Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 64 di mercoledì 31 luglio 2013
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   FIORENZA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   Onorevoli colleghi, c'è un'intesa di massima poiché ho  avuto modo
  di  sentire  singolarmente, non tutti,  ma  alcuni  Presidenti  dei
  gruppi  parlamentari,   mi riservo di interloquire  anche  con  gli
  altri, in ordine ai lavori odierni.
   Sappiamo  tutti  che  c'è l'esigenza di approvare  entro  oggi  la
  proroga dei precari ed ancor prima è necessario approvare due  atti
  propedeutici:  il rendiconto e l'assestamento tecnico di bilancio.
   E'  giunta da parte di alcuni gruppi parlamentari la richiesta  di
  mezz'ora  di tempo per  svolgere  una conferenza stampa.  Pertanto,
  vado  avanti  con le comunicazioni e resta inteso che,  finiti  gli
  adempimenti  di rito, sospendo l'Aula e la rinvio alle  ore  17.00,
  puntuali  perché si spera che entro le ore 20.00 si possa  chiudere
  il ragionamento.

   FALCONE. Potremmo riprendere alle ore 17.30.

   PRESIDENTE.   Sono  le 16,20, se c'è intesa  a  lavorare  possiamo
  riprendere   alle  17.00,  vado  avanti  con  le  comunicazioni   e
  riprenderemo  l'Aula per tale ora.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Germanà e Tamajo  sono  in
  congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Cracolici  è  autorizzato  a
  recarsi in missione a Roma il 31 luglio 2013.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  1083  -  Notizie  in  merito all'Ente 'Serraino  Vulpitta'  di
  Trapani.
   - Assessore Salute
   Firmatario: Oddo Salvatore
   N. 1084 - Notizie sulla mancata apertura al pubblico del Castello-
  Fortezza aragonese a Portopalo di Capo Passero (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1087  -  Notizie  circa la revoca in  autotutela  del  Decreto
  A.R.T.A. n. 221 del 19 marzo 2009 di autorizzazione all'ampliamento
  della  discarica per r.s.u. in contrada Tiritì nel comune di  Motta
  S. Anastasia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari: Barbagallo Anthony Emanuele; Foti Angela

   N.  1089  - Chiarimenti circa la riorganizzazione dei servizi  dei
  beni culturali in Sicilia.
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario:Marziano Bruno.

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  1071  -  Notizie in merito al ripristino delle  condizioni  di
  sicurezza della strada provinciale 20, in provincia di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1072 - Notizie in merito alla problematica dei danni da  fauna
  selvatica nel territorio madonita.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1073  - Chiarimenti  in  ordine  alla  posizione occupazionale
  dei lavoratori ex PIP della cooperativa Social Trinacria.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1074  - Provvedimenti per arginare il fenomeno della pesca  di
  frodo del pesce spada.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1075 - Aumento della dotazione finanziaria nell'ambito del PSR
  Sicilia 2007/ 2013 - Misura 125 - 'Miglioramento e creazione  delle
  infrastrutture    connesse   allo   sviluppo   e    all'adeguamento
  dell'agricoltura e della selvicoltura'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1076  -  Notizie sull'espropriazione del casolare di  contrada
  Feudo, a Cinisi (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Economia
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   - Assessore Salute
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.   1077  -  Notizie  sui  ritardi  nella  corresponsione   degli
  emolumenti al personale  dell'Istituto  sperimentale zootecnico per
  la Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1078  -  Notizie  sul  progetto di  riforma  della  formazione
  professionale in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.    1079    -    Notizie   sulla   salvaguardia   dei    livelli
  occupazionali del Gruppo Valtur di Pollina (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1080 - Notizie sul piano faunistico-venatorio.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1081  - Proroga utilizzo delle reti derivanti (ferrettare)  da
  parte delle marinerie siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse agricole e alimentari
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1082 - Provvedimenti per arginare la dispersione scolastica in
  Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo
   N.  1085  -  Chiarimenti circa l'applicazione dell'art.  45  della
  legge  regionale n. 11 del 2010 in ordine al piano di rientro degli
  oneri derivanti dalla gestione integrata dei rifiuti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Alongi Pietro

   N.  1086  -  Chiarimenti circa l'applicazione dell'art.  45  della
  legge  regionale n. 11 del 2010 in ordine al piano di rientro degli
  oneri derivanti dalla gestione integrata dei rifiuti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Falcone Marco

   N. 1088 - Applicazione di tariffe agevolate a favore dei residenti
  nella Regione siciliana per l'ingresso ai siti culturali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari:  Ioppolo  Giovanni;  Musumeci  Nello;  Formica   Santi;
  Currenti Carmelo

   N.  1090  -  Misure sperimentali per incentivare il turismo  nelle
  Isole Egadi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Fazio Girolamo.

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.  95  -  Notizie  in  merito  all'attuazione  del  contratto  di
  programma settoriale di cui alla delibera CIPE del 3 agosto 2012.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Zafarana
  Valentina; Trizzino Giampiero; Mangiacavallo Matteo; Zito  Stefano;
  Ciaccio  Giorgio;  Siragusa  Salvatore;  Tancredi  Sergio;  Ciancio
  Gianina; Foti Angela; Ferreri Vanessa; Palmeri Valentina; La  Rocca
  Claudia

   N.  96 - Notizie in merito all'istituzione ed all'attuazione della
  'Zona franca di legalità' della Sicilia centrale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Zafarana
  Valentina; Trizzino Giampiero; Mangiacavallo Matteo; Zito  Stefano;
  Ciaccio  Giorgio;  Siragusa  Salvatore;  Tancredi  Sergio;  Ciancio
  Gianina; Foti Angela; Ferreri Vanessa; Palmeri Valentina; La  Rocca
  Claudia

   N.   97   -  Revoca  della  diffida  per  mancata  emissione   dei
  provvedimenti  repressivi e sanzionatori in materia  di  abusivismo
  edilizio.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Palmeri Valentina; Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni
  Carlo;   Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE. Comunico che é stata presentata la seguente mozione:

   numero   158   Misure  a  tutela  dei  posti  letto  nell'ASP   di
  Caltanissetta , degli onorevoli Cancelleri Giovanni Carlo; Trizzino
  Giampiero; Cappello Francesco; Tancredi Sergio;  Ciaccio   Giorgio;
  Ciancio Gianina; Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo
  Matteo;  Siragusa  Salvatore; Palmeri Valentina;  Foti  Angela;  La
  Rocca Claudia; Zito Stefano, presentata il 26 luglio 2013.

   Avverto  che la mozione testé annunziata sarà demandata,  a  norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

   Onorevoli colleghi, così come ho avuto modo di annunziare poco fa,
  in  considerazione che i Gruppi parlamentari di opposizione  stanno
  tenendo  una  conferenza stampa, sospendo fino alle  ore  17.00  la
  seduta  odierna e riprenderemo con l'esame dei disegni di legge  n.
  486    Approvazione  del  Rendiconto  generale  della  Regione  per
  l'esercizio finanziario 2012. , n. 479   Assestamento del  bilancio
  della  Regione per l'anno finanziario 2013.  n. 480/A  Disposizioni
  di  proroghe e modifiche di norme. , con l'impegno che entro questa
  sera  si  possano  esitare questi tre disegni di legge,  stante  la
  scadenza  del  31  luglio  in ordine alle proroghe  dei  cosiddetti
  precari.
   Onorevoli   colleghi,  pertanto,  come  stabilito  in  precedenza,
  sospendo la seduta avvertendo che riprenderà alle ore 17.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.22, è ripresa alle ore17.29)

   La seduta è ripresa.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Nicotra e  Siracusa sono in
  congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni di
                               proroghe
                     e modifiche di norme» (480/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, sta per arrivare l'assessore  per
  l'economia.
   Così  come  convenuto con gran parte dei Capigruppo  e,  peraltro,
  sulla  base  di quello che ho preannunciato in apertura  di  questa
  seduta,  è  necessario, entro oggi 31 luglio  c.m.,  approvare  tre
  disegni  di  legge: il rendiconto generale della Regione  siciliana
  per l'esercizio finanziario 2012; l'assestamento del bilancio della
  Regione  per  l'anno  finanziario 2013,  ed  il  n.  480/A  recante
   Disposizioni di proroghe e modifiche di norme .
   In  considerazione  del fatto che ancora non è  presente  in  Aula
  l'Assessore  per il bilancio, con l'accordo dell'Aula,  se  non  ci
  sono  osservazioni contrarie, essendo presente l'assessore Valenti,
  passo  alla trattazione del disegno di legge sulle disposizioni  di
  proroghe.
   Il voto finale sarà dato al termine della votazione sul rendiconto
  e l'assestamento del bilancio.
   Si  procede  quindi  con  il  seguito  del  di  disegno  di  legge
   Disposizioni  di  proroghe e modifiche di i  norme    (n.  480/A),
  posto al numero 3).
   Pertanto, invito i componenti della V Commissione a prendere posto
  al banco alla medesima assegnato.
   Quello  che  raccomando, dal momento che vi sono  tre  disegni  di
  legge  abbastanza importanti e complessi da esaminare, è la brevità
  degli interventi per andare avanti speditamente, anche perché nelle
  commissioni  di merito - per quello che riguarda le proroghe  in  V
  commissione - sia in commissione bilancio - per quello che riguarda
  gli  argomenti di natura finanziaria - i problemi sono stati, nella
  loro complessità, esaminati ed approfonditi sotto ogni aspetto.  Va
  dato atto al lavoro svolto sia dalla V che dalla II commissione.
   Ricordo  all'Aula  che,  in relazione  al  disegno  di  legge  sui
  cosiddetti precari era stato stralciato il comma 2 dell'articolo  3
  e l'intero articolo 4, che riguarda la modifica di norme.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
        Proroghe di  contratti a tempo determinato del personale
                     dell'Amministrazione regionale

   1. All'articolo 36, comma 1, della legge regionale 15 maggio 2013,
  n.  9 le parole  31 luglio 2013' sono sostituite dalle seguenti  31
  dicembre 2013'.

   2.  Per  le  finalità  di  cui  al  comma  1  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2013, l'ulteriore spesa nel limite  massimo
  di  11.525  migliaia  di  euro  cui si  provvede  con  parte  delle
  disponibilità   dell'   U.P.B.   4.2.1.5.2,   capitolo   215704   -
  accantonamento  1003 - del bilancio della Regione  per  l'esercizio
  finanziario medesimo».

   L'emendamento A.1, degli onorevoli Cracolici Gucciardi  e  Lupo  è
  dichiarato inammissibile; l'emendamento A3, a firma del Governo,  è
  ritirato.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  sulla
  decisione  di  questa  Presidenza di ritenere inammissibili  alcuni
  emendamenti, atteso che dobbiamo velocizzare i lavori d'Aula.
   Io  avevo  presentato un emendamento che ritenevo  potesse  essere
  utile a questo disegno di legge  sui precari. Riguardava il comma 2
  dell'articolo 2 col quale io prevedevo che la somma di  85  milioni
  di   euro   fosse   non  interamente  finanziata   con   le   somme
  dell'accantonamento dei fondi globali, ma con 30  milioni  di  euro
  che   avremmo   sottratto   al  bilancio   regionale,   soprattutto
  dall'informatizzazione,  cioè  da spese  discrezionali  per  creare
  maggiore  forza,  maggiore  copertura  e  maggiore  certezza  nella
  copertura finanziaria di questo settore dei precari.

   PRESIDENTE.   Sì,   mentre  l'emendamento  A.1  è   inammissibile.
  L'emendamento  dell'onorevole Falcone  è  dichiarato  inammissibile
  perché presentato fuori termine.

   GRECO Marcello, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Marcello,  presidente della Commissione e relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, io sicuramente  faccio  un  passo
  indietro  e  chiaramente illustrerò anche il disegno di legge,  tra
  l'altro, avevo fatto anche la relazione in precedenza.
   Faccio  un passo indietro e vado esattamente nella seduta  del  25
  luglio  del  2013 perché in quella seduta alcuni miei colleghi,  in
  particolare  il  collega Falcone, ha fatto un duro attacco  sia  al
  sottoscritto ma anche all'intera Commissione. Un attacco  veramente
  inspiegabile perché quello che si è verificato nel corso dell'esame
  di  questo  disegno di legge è un qualcosa pienamente corretta  nel
  rispetto  del  Regolamento  dell'Assemblea e del regolamento  della
  Commissione.
   Quando  mi  si  viene  a  dire  che la  quinta  Commissione  e  in
  particolare  il  presidente Greco non ha rispettato  un  patto  fra
  galantuomini,  quando mi si viene a dire che la quinta  Commissione
  ha tenuto conto dell'articolo 4 da lei poi dichiarato inammissibile
  interamente, quando mi si viene a dire che ci sono delle situazioni
  che  non  sono  vere è chiaro che questa presidenza,  nel  rispetto
  proprio  dei  colleghi che hanno lavorato nella quinta Commissione,
  ha il diritto di difendersi.
   Signor  Presidente,  io  voglio indicare l'iter  che  noi  abbiamo
  fatto.
   Il  disegno  di  legge  sui precari, che era composto  da  quattro
  articoli, quindi non è vero che l'articolo era stato cassato  dalla
  Commissione  bilancio,  viene in Commissione  il  3  luglio.  Viene
  concesso  un  termine per gli emendamenti che è esattamente  il  10
  luglio  e  viene esaminato e approvato con l'emendamento  posto  in
  essere  all'articolo  4  dall'assessore Valenti,  che  ha  inserito
  questo  ulteriore comma all'articolo 4 e va quindi alla Commissione
  bilancio.
   La  Commissione  bilancio  in  data  24  luglio  del  2013  fa  un
  emendamento  finanziario, che è esattamente quello  riguardante  il
  parco   dei   Nebrodi,  di  centotrentaquattromila  euro.   Vengono
  ulteriormente  esaminate dalla Commissione Bilancio  due  proposte:
  uno,  quell'emendamento  che lei oggi ha dichiarato  inammissibile;
  nonché  la  proposta  di cassare l'articolo 4. Quindi,  non  poteva
  certamente la Commissione bilancio fare l'emendamento perché era un
  emendamento  di merito, c'è soltanto una proposta. Queste  proposte
  ritornano  nella  Commissione di merito, la Commissione  quinta,  e
  vengono  prese in esame. Uno viene bocciato, l'articolo 1,  l'altro
  viene mandato in Aula perché già il termine per gli emendamenti era
  ultimato e scaduto, esattamente il 10 luglio. Viene fatta la  presa
  d'atto e inviato in Aula.
   Pertanto,  collega Falcone, la Commissione lavoro non  ha  violato
  nessun  patto  tra galantuomini, tra l'altro patto tra galantuomini
  che  non c'era perché lei ha fatto riferimento alla Conferenza  dei
  Capigruppo. Bene, io ho il verbale della Conferenza dei  Capigruppo
  e  non  c'è  traccia di questo benedetto patto e a me nessuno  l'ha
  detto e quindi siamo andati regolarmente avanti.
   Allora, io sostengo la regolarità degli atti posti in essere dalla
  Commissione quinta nel pieno rispetto di quelle che sono  le  norme
  regolamentari.
   Signor  Presidente, quindi tutto è frutto di una palese confusione
  che  si è voluta creare, di una confusione dove si è voluto mettere
  in   discussione   l'operato   corretto,   ripeto,   della   quinta
  Commissione. Questo per chiarire determinati aspetti fondamentali e
  per determinare appunto anche i ruoli.
   Nel  merito, signor Presidente, è l'ennesimo disegno di  legge  di
  proroga  dei precari  E io dico di quella parte di precari che  pur
  sfortunati certamente godono di un privilegio rispetto ad altri, mi
  riferisco     per    esempio    ai    quarantaquattro    lavoratori
  dell'Assessorato territorio e ambiente, mi riferisco esattamente ai
  novantotto restauratori che ancora oggi dopo tanti anni  non  hanno
  trovato  una soluzione, mi riferisco ai lavoratori dell'Ente  Parco
  dei Nebrodi, mi riferisco ai lavoratori della Nuova Musa e ad altri
  lavoratori  che  malgrado, ripeto, signor  Presidente,  il  Governo
  abbia  dato  più volte assicurazioni della sistemazione  di  questi
  soggetti,  ahimè,  questi ultimi in modo  o  nell'altro  non  hanno
  trovato  la  fortuna di quei precari indicati, precari -  ripeto  -
  fortuna sempre tra virgolette, di quei precari che oggi con  questo
  disegno di legge avranno appunto la proroga.
   E' un problema quello del precariato importante, è un problema che
  deve essere appunto risolto, è un problema che il Governo regionale
  ha chiaramente posto come punto di riferimento.
   A  me sembra che in un momento particolare come quello di oggi c'è
  un  po' di confusione, un po' di  maretta' chiamiamola così, che  è
  quella  che non si riesce a potere andare avanti. E io le dico  con
  tutto  il  rammarico possibile, perché per l'ennesima volta  questa
  Commissione per un motivo o per l'altro non può svolgere il proprio
  lavoro,  in  quanto  l'assenza del Governo è continua,  è  continua
  signor   Presidente,  parlo  della  Commissione  che  io  presiedo.
  L'Assessore Valenti, qui presente, è uno dei pochi sempre  presente
  anche  in Commissione, quindi questo discorso in effetti è un fatto
  di continuità. Abbiamo grosse difficoltà a potere andare avanti,  e
  anche  il  ruolo della Commissione è messo veramente a repentaglio,
  perché non potendo dialogare e non avendo interlocutori il problema
  in effetti si pone.
     Questo  discorso io l'ho detto più volte, signor Presidente,  lo
  continuo  a  ripetere a lei in qualità di Presidente dell'Assemblea
  regionale. Bene, bisogna cambiare metodo, bisogna cambiare rotta
   Ed  io  mi auguro che nell'approvazione di questo disegno di legge
  per  i  precari, chiamiamoli  precari fortunati', si possa  trovare
  una  soluzione  importante. Il Governo deve partecipare  alla  vita
  attiva della Regione, perché altrimenti non ci sono possibilità  di
  andare avanti.
   Signor  Presidente,  io  ho terminato e  termino  appunto  con  un
  invito,  secondo me è necessario anche che bisogna arrivare  ad  un
  confronto,  che  la  maggioranza  si  confronti  sul  futuro  della
  Sicilia, su quello che potrà essere il futuro, e questo deve essere
  fatto sicuramente in tempi brevi e in tempi stretti. Grazie.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               « Art. 2.
      Prosecuzione di contratti a tempo determinato del personale
                        destinatario del regime
                transitorio dei lavori socialmente utili

   1. All'articolo 37, comma 1, della legge regionale 15 maggio 2013,
  n.  9 le parole  31 luglio 2013' sono sostituite dalle seguenti  31
  dicembre 2013'.

   2.  Per  le  finalità  di  cui  al  comma  1  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2013, l'ulteriore spesa nel limite  massimo
  di  85.589  migliaia  di  euro  cui si  provvede  con  parte  delle
  disponibilità    dell'U.P.B.   4.2.1.5.2,   capitolo    215704    -
  accantonamento  1002 - del bilancio della Regione per   l'esercizio
  finanziario medesimo.

   3. All'articolo 37, comma 2, della legge regionale 15 maggio 2013,
  n.  9 le parole  31 luglio 2013' sono sostituite dalle seguenti  31
  dicembre 2013'.

   4.  Per  le  finalità  di  cui  al  comma  3  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2013, l'ulteriore spesa nel limite  massimo
  di   362  migliaia  di  euro  cui  si  provvede  con  parte   delle
  disponibilità   dell'   U.P.B.   4.2.1.5.2,   capitolo   215704   -
  accantonamento  1001 - del bilancio della Regione  per  l'esercizio
  finanziario medesimo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
     Proroghe di contratti relativi a personale del CEFPAS, degli
   enti parco, delle Camere  di commercio e delle gestioni separate
               dei soppressi consorzi ASI presso l'IRSAP

   1. All'articolo 38, comma 1, della legge regionale 15 maggio 2013,
  n.  9 le parole  31 luglio 2013' sono sostituite dalle seguenti  31
  dicembre 2013'.

   2.  La  proroga  di cui al comma 1 si applica anche  al  personale
  dell'Ente  Parco dei Nebrodi in servizio alla data del 31  dicembre
  2011, ancorchè non abbia usufruito della proroga disposta dal comma
  1 dell'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre 2010, n. 24.

   3  Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata in favore degli
  Enti  parco, per l'esercizio finanziario 2013, la spesa complessiva
  di   134  migliaia  di  euro  cui  si  provvede  con  parte   delle
  disponibilità    dell'U.P.B.   4.2.1.5.2    capitolo    215704    -
  accantonamento  1001 - del bilancio della Regione  per  l'esercizio
  finanziario medesimo».

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
                               TITOLO II
                          Modifiche di norme

                               «Art. 4.
                          Modifiche di norme

   1. All'articolo 1, comma 4, della legge regionale 16 gennaio 2012,
  n. 9 sono apportate le seguenti modifiche:

   a) la parola  biennio' è sostituita con  triennio';

   b)   dopo i due periodi  presso gli enti locali' sono aggiunte  le
  parole  comprese le Camere di Commercio';

   c)  dopo la parola  dirigenziale' sono aggiunte le parole   e  non
  dirigenziale';

   2. All'articolo 15, comma 2, della legge regionale 15 maggio 2013,
  n. 9 dopo le parole  contributi ordinari di parte corrente pari ad'
  è aggiunta la parola  almeno'.

   3.  Al  comma  2 dell'articolo 11 della legge regionale  5  aprile
  2011,  n.  5 le parole  dall'1 gennaio 2012  sono sostituite  dalle
  seguenti  dall'1 gennaio 2015 ».

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
                               «Art. 5.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Avverto  che  la  votazione finale del disegno  di  legge  avverrà
  successivamente.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Commemorazione delle vittime dell'incidente stradale di Avellino

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, prima  di  proseguire  i  nostri
  lavori, mi sembra doveroso e giusto osservare un minuto di silenzio
  in ricordo delle vittime dell'incidente stradale di Avellino.

      (Tutti i deputati in piedi osservano un minuto di silenzio)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, non avrei voluto parlare,  ho  atteso
  anche il minuto di silenzio che abbiamo dedicato alle vittime.
   E'   giusto   invece  che  oggi  questa  Assemblea,   al   di   là
  dell'indifferenza, lo possa anche assegnare a chi oggi  nei  locali
  dell'Assessorato  della formazione, lanciandosi  dal  terzo  piano,
  durante  una riunione tra sindacati e Governo regionale, si suicida
  per  manifestare  tutta  la tragicità  in  cui  oggi  si  trova  la
  formazione professionale.
   Vorrei che il Governo ne prendesse atto, ma ponesse in essere  gli
  atti  consequenziali, cioè dello sblocco della spesa nei  confronti
  non  degli  enti  o  non  solo degli enti, ma  dei  lavoratori,  di
  migliaia  e migliaia di lavoratori che oggi sono ridotti alla  fame
  in una condizione di tragicità.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Falcone. Le sue  parole  diventano
  pietre  per  tutti  noi, perché ci impongono di essere  ancora  più
  responsabili, quindi lei ha fatto bene ad evidenziare quello che  è
  successo  oggi  e  che  ci  colpisce o ci dovrebbe  colpire  tutti,
  nessuno può essere esente da colpe o da responsabilità.
   Noi  abbiamo  il  dovere di fare il nostro lavoro fino  in  fondo,
  ciascuno  per  la  propria  parte: come  singoli  parlamentari,  il
  Governo,  il  Governatore,  i singoli assessori,  i  sindacati,  mi
  permetto di dire.
   E' chiaro che su quella che è una tragedia, sulla drammaticità del
  come  si è consumata questa ennesima vita del  non lavoro  che  c'è
  in Sicilia bisogna avviare un dibattito approfondito in Aula. Ma il
  dibattito non basta, noi dobbiamo essere consequenziali, ripeto con
  una  legislazione  che  sia  quanto più vicina  alle  esigenze  dei
  siciliani. Quindi, mettiamo da parte quelle che possono  essere  le
  divisioni, mi rendo conto che il suo appello è indirizzato  pure  a
  questo  e  dobbiamo  riflettere fino in fondo,  ma  riflettere  non
  basta.  Non mi dilungo oltre perché potrebbe sembrare retorico,  il
  suo intervento non è stato assolutamente retorico, ha fatto bene  a
  richiamarlo in questa Aula e ci dobbiamo ritornare, ma ci  dobbiamo
  ritornare:  il Governo con atti amministrativi e questo  Parlamento
  con atti legislativi.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Discussione del disegno di legge «Approvazione del rendiconto
                               generale
       della Regione per l'esercizio finanziario 2012» (n. 486/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede con la discussione del disegno  di  legge
  «Approvazione del Rendiconto generale della Regione per l'esercizio
  finanziario 2012»,  (n. 486), posto al numero 1).
   Invito  la  Commissione Bilancio a prendere posto  al  banco  alla
  medesima assegnata.
   Devo  dare  atto  del  lavoro difficile e complesso  svolto  dalla
  Seconda Commissione, peraltro la stessa, ai sensi dell'articolo  73
  del Regolamento ha ripreso, in via formale, l'interlocuzione con la
  Corte  dei Conti, quindi di questo do atto alla Seconda Commissione
  perché,  nonostante le divergenze, so che c'è stato un  momento  di
  sintesi  con  il  concorso  di tutti i gruppi  parlamentari,  senza
  distinzione  alcuna.  Quindi  questo  va  dato  merito   all'intero
  Parlamento,  lo so che la drammaticità del momento, la drammaticità
  finanziaria impone provvedimenti consequenziali.
   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Dina,  per   svolgere   la
  relazione.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore.  Grazie,  signor
  Presidente, intenderei svolgere una relazione unitaria per tutti  e
  due  i  disegni  di  legge  per  l'approvazione  del  rendiconto  e
  dell'assestamento.
   Il  disegno  di  legge  che si sottopone,  faccio  riferimento  al
  disegno   di  legge  che  si  sottopone  all'attenzione  dell'Aula,
  riguarda  l'approvazione del rendiconto generale della Regione  per
  gli esercizi finanziari 2012.
   Il presente documento, verificato dalla sezione di controllo della
  Corte  dei  Conti  per la Regione siciliana,  è  stato  oggetto  di
  giudizio  con  decisione pronunciata dalla sezione giuridica  della
  pubblica udienza del 28 giugno del 2013.
   Complessivamente,   la   gestione   finanziaria   della    Regione
  nell'esercizio finanziario 2012 è stata condizionata  dai  seguenti
  fattori:   sul   versante  del  ciclo  economico   il   progressivo
  peggioramento  della  crisi  ha  acuito  una  spirale  di   impulsi
  depressivi che hanno coinvolto il sistema produttivo e sociale.  In
  questo  contesto, l'economia siciliana afflitta dai gravi  problemi
  strutturali ha fatto registrare in base ai dati diffusi dall'Istat,
  un  calo del prodotto interno lordo dell'1,3% nel 2011. E, in  base
  alle stime di Prometeia, una contrazione del 2,7% nel 2012;
   sul  fronte della manovra di finanza statale, l'entità complessiva
  del  concorso  regionale o del risanamento dei conti  pubblici,  ha
  drenato  risorse,  indebolendo  il  già  precario  equilibrio   del
  bilancio. Gli effetti delle manovre finanziarie attuate dallo Stato
  hanno  infatti determinato un minore gettito, pari complessivamente
  a 914.315 migliaia di euro.
   Nell'ambito  del  quadro  di riferimento  sopra  delineato,  nella
  relazione  scritta  che  è allegata al disegno  di  legge,  vengono
  evidenziati  brevemente i dati riguardanti i  principali  aggregati
  della   finanza   pubblica   regionale   nello   scorso   esercizio
  finanziario.
   Pertanto, per gli approfondimenti rimando a questa relazione che è
  allegata al disegno di legge.
   Per  quanto  attiene all'assestamento 2013, signor  Presidente,  è
  noto  a tutti che l'articolo 9 della legge regionale n. 47 del 1977
  prevede  che  entro il 15 luglio di ogni anno, il Governo  presenti
  all'Assemblea, che lo approva entro il mese successivo, il  disegno
  di  legge  per  l'assestamento di bilancio annuale  di  previsione,
  sulla  scorta del risultato di gestione accertato con il rendiconto
  generale  consuntivo  dell'esercizio  precedente  presentato   alla
  Corte dei Conti.
   Nella  normativa regionale di contabilità, il disegno di legge  di
  assestamento  è  finalizzato  pertanto  di  scrivere  nel  bilancio
  dell'esercizio   in   corso   il  saldo   di   gestione   accertato
  dall'esercizio  precedente, intendo dell'avanzo  e  del  disavanzo,
  svolgendo  così  una  specifica funzione  di  collegamento  con  le
  risultanze  dei cicli finanziari precedenti e il bilancio  corrente
  attuale.
   L'avanzo  e  il  disavanzo  finanziario  è  iscritto  in  bilancio
  separatamente,  secondo  che  esso   sia  riferito  ai  fondi   non
  regionali  (fondi  vincolati) ovvero ai  ai  fondi  ordinari  della
  Regione  (fondi non vincolati).
   Delineato  pertanto  il quadro tecnico-giuridico  di  riferimento,
  occorre  evidenziare che nel bilancio di previsione per l'esercizio
  2013  è  stato iscritto un avanzo finanziario complessivo  presunto
  pari  a 8 miliardi di euro, interamente riconducibile ai fondi  non
  regionali.
   Il  conto  consuntivo 2012 ha invece registrato quanto ai suddetti
  fondi  un avanzo inferiore rispetto alle previsione, per un  valore
  effettivo pari  a 7,2 miliardi di euro (-754,3 milioni di euro).
   Nel contempo, riguarda i fondi ordinari della Regione, il predetto
  conto consuntivo ha registrato un disavanzo finanziario di gestione
  per l'esercizio 2012 inferiore, per 86, 3 milioni di euro, rispetto
  al dato stimato in un miliardo di euro.
     Ricordo  a  tal proposito, che al fine di contenere gli  effetti
  sull'esercizio  finanziario  in corso  del  suddetto  disavanzo  di
  gestione  presunto relativo al 2012, il comma 2,  dell'articolo  2,
  della legge regionale  n. 9/2013, ne ha previsto il riassorbimento,
  in  quote annuali, nel triennio 2013/2015, nella misura di  313.000
  migliaia  di  euro per il 2013 e di  343.500 migliaia di  euro  per
  ciascuno degli anni 2014 e 2015.
   Il  comma 3, del medesimo articolo 2, della legge regionale  n.  9
  del 2013 ha, quindi, autorizzato il Governo, in sede di disegno  di
  legge di assestamento, a rideterminare le suddette quote annuali in
  base alle risultanze effettive della gestione dell'esercizio 2012.
   Riguardo  ai  fondi  vincolati, il disegno  di  legge  iscrive  in
  bilancio  il  minor avanzo accertato su tali fondi,  mediante   una
  variazione   in  diminuzione,  pari  a  754,3  milioni   di   euro,
  dell'entrata   e,  per  un  importo  analogo,  della   spesa   (UPB
  4.2.2.8.1).
   Per quanto concerne, viceversa, i fondi ordinari della Regione, il
  disegno  di legge ridetermina il disavanzo  finanziario di gestione
  dell'esercizio  2012 in 913,7 milioni di euro. Il  minor  disavanzo
  accertato,  pari a 86,3 milioni di euro, consente la  rimodulazione
  delle  quote  annuali a ripiano (l'articolo 4), come  previsto  dal
  comma  3,  dell'articolo 2, della citata legge regionale n.  9  del
  2013.
   Conseguentemente, il medesimo articolo 4 ridetermina  le  suddette
  quote  di disavanzo da riassorbire nel triennio 2013/2015 in  226,7
  milioni di euro per l'anno 2013, da 313 milioni di euro che  erano,
  mentre per ciascuno dei due anni successivi le quote sono mantenute
  a 343,5 milioni di euro.
   Inoltre,  con  i  commi  3, 5 e 6, dell'articolo  4,  il  Governo,
  recependo  le  analisi  e  le valutazioni  espresse  dalle  Sezioni
  riunite  in sede di controllo della Corte dei Conti per la  Regione
  siciliana, ha provveduto a dotare di uno specifico stanziamento  il
  capitolo  215727   Fondo  speciale  destinato  a  fronteggiare  gli
  effetti    finanziari    sui   saldi   di   bilancio    conseguenti
  all'eliminazione  dei residui attivi cui non corrispondono  crediti
  da  riscuotere , che era stato azzerato nel bilancio  di previsione
  per il 2013.
   In  particolare, il progetto presentato dal Governo,  e  condiviso
  dalla commissione, prevede che confluiscano nel Fondo:
   -la somma di 86,3 milioni di euro, risultanti dal minore disavanzo
      2012, accertato in sede di consuntivo;
  -la somma di 36,9 milioni di euro, resasi disponibile a seguito
  della mancata pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Regione
  delle disposizioni della legge di stabilità regionale per il 2013,
  oggetto di impugnativa da parte del Commissario dello Stato.
   A seguito dell'allocazione delle somme sopradescritte sul capitolo
  215727,  lo  stanziamento dell'esercizio finanziario  2013  risulta
  pari a 123,2 milioni di euro.
   Il disegno di legge di assestamento prevede, altresì, all'articolo
  6,  che  il  Fondo in questione sia incrementato  con  il  50%  dei
  proventi    dei    ribassi    d'asta    dei    lavori    finanziati
  dall'amministrazione regionale con fondi propri e  con  i  proventi
  della  valorizzazione del patrimonio immobiliare  regionale  nonché
  dei  beni  non  strumentali  degli  enti  regionali,  entrate  che,
  tuttavia, appaiono possibili ma di incerta quantificazione.
   Da  ultimo, si sottolinea che l'esigenza di fronteggiare l'impatto
  sui  saldi  di  bilancio della componente dello stock  dei  residui
  attivi  di difficile riscossione, ha indotto il Governo ad ampliare
  l'ambito  di destinazione del Fondo non disponibile destinato  alla
  salvaguardia degli equilibri di bilancio (con una dotazione per  il
  2013  di 110 milioni di euro), gravando, questo stesso Fondo, anche
  della ulteriore finalità di concorrere all'eliminazione dei residui
  attivi cui non corrispondono crediti da riscuotere.
   Condivido l'impianto complessivo del disegno di legge, che tende a
  rafforzare gli strumenti di salvaguardia degli equilibri finanziari
  del   bilancio,  in  un  momento  così  difficile  per  le  finanze
  regionali.
   Non  posso,  tuttavia, non ricordare le criticità che emergono  in
  relazione alle risorse stanziate, nel bilancio di previsione per il
  2013,  per  numerosi  settori  di  intervento  regionale,  le   cui
  originarie dotazioni appaiono sottostimate e necessitano, pertanto,
  di  una  rivisitazione,  come  confermato  dai  rappresentanti  dei
  singoli rami dell'amministrazione nel corso delle audizioni che  la
  commissione ha svolto la scorsa settimana.
   Sono, infatti, convinto che il rigore dei conti vada coniugato con
  le  azioni  tendenti alla salvaguardia delle attività produttive  e
  dei  livelli  occupazionali, nonché alla promozione dello  sviluppo
  economico.
   Il  monitoraggio  contiguo delle risorse disponibili,  l'avvio  di
  procedure  che  consentano  di  raggiungere  ulteriori  livelli  di
  conferimento della spesa produttiva, la costante verifica contabile
  rappresentano  i  presupposti di un percorso imprescindibile  verso
  cui il Governo dovrà orientare le proprie scelte.
   E',  pertanto,  necessario che, posti in  sicurezza  i  conti  del
  bilancio  regionale, si proceda già dal prossimo mese di  settembre
  alla presentazione di un disegno di legge di variazione di bilancio
  che possa venire incontro alle principali emergenze.
   Informo,  a  tal  proposito, che il Governo ha  preso  un  formale
  impegno  in  tal  senso  nel corso dell'esame  in  Commissione  del
  presente provvedimento.
   Ho  poco  da aggiungere se non questo senso di responsabilità  cui
  tutti siamo richiamati, dalla Commissione all'intero Parlamento, di
  considerare  l'assestamento tecnico sic et simpliciter  per  quello
  che  è,  di  non gravarlo di emendamenti che vadano nella direzione
  della variazione di bilancio per la quale il Governo si è impegnato
  per il mese di settembre.
   Pertanto,  la  relazione viene rassegnata in questa direzione:  di
  limitarsi   all'assestamento  per  affrontare  con   le   verifiche
  contabili   che  il  Governo  insieme  alla  Commissione   potranno
  realizzare  da  qui  a  settembre per una  variazione  di  bilancio
  successiva.

   PRESIDENTE. Devo dire che l'onorevole Dina ha inteso unificare  le
  relazioni,  perché da un punto di vista formale, stiamo  discutendo
  del   rendiconto,   ma   ha   già   svolto   la   relazione   anche
  sull'assestamento, una relazione abbastanza compiuta che è  servita
  a semplificare il successivo percorso d'Aula.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  non  entro  nel
  merito  della  unificazione che l'onorevole Dina, presidente  della
  Commissione  Bilancio,  ha  voluto  fare  sull'assestamento  ed  il
  rendiconto  perché,  a  mio  avviso,  sono  due  disegni  di  legge
  completamente  diversi  e lo sono  perché l'assestamento  di  fatto
  muove  nuove partite di spesa e partite finanziarie, nel senso  che
  li  sposta  da  UPB  a  UPB,  da Capitoli  a  Capitoli,  invece  il
  rendiconto  non è altro che la fotografia di quello che è  successo
  l'anno precedente al 2012 e nel 2011.
   Vorrei, ora, sollevare una pregiudiziale sul rendiconto del 2012 e
  la  vorrei  sollevare   sulla scorta di una  recentissima  sentenza
  della  Corte  Costituzionale  che è la  n.  138  del  2013.  Questa
  sentenza,  che di fatto ha accolto il ricorso che il Consiglio  dei
  Ministri  ha fatto alla Consulta circa il rendiconto della  Regione
  Molise,  e, specificatamente, l'articolo 7, e mi fa piacere  che  è
  arrivato anche l'assessore Bianchi.
   E'  chiaro che la mia riflessione parte dalla sentenza n. 138  per
  comprendere   alcune   cose  e  lo  dico  in   via   pregiudiziale.
  Quest'Assemblea   che   oggi  è  chiamata  all'arduo   compito   di
  certificare,  con  il proprio voto, quanto  è successo  negli  anni
  scorsi,  dovrebbe essere messa nelle condizioni di poterlo fare  ed
  un'Assemblea  che  deve dare il proprio apprezzamento,  il  proprio
  voto favorevole o meno, alla fotografia di ciò che è successo negli
  anni  passati, dovrebbe avere alcuni elementi, cosa che non abbiamo
  avuto.
   Ad  esempio dovremmo avere la relazione tecnica sui fondi  residui
  per capire, nella declaratoria di questi fondi residui, dei residui
  attivi,  quelli  che  sono  certi,  quelli  che  sono  incerti   ed
  inesigibili  e  quelli, invece, che sono di dubbia natura,  dovremo
  comprendere anche la loro provenienza.
   Nella  relazione tecnica dovremmo avere anche, tra le altre  cose,
  l'elenco  dei  crediti che vantiamo nei confronti dello  Stato  per
  capire  quali di questi crediti siano ancora certi, cioè esigibili,
  e quali, invece, non siano certi ed esigibili.
   Esiste   anche  un'altra  questione,  signor  Presidente,   ed   è
  importante: il problema della certificazione comunitaria.
   Nei  giorni scorsi organi di stampa hanno riportato che la Sicilia
  non  aveva avuto una certificazione per più di 50 milioni  di  euro
  nei  rami  dell'amministrazione del turismo, della comunicazione  e
  della  formazione, significa che noi dovremmo avere un  certificato
  di  decertificazione sulla spesa e dovremmo chiarire quali  sono  i
  casi  dubbi,  perché in ragione di questo dobbiamo inserire,  nella
  relazione  tecnica, anche le partite finanziarie che devono  essere
  incrementate o ricostruite con fondi regionali, con fondi nostri.
   Se questo non viene fatto, assieme a tutto l'elenco dei residui  e
  con  l'elenco  connesso dell'accertamento e del  riaccertamento  di
  questi  residui,  perché quando parliamo di rendiconto  -  come  ho
  detto  -  è  una  fotografia,  ma  è  il  significato  dell'operato
  dell'amministrazione regionale
   Vorrei  far presente che nella sentenza 138, la sentenza  accoglie
  l'impugnativa del Presidente del Consiglio dei Ministri.

   PRESIDENTE.  Onorevole  abbiamo  compreso,  può  formalizzare   la
  pregiudiziale.

   FALCONE.  La  pregiudiziale consiste nella  trasmissione  all'Aula
  della relazione tecnica per quel che riguarda i residui attivi, con
  la  descrizione puntuale e con l'indicazione dei residui attivi  di
  dubbia  provenienza, i residui attivi di cui si conosce  l'origine,
  la  provenienza  che  vengono  ritenuti  certi  e   come  si  vuole
  compensare,   col   fondo  di  salvaguardia,  i  residui   ritenuti
  inesigibili,  atteso che la sentenza 138, in maniera molto  chiara,
  dice  che  per i residui negli anni ante 2000, per i  5  anni  deve
  essere  fatta una media ponderata che equivale ad oltre il  60  per
  cento  di quelli ritenuti inesigibili come fondo di salvaguardia.
   Dinanzi  a queste cose, signor Presidente,  dinanzi alla relazione
  tecnica, dinanzi alla relazione sulla decertificazione della  spesa
  comunitaria,   dinanzi   alla   mancanza   e   all'assenza    della
  giustificazione  su  uno stesso avanzo, consideriamo  che  l'avanzo
  presunto

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone, mi deve formalizzare la  richiesta
  di pregiudiziale.

   FALCONE.  Questi  tre  elementi:  relazione  tecnica  sui  residui
  attivi, puntuali, con la loro provenienza, con la loro origine; poi
  la   relazione   tecnica   sulla   decertificazione   della   spesa
  comunitaria; inoltre la giustificazione sull'avanzo,  che  non  può
  essere presunto, ma deve essere accertato.
   Sono  degli  elementi che vengono posti come  dei  pilastri  nella
  nuova giurisprudenza, nel nuovo intervento della Consulta. Per  cui
  dinanzi a queste cose,  credo che l'Aula, prima di proseguire, deve
  avere  da  parte  dell'Assessore queste relazioni con  gli  annessi
  allegati.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Falcone, non  entro  nel  merito  del  suo
  intervento,  peraltro lei dimostra di avere studiato, è  bravo,  ha
  evidenziato dei problemi che, obiettivamente, esistono e che già in
  Commissione sono stati evidenziati.
   Credo  che questi argomenti siano, anche, a conoscenza del Governo
  e,  in  particolar modo, da parte dell'assessore Bianchi.  Sappiamo
  perfettamente  in quale difficoltà - prima parlavo di  drammaticità
  finanziaria  -  stiamo vivendo, certamente non  per  responsabilità
  recenti.
   Quindi,  il  voler  allegare  al rendiconto  tutta  una  serie  di
  certificazioni mi sembra una domanda giusta, saggia e pertinente.
   Però  ci troviamo in una situazione, onorevole Falcone - per  tale
  motivo  la  invitavo ad esplicitare il senso della pregiudiziale  -
  siamo  al  31  di luglio, dobbiamo approvare la proroga,   vi  sono
  problemi sul tappeto; problemi evidenziati, quasi gli stessi, nella
  relazione   della   Corte  dei  Conti  e  mi   riferisco,   sempre,
  all'audizione,  e  ha  fatto  bene,  ai  sensi  dell'art.  73,   la
  Commissione  a sentire il Presidente della Sezione controllo  della
  Corte  dei Conti, il Dottor  Graffeo, che ha parlato, proprio  lui,
  di   drammaticità  della  situazione  finanziaria   della   Regione
  siciliana.
   Lei  non ha fatto altro che evidenziare quello che questa Aula sa,
  ma,  ripeto, lo ha fatto con cognizione di causa, lo ha fatto molto
  bene e gliene va dato merito.
   Io  la invitavo ad esplicitare la pregiudiziale, perché questa  ci
  dovrebbe portare a sospendere la trattazione del rendiconto,  della
  delibera  di  rendiconto, cosa che io non mi sento, obiettivamente,
  di poter accogliere.
   Quindi,  il suo intervento lo prendiamo come un invito rivolto  al
  Governo a farsi parte diligente a corredare e ad esplicitare meglio
  quanto  lei  ha evidenziato, perché, peraltro, il rendiconto  è  un
  atto obbligatorio previsto dall'articolo  19 del nostro Statuto.
   Pertanto, proseguiamo con l'approvazione del rendiconto, così come
  era  stato  concordato,    ritengo che l'intervento  dell'onorevole
  Falcone meriti la giusta considerazione, l'assessore  è arrivato in
  tempo per ascoltare l'onorevole Falcone.
   CORDARO. Chiedo di parlare su ciò che lei ha detto perché dobbiamo
  decidere come proseguire i lavori d'Aula.

   PRESIDENTE. Dobbiamo andare avanti, onorevole Cordaro,  non  è  un
  dibattito fra me e lei le darò la parola, però per quanto  riguarda
  la   questione   pregiudiziale  non  mi  soffermo   sugli   aspetti
  procedurali, chi la deve presentare o meno, non è questo il punto.
   Tutti  noi,  però,  abbiamo  convenuto che  entro  stasera,  prima
  dell'approvazione   della   legge   sui   precari,    si    proceda
  all'approvazione del rendiconto e dell'assestamento di bilancio.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,     volevo
  comprendere, formalmente, dall'assessore Bianchi, consapevole  come
  sono  che  l'approvazione del rendiconto è un atto obbligatorio  ed
  anche  in considerazione del fatto che quest'Aula ha già, in  buona
  sostanza,  esitato il disegno di legge  sulla proroga dei  precari,
  quali  sono  o quali potrebbero essere le conseguenze  del  mancato
  voto  favorevole, oggi, del rendiconto presentato dal  Governo,  ma
  lo vorrei sapere al microfono.

   PRESIDENTE. L'impostazione è corretta.

   CORDARO.  Volevo  completare perché,  fatte mie le  argomentazioni
  dell'onorevole  Falcone,  che quindi,  ovviamente,  non  ribadisco,
  credo  che questa opposizione, responsabile, deciderà come muoversi
  in questa Aula e quale decisione adottare, in relazione ai problemi
  posti dall'onorevole Falcone anche a seconda di quella che sarà  la
  risposta dell'assessore Bianchi.

   DINA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi, non voglio entrare in polemica con il  collega
  Falcone,  credo  che la Commissione Bilancio abbia  avuto  modo  di
  affrontare  questo  disegno  di legge  e  in  Commissione  è  stata
  depositata,  da  tempo, la relazione di parifica  della  Corte  dei
  Conti dove, peraltro, la problematica è sviscerata, evidenziata  ed
  è  stata  ribadita anche nell'ultima audizione,  altra  cosa  è  la
  sentenza che riguarda la Regione Molise; mi sembra un po' azzardato
  collegarla  così  in  maniera  istantanea  alla  vicenda  regionale
  siciliana.
   Ritengo  che le problematiche esistono, la parifica è avvenuta  da
  parte  della  Corte dei Conti, sollecitando un  impegno  a  cui  il
  Governo  ha risposto ancor prima che l'assestamento potesse  essere
  preparato per l'Aula.
   Sono  state prodotte alla Corte dei Conti delle relazioni tra  cui
  la  costruzione  di questo fondo per il rischio dei residui  attivi
  non  più esigibili che ha convinto anche la Corte dei Conti a  dare
  il  proprio giudizio di parifica, persistendo tutte le perplessità,
  ma questo sforzo che si è fatto di ricostruire il fondo ritengo sia
  uno strumento importante che evidenzia come ci si è avviati, con un
  passo  obbligatorio, in una direzione obbligatoria dalla quale  non
  sarà  possibile  tornare  indietro, ma  è  qualcosa  che  bisognerà
  costruire passo dopo passo.
   Pensare  che  a questo punto non capiremmo perché ci  troviamo  in
  questa  condizione,   allorquando è stato evidenziato  un  problema
  storico,   diciamocelo  chiaro,  di  stratificazione,  di   ritardi
  culminato con l'abolizione del fondo avvenuto nel 2011.
   Pertanto,  si  sono verificate situazioni abnormi di  cui  abbiamo
  avuto contezza all'interno della relazione di parifica su cui si  è
  avviato un processo che avrà i suoi passi; questo è un primo  passo
  che  sicuramente  comporterà alla nostra Regione  rinunzie,  perché
  comporta tagli della spesa nella costruzione.
   Ritengo  che i dati che l'onorevole Falcone evidenzia  sono  tutti
  contenuti  ed  a  disposizione in Commissione  nella  relazione  di
  parifica, per cui nulla di nuovo sotto il sole se non il fatto  che
  stiamo   ripetendo  in  Aula   un  dibattito    già   avvenuto   in
  Commissione.

   PRESIDENTE. L'onorevole Cordaro, se non ho compreso male, ha posto
  una  domanda  abbastanza chiara al Governo  e  vuole  sapere  se  è
  possibile procedere anche se non si approva il rendiconto, questo è
  il  punto,  se  è un atto propedeutico agli altri atti  a  seguire,
  assestamento e soprattutto proroga.

   BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BIANCHI,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  parlamentari,  scusate  il ritardo, ma, come  sapete,  ero  a  Roma
  impegnato  in  una riunione abbastanza importante ed  ho  fatto  di
  tutto per essere il prima possibile qui ed ho  avuto la fortuna  di
  arrivare  giusto  in tempo per sentire l'intervento  dell'onorevole
  Falcone,  ricco, come diceva il Presidente Ardizzone, di  contenuti
  importanti.
   Credo  che la risposta non può essere netta, si può fare o non  si
  può  fare, ci sono degli elementi di carattere tecnico a cui magari
  gli  stessi uffici dell'Assemblea possono rispondere, c'è un  fatto
  immediato che è ovviamente la mancata approvazione del rendiconto.
   Non  incide chiaramente sulla possibilità di prorogare i  precari,
  perché  sono due cose oggettivamente distanziate, ma credo  che  in
  Commissione bilancio si è  costruito un ragionamento più ampio  che
  parte delle grandi difficoltà che il bilancio regionale affronta.
   Sentendo  alcuni  interventi  mi  viene  il  dubbio  che   l'unico
  siciliano  sia io qui in quest'Aula, tutti gli altri provengono  da
  città diverse da questa Regione, perché scoprire oggi che i residui
  attivi  siano una criticità del bilancio regionale non è  certo  un
  fatto nuovo.
   Dopo  aver  ascoltato con attenzione la relazione  del  Presidente
  della Corte dei conti in Commissione bilancio, per evidenziare  che
  la  criticità principale è rappresentata non dal bilancio 2013,  da
  noi  approvato in quest'Assemblea, ricordo, con voto contrario,  ma
  con  opposizione ampiamente responsabile, ma da un'operazione fatta
  lo scorso anno, quando per coprire il disavanzo 2011 fu azzerato il
  fondo residui attivi.
   Abbiamo cercato, con un'operazione difficile sull'assestamento  di
  bilancio,  di rimpinguare immediatamente, rinunciando  a  qualunque
  altra ipotesi di spesa e vincolando tutte le risorse disponibili al
  rimpinguamento di questo fondo residui attivi, che così è portato a
  200  milioni,  dall'anno prossimo a 300 milioni, l'anno  successivo
  altri 300 milioni, ricostituendo una dote di questi un miliardo  di
  euro.
   Questo  non  è  un  fatto  puramente  tecnico,  l'ho  spiegato  in
  Commissione  bilancio, l'operazione è complessa  e  rappresenta  il
  complesso degli interventi. Solo quell'intervento sull'assestamento
  può   dare   credibilità  al  bilancio  2013  così  come  l'avevamo
  approvato,  solo la credibilità e la sostenibilità complessiva  del
  bilancio può garantire qualunque nuova iniziativa di spesa, tra cui
  la proroga dei precari.
   Quindi,  stiamo attenti a nasconderci dietro a tecnicismi imparati
  nell'ultima    ora,   dobbiamo   aver   presente    il    complesso
  dell'intervento  e questi  ha cercato di mettere  in  sicurezza  la
  manovra di bilancio che tutti noi abbiamo approvato con il 2013.
   L'assestamento è necessariamente e di conseguenza il rendiconto  -
  apro  una  parentesi -  è decisivo, ad esempio, per l'apertura  del
  mutuo, per l'attivazione del mutuo che copre una parte del bilancio
  regionale,   non  ce  lo  dimentichiamo;  è   tutto  un   pacchetto
  complessivo che richiama l'Assemblea, ancora una volta, ad un  atto
  di  responsabilità, anche perché - non dimenticate - in Commissione
  bilancio, anche da esponenti che oggi sono intervenuti, è pervenuta
  la richiesta di ulteriori variazioni di bilancio.
   Abbiamo risposto che finché non è completato il processo di  messa
  in  sicurezza  dei conti, non è possibile farlo. Qualunque  ipotesi
  possibile  di  variazione di bilancio che possa consentire  di  far
  fronte ad alcune emergenze esistenti, non può che venire a valle di
  questo completamento di intervento di risanamento.
   Pertanto, invito tutti a riflettere più ampiamente sul lavoro  che
  abbiamo  fatto,  che  stiamo completando e  che  dovremo  fare.  La
  difficoltà del momento è evidente a tutti. Non credo, almeno  a  me
  personalmente, sia mai venuta una sottovalutazione o un'apertura  a
  possibili,  ulteriori  forme di spesa che a tutti  farebbe  piacere
  utilizzare per rispondere ad esigenze reali del territorio.
   La  chiusura che personalmente ho avuto in Commissione bilancio ho
  cercato sempre di rafforzarla sull'idea di un percorso che ha degli
  step  successivi e questi sono gli unici che possono garantire,  in
  un prossimo, speriamo breve e vicino futuro, anche di dare risposte
  ad alcune voci di bilancio che richiedono risposte perché avrebbero
  degli impatti sociali di una certa rilevanza.
   Fino  ad  ora  abbiamo  fatto tutti gli interventi  che  potessero
  rendere  l'operazione  di  taglio  più  equa  possibile,  l'abbiamo
  discusso ieri con i comuni, lo discutiamo quotidianamente,  abbiamo
  presente il problema delle province, però,  non possiamo buttare il
  cuore oltre l'ostacolo .
   Purtroppo, questa manovra è fatta di step successivi, questi  sono
  gli  step  che  noi  riteniamo,  alla luce, anzi   dell'illuminante
  audizione  con  il  Presidente  della  Corte  dei  conti  fatta  in
  Commissione  bilancio,  che  invito  tutti  a  riguardare  con  più
  attenzione,  rispetto  a questo percorso non possiamo  derogare  se
  vogliamo il bene dei cittadini siciliani.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quanto ha  detto
  l'Assessore  mi  preoccupa perché ha fatto una  puntualizzazione  e
  cioè  che  intendiamo procedere col mutuo a proposito del pagamento
  dei  debiti  salva impresa e, quindi, dobbiamo avere l'approvazione
  del rendiconto.

   PRESIDENTE. Non stiamo parlando del mutuo salva impresa.

   DI  MAURO.  No,  l'assessore ha detto che non  possiamo  attingere
  mutui, così ha detto.

   BIANCHI, assessore per l'economia. Mi riferivo al mutuo con  Cassa
  Depositi  e  Prestiti che è già prevista nella legge  di  stabilità
  approvata   nel  2013.  Era  quello  su  cui  già  si  scontra   in
  finanziaria.

   DI MAURO. Ho capito. Credo che l'onorevole Falcone abbia sollevato
  alcune  questioni  di carattere tecnico, signor Presidente,  e  che
  l'idea che oggi possa essere consumato un passaggio con il quale il
  disegno di legge del rendiconto venga palesemente, come posso dire,
  esaminato  ed  approvato  da quest'Aula,  sapendo  che  può  essere
  bocciato  dal Commissario dello Stato, perché mancano una serie  di
  pezze  d'appoggio, credo che sia un'incongruenza rispetto a  quello
  che  è  il  percorso che dobbiamo seguire e che è quello di  essere
  fattivi.
   Quindi,  inviterei l'assessore a rivedere un po' le questioni  che
  ha  posto  il collega Falcone perché possa esserci un aggiornamento
  di  questa  seduta  a  martedì, a meno che giovedì,  domani,  possa
  essere  nelle  condizioni di avere tutto pronto,  affinché   questo
  rendiconto possa essere accompagnato, come credo che sia giusto, da
  una serie di pezze d'appoggio che possono confortare l'approvazione
  di  questo  documento,  uno per tutti la  questione  dei  cinquanta
  milioni di euro.
   Credo assessore che se c'è questo buco,  dobbiamo essere pronti  a
  far  fronte a questa copertura, se non lo facciamo è chiaro che  ci
  metteremmo nelle condizioni di avere impugnato il disegno di legge.
   Ritengo  che  ritardare  qualche giorno, qualche  ora,  su  questo
  argomento  così  delicato e che poi è un biglietto  da  visita  per
  questa  Assemblea,  per  il  Governo rispetto  al  dibattito  e  al
  confronto che abbiamo avviato con la Corte dei Conti, credo che sia
  un  atto  di  garbo e sia un atto anche di avvedutezza  rispetto  a
  quello che è stato il comportamento degli anni passati.
   L'assessore faceva riferimento al fatto che i residui attivi non è
  un  tema  di  oggi,  ma  è  un  tema  che  comunque  oggi  dobbiamo
  affrontare, dobbiamo essere in grado di rimettere le carte a  posto
  già  con  il disegno di legge che oggi è in trattazione  in  questa
  Aula.
   Pertanto,  signor Presidente, vorrei che fosse esaminata dall'Aula
  la  possibilità  di  rinviare la discussione  e  l'approvazione  di
  questo disegno di legge alla prossima seduta utile.

   PRESIDENTE.   Su  questa  questione  la  Presidenza   si   è   già
  determinata. L'onorevole Falcone ha posto delle questioni che  sono
  state più volte esaminate, hanno un loro fondamento.
   Onorevole Di Mauro, lei ha chiesto un'ulteriore proroga, penso che
  l'onorevole  Cordaro  abbia  fatto una  domanda  abbastanza  chiara
  all'assessore,  se c'era una correlazione fra i disegni  di  legge,
  sull'assestamento  in  particolar  modo,  onorevole  Cordaro,   sui
  precari,  o meno.
   L'assessore ha detto che la correlazione c'è, non c'è sui precari,
  c'è  la  correlazione  sull'assestamento,  l'assestamento,  se   mi
  consentite, riguarda una manovra finanziaria che è stata  approvata
  nel  mese  di aprile. Poi ci dobbiamo dire le cose con  la  massima
  chiarezza.
    Capisco tutti gli intendimenti e giustamente ognuno di noi svolge
  il proprio ruolo, l'opposizione fa l'opposizione, la maggioranza fa
  la  maggioranza, il Governo svolge le proprie ragioni,  però  tutti
  questi argomenti sono stati evidenziati.
   Per  altro il rendiconto certifica una situazione, me ne guarderei
  bene, non sono io che voglio difendere l'operato di questo Governo,
  però  di  fatto  certifica una situazione al 31 dicembre  2012  che
  riguarda non un precedente Governo, una precedente legislatura.
   Nell'esitare  la finanziaria del 2013, il 30 aprile e  soprattutto
  nel  fare l'assestamento di bilancio sulle criticità che tutti  noi
  sappiamo  quali sono perché li ha evidenziati la Corte  dei  Conti,
  soprattutto  l'iscrizione  di residui attivi  che  permettevano  di
  equilibrare  un  bilancio che, adesso, sono  con  un  grosso  punto
  interrogativo.
   Sappiamo quali sono i problemi, su questo non c'è dubbio. Rinviare
  l'approvazione  del rendiconto, credo, che non serva obiettivamente
  a nessuno.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  noi  dobbiamo
  avere,  comunque,  la memoria per ricordare al di  là  anche  degli
  impegni  che sono stati presi, quello che è avvenuto nella  storia,
  anche  non recente, di questa Assemblea e cioè che non è  la  prima
  volta  che  non  si approva un rendiconto, c'è stato qualche  anno,
  addirittura, che si sono dovuti approvare, credo, due rendiconti in
  una volta.
   Dopodiché,   signor  Presidente  io  capisco  benissimo   la   sua
  preoccupazione, che è quella di dire:   cerchiamo  di  mettere  una
  toppa  - perché è quello che lei sta cercando di fare continuamente
  -   ai  ritardi  evidenti da parte di questo  Governo',  ma  non  è
  certamente  colpa  di  questa Aula e di questo  Parlamento,  signor
  Presidente,  se  oggi siamo all'ultimo giorno utile per  prorogare,
  per  esempio,  i  precari, non è colpa di questo Parlamento  se  il
  disegno  di  legge non è stato sin qui portato, e  si  è  aspettato
  l'ultimo  giorno  per  portare in Aula   il  disegno  di  legge  di
  proroga.
   Non  è  colpa  di  questo Parlamento se documenti che  sono  stati
  annunciati,   l'assestamento  di  bilancio   a   cui   lei   faceva
  riferimento,  che è stato annunciato su sua e nostra sollecitazione
  all'indomani  mattina  dell'approvazione della  finanziaria  e  del
  bilancio,  non è stato portato in questa Aula, non è stato  portato
  mai  e  si è aspettato ora l'ultimo giorno per cercare di sfruttare
  la  necessità, l'obbligo di approvare la proroga per i  precari,  e
  infilarci  un documento, come questo che si vuole fare approvare  a
  tutti i costi oggi, che è carente sotto molti punti vista.
   Io  non  capisco  perché  non si può accedere  alla  richiesta  di
  passare  all'approvazione,  intanto  oggi,  della  proroga  per   i
  precari,  e  rinviare a martedì, si è rinviato  anche  di  un  anno
  l'approvazione dei rendiconti, alcuni anni fa, di un anno,  di  due
  anni, se ne sono approvati tre in un anno, pensate, tre in un anno,
  oggi si vuole fare credere per coprire i propri ritardi, le proprie
  inefficienze,  la  propria incapacità di  governare,  che  ormai  è
  chiara, è stata dimostrata in tutti questi mesi, e non parlo  certo
  dell'Assessore Bianchi, che, anzi, ha cercato con la sua azione, di
  porre una pezza, di porre un rimedio, e anche lui è confrontato con
  le  indicazioni  ballerine, per non dire altro, di questo  Governo,
  ballerine per non dire altro.
   Bene,  ma  noi non è che possiamo chiudere gli occhi,  non  è  che
  l'opposizione  per  quanto responsabile, può,  di  fronte  a  delle
  situazioni come quelle che si stanno palesando, chiudere  non  uno,
  ma  tutti  e  due  gli  occhi, o addirittura  uscirsene  fuori  dal
  Parlamento.
   Se  il rendiconto non è approvabile, non è approvabile oggi,  cioè
  se il rendiconto ha delle pecche tali per cui non è approvabile, se
  lo  approviamo  la  settimana  prossima,  dopo  un  approfondimento
  doveroso,  e  la sistemazione, doverosa altrettanto, dei  documenti
  contabili  con tutte le pezze di appoggio che servono, bene  lo  si
  faccia  martedì non muore nessuno, lo si faccia mercoledì,  giovedì
  siamo  qui non è che stiamo andando in ferie, oggi facciamo  quello
  che  avremmo  già  dovuto  fare per dare tranquillità  ai  precari,
  alcune settimane fa. Approviamo la proroga perché stiamo ragionando
  con  venticinquemila  famiglie, non di  bruscolini,  non  solo  non
  creiamo lavoro, ma addirittura con questo Governo si fa in modo che
  il lavoro si perda.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, intervengo per precisare che  la  mia
  richiesta non tendeva a togliere dall'ordine del giorno il  disegno
  di  legge   in trattazione, ma una richiesta di rinvio,  quindi  la
  questione   di   sospensiva,  per  cui  aderendo  a  quanto   detto
  dall'onorevole Di Mauro ma anche l'onorevole Cordaro è  chiaro  noi
  riteniamo,  anche  sulla  scorta della relazione  sulle  entrate  e
  sull'andamento  della riscossione, Assessore  Bianchi,  che  manca,
  presidente  Dina,  mi permetto dire che manca a  questo  rendiconto
  un'altra  relazione  altrettanto importante,  oltre  a  quelle  che
  abbiamo  detto,  che è la relazione sulle entrate e  sull'andamento
  della riscossione.

   PRESIDENTE.   Quindi  è  una  richiesta  di  sospensiva,   non   è
  pregiudiziale, va bene.

   FALCONE.  La mia è una richiesta di sospensiva, per cui  chiediamo
  di rinviare a martedì prossima la trattazione del rendiconto.

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone, adesso ci siamo  intesi,  non  era
  cattiveria   da  parte  mia  che  non  potevo  dare  accesso   alla
  pregiudiziale perché stavamo trattando di un argomento finanziario,
  che  in base al nostro Statuto, nella fattispecie l'articolo 19,  è
  un argomento obbligatorio.
   Onorevoli colleghi, c'è  una richiesta di sospensiva, nel senso di
  rinviare  la  discussione sul rendiconto  a  martedì  prossimo.  La
  richiesta  di pregiudiziale non la potevo accogliere. La  richiesta
  di sospensiva è posta correttamente, ai sensi dell'articolo 101 del
  Regolamento interno, quindi possono parlare due oratori a favore  e
  due contro.

   GIANNI. Chiedo di parlare contro la sospensiva.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, parlo contro  la  sospensiva  per  un
  semplice  motivo:  perché  non si può procedere  alla  proroga  dei
  precari se non si approva prima lo strumento finanziario.
   E'  così,  l'Assessore poi me lo chiarirà, perché non entro  nelle
  legittime  discussioni che hanno fatto i colleghi dell'opposizione,
  sicuramente  avranno ragione, ma entro nel merito solo  per  quanto
  riguarda la proroga dei precari, all'interno della quale,  come  ha
  ben  delineato il presidente della V Commissione, onorevole  Greco,
  ci  sono  una  serie di problemi che questo Parlamento  è  chiamato
  anche a dirimere. Tra l'altro abbiamo visto che uno fra tanti,  lei
  ha  ritirato il comma 2, dell'articolo 3 del disegno di legge sulla
  proroga   dei   precari,  perché  ha  ritenuto  che  questo   fosse
  ingiustificato o fosse ritenuto improponibile, non so perché, ma  è
  un problema della Presidenza.
   So  però che non è una questione di amici, parenti, di amici degli
  amici  per quanto riguardava questi giovani del Parco dei  Nebrodi,
  così come per tutti gli altri.
   Sono convinto e chiamo il Governo e l'Assessore Bianchi a dirmi se
  per caso si può procedere alla proroga di questi precari senza aver
  prima approvato il rendiconto. Se è così allora mi rimetto a quella
  che è la proposta dei colleghi, se non fosse così invito i colleghi
  dell'opposizione  a  procedere all'approvazione  del  rendiconto  e
  della  proroga  dei  precari, perché abbiamo  già  mille  problemi,
  abbiamo il problema che riguarda il Patto di stabilità, il problema
  del  bilancio, la spending review che dobbiamo applicare a tutti  i
  costi e tutto questo sta portando, come stamattina, ed è stato  qui
  richiamato alla memoria di tutti noi, il gesto di un giovane che si
  è lanciato dal quinto piano dell'Assessorato, morendo e che diventa
  un momento molto difficile sul quale dobbiamo soffermarci. Oggi, le
  tattiche politiche e le strumentalizzazioni devono essere messe  da
  parte  al  di là del fatto se il Governo sia o non sia in grado  di
  potere  continuare. In questo momento abbiamo un dovere: quello  di
  pensare alle migliaia di persone che sono senza lavoro.
   Pertanto   io  sono  contrario  alla  sospensiva  dell'esame   del
  rendiconto e chiedo di andare avanti.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole Giuseppe  Milazzo,
  che interviene in favore della sospensiva.

   MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando  è
  iniziata  la  seduta, non mi ha appassionato,  dopo  il  minuto  di
  silenzio  che lei ha fatto osservare all'Aula -  anche se è  venuta
  dai  banchi  di  colleghi di cui io condivido  l'appartenenza  allo
  stesso Gruppo parlamentare, la comunicazione di quella persona  che
  ha  tragicamente  compiuto un atto estremo. Vorrei ribadire  questa
  cosa,  perché  speculare su queste cose, su questa vicenda,  potrei
  dire  un  atto  di  sciacallaggio,  ma evitiamo di  esasperare  gli
  animi,  però  io  voglio  dire  che  le  regole  vanno  rispettate,
  l'argomento  mi sembra serio, l'Assessore Bianchi si è persa  tutta
  la relazione della Commissione Bilancio

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, vada avanti nel suo discorso.

   MILAZZO  Giuseppe. Lo dico per la stima che mi lega  all'assessore
  Bianchi.
   Ma  citare  quella vicenda, signor Presidente, così come collegare
  la  vicenda dei precari ad atti esclusivamente politici è una  cosa
  scorretta.  Non  bisogna,  nei lavori d'Aula,  fare  riferimento  a
  persone che hanno vissuto un dramma, né a persone che rischiano  di
  viverne un altro.
     Allora, l'Assessore Bianchi è stato chiaro in una cosa,  ha,  sì
  evidenziato,  come dire la complessità del bilancio  e  degli  atti
  collegati,  ma  ha anche detto che non è lui che può  stabilire  se
  debba svolgersi, oggi, l'approvazione o meno del rendiconto, quindi
  è   un   atto  esclusivamente  dell'Aula,  un  atto  esclusivamente
  politico.
   Vorrei  dire, signor Presidente, in questi giorni seguo  i  lavori
  delle Commissioni, sa io sono inesperto e cerco di imparare,  e  ho
  visto  i pasticci che si stanno combinando, che questo Governo  sta
  combinando  in  alcuni settori, non vorrei generalizzare,  per   la
  premura di approvare gli atti.
   Ieri  abbiamo  dato  uno spettacolo disastroso,  per   come  si  è
  proceduto.
   Se c'è la volontà dell'opposizione di collaborare per continuare i
  lavori  e  chiedere  un rinvio di 5 giorni, 6 giorni  per  studiare
  meglio  gli  atti, non è fare ostruzionismo di parte, è cercare  di
  dare  il  nostro modesto contributo affinché quegli atti, che  sono
  perfettibili, eccome se sono perfettibili, noi vorremmo svolgere la
  nostra parte.
     Per  cui,  signor Presidente,  abbiamo fatto e lei lo ha  visto,
  senza  alcun  intervento la proroga dei precari, passiamo  in  modo
  spedito  all'assestamento accantonando il  rendiconto  e  vedrà,  a
  modestissimo  parere di chi le sta esponendo la  giustezza  di  una
  questione  di  sospensiva, vedrà che l'opposizione  saprà  dare  il
  proprio contributo.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare contro la richiesta di sospensiva.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Gucciardi, contro la
  richiesta  di sospensiva. Non ci sono altri iscritti  a  parlare  a
  favore della sospensiva.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  i
  disegni di legge che l'Aula si appresta a trattare siano molto  più
  importanti  di quanto si voglia far passare in questo  momento.  E,
  mi  viene,  davvero  difficile comprendere la ragione  per  cui,  a
  fronte di preoccupazioni che sono derivate al Parlamento, al  mondo
  politico,  dal  giudizio di parifica della Corte dei  Conti,  oggi,
  l'Aula,  ha  iscritto all'ordine del giorno l'esame degli strumenti
  per  mettere  ordine ulteriore nei conti della Regione  e  dovremmo
  rinviare questi provvedimenti.
   Credo  che propedeutico ad ogni altro atto, i tecnici mi  potranno
  smentire su questo, sia innanzitutto il rendiconto, su cui  già  la
  Corte  dei Conti si è espressa e su cui il Governo ha già adottato,
  nella  seduta di Giunta, antecedente al giudizio di parifica  della
  Corte  stessa,  un  provvedimento che poneva già  rimedio,  sin  da
  allora,  ai  rilievi che la Corte ha posto rispetto ai conti  della
  Regione. Mi riferisco a quanto già saputo e risaputo, dato che  c'è
  stata  un'audizione in Commissione  Bilancio', qualche  giorno  fa,
  della  Corte  dei  Conti e del suo Presidente, ai  3  miliardi  574
  milioni  di  euro  riferiti  a residui attivi  su  cui  sono  state
  espresse, uso delle eufonie, delle notevoli perplessità riferite ad
  esercizi antecedenti al 2001.
   Di  fronte a questo, il Governo ha provveduto, ancor prima del  28
  giugno,  ad  avviare  un risanamento di questi percorsi  che  erano
  stati   interrotti  l'anno  precedente,  azzerando  quel  fondo   a
  garanzia,  appunto, dei residui attivi, e adesso, vorrei,  davvero,
  capire  le ragioni per cui dovremmo rinviare la trattazione di  uno
  strumento  così  importante  che dà soprattutto  all'esterno,   nei
  riguardi  dei cittadini, e non solo, ma delle istituzioni  ad  ogni
  livello, dà il senso di come questa Assemblea, di questo Parlamento
  voglia  affrontare il problema dei conti della Regione  con  grande
  serietà  signor Presidente, e voglia mettere ordine, tassello  dopo
  tassello, pietra dopo pietra, ai conti della Regione, in disordine,
  per  esercizi molto, molto indietro nel tempo che hanno determinato
  queste problematiche.
   Credo,  allora, che a fronte di un disegno di legge, su cui l'Aula
  si  appresta a dare il voto finale, e mi riferisco al finanziamento
  della  platea  dei precari fino al 31 dicembre di  quest'anno,  noi
  abbiamo il dovere di trattare, oggi, questa sera, di trattarlo  con
  serenità,  onorevole  Falcone e con l'onestà intellettuale  che  la
  contraddistingue   e   contraddistingue  i   deputati   di   questo
  Parlamento,  e  mettere un punto rispetto al rendiconto  del  2012,
  votare  l'assestamento di bilancio su cui diamo già,  come  dicevo,
  una  risposta  importante, ad un rilievo che ci ha fatto  e  ci  fa
  preoccupare davvero, un rilievo della Corte dei Conti, riferito  ai
  residui attivi e nel contempo dare certezza al disegno di legge che
  finanzia ulteriori 5/12 per la platea dei precari.
   Dare  un  segnale di rinvio per  l'approvazione del rendiconto  da
  parte  del  Parlamento,   il  31 luglio, sarebbe  dare  un  segnale
  sbagliato da parte di questo Parlamento che ha intrapreso la strada
  giusta.
   La  polemica  politica  ci  sta, è il sale  della  democrazia.  E'
  assolutamente  necessaria la dialettica democratica  perché  esista
  una  democrazia sana, ma in questo momento non è in discussione una
  parte  politica  o  l'altra, è in discussione la tenuta  dei  conti
  della  nostra Regione, per questo io invito gli onorevoli  colleghi
  che  hanno  posto questi problemi ad un'ulteriore riflessione  e  a
  trattare  questa stessa sera, nel rispetto dei ruoli,  legittimi  e
  riconoscendo ancora una volta la correttezza che hanno mantenuto in
  tantissime  occasioni, a partire dagli strumenti finanziari,  e  da
  quello  principe  che è la legge finanziaria, l'invito  a  trattare
  questo  argomento ed a mettere un punto importante su cui costruire
  un percorso nuovo e diverso sui conti della Regione.

   CORDARO. Chiedo di parlare a favore della sospensiva.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto brevemente.
   Onorevole  Gucciardi, con amicizia, mi dispiace cha anche  lei  si
  scriva  all'albo  dei banditori seppur senza  tamburo,  non  le  si
  addice.  Non  le si addice perché tra non votare un rendiconto  che
  come  dice  la  parola  stessa deve essere un  atto  consolidato  e
  definitivo e rinviarlo a tre giorni o ad una settimana, e votare un
  rendiconto  che,  invece, essere vero non lo è, o  che  invece  che
  essere   definitivo   e  chiaro  è  presunto,  questa   opposizione
  responsabile,   nell'interesse  della  Sicilia  e  dei   siciliani,
  preferisce, senza suonare il tamburo e fare il banditore,  chiedere
  un approfondimento, soprattutto se si riflette sul alcuni punti che
  in  estrema sintesi, ma spero anche con semplicità, credo,  debbano
  essere   riportati  all'Aula.  Riportiamo  la  questione  al   dato
  oggettivo, né alla politica, né al politichese.
   Primo:  se  ci troviamo al 31 luglio con il disegno di  legge  sul
  rendiconto,   non   è   colpa  del  Parlamento,   meno   che   meno
  dell'opposizione. E' perché il Governo questo disegno di  legge  lo
  ha inviato tardi.
   Secondo:  non  c'è alcun nesso - e mi rivolgo a  colleghi  che  mi
  hanno   preceduto   -   tra   l'approvazione   del   rendiconto   e
  l'approvazione del disegno di legge sulla proroga dei precari.
     Lo ha detto l'assessore Bianchi e d'altro canto non saremmo così
  fuori  di testa da sostenere un principio così folle  Oggi sappiamo
  che  al  31  luglio  scade il contratto con  i  precari  e  bisogna
  approvarlo.  E'  giunto  al Parlamento in ritardo,  ma  su  questo,
  obtorto  collo, per senso di responsabilità voteremo e non  abbiamo
  svolto  un  solo  intervento in discussione  generale  proprio  per
  rappresentare questo senso di responsabilità.
   Terzo: a domanda precisa del sottoscritto, l'assessore Bianchi  ha
  risposto che non era possibile rispondere in maniera definitiva con
  un  sì  o  con un no, lasciando, quindi, assolutamente  aperto  con
  l'onestà  intellettuale che gli riconosciamo, il campo alla  scelta
  politica sul voto o sul non voto di oggi del rendiconto, sul voto o
  sul  non  voto  del rendiconto quando finalmente sarà  liberato  da
  quella cappa di perplessità che ancora lo avvolge.
   E, allora, detto questo, signor Presidente, le abbiamo chiesto una
  sospensiva,  senza  stracciarci le vesti, perché siamo  consapevoli
  che  nulla  di negativo avrà sull'economia siciliana,  che  nessuna
  conseguenza ha, perché nessun nesso ha sull'approvazione  che  deve
  avvenire  ora e subito, ed è già in ritardo, sul disegno  di  legge
  che riguarda la proroga dei precari.
   La  metta ai voti, noi riteniamo che nell'interesse dei siciliani,
  i  dubbi che ci sono e le perplessità che permangono vadano sciolte
  e,  soprattutto, chiediamo a tutti i parlamentari di avere il senso
  di  responsabilità,  per un altro verso la consapevolezza di votare
  un documento finanziario che, in quanto consuntivo, non deve essere
  di  finanzia  creativa,  ma deve essere  legato  a  dati  certi  ed
  inoppugnabili,  cosa  che ad oggi non è. Per  questo  chiediamo  la
  sospensiva ed il rinvio del disegno di legge sul rendiconto.

   PRESIDENTE. Assessore Bianchi, può intervenire per sapere cosa  ne
  pensa della richiesta di sospensiva che non è pregiudiziale.

   BIANCHI,  assessore per l'economia. Onorevoli, io ho già  risposto
  in precedenza.
   Ribadisco   che  non  ci  sono  elementi  tecnici  che   collegano
  l'approvazione  del rendiconto con l'approvazione  del  disegno  di
  legge  di  proroga dei precari. Direi una cosa non vera se  dicessi
  così.
   Ribadisco, però, che è assolutamente e straordinariamente decisiva
  che   la  proroga  dei  precari  sia  senz'altro  assicurata  dalla
  stabilità   del  bilancio.  Quindi  l'assestamento  è   una   parte
  determinante dell'equilibrio di bilancio.
   Quindi  io  sconsiglierei assolutamente e darei un voto totalmente
  contrario     alla    votazione    scollegata    delle     proroghe
  dall'assestamento. Questo è un fatto indubbio. Comunque,  io  credo
  che  il pacchetto complessivo, completo anche di rendiconto,  possa
  chiudere la manovra.
   Quindi,  pur esprimendo una indicazione chiara che assestamento  e
  precari  debbano  necessariamente andare insieme, credo  che  sulla
  sospensiva  dell'esame  del   rendiconto  debba  essere  l'Aula   a
  esprimersi.  Non  ci  sono  elementi di  natura  tecnica;  ci  sono
  senz'altro    elementi   di   natura   tecnico-politico-finanziaria
  sull'assestamento. Sul rendiconto c'è da fare una valutazione sulla
  quale  io ritengo  che sarebbe meglio approvare l'intero pacchetto,
  ma  ovviamente, questa è, dal punto di vista prettamente oggettivo,
  la valutazione del Governo.

   MILAZZO. Signor Presidente, la risposta è chiara.

   PRESIDENTE.  La sua onestà intellettuale, assessore,  l'ha  sempre
  contraddistinta.
   Se lei ritiene che non ci sia stretta correlazione tra i precari e
  il  rendiconto,  ma la correlazione sia solo con l'assestamento  di
  bilancio. Si è rimesso all'Aula, non ha espresso un giudizio.
   Onorevoli colleghi, il Governo si è rimesso all'Aula.
   La Commissione è a favore o contro la richiesta di sospensiva?

   DINA, presidente della Commissione e relatore. La Commissione  non
  è favorevole alla richiesta di sospensiva.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, preciso  subito,  così  prevengo
  l'intervento   dell'onorevole  Ciaccio:  non  c'è  possibilità   di
  astenersi  nella votazione per alzata e seduta. Chi  ha  voglia  di
  astenersi può pure allontanarsi dall'Aula, lo faccia prima.  Quindi
  non   c'è   verifica  di  numero  legale.  Eventualmente   c'è   la
  controprova.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Non è approvata)

   FALCONE. Chiedo un ricontrollo.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, deputato segretario, mi aiuti
   Chi  è  a  favore della sospensiva si alzi. Contiamoli.  Onorevole
  Trizzino, lei è alzato o seduto?

   TRIZZINO. Alzato, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stiamo contando, mi stanno dando i
  numeri: chi mi dice 30, chi 31, chi 32, chi 34.
   Onorevoli colleghi, procediamo con il voto elettronico. Presidente
  Cascio,  lei  condividerà con me che è giusto fare così.  Chi  è  a
  favore della sospensiva vota verde, chi è contrario vota rosso.
   Ci  si  può pure astenere. Dichiaro aperta la votazione.  Dichiaro
  chiusa la votazione.
   La questione sospensiva non è approvata
   Onorevoli  colleghi, devo dare atto che la richiesta di sospensiva
  dell'onorevole  Falcone  è  servita,  comunque,  a  sviluppare   un
  dibattito e, spero, che si possa contenere, nel prosieguo di questa
  seduta, l'intervento di ciascuno.
   Non  essendoci  altri  iscritti  a  parlare  dichiaro  chiusa   la
  discussione generale.
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
                      Approvazione del rendiconto

   1.  Il rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione  per
  l'esercizio  2012 è approvato nelle risultanze di cui  ai  seguenti
  articoli».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
                  Previsioni definitive del bilancio

   1.   Le   previsioni   iniziali   dell'entrata   e   della   spesa
  dell'esercizio 2012, fissate, con la legge regionale 9 maggio 2012,
  n.  27,  in  euro  26.266.860.000,00, per effetto delle  variazioni
  intervenute  nel  corso  dell'esercizio, pari  a  complessivi  euro
  84.850.787,06, risultano stabilite in euro 26.351.710.787,06».
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo  3
                                Entrate

   1.  Le  entrate  correnti, in conto capitale e per  accensione  di
  prestiti, per l'esercizio finanziario 2012, risultano accertate  in
  conto  competenza per l'importo di euro 15.380.639.489,09,  versate
  in  conto  competenza  per  l'importo di euro  13.228.267.867,07  e
  versate in conto residui per l'importo di euro 2.937.667.406,50.

   2.  I  residui  attivi  determinati, alla chiusura  dell'esercizio
  2011,  in euro 15.730.351.774,90, risultano stabiliti, per  effetto
  di  maggiori e minori entrate verificatesi nel corso della gestione
  2012,  in  euro 15.787.056.564,17. I residui attivi al 31  dicembre
  2012  ammontano  complessivamente ad euro  15.001.760.779,69,  così
  risultanti:

                            Somme         Somme           Totale
                          rimaste da    rimaste da
                          riscuotere     versare
        Gestione della
      competenza         2.152.359.11    12.504,63    2.152.371.622,
                                 7,39                             02
        Gestione   dei
      residui            12.199.526.3   649.862.85    12.849.389.157
                                03,60         4,07               ,67

        Residui   attivi
      al 31/12/2012                                   15.001.760.779
                                                                 ,69

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                              «Articolo 4
                                 Spese

   1.  Le  spese  correnti,  in  conto capitale  e  per  rimborso  di
  prestiti, per l'esercizio finanziario 2012, risultano impegnate  in
  conto competenza per l'importo di euro 18.536.023.192,54, pagate in
  conto  competenza per l'importo di euro 11.627.092.250,83 e  pagate
  in conto residui per l'importo di euro 4.762.128.513,03.

   2.  I  residui  passivi determinati, alla chiusura  dell'esercizio
  2011,  in euro 7.365.789.600,50, risultano ridotti dell'importo  di
  euro   345.380.808,96   per  economie  e   dell'importo   di   euro
  896.004.249,56 per perenzione amministrativa.

   3.   I   residui   passivi   al   31   dicembre   2012   ammontano
  complessivamente ad euro 8.271.206.970,66 così risultanti:

                               Somme
                             rimaste da
                               pagare
        Gestione  della
      competenza           6.908.930.941
                           ,71
        Gestione    dei
      residui              1.362.276.028
                           ,95

        Residui passivi al
      31/12/2012           8.271.206.970
                           ,66

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                              «Articolo 5
                  Situazione finanziaria complessiva

         1.  La  gestione complessiva dell'esercizio  finanziario
     2012   si   chiude  con  un  avanzo  finanziario   di   euro
     6.332.008.602,63, che risulta stabilito come segue:

        Avanzo    finanziario     all'1
      gennaio 2012                          8.189.302.458,
                                                        29
        +       Entrate       accertate
      nell'esercizio                        15.380.639.489
                                                       ,09
        -        Spese        impegnate
      nell'esercizio                        18.536.023.192
                                                       ,54
        +  Aumento  nei residui  attivi
      per riaccertamenti                     56.704.789,27
        + Residui passivi in perenzione
      amministrativa                        896.004.249,56
        + Economie nei residui passivi
                                            345.380.808,96
        Avanzo  finanziario complessivo
      al 31 dicembre 2012                   6.332.008.602,
                                                        63

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                              «Articolo 6
                Situazione finanziaria per natura fondi

   1.   L'avanzo  finanziario  di  euro  6.332.008.602,63,   di   cui
  all'articolo 5, è così suddiviso secondo la natura dei fondi:

        Fondi    ordinari       Disavanzo
      della Regione            finanziario   913.716.100,9
                                                         8
        Fondi         non       Avanzo
      regionali                finanziario   7.245.724.703
                                                       ,61
        Avanzo finanziario complessivo al 31
      dicembre 2012                          6.332.008.602
                                                       ,63

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                              «Articolo 7
                             Fondo di Cassa

   1. Il Fondo di cassa a chiusura dell'esercizio finanziario 2012  è
  accertato in euro 278.514.802,94, come risulta dai seguenti dati:

        Fondo  di cassa all'1  gennaio                      767.223.27
      2012                                                        4,13

        Gestione di        Residui          Competenza       Totale
         bilancio
        Incassi
                        2.937.667.406,    13.228.267.867  16.165.935.2
                        50                ,07             73,57
        Pagamenti
                        4.762.128.513,    11.627.092.250  16.389.220.7
                        03                ,83             63,86
        Saldo   della   gestione    di                               -
      bilancio                                            223.285.490,
                                                                    29

        Gestione di        Incassi          Pagamenti        Totale
         tesoreria
        Crediti    di     23.876.307.5      23.772.619.8    103.687.72
      tesoreria                  41,72             14,63          7,09
        Debiti     di     5.071.969.70      5.441.080.41             -
      tesoreria                   5,56              3,53  369.110.707,
                                                                    97
        Saldo   della   gestione    di                               -
      tesoreria                                           265.422.980,
                                                                    90

        Fondo  di cassa al 31 dicembre                      278.514.80
      2012                                                        2,94

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                              «Articolo 8
            Risultati generali della gestione patrimoniale

         1. La situazione patrimoniale della Regione, al 31 dicembre 2012,
     resta stabilita come segue, in euro:

        Attivita'
        Attività finanziarie       17.952.742.5
                                          88,00
        Attività non finanziarie
                                 741.110.897,63      8.693.853.485,
                                                                 63

        Passivita'
        Passività finanziarie
                                 17.986.055.130      17.986.055.130
                                            ,49                 ,49

        Eccedenza delle attività sulle passività  al   707.798.355,
      31 dicembre 2012                                           14

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                              «Articolo 9
                           Entrata in vigore

   La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale  della
  Regione  siciliana  ed  entrerà in vigore il  giorno  successivo  a
  quello della sua pubblicazione.

   E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare
  come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Avverto  che  la  votazione finale del disegno  di  legge  avverrà
  successivamente.
   Con il voto contrario dell'opposizione.

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Discussione del disegno di legge «Assestamento del bilancio della
                                Regione
                per l'anno finanziario 2013» (n. 479/A)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'esame del disegno  di
  legge   «Assestamento  del  bilancio  della  Regione   per   l'anno
  finanziario 2013» (n. 479/A)
   La  Commissione  ha  già  reso, nella  persona  del  Presidente  e
  relatore, onorevole Dina, la relazione.
   Dichiaro aperta la discussione generale. Non essendoci iscritti  a
  parlare,  dichiaro  chiusa  la  discussione  generale  e  pongo  in
  votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
            Variazioni allo stato di previsione dell'entrata
                       del bilancio della Regione

   1.  Nello  stato  di  previsione dell'entrata del  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2013  sono  introdotte   le
  variazioni di cui all'annessa tabella  A'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'esame dell'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
            Variazioni allo stato di previsione della spesa
                       del bilancio della Regione

   1.  Nello  stato  di  previsione della spesa  del  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2013  sono  introdotte   le
  variazioni di cui all'annessa tabella  B'».

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  soltanto  per  dire   che,  così  come  siamo  stati  contrari   al
  rendiconto,  atteso  che  quelle  eccezioni  che  non  hanno  avuto
  riscontro da parte del Governo e della Presidenza, siamo

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Falcone sta facendo il
  suo intervento. Un po' di calma.

   FALCONE.  C'è  un  po' di animosità per i temi  trattati,  per  le
  questioni affrontate.
   Signor Presidente, dicevo, che così come siamo stati contrari  sul
  rendiconto,  perché le evidenziazioni, le segnalazioni che  abbiamo
  mosso  non sono state accolte, recepite né dal Governo ma anche  la
  stessa Presidenza ha ritenuto di dover procedere oltre e comunque.
   Si  faceva anche riferimento, tra l'altro, al fatto che se eravamo
  trentatré  durante  la  votazione sulla sospensiva,  come  potevano
  essere  approvati  i  vari articoli, si era  votato  per  alzata  e
  seduta.
   Vorrei   dire,  però,  brevissimamente  sull'assestamento:   anche
  sull'assestamento siamo contrari e siamo contrari perché, di fatto,
  lo  stesso  fondo,  che è stato pensato, ideato a salvaguardia  dei
  residui   attivi, è stato considerato come un fondo ma non è  stato
  sicuramente satisfativo.
   E'  sicuramente un passo avanti che il Parlamento ha  voluto  fare
  per cercare di riequilibrare dei conti molto fragili.
   Dobbiamo  dire,  qua  lo voglio dire anche al Capogruppo  del  PD,
  all'onorevole Gucciardi, che oggi, però, mi ha fatto  il  torto  di
  venire  con  una buona notizia, a suo dire, ma di lasciare  a  Roma
  l'onorevole Cracolici, lo hanno posteggiato a Roma per non  tenerlo
  qua.
   Mi  dispiace,  però,  è chiaro vorrei rispondere  dicendo  questo,
  sull'assestamento avevamo fatto in Commissione Bilancio  anche  una
  manovra finanziaria, avevamo reperito dalle pieghe del bilancio una
  cifra  di  appena 32 milioni 700 mila euro. Queste somme  servivano
  per  finanziare le province a cui oggi abbiamo sottratto quello che
  per legge lo Stato assegna, cioè le accise per 9 milioni di euro in
  meno oltre a tutte le altre somme.
   Avevamo stabilito una somma pari a 10 milioni di euro per i comuni
  al  di sotto dei cinquemila abitanti e, poi, una somma relativa  ad
  alcuni enti dall'altissimo profilo morale e dall'altissima funzione
  sociale.  Uno sola per tutti l'Unione italiani ciechi, la Stamperia
  Brail,  l'Associazione Helen Keller. Ed i teatri,  i  teatri  della
  Sicilia,  la  cultura della Sicilia assieme ad altri due  enti  che
  sono  il  Corfilac, un importantissimo ente di ricerca e l'Istituto
  per l'incremento ittico di Catania che rischia di chiudere.
   Dinanzi  a  tutte queste richieste c'è stato il veto assoluto  per
  fronteggiare   queste  emergenze.  Ci  hanno  detto   che   saranno
  affrontate a settembre.
   Secondo  me,  col  bilancio  così asfittico,  a  settembre  queste
  emergenze non potranno trovare alcunché di ossigeno, mettendo sulla
  strada  ulteriori  problemi,  ulteriori  emergenze,  mettendo   sul
  tappeto  altre  necessità  ed esigenze da  fronteggiare,  ma  anche
  quelle rimarranno inascoltate.
   Io  ho  presentato oggi - e concludo, Presidente - un  emendamento
  secco che assegna alle province per tutte le esigenze ben 9 milioni
  di  euro.  L'ho  fatto assieme all'onorevole Alongi,  all'onorevole
  D'Asero,    all'onorevole    Vinciullo,   all'onorevole    Assenza,
  all'onorevole Milazzo e a tanti altri. L'abbiamo fatto per dire che
  questa cifra spetta per legge alle province.
   E'  un emendamento assolutamente ammissibile, perché era stato già
  presentato ieri e bocciato in Commissione Bilancio. Oggi, chiediamo
  al  Governo  che  si esprima soltanto su questa  norma  che  non  è
  discrezionale,  è  per  legge, cioè lo Stato assegna  alle  Regioni
  l'addizionale   dell'energia  elettrica,   la   cosiddetta   accisa
  dell'energia elettrica.
   La  Regione ha incassato questi soldi ed alle province non  li  ha
  ritrasferiti, se li è tenuti. Allora, dobbiamo, oggi,  ripristinare
  un  principio  di legge, perché l'Assemblea è vero  che  svolge  un
  ruolo politico ma svolge anche un ruolo di garante della legalità e
  dei    principi    di   giustizia,   provenienti   e    discendenti
  dall'ordinamento e dalle norme di legge nazionali e regionali.

   PRESIDENTE.   Grazie   onorevole  Falcone.   Lei   ha   anticipato
  nell'intervento la presentazione di un suo emendamento aggiuntivo.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  in
  quest'Aula dobbiamo dirci le cose con chiarezza.
   Avevamo   pensato  tutti  quanti  che,  dopo  l'approvazione   del
  rendiconto  della Corte dei conti, ci fosse un sussulto di  dignità
  da  parte del Governo, nel presentare una rivoluzione - come spesso
  il  Presidente della Regione ha annunciato - una sorta  di  tsunami
  che  avrebbe  spazzato via tutti gli enti inutili che  ci  sono  in
  questa Regione e tutti i nominati che sono a servizio di sua maestà
  il  Governatore  e  ci  propinasse, in sede  di  Commissione  e  di
  Parlamento,  un'iniziativa che rivoluzionasse questo sistema  della
  Regione siciliana.
   Questo  non  c'è.  Non solo non c'è, in questo  momento,  non  c'è
  all'orizzonte, non c'è nemmeno un annuncio degno, in questo  senso,
  c'è  soltanto  un  annuncio  di spesa e di  altre  iniziative  che,
  peraltro,  spesso,  come  la questione  dei  casinò,   non  compete
  nemmeno a questa Regione.
   Quindi,  credo che qui bisogna avere la responsabilità del momento
  difficile che attraversiamo e credo che sia arrivato il momento che
  il Governo assuma solennemente, in quest'Aula, un impegno affinché,
  al  più  presto, possa presentare una proposta politica che rimetta
  in  movimento tutta la spesa della Regione siciliana che faccia  sì
  che  tutti  i  soggetti  che, a vario titolo,  ovviamente  soggetti
  pubblici, partecipano alla vita politica collegata al Governo della
  Regione  siciliana, vengano spazzati via per dar vita ad un modello
  di  Regione  che  veda  tutta l'azione di Governo  accentrata  allo
  stesso governo Crocetta.
   Non  è  più  possibile pensare di continuare ad andare avanti  con
  enti  strumentali, che sono ormai datati, che non hanno più ragione
  di  esistere,  che gli scopi sociali per i quali  erano  nati  sono
  stati  esauriti  e  che le miriadi di società  che  sono  sorte  in
  passato con una semplice delibera di Governo della Regione e che ha
  visto  assunzioni  di  centinaia e centinaia  di  persone,  vengano
  questi  ultimi  trasferiti in una sorta di ruolo speciale  e  fatti
  decadere  tutti i componenti dei consigli di amministrazione  e  si
  eviti a procedere ancora a nomine.
   Proprio  oggi mi si dice che sono stati nominati alcuni componenti
  del  Consiglio  di amministrazione dell'ISTAT. Io non  conosco  chi
  siano  queste  persone, ma una cosa è certa, che d'accordo  con  il
  Governo  in III Commissione era in corso un dibattito ed era  stata
  già istituita - e domani si insediava la Sottocommissione - per una
  rielaborazione di ciò che deve essere l'ISTAT regionale.
   Bene, il presidente Crocetta, dopo essersi messo d'accordo con  il
  Presidente  della Commissione, con il Capogruppo dei  Grillino   ha
  dato  corso, invece, alle nomine. Proprio se ne frega  di  ciò  che
  decide  il Parlamento e, credo che i colleghi debbano sapere  tutto
  ciò.
   C'è un Governo che viaggia in un binario per i fatti suoi, con  la
  comunicazione alla stampa e con tutte le cose che va  dicendo  ogni
  giorno  ed  un Parlamento che, purtroppo, non riesce a  comprendere
  qual  è  lo  scopo  dell'azione del presidente Crocetta  in  questo
  territorio di Sicilia.
   Il  presidente Crocetta deve comprendere che è arrivato il momento
  di  scendere dal piedistallo di questa sedia da dove fino  ad  oggi
  presiede  un  Governo che per quanto ci riguarda  è  inesistente  e
  cominciare  ad  essere  realista  e  cominciare  a  promuovere  una
  rivisitazione di tutto ciò che è il sistema Regione siciliana.
   A  queste  cose  mi appello ed auspico che l'assessore  possa,  in
  questo  senso, trasmettere il messaggio al presidente  Crocetta  ed
  annunciamo fin d'ora un voto contrario.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,  questa
  sera, per evitare di dilungarmi e, che mi faccia prendere anche  un
  po' dalla passione ho deciso di scrivere il mio intervento.
   Mi  sarei  aspettata  che,  oggi, piuttosto  che  un  assestamento
  tecnico,  signor Assessore - anche perché ho presentato  un  ordine
  del  giorno e, quindi, chiederò il parere della Commissione  e  che
  venga  messo  ai  voti  -, si fosse parlato di  una  variazione  di
  bilancio.  Questo  era quello che era emerso ad  aprile  quando  io
  stessa,  per  un atto di fiducia al Governo, mi sono  apprestata  a
  votare  la  finanziaria,  proprio perché  riconoscevo  che  era  un
  momento  particolare, storico di disagio e che comunque il Governo,
  insediatosi  da  pochi mesi, meritava fiducia. Oggi,  invece,  sono
  amareggiata e anche un po' disillusa.
   Ieri  sera, in Commissione Bilancio, con una battuta poco  felice,
  sono  stata  tacciata di avere una visione ristretta  dei  problemi
  perché un sindaco dovrebbe fare il sindaco e non il deputato.
   Ritengo  ingenerosa questa accusa, dal momento che la sottoscritta
  non  difende Comuni in quanto medi e semplici enti, bensì in quanto
  organi  massimamente vicini ai cittadini, ai loro numerosi  bisogni
  ed  alle  loro giuste esigenze, tanto più in un momento in  cui  la
  gente fuori non riesce ad arrivare alla fine del mese ed identifica
  i  grandi palazzi e tra questi anche il Parlamento siciliano  quale
  causa della drammatica situazione economica.
   Io  ricordo soprattutto a qualche storico collega parlamentare che
  siede  tra  questi  scranni ormai da parecchie  legislature  e  che
  sicuramente ha molta più esperienza di me che se nel tempo si fosse
  adeguatamente  tutelato lo stato sociale, quello che difendo  oggi,
  perché  la  maggioranza  di  oggi è la  maggioranza  di  ieri,  non
  dimentichiamolo, forse le cose sarebbero andate diversamente e  che
  con buona probabilità non ci troveremmo a dover affrontare una tale
  ed assai drammatica situazione.
   Governo  e  parlamentari, quando si procede ad  operare  ulteriori
  tagli  agli  enti locali, non mettendoli così nelle  condizioni  di
  garantire ai cittadini servizi essenziali, quando non si riescono a
  trovare  i  soldi  per  il  rimborso  delle  spese  sostenute   per
  l'abbattimento  delle  barriere  architettoniche   da   parte   dei
  disabili,  ecco,  ciò significa non avere  a  cuore  le  sorti  del
  proprio popolo.
   E,  tuttavia,  contrariamente alla tanto  predicata  austerità  si
  tengono  ancora  in  piedi carrozzoni inutili  e  costosi,  società
  partecipate  totalmente inutili, e altrettanto inutili  fondazioni.
  Per  non  parlare dei consorzi di bonifica, dell'E.S.A.,  eccetera,
  eccetera.
   I  Comuni,  cari  colleghi, diversamente da quanto  fa  o  sarebbe
  meglio dire non fa la Regione, erogano servizi fondamentali,  quali
  ad  esempio  l'assistenza  agli anziani, facendosi  in  molti  casi
  carico  delle rette di ricovero degli stessi, visto che la  Regione
  non  riesce  a  coprire l'intera spesa, si occupano delle  famiglie
  bisognose,  delle  scuole  e dei servizi ad  esse  collegati,  vedi
  servizio  di refezione scolastica, trasporto degli alunni, acquisto
  del  materiale  didattico. In più spessissimo  devono  fronteggiare
  autonomamente  le  emergenze di protezione civile  e,  non  ultimo,
  l'attualissimo problema dei rifiuti.
   Il fondo delle autonomie locali è stato sostanzialmente dimezzato,
  al  punto  che da circa novecento milioni di euro è stato decurtato
  ad una cifra di cinquecentoquaranta milioni, con un evidente 40 per
  cento in meno rispetto agli anni precedenti.
   Oggi,  comuni  in  considerazione della  maggiore  dipendenza  dei
  trasferimenti   regionali,   risultano   gli   enti    maggiormente
  penalizzati;  280  milioni  di euro di  spese  correnti  ai  Comuni
  inferiori  a cinquemila abitanti, oggi, sono destinate  il  20  per
  cento  delle risorse, mentre l'80 per cento ai Comuni superiori  ai
  cinquemila abitanti.
   A  tutto ciò si aggiunge la soppressione di alcune importantissime
  riserve  che,  nel  tempo, hanno consentito agli  enti  locali  una
  qualche  sopravvivenza. Per esempio sono state abolite  le  riserve
  per  il  rimborso  ai  Comuni che hanno  avviato  le  procedure  di
  stabilizzazione, gli LSU; vorrei capire come.
   Ricordo che la circolare, la legge che indiceva ai Comuni  che  se
  avessero completato le procedure entro il 31 dicembre potevano  poi
  stabilizzare i precari, vorrei capire, oggi, i Comuni come  possono
  stabilizzare  i precari quando non c'è traccia di quel  contributo,
  quindi, non prendiamoci in giro.
   E, ancora, cari colleghi, con la drastica riduzione dei contributi
  alle unioni dei comuni, oggi, non è più possibile neanche supplire,
  anche  attraverso queste piccole aggregazioni tra Comuni, ai  tagli
  precedentemente  operati, mentre sarebbe stato  opportuno,  se  non
  addirittura  necessario, sostenere convintamente  il  passaggio  di
  alcune funzioni fondamentali dai Comuni alle unioni; era questo ciò
  che dovevano fare il Governo e l'Assessorato alle autonomie locali,
  far  sì  che si potessero trasferire alle unioni dei Comuni  alcune
  funzioni  e,  quindi,  oggi,  la  decurtazione  sarebbe  stata  più
  facilmente ammortizzabile, mentre ciò purtroppo non è possibile.
   Mi   sarei  attesa  piuttosto  che  un  assestamento  tecnico  una
  variazione che desse impulso alla ripresa economica di quest'Isola,
  invece, tutto sembra essere bloccato e nulla sembra muoversi,  vedi
  l'immobilismo edilizio, vedi il Via Vas bloccato, vedi l'inerzia di
  una  maggioranza  non  in  grado  di  sostenere  adeguatamente   le
  politiche sociali e di sviluppo dei territori.
   Concludendo, alla facile giustificazione, cioè quella che  non  vi
  sono  più  soldi, fornita con troppa facilità da qualcuno, rispondo
  che  questo  Governo, insediatosi ormai da ottobre, avrebbe  potuto
  cominciare  sin  da  subito ad eliminare sprechi,  sperperi,  enti,
  consorzi,  carretti  vari, al fine di consentire  il  benessere  di
  cittadini.
   Poiché  cari  colleghi la nostra dignità umana a  parlamentare  ci
  obbliga  e ci impone di dovere rendere conto ai siciliani, dobbiamo
  necessariamente   lavorare  nell'esclusivo   loro   interesse.   Io
  Presidente mi astengo, e non voterò l'assestamento di bilancio  per
  le ragioni che ho detto, quindi, non parlerò più.
   Ho  presentato  un  ordine  del giorno perché  il  mio  dovere  di
  parlamentare mi impone questo, e vorrei che fosse messo ai  voti  e
  condiviso  dalla Commissione Bilancio, proprio per  evitare  questa
  disparità  di  trattamento  tra  i Comuni  inferiori  a  cinquemila
  abitanti e i Comuni superiori, dove c'è il 20 per cento e l'80  per
  cento, che 12 milioni di euro del fondo fossero destinati ai Comuni
  inferiori a cinquemila abitanti.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ha  convinto  a
  parlare l'assessore Bianchi, che poco fa, innamorato del suo  ruolo
  e  della  passione che mette nelle cose che fa, ha cercato di  fare
  uno  sforzo  disumano,  come  quello che  fa  Ercole  nelle  famose
  fatiche, ha cercato di fare il siciliano più dei siciliani.
   Assessore,  sostengo  l'iniziativa che lei  vuole  fare,  non  c'è
  bisogno che lei si senta più siciliano dei siciliani, perché  tanti
  siciliani a volte si sentono marziani.
   Sa   perché   dico  questo?  Perché  a  proposito  sull'intrigante
  discussione  sull'approvazione del rendiconto  ho  pensato  che  se
  avessimo  fatto  un  bando pubblico per iscrivere  le  persone  che
  volevano  fare  i  parlamentari ci saremmo tutti  ritrovati  con  i
  requisiti:  alti, belli, bravi, biondi, e tutti avremmo  detto  che
  quelli  della passata legislatura erano bassi, corti e disordinati,
  salvo   poi   a  confrontare  che  buona  parte  dei   nomi   erano
  sovrapponibili.  Quindi,  la  situazione  odierna,  che   si   deve
  affrontare  con responsabilità, la conosciamo tutti e la conosciamo
  bene.
   Dicevo  mi  ha  convinto il suo intervento poc'anzi e,  vorrei  su
  questo  essere  rassicurato, non vorrei avere capito male,  laddove
  lei  ha  detto  conosco bene i problemi che ci  sono,  perché  sono
  pronto, assessore, a votare un assestamento tecnico come quello che
  lei  ha presentato ed a collegare tutti i disegni di legge, seppur,
  per  onestà  intellettuale  lei  ha  detto  che  non  sono  affatto
  collegati,  ma  è opportuno che siano collegabili, sono  pronto  ad
  approvare  questo  se  lei  mi rassicura  non  sul  problema  delle
  emergenze  che ci sono in Sicilia che, ahimè, conosciamo tutti,  ma
  sulla necessità di affrontare alcune emergenze prima degli altri.
   Ed  io,  come  le  ho  sempre detto, non mi discosto  molto  dagli
  interventi precedenti. La prego di considerare prioritario su tutti
  il  buon funzionamento degli Enti Locali, in un sistema come quello
  che  stiamo  trattando,  dove  il Parlamento  nazionale,  ahimè,  è
  lontano  e  parecchie risposte arrivano sotto forma di  farsa,  ivi
  compreso  il decreto del fare che, poi, si traduce o si tradurrebbe
  in una nuova tassa o nell'aumento di una tassa.
   In un sistema dove la Regione, ormai, ha dimenticato, mi creda,  i
  tempi  delle vacche grasse e delle vacche magre e si trova, adesso,
  a  fare  i  conti soltanto con le carcasse, in un sistema  dove  la
  Regione ha la responsabilità, per essere all'avanguardia, di  avere
  cancellato le province; se non ripartiamo dal basso garantendo agli
  Enti  locali,  ovvero ai comuni ed alle province  stesse,  il  buon
  funzionamento  trasferendo  le  risorse,  vuol  dire  che   abbiamo
  fallito.
   Sarò ripetitivo, forse sino alla nausea, però, certi argomenti  mi
  stanno  particolarmente  a  cuore.  Credo  che  il   Governo  debba
  assumere, in questa Aula, con senso di responsabilità come  lei  ha
  dimostrato,  la  necessità di evidenziare  che,  alla  ripresa  dei
  lavori,  va  impiantata una manovra di bilancio, una correzione  ai
  conti della Regione che tenga conto, per esempio, del funzionamento
  del  sistema aeroportuale siciliano, perché mi fa piacere ricordare
  a me stesso che con la soppressione delle province abbiamo messo in
  dubbio  il  buon funzionamento di alcuni strumenti strategici  come
  gli aeroporti.
   Assessore, l'approvazione dei disegni di legge, oggi, la facciamo,
  però  rassicuri l'Aula, per cortesia, se lo ritiene opportuno,  che
  con  la ripresa dei lavori, entro il mese di settembre, perché dico
  entro il mese di settembre? Perché lei sa che gli Enti locali hanno
  tempo  di approvare bilanci entro il mese di settembre, si  trovino
  di  nuovo le risorse per le autonomie locali che non possiamo, come
  dire,  analizzare  a  spizzichi  e  bocconi,  come  fa  l'onorevole
  Falcone, con l'emendamento sull'addizionale per l'energia elettrica
  che comunque costituisce un piccolo plafond ma non è il plafond che
  serve per le spese di funzionamento. Grazie.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Bianchi,
  devo dissentire sugli spizzichi e bocconi dell'intervento fatto dal
  collega Turano nel senso che adesso espliciterò e lo voglio  meglio
  spiegare.
   L'emendamento  che  ho  firmato come primo firmatario  il  collega
  Falcone, sui 9 milioni di euro da trasferire alle province,  vorrei
  ricordare ai colleghi che vengono dalle accise e quindi non sarebbe
  altro  che una partita di giro. Diventa importante e mi rivolgo  in
  modo  particolare ai colleghi che oggi erano in V Commissione, dove
  in  una  audizione  il  Commissario della  Provincia  regionale  di
  Palermo  con i suoi funzionari ha urlato in maniera forte un  grido
  di  allarme  perché gli istituti provinciali di  cultura  e  lingua
  presenti  in 7 province in tutta la Sicilia rischiano di  non  fare
  partire l'anno scolastico.
   Ciò  mette in discussione non soltanto l'aspetto occupazionale che
  riguarda  200 insegnanti nella provincia di Palermo e 1800 studenti
  della  provincia  di  Palermo,  ma  questo  mette  a  rischio  e  a
  repentaglio quello che è il diritto fondamentale allo studio,  alla
  cultura  e  credo che questa terra non può farne a meno.  Pertanto,
  credo  che  in  attesa  che il Governo trovi la  soluzione  di  una
  variazione di bilancio più avanti, che porti risorse alle  province
  che  ancora  sono  esistenti, lo vorrei ricordare, perché  qualcuno
  spesso ogni tanto lo dimentica e pensa che le province non esistono
  più. Le province ancora ci sono, esistono, con i ruoli e competenze
  che ancora non sono state modificate da questa Assemblea perché non
  ha  fatto ancora la legge sulle riforme sui consorzi delle province
  e  c'è  un  grosso rischio, caro assessore Bianchi,  glielo  voglio
  ricordare oggi, ma credo che lei che conosce bene i dati e i numeri
  ne  è  a  conoscenza. Se la Regione non trova ulteriori  risorse  a
  settembre  le province rischiano di non potere pagare gli  stipendi
  ai  propri dipendenti. Pertanto, io con un grido di allarme,  credo
  sia   importante  di  non  sottovalutare  e  di  approvare   questo
  emendamento  al  disegno di legge n. 479 che è un  emendamento  che
  prevede  in questa prima fase di trasferire 9 milioni di  euro  per
  permettere  la  certezza  agli studenti provinciali  di  cultura  e
  lingue di iniziare l'anno scolastico con serenità.
   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  è  importante
  l'emendamento  che  è stato presentato a firma di  alcuni  colleghi
  perché  ridà  la  possibilità alle province regionali  di  prendere
  respiro,  in  questo  momento,  in  cui  purtroppo  per  i  mancati
  trasferimenti  sia  nazionali in toto, che in  parte  anche  quelli
  regionali, hanno problemi di cassa anche per pagare gli stipendi.
   E'  nota la situazione ad esempio della provincia di Siracusa  che
  già  da  qualche  mese è a secco. Questa cosa chiaramente  ieri  in
  Commissione   bilancio,   abbiamo   chiesto   insieme   ai   gruppi
  parlamentare  di fare una seria valutazione di quelle che  potevano
  essere  le  possibilità,  per arginare  quanto  meno  fino  ad  una
  variazione  di bilancio che può avvenire poi a settembre  e  quindi
  andare a mettere definitivamente in sicurezza la situazione.
   La  riforma  delle province che è stata fatta da questa  Assemblea
  regionale, la legge n. 7, non può trasformarsi in alcun modo in una
  mannaia   per  chi  lavora  all'interno  della  provincia.   Perché
  altrimenti  il  lavoro che abbiamo fatto, condiviso anche  dal  mio
  gruppo  parlamentare  diverrebbe  paradossalmente  un  boomerang  e
  questo  non possiamo  e non dobbiamo permetterlo. Per cui a  fronte
  di questo ragionamento firmiamo l'emendamento e lo firmiamo tutti i
  parlamentari di 5 Stelle.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
            Variazioni allo stato di previsione della spesa
                       del bilancio della Regione

   1.  Nello  stato  di  previsione della spesa  del  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2013  sono  introdotte   le
  variazioni di cui all'annessa tabella  B'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
       Variazioni al Quadro di previsione di cassa del bilancio
                             della Regione

   1.  Al  Quadro di previsione di cassa, per l'esercizio finanziario
  2013, sono apportate le seguenti variazioni, in euro:

        Entrata

        Fondo iniziale di cassa                 +
                                               802,94

        Spesa

       Assessorato            regionale
     dell'economia
        Dipartimento bilancio e tesoro
        Ragioneria   generale    della
      Regione
        Fondo per l'integrazione delle
      dotazioni di cassa
        Capitolo  215711 -  Interventi          +
      regionali                                802,94»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
              Ripianamento del disavanzo 2012 e modifica
       dell'autorizzazione al ricorso ad operazioni finanziarie

   1.   In   relazione  alle  risultanze  effettive  della   gestione
  dell'esercizio finanziario 2012, determinate per i fondi  regionali
  in  913.716.100,98 euro, in attuazione delle disposizioni di cui al
  comma 3 dell'articolo 2 del1a legge regionale 15 maggio 2013, n. 9,
  il  disavanzo finanziario da riassorbire nel triennio  2013-2015  è
  rideterminato  in euro 226.716.100,98 per l'anno 2013  ed  in  euro
  343.500.000,00 per ciascuno degli anni 2014 e 2015.

   2.  In relazione alle disposizioni di cui al comma 1, la quota  di
  disavanzo di amministrazione al 31 dicembre 2012 cui si provvede  a
  dare  copertura con le modalità previste dall'articolo 2, comma  4,
  della legge regionale 15 maggio 2013, n. 9, è rideterminata in euro
  226.716.100,98   e   l'autorizzazione  ad   effettuare   operazioni
  finanziarie  di  cui all'articolo 2, comma 5, della medesima  legge
  regionale  n.  9/2013, per il finanziamento di  quota  parte  delle
  spese di investimento dei comuni, pari a 60.000 migliaia di euro, è
  incrementata dell'ulteriore somma di 86.283.899,02 euro.

   3.  Per  effetto dei commi precedenti, al bilancio  di  previsione
  della Regione per il triennio 2013-2015, sono apportate le seguenti
  variazioni, riportate nell'annessa tabella B di cui all'articolo  2
  della presente legge:

            Spesa                   Importi in
                                       euro
             UPB        Capitoli       2013
          0.0.0.0.0       00002          -
                                   86.283.899,0
                                         2

         4.2.1.5.99      215727          +
                                   86.283.899,0
                                        2»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
          Modifiche al bilancio della Regione per l'anno 2013
                               derivanti
            dall'impugnativa della legge di stabilità 2013

   1.   Le   disponibilità  finanziarie  nette,  pari  a  complessivi
  37.118.000,00   euro   rivenienti  nelle   sotto   elencate   Unità
  previsionali di base del bilancio di previsione della  Regione  per
  l'esercizio  finanziario 2013 nonché nelle  Unità  previsionali  di
  base di cui all'allegato l all'articolo 74 della legge regionale 15
  maggio  2013,  n. 9, confluiscono nel fondo di cui  all'articolo  5
  della  legge  regionale  12 maggio 2010,  n.  11  (UPB  4.2.1.5.99,
  capitolo 215727).

                               Importi in
                                  euro
       UPB 7.2.1.5.2                      +
                                 430.000,00
       UPB 2.2.2.7.1                      -
                              10.000.000,00
       UPB 7.2.1.1.1                      -
                                 518.000,00
       UPB                                -
     10.3.1.3.1                2.800.000,00
       UPB  varie  -                      -
     Allegato 1               24.000.000,00

   2.  Il  fondo di cui all'articolo 6 della legge regionale 1 giugno
  2012,  n.  33,  destinato  alla  salvaguardia  degli  equilibri  di
  bilancio  (UPB  4.2.1.5.99, capitolo 215732), può essere,  altresì,
  destinato  a  fronteggiare  gli effetti  finanziari  sui  saldi  di
  bilancio  conseguenti all'eliminazione dei residui attivi  cui  non
  corrispondono crediti da riscuotere.

   3.  All'articolo 72 della legge regionale 15 maggio  2013,  n.  9,
  sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma  1 la cifra  296.435' è sostituita con la  seguente:
   295.687';
   b)  al  comma  2 la cifra  110.000' è sostituita con la  seguente:
   109.770'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
                          Modifiche di norme

   1.  Al  comma 28 dell'articolo 6 della legge regionale  12  luglio
  2011,  n.  12,  le  parole da  il restante 50  per  cento'  fino  a
   Commissione regionale dei lavori pubblici' sono sostituite con  le
  seguenti:   il restante 50 per cento è destinato ad incremento  del
  fondo  di cui all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio  2010,
  n. 11 (UPB 4.2.1.5.99, capitolo 215727).'.

   2.  Il fondo di cui all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio
  2010,  n.  11,  è,  altresì, incrementato con i proventi  derivanti
  dalla valorizzazione dei beni immobili della Regione e dei beni non
  strumentali degli enti regionali.

   3.  Al  comma 2 dell'articolo 15 della legge regionale  15  maggio
  2013,  n.  9, dopo le parole  contributi ordinari di parte corrente
  pari ad' è aggiunta la parola  almeno'».

   Comunico che all'articolo 6 è stato presentato l'emendamento 6.1 a
  firma del Governo.
   Si tratta di un emendamento di carattere tecnico, sostanzialmente,
  mi  spiegano gli Uffici, andavano sul fondo, è stato sollecitato da
  parte  degli  Uffici stessi: il 50%, sostanzialmente,  del  ribasso
  d'asta  andava  in questo fondo, siccome già gran parte sono  stati
  impegnati,  questo  non è possibile, quindi,  a  decorrere  dall'1
  gennaio  2014.  Lo stesso dicasi per i maggiori proventi  derivanti
  dalla  vendita degli immobili e, quindi, a decorrere dall'1 gennaio
  2014.
   Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione e relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 6 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                                «Art.7.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  è stato presentato l'emendamento aggiuntivo  A1,  a
  firma  dell'onorevole Falcone e, se non ho compreso  male,  c'è  la
  sottoscrizione da parte di tutto il Movimento Cinque Stelle   e  di
  tutta l'Aula.
   Ho  chiesto al Governo di avere il proprio parere. Chiaramente  il
  Governo  deve  comprendere se c'è la copertura o meno,  perché,  mi
  chiariscono  gli  Uffici, questo emendamento, sostanzialmente,  non
  preleva dal fondo rischi com'era previsto.

   CORDARO. Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, ci sarà la firma da parte di  tutta
  l'Assemblea.  Il  discorso  è che il Governo  sta  verificando  se,
  effettivamente, non vengono intaccate le spese obbligatorie. C'è la
  firma di tutto il Parlamento.
   Signor  Assessore,  che tempi abbiamo per comprendere  se  c'è  la
  copertura  o  meno?  Dieci  minuti di sospensione  le  bastano  per
  verificare la copertura finanziaria con i suoi uffici? C'è la firma
  di  tutto il Parlamento su questo, ora, se non ci sono problemi  di
  carattere tecnico, perché questi soldi che vengono messi in  favore
  delle  Province,  sostanzialmente, non  attingono  a  questo  fondo
  rischio che era stato previsto, però, l'assessore ha l'esigenza  di
  verificare se c'è la copertura o meno.
   FALCONE. Chiedo che l'Aula venga sospesa per cinque minuti.

   PRESIDENTE. L'Aula è sospesa per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.40, è ripresa alle ore 19,45)

   La seduta è ripresa.

   BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BIANCHI,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  abbiamo
  fatto  un approfondimento nei tempi disponibili. In assenza di  una
  relazione  tecnica  dei  singoli Assessorati  noi,  purtroppo,  non
  possiamo  dare copertura finanziaria, perché quella che l'onorevole
  Falcone  ha,  giustamente, rilevato è una disponibilità  di  cassa.
  Però, questo non esclude che possano esserci obbligazioni in via di
  perfezionamento  che, inevitabilmente, possono poi determinare  dei
  debiti fuori bilancio.
   Ovviamente,  accogliamo l'indicazione su un  tema  già  ampiamente
  trattato  in Commissione Bilancio. Questo delle Province  sarà  uno
  dei  temi  trattati  preliminarmente  in  sede  di  variazione   di
  bilancio, ma attualmente non possiamo dare copertura.

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'emendamento.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà, in via eccezionale, però  non  apriamo
  una discussione su questo perché siamo in fase di votazione finale.

   FALCONE. Signor Presidente, la ringrazio. Ad onor del vero - fermo
  restando  che  preannuncio che su questo emendamento chiederemo  il
  voto  palese nominale - dico questo, rispetto a quello che ha detto
  l'Assessore Bianchi: che ci possono essere delle obbligazioni.
   Il primo capitolo di 2.900.000 euro, da cui abbiamo preso i soldi,
  sono  la  c.d.   pubblicità  istituzionale'  che  è  riservata   al
  Presidente  della Regione. Ora non vi dico l'altro   Perché  ve  li
  posso dire uno per uno
   Se  queste sono obbligazioni che la Regione Sicilia deve  avere  -
  Assessore  Bianchi  - è chiaro che non ci sta. Sono  argomentazioni
  legittime  dal  suo punto di vista, ma troppo generiche  ed  in  un
  certo senso anche pretestuose.
   Io chiedo che si voti per appello nominale, in maniera palese. Per
  cui  siccome  non sono capitoli di spesa che hanno un'obbligazione,
  ma  capitoli di spesa che riguardano, ad esempio uno per tutti,  il
  cap.  10.03.06 sapete cos'è? Spese di rappresentanza. L'anno scorso
  erano 200.000 euro, quest'anno sono 750.000 euro
   Il  Presidente della regione ne ha spesi 50.000 euro  appena.  Gli
  stiamo togliendo 200.000 euro. Ditemi voi se per non bilanciare  le
  Province  dobbiamo  -  e  chiedo  scusa  per  il  tono  -  dobbiamo
  continuare a mantenere delle somme che, o saranno spese, così  come
  diceva il Presidente, nel cosiddetto  mangia, mangia  - non lo dico
  io,  lo dice il Presidente Crocetta - oppure finanziamo le Province
  dando  una  prima boccata d'ossigeno  Io chiamo alla responsabilità
  dal Partito Democratico e tutti gli altri partiti. Su questo non ci
  sono colori politici.
     L'emendamento  non  è  il mio, è dell'Aula,  è  degli  onorevoli
  Cancelleri,  Cordaro, Formica, Fazio, di tutti i capigruppo,  spero
  anche  degli onorevoli Gucciardi, Di Giacinto e che sia, anche,  di
  tutti  gli  altri  capigruppo presenti in  questa  Aula  per  dare,
  almeno,  un  aggiustamento tecnico alle Province,  una  boccata  di
  ossigeno  alle  Province, a tanti poveri disgraziati  che  oggi  si
  trovano  nell'incertezza per una legge di riforma che rimane  tutta
  appesa e con un alto tasso di alea, di rischio.

   PRESIDENTE.  L'appello  nominale su questa  norma?  Ma  non  è  in
  votazione perché non c'è copertura finanziaria. L'emendamento non è
  in  votazione perché non c'è copertura finanziaria. Lo ha detto  il
  Governo.  Andiamo avanti per la votazione finale. Seguiamo l'ordine
  del giorno.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   +Approvazione del rendiconto generale della Regione siciliana per
                 l'esercizio finanziario 2012» (486/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di legge  Approvazione del rendiconto generale  della
  Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2012 » (486/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

   Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti             68
   Votanti              68
   Maggioranza     35
   Favorevoli        48
   Contrari            19
   Astenuti              1

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE.  L'onorevole Vinciullo ha votato  contro  ma,  per  un
  malfunzionamento del sistema elettronico di votazione, il suo  voto
  non risulta registrato.

   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i seguenti  ordini
  del giorno:

   -  n.  100     Iniziative  per  combattere  la  disoccupazione  in
  Sicilia ,  a  firma  dell'onorevole Dina. Questo  è  agganciato  ai
  precari. Lo votiamo a seguire.
   -  n. 101 a firma degli onorevoli Cancelleri e Alloro. Impegna  il
  Governo a sospendere tutte le nomine dell'Istituto regionale  dello
  Sviluppo  delle  Attività Produttive (IRSAP), in attesa  che  venga
  discusso ed esitato il DDL 444, già incardinato in commissione l'11
  giugno  2013,  relativo al riassetto della governance dell'istituto
  de quo.
   Onorevole Cancelleri, lei sta presentando questo ordine del giorno
  che  impegna  il Governo, ma impegna anche l'Aula, quanto  meno  la
  Commissione. Stiamo attenti, quindi, si rivolge a tutti  anche  nel
  momento della votazione. Se in, via eccezionale, vuole illustrarlo,
  in via eccezionale, poiché siamo già in fase di  votazione.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  l'11  giugno,
  nella  III Commissione presieduta dall'onorevole Marziano, è  stato
  incardinato  il  disegno di legge n. 444  che  è  relativo  ad  una
  ristrutturazione della Governance dell'Irsap.
   Sostanzialmente  dà la possibilità, attraverso le associazioni  di
  categoria  maggiormente  rappresentate sul territorio,  di  entrare
  all'interno del Consiglio di amministrazione e della Consulta.
   Questo  proprio per evitare che vengano nominate persone che  poco
  hanno  a  che  fare con la gestione dello sviluppo  delle  attività
  produttive.
   Nella  III  Commissione si è anche dibattuto  ampiamente,  con  la
  presenza   del  Governo,  sono  stati  dati  i  termini   per   gli
  emendamenti,  sono  stati  presentati e  discussi  gli  emendamenti
  dibattuti, si è fatta anche la discussione generale e anche  quella
  è  stata conclusa ed a seguito di parecchie richieste da parte  del
  Governo,  di posticipare di settimana in settimana sono  passati  i
  giorni e sono passati anche i mesi, siamo arrivati a martedì scorso
  quando  abbiamo  di  fatto  dibattuto in Commissione  per  l'ultimo
  passaggio   e  l'Assessore  Vancheri  ha  detto  che  si   mostrava
  sostanzialmente non d'accordo al disegno di legge, salvo  avere  in
  tasca,  dimenticandosi di comunicarcelo,  il decreto di nomina  del
  Presidente dell'Irsap che era già stato nominato.
   E  allora  io  chiedo, a fronte del fatto che domani  mattina,  su
  richiesta  del  Governo, si incardina una sottocommissione  con  la
  presenza  del  Governo,  del Presidente  della  Commissione  e  del
  presentatore del disegno di legge proprio per trovare un  punto  di
  unione;  martedì  è al primo punto all'ordine del  giorno  per  far
  votare questo disegno di legge ed esitarlo direttamente, c'è  anche
  un  impegno ufficioso da parte della Presidenza di questa Assemblea
  di  poterlo  portare  in Aula nella prima data  utile  nella  prima
  sessione  di  settembre, per cui non vedo il motivo  per  il  quale
  accelerare  le  nomine quando questo disegno di  legge  andrebbe  a
  ridiscutere quelle che sono le modalità di nomina del Consiglio  di
  Amministrazione e della Consulta.
   Per  questo vi chiedo di votare e di impegnare il Governo affinché
  si  sospendano temporaneamente queste nomine, per capire se  questo
  disegno di legge ha possibilità di diventare legge in quest'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,   presidente  della  Commissione  e  relatore.  Mi   rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                     (E' approvato all'unanimità)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi,  mi corre il dovere  di  precisare
  che  l'approvazione di questo ordine del giorno da un lato  impegna
  il Governo, dall'altro impegna i componenti della I Commissione, mi
  sembra che sia consequenziale.
   Questo   lo   vorrei  evidenziare.  Impegna  i  componenti   delle
  Commissioni che dovranno esprimere parere.
   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 102  Risorse  in  favore  dei
  comuni  montani , a firma dell'onorevole Grasso, Cascio  Salvatore,
  Di Mauro, Lantieri, Cordaro.
   Vi  è un altro ordine del giorno a firma dell'onorevole Grasso che
  impegna  il Governo della Regione presso l'Assessore per l'economia
  di  intervenire prontamente predisponendo nell'ambito del fondo una
  dotazione  di  12 mila migliaia di euro per trasferirli  ai  comuni
  montani ed a quelli con popolazione inferiore a 5 mila abitanti.
   C'è un altro ordine del giorno, numero 103, dell'onorevole Falcone
  che impegna il governo perché venga fissato un tetto massimo per  i
  comuni  con popolazione al di sotto dei 5 mila abitanti.  Se  viene
  approvato  l'ordine  del giorno dell'onorevole  Grasso  è  precluso
  quello dell'onorevole Falcone.
   Con  l'apposizione  delle firme di tutto il Parlamento,  pongo  in
  votazione l'ordine del giorno n. 102. Il  parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Preciso che l'ordine del giorno è stato approvato all'unanimità  e
  che  a  seguito  dell'approvazione dell'ordine del giorno  n.  102,
  l'ordine del giorno n. 103 è precluso.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Votazione finale per scrutinio palese nominale del disegno di
       legge «Assestamento del bilancio della Regione per l'anno
                      finanziario 2013»  (479/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge  Assestamento del bilancio della Regione  per
  l'anno finanziario 2013   (n. 479/A)
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  65
   Maggioranza         33
   Favorevoli          46
   Contrari            19

                         (L'Assemblea approva)

   Dichiarano di avere votato favorevolmente l'onorevole Di Giacomo e
  l'onorevole  Lo  Giudice,  ma per un malfunzionamento  del  sistema
  elettronico di votazione il loro voto non risulta registrato.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
      «Disposizioni di proroghe e modifiche di norme» (n. 480/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge n.
  480/A  Disposizioni di proroghe e modifiche di norme .


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Comunico che è presentato dall'onorevole Dina l'ordine del  giorno
  n. 100  Iniziative per combattere la disoccupazione in Sicilia ,  a
  cui  appongono  la  firma  tutti i deputati presenti  in  Aula.  Il
  parere del Governo?

   BIANCHI,  assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Preciso che l'ordine del giorno è stato approvato all'unanimità.
   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Pogliese,  Alongi,
  Salvatore  Cascio,  Ruggirello, Assenza,  Dina,  Maggio,  Sorbello,
  Francesco  Cascio,  Falcone, Fontana, Currenti, Antonella  Milazzo,
  l'ordine  del giorno n. 99  Iniziative in favore del personale  del
  Dipartimento   Territorio   e  Ambiente   titolare   di   contratti
  autorizzati ai sensi della lettera d), comma 1, dell'art.  5  della
  l.r. 9 maggio 2012, n. 26 . Si tratta di una risoluzione già votata
  per  ben due volte dalla V Commissione. Poiché non ha avuto seguito
  da  parte del Governo, i presentatori hanno voluto che la questione
  venisse riproposta con un ordine del giorno in Aula.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Presidenza del Presidente Ardizzone


            Votazione finale per scrutinio palese nominale

   PRESIDENTE. Indìco la votazione per scrutinio nominale del disegno
  di  legge  n. 480/A  Disposizioni di proroghe  in quanto  la  parte
  relativa a modifiche di norme è stata stralciata.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  67
   Maggioranza         34
   Favorevoli          67

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata  a  domani,  giovedì  1
  agosto 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


       I   - Comunicazioni
  II   - Discussione dei disegni di legge:

          1)  -   Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e
              di incompatibilità con la carica di deputato regionale e di
              componente della Giunta regionale.   (nn. 51-38 bis- Norme
              stralciate I/A) (Seguito)

               Relatore: on. Alloro

          2)  -  Norme a tutela del buon andamento dell'amministrazione
              regionale ed a garanzia dei principi di legalità, trasparenza ed
              imparzialità dell'azione amministrativa.   (nn. 51-38 bis- Norme
              stralciate II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Panepinto

          3)  -   Norme in materia di scostamento degli indicatori
              occupazionali per le misure del POR 2000/2006.  (n. 271/A)

               Relatore: on. Marziano

                   La seduta è tolta alle ore 20.08

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO 1 -  EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO  DELLA SEDUTA

  DISEGNO DI LEGGE N. 479 -  ASSESTAMENTO DEL BILANCIO DELLA REGIONE
  PER L'ANNO FINANZIARIO 2013.

     All'articolo 6

   Emendamento 6.1

  All'articolo 6 sono apportate le seguenti modifiche:

  Al comma 1, lett a) prima delle parole  il restante 50 per cento è
  destinato  ad  incremento del fondo di cui  all'articolo  5  della
  legge  regionale 12 maggio 2010, n. 11 (U.P.B. 4.2.1.5.99  -  cap.
  215727)  aggiungere le parole  a decorrere dall'1 gennaio 2014 .

  Al  comma  2 sostituire le parole  con i proventi   con le  parole
   dei  maggiori  gettiti  rispetto agli  stanziamenti  previsti  in
  bilancio .

       ALLEGATO 2

          Approvazione del rendiconto generale della Regione
                               siciliana
                   per l'esercizio finanziario 2012

              RELAZIONE DELLA II COMMISSIONE LEGISLATIVA

   Onorevole Presidente, Onorevoli colleghi,
   il  disegno  di  legge  che si sottopone all'attenzione  dell'Aula
  riguarda  l'approvazione del Rendiconto generale della Regione  per
  l'esercizio finanziario 2012.
   Il presente documento, verificato dalla Sezione di controllo della
  Corte  dei  conti  per la Regione siciliana,  è  stato  oggetto  di
  giudizio  con  decisione pronunciata dalle  Sezioni  Riunite  nella
  pubblica udienza del 28 giugno 2013.
   Complessivamente,   la   gestione   finanziaria   della   Regione,
  nell'esercizio 2012, è stata condizionata dai seguenti fattori:
   sul  versante  del  ciclo  economico il progressivo  peggioramento
  della  crisi ha acuito una spirale di impulsi depressivi che  hanno
  coinvolto  il  sistema produttivo e sociale.  In  questo  contesto,
  l'economia  siciliana, afflitta da gravi problemi  strutturali,  ha
  fatto  registrare, in base ai dati diffusi dall'Istat, un calo  del
  prodotto interno lordo dell'1,3 per cento nel 2011 e, in base  alle
  stime di Prometeia, una contrazione del 2,7 per cento nel 2012.
   sul  fronte  della manovra di finanza statale l'entità complessiva
  del concorso regionale al risanamento dei conti pubblici ha drenato
  risorse,  indebolendo il già precario equilibrio di  bilancio.  Gli
  effetti  delle  manovre  finanziarie  adottate  dallo  Stato  hanno
  determinato  un  minore  gettito  pari  a  complessivi   914.314,79
  migliaia di euro.
   Nell'ambito  del  quadro di riferimento sopra  delineato,  intendo
  evidenziare  brevemente i dati riguardanti i  principali  aggregati
  della  finanza  pubblica regionale riguardanti lo scorso  esercizio
  finanziario.

         Le previsioni definitive di bilancio

   Le  previsioni iniziali dell'esercizio 2012, fissate con la  legge
  regionale  n.  27/2012, pareggiano in 26.266.860.000,00  euro.  Per
  effetto delle variazioni intervenute nel corso dell'esercizio, pari
  a  complessivi  euro 84.850.787,06, gli stanziamenti definitivi  di
  competenza pareggiano in euro 26.351.710.787,06.

         La gestione delle entrate

   Le  previsioni  definitive  di entrata  si  sono  stabilizzate  in
  26.351.710.787,06 di euro, con una variazione di 84.850.787,06 euro
  rispetto   alle   previsioni   iniziali.   Al   netto   dell'avanzo
  finanziario,   le   previsioni   definitive   risultano   pari    a
  18.160.027.599,04  di  euro. Il totale  complessivo  delle  entrate
  accertate alla chiusura dell'esercizio 2012 ammontano a complessivi
  15.380.639.489,09  di  euro,  pari  al  58,37%   delle   previsioni
  definitive  al  netto  dell'avanzo  finanziario  rispetto  ad   una
  percentuale  pari al 77,84% dello scorso esercizio  finanziario.  A
  chiusura  dell'esercizio finanziario 2012 si  sono  registrati,  in
  alcuni aggregati economici, significativi scostamenti tra le  somme
  accertate e le previsioni definitive. In particolare, per le  prime
  due   categorie   delle  entrate  tributarie,  le  relative   stime
  previsionali  non  hanno trovato conferma nelle somme  accertate  a
  chiusura dell'esercizio finanziario 2012. Nello specifico, è  stato
  registrato  un  minore  accertamento  da  imputare  a   riserve   e
  accantonamenti  operati  dallo Stato per la  somma  complessiva  di
  914.314,79  migliaia di euro. Il gettito delle  entrate  tributarie
  registrato   nell'esercizio  2012,  se  comparato   al   precedente
  risultato   del  2011,  ha  subìto  una  riduzione  pari   a   euro
  832.645.000.  Tale riduzione riflette sostanzialmente  gli  effetti
  della  manovra  richiesta  dallo stato  per  il  risanamento  della
  finanza  pubblica residuando in termini assoluti un  minor  gettito
  netto, derivante da cali fisiologici imputabili agli effetti  della
  congiuntura,  pari a euro 36.431.000. Le entrate in conto  capitale
  nell'esercizio  2012, con esclusione della categoria   Rimborso  di
  crediti   ed   anticipazioni ,  evidenziano  un   accertamento   di
  1.019.024.000  euro, imputabile principalmente ai trasferimenti  in
  conto  capitale  che  nell'esercizio  in  esame  hanno  inciso  per
  986.056.000 euro. Tale categoria ha subìto una riduzione  del  4,42
  per cento rispetto all'esercizio precedente.

         La gestione dei residui attivi

   I  residui  attivi sono rappresentativi dei crediti vantati  dalla
  Regione  alla cui riscossione va dedicata ogni cura per  assicurare
  la  copertura  delle spese e quindi non compromettere  l'equilibrio
  della  gestione  finanziaria. All'1 gennaio 2012 i  residui  attivi
  ammontavano   a   euro  15.730.351.774,90,  mentre  alla   chiusura
  dell'esercizio   2012   la   loro  consistenza   ammonta   a   euro
  15.001.760.779,69,  con  un incremento di euro  728.590.995,21.  Le
  categorie che presentano gli importi più rilevanti sono le  imposte
  erariali  sul patrimonio e sul reddito (euro 1.030.054.668,98),  le
  tasse  e imposte erariali sugli affari (euro 2.095.359.251,96),  le
  altre  entrate erariali extratributarie (euro 2.002.183.199,73),  i
  trasferimenti correnti (euro 1.483.997.031,35), i trasferimenti  in
  conto  capitale  (euro 6.747.743.614,77). Riguardo alle  prime  tre
  categorie elencate, tali entrate non sono direttamente amministrate
  dagli  Uffici  regionali,  in quanto la  gestione  giuridica  delle
  medesime,  per assetto statutario, è svolta dagli Uffici periferici
  dell'amministrazione finanziaria statale operanti in  Sicilia,  dei
  quali  la Regione deve necessariamente avvalersi in relazione  alle
  funzioni  connesse  alla  trasferita potestà  amministrativa  della
  riscossione.   Per   quanto   concerne,   invece,    la    funzione
  dell'accertamento  in senso tecnico (comprensiva dell'iscrizione  a
  ruolo), la relativa potestà non è mai stata trasferita alla Regione
  e  quindi  la funzione viene svolta dai predetti Uffici  finanziari
  statali. L'ammontare dei residui attivi, per le suddette categorie,
  è  costituito  da  valori la cui formazione è antecedente  all'anno
  2001; infatti, considerato il rilevante ammontare degli stessi e la
  non   attendibilità  dei  flussi  contabili  forniti  dagli  Uffici
  statali,  con l'articolo 4 della legge regionale 10 dicembre  2001,
  n.  21,  modificato dall'articolo 9, comma 1, della legge regionale
  23  dicembre  2002,  n. 23, si è impedita la generazione  di  nuovi
  residui attivi di natura tributaria, imponendo che gli accertamenti
  dei  cespiti  tributari fossero pari a quanto versato  nelle  casse
  regionali.   Riguardo  le  ultime  due  categorie  elencate,   esse
  riportano  residui  attivi discendenti da assegnazioni  dell'Unione
  europea o dallo Stato con vincolo di specifica destinazione, la cui
  erogazione  è  strettamente  legata o  alla  rendicontazione  degli
  interventi  o  alla verifica di alcuni adempimenti posti  a  carico
  dell'Amministrazione regionale titolare del finanziamento.

         La gestione delle spese di competenza

   Le previsioni definitive di spesa per l'esercizio 2012 ammontano a
  euro  26.351.710.787.06. Le somme impegnate dalla Regione nel corso
  dell'esercizio  2012,  globalmente pari a  18.536.023.193,54  euro,
  presentano   un  decremento  in  valore  assoluto  pari   ad   euro
  1.022.069.299,92   (circa  il  5,23%)  rispetto  all'analogo   dato
  dell'esercizio   precedente,  pari  a  euro  19.558.092.492,46.   I
  pagamenti  in  conto competenza effettuati nel 2012,  pari  a  euro
  11.627.092.250,83, registrano, rispetto ai pagamenti di  competenza
  del  2011, pari a euro 13.390.263.474,48, un decremento del 13,17%.
  I  pagamenti  in  conto  residui, pari  a  euro  4.762.1289.513,03,
  registrano  un  incremento di circa il 49%  rispetto  all'esercizio
  finanziario  2011,  che  riporta un totale di  pagamenti  in  conto
  residui  pari a euro 3.186.195.125,00. Analizzando gli impegni  per
  le  diverse  categorie  di  spesa, è possibile  verificare  che  la
  percentuale più elevata si è registrata nella spesa corrente e,  in
  particolare,   nei  trasferimenti  correnti  alle   amministrazioni
  pubbliche, laddove è pari al 54,96% delle spese finali. Le spese in
  conto capitale impegnate nell'anno 2012 costituiscono il 15,53% del
  totale   delle   spese  finali  regionali  impegnate,   riducendosi
  ulteriormente rispetto all'esercizio precedente.

         La spesa corrente ed in conto capitale

   Gli   impegni   delle  spese  correnti  presentano  un   andamento
  costantemente crescente sino all'anno 2008, mentre dal  2009  fanno
  registrare una inversione di tendenza, diminuendo di circa  quattro
  punti percentuali e attestandosi su 14.893 milioni di euro, per poi
  ricrescere  nel  2011 sino a 15.584 milioni di euro.  Nel  2012  la
  spesa  corrente ammonta a 15.447 milioni di euro, evidenziando  una
  leggera diminuzione, pari allo 0,88%, rispetto all'anno precedente.
  Le  spese  per  consumi  intermedi (beni e  servizi)  nel  2012  si
  riducono del 12,77 per cento, attestandosi su 847 milioni di  euro,
  mentre  le  spese  per  interessi, pari  a  305  milioni  di  euro,
  registrano un incremento del 14,23 per cento. Per quanto attiene  i
  trasferimenti correnti alla Pubblica amministrazione,  si  registra
  un decremento del 4,90 per cento rispetto all'esercizio precedente.
  In  particolare,  i  trasferimenti verso  gli  enti  produttori  di
  servizi sanitari assorbono circa 1'84,31..per cento del totale. Gli
  impegni  delle  spese in conto capitale registrano  un  decremento,
  rispetto  al 2011, pari a 902 milioni di euro, ascrivibile  ad  una
  contrazione   di   tutta  la  spesa,  in  particolar   modo   degli
  investimenti fissi e degli altri trasferimenti in conto capitale.

         La gestione dei residui passivi

   All'inizio  dell'esercizio 2012 i residui passivi, cioè  le  somme
  impegnate e non ancora pagate, ammontavano a 7.365.789 migliaia  di
  euro.  L'attività  amministrativa svolta nel  corso  dell'esercizio
  finanziario 2012 ha determinato pagamenti per complessivi 4.762.128
  migliaia di euro, variazioni per cancellazione per insussistenza  o
  per perenzione amministrativa per complessivi 1.241.385 migliaia di
  euro  e formazione di nuovi residui per 6.908.930 migliaia di euro.
  Alla fine dell'esercizio finanziario 2012 la massa complessiva  dei
  residui  passivi  è  pari  a 8.271.206 migliaia  di  euro,  con  un
  incremento  di  905.417 migliaia di euro, pari al 12,29  per  cento
  rispetto  al  2011, da imputare sia alla gestione  dei  residui  di
  parte  corrente che a quella in conto capitale. Tale incremento  di
  residui  passivi  conferma la difficoltà  nello  smaltimento  degli
  stessi  per  le  tensioni  finanziarie nella  tesoreria  regionale.
  L'incremento dei residui di parte corrente, pari 1.180.759 migliaia
  di   euro   (+28,73  per  cento)  è  da  imputare,  principalmente,
  all'effetto combinato di maggiori residui passivi registrati  nella
  categoria  relativa  ai  trasferimenti  correnti  in  favore  delle
  pubbliche amministrazioni, ed in particolare alle spese concernenti
  il  finanziamento della spesa sanitaria, compensato in minima parte
  dalla riduzione dei residui passivi, nelle categorie 2, 3, 5 e 9. I
  residui  passivi  in  conto capitale, alla chiusura  dell'esercizio
  2012,  hanno  registrato un decremento pari a 275.342  migliaia  di
  euro.  (-8,5  per  cento), da attribuire alle categorie  economiche
  relative  agli  investimenti fissi lordi e acquisti di  terreni  ai
  contributi  agli  investimenti  ad  imprese,  ai  contributi   agli
  investimenti  a  famiglie  ed  istituzioni  sociali  e  agli  altri
  trasferimenti in conto capitale.

         Il risultato di amministrazione

   Nel corrente esercizio finanziario il risultato di amministrazione
  è disaggregato secondo la natura dei Fondi indicati nel bilancio di
  previsione  2012, e cioè Fondi ordinari della Regione e  Fondi  non
  regionali, superando, così, la precedente classificazione tra Fondi
  vincolati e Fondi non vincolati. La conciliazione tra i due sistemi
  ha  visto  il passaggio della consistenza al 31 dicembre  2011  dei
  Fondi  non  vincolati  ai  Fondi ordinari  della  Regione,  con  un
  disavanzo finanziario, all'1 gennaio 2012, di euro 2.380.729,73,  e
  della  consistenza al 31 dicembre 2011 dei Fondi vincolati ai Fondi
  non regionali, con un avanzo finanziario all'l gennaio 2012 di euro
  8.191.683.188,02.   Occorre   precisare   che,   con    la    nuova
  classificazione,   si  è  resa  necessaria   una   rettifica   alla
  consistenza  iniziale  dei  due Fondi. Infatti  l'importo  di  euro
  46.374.090,20, già imputato ai Fondi vincolati nell'esercizio 2011,
  è  ricondotto ai Fondi ordinari della Regione, in quanto si  tratta
  di Fondi vincolati regionali. Pertanto, la suddetta quota di avanzo
  va  ad  incremento dei Fondi ordinari della Regione e a  decremento
  del   Fondi   non   regionali.  Il  risultato  di   amministrazione
  complessivo è determinato dalla somma dell'avanzo iniziale  con  il
  saldo  della  differenza  fra gli accertamenti  e  gli  impegni  di
  competenza  ed il risultato della gestione dei residui. L'esercizio
  finanziario  2012  si  chiude  con un  saldo  finanziario  positivo
  (avanzo  di  amministrazione complessivo) di euro 6.332.008.603,63,
  così  composto: euro 7.245.724.703,61 quale avanzo finanziario  dei
  Fondi   non   regionali  ed  euro  913.716.100,98  quale  disavanzo
  finanziario   dei  Fondi  ordinari  della  Regione.   Rispetto   al
  precedente esercizio l'avanzo complessivo registra un decremento di
  1.857.293.855,66 euro. Tale risultato va ascritto sia ai Fondi  non
  regionali,  che registrano un peggioramento di euro 945.958.484,41,
  sia   ai   Fondi   ordinari  della  Regione,  che   registrano   un
  peggioramento  di  euro  911.335.371,25.  Alla  determinazione  del
  risultato  di  gestione dell'esercizio finanziario 2012  concorrono
  accertamenti    per    un    ammontare    complessivo    di    euro
  15.380.639.489,09,  importo  inferiore  di  euro   1.161.324.507,57
  rispetto all'analogo dato registrato nell'esercizio precedente,  ed
  impegni  per  euro  18.536.023.192,54, importo  inferiore  di  euro
  1.022.069.299,92 rispetto al 2011. Nell'ambito della  gestione  dei
  residui si evidenzia un aumento dei residui attivi esistenti  all'1
  gennaio  2012  pari  ad  euro 56.704.789,27,  una  diminuzione  dei
  residui  passivi  eliminati per perenzione amministrativa  pari  ad
  euro  896.004.249,56  e una cancellazione di  residui  passivi  per
  insussistenza  pari ad euro 345.380.808,96. Contribuisce,  inoltre,
  alla determinazione del risultato finanziario dei singoli fondi  la
  regolazione contabile della quota dei cofinanziamenti regionali  su
  interventi  dello  Stato e dell'Unione europea,  i  quali,  essendo
  imputati  nel  bilancio  su capitoli aventi  natura  di  Fondi  non
  regionali,  devono essere ricondotti e imputati ai  Fondi  ordinari
  della Regione per la parte di competenza. Di conseguenza, subiscono
  regolazione contabile anche i movimenti in diminuzione dei  residui
  passivi  che  si  riferiscono  ai cofinanziamenti  regionali.  Tali
  importi sono così quantificati: spesa impegnata per cofinanziamenti
  regionali, euro 169.740.954,43; diminuzione nei residui passivi per
  somme transitate in perenzione, euro 33.406.133,39; diminuzione nei
  residui  passivi  per  economie, euro  36.660.068,89.  Un'ulteriore
  regolazione  contabile  attiene all'applicazione  dell'articolo  21
  della  legge  regionale 7 marzo 1997, n. 6,  di  istituzione  della
  Tesoreria  unica regionale. Infatti, ai sensi del comma 1  ter  del
  predetto   articolo,   con  appositi  provvedimenti   emanati   dal
  dipartimento  bilancio  e  tesoro,  dai  pertinenti  sottoconti  di
  tesoreria sono state eliminate le somme trasferite in favore  degli
  enti  sottoposti  al  regime  di  Tesoreria  unica  regionale,  non
  utilizzate da almeno tre anni dalla data dell'ultimo prelevamento e
  versate  in  apposito capitolo d'entrata dei Fondi  ordinari  della
  Regione.  Analogamente a quanto effettuato nei precedenti esercizi,
  si è proceduto a quantificare le somme che afferiscono ai Fondi non
  regionali contabilizzandole in aumento delle attività degli  stessi
  fondi  ed effettuando una corrispondente diminuzione delle attività
  dei  Fondi  ordinari della Regione. Per il corrente esercizio  tale
  quota   ammonta   ad   euro  292.874,98.  Le  risorse   finanziarie
  corrispondenti  all'avanzo  di  amministrazione   dei   fondi   non
  regionali   sono  utilizzate  nel  rispetto  e  nei  limiti   delle
  originarie destinazioni comunitarie e statali. Il Fondo  di  cassa,
  infine,  alla chiusura dell'esercizio finanziario, risulta  pari  a
  278.515 migliaia di euro.
                Assestamento del bilancio della Regione
                      per l'anno finanziario 2013

              RELAZIONE DELLA II COMMISSIONE LEGISLATIVA

   Onorevole Presidente, Onorevoli colleghi,

   come  è  noto, l'articolo 9 della legge regionale n. 47  del  1977
  prevede  che, entro il 15 luglio di ogni anno, il Governo  presenti
  all'Assemblea, che lo approva entro il mese successivo, il  disegno
  di  legge  per  l'assestamento del bilancio annuale di  previsione,
  sulla  scorta del risultato di gestione accertato con il rendiconto
  generale consuntivo dell'esercizio precedente presentato alla Corte
  dei Conti.
   Nella  normativa regionale di contabilità il disegno di  legge  di
  assestamento è finalizzato ad iscrivere nel bilancio dell'esercizio
  in  corso  il saldo di gestione accertato dell'esercizio precedente
  (in  termini  di avanzo o disavanzo), svolgendo così una  specifica
  funzione  di  collegamento tra le risultanze dei  cicli  finanziari
  precedenti ed il bilancio corrente.
   L'avanzo  o   il  disavanzo finanziario  è  iscritto  in  bilancio
  separatamente,  secondo  che  esso  sia  riferito  ai   fondi   non
  regionali   (fondi  vincolati)  ovvero  ai   fondi  ordinari  della
  Regione  (fondi non vincolati).
   Delineato  il  quadro  tecnico-giuridico di  riferimento,  occorre
  evidenziare che nel bilancio di previsione per l'esercizio  2013  è
  stato iscritto un avanzo finanziario complessivo presunto pari a  8
  miliardi di euro, interamente riconducibile ai fondi non regionali.
   Il  conto  consuntivo  2012  ha,  invece,  registrato,  quanto  ai
  suddetti  fondi, un avanzo inferiore rispetto alla previsione,  per
  un  valore effettivo pari a 7,2 miliardi di euro (-754,3 milioni di
  euro).
   Nel  contempo,  riguardo  ai  fondi  ordinari  della  Regione,  il
  predetto conto consuntivo ha registrato un disavanzo finanziario di
  gestione per l'esercizio 2012 inferiore, per 86,3 milioni di  euro,
  rispetto al dato stimato in un miliardo di euro.
   Ricordo,  a  tal proposito, che al fine di contenere  gli  effetti
  sull'esercizio  finanziario  in corso  del  suddetto  disavanzo  di
  gestione  presunto  relativo al 2012, il comma  2  dell'articolo  2
  della   legge   regionale  n.  9  del  2013  ne  ha   previsto   il
  riassorbimento,  in  quote annuali, nel triennio  2013-2015,  nella
  misura  di  313.000  migliaia di euro per  il  2013  e  di  343.500
  migliaia di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015.
   Il  comma 3 del medesimo articolo 2 della legge regionale n. 9 del
  2013  ha,  quindi, autorizzato il Governo, in sede  di  disegno  di
  legge di assestamento, a rideterminare le suddette quote annuali in
  base alle risultanze effettive della gestione dell'esercizio 2012.
   Riguardo  ai  fondi  vincolati, il disegno  di  legge  iscrive  in
  bilancio  il  minor  avanzo accertato su tali  fondi  mediante  una
  variazione   in  diminuzione,  pari  a  754,3  milioni   di   euro,
  dell'entrata   e,  per  un  importo  analogo,  della   spesa   (UPB
  4.2.2.8.1).
   Per quanto concerne, viceversa, i fondi ordinari della Regione, il
  disegno  di legge ridetermina il disavanzo finanziario di  gestione
  dell'esercizio  2012 in 913,7 milioni di euro. Il  minor  disavanzo
  accertato,  pari a 86,3 milioni di euro, consente la  rimodulazione
  delle quote annuali a ripiano (articolo 4), come previsto dal comma
  3 dell'articolo 2 della citata legge regionale n. 9 del 2013.
   Conseguentemente, il medesimo articolo 4 ridetermina  le  suddette
  quote  di disavanzo da riassorbire nel triennio 2013-2015 in  226,7
  milioni  di  euro per l'anno 2013 (da 313 milioni di euro),  mentre
  per  ciascuno  dei  due anni successivi le quote sono  mantenute  a
  343,5 milioni di euro.
   Inoltre,  con  i  commi  3,  5 e 6 dell'articolo  4,  il  Governo,
  recependo  le  analisi  e  le valutazioni  espresse  dalle  Sezioni
  riunite  in sede di controllo della Corte dei Conti per la  Regione
  siciliana, ha provveduto a dotare di uno specifico stanziamento  il
  capitolo  215727   Fondo  speciale  destinato  a  fronteggiare  gli
  effetti    finanziari    sui   saldi   di   bilancio    conseguenti
  all'eliminazione  dei residui attivi cui non corrispondono  crediti
  da  riscuotere , che era stato azzerato nel bilancio di  previsione
  per il 2013.
   In  particolare,  il progetto presentato dal Governo  e  condiviso
  dalla Commissione prevede che confluiscano nel Fondo:
   la  somma  di 86,3 milioni di euro risultanti dal minore disavanzo
  2012, accertato in sede di consuntivo;
   la  somma  di  36,9 milioni di euro resasi disponibile  a  seguito
  della  mancata pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Regione
  delle  disposizioni della legge di stabilità regionale per il  2013
  oggetto di impugnativa da parte del Commissario dello Stato.
   A   seguito  della  allocazione  delle  somme  sopradescritte  sul
  capitolo  215727,  lo stanziamento dell'esercizio finanziario  2013
  risulta pari a 123,2 milioni di euro.
   Il disegno di legge di assestamento prevede, altresì, all'articolo
  6,  che  il  Fondo in questione sia incrementato  con  il  50%  dei
  proventi    dei    ribassi    d'asta    dei    lavori    finanziati
  dall'amministrazione regionale con fondi propri e  con  i  proventi
  della  valorizzazione del patrimonio immobiliare  regionale  nonché
  dei  beni  non  strumentali  degli  enti  regionali,  entrate  che,
  tuttavia, appaiono possibili ma di incerta quantificazione.
   Da  ultimo, si sottolinea che l'esigenza di fronteggiare l'impatto
  sui  saldi  di  bilancio della componente dello stock  dei  residui
  attivi  di difficile riscossione ha indotto il Governo ad  ampliare
  l'ambito  di destinazione del Fondo non disponibile destinato  alla
  salvaguardia degli equilibri di bilancio (con una dotazione per  il
  2013  di  110  milioni di euro), gravandolo anche  della  ulteriore
  finalità di concorrere all'eliminazione dei residui attivi cui  non
  corrispondono crediti da riscuotere.
   Condivido l'impianto complessivo del disegno di legge, che tende a
  rafforzare gli strumenti di salvaguardia degli equilibri finanziari
  del   bilancio,  in  un  momento  così  difficile  per  le  finanze
  regionali.
   Non  posso,  tuttavia, non ricordare le criticità che emergono  in
  relazione alle risorse stanziate, nel bilancio di previsione per il
  2013,  per  numerosi  settori  di  intervento  regionale,  le   cui
  originarie dotazioni appaiono sottostimate e necessitano, pertanto,
  di  una  rivisitazione,  come  confermato  dai  rappresentanti  dei
  singoli rami dell'amministrazione nel corso delle audizioni che  la
  Commissione ha svolto nelle scorse settimane.
   Sono, infatti, convinto che il rigore dei conti vada coniugato con
  le  azioni  tendenti alla salvaguardia delle attività produttive  e
  dei  livelli  occupazionali nonché alla promozione  dello  sviluppo
  economico.
   Il  monitoraggio  continuo delle risorse disponibili,  l'avvio  di
  procedure  che  consentano  di  raggiungere  ulteriori  livelli  di
  contenimento   della  spesa  improduttiva,  la  costante   verifica
  contabile    rappresentano   i   presupposti   di    un    percorso
  imprescindibile  verso cui il Governo dovrà  orientare  le  proprie
  scelte.
   È,  pertanto,  necessario  che, posti in  sicurezza  i  conti  del
  bilancio regionale, si proceda, già nel prossimo mese di settembre,
  alla presentazione di un disegno di legge di variazioni di bilancio
  che  possa  venire incontro alle principali emergenze. Informo,  al
  proposito, che il Governo ha preso un formale impegno in tal  senso
  nel corso dell'esame in Commissione del presente provvedimento.