Presidenza del Presidente Ardizzone
LOMBARDO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Coltraro, Giovanni Greco,
La Rocca Ruvolo, Lo Sciuto, Picciolo e Turano sono in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposta scritta a interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la risposta scritta alla
seguente interrogazione:
- da parte dell'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e
il lavoro
N. 301 - Iniziative volte ad una maggiore pubblicizzazione delle
attività svolte dalle consigliere di parità nonché ad un maggior
controllo delle relative funzioni.
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico dell'odierna seduta.
Comunicazione di apposizione di firma a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta il 6 agosto 2013 e
protocollata al n. 9414/AULAPG dell'8 agosto successivo,
l'onorevole Ciaccio ha chiesto di apporre la propria firma alle
interrogazioni nn. 1112, 1115 e 1117.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, in considerazione del fatto che ci sono alcune
Commissioni riunite, per consentire un proficuo lavoro delle
stesse, nella speranza che si riesca a trovare un momento di
sintesi, sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà alle ore
15.00.
Pertanto, le Commissioni, dalla prima alla sesta, sono autorizzate
a riunirsi per espletare il loro lavoro senza impedimento alcuno.
(La seduta, sospesa alle ore 11.41, è ripresa alle ore
17.28)
La seduta è ripresa.
stralciate I/A - 'norme ineleggibilità dei deputati e di
incompatibilità con la carica dei deputati regionale e di componente
della Giunta regionale' .
Presidenza del Presidente Ardizzone
Onorevoli colleghi, sono in corso tutta una serie di riunioni per
cercare di fare sintesi sui due disegni di legge. E' riunita,
peraltro, anche la II Commissione, che è in attesa di nuovi
elementi conoscitivi in ordine alla questione delle variazioni di
bilancio in corso, che riguarderebbero gli enti che ricevono
sussidi da parte della Regione siciliana o, comunque, enti che sono
strumentali della Regione siciliana.
E' in corso un ulteriore incontro con i Presidenti dei Gruppi
parlamentari, per cercare di fare sintesi anche in ordine al
disegno di legge sulle incompatibilità.
Questi incontri serviranno, almeno, per semplificare,
successivamente, il ragionamento ed il dibattito che si possono
fare in Aula; non è assolutamente un allungare i tempi ma dovrebbe
servire a semplificare i tempi.
Mi vedo, quindi, obbligato a sospendere i lavori d'Aula fino alle
ore 18,30.
(La seduta, sospesa alle ore 17.30, è ripresa alle
ore 19.25)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, abbiamo concluso una riunione con il
Presidente della Regione e quasi tutti i Presidenti dei gruppi
parlamentari di questa Assemblea.
Si è arrivati ad un momento di sintesi che, chiaramente, non può
essere, da un punto di vista procedurale, la scrittura definitiva,
perché è giusto che ogni parlamentare abbia contezza del testo di
riscrittura.
Dobbiamo, però, dire che questo testo di riscrittura tiene conto
del dibattito che c'è stato in Aula nei giorni scorsi, nonché del
dibattito complesso svoltosi in Prima Commissione e degli
emendamenti e sub emendamenti presentati al testo di riscrittura
precedente.
Quindi, ora verrà distribuito a tutti i Parlamentari per un esame
attento, accurato, per un approfondimento nella speranza che ci
possa essere una condivisione di carattere generale.
Tutto, per carità, è perfettibile e il Governo - mi sento di dire
- ha manifestato la più ampia volontà a partecipare eventualmente a
quell'ulteriore dettaglio di perfezione ove fosse necessario, ove
non è necessario si va avanti con il testo riscritto.
Quindi, gli Uffici provvederanno a distribuire ai gruppi, ai
singoli parlamentari il testo così come è stato riscritto - ripeto
- che rappresenta un momento di sintesi generale che è stata fatta
con la gran parte dei Gruppi parlamentari, ma ciò non toglie la
possibilità, ai singoli Parlamentari, di intervenire nel merito del
provvedimento.
In atto è riunita la seconda Commissione per quanto riguarda la
riscrittura delle variazioni di bilancio; è stato, peraltro,
rappresentata da parte del Governo - mi risulta - una relazione
tecnica che dovrebbe andare anche all'attenzione della Seconda
Commissione.
Per cui l'Aula riprenderà alle ore 20.00 con l'esame del disegno
di legge sulle cosiddette incompatibilità' e andrà avanti non-
stop, nell'attesa che arrivi anche il disegno di legge da parte
della Seconda Commissione.
Quindi, ogni deputato, può avere contezza del testo di riscrittura
così come è stato immaginato - ripeto - dal Governo, d'intesa con
la gran parte dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
L'Aula riprenderà alle ore 20.00
(La seduta, sospesa alle ore 19.29, è ripresa alle ore 20.03)
La seduta è ripresa.
I/A 'norme stralciate I/A - 'norme ineleggibilità dei deputati e di
incompatibilità con la carica dei deputati regionale e di componente
della Giunta regionale' .
Presidenza del Presidente Ardizzone
Onorevoli colleghi, è stato distribuito l'emendamento del Governo,
interamente sostitutivo del disegno di legge n. 51-38 bis, che
porta il numero Gov.1.R.bis.
Non sono stati presentati subemendamenti.
ASSENZA. Dovevamo presentarli a futura memoria?
PRESIDENTE. No, onorevole Assenza, avevo aperto l'Aula alle 19.30
però lei ha perfettamente ragione a fare rilievi perché,
giustamente, abbiamo più volte rinviato l'Aula. Era comunque
presente il capogruppo del suo partito. L'emendamento è stato
distribuito mezz'ora fa, però ho avuto modo di dire che ciascun
parlamentare ha chiaramente diritto di esaminarlo in maniera
compiuta ed, eventualmente, di emendarlo.
Abbiamo dato termine per gli emendamenti, ma se vuole intervenire
sa che i suoi interventi sono sempre graditi perché portano uno
stimolo in più all'Aula e, soprattutto in termini di competenza,
merita di essere ascoltato al pari di tanti altri colleghi.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio ma
non è assolutamente mia presunzione voler dettare agli altri
quelle che sono le mie semplici osservazioni.
Certo che siamo qui l'8 agosto di sera per approvare in fretta e
furia una legge spot che entrerà in vigore nella prossima
legislatura mi fa un po' senso, me lo faccia dire.
Uno dei princìpi essenziali che insegnano all'Università,
l'assessore Marino nella sua veste di consigliere - mi corregga se
sbaglio - è che l'incompatibilità è una ineleggibilità che
sopravviene dopo le elezioni e non preesistente, il che significa -
e chiedo anche agli uffici di seguire il mio ragionamento - che le
cause di incompatibilità devono essere le stesse, identiche di
quelle previste per l'ineleggibilità. Se lei e tutti i colleghi
avete la bontà di leggere l'articolo 2 bis e confrontarlo con le
cause di ineleggibilità introdotte dalla lettera g bis)
dell'articolo 1, si accorgeranno che sono alquanto diverse.
Secondo l'articolo 2 bis, se qualcuno ha la bontà di leggerlo
attentamente se ne renderà conto, introduciamo la decadenza anche
se io domani mi vado ad iscrivere all'AVIS per fare una donazione
perché divento socio. Presidente, lei scuote la testa, però il
problema è che lei pensa una cosa e poi la traduce in un testo che
dice un'altra cosa E' questo il problema perché l'AVIS è un ente
che riceve un finanziamento della Regione e, nel momento in cui
sono socio AVIS, non posso essere dipendente.
I nostri amici disabili, dei quali si discuterà da qui a poco, che
sono nelle organizzazioni dei ciechi o dei sordomuti che hanno
finanziamenti regionali noi tarpiamo le ali e diciamo che i
disabili in Sicilia non hanno diritto a candidarsi perché fanno
parte di queste associazioni.
Allora, vi sembra logico e ragionevole che noi, per andare dietro
ad una smania di protagonismo, perché dobbiamo essere in Sicilia
più realisti del re, ci troviamo dopo tre giorni di lavoro, dopo
che il testo è stato emendato mille volte, ad introdurre delle
norme di questo tipo?
Io chiedo un minimo di ragionevolezza. L'articolo 2 bis deve
essere cassato totalmente perché, così come è congegnato, è intanto
incostituzionale perché introduce dei motivi d incompatibilità che
sono in difformità alle cause di ineleggibilità, cosa assolutamente
vietata da qualsiasi ordinamento.
In secondo luogo introduce delle incompatibilità assolutamente
abnormi e assurde quali quelle a cui, a semplice titolo
esemplificativo, mi sono permesso di fare riferimento.
E a tutto ciò aggiungiamo che tutto questo marchingegno posto in
essere, in maniera così artificiosa, entrerà in vigore per la
prossima legislatura, tranne l'articolo 2 bis, cui facevo cenno,
credo che la misura è più che colma per dire emendiamolo, se è
proprio necessario, ma altrimenti ritiriamolo veramente e facciamo
un testo come si deve, o lo affidiamo alla Commissione antimafia
che sarebbe la cosa più ragionevole quella di predisporre un codice
etico che poi verrà sottoposto all'Assemblea, da approvare da parte
di tutta l'Assemblea, invece di andare a scimmiottare
argomentazioni che poi, alla fine, non hanno possibilità di varcare
il vaglio del giurista di campagna più sprovveduto.
Perdonatemi se uso questi toni ma devo necessariamente arrivare a
queste conclusioni e mi dispiace se anche il mio gruppo ha aderito
- ma spero di no - ad un disegno di legge di tal fatta.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, preliminarmente intendo ringraziare i Capigruppo per la
sensibilità che hanno dimostrato e per il lavoro straordinario che
hanno fatto oggi nell'accogliere la maggior parte degli emendamenti
già presentati dai parlamentari, con uno sforzo interattivo, che ha
cercato di condurre ad una ragionevole legislazione l'intero testo.
In particolare, si è evitato che le cause di ineleggibilità nuove
si applicassero ex post, ad elezione avvenuta, per i deputati
attualmente in carica.
Sono rimaste, poi, all'interno di questo ragionamento, quelle
norme che sottolineano una possibile incompatibilità, che
sopravviene nel corso della legislatura perché, allo stesso modo in
cui si dice che sono ineleggibili per il futuro coloro che hanno le
caratteristiche previste dalla legislazione - e sono ripetute nel
comma 2 bis, per intenderci - allo stesso modo, così come si è
detto alla fine, non sono applicabili ma se sopravvenissero,
significherebbe che chi teorizza questo ragionamento non vuole che
mai si applichino per sé non solo le cause di ineleggibilità, e
quindi di incompatibilità che automaticamente ne deriverebbero
dalla legge che prevediamo ex novo, ma non vuole che si applichino
nel corso della legislatura ugualmente, per se stessi.
La legge opera per il futuro ma il futuro scatta da oggi, non
scatta da oggi per i prossimi deputati.
Il comma 2 bis è perfettamente ragionevole.
Ritornando al principio generale della norma dobbiamo comprendere
una cosa - questo credo sia noto agli onorevoli deputati - che la
legislazione nazionale stabilisce una serie di cause di
incompatibilità ed ineleggibilità ma poi demanda al legislatore
regionale la possibilità che intervenga con proprie norme.
Questo nel rispetto delle specificità peculiari che si possono
avere in una Regione altrimenti il legislatore nazionale
rivendicherebbe solamente a sé la norma e direbbe che questa è
quella che si applica.
Esistono, infatti, norme antimafia, anticorruzione, di
incompatibilità e di ineleggibilità, a livello generale.
Voglio rappresentare che le normative già inserite in questa
legislazione sono molto più leggere di quelle chieste a qualsiasi
sindaco e a qualsiasi consigliere comunale dove la consistenza
degli interessi è sicuramente minore di quella che riguarda la
Regione.
Voglio, pertanto, rappresentare che non possiamo dire che non
abbiamo il dovere di fare una legislazione particolare, con la
premessa che ce ne attribuisce la competenza di legge.
Non possiamo dire che la nostra Regione non abbia delle
peculiarità, se noi ad esempio diciamo che l'80 per cento delle
vittime istituzionali della mafia si trova in Sicilia, quelli che
sono stati ammazzati, che la maggior parte dei testimoni di
giustizia si trova in Sicilia, se diciamo che l'80% del patrimonio
confiscato per mafia si trova in Sicilia.
No, questo che significa che noi dobbiamo essere solo elementi
indicati per una peculiarità negativa o non possiamo diventare,
invece, elementi indicati nel panorama nazionale, persino
internazionale, portatori di una Regione che si rivela e si mostra
al mondo per una sua peculiarità positiva, per la capacità di
interpretare i rischi connessi al territorio e dice: Noi vogliamo
essere più severi che altrove, perché abbiamo questioni storiche
che dobbiamo affrontare più che altrove .
Paolo Borsellino non è morto a Milano, è morto in Sicilia; non è
che Dalla Chiesa è morto... e sono morti uomini dello Stato, uomini
che facevano indagini, uomini come Falcone che dicevano che quando
avrebbero cominciato a toccare i rapporti... lì Buscetta gli aveva
detto che quando si cominciavano a toccare i rapporti tra politica
e mafia, lì si muore.
Allora, la corruzione è l'anticamera del fenomeno di degenerazione
mafiosa.
Noi non abbiamo fatto una legge forcaiola, abbiamo fatto una
legge, persino, garantista perché i meccanismi non si applicano
automaticamente ma intervengono sulla base di una comunicazione, di
un procedimento che deve essere anche regolamentato dal Parlamento,
che è un procedimento preciso in cui gli si contesta
l'ineleggibilità o l'incompatibilità nel momento in cui ne viene a
conoscenza, il Parlamento ha il dovere di comunicarlo.
Io voglio ricordare che anche questa Assemblea, questa legislatura
ha disposto la decadenza di un Parlamentare neppure senza la
contestazione applicando la sentenza giudiziaria così come era
stata formulata e, quindi, qui non ci sono giudizi sommari o
interventi automatici o cosa, c'è un procedimento che dice:
benissimo, a proposito del 2 bis, potevamo scrivere diversamente
come è previsto nell'ordinamento degli Enti locali, per esempio,
che laddove c'è un Consigliere comunale che fa parte di una
associazione di barcaioli, amatoriale, di calcio,
quell'associazione non può ricevere contributi, è socio, non lo può
ricevere il contributo in un Comune.
Non lo abbiamo scritto e non abbiamo scritto che un Deputato che
fa parte, decade da una associazione; abbiamo parlato di enti;
abbiamo parlato di enti privati, quindi con finalità di lucro;
abbiamo parlato di incarichi che si svolgono, che non siano senza
finalità di lucro, lo andiamo a dimostrare sulla base della prassi,
non sulla base di teorizzazioni astratte, perché gli enti di
formazione sono tutti enti senza finalità di lucro, sono senza
finalità di lucro una serie di iniziative che gestiscono milioni e
milioni di euro della Regione.
Non si può dire che, per legge, come avviene adesso, il Presidente
del 118, già è così, non può essere candidato e il Presidente
dell'Associazione della Croce rossa italiana non si debba dimettere
prima perché qui nessuno sta sancendo che nessuno è candidabile,
eccetera; si è detto: Si tolgano le incompatibilità .
Abbiamo detto queste incompatibilità, queste cause di
ineleggibilità si applicheranno per il futuro, ma le cause di
incompatibilità che sono le stesse di quelle di ineleggibilità che
sono riassunte in tutti gli altri articoli e sono sintetizzate
nell'articolo 2 bis, scattano se sopravvengono adesso, non scattano
automaticamente perché qualcuno le deve contestare; ad un certo
punto, se vogliamo una legge senza nessun intervento, diciamo: Se
qualcuno vuole abolire quest'articolo, io lo sostituisco con un
emendamento: Tutti i deputati regionali, nel corso della
legislatura, possono avere incarichi, consulenze, possono diventare
direttori amministrativi, possono diventare amministratori, possono
diventare amministratori delegati di società che ricevono i
finanziamenti della Regione' .
A voi non apparirebbe, persino, amorale questa legge?
E' una legge che è, persino, nella prassi, nell'etica della
società italiana e che in altri Paesi è normata da leggi e sono
Paesi che hanno costituzioni liberali, consolidate da secoli.
Io vi voglio ricordare che un Ministro della Repubblica tedesca si
è dimesso unicamente perché aveva copiato dieci pagine della
propria tesi da Internet, facendo copia e incolla , per
intenderci, perché nella Repubblica tedesca si usa dire che un
politico, cioè uno che gestisce interessi pubblici e fondi pubblici
deve essere al di sopra di ogni sospetto.
Noi non possiamo avere il sospetto, la società siciliana non può
avere il sospetto che noi abbiamo fatto una legge o un
provvedimento amministrativo e poi divento consulente di quella
società.
Voi cosa direste se il Presidente della Regione diventa
consulente, si fa assumere da un ente della Regione? Non gridereste
allo scandalo? Allora, perché questo deve diventare l'argomento
degli scandali politici e non deve diventare, invece, una norma che
consolida quello che possiamo fare e quello che non possiamo fare,
per evitare che poi la politica, i partiti politici vengano
trascinati dai comportamenti leggeri di alcuni, che non sono
sicuramente né nella generalità della politica, né nella generalità
del Parlamento. Perché noi non dobbiamo fare in modo che ciò che ci
appare inopportuno diventi anche legiferato e, quindi, crei una
forza, una consistenza?
Questo vogliamo fare che dovrebbe essere considerata una prova di
garanzia democratica per tutti. Stiamo dando a tutti degli
strumenti, non stiamo facendo i forcaioli, mi pare che la legge
contempla che non si può applicare per il futuro, per le cause che
esistevano già al momento dell'elezione che non erano previste
dalla presente legge, quindi, rispettiamo un principio democratico
che la legge non disciplina per il passato, non applichiamo ciò che
diventa automaticamente incompatibile la causa di ineleggibilità
perché la consideriamo sopravvenuta per violazione della propria
legge, però diciamo: da questo momento in poi, non diciamo che lo
faremo solo per i deputati, queste norme di ineleggibilità
diventano per noi, da questo momento in poi, quelle nuove, non
quelle che io avevo o che ho in questo momento, per effetto della
nuova legge, quelle nuove, per cui non mi farò nominare presidente
di un Consiglio di amministrazione di una società che riceve
contribuzioni dalla Regione.
Abbiamo tolto alcune cose, limato per evitare troppe
generalizzazioni, le abbiamo corrette in relazione agli
emendamenti, però, se noi vogliamo dire che per il futuro tutto
questo si deve applicare e per questa legislatura non si deve
applicare da domani in poi, allora diciamo che noi vogliamo una
clausola di differenziazione persino un principio costituzionale
che non può essere accettabile, cioè per i parlamentari attuali una
norma che non li compari a quelli futuri.
Abbiamo detto che restano salve le incompatibilità non normate con
altre leggi previste dalla legislazione precedente e, quindi, le
incompatibilità che sopravvengono con l'attuale norma, ma
sinceramente leggiamolo bene: questo testo non ha quelle
caratteristiche che si volevano, perché non le ha mai avute.
Abbiamo semplicemente - in questo lavoro che abbiamo fatto con
tutti i capigruppo - limato, rafforzato e specificato quella che
era sostanzialmente una volontà iniziale, che è sempre la stessa:
stabilire che la politica deve essere salvaguardata dagli attacchi
qualunquistici, dall'indicazione che con la politica si possono
fare affari.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, intervengo solo per chiedere una cosa:
noi oggi siamo stati tutta la giornata in Commissione Bilancio ad
aspettare la riscrittura di un disegno di legge che doveva essere
trattato oggi in Aula sul finanziamento di enti culturali ed, in
particolare, per gli enti che svolgono dei servizi nel sociale.
Oggi pomeriggio, ma già da stamattina, sono qua fuori i
rappresentati dell'Unione Italiana Ciechi in attesa che questo
disegno di legge arrivasse in Aula. E' accaduta una coincidenza,
sicuramente è tale, e precisamente che nel momento in cui abbiamo
iniziato la seduta di Commissione, nonostante il testo del disegno
di legge fosse arrivato già da due ore, è cominciata anche l'Aula.
Poiché non voglio credere che ci sia la volontà, da parte di
questa Presidenza, di non discutere questo disegno di legge,
chiedo, e faccio formale richiesta a lei e al presidente della
Commissione, per sapere se avete l'intenzione di discutere questo
disegno di legge sul finanziamento degli enti culturali, per
esempio dell'Unione Italiana Ciechi o dei sordi, insomma, se avete
intenzione di discutere oggi di questo disegno di legge perché se
ne avete l'intenzione state sicuri che avete il supporto del
Parlamento per discutere, parlo almeno per il mio gruppo, possiamo
stare qui fino a domani fino a quando non approveremo questo
disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, nonostante il tono del suo
intervento, merita una risposta.
Io poc'anzi ho chiamato proprio l'onorevole Dina perché penso che
ci eravamo intesi su un percorso e cioè che avremmo ripreso i
lavori d'Aula su questo disegno di legge che riguarda le
incompatibilità e la II Commissione poteva continuare a lavorare.
Mi rendo conto che c'è stata una mancanza di interlocuzione
continua perché è stata più volte sospesa l'Aula.
Rimango ancora fermo all'agenda dei lavori stabilita in Conferenza
dei Capigruppo che era quella di esitare questo disegno di legge,
cioè quello della incompatibilità. Tecnicamente, una volta che
viene esitato dalla II Commissione, sospendere per un fatto formale
l'Aula e riaprirla inserendo in calendario il disegno di legge che
riguarda le cosiddette variazioni di bilancio'.
Siccome c'era una riscrittura, almeno così sembrava, condivisa
dalla gran parte dell'Aula, potevamo andare celermente avanti con
il disegno di legge sulle incompatibilità per passare
successivamente alle cosiddette variazioni di bilancio'.
Quindi, mi sentirei di autorizzare, cosa che pensavo fosse chiaro,
la II Commissione. Onorevole Dina, comprendo perfettamente, abbiamo
avuto modo di interloquire perché ci sono parlamentari che vogliono
partecipare a questo dibattito e mi sembra giusto e doveroso.
Sulla base dell'andamento del dibattito su questa legge, peraltro,
già preannuncio che questa legge necessita, essendo sottoposta a
procedura rafforzata, di 46 voti favorevoli, per cui se non ci sono
46 voti favorevoli, essendo sottoposta a procedura rafforzata, non
si può andare avanti e come se il voto fosse negativo. Sono tutti
ragionamenti che dobbiamo mettere in campo.
Dico queste cose per comprendere se c'è la buona volontà da parte
di tutti di andare avanti o meno. Mi rendo conto che i tempi sono
molto contingentati, mi rendo conto che sono arrivati in ritardo in
Commissione - non sta a me attribuire responsabilità, me ne
guarderei bene - i disegni di legge. Però, siamo di fronte ad una
riscrittura, che spero sia condivisa, che riguarda questo disegno
di legge.
Devo dire che quasi tutti i gruppi parlamentari, e dico quasi
tutti, e anche i singoli parlamentari che non hanno partecipato
alla stesura di questo emendamento di riscrittura, perché non è
solo del Governo ma, lo diceva il Presidente della Regione, hanno
partecipato gran parte dei capigruppo.
Quindi, onorevole Ciancio la volontà è quella di andare avanti e
approvare i due disegni di legge, sia questo dove occorrono 46 voti
favorevoli per l'approvazione che l'altro disegno di legge.
Tutto dipenderà dall'andamento dei lavori.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, colgo anche l'occasione - c'è anche il
Governo, quasi per intero - di fare qualche riflessione. Secondo me
stasera siamo arrivati con l'acqua alla gola, perché ieri è stato
deciso in Conferenza dei capigruppo di chiudere stasera e, al
contempo, la Conferenza si è posta anche un problema e
un'ambizione, quella di fare due disegni di legge, non uno, due, di
cui uno che sembrerebbe di facile soluzione, quello di cui stiamo
trattando; però, guardando tutti i colleghi non mi pare che sia
così di facile soluzione e di naturale condivisione.
È chiaro, in Conferenza dei capigruppo il nostro presidente
D'Asero ha palesato l'idea e la disponibilità a contribuire, per
quanto riguarda il nostro Gruppo parlamentare, al fine di poter
giungere ad un testo condiviso e poterlo apprezzare già stasera
stessa. Però, è chiaro che arrivato questo testo, il presidente
D'Asero si è anche riservato di condividerlo col Gruppo.
Ecco allora la mia richiesta, che è quella, ma è anche conseguenza
di quello che ha detto l'onorevole Ciancio, di avere almeno un'ora
per poter ragionare su questo testo assieme agli altri capigruppo
per poter arrivare così ad un testo definitivo che sia blindato e
votato in quest'Aula, perché altrimenti ad un colpo d'occhio non mi
pare, forse, si arrivi a 46. Se ci arriviamo
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, abbiamo compreso.
FALCONE. Signor Presidente, è più articolato il mio ragionamento.
Al contempo, siccome abbiamo un altro disegno di legge ed ella
aveva dato la disponibilità e l'autorizzazione alla Commissione
Bilancio a riunirsi separatamente e congiuntamente per approvare
una emergenza, che voglio ripetere stasera, signor Presidente.
Erano solo due macroaree: disabilità e disagio sociale.
Stasera io le voglio dire, signor Presidente, per ripristinare il
deliberato della Conferenza dei Capigruppo che è arrivato un doppio
testo: prima un testo di riscrittura da parte del Governo e poi ne
è arrivato un altro di riscrittura da parte del Governo che allarga
in maniera esponenziale a tutti gli enti, a quelli che erano
previsti nella Tabella H, a quelli che erano previsti nelle scorse
Tabelle H, a quelli che non erano previsti né nella prima né nella
seconda Tabella H.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, abbiamo compreso lo spirito del suo
intervento: sta chiedendo un'ora di sospensione per trovare
un'intesa.
FALCONE. Chiedo al Governo di depurare quel disegno di legge,
altrimenti lo facciamo noi in Commissione, di tutte quelle norme
che non riguardano le due macrostrutture per dare così una
soddisfazione a quelle esigenze vere che rappresentano disagio e
disabilità. Diversamente noi rischiamo di arraffare tutto e di non
fare nulla.
Penso e spero che il Governo questo lo voglia perché noi ci
opporremo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io ho diversi iscritti a parlare.
Ho una richiesta dell'onorevole Falcone, così come l'intervento
dell'onorevole Ciancio, mi portano a considerare che ancora
l'intesa, almeno sul disegno di legge, quello che riguarda le
variazioni, non c'è.
Su questo gradirei l'intervento dell'onorevole Dina al quale
chiedo quanto tempo ritiene necessario la II Commissione, pur
rendendomi conto che è arrivato solo qualche ora fa il disegno di
legge all'attenzione di tutti i componenti della II Commissione
DINA, presidente della II Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della II Commissione. Signor Presidente, lei
stesso ha potuto rilevare che da parte dei deputati c'è l'interesse
a partecipare ai lavori d'Aula, per cui non era praticabile il
contemporaneo svolgimento e della seduta d'Aula e della
Commissione.
Io ritengo che alla Commissione potrebbe bastare un'ora per
tentare una sintesi sul disegno di legge, quindi su questo
orientamento si determini lei stesso, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dina, soprattutto per essere stato
abbastanza conciso e chiaro.
VINCIULLO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, un attimo perché noi andiamo
avanti a farci dei discorsi importantissimi per carità, ma sulla
base di questi primi interventi ho compreso lo spirito dell'Aula.
Non entriamo nel merito del disegno di legge.
VINCIULLO. Non entro nel merito.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo la prego perché ha chiesto di
parlare anche l'onorevole Musumeci, l'onorevole Gianni, l'onorevole
Laccoto, l'onorevole Ioppolo, l'onorevole Assenza nuovamente,
l'onorevole Gucciardi, siccome dobbiamo essere consequenziali,
sospendo l'Aula fino alle ore 22.00 nella speranza che si possano
esitare i due disegni di legge
MUSUMECI. Un po' di rispetto per quest'Aula
PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, il rispetto per quest'Aula è
massimo
MUSUMECI. Non lo chiedo a lei, lo chiedo a chi avrebbe dovuto
avere rispetto per tutti noi, non è possibile così
PRESIDENTE. Ed allora, io a tanta bistrattata Aula, io voglio
rendere merito che gli atti sono arrivati solo da pochissimo tempo.
Onorevole Musumeci, l'Aula mi sta chiedendo, sostanzialmente mi sta
confermando la volontà espressa in Conferenza dei capigruppo di
esitare i due disegni di legge, perché così siamo usciti o almeno
la gran parte dei capigruppo. Stiamo facendo uno sforzo tutti,
perché comunque i lavori si dovranno chiudere stasera, non si
capisce l'ora ma si dovranno ma si dovranno chiudere stasera.
Prima di dare la parola all'onorevole Vinciullo e all'onorevole
Laccoto sull'ordine dei lavori, debbo dare una comunicazione su un
altro argomento che ha impegnato se non tutta l'Aula almeno qualche
Commissione.
Mi è giunta richiesta prima verbale e poi per iscritto da parte
del Presidente della I Commissione, di una proroga dei termini per
esitare il parere sulle nomine dell'IRSAP. La proroga viene
accordata, però la proroga viene accordata poiché è notorio a
tutti, nonostante quello che appare e che si dice, che i lavori
della Commissione non si sospendono né c'è una sospensione feriale,
continuano anche per fortuna nel mese di agosto, così come previsto
dal Regolamento.
E allora, in riferimento alla richiesta di proroga dei termini, la
Commissione mi parlava di 45 giorni, debbo evidenziare che ancora i
termini comunque non sono scaduti, perché scadrebbero giorno 16;
però, considerato che ci sono oggettive difficoltà e la materia è
molto complessa anche alla luce di un'ulteriore nota che è arrivata
oggi da parte del Governo, almeno limitatamente al Presidente, ne
do lettura:
In riferimento alla richiesta di proroga di termini per
l'espressione del parere, avente ad oggetto la nomina dei
componenti del Consiglio di Amministrazione dell'Istituto regionale
per lo sviluppo delle attività produttive, richiesta di parere n.
19 formulata dalla I Commissione con nota trasmessa a questa
Presidenza in data odierna, si fa presente quanto segue: il termine
per l'espressione del parere ai sensi dell'articolo 70 bis, comma 4
del Regolamento interno, in scadenza il 16 agosto prossimo, decorre
anche durante i periodi di aggiornamento dei lavori dell'Assemblea.
Tuttavia, in considerazione dell'opportunità di consentire alla I
Commissione un'approfondita istruttoria sulla richiesta di parere
pervenuta, si concede ai sensi dell'articolo 70 bis, comma 2, del
Regolamento interno la proroga di dieci giorni dalla scadenza
originaria e quindi sino al 26 agosto prossimo.
Ai sensi dell'articolo 70 bis, comma 4, del Regolamento la I
Commissione è autorizzata conseguentemente a convocarsi con
all'ordine del giorno la suddetta richiesta di parere .
Questa comunicazione serve anche per evitare convocazioni a
domicilio sospendendosi la sessione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
ritorno sull'argomento che ieri sera ho trattato dal momento che,
mi rendo conto, non viene compreso, arrivato a questo punto, dal
Governo.
Nel disegno di legge presentato dal Governo vengono abbinati due
disegni di legge: il numero 51 e il numero 38 che è stato da me
presentato come primo firmatario.
Il disegno di legge numero 38 non è attinente con quanto stiamo
trattando, pertanto le chiedo per l'ennesima volta che venga
stralciato.
In particolare, volevo ricordare che il disegno di legge numero 38
riguarda cause di incompatibilità in quanto la Corte costituzionale
con la sentenza 14 del 23 aprile 2010, numero 143, pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale del 28 aprile 2010, numero 17, prima serie
speciale, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della
presente legge nella parte in cui non si prevede l'incompatibilità
tra l'ufficio di deputato regionale e la sopravvenuta carica di
sindaco e di assessore di un Comune compreso nel territorio della
Regione con popolazione superiore a ventimila abitanti.
Successivamente, sempre la stessa Corte costituzionale, con
sentenza numero 7 del 9 novembre 2011, la numero 294, pubblicata
sulla Gazzetta Ufficiale del 16 novembre 2011, numero 48, ha
dichiarato l'illegittimità costituzionale della nostra legge, cioè
della legge numero 29 del 20 marzo 1951, nella parte in cui non
prevede l'incompatibilità fra l'ufficio di deputato regionale e la
sopravvenuta carica di presidente o assessore di una Provincia
regionale; per essere chiaro continuiamo a parlare della vicenda
Buzzanca.
Quindi, Presidente le chiedo ufficialmente, ancora una volta, di
stralciare il mio disegno di legge numero 38 da questo disegno di
legge presentato dal Governo oppure di inserire il mio testo
all'interno di questo disegno di legge, altrimenti stiamo andando a
fare una cosa che non c'entra completamente, a meno che, e mi
comincia a sorgere il sospetto concreto, c'è una volontà chiara,
netta di continuare a tenere questa esitazione fra le cose che sono
sospese perché poi quando verrà eletto ci sarà la possibilità di
andare al TAR, di andare al CGA, di continuare a perdere tempo.
Dobbiamo necessariamente o fare nostra la decisione della Corte
costituzionale o stralciare il mio disegno di legge che non c'entra
assolutamente nulla con il disegno di legge che il Governo
ripropone questa sera.
LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che dopo
avere vissuto alcune giornate particolari su un disegno di legge
che non ha grandi significati, perché dobbiamo capirci, il disegno
di legge con l'emendamento del Governo aggiunge ben poco a quelle
che erano le incompatibilità e le ineleggibilità della legge numero
51.
Credo che le continue sospensioni d'Aula creano anche
un'insofferenza da parte dei parlamentari e considerato che non
stiamo facendo e stravolgendo quelle che sono le leggi sulle
incompatibilità e l'ineleggibilità, ancor più perché nell'articolo
1 è previsto che si applica nella prossima legislatura, penso che
sia più giusto - e su questo chiedo che anche che l'Aula si
pronunci - andare a votare questo disegno di legge, onde evitare
ancora una volta che domani, sulla stampa, si dica che i deputati
non vogliono approvare una legge sulle loro incompatibilità, dal
momento che - credetemi - ho guardato molto bene questa norma non
dice molto di più.
Quindi, la mia proposta, e chiedo al Presidente di sottoporla
all'Aula, è quella di continuare con l'approvazione di questo
disegno di legge e dopo sospendere l'Aula per convocare la
Commissione Bilancio e, se vi sono le condizioni, come io credo che
ci siano, continuare con il disegno di legge sulle variazioni di
bilancio, altrimenti rischiamo che molti deputati vanno via, tenuto
conto che è da stamattina alle 11.00 che continuano ad aspettare.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, quindi lei propone di non
sospendere i lavori ma andare avanti, in controtendenza rispetto
alla proposta dell'onorevole Ciancio.
Onorevole Ciancio, noi dobbiamo approvare le due leggi. Ci
dobbiamo intendere tutti, perché a questo serve la Conferenza dei
Capigruppo, alla quale hanno partecipato i vostri capigruppo.
ALLORO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in ordine alla
richiesta di proroga dei termini per quanto riguarda la I
Commissione, volevo far presente che è stata richiesta questa
proroga perché la Commissione, pur avendo lavorato lungamente su
questa vicenda, oggi, dopo una lunghissima riunione di Commissione,
ha ritenuto di chiedere la proroga perché si rischiava una pesante
spaccatura all'interno della Commissione stessa.
E' chiaro che se la Presidenza da solo 10 giorni di tempo,
significa che dobbiamo esprimerci entro il 26 agosto. Personalmente
non ho problemi ad essere presente, però, trattandosi di nomine,
lei sa che sono necessari dei quorum molto elevati sia per
l'accoglimento che per la eventuale bocciatura.
Quindi, se potesse essere dato un termine suppletivo, per esempio
10 giorni più 10, saremmo già ai primi di settembre e la
Commissione sarebbe messa nelle condizioni di potere operare
serenamente, anche perché sono sopravvenute molte perplessità di
merito ai curriculum presentati.
PRESIDENTE. Onorevole Alloro, purtroppo non posso accogliere la
sua richiesta, nonostante sia stata esaminata dal sottoscritto e
dagli Uffici, perché il Governo ha rappresentato l'urgenza
dell'approvazione di questa norma e poi, proprio sulla base della
novità di oggi, relativamente al Presidente, perché erano 15 giorni
prorogabili in base al Regolamento, eventualmente, di 10.
Noi dobbiamo evitare che ci sia un Parlamento che non abbia la
possibilità di potersi esprimere. Peraltro, ribadisco - ma la
Commissione ha avuto modo di evidenziarlo - che si continua a
lavorare, senza sospensione alcuna, nonostante quello che si dice,
come se quest'Aula, questi parlamentari, fossero in ferie. E'
previsto che si continui a lavorare pure durante l'estate.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne e ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, la mia richiesta non era di fare una
sospensione, ma di affrontare entrambi i disegni di legge. Quindi,
eventualmente, sono d'accordo
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, dobbiamo essere chiari su una cosa:
lei ha detto, anche con un tono particolare, che non aveva compreso
bene se questa Presidenza - riferendosi a questa Presidenza, non
alla Presidenza della Regione - avendo ripreso l'attività d'Aula
nel momento in cui era arrivata la variazione di bilancio, non
avesse quasi la voglia di non andare avanti con quel disegno di
legge. Le ho voluto dimostrare, ove ce ne fosse bisogno, che questa
Presidenza e quest'Aula, conformemente al calendario dei lavori
stabilito dalla Conferenza dei capigruppo, intende andare avanti.
CIANCIO. Ma io non ho chiesto sospensioni
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per la verità non
intervengo sull'ordine dei lavori stabilito ma per un richiamo al
Regolamento, estraniandomi per un istante da questa discussione
miscellanea che stiamo facendo. Stiamo parlando di proroga dei
termini della I Commissione, stiamo parlando del disegno di legge
ex Tabella H, ma intanto era già stato incardinato il punto
relativo al disegno di legge in materia di ineleggibilità e
incandidabilità dei deputati, tant'è vero che era già intervenuto
anche l'onorevole Assenza.
Ora, signor Presidente, non le sfuggirà che su quest'ultimo testo
che noi abbiamo avuto - sarà stato il settimo o l'ottavo che il
Governo ha prodotto nel corso di queste settimane, di questi ultimi
giorni - lei aveva assegnato un termine entro le ventiquattro di
ieri per la presentazione di eventuali emendamenti. Adesso siamo
davanti ad un nuovo testo che è l'ennesima riscrittura, forse la
nona o la decima, il GOV.1.R.bis, che prevede norme totalmente
diverse, in gran parte diverse rispetto alla riscrittura di ieri
sera alla quale abbiamo presentato emendamenti.
Signor Presidente, vorrei sapere, per apportare emendamenti a
questa ulteriore ennesima fatica letteraria e legislativa del
Governo, qual è il termine e quanti dei cento o più o meno
emendamenti che sono stati presentati entro le ventiquattro di ieri
si intendono decaduti perché incompatibili o assorbiti da questo
nuovo testo. Mi pare che questo sia un diritto assolutamente
insopprimibile del Parlamento e di ogni singolo parlamentare ed il
termine certamente non potrà coincidere con la seduta della
Commissione Bilancio, perché ogni deputato che compone la
Commissione Bilancio ha diritto ad avere un tempo per predisporre
gli emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Ioppolo, il suo richiamo al Regolamento è
corretto. Ma nel momento in cui io ho aggiornato l'Aula alle ore
19.30 e ho dato comunicazione della riscrittura del testo da parte
del Governo dicendo che avevano partecipato quasi tutti i
capigruppo, evidenziando l'assenza del Gruppo della lista Musumeci,
questo era il senso. Evidenziando pure che la partecipazione di
quasi tutti i capigruppo non significava coinvolgimento di tutti i
parlamentari, perché ogni parlamentare, nell'ambito della sua
autonomia, ha il diritto di intervenire e presentare
subemendamenti.
Debbo, peraltro, evidenziare che nella riscrittura gran parte dei
subemendamenti sono stati tenuti in considerazione. E' chiaro che
gli Uffici esamineranno quali dei subemendamenti resistono, ce ne
sono anche alcuni abrogativi che resistono in ogni caso, e la
sospensione dei lavori fino alle 22.00 serve anche a fare questa
verifica.
GIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, credo che
su questo punto, o su questo disegno di legge abbiamo avuto molta
fretta e capisco che ormai lo sforzo del Governo è proiettato per
chiudere la partita.
Ci sono delle materie nelle quali noi siamo concorrenti con lo
Stato e delle materie nelle quali non possiamo che prendere atto di
quello che lo Stato decide. C'è una legge nazionale, la legge
numero 39, aggiornata ad aprile di quest'anno che interviene sulla
incompatibilità e ineleggibilità dei deputati.
Io propongo il recepimento della legge 39, che prevede tra l'altro
anche la nomina di un responsabile dell'anticorruzione, aggiungendo
un emendamento con il quale prevediamo che qualunque deputato, nel
momento in cui viene eletto, non può avere altra carica che non
quella di deputato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà
alle ore 22.00 con all'ordine del giorno il testo sulle
incompatibilità e, qualora la Commissione dovesse concludere i
lavori, anche con il testo sulle variazioni di bilancio.
(La seduta, sospesa alle ore 20.56, è ripresa alle ore
00.59 di venerdì 9 agosto 2013)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, avevamo convenuto con la II Commissione che i
lavori si sarebbero dovuti concludere entro le ore 01.00. Sono le
ore 01.02, non riesco a comprendere qual è stato l'esito.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vengo proprio
dalla II Commissione, dove è in corso ancora l'ultima parte della
discussione per verificare gli emendamenti e credo che si sia
raggiunto un accordo. Quindi, questione di qualche minuto e la
Commissione potrà esitare il disegno di legge.
MUSUMECI. Sono tre ore, signor Presidente, tre ore che si dice
qualche minuto
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, credo che lo spettacolo offerto oggi
da questo Parlamento, i continui rinvii dalle 11.00 di questa
mattina, in attesa di non so che cosa Una volta c'era en attendant
Godot, ma qua non c'è nemmeno Godot
Il problema è che noi non possiamo accettare supinamente una
spartizione fatta per riprendere i discorsi della tabella H.
Io credo che noi dobbiamo dare mandato al Governo perché possa
distribuire secondo i canoni - perché si tratta di atto di
gestione - quelle somme che sono indispensabili verso quelle
categorie indispensabili.
Noi stiamo praticamente qui tutto il giorno ad aspettare un'altra
spartizione che noi non potremo mai accettare, perché non ci è
bastato lo spettacolo a maggio, dove il Commissario dello Stato ha
bocciato la tabella H; stiamo riproponendo in piccolo le stesse
modalità.
Non capisco come possiamo continuare in queste condizioni.
Personalmente alle ore 20.00 avevo fatto la proposta di votare la
legge sulle incompatibilità e ineleggibilità e poi, eventualmente,
sospendere in attesa del risultato della Commissione Bilancio.
Sapete qual è il risultato? Che noi alle 22.00 non abbiamo visto
nessuno Ci troviamo all'una di notte aspettando quale
ripartizione? Una ripartizione che non ha senso Perché è chiaro
che noi non potremo accettare supinamente.
Qui, caro Presidente, io chiedo ancora una volta che vi sia la
supremazia del Parlamento rispetto a una Commissione che intende
prendersi le prerogative del Parlamento stesso, dando uno
spettacolo che non è decoroso di un Parlamento che vuole legiferare
e vuole legiferare senza tentennamenti.
Io annuncio sin da questo momento, qualsiasi esito sarà, che sono
a favore della legge sulle incompatibilità; sono totalmente
contrario a una ripartizione che non mi può vedere favorevole,
perché è una ripartizione fatta ai danni di questo o di quell'altro
ente.
Ricordo al Governo, ma anche al Presidente dell'Assemblea, che gli
enti locali non prendono somme dalla prima trimestralità, che non
hanno la possibilità di pagare gli stipendi, che vi sono problemi
riguardanti le Province, che vi sono problemi riguardanti tanti
altri settori e noi qua abbiamo perso una giornata perché si deve
fare una ripartizione sulla tabella H, quando è un compito del
Governo stabilire quali sono le priorità.
Allora, io penso che il Parlamento debba avere il compito -
perché è anche un suo diritto e un suo dovere - di ripartire quelle
somme o quelle poche somme che ci sono, altrimenti noi offriamo uno
spettacolo indecoroso, a cui io personalmente non ci sto Non posso
dare un voto favorevole a qualsiasi ripartizione che non veda i
canoni previsti.
Mi giunge voce che in Commissione Bilancio si fanno ancora i nomi
di questo e di quell'altro Non solo ce lo ha detto il Commissario
dello Stato che questo non è possibile, perché è un atto di
gestione, ma il Parlamento ha il compito solamente di mettere le
somme
Se c'è una variazione di bilancio dateci questa possibilità di
fare le variazioni di bilancio e sarà compito del Governo fare i
bandi, fare quello che vorrà, ma noi non possiamo più accettare
supinamente questo stato di cose
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, io sono parzialmente d'accordo con quanto ha
detto poc'anzi l'onorevole Laccoto. Mi preoccupa e molto questa
confusione di ruoli, una inversione di ruoli tra il Governo e il
Parlamento.
La vicenda che riguarda l'annosa questione di tutta la giornata di
oggi con un'Assemblea convocata alle ore 11.00 e che dopo 12 ore
non riesce ancora a trovare la strada, la strada maestra, l'unica
che ci metterebbe in condizione, Signor Presidente, di dare un
senso ancora in extremis a questa giornata.
Io sono convinto che il Parlamento non si debba assolutamente
occupare della distribuzione di risorse finanziarie, non è il
compito del Parlamento. Il Parlamento deve legiferare. Il
Parlamento dovrebbe avere la forza, la capacità di formulare leggi
per il popolo siciliano, per la gente che se l'aspetta.
Il fatto che, invece, ci si affanni da diverse ore in Commissione
Bilancio, dove per mera curiosità mi sono soffermato non più di 8-
10 minuti e ho visto appunti, pezzi di carta, emendamenti, con
elencazione varie di enti e di associazioni che facevano parte
della famosa tabella H, della famigerata tabella H e che poi si
riversarono, credo, nell'allegato A dell'articolo 21 della legge di
stabilità alla fine del mese di aprile, è davvero non soltanto per
compiere un passo indietro, ma per sfidare anche il Commissario
dello Stato il quale non potrebbe non impugnare per coerenza con se
stesso, per coerenza con quella istituzione e quell'organismo di
controllo e di vigilanza sui nostri atti, la legge che il
Parlamento avrebbe l'ardire di volere promulgare.
Io sono convinto, Signor Presidente, che non ci sono le
condizioni, e in questo momento non ci sono le condizioni, né per
votare la legge sulle incompatibilità e ineleggibilità come dicevo
alcune ore fa in un mio intervento, visto che questa è una seduta
nella quale ci stiamo occupando un po' caoticamente e
disordinatamente dell'una e dell'altra materia e che siccome non
credo che vi sia alcuna urgenza, non c'è alcuna cogenza di
promulgare una norma che, peraltro, dovrebbe entrare in vigore a
far data dalla prossima legislatura.
Io credo che questo Parlamento, in un sussulto di propria dignità
e di difesa delle proprie prerogative, non possa che prendere atto
che la giornata di oggi non è stata una giornata proficua e
rinviare il tutto alla ripresa dei lavori post feriali.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dobbiamo un po' ricostruire i
termini della questione, per intenderci. E' vero che ci sono state
tutta una serie di rinvii, ma ci sono stati tutta una serie di
rinvii per dare la possibilità di esitare due disegni di legge: uno
abbastanza complesso che è quello delle incompatibilità e l'altro
quello relativo alle variazioni di bilancio.
Non voglio più parlare di questa tabella H perché sono il primo
che l'ha contestata e continua a contestarla. Ci siamo pure detti
che da un punto di vista procedurale la variazione di bilancio,
rispetto alla quale ci sono tante legittime aspettative, perché non
evidenziarlo, legittime aspettative e non parlo d'altro, non è
inserita nell'agenda dei lavori e formalmente occorre una proposta
di legge che il Governo ha già esitato, non sto a discutere sui
tempi, e che la Commissione si è presa l'impegno di dovere esitare
ed è vero che l'impegno si era temporalmente definito alle ore
11.00 di ieri.
Però sulla base della considerazione dell'onorevole Malafarina che
riferisce che oramai sono alle ultime battute, voglio vedere
l'evolversi, consentitemi onorevoli colleghi, mi rendo conto che
diventa una questione antipatica, anche per chi non partecipa ai
lavori diventa snervante e stancante, anche perché molti colleghi
sono andati via anche sotto forma di dissenso, questo è più che
evidente, non sarò io ad assecondare, per carità, un atteggiamento
dilatorio, tutt'altro, però se i termini sono quelli di aspettare
qualche minuto, significa solo qualche minuto, possiamo pure farlo,
almeno per incardinare, consentitemi, il disegno di legge sulla
variazione di bilancio.
Tutti siamo a conoscenza di questo disegno di legge però è
necessario ed è opportuno che gli uffici facciano una verifica
affinché tutto si possa commisurare anche con la copertura
finanziaria, anche se ritengo che abbia partecipato l'Assessore per
il bilancio.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Ma quante ore devono passare ancora Siamo qui da 14
ore, aggiorniamo l'Aula a lunedì o a martedì.
PRESIDENTE. Questa può essere una ipotesi però vorrei intanto
incardinare, quanto meno vedere materialmente questo disegno di
legge.
Personalmente, non mi sento obiettivamente di assumermi una
responsabilità rispetto alle esigenze che sono state evidenziate,
ma, ripeto, non conosco il contenuto del disegno legislativo.
MALAFARINA. Signor Presidente, comprendo perfettamente che dopo 14
ore di attesa, il caldo estivo, la stanchezza sia dominante,
comprendo anche che molti colleghi, impegnati in altre attività
abbiano preferito allontanarsi dall'Aula.
La mia proposta, giusto per venire incontro ai desideri, credo di
gran parte dei presenti, per la verità molto scarsi, di numero,
sarebbe quello di incardinare, come chiede correttamente lei,
l'elaborato arrivato a questo punto dalla Seconda Commissione e
quindi rinviare i lavori a lunedì, visto e considerato che si
tratta di una materia molto delicata e molto attesa da intere
categorie di persone e da enti ai quali potremmo non dare delle
risposte che invece urgono e sono indispensabili, necessarie e non
credo che sia possibile attendere la ripresa dei lavori di
settembre.
Quindi, ribadisco la mia proposta, l'incardinamento della legge ed
il rinvio a lunedì con ulteriore sacrificio per tutti i colleghi,
ma il rinvio a lunedì, credo che sia insuperabile.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Malafarina, in qualche modo viene
incontro alle esigenze dell'Aula e non solo della Presidenza, mi
sembra una proposta saggia che debbo però discutere e verificare
anche con gli altri Presidenti dei gruppi parlamentari.
MUSUMECI. Sono tre ore che si dice qualche minuto.
PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, il discorso è che in questo
momento noi dobbiamo, comunque, incardinare un disegno di legge se
vogliamo andare avanti. Il disegno di legge non ce l'ho
materialmente perché è in Seconda Commissione.
IOPPOLO. Per gli emendamenti dobbiamo avere tempo per esaminarli.
PRESIDENTE. Onorevole Ioppolo lei ha perfettamente ragione.
MUSUMECI. Verifichiamo se c'è il numero legale, se possiamo andare
avanti.
PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, in questo momento se lei mi chiede
la verifica del numero legale.
MUSUMECI. Io le formalizzo la richiesta.
PRESIDENTE. L'onorevole Malafarina, raccogliendo anche un mio
spunto, penso che ha condiviso l'idea di incardinare il disegno di
legge. Onorevole Laccoto non possiamo incardinare il disegno di
legge perché materialmente non ce l'abbiamo.
LACCOTO. Sospendiamo i lavori della Commissione
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto lei sa benissimo che per incardinare
un disegno di legge che non è previsto all'ordine del giorno, debbo
sospendere e poi riaprire nuovamente i lavori d'Aula.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, la invito formalmente, così com'è il
nostro Regolamento d'Aula, che se la seduta è in corso, si chiudano
i lavori della Commissione Bilancio, perché questa - ancora una
volta le dico - non può sostituirsi al Parlamento.
Noi dalle undici di questa mattina subiamo tutti i rinvii. Lei ha
dato come ultimatum l'una, è l'una e un quarto, io credo che lei
come Presidente dell'Assemblea possa chiamare il Presidente e dire
di portare l'emendamento qui in Aula. E' una cosa così semplice,
normale. Non c'è da fare altro, mi perdoni.
PRESIDENTE. Secondo lei non l'ha fatto questa Presidenza? Sospendo
l'Aula per 5 minuti. Per incardinare un disegno di legge che non è
inserito nel calendario dei lavori, proceduralmente debbo
sospendere i lavori formalmente, per dire che c'è una nuova seduta,
per incardinarlo.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. I lavori oggi potevano andare in maniera spedita perché mi
pare che la Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari
aveva stabilito su come procedere, che era un'emergenza, quella a
seguito dell'assestamento di bilancio, su determinate categorie.
E' la stessa proposta che ho fatto io - per un attimo ho
sostituito il collega Clemente in Commissione Bilancio - dicendo
che tutto il resto, anche se restava l'impalcatura, sarebbe stato
esaminato a settembre, dopo la variazione di bilancio e dopo che
tutti avessimo avuto contezza delle risorse certe. Perché fare oggi
un testo in cui si dice che possono partecipare gli enti se si
lascia aperto, ma non si sa con quali risorse, significa che
abbiamo accontentato una parte, ne abbiamo lasciati scontenti
altri, con un disagio sociale che diventa un'ingiustizia sociale e
io me ne sto andando e lunedì non torno
MUSUMECI. Brava onorevole Grasso. Questo è parlare.
PRESIDENTE. E' arrivato il Presidente della Seconda Commissione.
Se gentilmente vuole riferire sull'esito dei lavori.
DINA, presidente della Commissione. Signor Presidente, Governo,
onorevoli colleghi, il disegno di legge è stato esitato dalla
Seconda Commissione ed è pronto per l'Aula. Non ci sono stati
stravolgimenti, è stato mantenuto il testo del Governo con piccole
modifiche. Pertanto verrà sottoposto alla signoria vostra.
PRESIDENTE. Nelle more che gli uffici possano fare un minimo di
verifica, se gentilmente molto velocemente sulla base della
proposta avanzata dall'onorevole Malafarina, ci possiamo sentire
con i Presidenti dei gruppi parlamentari, in sala lettura.
Pertanto, onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a oggi, venerdì
9 agosto 2013, alle ore 1.25, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e
di incompatibilità con la carica di deputato regionale e di
componente della Giunta regionale. (nn. 51-38 bis- Norme
stralciate I/A) (Seguito)
Relatore: on. Alloro
2) - Norme a tutela del buon andamento dell'amministrazione
regionale ed a garanzia dei principi di legalità, trasparenza ed
imparzialità dell'azione amministrativa. (nn. 51-38 bis- Norme
stralciate II/A) (Seguito)
Relatore: on. Panepinto
3) - Modifiche all'articolo 128 della legge regionale 12 maggio
2010, n. 11 e successive modifiche ed integrazioni ed iniziative i
favore degli enti teatrali e delle province regionali. (n. 529-52
525-73-393-448/A)
Relatore: on. Dina
La seduta è tolta alle ore 1.21 di venerdì 9 agosto 2013
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritta ad interrogazione
Rubrica «Famiglia, Politiche sociali e Lavoro»
LA ROCCA - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI -
FOTI -MANGIACAVALLO - PALMERI - TRIZZINO - VENTURINO - SIRAGUSA -
TROISI -ZAFARANA - ZITO-. «All'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che l'articolo 3, comma 5,
del decreto legislativo 196/00 dispone che entro il 31 dicembre di
ogni anno le consigliere ed i consiglieri di parità regionali e
provinciali presentano un rapporto sull'attività svolta agli organi
che hanno provveduto alla designazione. La consigliera o il
consigliere di parità che non abbia provveduto alla presentazione
del rapporto o vi abbia provveduto con un ritardo superiore a tre
mesi decade dall'ufficio;
visto che il comma 1 del sopracitato articolo elenca i compiti e
le funzioni dei consiglieri e delle consigliere di parità;
rilevato che:
la figura della consigliera di parità è spesso sconosciuta ai
cittadini;
la pagina internet del sito della Regione siciliana dedicata alla
consigliera di parità risulta essere carente di informazioni in
merito;
per sapere se ai fini della trasparenza e di facilitare l'accesso
alle informazioni e conoscenza da parte dei cittadini del ruolo
ricoperto, dei compiti e delle funzioni delle consigliere di
parità, non ritengano opportuno sfruttare al meglio gli strumenti
informatici a disposizione, pubblicando on line i suddetti compiti
e funzioni ed in particolare i rapporti annuali che sono tenute a
redigere sia le consigliere di parità provinciali che la
consigliera di parità regionale». (301)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione in oggetto si
rappresenta quanto segue:
sull'argomento dedotto dall'onorevole interrogante si sono
acquisite con nota n. 18065 del 28 marzo 2013 le informazioni dal
competente Dipartimento regionale del Lavoro.
In via preliminare, dall'esame del quadro normativo, occorre
rilevare che la figura del consigliere di parità è stata
unanimemente riconosciuta come organismo di garanzia
dell'attuazione del fondamentale principio sancito dalla
Costituzione di parità e di pari opportunità uomo-donna, con
specifico riferimento all'ambito lavorativo.
Tale figura, infatti, costituisce una presenza centrale nella
strategia di intervento per sanzionare le discriminazioni e per
incentivare le azioni positive.
Occorre rilevare che la natura, il ruolo e le funzioni del
consigliere di parità trovano la loro disciplina generale
nell'ambito della complessiva normativa statale, recata dal Codice
delle pari opportunità tra uomo e donna (D.L.vo n. 198/2006).
Nell'esercizio della propria autonomia, la Regione siciliana ha
disposto, con riguardo alle funzioni e le attribuzioni del
consigliere di parità regionale e provinciale, un rinvio di tipo
dinamico alle disposizioni statali, mentre ha regolamentato
diversamente taluni specifici ambiti della normativa.
In forza del precitato rinvio dinamico trova applicazione la
restante disciplina statale in materia, tra cui l'obbligo di
presentare, ai sensi del comma 5 dell'art. 15 del citato D.L.vo
198/2006, le relazioni annuali, pena la sanzione della decadenza
dall'incarico.
Il Dipartimento regionale del Lavoro con la predetta nota, fornita
a supporto della presente interrogazione, informa che le relazioni
sono state regolarmente prodotte e che tutte le attività realizzate
dalle Consigliere di parità nonché i compiti e le funzioni ad esse
attribuiti sono pubblicate nel sito internet istituzionale della
Regione all'indirizzo di pagina principale della sezione del
Dipartimento lavoro www.regione.sicilia.it /lavoro.
In ultimo, si rappresenta che, in coerenza con i principi del
contenimento della spesa pubblica ed in armonia con la normativa
statale, è stato disposto con l'art. 30 della l.r. n. 9/2013 (legge
di stabilità regionale) che le cariche di consigliere di parità,
provinciale e regionale, sono svolte a titolo gratuito».
L'Assessore
(Arch. Ester Bonafede)