Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli
Fazio e Giovanni Greco.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di invio di disegni di legge alla competente
Commissionie
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni:
BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)
- Interventi a favore di enti locali e di altri enti con alte
finalità sociali. (n. 521)
di iniziativa parlamentare, inviato il 6 agosto 2013.
- Norme per il finanziamento di enti strumentali della Regione
che svolgono attività di assistenza o a fini sociali e di interesse
generale. (n. 525)
di iniziativa parlamentare, inviato il 6 agosto 2013.
Comunicazione di riassegnazione di disegni di legge alla
Commissione
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge riassegnati alla
Commissione:
BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)
- Norme in materia di riconoscimento, promozione e valorizzazione
delle associazioni di promozione sociale. (n. 73)
di iniziativa parlamentare, inviato il 6 agosto 2013.
- Contributi ad enti, fondazioni, associazioni ed altri organismi.
(n. 393)
di iniziativa parlamentare, inviato il 6 agosto 2013.
- Norme in materia di erogazione dei contributi alle istituzioni
culturali e sociali. (n. 448)
di iniziativa parlamentare, inviato il 6 agosto 2013.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Giuseppe Arancio, con nota
prot. n. 9239/SG.LEG.PG. del 5 agosto 2013, ha chiesto di apporre
la propria firma al disegno di legge n. 514: Norme in materia di
assunzioni di personale nelle pubbliche amministrazioni e negli
enti regionali .
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico la richiesta di parere pervenuta ed assegnata
alla Commissione:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Schema di regolamento recante modifiche al decreto assessoriale
n. 208/2010 in materia di credito agevolato alle imprese artigiane.
(n. 20/III).
pervenuto in data 5 agosto 2013 e inviato in data 6 agosto 2013.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1121 - Interventi per garantire la salute dei cittadini del
Comune di Roccapalumba (PA) in ragione delle emissioni derivanti
dai ripetitori per la telefonia mobile.
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio
N. 1122 - Chiarimenti circa il servizio di rifornimento carburanti
per i velivoli operativi presso l'aeroporto di Comiso (RG).
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Digiacomo Giuseppe
N. 1127 - Notizie in merito alla chiusura dello sportello bancario
dell'isola di Marettimo (TP).
- Assessore Economia
Firmatario: Oddo Salvatore
N. 1129 - Interventi urgenti per garantire la prosecuzione delle
attività dell'Istituto superiore 'A. Toscanini' di Ribera (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Cascio Salvatore; Leanza Nicola; Lentini Salvatore;
Nicotra Raffaele Giuseppe; Ruggirello Paolo; Sammartino Luca;
Sudano Carmela Valeria Maria
N. 1130 - Interventi urgenti per garantire la prosecuzione delle
attività dei conservatori parastatali in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Cascio Salvatore; Leanza Nicola; Lentini Salvatore;
Nicotra Raffaele Giuseppe; Ruggirello Paolo; Sammartino Luca;
Sudano Carmela Valeria Maria.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1123 - Iniziative a favore del rilancio del trasporto
ferroviario regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Figuccia Vincenzo
N. 1124 - Chiarimenti circa il mancato intervento sostitutivo
della stazione appaltante in caso di inadempienze contributive
dell'esecutore e del subappaltatore.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: D'Asero Antonino
N. 1125 - Notizie relative al pagamento delle retribuzioni ai
lavoratori dell'ESA della provincia di Caltanissetta.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
Firmatario: Miccichè Gianluca Antonello
N. 1126 - Interventi in favore dell'aeroporto civile di Trapani
Birgi.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Economia
Fazio Girolamo
N. 1128 - Misure urgenti per la salvaguardia del complesso
monumentale Villa Valguarnera e del patrimonio ambientale,
paesaggistico, storico e culturale della città di Bagheria (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Comunicazione di costituzione dell'Associazione parlamentare per
il dialogo interculturale
con i Paesi arabi
PRESIDENTE. Comunico che, come da nota ed annessa documentazione
pervenuta, da parte dell'onorevole Lupo, alla Presidenza
dell'Assemblea l'1 agosto 2013, trasmessa alla Segreteria
Generale il 2 agosto successivo e protocollata al n. 9316/RAGPG-
AULAPG del 7 agosto 2013, comunico che si è costituita presso
l'Assemblea regionale siciliana, in data 22 maggio 2013,
l'Associazione parlamentare per il dialogo interculturale con i
Paesi arabi, composta dagli onorevoli Anselmo, Barbagallo, Cirone,
Dipasquale, Firetto, Gucciardi, Lo Giudice, Lupo, Milazzo
Antonella, Venturino e Vinciullo.
La suddetta Associazione, nella riunione del 22 maggio 2013, ha
proceduto alla elezione del proprio consiglio direttivo, che
risulta così composto: on. Lupo, presidente; on. Firetto,
vicepresidente; on.li Gucciardi e Venturino, componenti il
Comitato direttivo.
L'Assemblea ne prende atto.
Copia integrale di tutta la documentazione acquisita trovasi
depositata presso il Servizio Lavori d'Aula e il Servizio di
Ragioneria.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Comunicazione delle decisioni della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informa che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, 7 agosto 2013,
sotto la presidenza del Presidente dell'ARS, on. Ardizzone,
presente il Vicepresidente, on. Pogliese, con la partecipazione del
Presidente della Regione, ha approvato all'unanimità la seguente
integrazione al programma-calendario dei lavori parlamentari per la
corrente sessione.
AULA
L'Aula terrà seduta:
- oggi, mercoledì 7 agosto 2013, per la discussione del disegno
legge nn. 51-38 bis-Norme stralciate I/A Norme in materia di
ineleggibilità dei deputati regionali e di incompatibilità con la
carica di deputato regionale e di componente della Giunta
regionale, in relazione al quale il Governo presenterà in Aula un
nuovo emendamento di riscrittura dell'articolato;
- domani, giovedì 8 agosto 2013, per la discussione del disegno di
legge in materia di contributi ad enti ed associazioni.
COMMISSIONI
La II Commissione legislativa permanente Bilancio , al termine
dei lavori d'Aula di quest'oggi, avvierà, in via esclusiva, l'esame
dei disegni di legge in materia di contributi ad enti e
associazioni, congiuntamente al testo d'iniziativa governativa
frattanto trasmesso dalla Giunta regionale di Governo.
Il testo del suddetto disegno di legge dovrà essere esitato per
consentirne l'iscrizione all'ordine del giorno dell'Assemblea,
all'uopo convocata per domani, data in cui avrà termine la
corrente sessione estiva.
L'Aula sarà, quindi, aggiornata a mercoledì 18 settembre 2013,
mentre le Commissioni parlamentari potranno riunirsi a partire da
giovedì 5 settembre 2013.
Si è infine convenuto, alla ripresa autunnale dei lavori, di dare
priorità all'esame del disegno di legge di riordino dell'Ente
territoriale intermedio, di prossima presentazione da parte del
Governo.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, poiché è in corso una riunione della Giunta di
Governo, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà alle ore
17.15.
Comunicazione di richiesta di proroga della Commissione speciale
per l'attuazione del decreto Monti
PRESIDENTE. Do lettura di una nota del Presidente della
Commissione speciale per l'esame dei disegni di legge in materia
statutaria Attuazione del Decreto Monti .
L'onorevole Cracolici, in una nota indirizzata al sottoscritto,
fa presente che:
«La Commissione speciale per l'esame dei disegni di legge relativi
alla materia statutaria e ai rapporti tra l'Assemblea regionale
siciliana ed il Governo regionale e per l'applicazione in Sicilia
del decreto-legge n. 174 del 2012, da me presieduta - si intende
l'onorevole Cracolici -, mi ha chiesto di concordare con codesta
Presidenza l'opportunità di prorogare la durata del proprio mandato
per ulteriori due mesi, al fine di effettuare un ulteriore
approfondimento su questioni non ancora compiutamente definite,
considerato che le disposizioni previste per la cosiddetta spending
review troveranno applicazione dall'1 gennaio 2014 .
L'onorevole Cracolici puntualizza inoltre che: E' del resto
pacifico, anche ad avviso di tutti i componenti la Commissione, -
mi fa piacere che venga sottolineato da tutti i componenti della
Commissione - che a partire dall'1 gennaio 2014 le indennità dei
parlamentari ( 11.100 euroo lordi omnicomprensivi e 2.700 euro di
maggiorazione per i presidenti) dovranno essere coerenti con le
disposizioni adottate dalla Conferenza delle regioni - decisione
questa già adottata -, che impegna la Sicilia, al di là dei
meccanismi normativi che saranno varati a salvaguardia dei principi
statutari.
Per tali ragioni, si segnala, a codesta Presidenza, l'opportunità
di sottoporre all'Aula, ai sensi del comma 3 dell'art. 29 bis del
Regolamento, la concessione di una proroga del mandato della
Commissione per ulteriori due mesi, a decorrere dalla scadenza del
termine originariamente assegnato».
Concordo con il Presidente Cracolici, quindi posso ritenere con
tutta la Commissione, e vorrei precisare che ha fatto bene la
Commissione, a scanso di equivoci, ad evidenziare che è scontato il
dato di recepimento della decisione, a livello nazionale, che dal
primo gennaio 2014 le indennità rimangono quelle già fissate per
legge. Debbo dare atto alla Commissione, a tutta la Commissione,
dell'ottimo lavoro che sta svolgendo e dell'approfondimento, anche
in considerazione che, in itinere, già vi è una sentenza della
Corte costituzionale, ma che non intacca questo principio di
carattere generale.
Pertanto, ho concordato un'ulteriore proroga di 60 giorni, quindi
il termine dei lavori della suddetta Commissione è fissato per il
15 ottobre 2013.
Così resta stabilito.
'Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e di
incompatibilità con la carica di deputato regionale e di componente
della Giunta regionale'.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme in materia
di ineleggibilità dei deputati regionali e di incompatibilità con
la carica di deputato regionale e di componente della Giunta
regionale» (51-38 bis - Norme stralciate I/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e di
incompatibilità con la carica di deputato regionale e di componente
della Giunta regionale (51-38 bis - Norme stralciate I/A), posto
al numero 1).
Onorevoli colleghi, essendo presente in Aula quasi l'intero
Governo regionale, vista l'importanza del disegno di legge in
discussione, condivido la necessità del Presidente della Regione,
di avere chiesto, giustamente, tempo per condividere con la Giunta,
così come si era concordato, la riscrittura dell'emendamento sul
c.d. disegno di legge antiparentopoli . Il Presidente della
Regione ha voluto illustrare i contenuti, in linea generale, del
nuovo testo alla Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari.
In attesa della distribuzione cartacea ai singoli parlamentari,
invito, il Presidente della Regione ad illustrare l'emendamento di
riscrittura.
Resta inteso - mi sembra più che ovvio - che bisogna dare la
possibilità sia alla Commissione di esercitare il suo ruolo, perché
possa esprimere un parere convinto, sia ai singoli parlamentari di
presentare, eventualmente, i subemendamenti.
Pertanto, dopo l'intervento del Presidente della Regione l'Aula
sarà sospesa per non più di quindici minuti, al fine di dare la
possibilità alla Commissione di esprimere un parere consapevole su
questo emendamento di riscrittura; e ai singoli deputati -
ribadisco - perché si possano presentare i subemendamenti. Tutto
ciò nella speranza - così come era stato concordato in Conferenza
dei Capigruppo - che si possa esitare entro stasera il relativo
disegno di legge.
Invito quindi il Presidente della Regione ad illustrare
l'emendamento di riscrittura.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, intanto voglio ringraziare i Capigruppo, ma anche tutta
l'Assemblea e la Commissione Affari istituzionali' per la
sensibilità che hanno dimostrato. Come pure tutti i Gruppi
parlamentari dell'Aula, che su questa vicenda non si sono
sicuramente sottratti al confronto.
Il Governo si rende perfettamente conto che, rispetto a questo
disegno di legge, è nato un confronto sempre civile e rispettoso di
tutte le opinioni e che ha posto una serie di interrogativi
rispetto all'applicabilità concreta della legge, ponendo esempi
anche concreti, che hanno permesso una elaborazione innovativa;
anche in considerazione del fatto che noi, probabilmente, siamo la
prima Regione che intende stabilire una serie di norme sulla
ineleggibilità ed incompatibilità, che sono - devo dire - anche più
forti e decise rispetto a quelle della legislazione statale e delle
legislazioni regionali esistenti.
Debbo dire con estrema sincerità che l'emendamento che noi
presentiamo è un emendamento sostitutivo, che abbiamo elaborato in
un confronto attivo con la Commissione Affari istituzionali' e che
abbiamo illustrato - non solo per dovere, ma anche per cortesia
istituzionale - nel corso della Conferenza avuta oggi con i
Capigruppo.
Abbiamo accolto molte delle questioni che ci venivano
rappresentate e che - dobbiamo dire con estrema sincerità - non
erano questioni intese a mantenere prerogative di privilegi, ma
ponevano, invece, l'accento sulla fattibilità o, a volte, persino
sul carattere generale che volevano avere le norme, o sulla
necessità specifica di individuare settori in cui l'incompatibilità
poteva essere più forte che in altri.
In particolare, sono stati posti anche all'attenzione
dell'opinione pubblica non solo regionale, ma anche nazionale
rispetto a possibili profili di incompatibilità.
Abbiamo, quindi, senza demagogia, elaborato un emendamento che
ritengo possa tranquillamente essere applicato perché non limita il
diritto elettorale passivo, pone infatti i parlamentari esattamente
nelle stesse condizioni; peraltro, le cause di ineleggibilità sono
previste dalla legge e possono essere eliminate 90 giorni prima
delle elezioni. Abbiamo stabilito quindi delle norme che, in
qualche modo, prevedono la possibilità di sanare oggi eventuali
incompatibilità che potranno insorgere con la legge, prevedendo
anche che la legge non possa operare in modo retroattivo.
Tali norme si estendono anche al Presidente della Regione e ai
deputati regionali.
Oggi, abbiamo discusso sul concetto di socio e socio occulto.
Mentre la parola socio attiene alla legislazione, quella di socio
occulto non appartiene affatto alla legislazione, ma attiene alla
giurisprudenza e, ovviamente, con responsabilità penali e civili
già previste dalla legge.
Quando, per esempio, si fa riferimento alla parola socio , che
viene indicata con un comma specifico e non ripetuto ogni volta
negli emendamenti, abbiamo preferito usare questa formula in modo
da chiarirlo in modo inequivocabile; non si può fare riferimento al
socio occulto che era un desiderio collettivo di quest'Aula perché
questo viene automaticamente risolto.
Se io sono incompatibile in quanto socio, se domani la
Magistratura dimostra che io sono socio occulto la mia
incompatibilità permane, con tutte le responsabilità derivanti
dalla legge, ma non può certamente essere definita in un testo di
legge, proprio perché la qualità di socio occulto va accertata. Nè
tanto meno si poteva esplicitare nel testo con le parole va
accertata , perché le parole va accertata hanno valore sul piano
giudiziale, perché è scontato che debba essere accertata su un
piano giudiziale e sarebbe una innovazione legislativa che non ha
assolutamente precedenti nè sul piano nazionale nè sul piano delle
legislazioni regionali. Quindi, abbiamo preferito mantenerlo.
In particolare, abbiamo esteso le incompatibilità oltre che alle
società anche agli enti che molto spesso hanno rapporti economici;
abbiamo esteso la ineleggibilità ed incompatibilità anche alle
associazioni senza finalità di lucro, perché, a volte, queste
società o associazioni o enti senza finalità di lucro hanno
rapporti economici molto più forti delle stesse aziende. Ad
esempio, ci sono associazioni senza finalità di lucro che hanno
assegnazioni di 20, 30 milioni o contributi di un milione di euro,
non possiamo dire che in questo caso non si debba ravvisare una
incompatibilità o persino una ineleggibilità quando si fa parte a
tutti gli effetti di queste associazioni.
Per i soci abbiamo previsto una norma specifica. Per esempio, che
i deputati nel corso del mandato parlamentare non possono assumere
la qualità di socio, ma non solo di socio, di presidente, di
consigliere, di dirigente, funzionario, dipendente, rappresentante
legale, amministratore, consulente di società o enti che
usufruiscono di un sostegno finanziario di natura della
Regione siciliana.
Direi una nuova', che non usufruiscono di nuovi sostegni
economici, aggiungerei questa parola, signor Presidente, perché per
errore non è stata introdotta. E perché vuol fare riferimento, per
dire che cosa? Cioè che se nel corso della legislatura noi facciamo
una legge che istituisce un contributo a favore di un ente, o di
un'associazione e poi noi ci facciamo assumere da quella società, o
ne acquistiamo, ovviamente, questo presenta caratteristiche anche
dal punto di vista etico che sono insopportabili, non solo per il
Parlamento, ma anche per la società. Quindi metterei
un'incompatibilità netta rispetto alle nuove attribuzioni ai
sostegni economici che intervengono nel corso della legislatura,
mentre credo che abbiamo tenuto abbastanza distinte la funzione di
socio. Per esempio, abbiamo inserito il concetto di società e di
soci, nel caso di associazioni senza scopo di lucro che
usufruiscono, dicevo prima, di contributi. I soci legali,
rappresentanti, anche di associazioni non a finalità di lucro, che
usufruiscono a qualsiasi titolo, contributi, finanziamenti,
eccetera, per le attività di formazione.
Potreste chiedere perché specificate il concetto di socio e non lo
avete specificate per le altre attività? E lo specifichiamo per la
formazione? Perché riteniamo che la formazione, per le
caratteristiche che hanno i bandi, abbia una forte discrezionalità,
pur essendo oggetto di bandi pubblici, sia ancora in qualche modo
oggetto di criteri valutativi esclusivamente perché non è che
esiste l'offerta vantaggiosa Non solo, ma perché riteniamo che gli
enti di formazione vivono esclusivamente con finanziamenti
regionali.
Giusto per intenderci nell'attuale legislazione i funzionari, i
direttori generali, i dirigenti della Regione sono assolutamente
ineleggibili. E debbono dimettersi nei novanta giorni precedenti.
Noi riteniamo che per le caratteristiche specifiche della
formazione, vivendo esclusivamente di risorse proprie, non diverse
da quelle della Regione, riteniamo che si debba mettere un comma
specifico sulla formazione per disciplinare questo aspetto anche in
considerazione del rilievo e della questione che hanno assunto nei
confronti dell'opinione pubblica nazionale e regionale le vicende
che attengono la formazione.
Voglio fare rilevare, altresì, che il legislatore ha dato la
possibilità di disciplinare alle regioni la normativa specifica
sull'incompatibilità e ineleggibilità, proprio perché ritiene che
vi possano essere questioni specifiche in alcune regioni che
abbiano una prevalenza rispetto a questioni che ci possono essere
in altre regioni o nell'ambito nazionale.
Probabilmente, la formazione potrà non essere un problema
specifico di alcune altre regioni, ma sicuramente lo è in Sicilia,
non solo per l'entità delle risorse che vengono destinate che sono
sicuramente le più alte in Italia, ma ritengo anche per il numero,
la consistenza degli scandali che vi sono in questo settore per cui
ritengo che un principio di autotutela debba essere approvato da
questo Parlamento anche in difesa, debbo dire anche dello stesso
Parlamento, come principio precauzionale.
Pertanto, abbiamo ritenuto ed abbiamo ricondotto, così, le
questioni anche agli obiettivi originari del Governo e del
Parlamento senza fare, sostanzialmente, di tutta l'erba un fascio,
ma cercando di distinguere le peculiarità specifiche della Regione.
Ritengo altresì che, con questo testo, ovviamente, le questioni di
incompatibilità o di ineleggibilità non si applichino ai soci
onorari, perché ciò sarebbe veramente assurdo. Quindi, parliamo di
socio in senso anche economico non, ovviamente, laddove
altrimenti il principio estrapolato potrebbe portare a conseguenze
che, sicuramente, non sono degne di essere legiferate, che sarebbe
un eccesso di legislazione.
Signor Presidente, queste quindi sono un po' le caratteristiche
dell'emendamento di riscrittura. Noi riteniamo che con questa legge
si pone fine ad una serie di questioni importanti.
Vorrei aggiungere un'altra cosa importante. Laddove citiamo i
funzionari, per esempio, per gli enti regionali, non lo facciamo a
caso; per errore, perché intendiamo estendere le incompatibilità,
che già sono previste per legge per dirigenti e funzionari della
Regione, anche alle partecipate della Regione.
Perché non ritengo che, per esempio, per intenderci i dipendenti
dell'IRFIS o di altre società partecipate di grande rilevanza siano
in una situazione di incompatibilità minore, rispetto ad un
dirigente della funzione pubblica; anche perché, spesso, il
Parlamento fa leggi ed il Governo vara provvedimenti di natura
economica che si rivolgono a favore di questi enti, quindi, abbiamo
ritenuto di sottoporre alla stessa disciplina i dipendenti degli
enti delle società partecipate della Regione. Abbiamo esteso
inoltre le stesse incompatibilità previste per il Governo, anche ai
dirigenti della pubblica Amministrazione, ritenendo che questo sia
anche un criterio non solo di opportunità, ma anche di giusta
equiparazione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente. Onorevole Assenza, lei
chiede di intervenire, ma io devo contingentare i tempi.
Onorevole Gianni, un attimo di pazienza. Lo so che lei vuole
parlare e le verrà data la parola.
Ho detto prima che l'emendamento di riscrittura del Governo è
stato presentato in questo momento, ed ho già detto che bisogna
dare la possibilità ai singoli parlamentari e, soprattutto, alla
Commissione di merito di fare un esame quanto più veloce possibile,
però, di esprimere al contempo un giudizio con consapevolezza. Le
posso dire che la Presidenza già con gli uffici ha evidenziato la
decadenza automatica in caso di incompatibilità, non è possibile
perché vanno dati i dieci giorni di contestazione, a differenza
della ineleggibilità. Ma sono tutte questioni che gli uffici adesso
vedranno e che, spero, la Commissione di merito possa valutare.
Sospendo pertanto l'Aula per il relativo approfondimento e per
dare la facoltà di presentare gli eventuali subemendamenti
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, brevemente, senza entrare nel merito
della questione, perché bisogna dare la possibilità alla
Commissione di esprimersi ed ai singoli parlamentari di avere
contezza di questo emendamento di riscrittura. Ripeto, le do la
parola chiedendole di non entrare nel merito della discussione.
ASSENZA. Signor Presidente, chiedo l'attenzione del Governo e
dell'Aula e chiedo che i singoli deputati regionali, perché ne va
della eleggibilità e dell'eventuale decadenza di tutti, nessuno
escluso e spiego perché.
Forse il Governo, nell'ansia di approfittare Io gradirei che
anche il Presidente Crocetta avesse la bontà di ascoltarmi, non
perché voglio insegnare qualcosa a qualcuno ma perché almeno
l'Italiano debba essere interpretato da tutti e capito per quello
che si vuole.
CROCETTA, Presidente della Regione. La sto ascoltando
ASSENZA. Signor Presidente, se noi andiamo ad approvare questo
testo - mi ascolti il Presidente della Commissione - significa che
nessuno di noi e nessuno dei potenziali deputati futuri potrà
essere socio di una società sportiva che riceve un contributo dal
comune, socio di una pro-loco che riceve un ente culturale
qualsiasi, non può esercitare attività libero-professionale di
nessun genere, sia tecnica, sia legale, sia commerciale.
CROCETTA, Presidente della Regione. Non è così
ASSENZA. E' così, Presidente, altrimenti debbo argomentare che lei
non sa quello che scrive, mi perdoni, perché è così. Legga
l'articolo.
Se il Presidente Crocetta scuote la testa mentre io parlo, allora
io chiedo che il Presidente Crocetta, con l'onestà intellettuale
che gli riconosco, legga attentamente l'articolo 10 septies e mi
dirà se io mi sbaglio o se sono io che non capisco.
Noi, credo, non facciamo un buon servizio a nessuno, nemmeno
all'opinione pubblica che chissà che cosa si aspetta, andando a
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, proprio con riferimento
all'articolo 10 septies, abbiamo rilevato con gli uffici che la
causa di incompatibilità non può comportare in automatico la
decadenza perché già su questo si è pronunciata la Corte
costituzionale. Comunque va aggiunta.
Le già sta anticipando il merito, le sto dicendo che il Governo ha
proceduto...
Onorevole Assenza, concluda il suo discorso.
ASSENZA. Signor Presidente, io non sto entrando nel merito, io sto
richiamando, perché non vorrei che il 7 agosto, sotto l'esigenza di
tornare tutti a casa e di sfuggire a questa canicola che ci
affligge, noi andassimo a licenziare una norma sicuramente
incostituzionale ma dalle conseguenze inimmaginabili per
l'eleggibilità non di noi, ma di ciascun cittadino libero della
Regione Sicilia.
Attenzione, perché noi con la fretta stiamo... Allora, rimandiamo
il testo in commissione, diamo i termini che ci vogliono;i quindici
minuti di fronte ad un testo di questo genere sono assolutamente
insignificanti ed inadatti, signor Presidente.
Non dobbiamo necessariamente, per la presunzione di dare in pasto
all'opinione pubblica un testo...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza, ho compreso, condivido con
lei che quindici minuti non sono sufficienti. Se lei dall'inizio
avesse posto questo problema, forse avremmo evitato altri
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. No, onorevole Vinciullo. L'emendamento è stato
presentato poc'anzi. Il Governo stesso ha chiesto di fare qualche
correttivo. Bisogna dare la possibilità alla commissione di
esercitare il suo ruolo ed ai singoli parlamentari di subemendarlo.
Onorevoli colleghi, in Conferenza dei Capigruppo abbiamo stabilito
un'agenda dei lavori e ci siamo detti che, entro stasera, avremmo
esitato questo disegno di legge o, comunque, lo avremmo votato,
perché si pone in votazione e chi non è d'accordo non lo vota.
Questo palesemente e pubblicamente.
Onorevole Forzese, brevemente, io avevo parlato di quindici
minuti, l'onorevole Assenza mi pone un problema dicendo che i
termini sono ristretti. Lei pensa che in un'ora la commissione si
possa pronunciare? Brevemente su questa vicenda ed anche per
presentare i subemendamenti.
FORZESE, presidente della Commissione. Signor Presidente, io
ritengo che partendo dalla scorsa seduta, laddove lei, signor
Presidente, dava lettura dell'articolo 68 ter, che ritengo, a mio
modo di vedere, a sproposito in quanto non richiamava
PRESIDENTE. Onorevole Forzese, non voglio polemizzare con lei.
Dobbiamo intenderci su un questione: lei mi deve dire se un'ora le
è sufficiente o no.
FORZESE, presidente della Commissione Signor Presidente, lei
personalmente invitò la commissione a formulare per iscritto i
rilievi al Governo, dando a quest'ultimo i termini entro i quali
doveva riferire, perché la commissione di merito ha il compito di
agevolare il percorso dell'Aula, altrimenti non sarebbe Commissione
di merito.
PRESIDENTE. E' giusto, difatti il Governo va a riferire in Aula,
le sto dando i tempi e lei mi deve dire quanto tempo ha bisogno.
FORZESE, presidente della Commissione. Ci sto arrivando, se lei
ogni volta mi interrompe è come se avessimo, io e lei, qualcosa di
personale.
La Commissione il lunedì successivo si è riunita dettando i
termini al Governo perché entro 48 ore potesse, quanto meno,
portare avanti la riscrittura e lo stesso Presidente ebbe a dire:
Ho il piacere di portare avanti la riscrittura presentata .
Ritengo che quest'oggi, alle ore 15.00, si è riunita la
Commissione per poi aspettare che arrivasse la riscrittura e in
solo 15 minuti, per arrivare poi al dunque, non siamo nelle
condizioni di potere
PRESIDENTE. Difatti sto chiedendo quanto tempo?
L'onorevole Assenza ha detto che il tempo era breve ed io
condivido.
FORZESE, presidente della Commissione. Secondo me in un'ora si può
tranquillamente vedere con i dirigenti.
MILAZZO GIUSEPPE. In un'ora non ce la facciamo
MUSUMECI. Non si capisce perché si debba fare stasera e non fra un
mese
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e rinviata
alle ore 19.10 per dare la possibilità alla Commissione di
esprimere il parere con consapevolezza e ai deputati di presentare
eventuali subemendamenti. Così è deciso.
(La seduta, sospesa alle ore 18.08, è ripresa alle ore 19.17)
Presidenza del Vicepresidente Pogliese
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, un'ora fa, è stata sospesa la seduta per dare
l'opportunità alla I Commissione di approfondire l'emendamento,
interamente sostitutivo, presentato dal Governo all'apertura dei
lavori, per dare l'opportunità, eventualmente, a tutti gli altri
colleghi parlamentari, di presentare eventuali subemendamenti.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Forzese,.
FORZESE, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, la Commissione, così come ha richiesto, si è,
di fatto, convocata e, di comune accordo, così come si è fatto per
la legge sulla preferenza di genere, chiede di modificare - visto
che quest'oggi si è tenuta una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari - il calendario dei lavori, anticipando i lavori
dell'Aula, se è possibile, dal 9 e 10 la Commissione, in modo tale
da aprire i lavori d'Aula subito dopo, l'11, e portare, in seduta
straordinaria, i due disegni di legge. Non so se mi sono espresso
bene.
Quest'oggi, in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
così si è sentito dal Presidente Ardizzone, è stato stabilito che
l'Aula dovrebbe riprendere i lavori il 18 settembre.
PRESIDENTE. Le Commissioni a partire dal 5 settembre.
FORZESE, presidente della Commissione. Sì, la Commissione, tutta,
ha chiesto, espressamente, di modificare il calendario dei lavori,
anticipando. Come Commissione, ci riuniremo dal 9 all'11 e
chiediamo di aprire una seduta straordinaria ad hoc hoc l'11-12
settembre.
PRESIDENTE. In merito a questo disegno di legge?
FORZESE, presidente della Commissione. In merito ai due disegni di
legge.
PRESIDENTE. Lei sta chiedendo, formalmente, un rinvio in
Commissione per l'approfondimento del caso?
FORZESE, presidente della Commissione. Sì, ma è chiaro, perché
ritengo che, per un disegno di legge così importante, la
Commissione non possa che chiederle il tempo materiale per
approfondirlo. L'unica cosa, però, che ho chiesto espressamente, è
che non si arrivi al 18 di settembre, dove già abbiamo dato il via
agli uffici perché il 9 si possa la Commissione riunire e l'11-12
aprire una seduta ad hoc - se vale la pena, anche il 7 - perché si
possa quantomeno avere il giusto equilibrio nel rispetto della
Sicilia, per una legge così importante. Ecco perché chiediamo una
seduta ad hoc.
PRESIDENTE. Presidente Forzese, lei sta chiedendo formalmente il
rinvio in Commissione per l'approfondimento del caso e, ove
possibile
FORZESE, presidente della Commissione. No.
PRESIDENTE. Se si dovesse procedere all'esame in Commissione
prima .
FORZESE, presidente della Commissione. Ho già detto - se mi
consente - con la pregiudiziale di modificare il calendario che,
oggi, si è stabilito in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari aveva, di
fatto, deciso di aprire l'Aula giorno 18 settembre. Ritengo che la
Commissione stia chiedendo espressamente di aprire con una seduta
straordinaria, ad hoc, una finestra per una data che vada dal 7 al
12.
PRESIDENTE. Presidente Forzese, in merito alla proposta di rinvio
in Commissione, si deve esprimere l'Aula. In merito alla proposta
di apertura di una finestra precedente al 18 settembre, sarà la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ad esprimersi.
FORZESE, presidente della Commissione. No, non è così.
PRESIDENTE. Se la Commissione dovesse esitare, come ritengo, il
testo in pochi giorni dall'apertura dei lavori a settembre, non
credo ci possano essere difficoltà in tal senso. Sarà, però, la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, appositamente
convocata che
FORZESE, presidente della Commissione. No, è il Governo che dovrà
impegnarsi espressamente all'Assemblea di aprire l'Aula. Lo diciamo
pubblicamente. Non è la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari; è il Governo, vista l'esigenza
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, riteniamo che il Governo abbia già inviato questo testo a
dicembre. Per una serie di problemi - non credo volontari - questo
testo è andato in discussione a giugno. Il Governo, più volte, ha
modificato questo testo su input dei parlamentari. E' passato in
Commissione Affari istituzionali, in cui è stato comunicato che
abbiamo intesa.
Nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, si è
deciso di affrontare questa vicenda. Ho visto, nel corso del
dibattito di stasera, che c'erano alcuni equivoci, in relazione ad
un comma che, sostanzialmente, dichiarava ineleggibili tutti i
componenti e nel testo modificato che abbiamo presentato non c'è
più.
Abbiamo precisato, all'articolo 10 septies che, per gli Enti
territoriali, non si applica e permangono tutte le norme vigenti in
materia.
Abbiamo specificato oralmente - ma il testo è chiaro - che le
incompatibilità di cui all'articolo 10 septies si applicano se
sopravvengono, nel corso della legislatura; non riguarda, quindi,
le ineleggibilità ma le incompatibilità. Per ovvie ragioni.
Non credo, infatti, sia opportuno, ad esempio, che un'associazione
riceva un contributo o un sovvenzionamento; qualcuno, infatti,
diceva perché non diciamo che le società in cui ci sono i deputati
non possono ricevere? .
Abbiamo detto non ti puoi fare assumere, fare nominare
consigliere delegato, amministratore delegato, dirigente,
presidente di una società che riceva contribuzione dalla Regione .
E' diverso il concetto.
Penso che un problema di opportunità ci sia, laddove siamo
legislatori o amministratori e decidiamo anche le sorti di alcuni
enti economici e finanziari.
Riteniamo, sinceramente, che il rinvio a settembre di questo
disegno di legge possa sembrare all'opinione pubblica siciliana -
non sicuramente al Governo - come un tentativo di rinviare sine die
a una nuova destinazione, a una storia infinita, una legge che è
semplicissima nel testo presentato, chiara e facilmente emendabile
o subemendabile in Aula.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione.
Assessori, onorevoli colleghi, devo dire che quanto sta accadendo
in queste ore in quest'Aula è una via di mezzo tra
l'incomprensibile ed il farsesco. E' difficile comprendere quello
che ha detto il Presidente Forzese poc'anzi.
Mi sono sforzato e spero, dubitando fortemente che il Presidente
Forzese abbia capito se stesso, di avere interpretato io,
correttamente, quello che egli ha detto. Vediamo se è vero. Posto
che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, alla
quale, lo voglio ricordare al collega Forzese, ha partecipato anche
il suo presidente di Gruppo parlamentare, condividendo una ripresa
dei lavori che prevedesse il 5 il ritorno al lavoro nelle varie
Commissioni, perché le stesse potessero avere il tempo, poi, di
esitare i disegni di legge che fossero pronti per l'Aula il 18
settembre, lei, in buona sostanza, chiedendo il rinvio, non ho
capito bene se in Commissione, ma comunque chiedendo il rinvio
della trattazione del disegno dia legge, non so se formalmente, con
un rinvio in Commissione o meno - non l'ho ben compreso, ma può
essere anche un mio difetto - in buona sostanza, lei finisce per
chiedere che venga modificato il calendario dei lavori, cosa che,
spero lei sappia, può fare solo la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, neanche il Presidente, con i poteri che egli
ha. In buona sostanza, chiede di non cambiare nulla, perché se lei
viene a dirci che questo disegno di legge deve essere rinviato, che
i lavori della Commissione, su questo disegno di legge, si devono
svolgere giorno 7 e 8 settembre, addirittura, due giorni dopo la
ripresa dei lavori ufficiali, che è il 5, le voglio ricordare che
il 5 è giovedì, quindi, lei vorrebbe lavorare il 7 e l'8, cioè
sabato e domenica.
Anche questa scelta mi pare abbastanza estrosa, per non definirla
in maniera diversa. Rispetto a tutto quanto lei ci ha
rappresentato, però, di fatto, la settimana successiva, si potrebbe
tornare in Aula, se fosse il caso, con una seduta addirittura
straordinaria. Ma straordinaria di che e perché?
Non posso che dare ragione al Presidente Crocetta. Il Presidente
Crocetta, forse, ha assecondato troppo le dinamiche parlamentari.
Il Presidente Crocetta ha posto un tema. Lo ha portato in Aula. Noi
speravamo, comprendiamo, anche per quello che accade in I
Commissione, che, o per malintesi interni o meno, alla fine,
neanche la maggioranza d'Aula che regge il suo Governo pare essere
convinta di questo disegno di legge.
Lei, più volte, ha modificato - il Governo ha modificato - questo
disegno di legge, al fine di arrivare ad una sua approvazione, dopo
di che, oggi, scopriamo, per l'ennesima volta, dopo l'ennesima
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, dopo l'ennesimo
sì, dopo l'ulteriore riunione, dopo tutto quello che è accaduto,
che, come ho detto una settimana fa, questa grande montagna, questo
grande massiccio roccioso non ha partorito neanche il topolino se è
vero, come è vero, che il Presidente della I Commissione
parlamentare chiede di riparlarne a settembre.
Presidente Crocetta, mi permetto di darle un consiglio. Lei il suo
lo ha fatto; lei ha portato un disegno di legge in Aula.
A questo punto, deve chiedere a quest'Aula, credo, se non ho
capito male, dal mese di settembre, perché è chiaro che per noi il
parere della I Commissione finisce per essere vincolante e comunque
l'Aula deve votare la richiesta di rinvio, quest'Aula si pronunci
dica se questo disegno di legge può essere approvato o non lo può
essere. Se deve essere emendato e come e dopodiché, come le ho
detto stamattina in Conferenza dei presidenti dei gruppi
parlamentari, prenda atto eventualmente che c'è la possibilità che
qualche volontà non sia chiara, tanto chiara quanto quella che le
si esprime magari in camera caritatis.
Noi siamo pronti ad occuparci di questo disegno di legge. Non so
se la sua maggioranza lo è.
FORZESE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORZESE, presidente della Commissione. Signor Presidente,
rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, a me spiace tanto
perché il micro-partito del collega Cordaro non ha rappresentanti
all'interno della Commissione.
CORDARO, Però, io c'ero in Commissione.
FORZESE, presidente della Commissione. Onorevole Cordaro, lei poco
fa poteva partecipare alla riunione della Commissione, così come
concordato con il Presidente dell'Assemblea, perché di comune
accordo abbiamo espressamente chiesto di modificare i lavori
d'Aula, e anziché aspettare il 18 settembre, già si potrebbe di
fatto dall'11 affrontare un disegno di legge così importante. La
mia preoccupazione è che lei il più delle volte con una sottile e
velata demagogia non fa nient'altro, ancora una volta, che
prolungare i termini per l'approvazione di questa legge.
Pertanto, ritengo e ho chiesto espressamente il rinvio del
provvedimento perché la Commissione approfondisca correttamente
questo importante disegno di legge e perché si possa aprire una
seduta ad hoc per parlare di un qualcosa così come abbiamo fatto
per la preferenza di genere. Ecco perché chiediamo al Governo, al
Presidente dell'Assemblea perché si possa, ancora una volta,
ribadisco: aprire i lavori d'Aula anticipando dal 9 all'11.
PRESIDENTE. Onorevole Forzese, la sua è quindi una duplice
richiesta: la prima, di rinvio in Commissione, su cui l'Aula si
deve esprimere; la seconda, che deve essere formalizzata
all'interno della Conferenza dei Capigruppo, poiché questo è quello
previsto dal nostro Regolament nel caso in cui si chieda la
modifica del calendario dei l avori, già comunicato in Aula e
pertanto da cosniderarsi definitivo. Sono due proposte. Per ora, ci
dobbiamo esprimere in merito al rinvio in Commissione.
PANEPINTO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, intervengo perché
ho l'impressione che la Prima Commissione sia diventata l'alibi
come ha dimostrato l'intervento dell'onorevole Cordaro che,
solitamente è attento e puntuale, ma questa polemica con la Prima
Commissione, mi sembra fuori luogo. E lo dico con chiarezza.
Mi dispiace, non che presiede lei, ma che non sia presente il
presidente Ardizzone, il quale potendo ricorrere all'altissima
competenza degli uffici della presidenza, vuole rimandare in Prima
Commissione un disegno di legge che è diventato una specie di
pallina di ping pong, che gira.
Il Presidente dell'Assemblea dichiara - ed è verbalizzato - che
sia la Prima Commissione ad occuparsi del testo. Poi va in
Conferenza dei Capigruppo e stabilisce che il testo venga
presentato alla Conferenza medesima. Una ventina di minuti prima di
trattare il testo viene dato in mano al presidente della Prima
Commissione, onorevole Forzese, e sempre da ping pong diventa
qualcosa di bollente. Si va in una Commissione, dove ognuno,
compreso l'onorevole Ioppolo, mi consentirà, chiedeva tempo per
verificare gli emendamenti, l'onorevole Sudano anche lui chiedeva
tempo ognuno in modo particolare. Lo ha riconosciuto il presidente
Crocetta: l'articolo 10 ha seminato il panico, perché significa che
se tu sei consigliere comunale e partecipi a qualunque seduta, o
sei partecipe da sindaco o da assessore a un qualunque consorzio
tra comuni, ATO rifiuti, ATO idrico, .eccetera, in quel minuto,
scatta l'incompatibilità e quindi devi essere rimosso.
Alla fine, nonostante il Presidente dell'Assemblea avrebbe potuto
già nell'altra seduta stabilire quali norme sono ammissibili e
quali non sono ammissibili, quali norme portare in quest'Aula o
meno, tutto si riporta alla Prima Commissione.
Debbo dire che alla fine la proposta del presidente Forzese è una
proposta che si lega ad un fatto che qui si fa finta di non capire.
L'opinione pubblica siciliana, probabilmente, presa anche da una
certa notorietà, dalla simpatia verso il Presidente Crocetta,
aspetta questa legge.
Pertanto, il Presidente Forzese chiede non di stravolgere le sacre
scritture anticipando una seduta per l'8 ed il 9 di settembre, ma
per dare un segnale chiaro; per dire non aspettiamo il 18, il 19,
il 20 di settembre, visto che il Governo considera importante, come
lo considera quest'Aula, il trattare questo tema, che si anticipi
di una seduta; nel frattempo, intorno al giorno 4, 5 di settembre
la Commissione lavorerà.
Io aggiungo, Presidente Forzese, che questa volta la Commissione
non può fare a meno che ci sia la Presidenza dell'Assemblea
coinvolta nello stabilire quali norme siano compatibili con
l'attuale sistema giuridico italiano e quali no, perché il rischio
è che la prossima volta, caro Presidente, lei sarà messo al rogo,
stavolta da Cordaro simpaticamente, la prossima volta non so da
chi, perché non c'è dubbio che questo gioco deve finire.
Se l'Assemblea vuole stasera approvare il testo, lo emendi,
chiudiamo stanotte alle due e finiamo questo giro di valzer,
dopodiché è sempre il Presidente Ardizzone che stabilirà che è la
Prima Commissione che deve occuparsi della questione. Ciò lo ha
stabilito già nella seduta precedente, ed è stato messo a verbale
in cui si dice che la prima Commissione deve occuparsene,
nonostante l'onorevole Forzese chiedeva che fosse direttamente la
Presidenza a stabilire l'ammissibilità, comma su comma, di un testo
che, peraltro, è fatto di pochi articoli, compresa la sua
pubblicazione.
Detto questo, lo dico alla Presidenza, siccome istintivamente mi
indigno quando il gioco diventa pesante e si cerca di trovare un
capro espiatorio, nella fattispecie il Presidente Forzese, ritengo
che o la Presidenza ha il coraggio di stabilire l'ammissibilità di
questo testo in questa Aula, e la smette di coinvolgere una
Commissione a cui questo testo viene dato mezz'ora dopo o mezz'ora
prima di iniziare l'Aula, perché alla fine ci vogliono le
condizioni, considerato che: abbiamo esitato un primo stralcio, un
secondo stralcio, è stato esitato per l'Aula, l'Aula ha dato le
proprie rimostranze, ha dimostrato che c'erano parti che andavano
riviste. E' chiaro che stiamo trattando di un tema importante che
riguarda i diritti soggettivi in materia di elettorato passivo.
In un momento di emergenza, le ragioni stesse che ci vengono
spiegate per aprire questo varco, richiamando la famosa sentenza
della Corte costituzionale sulla questione della Val d'Aosta, però
- siccome, come dire, l'onorevole Forzese non ha bisogno né di
avvocati né di tutor difensori - se la Presidenza, se la
Segreteria generale hanno gli strumenti, come li hanno, di
stabilire l'ammissibilità, che lo facciano ed evitino di tormentare
la Commissione che è chiamata, un quarto d'ora prima, a stabilire
norme sacre nell'ordinamento italiano del diritto elettorale
passivo. Smettiamola e chiudiamo questa barzelletta.
Se lei vuole, signor Presidente, continui l'Aula, glielo chiede
l'onorevole Cordaro, faccia stabilire ai suoi uffici
l'ammissibilità norma per norma, sull'articolo 10, ed andiamo
avanti ed evitiamo che giorno 8 l'onorevole Cordaro sia chiamato a
ritornare dalle sue meritate ferie in Commissione ed in Aula,
considerato che il PID non ha nessun componente. Però, chiudiamo
questa vicenda che sta diventando una tattica ridicola. Che la
Presidenza e gli alti funzionari della Presidenza ed il Presidente
Ardizzone decidano l'ammissibilità del testo e chiudiamo qualche
cosa che sta diventando ora ridicola.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
colleghi assessori, io credo che l'onorevole Forzese non voglia
passare come Giovanna d'Arco oppure come Giordano Bruno, quindi non
vuole assolutamente rischiare di essere arso sul fuoco e, di
conseguenza, la sua proposta credo possa essere accettata nella
misura in cui, mi pare di capire, tutta la Commissione
all'unanimità, nessuno escluso, però su questo bisogna insistere
dicendo che tutti i componenti della sua Commissione hanno votato
affinché il disegno di legge ritorni in Commissione.
Io, su questa volontà espressa all'unanimità da parte di tutti i
partiti presenti in Commissione, sono oggettivamente d'accordo e,
di conseguenza, inviterei il Presidente a non perdere ulteriore
tempo su questa vicenda e votare.
Sul fatto che poi l'Assemblea debba ritornare a votare giorno 11,
io sono d'accordo, nel senso che il 18 settembre è una data troppo
lontana. E perché vorrei ricordare che noi in Commissione bilancio
oggi pomeriggio abbiamo preso impegni formali con i rappresentanti
di tutti i comuni, che avremmo dato la possibilità di approvare il
nuovo testo sulla finanziaria che sarà presentato dal Governo, in
modo tale che possa arrivare in Aula e possa dare la possibilità ai
piccoli comuni di chiudere il bilancio e preparare il nuovo
bilancio entro il 30 settembre, così come la legge impone loro.
Di conseguenza, signor Presidente, io sono dell'avviso che bisogna
ritornare in Aula giorno 11, ma bisogna ritornare in Aula portando
come primo disegno di legge lo strumento finanziario, perché se no
avremo oggi perso tempo, avremo fatto finta di non capire quali
sono le emergenze. Cioè, se questa legge viene approvata una
settimana prima o dopo non cambia nulla, se non approviamo la nuova
finanziaria entro il 18, abbiamo il rischio concreto che i comuni
non potranno più approvare il loro bilancio e non potranno più
andare avanti.
Pertanto, siccome all'incontro con i comuni non partecipava
soltanto la Commissione bilancio ma partecipavano autorevolissimi
esponenti di questo Governo, credo che la Conferenza dei capigruppo
debba nuovamente riunirsi proprio per far fede a quanto abbiamo
concordato oggi con i rappresentanti dei comuni. Perché, signor
Presidente: pacta servanda sunt , o uno gli accordi li mantiene
oppure non meritiamo rispetto da parte di alcuno.
Sul disegno di legge, poi, vorrei ritornare suggerendo in questo
caso alla Prima commissione di togliere dal testo il disegno di
legge n. 38. E lo chiedo anche agli uffici.
Questo disegno di legge di cui io sono il primo firmatario ora non
c'entra più nulla con il testo che stiamo approvando.
Cosa prevedeva e prevede il disegno di legge da me presentato?
Prevedeva di uniformare la legislazione regionale a quella
nazionale, cioè quella che i sindaci ed i presidenti delle province
non si possono candidare mentre sono in carica a deputati, almeno
che non si dimettano.
Era questo il tema dedicato alla vicenda Buzzanca, quando Buzzanca
da candidato a sindaco ha fatto tutta una serie di ricorsi che sono
durati oltre tre anni e che si sono conclusi con l'intervento della
Magistratura, la quale ha imposto a quest'Assemblea regionale
siciliana di chiedere a Buzzanca di optare fra la carica di sindaco
e quella di deputato regionale.
Pertanto, o nel testo finale, si toglie il recepimento della legge
nazionale che nulla ha a che fare con i direttori sanitari - perché
non c'è di peggio di quando uno si fissa, in genere è un animale
ibrido il mulo che si fissa, non gli uomini che sono dotati di
intelligenza. Un fatto è quando uno decide di prendere una
cantonata e continua per tutto il periodo a prendere questa
cantonata, un altro è che ci dobbiamo rendere conto che il disegno
di legge n. 38 deve essere stralciato da questo provvedimento,
perché non ha più nulla a che fare con questo disegno di legge
presentato, emendato dal Governo. Pertanto, o all'interno di questo
nuovo emendamento presentato dal Governo, si dà dignità al disegno
di legge 38 e, quindi, si recepisce la legislazione nazionale,
oppure si stralcia e sarà la Commissione successivamente a
trattarlo come un disegno di legge a parte, sapendo che è un
obbligo per questa Assemblea adeguarsi alla norma nazionale. Non
perché lo vogliamo fare noi, ma perché ci ha costretti la
giurisprudenza, una giurisprudenza amministrativa consolidata su
questo argomento con numerosi ricorsi che sono stati persi.
Pertanto, onde evitare di ricadere in questo errore sarebbe giunto
il momento di adeguarsi alle norme nazionali.
Questo era quanto volevo dire. Però, signor Presidente, faccia sua
questa richiesta che perviene dal Gruppo parlamentare del PDL sulla
necessità di anticipare all'11 settembre l'apertura dell'Assemblea,
proprio perché oggi, questa sera, abbiamo preso impegni precisi con
i rappresentanti di comuni, impegni - ripeto - che il Governo ha
confermato con la sua presenza e l'apertura dell'Assemblea al 18 è
chiaro che non darebbe la possibilità ai comuni di approvare i
bilancio nei tempi e nei modi previsti dalla legge.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho capito -
devo dire - in questa discussione che rischiamo, anche con la
massima buona fede, di sottovalutare l'effetto di un Parlamento
che, per davvero, rischia di rendersi ridicolo di fronte alla
opinione pubblica, perché credo che, nella vita, bisogna sempre
decidere una cosa; decidere di non decidere è la cosa peggiore che
possiamo fare.
Ora, lo dico perché la materia che trattiamo è una materia molto
delicata, attiene a diritti soggettivi, attiene ai principi normati
da diritti universali, regolati anche dalla nostra Costituzione. E
si è sviluppato, invece, intorno a questo annunciato disegno di
legge, un dibattito spesso e volentieri estraneo a quello di cui si
parla nelle norme scritte, per cui ognuno l'ha interpretato, ha
costruito mostri, sostanzialmente, creando una specie di clima sul
fatto che per il semplice fatto di esistere, già ti rende
incompatibile.
Allora, siccome eviterei di ridurre questa discussione ad una
farsa, e lo dico pur avendo magari qualche elemento di
differenziazione in un aspetto particolare della norma, io credo
che questo disegno di legge non sia nulla di particolarmente
drammatico, così come si cercano i rappresentanti, per la semplice
ragione che il testo di riscrittura presentato oggi dal Governo
dell'articolo 10, sostanzialmente si limita ad estendere ciò che
oggi è regolato, anzi, ciò che è regolato dal 1951 ad estenderlo,
non solo alle società così come regolato, ma anche ad Enti e, per
una serie di fattispecie, anche alle associazioni non aventi scopo
di lucro.
Si può considerare questa una bestemmia? Io non la considero una
bestemmia perché dal 1951 ad oggi l'evoluzione, diciamo, che c'è
stata, nel settore, dei conflitti di interessi di fatto è talmente
evoluta che introdurre una norma che estende ciò che è già regolato
dalla legge del 1951 a fattispecie giuridiche che, magari, nel 1951
non erano in qualche modo prevedibili - non esistevano le
associazioni onlus nel 1951 -, ecco tanto per dirne una. E poi che
cosa fa? Ci si limita ulteriormente ad estenderla ad alcune figure
interne a queste strutture, quindi, non solo ai dirigenti,
presidenti, amministratori, funzionari, ma anche ai dipendenti.
Su questo, probabilmente, si può discutere perché una cosa è fare
l'usciere, un'altra cosa è essere dipendente con responsabilità più
o meno rilevanti in una società.
Allora, discutiamo di merito senza farlo diventare una specie di
effetto di minaccia a mano armata non si capisce di che cosa
Dopo di che, lo dico con molta franchezza, io sono stato tra
quelli che, quando il Presidente della Regione ha illustrato il
disegno di legge, sono intervenuto dicendo, credo tra i primi:
Però, Presidente, tu hai detto delle cose che io condivido, ma non
sono quelle contenute nel testo che avevate scritto .
Perché? Il punto è uno. Noi possiamo girarci la faccia rispetto ad
un dato: quando diventi deputato, l'essere parlamentare
rappresentate del popolo siciliano in questo Parlamento, ti può
consentire che, nel momento stesso in cui tu svolgi una funzione di
rappresentanza, diventi un uomo al quale, inevitabilmente, potrà
essere addebitata la responsabilità di usare la carica per fare
affari privati? Allora su questo ci vogliamo intendere sì o no? Il
deputato che è in carica non può svolgere funzioni imprenditoriali,
con società, con enti, con onlus, con come volete chiamarle le
chiamate, perché già è deputato e la sua funzione deve essere
estranea a qualunque conflitto di interesse.
Su questo, io spero che non ci divideremo, ma se ci dobbiamo
dividere, dividiamoci in maniera chiara, non giochiamo al rinvio,
non giochiamo a nascondino.
Allora, io credo che sia del tutto evidente che la funzione di
parlamentare debba essere una funzione esclusiva.
La norma regola l'ineleggibilità, la estende, possiamo discutere i
dipendenti, quel livello di dipendenti, se uno fa l'usciere ,
questo è il merito e ne discutiamo. Ma il punto politico di questa
norma è anche per le cose che diceva l'onorevole Vinciullo.
Parliamoci chiaro: questa Regione ha finito per normare le
incompatibilità di se stessa creando un mostro giuridico per cui il
sindaco non può fare il deputato, ma il deputato può fare il
sindaco Ma vi pare una cosa logica Vi pare una cosa normale che
un Parlamento normi a tutela di se stesso? Ecco perché il caso
Buzzanca è stato figlio della presunzione del Parlamento siciliano.
Norma poi dichiarata incostituzionale.
Vogliamo capire di cosa stiamo parlando? Io lo dico con grande
rispetto; capisco che la Commissione si trova in una situazione di
pressione, però, io credo che questo provvedimento di legge -
ripeto - ci può essere una questione giusta e una questione che non
viene considerata giusta Discutiamone, ma non usciamo da questa
sessione col fatto che il Parlamento in una materia così - scusi,
signor Presidente, è un inciso e chiedo scusa a lei e al Parlamento
- io sono oggi indignato non delle cose che ha detto Confindustria
sulla politica siciliana, ma del silenzio della politica siciliana
nei confronti di quello che ha detto Confindustria E' grave che il
Parlamento
(Applausi)
sia stato muto di fronte ad una accusa grave a tutta la politica
siciliana
E noi pensiamo che da tutte queste cose ne usciamo nascondendoci,
giocando al rinvio, l'11 settembre, il 18 settembre, l'8 dicembre,
ma di che cosa parliamo? Per quanto mi riguarda - e lo dico col
massimo rispetto per il lavoro della Commissione - da questa
sessione si esce con un voto, favorevole o contrario, ma non si può
uscire col rinvio, perché credo che sarebbe la morte civile di
questo Parlamento. Ripeto, poi nel merito possiamo prenderci a
cazzotti', ma è il merito, non è il rinvio, come dire, quello che
ci mette tutti d'accordo.
PRESIDENTE. Voglio fare presente ai colleghi che stiamo
dibattendo in merito ad una proposta di rinvio formalizzata dalla
Prima Commissione all'unanimità. Sono già intervenuti due colleghi
parlamentari contro la proposta di rinvio, l'onorevole Vinciullo a
favore, immagino l'onorevole Milazzo, quale componente della
Commissione, che lei sia a favore. Con l'intervento dell'onorevole
Milazzo, si chiude il dibattito in merito alla proposta di rinvio e
poi si procederà alla votazione.
FORZESE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORZESE, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, la mia era una richiesta di comune accordo
perché ritengo giusto che una Commissione possa non avere i tempi
per potere porre l'attenzione su un qualcosa di così importante, io
ritiro la mia proposta e credo che si debba andare avanti, perché
mai come oggi, in un momento così delicato, non si può non tenere
conto delle cose appena dette dal collega Cracolici. Pertanto,
credo che bisogna andare avanti.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Sull'ordine dei lavori
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avevo chiesto
la parola quando il Presidente Ardizzone, sentito il Presidente
Forzese, aveva dato quindici minuti e poi successivamente un'ora
alla Commissione per esitare il testo.
Partiamo da lontano, signor Presidente. Io avevo chiesto la
cortesia sull'ordine dei lavori di intervenire, e quindi svolgo il
mio intervento sull'ordine dei lavori, ed anche a seguito ora del
ritiro della richiesta del Presidente Forzese, che per quanto mi
riguarda lo fa a titolo personale. Signor Presidente, ... a posto
il Presidente Crocetta è soddisfatto di questa richiesta, tutto a
posto, ora la legge la faremo in quindici minuti.
Naturalmente, signor Presidente, calcisticamente le dico, io
inviterei il quarto uomo a darvi il recupero, perché in queste
condizioni
PRESIDENTE. Il recupero sì, ma non certamente un quarto d'ora,
onorevole Milazzo.
MILAZZO. No, signor Presidente, meno il tempo che mi spetta, io ho
usato un termine calcistico parlando con l'onorevole Cracolici.
Dunque, signor Presidente, è successo questo. Io vorrei
pubblicamente ringraziare il Presidente della Regione che durante
l'intervento dell'onorevole Cracolici, che ora ha modo di
commentare a quattr'occhi, naturalmente ora l'onorevole Cracolici
ha aperto la stagione della guerra santa per la legge deputopoli',
e quindi il Presidente Crocetta dà, per scontato, che questa norma
sia approvata in queste condizioni, anche in queste condizioni
d'Aula.
Comunque, io svolgerò il mio intervento per rispetto alla
Presidenza, ma ritengo sia irriguardoso nei confronti dei deputati,
che cercano di dare il proprio contributo ai lavori d'aula.
In ultimo, signor Presidente, e lo voglio evidenziare una volta e
per tutte, questo atteggiamento schizofrenico da parte del
Presidente Forzese, che ora ritira una proposta unanime, anzi più
che unanime, perché c'erano altri deputati che non fanno parte
della Commissione, che tout court la ritira sol perché il
Presidente della Regione si appella al Presidente Forzese, come se
la Prima Commissione fosse casa Forzese', no, è la prima
Commissione del Parlamento siciliano, e quindi le cose vanno
concertate, andava riunita la Commissione e dibattuto una eventuale
ripresa dei lavori.
E allora nel merito, il Presidente Crocetta ha risposto quando il
Presidente Forzese ha chiesto un rinvio sulla trattazione per dare
il parere di merito, ha risposto che la legge è stata ampiamente
discussa, ma la legge che oggi è stata riproposta e riscritta è
totalmente un'altra norma, noi abbiamo parlato d'altro, abbiamo
parlato di parentopoli, oggi c'è una norma che si inventa nuove
incompatibilità e cause di ineleggibilità sui deputati quelli in
carica, e quelli a venire, ed ancora il Presidente Crocetta ha
ribadito verbalmente che non si tratta di tutti gli enti, ma come
ho capito è abituato a fare il Presidente della Regione, con tutto
il rispetto che gli devo perché è il Presidente della Regione, a
parole siamo tutti bravi, ma il testo che noi andremo eventualmente
ad approvare, parla di tutti gli enti, senza distinzione, parla di
tutti gli enti, compreso il sacrestano della parrocchia dove vado
in chiesa io, signor Presidente, non si potrà candidare perché è
dipendente di un ente religioso, e siccome ha ricevuto il
contributo per i condizionatori, non si potrà candidare, perché
questa norma è un'aberrazione.
E ancora, ho sentito da parte del Presidente Crocetta, mentre
parlava con l'onorevole Forzese, che è stata scritta da un
costituzionalista, ma sicuramente sarà un bravo costituzionalista,
ma non si candiderà mai, perché non ci passerà mai su una norma che
anche a lui vieterebbe di candidarsi.
E ancora, signor Presidente, rinvio immotivato. Ma le pare
immotivato determinare la vita, la qualità e le prerogative di un
Parlamento e determinarlo in un quarto d'ora?
E ancora, avete costituito una Commissione per il recepimento del
Decreto Monti, competenza esclusiva della Prima Commissione, ditemi
perché per questa norma non avete fatto un'altra Commissione.
Ora prendo atto che l'onorevole Cracolici giustamente dice, con
uno scatto di orgoglio, di qui non si esce se non c'è la norma .
Poco fa ho letto che ha chiesto un rinvio di altri due mesi per
esitare giustamente, con attenzione, una norma che è il recepimento
del decreto Monti ed invece vuole fare l'altra norma che riguarda
sempre lo status dei parlamentari in un quarto d'ora. Non mi pare
che ci sia coerenza di trattamento rispetto alle norme, presidente
Pogliese.
E concludo, Presidente, sa cosa succede in Italia? Ci sono Regioni
a Statuto ordinario che si battono per diventare a Statuto
speciale. Noi siamo l'unico caso di Regione a Statuto speciale che,
ogni giorno, si batte per diventare a Statuto ordinario,
Presidente, e per mortificare il Parlamento siciliano. Questa è la
verità, ogni giorno leggo, vedo ed assisto ad un'Assemblea che
lavora solo per limitare le prerogative dei parlamentari. Non si
parla di agricoltura, non si parla di turismo, di lavoro, di
economia, non si parla dei problemi reali dei siciliani. O vogliamo
una norma in un quarto d'ora sol perché dobbiamo fare contento il
Presidente della Regione
Preannuncio che non lo consentirò, con buona pace dell'onorevole
Cracolici. Se lo vuole fare diventare un campo di battaglia, io ci
sto. Intanto, denunciamo una cosa: una norma che viene trattata
parallelamente alla pseudo Tabella H e, allora, forse, ma forse
Presidente, non ci metterei la mano sul fuoco, spero e sono certo
che non sarà così, una norma che va avanti parallelamente, forse
appena saremo in difficoltà diremo che siamo pronti a rivedere gli
enti che entreranno nella Tabella H e, forse, qualcuno rivedrà la
propria posizione critica su questa norma. Forse arriveremo a
questo?
E, allora, la pregiudiziale intanto è questa, Presidente, esitate
prima la bottega , quella che avete bocciato durante il bilancio
della tabella H che era scandalosa; lo stesso Presidente Crocetta
qua si alzò dicendo: io ora mi allontano . Oggi è lui che dice:
No, la dobbiamo portare avanti . E allora, esitiamo prima questa,
chiudiamo la bottega e, poi, in modo sereno, trattiamo delle
prerogative dello status dei parlamentari regionali.
stralciate I/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge nn. 51-38 bis
- Norme stralciate I/A
PRESIDENTE. Faccio presente che il Governo ha presentato una
proposta di modifica parziale del testo, che è in distribuzione,
l'emendamento Gov. 1 R.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, componenti della Giunta di Governo,
onorevoli colleghi, per la verità non sarei intervenuto se non mi
avesse stimolato a farlo l'intervento ampio, come sempre,
dell'onorevole Cracolici il quale, in buona sostanza, sostiene, in
linea con il volere del Governo della Regione, che questa norma o
questo insieme di norme si può ben esitare in poco tempo, in un
quarto d'ora, in mezz'ora.
Ora vedete, il problema non è esitare la norma in un quarto d'ora.
Se la norma fosse chiara, se la norma fosse scritta come una norma
giuridica va scritta, se ci fosse dietro questa norma un pensiero
unitario, armonico, accettabile, accoglibile.
La verità è che dietro questa norma c'è soltanto un'esigenza che è
quella di rispondere, e malamente, ad una certa qual ritenuta
pressione dell'opinione pubblica siciliana, come se l'opinione
pubblica siciliana aspettasse questa norma come manna dal cielo.
Come se l'opinione pubblica siciliana avesse bisogno solo e
soltanto di questa legge e non avesse bisogno, invece, di
nient'altro. Non avesse bisogno di disposizioni legislative in tema
di sviluppo economico, in tema di produttività, in tema di ricorso
a misure incentivanti l'economia e la finanza pubblica e privata.
E diciamo con chiarezza - non vedo il Presidente della Regione,
non so se ha lasciato l'Aula o il Palazzo - che il Governo non è
riuscito, fino a questo momento, a presentare un testo legislativo
che fosse degno di questo nome. Perché, richiamare l'invio degli
atti, già nel mese di dicembre, la fissazione all'ordine del giorno
nel mese di maggio o di giugno e il ping-pong con la I Commissione
significa, anche, chiedersi il perché questo sia avvenuto.
E' avvenuto perché, fino a questo momento, la norma, che è stata
presentata dal Governo, non è una norma leggibile. Ecco perché
l'Assemblea si trova, ancora oggi, onorevole Cracolici, nella
necessità di dover approfondire.
Mentre lei parlava, e mentre io la ascoltavo con interesse, il
Governo riscriveva la norma, quella che il presidente Pogliese ha
poc'anzi dichiarato essere una modifica parziale, una modifica meno
parziale, che non ho avuto nemmeno il tempo di leggere perché mi è
stata consegnata nel momento stesso in cui lei, Presidente, mi
chiamava per farmi intervenire.
E, allora, il Presidente della I Commissione, che qui aveva
chiesto il rinvio della trattazione alla stessa I Commissione, non
lo ha fatto a titolo personale, colleghi dell'Assemblea regionale
siciliana, ci vuole anche da parte nostra un sussulto di orgoglio;
lo ha fatto perché la I Commissione ha votato in tal senso, ha
espresso unanimemente questa indicazione e la proposta è arrivata
da un autorevole esponente del centro-sinistra che dovrebbe
sostenere il governo Crocetta, ed è stata recepita da tutti.
E quella proposta, l'autorevole componente, l'ha potuta
formalizzare perché si era reso conto di come, a seguito degli
interventi di alcuni di noi, quella norma non appariva
assolutamente chiara, e quella norma non sarebbe nemmeno
applicabile, perché quando si dice enti , a titolo di esempio, la
mente di chi quella norma ha scritto ed approvata, dentro al
Governo, va agli enti di formazione, ma è una visione parziale, è
una visione assolutamente limitata perché anche i comuni sono enti,
perché vi sono enti economici e vi sono enti morali, perché vi sono
enti privati e vi sono enti pubblici e non si dice quale tipo di
enti radicherebbero questa incompatibilità.
E io non ho letto ed ho bisogno di leggere la nuova riscrittura.
E qual è il termine entro il quale io possa, insieme a tutti gli
altri, presentare, depositare dei subemendamenti a questo ennesimo
emendamento di riscrittura? E, allora, cerchiamo di andare per
delle proposte concrete.
Signor Presidente, la prima proposta è di carattere procedurale.
Io non credo che il presidente Forzese possa revocare la sua
proposta perché ha fatto a titolo personale la revoca, la
dichiarazione di revoca della sua proposta, mentre la precedente
proposta, quella sulla quale si è sviluppato il dibattito ed in
ordine alla quale lei ha dato facoltà di parlare a 2 deputati a
favore e a 2 contro, rimane in piedi perché era la proposta
unitaria ed unanime di tutta la Commissione.
Non è revocabile quel tipo di proposta, a meno che non si
riunisca, nuovamente, la I Commissione e decida di revocare quella
proposta.
Secondo, dal punto di vista procedurale, quali sono i termini
entro i quali io, deputato di questa Assemblea regionale siciliana,
posso presentare subemendamenti all'ennesimo emendamento di
riscrittura?
E non diciamo che stiamo imtaccando soltanto dei diritti
soggettivi perfetti, che sono quelli previsti dall'articolo 51,
comma 1, della Costituzione. Noi stiamo dibattendo anche in materia
di principi fondamentali, quelli che la nostra Costituzione prevede
dall'articolo 1 all'articolo 12 e che non prevedono soltanto i
diritti insopprimibili dell'uomo, ma anche quelli del cittadino,
entro cui il diritto di elettorato passivo si inserisce.
E, allora, che questo disegno di legge venga approvato il 18,
l'11, il 25, il 17 ha poca importanza. Ma l'importante è che si
arrivi ad un testo che sia assolutamente accoglibile, accettabile e
leggibile. E non si dica né in quest'Aula, né in Sala stampa, né
fuori da quest'Aula che i siciliani aspettano questa norma come se
fosse la risoluzione di tutti i mali della Sicilia e di tutti i
problemi della Sicilia.
Questa norma la aspetta soltanto il Governo per potere dire che
questa norma è stata approvata. Ma questa norma, così com'è
scritta, non può essere approvata.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dice bene
l'onorevole Ioppolo i siciliani non aspettano questa norma, i
siciliani attendono provvedimenti seri, i siciliani aspettano pane,
aspettano interventi che giovino all'economia del territorio.
I siciliani chiedono neanche sviluppo, chiedono opportunità
occupazionali e chiedono - come diceva giustamente il presidente
Musumeci, negli interventi di questi giorni - pane. Siamo ritornati
ad una fase drammatica e noi qua ci ostiniamo a parlare del nulla,
a parlare di fumo negli occhi, quel fumo negli occhi che dopo poco
inizia a far bruciare gli occhi profondamente.
Noi, secondo me - e mi rivolgo, Presidente, a tutti i deputati -
dobbiamo evitare quest'atteggiamento di macelleria sociale nel
quale il presidente Crocetta ci invita da mesi.
Noi da mesi parliamo di parentopoli , parliamo - rimaneggiando a
più riprese - di questioni legate alla tabella H e, di fatto,
rinviamo, di volta in volta, quelle che sono le questioni serie
della Sicilia.
Vedete questa norma prima arriva con riferimento ai parenti di
secondo grado, passa poi alla questione della formazione
professionale, fino ad arrivare al recepimento della 29 del 1951.
Cioè, noi avevamo bisogno di trascorrere tre mesi a parlare del
nulla in Commissione ed in Aula, per decidere finalmente qual era
la norma del 51 che avremmo dovuto recepire Come se fossero
necessarie giornate intere di studio di Commissioni, di sotto
Commissioni, di parere di esperti, che dovevano rendere esplicito
quello che era sotto gli occhi di tutti e che bastava applicare.
Fino a quando oggi - signor Presidente, onorevoli colleghi - la
Commissione, su richiesta del Governo, si è riunita alle ore 15.00
ed aspettava l'audizione e la consulenza del professore Verde, il
quale - ahimè - non si è presentato in Commissione. Mi dicono che
forse è in vacanza, non so bene se questa cosa corrisponda alla
realtà, ma evidentemente sì e, probabilmente, lo aveva già pattuito
con il Governo di non venire in Commissione lasciandoci lì a
menarcela ed a marcire insieme alle carte ed agli emendamenti che
avevamo immaginato di fare per potere rendere questa norma una
norma concreta e non mera acqua fresca, così come invece è
diventata.
Io credo che in questa norma, così come è stata riscritta - che
ripeto è acqua fresca - ci siano delle evidenti difformità legate,
ad esempio, al generico riferimento agli enti. Ma mi volete
spiegare che cosa sono gli enti? Gli enti di diritto privato, gli
enti pubblici?
E, allora, anche gli enti locali, i comuni, la situazione dei
comuni crea una condizione di incompatibilità con il ruolo di
deputato regionale. E, ancora, la questione, per esempio, degli
operatori della sanità o delle organizzazioni di volontariato dove
si ha un ruolo, una carica a titolo di onorificenza.
Ciò che la Commissione aveva provato a presentare era un
ragionamento che ponesse le condizioni per presentare, quanto meno,
dei subemendamenti. Io mi chiedo perché dobbiamo continuare ad
accanirci nei confronti della politica e di questo Parlamento dove
ritengo ci siano anche delle brave persone e non soltanto dei
criminali che vivono una condizione di incompatibilità e mi chiedo
perché, ed è quello che farò con il subemendamento, non si possa
estendere la norma, ad esempio, alla burocrazia regionale, ai
dipendenti.
I parlamentari devono avere una condizione di trasparenza ma
perché non estendiamo, per esempio, l'incompatibilità anche alla
burocrazia regionale dove - abbiamo il coraggio di dircelo - ci
sono le Commissioni di valutazione di questi enti che ricevono i
contributi e dove non è assolutamente detto che lì non si annidino,
non soltanto situazioni di incompatibilità ma situazioni di
connivenza, di malaffare, di criminalità che sono legate alle
questioni che, invece, quelle sì, stanno davvero a cuore ai
siciliani.
Io credo che con questa riscrittura, che non è stata condivisa
dalla I Commissione ma che è arrivata in Aula saltando a piè pari
la Commissione di merito, rischiamo ancora una volta una cattiva
figura, ma non nei confronti del Commissario dello Stato, di cui da
parlamentare non mi innamoro rispetto alle ingerenze ed alle scelte
del Commissario dello Stato nei confronti delle scelte del
Parlamento, ma nei confronti dell'opinione pubblica che ci guarda e
dice: ma guarda questi deputati che non riescono neanche a
scrivere un testo , non sapendo che quel testo da noi non è stato
scritto, a quel testo non abbiamo messo mano ed in quel testo ci
sono continui errori di forma e di sostanza fino ad arrivare a veri
e propri strafalcioni.
Tuttavia, vorrei fare una proposta perché non me la sento di
inchiodare la Commissione della quale faccio parte a questo ruolo
di capo espiatorio. Dia il Governo il tempo per i subemendamenti e
si continui in Aula ad oltranza in modo che i Gruppi politici
possano prendersi le proprie responsabilità e, dimenticando anche
una serie di cose che si stanno facendo in questi giorni dove si
parla solo di Tabella H e di nomine non stop fino alla
commissione di domani dove ce ne saranno delle belle, per vedere
questa vicenda come finirà.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è vero onorevole
Figuccia, onorevole Ioppolo, la Sicilia ha bisogno di pane, ha
bisogno di leggi per lo sviluppo, ha bisogno di leggi che
riassettino l'economia, ma ha anche la necessità che queste leggi
le faccia un Parlamento il più trasparente possibile, un Parlamento
che abbia il coraggio di assumersi le proprie responsabilità e di
normare anche a suo sfavore in questo senso.
La proposta della I Commissione di prendersi un tempo per poter
elaborare degli emendamenti nasce dalla volontà di rispettare la
prerogativa del singolo parlamentare che è appunto quella di poter
presentare emendamenti in un tempo ragionevole. Questa prerogativa
non sembra che sia stata apprezzata da tutta l'Aula per cui
condividiamo la scelta del presidente Forzese di andare avanti,
così come condividiamo, nel suo spirito generale, la legge che ha
presentato il Governo. E' vero ci sono alcune cose nel merito da
dover sistemare, da dover aggiustare ma, arrivati a questo punto,
non temiamo neanche la necessità di dover fare notte. Siamo
disponibili a restare qua fino a quando la legge sarà approvata.
PRESIDENTE. Onorevole Forzese, l'onorevole Ioppolo ha posto un
tema importante nella misura in cui chiede a lei se formalmente è
intervenuto a nome della Commissione, a titolo personale o a
maggioranza.
FORZESE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORZESE, presidente della Commissione. Non è a titolo personale, a
titolo chiaramente di Presidente della Commissione, a maggioranza,
si è deciso, di fatto, di venire meno alla richiesta di rinvio.
MILAZZO. Ma dove ti sei riunito? questo è un falso
CORDARO. Non sei a casa tua
MUSUMECI. La Commissione non si è mai riunita
PRESIDENTE. Prendiamo atto, onorevole Forzese.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo chiesto di
intervenire proprio per chiedere il rispetto della decisione della
Commissione e, invece, ora mi trovo spiazzata dalla proposta
ritirata dall'onorevole Forzese. Questo testo è arrivato in Aula
oggi pomeriggio, quindi, la Commissione quindi non aveva avuto
neanche il tempo di esaminarlo.
Quindi o noi esautoriamo le Commissioni, o noi esautoriamo l'Aula.
I disegni di legge li discutiamo così senza relazioni, senza pareri
della Commissione, o altrimenti se la Commissione richiede
responsabilmente un termine per riesaminare il testo di legge che
presenta delle criticità, credo che questo rispetto l'Aula glielo
debba.
Improvvisamente, è arrivata la decisione del presidente della
Commissione, non so se condivisa, ma credo che non ci sia alcun
verbale di ritirare la proposta. Evidentemente, qui qualcosa non va
perché se un quarto d'ora prima avevate deciso, come Commissione,
ed era giusto, l'onorevole Cordaro non diceva questo, ma se avevate
deciso un quarto d'ora prima che questo testo andava riesaminato,
ora onestamente è necessario, visto e considerato che la
Commissione decide di non riesaminarlo che i Gruppi parlamentari
abbiano tutto il tempo necessario per presentare degli emendamenti.
Ripeto, sono pronta e disponibile, per quel che mi riguarda, ad
approvare il testo di legge subito. L'unico problema e l'ho posto
al Presidente della Regione, al Governo che lo ha presentato e l'ho
posto a voi, era legato all'articolo 1, perché l'articolo 10
riguarda la posizione, non solo della sottoscritta e dei colleghi
sindaci e deputati che sono presenti, ma anche la posizione di
tanti parlamentari che occupano o rivestono ruoli nella Pubblica
amministrazione.
Quindi, siccome qui si parla e si discute e si andrà ad approvare
una norma che influisce nella sfera personale, non nella sfera
personale della moralità, ma nella sfera personale che riguarda
l'attività lavorativa di ciascuno di noi, che oggi siamo deputati,
ma viviamo non di politica, ma viviamo del nostro lavoro, è bene
che su quest'articolo, al di là dei proclami, al di là delle
appartenenze politiche, si ponga una seria riflessione.
Ora se è necessario che l'articolo 10 venga riscritto, se la
Commissione decide di non andare in Aula, è necessario che ci sia
un adeguato termine per presentare degli emendamenti perché,
ripeto, ciascun parlamentare si pone un problema, se domani mattina
decade, ed è legittimo che debba essere rivisto.
Se, invece, decidiamo di eliminare l'articolo 10 dal testo di
legge credo che non ci sia alcun problema ad approvare questo testo
perché non aggiunge nulla a quelle che sono le condizioni di
ineleggibilità e di incompatibilità.
Vi faccio un esempio. Chi come me è sindaco, in questa
legislatura, non può fare parte di enti, associazioni, onlus
morali, non può avere parenti o congiunti che possano partecipare a
gare di appalto, a ditte, quindi questo già lo facciamo.
Siccome le norme le studiamo sempre per gli altri e non per noi,
dico che se noi, l'unico dubbio, perché l'articolo 10 si presta ad
interpretazioni non ad estremismi, allora, se questa sera
decidiamo, perché dobbiamo dare un segnale, sono amareggiata da
come siamo ridotti come se qui fossimo una massa di delinquenti che
devono agire con trasparenza. Qui agiamo tutti con trasparenza, chi
fa un uso distorto delle leggi commette un reato e per questo ci
sono degli organi preposti, la Magistratura, che farà il suo
percorso ed andranno denunciate, ma le incompatibilità e le
ineleggibilità sono già contenute nella legge elettorale.
Per cui è inutile che ci arrampichiamo sui muri lisci, dobbiamo
votare questo testo, eliminiamo l'articolo 10, perché l'articolo
10, onestamente, influisce sulla sfera privata di ciascun deputato
perché viola anche quelli che sono non gli interessi legittimi ma i
diritti soggettivi a qualsiasi titolo.
Quindi, se dobbiamo non fare parte di società perché possono
richiedere contributi alla Regione, non possiamo fare parte di
associazioni sportive, culturali e quant'altro credo che chiunque
di noi, fa parte di una di queste, è pronto a dimettersi, per
carità, se questo può essere utile.
Ma, questa norma deve essere estesa, così come diceva giustamente
l'onorevole Figuccia, anche ai dirigenti regionali o a chi fa parte
di Commissioni di valutazione e quant'altro, perché non
dimentichiamo che queste incompatibilità possono riguardare anche
altri soggetti.
Volevo anche tornare su un altro argomento che era quello della
variazione di bilancio.
Poc'anzi, a proposito dei problemi della Sicilia, dei disabili,
dei cittadini, in Commissione Bilancio c'è stata una importante
riunione con i sindaci. I colleghi parlamentari hanno preso atto e
sono disponibili a trovare delle soluzioni insieme al Governo. Le
variazioni di bilancio devono essere anticipate, quindi suggerisco
la convocazione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari perché ristabilisca la data, anziché il 18, i primi di
settembre. Poi, vedremo domani sulla tabella H, mi auguro che il
testo che arrivi sia una tabella H che sia compatibile con i
problemi che sono stati discussi in Commissione Bilancio oggi.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, si è sospesa una seduta
perché ad una Commissione, di cui io sono componente, è stato dato
un mandato preciso: esprimersi rispetto ad una norma che oggi
stiamo trattando.
La Commissione, all'unanimità, ha deciso di proporre all'Aula, e
già la proposta è stata inoltrata ed è stata anche accolta, mi
pare, dall'Ufficio di Presidenza, da questa Presidenza, una
proposta votata all'unanimità dalla Commissione, votata, e prima di
alzarsi la stessa Commissione, le do, Presidente, la mia parola, ho
reiterato la richiesta, ho detto: E, allora, abbiamo votato? E mi
è stato detto espressamente: Abbiamo votato questa decisione .
A norma di Regolamento, signor Presidente, per cambiare la
proposta, rivedere la posizione della Commissione, o si svolge un
nuovo voto o la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
si determina in modo opposto.
Questo è il richiamo al Regolamento, non c'è altro, signor
Presidente, si deve procedere in modo spedito alla trattazione di
quella proposta con un voto da parte dell'Assemblea regionale.
PRESIDENTE. Ci sono alcuni iscritti a parlare, però, credo che la
proposta formalizzata, coerentemente con quello che ha detto prima
di lui l'onorevole Ioppolo, sia assolutamente pertinente, quindi
chiedo al presidente della Commissione, onorevole Forzese, di
convocare in quindici minuti la I Commissione ed esprimersi
formalmente sull'eventuale revoca della richiesta di rinvio.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 20.29, è ripresa alle ore 21.26)
La seduta è ripresa.
Riassume la Presidenza il Presidente ARDIZZONE
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, invito il Presidente della Commissione,
onorevole Forzese, a riferire in ordine all'esito dei lavori della
Commissione stessa.
FORZESE, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, la Commissione a maggioranza ha deciso di
mantenere ferma la prima richiesta che è quella, vista la
complessità del tema che quest'oggi dovrebbe essere trattato, di
avere ulteriori tempi , dato che il disegno di legge è pervenuto in
Commissione soltanto un quarto d'ora prima dell'inizio della seduta
e così pure come già concordato in Conferenza dei capigruppo,
tenuto conto che le Commissioni potranno essere già convocate per
il 5 settembre, subito dopo questa data se sia possibile chiedere
espressamente di portare il disegno di legge in Commissione e,
laddove fosse possibile, chiedere a lei, signor Presidente, di
convocare la Conferenza dei capigruppo e tentare, se vi sono le
condizioni, di anticipare una seduta straordinaria ad hoc vista
l'importanza del disegno di legge.
PRESIDENTE. Quindi, onorevole Forzese, lei insiste nella richiesta
di richiamarsi il provvedimento in Commissione.
Gli onorevoli colleghi si sono già espressi a favore e contro.
Pertanto, si passa alla votazione. seduta.
RUGGIRELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUGGIRELLO. Signor Presidente, più che altro si tratta di una
cortesia. Siccome l'articolo 4 non è presente alla I Commissione,
volevo sapere se questa maggioranza che ha deliberato da chi è
composta nel voto.
PRESIDENTE. Onorevole Ruggirello, comprendo il suo intervento che
è di significato politico, però, così facendo, ci incartiamo
ulteriormente nei ragionamenti. Ha già riferito il Presidente della
Commissione, non andiamo oltre. Abbiamo già tanti problemi su
questa legge, non aggiungiamone degli altri Il Presidente della
Commissione si è già espresso in merito, non andiamo oltre
Votazione per il rinvio in Commissione del disegno di legge
Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e di
incompatibilità con la carica di deputato regionale e di componente
della Giunta regionale. (nn. 51-38 bis- Norme stralciate I/A)
(Seguito)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per evitare questioni sulla conta,
anche se la votazione è prevista per alzata e seduta, procediamo
col sistema elettronico.
Chiarisco il significato del voto: chi è a favore della proposta
di rinvio in Commissione, così come esitato dalla Commissione
stessa a maggioranza, prema il pulsante verde, chi è contrario
prema il pulsante rosso.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. La proposta non è approvata.
Onorevoli colleghi, si procede quindi con l'esame del disegno di
legge.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, tenuto
conto che il testo del disegno di legge è cambiato in corso
d'opera, è ovvio che i tempi per la presentazione degli emendamenti
debbano essere rivisti. Pertanto, chiedo alla Presidenza di
comunicare formalmente il termine per la presentazione degli
emendamenti al nuovo testo del disegno di legge predisposto dal
Governo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi riferiscono gli Uffici che al
primo testo di riscrittura sono stati presentati ben 60 sub-
emendamenti, e poi è stato presentato un nuovo testo. E allora,
gradirei trovare un'intesa con il Presidente Crocetta.
Obiettivamente la legge è complessa, ci sono grandi difficoltà e,
considerato che c'è la volontà di andare avanti, e dobbiamo
necessariamente discutere un testo di legge condiviso, mi è giunta
una proposta, che potrei fare mia, di rinviare a domani mattina
alle ore 11, i lavori dell'Aula, per l'esame di questo disegno di
legge. Se c'è un'intesa di massima, ma che serva a scrivere il
testo condiviso, va bene, altrimenti andiamo avanti non stop.
Mi è stata formulata questa richiesta, e considerato che la
maggioranza vuole andare avanti, e le difficoltà ci sono e sono
complesse, se inizia un'attività ostruzionistica significa che
andiamo avanti con le richieste di numero segreto, con il fatto che
manca il numero legale e quant'altro, siamo esperti di queste
procedure.
CROCETTA, presidente della regione. Signor Presidente, il Governo
è sicuramente favorevole a seguire la scelta che farà l'Assemblea
perché ritengo che in questo caso sia opportuno.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, tenuto conto delle osservazioni
sollevate, l'Aula viene rinviata pertanto a domani mattina alle ore
11.00. Eventuali emendamenti al disegno di legge potranno essere
presentati fino alle ore 24.00 per dare la possibilità agli Uffici,
insieme al Governo, di riscrivere il testo condiviso.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli
Dipasquale, Picciolo, Falcone e Francesco Cascio.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che la Commissione Bilancio è autorizzata a riunirsi in
concomitanza con i lavori d'Aula.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 8
agosto 2013, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e
di incompatibilità con la carica di deputato regionale e di
componente della Giunta regionale. (nn. 51-38 bis- Norme
stralciate I/A) (Seguito)
Relatore: on. Alloro
2) - Norme a tutela del buon andamento dell'amministrazione
regionale ed a garanzia dei principi di legalità, trasparenza ed
imparzialità dell'azione amministrativa. (nn. 51-38 bis- Norme
stralciate II/A) (Seguito)
Relatore: on. Panepinto
La seduta è tolta alle ore 21.40
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli