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Resoconto d'Aula della Seduta n. 69 di venerdì 09 agosto 2013
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   di ineleggibilità dei deputati regionali e di incompatibilità con
   la carica di deputato regionale e di componente della Giunta
   regionale  (51-38 bis - Norme stralciate I/A)

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.  Avverto  che  del  processo  verbale  della   seduta
  precedente sarà data lettura successivamente.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
  il  preavviso  di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   Seguito della discussione del disegno di legge  Norme in materia
   di ineleggibilità dei deputati regionali e di incompatibilità con
     la carica di deputato regionale e di componente della Giunta
             regionale  (51-38 bis - Norme stralciate I/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al punto secondo  all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Norme  in  materia di ineleggibilità dei deputati regionali  e  di
  incompatibilità con la carica di deputato regionale e di componente
  della  Giunta  regionale » (nn. 51-38 bis-  Norme  stralciate  I/A)
  posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto  al  banco
  delle Commissioni.
   Ricordo  che  il  Governo  aveva  presentato  un  emendamento   di
  riscrittura  complessivo che teneva conto di alcuni  subemendamenti
  che  erano  stati  presentati. Nel corso del dibattito  l'onorevole
  Ioppolo   aveva   evidenziato  che  erano  stati   presentati   dei
  subemendamenti  al  precedente emendamento  di  riscrittura,  e  ci
  eravamo  riservati  di  trattare  la  questione  in  Aula.  Invito,
  pertanto, il primo firmatario, l'onorevole Musumeci, se lo ritiene,
  al  ritiro  dei  subemendamenti, al fine di semplificare  i  lavori
  dell'Aula.  Questa  sera non credo, anzi non  esprimeremo  il  voto
  d'Aula.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non soltanto  non
  ritiriamo i subemendamenti, ma le chiediamo anche la possibilità di
  potere intervenire, quando lo riterrà opportuno, per illustrare  la
  posizione del Gruppo parlamentare che in questo momento ho  l'onore
  di rappresentare.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Musumeci,  la  invito  a  illustrare   la
  posizione   del  suo  Gruppo  parlamentare  trattando  in   maniera
  unificata tutti i subemendamenti. Sono costretto a contingentare  i
  tempi.

   MUSUMECI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  cercherò  di
  essere davvero sintetico. Preannuncio intanto che il mio Gruppo non
  voterà  a favore del disegno di legge cosiddetto  antiparentopoli ,
  non  lo vota perché non vuole rendersi partecipe di un atto che non
  qualifica questo Parlamento, questo almeno è il nostro giudizio.
   E'  un disegno di legge del Governo, ripeto del Governo, nato male
  e  gestito  peggio; è un disegno di legge nato per porre fine  alla
  triste, deplorevole, vergognosa, prassi della  parentopoli ,  e  di
  parenti  alla  fine non c'è più nulla. Un disegno di legge  che  ha
  subito  il travaglio di ripensamenti, di retromarcia, di revisioni,
  quasi con un atteggiamento improntato a schizofrenia. A nulla  sono
  valsi  i  buoni  propositi del Presidente della Prima  Commissione,
  onorevole Marco Forzese, il quale diceva:  non potevamo più perdere
  tempo  per mettere fine alla  parentopoli  nella Regione. E' emersa
  una   realtà  davvero  lercia  che  ci  pone  davanti  a  interessi
  familistici  a  danno della collettività, in  virtù  di  un  potere
  esercitato con arroganza e prepotenza.
   Noi  non  possiamo, signor Presidente, non denunciare  la  mancata
  corretta  istruttoria  legislativa che è  stata  portata  avanti  a
  scapito  della  qualità  del  prodotto  finale.  Doveva  essere  un
  articolato  di  legge ed è uscito fuori un mostriciattolo.  E'  una
  illusione,  è una vergogna, è una norma che così come è  articolata
  offende lo spirito iniziale per il quale il Governo ha proposto  il
  disegno di legge
   Sia  chiaro,  noi non discutiamo il merito, qui nessuno  pensa  di
  dover  difendere posizioni di privilegio, noi contestiamo il metodo
  con  il  quale è stato portato avanti questo testo. Una scorciatoia
  procedurale che preclude un pieno esame parlamentare dei contenuti,
  una  qualità normativa tanto più modesta quanto più ridotto è stato
  il  tempo  a  disposizione della Commissione  e  dell'Aula  per  il
  dibattito  e  per  la decisione. Dov'è l'urgenza?  Qualcuno  me  la
  spiega, per favore?
   Quest'ansia, quest'affanno, di dovere comunque andare alla ricerca
  di  quale  legittimazione? E' mai possibile che  questo  Parlamento
  debba  sempre  legiferare con la spinta emotiva di una  piazza  che
  chiede  legalità e chiede anche il pane? Che chiede  trasparenza  e
  chiede  anche  riforme  Che chiede onestà e chiede  anche  crescita
  socioeconomica   Dov'è l'urgenza  Perché tanta  fretta,  perché  ha
  dato   140  minuti  di  tempo,  signor  Presidente,  per  emendare,
  quell'articolato? Mortificando in un certo senso l'impegno  che  la
  Commissione e il Parlamento avrebbe potuto svolgere, per un disegno
  di  legge che entrerà in vigore fra quattro anni  Perché  Quasi  un
  capriccio  Vorrei capire
   L'urgenza  può essere legittimata dalle proroghe di  termini,  può
  essere   legittimata   dalle  emergenze  ambientali,   può   essere
  legittimata da una calamità, può essere legittimata da problemi  di
  sicurezza  incombenti, può essere legittimata da manovre economico-
  finanziarie,  ma l'urgenza non è certamente la strada migliore  per
  potere legiferare, per potere produrre qualità
    I   disegni  di  legge  di  origine  governativa  devono   essere
  accompagnati da adeguate relazioni tecniche, lo stesso vale per gli
  emendamenti governativi, talvolta il contesto di emergenza  in  cui
  le  leggi  sono  approvate  pregiudica l'efficace  controllo  della
  qualità  delle  norme e non è ammissibile che ci  sia  un'emergenza
  congenita   nell'approvazione  delle  leggi .   Sono   parole   sue
  Presidente  Ardizzone, sono parole sue in un  sussulto  d'orgoglio,
  per una discontinuità che lei voleva dare ai lavori di quest'Aula e
  che,  sono convinto, voglia continuare a dare  Lei in questi giorni
  ha  tentato  una mediazione impossibile, ma nessuno si è  posto  il
  problema e la domanda: perché tanta urgenza?
   Serviva  maggiore responsabilità, non da parte sua,  ma  da  parte
  dell'Aula  e  da parte del Governo. E invece stasera si  è  trovato
  l'equilibrio, quasi per miracolo, e si sono invertiti i  ruoli.  La
  tabella  H, cioè la logica della lottizzazione e della spartizione,
  è  diventato argomento del Parlamento. Le norme sulla moralità  del
  Parlamento  diventano  patrimonio del Governo   Cioè,  un  atto  di
  Governo  e  di  gestione - qual è la tabella  H,  che  spettava  al
  Governo  -  è  stato lanciato, come l'osso ai cani, al  Parlamento.
  Mentre  le  regole  di moralità del Parlamento, che  il  Parlamento
  avrebbe   dovuto  scrivere,  le  abbiamo  affidate  al   Presidente
  Crocetta.  Siamo  al paradosso  Questo Parlamento  ha  abdicato  al
  proprio ruolo  Non ha più orgoglio
   E'  assurdo  che debba scrivere il Presidente Crocetta  le  regole
  della  mia  condotta morale  Non lo consento  E' il Parlamento  che
  deve  decidere le regole sulle incompatibilità. E invece è successo
  il  contrario e questa quiescenza e complicità del Parlamento e  la
  rinuncia al tentativo di un riordino legislativo delle fonti  sulla
  materia delle incompatibilità ha fatto diventare l'Aula una  specie
  di  Corte dei Conti, chiamata a ratificare quello che in altre sedi
  parlamentari diventerebbe la decretazione di urgenza.
   Per  carità, non è che il Presidente Crocetta non abbia il diritto
  di  proporre  un  disegno di legge. Ma un disegno  di  legge  sulle
  regole  morali  del  Parlamento,  non  può  il  Parlamento  farselo
  preparare  dal  Governo. E' il Parlamento  che  prepara  le  regole
  morali,  per se stesso e per il Governo  Per i deputati e  per  gli
  assessori  E' il Parlamento che propone le leggi e non il  Governo,
  dal  punto di vista della trasparenza e della moralità, caro signor
  Presidente dell'Assemblea regionale
   E  invece  a  me pare che il Presidente della Regione voglia  fare
  come  Giolitti, che cento anni fa diceva  le leggi si  interpretano
  per  gli amici e si applicano per i nemici'. E si signor Presidente
  della Regione, perché la corruzione, la cattiva amministrazione, le
  clientele  parassitarie e mafiose e tutto il malaffare,  che  hanno
  impoverito la Sicilia, impongono anche al Governo il rispetto delle
  norme, non soltanto al Parlamento.
   Lei  è stato solerte ad emanare di recente una direttiva in questo
  senso, ma io ho il dovere di dirle che in questa Regione non è vero
  che  ciascun dirigente pubblico fa quello che è tenuto a fare: cioè
  garantire il flusso delle informazioni relative all'ufficio  cui  è
  preposto.  Glielo comunico se lei non dovesse saperlo. Non  è  vero
  che  l'amministratore  pubblico non sia tenuto  a  comunicare  ogni
  notizia su compensi percepiti, incarichi e patrimoni posseduti. Non
  è  stato  attuato  il  sistema di misurazione e  valutazione  della
  performance dei dipendenti regionali. E' stato violata la  legge  7
  del  2011,  sulla tempestiva pubblicità informatica delle  delibere
  adottate dalla Giunta.
   Signor  Presidente  le regole di trasparenza  valgono  per  tutti:
  valgono  per  il  Parlamento, ma valgono anche per  il  Governo.  E
  allora io mi permetto di dire - e ho concluso, signor Presidente, e
  le  chiedo scusa - che esistono già delle norme che contemplano  le
  materie  concepite  in  un  disegno di  legge,  che  peraltro  dice
   l'articolo 1 decorre dalla prossima legislatura . Quindi anche per
  quanto riguarda la formazione tutto parte fra 4 anni.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Non è così.

   MUSUMECI. E allora leggiamo l'articolo 1. Perché le leggi fatte in
  fretta   producono  questo  risultato.  Non  cambia   la   sostanza
  Presidente,  e  abbiamo  possibilità  di  poterci  confrontare.  Io
  personalmente ho detto che i limiti debbono essere posti in tutti i
  rami  dell'amministrazione regionale, non soltanto in quello  della
  formazione.  E,  personalmente,  sono  convinto  che  gli   effetti
  dovrebbero decorrere a partire dal primo gennaio 2014 e non  fra  4
  anni.  Questa è la posizione mia e la posizione del mio  Gruppo  e,
  tuttavia,  ho  il  dovere di dire che alcune fattispecie  sono  già
  stabilite dalla norme vigenti, la 190 del 2012 sull'anticorruzione,
  il  decreto legislativo 39 del 2013 sulle incompatibilità presso la
  pubblica amministrazione, il decreto legislativo 33 del 2013.
   E allora Signor Presidente dell'Assemblea, Signor Presidente della
  Regione e colleghi, noi non voteremo questo disegno di legge perché
  è  un'offesa al buon senso dei siciliani, perché non è la legge che
  i  siciliani  si  aspettavano. Noi siamo per  un  codice  etico  di
  autoregolamentazione articolato in subordine; se proprio si  vuole,
  rimandiamo  il  tema  a  settembre, ai primi giorni  di  settembre,
  perché sia l'Aula a redigere una legge che contempli fattispecie di
  reato  o  di  opacità  operativa  entro  la  quale  ogni  deputato,
  dirigente e assessore debbono attenersi.
   Signor  Presidente,  io  rivendico non il diritto  a  fare  l'eroe
  civile, sia chiaro, non è un titolo e non è un merito. Io rivendico
  la  bellezza della politica, io difendo il ruolo della  politica  e
  non  consento a nessun potere esterno di alludere che in quest'Aula
  ci  possano essere collusioni fra politica e mafia. Non lo consento
  a   nessuno   E  chi  pensa  di  farlo  attraverso  le  scorciatoie
  mediatiche   deve  avere  il  coraggio  di  venire  in  Commissione
  antimafia  e  fare  nomi  e  cognomi. E già  stiamo  cominciando  a
  convocarlo  qualcuno. Io difendo la priorità e il protagonismo  del
  Parlamento,  signor Presidente, ecco perché ritengo che  una  legge
  siffatta debba essere proposta dal Parlamento e non dal Governo,  e
  debba essere portata avanti dando la possibilità alla Commissione e
  all'Aula di potere discutere e confrontarsi per offrire alla  gente
  davvero quello che più si aspetta.
   Onorevole  Presidente Crocetta, nel suo intervento ha  detto  alla
  fine     bisogna   salvaguardare   la   politica   dagli   attacchi
  qualunquistici ,  siamo  d'accordo. Io  mi  permetto  di  dire  che
  dobbiamo  salvaguardare la politica da qualunque tipo  di  attacco,
  anche  dai  mafiosi  dell'antimafia, che sono pericolosi  quanto  i
  mafiosi  veri.  E  mi  pare  che  di  questi  tempi,  in  giro,  di
  professionisti  dell'antimafia, ne incontro sempre più  spesso.  Mi
  preoccupa  questo Presidente perché io non consento  a  nessuno  il
  diritto  di  legittimare il mio ruolo attraverso regole scritte  da
  altri  che non si sono confrontati col consenso popolare e che  non
  possono certamente tenere sotto scacco quest'Aula che rivendica  il
  diritto  di potersi confrontare senza pregiudizi, senza  dirette  e
  indirette intimidazione. Chiedo quindi, che questo disegno di legge
  venga ritirato.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi si passa ai subemendamenti  il  cui
  primo firmatario è l'onorevole Musumeci.

   LOMBARDO. Chiedo di mantenere i subemendamenti presentati.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lombardo, mi rendo conto che  si  è  creata
  confusione  in Aula, non per colpa sua, perché ci sono state  tutta
  una  serie  di  sospensioni. L'onorevole Ioppolo aveva  selezionato
  alcuni  subemendamenti abrogativi, e quindi,  praticamente,  li  ha
  confermati nel nuovo emendamento di riscrittura.
   Quelli  suoi sono decaduti perché fanno riferimento al  precedente
  emendamento   presentato  dal  Governo,  erano   attinenti   a   un
  emendamento che non esiste più. Mentre l'onorevole Ioppolo li aveva
  rivisti. L'articolo 1 è cassato.
   Onorevoli colleghi, pongo in votazione il subemendamento  GOV1R.87
  degli onorevoli Musumeci, D'Asero, Cordaro, Formica ed altri.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  il subemendamento Gov1R.89  degli  onorevoli
  Musumeci, D'Asero, Cordaro, Formica ed altri.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento Gov1R.91.

                Richiesta di verifica del numero legale

   FALCONE. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
  Regolamento,  dagli onorevoli Assenza, Clemente,  Fontana,  Ioppolo,
  Musumeci e Vinciullo, invito gli onorevoli deputati a registrare  la
  loro presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.

   MUSUMECI.    Signor   Presidente,   chiedo   di    verificare    la
  corrispondenza  fra i deputati presenti e i tesserini  inseriti  nei
  banchi

   PRESIDENTE. Invito il deputato questore a procedere in tal senso.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            44

   L'Assemblea è in numero legale.

   Pongo  in  votazione  il subemendamento Gov1R.91  degli  onorevoli
  Musumeci, D'Asero, Cordaro, Formica ed altri.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  separatamente  in  votazione tutti i  subemendamenti  degli
  onorevoli Musumeci, D'Asero, Cordaro, Formica ed altri.

                         (Non sono approvati)

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, l'onorevole Gucciardi  chiede  di
  considerare  in  congedo gli onorevoli Cracolici, Lupo,  Panepinto,
  Rinaldi e Di Giacomo.
   L'onorevole  Firetto chiede di considerare in congedo  l'onorevole
  Micciché.
   L'onorevole  Cancelleri  chiede  di  considerare  in  congedo  gli
  onorevoli Zito, Mangiacavallo, Trizzino e Palmeri.
   L'Assemblea ne prende atto.

   VINCIULLO. Signor Presidente, li sta comunicando adesso i congedi,
  quindi  sta  dando  la conferma che poc'anzi il numero  legale  non
  c'era.

   PRESIDENTE.  Onorevole Vinciullo, un deputato di  esperienza  come
  lei dovrebbe sapere che c'è un numero di parlamentari che una volta
  messi in congedo non incide ai fini del numero legale.
   E, allora, diciamo che è l'ora tarda che le fa dare i numeri.

   VINCIULLO. Li sta dando lei i numeri

   PRESIDENTE. Il numero legale poco fa era 42; adesso è di 41. E, se
  lei mette ancora in congedo degli altri parlamentari, rimane sempre
  41.

   Si passa al subemendamento GOV1Rbis.3 dell'onorevole Assenza.

     Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento GOV.1R.bis.3

   ASSENZA.  Chiedo  che  la votazione dell'emendamento  avvenga  per
  scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
  Regolamento,  dagli  onorevoli Alongi, Assenza,  Clemente,  D'Asero,
  Falcone,  Federico, Fontana, Grasso, Ioppolo, Lombardo e  Vinciullo,
  indìco la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema  il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  35
   Maggioranza         18
   Favorevoli           4
   Contrari            31
   Astenuti             0

                           (Non è approvato)

   Onorevoli  colleghi,  chiarisco che alcuni richiedenti  non  hanno
  votato, ma vengono registrati ai fini del numero legale.
   Si  passa  ai subemendamenti a firma degli onorevoli Cancelleri  e
  Cappello.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento
  al subemendamento GOV.1.Rbis.1, chiarisco che propone di sopprimere
  la  parola  dipendente  dal comma 2 bis che recita testualmente   i
  deputati  regionali  non possono, successivamente  all'insediamento
  alla  carica, ricoprire ex novo la qualità di socio o presidente  o
  rappresentante   legale,  amministratore,  consigliere,   dirigente
  funzionario,  o dipendente di società o di enti diversi  da  quelli
  territoriali .  Sinceramente ci sembra un po' una forzatura  quella
  di   inserire  anche  il  dipendente,  perché  non  ravvisiamo  una
  possibile interferenza in termini di influenza dal punto  di  vista
  dei voti, anche perché non si distribuiscono posti di lavoro.
   Per   tale   motivo  chiediamo  all'Aula   di  appoggiare   questo
  emendamento.
   Comunico, altresì di ritirare il subemendamento GOV.1.Rbis.2.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea prende atto del ritiro del subemendamento
  GOV.1.Rbis.2.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,   in   riferimento   al  subemendamento    dell'onorevole
  Cancelleri, vorrei precisare che il problema non è se il dipendente
  è  influente o meno. Approfitto anche per precisare che al punto  g
  ter)  è  previsto  che  agli  enti di formazione  si  applicano  le
  incompatibilità  anche in questa legislatura, non  è  vero  che  si
  rinvia  alla  prossima legislatura, si rinviano  esclusivamente  le
  incompatibilità nuove, perché la legge non può disciplinare per  il
  passato,  ma si applicano le incompatibilità previste, quasi  tutte
  specificate nel G ter.
   Rispetto  alla  proposta  dell'onorevole Cancelleri,  voglio  fare
  riflettere sulla questione, perché il dipendente che viene  assunto
  per   un   ente  che  riceve  contribuzione  nel  corso  di  questa
  legislatura,  credo  che  abbia  tutti  gli  strumenti  per  potere
  risolvere  la  propria incompatibilità, che è  già  prevista  dalla
  legge, cioè l'aspettativa. Quindi, questo non pregiudica il diritto
  soggettivo di poter essere assunti, però ci ravvisa una opportunità
  di  fondo:  supponiamo che questa sera deliberiamo di istituire  un
  ente  e che questo attinga a contributi della Regione. Voi ritenete
  che  il  Presidente della Regione si debba fare assumere da  questo
  Ente?  Non  pensate  che  ci sia una inopportunità  politica  molto
  forte?
   Personalmente   ritengo   che   questo   sia   un    profilo    di
  incompatibilità. Questo serve proprio per prevenire quei meccanismi
  di  voto  di scambio che si possono determinare rispetto, prima  di
  tutto  alla  giunta  del  Governo,  che  può  decidere  iniziative,
  contributi,  che  poi  possono  essere  considerati  anche  a  fini
  personali, soltanto per evitare anche che insorga questo dubbio.
   Il  problema  del dipendente non si pone, perché se uno  vince  un
  pubblico  concorso  alla  Regione, si mette  in  aspettativa  e  ha
  risolto la questione.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento GOV.1.Rbis.1.
   Il parere della Commissione?

   FORZESE, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, insiste su questo emendamento?

   CANCELLIERI. Sì, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  alla  votazione  dell'emendamento  di  riscrittura  del
  Governo per parti separate.
   Pongo in votazione l'articolo 1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 2.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
  devo  dirvi che ho momenti di smarrimento, che spero di recuperare,
  ma  non  è per l'ora tarda, sicuramente, perché sono stato  qui  al
  fresco, con l'aria condizionata, mentre nelle varie Commissioni  si
  discutevano  norme importanti su cui dovevamo confrontarci  e  dare
  delle  risposte,  mi riferisco alla Tabella H, al  socio-sanitario,
  alle province, ai comuni, ai teatri e al resto.
   Questa  legge parte come legge  antiparentopoli , poi si trasforma
  in      antideputopoli ,    poi    l'abbiamo     trasformata     in
   antidipendopoli , con il subemendamento presentato  dall'onorevole
  Cancelleri,  e  alla  fine con questo articolo la  trasformiamo  in
   antifuturopoli ,  perché questa legge è la legge  che  entrerà  in
  vigore non ora, ma dalla prossima legislatura.
   Capisco che è importante in questa Terra dare segnali, ma non  c'è
  peggio  di  quando  il  segnale che viene dato  è  un  segnale  dei
   pannicelli caldi . C'è un proverbio antico al mio paese,   pigghia
  un pugnu di canighia, u tiri in tall'aria e non l'arricampi chiu' ,
  traduco  in  italiano  e  spiego il senso di  questa  battuta,  più
  profondo:  mi  pare  che forse vogliamo dare  fumo  negli  occhi  e
   caniglia   negli  occhi a qualche siciliano, ai siciliani.  Ma  il
  popolo  siciliano è un popolo intelligente, un popolo che  capisce,
  un popolo che comprende
   Signor  Presidente,  io  non  concordo  su  questa  norma  per  le
  motivazioni che ho espresso, però non permetto a nessuno di pensare
  che qua dentro qualcuno possa distribuire patenti di moralità, e su
  questo non c'è ombra di dubbio
   Le  dico  con  molta  schiettezza che  per  evitare  che  qualcuno
  all'esterno  possa dire che ci possa essere il mio voto  contrario,
  pondereremo  per un voto per non vendere all'esterno  un  messaggio
  sbagliato,  ma  bisogna dire ai siciliani che questa  è  una  legge
  fatta in fretta, fatta troppo in fretta.
   Come  diceva l'onorevole Musumeci, questa è una norma  che  andava
  riscritta,  ottimamente  scritta.  Voglio  ricordare  all'onorevole
  Falcone  che proprio lui, da questo scranno, ha proposto  la  norma
  sull'articolo  10,  che poi il Governo ha fatto  propria;  era  una
  nostra  proposta  che  usciva da quest'Aula  proprio  su  richiesta
  dell'onorevole Falcone, e questo per dimostrare qui che nessuno può
  dare  patenti,  ma  siamo stati primogenitura su questa  norma  che
  abbiamo   ripreso  nell'intervento  che  aveva  fatto   l'onorevole
  Falcone.
   E'  una  legge  che noi vogliamo più degli altri,  fortemente  più
  degli  altri,  ma  la  vogliamo  scritta  bene,  che  abbia  senso,
  significato  e che colpisca quelli che sicuramente in questa  terra
  approfittano  della politica per arricchirsi, arricchire  i  propri
  familiari e impoverire questa terra.
   Quindi, signor Presidente, la invito fortemente a rivedere  questo
  testo  ed  a riscriverlo con forza, con determinazione.  Non  posso
  dimenticare che lei, nel suo intervento iniziale, ha citato vittime
  di  mafia, e proprio perché dobbiamo dare risposte a queste vittime
  di  mafia, in questa terra così difficile e complessa, bisogna dare
  onore  a  questa gente e bisogna scrivere norme che  siano  chiare,
  nette ed inequivocabili.
   Quindi  noi  riteniamo che va fatta una legge che va oltre  questa
  norma.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente, intervengo
  per   una  precisazione.  Sull'articolo  3,  per  un  mero   errore
  materiale,  così  come  era  stato  deciso  nella  Conferenza   dei
  Capigruppo,  era  stato  previsto  che  le  ineleggibilità  non  si
  applicano  retroattivamente, e questa era la sostanza  ed  è  stato
  anche precisato, eccetto per l'articolo g ter), che in ogni caso  è
  specificato, perché recita:  non sono né eleggibili né  compatibili
  tutti coloro che svolgono formazione .

   IOPPOLO.   Signor  Presidente,  non  è  più  possibile  presentare
  emendamenti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ioppolo,  per  onestà  intellettuale,  gli
  Uffici  hanno  evidenziato che c'era un errore  materiale  rispetto
  alle  dichiarazioni  fatte  dal presidente  Crocetta  e  più  volte
  ripetute,  che  si  sarebbe  potuto  recuperare  forse   ai   sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno.
   Il Presidente Crocetta aveva già differenziato, nel suo precedente
  intervento, le questioni di incompatibilità che entravano in vigore
  subito  e  la  difficoltà  interpretativa  con  l'articolo  3,  che
  obbiettivamente esiste.
   Gli  stessi  Uffici  stanno rilevando,  al  fine  di  evitare  poi
  discussioni  interpretative, di renderlo più chiaro. Di  questo  si
  tratta,  poi se lei mi vuol dire che rimanendo l'articolo  così  il
  problema  c'è,  il  problema c'è  Certo, anche per  questo  si  sta
  riparando ad un errore, così si evita di ricorrere con all'articolo
  117, perché quella che deve prevalere è la volontà.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è così, perché
  la Conferenza

   PRESIDENTE. Però, attenzione  Non lo avevamo ancora votato.

   IOPPOLO   La Conferenza dei Capigruppo non è un organismo  che  ha
  una sua autonomia legislativa

   PRESIDENTE. E' vero, siamo d'accordo.

   IOPPOLO  Quindi, in Conferenza dei Capigruppo si può dire tutto  e
  il  contrario di tutto, ma l'Assemblea vota un testo e un testo che
  può   essere  emendato  è  stato  quello  che  abbiamo   avuto   in
  distribuzione  proprio stasera quando poco fa l'onorevole  Musumeci
  ha  detto,  nel  corso  del suo intervento, che  questa  norma  non
  presentava alcuna caratteristica d'urgenza perché entra in vigore o
  sarebbe  entrata  in vigore a far data dalla prossima  legislatura,
  sulla  cui affermazione poi ha dato  sulla voce sprovvedutamente  e
  malamente il Presidente della Regione è perché il Presidente  della
  Regione  non  aveva letto il testo e non si può considerare  questo
  errore   materiale,  perché errore materiale  giuridicamente  è  la
  contraddizione  tra una parte emotiva e una parte dispositiva.  Qui
  abbiamo soltanto la parte dispositiva, cioè abbiamo la norma  e  il
  Parlamento  lavora da ore su una norma che dice:  Norma transitoria
  e  finale.  L'articolo  1  - tutto nella sua interezza  -   troverà
  applicazione   a  decorrere  dalla  prima  legislatura   successiva
  all'entrata   in  vigore  della  presente  legge ,  altrimenti   il
  Parlamento   avrebbe   potuto  e  anche   il   Governo   presentare
  emendamenti,  quindi  non  siamo nella procedura  della  correzione
  dell'errore materiale.
   Il  Governo presenta un emendamento quando i termini sono  scaduti
  ecco perché non è assolutamente possibile correggere in questa fase
  la norma.
   Che  poi  si voglia intendere che  il punto richiamato cioè  il  g
  bis)  dica  al presente, utilizza i verbi coniugati al presente  le
  leggi,  tutte  utilizzano i verbi coniugati al presente,  ma  sono,
  ovviamente,  legate e collegati al tempo in cui la norma  entra  in
  vigore,  questa  norma  non entra in vigore dopo  15  giorni  dalla
  pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, entra in vigore perché  c'è
  un  preciso  articolo 3  Norme transitorie e  finali   a  far  data
  dall'inizio della prossima legislatura.

   PRESIDENTE.  Onorevole Ioppolo, devo dire che da una ricostruzione
  formale  le do atto che la ricostruzione è come dice lei,  però  le
  posso  dire,  avendo partecipato pure io a lungo in Conferenza  dei
  Capigruppo,  la  volontà più volte espressa  dal  Presidente  della
  Regione

   IOPPOLO. Espressa davanti a un organismo

   PRESIDENTE. Onorevole Ioppolo non sta a me difendere la  posizione
  del  Presidente  della  Regione, però si tratta  di  ricostruire  i
  fatti.  Devo  dire con la massima chiarezza che il  Presidente  già
  intervenendo prima dava per scontato che la norma

   MUSUMECI. E' indifendibile

   PRESIDENTE.  E  allora,  scusate, siccome siamo  in  progress,  in
  itinere, il lavoro dell'Aula è quello di aiutare un po' tutti  noi.
  Considerato  che siamo tutti d'accordo che deve entrare  in  vigore
  fin da adesso. C'è una cosa sulla quale siamo d'accordo votiamola e
  basta

   MUSUMECI. Presidente lei deve essere il garante formale del  testo
  scritto  Lei, Presidente, deve avere rispetto per i valori  formali
  della legge  Lei deve essere garante del testo scritto

   PRESIDENTE.  Difatti,  onorevole  Musumeci   Onorevole   Musumeci,
  l'articolo  3 non è stato ancora posto in votazione. E' intervenuto
  l'onorevole Alongi.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  l'articolo  3 non era nella previsione  del  Governo,  è
  stato  proposto  dai  Gruppi di centrodestra nella  Conferenza  dei
  Capigruppo ed è stato chiaro che in quel momento il mio consenso  è
  stato dato solo alle cause di ineleggibilità. Siccome questa è  una
  questione  anche d'onore - a questo punto -  ognuno  si  assume  le
  paternità,  perché  se  non si intende, qualora  questo  Parlamento
  ritenesse  non  intendere, chiarire, quello che era  chiaro  e  che
  dagli  Uffici  tecnici è stato trasportato male  per  una  semplice
  ragione   che   l'articolo  G  ter  ha  subito  una  specificazione
  successivamente,  questo non è imputabile né alla volontà  politica
  né  alla  volontà, perché noi abbiamo modificato in Conferenza  dei
  Capigruppo  quella  che è una legge presentata  il  15  dicembre  e
  questo  Parlamento  aveva  tutta  la  volontà,  la  possibilità  di
  legiferare
   Quindi,  il  rinvio all'urgenza eccetera, è improponibile,  perché
  l'urgenza è scattata quando questo Parlamento ha sollevato,  alcuni
  membri  di  questo Parlamento  hanno sollevato che  non  c'era  una
  legge  che  regolamentava queste questioni e  io  ho  comunicato  e
  ravvisato  che la legge era stata presentata già con  richiesta  di
  trattazione   prioritaria  non  urgente,  già  nella   lettera   di
  trasmissione del 15 dicembre  2011.
   Dopodiché,  se  questo  Parlamento non intende  modificare  perché
  ritiene  che  così  il consenso contro la legge aumenta,  perché  è
  stata  la questione posta da diversi Gruppi, io sono disponibile  a
  questa  operazione  di  igiene politica e  propongo  l'eliminazione
  dell'articolo 3. Giusto per capire.

   IOPPOLO. Non lo può fare più perché non  è emendabile

   PRESIDENTE. No  Perché non è emendabile, onorevole Ioppolo

   CROCETTA, Presidente della Regione. E' scorretto sollevare in Aula
  il rifiuto di ciò che è stato proposto

   PRESIDENTE. Scusate, un po' di calma che siamo alla fine

   IOPPOLO. Il problema legislativo è di carattere formale

   PRESIDENTE. La questione formale, onorevole Ioppolo, mi assumo  la
  responsabilità
   Onorevole Ioppolo  Le posso fare una domanda

   IOPPOLO. Certo

   PRESIDENTE. Lei è d'accordo a che entri in vigore immediatamente?

   IOPPOLO. Io sono assolutamente d'accordo

   PRESIDENTE.  Bene   E  se lei è d'accordo andiamo  alla  sostanza,
  votiamo il subemendamento proposto dal Presidente Crocetta

   IOPPOLO. Non può essere presentato

   PRESIDENTE. Può essere presentato perché ancora non è stato votato
  l'articolo 3  E' il Governo che può presentare il subemendamento
   Pongo in votazione l'emendamento Gov. 1 Bis. R. 4 del Governo.  Il
  parere della Commissione?

   FORZESE,  Presidente della Commissione. La Commissione si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 3 come emendato. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   LOMBARDO.  Avevo  chiesto  di parlare per  dichiarazione  di  voto
  sull'articolo 3

   PRESIDENTE. onorevole Lombardo lei poi potrà fare le dichiarazioni
  di voto lunedì quando  ci sarà la votazione finale.

   LOMBARDO.  Signor Presidente, io chiedevo di parlare  prima  della
  votazione.

   PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, lei è sempre così calmo
   Onorevole Lombardo,  prego parli.

   LOMBARDO.   Io   non  devo  parlare,  io  dovevo   parlare   prima
  dell'approvazione dell'articolo 3.
   Voglio sapere se è avvenuta o no

   PRESIDENTE. E' avvenuta, onorevole Lombardo.

   LOMBARDO. Io volevo parlare prima che venisse approvato.

   PRESIDENTE.  Può  essere che il suo intervento  possa  influenzare
  l'Aula  sulla  votazione  finale, non si sa  mai.   Ha  facoltà  di
  parlare.

   LOMBARDO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  innanzitutto
  chiedo  che  venga  messo  a  verbale  che  io  avevo  chiesto   di
  intervenire prima della votazione di questo articolo.
   La votazione e le modalità con cui questo articolo di questa norma
  vengono  approvati, di fatto riconducono tutto il discorso  che  io
  volevo  porre in precedenza, e lo dico anche con voce  sommessa  ma
  decisa.
   Mi  sono sforzato in queste ore e in questi giorni per comprendere
  le  ragioni  di questo disegno di legge. L'ho fatto con attenzione,
  l'ho   fatto  con  passione  e  l'ho  fatto  anche  con  senso   di
  responsabilità ma, vedete, quando anche questo ultimo  articolo  di
  fatto pone l'ultima truffa e l'ultima trappola di questo disegno di
  legge   a  una  votazione  che,  di  fatto,  snatura  completamente
  l'intenzione per cui questo disegno di legge era nato, ci  rendiamo
  conto  che  davvero caro Presidente Ardizzone, anche le sue  parole
  durante  l'insediamento  alla carica di  Presidente  dell'Assemblea
  vengono meno.
   Perché  se è vero come è vero che il Presidente Crocetta  utilizza
  l'arma, ancora oggi, non dinanzi al deputato Lombardo ma dinanzi al
  Parlamento,  che  è  la  non approvazione di  questa  legge,  è  un
  problema  del  Parlamento e non di chi l'ha proposta,  ci  rendiamo
  conto della gravità dinnanzi alla quale ci stiamo ritrovando perché
  il  disegno di legge presentato a dicembre non è certamente  quello
  che abbiamo votato ora, ma non è certamente il disegno di legge che
  era  stato riscritto su norme stralciate, non è il disegno di legge
  che  era  stato  presentato ieri in un primo  emendamento,  non  il
  disegno di legge che è stato presentato ieri alle ore 19.30 con  un
  altro  emendamento,  non  è il disegno di legge  che  oggi  abbiamo
  approvato.
   E  vedete,  la  serenità nell'approvare una norma che  è  di  così
  grande  importanza  mediatica  e organizzativa  per  il  Parlamento
  sovrano del popolo siciliano, dove risiede?
   Risiede  nella  confusione e nella approssimazione vergognosa  con
  cui  questa  legge è stata scritta, con gli strafalcioni indecorosi
  per   questo  Parlamento  con  cui  sono  stati  presentati   certi
  emendamenti  governativi  e non vorrei ripercorrerli  anche  perché
  molti   di   questi   li  avevo  presentati  nei  sub   emendamenti
  provocatori.
   Quando  vengono  posti in essere delle tematiche di ineleggibilità
  che  riguardano ad esempio i dipendenti che non hanno  funzioni  di
  coordinamento  oppure quando si tratta di inserire enti  o  società
  anche  che  non hanno finanziamenti della Regione perché nei  testi
  c'era anche questo.
   Quando  si  dice che si parla di soci e si inserisce la figura  di
  socio  occulto, per due mesi noi abbiamo sentito parlare  di  socio
  occulto, quando chiunque sa che dal punto di vista legislativo  non
  esiste   il  socio  occulto  che  nasce  nel  diritto  fallimentare
  all'articolo  147,  comma  3 e scompare  il  socio  occulto  prima,
  abbiamo  tempestato i giornali di questo socio occulto non  capendo
  se   fosse   una  dizione  siciliana  poi  inserita  in  un   testo
  legislativo.
   Poi ci viene spiegato che c'è il socio e allora noi ci innamoriamo
  della parola  socio', ma  ci viene detto che il socio onorario ne è
  escluso,  quando in realtà nel termine socio ci rientrano  tutti  i
  soci  e quindi anche il socio onorario, ma poi  oggi scopriamo  che
  scompare anche il socio.
   Vorrei  capire,  nel caso di rinvio a  lunedì,  sarebbe  scomparsa
  anche  la  parola  dirigente',  amministratore', la parola  legge',
  piano  piano  sarebbe scomparso tutto  Allora, noi  approviamo  una
  norma sulla base del fatto che piano piano va scomparendo.
   Queste sono le preoccupazioni che rinvengo in questo articolo 3  e
  che sono la palese dimostrazione che questo disegno di legge non  è
  conosciuto neanche da chi lo ha scritto e lo ha sottoscritto,  caro
  Presidente Ardizzone.
   Noi  oggi stiamo ponendo un atto grave, lo  dico consapevole delle
  parole  che  sto  pronunciando,  un  atto  grave  dove  abbiamo  un
  precedente gravissimo, dove una norma così delicata viene  trattata
  in questo modo.
   Quindi  chiedo e lo faccio davvero con un minimo di  orgoglio,  lo
  faccio  al  Parlamento  siciliano,  lo  faccio  a  tutti  quanti  i
  componenti   di   questa  Assemblea,  naturalmente   lo   farò   in
  dichiarazioni di voto in modo più concreto, io davvero non voglio e
  non  voglio  più  che questo Parlamento venga strangolato  o  venga
  ridotto semplicemente ad approvare delle norme sulla base del fatto
  che  all'indomani  si andrà in conferenza stampa ad  affermare  che
  tutti  i  novanta  parlamentari,  tutti  quanti,  sia  chi  fa   le
  dichiarazioni  a  mezzo  stampa  sia  chi  non  le  fa,  siamo  dei
  fannulloni  o  delle  persone che non  sanno  leggere  le  leggi  e
  soprattutto che non le sanno scrivere.
   Penso  che  a  non  saper  scrivere le leggi  è  qualcun  altro  e
  purtroppo  noi  anche  oggi  abbiamo  dimostrato  che  non  abbiamo
  autonomia rispetto a chi le leggi  non le sa scrivere.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Lombardo. Proseguiamo  nei  lavori
  della serata. Il voto finale sarà dato lunedì.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  In  conferenza  dei Presidenti dei  gruppi  parlamentari
  l'impegno era di chiudere i lavori stasera

   PRESIDENTE. Noi abbiamo voglia di lavorare, quindi lavoreremo fino
  a ferragosto

   ASSENZA.  Signor Presidente, mi dispiace intervenire dopo  che  la
  votazione è stata già espletata perché evidentemente sono argomenti
  che  potevano,  anche  se venivano dalla mia modestissima  persona,
  interessare l'Aula prima di esprimere un voto finale.
   Quando mi sono permesso, nel mio intervento di oggi pomeriggio, di
  dire  e  di  affermare che forse il Presidente pensava di  scrivere
  qualcosa o di affermare un principio e nel testo c'era qualcosa  di
  diverso, non argomentazioni campate in aria perchè forse finalmente
  alle  due  di  notte si è deciso a leggerla e allora si  è  accorta
  dello   svarione,  poi  è  arrivato  il  paracadute,   mi   perdoni
  Presidente, offerto dalla Presidenza, di trasformare quello che era
  uno  svarione.  Di  questo  si è trattato,  si  è  trattato  di  un
  paracadute  offerto  al  Governo  per  rimediare  ad  uno  svarione
  legislativo in cui si era incorso in cui l'introduzione  in  vigore
  di  questa  normativa  veniva rimandata a de plano   alla  prossima
  legislatura.
   Era  una osservazione che  mi ero permesso di fare cinque  ore  fa
  nel  mio  intervento precedente, forse con minore  autorevolezza  e
  precisione  di quanto affermato testè l'onorevole Musumeci,  ma  le
  argomentazioni erano di questo genere.
   Caro  Presidente,  a questo punto dobbiamo approvarla  perché  lei
  non  deve offrire l'ulteriore paracadute alla maggioranza, lei deve
  porre  in  votazione questo testo di legge stasera, così  come  era
  stato   stabilito   in   conferenza  dei  Presidenti   dei   gruppi
  parlamentari, così come aveva preannunciato lei sino all'inizio dei
  lavori, se poi la maggioranza non è in grado di assicurare in  Aula
  i  46  voti  necessari per approvare questo testo se ne  assume  la
  responsabilità politica, ma  lei non può stravolgere  l'ordine  dei
  lavori  in  Aula rinviando a lunedì la votazione su  un  testo  già
  formalizzato.
   Io,  personalmente,  non  ho  paura ad  affermare  la  mia  totale
  contrarietà ad un testo che è solo un frutto di demagogia, peraltro
  male esplicitata in dettato legislativo.
   La  mia coscienza, prima che la mia scarsissima professionalità di
  giurista  mi  impedisce  di dare un voto  ad  un  testo  che  è  un
  obbrobrio dal punto di vista giuridico e, prima che giuridico,  dal
  punto di vista logico e morale.

   PRESIDENTE. A me dispiace che non ci sia stato un raccordo con  il
  suo Presidente di gruppo parlamentare, ma il sottoscritto quando ha
  sospeso, per dare la possibilità di incardinare il disegno di legge
  che  riguarda  le  variazioni di bilancio, ha  convocato,  invitato
  tutti  i  Presidenti dei gruppi parlamentari a partecipare  ad  una
  riunione  e insieme abbiamo stabilito, con la sola perplessità  del
  Presidente  del  gruppo  Movimento cinque stelle , di  rinviare  la
  votazione finale a lunedì alle ore 12,00, abbiamo pure disquisito a
  lungo  se  era opportuno alle ore 10,30 o alle ore 12,00, votazione
  finale per questo disegno di legge e incardinare stasera stessa  il
  disegno  di legge sulle variazioni di bilancio e proseguire lunedì,
  per tutto lunedì.
   Quindi,  la  Presidenza correttamente, in adempimento  al  mandato
  dato dai Presidenti dei gruppi parlamentari è andato avanti..


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli:  Cracolici
  Antonello,  Digiacomo  Giuseppe, Greco Giovanni,  La  Rocca  Ruvolo
  Margherita,  Leanza  Nicola,  Lo Sciuto  Giovanni,  Lupo  Giuseppe,
  Mangiacavallo Matteo, Miccichè Gianluca, è stato messo  in  congedo
  successivamente,  risulta  in  una  votazione,  Palmeri  Valentina,
  Panepinto  Giovanni,  Picciolo  Giuseppe,  Raia  Concetta,  Rinaldi
  Francesco, Trizzino Giampiero, Turano Girolamo, Zito Stefano.
   Prima  di  passare  al secondo disegno di legge,  chiaramente  per
  incardinarlo solamente, mi è doveroso fare  presente che nel  corso
  di questo dibattito sono dichiarati in congedo ben 17 deputati.
   L'articolo  86  prevede che i congedi che superano il  decimo  del
  numero   dei   deputati  non  si  computano  agli   effetti   della
  determinazione del numero legale. Cosa significa. E' noto  a  tutti
  che fino a 9, sostanzialmente, il numero legale è dato di 41.
   C'è  stato un momento, questa sera, in cui vi erano 8 congedi, poi
  successivamente   c'è  stato  un  proliferare  di   congedi   nella
  considerazione  che  i gruppi, giustamente, avevano  evidenziato  i
  deputati  assenti e, quindi, più si andava avanti, ma   ciò  sta  a
  significare che nel momento in cui si è votato i congedi  erano  8,
  il  numero legale era 42 e poi anche se si è arrivati a 17  non  si
  poteva andare al di sotto del numero di 41.
   Ho  voluto dire queste cose perché rimanga verbalizzato in  ordine
  ad alcune contestazioni che sono state fatte a questa Presidenza.

  128 della legge reg.le 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche
  ed integrazioni ed iniziative in favore degli enti teatrali e delle
  province regionali (n. 529)

   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Discussione del disegno di legge   Modifiche dall'articolo 128
  della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche
                ed integrazioni ed iniziative in favore
        degli enti teatrali e delle province regionali (n. 529)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla  discussione  del  disegno  di  legge
   Modifiche dall'articolo 128 della legge regionale 12 maggio  2010,
  n.  11  e  successive modifiche ed integrazioni  di  iniziative  in
  favore  degli enti teatrali e delle province regionali ,  posto  al
  numero 2).
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ha  facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Dina, per svolgere la relazione.

   DINA,  presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente,
  onorevoli   colleghi,  intervengo  solo  per  precisare   che   lei
  impropriamente parla di variazione di bilancio, non vorrei che   si
  desse  la  stura  ad  una  serie  di emendamenti  che  vadano  alla
  direzione  di una variazione di bilancio. Non siamo in presenza  di
  una  variazione,  bensì  di un testo il  cui  titolo  così  recita:
   Modifiche dall'articolo 128 della legge regionale 12 maggio  2010,
  n.  11  e  successive modifiche ed integrazioni  di  iniziative  in
  favore degli enti teatrali e delle province regionali .
   Fatta questa precisazione, mi rimetto al testo.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che  qui
  dobbiamo capirci, perché qua non possiamo prenderci in giro  Se  si
  tratta  di  una  variazione  di bilancio,  e  il  Presidente  della
  Commissione  ha  detto  che non è variazione  di  bilancio,  allora
  ritengo pregiudizialmente che questa norma, così come presentata, è
  improponibile, perché questa di fatto è una variazione di  bilancio
  e  quindi  mi rimetto a quello che è già dichiarato e  cioè  che  è
  giusto  che  noi facciamo la norma e che il Governo  si  assuma  la
  responsabilità  di  dare  le  somme  secondo  quelle  che  sono  le
  indispensabili esigenze di enti che veramente hanno di  bisogno  in
  queste condizioni.
   Voi non mi volete dire che le somme per i teatri, le somme per  le
  province non sono variazioni di bilancio? Io non capisco  Noi siamo
  stati  qui  16  ore ad aspettare per poi sentire che  non  ci  sono
  queste condizioni.
   Con  tutta la buona volontà noi stiamo facendo, in questo momento,
  un  bis  di quello che è stato fatto maggio. A parte che noi  siamo
  disponibili,  lo avevamo detto, a dare una priorità solo  a  quelle
  che  erano  le  condizioni di alcuni Enti che hanno  difficoltà  di
  carattere diciamo sanitario e sociale indispensabili.
   Qui  ci  troviamo invece enti culturali, perché sotto le righe  si
  legge  che praticamente devono essere fatte le commissioni da parte
  di diversi assessorati etc.
   Credo  che  bisognerà fare una riflessione, non  più  a  fare  una
  trattazione  perché  qua  non si può fare  una  trattazione   Nelle
  condizioni in cui si trova oggi la Sicilia, e lo ripeto,  con  Enti
  locali,  piccoli comuni, Enti locali che non riescono  più  a  dare
  stipendi,  con  quelle che sono le esigenze di alcuni  che  abbiamo
  fatto  aspettare  una  giornata  dando  uno  spettacolo  ancor  più
  indecoroso  per 16-18 ore e poi viene presentato questo disegno  di
  legge  che  può dire tutto e niente, perché io non ho  capito  cosa
  stiamo  dicendo noi, che il Governo stanziamo le somme, il  Governo
  fa  il  bando,  fa  quelle priorità che deve  fare  e  noi  abbiamo
  praticamente risolto il problema.
   Non  è  un  problema, e lì sono d'accordo con  quello  che  diceva
  qualche  collega prima, questo non è un disegno di  legge  che  noi
  possiamo  fare come Parlamento e stabilire quali sono le  priorità.
  Noi  possiamo  dire: ci sono queste somme disponibili,  tu  Governo
  stabilisci  le  priorità indispensabili; non lo possiamo  fare  noi
  come Parlamento
   Questo  lo  dico  Presidente e a maggior conforto  credo  che  sia
  opportuno che anche gli uffici dell'Assemblea, una volta tanto, per
  non  farci fare l'ennesima brutta figura con l'impugnativa da parte
  del  Commissario  dello  Stato,  e preannuncio  fin  da  ora,  caro
  Presidente,  così lo sappiamo: così formulato io voterò  totalmente
  contrario   perché   non  intendo  soggiacere   a   queste   pseudo
  spartizioni.

   PRESIDENTE.  Scusate,  se dobbiamo aprire la discussione  generale
  l'apriamo,  però, c'era un accordo di massima che avremmo  rinviato
  la discussione generale alla prossima seduta.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  intervengo  brevissimamente per evidenziare, a  questo  Parlamento,
  che  sul  disegno di legge di cui ci stiamo occupando  il  problema
  relativo  alla dotazione finanziaria che,  di fatto, determina  una
  variazione  di  bilancio, ma che non tiene conto di  quella  che  è
  stata  con insistenza una richiesta, una considerazione fatta circa
  gli   interventi,  pur  rispettabili  nelle  varie  direzioni,  che
  dovevano tener conto di una priorità.
   Riteniamo  che  la  priorità sulle disabilità e  sull'aspetto  del
  sociale  che  vede in maniera precisa degli enti che  hanno  finora
  reso  un servizio alla collettività, e mi riferisco ai ciechi e  ai
  sordomuti,  debbano essere oggetto di una priorità  nell'intervento
  che il Governo ci propone perchè possa in questa direzione mettersi
  al riparo, salvaguardare quella che ad oggi è stata un'attività che
  questa  realtà  ha potuto garantire e, in maniera  particolare,  mi
  riferisco alla stamperia che ha determinato col sistema Braille  la
  fornitura  dei testi a tutti i giovani non vedenti e con l'apertura
  del  nuovo  anno  scolastico, visto che è un centro di  riferimento
  regionale,  un  elemento  di grande priorità.  Così  come  l'Unione
  italiana ciechi, così come i sordomuti.
   Su  questa  priorità  e  sulla priorità  circa  le  riserve  delle
  province e circa le problematiche che riguardano la possibilità  di
  garantire  una minima funzionalità di quelli che sono  questi  enti
  che  vivono uno stato di disagio,  ritengo, ancora oggi, con questo
  intervento,   seppur  breve,  ribadire  una  precisa   volontà   di
  richiamare  l'attenzione  perché  questi  elementi  di  riflessione
  diventino un momento di patrimonio per una valutazione positiva che
  possa determinare una priorità in questo senso.

     PRESIDENTE.  Invito  i  parlamentari  a  rinunciare  al  proprio
  intervento.  Il  Governo  ha rinunciato alla  discussione  generale
  perché c'era un accordo a trattare tutta la materia lunedì, con  la
  massima calma.  Invito i parlamentari ad astenersi dal chiedermi di
  intervenire per non mettermi in difficoltà e per non farsi dire no.

   FALCONE. Chiedo di parlare,

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, non sono intervenuto sul  disegno  di
  legge  che  ha  preceduto  questo  perché  una  contingenza  mi  ha
  suggerito  di  non farlo, ma su questo disegno di legge  credo  sia
  necessario  formulare qualche precisazione,  anche  in  ragione  di
  quello  che  ha detto l'onorevole Laccoto, ma, soprattutto,  perché
  questa  era  una  mia precisazione e una  mia lamentela  che  avevo
  rassegnato anche al Presidente della Commissione Bilancio.
   Ormai lo ricordo, perché va detto, anche se mi rendo conto che  la
  Conferenza  dei  Presidenti  dei  gruppi  parlamentari   riesce   a
  disciplinare  i lavori d'Aula quando conviene disciplinarli  in  un
  certo modo, quando non ritiene di farlo, invece, i deliberati e  la
  Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari non sono validi e
  si procede oltre.
   Questo  è  un vero proprio disegno di manovra finanziaria,  signor
  Presidente, un disegno di legge che è ultroneo  rispetto al mandato
  che  la  Conferenza  ha  dato  e ne  dico  una  per  tutta,  stiamo
  inserendo, a fronte di mortificazioni che stiamo dando alle realtà,
  nuovi enti.
   All'articolo  2, comma 2,  inseriamo altri 200 mila euro  all'UPIB
  13.2.1.3.5,  che è un capitolo di enti che riguarda  il  turismo  e
  così riusciamo ad allocare altri 200 mila euro in maniera tale  che
  il Governo chiamerà alcuni clienti poveracci e dirà  pargoli venite
  a noi, con me, io troverò le soluzioni .
   Signor Presidente, noi siamo fermamente contrari e siamo d'accordo
  invece  all'onorevole Laccoto sulla scorta di un ragionamento,  noi
  dovevamo   bloccarci   all'articolo  1,   senza   passare   nemmeno
  all'articolo  2 che doveva essere un altro disegno di  legge  sulla
  cultura, che andava a disciplinare l'intera materia.
   Siccome il Presidente Crocetta è venuto a Catania e ha promesso al
  Teatro  Massimo  Vincenzo Bellini che dava 1 milione  e  mezzo   di
  euro,  ora si presenterà con 200 mila euro, con 300 mila  euro,  se
  non  serve  nemmeno per pagare quegli oggetti di  prima  necessità,
  altro  che stipendi, abbiamo fatto una manovra che mortifica tutti,
  con  6 milioni e mezzo di euro dovremo accontentare oltre 135 enti,
  perché  con questo disegno di legge stiamo consentendo che potranno
  essere ammessi non soltanto quegli enti che erano presenti nella ex
  tabella  H)  dell'articolo  128  del  2010,  ma  prevediamo   anche
  l'ammissione  di  quegli  enti che erano  presenti  con  previsione
  normativa  anche  il 2010, quindi oltre i 135  enti  con  appena  6
  milioni e  mezzo di euro.
   Sarà facile dire agli ipovedenti ai sordomuti, alla SAMOT, a tutti
  gli  altri   venite a me pargoli con un piatto  di  ceci  vi  potrò
  soddisfare  o così o vi inginocchiate oppure nulla, morite di fame
   Questa è un'azione banditesca, ve lo voglio dire a chiare lettere,
  il  Governo  se  ne  assuma le responsabilità,  ma  su  questo  noi
  manterremo  una opposizione ferrea, una opposizione  perché  questo
  Governo,  questa maggioranza del Partito Democratico  sta  mettendo
  alla fame e sta veramente mortificando questa Sicilia.
   Noi  ci  opporremo con tutti gli strumenti che ci  possono  essere
  dati,  riusciremo,  non  riusciremo, poi quando  qualche  assessore
  anziché muovere la testa andrà a sbattere  gli dimostreremo  e  gli
  insegneremo,  non  da maestrino come dice il mio  collega  Assenza,
  giustamente,  ma  gli  insegneremo  l'educazione  prima  di   tutto
  istituzionale ed anche il garbo.

   PRESIDENTE.  Formalmente dichiaro chiusa la discussione  generale.
  Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Il termine per gli emendamenti a questo disegno di legge è fino a
  domani ..

   DINA, presidente della Commissione e relatore. Chi lo ha chiesto?

   PRESIDENTE.  E'  previsto dal Regolamento, lo  devo  dare,  me  lo
  chiedono  e  lo  prevede  il  Regolamento,  lei  pensa  che  nessun
  parlamentare mi chiederà il termine del Regolamento.
   Così  come  concordato  in Conferenza dei  Presidenti  dei  gruppi
  parlamentari  fino a domani, alle ore 12.00, si possono  presentare
  emendamenti.

   DINA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà-

   Dina,   presidente  della  Commissione  e  relatore.  Io  non   ho
  partecipato  alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  e  comunque rispetto le scelte. Però vorrei invitare chi si è fatto
  promotore  della richiesta di tempi e, quindi, senza rinunciare  ai
  termini regolamentari per gli emendamenti, a continuare questa sera
  perché ho la sensazione che lunedì questa legge non sarà approvata,
  non faremo sicuramente un servizio a chi aspetta queste priorità.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Dina, così come deciso,  il  termine
  per presentare gli emendamenti è domani alle ore 12.00.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  lunedì,  12  agosto
  2013, alle ore 12.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


       I   - Comunicazioni
  II   - Discussione del disegno di legge:

          -   Modifiche all'articolo 128 della legge regionale  12
          maggio   2010,   n.   11  e  successive   modifiche   ed
          integrazioni   ed  iniziative  in  favore   degli   enti
          teatrali  e delle province regionali.  (nn. 529-521-525-
          73-393-448/A) (Seguito)

               Relatore: on. Dina

       III   -  Votazione finale del disegno di legge:

         - Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e di
             incompatibilità con la carica di deputato regionale e di componente
             della Giunta regionale.  (nn. 51-38 bis- Norme stralciate I/A)

  -
                   La seduta è tolta alle ore 03.11

       ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO  DELLA SEDUTA

 DISEGNO  DI LEGGE NN. 51-38 BIS/A - NORME STRALCIATE I/A.   NORME
 IN   MATERIA  DI  INELEGGIBILITà  DEI  DEPUTATI  REGIONALI  E  DI
 INCOMPATIBILITà  CON  LA  CARICA  DI  DEPUTATO  REGIONALE  E   DI
 COMPONENTE DELLA GIUNTA REGIONALE.


       All'articolato (votato per parti separate)

      Emendamento GOV.1.R BIS

      Il   testo  del  disegno  di  legge  è  sostituito  dal
    seguente:

                               Art. 1.

        1.  Il comma 1 dell'articolo 10 della legge regionale
    20   marzo   1951,  n.  29  e  successive   modifiche   e
    integrazioni  è così modificato:

        -  alla  lettera  a),  dopo le parole  "dirigenti  di
    società ,   è  aggiunta  la  parola  "enti   di   diritto
    privato ;

        -  alla lettera b), dopo le parole "amministratori  e
    dirigenti  di  società , è aggiunta la  parola  "enti  di
    diritto privato ;

        -   alla   lettera  e),  dopo  le  parole  "i  legali
    rappresentanti  e i dirigenti , sono aggiunte  le  parole
    "i  funzionari ; dopo la parola "società  è  aggiunta  la
    parola "ente di diritto privato ;

        - dopo la lettera g) sono aggiunte le seguenti:

        g  bis)  le  ineleggibilità di cui al  presente  capo
    sono  estese  ai rappresentanti, agli amministratori,  ai
    dirigenti  ed  ai  funzionari di enti  non  territoriali,
    anche  senza scopo di lucro, di società o imprese private
    che  godono  di contributi da parte della Regione  nonché
    ai  dirigenti e funzionari dipendenti della Regione. Sono
    comunque  fatti salvi gli incarichi assunti dai  deputati
    regionali,   dal   Presidente  dell'Assemblea   Regionale
    Siciliana,  dal Presidente della Regione e dai componenti
    la  Giunta  regionale in forza di espressa previsione  di
    legge.

        g  ter)  Non sono eleggibili né compatibili  i  soci,
    legali    rappresentanti,   amministratori,    dirigenti,
    funzionari  e consulenti di società o enti di  formazione
    professionale, anche senza scopo di lucro, che  fruiscono
    di  finanziamenti o contributi, a qualsiasi  titolo,  per
    lo  svolgimento  di attività formative  per  conto  della
    Regione, o che siano titolari di appalti per forniture  e
    servizi  per  lo  svolgimento di attività  formative  per
    conto della Regione.


        2.  Alla  legge  regionale 20 marzo  1951,  n.  29  e
    successive  modifiche e integrazioni,  dopo  il  comma  2
    dell'articolo 10 ter è inserito  il seguente:

         2  bis. - I deputati regionali non possono, altresì,
    successivamente all'insediamento nella carica,  ricoprire
    ex  novo  la qualità di socio, presidente, rappresentante
    legale,     amministratore,    consigliere,    dirigente,
    funzionario, dipendente, consulente di società o di  enti
    diversi  da  quelli  territoriali,  che  beneficiano   di
    sostegno  economico o finanziario da parte della Regione.
    Sono  comunque  fatti  salvi gli  incarichi  assunti  dai
    deputati   regionali,   dal   Presidente   dell'Assemblea
    regionale siciliana, dal Presidente della Regione  e  dai
    componenti  la  Giunta  regionale in  forza  di  espressa
    previsione di legge.

        3.  Alla  legge  regionale 20 marzo  1951,  n.  29  e
    successive  modifiche,  dopo  l'articolo  10  sexies,   è
    inserito il seguente articolo:

         Art.  10  septies  - 1. Le cause di  incompatibilità
    dei  deputati regionali previste dal superiore Capo II  e
    dal  presente  Capo si applicano, altresì, nei  confronti
    del  Presidente della Regione e dei componenti la  Giunta
    regionale.  Con  apposito regolamento, nel  rispetto  dei
    principi  del  giusto procedimento, sono disciplinate  le
    modalità  di contestazione delle cause di incompatibilità
    in capo agli Assessori regionali.

                               Art. 2.
  Pubblicazione ai sensi della legge regionale 23 ottobre 2001, n.
                                 14

        1.  La  presente  legge  è  inserita  nella  Gazzetta
    ufficiale  della  Regione siciliana, distintamente  dalle
    altre  leggi, senza numero d'ordine e senza  formula   di
    promulgazione,  ai sensi e per gli effetti  dell'articolo
    1 della legge regionale 23 ottobre 2001, n. 14.

                               Art. 3.
                     Norme transitorie e finali

        1.  L'articolo  1  troverà applicazione  a  decorrere
    dalla  prima legislatura successiva all'entrata in vigore
    della presente legge.


      Emendamento GOV.1.BIS.R 4

      Aggiungere  alla fine dell'articolo 3  fatta  eccezione
     per  le disposizioni di cui alla lettera g ter del comma
     1 del medesimo articolo 1 .





                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli