Presidenza del presidente Ardizzone
FIORENZA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Barbagallo, Currenti,
Panepinto e Vinciullo sono in congedo per oggi.
L'Assembla ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Nuove norme in materia di panificazione. (n. 1)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Federico in
data 13 dicembre 2012.
- Testo unico della disciplina del commercio e della
somministrazione di alimenti e bevande nella Regione. (n. 2)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Federico in
data 13 dicembre 2012.
- Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
derivanti dall'amianto. (n. 3)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Federico in
data 13 dicembre 2012.
- Cittadinanza di genere. (n. 4)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cirone Di
Marco, Maggio, Milazzo, Raia, Lupo e Marziano in data 13 dicembre
2012.
- Norme in materia di rappresentanza di genere. (n. 5)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Raia, Cirone
Di Marco, Maggio, Milazzo, Raia, Lupo e Marziano in data 13
dicembre 2012.
- Fondo per il microcredito nella Regione. (n. 6)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Raia in data
13 dicembre 2012.
- Istituzione degli ecomusei della Sicilia. (n. 7)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Raia in data
13 dicembre 2012.
- Interventi a sostegno dell'editoria siciliana, dell'informazione
e del giornalismo partecipativo. (n. 8)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Raia in data
13 dicembre 2012.
- Norme in favore del personale precario del Servizio sanitario
regionale della Sicilia. (n. 9)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Raia in data
13 dicembre 2012.
- Riordino del settore termale. (n. 10)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Raia in data
13 dicembre 2012.
- Istituzione liste di prenotazione nel mercato del lavoro
agricolo privato. (n. 11)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Raia in data
13 dicembre 2012.
- Diminuzione del fondi per le spese del Presidente della Regione.
(n. 12)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Musumeci ed
altri in data 13 dicembre 2012.
- Riduzione dell'indennità di carica dei deputati dell'Assemblea
regionale siciliana. (n. 13)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Musumeci,
Ioppolo, Ruggirello e Currenti in data 13 dicembre 2012.
- Riduzione delle maggiorazioni dell'indennità di carica dei
deputati dell'Assemblea regionale siciliana e dei componenti della
Giunta regionale di Governo. (n. 14)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Musumeci,
Ioppolo, Ruggirello e Currenti in data 13 dicembre 2012.
- Eliminazione della soglia di sbarramento per l'elezione dei
consigli comunali e provinciali. (n. 15)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ioppolo,
Musumeci, Ruggirello e Currenti in data 13 dicembre 2012.
- Accesso al diritto di abitazione ed alla proprietà della casa
mediante mutuo sociale. (n. 16)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Musumeci,
Ioppolo, Ruggirello e Currenti in data 13 dicembre 2012.
- Stabilizzazione del personale impiegato a tempo determinato
addetto ai lavori di sistemazione idraulico forestale e idraulico
agrario assunto alle dipendenze dell'Amministrazione forestale
regionale per le esigenze connesse all'esecuzione dei lavori
condotti in amministrazione diretta. (n. 19)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 13 dicembre 2012.
- Riconoscimento della funzione sociale ed educativa svolta dagli
oratori, dagli istituti cattolici e dagli enti di culto
riconosciuti dallo Stato. (n. 20)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 13 dicembre 2012.
- Recepimento del decreto Legge 13 agosto 2011, n. 138, recante
Istituzione dell'elenco dei revisori dei conti degli Enti Locali e
modalità di scelta dell'organo di revisione economico finanziario .
(n. 21)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 13 dicembre 2012.
- Norme in materia di guide turistiche. (n. 22)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Provvedimenti urgenti nel settore dell'edilizia popolare. (n.
23)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Norme relative alle I.A.C.P.. (n. 24)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Riapertura termini per pagamento condono edilizio. (n. 25)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Modifica dell'articolo 2 della legge regionale 6 aprile 1996, n.
29. (n. 26)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Ripianamento finanziario dell'Osservatorio permanente sulla
criminalità organizzata. (n. 27)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 13 dicembre 2012.
- Interventi sociali per l'edilizia agevolata e convenzionata. (n.
28)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Istituzione della Consulta delle elette in Sicilia'. (n. 29)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Modifica all'articolo 4 della legge regionale 20 aprile 1976, n.
35. (n. 30)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Istituzione degli Enti territoriali regionali. (n. 31)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 13 dicembre 2012.
- Modifica di norme in materia di garanzie fornite dai soci
garanti di cooperative agricole ed alimentari. (n. 32)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Norme in materia di agevolazioni fiscali per la ricomposizione
fondiaria. (n. 33)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Trattamento Biologico non invasivo per combattere il punteruolo
rosso. (n. 34)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Autorizzazione alla bruciatura di paglia, sfalci e potature
nelle attività agricole in Sicilia. (n. 35)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Norme in materia di contrasto all'obesità infantile e giovanile.
(n. 36)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Interventi in favore dei soggetti affetti da dislessia e da
altre difficoltà specifiche di apprendimento. (n. 37)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Equiparazione delle norme regionali alla legislazione na-zionale
in tema di incompatibilità all'ufficio di deputato regionale. (n.
38)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Istituzione dell'Ufficio speciale per l'alienazione dei beni di-
sponibili delle Aziende sanitarie. (n. 39)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 13 dicembre 2012.
- Norme in favore dei centralinisti telefonici ciechi. (n. 40)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Estensione dei benefici della legge regionale 13 settembre 1999,
n. 20, alle signore Carmela e Paola Scibilia. (n. 41)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 13 dicembre 2012.
- Modifica della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98. Norme in
materia di inquadramento del personale delle riserve naturali. (n.
42)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 13 dicembre 2012.
- Norme in materia di concessioni demaniali per uso abitativo.
Modifica dell'articolo 4 della legge regionale 29 novembre 2005, n.
15. (n. 43)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 13 dicembre 2012.
- Istituzione della figura dello psicologo scolastico. (n. 44)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 13 dicembre 2012.
- Insegnamento dell'educazione motoria e sportiva nelle scuole
primarie. (n. 45)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 13 dicembre 2012.
- Abrogazione dell'art. 1 della Legge regionale n. 44 del
30/12/1965. (n. 46)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Falcone,
Pogliese, Caputo, e Vinciullo in data 13 dicembre 2012.
- Modifica dell'art. 8 della Legge regionale 16 dicembre 2008, n.
22. (n. 47)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Falcone,
Pogliese, Caputo, e Vinciullo in data 13 dicembre 2012.
- Disposizioni in materia di acquisizione dei dati inerenti l'uso
di sostanze stupefacenti da parte dei Parlamentari eletti
all'Assemblea Regionale Siciliana e provvedimenti consequenziali.
(n. 48)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Pogliese e Falcone in data 13 dicembre 2012.
- Disciplina della medicina non convenzionale. (n. 49)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Scoma in data
14 dicembre 2012.
- Istituzione del Garante regionale della famiglia. (n. 50)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Scoma in data
14 dicembre 2012.
- Norme a tutela del buon andamento dell'Amministrazione regionale
ed a garanzia dei principi di legalità, trasparenza ed imparzialità
dell'azione amministrativa. (n. 51)
di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(on. Crocetta) in data 17 dicembre 2012.
- Autorizzazioni accreditamento degli studi professionali di
fisioterapia. (n. 52)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Ferrandelli
in data 19 dicembre 2012.
- Norme in favore dei centralinisti ciechi. (n. 53)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Panarello in
data 19 dicembre 2012.
- Sistema regionale per la ricerca e l'innovazione. (n. 54)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Panarello in
data 19 dicembre 2012.
- Disposizioni volte a perseguire l'equilibrio della
rappresentanza fra i sessi nell'Assemblea regionale siciliana.
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ioppolo,
Currenti, Formica, Musumeci e Ruggirello in data 19 dicembre 2012.
(n. 55)
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
di legge
alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati ed inviati alle
Commissioni legislative:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Norme di modifica alla gestione integrata dei rifiuti di cui
alla legge regionale 8 aprile 2010, n. 9. (n. 56)
di iniziativa governativa, presentato il 20 dicembre 2012 e
inviato il 20 dicembre 2012.
- Norme transitorie per la regolazione del servizio idrico
integrato. (n. 57)
di iniziativa governativa, presentato il 20 dicembre 2012 e
inviato il 20 dicembre 2012.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Norme in materia di personale. Disposizioni contabili. (n. 58)
di iniziativa governativa, presentato il 20 dicembre 2012 e
inviato il 20 dicembre 2012.
Comunicazione di ritiro di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che, con nota acquisita al prot. n.
10497/SG.LEG.PG., l'onorevole Fabrizio Ferrandelli ha ritirato il
disegno di legge n. 52 Autorizzazioni accreditamento degli studi
professionali di fisioterapia presentato in data 19 dicembre 2012.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1 - Notizie in merito al trasferimento del centro vaccinazioni
attualmente operativo presso l'ospedale Cervello di Palermo.
- Assessore Salute
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio
N. 5 - Piani di controllo ed eradicazione della brucellosi.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
- Assessore Salute
Firmatario: Caputo Salvino
N. 15 - Chiarimenti sulle procedure per l'assegnazione ed
utilizzazione dei beni confiscati alla mafia ed applicabilità della
procedura adottata per il feudo Verbumcaudo di Polizzi Generosa
(PA) ad altri beni.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Caputo Salvino
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 3 - Iniziative per fronteggiare l'emergenza incendi nella
provincia di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Caputo Salvino
N. 8 - Notizie in merito alla mancata erogazione della 'Cassa
integrazione guadagni 2011' per il comparto pesca.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Caputo Salvino
N. 9 - Notizie in merito al finanziamento del film 'C'è sempre un
perché' prodotto dalla 'Seven Dreams Production'.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Caputo Salvino
N. 11 - Notizie in merito al piano industriale di Fincantieri e ai
prospettati 140 esuberi a Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Caputo Salvino
N. 13 - Notizie in merito ai Progetti 'Avviso 8' e 'Avviso 12'.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Economia
Firmatario: Caputo Salvino
Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al Governo e
alle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2 - Estensione delle misure d'intervento previste dal decreto
del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali del
18 ottobre 2012, per i danni subiti dagli agricoltori relativamente
agli alberi da frutta ed al raccolto.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatario: D'Asero Antonino
N. 4 - Provvedimenti urgenti per il ripristino degli stanziamenti
per l'erogazione del buono scuola.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Scoma Francesco
N. 6 - Sospensione della gara per i lavori di ristrutturazione
della cantina Kaggio di Monreale (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Caputo Salvino
N. 7 - Interventi urgenti a seguito di fenomeni pluviali presso
l'Istituto comprensivo statale 'Monreale II' (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Caputo Salvino
N. 10 - Chiarimenti in ordine alla prosecuzione dei contratti dei
lavoratori ASU presso l'Azienda Ospedaliera Policlinico Paolo
Giaccone di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Caputo Salvino
N. 12 - Notizie in merito ai contratti degli specializzandi di
medicina negli Atenei siciliani.
- Assessore Salute
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Caputo Salvino
N. 14 - Provvedimenti urgenti in relazione ad atti intimidatori al
cantiere 'SIS'di Palermo.
- Presidente Regione
Firmatario: Caputo Salvino
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 1 - Richiesta di revoca del sistema Muos di Niscemi.
- Presidente Regione
Firmatari: Musumeci Sebastiano; Ioppolo Giovanni; Currenti
Carmelo; Ruggirello Paolo
N. 2 - Notizie circa la formulazione dell'elenco regionale di
idonei alla nomina di Direttore Generale delle Aziende del Servizio
Sanitario Regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Fiorenza Cataldo
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la mozione numero 1
Interventi urgenti a livello centrale mirati ad ottenere la rapida
approvazione, comunque entro la XVI legislatura dell'ARS, del
disegno di legge di modifica dell'art. 36 dello Statuto siciliano ,
degli onorevoli Cimino Michele, Grasso Bernadette Felice, Lantieri
Annunziata Luisa, Savona Riccardo, Tamajo Edmondo, presentata il 17
dicembre 2012.
Avverto che la mozione testé annunziata sarà demandata, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Regione
Presidenza del presidente Ardizzone
Comunicazione del programma di Governo da parte del Presidente
della Regione
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Comunicazione del programma di Governo da parte del Presidente
della Regione .
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, sicuramente è per me e per il Governo un'occasione
importante avere questo momento di confronto parlamentare
attraverso il quale si traccia quella che dovrà essere l'azione di
Governo nei prossimi anni.
Anche se queste dichiarazioni programmatiche vengono già in una
fase in cui, in qualche modo, il Governo ha già operato, anche se,
onestamente, queste dichiarazioni programmatiche devono tenere
conto dell'azione che è stata fatta dal Governo in questo lasso di
tempo brevissimo.
Abbiamo chiuso, per esempio, la programmazione dei Fondi europei
per il biennio 2013/2014 e sono 6 miliardi di euro che entrano
immediatamente in programmazione e immediatamente nella spesa,
individuando una serie di questioni importanti che vanno dall'aiuto
alle imprese nelle aree in crisi come possono essere Termini
Imerese o alle aree interessate da calamità naturali come le
aziende colpite dall'alluvione o da frane, l'inserimento stesso,
per esempio, delle isole Pelagie che, in questi due ultimi anni,
hanno dovuto affrontare emergenze terribili legate anche ai
sommovimenti che ci sono stati in Africa; misure importanti a
favore dei deboli, del precariato, della diversabilità ma anche a
favore delle imprese e delle infrastrutture laddove abbiamo
disegnato - nella programmazione già svolta - una serie di
questioni importantissime relative alla circolazione su gomma che
dovrà riguardare soprattutto i collegamenti verso l'aeroporto di
Comiso ma anche l'asse nord-sud, i collegamenti tra Agrigento e
Palermo, tra Ragusa e Catania.
Quindi, una serie di interventi che possono immediatamente
addirittura essere appaltati proprio perché hanno dei progetti
esecutivi come la progettualità sui porti, il finanziamento
prioritario di quei porti che hanno progetti esecutivi ed altre
cose.
L'avvio delle zone franche urbane, con il finanziamento di tutte
le 17 zone franche urbane della Sicilia: anche questo mi sembra un
grande segnale. Noi avevamo una programmazione del CIPE che doveva
finanziare da anni quei progetti, non lo ha mai fatto e ne avrebbe
finanziato solo tre che erano, per intenderci, Librino, Gela ed
Erice. Però, ritenevo veramente ingiusto, in una situazione di
crisi come questa, escludere la maggior parte delle province
siciliane a partire da Palermo fino ad alcune zone del messinese o
altre realtà dell'isola che sono in grave situazione. Per cui il
Governo ha fatto la scelta di inserire tutte le zone franche urbane
che erano state ammesse, 17, e questo consentirà in qualche modo
segnali di ripresa forte in aree di disagio sociale notevole.
Abbiamo trovato i fondi per il finanziamento degli studi per il
fatto dei sindaci, quindi poter avviare il fotovoltaico nei comuni,
nelle province ma anche negli edifici della Regione siciliana,
consentendo un abbattimento dei costi per le spese dell'energia del
50 per cento e nella proiezione investimenti per circa cinque
miliardi di euro realizzabili attraverso la Banca europea degli
investimenti.
Una serie di misure sono intervenute. Abbiamo già presentato norme
relative alle incompatibilità e alla trasparenza, che sono state
già inviate alle apposite Commissioni legislative
La norma di proroga al 31 dicembre degli ATO e la possibilità per
i comuni di gestire in proprio il servizio di raccolta e trasporto
dei rifiuti solidi urbani, problema non indifferente proprio per i
costi che tutto questo determina a carico degli ATO, perché molto
spesso i comuni non trovano risorse per potere pagare.
Abbiamo già proposto una norma sulla parità di genere, quindi sul
doppio voto di genere nelle elezioni amministrative, ed anche
questa è stata già inviata all'Assemblea regionale siciliana e
credo che sia già in trattazione nell'apposita Commissione.
In pratica, il Governo ha già avviato una serie di cose, e quello
che ritengo estremamente importante è il fatto che nelle
dichiarazioni del Presidente Ardizzone il Governo ha registrato una
grande sintonia fra il lavoro che vuole fare il Parlamento e quello
che vuole fare il Governo in termini di spending review, cioè di
revisione della spesa, anche se l'azione del Governo più che sulla
semplice revisione della spesa vorrebbe puntare sulla sua
riqualificazione. Perché il problema non è soltanto quello di
operare dei tagli, ma di fare alcune spese e di non farne altre.
Per esempio, il Governo ha già avviato l'azione amministrativa per
l'eliminazione definitiva entro febbraio di tredici società che
erano in liquidazione da dieci anni, però esattamente continuavano
a spendere come se fossero attive, cioè passive, perché
praticamente producevano solo indebitamente i costi.
Siamo revisionando attualmente una trentina di compartecipate per
vedere laddove obiettivamente ci sia una convenienza a tenerle in
piedi perché il ragionamento qui deve essere anche molto chiaro.
Come facciamo a tenere compartecipate laddove queste qui magari a
volte non producono nessun bene, nessun servizio ma servono
semplicemente a produrre spese. Tanto vale affrontare brutalmente
la questione del personale che viene trasferito a fare altre cose,
eliminiamo tutte quelle spese generali obbligatorie che sono fatte
di locali da affittare, di spese per l'energia, telefono, per
incarichi, perché queste aziende, spesso, producono esclusivamente
debiti e quindi finiscono per non essere assolutamente utili, anzi
completamente dannose per l'economia e la finanza siciliana.
Oggi vi leggerò il programma che ho presentato prima della
chiusura della campagna elettorale, e lo faccio per un ragionamento
di coerenza. Tra l'altro, questo programma l'ho registrato davanti
al segretario comunale di Tusa, il comune in cui risiedo
prevalentemente da qualche mese, alla chiusura della presentazione
delle liste, proprio per segnare un elemento certo che i discorsi
che si fanno in campagna elettorali sono poi gli stessi che si
fanno dopo la campagna elettorale.
Quindi magari risentirà di qualche verbo che, invece, dovrebbe
essere stato al presente piuttosto che al futuro, ma lo spirito di
questa relazione è chiaro, veloce, e vuole porre l'accento su una
serie di questioni che riteniamo estremamente importanti, che sono
state discusse anche con l'approvazione del Governo.
«E' una Sicilia stremata, quella che il Governo regionale e il
Parlamento siciliano si trovano di fronte. Ai siciliani noi
vogliamo ridare la speranza; la crisi finanziaria ed economica che
negli ultimi anni ha colpito il mondo occidentale industrializzato
ha aggravato le già preoccupanti condizioni di difficoltà e disagio
che la popolazione siciliana continua a patire.
C'è uno scontro in Europa fra quanti vogliono portare avanti una
politica di difesa esclusiva degli interessi delle banche e dei
mercati - causando licenziamenti di massa, aumentando la
percentuale di povertà e facendo venire meno l'attenzione delle
fasce più deboli e della società in genere - e, invece, quanti
sostengono la difesa della moneta unica proponendo una politica di
sviluppo e di occupazione, di difesa dello stato sociale, di difesa
dei più deboli, ampliando la base produttiva e tagliando i
privilegi delle caste. In verità è in atto in Europa un attacco
alle zone deboli dell'Unione che così tendono a divenire sempre più
marginali.
Il nuovo Governo della Regione si batte e lotterà per impedire il
processo di marginalizzazione della Sicilia sia a livello nazionale
quanto europeo, riacquistando quel ruolo di protagonista del
proprio presente del proprio futuro ormai perso negli ultimi anni.
L'impegno cui siamo chiamati tutti quanti è quello di riprendere
in mano il filo di una matassa che dovrà essere velocemente
districata per impedire il crollo economico e sociale della
Sicilia.
Questi ultimi anni hanno tracciato una crisi senza precedenti,
nell'ambito privato numerose aziende, in particolare, piccole e
medie imprese hanno cessato le loro attività, dichiarato fallimento
o ridimensionato il personale impiegato. Molti siciliani hanno
perduto il loro lavoro, anche quello precario, e si sono aggiunti
alla folta schiera di coloro i quali non hanno e non trovano
occupazione, giovani, donne e ultra cinquantenni sono le principali
vittime di tale massacro sociale.
Nell'ambito pubblico le politiche di contenimento e riduzione
degli sprechi, per molti versi condizionate da molteplici
circostanze (malfunzionamento del comparto pubblico e aumento
dell'imposizione fiscale tributaria), non sempre hanno raggiunto
gli obiettivi auspicati. La maggior parte degli enti locali,
stretti fra l'esiguità delle risorse a disposizione e i vincoli
imposti dai patti di stabilità, fatica a garantire l'espletamento
dei servizi essenziali ed ha quasi rinunciato ad attuare una
politica di investimenti.
La crisi non concede tregua. I ritardi si accumulano e i processi
di trasformazione della società proseguono incalzanti. Tutto
diventa competizione e le incertezze si pagano a caro prezzo.
La Sicilia ha bisogno di una nuova stagione improntata ad una
buona politica di cambiamento e innovazione che sappia coniugare
efficienza, efficacia e credibilità della classe dirigente,
presupposto indispensabile per riconquistare la fiducia dei
cittadini, un'azione politica e amministrativa concreta fondata su
idee strategiche di sviluppo e rilancio della nostra terra.
Vi è una nuova centralità da cogliere: il Mediterraneo quale luogo
privilegiato del traffico commerciale tra l'Asia in espansione e
l'Europa in regressione. A questi appuntamenti la Sicilia non può
farsi trovare impreparata. E' dentro quest'ambito che la crescita
dell'economia siciliana diventa tappa obbligata di un processo di
rilancio dell'intera economia nazionale e il Mezzogiorno deve
essere protagonista di una nuova occasione di sviluppo per il
Paese.
Rivedere i criteri di utilizzo dei finanziamenti europei e
programmare i nuovi fondi comunitari con modalità che superino
definitivamente le parcellizzazioni e le dispersioni del passato e
concentrino le risorse su alcuni grandi assi strategici in grado di
promuovere sviluppo, crescita occupazionale qualificata,
infrastrutture, istruzione e formazione, ricerca e innovazione.
Fare della concertazione sociale e della programmazione dal
basso il metodo di lavoro insostituibile con il quale promuovere
le azioni da svolgere ed assumere in maniera condivisa le
decisioni. Un percorso nel quale ogni singolo cittadino si sentirà
e sarà protagonista delle scelte da compiersi per innescare il
cambiamento. Mutuando i tratti qualificanti della stagione della
progettazione integrata e negoziata e sviluppando forme stabili di
coinvolgimento partecipativo degli attori imprenditoriali e sociali
nelle scelte da compiere, si potrà agire per il miglioramento
comune.
Pertanto, da questo ne discenderà che sia la rivisitazione dei
programmi ancora oggi in essere, cofinanziati con i fondi
strutturali, quanto i programmi regionali per il futuro periodo di
programmazione saranno caratterizzati dal confronto con tutti i
rappresentanti delle Amministrazioni locali, le forze sociali,
imprenditoriali e del mondo del volontariato.
Qui, di seguito, leggerete la mia proposta, la nostra proposta di
aprire a un'altra Sicilia, nuove aree programmatiche iniziali che,
con il contributo di tutti coloro i quali intenderanno sposare il
partito del fare legale e del cambiamento senza alcun distinguo
di appartenenza, diverranno un programma di Governo finalizzato a
promuovere crescita e occupazione nel breve e nel medio periodo e
avviare un processo di profonda trasformazione della Sicilia in
grado di renderla competitiva nel contesto dei mutamenti globali
nel quale il mondo è impegnato.
La lotta alla mafia non deve essere più lo slogan di una classe
politica che, poi, non sviluppa azioni concrete perché ci vuole una
reale pratica antimafia di governo dell'Amministrazione pubblica
che deve interessare tutti i settori della Regione. Bisogna
cacciare dalla Regione la mafia.
La Regione della rivoluzione, della dignità metterà sotto lo
stesso tetto Istituzioni, volontariato, parti sociali, imprese,
lavoratori, associazioni anti-racket e anti-mafia in un lavoro
straordinario per eliminare ogni forma di criminalità, di
corruzione e di legame con la mafia. Creeremo un osservatorio
antimafia e antiracket che funzionerà da elemento di collegamento
tra l'azione di Governo e l'azione della società. La mafia deve
essere cacciata dagli appalti, dai sub-appalti e dalle forniture.
Occorrerà semplificare l'acquisizione delle informative antimafia
delle imprese attraverso la creazione delle white list delle
imprese che possono lavorare con la pubblica Amministrazione. Le
imprese che denunziano il pizzo e la corruzione, invece di essere
discriminate come molto spesso oggi accade, riceveranno sostegno
pubblico. La formazione del nuovo cittadino non sarà obiettivo solo
della scuola ma in tutta la società, saranno valorizzati progetti
integrati tra istituzioni, scuola, quartieri, chiese ed
associazioni religiose e laiche. Parole come parità non dovranno
più essere vuote, proporremo la legge - già l'abbiamo fatto - per
il doppio voto di genere in tutti gli organismi elettivi delle
donne, la loro presenza in tutte le Giunte comunali, provinciali e
regionali dovrà essere garantita. Ci batteremo contro ogni forma di
discriminazione di varia natura. Sarà una politica per le famiglie
e le persone.
La sanità sarà il punto centrale della dignità, che metterà al
centro i bisogni degli ultimi, si batterà contro ogni
disuguaglianza e valorizzerà le differenze come ricchezza. Ci
batteremo per il lavoro, proporremo percorsi lavorativi per le
persone diversamente abili. Lavoreremo per l'incursione sociale di
tutti abbattendo ogni ghetto ed ogni emarginazione, sposando anche
le battaglie per i diritti civili delle persone. La nuova sanità
metterà al centro la dignità dell'uomo dialogando in alcune parti
con il mondo dell'assistenza e mettendo al centro il concetto di
cittadino piuttosto che quello di paziente, dando prioritariamente
importanza alla prevenzione, curando i malati e seguendoli dopo la
fase di cura. Il mondo del volontariato è al centro di tale
ragionamento poiché, dietro ogni volontario, c'è un non vedente che
vuole vedere, un diversamente abile che vuole camminare, sentire e
partecipare alla vita sociale.
Il nostro punto di riferimento sono i modelli che vengono
dall'Europa, dove con costi più bassi si offrono servizi migliori.
Il personale sanitario deve essere liberato dal giogo politico a
cui è stato sottoposto in questi anni. I dirigenti della Sanità
saranno scelti sulla base dei loro titoli e dei loro curricula
eliminando la discrezionalità della scelta politica.
La rivoluzione della Sicilia offesa viene dal suo territorio,
dalla sua arte e dalla sua natura, che finora è stata legata al
ricatto della mafia e della speculazione.
Autorizzazioni e concessioni entro 90 giorni attraverso le
Conferenze di Servizi permanenti.
Tutti gli attori saranno coinvolti nella concertazione del
bilancio sociale di genere e nelle scelte di indirizzi
programmatici e favorirà il controllo democratico dell'attuazione
dei programmi grazie a confronti diretti dei cittadini. Sarà
favorito il ricorso ai referendum per risolvere questioni decisive
e cruciali per la pubblica Amministrazione. Scuola, lavoro, terzo
settore, turismo, beni culturali, formazione, sanità, rigore della
pubblica Amministrazione, diritti, parità non saranno più slogan ma
patto fondativo di un nuovo rinascimento siciliano.
Gli ATO hanno prodotto disastri enormi e le competenze sulla
gestione dei rifiuti devono passare in forma singola o
associazionistica libera ai comuni. L'acqua è un diritto
fondamentale dell'uomo - in questo senso abbiamo già predisposto
una proposta di legge - e dobbiamo puntare alla gestione pubblica
di tale risorsa. Occorre riaprire il dialogo con i gruppi
industriali dell'isola per rilanciare la politica del lavoro e
della produzione nel rispetto dell'ambiente. Agricoltura, pesca,
trasporti, turismo, artigianato e commercio sono nodi essenziali
della nostra economia.
Nei punti di seguito sono trattate le principali questioni
ritenendo che il programma subirà cambiamenti in virtù dei
contributi che verranno, nei prossimi mesi, nei prossimi anni, dai
parlamentari, dal Parlamento ma anche dai cittadini della società
civile.
L'Amministrazione regionale in questi ultimi anni ha dimostrato il
suo peggiore volto, palesando inefficienza ed inefficacia nelle
attività svolte. Fatti salvi alcuni casi in cui si è riusciti a
creare un'inversione di tendenza che ha permesso di recuperare gap
e cambiare culture e modalità di lavoro, molti cambiamenti dovranno
ancora realizzarsi ed il percorso ancora è lungo.
Non mi sento però come chi, ascoltando la piazza, adesso spari nel
mucchio.
Vanno analizzate le cause di questa situazione per capire dove
intervenire per ripartire e innescare un processo di vero
cambiamento.
L'Amministrazione regionale è il braccio operativo, attraverso il
quale la politica e chi sta al Governo realizza il programma scelto
e condiviso dagli elettori che hanno creduto nelle proposte che
vogliono ridare dignità all'Amministrazione e ai siciliani.
Questa è la finalità che il mio programma intende raggiungere, per
la quale occorre intervenire per rimuovere l'evidente situazione di
stallo in cui oggi versa l'Amministrazione, causata dal
soffocamento di tante risorse positive che non sono state motivate
e valorizzate e persino, a volte, discriminate attraverso il
ricorso esagerato a risorse esterne che alcune volte non hanno
avuto i titoli e le competenze del personale interno.
Innanzitutto la struttura amministrativa dovrà essere funzionale
agli obiettivi; è necessario e urgente intervenire per avere
un'Amministrazione più snella e meno costosa.
Un'Amministrazione al servizio del cittadino e dell'impresa, il
costo del suo funzionamento si giustifica solo se esso si traduce
in un beneficio per la collettività.
Diversi studi hanno dimostrato che negli Stati ove il comparto
pubblico è particolarmente efficiente, questo ha effetti positivi
per il cittadino. Si deve tendere, quindi, ad una nuova politica
volta alla specializzazione e alla valorizzazione delle risorse
umane interne. Occorre prendere coscienza che per un cambiamento
dell'Amministrazione la sua azione va reindirizzata secondo i
princìpi del codice etico del pubblico dipendente , che
rappresenterà il nuovo punto di partenza: legalità, trasparenza,
eliminazione della corruzione e delle incompatibilità a qualsiasi
livello.
Questi i principi che devono guidare l'attività della pubblica
Amministrazione.
La nuova parola d'ordine dovrà essere meritocrazia .
Chiederemo impegno, senza distinzione di ruolo e di grado,
proporremo contratti stabili che prevedano chiari percorsi di
carriera, compiti e funzioni che ridiano dignità e motivazione al
pubblico dipendente. Questi affronterà la sua vita lavorativa
supportata e motivata da un'Amministrazione che vuole investire,
formando e specializzando le proprie risorse umane secondo una
strategia precisa e condivisa e che supporterà il suo personale
nella battaglia verso la legalità.
Basta con il ricorso al personale esterno, a questi si potrà fare
ricorso solo per i profili altamente specializzati e solamente dopo
la verifica all'interno dell'Amministrazione. In ultimo, la
questione della Dirigenza apicale che ha causato, nel recente
passato, non poche disfunzioni e rallentamenti alla attività degli
Assessorati. Faccio riferimento all'aspetto legato alla loro
contrattualizzazione.
Proporremo norme in base alla quale i dirigenti generali non
saranno più contrattualizzati dagli organi politici, la loro nomina
avverrà sulla base delle loro reali competenze rispetto alla
funzione loro assegnata - é chiaro che questo sarà un progetto che
verrà portato in Aula, ma nelle more noi dobbiamo nominare i
direttori generali per non paralizzare l'attività del Governo -, la
loro attività sarà oggetto di una valutazione annuale esterna e
indipendente e la riconferma dipenderà dal raggiungimento degli
obiettivi assegnati e raggiunti.
Questo servirà a sancire un netto distacco tra il ruolo
amministrativo e quello politico, consentendo così, a chi guiderà i
rami dell'Amministrazione, la continuità amministrativa necessaria
per evitare ritardi, blocchi e disfunzioni che hanno caratterizzato
fino ad oggi l'Amministrazione regionale.
Proponiamo una burocrazia snella ed efficiente, ragioneremo
nell'ottica del miglioramento e dell'efficienza e ciò implica
riorganizzare un'Amministrazione al passo con i tempi, che sappia
avvantaggiarsi delle tecnologie disponibili per ridurre la
burocrazia e i costi che essa comporta.
La digitalizzazione dei servizi, l'informatizzazione delle
procedure e la messa in rete degli uffici saranno gli strumenti ai
quali fare ricorso per accelerare l'attività amministrativa e al
contempo renderla più trasparente. Si potranno colmare i diversi
gap per avviare una più ampia diffusione della rivoluzione digitale
della pubblica Amministrazione. Avviare una fase di approfondimento
sul contesto regionale per declinare gli indirizzi e gli obiettivi
dell'Agenda Digitale europea e di quella italiana secondo le
specificità del nostro territorio. Una sorta di vera e propria
Agenda Digitale regionale che, orientata ai traguardi fissati
dall'Agenzia Europea, individui aree prioritarie di intervento per
indirizzare e sostenere al meglio la crescita dell'innovazione
digitale in Sicilia.
Per facilitare tale processo occorrerà rivedere la legislazione di
settore al fine di ridurre il numero delle norme e dei passaggi
amministrativi oggi previsti in ogni iter burocratico finalizzato a
debellare definitivamente il rischio di qualsiasi condizionamento
esterno, non riconducibile al rispetto della legalità e della
trasparenza.
In tale direzione intenderemo ridare il ruolo che merita
all'istituto della Conferenza dei servizi, nata con l'obiettivo di
snellire per ottenere in poco tempo autorizzazioni e che invece,
per l'uso distorto, ha rappresentato un ulteriore ostacolo.
Intendiamo, nel più breve tempo possibile, proporre un disegno di
legge con il quale snellire la normativa regionale, apportare
necessarie modifiche alla struttura amministrativa continuando con
l'accorpamento di alcuni assessorati e di taluni dipartimenti,
trasferendo e razionalizzando compiti e funzioni anche presso gli
enti locali.
Agricoltura di qualità. Il rilancio dell'agricoltura per una
regione che è stata il granaio d'Italia è passaggio fondamentale
per il prossimo programma di governo. Abbiamo assistito negli
ultimi anni al deprezzamento dei prodotti siciliani che potrebbe
essere causa di un inizio lento, ma progressivo, di abbandono delle
coltivazioni. E' indispensabile, e questo sarà previsto e
consentito nella futura programmazione comunitaria, fornire quel
reale sostegno agli imprenditori agricoli che, attraverso attività
collaterali, potranno coprire i costi derivanti dalla produzione
agricola. Parallelamente bisognerà puntare al biologico per
ottenere dei prodotti che consentiranno l'ottenimento dei marchi di
qualità. Il riaffermarsi del prodotto siciliano sui mercati dovrà
essere un obiettivo primario, bisognerà comunque che vi sia anche
un cambio di mentalità e di cultura. Occorrerà anche consorziarsi
per garantire produzioni e al contempo contenimento dei costi che
verranno suddivisi su più soggetti al fine di potere più facilmente
essere presenti sui mercati.
Sotto questo aspetto bisognerà, con la collaborazione e la
condivisione del mondo agricolo, compiere delle scelte e delle
conseguenti missioni per affacciarsi ai mercati stranieri dove il
nostro prodotto (quello di qualità, dunque di nicchia), rimane
ancora oggi fortemente apprezzato. Si dovrà puntare
all'incentivazione del turismo eno-gastronomico, non fermandosi
alle semplici sagre popolari, volano quest'ultimo che consentirebbe
altra fonte di reddito per gli imprenditori agricoli.
In ultimo i giovani, l'educazione e la formazione ai prodotti
della terra, ai metodi di coltivazione e produzione consentirebbe
quel salto culturale ed il conseguente riavvicinamento della gente
al modo agricolo con maggiore consapevolezza.
E' indubbio che per compiere tale azione l'Amministrazione
regionale dovrà ritornare a svolgere quel ruolo di accompagnamento
e supporto all'imprenditore agricolo attraverso una
riorganizzazione del sistema agricoltura finalizzata alla
razionalizzazione di tutti gli enti ed uffici che si occupano della
materia.
Impresa e sviluppo locale. Bisogna attuare un politica moderna di
attrazione di investimenti esterni, in particolare stranieri, che
si fondi al contempo su un'efficace azione di contrasto nei
confronti della criminalità organizzata e delle varie forme di
illegalità diffusa e che miri a promuovere un'immagine della
Sicilia come regione laboriosa, onesta e accogliente.
Favorire la nascita e il rilancio di piccole e medie imprese, che
sono il motore dell'economia siciliana, mediante politiche di
incentivazione fiscale e di agevolazioni economiche e con
iniziative dirette a promuovere condizioni stimolanti di accesso al
credito sia potenziando lo strumento dei consorzi fidi, sia
convenzionando istituti bancari propensi a investire in una nuova
Sicilia, sia potenziando l'attività della finanziaria regionale.
Bisognerà intraprendere un confronto con il sistema bancario per
affrontare le questioni riguardanti il costo del denaro per il
mondo imprenditoriale ed eventualmente studiare la possibilità di
una moratoria per aiutare le imprese che si trovano in difficoltà
di liquidità e pertanto non in grado, nel breve periodo, di far
fronte agli impegni assunti. Bisognerà intervenire per facilitare
il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione per dare
certezza ai bilanci delle imprese creditrici anche con strumenti
finanziari innovativi.
Rivedere il sistema degli aiuti alle imprese in grado di
rispondere realmente alle esigenze prevedendo due soli strumenti:
credito d'imposta come strumento di semplificazione e accelerazione
per le imprese adeguatamente capitalizzate o in attività; un regime
di aiuto de minimis per le imprese di nuova costituzione e le
microimprese in genere, secondo quanto previsto dalla normativa
europea.
Dare concreta e fattiva attuazione in tutto il territorio
regionale al SUAP, sportello unico attività produttive.
Rivedere la strategia e l'organizzazione delle aree produttive
nelle loro diverse forme, prevedendo la creazione di una banca dati
regionale che dia le risposte necessarie ad orientare le scelte
relative sia al mercato interno quanto all'attrazione di nuovi
investimenti.
Questo significherà immaginare una nuova strategia regionale
industriale capace di creare lavoro e occupazione partendo dalle
realtà e dalle vocazioni dei diversi territori non snaturandoli, ma
indirizzando gli attori a compiere scelte sensate dal punto di
vista della reale utilità e fattibilità degli investimenti.
Cercare attraverso idonei strumenti di attrarre nella nostra terra
nuove iniziative industriali che diano, comunque, la garanzia di
continuità temporale e che non finiscano per creare disoccupazione
e povertà per come è avvenuto sino ad oggi.
Va aperta una vertenza verso le aziende che operano nei grandi
poli industriali, per ricondurle verso una politica industriale più
rispettosa dell'ambiente, senza per questo demonizzare le
produzioni industriali né idealizzarle.
Altra questione sarà quella di affrontare in maniera concreta il
problema degli autotrasportatori. Nelle province dedite a tale
vocazione va costituito un nuovo polo tecnologico (tecnologie
avanzate e green economy).
Va sicuramente ripresa la questione con il Governo nazionale e
l'Unione Europea riguardante la costituzione delle zone franche
urbane , ma questa è superata perché l'abbiamo già fatta.
A questa nuova visone di sviluppo dovrà accompagnarsi una
riorganizzazione dell'amministrazione pubblica snella e tempestiva
nelle risposte.
Lo sviluppo del territorio non può essere osteggiato dalle
lentezze burocratiche.
Infrastrutture e trasporti. Il sistema dei trasporti della Regione
siciliana presente indubbie criticità, tali da limitare lo sviluppo
economico e sociale dell'Isola.
Occorre, pertanto, porre in atto una strategia di potenziamento ed
ottimizzazione che miri ad un duplice obiettivo: il sostegno allo
sviluppo del mondo imprenditoriale, da un lato, per accrescere la
competitività del sistema produttivo e trasportistico regionale; il
miglioramento della qualità della vita dei cittadini, dall'altro,
per sostenere il riequilibrio e l'organizzazione del territorio
siciliano.
Si tratta, dunque di potenziare il trasporto marittimo e
riorganizzare il sistema ferroviario.
Siccome su questa parte siamo già intervenuti con la
programmazione europea, provvedendo a prevedere il finanziamento
per i porti che chiedevano interventi, che sono tutti quelli che
l'hanno chiesto, per intenderci, più abbiamo finanziato dove
avevamo progetti esecutivi per quanto riguarda il sistema
ferroviario, ne parlavo prima, sia per la Nord-Sud, sia per la
parte che riguarda il ragusano, sia per la parte di Comiso;
l'ultima parte che stiamo definendo è quella relativa al sistema
ferroviario.
Mi sono incontrato la settimana scorsa con il ministro Barca ed il
presidente Moretti delle Ferrovie dello Stato, abbiamo concluso un
accordo di massima, che vi estrapolo qui, che è basato sull'idea di
collegare prioritariamente, mettere in rete le grandi aree
metropolitane, puntando sull'alta velocità, perché è chiaro che se
non mettiamo in collegamenti rapidi Messina, Catania, Palermo,
attraverso l'alta velocità non riusciamo assolutamente a risolvere
i nodi regionali. Insieme a questo l'asse ferroviario Nord-Sud, che
dovrebbe collegare Castelbuono con Santo Stefano, con Enna e, poi,
alcuni elementi di potenziamento che dovranno riguardare
soprattutto l'area aeroportuale di Trapani e l'area aeroportuale di
Siracusa.
Su questi assi che ci sembrano prioritari, compresa la litoranea
Sud, e credo che nei prossimi anni già stiamo prevedendo le
risorse, già le abbiamo previste per le autostrade, e faremo anche
l'accordo di programma per le ferrovie entro la fine di gennaio
prossimo.
Quindi, ometto la lettura del discorso dei trasporti perché
ampiamente superato dalla programmazione che ci diamo.
TURISMO E BENI CULTURALI
La Sicilia è una terra di forti contrasti, la terra dei più grandi
autori contemporanei, da Pirandello a Camilleri, la terra che ha
conosciuto le più grandi dominazioni straniere - greci, arabi,
normanni -, la terra ove la cultura rappresenta una delle più
grandi risorse ospitando un patrimonio notevole di beni dichiarati
patrimonio mondiale dell'umanità da parte dell'Unesco, la terra che
possiede un vastissimo patrimonio naturalistico, archeologico. Una
terra capace di esprimere esperienze come quella di Gibellina o
della Fiumara D'arte.
Nonostante le ricchezze del nostro territorio il turismo non
riesce a diventare la fonte primaria di crescita economica ed
occupazionale.
I beni culturali devono diventare risorse capaci di produrre
ricchezza e reddito in Sicilia, come avviene in tanti altri Paesi e
ritornare ad essere vissuti da tutti i cittadini.
Ed anche qui abbiamo una serie di cose che dobbiamo registrare,
purtroppo, perché negli anni passati per esempio si è provveduto a
dare in gestione i servizi aggiuntivi dei beni culturali
esternalizzandoli ed il risultato è che la Mercadante secondo
l'inchiesta della Magistratura, dovrebbe dare 19 milioni di euro,
che non ha mai dato, alla Pubblica amministrazione e, invece, già
dai primi calcoli che abbiamo fatto non sono 19 milioni di euro,
per cui presenteremo una prossima denuncia, in questi giorni,
all'Autorità giudiziaria perché, in realtà, sono circa 40 milioni
di euro.
Ora, voi immaginate ciò che doveva diventare, quando parliamo
delle esternalizzazioni, delle privatizzazioni , elemento di
ricchezza, in Sicilia, diventa sempre elemento di spreco.
Allora, dobbiamo cominciare a fare un ragionamento intorno alla
vera valorizzazione dei beni culturali. Anche qui, con umiltà,
pongo un punto di riflessione su un tema che credo dovremo
dibattere insieme, cioé come arrivare a quelle esternalizzazioni
positive, tenendo presente che abbiamo criticità importanti, ad
esempio le terme di Acireale sono ferme da anni in mano alla
Regione siciliana. Un processo lì di esternalizzazione può essere
produttivo? Io penso proprio di sì. Però, lì dobbiamo ragionare su
come, dove, quando e in che condizioni lo facciamo.
Però dobbiamo lavorare
E, quando parliamo, quindi, di apporto dei privati, dobbiamo
tenere presente che questo apporto dei privati non potrà continuare
ad essere quello che è stato negli ultimi anni, dove le passività
sono pubbliche ed i profitti sono sempre privati.
Ciò non può continuare ad avvenire, perché dovranno essere anche
pubblici i profitti e dobbiamo, soprattutto, essere in grado di
accertare certamente quali sono i profitti che si determinano,
perché non credo che, per esempio, sarebbe stato così difficile
prevedere ingressi automatizzati, con i pannelli automatici, che
danno l'accesso, eccetera, ma insomma, si sono preferiti vecchi
sistemi (la biglietteria) superati in tutta l'Europa.
FORMAZIONE PROFESSIONALE
Vogliamo una formazione professionale che non sia più occasione di
sprechi, ma che si leghi, invece, al mondo dell'Università, della
scuola, della ricerca, al mondo vero del volontariato. Penso, per
esempio, a quanto di splendido fatto da istituzioni come quelle dei
salesiani, che si leghi alla ricerca, ad una collaborazione con le
aziende.
Sicuramente non possiamo assistere ad una formazione professionale
dove spesso non si ha prontezza nemmeno sul numero certo degli
alunni, se gli alunni sono ripetuti nei vari corsi, se gli
insegnanti sono ripetuti nei vari corsi, se i locali che ospitano
dei corsi sono sempre gli stessi, se vengono pagati due, tre corsi,
magari contemporaneamente, oppure, come è accaduto recentemente,
dove abbiamo scoperto che ci sono stati dipendenti che si fanno
versare i soldi nei loro conti correnti, invece, di pagare le
aziende di formazione.
Quindi, è chiaro che anche qui vorremo il vostro aiuto, il vostro
soccorso, perché è chiaro che lì non vogliamo fare macelleria
sociale , nel senso che teniamo presente che lì ci sono tanti
operatori della formazione.
Però, dobbiamo fare in modo che anche lì non tutto venga
artificiosamente moltiplicato, perché una cosa sono i formatori
stabili, che hanno contratto a tempo indeterminato, altra cosa sono
i formatori che vengono chiamati occasionalmente. Ma, se un
formatore lo considero stabile, allora, perché non stabilizziamo
anche i criteri di pagamento? Perché dovrebbe essere pagato 120
euro l'ora e non quanto viene pagato un insegnante della scuola,
per esempio? E perché non deve avere gli stessi titoli che ha un
insegnante della scuola e può essere chiunque?
Allora, su tutto questo cominciamo. E perché, quando facciamo
nuove assunzioni, lì non possono essere assunti dalle liste dei
precari della scuola? E perché non bisogna eliminare ogni
discrezionalità nelle modalità di assunzione, rischiando di fare
diventare tutto questo elemento di clientele, invece, che di
giustizia sociale?
Quindi, nessuno vuole mettere al macero le esperienze sociali che
ci sono dietro la formazione, ma, sicuramente, alcuni criteri di
riduzione di costi, di razionalizzazione dei costi e di
valorizzazione delle esperienze che valgono e di cancellazione di
quelle che non servono assolutamente a nulla vanno fatte ed un
criterio anche di regole che rispecchino i diritti anche dei
lavoratori può avvenire, per esempio, dove c'è un'azienda che ha
ricevuto nel 2012 20 milioni di euro solo per pagare i lavoratori e
l'altro giorno i lavoratori sono venuti a protestare
all'Assessorato della formazione perché nell'ultimo anno non
avevano ricevuto un centesimo, quando quei 20 milioni erano stati
dati a quella azienda solo di formazione o solo per pagare i
lavoratori
Diciamo che sono accadute cose strane. Quindi, anche su questo
vorremmo invitare i lavoratori a non farsi strumentalizzare perché
il Governo tutelerà i lavoratori della formazione e lo farà con
fermezza ma con altrettanta fermezza eliminerà il malaffare ed il
privilegio che ci sta dietro.
I lavoratori possono essere salvati in tanti modi anche, per
esempio, facendo organizzare i corsi all'Università; l'Università
organizza un corso, i lavoratori che lavoravano in un ente di
formazione hanno un contratto con l'Università non è che non
lavorano, qualcuno perde i privilegi ma anche lì tutto ciò dovrà
incontrarsi con i criteri di incompatibilità.
Diciamo che riteniamo completamente inopportuno, sia pure fino ad
oggi consentito dalle norme di legge, che parenti di
amministratori, di assessori, di deputati, di dirigenti, o quando
non sono essi stessi titolari di benefici, debbano gestire gran
parte del sistema della formazione in Sicilia.
Credo che il problema si ponga ampiamente e la necessità di
riformare tutto questo credo che sia anche una necessità di questo
Parlamento e di questo Governo che non vogliono più essere visti
dai cittadini con sospetto, come chissà quali interessi debbano
avere. La moglie di Cesare deve essere più severa di tutte le altre
mogli, qualcuno diceva. E, allora, chi decide di fare prioritaria
la scelta dell'impegno politico, credo che abbia il dovere di
sciogliere tutte le incompatibilità ed in questo campo ce ne sono
tante, ma tante, ma tante.
AMBIENTE E TERRITORIO, ENERGIA E RIFIUTI.
Soddisfare i bisogni attuali senza compromettere le generazioni
future, in estrema sintesi concetto di sviluppo sostenibile che
dovrà attraversare, anche qui cerco di abbreviare così finiamo.
Per quanto riguarda i rifiuti abbiamo già presentato questa norma,
come sapete, spero che si capisca, ebbene, è urgentissimo approvare
tale norma entro il 31 di dicembre altrimenti i lavoratori degli
ATO rimarranno persino senza stipendi e salari, quindi c'è
un'emergenza sociale però, in questa emergenza sociale abbiamo
inserito i criteri dell'economicità prevedendo che questi possano
essere gestiti, relativamente alla raccolta, dai comuni.
Noi vogliamo sviluppare molto la green economia , quindi le
energie che nascono verdi e avviare anche, pensavamo ad una
Silicon Valley delle nuove tecnologie che dovrebbe avere come
punto anche delle green tecnologies , che dovrebbe avere come
punto un'area dove esiste già una forza lavoro molto predisposta
che è tra Catania ed Enna e lì potremmo, a mio avviso, trovare
anche già aziende che operano nel settore, con le quali si
potrebbero cominciare a fare delle riflessioni ma anche necessarie
risorse; dobbiamo sviluppare l'uso del fotovoltaico, aumentare le
ricerche per altri settori come, per esempio, quelle delle correnti
marine, delle maree, eccetera, che potrebbero essere anche settori
di produzione dell'energia senza impatto ambientale.
Dobbiamo pensare anche al programma dei rifiuti che diventano
risorsa, non costo, sulla famiglia e sul welfare intendiamo fare
grossi investimenti, ma credo di averne parlato prima.
BILANCIO.
Il bilancio provvisorio che vi sarà presentato è un bilancio in
cui ci sono dei tagli e qui dobbiamo essere leali e sinceri tutti
perché, se si sono prodotti 5 miliardi di deficit negli ultimi
anni, questo sicuramente non è che lo si fa in un anno, in due
anni, significa che questa Regione spende più di quanto incassa.
Ora, il meccanismo va interrotto. Credo che se volessimo essere
coerenti con rigore, la previsione di spesa di quest'anno non
dovrebbe superare le uscite di cassa che abbiamo avuto nel 2012.
Per un motivo estremamente semplice: non possiamo solo guardare
alla capacità di competenza, di indebitamento che la Regione ha,
poi dobbiamo anche guardare i patti di stabilità, quello che
possiamo spendere. E se impegniamo più di ciò che possiamo pagare,
produciamo una situazione paradossale in cui i fornitori non
riusciamo mai a pagarli in tempo, così come è avvenuto in questi
ultimi anni che ha determinato la crisi delle imprese siciliane. E'
stato uno dei fattori della crisi delle imprese siciliane. E
creiamo anche i presupposti per altro deficit, altro indebitamento.
Questo circuito negativo, viziato va interrotto. Per cui nel nuovo
bilancio, ne parleremo successivamente quando la manovra arriverà
in Aula, lo stiamo definendo in questi giorni, noi prevediamo un
miliardo di riduzione della spesa rispetto all'anno scorso e
questo, se consentite, ci dà anche credibilità; ci dà credibilità
rispetto all'Europa, ci dà credibilità rispetto al Governo, ci dà
credibilità rispetto ai mercati, ci consente di cominciare a dire
che c'è una Regione che elimina gli sprechi.
L'eliminazione della spesa non riguarderà affatto lo stato sociale
che viene mantenuto, naturalmente ipotizziamo la possibilità che
una parte del precariato possa diventare produttivo per non
incidere in modo assolutamente negativo sulla spesa pubblica. Però,
ciò significa che, invece, di fare ipotesi di eliminazione del
precariato, che avrebbero effetti sociali devastanti, significa
che, invece, facciamo un'azione di recupero del precariato. Anche
lì eliminazione di ciò che non serve, che non è necessario, enti
inutili, spesa inutile. E, invece, puntare alla spesa per creare
lavoro, sviluppo e solidarietà sociale: scuole, formazione
rivisitata, troppi soldi per la formazione, vanno razionalizzati,
vanno utilizzati in modo efficiente.
Questo, in sintesi, ciò che si può dire all'interno di un
ragionamento programmatico. E' chiaro che non vuole essere
esaustivo e soprattutto non vuole essere immobile. Vuole essere una
base di partenza per un dialogo che mi auguro corretto con il
Parlamento, fra l'altro ho apprezzato anche l'intesa istituzionale
ampia che si è verificata in occasione delle elezioni degli
incarichi parlamentari. Sicuramente l'avrei voluta più ampia
ancora, mi sarebbe sicuramente piaciuto che tutte le formazioni
politiche presenti in Aula fossero state rappresentate come in una
realtà democratica si fa. Perché una cosa è il Parlamento e una
cosa è il Governo. Ciò, purtroppo, non è accaduto, diciamo che è
stato un allargamento istituzionale un po' zoppicante. Spero che in
corso d'opera si possa recuperare tutti, con un confronto leale fra
Governo e Parlamento che possa vedere un giudizio sugli atti e
sulle cose e non un pregiudizio sulla base delle logiche di
schieramento.
Per quel che ci riguarda, il Governo vuole collaborare con tutti,
chiaramente nella distinzione dei ruoli, c'è chi sostiene
organicamente il Governo, c'è chi giustamente ne vuole stare
all'opposizione, chi lo vuole fare in modo più distaccato, chi lo
vuole fare in modo più forte. Credo che tutte le posizioni
politiche abbiano diritto, abbiano legittimità e vadano rispettate.
Con questo rispetto - che ci sarà sicuramente da parte del Governo
- vogliamo costruire, però, un confronto positivo per quanto
riguarda la realizzazione concreta delle cose, le riforme che
dobbiamo portare avanti e credo che, poi, non siano né del Governo
né di questa o quella forza politica, ma saranno il frutto del
lavoro che faremo tutti quanti noi per il bene della Sicilia e,
consentitemi, anche per l'immagine della Sicilia, di una terra che
è stata vista, purtroppo, come negli ultimi anni, in modo
fortemente negativo, cosa alla quale ci dobbiamo ribellare, perché
quando avvengono determinate cose in Lombardia vengono dette in un
certo modo, quando avvengono in Sicilia, vengono dette in un altro.
Però, dobbiamo metterci in regola, perché quando ci metteremo in
regola avremo il diritto anche di alzare la voce contro questi
elementi discriminatori, a volte esasperati, esagerati che si
ergono contro la Sicilia.
La difesa e l'autonomia come elemento fondamentale del programma
di Governo, la valorizzazione della stessa, un'autonomia che deve
diventare però produttiva, democratica, forte, che si libera della
corruzione, della mafia, dell'inefficienza e che diventa, invece,
fattore di sviluppo come crediamo debba essere e, se permettete,
anche fattore di orgoglio, un'autonomia che sicuramente non
vogliamo svendere a nessuno ma che difenderemo a denti stretti.
Regione
Presidenza del presidente Ardizzone
(Applausi)
PRESIDENTE. Grazie Presidente. Così come concordato nella
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, si era deciso
che a seguito delle dichiarazioni programmatiche da parte del
presidente Crocetta sarebbe seguito un dibattito.
Hanno chiesto di parlare tutti i gruppi. Per ogni gruppo si sono
stabiliti cinque minuti, chiaramente non saremo fiscali, facciamo
appello, però, al buon senso di chi interviene.
Partendo dai Gruppi di minore consistenza numerica, quindi dal
gruppo Misto, poi la particolarità è che abbiamo cinque gruppi di
cinque parlamentari, quindi venticinque parlamentari suddivisi su
cinque gruppi e, poi, a seguire il Partito dei Siciliani, il PDL,
UDC, Movimento Cinque Stelle e PD.
Partiamo dal gruppo con minore consistenza numerica.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Fazio, appartenente al Gruppo
Misto. Siccome ho fatto appello al buon senso, chiedo che
intervenga per due minuti, magari recupererà successivamente i tre
minuti a disposizione il successivo deputato che interverrà.
FAZIO. Signor Presidente, signor Governatore, normalmente mi
attengo alle regole, anzi rimango entro i termini.
Signor Presidente, abbiamo ascoltato, ovviamente, le linee
programmatiche. Non le nascondo che mi sarei aspettato,
sicuramente, un po' di più perché credo che la campagna elettorale
sia finita e dobbiamo cercare di guardare i tanti problemi
irrisolti che sono presenti nel territorio siciliano e,
possibilmente, affrontarli in maniera concreta, senza quelle
dichiarazioni di principi che sicuramente sono interessanti, per
certi versi condivisibili, ma credo che la situazione in cui versa
la Sicilia ed i siciliani necessiti quella collaborazione che lei
auspica con il Parlamento siciliano e che sicuramente lo stesso
Parlamento siciliano non farà mancare.
Ho ascoltato con molta attenzione i temi da lei trattati, speravo
sicuramente che ci fosse un maggiore riferimento su alcune riforme
estremamente importanti e fondamentali che la Sicilia auspica da
tantissimo tempo.
L'iniziativa sui rifiuti, sicuramente, è lodevole ed è un grosso
passo avanti, ma credo che tantissime altre iniziative, nei
prossimi giorni, nei prossimi mesi, debbano essere portate avanti.
Mi riferisco in primis, se lei vuole raggiungere l'obiettivo che
sicuramente determinerà un risparmio notevolissimo, è di rendere
più efficiente la Pubblica amministrazione.
Comprendo che non sia facile, non sia semplice però, mi piace
ricordare che forse giacciono qui in Assemblea alcuni disegni,
anche del precedente Governo, che a mio avviso possano essere presi
in considerazione per essere ampliati, modificati ed adeguati.
Bisogna intervenire con la massima tempestività.
Un'altra riforma, sicuramente che la Sicilia auspica, attende da
anni, è la materia urbanistica. E perché una riforma sugli enti
locali? Un'altra economia che sicuramente si potrebbe raggiungere,
tenuto conto del dispendio che la Pubblica amministrazione, in
questo momento, sopporta sul fatto di una semplice modifica del
territorio dei comuni, dell'accorpamento e perché no della fusione,
comprendo che dal basso è estremamente difficile raggiungere questo
obiettivo, ma dobbiamo guardare all'efficienza e soprattutto
all'economicità, non possiamo solo riempirci la bocca e, poi,
sostanzialmente lasciare stare le cose così come effettivamente
sono andate per tanti anni e forse per troppi anni.
Siccome sono una persona che mantiene ciò che dice, la ringrazio,
per quello che mi riguarda, il Gruppo che rappresento andrò ad
esaminare attentamente ogni iniziativa, così come d'altronde ho
già fatto, dando il mio contributo laddove, in qualche modo, questo
possa essere ritenuto positivo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Fazio.
E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci della Lista Musumeci.
Interviene uno per gruppo.
Chiedo all'onorevole Cracolici di accomodarsi al suo posto perché
sarebbe un cattivo esempio proprio da un uomo di esperienza come
lei.
CRACOLICI. Mi devo mettere dietro la lavagna
PRESIDENTE. Dove vuole lei, basti che sia seduto.
Invito gli onorevoli Cascio e Fontana a prendere posto.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Musumeci.
MUSUMECI. Signor Presidente del Parlamento, signor Presidente
della Regione, colleghi deputati, non ho difficoltà a nascondere
l'emozione che accompagna questo mio esordio in un'Aula le cui
mura trasudano la storia di un millennio, e tra i banchi che hanno
visto testimoni attoniti ed inerti battaglie appassionate, scontri
particolarmente animati fra protagonisti, alcuni dei quali sono
stati assunti alla storia d'Italia.
Questo mio esordio coincide con quello che ritenevo il momento più
solenne dell'avvio della legislatura e, invece, devo confessare
tutta la mia delusione.
Signor presidente Crocetta lo dico con tutto il rispetto che devo
al suo ruolo, se mi consente più che alla sua persona, per ciò che
lei ha detto stamattina e per ciò che lei ha detto e fatto nelle
settimane scorse, lei mi sembra un personaggio scappato dalle
pagine di un libro di Pirandello, ecco, difficile poterla
incasellare con una definizione che possa essere pertinente, che
so, riesce ad essere contemporaneamente un Sanculotto Giacobino
ed un consumato Doroteo ; lo dico con serenità, naturalmente, e lei
mi consentirà il paragone perché credo che questa Assemblea, questo
Parlamento, oggi, avrebbe meritato qualcosa di più della bistratta,
svogliata, disordinata lettura di un programma elettorale smorto,
questa Assemblea avrebbe meritato considerazioni serrate, ecco, mi
è sembrato un atto più dovuto che voluto, e dopo due mesi dal suo
insediamento, credo che lei sia già in possesso di elementi che
avrebbero consentito di rimpolpare la relazione, di adeguarla, non
soltanto nella coniugazione dei verbi al futuro o al passato, ma
nella capacità cioè di indicare a questo Parlamento quali sono le
priorità del suo Governo, quali sono le modifiche agli strumenti
contabili che lei avrebbe voluto apportare.
Quale tipo di politica sociale vuole lasciare inalterata?
Quale riforma della Pubblica amministrazione?
Quale sorte per le Province, per esempio, che attendono di sapere
se debbono essere affidate alla cruda, grigia, monotona, fredda
logica di un commissario o, invece, consegnata alla loro essenziale
funzione di enti cerniera fra la polverizzazione dei comuni e
l'esasperata tentazione centralista della Regione?
Io credo che avremmo potuto, come Parlamento, meritare di più e,
invece, ci siamo limitati ancora alla pratica degli annunci, signor
Presidente che, attenzione, rischiano di abbassare la
consapevolezza dei cittadini, dei siciliani, sulle sfide gravi e
difficili che ci attendono.
E, allora, mi consenta qualche suggerimento: si affidi, ormai, ad
affrontare i nodi strutturali di questa Regione, che sono tanti, e
che attendono iniziative efficaci e concrete; si liberi dalla fobia
dell'inciucio col centrodestra che è stato il suo costante
riferimento in queste settimane per quello che ha detto la Stampa;
non confonda le intese istituzionali con gli inciuci e lei, oggi,
ha avuto l'ardire di esaltare le intese istituzionali quando lei le
ha condannate, quando lei ha puntato l'indice su quelle intese che,
fatte alla vigilia e, perciò, alla luce del sole e perciò aperte e
perciò di alto valore istituzionale perché vedevano nella
formazione dell'Ufficio di Presidenza il concorso delle forze di
maggioranza e di opposizione, lei ha voluto condannare quel tipo di
accordo istituzionale perché non avrebbe voluto nessuna intesa con
il centrodestra.
Si rassegni, Presidente, il centrodestra non cerca inciuci, il
centrodestra farà quello che i siciliani hanno voluto, lei
governerà, noi controlleremo, faremo il nostro dovere, l'Ufficio di
Presidenza doveva essere espresso da una intesa istituzionale per
dare un segnale forte a quest'Aula nella quale finora l'unico
inciucio porta la sua firma, fino a prova contraria, perché
portato avanti senza accordo palese e attraverso intese che
appartengono certamente alla peggiore politica.
E, allora, nel concludere, noi non vogliamo mettere assolutamente
in difficoltà questo Governo, non ci interessa sapere quanti siano
gli assessori in odore di cuffarismo inteso nel senso di
frequentazione o di richiamo culturale all'esperienza del
presidente della Regione Cuffaro, al quale va tutta la nostra
considerazione per la grande dignità con la quale sta pagando i
suoi errori; non ci interessa sapere se sono due o tre i suoi
assessori cuffariani; non ci interessa sapere se un suo assessore
dice di voler trasformare la Sicilia in una sorte di base per le
centrali nucleari; non ci interessa sapere se un altro assessore
dice che vuol continuare a lavorare restando a Ginevra; non ci
interessa sapere se un altro assessore dice che preferisce
dialogare con un gruppo piuttosto che con l'altro, cioè con l'UDC,
perché non lo ritiene all'altezza del compito.
Noi riteniamo che la sua maggioranza non abbia rischi da correre,
perché è una maggioranza che può contare almeno su cinquantasette
deputati, anche se è difficile capire come l'allargamento sia
potuto avvenire non in Aula - nella sua sede naturale - dove si
determinano le convergenze sulla scorta di condivisioni
istituzionali e programmatiche, ma attorno ad un tavolo, nella
vicina mensa del Parlamento, cosa strana, esattamente come si fa
quando si raccontano barzellette agli amici davanti ad un buon
grappino.
Stia tranquillo, onorevole Presidente, noi la vogliamo vedere
all'opera, l'ha voluta la bicicletta, bene, adesso pedali, non le
lasceremo tregua, non le lasceremo tregua, pedali, pedali, lei
dovrà lavorare per la Sicilia e noi saremo qui a sostenerla ogni
qualvolta lei porterà in Aula provvedimenti che riterremo giusti,
utili, al progresso e alla crescita di questa nostra terra.
Lo faremo nel nostro ruolo di opposizione, senza tregua, senza
indulgenza e senza accordi sotto banco. Non alimentiamo illusioni,
ce lo lasci dire, non alimentiamo alcuna illusione sulle capacità
di questo Governo di potere dare risposte serie e concrete.
Ma con la serenità dei credenti, alla vigilia del Natale,
vorremmo alimentare la speranza che tutti assieme, ognuno nel
rispetto del proprio ruolo, si possa alimentare la fiamma per
restituire ai siciliani il diritto alla speranza.
(Applausi dai banchi di destra)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente
della Regione, assessori, onorevoli colleghi, noi non ci
aspettavamo che lei risolvesse tutti i problemi della Sicilia, in
così poco tempo. Questo glielo dico con grande chiarezza. Noi non
ci aspettavamo neanche di partecipare ad una seduta d'Aula il
giorno 24 di dicembre, ed io la prego di pedalare di meno. Si deve
tranquillizzare perché altrimenti avremo difficoltà a venirle
dietro, perché è troppo accelerato. Comprendiamo che non guarda né
il Natale, né il Capodanno, già il nostro Presidente dell'Assemblea
ci ha comunicato di rimanere tutti in sede, quindi, la prego di non
ascoltare in questo senso l'intervento dell'onorevole Musumeci,
perché il rischio vero e concreto è che molti di noi non riusciremo
a venirle dietro.
Detto questo, ritengo che sia assurdo pensare che in pochissimo
tempo si possano risolvere problemi immensi che altri ci hanno
lasciato. Problemi che abbiamo ereditato e prima di giudicare -
molti di noi siamo cristiani - crediamo, ed uno degli
insegnamenti che ci sono stati trasmessi, è stato quello di avere
sempre fiducia negli altri e di aspettare prima di giudicare.
Ritengo che sia troppo presto per giudicare il lavoro di un
Presidente della Regione e di un Governo che si sia trovato in una
situazione drammatica come quella che abbiamo visto. Troppo presto.
Mi rivolgo davvero con affetto ai miei colleghi; sono venuto qui
con una speranza immensa e così anche i colleghi del mio Gruppo
parlamentare, e dico sempre di avere ricevuto un regalo
eccezionale, grandissimo, da parte degli elettori che mi hanno
messo in contatto con i miei colleghi di gruppo, che hanno lo
stesso modo di vedere la politica.
Noi vogliamo fatti concreti, tutti vogliamo fatti concreti; ma
dobbiamo dare, anche, la possibilità a questo Presidente e a questo
Governo di poterli realizzare, di fare il loro lavoro ed i fatti
già ci sono. Non è venuto qui, oggi, il Presidente a fare solo
chiacchiere, ma riuscire a sbloccare i fondi europei che metteranno
in condizione, finalmente, questa Regione di avere risorse fresche
che, purtroppo, non sono state spese commettendo un danno immenso
in un momento di crisi; risorse che sono mancate alle nostre
imprese, alle nostre famiglie. Pensate quale grandissima
responsabilità si sono assunti coloro che non sono riusciti a
portare avanti l'utilizzo di queste risorse, ed il Presidente le
ha sbloccate, il Presidente ci sta lavorando.
Io ringrazio anche l'intervento fatto per gli ATO, che non è solo
una proroga, è finalmente il riconoscimento agli enti locali di una
centralità in una gestione difficile come quella della raccolta dei
rifiuti.
Ci sono, quindi, tanti segnali, da subito e noi abbiamo dovuto
aspettare, parlo da ex sindaco, abbiamo dovuto aspettare invano
cinque anni per fare una piccola norma, un piccolo intervento.
Grazie Presidente, noi le stiamo accanto con grande fiducia e
certezza di avere a che fare con un uomo che lavora, con un uomo
che si impegna e con un uomo che fa la sua parte.
Tre cose veloci. C'è una emergenza, ci sta bene tutto e noi
abbiamo piena fiducia, serve dare delle risposte immediate a chi
non ha nulla da mangiare, perché nel frattempo che noi stiamo
avviando quei processi di crescita, di sviluppo economico, tutto
quello che serve, però c'è gente che la mattina non ha i soldi per
il gas, per la luce, per il pane, per il latte da dare ai figli.
Utilizzi i servizi sociali dei comuni, dia delle risorse, piccole
risorse, non servono centinaia di milioni di euro, per poter fare
questo.
Il MUOS, dobbiamo mettere la parola fine a questo. E' impensabile
che nella nostra Sicilia e accanto ad un sughereto, venga
impiantata una struttura che a noi non serve a nulla.
Il patto di stabilità regionalizzato verticale: faccio un appello
all'assessore per gli enti locali di mettersi a lavorare
velocemente su questo. L'ultima legge di stabilità rimette al
centro ancora il patto di stabilità regionalizzato' verticale, con
un budget di ottocento milioni di euro: abbiamo tempo fino al 31
di maggio per poter liberare delle risorse, per ogni euro, verranno
assegnati alla Sicilia ottantatre centesimi. Queste sono scommesse
che non si possono perdere.
Quindi, io ritengo che con l'aiuto di tutti con la sua grande
volontà con la sua grande serietà e insieme alla sua squadra
assessoriale e a tutti noi riusciremo davvero ad uscire da questo
momento così difficile per la nostra isola e per le nostre
famiglie.
(Applausi dai banchi di centro)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha
facoltà.
CIMINO. Signor Presidente dell'assemblea, onorevole Presidente
della Regione, onorevoli colleghi, questa è un'Aula che ha la sua
storia, la sua importanza e soprattutto è l'Aula che dovrà dare ai
siciliani quelle leggi importanti per riformulare la spesa,
accelerare tutte quelle procedure che negli anni, purtroppo, hanno
creato difficoltà economiche anche alla nostra regione.
Questa è quell'Aula dove non si può improvvisare, bisogna avere le
idee chiare, su ciò che si vuole proporre e su ciò che si vuole
fare.
Per noi di Grande Sud, le dichiarazioni programmatiche del
Presidente della Regione devono potere essere dichiarazioni che,
con chiarezza, pongono un'azione vera alle iniziative su cui ci si
vuole confrontare, e temi importanti, onorevole Presidente, in
quest'Aula saremo chiamati ad affrontare, soprattutto dopo le
dichiarazioni del Presidente dell'Assemblea che vietano le leggi
finanziarie omnibus, questo significa che con un singolo articolo
in finanziaria non si potrà, giustamente, dare risposta ad una
emergenza, ma nello stesso tempo significa che con singoli disegni
di legge bisogna risolvere problematiche che da tempo aspettano.
Nelle dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione
abbiamo sentito parlare di ridurre la spesa.
Onorevole Presidente, mi dispiace dirlo in assenza dell'assessore
per l'economia, ma la via maestra non è quella di ridurre le spese
di un bilancio già ingessato, la via maestra non è quella di
ridurre le spese di un bilancio composto in buona parte da spesa
corrente.
La via maestra non è neanche quella di attaccare la tabella H che
non esiste più, ma pensare come tante fondazioni, associazioni,
che seguono con passione, storia, cultura di questa regione, ad
oggi, non prendono neanche le opportunità dei giusti contributi,
che poi come sempre sono rendicontati presso gli assessorati
regionale di competenza o, addirittura, presso la segreteria
generale della Presidenza della Regione.
La via maestra non è quella di non dare concretezza al tema della
forestale, dove non ho sentito dire niente, dell'associazione
allevatori, come valorizzare il ruolo della trasparenza e
dell'informatica con una società regionale che è Sicilia e
Servizi' che prima si voleva commissariale e forse oggi si vuole
rilanciare.
Cosa fare dei cosiddetti fondi per le aree sottoutilizzate, se il
piano di attuazione regionale il PAR-FA è valido o se ormai è
vecchio, se queste risorse che sono state sbloccate dei fondi
europei sono risorse di progettualità già pianificate con i vari
assessorati o trattasi di vecchi progetti che, forse, potrebbero
trovare la piena realizzazione.
Cosa pensare di fare in tema di sanità regionale, con
problematiche aperte come nel comprensorio riberese, ma in diverse
zone della nostra Sicilia, la riforma ha dato dei segnali ma ad
oggi si aspetta anche il rilancio di settori totalmente fermi.
E la via maestra non è quella di pensare di ridurre la spesa che
di fatto ha la necessità di aprire un confronto vero con il
Presidente del Consiglio e con il ministro dell'Economia,
soprattutto per far valere quella nostra autonomia regionale che
non solo è stata tradita ma è una vera e propria presa in giro.
Con l'articolo 36, comma 2, del nostro Statuto, qualcuno ha
imposto per norma costituzionale a questa nostra Regione di versare
le imposte di produzione al bilancio dello Stato.
Questa Assemblea nella passata legislatura, all'unanimità, ha
votato un provvedimento di riforma costituzionale, ad oggi nessuna
parola sulla solidarietà che la regione siciliana da al bilancio
dello Stato, circa nove miliardi di euro l'anno.
La via maestra è quella, signor Presidente, di potere aumentare le
entrate. Se in Sicilia il bilancio della Regione riuscisse ad avere
non un lavoro come è stato fatto in passato di tagli orizzontali
alla spesa, senza tenere conto delle priorità e delle emergenze che
vi sono, ma riuscire ad attrarre gli investimenti, riuscire a dare
maggiore forza a quelle imprese che vogliono potere investire nel
nostro territorio, e il Grande Sud presenterà un disegno di legge
che terrà conto soprattutto del rating delle imprese, come bene il
Presidente della Regione ha voluto sottolineare, e come ciò
definito nel nostro programma elettorale, la semplificazione
amministrativa per dare la possibilità ai cittadini di avere
certezza dei tempi delle realizzazioni, dei finanziamenti, che si
vogliono poter sponsorizzare e promuovere.
Ancora oggi delle pratiche istruite dalla CRIAS per il bando del
turismo, che riguarda tantissimi alberghi siciliani, ancor oggi
sono bloccate, ancor oggi sono in discussione.
Come si pensa di fare un bilancio della Regione senza dare come
primo criterio non quello di ridurre la spesa, ma quello di
aumentare le entrate del nostro bilancio, aumentando le entrate del
nostro bilancio, dai fondi nazionali ai fondi europei a ciò che le
imprese, giustamente, devono pagare come imposte, per
l'opportunità di attrarre investimenti, come si fece in passato con
i contratti di localizzazione, con i finanziamenti europei per
aziende estere o con i contratti di programma, questa nostra
regione può diventare una regione sicuramente ricca, forte ed
autorevole come tutti di fatto in questa Aula puntiamo a poter
realizzare.
Spero che questo nuovo Governo possa avere e dare risposte
concrete, così come ho avuto modo di dire in una mia dichiarazione,
un nuovo Governo - che vince le elezioni e che vuole poter essere
discontinuo rispetto ai governi del passato - deve proporre
all'Aula, immediatamente, le riforme e le risoluzioni, come vuole
potere affrontare quei temi.
Qui non siamo in una Conferenza stampa, qui non siamo in una
tribuna politica, qui siamo dove dobbiamo, obbligatoriamente,
condividere cinque anni di discussione e di lavoro per dare
risposte e rimodellare la pubblica Amministrazione siciliana e gli
interventi in Sicilia.
Dobbiamo per forza confrontarci, perché è questo il Parlamento
deputato a creare le condizioni per definire le leggi che vogliamo
poter proporre, ma ad oggi, signor Presidente, abbiamo soltanto
sentito di una proroga del sistema degli ATO, di una proroga
dell'esercizio provvisorio, approfondimenti non situazioni
rivoluzionarie che di fatto possono dare risoluzione alle
problematiche che tutti noi da tempo vogliamo poter risolvere.
Concludo augurando buon lavoro a questo Governo, nella
consapevolezza che Grande Sud vuole confrontarsi sui temi veri e
nel Gruppo parlamentare di Grande Sud vi sono esperienze e
sensibilità che possono poter dare il giusto contributo alle vostre
proposte.
Questa terra è una terra difficile e contraddittoria, che merita
di essere amata e servita e spero che in cinque anni insieme saremo
in grado di servirla nel migliore dei modi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto. Ne ha
facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole
Presidente della Regione, onorevoli colleghi, oggi c'è qualcuno
che pensava che in due mesi di Governo Crocetta si potessero
risolvere i problemi che in venti anni non si sono mai risolti.
Dico semplicemente una cosa rispetto a quanto detto dal collega
Cimino che i due disegni di legge che sono stati presentati
all'Assemblea non sono una semplice proroga, finalmente, per quanto
riguarda il sistema idrico ritorniamo al pubblico, per quanto
riguarda invece il sistema degli ATO rifiuti finalmente si sta
facendo quello che da anni - il primo io da sindaco - vogliamo,
quello di restituire il sistema della raccolta dei rifiuti ai
sindaci .
Onorevole Presidente è chiaro che il gruppo che io rappresento,
il gruppo lista Crocetta', appoggerà questo Governo che sappiamo
già sin da subito lavorerà benissimo, non bene, appoggeremo questo
Governo senza se e senza ma, saremo in Aula a difendere tutti i
provvedimenti presentati dal Governo regionale.
Ci auguriamo che, finalmente, cambi un modo di fare politica che
negli anni è stata fatta, quello della politica dall'alto. Mi
riferisco, ad esempio, alla programmazione dei fondi comunitari,
che di solito è fatta dall'alto. Le amministrazioni locali, il
privato va a partecipare a dei bandi.
Mi auguro che per la spendibilità, per spendere subito i soldi
dell'Unione europea oggi ci sia un'inversione di tendenza, quella
di partire con la programmazione dal basso, quella di sentire gli
enti locali, di sentire i privati e fare degli accordi di programma
quadro con le amministrazioni locali e con i privati per dare
subito spendibilità alle risorse dei fondi comunitari.
Mi riallaccio al ragionamento fatto dall'onorevole Dipasquale. In
questo momento c'è bisogno, in questa terra, di dare una mano alle
famiglie in difficoltà, ci sono tantissime famiglie - lo dico da
sindaco, ogni giorno ricevo trenta, quaranta famiglie al mio comune
- a cui non so quali risposte dare.
E' chiaro che dobbiamo dare subito una risposta a queste famiglie
che non riescono ad arrivare, altro che al ventisette del mese,
non arrivano neanche al quindici del mese, perché non possono
comprare il pane ai propri figli; per cui la strada dei comuni,
degli enti locali può essere una risorsa per la Regione.
Quindi, una mano agli enti locali per quanto riguarda servizi
sociali da poter dare alle famiglie in grosse difficoltà, che non
possono pagare la luce, il telefono, non possono fare la spesa ai
propri figli. Questa è la situazione reale della Sicilia, non è una
situazione che ci stiamo inventando. Rispetto agli enti locali,
onorevole Presidente, le chiedo, a nome di tanti sindaci, una mano
perché tanti sindaci e tanti comuni sono a rischio default. Il
rischio è che tante amministrazioni locali non potranno chiudere i
bilanci l'anno prossimo, per cui vediamo di creare un fondo per le
autonomie locali, che possa dare liquidità alle amministrazioni
locali.
Onorevole Presidente, a lei e al Governo tutto, auguro un buon
lavoro perchè sono certo che in questi cinque anni si faranno
quelle riforme che mai negli anni passati sono state fatte.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente
della Regione, assessori, onorevoli colleghi, oggi è il giorno
delle valutazioni delle dichiarazioni programmatiche del Presidente
della Regione. Probabilmente io le avrei scritte e le avrei
recitate in maniera diversa, però quello che oggi io voglio
considerare è il merito di quanto lei ha rassegnato a quest'Aula.
Lei ha parlato di tanti temi fondamentali per la ripresa della
Sicilia, dopo quattro anni e mezzo di disastro amministrativo e di
governo, al quale chi le parla ha svolto un'opposizione, quella sì
forse acerba, oggi nasce una nuova pagina di storia, perché lei, a
differenza del presidente Lombardo, che era stato votato da una
parte ed ha governato con un'altra parte, è stato legittimamente
eletto dal popolo siciliano, seppur con il quattordici per cento
dei consensi, in assoluto, rispetto alla popolazione siciliana.
Lei ha parlato di turismo, lei ha parlato di beni culturali, ha
parlato di temi fondamentali, come l'agricoltura e la formazione.
Non ha parlato di sanità, ma voglio pensare sia un lapsus. Ha
parlato di quei temi che ritengo debbano tornare al centro
dell'agenda politica del Governo della Regione. E ha, soprattutto,
posto il suo accento su quattro punti, che ho avuto modo di
apprezzare nell'approccio nella Conferenza dei Presidenti dei
gruppi parlamentari scorsa, perché i quattro punti dai quali
dobbiamo far ripartire la Sicilia sono il disagio sociale, che
dobbiamo alleggerire senz'altro, sono il tema dei precari, in linea
di principio la sua idea sul rapporto con le imprese private va
approfondita, noi non siamo pregiudizialmente contrari, ha parlato
di un'assoluta necessità di recuperare - e ne abbiamo fatto un tema
di campagna elettorale, i fondi europei - ha parlato di spending
review e ne ha parlato nei termini in cui in Conferenza dei
capigruppo abbiamo avuto modo di confrontarci rispetto alla
necessità di una regìa comune che, rispetto al taglio degli sprechi
e rispetto a tutto quanto fa riferimento a trasparenza e legalità,
ci vedrà certamente da questa parte e non da altre parti.
E però, Presidente Crocetta, in queste settimane sono accadute
tante cose, è passato poco meno di un mese, io le analizzerò molto
velocemente col tempo che mi resta.
Il primo importante accadimento è, a mio parere, la fine del
Cuffarismo inteso come proposta politica becera. L'esordio del
Governo e l'esordio degli equilibri d'Aula dimostrano, non soltanto
per la presenza di assessori nel suo Governo nei confronti dei
quali noi manifestiamo, abbiamo manifestato pubblicamente plauso
per moralità e competenza, ma anche perché la Commissione più
importante è oggi presieduta dall'onorevole Dina, ma anche perché
il regista di quest'Aula torna ad essere l'onorevole Lino Leanza
dal quale, Presidente, invece mi permetto di invitarla a diffidare
perché l'onorevole Leanza è stato vicepresidente della Regione
Cuffaro, l'onorevole Leanza è stato il grande manovratore dei
quattro anni e mezzo di Presidenza Lombardo. Lei vuole fare la
rivoluzione? Noi siamo pronti con lei. Lei è la grande speranza dei
siciliani ma non credo che nel suo interesse e nell'interesse dei
siciliani ci possano essere uomini buoni per tutti i tempi.
A lei la valutazione, Presidente, noi siamo in questa Aula e ci
muoveremo passo dopo passo.
D'altro canto, Presidente, è accaduto anche che chi in campagna
elettorale era stato anfitrione della sua vittoria - e mi riferisco
soprattutto all'onorevole Cracolici - si è trovato a dover gioire
per avere smantellato un accordo istituzionale Onorevole
Cracolici, se lei è contento di questo evidentemente chi si
accontenta gode; io non credo che il profilo che dobbiamo darci se
vogliamo ripartire sia questo. Mi rendo conto, però, che in un
partito di nani' il suo e in questa Aula ce ne sono tanti e per
carità di patria ometto i messaggini che ci siamo scambiati in
queste settimane sull'assetto istituzionale dell'Aula, lei
giganteggia e, quindi, politicamente resta un mio riferimento per
quest'Aula, per me che sono all'inizio della mia seconda
legislatura.
E' accaduto anche, Presidente, che noi abbiamo fatto, senza
negozio e in maniera trasparente, un accordo istituzionale che ci
ha fatto eleggere il Presidente Ardizzone, eravamo e restiamo
convinti che il Presidente Ardizzone ha un grande privilegio, è
Presidente di questa Assemblea ma ha anche una grandissima
responsabilità; siamo convinti che egli saprà tutelare la dignità e
il prestigio del Parlamento e saprà tutelare l'unità delle
istituzioni.
Ecco perché lo abbiamo eletto e perché ne siamo oggi più di prima
convinti. D'altronde, Presidente, lei ha scelto legittimamente - e
in questo le chiedo sommessamente di considerare noi parlamentari
uomini di normale intelligenza - di avere come interlocutori
privilegiati i colleghi deputati del Movimento Cinque Stelle.
I colleghi del Movimento Cinque Stelle sono scesi
dall''iperuranio' sono atterrati in questo Parlamento, noi siamo
lieti di ciò, sono rappresentati in maniera assai prestigiosa
nell'Ufficio di Presidenza, con la vicepresidenza vicaria, sono
rappresentati in maniera prestigiosa con una importante, strategica
presidenza di commissione, neanche nei loro confronti da parte
nostra alcun pregiudizio e la volontà di lavorare insieme per la
Sicilia. Però, Presidente, eviti di dire a quest'Aula che lei
avrebbe preferito che l'accordo istituzionale fosse più ampio
perché in questa Aula, anche al bar, tutti sanno che lei ha
lavorato perché alcuni venissero esclusi e altri venissero
promossi. Questo ad onor del vero.
Ad onor del vero perché vede, Presidente, noi siamo convinti che
lei potrà apprezzare ad esempio anche le proposte di legge
dell'opposizione. Lei ha parlato di sviluppo, c'è una legge che ha
il solo difetto di chiamarsi legge Gianni'. E parla di
imprenditoria giovanile e imprenditoria femminile. Ripeschiamola,
Presidente, e finanziamola perché è una legge importante, in questo
momento è strategica.
Mafia. Presidente credo sia venuto il tempo di mettere da parte
ogni pregiudizio e ogni steccato. Chi le parla, da deputato prima
dell'UDC e poi dei Popolari di Italia Domani, si è fatto promotore
di una legge che è stata approvata prima in Commissione Antimafia
nella scorsa legislatura e poi all'unanimità in Aula, che è la
legge n. 15 del 2008 che la invito ad andare a leggere se non lo ha
ancora fatto, una legge di contrasto alla criminalità organizzata
che è stata definita dal procuratore Grasso, una legge epocale'.
E' una legge seria, noi di quello vogliamo parlare e di quello
vogliamo confrontarci con lei.
Noi la giudicheremo sui fatti, noi la giudicheremo dai fatti,
vogliamo essere giudicati dai fatti. Le rivolgo, per concludere,
degli inviti. Provi signor Presidente Crocetta ad essere il
Presidente di tutti i siciliani, anche il nostro. Non cada mai
nella trappola del qualunquismo, nella tentazione della
semplificazione e delle generalizzazioni che sono sempre
fuorvianti. Non permetta che torni il tempo degli sciacalli e delle
iene. Passi dalle parole ai fatti e noi, da opposizione
responsabile, non faremo mancare il nostro contributo critico e
attento e, alle leggi che lo meriteranno, anche il nostro consenso.
(Applausi dai banchi di destra)
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cordaro. Ha facoltà di parlare
l'onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considero questa
una seduta - me lo lasci dire, Presidente - formale. Lei ha vinto
le elezioni grazie ad un sistema elettorale che vede vincitore chi
ha ottenuto più voti. Le sue liste non hanno ottenuto la
maggioranza c'è quindi un confronto, in previsione, serrato con il
Parlamento e si è attenuto scrupolosamente a quello che è indicato
all'ordine del giorno. L'ordine del giorno indica comunicazioni' e
lei ha fatto questo.
Forse poteva metterci più passione, anche considerazioni in ordine
all'attività intensa che certamente ha fatto in questi due mesi ma
si è voluto attenere al punto proprio indicato all'ordine del
giorno. E noi lo abbiamo ascoltato con attenzione, con interesse.
Ha elencato una serie di aspetti e di vicende che riguardano
questa Regione siciliana, alcuni recenti altri che appartengono al
passato, come ad esempio la situazione finanziaria. Non è
certamente un contesto finanziario che riguarda ieri, riguarda
parecchio tempo, riguarda la disattenzione che spesso ha il Governo
nazionale rispetto al tema del sud, al tema della Sicilia.
Basta indicare un dato, Presidente. Nel 1981 la Sicilia concorreva
con circa il 29 per cento al costo del servizio sanitario
nazionale, oggi siamo quasi al 50 per cento. Nel tempo le risorse
che la Regione ha dovuto indicare con il proprio bilancio sono
state straordinarie proprio per cercare di sopperire a quello che è
un fatto sociale cioè l'assistenza a tutti perché tutti possono
godere di un servizio ospedaliero e territoriale adeguato a quelle
che sono le esigenze della Sicilia.
Io credo, Presidente, che al di là dei disegni di legge che lei ha
annunciato e che, peraltro, in una condizione in cui questo Governo
di fatto si è insediato da pochi giorni, non poteva che proporre al
Parlamento, in questo lasso di tempo molto ristretto, le
disposizioni legislative che ritiene urgenti o forse anche
emergenziale per via della scadenza di alcuni termini che sono
previste nelle disposizioni legislative che sono state adottate da
questo parlamento recentemente, mi riferisco soprattutto al tema
dell'ATO rifiuti e anche in considerazione di un Governo che si è
insediato da poco tempo e che vede per undici dodicesimi assessori
che non hanno mai avuto una relazione diretta con la Regione, con
eccezione dell'Assessore per l'agricoltura la cui competenza in
questo settore è ampiamente riconosciuta da tutti, certamente c'è
una fase di rodaggio, una fase di difficoltà che un Governo ha e
che deve per benino apprendere le cose e predisporre gli atti
legislativi da proporre al Parlamento.
Quindi, glielo dico molto francamente: noi assumiamo una posizione
responsabile, di attesa di conoscere quali sono le iniziative che
il Governo intenderà assumere, perché non c'è dubbio che questo
Parlamento ufficialmente lei, in ordine alle liste che lo hanno
sostenuto, non ha una maggioranza e questo non significa che un
Presidente che ha vinto non abbia il diritto-dovere di governare,
tutt'altro, ha questo diritto, ha questo dovere rispetto ai
siciliani che gli hanno attribuito il consenso sufficiente per
vincere le elezioni.
A noi spetta il compito di essere attenti, di vigilare, di un
confronto, anche serrato nelle Commissioni, anche nel Parlamento
perché ci possa essere una legislazione più adeguata, più
competente, più forte forse rispetto a quella che è stata anche
adottata in passato.
Certo, non saranno passaggi facili, saranno passaggi anche
complicati che tutti quanti dovremmo fare con forza, attenzione
perché la Sicilia non vive un momento facile, vive un momento molto
complicato e non possiamo permetterci contrapposizioni inutili o
che parlino all'interno del Palazzo e che non diano ascolto a
quello che la gente vuole fuori da questo Palazzo.
Quindi, da parte nostra ci sarà, Presidente, nei confronti
dell'attività legislativa che il Governo e degli atti che potrà
assumere il Governo - mi riferisco agli atti amministrativi - una
responsabilità di esaminarli con attenzione, di confrontarsi con il
Governo con il dovuto rispetto per chi ha vinto le elezioni ma,
soprattutto, ci sarà data, da parte nostra, certamente una
opportunità che è quella di lavorare per far crescere questo
territorio e soprattutto per rendere un contributo al Governo, al
Parlamento e ai siciliani perché questa nostra Isola possa uscire
da questa difficoltà finanziaria che non appartiene soltanto alla
Sicilia ma appartiene ad un contesto certamente nazionale.
Non credo che la legge di stabilità recentemente adottata dal
Parlamento contenga grandi opportunità per la Sicilia, quindi a lei
è demandato il compito di interloquire con il governo nazionale,
quello che c'è per ora e quello che a breve ci sarà dopo
l'elezione, perché ci possa essere una attenzione diversa rispetto
alla Sicilia, perché da un po' di tempo, senza fare distinzione di
ruolo, di centro-destra o di centro-sinistra, non c'è stata
assolutamente questa attenzione.
Quindi, da parte nostra c'è attenzione, responsabilità,
nell'esprimere il voto, nell'esprimere anche l'attività come forza
politica che ha ottenuto una sua percentuale alle elezioni ma che,
rispetto al proprio candidato, non ha vinto, un'attenzione perché
possa esserci il lavoro più produttivo possibile e soprattutto un
interesse che è quello che riguarda la Sicilia e i siciliani.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Scoma.
SCOMA. Signor Presidente dell'Assemblea, signor Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, comincia oggi, di fatto, la XVI
legislatura dopo una campagna elettorale che ha visto la drammatica
diserzione della maggioranza dei cittadini siciliani i quali hanno
purtroppo scelto il non voto per esercitare la loro protesta nei
confronti di coloro che li hanno governati nell'ultimo quinquennio.
Non sto qui a ricordare che si sono susseguiti ben cinque governi,
più di cinquanta assessori, decine e decine di direttori regionali
che, certamente, hanno provocato i risultati che sono sotto gli
occhi di tutti.
Io credo, Presidente Crocetta, che sia arrivato il momento di
voltare pagina, è arrivato il momento di dimostrare, sin dai primi
atti di questa legislatura, che il palazzo si sta occupando delle
necessità dei cittadini siciliani, il popolo delle libertà ha
avviato la sua campagna elettorale con un programma ben preciso e
finalizzato a questo obiettivo.
Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Ardizzone, mi rivolgo
prima a lei perché abbiamo apprezzato molto le sue prime
dichiarazioni da Presidente nel suo discorso introduttivo e poi
nella conferenza stampa succedutasi alla sua elezione, in
particolare ci è piaciuto il suo riferimento a questo palazzo come
un palazzo di vetro', metafora di una trasparenza amministrativa
che le fa onore e approfitto di questo momento per chiedere la
stessa cosa al Presidente della Regione, che carinamente, si è
assentato mentre stavo per rivolgermi a lui, così carinamente come
si è espresso quando ha deciso di dire che tutti avrebbero dovuto
avere una presidenza tranne il PDL in prima commissione Affari
Istituzionali. Ma io vorrei continuare davanti al Presidente se no
mi interrompo.
Il Governo lo rispetto ma io credo che ho ascoltato il Presidente
della Regione in doveroso silenzio per 45 minuti.
PRESIDENTE. Ci sono varie esigenze per cui una persona si
allontana.
SCOMA. Bene, allora io parlerò dopo.
PRESIDENTE. No, onorevole Scoma, la invito a proseguire.
SCOMA. Signor Presidente, io desidero parlare al Presidente della
Regione, l'ho ascoltato per un'ora in assoluto silenzio.
PRESIDENTE. Onorevole Scoma, stiamo andando avanti in maniera
pacata, celermente, c'è il resoconto parlamentare, non credo che il
Presidente Crocetta, anzi lo escludo, si sia allontanato perché
stava intervenendo lei, tutt'altro, ognuno di noi ha le proprie
esigenze, quindi, se può continuare la invito a continuare.
SCOMA. Signor Presidente, ne prendo atto e purtroppo cominciamo
male, purtroppo alcune nubi si addensano sul nostro cielo, signor
Presidente della Regione e mi riferisco in particolare alla
quantità di derivati che sono presenti all'interno del nostro
debito, pare che si aggirino intorno al 25 per cento dello stesso.
Mi dispiace che oggi non sia presente l'assessore al bilancio,
avremmo potuto farcelo spiegare forse da lui e sappiamo anche che
in caso di perdurante abbassamento del rating, nella nostra regione
rischiamo forse anche di andare in default.
Signor Presidente, l'altro giorno nel leggere la prefazione del
grande economista Marco Vitale ad un libro del 94 di Luciano
Abbonato, che recitava La Regione siciliana letta attraverso il
suo bilancio , mi ha molto colpito una frase dettata da anni di
esperienza dello stesso Vitale che, grosso modo, recitava così: La
nostra contabilità regionale non sembra certo inventata per avere
tutto sotto gli occhi, ma per impedire di capire alcunché ,
certamente, gli spesso bravissimi ragionieri capo della nostra
regione che sanno tutto e capiscono tutto o quasi tutto ma lo
capiscono solo loro, nulla o quasi nulla capiscono i cittadini,
poco i presidenti, forse ancor meno gli assessori, e, quindi, la
nostra contabilità lungi dall'essere pubblica e quanto di più
privato, nascosto, forse indecifrabile.
Faccio questa citazione, signor Presidente della Regione, perché è
da qui che bisogna partire, occorre chiarezza, occorre smontare e
rimontare il bilancio della Regione, verificarne le possibilità che
ancora oggi può offrire per avviare sviluppo intercettare
all'interno dello stesso criticità, eliminare forse tutti quei
capitoli di spesa che non portano allo sviluppo ma sostengono
sprechi.
Bisogna, signor Presidente della Regione, cambiare la filosofia
che ci ha portato a questo disastro quella dei veti incrociati,
ognuno di noi in questa Aula deve farsi parte attiva procedendo
rapidamente all'approvazione di leggi fondamentali e sulle quali si
sono appuntate le ansie e le speranze dei nostri concittadini.E'
infatti nell'operosità legislativa e amministrativa che sta la
prima difesa del prestigio di questa Assemblea.
Vedo che il tempo passa, però, voglio toccare tre temi importanti
che ci stanno a cuore: primo, lo sviluppo delle energie
alternative, energie alternative intese anche come motore per il
rilancio dell'economia con la previsione finalmente di distretti
energetici in ogni provincia in accordo con gli enti locali ed
evitando che si producano mostri che, Presidente, proprio nella sua
città, a Gela, stanno per sorgere; l'acquisizione di ulteriori
fondi europei, i fondi tematici a bando che, in un momento di crisi
come quello che stiamo attraversando, possono essere la panacea per
alcuni settori della nostra Amministrazione; infine, una politica
dei rifiuti tendenti ad un obiettivo rifiuto zero che,
certamente, sarà impossibile da realizzare ma che va tenuta come
una stella cometa da seguire, non possiamo rischiare una nuova
emergenza rifiuti come quella che, partita da Napoli, ha umiliato
tutti gli Italiani, facendo il giro del mondo e procurando una
rilevantissima crisi del settore turistico.
Dobbiamo avviarci, Presidente Crocetta, verso un confronto
pubblico, aperto, leale, trasparente. Il suo Governo, se non
condizionato da preconcetti di natura politica, può servire oggi ad
avviare ogni azione utile alla rinascita della Sicilia. La nascita
di questo Governo, Presidente, potrebbe inaugurare un tempo della
politica, che non ha precedenti.
Il Popolo della Libertà attraverserà questo tempo con serenità
perché lo attraverseremo con il sostegno dei nostri elettori, con
la forza dei nostri ideali, con la chiarezza dei nostri programmi,
con la fiducia nel destino di una Sicilia, più libera dalla mafia e
prospera nell'economia.
Noi saremo qui, con tutto il gruppo parlamentare che è formato da
dieci persone, a sostenere e a votare, punto per punto, quello che
riterremo sarà opportuno ed utile per la Sicilia ma saremo anche
pronti a fare dura opposizione laddove dovessimo capire che nulla è
cambiato.
E, soprattutto, Presidente, le vorrei fare un piccolo augurio
visto che siamo alla vigilia di Natale, a lei e al suo Governo, che
questa legislatura e, quindi, lei, Presidente, e i suoi assessori
possiate durare cinque anni, visto che negli ultimi sei anni
abbiamo votato per ben tre volte e questo, credo, che per il bene
dei Siciliani, dei Siciliani onesti ed operosi, per l'economia, per
la crescita della nostra Isola, per i nostri figli, non è
certamente un risultato positivo.
Buon Natale e buon lavoro a tutti..
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Scoma, anche per avere fatto tesoro
del mio appello a continuare. Mi rendo conto delle difficoltà. Ha
facoltà di parlare l'onorevole Leanza.
LEANZA. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, la campagna elettorale trascorsa, ci ha fatto
capire come sia netta, in Sicilia in modo particolare, la distanza
tra i cittadini, la politica e le istituzioni.
Abbiamo incontrato i nostri concittadini, un popolo disilluso,
indignato, sfiduciato, preoccupato, senza speranza e senza futuro.
Il compito che attende lei e il suo Governo, onorevole Presidente,
e che ci attende, onorevoli colleghi, per cambiare questi
sentimenti è arduo, complicato, difficile.
Il nostro dovere è recuperare la fiducia dei cittadini attraverso
azioni concrete, non facendo facile demagogia, evitando il
populismo, la cattiveria e parlando il linguaggio della verità.
Abbiamo il dovere di fare e fare bene, presidente Crocetta;
abbiamo il dovere di dare un futuro ai nostri concittadini; abbiamo
il dovere di garantire alcuni diritti fondamentali per la crescita
della nostra terra e dei nostri concittadini a partire dalla
priorità delle priorità: il diritto al lavoro, così come il diritto
alla salute, così come il diritto alla istruzione; noi siamo
l'unica terra, l'unica Regione che non ha ancora una legge sul
diritto allo studio, presidente Crocetta, assessore Scilabra,
vediamo di poter fare anche questa azione riformatrice; abbiamo il
dovere di combattere l'esclusione sociale, il disagio, la povertà,
la disoccupazione; abbiamo il dovere di combattere la mafia e
l'illegalità diffusa con i fatti e non con le parole; abbiamo il
dovere di indicare le soluzioni per uscire da questa tremenda
crisi, noi dobbiamo rivendicare un solo grande diritto come
parlamentari, il diritto di essere controllati e valutati per
quello che abbiamo fatto e per quello che faremo.
Presidente, lei ha fatto un intervento completo, ha presentato il
bilancio correttamente, che abbiamo sottoposto ai cittadini e che i
cittadini hanno votato consegnandole, quindi, la guida del governo
regionale.
Noi quel bilancio l'avevamo sottoscritto prima, lo sottoscriviamo
adesso con convinzione, con lealtà, con serietà, convinti che la
strada è in salita, fortemente in salita; è complicato, fortemente
complicato, però, abbiamo l'obbligo di provare e di provarci nel
miglior modo possibile.
Il modo migliore per provarci è il governo delle carte in regola.
Si ricorda quel famoso governo delle carte in regola di Piersanti
Mattarella? Ecco, mi piacerebbe moltissimo che questo sia il
governo delle carte in regola.
Lei ha parlato di fondi strutturali, ha parlato di risanamento,
di bilancio, ha parlato di Mediterraneo, di cultura, di impresa, di
infrastrutture, di agricoltura, di istruzione, sono tutti temi che
vanno affrontati e risolti nel miglior modo possibile, nel più
breve tempo possibile, con azioni riformatrici, alcuni, valutando e
prendendo il meglio di altri e cercando con ogni mezzo comunque di
dare delle risposte concrete, parlando sempre il linguaggio della
verità.
Se mi consente, le vorrei dare qualche consiglio.
Il primo consiglio: esca dal Palazzo signor Presidente. Lo ha già
fatto, lo sta facendo e in questo senso ha ottenuto già una grande
prova di fiducia dei cittadini. Lei oggi è entrato in sintonia con
gran parte del popolo siciliano, proprio perché non è rimasto nel
Palazzo. Vada negli ospedali, non dai direttori generali; vada
nelle corsie a parlare con i malati e con gli operatori. Vada nelle
scuole, incontri le persone in piazza, vada nelle campagne e nelle
fabbriche, si renderà conto di tantissime cose.
Il secondo consiglio: molto spesso viene la tentazione di operare
e governare da soli. Qua c'è un Parlamento, un Parlamento eletto
dal popolo e con questo Parlamento è giusto che lei si confronti in
maniera puntuale e precisa, come ha già detto e come ha già fatto.
Le grandi battaglie si decidono insieme, noi siamo qua per
aiutarla e per cercare con ogni mezzo di venire incontro alle tante
esigenze dei cittadini siciliani. Ecco, facciamolo insieme questo
lavoro, coinvolgendo tutti, coinvolgendo i colleghi della
maggioranza e della minoranza, coinvolgendo le parti sociali, il
mondo del volontariato, coinvolgendo tutti coloro che, comunque,
hanno qualcosa da dire e soprattutto che hanno qualcosa da fare per
migliorare questa terra.
Il terzo consiglio: i giovani. I giovani sono fondamentali, non
c'è mai stata una politica per i giovani. Io ho presentato qualche
disegno di legge sui giovani, ritengo che noi dobbiamo, anche,
legiferare. Ha già fatto un'opera meritoria a presentare un disegno
di legge sulla parità di genere, le dico, anche, che questa volta,
senza ovviamente pensare a riserve indiane, dobbiamo operare e
lavorare per i giovani, con qualcosa di fatto ma sentito.
In Sicilia, purtroppo, abbiamo degli indicatori terribili: siamo
ultimi per disoccupazione. Purtroppo, abbiamo indicatori terribili
nell'esclusione sociale e nella povertà, ecco perché le dicevo che
questo non le verrà facile, ma abbiamo il dovere di tentarci e di
provare. I giovani sono una risorsa e sui giovani dobbiamo giocarci
una grande partita.
L'ultimo appello nel confermarle assolutamente che l'UDC sarà a
suo fianco, mi piacerebbe la pacificazione della politica. La gente
non ha più neanche cosa mangiare. In questo periodo chi va nei
negozi o nelle piazze capisce il grande momento di difficoltà.
L'ultima cosa che la gente, in questo momento, vuole sentirsi dire
sono i litigi, le cattiverie, sono, per così dire, le ironie
velenose. Queste cose rimandiamole al mittente.
Presidente, si faccia portavoce di un grande momento di
pacificazione politica, che significa, anche, se possibile, porgere
l'altra guancia, ma cerchiamo di andare avanti in un progetto
condiviso. Non cada assolutamente nella trappola dove qualcuno la
vuole portare. Vada avanti per la sua strada, e la strada è quella
della proposta delle azioni concrete, quella di dire delle cose e
farle, la strada è quella di pensare e fare la stessa cosa, quella
di risollevare questa benedetta terra, la terra più importante del
Mediterraneo. Perché noi siamo al centro del Mediterraneo,
onorevole Presidente. Dialoghi con Roma, dialoghi con Bruxelles, ma
non dimentichi assolutamente i paesi frontalieri, perché la
ricchezza è là, la ricchezza è nel Mediterraneo.
Concludo, sperando proprio che questa diventi una legislatura di
diritti e doveri, dove la maggior parte dei doveri spettano ai
parlamenti e la maggior parte dei poteri alle istituzioni, e dove
dobbiamo cercare di garantire molti diritti ai cittadini, almeno
quei diritti che prevede la Costituzione. Se ci riusciamo dipenderà
molto da noi; i siciliano l'hanno votata per risolvere i problemi,
presidente Crocetta, e hanno votato anche una maggioranza. Noi
dobbiamo lavorare per questo, dobbiamo mettercela tutta, dobbiamo
fare il possibile; se ci riusciremo avremo fatto una cosa
importante. Se lungo il percorso lei dovesse capire che qualche
cosa non va, non esiti, come ha fatto in tante occasioni, di
lesinare denunce, dica le cose come stanno, e in quel caso noi
ovviamente la seguiremo in maniera convinta.
Concludo con la consapevolezza che il lavoro che ci aspetta è
grande, immane, ma mi auguro che, con gran senso di responsabilità,
tutti quanti facendo un po' la nostra parte - come diceva don Pino
Puglisi - riusciremo a risolvere i problemi della gente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà.
CANCELLERI. Signor presidente, onorevole presidente della Regione,
signori assessori, colleghi deputati e cittadini, abbiamo ascoltato
con interesse le comunicazioni, le linee programmatiche di questo
governo, ma prima di approfondire questo aspetto volevo rispondere
a chi, in maniera velata o meno velata, ha chiaramente tirato in
ballo il Gruppo parlamentare di cui sono Presidente, il Movimento
Cinque Stelle. E' fondamentale sottolineare che una forza politica
- e, che se ne dica, l'esito delle urne è stato tale - che ha vinto
le elezioni, ambisca ad avere cariche all'interno di questo
Parlamento, ed è ovvio che le nostra proposta alle altre forze
politiche per ottenere i voti necessari per avere queste cariche
non sia da considerarsi inciucio , ma un accordo istituzionale,
come è stato già da altri sottolineato.
Per cui, quando ci poniamo in maniera equidistante da tutte le
forze politiche, perché diciamo sempre che noi valuteremo nel
merito le proposte, anche in maniera critica, ma comunque sempre in
maniera asettica e non di parte, stiamo anche dicendo che per noi è
importante lavorare a stretto contatto con le forze di maggioranza
, con le forze di opposizione, anche con gli assessori.
Noi vogliamo lavorare per il bene dei siciliani, e a tutte quelle
persone ci hanno detto che facciamo inciuci per avere delle
postazioni di governo, dedico - e concludo - un detto orientale
Quando il saggio indica il luna, lo stolto guarda il suo dito .
Veniamo invece alle pratiche del governo. Noi vogliamo porre
particolare attenzione ai disegni di legge che vengono portati in
Aula in maniera seria e condivisa, ma soprattutto vogliamo che non
abbiano problemi di impugnativa una volta che arrivano al
Commissario dello Stato.
Pertanto, invito il Governo ad avere particolare attenzione
rispetto a questa problematica, che ci metterebbe in seria
difficoltà, non tanto nella bontà della proposta che andate a fare,
che potrebbe essere condivisibile, ma perché potrebbe essere una
questione proprio di sostanza, di come viene portato avanti il
disegno di legge.
Noi vorremmo che questo Governo, e chiaramente proporremo degli
accurati disegni di legge per questo, diventi veramente il Governo
dei cittadini.
E per fare questo abbiamo bisogno degli strumenti di
partecipazione. Allora, dobbiamo cominciare ad affrontare delle
serie modifiche anche allo Statuto regionale, che parli di legge di
iniziativa popolare con la possibilità di essere portata in Aula
con un tempo, per cui se entro 90 giorni questo Parlamento non la
discute diventano referendum popolare, e cominciamo a dettare i
tempi della politica in maniera tale che i cittadini che fanno uno
sforzo per poter partecipare alla vita tradizionale e istituzionale
abbiano almeno la possibilità di dire, se il Parlamento non la
discute, allora andiamo a votare noi con un referendum.
E gli strumenti di partecipazione chiaramente sono anche altri,
sono ben ampi, e ci faremo promotori con tutte le forze che
vorranno partecipare alla stesura di questo programma.
Particolare attenzione ai diritti civili, credo che questo sia un
Governo che può dare la possibilità di aprire finalmente spazi
ampi, molto ampi, a quelle che sono le diversità di genere, a
quelle che sono le possibilità che finalmente una regione che vuole
definirsi moderna e anche normale deve prestare particolare
attenzione.
La totale trasparenza degli atti. Oggi, grazie a quella che noi
abbiamo definito da sempre il nostro cavallo di battaglia che è la
rete, possiamo veramente arrivare ad una trasparenza totale sia
degli atti amministrativi sia delle possibilità che questo Governo
può mettere di fronte ai cittadini, internet, e la rete in
particolare, non permette a nessuno di essere falsi, non permette a
nessuno di poter fare. In questo caso va bene utilizzare le parole
inciuci o sgambetti , perché i cittadini sono particolarmente
attenti e possono monitorare per bene ,se gliene diamo la
possibilità.
In una parola, Presidente Crocetta, io spero che questo Parlamento
insieme al suo Governo faccia di tutto per fare finalmente
innamorare di nuovo i cittadini delle istituzioni, perché c'è ne un
gran bisogno, perché lo scollamento che c'è tra la classe dirigente
- e mi dispiace che qualche collega non se ne renda conto - e la
vita civile, i cittadini normali che vivono di stenti, è veramente
ormai completato.
Allora, dobbiamo cercare di rimettere insieme i pezzi perché tutti
assieme, soltanto tutti assieme, 5 milioni di cittadini siciliani,
possono entra finalmente nel futuro.
Dobbiamo scippare alla politica le nomine dei dirigenti, le
nomine dei manager che vanno a sostituire i vertici delle
partecipate attraverso concorsi, per curriculum, dando la
possibilità ai cittadini o ad organizzazioni di comitati di
cittadini di poter monitorare e di selezionare, e se per una volta
vogliamo cominciare a scrivere che chi non fa il proprio dovere, se
viene giudicato male dai cittadini, va a casa, potrebbe finalmente
essere l'ingresso in quel futuro, in quella normalità che tanto
stiamo auspicando e che io in questo discorso sto portando avanti.
Una parola la voglio spendere anche sul MUOS, Mobile User
Objective System, un sistema di comunicazioni satellitari in fase
di realizzazione nei pressi di Niscemi - io vengo dalla provincia
di Caltanissetta - e che io spero che lei affronti, visto che in
campagna elettorale si è fatto portatore di questa istanza e che i
cittadini molto si aspettano da lei. Badi bene, se affronterà
questa tematica le assicuro che non sarà solo, e già qualche altro
Gruppo parlamentare ha sollevato questo problema.
L'ultima cosa che le voglio dire è che nessuno deve essere
lasciato indietro, questo deve essere il motto di questo Governo,
di questo Parlamento, perché questo è un momento di grande
frustrazione da parte dei cittadini, e molte persone non riescono
ad arrivare alla fine del mese. Cerchiamo di essere quelli che
riusciranno a portare un minimo di serenità, anche attraverso gesti
che, se possono essere propagandistici, simbolici, come quelli
della decurtazione degli stipendi e della spesa della politica -
una sforbiciata alla chioma dell'albero, e non sempre ai rami
secchi - può significare che c'è una grande apertura, una grande
collaborazione, e sono convinto che i cittadini ne renderanno
merito a chiunque affronti questa strada e cominci a fare queste
scelte.
Nel rinnovare che noi non facciamo parte del Governo Crocetta, ma
che siamo equidistanti - e lo ripeto, equidistanti da tutte le
forze politiche - siamo pronti a collaborare con chiunque abbia
idee, purché idee di buon senso per i siciliani.
Auguro buone feste e la possibilità di poter lavorare bene insieme
con questo Parlamento e con questo Governo regionale.
(Applausi)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente dell'Assemblea, signor Presidente
della Regione, signore e signori assessori, onorevoli colleghi,
abbiamo ascoltato con grande attenzione le lunghe e dettagliate
dichiarazioni programmatiche del Presidente Crocetta. Abbiamo
ascoltato il suo programma, che è ed è stato il nostro programma
durante una competizione elettorale difficile, complicata, nella
quale è stato davvero difficile parlare ai cittadini ed essere
ascoltato dai cittadini. Quindi, per quel che ci riguarda, questo
Presidente Crocetta, è il nostro programma elettorale, quello che
sosterremo con tutte le nostre forze perché diventi realtà in
questa nostra Regione.
Onorevole Presidente, abbiamo alimentato insieme, durante questo
lungo incontro - che è stato la campagna elettorale con i nostri
concittadini - grandi speranze, ed abbiamo oggi il dovere, qui
nella sacralità del massimo consesso istituzionale della nostra
Regione, di mantenere tutti insieme la parola data ai siciliani.
Esprimo quindi grande soddisfazione per le sue dichiarazioni
programmatiche, perché quella rivoluzione della dignità, di cui Lei
ancor oggi ha parlato in questa Aula, abbiamo il dovere di portarla
avanti, abbiamo il dovere di esserne conseguenti e innanzi tutto
riprendo alcuni dei temi da Lei trattati con forza.
Il primo, la lotta alla mafia, che non è un esercizio fine a se
stesso, ma è fondamentale elemento e strumento di sviluppo di
marketing territoriale per la nostra Terra. Se pensiamo davvero -
come abbiamo il dovere di fare - di attrarre investimenti,
investitori italiani e stranieri in questa terra, dobbiamo prima di
tutto offrire una terra libera dal gioco del sottosviluppo che ci
impone purtroppo il fenomeno criminale e mafioso.
La sanità: c'è una riforma straordinaria da completare, da
perfezionare, da rendere coerente con quelle che sono anche le
recenti norme del Governo e del Parlamento nazionale.
La riprogrammazione dei fondi per le aree sottosviluppate, di cui
si parla proprio in queste ore, funzionali e determinanti per
investimenti importanti in Sicilia.
L'agricoltura, poi, non vorrei che fosse davvero la cenerentola
dimenticata del nostro sistema economico. Non è immaginabile
neppure dal punto di vista paesaggistico, spesso ricordato,
immaginare una Sicilia senza agricoltura, immaginare di perdere la
cultura straordinaria che nelle nostre campagne ha retto davvero,
anche sul piano morale, la grande dignità del popolo siciliano.
Presidente della Regione, occorre una politica per le isole
minori. Ci siamo impegnati insieme, ed io provengo anche da una
provincia dove le isole minori sono elemento di sviluppo
straordinario. Occorre che ci sia una politica organica di
prospettiva per le isole minori.
Per le infrastrutture sono davvero soddisfatto anche di
quell'annuncio che lei ha fatto, e per le sue interlocuzioni con le
autorità delle infrastrutture ferroviarie del nostro Paese. Questo
è esattamente l'esempio di come noi possiamo davvero rendere la
Sicilia molto simile a quella che abbiamo fatto sognare ai
cittadini durante questa competizione elettorale.
Sulla revisione - come correttamente l'ha definita lei - sulla
riqualificazione della spesa, abbiamo il dovere di parlarne, e sarà
il tema fondamentale sul quale probabilmente la nostra scommessa
potrà essere vinta o meno.
Del problema del precariato credo che sia persino superfluo
trattare, perché è il tema di questi giorni, il tema con cui ci
misureremo o ci stiamo misurando adesso e nelle prossime ore. Il
tema della diplomazia dal basso, che lei, Presidente della Regione,
ha già attuato con i paesi transfrontalieri, dirimpettai della
nostra Sicilia, di questa Regione, ultima regione dell'Europa in
termini di posizione geografica, ma che può e deve diventare il
ponte con i Paesi del nord dell'Africa, paesi in via di sviluppo
che da soli, Presidente della Regione, possono, attraverso la
lungimiranza sua, del suo Governo e di questo Parlamento, diventare
un elemento di traino e di sviluppo straordinario per gli anni a
venire.
Il problema dei rifiuti, che correttamente lei sta affrontando col
suo Governo in queste ore, è un problema che bisogna riproporre e,
con grande rispetto istituzionale, ma anche orgogliosi della nostra
autonomia e della nostra specialità, se è il caso bisogna riaprire
vertenze con lo Stato per articoli del nostro Statuto che non sono
stati applicati.
Qualcuno ci ha venduto la perequazione territoriale. Nello Statuto
abbiamo una norma non applicata, che è quella delle perequazioni
infrastrutturali, una norma straordinariamente moderna, che sembra
scritta da un economista proprio in queste ore, e che prevede una
perequazione per le infrastrutture di questa Regione, la cosiddetta
perequazione dei lavori pubblici sulla base del minor reddito da
lavoro che questa Regione ha già nel 1946 rispetto al resto del
Paese.
E, quindi, il lavoro, Presidente della Regione, che è
probabilmente il tema che merita davvero tutta la sua e la nostra
attenzione per una vera rivoluzione in questa nostra terra. Quindi,
un programma di investimenti che preveda una riprogrammazione seria
dei fondi dell'Unione europea, attraverso anche la possibilità per
i cittadini di controllare direttamente quali sono gli obiettivi
raggiunti dagli investimenti dei fondi dell'Unione europea.
E, poi, un tema, che è molto caro a questo Parlamento - l'ho
sentito anche dal collega Cancellieri e da altri colleghi,questa
stamattina -, quello della semplificazione legislativa.
Presidente della Regione, c'è un altro problema.
La scorsa legislatura, questo Parlamento, il Parlamento della XV
legislatura, ha approvato la legge regionale n. 5 del 2011, uno
strumento straordinario in termini di semplificazione legislativa,
amministrativa e di trasparenza, la più moderna che ci sia nel
sistema delle regioni italiane. E' una legge che è stata fortemente
voluta da questo Parlamento, è una legge che recepisce, per la
prima volta, il principio della trasparenza, che è stato
trasformato in principio costituzionale dalla riforma del titolo V
della Costituzione del 2001 e che, per la prima volta, trova
ospitalità nell'ordinamento giuridico regionale.
Questa legge, che prevede all'articolo 16 la semplificazione
legislativa, con l'obbligo di ogni Governo, entro il 31 marzo di
ogni anno, di presentare uno o più disegni di legge di
semplificazione legislativa proprio per riavvicinarsi ai cittadini
e riavvicinare le istituzioni ai cittadini e il comma successivo,
sempre all'articolo 16, che prevede la delegificazione, cioè quel
passo indietro che la legislazione deve fare rispetto ai temi che
dovrebbero appartenere soprattutto all'organo amministrativo ed
esecutivo per eccellenza. Ebbene, dal rapporto sulla legislazione
2012 che meritoriamente i funzionari e i consiglieri parlamentari
di questa Assemblea - e di questo sono grato davvero ancora una
volta - hanno fatto, si evince che gran parte di quella legge non è
stata ancora attuata. Si tratta di una legge del 2011, una legge
moderna, per cui onorevole Presidente, l'impegno del suo Governo,
ne sono certo, è di portarla avanti immediatamente, attraverso i
provvedimenti attuativi che sono un po' farraginosi, ma che
certamente meritano di essere velocizzati e spinti per fare in modo
che davvero questa legislatura inizi con un profilo costituente,
con un profilo davvero nuovo e moderno, che introduca in termini
concreti la semplificazione legislativa, non soltanto
amministrativa, e la delegificazione.
E poi il problema della semplificazione, onorevole Presidente, non
h soltanto un problema di velocizzare - lei l'ha ricordato ancora
una volta stamattina -, è il principale strumento di lotta alla
corruzione, alla mafia, i cassetti chiusi che purtroppo norme non
trasparenti hanno consentito negli anni passati. Attraverso
l'applicazione concreta di una legge sulla semplificazione e sulla
trasparenza, potrà esserci un'efficace lotta alla corruzione, ma si
potrà consentire altresì, di fare in modo che quello che lei
durante la campagna elettorale ha proposto e promesso ai cittadini,
diventi realtà, cioè attuare le autorizzazioni, le richieste, le
istanze di cittadini che, appena entrati in un ufficio pubblico,
perdono la speranza e allora diventa uno strumento di investimento,
uno strumento di sviluppo, uno strumento che davvero rimuova quegli
ostacoli allo sviluppo che noi in questi giorni intendiamo
rimuovere.
Presidente, occorre una linea programmatica, come lei
correttamente ha illustrato stamattina, che contribuisca a
combattere anche i pericoli di una recessione in atto, i pericoli
che anni di incosciente non Governo hanno determinato in troppi
settori della nostra economia.
E voglio citare gli ultimi mesi di spesa della scorsa legislatura,
fino al maggio del 2012, che hanno visto prevalere, ancora una
volta, tra le spese nuove le spese correnti, mentre le spese in
conto capitale, inferiori ancora una volta rispetto alle spese
correnti, non sono per nulla ancora qualificate.
Presidente, noi, lei, il suo Governo, e questo Parlamento tutto
abbiamo il dovere di rendere ai siciliani ciò che le insufficienze
spesso gravi di politica e burocrazia hanno tolto negli anni
precedenti. Abbiamo il dovere, Governo e Parlamento insieme, di
offrire ai siciliani la certezza che qui in Sicilia c'è il domani,
qui in questa Terra abbiamo il dovere di offrire ai nostri giovani
la certezza del loro futuro, qui in questa Terra, e non altrove,
abbiamo il dovere di far corrispondere i fatti alle parole, di
rendere bella e accogliente, anche con atti legislativi e
amministrativi concreti la nostra Sicilia, anche per le imprese che
vogliono venire qui da altre regioni o dall'estero poco importa, ad
investire, a creare ricchezza, a creare posti di lavoro veri, così
come per l'immigrato che desidera soltanto accoglienza e la
speranza di un futuro migliore rispetto a quello che la propria
terra di origine gli ha riservato.
Presidente Crocetta, desideriamo scrivere qui anche in questo
Parlamento, insieme a lei e al suo Governo, nel corso di questa
legislatura una bella pagina di storia della Sicilia, che faccia
giustizia dei tanti ipocriti e dannosi bizantinismi, delle troppe
omissioni e viltà che hanno piegato la Sicilia negli anni scorsi.
Lei, Presidente, ha una grande occasione che io credo voglia
sfruttare fino in fondo, di essere non soltanto il Presidente della
Regione, ma di essere l'autentica guida con le maiuscole , guida
politica e morale dei siciliani.
Noi, il Gruppo parlamentare del Partito Democratico, la sosterremo
con tutte le nostre forze, con lealtà e serietà nella sua azione
riformatrice, per il futuro dei siciliani, per non far morire
sciaguratamente l'ultima speranza dei siciliani, per non perdere la
legittimazione morale - e questa è la cosa più grave che sottolineo
- a parlare e ad essere ascoltati dai siciliani, per non perdere la
legittimazione morale a sedere sui banchi del Parlamento più antico
e prestigioso del mondo.
Auguri signor Presidente, auguri a lei e al suo Governo, auguri a
questo Parlamento e, attraverso lei e questo Parlamento, gli auguri
alla Sicilia e ai siciliani. Buon lavoro e Buon Natale di vero
cuore ai siciliani e a tutti voi.
(Applausi)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho avuto una serie di richieste di
interventi da parte di singoli parlamentari, ma ricordo che in
Conferenza di capigruppo si era concordato che potesse intervenire
un parlamentare per Gruppo per non più di cinque minuti, e comunque
non abbiamo tenuto rigidamente la regola dei tempi.
Ha chiesto la parola per una breve replica il Presidente della
Regione, onorevole Crocetta.
Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, ringrazio per avermi dato questa possibilità di una breve
replica.
Sinceramente credo di avere fatto un lavoro onesto questa mattina
nel presentare il programma che avevo già presentato agli elettori.
Mi sembra un atto persino di coerenza: questo è il patto che ho
assunto con i cittadini e questo presento in Aula. Quindi non
capisco le polemiche rispetto a questo, visto che poi quel
programma è stato sottoscritto dalla maggioranza dei siciliani.
Come me, allora anche voi siete stati votati con la metà dei voti.
Perché non è che per il Presidente hanno votato la metà, e per voi
no Quindi anche l'intero Parlamento sarebbe delegittimato
Credo che chi dice queste cose dimentica persino i princìpi
cardine del nostro sistema elettorale democratico, che è basato sul
principio della certezza dei risultati elettorali.
Un tempo l'anomalia era considerata il fatto che in Sicilia si
votasse troppo. Adesso l'anomalia è diventata il fatto che si è
votato poco. Probabilmente il fatto che molti cittadini non sono
andati a votare dovrebbe fare interrogare di più sulla vecchia
politica che sicuramente non ha dato quelle risposte che i
cittadini avrebbero voluto. E' una scelta che bisogna rispettare,
così come bisogna rispettare i dati delle maggioranze. Così come
quando si parlava delle Commissioni, ho sentito dare un grido
d'allarme rispetto al fatto che i rappresentanti della lista
Cinque Stelle' non dovessero avere nessun ruolo nelle istituzioni
assembleari, pur essendo praticamente il Partito che in percentuale
ha preso più voti. Non mi sembra un grande fatto di democrazia.
Nessuno mi dice che abbia condotto trattative parallele, ma che uno
debba esprimere le proprie opinioni, così come continuo a pensare
che l'accordo non abbia coinvolto tutte le forze politiche, e
quindi lo trovo istituzionalmente imperfetto.
Noi dobbiamo cominciare a lavorare tutti insieme per il bene della
Sicilia, che non c'entra affatto con le scelte di Governo.
Io ho trovato una Sicilia nel disastro. Ogni giorno, quando andavo
a Palazzo d'Orleans, trovavo lavoratori della Gesip sotto il
Palazzo, una vicenda che si trascinava da mesi con un palleggio
fra Regione e Comune. E la vicenda della Gesip è stata risolta.
Sarà stata pochissima cosa, però visto che era pochissima cosa non
capisco perché ce l'hanno tenuta in piedi tutto l'anno.
Poi avevamo gli operai di Termini Imerese che avevano il problema
della cassa integrazione e l'abbiamo risolta nel primo incontro che
abbiamo avuto con il Governo. Facilissimo Perché l'abbiamo risolto
subito, visto che era facile perché non si è risolta anche quella
una vicenda di un anno, visto che la cassa integrazione del 2012 è
stata stabilita e definita a fine anno. E per tutte le altre
imprese siciliane.
C'erano i comuni che non avevano ricevuto neppure le quote di
trimestralità già maturate, e le abbiamo date perché dietro la
crisi di cassa eccetera, eccetera e, straordinariamente, invece,
questo Governo ha trovato i soldi per i comuni, perché, cosa ha
fatto? Abbiamo evitato di pagare, per esempio, quelle cose inutili,
a volte, a cui si dà la priorità e abbiamo cominciato ad affrontare
il problema di fare pagare i servizi sociali dei comuni, il
precariato, la luce ai comuni, dando una priorità alle cose che
servivano.
Da oltre un anno il Governo nazionale voleva chiudere la
programmazione europea con il Governo regionale e non si riusciva a
chiudere, l'abbiamo chiusa in tre settimane e nella conferenza
stampa del Governo, del ministro Barca, la Sicilia è stata citata,
per la prima volta, come buon esempio di programmazione europea.
Non mi pare poco chiudere una programmazione europea in tre
settimane Ma era così facile
Ora, il problema è che la programmazione europea non è stata mai
chiusa. Quindi, probabilmente, per altri era difficile e, allora,
cosa voglio dire che siamo dei superman? No, siamo semplicemente
delle persone che lavorano, che vogliono fare le cose e che
probabilmente, rispetto alla programmazione europea, si sono poste
solo un problema: quali progetti esecutivi ha la Regione siciliana,
che razionalmente può utilizzare nel 2013 e nel 2014? E quelli
abbiamo inserito, senza tenere conto di chi li aveva fatti, di chi
non li aveva fatti, chi premeva politicamente a questo senza aprire
il mercato delle vacche della politica rispetto a queste cose, ma
chiudendo con il lavoro e vedendo semplicemente, concretamente ciò
che era realizzabile e che serviva ai Comuni e abbiamo dato la
priorità alle arterie stradali, abbiamo dato la priorità al
dissesto idrico geologico, alle imprese nelle zone di crisi e nelle
zone di calamità naturali, alle isole Pelagie, in grave situazione
economica.
Il fatto che abbiamo già iniziato la definizione dell'accordo con
le Ferrovie dello Stato per una cosa di cui si parla da vent'anni e
che non si è mai chiuso l'accordo con la Regione siciliana ed
abbiamo già un protocollo di intesa verbale e che questa intesa si
chiuderà entro la fine di gennaio, in modo scritto, e determinerà
l'avvio del potenziamento delle più grandi arterie ferroviarie per
legare le aree metropolitane della Sicilia, contribuendo a ridurre
in modo consistente la velocità in un progetto che si fa in due
fasi, il primo in un quinquennio che riduce i tempi della metà e
l'altro cinquanta per cento che viene tolto successivamente
portando il trasporto dall'aeroporto di Catania all'aeroporto di
Palermo in un'ora e venti introducendo l'alta velocità., ebbene,
anche questo vi potrà sembrare scontato, ma non si capisce perché
negli ultimi vent'anni questo accordo non si sia mai fatto E,
invece, adesso si conclude.
Probabilmente, qualche idea per cui questi accordi non siano stati
fatti, ovviamente, ce l'ho, perché ognuno cerca sempre il pelo
nell'uovo negli accordi che deve fare. E, invece, quando si vuole
fare si fa.
Il fatto che abbiamo già approvato come Giunta la prima proposta
di legge sul doppio voto di genere che si fa in Italia, sarà
pochissimo sul terreno dei diritti civili. Si è fatta, anche
questa, in questo periodo, però non si capisce perché ancora questo
diventi il tema di discussioni infinite in altri posti, e questo
Governo l'abbia fatta e proposta
Adesso la parola passa all'Assemblea sulla questione dei rifiuti,
l'ennesima questione sui rifiuti.
I comuni sono devastati dalla gestione degli ATO che producono
indebitamento, circa 2 miliardi di euro di debiti prodotti dagli
ATO e ancora continuiamo in questa logica; anche questa va
approvata entro il 31 dicembre - mi rendo conto che poi si dice:
bene, ma dobbiamo affrontare queste questioni con programmazione,
ma insomma non è che possiamo farci nulla sul fatto che le
elezioni sono avvenute alla fine di ottobre, la proclamazione del
Presidente della Regione é avvenuta dieci giorni dopo e quella dei
deputati oltre un mese dopo.
Quest'anno tutti quanti ci adoperiamo ad operare in emergenza, e
di emergenze ne troviamo tante. Quindi abbiamo le entrate, come
diceva l'onorevole Cimino, ma le entrate non sono aumentate per il
semplice motivo che, in questi anni, si è bloccata tutta l'attività
produttiva, perché vorrei ricordare che il Governo precedente si è
avviluppato dentro la logica che siccome doveva partecipare con il
50 per cento di quota di finanziamento sui Fondi europei non li
faceva andare avanti, noi siamo riusciti ad ottenere che paghiamo
il 25 per cento del cofinanziamento. Anche questa era una conquista
scontata, oppure questo Governo ha portato un risultato importante
alla Sicilia?
Ma un altro elemento su cui voglio fare riflettere è che quando si
avviano i progetti europei sì, si spende in quota di finanziamento,
però poi rientrano i fondi attraverso l'IVA, attraverso l'IRPEF,
attraverso una serie di contribuzioni che le imprese pagano e
quindi così si fa la cassa, e non è vero che la quota di
cofinanziamento si paga tutta perché si spalma sul bilancio
pluriennale ed anche questo è stato uno degli errori
dell'amministrazione attiva di questa Regione, cioè di non pensare
che il cofinanziamento va distribuito negli anni di pertinenza.
Anche su questo, probabilmente, è l'uovo di Colombo, però non si
capisce perché questo uovo di Colombo si trova, perché quando una
soluzione è stata trovata è facile e scontata, però resta il fatto
che tutto ciò che era bloccato l'abbiamo sbloccato; il fatto dei
sindaci su cui ho sollecitato il Governo precedente per ben due
anni e non è partito assolutamente nulla, salvo in alcuni comuni,
in alcune realtà che hanno fatto tutto da soli, che sono nel gelese
e nel calatino, a cui ho dato persino una mano per realizzarle,
oggi può partire in tutta l'Isola e determina nuove entrate,
onorevole Cimino, determina nuove entrate, perché con il patto dei
sindaci arrivano fondi non programmati dall'Unione Europea perché
sono fondi che vengono dati dalla Banca europea degli investimenti
sulla base di progetti cantierabili e lì potremo dare una
sistemazione certa ad una parte notevole del precariato ed
incominciare ad affrontare gli sgravi.
Quindi, non è vero che il nostro è un programma di tagli. E' un
programma prudente di tagli, anche rispetto al bilancio che
presenteremo, perché siccome non vogliamo fare il gioco delle tre
carte, diciamo intanto che cominciamo a metterci in bonus e poi
attiviamoci per fare funzionare quei progetti, non facendo
previsioni virtuali di spesa che poi non si realizzano. E vorremmo
essere contenti che, alla fine dell'anno, abbiamo incassato più di
quanto magari abbiamo previsto e dovrà essere l'obiettivo perché
siamo riusciti a mettere in cantiere i lavori che dovevamo mettere.
Gli sprechi: se abbiamo ridotto del 20 per cento il compenso del
salario accessorio credo che abbiamo cominciato a fare la battaglia
agli sprechi; se abbiamo eliminato - entro febbraio non ci saranno
più - 13 aziende che erano in liquidità da dieci anni con chi ce la
dovremmo prendere - guardate, le polemiche fino ad ora non le
vorrei fare, ma sicuramente non ce la possiamo prendere con il mio
Governo che ha fatto finalmente una cosa che doveva essere fatta da
dieci anni, quello di eliminare aziende che servono solo a nominare
consigli di amministrazione, direttori generali, a dare incarichi
di consulenza, a spendere risorse.
Poi ci sono tutte le altre cose, anche di impatto penale in questa
Regione, perché alla formazione, per esempio, si possono fare gli
appalti per dare i servizi informatici a terzi, si prevede che la
Regione, l'importo è x e i locali dove si opera sono a spese
della società che vince l'appalto e poi, dopo sei mesi,
puntualmente, in questa Regione, in questi anni, si è fatta la
modifica degli appalti, per dire, del capitolato dell'appalto,
modificando l'oggetto dell'appalto, questione prevista chiaramente
come reato dalla legge penale esistente e si danno locali che
costano, magari, 150 milioni di euro ad aziende private con le
quali si è già pagato con altre risorse perché non si dovevano
pagare e potremmo continuare all'infinito.
La nostra benevolenza, dovete capire, che è stata anche notevole
nei confronti.
Noi vogliamo operare per il futuro, però guai a dire che questo
Governo fa chiacchiere o, addirittura, che avrebbe rappresentanti
di Cuffaro in Giunta.
Io ho assessori che sono stati dirigenti della Regione e lo sono
stati quando c'era Cuffaro, quando Cuffaro non c'era,
semplicemente perché hanno lavorato alla Regione. Questa è una
colpa?
In un Paese democratico normalmente no, e non può essere argomento
di critica politica perché, normalmente, i dirigenti non si
guarda Allora, che dovrei fare adesso?
Dovrei licenziare - e finisco - oppure non utilizzare nel mio
staff, persino tra quelli più vicini a me, persone che hanno fatto
parte, che hanno collaborato con altri Governi?
Ma questa è la follia dell'odio che non appartiene alla mia
cultura di Governo; nella mia cultura di Governo ci sono i
dirigenti che possono essere di destra, di sinistra e di centro ed
io ho intenzione di collaborare nella misura in cui queste persone
sono persone perbene.
Quindi, se c'è qualcuno che ha lavorato con la pubblica
Amministrazione si dica che questa persona non é onesta, che non va
bene, che non lavora, e allora su questo terreno sono disponibile a
fare autocritica, ad assumere gli atti necessari, però se si vuole
criminalizzare un dirigente ed accusare questo Governo di
Cuffarismo che è l'ultima cosa che questo Governo sicuramente vuole
fare, allora, credo che siamo fuori strada.
Per quanto riguarda l'accusa di Giacobinismo, di essere giacobino
e doroteo, potrebbe essere persino un complimento, perché significa
che all'azione concreta, all'azione ed intenzione ideale so persino
accompagnare la pratica pragmatica del Governo che dà risposte
concrete alla gente. E queste risposte concrete alla gente le
vogliamo dare perché non ci siamo candidati per fare chiacchiere
giacobine ma, insieme ad una tensione ideale che vogliamo avviare,
vogliamo risolvere il problema ai siciliani e credo che questo
Governo lo farà.
Chi partecipa a questo Governo, chi lo vuole sostenere sia
benvenuto, chi non lo vuole sostenere sia benvenuto lo stesso
perché non è che ci freghi molto, voglio dire, di questa
situazione.
Purtroppo, la storia della Sicilia è fatta sempre di polemiche e
di incapacità a trovare elementi comuni di dialogo; in altre parti
avviene un po' diversamente, ma qui è una disgrazia che ci dobbiamo
portare avanti.
Se questo Governo riuscirà a portare le riforme continuerà la sua
esperienza, se questo Governo non porterà quei risultati giacobini
che vuole portare, allora andremo liberamente alle elezioni,
dopodiché i cittadini decideranno. Però nessuno si aspetti sconti
sull'azione di moralizzazione, di riforma, di cambiamento e dello
sviluppo della Sicilia pensando di fare gli agguati al Governo,
perché questo metodo credo che sia prima di tutto rifiutato da gran
parte di questo Parlamento che si pone con responsabilità della
questione degli atti. Capisco che adesso ci sono le elezioni
politiche nazionali, per cui tutto diventerà drammatico, però,
sinceramente, vorrei operare con spirito di collaborazione aperto a
tutti. Che dirvi?
Auguri sinceri di buon Natale a voi ed alle vostre famiglie e
grazie anche per il vostro contributo.
(Applausi)
PRESIDENTE. Onorevole Formica, non è finita l'Aula.
FORMICA. Signor Presidente, lei non mi ha concesso la parola.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, lei non poteva parlare perché per
il suo Gruppo ha parlato l'onorevole Musumeci.
Presidenza del presidente Ardizzone
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole D'Agostino è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, devo dare delle comunicazioni.
Devo dire che uscendo troverete i giornalisti che prima non
avevano accesso in tutte le sale, questo per dire che non abbiamo
paura di niente, che questa, così come ho più volte detto, sarà una
casa di vetro e i giornalisti servono proprio a questo.
E' stato concordato con il decano dei giornalisti e con la
Segreteria generale quali sono le Sale che si possono frequentare
per essere più a contatto con i parlamentari.
Esprimo soddisfazione per i lavori di oggi. E' stato un dibattito
franco, produttivo, libero da preconcetti e devo dire ricco di
contenuti. A chi ha sollecitato il Presidente ad essere chiaro,
ritengo lo sia stato ancora una volta, devo dire, nella replica.
Questo ritengo che sia un buon auspicio per il confronto dialettico
che si svilupperà nel corso della legislatura.
Io formulo a tutti voi e alle vostre famiglie gli auguri di un
sereno Natale.
Gli auguri di un buon 2013 ce li faremo ancora in quest'Aula
perché penso che i siciliani si aspettino da parte nostra
soprattutto che si lavori, e c'è stata disponibilità ribadisco da
parte di tutti i Gruppi.
La seduta è rinviata a sabato, 29 dicembre 2012, alle ore 15.00,
con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Autorizzazione all'esercizio provvisorio per l'anno 2013.
Ancora la delibera non è arrivata ma si tratta di un
obbligo costituzionale quindi sono fiducioso, per altro
sono queste le intese con il Governo che ha dimostrato
di stare nei tempi, che arriverà giorno 27.
2) - Norme di modifica alla gestione integrata dei rifiuti di
cui alla legge regionale 8 aprile 2010, n. 9 . (n. 56)
3) - Norme in materia di personale. Disposizioni contabili . (n.
58)
PRESIDENTE. Questa norma è definita la proroga dei precari.
Chiaramente, le Commissioni sono autorizzate a lavorare dal 27 al
29 mattina. Chiedo uno sforzo a tutti anche se non stiamo
rigidamente dentro il Regolamento, ma già l'ha spiegato il
Presidente Crocetta che si è arrivati con ritardo alla
proclamazione degli eletti, all'insediamento del Governo,
all'insediamento dell'Ufficio di Presidenza e delle Commissioni.
Ciò ci comporta, ma lo facciamo con piacere, questo sforzo
suppletivo ad esitare la legge, ribadisco, sui precari, così come
era stato stabilito in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, la proroga che riguarda gli ATO e l'autorizzazione
all'esercizio provvisorio.
La seduta è tolta alle ore 13.49
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
Presidenza del presidente Ardizzone
FIORENZA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Barbagallo, Currenti,
Panepinto e Vinciullo sono in congedo per oggi.
L'Assembla ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Nuove norme in materia di panificazione. (n. 1)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Federico in
data 13 dicembre 2012.
- Testo unico della disciplina del commercio e della
somministrazione di alimenti e bevande nella Regione. (n. 2)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Federico in
data 13 dicembre 2012.
- Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
derivanti dall'amianto. (n. 3)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Federico in
data 13 dicembre 2012.
- Cittadinanza di genere. (n. 4)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cirone Di
Marco, Maggio, Milazzo, Raia, Lupo e Marziano in data 13 dicembre
2012.
- Norme in materia di rappresentanza di genere. (n. 5)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Raia, Cirone
Di Marco, Maggio, Milazzo, Raia, Lupo e Marziano in data 13
dicembre 2012.
- Fondo per il microcredito nella Regione. (n. 6)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Raia in data
13 dicembre 2012.
- Istituzione degli ecomusei della Sicilia. (n. 7)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Raia in data
13 dicembre 2012.
- Interventi a sostegno dell'editoria siciliana, dell'informazione
e del giornalismo partecipativo. (n. 8)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Raia in data
13 dicembre 2012.
- Norme in favore del personale precario del Servizio sanitario
regionale della Sicilia. (n. 9)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Raia in data
13 dicembre 2012.
- Riordino del settore termale. (n. 10)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Raia in data
13 dicembre 2012.
- Istituzione liste di prenotazione nel mercato del lavoro
agricolo privato. (n. 11)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Raia in data
13 dicembre 2012.
- Diminuzione del fondi per le spese del Presidente della Regione.
(n. 12)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Musumeci ed
altri in data 13 dicembre 2012.
- Riduzione dell'indennità di carica dei deputati dell'Assemblea
regionale siciliana. (n. 13)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Musumeci,
Ioppolo, Ruggirello e Currenti in data 13 dicembre 2012.
- Riduzione delle maggiorazioni dell'indennità di carica dei
deputati dell'Assemblea regionale siciliana e dei componenti della
Giunta regionale di Governo. (n. 14)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Musumeci,
Ioppolo, Ruggirello e Currenti in data 13 dicembre 2012.
- Eliminazione della soglia di sbarramento per l'elezione dei
consigli comunali e provinciali. (n. 15)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ioppolo,
Musumeci, Ruggirello e Currenti in data 13 dicembre 2012.
- Accesso al diritto di abitazione ed alla proprietà della casa
mediante mutuo sociale. (n. 16)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Musumeci,
Ioppolo, Ruggirello e Currenti in data 13 dicembre 2012.
- Stabilizzazione del personale impiegato a tempo determinato
addetto ai lavori di sistemazione idraulico forestale e idraulico
agrario assunto alle dipendenze dell'Amministrazione forestale
regionale per le esigenze connesse all'esecuzione dei lavori
condotti in amministrazione diretta. (n. 19)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 13 dicembre 2012.
- Riconoscimento della funzione sociale ed educativa svolta dagli
oratori, dagli istituti cattolici e dagli enti di culto
riconosciuti dallo Stato. (n. 20)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 13 dicembre 2012.
- Recepimento del decreto Legge 13 agosto 2011, n. 138, recante
Istituzione dell'elenco dei revisori dei conti degli Enti Locali e
modalità di scelta dell'organo di revisione economico finanziario .
(n. 21)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 13 dicembre 2012.
- Norme in materia di guide turistiche. (n. 22)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Provvedimenti urgenti nel settore dell'edilizia popolare. (n.
23)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Norme relative alle I.A.C.P.. (n. 24)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Riapertura termini per pagamento condono edilizio. (n. 25)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Modifica dell'articolo 2 della legge regionale 6 aprile 1996, n.
29. (n. 26)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Ripianamento finanziario dell'Osservatorio permanente sulla
criminalità organizzata. (n. 27)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 13 dicembre 2012.
- Interventi sociali per l'edilizia agevolata e convenzionata. (n.
28)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Istituzione della Consulta delle elette in Sicilia'. (n. 29)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Modifica all'articolo 4 della legge regionale 20 aprile 1976, n.
35. (n. 30)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Istituzione degli Enti territoriali regionali. (n. 31)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 13 dicembre 2012.
- Modifica di norme in materia di garanzie fornite dai soci
garanti di cooperative agricole ed alimentari. (n. 32)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Norme in materia di agevolazioni fiscali per la ricomposizione
fondiaria. (n. 33)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Trattamento Biologico non invasivo per combattere il punteruolo
rosso. (n. 34)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Autorizzazione alla bruciatura di paglia, sfalci e potature
nelle attività agricole in Sicilia. (n. 35)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Norme in materia di contrasto all'obesità infantile e giovanile.
(n. 36)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Interventi in favore dei soggetti affetti da dislessia e da
altre difficoltà specifiche di apprendimento. (n. 37)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Equiparazione delle norme regionali alla legislazione na-zionale
in tema di incompatibilità all'ufficio di deputato regionale. (n.
38)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Istituzione dell'Ufficio speciale per l'alienazione dei beni di-
sponibili delle Aziende sanitarie. (n. 39)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 13 dicembre 2012.
- Norme in favore dei centralinisti telefonici ciechi. (n. 40)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Caputo, Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.
- Estensione dei benefici della legge regionale 13 settembre 1999,
n. 20, alle signore Carmela e Paola Scibilia. (n. 41)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 13 dicembre 2012.
- Modifica della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98. Norme in
materia di inquadramento del personale delle riserve naturali. (n.
42)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 13 dicembre 2012.
- Norme in materia di concessioni demaniali per uso abitativo.
Modifica dell'articolo 4 della legge regionale 29 novembre 2005, n.
15. (n. 43)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 13 dicembre 2012.
- Istituzione della figura dello psicologo scolastico. (n. 44)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 13 dicembre 2012.
- Insegnamento dell'educazione motoria e sportiva nelle scuole
primarie. (n. 45)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 13 dicembre 2012.
- Abrogazione dell'art. 1 della Legge regionale n. 44 del
30/12/1965. (n. 46)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Falcone,
Pogliese, Caputo, e Vinciullo in data 13 dicembre 2012.
- Modifica dell'art. 8 della Legge regionale 16 dicembre 2008, n.
22. (n. 47)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Falcone,
Pogliese, Caputo, e Vinciullo in data 13 dicembre 2012.
- Disposizioni in materia di acquisizione dei dati inerenti l'uso
di sostanze stupefacenti da parte dei Parlamentari eletti
all'Assemblea Regionale Siciliana e provvedimenti consequenziali.
(n. 48)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Pogliese e Falcone in data 13 dicembre 2012.
- Disciplina della medicina non convenzionale. (n. 49)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Scoma in data
14 dicembre 2012.
- Istituzione del Garante regionale della famiglia. (n. 50)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Scoma in data
14 dicembre 2012.
- Norme a tutela del buon andamento dell'Amministrazione regionale
ed a garanzia dei principi di legalità, trasparenza ed imparzialità
dell'azione amministrativa. (n. 51)
di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(on. Crocetta) in data 17 dicembre 2012.
- Autorizzazioni accreditamento degli studi professionali di
fisioterapia. (n. 52)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Ferrandelli
in data 19 dicembre 2012.
- Norme in favore dei centralinisti ciechi. (n. 53)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Panarello in
data 19 dicembre 2012.
- Sistema regionale per la ricerca e l'innovazione. (n. 54)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Panarello in
data 19 dicembre 2012.
- Disposizioni volte a perseguire l'equilibrio della
rappresentanza fra i sessi nell'Assemblea regionale siciliana.
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ioppolo,
Currenti, Formica, Musumeci e Ruggirello in data 19 dicembre 2012.
(n. 55)
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
di legge
alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati ed inviati alle
Commissioni legislative:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Norme di modifica alla gestione integrata dei rifiuti di cui
alla legge regionale 8 aprile 2010, n. 9. (n. 56)
di iniziativa governativa, presentato il 20 dicembre 2012 e
inviato il 20 dicembre 2012.
- Norme transitorie per la regolazione del servizio idrico
integrato. (n. 57)
di iniziativa governativa, presentato il 20 dicembre 2012 e
inviato il 20 dicembre 2012.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Norme in materia di personale. Disposizioni contabili. (n. 58)
di iniziativa governativa, presentato il 20 dicembre 2012 e
inviato il 20 dicembre 2012.
Comunicazione di ritiro di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che, con nota acquisita al prot. n.
10497/SG.LEG.PG., l'onorevole Fabrizio Ferrandelli ha ritirato il
disegno di legge n. 52 Autorizzazioni accreditamento degli studi
professionali di fisioterapia presentato in data 19 dicembre 2012.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1 - Notizie in merito al trasferimento del centro vaccinazioni
attualmente operativo presso l'ospedale Cervello di Palermo.
- Assessore Salute
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio
N. 5 - Piani di controllo ed eradicazione della brucellosi.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
- Assessore Salute
Firmatario: Caputo Salvino
N. 15 - Chiarimenti sulle procedure per l'assegnazione ed
utilizzazione dei beni confiscati alla mafia ed applicabilità della
procedura adottata per il feudo Verbumcaudo di Polizzi Generosa
(PA) ad altri beni.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Caputo Salvino
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 3 - Iniziative per fronteggiare l'emergenza incendi nella
provincia di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Caputo Salvino
N. 8 - Notizie in merito alla mancata erogazione della 'Cassa
integrazione guadagni 2011' per il comparto pesca.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Caputo Salvino
N. 9 - Notizie in merito al finanziamento del film 'C'è sempre un
perché' prodotto dalla 'Seven Dreams Production'.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Caputo Salvino
N. 11 - Notizie in merito al piano industriale di Fincantieri e ai
prospettati 140 esuberi a Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Caputo Salvino
N. 13 - Notizie in merito ai Progetti 'Avviso 8' e 'Avviso 12'.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Economia
Firmatario: Caputo Salvino
Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al Governo e
alle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2 - Estensione delle misure d'intervento previste dal decreto
del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali del
18 ottobre 2012, per i danni subiti dagli agricoltori relativamente
agli alberi da frutta ed al raccolto.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatario: D'Asero Antonino
N. 4 - Provvedimenti urgenti per il ripristino degli stanziamenti
per l'erogazione del buono scuola.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Scoma Francesco
N. 6 - Sospensione della gara per i lavori di ristrutturazione
della cantina Kaggio di Monreale (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Caputo Salvino
N. 7 - Interventi urgenti a seguito di fenomeni pluviali presso
l'Istituto comprensivo statale 'Monreale II' (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Caputo Salvino
N. 10 - Chiarimenti in ordine alla prosecuzione dei contratti dei
lavoratori ASU presso l'Azienda Ospedaliera Policlinico Paolo
Giaccone di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Caputo Salvino
N. 12 - Notizie in merito ai contratti degli specializzandi di
medicina negli Atenei siciliani.
- Assessore Salute
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Caputo Salvino
N. 14 - Provvedimenti urgenti in relazione ad atti intimidatori al
cantiere 'SIS'di Palermo.
- Presidente Regione
Firmatario: Caputo Salvino
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 1 - Richiesta di revoca del sistema Muos di Niscemi.
- Presidente Regione
Firmatari: Musumeci Sebastiano; Ioppolo Giovanni; Currenti
Carmelo; Ruggirello Paolo
N. 2 - Notizie circa la formulazione dell'elenco regionale di
idonei alla nomina di Direttore Generale delle Aziende del Servizio
Sanitario Regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Fiorenza Cataldo
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la mozione numero 1
Interventi urgenti a livello centrale mirati ad ottenere la rapida
approvazione, comunque entro la XVI legislatura dell'ARS, del
disegno di legge di modifica dell'art. 36 dello Statuto siciliano ,
degli onorevoli Cimino Michele, Grasso Bernadette Felice, Lantieri
Annunziata Luisa, Savona Riccardo, Tamajo Edmondo, presentata il 17
dicembre 2012.
Avverto che la mozione testé annunziata sarà demandata, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Regione
Presidenza del presidente Ardizzone
Comunicazione del programma di Governo da parte del Presidente
della Regione
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Comunicazione del programma di Governo da parte del Presidente
della Regione .
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, sicuramente è per me e per il Governo un'occasione
importante avere questo momento di confronto parlamentare
attraverso il quale si traccia quella che dovrà essere l'azione di
Governo nei prossimi anni.
Anche se queste dichiarazioni programmatiche vengono già in una
fase in cui, in qualche modo, il Governo ha già operato, anche se,
onestamente, queste dichiarazioni programmatiche devono tenere
conto dell'azione che è stata fatta dal Governo in questo lasso di
tempo brevissimo.
Abbiamo chiuso, per esempio, la programmazione dei Fondi europei
per il biennio 2013/2014 e sono 6 miliardi di euro che entrano
immediatamente in programmazione e immediatamente nella spesa,
individuando una serie di questioni importanti che vanno dall'aiuto
alle imprese nelle aree in crisi come possono essere Termini
Imerese o alle aree interessate da calamità naturali come le
aziende colpite dall'alluvione o da frane, l'inserimento stesso,
per esempio, delle isole Pelagie che, in questi due ultimi anni,
hanno dovuto affrontare emergenze terribili legate anche ai
sommovimenti che ci sono stati in Africa; misure importanti a
favore dei deboli, del precariato, della diversabilità ma anche a
favore delle imprese e delle infrastrutture laddove abbiamo
disegnato - nella programmazione già svolta - una serie di
questioni importantissime relative alla circolazione su gomma che
dovrà riguardare soprattutto i collegamenti verso l'aeroporto di
Comiso ma anche l'asse nord-sud, i collegamenti tra Agrigento e
Palermo, tra Ragusa e Catania.
Quindi, una serie di interventi che possono immediatamente
addirittura essere appaltati proprio perché hanno dei progetti
esecutivi come la progettualità sui porti, il finanziamento
prioritario di quei porti che hanno progetti esecutivi ed altre
cose.
L'avvio delle zone franche urbane, con il finanziamento di tutte
le 17 zone franche urbane della Sicilia: anche questo mi sembra un
grande segnale. Noi avevamo una programmazione del CIPE che doveva
finanziare da anni quei progetti, non lo ha mai fatto e ne avrebbe
finanziato solo tre che erano, per intenderci, Librino, Gela ed
Erice. Però, ritenevo veramente ingiusto, in una situazione di
crisi come questa, escludere la maggior parte delle province
siciliane a partire da Palermo fino ad alcune zone del messinese o
altre realtà dell'isola che sono in grave situazione. Per cui il
Governo ha fatto la scelta di inserire tutte le zone franche urbane
che erano state ammesse, 17, e questo consentirà in qualche modo
segnali di ripresa forte in aree di disagio sociale notevole.
Abbiamo trovato i fondi per il finanziamento degli studi per il
fatto dei sindaci, quindi poter avviare il fotovoltaico nei comuni,
nelle province ma anche negli edifici della Regione siciliana,
consentendo un abbattimento dei costi per le spese dell'energia del
50 per cento e nella proiezione investimenti per circa cinque
miliardi di euro realizzabili attraverso la Banca europea degli
investimenti.
Una serie di misure sono intervenute. Abbiamo già presentato norme
relative alle incompatibilità e alla trasparenza, che sono state
già inviate alle apposite Commissioni legislative
La norma di proroga al 31 dicembre degli ATO e la possibilità per
i comuni di gestire in proprio il servizio di raccolta e trasporto
dei rifiuti solidi urbani, problema non indifferente proprio per i
costi che tutto questo determina a carico degli ATO, perché molto
spesso i comuni non trovano risorse per potere pagare.
Abbiamo già proposto una norma sulla parità di genere, quindi sul
doppio voto di genere nelle elezioni amministrative, ed anche
questa è stata già inviata all'Assemblea regionale siciliana e
credo che sia già in trattazione nell'apposita Commissione.
In pratica, il Governo ha già avviato una serie di cose, e quello
che ritengo estremamente importante è il fatto che nelle
dichiarazioni del Presidente Ardizzone il Governo ha registrato una
grande sintonia fra il lavoro che vuole fare il Parlamento e quello
che vuole fare il Governo in termini di spending review, cioè di
revisione della spesa, anche se l'azione del Governo più che sulla
semplice revisione della spesa vorrebbe puntare sulla sua
riqualificazione. Perché il problema non è soltanto quello di
operare dei tagli, ma di fare alcune spese e di non farne altre.
Per esempio, il Governo ha già avviato l'azione amministrativa per
l'eliminazione definitiva entro febbraio di tredici società che
erano in liquidazione da dieci anni, però esattamente continuavano
a spendere come se fossero attive, cioè passive, perché
praticamente producevano solo indebitamente i costi.
Siamo revisionando attualmente una trentina di compartecipate per
vedere laddove obiettivamente ci sia una convenienza a tenerle in
piedi perché il ragionamento qui deve essere anche molto chiaro.
Come facciamo a tenere compartecipate laddove queste qui magari a
volte non producono nessun bene, nessun servizio ma servono
semplicemente a produrre spese. Tanto vale affrontare brutalmente
la questione del personale che viene trasferito a fare altre cose,
eliminiamo tutte quelle spese generali obbligatorie che sono fatte
di locali da affittare, di spese per l'energia, telefono, per
incarichi, perché queste aziende, spesso, producono esclusivamente
debiti e quindi finiscono per non essere assolutamente utili, anzi
completamente dannose per l'economia e la finanza siciliana.
Oggi vi leggerò il programma che ho presentato prima della
chiusura della campagna elettorale, e lo faccio per un ragionamento
di coerenza. Tra l'altro, questo programma l'ho registrato davanti
al segretario comunale di Tusa, il comune in cui risiedo
prevalentemente da qualche mese, alla chiusura della presentazione
delle liste, proprio per segnare un elemento certo che i discorsi
che si fanno in campagna elettorali sono poi gli stessi che si
fanno dopo la campagna elettorale.
Quindi magari risentirà di qualche verbo che, invece, dovrebbe
essere stato al presente piuttosto che al futuro, ma lo spirito di
questa relazione è chiaro, veloce, e vuole porre l'accento su una
serie di questioni che riteniamo estremamente importanti, che sono
state discusse anche con l'approvazione del Governo.
«E' una Sicilia stremata, quella che il Governo regionale e il
Parlamento siciliano si trovano di fronte. Ai siciliani noi
vogliamo ridare la speranza; la crisi finanziaria ed economica che
negli ultimi anni ha colpito il mondo occidentale industrializzato
ha aggravato le già preoccupanti condizioni di difficoltà e disagio
che la popolazione siciliana continua a patire.
C'è uno scontro in Europa fra quanti vogliono portare avanti una
politica di difesa esclusiva degli interessi delle banche e dei
mercati - causando licenziamenti di massa, aumentando la
percentuale di povertà e facendo venire meno l'attenzione delle
fasce più deboli e della società in genere - e, invece, quanti
sostengono la difesa della moneta unica proponendo una politica di
sviluppo e di occupazione, di difesa dello stato sociale, di difesa
dei più deboli, ampliando la base produttiva e tagliando i
privilegi delle caste. In verità è in atto in Europa un attacco
alle zone deboli dell'Unione che così tendono a divenire sempre più
marginali.
Il nuovo Governo della Regione si batte e lotterà per impedire il
processo di marginalizzazione della Sicilia sia a livello nazionale
quanto europeo, riacquistando quel ruolo di protagonista del
proprio presente del proprio futuro ormai perso negli ultimi anni.
L'impegno cui siamo chiamati tutti quanti è quello di riprendere
in mano il filo di una matassa che dovrà essere velocemente
districata per impedire il crollo economico e sociale della
Sicilia.
Questi ultimi anni hanno tracciato una crisi senza precedenti,
nell'ambito privato numerose aziende, in particolare, piccole e
medie imprese hanno cessato le loro attività, dichiarato fallimento
o ridimensionato il personale impiegato. Molti siciliani hanno
perduto il loro lavoro, anche quello precario, e si sono aggiunti
alla folta schiera di coloro i quali non hanno e non trovano
occupazione, giovani, donne e ultra cinquantenni sono le principali
vittime di tale massacro sociale.
Nell'ambito pubblico le politiche di contenimento e riduzione
degli sprechi, per molti versi condizionate da molteplici
circostanze (malfunzionamento del comparto pubblico e aumento
dell'imposizione fiscale tributaria), non sempre hanno raggiunto
gli obiettivi auspicati. La maggior parte degli enti locali,
stretti fra l'esiguità delle risorse a disposizione e i vincoli
imposti dai patti di stabilità, fatica a garantire l'espletamento
dei servizi essenziali ed ha quasi rinunciato ad attuare una
politica di investimenti.
La crisi non concede tregua. I ritardi si accumulano e i processi
di trasformazione della società proseguono incalzanti. Tutto
diventa competizione e le incertezze si pagano a caro prezzo.
La Sicilia ha bisogno di una nuova stagione improntata ad una
buona politica di cambiamento e innovazione che sappia coniugare
efficienza, efficacia e credibilità della classe dirigente,
presupposto indispensabile per riconquistare la fiducia dei
cittadini, un'azione politica e amministrativa concreta fondata su
idee strategiche di sviluppo e rilancio della nostra terra.
Vi è una nuova centralità da cogliere: il Mediterraneo quale luogo
privilegiato del traffico commerciale tra l'Asia in espansione e
l'Europa in regressione. A questi appuntamenti la Sicilia non può
farsi trovare impreparata. E' dentro quest'ambito che la crescita
dell'economia siciliana diventa tappa obbligata di un processo di
rilancio dell'intera economia nazionale e il Mezzogiorno deve
essere protagonista di una nuova occasione di sviluppo per il
Paese.
Rivedere i criteri di utilizzo dei finanziamenti europei e
programmare i nuovi fondi comunitari con modalità che superino
definitivamente le parcellizzazioni e le dispersioni del passato e
concentrino le risorse su alcuni grandi assi strategici in grado di
promuovere sviluppo, crescita occupazionale qualificata,
infrastrutture, istruzione e formazione, ricerca e innovazione.
Fare della concertazione sociale e della programmazione dal
basso il metodo di lavoro insostituibile con il quale promuovere
le azioni da svolgere ed assumere in maniera condivisa le
decisioni. Un percorso nel quale ogni singolo cittadino si sentirà
e sarà protagonista delle scelte da compiersi per innescare il
cambiamento. Mutuando i tratti qualificanti della stagione della
progettazione integrata e negoziata e sviluppando forme stabili di
coinvolgimento partecipativo degli attori imprenditoriali e sociali
nelle scelte da compiere, si potrà agire per il miglioramento
comune.
Pertanto, da questo ne discenderà che sia la rivisitazione dei
programmi ancora oggi in essere, cofinanziati con i fondi
strutturali, quanto i programmi regionali per il futuro periodo di
programmazione saranno caratterizzati dal confronto con tutti i
rappresentanti delle Amministrazioni locali, le forze sociali,
imprenditoriali e del mondo del volontariato.
Qui, di seguito, leggerete la mia proposta, la nostra proposta di
aprire a un'altra Sicilia, nuove aree programmatiche iniziali che,
con il contributo di tutti coloro i quali intenderanno sposare il
partito del fare legale e del cambiamento senza alcun distinguo
di appartenenza, diverranno un programma di Governo finalizzato a
promuovere crescita e occupazione nel breve e nel medio periodo e
avviare un processo di profonda trasformazione della Sicilia in
grado di renderla competitiva nel contesto dei mutamenti globali
nel quale il mondo è impegnato.
La lotta alla mafia non deve essere più lo slogan di una classe
politica che, poi, non sviluppa azioni concrete perché ci vuole una
reale pratica antimafia di governo dell'Amministrazione pubblica
che deve interessare tutti i settori della Regione. Bisogna
cacciare dalla Regione la mafia.
La Regione della rivoluzione, della dignità metterà sotto lo
stesso tetto Istituzioni, volontariato, parti sociali, imprese,
lavoratori, associazioni anti-racket e anti-mafia in un lavoro
straordinario per eliminare ogni forma di criminalità, di
corruzione e di legame con la mafia. Creeremo un osservatorio
antimafia e antiracket che funzionerà da elemento di collegamento
tra l'azione di Governo e l'azione della società. La mafia deve
essere cacciata dagli appalti, dai sub-appalti e dalle forniture.
Occorrerà semplificare l'acquisizione delle informative antimafia
delle imprese attraverso la creazione delle white list delle
imprese che possono lavorare con la pubblica Amministrazione. Le
imprese che denunziano il pizzo e la corruzione, invece di essere
discriminate come molto spesso oggi accade, riceveranno sostegno
pubblico. La formazione del nuovo cittadino non sarà obiettivo solo
della scuola ma in tutta la società, saranno valorizzati progetti
integrati tra istituzioni, scuola, quartieri, chiese ed
associazioni religiose e laiche. Parole come parità non dovranno
più essere vuote, proporremo la legge - già l'abbiamo fatto - per
il doppio voto di genere in tutti gli organismi elettivi delle
donne, la loro presenza in tutte le Giunte comunali, provinciali e
regionali dovrà essere garantita. Ci batteremo contro ogni forma di
discriminazione di varia natura. Sarà una politica per le famiglie
e le persone.
La sanità sarà il punto centrale della dignità, che metterà al
centro i bisogni degli ultimi, si batterà contro ogni
disuguaglianza e valorizzerà le differenze come ricchezza. Ci
batteremo per il lavoro, proporremo percorsi lavorativi per le
persone diversamente abili. Lavoreremo per l'incursione sociale di
tutti abbattendo ogni ghetto ed ogni emarginazione, sposando anche
le battaglie per i diritti civili delle persone. La nuova sanità
metterà al centro la dignità dell'uomo dialogando in alcune parti
con il mondo dell'assistenza e mettendo al centro il concetto di
cittadino piuttosto che quello di paziente, dando prioritariamente
importanza alla prevenzione, curando i malati e seguendoli dopo la
fase di cura. Il mondo del volontariato è al centro di tale
ragionamento poiché, dietro ogni volontario, c'è un non vedente che
vuole vedere, un diversamente abile che vuole camminare, sentire e
partecipare alla vita sociale.
Il nostro punto di riferimento sono i modelli che vengono
dall'Europa, dove con costi più bassi si offrono servizi migliori.
Il personale sanitario deve essere liberato dal giogo politico a
cui è stato sottoposto in questi anni. I dirigenti della Sanità
saranno scelti sulla base dei loro titoli e dei loro curricula
eliminando la discrezionalità della scelta politica.
La rivoluzione della Sicilia offesa viene dal suo territorio,
dalla sua arte e dalla sua natura, che finora è stata legata al
ricatto della mafia e della speculazione.
Autorizzazioni e concessioni entro 90 giorni attraverso le
Conferenze di Servizi permanenti.
Tutti gli attori saranno coinvolti nella concertazione del
bilancio sociale di genere e nelle scelte di indirizzi
programmatici e favorirà il controllo democratico dell'attuazione
dei programmi grazie a confronti diretti dei cittadini. Sarà
favorito il ricorso ai referendum per risolvere questioni decisive
e cruciali per la pubblica Amministrazione. Scuola, lavoro, terzo
settore, turismo, beni culturali, formazione, sanità, rigore della
pubblica Amministrazione, diritti, parità non saranno più slogan ma
patto fondativo di un nuovo rinascimento siciliano.
Gli ATO hanno prodotto disastri enormi e le competenze sulla
gestione dei rifiuti devono passare in forma singola o
associazionistica libera ai comuni. L'acqua è un diritto
fondamentale dell'uomo - in questo senso abbiamo già predisposto
una proposta di legge - e dobbiamo puntare alla gestione pubblica
di tale risorsa. Occorre riaprire il dialogo con i gruppi
industriali dell'isola per rilanciare la politica del lavoro e
della produzione nel rispetto dell'ambiente. Agricoltura, pesca,
trasporti, turismo, artigianato e commercio sono nodi essenziali
della nostra economia.
Nei punti di seguito sono trattate le principali questioni
ritenendo che il programma subirà cambiamenti in virtù dei
contributi che verranno, nei prossimi mesi, nei prossimi anni, dai
parlamentari, dal Parlamento ma anche dai cittadini della società
civile.
L'Amministrazione regionale in questi ultimi anni ha dimostrato il
suo peggiore volto, palesando inefficienza ed inefficacia nelle
attività svolte. Fatti salvi alcuni casi in cui si è riusciti a
creare un'inversione di tendenza che ha permesso di recuperare gap
e cambiare culture e modalità di lavoro, molti cambiamenti dovranno
ancora realizzarsi ed il percorso ancora è lungo.
Non mi sento però come chi, ascoltando la piazza, adesso spari nel
mucchio.
Vanno analizzate le cause di questa situazione per capire dove
intervenire per ripartire e innescare un processo di vero
cambiamento.
L'Amministrazione regionale è il braccio operativo, attraverso il
quale la politica e chi sta al Governo realizza il programma scelto
e condiviso dagli elettori che hanno creduto nelle proposte che
vogliono ridare dignità all'Amministrazione e ai siciliani.
Questa è la finalità che il mio programma intende raggiungere, per
la quale occorre intervenire per rimuovere l'evidente situazione di
stallo in cui oggi versa l'Amministrazione, causata dal
soffocamento di tante risorse positive che non sono state motivate
e valorizzate e persino, a volte, discriminate attraverso il
ricorso esagerato a risorse esterne che alcune volte non hanno
avuto i titoli e le competenze del personale interno.
Innanzitutto la struttura amministrativa dovrà essere funzionale
agli obiettivi; è necessario e urgente intervenire per avere
un'Amministrazione più snella e meno costosa.
Un'Amministrazione al servizio del cittadino e dell'impresa, il
costo del suo funzionamento si giustifica solo se esso si traduce
in un beneficio per la collettività.
Diversi studi hanno dimostrato che negli Stati ove il comparto
pubblico è particolarmente efficiente, questo ha effetti positivi
per il cittadino. Si deve tendere, quindi, ad una nuova politica
volta alla specializzazione e alla valorizzazione delle risorse
umane interne. Occorre prendere coscienza che per un cambiamento
dell'Amministrazione la sua azione va reindirizzata secondo i
princìpi del codice etico del pubblico dipendente , che
rappresenterà il nuovo punto di partenza: legalità, trasparenza,
eliminazione della corruzione e delle incompatibilità a qualsiasi
livello.
Questi i principi che devono guidare l'attività della pubblica
Amministrazione.
La nuova parola d'ordine dovrà essere meritocrazia .
Chiederemo impegno, senza distinzione di ruolo e di grado,
proporremo contratti stabili che prevedano chiari percorsi di
carriera, compiti e funzioni che ridiano dignità e motivazione al
pubblico dipendente. Questi affronterà la sua vita lavorativa
supportata e motivata da un'Amministrazione che vuole investire,
formando e specializzando le proprie risorse umane secondo una
strategia precisa e condivisa e che supporterà il suo personale
nella battaglia verso la legalità.
Basta con il ricorso al personale esterno, a questi si potrà fare
ricorso solo per i profili altamente specializzati e solamente dopo
la verifica all'interno dell'Amministrazione. In ultimo, la
questione della Dirigenza apicale che ha causato, nel recente
passato, non poche disfunzioni e rallentamenti alla attività degli
Assessorati. Faccio riferimento all'aspetto legato alla loro
contrattualizzazione.
Proporremo norme in base alla quale i dirigenti generali non
saranno più contrattualizzati dagli organi politici, la loro nomina
avverrà sulla base delle loro reali competenze rispetto alla
funzione loro assegnata - é chiaro che questo sarà un progetto che
verrà portato in Aula, ma nelle more noi dobbiamo nominare i
direttori generali per non paralizzare l'attività del Governo -, la
loro attività sarà oggetto di una valutazione annuale esterna e
indipendente e la riconferma dipenderà dal raggiungimento degli
obiettivi assegnati e raggiunti.
Questo servirà a sancire un netto distacco tra il ruolo
amministrativo e quello politico, consentendo così, a chi guiderà i
rami dell'Amministrazione, la continuità amministrativa necessaria
per evitare ritardi, blocchi e disfunzioni che hanno caratterizzato
fino ad oggi l'Amministrazione regionale.
Proponiamo una burocrazia snella ed efficiente, ragioneremo
nell'ottica del miglioramento e dell'efficienza e ciò implica
riorganizzare un'Amministrazione al passo con i tempi, che sappia
avvantaggiarsi delle tecnologie disponibili per ridurre la
burocrazia e i costi che essa comporta.
La digitalizzazione dei servizi, l'informatizzazione delle
procedure e la messa in rete degli uffici saranno gli strumenti ai
quali fare ricorso per accelerare l'attività amministrativa e al
contempo renderla più trasparente. Si potranno colmare i diversi
gap per avviare una più ampia diffusione della rivoluzione digitale
della pubblica Amministrazione. Avviare una fase di approfondimento
sul contesto regionale per declinare gli indirizzi e gli obiettivi
dell'Agenda Digitale europea e di quella italiana secondo le
specificità del nostro territorio. Una sorta di vera e propria
Agenda Digitale regionale che, orientata ai traguardi fissati
dall'Agenzia Europea, individui aree prioritarie di intervento per
indirizzare e sostenere al meglio la crescita dell'innovazione
digitale in Sicilia.
Per facilitare tale processo occorrerà rivedere la legislazione di
settore al fine di ridurre il numero delle norme e dei passaggi
amministrativi oggi previsti in ogni iter burocratico finalizzato a
debellare definitivamente il rischio di qualsiasi condizionamento
esterno, non riconducibile al rispetto della legalità e della
trasparenza.
In tale direzione intenderemo ridare il ruolo che merita
all'istituto della Conferenza dei servizi, nata con l'obiettivo di
snellire per ottenere in poco tempo autorizzazioni e che invece,
per l'uso distorto, ha rappresentato un ulteriore ostacolo.
Intendiamo, nel più breve tempo possibile, proporre un disegno di
legge con il quale snellire la normativa regionale, apportare
necessarie modifiche alla struttura amministrativa continuando con
l'accorpamento di alcuni assessorati e di taluni dipartimenti,
trasferendo e razionalizzando compiti e funzioni anche presso gli
enti locali.
Agricoltura di qualità. Il rilancio dell'agricoltura per una
regione che è stata il granaio d'Italia è passaggio fondamentale
per il prossimo programma di governo. Abbiamo assistito negli
ultimi anni al deprezzamento dei prodotti siciliani che potrebbe
essere causa di un inizio lento, ma progressivo, di abbandono delle
coltivazioni. E' indispensabile, e questo sarà previsto e
consentito nella futura programmazione comunitaria, fornire quel
reale sostegno agli imprenditori agricoli che, attraverso attività
collaterali, potranno coprire i costi derivanti dalla produzione
agricola. Parallelamente bisognerà puntare al biologico per
ottenere dei prodotti che consentiranno l'ottenimento dei marchi di
qualità. Il riaffermarsi del prodotto siciliano sui mercati dovrà
essere un obiettivo primario, bisognerà comunque che vi sia anche
un cambio di mentalità e di cultura. Occorrerà anche consorziarsi
per garantire produzioni e al contempo contenimento dei costi che
verranno suddivisi su più soggetti al fine di potere più facilmente
essere presenti sui mercati.
Sotto questo aspetto bisognerà, con la collaborazione e la
condivisione del mondo agricolo, compiere delle scelte e delle
conseguenti missioni per affacciarsi ai mercati stranieri dove il
nostro prodotto (quello di qualità, dunque di nicchia), rimane
ancora oggi fortemente apprezzato. Si dovrà puntare
all'incentivazione del turismo eno-gastronomico, non fermandosi
alle semplici sagre popolari, volano quest'ultimo che consentirebbe
altra fonte di reddito per gli imprenditori agricoli.
In ultimo i giovani, l'educazione e la formazione ai prodotti
della terra, ai metodi di coltivazione e produzione consentirebbe
quel salto culturale ed il conseguente riavvicinamento della gente
al modo agricolo con maggiore consapevolezza.
E' indubbio che per compiere tale azione l'Amministrazione
regionale dovrà ritornare a svolgere quel ruolo di accompagnamento
e supporto all'imprenditore agricolo attraverso una
riorganizzazione del sistema agricoltura finalizzata alla
razionalizzazione di tutti gli enti ed uffici che si occupano della
materia.
Impresa e sviluppo locale. Bisogna attuare un politica moderna di
attrazione di investimenti esterni, in particolare stranieri, che
si fondi al contempo su un'efficace azione di contrasto nei
confronti della criminalità organizzata e delle varie forme di
illegalità diffusa e che miri a promuovere un'immagine della
Sicilia come regione laboriosa, onesta e accogliente.
Favorire la nascita e il rilancio di piccole e medie imprese, che
sono il motore dell'economia siciliana, mediante politiche di
incentivazione fiscale e di agevolazioni economiche e con
iniziative dirette a promuovere condizioni stimolanti di accesso al
credito sia potenziando lo strumento dei consorzi fidi, sia
convenzionando istituti bancari propensi a investire in una nuova
Sicilia, sia potenziando l'attività della finanziaria regionale.
Bisognerà intraprendere un confronto con il sistema bancario per
affrontare le questioni riguardanti il costo del denaro per il
mondo imprenditoriale ed eventualmente studiare la possibilità di
una moratoria per aiutare le imprese che si trovano in difficoltà
di liquidità e pertanto non in grado, nel breve periodo, di far
fronte agli impegni assunti. Bisognerà intervenire per facilitare
il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione per dare
certezza ai bilanci delle imprese creditrici anche con strumenti
finanziari innovativi.
Rivedere il sistema degli aiuti alle imprese in grado di
rispondere realmente alle esigenze prevedendo due soli strumenti:
credito d'imposta come strumento di semplificazione e accelerazione
per le imprese adeguatamente capitalizzate o in attività; un regime
di aiuto de minimis per le imprese di nuova costituzione e le
microimprese in genere, secondo quanto previsto dalla normativa
europea.
Dare concreta e fattiva attuazione in tutto il territorio
regionale al SUAP, sportello unico attività produttive.
Rivedere la strategia e l'organizzazione delle aree produttive
nelle loro diverse forme, prevedendo la creazione di una banca dati
regionale che dia le risposte necessarie ad orientare le scelte
relative sia al mercato interno quanto all'attrazione di nuovi
investimenti.
Questo significherà immaginare una nuova strategia regionale
industriale capace di creare lavoro e occupazione partendo dalle
realtà e dalle vocazioni dei diversi territori non snaturandoli, ma
indirizzando gli attori a compiere scelte sensate dal punto di
vista della reale utilità e fattibilità degli investimenti.
Cercare attraverso idonei strumenti di attrarre nella nostra terra
nuove iniziative industriali che diano, comunque, la garanzia di
continuità temporale e che non finiscano per creare disoccupazione
e povertà per come è avvenuto sino ad oggi.
Va aperta una vertenza verso le aziende che operano nei grandi
poli industriali, per ricondurle verso una politica industriale più
rispettosa dell'ambiente, senza per questo demonizzare le
produzioni industriali né idealizzarle.
Altra questione sarà quella di affrontare in maniera concreta il
problema degli autotrasportatori. Nelle province dedite a tale
vocazione va costituito un nuovo polo tecnologico (tecnologie
avanzate e green economy).
Va sicuramente ripresa la questione con il Governo nazionale e
l'Unione Europea riguardante la costituzione delle zone franche
urbane , ma questa è superata perché l'abbiamo già fatta.
A questa nuova visone di sviluppo dovrà accompagnarsi una
riorganizzazione dell'amministrazione pubblica snella e tempestiva
nelle risposte.
Lo sviluppo del territorio non può essere osteggiato dalle
lentezze burocratiche.
Infrastrutture e trasporti. Il sistema dei trasporti della Regione
siciliana presente indubbie criticità, tali da limitare lo sviluppo
economico e sociale dell'Isola.
Occorre, pertanto, porre in atto una strategia di potenziamento ed
ottimizzazione che miri ad un duplice obiettivo: il sostegno allo
sviluppo del mondo imprenditoriale, da un lato, per accrescere la
competitività del sistema produttivo e trasportistico regionale; il
miglioramento della qualità della vita dei cittadini, dall'altro,
per sostenere il riequilibrio e l'organizzazione del territorio
siciliano.
Si tratta, dunque di potenziare il trasporto marittimo e
riorganizzare il sistema ferroviario.
Siccome su questa parte siamo già intervenuti con la
programmazione europea, provvedendo a prevedere il finanziamento
per i porti che chiedevano interventi, che sono tutti quelli che
l'hanno chiesto, per intenderci, più abbiamo finanziato dove
avevamo progetti esecutivi per quanto riguarda il sistema
ferroviario, ne parlavo prima, sia per la Nord-Sud, sia per la
parte che riguarda il ragusano, sia per la parte di Comiso;
l'ultima parte che stiamo definendo è quella relativa al sistema
ferroviario.
Mi sono incontrato la settimana scorsa con il ministro Barca ed il
presidente Moretti delle Ferrovie dello Stato, abbiamo concluso un
accordo di massima, che vi estrapolo qui, che è basato sull'idea di
collegare prioritariamente, mettere in rete le grandi aree
metropolitane, puntando sull'alta velocità, perché è chiaro che se
non mettiamo in collegamenti rapidi Messina, Catania, Palermo,
attraverso l'alta velocità non riusciamo assolutamente a risolvere
i nodi regionali. Insieme a questo l'asse ferroviario Nord-Sud, che
dovrebbe collegare Castelbuono con Santo Stefano, con Enna e, poi,
alcuni elementi di potenziamento che dovranno riguardare
soprattutto l'area aeroportuale di Trapani e l'area aeroportuale di
Siracusa.
Su questi assi che ci sembrano prioritari, compresa la litoranea
Sud, e credo che nei prossimi anni già stiamo prevedendo le
risorse, già le abbiamo previste per le autostrade, e faremo anche
l'accordo di programma per le ferrovie entro la fine di gennaio
prossimo.
Quindi, ometto la lettura del discorso dei trasporti perché
ampiamente superato dalla programmazione che ci diamo.
TURISMO E BENI CULTURALI
La Sicilia è una terra di forti contrasti, la terra dei più grandi
autori contemporanei, da Pirandello a Camilleri, la terra che ha
conosciuto le più grandi dominazioni straniere - greci, arabi,
normanni -, la terra ove la cultura rappresenta una delle più
grandi risorse ospitando un patrimonio notevole di beni dichiarati
patrimonio mondiale dell'umanità da parte dell'Unesco, la terra che
possiede un vastissimo patrimonio naturalistico, archeologico. Una
terra capace di esprimere esperienze come quella di Gibellina o
della Fiumara D'arte.
Nonostante le ricchezze del nostro territorio il turismo non
riesce a diventare la fonte primaria di crescita economica ed
occupazionale.
I beni culturali devono diventare risorse capaci di produrre
ricchezza e reddito in Sicilia, come avviene in tanti altri Paesi e
ritornare ad essere vissuti da tutti i cittadini.
Ed anche qui abbiamo una serie di cose che dobbiamo registrare,
purtroppo, perché negli anni passati per esempio si è provveduto a
dare in gestione i servizi aggiuntivi dei beni culturali
esternalizzandoli ed il risultato è che la Mercadante secondo
l'inchiesta della Magistratura, dovrebbe dare 19 milioni di euro,
che non ha mai dato, alla Pubblica amministrazione e, invece, già
dai primi calcoli che abbiamo fatto non sono 19 milioni di euro,
per cui presenteremo una prossima denuncia, in questi giorni,
all'Autorità giudiziaria perché, in realtà, sono circa 40 milioni
di euro.
Ora, voi immaginate ciò che doveva diventare, quando parliamo
delle esternalizzazioni, delle privatizzazioni , elemento di
ricchezza, in Sicilia, diventa sempre elemento di spreco.
Allora, dobbiamo cominciare a fare un ragionamento intorno alla
vera valorizzazione dei beni culturali. Anche qui, con umiltà,
pongo un punto di riflessione su un tema che credo dovremo
dibattere insieme, cioé come arrivare a quelle esternalizzazioni
positive, tenendo presente che abbiamo criticità importanti, ad
esempio le terme di Acireale sono ferme da anni in mano alla
Regione siciliana. Un processo lì di esternalizzazione può essere
produttivo? Io penso proprio di sì. Però, lì dobbiamo ragionare su
come, dove, quando e in che condizioni lo facciamo.
Però dobbiamo lavorare
E, quando parliamo, quindi, di apporto dei privati, dobbiamo
tenere presente che questo apporto dei privati non potrà continuare
ad essere quello che è stato negli ultimi anni, dove le passività
sono pubbliche ed i profitti sono sempre privati.
Ciò non può continuare ad avvenire, perché dovranno essere anche
pubblici i profitti e dobbiamo, soprattutto, essere in grado di
accertare certamente quali sono i profitti che si determinano,
perché non credo che, per esempio, sarebbe stato così difficile
prevedere ingressi automatizzati, con i pannelli automatici, che
danno l'accesso, eccetera, ma insomma, si sono preferiti vecchi
sistemi (la biglietteria) superati in tutta l'Europa.
FORMAZIONE PROFESSIONALE
Vogliamo una formazione professionale che non sia più occasione di
sprechi, ma che si leghi, invece, al mondo dell'Università, della
scuola, della ricerca, al mondo vero del volontariato. Penso, per
esempio, a quanto di splendido fatto da istituzioni come quelle dei
salesiani, che si leghi alla ricerca, ad una collaborazione con le
aziende.
Sicuramente non possiamo assistere ad una formazione professionale
dove spesso non si ha prontezza nemmeno sul numero certo degli
alunni, se gli alunni sono ripetuti nei vari corsi, se gli
insegnanti sono ripetuti nei vari corsi, se i locali che ospitano
dei corsi sono sempre gli stessi, se vengono pagati due, tre corsi,
magari contemporaneamente, oppure, come è accaduto recentemente,
dove abbiamo scoperto che ci sono stati dipendenti che si fanno
versare i soldi nei loro conti correnti, invece, di pagare le
aziende di formazione.
Quindi, è chiaro che anche qui vorremo il vostro aiuto, il vostro
soccorso, perché è chiaro che lì non vogliamo fare macelleria
sociale , nel senso che teniamo presente che lì ci sono tanti
operatori della formazione.
Però, dobbiamo fare in modo che anche lì non tutto venga
artificiosamente moltiplicato, perché una cosa sono i formatori
stabili, che hanno contratto a tempo indeterminato, altra cosa sono
i formatori che vengono chiamati occasionalmente. Ma, se un
formatore lo considero stabile, allora, perché non stabilizziamo
anche i criteri di pagamento? Perché dovrebbe essere pagato 120
euro l'ora e non quanto viene pagato un insegnante della scuola,
per esempio? E perché non deve avere gli stessi titoli che ha un
insegnante della scuola e può essere chiunque?
Allora, su tutto questo cominciamo. E perché, quando facciamo
nuove assunzioni, lì non possono essere assunti dalle liste dei
precari della scuola? E perché non bisogna eliminare ogni
discrezionalità nelle modalità di assunzione, rischiando di fare
diventare tutto questo elemento di clientele, invece, che di
giustizia sociale?
Quindi, nessuno vuole mettere al macero le esperienze sociali che
ci sono dietro la formazione, ma, sicuramente, alcuni criteri di
riduzione di costi, di razionalizzazione dei costi e di
valorizzazione delle esperienze che valgono e di cancellazione di
quelle che non servono assolutamente a nulla vanno fatte ed un
criterio anche di regole che rispecchino i diritti anche dei
lavoratori può avvenire, per esempio, dove c'è un'azienda che ha
ricevuto nel 2012 20 milioni di euro solo per pagare i lavoratori e
l'altro giorno i lavoratori sono venuti a protestare
all'Assessorato della formazione perché nell'ultimo anno non
avevano ricevuto un centesimo, quando quei 20 milioni erano stati
dati a quella azienda solo di formazione o solo per pagare i
lavoratori
Diciamo che sono accadute cose strane. Quindi, anche su questo
vorremmo invitare i lavoratori a non farsi strumentalizzare perché
il Governo tutelerà i lavoratori della formazione e lo farà con
fermezza ma con altrettanta fermezza eliminerà il malaffare ed il
privilegio che ci sta dietro.
I lavoratori possono essere salvati in tanti modi anche, per
esempio, facendo organizzare i corsi all'Università; l'Università
organizza un corso, i lavoratori che lavoravano in un ente di
formazione hanno un contratto con l'Università non è che non
lavorano, qualcuno perde i privilegi ma anche lì tutto ciò dovrà
incontrarsi con i criteri di incompatibilità.
Diciamo che riteniamo completamente inopportuno, sia pure fino ad
oggi consentito dalle norme di legge, che parenti di
amministratori, di assessori, di deputati, di dirigenti, o quando
non sono essi stessi titolari di benefici, debbano gestire gran
parte del sistema della formazione in Sicilia.
Credo che il problema si ponga ampiamente e la necessità di
riformare tutto questo credo che sia anche una necessità di questo
Parlamento e di questo Governo che non vogliono più essere visti
dai cittadini con sospetto, come chissà quali interessi debbano
avere. La moglie di Cesare deve essere più severa di tutte le altre
mogli, qualcuno diceva. E, allora, chi decide di fare prioritaria
la scelta dell'impegno politico, credo che abbia il dovere di
sciogliere tutte le incompatibilità ed in questo campo ce ne sono
tante, ma tante, ma tante.
AMBIENTE E TERRITORIO, ENERGIA E RIFIUTI.
Soddisfare i bisogni attuali senza compromettere le generazioni
future, in estrema sintesi concetto di sviluppo sostenibile che
dovrà attraversare, anche qui cerco di abbreviare così finiamo.
Per quanto riguarda i rifiuti abbiamo già presentato questa norma,
come sapete, spero che si capisca, ebbene, è urgentissimo approvare
tale norma entro il 31 di dicembre altrimenti i lavoratori degli
ATO rimarranno persino senza stipendi e salari, quindi c'è
un'emergenza sociale però, in questa emergenza sociale abbiamo
inserito i criteri dell'economicità prevedendo che questi possano
essere gestiti, relativamente alla raccolta, dai comuni.
Noi vogliamo sviluppare molto la green economia , quindi le
energie che nascono verdi e avviare anche, pensavamo ad una
Silicon Valley delle nuove tecnologie che dovrebbe avere come
punto anche delle green tecnologies , che dovrebbe avere come
punto un'area dove esiste già una forza lavoro molto predisposta
che è tra Catania ed Enna e lì potremmo, a mio avviso, trovare
anche già aziende che operano nel settore, con le quali si
potrebbero cominciare a fare delle riflessioni ma anche necessarie
risorse; dobbiamo sviluppare l'uso del fotovoltaico, aumentare le
ricerche per altri settori come, per esempio, quelle delle correnti
marine, delle maree, eccetera, che potrebbero essere anche settori
di produzione dell'energia senza impatto ambientale.
Dobbiamo pensare anche al programma dei rifiuti che diventano
risorsa, non costo, sulla famiglia e sul welfare intendiamo fare
grossi investimenti, ma credo di averne parlato prima.
BILANCIO.
Il bilancio provvisorio che vi sarà presentato è un bilancio in
cui ci sono dei tagli e qui dobbiamo essere leali e sinceri tutti
perché, se si sono prodotti 5 miliardi di deficit negli ultimi
anni, questo sicuramente non è che lo si fa in un anno, in due
anni, significa che questa Regione spende più di quanto incassa.
Ora, il meccanismo va interrotto. Credo che se volessimo essere
coerenti con rigore, la previsione di spesa di quest'anno non
dovrebbe superare le uscite di cassa che abbiamo avuto nel 2012.
Per un motivo estremamente semplice: non possiamo solo guardare
alla capacità di competenza, di indebitamento che la Regione ha,
poi dobbiamo anche guardare i patti di stabilità, quello che
possiamo spendere. E se impegniamo più di ciò che possiamo pagare,
produciamo una situazione paradossale in cui i fornitori non
riusciamo mai a pagarli in tempo, così come è avvenuto in questi
ultimi anni che ha determinato la crisi delle imprese siciliane. E'
stato uno dei fattori della crisi delle imprese siciliane. E
creiamo anche i presupposti per altro deficit, altro indebitamento.
Questo circuito negativo, viziato va interrotto. Per cui nel nuovo
bilancio, ne parleremo successivamente quando la manovra arriverà
in Aula, lo stiamo definendo in questi giorni, noi prevediamo un
miliardo di riduzione della spesa rispetto all'anno scorso e
questo, se consentite, ci dà anche credibilità; ci dà credibilità
rispetto all'Europa, ci dà credibilità rispetto al Governo, ci dà
credibilità rispetto ai mercati, ci consente di cominciare a dire
che c'è una Regione che elimina gli sprechi.
L'eliminazione della spesa non riguarderà affatto lo stato sociale
che viene mantenuto, naturalmente ipotizziamo la possibilità che
una parte del precariato possa diventare produttivo per non
incidere in modo assolutamente negativo sulla spesa pubblica. Però,
ciò significa che, invece, di fare ipotesi di eliminazione del
precariato, che avrebbero effetti sociali devastanti, significa
che, invece, facciamo un'azione di recupero del precariato. Anche
lì eliminazione di ciò che non serve, che non è necessario, enti
inutili, spesa inutile. E, invece, puntare alla spesa per creare
lavoro, sviluppo e solidarietà sociale: scuole, formazione
rivisitata, troppi soldi per la formazione, vanno razionalizzati,
vanno utilizzati in modo efficiente.
Questo, in sintesi, ciò che si può dire all'interno di un
ragionamento programmatico. E' chiaro che non vuole essere
esaustivo e soprattutto non vuole essere immobile. Vuole essere una
base di partenza per un dialogo che mi auguro corretto con il
Parlamento, fra l'altro ho apprezzato anche l'intesa istituzionale
ampia che si è verificata in occasione delle elezioni degli
incarichi parlamentari. Sicuramente l'avrei voluta più ampia
ancora, mi sarebbe sicuramente piaciuto che tutte le formazioni
politiche presenti in Aula fossero state rappresentate come in una
realtà democratica si fa. Perché una cosa è il Parlamento e una
cosa è il Governo. Ciò, purtroppo, non è accaduto, diciamo che è
stato un allargamento istituzionale un po' zoppicante. Spero che in
corso d'opera si possa recuperare tutti, con un confronto leale fra
Governo e Parlamento che possa vedere un giudizio sugli atti e
sulle cose e non un pregiudizio sulla base delle logiche di
schieramento.
Per quel che ci riguarda, il Governo vuole collaborare con tutti,
chiaramente nella distinzione dei ruoli, c'è chi sostiene
organicamente il Governo, c'è chi giustamente ne vuole stare
all'opposizione, chi lo vuole fare in modo più distaccato, chi lo
vuole fare in modo più forte. Credo che tutte le posizioni
politiche abbiano diritto, abbiano legittimità e vadano rispettate.
Con questo rispetto - che ci sarà sicuramente da parte del Governo
- vogliamo costruire, però, un confronto positivo per quanto
riguarda la realizzazione concreta delle cose, le riforme che
dobbiamo portare avanti e credo che, poi, non siano né del Governo
né di questa o quella forza politica, ma saranno il frutto del
lavoro che faremo tutti quanti noi per il bene della Sicilia e,
consentitemi, anche per l'immagine della Sicilia, di una terra che
è stata vista, purtroppo, come negli ultimi anni, in modo
fortemente negativo, cosa alla quale ci dobbiamo ribellare, perché
quando avvengono determinate cose in Lombardia vengono dette in un
certo modo, quando avvengono in Sicilia, vengono dette in un altro.
Però, dobbiamo metterci in regola, perché quando ci metteremo in
regola avremo il diritto anche di alzare la voce contro questi
elementi discriminatori, a volte esasperati, esagerati che si
ergono contro la Sicilia.
La difesa e l'autonomia come elemento fondamentale del programma
di Governo, la valorizzazione della stessa, un'autonomia che deve
diventare però produttiva, democratica, forte, che si libera della
corruzione, della mafia, dell'inefficienza e che diventa, invece,
fattore di sviluppo come crediamo debba essere e, se permettete,
anche fattore di orgoglio, un'autonomia che sicuramente non
vogliamo svendere a nessuno ma che difenderemo a denti stretti.
Regione
Presidenza del presidente Ardizzone
(Applausi)
PRESIDENTE. Grazie Presidente. Così come concordato nella
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, si era deciso
che a seguito delle dichiarazioni programmatiche da parte del
presidente Crocetta sarebbe seguito un dibattito.
Hanno chiesto di parlare tutti i gruppi. Per ogni gruppo si sono
stabiliti cinque minuti, chiaramente non saremo fiscali, facciamo
appello, però, al buon senso di chi interviene.
Partendo dai Gruppi di minore consistenza numerica, quindi dal
gruppo Misto, poi la particolarità è che abbiamo cinque gruppi di
cinque parlamentari, quindi venticinque parlamentari suddivisi su
cinque gruppi e, poi, a seguire il Partito dei Siciliani, il PDL,
UDC, Movimento Cinque Stelle e PD.
Partiamo dal gruppo con minore consistenza numerica.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Fazio, appartenente al Gruppo
Misto. Siccome ho fatto appello al buon senso, chiedo che
intervenga per due minuti, magari recupererà successivamente i tre
minuti a disposizione il successivo deputato che interverrà.
FAZIO. Signor Presidente, signor Governatore, normalmente mi
attengo alle regole, anzi rimango entro i termini.
Signor Presidente, abbiamo ascoltato, ovviamente, le linee
programmatiche. Non le nascondo che mi sarei aspettato,
sicuramente, un po' di più perché credo che la campagna elettorale
sia finita e dobbiamo cercare di guardare i tanti problemi
irrisolti che sono presenti nel territorio siciliano e,
possibilmente, affrontarli in maniera concreta, senza quelle
dichiarazioni di principi che sicuramente sono interessanti, per
certi versi condivisibili, ma credo che la situazione in cui versa
la Sicilia ed i siciliani necessiti quella collaborazione che lei
auspica con il Parlamento siciliano e che sicuramente lo stesso
Parlamento siciliano non farà mancare.
Ho ascoltato con molta attenzione i temi da lei trattati, speravo
sicuramente che ci fosse un maggiore riferimento su alcune riforme
estremamente importanti e fondamentali che la Sicilia auspica da
tantissimo tempo.
L'iniziativa sui rifiuti, sicuramente, è lodevole ed è un grosso
passo avanti, ma credo che tantissime altre iniziative, nei
prossimi giorni, nei prossimi mesi, debbano essere portate avanti.
Mi riferisco in primis, se lei vuole raggiungere l'obiettivo che
sicuramente determinerà un risparmio notevolissimo, è di rendere
più efficiente la Pubblica amministrazione.
Comprendo che non sia facile, non sia semplice però, mi piace
ricordare che forse giacciono qui in Assemblea alcuni disegni,
anche del precedente Governo, che a mio avviso possano essere presi
in considerazione per essere ampliati, modificati ed adeguati.
Bisogna intervenire con la massima tempestività.
Un'altra riforma, sicuramente che la Sicilia auspica, attende da
anni, è la materia urbanistica. E perché una riforma sugli enti
locali? Un'altra economia che sicuramente si potrebbe raggiungere,
tenuto conto del dispendio che la Pubblica amministrazione, in
questo momento, sopporta sul fatto di una semplice modifica del
territorio dei comuni, dell'accorpamento e perché no della fusione,
comprendo che dal basso è estremamente difficile raggiungere questo
obiettivo, ma dobbiamo guardare all'efficienza e soprattutto
all'economicità, non possiamo solo riempirci la bocca e, poi,
sostanzialmente lasciare stare le cose così come effettivamente
sono andate per tanti anni e forse per troppi anni.
Siccome sono una persona che mantiene ciò che dice, la ringrazio,
per quello che mi riguarda, il Gruppo che rappresento andrò ad
esaminare attentamente ogni iniziativa, così come d'altronde ho
già fatto, dando il mio contributo laddove, in qualche modo, questo
possa essere ritenuto positivo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Fazio.
E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci della Lista Musumeci.
Interviene uno per gruppo.
Chiedo all'onorevole Cracolici di accomodarsi al suo posto perché
sarebbe un cattivo esempio proprio da un uomo di esperienza come
lei.
CRACOLICI. Mi devo mettere dietro la lavagna
PRESIDENTE. Dove vuole lei, basti che sia seduto.
Invito gli onorevoli Cascio e Fontana a prendere posto.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Musumeci.
MUSUMECI. Signor Presidente del Parlamento, signor Presidente
della Regione, colleghi deputati, non ho difficoltà a nascondere
l'emozione che accompagna questo mio esordio in un'Aula le cui
mura trasudano la storia di un millennio, e tra i banchi che hanno
visto testimoni attoniti ed inerti battaglie appassionate, scontri
particolarmente animati fra protagonisti, alcuni dei quali sono
stati assunti alla storia d'Italia.
Questo mio esordio coincide con quello che ritenevo il momento più
solenne dell'avvio della legislatura e, invece, devo confessare
tutta la mia delusione.
Signor presidente Crocetta lo dico con tutto il rispetto che devo
al suo ruolo, se mi consente più che alla sua persona, per ciò che
lei ha detto stamattina e per ciò che lei ha detto e fatto nelle
settimane scorse, lei mi sembra un personaggio scappato dalle
pagine di un libro di Pirandello, ecco, difficile poterla
incasellare con una definizione che possa essere pertinente, che
so, riesce ad essere contemporaneamente un Sanculotto Giacobino
ed un consumato Doroteo ; lo dico con serenità, naturalmente, e lei
mi consentirà il paragone perché credo che questa Assemblea, questo
Parlamento, oggi, avrebbe meritato qualcosa di più della bistratta,
svogliata, disordinata lettura di un programma elettorale smorto,
questa Assemblea avrebbe meritato considerazioni serrate, ecco, mi
è sembrato un atto più dovuto che voluto, e dopo due mesi dal suo
insediamento, credo che lei sia già in possesso di elementi che
avrebbero consentito di rimpolpare la relazione, di adeguarla, non
soltanto nella coniugazione dei verbi al futuro o al passato, ma
nella capacità cioè di indicare a questo Parlamento quali sono le
priorità del suo Governo, quali sono le modifiche agli strumenti
contabili che lei avrebbe voluto apportare.
Quale tipo di politica sociale vuole lasciare inalterata?
Quale riforma della Pubblica amministrazione?
Quale sorte per le Province, per esempio, che attendono di sapere
se debbono essere affidate alla cruda, grigia, monotona, fredda
logica di un commissario o, invece, consegnata alla loro essenziale
funzione di enti cerniera fra la polverizzazione dei comuni e
l'esasperata tentazione centralista della Regione?
Io credo che avremmo potuto, come Parlamento, meritare di più e,
invece, ci siamo limitati ancora alla pratica degli annunci, signor
Presidente che, attenzione, rischiano di abbassare la
consapevolezza dei cittadini, dei siciliani, sulle sfide gravi e
difficili che ci attendono.
E, allora, mi consenta qualche suggerimento: si affidi, ormai, ad
affrontare i nodi strutturali di questa Regione, che sono tanti, e
che attendono iniziative efficaci e concrete; si liberi dalla fobia
dell'inciucio col centrodestra che è stato il suo costante
riferimento in queste settimane per quello che ha detto la Stampa;
non confonda le intese istituzionali con gli inciuci e lei, oggi,
ha avuto l'ardire di esaltare le intese istituzionali quando lei le
ha condannate, quando lei ha puntato l'indice su quelle intese che,
fatte alla vigilia e, perciò, alla luce del sole e perciò aperte e
perciò di alto valore istituzionale perché vedevano nella
formazione dell'Ufficio di Presidenza il concorso delle forze di
maggioranza e di opposizione, lei ha voluto condannare quel tipo di
accordo istituzionale perché non avrebbe voluto nessuna intesa con
il centrodestra.
Si rassegni, Presidente, il centrodestra non cerca inciuci, il
centrodestra farà quello che i siciliani hanno voluto, lei
governerà, noi controlleremo, faremo il nostro dovere, l'Ufficio di
Presidenza doveva essere espresso da una intesa istituzionale per
dare un segnale forte a quest'Aula nella quale finora l'unico
inciucio porta la sua firma, fino a prova contraria, perché
portato avanti senza accordo palese e attraverso intese che
appartengono certamente alla peggiore politica.
E, allora, nel concludere, noi non vogliamo mettere assolutamente
in difficoltà questo Governo, non ci interessa sapere quanti siano
gli assessori in odore di cuffarismo inteso nel senso di
frequentazione o di richiamo culturale all'esperienza del
presidente della Regione Cuffaro, al quale va tutta la nostra
considerazione per la grande dignità con la quale sta pagando i
suoi errori; non ci interessa sapere se sono due o tre i suoi
assessori cuffariani; non ci interessa sapere se un suo assessore
dice di voler trasformare la Sicilia in una sorte di base per le
centrali nucleari; non ci interessa sapere se un altro assessore
dice che vuol continuare a lavorare restando a Ginevra; non ci
interessa sapere se un altro assessore dice che preferisce
dialogare con un gruppo piuttosto che con l'altro, cioè con l'UDC,
perché non lo ritiene all'altezza del compito.
Noi riteniamo che la sua maggioranza non abbia rischi da correre,
perché è una maggioranza che può contare almeno su cinquantasette
deputati, anche se è difficile capire come l'allargamento sia
potuto avvenire non in Aula - nella sua sede naturale - dove si
determinano le convergenze sulla scorta di condivisioni
istituzionali e programmatiche, ma attorno ad un tavolo, nella
vicina mensa del Parlamento, cosa strana, esattamente come si fa
quando si raccontano barzellette agli amici davanti ad un buon
grappino.
Stia tranquillo, onorevole Presidente, noi la vogliamo vedere
all'opera, l'ha voluta la bicicletta, bene, adesso pedali, non le
lasceremo tregua, non le lasceremo tregua, pedali, pedali, lei
dovrà lavorare per la Sicilia e noi saremo qui a sostenerla ogni
qualvolta lei porterà in Aula provvedimenti che riterremo giusti,
utili, al progresso e alla crescita di questa nostra terra.
Lo faremo nel nostro ruolo di opposizione, senza tregua, senza
indulgenza e senza accordi sotto banco. Non alimentiamo illusioni,
ce lo lasci dire, non alimentiamo alcuna illusione sulle capacità
di questo Governo di potere dare risposte serie e concrete.
Ma con la serenità dei credenti, alla vigilia del Natale,
vorremmo alimentare la speranza che tutti assieme, ognuno nel
rispetto del proprio ruolo, si possa alimentare la fiamma per
restituire ai siciliani il diritto alla speranza.
(Applausi dai banchi di destra)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente
della Regione, assessori, onorevoli colleghi, noi non ci
aspettavamo che lei risolvesse tutti i problemi della Sicilia, in
così poco tempo. Questo glielo dico con grande chiarezza. Noi non
ci aspettavamo neanche di partecipare ad una seduta d'Aula il
giorno 24 di dicembre, ed io la prego di pedalare di meno. Si deve
tranquillizzare perché altrimenti avremo difficoltà a venirle
dietro, perché è troppo accelerato. Comprendiamo che non guarda né
il Natale, né il Capodanno, già il nostro Presidente dell'Assemblea
ci ha comunicato di rimanere tutti in sede, quindi, la prego di non
ascoltare in questo senso l'intervento dell'onorevole Musumeci,
perché il rischio vero e concreto è che molti di noi non riusciremo
a venirle dietro.
Detto questo, ritengo che sia assurdo pensare che in pochissimo
tempo si possano risolvere problemi immensi che altri ci hanno
lasciato. Problemi che abbiamo ereditato e prima di giudicare -
molti di noi siamo cristiani - crediamo, ed uno degli
insegnamenti che ci sono stati trasmessi, è stato quello di avere
sempre fiducia negli altri e di aspettare prima di giudicare.
Ritengo che sia troppo presto per giudicare il lavoro di un
Presidente della Regione e di un Governo che si sia trovato in una
situazione drammatica come quella che abbiamo visto. Troppo presto.
Mi rivolgo davvero con affetto ai miei colleghi; sono venuto qui
con una speranza immensa e così anche i colleghi del mio Gruppo
parlamentare, e dico sempre di avere ricevuto un regalo
eccezionale, grandissimo, da parte degli elettori che mi hanno
messo in contatto con i miei colleghi di gruppo, che hanno lo
stesso modo di vedere la politica.
Noi vogliamo fatti concreti, tutti vogliamo fatti concreti; ma
dobbiamo dare, anche, la possibilità a questo Presidente e a questo
Governo di poterli realizzare, di fare il loro lavoro ed i fatti
già ci sono. Non è venuto qui, oggi, il Presidente a fare solo
chiacchiere, ma riuscire a sbloccare i fondi europei che metteranno
in condizione, finalmente, questa Regione di avere risorse fresche
che, purtroppo, non sono state spese commettendo un danno immenso
in un momento di crisi; risorse che sono mancate alle nostre
imprese, alle nostre famiglie. Pensate quale grandissima
responsabilità si sono assunti coloro che non sono riusciti a
portare avanti l'utilizzo di queste risorse, ed il Presidente le
ha sbloccate, il Presidente ci sta lavorando.
Io ringrazio anche l'intervento fatto per gli ATO, che non è solo
una proroga, è finalmente il riconoscimento agli enti locali di una
centralità in una gestione difficile come quella della raccolta dei
rifiuti.
Ci sono, quindi, tanti segnali, da subito e noi abbiamo dovuto
aspettare, parlo da ex sindaco, abbiamo dovuto aspettare invano
cinque anni per fare una piccola norma, un piccolo intervento.
Grazie Presidente, noi le stiamo accanto con grande fiducia e
certezza di avere a che fare con un uomo che lavora, con un uomo
che si impegna e con un uomo che fa la sua parte.
Tre cose veloci. C'è una emergenza, ci sta bene tutto e noi
abbiamo piena fiducia, serve dare delle risposte immediate a chi
non ha nulla da mangiare, perché nel frattempo che noi stiamo
avviando quei processi di crescita, di sviluppo economico, tutto
quello che serve, però c'è gente che la mattina non ha i soldi per
il gas, per la luce, per il pane, per il latte da dare ai figli.
Utilizzi i servizi sociali dei comuni, dia delle risorse, piccole
risorse, non servono centinaia di milioni di euro, per poter fare
questo.
Il MUOS, dobbiamo mettere la parola fine a questo. E' impensabile
che nella nostra Sicilia e accanto ad un sughereto, venga
impiantata una struttura che a noi non serve a nulla.
Il patto di stabilità regionalizzato verticale: faccio un appello
all'assessore per gli enti locali di mettersi a lavorare
velocemente su questo. L'ultima legge di stabilità rimette al
centro ancora il patto di stabilità regionalizzato' verticale, con
un budget di ottocento milioni di euro: abbiamo tempo fino al 31
di maggio per poter liberare delle risorse, per ogni euro, verranno
assegnati alla Sicilia ottantatre centesimi. Queste sono scommesse
che non si possono perdere.
Quindi, io ritengo che con l'aiuto di tutti con la sua grande
volontà con la sua grande serietà e insieme alla sua squadra
assessoriale e a tutti noi riusciremo davvero ad uscire da questo
momento così difficile per la nostra isola e per le nostre
famiglie.
(Applausi dai banchi di centro)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha
facoltà.
CIMINO. Signor Presidente dell'assemblea, onorevole Presidente
della Regione, onorevoli colleghi, questa è un'Aula che ha la sua
storia, la sua importanza e soprattutto è l'Aula che dovrà dare ai
siciliani quelle leggi importanti per riformulare la spesa,
accelerare tutte quelle procedure che negli anni, purtroppo, hanno
creato difficoltà economiche anche alla nostra regione.
Questa è quell'Aula dove non si può improvvisare, bisogna avere le
idee chiare, su ciò che si vuole proporre e su ciò che si vuole
fare.
Per noi di Grande Sud, le dichiarazioni programmatiche del
Presidente della Regione devono potere essere dichiarazioni che,
con chiarezza, pongono un'azione vera alle iniziative su cui ci si
vuole confrontare, e temi importanti, onorevole Presidente, in
quest'Aula saremo chiamati ad affrontare, soprattutto dopo le
dichiarazioni del Presidente dell'Assemblea che vietano le leggi
finanziarie omnibus, questo significa che con un singolo articolo
in finanziaria non si potrà, giustamente, dare risposta ad una
emergenza, ma nello stesso tempo significa che con singoli disegni
di legge bisogna risolvere problematiche che da tempo aspettano.
Nelle dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione
abbiamo sentito parlare di ridurre la spesa.
Onorevole Presidente, mi dispiace dirlo in assenza dell'assessore
per l'economia, ma la via maestra non è quella di ridurre le spese
di un bilancio già ingessato, la via maestra non è quella di
ridurre le spese di un bilancio composto in buona parte da spesa
corrente.
La via maestra non è neanche quella di attaccare la tabella H che
non esiste più, ma pensare come tante fondazioni, associazioni,
che seguono con passione, storia, cultura di questa regione, ad
oggi, non prendono neanche le opportunità dei giusti contributi,
che poi come sempre sono rendicontati presso gli assessorati
regionale di competenza o, addirittura, presso la segreteria
generale della Presidenza della Regione.
La via maestra non è quella di non dare concretezza al tema della
forestale, dove non ho sentito dire niente, dell'associazione
allevatori, come valorizzare il ruolo della trasparenza e
dell'informatica con una società regionale che è Sicilia e
Servizi' che prima si voleva commissariale e forse oggi si vuole
rilanciare.
Cosa fare dei cosiddetti fondi per le aree sottoutilizzate, se il
piano di attuazione regionale il PAR-FA è valido o se ormai è
vecchio, se queste risorse che sono state sbloccate dei fondi
europei sono risorse di progettualità già pianificate con i vari
assessorati o trattasi di vecchi progetti che, forse, potrebbero
trovare la piena realizzazione.
Cosa pensare di fare in tema di sanità regionale, con
problematiche aperte come nel comprensorio riberese, ma in diverse
zone della nostra Sicilia, la riforma ha dato dei segnali ma ad
oggi si aspetta anche il rilancio di settori totalmente fermi.
E la via maestra non è quella di pensare di ridurre la spesa che
di fatto ha la necessità di aprire un confronto vero con il
Presidente del Consiglio e con il ministro dell'Economia,
soprattutto per far valere quella nostra autonomia regionale che
non solo è stata tradita ma è una vera e propria presa in giro.
Con l'articolo 36, comma 2, del nostro Statuto, qualcuno ha
imposto per norma costituzionale a questa nostra Regione di versare
le imposte di produzione al bilancio dello Stato.
Questa Assemblea nella passata legislatura, all'unanimità, ha
votato un provvedimento di riforma costituzionale, ad oggi nessuna
parola sulla solidarietà che la regione siciliana da al bilancio
dello Stato, circa nove miliardi di euro l'anno.
La via maestra è quella, signor Presidente, di potere aumentare le
entrate. Se in Sicilia il bilancio della Regione riuscisse ad avere
non un lavoro come è stato fatto in passato di tagli orizzontali
alla spesa, senza tenere conto delle priorità e delle emergenze che
vi sono, ma riuscire ad attrarre gli investimenti, riuscire a dare
maggiore forza a quelle imprese che vogliono potere investire nel
nostro territorio, e il Grande Sud presenterà un disegno di legge
che terrà conto soprattutto del rating delle imprese, come bene il
Presidente della Regione ha voluto sottolineare, e come ciò
definito nel nostro programma elettorale, la semplificazione
amministrativa per dare la possibilità ai cittadini di avere
certezza dei tempi delle realizzazioni, dei finanziamenti, che si
vogliono poter sponsorizzare e promuovere.
Ancora oggi delle pratiche istruite dalla CRIAS per il bando del
turismo, che riguarda tantissimi alberghi siciliani, ancor oggi
sono bloccate, ancor oggi sono in discussione.
Come si pensa di fare un bilancio della Regione senza dare come
primo criterio non quello di ridurre la spesa, ma quello di
aumentare le entrate del nostro bilancio, aumentando le entrate del
nostro bilancio, dai fondi nazionali ai fondi europei a ciò che le
imprese, giustamente, devono pagare come imposte, per
l'opportunità di attrarre investimenti, come si fece in passato con
i contratti di localizzazione, con i finanziamenti europei per
aziende estere o con i contratti di programma, questa nostra
regione può diventare una regione sicuramente ricca, forte ed
autorevole come tutti di fatto in questa Aula puntiamo a poter
realizzare.
Spero che questo nuovo Governo possa avere e dare risposte
concrete, così come ho avuto modo di dire in una mia dichiarazione,
un nuovo Governo - che vince le elezioni e che vuole poter essere
discontinuo rispetto ai governi del passato - deve proporre
all'Aula, immediatamente, le riforme e le risoluzioni, come vuole
potere affrontare quei temi.
Qui non siamo in una Conferenza stampa, qui non siamo in una
tribuna politica, qui siamo dove dobbiamo, obbligatoriamente,
condividere cinque anni di discussione e di lavoro per dare
risposte e rimodellare la pubblica Amministrazione siciliana e gli
interventi in Sicilia.
Dobbiamo per forza confrontarci, perché è questo il Parlamento
deputato a creare le condizioni per definire le leggi che vogliamo
poter proporre, ma ad oggi, signor Presidente, abbiamo soltanto
sentito di una proroga del sistema degli ATO, di una proroga
dell'esercizio provvisorio, approfondimenti non situazioni
rivoluzionarie che di fatto possono dare risoluzione alle
problematiche che tutti noi da tempo vogliamo poter risolvere.
Concludo augurando buon lavoro a questo Governo, nella
consapevolezza che Grande Sud vuole confrontarsi sui temi veri e
nel Gruppo parlamentare di Grande Sud vi sono esperienze e
sensibilità che possono poter dare il giusto contributo alle vostre
proposte.
Questa terra è una terra difficile e contraddittoria, che merita
di essere amata e servita e spero che in cinque anni insieme saremo
in grado di servirla nel migliore dei modi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto. Ne ha
facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole
Presidente della Regione, onorevoli colleghi, oggi c'è qualcuno
che pensava che in due mesi di Governo Crocetta si potessero
risolvere i problemi che in venti anni non si sono mai risolti.
Dico semplicemente una cosa rispetto a quanto detto dal collega
Cimino che i due disegni di legge che sono stati presentati
all'Assemblea non sono una semplice proroga, finalmente, per quanto
riguarda il sistema idrico ritorniamo al pubblico, per quanto
riguarda invece il sistema degli ATO rifiuti finalmente si sta
facendo quello che da anni - il primo io da sindaco - vogliamo,
quello di restituire il sistema della raccolta dei rifiuti ai
sindaci .
Onorevole Presidente è chiaro che il gruppo che io rappresento,
il gruppo lista Crocetta', appoggerà questo Governo che sappiamo
già sin da subito lavorerà benissimo, non bene, appoggeremo questo
Governo senza se e senza ma, saremo in Aula a difendere tutti i
provvedimenti presentati dal Governo regionale.
Ci auguriamo che, finalmente, cambi un modo di fare politica che
negli anni è stata fatta, quello della politica dall'alto. Mi
riferisco, ad esempio, alla programmazione dei fondi comunitari,
che di solito è fatta dall'alto. Le amministrazioni locali, il
privato va a partecipare a dei bandi.
Mi auguro che per la spendibilità, per spendere subito i soldi
dell'Unione europea oggi ci sia un'inversione di tendenza, quella
di partire con la programmazione dal basso, quella di sentire gli
enti locali, di sentire i privati e fare degli accordi di programma
quadro con le amministrazioni locali e con i privati per dare
subito spendibilità alle risorse dei fondi comunitari.
Mi riallaccio al ragionamento fatto dall'onorevole Dipasquale. In
questo momento c'è bisogno, in questa terra, di dare una mano alle
famiglie in difficoltà, ci sono tantissime famiglie - lo dico da
sindaco, ogni giorno ricevo trenta, quaranta famiglie al mio comune
- a cui non so quali risposte dare.
E' chiaro che dobbiamo dare subito una risposta a queste famiglie
che non riescono ad arrivare, altro che al ventisette del mese,
non arrivano neanche al quindici del mese, perché non possono
comprare il pane ai propri figli; per cui la strada dei comuni,
degli enti locali può essere una risorsa per la Regione.
Quindi, una mano agli enti locali per quanto riguarda servizi
sociali da poter dare alle famiglie in grosse difficoltà, che non
possono pagare la luce, il telefono, non possono fare la spesa ai
propri figli. Questa è la situazione reale della Sicilia, non è una
situazione che ci stiamo inventando. Rispetto agli enti locali,
onorevole Presidente, le chiedo, a nome di tanti sindaci, una mano
perché tanti sindaci e tanti comuni sono a rischio default. Il
rischio è che tante amministrazioni locali non potranno chiudere i
bilanci l'anno prossimo, per cui vediamo di creare un fondo per le
autonomie locali, che possa dare liquidità alle amministrazioni
locali.
Onorevole Presidente, a lei e al Governo tutto, auguro un buon
lavoro perchè sono certo che in questi cinque anni si faranno
quelle riforme che mai negli anni passati sono state fatte.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente
della Regione, assessori, onorevoli colleghi, oggi è il giorno
delle valutazioni delle dichiarazioni programmatiche del Presidente
della Regione. Probabilmente io le avrei scritte e le avrei
recitate in maniera diversa, però quello che oggi io voglio
considerare è il merito di quanto lei ha rassegnato a quest'Aula.
Lei ha parlato di tanti temi fondamentali per la ripresa della
Sicilia, dopo quattro anni e mezzo di disastro amministrativo e di
governo, al quale chi le parla ha svolto un'opposizione, quella sì
forse acerba, oggi nasce una nuova pagina di storia, perché lei, a
differenza del presidente Lombardo, che era stato votato da una
parte ed ha governato con un'altra parte, è stato legittimamente
eletto dal popolo siciliano, seppur con il quattordici per cento
dei consensi, in assoluto, rispetto alla popolazione siciliana.
Lei ha parlato di turismo, lei ha parlato di beni culturali, ha
parlato di temi fondamentali, come l'agricoltura e la formazione.
Non ha parlato di sanità, ma voglio pensare sia un lapsus. Ha
parlato di quei temi che ritengo debbano tornare al centro
dell'agenda politica del Governo della Regione. E ha, soprattutto,
posto il suo accento su quattro punti, che ho avuto modo di
apprezzare nell'approccio nella Conferenza dei Presidenti dei
gruppi parlamentari scorsa, perché i quattro punti dai quali
dobbiamo far ripartire la Sicilia sono il disagio sociale, che
dobbiamo alleggerire senz'altro, sono il tema dei precari, in linea
di principio la sua idea sul rapporto con le imprese private va
approfondita, noi non siamo pregiudizialmente contrari, ha parlato
di un'assoluta necessità di recuperare - e ne abbiamo fatto un tema
di campagna elettorale, i fondi europei - ha parlato di spending
review e ne ha parlato nei termini in cui in Conferenza dei
capigruppo abbiamo avuto modo di confrontarci rispetto alla
necessità di una regìa comune che, rispetto al taglio degli sprechi
e rispetto a tutto quanto fa riferimento a trasparenza e legalità,
ci vedrà certamente da questa parte e non da altre parti.
E però, Presidente Crocetta, in queste settimane sono accadute
tante cose, è passato poco meno di un mese, io le analizzerò molto
velocemente col tempo che mi resta.
Il primo importante accadimento è, a mio parere, la fine del
Cuffarismo inteso come proposta politica becera. L'esordio del
Governo e l'esordio degli equilibri d'Aula dimostrano, non soltanto
per la presenza di assessori nel suo Governo nei confronti dei
quali noi manifestiamo, abbiamo manifestato pubblicamente plauso
per moralità e competenza, ma anche perché la Commissione più
importante è oggi presieduta dall'onorevole Dina, ma anche perché
il regista di quest'Aula torna ad essere l'onorevole Lino Leanza
dal quale, Presidente, invece mi permetto di invitarla a diffidare
perché l'onorevole Leanza è stato vicepresidente della Regione
Cuffaro, l'onorevole Leanza è stato il grande manovratore dei
quattro anni e mezzo di Presidenza Lombardo. Lei vuole fare la
rivoluzione? Noi siamo pronti con lei. Lei è la grande speranza dei
siciliani ma non credo che nel suo interesse e nell'interesse dei
siciliani ci possano essere uomini buoni per tutti i tempi.
A lei la valutazione, Presidente, noi siamo in questa Aula e ci
muoveremo passo dopo passo.
D'altro canto, Presidente, è accaduto anche che chi in campagna
elettorale era stato anfitrione della sua vittoria - e mi riferisco
soprattutto all'onorevole Cracolici - si è trovato a dover gioire
per avere smantellato un accordo istituzionale Onorevole
Cracolici, se lei è contento di questo evidentemente chi si
accontenta gode; io non credo che il profilo che dobbiamo darci se
vogliamo ripartire sia questo. Mi rendo conto, però, che in un
partito di nani' il suo e in questa Aula ce ne sono tanti e per
carità di patria ometto i messaggini che ci siamo scambiati in
queste settimane sull'assetto istituzionale dell'Aula, lei
giganteggia e, quindi, politicamente resta un mio riferimento per
quest'Aula, per me che sono all'inizio della mia seconda
legislatura.
E' accaduto anche, Presidente, che noi abbiamo fatto, senza
negozio e in maniera trasparente, un accordo istituzionale che ci
ha fatto eleggere il Presidente Ardizzone, eravamo e restiamo
convinti che il Presidente Ardizzone ha un grande privilegio, è
Presidente di questa Assemblea ma ha anche una grandissima
responsabilità; siamo convinti che egli saprà tutelare la dignità e
il prestigio del Parlamento e saprà tutelare l'unità delle
istituzioni.
Ecco perché lo abbiamo eletto e perché ne siamo oggi più di prima
convinti. D'altronde, Presidente, lei ha scelto legittimamente - e
in questo le chiedo sommessamente di considerare noi parlamentari
uomini di normale intelligenza - di avere come interlocutori
privilegiati i colleghi deputati del Movimento Cinque Stelle.
I colleghi del Movimento Cinque Stelle sono scesi
dall''iperuranio' sono atterrati in questo Parlamento, noi siamo
lieti di ciò, sono rappresentati in maniera assai prestigiosa
nell'Ufficio di Presidenza, con la vicepresidenza vicaria, sono
rappresentati in maniera prestigiosa con una importante, strategica
presidenza di commissione, neanche nei loro confronti da parte
nostra alcun pregiudizio e la volontà di lavorare insieme per la
Sicilia. Però, Presidente, eviti di dire a quest'Aula che lei
avrebbe preferito che l'accordo istituzionale fosse più ampio
perché in questa Aula, anche al bar, tutti sanno che lei ha
lavorato perché alcuni venissero esclusi e altri venissero
promossi. Questo ad onor del vero.
Ad onor del vero perché vede, Presidente, noi siamo convinti che
lei potrà apprezzare ad esempio anche le proposte di legge
dell'opposizione. Lei ha parlato di sviluppo, c'è una legge che ha
il solo difetto di chiamarsi legge Gianni'. E parla di
imprenditoria giovanile e imprenditoria femminile. Ripeschiamola,
Presidente, e finanziamola perché è una legge importante, in questo
momento è strategica.
Mafia. Presidente credo sia venuto il tempo di mettere da parte
ogni pregiudizio e ogni steccato. Chi le parla, da deputato prima
dell'UDC e poi dei Popolari di Italia Domani, si è fatto promotore
di una legge che è stata approvata prima in Commissione Antimafia
nella scorsa legislatura e poi all'unanimità in Aula, che è la
legge n. 15 del 2008 che la invito ad andare a leggere se non lo ha
ancora fatto, una legge di contrasto alla criminalità organizzata
che è stata definita dal procuratore Grasso, una legge epocale'.
E' una legge seria, noi di quello vogliamo parlare e di quello
vogliamo confrontarci con lei.
Noi la giudicheremo sui fatti, noi la giudicheremo dai fatti,
vogliamo essere giudicati dai fatti. Le rivolgo, per concludere,
degli inviti. Provi signor Presidente Crocetta ad essere il
Presidente di tutti i siciliani, anche il nostro. Non cada mai
nella trappola del qualunquismo, nella tentazione della
semplificazione e delle generalizzazioni che sono sempre
fuorvianti. Non permetta che torni il tempo degli sciacalli e delle
iene. Passi dalle parole ai fatti e noi, da opposizione
responsabile, non faremo mancare il nostro contributo critico e
attento e, alle leggi che lo meriteranno, anche il nostro consenso.
(Applausi dai banchi di destra)
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cordaro. Ha facoltà di parlare
l'onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considero questa
una seduta - me lo lasci dire, Presidente - formale. Lei ha vinto
le elezioni grazie ad un sistema elettorale che vede vincitore chi
ha ottenuto più voti. Le sue liste non hanno ottenuto la
maggioranza c'è quindi un confronto, in previsione, serrato con il
Parlamento e si è attenuto scrupolosamente a quello che è indicato
all'ordine del giorno. L'ordine del giorno indica comunicazioni' e
lei ha fatto questo.
Forse poteva metterci più passione, anche considerazioni in ordine
all'attività intensa che certamente ha fatto in questi due mesi ma
si è voluto attenere al punto proprio indicato all'ordine del
giorno. E noi lo abbiamo ascoltato con attenzione, con interesse.
Ha elencato una serie di aspetti e di vicende che riguardano
questa Regione siciliana, alcuni recenti altri che appartengono al
passato, come ad esempio la situazione finanziaria. Non è
certamente un contesto finanziario che riguarda ieri, riguarda
parecchio tempo, riguarda la disattenzione che spesso ha il Governo
nazionale rispetto al tema del sud, al tema della Sicilia.
Basta indicare un dato, Presidente. Nel 1981 la Sicilia concorreva
con circa il 29 per cento al costo del servizio sanitario
nazionale, oggi siamo quasi al 50 per cento. Nel tempo le risorse
che la Regione ha dovuto indicare con il proprio bilancio sono
state straordinarie proprio per cercare di sopperire a quello che è
un fatto sociale cioè l'assistenza a tutti perché tutti possono
godere di un servizio ospedaliero e territoriale adeguato a quelle
che sono le esigenze della Sicilia.
Io credo, Presidente, che al di là dei disegni di legge che lei ha
annunciato e che, peraltro, in una condizione in cui questo Governo
di fatto si è insediato da pochi giorni, non poteva che proporre al
Parlamento, in questo lasso di tempo molto ristretto, le
disposizioni legislative che ritiene urgenti o forse anche
emergenziale per via della scadenza di alcuni termini che sono
previste nelle disposizioni legislative che sono state adottate da
questo parlamento recentemente, mi riferisco soprattutto al tema
dell'ATO rifiuti e anche in considerazione di un Governo che si è
insediato da poco tempo e che vede per undici dodicesimi assessori
che non hanno mai avuto una relazione diretta con la Regione, con
eccezione dell'Assessore per l'agricoltura la cui competenza in
questo settore è ampiamente riconosciuta da tutti, certamente c'è
una fase di rodaggio, una fase di difficoltà che un Governo ha e
che deve per benino apprendere le cose e predisporre gli atti
legislativi da proporre al Parlamento.
Quindi, glielo dico molto francamente: noi assumiamo una posizione
responsabile, di attesa di conoscere quali sono le iniziative che
il Governo intenderà assumere, perché non c'è dubbio che questo
Parlamento ufficialmente lei, in ordine alle liste che lo hanno
sostenuto, non ha una maggioranza e questo non significa che un
Presidente che ha vinto non abbia il diritto-dovere di governare,
tutt'altro, ha questo diritto, ha questo dovere rispetto ai
siciliani che gli hanno attribuito il consenso sufficiente per
vincere le elezioni.
A noi spetta il compito di essere attenti, di vigilare, di un
confronto, anche serrato nelle Commissioni, anche nel Parlamento
perché ci possa essere una legislazione più adeguata, più
competente, più forte forse rispetto a quella che è stata anche
adottata in passato.
Certo, non saranno passaggi facili, saranno passaggi anche
complicati che tutti quanti dovremmo fare con forza, attenzione
perché la Sicilia non vive un momento facile, vive un momento molto
complicato e non possiamo permetterci contrapposizioni inutili o
che parlino all'interno del Palazzo e che non diano ascolto a
quello che la gente vuole fuori da questo Palazzo.
Quindi, da parte nostra ci sarà, Presidente, nei confronti
dell'attività legislativa che il Governo e degli atti che potrà
assumere il Governo - mi riferisco agli atti amministrativi - una
responsabilità di esaminarli con attenzione, di confrontarsi con il
Governo con il dovuto rispetto per chi ha vinto le elezioni ma,
soprattutto, ci sarà data, da parte nostra, certamente una
opportunità che è quella di lavorare per far crescere questo
territorio e soprattutto per rendere un contributo al Governo, al
Parlamento e ai siciliani perché questa nostra Isola possa uscire
da questa difficoltà finanziaria che non appartiene soltanto alla
Sicilia ma appartiene ad un contesto certamente nazionale.
Non credo che la legge di stabilità recentemente adottata dal
Parlamento contenga grandi opportunità per la Sicilia, quindi a lei
è demandato il compito di interloquire con il governo nazionale,
quello che c'è per ora e quello che a breve ci sarà dopo
l'elezione, perché ci possa essere una attenzione diversa rispetto
alla Sicilia, perché da un po' di tempo, senza fare distinzione di
ruolo, di centro-destra o di centro-sinistra, non c'è stata
assolutamente questa attenzione.
Quindi, da parte nostra c'è attenzione, responsabilità,
nell'esprimere il voto, nell'esprimere anche l'attività come forza
politica che ha ottenuto una sua percentuale alle elezioni ma che,
rispetto al proprio candidato, non ha vinto, un'attenzione perché
possa esserci il lavoro più produttivo possibile e soprattutto un
interesse che è quello che riguarda la Sicilia e i siciliani.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Scoma.
SCOMA. Signor Presidente dell'Assemblea, signor Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, comincia oggi, di fatto, la XVI
legislatura dopo una campagna elettorale che ha visto la drammatica
diserzione della maggioranza dei cittadini siciliani i quali hanno
purtroppo scelto il non voto per esercitare la loro protesta nei
confronti di coloro che li hanno governati nell'ultimo quinquennio.
Non sto qui a ricordare che si sono susseguiti ben cinque governi,
più di cinquanta assessori, decine e decine di direttori regionali
che, certamente, hanno provocato i risultati che sono sotto gli
occhi di tutti.
Io credo, Presidente Crocetta, che sia arrivato il momento di
voltare pagina, è arrivato il momento di dimostrare, sin dai primi
atti di questa legislatura, che il palazzo si sta occupando delle
necessità dei cittadini siciliani, il popolo delle libertà ha
avviato la sua campagna elettorale con un programma ben preciso e
finalizzato a questo obiettivo.
Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Ardizzone, mi rivolgo
prima a lei perché abbiamo apprezzato molto le sue prime
dichiarazioni da Presidente nel suo discorso introduttivo e poi
nella conferenza stampa succedutasi alla sua elezione, in
particolare ci è piaciuto il suo riferimento a questo palazzo come
un palazzo di vetro', metafora di una trasparenza amministrativa
che le fa onore e approfitto di questo momento per chiedere la
stessa cosa al Presidente della Regione, che carinamente, si è
assentato mentre stavo per rivolgermi a lui, così carinamente come
si è espresso quando ha deciso di dire che tutti avrebbero dovuto
avere una presidenza tranne il PDL in prima commissione Affari
Istituzionali. Ma io vorrei continuare davanti al Presidente se no
mi interrompo.
Il Governo lo rispetto ma io credo che ho ascoltato il Presidente
della Regione in doveroso silenzio per 45 minuti.
PRESIDENTE. Ci sono varie esigenze per cui una persona si
allontana.
SCOMA. Bene, allora io parlerò dopo.
PRESIDENTE. No, onorevole Scoma, la invito a proseguire.
SCOMA. Signor Presidente, io desidero parlare al Presidente della
Regione, l'ho ascoltato per un'ora in assoluto silenzio.
PRESIDENTE. Onorevole Scoma, stiamo andando avanti in maniera
pacata, celermente, c'è il resoconto parlamentare, non credo che il
Presidente Crocetta, anzi lo escludo, si sia allontanato perché
stava intervenendo lei, tutt'altro, ognuno di noi ha le proprie
esigenze, quindi, se può continuare la invito a continuare.
SCOMA. Signor Presidente, ne prendo atto e purtroppo cominciamo
male, purtroppo alcune nubi si addensano sul nostro cielo, signor
Presidente della Regione e mi riferisco in particolare alla
quantità di derivati che sono presenti all'interno del nostro
debito, pare che si aggirino intorno al 25 per cento dello stesso.
Mi dispiace che oggi non sia presente l'assessore al bilancio,
avremmo potuto farcelo spiegare forse da lui e sappiamo anche che
in caso di perdurante abbassamento del rating, nella nostra regione
rischiamo forse anche di andare in default.
Signor Presidente, l'altro giorno nel leggere la prefazione del
grande economista Marco Vitale ad un libro del 94 di Luciano
Abbonato, che recitava La Regione siciliana letta attraverso il
suo bilancio , mi ha molto colpito una frase dettata da anni di
esperienza dello stesso Vitale che, grosso modo, recitava così: La
nostra contabilità regionale non sembra certo inventata per avere
tutto sotto gli occhi, ma per impedire di capire alcunché ,
certamente, gli spesso bravissimi ragionieri capo della nostra
regione che sanno tutto e capiscono tutto o quasi tutto ma lo
capiscono solo loro, nulla o quasi nulla capiscono i cittadini,
poco i presidenti, forse ancor meno gli assessori, e, quindi, la
nostra contabilità lungi dall'essere pubblica e quanto di più
privato, nascosto, forse indecifrabile.
Faccio questa citazione, signor Presidente della Regione, perché è
da qui che bisogna partire, occorre chiarezza, occorre smontare e
rimontare il bilancio della Regione, verificarne le possibilità che
ancora oggi può offrire per avviare sviluppo intercettare
all'interno dello stesso criticità, eliminare forse tutti quei
capitoli di spesa che non portano allo sviluppo ma sostengono
sprechi.
Bisogna, signor Presidente della Regione, cambiare la filosofia
che ci ha portato a questo disastro quella dei veti incrociati,
ognuno di noi in questa Aula deve farsi parte attiva procedendo
rapidamente all'approvazione di leggi fondamentali e sulle quali si
sono appuntate le ansie e le speranze dei nostri concittadini.E'
infatti nell'operosità legislativa e amministrativa che sta la
prima difesa del prestigio di questa Assemblea.
Vedo che il tempo passa, però, voglio toccare tre temi importanti
che ci stanno a cuore: primo, lo sviluppo delle energie
alternative, energie alternative intese anche come motore per il
rilancio dell'economia con la previsione finalmente di distretti
energetici in ogni provincia in accordo con gli enti locali ed
evitando che si producano mostri che, Presidente, proprio nella sua
città, a Gela, stanno per sorgere; l'acquisizione di ulteriori
fondi europei, i fondi tematici a bando che, in un momento di crisi
come quello che stiamo attraversando, possono essere la panacea per
alcuni settori della nostra Amministrazione; infine, una politica
dei rifiuti tendenti ad un obiettivo rifiuto zero che,
certamente, sarà impossibile da realizzare ma che va tenuta come
una stella cometa da seguire, non possiamo rischiare una nuova
emergenza rifiuti come quella che, partita da Napoli, ha umiliato
tutti gli Italiani, facendo il giro del mondo e procurando una
rilevantissima crisi del settore turistico.
Dobbiamo avviarci, Presidente Crocetta, verso un confronto
pubblico, aperto, leale, trasparente. Il suo Governo, se non
condizionato da preconcetti di natura politica, può servire oggi ad
avviare ogni azione utile alla rinascita della Sicilia. La nascita
di questo Governo, Presidente, potrebbe inaugurare un tempo della
politica, che non ha precedenti.
Il Popolo della Libertà attraverserà questo tempo con serenità
perché lo attraverseremo con il sostegno dei nostri elettori, con
la forza dei nostri ideali, con la chiarezza dei nostri programmi,
con la fiducia nel destino di una Sicilia, più libera dalla mafia e
prospera nell'economia.
Noi saremo qui, con tutto il gruppo parlamentare che è formato da
dieci persone, a sostenere e a votare, punto per punto, quello che
riterremo sarà opportuno ed utile per la Sicilia ma saremo anche
pronti a fare dura opposizione laddove dovessimo capire che nulla è
cambiato.
E, soprattutto, Presidente, le vorrei fare un piccolo augurio
visto che siamo alla vigilia di Natale, a lei e al suo Governo, che
questa legislatura e, quindi, lei, Presidente, e i suoi assessori
possiate durare cinque anni, visto che negli ultimi sei anni
abbiamo votato per ben tre volte e questo, credo, che per il bene
dei Siciliani, dei Siciliani onesti ed operosi, per l'economia, per
la crescita della nostra Isola, per i nostri figli, non è
certamente un risultato positivo.
Buon Natale e buon lavoro a tutti..
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Scoma, anche per avere fatto tesoro
del mio appello a continuare. Mi rendo conto delle difficoltà. Ha
facoltà di parlare l'onorevole Leanza.
LEANZA. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, la campagna elettorale trascorsa, ci ha fatto
capire come sia netta, in Sicilia in modo particolare, la distanza
tra i cittadini, la politica e le istituzioni.
Abbiamo incontrato i nostri concittadini, un popolo disilluso,
indignato, sfiduciato, preoccupato, senza speranza e senza futuro.
Il compito che attende lei e il suo Governo, onorevole Presidente,
e che ci attende, onorevoli colleghi, per cambiare questi
sentimenti è arduo, complicato, difficile.
Il nostro dovere è recuperare la fiducia dei cittadini attraverso
azioni concrete, non facendo facile demagogia, evitando il
populismo, la cattiveria e parlando il linguaggio della verità.
Abbiamo il dovere di fare e fare bene, presidente Crocetta;
abbiamo il dovere di dare un futuro ai nostri concittadini; abbiamo
il dovere di garantire alcuni diritti fondamentali per la crescita
della nostra terra e dei nostri concittadini a partire dalla
priorità delle priorità: il diritto al lavoro, così come il diritto
alla salute, così come il diritto alla istruzione; noi siamo
l'unica terra, l'unica Regione che non ha ancora una legge sul
diritto allo studio, presidente Crocetta, assessore Scilabra,
vediamo di poter fare anche questa azione riformatrice; abbiamo il
dovere di combattere l'esclusione sociale, il disagio, la povertà,
la disoccupazione; abbiamo il dovere di combattere la mafia e
l'illegalità diffusa con i fatti e non con le parole; abbiamo il
dovere di indicare le soluzioni per uscire da questa tremenda
crisi, noi dobbiamo rivendicare un solo grande diritto come
parlamentari, il diritto di essere controllati e valutati per
quello che abbiamo fatto e per quello che faremo.
Presidente, lei ha fatto un intervento completo, ha presentato il
bilancio correttamente, che abbiamo sottoposto ai cittadini e che i
cittadini hanno votato consegnandole, quindi, la guida del governo
regionale.
Noi quel bilancio l'avevamo sottoscritto prima, lo sottoscriviamo
adesso con convinzione, con lealtà, con serietà, convinti che la
strada è in salita, fortemente in salita; è complicato, fortemente
complicato, però, abbiamo l'obbligo di provare e di provarci nel
miglior modo possibile.
Il modo migliore per provarci è il governo delle carte in regola.
Si ricorda quel famoso governo delle carte in regola di Piersanti
Mattarella? Ecco, mi piacerebbe moltissimo che questo sia il
governo delle carte in regola.
Lei ha parlato di fondi strutturali, ha parlato di risanamento,
di bilancio, ha parlato di Mediterraneo, di cultura, di impresa, di
infrastrutture, di agricoltura, di istruzione, sono tutti temi che
vanno affrontati e risolti nel miglior modo possibile, nel più
breve tempo possibile, con azioni riformatrici, alcuni, valutando e
prendendo il meglio di altri e cercando con ogni mezzo comunque di
dare delle risposte concrete, parlando sempre il linguaggio della
verità.
Se mi consente, le vorrei dare qualche consiglio.
Il primo consiglio: esca dal Palazzo signor Presidente. Lo ha già
fatto, lo sta facendo e in questo senso ha ottenuto già una grande
prova di fiducia dei cittadini. Lei oggi è entrato in sintonia con
gran parte del popolo siciliano, proprio perché non è rimasto nel
Palazzo. Vada negli ospedali, non dai direttori generali; vada
nelle corsie a parlare con i malati e con gli operatori. Vada nelle
scuole, incontri le persone in piazza, vada nelle campagne e nelle
fabbriche, si renderà conto di tantissime cose.
Il secondo consiglio: molto spesso viene la tentazione di operare
e governare da soli. Qua c'è un Parlamento, un Parlamento eletto
dal popolo e con questo Parlamento è giusto che lei si confronti in
maniera puntuale e precisa, come ha già detto e come ha già fatto.
Le grandi battaglie si decidono insieme, noi siamo qua per
aiutarla e per cercare con ogni mezzo di venire incontro alle tante
esigenze dei cittadini siciliani. Ecco, facciamolo insieme questo
lavoro, coinvolgendo tutti, coinvolgendo i colleghi della
maggioranza e della minoranza, coinvolgendo le parti sociali, il
mondo del volontariato, coinvolgendo tutti coloro che, comunque,
hanno qualcosa da dire e soprattutto che hanno qualcosa da fare per
migliorare questa terra.
Il terzo consiglio: i giovani. I giovani sono fondamentali, non
c'è mai stata una politica per i giovani. Io ho presentato qualche
disegno di legge sui giovani, ritengo che noi dobbiamo, anche,
legiferare. Ha già fatto un'opera meritoria a presentare un disegno
di legge sulla parità di genere, le dico, anche, che questa volta,
senza ovviamente pensare a riserve indiane, dobbiamo operare e
lavorare per i giovani, con qualcosa di fatto ma sentito.
In Sicilia, purtroppo, abbiamo degli indicatori terribili: siamo
ultimi per disoccupazione. Purtroppo, abbiamo indicatori terribili
nell'esclusione sociale e nella povertà, ecco perché le dicevo che
questo non le verrà facile, ma abbiamo il dovere di tentarci e di
provare. I giovani sono una risorsa e sui giovani dobbiamo giocarci
una grande partita.
L'ultimo appello nel confermarle assolutamente che l'UDC sarà a
suo fianco, mi piacerebbe la pacificazione della politica. La gente
non ha più neanche cosa mangiare. In questo periodo chi va nei
negozi o nelle piazze capisce il grande momento di difficoltà.
L'ultima cosa che la gente, in questo momento, vuole sentirsi dire
sono i litigi, le cattiverie, sono, per così dire, le ironie
velenose. Queste cose rimandiamole al mittente.
Presidente, si faccia portavoce di un grande momento di
pacificazione politica, che significa, anche, se possibile, porgere
l'altra guancia, ma cerchiamo di andare avanti in un progetto
condiviso. Non cada assolutamente nella trappola dove qualcuno la
vuole portare. Vada avanti per la sua strada, e la strada è quella
della proposta delle azioni concrete, quella di dire delle cose e
farle, la strada è quella di pensare e fare la stessa cosa, quella
di risollevare questa benedetta terra, la terra più importante del
Mediterraneo. Perché noi siamo al centro del Mediterraneo,
onorevole Presidente. Dialoghi con Roma, dialoghi con Bruxelles, ma
non dimentichi assolutamente i paesi frontalieri, perché la
ricchezza è là, la ricchezza è nel Mediterraneo.
Concludo, sperando proprio che questa diventi una legislatura di
diritti e doveri, dove la maggior parte dei doveri spettano ai
parlamenti e la maggior parte dei poteri alle istituzioni, e dove
dobbiamo cercare di garantire molti diritti ai cittadini, almeno
quei diritti che prevede la Costituzione. Se ci riusciamo dipenderà
molto da noi; i siciliano l'hanno votata per risolvere i problemi,
presidente Crocetta, e hanno votato anche una maggioranza. Noi
dobbiamo lavorare per questo, dobbiamo mettercela tutta, dobbiamo
fare il possibile; se ci riusciremo avremo fatto una cosa
importante. Se lungo il percorso lei dovesse capire che qualche
cosa non va, non esiti, come ha fatto in tante occasioni, di
lesinare denunce, dica le cose come stanno, e in quel caso noi
ovviamente la seguiremo in maniera convinta.
Concludo con la consapevolezza che il lavoro che ci aspetta è
grande, immane, ma mi auguro che, con gran senso di responsabilità,
tutti quanti facendo un po' la nostra parte - come diceva don Pino
Puglisi - riusciremo a risolvere i problemi della gente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà.
CANCELLERI. Signor presidente, onorevole presidente della Regione,
signori assessori, colleghi deputati e cittadini, abbiamo ascoltato
con interesse le comunicazioni, le linee programmatiche di questo
governo, ma prima di approfondire questo aspetto volevo rispondere
a chi, in maniera velata o meno velata, ha chiaramente tirato in
ballo il Gruppo parlamentare di cui sono Presidente, il Movimento
Cinque Stelle. E' fondamentale sottolineare che una forza politica
- e, che se ne dica, l'esito delle urne è stato tale - che ha vinto
le elezioni, ambisca ad avere cariche all'interno di questo
Parlamento, ed è ovvio che le nostra proposta alle altre forze
politiche per ottenere i voti necessari per avere queste cariche
non sia da considerarsi inciucio , ma un accordo istituzionale,
come è stato già da altri sottolineato.
Per cui, quando ci poniamo in maniera equidistante da tutte le
forze politiche, perché diciamo sempre che noi valuteremo nel
merito le proposte, anche in maniera critica, ma comunque sempre in
maniera asettica e non di parte, stiamo anche dicendo che per noi è
importante lavorare a stretto contatto con le forze di maggioranza
, con le forze di opposizione, anche con gli assessori.
Noi vogliamo lavorare per il bene dei siciliani, e a tutte quelle
persone ci hanno detto che facciamo inciuci per avere delle
postazioni di governo, dedico - e concludo - un detto orientale
Quando il saggio indica il luna, lo stolto guarda il suo dito .
Veniamo invece alle pratiche del governo. Noi vogliamo porre
particolare attenzione ai disegni di legge che vengono portati in
Aula in maniera seria e condivisa, ma soprattutto vogliamo che non
abbiano problemi di impugnativa una volta che arrivano al
Commissario dello Stato.
Pertanto, invito il Governo ad avere particolare attenzione
rispetto a questa problematica, che ci metterebbe in seria
difficoltà, non tanto nella bontà della proposta che andate a fare,
che potrebbe essere condivisibile, ma perché potrebbe essere una
questione proprio di sostanza, di come viene portato avanti il
disegno di legge.
Noi vorremmo che questo Governo, e chiaramente proporremo degli
accurati disegni di legge per questo, diventi veramente il Governo
dei cittadini.
E per fare questo abbiamo bisogno degli strumenti di
partecipazione. Allora, dobbiamo cominciare ad affrontare delle
serie modifiche anche allo Statuto regionale, che parli di legge di
iniziativa popolare con la possibilità di essere portata in Aula
con un tempo, per cui se entro 90 giorni questo Parlamento non la
discute diventano referendum popolare, e cominciamo a dettare i
tempi della politica in maniera tale che i cittadini che fanno uno
sforzo per poter partecipare alla vita tradizionale e istituzionale
abbiano almeno la possibilità di dire, se il Parlamento non la
discute, allora andiamo a votare noi con un referendum.
E gli strumenti di partecipazione chiaramente sono anche altri,
sono ben ampi, e ci faremo promotori con tutte le forze che
vorranno partecipare alla stesura di questo programma.
Particolare attenzione ai diritti civili, credo che questo sia un
Governo che può dare la possibilità di aprire finalmente spazi
ampi, molto ampi, a quelle che sono le diversità di genere, a
quelle che sono le possibilità che finalmente una regione che vuole
definirsi moderna e anche normale deve prestare particolare
attenzione.
La totale trasparenza degli atti. Oggi, grazie a quella che noi
abbiamo definito da sempre il nostro cavallo di battaglia che è la
rete, possiamo veramente arrivare ad una trasparenza totale sia
degli atti amministrativi sia delle possibilità che questo Governo
può mettere di fronte ai cittadini, internet, e la rete in
particolare, non permette a nessuno di essere falsi, non permette a
nessuno di poter fare. In questo caso va bene utilizzare le parole
inciuci o sgambetti , perché i cittadini sono particolarmente
attenti e possono monitorare per bene ,se gliene diamo la
possibilità.
In una parola, Presidente Crocetta, io spero che questo Parlamento
insieme al suo Governo faccia di tutto per fare finalmente
innamorare di nuovo i cittadini delle istituzioni, perché c'è ne un
gran bisogno, perché lo scollamento che c'è tra la classe dirigente
- e mi dispiace che qualche collega non se ne renda conto - e la
vita civile, i cittadini normali che vivono di stenti, è veramente
ormai completato.
Allora, dobbiamo cercare di rimettere insieme i pezzi perché tutti
assieme, soltanto tutti assieme, 5 milioni di cittadini siciliani,
possono entra finalmente nel futuro.
Dobbiamo scippare alla politica le nomine dei dirigenti, le
nomine dei manager che vanno a sostituire i vertici delle
partecipate attraverso concorsi, per curriculum, dando la
possibilità ai cittadini o ad organizzazioni di comitati di
cittadini di poter monitorare e di selezionare, e se per una volta
vogliamo cominciare a scrivere che chi non fa il proprio dovere, se
viene giudicato male dai cittadini, va a casa, potrebbe finalmente
essere l'ingresso in quel futuro, in quella normalità che tanto
stiamo auspicando e che io in questo discorso sto portando avanti.
Una parola la voglio spendere anche sul MUOS, Mobile User
Objective System, un sistema di comunicazioni satellitari in fase
di realizzazione nei pressi di Niscemi - io vengo dalla provincia
di Caltanissetta - e che io spero che lei affronti, visto che in
campagna elettorale si è fatto portatore di questa istanza e che i
cittadini molto si aspettano da lei. Badi bene, se affronterà
questa tematica le assicuro che non sarà solo, e già qualche altro
Gruppo parlamentare ha sollevato questo problema.
L'ultima cosa che le voglio dire è che nessuno deve essere
lasciato indietro, questo deve essere il motto di questo Governo,
di questo Parlamento, perché questo è un momento di grande
frustrazione da parte dei cittadini, e molte persone non riescono
ad arrivare alla fine del mese. Cerchiamo di essere quelli che
riusciranno a portare un minimo di serenità, anche attraverso gesti
che, se possono essere propagandistici, simbolici, come quelli
della decurtazione degli stipendi e della spesa della politica -
una sforbiciata alla chioma dell'albero, e non sempre ai rami
secchi - può significare che c'è una grande apertura, una grande
collaborazione, e sono convinto che i cittadini ne renderanno
merito a chiunque affronti questa strada e cominci a fare queste
scelte.
Nel rinnovare che noi non facciamo parte del Governo Crocetta, ma
che siamo equidistanti - e lo ripeto, equidistanti da tutte le
forze politiche - siamo pronti a collaborare con chiunque abbia
idee, purché idee di buon senso per i siciliani.
Auguro buone feste e la possibilità di poter lavorare bene insieme
con questo Parlamento e con questo Governo regionale.
(Applausi)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente dell'Assemblea, signor Presidente
della Regione, signore e signori assessori, onorevoli colleghi,
abbiamo ascoltato con grande attenzione le lunghe e dettagliate
dichiarazioni programmatiche del Presidente Crocetta. Abbiamo
ascoltato il suo programma, che è ed è stato il nostro programma
durante una competizione elettorale difficile, complicata, nella
quale è stato davvero difficile parlare ai cittadini ed essere
ascoltato dai cittadini. Quindi, per quel che ci riguarda, questo
Presidente Crocetta, è il nostro programma elettorale, quello che
sosterremo con tutte le nostre forze perché diventi realtà in
questa nostra Regione.
Onorevole Presidente, abbiamo alimentato insieme, durante questo
lungo incontro - che è stato la campagna elettorale con i nostri
concittadini - grandi speranze, ed abbiamo oggi il dovere, qui
nella sacralità del massimo consesso istituzionale della nostra
Regione, di mantenere tutti insieme la parola data ai siciliani.
Esprimo quindi grande soddisfazione per le sue dichiarazioni
programmatiche, perché quella rivoluzione della dignità, di cui Lei
ancor oggi ha parlato in questa Aula, abbiamo il dovere di portarla
avanti, abbiamo il dovere di esserne conseguenti e innanzi tutto
riprendo alcuni dei temi da Lei trattati con forza.
Il primo, la lotta alla mafia, che non è un esercizio fine a se
stesso, ma è fondamentale elemento e strumento di sviluppo di
marketing territoriale per la nostra Terra. Se pensiamo davvero -
come abbiamo il dovere di fare - di attrarre investimenti,
investitori italiani e stranieri in questa terra, dobbiamo prima di
tutto offrire una terra libera dal gioco del sottosviluppo che ci
impone purtroppo il fenomeno criminale e mafioso.
La sanità: c'è una riforma straordinaria da completare, da
perfezionare, da rendere coerente con quelle che sono anche le
recenti norme del Governo e del Parlamento nazionale.
La riprogrammazione dei fondi per le aree sottosviluppate, di cui
si parla proprio in queste ore, funzionali e determinanti per
investimenti importanti in Sicilia.
L'agricoltura, poi, non vorrei che fosse davvero la cenerentola
dimenticata del nostro sistema economico. Non è immaginabile
neppure dal punto di vista paesaggistico, spesso ricordato,
immaginare una Sicilia senza agricoltura, immaginare di perdere la
cultura straordinaria che nelle nostre campagne ha retto davvero,
anche sul piano morale, la grande dignità del popolo siciliano.
Presidente della Regione, occorre una politica per le isole
minori. Ci siamo impegnati insieme, ed io provengo anche da una
provincia dove le isole minori sono elemento di sviluppo
straordinario. Occorre che ci sia una politica organica di
prospettiva per le isole minori.
Per le infrastrutture sono davvero soddisfatto anche di
quell'annuncio che lei ha fatto, e per le sue interlocuzioni con le
autorità delle infrastrutture ferroviarie del nostro Paese. Questo
è esattamente l'esempio di come noi possiamo davvero rendere la
Sicilia molto simile a quella che abbiamo fatto sognare ai
cittadini durante questa competizione elettorale.
Sulla revisione - come correttamente l'ha definita lei - sulla
riqualificazione della spesa, abbiamo il dovere di parlarne, e sarà
il tema fondamentale sul quale probabilmente la nostra scommessa
potrà essere vinta o meno.
Del problema del precariato credo che sia persino superfluo
trattare, perché è il tema di questi giorni, il tema con cui ci
misureremo o ci stiamo misurando adesso e nelle prossime ore. Il
tema della diplomazia dal basso, che lei, Presidente della Regione,
ha già attuato con i paesi transfrontalieri, dirimpettai della
nostra Sicilia, di questa Regione, ultima regione dell'Europa in
termini di posizione geografica, ma che può e deve diventare il
ponte con i Paesi del nord dell'Africa, paesi in via di sviluppo
che da soli, Presidente della Regione, possono, attraverso la
lungimiranza sua, del suo Governo e di questo Parlamento, diventare
un elemento di traino e di sviluppo straordinario per gli anni a
venire.
Il problema dei rifiuti, che correttamente lei sta affrontando col
suo Governo in queste ore, è un problema che bisogna riproporre e,
con grande rispetto istituzionale, ma anche orgogliosi della nostra
autonomia e della nostra specialità, se è il caso bisogna riaprire
vertenze con lo Stato per articoli del nostro Statuto che non sono
stati applicati.
Qualcuno ci ha venduto la perequazione territoriale. Nello Statuto
abbiamo una norma non applicata, che è quella delle perequazioni
infrastrutturali, una norma straordinariamente moderna, che sembra
scritta da un economista proprio in queste ore, e che prevede una
perequazione per le infrastrutture di questa Regione, la cosiddetta
perequazione dei lavori pubblici sulla base del minor reddito da
lavoro che questa Regione ha già nel 1946 rispetto al resto del
Paese.
E, quindi, il lavoro, Presidente della Regione, che è
probabilmente il tema che merita davvero tutta la sua e la nostra
attenzione per una vera rivoluzione in questa nostra terra. Quindi,
un programma di investimenti che preveda una riprogrammazione seria
dei fondi dell'Unione europea, attraverso anche la possibilità per
i cittadini di controllare direttamente quali sono gli obiettivi
raggiunti dagli investimenti dei fondi dell'Unione europea.
E, poi, un tema, che è molto caro a questo Parlamento - l'ho
sentito anche dal collega Cancellieri e da altri colleghi,questa
stamattina -, quello della semplificazione legislativa.
Presidente della Regione, c'è un altro problema.
La scorsa legislatura, questo Parlamento, il Parlamento della XV
legislatura, ha approvato la legge regionale n. 5 del 2011, uno
strumento straordinario in termini di semplificazione legislativa,
amministrativa e di trasparenza, la più moderna che ci sia nel
sistema delle regioni italiane. E' una legge che è stata fortemente
voluta da questo Parlamento, è una legge che recepisce, per la
prima volta, il principio della trasparenza, che è stato
trasformato in principio costituzionale dalla riforma del titolo V
della Costituzione del 2001 e che, per la prima volta, trova
ospitalità nell'ordinamento giuridico regionale.
Questa legge, che prevede all'articolo 16 la semplificazione
legislativa, con l'obbligo di ogni Governo, entro il 31 marzo di
ogni anno, di presentare uno o più disegni di legge di
semplificazione legislativa proprio per riavvicinarsi ai cittadini
e riavvicinare le istituzioni ai cittadini e il comma successivo,
sempre all'articolo 16, che prevede la delegificazione, cioè quel
passo indietro che la legislazione deve fare rispetto ai temi che
dovrebbero appartenere soprattutto all'organo amministrativo ed
esecutivo per eccellenza. Ebbene, dal rapporto sulla legislazione
2012 che meritoriamente i funzionari e i consiglieri parlamentari
di questa Assemblea - e di questo sono grato davvero ancora una
volta - hanno fatto, si evince che gran parte di quella legge non è
stata ancora attuata. Si tratta di una legge del 2011, una legge
moderna, per cui onorevole Presidente, l'impegno del suo Governo,
ne sono certo, è di portarla avanti immediatamente, attraverso i
provvedimenti attuativi che sono un po' farraginosi, ma che
certamente meritano di essere velocizzati e spinti per fare in modo
che davvero questa legislatura inizi con un profilo costituente,
con un profilo davvero nuovo e moderno, che introduca in termini
concreti la semplificazione legislativa, non soltanto
amministrativa, e la delegificazione.
E poi il problema della semplificazione, onorevole Presidente, non
h soltanto un problema di velocizzare - lei l'ha ricordato ancora
una volta stamattina -, è il principale strumento di lotta alla
corruzione, alla mafia, i cassetti chiusi che purtroppo norme non
trasparenti hanno consentito negli anni passati. Attraverso
l'applicazione concreta di una legge sulla semplificazione e sulla
trasparenza, potrà esserci un'efficace lotta alla corruzione, ma si
potrà consentire altresì, di fare in modo che quello che lei
durante la campagna elettorale ha proposto e promesso ai cittadini,
diventi realtà, cioè attuare le autorizzazioni, le richieste, le
istanze di cittadini che, appena entrati in un ufficio pubblico,
perdono la speranza e allora diventa uno strumento di investimento,
uno strumento di sviluppo, uno strumento che davvero rimuova quegli
ostacoli allo sviluppo che noi in questi giorni intendiamo
rimuovere.
Presidente, occorre una linea programmatica, come lei
correttamente ha illustrato stamattina, che contribuisca a
combattere anche i pericoli di una recessione in atto, i pericoli
che anni di incosciente non Governo hanno determinato in troppi
settori della nostra economia.
E voglio citare gli ultimi mesi di spesa della scorsa legislatura,
fino al maggio del 2012, che hanno visto prevalere, ancora una
volta, tra le spese nuove le spese correnti, mentre le spese in
conto capitale, inferiori ancora una volta rispetto alle spese
correnti, non sono per nulla ancora qualificate.
Presidente, noi, lei, il suo Governo, e questo Parlamento tutto
abbiamo il dovere di rendere ai siciliani ciò che le insufficienze
spesso gravi di politica e burocrazia hanno tolto negli anni
precedenti. Abbiamo il dovere, Governo e Parlamento insieme, di
offrire ai siciliani la certezza che qui in Sicilia c'è il domani,
qui in questa Terra abbiamo il dovere di offrire ai nostri giovani
la certezza del loro futuro, qui in questa Terra, e non altrove,
abbiamo il dovere di far corrispondere i fatti alle parole, di
rendere bella e accogliente, anche con atti legislativi e
amministrativi concreti la nostra Sicilia, anche per le imprese che
vogliono venire qui da altre regioni o dall'estero poco importa, ad
investire, a creare ricchezza, a creare posti di lavoro veri, così
come per l'immigrato che desidera soltanto accoglienza e la
speranza di un futuro migliore rispetto a quello che la propria
terra di origine gli ha riservato.
Presidente Crocetta, desideriamo scrivere qui anche in questo
Parlamento, insieme a lei e al suo Governo, nel corso di questa
legislatura una bella pagina di storia della Sicilia, che faccia
giustizia dei tanti ipocriti e dannosi bizantinismi, delle troppe
omissioni e viltà che hanno piegato la Sicilia negli anni scorsi.
Lei, Presidente, ha una grande occasione che io credo voglia
sfruttare fino in fondo, di essere non soltanto il Presidente della
Regione, ma di essere l'autentica guida con le maiuscole , guida
politica e morale dei siciliani.
Noi, il Gruppo parlamentare del Partito Democratico, la sosterremo
con tutte le nostre forze, con lealtà e serietà nella sua azione
riformatrice, per il futuro dei siciliani, per non far morire
sciaguratamente l'ultima speranza dei siciliani, per non perdere la
legittimazione morale - e questa è la cosa più grave che sottolineo
- a parlare e ad essere ascoltati dai siciliani, per non perdere la
legittimazione morale a sedere sui banchi del Parlamento più antico
e prestigioso del mondo.
Auguri signor Presidente, auguri a lei e al suo Governo, auguri a
questo Parlamento e, attraverso lei e questo Parlamento, gli auguri
alla Sicilia e ai siciliani. Buon lavoro e Buon Natale di vero
cuore ai siciliani e a tutti voi.
(Applausi)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho avuto una serie di richieste di
interventi da parte di singoli parlamentari, ma ricordo che in
Conferenza di capigruppo si era concordato che potesse intervenire
un parlamentare per Gruppo per non più di cinque minuti, e comunque
non abbiamo tenuto rigidamente la regola dei tempi.
Ha chiesto la parola per una breve replica il Presidente della
Regione, onorevole Crocetta.
Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, ringrazio per avermi dato questa possibilità di una breve
replica.
Sinceramente credo di avere fatto un lavoro onesto questa mattina
nel presentare il programma che avevo già presentato agli elettori.
Mi sembra un atto persino di coerenza: questo è il patto che ho
assunto con i cittadini e questo presento in Aula. Quindi non
capisco le polemiche rispetto a questo, visto che poi quel
programma è stato sottoscritto dalla maggioranza dei siciliani.
Come me, allora anche voi siete stati votati con la metà dei voti.
Perché non è che per il Presidente hanno votato la metà, e per voi
no Quindi anche l'intero Parlamento sarebbe delegittimato
Credo che chi dice queste cose dimentica persino i princìpi
cardine del nostro sistema elettorale democratico, che è basato sul
principio della certezza dei risultati elettorali.
Un tempo l'anomalia era considerata il fatto che in Sicilia si
votasse troppo. Adesso l'anomalia è diventata il fatto che si è
votato poco. Probabilmente il fatto che molti cittadini non sono
andati a votare dovrebbe fare interrogare di più sulla vecchia
politica che sicuramente non ha dato quelle risposte che i
cittadini avrebbero voluto. E' una scelta che bisogna rispettare,
così come bisogna rispettare i dati delle maggioranze. Così come
quando si parlava delle Commissioni, ho sentito dare un grido
d'allarme rispetto al fatto che i rappresentanti della lista
Cinque Stelle' non dovessero avere nessun ruolo nelle istituzioni
assembleari, pur essendo praticamente il Partito che in percentuale
ha preso più voti. Non mi sembra un grande fatto di democrazia.
Nessuno mi dice che abbia condotto trattative parallele, ma che uno
debba esprimere le proprie opinioni, così come continuo a pensare
che l'accordo non abbia coinvolto tutte le forze politiche, e
quindi lo trovo istituzionalmente imperfetto.
Noi dobbiamo cominciare a lavorare tutti insieme per il bene della
Sicilia, che non c'entra affatto con le scelte di Governo.
Io ho trovato una Sicilia nel disastro. Ogni giorno, quando andavo
a Palazzo d'Orleans, trovavo lavoratori della Gesip sotto il
Palazzo, una vicenda che si trascinava da mesi con un palleggio
fra Regione e Comune. E la vicenda della Gesip è stata risolta.
Sarà stata pochissima cosa, però visto che era pochissima cosa non
capisco perché ce l'hanno tenuta in piedi tutto l'anno.
Poi avevamo gli operai di Termini Imerese che avevano il problema
della cassa integrazione e l'abbiamo risolta nel primo incontro che
abbiamo avuto con il Governo. Facilissimo Perché l'abbiamo risolto
subito, visto che era facile perché non si è risolta anche quella
una vicenda di un anno, visto che la cassa integrazione del 2012 è
stata stabilita e definita a fine anno. E per tutte le altre
imprese siciliane.
C'erano i comuni che non avevano ricevuto neppure le quote di
trimestralità già maturate, e le abbiamo date perché dietro la
crisi di cassa eccetera, eccetera e, straordinariamente, invece,
questo Governo ha trovato i soldi per i comuni, perché, cosa ha
fatto? Abbiamo evitato di pagare, per esempio, quelle cose inutili,
a volte, a cui si dà la priorità e abbiamo cominciato ad affrontare
il problema di fare pagare i servizi sociali dei comuni, il
precariato, la luce ai comuni, dando una priorità alle cose che
servivano.
Da oltre un anno il Governo nazionale voleva chiudere la
programmazione europea con il Governo regionale e non si riusciva a
chiudere, l'abbiamo chiusa in tre settimane e nella conferenza
stampa del Governo, del ministro Barca, la Sicilia è stata citata,
per la prima volta, come buon esempio di programmazione europea.
Non mi pare poco chiudere una programmazione europea in tre
settimane Ma era così facile
Ora, il problema è che la programmazione europea non è stata mai
chiusa. Quindi, probabilmente, per altri era difficile e, allora,
cosa voglio dire che siamo dei superman? No, siamo semplicemente
delle persone che lavorano, che vogliono fare le cose e che
probabilmente, rispetto alla programmazione europea, si sono poste
solo un problema: quali progetti esecutivi ha la Regione siciliana,
che razionalmente può utilizzare nel 2013 e nel 2014? E quelli
abbiamo inserito, senza tenere conto di chi li aveva fatti, di chi
non li aveva fatti, chi premeva politicamente a questo senza aprire
il mercato delle vacche della politica rispetto a queste cose, ma
chiudendo con il lavoro e vedendo semplicemente, concretamente ciò
che era realizzabile e che serviva ai Comuni e abbiamo dato la
priorità alle arterie stradali, abbiamo dato la priorità al
dissesto idrico geologico, alle imprese nelle zone di crisi e nelle
zone di calamità naturali, alle isole Pelagie, in grave situazione
economica.
Il fatto che abbiamo già iniziato la definizione dell'accordo con
le Ferrovie dello Stato per una cosa di cui si parla da vent'anni e
che non si è mai chiuso l'accordo con la Regione siciliana ed
abbiamo già un protocollo di intesa verbale e che questa intesa si
chiuderà entro la fine di gennaio, in modo scritto, e determinerà
l'avvio del potenziamento delle più grandi arterie ferroviarie per
legare le aree metropolitane della Sicilia, contribuendo a ridurre
in modo consistente la velocità in un progetto che si fa in due
fasi, il primo in un quinquennio che riduce i tempi della metà e
l'altro cinquanta per cento che viene tolto successivamente
portando il trasporto dall'aeroporto di Catania all'aeroporto di
Palermo in un'ora e venti introducendo l'alta velocità., ebbene,
anche questo vi potrà sembrare scontato, ma non si capisce perché
negli ultimi vent'anni questo accordo non si sia mai fatto E,
invece, adesso si conclude.
Probabilmente, qualche idea per cui questi accordi non siano stati
fatti, ovviamente, ce l'ho, perché ognuno cerca sempre il pelo
nell'uovo negli accordi che deve fare. E, invece, quando si vuole
fare si fa.
Il fatto che abbiamo già approvato come Giunta la prima proposta
di legge sul doppio voto di genere che si fa in Italia, sarà
pochissimo sul terreno dei diritti civili. Si è fatta, anche
questa, in questo periodo, però non si capisce perché ancora questo
diventi il tema di discussioni infinite in altri posti, e questo
Governo l'abbia fatta e proposta
Adesso la parola passa all'Assemblea sulla questione dei rifiuti,
l'ennesima questione sui rifiuti.
I comuni sono devastati dalla gestione degli ATO che producono
indebitamento, circa 2 miliardi di euro di debiti prodotti dagli
ATO e ancora continuiamo in questa logica; anche questa va
approvata entro il 31 dicembre - mi rendo conto che poi si dice:
bene, ma dobbiamo affrontare queste questioni con programmazione,
ma insomma non è che possiamo farci nulla sul fatto che le
elezioni sono avvenute alla fine di ottobre, la proclamazione del
Presidente della Regione é avvenuta dieci giorni dopo e quella dei
deputati oltre un mese dopo.
Quest'anno tutti quanti ci adoperiamo ad operare in emergenza, e
di emergenze ne troviamo tante. Quindi abbiamo le entrate, come
diceva l'onorevole Cimino, ma le entrate non sono aumentate per il
semplice motivo che, in questi anni, si è bloccata tutta l'attività
produttiva, perché vorrei ricordare che il Governo precedente si è
avviluppato dentro la logica che siccome doveva partecipare con il
50 per cento di quota di finanziamento sui Fondi europei non li
faceva andare avanti, noi siamo riusciti ad ottenere che paghiamo
il 25 per cento del cofinanziamento. Anche questa era una conquista
scontata, oppure questo Governo ha portato un risultato importante
alla Sicilia?
Ma un altro elemento su cui voglio fare riflettere è che quando si
avviano i progetti europei sì, si spende in quota di finanziamento,
però poi rientrano i fondi attraverso l'IVA, attraverso l'IRPEF,
attraverso una serie di contribuzioni che le imprese pagano e
quindi così si fa la cassa, e non è vero che la quota di
cofinanziamento si paga tutta perché si spalma sul bilancio
pluriennale ed anche questo è stato uno degli errori
dell'amministrazione attiva di questa Regione, cioè di non pensare
che il cofinanziamento va distribuito negli anni di pertinenza.
Anche su questo, probabilmente, è l'uovo di Colombo, però non si
capisce perché questo uovo di Colombo si trova, perché quando una
soluzione è stata trovata è facile e scontata, però resta il fatto
che tutto ciò che era bloccato l'abbiamo sbloccato; il fatto dei
sindaci su cui ho sollecitato il Governo precedente per ben due
anni e non è partito assolutamente nulla, salvo in alcuni comuni,
in alcune realtà che hanno fatto tutto da soli, che sono nel gelese
e nel calatino, a cui ho dato persino una mano per realizzarle,
oggi può partire in tutta l'Isola e determina nuove entrate,
onorevole Cimino, determina nuove entrate, perché con il patto dei
sindaci arrivano fondi non programmati dall'Unione Europea perché
sono fondi che vengono dati dalla Banca europea degli investimenti
sulla base di progetti cantierabili e lì potremo dare una
sistemazione certa ad una parte notevole del precariato ed
incominciare ad affrontare gli sgravi.
Quindi, non è vero che il nostro è un programma di tagli. E' un
programma prudente di tagli, anche rispetto al bilancio che
presenteremo, perché siccome non vogliamo fare il gioco delle tre
carte, diciamo intanto che cominciamo a metterci in bonus e poi
attiviamoci per fare funzionare quei progetti, non facendo
previsioni virtuali di spesa che poi non si realizzano. E vorremmo
essere contenti che, alla fine dell'anno, abbiamo incassato più di
quanto magari abbiamo previsto e dovrà essere l'obiettivo perché
siamo riusciti a mettere in cantiere i lavori che dovevamo mettere.
Gli sprechi: se abbiamo ridotto del 20 per cento il compenso del
salario accessorio credo che abbiamo cominciato a fare la battaglia
agli sprechi; se abbiamo eliminato - entro febbraio non ci saranno
più - 13 aziende che erano in liquidità da dieci anni con chi ce la
dovremmo prendere - guardate, le polemiche fino ad ora non le
vorrei fare, ma sicuramente non ce la possiamo prendere con il mio
Governo che ha fatto finalmente una cosa che doveva essere fatta da
dieci anni, quello di eliminare aziende che servono solo a nominare
consigli di amministrazione, direttori generali, a dare incarichi
di consulenza, a spendere risorse.
Poi ci sono tutte le altre cose, anche di impatto penale in questa
Regione, perché alla formazione, per esempio, si possono fare gli
appalti per dare i servizi informatici a terzi, si prevede che la
Regione, l'importo è x e i locali dove si opera sono a spese
della società che vince l'appalto e poi, dopo sei mesi,
puntualmente, in questa Regione, in questi anni, si è fatta la
modifica degli appalti, per dire, del capitolato dell'appalto,
modificando l'oggetto dell'appalto, questione prevista chiaramente
come reato dalla legge penale esistente e si danno locali che
costano, magari, 150 milioni di euro ad aziende private con le
quali si è già pagato con altre risorse perché non si dovevano
pagare e potremmo continuare all'infinito.
La nostra benevolenza, dovete capire, che è stata anche notevole
nei confronti.
Noi vogliamo operare per il futuro, però guai a dire che questo
Governo fa chiacchiere o, addirittura, che avrebbe rappresentanti
di Cuffaro in Giunta.
Io ho assessori che sono stati dirigenti della Regione e lo sono
stati quando c'era Cuffaro, quando Cuffaro non c'era,
semplicemente perché hanno lavorato alla Regione. Questa è una
colpa?
In un Paese democratico normalmente no, e non può essere argomento
di critica politica perché, normalmente, i dirigenti non si
guarda Allora, che dovrei fare adesso?
Dovrei licenziare - e finisco - oppure non utilizzare nel mio
staff, persino tra quelli più vicini a me, persone che hanno fatto
parte, che hanno collaborato con altri Governi?
Ma questa è la follia dell'odio che non appartiene alla mia
cultura di Governo; nella mia cultura di Governo ci sono i
dirigenti che possono essere di destra, di sinistra e di centro ed
io ho intenzione di collaborare nella misura in cui queste persone
sono persone perbene.
Quindi, se c'è qualcuno che ha lavorato con la pubblica
Amministrazione si dica che questa persona non é onesta, che non va
bene, che non lavora, e allora su questo terreno sono disponibile a
fare autocritica, ad assumere gli atti necessari, però se si vuole
criminalizzare un dirigente ed accusare questo Governo di
Cuffarismo che è l'ultima cosa che questo Governo sicuramente vuole
fare, allora, credo che siamo fuori strada.
Per quanto riguarda l'accusa di Giacobinismo, di essere giacobino
e doroteo, potrebbe essere persino un complimento, perché significa
che all'azione concreta, all'azione ed intenzione ideale so persino
accompagnare la pratica pragmatica del Governo che dà risposte
concrete alla gente. E queste risposte concrete alla gente le
vogliamo dare perché non ci siamo candidati per fare chiacchiere
giacobine ma, insieme ad una tensione ideale che vogliamo avviare,
vogliamo risolvere il problema ai siciliani e credo che questo
Governo lo farà.
Chi partecipa a questo Governo, chi lo vuole sostenere sia
benvenuto, chi non lo vuole sostenere sia benvenuto lo stesso
perché non è che ci freghi molto, voglio dire, di questa
situazione.
Purtroppo, la storia della Sicilia è fatta sempre di polemiche e
di incapacità a trovare elementi comuni di dialogo; in altre parti
avviene un po' diversamente, ma qui è una disgrazia che ci dobbiamo
portare avanti.
Se questo Governo riuscirà a portare le riforme continuerà la sua
esperienza, se questo Governo non porterà quei risultati giacobini
che vuole portare, allora andremo liberamente alle elezioni,
dopodiché i cittadini decideranno. Però nessuno si aspetti sconti
sull'azione di moralizzazione, di riforma, di cambiamento e dello
sviluppo della Sicilia pensando di fare gli agguati al Governo,
perché questo metodo credo che sia prima di tutto rifiutato da gran
parte di questo Parlamento che si pone con responsabilità della
questione degli atti. Capisco che adesso ci sono le elezioni
politiche nazionali, per cui tutto diventerà drammatico, però,
sinceramente, vorrei operare con spirito di collaborazione aperto a
tutti. Che dirvi?
Auguri sinceri di buon Natale a voi ed alle vostre famiglie e
grazie anche per il vostro contributo.
(Applausi)
PRESIDENTE. Onorevole Formica, non è finita l'Aula.
FORMICA. Signor Presidente, lei non mi ha concesso la parola.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, lei non poteva parlare perché per
il suo Gruppo ha parlato l'onorevole Musumeci.
Presidenza del presidente Ardizzone
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole D'Agostino è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, devo dare delle comunicazioni.
Devo dire che uscendo troverete i giornalisti che prima non
avevano accesso in tutte le sale, questo per dire che non abbiamo
paura di niente, che questa, così come ho più volte detto, sarà una
casa di vetro e i giornalisti servono proprio a questo.
E' stato concordato con il decano dei giornalisti e con la
Segreteria generale quali sono le Sale che si possono frequentare
per essere più a contatto con i parlamentari.
Esprimo soddisfazione per i lavori di oggi. E' stato un dibattito
franco, produttivo, libero da preconcetti e devo dire ricco di
contenuti. A chi ha sollecitato il Presidente ad essere chiaro,
ritengo lo sia stato ancora una volta, devo dire, nella replica.
Questo ritengo che sia un buon auspicio per il confronto dialettico
che si svilupperà nel corso della legislatura.
Io formulo a tutti voi e alle vostre famiglie gli auguri di un
sereno Natale.
Gli auguri di un buon 2013 ce li faremo ancora in quest'Aula
perché penso che i siciliani si aspettino da parte nostra
soprattutto che si lavori, e c'è stata disponibilità ribadisco da
parte di tutti i Gruppi.
La seduta è rinviata a sabato, 29 dicembre 2012, alle ore 15.00,
con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Autorizzazione all'esercizio provvisorio per l'anno 2013.
Ancora la delibera non è arrivata ma si tratta di un
obbligo costituzionale quindi sono fiducioso, per altro
sono queste le intese con il Governo che ha dimostrato
di stare nei tempi, che arriverà giorno 27.
2) - Norme di modifica alla gestione integrata dei rifiuti di
cui alla legge regionale 8 aprile 2010, n. 9 . (n. 56)
3) - Norme in materia di personale. Disposizioni contabili . (n.
58)
PRESIDENTE. Questa norma è definita la proroga dei precari.
Chiaramente, le Commissioni sono autorizzate a lavorare dal 27 al
29 mattina. Chiedo uno sforzo a tutti anche se non stiamo
rigidamente dentro il Regolamento, ma già l'ha spiegato il
Presidente Crocetta che si è arrivati con ritardo alla
proclamazione degli eletti, all'insediamento del Governo,
all'insediamento dell'Ufficio di Presidenza e delle Commissioni.
Ciò ci comporta, ma lo facciamo con piacere, questo sforzo
suppletivo ad esitare la legge, ribadisco, sui precari, così come
era stato stabilito in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, la proroga che riguarda gli ATO e l'autorizzazione
all'esercizio provvisorio.
La seduta è tolta alle ore 13.49
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli