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Resoconto d'Aula della Seduta n. 67 di mercoledì 07 agosto 2013
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi  gli  onorevoli
  Fazio e Giovanni Greco.

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alla competente
                             Commissionie

   PRESIDENTE.  Comunico i disegni di legge inviati  alle  competenti
  Commissioni:

                    BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)

   -  Interventi  a favore di enti locali e di altri  enti  con  alte
  finalità sociali. (n. 521)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 6 agosto 2013.

     -  Norme per il finanziamento di enti strumentali della  Regione
  che svolgono attività di assistenza o a fini sociali e di interesse
  generale. (n. 525)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 6 agosto 2013.

       Comunicazione di riassegnazione di disegni di legge alla
                              Commissione

   PRESIDENTE.   Comunico  i  disegni  di  legge   riassegnati   alla
  Commissione:

                    BILANCIO  E PROGRAMMAZIONE (II)

   -  Norme in materia di riconoscimento, promozione e valorizzazione
  delle associazioni di promozione sociale. (n. 73)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 6 agosto 2013.

   - Contributi ad enti, fondazioni, associazioni ed altri organismi.
  (n. 393)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 6 agosto 2013.

   -  Norme  in materia di erogazione dei contributi alle istituzioni
  culturali e sociali. (n. 448)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 6 agosto 2013.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Giuseppe Arancio,  con  nota
  prot.  n. 9239/SG.LEG.PG. del 5 agosto 2013, ha chiesto di  apporre
  la  propria firma al disegno di legge n. 514:  Norme in materia  di
  assunzioni  di  personale nelle pubbliche amministrazioni  e  negli
  enti regionali .

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico la richiesta di parere pervenuta ed assegnata
  alla Commissione:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Schema di regolamento recante modifiche al decreto assessoriale
  n. 208/2010 in materia di credito agevolato alle imprese artigiane.
  (n. 20/III).
   pervenuto in data 5 agosto 2013 e inviato in data 6 agosto 2013.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  1121  -  Interventi per garantire la salute dei cittadini  del
  Comune  di  Roccapalumba (PA) in ragione delle emissioni  derivanti
  dai ripetitori per la telefonia mobile.
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio

   N. 1122 - Chiarimenti circa il servizio di rifornimento carburanti
  per i velivoli operativi presso l'aeroporto di Comiso (RG).
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Digiacomo Giuseppe

   N. 1127 - Notizie in merito alla chiusura dello sportello bancario
  dell'isola di Marettimo (TP).
   - Assessore Economia
   Firmatario: Oddo Salvatore

   N.  1129 - Interventi urgenti per garantire la prosecuzione  delle
  attività dell'Istituto superiore 'A. Toscanini' di Ribera (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari:  Cascio  Salvatore; Leanza Nicola;  Lentini  Salvatore;
  Nicotra  Raffaele  Giuseppe;  Ruggirello  Paolo;  Sammartino  Luca;
  Sudano Carmela Valeria Maria

   N.  1130 - Interventi urgenti per garantire la prosecuzione  delle
  attività dei conservatori parastatali in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari:  Cascio  Salvatore; Leanza Nicola;  Lentini  Salvatore;
  Nicotra  Raffaele  Giuseppe;  Ruggirello  Paolo;  Sammartino  Luca;
  Sudano Carmela Valeria Maria.

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.   1123  -  Iniziative  a  favore  del  rilancio  del  trasporto
  ferroviario regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Figuccia Vincenzo

   N.  1124  -  Chiarimenti  circa il mancato intervento  sostitutivo
  della  stazione  appaltante  in  caso  di inadempienze contributive
  dell'esecutore e del subappaltatore.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: D'Asero Antonino

   N.  1125  -  Notizie relative al pagamento delle  retribuzioni  ai
  lavoratori dell'ESA della provincia di Caltanissetta.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   Firmatario: Miccichè Gianluca Antonello

   N.  1126  - Interventi in favore dell'aeroporto civile di  Trapani
  Birgi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Economia
   Fazio Girolamo

   N.  1128  -  Misure  urgenti  per la  salvaguardia  del  complesso
  monumentale   Villa   Valguarnera  e  del  patrimonio   ambientale,
  paesaggistico, storico e culturale della città di Bagheria (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri  Vanessa;
  Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina;    Tancredi    Sergio;   Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano.

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

   Comunicazione di costituzione dell'Associazione parlamentare per
                       il dialogo interculturale
                           con i Paesi arabi

   PRESIDENTE.  Comunico che, come da nota ed annessa  documentazione
  pervenuta,   da   parte   dell'onorevole  Lupo,   alla   Presidenza
  dell'Assemblea   l'1   agosto  2013,  trasmessa   alla   Segreteria
  Generale  il  2 agosto successivo e protocollata al  n. 9316/RAGPG-
  AULAPG  del  7  agosto  2013, comunico che si è  costituita  presso
  l'Assemblea   regionale  siciliana,   in  data   22  maggio   2013,
  l'Associazione  parlamentare per il dialogo interculturale   con  i
  Paesi  arabi, composta dagli onorevoli Anselmo, Barbagallo, Cirone,
  Dipasquale,   Firetto,   Gucciardi,  Lo  Giudice,   Lupo,   Milazzo
  Antonella, Venturino e  Vinciullo.
   La  suddetta Associazione, nella riunione del 22 maggio  2013,  ha
  proceduto  alla  elezione  del  proprio  consiglio  direttivo,  che
  risulta   così  composto:  on.  Lupo,  presidente;  on.    Firetto,
  vicepresidente;  on.li   Gucciardi  e  Venturino,   componenti   il
  Comitato direttivo.

    L'Assemblea ne prende atto.

   Copia  integrale  di  tutta  la documentazione  acquisita  trovasi
  depositata  presso  il  Servizio Lavori d'Aula  e  il  Servizio  di
  Ragioneria.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   Comunicazione delle decisioni della Conferenza dei Presidenti dei
                          Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, informa che  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, 7 agosto  2013,
  sotto   la  presidenza  del  Presidente  dell'ARS,  on.  Ardizzone,
  presente il Vicepresidente, on. Pogliese, con la partecipazione del
  Presidente  della Regione, ha approvato all'unanimità  la  seguente
  integrazione al programma-calendario dei lavori parlamentari per la
  corrente sessione.
   AULA
   L'Aula terrà seduta:
   -  oggi,  mercoledì 7 agosto 2013, per la discussione del  disegno
  legge  nn.  51-38  bis-Norme stralciate I/A  Norme  in  materia  di
  ineleggibilità dei deputati regionali e di incompatibilità  con  la
  carica   di  deputato  regionale  e  di  componente  della   Giunta
  regionale, in relazione al quale il Governo presenterà in  Aula  un
  nuovo emendamento di riscrittura dell'articolato;
   - domani, giovedì 8 agosto 2013, per la discussione del disegno di
  legge in materia di contributi ad enti ed associazioni.
   COMMISSIONI
   La  II  Commissione legislativa permanente  Bilancio , al  termine
  dei lavori d'Aula di quest'oggi, avvierà, in via esclusiva, l'esame
  dei   disegni  di  legge  in  materia  di  contributi  ad  enti   e
  associazioni,  congiuntamente  al  testo  d'iniziativa  governativa
  frattanto trasmesso dalla Giunta regionale di Governo.
   Il  testo  del suddetto disegno di legge dovrà essere esitato  per
  consentirne  l'iscrizione  all'ordine  del  giorno  dell'Assemblea,
  all'uopo  convocata   per  domani, data  in  cui  avrà  termine  la
  corrente sessione estiva.
   L'Aula  sarà,  quindi, aggiornata a mercoledì 18  settembre  2013,
  mentre  le Commissioni parlamentari potranno riunirsi a partire  da
  giovedì 5 settembre 2013.
   Si  è infine convenuto, alla ripresa autunnale dei lavori, di dare
  priorità  all'esame  del  disegno di legge  di  riordino  dell'Ente
  territoriale  intermedio, di prossima presentazione  da  parte  del
  Governo.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli colleghi, poiché è in corso una riunione della Giunta di
  Governo,  sospendo  la seduta avvertendo che  riprenderà  alle  ore
  17.15.

   Comunicazione di richiesta di proroga della Commissione speciale
                  per l'attuazione del decreto Monti

  PRESIDENTE.   Do   lettura  di  una  nota  del   Presidente   della
  Commissione  speciale per l'esame dei disegni di legge  in  materia
  statutaria  Attuazione del Decreto Monti .
    L'onorevole  Cracolici, in una nota indirizzata al  sottoscritto,
  fa presente che:
  «La  Commissione speciale per l'esame dei disegni di legge relativi
  alla  materia  statutaria e ai rapporti tra  l'Assemblea  regionale
  siciliana  ed il Governo regionale e per l'applicazione in  Sicilia
  del  decreto-legge n. 174 del 2012, da me presieduta -  si  intende
  l'onorevole  Cracolici -, mi ha chiesto di concordare  con  codesta
  Presidenza l'opportunità di prorogare la durata del proprio mandato
  per  ulteriori  due  mesi,  al  fine  di  effettuare  un  ulteriore
  approfondimento  su  questioni non ancora  compiutamente  definite,
  considerato che le disposizioni previste per la cosiddetta spending
  review troveranno applicazione dall'1  gennaio 2014 .
  L'onorevole  Cracolici  puntualizza  inoltre  che:   E'  del  resto
  pacifico,  anche ad avviso di tutti i componenti la Commissione,  -
  mi  fa  piacere che venga sottolineato da tutti i componenti  della
  Commissione  -  che a partire dall'1 gennaio 2014 le indennità  dei
  parlamentari ( 11.100 euroo lordi omnicomprensivi e 2.700  euro  di
  maggiorazione  per i presidenti) dovranno essere  coerenti  con  le
  disposizioni  adottate dalla Conferenza delle regioni  -  decisione
  questa  già  adottata  -,  che impegna la Sicilia,  al  di  là  dei
  meccanismi normativi che saranno varati a salvaguardia dei principi
  statutari.
  Per  tali  ragioni, si segnala, a codesta Presidenza, l'opportunità
  di  sottoporre all'Aula, ai sensi del comma 3 dell'art. 29 bis  del
  Regolamento,  la  concessione  di una  proroga  del  mandato  della
  Commissione per ulteriori due mesi, a decorrere dalla scadenza  del
  termine originariamente assegnato».
  Concordo  con  il Presidente Cracolici, quindi posso  ritenere  con
  tutta  la  Commissione, e vorrei precisare che  ha  fatto  bene  la
  Commissione, a scanso di equivoci, ad evidenziare che è scontato il
  dato  di recepimento della decisione, a livello nazionale, che  dal
  primo  gennaio 2014 le indennità rimangono quelle già  fissate  per
  legge.  Debbo  dare atto alla Commissione, a tutta la  Commissione,
  dell'ottimo lavoro che sta svolgendo e dell'approfondimento,  anche
  in  considerazione  che, in itinere, già vi è  una  sentenza  della
  Corte  costituzionale,  ma  che non  intacca  questo  principio  di
  carattere generale.
    Pertanto, ho concordato un'ulteriore proroga di 60 giorni, quindi
  il  termine dei lavori della suddetta Commissione è fissato per  il
  15 ottobre 2013.
  Così resta stabilito.

   'Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e di
    incompatibilità con la carica di deputato regionale e di componente
    della Giunta regionale'.

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   Seguito della discussione del disegno di legge «Norme in materia
   di ineleggibilità dei deputati regionali e di incompatibilità con
     la carica di deputato regionale e di componente della Giunta
             regionale» (51-38 bis - Norme stralciate I/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
   Norme  in  materia di ineleggibilità dei deputati regionali  e  di
  incompatibilità con la carica di deputato regionale e di componente
  della  Giunta regionale  (51-38 bis - Norme stralciate I/A),  posto
  al numero 1).
  Onorevoli  colleghi,  essendo  presente  in  Aula  quasi   l'intero
  Governo  regionale,  vista l'importanza del  disegno  di  legge  in
  discussione, condivido la necessità del  Presidente della  Regione,
  di avere chiesto, giustamente, tempo per condividere con la Giunta,
  così  come  si era concordato, la riscrittura dell'emendamento  sul
  c.d.  disegno  di  legge   antiparentopoli .  Il  Presidente  della
  Regione  ha  voluto illustrare i contenuti, in linea generale,  del
  nuovo testo alla Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari.
  In  attesa  della  distribuzione cartacea ai singoli  parlamentari,
  invito, il Presidente della Regione ad illustrare l'emendamento  di
  riscrittura.
   Resta  inteso  -  mi sembra più che ovvio - che  bisogna  dare  la
  possibilità sia alla Commissione di esercitare il suo ruolo, perché
  possa esprimere un parere convinto, sia ai singoli parlamentari  di
  presentare, eventualmente, i subemendamenti.
   Pertanto,  dopo  l'intervento del Presidente della Regione  l'Aula
  sarà  sospesa per non più di quindici minuti, al fine  di  dare  la
  possibilità alla Commissione di esprimere un parere consapevole  su
  questo  emendamento  di  riscrittura;  e  ai  singoli  deputati   -
  ribadisco  -  perché si possano presentare i subemendamenti.  Tutto
  ciò  nella  speranza - così come era stato concordato in Conferenza
  dei  Capigruppo  - che si possa esitare entro stasera  il  relativo
  disegno di legge.
   Invito   quindi   il  Presidente  della  Regione   ad   illustrare
  l'emendamento di riscrittura.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  intanto voglio ringraziare i Capigruppo, ma anche  tutta
  l'Assemblea  e  la  Commissione   Affari  istituzionali'   per   la
  sensibilità  che  hanno  dimostrato.  Come  pure  tutti  i   Gruppi
  parlamentari  dell'Aula,  che  su  questa  vicenda  non   si   sono
  sicuramente sottratti al confronto.
   Il  Governo  si rende perfettamente conto che, rispetto  a  questo
  disegno di legge, è nato un confronto sempre civile e rispettoso di
  tutte  le  opinioni  e  che  ha posto una  serie  di  interrogativi
  rispetto  all'applicabilità concreta della  legge,  ponendo  esempi
  anche  concreti,  che  hanno permesso una elaborazione  innovativa;
  anche in considerazione del fatto che noi, probabilmente, siamo  la
  prima  Regione  che  intende stabilire una  serie  di  norme  sulla
  ineleggibilità ed incompatibilità, che sono - devo dire - anche più
  forti e decise rispetto a quelle della legislazione statale e delle
  legislazioni regionali esistenti.
   Debbo  dire  con  estrema  sincerità  che  l'emendamento  che  noi
  presentiamo è un emendamento sostitutivo, che abbiamo elaborato  in
  un confronto attivo con la Commissione  Affari istituzionali' e che
  abbiamo  illustrato  - non solo per dovere, ma anche  per  cortesia
  istituzionale  -  nel  corso  della Conferenza  avuta  oggi  con  i
  Capigruppo.
   Abbiamo   accolto   molte   delle  questioni   che   ci   venivano
  rappresentate  e  che - dobbiamo dire con estrema sincerità  -  non
  erano  questioni  intese a mantenere prerogative di  privilegi,  ma
  ponevano,  invece, l'accento sulla fattibilità o, a volte,  persino
  sul  carattere  generale  che volevano  avere  le  norme,  o  sulla
  necessità specifica di individuare settori in cui l'incompatibilità
  poteva essere più forte che in altri.
   In    particolare,   sono   stati   posti   anche   all'attenzione
  dell'opinione  pubblica  non  solo regionale,  ma  anche  nazionale
  rispetto a possibili profili di incompatibilità.
     Abbiamo,  quindi, senza demagogia, elaborato un emendamento  che
  ritengo possa tranquillamente essere applicato perché non limita il
  diritto elettorale passivo, pone infatti i parlamentari esattamente
  nelle stesse condizioni; peraltro, le cause di ineleggibilità  sono
  previste  dalla legge e possono essere eliminate  90  giorni  prima
  delle  elezioni.  Abbiamo  stabilito quindi  delle  norme  che,  in
  qualche  modo,  prevedono la possibilità di sanare  oggi  eventuali
  incompatibilità  che  potranno insorgere con la  legge,  prevedendo
  anche che la legge non possa operare in modo retroattivo.
   Tali  norme  si estendono anche al Presidente della Regione  e  ai
  deputati regionali.
   Oggi, abbiamo discusso sul concetto di socio e socio occulto.
   Mentre la parola socio attiene alla legislazione, quella di  socio
  occulto  non appartiene affatto alla legislazione, ma attiene  alla
  giurisprudenza  e, ovviamente, con responsabilità penali  e  civili
  già previste dalla legge.
   Quando,  per  esempio, si fa riferimento alla parola  socio ,  che
  viene  indicata  con un comma specifico e non ripetuto  ogni  volta
  negli  emendamenti, abbiamo preferito usare questa formula in  modo
  da chiarirlo in modo inequivocabile; non si può fare riferimento al
  socio  occulto che era un desiderio collettivo di quest'Aula perché
  questo viene automaticamente risolto.
   Se   io   sono  incompatibile  in  quanto  socio,  se  domani   la
  Magistratura   dimostra  che  io  sono   socio   occulto   la   mia
  incompatibilità  permane,  con tutte  le  responsabilità  derivanti
  dalla  legge, ma non può certamente essere definita in un testo  di
  legge, proprio perché la qualità di socio occulto va accertata.  Nè
  tanto  meno  si  poteva esplicitare nel testo  con  le  parole   va
  accertata , perché le parole  va accertata  hanno valore sul  piano
  giudiziale,  perché  è scontato che debba essere  accertata  su  un
  piano  giudiziale e sarebbe una innovazione legislativa che non  ha
  assolutamente precedenti nè sul piano nazionale nè sul piano  delle
  legislazioni regionali. Quindi, abbiamo preferito mantenerlo.
   In  particolare, abbiamo esteso le incompatibilità oltre che  alle
  società  anche agli enti che molto spesso hanno rapporti economici;
  abbiamo  esteso  la  ineleggibilità ed incompatibilità  anche  alle
  associazioni  senza  finalità di lucro,  perché,  a  volte,  queste
  società  o  associazioni  o  enti senza  finalità  di  lucro  hanno
  rapporti  economici  molto  più  forti  delle  stesse  aziende.  Ad
  esempio,  ci  sono associazioni senza finalità di lucro  che  hanno
  assegnazioni di 20, 30 milioni o contributi di un milione di  euro,
  non  possiamo  dire che in questo caso non si debba  ravvisare  una
  incompatibilità o persino una ineleggibilità quando si fa  parte  a
  tutti gli effetti di queste associazioni.
   Per  i soci abbiamo previsto una norma specifica. Per esempio, che
  i  deputati nel corso del mandato parlamentare non possono assumere
  la  qualità  di  socio,  ma non solo di socio,  di  presidente,  di
  consigliere,  di dirigente, funzionario, dipendente, rappresentante
  legale,   amministratore,  consulente  di  società   o   enti   che
  usufruiscono   di  un  sostegno finanziario  di  natura       della
  Regione siciliana.
   Direi   una   nuova',  che  non  usufruiscono  di  nuovi  sostegni
  economici, aggiungerei questa parola, signor Presidente, perché per
  errore non è stata introdotta. E perché vuol fare riferimento,  per
  dire che cosa? Cioè che se nel corso della legislatura noi facciamo
  una  legge che istituisce un contributo a favore di un ente,  o  di
  un'associazione e poi noi ci facciamo assumere da quella società, o
  ne  acquistiamo, ovviamente, questo presenta caratteristiche  anche
  dal  punto di vista etico che sono insopportabili, non solo per  il
  Parlamento,   ma   anche   per   la   società.   Quindi    metterei
  un'incompatibilità  netta  rispetto  alle  nuove  attribuzioni   ai
  sostegni  economici  che intervengono nel corso della  legislatura,
  mentre credo che abbiamo tenuto abbastanza distinte la funzione  di
  socio.  Per esempio, abbiamo inserito il concetto di società  e  di
  soci,    nel  caso  di  associazioni  senza  scopo  di  lucro   che
  usufruiscono,   dicevo  prima,  di  contributi.  I   soci   legali,
  rappresentanti, anche di associazioni non a finalità di lucro,  che
  usufruiscono   a   qualsiasi  titolo,  contributi,   finanziamenti,
  eccetera, per le attività di formazione.
   Potreste chiedere perché specificate il concetto di socio e non lo
  avete specificate per le altre attività? E lo specifichiamo per  la
  formazione?   Perché   riteniamo  che   la   formazione,   per   le
  caratteristiche che hanno i bandi, abbia una forte discrezionalità,
  pur  essendo oggetto di bandi pubblici, sia ancora in qualche  modo
  oggetto  di  criteri valutativi esclusivamente  perché  non  è  che
  esiste l'offerta vantaggiosa  Non solo, ma perché riteniamo che gli
  enti   di   formazione  vivono  esclusivamente  con   finanziamenti
  regionali.
   Giusto  per  intenderci nell'attuale legislazione i funzionari,  i
  direttori  generali, i dirigenti della Regione  sono  assolutamente
  ineleggibili. E debbono dimettersi nei novanta giorni precedenti.
   Noi   riteniamo  che  per  le  caratteristiche  specifiche   della
  formazione, vivendo esclusivamente di risorse proprie, non  diverse
  da  quelle della Regione, riteniamo che si debba mettere  un  comma
  specifico sulla formazione per disciplinare questo aspetto anche in
  considerazione del rilievo e della questione che hanno assunto  nei
  confronti  dell'opinione pubblica nazionale e regionale le  vicende
  che attengono la formazione.
   Voglio  fare  rilevare,  altresì, che il legislatore  ha  dato  la
  possibilità  di  disciplinare alle regioni la  normativa  specifica
  sull'incompatibilità e ineleggibilità, proprio perché  ritiene  che
  vi  possano  essere  questioni specifiche  in  alcune  regioni  che
  abbiano  una prevalenza rispetto a questioni che ci possono  essere
  in altre regioni o nell'ambito nazionale.
   Probabilmente,  la  formazione  potrà  non  essere   un   problema
  specifico di alcune altre regioni, ma sicuramente lo è in  Sicilia,
  non  solo per l'entità delle risorse che vengono destinate che sono
  sicuramente le più alte in Italia, ma ritengo anche per il  numero,
  la consistenza degli scandali che vi sono in questo settore per cui
  ritengo  che  un principio di autotutela debba essere approvato  da
  questo  Parlamento anche in difesa, debbo dire anche  dello  stesso
  Parlamento, come principio precauzionale.
   Pertanto,  abbiamo  ritenuto  ed  abbiamo  ricondotto,  così,   le
  questioni  anche  agli  obiettivi  originari  del  Governo  e   del
  Parlamento senza fare, sostanzialmente, di tutta l'erba un  fascio,
  ma cercando di distinguere le peculiarità specifiche della Regione.
   Ritengo altresì che, con questo testo, ovviamente, le questioni di
  incompatibilità  o  di  ineleggibilità non si  applichino  ai  soci
  onorari, perché ciò sarebbe veramente assurdo. Quindi, parliamo  di
   socio    in   senso  anche  economico  non,  ovviamente,   laddove
  altrimenti  il principio estrapolato potrebbe portare a conseguenze
  che,  sicuramente, non sono degne di essere legiferate, che sarebbe
  un eccesso di legislazione.
   Signor  Presidente,  queste quindi sono un po' le  caratteristiche
  dell'emendamento di riscrittura. Noi riteniamo che con questa legge
  si pone fine ad una serie di questioni importanti.
   Vorrei  aggiungere  un'altra cosa importante.  Laddove  citiamo  i
  funzionari, per esempio, per gli enti regionali, non lo facciamo  a
  caso;  per  errore, perché intendiamo estendere le incompatibilità,
  che  già  sono previste per legge per dirigenti e funzionari  della
  Regione, anche alle partecipate della Regione.
   Perché  non  ritengo che, per esempio, per intenderci i dipendenti
  dell'IRFIS o di altre società partecipate di grande rilevanza siano
  in  una  situazione  di  incompatibilità  minore,  rispetto  ad  un
  dirigente  della  funzione  pubblica;  anche  perché,  spesso,   il
  Parlamento  fa  leggi  ed il Governo vara provvedimenti  di  natura
  economica che si rivolgono a favore di questi enti, quindi, abbiamo
  ritenuto  di  sottoporre alla stessa disciplina i dipendenti  degli
  enti  delle  società  partecipate  della  Regione.  Abbiamo  esteso
  inoltre le stesse incompatibilità previste per il Governo, anche ai
  dirigenti della pubblica Amministrazione, ritenendo che questo  sia
  anche  un  criterio  non solo di opportunità, ma  anche  di  giusta
  equiparazione.

   PRESIDENTE. Grazie,  onorevole Presidente. Onorevole Assenza,  lei
  chiede di intervenire, ma io devo contingentare i tempi.
   Onorevole  Gianni,  un attimo di pazienza. Lo  so  che  lei  vuole
  parlare e le verrà data la parola.
   Ho  detto  prima che  l'emendamento di riscrittura del  Governo  è
  stato  presentato  in questo momento, ed ho già detto  che  bisogna
  dare  la  possibilità ai singoli parlamentari e, soprattutto,  alla
  Commissione di merito di fare un esame quanto più veloce possibile,
  però,  di esprimere al contempo un giudizio con consapevolezza.  Le
  posso  dire che la Presidenza già con gli uffici ha evidenziato  la
  decadenza  automatica in caso di incompatibilità, non  è  possibile
  perché  vanno  dati i dieci giorni di contestazione,  a  differenza
  della ineleggibilità. Ma sono tutte questioni che gli uffici adesso
  vedranno e che, spero, la Commissione di merito possa valutare.
   Sospendo  pertanto  l'Aula per il relativo approfondimento  e  per
  dare la facoltà di presentare gli eventuali subemendamenti

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà, brevemente, senza entrare  nel  merito
  della   questione,   perché  bisogna  dare  la   possibilità   alla
  Commissione  di  esprimersi  ed ai singoli  parlamentari  di  avere
  contezza  di questo emendamento di riscrittura. Ripeto,  le  do  la
  parola chiedendole di non entrare nel merito della discussione.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, chiedo l'attenzione  del  Governo  e
  dell'Aula e chiedo che i singoli deputati regionali, perché  ne  va
  della  eleggibilità e dell'eventuale decadenza  di  tutti,  nessuno
  escluso e spiego perché.
   Forse  il  Governo, nell'ansia di approfittare   Io  gradirei  che
  anche  il  Presidente Crocetta avesse la bontà di  ascoltarmi,  non
  perché  voglio  insegnare  qualcosa a  qualcuno  ma  perché  almeno
  l'Italiano  debba essere interpretato da tutti e capito per  quello
  che si vuole.

   CROCETTA, Presidente della Regione. La sto ascoltando

   ASSENZA.  Signor  Presidente, se noi andiamo ad  approvare  questo
  testo - mi ascolti il Presidente della Commissione - significa  che
  nessuno  di  noi  e  nessuno dei potenziali deputati  futuri  potrà
  essere  socio di una società sportiva che riceve un contributo  dal
  comune,  socio  di  una  pro-loco  che  riceve  un  ente  culturale
  qualsiasi,  non  può  esercitare attività  libero-professionale  di
  nessun genere, sia tecnica, sia legale, sia commerciale.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Non è così

   ASSENZA. E' così, Presidente, altrimenti debbo argomentare che lei
  non  sa  quello  che  scrive,  mi perdoni,  perché  è  così.  Legga
  l'articolo.
   Se  il Presidente Crocetta scuote la testa mentre io parlo, allora
  io  chiedo  che  il Presidente Crocetta, con l'onestà intellettuale
  che  gli riconosco, legga attentamente l'articolo 10 septies  e  mi
  dirà se io mi sbaglio o se sono io che non capisco.
   Noi,  credo,  non  facciamo un buon servizio  a  nessuno,  nemmeno
  all'opinione pubblica che chissà che cosa si aspetta, andando a

   PRESIDENTE.    Onorevole   Assenza,   proprio   con    riferimento
  all'articolo  10 septies, abbiamo rilevato con gli  uffici  che  la
  causa  di  incompatibilità  non può  comportare  in  automatico  la
  decadenza  perché  già  su  questo  si  è  pronunciata   la   Corte
  costituzionale. Comunque va aggiunta.
   Le già sta anticipando il merito, le sto dicendo che il Governo ha
  proceduto...
   Onorevole Assenza, concluda il suo discorso.

   ASSENZA. Signor Presidente, io non sto entrando nel merito, io sto
  richiamando, perché non vorrei che il 7 agosto, sotto l'esigenza di
  tornare  tutti  a  casa  e  di sfuggire a questa  canicola  che  ci
  affligge,   noi  andassimo  a  licenziare  una  norma   sicuramente
  incostituzionale   ma   dalle   conseguenze   inimmaginabili    per
  l'eleggibilità  non  di noi, ma di ciascun cittadino  libero  della
  Regione Sicilia.
   Attenzione, perché noi con la fretta stiamo... Allora,  rimandiamo
  il testo in commissione, diamo i termini che ci vogliono;i quindici
  minuti  di  fronte ad un testo di questo genere sono  assolutamente
  insignificanti ed inadatti, signor Presidente.
   Non  dobbiamo necessariamente, per la presunzione di dare in pasto
  all'opinione pubblica un testo...

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza, ho compreso, condivido  con
  lei  che  quindici minuti non sono sufficienti. Se lei  dall'inizio
  avesse posto questo problema, forse avremmo evitato altri

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  No,  onorevole  Vinciullo.  L'emendamento   è   stato
  presentato  poc'anzi. Il Governo stesso ha chiesto di fare  qualche
  correttivo.  Bisogna  dare  la  possibilità  alla  commissione   di
  esercitare il suo ruolo ed ai singoli parlamentari di subemendarlo.
   Onorevoli colleghi, in Conferenza dei Capigruppo abbiamo stabilito
  un'agenda  dei lavori e ci siamo detti che, entro stasera,  avremmo
  esitato  questo  disegno di legge o, comunque, lo  avremmo  votato,
  perché  si  pone in votazione e chi non è d'accordo  non  lo  vota.
  Questo palesemente e pubblicamente.
   Onorevole  Forzese,  brevemente,  io  avevo  parlato  di  quindici
  minuti,  l'onorevole  Assenza mi pone un  problema  dicendo  che  i
  termini  sono ristretti. Lei pensa che in un'ora la commissione  si
  possa  pronunciare?  Brevemente su  questa  vicenda  ed  anche  per
  presentare i subemendamenti.

   FORZESE,  presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,  io
  ritengo  che  partendo  dalla scorsa seduta,  laddove  lei,  signor
  Presidente, dava lettura dell'articolo 68 ter, che ritengo,  a  mio
  modo di vedere, a sproposito in quanto non richiamava

   PRESIDENTE.  Onorevole Forzese, non voglio  polemizzare  con  lei.
  Dobbiamo intenderci su un questione: lei mi deve dire se un'ora  le
  è sufficiente o no.

   FORZESE,  presidente  della  Commissione  Signor  Presidente,  lei
  personalmente  invitò  la commissione a formulare  per  iscritto  i
  rilievi  al Governo, dando a quest'ultimo i termini entro  i  quali
  doveva  riferire, perché la commissione di merito ha il compito  di
  agevolare il percorso dell'Aula, altrimenti non sarebbe Commissione
  di merito.

   PRESIDENTE. E' giusto, difatti il Governo va a riferire  in  Aula,
  le sto dando i tempi e lei mi deve dire quanto tempo ha bisogno.

     FORZESE, presidente della Commissione. Ci sto arrivando, se  lei
  ogni volta mi interrompe è come se avessimo, io e lei, qualcosa  di
  personale.
   La  Commissione  il  lunedì successivo si  è  riunita  dettando  i
  termini  al  Governo  perché  entro 48 ore  potesse,  quanto  meno,
  portare  avanti la riscrittura e lo stesso Presidente ebbe a  dire:
   Ho il piacere di portare avanti la riscrittura presentata .
   Ritengo   che  quest'oggi,  alle  ore  15.00,  si  è  riunita   la
  Commissione  per  poi aspettare che arrivasse la riscrittura  e  in
  solo  15  minuti,  per  arrivare poi al  dunque,  non  siamo  nelle
  condizioni di potere

   PRESIDENTE. Difatti sto chiedendo quanto tempo?
   L'onorevole  Assenza  ha  detto che  il  tempo  era  breve  ed  io
  condivido.

   FORZESE, presidente della Commissione. Secondo me in un'ora si può
  tranquillamente vedere con i dirigenti.

   MILAZZO GIUSEPPE. In un'ora non ce la facciamo

   MUSUMECI. Non si capisce perché si debba fare stasera e non fra un
  mese

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è  sospesa  e  rinviata
  alle  ore  19.10  per  dare  la  possibilità  alla  Commissione  di
  esprimere  il parere con consapevolezza e ai deputati di presentare
  eventuali subemendamenti. Così è deciso.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.08, è ripresa alle ore 19.17)

                Presidenza del Vicepresidente Pogliese

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli colleghi, un'ora fa, è stata sospesa la seduta per  dare
  l'opportunità  alla  I  Commissione di approfondire  l'emendamento,
  interamente  sostitutivo, presentato dal Governo  all'apertura  dei
  lavori,  per dare l'opportunità, eventualmente, a tutti  gli  altri
  colleghi parlamentari, di presentare eventuali subemendamenti.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Forzese,.

   FORZESE,   presidente   della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, la Commissione, così come ha richiesto,  si  è,
  di  fatto, convocata e, di comune accordo, così come si è fatto per
  la  legge sulla preferenza di genere, chiede di modificare -  visto
  che quest'oggi si è tenuta una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari  -  il  calendario dei lavori,  anticipando  i  lavori
  dell'Aula, se è possibile, dal 9 e 10 la Commissione, in modo  tale
  da  aprire i lavori d'Aula subito dopo, l'11, e portare, in  seduta
  straordinaria, i due disegni di legge. Non so se mi  sono  espresso
  bene.
   Quest'oggi,  in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
  così  si è sentito dal Presidente Ardizzone, è stato stabilito  che
  l'Aula dovrebbe riprendere i lavori il 18 settembre.

   PRESIDENTE. Le Commissioni a partire dal 5 settembre.

   FORZESE, presidente della Commissione. Sì, la Commissione,  tutta,
  ha  chiesto, espressamente, di modificare il calendario dei lavori,
  anticipando.  Come  Commissione,  ci  riuniremo  dal  9  all'11   e
  chiediamo  di  aprire una seduta straordinaria ad hoc  hoc  l'11-12
  settembre.

   PRESIDENTE. In merito a questo disegno di legge?

   FORZESE, presidente della Commissione. In merito ai due disegni di
  legge.

   PRESIDENTE.   Lei  sta  chiedendo,  formalmente,  un   rinvio   in
  Commissione per l'approfondimento del caso?

       FORZESE, presidente della Commissione. Sì, ma è chiaro, perché
  ritengo   che,  per  un  disegno  di  legge  così  importante,   la
  Commissione  non  possa  che  chiederle  il  tempo  materiale   per
  approfondirlo. L'unica cosa, però, che ho chiesto espressamente,  è
  che  non si arrivi al 18 di settembre, dove già abbiamo dato il via
  agli  uffici perché il 9 si possa la Commissione riunire e  l'11-12
  aprire una seduta ad hoc - se vale la pena, anche il 7 - perché  si
  possa  quantomeno  avere il giusto equilibrio  nel  rispetto  della
  Sicilia,  per una legge così importante. Ecco perché chiediamo  una
  seduta ad hoc.

   PRESIDENTE.  Presidente Forzese, lei sta chiedendo formalmente  il
  rinvio  in  Commissione  per  l'approfondimento  del  caso  e,  ove
  possibile

   FORZESE, presidente della Commissione. No.

   PRESIDENTE.  Se  si  dovesse procedere  all'esame  in  Commissione
  prima .

   FORZESE,  presidente  della Commissione. Ho  già  detto  -  se  mi
  consente  -  con la pregiudiziale di modificare il calendario  che,
  oggi,  si  è  stabilito  in Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari.
   La  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  aveva,  di
  fatto, deciso di aprire l'Aula giorno 18 settembre. Ritengo che  la
  Commissione stia chiedendo espressamente di aprire con  una  seduta
  straordinaria, ad hoc, una finestra per una data che vada dal 7  al
  12.

   PRESIDENTE. Presidente Forzese, in merito alla proposta di  rinvio
  in  Commissione, si deve esprimere l'Aula. In merito alla  proposta
  di  apertura  di una finestra precedente al 18 settembre,  sarà  la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ad esprimersi.

   FORZESE, presidente della Commissione. No, non è così.

   PRESIDENTE.  Se la Commissione dovesse esitare, come  ritengo,  il
  testo  in  pochi  giorni dall'apertura dei lavori a settembre,  non
  credo  ci  possano essere difficoltà in tal senso. Sarà,  però,  la
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari,  appositamente
  convocata che

   FORZESE, presidente della Commissione. No, è il Governo che  dovrà
  impegnarsi espressamente all'Assemblea di aprire l'Aula. Lo diciamo
  pubblicamente.  Non  è  la  Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari; è il Governo, vista l'esigenza

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, riteniamo che il Governo abbia già inviato questo testo a
  dicembre. Per una serie di problemi - non credo volontari -  questo
  testo  è andato in discussione a giugno. Il Governo, più volte,  ha
  modificato  questo testo su input dei parlamentari. E'  passato  in
  Commissione  Affari  istituzionali, in cui è stato  comunicato  che
  abbiamo intesa.
   Nella  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari,  si  è
  deciso  di  affrontare  questa vicenda. Ho  visto,  nel  corso  del
  dibattito di stasera, che c'erano alcuni equivoci, in relazione  ad
  un  comma  che,  sostanzialmente, dichiarava ineleggibili  tutti  i
  componenti  e nel testo modificato che abbiamo presentato  non  c'è
  più.
   Abbiamo  precisato,  all'articolo 10 septies  che,  per  gli  Enti
  territoriali, non si applica e permangono tutte le norme vigenti in
  materia.
   Abbiamo  specificato oralmente - ma il testo è  chiaro  -  che  le
  incompatibilità  di  cui all'articolo 10 septies  si  applicano  se
  sopravvengono,  nel corso della legislatura; non riguarda,  quindi,
  le ineleggibilità ma le incompatibilità. Per ovvie ragioni.
   Non credo, infatti, sia opportuno, ad esempio, che un'associazione
  riceva  un  contributo  o un sovvenzionamento;  qualcuno,  infatti,
  diceva  perché non diciamo che le società in cui ci sono i deputati
  non possono ricevere? .
   Abbiamo   detto    non  ti  puoi  fare  assumere,  fare   nominare
  consigliere    delegato,   amministratore   delegato,    dirigente,
  presidente di una società che riceva contribuzione dalla  Regione .
  E' diverso il concetto.
   Penso  che  un  problema  di opportunità  ci  sia,  laddove  siamo
  legislatori o amministratori e decidiamo anche le sorti  di  alcuni
  enti economici e finanziari.
   Riteniamo,  sinceramente,  che il rinvio  a  settembre  di  questo
  disegno  di legge possa sembrare all'opinione pubblica siciliana  -
  non sicuramente al Governo - come un tentativo di rinviare sine die
  a  una  nuova destinazione, a una storia infinita, una legge che  è
  semplicissima nel testo presentato, chiara e facilmente  emendabile
  o subemendabile in Aula.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione.
  Assessori,  onorevoli colleghi, devo dire che quanto sta  accadendo
  in   queste   ore   in   quest'Aula  è  una  via   di   mezzo   tra
  l'incomprensibile  ed il farsesco. E' difficile comprendere  quello
  che ha detto il Presidente Forzese poc'anzi.
   Mi  sono  sforzato e spero, dubitando fortemente che il Presidente
  Forzese   abbia  capito  se  stesso,  di  avere  interpretato   io,
  correttamente, quello che egli ha detto. Vediamo se è  vero.  Posto
  che  la  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari,  alla
  quale, lo voglio ricordare al collega Forzese, ha partecipato anche
  il  suo presidente di Gruppo parlamentare, condividendo una ripresa
  dei  lavori  che prevedesse il 5 il ritorno al lavoro  nelle  varie
  Commissioni,  perché le stesse potessero avere il  tempo,  poi,  di
  esitare  i  disegni di legge che fossero pronti per  l'Aula  il  18
  settembre,  lei,  in buona sostanza, chiedendo il  rinvio,  non  ho
  capito  bene  se  in Commissione, ma comunque chiedendo  il  rinvio
  della trattazione del disegno dia legge, non so se formalmente, con
  un  rinvio  in Commissione o meno - non l'ho ben compreso,  ma  può
  essere  anche un mio difetto - in buona sostanza, lei  finisce  per
  chiedere  che venga modificato il calendario dei lavori, cosa  che,
  spero  lei  sappia, può fare solo la Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari, neanche il Presidente, con i poteri che  egli
  ha.  In buona sostanza, chiede di non cambiare nulla, perché se lei
  viene a dirci che questo disegno di legge deve essere rinviato, che
  i  lavori della Commissione, su questo disegno di legge, si  devono
  svolgere  giorno 7 e 8 settembre, addirittura, due giorni  dopo  la
  ripresa  dei lavori ufficiali, che è il 5, le voglio ricordare  che
  il  5  è  giovedì, quindi, lei vorrebbe lavorare il 7 e  l'8,  cioè
  sabato e domenica.
   Anche  questa scelta mi pare abbastanza estrosa, per non definirla
  in   maniera   diversa.  Rispetto  a  tutto  quanto   lei   ci   ha
  rappresentato, però, di fatto, la settimana successiva, si potrebbe
  tornare  in  Aula,  se  fosse il caso, con una  seduta  addirittura
  straordinaria. Ma straordinaria di che e perché?
   Non  posso  che dare ragione al Presidente Crocetta. Il Presidente
  Crocetta,  forse, ha assecondato troppo le dinamiche  parlamentari.
  Il Presidente Crocetta ha posto un tema. Lo ha portato in Aula. Noi
  speravamo,  comprendiamo,  anche  per  quello  che  accade   in   I
  Commissione,  che,  o  per malintesi interni  o  meno,  alla  fine,
  neanche la maggioranza d'Aula che regge il suo Governo pare  essere
  convinta di questo disegno di legge.
   Lei,  più volte, ha modificato - il Governo ha modificato - questo
  disegno di legge, al fine di arrivare ad una sua approvazione, dopo
  di  che,  oggi,  scopriamo, per l'ennesima volta,  dopo  l'ennesima
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, dopo l'ennesimo
  sì,  dopo  l'ulteriore riunione, dopo tutto quello che è  accaduto,
  che, come ho detto una settimana fa, questa grande montagna, questo
  grande massiccio roccioso non ha partorito neanche il topolino se è
  vero,   come   è  vero,  che  il  Presidente  della  I  Commissione
  parlamentare chiede di riparlarne a settembre.
   Presidente Crocetta, mi permetto di darle un consiglio. Lei il suo
  lo ha fatto; lei ha portato un disegno di legge in Aula.
   A  questo  punto,  deve chiedere a quest'Aula, credo,  se  non  ho
  capito male, dal mese di settembre, perché è chiaro che per noi  il
  parere della I Commissione finisce per essere vincolante e comunque
  l'Aula  deve votare la richiesta di rinvio, quest'Aula si  pronunci
  dica  se questo disegno di legge può essere approvato o non lo  può
  essere.  Se  deve essere emendato e come e dopodiché,  come  le  ho
  detto   stamattina   in  Conferenza  dei  presidenti   dei   gruppi
  parlamentari, prenda atto eventualmente che c'è la possibilità  che
  qualche volontà non sia chiara, tanto chiara quanto quella  che  le
  si esprime magari in camera caritatis.
     Noi siamo pronti ad occuparci di questo disegno di legge. Non so
  se la sua maggioranza lo è.

   FORZESE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORZESE,   presidente   della  Commissione.   Signor   Presidente,
  rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, a me  spiace  tanto
  perché  il micro-partito del collega Cordaro non  ha rappresentanti
  all'interno della Commissione.

   CORDARO, Però, io c'ero  in Commissione.

   FORZESE, presidente della Commissione. Onorevole Cordaro, lei poco
  fa  poteva  partecipare alla riunione della Commissione, così  come
  concordato  con  il  Presidente dell'Assemblea,  perché  di  comune
  accordo  abbiamo  espressamente  chiesto  di  modificare  i  lavori
  d'Aula,  e  anziché aspettare il 18 settembre, già si  potrebbe  di
  fatto  dall'11 affrontare  un disegno di legge così importante.  La
  mia  preoccupazione è che lei il più delle volte con una sottile  e
  velata  demagogia  non  fa  nient'altro,  ancora  una  volta,   che
  prolungare i termini per l'approvazione di questa legge.
   Pertanto,  ritengo  e  ho  chiesto  espressamente  il  rinvio  del
  provvedimento  perché  la  Commissione approfondisca  correttamente
  questo  importante disegno di legge e perché si  possa  aprire  una
  seduta  ad  hoc per parlare di un qualcosa così come abbiamo  fatto
  per  la preferenza di genere. Ecco perché chiediamo al Governo,  al
  Presidente  dell'Assemblea  perché  si  possa,  ancora  una  volta,
  ribadisco: aprire i lavori d'Aula anticipando dal 9 all'11.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Forzese,  la  sua  è  quindi  una  duplice
  richiesta:  la  prima, di rinvio in Commissione, su cui  l'Aula  si
  deve   esprimere;   la   seconda,  che  deve  essere   formalizzata
  all'interno della Conferenza dei Capigruppo, poiché questo è quello
  previsto  dal  nostro  Regolament nel caso  in  cui  si  chieda  la
  modifica  del  calendario dei l avori, già  comunicato  in  Aula  e
  pertanto da cosniderarsi definitivo. Sono due proposte. Per ora, ci
  dobbiamo esprimere in merito al rinvio in Commissione.

   PANEPINTO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO,  vicepresidente della Commissione.  Signor  Presidente,
  rappresentanti  del Governo, onorevoli colleghi, intervengo  perché
  ho  l'impressione  che la Prima Commissione sia  diventata  l'alibi
  come   ha  dimostrato  l'intervento  dell'onorevole  Cordaro   che,
  solitamente è attento e puntuale, ma questa polemica con  la  Prima
  Commissione, mi sembra fuori luogo. E lo dico con chiarezza.
   Mi  dispiace,  non che presiede lei, ma che non  sia  presente  il
  presidente  Ardizzone,  il  quale potendo  ricorrere  all'altissima
  competenza degli uffici della presidenza, vuole rimandare in  Prima
  Commissione  un  disegno  di legge che è diventato  una  specie  di
  pallina di ping pong, che gira.
   Il  Presidente dell'Assemblea dichiara - ed è verbalizzato  -  che
  sia  la  Prima  Commissione  ad occuparsi  del  testo.  Poi  va  in
  Conferenza   dei  Capigruppo  e  stabilisce  che  il  testo   venga
  presentato alla Conferenza medesima. Una ventina di minuti prima di
  trattare  il  testo  viene dato in mano al presidente  della  Prima
  Commissione,  onorevole  Forzese, e sempre  da  ping  pong  diventa
  qualcosa  di  bollente.  Si  va in una  Commissione,  dove  ognuno,
  compreso  l'onorevole Ioppolo, mi consentirà,  chiedeva  tempo  per
  verificare  gli emendamenti, l'onorevole Sudano anche lui  chiedeva
  tempo  ognuno in modo particolare. Lo ha riconosciuto il presidente
  Crocetta: l'articolo 10 ha seminato il panico, perché significa che
  se  tu  sei consigliere comunale e partecipi a qualunque seduta,  o
  sei  partecipe  da sindaco o da assessore a un qualunque  consorzio
  tra  comuni,  ATO rifiuti, ATO idrico, .eccetera, in  quel  minuto,
  scatta l'incompatibilità e quindi devi essere rimosso.
   Alla  fine, nonostante il Presidente dell'Assemblea avrebbe potuto
  già  nell'altra  seduta stabilire quali norme  sono  ammissibili  e
  quali  non  sono ammissibili, quali norme portare in  quest'Aula  o
  meno, tutto si riporta alla Prima Commissione.
   Debbo dire che alla fine la proposta del presidente Forzese è  una
  proposta che si lega ad un fatto che qui si fa finta di non capire.
  L'opinione  pubblica siciliana, probabilmente, presa anche  da  una
  certa  notorietà,  dalla  simpatia verso  il  Presidente  Crocetta,
  aspetta questa legge.
   Pertanto, il Presidente Forzese chiede non di stravolgere le sacre
  scritture  anticipando una seduta per l'8 ed il 9 di settembre,  ma
  per  dare un segnale chiaro; per dire non aspettiamo il 18, il  19,
  il 20 di settembre, visto che il Governo considera importante, come
  lo  considera quest'Aula, il trattare questo tema, che si  anticipi
  di  una  seduta; nel frattempo, intorno al giorno 4, 5 di settembre
  la Commissione lavorerà.
   Io  aggiungo, Presidente Forzese, che questa volta la  Commissione
  non  può  fare  a  meno  che  ci sia la  Presidenza  dell'Assemblea
  coinvolta  nello  stabilire  quali  norme  siano  compatibili   con
  l'attuale sistema giuridico italiano e quali no, perché il  rischio
  è  che  la prossima volta, caro Presidente, lei sarà messo al rogo,
  stavolta  da Cordaro simpaticamente, la prossima volta  non  so  da
  chi, perché non c'è dubbio che questo gioco deve finire.
   Se  l'Assemblea  vuole  stasera approvare  il  testo,  lo  emendi,
  chiudiamo  stanotte  alle  due e finiamo  questo  giro  di  valzer,
  dopodiché è sempre il Presidente Ardizzone che stabilirà che  è  la
  Prima  Commissione che deve occuparsi della questione.  Ciò  lo  ha
  stabilito  già nella seduta precedente, ed è stato messo a  verbale
  in   cui  si  dice  che  la  prima  Commissione  deve  occuparsene,
  nonostante  l'onorevole Forzese chiedeva che fosse direttamente  la
  Presidenza a stabilire l'ammissibilità, comma su comma, di un testo
  che,  peraltro,  è  fatto  di  pochi  articoli,  compresa  la   sua
  pubblicazione.
   Detto  questo, lo dico alla Presidenza, siccome istintivamente  mi
  indigno  quando il gioco diventa pesante e si cerca di  trovare  un
  capro  espiatorio, nella fattispecie il Presidente Forzese, ritengo
  che o la Presidenza ha il coraggio di stabilire l'ammissibilità  di
  questo  testo  in  questa  Aula, e la  smette  di  coinvolgere  una
  Commissione a cui questo testo viene dato mezz'ora dopo o  mezz'ora
  prima  di  iniziare  l'Aula,  perché  alla  fine  ci  vogliono   le
  condizioni, considerato che: abbiamo esitato un primo stralcio,  un
  secondo  stralcio, è stato esitato per l'Aula, l'Aula  ha  dato  le
  proprie  rimostranze, ha dimostrato che c'erano parti che  andavano
  riviste.  E' chiaro che stiamo trattando di un tema importante  che
  riguarda i diritti soggettivi in materia di elettorato passivo.
   In  un  momento  di emergenza, le ragioni stesse  che  ci  vengono
  spiegate  per  aprire questo varco, richiamando la famosa  sentenza
  della Corte costituzionale sulla questione della Val d'Aosta,  però
  -  siccome,  come dire, l'onorevole Forzese non ha  bisogno  né  di
  avvocati  né  di  tutor  difensori  -   se  la  Presidenza,  se  la
  Segreteria  generale  hanno  gli  strumenti,  come  li  hanno,   di
  stabilire l'ammissibilità, che lo facciano ed evitino di tormentare
  la  Commissione che è chiamata, un quarto d'ora prima, a  stabilire
  norme   sacre  nell'ordinamento  italiano  del  diritto  elettorale
  passivo. Smettiamola e chiudiamo questa barzelletta.
   Se  lei  vuole, signor Presidente, continui l'Aula, glielo  chiede
  l'onorevole    Cordaro,   faccia   stabilire   ai    suoi    uffici
  l'ammissibilità  norma  per  norma, sull'articolo  10,  ed  andiamo
  avanti ed evitiamo che giorno 8 l'onorevole Cordaro sia chiamato  a
  ritornare  dalle  sue  meritate ferie in Commissione  ed  in  Aula,
  considerato  che  il PID non ha nessun componente. Però,  chiudiamo
  questa  vicenda  che sta diventando una tattica  ridicola.  Che  la
  Presidenza  e gli alti funzionari della Presidenza ed il Presidente
  Ardizzone  decidano l'ammissibilità del testo e  chiudiamo  qualche
  cosa che sta diventando ora ridicola.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  colleghi  assessori, io credo che l'onorevole  Forzese  non  voglia
  passare come Giovanna d'Arco oppure come Giordano Bruno, quindi non
  vuole  assolutamente  rischiare di essere  arso  sul  fuoco  e,  di
  conseguenza,  la  sua proposta credo possa essere  accettata  nella
  misura   in   cui,   mi  pare  di  capire,  tutta  la   Commissione
  all'unanimità,  nessuno escluso, però su questo  bisogna  insistere
  dicendo  che tutti i componenti della sua Commissione hanno  votato
  affinché il disegno di legge ritorni in Commissione.
   Io,  su questa volontà espressa all'unanimità da parte di tutti  i
  partiti  presenti in Commissione, sono oggettivamente d'accordo  e,
  di  conseguenza,  inviterei il Presidente a non  perdere  ulteriore
  tempo su questa vicenda e votare.
   Sul fatto che poi  l'Assemblea debba ritornare a votare giorno 11,
  io  sono d'accordo, nel senso che il 18 settembre è una data troppo
  lontana.  E perché vorrei ricordare che noi in Commissione bilancio
  oggi  pomeriggio abbiamo preso impegni formali con i rappresentanti
  di  tutti i comuni, che avremmo dato la possibilità di approvare il
  nuovo  testo sulla finanziaria che sarà presentato dal Governo,  in
  modo tale che possa arrivare in Aula e possa dare la possibilità ai
  piccoli  comuni  di  chiudere  il bilancio  e  preparare  il  nuovo
  bilancio entro il 30 settembre, così come la legge impone loro.
   Di conseguenza, signor Presidente, io sono dell'avviso che bisogna
  ritornare in Aula giorno 11, ma bisogna ritornare in Aula  portando
  come primo disegno di legge lo strumento finanziario, perché se  no
  avremo  oggi  perso tempo, avremo fatto finta di non  capire  quali
  sono  le  emergenze.  Cioè,  se questa legge  viene  approvata  una
  settimana prima o dopo non cambia nulla, se non approviamo la nuova
  finanziaria entro il 18, abbiamo il rischio concreto che  i  comuni
  non  potranno  più  approvare il loro bilancio e non  potranno  più
  andare avanti.
   Pertanto,   siccome  all'incontro con  i  comuni  non  partecipava
  soltanto  la  Commissione bilancio ma partecipavano autorevolissimi
  esponenti di questo Governo, credo che la Conferenza dei capigruppo
  debba  nuovamente  riunirsi proprio per far fede a  quanto  abbiamo
  concordato  oggi  con i rappresentanti dei comuni.  Perché,  signor
  Presidente:  pacta  servanda sunt , o uno gli accordi  li  mantiene
  oppure non meritiamo rispetto da parte di alcuno.
   Sul  disegno di legge, poi, vorrei ritornare suggerendo in  questo
  caso  alla  Prima commissione di togliere dal testo il  disegno  di
  legge n. 38. E lo chiedo anche agli uffici.
   Questo disegno di legge di cui io sono il primo firmatario ora non
  c'entra più nulla con il testo che stiamo approvando.
   Cosa  prevedeva  e prevede il disegno di legge da  me  presentato?
  Prevedeva  di  uniformare  la  legislazione  regionale   a   quella
  nazionale, cioè quella che i sindaci ed i presidenti delle province
  non  si  possono candidare mentre sono in carica a deputati, almeno
  che non si dimettano.
   Era questo il tema dedicato alla vicenda Buzzanca, quando Buzzanca
  da candidato a sindaco ha fatto tutta una serie di ricorsi che sono
  durati oltre tre anni e che si sono conclusi con l'intervento della
  Magistratura,  la  quale  ha  imposto a  quest'Assemblea  regionale
  siciliana di chiedere a Buzzanca di optare fra la carica di sindaco
  e quella di deputato regionale.
   Pertanto, o nel testo finale, si toglie il recepimento della legge
  nazionale che nulla ha a che fare con i direttori sanitari - perché
  non  c'è  di peggio di quando uno si fissa, in genere è un  animale
  ibrido  il  mulo  che si fissa, non gli uomini che sono  dotati  di
  intelligenza.  Un  fatto  è  quando  uno  decide  di  prendere  una
  cantonata  e  continua  per  tutto il  periodo  a  prendere  questa
  cantonata, un altro è che ci dobbiamo rendere conto che il  disegno
  di  legge  n.  38  deve essere stralciato da questo  provvedimento,
  perché  non  ha  più nulla a che fare con questo disegno  di  legge
  presentato, emendato dal Governo. Pertanto, o all'interno di questo
  nuovo  emendamento presentato dal Governo, si dà dignità al disegno
  di  legge  38  e,  quindi, si recepisce la legislazione  nazionale,
  oppure  si  stralcia  e  sarà  la  Commissione  successivamente   a
  trattarlo  come  un  disegno di legge a parte,  sapendo  che  è  un
  obbligo  per  questa Assemblea adeguarsi alla norma nazionale.  Non
  perché  lo  vogliamo  fare  noi,  ma  perché  ci  ha  costretti  la
  giurisprudenza,  una giurisprudenza amministrativa  consolidata  su
  questo argomento con numerosi ricorsi che sono stati persi.
   Pertanto, onde evitare di ricadere in questo errore sarebbe giunto
  il momento di adeguarsi alle norme nazionali.
   Questo era quanto volevo dire. Però, signor Presidente, faccia sua
  questa richiesta che perviene dal Gruppo parlamentare del PDL sulla
  necessità di anticipare all'11 settembre l'apertura dell'Assemblea,
  proprio perché oggi, questa sera, abbiamo preso impegni precisi con
  i  rappresentanti di comuni, impegni - ripeto - che il  Governo  ha
  confermato con la sua presenza e l'apertura dell'Assemblea al 18  è
  chiaro  che  non  darebbe la possibilità ai comuni di  approvare  i
  bilancio nei tempi e nei modi previsti dalla legge.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho  capito  -
  devo  dire  -  in questa discussione che rischiamo,  anche  con  la
  massima  buona  fede, di sottovalutare l'effetto di  un  Parlamento
  che,  per  davvero,  rischia di rendersi ridicolo  di  fronte  alla
  opinione  pubblica,  perché credo che, nella vita,  bisogna  sempre
  decidere una cosa; decidere di non decidere è la cosa peggiore  che
  possiamo fare.
   Ora,  lo dico perché la materia che trattiamo è una materia  molto
  delicata, attiene a diritti soggettivi, attiene ai principi normati
  da diritti universali, regolati anche dalla nostra Costituzione.  E
  si  è  sviluppato, invece, intorno a questo annunciato  disegno  di
  legge, un dibattito spesso e volentieri estraneo a quello di cui si
  parla  nelle  norme scritte, per cui ognuno l'ha  interpretato,  ha
  costruito mostri, sostanzialmente, creando una specie di clima  sul
  fatto  che  per  il  semplice  fatto di   esistere,  già  ti  rende
  incompatibile.
   Allora,  siccome  eviterei di ridurre questa  discussione  ad  una
  farsa,   e   lo   dico  pur  avendo  magari  qualche  elemento   di
  differenziazione in un aspetto particolare della  norma,  io  credo
  che  questo  disegno  di  legge non sia  nulla  di  particolarmente
  drammatico, così come si cercano i rappresentanti, per la  semplice
  ragione  che  il testo di riscrittura presentato oggi  dal  Governo
  dell'articolo  10, sostanzialmente si limita ad estendere  ciò  che
  oggi  è  regolato, anzi, ciò che è regolato dal 1951 ad estenderlo,
  non  solo alle società così come regolato, ma anche ad Enti e,  per
  una  serie di fattispecie, anche alle associazioni non aventi scopo
  di lucro.
   Si  può considerare questa una bestemmia? Io non la considero  una
  bestemmia perché dal 1951 ad oggi l'evoluzione, diciamo,   che  c'è
  stata,  nel settore, dei conflitti di interessi di fatto è talmente
  evoluta che introdurre una norma che estende ciò che è già regolato
  dalla legge del 1951 a fattispecie giuridiche che, magari, nel 1951
  non  erano  in  qualche  modo  prevedibili  -  non  esistevano   le
  associazioni onlus nel 1951 -, ecco tanto per dirne una. E poi  che
  cosa  fa? Ci si limita ulteriormente ad estenderla ad alcune figure
  interne   a  queste  strutture,  quindi,  non  solo  ai  dirigenti,
  presidenti,   amministratori,  funzionari, ma anche ai  dipendenti.
  Su  questo, probabilmente, si può discutere perché una cosa è  fare
  l'usciere, un'altra cosa è essere dipendente con responsabilità più
  o meno rilevanti in una società.
   Allora,  discutiamo di merito senza farlo diventare una specie  di
  effetto di minaccia a mano armata non si capisce di che cosa
   Dopo  di  che,  lo dico con molta franchezza, io  sono  stato  tra
  quelli  che,  quando il Presidente della Regione ha  illustrato  il
  disegno  di  legge, sono intervenuto dicendo, credo  tra  i  primi:
   Però, Presidente, tu hai detto delle cose che io condivido, ma non
  sono quelle contenute nel testo che avevate scritto .
   Perché? Il punto è uno. Noi possiamo girarci la faccia rispetto ad
  un   dato:   quando   diventi   deputato,   l'essere   parlamentare
  rappresentate  del  popolo siciliano in questo Parlamento,  ti  può
  consentire che, nel momento stesso in cui tu svolgi una funzione di
  rappresentanza,  diventi un uomo al quale,  inevitabilmente,  potrà
  essere  addebitata la responsabilità di usare la  carica  per  fare
  affari privati? Allora su questo ci vogliamo intendere sì o no?  Il
  deputato che è in carica non può svolgere funzioni imprenditoriali,
  con  società,  con  enti, con onlus, con come volete  chiamarle  le
  chiamate,  perché  già  è deputato e la sua  funzione  deve  essere
  estranea a qualunque conflitto di interesse.
   Su  questo,  io  spero che non ci divideremo, ma  se  ci  dobbiamo
  dividere,  dividiamoci in maniera chiara, non giochiamo al  rinvio,
  non giochiamo a nascondino.
   Allora,  io  credo che sia del tutto evidente che la  funzione  di
  parlamentare debba essere una funzione esclusiva.
   La norma regola l'ineleggibilità, la estende, possiamo discutere i
  dipendenti,  quel  livello di dipendenti,  se  uno  fa  l'usciere ,
  questo  è il merito e ne discutiamo. Ma il punto politico di questa
  norma è anche per le cose che diceva l'onorevole Vinciullo.
   Parliamoci  chiaro:  questa  Regione  ha  finito  per  normare  le
  incompatibilità di se stessa creando un mostro giuridico per cui il
  sindaco  non  può  fare  il deputato, ma il deputato  può  fare  il
  sindaco   Ma vi pare una cosa logica  Vi pare una cosa normale  che
  un  Parlamento  normi a tutela di se stesso? Ecco  perché  il  caso
  Buzzanca è stato figlio della presunzione del Parlamento siciliano.
  Norma poi dichiarata incostituzionale.
   Vogliamo  capire  di cosa stiamo parlando? Io lo dico  con  grande
  rispetto; capisco che la Commissione si trova in una situazione  di
  pressione,  però,  io  credo che questo provvedimento  di  legge  -
  ripeto - ci può essere una questione giusta e una questione che non
  viene  considerata giusta  Discutiamone, ma non usciamo  da  questa
  sessione  col fatto che il Parlamento in una materia così -  scusi,
  signor Presidente, è un inciso e chiedo scusa a lei e al Parlamento
  -  io sono oggi indignato non delle cose che ha detto Confindustria
  sulla  politica siciliana, ma del silenzio della politica siciliana
  nei confronti di quello che ha detto Confindustria  E' grave che il
  Parlamento

                              (Applausi)

     sia stato muto di fronte ad una accusa grave a tutta la politica
  siciliana
    E noi pensiamo che da tutte queste cose ne usciamo nascondendoci,
  giocando  al rinvio, l'11 settembre, il 18 settembre, l'8 dicembre,
  ma  di  che cosa parliamo? Per quanto mi riguarda - e lo  dico  col
  massimo  rispetto  per  il  lavoro della Commissione  -  da  questa
  sessione si esce con un voto, favorevole o contrario, ma non si può
  uscire  col  rinvio, perché credo che sarebbe la  morte  civile  di
  questo  Parlamento.  Ripeto, poi nel merito possiamo   prenderci  a
  cazzotti',  ma è il merito, non è il rinvio, come dire, quello  che
  ci mette tutti d'accordo.

       PRESIDENTE.  Voglio  fare  presente  ai  colleghi  che  stiamo
  dibattendo  in merito ad una proposta di rinvio formalizzata  dalla
  Prima  Commissione all'unanimità. Sono già intervenuti due colleghi
  parlamentari contro la proposta di rinvio, l'onorevole Vinciullo  a
  favore,  immagino  l'onorevole  Milazzo,  quale  componente   della
  Commissione,  che lei sia a favore. Con l'intervento dell'onorevole
  Milazzo, si chiude il dibattito in merito alla proposta di rinvio e
  poi si procederà alla votazione.

     FORZESE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      FORZESE,   presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  la mia era una richiesta  di  comune  accordo
  perché  ritengo giusto che una Commissione possa non avere i  tempi
  per potere porre l'attenzione su un qualcosa di così importante, io
  ritiro  la mia proposta e credo che si debba andare avanti,  perché
  mai  come oggi, in un momento così delicato, non si può non  tenere
  conto  delle  cose  appena dette dal collega  Cracolici.  Pertanto,
  credo che bisogna andare avanti.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


                        Sull'ordine dei lavori

    MILAZZO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avevo chiesto
  la  parola  quando il Presidente Ardizzone, sentito  il  Presidente
  Forzese,  aveva  dato quindici minuti e poi successivamente  un'ora
  alla Commissione per esitare il testo.
     Partiamo  da  lontano, signor Presidente. Io  avevo  chiesto  la
  cortesia sull'ordine dei lavori di intervenire, e quindi svolgo  il
  mio  intervento sull'ordine dei lavori, ed anche a seguito ora  del
  ritiro  della richiesta del Presidente Forzese, che per  quanto  mi
  riguarda lo fa a titolo personale. Signor Presidente, ...  a  posto
  il  Presidente Crocetta è soddisfatto di questa richiesta, tutto  a
  posto, ora la legge la faremo in quindici minuti.
     Naturalmente,  signor Presidente, calcisticamente  le  dico,  io
  inviterei  il  quarto uomo a darvi il recupero,  perché  in  queste
  condizioni

   PRESIDENTE.  Il recupero sì,  ma non certamente un  quarto  d'ora,
  onorevole Milazzo.

   MILAZZO. No, signor Presidente, meno il tempo che mi spetta, io ho
  usato un termine calcistico parlando con l'onorevole Cracolici.
   Dunque,   signor   Presidente,  è  successo  questo.   Io   vorrei
  pubblicamente ringraziare il Presidente della Regione  che  durante
  l'intervento  dell'onorevole  Cracolici,  che  ora   ha   modo   di
  commentare  a quattr'occhi, naturalmente ora l'onorevole  Cracolici
  ha aperto la stagione della guerra santa per la legge  deputopoli',
  e  quindi il Presidente Crocetta dà, per scontato, che questa norma
  sia  approvata  in  queste condizioni, anche in  queste  condizioni
  d'Aula.
   Comunque,  io  svolgerò  il  mio  intervento  per  rispetto   alla
  Presidenza, ma ritengo sia irriguardoso nei confronti dei deputati,
  che cercano di dare il proprio contributo ai lavori d'aula.
   In ultimo, signor Presidente, e lo voglio evidenziare una volta  e
  per   tutte,  questo  atteggiamento  schizofrenico  da  parte   del
  Presidente Forzese, che ora ritira una proposta unanime,  anzi  più
  che  unanime,  perché c'erano altri deputati che  non  fanno  parte
  della  Commissione,  che  tout  court  la  ritira  sol  perché   il
  Presidente della Regione si appella al Presidente Forzese, come  se
  la   Prima  Commissione  fosse   casa  Forzese',  no,  è  la  prima
  Commissione  del  Parlamento siciliano,  e  quindi  le  cose  vanno
  concertate, andava riunita la Commissione e dibattuto una eventuale
  ripresa dei lavori.
   E  allora nel merito, il Presidente Crocetta ha risposto quando il
  Presidente Forzese ha chiesto un rinvio sulla trattazione per  dare
  il  parere  di merito, ha risposto che la legge è stata  ampiamente
  discussa,  ma  la legge che oggi è stata riproposta e  riscritta  è
  totalmente  un'altra  norma, noi abbiamo parlato  d'altro,  abbiamo
  parlato  di  parentopoli, oggi c'è una norma che si  inventa  nuove
  incompatibilità  e cause di ineleggibilità sui deputati  quelli  in
  carica,  e  quelli  a venire, ed ancora il Presidente  Crocetta  ha
  ribadito verbalmente che non si tratta di tutti gli enti,  ma  come
  ho  capito è abituato a fare il Presidente della Regione, con tutto
  il  rispetto che gli devo perché è il Presidente della  Regione,  a
  parole siamo tutti bravi, ma il testo che noi andremo eventualmente
  ad  approvare, parla di tutti gli enti, senza distinzione, parla di
  tutti  gli enti, compreso il sacrestano della parrocchia dove  vado
  in  chiesa io, signor Presidente, non si potrà candidare  perché  è
  dipendente  di  un  ente  religioso,  e  siccome  ha  ricevuto   il
  contributo  per  i  condizionatori, non si potrà candidare,  perché
  questa norma è un'aberrazione.
     E  ancora,  ho sentito da parte del Presidente Crocetta,  mentre
  parlava  con  l'onorevole  Forzese,  che  è  stata  scritta  da  un
  costituzionalista,  ma sicuramente sarà un bravo costituzionalista,
  ma non si candiderà mai, perché non ci passerà mai su una norma che
  anche a lui vieterebbe di candidarsi.
   E  ancora,  signor  Presidente,  rinvio  immotivato.  Ma  le  pare
  immotivato determinare la vita, la qualità e le prerogative  di  un
  Parlamento e determinarlo in un quarto d'ora?
   E  ancora, avete costituito una Commissione per il recepimento del
  Decreto Monti, competenza esclusiva della Prima Commissione, ditemi
  perché per questa norma non avete fatto un'altra Commissione.
   Ora  prendo atto che l'onorevole Cracolici giustamente  dice,  con
  uno  scatto di orgoglio,  di qui non si esce se non c'è la  norma .
  Poco  fa  ho letto che ha chiesto un rinvio di altri due  mesi  per
  esitare giustamente, con attenzione, una norma che è il recepimento
  del  decreto Monti ed invece vuole fare l'altra norma che  riguarda
  sempre  lo status dei parlamentari in un quarto d'ora. Non mi  pare
  che  ci sia coerenza di trattamento rispetto alle norme, presidente
  Pogliese.
   E concludo, Presidente, sa cosa succede in Italia? Ci sono Regioni
  a  Statuto  ordinario  che  si  battono  per  diventare  a  Statuto
  speciale. Noi siamo l'unico caso di Regione a Statuto speciale che,
  ogni   giorno,   si  batte  per  diventare  a  Statuto   ordinario,
  Presidente, e per mortificare il Parlamento siciliano. Questa è  la
  verità,  ogni  giorno  leggo, vedo ed assisto ad  un'Assemblea  che
  lavora  solo per limitare le prerogative dei parlamentari.  Non  si
  parla  di  agricoltura,  non si parla di  turismo,  di  lavoro,  di
  economia, non si parla dei problemi reali dei siciliani. O vogliamo
  una  norma in un quarto d'ora sol perché dobbiamo fare contento  il
  Presidente della Regione
   Preannuncio  che non lo consentirò, con buona pace  dell'onorevole
  Cracolici. Se lo vuole fare diventare un campo di battaglia, io  ci
  sto.  Intanto,  denunciamo una cosa: una norma che  viene  trattata
  parallelamente  alla pseudo Tabella H e, allora,  forse,  ma  forse
  Presidente, non ci metterei la mano sul fuoco, spero e  sono  certo
  che  non  sarà così, una norma che va avanti parallelamente,  forse
  appena saremo in difficoltà diremo che siamo pronti a rivedere  gli
  enti  che entreranno nella Tabella H e, forse, qualcuno rivedrà  la
  propria  posizione  critica  su questa norma.  Forse  arriveremo  a
  questo?
   E,  allora, la pregiudiziale intanto è questa, Presidente, esitate
  prima   la bottega , quella che avete bocciato durante il  bilancio
  della  tabella H che era scandalosa; lo stesso Presidente  Crocetta
  qua  si  alzò dicendo:  io ora mi allontano . Oggi è lui che  dice:
   No,  la dobbiamo portare avanti . E allora, esitiamo prima questa,
  chiudiamo   la  bottega   e, poi, in modo sereno,  trattiamo  delle
  prerogative dello status dei parlamentari regionali.

   stralciate I/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge nn. 51-38 bis
                        - Norme stralciate I/A

   PRESIDENTE.  Faccio  presente che il  Governo  ha  presentato  una
  proposta  di  modifica parziale del testo, che è in  distribuzione,
  l'emendamento Gov. 1 R.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor Presidente, componenti della Giunta  di  Governo,
  onorevoli colleghi, per la verità non sarei intervenuto se  non  mi
  avesse   stimolato  a  farlo  l'intervento  ampio,   come   sempre,
  dell'onorevole Cracolici il quale, in buona sostanza, sostiene,  in
  linea  con il volere del Governo della Regione, che questa norma  o
  questo  insieme di norme si può ben esitare in poco  tempo,  in  un
  quarto d'ora, in mezz'ora.
   Ora vedete, il problema non è esitare la norma in un quarto d'ora.
  Se  la norma fosse chiara, se la norma fosse scritta come una norma
  giuridica  va scritta, se ci fosse dietro questa norma un  pensiero
  unitario, armonico, accettabile, accoglibile.
   La verità è che dietro questa norma c'è soltanto un'esigenza che è
  quella  di  rispondere,  e malamente, ad una  certa  qual  ritenuta
  pressione  dell'opinione  pubblica siciliana,  come  se  l'opinione
  pubblica  siciliana aspettasse questa norma come manna  dal  cielo.
  Come  se  l'opinione  pubblica  siciliana  avesse  bisogno  solo  e
  soltanto  di  questa  legge  e  non  avesse  bisogno,  invece,   di
  nient'altro. Non avesse bisogno di disposizioni legislative in tema
  di  sviluppo economico, in tema di produttività, in tema di ricorso
  a misure incentivanti l'economia e la finanza pubblica e privata.
   E  diciamo  con chiarezza - non vedo il Presidente della  Regione,
  non  so se ha lasciato l'Aula o il Palazzo - che il Governo  non  è
  riuscito,  fino a questo momento, a presentare un testo legislativo
  che  fosse  degno di questo nome. Perché, richiamare l'invio  degli
  atti, già nel mese di dicembre, la fissazione all'ordine del giorno
  nel  mese di maggio o di giugno e il ping-pong con la I Commissione
  significa, anche, chiedersi il perché questo sia avvenuto.
   E'  avvenuto perché, fino a questo momento, la norma, che è  stata
  presentata  dal  Governo, non è una norma  leggibile.  Ecco  perché
  l'Assemblea  si  trova,  ancora oggi,  onorevole  Cracolici,  nella
  necessità di dover approfondire.
   Mentre  lei  parlava, e mentre io la ascoltavo con  interesse,  il
  Governo  riscriveva la norma, quella che il presidente Pogliese  ha
  poc'anzi dichiarato essere una modifica parziale, una modifica meno
  parziale, che non ho avuto nemmeno il tempo di leggere perché mi  è
  stata  consegnata  nel momento stesso in cui  lei,  Presidente,  mi
  chiamava per farmi intervenire.
   E,  allora,  il  Presidente  della I Commissione,  che  qui  aveva
  chiesto il rinvio della trattazione alla stessa I Commissione,  non
  lo  ha  fatto a titolo personale, colleghi dell'Assemblea regionale
  siciliana, ci vuole anche da parte nostra un sussulto di  orgoglio;
  lo  ha  fatto  perché la I Commissione ha votato in tal  senso,  ha
  espresso  unanimemente questa indicazione e la proposta è  arrivata
  da   un  autorevole  esponente  del  centro-sinistra  che  dovrebbe
  sostenere il governo Crocetta, ed è stata recepita da tutti.
   E   quella   proposta,   l'autorevole  componente,   l'ha   potuta
  formalizzare  perché  si era reso conto di come,  a  seguito  degli
  interventi   di   alcuni  di  noi,  quella   norma   non   appariva
  assolutamente   chiara,  e  quella  norma   non   sarebbe   nemmeno
  applicabile, perché quando si dice  enti , a titolo di esempio,  la
  mente  di  chi  quella  norma ha scritto ed  approvata,  dentro  al
  Governo,  va agli enti di formazione, ma è una visione parziale,  è
  una visione assolutamente limitata perché anche i comuni sono enti,
  perché vi sono enti economici e vi sono enti morali, perché vi sono
  enti  privati e vi sono enti pubblici e non si dice quale  tipo  di
  enti radicherebbero questa incompatibilità.
   E io non ho letto ed ho bisogno di leggere la nuova riscrittura.
   E  qual è il termine entro il quale io possa, insieme a tutti  gli
  altri,  presentare, depositare dei subemendamenti a questo ennesimo
  emendamento  di riscrittura?  E, allora, cerchiamo  di  andare  per
  delle proposte concrete.
   Signor  Presidente, la prima proposta è di carattere  procedurale.
  Io  non  credo  che  il presidente Forzese possa  revocare  la  sua
  proposta  perché  ha  fatto  a  titolo  personale  la  revoca,   la
  dichiarazione  di revoca della sua proposta, mentre  la  precedente
  proposta,  quella sulla quale si è sviluppato il  dibattito  ed  in
  ordine  alla  quale lei ha dato facoltà di parlare a 2  deputati  a
  favore  e  a  2  contro,  rimane in piedi perché  era  la  proposta
  unitaria ed unanime di tutta la Commissione.
   Non  è  revocabile  quel  tipo di proposta,  a  meno  che  non  si
  riunisca, nuovamente, la I Commissione e decida di revocare  quella
  proposta.
   Secondo,  dal  punto di vista procedurale, quali  sono  i  termini
  entro i quali io, deputato di questa Assemblea regionale siciliana,
  posso   presentare  subemendamenti  all'ennesimo   emendamento   di
  riscrittura?
   E   non   diciamo  che  stiamo  imtaccando  soltanto  dei  diritti
  soggettivi  perfetti,  che sono quelli previsti  dall'articolo  51,
  comma 1, della Costituzione. Noi stiamo dibattendo anche in materia
  di principi fondamentali, quelli che la nostra Costituzione prevede
  dall'articolo  1  all'articolo 12 e che non  prevedono  soltanto  i
  diritti  insopprimibili dell'uomo, ma anche quelli  del  cittadino,
  entro cui il diritto di elettorato passivo si inserisce.
   E,  allora,  che  questo disegno di legge venga approvato  il  18,
  l'11,  il  25, il 17 ha poca importanza. Ma l'importante è  che  si
  arrivi ad un testo che sia assolutamente accoglibile, accettabile e
  leggibile.  E non si dica né in quest'Aula, né in Sala  stampa,  né
  fuori da quest'Aula che i siciliani aspettano questa norma come  se
  fosse  la  risoluzione di tutti i mali della Sicilia e di  tutti  i
  problemi della Sicilia.
   Questa  norma la aspetta soltanto il Governo per potere  dire  che
  questa  norma  è  stata  approvata. Ma  questa  norma,  così  com'è
  scritta, non può essere approvata.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  dice   bene
  l'onorevole  Ioppolo  i  siciliani non aspettano  questa  norma,  i
  siciliani attendono provvedimenti seri, i siciliani aspettano pane,
  aspettano interventi che giovino all'economia del territorio.
   I   siciliani  chiedono  neanche  sviluppo,  chiedono  opportunità
  occupazionali  e chiedono - come diceva giustamente  il  presidente
  Musumeci, negli interventi di questi giorni - pane. Siamo ritornati
  ad  una fase drammatica e noi qua ci ostiniamo a parlare del nulla,
  a  parlare di fumo negli occhi, quel fumo negli occhi che dopo poco
  inizia a far bruciare gli occhi profondamente.
   Noi,  secondo me - e mi rivolgo, Presidente, a tutti i deputati  -
  dobbiamo  evitare quest'atteggiamento di  macelleria  sociale   nel
  quale il presidente Crocetta ci invita da mesi.
   Noi da mesi parliamo di  parentopoli , parliamo - rimaneggiando  a
  più  riprese  -  di questioni legate alla tabella H  e,  di  fatto,
  rinviamo,  di  volta in volta, quelle che sono le  questioni  serie
  della Sicilia.
   Vedete  questa  norma prima arriva con riferimento ai  parenti  di
  secondo   grado,   passa  poi  alla  questione   della   formazione
  professionale, fino ad arrivare al recepimento della 29 del 1951.
   Cioè,  noi  avevamo bisogno di trascorrere tre mesi a parlare  del
  nulla  in Commissione ed in Aula, per decidere finalmente qual  era
  la  norma  del  51  che avremmo dovuto recepire   Come  se  fossero
  necessarie  giornate  intere di studio  di  Commissioni,  di  sotto
  Commissioni,  di parere di esperti, che dovevano rendere  esplicito
  quello che era sotto gli occhi di tutti e che bastava applicare.
   Fino  a quando oggi - signor Presidente, onorevoli colleghi  -  la
  Commissione, su richiesta del Governo, si è riunita alle ore  15.00
  ed  aspettava l'audizione e la consulenza del professore Verde,  il
  quale  - ahimè - non si è presentato in Commissione. Mi dicono  che
  forse  è  in  vacanza, non so bene se questa cosa corrisponda  alla
  realtà, ma evidentemente sì e, probabilmente, lo aveva già pattuito
  con  il  Governo  di  non venire in Commissione  lasciandoci  lì  a
   menarcela  ed a marcire insieme alle carte ed agli emendamenti che
  avevamo  immaginato  di fare per potere rendere  questa  norma  una
  norma  concreta  e  non  mera  acqua fresca,  così  come  invece  è
  diventata.
   Io  credo che in questa norma, così come è stata riscritta  -  che
  ripeto  è acqua fresca - ci siano delle evidenti difformità legate,
  ad  esempio,  al  generico  riferimento agli  enti.  Ma  mi  volete
  spiegare  che cosa sono gli enti? Gli enti di diritto privato,  gli
  enti pubblici?
   E,  allora,  anche  gli enti locali, i comuni, la  situazione  dei
  comuni  crea  una  condizione di incompatibilità con  il  ruolo  di
  deputato  regionale. E, ancora, la questione,  per  esempio,  degli
  operatori della sanità o delle organizzazioni di volontariato  dove
  si ha un ruolo, una carica  a titolo di onorificenza.
   Ciò  che  la  Commissione  aveva  provato  a  presentare  era   un
  ragionamento che ponesse le condizioni per presentare, quanto meno,
  dei  subemendamenti.  Io  mi chiedo perché dobbiamo  continuare  ad
  accanirci nei confronti della politica e di questo Parlamento  dove
  ritengo  ci  siano  anche delle brave persone  e non  soltanto  dei
  criminali che vivono una condizione di incompatibilità e mi  chiedo
  perché,  ed è quello che farò con il subemendamento, non  si  possa
  estendere  la  norma,  ad  esempio, alla burocrazia  regionale,  ai
  dipendenti.
   I  parlamentari  devono  avere una condizione  di  trasparenza  ma
  perché  non  estendiamo, per esempio, l'incompatibilità anche  alla
  burocrazia  regionale dove - abbiamo il coraggio di  dircelo  -  ci
  sono  le  Commissioni di valutazione di questi enti che ricevono  i
  contributi e dove non è assolutamente detto che lì non si annidino,
  non  soltanto  situazioni  di  incompatibilità  ma  situazioni   di
  connivenza,  di  malaffare, di criminalità  che  sono  legate  alle
  questioni  che,  invece,  quelle sì,  stanno  davvero  a  cuore  ai
  siciliani.
   Io  credo  che  con questa riscrittura, che non è stata  condivisa
  dalla  I Commissione ma che è arrivata in Aula saltando a piè  pari
  la  Commissione di merito, rischiamo ancora una volta  una  cattiva
  figura, ma non nei confronti del Commissario dello Stato, di cui da
  parlamentare non mi innamoro rispetto alle ingerenze ed alle scelte
  del   Commissario  dello  Stato  nei  confronti  delle  scelte  del
  Parlamento, ma nei confronti dell'opinione pubblica che ci guarda e
  dice:   ma  guarda  questi  deputati che  non  riescono  neanche  a
  scrivere un testo , non sapendo che quel testo da noi non  è  stato
  scritto,  a quel testo non abbiamo messo mano ed in quel  testo  ci
  sono continui errori di forma e di sostanza fino ad arrivare a veri
  e propri strafalcioni.
   Tuttavia,  vorrei  fare una proposta perché non  me  la  sento  di
  inchiodare  la Commissione della quale faccio parte a questo  ruolo
  di capo espiatorio. Dia il Governo il tempo per i subemendamenti  e
  si  continui  in  Aula ad oltranza in modo che  i  Gruppi  politici
  possano  prendersi le proprie responsabilità e, dimenticando  anche
  una  serie di cose che si stanno facendo in questi giorni  dove  si
  parla  solo  di  Tabella   H   e  di  nomine  non  stop  fino  alla
  commissione  di domani dove ce ne saranno delle belle,  per  vedere
  questa vicenda come finirà.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è vero onorevole
  Figuccia,  onorevole  Ioppolo, la Sicilia ha bisogno  di  pane,  ha
  bisogno  di  leggi  per  lo  sviluppo,  ha  bisogno  di  leggi  che
  riassettino  l'economia, ma ha anche la necessità che queste  leggi
  le faccia un Parlamento il più trasparente possibile, un Parlamento
  che  abbia il coraggio di assumersi le proprie responsabilità e  di
  normare anche a suo sfavore in questo senso.
   La  proposta della I Commissione di prendersi un tempo  per  poter
  elaborare  degli emendamenti nasce dalla volontà di  rispettare  la
  prerogativa del singolo parlamentare che è appunto quella di  poter
  presentare  emendamenti in un tempo ragionevole. Questa prerogativa
  non  sembra  che  sia  stata apprezzata da  tutta  l'Aula  per  cui
  condividiamo  la  scelta del presidente Forzese di  andare  avanti,
  così  come condividiamo, nel suo spirito generale, la legge che  ha
  presentato  il Governo. E' vero ci sono alcune cose nel  merito  da
  dover  sistemare, da dover aggiustare ma, arrivati a questo  punto,
  non  temiamo  neanche  la  necessità di  dover  fare  notte.  Siamo
  disponibili a restare qua fino a quando la legge sarà approvata.

   PRESIDENTE.  Onorevole Forzese, l'onorevole Ioppolo  ha  posto  un
  tema  importante nella misura in cui chiede a lei se formalmente  è
  intervenuto  a  nome  della Commissione, a  titolo  personale  o  a
  maggioranza.

   FORZESE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORZESE, presidente della Commissione. Non è a titolo personale, a
  titolo  chiaramente di Presidente della Commissione, a maggioranza,
  si è deciso, di fatto, di venire meno alla richiesta di rinvio.

   MILAZZO. Ma dove ti sei riunito? questo è un falso

   CORDARO. Non sei a casa tua

   MUSUMECI. La Commissione non si è mai riunita

   PRESIDENTE. Prendiamo atto, onorevole Forzese.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo  chiesto  di
  intervenire proprio per chiedere il rispetto della decisione  della
  Commissione  e,  invece,  ora  mi trovo  spiazzata  dalla  proposta
  ritirata  dall'onorevole Forzese. Questo testo è arrivato  in  Aula
  oggi  pomeriggio,  quindi, la Commissione quindi  non  aveva  avuto
  neanche il tempo di esaminarlo.
   Quindi o noi esautoriamo le Commissioni, o noi esautoriamo l'Aula.
  I disegni di legge li discutiamo così senza relazioni, senza pareri
  della   Commissione,  o  altrimenti  se  la  Commissione   richiede
  responsabilmente un termine per riesaminare il testo di  legge  che
  presenta  delle criticità, credo che questo rispetto l'Aula  glielo
  debba.
   Improvvisamente,  è  arrivata la decisione  del  presidente  della
  Commissione,  non so se condivisa, ma credo che non  ci  sia  alcun
  verbale di ritirare la proposta. Evidentemente, qui qualcosa non va
  perché  se  un quarto d'ora prima avevate deciso, come Commissione,
  ed era giusto, l'onorevole Cordaro non diceva questo, ma se avevate
  deciso  un  quarto d'ora prima che questo testo andava riesaminato,
  ora   onestamente  è  necessario,  visto  e  considerato   che   la
  Commissione  decide  di non riesaminarlo che i Gruppi  parlamentari
  abbiano tutto il tempo necessario per presentare degli emendamenti.
   Ripeto,  sono pronta e disponibile, per quel che  mi riguarda,  ad
  approvare  il testo di legge subito. L'unico problema e l'ho  posto
  al Presidente della Regione, al Governo che lo ha presentato e l'ho
  posto  a  voi,  era  legato all'articolo 1,  perché  l'articolo  10
  riguarda  la posizione, non solo della sottoscritta e dei  colleghi
  sindaci  e  deputati che sono presenti, ma anche  la  posizione  di
  tanti  parlamentari che occupano o rivestono ruoli  nella  Pubblica
  amministrazione.
   Quindi,  siccome qui si parla e si discute e si andrà ad approvare
  una  norma  che  influisce nella sfera personale, non  nella  sfera
  personale  della  moralità, ma nella sfera personale  che  riguarda
  l'attività lavorativa di ciascuno di noi, che oggi siamo  deputati,
  ma  viviamo non di politica, ma viviamo del nostro lavoro,  è  bene
  che  su  quest'articolo,  al di là dei proclami,  al  di  là  delle
  appartenenze politiche, si ponga una seria riflessione.
   Ora  se  è  necessario che l'articolo 10 venga  riscritto,  se  la
  Commissione decide di non andare in Aula, è necessario che  ci  sia
  un  adeguato  termine  per  presentare  degli  emendamenti  perché,
  ripeto, ciascun parlamentare si pone un problema, se domani mattina
  decade, ed è legittimo che debba essere rivisto.
   Se,  invece,  decidiamo di eliminare l'articolo 10  dal  testo  di
  legge credo che non ci sia alcun problema ad approvare questo testo
  perché  non  aggiunge  nulla a quelle che  sono  le  condizioni  di
  ineleggibilità e di incompatibilità.
   Vi   faccio  un  esempio.  Chi  come  me  è  sindaco,  in   questa
  legislatura,  non  può  fare  parte di  enti,  associazioni,  onlus
  morali, non può avere parenti o congiunti che possano partecipare a
  gare di appalto, a ditte, quindi questo già lo facciamo.
   Siccome  le norme le studiamo sempre per gli altri e non per  noi,
  dico che se noi, l'unico dubbio, perché l'articolo 10 si presta  ad
  interpretazioni  non  ad  estremismi,  allora,   se   questa   sera
  decidiamo,  perché  dobbiamo dare un segnale, sono  amareggiata  da
  come siamo ridotti come se qui fossimo una massa di delinquenti che
  devono agire con trasparenza. Qui agiamo tutti con trasparenza, chi
  fa  un  uso distorto delle leggi commette un reato e per questo  ci
  sono  degli  organi  preposti, la Magistratura,  che  farà  il  suo
  percorso  ed  andranno  denunciate,  ma  le  incompatibilità  e  le
  ineleggibilità sono già contenute nella legge elettorale.
   Per  cui  è inutile che ci arrampichiamo sui muri lisci,  dobbiamo
  votare  questo  testo, eliminiamo l'articolo 10, perché  l'articolo
  10,  onestamente, influisce sulla sfera privata di ciascun deputato
  perché viola anche quelli che sono non gli interessi legittimi ma i
  diritti soggettivi a qualsiasi titolo.
   Quindi,  se  dobbiamo  non fare parte di  società  perché  possono
  richiedere  contributi  alla Regione, non possiamo  fare  parte  di
  associazioni  sportive, culturali e quant'altro credo che  chiunque
  di  noi,  fa  parte  di una di queste, è pronto a  dimettersi,  per
  carità, se questo può essere utile.
   Ma,  questa norma deve essere estesa, così come diceva giustamente
  l'onorevole Figuccia, anche ai dirigenti regionali o a chi fa parte
  di   Commissioni   di   valutazione  e  quant'altro,   perché   non
  dimentichiamo  che queste incompatibilità possono riguardare  anche
  altri soggetti.
   Volevo  anche  tornare su un altro argomento che era quello  della
  variazione di bilancio.
   Poc'anzi,  a  proposito dei problemi della Sicilia, dei  disabili,
  dei  cittadini,  in Commissione Bilancio c'è stata  una  importante
  riunione con i sindaci. I colleghi parlamentari hanno preso atto  e
  sono  disponibili a trovare delle soluzioni insieme al Governo.  Le
  variazioni  di bilancio devono essere anticipate, quindi suggerisco
  la   convocazione  della  Conferenza  dei  Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari perché ristabilisca la data, anziché il 18, i primi di
  settembre.  Poi, vedremo domani sulla tabella H, mi auguro  che  il
  testo  che  arrivi  sia  una tabella H che sia  compatibile  con  i
  problemi che sono stati discussi in Commissione Bilancio oggi.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Signor Presidente, si  è  sospesa  una  seduta
  perché ad una Commissione, di cui io sono componente, è stato  dato
  un  mandato  preciso: esprimersi rispetto ad  una  norma  che  oggi
  stiamo trattando.
   La  Commissione, all'unanimità, ha deciso di proporre all'Aula,  e
  già  la  proposta  è stata inoltrata ed è stata anche  accolta,  mi
  pare,  dall'Ufficio  di  Presidenza,  da  questa  Presidenza,   una
  proposta votata all'unanimità dalla Commissione, votata, e prima di
  alzarsi la stessa Commissione, le do, Presidente, la mia parola, ho
  reiterato la richiesta, ho detto:  E, allora, abbiamo votato?  E mi
  è stato detto espressamente:  Abbiamo votato questa decisione .
   A  norma  di  Regolamento,  signor  Presidente,  per  cambiare  la
  proposta,  rivedere la posizione della Commissione, o si svolge  un
  nuovo  voto  o la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  si determina in modo opposto.
   Questo  è  il  richiamo  al Regolamento,  non  c'è  altro,  signor
  Presidente,  si deve procedere in modo spedito alla trattazione  di
  quella proposta con un voto da parte dell'Assemblea regionale.

   PRESIDENTE. Ci sono alcuni iscritti a parlare, però, credo che  la
  proposta formalizzata, coerentemente con quello che ha detto  prima
  di  lui  l'onorevole Ioppolo, sia assolutamente pertinente,  quindi
  chiedo  al  presidente  della Commissione,  onorevole  Forzese,  di
  convocare  in  quindici  minuti  la  I  Commissione  ed  esprimersi
  formalmente sull'eventuale revoca della richiesta di rinvio.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.29, è ripresa alle ore 21.26)

   La seduta è ripresa.
            Riassume la Presidenza il Presidente ARDIZZONE

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli   colleghi,  invito  il  Presidente  della  Commissione,
  onorevole Forzese, a riferire in ordine all'esito dei lavori  della
  Commissione stessa.

   FORZESE,   presidente   della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  la  Commissione a maggioranza  ha  deciso  di
  mantenere  ferma  la  prima  richiesta  che  è  quella,  vista   la
  complessità  del tema che quest'oggi dovrebbe essere  trattato,  di
  avere ulteriori tempi , dato che il disegno di legge è pervenuto in
  Commissione soltanto un quarto d'ora prima dell'inizio della seduta
  e  così  pure  come  già concordato in Conferenza  dei  capigruppo,
  tenuto  conto che le Commissioni potranno essere già convocate  per
  il  5 settembre, subito dopo questa data se sia  possibile chiedere
  espressamente  di  portare il disegno di legge  in  Commissione  e,
  laddove  fosse  possibile, chiedere a lei,  signor  Presidente,  di
  convocare  la Conferenza dei capigruppo e tentare, se  vi  sono  le
  condizioni,  di anticipare una seduta straordinaria  ad  hoc  vista
  l'importanza del disegno di legge.

   PRESIDENTE. Quindi, onorevole Forzese, lei insiste nella richiesta
  di richiamarsi il provvedimento in Commissione.
   Gli  onorevoli  colleghi si sono già espressi a favore  e  contro.
  Pertanto, si passa alla votazione. seduta.

   RUGGIRELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUGGIRELLO.  Signor Presidente, più che altro  si  tratta  di  una
  cortesia.  Siccome l'articolo 4 non è presente alla I  Commissione,
  volevo  sapere  se questa maggioranza che ha deliberato  da  chi  è
  composta nel voto.

   PRESIDENTE. Onorevole  Ruggirello, comprendo il suo intervento che
  è  di  significato  politico,  però, così  facendo,  ci  incartiamo
  ulteriormente nei ragionamenti. Ha già riferito il Presidente della
  Commissione,  non  andiamo oltre. Abbiamo  già  tanti  problemi  su
  questa  legge,  non aggiungiamone degli altri  Il Presidente  della
  Commissione si è già espresso in merito, non andiamo oltre

   Votazione  per  il  rinvio in Commissione  del  disegno  di  legge
   Norme  in  materia di ineleggibilità dei deputati regionali  e  di
  incompatibilità con la carica di deputato regionale e di componente
  della  Giunta  regionale.  (nn. 51-38 bis-  Norme  stralciate  I/A)
  (Seguito)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per evitare questioni sulla conta,
  anche  se  la votazione è prevista per alzata e seduta,  procediamo
  col sistema elettronico.
   Chiarisco  il significato del voto: chi è a favore della  proposta
  di  rinvio  in  Commissione,  così come esitato  dalla  Commissione
  stessa  a  maggioranza, prema il pulsante verde,  chi  è  contrario
  prema il pulsante rosso.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   PRESIDENTE. La proposta non è approvata.
   Onorevoli  colleghi, si procede quindi con l'esame del disegno  di
  legge.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  tenuto
  conto  che  il  testo  del disegno di legge  è  cambiato  in  corso
  d'opera, è ovvio che i tempi per la presentazione degli emendamenti
  debbano  essere  rivisti.  Pertanto,  chiedo  alla  Presidenza   di
  comunicare  formalmente  il  termine  per  la  presentazione  degli
  emendamenti  al  nuovo testo del disegno di legge  predisposto  dal
  Governo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi riferiscono gli Uffici  che  al
  primo  testo  di  riscrittura sono stati  presentati  ben  60  sub-
  emendamenti,  e  poi è stato presentato un nuovo testo.  E  allora,
  gradirei trovare un'intesa con il Presidente Crocetta.
   Obiettivamente la legge è complessa, ci sono grandi difficoltà  e,
  considerato  che  c'è  la  volontà di  andare  avanti,  e  dobbiamo
  necessariamente discutere un testo di legge condiviso, mi è  giunta
  una  proposta,  che potrei fare mia, di rinviare a  domani  mattina
  alle  ore 11, i lavori dell'Aula, per l'esame di questo disegno  di
  legge.  Se  c'è  un'intesa di massima, ma che serva a  scrivere  il
  testo condiviso, va bene, altrimenti andiamo avanti non stop.
   Mi  è  stata  formulata  questa richiesta, e  considerato  che  la
  maggioranza  vuole andare avanti, e le difficoltà ci  sono  e  sono
  complesse,  se  inizia  un'attività ostruzionistica  significa  che
  andiamo avanti con le richieste di numero segreto, con il fatto che
  manca  il  numero  legale e quant'altro, siamo  esperti  di  queste
  procedure.

   CROCETTA, presidente della regione. Signor Presidente, il  Governo
  è  sicuramente favorevole a seguire la scelta che farà  l'Assemblea
  perché ritengo che in questo caso sia opportuno.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, tenuto conto  delle  osservazioni
  sollevate, l'Aula viene rinviata pertanto a domani mattina alle ore
  11.00.  Eventuali emendamenti al disegno di legge  potranno  essere
  presentati fino alle ore 24.00 per dare la possibilità agli Uffici,
  insieme al Governo, di riscrivere il testo condiviso.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi  gli  onorevoli
  Dipasquale, Picciolo, Falcone e Francesco Cascio.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico  che la Commissione Bilancio è autorizzata a riunirsi  in
  concomitanza con i lavori d'Aula.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata  a  domani,  giovedì  8
  agosto 2013, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


       I   - Comunicazioni
  II   - Discussione dei disegni di legge:

          1)  -   Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e
              di incompatibilità con la carica di deputato regionale e di
              componente della Giunta regionale.  (nn. 51-38 bis- Norme
              stralciate I/A) (Seguito)

               Relatore: on. Alloro

          2)  -  Norme a tutela del buon andamento dell'amministrazione
              regionale ed a garanzia dei principi di legalità, trasparenza ed
              imparzialità dell'azione amministrativa.  (nn. 51-38 bis- Norme
              stralciate II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Panepinto

                   La seduta è tolta alle ore 21.40

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli