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Resoconto d'Aula della Seduta n. 65 di giovedì 01 agosto 2013
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   LO  GIUDICE,  segretario, dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

    PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Cascio Salvatore, Nicotra,
  Turano,  Coltraro, Malafarina, Anselmo, Cracolici, Gianni,  Grasso,
  Lo Sciuto sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore Attività produttive

   N.  42  -  Attuazione di quanto previsto dall'art. 9  della  legge
  regionale  9  maggio  2012,  n.  26,  in  materia  di  aiuti   alle
  cooperative operanti nel settore socio-assistenziale.
   Firmatario: Falcone Marco (Con nota prot. n. 11051 del 27 febbraio
  2013,  il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore  per  le
  attività produttive).

   N.  461  -  Interventi  a  sostegno del  comparto  radiotelevisivo
  privato.
   Firmatario:  Fontana  Vincenzo (Con nota prot.  n.  24369  del  20
  maggio  2013,  il Presidente della Regione ha delegato  l'Assessore
  per le attività produttive).

   N.  912  -  Iniziative a sostegno delle emittenti  radiotelevisive
  private ricadenti nel territorio della Regione.
   Firmatario: Pogliese Salvatore Domenico

   N. 918 - Provvedimenti per scongiurare la chiusura della redazione
  giornalistica catanese 'D TELEVISION'.
   Firmatari:  Falcone  Marco;  Assenza  Giorgio;  Germanà   Antonino
  Salvatore

   - da parte dell'Assessore Turismo, Sport e Spettacolo

   N.  361  -  Chiarimenti  circa i minori  trasferimenti  finanziari
  erogati nei confronti della 'Fondazione The Brass Group'.
   Firmatari: La Rocca Claudia; Ciaccio Giorgio; Cancelleri  Giovanni
  Carlo;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;    Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri  Valentina;   Siragusa
  Salvatore;   Trizzino   Giampiero;  Venturino   Antonio;   Zafarana
  Valentina;  Zito  Stefano (Con nota prot. n. 20655  del  22  aprile
  2013,  il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore  per  il
  turismo).

   N.  667  -  Misure  volte  al miglioramento  dell'accoglienza  dei
  turisti presso il porto di Palermo.
   Firmatari:  La  Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;   Trizzino   Giampiero;  Venturino   Antonio;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano (Con nota prot. n. 27903 del 4 giugno 2013,
  il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per il turismo,
  lo sport e lo spettacolo).

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Norme  per  il sostegno dei genitori separati e  divorziati  in
  situazione di estrema difficoltà. (n. 519)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Lombardo  in
  data 31 luglio 2013.

   -  Norme  a sostegno dei familiari delle vittime di incidenti  sui
  luoghi  di  lavoro, delle vittime della strada e  di  azioni  della
  criminalità. (n. 520)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Lentini  in
  data 31 luglio 2013.

   -  Interventi  a favore di enti locali e di altri  enti  con  alte
  finalità sociali. (n. 521)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Falcone,
  D'Asero,  Assenza,  Germanà,  Fontana,  Alongi,  Cascio  Francesco,
  Vinciullo, Milazzo e Pogliese in data 31 luglio 2013.

   -  Finanziamento degli Istituti Superiori di Studi  Musicali.  (n.
  522)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Fontana  e
  Falcone in data 31 luglio 2013.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -  gli  onorevoli Arancio, Ferrandelli, Vinciullo, D'Asero, Cascio
  Salvatore,  Lentini,  Sudano, Ruggirello, Lo  Giudice,  Lo  Sciuto,
  Federico, Turano, D'Agostino, Ragusa, Anselmo, Firetto, Musumeci  e
  Gianni  Giuseppe, con note prot. nn. 8804, 8805 ed  8807/SG.LEG.PG.
  del  25  luglio 2013, hanno chiesto di apporre la propria firma  al
  disegno  di legge n. 505  Sistema educativo regionale di istruzione
  e formazione ;

   - gli onorevoli Arancio, Fontana, D'Agostino, Cascio Salvatore, Lo
  Giudice,  Ciancio,  Cancelleri,  Sammartino,  Firetto,  Lo  Sciuto,
  Sorbello,  Musumeci,  Federico,  Mangiacavallo  Anselmo,  Ragusa  e
  Ferrandelli, con nota prot. n. 8806/SG.LEG.PG. del 25 luglio  2013,
  hanno  chiesto di apporre la propria firma al disegno di  legge  n.
  504   Finanziamento degli Istituti superiori di studi  musicali  ex
  Istituti musicali pareggiati della Regione siciliana .

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  1091 - Chiarimenti circa la presunta turbativa d'asta  di  una
  fornitura pubblica presso l'ASP 6 di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1094 - Notizie sulla misura 3.2.2.4., destinata a promuovere  e
  migliorare la fruizione dell'offerta turistica e della ricettività.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1095  -  Chiarimenti  in merito alla mancata  attivazione  del
  canale telematico per l'accesso al credito d'imposta regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1096  - Interventi a tutela dell'area marina del Plemmirio  in
  provincia di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1098  -  Notizie  sul mancato finanziamento  della  chiesa  di
  Portopalo  di  Capo Passero, a valere sui fondi ex  art.  38  dello
  Statuto.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1099  -  Notizie  sulla delibera di Giunta  n.  146  del  2013
  relativa  ai finanziamenti per l'esecuzione dei lavori pubblici  ex
  art. 38 dello Statuto.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1100  -  Notizie  sull'esclusione  di  tutti  i  comuni  della
  provincia di Siracusa dai benefici delle zone franche urbane (zfu).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1101 - Notizie sull'iter procedurale delle istanze di sanatoria
  edilizia non ancora definite da parte dei comuni.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1102 - Notizie sulla mancata erogazione del credito di imposta
  di cui alla legge n. 106 del 2011.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1103 - Notizie sullo stato di conservazione dei mosaici  della
  Villa romana del Tellaro a Noto (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario. Vinciullo Vincenzo

   N.  1106  -  Notizie in merito alla chiusura estiva  dell'Istituto
  ortopedico Rizzoli di Bologna - Dipartimento Rizzoli - Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Fiorenza Cataldo

   N.  1108  -  Chiarimenti  circa  i  criteri  da  assumere  per  la
  definizione  della  nuova  programmazione  in  ambito  sanitario  e
  ricognizione degli obiettivi raggiunti dall'attuale PSR.
   - Assessore Salute
   Firmatario: Cirone Maria in Di Marco

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.   1110  -  Iniziative  per  il  completamento  dei  lavori   di
  costruzione  della  diga di Blufi ovvero per  il  ripristino  dello
  stato dei luoghi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio

   Avverto  che  l'interrogazione testé annunziata  sarà  inviata  al
  Governo e alla competente Commissione.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  1092  - Chiarimenti urgenti circa il trasferimento della  sede
  del  Museo  regionale  della  ceramica  presso  l'ex  convento   di
  Sant'Agostino di Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari:  Ioppolo  Giovanni;  Musumeci  Nello;  Formica   Santi;
  Currenti Carmelo

   N.   1093  -  Notizie  in  merito  alle  problematiche  economiche
  riguardanti  le maestranze  della  Fondazione  Orchestra  sinfonica
  siciliana e iniziative per il rilancio dell'ente.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari:  Figuccia Vincenzo; Greco Giovanni; Lombardo  Salvatore
  Federico; Lo Sciuto Giovanni

   N.   1097  -  Notizie  in  merito  all'erogazione  dei  contributi
  regionali per l'incremento dell'occupazione, relativi alle  istanze
  finanziate nell'ambito dell'Avviso n. 1 del 18 gennaio 2011.
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciancio  Gianina;  Ciaccio  Giorgio;  Ferreri Vanessa; Foti Angela;
  La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo;     Palmeri   Valentina;
  Tancredi   Sergio;   Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  1104  -  Notizie  sull'installazione  delle  isole  ecologiche
  interrate nel comune di Alcamo (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari: Palmeri Valentina; Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni
  Carlo;   Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N.   1105   -   Interventi  urgenti  per  la  lotta  al   fenomeno
  dell'abbandono dei neonati e ripristino della 'Culla per la vita' a
  Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Cordaro Salvatore

   N. 1107 - Iniziative per adeguare il rapporto numerico educatore -
  bambini negli asili nido della Regione a quello statale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari:  Ioppolo  Giovanni;  Musumeci  Nello;  Formica   Santi;
  Currenti Carmelo

   N.  1109  -  Notizie  in  merito al corso-concorso  per  dirigente
  scolastico di cui al D.D.G. del 22 novembre 2004.
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari: Oddo Salvatore; Malafarina Antonio

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

   Comunicazione delle decisioni della Conferenza dei Presidenti dei
                          Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari,  riunitasi oggi, 1   agosto  2013,  sotto  la
  presidenza  del Presidente dell'ARS, onorevole Ardizzone,  presente
  il   Vicepresidente  dell'ARS,  onorevole  Pogliese,  e   con    la
  partecipazione  dell'Assessore per l'economia e dell'Assessore  per
  la  famiglia,  le  politiche sociali e  lavoro,  ha   approvato,  a
  maggioranza, la seguente integrazione al  programma-calendario  dei
  lavori parlamentari per la corrente sessione.
   Il  Governo  si  è  formalmente impegnato a presentare,  entro  la
  giornata di  martedì, 6 agosto 2013, un disegno di legge in materia
  di disciplina dei  contributi in favore di enti ed associazioni che
  operano nel settore delle disabilità e dell'assistenza sociale.
   Il  citato  disegno di legge, su espresso mandato della Conferenza
  dei  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari,  sarà  dalla  Presidenza
  dell'Assemblea  assegnato  in  via  esclusiva  all'esame  della  II
  Commissione legislativa  permanente  Bilancio, per essere  definito
  dall'Aula  prima  della  prevista  sospensione  estiva  dei  lavori
  parlamentari.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Seguito della discussione del disegno di legge «Norme in  materia
   di ineleggibilità dei deputati regionali e di incompatibilità con
     la carica di deputato regionale e di componente della Giunta
               regionale» (51-38 bis-Norme stralciate1/A

   PRESIDENTE.  Si  passa  al punto secondo dell'ordine  del  giorno:
  «Discussione  di  disegni di legge, e segnatamente  al  disegno  di
  legge «Norme in  materia di ineleggibilità dei deputati regionali e
  di  incompatibilità  con  la  carica di  deputato  regionale  e  di
  componente   della   Giunta   regionale»   (N.   51-38    bis-Norme
  stralciate1/A), iscritto al punto 2).
   Invito  l'onorevole  Forzese  in qualità  di  Presidente  della  I
  Commissione  a  riferire all'Aula sulle conclusioni  alle  quali  è
  pervenuta la Commissione in ordine ai due disegni di legge oggi  in
  esame.

   FORZESE,  presidente della Commissione e relatore. La Commissione,
  di  comune accordo di tutti i suoi componenti, ha preparato  questo
  verbale, da consegnare anche agli Uffici, del quale do lettura:
    La   I   Commissione   Affari  Istituzionali'  a  seguito   delle
  determinazioni  della  Presidenza dell'Assemblea  comunicate  nella
  seduta  n.  63 del 30 luglio 2013, si è riunita per la  valutazione
  del  disegno  di legge n. 51-38 bis-Norme stralciate I/A,  ai  fini
  della  eventuale  presentazione  di  un  emendamento  condiviso  di
  riscrittura.
   Dopo  un approfondito e vivace dibattito, nel corso del quale sono
  stati  evidenziati profili problematici in ordine della legittimità
  costituzionale di alcune disposizioni contenute nel testo in esame,
  la  Commissione  ribadendo  la necessità  di  proseguire  i  lavori
  parlamentari,   ha   deliberato  di  rimettere   alla   valutazione
  dell'Assemblea il disegno di legge esitato dalla Commissione e  già
  posto  all'ordine  del giorno dell'Aula, invitando  il  Governo  ad
  elaborare  una  riscrittura tenendo conto delle osservazioni  degli
  Uffici  della  Presidenza,  onde evitare  l'approvazione  di  norme
  potenzialmente  oggetto di censura da parte del  Commissario  dello
  Stato.
   Ritengo, a questo punto, che sia già scontato la rimessione  della
  questione alla Presidenza e due sono le opportunità: o che si  vada
  avanti così come la Commissione ha esitato il proprio testo  o  che
  il Governo si faccia carico di riscrivere il testo.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Lei  non  fa  parte  però  della  I
  Commissione.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sebbene  non  ne
  faccia  parte  ho,  però, cercato di seguire il dibattito  in  Aula
  circa le incompatibilità che oggi stiamo discutendo.
   Credo,  anche  in  via  procedurale,  di  poter  esprimere  alcune
  considerazioni. Mi sembra che ci sia stato un ping pong nei  giorni
  scorsi  e  che stasera si stia concludendo. Vediamo se riusciamo  a
  dire qualcosa per poter porre fine ad un disegno di legge che forse
  ha  più di annuncio che di sostanza. Un disegno di legge che, a mio
  avviso,   forse   diventa   inutile  anzi   nocivo   farlo   perché
  comporterebbe maggiore confusione ad una materia che già  invece  è
  ben definita.
   E mi permetto di spiegarne il motivo.
   Ho  letto  l'articolo 10 della legge n. 29 del 1951,  cioè  stiamo
  parlando di una legge di circa 60 anni fa, quando il legislatore si
  sedeva ed in maniera razionale focalizzava le zone di intervento  e
  dava  una norma, varava una norma concretamente, forse oggi  invece
  presi  un  po'  dalla estemporaneità non sempre  siamo  altrettanto
  lucidi.
   L'articolo 10, comma uno, recita testualmente «Non sono eleggibili
  inoltre  -  quindi la legge parla di alcuni casi -  coloro  che  in
  proprio  o  in  qualità di rappresentanti legali, amministratori  e
  dirigenti di società, o di imprese private risultino vincolati  con
  lo   Stato  o  con  la  Regione,  per  contratti  di  opere  o   di
  somministrazione,   oppure   per   concessioni   o   autorizzazioni
  amministrative  che  importino l'obbligo di adempimenti  specifici,
  l'osservanza  di  norme  generali  o  particolari  protettivi   del
  pubblico interesse, alle quali la concessione o l'autorizzazione  è
  sottoposta».
   Ciò significa che nella lettera  A  dell'articolo 10, primo comma,
  sono compendiate tutti i casi residuali di ineleggibilità.
   Pertanto,  noi,  quando ci poniamo il problema di  intervenire  ad
  adiuvandum,  di  fatto  creando  una  norma  che  può  creare   una
  specificità, ma al contempo un limite alla stessa norma,  noi:   a)
  rischiamo di creare confusione; b) stiamo aggravando una norma  che
  già  esiste,  stiamo legiferando su una norma  che  già  esiste.  E
  allora delle due una: o abroghiamo la norma che già esiste,  che  è
  esaustiva, oppure non facciamo la nuova norma  Perché non  soltanto
  non  apporta alcunché rispetto a quello che abbiamo, ma rischia  di
  allargare le maglie in quanto le maglie, diciamo,  del filtro  sono
  state  già ben individuate dal legislatore 62 anni fa - e  io credo
  che li dobbiamo lasciare.
   Allora,  signor  Presidente, io credo e avrei piacere  di  sentire
  anche tutti i capigruppo e di invitare tutti i capigruppo a leggere
  l'articolo  10 della legge 29/51 e se ciascuno ritiene  che  questo
  articolo  non  sia  esaustivo  e  allora  discutiamo,  apriamo   il
  dibattito, diversamente passiamo al secondo stralcio delle norme 38
  e 51 là dove si pongono i divieti, perché le incompatibilità i casi
  di  ineleggibilità  sono  assolutamente  previsti,  specificati.  E
  un'altra  cosa:  non li possiamo estendere come  qualcuno  vorrebbe
  fare  ai  coniugi o agli affini o ai parenti perché, in quel  caso,
  andremo  a  comprimere  un principio costituzionale  di  elettorato
  passivo  creando, come dire, un rischio veramente e  nuovamente  di
  impugnativa  dinanzi  a chi ha il compito  ed   il  dovere  poi  di
  controllare le norme che questa Assemblea approva.
   Per cui con queste mie considerazioni io dico:
   a)  questa  norma  la  possiamo non  soltanto  sospendere,  ma  la
  possiamo  ritenere come un atto di disponibilità, come  momento  di
  enunciazione di principio, ma la norma già l'abbiamo;
   b) a mio avviso, dovremmo invece passare immediatamente alle norme
  stralcio 2 della legge 38-51 per vedere là i divieti e sui  divieti
  allora confrontarci.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.  Signor Presidente, io non  ero  favorevole  al
  rinvio del testo in Commissione  Affari istituzionali' per una  sua
  riscrittura. Ero perché l'Assemblea regionale, così come  ha  fatto
  per altri disegni di legge, facesse il proprio lavoro di emendare e
  perfezionare il provvedimento in argomento.
   Sarebbe bastato che con un atto di buona volontà, per esempio, nel
  corso  della scorsa seduta,  questa era la mia proposta, mi ricordo
  chiesi  la parola, ma erano talmente tanti gli interventi che  lei,
  giustamente,  decise di contingentare i tempi perché c'eravamo  già
  dilungati  abbastanza.  Ma,  sarebbe  bastato  stralciare,  con  un
  emendamento, cassare la parte dei dirigenti che è già regolamentata
  da una normativa nazionale che consente, dimettendosi 6 mesi prima,
  di  candidarsi, e si poteva procedere con il resto del  disegno  di
  legge;  si  è deciso di rimandarlo in Commissione, non le  dico  lo
  spettacolo  che  c'è stato in I Commissione, quasi imbarazzante,  e
  vorrei  sottolineare che il Popolo della libertà, ma  le  minoranze
  non  hanno  votato  quello che il presidente  Forzese  ha  poc'anzi
  illustrato,  e  cioè di rinviare all'Aula e al Governo  l'onore  di
  riscrivere la norma.
   Noi non eravamo d'accordo su questo.
   Noi  ribadiamo  che eravamo d'accordo affinché, o  con  il  nostro
  emendamento che è condiviso da tutta l'opposizione, di estendere  a
  tutti i settori dell'Amministrazione regionale, o l'emendamento del
  Movimento Cinque stelle che prevedeva di cassare la parte che va  a
  specificare solo la Formazione, e avremmo potuto portare  di  nuovo
  la  norma  con  un  accordo generale. A questo punto  cosa  succede
  invece,  signor  Presidente? Si è deciso di adottare una  decisione
  incomprensibile, perché ritornare qua avendo deciso di non decidere
  è l'anarchia totale.
   A  questo  punto quello che ci resta da fare, secondo  me,  signor
  Presidente,  è  non assumere lei l'iniziativa, è  l'iniziativa  del
  Presidente  della Regione che a questo punto ci vuole,   perché  il
  Presidente Crocetta ci deve chiarire cosa vuole fare la maggioranza
  in   seno   all'Assemblea  e  in  seno  alla  Commissione    Affari
  Istituzionali'.  E  come lui intende fare  questa  nuova  norma  e,
  Presidente,  se non è il caso visto che lei stesso  ha  detto,  più
  volte,  e  non  solo  lei,  anche il  collega  Malafarina  e  molti
  autorevoli  componenti della maggioranza, avete  detto  che  questa
  norma nasce, sostanzialmente, per la Formazione. Sarei curioso, per
  esempio,  di  sapere dall'Assessore alla Formazione,  che  cosa  ha
  colto, cosa ha spinto la maggioranza a portare un disegno di  legge
  solo  per la Formazione? Perché loro ci hanno lavorato da un  anno,
  quasi  da  un  anno sul settore della formazione.  Ecco,  informare
  l'Aula  su  che  cosa  hanno ravvisato, su che cosa  hanno  trovato
  concretamente,   per   scorporare  gli  altri   settori   e   porre
  l'attenzione solo sul  settore della Formazione, sarebbe utile  per
  l'Aula, altrimenti diventa incomprensibile approvare  una norma che
  non ha nessuna astrattezza e nessuna generalità.
   La  norma  così com'è, certamente, verrà impugnata dal Commissario
  dello   Stato   perché  se  dovessimo  analizzare  una  fattispecie
  concreta,  così  mi hanno insegnato che si dice in  giurisprudenza,
  l'unica  fattispecie  concreta che si può inserire  nella  norma  è
  qualora  il deputato abbia interessi diretti. Non si può  includere
  nella  norma  a  priori  che  se c'è un parente  che  per  evidenza
  pubblica si aggiudica un appalto è già a priori colluso col parente
  deputato. E' una norma che non ha ragionevolezza.
   E,  allora, se si vuole accogliere l'invito del Presidente o della
  parte   della  maggioranza  che  compone  la  Commissione    Affari
  Istituzionali', deve venire qui  il Presidente della Regione, e  ci
  deve  spiegare  come lui intende riprendere il  cammino  che  si  è
  perso,   non certo per l'opposizione. Ci siamo incartati dietro  un
  rilievo  che ha mosso  il collega Di Mauro, e si poteva  risolvere,
  sottolineo,  con un emendamento soppressivo, cancellando  la  parte
  relativa   ai   dirigenti,  già  regolamentata  con  una  normativa
  nazionale,  e  proseguire nella trattazione del disegno  di  legge,
  quindi,  vale la pena evidenziare, se questa norma, e penso proprio
  che non vedrà la luce, non lo vedrà per l'ostruzionismo ad oltranza
  da  parte  delle minoranze ma perché si sono incartati  i  colleghi
  della maggioranza,  su cose incomprensibili.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   sono
  preoccupato per il collega Milazzo, che ha parlato poc'anzi, perché
  francamente  smentire un deliberato e il lavoro di alti  funzionari
  della I Commissione.

   MILAZZO Giuseppe. Non è vero, non ho detto questo

   PANEPINTO.  Onorevole   Milazzo lei  ha  detto  cose  molto  gravi
  poc'anzi, e mi auguro che venga a rettificare quello che  ha  detto
  perché  questo  non è un Consiglio comunale, e i consigli  comunali
  sono  luoghi di grande serietà. Lei ha detto, esattamente,  che  il
  deliberato  letto  dal  presidente  Forzese  non  corrisponde  alla
  decisione della Commissione.

   MILAZZO Giuseppe. No, non è così

   PANEPINTO. Lei ha detto questo.

   MILAZZO Giuseppe. No

   PANEPINTO. E allora lo venga a rettificare.

   CORDARO. No, ha detto che noi non abbiamo votato.

   PANEPINTO. Ma lui non ha votato perché già a vederlo presente  per
  tutta  la  settimana è complicato e chiaramente  non  ha  avuto  il
  piacere di arrivare alla fine della seduta.

   MILAZZO Giuseppe. Lei ha sospeso i lavori.

   PANEPINTO.  Ho  sospeso  i lavori e li ho ripresi.  Ho  sospeso  i
  lavori quando il dibattito si era fatto animato e c'era tensione  e
  ho ripreso i lavori,  con i deputati  presenti.
   Io non intervengo per entrare nel merito delle questioni perché  è
  una  materia  complessa e complicata, ovviamente, ma per  riportare
  esattamente  quello  che  è  accaduto  in  I  Commissione.   Signor
  Presidente,  presiedevo io quella Commissione   perché,  all'ultimo
  momento,  il  presidente Forzese è stato impedito per  giungere  in
  tempo per l'inizio della Commissione;  c'è stato un dibattito molto
  vivace  e alla fine, proprio perché era intendimento del presidente
  fare  sintesi  in  I  Commissione, l'andazzo  del  dibattito  stava
  esattamente in direzione opposta, cioè di sommare pareri e opinioni
  diverse,  tenendo  anche conto -  lo dico sommessamente  -  che  la
  presidenza  ha gli strumenti anche regolamentari per  stabilire  in
  maniera  insindacabile l'ammissibilità di una parte di una norma  o
  di una norma intera, alla fine all'unanimità, in un dibattito molto
  sereno  con  uno degli ultimi interventi degli onorevoli  Savona  e
  Formica  è  stato quello di chiedere al Governo di riscrivere,   se
  intende riscrivere, la norma e alla Presidenza di questo Parlamento
  di  valutare gli elementi di incostituzionalità o meno della norma;
  proprio per evitare che si trattasse di annunci con l'adozione solo
  di deliberazioni legislative che non diventeranno norme.
   Per   cui,   probabilmente  ho  capito  male  io,  ma   certamente
  l'onorevole  Milazzo non ha avuto modo di concludere quella  seduta
  e  quindi  non  ha potuto constatare che il verbale  è  esattamente
  veritiero così come assolutamente veritiero è il dispositivo  letto
  dal presidente Forzese.
   A  questo  aggiungasi, signor  Presidente che nella prima  stesura
  del testo arrivato in Aula, sia del primo che del secondo stralcio,
  forse  vivendo  l'emotività  del  momento,  con  la  presenza   del
  Presidente   Crocetta,  su  quel  testo  si   è   raggiunta   quasi
  l'unanimità,  debbo  dire  che ieri,  probabilmente  frutto  di  un
  dibattito molto articolato in Aula, di una meditazione più  attenta
  e lunga di un confronto con testi normativi con giurisprudenza, con
  dottrina,  le opinioni cominciavano ad essere diverse  dalla  prima
  fase in cui il testo trovò consenso unanime in I Commissione.
   Pertanto,  mi  è  doveroso correggere affettuosamente  l'onorevole
  Milazzo  e  certamente non ho compreso bene il  suo intervento,  ma
  siccome  non vorrei che altri come me, avessero compreso in maniera
  diversa, posso rassicurare che l'onorevole Milazzo non era presente
  nella conclusione della decisione, e lui dovrà darmene atto, perché
  c'è  stata  una  ripresa  dei lavori, e  il  deliberato  letto  dal
  presidente  Forzese  è  un deliberato approvato  all'unanimità  che
  manifestava  le  difficoltà  di  trovare  sintesi,  dopo  anche  un
  intervento molto attento dell'onorevole  Alice Anselmo.
     Detto  questo,  io ribadisco quanto nel deliberato  si  continua
  nella  stesura  del  testo - il Governo oggi  è  qui  rappresentato
  dall'assessore -, può benissimo riscrivere il testo e la Presidenza
  ha gli strumenti per verificare la fragilità del testo dal punto di
  vista dell'impugnativa.
   Però  devo  dire  una  cosa, e concludo, e  questo  lo  dico  come
  parlamentare del PD, ci sono delle strade che una volta intraprese,
  bisogna  percorrerle  per  intero, con  il  coraggio  di  non  fare
  eccessivamente  ricorso  a  legittime  valutazioni   di   carattere
  dottrinario-giurisprudenziale, perché sono tutte fondate per alcuni
  versi,  perché ho visto interventi molto seri; ma questo Parlamento
  dopo aver annunciato al mondo intero di adottare un testo, non  può
  ora fare marcia indietro, perché il danno che subirà l'immagine  di
  questo  Parlamento  sarà  enorme di quelli  che  probabilmente  per
  giorni  annunciano un'iniziativa parlamentare che poi non arriva  a
  buon fine.
   Conoscendo la sua sensibilità sulle questioni, così come  tutti  i
  temi  di  cui  questo Parlamento è chiamato a discutere,  gradirei,
  signor   Presidente, che lei ne assumesse, come si suole  dire,  il
  comando  assoluto di tutta la vicenda per evitare che si chiuda  la
  sessione prima delle ferie di agosto - sempre che si vada in  ferie
  -, e si possa chiudere questa vicenda.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi.  Io  ho
  ascoltato  con  attenzione tanto l'intervento del collega  Milazzo,
  collega   attento,  scrupoloso,  quanto  l'intervento  del  collega
  Panepinto al quale, devo dire, con la stima e l'affetto che egli sa
  io  nutro per lui, non si addice la inconsapevolezza del fatto  che
  un  collega può anche non partecipare al voto finale di un  disegno
  di  legge  o comunque di una decisione in maggioranza, perché,  per
  scelta  politica,  decide di allontanarsene.  Cosa  diversa  è  non
  andare ai lavori della Commissione, non partecipare, essere assente
  e quindi non svolgere correttamente il proprio dovere.
   In  realtà è accaduto, e lei lo ha correttamente accennato, che  a
  seguito  di  una  serie di sospensioni, prima di due  ore,  poi  di
  un'ora,  per i problemi che erano venuti fuori nella scorsa  seduta
  nella  quale si è affrontato questo disegno di legge, ad  un  certo
  punto  -  in maniera devo dire consapevole ed attenta - la  collega
  Anselmo ha finito per portare all'attenzione della Commissione  uno
  studio  approfondito  che, in buona sostanza, finiva  per  demolire
  quel  poco, quel tanto, quel buono o non buono che era stato  fatto
  prima dalla sotto Commissione e poi dalla I Commissione.
   Io  capisco che vi fosse la volontà da parte di chi presiedeva  in
  quel  momento,  volontà  legittima, dico, di  portare  il  testo  a
  compimento, ma c'erano delle ragioni giuridiche che lo impedivano e
  per questa ragione, e solo per questa ragione, l'onorevole Milazzo,
  così   come   l'onorevole   Formica   e   qualche   altro   collega
  dell'opposizione,  hanno  deciso di lasciare  i  lavori,  lasciando
  d'altro  canto  alla  maggioranza  o  a  quello  che  resta   della
  maggioranza, la responsabilità di votare un testo.
   Ma andiamo ad oggi, signor Presidente.
   Il  Parlamento,  e  lei soprattutto, aveva  dato  mandato  alla  I
  Commissione  di  procedere ad una norma  riscritta  e  quindi  alla
  riscrittura di quel disegno di legge affinché si potesse trovare in
  Commissione  un'intesa che facilitasse il lavoro  dell'Aula,  posto
  che  questo disegno di legge  antiparentopoli  - mi rivolgo  ancora
  al  mio amico Panepinto -,  che non è stato minimamente, come dire,
  supportato  da  proclami da parte di quest'Aula, ma  molto  più  da
  parte del Governo, come accade diciamo quasi ininterrottamente  dal
  29  ottobre  del 2012 ad oggi, ecco, questo disegno  di  legge  che
  doveva  cambiare le sorti umane e divine, alla fine era un  disegno
  di legge partorito, scritto e quindi fatto veramente male.
   Ma  la  I Commissione parlamentare, la Commissione presieduta  dal
  collega   Forzese,   la  Commissione   Affari  Istituzionali',   la
  Commissione delle leggi, avrebbe dovuto trovare la quadra.  Ebbene,
  signor  Presidente, oggi il presidente Forzese ci  spiega  che  non
  solo la quadra non l'hanno trovata, ma ci spiega, soprattutto,  che
  non  la  troveranno, non sappiamo perché non la possono o se perché
  non  la vogliono trovare, tanto da invitare il Governo a riscrivere
  quel  disegno di legge perché se ne riparli con la dovuta  calma  e
  ponderazione a suo tempo.
   Presidente Ardizzone, noi oggi dobbiamo prendere atto, mestamente,
  come  opposizione responsabile, che ha creduto che almeno  per  una
  volta  agli  annunci potessero seguire i fatti, che neanche  questo
  disegno di legge potrà arrivare a buon fine.
   E  quindi, dobbiamo dire che non potendo scegliere altra strada se
  non   quella   prospettata  dall'onorevole  Forzese,  che   porterà
  l'assessore  Valenti,  che si era occupata  in  questa  Commissione
  perché  è sua competenza, a riscrivere questo disegno di legge,  io
  credo  che  sarebbe opportuno spiegare al Presidente  Crocetta  che
  quello  di  oggi  è un ennesimo esempio di come la maggioranza  non
  esista,  ma  ancora peggio, oggi, assessore Bonafede,  di  come  la
  maggioranza   che  in  teoria  dovrebbe  sostenere  il   Presidente
  Crocetta, ha di fatto messo una pietra tombale sul disegno di legge
   antiparentopoli'.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, io vorrei  testimoniare il  percorso
  fatto  fin  d'ora in considerazione del fatto, onorevole Panepinto,
  che io in quella seduta di Commissione c'ero.
   E  devo  dire  che, rispetto alle cose dette prima  dall'onorevole
  Milazzo,  il  quale  per  una sua legittima posizione  politica  ha
  deciso  di  allontanarsi dalla Commissione, mostrando evidentemente
  un legittimo dissenso rispetto a quello che era il disegno di legge
  che  era stato sino a quel momento presentato e che aveva avuto  un
  percorso.
   Io, invece, in quella sede decisi di rimanere e, devo dire che lei
  presiedeva quella Commissione, il Presidente Forzese in quella sede
  non c'era, e ad un certo punto, una volta che furono presentati dei
  pareri  che mettevano in discussione la costituzionalità del testo,
  perché  entravano nel merito rispetto alla possibilità di  limitare
  la  libertà del soggetto che gestisce, in quel caso l'ente, a  quel
  punto, dopo una serie di sospensioni e rinvii si decise, in maniera
  così generica, onorevole Milazzo, di addivenire alla conclusione di
  rinviare  il  testo  al Governo, per una ragione  semplice,  perché
  comunque  tutti,  e  questo è vero, invece,  presidente  Panepinto,
  eravamo d'accordo che quel testo così come era non aveva ragione di
  esistere.
   Per  una  serie  di  ragioni che, peraltro, non solo  erano  state
  dibattute  in  sede di Commissione, ma molto più  erano  state  già
  approfondire  in Aula,  quando si arrivò alla conclusione  che  non
  era  possibile  individuare un settore  capro espiatorio'  che  era
  quello  della formazione professionale,  ci saranno altri  soggetti
  che   non  sono  attinenti  al  potere  legislativo  ma  a   quello
  giudiziario, per intenderci, ci sarà legittimamente la magistratura
  ad  indagare  su  fatti, su settori, e, lasciatemi dire,  anche  su
  quello  che  è diventato il capro espiatorio di questa vicenda  che
  porta   all'emanazione  di  una  legge  che  vuole,  evidentemente,
  crocifiggere un soggetto in particolare.
   Ovviamente,  tutta la Commissione in quel caso  si  trovò  in  una
  condizione  di disagio a  poterlo condividere e, pertanto,  decise,
  per  l'appunto, di mandare nuovamente  al Governo e non all'  Aula,
  come  oggi  sta accadendo, ma di nuovo al Governo,  la  riscrittura
  della norma.
   Penso che così com'è la norma è  acqua fresca , nel senso che o la
  si  intende  ampliare a tutti i settori, quali dell'energia,  della
  sanità,  dei  rifiuti  e chi più ne ha più ne metta,  estendendola,
  peraltro,  non  soltanto al coniuge ma anche  ai  parenti  fino  al
  secondo grado, o diversamente si tratta semplicemente di una  norma
  cartello ,  un  ulteriore spot fatto dal  Governo  per  voler  fare
  proposte che evidentemente si sa già non potranno essere accolte.
   Pertanto,  chiedo che questa norma ritorni non più in  Commissione
  ma  al  Governo,  come il presidente della Commissione  giustamente
  diceva,  e  che in quella riscrittura si prendano in considerazione
  alcuni aspetti legittimi, perché è chiaro che se il deputato  aveva
  già  in  essere delle attività che nulla avevano a che fare con  la
  sua  elezione,  oggi  non  si  può trovare  in  una  condizione  di
  incompatibilità, condizione di incompatibilità che, peraltro, è ben
  definita  dalla  legge 29 che dettaglia a tutte le  condizioni  non
  solo di incompatibilità ma anche di ineleggibilità.
   Altra ragione per cui la norma ritornò in Commissione era legata a
  quel  fatto  che apparve, quanto meno, strano legato  ai  direttori
  generali  delle  aziende sanitarie, perché  se  da  una  parte  noi
  vogliamo   guardare   alla  politica  come  l'unico   soggetto   da
  crocifiggere,   dall'altra,  invece,  stendiamo   le   ragioni   di
  compatibilità  e  non  di incompatibilità ad alti  dirigenti  della
  Pubblica  Amministrazione che, diversamente,  invece  rischiano  di
  poter continuare ad operare in condizioni che, invece, si aprono  a
  rischio di illegalità, corruzione ed altro.
   Quindi  la  proposta  è questa: rinviare il disegno  di  legge  al
  Governo.  Sarà, ritengo, l'Assessore Valenti a farci sapere,  nelle
  prossime  sedute di  commissione qual è la scelta  del  Governo  e,
  sicuramente, la I Commissione, come sempre, sarà attenta  e  vigile
  perché la norma possa applicarsi nel modo corretto.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,  vorrei
  per  un attimo riavvolgere il nastro e tornare un po' indietro, non
  perché  mi  sia  confuso  o smarrito sulla  via  di  Damasco,  come
  probabilmente  è accaduto a questa norma e a chi la  proponeva,  ma
  perché ho avuto il piacere e l'onore, pur non facendo parte della I
  Commissione,  di  partecipare ad una seduta dove è  intervenuto  il
  Presidente della Regione Crocetta.
   I  colleghi presenti alla seduta ricorderanno, abbiamo addirittura
  aspettato più di un'ora perché il Presidente Crocetta ci  teneva  a
  confrontarsi  con  i deputati in Commissione e a  relazionarsi  per
  quanto riguarda questa norma e la sua importanza.
   Devo dire che in quella occasione il Presidente Crocetta ha voluto
  dare,  dal mio punto di vista, una lezione di deontologia politica,
  e  ci ha anche raccontato che quando era sindaco ha fatto una serie
  di azioni,  come per esempio quella che pur potendo concedere delle
  autorizzazioni  al  proprio  nipote  non  le  ha  concesse,  perché
  riteneva opportuno che intervenissero terzi per dimostrare  la  sua
  trasparenza e la sua imparzialità, se ricordo male ditelo.
     Ma  aggiungo  a questo punto che il testo di questo  disegno  di
  legge  trattava  solo  di  Formazione,  come  gruppo  del  PDL  pur
  consapevoli  e  certi che questa era una norma  che  sarebbe  stata
  bocciata    dal    Commissario   dello   Stato   perché    ritenuta
  incostituzionale, e ne abbiamo certezza di questo,  abbiamo  voluto
  inserire un passaggio, un emendamento che ritenevamo utile,  perché
  per  essere  chiari  sui  temi di legalità  e  di  trasparenza  non
  prendiamo  lezioni morali da nessuno, e se il Presidente  Crocetta,
  ritiene  che  bisogna  fare  una  battaglia  sulla  Formazione  noi
  riteniamo  che  la  battaglia vada fatta ad ogni livello,  in  ogni
  organismo della Regione siciliana.
   Questo  è  il senso del nostro emendamento, devo dire,  con  molta
  preoccupazione  e  con un pizzico di amarezza, che  quando  abbiamo
  presentato  e letto in Aula questo emendamento, si è sviluppato  un
  ampio  dibattito  che ha riportato la norma in  Commissione  perché
  qualcuno voleva inserire soltanto il settore dell'Energia,  qualcun
  altro  dei  Rifiuti; noi riteniamo che questa è una terra  talmente
  grigia  e  martoriata, che quando si fanno le cose,  bisogna  farle
  bene.
   Questo è, lo dico con grande schiettezza e onestà intellettuale  e
  morale,  il  mio  pensiero  politico.  Ritengo  quindi  che  quando
  facciamo le cose, non possiamo farle  coi pannicelli caldi ; tranne
  che  il Presidente Crocetta non aspetti oggi di presentare la legge
   antiparentopoli' per la Formazione perché è successo  quel  che  è
  successo nei mesi scorsi, domani accadrà qualcosa nell'Energia,  ne
  faremo una uguale anche per l'Energia, dopodomani un'altra, ecc.
   Non  è possibile, in questa terra, continuare con gli slogan e gli
  annunci.  Questo  è  il momento di decidere, e quando  la  politica
  decide di non decidere, ha fallito.
   Ritengo  che  sia importante, su questo tema così  delicato  e  di
  straordinario  messaggio all'esterno - devo  dirvi  che  in  questi
  giorni  ho  ricevuto  tante chiamate da comuni cittadini,  che  non
  comprendono  l'aspetto costituzionale o meno della norma,  guardano
  al  significato  politico  -  dico che noi  siamo  sul  significato
  politico e sulla battaglia che va fatta estendendo questa norma non
  soltanto  alla  Formazione,  ma ad ogni  livello,  poi  se  dovremo
  riscrivere    codici   deontologici,   d'onore,   di    correttezza
  istituzionale, quella sarà un'altra storia, ma se noi ci  fermiamo,
  signor  Presidente - è un invito forte che le faccio -,  rischiando
  di  far  passare  il messaggio, che questo ancora una  volta  è  il
  Governo  degli  annunci e non quello delle cose concrete,  e  credo
  anche  che  un pezzo della maggioranza non faccia una bella  figura
  nel fermare questa norma.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo  disegno
  di  legge è importante, perché traccia delle linee che fino ad oggi
  nella  Regione siciliana non sono state tracciate, e  quindi  nasce
  anche dal problema reale che si è venuto a verificare a seguito  di
  alcuni  fatti  di  cronaca giudiziaria che  hanno  coinvolto  anche
  deputati  regionali. Credo che questa norma, nonostante  sia  stata
  dipinta  come   norma manifesto , in realtà sia una norma  di  buon
  senso che va nella direzione di porre in essere dei limiti a questo
  tipo di comportamento che spesso, purtroppo, si verifica.
   Noi  come  legislatori siamo chiamati a dare  la  possibilità,  al
  singolo  cittadino di guardare alle istituzioni  come  qualcosa  di
  sano, di inattaccabile, di incrostabile, ma in questo modo, se  non
  approvassimo,   ma  tanto  meno  nemmeno  a  discutere,  oggi,   in
  quest'Aula  il disegno di legge, daremmo la sensazione  esattamente
  opposta.
   Qui  si  sta  parlando  di criteri di ineleggibilità,  criteri  di
  incompatibilità  con  le cariche istituzionali  da  parte  di  chi,
  all'interno  di determinati gradi di parentela, abbia  persone  che
  hanno  a  che  fare  con la Pubblica Amministrazione,  introducendo
  anche il tema del  socio occulto .
   Queste  norme sono apprezzabili, ma soprattutto dovrebbero essere,
  prima  di  norme  di legge, delle norme morali, che come  cittadini
  siciliani e italiani dovremmo avere e portare all'interno di questo
  Parlamento.
   Purtroppo,  e  dico  purtroppo,  perché a volte  il  nostro  senso
  civico  si ferma un passo prima del portone di questo Palazzo,  c'è
  bisogno  anche  di una norma di legge, per porre in  essere  questo
  problema.
   Questo  disegno  di  legge, che con rammarico  noto  che  è  stato
  fortemente voluto, in termini mediatici, da questo Governo, e  oggi
  non trovo però il Presidente della Regione a difenderlo in Aula,  e
  di questa cosa me ne rammarico.
   Dovrebbe essere, infatti, lui il primo a battere i pugni su quello
  scranno e dire  ma dove stiamo andando, perché non stiamo andando a
  fondo con l'articolato di questa legge .
   E  spero  che nessuno - se dovessimo, alla fine, andare  a  votare
  questo  disegno  di  legge - chieda il voto segreto  ma  invece  si
  faccia - per trasparenza - la richiesta di un voto palese, affinché
  tutti  i cittadini possano in qualche modo avere la possibilità  di
  capire  chi vuole veramente cambiare questa Regione e renderla  una
  Regione  che  è  in una parola  moderna' o, forse,  meglio  ancora,
   normale' perché della normalità ci dobbiamo innamorare.
   Allora,  utilizzo  la  frase del mio collega, onorevole  Siragusa,
  quando,  riferendosi a questo disegno di legge, ha  utilizzato  una
  frase  da  questo scranno dove molti parlano il latino. Ma  abbiamo
  dimenticato che siamo siciliani e allora i detti in siciliano,  nel
  nostro  dialetto,  sono anche belli:  Sta liggi  è  comu  na  bedda
  figghia: tutt a vonnu e nuddu s'a pigghia .

                         (Applausi dall'Aula)

   PRESIDENTE.  Complimenti,  onorevole  Cancelleri.  A   volte,   il
  dialetto  serve  ad esprimere senza infingimenti qual  è  lo  stato
  generale delle cose. Avevo parlato più di melina ma lei è stato più
  efficace. Complimenti, glielo dico veramente.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Sudano. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, a differenza  del
  collega  Cancelleri  e  di  altri colleghi  che  sono  intervenuti,
  preferisco  non  fare  ipocrisie: dichiarare  chiaramente  che  non
  voglio  prendere  in  giro  i  cittadini  e  non  voglio  cavalcare
  l'antipolitica  del momento. E ritengo che siccome  una  legge  già
  esiste,  approvare  questa legge sia soltanto  una  ipocrisia,  sia
  prendere in giro i cittadini.
   Siamo  tutti  consapevoli che questa legge  è  incostituzionale  e
  quindi  la  dignità  di  ognuno di noi dovrebbe  essere  quella  di
  spiegare  alla  gente  che approvare questo  disegno  di  legge  in
  quest'Aula  significa  solamente  approvare  una  legge  che  verrà
  impugnata  dal Commissario dello Stato e che quindi stiamo  facendo
  soltanto una battaglia finta che non serve a nessuno.
   Forse,  credo  che le cose si possano sistemare in questa  Regione
  solamente se si iniziano a fare dei controlli seri, se si inizia ad
  avere un'attività trasparente e non approvando disegni di legge che
  non servono a niente e a nessuno ma soltanto a cavalcare l'onda del
  momento.
   Anche  perché inasprire alcune situazioni allargandole a familiari
  e  a  parenti  mi  sembra  veramente una  ulteriore  ipocrisia.  E,
  soprattutto, ritengo che quando si vivono momenti come questi  -  e
  li  abbiamo già vissuti in anni precedenti - e tutti ricordiamo  il
  1992,  per  quanto ero ragazzina, ricordo che sono state  approvate
  delle  leggi  a livello nazionale che sicuramente non sono  servite
  all'Italia perché hanno creato degli squilibri; degli squilibri tra
  poteri che a tutt'oggi si pagano.
   Sono  giovane,  sono una neo-deputata ma credo  che  occorra  buon
  senso in questa Aula e non l'accanimento terapeutico perché così ci
  facciamo soltanto del male.
   Vorrei  dire  un'ultima cosa. La Commissione, ieri,  ha  solamente
  rinviato questo disegno di legge - proprio perché l'ha ritenuto, su
  tanti  aspetti,  incostituzionale - al  Governo,  per  riscriverlo,
  eliminando  gli  aspetti  incostituzionali  che,  per   quanto   mi
  riguarda, ritengo siano tutti incostituzionali.
   Aspettiamo  che il Governo approvi un emendamento di  riscrittura,
  dopodiché si vedrà se questo disegno di legge sarà costituzionale o
  meno.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  già  la  volta
  scorsa,  ne  abbiamo parlato e mi sono espresso in  modo  contrario
  perché ritengo che questo disegno di legge sia un disegno di  legge
  inutile.  Questo  è  un  disegno di legge  su  cui  non  ho  nessun
  interesse  né  a livello familiare né a livello amicale.  Dico  una
  cosa:  ma  è possibile che in questa Regione siciliana siamo  tutti
  delinquenti?  E'  possibile  che una persona  non  possa  veramente
  organizzare una società? Fare l'imprenditore? E questa persona deve
  pagare  solo  perché è figlio del dirigente o  del  deputato  o  di
  chicchessia? Mi sembra veramente una cosa assurda
   La  cosa dove la Pubblica Amministrazione  non deve mancare mai  è
  quella  che si organizza una long list in cui, per qualsiasi  bando
  di  concorso,  evidenza  pubblica,  si  prendono  a  sorteggio  dei
  componenti  che  possano  finalmente dare un  giusto  giudizio  per
  qualsiasi cosa.
   Ma  voi pensate che alla Camera, al Senato - su 315 deputati e 630
  senatori,  più  dell'80% sono inseriti nel contesto  delle  società
  italiane e internazionali - che votano una legge del genere?
   Non  lo  so. Finalmente - devo dire grazie al Presidente e  grazie
  all'assessore   - perché, oggi, finalmente, in una  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, abbiamo deciso di votare per  i
  disabili e per i disagiati finalmente un disegno di legge che possa
  portare  e  chiudere,  ripeto,  finalmente,  con  questa  benedetta
  tabella H e riconoscere chi ha veramente pieno diritto.
   Oggi,  abbiamo fatto una bella scelta, signor Presidente,  quindi,
  oggi,  stare  qua a perdere tempo con tre persone che  sono  morte,
  nell'arco di questi mesi, perché ritenevano di avere ragione su  un
  titolo che riguarda il lavoro, persone che hanno perso il lavoro  e
  ancora noi perdiamo tempo qua dentro, tra di noi.
   Ma  la  responsabilità di ognuno di noi uscendo da questo  Palazzo
  qual è?
   Io,  signor Presidente, se continuiamo a parlare ancora di  questo
  disegno di legge - mi dispiace, io sono sempre presente perché,  in
  tutti  i disegni di legge, in tutte le attività, in tutti gli  atti
  parlamentari, voglio inserirmi in questo contesto, voglio dibattere
  e  voglio essere presente e riconoscere che un deputato può portare
  beneficio  alla società e, oggi, stare qua  è veramente  assurdo  -
  sicuramente, lascerò l'Aula.

   PRESIDENTE. Il dibattito è molto bello e appassionante e io,  come
  Presidenza,  già  una  determinazione  l'ho  presa,  però,  do   la
  possibilità  a  tutti  di  esternare il  proprio  parere;  c'è  una
  decisione che viene dettata dal Regolamento e non è mia personale.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Vullo. Ne ha facoltà.

   VULLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ho  sentito  molte
  citazioni, molte disquisizioni su questa vicenda; qualche volta, ho
  letto  qualche libro e mi viene di ricordare una frase storica  che
  una volta disse un grande, un grande contro Lenin:  la verità, solo
  la verità è rivoluzionaria  e si dice nelle Aule di Giustizia.
   Allora, la verità qual è, in questo caso, signor Presidente? Si  è
  insediata  una  sottocommissione; la  sottocommissione,  presieduta
  dall'onorevole  Panepinto  ha elaborato,  assieme  ai  tecnici,  ai
  tecnici,  credo,  di una grande valenza nella Regione  siciliana  e
  nell'Assemblea,  e questa Commissione, alla fine, non  ricordo,  il
  Presidente  Forzese,  qualche giorno fa, si lamentava  dicendo:  ma
  come,  in sottocommissione, abbiamo approvato un disegno di  legge,
  questo  disegno  di  legge  che  ha  coinvolto  dai  grillini,  dal
  Movimento Cinque Stelle, per essere più precisi, a tutti gli  altri
  partiti, dopo di che, qua si è rimesso in discussione. Si è rimesso
  in  discussione  perché,  al contrario di quel  rivoluzionario  che
  citava  Lenin,  il  nostro  rivoluzionario  che,  molte  volte,  lo
  possiamo paragonare al Che Guevara che aveva assunto una dimensione
  internazionale. Anche noi abbiamo il nostro rivoluzionario, magari,
  sarà un rivoluzionario dei poveri, ma sempre un rivoluzionario è.
   Il  nostro rivoluzionario, il Presidente della Regione, quando  ha
  letto che le gare d'appalto dovevano essere inserite, è saltato  in
  aria. Ha parlato dei Consigli comunali, dei Consiglieri comunali  e
  quant'altro.  Da quel momento in poi, dopo che c'era  un  testo  di
  legge già condiviso dalla sottocommissione con tutti i partiti,  da
  quella riflessione fatta dal presidente Crocetta è nata una piccola
  rivoluzione.
   Dico,  quindi,  di ritornare nuovamente a quel disegno  di  legge,
  dopo  di  che, i Gruppi, sicuramente, lo possono emendare,  possono
  fare quello che vogliono ma, sicuramente, alcune cose  - e ha fatto
  bene  l'onorevole Anselmo ad intervenire ieri, dopo che sono usciti
  diversi  deputati  e meno male che era presente l'onorevole  Savona
  che,  con  la  sua saggezza, ha mediato e siamo arrivati  a  questo
  punto  -  non possiamo dire solo ed esclusivamente delle  cose  che
  possono  apparire  all'esterno importanti e  che  poi  non  possono
  essere inserite in un disegno di legge.
   Signor Presidente, già me lo ha fatto capire, lo ha detto in Aula:
  noi la legge la possiamo fare ma la dobbiamo fare con intelligenza.
   Ha  ragione, onorevole Cancelleri: è una  bedda fimmina  ma, anche
  se  è  una   bedda  fimmina , può essere che poi  sia  malata;  pur
  essendo una bella donna è poi magari una prostituta, può avere  una
  serie di problemi. Facciamola questa legge; facciamola questa bella
  donna ma facciamola bella veramente.

   PRESIDENTE. Per agevolare il dibattito, comunico subito che, quale
  custode   ed   interprete  del  Regolamento,  devo   dare   lettura
  dell'articolo  68  ter  che fa riferimento  al  lavoro  che  devono
  svolgere  e che sicuramente svolgono le Commissioni:  1) Nel  corso
  dell'esame dei testi legislativi, la Commissione può richiedere  al
  Governo di fornire ulteriori dati ed elementi informativi necessari
  per l'esame del disegno di legge.
   2)  Per  l'acquisizione degli elementi di cui al comma precedente,
  la  Commissione  può  richiedere al  Governo  di  trasmettere  tali
  informazioni  anche  con la predisposizione di  apposite  relazioni
  tecniche.
   3)   Il   Presidente  della  Commissione,  sentito  l'Ufficio   di
  Presidenza della commissione medesima ed il Governo, stabilisce  il
  termine entro il quale il Governo deve comunicare le informazioni e
  i  dati  ad  esso richiesti relativamente ai disegni  di  legge  da
  inserire nel programma dei lavori dell'Assemblea.
   Cosa  significa?  Significa che l'Aula  ha,  giustamente,  su  mia
  decisione,  chiesto alla Commissione di riscrivere  il  disegno  di
  legge  perché  i  problemi  erano stati sollevati.  Dal  dibattito,
  peraltro,  dall'esito che è stato verbalizzato, messo per  iscritto
  anche dall'intervento dell'onorevole Panepinto, si è compreso che i
  problemi ci sono.
   A  mio  avviso, allora, correttamente, e questo è l'invito formale
  che  faccio  alla  Commissione, sulla base  degli  approfondimenti,
  anche  in  ordine ai rilievi fatti dall'onorevole  Anselmo  ma  non
  solo,  sulla  questione della costituzionalità della legge  stessa,
  invito  per  iscritto  a formulare i rilievi al  Governo,  dando  a
  quest'ultimo  i  termini  entro i quali deve  riferire,  perché  la
  Commissione  di  merito  ha  il compito di  agevolare  il  percorso
  dell'Aula, altrimenti, non sarebbe Commissione di merito.
     Ripeto,  quindi, invito la Commissione a formulare espressamente
  per  iscritto  quali  sono i rilievi che sono usciti  fuori  -  voi
  stessi  avete detto in tutti i vostri interventi che c'è  stato  un
  dibattito  vivace  e peraltro condivisibile - e  sono  termini  che
  avete  utilizzato,  se  non erro, proprio da  parte  dell'onorevole
  Panepinto,  per  cui, espressamente, formalmente, invito  tutta  la
  Commissione  e,  quindi,  il  Presidente,  perché  se   ne   faccia
  interprete,  a  dare  i  termini al  Governo  entro  i  quali  deve
  rispondere,  con  relazione, per iscritto,  su  questi  rilievi  di
  costituzionalità.
   Ove  il  Governo non dovesse rispondere o ove non dovessero essere
  convincenti,  sarà  interessata la Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari, così come previsto dal regolamento.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, in  un
  certo senso, il suo intervento ha in parte soddisfatto l'epilogo di
  questo  mio breve ragionamento che tuttavia vuole anche soffermarsi
  su  alcune  considerazioni,  per le  quali  sono  convinto  che  il
  Presidente  Forzese  e  i colleghi tutti vorranno  onorarmi  di  un
  minimo di attenzione.
   Noi  stiamo  parlando  di  un tema che  per  intere  settimane  ha
  appassionato l'opinione pubblica siciliana. Stiamo parlando  di  un
  tema  che  ha, in un certo senso, delegittimato la classe  politica
  dirigente dell'Isola; stiamo parlando di un tema che trova alimento
  e linfa da una vicenda di cronaca recentissima, dalla quale nessuno
  di noi ha il diritto di prendere le distanze.
   E  non solo e non tanto per una solidarietà che personalmente  non
  mi  sento  di  esprimere, pur essendo garantista e pur  attendendo,
  fino all'ultimo, il giudizio della Magistratura, ma  perché ritengo
  che ognuno di noi abbia forse qualcosa da farsi perdonare.
   Oggi,  la  delegittimazione  della classe  politica  dirigente  in
  Sicilia   non  può  essere  circoscritta  alla  geografia  politica
  abituale.  E'  un  problema  che ha  contaminato  tutti  i  partiti
  politici,  dalla provincia di Palermo alla provincia  di  Ragusa  e
  tuttavia   credo  che sia sbagliato, signor Presidente  e  colleghi
  deputati,  continuare  a legiferare sotto la spinta  emotiva  della
  piazza.
   Credo  sia  davvero  un  grave errore  pensare  di  varare  leggi,
  percependo  il  fiato  della  gente  sulla  nuca.  La  società   va
  interpretata,  nelle  sue  ansie, nelle  sue  amarezze,  nelle  sue
  contraddizioni,  nelle sue corresponsabilità. Ho sempre  detto,  in
  quest'Aula,   ma   sono   rimasto  solitario   apostolo,   che   la
  responsabilità  del degrado della società siciliana non  appartiene
  soltanto  alla  società politica ma appartiene anche  alla  società
  civile  che  quella  classe  dirigente  ha  espresso,  spesso   con
  connivenza,  spesso lucrandoci, spesso attraverso patti scellerati,
  mai   sottoscritti   se   non   con  una   compiacenza   antica   e
  pluridecennale.
   Eppure  si  continua a legiferare in questa sala sotto  la  spinta
  emotiva dell'esterno del Palazzo.
     Lo abbiamo fatto con le province ed è venuto fuori un papocchio.
  La realtà è sotto gli occhi di tutti: 5500 km di strade abbandonate
  in   Sicilia,  centinaia  di  ordinanze  di  chiusura,  450  scuole
  superiori  che  non  sanno  se e come  apriranno  a  settembre,  il
  personale  che vive nell'incertezza del domani, servizi  prioritari
  non  più erogati, il disarmo che accompagna i nuovi Commissari che,
  proprio  per non dovere rispondere al consenso popolare,  non  sono
  tenuti  ad alimentarsi e nutrirsi di entusiasmo di suggestione,  di
  passione, di rabbia che sono stati d'animo tipici di chi governa un
  ente locale.
   Tutto  questo è pane quotidiano, signor Presidente e  noi  abbiamo
  posto  fine  alle  province regionali in Sicilia,  solo  perché  il
  Presidente  Crocetta ha dovuto dire sì, cedendo  alle  provocatorie
  sollecitazioni di un complice e compare del Presidente Crocetta, in
  un pomeriggio di una serena domenica invernale.
   Bene, signor Presidente, signori Assessori e colleghi deputati, ho
  l'impressione che vogliamo ripetere lo stesso errore  che  è  stato
  compiuto  con  le  Province regionali,  ma  qui  c'è  di  mezzo  la
  credibilità di tutta la classe dirigente e nessuno può  chiedere  a
  noi  di  preparare  il  patibolo di noi stessi  perché,  assieme  a
  qualche  deputato mascalzone che utilizza i parenti  per  i  propri
  fini personali, c'è tanta gente per bene che ha fatto della vita il
  rispetto  dei  costanti doveri. E nessuno può  chiedere  a  noi  di
  sottoscrivere la delegittimazione di quest'Aula e lo dice un  uomo,
  signor  Presidente,  che, con la grazia  di  Dio  e  fino  a  prova
  contraria, non ha mai conosciuto, neppure per una lettera  anonima,
  la  Procura  della  Repubblica. Ecco  perché  faccio  appello  alla
  dignità  di  quest'Aula  e  lo  dico  con  tutto  il  rispetto  per
  l'onorevole  Crocetta, che ha tutto l'interesse a soffiare  su  una
  società  che, prima di chiedere manette, chiede pane e, quando  non
  trova  pane,  chiede manette: si preoccupi del pane  il  Presidente
  Crocetta,  del  pane dei siciliani; alle manette pensi  la  Procura
  della Repubblica. Non è compito suo.
   Sono  convinto, signor Presidente e colleghi deputati, che abbiamo
  il  dovere  di  fermarci per un attimo e di riflettere.  Fui  io  a
  sollevare  il  primo caso di  parentopoli , in questa  legislatura,
  lasciato  nel silenzio del deserto, in una solitudine affollata  di
  indifferenza  e  di imbarazzo, quando dissi che  un  componente  la
  Giunta,  nominato dal Presidente Crocetta sarebbe stato,  da  lì  a
  qualche  giorno,  chiamato  a decidere su  cinque  contenziosi  che
  vedevano  coinvolto il figlio in quanto titolare di una impresa  in
  lite con la Regione siciliana.
   Fui lasciato solo quando accusai l'Assessore Zichichi che poi fece
  la  fine  inesorabile che avrebbe dovuto fare perché, con tutto  il
  rispetto  per  lo  scienziato,  la  Regione  siciliana  non  è   un
  laboratorio  di fisica nucleare. E dissi, in quella occasione,  che
  il   problema  della   parentopoli   coinvolgeva  tutti:   Governo,
  Assemblea  regionale  e,  perché no, signor  Presidente,  gli  enti
  locali.
   Non  può  darsi  il  caso  che ci sia qualche  sindaco  o  qualche
  assessore o qualche consigliere che abbia interesse a collocare  un
  parente  in una partecipata? O a determinare scelte laddove  non  è
  prevista   l'evidenza  pubblica,  per  esempio,   una   prestazione
  artistica,  per  la  quale la legge prevede il contatto  diretto  e
  nessuna selezione e, quando c'è, molto spesso, viene alterata.
   Allora  -  e  arrivo  alla  proposta e chiedo  scusa  se  mi  sono
  dilungato - se il tema rimane circoscritto alla formazione,  è  una
  bufala;  è  una vergogna; è una mostruosità giuridica. E'  naturale
  questo.  Gli interessi dei parenti si possono coltivare in tutti  i
  settori della pubblica amministrazione regionale; in tutti, nessuno
  escluso.  Allora,  o lo si applica ovunque o, altrimenti,  già,  si
  partirebbe  col  piede  sbagliato. Ma  voglio  fare  una  proposta:
  perché,  con un sussulto di orgoglio, signor Presidente  Forzese  e
  colleghi deputati, quest'Aula non riesce a darsi un codice etico di
  autoregolamentazione?
   Ne  parlavamo, ieri mattina, col collega Cordaro e con  gli  altri
  colleghi, in Commissione Antimafia: perchè non mettiamo mano ad  un
  codice  etico che ci consenta di potere definire i limiti  entro  i
  quali ognuno è chiamato ad operare?
   Lei  mi  dirà,  essendo un veterano di quest'Aula:  ma  di  codici
  etici ce ne sono già stati due .
   E'  vero. Sono stati due generosi tentativi che, non soltanto  non
  comprendevano  però alcune fattispecie di reato che,  negli  ultimi
  anni,  sono  diventate prassi consolidate, ma non  sono  mai  stati
  legittimati  dal  voto  dell'Aula. Gli  unici  due  codici  portati
  avanti,  infatti, sono stati votati con delibera di  Giunta  e  mai
  suffragati dal consenso dell'Aula.
   E,  allora,  perché non proviamo, magari, se volete,  ad  affidare
  alla Commissione Antimafia il compito di preparare una bozza e  poi
  diventa  la  bozza patrimonio di tutta l'Aula perché  possa  essere
  rimpolpata e nutrita di contributi?
   Credo  che  il  Presidente Crocetta non abbia interesse  a  capire
  quale strumento ma abbia interesse a capire quale obiettivo.  E  se
  l'obiettivo  che  l'Aula vuole raggiungere con il codice  etico  di
  autoregolamentazione è lo stesso obiettivo che il Presidente  vuole
  raggiungere  con  un disegno di legge condannato a diventare  falò,
  nell'immaginaria fiamma del Commissario dello Stato, bene, vi  dico
  che non ci sto a questa recita a chi la spara più grossa.
   Se   il   Presidente  Crocetta  invoca  limiti  fino  alla  quinta
  generazione, potrei dire fino all'ottava e qualcuno potrebbe andare
  anche  oltre.  E  pensate che i siciliani,  che  hanno  bisogno  di
  giustizia,   di   pulizia  e  di  trasparenza  ma,  soprattutto   e
  innanzitutto,  di  pane,  possano  essere  soddisfatti  da   questo
  risultato?
   Stiamo recitando a soggetto e non è assolutamente decoroso.
   Signor  Presidente,  credo  che  l'ultima  proposta  lanciata  dal
  Presidente  Crocetta  - e l'avevo già scritta senza  conoscerne  il
  contenuto  -  chieda al Governo di rimuovere tutti gli aspetti  che
  possano configurare ipotesi di illegittimità costituzionale, che si
  possa  depurare questo scarno e, povero disegno di legge,  si  vada
  avanti, ai primi di settembre, con l'impegno di tutti i Gruppi.
   Ove  mai  il Governo pensasse invece di dovere condividere  questa
  mia  modesta  iniziativa,  credo che,  già  a  partire  dall'ultima
  settimana  di  agosto, la mia Commissione, la  Commissione  che  ho
  l'onore di presiedere, potrebbe lavorare ad un robusto codice etico
  di  autoregolamentazione che preveda tutto ciò che prevede la legge
  antiparentopoli.  Non  avremmo  il  rischio  dell'impugnativa   del
  Commissario  dello  Stato e avremmo reso  onore  alla  capacità  di
  quest'Aula  di  sapersi autoregolamentare e  dare  un  limite  alla
  amoralità e alla deriva e avremmo ottenuto lo stesso risultato.
   Continuare a recitare con questo rinvio, con la legge del  rinvio,
  credo  che  non  serva  ai siciliani e non serva  soprattutto  alla
  dignità di questo Parlamento che per centinaia e centinaia di  anni
  ha  rappresentato gli interessi, le ansie e le speranze del  popolo
  siciliano.

                              (Applausi)

   FIRETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIRETTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato  con
  attenzione l'intervento dell'onorevole Musumeci e ritengo di dovere
  attenzionare due delle cose che ha detto.
   La  prima è questa: rispetto alle questioni che hanno occupato  la
  stampa e che hanno determinato fenomeni di devianza della politica,
  le   regole  della  politica  e  le  norme  costituite   non   sono
  sufficienti,  né  ciascuno  di  noi  può  prendere  le  distanze  o
  liquidare  questi fatti come problemi che appartengono ad  altri  e
  che  non  debbano investire noi, classe politica di questa  Regione
  siciliana, e metterci mano anche con interventi normativi.
   L'altro  tema  che va sottolineato: dice l'onorevole Musumeci  che
  non  è opportuno - e questo è assolutamente condivisibile - che noi
  si risponda alle esigenze o alle eventuali lacune che l'ordinamento
  pone.  Prendo  spunto dalla lettura dei fatti, ci si ponga  rimedio
  sotto l'assillo della  piazza , sotto la momentaneità e dal clamore
  che certi fatti determinano nella pubblica opinione.
   L'idea  per  cui si possa addivenire ad una forma di codice  etico
  che  investa la classe politica è un'idea che appartiene  anche  ad
  altri  rami, e non sono solo quelli della politica, ed  in  qualche
  modo mi convince, onorevole Musumeci, così come - e con questo  non
  intendo  prendere distanza da alcunché - non mi convince quell'idea
  che  rispetto a certi temi esiste una cesura netta tra l'azione  di
  Governo, le compagini di Governo e l'Aula.
   Perché   così  in  un  certo  momento  sulla  stampa  la   vicenda
   Presidente  Forzese  è stata presentata - mi scusi il bisticcio  -
  cioè  l'Aula ha il suo disegno di legge, non lo porta avanti, e  in
  questo  modo  noi  ancora realizziamo forme  di  frizione  che  non
  vengono  bene  interpretate dalla pubblica opinione,  e  che  fanno
  invece danno al danno. La classe politica cioè, non solo non  è  in
  grado  di darsi forme di autoregolamentazione, ma sembra quasi  che
  rispetto alle questioni che ci occupano al nostro interno ci  siano
  delle  forme  di connivenza vicendevole che non ci  fanno  fare  un
  passo avanti.
   E  allora  io  qui vorrei che un sussulto intanto  di  dignità  ci
  faccia  dire  che,  rispetto al testo che è stato  presentato,  noi
  stiamo  alle obiezioni che all'interno della vostra Commissione  vi
  ha  posto  la  collega  Anselmo, a nome  anche  del  nostro  Gruppo
  parlamentare,  perché noi riteniamo che su questo  testo  ci  siano
  abbondanti  profili  di incostituzionalità.  E  pur  mantenendo  la
  ragione  di fondo che spinge il Governo all'azione - cioè  di  dare
  alla pubblica opinione un testo che possa far dire  noi ci mettiamo
  mano, noi ci autoregolamentiamo  - che non debba poi far  partorire
  il mostro  di cui dovremmo pentirci da qui a sei giorni, non da qui
  a sei mesi.
   E  allora, onorevole Musumeci, per quanto ci riguarda questa  idea
  di partire con un codice etico di autoregolamentazione ci pare cosa
  buona  e  giusta,  così  come  la  sintesi  autorevole  che  fa  il
  Presidente Ardizzone, cioè di non lasciare nulla nel vago  rispetto
  ai  temi di costituzionalità che, in maniera puntuale, articolo per
  articolo,  noi  in sede di Commissione abbiamo posto,  che  possano
  quindi  essere  dissipati dal Governo e si giunga ad una  eventuale
  riscrittura.
   Io  penso che noi abbiamo il dovere di non indulgere ad ipocrisie,
  così  come  abbiamo  il dovere di non tirare a  sparare  -  come  è
  accaduto  in  quest'Aula in sua assenza, onorevole  Musumeci  -  da
  diverse parti di questo nostro emiciclo. Si è andato avanti  a  chi
  la  spara più grossa, e poi cui arriva il Presidente della  Regione
  che fa il suo intervento e noi allarghiamo le maglie.
   Ecco,  noi  da  qui  non  andiamo da  nessuna  parte,  apriamo  un
  carosello  che  chissà da dove parte e non si  sa  dove  andiamo  a
  finire. Noi abbiamo l'esigenza vera di dare delle risposte certe  e
  precise   e   di   non  eludere  un  tema  che,  come   dice   lei,
  opportunamente,  non si può restringere al campo della  formazione,
  perché  domani  mattina  ci  sarà  il  campo  della  comunicazione,
  dopodomani  mattina  il  campo delle energie  rinnovabili,  l'altro
  domani ancora il campo della sanità, e via di questo passo.
   Però l'esigenza di dare risposte con tempi certi noi l'abbiamo.
   Non può neppure passare l'idea che qui si mandi in Commissione  un
  testo  e  lo si affossi per parlarne poi alla prossima legislatura,
  perché  questo,  credo, è quello che i siciliani assolutamente  non
  vogliono.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  oggi  si  doveva
  parlare   di   quella   che   tutti   chiamano   la   nuova   norma
  antiparentopoli,  ma  chi dovrebbe toccare  per  noi  questa  norma
  antiparentopoli.
   Bene,  tutti  quelli che hanno fatto affari o  continuano  a  fare
  affari con i soldi pubblici e con la regione siciliana. Quindi, non
  solo  la  classe politica, ma anche i dirigenti, se ci  sono  degli
  assessori, o gente che lavora negli assessorati.
   La  volta  scorsa notavo con molto piacere che c'era qualcuno  che
  era  in  piena  frenesia, parlava con tutti, per poco  non  parlava
  anche con i quadri, forse perché questa legge gli faceva tremare  i
  polsi.
   Questo  disegno  di  legge è arrivato in Aula  perché  è  successo
  qualcosa  nella  formazione, che è sempre sotto i riflettori  della
  stampa,  quindi  sotto l'onda di quello che è  lo   tsumani   degli
  scandali.  Ma  quest'Aula  veramente  crede  che  gli  affari,  gli
  affaristi,  i faccendieri sono solo nella formazione professionale?
  Vogliamo  veramente che con questo disegno di legge, qualora  verrà
  approvato  -  perché  per  come  viene  presa,  le  cose  serie  in
  quest'Aula si portano alle calende greche - si chiudano  gli  occhi
  sulla  gestione dei rifiuti? Perché se c'è qualcuno che  può  avere
  una   discarica,  potrebbe  avere  dei  conflitti   di   interesse,
  sull'acqua, nelle comunicazioni e, soprattutto, in quello che è  il
  50 per cento del bilancio regionale, cioè la sanità.
   Tante  potrebbero  essere le criticità che riguardano  la  sanità,
  gare  di  appalti e servizi, assegnazione delle licenze per  quanto
  riguarda le farmacie, ora ci sono 229 nuove farmacie che dovrebbero
  aprire, le convenzioni di centri e cliniche private.
   Purtroppo  quello  che penso è che questa classe politica  resterà
  sempre  immobile e non cercherà di prevenire quelli  che  sono  gli
  scandali,  quegli  scandali  che poi io  definisco  i   segreti  di
  Pulcinella ,  che tutti sanno e poi ogni tanto la  magistratura  si
  attiva e porta alla ribalta delle cronache.
   Si  parla  sempre del famigerato Commissario dello Stato  che  può
  impugnare  questa  legge, ma quello che voglio far  notare  ai  qui
  presenti è che purtroppo quest'Aula, come accennava prima chi mi ha
  preceduto, ha bisogno di leggi forse perché non riesce ad avere  un
  codice  etico, perché non serve un codice etico dentro  quest'Aula,
  serve  un  codice  etico dentro i partiti che invece  di  candidare
  gente  che porta bacini di voti candida gente integerrima che vuole
  fare gli interessi di tanti e non i propri interessi.
   Ora  mentre noi stiamo qui a parlare c'è gente che ancora continua
  ad  ammazzarsi  per un lavoro e per uno stipendio e c'è  gente  che
  vuole continuare a difendere i propri privilegi.
   Vedete che differenza c'è in questo momento
   Ed io vi dico solo una cosa: guardate in fondo all'Aula e guardate
  la  serenità  che c'è stata in quei quattordici ragazzi.  E  sapete
  perché  quei quattordici ragazzi sono sereni? Perché hanno le  mani
  libere, libere di votare, perché non hanno interessi col pubblico e
  quindi se hanno le mani libere possono votare con coscienza  e  non
  per interessi personali.
   Quando  un  giorno  decideremo di cambiarla questa  Sicilia,  sarà
  necessario  fare delle riforme, riforme che guardano gli  interessi
  di molti e non quelli personali.

   PRESIDENTE.  Onorevoli Zito, intervengo solo per sottolineare  che
  non  sono  solo i quattordici ragazzi ma tutti i novanta  deputati,
  fino  a  prova contraria, ad avere le mani pulite, ripeto,  fino  a
  prova contraria.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,  non
  per  voler rimarcare quello che ha detto l'onorevole Zito,  ma  lui
  non  ha  parlato  di  mani  pulite,  ha  parlato  di  mani  libere,
  altrimenti  è  chiaro  che  avrebbe sicuramente  offeso  gli  altri
  deputati che credo rappresentino, con la sua stessa dignità  e  col
  suo gruppo, tutti i siciliani.
   Su   alcune   cose  che  sono  state  dette  devo  necessariamente
  intervenire, anche perché, essendo stato il presentatore del  primo
  disegno  di  legge  sulla materia, non mi piace  assolutamente  che
  qualcuno pensi che questo disegno di legge è stato da me presentato
  sotto  l'onda  e  la spinta delle manette e sotto  l'idea  che  una
  concezione forcaiola della politica ci doveva spingere a legiferare
  per  cercare  di  colpire qualcuno. Perché,  quando  ho  presentato
  questo  disegno  di  legge, il 13 dicembre del  2012,  non  avremmo
  pensato  assolutamente  che  potevano scattare  delle  indagini  su
  questo  argomento, e quindi questo mio disegno di legge non nasceva
  dalla  volontà  di  colpire  qualcuno, ma  nasceva,  invece,  dalla
  necessità  di  equiparare  le  norme  regionali  alla  legislazione
  nazionale  in  tema  di  incompatibilità  all'ufficio  di  deputato
  regionale.
   Cosa  era successo? Vi era stata una vicenda, che si era protratta
  per  oltre  tre anni, che aveva visto un deputato regionale  essere
  eletto sindaco di una grande città e di fronte al fatto che poi era
  intervenuta  la giustizia amministrativa stabilendo  che  anche  in
  Sicilia  i rappresentanti del popolo dovevano sottostare  a  quella
  che  era la legislazione nazionale in materia, era evidente che  vi
  fosse  una  lacuna, un vulnus nella legge regionale  per  la  quale
  bisognava adeguare la legge siciliana a quella nazionale.
   Questa era la motivazione per la quale avevo presentato il disegno
  di  legge, non più di questo, per essere chiari. Dopo di ché, vi  è
  stata  la volontà da parte del Governo di presentare un disegno  di
  legge a tutela del buon andamento dell'Amministrazione regionale ed
  i due disegni di legge, purtroppo, sono stati abbinati. Due disegni
  di  legge  che, per essere chiari, forse non meritavano  di  essere
  abbinati,  perché  il  mio trattava un argomento  di  facile  e  di
  immediata  soluzione, perché sulla vicenda era già  intervenuta  in
  maniera consolidata la giurisprudenza siciliana e dall'altra parte,
  invece  vi  era  da  parte  del Governo  nazionale  e  del  Governo
  regionale la volontà di mettere insieme, come al solito, politica e
  giustizia, politica e volontà, forse anche inconscia, di  eliminare
  gli  avversari  al  proprio interno ricorrendo alla  legge  e  alla
  magistratura.
   Questo atteggiamento forcaiolo che da  fattoria degli animali   di
  Orwell non mi appartiene, non appartiene nemmeno alla parte che  io
  rappresento e di conseguenza oggi qui, signor Presidente,  le  dico
  che  non  condivido  la  scelta della  Presidenza  di  rinviare  la
  trattazione del disegno di legge.
   E'  vero  che  lei ha, giustamente, invocato il regolamento,  però
  vorrei  ricordare  qual  è  la funzione di  questa  Assemblea,  una
  funzione precipua che è quella di fare le leggi.
   Noi  abbiamo  il  nostro ufficio legale, abbiamo i nostri  valenti
  funzionari, non abbiamo bisogno né del Governo né dei bravi tecnici
  e  dei funzionari della Presidenza della Regione, perché abbiamo  i
  nostri  che,  fino a prova contraria, non temono il  confronto  con
  nessun  altro.  Inoltre  i  funzionari, in  questa  vicenda,  hanno
  operato  in  maniera corretta e lineare, portando la Commissione  a
  predisporre un testo di legge che questa sera potevamo  e  dovevamo
  discutere  e  approvare - eventualmente stando qui anche  tutta  la
  notte  -  cercando di capire quale fossero i limiti entro  i  quali
  avremmo dovuto muoverci.
   Non  invochiamo la presenza del Governo su un'attività  che  è  di
  esclusiva  competenza di quest'Assemblea. Vogliamo  ridiscutere  il
  testo   in  Commissione?  Riaffrontarlo  nuovamente,  vedere   come
  muoverci?  Dobbiamo  farlo noi, non possiamo accettare  l'idea  che
  questo  Parlamento si spogli delle proprie funzioni per  assegnarle
  al  Governo. Già il Governo opera nella sua competenza  -  e  opera
  male  - se dovesse anche occuparsi di vicende legate all'Assemblea,
  all'attività   legislativa,  credo   che   avremmo   varcato   ogni
  accettabile limite.
   Per  questo  motivo,  signor Presidente, accetto  l'idea  che  lei
  voglia  rimandare la discussione, ma una volta che  la  Commissione
  avrà  di nuovo iniziato la discussione e mandato in Aula un  testo,
  quel  testo  andrà  discusso, approvato, affrontato,  eventualmente
  bocciato, ma stiamo attenti, non prendiamo come compagno del nostro
  viaggio un elemento che sia è claudicante. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Vinciullo,  il  suo  intervento  mi
  permette  di  ribadire,  a  scanso di  equivoci,  un  concetto:  la
  Commissione  ha  evidenziato, argomentando molto approfonditamente,
  che  ci  sono problemi di costituzionalità, e la Commissione stessa
  ha invitato a una riscrittura il Governo. In forza del Regolamento,
  all'art.  68ter, non si tratta di una enunciazione  che  si  fa  in
  Aula;  la  Commissione ha il potere e il dovere di dare termini  al
  Governo  affinché  risponda. Questo è merito del lavoro  che  viene
  fatto dalla Commissione e da quest'Aula.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  ascoltato  con
  attenzione  gli interventi di questa sera. Devo dire che  credo  di
  essere  quasi a conclusione di questa esposizione da parte,  più  o
  meno,  di tutti i Gruppi. Penso di potere parlare anche a nome  dei
  miei  colleghi:  noi siamo abbastanza contenti che  in  quest'Aula,
  finalmente,  si  discuta  qualcosa di  utile,  utile  perché  siamo
  stanchi  di  una  cronaca  che continuamente  umilia  la  politica,
  raccontando e insinuando fatti spiacevoli; questo pesa sulle spalle
  dei  deputati e dei cittadini onesti che si adoperano per  il  bene
  della Sicilia.
   Ho sentito che qualcuno crede che si tratti di una legge simile  a
  un   accanimento terapeutico , che sia un provvedimento inutile per
  lo  sviluppo della Sicilia, ma noi pensiamo che quando ci siano dei
   mali  estremi ,  bisogna  ricorrere a degli   estremi  rimedi ,  e
  questo   forse  è  il  momento  storico  in  cui  questa   leggenda
  metropolitana ,   può  essere  ammessa.  Mettiamo   una   barriera,
  difendiamoci attraverso un disegno di legge che ci metta al  riparo
  da  qualsiasi insinuazione, che getta veramente un fascio  di  luce
  intorno a questo cono d'ombra che sovrasta la politica e che non le
  restituisce la giusta dignità e l'altissimo valore che  ha  per  lo
  sviluppo della Sicilia.
   Se  per il raggiungimento delle pari opportunità delle donne si  è
  ritenuto necessario in questa Aula votare il doppio voto di genere,
  quindi  dare  un aiutino alle donne per accedere in  politica,  non
  vedo  perché  non si debba dare e concedere un aiutino affinché  la
  politica  possa essere finalmente e veramente libera.  Perché  ogni
  deputato,  praticamente, non potrà favorire  questo  o  quell'altro
  parente,  e  quindi potrà operare liberamente, con la  legge  dalla
  propria parte.
   Paradossalmente,  questa  per noi è una  grande  opportunità,  una
  liberazione per potere operare e portare il nostro mandato fino  al
  compimento, senza subire le pressioni che si potrebbero  presentare
  qualora   un  nostro  parente  stretto  decidesse  di  intrattenere
  rapporti di tipo economico con la Regione. Quindi siamo favorevoli.
  E  devo  dire  che questo potrebbe avere anche uno slancio  per  la
  Sicilia,  perché  non  dobbiamo  sottovalutare  i  segnali  che   i
  cittadini  ci mandano. Quando questa frustrazione, questo  continuo
  sospetto  nei riguardi di una politica veramente di basso  livello,
  fatta  di favoritismi, viene smentita quando il cittadino vede  che
  chi  lo  rappresenta  è  veramente libero,  al  di  fuori  da  ogni
  sospetto,  si  dà  quella  marcia in  più,  quella  voglia,  quella
  speranza, quel desiderio di crederci e di potere utilizzare i tanti
  strumenti che già ci sono.
   I  cittadini  non  si sentiranno più sfiduciati dicendo   va  beh
  tanto  lo  so  i  politici poi faranno sempre  il  loro  interesse,
  coltiveranno il loro orticello'. Forse senza questo schema mentale,
  questa cristallizzazione, potremmo avere quella marcia in più, quel
  quid  che magari oggi lascia tanti sfiduciati abbandonarsi anche  a
  gesti estremi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panarello.  Ne  ha
  facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  la
  lettura  da parte sua del Regolamento abbia indirizzato l'esito  di
  questa  discussione in una direzione precisa. Onestamente, e  fermo
  restando  la  discussione  animata che c'è  stata  in  Commissione,
  considero  discutibile  -  e  concordo su  questo  con  l'onorevole
  Vinciullo  - che da parte di una Commissione legislativa si  chieda
  al   Governo   di   rivedere   o   riconsiderare   i   profili   di
  costituzionalità di una norma. Da questo punto di vista, la  stessa
  lettura  del  Regolamento,  da  parte  sua  correttissima,  non   è
  pienamente convincente.
   Intervengo anche perché si è sviluppata a partire da questa  norma
  una  discussione  che  credo meriti una riflessione.  So  bene  che
  l'onorevole Musumeci è molto sensibile su questi temi, e non è vero
  che c'è una alternativa fra la ricerca di moralità in politica e la
  risposta  ai bisogni drammatici che hanno le persone. Le  due  cose
  non  sono in conflitto. Si può discutere se la proposta del Governo
  è adeguata o meno, se è pienamente corrispondente alla necessità di
  introdurre ulteriori elementi di moralità in politica,  ma  non  si
  può  dire  che noi non siamo in grado di dare risposte  ai  bisogni
  materiali  dei  siciliani e cerchiamo invece di  dare  risposte  in
  termini brutali.
   L'onorevole  Musumeci capisco che qui ha fatto  una  metafora,  ha
  parlato  di  manette.  Io penso, invece, che noi,  a  tutela  della
  nostra  funzione  di  parlamentari  e  di  uomini  politici,  siamo
  interessati  affinché i nostri concittadini,  i  nostri  potenziali
  elettori, le persone che noi rappresentiamo - perché noi siamo  qui
  per  questo  -  pensino  che facciamo di  tutto  per  prevenire  la
  possibilità  che  chi rappresenta il popolo possa approfittare  del
  ruolo che ha per i propri interessi personali.
   Questo è il tema, ed è un tema che non merita una contrapposizione
  come  quella  che ho percepito in quest'Aula, perché  tutti  quanti
  dovremmo  convenire su questa necessità e trovare il modo  migliore
  per  farlo;  io non discuto e non escludo la nobile tradizione  del
  codice etico, l'onorevole Musumeci converrà con me che tanti codici
  etici  sono  stati poi travolti, al di là delle ottime  intenzioni,
  dalla  realtà  dei  fatti, ed io dico che il Parlamento  deve  fare
  tutto quello che è possibile.
   Mi  permetto  di  ricordare a tutti i colleghi che io,  all'inizio
  della   legislatura,   ho   mandato  una  lettera   al   Presidente
  dell'Assemblea e a tutti i capigruppo, anche questo  a  tutela  del
  Parlamento  e della nostra funzione, per segnalare che, modificando
  il Regolamento interno del Parlamento, quindi senza bisogno di fare
  una  legge, coloro che fossero stati oggetto di misure interdittive
  da   parte  della  Magistratura,  sarebbe  potuti  decadere   dagli
  incarichi che avevano all'interno dell'Assemblea.
   Spero  che nel momento in cui si apre questa discussione da  parte
  dei  componenti  della Commissione Regolamento  si  possa,  diciamo
  così, prendere in considerazione questo atto.
   Questo  non  significa la condanna di chi si  trovasse  in  queste
  condizioni,  perché  anche coloro che sono oggetto  di  una  misura
  interdittiva possono, nel corso del processo, dimostrare la propria
  innocenza,  e  non è questo in discussione, perché  non  credo  che
  bisogna indulgere al giustizialismo.
   Io dico, però, che chi si trova in queste condizioni e rappresenta
  il  Parlamento  nelle varie cariche, ha il dovere di  salvaguardare
  l'Istituzione,  che viene prima della persona che quindi,  in  quel
  caso, decade dall'incarico che ha.
   Noi dovremo operare in questa maniera e non ci fa onore, onorevoli
  colleghi, che ci dividiamo su un tema sul quale poi tutti quanti, a
  parole,   siamo   d'accordo,  non  deve  diventare   un   tema   di
  contrapposizione tra di noi, ma deve diventare un  tema  sul  quale
  tutti  lavoriamo  affinché  fenomeni che tutti  quanti  condanniamo
  siano   affrontati  perché  non  si  ripetano  o  comunque  abbiano
  difficoltà a ripetersi.
   Questo è il dato, ed io penso che, ferme restando le procedure che
  non  discuto,  ferme restando le decisioni della Commissione  delle
  quali  prendo atto, mi auguro che ci sia un sussulto da  parte  del
  Parlamento  perché  diventi il protagonista di  una  normativa  che
  renda  più  difficile  la  commistione  tra  la  rappresentanza   e
  interessi personali. Questo è il tema
   Ha ragione l'onorevole Foti quando dice che i cittadini apprezzano
  molto  che  in  un  contesto così drammatico  dal  punto  di  vista
  sociale,  chi  fa  politica, chi li rappresenta tenta,  o  comunque
  opera  per  evitare  che  abusi che attengono  alla  responsabilità
  personale  e  individuale, abusi compiuti da persone che  fanno  il
  nostro   stesso   mestiere,  ricadano  sull'intera   rappresentanza
  politica e istituzionale.
   Veramente  noi rischiamo, senza volerlo, di incrinare  la  fiducia
  dei  cittadini nelle Istituzioni e nella politica ed  è  la  morte,
  come è noto a tutti voi, della democrazia.
   Io  suggerirei,  quindi, a tutti, fermo restando,  sicuramente  il
  presidente dell'Assemblea ci aiuterà a trovare il bandolo di questa
  matassa  che si sta aggrovigliando, di esercitarla questa funzione,
  nel  modo  migliore,  decidendo anche sugli  eventuali  profili  di
  incostituzionalità;  ma diamo un segnale, nel  momento  in  cui  la
  questione  è  stata  posta  all'ordine  del  giorno,  positivo   ai
  cittadini, che c'è un Parlamento che non si chiude, perchè poi  una
  parte del dibattito che c'è tra di noi può essere interpretata come
  una commedia, come un teatrino per non produrre niente.
   Suggerirei a tutti di evitare questo giudizio tranchant  da  parte
  dell'opinione pubblica, da parte dei cittadini e trovare, per  così
  dire,   le  condizioni  per  approvare  rapidamente  questa  norma,
  migliorarla  per  quanto  possibile,  ma  segnalare  che   c'è   un
  Parlamento non insensibile al tema della moralità in politica.

   PRESIDENTE. Onorevole Panarello, le debbo dare atto che lei è  uno
  di  quelli  che  più  di  altri  ha  insistito,  anche  sulla  base
  dell'esperienza  purtroppo negativa della  precedente  legislatura,
  proprio  ad  inizio di questa XVI legislatura, facendomi  pervenire
  una  nota  nella quale rappresentava la necessità che  in  caso  di
  misure  interdittive nei confronti, facendo i debiti scongiuri,  di
  componenti dell'Ufficio di Presidenza...

   PANARELLO. No, no, tutti quanti, anche di Commissioni

   PRESIDENTE  L'Ufficio di Presidenza, Commissioni di chiunque abbia
  incarichi all'interno di questa Assemblea.
   Per  chiarezza,  il  disegno di legge  non  viene  cancellato  dal
  calendario  dei lavori, rimane nel programma dei lavori  perché  si
  possa  concludere  con l'approvazione di questo  disegno  di  legge
  entro la chiusura della sessione estiva.
   La  Commissione  ha  fatto  un ottimo lavoro  perché  mi  è  stato
  evidenziato  da  voi  stessi  che vi sono  profili  consistenti  di
  incostituzionalità; quindi la Commissione è entrata per fortuna nel
  merito, peraltro, la decisione della Commissione è stata quella  di
  investire  sotto  forma di riscrittura il Governo.  Il  Regolamento
  interno le dà una mano anche per stabilire i tempi certi e  se  c'è
  univocità  negli  obiettivi che vogliamo raggiungere,  lo  possiamo
  fare,  singoli parlamentari, singoli gruppi, Commissione e Governo.
  Dia i termini al Governo evidenziando quali sono i profili che sono
  emersi  in Commissione, questo lo ripeto lo prevede il Regolamento,
  nel  caso  in  cui il Governo non dovesse decidere, la  Commissione
  d'intesa con l'Aula prenderà i provvedimenti consequenziali.

   FORZESE,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORZESE,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, al di là delle battute,  in  certe
  occasioni,  là dove in momenti di finanziaria, pur sapendo  che  un
  qualcosa   non   la   si   può   fare   perché   viene   impugnato,
  strumentalmente,  non si riesce mai a capire il  perché  nonostante
  qualcuno  sostiene  che  non  può  essere  fatto,  poi  si  dà   la
  possibilità al Commissario

   PRESIDENTE.  E'  grave quello che sta dicendo da presidente  della
  Commissione,  onorevole Forzese, io non mi presto  al  gioco,  l'ho
  detto al momento del mio insediamento. Quello che lei sta dicendo è
  grave,  perché sta praticamente dando riconoscimento a tutti coloro
  che  vogliono  dire:   tanto poi provvederà  il  Commissario  dello
  Stato  Io  le  dico invece che ogni volta che il Commissario  dello
  Stato boccia una legge è uno schiaffo che dà all'intero Parlamento.
  E noi, da parlamentari, dobbiamo evitarlo questo.

   FORZESE,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  lei si riscalda il più delle volte non  tenendo  conto
  che  tra  di  noi ci si conosce, e lei ha quanto meno il sacrosanto
  diritto  di farmi parlare, perché il più delle volte excusatio  non
  petita non funziona col sottoscritto
   Per  quanto  mi  riguarda  la  Commissione  non  può  essere,  nei
  confronti  di questo Parlamento, se mi consentite, come la  vittima
  del lavoro che ha già fatto e ha dimostrato di saperlo fare, perché
  come ha già detto qualche altro collega, in presenza del Presidente
  Crocetta  con i dirigenti e funzionari tutti, il disegno  di  legge
  venne condiviso e anche votato.
   Pertanto,  qualora vi fossero state delle vicende di  impugnazione
  da  parte  del  Commissario dello Stato in quella occasione  poteva
  essere   tranquillamente  anche  detto  che  era  incostituzionale,
  pertanto,   se  mi  consente,  signor  Presidente,  lei   non   può
  riscaldarsi prima ancora che un

   PRESIDENTE Onorevole   Forzese,  rilegga   quello   che   la   sua
  Commissione  ha  deliberato. L'onorevole Panepinto  ha  parlato  di
  condivisibili profili di illegittimità costituzionale  che  la  sua
  Commissione, lei era assente, ma lei l'ha letto ed evidenziato; lei
  mi  sta dicendo andiamo avanti, tanto poi ci penserà il Commissario
  dello Stato. Non glielo consento.

   FORZESE.  Allora, signor Presidente, considerato il fatto  che  in
  quella  occasione  ritengo che i colleghi tutti  abbiano  condiviso
  questo disegno di legge denominato  anti-parentopoli', venne  fuori
  poi, caro Falcone, la sotto commissione.  Della sottocommissione ne
  hanno  fatto parte anche i funzionari e i dirigenti, e se non  vado
  errato   partecipò  anche  il  Segretario  generale  del   Governo.
  Pertanto,  se vi fosse stato ancora una volta un qualcosa  là  dove
  poteva  tranquillamente essere detto: è incostituzionale, di fatto,
  la  sottocommissione poteva tranquillamente dire, alla commissione:
  scusi  Presidente Ancora  una volta ribadisco,  signor  Presidente,
  l'esigenza  di potere parlare, perché al di là della  battuta,  lei
  il  più  delle  volte non avverte che ha l'esigenza,  non  solo  di
  rappresentare  questo Parlamento, ma anche il  sacrosanto  rispetto
  che deve ai colleghi parlamentari.

   PRESIDENTE.  Onorevole Forzese, lei rappresenta  una  istituzione.
  Lei  poc'anzi  ha  letto  che  la sua  Commissione  ha  evidenziato
  condivisibili profili di illegittimità costituzionale,  lei  ha  il
  dovere  di  risolvere il problema, ha individuato un percorso,  lei
  deve dare i termini al Governo per rispondere, l'avrebbe già dovuto
  fare, si sarebbe dovuto presentare in quest'Aula, con la soluzione,
  invece di scaricare e di fare melina.

   FORZESE.  Ci  arrivo, signor Presidente. Poco fa qualche  collega,
  carissimo  onorevole  Musumeci, perché lei  è  sempre  attento,  ha
  parlato di  ping-pong . Se c'è qualcuno che sa giocare bene a  ping-
  pong   è il Presidente Ardizzone, che  non riesce mai a far parlare
  il  Presidente della Commissione  Affari Istituzionali',  che  egli
  stesso  dice avere un ruolo istituzionale. E per tale ragione,  che
  ho  l'esigenza di parlare per poi arrivare a quello che poco fa  le
  ho letto se riesco a parlare.
   Tuttavia,  ritengo  che lei abbia scaricato la volta  scorsa  alla
  Commissione perché potesse ancora una volta riscrivere  il  disegno
  di  legge e quest'ultimo arriva in Commissione. La Commissione,  di
  fatto, ne prende responsabilità per quello che ha letto, per quello
  che  poi  ho  anche aggiunto dicendo che comunque  qualora  volesse
  questo  Parlamento potrebbe, di fatto, anche continuare nei  lavori
  d'Aula,  o  comunque  riscrivere il testo. E' verbalizzato  il  mio
  intervento; ma vorrei tornare  al ragionamento iniziale.
     Io ritengo però che così come lei ha fatto quest'oggi, che si  è
  avvalso di leggere l'articolo che prevede che la commissione  possa
  dettare i termini al Governo, non capisco la ragione perché non  mi
  è  stato  detto  prima  alla  presenza  del  Governo  nella  scorsa
  riunione, dove poteva tranquillamente

   PRESIDENTE  lei ha il dovere di conoscere il Regolamento, non vada
  oltre, lei ha il dovere, lei è il Presidente della Commissione,  si
  legga il Regolamento interno.

   FORZESE...  Lei  ne  ha  preso atto solo oggi;  tanto  lei  bluffa
  Presidente,  perché  lei poco fa ha chiesto ai  dirigenti  di  aver
  letto  l'articolo,  non è così . Tanto lei  non  può  ingannare  il
  Parlamento, non può ingannarlo

   PRESIDENTE  Vada avanti con il suo intervento.

   FORZESE  Lei non lo può ingannare.
     E detto questo, concludo dicendole che la Commissione ancora una
  volta  sarà riunita martedì per incontrare i commissari delle nuove
  province,  così  come  ha  detto poco fa  il  Presidente  Musumeci,
  responsabilmente  entra  nel  merito  dei  commissari  delle  nuove
  province.  Mercoledì  prossimo sarà riunita ancora  una  volta  per
  parlare  delle  due  nomine che sono giunte, che lei ha  scaricato,
  dopo  l'ordine  del  giorno  di ieri,  alla  commissione,  il  caso
  praticamente dell'ISAP e del CIAPI.
   Detto questo, perché lei poteva tranquillamente dopo l'ordine  del
  giorno  di ieri non rimandarle o mandarle in Commissione, tuttavia,
  le  dico,  che mercoledì si riunirà ancora una volta la Commissione
   Affari  Istituzionali', e come lei ben ricorderà, e  ricorderà  il
  Parlamento  tutto,  nella  preferenza di  genere  fu  costretto  il
  Parlamento  ad  aprire  una  finestra  per  approvarla  grazie   al
  sottoscritto. E questa legge sull'antiparentopoli, a costo  di  non
  andare  in  ferie, la faremo prima della sessione estiva perché  io
  riunirò la Commissione lunedì o domani stesso, detterò i termini al
  Governo e comunque lei ha con il sacrosanto rispetto dovuto  perché
  questa legge possa essere approvata prima della sessione estiva.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prendiamo atto che finalmente,  la
  prima  Commissione, così come previsto dal Regolamento, ve ne  darò
  copia, detterà i termini al Governo.
   La  prossima volta, onorevole Forzose, la inviterei ad essere  più
  attento  nei  rapporti  istituzionali con il Governo,  soprattutto,
  quando vi sono profili che non convincono la sua Commissione, che è
  una  Commissione  di  merito. I profili debbono essere  analizzati,
  esaminati, e bisogna relazionare in Aula, questo è il compito che è
  chiamata a svolgere una Commissione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Federico è  in  congedo  per
  oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE. Resta stabilito deciso che questi due disegni di legge
  sono  iscritti  all'ordine  del giorno,  così  come  in  precedenza
  concordato.
     La Commissione ha il dovere di formalizzare la richiesta in base
  all'articolo  63 del regolamento al Governo laddove ci  sono  delle
  perplessità e delle lacune che la stessa Commissione ha evidenziato
  e,  quindi, di riferire in Aula, possibilmente prima della chiusura
  della sessione estiva.
   Discussione del disegno di legge «Norme in materia di scostamento
  degli indicatori occupazionali per le misure del POR 2000/2006» (n.
                                 271/A


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge  «Norme
  in  materia  di scostamento degli indicatori occupazionali  per  le
  misure del POR 2000/2006» (n. 271/A, posto al numero 3.
   Invito   i   componenti  la  III  Commissione  a  prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Invito  l'onorevole Marziano, magari a rimettersi al  testo  della
  relazione  scritta e rinvio la discussione generale  alla  prossima
  settimana.
   Ha  facoltà di parlare l'onorevole Marziano, relatore del  disegno
  di legge.

   MARZIANO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Brevemente,
  signor  Presidente,  per dire che oltre al  testo  già  depositato,
  abbiamo  intenzione di integrare il testo con una norma, cosiddetta
  di  salvaguardia, cioè una norma che sospende la esecutività  della
  legge,  fino  a quando non si otterrà l'autorizzazione  dell'organo
  competente   di   livello  europeo.  In  questo   modo,   noi   con
  l'approvazione  della legge e questa norma di  salvaguardia  avremo
  intanto  deliberato, quindi manifestato la volontà del  Parlamento,
  senza   per  questo  fare  produrre  effetti  alla  legge  e  senza
  incorrere, in conseguenti procedure di infrazione europea.
     E'  un  modo  per  dare  un  segnale al  sistema  della  aziende
  interessate, ma allo stesso tempo,  prestare attenzione anche  alle
  procedure europee e alla autorizzazione da parte dell'Europa.

   PRESIDENTE.  Do   termine fino a lunedì 5 agosto  2013,  alle  ore
  12.00, per la presentazione di eventuali emendamenti al disegno  di
  legge    Norme   in   materia  di  scostamento   degli   indicatori
  occupazionali   per   le   misure  del  POR   2000/2006   e   della
  programmazione regionale 2007/2013. E allora, l'Aula è  rinviata  a
  martedì  6 agosto 2013 ore 16.  Dopo che approveremo il disegno  di
  legge ivi compreso l'antiparentopoli.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   CAPPELLO. Chiedo di parlare a norma dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.   Signor  Presidente,  Assessore,  colleghi,  cittadini,
  giovedì  scorso attraverso, diciamo, le informazioni  che  ci  sono
  pervenute da parte di nostri colleghi del movimento Cinque stelle a
  Roma,  abbiamo  intercettato  una notizia  che  altrimenti  sarebbe
  passata  in  sordina visto che, e di questo me ne rammarico  perché
  pensavamo  che il Presidente Crocetta venisse qui in  Aula  oggi  o
  ieri, o nel corso di una seduta successiva al giovedì scorso, e  mi
  riferisco alla revoca della revoca delle autorizzazioni del MUOS.
   E'  un  atto grave quello che è successo che se non avessimo  dato
  notizia  alla  stampa probabilmente a partire da questo  Parlamento
  tutti i siciliani sarebbero stati privati di questa importantissima
  decisione che ha visto vanificare tutto un percorso che quest'Aula,
  a partire da quelle due mozioni che furono votate all'unanimità e a
  finire  con  l'ottenimento  della revoca,  per  l'appunto,  abbiamo
  dovuto subire.
    Questo Presidente, che non si è nemmeno degnato di venire in Aula
  a  giustificare le ragioni di questa azione, ha compiuto,  come  ho
  detto  prima, un atto gravissimo perché ha consentito appunto  agli
  americani  di  completare il MUOS; con la revoca  della  revoca  ha
  perso  la causa davanti al CGA che non si è nemmeno trattata, visto
  che  sicuramente  sarà  stata dichiarata  cessata  la  materia  del
  contendere e ha spogliato ancora una volta della propria  sovranità
  questo Parlamento.
   Io  penso che quando si assume una responsabilità come quella  che
  ha  assunto  il  Presidente  Crocetta  di  fronte,  innanzitutto  a
  quest'Aula, e quindi a tutti i siciliani - ricordo che ci sono  ben
  3 Consigli comunali in questo momento in Sicilia ad essere occupati
  da  comuni  cittadini, mi riferisco a Caltagirone, a  Ragusa  ed  a
  Niscemi - compie un atto di codardìa.
   Il  Presidente  Crocetta  ha barattato la  salute  dei  siciliani,
  perché questo ha fatto, in cambio di che cosa, noi non lo sappiamo,
  lo  abbiamo invitato attraverso gli organi di informazione a venire
  qui in Aula e a riferire a questo Parlamento, che gli aveva dato un
  mandato  preciso, e a tutti i siciliani, che si sono  mobilitati  a
  migliaia  durante le manifestazioni che ci sono state a Niscemi,  e
  non lo ha fatto e non lo continua a fare. E la sua assenza è grave,
  dimostra  di  non  avere  alcun senso di responsabilità  e  di  non
  volersi assumere altra responsabilità rispetto ai siciliani.
     Il  Presidente Crocetta ha perso un appuntamento con la  storia,
  perché revocare appunto le autorizzazioni è un appuntamento con  la
  storia.
     Noi  parliamo  di  specialità,  di  Statuto,  di  autonomia,  il
  Presidente scarica sul Parlamento attraverso una lettera che gli ha
  inviato  se non mi sbaglio sollecitando i parlamentari ad approvare
  praticamente  una  legge dopo avere fatto la revoca  della  revoca,
  come   se   fossimo  noi,  dopo  l'atto  della  mozione   approvata
  all'unanimità,  ad avere la responsabilità di questa  revoca  delle
  revoca
   Eppure  aveva vinto una causa davanti al TAR  Perché non è  andato
  avanti?  Perché  ha  preferito perderla? O meglio  fare  dichiarare
  cessata  la materia del contendere? Perché ha nascosto a quest'Aula
  e  ai  siciliani  una  decisione così grave? E perché  continua  ad
  essere lontano da quest'Aula nei cui confronti avrebbe il dovere di
  dare tutte le spiegazioni?
     E  allora  io penso che questo Governo non meriti la fiducia  di
  quest'Aula,  perché un Governo che non è in grado di  assumersi  le
  proprie  responsabilità,  non  merita  la  fiducia  dei  siciliani.
  Grazie.

   TRIZZINO.  Chiedo di parlare a norma dell'art. 83,  comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io   volevo
  riportare l'attenzione di quest'Aula ad un tema che ha appassionato
  tutti  gli  onorevoli  che compongono questo  Parlamento  e  li  ha
  appassionati  in  modo condiviso, perché la  mozione  che  è  stata
  votata qualche mese fa ha ottenuto l'unanimità. Il problema però  è
  che  poi  questa  mozione si è interrotta di colpo  perché  ad  una
  settimana - come diceva l'onorevole Cappello - il Presidente  della
  Regione ha deciso di revocare l'atto con il quale era stato chiuso,
  era stato revocato, l'impianto militare di Niscemi.
   Oggi  noi chiediamo al Presidente della Regione di spiegare quelle
  che  sono  le  motivazioni che hanno animato questa  scelta.  E  lo
  abbiamo chiesto più volte e lo chiediamo ancora oggi.
   Perché probabilmente ci stiamo dimenticando dell'importanza che ha
  avuto questa mozione e dell'importanza che ha ribadire il valore di
  una volontà corale di questo Parlamento. Noi ci stiamo dimenticando
  che  la  scelta  che  è  stata fatta dal Presidente  della  Regione
  disattende  tutta  una serie di principi che erano  contenuti,  sia
  nella  mozione che in quelle audizioni, che sono state trovate  sia
  nella  Commissione  Ambiente  che  nella  Commissione  Sanità.  Noi
  dimentichiamo che la scelta che è stata fatta dal Presidente  della
  Regione  disattende  una delle deduzioni che  era  contenuta  nella
  famosa  relazione dell'Istituto superiore di sanità.  Dimentichiamo
  che  quella famosa relazione sulla quale si è deciso di operare  in
  questo senso conteneva due deduzioni, non una sola; una deduzione a
  favore,  ed  una  contro.  E la cosa più importante  è  che  quelle
  deduzioni  contro  sono  state fornite dagli  esperti  nominati  da
  questa Regione.
   Noi chiediamo di sapere il motivo per il quale il Presidente della
  Regione  ha  disatteso la seconda deduzione ed ha preso  per  buona
  soltanto la prima.
   Noi  vogliamo sapere anche un'altra cosa: il motivo per  il  quale
  una  relazione autorevole come quella dell'Università  La Sapienza'
  è stata del tutto inascoltata.
   Ed  infine noi chiediamo un'altra cosa: in quella mozione  che  fu
  votata  qui  qualche  mese fa non si parlava soltanto  dell'aspetto
  salutistico.  Attualmente  pendono  tre  questioni  rilevanti   sul
  paesaggio  che sono state sollevate durante le relazioni presentate
  in Commissione e nella mozione presentata e votata all'unanimità in
  Aula. Queste tre questioni rimangono ancora inesitate.
   E  se  è  vero,  come  è  vero, che esiste  un  articolo  9  della
  Costituzione  che tutela il paesaggio e che tutela il  paesaggio  e
  che  impegna  lo Stato e le Regioni in questo senso,  noi  vogliamo
  sapere in luogo di che cosa è stato sacrificato l'articolo 9
   Ed  infine  -  e concludo - noi vogliamo una motivazione  che  sia
  valida  e  non  che sia suffragata da finte presunzioni  legate  ad
  ipotetici  risarcimenti del danno perché,  chiariamoci,  non  è  un
  risarcimento  del  danno  il  vero motivo  per  il  quale  è  stato
  disatteso questo Parlamento. Grazie.

   PRESIDENTE. No, onorevole Ferrandelli, non oltre i trenta minuti.
   Scusate, non sono ammesse bandiere
   Relativamente  all'ultimo  disegno di  legge,  il  n.  271/A,   il
  termine  per la presentazione degli emendamenti è lunedì  5  agosto
  2013, alle ore 12.00.
   Resta  inteso,  così  come  comunicato,  che  il  Governo   si   è
  formalmente  impegnato  a presentare un disegno  di  legge  che  va
  direttamente   ed   esclusivamente  in  II  Commissione   Bilancio,
  ribadisco,  solo esclusivamente in Commissione Bilancio e  riguarda
  le  disabilità e l'assistenza sociale in generale, perché si  possa
  procedere alla sua approvazione prima della chiusura della sessione
  estiva.

   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 6 agosto 2013,
  alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


       I   - Comunicazioni
  II   - Discussione dei disegni di legge:

          1)  -   Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e
              di incompatibilità con la carica di deputato regionale e di
              componente della Giunta regionale.   (nn. 51-38 bis- Norme
              stralciate I/A) (Seguito)

               Relatore: on. Alloro

          2)  -  Norme a tutela del buon andamento dell'amministrazione
              regionale ed a garanzia dei principi di legalità, trasparenza ed
              imparzialità dell'azione amministrativa.   (nn. 51-38 bis- Norme
              stralciate II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Panepinto

          3)  -   Norme in materia di scostamento degli indicatori
              occupazionali per le misure del POR 2000/2006.  (n. 271/A)
              (Seguito)

               Relatore: on. Marziano

                   La seduta è tolta alle ore 19.55

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

                       Risposte scritte ad interrogazioni

                     Rubrica «Attività produttive»

   FALCONE.  -«Al Presidente della Regione e all'Assessore  regionale
  per  le  attività  produttive, premesso che  l'Assemblea  Regionale
  Siciliana, con l'art. 9 della L.R. 26/2012, ha previsto che  per  i
  servizi  resi  a comuni, province e aziende sanitarie  provinciali,
  l'Istituto  regionale  per il credito alla cooperazione  (IRCAC)  è
  autorizzato   ad   intervenire,  in  qualità  di  cessionario,   in
  operazioni  di  cessione  irrevocabile  del  credito  pro   soluto,
  derivante  da  fatture,  emesse da cooperative  e  consorzi  per  i
  servizi  di  cui sopra, scadute da almeno tre mesi previa  apposita
  dichiarazione  scritta di riconoscimento del debito  da  parte  dei
  suddetti enti;

   considerato che:

   tale norma nasce dall'esigenza di evitare a cooperative e consorzi
  che  operano nel servizio socio-assistenziale di attendere anni per
  avere riconosciuto, dagli enti pubblici, quanto loro spettante  per
  i servizi resi;

   infatti,  il  comma 2 dell'art. de quo stabilisce  che:  'L'IRCAC,
  qualora  comuni, province e aziende sanitarie provinciali,  decorsi
  ventiquattro mesi, non abbiano ancora corrisposto le somme relative
  alle cessioni del credito ... chiede alla Ragioneria generale della
  Regione la corresponsione dell'importo a valere sui fondi assegnati
  al bilancio regionale a ciascuna delle amministrazioni debitrici, i
  cui importi saranno decurtati del relativo importo ceduto';

   inoltre, sempre alla luce dei crediti avanzati dalle cooperative e
  consorzi,  la legge 26/2012 autorizza l'IRCAC a 'intervenire  nella
  concessione  di contributi in conto interessi, con le  modalità  di
  cui  al  proprio  regolamento, per le  operazioni  di  cessione  di
  crediti  delle cooperative e loro consorzi, a istituti di  credito,
  comprese le società di factoring e di leasing';

   preso  atto  che  questa importante normativa,  fortemente  voluta
  dall'intera   Assemblea  regionale  al   fini   di   garantire   la
  sopravvivenza a decine e decine di cooperative e consorzi impegnate
  nell'ambito  socio-assistenziale, viene  vanificata  dalla  mancata
  emanazione  delle disposizioni attuative che l'Assessore  regionale
  per  le  attività  produttive doveva emettere entro  il  giorno  12
  luglio  2012,  così  come previsto dal comma 5  dell'art.  9  della
  medesima legge;

   per sapere:

   per  quale motivo l'Assessore regionale per le attività produttive
  non   abbia  emanato,  entro  la  data  stabilita  per  legge,   le
  disposizioni attuative di quanto previsto dall'art. 9  della  legge
  regionale 26 del 2012;

   se  non  ritengano urgentissimo provvedere immediatamente a quanto
  sopra,  al fine di garantire la sopravvivenza a decine e decine  di
  cooperative  e consorzi impegnate nell'ambito socio-assistenziale».
  (42)
         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «Nel rappresentare le scuse per il ritardo con cui  si
  riscontra l'interrogazione n. 42, dell'onorevole Falcone Mario,  si
  trasmette  la nota del Dipartimento Attività produttive -  Servizio
  1.S,  prot.  N.  39342 del 18 luglio 2013, utile a chiarire  quanto
  richiesto dall'interrogante».

                              L'Assessore
                                                            Vancheri

  «Con  riferimento  alla nota n. 1187/GAB del  26.03.2013,  di  pari
  oggetto,  si  comunica  che  dopo  aver  reperito  gli  atti  e  la
  precedente stesura della bozza del regolamento di che trattasi,  si
  sta  provvedendo a predisporre lo schema di provvedimento  con  cui
  dare  attuazione alle disposizioni di cui al comma  5  dell'art.  9
  della L.R. n. 26/2012».

                         Il Dirigente Generale
                                           (Arch. Alessandro Ferrara)

  Il Dirigente del Servizio 1
  (Dott. Salvatore Buscemi)

  FONTANA.-«Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore   per   le
  attività produttive, premesso che il transito alla nuova tecnologia
  digitale terrestre ha comportato per le piccole aziende del settore
  televisivo  privato l'assunzione di costi rilevanti che,  coniugata
  al   calo  della  raccolta  pubblicitaria,  ha  determinato   tante
  difficoltà  economiche  per tutte le aziende  del  settore,  alcune
  delle quali sono state costrette alla chiusura;

  considerato  che  le  emittenti  radiotelevisive  assicurano   alla
  cittadinanza  un'informazione  libera  e  plurale  e  legata   alle
  specificità del territorio;

  accertato  che  la  crisi determinata da questo stato  di  cose  ha
  comportato  negative ricadute occupazionali  e  la  perdita  di  un
  patrimonio,  di  esperienze e di documentazione  potrebbe  assumere
  contorni  ancora  più preoccupanti in considerazione  del  precario
  tessuto  economico imprenditoriale siciliano sul quale  le  aziende
  che  vivono  di  pubblicità fanno riferimento, il  risultato  è  il
  continuo stillicidio in termini di perdita di posti di lavoro;

  visto  che  è  anche  compito delle regioni assumere  iniziative  a
  sostegno  del  comparto radiotelevisivo privato e  considerato  che
  tutte le altre Regioni d'Italia hanno giá provveduto ad emettere il
  bando e ad erogare i relativi finanziamenti;

  per  sapere  se  non  ritengano opportuno attivare  ogni  possibile
  iniziativa finalizzata a:

  ottenere   dal  Governo  nazionale  l'attivazione  di   tutti   gli
  ammortizzatori in deroga per il settore radiotelevisivo;

  predisporre  appositi  strumenti  finanziari  per  le  imprese  per
  permettere  loro  di  sviluppare  aggiornamento  tecnologico  e  la
  riqualificazione del personale utili allo sviluppo di nuove offerte
  alle  imprese, utilizzando le risorse della nuova e rimodulata  PAC
  strumenti  diretti  per  impresa e  lavoro'  che  in  atto  ha  una
  dotazione  pari  a  428.000.000 di euro come si  evince  dal  DPEF,
  approvato ultimamente». (461)
         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

  POGLIESE.-  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per  le
  attività produttive, premesso che:

  l'attuale  crisi  economica che sta colpendo l'intero  Paese  e  in
  particolare le Regioni del sud Italia, rende più che mai necessaria
  la  programmazione  di  politiche a sostegno dello  sviluppo  delle
  piccole e medie imprese;

  le    emittenti   radiotelevisive   costituiscono    un    elemento
  fondamentale   per  assicurare  alla  cittadinanza  un'informazione
  libera e plurale, molte volte legata alle molteplici specificità  e
  peculiarità dei territori;

  considerato che:

  le  trasmissioni  in  'tecnica digitale' rappresentano  una  grossa
  innovazione nello sviluppo tecnologico dei sistemi televisivi e una
  più ampia e maggiore competitività del mercato;

  il  transito  alla  nuova  tecnologia  del  digitale  terrestre  ha
  comportato,  però,  per le piccole aziende del  settore  televisivo
  privato,  l'assunzione di costi rilevanti che,  coniugata  al  calo
  della  raccolta  pubblicitaria,  ha  determinato  tante  difficoltà
  economiche  per  tutte le aziende del settore, alcune  delle  quali
  sono state costrette alla chiusura;

  in  mancanza di un intervento statale che ponga le premesse per  la
  tutela ed il rilancio di tutto l'intero settore, sono le Regioni ad
  essere  chiamate a fornire sostegno, tramite alcuni interventi  che
  evitino   la   'desertificazione'   del   panorama   dell'emittenza
  televisiva locale;

  alcune  Regioni (Veneto, Calabria, Liguria, Lazio) hanno  stabilito
  appositi capitoli di bilancio in tale direzione, tramite le risorse
  del Fondo europeo per lo sviluppo regionale 2007-2013 (FESR);

  per sapere:

  quali  iniziative  il  Governo della Regione intenda  adottare  per
  venire  incontro alle problematiche delle emittenti radiotelevisive
  ricadenti sul territorio regionale;

  attraverso  quali  mezzi  il Governo regionale  intenda  rilanciare
  l'intero comparto e quali strumenti intenda adottare per la  tutela
  e     la     salvaguardia    dell'occupazione    degli    operatori
  radiotelevisivi». (912)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

  FALCONE  -  ASSENZA  -  GERMANA'.- «Al  Presidente  della  Regione,
  all'Assessore per le attività produttive, all'Assessore per i  beni
  culturali e l'identità siciliana, all'Assessore per la famiglia, le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che il 30 giugno  2013,  la
  redazione giornalistica televisiva della catanese D TELEVISION -  D
  CHANNEL chiuderà i battenti. La chiusura priva la Sicilia orientale
  di un punto di riferimento nel panorama dell'informazione e assesta
  un  colpo durissimo, oltre che all'occupazione, al pluralismo delle
  voci nella nostra Regione;

  ritenuto  che  nello  stigmatizzare questo ulteriore  impoverimento
  del   nostro   territorio,  occorre  immedesimarsi    nelle   tante
  professionalità,  giornalisti, tecnici,  personale  amministrativo,
  che  fino  ad  oggi continuano a lottare, difendendo  non  solo  il
  proprio posto di lavoro ma soprattutto la storia di una emittente;

  osservato  che  ancora oggi la Regione non avvia  i  bandi  per  lo
  sviluppo  del  settore da finanziare con fondi statali  ed  europei
  attualmente  disponibili,  mentre altre  Regioni  hanno  già  fatto
  partire il secondo bando per il settore e che è urgente avviare una
  riflessione,  insieme con il sindacato e gli altri organismi  della
  categoria,  affinché, oltre alle forme previste di  assistenza,  ai
  giornalisti  che perdono il lavoro sia garantito un adeguato  ciclo
  di  formazione  e riqualificazione per agevolarne il  reinserimento
  nel mondo del lavoro;

  per sapere se non ritengano opportuno:

  avviare  urgenti  iniziative  per  scongiurare  la  chiusura  della
  redazione  giornalistica  televisiva  catanese  D  TELEVISION  -  D
  CHANNEL;

  procedere  immediatamente  alla  pubblicazione  dei  bandi  per  il
  rilancio del settore e finanziati con fondi disponibili dello Stato
  e dell'Unione europea;

  utilizzare  allo  scopo  i  fondi per la  pubblicità  istituzionale
  allocati   nel   bilancio  regionale  all'interno   della   Rubrica
  'Presidenza'». (918)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

  Risposta.-«Si  riscontrano le interrogazioni  parlamentari  segnate
  in  oggetto,  vertenti medesima materia, per rappresentare  che  il
  Dipartimento  Attività Produttive ha comunicato, in data  9  luglio
  2013,  prot.  37266/DIR, il mancato inserimento  di  interventi  in
  favore  del  comparto  radiotelevisivo siciliano  tra  le  priorità
  individuate dal documento programmatico inerente il PO  FESR  2007-
  2013 e che per tale motivo nessuna linea d'intervento di competenza
  ha emanato bandi finalizzati all'oggetto.
  La  materia  in  argomento é stata oggetto  di  una  relazione  del
  CORECOM  - Sicilia (prot. 26825, del 29/05/2013), che ad ogni  buon
  fine si allega in copia.
  Per  il futuro, é intenzione della scrivente attivare ogni tipo  di
  sostegno possibile agli investimenti di innovazione tecnologica  in
  favore  del  comparto radiotelevisivo locale,  con  l'obiettivo  di
  rafforzare  i  contenuti  informativi, l'attività  giornalistica  e
  d'inchiesta e le produzioni televisive innovative».

                              L'Assessore
                                                            Vancheri
   Relazione del Corecom

  «Pregiatissima Dottoressa,
  in  relazione  alla  nota dell'Unità Operativa A2.2  «Rapporti  con
  l'Assemblea regionale siciliana» prot. N. 24969 del 20.05.2013,  Le
  rappresento quanto segue.
  Il  Corecom  ha  già  esibito, in occasione dell'interrogazione  n.
  2154  dell'on. Marrocco Livio inerente all'oggetto, con nota  prot.
  N.  46597 del 17 novembre 2011, una relazione comprensiva di  tutti
  gli  elementi  considerati  utli ai  fini  della  risposta  che  il
  Presidente  della  Regione doveva rendere in Aula (trasmessa  dalla
  Segreteria Corecom agli uffici competenti con nota prot. 46620  del
  17 novembre 2011). In particolare, si relazionava sulle prospettive
  del   settore   dell'emittenza  televisiva  locale  in   prossimità
  dell'avvento  del  digitale che, per i motivi ivi esposti,  avrebbe
  certamente  penalizzato  le  piccole  emittenti  televisive  locali
  considerato  l'elevato numero (circa 120), infatti  la  graduatoria
  emanata  dal Ministero dello sviluppo economico ha visto  assegnare
  le  18  frequenze disponibili a 71 emittenti televisive locali  che
  hanno mantenuto lo status giuridico di operatore di rete mantenendo
  la concessione, mentre le altre rimaste fuori sono rimaste semplici
  fornitori di servizi e contenuti.
  Il  pericolo  manifestato nella relazione di cui sopra,  che  molte
  emittenti  locali avrebbero potuto entrare in crisi  o  addirittura
  chiudere, si sta palesando, anche a causa della crisi economica che
  attanaglia l'intera economia regionale. Anche per questo motivo  in
  molte  altre  regioni d'Italia, le amministrazioni regionali  hanno
  emanato  bandi  a  sostegno dell'emittenza  televisiva  locale  per
  sostenerla  nella  fase  delicata del passaggio  dall'analogico  al
  digitale,  per la quale sono stati necessari ulteriori investimenti
  per  l'adeguamento  delle attrezzature alla  nuova  tecnologia  del
  digitale.
  Il  Corecom,  sempre  nella  relazione  di  cui  sopra,  aveva  già
  palesato questa circostanza allegando alla stessa il bando  emanato
  dalla  regione  Campania  che é stata la prima  a  passare  dal'era
  analogica  a  quella digitale. Purtroppo, tale  circostanza  non  é
  stata  recepita dal governo regionale precedente né tantomeno dalla
  precedente assemblea regionale che, per motivi che non conosco, non
  hanno  ritenuto  opportuno dare seguito  ad  alcuna  iniziativa  di
  sostegno.
  Il Corecom non é un'associazione di categoria e pertanto non può  e
  non  deve  prendere  posizioni a favore  dell'emittenza  televisiva
  locale che anzi è sottoposta al suo controllo e alla sua vigilanza;
  al contempo, però non può essere sottaciuto il fatto inequivocabile
  che  sulla  quasi  totalità del territorio  nazionale,  sono  state
  immaginate e formulate misure a sostegno di questo settore.
  Quanto  sopra  porta  ad una evidente conclusione  e  cioé  che  le
  emitenti  televisive  locali siciliane  abbiano  subito  quantomeno
  un'ingiustificata  disparità  di trattamento,  considerato  che  la
  stragrande  maggioranza  delle emittenti  operanti  sul  territorio
  nazionale  hanno  ricevuto, dai rispettivi  governi  regionali,  il
  sostegno  finanziario  nella  fase di  transito  dall'analogico  al
  digitale; ciò ha consentito loro di alleggerire il peso della crisi
  economica  che per i motivi sopra esposti attanaglia  anche  questo
  settore,   al  contrario  delle  emittenti  siciliane  che   stanno
  fronteggiando con grande fatica questo periodo di crisi».

                                                                   Il
  Presidente
                                                  Dott. Ciro Di Vuolo

                 Rubrica «Turismo, sport e spettacolo»

   LA  ROCCA - CIACCIO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIANCIO - FERRERI  -
  FOTI  -  MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO -  TROISI  -
  VENTURINO  -  ZAFARANA-  ZITO. - «Al  Presidente  della  Regione  ,
  all'Assessore  per l'economia e all'Assessore per  il  turismo,  lo
  sport  e  lo spettacolo, premesso che con la l.r. 5/2006 la Regione
  Siciliana costituisce la Fondazione The Brass Group, della quale la
  stessa  Regione  è  socio  fondatore,  al  fine  di  promuovere  la
  diffusione e lo sviluppo della musica jazz e contemporanea e che in
  particolare il comma 2 dell'art.1 recita:

   La  fondazione  persegue,  senza  fini  di  lucro,  la  diffusione
  dell'arte  e della cultura musicale del ventesimo secolo; organizza
  e   gestisce   un  complesso  orchestrale  permanente,   denominato
  Orchestra  jazz siciliana, specializzato nell'esecuzione di  musica
  contemporanea;  promuove  e  gestisce un  centro  studi  dotato  di
  biblioteca,  emeroteca,  nastroteca,  videoteca,  denominato  Brass
  Group  Jazz  Museum, aperto alla pubblica fruizione; provvede  alla
  formazione  professionale dei propri quadri artistici e tecnici  ed
  all'educazione  musicale della collettività  attraverso  la  Scuola
  popolare di musica. Evidenziando quindi la sua rilevanza culturale,
  sia per i cittadini, artisti e non, che per i turisti;

   rilevato che:

   dai  rendiconti annualmente presentati dalla Fondazione The  Brass
  Group  alla Regione, si registrano entrate dirette pari al 40,  50%
  circa, rispetto al finanziamento pubblico e che inoltre gran  parte
  di  esso  viene  restituito sotto forma  di  tasse  (Enpals,  Inps,
  Erario, Siae, ecc.);

   dal  2007 al 2011 la Fondazione sopra citata conta 1970 iscrizioni
  e  52  docenti  impegnati e che attualmente, a causa degli  ingenti
  tagli, ha dovuto licenziare quasi tutto il personale dipendente  ed
  i collaboratori; la sua orchestra ha dovuto sospendere, da circa un
  anno, tutte le attività concertistiche;

   considerato che:

   il  precedente  Governo, dal 2008 al 2012, malgrado la  dimostrata
  capacità  produttiva, sia artistica che economica della Fondazione,
  ha  fortemente ridotto, con tagli - dai criteri poco  chiari  -  di
  entità   complessiva   di  quasi  il  61%,  l'originario   sostegno
  finanziario,  mentre  nello  stesso periodo,  la  media  dei  tagli
  operati  agli  enti di produzione lirica, sinfonica e  di  prosa  è
  stata pari al 25% circa;

   attualmente  nel  bilancio  di  previsione  per  l'anno  2013,  il
  capitolo corrispondente 377762 risulta essere soppresso;

   The Brass Group - attraverso la sua Orchestra - è l'unico ente  di
  produzione  jazz  e  uno  dei più rari in Europa  a  partecipazione
  pubblica;

   va  ascritta alla suddetta Fondazione l'opera di diffusione  delle
  musiche   di  derivazione  afroamericane  e  che  tutti  i   grandi
  protagonisti  della  storia musicale del Secolo  scorso,  da  Miles
  Davis a Dizzy Gillespie, da Frank Sinatra a Tony Bennett, da Michel
  Petrucciani a Bill Evans, sono stati ospiti in Sicilia, grazie alla
  stessa istituzione concertistica;

   per  sapere  se  non ritengano di provvedere ad  intraprendere  le
  opportune   ed   adeguate  misure,  in  termini  di  pianificazione
  finanziaria,  al  fine  di non vanificare, nonché  valorizzare  una
  realtà  importante nel panorama musicale, quindi  culturale,  della
  nostra  isola, con tutte le ricadute positive che ne deriverebbero.
  Si  ricorda,  infatti, che tante prime parti solistiche  delle  più
  importanti  orchestre del mondo provengono dalle  bande  siciliane,
  come  Francesco La Rosa di Belmonte Mezzagno, Primo Trombone  della
  Cleveland Symphony Orchestra o Salvatore Accardi di Monreale, Primo
  Corno  dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale  di  Santa  Cecilia,
  senza  il quale Ennio Morricone non avrebbe mai registrato  le  sue
  colonne sonore. A tal proposito, è d'obbligo informare che tutti  i
  musicisti  dell'Orchestra  Jazz Siciliana  provengono  dalle  bande
  musicali della fondazione in oggetto». (361)

          Risposta. - «Con l'interrogazione n. 361 "Chiarimenti circa
  i  minori  trasferimenti  finanziari erogati  nei  confronti  della
  Fondazione  The Brass Group", l'onorevole La Rocca ha formulato  un
  quesito,  al Presidente della Regione, all'Assessore per l'Economia
  e  all'Assessore  per il turismo, lo sport e lo  spettacolo,  nella
  considerazione che il precedente Governo, dal 2008 al  2012,  aveva
  già fortemente ridotto, con tagli di entità complessiva di quasi il
  61%,  l'originario  sostegno  finanziario  e  che  attualmente  nel
  bilancio  di previsione per l'anno 2013, il capitolo corrispondente
  377762 risulta essere soppresso.
      In particolare, l'interrogazione è volta a conoscere se non  si
  ritenga  di  intraprendere  le opportune  ed  adeguate  misure,  in
  termini  di  pianificazione finanziaria, al fine di non vanificare,
  nonché  valorizzare  una realtà importante nel  panorama  musicale,
  quindi culturale.
     In  ordine all'interrogazione parlamentare si rappresenta quanto
  segue.
   Le  decisioni relative all'entità dei finanziamenti, allorché  non
  discendenti  da  procedura pubblica di riparto  si  ascrivono  alla
  competenza dell'Assemblea regionale.
   In  proposito  si  richiama l'attenzione sulla  previsione  di  un
  contributo  alla  "Fondazione The Brass  Group",  per  la  gestione
  ordinaria,  nella  misura di 184 mila euro sul capitolo  377762  ex
  Tabella  H,  del  disegno di legge n. 69 dal  titolo  "Disposizioni
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2013. Legge  di  stabilità
  regionale".
   La sopracitata previsione di contenuto particolare e concreto, non
  rispondendo  al  requisito della generalità, bensì  individuando  e
  privilegiando   un  determinato  destinatario  attribuendogli   una
  sovvenzione  in  denaro,  è  incorsa nelle  censure  formulate  dal
  Commissario  dello Stato per la Regione siciliana  nell'impugnativa
  del  disegno di legge n. 69 dal titolo "Disposizioni programmatiche
  e  correttive  per l'anno 2013. Legge di stabilità  regionale."  In
  questa  prospettiva, il Commissario ha ritenuto trattarsi di norma-
  provvedimento  e,  come  tale,  confliggente  con  l'art.  3  della
  Costituzione,  non  essendo  stato  rispettato  il   principio   di
  eguaglianza nel suo significato di parità di trattamento;  con  ciò
  sottolineando che la norma si risolve «in un percorso  privilegiato
  per  la distribuzione di contributi in denaro, con prevalenza degli
  interessi   di  taluni  soggetti  collettivi  rispetto  a   quelli,
  parimenti meritevoli di tutela, di altri enti esclusi, ed a scapito
  quindi dell'interesse generale».
   In ossequio alle censure formulate dal Commissario dello Stato per
  la Regione siciliana si ritiene, pertanto, di dover intervenire non
  più  con  un  provvedimento  ad  hoc,  destinato  esclusivamente  a
  determinati  soggetti-istituzioni, bensì nel  rispetto  dei  canoni
  propri  della  legislazione ordinaria, che prevede  l'ammissione  a
  contributi  pubblici di tutti i soggetti pubblici e privati  su  un
  piano  di  parità per il mantenimento e l'esercizio di attività  di
  rilevante   interesse   culturale   e   sociale   fruibili    dalla
  collettività.
   La  previsione normativa che s'intende sottoporre all'approvazione
  del Parlamento siciliano, per la sua portata di carattere generale,
  non   individuerà   nè   privilegerà  un  numero   determinato   di
  destinatari,  non avrà un contenuto particolare e  concreto  e  non
  attribuirà a ben precisi soggetti sovvenzioni in denaro».

   L'Assessore

   Dott.ssa Michela Stancheris

   LA  ROCCA - CANCELLERI - CIACCIO - CAPPELLO - CIANCIO - FERRERI  -
  FOTI - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - VENTURINO  -
  ZAFARANA - ZITO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per
  il  turismo,  lo  sport  e  lo spettacolo e  all'Assessore  per  le
  attività produttive, premesso che:

   il  Porto  di  Palermo è l'immagine della città - e  quindi  della
  Sicilia  intera  - per i numerosi turisti che vi arrivano  in  nave
  (anche se per poche ore, come succede nel caso degli arrivi con  le
  navi da crociera);

   per  tale ragione è necessario garantire un'efficiente ed ospitale
  accoglienza per far sì che il turista apprezzi sin dal  suo  arrivo
  in porto le bellezze della città;

   considerato  che  i  turisti approdati al Porto  di  Palermo  sono
  costretti ad attraversare la strada interna che separa le  banchine
  all'uscita  senza  alcuna sicurezza, visto il  continuo  flusso  di
  automezzi lungo tale strada, ove peraltro le strisce pedonali  sono
  del   tutto   invisibili  e  che  dopo  avere,  con  le  difficoltà
  rappresentate, attraversato la strada, sono assaltati letteralmente
  dai   conducenti  di  carrozze  (gli  'gnuri),  senza  una  precisa
  regolamentazione  dei servizi offerti  da questi ultimi;

   per  sapere quali linee politiche il Governo intenda adottare,  in
  accordo  con  il  Comune  di  Palermo, al  fine  di  migliorare  ed
  ottimizzare la accoglienza dei turisti;

   in particolare se si intenda, unitamente al Comune di Palermo:

   garantire  la  massima  sicurezza  dei  turisti  nell'intera  area
  portuale;

   stabilire  che il personale degli Info Points venga utilizzato  in
  modo  da  accogliere i turisti ed indirizzarli verso gli  operatori
  del  settore  in  relazione  ai bisogni degli  stessi  (ad  esempio
  ingrandendo  il gazebo Info Points interno al porto e/o  aumentando
  il  numero  degli Info Points, in particolare durante  la  stagione
  turistica);

   assegnare  una zona del porto, sia nell'area esterna che  interna,
  agli  operatori  turistici (o ampliare le zone  se  già  assegnate)
  nella quale gli stessi debbano permanere in attesa che i turisti si
  rivolgano  a  loro qualora interessati alla fruizione  dei  servizi
  offerti;

   prevedere  l'istituzione di corsi di formazione per gli  operatori
  turistici  che  comprendano corsi di lingue e  di  accoglienza  del
  turista al fine di ottenere o mantenere la licenza;

   stabilire  un  prezzario  in ordine ai servizi  offerti  dai  vari
  operatori turistici da esporre presso gli Info Points, al  fine  di
  tutelare il turista da possibili frodi;

   vigilare e contrastare possibili pratiche fraudolente e prevedere,
  in  caso di contestazioni, che dette pratiche siano punite  con  la
  sospensione della licenza ed in caso di recidiva con l'annullamento
  della stessa;

   prevedere  l'istituzione di un numero verde  gratuito  multilingua
  (italiano  e inglese), aperto dalle 8 alle 22, tutti i  giorni,  al
  quale   i   turisti  possano  rivolgersi  per  segnalare  qualsiasi
  problema;

   istituire  un  reparto della polizia municipale o  interforze  con
  personale  che  parli almeno la lingua inglese al quale  il  numero
  verde   gratuito  di  cui  sopra  (negli  orari  di   apertura)   o
  direttamente il turista (negli orari di chiusura) possa rivolgersi;

   disciplinare  che il predetto nucleo di polizia, in  divisa  e  in
  borghese,  controlli costantemente il centro e le aree  turistiche,
  come  nel  modello della City of London, per garantire  la  massima
  sicurezza ai turisti». (667)

   Risposta.  -  «Con  l'interrogazione  n.  667  "Misure  volte   al
  miglioramento  dell'accoglienza dei  turisti  presso  il  porto  di
  Palermo",  l'onorevole  La Rocca ha formulato  taluni  quesiti,  al
  Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, lo sport e
  lo  spettacolo  e  all'Assessore per le attività produttive,  nella
  considerazione che il porto di Palermo è l'immagine della  città  e
  quindi  della Sicilia intera per i numerosi turisti che vi arrivano
  in nave (anche se per poche ore, come succede nel caso degli arrivi
  con  le  navi  da  crociera) e che per tale  ragione  è  necessario
  garantire  un'efficiente ed ospitale accoglienza. anche in  termini
  di sicurezza nell'intera area portuale.
           In  particolare l'interrogazione è volta a conoscere quali
  linee  politiche  il Governo intenda adottare, in  accordo  con  il
  Comune di Palermo, al fine di:
   migliorare ed ottimizzare la accoglienza dei turisti;
   rendere  più efficace l'attività svolta dal personale  degli  Info
  Points:
   assegnare  una zona del porto, sia nell'area esterna che  interna,
  agli operatori turistici;
   stabilire  un  prezzario  in ordine ai servizi  offerti  dai  vari
  operatori turistici da esporre presso gli Info Points, al  fine  di
  tutelare il turista da possibili frodi;
   vigilare e contrastare possibili pratiche fraudolente:
   -  istituire un reparto della polizia municipale o interforze  con
  personale che parli almeno la lingua inglese.
   In  ordine  all'interrogazione parlamentare si rappresenta  quanto
  segue.
   Le  tematiche  oggetto  dell'atto ispettivo  non  rientrano  nelle
  competenze  del ramo di Amministrazione delegato alla sottoscritta,
  in  quanto  da ricondursi, prioritariamente, all'Autorità portuale.
  che risponde del territorio all'interno del porto, nonché al Comune
  di  Palermo  che  gestisce il punto C.I.T. (Centri di  informazioni
  turistiche,  dei quali si allega specifica delle competenze)  e  da
  cui  dipende il controllo sui servizi taxi, carrozze, noleggio, bus
  turistici ed l'organizzazione del flusso e deflusso dei mezzi,  con
  l'intervento  degli  addetti  della  Capitaneria  di  Porto  e  con
  l'ausilio  della  Prefettura, che coordina e  dispone  delle  Forze
  dell'Ordine  (Guardia  di Finanza, Polizia e Carabinieri)  presenti
  all'interno della zona portuale.
   Ritenuta,   tuttavia,   la  rilevanza  delle   proposte   indicate
  dall'interrogante,  ci  s'impegna a rappresentare  e  sostenere  le
  richiamate esigenze presso le competenti Autorità».

   L'Assessore

   Dott.ssa Michela Stancheris