Presidenza del Presidente Ardizzone
LO GIUDICE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Cascio Salvatore, Nicotra,
Turano, Coltraro, Malafarina, Anselmo, Cracolici, Gianni, Grasso,
Lo Sciuto sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore Attività produttive
N. 42 - Attuazione di quanto previsto dall'art. 9 della legge
regionale 9 maggio 2012, n. 26, in materia di aiuti alle
cooperative operanti nel settore socio-assistenziale.
Firmatario: Falcone Marco (Con nota prot. n. 11051 del 27 febbraio
2013, il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per le
attività produttive).
N. 461 - Interventi a sostegno del comparto radiotelevisivo
privato.
Firmatario: Fontana Vincenzo (Con nota prot. n. 24369 del 20
maggio 2013, il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore
per le attività produttive).
N. 912 - Iniziative a sostegno delle emittenti radiotelevisive
private ricadenti nel territorio della Regione.
Firmatario: Pogliese Salvatore Domenico
N. 918 - Provvedimenti per scongiurare la chiusura della redazione
giornalistica catanese 'D TELEVISION'.
Firmatari: Falcone Marco; Assenza Giorgio; Germanà Antonino
Salvatore
- da parte dell'Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
N. 361 - Chiarimenti circa i minori trasferimenti finanziari
erogati nei confronti della 'Fondazione The Brass Group'.
Firmatari: La Rocca Claudia; Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano (Con nota prot. n. 20655 del 22 aprile
2013, il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per il
turismo).
N. 667 - Misure volte al miglioramento dell'accoglienza dei
turisti presso il porto di Palermo.
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano (Con nota prot. n. 27903 del 4 giugno 2013,
il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per il turismo,
lo sport e lo spettacolo).
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Norme per il sostegno dei genitori separati e divorziati in
situazione di estrema difficoltà. (n. 519)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Lombardo in
data 31 luglio 2013.
- Norme a sostegno dei familiari delle vittime di incidenti sui
luoghi di lavoro, delle vittime della strada e di azioni della
criminalità. (n. 520)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Lentini in
data 31 luglio 2013.
- Interventi a favore di enti locali e di altri enti con alte
finalità sociali. (n. 521)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Falcone,
D'Asero, Assenza, Germanà, Fontana, Alongi, Cascio Francesco,
Vinciullo, Milazzo e Pogliese in data 31 luglio 2013.
- Finanziamento degli Istituti Superiori di Studi Musicali. (n.
522)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Fontana e
Falcone in data 31 luglio 2013.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che:
- gli onorevoli Arancio, Ferrandelli, Vinciullo, D'Asero, Cascio
Salvatore, Lentini, Sudano, Ruggirello, Lo Giudice, Lo Sciuto,
Federico, Turano, D'Agostino, Ragusa, Anselmo, Firetto, Musumeci e
Gianni Giuseppe, con note prot. nn. 8804, 8805 ed 8807/SG.LEG.PG.
del 25 luglio 2013, hanno chiesto di apporre la propria firma al
disegno di legge n. 505 Sistema educativo regionale di istruzione
e formazione ;
- gli onorevoli Arancio, Fontana, D'Agostino, Cascio Salvatore, Lo
Giudice, Ciancio, Cancelleri, Sammartino, Firetto, Lo Sciuto,
Sorbello, Musumeci, Federico, Mangiacavallo Anselmo, Ragusa e
Ferrandelli, con nota prot. n. 8806/SG.LEG.PG. del 25 luglio 2013,
hanno chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge n.
504 Finanziamento degli Istituti superiori di studi musicali ex
Istituti musicali pareggiati della Regione siciliana .
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1091 - Chiarimenti circa la presunta turbativa d'asta di una
fornitura pubblica presso l'ASP 6 di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1094 - Notizie sulla misura 3.2.2.4., destinata a promuovere e
migliorare la fruizione dell'offerta turistica e della ricettività.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1095 - Chiarimenti in merito alla mancata attivazione del
canale telematico per l'accesso al credito d'imposta regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1096 - Interventi a tutela dell'area marina del Plemmirio in
provincia di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1098 - Notizie sul mancato finanziamento della chiesa di
Portopalo di Capo Passero, a valere sui fondi ex art. 38 dello
Statuto.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1099 - Notizie sulla delibera di Giunta n. 146 del 2013
relativa ai finanziamenti per l'esecuzione dei lavori pubblici ex
art. 38 dello Statuto.
- Presidente Regione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1100 - Notizie sull'esclusione di tutti i comuni della
provincia di Siracusa dai benefici delle zone franche urbane (zfu).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1101 - Notizie sull'iter procedurale delle istanze di sanatoria
edilizia non ancora definite da parte dei comuni.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1102 - Notizie sulla mancata erogazione del credito di imposta
di cui alla legge n. 106 del 2011.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1103 - Notizie sullo stato di conservazione dei mosaici della
Villa romana del Tellaro a Noto (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario. Vinciullo Vincenzo
N. 1106 - Notizie in merito alla chiusura estiva dell'Istituto
ortopedico Rizzoli di Bologna - Dipartimento Rizzoli - Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Fiorenza Cataldo
N. 1108 - Chiarimenti circa i criteri da assumere per la
definizione della nuova programmazione in ambito sanitario e
ricognizione degli obiettivi raggiunti dall'attuale PSR.
- Assessore Salute
Firmatario: Cirone Maria in Di Marco
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 1110 - Iniziative per il completamento dei lavori di
costruzione della diga di Blufi ovvero per il ripristino dello
stato dei luoghi.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo e alla competente Commissione.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1092 - Chiarimenti urgenti circa il trasferimento della sede
del Museo regionale della ceramica presso l'ex convento di
Sant'Agostino di Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi;
Currenti Carmelo
N. 1093 - Notizie in merito alle problematiche economiche
riguardanti le maestranze della Fondazione Orchestra sinfonica
siciliana e iniziative per il rilancio dell'ente.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Figuccia Vincenzo; Greco Giovanni; Lombardo Salvatore
Federico; Lo Sciuto Giovanni
N. 1097 - Notizie in merito all'erogazione dei contributi
regionali per l'incremento dell'occupazione, relativi alle istanze
finanziate nell'ambito dell'Avviso n. 1 del 18 gennaio 2011.
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; Foti Angela;
La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 1104 - Notizie sull'installazione delle isole ecologiche
interrate nel comune di Alcamo (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Palmeri Valentina; Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 1105 - Interventi urgenti per la lotta al fenomeno
dell'abbandono dei neonati e ripristino della 'Culla per la vita' a
Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Cordaro Salvatore
N. 1107 - Iniziative per adeguare il rapporto numerico educatore -
bambini negli asili nido della Regione a quello statale.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi;
Currenti Carmelo
N. 1109 - Notizie in merito al corso-concorso per dirigente
scolastico di cui al D.D.G. del 22 novembre 2004.
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Oddo Salvatore; Malafarina Antonio
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Comunicazione delle decisioni della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, 1 agosto 2013, sotto la
presidenza del Presidente dell'ARS, onorevole Ardizzone, presente
il Vicepresidente dell'ARS, onorevole Pogliese, e con la
partecipazione dell'Assessore per l'economia e dell'Assessore per
la famiglia, le politiche sociali e lavoro, ha approvato, a
maggioranza, la seguente integrazione al programma-calendario dei
lavori parlamentari per la corrente sessione.
Il Governo si è formalmente impegnato a presentare, entro la
giornata di martedì, 6 agosto 2013, un disegno di legge in materia
di disciplina dei contributi in favore di enti ed associazioni che
operano nel settore delle disabilità e dell'assistenza sociale.
Il citato disegno di legge, su espresso mandato della Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, sarà dalla Presidenza
dell'Assemblea assegnato in via esclusiva all'esame della II
Commissione legislativa permanente Bilancio, per essere definito
dall'Aula prima della prevista sospensione estiva dei lavori
parlamentari.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme in materia
di ineleggibilità dei deputati regionali e di incompatibilità con
la carica di deputato regionale e di componente della Giunta
regionale» (51-38 bis-Norme stralciate1/A
PRESIDENTE. Si passa al punto secondo dell'ordine del giorno:
«Discussione di disegni di legge, e segnatamente al disegno di
legge «Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e
di incompatibilità con la carica di deputato regionale e di
componente della Giunta regionale» (N. 51-38 bis-Norme
stralciate1/A), iscritto al punto 2).
Invito l'onorevole Forzese in qualità di Presidente della I
Commissione a riferire all'Aula sulle conclusioni alle quali è
pervenuta la Commissione in ordine ai due disegni di legge oggi in
esame.
FORZESE, presidente della Commissione e relatore. La Commissione,
di comune accordo di tutti i suoi componenti, ha preparato questo
verbale, da consegnare anche agli Uffici, del quale do lettura:
La I Commissione Affari Istituzionali' a seguito delle
determinazioni della Presidenza dell'Assemblea comunicate nella
seduta n. 63 del 30 luglio 2013, si è riunita per la valutazione
del disegno di legge n. 51-38 bis-Norme stralciate I/A, ai fini
della eventuale presentazione di un emendamento condiviso di
riscrittura.
Dopo un approfondito e vivace dibattito, nel corso del quale sono
stati evidenziati profili problematici in ordine della legittimità
costituzionale di alcune disposizioni contenute nel testo in esame,
la Commissione ribadendo la necessità di proseguire i lavori
parlamentari, ha deliberato di rimettere alla valutazione
dell'Assemblea il disegno di legge esitato dalla Commissione e già
posto all'ordine del giorno dell'Aula, invitando il Governo ad
elaborare una riscrittura tenendo conto delle osservazioni degli
Uffici della Presidenza, onde evitare l'approvazione di norme
potenzialmente oggetto di censura da parte del Commissario dello
Stato.
Ritengo, a questo punto, che sia già scontato la rimessione della
questione alla Presidenza e due sono le opportunità: o che si vada
avanti così come la Commissione ha esitato il proprio testo o che
il Governo si faccia carico di riscrivere il testo.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Lei non fa parte però della I
Commissione.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sebbene non ne
faccia parte ho, però, cercato di seguire il dibattito in Aula
circa le incompatibilità che oggi stiamo discutendo.
Credo, anche in via procedurale, di poter esprimere alcune
considerazioni. Mi sembra che ci sia stato un ping pong nei giorni
scorsi e che stasera si stia concludendo. Vediamo se riusciamo a
dire qualcosa per poter porre fine ad un disegno di legge che forse
ha più di annuncio che di sostanza. Un disegno di legge che, a mio
avviso, forse diventa inutile anzi nocivo farlo perché
comporterebbe maggiore confusione ad una materia che già invece è
ben definita.
E mi permetto di spiegarne il motivo.
Ho letto l'articolo 10 della legge n. 29 del 1951, cioè stiamo
parlando di una legge di circa 60 anni fa, quando il legislatore si
sedeva ed in maniera razionale focalizzava le zone di intervento e
dava una norma, varava una norma concretamente, forse oggi invece
presi un po' dalla estemporaneità non sempre siamo altrettanto
lucidi.
L'articolo 10, comma uno, recita testualmente «Non sono eleggibili
inoltre - quindi la legge parla di alcuni casi - coloro che in
proprio o in qualità di rappresentanti legali, amministratori e
dirigenti di società, o di imprese private risultino vincolati con
lo Stato o con la Regione, per contratti di opere o di
somministrazione, oppure per concessioni o autorizzazioni
amministrative che importino l'obbligo di adempimenti specifici,
l'osservanza di norme generali o particolari protettivi del
pubblico interesse, alle quali la concessione o l'autorizzazione è
sottoposta».
Ciò significa che nella lettera A dell'articolo 10, primo comma,
sono compendiate tutti i casi residuali di ineleggibilità.
Pertanto, noi, quando ci poniamo il problema di intervenire ad
adiuvandum, di fatto creando una norma che può creare una
specificità, ma al contempo un limite alla stessa norma, noi: a)
rischiamo di creare confusione; b) stiamo aggravando una norma che
già esiste, stiamo legiferando su una norma che già esiste. E
allora delle due una: o abroghiamo la norma che già esiste, che è
esaustiva, oppure non facciamo la nuova norma Perché non soltanto
non apporta alcunché rispetto a quello che abbiamo, ma rischia di
allargare le maglie in quanto le maglie, diciamo, del filtro sono
state già ben individuate dal legislatore 62 anni fa - e io credo
che li dobbiamo lasciare.
Allora, signor Presidente, io credo e avrei piacere di sentire
anche tutti i capigruppo e di invitare tutti i capigruppo a leggere
l'articolo 10 della legge 29/51 e se ciascuno ritiene che questo
articolo non sia esaustivo e allora discutiamo, apriamo il
dibattito, diversamente passiamo al secondo stralcio delle norme 38
e 51 là dove si pongono i divieti, perché le incompatibilità i casi
di ineleggibilità sono assolutamente previsti, specificati. E
un'altra cosa: non li possiamo estendere come qualcuno vorrebbe
fare ai coniugi o agli affini o ai parenti perché, in quel caso,
andremo a comprimere un principio costituzionale di elettorato
passivo creando, come dire, un rischio veramente e nuovamente di
impugnativa dinanzi a chi ha il compito ed il dovere poi di
controllare le norme che questa Assemblea approva.
Per cui con queste mie considerazioni io dico:
a) questa norma la possiamo non soltanto sospendere, ma la
possiamo ritenere come un atto di disponibilità, come momento di
enunciazione di principio, ma la norma già l'abbiamo;
b) a mio avviso, dovremmo invece passare immediatamente alle norme
stralcio 2 della legge 38-51 per vedere là i divieti e sui divieti
allora confrontarci.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, io non ero favorevole al
rinvio del testo in Commissione Affari istituzionali' per una sua
riscrittura. Ero perché l'Assemblea regionale, così come ha fatto
per altri disegni di legge, facesse il proprio lavoro di emendare e
perfezionare il provvedimento in argomento.
Sarebbe bastato che con un atto di buona volontà, per esempio, nel
corso della scorsa seduta, questa era la mia proposta, mi ricordo
chiesi la parola, ma erano talmente tanti gli interventi che lei,
giustamente, decise di contingentare i tempi perché c'eravamo già
dilungati abbastanza. Ma, sarebbe bastato stralciare, con un
emendamento, cassare la parte dei dirigenti che è già regolamentata
da una normativa nazionale che consente, dimettendosi 6 mesi prima,
di candidarsi, e si poteva procedere con il resto del disegno di
legge; si è deciso di rimandarlo in Commissione, non le dico lo
spettacolo che c'è stato in I Commissione, quasi imbarazzante, e
vorrei sottolineare che il Popolo della libertà, ma le minoranze
non hanno votato quello che il presidente Forzese ha poc'anzi
illustrato, e cioè di rinviare all'Aula e al Governo l'onore di
riscrivere la norma.
Noi non eravamo d'accordo su questo.
Noi ribadiamo che eravamo d'accordo affinché, o con il nostro
emendamento che è condiviso da tutta l'opposizione, di estendere a
tutti i settori dell'Amministrazione regionale, o l'emendamento del
Movimento Cinque stelle che prevedeva di cassare la parte che va a
specificare solo la Formazione, e avremmo potuto portare di nuovo
la norma con un accordo generale. A questo punto cosa succede
invece, signor Presidente? Si è deciso di adottare una decisione
incomprensibile, perché ritornare qua avendo deciso di non decidere
è l'anarchia totale.
A questo punto quello che ci resta da fare, secondo me, signor
Presidente, è non assumere lei l'iniziativa, è l'iniziativa del
Presidente della Regione che a questo punto ci vuole, perché il
Presidente Crocetta ci deve chiarire cosa vuole fare la maggioranza
in seno all'Assemblea e in seno alla Commissione Affari
Istituzionali'. E come lui intende fare questa nuova norma e,
Presidente, se non è il caso visto che lei stesso ha detto, più
volte, e non solo lei, anche il collega Malafarina e molti
autorevoli componenti della maggioranza, avete detto che questa
norma nasce, sostanzialmente, per la Formazione. Sarei curioso, per
esempio, di sapere dall'Assessore alla Formazione, che cosa ha
colto, cosa ha spinto la maggioranza a portare un disegno di legge
solo per la Formazione? Perché loro ci hanno lavorato da un anno,
quasi da un anno sul settore della formazione. Ecco, informare
l'Aula su che cosa hanno ravvisato, su che cosa hanno trovato
concretamente, per scorporare gli altri settori e porre
l'attenzione solo sul settore della Formazione, sarebbe utile per
l'Aula, altrimenti diventa incomprensibile approvare una norma che
non ha nessuna astrattezza e nessuna generalità.
La norma così com'è, certamente, verrà impugnata dal Commissario
dello Stato perché se dovessimo analizzare una fattispecie
concreta, così mi hanno insegnato che si dice in giurisprudenza,
l'unica fattispecie concreta che si può inserire nella norma è
qualora il deputato abbia interessi diretti. Non si può includere
nella norma a priori che se c'è un parente che per evidenza
pubblica si aggiudica un appalto è già a priori colluso col parente
deputato. E' una norma che non ha ragionevolezza.
E, allora, se si vuole accogliere l'invito del Presidente o della
parte della maggioranza che compone la Commissione Affari
Istituzionali', deve venire qui il Presidente della Regione, e ci
deve spiegare come lui intende riprendere il cammino che si è
perso, non certo per l'opposizione. Ci siamo incartati dietro un
rilievo che ha mosso il collega Di Mauro, e si poteva risolvere,
sottolineo, con un emendamento soppressivo, cancellando la parte
relativa ai dirigenti, già regolamentata con una normativa
nazionale, e proseguire nella trattazione del disegno di legge,
quindi, vale la pena evidenziare, se questa norma, e penso proprio
che non vedrà la luce, non lo vedrà per l'ostruzionismo ad oltranza
da parte delle minoranze ma perché si sono incartati i colleghi
della maggioranza, su cose incomprensibili.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono
preoccupato per il collega Milazzo, che ha parlato poc'anzi, perché
francamente smentire un deliberato e il lavoro di alti funzionari
della I Commissione.
MILAZZO Giuseppe. Non è vero, non ho detto questo
PANEPINTO. Onorevole Milazzo lei ha detto cose molto gravi
poc'anzi, e mi auguro che venga a rettificare quello che ha detto
perché questo non è un Consiglio comunale, e i consigli comunali
sono luoghi di grande serietà. Lei ha detto, esattamente, che il
deliberato letto dal presidente Forzese non corrisponde alla
decisione della Commissione.
MILAZZO Giuseppe. No, non è così
PANEPINTO. Lei ha detto questo.
MILAZZO Giuseppe. No
PANEPINTO. E allora lo venga a rettificare.
CORDARO. No, ha detto che noi non abbiamo votato.
PANEPINTO. Ma lui non ha votato perché già a vederlo presente per
tutta la settimana è complicato e chiaramente non ha avuto il
piacere di arrivare alla fine della seduta.
MILAZZO Giuseppe. Lei ha sospeso i lavori.
PANEPINTO. Ho sospeso i lavori e li ho ripresi. Ho sospeso i
lavori quando il dibattito si era fatto animato e c'era tensione e
ho ripreso i lavori, con i deputati presenti.
Io non intervengo per entrare nel merito delle questioni perché è
una materia complessa e complicata, ovviamente, ma per riportare
esattamente quello che è accaduto in I Commissione. Signor
Presidente, presiedevo io quella Commissione perché, all'ultimo
momento, il presidente Forzese è stato impedito per giungere in
tempo per l'inizio della Commissione; c'è stato un dibattito molto
vivace e alla fine, proprio perché era intendimento del presidente
fare sintesi in I Commissione, l'andazzo del dibattito stava
esattamente in direzione opposta, cioè di sommare pareri e opinioni
diverse, tenendo anche conto - lo dico sommessamente - che la
presidenza ha gli strumenti anche regolamentari per stabilire in
maniera insindacabile l'ammissibilità di una parte di una norma o
di una norma intera, alla fine all'unanimità, in un dibattito molto
sereno con uno degli ultimi interventi degli onorevoli Savona e
Formica è stato quello di chiedere al Governo di riscrivere, se
intende riscrivere, la norma e alla Presidenza di questo Parlamento
di valutare gli elementi di incostituzionalità o meno della norma;
proprio per evitare che si trattasse di annunci con l'adozione solo
di deliberazioni legislative che non diventeranno norme.
Per cui, probabilmente ho capito male io, ma certamente
l'onorevole Milazzo non ha avuto modo di concludere quella seduta
e quindi non ha potuto constatare che il verbale è esattamente
veritiero così come assolutamente veritiero è il dispositivo letto
dal presidente Forzese.
A questo aggiungasi, signor Presidente che nella prima stesura
del testo arrivato in Aula, sia del primo che del secondo stralcio,
forse vivendo l'emotività del momento, con la presenza del
Presidente Crocetta, su quel testo si è raggiunta quasi
l'unanimità, debbo dire che ieri, probabilmente frutto di un
dibattito molto articolato in Aula, di una meditazione più attenta
e lunga di un confronto con testi normativi con giurisprudenza, con
dottrina, le opinioni cominciavano ad essere diverse dalla prima
fase in cui il testo trovò consenso unanime in I Commissione.
Pertanto, mi è doveroso correggere affettuosamente l'onorevole
Milazzo e certamente non ho compreso bene il suo intervento, ma
siccome non vorrei che altri come me, avessero compreso in maniera
diversa, posso rassicurare che l'onorevole Milazzo non era presente
nella conclusione della decisione, e lui dovrà darmene atto, perché
c'è stata una ripresa dei lavori, e il deliberato letto dal
presidente Forzese è un deliberato approvato all'unanimità che
manifestava le difficoltà di trovare sintesi, dopo anche un
intervento molto attento dell'onorevole Alice Anselmo.
Detto questo, io ribadisco quanto nel deliberato si continua
nella stesura del testo - il Governo oggi è qui rappresentato
dall'assessore -, può benissimo riscrivere il testo e la Presidenza
ha gli strumenti per verificare la fragilità del testo dal punto di
vista dell'impugnativa.
Però devo dire una cosa, e concludo, e questo lo dico come
parlamentare del PD, ci sono delle strade che una volta intraprese,
bisogna percorrerle per intero, con il coraggio di non fare
eccessivamente ricorso a legittime valutazioni di carattere
dottrinario-giurisprudenziale, perché sono tutte fondate per alcuni
versi, perché ho visto interventi molto seri; ma questo Parlamento
dopo aver annunciato al mondo intero di adottare un testo, non può
ora fare marcia indietro, perché il danno che subirà l'immagine di
questo Parlamento sarà enorme di quelli che probabilmente per
giorni annunciano un'iniziativa parlamentare che poi non arriva a
buon fine.
Conoscendo la sua sensibilità sulle questioni, così come tutti i
temi di cui questo Parlamento è chiamato a discutere, gradirei,
signor Presidente, che lei ne assumesse, come si suole dire, il
comando assoluto di tutta la vicenda per evitare che si chiuda la
sessione prima delle ferie di agosto - sempre che si vada in ferie
-, e si possa chiudere questa vicenda.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi. Io ho
ascoltato con attenzione tanto l'intervento del collega Milazzo,
collega attento, scrupoloso, quanto l'intervento del collega
Panepinto al quale, devo dire, con la stima e l'affetto che egli sa
io nutro per lui, non si addice la inconsapevolezza del fatto che
un collega può anche non partecipare al voto finale di un disegno
di legge o comunque di una decisione in maggioranza, perché, per
scelta politica, decide di allontanarsene. Cosa diversa è non
andare ai lavori della Commissione, non partecipare, essere assente
e quindi non svolgere correttamente il proprio dovere.
In realtà è accaduto, e lei lo ha correttamente accennato, che a
seguito di una serie di sospensioni, prima di due ore, poi di
un'ora, per i problemi che erano venuti fuori nella scorsa seduta
nella quale si è affrontato questo disegno di legge, ad un certo
punto - in maniera devo dire consapevole ed attenta - la collega
Anselmo ha finito per portare all'attenzione della Commissione uno
studio approfondito che, in buona sostanza, finiva per demolire
quel poco, quel tanto, quel buono o non buono che era stato fatto
prima dalla sotto Commissione e poi dalla I Commissione.
Io capisco che vi fosse la volontà da parte di chi presiedeva in
quel momento, volontà legittima, dico, di portare il testo a
compimento, ma c'erano delle ragioni giuridiche che lo impedivano e
per questa ragione, e solo per questa ragione, l'onorevole Milazzo,
così come l'onorevole Formica e qualche altro collega
dell'opposizione, hanno deciso di lasciare i lavori, lasciando
d'altro canto alla maggioranza o a quello che resta della
maggioranza, la responsabilità di votare un testo.
Ma andiamo ad oggi, signor Presidente.
Il Parlamento, e lei soprattutto, aveva dato mandato alla I
Commissione di procedere ad una norma riscritta e quindi alla
riscrittura di quel disegno di legge affinché si potesse trovare in
Commissione un'intesa che facilitasse il lavoro dell'Aula, posto
che questo disegno di legge antiparentopoli - mi rivolgo ancora
al mio amico Panepinto -, che non è stato minimamente, come dire,
supportato da proclami da parte di quest'Aula, ma molto più da
parte del Governo, come accade diciamo quasi ininterrottamente dal
29 ottobre del 2012 ad oggi, ecco, questo disegno di legge che
doveva cambiare le sorti umane e divine, alla fine era un disegno
di legge partorito, scritto e quindi fatto veramente male.
Ma la I Commissione parlamentare, la Commissione presieduta dal
collega Forzese, la Commissione Affari Istituzionali', la
Commissione delle leggi, avrebbe dovuto trovare la quadra. Ebbene,
signor Presidente, oggi il presidente Forzese ci spiega che non
solo la quadra non l'hanno trovata, ma ci spiega, soprattutto, che
non la troveranno, non sappiamo perché non la possono o se perché
non la vogliono trovare, tanto da invitare il Governo a riscrivere
quel disegno di legge perché se ne riparli con la dovuta calma e
ponderazione a suo tempo.
Presidente Ardizzone, noi oggi dobbiamo prendere atto, mestamente,
come opposizione responsabile, che ha creduto che almeno per una
volta agli annunci potessero seguire i fatti, che neanche questo
disegno di legge potrà arrivare a buon fine.
E quindi, dobbiamo dire che non potendo scegliere altra strada se
non quella prospettata dall'onorevole Forzese, che porterà
l'assessore Valenti, che si era occupata in questa Commissione
perché è sua competenza, a riscrivere questo disegno di legge, io
credo che sarebbe opportuno spiegare al Presidente Crocetta che
quello di oggi è un ennesimo esempio di come la maggioranza non
esista, ma ancora peggio, oggi, assessore Bonafede, di come la
maggioranza che in teoria dovrebbe sostenere il Presidente
Crocetta, ha di fatto messo una pietra tombale sul disegno di legge
antiparentopoli'.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, io vorrei testimoniare il percorso
fatto fin d'ora in considerazione del fatto, onorevole Panepinto,
che io in quella seduta di Commissione c'ero.
E devo dire che, rispetto alle cose dette prima dall'onorevole
Milazzo, il quale per una sua legittima posizione politica ha
deciso di allontanarsi dalla Commissione, mostrando evidentemente
un legittimo dissenso rispetto a quello che era il disegno di legge
che era stato sino a quel momento presentato e che aveva avuto un
percorso.
Io, invece, in quella sede decisi di rimanere e, devo dire che lei
presiedeva quella Commissione, il Presidente Forzese in quella sede
non c'era, e ad un certo punto, una volta che furono presentati dei
pareri che mettevano in discussione la costituzionalità del testo,
perché entravano nel merito rispetto alla possibilità di limitare
la libertà del soggetto che gestisce, in quel caso l'ente, a quel
punto, dopo una serie di sospensioni e rinvii si decise, in maniera
così generica, onorevole Milazzo, di addivenire alla conclusione di
rinviare il testo al Governo, per una ragione semplice, perché
comunque tutti, e questo è vero, invece, presidente Panepinto,
eravamo d'accordo che quel testo così come era non aveva ragione di
esistere.
Per una serie di ragioni che, peraltro, non solo erano state
dibattute in sede di Commissione, ma molto più erano state già
approfondire in Aula, quando si arrivò alla conclusione che non
era possibile individuare un settore capro espiatorio' che era
quello della formazione professionale, ci saranno altri soggetti
che non sono attinenti al potere legislativo ma a quello
giudiziario, per intenderci, ci sarà legittimamente la magistratura
ad indagare su fatti, su settori, e, lasciatemi dire, anche su
quello che è diventato il capro espiatorio di questa vicenda che
porta all'emanazione di una legge che vuole, evidentemente,
crocifiggere un soggetto in particolare.
Ovviamente, tutta la Commissione in quel caso si trovò in una
condizione di disagio a poterlo condividere e, pertanto, decise,
per l'appunto, di mandare nuovamente al Governo e non all' Aula,
come oggi sta accadendo, ma di nuovo al Governo, la riscrittura
della norma.
Penso che così com'è la norma è acqua fresca , nel senso che o la
si intende ampliare a tutti i settori, quali dell'energia, della
sanità, dei rifiuti e chi più ne ha più ne metta, estendendola,
peraltro, non soltanto al coniuge ma anche ai parenti fino al
secondo grado, o diversamente si tratta semplicemente di una norma
cartello , un ulteriore spot fatto dal Governo per voler fare
proposte che evidentemente si sa già non potranno essere accolte.
Pertanto, chiedo che questa norma ritorni non più in Commissione
ma al Governo, come il presidente della Commissione giustamente
diceva, e che in quella riscrittura si prendano in considerazione
alcuni aspetti legittimi, perché è chiaro che se il deputato aveva
già in essere delle attività che nulla avevano a che fare con la
sua elezione, oggi non si può trovare in una condizione di
incompatibilità, condizione di incompatibilità che, peraltro, è ben
definita dalla legge 29 che dettaglia a tutte le condizioni non
solo di incompatibilità ma anche di ineleggibilità.
Altra ragione per cui la norma ritornò in Commissione era legata a
quel fatto che apparve, quanto meno, strano legato ai direttori
generali delle aziende sanitarie, perché se da una parte noi
vogliamo guardare alla politica come l'unico soggetto da
crocifiggere, dall'altra, invece, stendiamo le ragioni di
compatibilità e non di incompatibilità ad alti dirigenti della
Pubblica Amministrazione che, diversamente, invece rischiano di
poter continuare ad operare in condizioni che, invece, si aprono a
rischio di illegalità, corruzione ed altro.
Quindi la proposta è questa: rinviare il disegno di legge al
Governo. Sarà, ritengo, l'Assessore Valenti a farci sapere, nelle
prossime sedute di commissione qual è la scelta del Governo e,
sicuramente, la I Commissione, come sempre, sarà attenta e vigile
perché la norma possa applicarsi nel modo corretto.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, vorrei
per un attimo riavvolgere il nastro e tornare un po' indietro, non
perché mi sia confuso o smarrito sulla via di Damasco, come
probabilmente è accaduto a questa norma e a chi la proponeva, ma
perché ho avuto il piacere e l'onore, pur non facendo parte della I
Commissione, di partecipare ad una seduta dove è intervenuto il
Presidente della Regione Crocetta.
I colleghi presenti alla seduta ricorderanno, abbiamo addirittura
aspettato più di un'ora perché il Presidente Crocetta ci teneva a
confrontarsi con i deputati in Commissione e a relazionarsi per
quanto riguarda questa norma e la sua importanza.
Devo dire che in quella occasione il Presidente Crocetta ha voluto
dare, dal mio punto di vista, una lezione di deontologia politica,
e ci ha anche raccontato che quando era sindaco ha fatto una serie
di azioni, come per esempio quella che pur potendo concedere delle
autorizzazioni al proprio nipote non le ha concesse, perché
riteneva opportuno che intervenissero terzi per dimostrare la sua
trasparenza e la sua imparzialità, se ricordo male ditelo.
Ma aggiungo a questo punto che il testo di questo disegno di
legge trattava solo di Formazione, come gruppo del PDL pur
consapevoli e certi che questa era una norma che sarebbe stata
bocciata dal Commissario dello Stato perché ritenuta
incostituzionale, e ne abbiamo certezza di questo, abbiamo voluto
inserire un passaggio, un emendamento che ritenevamo utile, perché
per essere chiari sui temi di legalità e di trasparenza non
prendiamo lezioni morali da nessuno, e se il Presidente Crocetta,
ritiene che bisogna fare una battaglia sulla Formazione noi
riteniamo che la battaglia vada fatta ad ogni livello, in ogni
organismo della Regione siciliana.
Questo è il senso del nostro emendamento, devo dire, con molta
preoccupazione e con un pizzico di amarezza, che quando abbiamo
presentato e letto in Aula questo emendamento, si è sviluppato un
ampio dibattito che ha riportato la norma in Commissione perché
qualcuno voleva inserire soltanto il settore dell'Energia, qualcun
altro dei Rifiuti; noi riteniamo che questa è una terra talmente
grigia e martoriata, che quando si fanno le cose, bisogna farle
bene.
Questo è, lo dico con grande schiettezza e onestà intellettuale e
morale, il mio pensiero politico. Ritengo quindi che quando
facciamo le cose, non possiamo farle coi pannicelli caldi ; tranne
che il Presidente Crocetta non aspetti oggi di presentare la legge
antiparentopoli' per la Formazione perché è successo quel che è
successo nei mesi scorsi, domani accadrà qualcosa nell'Energia, ne
faremo una uguale anche per l'Energia, dopodomani un'altra, ecc.
Non è possibile, in questa terra, continuare con gli slogan e gli
annunci. Questo è il momento di decidere, e quando la politica
decide di non decidere, ha fallito.
Ritengo che sia importante, su questo tema così delicato e di
straordinario messaggio all'esterno - devo dirvi che in questi
giorni ho ricevuto tante chiamate da comuni cittadini, che non
comprendono l'aspetto costituzionale o meno della norma, guardano
al significato politico - dico che noi siamo sul significato
politico e sulla battaglia che va fatta estendendo questa norma non
soltanto alla Formazione, ma ad ogni livello, poi se dovremo
riscrivere codici deontologici, d'onore, di correttezza
istituzionale, quella sarà un'altra storia, ma se noi ci fermiamo,
signor Presidente - è un invito forte che le faccio -, rischiando
di far passare il messaggio, che questo ancora una volta è il
Governo degli annunci e non quello delle cose concrete, e credo
anche che un pezzo della maggioranza non faccia una bella figura
nel fermare questa norma.
CANCELLERI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo disegno
di legge è importante, perché traccia delle linee che fino ad oggi
nella Regione siciliana non sono state tracciate, e quindi nasce
anche dal problema reale che si è venuto a verificare a seguito di
alcuni fatti di cronaca giudiziaria che hanno coinvolto anche
deputati regionali. Credo che questa norma, nonostante sia stata
dipinta come norma manifesto , in realtà sia una norma di buon
senso che va nella direzione di porre in essere dei limiti a questo
tipo di comportamento che spesso, purtroppo, si verifica.
Noi come legislatori siamo chiamati a dare la possibilità, al
singolo cittadino di guardare alle istituzioni come qualcosa di
sano, di inattaccabile, di incrostabile, ma in questo modo, se non
approvassimo, ma tanto meno nemmeno a discutere, oggi, in
quest'Aula il disegno di legge, daremmo la sensazione esattamente
opposta.
Qui si sta parlando di criteri di ineleggibilità, criteri di
incompatibilità con le cariche istituzionali da parte di chi,
all'interno di determinati gradi di parentela, abbia persone che
hanno a che fare con la Pubblica Amministrazione, introducendo
anche il tema del socio occulto .
Queste norme sono apprezzabili, ma soprattutto dovrebbero essere,
prima di norme di legge, delle norme morali, che come cittadini
siciliani e italiani dovremmo avere e portare all'interno di questo
Parlamento.
Purtroppo, e dico purtroppo, perché a volte il nostro senso
civico si ferma un passo prima del portone di questo Palazzo, c'è
bisogno anche di una norma di legge, per porre in essere questo
problema.
Questo disegno di legge, che con rammarico noto che è stato
fortemente voluto, in termini mediatici, da questo Governo, e oggi
non trovo però il Presidente della Regione a difenderlo in Aula, e
di questa cosa me ne rammarico.
Dovrebbe essere, infatti, lui il primo a battere i pugni su quello
scranno e dire ma dove stiamo andando, perché non stiamo andando a
fondo con l'articolato di questa legge .
E spero che nessuno - se dovessimo, alla fine, andare a votare
questo disegno di legge - chieda il voto segreto ma invece si
faccia - per trasparenza - la richiesta di un voto palese, affinché
tutti i cittadini possano in qualche modo avere la possibilità di
capire chi vuole veramente cambiare questa Regione e renderla una
Regione che è in una parola moderna' o, forse, meglio ancora,
normale' perché della normalità ci dobbiamo innamorare.
Allora, utilizzo la frase del mio collega, onorevole Siragusa,
quando, riferendosi a questo disegno di legge, ha utilizzato una
frase da questo scranno dove molti parlano il latino. Ma abbiamo
dimenticato che siamo siciliani e allora i detti in siciliano, nel
nostro dialetto, sono anche belli: Sta liggi è comu na bedda
figghia: tutt a vonnu e nuddu s'a pigghia .
(Applausi dall'Aula)
PRESIDENTE. Complimenti, onorevole Cancelleri. A volte, il
dialetto serve ad esprimere senza infingimenti qual è lo stato
generale delle cose. Avevo parlato più di melina ma lei è stato più
efficace. Complimenti, glielo dico veramente.
E' iscritto a parlare l'onorevole Sudano. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a differenza del
collega Cancelleri e di altri colleghi che sono intervenuti,
preferisco non fare ipocrisie: dichiarare chiaramente che non
voglio prendere in giro i cittadini e non voglio cavalcare
l'antipolitica del momento. E ritengo che siccome una legge già
esiste, approvare questa legge sia soltanto una ipocrisia, sia
prendere in giro i cittadini.
Siamo tutti consapevoli che questa legge è incostituzionale e
quindi la dignità di ognuno di noi dovrebbe essere quella di
spiegare alla gente che approvare questo disegno di legge in
quest'Aula significa solamente approvare una legge che verrà
impugnata dal Commissario dello Stato e che quindi stiamo facendo
soltanto una battaglia finta che non serve a nessuno.
Forse, credo che le cose si possano sistemare in questa Regione
solamente se si iniziano a fare dei controlli seri, se si inizia ad
avere un'attività trasparente e non approvando disegni di legge che
non servono a niente e a nessuno ma soltanto a cavalcare l'onda del
momento.
Anche perché inasprire alcune situazioni allargandole a familiari
e a parenti mi sembra veramente una ulteriore ipocrisia. E,
soprattutto, ritengo che quando si vivono momenti come questi - e
li abbiamo già vissuti in anni precedenti - e tutti ricordiamo il
1992, per quanto ero ragazzina, ricordo che sono state approvate
delle leggi a livello nazionale che sicuramente non sono servite
all'Italia perché hanno creato degli squilibri; degli squilibri tra
poteri che a tutt'oggi si pagano.
Sono giovane, sono una neo-deputata ma credo che occorra buon
senso in questa Aula e non l'accanimento terapeutico perché così ci
facciamo soltanto del male.
Vorrei dire un'ultima cosa. La Commissione, ieri, ha solamente
rinviato questo disegno di legge - proprio perché l'ha ritenuto, su
tanti aspetti, incostituzionale - al Governo, per riscriverlo,
eliminando gli aspetti incostituzionali che, per quanto mi
riguarda, ritengo siano tutti incostituzionali.
Aspettiamo che il Governo approvi un emendamento di riscrittura,
dopodiché si vedrà se questo disegno di legge sarà costituzionale o
meno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, già la volta
scorsa, ne abbiamo parlato e mi sono espresso in modo contrario
perché ritengo che questo disegno di legge sia un disegno di legge
inutile. Questo è un disegno di legge su cui non ho nessun
interesse né a livello familiare né a livello amicale. Dico una
cosa: ma è possibile che in questa Regione siciliana siamo tutti
delinquenti? E' possibile che una persona non possa veramente
organizzare una società? Fare l'imprenditore? E questa persona deve
pagare solo perché è figlio del dirigente o del deputato o di
chicchessia? Mi sembra veramente una cosa assurda
La cosa dove la Pubblica Amministrazione non deve mancare mai è
quella che si organizza una long list in cui, per qualsiasi bando
di concorso, evidenza pubblica, si prendono a sorteggio dei
componenti che possano finalmente dare un giusto giudizio per
qualsiasi cosa.
Ma voi pensate che alla Camera, al Senato - su 315 deputati e 630
senatori, più dell'80% sono inseriti nel contesto delle società
italiane e internazionali - che votano una legge del genere?
Non lo so. Finalmente - devo dire grazie al Presidente e grazie
all'assessore - perché, oggi, finalmente, in una Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, abbiamo deciso di votare per i
disabili e per i disagiati finalmente un disegno di legge che possa
portare e chiudere, ripeto, finalmente, con questa benedetta
tabella H e riconoscere chi ha veramente pieno diritto.
Oggi, abbiamo fatto una bella scelta, signor Presidente, quindi,
oggi, stare qua a perdere tempo con tre persone che sono morte,
nell'arco di questi mesi, perché ritenevano di avere ragione su un
titolo che riguarda il lavoro, persone che hanno perso il lavoro e
ancora noi perdiamo tempo qua dentro, tra di noi.
Ma la responsabilità di ognuno di noi uscendo da questo Palazzo
qual è?
Io, signor Presidente, se continuiamo a parlare ancora di questo
disegno di legge - mi dispiace, io sono sempre presente perché, in
tutti i disegni di legge, in tutte le attività, in tutti gli atti
parlamentari, voglio inserirmi in questo contesto, voglio dibattere
e voglio essere presente e riconoscere che un deputato può portare
beneficio alla società e, oggi, stare qua è veramente assurdo -
sicuramente, lascerò l'Aula.
PRESIDENTE. Il dibattito è molto bello e appassionante e io, come
Presidenza, già una determinazione l'ho presa, però, do la
possibilità a tutti di esternare il proprio parere; c'è una
decisione che viene dettata dal Regolamento e non è mia personale.
E' iscritto a parlare l'onorevole Vullo. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho sentito molte
citazioni, molte disquisizioni su questa vicenda; qualche volta, ho
letto qualche libro e mi viene di ricordare una frase storica che
una volta disse un grande, un grande contro Lenin: la verità, solo
la verità è rivoluzionaria e si dice nelle Aule di Giustizia.
Allora, la verità qual è, in questo caso, signor Presidente? Si è
insediata una sottocommissione; la sottocommissione, presieduta
dall'onorevole Panepinto ha elaborato, assieme ai tecnici, ai
tecnici, credo, di una grande valenza nella Regione siciliana e
nell'Assemblea, e questa Commissione, alla fine, non ricordo, il
Presidente Forzese, qualche giorno fa, si lamentava dicendo: ma
come, in sottocommissione, abbiamo approvato un disegno di legge,
questo disegno di legge che ha coinvolto dai grillini, dal
Movimento Cinque Stelle, per essere più precisi, a tutti gli altri
partiti, dopo di che, qua si è rimesso in discussione. Si è rimesso
in discussione perché, al contrario di quel rivoluzionario che
citava Lenin, il nostro rivoluzionario che, molte volte, lo
possiamo paragonare al Che Guevara che aveva assunto una dimensione
internazionale. Anche noi abbiamo il nostro rivoluzionario, magari,
sarà un rivoluzionario dei poveri, ma sempre un rivoluzionario è.
Il nostro rivoluzionario, il Presidente della Regione, quando ha
letto che le gare d'appalto dovevano essere inserite, è saltato in
aria. Ha parlato dei Consigli comunali, dei Consiglieri comunali e
quant'altro. Da quel momento in poi, dopo che c'era un testo di
legge già condiviso dalla sottocommissione con tutti i partiti, da
quella riflessione fatta dal presidente Crocetta è nata una piccola
rivoluzione.
Dico, quindi, di ritornare nuovamente a quel disegno di legge,
dopo di che, i Gruppi, sicuramente, lo possono emendare, possono
fare quello che vogliono ma, sicuramente, alcune cose - e ha fatto
bene l'onorevole Anselmo ad intervenire ieri, dopo che sono usciti
diversi deputati e meno male che era presente l'onorevole Savona
che, con la sua saggezza, ha mediato e siamo arrivati a questo
punto - non possiamo dire solo ed esclusivamente delle cose che
possono apparire all'esterno importanti e che poi non possono
essere inserite in un disegno di legge.
Signor Presidente, già me lo ha fatto capire, lo ha detto in Aula:
noi la legge la possiamo fare ma la dobbiamo fare con intelligenza.
Ha ragione, onorevole Cancelleri: è una bedda fimmina ma, anche
se è una bedda fimmina , può essere che poi sia malata; pur
essendo una bella donna è poi magari una prostituta, può avere una
serie di problemi. Facciamola questa legge; facciamola questa bella
donna ma facciamola bella veramente.
PRESIDENTE. Per agevolare il dibattito, comunico subito che, quale
custode ed interprete del Regolamento, devo dare lettura
dell'articolo 68 ter che fa riferimento al lavoro che devono
svolgere e che sicuramente svolgono le Commissioni: 1) Nel corso
dell'esame dei testi legislativi, la Commissione può richiedere al
Governo di fornire ulteriori dati ed elementi informativi necessari
per l'esame del disegno di legge.
2) Per l'acquisizione degli elementi di cui al comma precedente,
la Commissione può richiedere al Governo di trasmettere tali
informazioni anche con la predisposizione di apposite relazioni
tecniche.
3) Il Presidente della Commissione, sentito l'Ufficio di
Presidenza della commissione medesima ed il Governo, stabilisce il
termine entro il quale il Governo deve comunicare le informazioni e
i dati ad esso richiesti relativamente ai disegni di legge da
inserire nel programma dei lavori dell'Assemblea.
Cosa significa? Significa che l'Aula ha, giustamente, su mia
decisione, chiesto alla Commissione di riscrivere il disegno di
legge perché i problemi erano stati sollevati. Dal dibattito,
peraltro, dall'esito che è stato verbalizzato, messo per iscritto
anche dall'intervento dell'onorevole Panepinto, si è compreso che i
problemi ci sono.
A mio avviso, allora, correttamente, e questo è l'invito formale
che faccio alla Commissione, sulla base degli approfondimenti,
anche in ordine ai rilievi fatti dall'onorevole Anselmo ma non
solo, sulla questione della costituzionalità della legge stessa,
invito per iscritto a formulare i rilievi al Governo, dando a
quest'ultimo i termini entro i quali deve riferire, perché la
Commissione di merito ha il compito di agevolare il percorso
dell'Aula, altrimenti, non sarebbe Commissione di merito.
Ripeto, quindi, invito la Commissione a formulare espressamente
per iscritto quali sono i rilievi che sono usciti fuori - voi
stessi avete detto in tutti i vostri interventi che c'è stato un
dibattito vivace e peraltro condivisibile - e sono termini che
avete utilizzato, se non erro, proprio da parte dell'onorevole
Panepinto, per cui, espressamente, formalmente, invito tutta la
Commissione e, quindi, il Presidente, perché se ne faccia
interprete, a dare i termini al Governo entro i quali deve
rispondere, con relazione, per iscritto, su questi rilievi di
costituzionalità.
Ove il Governo non dovesse rispondere o ove non dovessero essere
convincenti, sarà interessata la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, così come previsto dal regolamento.
E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, in un
certo senso, il suo intervento ha in parte soddisfatto l'epilogo di
questo mio breve ragionamento che tuttavia vuole anche soffermarsi
su alcune considerazioni, per le quali sono convinto che il
Presidente Forzese e i colleghi tutti vorranno onorarmi di un
minimo di attenzione.
Noi stiamo parlando di un tema che per intere settimane ha
appassionato l'opinione pubblica siciliana. Stiamo parlando di un
tema che ha, in un certo senso, delegittimato la classe politica
dirigente dell'Isola; stiamo parlando di un tema che trova alimento
e linfa da una vicenda di cronaca recentissima, dalla quale nessuno
di noi ha il diritto di prendere le distanze.
E non solo e non tanto per una solidarietà che personalmente non
mi sento di esprimere, pur essendo garantista e pur attendendo,
fino all'ultimo, il giudizio della Magistratura, ma perché ritengo
che ognuno di noi abbia forse qualcosa da farsi perdonare.
Oggi, la delegittimazione della classe politica dirigente in
Sicilia non può essere circoscritta alla geografia politica
abituale. E' un problema che ha contaminato tutti i partiti
politici, dalla provincia di Palermo alla provincia di Ragusa e
tuttavia credo che sia sbagliato, signor Presidente e colleghi
deputati, continuare a legiferare sotto la spinta emotiva della
piazza.
Credo sia davvero un grave errore pensare di varare leggi,
percependo il fiato della gente sulla nuca. La società va
interpretata, nelle sue ansie, nelle sue amarezze, nelle sue
contraddizioni, nelle sue corresponsabilità. Ho sempre detto, in
quest'Aula, ma sono rimasto solitario apostolo, che la
responsabilità del degrado della società siciliana non appartiene
soltanto alla società politica ma appartiene anche alla società
civile che quella classe dirigente ha espresso, spesso con
connivenza, spesso lucrandoci, spesso attraverso patti scellerati,
mai sottoscritti se non con una compiacenza antica e
pluridecennale.
Eppure si continua a legiferare in questa sala sotto la spinta
emotiva dell'esterno del Palazzo.
Lo abbiamo fatto con le province ed è venuto fuori un papocchio.
La realtà è sotto gli occhi di tutti: 5500 km di strade abbandonate
in Sicilia, centinaia di ordinanze di chiusura, 450 scuole
superiori che non sanno se e come apriranno a settembre, il
personale che vive nell'incertezza del domani, servizi prioritari
non più erogati, il disarmo che accompagna i nuovi Commissari che,
proprio per non dovere rispondere al consenso popolare, non sono
tenuti ad alimentarsi e nutrirsi di entusiasmo di suggestione, di
passione, di rabbia che sono stati d'animo tipici di chi governa un
ente locale.
Tutto questo è pane quotidiano, signor Presidente e noi abbiamo
posto fine alle province regionali in Sicilia, solo perché il
Presidente Crocetta ha dovuto dire sì, cedendo alle provocatorie
sollecitazioni di un complice e compare del Presidente Crocetta, in
un pomeriggio di una serena domenica invernale.
Bene, signor Presidente, signori Assessori e colleghi deputati, ho
l'impressione che vogliamo ripetere lo stesso errore che è stato
compiuto con le Province regionali, ma qui c'è di mezzo la
credibilità di tutta la classe dirigente e nessuno può chiedere a
noi di preparare il patibolo di noi stessi perché, assieme a
qualche deputato mascalzone che utilizza i parenti per i propri
fini personali, c'è tanta gente per bene che ha fatto della vita il
rispetto dei costanti doveri. E nessuno può chiedere a noi di
sottoscrivere la delegittimazione di quest'Aula e lo dice un uomo,
signor Presidente, che, con la grazia di Dio e fino a prova
contraria, non ha mai conosciuto, neppure per una lettera anonima,
la Procura della Repubblica. Ecco perché faccio appello alla
dignità di quest'Aula e lo dico con tutto il rispetto per
l'onorevole Crocetta, che ha tutto l'interesse a soffiare su una
società che, prima di chiedere manette, chiede pane e, quando non
trova pane, chiede manette: si preoccupi del pane il Presidente
Crocetta, del pane dei siciliani; alle manette pensi la Procura
della Repubblica. Non è compito suo.
Sono convinto, signor Presidente e colleghi deputati, che abbiamo
il dovere di fermarci per un attimo e di riflettere. Fui io a
sollevare il primo caso di parentopoli , in questa legislatura,
lasciato nel silenzio del deserto, in una solitudine affollata di
indifferenza e di imbarazzo, quando dissi che un componente la
Giunta, nominato dal Presidente Crocetta sarebbe stato, da lì a
qualche giorno, chiamato a decidere su cinque contenziosi che
vedevano coinvolto il figlio in quanto titolare di una impresa in
lite con la Regione siciliana.
Fui lasciato solo quando accusai l'Assessore Zichichi che poi fece
la fine inesorabile che avrebbe dovuto fare perché, con tutto il
rispetto per lo scienziato, la Regione siciliana non è un
laboratorio di fisica nucleare. E dissi, in quella occasione, che
il problema della parentopoli coinvolgeva tutti: Governo,
Assemblea regionale e, perché no, signor Presidente, gli enti
locali.
Non può darsi il caso che ci sia qualche sindaco o qualche
assessore o qualche consigliere che abbia interesse a collocare un
parente in una partecipata? O a determinare scelte laddove non è
prevista l'evidenza pubblica, per esempio, una prestazione
artistica, per la quale la legge prevede il contatto diretto e
nessuna selezione e, quando c'è, molto spesso, viene alterata.
Allora - e arrivo alla proposta e chiedo scusa se mi sono
dilungato - se il tema rimane circoscritto alla formazione, è una
bufala; è una vergogna; è una mostruosità giuridica. E' naturale
questo. Gli interessi dei parenti si possono coltivare in tutti i
settori della pubblica amministrazione regionale; in tutti, nessuno
escluso. Allora, o lo si applica ovunque o, altrimenti, già, si
partirebbe col piede sbagliato. Ma voglio fare una proposta:
perché, con un sussulto di orgoglio, signor Presidente Forzese e
colleghi deputati, quest'Aula non riesce a darsi un codice etico di
autoregolamentazione?
Ne parlavamo, ieri mattina, col collega Cordaro e con gli altri
colleghi, in Commissione Antimafia: perchè non mettiamo mano ad un
codice etico che ci consenta di potere definire i limiti entro i
quali ognuno è chiamato ad operare?
Lei mi dirà, essendo un veterano di quest'Aula: ma di codici
etici ce ne sono già stati due .
E' vero. Sono stati due generosi tentativi che, non soltanto non
comprendevano però alcune fattispecie di reato che, negli ultimi
anni, sono diventate prassi consolidate, ma non sono mai stati
legittimati dal voto dell'Aula. Gli unici due codici portati
avanti, infatti, sono stati votati con delibera di Giunta e mai
suffragati dal consenso dell'Aula.
E, allora, perché non proviamo, magari, se volete, ad affidare
alla Commissione Antimafia il compito di preparare una bozza e poi
diventa la bozza patrimonio di tutta l'Aula perché possa essere
rimpolpata e nutrita di contributi?
Credo che il Presidente Crocetta non abbia interesse a capire
quale strumento ma abbia interesse a capire quale obiettivo. E se
l'obiettivo che l'Aula vuole raggiungere con il codice etico di
autoregolamentazione è lo stesso obiettivo che il Presidente vuole
raggiungere con un disegno di legge condannato a diventare falò,
nell'immaginaria fiamma del Commissario dello Stato, bene, vi dico
che non ci sto a questa recita a chi la spara più grossa.
Se il Presidente Crocetta invoca limiti fino alla quinta
generazione, potrei dire fino all'ottava e qualcuno potrebbe andare
anche oltre. E pensate che i siciliani, che hanno bisogno di
giustizia, di pulizia e di trasparenza ma, soprattutto e
innanzitutto, di pane, possano essere soddisfatti da questo
risultato?
Stiamo recitando a soggetto e non è assolutamente decoroso.
Signor Presidente, credo che l'ultima proposta lanciata dal
Presidente Crocetta - e l'avevo già scritta senza conoscerne il
contenuto - chieda al Governo di rimuovere tutti gli aspetti che
possano configurare ipotesi di illegittimità costituzionale, che si
possa depurare questo scarno e, povero disegno di legge, si vada
avanti, ai primi di settembre, con l'impegno di tutti i Gruppi.
Ove mai il Governo pensasse invece di dovere condividere questa
mia modesta iniziativa, credo che, già a partire dall'ultima
settimana di agosto, la mia Commissione, la Commissione che ho
l'onore di presiedere, potrebbe lavorare ad un robusto codice etico
di autoregolamentazione che preveda tutto ciò che prevede la legge
antiparentopoli. Non avremmo il rischio dell'impugnativa del
Commissario dello Stato e avremmo reso onore alla capacità di
quest'Aula di sapersi autoregolamentare e dare un limite alla
amoralità e alla deriva e avremmo ottenuto lo stesso risultato.
Continuare a recitare con questo rinvio, con la legge del rinvio,
credo che non serva ai siciliani e non serva soprattutto alla
dignità di questo Parlamento che per centinaia e centinaia di anni
ha rappresentato gli interessi, le ansie e le speranze del popolo
siciliano.
(Applausi)
FIRETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIRETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con
attenzione l'intervento dell'onorevole Musumeci e ritengo di dovere
attenzionare due delle cose che ha detto.
La prima è questa: rispetto alle questioni che hanno occupato la
stampa e che hanno determinato fenomeni di devianza della politica,
le regole della politica e le norme costituite non sono
sufficienti, né ciascuno di noi può prendere le distanze o
liquidare questi fatti come problemi che appartengono ad altri e
che non debbano investire noi, classe politica di questa Regione
siciliana, e metterci mano anche con interventi normativi.
L'altro tema che va sottolineato: dice l'onorevole Musumeci che
non è opportuno - e questo è assolutamente condivisibile - che noi
si risponda alle esigenze o alle eventuali lacune che l'ordinamento
pone. Prendo spunto dalla lettura dei fatti, ci si ponga rimedio
sotto l'assillo della piazza , sotto la momentaneità e dal clamore
che certi fatti determinano nella pubblica opinione.
L'idea per cui si possa addivenire ad una forma di codice etico
che investa la classe politica è un'idea che appartiene anche ad
altri rami, e non sono solo quelli della politica, ed in qualche
modo mi convince, onorevole Musumeci, così come - e con questo non
intendo prendere distanza da alcunché - non mi convince quell'idea
che rispetto a certi temi esiste una cesura netta tra l'azione di
Governo, le compagini di Governo e l'Aula.
Perché così in un certo momento sulla stampa la vicenda
Presidente Forzese è stata presentata - mi scusi il bisticcio -
cioè l'Aula ha il suo disegno di legge, non lo porta avanti, e in
questo modo noi ancora realizziamo forme di frizione che non
vengono bene interpretate dalla pubblica opinione, e che fanno
invece danno al danno. La classe politica cioè, non solo non è in
grado di darsi forme di autoregolamentazione, ma sembra quasi che
rispetto alle questioni che ci occupano al nostro interno ci siano
delle forme di connivenza vicendevole che non ci fanno fare un
passo avanti.
E allora io qui vorrei che un sussulto intanto di dignità ci
faccia dire che, rispetto al testo che è stato presentato, noi
stiamo alle obiezioni che all'interno della vostra Commissione vi
ha posto la collega Anselmo, a nome anche del nostro Gruppo
parlamentare, perché noi riteniamo che su questo testo ci siano
abbondanti profili di incostituzionalità. E pur mantenendo la
ragione di fondo che spinge il Governo all'azione - cioè di dare
alla pubblica opinione un testo che possa far dire noi ci mettiamo
mano, noi ci autoregolamentiamo - che non debba poi far partorire
il mostro di cui dovremmo pentirci da qui a sei giorni, non da qui
a sei mesi.
E allora, onorevole Musumeci, per quanto ci riguarda questa idea
di partire con un codice etico di autoregolamentazione ci pare cosa
buona e giusta, così come la sintesi autorevole che fa il
Presidente Ardizzone, cioè di non lasciare nulla nel vago rispetto
ai temi di costituzionalità che, in maniera puntuale, articolo per
articolo, noi in sede di Commissione abbiamo posto, che possano
quindi essere dissipati dal Governo e si giunga ad una eventuale
riscrittura.
Io penso che noi abbiamo il dovere di non indulgere ad ipocrisie,
così come abbiamo il dovere di non tirare a sparare - come è
accaduto in quest'Aula in sua assenza, onorevole Musumeci - da
diverse parti di questo nostro emiciclo. Si è andato avanti a chi
la spara più grossa, e poi cui arriva il Presidente della Regione
che fa il suo intervento e noi allarghiamo le maglie.
Ecco, noi da qui non andiamo da nessuna parte, apriamo un
carosello che chissà da dove parte e non si sa dove andiamo a
finire. Noi abbiamo l'esigenza vera di dare delle risposte certe e
precise e di non eludere un tema che, come dice lei,
opportunamente, non si può restringere al campo della formazione,
perché domani mattina ci sarà il campo della comunicazione,
dopodomani mattina il campo delle energie rinnovabili, l'altro
domani ancora il campo della sanità, e via di questo passo.
Però l'esigenza di dare risposte con tempi certi noi l'abbiamo.
Non può neppure passare l'idea che qui si mandi in Commissione un
testo e lo si affossi per parlarne poi alla prossima legislatura,
perché questo, credo, è quello che i siciliani assolutamente non
vogliono.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi si doveva
parlare di quella che tutti chiamano la nuova norma
antiparentopoli, ma chi dovrebbe toccare per noi questa norma
antiparentopoli.
Bene, tutti quelli che hanno fatto affari o continuano a fare
affari con i soldi pubblici e con la regione siciliana. Quindi, non
solo la classe politica, ma anche i dirigenti, se ci sono degli
assessori, o gente che lavora negli assessorati.
La volta scorsa notavo con molto piacere che c'era qualcuno che
era in piena frenesia, parlava con tutti, per poco non parlava
anche con i quadri, forse perché questa legge gli faceva tremare i
polsi.
Questo disegno di legge è arrivato in Aula perché è successo
qualcosa nella formazione, che è sempre sotto i riflettori della
stampa, quindi sotto l'onda di quello che è lo tsumani degli
scandali. Ma quest'Aula veramente crede che gli affari, gli
affaristi, i faccendieri sono solo nella formazione professionale?
Vogliamo veramente che con questo disegno di legge, qualora verrà
approvato - perché per come viene presa, le cose serie in
quest'Aula si portano alle calende greche - si chiudano gli occhi
sulla gestione dei rifiuti? Perché se c'è qualcuno che può avere
una discarica, potrebbe avere dei conflitti di interesse,
sull'acqua, nelle comunicazioni e, soprattutto, in quello che è il
50 per cento del bilancio regionale, cioè la sanità.
Tante potrebbero essere le criticità che riguardano la sanità,
gare di appalti e servizi, assegnazione delle licenze per quanto
riguarda le farmacie, ora ci sono 229 nuove farmacie che dovrebbero
aprire, le convenzioni di centri e cliniche private.
Purtroppo quello che penso è che questa classe politica resterà
sempre immobile e non cercherà di prevenire quelli che sono gli
scandali, quegli scandali che poi io definisco i segreti di
Pulcinella , che tutti sanno e poi ogni tanto la magistratura si
attiva e porta alla ribalta delle cronache.
Si parla sempre del famigerato Commissario dello Stato che può
impugnare questa legge, ma quello che voglio far notare ai qui
presenti è che purtroppo quest'Aula, come accennava prima chi mi ha
preceduto, ha bisogno di leggi forse perché non riesce ad avere un
codice etico, perché non serve un codice etico dentro quest'Aula,
serve un codice etico dentro i partiti che invece di candidare
gente che porta bacini di voti candida gente integerrima che vuole
fare gli interessi di tanti e non i propri interessi.
Ora mentre noi stiamo qui a parlare c'è gente che ancora continua
ad ammazzarsi per un lavoro e per uno stipendio e c'è gente che
vuole continuare a difendere i propri privilegi.
Vedete che differenza c'è in questo momento
Ed io vi dico solo una cosa: guardate in fondo all'Aula e guardate
la serenità che c'è stata in quei quattordici ragazzi. E sapete
perché quei quattordici ragazzi sono sereni? Perché hanno le mani
libere, libere di votare, perché non hanno interessi col pubblico e
quindi se hanno le mani libere possono votare con coscienza e non
per interessi personali.
Quando un giorno decideremo di cambiarla questa Sicilia, sarà
necessario fare delle riforme, riforme che guardano gli interessi
di molti e non quelli personali.
PRESIDENTE. Onorevoli Zito, intervengo solo per sottolineare che
non sono solo i quattordici ragazzi ma tutti i novanta deputati,
fino a prova contraria, ad avere le mani pulite, ripeto, fino a
prova contraria.
E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, non
per voler rimarcare quello che ha detto l'onorevole Zito, ma lui
non ha parlato di mani pulite, ha parlato di mani libere,
altrimenti è chiaro che avrebbe sicuramente offeso gli altri
deputati che credo rappresentino, con la sua stessa dignità e col
suo gruppo, tutti i siciliani.
Su alcune cose che sono state dette devo necessariamente
intervenire, anche perché, essendo stato il presentatore del primo
disegno di legge sulla materia, non mi piace assolutamente che
qualcuno pensi che questo disegno di legge è stato da me presentato
sotto l'onda e la spinta delle manette e sotto l'idea che una
concezione forcaiola della politica ci doveva spingere a legiferare
per cercare di colpire qualcuno. Perché, quando ho presentato
questo disegno di legge, il 13 dicembre del 2012, non avremmo
pensato assolutamente che potevano scattare delle indagini su
questo argomento, e quindi questo mio disegno di legge non nasceva
dalla volontà di colpire qualcuno, ma nasceva, invece, dalla
necessità di equiparare le norme regionali alla legislazione
nazionale in tema di incompatibilità all'ufficio di deputato
regionale.
Cosa era successo? Vi era stata una vicenda, che si era protratta
per oltre tre anni, che aveva visto un deputato regionale essere
eletto sindaco di una grande città e di fronte al fatto che poi era
intervenuta la giustizia amministrativa stabilendo che anche in
Sicilia i rappresentanti del popolo dovevano sottostare a quella
che era la legislazione nazionale in materia, era evidente che vi
fosse una lacuna, un vulnus nella legge regionale per la quale
bisognava adeguare la legge siciliana a quella nazionale.
Questa era la motivazione per la quale avevo presentato il disegno
di legge, non più di questo, per essere chiari. Dopo di ché, vi è
stata la volontà da parte del Governo di presentare un disegno di
legge a tutela del buon andamento dell'Amministrazione regionale ed
i due disegni di legge, purtroppo, sono stati abbinati. Due disegni
di legge che, per essere chiari, forse non meritavano di essere
abbinati, perché il mio trattava un argomento di facile e di
immediata soluzione, perché sulla vicenda era già intervenuta in
maniera consolidata la giurisprudenza siciliana e dall'altra parte,
invece vi era da parte del Governo nazionale e del Governo
regionale la volontà di mettere insieme, come al solito, politica e
giustizia, politica e volontà, forse anche inconscia, di eliminare
gli avversari al proprio interno ricorrendo alla legge e alla
magistratura.
Questo atteggiamento forcaiolo che da fattoria degli animali di
Orwell non mi appartiene, non appartiene nemmeno alla parte che io
rappresento e di conseguenza oggi qui, signor Presidente, le dico
che non condivido la scelta della Presidenza di rinviare la
trattazione del disegno di legge.
E' vero che lei ha, giustamente, invocato il regolamento, però
vorrei ricordare qual è la funzione di questa Assemblea, una
funzione precipua che è quella di fare le leggi.
Noi abbiamo il nostro ufficio legale, abbiamo i nostri valenti
funzionari, non abbiamo bisogno né del Governo né dei bravi tecnici
e dei funzionari della Presidenza della Regione, perché abbiamo i
nostri che, fino a prova contraria, non temono il confronto con
nessun altro. Inoltre i funzionari, in questa vicenda, hanno
operato in maniera corretta e lineare, portando la Commissione a
predisporre un testo di legge che questa sera potevamo e dovevamo
discutere e approvare - eventualmente stando qui anche tutta la
notte - cercando di capire quale fossero i limiti entro i quali
avremmo dovuto muoverci.
Non invochiamo la presenza del Governo su un'attività che è di
esclusiva competenza di quest'Assemblea. Vogliamo ridiscutere il
testo in Commissione? Riaffrontarlo nuovamente, vedere come
muoverci? Dobbiamo farlo noi, non possiamo accettare l'idea che
questo Parlamento si spogli delle proprie funzioni per assegnarle
al Governo. Già il Governo opera nella sua competenza - e opera
male - se dovesse anche occuparsi di vicende legate all'Assemblea,
all'attività legislativa, credo che avremmo varcato ogni
accettabile limite.
Per questo motivo, signor Presidente, accetto l'idea che lei
voglia rimandare la discussione, ma una volta che la Commissione
avrà di nuovo iniziato la discussione e mandato in Aula un testo,
quel testo andrà discusso, approvato, affrontato, eventualmente
bocciato, ma stiamo attenti, non prendiamo come compagno del nostro
viaggio un elemento che sia è claudicante. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vinciullo, il suo intervento mi
permette di ribadire, a scanso di equivoci, un concetto: la
Commissione ha evidenziato, argomentando molto approfonditamente,
che ci sono problemi di costituzionalità, e la Commissione stessa
ha invitato a una riscrittura il Governo. In forza del Regolamento,
all'art. 68ter, non si tratta di una enunciazione che si fa in
Aula; la Commissione ha il potere e il dovere di dare termini al
Governo affinché risponda. Questo è merito del lavoro che viene
fatto dalla Commissione e da quest'Aula.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con
attenzione gli interventi di questa sera. Devo dire che credo di
essere quasi a conclusione di questa esposizione da parte, più o
meno, di tutti i Gruppi. Penso di potere parlare anche a nome dei
miei colleghi: noi siamo abbastanza contenti che in quest'Aula,
finalmente, si discuta qualcosa di utile, utile perché siamo
stanchi di una cronaca che continuamente umilia la politica,
raccontando e insinuando fatti spiacevoli; questo pesa sulle spalle
dei deputati e dei cittadini onesti che si adoperano per il bene
della Sicilia.
Ho sentito che qualcuno crede che si tratti di una legge simile a
un accanimento terapeutico , che sia un provvedimento inutile per
lo sviluppo della Sicilia, ma noi pensiamo che quando ci siano dei
mali estremi , bisogna ricorrere a degli estremi rimedi , e
questo forse è il momento storico in cui questa leggenda
metropolitana , può essere ammessa. Mettiamo una barriera,
difendiamoci attraverso un disegno di legge che ci metta al riparo
da qualsiasi insinuazione, che getta veramente un fascio di luce
intorno a questo cono d'ombra che sovrasta la politica e che non le
restituisce la giusta dignità e l'altissimo valore che ha per lo
sviluppo della Sicilia.
Se per il raggiungimento delle pari opportunità delle donne si è
ritenuto necessario in questa Aula votare il doppio voto di genere,
quindi dare un aiutino alle donne per accedere in politica, non
vedo perché non si debba dare e concedere un aiutino affinché la
politica possa essere finalmente e veramente libera. Perché ogni
deputato, praticamente, non potrà favorire questo o quell'altro
parente, e quindi potrà operare liberamente, con la legge dalla
propria parte.
Paradossalmente, questa per noi è una grande opportunità, una
liberazione per potere operare e portare il nostro mandato fino al
compimento, senza subire le pressioni che si potrebbero presentare
qualora un nostro parente stretto decidesse di intrattenere
rapporti di tipo economico con la Regione. Quindi siamo favorevoli.
E devo dire che questo potrebbe avere anche uno slancio per la
Sicilia, perché non dobbiamo sottovalutare i segnali che i
cittadini ci mandano. Quando questa frustrazione, questo continuo
sospetto nei riguardi di una politica veramente di basso livello,
fatta di favoritismi, viene smentita quando il cittadino vede che
chi lo rappresenta è veramente libero, al di fuori da ogni
sospetto, si dà quella marcia in più, quella voglia, quella
speranza, quel desiderio di crederci e di potere utilizzare i tanti
strumenti che già ci sono.
I cittadini non si sentiranno più sfiduciati dicendo va beh
tanto lo so i politici poi faranno sempre il loro interesse,
coltiveranno il loro orticello'. Forse senza questo schema mentale,
questa cristallizzazione, potremmo avere quella marcia in più, quel
quid che magari oggi lascia tanti sfiduciati abbandonarsi anche a
gesti estremi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
lettura da parte sua del Regolamento abbia indirizzato l'esito di
questa discussione in una direzione precisa. Onestamente, e fermo
restando la discussione animata che c'è stata in Commissione,
considero discutibile - e concordo su questo con l'onorevole
Vinciullo - che da parte di una Commissione legislativa si chieda
al Governo di rivedere o riconsiderare i profili di
costituzionalità di una norma. Da questo punto di vista, la stessa
lettura del Regolamento, da parte sua correttissima, non è
pienamente convincente.
Intervengo anche perché si è sviluppata a partire da questa norma
una discussione che credo meriti una riflessione. So bene che
l'onorevole Musumeci è molto sensibile su questi temi, e non è vero
che c'è una alternativa fra la ricerca di moralità in politica e la
risposta ai bisogni drammatici che hanno le persone. Le due cose
non sono in conflitto. Si può discutere se la proposta del Governo
è adeguata o meno, se è pienamente corrispondente alla necessità di
introdurre ulteriori elementi di moralità in politica, ma non si
può dire che noi non siamo in grado di dare risposte ai bisogni
materiali dei siciliani e cerchiamo invece di dare risposte in
termini brutali.
L'onorevole Musumeci capisco che qui ha fatto una metafora, ha
parlato di manette. Io penso, invece, che noi, a tutela della
nostra funzione di parlamentari e di uomini politici, siamo
interessati affinché i nostri concittadini, i nostri potenziali
elettori, le persone che noi rappresentiamo - perché noi siamo qui
per questo - pensino che facciamo di tutto per prevenire la
possibilità che chi rappresenta il popolo possa approfittare del
ruolo che ha per i propri interessi personali.
Questo è il tema, ed è un tema che non merita una contrapposizione
come quella che ho percepito in quest'Aula, perché tutti quanti
dovremmo convenire su questa necessità e trovare il modo migliore
per farlo; io non discuto e non escludo la nobile tradizione del
codice etico, l'onorevole Musumeci converrà con me che tanti codici
etici sono stati poi travolti, al di là delle ottime intenzioni,
dalla realtà dei fatti, ed io dico che il Parlamento deve fare
tutto quello che è possibile.
Mi permetto di ricordare a tutti i colleghi che io, all'inizio
della legislatura, ho mandato una lettera al Presidente
dell'Assemblea e a tutti i capigruppo, anche questo a tutela del
Parlamento e della nostra funzione, per segnalare che, modificando
il Regolamento interno del Parlamento, quindi senza bisogno di fare
una legge, coloro che fossero stati oggetto di misure interdittive
da parte della Magistratura, sarebbe potuti decadere dagli
incarichi che avevano all'interno dell'Assemblea.
Spero che nel momento in cui si apre questa discussione da parte
dei componenti della Commissione Regolamento si possa, diciamo
così, prendere in considerazione questo atto.
Questo non significa la condanna di chi si trovasse in queste
condizioni, perché anche coloro che sono oggetto di una misura
interdittiva possono, nel corso del processo, dimostrare la propria
innocenza, e non è questo in discussione, perché non credo che
bisogna indulgere al giustizialismo.
Io dico, però, che chi si trova in queste condizioni e rappresenta
il Parlamento nelle varie cariche, ha il dovere di salvaguardare
l'Istituzione, che viene prima della persona che quindi, in quel
caso, decade dall'incarico che ha.
Noi dovremo operare in questa maniera e non ci fa onore, onorevoli
colleghi, che ci dividiamo su un tema sul quale poi tutti quanti, a
parole, siamo d'accordo, non deve diventare un tema di
contrapposizione tra di noi, ma deve diventare un tema sul quale
tutti lavoriamo affinché fenomeni che tutti quanti condanniamo
siano affrontati perché non si ripetano o comunque abbiano
difficoltà a ripetersi.
Questo è il dato, ed io penso che, ferme restando le procedure che
non discuto, ferme restando le decisioni della Commissione delle
quali prendo atto, mi auguro che ci sia un sussulto da parte del
Parlamento perché diventi il protagonista di una normativa che
renda più difficile la commistione tra la rappresentanza e
interessi personali. Questo è il tema
Ha ragione l'onorevole Foti quando dice che i cittadini apprezzano
molto che in un contesto così drammatico dal punto di vista
sociale, chi fa politica, chi li rappresenta tenta, o comunque
opera per evitare che abusi che attengono alla responsabilità
personale e individuale, abusi compiuti da persone che fanno il
nostro stesso mestiere, ricadano sull'intera rappresentanza
politica e istituzionale.
Veramente noi rischiamo, senza volerlo, di incrinare la fiducia
dei cittadini nelle Istituzioni e nella politica ed è la morte,
come è noto a tutti voi, della democrazia.
Io suggerirei, quindi, a tutti, fermo restando, sicuramente il
presidente dell'Assemblea ci aiuterà a trovare il bandolo di questa
matassa che si sta aggrovigliando, di esercitarla questa funzione,
nel modo migliore, decidendo anche sugli eventuali profili di
incostituzionalità; ma diamo un segnale, nel momento in cui la
questione è stata posta all'ordine del giorno, positivo ai
cittadini, che c'è un Parlamento che non si chiude, perchè poi una
parte del dibattito che c'è tra di noi può essere interpretata come
una commedia, come un teatrino per non produrre niente.
Suggerirei a tutti di evitare questo giudizio tranchant da parte
dell'opinione pubblica, da parte dei cittadini e trovare, per così
dire, le condizioni per approvare rapidamente questa norma,
migliorarla per quanto possibile, ma segnalare che c'è un
Parlamento non insensibile al tema della moralità in politica.
PRESIDENTE. Onorevole Panarello, le debbo dare atto che lei è uno
di quelli che più di altri ha insistito, anche sulla base
dell'esperienza purtroppo negativa della precedente legislatura,
proprio ad inizio di questa XVI legislatura, facendomi pervenire
una nota nella quale rappresentava la necessità che in caso di
misure interdittive nei confronti, facendo i debiti scongiuri, di
componenti dell'Ufficio di Presidenza...
PANARELLO. No, no, tutti quanti, anche di Commissioni
PRESIDENTE L'Ufficio di Presidenza, Commissioni di chiunque abbia
incarichi all'interno di questa Assemblea.
Per chiarezza, il disegno di legge non viene cancellato dal
calendario dei lavori, rimane nel programma dei lavori perché si
possa concludere con l'approvazione di questo disegno di legge
entro la chiusura della sessione estiva.
La Commissione ha fatto un ottimo lavoro perché mi è stato
evidenziato da voi stessi che vi sono profili consistenti di
incostituzionalità; quindi la Commissione è entrata per fortuna nel
merito, peraltro, la decisione della Commissione è stata quella di
investire sotto forma di riscrittura il Governo. Il Regolamento
interno le dà una mano anche per stabilire i tempi certi e se c'è
univocità negli obiettivi che vogliamo raggiungere, lo possiamo
fare, singoli parlamentari, singoli gruppi, Commissione e Governo.
Dia i termini al Governo evidenziando quali sono i profili che sono
emersi in Commissione, questo lo ripeto lo prevede il Regolamento,
nel caso in cui il Governo non dovesse decidere, la Commissione
d'intesa con l'Aula prenderà i provvedimenti consequenziali.
FORZESE, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORZESE, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, al di là delle battute, in certe
occasioni, là dove in momenti di finanziaria, pur sapendo che un
qualcosa non la si può fare perché viene impugnato,
strumentalmente, non si riesce mai a capire il perché nonostante
qualcuno sostiene che non può essere fatto, poi si dà la
possibilità al Commissario
PRESIDENTE. E' grave quello che sta dicendo da presidente della
Commissione, onorevole Forzese, io non mi presto al gioco, l'ho
detto al momento del mio insediamento. Quello che lei sta dicendo è
grave, perché sta praticamente dando riconoscimento a tutti coloro
che vogliono dire: tanto poi provvederà il Commissario dello
Stato Io le dico invece che ogni volta che il Commissario dello
Stato boccia una legge è uno schiaffo che dà all'intero Parlamento.
E noi, da parlamentari, dobbiamo evitarlo questo.
FORZESE, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, lei si riscalda il più delle volte non tenendo conto
che tra di noi ci si conosce, e lei ha quanto meno il sacrosanto
diritto di farmi parlare, perché il più delle volte excusatio non
petita non funziona col sottoscritto
Per quanto mi riguarda la Commissione non può essere, nei
confronti di questo Parlamento, se mi consentite, come la vittima
del lavoro che ha già fatto e ha dimostrato di saperlo fare, perché
come ha già detto qualche altro collega, in presenza del Presidente
Crocetta con i dirigenti e funzionari tutti, il disegno di legge
venne condiviso e anche votato.
Pertanto, qualora vi fossero state delle vicende di impugnazione
da parte del Commissario dello Stato in quella occasione poteva
essere tranquillamente anche detto che era incostituzionale,
pertanto, se mi consente, signor Presidente, lei non può
riscaldarsi prima ancora che un
PRESIDENTE Onorevole Forzese, rilegga quello che la sua
Commissione ha deliberato. L'onorevole Panepinto ha parlato di
condivisibili profili di illegittimità costituzionale che la sua
Commissione, lei era assente, ma lei l'ha letto ed evidenziato; lei
mi sta dicendo andiamo avanti, tanto poi ci penserà il Commissario
dello Stato. Non glielo consento.
FORZESE. Allora, signor Presidente, considerato il fatto che in
quella occasione ritengo che i colleghi tutti abbiano condiviso
questo disegno di legge denominato anti-parentopoli', venne fuori
poi, caro Falcone, la sotto commissione. Della sottocommissione ne
hanno fatto parte anche i funzionari e i dirigenti, e se non vado
errato partecipò anche il Segretario generale del Governo.
Pertanto, se vi fosse stato ancora una volta un qualcosa là dove
poteva tranquillamente essere detto: è incostituzionale, di fatto,
la sottocommissione poteva tranquillamente dire, alla commissione:
scusi Presidente Ancora una volta ribadisco, signor Presidente,
l'esigenza di potere parlare, perché al di là della battuta, lei
il più delle volte non avverte che ha l'esigenza, non solo di
rappresentare questo Parlamento, ma anche il sacrosanto rispetto
che deve ai colleghi parlamentari.
PRESIDENTE. Onorevole Forzese, lei rappresenta una istituzione.
Lei poc'anzi ha letto che la sua Commissione ha evidenziato
condivisibili profili di illegittimità costituzionale, lei ha il
dovere di risolvere il problema, ha individuato un percorso, lei
deve dare i termini al Governo per rispondere, l'avrebbe già dovuto
fare, si sarebbe dovuto presentare in quest'Aula, con la soluzione,
invece di scaricare e di fare melina.
FORZESE. Ci arrivo, signor Presidente. Poco fa qualche collega,
carissimo onorevole Musumeci, perché lei è sempre attento, ha
parlato di ping-pong . Se c'è qualcuno che sa giocare bene a ping-
pong è il Presidente Ardizzone, che non riesce mai a far parlare
il Presidente della Commissione Affari Istituzionali', che egli
stesso dice avere un ruolo istituzionale. E per tale ragione, che
ho l'esigenza di parlare per poi arrivare a quello che poco fa le
ho letto se riesco a parlare.
Tuttavia, ritengo che lei abbia scaricato la volta scorsa alla
Commissione perché potesse ancora una volta riscrivere il disegno
di legge e quest'ultimo arriva in Commissione. La Commissione, di
fatto, ne prende responsabilità per quello che ha letto, per quello
che poi ho anche aggiunto dicendo che comunque qualora volesse
questo Parlamento potrebbe, di fatto, anche continuare nei lavori
d'Aula, o comunque riscrivere il testo. E' verbalizzato il mio
intervento; ma vorrei tornare al ragionamento iniziale.
Io ritengo però che così come lei ha fatto quest'oggi, che si è
avvalso di leggere l'articolo che prevede che la commissione possa
dettare i termini al Governo, non capisco la ragione perché non mi
è stato detto prima alla presenza del Governo nella scorsa
riunione, dove poteva tranquillamente
PRESIDENTE lei ha il dovere di conoscere il Regolamento, non vada
oltre, lei ha il dovere, lei è il Presidente della Commissione, si
legga il Regolamento interno.
FORZESE... Lei ne ha preso atto solo oggi; tanto lei bluffa
Presidente, perché lei poco fa ha chiesto ai dirigenti di aver
letto l'articolo, non è così . Tanto lei non può ingannare il
Parlamento, non può ingannarlo
PRESIDENTE Vada avanti con il suo intervento.
FORZESE Lei non lo può ingannare.
E detto questo, concludo dicendole che la Commissione ancora una
volta sarà riunita martedì per incontrare i commissari delle nuove
province, così come ha detto poco fa il Presidente Musumeci,
responsabilmente entra nel merito dei commissari delle nuove
province. Mercoledì prossimo sarà riunita ancora una volta per
parlare delle due nomine che sono giunte, che lei ha scaricato,
dopo l'ordine del giorno di ieri, alla commissione, il caso
praticamente dell'ISAP e del CIAPI.
Detto questo, perché lei poteva tranquillamente dopo l'ordine del
giorno di ieri non rimandarle o mandarle in Commissione, tuttavia,
le dico, che mercoledì si riunirà ancora una volta la Commissione
Affari Istituzionali', e come lei ben ricorderà, e ricorderà il
Parlamento tutto, nella preferenza di genere fu costretto il
Parlamento ad aprire una finestra per approvarla grazie al
sottoscritto. E questa legge sull'antiparentopoli, a costo di non
andare in ferie, la faremo prima della sessione estiva perché io
riunirò la Commissione lunedì o domani stesso, detterò i termini al
Governo e comunque lei ha con il sacrosanto rispetto dovuto perché
questa legge possa essere approvata prima della sessione estiva.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prendiamo atto che finalmente, la
prima Commissione, così come previsto dal Regolamento, ve ne darò
copia, detterà i termini al Governo.
La prossima volta, onorevole Forzose, la inviterei ad essere più
attento nei rapporti istituzionali con il Governo, soprattutto,
quando vi sono profili che non convincono la sua Commissione, che è
una Commissione di merito. I profili debbono essere analizzati,
esaminati, e bisogna relazionare in Aula, questo è il compito che è
chiamata a svolgere una Commissione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Federico è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Resta stabilito deciso che questi due disegni di legge
sono iscritti all'ordine del giorno, così come in precedenza
concordato.
La Commissione ha il dovere di formalizzare la richiesta in base
all'articolo 63 del regolamento al Governo laddove ci sono delle
perplessità e delle lacune che la stessa Commissione ha evidenziato
e, quindi, di riferire in Aula, possibilmente prima della chiusura
della sessione estiva.
Discussione del disegno di legge «Norme in materia di scostamento
degli indicatori occupazionali per le misure del POR 2000/2006» (n.
271/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge «Norme
in materia di scostamento degli indicatori occupazionali per le
misure del POR 2000/2006» (n. 271/A, posto al numero 3.
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Invito l'onorevole Marziano, magari a rimettersi al testo della
relazione scritta e rinvio la discussione generale alla prossima
settimana.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Marziano, relatore del disegno
di legge.
MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. Brevemente,
signor Presidente, per dire che oltre al testo già depositato,
abbiamo intenzione di integrare il testo con una norma, cosiddetta
di salvaguardia, cioè una norma che sospende la esecutività della
legge, fino a quando non si otterrà l'autorizzazione dell'organo
competente di livello europeo. In questo modo, noi con
l'approvazione della legge e questa norma di salvaguardia avremo
intanto deliberato, quindi manifestato la volontà del Parlamento,
senza per questo fare produrre effetti alla legge e senza
incorrere, in conseguenti procedure di infrazione europea.
E' un modo per dare un segnale al sistema della aziende
interessate, ma allo stesso tempo, prestare attenzione anche alle
procedure europee e alla autorizzazione da parte dell'Europa.
PRESIDENTE. Do termine fino a lunedì 5 agosto 2013, alle ore
12.00, per la presentazione di eventuali emendamenti al disegno di
legge Norme in materia di scostamento degli indicatori
occupazionali per le misure del POR 2000/2006 e della
programmazione regionale 2007/2013. E allora, l'Aula è rinviata a
martedì 6 agosto 2013 ore 16. Dopo che approveremo il disegno di
legge ivi compreso l'antiparentopoli.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
CAPPELLO. Chiedo di parlare a norma dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, Assessore, colleghi, cittadini,
giovedì scorso attraverso, diciamo, le informazioni che ci sono
pervenute da parte di nostri colleghi del movimento Cinque stelle a
Roma, abbiamo intercettato una notizia che altrimenti sarebbe
passata in sordina visto che, e di questo me ne rammarico perché
pensavamo che il Presidente Crocetta venisse qui in Aula oggi o
ieri, o nel corso di una seduta successiva al giovedì scorso, e mi
riferisco alla revoca della revoca delle autorizzazioni del MUOS.
E' un atto grave quello che è successo che se non avessimo dato
notizia alla stampa probabilmente a partire da questo Parlamento
tutti i siciliani sarebbero stati privati di questa importantissima
decisione che ha visto vanificare tutto un percorso che quest'Aula,
a partire da quelle due mozioni che furono votate all'unanimità e a
finire con l'ottenimento della revoca, per l'appunto, abbiamo
dovuto subire.
Questo Presidente, che non si è nemmeno degnato di venire in Aula
a giustificare le ragioni di questa azione, ha compiuto, come ho
detto prima, un atto gravissimo perché ha consentito appunto agli
americani di completare il MUOS; con la revoca della revoca ha
perso la causa davanti al CGA che non si è nemmeno trattata, visto
che sicuramente sarà stata dichiarata cessata la materia del
contendere e ha spogliato ancora una volta della propria sovranità
questo Parlamento.
Io penso che quando si assume una responsabilità come quella che
ha assunto il Presidente Crocetta di fronte, innanzitutto a
quest'Aula, e quindi a tutti i siciliani - ricordo che ci sono ben
3 Consigli comunali in questo momento in Sicilia ad essere occupati
da comuni cittadini, mi riferisco a Caltagirone, a Ragusa ed a
Niscemi - compie un atto di codardìa.
Il Presidente Crocetta ha barattato la salute dei siciliani,
perché questo ha fatto, in cambio di che cosa, noi non lo sappiamo,
lo abbiamo invitato attraverso gli organi di informazione a venire
qui in Aula e a riferire a questo Parlamento, che gli aveva dato un
mandato preciso, e a tutti i siciliani, che si sono mobilitati a
migliaia durante le manifestazioni che ci sono state a Niscemi, e
non lo ha fatto e non lo continua a fare. E la sua assenza è grave,
dimostra di non avere alcun senso di responsabilità e di non
volersi assumere altra responsabilità rispetto ai siciliani.
Il Presidente Crocetta ha perso un appuntamento con la storia,
perché revocare appunto le autorizzazioni è un appuntamento con la
storia.
Noi parliamo di specialità, di Statuto, di autonomia, il
Presidente scarica sul Parlamento attraverso una lettera che gli ha
inviato se non mi sbaglio sollecitando i parlamentari ad approvare
praticamente una legge dopo avere fatto la revoca della revoca,
come se fossimo noi, dopo l'atto della mozione approvata
all'unanimità, ad avere la responsabilità di questa revoca delle
revoca
Eppure aveva vinto una causa davanti al TAR Perché non è andato
avanti? Perché ha preferito perderla? O meglio fare dichiarare
cessata la materia del contendere? Perché ha nascosto a quest'Aula
e ai siciliani una decisione così grave? E perché continua ad
essere lontano da quest'Aula nei cui confronti avrebbe il dovere di
dare tutte le spiegazioni?
E allora io penso che questo Governo non meriti la fiducia di
quest'Aula, perché un Governo che non è in grado di assumersi le
proprie responsabilità, non merita la fiducia dei siciliani.
Grazie.
TRIZZINO. Chiedo di parlare a norma dell'art. 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo
riportare l'attenzione di quest'Aula ad un tema che ha appassionato
tutti gli onorevoli che compongono questo Parlamento e li ha
appassionati in modo condiviso, perché la mozione che è stata
votata qualche mese fa ha ottenuto l'unanimità. Il problema però è
che poi questa mozione si è interrotta di colpo perché ad una
settimana - come diceva l'onorevole Cappello - il Presidente della
Regione ha deciso di revocare l'atto con il quale era stato chiuso,
era stato revocato, l'impianto militare di Niscemi.
Oggi noi chiediamo al Presidente della Regione di spiegare quelle
che sono le motivazioni che hanno animato questa scelta. E lo
abbiamo chiesto più volte e lo chiediamo ancora oggi.
Perché probabilmente ci stiamo dimenticando dell'importanza che ha
avuto questa mozione e dell'importanza che ha ribadire il valore di
una volontà corale di questo Parlamento. Noi ci stiamo dimenticando
che la scelta che è stata fatta dal Presidente della Regione
disattende tutta una serie di principi che erano contenuti, sia
nella mozione che in quelle audizioni, che sono state trovate sia
nella Commissione Ambiente che nella Commissione Sanità. Noi
dimentichiamo che la scelta che è stata fatta dal Presidente della
Regione disattende una delle deduzioni che era contenuta nella
famosa relazione dell'Istituto superiore di sanità. Dimentichiamo
che quella famosa relazione sulla quale si è deciso di operare in
questo senso conteneva due deduzioni, non una sola; una deduzione a
favore, ed una contro. E la cosa più importante è che quelle
deduzioni contro sono state fornite dagli esperti nominati da
questa Regione.
Noi chiediamo di sapere il motivo per il quale il Presidente della
Regione ha disatteso la seconda deduzione ed ha preso per buona
soltanto la prima.
Noi vogliamo sapere anche un'altra cosa: il motivo per il quale
una relazione autorevole come quella dell'Università La Sapienza'
è stata del tutto inascoltata.
Ed infine noi chiediamo un'altra cosa: in quella mozione che fu
votata qui qualche mese fa non si parlava soltanto dell'aspetto
salutistico. Attualmente pendono tre questioni rilevanti sul
paesaggio che sono state sollevate durante le relazioni presentate
in Commissione e nella mozione presentata e votata all'unanimità in
Aula. Queste tre questioni rimangono ancora inesitate.
E se è vero, come è vero, che esiste un articolo 9 della
Costituzione che tutela il paesaggio e che tutela il paesaggio e
che impegna lo Stato e le Regioni in questo senso, noi vogliamo
sapere in luogo di che cosa è stato sacrificato l'articolo 9
Ed infine - e concludo - noi vogliamo una motivazione che sia
valida e non che sia suffragata da finte presunzioni legate ad
ipotetici risarcimenti del danno perché, chiariamoci, non è un
risarcimento del danno il vero motivo per il quale è stato
disatteso questo Parlamento. Grazie.
PRESIDENTE. No, onorevole Ferrandelli, non oltre i trenta minuti.
Scusate, non sono ammesse bandiere
Relativamente all'ultimo disegno di legge, il n. 271/A, il
termine per la presentazione degli emendamenti è lunedì 5 agosto
2013, alle ore 12.00.
Resta inteso, così come comunicato, che il Governo si è
formalmente impegnato a presentare un disegno di legge che va
direttamente ed esclusivamente in II Commissione Bilancio,
ribadisco, solo esclusivamente in Commissione Bilancio e riguarda
le disabilità e l'assistenza sociale in generale, perché si possa
procedere alla sua approvazione prima della chiusura della sessione
estiva.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 6 agosto 2013,
alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e
di incompatibilità con la carica di deputato regionale e di
componente della Giunta regionale. (nn. 51-38 bis- Norme
stralciate I/A) (Seguito)
Relatore: on. Alloro
2) - Norme a tutela del buon andamento dell'amministrazione
regionale ed a garanzia dei principi di legalità, trasparenza ed
imparzialità dell'azione amministrativa. (nn. 51-38 bis- Norme
stralciate II/A) (Seguito)
Relatore: on. Panepinto
3) - Norme in materia di scostamento degli indicatori
occupazionali per le misure del POR 2000/2006. (n. 271/A)
(Seguito)
Relatore: on. Marziano
La seduta è tolta alle ore 19.55
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Attività produttive»
FALCONE. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore regionale
per le attività produttive, premesso che l'Assemblea Regionale
Siciliana, con l'art. 9 della L.R. 26/2012, ha previsto che per i
servizi resi a comuni, province e aziende sanitarie provinciali,
l'Istituto regionale per il credito alla cooperazione (IRCAC) è
autorizzato ad intervenire, in qualità di cessionario, in
operazioni di cessione irrevocabile del credito pro soluto,
derivante da fatture, emesse da cooperative e consorzi per i
servizi di cui sopra, scadute da almeno tre mesi previa apposita
dichiarazione scritta di riconoscimento del debito da parte dei
suddetti enti;
considerato che:
tale norma nasce dall'esigenza di evitare a cooperative e consorzi
che operano nel servizio socio-assistenziale di attendere anni per
avere riconosciuto, dagli enti pubblici, quanto loro spettante per
i servizi resi;
infatti, il comma 2 dell'art. de quo stabilisce che: 'L'IRCAC,
qualora comuni, province e aziende sanitarie provinciali, decorsi
ventiquattro mesi, non abbiano ancora corrisposto le somme relative
alle cessioni del credito ... chiede alla Ragioneria generale della
Regione la corresponsione dell'importo a valere sui fondi assegnati
al bilancio regionale a ciascuna delle amministrazioni debitrici, i
cui importi saranno decurtati del relativo importo ceduto';
inoltre, sempre alla luce dei crediti avanzati dalle cooperative e
consorzi, la legge 26/2012 autorizza l'IRCAC a 'intervenire nella
concessione di contributi in conto interessi, con le modalità di
cui al proprio regolamento, per le operazioni di cessione di
crediti delle cooperative e loro consorzi, a istituti di credito,
comprese le società di factoring e di leasing';
preso atto che questa importante normativa, fortemente voluta
dall'intera Assemblea regionale al fini di garantire la
sopravvivenza a decine e decine di cooperative e consorzi impegnate
nell'ambito socio-assistenziale, viene vanificata dalla mancata
emanazione delle disposizioni attuative che l'Assessore regionale
per le attività produttive doveva emettere entro il giorno 12
luglio 2012, così come previsto dal comma 5 dell'art. 9 della
medesima legge;
per sapere:
per quale motivo l'Assessore regionale per le attività produttive
non abbia emanato, entro la data stabilita per legge, le
disposizioni attuative di quanto previsto dall'art. 9 della legge
regionale 26 del 2012;
se non ritengano urgentissimo provvedere immediatamente a quanto
sopra, al fine di garantire la sopravvivenza a decine e decine di
cooperative e consorzi impegnate nell'ambito socio-assistenziale».
(42)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Nel rappresentare le scuse per il ritardo con cui si
riscontra l'interrogazione n. 42, dell'onorevole Falcone Mario, si
trasmette la nota del Dipartimento Attività produttive - Servizio
1.S, prot. N. 39342 del 18 luglio 2013, utile a chiarire quanto
richiesto dall'interrogante».
L'Assessore
Vancheri
«Con riferimento alla nota n. 1187/GAB del 26.03.2013, di pari
oggetto, si comunica che dopo aver reperito gli atti e la
precedente stesura della bozza del regolamento di che trattasi, si
sta provvedendo a predisporre lo schema di provvedimento con cui
dare attuazione alle disposizioni di cui al comma 5 dell'art. 9
della L.R. n. 26/2012».
Il Dirigente Generale
(Arch. Alessandro Ferrara)
Il Dirigente del Servizio 1
(Dott. Salvatore Buscemi)
FONTANA.-«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le
attività produttive, premesso che il transito alla nuova tecnologia
digitale terrestre ha comportato per le piccole aziende del settore
televisivo privato l'assunzione di costi rilevanti che, coniugata
al calo della raccolta pubblicitaria, ha determinato tante
difficoltà economiche per tutte le aziende del settore, alcune
delle quali sono state costrette alla chiusura;
considerato che le emittenti radiotelevisive assicurano alla
cittadinanza un'informazione libera e plurale e legata alle
specificità del territorio;
accertato che la crisi determinata da questo stato di cose ha
comportato negative ricadute occupazionali e la perdita di un
patrimonio, di esperienze e di documentazione potrebbe assumere
contorni ancora più preoccupanti in considerazione del precario
tessuto economico imprenditoriale siciliano sul quale le aziende
che vivono di pubblicità fanno riferimento, il risultato è il
continuo stillicidio in termini di perdita di posti di lavoro;
visto che è anche compito delle regioni assumere iniziative a
sostegno del comparto radiotelevisivo privato e considerato che
tutte le altre Regioni d'Italia hanno giá provveduto ad emettere il
bando e ad erogare i relativi finanziamenti;
per sapere se non ritengano opportuno attivare ogni possibile
iniziativa finalizzata a:
ottenere dal Governo nazionale l'attivazione di tutti gli
ammortizzatori in deroga per il settore radiotelevisivo;
predisporre appositi strumenti finanziari per le imprese per
permettere loro di sviluppare aggiornamento tecnologico e la
riqualificazione del personale utili allo sviluppo di nuove offerte
alle imprese, utilizzando le risorse della nuova e rimodulata PAC
strumenti diretti per impresa e lavoro' che in atto ha una
dotazione pari a 428.000.000 di euro come si evince dal DPEF,
approvato ultimamente». (461)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
POGLIESE.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
attività produttive, premesso che:
l'attuale crisi economica che sta colpendo l'intero Paese e in
particolare le Regioni del sud Italia, rende più che mai necessaria
la programmazione di politiche a sostegno dello sviluppo delle
piccole e medie imprese;
le emittenti radiotelevisive costituiscono un elemento
fondamentale per assicurare alla cittadinanza un'informazione
libera e plurale, molte volte legata alle molteplici specificità e
peculiarità dei territori;
considerato che:
le trasmissioni in 'tecnica digitale' rappresentano una grossa
innovazione nello sviluppo tecnologico dei sistemi televisivi e una
più ampia e maggiore competitività del mercato;
il transito alla nuova tecnologia del digitale terrestre ha
comportato, però, per le piccole aziende del settore televisivo
privato, l'assunzione di costi rilevanti che, coniugata al calo
della raccolta pubblicitaria, ha determinato tante difficoltà
economiche per tutte le aziende del settore, alcune delle quali
sono state costrette alla chiusura;
in mancanza di un intervento statale che ponga le premesse per la
tutela ed il rilancio di tutto l'intero settore, sono le Regioni ad
essere chiamate a fornire sostegno, tramite alcuni interventi che
evitino la 'desertificazione' del panorama dell'emittenza
televisiva locale;
alcune Regioni (Veneto, Calabria, Liguria, Lazio) hanno stabilito
appositi capitoli di bilancio in tale direzione, tramite le risorse
del Fondo europeo per lo sviluppo regionale 2007-2013 (FESR);
per sapere:
quali iniziative il Governo della Regione intenda adottare per
venire incontro alle problematiche delle emittenti radiotelevisive
ricadenti sul territorio regionale;
attraverso quali mezzi il Governo regionale intenda rilanciare
l'intero comparto e quali strumenti intenda adottare per la tutela
e la salvaguardia dell'occupazione degli operatori
radiotelevisivi». (912)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FALCONE - ASSENZA - GERMANA'.- «Al Presidente della Regione,
all'Assessore per le attività produttive, all'Assessore per i beni
culturali e l'identità siciliana, all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che il 30 giugno 2013, la
redazione giornalistica televisiva della catanese D TELEVISION - D
CHANNEL chiuderà i battenti. La chiusura priva la Sicilia orientale
di un punto di riferimento nel panorama dell'informazione e assesta
un colpo durissimo, oltre che all'occupazione, al pluralismo delle
voci nella nostra Regione;
ritenuto che nello stigmatizzare questo ulteriore impoverimento
del nostro territorio, occorre immedesimarsi nelle tante
professionalità, giornalisti, tecnici, personale amministrativo,
che fino ad oggi continuano a lottare, difendendo non solo il
proprio posto di lavoro ma soprattutto la storia di una emittente;
osservato che ancora oggi la Regione non avvia i bandi per lo
sviluppo del settore da finanziare con fondi statali ed europei
attualmente disponibili, mentre altre Regioni hanno già fatto
partire il secondo bando per il settore e che è urgente avviare una
riflessione, insieme con il sindacato e gli altri organismi della
categoria, affinché, oltre alle forme previste di assistenza, ai
giornalisti che perdono il lavoro sia garantito un adeguato ciclo
di formazione e riqualificazione per agevolarne il reinserimento
nel mondo del lavoro;
per sapere se non ritengano opportuno:
avviare urgenti iniziative per scongiurare la chiusura della
redazione giornalistica televisiva catanese D TELEVISION - D
CHANNEL;
procedere immediatamente alla pubblicazione dei bandi per il
rilancio del settore e finanziati con fondi disponibili dello Stato
e dell'Unione europea;
utilizzare allo scopo i fondi per la pubblicità istituzionale
allocati nel bilancio regionale all'interno della Rubrica
'Presidenza'». (918)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta.-«Si riscontrano le interrogazioni parlamentari segnate
in oggetto, vertenti medesima materia, per rappresentare che il
Dipartimento Attività Produttive ha comunicato, in data 9 luglio
2013, prot. 37266/DIR, il mancato inserimento di interventi in
favore del comparto radiotelevisivo siciliano tra le priorità
individuate dal documento programmatico inerente il PO FESR 2007-
2013 e che per tale motivo nessuna linea d'intervento di competenza
ha emanato bandi finalizzati all'oggetto.
La materia in argomento é stata oggetto di una relazione del
CORECOM - Sicilia (prot. 26825, del 29/05/2013), che ad ogni buon
fine si allega in copia.
Per il futuro, é intenzione della scrivente attivare ogni tipo di
sostegno possibile agli investimenti di innovazione tecnologica in
favore del comparto radiotelevisivo locale, con l'obiettivo di
rafforzare i contenuti informativi, l'attività giornalistica e
d'inchiesta e le produzioni televisive innovative».
L'Assessore
Vancheri
Relazione del Corecom
«Pregiatissima Dottoressa,
in relazione alla nota dell'Unità Operativa A2.2 «Rapporti con
l'Assemblea regionale siciliana» prot. N. 24969 del 20.05.2013, Le
rappresento quanto segue.
Il Corecom ha già esibito, in occasione dell'interrogazione n.
2154 dell'on. Marrocco Livio inerente all'oggetto, con nota prot.
N. 46597 del 17 novembre 2011, una relazione comprensiva di tutti
gli elementi considerati utli ai fini della risposta che il
Presidente della Regione doveva rendere in Aula (trasmessa dalla
Segreteria Corecom agli uffici competenti con nota prot. 46620 del
17 novembre 2011). In particolare, si relazionava sulle prospettive
del settore dell'emittenza televisiva locale in prossimità
dell'avvento del digitale che, per i motivi ivi esposti, avrebbe
certamente penalizzato le piccole emittenti televisive locali
considerato l'elevato numero (circa 120), infatti la graduatoria
emanata dal Ministero dello sviluppo economico ha visto assegnare
le 18 frequenze disponibili a 71 emittenti televisive locali che
hanno mantenuto lo status giuridico di operatore di rete mantenendo
la concessione, mentre le altre rimaste fuori sono rimaste semplici
fornitori di servizi e contenuti.
Il pericolo manifestato nella relazione di cui sopra, che molte
emittenti locali avrebbero potuto entrare in crisi o addirittura
chiudere, si sta palesando, anche a causa della crisi economica che
attanaglia l'intera economia regionale. Anche per questo motivo in
molte altre regioni d'Italia, le amministrazioni regionali hanno
emanato bandi a sostegno dell'emittenza televisiva locale per
sostenerla nella fase delicata del passaggio dall'analogico al
digitale, per la quale sono stati necessari ulteriori investimenti
per l'adeguamento delle attrezzature alla nuova tecnologia del
digitale.
Il Corecom, sempre nella relazione di cui sopra, aveva già
palesato questa circostanza allegando alla stessa il bando emanato
dalla regione Campania che é stata la prima a passare dal'era
analogica a quella digitale. Purtroppo, tale circostanza non é
stata recepita dal governo regionale precedente né tantomeno dalla
precedente assemblea regionale che, per motivi che non conosco, non
hanno ritenuto opportuno dare seguito ad alcuna iniziativa di
sostegno.
Il Corecom non é un'associazione di categoria e pertanto non può e
non deve prendere posizioni a favore dell'emittenza televisiva
locale che anzi è sottoposta al suo controllo e alla sua vigilanza;
al contempo, però non può essere sottaciuto il fatto inequivocabile
che sulla quasi totalità del territorio nazionale, sono state
immaginate e formulate misure a sostegno di questo settore.
Quanto sopra porta ad una evidente conclusione e cioé che le
emitenti televisive locali siciliane abbiano subito quantomeno
un'ingiustificata disparità di trattamento, considerato che la
stragrande maggioranza delle emittenti operanti sul territorio
nazionale hanno ricevuto, dai rispettivi governi regionali, il
sostegno finanziario nella fase di transito dall'analogico al
digitale; ciò ha consentito loro di alleggerire il peso della crisi
economica che per i motivi sopra esposti attanaglia anche questo
settore, al contrario delle emittenti siciliane che stanno
fronteggiando con grande fatica questo periodo di crisi».
Il
Presidente
Dott. Ciro Di Vuolo
Rubrica «Turismo, sport e spettacolo»
LA ROCCA - CIACCIO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIANCIO - FERRERI -
FOTI - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TROISI -
VENTURINO - ZAFARANA- ZITO. - «Al Presidente della Regione ,
all'Assessore per l'economia e all'Assessore per il turismo, lo
sport e lo spettacolo, premesso che con la l.r. 5/2006 la Regione
Siciliana costituisce la Fondazione The Brass Group, della quale la
stessa Regione è socio fondatore, al fine di promuovere la
diffusione e lo sviluppo della musica jazz e contemporanea e che in
particolare il comma 2 dell'art.1 recita:
La fondazione persegue, senza fini di lucro, la diffusione
dell'arte e della cultura musicale del ventesimo secolo; organizza
e gestisce un complesso orchestrale permanente, denominato
Orchestra jazz siciliana, specializzato nell'esecuzione di musica
contemporanea; promuove e gestisce un centro studi dotato di
biblioteca, emeroteca, nastroteca, videoteca, denominato Brass
Group Jazz Museum, aperto alla pubblica fruizione; provvede alla
formazione professionale dei propri quadri artistici e tecnici ed
all'educazione musicale della collettività attraverso la Scuola
popolare di musica. Evidenziando quindi la sua rilevanza culturale,
sia per i cittadini, artisti e non, che per i turisti;
rilevato che:
dai rendiconti annualmente presentati dalla Fondazione The Brass
Group alla Regione, si registrano entrate dirette pari al 40, 50%
circa, rispetto al finanziamento pubblico e che inoltre gran parte
di esso viene restituito sotto forma di tasse (Enpals, Inps,
Erario, Siae, ecc.);
dal 2007 al 2011 la Fondazione sopra citata conta 1970 iscrizioni
e 52 docenti impegnati e che attualmente, a causa degli ingenti
tagli, ha dovuto licenziare quasi tutto il personale dipendente ed
i collaboratori; la sua orchestra ha dovuto sospendere, da circa un
anno, tutte le attività concertistiche;
considerato che:
il precedente Governo, dal 2008 al 2012, malgrado la dimostrata
capacità produttiva, sia artistica che economica della Fondazione,
ha fortemente ridotto, con tagli - dai criteri poco chiari - di
entità complessiva di quasi il 61%, l'originario sostegno
finanziario, mentre nello stesso periodo, la media dei tagli
operati agli enti di produzione lirica, sinfonica e di prosa è
stata pari al 25% circa;
attualmente nel bilancio di previsione per l'anno 2013, il
capitolo corrispondente 377762 risulta essere soppresso;
The Brass Group - attraverso la sua Orchestra - è l'unico ente di
produzione jazz e uno dei più rari in Europa a partecipazione
pubblica;
va ascritta alla suddetta Fondazione l'opera di diffusione delle
musiche di derivazione afroamericane e che tutti i grandi
protagonisti della storia musicale del Secolo scorso, da Miles
Davis a Dizzy Gillespie, da Frank Sinatra a Tony Bennett, da Michel
Petrucciani a Bill Evans, sono stati ospiti in Sicilia, grazie alla
stessa istituzione concertistica;
per sapere se non ritengano di provvedere ad intraprendere le
opportune ed adeguate misure, in termini di pianificazione
finanziaria, al fine di non vanificare, nonché valorizzare una
realtà importante nel panorama musicale, quindi culturale, della
nostra isola, con tutte le ricadute positive che ne deriverebbero.
Si ricorda, infatti, che tante prime parti solistiche delle più
importanti orchestre del mondo provengono dalle bande siciliane,
come Francesco La Rosa di Belmonte Mezzagno, Primo Trombone della
Cleveland Symphony Orchestra o Salvatore Accardi di Monreale, Primo
Corno dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
senza il quale Ennio Morricone non avrebbe mai registrato le sue
colonne sonore. A tal proposito, è d'obbligo informare che tutti i
musicisti dell'Orchestra Jazz Siciliana provengono dalle bande
musicali della fondazione in oggetto». (361)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 361 "Chiarimenti circa
i minori trasferimenti finanziari erogati nei confronti della
Fondazione The Brass Group", l'onorevole La Rocca ha formulato un
quesito, al Presidente della Regione, all'Assessore per l'Economia
e all'Assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo, nella
considerazione che il precedente Governo, dal 2008 al 2012, aveva
già fortemente ridotto, con tagli di entità complessiva di quasi il
61%, l'originario sostegno finanziario e che attualmente nel
bilancio di previsione per l'anno 2013, il capitolo corrispondente
377762 risulta essere soppresso.
In particolare, l'interrogazione è volta a conoscere se non si
ritenga di intraprendere le opportune ed adeguate misure, in
termini di pianificazione finanziaria, al fine di non vanificare,
nonché valorizzare una realtà importante nel panorama musicale,
quindi culturale.
In ordine all'interrogazione parlamentare si rappresenta quanto
segue.
Le decisioni relative all'entità dei finanziamenti, allorché non
discendenti da procedura pubblica di riparto si ascrivono alla
competenza dell'Assemblea regionale.
In proposito si richiama l'attenzione sulla previsione di un
contributo alla "Fondazione The Brass Group", per la gestione
ordinaria, nella misura di 184 mila euro sul capitolo 377762 ex
Tabella H, del disegno di legge n. 69 dal titolo "Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2013. Legge di stabilità
regionale".
La sopracitata previsione di contenuto particolare e concreto, non
rispondendo al requisito della generalità, bensì individuando e
privilegiando un determinato destinatario attribuendogli una
sovvenzione in denaro, è incorsa nelle censure formulate dal
Commissario dello Stato per la Regione siciliana nell'impugnativa
del disegno di legge n. 69 dal titolo "Disposizioni programmatiche
e correttive per l'anno 2013. Legge di stabilità regionale." In
questa prospettiva, il Commissario ha ritenuto trattarsi di norma-
provvedimento e, come tale, confliggente con l'art. 3 della
Costituzione, non essendo stato rispettato il principio di
eguaglianza nel suo significato di parità di trattamento; con ciò
sottolineando che la norma si risolve «in un percorso privilegiato
per la distribuzione di contributi in denaro, con prevalenza degli
interessi di taluni soggetti collettivi rispetto a quelli,
parimenti meritevoli di tutela, di altri enti esclusi, ed a scapito
quindi dell'interesse generale».
In ossequio alle censure formulate dal Commissario dello Stato per
la Regione siciliana si ritiene, pertanto, di dover intervenire non
più con un provvedimento ad hoc, destinato esclusivamente a
determinati soggetti-istituzioni, bensì nel rispetto dei canoni
propri della legislazione ordinaria, che prevede l'ammissione a
contributi pubblici di tutti i soggetti pubblici e privati su un
piano di parità per il mantenimento e l'esercizio di attività di
rilevante interesse culturale e sociale fruibili dalla
collettività.
La previsione normativa che s'intende sottoporre all'approvazione
del Parlamento siciliano, per la sua portata di carattere generale,
non individuerà nè privilegerà un numero determinato di
destinatari, non avrà un contenuto particolare e concreto e non
attribuirà a ben precisi soggetti sovvenzioni in denaro».
L'Assessore
Dott.ssa Michela Stancheris
LA ROCCA - CANCELLERI - CIACCIO - CAPPELLO - CIANCIO - FERRERI -
FOTI - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - VENTURINO -
ZAFARANA - ZITO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per
il turismo, lo sport e lo spettacolo e all'Assessore per le
attività produttive, premesso che:
il Porto di Palermo è l'immagine della città - e quindi della
Sicilia intera - per i numerosi turisti che vi arrivano in nave
(anche se per poche ore, come succede nel caso degli arrivi con le
navi da crociera);
per tale ragione è necessario garantire un'efficiente ed ospitale
accoglienza per far sì che il turista apprezzi sin dal suo arrivo
in porto le bellezze della città;
considerato che i turisti approdati al Porto di Palermo sono
costretti ad attraversare la strada interna che separa le banchine
all'uscita senza alcuna sicurezza, visto il continuo flusso di
automezzi lungo tale strada, ove peraltro le strisce pedonali sono
del tutto invisibili e che dopo avere, con le difficoltà
rappresentate, attraversato la strada, sono assaltati letteralmente
dai conducenti di carrozze (gli 'gnuri), senza una precisa
regolamentazione dei servizi offerti da questi ultimi;
per sapere quali linee politiche il Governo intenda adottare, in
accordo con il Comune di Palermo, al fine di migliorare ed
ottimizzare la accoglienza dei turisti;
in particolare se si intenda, unitamente al Comune di Palermo:
garantire la massima sicurezza dei turisti nell'intera area
portuale;
stabilire che il personale degli Info Points venga utilizzato in
modo da accogliere i turisti ed indirizzarli verso gli operatori
del settore in relazione ai bisogni degli stessi (ad esempio
ingrandendo il gazebo Info Points interno al porto e/o aumentando
il numero degli Info Points, in particolare durante la stagione
turistica);
assegnare una zona del porto, sia nell'area esterna che interna,
agli operatori turistici (o ampliare le zone se già assegnate)
nella quale gli stessi debbano permanere in attesa che i turisti si
rivolgano a loro qualora interessati alla fruizione dei servizi
offerti;
prevedere l'istituzione di corsi di formazione per gli operatori
turistici che comprendano corsi di lingue e di accoglienza del
turista al fine di ottenere o mantenere la licenza;
stabilire un prezzario in ordine ai servizi offerti dai vari
operatori turistici da esporre presso gli Info Points, al fine di
tutelare il turista da possibili frodi;
vigilare e contrastare possibili pratiche fraudolente e prevedere,
in caso di contestazioni, che dette pratiche siano punite con la
sospensione della licenza ed in caso di recidiva con l'annullamento
della stessa;
prevedere l'istituzione di un numero verde gratuito multilingua
(italiano e inglese), aperto dalle 8 alle 22, tutti i giorni, al
quale i turisti possano rivolgersi per segnalare qualsiasi
problema;
istituire un reparto della polizia municipale o interforze con
personale che parli almeno la lingua inglese al quale il numero
verde gratuito di cui sopra (negli orari di apertura) o
direttamente il turista (negli orari di chiusura) possa rivolgersi;
disciplinare che il predetto nucleo di polizia, in divisa e in
borghese, controlli costantemente il centro e le aree turistiche,
come nel modello della City of London, per garantire la massima
sicurezza ai turisti». (667)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 667 "Misure volte al
miglioramento dell'accoglienza dei turisti presso il porto di
Palermo", l'onorevole La Rocca ha formulato taluni quesiti, al
Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, lo sport e
lo spettacolo e all'Assessore per le attività produttive, nella
considerazione che il porto di Palermo è l'immagine della città e
quindi della Sicilia intera per i numerosi turisti che vi arrivano
in nave (anche se per poche ore, come succede nel caso degli arrivi
con le navi da crociera) e che per tale ragione è necessario
garantire un'efficiente ed ospitale accoglienza. anche in termini
di sicurezza nell'intera area portuale.
In particolare l'interrogazione è volta a conoscere quali
linee politiche il Governo intenda adottare, in accordo con il
Comune di Palermo, al fine di:
migliorare ed ottimizzare la accoglienza dei turisti;
rendere più efficace l'attività svolta dal personale degli Info
Points:
assegnare una zona del porto, sia nell'area esterna che interna,
agli operatori turistici;
stabilire un prezzario in ordine ai servizi offerti dai vari
operatori turistici da esporre presso gli Info Points, al fine di
tutelare il turista da possibili frodi;
vigilare e contrastare possibili pratiche fraudolente:
- istituire un reparto della polizia municipale o interforze con
personale che parli almeno la lingua inglese.
In ordine all'interrogazione parlamentare si rappresenta quanto
segue.
Le tematiche oggetto dell'atto ispettivo non rientrano nelle
competenze del ramo di Amministrazione delegato alla sottoscritta,
in quanto da ricondursi, prioritariamente, all'Autorità portuale.
che risponde del territorio all'interno del porto, nonché al Comune
di Palermo che gestisce il punto C.I.T. (Centri di informazioni
turistiche, dei quali si allega specifica delle competenze) e da
cui dipende il controllo sui servizi taxi, carrozze, noleggio, bus
turistici ed l'organizzazione del flusso e deflusso dei mezzi, con
l'intervento degli addetti della Capitaneria di Porto e con
l'ausilio della Prefettura, che coordina e dispone delle Forze
dell'Ordine (Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri) presenti
all'interno della zona portuale.
Ritenuta, tuttavia, la rilevanza delle proposte indicate
dall'interrogante, ci s'impegna a rappresentare e sostenere le
richiamate esigenze presso le competenti Autorità».
L'Assessore
Dott.ssa Michela Stancheris