con
le indicazioni ballerine, per non dire altro, di questo Governo,
ballerine per non dire altro.
Bene, ma noi non è che possiamo chiudere gli occhi, non è che
l'opposizione per quanto responsabile, può, di fronte a delle
situazioni come quelle che si stanno palesando, chiudere non uno,
ma tutti e due gli occhi, o addirittura uscirsene fuori dal
Parlamento.
Se il rendiconto non è approvabile, non è approvabile oggi, cioè
se il rendiconto ha delle pecche tali per cui non è approvabile, se
lo approviamo la settimana prossima, dopo un approfondimento
doveroso, e la sistemazione, doverosa altrettanto, dei documenti
contabili con tutte le pezze di appoggio che servono, bene lo si
faccia martedì non muore nessuno, lo si faccia mercoledì, giovedì
siamo qui non è che stiamo andando in ferie, oggi facciamo quello
che avremmo già dovuto fare per dare tranquillità ai precari,
alcune settimane fa. Approviamo la proroga perché stiamo ragionando
con venticinquemila famiglie, non di bruscolini, non solo non
creiamo lavoro, ma addirittura con questo Governo si fa in modo che
il lavoro si perda.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, intervengo per precisare che la mia
richiesta non tendeva a togliere dall'ordine del giorno il disegno
di legge in trattazione, ma una richiesta di rinvio, quindi la
questione di sospensiva, per cui aderendo a quanto detto
dall'onorevole Di Mauro ma anche l'onorevole Cordaro è chiaro noi
riteniamo, anche sulla scorta della relazione sulle entrate e
sull'andamento della riscossione, Assessore Bianchi, che manca,
presidente Dina, mi permetto dire che manca a questo rendiconto
un'altra relazione altrettanto importante, oltre a quelle che
abbiamo detto, che è la relazione sulle entrate e sull'andamento
della riscossione.
PRESIDENTE. Quindi è una richiesta di sospensiva, non è
pregiudiziale, va bene.
FALCONE. La mia è una richiesta di sospensiva, per cui chiediamo
di rinviare a martedì prossima la trattazione del rendiconto.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, adesso ci siamo intesi, non era
cattiveria da parte mia che non potevo dare accesso alla
pregiudiziale perché stavamo trattando di un argomento finanziario,
che in base al nostro Statuto, nella fattispecie l'articolo 19, è
un argomento obbligatorio.
Onorevoli colleghi, c'è una richiesta di sospensiva, nel senso di
rinviare la discussione sul rendiconto a martedì prossimo. La
richiesta di pregiudiziale non la potevo accogliere. La richiesta
di sospensiva è posta correttamente, ai sensi dell'articolo 101 del
Regolamento interno, quindi possono parlare due oratori a favore e
due contro.
GIANNI. Chiedo di parlare contro la sospensiva.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, parlo contro la sospensiva per un
semplice motivo: perché non si può procedere alla proroga dei
precari se non si approva prima lo strumento finanziario.
E' così, l'Assessore poi me lo chiarirà, perché non entro nelle
legittime discussioni che hanno fatto i colleghi dell'opposizione,
sicuramente avranno ragione, ma entro nel merito solo per quanto
riguarda la proroga dei precari, all'interno della quale, come ha
ben delineato il presidente della V Commissione, onorevole Greco,
ci sono una serie di problemi che questo Parlamento è chiamato
anche a dirimere. Tra l'altro abbiamo visto che uno fra tanti, lei
ha ritirato il comma 2, dell'articolo 3 del disegno di legge sulla
proroga dei precari, perché ha ritenuto che questo fosse
ingiustificato o fosse ritenuto improponibile, non so perché, ma è
un problema della Presidenza.
So però che non è una questione di amici, parenti, di amici degli
amici per quanto riguardava questi giovani del Parco dei Nebrodi,
così come per tutti gli altri.
Sono convinto e chiamo il Governo e l'Assessore Bianchi a dirmi se
per caso si può procedere alla proroga di questi precari senza aver
prima approvato il rendiconto. Se è così allora mi rimetto a quella
che è la proposta dei colleghi, se non fosse così invito i colleghi
dell'opposizione a procedere all'approvazione del rendiconto e
della proroga dei precari, perché abbiamo già mille problemi,
abbiamo il problema che riguarda il Patto di stabilità, il problema
del bilancio, la spending review che dobbiamo applicare a tutti i
costi e tutto questo sta portando, come stamattina, ed è stato qui
richiamato alla memoria di tutti noi, il gesto di un giovane che si
è lanciato dal quinto piano dell'Assessorato, morendo e che diventa
un momento molto difficile sul quale dobbiamo soffermarci. Oggi, le
tattiche politiche e le strumentalizzazioni devono essere messe da
parte al di là del fatto se il Governo sia o non sia in grado di
potere continuare. In questo momento abbiamo un dovere: quello di
pensare alle migliaia di persone che sono senza lavoro.
Pertanto io sono contrario alla sospensiva dell'esame del
rendiconto e chiedo di andare avanti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Giuseppe Milazzo,
che interviene in favore della sospensiva.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando è
iniziata la seduta, non mi ha appassionato, dopo il minuto di
silenzio che lei ha fatto osservare all'Aula - anche se è venuta
dai banchi di colleghi di cui io condivido l'appartenenza allo
stesso Gruppo parlamentare, la comunicazione di quella persona che
ha tragicamente compiuto un atto estremo. Vorrei ribadire questa
cosa, perché speculare su queste cose, su questa vicenda, potrei
dire un atto di sciacallaggio, ma evitiamo di esasperare gli
animi, però io voglio dire che le regole vanno rispettate,
l'argomento mi sembra serio, l'Assessore Bianchi si è persa tutta
la relazione della Commissione Bilancio
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, vada avanti nel suo discorso.
MILAZZO Giuseppe. Lo dico per la stima che mi lega all'assessore
Bianchi.
Ma citare quella vicenda, signor Presidente, così come collegare
la vicenda dei precari ad atti esclusivamente politici è una cosa
scorretta. Non bisogna, nei lavori d'Aula, fare riferimento a
persone che hanno vissuto un dramma, né a persone che rischiano di
viverne un altro.
Allora, l'Assessore Bianchi è stato chiaro in una cosa, ha, sì
evidenziato, come dire la complessità del bilancio e degli atti
collegati, ma ha anche detto che non è lui che può stabilire se
debba svolgersi, oggi, l'approvazione o meno del rendiconto, quindi
è un atto esclusivamente dell'Aula, un atto esclusivamente
politico.
Vorrei dire, signor Presidente, in questi giorni seguo i lavori
delle Commissioni, sa io sono inesperto e cerco di imparare, e ho
visto i pasticci che si stanno combinando, che questo Governo sta
combinando in alcuni settori, non vorrei generalizzare, per la
premura di approvare gli atti.
Ieri abbiamo dato uno spettacolo disastroso, per come si è
proceduto.
Se c'è la volontà dell'opposizione di collaborare per continuare i
lavori e chiedere un rinvio di 5 giorni, 6 giorni per studiare
meglio gli atti, non è fare ostruzionismo di parte, è cercare di
dare il nostro modesto contributo affinché quegli atti, che sono
perfettibili, eccome se sono perfettibili, noi vorremmo svolgere la
nostra parte.
Per cui, signor Presidente, abbiamo fatto e lei lo ha visto,
senza alcun intervento la proroga dei precari, passiamo in modo
spedito all'assestamento accantonando il rendiconto e vedrà, a
modestissimo parere di chi le sta esponendo la giustezza di una
questione di sospensiva, vedrà che l'opposizione saprà dare il
proprio contributo.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare contro la richiesta di sospensiva.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Gucciardi, contro la
richiesta di sospensiva. Non ci sono altri iscritti a parlare a
favore della sospensiva.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che i
disegni di legge che l'Aula si appresta a trattare siano molto più
importanti di quanto si voglia far passare in questo momento. E,
mi viene, davvero difficile comprendere la ragione per cui, a
fronte di preoccupazioni che sono derivate al Parlamento, al mondo
politico, dal giudizio di parifica della Corte dei Conti, oggi,
l'Aula, ha iscritto all'ordine del giorno l'esame degli strumenti
per mettere ordine ulteriore nei conti della Regione e dovremmo
rinviare questi provvedimenti.
Credo che propedeutico ad ogni altro atto, i tecnici mi potranno
smentire su questo, sia innanzitutto il rendiconto, su cui già la
Corte dei Conti si è espressa e su cui il Governo ha già adottato,
nella seduta di Giunta, antecedente al giudizio di parifica della
Corte stessa, un provvedimento che poneva già rimedio, sin da
allora, ai rilievi che la Corte ha posto rispetto ai conti della
Regione. Mi riferisco a quanto già saputo e risaputo, dato che c'è
stata un'audizione in Commissione Bilancio', qualche giorno fa,
della Corte dei Conti e del suo Presidente, ai 3 miliardi 574
milioni di euro riferiti a residui attivi su cui sono state
espresse, uso delle eufonie, delle notevoli perplessità riferite ad
esercizi antecedenti al 2001.
Di fronte a questo, il Governo ha provveduto, ancor prima del 28
giugno, ad avviare un risanamento di questi percorsi che erano
stati interrotti l'anno precedente, azzerando quel fondo a
garanzia, appunto, dei residui attivi, e adesso, vorrei, davvero,
capire le ragioni per cui dovremmo rinviare la trattazione di uno
strumento così importante che dà soprattutto all'esterno, nei
riguardi dei cittadini, e non solo, ma delle istituzioni ad ogni
livello, dà il senso di come questa Assemblea, di questo Parlamento
voglia affrontare il problema dei conti della Regione con grande
serietà signor Presidente, e voglia mettere ordine, tassello dopo
tassello, pietra dopo pietra, ai conti della Regione, in disordine,
per esercizi molto, molto indietro nel tempo che hanno determinato
queste problematiche.
Credo, allora, che a fronte di un disegno di legge, su cui l'Aula
si appresta a dare il voto finale, e mi riferisco al finanziamento
della platea dei precari fino al 31 dicembre di quest'anno, noi
abbiamo il dovere di trattare, oggi, questa sera, di trattarlo con
serenità, onorevole Falcone e con l'onestà intellettuale che la
contraddistingue e contraddistingue i deputati di questo
Parlamento, e mettere un punto rispetto al rendiconto del 2012,
votare l'assestamento di bilancio su cui diamo già, come dicevo,
una risposta importante, ad un rilievo che ci ha fatto e ci fa
preoccupare davvero, un rilievo della Corte dei Conti, riferito ai
residui attivi e nel contempo dare certezza al disegno di legge che
finanzia ulteriori 5/12 per la platea dei precari.
Dare un segnale di rinvio per l'approvazione del rendiconto da
parte del Parlamento, il 31 luglio, sarebbe dare un segnale
sbagliato da parte di questo Parlamento che ha intrapreso la strada
giusta.
La polemica politica ci sta, è il sale della democrazia. E'
assolutamente necessaria la dialettica democratica perché esista
una democrazia sana, ma in questo momento non è in discussione una
parte politica o l'altra, è in discussione la tenuta dei conti
della nostra Regione, per questo io invito gli onorevoli colleghi
che hanno posto questi problemi ad un'ulteriore riflessione e a
trattare questa stessa sera, nel rispetto dei ruoli, legittimi e
riconoscendo ancora una volta la correttezza che hanno mantenuto in
tantissime occasioni, a partire dagli strumenti finanziari, e da
quello principe che è la legge finanziaria, l'invito a trattare
questo argomento ed a mettere un punto importante su cui costruire
un percorso nuovo e diverso sui conti della Regione.
CORDARO. Chiedo di parlare a favore della sospensiva.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto brevemente.
Onorevole Gucciardi, con amicizia, mi dispiace cha anche lei si
scriva all'albo dei banditori seppur senza tamburo, non le si
addice. Non le si addice perché tra non votare un rendiconto che
come dice la parola stessa deve essere un atto consolidato e
definitivo e rinviarlo a tre giorni o ad una settimana, e votare un
rendiconto che, invece, essere vero non lo è, o che invece che
essere definitivo e chiaro è presunto, questa opposizione
responsabile, nell'interesse della Sicilia e dei siciliani,
preferisce, senza suonare il tamburo e fare il banditore, chiedere
un approfondimento, soprattutto se si riflette sul alcuni punti che
in estrema sintesi, ma spero anche con semplicità, credo, debbano
essere riportati all'Aula. Riportiamo la questione al dato
oggettivo, né alla politica, né al politichese.
Primo: se ci troviamo al 31 luglio con il disegno di legge sul
rendiconto, non è colpa del Parlamento, meno che meno
dell'opposizione. E' perché il Governo questo disegno di legge lo
ha inviato tardi.
Secondo: non c'è alcun nesso - e mi rivolgo a colleghi che mi
hanno preceduto - tra l'approvazione del rendiconto e
l'approvazione del disegno di legge sulla proroga dei precari.
Lo ha detto l'assessore Bianchi e d'altro canto non saremmo così
fuori di testa da sostenere un principio così folle Oggi sappiamo
che al 31 luglio scade il contratto con i precari e bisogna
approvarlo. E' giunto al Parlamento in ritardo, ma su questo,
obtorto collo, per senso di responsabilità voteremo e non abbiamo
svolto un solo intervento in discussione generale proprio per
rappresentare questo senso di responsabilità.
Terzo: a domanda precisa del sottoscritto, l'assessore Bianchi ha
risposto che non era possibile rispondere in maniera definitiva con
un sì o con un no, lasciando, quindi, assolutamente aperto con
l'onestà intellettuale che gli riconosciamo, il campo alla scelta
politica sul voto o sul non voto di oggi del rendiconto, sul voto o
sul non voto del rendiconto quando finalmente sarà liberato da
quella cappa di perplessità che ancora lo avvolge.
E, allora, detto questo, signor Presidente, le abbiamo chiesto una
sospensiva, senza stracciarci le vesti, perché siamo consapevoli
che nulla di negativo avrà sull'economia siciliana, che nessuna
conseguenza ha, perché nessun nesso ha sull'approvazione che deve
avvenire ora e subito, ed è già in ritardo, sul disegno di legge
che riguarda la proroga dei precari.
La metta ai voti, noi riteniamo che nell'interesse dei siciliani,
i dubbi che ci sono e le perplessità che permangono vadano sciolte
e, soprattutto, chiediamo a tutti i parlamentari di avere il senso
di responsabilità, per un altro verso la consapevolezza di votare
un documento finanziario che, in quanto consuntivo, non deve essere
di finanzia creativa, ma deve essere legato a dati certi ed
inoppugnabili, cosa che ad oggi non è. Per questo chiediamo la
sospensiva ed il rinvio del disegno di legge sul rendiconto.
PRESIDENTE. Assessore Bianchi, può intervenire per sapere cosa ne
pensa della richiesta di sospensiva che non è pregiudiziale.
BIANCHI, assessore per l'economia. Onorevoli, io ho già risposto
in precedenza.
Ribadisco che non ci sono elementi tecnici che collegano
l'approvazione del rendiconto con l'approvazione del disegno di
legge di proroga dei precari. Direi una cosa non vera se dicessi
così.
Ribadisco, però, che è assolutamente e straordinariamente decisiva
che la proroga dei precari sia senz'altro assicurata dalla
stabilità del bilancio. Quindi l'assestamento è una parte
determinante dell'equilibrio di bilancio.
Quindi io sconsiglierei assolutamente e darei un voto totalmente
contrario alla votazione scollegata delle proroghe
dall'assestamento. Questo è un fatto indubbio. Comunque, io credo
che il pacchetto complessivo, completo anche di rendiconto, possa
chiudere la manovra.
Quindi, pur esprimendo una indicazione chiara che assestamento e
precari debbano necessariamente andare insieme, credo che sulla
sospensiva dell'esame del rendiconto debba essere l'Aula a
esprimersi. Non ci sono elementi di natura tecnica; ci sono
senz'altro elementi di natura tecnico-politico-finanziaria
sull'assestamento. Sul rendiconto c'è da fare una valutazione sulla
quale io ritengo che sarebbe meglio approvare l'intero pacchetto,
ma ovviamente, questa è, dal punto di vista prettamente oggettivo,
la valutazione del Governo.
MILAZZO. Signor Presidente, la risposta è chiara.
PRESIDENTE. La sua onestà intellettuale, assessore, l'ha sempre
contraddistinta.
Se lei ritiene che non ci sia stretta correlazione tra i precari e
il rendiconto, ma la correlazione sia solo con l'assestamento di
bilancio. Si è rimesso all'Aula, non ha espresso un giudizio.
Onorevoli colleghi, il Governo si è rimesso all'Aula.
La Commissione è a favore o contro la richiesta di sospensiva?
DINA, presidente della Commissione e relatore. La Commissione non
è favorevole alla richiesta di sospensiva.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, preciso subito, così prevengo
l'intervento dell'onorevole Ciaccio: non c'è possibilità di
astenersi nella votazione per alzata e seduta. Chi ha voglia di
astenersi può pure allontanarsi dall'Aula, lo faccia prima. Quindi
non c'è verifica di numero legale. Eventualmente c'è la
controprova.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvata)
FALCONE. Chiedo un ricontrollo.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, deputato segretario, mi aiuti
Chi è a favore della sospensiva si alzi. Contiamoli. Onorevole
Trizzino, lei è alzato o seduto?
TRIZZINO. Alzato, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stiamo contando, mi stanno dando i
numeri: chi mi dice 30, chi 31, chi 32, chi 34.
Onorevoli colleghi, procediamo con il voto elettronico. Presidente
Cascio, lei condividerà con me che è giusto fare così. Chi è a
favore della sospensiva vota verde, chi è contrario vota rosso.
Ci si può pure astenere. Dichiaro aperta la votazione. Dichiaro
chiusa la votazione.
La questione sospensiva non è approvata
Onorevoli colleghi, devo dare atto che la richiesta di sospensiva
dell'onorevole Falcone è servita, comunque, a sviluppare un
dibattito e, spero, che si possa contenere, nel prosieguo di questa
seduta, l'intervento di ciascuno.
Non essendoci altri iscritti a parlare dichiaro chiusa la
discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Approvazione del rendiconto
1. Il rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione per
l'esercizio 2012 è approvato nelle risultanze di cui ai seguenti
articoli».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Previsioni definitive del bilancio
1. Le previsioni iniziali dell'entrata e della spesa
dell'esercizio 2012, fissate, con la legge regionale 9 maggio 2012,
n. 27, in euro 26.266.860.000,00, per effetto delle variazioni
intervenute nel corso dell'esercizio, pari a complessivi euro
84.850.787,06, risultano stabilite in euro 26.351.710.787,06».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Entrate
1. Le entrate correnti, in conto capitale e per accensione di
prestiti, per l'esercizio finanziario 2012, risultano accertate in
conto competenza per l'importo di euro 15.380.639.489,09, versate
in conto competenza per l'importo di euro 13.228.267.867,07 e
versate in conto residui per l'importo di euro 2.937.667.406,50.
2. I residui attivi determinati, alla chiusura dell'esercizio
2011, in euro 15.730.351.774,90, risultano stabiliti, per effetto
di maggiori e minori entrate verificatesi nel corso della gestione
2012, in euro 15.787.056.564,17. I residui attivi al 31 dicembre
2012 ammontano complessivamente ad euro 15.001.760.779,69, così
risultanti:
Somme Somme Totale
rimaste da rimaste da
riscuotere versare
Gestione della
competenza 2.152.359.11 12.504,63 2.152.371.622,
7,39 02
Gestione dei
residui 12.199.526.3 649.862.85 12.849.389.157
03,60 4,07 ,67
Residui attivi
al 31/12/2012 15.001.760.779
,69
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Spese
1. Le spese correnti, in conto capitale e per rimborso di
prestiti, per l'esercizio finanziario 2012, risultano impegnate in
conto competenza per l'importo di euro 18.536.023.192,54, pagate in
conto competenza per l'importo di euro 11.627.092.250,83 e pagate
in conto residui per l'importo di euro 4.762.128.513,03.
2. I residui passivi determinati, alla chiusura dell'esercizio
2011, in euro 7.365.789.600,50, risultano ridotti dell'importo di
euro 345.380.808,96 per economie e dell'importo di euro
896.004.249,56 per perenzione amministrativa.
3. I residui passivi al 31 dicembre 2012 ammontano
complessivamente ad euro 8.271.206.970,66 così risultanti:
Somme
rimaste da
pagare
Gestione della
competenza 6.908.930.941
,71
Gestione dei
residui 1.362.276.028
,95
Residui passivi al
31/12/2012 8.271.206.970
,66
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
Situazione finanziaria complessiva
1. La gestione complessiva dell'esercizio finanziario
2012 si chiude con un avanzo finanziario di euro
6.332.008.602,63, che risulta stabilito come segue:
Avanzo finanziario all'1
gennaio 2012 8.189.302.458,
29
+ Entrate accertate
nell'esercizio 15.380.639.489
,09
- Spese impegnate
nell'esercizio 18.536.023.192
,54
+ Aumento nei residui attivi
per riaccertamenti 56.704.789,27
+ Residui passivi in perenzione
amministrativa 896.004.249,56
+ Economie nei residui passivi
345.380.808,96
Avanzo finanziario complessivo
al 31 dicembre 2012 6.332.008.602,
63
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Situazione finanziaria per natura fondi
1. L'avanzo finanziario di euro 6.332.008.602,63, di cui
all'articolo 5, è così suddiviso secondo la natura dei fondi:
Fondi ordinari Disavanzo
della Regione finanziario 913.716.100,9
8
Fondi non Avanzo
regionali finanziario 7.245.724.703
,61
Avanzo finanziario complessivo al 31
dicembre 2012 6.332.008.602
,63
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Fondo di Cassa
1. Il Fondo di cassa a chiusura dell'esercizio finanziario 2012 è
accertato in euro 278.514.802,94, come risulta dai seguenti dati:
Fondo di cassa all'1 gennaio 767.223.27
2012 4,13
Gestione di Residui Competenza Totale
bilancio
Incassi
2.937.667.406, 13.228.267.867 16.165.935.2
50 ,07 73,57
Pagamenti
4.762.128.513, 11.627.092.250 16.389.220.7
03 ,83 63,86
Saldo della gestione di -
bilancio 223.285.490,
29
Gestione di Incassi Pagamenti Totale
tesoreria
Crediti di 23.876.307.5 23.772.619.8 103.687.72
tesoreria 41,72 14,63 7,09
Debiti di 5.071.969.70 5.441.080.41 -
tesoreria 5,56 3,53 369.110.707,
97
Saldo della gestione di -
tesoreria 265.422.980,
90
Fondo di cassa al 31 dicembre 278.514.80
2012 2,94
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Risultati generali della gestione patrimoniale
1. La situazione patrimoniale della Regione, al 31 dicembre 2012,
resta stabilita come segue, in euro:
Attivita'
Attività finanziarie 17.952.742.5
88,00
Attività non finanziarie
741.110.897,63 8.693.853.485,
63
Passivita'
Passività finanziarie
17.986.055.130 17.986.055.130
,49 ,49
Eccedenza delle attività sulle passività al 707.798.355,
31 dicembre 2012 14
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
Entrata in vigore
La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale della
Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare
come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale del disegno di legge avverrà
successivamente.
Con il voto contrario dell'opposizione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge «Assestamento del bilancio della
Regione
per l'anno finanziario 2013» (n. 479/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'esame del disegno di
legge «Assestamento del bilancio della Regione per l'anno
finanziario 2013» (n. 479/A)
La Commissione ha già reso, nella persona del Presidente e
relatore, onorevole Dina, la relazione.
Dichiaro aperta la discussione generale. Non essendoci iscritti a
parlare, dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Variazioni allo stato di previsione dell'entrata
del bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione dell'entrata del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2013 sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa tabella A'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Variazioni allo stato di previsione della spesa
del bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2013 sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa tabella B'».
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per dire che, così come siamo stati contrari al
rendiconto, atteso che quelle eccezioni che non hanno avuto
riscontro da parte del Governo e della Presidenza, siamo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Falcone sta facendo il
suo intervento. Un po' di calma.
FALCONE. C'è un po' di animosità per i temi trattati, per le
questioni affrontate.
Signor Presidente, dicevo, che così come siamo stati contrari sul
rendiconto, perché le evidenziazioni, le segnalazioni che abbiamo
mosso non sono state accolte, recepite né dal Governo ma anche la
stessa Presidenza ha ritenuto di dover procedere oltre e comunque.
Si faceva anche riferimento, tra l'altro, al fatto che se eravamo
trentatré durante la votazione sulla sospensiva, come potevano
essere approvati i vari articoli, si era votato per alzata e
seduta.
Vorrei dire, però, brevissimamente sull'assestamento: anche
sull'assestamento siamo contrari e siamo contrari perché, di fatto,
lo stesso fondo, che è stato pensato, ideato a salvaguardia dei
residui attivi, è stato considerato come un fondo ma non è stato
sicuramente satisfativo.
E' sicuramente un passo avanti che il Parlamento ha voluto fare
per cercare di riequilibrare dei conti molto fragili.
Dobbiamo dire, qua lo voglio dire anche al Capogruppo del PD,
all'onorevole Gucciardi, che oggi, però, mi ha fatto il torto di
venire con una buona notizia, a suo dire, ma di lasciare a Roma
l'onorevole Cracolici, lo hanno posteggiato a Roma per non tenerlo
qua.
Mi dispiace, però, è chiaro vorrei rispondere dicendo questo,
sull'assestamento avevamo fatto in Commissione Bilancio anche una
manovra finanziaria, avevamo reperito dalle pieghe del bilancio una
cifra di appena 32 milioni 700 mila euro. Queste somme servivano
per finanziare le province a cui oggi abbiamo sottratto quello che
per legge lo Stato assegna, cioè le accise per 9 milioni di euro in
meno oltre a tutte le altre somme.
Avevamo stabilito una somma pari a 10 milioni di euro per i comuni
al di sotto dei cinquemila abitanti e, poi, una somma relativa ad
alcuni enti dall'altissimo profilo morale e dall'altissima funzione
sociale. Uno sola per tutti l'Unione italiani ciechi, la Stamperia
Brail, l'Associazione Helen Keller. Ed i teatri, i teatri della
Sicilia, la cultura della Sicilia assieme ad altri due enti che
sono il Corfilac, un importantissimo ente di ricerca e l'Istituto
per l'incremento ittico di Catania che rischia di chiudere.
Dinanzi a tutte queste richieste c'è stato il veto assoluto per
fronteggiare queste emergenze. Ci hanno detto che saranno
affrontate a settembre.
Secondo me, col bilancio così asfittico, a settembre queste
emergenze non potranno trovare alcunché di ossigeno, mettendo sulla
strada ulteriori problemi, ulteriori emergenze, mettendo sul
tappeto altre necessità ed esigenze da fronteggiare, ma anche
quelle rimarranno inascoltate.
Io ho presentato oggi - e concludo, Presidente - un emendamento
secco che assegna alle province per tutte le esigenze ben 9 milioni
di euro. L'ho fatto assieme all'onorevole Alongi, all'onorevole
D'Asero, all'onorevole Vinciullo, all'onorevole Assenza,
all'onorevole Milazzo e a tanti altri. L'abbiamo fatto per dire che
questa cifra spetta per legge alle province.
E' un emendamento assolutamente ammissibile, perché era stato già
presentato ieri e bocciato in Commissione Bilancio. Oggi, chiediamo
al Governo che si esprima soltanto su questa norma che non è
discrezionale, è per legge, cioè lo Stato assegna alle Regioni
l'addizionale dell'energia elettrica, la cosiddetta accisa
dell'energia elettrica.
La Regione ha incassato questi soldi ed alle province non li ha
ritrasferiti, se li è tenuti. Allora, dobbiamo, oggi, ripristinare
un principio di legge, perché l'Assemblea è vero che svolge un
ruolo politico ma svolge anche un ruolo di garante della legalità e
dei principi di giustizia, provenienti e discendenti
dall'ordinamento e dalle norme di legge nazionali e regionali.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Falcone. Lei ha anticipato
nell'intervento la presentazione di un suo emendamento aggiuntivo.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che in
quest'Aula dobbiamo dirci le cose con chiarezza.
Avevamo pensato tutti quanti che, dopo l'approvazione del
rendiconto della Corte dei conti, ci fosse un sussulto di dignità
da parte del Governo, nel presentare una rivoluzione - come spesso
il Presidente della Regione ha annunciato - una sorta di tsunami
che avrebbe spazzato via tutti gli enti inutili che ci sono in
questa Regione e tutti i nominati che sono a servizio di sua maestà
il Governatore e ci propinasse, in sede di Commissione e di
Parlamento, un'iniziativa che rivoluzionasse questo sistema della
Regione siciliana.
Questo non c'è. Non solo non c'è, in questo momento, non c'è
all'orizzonte, non c'è nemmeno un annuncio degno, in questo senso,
c'è soltanto un annuncio di spesa e di altre iniziative che,
peraltro, spesso, come la questione dei casinò, non compete
nemmeno a questa Regione.
Quindi, credo che qui bisogna avere la responsabilità del momento
difficile che attraversiamo e credo che sia arrivato il momento che
il Governo assuma solennemente, in quest'Aula, un impegno affinché,
al più presto, possa presentare una proposta politica che rimetta
in movimento tutta la spesa della Regione siciliana che faccia sì
che tutti i soggetti che, a vario titolo, ovviamente soggetti
pubblici, partecipano alla vita politica collegata al Governo della
Regione siciliana, vengano spazzati via per dar vita ad un modello
di Regione che veda tutta l'azione di Governo accentrata allo
stesso governo Crocetta.
Non è più possibile pensare di continuare ad andare avanti con
enti strumentali, che sono ormai datati, che non hanno più ragione
di esistere, che gli scopi sociali per i quali erano nati sono
stati esauriti e che le miriadi di società che sono sorte in
passato con una semplice delibera di Governo della Regione e che ha
visto assunzioni di centinaia e centinaia di persone, vengano
questi ultimi trasferiti in una sorta di ruolo speciale e fatti
decadere tutti i componenti dei consigli di amministrazione e si
eviti a procedere ancora a nomine.
Proprio oggi mi si dice che sono stati nominati alcuni componenti
del Consiglio di amministrazione dell'ISTAT. Io non conosco chi
siano queste persone, ma una cosa è certa, che d'accordo con il
Governo in III Commissione era in corso un dibattito ed era stata
già istituita - e domani si insediava la Sottocommissione - per una
rielaborazione di ciò che deve essere l'ISTAT regionale.
Bene, il presidente Crocetta, dopo essersi messo d'accordo con il
Presidente della Commissione, con il Capogruppo dei Grillino ha
dato corso, invece, alle nomine. Proprio se ne frega di ciò che
decide il Parlamento e, credo che i colleghi debbano sapere tutto
ciò.
C'è un Governo che viaggia in un binario per i fatti suoi, con la
comunicazione alla stampa e con tutte le cose che va dicendo ogni
giorno ed un Parlamento che, purtroppo, non riesce a comprendere
qual è lo scopo dell'azione del presidente Crocetta in questo
territorio di Sicilia.
Il presidente Crocetta deve comprendere che è arrivato il momento
di scendere dal piedistallo di questa sedia da dove fino ad oggi
presiede un Governo che per quanto ci riguarda è inesistente e
cominciare ad essere realista e cominciare a promuovere una
rivisitazione di tutto ciò che è il sistema Regione siciliana.
A queste cose mi appello ed auspico che l'assessore possa, in
questo senso, trasmettere il messaggio al presidente Crocetta ed
annunciamo fin d'ora un voto contrario.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, questa
sera, per evitare di dilungarmi e, che mi faccia prendere anche un
po' dalla passione ho deciso di scrivere il mio intervento.
Mi sarei aspettata che, oggi, piuttosto che un assestamento
tecnico, signor Assessore - anche perché ho presentato un ordine
del giorno e, quindi, chiederò il parere della Commissione e che
venga messo ai voti -, si fosse parlato di una variazione di
bilancio. Questo era quello che era emerso ad aprile quando io
stessa, per un atto di fiducia al Governo, mi sono apprestata a
votare la finanziaria, proprio perché riconoscevo che era un
momento particolare, storico di disagio e che comunque il Governo,
insediatosi da pochi mesi, meritava fiducia. Oggi, invece, sono
amareggiata e anche un po' disillusa.
Ieri sera, in Commissione Bilancio, con una battuta poco felice,
sono stata tacciata di avere una visione ristretta dei problemi
perché un sindaco dovrebbe fare il sindaco e non il deputato.
Ritengo ingenerosa questa accusa, dal momento che la sottoscritta
non difende Comuni in quanto medi e semplici enti, bensì in quanto
organi massimamente vicini ai cittadini, ai loro numerosi bisogni
ed alle loro giuste esigenze, tanto più in un momento in cui la
gente fuori non riesce ad arrivare alla fine del mese ed identifica
i grandi palazzi e tra questi anche il Parlamento siciliano quale
causa della drammatica situazione economica.
Io ricordo soprattutto a qualche storico collega parlamentare che
siede tra questi scranni ormai da parecchie legislature e che
sicuramente ha molta più esperienza di me che se nel tempo si fosse
adeguatamente tutelato lo stato sociale, quello che difendo oggi,
perché la maggioranza di oggi è la maggioranza di ieri, non
dimentichiamolo, forse le cose sarebbero andate diversamente e che
con buona probabilità non ci troveremmo a dover affrontare una tale
ed assai drammatica situazione.
Governo e parlamentari, quando si procede ad operare ulteriori
tagli agli enti locali, non mettendoli così nelle condizioni di
garantire ai cittadini servizi essenziali, quando non si riescono a
trovare i soldi per il rimborso delle spese sostenute per
l'abbattimento delle barriere architettoniche da parte dei
disabili, ecco, ciò significa non avere a cuore le sorti del
proprio popolo.
E, tuttavia, contrariamente alla tanto predicata austerità si
tengono ancora in piedi carrozzoni inutili e costosi, società
partecipate totalmente inutili, e altrettanto inutili fondazioni.
Per non parlare dei consorzi di bonifica, dell'E.S.A., eccetera,
eccetera.
I Comuni, cari colleghi, diversamente da quanto fa o sarebbe
meglio dire non fa la Regione, erogano servizi fondamentali, quali
ad esempio l'assistenza agli anziani, facendosi in molti casi
carico delle rette di ricovero degli stessi, visto che la Regione
non riesce a coprire l'intera spesa, si occupano delle famiglie
bisognose, delle scuole e dei servizi ad esse collegati, vedi
servizio di refezione scolastica, trasporto degli alunni, acquisto
del materiale didattico. In più spessissimo devono fronteggiare
autonomamente le emergenze di protezione civile e, non ultimo,
l'attualissimo problema dei rifiuti.
Il fondo delle autonomie locali è stato sostanzialmente dimezzato,
al punto che da circa novecento milioni di euro è stato decurtato
ad una cifra di cinquecentoquaranta milioni, con un evidente 40 per
cento in meno rispetto agli anni precedenti.
Oggi, comuni in considerazione della maggiore dipendenza dei
trasferimenti regionali, risultano gli enti maggiormente
penalizzati; 280 milioni di euro di spese correnti ai Comuni
inferiori a cinquemila abitanti, oggi, sono destinate il 20 per
cento delle risorse, mentre l'80 per cento ai Comuni superiori ai
cinquemila abitanti.
A tutto ciò si aggiunge la soppressione di alcune importantissime
riserve che, nel tempo, hanno consentito agli enti locali una
qualche sopravvivenza. Per esempio sono state abolite le riserve
per il rimborso ai Comuni che hanno avviato le procedure di
stabilizzazione, gli LSU; vorrei capire come.
Ricordo che la circolare, la legge che indiceva ai Comuni che se
avessero completato le procedure entro il 31 dicembre potevano poi
stabilizzare i precari, vorrei capire, oggi, i Comuni come possono
stabilizzare i precari quando non c'è traccia di quel contributo,
quindi, non prendiamoci in giro.
E, ancora, cari colleghi, con la drastica riduzione dei contributi
alle unioni dei comuni, oggi, non è più possibile neanche supplire,
anche attraverso queste piccole aggregazioni tra Comuni, ai tagli
precedentemente operati, mentre sarebbe stato opportuno, se non
addirittura necessario, sostenere convintamente il passaggio di
alcune funzioni fondamentali dai Comuni alle unioni; era questo ciò
che dovevano fare il Governo e l'Assessorato alle autonomie locali,
far sì che si potessero trasferire alle unioni dei Comuni alcune
funzioni e, quindi, oggi, la decurtazione sarebbe stata più
facilmente ammortizzabile, mentre ciò purtroppo non è possibile.
Mi sarei attesa piuttosto che un assestamento tecnico una
variazione che desse impulso alla ripresa economica di quest'Isola,
invece, tutto sembra essere bloccato e nulla sembra muoversi, vedi
l'immobilismo edilizio, vedi il Via Vas bloccato, vedi l'inerzia di
una maggioranza non in grado di sostenere adeguatamente le
politiche sociali e di sviluppo dei territori.
Concludendo, alla facile giustificazione, cioè quella che non vi
sono più soldi, fornita con troppa facilità da qualcuno, rispondo
che questo Governo, insediatosi ormai da ottobre, avrebbe potuto
cominciare sin da subito ad eliminare sprechi, sperperi, enti,
consorzi, carretti vari, al fine di consentire il benessere di
cittadini.
Poiché cari colleghi la nostra dignità umana a parlamentare ci
obbliga e ci impone di dovere rendere conto ai siciliani, dobbiamo
necessariamente lavorare nell'esclusivo loro interesse. Io
Presidente mi astengo, e non voterò l'assestamento di bilancio per
le ragioni che ho detto, quindi, non parlerò più.
Ho presentato un ordine del giorno perché il mio dovere di
parlamentare mi impone questo, e vorrei che fosse messo ai voti e
condiviso dalla Commissione Bilancio, proprio per evitare questa
disparità di trattamento tra i Comuni inferiori a cinquemila
abitanti e i Comuni superiori, dove c'è il 20 per cento e l'80 per
cento, che 12 milioni di euro del fondo fossero destinati ai Comuni
inferiori a cinquemila abitanti.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ha convinto a
parlare l'assessore Bianchi, che poco fa, innamorato del suo ruolo
e della passione che mette nelle cose che fa, ha cercato di fare
uno sforzo disumano, come quello che fa Ercole nelle famose
fatiche, ha cercato di fare il siciliano più dei siciliani.
Assessore, sostengo l'iniziativa che lei vuole fare, non c'è
bisogno che lei si senta più siciliano dei siciliani, perché tanti
siciliani a volte si sentono marziani.
Sa perché dico questo? Perché a proposito sull'intrigante
discussione sull'approvazione del rendiconto ho pensato che se
avessimo fatto un bando pubblico per iscrivere le persone che
volevano fare i parlamentari ci saremmo tutti ritrovati con i
requisiti: alti, belli, bravi, biondi, e tutti avremmo detto che
quelli della passata legislatura erano bassi, corti e disordinati,
salvo poi a confrontare che buona parte dei nomi erano
sovrapponibili. Quindi, la situazione odierna, che si deve
affrontare con responsabilità, la conosciamo tutti e la conosciamo
bene.
Dicevo mi ha convinto il suo intervento poc'anzi e, vorrei su
questo essere rassicurato, non vorrei avere capito male, laddove
lei ha detto conosco bene i problemi che ci sono, perché sono
pronto, assessore, a votare un assestamento tecnico come quello che
lei ha presentato ed a collegare tutti i disegni di legge, seppur,
per onestà intellettuale lei ha detto che non sono affatto
collegati, ma è opportuno che siano collegabili, sono pronto ad
approvare questo se lei mi rassicura non sul problema delle
emergenze che ci sono in Sicilia che, ahimè, conosciamo tutti, ma
sulla necessità di affrontare alcune emergenze prima degli altri.
Ed io, come le ho sempre detto, non mi discosto molto dagli
interventi precedenti. La prego di considerare prioritario su tutti
il buon funzionamento degli Enti Locali, in un sistema come quello
che stiamo trattando, dove il Parlamento nazionale, ahimè, è
lontano e parecchie risposte arrivano sotto forma di farsa, ivi
compreso il decreto del fare che, poi, si traduce o si tradurrebbe
in una nuova tassa o nell'aumento di una tassa.
In un sistema dove la Regione, ormai, ha dimenticato, mi creda, i
tempi delle vacche grasse e delle vacche magre e si trova, adesso,
a fare i conti soltanto con le carcasse, in un sistema dove la
Regione ha la responsabilità, per essere all'avanguardia, di avere
cancellato le province; se non ripartiamo dal basso garantendo agli
Enti locali, ovvero ai comuni ed alle province stesse, il buon
funzionamento trasferendo le risorse, vuol dire che abbiamo
fallito.
Sarò ripetitivo, forse sino alla nausea, però, certi argomenti mi
stanno particolarmente a cuore. Credo che il Governo debba
assumere, in questa Aula, con senso di responsabilità come lei ha
dimostrato, la necessità di evidenziare che, alla ripresa dei
lavori, va impiantata una manovra di bilancio, una correzione ai
conti della Regione che tenga conto, per esempio, del funzionamento
del sistema aeroportuale siciliano, perché mi fa piacere ricordare
a me stesso che con la soppressione delle province abbiamo messo in
dubbio il buon funzionamento di alcuni strumenti strategici come
gli aeroporti.
Assessore, l'approvazione dei disegni di legge, oggi, la facciamo,
però rassicuri l'Aula, per cortesia, se lo ritiene opportuno, che
con la ripresa dei lavori, entro il mese di settembre, perché dico
entro il mese di settembre? Perché lei sa che gli Enti locali hanno
tempo di approvare bilanci entro il mese di settembre, si trovino
di nuovo le risorse per le autonomie locali che non possiamo, come
dire, analizzare a spizzichi e bocconi, come fa l'onorevole
Falcone, con l'emendamento sull'addizionale per l'energia elettrica
che comunque costituisce un piccolo plafond ma non è il plafond che
serve per le spese di funzionamento. Grazie.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Bianchi,
devo dissentire sugli spizzichi e bocconi dell'intervento fatto dal
collega Turano nel senso che adesso espliciterò e lo voglio meglio
spiegare.
L'emendamento che ho firmato come primo firmatario il collega
Falcone, sui 9 milioni di euro da trasferire alle province, vorrei
ricordare ai colleghi che vengono dalle accise e quindi non sarebbe
altro che una partita di giro. Diventa importante e mi rivolgo in
modo particolare ai colleghi che oggi erano in V Commissione, dove
in una audizione il Commissario della Provincia regionale di
Palermo con i suoi funzionari ha urlato in maniera forte un grido
di allarme perché gli istituti provinciali di cultura e lingua
presenti in 7 province in tutta la Sicilia rischiano di non fare
partire l'anno scolastico.
Ciò mette in discussione non soltanto l'aspetto occupazionale che
riguarda 200 insegnanti nella provincia di Palermo e 1800 studenti
della provincia di Palermo, ma questo mette a rischio e a
repentaglio quello che è il diritto fondamentale allo studio, alla
cultura e credo che questa terra non può farne a meno. Pertanto,
credo che in attesa che il Governo trovi la soluzione di una
variazione di bilancio più avanti, che porti risorse alle province
che ancora sono esistenti, lo vorrei ricordare, perché qualcuno
spesso ogni tanto lo dimentica e pensa che le province non esistono
più. Le province ancora ci sono, esistono, con i ruoli e competenze
che ancora non sono state modificate da questa Assemblea perché non
ha fatto ancora la legge sulle riforme sui consorzi delle province
e c'è un grosso rischio, caro assessore Bianchi, glielo voglio
ricordare oggi, ma credo che lei che conosce bene i dati e i numeri
ne è a conoscenza. Se la Regione non trova ulteriori risorse a
settembre le province rischiano di non potere pagare gli stipendi
ai propri dipendenti. Pertanto, io con un grido di allarme, credo
sia importante di non sottovalutare e di approvare questo
emendamento al disegno di legge n. 479 che è un emendamento che
prevede in questa prima fase di trasferire 9 milioni di euro per
permettere la certezza agli studenti provinciali di cultura e
lingue di iniziare l'anno scolastico con serenità.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è importante
l'emendamento che è stato presentato a firma di alcuni colleghi
perché ridà la possibilità alle province regionali di prendere
respiro, in questo momento, in cui purtroppo per i mancati
trasferimenti sia nazionali in toto, che in parte anche quelli
regionali, hanno problemi di cassa anche per pagare gli stipendi.
E' nota la situazione ad esempio della provincia di Siracusa che
già da qualche mese è a secco. Questa cosa chiaramente ieri in
Commissione bilancio, abbiamo chiesto insieme ai gruppi
parlamentare di fare una seria valutazione di quelle che potevano
essere le possibilità, per arginare quanto meno fino ad una
variazione di bilancio che può avvenire poi a settembre e quindi
andare a mettere definitivamente in sicurezza la situazione.
La riforma delle province che è stata fatta da questa Assemblea
regionale, la legge n. 7, non può trasformarsi in alcun modo in una
mannaia per chi lavora all'interno della provincia. Perché
altrimenti il lavoro che abbiamo fatto, condiviso anche dal mio
gruppo parlamentare diverrebbe paradossalmente un boomerang e
questo non possiamo e non dobbiamo permetterlo. Per cui a fronte
di questo ragionamento firmiamo l'emendamento e lo firmiamo tutti i
parlamentari di 5 Stelle.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Variazioni allo stato di previsione della spesa
del bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2013 sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa tabella B'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Variazioni al Quadro di previsione di cassa del bilancio
della Regione
1. Al Quadro di previsione di cassa, per l'esercizio finanziario
2013, sono apportate le seguenti variazioni, in euro:
Entrata
Fondo iniziale di cassa +
802,94
Spesa
Assessorato regionale
dell'economia
Dipartimento bilancio e tesoro
Ragioneria generale della
Regione
Fondo per l'integrazione delle
dotazioni di cassa
Capitolo 215711 - Interventi +
regionali 802,94»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Ripianamento del disavanzo 2012 e modifica
dell'autorizzazione al ricorso ad operazioni finanziarie
1. In relazione alle risultanze effettive della gestione
dell'esercizio finanziario 2012, determinate per i fondi regionali
in 913.716.100,98 euro, in attuazione delle disposizioni di cui al
comma 3 dell'articolo 2 del1a legge regionale 15 maggio 2013, n. 9,
il disavanzo finanziario da riassorbire nel triennio 2013-2015 è
rideterminato in euro 226.716.100,98 per l'anno 2013 ed in euro
343.500.000,00 per ciascuno degli anni 2014 e 2015.
2. In relazione alle disposizioni di cui al comma 1, la quota di
disavanzo di amministrazione al 31 dicembre 2012 cui si provvede a
dare copertura con le modalità previste dall'articolo 2, comma 4,
della legge regionale 15 maggio 2013, n. 9, è rideterminata in euro
226.716.100,98 e l'autorizzazione ad effettuare operazioni
finanziarie di cui all'articolo 2, comma 5, della medesima legge
regionale n. 9/2013, per il finanziamento di quota parte delle
spese di investimento dei comuni, pari a 60.000 migliaia di euro, è
incrementata dell'ulteriore somma di 86.283.899,02 euro.
3. Per effetto dei commi precedenti, al bilancio di previsione
della Regione per il triennio 2013-2015, sono apportate le seguenti
variazioni, riportate nell'annessa tabella B di cui all'articolo 2
della presente legge:
Spesa Importi in
euro
UPB Capitoli 2013
0.0.0.0.0 00002 -
86.283.899,0
2
4.2.1.5.99 215727 +
86.283.899,0
2»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Modifiche al bilancio della Regione per l'anno 2013
derivanti
dall'impugnativa della legge di stabilità 2013
1. Le disponibilità finanziarie nette, pari a complessivi
37.118.000,00 euro rivenienti nelle sotto elencate Unità
previsionali di base del bilancio di previsione della Regione per
l'esercizio finanziario 2013 nonché nelle Unità previsionali di
base di cui all'allegato l all'articolo 74 della legge regionale 15
maggio 2013, n. 9, confluiscono nel fondo di cui all'articolo 5
della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 (UPB 4.2.1.5.99,
capitolo 215727).
Importi in
euro
UPB 7.2.1.5.2 +
430.000,00
UPB 2.2.2.7.1 -
10.000.000,00
UPB 7.2.1.1.1 -
518.000,00
UPB -
10.3.1.3.1 2.800.000,00
UPB varie - -
Allegato 1 24.000.000,00
2. Il fondo di cui all'articolo 6 della legge regionale 1 giugno
2012, n. 33, destinato alla salvaguardia degli equilibri di
bilancio (UPB 4.2.1.5.99, capitolo 215732), può essere, altresì,
destinato a fronteggiare gli effetti finanziari sui saldi di
bilancio conseguenti all'eliminazione dei residui attivi cui non
corrispondono crediti da riscuotere.
3. All'articolo 72 della legge regionale 15 maggio 2013, n. 9,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 la cifra 296.435' è sostituita con la seguente:
295.687';
b) al comma 2 la cifra 110.000' è sostituita con la seguente:
109.770'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Modifiche di norme
1. Al comma 28 dell'articolo 6 della legge regionale 12 luglio
2011, n. 12, le parole da il restante 50 per cento' fino a
Commissione regionale dei lavori pubblici' sono sostituite con le
seguenti: il restante 50 per cento è destinato ad incremento del
fondo di cui all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio 2010,
n. 11 (UPB 4.2.1.5.99, capitolo 215727).'.
2. Il fondo di cui all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio
2010, n. 11, è, altresì, incrementato con i proventi derivanti
dalla valorizzazione dei beni immobili della Regione e dei beni non
strumentali degli enti regionali.
3. Al comma 2 dell'articolo 15 della legge regionale 15 maggio
2013, n. 9, dopo le parole contributi ordinari di parte corrente
pari ad' è aggiunta la parola almeno'».
Comunico che all'articolo 6 è stato presentato l'emendamento 6.1 a
firma del Governo.
Si tratta di un emendamento di carattere tecnico, sostanzialmente,
mi spiegano gli Uffici, andavano sul fondo, è stato sollecitato da
parte degli Uffici stessi: il 50%, sostanzialmente, del ribasso
d'asta andava in questo fondo, siccome già gran parte sono stati
impegnati, questo non è possibile, quindi, a decorrere dall'1
gennaio 2014. Lo stesso dicasi per i maggiori proventi derivanti
dalla vendita degli immobili e, quindi, a decorrere dall'1 gennaio
2014.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art.7.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento aggiuntivo A1, a
firma dell'onorevole Falcone e, se non ho compreso male, c'è la
sottoscrizione da parte di tutto il Movimento Cinque Stelle e di
tutta l'Aula.
Ho chiesto al Governo di avere il proprio parere. Chiaramente il
Governo deve comprendere se c'è la copertura o meno, perché, mi
chiariscono gli Uffici, questo emendamento, sostanzialmente, non
preleva dal fondo rischi com'era previsto.
CORDARO. Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, ci sarà la firma da parte di tutta
l'Assemblea. Il discorso è che il Governo sta verificando se,
effettivamente, non vengono intaccate le spese obbligatorie. C'è la
firma di tutto il Parlamento.
Signor Assessore, che tempi abbiamo per comprendere se c'è la
copertura o meno? Dieci minuti di sospensione le bastano per
verificare la copertura finanziaria con i suoi uffici? C'è la firma
di tutto il Parlamento su questo, ora, se non ci sono problemi di
carattere tecnico, perché questi soldi che vengono messi in favore
delle Province, sostanzialmente, non attingono a questo fondo
rischio che era stato previsto, però, l'assessore ha l'esigenza di
verificare se c'è la copertura o meno.
FALCONE. Chiedo che l'Aula venga sospesa per cinque minuti.
PRESIDENTE. L'Aula è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19.40, è ripresa alle ore 19,45)
La seduta è ripresa.
BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, abbiamo
fatto un approfondimento nei tempi disponibili. In assenza di una
relazione tecnica dei singoli Assessorati noi, purtroppo, non
possiamo dare copertura finanziaria, perché quella che l'onorevole
Falcone ha, giustamente, rilevato è una disponibilità di cassa.
Però, questo non esclude che possano esserci obbligazioni in via di
perfezionamento che, inevitabilmente, possono poi determinare dei
debiti fuori bilancio.
Ovviamente, accogliamo l'indicazione su un tema già ampiamente
trattato in Commissione Bilancio. Questo delle Province sarà uno
dei temi trattati preliminarmente in sede di variazione di
bilancio, ma attualmente non possiamo dare copertura.
FALCONE. Chiedo di parlare sull'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, in via eccezionale, però non apriamo
una discussione su questo perché siamo in fase di votazione finale.
FALCONE. Signor Presidente, la ringrazio. Ad onor del vero - fermo
restando che preannuncio che su questo emendamento chiederemo il
voto palese nominale - dico questo, rispetto a quello che ha detto
l'Assessore Bianchi: che ci possono essere delle obbligazioni.
Il primo capitolo di 2.900.000 euro, da cui abbiamo preso i soldi,
sono la c.d. pubblicità istituzionale' che è riservata al
Presidente della Regione. Ora non vi dico l'altro Perché ve li
posso dire uno per uno
Se queste sono obbligazioni che la Regione Sicilia deve avere -
Assessore Bianchi - è chiaro che non ci sta. Sono argomentazioni
legittime dal suo punto di vista, ma troppo generiche ed in un
certo senso anche pretestuose.
Io chiedo che si voti per appello nominale, in maniera palese. Per
cui siccome non sono capitoli di spesa che hanno un'obbligazione,
ma capitoli di spesa che riguardano, ad esempio uno per tutti, il
cap. 10.03.06 sapete cos'è? Spese di rappresentanza. L'anno scorso
erano 200.000 euro, quest'anno sono 750.000 euro
Il Presidente della regione ne ha spesi 50.000 euro appena. Gli
stiamo togliendo 200.000 euro. Ditemi voi se per non bilanciare le
Province dobbiamo - e chiedo scusa per il tono - dobbiamo
continuare a mantenere delle somme che, o saranno spese, così come
diceva il Presidente, nel cosiddetto mangia, mangia - non lo dico
io, lo dice il Presidente Crocetta - oppure finanziamo le Province
dando una prima boccata d'ossigeno Io chiamo alla responsabilità
dal Partito Democratico e tutti gli altri partiti. Su questo non ci
sono colori politici.
L'emendamento non è il mio, è dell'Aula, è degli onorevoli
Cancelleri, Cordaro, Formica, Fazio, di tutti i capigruppo, spero
anche degli onorevoli Gucciardi, Di Giacinto e che sia, anche, di
tutti gli altri capigruppo presenti in questa Aula per dare,
almeno, un aggiustamento tecnico alle Province, una boccata di
ossigeno alle Province, a tanti poveri disgraziati che oggi si
trovano nell'incertezza per una legge di riforma che rimane tutta
appesa e con un alto tasso di alea, di rischio.
PRESIDENTE. L'appello nominale su questa norma? Ma non è in
votazione perché non c'è copertura finanziaria. L'emendamento non è
in votazione perché non c'è copertura finanziaria. Lo ha detto il
Governo. Andiamo avanti per la votazione finale. Seguiamo l'ordine
del giorno.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
+Approvazione del rendiconto generale della Regione siciliana per
l'esercizio finanziario 2012» (486/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge Approvazione del rendiconto generale della
Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2012 » (486/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 68
Votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 48
Contrari 19
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. L'onorevole Vinciullo ha votato contro ma, per un
malfunzionamento del sistema elettronico di votazione, il suo voto
non risulta registrato.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
- n. 100 Iniziative per combattere la disoccupazione in
Sicilia , a firma dell'onorevole Dina. Questo è agganciato ai
precari. Lo votiamo a seguire.
- n. 101 a firma degli onorevoli Cancelleri e Alloro. Impegna il
Governo a sospendere tutte le nomine dell'Istituto regionale dello
Sviluppo delle Attività Produttive (IRSAP), in attesa che venga
discusso ed esitato il DDL 444, già incardinato in commissione l'11
giugno 2013, relativo al riassetto della governance dell'istituto
de quo.
Onorevole Cancelleri, lei sta presentando questo ordine del giorno
che impegna il Governo, ma impegna anche l'Aula, quanto meno la
Commissione. Stiamo attenti, quindi, si rivolge a tutti anche nel
momento della votazione. Se in, via eccezionale, vuole illustrarlo,
in via eccezionale, poiché siamo già in fase di votazione.
CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'11 giugno,
nella III Commissione presieduta dall'onorevole Marziano, è stato
incardinato il disegno di legge n. 444 che è relativo ad una
ristrutturazione della Governance dell'Irsap.
Sostanzialmente dà la possibilità, attraverso le associazioni di
categoria maggiormente rappresentate sul territorio, di entrare
all'interno del Consiglio di amministrazione e della Consulta.
Questo proprio per evitare che vengano nominate persone che poco
hanno a che fare con la gestione dello sviluppo delle attività
produttive.
Nella III Commissione si è anche dibattuto ampiamente, con la
presenza del Governo, sono stati dati i termini per gli
emendamenti, sono stati presentati e discussi gli emendamenti
dibattuti, si è fatta anche la discussione generale e anche quella
è stata conclusa ed a seguito di parecchie richieste da parte del
Governo, di posticipare di settimana in settimana sono passati i
giorni e sono passati anche i mesi, siamo arrivati a martedì scorso
quando abbiamo di fatto dibattuto in Commissione per l'ultimo
passaggio e l'Assessore Vancheri ha detto che si mostrava
sostanzialmente non d'accordo al disegno di legge, salvo avere in
tasca, dimenticandosi di comunicarcelo, il decreto di nomina del
Presidente dell'Irsap che era già stato nominato.
E allora io chiedo, a fronte del fatto che domani mattina, su
richiesta del Governo, si incardina una sottocommissione con la
presenza del Governo, del Presidente della Commissione e del
presentatore del disegno di legge proprio per trovare un punto di
unione; martedì è al primo punto all'ordine del giorno per far
votare questo disegno di legge ed esitarlo direttamente, c'è anche
un impegno ufficioso da parte della Presidenza di questa Assemblea
di poterlo portare in Aula nella prima data utile nella prima
sessione di settembre, per cui non vedo il motivo per il quale
accelerare le nomine quando questo disegno di legge andrebbe a
ridiscutere quelle che sono le modalità di nomina del Consiglio di
Amministrazione e della Consulta.
Per questo vi chiedo di votare e di impegnare il Governo affinché
si sospendano temporaneamente queste nomine, per capire se questo
disegno di legge ha possibilità di diventare legge in quest'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato all'unanimità)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi corre il dovere di precisare
che l'approvazione di questo ordine del giorno da un lato impegna
il Governo, dall'altro impegna i componenti della I Commissione, mi
sembra che sia consequenziale.
Questo lo vorrei evidenziare. Impegna i componenti delle
Commissioni che dovranno esprimere parere.
Si passa all'ordine del giorno n. 102 Risorse in favore dei
comuni montani , a firma dell'onorevole Grasso, Cascio Salvatore,
Di Mauro, Lantieri, Cordaro.
Vi è un altro ordine del giorno a firma dell'onorevole Grasso che
impegna il Governo della Regione presso l'Assessore per l'economia
di intervenire prontamente predisponendo nell'ambito del fondo una
dotazione di 12 mila migliaia di euro per trasferirli ai comuni
montani ed a quelli con popolazione inferiore a 5 mila abitanti.
C'è un altro ordine del giorno, numero 103, dell'onorevole Falcone
che impegna il governo perché venga fissato un tetto massimo per i
comuni con popolazione al di sotto dei 5 mila abitanti. Se viene
approvato l'ordine del giorno dell'onorevole Grasso è precluso
quello dell'onorevole Falcone.
Con l'apposizione delle firme di tutto il Parlamento, pongo in
votazione l'ordine del giorno n. 102. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Preciso che l'ordine del giorno è stato approvato all'unanimità e
che a seguito dell'approvazione dell'ordine del giorno n. 102,
l'ordine del giorno n. 103 è precluso.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio palese nominale del disegno di
legge «Assestamento del bilancio della Regione per l'anno
finanziario 2013» (479/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge Assestamento del bilancio della Regione per
l'anno finanziario 2013 (n. 479/A)
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 46
Contrari 19
(L'Assemblea approva)
Dichiarano di avere votato favorevolmente l'onorevole Di Giacomo e
l'onorevole Lo Giudice, ma per un malfunzionamento del sistema
elettronico di votazione il loro voto non risulta registrato.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disposizioni di proroghe e modifiche di norme» (n. 480/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge n.
480/A Disposizioni di proroghe e modifiche di norme .
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunico che è presentato dall'onorevole Dina l'ordine del giorno
n. 100 Iniziative per combattere la disoccupazione in Sicilia , a
cui appongono la firma tutti i deputati presenti in Aula. Il
parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Preciso che l'ordine del giorno è stato approvato all'unanimità.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Pogliese, Alongi,
Salvatore Cascio, Ruggirello, Assenza, Dina, Maggio, Sorbello,
Francesco Cascio, Falcone, Fontana, Currenti, Antonella Milazzo,
l'ordine del giorno n. 99 Iniziative in favore del personale del
Dipartimento Territorio e Ambiente titolare di contratti
autorizzati ai sensi della lettera d), comma 1, dell'art. 5 della
l.r. 9 maggio 2012, n. 26 . Si tratta di una risoluzione già votata
per ben due volte dalla V Commissione. Poiché non ha avuto seguito
da parte del Governo, i presentatori hanno voluto che la questione
venisse riproposta con un ordine del giorno in Aula.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio palese nominale
PRESIDENTE. Indìco la votazione per scrutinio nominale del disegno
di legge n. 480/A Disposizioni di proroghe in quanto la parte
relativa a modifiche di norme è stata stralciata.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 67
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 1
agosto 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e
di incompatibilità con la carica di deputato regionale e di
componente della Giunta regionale. (nn. 51-38 bis- Norme
stralciate I/A) (Seguito)
Relatore: on. Alloro
2) - Norme a tutela del buon andamento dell'amministrazione
regionale ed a garanzia dei principi di legalità, trasparenza ed
imparzialità dell'azione amministrativa. (nn. 51-38 bis- Norme
stralciate II/A) (Seguito)
Relatore: on. Panepinto
3) - Norme in materia di scostamento degli indicatori
occupazionali per le misure del POR 2000/2006. (n. 271/A)
Relatore: on. Marziano
La seduta è tolta alle ore 20.08
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO 1 - EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 479 - ASSESTAMENTO DEL BILANCIO DELLA REGIONE
PER L'ANNO FINANZIARIO 2013.
All'articolo 6
Emendamento 6.1
All'articolo 6 sono apportate le seguenti modifiche:
Al comma 1, lett a) prima delle parole il restante 50 per cento è
destinato ad incremento del fondo di cui all'articolo 5 della
legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 (U.P.B. 4.2.1.5.99 - cap.
215727) aggiungere le parole a decorrere dall'1 gennaio 2014 .
Al comma 2 sostituire le parole con i proventi con le parole
dei maggiori gettiti rispetto agli stanziamenti previsti in
bilancio .
ALLEGATO 2
Approvazione del rendiconto generale della Regione
siciliana
per l'esercizio finanziario 2012
RELAZIONE DELLA II COMMISSIONE LEGISLATIVA
Onorevole Presidente, Onorevoli colleghi,
il disegno di legge che si sottopone all'attenzione dell'Aula
riguarda l'approvazione del Rendiconto generale della Regione per
l'esercizio finanziario 2012.
Il presente documento, verificato dalla Sezione di controllo della
Corte dei conti per la Regione siciliana, è stato oggetto di
giudizio con decisione pronunciata dalle Sezioni Riunite nella
pubblica udienza del 28 giugno 2013.
Complessivamente, la gestione finanziaria della Regione,
nell'esercizio 2012, è stata condizionata dai seguenti fattori:
sul versante del ciclo economico il progressivo peggioramento
della crisi ha acuito una spirale di impulsi depressivi che hanno
coinvolto il sistema produttivo e sociale. In questo contesto,
l'economia siciliana, afflitta da gravi problemi strutturali, ha
fatto registrare, in base ai dati diffusi dall'Istat, un calo del
prodotto interno lordo dell'1,3 per cento nel 2011 e, in base alle
stime di Prometeia, una contrazione del 2,7 per cento nel 2012.
sul fronte della manovra di finanza statale l'entità complessiva
del concorso regionale al risanamento dei conti pubblici ha drenato
risorse, indebolendo il già precario equilibrio di bilancio. Gli
effetti delle manovre finanziarie adottate dallo Stato hanno
determinato un minore gettito pari a complessivi 914.314,79
migliaia di euro.
Nell'ambito del quadro di riferimento sopra delineato, intendo
evidenziare brevemente i dati riguardanti i principali aggregati
della finanza pubblica regionale riguardanti lo scorso esercizio
finanziario.
Le previsioni definitive di bilancio
Le previsioni iniziali dell'esercizio 2012, fissate con la legge
regionale n. 27/2012, pareggiano in 26.266.860.000,00 euro. Per
effetto delle variazioni intervenute nel corso dell'esercizio, pari
a complessivi euro 84.850.787,06, gli stanziamenti definitivi di
competenza pareggiano in euro 26.351.710.787,06.
La gestione delle entrate
Le previsioni definitive di entrata si sono stabilizzate in
26.351.710.787,06 di euro, con una variazione di 84.850.787,06 euro
rispetto alle previsioni iniziali. Al netto dell'avanzo
finanziario, le previsioni definitive risultano pari a
18.160.027.599,04 di euro. Il totale complessivo delle entrate
accertate alla chiusura dell'esercizio 2012 ammontano a complessivi
15.380.639.489,09 di euro, pari al 58,37% delle previsioni
definitive al netto dell'avanzo finanziario rispetto ad una
percentuale pari al 77,84% dello scorso esercizio finanziario. A
chiusura dell'esercizio finanziario 2012 si sono registrati, in
alcuni aggregati economici, significativi scostamenti tra le somme
accertate e le previsioni definitive. In particolare, per le prime
due categorie delle entrate tributarie, le relative stime
previsionali non hanno trovato conferma nelle somme accertate a
chiusura dell'esercizio finanziario 2012. Nello specifico, è stato
registrato un minore accertamento da imputare a riserve e
accantonamenti operati dallo Stato per la somma complessiva di
914.314,79 migliaia di euro. Il gettito delle entrate tributarie
registrato nell'esercizio 2012, se comparato al precedente
risultato del 2011, ha subìto una riduzione pari a euro
832.645.000. Tale riduzione riflette sostanzialmente gli effetti
della manovra richiesta dallo stato per il risanamento della
finanza pubblica residuando in termini assoluti un minor gettito
netto, derivante da cali fisiologici imputabili agli effetti della
congiuntura, pari a euro 36.431.000. Le entrate in conto capitale
nell'esercizio 2012, con esclusione della categoria Rimborso di
crediti ed anticipazioni , evidenziano un accertamento di
1.019.024.000 euro, imputabile principalmente ai trasferimenti in
conto capitale che nell'esercizio in esame hanno inciso per
986.056.000 euro. Tale categoria ha subìto una riduzione del 4,42
per cento rispetto all'esercizio precedente.
La gestione dei residui attivi
I residui attivi sono rappresentativi dei crediti vantati dalla
Regione alla cui riscossione va dedicata ogni cura per assicurare
la copertura delle spese e quindi non compromettere l'equilibrio
della gestione finanziaria. All'1 gennaio 2012 i residui attivi
ammontavano a euro 15.730.351.774,90, mentre alla chiusura
dell'esercizio 2012 la loro consistenza ammonta a euro
15.001.760.779,69, con un incremento di euro 728.590.995,21. Le
categorie che presentano gli importi più rilevanti sono le imposte
erariali sul patrimonio e sul reddito (euro 1.030.054.668,98), le
tasse e imposte erariali sugli affari (euro 2.095.359.251,96), le
altre entrate erariali extratributarie (euro 2.002.183.199,73), i
trasferimenti correnti (euro 1.483.997.031,35), i trasferimenti in
conto capitale (euro 6.747.743.614,77). Riguardo alle prime tre
categorie elencate, tali entrate non sono direttamente amministrate
dagli Uffici regionali, in quanto la gestione giuridica delle
medesime, per assetto statutario, è svolta dagli Uffici periferici
dell'amministrazione finanziaria statale operanti in Sicilia, dei
quali la Regione deve necessariamente avvalersi in relazione alle
funzioni connesse alla trasferita potestà amministrativa della
riscossione. Per quanto concerne, invece, la funzione
dell'accertamento in senso tecnico (comprensiva dell'iscrizione a
ruolo), la relativa potestà non è mai stata trasferita alla Regione
e quindi la funzione viene svolta dai predetti Uffici finanziari
statali. L'ammontare dei residui attivi, per le suddette categorie,
è costituito da valori la cui formazione è antecedente all'anno
2001; infatti, considerato il rilevante ammontare degli stessi e la
non attendibilità dei flussi contabili forniti dagli Uffici
statali, con l'articolo 4 della legge regionale 10 dicembre 2001,
n. 21, modificato dall'articolo 9, comma 1, della legge regionale
23 dicembre 2002, n. 23, si è impedita la generazione di nuovi
residui attivi di natura tributaria, imponendo che gli accertamenti
dei cespiti tributari fossero pari a quanto versato nelle casse
regionali. Riguardo le ultime due categorie elencate, esse
riportano residui attivi discendenti da assegnazioni dell'Unione
europea o dallo Stato con vincolo di specifica destinazione, la cui
erogazione è strettamente legata o alla rendicontazione degli
interventi o alla verifica di alcuni adempimenti posti a carico
dell'Amministrazione regionale titolare del finanziamento.
La gestione delle spese di competenza
Le previsioni definitive di spesa per l'esercizio 2012 ammontano a
euro 26.351.710.787.06. Le somme impegnate dalla Regione nel corso
dell'esercizio 2012, globalmente pari a 18.536.023.193,54 euro,
presentano un decremento in valore assoluto pari ad euro
1.022.069.299,92 (circa il 5,23%) rispetto all'analogo dato
dell'esercizio precedente, pari a euro 19.558.092.492,46. I
pagamenti in conto competenza effettuati nel 2012, pari a euro
11.627.092.250,83, registrano, rispetto ai pagamenti di competenza
del 2011, pari a euro 13.390.263.474,48, un decremento del 13,17%.
I pagamenti in conto residui, pari a euro 4.762.1289.513,03,
registrano un incremento di circa il 49% rispetto all'esercizio
finanziario 2011, che riporta un totale di pagamenti in conto
residui pari a euro 3.186.195.125,00. Analizzando gli impegni per
le diverse categorie di spesa, è possibile verificare che la
percentuale più elevata si è registrata nella spesa corrente e, in
particolare, nei trasferimenti correnti alle amministrazioni
pubbliche, laddove è pari al 54,96% delle spese finali. Le spese in
conto capitale impegnate nell'anno 2012 costituiscono il 15,53% del
totale delle spese finali regionali impegnate, riducendosi
ulteriormente rispetto all'esercizio precedente.
La spesa corrente ed in conto capitale
Gli impegni delle spese correnti presentano un andamento
costantemente crescente sino all'anno 2008, mentre dal 2009 fanno
registrare una inversione di tendenza, diminuendo di circa quattro
punti percentuali e attestandosi su 14.893 milioni di euro, per poi
ricrescere nel 2011 sino a 15.584 milioni di euro. Nel 2012 la
spesa corrente ammonta a 15.447 milioni di euro, evidenziando una
leggera diminuzione, pari allo 0,88%, rispetto all'anno precedente.
Le spese per consumi intermedi (beni e servizi) nel 2012 si
riducono del 12,77 per cento, attestandosi su 847 milioni di euro,
mentre le spese per interessi, pari a 305 milioni di euro,
registrano un incremento del 14,23 per cento. Per quanto attiene i
trasferimenti correnti alla Pubblica amministrazione, si registra
un decremento del 4,90 per cento rispetto all'esercizio precedente.
In particolare, i trasferimenti verso gli enti produttori di
servizi sanitari assorbono circa 1'84,31..per cento del totale. Gli
impegni delle spese in conto capitale registrano un decremento,
rispetto al 2011, pari a 902 milioni di euro, ascrivibile ad una
contrazione di tutta la spesa, in particolar modo degli
investimenti fissi e degli altri trasferimenti in conto capitale.
La gestione dei residui passivi
All'inizio dell'esercizio 2012 i residui passivi, cioè le somme
impegnate e non ancora pagate, ammontavano a 7.365.789 migliaia di
euro. L'attività amministrativa svolta nel corso dell'esercizio
finanziario 2012 ha determinato pagamenti per complessivi 4.762.128
migliaia di euro, variazioni per cancellazione per insussistenza o
per perenzione amministrativa per complessivi 1.241.385 migliaia di
euro e formazione di nuovi residui per 6.908.930 migliaia di euro.
Alla fine dell'esercizio finanziario 2012 la massa complessiva dei
residui passivi è pari a 8.271.206 migliaia di euro, con un
incremento di 905.417 migliaia di euro, pari al 12,29 per cento
rispetto al 2011, da imputare sia alla gestione dei residui di
parte corrente che a quella in conto capitale. Tale incremento di
residui passivi conferma la difficoltà nello smaltimento degli
stessi per le tensioni finanziarie nella tesoreria regionale.
L'incremento dei residui di parte corrente, pari 1.180.759 migliaia
di euro (+28,73 per cento) è da imputare, principalmente,
all'effetto combinato di maggiori residui passivi registrati nella
categoria relativa ai trasferimenti correnti in favore delle
pubbliche amministrazioni, ed in particolare alle spese concernenti
il finanziamento della spesa sanitaria, compensato in minima parte
dalla riduzione dei residui passivi, nelle categorie 2, 3, 5 e 9. I
residui passivi in conto capitale, alla chiusura dell'esercizio
2012, hanno registrato un decremento pari a 275.342 migliaia di
euro. (-8,5 per cento), da attribuire alle categorie economiche
relative agli investimenti fissi lordi e acquisti di terreni ai
contributi agli investimenti ad imprese, ai contributi agli
investimenti a famiglie ed istituzioni sociali e agli altri
trasferimenti in conto capitale.
Il risultato di amministrazione
Nel corrente esercizio finanziario il risultato di amministrazione
è disaggregato secondo la natura dei Fondi indicati nel bilancio di
previsione 2012, e cioè Fondi ordinari della Regione e Fondi non
regionali, superando, così, la precedente classificazione tra Fondi
vincolati e Fondi non vincolati. La conciliazione tra i due sistemi
ha visto il passaggio della consistenza al 31 dicembre 2011 dei
Fondi non vincolati ai Fondi ordinari della Regione, con un
disavanzo finanziario, all'1 gennaio 2012, di euro 2.380.729,73, e
della consistenza al 31 dicembre 2011 dei Fondi vincolati ai Fondi
non regionali, con un avanzo finanziario all'l gennaio 2012 di euro
8.191.683.188,02. Occorre precisare che, con la nuova
classificazione, si è resa necessaria una rettifica alla
consistenza iniziale dei due Fondi. Infatti l'importo di euro
46.374.090,20, già imputato ai Fondi vincolati nell'esercizio 2011,
è ricondotto ai Fondi ordinari della Regione, in quanto si tratta
di Fondi vincolati regionali. Pertanto, la suddetta quota di avanzo
va ad incremento dei Fondi ordinari della Regione e a decremento
del Fondi non regionali. Il risultato di amministrazione
complessivo è determinato dalla somma dell'avanzo iniziale con il
saldo della differenza fra gli accertamenti e gli impegni di
competenza ed il risultato della gestione dei residui. L'esercizio
finanziario 2012 si chiude con un saldo finanziario positivo
(avanzo di amministrazione complessivo) di euro 6.332.008.603,63,
così composto: euro 7.245.724.703,61 quale avanzo finanziario dei
Fondi non regionali ed euro 913.716.100,98 quale disavanzo
finanziario dei Fondi ordinari della Regione. Rispetto al
precedente esercizio l'avanzo complessivo registra un decremento di
1.857.293.855,66 euro. Tale risultato va ascritto sia ai Fondi non
regionali, che registrano un peggioramento di euro 945.958.484,41,
sia ai Fondi ordinari della Regione, che registrano un
peggioramento di euro 911.335.371,25. Alla determinazione del
risultato di gestione dell'esercizio finanziario 2012 concorrono
accertamenti per un ammontare complessivo di euro
15.380.639.489,09, importo inferiore di euro 1.161.324.507,57
rispetto all'analogo dato registrato nell'esercizio precedente, ed
impegni per euro 18.536.023.192,54, importo inferiore di euro
1.022.069.299,92 rispetto al 2011. Nell'ambito della gestione dei
residui si evidenzia un aumento dei residui attivi esistenti all'1
gennaio 2012 pari ad euro 56.704.789,27, una diminuzione dei
residui passivi eliminati per perenzione amministrativa pari ad
euro 896.004.249,56 e una cancellazione di residui passivi per
insussistenza pari ad euro 345.380.808,96. Contribuisce, inoltre,
alla determinazione del risultato finanziario dei singoli fondi la
regolazione contabile della quota dei cofinanziamenti regionali su
interventi dello Stato e dell'Unione europea, i quali, essendo
imputati nel bilancio su capitoli aventi natura di Fondi non
regionali, devono essere ricondotti e imputati ai Fondi ordinari
della Regione per la parte di competenza. Di conseguenza, subiscono
regolazione contabile anche i movimenti in diminuzione dei residui
passivi che si riferiscono ai cofinanziamenti regionali. Tali
importi sono così quantificati: spesa impegnata per cofinanziamenti
regionali, euro 169.740.954,43; diminuzione nei residui passivi per
somme transitate in perenzione, euro 33.406.133,39; diminuzione nei
residui passivi per economie, euro 36.660.068,89. Un'ulteriore
regolazione contabile attiene all'applicazione dell'articolo 21
della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, di istituzione della
Tesoreria unica regionale. Infatti, ai sensi del comma 1 ter del
predetto articolo, con appositi provvedimenti emanati dal
dipartimento bilancio e tesoro, dai pertinenti sottoconti di
tesoreria sono state eliminate le somme trasferite in favore degli
enti sottoposti al regime di Tesoreria unica regionale, non
utilizzate da almeno tre anni dalla data dell'ultimo prelevamento e
versate in apposito capitolo d'entrata dei Fondi ordinari della
Regione. Analogamente a quanto effettuato nei precedenti esercizi,
si è proceduto a quantificare le somme che afferiscono ai Fondi non
regionali contabilizzandole in aumento delle attività degli stessi
fondi ed effettuando una corrispondente diminuzione delle attività
dei Fondi ordinari della Regione. Per il corrente esercizio tale
quota ammonta ad euro 292.874,98. Le risorse finanziarie
corrispondenti all'avanzo di amministrazione dei fondi non
regionali sono utilizzate nel rispetto e nei limiti delle
originarie destinazioni comunitarie e statali. Il Fondo di cassa,
infine, alla chiusura dell'esercizio finanziario, risulta pari a
278.515 migliaia di euro.
Assestamento del bilancio della Regione
per l'anno finanziario 2013
RELAZIONE DELLA II COMMISSIONE LEGISLATIVA
Onorevole Presidente, Onorevoli colleghi,
come è noto, l'articolo 9 della legge regionale n. 47 del 1977
prevede che, entro il 15 luglio di ogni anno, il Governo presenti
all'Assemblea, che lo approva entro il mese successivo, il disegno
di legge per l'assestamento del bilancio annuale di previsione,
sulla scorta del risultato di gestione accertato con il rendiconto
generale consuntivo dell'esercizio precedente presentato alla Corte
dei Conti.
Nella normativa regionale di contabilità il disegno di legge di
assestamento è finalizzato ad iscrivere nel bilancio dell'esercizio
in corso il saldo di gestione accertato dell'esercizio precedente
(in termini di avanzo o disavanzo), svolgendo così una specifica
funzione di collegamento tra le risultanze dei cicli finanziari
precedenti ed il bilancio corrente.
L'avanzo o il disavanzo finanziario è iscritto in bilancio
separatamente, secondo che esso sia riferito ai fondi non
regionali (fondi vincolati) ovvero ai fondi ordinari della
Regione (fondi non vincolati).
Delineato il quadro tecnico-giuridico di riferimento, occorre
evidenziare che nel bilancio di previsione per l'esercizio 2013 è
stato iscritto un avanzo finanziario complessivo presunto pari a 8
miliardi di euro, interamente riconducibile ai fondi non regionali.
Il conto consuntivo 2012 ha, invece, registrato, quanto ai
suddetti fondi, un avanzo inferiore rispetto alla previsione, per
un valore effettivo pari a 7,2 miliardi di euro (-754,3 milioni di
euro).
Nel contempo, riguardo ai fondi ordinari della Regione, il
predetto conto consuntivo ha registrato un disavanzo finanziario di
gestione per l'esercizio 2012 inferiore, per 86,3 milioni di euro,
rispetto al dato stimato in un miliardo di euro.
Ricordo, a tal proposito, che al fine di contenere gli effetti
sull'esercizio finanziario in corso del suddetto disavanzo di
gestione presunto relativo al 2012, il comma 2 dell'articolo 2
della legge regionale n. 9 del 2013 ne ha previsto il
riassorbimento, in quote annuali, nel triennio 2013-2015, nella
misura di 313.000 migliaia di euro per il 2013 e di 343.500
migliaia di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015.
Il comma 3 del medesimo articolo 2 della legge regionale n. 9 del
2013 ha, quindi, autorizzato il Governo, in sede di disegno di
legge di assestamento, a rideterminare le suddette quote annuali in
base alle risultanze effettive della gestione dell'esercizio 2012.
Riguardo ai fondi vincolati, il disegno di legge iscrive in
bilancio il minor avanzo accertato su tali fondi mediante una
variazione in diminuzione, pari a 754,3 milioni di euro,
dell'entrata e, per un importo analogo, della spesa (UPB
4.2.2.8.1).
Per quanto concerne, viceversa, i fondi ordinari della Regione, il
disegno di legge ridetermina il disavanzo finanziario di gestione
dell'esercizio 2012 in 913,7 milioni di euro. Il minor disavanzo
accertato, pari a 86,3 milioni di euro, consente la rimodulazione
delle quote annuali a ripiano (articolo 4), come previsto dal comma
3 dell'articolo 2 della citata legge regionale n. 9 del 2013.
Conseguentemente, il medesimo articolo 4 ridetermina le suddette
quote di disavanzo da riassorbire nel triennio 2013-2015 in 226,7
milioni di euro per l'anno 2013 (da 313 milioni di euro), mentre
per ciascuno dei due anni successivi le quote sono mantenute a
343,5 milioni di euro.
Inoltre, con i commi 3, 5 e 6 dell'articolo 4, il Governo,
recependo le analisi e le valutazioni espresse dalle Sezioni
riunite in sede di controllo della Corte dei Conti per la Regione
siciliana, ha provveduto a dotare di uno specifico stanziamento il
capitolo 215727 Fondo speciale destinato a fronteggiare gli
effetti finanziari sui saldi di bilancio conseguenti
all'eliminazione dei residui attivi cui non corrispondono crediti
da riscuotere , che era stato azzerato nel bilancio di previsione
per il 2013.
In particolare, il progetto presentato dal Governo e condiviso
dalla Commissione prevede che confluiscano nel Fondo:
la somma di 86,3 milioni di euro risultanti dal minore disavanzo
2012, accertato in sede di consuntivo;
la somma di 36,9 milioni di euro resasi disponibile a seguito
della mancata pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Regione
delle disposizioni della legge di stabilità regionale per il 2013
oggetto di impugnativa da parte del Commissario dello Stato.
A seguito della allocazione delle somme sopradescritte sul
capitolo 215727, lo stanziamento dell'esercizio finanziario 2013
risulta pari a 123,2 milioni di euro.
Il disegno di legge di assestamento prevede, altresì, all'articolo
6, che il Fondo in questione sia incrementato con il 50% dei
proventi dei ribassi d'asta dei lavori finanziati
dall'amministrazione regionale con fondi propri e con i proventi
della valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale nonché
dei beni non strumentali degli enti regionali, entrate che,
tuttavia, appaiono possibili ma di incerta quantificazione.
Da ultimo, si sottolinea che l'esigenza di fronteggiare l'impatto
sui saldi di bilancio della componente dello stock dei residui
attivi di difficile riscossione ha indotto il Governo ad ampliare
l'ambito di destinazione del Fondo non disponibile destinato alla
salvaguardia degli equilibri di bilancio (con una dotazione per il
2013 di 110 milioni di euro), gravandolo anche della ulteriore
finalità di concorrere all'eliminazione dei residui attivi cui non
corrispondono crediti da riscuotere.
Condivido l'impianto complessivo del disegno di legge, che tende a
rafforzare gli strumenti di salvaguardia degli equilibri finanziari
del bilancio, in un momento così difficile per le finanze
regionali.
Non posso, tuttavia, non ricordare le criticità che emergono in
relazione alle risorse stanziate, nel bilancio di previsione per il
2013, per numerosi settori di intervento regionale, le cui
originarie dotazioni appaiono sottostimate e necessitano, pertanto,
di una rivisitazione, come confermato dai rappresentanti dei
singoli rami dell'amministrazione nel corso delle audizioni che la
Commissione ha svolto nelle scorse settimane.
Sono, infatti, convinto che il rigore dei conti vada coniugato con
le azioni tendenti alla salvaguardia delle attività produttive e
dei livelli occupazionali nonché alla promozione dello sviluppo
economico.
Il monitoraggio continuo delle risorse disponibili, l'avvio di
procedure che consentano di raggiungere ulteriori livelli di
contenimento della spesa improduttiva, la costante verifica
contabile rappresentano i presupposti di un percorso
imprescindibile verso cui il Governo dovrà orientare le proprie
scelte.
È, pertanto, necessario che, posti in sicurezza i conti del
bilancio regionale, si proceda, già nel prossimo mese di settembre,
alla presentazione di un disegno di legge di variazioni di bilancio
che possa venire incontro alle principali emergenze. Informo, al
proposito, che il Governo ha preso un formale impegno in tal senso
nel corso dell'esame in Commissione del presente provvedimento.