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Resoconto d'Aula della Seduta n. 68 di giovedì 08 agosto 2013
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   LOMBARDO,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Coltraro, Giovanni  Greco,
  La  Rocca Ruvolo, Lo Sciuto, Picciolo e Turano sono in congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposta scritta a interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che è pervenuta la  risposta  scritta  alla
  seguente interrogazione:

   -  da parte dell'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e
  il lavoro

   N.  301 - Iniziative volte ad una maggiore pubblicizzazione  delle
  attività  svolte dalle consigliere di parità nonché ad  un  maggior
  controllo delle relative funzioni.
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;   Trizzino   Giampiero;  Venturino   Antonio;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato  al  resoconto
  stenografico dell'odierna seduta.

        Comunicazione di apposizione di firma a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota pervenuta il 6 agosto  2013  e
  protocollata   al   n.   9414/AULAPG  dell'8   agosto   successivo,
  l'onorevole  Ciaccio ha chiesto di apporre la  propria  firma  alle
  interrogazioni nn. 1112, 1115 e 1117.

    L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli colleghi, in considerazione del fatto che ci sono alcune
  Commissioni  riunite,  per   consentire un  proficuo  lavoro  delle
  stesse,  nella  speranza  che si riesca a  trovare  un  momento  di
  sintesi,  sospendo  la seduta, avvertendo che riprenderà  alle  ore
  15.00.
   Pertanto, le Commissioni, dalla prima alla sesta, sono autorizzate
  a riunirsi per espletare il loro lavoro senza impedimento alcuno.

        (La seduta, sospesa alle ore 11.41, è ripresa alle ore
                                17.28)

   La seduta è ripresa.

   stralciate I/A - 'norme ineleggibilità dei deputati e di
   incompatibilità con la carica dei deputati regionale e di componente
   della Giunta regionale' .

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Onorevoli colleghi, sono in corso tutta una serie di riunioni  per
  cercare  di  fare  sintesi sui due disegni di  legge.  E'  riunita,
  peraltro,  anche  la  II Commissione, che  è  in  attesa  di  nuovi
  elementi  conoscitivi in ordine alla questione delle variazioni  di
  bilancio  in  corso,  che riguarderebbero  gli  enti  che  ricevono
  sussidi da parte della Regione siciliana o, comunque, enti che sono
  strumentali della Regione siciliana.
   E'  in  corso  un ulteriore incontro con i Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  per  cercare  di fare sintesi  anche  in  ordine  al
  disegno di legge sulle incompatibilità.
   Questi    incontri    serviranno,   almeno,   per    semplificare,
  successivamente,  il ragionamento ed il dibattito  che  si  possono
  fare  in Aula; non è assolutamente un allungare i tempi ma dovrebbe
  servire a semplificare i tempi.
   Mi  vedo, quindi, obbligato a sospendere i lavori d'Aula fino alle
  ore 18,30.

                (La  seduta,  sospesa alle ore 17.30, è ripresa  alle
           ore 19.25)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli   colleghi,  abbiamo  concluso  una  riunione   con   il
  Presidente  della  Regione e quasi tutti i  Presidenti  dei  gruppi
  parlamentari di questa Assemblea.
   Si  è arrivati ad un momento di sintesi che, chiaramente, non  può
  essere,  da un punto di vista procedurale, la scrittura definitiva,
  perché  è giusto che ogni parlamentare abbia contezza del testo  di
  riscrittura.
   Dobbiamo,  però, dire che questo testo di riscrittura tiene  conto
  del  dibattito che c'è stato in Aula nei giorni scorsi, nonché  del
  dibattito   complesso  svoltosi  in  Prima  Commissione   e   degli
  emendamenti  e  sub emendamenti presentati al testo di  riscrittura
  precedente.
   Quindi, ora verrà distribuito a tutti i Parlamentari per un  esame
  attento,  accurato, per un approfondimento nella  speranza  che  ci
  possa essere una condivisione di carattere generale.
   Tutto, per carità, è perfettibile e il Governo - mi sento di  dire
  - ha manifestato la più ampia volontà a partecipare eventualmente a
  quell'ulteriore  dettaglio di perfezione ove fosse necessario,  ove
  non è necessario si va avanti con il testo riscritto.
   Quindi,  gli  Uffici  provvederanno a distribuire  ai  gruppi,  ai
  singoli parlamentari il testo così come è stato riscritto -  ripeto
  -  che rappresenta un momento di sintesi generale che è stata fatta
  con  la  gran parte dei Gruppi parlamentari, ma ciò non  toglie  la
  possibilità, ai singoli Parlamentari, di intervenire nel merito del
  provvedimento.
   In  atto  è riunita la seconda Commissione per quanto riguarda  la
  riscrittura  delle  variazioni  di  bilancio;  è  stato,  peraltro,
  rappresentata  da parte del Governo - mi risulta  -  una  relazione
  tecnica  che  dovrebbe  andare anche all'attenzione  della  Seconda
  Commissione.
   Per  cui  l'Aula riprenderà alle ore 20.00 con l'esame del disegno
  di  legge  sulle cosiddette  incompatibilità' e andrà  avanti  non-
  stop,  nell'attesa che arrivi anche il disegno di  legge  da  parte
  della Seconda Commissione.
   Quindi, ogni deputato, può avere contezza del testo di riscrittura
  così  come è stato immaginato - ripeto - dal Governo, d'intesa  con
  la gran parte dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   L'Aula riprenderà alle ore 20.00

     (La seduta, sospesa alle ore 19.29, è ripresa alle ore 20.03)

   La seduta è ripresa.

   I/A 'norme stralciate I/A - 'norme ineleggibilità dei deputati e di
   incompatibilità con la carica dei deputati regionale e di componente
   della Giunta regionale' .

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Onorevoli colleghi, è stato distribuito l'emendamento del Governo,
  interamente  sostitutivo del disegno di legge  n.  51-38  bis,  che
  porta il numero Gov.1.R.bis.
   Non sono stati presentati subemendamenti.

   ASSENZA. Dovevamo presentarli a futura memoria?

   PRESIDENTE. No, onorevole Assenza, avevo aperto l'Aula alle  19.30
  però   lei   ha  perfettamente  ragione  a  fare  rilievi   perché,
  giustamente,  abbiamo  più  volte  rinviato  l'Aula.  Era  comunque
  presente  il  capogruppo  del suo partito.  L'emendamento  è  stato
  distribuito  mezz'ora fa, però ho avuto modo di  dire  che  ciascun
  parlamentare  ha  chiaramente  diritto  di  esaminarlo  in  maniera
  compiuta ed, eventualmente, di emendarlo.
   Abbiamo  dato termine per gli emendamenti, ma se vuole intervenire
  sa  che  i  suoi interventi sono sempre graditi perché portano  uno
  stimolo  in  più all'Aula e, soprattutto in termini di  competenza,
  merita di essere ascoltato al pari di tanti altri colleghi.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  ringrazio  ma
  non  è  assolutamente  mia presunzione  voler  dettare  agli  altri
  quelle che sono le mie semplici osservazioni.
   Certo  che siamo qui l'8 agosto di sera per approvare in fretta  e
  furia   una  legge  spot  che  entrerà  in  vigore  nella  prossima
  legislatura mi fa un po' senso,  me lo faccia dire.
   Uno   dei   princìpi  essenziali  che  insegnano   all'Università,
  l'assessore  Marino nella sua veste di consigliere - mi corregga se
  sbaglio  -  è  che  l'incompatibilità  è  una  ineleggibilità   che
  sopravviene dopo le elezioni e non preesistente, il che significa -
  e  chiedo anche agli uffici di seguire il mio ragionamento - che le
  cause  di  incompatibilità devono essere le  stesse,  identiche  di
  quelle  previste  per l'ineleggibilità. Se lei e tutti  i  colleghi
  avete  la bontà di leggere l'articolo 2 bis e confrontarlo  con  le
  cause   di   ineleggibilità  introdotte  dalla   lettera   g   bis)
  dell'articolo 1, si accorgeranno che sono alquanto diverse.
   Secondo  l'articolo  2 bis, se qualcuno ha la  bontà  di  leggerlo
  attentamente  se ne renderà conto, introduciamo la decadenza  anche
  se  io  domani mi vado ad iscrivere all'AVIS per fare una donazione
  perché  divento  socio. Presidente, lei scuote la  testa,  però  il
  problema è che lei pensa una cosa e poi la traduce in un testo  che
  dice  un'altra cosa  E' questo il problema perché l'AVIS è un  ente
  che  riceve  un finanziamento della Regione e, nel momento  in  cui
  sono socio AVIS, non posso essere dipendente.
   I nostri amici disabili, dei quali si discuterà da qui a poco, che
  sono  nelle  organizzazioni dei ciechi o dei  sordomuti  che  hanno
  finanziamenti  regionali  noi tarpiamo  le  ali  e  diciamo  che  i
  disabili  in  Sicilia non hanno diritto a candidarsi  perché  fanno
  parte di queste associazioni.
   Allora, vi sembra logico e ragionevole che noi, per andare  dietro
  ad  una  smania di protagonismo, perché dobbiamo essere in  Sicilia
  più  realisti  del re, ci troviamo dopo tre giorni di lavoro,  dopo
  che  il  testo  è  stato emendato mille volte, ad introdurre  delle
  norme di questo tipo?
   Io  chiedo  un  minimo di ragionevolezza. L'articolo  2  bis  deve
  essere cassato totalmente perché, così come è congegnato, è intanto
  incostituzionale perché introduce dei motivi d incompatibilità  che
  sono in difformità alle cause di ineleggibilità, cosa assolutamente
  vietata da qualsiasi ordinamento.
   In  secondo  luogo  introduce delle incompatibilità  assolutamente
  abnormi   e   assurde  quali  quelle  a  cui,  a  semplice   titolo
  esemplificativo, mi sono permesso di fare riferimento.
   E  a tutto ciò aggiungiamo che tutto questo marchingegno posto  in
  essere,  in  maniera così artificiosa, entrerà  in  vigore  per  la
  prossima  legislatura, tranne l'articolo 2 bis, cui  facevo  cenno,
  credo  che  la  misura è più che colma per dire emendiamolo,  se  è
  proprio  necessario, ma altrimenti ritiriamolo veramente e facciamo
  un  testo  come si deve, o lo affidiamo alla Commissione  antimafia
  che sarebbe la cosa più ragionevole quella di predisporre un codice
  etico che poi verrà sottoposto all'Assemblea, da approvare da parte
  di   tutta   l'Assemblea,   invece   di   andare   a   scimmiottare
  argomentazioni che poi, alla fine, non hanno possibilità di varcare
  il vaglio del giurista di campagna più sprovveduto.
   Perdonatemi se uso questi toni ma devo necessariamente arrivare  a
  queste  conclusioni e mi dispiace se anche il mio gruppo ha aderito
  - ma spero di no -  ad un disegno di legge di tal fatta.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, preliminarmente intendo ringraziare i Capigruppo  per  la
  sensibilità che hanno dimostrato e per il lavoro straordinario  che
  hanno fatto oggi nell'accogliere la maggior parte degli emendamenti
  già presentati dai parlamentari, con uno sforzo interattivo, che ha
  cercato di condurre ad una ragionevole legislazione l'intero testo.
  In  particolare, si è evitato che le cause di ineleggibilità  nuove
  si  applicassero  ex  post, ad elezione avvenuta,  per  i  deputati
  attualmente in carica.
   Sono  rimaste,  poi,  all'interno di questo  ragionamento,  quelle
  norme   che   sottolineano  una  possibile   incompatibilità,   che
  sopravviene nel corso della legislatura perché, allo stesso modo in
  cui si dice che sono ineleggibili per il futuro coloro che hanno le
  caratteristiche previste dalla legislazione - e sono  ripetute  nel
  comma  2  bis, per intenderci - allo stesso modo, così  come  si  è
  detto  alla  fine,  non  sono applicabili  ma  se  sopravvenissero,
  significherebbe che chi teorizza questo ragionamento non vuole  che
  mai  si  applichino  per sé non solo le cause di ineleggibilità,  e
  quindi  di  incompatibilità  che automaticamente  ne  deriverebbero
  dalla  legge che prevediamo ex novo, ma non vuole che si applichino
  nel corso della legislatura ugualmente, per se stessi.
   La  legge  opera per il futuro ma il futuro scatta  da  oggi,  non
  scatta da oggi per i prossimi deputati.
   Il comma 2 bis è perfettamente ragionevole.
   Ritornando  al principio generale della norma dobbiamo comprendere
  una  cosa - questo credo sia noto agli onorevoli deputati - che  la
  legislazione   nazionale  stabilisce  una   serie   di   cause   di
  incompatibilità  ed  ineleggibilità ma poi demanda  al  legislatore
  regionale la possibilità che intervenga con proprie norme.
   Questo  nel  rispetto delle specificità peculiari che  si  possono
  avere   in   una   Regione  altrimenti  il  legislatore   nazionale
  rivendicherebbe  solamente a sé la norma e  direbbe  che  questa  è
  quella che si applica.
   Esistono,    infatti,   norme   antimafia,   anticorruzione,    di
  incompatibilità e di ineleggibilità, a livello generale.
   Voglio  rappresentare  che le normative  già  inserite  in  questa
  legislazione sono molto più leggere di quelle chieste  a  qualsiasi
  sindaco  e  a  qualsiasi consigliere comunale dove  la  consistenza
  degli  interessi  è sicuramente minore di quella  che  riguarda  la
  Regione.
   Voglio,  pertanto,  rappresentare che non possiamo  dire  che  non
  abbiamo  il  dovere  di fare una legislazione particolare,  con  la
  premessa che ce ne attribuisce la competenza di legge.
   Non   possiamo  dire  che  la  nostra  Regione  non  abbia   delle
  peculiarità,  se  noi ad esempio diciamo che l'80 per  cento  delle
  vittime  istituzionali della mafia si trova in Sicilia, quelli  che
  sono  stati  ammazzati,  che  la maggior  parte  dei  testimoni  di
  giustizia  si trova in Sicilia, se diciamo che l'80% del patrimonio
  confiscato per mafia si trova in Sicilia.
   No,  questo  che significa che noi dobbiamo essere  solo  elementi
  indicati  per  una  peculiarità negativa o non possiamo  diventare,
  invece,   elementi   indicati  nel  panorama   nazionale,   persino
  internazionale, portatori di una Regione che si rivela e si  mostra
  al  mondo  per  una sua peculiarità positiva, per  la  capacità  di
  interpretare i rischi connessi al territorio e dice:  Noi  vogliamo
  essere  più  severi che altrove, perché abbiamo questioni  storiche
  che dobbiamo affrontare più che altrove .
   Paolo  Borsellino non è morto a Milano, è morto in Sicilia; non  è
  che Dalla Chiesa è morto... e sono morti uomini dello Stato, uomini
  che  facevano indagini, uomini come Falcone che dicevano che quando
  avrebbero cominciato a toccare i rapporti... lì Buscetta gli  aveva
  detto  che quando si cominciavano a toccare i rapporti tra politica
  e mafia, lì si muore.
   Allora, la corruzione è l'anticamera del fenomeno di degenerazione
  mafiosa.
   Noi  non  abbiamo  fatto una legge forcaiola,  abbiamo  fatto  una
  legge,  persino,  garantista perché i meccanismi non  si  applicano
  automaticamente ma intervengono sulla base di una comunicazione, di
  un procedimento che deve essere anche regolamentato dal Parlamento,
  che   è   un   procedimento  preciso  in  cui   gli   si   contesta
  l'ineleggibilità o l'incompatibilità nel momento in cui ne viene  a
  conoscenza, il Parlamento ha il dovere di comunicarlo.
   Io voglio ricordare che anche questa Assemblea, questa legislatura
  ha  disposto  la  decadenza  di un Parlamentare  neppure  senza  la
  contestazione  applicando  la sentenza giudiziaria  così  come  era
  stata  formulata  e,  quindi, qui non ci  sono  giudizi  sommari  o
  interventi  automatici  o  cosa,  c'è  un  procedimento  che  dice:
  benissimo,  a  proposito del 2 bis, potevamo scrivere  diversamente
  come  è  previsto nell'ordinamento degli Enti locali, per  esempio,
  che  laddove  c'è  un  Consigliere comunale che  fa  parte  di  una
  associazione     di    barcaioli,    amatoriale,     di     calcio,
  quell'associazione non può ricevere contributi, è socio, non lo può
  ricevere il contributo in un Comune.
   Non  lo abbiamo scritto e non abbiamo scritto che un Deputato  che
  fa  parte,  decade  da una associazione; abbiamo parlato  di  enti;
  abbiamo  parlato  di  enti privati, quindi con finalità  di  lucro;
  abbiamo  parlato di incarichi che si svolgono, che non siano  senza
  finalità di lucro, lo andiamo a dimostrare sulla base della prassi,
  non  sulla  base  di  teorizzazioni astratte, perché  gli  enti  di
  formazione  sono  tutti enti senza finalità di  lucro,  sono  senza
  finalità di lucro una serie di iniziative che gestiscono milioni  e
  milioni di euro della Regione.
   Non si può dire che, per legge, come avviene adesso, il Presidente
  del  118,  già  è  così, non può essere candidato e  il  Presidente
  dell'Associazione della Croce rossa italiana non si debba dimettere
  prima  perché  qui nessuno sta sancendo che nessuno è  candidabile,
  eccetera; si è detto:  Si tolgano le incompatibilità .
   Abbiamo   detto   queste   incompatibilità,   queste   cause    di
  ineleggibilità  si  applicheranno per il futuro,  ma  le  cause  di
  incompatibilità che sono le stesse di quelle di ineleggibilità  che
  sono  riassunte  in  tutti gli altri articoli e  sono  sintetizzate
  nell'articolo 2 bis, scattano se sopravvengono adesso, non scattano
  automaticamente  perché qualcuno le deve contestare;  ad  un  certo
  punto, se vogliamo una legge senza nessun intervento, diciamo:   Se
  qualcuno  vuole  abolire quest'articolo, io lo sostituisco  con  un
  emendamento:    Tutti  i  deputati  regionali,  nel   corso   della
  legislatura, possono avere incarichi, consulenze, possono diventare
  direttori amministrativi, possono diventare amministratori, possono
  diventare  amministratori  delegati  di  società  che  ricevono   i
  finanziamenti della Regione' .
   A voi  non apparirebbe, persino, amorale questa legge?
   E'  una  legge  che  è,  persino, nella prassi,  nell'etica  della
  società  italiana e che in altri Paesi è normata da  leggi  e  sono
  Paesi che hanno costituzioni liberali, consolidate da secoli.
   Io vi voglio ricordare che un Ministro della Repubblica tedesca si
  è  dimesso  unicamente  perché aveva  copiato  dieci  pagine  della
  propria   tesi   da  Internet,  facendo   copia  e  incolla ,   per
  intenderci,  perché nella Repubblica tedesca si  usa  dire  che  un
  politico, cioè uno che gestisce interessi pubblici e fondi pubblici
  deve essere al di sopra di ogni sospetto.
   Noi  non possiamo avere il sospetto, la società siciliana non  può
  avere   il  sospetto  che  noi  abbiamo  fatto  una  legge   o   un
  provvedimento  amministrativo e poi divento  consulente  di  quella
  società.
   Voi   cosa   direste  se  il  Presidente  della  Regione   diventa
  consulente, si fa assumere da un ente della Regione? Non gridereste
  allo  scandalo?  Allora, perché questo deve  diventare  l'argomento
  degli scandali politici e non deve diventare, invece, una norma che
  consolida quello che possiamo fare e quello che non possiamo  fare,
  per  evitare  che  poi  la  politica, i  partiti  politici  vengano
  trascinati  dai  comportamenti leggeri  di  alcuni,  che  non  sono
  sicuramente né nella generalità della politica, né nella generalità
  del Parlamento. Perché noi non dobbiamo fare in modo che ciò che ci
  appare  inopportuno diventi anche legiferato e,  quindi,  crei  una
  forza, una consistenza?
   Questo vogliamo fare che dovrebbe essere considerata una prova  di
  garanzia  democratica  per  tutti.  Stiamo  dando  a  tutti   degli
  strumenti,  non stiamo facendo i forcaioli, mi pare  che  la  legge
  contempla che non si può applicare per il futuro, per le cause  che
  esistevano  già  al  momento dell'elezione che non  erano  previste
  dalla  presente legge, quindi, rispettiamo un principio democratico
  che la legge non disciplina per il passato, non applichiamo ciò che
  diventa  automaticamente incompatibile la causa  di  ineleggibilità
  perché  la  consideriamo sopravvenuta per violazione della  propria
  legge,  però diciamo: da questo momento in poi, non diciamo che  lo
  faremo   solo  per  i  deputati,  queste  norme  di  ineleggibilità
  diventano  per  noi, da questo momento in poi,  quelle  nuove,  non
  quelle  che io avevo o che ho in questo momento, per effetto  della
  nuova  legge, quelle nuove, per cui non mi farò nominare presidente
  di  un  Consiglio  di  amministrazione di una  società  che  riceve
  contribuzioni dalla Regione.
   Abbiamo   tolto   alcune   cose,   limato   per   evitare   troppe
  generalizzazioni,   le   abbiamo   corrette   in   relazione   agli
  emendamenti,  però, se noi vogliamo dire che per  il  futuro  tutto
  questo  si  deve  applicare e per questa legislatura  non  si  deve
  applicare  da  domani in poi, allora diciamo che noi  vogliamo  una
  clausola  di  differenziazione persino un principio  costituzionale
  che non può essere accettabile, cioè per i parlamentari attuali una
  norma che non li compari a quelli futuri.
   Abbiamo detto che restano salve le incompatibilità non normate con
  altre  leggi previste dalla legislazione precedente e,  quindi,  le
  incompatibilità   che   sopravvengono  con  l'attuale   norma,   ma
  sinceramente   leggiamolo  bene:  questo  testo   non   ha   quelle
  caratteristiche che si volevano, perché non le ha mai avute.
   Abbiamo  semplicemente - in questo lavoro che  abbiamo  fatto  con
  tutti  i  capigruppo - limato, rafforzato e specificato quella  che
  era  sostanzialmente una volontà iniziale, che è sempre la  stessa:
  stabilire che la politica deve essere salvaguardata dagli  attacchi
  qualunquistici,  dall'indicazione che con la  politica  si  possono
  fare affari.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente, intervengo solo per chiedere una cosa:
  noi oggi siamo stati tutta la giornata  in Commissione Bilancio  ad
  aspettare  la riscrittura di un disegno di legge che doveva  essere
  trattato  oggi in Aula sul finanziamento di enti culturali  ed,  in
  particolare, per gli enti che svolgono dei servizi nel sociale.
   Oggi   pomeriggio,  ma  già  da  stamattina,  sono  qua  fuori   i
  rappresentati  dell'Unione Italiana Ciechi  in  attesa  che  questo
  disegno  di  legge arrivasse in Aula. E' accaduta una  coincidenza,
  sicuramente  è tale, e precisamente che nel momento in cui  abbiamo
  iniziato la seduta di Commissione, nonostante il testo del  disegno
  di legge fosse arrivato già da due ore, è cominciata anche l'Aula.
   Poiché  non  voglio  credere che ci sia la volontà,  da  parte  di
  questa  Presidenza,  di  non discutere  questo  disegno  di  legge,
  chiedo,  e  faccio  formale richiesta a lei e al  presidente  della
  Commissione,  per sapere se avete l'intenzione di discutere  questo
  disegno  di  legge  sul  finanziamento degli  enti  culturali,  per
  esempio dell'Unione Italiana Ciechi o dei sordi, insomma, se  avete
  intenzione di discutere oggi di questo disegno di legge  perché  se
  ne  avete  l'intenzione  state sicuri che  avete  il  supporto  del
  Parlamento per discutere, parlo almeno per il mio gruppo,  possiamo
  stare  qui  fino  a  domani fino a quando  non  approveremo  questo
  disegno di legge.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ciancio,  nonostante  il  tono   del   suo
  intervento, merita una risposta.
   Io  poc'anzi ho chiamato proprio l'onorevole Dina perché penso che
  ci  eravamo  intesi  su un percorso e cioè che  avremmo  ripreso  i
  lavori   d'Aula  su  questo  disegno  di  legge  che  riguarda   le
  incompatibilità e la II Commissione poteva continuare  a  lavorare.
  Mi  rendo  conto  che  c'è  stata una  mancanza  di  interlocuzione
  continua perché è stata più volte sospesa l'Aula.
   Rimango ancora fermo all'agenda dei lavori stabilita in Conferenza
  dei  Capigruppo che era quella di esitare questo disegno di  legge,
  cioè  quello  della incompatibilità. Tecnicamente,  una  volta  che
  viene esitato dalla II Commissione, sospendere per un fatto formale
  l'Aula e riaprirla inserendo in calendario il disegno di legge  che
  riguarda le cosiddette  variazioni di bilancio'.
   Siccome  c'era  una  riscrittura, almeno così sembrava,  condivisa
  dalla  gran parte dell'Aula, potevamo andare celermente avanti  con
  il   disegno   di   legge   sulle   incompatibilità   per   passare
  successivamente alle cosiddette   variazioni di bilancio'.
   Quindi, mi sentirei di autorizzare, cosa che pensavo fosse chiaro,
  la II Commissione. Onorevole Dina, comprendo perfettamente, abbiamo
  avuto modo di interloquire perché ci sono parlamentari che vogliono
  partecipare a questo dibattito e mi sembra giusto e doveroso.
   Sulla base dell'andamento del dibattito su questa legge, peraltro,
  già  preannuncio che questa legge necessita, essendo  sottoposta  a
  procedura rafforzata, di 46 voti favorevoli, per cui se non ci sono
  46  voti favorevoli, essendo sottoposta a procedura rafforzata, non
  si  può andare avanti e come se il voto fosse negativo. Sono  tutti
  ragionamenti che dobbiamo mettere in campo.
   Dico  queste cose per comprendere se c'è la buona volontà da parte
  di  tutti di andare avanti o meno. Mi rendo conto che i tempi  sono
  molto contingentati, mi rendo conto che sono arrivati in ritardo in
  Commissione  -  non  sta  a  me attribuire  responsabilità,  me  ne
  guarderei bene -  i disegni di legge. Però, siamo di fronte ad  una
  riscrittura,  che spero sia condivisa, che riguarda questo  disegno
  di legge.
   Devo  dire  che quasi tutti i gruppi parlamentari,  e  dico  quasi
  tutti,  e  anche  i singoli parlamentari che non hanno  partecipato
  alla  stesura  di questo emendamento di riscrittura, perché  non  è
  solo  del Governo ma, lo diceva il Presidente della Regione,  hanno
  partecipato gran parte dei capigruppo.
   Quindi,  onorevole Ciancio la volontà è quella di andare avanti  e
  approvare i due disegni di legge, sia questo dove occorrono 46 voti
  favorevoli per l'approvazione che l'altro disegno di legge.
   Tutto dipenderà dall'andamento dei lavori.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, colgo anche l'occasione - c'è anche il
  Governo, quasi per intero - di fare qualche riflessione. Secondo me
  stasera  siamo arrivati con l'acqua alla gola, perché ieri è  stato
  deciso  in  Conferenza  dei capigruppo di chiudere  stasera  e,  al
  contempo,   la   Conferenza  si  è  posta  anche  un   problema   e
  un'ambizione, quella di fare due disegni di legge, non uno, due, di
  cui  uno che sembrerebbe di facile soluzione, quello di cui  stiamo
  trattando;  però, guardando tutti i colleghi non mi  pare  che  sia
  così di facile soluzione e di naturale condivisione.
   È  chiaro,  in  Conferenza  dei capigruppo  il  nostro  presidente
  D'Asero  ha  palesato l'idea e la disponibilità a contribuire,  per
  quanto  riguarda il nostro Gruppo parlamentare, al  fine  di  poter
  giungere  ad  un testo condiviso e poterlo apprezzare  già  stasera
  stessa.  Però,  è chiaro che arrivato questo testo,  il  presidente
  D'Asero si è anche riservato di condividerlo col Gruppo.
   Ecco allora la mia richiesta, che è quella, ma è anche conseguenza
  di  quello che ha detto l'onorevole Ciancio, di avere almeno un'ora
  per  poter  ragionare su questo testo assieme agli altri capigruppo
  per  poter arrivare così ad un testo definitivo che sia blindato  e
  votato in quest'Aula, perché altrimenti ad un colpo d'occhio non mi
  pare, forse, si arrivi a 46. Se ci arriviamo
   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, abbiamo compreso.

   FALCONE.  Signor Presidente, è più articolato il mio ragionamento.
  Al  contempo,  siccome abbiamo un altro disegno di  legge  ed  ella
  aveva  dato  la  disponibilità e l'autorizzazione alla  Commissione
  Bilancio  a  riunirsi separatamente e congiuntamente per  approvare
  una  emergenza,  che  voglio ripetere stasera, signor   Presidente.
  Erano solo due macroaree: disabilità e disagio sociale.
   Stasera io le voglio dire, signor Presidente, per ripristinare  il
  deliberato della Conferenza dei Capigruppo che è arrivato un doppio
  testo: prima un testo di riscrittura da parte del Governo e poi  ne
  è arrivato un altro di riscrittura da parte del Governo che allarga
  in  maniera  esponenziale  a tutti gli enti,  a  quelli  che  erano
  previsti nella Tabella H, a quelli che erano previsti nelle  scorse
  Tabelle H, a quelli che non erano previsti né nella prima né  nella
  seconda Tabella H.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, abbiamo compreso lo spirito del suo
  intervento:  sta  chiedendo  un'ora  di  sospensione  per   trovare
  un'intesa.

   FALCONE.  Chiedo  al Governo di depurare quel  disegno  di  legge,
  altrimenti  lo facciamo noi in Commissione, di tutte  quelle  norme
  che  non  riguardano  le  due  macrostrutture  per  dare  così  una
  soddisfazione  a quelle esigenze vere che rappresentano  disagio  e
  disabilità. Diversamente noi rischiamo di arraffare tutto e di  non
  fare nulla.
   Penso  e  spero  che  il Governo questo lo voglia  perché  noi  ci
  opporremo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io ho diversi iscritti a  parlare.
  Ho  una  richiesta  dell'onorevole Falcone, così come  l'intervento
  dell'onorevole  Ciancio,  mi  portano  a  considerare  che   ancora
  l'intesa,  almeno  sul  disegno di legge, quello  che  riguarda  le
  variazioni, non c'è.
   Su  questo  gradirei l'intervento dell'onorevole  Dina   al  quale
  chiedo  quanto  tempo  ritiene necessario la  II  Commissione,  pur
  rendendomi  conto che è arrivato solo qualche ora fa il disegno  di
  legge all'attenzione di tutti i componenti della II Commissione

   DINA, presidente della II Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente  della  II Commissione. Signor  Presidente,  lei
  stesso ha potuto rilevare che da parte dei deputati c'è l'interesse
  a  partecipare  ai  lavori d'Aula, per cui non era  praticabile  il
  contemporaneo   svolgimento  e  della   seduta   d'Aula   e   della
  Commissione.
   Io  ritengo  che  alla  Commissione potrebbe  bastare  un'ora  per
  tentare  una  sintesi  sul  disegno  di  legge,  quindi  su  questo
  orientamento si determini lei stesso, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Dina, soprattutto per essere  stato
  abbastanza conciso e chiaro.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo, un attimo  perché  noi  andiamo
  avanti  a  farci dei discorsi importantissimi per carità, ma  sulla
  base  di  questi primi interventi ho compreso lo spirito dell'Aula.
  Non entriamo nel merito del disegno di legge.

   VINCIULLO. Non entro nel merito.

   PRESIDENTE.  Onorevole Vinciullo la prego  perché  ha  chiesto  di
  parlare anche l'onorevole Musumeci, l'onorevole Gianni, l'onorevole
  Laccoto,   l'onorevole  Ioppolo,  l'onorevole  Assenza  nuovamente,
  l'onorevole  Gucciardi,  siccome  dobbiamo  essere  consequenziali,
  sospendo  l'Aula fino alle ore 22.00 nella speranza che si  possano
  esitare i due disegni di legge

   MUSUMECI. Un po' di rispetto per quest'Aula

   PRESIDENTE.  Onorevole  Musumeci, il  rispetto  per  quest'Aula  è
  massimo

   MUSUMECI.  Non  lo  chiedo a lei, lo chiedo a chi  avrebbe  dovuto
  avere rispetto per tutti noi, non è possibile così

   PRESIDENTE.  Ed  allora, io a tanta bistrattata  Aula,  io  voglio
  rendere merito che gli atti sono arrivati solo da pochissimo tempo.
  Onorevole Musumeci, l'Aula mi sta chiedendo, sostanzialmente mi sta
  confermando  la  volontà espressa in Conferenza dei  capigruppo  di
  esitare  i due disegni di legge, perché così siamo usciti o  almeno
  la  gran  parte  dei capigruppo. Stiamo facendo uno  sforzo  tutti,
  perché  comunque  i  lavori si dovranno chiudere  stasera,  non  si
  capisce l'ora ma si dovranno ma si dovranno chiudere stasera.
   Prima  di  dare  la parola all'onorevole Vinciullo e all'onorevole
  Laccoto sull'ordine dei lavori, debbo dare una comunicazione su  un
  altro argomento che ha impegnato se non tutta l'Aula almeno qualche
  Commissione.
   Mi  è  giunta richiesta prima verbale e poi per iscritto da  parte
  del  Presidente della I Commissione, di una proroga dei termini per
  esitare  il  parere  sulle  nomine  dell'IRSAP.  La  proroga  viene
  accordata,  però  la  proroga viene accordata poiché  è  notorio  a
  tutti,  nonostante quello che appare e che si dice,  che  i  lavori
  della Commissione non si sospendono né c'è una sospensione feriale,
  continuano anche per fortuna nel mese di agosto, così come previsto
  dal Regolamento.
   E allora, in riferimento alla richiesta di proroga dei termini, la
  Commissione mi parlava di 45 giorni, debbo evidenziare che ancora i
  termini  comunque non sono scaduti, perché scadrebbero  giorno  16;
  però,  considerato che ci sono oggettive difficoltà e la materia  è
  molto complessa anche alla luce di un'ulteriore nota che è arrivata
  oggi  da parte del Governo, almeno limitatamente al Presidente,  ne
  do lettura:
    In   riferimento  alla  richiesta  di  proroga  di  termini   per
  l'espressione  del  parere,  avente  ad  oggetto  la   nomina   dei
  componenti del Consiglio di Amministrazione dell'Istituto regionale
  per  lo sviluppo delle attività produttive, richiesta di parere  n.
  19  formulata  dalla  I Commissione  con nota  trasmessa  a  questa
  Presidenza in data odierna, si fa presente quanto segue: il termine
  per l'espressione del parere ai sensi dell'articolo 70 bis, comma 4
  del Regolamento interno, in scadenza il 16 agosto prossimo, decorre
  anche durante i periodi di aggiornamento dei lavori dell'Assemblea.
   Tuttavia, in considerazione dell'opportunità di consentire alla  I
  Commissione un'approfondita istruttoria sulla richiesta  di  parere
  pervenuta, si concede ai sensi dell'articolo 70 bis, comma  2,  del
  Regolamento  interno  la  proroga di dieci  giorni  dalla  scadenza
  originaria e quindi sino al 26 agosto prossimo.
   Ai  sensi  dell'articolo 70 bis, comma 4,  del  Regolamento  la  I
  Commissione   è  autorizzata  conseguentemente  a  convocarsi   con
  all'ordine del giorno la suddetta richiesta di parere .
   Questa  comunicazione  serve  anche  per  evitare  convocazioni  a
  domicilio sospendendosi la sessione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  ritorno  sull'argomento che ieri sera ho trattato dal momento  che,
  mi  rendo  conto, non viene compreso, arrivato a questo punto,  dal
  Governo.
   Nel  disegno di legge presentato dal Governo vengono abbinati  due
  disegni  di  legge: il numero 51 e il numero 38 che è stato  da  me
  presentato come primo firmatario.
   Il  disegno  di legge numero 38 non è attinente con quanto  stiamo
  trattando,  pertanto   le  chiedo per l'ennesima  volta  che  venga
  stralciato.
   In particolare, volevo ricordare che il disegno di legge numero 38
  riguarda cause di incompatibilità in quanto la Corte costituzionale
  con la sentenza 14 del 23 aprile 2010, numero 143, pubblicata sulla
  Gazzetta  Ufficiale  del  28 aprile 2010, numero  17,  prima  serie
  speciale,   ha  dichiarato  l'illegittimità  costituzionale   della
  presente  legge nella parte in cui non si prevede l'incompatibilità
  tra  l'ufficio  di deputato regionale e la sopravvenuta  carica  di
  sindaco  e di assessore di un Comune compreso nel territorio  della
  Regione con popolazione superiore a ventimila abitanti.
   Successivamente,  sempre  la  stessa  Corte  costituzionale,   con
  sentenza  numero 7 del 9 novembre  2011, la numero 294,  pubblicata
  sulla  Gazzetta  Ufficiale  del 16 novembre  2011,  numero  48,  ha
  dichiarato l'illegittimità costituzionale della nostra legge,  cioè
  della  legge numero 29 del 20 marzo 1951, nella parte  in  cui  non
  prevede l'incompatibilità fra l'ufficio di deputato regionale e  la
  sopravvenuta  carica  di presidente o assessore  di  una  Provincia
  regionale;  per essere chiaro continuiamo a parlare  della  vicenda
  Buzzanca.
   Quindi,  Presidente le chiedo ufficialmente, ancora una volta,  di
  stralciare  il mio disegno di legge numero 38 da questo disegno  di
  legge  presentato  dal  Governo oppure di  inserire  il  mio  testo
  all'interno di questo disegno di legge, altrimenti stiamo andando a
  fare  una  cosa  che non c'entra completamente, a meno  che,  e  mi
  comincia  a  sorgere il sospetto concreto, c'è una volontà  chiara,
  netta di continuare a tenere questa esitazione fra le cose che sono
  sospese  perché  poi quando verrà eletto ci sarà la possibilità  di
  andare al TAR, di andare al CGA, di continuare a perdere tempo.
   Dobbiamo  necessariamente o fare nostra la decisione  della  Corte
  costituzionale o stralciare il mio disegno di legge che non c'entra
  assolutamente  nulla  con  il  disegno  di  legge  che  il  Governo
  ripropone questa sera.

   LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  dopo
  avere  vissuto alcune giornate particolari su un disegno  di  legge
  che  non ha grandi significati, perché dobbiamo capirci, il disegno
  di  legge con l'emendamento del Governo aggiunge ben poco a  quelle
  che erano le incompatibilità e le ineleggibilità della legge numero
  51.
   Credo   che   le   continue  sospensioni   d'Aula   creano   anche
  un'insofferenza  da  parte dei parlamentari e considerato  che  non
  stiamo  facendo  e  stravolgendo quelle che  sono  le  leggi  sulle
  incompatibilità e l'ineleggibilità, ancor più perché  nell'articolo
  1  è  previsto che si applica nella prossima legislatura, penso che
  sia  più  giusto  -  e  su questo chiedo che anche  che  l'Aula  si
  pronunci  -  andare a votare questo disegno di legge, onde  evitare
  ancora  una volta che domani, sulla stampa, si dica che i  deputati
  non  vogliono  approvare una legge sulle loro incompatibilità,  dal
  momento  che - credetemi - ho guardato molto bene questa norma  non
  dice molto di più.
   Quindi,  la  mia  proposta, e chiedo al Presidente  di  sottoporla
  all'Aula,  è  quella  di  continuare con l'approvazione  di  questo
  disegno  di  legge  e  dopo  sospendere  l'Aula  per  convocare  la
  Commissione Bilancio e, se vi sono le condizioni, come io credo che
  ci  siano,  continuare con il disegno di legge sulle variazioni  di
  bilancio, altrimenti rischiamo che molti deputati vanno via, tenuto
  conto che è da stamattina alle 11.00 che continuano ad aspettare.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Laccoto,  quindi  lei  propone   di   non
  sospendere  i  lavori ma andare avanti, in controtendenza  rispetto
  alla proposta dell'onorevole Ciancio.
   Onorevole  Ciancio,  noi  dobbiamo  approvare  le  due  leggi.  Ci
  dobbiamo  intendere tutti, perché a questo serve la Conferenza  dei
  Capigruppo, alla quale hanno partecipato i vostri capigruppo.

   ALLORO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  in  ordine  alla
  richiesta  di  proroga  dei  termini  per  quanto  riguarda  la   I
  Commissione,  volevo  far  presente che è  stata  richiesta  questa
  proroga  perché la Commissione, pur avendo lavorato  lungamente  su
  questa vicenda, oggi, dopo una lunghissima riunione di Commissione,
  ha  ritenuto di chiedere la proroga perché si rischiava una pesante
  spaccatura all'interno della Commissione stessa.
   E'  chiaro  che  se  la  Presidenza da solo 10  giorni  di  tempo,
  significa che dobbiamo esprimerci entro il 26 agosto. Personalmente
  non  ho  problemi ad essere presente, però, trattandosi di  nomine,
  lei  sa  che  sono  necessari  dei quorum  molto  elevati  sia  per
  l'accoglimento che per la eventuale bocciatura.
   Quindi,  se potesse essere dato un termine suppletivo, per esempio
  10  giorni  più  10,  saremmo  già  ai  primi  di  settembre  e  la
  Commissione  sarebbe  messa  nelle  condizioni  di  potere  operare
  serenamente,  anche perché sono sopravvenute molte  perplessità  di
  merito ai curriculum presentati.

   PRESIDENTE.  Onorevole Alloro, purtroppo non posso  accogliere  la
  sua  richiesta,  nonostante sia stata esaminata dal sottoscritto  e
  dagli   Uffici,  perché  il  Governo  ha  rappresentato   l'urgenza
  dell'approvazione di questa norma e poi, proprio sulla  base  della
  novità di oggi, relativamente al Presidente, perché erano 15 giorni
  prorogabili in base al Regolamento, eventualmente, di 10.
   Noi  dobbiamo  evitare che ci sia un Parlamento che non  abbia  la
  possibilità  di  potersi esprimere. Peraltro,  ribadisco  -  ma  la
  Commissione  ha  avuto modo di evidenziarlo -  che  si  continua  a
  lavorare, senza sospensione alcuna, nonostante quello che si  dice,
  come  se  quest'Aula,  questi parlamentari, fossero  in  ferie.  E'
  previsto che si continui a lavorare pure durante l'estate.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne e ha facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente,  la mia richiesta non era di fare  una
  sospensione, ma di affrontare entrambi i disegni di legge.  Quindi,
  eventualmente, sono d'accordo

   PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, dobbiamo essere chiari su una cosa:
  lei ha detto, anche con un tono particolare, che non aveva compreso
  bene  se  questa Presidenza - riferendosi a questa Presidenza,  non
  alla  Presidenza  della Regione - avendo ripreso l'attività  d'Aula
  nel  momento  in  cui era arrivata la variazione di  bilancio,  non
  avesse  quasi  la voglia di non andare avanti con quel  disegno  di
  legge. Le ho voluto dimostrare, ove ce ne fosse bisogno, che questa
  Presidenza  e  quest'Aula, conformemente al calendario  dei  lavori
  stabilito dalla Conferenza dei capigruppo, intende andare avanti.

   CIANCIO. Ma io non ho chiesto sospensioni

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per la verità  non
  intervengo  sull'ordine dei lavori stabilito ma per un richiamo  al
  Regolamento,  estraniandomi per un istante  da  questa  discussione
  miscellanea  che  stiamo facendo. Stiamo parlando  di  proroga  dei
  termini  della I Commissione, stiamo parlando del disegno di  legge
  ex  Tabella  H,  ma  intanto  era già stato  incardinato  il  punto
  relativo  al  disegno  di  legge in  materia  di  ineleggibilità  e
  incandidabilità  dei deputati, tant'è vero che era già  intervenuto
  anche l'onorevole Assenza.
   Ora,  signor Presidente, non le sfuggirà che su quest'ultimo testo
  che  noi  abbiamo avuto - sarà stato il settimo o l'ottavo  che  il
  Governo ha prodotto nel corso di queste settimane, di questi ultimi
  giorni  -  lei aveva assegnato un termine entro le ventiquattro  di
  ieri  per  la presentazione di eventuali emendamenti. Adesso  siamo
  davanti  ad un nuovo testo che è l'ennesima riscrittura,  forse  la
  nona  o  la  decima, il GOV.1.R.bis, che prevede  norme  totalmente
  diverse,  in gran parte diverse rispetto alla riscrittura  di  ieri
  sera alla quale abbiamo presentato emendamenti.
   Signor  Presidente,  vorrei sapere, per  apportare  emendamenti  a
  questa  ulteriore  ennesima  fatica letteraria  e  legislativa  del
  Governo,  qual  è  il  termine e quanti dei  cento  o  più  o  meno
  emendamenti che sono stati presentati entro le ventiquattro di ieri
  si  intendono decaduti perché incompatibili o assorbiti  da  questo
  nuovo  testo.  Mi  pare  che  questo sia un  diritto  assolutamente
  insopprimibile del Parlamento e di ogni singolo parlamentare ed  il
  termine  certamente  non  potrà  coincidere  con  la  seduta  della
  Commissione   Bilancio,  perché  ogni  deputato  che   compone   la
  Commissione  Bilancio ha diritto ad avere un tempo per  predisporre
  gli emendamenti.

   PRESIDENTE.  Onorevole Ioppolo, il suo richiamo al  Regolamento  è
  corretto.  Ma nel momento in cui io ho aggiornato l'Aula  alle  ore
  19.30  e ho dato comunicazione della riscrittura del testo da parte
  del   Governo  dicendo  che  avevano  partecipato  quasi  tutti   i
  capigruppo, evidenziando l'assenza del Gruppo della lista Musumeci,
  questo  era  il  senso. Evidenziando pure che la partecipazione  di
  quasi tutti i capigruppo non significava coinvolgimento di tutti  i
  parlamentari,  perché  ogni  parlamentare,  nell'ambito  della  sua
  autonomia,    ha   il   diritto   di   intervenire   e   presentare
  subemendamenti.
   Debbo, peraltro, evidenziare che nella riscrittura gran parte  dei
  subemendamenti sono stati tenuti in considerazione. E'  chiaro  che
  gli  Uffici esamineranno quali dei subemendamenti resistono, ce  ne
  sono  anche  alcuni abrogativi che resistono in  ogni  caso,  e  la
  sospensione  dei lavori fino alle 22.00 serve anche a  fare  questa
  verifica.

   GIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, credo  che
  su  questo punto, o su questo disegno di legge abbiamo avuto  molta
  fretta  e capisco che ormai lo sforzo del Governo è proiettato  per
  chiudere la partita.
   Ci  sono  delle materie nelle quali noi siamo concorrenti  con  lo
  Stato e delle materie nelle quali non possiamo che prendere atto di
  quello  che  lo  Stato  decide. C'è una legge nazionale,  la  legge
  numero 39, aggiornata ad aprile di quest'anno che interviene  sulla
  incompatibilità e ineleggibilità dei deputati.
   Io propongo il recepimento della legge 39, che prevede tra l'altro
  anche la nomina di un responsabile dell'anticorruzione, aggiungendo
  un  emendamento con il quale prevediamo che qualunque deputato, nel
  momento  in  cui viene eletto, non può avere altra carica  che  non
  quella di deputato.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e  riprenderà
  alle   ore   22.00  con  all'ordine  del  giorno  il  testo   sulle
  incompatibilità  e,  qualora la Commissione  dovesse  concludere  i
  lavori, anche con il testo sulle variazioni di bilancio.

          (La  seduta, sospesa alle ore 20.56, è ripresa  alle  ore
      00.59 di venerdì 9 agosto 2013)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli colleghi, avevamo convenuto con la II Commissione che  i
  lavori si sarebbero dovuti concludere  entro le ore 01.00.  Sono le
  ore 01.02, non riesco a comprendere qual è stato l'esito.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vengo  proprio
  dalla  II Commissione, dove è in corso ancora l'ultima parte  della
  discussione  per  verificare gli emendamenti e  credo  che  si  sia
  raggiunto  un  accordo. Quindi, questione di qualche  minuto  e  la
  Commissione potrà esitare il disegno di legge.

   MUSUMECI.   Sono tre ore, signor Presidente, tre ore che  si  dice
  qualche minuto

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, credo che lo spettacolo offerto  oggi
  da  questo  Parlamento,  i continui rinvii dalle  11.00  di  questa
  mattina, in attesa di non so che cosa  Una volta c'era en attendant
  Godot, ma qua non c'è nemmeno Godot
   Il  problema  è  che  noi non possiamo accettare  supinamente  una
  spartizione fatta per riprendere i discorsi della tabella H.
   Io  credo  che  noi dobbiamo dare mandato al Governo perché  possa
  distribuire  secondo  i  canoni -  perché  si  tratta  di  atto  di
  gestione  -  quelle  somme  che  sono indispensabili  verso  quelle
  categorie indispensabili.
   Noi  stiamo praticamente qui tutto il giorno ad aspettare un'altra
  spartizione  che  noi non potremo mai accettare, perché  non  ci  è
  bastato lo spettacolo a maggio, dove il Commissario dello Stato  ha
  bocciato  la  tabella H; stiamo riproponendo in piccolo  le  stesse
  modalità.
   Non capisco come possiamo continuare in queste condizioni.
   Personalmente alle ore 20.00 avevo fatto la proposta di votare  la
  legge  sulle incompatibilità e ineleggibilità e poi, eventualmente,
  sospendere in attesa del risultato della Commissione Bilancio.
   Sapete  qual è il risultato? Che noi alle 22.00 non abbiamo  visto
  nessuno    Ci   troviamo   all'una  di   notte   aspettando   quale
  ripartizione?  Una ripartizione che non ha senso  Perché  è  chiaro
  che noi non potremo accettare supinamente.
   Qui,  caro  Presidente, io chiedo ancora una volta che vi  sia  la
  supremazia  del Parlamento rispetto a una Commissione  che  intende
  prendersi   le  prerogative  del  Parlamento  stesso,   dando   uno
  spettacolo che non è decoroso di un Parlamento che vuole legiferare
  e vuole legiferare senza tentennamenti.
   Io  annuncio sin da questo momento, qualsiasi esito sarà, che sono
  a   favore  della  legge  sulle  incompatibilità;  sono  totalmente
  contrario  a  una  ripartizione che non mi può  vedere  favorevole,
  perché è una ripartizione fatta ai danni di questo o di quell'altro
  ente.
   Ricordo al Governo, ma anche al Presidente dell'Assemblea, che gli
  enti  locali non prendono somme dalla prima trimestralità, che  non
  hanno  la  possibilità di pagare gli stipendi, che vi sono problemi
  riguardanti  le  Province, che vi sono problemi  riguardanti  tanti
  altri  settori e noi qua abbiamo perso una giornata perché si  deve
  fare  una  ripartizione sulla tabella H, quando è  un  compito  del
  Governo stabilire quali sono le priorità.
   Allora,  io  penso  che il Parlamento debba  avere  il  compito  -
  perché è anche un suo diritto e un suo dovere - di ripartire quelle
  somme o quelle poche somme che ci sono, altrimenti noi offriamo uno
  spettacolo indecoroso, a cui io personalmente non ci sto  Non posso
  dare  un  voto favorevole a qualsiasi ripartizione che non  veda  i
  canoni previsti.
   Mi  giunge voce che in Commissione Bilancio si fanno ancora i nomi
  di  questo e di quell'altro  Non solo ce lo ha detto il Commissario
  dello  Stato  che  questo non è possibile,  perché  è  un  atto  di
  gestione,  ma il Parlamento ha il compito solamente di  mettere  le
  somme
   Se  c'è  una  variazione di bilancio dateci questa possibilità  di
  fare  le variazioni di bilancio e sarà compito del Governo  fare  i
  bandi,  fare  quello che vorrà, ma noi non possiamo  più  accettare
  supinamente questo stato di cose

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi, io sono parzialmente d'accordo con  quanto  ha
  detto  poc'anzi  l'onorevole Laccoto. Mi preoccupa e  molto  questa
  confusione  di ruoli, una inversione di ruoli tra il Governo  e  il
  Parlamento.
   La vicenda che riguarda l'annosa questione di tutta la giornata di
  oggi  con un'Assemblea convocata alle ore 11.00 e che dopo  12  ore
  non  riesce ancora a trovare la strada, la strada maestra,  l'unica
  che  ci  metterebbe in condizione, Signor Presidente,  di  dare  un
  senso ancora in extremis a questa giornata.
   Io  sono  convinto  che il Parlamento non si  debba  assolutamente
  occupare  della  distribuzione di risorse  finanziarie,  non  è  il
  compito   del   Parlamento.  Il  Parlamento  deve  legiferare.   Il
  Parlamento dovrebbe avere la forza, la capacità di formulare  leggi
  per il popolo siciliano, per la gente che se l'aspetta.
   Il  fatto che, invece, ci si affanni da diverse ore in Commissione
  Bilancio, dove per mera curiosità mi sono soffermato non più di  8-
  10  minuti  e  ho  visto appunti, pezzi di carta, emendamenti,  con
  elencazione  varie  di enti e di associazioni  che  facevano  parte
  della  famosa tabella H, della famigerata tabella H e  che  poi  si
  riversarono, credo, nell'allegato A dell'articolo 21 della legge di
  stabilità alla fine del mese di aprile, è davvero non soltanto  per
  compiere  un  passo indietro, ma per sfidare anche  il  Commissario
  dello Stato il quale non potrebbe non impugnare per coerenza con se
  stesso,  per  coerenza con quella istituzione e quell'organismo  di
  controllo  e  di  vigilanza  sui  nostri  atti,  la  legge  che  il
  Parlamento avrebbe l'ardire di volere promulgare.
   Io   sono  convinto,  Signor  Presidente,  che  non  ci  sono   le
  condizioni, e in questo momento non ci sono le condizioni,  né  per
  votare  la legge sulle incompatibilità e ineleggibilità come dicevo
  alcune  ore fa in un mio intervento, visto che questa è una  seduta
  nella   quale   ci   stiamo  occupando  un   po'   caoticamente   e
  disordinatamente dell'una e dell'altra materia e  che  siccome  non
  credo  che  vi  sia  alcuna  urgenza, non  c'è  alcuna  cogenza  di
  promulgare  una norma che, peraltro, dovrebbe entrare in  vigore  a
  far data dalla prossima legislatura.
   Io  credo che questo Parlamento, in un sussulto di propria dignità
  e  di difesa delle proprie prerogative, non possa che prendere atto
  che  la  giornata  di  oggi  non è stata una  giornata  proficua  e
  rinviare il tutto alla ripresa dei lavori post feriali.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, dobbiamo  un  po'  ricostruire  i
  termini della questione, per intenderci. E' vero che ci sono  state
  tutta  una  serie di rinvii, ma ci sono stati tutta  una  serie  di
  rinvii per dare la possibilità di esitare due disegni di legge: uno
  abbastanza complesso che è quello delle incompatibilità  e  l'altro
  quello relativo alle variazioni di bilancio.
   Non  voglio più parlare di questa tabella H perché sono  il  primo
  che  l'ha contestata e continua a contestarla. Ci siamo pure  detti
  che  da  un  punto di vista procedurale la variazione di  bilancio,
  rispetto alla quale ci sono tante legittime aspettative, perché non
  evidenziarlo,  legittime aspettative e non parlo  d'altro,   non  è
  inserita  nell'agenda dei lavori e formalmente occorre una proposta
  di  legge  che  il Governo ha già esitato, non sto a discutere  sui
  tempi,  e che la Commissione si è presa l'impegno di dovere esitare
  ed  è  vero  che l'impegno si era temporalmente definito  alle  ore
  11.00 di ieri.
   Però sulla base della considerazione dell'onorevole Malafarina che
  riferisce  che  oramai  sono  alle ultime  battute,  voglio  vedere
  l'evolversi,  consentitemi onorevoli colleghi, mi rendo  conto  che
  diventa  una  questione antipatica, anche per chi non partecipa  ai
  lavori  diventa snervante e stancante, anche perché molti  colleghi
  sono  andati via anche sotto forma di dissenso, questo  è  più  che
  evidente,  non sarò io ad assecondare, per carità, un atteggiamento
  dilatorio,  tutt'altro, però se i termini sono quelli di  aspettare
  qualche minuto, significa solo qualche minuto, possiamo pure farlo,
  almeno  per  incardinare, consentitemi, il disegno di  legge  sulla
  variazione di bilancio.
   Tutti  siamo  a  conoscenza di questo  disegno  di  legge  però  è
  necessario  ed  è  opportuno che gli uffici facciano  una  verifica
  affinché  tutto  si  possa   commisurare  anche  con  la  copertura
  finanziaria, anche se ritengo che abbia partecipato l'Assessore per
  il bilancio.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Ma quante ore devono passare ancora  Siamo  qui  da  14
  ore, aggiorniamo l'Aula a lunedì o a martedì.

   PRESIDENTE.  Questa  può essere una ipotesi però   vorrei  intanto
  incardinare,  quanto meno vedere materialmente  questo  disegno  di
  legge.
   Personalmente,  non  mi  sento obiettivamente  di  assumermi   una
  responsabilità  rispetto alle esigenze che sono state  evidenziate,
  ma, ripeto, non conosco il contenuto del disegno legislativo.

   MALAFARINA. Signor Presidente, comprendo perfettamente che dopo 14
  ore  di  attesa,  il  caldo  estivo, la stanchezza  sia  dominante,
  comprendo  anche  che molti colleghi, impegnati in  altre  attività
  abbiano preferito allontanarsi dall'Aula.
   La  mia proposta, giusto per venire incontro ai desideri, credo di
  gran  parte  dei presenti, per la verità molto scarsi,  di  numero,
  sarebbe  quello  di  incardinare, come  chiede  correttamente  lei,
  l'elaborato  arrivato  a questo punto dalla Seconda  Commissione  e
  quindi   rinviare  i  lavori a lunedì, visto e considerato  che  si
  tratta  di  una  materia molto delicata e molto  attesa  da  intere
  categorie  di  persone e da enti ai quali potremmo non  dare  delle
  risposte che invece urgono e sono indispensabili, necessarie e  non
  credo  che  sia  possibile  attendere  la  ripresa  dei  lavori  di
  settembre.
   Quindi, ribadisco la mia proposta, l'incardinamento della legge ed
  il  rinvio  a lunedì con ulteriore sacrificio per tutti i colleghi,
  ma il rinvio a lunedì, credo che sia insuperabile.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Malafarina, in qualche  modo  viene
  incontro  alle  esigenze dell'Aula e non solo della Presidenza,  mi
  sembra  una  proposta saggia che debbo però discutere e  verificare
  anche con gli altri Presidenti dei gruppi parlamentari.

   MUSUMECI. Sono tre ore che si dice qualche minuto.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Musumeci, il  discorso  è  che  in  questo
  momento noi dobbiamo, comunque, incardinare un disegno di legge  se
  vogliamo   andare  avanti.  Il  disegno  di  legge  non   ce   l'ho
  materialmente perché è in Seconda Commissione.

   IOPPOLO. Per gli emendamenti dobbiamo avere tempo per esaminarli.

   PRESIDENTE. Onorevole Ioppolo lei ha perfettamente ragione.

   MUSUMECI. Verifichiamo se c'è il numero legale, se possiamo andare
  avanti.

   PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, in questo momento se lei mi chiede
  la verifica del numero legale.

   MUSUMECI. Io le formalizzo la richiesta.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Malafarina, raccogliendo  anche  un  mio
  spunto, penso che ha condiviso l'idea di incardinare il disegno  di
  legge.  Onorevole Laccoto non possiamo incardinare  il  disegno  di
  legge perché materialmente non ce l'abbiamo.

   LACCOTO. Sospendiamo i lavori della Commissione

   PRESIDENTE. Onorevole Laccoto lei sa benissimo che per incardinare
  un disegno di legge che non è previsto all'ordine del giorno, debbo
  sospendere e poi riaprire nuovamente i lavori d'Aula.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, la invito formalmente, così com'è  il
  nostro Regolamento d'Aula, che se la seduta è in corso, si chiudano
  i  lavori della  Commissione Bilancio, perché questa  - ancora  una
  volta le dico - non può sostituirsi al Parlamento.
   Noi dalle undici di questa mattina subiamo tutti i rinvii. Lei  ha
  dato  come ultimatum l'una, è l'una e un quarto, io credo  che  lei
  come  Presidente dell'Assemblea possa chiamare il Presidente e dire
  di  portare  l'emendamento qui in Aula. E' una cosa così  semplice,
  normale. Non c'è da fare altro, mi perdoni.

   PRESIDENTE. Secondo lei non l'ha fatto questa Presidenza? Sospendo
  l'Aula per 5 minuti. Per incardinare un disegno di legge che non  è
  inserito   nel   calendario  dei  lavori,   proceduralmente   debbo
  sospendere i lavori formalmente, per dire che c'è una nuova seduta,
  per incardinarlo.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. I lavori oggi potevano andare in maniera spedita perché mi
  pare  che  la  Conferenza  dei Presidenti dei  gruppi  parlamentari
  aveva  stabilito su come procedere, che era un'emergenza, quella  a
  seguito dell'assestamento di bilancio, su determinate categorie.
   E'  la  stessa  proposta  che ho fatto io  -  per  un   attimo  ho
  sostituito  il collega Clemente in Commissione Bilancio  -  dicendo
  che  tutto il resto, anche se restava l'impalcatura, sarebbe  stato
  esaminato  a settembre, dopo la variazione di bilancio e  dopo  che
  tutti avessimo avuto contezza delle risorse certe. Perché fare oggi
  un  testo  in cui si dice che possono partecipare gli  enti  se  si
  lascia  aperto,  ma  non  si sa con quali  risorse,  significa  che
  abbiamo  accontentato  una  parte, ne  abbiamo  lasciati  scontenti
  altri, con un disagio sociale che diventa un'ingiustizia sociale  e
  io me ne sto andando e lunedì non torno

   MUSUMECI. Brava onorevole Grasso. Questo è parlare.

   PRESIDENTE.  E' arrivato il Presidente della Seconda  Commissione.
  Se gentilmente vuole riferire sull'esito dei lavori.

   DINA,  presidente  della Commissione. Signor Presidente,  Governo,
  onorevoli  colleghi,  il disegno di legge  è  stato  esitato  dalla
  Seconda  Commissione  ed è pronto per l'Aula.  Non  ci  sono  stati
  stravolgimenti, è stato mantenuto il testo del Governo con  piccole
  modifiche. Pertanto verrà sottoposto alla signoria vostra.

   PRESIDENTE.  Nelle more che gli uffici possano fare un  minimo  di
  verifica,  se  gentilmente  molto  velocemente  sulla  base   della
  proposta  avanzata dall'onorevole Malafarina, ci  possiamo  sentire
  con i Presidenti dei gruppi parlamentari, in sala lettura.

   Pertanto, onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a oggi, venerdì
  9 agosto 2013, alle ore 1.25, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


       I   - Comunicazioni
  II   - Discussione dei disegni di legge:

          1)  -   Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e
              di incompatibilità con la carica di deputato regionale e di
              componente della Giunta regionale.  (nn. 51-38 bis- Norme
              stralciate I/A) (Seguito)

               Relatore: on. Alloro

          2)  -  Norme a tutela del buon andamento dell'amministrazione
              regionale ed a garanzia dei principi di legalità, trasparenza ed
              imparzialità dell'azione amministrativa.  (nn. 51-38 bis- Norme
              stralciate II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Panepinto

          3)  -  Modifiche all'articolo 128 della legge regionale 12 maggio
              2010, n. 11 e successive modifiche ed integrazioni ed iniziative i
              favore degli enti teatrali e delle province regionali.  (n. 529-52
              525-73-393-448/A)

               Relatore: on. Dina

       La seduta è tolta alle ore 1.21 di venerdì 9 agosto 2013

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
      ALLEGATO

                  Risposte scritta ad interrogazione

            Rubrica «Famiglia, Politiche sociali e Lavoro»

  LA  ROCCA  - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI  -
  FOTI  -MANGIACAVALLO - PALMERI - TRIZZINO - VENTURINO - SIRAGUSA  -
  TROISI  -ZAFARANA  -  ZITO-. «All'Assessore  per  la  famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che l'articolo 3, comma  5,
  del decreto legislativo 196/00 dispone che entro il 31 dicembre  di
  ogni  anno  le consigliere ed i consiglieri di parità  regionali  e
  provinciali presentano un rapporto sull'attività svolta agli organi
  che  hanno  provveduto  alla  designazione.  La  consigliera  o  il
  consigliere  di parità che non abbia provveduto alla  presentazione
  del  rapporto o vi abbia provveduto con un ritardo superiore a  tre
  mesi decade dall'ufficio;

  visto  che  il comma 1 del sopracitato articolo elenca i compiti  e
  le funzioni dei consiglieri e delle consigliere di parità;

  rilevato che:

  la  figura  della  consigliera di parità è  spesso  sconosciuta  ai
  cittadini;

  la  pagina internet del sito della Regione siciliana dedicata  alla
  consigliera  di  parità risulta essere carente di  informazioni  in
  merito;

  per  sapere se ai fini della trasparenza e di facilitare  l'accesso
  alle  informazioni  e conoscenza da parte dei cittadini  del  ruolo
  ricoperto,  dei  compiti  e  delle funzioni  delle  consigliere  di
  parità,  non ritengano opportuno sfruttare al meglio gli  strumenti
  informatici a disposizione, pubblicando on line i suddetti  compiti
  e  funzioni ed in particolare i rapporti annuali che sono tenute  a
  redigere   sia  le  consigliere  di  parità  provinciali   che   la
  consigliera di parità regionale». (301)

     Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione in  oggetto  si
  rappresenta quanto segue:
  sull'argomento   dedotto  dall'onorevole   interrogante   si   sono
  acquisite  con nota n. 18065 del 28 marzo 2013 le informazioni  dal
  competente Dipartimento regionale del Lavoro.
  In  via  preliminare,  dall'esame  del  quadro  normativo,  occorre
  rilevare  che  la  figura  del  consigliere  di  parità   è   stata
  unanimemente    riconosciuta    come    organismo    di    garanzia
  dell'attuazione   del   fondamentale   principio   sancito    dalla
  Costituzione  di  parità  e  di  pari opportunità  uomo-donna,  con
  specifico riferimento all'ambito lavorativo.
  Tale  figura,  infatti,  costituisce una  presenza  centrale  nella
  strategia  di  intervento per sanzionare le discriminazioni  e  per
  incentivare le azioni positive.
  Occorre  rilevare  che  la  natura, il  ruolo  e  le  funzioni  del
  consigliere   di   parità  trovano  la  loro  disciplina   generale
  nell'ambito della complessiva normativa statale, recata dal  Codice
  delle pari opportunità tra uomo e donna (D.L.vo n. 198/2006).
  Nell'esercizio  della  propria autonomia, la Regione  siciliana  ha
  disposto,  con  riguardo  alle  funzioni  e  le  attribuzioni   del
  consigliere  di parità regionale e provinciale, un rinvio  di  tipo
  dinamico   alle   disposizioni  statali,  mentre  ha  regolamentato
  diversamente taluni specifici ambiti della normativa.
  In  forza  del  precitato  rinvio dinamico  trova  applicazione  la
  restante  disciplina  statale  in materia,  tra  cui  l'obbligo  di
  presentare,  ai  sensi del comma 5 dell'art. 15 del  citato  D.L.vo
  198/2006,  le  relazioni annuali, pena la sanzione della  decadenza
  dall'incarico.
  Il  Dipartimento regionale del Lavoro con la predetta nota, fornita
  a  supporto della presente interrogazione, informa che le relazioni
  sono state regolarmente prodotte e che tutte le attività realizzate
  dalle Consigliere di parità nonché i compiti e le funzioni ad  esse
  attribuiti  sono  pubblicate nel sito internet istituzionale  della
  Regione  all'indirizzo  di  pagina  principale  della  sezione  del
  Dipartimento lavoro www.regione.sicilia.it /lavoro.
  In  ultimo,  si  rappresenta che, in coerenza con  i  principi  del
  contenimento  della spesa pubblica ed in armonia con  la  normativa
  statale, è stato disposto con l'art. 30 della l.r. n. 9/2013 (legge
  di  stabilità regionale) che le cariche di consigliere  di  parità,
  provinciale e regionale, sono svolte a titolo gratuito».

  L'Assessore

                                               (Arch. Ester Bonafede)