di ineleggibilità dei deputati regionali e di incompatibilità con
la carica di deputato regionale e di componente della Giunta
regionale (51-38 bis - Norme stralciate I/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Avverto che del processo verbale della seduta
precedente sarà data lettura successivamente.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Seguito della discussione del disegno di legge Norme in materia
di ineleggibilità dei deputati regionali e di incompatibilità con
la carica di deputato regionale e di componente della Giunta
regionale (51-38 bis - Norme stralciate I/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto secondo all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e di
incompatibilità con la carica di deputato regionale e di componente
della Giunta regionale » (nn. 51-38 bis- Norme stralciate I/A)
posto al numero 1).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ricordo che il Governo aveva presentato un emendamento di
riscrittura complessivo che teneva conto di alcuni subemendamenti
che erano stati presentati. Nel corso del dibattito l'onorevole
Ioppolo aveva evidenziato che erano stati presentati dei
subemendamenti al precedente emendamento di riscrittura, e ci
eravamo riservati di trattare la questione in Aula. Invito,
pertanto, il primo firmatario, l'onorevole Musumeci, se lo ritiene,
al ritiro dei subemendamenti, al fine di semplificare i lavori
dell'Aula. Questa sera non credo, anzi non esprimeremo il voto
d'Aula.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non soltanto non
ritiriamo i subemendamenti, ma le chiediamo anche la possibilità di
potere intervenire, quando lo riterrà opportuno, per illustrare la
posizione del Gruppo parlamentare che in questo momento ho l'onore
di rappresentare.
PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, la invito a illustrare la
posizione del suo Gruppo parlamentare trattando in maniera
unificata tutti i subemendamenti. Sono costretto a contingentare i
tempi.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di
essere davvero sintetico. Preannuncio intanto che il mio Gruppo non
voterà a favore del disegno di legge cosiddetto antiparentopoli ,
non lo vota perché non vuole rendersi partecipe di un atto che non
qualifica questo Parlamento, questo almeno è il nostro giudizio.
E' un disegno di legge del Governo, ripeto del Governo, nato male
e gestito peggio; è un disegno di legge nato per porre fine alla
triste, deplorevole, vergognosa, prassi della parentopoli , e di
parenti alla fine non c'è più nulla. Un disegno di legge che ha
subito il travaglio di ripensamenti, di retromarcia, di revisioni,
quasi con un atteggiamento improntato a schizofrenia. A nulla sono
valsi i buoni propositi del Presidente della Prima Commissione,
onorevole Marco Forzese, il quale diceva: non potevamo più perdere
tempo per mettere fine alla parentopoli nella Regione. E' emersa
una realtà davvero lercia che ci pone davanti a interessi
familistici a danno della collettività, in virtù di un potere
esercitato con arroganza e prepotenza.
Noi non possiamo, signor Presidente, non denunciare la mancata
corretta istruttoria legislativa che è stata portata avanti a
scapito della qualità del prodotto finale. Doveva essere un
articolato di legge ed è uscito fuori un mostriciattolo. E' una
illusione, è una vergogna, è una norma che così come è articolata
offende lo spirito iniziale per il quale il Governo ha proposto il
disegno di legge
Sia chiaro, noi non discutiamo il merito, qui nessuno pensa di
dover difendere posizioni di privilegio, noi contestiamo il metodo
con il quale è stato portato avanti questo testo. Una scorciatoia
procedurale che preclude un pieno esame parlamentare dei contenuti,
una qualità normativa tanto più modesta quanto più ridotto è stato
il tempo a disposizione della Commissione e dell'Aula per il
dibattito e per la decisione. Dov'è l'urgenza? Qualcuno me la
spiega, per favore?
Quest'ansia, quest'affanno, di dovere comunque andare alla ricerca
di quale legittimazione? E' mai possibile che questo Parlamento
debba sempre legiferare con la spinta emotiva di una piazza che
chiede legalità e chiede anche il pane? Che chiede trasparenza e
chiede anche riforme Che chiede onestà e chiede anche crescita
socioeconomica Dov'è l'urgenza Perché tanta fretta, perché ha
dato 140 minuti di tempo, signor Presidente, per emendare,
quell'articolato? Mortificando in un certo senso l'impegno che la
Commissione e il Parlamento avrebbe potuto svolgere, per un disegno
di legge che entrerà in vigore fra quattro anni Perché Quasi un
capriccio Vorrei capire
L'urgenza può essere legittimata dalle proroghe di termini, può
essere legittimata dalle emergenze ambientali, può essere
legittimata da una calamità, può essere legittimata da problemi di
sicurezza incombenti, può essere legittimata da manovre economico-
finanziarie, ma l'urgenza non è certamente la strada migliore per
potere legiferare, per potere produrre qualità
I disegni di legge di origine governativa devono essere
accompagnati da adeguate relazioni tecniche, lo stesso vale per gli
emendamenti governativi, talvolta il contesto di emergenza in cui
le leggi sono approvate pregiudica l'efficace controllo della
qualità delle norme e non è ammissibile che ci sia un'emergenza
congenita nell'approvazione delle leggi . Sono parole sue
Presidente Ardizzone, sono parole sue in un sussulto d'orgoglio,
per una discontinuità che lei voleva dare ai lavori di quest'Aula e
che, sono convinto, voglia continuare a dare Lei in questi giorni
ha tentato una mediazione impossibile, ma nessuno si è posto il
problema e la domanda: perché tanta urgenza?
Serviva maggiore responsabilità, non da parte sua, ma da parte
dell'Aula e da parte del Governo. E invece stasera si è trovato
l'equilibrio, quasi per miracolo, e si sono invertiti i ruoli. La
tabella H, cioè la logica della lottizzazione e della spartizione,
è diventato argomento del Parlamento. Le norme sulla moralità del
Parlamento diventano patrimonio del Governo Cioè, un atto di
Governo e di gestione - qual è la tabella H, che spettava al
Governo - è stato lanciato, come l'osso ai cani, al Parlamento.
Mentre le regole di moralità del Parlamento, che il Parlamento
avrebbe dovuto scrivere, le abbiamo affidate al Presidente
Crocetta. Siamo al paradosso Questo Parlamento ha abdicato al
proprio ruolo Non ha più orgoglio
E' assurdo che debba scrivere il Presidente Crocetta le regole
della mia condotta morale Non lo consento E' il Parlamento che
deve decidere le regole sulle incompatibilità. E invece è successo
il contrario e questa quiescenza e complicità del Parlamento e la
rinuncia al tentativo di un riordino legislativo delle fonti sulla
materia delle incompatibilità ha fatto diventare l'Aula una specie
di Corte dei Conti, chiamata a ratificare quello che in altre sedi
parlamentari diventerebbe la decretazione di urgenza.
Per carità, non è che il Presidente Crocetta non abbia il diritto
di proporre un disegno di legge. Ma un disegno di legge sulle
regole morali del Parlamento, non può il Parlamento farselo
preparare dal Governo. E' il Parlamento che prepara le regole
morali, per se stesso e per il Governo Per i deputati e per gli
assessori E' il Parlamento che propone le leggi e non il Governo,
dal punto di vista della trasparenza e della moralità, caro signor
Presidente dell'Assemblea regionale
E invece a me pare che il Presidente della Regione voglia fare
come Giolitti, che cento anni fa diceva le leggi si interpretano
per gli amici e si applicano per i nemici'. E si signor Presidente
della Regione, perché la corruzione, la cattiva amministrazione, le
clientele parassitarie e mafiose e tutto il malaffare, che hanno
impoverito la Sicilia, impongono anche al Governo il rispetto delle
norme, non soltanto al Parlamento.
Lei è stato solerte ad emanare di recente una direttiva in questo
senso, ma io ho il dovere di dirle che in questa Regione non è vero
che ciascun dirigente pubblico fa quello che è tenuto a fare: cioè
garantire il flusso delle informazioni relative all'ufficio cui è
preposto. Glielo comunico se lei non dovesse saperlo. Non è vero
che l'amministratore pubblico non sia tenuto a comunicare ogni
notizia su compensi percepiti, incarichi e patrimoni posseduti. Non
è stato attuato il sistema di misurazione e valutazione della
performance dei dipendenti regionali. E' stato violata la legge 7
del 2011, sulla tempestiva pubblicità informatica delle delibere
adottate dalla Giunta.
Signor Presidente le regole di trasparenza valgono per tutti:
valgono per il Parlamento, ma valgono anche per il Governo. E
allora io mi permetto di dire - e ho concluso, signor Presidente, e
le chiedo scusa - che esistono già delle norme che contemplano le
materie concepite in un disegno di legge, che peraltro dice
l'articolo 1 decorre dalla prossima legislatura . Quindi anche per
quanto riguarda la formazione tutto parte fra 4 anni.
CROCETTA, Presidente della Regione. Non è così.
MUSUMECI. E allora leggiamo l'articolo 1. Perché le leggi fatte in
fretta producono questo risultato. Non cambia la sostanza
Presidente, e abbiamo possibilità di poterci confrontare. Io
personalmente ho detto che i limiti debbono essere posti in tutti i
rami dell'amministrazione regionale, non soltanto in quello della
formazione. E, personalmente, sono convinto che gli effetti
dovrebbero decorrere a partire dal primo gennaio 2014 e non fra 4
anni. Questa è la posizione mia e la posizione del mio Gruppo e,
tuttavia, ho il dovere di dire che alcune fattispecie sono già
stabilite dalla norme vigenti, la 190 del 2012 sull'anticorruzione,
il decreto legislativo 39 del 2013 sulle incompatibilità presso la
pubblica amministrazione, il decreto legislativo 33 del 2013.
E allora Signor Presidente dell'Assemblea, Signor Presidente della
Regione e colleghi, noi non voteremo questo disegno di legge perché
è un'offesa al buon senso dei siciliani, perché non è la legge che
i siciliani si aspettavano. Noi siamo per un codice etico di
autoregolamentazione articolato in subordine; se proprio si vuole,
rimandiamo il tema a settembre, ai primi giorni di settembre,
perché sia l'Aula a redigere una legge che contempli fattispecie di
reato o di opacità operativa entro la quale ogni deputato,
dirigente e assessore debbono attenersi.
Signor Presidente, io rivendico non il diritto a fare l'eroe
civile, sia chiaro, non è un titolo e non è un merito. Io rivendico
la bellezza della politica, io difendo il ruolo della politica e
non consento a nessun potere esterno di alludere che in quest'Aula
ci possano essere collusioni fra politica e mafia. Non lo consento
a nessuno E chi pensa di farlo attraverso le scorciatoie
mediatiche deve avere il coraggio di venire in Commissione
antimafia e fare nomi e cognomi. E già stiamo cominciando a
convocarlo qualcuno. Io difendo la priorità e il protagonismo del
Parlamento, signor Presidente, ecco perché ritengo che una legge
siffatta debba essere proposta dal Parlamento e non dal Governo, e
debba essere portata avanti dando la possibilità alla Commissione e
all'Aula di potere discutere e confrontarsi per offrire alla gente
davvero quello che più si aspetta.
Onorevole Presidente Crocetta, nel suo intervento ha detto alla
fine bisogna salvaguardare la politica dagli attacchi
qualunquistici , siamo d'accordo. Io mi permetto di dire che
dobbiamo salvaguardare la politica da qualunque tipo di attacco,
anche dai mafiosi dell'antimafia, che sono pericolosi quanto i
mafiosi veri. E mi pare che di questi tempi, in giro, di
professionisti dell'antimafia, ne incontro sempre più spesso. Mi
preoccupa questo Presidente perché io non consento a nessuno il
diritto di legittimare il mio ruolo attraverso regole scritte da
altri che non si sono confrontati col consenso popolare e che non
possono certamente tenere sotto scacco quest'Aula che rivendica il
diritto di potersi confrontare senza pregiudizi, senza dirette e
indirette intimidazione. Chiedo quindi, che questo disegno di legge
venga ritirato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi si passa ai subemendamenti il cui
primo firmatario è l'onorevole Musumeci.
LOMBARDO. Chiedo di mantenere i subemendamenti presentati.
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, mi rendo conto che si è creata
confusione in Aula, non per colpa sua, perché ci sono state tutta
una serie di sospensioni. L'onorevole Ioppolo aveva selezionato
alcuni subemendamenti abrogativi, e quindi, praticamente, li ha
confermati nel nuovo emendamento di riscrittura.
Quelli suoi sono decaduti perché fanno riferimento al precedente
emendamento presentato dal Governo, erano attinenti a un
emendamento che non esiste più. Mentre l'onorevole Ioppolo li aveva
rivisti. L'articolo 1 è cassato.
Onorevoli colleghi, pongo in votazione il subemendamento GOV1R.87
degli onorevoli Musumeci, D'Asero, Cordaro, Formica ed altri.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione il subemendamento Gov1R.89 degli onorevoli
Musumeci, D'Asero, Cordaro, Formica ed altri.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento Gov1R.91.
Richiesta di verifica del numero legale
FALCONE. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Assenza, Clemente, Fontana, Ioppolo,
Musumeci e Vinciullo, invito gli onorevoli deputati a registrare la
loro presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
MUSUMECI. Signor Presidente, chiedo di verificare la
corrispondenza fra i deputati presenti e i tesserini inseriti nei
banchi
PRESIDENTE. Invito il deputato questore a procedere in tal senso.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 44
L'Assemblea è in numero legale.
Pongo in votazione il subemendamento Gov1R.91 degli onorevoli
Musumeci, D'Asero, Cordaro, Formica ed altri.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo separatamente in votazione tutti i subemendamenti degli
onorevoli Musumeci, D'Asero, Cordaro, Formica ed altri.
(Non sono approvati)
Congedi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Gucciardi chiede di
considerare in congedo gli onorevoli Cracolici, Lupo, Panepinto,
Rinaldi e Di Giacomo.
L'onorevole Firetto chiede di considerare in congedo l'onorevole
Micciché.
L'onorevole Cancelleri chiede di considerare in congedo gli
onorevoli Zito, Mangiacavallo, Trizzino e Palmeri.
L'Assemblea ne prende atto.
VINCIULLO. Signor Presidente, li sta comunicando adesso i congedi,
quindi sta dando la conferma che poc'anzi il numero legale non
c'era.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, un deputato di esperienza come
lei dovrebbe sapere che c'è un numero di parlamentari che una volta
messi in congedo non incide ai fini del numero legale.
E, allora, diciamo che è l'ora tarda che le fa dare i numeri.
VINCIULLO. Li sta dando lei i numeri
PRESIDENTE. Il numero legale poco fa era 42; adesso è di 41. E, se
lei mette ancora in congedo degli altri parlamentari, rimane sempre
41.
Si passa al subemendamento GOV1Rbis.3 dell'onorevole Assenza.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento GOV.1R.bis.3
ASSENZA. Chiedo che la votazione dell'emendamento avvenga per
scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Alongi, Assenza, Clemente, D'Asero,
Falcone, Federico, Fontana, Grasso, Ioppolo, Lombardo e Vinciullo,
indìco la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 35
Maggioranza 18
Favorevoli 4
Contrari 31
Astenuti 0
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, chiarisco che alcuni richiedenti non hanno
votato, ma vengono registrati ai fini del numero legale.
Si passa ai subemendamenti a firma degli onorevoli Cancelleri e
Cappello.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento
al subemendamento GOV.1.Rbis.1, chiarisco che propone di sopprimere
la parola dipendente dal comma 2 bis che recita testualmente i
deputati regionali non possono, successivamente all'insediamento
alla carica, ricoprire ex novo la qualità di socio o presidente o
rappresentante legale, amministratore, consigliere, dirigente
funzionario, o dipendente di società o di enti diversi da quelli
territoriali . Sinceramente ci sembra un po' una forzatura quella
di inserire anche il dipendente, perché non ravvisiamo una
possibile interferenza in termini di influenza dal punto di vista
dei voti, anche perché non si distribuiscono posti di lavoro.
Per tale motivo chiediamo all'Aula di appoggiare questo
emendamento.
Comunico, altresì di ritirare il subemendamento GOV.1.Rbis.2.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto del ritiro del subemendamento
GOV.1.Rbis.2.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, in riferimento al subemendamento dell'onorevole
Cancelleri, vorrei precisare che il problema non è se il dipendente
è influente o meno. Approfitto anche per precisare che al punto g
ter) è previsto che agli enti di formazione si applicano le
incompatibilità anche in questa legislatura, non è vero che si
rinvia alla prossima legislatura, si rinviano esclusivamente le
incompatibilità nuove, perché la legge non può disciplinare per il
passato, ma si applicano le incompatibilità previste, quasi tutte
specificate nel G ter.
Rispetto alla proposta dell'onorevole Cancelleri, voglio fare
riflettere sulla questione, perché il dipendente che viene assunto
per un ente che riceve contribuzione nel corso di questa
legislatura, credo che abbia tutti gli strumenti per potere
risolvere la propria incompatibilità, che è già prevista dalla
legge, cioè l'aspettativa. Quindi, questo non pregiudica il diritto
soggettivo di poter essere assunti, però ci ravvisa una opportunità
di fondo: supponiamo che questa sera deliberiamo di istituire un
ente e che questo attinga a contributi della Regione. Voi ritenete
che il Presidente della Regione si debba fare assumere da questo
Ente? Non pensate che ci sia una inopportunità politica molto
forte?
Personalmente ritengo che questo sia un profilo di
incompatibilità. Questo serve proprio per prevenire quei meccanismi
di voto di scambio che si possono determinare rispetto, prima di
tutto alla giunta del Governo, che può decidere iniziative,
contributi, che poi possono essere considerati anche a fini
personali, soltanto per evitare anche che insorga questo dubbio.
Il problema del dipendente non si pone, perché se uno vince un
pubblico concorso alla Regione, si mette in aspettativa e ha
risolto la questione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento GOV.1.Rbis.1.
Il parere della Commissione?
FORZESE, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, insiste su questo emendamento?
CANCELLIERI. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa alla votazione dell'emendamento di riscrittura del
Governo per parti separate.
Pongo in votazione l'articolo 1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
devo dirvi che ho momenti di smarrimento, che spero di recuperare,
ma non è per l'ora tarda, sicuramente, perché sono stato qui al
fresco, con l'aria condizionata, mentre nelle varie Commissioni si
discutevano norme importanti su cui dovevamo confrontarci e dare
delle risposte, mi riferisco alla Tabella H, al socio-sanitario,
alle province, ai comuni, ai teatri e al resto.
Questa legge parte come legge antiparentopoli , poi si trasforma
in antideputopoli , poi l'abbiamo trasformata in
antidipendopoli , con il subemendamento presentato dall'onorevole
Cancelleri, e alla fine con questo articolo la trasformiamo in
antifuturopoli , perché questa legge è la legge che entrerà in
vigore non ora, ma dalla prossima legislatura.
Capisco che è importante in questa Terra dare segnali, ma non c'è
peggio di quando il segnale che viene dato è un segnale dei
pannicelli caldi . C'è un proverbio antico al mio paese, pigghia
un pugnu di canighia, u tiri in tall'aria e non l'arricampi chiu' ,
traduco in italiano e spiego il senso di questa battuta, più
profondo: mi pare che forse vogliamo dare fumo negli occhi e
caniglia negli occhi a qualche siciliano, ai siciliani. Ma il
popolo siciliano è un popolo intelligente, un popolo che capisce,
un popolo che comprende
Signor Presidente, io non concordo su questa norma per le
motivazioni che ho espresso, però non permetto a nessuno di pensare
che qua dentro qualcuno possa distribuire patenti di moralità, e su
questo non c'è ombra di dubbio
Le dico con molta schiettezza che per evitare che qualcuno
all'esterno possa dire che ci possa essere il mio voto contrario,
pondereremo per un voto per non vendere all'esterno un messaggio
sbagliato, ma bisogna dire ai siciliani che questa è una legge
fatta in fretta, fatta troppo in fretta.
Come diceva l'onorevole Musumeci, questa è una norma che andava
riscritta, ottimamente scritta. Voglio ricordare all'onorevole
Falcone che proprio lui, da questo scranno, ha proposto la norma
sull'articolo 10, che poi il Governo ha fatto propria; era una
nostra proposta che usciva da quest'Aula proprio su richiesta
dell'onorevole Falcone, e questo per dimostrare qui che nessuno può
dare patenti, ma siamo stati primogenitura su questa norma che
abbiamo ripreso nell'intervento che aveva fatto l'onorevole
Falcone.
E' una legge che noi vogliamo più degli altri, fortemente più
degli altri, ma la vogliamo scritta bene, che abbia senso,
significato e che colpisca quelli che sicuramente in questa terra
approfittano della politica per arricchirsi, arricchire i propri
familiari e impoverire questa terra.
Quindi, signor Presidente, la invito fortemente a rivedere questo
testo ed a riscriverlo con forza, con determinazione. Non posso
dimenticare che lei, nel suo intervento iniziale, ha citato vittime
di mafia, e proprio perché dobbiamo dare risposte a queste vittime
di mafia, in questa terra così difficile e complessa, bisogna dare
onore a questa gente e bisogna scrivere norme che siano chiare,
nette ed inequivocabili.
Quindi noi riteniamo che va fatta una legge che va oltre questa
norma.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, intervengo
per una precisazione. Sull'articolo 3, per un mero errore
materiale, così come era stato deciso nella Conferenza dei
Capigruppo, era stato previsto che le ineleggibilità non si
applicano retroattivamente, e questa era la sostanza ed è stato
anche precisato, eccetto per l'articolo g ter), che in ogni caso è
specificato, perché recita: non sono né eleggibili né compatibili
tutti coloro che svolgono formazione .
IOPPOLO. Signor Presidente, non è più possibile presentare
emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Ioppolo, per onestà intellettuale, gli
Uffici hanno evidenziato che c'era un errore materiale rispetto
alle dichiarazioni fatte dal presidente Crocetta e più volte
ripetute, che si sarebbe potuto recuperare forse ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno.
Il Presidente Crocetta aveva già differenziato, nel suo precedente
intervento, le questioni di incompatibilità che entravano in vigore
subito e la difficoltà interpretativa con l'articolo 3, che
obbiettivamente esiste.
Gli stessi Uffici stanno rilevando, al fine di evitare poi
discussioni interpretative, di renderlo più chiaro. Di questo si
tratta, poi se lei mi vuol dire che rimanendo l'articolo così il
problema c'è, il problema c'è Certo, anche per questo si sta
riparando ad un errore, così si evita di ricorrere con all'articolo
117, perché quella che deve prevalere è la volontà.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è così, perché
la Conferenza
PRESIDENTE. Però, attenzione Non lo avevamo ancora votato.
IOPPOLO La Conferenza dei Capigruppo non è un organismo che ha
una sua autonomia legislativa
PRESIDENTE. E' vero, siamo d'accordo.
IOPPOLO Quindi, in Conferenza dei Capigruppo si può dire tutto e
il contrario di tutto, ma l'Assemblea vota un testo e un testo che
può essere emendato è stato quello che abbiamo avuto in
distribuzione proprio stasera quando poco fa l'onorevole Musumeci
ha detto, nel corso del suo intervento, che questa norma non
presentava alcuna caratteristica d'urgenza perché entra in vigore o
sarebbe entrata in vigore a far data dalla prossima legislatura,
sulla cui affermazione poi ha dato sulla voce sprovvedutamente e
malamente il Presidente della Regione è perché il Presidente della
Regione non aveva letto il testo e non si può considerare questo
errore materiale, perché errore materiale giuridicamente è la
contraddizione tra una parte emotiva e una parte dispositiva. Qui
abbiamo soltanto la parte dispositiva, cioè abbiamo la norma e il
Parlamento lavora da ore su una norma che dice: Norma transitoria
e finale. L'articolo 1 - tutto nella sua interezza - troverà
applicazione a decorrere dalla prima legislatura successiva
all'entrata in vigore della presente legge , altrimenti il
Parlamento avrebbe potuto e anche il Governo presentare
emendamenti, quindi non siamo nella procedura della correzione
dell'errore materiale.
Il Governo presenta un emendamento quando i termini sono scaduti
ecco perché non è assolutamente possibile correggere in questa fase
la norma.
Che poi si voglia intendere che il punto richiamato cioè il g
bis) dica al presente, utilizza i verbi coniugati al presente le
leggi, tutte utilizzano i verbi coniugati al presente, ma sono,
ovviamente, legate e collegati al tempo in cui la norma entra in
vigore, questa norma non entra in vigore dopo 15 giorni dalla
pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, entra in vigore perché c'è
un preciso articolo 3 Norme transitorie e finali a far data
dall'inizio della prossima legislatura.
PRESIDENTE. Onorevole Ioppolo, devo dire che da una ricostruzione
formale le do atto che la ricostruzione è come dice lei, però le
posso dire, avendo partecipato pure io a lungo in Conferenza dei
Capigruppo, la volontà più volte espressa dal Presidente della
Regione
IOPPOLO. Espressa davanti a un organismo
PRESIDENTE. Onorevole Ioppolo non sta a me difendere la posizione
del Presidente della Regione, però si tratta di ricostruire i
fatti. Devo dire con la massima chiarezza che il Presidente già
intervenendo prima dava per scontato che la norma
MUSUMECI. E' indifendibile
PRESIDENTE. E allora, scusate, siccome siamo in progress, in
itinere, il lavoro dell'Aula è quello di aiutare un po' tutti noi.
Considerato che siamo tutti d'accordo che deve entrare in vigore
fin da adesso. C'è una cosa sulla quale siamo d'accordo votiamola e
basta
MUSUMECI. Presidente lei deve essere il garante formale del testo
scritto Lei, Presidente, deve avere rispetto per i valori formali
della legge Lei deve essere garante del testo scritto
PRESIDENTE. Difatti, onorevole Musumeci Onorevole Musumeci,
l'articolo 3 non è stato ancora posto in votazione. E' intervenuto
l'onorevole Alongi.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, l'articolo 3 non era nella previsione del Governo, è
stato proposto dai Gruppi di centrodestra nella Conferenza dei
Capigruppo ed è stato chiaro che in quel momento il mio consenso è
stato dato solo alle cause di ineleggibilità. Siccome questa è una
questione anche d'onore - a questo punto - ognuno si assume le
paternità, perché se non si intende, qualora questo Parlamento
ritenesse non intendere, chiarire, quello che era chiaro e che
dagli Uffici tecnici è stato trasportato male per una semplice
ragione che l'articolo G ter ha subito una specificazione
successivamente, questo non è imputabile né alla volontà politica
né alla volontà, perché noi abbiamo modificato in Conferenza dei
Capigruppo quella che è una legge presentata il 15 dicembre e
questo Parlamento aveva tutta la volontà, la possibilità di
legiferare
Quindi, il rinvio all'urgenza eccetera, è improponibile, perché
l'urgenza è scattata quando questo Parlamento ha sollevato, alcuni
membri di questo Parlamento hanno sollevato che non c'era una
legge che regolamentava queste questioni e io ho comunicato e
ravvisato che la legge era stata presentata già con richiesta di
trattazione prioritaria non urgente, già nella lettera di
trasmissione del 15 dicembre 2011.
Dopodiché, se questo Parlamento non intende modificare perché
ritiene che così il consenso contro la legge aumenta, perché è
stata la questione posta da diversi Gruppi, io sono disponibile a
questa operazione di igiene politica e propongo l'eliminazione
dell'articolo 3. Giusto per capire.
IOPPOLO. Non lo può fare più perché non è emendabile
PRESIDENTE. No Perché non è emendabile, onorevole Ioppolo
CROCETTA, Presidente della Regione. E' scorretto sollevare in Aula
il rifiuto di ciò che è stato proposto
PRESIDENTE. Scusate, un po' di calma che siamo alla fine
IOPPOLO. Il problema legislativo è di carattere formale
PRESIDENTE. La questione formale, onorevole Ioppolo, mi assumo la
responsabilità
Onorevole Ioppolo Le posso fare una domanda
IOPPOLO. Certo
PRESIDENTE. Lei è d'accordo a che entri in vigore immediatamente?
IOPPOLO. Io sono assolutamente d'accordo
PRESIDENTE. Bene E se lei è d'accordo andiamo alla sostanza,
votiamo il subemendamento proposto dal Presidente Crocetta
IOPPOLO. Non può essere presentato
PRESIDENTE. Può essere presentato perché ancora non è stato votato
l'articolo 3 E' il Governo che può presentare il subemendamento
Pongo in votazione l'emendamento Gov. 1 Bis. R. 4 del Governo. Il
parere della Commissione?
FORZESE, Presidente della Commissione. La Commissione si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3 come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
LOMBARDO. Avevo chiesto di parlare per dichiarazione di voto
sull'articolo 3
PRESIDENTE. onorevole Lombardo lei poi potrà fare le dichiarazioni
di voto lunedì quando ci sarà la votazione finale.
LOMBARDO. Signor Presidente, io chiedevo di parlare prima della
votazione.
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, lei è sempre così calmo
Onorevole Lombardo, prego parli.
LOMBARDO. Io non devo parlare, io dovevo parlare prima
dell'approvazione dell'articolo 3.
Voglio sapere se è avvenuta o no
PRESIDENTE. E' avvenuta, onorevole Lombardo.
LOMBARDO. Io volevo parlare prima che venisse approvato.
PRESIDENTE. Può essere che il suo intervento possa influenzare
l'Aula sulla votazione finale, non si sa mai. Ha facoltà di
parlare.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
chiedo che venga messo a verbale che io avevo chiesto di
intervenire prima della votazione di questo articolo.
La votazione e le modalità con cui questo articolo di questa norma
vengono approvati, di fatto riconducono tutto il discorso che io
volevo porre in precedenza, e lo dico anche con voce sommessa ma
decisa.
Mi sono sforzato in queste ore e in questi giorni per comprendere
le ragioni di questo disegno di legge. L'ho fatto con attenzione,
l'ho fatto con passione e l'ho fatto anche con senso di
responsabilità ma, vedete, quando anche questo ultimo articolo di
fatto pone l'ultima truffa e l'ultima trappola di questo disegno di
legge a una votazione che, di fatto, snatura completamente
l'intenzione per cui questo disegno di legge era nato, ci rendiamo
conto che davvero caro Presidente Ardizzone, anche le sue parole
durante l'insediamento alla carica di Presidente dell'Assemblea
vengono meno.
Perché se è vero come è vero che il Presidente Crocetta utilizza
l'arma, ancora oggi, non dinanzi al deputato Lombardo ma dinanzi al
Parlamento, che è la non approvazione di questa legge, è un
problema del Parlamento e non di chi l'ha proposta, ci rendiamo
conto della gravità dinnanzi alla quale ci stiamo ritrovando perché
il disegno di legge presentato a dicembre non è certamente quello
che abbiamo votato ora, ma non è certamente il disegno di legge che
era stato riscritto su norme stralciate, non è il disegno di legge
che era stato presentato ieri in un primo emendamento, non il
disegno di legge che è stato presentato ieri alle ore 19.30 con un
altro emendamento, non è il disegno di legge che oggi abbiamo
approvato.
E vedete, la serenità nell'approvare una norma che è di così
grande importanza mediatica e organizzativa per il Parlamento
sovrano del popolo siciliano, dove risiede?
Risiede nella confusione e nella approssimazione vergognosa con
cui questa legge è stata scritta, con gli strafalcioni indecorosi
per questo Parlamento con cui sono stati presentati certi
emendamenti governativi e non vorrei ripercorrerli anche perché
molti di questi li avevo presentati nei sub emendamenti
provocatori.
Quando vengono posti in essere delle tematiche di ineleggibilità
che riguardano ad esempio i dipendenti che non hanno funzioni di
coordinamento oppure quando si tratta di inserire enti o società
anche che non hanno finanziamenti della Regione perché nei testi
c'era anche questo.
Quando si dice che si parla di soci e si inserisce la figura di
socio occulto, per due mesi noi abbiamo sentito parlare di socio
occulto, quando chiunque sa che dal punto di vista legislativo non
esiste il socio occulto che nasce nel diritto fallimentare
all'articolo 147, comma 3 e scompare il socio occulto prima,
abbiamo tempestato i giornali di questo socio occulto non capendo
se fosse una dizione siciliana poi inserita in un testo
legislativo.
Poi ci viene spiegato che c'è il socio e allora noi ci innamoriamo
della parola socio', ma ci viene detto che il socio onorario ne è
escluso, quando in realtà nel termine socio ci rientrano tutti i
soci e quindi anche il socio onorario, ma poi oggi scopriamo che
scompare anche il socio.
Vorrei capire, nel caso di rinvio a lunedì, sarebbe scomparsa
anche la parola dirigente', amministratore', la parola legge',
piano piano sarebbe scomparso tutto Allora, noi approviamo una
norma sulla base del fatto che piano piano va scomparendo.
Queste sono le preoccupazioni che rinvengo in questo articolo 3 e
che sono la palese dimostrazione che questo disegno di legge non è
conosciuto neanche da chi lo ha scritto e lo ha sottoscritto, caro
Presidente Ardizzone.
Noi oggi stiamo ponendo un atto grave, lo dico consapevole delle
parole che sto pronunciando, un atto grave dove abbiamo un
precedente gravissimo, dove una norma così delicata viene trattata
in questo modo.
Quindi chiedo e lo faccio davvero con un minimo di orgoglio, lo
faccio al Parlamento siciliano, lo faccio a tutti quanti i
componenti di questa Assemblea, naturalmente lo farò in
dichiarazioni di voto in modo più concreto, io davvero non voglio e
non voglio più che questo Parlamento venga strangolato o venga
ridotto semplicemente ad approvare delle norme sulla base del fatto
che all'indomani si andrà in conferenza stampa ad affermare che
tutti i novanta parlamentari, tutti quanti, sia chi fa le
dichiarazioni a mezzo stampa sia chi non le fa, siamo dei
fannulloni o delle persone che non sanno leggere le leggi e
soprattutto che non le sanno scrivere.
Penso che a non saper scrivere le leggi è qualcun altro e
purtroppo noi anche oggi abbiamo dimostrato che non abbiamo
autonomia rispetto a chi le leggi non le sa scrivere.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo. Proseguiamo nei lavori
della serata. Il voto finale sarà dato lunedì.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. In conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari
l'impegno era di chiudere i lavori stasera
PRESIDENTE. Noi abbiamo voglia di lavorare, quindi lavoreremo fino
a ferragosto
ASSENZA. Signor Presidente, mi dispiace intervenire dopo che la
votazione è stata già espletata perché evidentemente sono argomenti
che potevano, anche se venivano dalla mia modestissima persona,
interessare l'Aula prima di esprimere un voto finale.
Quando mi sono permesso, nel mio intervento di oggi pomeriggio, di
dire e di affermare che forse il Presidente pensava di scrivere
qualcosa o di affermare un principio e nel testo c'era qualcosa di
diverso, non argomentazioni campate in aria perchè forse finalmente
alle due di notte si è deciso a leggerla e allora si è accorta
dello svarione, poi è arrivato il paracadute, mi perdoni
Presidente, offerto dalla Presidenza, di trasformare quello che era
uno svarione. Di questo si è trattato, si è trattato di un
paracadute offerto al Governo per rimediare ad uno svarione
legislativo in cui si era incorso in cui l'introduzione in vigore
di questa normativa veniva rimandata a de plano alla prossima
legislatura.
Era una osservazione che mi ero permesso di fare cinque ore fa
nel mio intervento precedente, forse con minore autorevolezza e
precisione di quanto affermato testè l'onorevole Musumeci, ma le
argomentazioni erano di questo genere.
Caro Presidente, a questo punto dobbiamo approvarla perché lei
non deve offrire l'ulteriore paracadute alla maggioranza, lei deve
porre in votazione questo testo di legge stasera, così come era
stato stabilito in conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari, così come aveva preannunciato lei sino all'inizio dei
lavori, se poi la maggioranza non è in grado di assicurare in Aula
i 46 voti necessari per approvare questo testo se ne assume la
responsabilità politica, ma lei non può stravolgere l'ordine dei
lavori in Aula rinviando a lunedì la votazione su un testo già
formalizzato.
Io, personalmente, non ho paura ad affermare la mia totale
contrarietà ad un testo che è solo un frutto di demagogia, peraltro
male esplicitata in dettato legislativo.
La mia coscienza, prima che la mia scarsissima professionalità di
giurista mi impedisce di dare un voto ad un testo che è un
obbrobrio dal punto di vista giuridico e, prima che giuridico, dal
punto di vista logico e morale.
PRESIDENTE. A me dispiace che non ci sia stato un raccordo con il
suo Presidente di gruppo parlamentare, ma il sottoscritto quando ha
sospeso, per dare la possibilità di incardinare il disegno di legge
che riguarda le variazioni di bilancio, ha convocato, invitato
tutti i Presidenti dei gruppi parlamentari a partecipare ad una
riunione e insieme abbiamo stabilito, con la sola perplessità del
Presidente del gruppo Movimento cinque stelle , di rinviare la
votazione finale a lunedì alle ore 12,00, abbiamo pure disquisito a
lungo se era opportuno alle ore 10,30 o alle ore 12,00, votazione
finale per questo disegno di legge e incardinare stasera stessa il
disegno di legge sulle variazioni di bilancio e proseguire lunedì,
per tutto lunedì.
Quindi, la Presidenza correttamente, in adempimento al mandato
dato dai Presidenti dei gruppi parlamentari è andato avanti..
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli: Cracolici
Antonello, Digiacomo Giuseppe, Greco Giovanni, La Rocca Ruvolo
Margherita, Leanza Nicola, Lo Sciuto Giovanni, Lupo Giuseppe,
Mangiacavallo Matteo, Miccichè Gianluca, è stato messo in congedo
successivamente, risulta in una votazione, Palmeri Valentina,
Panepinto Giovanni, Picciolo Giuseppe, Raia Concetta, Rinaldi
Francesco, Trizzino Giampiero, Turano Girolamo, Zito Stefano.
Prima di passare al secondo disegno di legge, chiaramente per
incardinarlo solamente, mi è doveroso fare presente che nel corso
di questo dibattito sono dichiarati in congedo ben 17 deputati.
L'articolo 86 prevede che i congedi che superano il decimo del
numero dei deputati non si computano agli effetti della
determinazione del numero legale. Cosa significa. E' noto a tutti
che fino a 9, sostanzialmente, il numero legale è dato di 41.
C'è stato un momento, questa sera, in cui vi erano 8 congedi, poi
successivamente c'è stato un proliferare di congedi nella
considerazione che i gruppi, giustamente, avevano evidenziato i
deputati assenti e, quindi, più si andava avanti, ma ciò sta a
significare che nel momento in cui si è votato i congedi erano 8,
il numero legale era 42 e poi anche se si è arrivati a 17 non si
poteva andare al di sotto del numero di 41.
Ho voluto dire queste cose perché rimanga verbalizzato in ordine
ad alcune contestazioni che sono state fatte a questa Presidenza.
128 della legge reg.le 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche
ed integrazioni ed iniziative in favore degli enti teatrali e delle
province regionali (n. 529)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge Modifiche dall'articolo 128
della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche
ed integrazioni ed iniziative in favore
degli enti teatrali e delle province regionali (n. 529)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge
Modifiche dall'articolo 128 della legge regionale 12 maggio 2010,
n. 11 e successive modifiche ed integrazioni di iniziative in
favore degli enti teatrali e delle province regionali , posto al
numero 2).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
onorevole Dina, per svolgere la relazione.
DINA, presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, intervengo solo per precisare che lei
impropriamente parla di variazione di bilancio, non vorrei che si
desse la stura ad una serie di emendamenti che vadano alla
direzione di una variazione di bilancio. Non siamo in presenza di
una variazione, bensì di un testo il cui titolo così recita:
Modifiche dall'articolo 128 della legge regionale 12 maggio 2010,
n. 11 e successive modifiche ed integrazioni di iniziative in
favore degli enti teatrali e delle province regionali .
Fatta questa precisazione, mi rimetto al testo.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che qui
dobbiamo capirci, perché qua non possiamo prenderci in giro Se si
tratta di una variazione di bilancio, e il Presidente della
Commissione ha detto che non è variazione di bilancio, allora
ritengo pregiudizialmente che questa norma, così come presentata, è
improponibile, perché questa di fatto è una variazione di bilancio
e quindi mi rimetto a quello che è già dichiarato e cioè che è
giusto che noi facciamo la norma e che il Governo si assuma la
responsabilità di dare le somme secondo quelle che sono le
indispensabili esigenze di enti che veramente hanno di bisogno in
queste condizioni.
Voi non mi volete dire che le somme per i teatri, le somme per le
province non sono variazioni di bilancio? Io non capisco Noi siamo
stati qui 16 ore ad aspettare per poi sentire che non ci sono
queste condizioni.
Con tutta la buona volontà noi stiamo facendo, in questo momento,
un bis di quello che è stato fatto maggio. A parte che noi siamo
disponibili, lo avevamo detto, a dare una priorità solo a quelle
che erano le condizioni di alcuni Enti che hanno difficoltà di
carattere diciamo sanitario e sociale indispensabili.
Qui ci troviamo invece enti culturali, perché sotto le righe si
legge che praticamente devono essere fatte le commissioni da parte
di diversi assessorati etc.
Credo che bisognerà fare una riflessione, non più a fare una
trattazione perché qua non si può fare una trattazione Nelle
condizioni in cui si trova oggi la Sicilia, e lo ripeto, con Enti
locali, piccoli comuni, Enti locali che non riescono più a dare
stipendi, con quelle che sono le esigenze di alcuni che abbiamo
fatto aspettare una giornata dando uno spettacolo ancor più
indecoroso per 16-18 ore e poi viene presentato questo disegno di
legge che può dire tutto e niente, perché io non ho capito cosa
stiamo dicendo noi, che il Governo stanziamo le somme, il Governo
fa il bando, fa quelle priorità che deve fare e noi abbiamo
praticamente risolto il problema.
Non è un problema, e lì sono d'accordo con quello che diceva
qualche collega prima, questo non è un disegno di legge che noi
possiamo fare come Parlamento e stabilire quali sono le priorità.
Noi possiamo dire: ci sono queste somme disponibili, tu Governo
stabilisci le priorità indispensabili; non lo possiamo fare noi
come Parlamento
Questo lo dico Presidente e a maggior conforto credo che sia
opportuno che anche gli uffici dell'Assemblea, una volta tanto, per
non farci fare l'ennesima brutta figura con l'impugnativa da parte
del Commissario dello Stato, e preannuncio fin da ora, caro
Presidente, così lo sappiamo: così formulato io voterò totalmente
contrario perché non intendo soggiacere a queste pseudo
spartizioni.
PRESIDENTE. Scusate, se dobbiamo aprire la discussione generale
l'apriamo, però, c'era un accordo di massima che avremmo rinviato
la discussione generale alla prossima seduta.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intervengo brevissimamente per evidenziare, a questo Parlamento,
che sul disegno di legge di cui ci stiamo occupando il problema
relativo alla dotazione finanziaria che, di fatto, determina una
variazione di bilancio, ma che non tiene conto di quella che è
stata con insistenza una richiesta, una considerazione fatta circa
gli interventi, pur rispettabili nelle varie direzioni, che
dovevano tener conto di una priorità.
Riteniamo che la priorità sulle disabilità e sull'aspetto del
sociale che vede in maniera precisa degli enti che hanno finora
reso un servizio alla collettività, e mi riferisco ai ciechi e ai
sordomuti, debbano essere oggetto di una priorità nell'intervento
che il Governo ci propone perchè possa in questa direzione mettersi
al riparo, salvaguardare quella che ad oggi è stata un'attività che
questa realtà ha potuto garantire e, in maniera particolare, mi
riferisco alla stamperia che ha determinato col sistema Braille la
fornitura dei testi a tutti i giovani non vedenti e con l'apertura
del nuovo anno scolastico, visto che è un centro di riferimento
regionale, un elemento di grande priorità. Così come l'Unione
italiana ciechi, così come i sordomuti.
Su questa priorità e sulla priorità circa le riserve delle
province e circa le problematiche che riguardano la possibilità di
garantire una minima funzionalità di quelli che sono questi enti
che vivono uno stato di disagio, ritengo, ancora oggi, con questo
intervento, seppur breve, ribadire una precisa volontà di
richiamare l'attenzione perché questi elementi di riflessione
diventino un momento di patrimonio per una valutazione positiva che
possa determinare una priorità in questo senso.
PRESIDENTE. Invito i parlamentari a rinunciare al proprio
intervento. Il Governo ha rinunciato alla discussione generale
perché c'era un accordo a trattare tutta la materia lunedì, con la
massima calma. Invito i parlamentari ad astenersi dal chiedermi di
intervenire per non mettermi in difficoltà e per non farsi dire no.
FALCONE. Chiedo di parlare,
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, non sono intervenuto sul disegno di
legge che ha preceduto questo perché una contingenza mi ha
suggerito di non farlo, ma su questo disegno di legge credo sia
necessario formulare qualche precisazione, anche in ragione di
quello che ha detto l'onorevole Laccoto, ma, soprattutto, perché
questa era una mia precisazione e una mia lamentela che avevo
rassegnato anche al Presidente della Commissione Bilancio.
Ormai lo ricordo, perché va detto, anche se mi rendo conto che la
Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari riesce a
disciplinare i lavori d'Aula quando conviene disciplinarli in un
certo modo, quando non ritiene di farlo, invece, i deliberati e la
Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari non sono validi e
si procede oltre.
Questo è un vero proprio disegno di manovra finanziaria, signor
Presidente, un disegno di legge che è ultroneo rispetto al mandato
che la Conferenza ha dato e ne dico una per tutta, stiamo
inserendo, a fronte di mortificazioni che stiamo dando alle realtà,
nuovi enti.
All'articolo 2, comma 2, inseriamo altri 200 mila euro all'UPIB
13.2.1.3.5, che è un capitolo di enti che riguarda il turismo e
così riusciamo ad allocare altri 200 mila euro in maniera tale che
il Governo chiamerà alcuni clienti poveracci e dirà pargoli venite
a noi, con me, io troverò le soluzioni .
Signor Presidente, noi siamo fermamente contrari e siamo d'accordo
invece all'onorevole Laccoto sulla scorta di un ragionamento, noi
dovevamo bloccarci all'articolo 1, senza passare nemmeno
all'articolo 2 che doveva essere un altro disegno di legge sulla
cultura, che andava a disciplinare l'intera materia.
Siccome il Presidente Crocetta è venuto a Catania e ha promesso al
Teatro Massimo Vincenzo Bellini che dava 1 milione e mezzo di
euro, ora si presenterà con 200 mila euro, con 300 mila euro, se
non serve nemmeno per pagare quegli oggetti di prima necessità,
altro che stipendi, abbiamo fatto una manovra che mortifica tutti,
con 6 milioni e mezzo di euro dovremo accontentare oltre 135 enti,
perché con questo disegno di legge stiamo consentendo che potranno
essere ammessi non soltanto quegli enti che erano presenti nella ex
tabella H) dell'articolo 128 del 2010, ma prevediamo anche
l'ammissione di quegli enti che erano presenti con previsione
normativa anche il 2010, quindi oltre i 135 enti con appena 6
milioni e mezzo di euro.
Sarà facile dire agli ipovedenti ai sordomuti, alla SAMOT, a tutti
gli altri venite a me pargoli con un piatto di ceci vi potrò
soddisfare o così o vi inginocchiate oppure nulla, morite di fame
Questa è un'azione banditesca, ve lo voglio dire a chiare lettere,
il Governo se ne assuma le responsabilità, ma su questo noi
manterremo una opposizione ferrea, una opposizione perché questo
Governo, questa maggioranza del Partito Democratico sta mettendo
alla fame e sta veramente mortificando questa Sicilia.
Noi ci opporremo con tutti gli strumenti che ci possono essere
dati, riusciremo, non riusciremo, poi quando qualche assessore
anziché muovere la testa andrà a sbattere gli dimostreremo e gli
insegneremo, non da maestrino come dice il mio collega Assenza,
giustamente, ma gli insegneremo l'educazione prima di tutto
istituzionale ed anche il garbo.
PRESIDENTE. Formalmente dichiaro chiusa la discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Il termine per gli emendamenti a questo disegno di legge è fino a
domani ..
DINA, presidente della Commissione e relatore. Chi lo ha chiesto?
PRESIDENTE. E' previsto dal Regolamento, lo devo dare, me lo
chiedono e lo prevede il Regolamento, lei pensa che nessun
parlamentare mi chiederà il termine del Regolamento.
Così come concordato in Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari fino a domani, alle ore 12.00, si possono presentare
emendamenti.
DINA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà-
Dina, presidente della Commissione e relatore. Io non ho
partecipato alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
e comunque rispetto le scelte. Però vorrei invitare chi si è fatto
promotore della richiesta di tempi e, quindi, senza rinunciare ai
termini regolamentari per gli emendamenti, a continuare questa sera
perché ho la sensazione che lunedì questa legge non sarà approvata,
non faremo sicuramente un servizio a chi aspetta queste priorità.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Dina, così come deciso, il termine
per presentare gli emendamenti è domani alle ore 12.00.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a lunedì, 12 agosto
2013, alle ore 12.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
- Modifiche all'articolo 128 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11 e successive modifiche ed
integrazioni ed iniziative in favore degli enti
teatrali e delle province regionali. (nn. 529-521-525-
73-393-448/A) (Seguito)
Relatore: on. Dina
III - Votazione finale del disegno di legge:
- Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali e di
incompatibilità con la carica di deputato regionale e di componente
della Giunta regionale. (nn. 51-38 bis- Norme stralciate I/A)
-
La seduta è tolta alle ore 03.11
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 51-38 BIS/A - NORME STRALCIATE I/A. NORME
IN MATERIA DI INELEGGIBILITà DEI DEPUTATI REGIONALI E DI
INCOMPATIBILITà CON LA CARICA DI DEPUTATO REGIONALE E DI
COMPONENTE DELLA GIUNTA REGIONALE.
All'articolato (votato per parti separate)
Emendamento GOV.1.R BIS
Il testo del disegno di legge è sostituito dal
seguente:
Art. 1.
1. Il comma 1 dell'articolo 10 della legge regionale
20 marzo 1951, n. 29 e successive modifiche e
integrazioni è così modificato:
- alla lettera a), dopo le parole "dirigenti di
società , è aggiunta la parola "enti di diritto
privato ;
- alla lettera b), dopo le parole "amministratori e
dirigenti di società , è aggiunta la parola "enti di
diritto privato ;
- alla lettera e), dopo le parole "i legali
rappresentanti e i dirigenti , sono aggiunte le parole
"i funzionari ; dopo la parola "società è aggiunta la
parola "ente di diritto privato ;
- dopo la lettera g) sono aggiunte le seguenti:
g bis) le ineleggibilità di cui al presente capo
sono estese ai rappresentanti, agli amministratori, ai
dirigenti ed ai funzionari di enti non territoriali,
anche senza scopo di lucro, di società o imprese private
che godono di contributi da parte della Regione nonché
ai dirigenti e funzionari dipendenti della Regione. Sono
comunque fatti salvi gli incarichi assunti dai deputati
regionali, dal Presidente dell'Assemblea Regionale
Siciliana, dal Presidente della Regione e dai componenti
la Giunta regionale in forza di espressa previsione di
legge.
g ter) Non sono eleggibili né compatibili i soci,
legali rappresentanti, amministratori, dirigenti,
funzionari e consulenti di società o enti di formazione
professionale, anche senza scopo di lucro, che fruiscono
di finanziamenti o contributi, a qualsiasi titolo, per
lo svolgimento di attività formative per conto della
Regione, o che siano titolari di appalti per forniture e
servizi per lo svolgimento di attività formative per
conto della Regione.
2. Alla legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 e
successive modifiche e integrazioni, dopo il comma 2
dell'articolo 10 ter è inserito il seguente:
2 bis. - I deputati regionali non possono, altresì,
successivamente all'insediamento nella carica, ricoprire
ex novo la qualità di socio, presidente, rappresentante
legale, amministratore, consigliere, dirigente,
funzionario, dipendente, consulente di società o di enti
diversi da quelli territoriali, che beneficiano di
sostegno economico o finanziario da parte della Regione.
Sono comunque fatti salvi gli incarichi assunti dai
deputati regionali, dal Presidente dell'Assemblea
regionale siciliana, dal Presidente della Regione e dai
componenti la Giunta regionale in forza di espressa
previsione di legge.
3. Alla legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 e
successive modifiche, dopo l'articolo 10 sexies, è
inserito il seguente articolo:
Art. 10 septies - 1. Le cause di incompatibilità
dei deputati regionali previste dal superiore Capo II e
dal presente Capo si applicano, altresì, nei confronti
del Presidente della Regione e dei componenti la Giunta
regionale. Con apposito regolamento, nel rispetto dei
principi del giusto procedimento, sono disciplinate le
modalità di contestazione delle cause di incompatibilità
in capo agli Assessori regionali.
Art. 2.
Pubblicazione ai sensi della legge regionale 23 ottobre 2001, n.
14
1. La presente legge è inserita nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana, distintamente dalle
altre leggi, senza numero d'ordine e senza formula di
promulgazione, ai sensi e per gli effetti dell'articolo
1 della legge regionale 23 ottobre 2001, n. 14.
Art. 3.
Norme transitorie e finali
1. L'articolo 1 troverà applicazione a decorrere
dalla prima legislatura successiva all'entrata in vigore
della presente legge.
Emendamento GOV.1.BIS.R 4
Aggiungere alla fine dell'articolo 3 fatta eccezione
per le disposizioni di cui alla lettera g ter del comma
1 del medesimo articolo 1 .
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli