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Resoconto d'Aula della Seduta n. 7 di lunedì 24 dicembre 2012
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   Presidenza del presidente Ardizzone


   FIORENZA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Barbagallo,  Currenti,
  Panepinto e  Vinciullo sono in congedo per oggi.

   L'Assembla ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   - Nuove norme in materia di panificazione. (n. 1)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Federico  in
  data 13 dicembre 2012.

   -   Testo   unico   della  disciplina  del   commercio   e   della
  somministrazione di alimenti e bevande nella Regione. (n. 2)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Federico  in
  data 13 dicembre 2012.

   -  Norme  per la tutela della salute e del territorio  dai  rischi
  derivanti dall'amianto. (n. 3)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Federico  in
  data 13 dicembre 2012.

   - Cittadinanza di genere. (n. 4)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Cirone  Di
  Marco,  Maggio, Milazzo, Raia, Lupo e Marziano in data 13  dicembre
  2012.

   - Norme in materia di rappresentanza di genere. (n. 5)
   di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Raia, Cirone
  Di  Marco,  Maggio,  Milazzo, Raia, Lupo  e  Marziano  in  data  13
  dicembre 2012.

   - Fondo per il microcredito nella Regione. (n. 6)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Raia in data
  13 dicembre 2012.

   - Istituzione degli ecomusei della Sicilia. (n. 7)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Raia in data
  13 dicembre 2012.

   - Interventi a sostegno dell'editoria siciliana, dell'informazione
  e del giornalismo partecipativo. (n. 8)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Raia in data
  13 dicembre 2012.

   -  Norme  in favore del personale precario del Servizio  sanitario
  regionale della Sicilia. (n. 9)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Raia in data
  13 dicembre 2012.

   - Riordino del settore termale. (n. 10)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Raia in data
  13 dicembre 2012.

   -  Istituzione  liste  di  prenotazione  nel  mercato  del  lavoro
  agricolo privato. (n. 11)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Raia in data
  13 dicembre 2012.

   - Diminuzione del fondi per le spese del Presidente della Regione.
  (n. 12)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Musumeci ed
  altri in data 13 dicembre 2012.

   -  Riduzione  dell'indennità di carica dei deputati dell'Assemblea
  regionale siciliana. (n. 13)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Musumeci,
  Ioppolo, Ruggirello e Currenti in data  13 dicembre 2012.

   -  Riduzione  delle  maggiorazioni dell'indennità  di  carica  dei
  deputati dell'Assemblea regionale siciliana e dei componenti  della
  Giunta regionale di Governo. (n. 14)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Musumeci,
  Ioppolo, Ruggirello e Currenti in data  13 dicembre 2012.

   -  Eliminazione  della soglia di sbarramento  per  l'elezione  dei
  consigli comunali e provinciali. (n. 15)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Ioppolo,
  Musumeci, Ruggirello e Currenti in data  13 dicembre 2012.

   -  Accesso  al diritto di abitazione ed alla proprietà della  casa
  mediante mutuo sociale. (n. 16)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Musumeci,
  Ioppolo, Ruggirello e Currenti in data  13 dicembre 2012.

   -  Stabilizzazione  del personale impiegato  a  tempo  determinato
  addetto  ai lavori di sistemazione idraulico forestale e  idraulico
  agrario  assunto  alle  dipendenze  dell'Amministrazione  forestale
  regionale  per  le  esigenze  connesse  all'esecuzione  dei  lavori
  condotti in amministrazione diretta. (n. 19)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 13 dicembre 2012.

   -  Riconoscimento della funzione sociale ed educativa svolta dagli
  oratori,   dagli  istituti  cattolici  e  dagli   enti   di   culto
  riconosciuti dallo Stato. (n. 20)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 13 dicembre 2012.

   -  Recepimento del decreto Legge 13 agosto 2011, n.  138,  recante
   Istituzione dell'elenco dei revisori dei conti degli Enti Locali e
  modalità di scelta dell'organo di revisione economico finanziario .
  (n. 21)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 13 dicembre 2012.

   - Norme in materia di guide turistiche. (n. 22)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   -  Provvedimenti urgenti nel settore dell'edilizia  popolare.  (n.
  23)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.

   - Norme relative alle I.A.C.P.. (n. 24)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   - Riapertura termini per pagamento condono edilizio. (n. 25)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   - Modifica dell'articolo 2 della legge regionale 6 aprile 1996, n.
  29. (n. 26)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   -  Ripianamento  finanziario  dell'Osservatorio  permanente  sulla
  criminalità organizzata. (n. 27)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 13 dicembre 2012.

   - Interventi sociali per l'edilizia agevolata e convenzionata. (n.
  28)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   - Istituzione della  Consulta delle elette in Sicilia'. (n. 29)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   - Modifica all'articolo 4 della legge regionale 20 aprile 1976, n.
  35. (n. 30)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   - Istituzione degli Enti territoriali regionali. (n. 31)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 13 dicembre 2012.

   -  Modifica  di  norme  in materia di garanzie  fornite  dai  soci
  garanti di cooperative agricole ed alimentari. (n. 32)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   -  Norme  in materia di agevolazioni fiscali per la ricomposizione
  fondiaria. (n. 33)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   -  Trattamento Biologico non invasivo per combattere il punteruolo
  rosso. (n. 34)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   -  Autorizzazione  alla bruciatura di paglia,  sfalci  e  potature
  nelle attività agricole in Sicilia. (n. 35)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   - Norme in materia di contrasto all'obesità infantile e giovanile.
  (n. 36)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   -  Interventi  in favore dei soggetti affetti da dislessia   e  da
  altre difficoltà specifiche di apprendimento. (n. 37)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   - Equiparazione delle norme regionali alla legislazione na-zionale
  in  tema  di incompatibilità all'ufficio di deputato regionale. (n.
  38)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   - Istituzione dell'Ufficio speciale per l'alienazione dei beni di-
  sponibili delle Aziende sanitarie. (n. 39)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 13 dicembre 2012.

   - Norme in favore dei centralinisti telefonici ciechi. (n. 40)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   - Estensione dei benefici della legge regionale 13 settembre 1999,
  n. 20, alle signore Carmela e Paola Scibilia. (n. 41)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 13 dicembre 2012.

   -  Modifica della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98.  Norme  in
  materia di inquadramento del personale  delle riserve naturali. (n.
  42)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 13 dicembre 2012.

   -  Norme  in  materia di concessioni demaniali per uso  abitativo.
  Modifica dell'articolo 4 della legge regionale 29 novembre 2005, n.
  15. (n. 43)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 13 dicembre 2012.

   - Istituzione della figura dello psicologo scolastico. (n. 44)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 13 dicembre 2012.

   -  Insegnamento  dell'educazione motoria e sportiva  nelle  scuole
  primarie. (n. 45)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 13 dicembre 2012.

   -  Abrogazione  dell'art.  1  della  Legge  regionale  n.  44  del
  30/12/1965. (n. 46)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Falcone,
  Pogliese, Caputo, e Vinciullo in data  13 dicembre 2012.

   -  Modifica dell'art. 8 della Legge regionale 16 dicembre 2008, n.
  22. (n. 47)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Falcone,
  Pogliese, Caputo, e Vinciullo in data  13 dicembre 2012.

   -  Disposizioni in materia di acquisizione dei dati inerenti l'uso
  di   sostanze   stupefacenti  da  parte  dei  Parlamentari   eletti
  all'Assemblea  Regionale Siciliana e provvedimenti  consequenziali.
  (n. 48)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Pogliese e Falcone in data 13 dicembre 2012.

   - Disciplina della medicina non convenzionale. (n. 49)
   di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Scoma in data
  14 dicembre 2012.

   - Istituzione del Garante regionale della famiglia. (n. 50)
   di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Scoma in data
  14 dicembre 2012.

   - Norme a tutela del buon andamento dell'Amministrazione regionale
  ed a garanzia dei principi di legalità, trasparenza ed imparzialità
  dell'azione amministrativa. (n. 51)
   di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (on. Crocetta) in data 17 dicembre 2012.

   -  Autorizzazioni  accreditamento  degli  studi  professionali  di
  fisioterapia. (n. 52)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Ferrandelli
  in data 19 dicembre 2012.

   - Norme in favore dei centralinisti ciechi. (n. 53)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Panarello in
  data 19 dicembre 2012.

   - Sistema regionale per la ricerca e l'innovazione. (n. 54)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Panarello in
  data 19 dicembre 2012.

   -    Disposizioni   volte   a   perseguire   l'equilibrio    della
  rappresentanza fra i sessi nell'Assemblea regionale siciliana.
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Ioppolo,
  Currenti, Formica, Musumeci e Ruggirello in data 19 dicembre  2012.
  (n. 55)

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
                               di legge
                alle competenti Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati ed inviati alle
  Commissioni legislative:

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Norme  di modifica alla gestione integrata dei rifiuti  di  cui
  alla legge regionale 8 aprile 2010, n. 9. (n. 56)
   di  iniziativa  governativa, presentato  il  20  dicembre  2012  e
  inviato il 20 dicembre 2012.

   -  Norme  transitorie  per  la  regolazione  del  servizio  idrico
  integrato. (n. 57)
   di  iniziativa  governativa, presentato  il  20  dicembre  2012  e
  inviato il 20 dicembre 2012.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   - Norme in materia di personale. Disposizioni contabili. (n. 58)
   di  iniziativa  governativa, presentato  il  20  dicembre  2012  e
  inviato il 20 dicembre 2012.

              Comunicazione di ritiro di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con  nota  acquisita  al   prot.   n.
  10497/SG.LEG.PG., l'onorevole Fabrizio  Ferrandelli ha ritirato  il
  disegno  di legge n. 52  Autorizzazioni accreditamento degli  studi
  professionali di fisioterapia  presentato in data 19 dicembre 2012.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  1 - Notizie in merito al trasferimento del centro vaccinazioni
  attualmente operativo  presso  l'ospedale Cervello di Palermo.
   - Assessore Salute
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio

   N. 5 -  Piani di controllo ed eradicazione  della brucellosi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   - Assessore Salute
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.   15  -  Chiarimenti  sulle  procedure  per  l'assegnazione  ed
  utilizzazione dei beni confiscati alla mafia ed applicabilità della
  procedura  adottata  per il feudo Verbumcaudo di  Polizzi  Generosa
  (PA) ad altri beni.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Caputo Salvino

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  3  -  Iniziative  per fronteggiare l'emergenza  incendi  nella
  provincia di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  8  -  Notizie in merito alla mancata erogazione  della  'Cassa
  integrazione guadagni 2011' per il comparto pesca.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  9 - Notizie in merito al finanziamento del film 'C'è sempre un
  perché' prodotto dalla 'Seven Dreams Production'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Caputo Salvino

   N. 11 - Notizie in merito al piano industriale di Fincantieri e ai
  prospettati 140 esuberi a Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Caputo Salvino

   N. 13 - Notizie in merito ai Progetti 'Avviso 8' e 'Avviso 12'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Caputo Salvino

   Le  interrogazioni testé annunziate saranno inviate al  Governo  e
  alle competenti Commissioni.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2  - Estensione delle misure d'intervento previste dal decreto
  del  Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali del
  18 ottobre 2012, per i danni subiti dagli agricoltori relativamente
  agli alberi da frutta ed al raccolto.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatario: D'Asero Antonino

   N.  4 - Provvedimenti urgenti per il ripristino degli stanziamenti
  per l'erogazione del buono scuola.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Scoma Francesco

   N.  6  -  Sospensione della gara per i lavori di  ristrutturazione
  della cantina Kaggio di Monreale (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  7  -  Interventi urgenti a seguito di fenomeni pluviali presso
  l'Istituto comprensivo statale 'Monreale II' (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  10 - Chiarimenti in ordine alla prosecuzione dei contratti dei
  lavoratori  ASU  presso  l'Azienda  Ospedaliera  Policlinico  Paolo
  Giaccone di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  12  -  Notizie in merito ai contratti degli specializzandi  di
  medicina negli Atenei siciliani.
   - Assessore Salute
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Caputo Salvino

   N. 14 - Provvedimenti urgenti in relazione ad atti intimidatori al
  cantiere 'SIS'di Palermo.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Caputo Salvino

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N. 1 - Richiesta di revoca del sistema Muos di Niscemi.
   - Presidente Regione
   Firmatari:   Musumeci  Sebastiano;  Ioppolo   Giovanni;   Currenti
  Carmelo; Ruggirello Paolo

   N.  2  -  Notizie circa la formulazione dell'elenco  regionale  di
  idonei alla nomina di Direttore Generale delle Aziende del Servizio
  Sanitario Regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Fiorenza Cataldo

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico che è stata presentata la mozione  numero  1
   Interventi urgenti a livello centrale mirati ad ottenere la rapida
  approvazione,  comunque  entro  la XVI  legislatura  dell'ARS,  del
  disegno di legge di modifica dell'art. 36 dello Statuto siciliano ,
  degli  onorevoli Cimino Michele, Grasso Bernadette Felice, Lantieri
  Annunziata Luisa, Savona Riccardo, Tamajo Edmondo, presentata il 17
  dicembre 2012.
   Avverto  che la mozione testé annunziata sarà demandata,  a  norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

   Regione

   Presidenza del presidente Ardizzone


    Comunicazione del programma di Governo da parte del Presidente
                             della Regione

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Comunicazione  del  programma di Governo da  parte  del  Presidente
  della Regione .
   Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  sicuramente  è  per  me e per  il  Governo  un'occasione
  importante   avere   questo  momento  di   confronto   parlamentare
  attraverso il quale si traccia quella che dovrà essere l'azione  di
  Governo nei prossimi anni.
   Anche  se queste dichiarazioni programmatiche vengono già  in  una
  fase in cui, in qualche modo, il Governo ha già operato, anche  se,
  onestamente,  queste  dichiarazioni  programmatiche  devono  tenere
  conto dell'azione che è stata fatta dal Governo in questo lasso  di
  tempo brevissimo.
   Abbiamo  chiuso, per esempio, la programmazione dei Fondi  europei
  per  il  biennio  2013/2014 e sono 6 miliardi di euro  che  entrano
  immediatamente  in  programmazione e  immediatamente  nella  spesa,
  individuando una serie di questioni importanti che vanno dall'aiuto
  alle  imprese  nelle  aree  in crisi come  possono  essere  Termini
  Imerese  o  alle  aree  interessate da calamità  naturali  come  le
  aziende  colpite  dall'alluvione o da frane, l'inserimento  stesso,
  per  esempio,  delle isole Pelagie che, in questi due ultimi  anni,
  hanno  dovuto  affrontare  emergenze  terribili  legate  anche   ai
  sommovimenti  che  ci  sono stati in Africa;  misure  importanti  a
  favore  dei deboli, del precariato, della diversabilità ma anche  a
  favore   delle  imprese  e  delle  infrastrutture  laddove  abbiamo
  disegnato  -  nella  programmazione  già  svolta  -  una  serie  di
  questioni  importantissime relative alla circolazione su gomma  che
  dovrà  riguardare soprattutto i collegamenti verso  l'aeroporto  di
  Comiso  ma  anche l'asse nord-sud, i collegamenti tra  Agrigento  e
  Palermo, tra Ragusa e Catania.
   Quindi,   una  serie  di  interventi  che  possono  immediatamente
  addirittura  essere  appaltati proprio perché  hanno  dei  progetti
  esecutivi   come  la  progettualità  sui  porti,  il  finanziamento
  prioritario  di  quei porti che hanno progetti esecutivi  ed  altre
  cose.
   L'avvio  delle zone franche urbane, con il finanziamento di  tutte
  le  17 zone franche urbane della Sicilia: anche questo mi sembra un
  grande  segnale. Noi avevamo una programmazione del CIPE che doveva
  finanziare da anni quei progetti, non lo ha mai fatto e ne  avrebbe
  finanziato  solo  tre che erano, per intenderci, Librino,  Gela  ed
  Erice.  Però,  ritenevo veramente ingiusto, in  una  situazione  di
  crisi  come  questa,  escludere  la maggior  parte  delle  province
  siciliane a partire da Palermo fino ad alcune zone del messinese  o
  altre  realtà dell'isola che sono in grave situazione. Per  cui  il
  Governo ha fatto la scelta di inserire tutte le zone franche urbane
  che  erano  state ammesse, 17, e questo consentirà in qualche  modo
  segnali di ripresa forte in aree di disagio sociale notevole.
   Abbiamo  trovato i fondi per il finanziamento degli studi  per  il
  fatto dei sindaci, quindi poter avviare il fotovoltaico nei comuni,
  nelle  province  ma  anche negli edifici della  Regione  siciliana,
  consentendo un abbattimento dei costi per le spese dell'energia del
  50  per  cento  e  nella proiezione investimenti per  circa  cinque
  miliardi  di  euro realizzabili attraverso la Banca  europea  degli
  investimenti.
   Una serie di misure sono intervenute. Abbiamo già presentato norme
  relative  alle incompatibilità e alla trasparenza, che  sono  state
  già inviate alle apposite Commissioni legislative
   La  norma di proroga al 31 dicembre degli ATO e la possibilità per
  i  comuni di gestire in proprio il servizio di raccolta e trasporto
  dei rifiuti solidi urbani, problema non indifferente proprio per  i
  costi  che tutto questo determina a carico degli ATO, perché  molto
  spesso i comuni non trovano risorse per potere pagare.
   Abbiamo già proposto una norma sulla parità di genere, quindi  sul
  doppio  voto  di  genere  nelle elezioni amministrative,  ed  anche
  questa  è  stata  già inviata all'Assemblea regionale  siciliana  e
  credo che sia già in trattazione nell'apposita Commissione.
   In  pratica, il Governo ha già avviato una serie di cose, e quello
  che   ritengo  estremamente  importante  è  il  fatto   che   nelle
  dichiarazioni del Presidente Ardizzone il Governo ha registrato una
  grande sintonia fra il lavoro che vuole fare il Parlamento e quello
  che  vuole fare il Governo in termini di spending review,  cioè  di
  revisione della spesa, anche se l'azione del Governo più che  sulla
  semplice   revisione  della  spesa  vorrebbe  puntare   sulla   sua
  riqualificazione.  Perché  il problema non  è  soltanto  quello  di
  operare dei tagli, ma di fare alcune spese e di non farne altre.
   Per esempio, il Governo ha già avviato l'azione amministrativa per
  l'eliminazione  definitiva entro febbraio di  tredici  società  che
  erano  in liquidazione da dieci anni, però esattamente continuavano
  a   spendere   come   se  fossero  attive,  cioè  passive,   perché
  praticamente producevano solo indebitamente i costi.
   Siamo revisionando attualmente una trentina di compartecipate  per
  vedere  laddove obiettivamente ci sia una convenienza a tenerle  in
  piedi  perché  il ragionamento qui deve essere anche molto  chiaro.
  Come  facciamo a tenere compartecipate laddove queste qui magari  a
  volte  non  producono  nessun  bene,  nessun  servizio  ma  servono
  semplicemente  a produrre spese. Tanto vale affrontare  brutalmente
  la  questione del personale che viene trasferito a fare altre cose,
  eliminiamo tutte quelle spese generali obbligatorie che sono  fatte
  di  locali  da  affittare,  di spese per l'energia,  telefono,  per
  incarichi,  perché queste aziende, spesso, producono esclusivamente
  debiti e quindi finiscono per non essere assolutamente utili,  anzi
  completamente dannose per l'economia e la finanza siciliana.
   Oggi  vi  leggerò  il  programma che  ho  presentato  prima  della
  chiusura della campagna elettorale, e lo faccio per un ragionamento
  di  coerenza. Tra l'altro, questo programma l'ho registrato davanti
  al   segretario  comunale  di  Tusa,  il  comune  in  cui   risiedo
  prevalentemente da qualche mese, alla chiusura della  presentazione
  delle  liste, proprio per segnare un elemento certo che i  discorsi
  che  si  fanno  in campagna elettorali sono poi gli stessi  che  si
  fanno dopo la campagna elettorale.
   Quindi  magari  risentirà di qualche verbo che,  invece,  dovrebbe
  essere stato al presente piuttosto che al futuro, ma lo spirito  di
  questa relazione è chiaro, veloce, e vuole porre l'accento  su  una
  serie di questioni che riteniamo estremamente importanti, che  sono
  state discusse anche con l'approvazione del Governo.
   «E'  una  Sicilia stremata, quella che il Governo regionale  e  il
  Parlamento  siciliano  si  trovano  di  fronte.  Ai  siciliani  noi
  vogliamo ridare la speranza; la crisi finanziaria ed economica  che
  negli  ultimi anni ha colpito il mondo occidentale industrializzato
  ha aggravato le già preoccupanti condizioni di difficoltà e disagio
  che la popolazione siciliana continua a patire.
   C'è  uno scontro in Europa fra quanti vogliono portare avanti  una
  politica  di  difesa esclusiva degli interessi delle banche  e  dei
  mercati   -   causando  licenziamenti  di  massa,   aumentando   la
  percentuale  di  povertà e facendo venire meno  l'attenzione  delle
  fasce  più  deboli  e della società in genere - e,  invece,  quanti
  sostengono la difesa della moneta unica proponendo una politica  di
  sviluppo e di occupazione, di difesa dello stato sociale, di difesa
  dei  più  deboli,  ampliando  la  base  produttiva  e  tagliando  i
  privilegi  delle  caste. In verità è in atto in Europa  un  attacco
  alle zone deboli dell'Unione che così tendono a divenire sempre più
  marginali.
   Il  nuovo Governo della Regione si batte e lotterà per impedire il
  processo di marginalizzazione della Sicilia sia a livello nazionale
  quanto  europeo,  riacquistando  quel  ruolo  di  protagonista  del
  proprio presente del proprio futuro ormai perso negli ultimi anni.
   L'impegno  cui siamo chiamati tutti quanti è quello di  riprendere
  in  mano  il  filo  di  una  matassa che dovrà  essere  velocemente
  districata  per  impedire  il  crollo  economico  e  sociale  della
  Sicilia.
   Questi  ultimi  anni hanno tracciato una crisi  senza  precedenti,
  nell'ambito  privato  numerose aziende, in particolare,  piccole  e
  medie imprese hanno cessato le loro attività, dichiarato fallimento
  o  ridimensionato  il  personale impiegato. Molti  siciliani  hanno
  perduto  il loro lavoro, anche quello precario, e si sono  aggiunti
  alla  folta  schiera  di coloro i quali non  hanno  e  non  trovano
  occupazione, giovani, donne e ultra cinquantenni sono le principali
  vittime di tale massacro sociale.
   Nell'ambito  pubblico  le  politiche di contenimento  e  riduzione
  degli   sprechi,  per  molti  versi  condizionate   da   molteplici
  circostanze  (malfunzionamento  del  comparto  pubblico  e  aumento
  dell'imposizione  fiscale tributaria), non sempre  hanno  raggiunto
  gli  obiettivi  auspicati.  La maggior  parte  degli  enti  locali,
  stretti  fra  l'esiguità delle risorse a disposizione e  i  vincoli
  imposti  dai  patti di stabilità, fatica a garantire l'espletamento
  dei  servizi  essenziali  ed  ha quasi rinunciato  ad  attuare  una
  politica di investimenti.
   La  crisi non concede tregua. I ritardi si accumulano e i processi
  di   trasformazione  della  società  proseguono  incalzanti.  Tutto
  diventa competizione e le incertezze si pagano a caro prezzo.
   La  Sicilia  ha  bisogno di una nuova stagione improntata  ad  una
  buona  politica  di cambiamento e innovazione che sappia  coniugare
  efficienza,   efficacia  e  credibilità  della  classe   dirigente,
  presupposto   indispensabile  per  riconquistare  la  fiducia   dei
  cittadini, un'azione politica e amministrativa concreta fondata  su
  idee strategiche di sviluppo e rilancio della nostra terra.
   Vi è una nuova centralità da cogliere: il Mediterraneo quale luogo
  privilegiato  del traffico commerciale tra l'Asia in  espansione  e
  l'Europa in regressione. A questi appuntamenti la Sicilia  non  può
  farsi  trovare impreparata. E' dentro quest'ambito che la  crescita
  dell'economia siciliana diventa tappa obbligata di un  processo  di
  rilancio  dell'intera  economia nazionale  e  il  Mezzogiorno  deve
  essere  protagonista  di una nuova occasione  di  sviluppo  per  il
  Paese.
   Rivedere  i  criteri  di  utilizzo  dei  finanziamenti  europei  e
  programmare  i  nuovi  fondi comunitari con modalità  che  superino
  definitivamente le parcellizzazioni e le dispersioni del passato  e
  concentrino le risorse su alcuni grandi assi strategici in grado di
  promuovere    sviluppo,    crescita   occupazionale    qualificata,
  infrastrutture, istruzione e formazione, ricerca e innovazione.
   Fare  della   concertazione sociale  e della   programmazione  dal
  basso   il  metodo di lavoro insostituibile con il quale promuovere
  le   azioni  da  svolgere  ed  assumere  in  maniera  condivisa  le
  decisioni. Un percorso nel quale ogni singolo cittadino si  sentirà
  e  sarà  protagonista delle scelte da compiersi  per  innescare  il
  cambiamento.  Mutuando i tratti qualificanti della  stagione  della
  progettazione integrata e negoziata e sviluppando forme stabili  di
  coinvolgimento partecipativo degli attori imprenditoriali e sociali
  nelle  scelte  da  compiere, si potrà agire  per  il  miglioramento
  comune.
   Pertanto,  da  questo ne discenderà che sia la  rivisitazione  dei
  programmi  ancora  oggi  in  essere,  cofinanziati  con   i   fondi
  strutturali, quanto i programmi regionali per il futuro periodo  di
  programmazione  saranno caratterizzati dal confronto  con  tutti  i
  rappresentanti  delle  Amministrazioni locali,  le  forze  sociali,
  imprenditoriali e del mondo del volontariato.
   Qui, di seguito, leggerete la mia proposta, la nostra proposta  di
  aprire a un'altra Sicilia, nuove aree programmatiche iniziali  che,
  con  il contributo di tutti coloro i quali intenderanno sposare  il
   partito  del fare legale e del cambiamento  senza alcun  distinguo
  di  appartenenza, diverranno un programma di Governo finalizzato  a
  promuovere crescita e occupazione nel breve e nel medio  periodo  e
  avviare  un  processo di profonda trasformazione della  Sicilia  in
  grado  di  renderla competitiva nel contesto dei mutamenti  globali
  nel quale il mondo è impegnato.
   La  lotta  alla mafia non deve essere più lo slogan di una  classe
  politica che, poi, non sviluppa azioni concrete perché ci vuole una
  reale  pratica  antimafia di governo dell'Amministrazione  pubblica
  che  deve  interessare  tutti  i  settori  della  Regione.  Bisogna
  cacciare dalla Regione la mafia.
   La  Regione  della  rivoluzione, della dignità  metterà  sotto  lo
  stesso  tetto  Istituzioni, volontariato, parti  sociali,  imprese,
  lavoratori,  associazioni anti-racket e  anti-mafia  in  un  lavoro
  straordinario   per  eliminare  ogni  forma  di   criminalità,   di
  corruzione  e  di  legame  con la mafia. Creeremo  un  osservatorio
  antimafia  e  antiracket che funzionerà da elemento di collegamento
  tra  l'azione  di Governo e l'azione della società. La  mafia  deve
  essere  cacciata dagli appalti, dai sub-appalti e dalle  forniture.
  Occorrerà  semplificare l'acquisizione delle informative  antimafia
  delle  imprese  attraverso la creazione delle   white  list   delle
  imprese  che  possono lavorare con la pubblica Amministrazione.  Le
  imprese  che denunziano il pizzo e la corruzione, invece di  essere
  discriminate  come  molto spesso oggi accade, riceveranno  sostegno
  pubblico. La formazione del nuovo cittadino non sarà obiettivo solo
  della  scuola ma in tutta la società, saranno valorizzati  progetti
  integrati   tra   istituzioni,   scuola,   quartieri,   chiese   ed
  associazioni religiose e laiche. Parole come  parità  non  dovranno
  più  essere vuote, proporremo la legge - già l'abbiamo fatto -  per
  il  doppio  voto  di genere in tutti gli organismi  elettivi  delle
  donne, la loro presenza in tutte le Giunte comunali, provinciali  e
  regionali dovrà essere garantita. Ci batteremo contro ogni forma di
  discriminazione di varia natura. Sarà una politica per le  famiglie
  e le persone.
   La  sanità  sarà il punto centrale della dignità, che  metterà  al
  centro   i   bisogni   degli  ultimi,  si   batterà   contro   ogni
  disuguaglianza  e  valorizzerà  le differenze  come  ricchezza.  Ci
  batteremo  per  il  lavoro, proporremo percorsi lavorativi  per  le
  persone diversamente abili. Lavoreremo per l'incursione sociale  di
  tutti  abbattendo ogni ghetto ed ogni emarginazione, sposando anche
  le  battaglie  per i diritti civili delle persone. La nuova  sanità
  metterà  al centro la dignità dell'uomo dialogando in alcune  parti
  con  il  mondo dell'assistenza e mettendo al centro il concetto  di
  cittadino  piuttosto che quello di paziente, dando prioritariamente
  importanza alla prevenzione, curando i malati e seguendoli dopo  la
  fase  di  cura.  Il  mondo del volontariato è  al  centro  di  tale
  ragionamento poiché, dietro ogni volontario, c'è un non vedente che
  vuole vedere, un diversamente abile che vuole camminare, sentire  e
  partecipare alla vita sociale.
   Il  nostro  punto  di  riferimento  sono  i  modelli  che  vengono
  dall'Europa, dove con costi più bassi si offrono servizi  migliori.
  Il  personale sanitario deve essere liberato dal giogo  politico  a
  cui  è  stato  sottoposto in questi anni. I dirigenti della  Sanità
  saranno  scelti  sulla base dei loro titoli e  dei  loro  curricula
  eliminando la discrezionalità della scelta politica.
   La  rivoluzione  della Sicilia offesa viene  dal  suo  territorio,
  dalla  sua  arte e dalla sua natura, che finora è stata  legata  al
  ricatto della mafia e della speculazione.
   Autorizzazioni  e  concessioni  entro  90  giorni  attraverso   le
  Conferenze di Servizi permanenti.
   Tutti  gli  attori  saranno  coinvolti  nella  concertazione   del
  bilancio   sociale   di   genere  e  nelle  scelte   di   indirizzi
  programmatici  e  favorirà il controllo democratico dell'attuazione
  dei  programmi  grazie  a  confronti diretti  dei  cittadini.  Sarà
  favorito  il ricorso ai referendum per risolvere questioni decisive
  e  cruciali per la pubblica Amministrazione. Scuola, lavoro,  terzo
  settore, turismo, beni culturali, formazione, sanità, rigore  della
  pubblica Amministrazione, diritti, parità non saranno più slogan ma
  patto fondativo di un nuovo rinascimento siciliano.
   Gli  ATO  hanno  prodotto disastri enormi e  le  competenze  sulla
  gestione   dei   rifiuti  devono  passare  in   forma   singola   o
  associazionistica   libera  ai  comuni.  L'acqua   è   un   diritto
  fondamentale  dell'uomo - in questo senso abbiamo  già  predisposto
  una  proposta di legge - e dobbiamo puntare alla gestione  pubblica
  di   tale  risorsa.  Occorre  riaprire  il  dialogo  con  i  gruppi
  industriali  dell'isola per rilanciare la  politica  del  lavoro  e
  della  produzione  nel rispetto dell'ambiente. Agricoltura,  pesca,
  trasporti,  turismo, artigianato e commercio sono  nodi  essenziali
  della nostra economia.
   Nei  punti  di  seguito  sono  trattate  le  principali  questioni
  ritenendo  che  il  programma  subirà  cambiamenti  in  virtù   dei
  contributi che verranno, nei prossimi mesi, nei prossimi anni,  dai
  parlamentari,  dal Parlamento ma anche dai cittadini della  società
  civile.
   L'Amministrazione regionale in questi ultimi anni ha dimostrato il
  suo  peggiore  volto, palesando inefficienza ed  inefficacia  nelle
  attività  svolte. Fatti salvi alcuni casi in cui si  è  riusciti  a
  creare un'inversione di tendenza che ha permesso di recuperare  gap
  e cambiare culture e modalità di lavoro, molti cambiamenti dovranno
  ancora realizzarsi ed il percorso ancora è lungo.
   Non mi sento però come chi, ascoltando la piazza, adesso spari nel
  mucchio.
   Vanno  analizzate le cause di questa situazione  per  capire  dove
  intervenire  per  ripartire  e  innescare  un  processo   di   vero
  cambiamento.
   L'Amministrazione regionale è il braccio operativo, attraverso  il
  quale la politica e chi sta al Governo realizza il programma scelto
  e  condiviso  dagli elettori che hanno creduto nelle  proposte  che
  vogliono ridare dignità all'Amministrazione e ai siciliani.
   Questa è la finalità che il mio programma intende raggiungere, per
  la quale occorre intervenire per rimuovere l'evidente situazione di
  stallo   in   cui   oggi  versa  l'Amministrazione,   causata   dal
  soffocamento di tante risorse positive che non sono state  motivate
  e  valorizzate  e  persino,  a  volte, discriminate  attraverso  il
  ricorso  esagerato  a risorse esterne che alcune  volte  non  hanno
  avuto i titoli e le competenze del personale interno.
   Innanzitutto  la struttura amministrativa dovrà essere  funzionale
  agli  obiettivi;  è  necessario  e urgente  intervenire  per  avere
  un'Amministrazione più snella e meno costosa.
   Un'Amministrazione  al servizio del cittadino e  dell'impresa,  il
  costo  del suo funzionamento si giustifica solo se esso si  traduce
  in un beneficio per la collettività.
   Diversi  studi  hanno dimostrato che negli Stati ove  il  comparto
  pubblico  è particolarmente efficiente, questo ha effetti  positivi
  per  il  cittadino. Si deve tendere, quindi, ad una nuova  politica
  volta  alla  specializzazione e alla valorizzazione  delle  risorse
  umane  interne.  Occorre prendere coscienza che per un  cambiamento
  dell'Amministrazione  la  sua azione  va  reindirizzata  secondo  i
  princìpi   del    codice  etico  del  pubblico   dipendente ,   che
  rappresenterà  il  nuovo punto di partenza: legalità,  trasparenza,
  eliminazione della corruzione e delle incompatibilità  a  qualsiasi
  livello.
   Questi  i  principi che devono guidare l'attività  della  pubblica
  Amministrazione.
   La nuova parola d'ordine dovrà essere  meritocrazia .
   Chiederemo  impegno,  senza  distinzione  di  ruolo  e  di  grado,
  proporremo  contratti  stabili  che prevedano  chiari  percorsi  di
  carriera,  compiti e funzioni che ridiano dignità e motivazione  al
  pubblico  dipendente.  Questi affronterà  la  sua  vita  lavorativa
  supportata  e  motivata da un'Amministrazione che vuole  investire,
  formando  e  specializzando le proprie risorse  umane  secondo  una
  strategia  precisa e condivisa e che supporterà  il  suo  personale
  nella battaglia verso la legalità.
   Basta con il ricorso al personale esterno, a questi si potrà  fare
  ricorso solo per i profili altamente specializzati e solamente dopo
  la   verifica  all'interno  dell'Amministrazione.  In  ultimo,   la
  questione  della   Dirigenza apicale  che ha causato,  nel  recente
  passato, non poche disfunzioni e rallentamenti alla attività  degli
  Assessorati.  Faccio  riferimento  all'aspetto  legato  alla   loro
  contrattualizzazione.
   Proporremo  norme  in  base alla quale i  dirigenti  generali  non
  saranno più contrattualizzati dagli organi politici, la loro nomina
  avverrà  sulla  base  delle  loro reali  competenze  rispetto  alla
  funzione loro assegnata - é chiaro che questo sarà un progetto  che
  verrà  portato  in  Aula,  ma nelle more noi  dobbiamo  nominare  i
  direttori generali per non paralizzare l'attività del Governo -, la
  loro  attività  sarà oggetto di una valutazione annuale  esterna  e
  indipendente  e  la  riconferma dipenderà dal raggiungimento  degli
  obiettivi assegnati e raggiunti.
   Questo   servirà  a  sancire  un  netto  distacco  tra  il   ruolo
  amministrativo e quello politico, consentendo così, a chi guiderà i
  rami  dell'Amministrazione, la continuità amministrativa necessaria
  per evitare ritardi, blocchi e disfunzioni che hanno caratterizzato
  fino ad oggi l'Amministrazione regionale.
   Proponiamo   una  burocrazia  snella  ed  efficiente,  ragioneremo
  nell'ottica  del  miglioramento  e dell'efficienza  e  ciò  implica
  riorganizzare un'Amministrazione al passo con i tempi,  che  sappia
  avvantaggiarsi   delle  tecnologie  disponibili  per   ridurre   la
  burocrazia e i costi che essa comporta.
   La   digitalizzazione   dei  servizi,  l'informatizzazione   delle
  procedure e la messa in rete degli uffici saranno gli strumenti  ai
  quali  fare ricorso per accelerare l'attività amministrativa  e  al
  contempo  renderla più trasparente. Si potranno colmare  i  diversi
  gap per avviare una più ampia diffusione della rivoluzione digitale
  della pubblica Amministrazione. Avviare una fase di approfondimento
  sul  contesto regionale per declinare gli indirizzi e gli obiettivi
  dell'Agenda  Digitale  europea  e di  quella  italiana  secondo  le
  specificità  del  nostro territorio. Una sorta di  vera  e  propria
  Agenda  Digitale  regionale  che, orientata  ai  traguardi  fissati
  dall'Agenzia Europea, individui aree prioritarie di intervento  per
  indirizzare  e  sostenere  al meglio la  crescita  dell'innovazione
  digitale in Sicilia.
   Per facilitare tale processo occorrerà rivedere la legislazione di
  settore  al  fine di ridurre il numero delle norme e  dei  passaggi
  amministrativi oggi previsti in ogni iter burocratico finalizzato a
  debellare  definitivamente il rischio di qualsiasi  condizionamento
  esterno,  non  riconducibile al rispetto  della  legalità  e  della
  trasparenza.
   In   tale  direzione  intenderemo  ridare  il  ruolo  che   merita
  all'istituto della Conferenza dei servizi, nata con l'obiettivo  di
  snellire  per ottenere in poco tempo autorizzazioni e  che  invece,
  per l'uso distorto, ha rappresentato un ulteriore ostacolo.
   Intendiamo, nel più breve tempo possibile, proporre un disegno  di
  legge  con  il  quale  snellire la normativa  regionale,  apportare
  necessarie modifiche alla struttura amministrativa continuando  con
  l'accorpamento  di  alcuni assessorati e  di  taluni  dipartimenti,
  trasferendo e razionalizzando compiti e funzioni anche  presso  gli
  enti locali.
   Agricoltura  di  qualità.  Il rilancio  dell'agricoltura  per  una
  regione  che  è stata il granaio d'Italia è passaggio  fondamentale
  per  il  prossimo  programma di governo.  Abbiamo  assistito  negli
  ultimi  anni  al deprezzamento dei prodotti siciliani che  potrebbe
  essere causa di un inizio lento, ma progressivo, di abbandono delle
  coltivazioni.   E'  indispensabile,  e  questo  sarà   previsto   e
  consentito  nella futura programmazione comunitaria,  fornire  quel
  reale  sostegno agli imprenditori agricoli che, attraverso attività
  collaterali,  potranno coprire i costi derivanti  dalla  produzione
  agricola.   Parallelamente  bisognerà  puntare  al  biologico   per
  ottenere dei prodotti che consentiranno l'ottenimento dei marchi di
  qualità.  Il riaffermarsi del prodotto siciliano sui mercati  dovrà
  essere  un obiettivo primario, bisognerà comunque che vi sia  anche
  un  cambio  di mentalità e di cultura. Occorrerà anche consorziarsi
  per  garantire produzioni e al contempo contenimento dei costi  che
  verranno suddivisi su più soggetti al fine di potere più facilmente
  essere presenti sui mercati.
   Sotto  questo  aspetto  bisognerà,  con  la  collaborazione  e  la
  condivisione  del  mondo agricolo, compiere delle  scelte  e  delle
  conseguenti missioni per affacciarsi ai mercati stranieri  dove  il
  nostro  prodotto  (quello di qualità, dunque  di  nicchia),  rimane
  ancora    oggi    fortemente   apprezzato.   Si    dovrà    puntare
  all'incentivazione  del  turismo eno-gastronomico,  non  fermandosi
  alle semplici sagre popolari, volano quest'ultimo che consentirebbe
  altra fonte di reddito per gli imprenditori agricoli.
   In  ultimo  i  giovani, l'educazione e la formazione  ai  prodotti
  della  terra,  ai metodi di coltivazione e produzione consentirebbe
  quel salto culturale ed il  conseguente riavvicinamento della gente
  al modo agricolo con maggiore consapevolezza.
   E'   indubbio  che  per  compiere  tale  azione  l'Amministrazione
  regionale  dovrà ritornare a svolgere quel ruolo di accompagnamento
  e     supporto    all'imprenditore    agricolo    attraverso    una
  riorganizzazione   del   sistema   agricoltura   finalizzata   alla
  razionalizzazione di tutti gli enti ed uffici che si occupano della
  materia.
   Impresa e sviluppo locale. Bisogna attuare un politica moderna  di
  attrazione  di investimenti esterni, in particolare stranieri,  che
  si  fondi  al  contempo  su  un'efficace azione  di  contrasto  nei
  confronti  della  criminalità organizzata e delle  varie  forme  di
  illegalità  diffusa  e  che  miri a  promuovere  un'immagine  della
  Sicilia come regione laboriosa, onesta e accogliente.
   Favorire la nascita e il rilancio di piccole e medie imprese,  che
  sono  il  motore  dell'economia siciliana,  mediante  politiche  di
  incentivazione   fiscale  e  di  agevolazioni  economiche   e   con
  iniziative dirette a promuovere condizioni stimolanti di accesso al
  credito  sia  potenziando  lo  strumento  dei  consorzi  fidi,  sia
  convenzionando istituti bancari propensi a investire in  una  nuova
  Sicilia,  sia  potenziando l'attività della finanziaria  regionale.
  Bisognerà  intraprendere un confronto con il sistema  bancario  per
  affrontare  le  questioni riguardanti il costo del  denaro  per  il
  mondo  imprenditoriale ed eventualmente studiare la possibilità  di
  una  moratoria per aiutare le imprese che si trovano in  difficoltà
  di  liquidità  e pertanto non in grado, nel breve periodo,  di  far
  fronte  agli impegni assunti. Bisognerà intervenire per  facilitare
  il  pagamento  dei debiti della pubblica amministrazione  per  dare
  certezza  ai  bilanci delle imprese creditrici anche con  strumenti
  finanziari innovativi.
   Rivedere  il  sistema  degli  aiuti  alle  imprese  in  grado   di
  rispondere  realmente alle esigenze prevedendo due soli  strumenti:
  credito d'imposta come strumento di semplificazione e accelerazione
  per le imprese adeguatamente capitalizzate o in attività; un regime
  di  aiuto  de  minimis per le imprese di nuova  costituzione  e  le
  microimprese  in  genere, secondo quanto previsto  dalla  normativa
  europea.
   Dare   concreta  e  fattiva  attuazione  in  tutto  il  territorio
  regionale al SUAP, sportello unico attività produttive.
   Rivedere  la  strategia e l'organizzazione delle  aree  produttive
  nelle loro diverse forme, prevedendo la creazione di una banca dati
  regionale  che  dia le risposte necessarie ad orientare  le  scelte
  relative  sia  al  mercato interno quanto all'attrazione  di  nuovi
  investimenti.
   Questo  significherà  immaginare  una  nuova  strategia  regionale
  industriale  capace di creare lavoro e occupazione  partendo  dalle
  realtà e dalle vocazioni dei diversi territori non snaturandoli, ma
  indirizzando  gli  attori a compiere scelte sensate  dal  punto  di
  vista della reale utilità e fattibilità degli investimenti.
   Cercare attraverso idonei strumenti di attrarre nella nostra terra
  nuove  iniziative industriali che diano, comunque, la  garanzia  di
  continuità  temporale e che non finiscano per creare disoccupazione
  e povertà per come è avvenuto sino ad oggi.
   Va  aperta  una vertenza verso le aziende che operano  nei  grandi
  poli industriali, per ricondurle verso una politica industriale più
  rispettosa   dell'ambiente,  senza  per   questo   demonizzare   le
  produzioni industriali né idealizzarle.
   Altra  questione sarà quella di affrontare in maniera concreta  il
  problema  degli  autotrasportatori. Nelle province  dedite  a  tale
  vocazione  va  costituito  un  nuovo polo  tecnologico  (tecnologie
  avanzate e green economy).
   Va  sicuramente  ripresa la questione con il Governo  nazionale  e
  l'Unione  Europea riguardante la costituzione delle   zone  franche
  urbane , ma questa è superata perché l'abbiamo già fatta.
   A   questa  nuova  visone  di  sviluppo  dovrà  accompagnarsi  una
  riorganizzazione dell'amministrazione pubblica snella e  tempestiva
  nelle risposte.
   Lo  sviluppo  del  territorio  non  può  essere  osteggiato  dalle
  lentezze burocratiche.
   Infrastrutture e trasporti. Il sistema dei trasporti della Regione
  siciliana presente indubbie criticità, tali da limitare lo sviluppo
  economico e sociale dell'Isola.
   Occorre, pertanto, porre in atto una strategia di potenziamento ed
  ottimizzazione che miri ad un duplice obiettivo: il  sostegno  allo
  sviluppo  del mondo imprenditoriale, da un lato, per accrescere  la
  competitività del sistema produttivo e trasportistico regionale; il
  miglioramento  della qualità della vita dei cittadini,  dall'altro,
  per  sostenere  il riequilibrio e l'organizzazione  del  territorio
  siciliano.
   Si   tratta,  dunque  di  potenziare  il  trasporto  marittimo   e
  riorganizzare il sistema ferroviario.
   Siccome   su   questa   parte  siamo  già   intervenuti   con   la
  programmazione  europea, provvedendo a prevedere  il  finanziamento
  per  i  porti che chiedevano interventi, che sono tutti quelli  che
  l'hanno  chiesto,  per  intenderci,  più  abbiamo  finanziato  dove
  avevamo   progetti  esecutivi  per  quanto  riguarda   il   sistema
  ferroviario,  ne  parlavo prima, sia per la Nord-Sud,  sia  per  la
  parte  che  riguarda  il  ragusano, sia per  la  parte  di  Comiso;
  l'ultima  parte che stiamo definendo è quella relativa  al  sistema
  ferroviario.
   Mi sono incontrato la settimana scorsa con il ministro Barca ed il
  presidente Moretti delle Ferrovie dello Stato, abbiamo concluso  un
  accordo di massima, che vi estrapolo qui, che è basato sull'idea di
  collegare   prioritariamente,  mettere  in  rete  le  grandi   aree
  metropolitane, puntando sull'alta velocità, perché è chiaro che  se
  non  mettiamo  in  collegamenti rapidi Messina,  Catania,  Palermo,
  attraverso l'alta velocità non riusciamo assolutamente a  risolvere
  i nodi regionali. Insieme a questo l'asse ferroviario Nord-Sud, che
  dovrebbe collegare Castelbuono con Santo Stefano, con Enna e,  poi,
  alcuni   elementi   di   potenziamento  che   dovranno   riguardare
  soprattutto l'area aeroportuale di Trapani e l'area aeroportuale di
  Siracusa.
   Su  questi  assi che ci sembrano prioritari, compresa la litoranea
  Sud,  e  credo  che  nei  prossimi anni già  stiamo  prevedendo  le
  risorse, già le abbiamo previste per le autostrade, e faremo  anche
  l'accordo  di  programma per le ferrovie entro la fine  di  gennaio
  prossimo.
   Quindi,  ometto  la  lettura  del discorso  dei  trasporti  perché
  ampiamente superato dalla programmazione che ci diamo.
   TURISMO E BENI CULTURALI
   La Sicilia è una terra di forti contrasti, la terra dei più grandi
  autori  contemporanei, da Pirandello a Camilleri, la terra  che  ha
  conosciuto  le  più grandi dominazioni straniere  -  greci,  arabi,
  normanni  -,  la  terra ove la cultura rappresenta  una  delle  più
  grandi  risorse ospitando un patrimonio notevole di beni dichiarati
  patrimonio mondiale dell'umanità da parte dell'Unesco, la terra che
  possiede un vastissimo patrimonio naturalistico, archeologico.  Una
  terra  capace  di esprimere esperienze come quella di  Gibellina  o
  della Fiumara D'arte.
   Nonostante  le  ricchezze  del nostro territorio  il  turismo  non
  riesce  a  diventare  la  fonte primaria di crescita  economica  ed
  occupazionale.
   I  beni  culturali  devono diventare risorse  capaci  di  produrre
  ricchezza e reddito in Sicilia, come avviene in tanti altri Paesi e
  ritornare ad essere vissuti da tutti i cittadini.
   Ed  anche  qui abbiamo una serie di cose che dobbiamo  registrare,
  purtroppo, perché negli anni passati per  esempio si è provveduto a
  dare   in   gestione  i  servizi  aggiuntivi  dei  beni   culturali
  esternalizzandoli  ed  il risultato è che la   Mercadante   secondo
  l'inchiesta della Magistratura, dovrebbe dare 19 milioni  di  euro,
  che  non ha  mai dato, alla Pubblica amministrazione e, invece, già
  dai  primi calcoli che abbiamo fatto non sono 19 milioni  di  euro,
  per  cui  presenteremo  una prossima denuncia,  in  questi  giorni,
  all'Autorità giudiziaria perché, in realtà, sono circa  40  milioni
  di euro.
   Ora,  voi  immaginate  ciò che doveva diventare,  quando  parliamo
  delle  esternalizzazioni,  delle  privatizzazioni  ,  elemento   di
  ricchezza, in Sicilia,  diventa sempre elemento di spreco.
   Allora,  dobbiamo cominciare a fare un ragionamento  intorno  alla
  vera  valorizzazione  dei beni culturali. Anche  qui,  con  umiltà,
  pongo  un  punto  di  riflessione su un  tema   che  credo  dovremo
  dibattere  insieme,  cioé come arrivare a quelle  esternalizzazioni
  positive,  tenendo  presente che abbiamo criticità  importanti,  ad
  esempio  le  terme  di Acireale sono ferme da  anni  in  mano  alla
  Regione  siciliana. Un processo lì di esternalizzazione può  essere
  produttivo? Io penso proprio di sì. Però, lì dobbiamo ragionare  su
  come, dove, quando e in che condizioni lo facciamo.
   Però dobbiamo lavorare
   E,  quando  parliamo,  quindi, di apporto  dei  privati,  dobbiamo
  tenere presente che questo apporto dei privati non potrà continuare
  ad  essere  quello che è stato negli ultimi anni, dove le passività
  sono pubbliche ed i profitti sono sempre privati.
   Ciò  non può continuare ad avvenire, perché dovranno essere  anche
  pubblici  i  profitti e dobbiamo, soprattutto, essere in  grado  di
  accertare  certamente  quali sono i profitti  che  si  determinano,
  perché  non  credo che, per esempio, sarebbe stato  così  difficile
  prevedere  ingressi automatizzati, con i pannelli  automatici,  che
  danno   l'accesso,  eccetera, ma insomma, si sono preferiti  vecchi
  sistemi (la biglietteria) superati in tutta l'Europa.
   FORMAZIONE PROFESSIONALE
   Vogliamo una formazione professionale che non sia più occasione di
  sprechi,  ma che si leghi, invece, al mondo dell'Università,  della
  scuola,  della ricerca, al mondo vero del volontariato. Penso,  per
  esempio, a quanto di splendido fatto da istituzioni come quelle dei
  salesiani, che si leghi alla ricerca, ad una collaborazione con  le
  aziende.
   Sicuramente non possiamo assistere ad una formazione professionale
  dove  spesso  non si ha  prontezza nemmeno sul numero  certo  degli
  alunni,  se  gli  alunni  sono ripetuti  nei  vari  corsi,  se  gli
  insegnanti  sono ripetuti nei vari corsi, se i locali che  ospitano
  dei corsi sono sempre gli stessi, se vengono pagati due, tre corsi,
  magari  contemporaneamente, oppure, come è  accaduto  recentemente,
  dove  abbiamo  scoperto che ci sono stati dipendenti che  si  fanno
  versare  i  soldi  nei loro conti correnti, invece,  di  pagare  le
  aziende di formazione.
   Quindi, è chiaro che anche qui vorremo il vostro aiuto, il  vostro
  soccorso,  perché  è chiaro che lì  non vogliamo  fare   macelleria
  sociale ,  nel  senso che teniamo presente che  lì  ci  sono  tanti
  operatori della formazione.
   Però,  dobbiamo  fare  in  modo  che  anche  lì  non  tutto  venga
  artificiosamente  moltiplicato, perché una cosa  sono  i  formatori
  stabili, che hanno contratto a tempo indeterminato, altra cosa sono
  i  formatori  che  vengono  chiamati  occasionalmente.  Ma,  se  un
  formatore  lo  considero stabile, allora, perché non  stabilizziamo
  anche  i  criteri di pagamento? Perché dovrebbe essere  pagato  120
  euro  l'ora  e non quanto viene pagato un insegnante della  scuola,
  per  esempio? E perché non deve avere gli stessi titoli che  ha  un
  insegnante della scuola e può essere chiunque?
   Allora,  su  tutto  questo cominciamo. E perché,  quando  facciamo
  nuove  assunzioni, lì non possono essere assunti  dalle  liste  dei
  precari   della  scuola?  E  perché  non  bisogna  eliminare   ogni
  discrezionalità  nelle modalità di assunzione, rischiando  di  fare
  diventare  tutto  questo  elemento di  clientele,  invece,  che  di
  giustizia sociale?
   Quindi, nessuno vuole mettere al macero le esperienze sociali  che
  ci  sono  dietro la formazione, ma, sicuramente, alcuni criteri  di
  riduzione   di  costi,  di  razionalizzazione  dei   costi   e   di
  valorizzazione  delle esperienze che valgono e di cancellazione  di
  quelle  che  non servono assolutamente a nulla vanno  fatte  ed  un
  criterio  anche  di  regole che rispecchino  i  diritti  anche  dei
  lavoratori  può avvenire, per esempio, dove c'è un'azienda  che  ha
  ricevuto nel 2012 20 milioni di euro solo per pagare i lavoratori e
  l'altro    giorno   i   lavoratori   sono   venuti   a   protestare
  all'Assessorato  della  formazione  perché  nell'ultimo  anno   non
  avevano ricevuto un centesimo, quando quei 20  milioni erano  stati
  dati  a  quella  azienda solo di formazione o  solo  per  pagare  i
  lavoratori
   Diciamo  che  sono accadute cose strane. Quindi, anche  su  questo
  vorremmo invitare i lavoratori a non farsi strumentalizzare  perché
  il  Governo  tutelerà i lavoratori della formazione e lo  farà  con
  fermezza ma  con altrettanta fermezza eliminerà il malaffare ed  il
  privilegio che ci sta dietro.
   I  lavoratori  possono  essere salvati in tanti  modi  anche,  per
  esempio,  facendo organizzare i corsi all'Università;  l'Università
  organizza  un  corso, i lavoratori che lavoravano  in  un  ente  di
  formazione  hanno  un  contratto con l'Università  non  è  che  non
  lavorano,  qualcuno perde i privilegi ma anche lì tutto  ciò  dovrà
  incontrarsi con i criteri di incompatibilità.
   Diciamo che riteniamo completamente inopportuno, sia pure fino  ad
  oggi   consentito   dalle   norme  di   legge,   che   parenti   di
  amministratori, di assessori, di deputati, di dirigenti,  o  quando
  non  sono  essi stessi titolari di benefici, debbano  gestire  gran
  parte del sistema della formazione in Sicilia.
   Credo  che  il  problema si ponga ampiamente  e  la  necessità  di
  riformare tutto questo credo che sia anche una necessità di  questo
  Parlamento  e  di questo Governo che non vogliono più essere  visti
  dai  cittadini  con  sospetto, come chissà quali interessi  debbano
  avere. La moglie di Cesare deve essere più severa di tutte le altre
  mogli,  qualcuno diceva. E, allora,  chi decide di fare prioritaria
  la  scelta  dell'impegno politico, credo che  abbia  il  dovere  di
  sciogliere tutte le incompatibilità ed in questo campo ce  ne  sono
  tante, ma tante, ma tante.
   AMBIENTE E TERRITORIO, ENERGIA E RIFIUTI.
   Soddisfare  i  bisogni attuali senza compromettere le  generazioni
  future,  in  estrema sintesi concetto di sviluppo  sostenibile  che
  dovrà attraversare, anche qui cerco di abbreviare così finiamo.
   Per quanto riguarda i rifiuti abbiamo già presentato questa norma,
  come sapete, spero che si capisca, ebbene, è urgentissimo approvare
  tale  norma  entro il 31 di dicembre altrimenti i lavoratori  degli
  ATO   rimarranno  persino  senza  stipendi  e  salari,  quindi  c'è
  un'emergenza  sociale  però, in questa  emergenza  sociale  abbiamo
  inserito  i criteri dell'economicità prevedendo che questi  possano
  essere gestiti, relativamente alla raccolta, dai comuni.
   Noi  vogliamo  sviluppare  molto la  green  economia ,  quindi  le
  energie  che  nascono  verdi  e avviare  anche,  pensavamo  ad  una
   Silicon  Valley   delle nuove tecnologie che dovrebbe  avere  come
  punto  anche  delle   green tecnologies , che dovrebbe  avere  come
  punto  un'area  dove esiste già una forza lavoro molto  predisposta
  che  è  tra  Catania ed Enna e lì potremmo, a mio  avviso,  trovare
  anche  già  aziende  che  operano nel  settore,  con  le  quali  si
  potrebbero  cominciare a fare delle riflessioni ma anche necessarie
  risorse;  dobbiamo sviluppare l'uso del fotovoltaico, aumentare  le
  ricerche per altri settori come, per esempio, quelle delle correnti
  marine,  delle maree, eccetera, che potrebbero essere anche settori
  di produzione dell'energia senza impatto ambientale.
   Dobbiamo  pensare  anche al programma dei  rifiuti  che  diventano
  risorsa,  non  costo, sulla famiglia e sul welfare intendiamo  fare
  grossi investimenti, ma credo di averne parlato prima.
   BILANCIO.
   Il  bilancio  provvisorio che vi sarà presentato è un bilancio  in
  cui  ci sono dei tagli e qui dobbiamo essere leali e sinceri  tutti
  perché,  se  si  sono prodotti 5 miliardi di deficit  negli  ultimi
  anni,  questo  sicuramente non è che lo si fa in un  anno,  in  due
  anni, significa che questa Regione spende più di quanto incassa.
   Ora,  il  meccanismo va interrotto. Credo che se volessimo  essere
  coerenti  con  rigore,  la previsione di spesa  di  quest'anno  non
  dovrebbe  superare le uscite di cassa che abbiamo avuto  nel  2012.
  Per  un  motivo  estremamente semplice: non possiamo solo  guardare
  alla  capacità di competenza, di indebitamento che la  Regione  ha,
  poi  dobbiamo  anche  guardare i patti  di  stabilità,  quello  che
  possiamo spendere. E se impegniamo più di ciò che possiamo  pagare,
  produciamo  una  situazione paradossale  in  cui  i  fornitori  non
  riusciamo  mai a pagarli in tempo, così come è avvenuto  in  questi
  ultimi anni che ha determinato la crisi delle imprese siciliane. E'
  stato  uno  dei  fattori  della crisi delle  imprese  siciliane.  E
  creiamo anche i presupposti per altro deficit, altro indebitamento.
   Questo circuito negativo, viziato va interrotto. Per cui nel nuovo
  bilancio,  ne parleremo successivamente quando la manovra  arriverà
  in  Aula,  lo stiamo definendo in questi giorni, noi prevediamo  un
  miliardo  di  riduzione  della spesa  rispetto  all'anno  scorso  e
  questo,  se  consentite, ci dà anche credibilità; ci dà credibilità
  rispetto all'Europa, ci dà credibilità rispetto al Governo,  ci  dà
  credibilità rispetto ai mercati, ci consente di cominciare  a  dire
  che c'è una Regione che elimina gli sprechi.
   L'eliminazione della spesa non riguarderà affatto lo stato sociale
  che  viene  mantenuto, naturalmente ipotizziamo la possibilità  che
  una  parte  del  precariato  possa  diventare  produttivo  per  non
  incidere in modo assolutamente negativo sulla spesa pubblica. Però,
  ciò  significa  che,  invece, di fare ipotesi di  eliminazione  del
  precariato,  che  avrebbero effetti sociali  devastanti,  significa
  che,  invece, facciamo un'azione di recupero del precariato.  Anche
  lì  eliminazione  di ciò che non serve, che non è necessario,  enti
  inutili,  spesa inutile. E, invece, puntare alla spesa  per  creare
  lavoro,   sviluppo   e  solidarietà  sociale:  scuole,   formazione
  rivisitata,  troppi soldi per la formazione, vanno  razionalizzati,
  vanno utilizzati in modo efficiente.
   Questo,  in  sintesi,  ciò  che si  può  dire  all'interno  di  un
  ragionamento   programmatico.  E'  chiaro  che  non  vuole   essere
  esaustivo e soprattutto non vuole essere immobile. Vuole essere una
  base  di  partenza  per un dialogo che mi auguro  corretto  con  il
  Parlamento,  fra l'altro ho apprezzato anche l'intesa istituzionale
  ampia  che  si  è  verificata  in occasione  delle  elezioni  degli
  incarichi  parlamentari.  Sicuramente  l'avrei  voluta  più   ampia
  ancora,  mi  sarebbe sicuramente piaciuto che tutte  le  formazioni
  politiche presenti in Aula fossero state rappresentate come in  una
  realtà  democratica si fa. Perché una cosa è il  Parlamento  e  una
  cosa  è il Governo. Ciò, purtroppo, non è accaduto, diciamo  che  è
  stato un allargamento istituzionale un po' zoppicante. Spero che in
  corso d'opera si possa recuperare tutti, con un confronto leale fra
  Governo  e  Parlamento che possa vedere un giudizio  sugli  atti  e
  sulle  cose  e  non  un  pregiudizio sulla base  delle  logiche  di
  schieramento.
   Per  quel che ci riguarda, il Governo vuole collaborare con tutti,
  chiaramente   nella  distinzione  dei  ruoli,  c'è   chi   sostiene
  organicamente  il  Governo,  c'è chi  giustamente  ne  vuole  stare
  all'opposizione, chi lo vuole fare in modo più distaccato,  chi  lo
  vuole  fare  in  modo  più  forte. Credo  che  tutte  le  posizioni
  politiche abbiano diritto, abbiano legittimità e vadano rispettate.
  Con  questo rispetto - che ci sarà sicuramente da parte del Governo
  -  vogliamo  costruire,  però,  un confronto  positivo  per  quanto
  riguarda  la  realizzazione concreta delle  cose,  le  riforme  che
  dobbiamo portare avanti e credo che, poi, non siano né del  Governo
  né  di  questa  o quella forza politica, ma saranno il  frutto  del
  lavoro  che  faremo tutti quanti noi per il bene della  Sicilia  e,
  consentitemi, anche per l'immagine della Sicilia, di una terra  che
  è   stata  vista,  purtroppo,  come  negli  ultimi  anni,  in  modo
  fortemente negativo, cosa alla quale ci dobbiamo ribellare,  perché
  quando avvengono determinate cose in Lombardia vengono dette in  un
  certo modo, quando avvengono in Sicilia, vengono dette in un altro.
   Però,  dobbiamo metterci in regola, perché quando ci metteremo  in
  regola  avremo  il  diritto anche di alzare la voce  contro  questi
  elementi  discriminatori,  a  volte esasperati,  esagerati  che  si
  ergono contro la Sicilia.
   La  difesa  e l'autonomia come elemento fondamentale del programma
  di  Governo, la valorizzazione  della stessa, un'autonomia che deve
  diventare però produttiva, democratica, forte, che si libera  della
  corruzione,  della mafia, dell'inefficienza e che diventa,  invece,
  fattore  di  sviluppo come crediamo debba essere e, se  permettete,
  anche  fattore  di  orgoglio,  un'autonomia  che  sicuramente   non
  vogliamo svendere a nessuno ma che difenderemo a denti stretti.

   Regione

   Presidenza del presidente Ardizzone


                              (Applausi)

   PRESIDENTE.   Grazie  Presidente.  Così  come   concordato   nella
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, si  era  deciso
  che  a  seguito  delle dichiarazioni programmatiche  da  parte  del
  presidente Crocetta sarebbe seguito un dibattito.
   Hanno  chiesto di parlare tutti i gruppi. Per ogni gruppo si  sono
  stabiliti  cinque minuti, chiaramente non saremo fiscali,  facciamo
  appello, però, al buon senso di chi  interviene.
   Partendo  dai  Gruppi di minore consistenza numerica,  quindi  dal
  gruppo  Misto, poi la particolarità è che abbiamo cinque gruppi  di
  cinque  parlamentari, quindi venticinque parlamentari suddivisi  su
  cinque  gruppi e, poi, a seguire il Partito dei Siciliani, il  PDL,
  UDC, Movimento Cinque Stelle e PD.
   Partiamo dal gruppo con minore consistenza numerica.
   Ha  facoltà di parlare l'onorevole Fazio, appartenente  al  Gruppo
  Misto.   Siccome  ho  fatto  appello  al  buon  senso,  chiedo  che
  intervenga per due minuti, magari recupererà  successivamente i tre
  minuti a disposizione il successivo deputato che interverrà.

   FAZIO.  Signor  Presidente,  signor  Governatore,  normalmente  mi
  attengo alle regole, anzi rimango entro i termini.
   Signor   Presidente,  abbiamo  ascoltato,  ovviamente,  le   linee
  programmatiche.   Non   le  nascondo  che   mi   sarei   aspettato,
  sicuramente, un po' di più perché credo che la campagna  elettorale
  sia  finita  e  dobbiamo  cercare  di  guardare  i  tanti  problemi
  irrisolti   che   sono   presenti  nel  territorio   siciliano   e,
  possibilmente,  affrontarli  in  maniera  concreta,  senza   quelle
  dichiarazioni  di  principi che sicuramente sono interessanti,  per
  certi  versi condivisibili, ma credo che la situazione in cui versa
  la  Sicilia ed i siciliani necessiti quella collaborazione che  lei
  auspica  con  il Parlamento siciliano e che sicuramente  lo  stesso
  Parlamento siciliano non farà mancare.
   Ho  ascoltato con molta attenzione i temi da lei trattati, speravo
  sicuramente  che ci fosse un maggiore riferimento su alcune riforme
  estremamente  importanti e fondamentali che la Sicilia  auspica  da
  tantissimo tempo.
   L'iniziativa sui rifiuti, sicuramente, è lodevole ed è  un  grosso
  passo  avanti,  ma  credo  che  tantissime  altre  iniziative,  nei
  prossimi giorni, nei prossimi mesi, debbano essere portate avanti.
   Mi  riferisco in primis, se lei vuole raggiungere l'obiettivo  che
  sicuramente  determinerà un risparmio notevolissimo, è  di  rendere
  più efficiente la Pubblica amministrazione.
   Comprendo  che  non sia facile, non sia semplice  però,  mi  piace
  ricordare  che  forse  giacciono qui in Assemblea  alcuni  disegni,
  anche del precedente Governo, che a mio avviso possano essere presi
  in  considerazione  per  essere ampliati, modificati  ed  adeguati.
  Bisogna intervenire con la massima tempestività.
   Un'altra  riforma, sicuramente che la Sicilia auspica, attende  da
  anni,  è  la  materia urbanistica. E perché una riforma sugli  enti
  locali?  Un'altra economia che sicuramente si potrebbe raggiungere,
  tenuto  conto  del  dispendio  che la Pubblica amministrazione,  in
  questo  momento, sopporta   sul fatto di una semplice modifica  del
  territorio dei comuni, dell'accorpamento e perché no della fusione,
  comprendo che dal basso è estremamente difficile raggiungere questo
  obiettivo,   ma  dobbiamo  guardare  all'efficienza  e  soprattutto
  all'economicità,  non  possiamo solo riempirci  la  bocca  e,  poi,
  sostanzialmente  lasciare  stare le cose così  come  effettivamente
  sono andate per tanti anni e forse per troppi anni.
   Siccome  sono una persona che mantiene ciò che dice, la ringrazio,
  per  quello  che mi riguarda,  il Gruppo che rappresento  andrò  ad
  esaminare   attentamente ogni iniziativa, così come  d'altronde  ho
  già fatto, dando il mio contributo laddove, in qualche modo, questo
  possa essere ritenuto positivo. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Fazio.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci della Lista Musumeci.
   Interviene uno per gruppo.
   Chiedo  all'onorevole Cracolici di accomodarsi al suo posto perché
  sarebbe un cattivo esempio proprio  da un uomo di esperienza   come
  lei.

   CRACOLICI. Mi devo mettere dietro la lavagna

   PRESIDENTE. Dove vuole lei, basti che sia seduto.
   Invito gli onorevoli Cascio e Fontana a prendere posto.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Musumeci.

   MUSUMECI.  Signor  Presidente  del Parlamento,  signor  Presidente
  della  Regione, colleghi deputati, non ho difficoltà  a  nascondere
  l'emozione  che  accompagna questo mio esordio in un'Aula   le  cui
  mura  trasudano la storia di un millennio, e tra i banchi che hanno
  visto testimoni  attoniti ed inerti battaglie appassionate, scontri
  particolarmente  animati fra protagonisti, alcuni  dei  quali  sono
  stati assunti alla storia d'Italia.
   Questo mio esordio coincide con quello che ritenevo il momento più
  solenne  dell'avvio  della legislatura e, invece,  devo  confessare
  tutta la mia delusione.
   Signor presidente Crocetta lo dico con tutto il rispetto che  devo
  al  suo ruolo, se mi consente più che alla sua persona, per ciò che
  lei  ha  detto stamattina e per ciò che lei ha detto e fatto  nelle
  settimane  scorse,  lei  mi  sembra un personaggio  scappato  dalle
  pagine   di  un  libro  di  Pirandello,  ecco,  difficile   poterla
  incasellare  con  una definizione che possa essere pertinente,  che
  so,  riesce  ad essere contemporaneamente un  Sanculotto  Giacobino
  ed un consumato Doroteo ; lo dico con serenità, naturalmente, e lei
  mi consentirà il paragone perché credo che questa Assemblea, questo
  Parlamento, oggi, avrebbe meritato qualcosa di più della bistratta,
  svogliata,  disordinata lettura di un programma elettorale  smorto,
  questa Assemblea avrebbe meritato considerazioni serrate, ecco,  mi
  è  sembrato un atto più dovuto che voluto, e dopo due mesi dal  suo
  insediamento,  credo che lei sia già in possesso  di  elementi  che
  avrebbero consentito di rimpolpare la relazione, di adeguarla,  non
  soltanto  nella coniugazione dei verbi al futuro o al  passato,  ma
  nella capacità cioè  di indicare a questo Parlamento quali sono  le
  priorità  del  suo Governo, quali sono le modifiche agli  strumenti
  contabili che lei avrebbe voluto apportare.
   Quale tipo di politica sociale vuole lasciare inalterata?
   Quale riforma della Pubblica amministrazione?
   Quale  sorte per le Province, per esempio, che attendono di sapere
  se  debbono  essere affidate alla cruda, grigia,  monotona,  fredda
  logica di un commissario o, invece, consegnata alla loro essenziale
  funzione  di   enti cerniera  fra la polverizzazione dei  comuni  e
  l'esasperata tentazione centralista della Regione?
   Io  credo che avremmo potuto, come Parlamento, meritare di più  e,
  invece, ci siamo limitati ancora alla pratica degli annunci, signor
  Presidente    che,   attenzione,   rischiano   di   abbassare    la
  consapevolezza dei cittadini, dei siciliani,  sulle sfide  gravi  e
  difficili che ci attendono.
   E,  allora, mi consenta qualche suggerimento: si affidi, ormai, ad
  affrontare i nodi strutturali di questa Regione, che sono tanti,  e
  che attendono iniziative efficaci e concrete; si liberi dalla fobia
  dell'inciucio  col  centrodestra  che  è  stato  il  suo   costante
  riferimento in queste settimane per quello che ha detto la  Stampa;
  non  confonda le intese istituzionali con gli inciuci e lei,  oggi,
  ha avuto l'ardire di esaltare le intese istituzionali quando lei le
  ha condannate, quando lei ha puntato l'indice su quelle intese che,
  fatte alla vigilia e, perciò, alla luce del sole e perciò aperte  e
  perciò   di   alto  valore  istituzionale  perché  vedevano   nella
  formazione  dell'Ufficio di Presidenza il concorso delle  forze  di
  maggioranza e di opposizione, lei ha voluto condannare quel tipo di
  accordo istituzionale perché non avrebbe voluto nessuna intesa  con
  il centrodestra.
   Si  rassegni,  Presidente, il centrodestra non cerca  inciuci,  il
  centrodestra  farà  quello  che  i  siciliani  hanno  voluto,   lei
  governerà, noi controlleremo, faremo il nostro dovere, l'Ufficio di
  Presidenza  doveva essere espresso da una intesa istituzionale  per
  dare  un  segnale  forte a quest'Aula nella  quale  finora  l'unico
  inciucio  porta  la  sua  firma,  fino a  prova  contraria,  perché
  portato  avanti  senza  accordo  palese  e  attraverso  intese  che
  appartengono certamente alla peggiore politica.
   E,  allora, nel concludere, noi non vogliamo mettere assolutamente
  in  difficoltà questo Governo, non ci interessa sapere quanti siano
  gli   assessori  in  odore  di  cuffarismo  inteso  nel  senso   di
  frequentazione   o   di  richiamo  culturale   all'esperienza   del
  presidente  della  Regione Cuffaro, al quale  va  tutta  la  nostra
  considerazione  per la grande dignità con la quale  sta  pagando  i
  suoi  errori;  non ci interessa sapere se sono due  o  tre  i  suoi
  assessori  cuffariani; non ci interessa sapere se un suo  assessore
  dice  di voler trasformare la Sicilia in una sorte di base  per  le
  centrali  nucleari; non ci interessa sapere se un  altro  assessore
  dice  che  vuol  continuare a lavorare restando a Ginevra;  non  ci
  interessa   sapere  se  un  altro  assessore  dice  che  preferisce
  dialogare con un gruppo piuttosto che con l'altro, cioè con  l'UDC,
  perché non lo ritiene all'altezza del compito.
   Noi  riteniamo che la sua maggioranza non abbia rischi da correre,
  perché  è  una maggioranza che può contare almeno su cinquantasette
  deputati,  anche  se  è  difficile capire come  l'allargamento  sia
  potuto  avvenire non in Aula - nella sua sede naturale  -  dove  si
  determinano   le   convergenze   sulla   scorta   di   condivisioni
  istituzionali  e  programmatiche, ma attorno ad un  tavolo,   nella
  vicina  mensa del Parlamento, cosa strana, esattamente come  si  fa
  quando  si  raccontano barzellette agli amici davanti  ad  un  buon
  grappino.
   Stia  tranquillo,  onorevole Presidente, noi  la  vogliamo  vedere
  all'opera, l'ha voluta la bicicletta, bene, adesso pedali,  non  le
  lasceremo  tregua,  non le lasceremo tregua,  pedali,  pedali,  lei
  dovrà  lavorare  per la Sicilia e noi saremo qui a sostenerla  ogni
  qualvolta  lei porterà in Aula provvedimenti che riterremo  giusti,
  utili, al progresso e alla crescita di questa nostra terra.
   Lo  faremo  nel  nostro ruolo di opposizione, senza tregua,  senza
  indulgenza  e senza accordi sotto banco. Non alimentiamo illusioni,
  ce  lo  lasci dire, non alimentiamo alcuna illusione sulle capacità
  di questo Governo di potere dare risposte serie e concrete.
   Ma  con  la  serenità  dei   credenti, alla  vigilia  del  Natale,
  vorremmo  alimentare  la  speranza che tutti  assieme,  ognuno  nel
  rispetto  del  proprio  ruolo, si possa alimentare  la  fiamma  per
  restituire ai siciliani il diritto alla speranza.

                    (Applausi dai banchi di destra)

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente
  della   Regione,  assessori,  onorevoli  colleghi,   noi   non   ci
  aspettavamo che lei risolvesse tutti i problemi della Sicilia,   in
  così  poco tempo. Questo glielo dico con grande chiarezza. Noi  non
  ci  aspettavamo  neanche di partecipare ad  una  seduta  d'Aula  il
  giorno 24 di dicembre,  ed io la prego di pedalare di meno. Si deve
  tranquillizzare  perché  altrimenti  avremo  difficoltà  a  venirle
  dietro, perché è troppo accelerato. Comprendiamo che non guarda  né
  il Natale, né il Capodanno, già il nostro Presidente dell'Assemblea
  ci ha comunicato di rimanere tutti in sede, quindi, la prego di non
  ascoltare  in  questo  senso l'intervento dell'onorevole  Musumeci,
  perché il rischio vero e concreto è che molti di noi non riusciremo
  a venirle dietro.
   Detto  questo,  ritengo che sia assurdo pensare che in  pochissimo
  tempo  si  possano risolvere problemi immensi che  altri  ci  hanno
  lasciato.  Problemi che abbiamo ereditato e prima di  giudicare   -
  molti   di   noi  siamo  cristiani  -   crediamo,   ed  uno   degli
  insegnamenti che ci sono stati trasmessi, è stato quello  di  avere
  sempre fiducia negli altri e di aspettare prima di giudicare.
   Ritengo  che  sia  troppo presto per giudicare  il  lavoro  di  un
  Presidente della Regione e di un Governo che si sia trovato in  una
  situazione drammatica come quella che abbiamo visto. Troppo presto.
   Mi  rivolgo davvero con affetto ai miei colleghi; sono venuto  qui
  con  una  speranza immensa e così anche i colleghi del  mio  Gruppo
  parlamentare,   e   dico  sempre  di  avere  ricevuto   un   regalo
  eccezionale,  grandissimo,  da parte degli elettori  che  mi  hanno
  messo  in  contatto  con i miei colleghi di gruppo,  che  hanno  lo
  stesso modo di vedere la politica.
   Noi  vogliamo  fatti concreti, tutti vogliamo fatti  concreti;  ma
  dobbiamo dare, anche, la possibilità a questo Presidente e a questo
  Governo  di poterli realizzare, di fare il loro lavoro ed  i  fatti
  già  ci  sono. Non è venuto qui, oggi, il Presidente  a  fare  solo
  chiacchiere, ma riuscire a sbloccare i fondi europei che metteranno
  in  condizione, finalmente, questa Regione di avere risorse fresche
  che,  purtroppo, non sono state spese commettendo un danno  immenso
  in  un  momento  di  crisi; risorse che sono  mancate  alle  nostre
  imprese,   alle   nostre   famiglie.  Pensate   quale   grandissima
  responsabilità  si  sono assunti coloro che  non  sono  riusciti  a
  portare  avanti l'utilizzo di queste risorse,  ed il Presidente  le
  ha sbloccate, il Presidente ci sta lavorando.
   Io  ringrazio anche l'intervento fatto per gli ATO, che non è solo
  una proroga, è finalmente il riconoscimento agli enti locali di una
  centralità in una gestione difficile come quella della raccolta dei
  rifiuti.
   Ci  sono,  quindi, tanti segnali, da subito e noi  abbiamo  dovuto
  aspettare,  parlo  da ex sindaco, abbiamo dovuto  aspettare  invano
  cinque  anni  per  fare una piccola norma, un  piccolo  intervento.
  Grazie  Presidente,  noi le stiamo accanto  con  grande  fiducia  e
  certezza  di avere a che fare con un uomo che lavora, con  un  uomo
  che si impegna e con un uomo che fa la sua parte.
   Tre  cose  veloci.  C'è una emergenza,  ci sta bene  tutto  e  noi
  abbiamo piena fiducia,  serve dare delle risposte immediate  a  chi
  non  ha  nulla  da mangiare, perché nel frattempo  che  noi  stiamo
  avviando  quei  processi di crescita, di sviluppo economico,  tutto
  quello che serve, però c'è gente che la mattina non ha i soldi  per
  il gas, per la luce, per il pane, per il latte da dare ai figli.
   Utilizzi i servizi sociali dei comuni, dia delle risorse,  piccole
  risorse,  non servono centinaia di milioni di euro, per poter  fare
  questo.
   Il  MUOS, dobbiamo mettere la parola fine a questo. E' impensabile
  che   nella  nostra  Sicilia  e  accanto  ad  un  sughereto,  venga
  impiantata una struttura che a noi non serve a nulla.
   Il  patto di stabilità regionalizzato verticale: faccio un appello
  all'assessore   per  gli  enti  locali  di  mettersi   a   lavorare
  velocemente  su  questo. L'ultima legge di stabilità    rimette  al
  centro ancora il patto di stabilità  regionalizzato' verticale, con
  un  budget di ottocento milioni di euro:  abbiamo tempo fino al  31
  di maggio per poter liberare delle risorse, per ogni euro, verranno
  assegnati  alla Sicilia ottantatre centesimi. Queste sono scommesse
  che non si possono perdere.
   Quindi,  io  ritengo che con l'aiuto di tutti con  la  sua  grande
  volontà  con  la  sua  grande serietà e insieme  alla  sua  squadra
  assessoriale e a tutti noi riusciremo davvero ad uscire  da  questo
  momento  così  difficile  per  la nostra  isola  e  per  le  nostre
  famiglie.

                    (Applausi dai banchi di centro)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Cimino.  Ne  ha
  facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente dell'assemblea,  onorevole  Presidente
  della  Regione, onorevoli colleghi, questa è un'Aula che ha la  sua
  storia, la sua importanza e soprattutto è l'Aula che dovrà dare  ai
  siciliani  quelle  leggi  importanti  per  riformulare  la   spesa,
  accelerare tutte quelle procedure che negli anni, purtroppo,  hanno
  creato difficoltà economiche anche alla nostra regione.
   Questa è quell'Aula dove non si può improvvisare, bisogna avere le
  idee  chiare,  su ciò che si vuole proporre e su ciò che  si  vuole
  fare.
   Per  noi  di  Grande  Sud,  le  dichiarazioni  programmatiche  del
  Presidente  della  Regione devono potere essere dichiarazioni  che,
  con chiarezza, pongono un'azione vera alle iniziative su cui ci  si
  vuole  confrontare,  e  temi importanti, onorevole  Presidente,  in
  quest'Aula  saremo  chiamati  ad affrontare,  soprattutto  dopo  le
  dichiarazioni  del Presidente dell'Assemblea che vietano  le  leggi
  finanziarie  omnibus, questo significa che con un singolo  articolo
  in  finanziaria  non si potrà, giustamente, dare  risposta  ad  una
  emergenza, ma nello stesso tempo significa che con singoli  disegni
  di legge bisogna risolvere problematiche che da tempo aspettano.
   Nelle  dichiarazioni programmatiche del Presidente  della  Regione
  abbiamo sentito parlare di ridurre la spesa.
   Onorevole Presidente, mi dispiace dirlo in  assenza dell'assessore
  per  l'economia, ma la via maestra non è quella di ridurre le spese
  di  un  bilancio  già ingessato, la via maestra  non  è  quella  di
  ridurre  le spese di un bilancio composto in buona parte  da  spesa
  corrente.
   La  via maestra non è neanche quella di attaccare la tabella H che
  non  esiste  più,  ma pensare come tante fondazioni,  associazioni,
  che  seguono  con passione,  storia, cultura di questa regione,  ad
  oggi,  non  prendono neanche le opportunità dei giusti  contributi,
  che  poi  come  sempre  sono rendicontati  presso  gli  assessorati
  regionale  di  competenza  o,  addirittura,  presso  la  segreteria
  generale della Presidenza della Regione.
   La  via maestra non è quella di non dare concretezza al tema della
  forestale,  dove  non  ho  sentito dire  niente,  dell'associazione
  allevatori,   come  valorizzare  il  ruolo  della   trasparenza   e
  dell'informatica  con  una  società  regionale  che  è   Sicilia  e
  Servizi'  che prima si voleva commissariale e forse oggi  si  vuole
  rilanciare.
   Cosa fare dei cosiddetti fondi per le aree sottoutilizzate, se  il
  piano  di  attuazione regionale  il PAR-FA è valido o  se  ormai  è
  vecchio,  se  queste  risorse che sono state  sbloccate  dei  fondi
  europei  sono risorse di progettualità già pianificate con  i  vari
  assessorati  o  trattasi di vecchi progetti che, forse,  potrebbero
  trovare la piena realizzazione.
   Cosa   pensare   di  fare  in  tema  di  sanità   regionale,   con
  problematiche aperte come nel comprensorio riberese, ma in  diverse
  zone  della  nostra Sicilia, la riforma ha dato dei segnali  ma  ad
  oggi si aspetta anche il rilancio di settori totalmente fermi.
   E  la via maestra non è quella di pensare di ridurre la spesa  che
  di  fatto  ha  la  necessità di aprire un  confronto  vero  con  il
  Presidente   del   Consiglio  e  con  il  ministro   dell'Economia,
  soprattutto  per far valere quella nostra autonomia  regionale  che
  non solo è stata tradita ma è una vera e propria presa in giro.
   Con  l'articolo  36,  comma  2, del nostro  Statuto,  qualcuno  ha
  imposto per norma costituzionale a questa nostra Regione di versare
  le imposte di produzione al bilancio dello Stato.
   Questa  Assemblea  nella  passata legislatura,  all'unanimità,  ha
  votato  un provvedimento di riforma costituzionale, ad oggi nessuna
  parola  sulla solidarietà che la regione siciliana da  al  bilancio
  dello Stato, circa nove  miliardi di euro l'anno.
   La via maestra è quella, signor Presidente, di potere aumentare le
  entrate. Se in Sicilia il bilancio della Regione riuscisse ad avere
  non  un  lavoro come è stato fatto in passato di tagli  orizzontali
  alla spesa, senza tenere conto delle priorità e delle emergenze che
  vi sono, ma riuscire ad attrarre  gli investimenti, riuscire a dare
  maggiore forza a quelle imprese  che vogliono potere investire  nel
  nostro territorio,  e il Grande Sud presenterà un disegno di  legge
  che terrà conto soprattutto del rating  delle imprese, come bene il
  Presidente  della  Regione  ha  voluto  sottolineare,  e  come  ciò
  definito   nel  nostro  programma  elettorale,  la  semplificazione
  amministrativa  per  dare  la possibilità  ai  cittadini  di  avere
  certezza dei tempi delle realizzazioni, dei finanziamenti,  che  si
  vogliono poter sponsorizzare e promuovere.
   Ancora oggi delle pratiche  istruite dalla CRIAS per il bando  del
  turismo,  che  riguarda tantissimi alberghi siciliani,  ancor  oggi
  sono bloccate, ancor oggi sono in discussione.
   Come  si  pensa di fare un bilancio della Regione senza dare  come
  primo  criterio  non  quello di ridurre  la  spesa,  ma  quello  di
  aumentare le entrate del nostro bilancio, aumentando le entrate del
  nostro bilancio, dai fondi nazionali ai fondi europei a ciò che  le
  imprese,   giustamente,   devono   pagare   come   imposte,     per
  l'opportunità di attrarre investimenti, come si fece in passato con
  i  contratti  di  localizzazione, con i finanziamenti  europei  per
  aziende  estere  o  con  i  contratti di programma,  questa  nostra
  regione  può  diventare  una regione sicuramente  ricca,  forte  ed
  autorevole  come  tutti di fatto in questa Aula puntiamo  a   poter
  realizzare.
   Spero  che  questo  nuovo  Governo possa  avere  e  dare  risposte
  concrete, così come ho avuto modo di dire in una mia dichiarazione,
  un  nuovo Governo - che vince le elezioni e che vuole poter  essere
  discontinuo  rispetto  ai  governi  del  passato  -  deve  proporre
  all'Aula,  immediatamente, le riforme e le risoluzioni, come  vuole
  potere affrontare quei temi.
   Qui  non  siamo  in una Conferenza stampa, qui non  siamo  in  una
  tribuna  politica,  qui  siamo  dove  dobbiamo,  obbligatoriamente,
  condividere  cinque  anni  di discussione  e  di  lavoro  per  dare
  risposte e rimodellare la pubblica Amministrazione siciliana e  gli
  interventi in Sicilia.
   Dobbiamo  per  forza confrontarci, perché è questo  il  Parlamento
  deputato  a creare le condizioni per definire le leggi che vogliamo
  poter  proporre,  ma  ad oggi, signor Presidente, abbiamo  soltanto
  sentito   di  una  proroga del sistema degli ATO,  di  una  proroga
  dell'esercizio   provvisorio,   approfondimenti   non    situazioni
  rivoluzionarie   che  di  fatto  possono  dare   risoluzione   alle
  problematiche che tutti noi da tempo vogliamo poter risolvere.
   Concludo   augurando   buon  lavoro  a   questo   Governo,   nella
  consapevolezza che Grande Sud vuole confrontarsi sui  temi  veri  e
  nel  Gruppo  parlamentare  di  Grande  Sud  vi  sono  esperienze  e
  sensibilità che possono poter dare il giusto contributo alle vostre
  proposte.
   Questa  terra è una terra difficile e contraddittoria, che  merita
  di essere amata e servita e spero che in cinque anni insieme saremo
  in grado di servirla nel migliore dei modi.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto.  Ne  ha
  facoltà.

   DI   GIACINTO.   Signor   Presidente   dell'Assemblea,   onorevole
  Presidente  della Regione, onorevoli colleghi,  oggi  c'è  qualcuno
  che  pensava  che  in  due mesi di Governo  Crocetta  si  potessero
  risolvere i problemi che  in venti anni non si sono mai risolti.
   Dico  semplicemente una cosa rispetto a quanto detto  dal  collega
  Cimino  che  i  due  disegni  di legge che  sono  stati  presentati
  all'Assemblea non sono una semplice proroga, finalmente, per quanto
  riguarda  il  sistema  idrico ritorniamo al  pubblico,  per  quanto
  riguarda  invece  il sistema degli ATO rifiuti  finalmente  si  sta
  facendo  quello  che da anni - il primo io da sindaco  -  vogliamo,
  quello  di  restituire  il sistema della raccolta  dei  rifiuti  ai
  sindaci .
   Onorevole   Presidente è chiaro che il gruppo che io  rappresento,
  il  gruppo  lista Crocetta', appoggerà questo Governo che  sappiamo
  già  sin da subito lavorerà benissimo, non bene, appoggeremo questo
  Governo  senza  se e senza ma, saremo in Aula a difendere  tutti  i
  provvedimenti presentati dal Governo regionale.
   Ci  auguriamo che, finalmente, cambi un modo di fare politica  che
  negli  anni  è  stata  fatta, quello della politica  dall'alto.  Mi
  riferisco,  ad  esempio, alla programmazione dei fondi  comunitari,
  che  di  solito  è fatta dall'alto. Le amministrazioni  locali,  il
  privato va a partecipare a dei bandi.
   Mi  auguro  che per la spendibilità, per spendere subito  i  soldi
  dell'Unione  europea oggi ci sia un'inversione di tendenza,  quella
  di  partire con la programmazione dal  basso, quella di sentire gli
  enti locali, di sentire i privati e fare degli accordi di programma
  quadro  con  le  amministrazioni locali e con i  privati  per  dare
  subito spendibilità alle risorse dei fondi comunitari.
   Mi riallaccio al ragionamento fatto dall'onorevole  Dipasquale. In
  questo momento c'è bisogno, in questa terra, di dare una mano  alle
  famiglie  in difficoltà, ci sono tantissime famiglie - lo  dico  da
  sindaco, ogni giorno ricevo trenta, quaranta famiglie al mio comune
  - a cui non so quali risposte dare.
   E'  chiaro che dobbiamo dare subito una risposta a queste famiglie
  che  non  riescono ad arrivare, altro che al  ventisette del  mese,
  non  arrivano  neanche al quindici del mese,   perché  non  possono
  comprare  il  pane ai propri figli;  per cui la strada dei  comuni,
  degli enti locali può essere una risorsa per la Regione.
   Quindi,  una  mano  agli enti locali per quanto  riguarda  servizi
  sociali  da poter dare alle famiglie in grosse difficoltà, che  non
  possono  pagare la luce, il telefono, non possono fare la spesa  ai
  propri figli. Questa è la situazione reale della Sicilia, non è una
  situazione  che  ci stiamo inventando. Rispetto agli  enti  locali,
  onorevole Presidente, le chiedo, a nome di tanti sindaci, una  mano
  perché  tanti  sindaci e tanti comuni sono a  rischio  default.  Il
  rischio è che tante amministrazioni locali non potranno chiudere  i
  bilanci l'anno prossimo, per cui vediamo di creare un fondo per  le
  autonomie  locali,  che possa dare liquidità  alle  amministrazioni
  locali.
   Onorevole  Presidente, a lei e al Governo tutto,  auguro  un  buon
  lavoro  perchè  sono  certo che in questi cinque  anni  si  faranno
  quelle riforme che mai negli anni passati sono state fatte.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente dell'Assemblea, onorevole  Presidente
  della  Regione,  assessori, onorevoli colleghi, oggi  è  il  giorno
  delle valutazioni delle dichiarazioni programmatiche del Presidente
  della  Regione.  Probabilmente io  le  avrei  scritte  e  le  avrei
  recitate  in  maniera  diversa, però  quello  che  oggi  io  voglio
  considerare è il merito di quanto lei ha rassegnato a quest'Aula.
   Lei  ha  parlato di tanti temi fondamentali per la ripresa   della
  Sicilia, dopo quattro anni e mezzo di disastro amministrativo e  di
  governo, al quale chi le parla ha svolto un'opposizione, quella  sì
  forse acerba, oggi nasce una nuova pagina di storia, perché lei,  a
  differenza  del presidente Lombardo, che era stato  votato  da  una
  parte  ed  ha  governato con un'altra parte, è stato legittimamente
  eletto  dal popolo siciliano, seppur con il quattordici  per  cento
  dei consensi, in assoluto, rispetto alla popolazione siciliana.
   Lei  ha  parlato di turismo, lei ha parlato di beni culturali,  ha
  parlato  di  temi fondamentali, come l'agricoltura e la formazione.
  Non  ha  parlato  di sanità, ma voglio pensare sia  un  lapsus.  Ha
  parlato  di  quei  temi  che  ritengo  debbano  tornare  al  centro
  dell'agenda  politica del Governo della Regione. E ha, soprattutto,
  posto  il  suo  accento  su quattro punti, che  ho  avuto  modo  di
  apprezzare  nell'approccio  nella  Conferenza  dei  Presidenti  dei
  gruppi  parlamentari  scorsa, perché  i  quattro  punti  dai  quali
  dobbiamo  far  ripartire la Sicilia sono il  disagio  sociale,  che
  dobbiamo alleggerire senz'altro, sono il tema dei precari, in linea
  di  principio  la sua idea sul rapporto con le imprese  private  va
  approfondita, noi non siamo pregiudizialmente contrari, ha  parlato
  di un'assoluta necessità di recuperare - e ne abbiamo fatto un tema
  di  campagna  elettorale, i fondi europei - ha parlato di  spending
  review  e  ne  ha  parlato nei termini in  cui  in  Conferenza  dei
  capigruppo  abbiamo  avuto  modo  di  confrontarci  rispetto   alla
  necessità di una regìa comune che, rispetto al taglio degli sprechi
  e  rispetto a tutto quanto fa riferimento a trasparenza e legalità,
  ci vedrà certamente da questa parte e non da altre parti.
   E  però,  Presidente Crocetta, in queste settimane  sono  accadute
  tante  cose, è passato poco meno di un mese, io le analizzerò molto
  velocemente col tempo che mi resta.
   Il   primo   importante accadimento è, a mio parere, la  fine  del
   Cuffarismo   inteso come proposta politica becera.  L'esordio  del
  Governo e l'esordio degli equilibri d'Aula dimostrano, non soltanto
  per  la  presenza  di assessori nel suo Governo nei  confronti  dei
  quali  noi  manifestiamo, abbiamo manifestato pubblicamente  plauso
  per  moralità  e  competenza, ma anche perché  la  Commissione  più
  importante  è oggi presieduta dall'onorevole Dina, ma anche  perché
  il  regista  di quest'Aula torna ad essere l'onorevole Lino  Leanza
  dal  quale, Presidente, invece mi permetto di invitarla a diffidare
  perché  l'onorevole  Leanza  è stato vicepresidente  della  Regione
  Cuffaro,  l'onorevole  Leanza è stato  il  grande  manovratore  dei
  quattro  anni  e mezzo di Presidenza Lombardo. Lei  vuole  fare  la
  rivoluzione? Noi siamo pronti con lei. Lei è la grande speranza dei
  siciliani  ma non credo che nel suo interesse e nell'interesse  dei
  siciliani ci possano essere uomini buoni per tutti i tempi.
   A  lei la valutazione, Presidente, noi siamo in questa Aula  e  ci
  muoveremo passo dopo passo.
   D'altro  canto, Presidente, è accaduto anche che chi  in  campagna
  elettorale era stato anfitrione della sua vittoria - e mi riferisco
  soprattutto  all'onorevole Cracolici - si è trovato a dover  gioire
  per   avere   smantellato   un  accordo  istituzionale    Onorevole
  Cracolici,  se  lei  è  contento di  questo  evidentemente  chi  si
  accontenta gode; io non credo che il profilo che dobbiamo darci  se
  vogliamo  ripartire sia questo. Mi rendo conto,  però,  che  in  un
  partito  di  nani' il suo e in questa Aula ce ne sono tanti  e  per
  carità  di  patria  ometto i messaggini che ci siamo  scambiati  in
  queste   settimane   sull'assetto  istituzionale   dell'Aula,   lei
  giganteggia  e, quindi, politicamente resta un mio riferimento  per
  quest'Aula,   per  me  che  sono  all'inizio  della   mia   seconda
  legislatura.
   E'  accaduto  anche,  Presidente, che  noi  abbiamo  fatto,  senza
  negozio e in maniera trasparente, un accordo istituzionale  che  ci
  ha  fatto  eleggere  il Presidente Ardizzone,  eravamo  e  restiamo
  convinti  che  il Presidente Ardizzone ha un grande  privilegio,  è
  Presidente   di  questa  Assemblea  ma  ha  anche  una  grandissima
  responsabilità; siamo convinti che egli saprà tutelare la dignità e
  il   prestigio  del  Parlamento  e  saprà  tutelare  l'unità  delle
  istituzioni.
   Ecco  perché lo abbiamo eletto e perché ne siamo oggi più di prima
  convinti. D'altronde, Presidente, lei ha scelto legittimamente -  e
  in  questo  le chiedo sommessamente di considerare noi parlamentari
  uomini  di  normale  intelligenza -  di  avere  come  interlocutori
  privilegiati i colleghi deputati del Movimento Cinque Stelle.
   I    colleghi    del   Movimento   Cinque   Stelle   sono    scesi
  dall''iperuranio'  sono atterrati in questo Parlamento,  noi  siamo
  lieti  di  ciò,  sono  rappresentati in maniera  assai  prestigiosa
  nell'Ufficio  di  Presidenza, con la vicepresidenza  vicaria,  sono
  rappresentati in maniera prestigiosa con una importante, strategica
  presidenza  di  commissione, neanche nei loro  confronti  da  parte
  nostra  alcun pregiudizio e la volontà di lavorare insieme  per  la
  Sicilia.  Però,  Presidente, eviti di dire  a  quest'Aula  che  lei
  avrebbe  preferito  che  l'accordo istituzionale  fosse  più  ampio
  perché  in  questa  Aula,  anche al bar, tutti  sanno  che  lei  ha
  lavorato   perché  alcuni  venissero  esclusi  e  altri   venissero
  promossi. Questo ad onor del vero.
   Ad  onor del vero perché vede, Presidente, noi siamo convinti  che
  lei  potrà  apprezzare  ad  esempio  anche  le  proposte  di  legge
  dell'opposizione. Lei ha parlato di sviluppo, c'è una legge che  ha
  il   solo   difetto  di  chiamarsi   legge  Gianni'.  E  parla   di
  imprenditoria  giovanile e imprenditoria femminile.  Ripeschiamola,
  Presidente, e finanziamola perché è una legge importante, in questo
  momento è strategica.
   Mafia.  Presidente credo sia venuto il tempo di mettere  da  parte
  ogni  pregiudizio e ogni steccato. Chi le parla, da deputato  prima
  dell'UDC  e poi dei Popolari di Italia Domani, si è fatto promotore
  di  una  legge che è stata approvata prima in Commissione Antimafia
  nella  scorsa  legislatura e poi all'unanimità in Aula,  che  è  la
  legge n. 15 del 2008 che la invito ad andare a leggere se non lo ha
  ancora  fatto, una legge di contrasto alla criminalità  organizzata
  che  è  stata definita dal procuratore Grasso, una legge  epocale'.
  E'  una  legge seria, noi di quello vogliamo parlare  e  di  quello
  vogliamo confrontarci con lei.
   Noi  la  giudicheremo  sui fatti, noi la giudicheremo  dai  fatti,
  vogliamo  essere  giudicati dai fatti. Le rivolgo, per  concludere,
  degli  inviti.  Provi  signor  Presidente  Crocetta  ad  essere  il
  Presidente  di  tutti i siciliani, anche il nostro.  Non  cada  mai
  nella   trappola   del   qualunquismo,   nella   tentazione   della
  semplificazione   e   delle  generalizzazioni   che   sono   sempre
  fuorvianti. Non permetta che torni il tempo degli sciacalli e delle
  iene.   Passi   dalle  parole  ai  fatti  e  noi,  da   opposizione
  responsabile,  non  faremo mancare il nostro contributo  critico  e
  attento e, alle leggi che lo meriteranno, anche il nostro consenso.

                    (Applausi dai banchi di destra)

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Cordaro.  Ha  facoltà  di  parlare
  l'onorevole Di Mauro.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considero questa
  una  seduta - me lo lasci dire, Presidente - formale. Lei ha  vinto
  le  elezioni grazie ad un sistema elettorale che vede vincitore chi
  ha   ottenuto  più  voti.  Le  sue  liste  non  hanno  ottenuto  la
  maggioranza c'è quindi un confronto, in previsione, serrato con  il
  Parlamento e si è attenuto scrupolosamente a quello che è  indicato
  all'ordine del giorno. L'ordine del giorno indica  comunicazioni' e
  lei ha fatto questo.
   Forse poteva metterci più passione, anche considerazioni in ordine
  all'attività intensa che certamente ha fatto in questi due mesi  ma
  si  è  voluto  attenere  al punto proprio indicato  all'ordine  del
  giorno. E noi lo abbiamo ascoltato con attenzione, con interesse.
   Ha  elencato  una  serie  di aspetti e di vicende  che  riguardano
  questa Regione siciliana, alcuni recenti altri che appartengono  al
  passato,  come  ad  esempio  la  situazione  finanziaria.   Non   è
  certamente  un  contesto  finanziario che riguarda  ieri,  riguarda
  parecchio tempo, riguarda la disattenzione che spesso ha il Governo
  nazionale rispetto al tema del sud, al tema della Sicilia.
   Basta indicare un dato, Presidente. Nel 1981 la Sicilia concorreva
  con  circa  il  29  per  cento  al  costo  del  servizio  sanitario
  nazionale,  oggi siamo quasi al 50 per cento. Nel tempo le  risorse
  che  la  Regione  ha dovuto indicare con il proprio  bilancio  sono
  state straordinarie proprio per cercare di sopperire a quello che è
  un  fatto  sociale cioè l'assistenza a tutti perché  tutti  possono
  godere  di un servizio ospedaliero e territoriale adeguato a quelle
  che sono le esigenze della Sicilia.
   Io credo, Presidente, che al di là dei disegni di legge che lei ha
  annunciato e che, peraltro, in una condizione in cui questo Governo
  di fatto si è insediato da pochi giorni, non poteva che proporre al
  Parlamento,   in  questo  lasso  di  tempo  molto   ristretto,   le
  disposizioni  legislative  che  ritiene  urgenti  o   forse   anche
  emergenziale  per  via della scadenza di alcuni  termini  che  sono
  previste nelle disposizioni legislative che sono state adottate  da
  questo  parlamento recentemente, mi riferisco soprattutto  al  tema
  dell'ATO rifiuti e anche in considerazione di un Governo che  si  è
  insediato  da poco tempo e che vede per undici dodicesimi assessori
  che  non hanno mai avuto una relazione diretta con la Regione,  con
  eccezione  dell'Assessore per l'agricoltura la  cui  competenza  in
  questo  settore è ampiamente riconosciuta da tutti, certamente  c'è
  una  fase di rodaggio, una fase di difficoltà che un Governo  ha  e
  che  deve  per  benino  apprendere le cose e predisporre  gli  atti
  legislativi da proporre al Parlamento.
   Quindi, glielo dico molto francamente: noi assumiamo una posizione
  responsabile,  di attesa di conoscere quali sono le iniziative  che
  il  Governo  intenderà assumere, perché non c'è dubbio  che  questo
  Parlamento  ufficialmente lei, in ordine alle liste  che  lo  hanno
  sostenuto,  non  ha una maggioranza e questo non significa  che  un
  Presidente  che ha vinto non abbia il diritto-dovere di  governare,
  tutt'altro,  ha  questo  diritto,  ha  questo  dovere  rispetto  ai
  siciliani  che  gli  hanno attribuito il consenso  sufficiente  per
  vincere le elezioni.
   A  noi  spetta  il compito di essere attenti, di vigilare,  di  un
  confronto,  anche serrato nelle Commissioni, anche  nel  Parlamento
  perché   ci  possa  essere  una  legislazione  più  adeguata,   più
  competente,  più forte forse rispetto a quella che  è  stata  anche
  adottata in passato.
   Certo,  non  saranno  passaggi  facili,  saranno  passaggi   anche
  complicati  che  tutti quanti dovremmo fare con  forza,  attenzione
  perché la Sicilia non vive un momento facile, vive un momento molto
  complicato  e non possiamo permetterci contrapposizioni  inutili  o
  che  parlino  all'interno del Palazzo e che  non  diano  ascolto  a
  quello che la gente vuole fuori da questo Palazzo.
   Quindi,  da  parte  nostra  ci  sarà,  Presidente,  nei  confronti
  dell'attività  legislativa che il Governo e degli  atti  che  potrà
  assumere il Governo - mi riferisco agli atti amministrativi  -  una
  responsabilità di esaminarli con attenzione, di confrontarsi con il
  Governo  con  il dovuto rispetto per chi ha vinto le  elezioni  ma,
  soprattutto,  ci  sarà  data,  da  parte  nostra,  certamente   una
  opportunità  che  è  quella di lavorare  per  far  crescere  questo
  territorio  e soprattutto per rendere un contributo al Governo,  al
  Parlamento  e ai siciliani perché questa nostra Isola possa  uscire
  da  questa difficoltà finanziaria  che non appartiene soltanto alla
  Sicilia ma appartiene ad un contesto certamente nazionale.
   Non  credo  che  la legge di stabilità recentemente  adottata  dal
  Parlamento contenga grandi opportunità per la Sicilia, quindi a lei
  è  demandato  il compito di interloquire con il governo  nazionale,
  quello  che  c'è  per  ora  e  quello che  a  breve  ci  sarà  dopo
  l'elezione, perché ci possa essere una attenzione diversa  rispetto
  alla Sicilia, perché da un po' di tempo, senza fare distinzione  di
  ruolo,  di  centro-destra  o  di  centro-sinistra,  non  c'è  stata
  assolutamente questa attenzione.
   Quindi,   da   parte   nostra   c'è  attenzione,   responsabilità,
  nell'esprimere il voto, nell'esprimere anche l'attività come  forza
  politica che ha ottenuto una sua percentuale alle elezioni ma  che,
  rispetto  al proprio candidato, non ha vinto, un'attenzione  perché
  possa  esserci il lavoro più produttivo possibile e soprattutto  un
  interesse che  è quello che riguarda la Sicilia e i siciliani.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Scoma.

   SCOMA.  Signor Presidente dell'Assemblea, signor Presidente  della
  Regione,  onorevoli  colleghi, comincia  oggi,  di  fatto,  la  XVI
  legislatura dopo una campagna elettorale che ha visto la drammatica
  diserzione della maggioranza dei cittadini siciliani i quali  hanno
  purtroppo  scelto il non voto per esercitare la loro  protesta  nei
  confronti di coloro che li hanno governati nell'ultimo quinquennio.
   Non sto qui a ricordare che si sono susseguiti ben cinque governi,
  più  di cinquanta assessori, decine e decine di direttori regionali
  che,  certamente, hanno provocato i risultati che  sono  sotto  gli
  occhi di tutti.
   Io  credo,  Presidente Crocetta, che sia arrivato  il  momento  di
  voltare pagina, è arrivato il momento di dimostrare, sin dai  primi
  atti  di questa legislatura, che il palazzo si sta occupando  delle
  necessità  dei  cittadini  siciliani, il popolo  delle  libertà  ha
  avviato  la sua campagna elettorale con un programma ben preciso  e
  finalizzato a questo obiettivo.
   Signor  Presidente dell'Assemblea, onorevole Ardizzone, mi rivolgo
  prima   a  lei  perché  abbiamo  apprezzato  molto  le  sue   prime
  dichiarazioni  da  Presidente nel suo discorso introduttivo  e  poi
  nella   conferenza  stampa  succedutasi  alla  sua   elezione,   in
  particolare ci è piaciuto il suo  riferimento a questo palazzo come
  un   palazzo  di vetro', metafora di una trasparenza amministrativa
  che  le  fa  onore e approfitto di questo momento per  chiedere  la
  stessa  cosa  al  Presidente della Regione, che carinamente,  si  è
  assentato mentre stavo per rivolgermi a lui, così carinamente  come
  si  è  espresso quando ha deciso di dire che tutti avrebbero dovuto
  avere  una  presidenza  tranne il PDL in prima  commissione  Affari
  Istituzionali. Ma io vorrei continuare davanti al Presidente se  no
  mi interrompo.
   Il  Governo lo rispetto ma io credo che ho ascoltato il Presidente
  della Regione in doveroso silenzio per 45 minuti.

   PRESIDENTE.  Ci  sono  varie  esigenze  per  cui  una  persona  si
  allontana.

   SCOMA. Bene, allora io parlerò dopo.

   PRESIDENTE. No, onorevole Scoma, la invito a proseguire.

   SCOMA. Signor Presidente, io desidero parlare al Presidente  della
  Regione, l'ho ascoltato per un'ora in assoluto silenzio.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Scoma, stiamo andando  avanti  in  maniera
  pacata, celermente, c'è il resoconto parlamentare, non credo che il
  Presidente  Crocetta,  anzi lo escludo, si sia  allontanato  perché
  stava  intervenendo lei, tutt'altro, ognuno di noi  ha  le  proprie
  esigenze, quindi, se può continuare la invito a continuare.

   SCOMA.  Signor  Presidente, ne prendo atto e purtroppo  cominciamo
  male,  purtroppo alcune nubi si addensano sul nostro cielo,  signor
  Presidente  della  Regione  e  mi  riferisco  in  particolare  alla
  quantità  di  derivati  che sono presenti  all'interno  del  nostro
  debito,  pare che si aggirino intorno al 25 per cento dello stesso.
  Mi  dispiace  che  oggi non sia presente l'assessore  al  bilancio,
  avremmo  potuto farcelo spiegare forse da lui e sappiamo anche  che
  in caso di perdurante abbassamento del rating, nella nostra regione
  rischiamo forse anche di andare in default.
   Signor  Presidente, l'altro giorno nel leggere la  prefazione  del
  grande  economista  Marco Vitale ad un libro  del   94  di  Luciano
  Abbonato,  che  recitava  La Regione siciliana letta attraverso  il
  suo  bilancio , mi ha molto colpito una frase dettata  da  anni  di
  esperienza dello stesso Vitale che, grosso modo, recitava così:  La
  nostra  contabilità regionale non sembra certo inventata per  avere
  tutto  sotto  gli  occhi,  ma  per impedire  di  capire  alcunché ,
  certamente,  gli  spesso bravissimi ragionieri  capo  della  nostra
  regione  che  sanno  tutto e capiscono tutto o quasi  tutto  ma  lo
  capiscono  solo  loro, nulla o quasi nulla capiscono  i  cittadini,
  poco  i  presidenti, forse ancor meno gli assessori, e, quindi,  la
  nostra  contabilità  lungi dall'essere pubblica  e  quanto  di  più
  privato, nascosto, forse indecifrabile.
   Faccio questa citazione, signor Presidente della Regione, perché è
  da  qui che bisogna partire, occorre chiarezza, occorre smontare  e
  rimontare il bilancio della Regione, verificarne le possibilità che
  ancora   oggi   può  offrire  per  avviare  sviluppo   intercettare
  all'interno  dello  stesso criticità, eliminare  forse  tutti  quei
  capitoli  di  spesa  che  non portano allo sviluppo  ma  sostengono
  sprechi.
   Bisogna,  signor Presidente della Regione, cambiare  la  filosofia
  che  ci  ha  portato a questo disastro quella dei veti  incrociati,
  ognuno  di  noi  in questa Aula deve farsi parte attiva  procedendo
  rapidamente all'approvazione di leggi fondamentali e sulle quali si
  sono  appuntate  le ansie e le speranze dei nostri  concittadini.E'
  infatti  nell'operosità  legislativa e amministrativa  che  sta  la
  prima difesa del prestigio di questa Assemblea.
   Vedo  che il tempo passa, però, voglio toccare tre temi importanti
  che   ci   stanno  a  cuore:  primo,  lo  sviluppo  delle   energie
  alternative,  energie alternative intese anche come motore  per  il
  rilancio  dell'economia con la previsione finalmente  di  distretti
  energetici  in  ogni provincia in accordo con gli  enti  locali  ed
  evitando che si producano mostri che, Presidente, proprio nella sua
  città,  a  Gela,  stanno per sorgere; l'acquisizione  di  ulteriori
  fondi europei, i fondi tematici a bando che, in un momento di crisi
  come quello che stiamo attraversando, possono essere la panacea per
  alcuni  settori della nostra Amministrazione; infine, una  politica
  dei   rifiuti  tendenti  ad  un  obiettivo   rifiuto   zero    che,
  certamente,  sarà impossibile da realizzare ma che va  tenuta  come
  una   stella cometa  da seguire, non possiamo rischiare  una  nuova
  emergenza  rifiuti come quella che, partita da Napoli, ha  umiliato
  tutti  gli  Italiani, facendo il giro del mondo  e  procurando  una
  rilevantissima crisi del settore turistico.
   Dobbiamo   avviarci,  Presidente  Crocetta,  verso  un   confronto
  pubblico,  aperto,  leale, trasparente.  Il  suo  Governo,  se  non
  condizionato da preconcetti di natura politica, può servire oggi ad
  avviare  ogni azione utile alla rinascita della Sicilia. La nascita
  di  questo Governo, Presidente, potrebbe inaugurare un tempo  della
  politica, che non ha precedenti.
   Il  Popolo  della Libertà attraverserà questo tempo  con  serenità
  perché  lo attraverseremo con il sostegno dei nostri elettori,  con
  la forza dei nostri ideali, con la chiarezza dei  nostri programmi,
  con la fiducia nel destino di una Sicilia, più libera dalla mafia e
  prospera nell'economia.
   Noi saremo qui, con tutto il gruppo parlamentare che è formato  da
  dieci persone, a sostenere e a votare, punto per punto, quello  che
  riterremo  sarà opportuno ed utile per la Sicilia ma  saremo  anche
  pronti a fare dura opposizione laddove dovessimo capire che nulla è
  cambiato.
   E,  soprattutto,  Presidente, le vorrei fare  un  piccolo  augurio
  visto che siamo alla vigilia di Natale, a lei e al suo Governo, che
  questa  legislatura e, quindi, lei, Presidente, e i suoi  assessori
  possiate  durare  cinque  anni, visto che  negli  ultimi  sei  anni
  abbiamo  votato per ben tre volte e questo, credo, che per il  bene
  dei Siciliani, dei Siciliani onesti ed operosi, per l'economia, per
  la  crescita  della  nostra  Isola,  per  i  nostri  figli,  non  è
  certamente un risultato positivo.
   Buon Natale e buon lavoro a tutti..

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Scoma, anche per avere fatto  tesoro
  del  mio appello a continuare. Mi rendo conto delle difficoltà.  Ha
  facoltà di parlare l'onorevole Leanza.

   LEANZA.   Signor  Presidente,  signor  Presidente  della  Regione,
  onorevoli colleghi, la campagna elettorale trascorsa, ci  ha  fatto
  capire  come sia netta, in Sicilia in modo particolare, la distanza
  tra i cittadini, la politica e le istituzioni.
   Abbiamo  incontrato  i nostri concittadini, un  popolo  disilluso,
  indignato, sfiduciato, preoccupato, senza speranza e senza  futuro.
  Il  compito che attende lei e il suo Governo, onorevole Presidente,
  e   che   ci  attende,  onorevoli  colleghi,  per  cambiare  questi
  sentimenti è arduo, complicato, difficile.
   Il  nostro dovere è recuperare la fiducia dei cittadini attraverso
  azioni   concrete,  non  facendo  facile  demagogia,  evitando   il
  populismo, la cattiveria e parlando il linguaggio della verità.
   Abbiamo  il  dovere  di  fare  e fare bene,  presidente  Crocetta;
  abbiamo il dovere di dare un futuro ai nostri concittadini; abbiamo
  il  dovere di garantire alcuni diritti fondamentali per la crescita
  della  nostra  terra  e  dei nostri concittadini  a  partire  dalla
  priorità delle priorità: il diritto al lavoro, così come il diritto
  alla  salute,  così  come  il diritto alla  istruzione;  noi  siamo
  l'unica  terra,  l'unica Regione che non ha ancora  una  legge  sul
  diritto  allo  studio,  presidente  Crocetta,  assessore  Scilabra,
  vediamo di poter fare anche questa azione riformatrice; abbiamo  il
  dovere  di combattere l'esclusione sociale, il disagio, la povertà,
  la  disoccupazione;  abbiamo il dovere di  combattere  la  mafia  e
  l'illegalità  diffusa con i fatti e non con le parole;  abbiamo  il
  dovere  di  indicare  le soluzioni per uscire  da  questa  tremenda
  crisi,  noi  dobbiamo  rivendicare  un  solo  grande  diritto  come
  parlamentari,  il  diritto  di essere controllati  e  valutati  per
  quello che abbiamo fatto e per quello che faremo.
   Presidente, lei ha fatto un intervento completo, ha presentato  il
  bilancio correttamente, che abbiamo sottoposto ai cittadini e che i
  cittadini hanno votato consegnandole, quindi, la guida del  governo
  regionale.
   Noi  quel bilancio l'avevamo sottoscritto prima, lo sottoscriviamo
  adesso  con convinzione, con lealtà, con serietà, convinti  che  la
  strada  è in salita, fortemente in salita; è complicato, fortemente
  complicato,  però, abbiamo l'obbligo di provare e di  provarci  nel
  miglior modo possibile.
   Il  modo migliore per provarci è il governo delle carte in regola.
  Si  ricorda quel famoso governo delle carte in regola di  Piersanti
  Mattarella?  Ecco,  mi  piacerebbe moltissimo  che  questo  sia  il
  governo delle carte in regola.
     Lei  ha parlato di fondi strutturali, ha parlato di risanamento,
  di bilancio, ha parlato di Mediterraneo, di cultura, di impresa, di
  infrastrutture, di agricoltura, di istruzione, sono tutti temi  che
  vanno  affrontati  e  risolti nel miglior modo possibile,  nel  più
  breve tempo possibile, con azioni riformatrici, alcuni, valutando e
  prendendo il meglio di altri e cercando con ogni mezzo comunque  di
  dare  delle risposte concrete, parlando sempre il linguaggio  della
  verità.
   Se mi consente, le vorrei dare qualche consiglio.
   Il  primo consiglio: esca dal Palazzo signor Presidente. Lo ha già
  fatto,  lo sta facendo e in questo senso ha ottenuto già una grande
  prova di fiducia dei cittadini. Lei oggi è entrato in sintonia  con
  gran  parte del popolo siciliano, proprio perché non è rimasto  nel
  Palazzo.  Vada  negli  ospedali, non dai direttori  generali;  vada
  nelle corsie a parlare con i malati e con gli operatori. Vada nelle
  scuole, incontri le persone in piazza, vada nelle campagne e  nelle
  fabbriche, si renderà conto di tantissime cose.
   Il  secondo consiglio: molto spesso viene la tentazione di operare
  e   governare da soli. Qua c'è un Parlamento, un Parlamento  eletto
  dal popolo e con questo Parlamento è giusto che lei si confronti in
  maniera puntuale e precisa, come ha già detto e come ha già fatto.
   Le  grandi  battaglie  si  decidono insieme,  noi  siamo  qua  per
  aiutarla e per cercare con ogni mezzo di venire incontro alle tante
  esigenze  dei cittadini siciliani. Ecco, facciamolo insieme  questo
  lavoro,   coinvolgendo  tutti,  coinvolgendo   i   colleghi   della
  maggioranza  e della minoranza, coinvolgendo le parti  sociali,  il
  mondo  del  volontariato, coinvolgendo tutti coloro che,  comunque,
  hanno qualcosa da dire e soprattutto che hanno qualcosa da fare per
  migliorare questa terra.
   Il  terzo  consiglio: i giovani. I giovani sono fondamentali,  non
  c'è  mai stata una politica per i giovani. Io ho presentato qualche
  disegno  di  legge  sui giovani, ritengo che noi  dobbiamo,  anche,
  legiferare. Ha già fatto un'opera meritoria a presentare un disegno
  di  legge sulla parità di genere, le dico, anche, che questa volta,
  senza  ovviamente  pensare a riserve indiane,  dobbiamo  operare  e
  lavorare per i giovani, con  qualcosa di fatto ma sentito.
   In  Sicilia, purtroppo, abbiamo degli indicatori terribili:  siamo
  ultimi  per disoccupazione. Purtroppo, abbiamo indicatori terribili
  nell'esclusione sociale e nella povertà, ecco perché le dicevo  che
  questo non le verrà facile, ma abbiamo il dovere di tentarci  e  di
  provare. I giovani sono una risorsa e sui giovani dobbiamo giocarci
  una grande partita.
   L'ultimo  appello nel confermarle assolutamente che l'UDC  sarà  a
  suo fianco, mi piacerebbe la pacificazione della politica. La gente
  non  ha  più  neanche cosa mangiare. In questo periodo chi  va  nei
  negozi o nelle piazze capisce il grande momento di difficoltà.
   L'ultima cosa che la gente, in questo momento, vuole sentirsi dire
  sono  i  litigi,  le  cattiverie, sono, per così  dire,  le  ironie
  velenose. Queste cose rimandiamole al mittente.
   Presidente,   si  faccia  portavoce  di  un  grande   momento   di
  pacificazione politica, che significa, anche, se possibile, porgere
  l'altra  guancia,  ma  cerchiamo di andare avanti  in  un  progetto
  condiviso.  Non cada assolutamente nella trappola dove qualcuno  la
  vuole  portare. Vada avanti per la sua strada, e la strada è quella
  della  proposta delle azioni concrete, quella di dire delle cose  e
  farle,  la strada è quella di pensare e fare la stessa cosa, quella
  di  risollevare questa benedetta terra, la terra più importante del
  Mediterraneo.   Perché  noi  siamo  al  centro  del   Mediterraneo,
  onorevole Presidente. Dialoghi con Roma, dialoghi con Bruxelles, ma
  non  dimentichi  assolutamente  i  paesi  frontalieri,  perché   la
  ricchezza è là, la ricchezza è nel Mediterraneo.
   Concludo,  sperando proprio che questa diventi una legislatura  di
  diritti  e  doveri,  dove la maggior parte dei doveri  spettano  ai
  parlamenti e la maggior parte dei poteri alle istituzioni,  e  dove
  dobbiamo  cercare  di garantire molti diritti ai cittadini,  almeno
  quei diritti che prevede la Costituzione. Se ci riusciamo dipenderà
  molto  da noi; i siciliano l'hanno votata per risolvere i problemi,
  presidente  Crocetta,  e hanno votato anche  una  maggioranza.  Noi
  dobbiamo  lavorare per questo, dobbiamo mettercela tutta,  dobbiamo
  fare   il  possibile;  se  ci  riusciremo  avremo  fatto  una  cosa
  importante.  Se  lungo il percorso lei dovesse capire  che  qualche
  cosa  non  va,  non  esiti, come ha fatto in  tante  occasioni,  di
  lesinare  denunce, dica le cose come stanno, e  in  quel  caso  noi
  ovviamente la seguiremo in maniera convinta.
   Concludo  con  la consapevolezza che il lavoro che  ci  aspetta  è
  grande, immane, ma mi auguro che, con gran senso di responsabilità,
  tutti quanti facendo un po' la nostra parte - come diceva don  Pino
  Puglisi - riusciremo a risolvere i problemi della gente.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà.

   CANCELLERI. Signor presidente, onorevole presidente della Regione,
  signori assessori, colleghi deputati e cittadini, abbiamo ascoltato
  con  interesse le comunicazioni, le linee programmatiche di  questo
  governo,  ma prima di approfondire questo aspetto volevo rispondere
  a  chi,  in maniera velata o meno velata, ha chiaramente tirato  in
  ballo  il  Gruppo parlamentare di cui sono Presidente, il Movimento
  Cinque  Stelle. E' fondamentale sottolineare che una forza politica
  - e, che se ne dica, l'esito delle urne è stato tale - che ha vinto
  le  elezioni,  ambisca  ad  avere  cariche  all'interno  di  questo
  Parlamento,  ed  è  ovvio che le nostra proposta alle  altre  forze
  politiche  per  ottenere i voti necessari per avere queste  cariche
  non  sia  da  considerarsi  inciucio , ma un accordo istituzionale,
  come è stato già da altri sottolineato.
   Per  cui,  quando ci poniamo in maniera equidistante da  tutte  le
  forze  politiche,  perché diciamo sempre  che  noi  valuteremo  nel
  merito le proposte, anche in maniera critica, ma comunque sempre in
  maniera asettica e non di parte, stiamo anche dicendo che per noi è
  importante  lavorare a stretto contatto con le forze di maggioranza
  , con le forze di opposizione, anche con gli assessori.
   Noi  vogliamo lavorare per il bene dei siciliani, e a tutte quelle
  persone  ci  hanno  detto che facciamo  inciuci   per  avere  delle
  postazioni  di  governo, dedico - e concludo - un  detto  orientale
   Quando il saggio indica il luna, lo stolto guarda il suo dito .
   Veniamo  invece  alle  pratiche del governo.  Noi  vogliamo  porre
  particolare attenzione ai disegni di legge che vengono  portati  in
  Aula in maniera seria e condivisa, ma soprattutto vogliamo che  non
  abbiano   problemi  di  impugnativa  una  volta  che  arrivano   al
  Commissario dello Stato.
   Pertanto,  invito  il  Governo  ad  avere  particolare  attenzione
  rispetto  a  questa  problematica,  che  ci  metterebbe  in   seria
  difficoltà, non tanto nella bontà della proposta che andate a fare,
  che  potrebbe essere condivisibile, ma perché potrebbe  essere  una
  questione  proprio  di sostanza, di come viene  portato  avanti  il
  disegno di legge.
   Noi  vorremmo che questo Governo, e chiaramente  proporremo  degli
  accurati disegni di legge per questo, diventi veramente il  Governo
  dei cittadini.
   E   per   fare   questo   abbiamo  bisogno  degli   strumenti   di
  partecipazione.  Allora, dobbiamo cominciare  ad  affrontare  delle
  serie modifiche anche allo Statuto regionale, che parli di legge di
  iniziativa  popolare con la possibilità di essere portata  in  Aula
  con un tempo, per cui se entro 90 giorni  questo Parlamento non  la
  discute  diventano referendum popolare, e cominciamo  a  dettare  i
  tempi della politica in maniera tale che i cittadini che fanno  uno
  sforzo per poter partecipare alla vita tradizionale e istituzionale
  abbiano  almeno  la  possibilità di dire, se il Parlamento  non  la
  discute, allora andiamo a votare noi con un referendum.
   E  gli  strumenti di partecipazione chiaramente sono anche  altri,
  sono  ben  ampi,  e  ci faremo promotori con  tutte  le  forze  che
  vorranno partecipare alla stesura di  questo programma.
   Particolare attenzione ai diritti civili, credo che questo sia  un
  Governo  che  può  dare la possibilità di aprire  finalmente  spazi
  ampi,  molto  ampi,  a quelle che sono le diversità  di  genere,  a
  quelle che sono le possibilità che finalmente una regione che vuole
  definirsi   moderna  e  anche  normale  deve  prestare  particolare
  attenzione.
   La  totale trasparenza degli atti. Oggi, grazie a quella  che  noi
  abbiamo definito da sempre il nostro cavallo di battaglia che è  la
  rete,  possiamo  veramente arrivare ad una trasparenza  totale  sia
  degli  atti amministrativi sia delle possibilità che questo Governo
  può  mettere  di  fronte  ai cittadini,  internet,  e  la  rete  in
  particolare, non permette a nessuno di essere falsi, non permette a
  nessuno di poter fare. In questo caso va bene utilizzare le  parole
   inciuci   o   sgambetti , perché i cittadini sono  particolarmente
  attenti  e  possono  monitorare  per  bene  ,se  gliene  diamo   la
  possibilità.
   In una parola, Presidente Crocetta, io spero che questo Parlamento
  insieme  al  suo  Governo  faccia  di  tutto  per  fare  finalmente
  innamorare di nuovo i cittadini delle istituzioni, perché c'è ne un
  gran bisogno, perché lo scollamento che c'è tra la classe dirigente
  -  e  mi dispiace che qualche collega non se ne renda conto - e  la
  vita  civile, i cittadini normali che vivono di stenti, è veramente
  ormai completato.
   Allora, dobbiamo cercare di rimettere insieme i pezzi perché tutti
  assieme,  soltanto tutti assieme, 5 milioni di cittadini siciliani,
  possono entra finalmente nel futuro.
   Dobbiamo   scippare   alla politica le nomine  dei  dirigenti,  le
  nomine  dei  manager  che  vanno  a  sostituire  i  vertici   delle
  partecipate   attraverso  concorsi,  per   curriculum,   dando   la
  possibilità  ai  cittadini  o  ad  organizzazioni  di  comitati  di
  cittadini di poter monitorare e di selezionare, e se per una  volta
  vogliamo cominciare a scrivere che chi non fa il proprio dovere, se
  viene  giudicato male dai cittadini, va a casa, potrebbe finalmente
  essere  l'ingresso  in quel futuro, in quella normalità  che  tanto
  stiamo auspicando e che io in questo discorso sto portando avanti.
   Una  parola  la  voglio  spendere  anche  sul  MUOS,  Mobile  User
  Objective System, un sistema di comunicazioni satellitari  in  fase
  di  realizzazione nei pressi di Niscemi - io vengo dalla  provincia
  di  Caltanissetta - e che io spero che lei affronti, visto  che  in
  campagna elettorale si è fatto portatore di questa istanza e che  i
  cittadini  molto  si  aspettano da lei. Badi  bene,  se  affronterà
  questa tematica le assicuro che non sarà solo, e già qualche  altro
  Gruppo parlamentare ha sollevato questo problema.
   L'ultima  cosa  che  le  voglio dire è  che  nessuno  deve  essere
  lasciato  indietro, questo deve essere il motto di questo  Governo,
  di  questo  Parlamento,  perché  questo  è  un  momento  di  grande
  frustrazione  da parte dei cittadini, e molte persone non  riescono
  ad  arrivare  alla  fine del mese. Cerchiamo di essere  quelli  che
  riusciranno a portare un minimo di serenità, anche attraverso gesti
  che,  se  possono  essere propagandistici, simbolici,  come  quelli
  della  decurtazione degli stipendi e della spesa della  politica  -
  una  sforbiciata  alla chioma dell'albero, e  non  sempre  ai  rami
  secchi  -  può significare che c'è una grande apertura, una  grande
  collaborazione,  e  sono  convinto che i  cittadini  ne  renderanno
  merito  a  chiunque affronti questa strada e cominci a fare  queste
  scelte.
   Nel rinnovare che noi non facciamo parte del Governo Crocetta,  ma
  che  siamo  equidistanti - e lo ripeto, equidistanti  da  tutte  le
  forze  politiche  - siamo pronti a collaborare con  chiunque  abbia
  idee, purché idee di buon senso per i siciliani.
   Auguro buone feste e la possibilità di poter lavorare bene insieme
  con questo Parlamento e con questo Governo regionale.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente dell'Assemblea,  signor  Presidente
  della  Regione,  signore e signori assessori,  onorevoli  colleghi,
  abbiamo  ascoltato  con grande attenzione le lunghe  e  dettagliate
  dichiarazioni  programmatiche  del  Presidente  Crocetta.   Abbiamo
  ascoltato  il  suo programma, che è ed è stato il nostro  programma
  durante  una  competizione elettorale difficile, complicata,  nella
  quale  è  stato  davvero difficile parlare ai cittadini  ed  essere
  ascoltato  dai cittadini. Quindi, per quel che ci riguarda,  questo
  Presidente  Crocetta, è il nostro programma elettorale, quello  che
  sosterremo  con  tutte  le nostre forze perché  diventi  realtà  in
  questa nostra Regione.
   Onorevole  Presidente, abbiamo alimentato insieme, durante  questo
  lungo  incontro - che è stato la campagna elettorale con  i  nostri
  concittadini  -  grandi speranze, ed abbiamo oggi  il  dovere,  qui
  nella  sacralità  del massimo consesso istituzionale  della  nostra
  Regione, di mantenere tutti insieme la parola data ai siciliani.
   Esprimo  quindi  grande  soddisfazione per  le  sue  dichiarazioni
  programmatiche, perché quella rivoluzione della dignità, di cui Lei
  ancor oggi ha parlato in questa Aula, abbiamo il dovere di portarla
  avanti,  abbiamo il dovere di esserne conseguenti e  innanzi  tutto
  riprendo alcuni dei temi da Lei trattati con forza.
   Il  primo, la lotta alla mafia, che non è un esercizio fine  a  se
  stesso,  ma  è  fondamentale elemento e strumento  di  sviluppo  di
  marketing  territoriale per la nostra Terra. Se pensiamo davvero  -
  come  abbiamo  il  dovere  di  fare  -  di  attrarre  investimenti,
  investitori italiani e stranieri in questa terra, dobbiamo prima di
  tutto  offrire una terra libera dal gioco del sottosviluppo che  ci
  impone purtroppo il fenomeno criminale e mafioso.
   La  sanità:  c'è  una  riforma  straordinaria  da  completare,  da
  perfezionare,  da  rendere coerente con quelle che  sono  anche  le
  recenti norme del Governo e del Parlamento nazionale.
   La  riprogrammazione dei fondi per le aree sottosviluppate, di cui
  si  parla  proprio  in queste ore, funzionali  e  determinanti  per
  investimenti importanti in Sicilia.
   L'agricoltura,  poi, non vorrei che fosse davvero  la  cenerentola
  dimenticata  del  nostro  sistema  economico.  Non  è  immaginabile
  neppure   dal  punto  di  vista  paesaggistico,  spesso  ricordato,
  immaginare una Sicilia senza agricoltura, immaginare di perdere  la
  cultura  straordinaria che nelle nostre campagne ha retto  davvero,
  anche sul piano morale, la grande dignità del popolo siciliano.
   Presidente  della  Regione,  occorre una  politica  per  le  isole
  minori.  Ci  siamo impegnati insieme, ed io provengo anche  da  una
  provincia   dove  le  isole  minori  sono  elemento   di   sviluppo
  straordinario.  Occorre  che  ci  sia  una  politica  organica   di
  prospettiva per le isole minori.
   Per   le   infrastrutture  sono  davvero  soddisfatto   anche   di
  quell'annuncio che lei ha fatto, e per le sue interlocuzioni con le
  autorità delle infrastrutture ferroviarie del nostro Paese.  Questo
  è  esattamente  l'esempio di come noi possiamo davvero  rendere  la
  Sicilia  molto  simile  a  quella  che  abbiamo  fatto  sognare  ai
  cittadini durante questa competizione elettorale.
   Sulla  revisione - come correttamente l'ha definita  lei  -  sulla
  riqualificazione della spesa, abbiamo il dovere di parlarne, e sarà
  il  tema  fondamentale sul quale probabilmente la nostra  scommessa
  potrà essere vinta o meno.
   Del  problema  del  precariato credo  che  sia  persino  superfluo
  trattare,  perché è il tema di questi giorni, il tema  con  cui  ci
  misureremo  o ci stiamo misurando adesso e nelle prossime  ore.  Il
  tema della diplomazia dal basso, che lei, Presidente della Regione,
  ha  già  attuato  con i paesi transfrontalieri,  dirimpettai  della
  nostra  Sicilia, di questa Regione, ultima regione  dell'Europa  in
  termini  di  posizione geografica, ma che può e deve  diventare  il
  ponte  con  i Paesi del nord dell'Africa, paesi in via di  sviluppo
  che  da  soli,  Presidente della Regione,  possono,  attraverso  la
  lungimiranza sua, del suo Governo e di questo Parlamento, diventare
  un  elemento di traino e di sviluppo straordinario per gli  anni  a
  venire.
   Il problema dei rifiuti, che correttamente lei sta affrontando col
  suo Governo in queste ore, è un problema che bisogna riproporre  e,
  con grande rispetto istituzionale, ma anche orgogliosi della nostra
  autonomia e della nostra specialità, se è il caso bisogna  riaprire
  vertenze con lo Stato per articoli del nostro Statuto che non  sono
  stati applicati.
   Qualcuno ci ha venduto la perequazione territoriale. Nello Statuto
  abbiamo  una  norma non applicata, che è quella delle  perequazioni
  infrastrutturali, una norma straordinariamente moderna, che  sembra
  scritta  da un economista proprio in queste ore, e che prevede  una
  perequazione per le infrastrutture di questa Regione, la cosiddetta
  perequazione  dei lavori pubblici sulla base del minor  reddito  da
  lavoro  che  questa Regione ha già nel 1946 rispetto al  resto  del
  Paese.
   E,   quindi,   il   lavoro,  Presidente  della  Regione,   che   è
  probabilmente il tema che merita davvero tutta la sua e  la  nostra
  attenzione per una vera rivoluzione in questa nostra terra. Quindi,
  un programma di investimenti che preveda una riprogrammazione seria
  dei  fondi dell'Unione europea, attraverso anche la possibilità per
  i  cittadini  di controllare direttamente quali sono gli  obiettivi
  raggiunti dagli investimenti dei fondi dell'Unione europea.
   E,  poi,  un  tema,  che è molto caro a questo Parlamento  -  l'ho
  sentito  anche  dal collega Cancellieri e da altri  colleghi,questa
  stamattina -, quello della semplificazione legislativa.
   Presidente della Regione, c'è un altro problema.
   La  scorsa legislatura, questo Parlamento, il Parlamento della  XV
  legislatura,  ha approvato la legge regionale n. 5  del  2011,  uno
  strumento  straordinario in termini di semplificazione legislativa,
  amministrativa  e di trasparenza, la più moderna  che  ci  sia  nel
  sistema delle regioni italiane. E' una legge che è stata fortemente
  voluta  da  questo  Parlamento, è una legge che recepisce,  per  la
  prima   volta,  il  principio  della  trasparenza,  che   è   stato
  trasformato in principio costituzionale dalla riforma del titolo  V
  della  Costituzione  del  2001 e che, per  la  prima  volta,  trova
  ospitalità  nell'ordinamento giuridico regionale.
   Questa  legge,  che  prevede all'articolo  16  la  semplificazione
  legislativa, con l'obbligo di ogni Governo, entro il  31  marzo  di
  ogni   anno,  di  presentare  uno  o  più  disegni  di   legge   di
  semplificazione legislativa proprio per riavvicinarsi ai  cittadini
  e  riavvicinare le istituzioni ai cittadini e il comma  successivo,
  sempre  all'articolo 16, che prevede la delegificazione, cioè  quel
  passo  indietro che la legislazione deve fare rispetto ai temi  che
  dovrebbero  appartenere  soprattutto all'organo  amministrativo  ed
  esecutivo  per eccellenza. Ebbene, dal rapporto sulla  legislazione
  2012  che  meritoriamente i funzionari e i consiglieri parlamentari
  di  questa  Assemblea - e di questo sono grato davvero  ancora  una
  volta - hanno fatto, si evince che gran parte di quella legge non è
  stata  ancora attuata. Si tratta di una legge del 2011,  una  legge
  moderna,  per cui onorevole Presidente, l'impegno del suo  Governo,
  ne  sono  certo, è di portarla avanti immediatamente, attraverso  i
  provvedimenti  attuativi  che  sono  un  po'  farraginosi,  ma  che
  certamente meritano di essere velocizzati e spinti per fare in modo
  che  davvero  questa legislatura inizi con un profilo  costituente,
  con  un  profilo davvero nuovo e moderno, che introduca in  termini
  concreti    la    semplificazione   legislativa,    non    soltanto
  amministrativa, e la delegificazione.
   E poi il problema della semplificazione, onorevole Presidente, non
  h  soltanto un problema di velocizzare - lei l'ha ricordato  ancora
  una  volta  stamattina -, è il principale strumento di  lotta  alla
  corruzione, alla mafia, i cassetti chiusi che purtroppo  norme  non
  trasparenti   hanno  consentito  negli  anni  passati.   Attraverso
  l'applicazione concreta di una legge sulla semplificazione e  sulla
  trasparenza, potrà esserci un'efficace lotta alla corruzione, ma si
  potrà  consentire  altresì, di fare in  modo  che  quello  che  lei
  durante la campagna elettorale ha proposto e promesso ai cittadini,
  diventi  realtà, cioè attuare le autorizzazioni, le  richieste,  le
  istanze  di  cittadini che, appena entrati in un ufficio  pubblico,
  perdono la speranza e allora diventa uno strumento di investimento,
  uno strumento di sviluppo, uno strumento che davvero rimuova quegli
  ostacoli   allo  sviluppo  che  noi  in  questi  giorni  intendiamo
  rimuovere.
   Presidente,   occorre   una   linea   programmatica,   come    lei
  correttamente   ha  illustrato  stamattina,  che   contribuisca   a
  combattere  anche i pericoli di una recessione in atto, i  pericoli
  che  anni  di incosciente non Governo hanno determinato  in  troppi
  settori della nostra economia.
   E voglio citare gli ultimi mesi di spesa della scorsa legislatura,
  fino  al  maggio  del 2012, che hanno visto prevalere,  ancora  una
  volta,  tra  le spese nuove le spese correnti, mentre le  spese  in
  conto  capitale,  inferiori ancora una volta  rispetto  alle  spese
  correnti, non sono per nulla ancora qualificate.
   Presidente,  noi,  lei, il suo Governo, e questo Parlamento  tutto
  abbiamo  il dovere di rendere ai siciliani ciò che le insufficienze
  spesso  gravi  di  politica e burocrazia  hanno  tolto  negli  anni
  precedenti.  Abbiamo  il dovere, Governo e Parlamento  insieme,  di
  offrire  ai siciliani la certezza che qui in Sicilia c'è il domani,
  qui  in questa Terra abbiamo il dovere di offrire ai nostri giovani
  la  certezza  del loro futuro, qui in questa Terra, e non  altrove,
  abbiamo  il  dovere di far corrispondere i fatti  alle  parole,  di
  rendere   bella  e  accogliente,  anche  con  atti  legislativi   e
  amministrativi concreti la nostra Sicilia, anche per le imprese che
  vogliono venire qui da altre regioni o dall'estero poco importa, ad
  investire, a creare ricchezza, a creare posti di lavoro veri,  così
  come  per  l'immigrato  che  desidera  soltanto  accoglienza  e  la
  speranza  di  un futuro migliore rispetto a quello che  la  propria
  terra di origine gli ha riservato.
   Presidente  Crocetta, desideriamo scrivere  qui  anche  in  questo
  Parlamento,  insieme a lei e al suo Governo, nel  corso  di  questa
  legislatura  una bella pagina di storia della Sicilia,  che  faccia
  giustizia  dei tanti ipocriti e dannosi bizantinismi, delle  troppe
  omissioni e viltà che hanno piegato la Sicilia negli anni scorsi.
   Lei,  Presidente,  ha  una grande occasione che  io  credo  voglia
  sfruttare fino in fondo, di essere non soltanto il Presidente della
  Regione,  ma di essere l'autentica guida  con le maiuscole ,  guida
  politica e morale dei siciliani.
   Noi, il Gruppo parlamentare del Partito Democratico, la sosterremo
  con  tutte  le nostre forze, con lealtà e serietà nella sua  azione
  riformatrice,  per  il futuro dei siciliani,  per  non  far  morire
  sciaguratamente l'ultima speranza dei siciliani, per non perdere la
  legittimazione morale - e questa è la cosa più grave che sottolineo
  - a parlare e ad essere ascoltati dai siciliani, per non perdere la
  legittimazione morale a sedere sui banchi del Parlamento più antico
  e prestigioso del mondo.
   Auguri signor Presidente, auguri a lei e al suo Governo, auguri  a
  questo Parlamento e, attraverso lei e questo Parlamento, gli auguri
  alla  Sicilia  e  ai siciliani. Buon lavoro e Buon Natale  di  vero
  cuore ai siciliani e a tutti voi.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho avuto una serie di richieste di
  interventi  da  parte di singoli parlamentari, ma  ricordo  che  in
  Conferenza  di capigruppo si era concordato che potesse intervenire
  un parlamentare per Gruppo per non più di cinque minuti, e comunque
  non abbiamo tenuto rigidamente la regola dei tempi.
   Ha  chiesto  la  parola per una breve replica il Presidente  della
  Regione, onorevole Crocetta.
   Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, ringrazio per avermi dato questa possibilità di una breve
  replica.
   Sinceramente credo di avere fatto un lavoro onesto questa  mattina
  nel presentare il programma che avevo già presentato agli elettori.
  Mi  sembra  un atto persino di coerenza: questo è il patto  che  ho
  assunto  con  i  cittadini e questo presento in  Aula.  Quindi  non
  capisco  le  polemiche  rispetto  a  questo,  visto  che  poi  quel
  programma è stato sottoscritto dalla maggioranza dei siciliani.
   Come me, allora anche voi siete stati votati con la metà dei voti.
  Perché non è che per il Presidente hanno votato la metà, e per  voi
  no  Quindi anche l'intero Parlamento sarebbe delegittimato
   Credo  che  chi  dice  queste cose dimentica  persino  i  princìpi
  cardine del nostro sistema elettorale democratico, che è basato sul
  principio della certezza dei risultati elettorali.
   Un  tempo  l'anomalia era considerata il fatto che in  Sicilia  si
  votasse  troppo. Adesso l'anomalia è diventata il fatto  che  si  è
  votato  poco. Probabilmente il fatto che molti cittadini  non  sono
  andati  a  votare  dovrebbe fare interrogare di più  sulla  vecchia
  politica  che  sicuramente  non  ha  dato  quelle  risposte  che  i
  cittadini  avrebbero voluto. E' una scelta che bisogna  rispettare,
  così  come  bisogna rispettare i dati delle maggioranze. Così  come
  quando  si  parlava  delle Commissioni, ho sentito  dare  un  grido
  d'allarme  rispetto  al  fatto  che i  rappresentanti  della  lista
   Cinque  Stelle' non dovessero avere nessun ruolo nelle istituzioni
  assembleari, pur essendo praticamente il Partito che in percentuale
  ha  preso  più  voti. Non mi sembra un grande fatto di  democrazia.
  Nessuno mi dice che abbia condotto trattative parallele, ma che uno
  debba  esprimere le proprie opinioni, così come continuo a  pensare
  che  l'accordo  non  abbia coinvolto tutte le  forze  politiche,  e
  quindi lo trovo istituzionalmente imperfetto.
   Noi dobbiamo cominciare a lavorare tutti insieme per il bene della
  Sicilia, che non c'entra affatto con le scelte di Governo.
   Io ho trovato una Sicilia nel disastro. Ogni giorno, quando andavo
  a  Palazzo  d'Orleans,  trovavo lavoratori  della  Gesip  sotto  il
  Palazzo,  una vicenda che si trascinava da mesi con un   palleggio
  fra  Regione  e  Comune. E la vicenda della Gesip è stata  risolta.
  Sarà stata pochissima cosa, però visto che era pochissima cosa  non
  capisco perché ce l'hanno tenuta in piedi tutto l'anno.
   Poi  avevamo gli operai di Termini Imerese che avevano il problema
  della cassa integrazione e l'abbiamo risolta nel primo incontro che
  abbiamo avuto con il Governo. Facilissimo  Perché l'abbiamo risolto
  subito,  visto che era facile perché non si è risolta anche  quella
  una vicenda di un anno, visto che la cassa integrazione del 2012  è
  stata  stabilita  e  definita a fine anno. E  per  tutte  le  altre
  imprese siciliane.
   C'erano  i  comuni che non avevano ricevuto neppure  le  quote  di
  trimestralità  già  maturate, e le abbiamo date  perché  dietro  la
  crisi  di  cassa eccetera, eccetera e, straordinariamente,  invece,
  questo  Governo  ha trovato i soldi per i comuni, perché,  cosa  ha
  fatto? Abbiamo evitato di pagare, per esempio, quelle cose inutili,
  a volte, a cui si dà la priorità e abbiamo cominciato ad affrontare
  il  problema  di  fare  pagare i servizi  sociali  dei  comuni,  il
  precariato,  la luce ai comuni, dando una priorità  alle  cose  che
  servivano.
   Da   oltre  un  anno  il  Governo  nazionale  voleva  chiudere  la
  programmazione europea con il Governo regionale e non si riusciva a
  chiudere,  l'abbiamo  chiusa in tre settimane  e  nella  conferenza
  stampa  del Governo, del ministro Barca, la Sicilia è stata citata,
  per  la  prima volta, come buon esempio di programmazione  europea.
  Non  mi  pare  poco  chiudere  una programmazione  europea  in  tre
  settimane  Ma era così facile
   Ora,  il problema è che la programmazione europea non è stata  mai
  chiusa.  Quindi, probabilmente, per altri era difficile e,  allora,
  cosa  voglio  dire che siamo dei superman?  No, siamo semplicemente
  delle  persone  che  lavorano, che vogliono  fare  le  cose  e  che
  probabilmente, rispetto alla programmazione europea, si sono  poste
  solo un problema: quali progetti esecutivi ha la Regione siciliana,
  che  razionalmente  può utilizzare nel 2013 e nel  2014?  E  quelli
  abbiamo inserito, senza tenere conto di chi li aveva fatti, di  chi
  non li aveva fatti, chi premeva politicamente a questo senza aprire
  il  mercato delle vacche della politica rispetto a queste cose,  ma
  chiudendo con il lavoro e vedendo semplicemente, concretamente  ciò
  che  era  realizzabile e che serviva ai Comuni e  abbiamo  dato  la
  priorità  alle  arterie  stradali,  abbiamo  dato  la  priorità  al
  dissesto idrico geologico, alle imprese nelle zone di crisi e nelle
  zone di calamità naturali, alle isole Pelagie,  in grave situazione
  economica.
   Il  fatto che abbiamo già iniziato la definizione dell'accordo con
  le Ferrovie dello Stato per una cosa di cui si parla da vent'anni e
  che  non  si  è  mai chiuso l'accordo con la Regione  siciliana  ed
  abbiamo già un protocollo di intesa verbale e che questa intesa  si
  chiuderà  entro la fine di gennaio, in modo scritto, e  determinerà
  l'avvio del potenziamento delle più grandi arterie ferroviarie  per
  legare  le aree metropolitane della Sicilia, contribuendo a ridurre
  in  modo  consistente la velocità in un progetto che si fa  in  due
  fasi,  il primo in un quinquennio che riduce i tempi della  metà  e
  l'altro   cinquanta   per  cento  che viene  tolto  successivamente
  portando  il  trasporto dall'aeroporto di Catania all'aeroporto  di
  Palermo  in  un'ora e venti introducendo l'alta velocità.,  ebbene,
  anche  questo vi potrà sembrare scontato, ma non si capisce  perché
  negli  ultimi  vent'anni questo accordo non si sia  mai  fatto   E,
  invece, adesso si conclude.
   Probabilmente, qualche idea per cui questi accordi non siano stati
  fatti,  ovviamente,  ce l'ho, perché ognuno cerca  sempre  il  pelo
  nell'uovo negli accordi che deve fare. E, invece, quando  si  vuole
  fare si fa.
   Il  fatto  che abbiamo già approvato come Giunta la prima proposta
  di  legge  sul  doppio voto di genere che si  fa  in  Italia,  sarà
  pochissimo  sul  terreno  dei diritti civili.  Si  è  fatta,  anche
  questa, in questo periodo, però non si capisce perché ancora questo
  diventi  il tema di discussioni infinite in altri posti,  e  questo
  Governo l'abbia fatta e proposta
   Adesso  la parola passa all'Assemblea sulla questione dei rifiuti,
  l'ennesima questione sui rifiuti.
   I  comuni  sono  devastati dalla gestione degli ATO che  producono
  indebitamento,  circa 2 miliardi di euro di debiti  prodotti  dagli
  ATO  e  ancora  continuiamo  in  questa  logica;  anche  questa  va
  approvata entro il 31 dicembre -  mi rendo conto che poi  si  dice:
  bene,  ma  dobbiamo affrontare queste questioni con programmazione,
  ma  insomma   non  è  che possiamo farci nulla  sul  fatto  che  le
  elezioni  sono avvenute alla fine di ottobre, la proclamazione  del
  Presidente della Regione é avvenuta dieci giorni dopo e quella  dei
  deputati oltre un mese dopo.
   Quest'anno  tutti quanti ci adoperiamo ad operare in emergenza,  e
  di  emergenze  ne troviamo tante. Quindi abbiamo le  entrate,  come
  diceva l'onorevole Cimino, ma le entrate non sono aumentate per  il
  semplice motivo che, in questi anni, si è bloccata tutta l'attività
  produttiva, perché vorrei ricordare che il Governo precedente si  è
  avviluppato dentro la logica che siccome doveva partecipare con  il
  50  per  cento di quota di finanziamento sui Fondi europei  non  li
  faceva  andare avanti, noi siamo riusciti ad ottenere che  paghiamo
  il 25 per cento del cofinanziamento. Anche questa era una conquista
  scontata, oppure questo Governo  ha portato un risultato importante
  alla Sicilia?
   Ma un altro elemento su cui voglio fare riflettere è che quando si
  avviano i progetti europei sì, si spende in quota di finanziamento,
  però  poi  rientrano i fondi attraverso l'IVA, attraverso  l'IRPEF,
  attraverso  una  serie di contribuzioni che  le  imprese  pagano  e
  quindi  così  si  fa  la  cassa, e non  è  vero  che  la  quota  di
  cofinanziamento  si  paga  tutta  perché  si  spalma  sul  bilancio
  pluriennale   ed   anche   questo  è   stato   uno   degli   errori
  dell'amministrazione attiva di questa Regione, cioè di non  pensare
  che il cofinanziamento va distribuito negli anni di pertinenza.
   Anche  su questo, probabilmente, è l'uovo di Colombo, però non  si
  capisce perché questo  uovo di Colombo  si trova, perché quando una
  soluzione è stata trovata è facile e scontata, però resta il  fatto
  che  tutto  ciò che era bloccato l'abbiamo sbloccato; il fatto  dei
  sindaci  su  cui ho sollecitato il Governo precedente per  ben  due
  anni  e  non è partito assolutamente nulla, salvo in alcuni comuni,
  in alcune realtà che hanno fatto tutto da soli, che sono nel gelese
  e  nel  calatino,  a cui ho dato persino una mano per  realizzarle,
  oggi  può  partire  in  tutta l'Isola e  determina  nuove  entrate,
  onorevole Cimino, determina nuove entrate, perché con il patto  dei
  sindaci  arrivano fondi non programmati dall'Unione Europea  perché
  sono  fondi che vengono dati dalla Banca europea degli investimenti
  sulla  base  di  progetti  cantierabili  e  lì  potremo  dare   una
  sistemazione  certa  ad  una  parte  notevole  del  precariato   ed
  incominciare ad affrontare gli sgravi.
   Quindi,  non è vero che il nostro è un programma di tagli.  E'  un
  programma  prudente  di  tagli,  anche  rispetto  al  bilancio  che
  presenteremo, perché siccome non vogliamo fare il gioco  delle  tre
  carte,  diciamo intanto che cominciamo a metterci in  bonus  e  poi
  attiviamoci   per  fare  funzionare  quei  progetti,  non   facendo
  previsioni virtuali di spesa che poi non si realizzano. E  vorremmo
  essere contenti che, alla fine dell'anno, abbiamo incassato più  di
  quanto  magari  abbiamo previsto e dovrà essere l'obiettivo  perché
  siamo riusciti a mettere in cantiere i lavori che dovevamo mettere.
   Gli  sprechi: se abbiamo ridotto del 20 per cento il compenso  del
  salario accessorio credo che abbiamo cominciato a fare la battaglia
  agli  sprechi; se abbiamo eliminato - entro febbraio non ci saranno
  più - 13 aziende che erano in liquidità da dieci anni con chi ce la
  dovremmo  prendere  - guardate, le polemiche fino  ad  ora  non  le
  vorrei fare, ma sicuramente non ce la possiamo prendere con il  mio
  Governo che ha fatto finalmente una cosa che doveva essere fatta da
  dieci anni, quello di eliminare aziende che servono solo a nominare
  consigli  di amministrazione, direttori generali, a dare  incarichi
  di consulenza, a spendere risorse.
   Poi ci sono tutte le altre cose, anche di impatto penale in questa
  Regione,  perché alla formazione, per esempio, si possono fare  gli
  appalti per dare i servizi informatici a terzi, si prevede  che  la
  Regione,  l'importo  è  x  e i locali dove si opera  sono  a  spese
  della   società  che  vince  l'appalto  e  poi,  dopo  sei    mesi,
  puntualmente,  in questa Regione, in questi anni,  si  è  fatta  la
  modifica  degli  appalti,  per dire, del  capitolato  dell'appalto,
  modificando  l'oggetto dell'appalto, questione prevista chiaramente
  come  reato  dalla  legge penale esistente e si  danno  locali  che
  costano,  magari,  150 milioni di euro ad aziende  private  con  le
  quali  si  è  già pagato con altre risorse perché non  si  dovevano
  pagare e potremmo continuare all'infinito.
   La  nostra benevolenza, dovete capire, che è stata anche  notevole
  nei confronti.
   Noi  vogliamo operare per il futuro, però guai a dire  che  questo
  Governo  fa  chiacchiere o, addirittura, che avrebbe rappresentanti
  di Cuffaro in Giunta.
   Io  ho assessori che sono stati dirigenti della Regione e lo  sono
  stati   quando   c'era   Cuffaro,  quando   Cuffaro    non   c'era,
  semplicemente  perché  hanno lavorato alla Regione.  Questa  è  una
  colpa?
   In un Paese democratico normalmente no, e non può essere argomento
  di  critica  politica  perché, normalmente,  i  dirigenti   non  si
  guarda  Allora, che dovrei fare adesso?
   Dovrei  licenziare  - e finisco - oppure non  utilizzare  nel  mio
  staff, persino tra quelli più vicini a me, persone che hanno  fatto
  parte, che hanno collaborato con altri Governi?
   Ma  questa  è  la  follia dell'odio che non  appartiene  alla  mia
  cultura  di  Governo;  nella  mia cultura  di  Governo  ci  sono  i
  dirigenti che possono essere di destra, di sinistra e di centro  ed
  io  ho intenzione di collaborare nella misura in cui queste persone
  sono persone perbene.
   Quindi,   se  c'è  qualcuno  che  ha  lavorato  con  la   pubblica
  Amministrazione si dica che questa persona non é onesta, che non va
  bene, che non lavora, e allora su questo terreno sono disponibile a
  fare  autocritica, ad assumere gli atti necessari, però se si vuole
  criminalizzare   un  dirigente  ed  accusare  questo   Governo   di
  Cuffarismo che è l'ultima cosa che questo Governo sicuramente vuole
  fare, allora, credo che siamo fuori strada.
   Per  quanto riguarda l'accusa di Giacobinismo, di essere giacobino
  e doroteo, potrebbe essere persino un complimento, perché significa
  che all'azione concreta, all'azione ed intenzione ideale so persino
  accompagnare  la  pratica pragmatica del Governo  che  dà  risposte
  concrete  alla  gente.  E queste risposte concrete  alla  gente  le
  vogliamo  dare  perché non ci siamo candidati per fare  chiacchiere
  giacobine ma, insieme ad una tensione ideale che vogliamo  avviare,
  vogliamo  risolvere  il problema ai siciliani e  credo  che  questo
  Governo lo farà.
   Chi  partecipa  a  questo  Governo, chi  lo  vuole  sostenere  sia
  benvenuto,  chi  non  lo vuole sostenere sia  benvenuto  lo  stesso
  perché   non  è  che  ci  freghi  molto,  voglio  dire,  di  questa
  situazione.
   Purtroppo,  la storia della Sicilia è fatta sempre di polemiche  e
  di  incapacità a trovare elementi comuni di dialogo; in altre parti
  avviene un po' diversamente, ma qui è una disgrazia che ci dobbiamo
  portare avanti.
   Se  questo Governo riuscirà a portare le riforme continuerà la sua
  esperienza, se questo Governo non porterà quei risultati  giacobini
  che  vuole  portare,  allora  andremo  liberamente  alle  elezioni,
  dopodiché  i cittadini decideranno. Però nessuno si aspetti  sconti
  sull'azione di moralizzazione, di riforma, di cambiamento  e  dello
  sviluppo  della  Sicilia pensando di fare gli agguati  al  Governo,
  perché questo metodo credo che sia prima di tutto rifiutato da gran
  parte  di  questo  Parlamento che si pone con responsabilità  della
  questione  degli  atti.  Capisco che adesso  ci  sono  le  elezioni
  politiche  nazionali,  per  cui tutto diventerà  drammatico,  però,
  sinceramente, vorrei operare con spirito di collaborazione aperto a
  tutti. Che dirvi?
   Auguri  sinceri  di  buon Natale a voi ed alle vostre  famiglie  e
  grazie anche per il vostro contributo.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, non è finita l'Aula.

   FORMICA. Signor Presidente, lei non mi ha concesso la parola.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, lei non poteva parlare  perché  per
  il suo Gruppo ha parlato l'onorevole Musumeci.


   Presidenza del presidente Ardizzone


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole D'Agostino è in congedo  per
  oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli colleghi, devo dare delle comunicazioni.
   Devo  dire  che  uscendo  troverete i giornalisti  che  prima  non
  avevano  accesso in tutte le sale, questo per dire che non  abbiamo
  paura di niente, che questa, così come ho più volte detto, sarà una
  casa di vetro e i giornalisti servono proprio a questo.
   E'  stato  concordato  con  il decano dei  giornalisti  e  con  la
  Segreteria  generale quali sono le Sale che si possono  frequentare
  per essere più a contatto con i parlamentari.
   Esprimo  soddisfazione per i lavori di oggi. E' stato un dibattito
  franco,  produttivo, libero da preconcetti e  devo  dire  ricco  di
  contenuti.  A  chi  ha sollecitato il Presidente ad essere  chiaro,
  ritengo  lo  sia stato ancora una volta, devo dire, nella  replica.
  Questo ritengo che sia un buon auspicio per il confronto dialettico
  che si svilupperà nel corso della legislatura.
   Io  formulo  a tutti voi e alle vostre famiglie gli auguri  di  un
  sereno Natale.
   Gli  auguri  di  un  buon 2013 ce li faremo ancora  in  quest'Aula
  perché   penso  che  i  siciliani  si  aspettino  da  parte  nostra
  soprattutto  che si lavori, e c'è stata disponibilità ribadisco  da
  parte di tutti i Gruppi.
   La  seduta è rinviata a sabato, 29 dicembre 2012, alle ore  15.00,
  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Ardizzone


   I  -  Comunicazioni

   II -  Discussione dei disegni di legge:

         1)  - Autorizzazione all'esercizio provvisorio per l'anno 2013.

         Ancora  la  delibera non è arrivata ma si  tratta  di  un
         obbligo  costituzionale quindi sono fiducioso, per  altro
         sono  queste  le intese con il Governo che ha  dimostrato
         di stare nei tempi, che arriverà giorno 27.

         2)  -   Norme di modifica alla gestione integrata dei rifiuti di
             cui alla legge regionale 8 aprile 2010, n. 9 . (n. 56)

         3)  -   Norme in materia di personale. Disposizioni contabili . (n.

             58)

   PRESIDENTE.  Questa  norma  è definita  la  proroga  dei  precari.
  Chiaramente, le Commissioni sono autorizzate a lavorare dal  27  al
  29  mattina.  Chiedo  uno  sforzo  a  tutti  anche  se  non  stiamo
  rigidamente  dentro  il  Regolamento,  ma  già  l'ha  spiegato   il
  Presidente   Crocetta   che  si  è  arrivati   con   ritardo   alla
  proclamazione   degli   eletti,   all'insediamento   del   Governo,
  all'insediamento  dell'Ufficio di Presidenza e  delle  Commissioni.
  Ciò  ci  comporta,  ma  lo  facciamo  con  piacere,  questo  sforzo
  suppletivo ad esitare la legge, ribadisco, sui precari,  così  come
  era  stato  stabilito  in  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  la  proroga che riguarda gli ATO e  l'autorizzazione
  all'esercizio provvisorio.

                   La seduta è tolta alle ore 13.49

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli


   Presidenza del presidente Ardizzone


   FIORENZA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Barbagallo,  Currenti,
  Panepinto e  Vinciullo sono in congedo per oggi.

   L'Assembla ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   - Nuove norme in materia di panificazione. (n. 1)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Federico  in
  data 13 dicembre 2012.

   -   Testo   unico   della  disciplina  del   commercio   e   della
  somministrazione di alimenti e bevande nella Regione. (n. 2)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Federico  in
  data 13 dicembre 2012.

   -  Norme  per la tutela della salute e del territorio  dai  rischi
  derivanti dall'amianto. (n. 3)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Federico  in
  data 13 dicembre 2012.

   - Cittadinanza di genere. (n. 4)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Cirone  Di
  Marco,  Maggio, Milazzo, Raia, Lupo e Marziano in data 13  dicembre
  2012.

   - Norme in materia di rappresentanza di genere. (n. 5)
   di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Raia, Cirone
  Di  Marco,  Maggio,  Milazzo, Raia, Lupo  e  Marziano  in  data  13
  dicembre 2012.

   - Fondo per il microcredito nella Regione. (n. 6)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Raia in data
  13 dicembre 2012.

   - Istituzione degli ecomusei della Sicilia. (n. 7)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Raia in data
  13 dicembre 2012.

   - Interventi a sostegno dell'editoria siciliana, dell'informazione
  e del giornalismo partecipativo. (n. 8)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Raia in data
  13 dicembre 2012.

   -  Norme  in favore del personale precario del Servizio  sanitario
  regionale della Sicilia. (n. 9)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Raia in data
  13 dicembre 2012.

   - Riordino del settore termale. (n. 10)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Raia in data
  13 dicembre 2012.

   -  Istituzione  liste  di  prenotazione  nel  mercato  del  lavoro
  agricolo privato. (n. 11)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Raia in data
  13 dicembre 2012.

   - Diminuzione del fondi per le spese del Presidente della Regione.
  (n. 12)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Musumeci ed
  altri in data 13 dicembre 2012.

   -  Riduzione  dell'indennità di carica dei deputati dell'Assemblea
  regionale siciliana. (n. 13)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Musumeci,
  Ioppolo, Ruggirello e Currenti in data  13 dicembre 2012.

   -  Riduzione  delle  maggiorazioni dell'indennità  di  carica  dei
  deputati dell'Assemblea regionale siciliana e dei componenti  della
  Giunta regionale di Governo. (n. 14)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Musumeci,
  Ioppolo, Ruggirello e Currenti in data  13 dicembre 2012.

   -  Eliminazione  della soglia di sbarramento  per  l'elezione  dei
  consigli comunali e provinciali. (n. 15)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Ioppolo,
  Musumeci, Ruggirello e Currenti in data  13 dicembre 2012.

   -  Accesso  al diritto di abitazione ed alla proprietà della  casa
  mediante mutuo sociale. (n. 16)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Musumeci,
  Ioppolo, Ruggirello e Currenti in data  13 dicembre 2012.

   -  Stabilizzazione  del personale impiegato  a  tempo  determinato
  addetto  ai lavori di sistemazione idraulico forestale e  idraulico
  agrario  assunto  alle  dipendenze  dell'Amministrazione  forestale
  regionale  per  le  esigenze  connesse  all'esecuzione  dei  lavori
  condotti in amministrazione diretta. (n. 19)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 13 dicembre 2012.

   -  Riconoscimento della funzione sociale ed educativa svolta dagli
  oratori,   dagli  istituti  cattolici  e  dagli   enti   di   culto
  riconosciuti dallo Stato. (n. 20)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 13 dicembre 2012.

   -  Recepimento del decreto Legge 13 agosto 2011, n.  138,  recante
   Istituzione dell'elenco dei revisori dei conti degli Enti Locali e
  modalità di scelta dell'organo di revisione economico finanziario .
  (n. 21)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 13 dicembre 2012.

   - Norme in materia di guide turistiche. (n. 22)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   -  Provvedimenti urgenti nel settore dell'edilizia  popolare.  (n.
  23)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Falcone e Pogliese in data 13 dicembre 2012.

   - Norme relative alle I.A.C.P.. (n. 24)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   - Riapertura termini per pagamento condono edilizio. (n. 25)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   - Modifica dell'articolo 2 della legge regionale 6 aprile 1996, n.
  29. (n. 26)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   -  Ripianamento  finanziario  dell'Osservatorio  permanente  sulla
  criminalità organizzata. (n. 27)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 13 dicembre 2012.

   - Interventi sociali per l'edilizia agevolata e convenzionata. (n.
  28)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   - Istituzione della  Consulta delle elette in Sicilia'. (n. 29)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   - Modifica all'articolo 4 della legge regionale 20 aprile 1976, n.
  35. (n. 30)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   - Istituzione degli Enti territoriali regionali. (n. 31)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 13 dicembre 2012.

   -  Modifica  di  norme  in materia di garanzie  fornite  dai  soci
  garanti di cooperative agricole ed alimentari. (n. 32)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   -  Norme  in materia di agevolazioni fiscali per la ricomposizione
  fondiaria. (n. 33)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   -  Trattamento Biologico non invasivo per combattere il punteruolo
  rosso. (n. 34)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   -  Autorizzazione  alla bruciatura di paglia,  sfalci  e  potature
  nelle attività agricole in Sicilia. (n. 35)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   - Norme in materia di contrasto all'obesità infantile e giovanile.
  (n. 36)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   -  Interventi  in favore dei soggetti affetti da dislessia   e  da
  altre difficoltà specifiche di apprendimento. (n. 37)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   - Equiparazione delle norme regionali alla legislazione na-zionale
  in  tema  di incompatibilità all'ufficio di deputato regionale. (n.
  38)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   - Istituzione dell'Ufficio speciale per l'alienazione dei beni di-
  sponibili delle Aziende sanitarie. (n. 39)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 13 dicembre 2012.

   - Norme in favore dei centralinisti telefonici ciechi. (n. 40)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Caputo, Falcone e Pogliese in data  13 dicembre 2012.

   - Estensione dei benefici della legge regionale 13 settembre 1999,
  n. 20, alle signore Carmela e Paola Scibilia. (n. 41)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 13 dicembre 2012.

   -  Modifica della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98.  Norme  in
  materia di inquadramento del personale  delle riserve naturali. (n.
  42)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 13 dicembre 2012.

   -  Norme  in  materia di concessioni demaniali per uso  abitativo.
  Modifica dell'articolo 4 della legge regionale 29 novembre 2005, n.
  15. (n. 43)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 13 dicembre 2012.

   - Istituzione della figura dello psicologo scolastico. (n. 44)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 13 dicembre 2012.

   -  Insegnamento  dell'educazione motoria e sportiva  nelle  scuole
  primarie. (n. 45)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 13 dicembre 2012.

   -  Abrogazione  dell'art.  1  della  Legge  regionale  n.  44  del
  30/12/1965. (n. 46)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Falcone,
  Pogliese, Caputo, e Vinciullo in data  13 dicembre 2012.

   -  Modifica dell'art. 8 della Legge regionale 16 dicembre 2008, n.
  22. (n. 47)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Falcone,
  Pogliese, Caputo, e Vinciullo in data  13 dicembre 2012.

   -  Disposizioni in materia di acquisizione dei dati inerenti l'uso
  di   sostanze   stupefacenti  da  parte  dei  Parlamentari   eletti
  all'Assemblea  Regionale Siciliana e provvedimenti  consequenziali.
  (n. 48)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Vinciullo,
  Pogliese e Falcone in data 13 dicembre 2012.

   - Disciplina della medicina non convenzionale. (n. 49)
   di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Scoma in data
  14 dicembre 2012.

   - Istituzione del Garante regionale della famiglia. (n. 50)
   di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Scoma in data
  14 dicembre 2012.

   - Norme a tutela del buon andamento dell'Amministrazione regionale
  ed a garanzia dei principi di legalità, trasparenza ed imparzialità
  dell'azione amministrativa. (n. 51)
   di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (on. Crocetta) in data 17 dicembre 2012.

   -  Autorizzazioni  accreditamento  degli  studi  professionali  di
  fisioterapia. (n. 52)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Ferrandelli
  in data 19 dicembre 2012.

   - Norme in favore dei centralinisti ciechi. (n. 53)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Panarello in
  data 19 dicembre 2012.

   - Sistema regionale per la ricerca e l'innovazione. (n. 54)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Panarello in
  data 19 dicembre 2012.

   -    Disposizioni   volte   a   perseguire   l'equilibrio    della
  rappresentanza fra i sessi nell'Assemblea regionale siciliana.
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Ioppolo,
  Currenti, Formica, Musumeci e Ruggirello in data 19 dicembre  2012.
  (n. 55)

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
                               di legge
                alle competenti Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati ed inviati alle
  Commissioni legislative:

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Norme  di modifica alla gestione integrata dei rifiuti  di  cui
  alla legge regionale 8 aprile 2010, n. 9. (n. 56)
   di  iniziativa  governativa, presentato  il  20  dicembre  2012  e
  inviato il 20 dicembre 2012.

   -  Norme  transitorie  per  la  regolazione  del  servizio  idrico
  integrato. (n. 57)
   di  iniziativa  governativa, presentato  il  20  dicembre  2012  e
  inviato il 20 dicembre 2012.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   - Norme in materia di personale. Disposizioni contabili. (n. 58)
   di  iniziativa  governativa, presentato  il  20  dicembre  2012  e
  inviato il 20 dicembre 2012.

              Comunicazione di ritiro di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con  nota  acquisita  al   prot.   n.
  10497/SG.LEG.PG., l'onorevole Fabrizio  Ferrandelli ha ritirato  il
  disegno  di legge n. 52  Autorizzazioni accreditamento degli  studi
  professionali di fisioterapia  presentato in data 19 dicembre 2012.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  1 - Notizie in merito al trasferimento del centro vaccinazioni
  attualmente operativo  presso  l'ospedale Cervello di Palermo.
   - Assessore Salute
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio

   N. 5 -  Piani di controllo ed eradicazione  della brucellosi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   - Assessore Salute
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.   15  -  Chiarimenti  sulle  procedure  per  l'assegnazione  ed
  utilizzazione dei beni confiscati alla mafia ed applicabilità della
  procedura  adottata  per il feudo Verbumcaudo di  Polizzi  Generosa
  (PA) ad altri beni.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Caputo Salvino

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  3  -  Iniziative  per fronteggiare l'emergenza  incendi  nella
  provincia di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  8  -  Notizie in merito alla mancata erogazione  della  'Cassa
  integrazione guadagni 2011' per il comparto pesca.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  9 - Notizie in merito al finanziamento del film 'C'è sempre un
  perché' prodotto dalla 'Seven Dreams Production'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Caputo Salvino

   N. 11 - Notizie in merito al piano industriale di Fincantieri e ai
  prospettati 140 esuberi a Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Caputo Salvino

   N. 13 - Notizie in merito ai Progetti 'Avviso 8' e 'Avviso 12'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Caputo Salvino

   Le  interrogazioni testé annunziate saranno inviate al  Governo  e
  alle competenti Commissioni.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2  - Estensione delle misure d'intervento previste dal decreto
  del  Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali del
  18 ottobre 2012, per i danni subiti dagli agricoltori relativamente
  agli alberi da frutta ed al raccolto.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatario: D'Asero Antonino

   N.  4 - Provvedimenti urgenti per il ripristino degli stanziamenti
  per l'erogazione del buono scuola.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Scoma Francesco

   N.  6  -  Sospensione della gara per i lavori di  ristrutturazione
  della cantina Kaggio di Monreale (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  7  -  Interventi urgenti a seguito di fenomeni pluviali presso
  l'Istituto comprensivo statale 'Monreale II' (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  10 - Chiarimenti in ordine alla prosecuzione dei contratti dei
  lavoratori  ASU  presso  l'Azienda  Ospedaliera  Policlinico  Paolo
  Giaccone di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  12  -  Notizie in merito ai contratti degli specializzandi  di
  medicina negli Atenei siciliani.
   - Assessore Salute
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Caputo Salvino

   N. 14 - Provvedimenti urgenti in relazione ad atti intimidatori al
  cantiere 'SIS'di Palermo.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Caputo Salvino

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N. 1 - Richiesta di revoca del sistema Muos di Niscemi.
   - Presidente Regione
   Firmatari:   Musumeci  Sebastiano;  Ioppolo   Giovanni;   Currenti
  Carmelo; Ruggirello Paolo

   N.  2  -  Notizie circa la formulazione dell'elenco  regionale  di
  idonei alla nomina di Direttore Generale delle Aziende del Servizio
  Sanitario Regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Fiorenza Cataldo

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico che è stata presentata la mozione  numero  1
   Interventi urgenti a livello centrale mirati ad ottenere la rapida
  approvazione,  comunque  entro  la XVI  legislatura  dell'ARS,  del
  disegno di legge di modifica dell'art. 36 dello Statuto siciliano ,
  degli  onorevoli Cimino Michele, Grasso Bernadette Felice, Lantieri
  Annunziata Luisa, Savona Riccardo, Tamajo Edmondo, presentata il 17
  dicembre 2012.
   Avverto  che la mozione testé annunziata sarà demandata,  a  norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

   Regione

   Presidenza del presidente Ardizzone


    Comunicazione del programma di Governo da parte del Presidente
                             della Regione

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Comunicazione  del  programma di Governo da  parte  del  Presidente
  della Regione .
   Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  sicuramente  è  per  me e per  il  Governo  un'occasione
  importante   avere   questo  momento  di   confronto   parlamentare
  attraverso il quale si traccia quella che dovrà essere l'azione  di
  Governo nei prossimi anni.
   Anche  se queste dichiarazioni programmatiche vengono già  in  una
  fase in cui, in qualche modo, il Governo ha già operato, anche  se,
  onestamente,  queste  dichiarazioni  programmatiche  devono  tenere
  conto dell'azione che è stata fatta dal Governo in questo lasso  di
  tempo brevissimo.
   Abbiamo  chiuso, per esempio, la programmazione dei Fondi  europei
  per  il  biennio  2013/2014 e sono 6 miliardi di euro  che  entrano
  immediatamente  in  programmazione e  immediatamente  nella  spesa,
  individuando una serie di questioni importanti che vanno dall'aiuto
  alle  imprese  nelle  aree  in crisi come  possono  essere  Termini
  Imerese  o  alle  aree  interessate da calamità  naturali  come  le
  aziende  colpite  dall'alluvione o da frane, l'inserimento  stesso,
  per  esempio,  delle isole Pelagie che, in questi due ultimi  anni,
  hanno  dovuto  affrontare  emergenze  terribili  legate  anche   ai
  sommovimenti  che  ci  sono stati in Africa;  misure  importanti  a
  favore  dei deboli, del precariato, della diversabilità ma anche  a
  favore   delle  imprese  e  delle  infrastrutture  laddove  abbiamo
  disegnato  -  nella  programmazione  già  svolta  -  una  serie  di
  questioni  importantissime relative alla circolazione su gomma  che
  dovrà  riguardare soprattutto i collegamenti verso  l'aeroporto  di
  Comiso  ma  anche l'asse nord-sud, i collegamenti tra  Agrigento  e
  Palermo, tra Ragusa e Catania.
   Quindi,   una  serie  di  interventi  che  possono  immediatamente
  addirittura  essere  appaltati proprio perché  hanno  dei  progetti
  esecutivi   come  la  progettualità  sui  porti,  il  finanziamento
  prioritario  di  quei porti che hanno progetti esecutivi  ed  altre
  cose.
   L'avvio  delle zone franche urbane, con il finanziamento di  tutte
  le  17 zone franche urbane della Sicilia: anche questo mi sembra un
  grande  segnale. Noi avevamo una programmazione del CIPE che doveva
  finanziare da anni quei progetti, non lo ha mai fatto e ne  avrebbe
  finanziato  solo  tre che erano, per intenderci, Librino,  Gela  ed
  Erice.  Però,  ritenevo veramente ingiusto, in  una  situazione  di
  crisi  come  questa,  escludere  la maggior  parte  delle  province
  siciliane a partire da Palermo fino ad alcune zone del messinese  o
  altre  realtà dell'isola che sono in grave situazione. Per  cui  il
  Governo ha fatto la scelta di inserire tutte le zone franche urbane
  che  erano  state ammesse, 17, e questo consentirà in qualche  modo
  segnali di ripresa forte in aree di disagio sociale notevole.
   Abbiamo  trovato i fondi per il finanziamento degli studi  per  il
  fatto dei sindaci, quindi poter avviare il fotovoltaico nei comuni,
  nelle  province  ma  anche negli edifici della  Regione  siciliana,
  consentendo un abbattimento dei costi per le spese dell'energia del
  50  per  cento  e  nella proiezione investimenti per  circa  cinque
  miliardi  di  euro realizzabili attraverso la Banca  europea  degli
  investimenti.
   Una serie di misure sono intervenute. Abbiamo già presentato norme
  relative  alle incompatibilità e alla trasparenza, che  sono  state
  già inviate alle apposite Commissioni legislative
   La  norma di proroga al 31 dicembre degli ATO e la possibilità per
  i  comuni di gestire in proprio il servizio di raccolta e trasporto
  dei rifiuti solidi urbani, problema non indifferente proprio per  i
  costi  che tutto questo determina a carico degli ATO, perché  molto
  spesso i comuni non trovano risorse per potere pagare.
   Abbiamo già proposto una norma sulla parità di genere, quindi  sul
  doppio  voto  di  genere  nelle elezioni amministrative,  ed  anche
  questa  è  stata  già inviata all'Assemblea regionale  siciliana  e
  credo che sia già in trattazione nell'apposita Commissione.
   In  pratica, il Governo ha già avviato una serie di cose, e quello
  che   ritengo  estremamente  importante  è  il  fatto   che   nelle
  dichiarazioni del Presidente Ardizzone il Governo ha registrato una
  grande sintonia fra il lavoro che vuole fare il Parlamento e quello
  che  vuole fare il Governo in termini di spending review,  cioè  di
  revisione della spesa, anche se l'azione del Governo più che  sulla
  semplice   revisione  della  spesa  vorrebbe  puntare   sulla   sua
  riqualificazione.  Perché  il problema non  è  soltanto  quello  di
  operare dei tagli, ma di fare alcune spese e di non farne altre.
   Per esempio, il Governo ha già avviato l'azione amministrativa per
  l'eliminazione  definitiva entro febbraio di  tredici  società  che
  erano  in liquidazione da dieci anni, però esattamente continuavano
  a   spendere   come   se  fossero  attive,  cioè  passive,   perché
  praticamente producevano solo indebitamente i costi.
   Siamo revisionando attualmente una trentina di compartecipate  per
  vedere  laddove obiettivamente ci sia una convenienza a tenerle  in
  piedi  perché  il ragionamento qui deve essere anche molto  chiaro.
  Come  facciamo a tenere compartecipate laddove queste qui magari  a
  volte  non  producono  nessun  bene,  nessun  servizio  ma  servono
  semplicemente  a produrre spese. Tanto vale affrontare  brutalmente
  la  questione del personale che viene trasferito a fare altre cose,
  eliminiamo tutte quelle spese generali obbligatorie che sono  fatte
  di  locali  da  affittare,  di spese per l'energia,  telefono,  per
  incarichi,  perché queste aziende, spesso, producono esclusivamente
  debiti e quindi finiscono per non essere assolutamente utili,  anzi
  completamente dannose per l'economia e la finanza siciliana.
   Oggi  vi  leggerò  il  programma che  ho  presentato  prima  della
  chiusura della campagna elettorale, e lo faccio per un ragionamento
  di  coerenza. Tra l'altro, questo programma l'ho registrato davanti
  al   segretario  comunale  di  Tusa,  il  comune  in  cui   risiedo
  prevalentemente da qualche mese, alla chiusura della  presentazione
  delle  liste, proprio per segnare un elemento certo che i  discorsi
  che  si  fanno  in campagna elettorali sono poi gli stessi  che  si
  fanno dopo la campagna elettorale.
   Quindi  magari  risentirà di qualche verbo che,  invece,  dovrebbe
  essere stato al presente piuttosto che al futuro, ma lo spirito  di
  questa relazione è chiaro, veloce, e vuole porre l'accento  su  una
  serie di questioni che riteniamo estremamente importanti, che  sono
  state discusse anche con l'approvazione del Governo.
   «E'  una  Sicilia stremata, quella che il Governo regionale  e  il
  Parlamento  siciliano  si  trovano  di  fronte.  Ai  siciliani  noi
  vogliamo ridare la speranza; la crisi finanziaria ed economica  che
  negli  ultimi anni ha colpito il mondo occidentale industrializzato
  ha aggravato le già preoccupanti condizioni di difficoltà e disagio
  che la popolazione siciliana continua a patire.
   C'è  uno scontro in Europa fra quanti vogliono portare avanti  una
  politica  di  difesa esclusiva degli interessi delle banche  e  dei
  mercati   -   causando  licenziamenti  di  massa,   aumentando   la
  percentuale  di  povertà e facendo venire meno  l'attenzione  delle
  fasce  più  deboli  e della società in genere - e,  invece,  quanti
  sostengono la difesa della moneta unica proponendo una politica  di
  sviluppo e di occupazione, di difesa dello stato sociale, di difesa
  dei  più  deboli,  ampliando  la  base  produttiva  e  tagliando  i
  privilegi  delle  caste. In verità è in atto in Europa  un  attacco
  alle zone deboli dell'Unione che così tendono a divenire sempre più
  marginali.
   Il  nuovo Governo della Regione si batte e lotterà per impedire il
  processo di marginalizzazione della Sicilia sia a livello nazionale
  quanto  europeo,  riacquistando  quel  ruolo  di  protagonista  del
  proprio presente del proprio futuro ormai perso negli ultimi anni.
   L'impegno  cui siamo chiamati tutti quanti è quello di  riprendere
  in  mano  il  filo  di  una  matassa che dovrà  essere  velocemente
  districata  per  impedire  il  crollo  economico  e  sociale  della
  Sicilia.
   Questi  ultimi  anni hanno tracciato una crisi  senza  precedenti,
  nell'ambito  privato  numerose aziende, in particolare,  piccole  e
  medie imprese hanno cessato le loro attività, dichiarato fallimento
  o  ridimensionato  il  personale impiegato. Molti  siciliani  hanno
  perduto  il loro lavoro, anche quello precario, e si sono  aggiunti
  alla  folta  schiera  di coloro i quali non  hanno  e  non  trovano
  occupazione, giovani, donne e ultra cinquantenni sono le principali
  vittime di tale massacro sociale.
   Nell'ambito  pubblico  le  politiche di contenimento  e  riduzione
  degli   sprechi,  per  molti  versi  condizionate   da   molteplici
  circostanze  (malfunzionamento  del  comparto  pubblico  e  aumento
  dell'imposizione  fiscale tributaria), non sempre  hanno  raggiunto
  gli  obiettivi  auspicati.  La maggior  parte  degli  enti  locali,
  stretti  fra  l'esiguità delle risorse a disposizione e  i  vincoli
  imposti  dai  patti di stabilità, fatica a garantire l'espletamento
  dei  servizi  essenziali  ed  ha quasi rinunciato  ad  attuare  una
  politica di investimenti.
   La  crisi non concede tregua. I ritardi si accumulano e i processi
  di   trasformazione  della  società  proseguono  incalzanti.  Tutto
  diventa competizione e le incertezze si pagano a caro prezzo.
   La  Sicilia  ha  bisogno di una nuova stagione improntata  ad  una
  buona  politica  di cambiamento e innovazione che sappia  coniugare
  efficienza,   efficacia  e  credibilità  della  classe   dirigente,
  presupposto   indispensabile  per  riconquistare  la  fiducia   dei
  cittadini, un'azione politica e amministrativa concreta fondata  su
  idee strategiche di sviluppo e rilancio della nostra terra.
   Vi è una nuova centralità da cogliere: il Mediterraneo quale luogo
  privilegiato  del traffico commerciale tra l'Asia in  espansione  e
  l'Europa in regressione. A questi appuntamenti la Sicilia  non  può
  farsi  trovare impreparata. E' dentro quest'ambito che la  crescita
  dell'economia siciliana diventa tappa obbligata di un  processo  di
  rilancio  dell'intera  economia nazionale  e  il  Mezzogiorno  deve
  essere  protagonista  di una nuova occasione  di  sviluppo  per  il
  Paese.
   Rivedere  i  criteri  di  utilizzo  dei  finanziamenti  europei  e
  programmare  i  nuovi  fondi comunitari con modalità  che  superino
  definitivamente le parcellizzazioni e le dispersioni del passato  e
  concentrino le risorse su alcuni grandi assi strategici in grado di
  promuovere    sviluppo,    crescita   occupazionale    qualificata,
  infrastrutture, istruzione e formazione, ricerca e innovazione.
   Fare  della   concertazione sociale  e della   programmazione  dal
  basso   il  metodo di lavoro insostituibile con il quale promuovere
  le   azioni  da  svolgere  ed  assumere  in  maniera  condivisa  le
  decisioni. Un percorso nel quale ogni singolo cittadino si  sentirà
  e  sarà  protagonista delle scelte da compiersi  per  innescare  il
  cambiamento.  Mutuando i tratti qualificanti della  stagione  della
  progettazione integrata e negoziata e sviluppando forme stabili  di
  coinvolgimento partecipativo degli attori imprenditoriali e sociali
  nelle  scelte  da  compiere, si potrà agire  per  il  miglioramento
  comune.
   Pertanto,  da  questo ne discenderà che sia la  rivisitazione  dei
  programmi  ancora  oggi  in  essere,  cofinanziati  con   i   fondi
  strutturali, quanto i programmi regionali per il futuro periodo  di
  programmazione  saranno caratterizzati dal confronto  con  tutti  i
  rappresentanti  delle  Amministrazioni locali,  le  forze  sociali,
  imprenditoriali e del mondo del volontariato.
   Qui, di seguito, leggerete la mia proposta, la nostra proposta  di
  aprire a un'altra Sicilia, nuove aree programmatiche iniziali  che,
  con  il contributo di tutti coloro i quali intenderanno sposare  il
   partito  del fare legale e del cambiamento  senza alcun  distinguo
  di  appartenenza, diverranno un programma di Governo finalizzato  a
  promuovere crescita e occupazione nel breve e nel medio  periodo  e
  avviare  un  processo di profonda trasformazione della  Sicilia  in
  grado  di  renderla competitiva nel contesto dei mutamenti  globali
  nel quale il mondo è impegnato.
   La  lotta  alla mafia non deve essere più lo slogan di una  classe
  politica che, poi, non sviluppa azioni concrete perché ci vuole una
  reale  pratica  antimafia di governo dell'Amministrazione  pubblica
  che  deve  interessare  tutti  i  settori  della  Regione.  Bisogna
  cacciare dalla Regione la mafia.
   La  Regione  della  rivoluzione, della dignità  metterà  sotto  lo
  stesso  tetto  Istituzioni, volontariato, parti  sociali,  imprese,
  lavoratori,  associazioni anti-racket e  anti-mafia  in  un  lavoro
  straordinario   per  eliminare  ogni  forma  di   criminalità,   di
  corruzione  e  di  legame  con la mafia. Creeremo  un  osservatorio
  antimafia  e  antiracket che funzionerà da elemento di collegamento
  tra  l'azione  di Governo e l'azione della società. La  mafia  deve
  essere  cacciata dagli appalti, dai sub-appalti e dalle  forniture.
  Occorrerà  semplificare l'acquisizione delle informative  antimafia
  delle  imprese  attraverso la creazione delle   white  list   delle
  imprese  che  possono lavorare con la pubblica Amministrazione.  Le
  imprese  che denunziano il pizzo e la corruzione, invece di  essere
  discriminate  come  molto spesso oggi accade, riceveranno  sostegno
  pubblico. La formazione del nuovo cittadino non sarà obiettivo solo
  della  scuola ma in tutta la società, saranno valorizzati  progetti
  integrati   tra   istituzioni,   scuola,   quartieri,   chiese   ed
  associazioni religiose e laiche. Parole come  parità  non  dovranno
  più  essere vuote, proporremo la legge - già l'abbiamo fatto -  per
  il  doppio  voto  di genere in tutti gli organismi  elettivi  delle
  donne, la loro presenza in tutte le Giunte comunali, provinciali  e
  regionali dovrà essere garantita. Ci batteremo contro ogni forma di
  discriminazione di varia natura. Sarà una politica per le  famiglie
  e le persone.
   La  sanità  sarà il punto centrale della dignità, che  metterà  al
  centro   i   bisogni   degli  ultimi,  si   batterà   contro   ogni
  disuguaglianza  e  valorizzerà  le differenze  come  ricchezza.  Ci
  batteremo  per  il  lavoro, proporremo percorsi lavorativi  per  le
  persone diversamente abili. Lavoreremo per l'incursione sociale  di
  tutti  abbattendo ogni ghetto ed ogni emarginazione, sposando anche
  le  battaglie  per i diritti civili delle persone. La nuova  sanità
  metterà  al centro la dignità dell'uomo dialogando in alcune  parti
  con  il  mondo dell'assistenza e mettendo al centro il concetto  di
  cittadino  piuttosto che quello di paziente, dando prioritariamente
  importanza alla prevenzione, curando i malati e seguendoli dopo  la
  fase  di  cura.  Il  mondo del volontariato è  al  centro  di  tale
  ragionamento poiché, dietro ogni volontario, c'è un non vedente che
  vuole vedere, un diversamente abile che vuole camminare, sentire  e
  partecipare alla vita sociale.
   Il  nostro  punto  di  riferimento  sono  i  modelli  che  vengono
  dall'Europa, dove con costi più bassi si offrono servizi  migliori.
  Il  personale sanitario deve essere liberato dal giogo  politico  a
  cui  è  stato  sottoposto in questi anni. I dirigenti della  Sanità
  saranno  scelti  sulla base dei loro titoli e  dei  loro  curricula
  eliminando la discrezionalità della scelta politica.
   La  rivoluzione  della Sicilia offesa viene  dal  suo  territorio,
  dalla  sua  arte e dalla sua natura, che finora è stata  legata  al
  ricatto della mafia e della speculazione.
   Autorizzazioni  e  concessioni  entro  90  giorni  attraverso   le
  Conferenze di Servizi permanenti.
   Tutti  gli  attori  saranno  coinvolti  nella  concertazione   del
  bilancio   sociale   di   genere  e  nelle  scelte   di   indirizzi
  programmatici  e  favorirà il controllo democratico dell'attuazione
  dei  programmi  grazie  a  confronti diretti  dei  cittadini.  Sarà
  favorito  il ricorso ai referendum per risolvere questioni decisive
  e  cruciali per la pubblica Amministrazione. Scuola, lavoro,  terzo
  settore, turismo, beni culturali, formazione, sanità, rigore  della
  pubblica Amministrazione, diritti, parità non saranno più slogan ma
  patto fondativo di un nuovo rinascimento siciliano.
   Gli  ATO  hanno  prodotto disastri enormi e  le  competenze  sulla
  gestione   dei   rifiuti  devono  passare  in   forma   singola   o
  associazionistica   libera  ai  comuni.  L'acqua   è   un   diritto
  fondamentale  dell'uomo - in questo senso abbiamo  già  predisposto
  una  proposta di legge - e dobbiamo puntare alla gestione  pubblica
  di   tale  risorsa.  Occorre  riaprire  il  dialogo  con  i  gruppi
  industriali  dell'isola per rilanciare la  politica  del  lavoro  e
  della  produzione  nel rispetto dell'ambiente. Agricoltura,  pesca,
  trasporti,  turismo, artigianato e commercio sono  nodi  essenziali
  della nostra economia.
   Nei  punti  di  seguito  sono  trattate  le  principali  questioni
  ritenendo  che  il  programma  subirà  cambiamenti  in  virtù   dei
  contributi che verranno, nei prossimi mesi, nei prossimi anni,  dai
  parlamentari,  dal Parlamento ma anche dai cittadini della  società
  civile.
   L'Amministrazione regionale in questi ultimi anni ha dimostrato il
  suo  peggiore  volto, palesando inefficienza ed  inefficacia  nelle
  attività  svolte. Fatti salvi alcuni casi in cui si  è  riusciti  a
  creare un'inversione di tendenza che ha permesso di recuperare  gap
  e cambiare culture e modalità di lavoro, molti cambiamenti dovranno
  ancora realizzarsi ed il percorso ancora è lungo.
   Non mi sento però come chi, ascoltando la piazza, adesso spari nel
  mucchio.
   Vanno  analizzate le cause di questa situazione  per  capire  dove
  intervenire  per  ripartire  e  innescare  un  processo   di   vero
  cambiamento.
   L'Amministrazione regionale è il braccio operativo, attraverso  il
  quale la politica e chi sta al Governo realizza il programma scelto
  e  condiviso  dagli elettori che hanno creduto nelle  proposte  che
  vogliono ridare dignità all'Amministrazione e ai siciliani.
   Questa è la finalità che il mio programma intende raggiungere, per
  la quale occorre intervenire per rimuovere l'evidente situazione di
  stallo   in   cui   oggi  versa  l'Amministrazione,   causata   dal
  soffocamento di tante risorse positive che non sono state  motivate
  e  valorizzate  e  persino,  a  volte, discriminate  attraverso  il
  ricorso  esagerato  a risorse esterne che alcune  volte  non  hanno
  avuto i titoli e le competenze del personale interno.
   Innanzitutto  la struttura amministrativa dovrà essere  funzionale
  agli  obiettivi;  è  necessario  e urgente  intervenire  per  avere
  un'Amministrazione più snella e meno costosa.
   Un'Amministrazione  al servizio del cittadino e  dell'impresa,  il
  costo  del suo funzionamento si giustifica solo se esso si  traduce
  in un beneficio per la collettività.
   Diversi  studi  hanno dimostrato che negli Stati ove  il  comparto
  pubblico  è particolarmente efficiente, questo ha effetti  positivi
  per  il  cittadino. Si deve tendere, quindi, ad una nuova  politica
  volta  alla  specializzazione e alla valorizzazione  delle  risorse
  umane  interne.  Occorre prendere coscienza che per un  cambiamento
  dell'Amministrazione  la  sua azione  va  reindirizzata  secondo  i
  princìpi   del    codice  etico  del  pubblico   dipendente ,   che
  rappresenterà  il  nuovo punto di partenza: legalità,  trasparenza,
  eliminazione della corruzione e delle incompatibilità  a  qualsiasi
  livello.
   Questi  i  principi che devono guidare l'attività  della  pubblica
  Amministrazione.
   La nuova parola d'ordine dovrà essere  meritocrazia .
   Chiederemo  impegno,  senza  distinzione  di  ruolo  e  di  grado,
  proporremo  contratti  stabili  che prevedano  chiari  percorsi  di
  carriera,  compiti e funzioni che ridiano dignità e motivazione  al
  pubblico  dipendente.  Questi affronterà  la  sua  vita  lavorativa
  supportata  e  motivata da un'Amministrazione che vuole  investire,
  formando  e  specializzando le proprie risorse  umane  secondo  una
  strategia  precisa e condivisa e che supporterà  il  suo  personale
  nella battaglia verso la legalità.
   Basta con il ricorso al personale esterno, a questi si potrà  fare
  ricorso solo per i profili altamente specializzati e solamente dopo
  la   verifica  all'interno  dell'Amministrazione.  In  ultimo,   la
  questione  della   Dirigenza apicale  che ha causato,  nel  recente
  passato, non poche disfunzioni e rallentamenti alla attività  degli
  Assessorati.  Faccio  riferimento  all'aspetto  legato  alla   loro
  contrattualizzazione.
   Proporremo  norme  in  base alla quale i  dirigenti  generali  non
  saranno più contrattualizzati dagli organi politici, la loro nomina
  avverrà  sulla  base  delle  loro reali  competenze  rispetto  alla
  funzione loro assegnata - é chiaro che questo sarà un progetto  che
  verrà  portato  in  Aula,  ma nelle more noi  dobbiamo  nominare  i
  direttori generali per non paralizzare l'attività del Governo -, la
  loro  attività  sarà oggetto di una valutazione annuale  esterna  e
  indipendente  e  la  riconferma dipenderà dal raggiungimento  degli
  obiettivi assegnati e raggiunti.
   Questo   servirà  a  sancire  un  netto  distacco  tra  il   ruolo
  amministrativo e quello politico, consentendo così, a chi guiderà i
  rami  dell'Amministrazione, la continuità amministrativa necessaria
  per evitare ritardi, blocchi e disfunzioni che hanno caratterizzato
  fino ad oggi l'Amministrazione regionale.
   Proponiamo   una  burocrazia  snella  ed  efficiente,  ragioneremo
  nell'ottica  del  miglioramento  e dell'efficienza  e  ciò  implica
  riorganizzare un'Amministrazione al passo con i tempi,  che  sappia
  avvantaggiarsi   delle  tecnologie  disponibili  per   ridurre   la
  burocrazia e i costi che essa comporta.
   La   digitalizzazione   dei  servizi,  l'informatizzazione   delle
  procedure e la messa in rete degli uffici saranno gli strumenti  ai
  quali  fare ricorso per accelerare l'attività amministrativa  e  al
  contempo  renderla più trasparente. Si potranno colmare  i  diversi
  gap per avviare una più ampia diffusione della rivoluzione digitale
  della pubblica Amministrazione. Avviare una fase di approfondimento
  sul  contesto regionale per declinare gli indirizzi e gli obiettivi
  dell'Agenda  Digitale  europea  e di  quella  italiana  secondo  le
  specificità  del  nostro territorio. Una sorta di  vera  e  propria
  Agenda  Digitale  regionale  che, orientata  ai  traguardi  fissati
  dall'Agenzia Europea, individui aree prioritarie di intervento  per
  indirizzare  e  sostenere  al meglio la  crescita  dell'innovazione
  digitale in Sicilia.
   Per facilitare tale processo occorrerà rivedere la legislazione di
  settore  al  fine di ridurre il numero delle norme e  dei  passaggi
  amministrativi oggi previsti in ogni iter burocratico finalizzato a
  debellare  definitivamente il rischio di qualsiasi  condizionamento
  esterno,  non  riconducibile al rispetto  della  legalità  e  della
  trasparenza.
   In   tale  direzione  intenderemo  ridare  il  ruolo  che   merita
  all'istituto della Conferenza dei servizi, nata con l'obiettivo  di
  snellire  per ottenere in poco tempo autorizzazioni e  che  invece,
  per l'uso distorto, ha rappresentato un ulteriore ostacolo.
   Intendiamo, nel più breve tempo possibile, proporre un disegno  di
  legge  con  il  quale  snellire la normativa  regionale,  apportare
  necessarie modifiche alla struttura amministrativa continuando  con
  l'accorpamento  di  alcuni assessorati e  di  taluni  dipartimenti,
  trasferendo e razionalizzando compiti e funzioni anche  presso  gli
  enti locali.
   Agricoltura  di  qualità.  Il rilancio  dell'agricoltura  per  una
  regione  che  è stata il granaio d'Italia è passaggio  fondamentale
  per  il  prossimo  programma di governo.  Abbiamo  assistito  negli
  ultimi  anni  al deprezzamento dei prodotti siciliani che  potrebbe
  essere causa di un inizio lento, ma progressivo, di abbandono delle
  coltivazioni.   E'  indispensabile,  e  questo  sarà   previsto   e
  consentito  nella futura programmazione comunitaria,  fornire  quel
  reale  sostegno agli imprenditori agricoli che, attraverso attività
  collaterali,  potranno coprire i costi derivanti  dalla  produzione
  agricola.   Parallelamente  bisognerà  puntare  al  biologico   per
  ottenere dei prodotti che consentiranno l'ottenimento dei marchi di
  qualità.  Il riaffermarsi del prodotto siciliano sui mercati  dovrà
  essere  un obiettivo primario, bisognerà comunque che vi sia  anche
  un  cambio  di mentalità e di cultura. Occorrerà anche consorziarsi
  per  garantire produzioni e al contempo contenimento dei costi  che
  verranno suddivisi su più soggetti al fine di potere più facilmente
  essere presenti sui mercati.
   Sotto  questo  aspetto  bisognerà,  con  la  collaborazione  e  la
  condivisione  del  mondo agricolo, compiere delle  scelte  e  delle
  conseguenti missioni per affacciarsi ai mercati stranieri  dove  il
  nostro  prodotto  (quello di qualità, dunque  di  nicchia),  rimane
  ancora    oggi    fortemente   apprezzato.   Si    dovrà    puntare
  all'incentivazione  del  turismo eno-gastronomico,  non  fermandosi
  alle semplici sagre popolari, volano quest'ultimo che consentirebbe
  altra fonte di reddito per gli imprenditori agricoli.
   In  ultimo  i  giovani, l'educazione e la formazione  ai  prodotti
  della  terra,  ai metodi di coltivazione e produzione consentirebbe
  quel salto culturale ed il  conseguente riavvicinamento della gente
  al modo agricolo con maggiore consapevolezza.
   E'   indubbio  che  per  compiere  tale  azione  l'Amministrazione
  regionale  dovrà ritornare a svolgere quel ruolo di accompagnamento
  e     supporto    all'imprenditore    agricolo    attraverso    una
  riorganizzazione   del   sistema   agricoltura   finalizzata   alla
  razionalizzazione di tutti gli enti ed uffici che si occupano della
  materia.
   Impresa e sviluppo locale. Bisogna attuare un politica moderna  di
  attrazione  di investimenti esterni, in particolare stranieri,  che
  si  fondi  al  contempo  su  un'efficace azione  di  contrasto  nei
  confronti  della  criminalità organizzata e delle  varie  forme  di
  illegalità  diffusa  e  che  miri a  promuovere  un'immagine  della
  Sicilia come regione laboriosa, onesta e accogliente.
   Favorire la nascita e il rilancio di piccole e medie imprese,  che
  sono  il  motore  dell'economia siciliana,  mediante  politiche  di
  incentivazione   fiscale  e  di  agevolazioni  economiche   e   con
  iniziative dirette a promuovere condizioni stimolanti di accesso al
  credito  sia  potenziando  lo  strumento  dei  consorzi  fidi,  sia
  convenzionando istituti bancari propensi a investire in  una  nuova
  Sicilia,  sia  potenziando l'attività della finanziaria  regionale.
  Bisognerà  intraprendere un confronto con il sistema  bancario  per
  affrontare  le  questioni riguardanti il costo del  denaro  per  il
  mondo  imprenditoriale ed eventualmente studiare la possibilità  di
  una  moratoria per aiutare le imprese che si trovano in  difficoltà
  di  liquidità  e pertanto non in grado, nel breve periodo,  di  far
  fronte  agli impegni assunti. Bisognerà intervenire per  facilitare
  il  pagamento  dei debiti della pubblica amministrazione  per  dare
  certezza  ai  bilanci delle imprese creditrici anche con  strumenti
  finanziari innovativi.
   Rivedere  il  sistema  degli  aiuti  alle  imprese  in  grado   di
  rispondere  realmente alle esigenze prevedendo due soli  strumenti:
  credito d'imposta come strumento di semplificazione e accelerazione
  per le imprese adeguatamente capitalizzate o in attività; un regime
  di  aiuto  de  minimis per le imprese di nuova  costituzione  e  le
  microimprese  in  genere, secondo quanto previsto  dalla  normativa
  europea.
   Dare   concreta  e  fattiva  attuazione  in  tutto  il  territorio
  regionale al SUAP, sportello unico attività produttive.
   Rivedere  la  strategia e l'organizzazione delle  aree  produttive
  nelle loro diverse forme, prevedendo la creazione di una banca dati
  regionale  che  dia le risposte necessarie ad orientare  le  scelte
  relative  sia  al  mercato interno quanto all'attrazione  di  nuovi
  investimenti.
   Questo  significherà  immaginare  una  nuova  strategia  regionale
  industriale  capace di creare lavoro e occupazione  partendo  dalle
  realtà e dalle vocazioni dei diversi territori non snaturandoli, ma
  indirizzando  gli  attori a compiere scelte sensate  dal  punto  di
  vista della reale utilità e fattibilità degli investimenti.
   Cercare attraverso idonei strumenti di attrarre nella nostra terra
  nuove  iniziative industriali che diano, comunque, la  garanzia  di
  continuità  temporale e che non finiscano per creare disoccupazione
  e povertà per come è avvenuto sino ad oggi.
   Va  aperta  una vertenza verso le aziende che operano  nei  grandi
  poli industriali, per ricondurle verso una politica industriale più
  rispettosa   dell'ambiente,  senza  per   questo   demonizzare   le
  produzioni industriali né idealizzarle.
   Altra  questione sarà quella di affrontare in maniera concreta  il
  problema  degli  autotrasportatori. Nelle province  dedite  a  tale
  vocazione  va  costituito  un  nuovo polo  tecnologico  (tecnologie
  avanzate e green economy).
   Va  sicuramente  ripresa la questione con il Governo  nazionale  e
  l'Unione  Europea riguardante la costituzione delle   zone  franche
  urbane , ma questa è superata perché l'abbiamo già fatta.
   A   questa  nuova  visone  di  sviluppo  dovrà  accompagnarsi  una
  riorganizzazione dell'amministrazione pubblica snella e  tempestiva
  nelle risposte.
   Lo  sviluppo  del  territorio  non  può  essere  osteggiato  dalle
  lentezze burocratiche.
   Infrastrutture e trasporti. Il sistema dei trasporti della Regione
  siciliana presente indubbie criticità, tali da limitare lo sviluppo
  economico e sociale dell'Isola.
   Occorre, pertanto, porre in atto una strategia di potenziamento ed
  ottimizzazione che miri ad un duplice obiettivo: il  sostegno  allo
  sviluppo  del mondo imprenditoriale, da un lato, per accrescere  la
  competitività del sistema produttivo e trasportistico regionale; il
  miglioramento  della qualità della vita dei cittadini,  dall'altro,
  per  sostenere  il riequilibrio e l'organizzazione  del  territorio
  siciliano.
   Si   tratta,  dunque  di  potenziare  il  trasporto  marittimo   e
  riorganizzare il sistema ferroviario.
   Siccome   su   questa   parte  siamo  già   intervenuti   con   la
  programmazione  europea, provvedendo a prevedere  il  finanziamento
  per  i  porti che chiedevano interventi, che sono tutti quelli  che
  l'hanno  chiesto,  per  intenderci,  più  abbiamo  finanziato  dove
  avevamo   progetti  esecutivi  per  quanto  riguarda   il   sistema
  ferroviario,  ne  parlavo prima, sia per la Nord-Sud,  sia  per  la
  parte  che  riguarda  il  ragusano, sia per  la  parte  di  Comiso;
  l'ultima  parte che stiamo definendo è quella relativa  al  sistema
  ferroviario.
   Mi sono incontrato la settimana scorsa con il ministro Barca ed il
  presidente Moretti delle Ferrovie dello Stato, abbiamo concluso  un
  accordo di massima, che vi estrapolo qui, che è basato sull'idea di
  collegare   prioritariamente,  mettere  in  rete  le  grandi   aree
  metropolitane, puntando sull'alta velocità, perché è chiaro che  se
  non  mettiamo  in  collegamenti rapidi Messina,  Catania,  Palermo,
  attraverso l'alta velocità non riusciamo assolutamente a  risolvere
  i nodi regionali. Insieme a questo l'asse ferroviario Nord-Sud, che
  dovrebbe collegare Castelbuono con Santo Stefano, con Enna e,  poi,
  alcuni   elementi   di   potenziamento  che   dovranno   riguardare
  soprattutto l'area aeroportuale di Trapani e l'area aeroportuale di
  Siracusa.
   Su  questi  assi che ci sembrano prioritari, compresa la litoranea
  Sud,  e  credo  che  nei  prossimi anni già  stiamo  prevedendo  le
  risorse, già le abbiamo previste per le autostrade, e faremo  anche
  l'accordo  di  programma per le ferrovie entro la fine  di  gennaio
  prossimo.
   Quindi,  ometto  la  lettura  del discorso  dei  trasporti  perché
  ampiamente superato dalla programmazione che ci diamo.
   TURISMO E BENI CULTURALI
   La Sicilia è una terra di forti contrasti, la terra dei più grandi
  autori  contemporanei, da Pirandello a Camilleri, la terra  che  ha
  conosciuto  le  più grandi dominazioni straniere  -  greci,  arabi,
  normanni  -,  la  terra ove la cultura rappresenta  una  delle  più
  grandi  risorse ospitando un patrimonio notevole di beni dichiarati
  patrimonio mondiale dell'umanità da parte dell'Unesco, la terra che
  possiede un vastissimo patrimonio naturalistico, archeologico.  Una
  terra  capace  di esprimere esperienze come quella di  Gibellina  o
  della Fiumara D'arte.
   Nonostante  le  ricchezze  del nostro territorio  il  turismo  non
  riesce  a  diventare  la  fonte primaria di crescita  economica  ed
  occupazionale.
   I  beni  culturali  devono diventare risorse  capaci  di  produrre
  ricchezza e reddito in Sicilia, come avviene in tanti altri Paesi e
  ritornare ad essere vissuti da tutti i cittadini.
   Ed  anche  qui abbiamo una serie di cose che dobbiamo  registrare,
  purtroppo, perché negli anni passati per  esempio si è provveduto a
  dare   in   gestione  i  servizi  aggiuntivi  dei  beni   culturali
  esternalizzandoli  ed  il risultato è che la   Mercadante   secondo
  l'inchiesta della Magistratura, dovrebbe dare 19 milioni  di  euro,
  che  non ha  mai dato, alla Pubblica amministrazione e, invece, già
  dai  primi calcoli che abbiamo fatto non sono 19 milioni  di  euro,
  per  cui  presenteremo  una prossima denuncia,  in  questi  giorni,
  all'Autorità giudiziaria perché, in realtà, sono circa  40  milioni
  di euro.
   Ora,  voi  immaginate  ciò che doveva diventare,  quando  parliamo
  delle  esternalizzazioni,  delle  privatizzazioni  ,  elemento   di
  ricchezza, in Sicilia,  diventa sempre elemento di spreco.
   Allora,  dobbiamo cominciare a fare un ragionamento  intorno  alla
  vera  valorizzazione  dei beni culturali. Anche  qui,  con  umiltà,
  pongo  un  punto  di  riflessione su un  tema   che  credo  dovremo
  dibattere  insieme,  cioé come arrivare a quelle  esternalizzazioni
  positive,  tenendo  presente che abbiamo criticità  importanti,  ad
  esempio  le  terme  di Acireale sono ferme da  anni  in  mano  alla
  Regione  siciliana. Un processo lì di esternalizzazione può  essere
  produttivo? Io penso proprio di sì. Però, lì dobbiamo ragionare  su
  come, dove, quando e in che condizioni lo facciamo.
   Però dobbiamo lavorare
   E,  quando  parliamo,  quindi, di apporto  dei  privati,  dobbiamo
  tenere presente che questo apporto dei privati non potrà continuare
  ad  essere  quello che è stato negli ultimi anni, dove le passività
  sono pubbliche ed i profitti sono sempre privati.
   Ciò  non può continuare ad avvenire, perché dovranno essere  anche
  pubblici  i  profitti e dobbiamo, soprattutto, essere in  grado  di
  accertare  certamente  quali sono i profitti  che  si  determinano,
  perché  non  credo che, per esempio, sarebbe stato  così  difficile
  prevedere  ingressi automatizzati, con i pannelli  automatici,  che
  danno   l'accesso,  eccetera, ma insomma, si sono preferiti  vecchi
  sistemi (la biglietteria) superati in tutta l'Europa.
   FORMAZIONE PROFESSIONALE
   Vogliamo una formazione professionale che non sia più occasione di
  sprechi,  ma che si leghi, invece, al mondo dell'Università,  della
  scuola,  della ricerca, al mondo vero del volontariato. Penso,  per
  esempio, a quanto di splendido fatto da istituzioni come quelle dei
  salesiani, che si leghi alla ricerca, ad una collaborazione con  le
  aziende.
   Sicuramente non possiamo assistere ad una formazione professionale
  dove  spesso  non si ha  prontezza nemmeno sul numero  certo  degli
  alunni,  se  gli  alunni  sono ripetuti  nei  vari  corsi,  se  gli
  insegnanti  sono ripetuti nei vari corsi, se i locali che  ospitano
  dei corsi sono sempre gli stessi, se vengono pagati due, tre corsi,
  magari  contemporaneamente, oppure, come è  accaduto  recentemente,
  dove  abbiamo  scoperto che ci sono stati dipendenti che  si  fanno
  versare  i  soldi  nei loro conti correnti, invece,  di  pagare  le
  aziende di formazione.
   Quindi, è chiaro che anche qui vorremo il vostro aiuto, il  vostro
  soccorso,  perché  è chiaro che lì  non vogliamo  fare   macelleria
  sociale ,  nel  senso che teniamo presente che  lì  ci  sono  tanti
  operatori della formazione.
   Però,  dobbiamo  fare  in  modo  che  anche  lì  non  tutto  venga
  artificiosamente  moltiplicato, perché una cosa  sono  i  formatori
  stabili, che hanno contratto a tempo indeterminato, altra cosa sono
  i  formatori  che  vengono  chiamati  occasionalmente.  Ma,  se  un
  formatore  lo  considero stabile, allora, perché non  stabilizziamo
  anche  i  criteri di pagamento? Perché dovrebbe essere  pagato  120
  euro  l'ora  e non quanto viene pagato un insegnante della  scuola,
  per  esempio? E perché non deve avere gli stessi titoli che  ha  un
  insegnante della scuola e può essere chiunque?
   Allora,  su  tutto  questo cominciamo. E perché,  quando  facciamo
  nuove  assunzioni, lì non possono essere assunti  dalle  liste  dei
  precari   della  scuola?  E  perché  non  bisogna  eliminare   ogni
  discrezionalità  nelle modalità di assunzione, rischiando  di  fare
  diventare  tutto  questo  elemento di  clientele,  invece,  che  di
  giustizia sociale?
   Quindi, nessuno vuole mettere al macero le esperienze sociali  che
  ci  sono  dietro la formazione, ma, sicuramente, alcuni criteri  di
  riduzione   di  costi,  di  razionalizzazione  dei   costi   e   di
  valorizzazione  delle esperienze che valgono e di cancellazione  di
  quelle  che  non servono assolutamente a nulla vanno  fatte  ed  un
  criterio  anche  di  regole che rispecchino  i  diritti  anche  dei
  lavoratori  può avvenire, per esempio, dove c'è un'azienda  che  ha
  ricevuto nel 2012 20 milioni di euro solo per pagare i lavoratori e
  l'altro    giorno   i   lavoratori   sono   venuti   a   protestare
  all'Assessorato  della  formazione  perché  nell'ultimo  anno   non
  avevano ricevuto un centesimo, quando quei 20  milioni erano  stati
  dati  a  quella  azienda solo di formazione o  solo  per  pagare  i
  lavoratori
   Diciamo  che  sono accadute cose strane. Quindi, anche  su  questo
  vorremmo invitare i lavoratori a non farsi strumentalizzare  perché
  il  Governo  tutelerà i lavoratori della formazione e lo  farà  con
  fermezza ma  con altrettanta fermezza eliminerà il malaffare ed  il
  privilegio che ci sta dietro.
   I  lavoratori  possono  essere salvati in tanti  modi  anche,  per
  esempio,  facendo organizzare i corsi all'Università;  l'Università
  organizza  un  corso, i lavoratori che lavoravano  in  un  ente  di
  formazione  hanno  un  contratto con l'Università  non  è  che  non
  lavorano,  qualcuno perde i privilegi ma anche lì tutto  ciò  dovrà
  incontrarsi con i criteri di incompatibilità.
   Diciamo che riteniamo completamente inopportuno, sia pure fino  ad
  oggi   consentito   dalle   norme  di   legge,   che   parenti   di
  amministratori, di assessori, di deputati, di dirigenti,  o  quando
  non  sono  essi stessi titolari di benefici, debbano  gestire  gran
  parte del sistema della formazione in Sicilia.
   Credo  che  il  problema si ponga ampiamente  e  la  necessità  di
  riformare tutto questo credo che sia anche una necessità di  questo
  Parlamento  e  di questo Governo che non vogliono più essere  visti
  dai  cittadini  con  sospetto, come chissà quali interessi  debbano
  avere. La moglie di Cesare deve essere più severa di tutte le altre
  mogli,  qualcuno diceva. E, allora,  chi decide di fare prioritaria
  la  scelta  dell'impegno politico, credo che  abbia  il  dovere  di
  sciogliere tutte le incompatibilità ed in questo campo ce  ne  sono
  tante, ma tante, ma tante.
   AMBIENTE E TERRITORIO, ENERGIA E RIFIUTI.
   Soddisfare  i  bisogni attuali senza compromettere le  generazioni
  future,  in  estrema sintesi concetto di sviluppo  sostenibile  che
  dovrà attraversare, anche qui cerco di abbreviare così finiamo.
   Per quanto riguarda i rifiuti abbiamo già presentato questa norma,
  come sapete, spero che si capisca, ebbene, è urgentissimo approvare
  tale  norma  entro il 31 di dicembre altrimenti i lavoratori  degli
  ATO   rimarranno  persino  senza  stipendi  e  salari,  quindi  c'è
  un'emergenza  sociale  però, in questa  emergenza  sociale  abbiamo
  inserito  i criteri dell'economicità prevedendo che questi  possano
  essere gestiti, relativamente alla raccolta, dai comuni.
   Noi  vogliamo  sviluppare  molto la  green  economia ,  quindi  le
  energie  che  nascono  verdi  e avviare  anche,  pensavamo  ad  una
   Silicon  Valley   delle nuove tecnologie che dovrebbe  avere  come
  punto  anche  delle   green tecnologies , che dovrebbe  avere  come
  punto  un'area  dove esiste già una forza lavoro molto  predisposta
  che  è  tra  Catania ed Enna e lì potremmo, a mio  avviso,  trovare
  anche  già  aziende  che  operano nel  settore,  con  le  quali  si
  potrebbero  cominciare a fare delle riflessioni ma anche necessarie
  risorse;  dobbiamo sviluppare l'uso del fotovoltaico, aumentare  le
  ricerche per altri settori come, per esempio, quelle delle correnti
  marine,  delle maree, eccetera, che potrebbero essere anche settori
  di produzione dell'energia senza impatto ambientale.
   Dobbiamo  pensare  anche al programma dei  rifiuti  che  diventano
  risorsa,  non  costo, sulla famiglia e sul welfare intendiamo  fare
  grossi investimenti, ma credo di averne parlato prima.
   BILANCIO.
   Il  bilancio  provvisorio che vi sarà presentato è un bilancio  in
  cui  ci sono dei tagli e qui dobbiamo essere leali e sinceri  tutti
  perché,  se  si  sono prodotti 5 miliardi di deficit  negli  ultimi
  anni,  questo  sicuramente non è che lo si fa in un  anno,  in  due
  anni, significa che questa Regione spende più di quanto incassa.
   Ora,  il  meccanismo va interrotto. Credo che se volessimo  essere
  coerenti  con  rigore,  la previsione di spesa  di  quest'anno  non
  dovrebbe  superare le uscite di cassa che abbiamo avuto  nel  2012.
  Per  un  motivo  estremamente semplice: non possiamo solo  guardare
  alla  capacità di competenza, di indebitamento che la  Regione  ha,
  poi  dobbiamo  anche  guardare i patti  di  stabilità,  quello  che
  possiamo spendere. E se impegniamo più di ciò che possiamo  pagare,
  produciamo  una  situazione paradossale  in  cui  i  fornitori  non
  riusciamo  mai a pagarli in tempo, così come è avvenuto  in  questi
  ultimi anni che ha determinato la crisi delle imprese siciliane. E'
  stato  uno  dei  fattori  della crisi delle  imprese  siciliane.  E
  creiamo anche i presupposti per altro deficit, altro indebitamento.
   Questo circuito negativo, viziato va interrotto. Per cui nel nuovo
  bilancio,  ne parleremo successivamente quando la manovra  arriverà
  in  Aula,  lo stiamo definendo in questi giorni, noi prevediamo  un
  miliardo  di  riduzione  della spesa  rispetto  all'anno  scorso  e
  questo,  se  consentite, ci dà anche credibilità; ci dà credibilità
  rispetto all'Europa, ci dà credibilità rispetto al Governo,  ci  dà
  credibilità rispetto ai mercati, ci consente di cominciare  a  dire
  che c'è una Regione che elimina gli sprechi.
   L'eliminazione della spesa non riguarderà affatto lo stato sociale
  che  viene  mantenuto, naturalmente ipotizziamo la possibilità  che
  una  parte  del  precariato  possa  diventare  produttivo  per  non
  incidere in modo assolutamente negativo sulla spesa pubblica. Però,
  ciò  significa  che,  invece, di fare ipotesi di  eliminazione  del
  precariato,  che  avrebbero effetti sociali  devastanti,  significa
  che,  invece, facciamo un'azione di recupero del precariato.  Anche
  lì  eliminazione  di ciò che non serve, che non è necessario,  enti
  inutili,  spesa inutile. E, invece, puntare alla spesa  per  creare
  lavoro,   sviluppo   e  solidarietà  sociale:  scuole,   formazione
  rivisitata,  troppi soldi per la formazione, vanno  razionalizzati,
  vanno utilizzati in modo efficiente.
   Questo,  in  sintesi,  ciò  che si  può  dire  all'interno  di  un
  ragionamento   programmatico.  E'  chiaro  che  non  vuole   essere
  esaustivo e soprattutto non vuole essere immobile. Vuole essere una
  base  di  partenza  per un dialogo che mi auguro  corretto  con  il
  Parlamento,  fra l'altro ho apprezzato anche l'intesa istituzionale
  ampia  che  si  è  verificata  in occasione  delle  elezioni  degli
  incarichi  parlamentari.  Sicuramente  l'avrei  voluta  più   ampia
  ancora,  mi  sarebbe sicuramente piaciuto che tutte  le  formazioni
  politiche presenti in Aula fossero state rappresentate come in  una
  realtà  democratica si fa. Perché una cosa è il  Parlamento  e  una
  cosa  è il Governo. Ciò, purtroppo, non è accaduto, diciamo  che  è
  stato un allargamento istituzionale un po' zoppicante. Spero che in
  corso d'opera si possa recuperare tutti, con un confronto leale fra
  Governo  e  Parlamento che possa vedere un giudizio  sugli  atti  e
  sulle  cose  e  non  un  pregiudizio sulla base  delle  logiche  di
  schieramento.
   Per  quel che ci riguarda, il Governo vuole collaborare con tutti,
  chiaramente   nella  distinzione  dei  ruoli,  c'è   chi   sostiene
  organicamente  il  Governo,  c'è chi  giustamente  ne  vuole  stare
  all'opposizione, chi lo vuole fare in modo più distaccato,  chi  lo
  vuole  fare  in  modo  più  forte. Credo  che  tutte  le  posizioni
  politiche abbiano diritto, abbiano legittimità e vadano rispettate.
  Con  questo rispetto - che ci sarà sicuramente da parte del Governo
  -  vogliamo  costruire,  però,  un confronto  positivo  per  quanto
  riguarda  la  realizzazione concreta delle  cose,  le  riforme  che
  dobbiamo portare avanti e credo che, poi, non siano né del  Governo
  né  di  questa  o quella forza politica, ma saranno il  frutto  del
  lavoro  che  faremo tutti quanti noi per il bene della  Sicilia  e,
  consentitemi, anche per l'immagine della Sicilia, di una terra  che
  è   stata  vista,  purtroppo,  come  negli  ultimi  anni,  in  modo
  fortemente negativo, cosa alla quale ci dobbiamo ribellare,  perché
  quando avvengono determinate cose in Lombardia vengono dette in  un
  certo modo, quando avvengono in Sicilia, vengono dette in un altro.
   Però,  dobbiamo metterci in regola, perché quando ci metteremo  in
  regola  avremo  il  diritto anche di alzare la voce  contro  questi
  elementi  discriminatori,  a  volte esasperati,  esagerati  che  si
  ergono contro la Sicilia.
   La  difesa  e l'autonomia come elemento fondamentale del programma
  di  Governo, la valorizzazione  della stessa, un'autonomia che deve
  diventare però produttiva, democratica, forte, che si libera  della
  corruzione,  della mafia, dell'inefficienza e che diventa,  invece,
  fattore  di  sviluppo come crediamo debba essere e, se  permettete,
  anche  fattore  di  orgoglio,  un'autonomia  che  sicuramente   non
  vogliamo svendere a nessuno ma che difenderemo a denti stretti.

   Regione

   Presidenza del presidente Ardizzone


                              (Applausi)

   PRESIDENTE.   Grazie  Presidente.  Così  come   concordato   nella
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, si  era  deciso
  che  a  seguito  delle dichiarazioni programmatiche  da  parte  del
  presidente Crocetta sarebbe seguito un dibattito.
   Hanno  chiesto di parlare tutti i gruppi. Per ogni gruppo si  sono
  stabiliti  cinque minuti, chiaramente non saremo fiscali,  facciamo
  appello, però, al buon senso di chi  interviene.
   Partendo  dai  Gruppi di minore consistenza numerica,  quindi  dal
  gruppo  Misto, poi la particolarità è che abbiamo cinque gruppi  di
  cinque  parlamentari, quindi venticinque parlamentari suddivisi  su
  cinque  gruppi e, poi, a seguire il Partito dei Siciliani, il  PDL,
  UDC, Movimento Cinque Stelle e PD.
   Partiamo dal gruppo con minore consistenza numerica.
   Ha  facoltà di parlare l'onorevole Fazio, appartenente  al  Gruppo
  Misto.   Siccome  ho  fatto  appello  al  buon  senso,  chiedo  che
  intervenga per due minuti, magari recupererà  successivamente i tre
  minuti a disposizione il successivo deputato che interverrà.

   FAZIO.  Signor  Presidente,  signor  Governatore,  normalmente  mi
  attengo alle regole, anzi rimango entro i termini.
   Signor   Presidente,  abbiamo  ascoltato,  ovviamente,  le   linee
  programmatiche.   Non   le  nascondo  che   mi   sarei   aspettato,
  sicuramente, un po' di più perché credo che la campagna  elettorale
  sia  finita  e  dobbiamo  cercare  di  guardare  i  tanti  problemi
  irrisolti   che   sono   presenti  nel  territorio   siciliano   e,
  possibilmente,  affrontarli  in  maniera  concreta,  senza   quelle
  dichiarazioni  di  principi che sicuramente sono interessanti,  per
  certi  versi condivisibili, ma credo che la situazione in cui versa
  la  Sicilia ed i siciliani necessiti quella collaborazione che  lei
  auspica  con  il Parlamento siciliano e che sicuramente  lo  stesso
  Parlamento siciliano non farà mancare.
   Ho  ascoltato con molta attenzione i temi da lei trattati, speravo
  sicuramente  che ci fosse un maggiore riferimento su alcune riforme
  estremamente  importanti e fondamentali che la Sicilia  auspica  da
  tantissimo tempo.
   L'iniziativa sui rifiuti, sicuramente, è lodevole ed è  un  grosso
  passo  avanti,  ma  credo  che  tantissime  altre  iniziative,  nei
  prossimi giorni, nei prossimi mesi, debbano essere portate avanti.
   Mi  riferisco in primis, se lei vuole raggiungere l'obiettivo  che
  sicuramente  determinerà un risparmio notevolissimo, è  di  rendere
  più efficiente la Pubblica amministrazione.
   Comprendo  che  non sia facile, non sia semplice  però,  mi  piace
  ricordare  che  forse  giacciono qui in Assemblea  alcuni  disegni,
  anche del precedente Governo, che a mio avviso possano essere presi
  in  considerazione  per  essere ampliati, modificati  ed  adeguati.
  Bisogna intervenire con la massima tempestività.
   Un'altra  riforma, sicuramente che la Sicilia auspica, attende  da
  anni,  è  la  materia urbanistica. E perché una riforma sugli  enti
  locali?  Un'altra economia che sicuramente si potrebbe raggiungere,
  tenuto  conto  del  dispendio  che la Pubblica amministrazione,  in
  questo  momento, sopporta   sul fatto di una semplice modifica  del
  territorio dei comuni, dell'accorpamento e perché no della fusione,
  comprendo che dal basso è estremamente difficile raggiungere questo
  obiettivo,   ma  dobbiamo  guardare  all'efficienza  e  soprattutto
  all'economicità,  non  possiamo solo riempirci  la  bocca  e,  poi,
  sostanzialmente  lasciare  stare le cose così  come  effettivamente
  sono andate per tanti anni e forse per troppi anni.
   Siccome  sono una persona che mantiene ciò che dice, la ringrazio,
  per  quello  che mi riguarda,  il Gruppo che rappresento  andrò  ad
  esaminare   attentamente ogni iniziativa, così come  d'altronde  ho
  già fatto, dando il mio contributo laddove, in qualche modo, questo
  possa essere ritenuto positivo. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Fazio.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci della Lista Musumeci.
   Interviene uno per gruppo.
   Chiedo  all'onorevole Cracolici di accomodarsi al suo posto perché
  sarebbe un cattivo esempio proprio  da un uomo di esperienza   come
  lei.

   CRACOLICI. Mi devo mettere dietro la lavagna

   PRESIDENTE. Dove vuole lei, basti che sia seduto.
   Invito gli onorevoli Cascio e Fontana a prendere posto.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Musumeci.

   MUSUMECI.  Signor  Presidente  del Parlamento,  signor  Presidente
  della  Regione, colleghi deputati, non ho difficoltà  a  nascondere
  l'emozione  che  accompagna questo mio esordio in un'Aula   le  cui
  mura  trasudano la storia di un millennio, e tra i banchi che hanno
  visto testimoni  attoniti ed inerti battaglie appassionate, scontri
  particolarmente  animati fra protagonisti, alcuni  dei  quali  sono
  stati assunti alla storia d'Italia.
   Questo mio esordio coincide con quello che ritenevo il momento più
  solenne  dell'avvio  della legislatura e, invece,  devo  confessare
  tutta la mia delusione.
   Signor presidente Crocetta lo dico con tutto il rispetto che  devo
  al  suo ruolo, se mi consente più che alla sua persona, per ciò che
  lei  ha  detto stamattina e per ciò che lei ha detto e fatto  nelle
  settimane  scorse,  lei  mi  sembra un personaggio  scappato  dalle
  pagine   di  un  libro  di  Pirandello,  ecco,  difficile   poterla
  incasellare  con  una definizione che possa essere pertinente,  che
  so,  riesce  ad essere contemporaneamente un  Sanculotto  Giacobino
  ed un consumato Doroteo ; lo dico con serenità, naturalmente, e lei
  mi consentirà il paragone perché credo che questa Assemblea, questo
  Parlamento, oggi, avrebbe meritato qualcosa di più della bistratta,
  svogliata,  disordinata lettura di un programma elettorale  smorto,
  questa Assemblea avrebbe meritato considerazioni serrate, ecco,  mi
  è  sembrato un atto più dovuto che voluto, e dopo due mesi dal  suo
  insediamento,  credo che lei sia già in possesso  di  elementi  che
  avrebbero consentito di rimpolpare la relazione, di adeguarla,  non
  soltanto  nella coniugazione dei verbi al futuro o al  passato,  ma
  nella capacità cioè  di indicare a questo Parlamento quali sono  le
  priorità  del  suo Governo, quali sono le modifiche agli  strumenti
  contabili che lei avrebbe voluto apportare.
   Quale tipo di politica sociale vuole lasciare inalterata?
   Quale riforma della Pubblica amministrazione?
   Quale  sorte per le Province, per esempio, che attendono di sapere
  se  debbono  essere affidate alla cruda, grigia,  monotona,  fredda
  logica di un commissario o, invece, consegnata alla loro essenziale
  funzione  di   enti cerniera  fra la polverizzazione dei  comuni  e
  l'esasperata tentazione centralista della Regione?
   Io  credo che avremmo potuto, come Parlamento, meritare di più  e,
  invece, ci siamo limitati ancora alla pratica degli annunci, signor
  Presidente    che,   attenzione,   rischiano   di   abbassare    la
  consapevolezza dei cittadini, dei siciliani,  sulle sfide  gravi  e
  difficili che ci attendono.
   E,  allora, mi consenta qualche suggerimento: si affidi, ormai, ad
  affrontare i nodi strutturali di questa Regione, che sono tanti,  e
  che attendono iniziative efficaci e concrete; si liberi dalla fobia
  dell'inciucio  col  centrodestra  che  è  stato  il  suo   costante
  riferimento in queste settimane per quello che ha detto la  Stampa;
  non  confonda le intese istituzionali con gli inciuci e lei,  oggi,
  ha avuto l'ardire di esaltare le intese istituzionali quando lei le
  ha condannate, quando lei ha puntato l'indice su quelle intese che,
  fatte alla vigilia e, perciò, alla luce del sole e perciò aperte  e
  perciò   di   alto  valore  istituzionale  perché  vedevano   nella
  formazione  dell'Ufficio di Presidenza il concorso delle  forze  di
  maggioranza e di opposizione, lei ha voluto condannare quel tipo di
  accordo istituzionale perché non avrebbe voluto nessuna intesa  con
  il centrodestra.
   Si  rassegni,  Presidente, il centrodestra non cerca  inciuci,  il
  centrodestra  farà  quello  che  i  siciliani  hanno  voluto,   lei
  governerà, noi controlleremo, faremo il nostro dovere, l'Ufficio di
  Presidenza  doveva essere espresso da una intesa istituzionale  per
  dare  un  segnale  forte a quest'Aula nella  quale  finora  l'unico
  inciucio  porta  la  sua  firma,  fino a  prova  contraria,  perché
  portato  avanti  senza  accordo  palese  e  attraverso  intese  che
  appartengono certamente alla peggiore politica.
   E,  allora, nel concludere, noi non vogliamo mettere assolutamente
  in  difficoltà questo Governo, non ci interessa sapere quanti siano
  gli   assessori  in  odore  di  cuffarismo  inteso  nel  senso   di
  frequentazione   o   di  richiamo  culturale   all'esperienza   del
  presidente  della  Regione Cuffaro, al quale  va  tutta  la  nostra
  considerazione  per la grande dignità con la quale  sta  pagando  i
  suoi  errori;  non ci interessa sapere se sono due  o  tre  i  suoi
  assessori  cuffariani; non ci interessa sapere se un suo  assessore
  dice  di voler trasformare la Sicilia in una sorte di base  per  le
  centrali  nucleari; non ci interessa sapere se un  altro  assessore
  dice  che  vuol  continuare a lavorare restando a Ginevra;  non  ci
  interessa   sapere  se  un  altro  assessore  dice  che  preferisce
  dialogare con un gruppo piuttosto che con l'altro, cioè con  l'UDC,
  perché non lo ritiene all'altezza del compito.
   Noi  riteniamo che la sua maggioranza non abbia rischi da correre,
  perché  è  una maggioranza che può contare almeno su cinquantasette
  deputati,  anche  se  è  difficile capire come  l'allargamento  sia
  potuto  avvenire non in Aula - nella sua sede naturale  -  dove  si
  determinano   le   convergenze   sulla   scorta   di   condivisioni
  istituzionali  e  programmatiche, ma attorno ad un  tavolo,   nella
  vicina  mensa del Parlamento, cosa strana, esattamente come  si  fa
  quando  si  raccontano barzellette agli amici davanti  ad  un  buon
  grappino.
   Stia  tranquillo,  onorevole Presidente, noi  la  vogliamo  vedere
  all'opera, l'ha voluta la bicicletta, bene, adesso pedali,  non  le
  lasceremo  tregua,  non le lasceremo tregua,  pedali,  pedali,  lei
  dovrà  lavorare  per la Sicilia e noi saremo qui a sostenerla  ogni
  qualvolta  lei porterà in Aula provvedimenti che riterremo  giusti,
  utili, al progresso e alla crescita di questa nostra terra.
   Lo  faremo  nel  nostro ruolo di opposizione, senza tregua,  senza
  indulgenza  e senza accordi sotto banco. Non alimentiamo illusioni,
  ce  lo  lasci dire, non alimentiamo alcuna illusione sulle capacità
  di questo Governo di potere dare risposte serie e concrete.
   Ma  con  la  serenità  dei   credenti, alla  vigilia  del  Natale,
  vorremmo  alimentare  la  speranza che tutti  assieme,  ognuno  nel
  rispetto  del  proprio  ruolo, si possa alimentare  la  fiamma  per
  restituire ai siciliani il diritto alla speranza.

                    (Applausi dai banchi di destra)

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente
  della   Regione,  assessori,  onorevoli  colleghi,   noi   non   ci
  aspettavamo che lei risolvesse tutti i problemi della Sicilia,   in
  così  poco tempo. Questo glielo dico con grande chiarezza. Noi  non
  ci  aspettavamo  neanche di partecipare ad  una  seduta  d'Aula  il
  giorno 24 di dicembre,  ed io la prego di pedalare di meno. Si deve
  tranquillizzare  perché  altrimenti  avremo  difficoltà  a  venirle
  dietro, perché è troppo accelerato. Comprendiamo che non guarda  né
  il Natale, né il Capodanno, già il nostro Presidente dell'Assemblea
  ci ha comunicato di rimanere tutti in sede, quindi, la prego di non
  ascoltare  in  questo  senso l'intervento dell'onorevole  Musumeci,
  perché il rischio vero e concreto è che molti di noi non riusciremo
  a venirle dietro.
   Detto  questo,  ritengo che sia assurdo pensare che in  pochissimo
  tempo  si  possano risolvere problemi immensi che  altri  ci  hanno
  lasciato.  Problemi che abbiamo ereditato e prima di  giudicare   -
  molti   di   noi  siamo  cristiani  -   crediamo,   ed  uno   degli
  insegnamenti che ci sono stati trasmessi, è stato quello  di  avere
  sempre fiducia negli altri e di aspettare prima di giudicare.
   Ritengo  che  sia  troppo presto per giudicare  il  lavoro  di  un
  Presidente della Regione e di un Governo che si sia trovato in  una
  situazione drammatica come quella che abbiamo visto. Troppo presto.
   Mi  rivolgo davvero con affetto ai miei colleghi; sono venuto  qui
  con  una  speranza immensa e così anche i colleghi del  mio  Gruppo
  parlamentare,   e   dico  sempre  di  avere  ricevuto   un   regalo
  eccezionale,  grandissimo,  da parte degli elettori  che  mi  hanno
  messo  in  contatto  con i miei colleghi di gruppo,  che  hanno  lo
  stesso modo di vedere la politica.
   Noi  vogliamo  fatti concreti, tutti vogliamo fatti  concreti;  ma
  dobbiamo dare, anche, la possibilità a questo Presidente e a questo
  Governo  di poterli realizzare, di fare il loro lavoro ed  i  fatti
  già  ci  sono. Non è venuto qui, oggi, il Presidente  a  fare  solo
  chiacchiere, ma riuscire a sbloccare i fondi europei che metteranno
  in  condizione, finalmente, questa Regione di avere risorse fresche
  che,  purtroppo, non sono state spese commettendo un danno  immenso
  in  un  momento  di  crisi; risorse che sono  mancate  alle  nostre
  imprese,   alle   nostre   famiglie.  Pensate   quale   grandissima
  responsabilità  si  sono assunti coloro che  non  sono  riusciti  a
  portare  avanti l'utilizzo di queste risorse,  ed il Presidente  le
  ha sbloccate, il Presidente ci sta lavorando.
   Io  ringrazio anche l'intervento fatto per gli ATO, che non è solo
  una proroga, è finalmente il riconoscimento agli enti locali di una
  centralità in una gestione difficile come quella della raccolta dei
  rifiuti.
   Ci  sono,  quindi, tanti segnali, da subito e noi  abbiamo  dovuto
  aspettare,  parlo  da ex sindaco, abbiamo dovuto  aspettare  invano
  cinque  anni  per  fare una piccola norma, un  piccolo  intervento.
  Grazie  Presidente,  noi le stiamo accanto  con  grande  fiducia  e
  certezza  di avere a che fare con un uomo che lavora, con  un  uomo
  che si impegna e con un uomo che fa la sua parte.
   Tre  cose  veloci.  C'è una emergenza,  ci sta bene  tutto  e  noi
  abbiamo piena fiducia,  serve dare delle risposte immediate  a  chi
  non  ha  nulla  da mangiare, perché nel frattempo  che  noi  stiamo
  avviando  quei  processi di crescita, di sviluppo economico,  tutto
  quello che serve, però c'è gente che la mattina non ha i soldi  per
  il gas, per la luce, per il pane, per il latte da dare ai figli.
   Utilizzi i servizi sociali dei comuni, dia delle risorse,  piccole
  risorse,  non servono centinaia di milioni di euro, per poter  fare
  questo.
   Il  MUOS, dobbiamo mettere la parola fine a questo. E' impensabile
  che   nella  nostra  Sicilia  e  accanto  ad  un  sughereto,  venga
  impiantata una struttura che a noi non serve a nulla.
   Il  patto di stabilità regionalizzato verticale: faccio un appello
  all'assessore   per  gli  enti  locali  di  mettersi   a   lavorare
  velocemente  su  questo. L'ultima legge di stabilità    rimette  al
  centro ancora il patto di stabilità  regionalizzato' verticale, con
  un  budget di ottocento milioni di euro:  abbiamo tempo fino al  31
  di maggio per poter liberare delle risorse, per ogni euro, verranno
  assegnati  alla Sicilia ottantatre centesimi. Queste sono scommesse
  che non si possono perdere.
   Quindi,  io  ritengo che con l'aiuto di tutti con  la  sua  grande
  volontà  con  la  sua  grande serietà e insieme  alla  sua  squadra
  assessoriale e a tutti noi riusciremo davvero ad uscire  da  questo
  momento  così  difficile  per  la nostra  isola  e  per  le  nostre
  famiglie.

                    (Applausi dai banchi di centro)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Cimino.  Ne  ha
  facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente dell'assemblea,  onorevole  Presidente
  della  Regione, onorevoli colleghi, questa è un'Aula che ha la  sua
  storia, la sua importanza e soprattutto è l'Aula che dovrà dare  ai
  siciliani  quelle  leggi  importanti  per  riformulare  la   spesa,
  accelerare tutte quelle procedure che negli anni, purtroppo,  hanno
  creato difficoltà economiche anche alla nostra regione.
   Questa è quell'Aula dove non si può improvvisare, bisogna avere le
  idee  chiare,  su ciò che si vuole proporre e su ciò che  si  vuole
  fare.
   Per  noi  di  Grande  Sud,  le  dichiarazioni  programmatiche  del
  Presidente  della  Regione devono potere essere dichiarazioni  che,
  con chiarezza, pongono un'azione vera alle iniziative su cui ci  si
  vuole  confrontare,  e  temi importanti, onorevole  Presidente,  in
  quest'Aula  saremo  chiamati  ad affrontare,  soprattutto  dopo  le
  dichiarazioni  del Presidente dell'Assemblea che vietano  le  leggi
  finanziarie  omnibus, questo significa che con un singolo  articolo
  in  finanziaria  non si potrà, giustamente, dare  risposta  ad  una
  emergenza, ma nello stesso tempo significa che con singoli  disegni
  di legge bisogna risolvere problematiche che da tempo aspettano.
   Nelle  dichiarazioni programmatiche del Presidente  della  Regione
  abbiamo sentito parlare di ridurre la spesa.
   Onorevole Presidente, mi dispiace dirlo in  assenza dell'assessore
  per  l'economia, ma la via maestra non è quella di ridurre le spese
  di  un  bilancio  già ingessato, la via maestra  non  è  quella  di
  ridurre  le spese di un bilancio composto in buona parte  da  spesa
  corrente.
   La  via maestra non è neanche quella di attaccare la tabella H che
  non  esiste  più,  ma pensare come tante fondazioni,  associazioni,
  che  seguono  con passione,  storia, cultura di questa regione,  ad
  oggi,  non  prendono neanche le opportunità dei giusti  contributi,
  che  poi  come  sempre  sono rendicontati  presso  gli  assessorati
  regionale  di  competenza  o,  addirittura,  presso  la  segreteria
  generale della Presidenza della Regione.
   La  via maestra non è quella di non dare concretezza al tema della
  forestale,  dove  non  ho  sentito dire  niente,  dell'associazione
  allevatori,   come  valorizzare  il  ruolo  della   trasparenza   e
  dell'informatica  con  una  società  regionale  che  è   Sicilia  e
  Servizi'  che prima si voleva commissariale e forse oggi  si  vuole
  rilanciare.
   Cosa fare dei cosiddetti fondi per le aree sottoutilizzate, se  il
  piano  di  attuazione regionale  il PAR-FA è valido o  se  ormai  è
  vecchio,  se  queste  risorse che sono state  sbloccate  dei  fondi
  europei  sono risorse di progettualità già pianificate con  i  vari
  assessorati  o  trattasi di vecchi progetti che, forse,  potrebbero
  trovare la piena realizzazione.
   Cosa   pensare   di  fare  in  tema  di  sanità   regionale,   con
  problematiche aperte come nel comprensorio riberese, ma in  diverse
  zone  della  nostra Sicilia, la riforma ha dato dei segnali  ma  ad
  oggi si aspetta anche il rilancio di settori totalmente fermi.
   E  la via maestra non è quella di pensare di ridurre la spesa  che
  di  fatto  ha  la  necessità di aprire un  confronto  vero  con  il
  Presidente   del   Consiglio  e  con  il  ministro   dell'Economia,
  soprattutto  per far valere quella nostra autonomia  regionale  che
  non solo è stata tradita ma è una vera e propria presa in giro.
   Con  l'articolo  36,  comma  2, del nostro  Statuto,  qualcuno  ha
  imposto per norma costituzionale a questa nostra Regione di versare
  le imposte di produzione al bilancio dello Stato.
   Questa  Assemblea  nella  passata legislatura,  all'unanimità,  ha
  votato  un provvedimento di riforma costituzionale, ad oggi nessuna
  parola  sulla solidarietà che la regione siciliana da  al  bilancio
  dello Stato, circa nove  miliardi di euro l'anno.
   La via maestra è quella, signor Presidente, di potere aumentare le
  entrate. Se in Sicilia il bilancio della Regione riuscisse ad avere
  non  un  lavoro come è stato fatto in passato di tagli  orizzontali
  alla spesa, senza tenere conto delle priorità e delle emergenze che
  vi sono, ma riuscire ad attrarre  gli investimenti, riuscire a dare
  maggiore forza a quelle imprese  che vogliono potere investire  nel
  nostro territorio,  e il Grande Sud presenterà un disegno di  legge
  che terrà conto soprattutto del rating  delle imprese, come bene il
  Presidente  della  Regione  ha  voluto  sottolineare,  e  come  ciò
  definito   nel  nostro  programma  elettorale,  la  semplificazione
  amministrativa  per  dare  la possibilità  ai  cittadini  di  avere
  certezza dei tempi delle realizzazioni, dei finanziamenti,  che  si
  vogliono poter sponsorizzare e promuovere.
   Ancora oggi delle pratiche  istruite dalla CRIAS per il bando  del
  turismo,  che  riguarda tantissimi alberghi siciliani,  ancor  oggi
  sono bloccate, ancor oggi sono in discussione.
   Come  si  pensa di fare un bilancio della Regione senza dare  come
  primo  criterio  non  quello di ridurre  la  spesa,  ma  quello  di
  aumentare le entrate del nostro bilancio, aumentando le entrate del
  nostro bilancio, dai fondi nazionali ai fondi europei a ciò che  le
  imprese,   giustamente,   devono   pagare   come   imposte,     per
  l'opportunità di attrarre investimenti, come si fece in passato con
  i  contratti  di  localizzazione, con i finanziamenti  europei  per
  aziende  estere  o  con  i  contratti di programma,  questa  nostra
  regione  può  diventare  una regione sicuramente  ricca,  forte  ed
  autorevole  come  tutti di fatto in questa Aula puntiamo  a   poter
  realizzare.
   Spero  che  questo  nuovo  Governo possa  avere  e  dare  risposte
  concrete, così come ho avuto modo di dire in una mia dichiarazione,
  un  nuovo Governo - che vince le elezioni e che vuole poter  essere
  discontinuo  rispetto  ai  governi  del  passato  -  deve  proporre
  all'Aula,  immediatamente, le riforme e le risoluzioni, come  vuole
  potere affrontare quei temi.
   Qui  non  siamo  in una Conferenza stampa, qui non  siamo  in  una
  tribuna  politica,  qui  siamo  dove  dobbiamo,  obbligatoriamente,
  condividere  cinque  anni  di discussione  e  di  lavoro  per  dare
  risposte e rimodellare la pubblica Amministrazione siciliana e  gli
  interventi in Sicilia.
   Dobbiamo  per  forza confrontarci, perché è questo  il  Parlamento
  deputato  a creare le condizioni per definire le leggi che vogliamo
  poter  proporre,  ma  ad oggi, signor Presidente, abbiamo  soltanto
  sentito   di  una  proroga del sistema degli ATO,  di  una  proroga
  dell'esercizio   provvisorio,   approfondimenti   non    situazioni
  rivoluzionarie   che  di  fatto  possono  dare   risoluzione   alle
  problematiche che tutti noi da tempo vogliamo poter risolvere.
   Concludo   augurando   buon  lavoro  a   questo   Governo,   nella
  consapevolezza che Grande Sud vuole confrontarsi sui  temi  veri  e
  nel  Gruppo  parlamentare  di  Grande  Sud  vi  sono  esperienze  e
  sensibilità che possono poter dare il giusto contributo alle vostre
  proposte.
   Questa  terra è una terra difficile e contraddittoria, che  merita
  di essere amata e servita e spero che in cinque anni insieme saremo
  in grado di servirla nel migliore dei modi.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto.  Ne  ha
  facoltà.

   DI   GIACINTO.   Signor   Presidente   dell'Assemblea,   onorevole
  Presidente  della Regione, onorevoli colleghi,  oggi  c'è  qualcuno
  che  pensava  che  in  due mesi di Governo  Crocetta  si  potessero
  risolvere i problemi che  in venti anni non si sono mai risolti.
   Dico  semplicemente una cosa rispetto a quanto detto  dal  collega
  Cimino  che  i  due  disegni  di legge che  sono  stati  presentati
  all'Assemblea non sono una semplice proroga, finalmente, per quanto
  riguarda  il  sistema  idrico ritorniamo al  pubblico,  per  quanto
  riguarda  invece  il sistema degli ATO rifiuti  finalmente  si  sta
  facendo  quello  che da anni - il primo io da sindaco  -  vogliamo,
  quello  di  restituire  il sistema della raccolta  dei  rifiuti  ai
  sindaci .
   Onorevole   Presidente è chiaro che il gruppo che io  rappresento,
  il  gruppo  lista Crocetta', appoggerà questo Governo che  sappiamo
  già  sin da subito lavorerà benissimo, non bene, appoggeremo questo
  Governo  senza  se e senza ma, saremo in Aula a difendere  tutti  i
  provvedimenti presentati dal Governo regionale.
   Ci  auguriamo che, finalmente, cambi un modo di fare politica  che
  negli  anni  è  stata  fatta, quello della politica  dall'alto.  Mi
  riferisco,  ad  esempio, alla programmazione dei fondi  comunitari,
  che  di  solito  è fatta dall'alto. Le amministrazioni  locali,  il
  privato va a partecipare a dei bandi.
   Mi  auguro  che per la spendibilità, per spendere subito  i  soldi
  dell'Unione  europea oggi ci sia un'inversione di tendenza,  quella
  di  partire con la programmazione dal  basso, quella di sentire gli
  enti locali, di sentire i privati e fare degli accordi di programma
  quadro  con  le  amministrazioni locali e con i  privati  per  dare
  subito spendibilità alle risorse dei fondi comunitari.
   Mi riallaccio al ragionamento fatto dall'onorevole  Dipasquale. In
  questo momento c'è bisogno, in questa terra, di dare una mano  alle
  famiglie  in difficoltà, ci sono tantissime famiglie - lo  dico  da
  sindaco, ogni giorno ricevo trenta, quaranta famiglie al mio comune
  - a cui non so quali risposte dare.
   E'  chiaro che dobbiamo dare subito una risposta a queste famiglie
  che  non  riescono ad arrivare, altro che al  ventisette del  mese,
  non  arrivano  neanche al quindici del mese,   perché  non  possono
  comprare  il  pane ai propri figli;  per cui la strada dei  comuni,
  degli enti locali può essere una risorsa per la Regione.
   Quindi,  una  mano  agli enti locali per quanto  riguarda  servizi
  sociali  da poter dare alle famiglie in grosse difficoltà, che  non
  possono  pagare la luce, il telefono, non possono fare la spesa  ai
  propri figli. Questa è la situazione reale della Sicilia, non è una
  situazione  che  ci stiamo inventando. Rispetto agli  enti  locali,
  onorevole Presidente, le chiedo, a nome di tanti sindaci, una  mano
  perché  tanti  sindaci e tanti comuni sono a  rischio  default.  Il
  rischio è che tante amministrazioni locali non potranno chiudere  i
  bilanci l'anno prossimo, per cui vediamo di creare un fondo per  le
  autonomie  locali,  che possa dare liquidità  alle  amministrazioni
  locali.
   Onorevole  Presidente, a lei e al Governo tutto,  auguro  un  buon
  lavoro  perchè  sono  certo che in questi cinque  anni  si  faranno
  quelle riforme che mai negli anni passati sono state fatte.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente dell'Assemblea, onorevole  Presidente
  della  Regione,  assessori, onorevoli colleghi, oggi  è  il  giorno
  delle valutazioni delle dichiarazioni programmatiche del Presidente
  della  Regione.  Probabilmente io  le  avrei  scritte  e  le  avrei
  recitate  in  maniera  diversa, però  quello  che  oggi  io  voglio
  considerare è il merito di quanto lei ha rassegnato a quest'Aula.
   Lei  ha  parlato di tanti temi fondamentali per la ripresa   della
  Sicilia, dopo quattro anni e mezzo di disastro amministrativo e  di
  governo, al quale chi le parla ha svolto un'opposizione, quella  sì
  forse acerba, oggi nasce una nuova pagina di storia, perché lei,  a
  differenza  del presidente Lombardo, che era stato  votato  da  una
  parte  ed  ha  governato con un'altra parte, è stato legittimamente
  eletto  dal popolo siciliano, seppur con il quattordici  per  cento
  dei consensi, in assoluto, rispetto alla popolazione siciliana.
   Lei  ha  parlato di turismo, lei ha parlato di beni culturali,  ha
  parlato  di  temi fondamentali, come l'agricoltura e la formazione.
  Non  ha  parlato  di sanità, ma voglio pensare sia  un  lapsus.  Ha
  parlato  di  quei  temi  che  ritengo  debbano  tornare  al  centro
  dell'agenda  politica del Governo della Regione. E ha, soprattutto,
  posto  il  suo  accento  su quattro punti, che  ho  avuto  modo  di
  apprezzare  nell'approccio  nella  Conferenza  dei  Presidenti  dei
  gruppi  parlamentari  scorsa, perché  i  quattro  punti  dai  quali
  dobbiamo  far  ripartire la Sicilia sono il  disagio  sociale,  che
  dobbiamo alleggerire senz'altro, sono il tema dei precari, in linea
  di  principio  la sua idea sul rapporto con le imprese  private  va
  approfondita, noi non siamo pregiudizialmente contrari, ha  parlato
  di un'assoluta necessità di recuperare - e ne abbiamo fatto un tema
  di  campagna  elettorale, i fondi europei - ha parlato di  spending
  review  e  ne  ha  parlato nei termini in  cui  in  Conferenza  dei
  capigruppo  abbiamo  avuto  modo  di  confrontarci  rispetto   alla
  necessità di una regìa comune che, rispetto al taglio degli sprechi
  e  rispetto a tutto quanto fa riferimento a trasparenza e legalità,
  ci vedrà certamente da questa parte e non da altre parti.
   E  però,  Presidente Crocetta, in queste settimane  sono  accadute
  tante  cose, è passato poco meno di un mese, io le analizzerò molto
  velocemente col tempo che mi resta.
   Il   primo   importante accadimento è, a mio parere, la  fine  del
   Cuffarismo   inteso come proposta politica becera.  L'esordio  del
  Governo e l'esordio degli equilibri d'Aula dimostrano, non soltanto
  per  la  presenza  di assessori nel suo Governo nei  confronti  dei
  quali  noi  manifestiamo, abbiamo manifestato pubblicamente  plauso
  per  moralità  e  competenza, ma anche perché  la  Commissione  più
  importante  è oggi presieduta dall'onorevole Dina, ma anche  perché
  il  regista  di quest'Aula torna ad essere l'onorevole Lino  Leanza
  dal  quale, Presidente, invece mi permetto di invitarla a diffidare
  perché  l'onorevole  Leanza  è stato vicepresidente  della  Regione
  Cuffaro,  l'onorevole  Leanza è stato  il  grande  manovratore  dei
  quattro  anni  e mezzo di Presidenza Lombardo. Lei  vuole  fare  la
  rivoluzione? Noi siamo pronti con lei. Lei è la grande speranza dei
  siciliani  ma non credo che nel suo interesse e nell'interesse  dei
  siciliani ci possano essere uomini buoni per tutti i tempi.
   A  lei la valutazione, Presidente, noi siamo in questa Aula  e  ci
  muoveremo passo dopo passo.
   D'altro  canto, Presidente, è accaduto anche che chi  in  campagna
  elettorale era stato anfitrione della sua vittoria - e mi riferisco
  soprattutto  all'onorevole Cracolici - si è trovato a dover  gioire
  per   avere   smantellato   un  accordo  istituzionale    Onorevole
  Cracolici,  se  lei  è  contento di  questo  evidentemente  chi  si
  accontenta gode; io non credo che il profilo che dobbiamo darci  se
  vogliamo  ripartire sia questo. Mi rendo conto,  però,  che  in  un
  partito  di  nani' il suo e in questa Aula ce ne sono tanti  e  per
  carità  di  patria  ometto i messaggini che ci siamo  scambiati  in
  queste   settimane   sull'assetto  istituzionale   dell'Aula,   lei
  giganteggia  e, quindi, politicamente resta un mio riferimento  per
  quest'Aula,   per  me  che  sono  all'inizio  della   mia   seconda
  legislatura.
   E'  accaduto  anche,  Presidente, che  noi  abbiamo  fatto,  senza
  negozio e in maniera trasparente, un accordo istituzionale  che  ci
  ha  fatto  eleggere  il Presidente Ardizzone,  eravamo  e  restiamo
  convinti  che  il Presidente Ardizzone ha un grande  privilegio,  è
  Presidente   di  questa  Assemblea  ma  ha  anche  una  grandissima
  responsabilità; siamo convinti che egli saprà tutelare la dignità e
  il   prestigio  del  Parlamento  e  saprà  tutelare  l'unità  delle
  istituzioni.
   Ecco  perché lo abbiamo eletto e perché ne siamo oggi più di prima
  convinti. D'altronde, Presidente, lei ha scelto legittimamente -  e
  in  questo  le chiedo sommessamente di considerare noi parlamentari
  uomini  di  normale  intelligenza -  di  avere  come  interlocutori
  privilegiati i colleghi deputati del Movimento Cinque Stelle.
   I    colleghi    del   Movimento   Cinque   Stelle   sono    scesi
  dall''iperuranio'  sono atterrati in questo Parlamento,  noi  siamo
  lieti  di  ciò,  sono  rappresentati in maniera  assai  prestigiosa
  nell'Ufficio  di  Presidenza, con la vicepresidenza  vicaria,  sono
  rappresentati in maniera prestigiosa con una importante, strategica
  presidenza  di  commissione, neanche nei loro  confronti  da  parte
  nostra  alcun pregiudizio e la volontà di lavorare insieme  per  la
  Sicilia.  Però,  Presidente, eviti di dire  a  quest'Aula  che  lei
  avrebbe  preferito  che  l'accordo istituzionale  fosse  più  ampio
  perché  in  questa  Aula,  anche al bar, tutti  sanno  che  lei  ha
  lavorato   perché  alcuni  venissero  esclusi  e  altri   venissero
  promossi. Questo ad onor del vero.
   Ad  onor del vero perché vede, Presidente, noi siamo convinti  che
  lei  potrà  apprezzare  ad  esempio  anche  le  proposte  di  legge
  dell'opposizione. Lei ha parlato di sviluppo, c'è una legge che  ha
  il   solo   difetto  di  chiamarsi   legge  Gianni'.  E  parla   di
  imprenditoria  giovanile e imprenditoria femminile.  Ripeschiamola,
  Presidente, e finanziamola perché è una legge importante, in questo
  momento è strategica.
   Mafia.  Presidente credo sia venuto il tempo di mettere  da  parte
  ogni  pregiudizio e ogni steccato. Chi le parla, da deputato  prima
  dell'UDC  e poi dei Popolari di Italia Domani, si è fatto promotore
  di  una  legge che è stata approvata prima in Commissione Antimafia
  nella  scorsa  legislatura e poi all'unanimità in Aula,  che  è  la
  legge n. 15 del 2008 che la invito ad andare a leggere se non lo ha
  ancora  fatto, una legge di contrasto alla criminalità  organizzata
  che  è  stata definita dal procuratore Grasso, una legge  epocale'.
  E'  una  legge seria, noi di quello vogliamo parlare  e  di  quello
  vogliamo confrontarci con lei.
   Noi  la  giudicheremo  sui fatti, noi la giudicheremo  dai  fatti,
  vogliamo  essere  giudicati dai fatti. Le rivolgo, per  concludere,
  degli  inviti.  Provi  signor  Presidente  Crocetta  ad  essere  il
  Presidente  di  tutti i siciliani, anche il nostro.  Non  cada  mai
  nella   trappola   del   qualunquismo,   nella   tentazione   della
  semplificazione   e   delle  generalizzazioni   che   sono   sempre
  fuorvianti. Non permetta che torni il tempo degli sciacalli e delle
  iene.   Passi   dalle  parole  ai  fatti  e  noi,  da   opposizione
  responsabile,  non  faremo mancare il nostro contributo  critico  e
  attento e, alle leggi che lo meriteranno, anche il nostro consenso.

                    (Applausi dai banchi di destra)

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Cordaro.  Ha  facoltà  di  parlare
  l'onorevole Di Mauro.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considero questa
  una  seduta - me lo lasci dire, Presidente - formale. Lei ha  vinto
  le  elezioni grazie ad un sistema elettorale che vede vincitore chi
  ha   ottenuto  più  voti.  Le  sue  liste  non  hanno  ottenuto  la
  maggioranza c'è quindi un confronto, in previsione, serrato con  il
  Parlamento e si è attenuto scrupolosamente a quello che è  indicato
  all'ordine del giorno. L'ordine del giorno indica  comunicazioni' e
  lei ha fatto questo.
   Forse poteva metterci più passione, anche considerazioni in ordine
  all'attività intensa che certamente ha fatto in questi due mesi  ma
  si  è  voluto  attenere  al punto proprio indicato  all'ordine  del
  giorno. E noi lo abbiamo ascoltato con attenzione, con interesse.
   Ha  elencato  una  serie  di aspetti e di vicende  che  riguardano
  questa Regione siciliana, alcuni recenti altri che appartengono  al
  passato,  come  ad  esempio  la  situazione  finanziaria.   Non   è
  certamente  un  contesto  finanziario che riguarda  ieri,  riguarda
  parecchio tempo, riguarda la disattenzione che spesso ha il Governo
  nazionale rispetto al tema del sud, al tema della Sicilia.
   Basta indicare un dato, Presidente. Nel 1981 la Sicilia concorreva
  con  circa  il  29  per  cento  al  costo  del  servizio  sanitario
  nazionale,  oggi siamo quasi al 50 per cento. Nel tempo le  risorse
  che  la  Regione  ha dovuto indicare con il proprio  bilancio  sono
  state straordinarie proprio per cercare di sopperire a quello che è
  un  fatto  sociale cioè l'assistenza a tutti perché  tutti  possono
  godere  di un servizio ospedaliero e territoriale adeguato a quelle
  che sono le esigenze della Sicilia.
   Io credo, Presidente, che al di là dei disegni di legge che lei ha
  annunciato e che, peraltro, in una condizione in cui questo Governo
  di fatto si è insediato da pochi giorni, non poteva che proporre al
  Parlamento,   in  questo  lasso  di  tempo  molto   ristretto,   le
  disposizioni  legislative  che  ritiene  urgenti  o   forse   anche
  emergenziale  per  via della scadenza di alcuni  termini  che  sono
  previste nelle disposizioni legislative che sono state adottate  da
  questo  parlamento recentemente, mi riferisco soprattutto  al  tema
  dell'ATO rifiuti e anche in considerazione di un Governo che  si  è
  insediato  da poco tempo e che vede per undici dodicesimi assessori
  che  non hanno mai avuto una relazione diretta con la Regione,  con
  eccezione  dell'Assessore per l'agricoltura la  cui  competenza  in
  questo  settore è ampiamente riconosciuta da tutti, certamente  c'è
  una  fase di rodaggio, una fase di difficoltà che un Governo  ha  e
  che  deve  per  benino  apprendere le cose e predisporre  gli  atti
  legislativi da proporre al Parlamento.
   Quindi, glielo dico molto francamente: noi assumiamo una posizione
  responsabile,  di attesa di conoscere quali sono le iniziative  che
  il  Governo  intenderà assumere, perché non c'è dubbio  che  questo
  Parlamento  ufficialmente lei, in ordine alle liste  che  lo  hanno
  sostenuto,  non  ha una maggioranza e questo non significa  che  un
  Presidente  che ha vinto non abbia il diritto-dovere di  governare,
  tutt'altro,  ha  questo  diritto,  ha  questo  dovere  rispetto  ai
  siciliani  che  gli  hanno attribuito il consenso  sufficiente  per
  vincere le elezioni.
   A  noi  spetta  il compito di essere attenti, di vigilare,  di  un
  confronto,  anche serrato nelle Commissioni, anche  nel  Parlamento
  perché   ci  possa  essere  una  legislazione  più  adeguata,   più
  competente,  più forte forse rispetto a quella che  è  stata  anche
  adottata in passato.
   Certo,  non  saranno  passaggi  facili,  saranno  passaggi   anche
  complicati  che  tutti quanti dovremmo fare con  forza,  attenzione
  perché la Sicilia non vive un momento facile, vive un momento molto
  complicato  e non possiamo permetterci contrapposizioni  inutili  o
  che  parlino  all'interno del Palazzo e che  non  diano  ascolto  a
  quello che la gente vuole fuori da questo Palazzo.
   Quindi,  da  parte  nostra  ci  sarà,  Presidente,  nei  confronti
  dell'attività  legislativa che il Governo e degli  atti  che  potrà
  assumere il Governo - mi riferisco agli atti amministrativi  -  una
  responsabilità di esaminarli con attenzione, di confrontarsi con il
  Governo  con  il dovuto rispetto per chi ha vinto le  elezioni  ma,
  soprattutto,  ci  sarà  data,  da  parte  nostra,  certamente   una
  opportunità  che  è  quella di lavorare  per  far  crescere  questo
  territorio  e soprattutto per rendere un contributo al Governo,  al
  Parlamento  e ai siciliani perché questa nostra Isola possa  uscire
  da  questa difficoltà finanziaria  che non appartiene soltanto alla
  Sicilia ma appartiene ad un contesto certamente nazionale.
   Non  credo  che  la legge di stabilità recentemente  adottata  dal
  Parlamento contenga grandi opportunità per la Sicilia, quindi a lei
  è  demandato  il compito di interloquire con il governo  nazionale,
  quello  che  c'è  per  ora  e  quello che  a  breve  ci  sarà  dopo
  l'elezione, perché ci possa essere una attenzione diversa  rispetto
  alla Sicilia, perché da un po' di tempo, senza fare distinzione  di
  ruolo,  di  centro-destra  o  di  centro-sinistra,  non  c'è  stata
  assolutamente questa attenzione.
   Quindi,   da   parte   nostra   c'è  attenzione,   responsabilità,
  nell'esprimere il voto, nell'esprimere anche l'attività come  forza
  politica che ha ottenuto una sua percentuale alle elezioni ma  che,
  rispetto  al proprio candidato, non ha vinto, un'attenzione  perché
  possa  esserci il lavoro più produttivo possibile e soprattutto  un
  interesse che  è quello che riguarda la Sicilia e i siciliani.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Scoma.

   SCOMA.  Signor Presidente dell'Assemblea, signor Presidente  della
  Regione,  onorevoli  colleghi, comincia  oggi,  di  fatto,  la  XVI
  legislatura dopo una campagna elettorale che ha visto la drammatica
  diserzione della maggioranza dei cittadini siciliani i quali  hanno
  purtroppo  scelto il non voto per esercitare la loro  protesta  nei
  confronti di coloro che li hanno governati nell'ultimo quinquennio.
   Non sto qui a ricordare che si sono susseguiti ben cinque governi,
  più  di cinquanta assessori, decine e decine di direttori regionali
  che,  certamente, hanno provocato i risultati che  sono  sotto  gli
  occhi di tutti.
   Io  credo,  Presidente Crocetta, che sia arrivato  il  momento  di
  voltare pagina, è arrivato il momento di dimostrare, sin dai  primi
  atti  di questa legislatura, che il palazzo si sta occupando  delle
  necessità  dei  cittadini  siciliani, il popolo  delle  libertà  ha
  avviato  la sua campagna elettorale con un programma ben preciso  e
  finalizzato a questo obiettivo.
   Signor  Presidente dell'Assemblea, onorevole Ardizzone, mi rivolgo
  prima   a  lei  perché  abbiamo  apprezzato  molto  le  sue   prime
  dichiarazioni  da  Presidente nel suo discorso introduttivo  e  poi
  nella   conferenza  stampa  succedutasi  alla  sua   elezione,   in
  particolare ci è piaciuto il suo  riferimento a questo palazzo come
  un   palazzo  di vetro', metafora di una trasparenza amministrativa
  che  le  fa  onore e approfitto di questo momento per  chiedere  la
  stessa  cosa  al  Presidente della Regione, che carinamente,  si  è
  assentato mentre stavo per rivolgermi a lui, così carinamente  come
  si  è  espresso quando ha deciso di dire che tutti avrebbero dovuto
  avere  una  presidenza  tranne il PDL in prima  commissione  Affari
  Istituzionali. Ma io vorrei continuare davanti al Presidente se  no
  mi interrompo.
   Il  Governo lo rispetto ma io credo che ho ascoltato il Presidente
  della Regione in doveroso silenzio per 45 minuti.

   PRESIDENTE.  Ci  sono  varie  esigenze  per  cui  una  persona  si
  allontana.

   SCOMA. Bene, allora io parlerò dopo.

   PRESIDENTE. No, onorevole Scoma, la invito a proseguire.

   SCOMA. Signor Presidente, io desidero parlare al Presidente  della
  Regione, l'ho ascoltato per un'ora in assoluto silenzio.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Scoma, stiamo andando  avanti  in  maniera
  pacata, celermente, c'è il resoconto parlamentare, non credo che il
  Presidente  Crocetta,  anzi lo escludo, si sia  allontanato  perché
  stava  intervenendo lei, tutt'altro, ognuno di noi  ha  le  proprie
  esigenze, quindi, se può continuare la invito a continuare.

   SCOMA.  Signor  Presidente, ne prendo atto e purtroppo  cominciamo
  male,  purtroppo alcune nubi si addensano sul nostro cielo,  signor
  Presidente  della  Regione  e  mi  riferisco  in  particolare  alla
  quantità  di  derivati  che sono presenti  all'interno  del  nostro
  debito,  pare che si aggirino intorno al 25 per cento dello stesso.
  Mi  dispiace  che  oggi non sia presente l'assessore  al  bilancio,
  avremmo  potuto farcelo spiegare forse da lui e sappiamo anche  che
  in caso di perdurante abbassamento del rating, nella nostra regione
  rischiamo forse anche di andare in default.
   Signor  Presidente, l'altro giorno nel leggere la  prefazione  del
  grande  economista  Marco Vitale ad un libro  del   94  di  Luciano
  Abbonato,  che  recitava  La Regione siciliana letta attraverso  il
  suo  bilancio , mi ha molto colpito una frase dettata  da  anni  di
  esperienza dello stesso Vitale che, grosso modo, recitava così:  La
  nostra  contabilità regionale non sembra certo inventata per  avere
  tutto  sotto  gli  occhi,  ma  per impedire  di  capire  alcunché ,
  certamente,  gli  spesso bravissimi ragionieri  capo  della  nostra
  regione  che  sanno  tutto e capiscono tutto o quasi  tutto  ma  lo
  capiscono  solo  loro, nulla o quasi nulla capiscono  i  cittadini,
  poco  i  presidenti, forse ancor meno gli assessori, e, quindi,  la
  nostra  contabilità  lungi dall'essere pubblica  e  quanto  di  più
  privato, nascosto, forse indecifrabile.
   Faccio questa citazione, signor Presidente della Regione, perché è
  da  qui che bisogna partire, occorre chiarezza, occorre smontare  e
  rimontare il bilancio della Regione, verificarne le possibilità che
  ancora   oggi   può  offrire  per  avviare  sviluppo   intercettare
  all'interno  dello  stesso criticità, eliminare  forse  tutti  quei
  capitoli  di  spesa  che  non portano allo sviluppo  ma  sostengono
  sprechi.
   Bisogna,  signor Presidente della Regione, cambiare  la  filosofia
  che  ci  ha  portato a questo disastro quella dei veti  incrociati,
  ognuno  di  noi  in questa Aula deve farsi parte attiva  procedendo
  rapidamente all'approvazione di leggi fondamentali e sulle quali si
  sono  appuntate  le ansie e le speranze dei nostri  concittadini.E'
  infatti  nell'operosità  legislativa e amministrativa  che  sta  la
  prima difesa del prestigio di questa Assemblea.
   Vedo  che il tempo passa, però, voglio toccare tre temi importanti
  che   ci   stanno  a  cuore:  primo,  lo  sviluppo  delle   energie
  alternative,  energie alternative intese anche come motore  per  il
  rilancio  dell'economia con la previsione finalmente  di  distretti
  energetici  in  ogni provincia in accordo con gli  enti  locali  ed
  evitando che si producano mostri che, Presidente, proprio nella sua
  città,  a  Gela,  stanno per sorgere; l'acquisizione  di  ulteriori
  fondi europei, i fondi tematici a bando che, in un momento di crisi
  come quello che stiamo attraversando, possono essere la panacea per
  alcuni  settori della nostra Amministrazione; infine, una  politica
  dei   rifiuti  tendenti  ad  un  obiettivo   rifiuto   zero    che,
  certamente,  sarà impossibile da realizzare ma che va  tenuta  come
  una   stella cometa  da seguire, non possiamo rischiare  una  nuova
  emergenza  rifiuti come quella che, partita da Napoli, ha  umiliato
  tutti  gli  Italiani, facendo il giro del mondo  e  procurando  una
  rilevantissima crisi del settore turistico.
   Dobbiamo   avviarci,  Presidente  Crocetta,  verso  un   confronto
  pubblico,  aperto,  leale, trasparente.  Il  suo  Governo,  se  non
  condizionato da preconcetti di natura politica, può servire oggi ad
  avviare  ogni azione utile alla rinascita della Sicilia. La nascita
  di  questo Governo, Presidente, potrebbe inaugurare un tempo  della
  politica, che non ha precedenti.
   Il  Popolo  della Libertà attraverserà questo tempo  con  serenità
  perché  lo attraverseremo con il sostegno dei nostri elettori,  con
  la forza dei nostri ideali, con la chiarezza dei  nostri programmi,
  con la fiducia nel destino di una Sicilia, più libera dalla mafia e
  prospera nell'economia.
   Noi saremo qui, con tutto il gruppo parlamentare che è formato  da
  dieci persone, a sostenere e a votare, punto per punto, quello  che
  riterremo  sarà opportuno ed utile per la Sicilia ma  saremo  anche
  pronti a fare dura opposizione laddove dovessimo capire che nulla è
  cambiato.
   E,  soprattutto,  Presidente, le vorrei fare  un  piccolo  augurio
  visto che siamo alla vigilia di Natale, a lei e al suo Governo, che
  questa  legislatura e, quindi, lei, Presidente, e i suoi  assessori
  possiate  durare  cinque  anni, visto che  negli  ultimi  sei  anni
  abbiamo  votato per ben tre volte e questo, credo, che per il  bene
  dei Siciliani, dei Siciliani onesti ed operosi, per l'economia, per
  la  crescita  della  nostra  Isola,  per  i  nostri  figli,  non  è
  certamente un risultato positivo.
   Buon Natale e buon lavoro a tutti..

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Scoma, anche per avere fatto  tesoro
  del  mio appello a continuare. Mi rendo conto delle difficoltà.  Ha
  facoltà di parlare l'onorevole Leanza.

   LEANZA.   Signor  Presidente,  signor  Presidente  della  Regione,
  onorevoli colleghi, la campagna elettorale trascorsa, ci  ha  fatto
  capire  come sia netta, in Sicilia in modo particolare, la distanza
  tra i cittadini, la politica e le istituzioni.
   Abbiamo  incontrato  i nostri concittadini, un  popolo  disilluso,
  indignato, sfiduciato, preoccupato, senza speranza e senza  futuro.
  Il  compito che attende lei e il suo Governo, onorevole Presidente,
  e   che   ci  attende,  onorevoli  colleghi,  per  cambiare  questi
  sentimenti è arduo, complicato, difficile.
   Il  nostro dovere è recuperare la fiducia dei cittadini attraverso
  azioni   concrete,  non  facendo  facile  demagogia,  evitando   il
  populismo, la cattiveria e parlando il linguaggio della verità.
   Abbiamo  il  dovere  di  fare  e fare bene,  presidente  Crocetta;
  abbiamo il dovere di dare un futuro ai nostri concittadini; abbiamo
  il  dovere di garantire alcuni diritti fondamentali per la crescita
  della  nostra  terra  e  dei nostri concittadini  a  partire  dalla
  priorità delle priorità: il diritto al lavoro, così come il diritto
  alla  salute,  così  come  il diritto alla  istruzione;  noi  siamo
  l'unica  terra,  l'unica Regione che non ha ancora  una  legge  sul
  diritto  allo  studio,  presidente  Crocetta,  assessore  Scilabra,
  vediamo di poter fare anche questa azione riformatrice; abbiamo  il
  dovere  di combattere l'esclusione sociale, il disagio, la povertà,
  la  disoccupazione;  abbiamo il dovere di  combattere  la  mafia  e
  l'illegalità  diffusa con i fatti e non con le parole;  abbiamo  il
  dovere  di  indicare  le soluzioni per uscire  da  questa  tremenda
  crisi,  noi  dobbiamo  rivendicare  un  solo  grande  diritto  come
  parlamentari,  il  diritto  di essere controllati  e  valutati  per
  quello che abbiamo fatto e per quello che faremo.
   Presidente, lei ha fatto un intervento completo, ha presentato  il
  bilancio correttamente, che abbiamo sottoposto ai cittadini e che i
  cittadini hanno votato consegnandole, quindi, la guida del  governo
  regionale.
   Noi  quel bilancio l'avevamo sottoscritto prima, lo sottoscriviamo
  adesso  con convinzione, con lealtà, con serietà, convinti  che  la
  strada  è in salita, fortemente in salita; è complicato, fortemente
  complicato,  però, abbiamo l'obbligo di provare e di  provarci  nel
  miglior modo possibile.
   Il  modo migliore per provarci è il governo delle carte in regola.
  Si  ricorda quel famoso governo delle carte in regola di  Piersanti
  Mattarella?  Ecco,  mi  piacerebbe moltissimo  che  questo  sia  il
  governo delle carte in regola.
     Lei  ha parlato di fondi strutturali, ha parlato di risanamento,
  di bilancio, ha parlato di Mediterraneo, di cultura, di impresa, di
  infrastrutture, di agricoltura, di istruzione, sono tutti temi  che
  vanno  affrontati  e  risolti nel miglior modo possibile,  nel  più
  breve tempo possibile, con azioni riformatrici, alcuni, valutando e
  prendendo il meglio di altri e cercando con ogni mezzo comunque  di
  dare  delle risposte concrete, parlando sempre il linguaggio  della
  verità.
   Se mi consente, le vorrei dare qualche consiglio.
   Il  primo consiglio: esca dal Palazzo signor Presidente. Lo ha già
  fatto,  lo sta facendo e in questo senso ha ottenuto già una grande
  prova di fiducia dei cittadini. Lei oggi è entrato in sintonia  con
  gran  parte del popolo siciliano, proprio perché non è rimasto  nel
  Palazzo.  Vada  negli  ospedali, non dai direttori  generali;  vada
  nelle corsie a parlare con i malati e con gli operatori. Vada nelle
  scuole, incontri le persone in piazza, vada nelle campagne e  nelle
  fabbriche, si renderà conto di tantissime cose.
   Il  secondo consiglio: molto spesso viene la tentazione di operare
  e   governare da soli. Qua c'è un Parlamento, un Parlamento  eletto
  dal popolo e con questo Parlamento è giusto che lei si confronti in
  maniera puntuale e precisa, come ha già detto e come ha già fatto.
   Le  grandi  battaglie  si  decidono insieme,  noi  siamo  qua  per
  aiutarla e per cercare con ogni mezzo di venire incontro alle tante
  esigenze  dei cittadini siciliani. Ecco, facciamolo insieme  questo
  lavoro,   coinvolgendo  tutti,  coinvolgendo   i   colleghi   della
  maggioranza  e della minoranza, coinvolgendo le parti  sociali,  il
  mondo  del  volontariato, coinvolgendo tutti coloro che,  comunque,
  hanno qualcosa da dire e soprattutto che hanno qualcosa da fare per
  migliorare questa terra.
   Il  terzo  consiglio: i giovani. I giovani sono fondamentali,  non
  c'è  mai stata una politica per i giovani. Io ho presentato qualche
  disegno  di  legge  sui giovani, ritengo che noi  dobbiamo,  anche,
  legiferare. Ha già fatto un'opera meritoria a presentare un disegno
  di  legge sulla parità di genere, le dico, anche, che questa volta,
  senza  ovviamente  pensare a riserve indiane,  dobbiamo  operare  e
  lavorare per i giovani, con  qualcosa di fatto ma sentito.
   In  Sicilia, purtroppo, abbiamo degli indicatori terribili:  siamo
  ultimi  per disoccupazione. Purtroppo, abbiamo indicatori terribili
  nell'esclusione sociale e nella povertà, ecco perché le dicevo  che
  questo non le verrà facile, ma abbiamo il dovere di tentarci  e  di
  provare. I giovani sono una risorsa e sui giovani dobbiamo giocarci
  una grande partita.
   L'ultimo  appello nel confermarle assolutamente che l'UDC  sarà  a
  suo fianco, mi piacerebbe la pacificazione della politica. La gente
  non  ha  più  neanche cosa mangiare. In questo periodo chi  va  nei
  negozi o nelle piazze capisce il grande momento di difficoltà.
   L'ultima cosa che la gente, in questo momento, vuole sentirsi dire
  sono  i  litigi,  le  cattiverie, sono, per così  dire,  le  ironie
  velenose. Queste cose rimandiamole al mittente.
   Presidente,   si  faccia  portavoce  di  un  grande   momento   di
  pacificazione politica, che significa, anche, se possibile, porgere
  l'altra  guancia,  ma  cerchiamo di andare avanti  in  un  progetto
  condiviso.  Non cada assolutamente nella trappola dove qualcuno  la
  vuole  portare. Vada avanti per la sua strada, e la strada è quella
  della  proposta delle azioni concrete, quella di dire delle cose  e
  farle,  la strada è quella di pensare e fare la stessa cosa, quella
  di  risollevare questa benedetta terra, la terra più importante del
  Mediterraneo.   Perché  noi  siamo  al  centro  del   Mediterraneo,
  onorevole Presidente. Dialoghi con Roma, dialoghi con Bruxelles, ma
  non  dimentichi  assolutamente  i  paesi  frontalieri,  perché   la
  ricchezza è là, la ricchezza è nel Mediterraneo.
   Concludo,  sperando proprio che questa diventi una legislatura  di
  diritti  e  doveri,  dove la maggior parte dei doveri  spettano  ai
  parlamenti e la maggior parte dei poteri alle istituzioni,  e  dove
  dobbiamo  cercare  di garantire molti diritti ai cittadini,  almeno
  quei diritti che prevede la Costituzione. Se ci riusciamo dipenderà
  molto  da noi; i siciliano l'hanno votata per risolvere i problemi,
  presidente  Crocetta,  e hanno votato anche  una  maggioranza.  Noi
  dobbiamo  lavorare per questo, dobbiamo mettercela tutta,  dobbiamo
  fare   il  possibile;  se  ci  riusciremo  avremo  fatto  una  cosa
  importante.  Se  lungo il percorso lei dovesse capire  che  qualche
  cosa  non  va,  non  esiti, come ha fatto in  tante  occasioni,  di
  lesinare  denunce, dica le cose come stanno, e  in  quel  caso  noi
  ovviamente la seguiremo in maniera convinta.
   Concludo  con  la consapevolezza che il lavoro che  ci  aspetta  è
  grande, immane, ma mi auguro che, con gran senso di responsabilità,
  tutti quanti facendo un po' la nostra parte - come diceva don  Pino
  Puglisi - riusciremo a risolvere i problemi della gente.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà.

   CANCELLERI. Signor presidente, onorevole presidente della Regione,
  signori assessori, colleghi deputati e cittadini, abbiamo ascoltato
  con  interesse le comunicazioni, le linee programmatiche di  questo
  governo,  ma prima di approfondire questo aspetto volevo rispondere
  a  chi,  in maniera velata o meno velata, ha chiaramente tirato  in
  ballo  il  Gruppo parlamentare di cui sono Presidente, il Movimento
  Cinque  Stelle. E' fondamentale sottolineare che una forza politica
  - e, che se ne dica, l'esito delle urne è stato tale - che ha vinto
  le  elezioni,  ambisca  ad  avere  cariche  all'interno  di  questo
  Parlamento,  ed  è  ovvio che le nostra proposta alle  altre  forze
  politiche  per  ottenere i voti necessari per avere queste  cariche
  non  sia  da  considerarsi  inciucio , ma un accordo istituzionale,
  come è stato già da altri sottolineato.
   Per  cui,  quando ci poniamo in maniera equidistante da  tutte  le
  forze  politiche,  perché diciamo sempre  che  noi  valuteremo  nel
  merito le proposte, anche in maniera critica, ma comunque sempre in
  maniera asettica e non di parte, stiamo anche dicendo che per noi è
  importante  lavorare a stretto contatto con le forze di maggioranza
  , con le forze di opposizione, anche con gli assessori.
   Noi  vogliamo lavorare per il bene dei siciliani, e a tutte quelle
  persone  ci  hanno  detto che facciamo  inciuci   per  avere  delle
  postazioni  di  governo, dedico - e concludo - un  detto  orientale
   Quando il saggio indica il luna, lo stolto guarda il suo dito .
   Veniamo  invece  alle  pratiche del governo.  Noi  vogliamo  porre
  particolare attenzione ai disegni di legge che vengono  portati  in
  Aula in maniera seria e condivisa, ma soprattutto vogliamo che  non
  abbiano   problemi  di  impugnativa  una  volta  che  arrivano   al
  Commissario dello Stato.
   Pertanto,  invito  il  Governo  ad  avere  particolare  attenzione
  rispetto  a  questa  problematica,  che  ci  metterebbe  in   seria
  difficoltà, non tanto nella bontà della proposta che andate a fare,
  che  potrebbe essere condivisibile, ma perché potrebbe  essere  una
  questione  proprio  di sostanza, di come viene  portato  avanti  il
  disegno di legge.
   Noi  vorremmo che questo Governo, e chiaramente  proporremo  degli
  accurati disegni di legge per questo, diventi veramente il  Governo
  dei cittadini.
   E   per   fare   questo   abbiamo  bisogno  degli   strumenti   di
  partecipazione.  Allora, dobbiamo cominciare  ad  affrontare  delle
  serie modifiche anche allo Statuto regionale, che parli di legge di
  iniziativa  popolare con la possibilità di essere portata  in  Aula
  con un tempo, per cui se entro 90 giorni  questo Parlamento non  la
  discute  diventano referendum popolare, e cominciamo  a  dettare  i
  tempi della politica in maniera tale che i cittadini che fanno  uno
  sforzo per poter partecipare alla vita tradizionale e istituzionale
  abbiano  almeno  la  possibilità di dire, se il Parlamento  non  la
  discute, allora andiamo a votare noi con un referendum.
   E  gli  strumenti di partecipazione chiaramente sono anche  altri,
  sono  ben  ampi,  e  ci faremo promotori con  tutte  le  forze  che
  vorranno partecipare alla stesura di  questo programma.
   Particolare attenzione ai diritti civili, credo che questo sia  un
  Governo  che  può  dare la possibilità di aprire  finalmente  spazi
  ampi,  molto  ampi,  a quelle che sono le diversità  di  genere,  a
  quelle che sono le possibilità che finalmente una regione che vuole
  definirsi   moderna  e  anche  normale  deve  prestare  particolare
  attenzione.
   La  totale trasparenza degli atti. Oggi, grazie a quella  che  noi
  abbiamo definito da sempre il nostro cavallo di battaglia che è  la
  rete,  possiamo  veramente arrivare ad una trasparenza  totale  sia
  degli  atti amministrativi sia delle possibilità che questo Governo
  può  mettere  di  fronte  ai cittadini,  internet,  e  la  rete  in
  particolare, non permette a nessuno di essere falsi, non permette a
  nessuno di poter fare. In questo caso va bene utilizzare le  parole
   inciuci   o   sgambetti , perché i cittadini sono  particolarmente
  attenti  e  possono  monitorare  per  bene  ,se  gliene  diamo   la
  possibilità.
   In una parola, Presidente Crocetta, io spero che questo Parlamento
  insieme  al  suo  Governo  faccia  di  tutto  per  fare  finalmente
  innamorare di nuovo i cittadini delle istituzioni, perché c'è ne un
  gran bisogno, perché lo scollamento che c'è tra la classe dirigente
  -  e  mi dispiace che qualche collega non se ne renda conto - e  la
  vita  civile, i cittadini normali che vivono di stenti, è veramente
  ormai completato.
   Allora, dobbiamo cercare di rimettere insieme i pezzi perché tutti
  assieme,  soltanto tutti assieme, 5 milioni di cittadini siciliani,
  possono entra finalmente nel futuro.
   Dobbiamo   scippare   alla politica le nomine  dei  dirigenti,  le
  nomine  dei  manager  che  vanno  a  sostituire  i  vertici   delle
  partecipate   attraverso  concorsi,  per   curriculum,   dando   la
  possibilità  ai  cittadini  o  ad  organizzazioni  di  comitati  di
  cittadini di poter monitorare e di selezionare, e se per una  volta
  vogliamo cominciare a scrivere che chi non fa il proprio dovere, se
  viene  giudicato male dai cittadini, va a casa, potrebbe finalmente
  essere  l'ingresso  in quel futuro, in quella normalità  che  tanto
  stiamo auspicando e che io in questo discorso sto portando avanti.
   Una  parola  la  voglio  spendere  anche  sul  MUOS,  Mobile  User
  Objective System, un sistema di comunicazioni satellitari  in  fase
  di  realizzazione nei pressi di Niscemi - io vengo dalla  provincia
  di  Caltanissetta - e che io spero che lei affronti, visto  che  in
  campagna elettorale si è fatto portatore di questa istanza e che  i
  cittadini  molto  si  aspettano da lei. Badi  bene,  se  affronterà
  questa tematica le assicuro che non sarà solo, e già qualche  altro
  Gruppo parlamentare ha sollevato questo problema.
   L'ultima  cosa  che  le  voglio dire è  che  nessuno  deve  essere
  lasciato  indietro, questo deve essere il motto di questo  Governo,
  di  questo  Parlamento,  perché  questo  è  un  momento  di  grande
  frustrazione  da parte dei cittadini, e molte persone non  riescono
  ad  arrivare  alla  fine del mese. Cerchiamo di essere  quelli  che
  riusciranno a portare un minimo di serenità, anche attraverso gesti
  che,  se  possono  essere propagandistici, simbolici,  come  quelli
  della  decurtazione degli stipendi e della spesa della  politica  -
  una  sforbiciata  alla chioma dell'albero, e  non  sempre  ai  rami
  secchi  -  può significare che c'è una grande apertura, una  grande
  collaborazione,  e  sono  convinto che i  cittadini  ne  renderanno
  merito  a  chiunque affronti questa strada e cominci a fare  queste
  scelte.
   Nel rinnovare che noi non facciamo parte del Governo Crocetta,  ma
  che  siamo  equidistanti - e lo ripeto, equidistanti  da  tutte  le
  forze  politiche  - siamo pronti a collaborare con  chiunque  abbia
  idee, purché idee di buon senso per i siciliani.
   Auguro buone feste e la possibilità di poter lavorare bene insieme
  con questo Parlamento e con questo Governo regionale.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente dell'Assemblea,  signor  Presidente
  della  Regione,  signore e signori assessori,  onorevoli  colleghi,
  abbiamo  ascoltato  con grande attenzione le lunghe  e  dettagliate
  dichiarazioni  programmatiche  del  Presidente  Crocetta.   Abbiamo
  ascoltato  il  suo programma, che è ed è stato il nostro  programma
  durante  una  competizione elettorale difficile, complicata,  nella
  quale  è  stato  davvero difficile parlare ai cittadini  ed  essere
  ascoltato  dai cittadini. Quindi, per quel che ci riguarda,  questo
  Presidente  Crocetta, è il nostro programma elettorale, quello  che
  sosterremo  con  tutte  le nostre forze perché  diventi  realtà  in
  questa nostra Regione.
   Onorevole  Presidente, abbiamo alimentato insieme, durante  questo
  lungo  incontro - che è stato la campagna elettorale con  i  nostri
  concittadini  -  grandi speranze, ed abbiamo oggi  il  dovere,  qui
  nella  sacralità  del massimo consesso istituzionale  della  nostra
  Regione, di mantenere tutti insieme la parola data ai siciliani.
   Esprimo  quindi  grande  soddisfazione per  le  sue  dichiarazioni
  programmatiche, perché quella rivoluzione della dignità, di cui Lei
  ancor oggi ha parlato in questa Aula, abbiamo il dovere di portarla
  avanti,  abbiamo il dovere di esserne conseguenti e  innanzi  tutto
  riprendo alcuni dei temi da Lei trattati con forza.
   Il  primo, la lotta alla mafia, che non è un esercizio fine  a  se
  stesso,  ma  è  fondamentale elemento e strumento  di  sviluppo  di
  marketing  territoriale per la nostra Terra. Se pensiamo davvero  -
  come  abbiamo  il  dovere  di  fare  -  di  attrarre  investimenti,
  investitori italiani e stranieri in questa terra, dobbiamo prima di
  tutto  offrire una terra libera dal gioco del sottosviluppo che  ci
  impone purtroppo il fenomeno criminale e mafioso.
   La  sanità:  c'è  una  riforma  straordinaria  da  completare,  da
  perfezionare,  da  rendere coerente con quelle che  sono  anche  le
  recenti norme del Governo e del Parlamento nazionale.
   La  riprogrammazione dei fondi per le aree sottosviluppate, di cui
  si  parla  proprio  in queste ore, funzionali  e  determinanti  per
  investimenti importanti in Sicilia.
   L'agricoltura,  poi, non vorrei che fosse davvero  la  cenerentola
  dimenticata  del  nostro  sistema  economico.  Non  è  immaginabile
  neppure   dal  punto  di  vista  paesaggistico,  spesso  ricordato,
  immaginare una Sicilia senza agricoltura, immaginare di perdere  la
  cultura  straordinaria che nelle nostre campagne ha retto  davvero,
  anche sul piano morale, la grande dignità del popolo siciliano.
   Presidente  della  Regione,  occorre una  politica  per  le  isole
  minori.  Ci  siamo impegnati insieme, ed io provengo anche  da  una
  provincia   dove  le  isole  minori  sono  elemento   di   sviluppo
  straordinario.  Occorre  che  ci  sia  una  politica  organica   di
  prospettiva per le isole minori.
   Per   le   infrastrutture  sono  davvero  soddisfatto   anche   di
  quell'annuncio che lei ha fatto, e per le sue interlocuzioni con le
  autorità delle infrastrutture ferroviarie del nostro Paese.  Questo
  è  esattamente  l'esempio di come noi possiamo davvero  rendere  la
  Sicilia  molto  simile  a  quella  che  abbiamo  fatto  sognare  ai
  cittadini durante questa competizione elettorale.
   Sulla  revisione - come correttamente l'ha definita  lei  -  sulla
  riqualificazione della spesa, abbiamo il dovere di parlarne, e sarà
  il  tema  fondamentale sul quale probabilmente la nostra  scommessa
  potrà essere vinta o meno.
   Del  problema  del  precariato credo  che  sia  persino  superfluo
  trattare,  perché è il tema di questi giorni, il tema  con  cui  ci
  misureremo  o ci stiamo misurando adesso e nelle prossime  ore.  Il
  tema della diplomazia dal basso, che lei, Presidente della Regione,
  ha  già  attuato  con i paesi transfrontalieri,  dirimpettai  della
  nostra  Sicilia, di questa Regione, ultima regione  dell'Europa  in
  termini  di  posizione geografica, ma che può e deve  diventare  il
  ponte  con  i Paesi del nord dell'Africa, paesi in via di  sviluppo
  che  da  soli,  Presidente della Regione,  possono,  attraverso  la
  lungimiranza sua, del suo Governo e di questo Parlamento, diventare
  un  elemento di traino e di sviluppo straordinario per gli  anni  a
  venire.
   Il problema dei rifiuti, che correttamente lei sta affrontando col
  suo Governo in queste ore, è un problema che bisogna riproporre  e,
  con grande rispetto istituzionale, ma anche orgogliosi della nostra
  autonomia e della nostra specialità, se è il caso bisogna  riaprire
  vertenze con lo Stato per articoli del nostro Statuto che non  sono
  stati applicati.
   Qualcuno ci ha venduto la perequazione territoriale. Nello Statuto
  abbiamo  una  norma non applicata, che è quella delle  perequazioni
  infrastrutturali, una norma straordinariamente moderna, che  sembra
  scritta  da un economista proprio in queste ore, e che prevede  una
  perequazione per le infrastrutture di questa Regione, la cosiddetta
  perequazione  dei lavori pubblici sulla base del minor  reddito  da
  lavoro  che  questa Regione ha già nel 1946 rispetto al  resto  del
  Paese.
   E,   quindi,   il   lavoro,  Presidente  della  Regione,   che   è
  probabilmente il tema che merita davvero tutta la sua e  la  nostra
  attenzione per una vera rivoluzione in questa nostra terra. Quindi,
  un programma di investimenti che preveda una riprogrammazione seria
  dei  fondi dell'Unione europea, attraverso anche la possibilità per
  i  cittadini  di controllare direttamente quali sono gli  obiettivi
  raggiunti dagli investimenti dei fondi dell'Unione europea.
   E,  poi,  un  tema,  che è molto caro a questo Parlamento  -  l'ho
  sentito  anche  dal collega Cancellieri e da altri  colleghi,questa
  stamattina -, quello della semplificazione legislativa.
   Presidente della Regione, c'è un altro problema.
   La  scorsa legislatura, questo Parlamento, il Parlamento della  XV
  legislatura,  ha approvato la legge regionale n. 5  del  2011,  uno
  strumento  straordinario in termini di semplificazione legislativa,
  amministrativa  e di trasparenza, la più moderna  che  ci  sia  nel
  sistema delle regioni italiane. E' una legge che è stata fortemente
  voluta  da  questo  Parlamento, è una legge che recepisce,  per  la
  prima   volta,  il  principio  della  trasparenza,  che   è   stato
  trasformato in principio costituzionale dalla riforma del titolo  V
  della  Costituzione  del  2001 e che, per  la  prima  volta,  trova
  ospitalità  nell'ordinamento giuridico regionale.
   Questa  legge,  che  prevede all'articolo  16  la  semplificazione
  legislativa, con l'obbligo di ogni Governo, entro il  31  marzo  di
  ogni   anno,  di  presentare  uno  o  più  disegni  di   legge   di
  semplificazione legislativa proprio per riavvicinarsi ai  cittadini
  e  riavvicinare le istituzioni ai cittadini e il comma  successivo,
  sempre  all'articolo 16, che prevede la delegificazione, cioè  quel
  passo  indietro che la legislazione deve fare rispetto ai temi  che
  dovrebbero  appartenere  soprattutto all'organo  amministrativo  ed
  esecutivo  per eccellenza. Ebbene, dal rapporto sulla  legislazione
  2012  che  meritoriamente i funzionari e i consiglieri parlamentari
  di  questa  Assemblea - e di questo sono grato davvero  ancora  una
  volta - hanno fatto, si evince che gran parte di quella legge non è
  stata  ancora attuata. Si tratta di una legge del 2011,  una  legge
  moderna,  per cui onorevole Presidente, l'impegno del suo  Governo,
  ne  sono  certo, è di portarla avanti immediatamente, attraverso  i
  provvedimenti  attuativi  che  sono  un  po'  farraginosi,  ma  che
  certamente meritano di essere velocizzati e spinti per fare in modo
  che  davvero  questa legislatura inizi con un profilo  costituente,
  con  un  profilo davvero nuovo e moderno, che introduca in  termini
  concreti    la    semplificazione   legislativa,    non    soltanto
  amministrativa, e la delegificazione.
   E poi il problema della semplificazione, onorevole Presidente, non
  h  soltanto un problema di velocizzare - lei l'ha ricordato  ancora
  una  volta  stamattina -, è il principale strumento di  lotta  alla
  corruzione, alla mafia, i cassetti chiusi che purtroppo  norme  non
  trasparenti   hanno  consentito  negli  anni  passati.   Attraverso
  l'applicazione concreta di una legge sulla semplificazione e  sulla
  trasparenza, potrà esserci un'efficace lotta alla corruzione, ma si
  potrà  consentire  altresì, di fare in  modo  che  quello  che  lei
  durante la campagna elettorale ha proposto e promesso ai cittadini,
  diventi  realtà, cioè attuare le autorizzazioni, le  richieste,  le
  istanze  di  cittadini che, appena entrati in un ufficio  pubblico,
  perdono la speranza e allora diventa uno strumento di investimento,
  uno strumento di sviluppo, uno strumento che davvero rimuova quegli
  ostacoli   allo  sviluppo  che  noi  in  questi  giorni  intendiamo
  rimuovere.
   Presidente,   occorre   una   linea   programmatica,   come    lei
  correttamente   ha  illustrato  stamattina,  che   contribuisca   a
  combattere  anche i pericoli di una recessione in atto, i  pericoli
  che  anni  di incosciente non Governo hanno determinato  in  troppi
  settori della nostra economia.
   E voglio citare gli ultimi mesi di spesa della scorsa legislatura,
  fino  al  maggio  del 2012, che hanno visto prevalere,  ancora  una
  volta,  tra  le spese nuove le spese correnti, mentre le  spese  in
  conto  capitale,  inferiori ancora una volta  rispetto  alle  spese
  correnti, non sono per nulla ancora qualificate.
   Presidente,  noi,  lei, il suo Governo, e questo Parlamento  tutto
  abbiamo  il dovere di rendere ai siciliani ciò che le insufficienze
  spesso  gravi  di  politica e burocrazia  hanno  tolto  negli  anni
  precedenti.  Abbiamo  il dovere, Governo e Parlamento  insieme,  di
  offrire  ai siciliani la certezza che qui in Sicilia c'è il domani,
  qui  in questa Terra abbiamo il dovere di offrire ai nostri giovani
  la  certezza  del loro futuro, qui in questa Terra, e non  altrove,
  abbiamo  il  dovere di far corrispondere i fatti  alle  parole,  di
  rendere   bella  e  accogliente,  anche  con  atti  legislativi   e
  amministrativi concreti la nostra Sicilia, anche per le imprese che
  vogliono venire qui da altre regioni o dall'estero poco importa, ad
  investire, a creare ricchezza, a creare posti di lavoro veri,  così
  come  per  l'immigrato  che  desidera  soltanto  accoglienza  e  la
  speranza  di  un futuro migliore rispetto a quello che  la  propria
  terra di origine gli ha riservato.
   Presidente  Crocetta, desideriamo scrivere  qui  anche  in  questo
  Parlamento,  insieme a lei e al suo Governo, nel  corso  di  questa
  legislatura  una bella pagina di storia della Sicilia,  che  faccia
  giustizia  dei tanti ipocriti e dannosi bizantinismi, delle  troppe
  omissioni e viltà che hanno piegato la Sicilia negli anni scorsi.
   Lei,  Presidente,  ha  una grande occasione che  io  credo  voglia
  sfruttare fino in fondo, di essere non soltanto il Presidente della
  Regione,  ma di essere l'autentica guida  con le maiuscole ,  guida
  politica e morale dei siciliani.
   Noi, il Gruppo parlamentare del Partito Democratico, la sosterremo
  con  tutte  le nostre forze, con lealtà e serietà nella sua  azione
  riformatrice,  per  il futuro dei siciliani,  per  non  far  morire
  sciaguratamente l'ultima speranza dei siciliani, per non perdere la
  legittimazione morale - e questa è la cosa più grave che sottolineo
  - a parlare e ad essere ascoltati dai siciliani, per non perdere la
  legittimazione morale a sedere sui banchi del Parlamento più antico
  e prestigioso del mondo.
   Auguri signor Presidente, auguri a lei e al suo Governo, auguri  a
  questo Parlamento e, attraverso lei e questo Parlamento, gli auguri
  alla  Sicilia  e  ai siciliani. Buon lavoro e Buon Natale  di  vero
  cuore ai siciliani e a tutti voi.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho avuto una serie di richieste di
  interventi  da  parte di singoli parlamentari, ma  ricordo  che  in
  Conferenza  di capigruppo si era concordato che potesse intervenire
  un parlamentare per Gruppo per non più di cinque minuti, e comunque
  non abbiamo tenuto rigidamente la regola dei tempi.
   Ha  chiesto  la  parola per una breve replica il Presidente  della
  Regione, onorevole Crocetta.
   Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, ringrazio per avermi dato questa possibilità di una breve
  replica.
   Sinceramente credo di avere fatto un lavoro onesto questa  mattina
  nel presentare il programma che avevo già presentato agli elettori.
  Mi  sembra  un atto persino di coerenza: questo è il patto  che  ho
  assunto  con  i  cittadini e questo presento in  Aula.  Quindi  non
  capisco  le  polemiche  rispetto  a  questo,  visto  che  poi  quel
  programma è stato sottoscritto dalla maggioranza dei siciliani.
   Come me, allora anche voi siete stati votati con la metà dei voti.
  Perché non è che per il Presidente hanno votato la metà, e per  voi
  no  Quindi anche l'intero Parlamento sarebbe delegittimato
   Credo  che  chi  dice  queste cose dimentica  persino  i  princìpi
  cardine del nostro sistema elettorale democratico, che è basato sul
  principio della certezza dei risultati elettorali.
   Un  tempo  l'anomalia era considerata il fatto che in  Sicilia  si
  votasse  troppo. Adesso l'anomalia è diventata il fatto  che  si  è
  votato  poco. Probabilmente il fatto che molti cittadini  non  sono
  andati  a  votare  dovrebbe fare interrogare di più  sulla  vecchia
  politica  che  sicuramente  non  ha  dato  quelle  risposte  che  i
  cittadini  avrebbero voluto. E' una scelta che bisogna  rispettare,
  così  come  bisogna rispettare i dati delle maggioranze. Così  come
  quando  si  parlava  delle Commissioni, ho sentito  dare  un  grido
  d'allarme  rispetto  al  fatto  che i  rappresentanti  della  lista
   Cinque  Stelle' non dovessero avere nessun ruolo nelle istituzioni
  assembleari, pur essendo praticamente il Partito che in percentuale
  ha  preso  più  voti. Non mi sembra un grande fatto di  democrazia.
  Nessuno mi dice che abbia condotto trattative parallele, ma che uno
  debba  esprimere le proprie opinioni, così come continuo a  pensare
  che  l'accordo  non  abbia coinvolto tutte le  forze  politiche,  e
  quindi lo trovo istituzionalmente imperfetto.
   Noi dobbiamo cominciare a lavorare tutti insieme per il bene della
  Sicilia, che non c'entra affatto con le scelte di Governo.
   Io ho trovato una Sicilia nel disastro. Ogni giorno, quando andavo
  a  Palazzo  d'Orleans,  trovavo lavoratori  della  Gesip  sotto  il
  Palazzo,  una vicenda che si trascinava da mesi con un   palleggio
  fra  Regione  e  Comune. E la vicenda della Gesip è stata  risolta.
  Sarà stata pochissima cosa, però visto che era pochissima cosa  non
  capisco perché ce l'hanno tenuta in piedi tutto l'anno.
   Poi  avevamo gli operai di Termini Imerese che avevano il problema
  della cassa integrazione e l'abbiamo risolta nel primo incontro che
  abbiamo avuto con il Governo. Facilissimo  Perché l'abbiamo risolto
  subito,  visto che era facile perché non si è risolta anche  quella
  una vicenda di un anno, visto che la cassa integrazione del 2012  è
  stata  stabilita  e  definita a fine anno. E  per  tutte  le  altre
  imprese siciliane.
   C'erano  i  comuni che non avevano ricevuto neppure  le  quote  di
  trimestralità  già  maturate, e le abbiamo date  perché  dietro  la
  crisi  di  cassa eccetera, eccetera e, straordinariamente,  invece,
  questo  Governo  ha trovato i soldi per i comuni, perché,  cosa  ha
  fatto? Abbiamo evitato di pagare, per esempio, quelle cose inutili,
  a volte, a cui si dà la priorità e abbiamo cominciato ad affrontare
  il  problema  di  fare  pagare i servizi  sociali  dei  comuni,  il
  precariato,  la luce ai comuni, dando una priorità  alle  cose  che
  servivano.
   Da   oltre  un  anno  il  Governo  nazionale  voleva  chiudere  la
  programmazione europea con il Governo regionale e non si riusciva a
  chiudere,  l'abbiamo  chiusa in tre settimane  e  nella  conferenza
  stampa  del Governo, del ministro Barca, la Sicilia è stata citata,
  per  la  prima volta, come buon esempio di programmazione  europea.
  Non  mi  pare  poco  chiudere  una programmazione  europea  in  tre
  settimane  Ma era così facile
   Ora,  il problema è che la programmazione europea non è stata  mai
  chiusa.  Quindi, probabilmente, per altri era difficile e,  allora,
  cosa  voglio  dire che siamo dei superman?  No, siamo semplicemente
  delle  persone  che  lavorano, che vogliono  fare  le  cose  e  che
  probabilmente, rispetto alla programmazione europea, si sono  poste
  solo un problema: quali progetti esecutivi ha la Regione siciliana,
  che  razionalmente  può utilizzare nel 2013 e nel  2014?  E  quelli
  abbiamo inserito, senza tenere conto di chi li aveva fatti, di  chi
  non li aveva fatti, chi premeva politicamente a questo senza aprire
  il  mercato delle vacche della politica rispetto a queste cose,  ma
  chiudendo con il lavoro e vedendo semplicemente, concretamente  ciò
  che  era  realizzabile e che serviva ai Comuni e  abbiamo  dato  la
  priorità  alle  arterie  stradali,  abbiamo  dato  la  priorità  al
  dissesto idrico geologico, alle imprese nelle zone di crisi e nelle
  zone di calamità naturali, alle isole Pelagie,  in grave situazione
  economica.
   Il  fatto che abbiamo già iniziato la definizione dell'accordo con
  le Ferrovie dello Stato per una cosa di cui si parla da vent'anni e
  che  non  si  è  mai chiuso l'accordo con la Regione  siciliana  ed
  abbiamo già un protocollo di intesa verbale e che questa intesa  si
  chiuderà  entro la fine di gennaio, in modo scritto, e  determinerà
  l'avvio del potenziamento delle più grandi arterie ferroviarie  per
  legare  le aree metropolitane della Sicilia, contribuendo a ridurre
  in  modo  consistente la velocità in un progetto che si fa  in  due
  fasi,  il primo in un quinquennio che riduce i tempi della  metà  e
  l'altro   cinquanta   per  cento  che viene  tolto  successivamente
  portando  il  trasporto dall'aeroporto di Catania all'aeroporto  di
  Palermo  in  un'ora e venti introducendo l'alta velocità.,  ebbene,
  anche  questo vi potrà sembrare scontato, ma non si capisce  perché
  negli  ultimi  vent'anni questo accordo non si sia  mai  fatto   E,
  invece, adesso si conclude.
   Probabilmente, qualche idea per cui questi accordi non siano stati
  fatti,  ovviamente,  ce l'ho, perché ognuno cerca  sempre  il  pelo
  nell'uovo negli accordi che deve fare. E, invece, quando  si  vuole
  fare si fa.
   Il  fatto  che abbiamo già approvato come Giunta la prima proposta
  di  legge  sul  doppio voto di genere che si  fa  in  Italia,  sarà
  pochissimo  sul  terreno  dei diritti civili.  Si  è  fatta,  anche
  questa, in questo periodo, però non si capisce perché ancora questo
  diventi  il tema di discussioni infinite in altri posti,  e  questo
  Governo l'abbia fatta e proposta
   Adesso  la parola passa all'Assemblea sulla questione dei rifiuti,
  l'ennesima questione sui rifiuti.
   I  comuni  sono  devastati dalla gestione degli ATO che  producono
  indebitamento,  circa 2 miliardi di euro di debiti  prodotti  dagli
  ATO  e  ancora  continuiamo  in  questa  logica;  anche  questa  va
  approvata entro il 31 dicembre -  mi rendo conto che poi  si  dice:
  bene,  ma  dobbiamo affrontare queste questioni con programmazione,
  ma  insomma   non  è  che possiamo farci nulla  sul  fatto  che  le
  elezioni  sono avvenute alla fine di ottobre, la proclamazione  del
  Presidente della Regione é avvenuta dieci giorni dopo e quella  dei
  deputati oltre un mese dopo.
   Quest'anno  tutti quanti ci adoperiamo ad operare in emergenza,  e
  di  emergenze  ne troviamo tante. Quindi abbiamo le  entrate,  come
  diceva l'onorevole Cimino, ma le entrate non sono aumentate per  il
  semplice motivo che, in questi anni, si è bloccata tutta l'attività
  produttiva, perché vorrei ricordare che il Governo precedente si  è
  avviluppato dentro la logica che siccome doveva partecipare con  il
  50  per  cento di quota di finanziamento sui Fondi europei  non  li
  faceva  andare avanti, noi siamo riusciti ad ottenere che  paghiamo
  il 25 per cento del cofinanziamento. Anche questa era una conquista
  scontata, oppure questo Governo  ha portato un risultato importante
  alla Sicilia?
   Ma un altro elemento su cui voglio fare riflettere è che quando si
  avviano i progetti europei sì, si spende in quota di finanziamento,
  però  poi  rientrano i fondi attraverso l'IVA, attraverso  l'IRPEF,
  attraverso  una  serie di contribuzioni che  le  imprese  pagano  e
  quindi  così  si  fa  la  cassa, e non  è  vero  che  la  quota  di
  cofinanziamento  si  paga  tutta  perché  si  spalma  sul  bilancio
  pluriennale   ed   anche   questo  è   stato   uno   degli   errori
  dell'amministrazione attiva di questa Regione, cioè di non  pensare
  che il cofinanziamento va distribuito negli anni di pertinenza.
   Anche  su questo, probabilmente, è l'uovo di Colombo, però non  si
  capisce perché questo  uovo di Colombo  si trova, perché quando una
  soluzione è stata trovata è facile e scontata, però resta il  fatto
  che  tutto  ciò che era bloccato l'abbiamo sbloccato; il fatto  dei
  sindaci  su  cui ho sollecitato il Governo precedente per  ben  due
  anni  e  non è partito assolutamente nulla, salvo in alcuni comuni,
  in alcune realtà che hanno fatto tutto da soli, che sono nel gelese
  e  nel  calatino,  a cui ho dato persino una mano per  realizzarle,
  oggi  può  partire  in  tutta l'Isola e  determina  nuove  entrate,
  onorevole Cimino, determina nuove entrate, perché con il patto  dei
  sindaci  arrivano fondi non programmati dall'Unione Europea  perché
  sono  fondi che vengono dati dalla Banca europea degli investimenti
  sulla  base  di  progetti  cantierabili  e  lì  potremo  dare   una
  sistemazione  certa  ad  una  parte  notevole  del  precariato   ed
  incominciare ad affrontare gli sgravi.
   Quindi,  non è vero che il nostro è un programma di tagli.  E'  un
  programma  prudente  di  tagli,  anche  rispetto  al  bilancio  che
  presenteremo, perché siccome non vogliamo fare il gioco  delle  tre
  carte,  diciamo intanto che cominciamo a metterci in  bonus  e  poi
  attiviamoci   per  fare  funzionare  quei  progetti,  non   facendo
  previsioni virtuali di spesa che poi non si realizzano. E  vorremmo
  essere contenti che, alla fine dell'anno, abbiamo incassato più  di
  quanto  magari  abbiamo previsto e dovrà essere l'obiettivo  perché
  siamo riusciti a mettere in cantiere i lavori che dovevamo mettere.
   Gli  sprechi: se abbiamo ridotto del 20 per cento il compenso  del
  salario accessorio credo che abbiamo cominciato a fare la battaglia
  agli  sprechi; se abbiamo eliminato - entro febbraio non ci saranno
  più - 13 aziende che erano in liquidità da dieci anni con chi ce la
  dovremmo  prendere  - guardate, le polemiche fino  ad  ora  non  le
  vorrei fare, ma sicuramente non ce la possiamo prendere con il  mio
  Governo che ha fatto finalmente una cosa che doveva essere fatta da
  dieci anni, quello di eliminare aziende che servono solo a nominare
  consigli  di amministrazione, direttori generali, a dare  incarichi
  di consulenza, a spendere risorse.
   Poi ci sono tutte le altre cose, anche di impatto penale in questa
  Regione,  perché alla formazione, per esempio, si possono fare  gli
  appalti per dare i servizi informatici a terzi, si prevede  che  la
  Regione,  l'importo  è  x  e i locali dove si opera  sono  a  spese
  della   società  che  vince  l'appalto  e  poi,  dopo  sei    mesi,
  puntualmente,  in questa Regione, in questi anni,  si  è  fatta  la
  modifica  degli  appalti,  per dire, del  capitolato  dell'appalto,
  modificando  l'oggetto dell'appalto, questione prevista chiaramente
  come  reato  dalla  legge penale esistente e si  danno  locali  che
  costano,  magari,  150 milioni di euro ad aziende  private  con  le
  quali  si  è  già pagato con altre risorse perché non  si  dovevano
  pagare e potremmo continuare all'infinito.
   La  nostra benevolenza, dovete capire, che è stata anche  notevole
  nei confronti.
   Noi  vogliamo operare per il futuro, però guai a dire  che  questo
  Governo  fa  chiacchiere o, addirittura, che avrebbe rappresentanti
  di Cuffaro in Giunta.
   Io  ho assessori che sono stati dirigenti della Regione e lo  sono
  stati   quando   c'era   Cuffaro,  quando   Cuffaro    non   c'era,
  semplicemente  perché  hanno lavorato alla Regione.  Questa  è  una
  colpa?
   In un Paese democratico normalmente no, e non può essere argomento
  di  critica  politica  perché, normalmente,  i  dirigenti   non  si
  guarda  Allora, che dovrei fare adesso?
   Dovrei  licenziare  - e finisco - oppure non  utilizzare  nel  mio
  staff, persino tra quelli più vicini a me, persone che hanno  fatto
  parte, che hanno collaborato con altri Governi?
   Ma  questa  è  la  follia dell'odio che non  appartiene  alla  mia
  cultura  di  Governo;  nella  mia cultura  di  Governo  ci  sono  i
  dirigenti che possono essere di destra, di sinistra e di centro  ed
  io  ho intenzione di collaborare nella misura in cui queste persone
  sono persone perbene.
   Quindi,   se  c'è  qualcuno  che  ha  lavorato  con  la   pubblica
  Amministrazione si dica che questa persona non é onesta, che non va
  bene, che non lavora, e allora su questo terreno sono disponibile a
  fare  autocritica, ad assumere gli atti necessari, però se si vuole
  criminalizzare   un  dirigente  ed  accusare  questo   Governo   di
  Cuffarismo che è l'ultima cosa che questo Governo sicuramente vuole
  fare, allora, credo che siamo fuori strada.
   Per  quanto riguarda l'accusa di Giacobinismo, di essere giacobino
  e doroteo, potrebbe essere persino un complimento, perché significa
  che all'azione concreta, all'azione ed intenzione ideale so persino
  accompagnare  la  pratica pragmatica del Governo  che  dà  risposte
  concrete  alla  gente.  E queste risposte concrete  alla  gente  le
  vogliamo  dare  perché non ci siamo candidati per fare  chiacchiere
  giacobine ma, insieme ad una tensione ideale che vogliamo  avviare,
  vogliamo  risolvere  il problema ai siciliani e  credo  che  questo
  Governo lo farà.
   Chi  partecipa  a  questo  Governo, chi  lo  vuole  sostenere  sia
  benvenuto,  chi  non  lo vuole sostenere sia  benvenuto  lo  stesso
  perché   non  è  che  ci  freghi  molto,  voglio  dire,  di  questa
  situazione.
   Purtroppo,  la storia della Sicilia è fatta sempre di polemiche  e
  di  incapacità a trovare elementi comuni di dialogo; in altre parti
  avviene un po' diversamente, ma qui è una disgrazia che ci dobbiamo
  portare avanti.
   Se  questo Governo riuscirà a portare le riforme continuerà la sua
  esperienza, se questo Governo non porterà quei risultati  giacobini
  che  vuole  portare,  allora  andremo  liberamente  alle  elezioni,
  dopodiché  i cittadini decideranno. Però nessuno si aspetti  sconti
  sull'azione di moralizzazione, di riforma, di cambiamento  e  dello
  sviluppo  della  Sicilia pensando di fare gli agguati  al  Governo,
  perché questo metodo credo che sia prima di tutto rifiutato da gran
  parte  di  questo  Parlamento che si pone con responsabilità  della
  questione  degli  atti.  Capisco che adesso  ci  sono  le  elezioni
  politiche  nazionali,  per  cui tutto diventerà  drammatico,  però,
  sinceramente, vorrei operare con spirito di collaborazione aperto a
  tutti. Che dirvi?
   Auguri  sinceri  di  buon Natale a voi ed alle vostre  famiglie  e
  grazie anche per il vostro contributo.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, non è finita l'Aula.

   FORMICA. Signor Presidente, lei non mi ha concesso la parola.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, lei non poteva parlare  perché  per
  il suo Gruppo ha parlato l'onorevole Musumeci.


   Presidenza del presidente Ardizzone


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole D'Agostino è in congedo  per
  oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli colleghi, devo dare delle comunicazioni.
   Devo  dire  che  uscendo  troverete i giornalisti  che  prima  non
  avevano  accesso in tutte le sale, questo per dire che non  abbiamo
  paura di niente, che questa, così come ho più volte detto, sarà una
  casa di vetro e i giornalisti servono proprio a questo.
   E'  stato  concordato  con  il decano dei  giornalisti  e  con  la
  Segreteria  generale quali sono le Sale che si possono  frequentare
  per essere più a contatto con i parlamentari.
   Esprimo  soddisfazione per i lavori di oggi. E' stato un dibattito
  franco,  produttivo, libero da preconcetti e  devo  dire  ricco  di
  contenuti.  A  chi  ha sollecitato il Presidente ad essere  chiaro,
  ritengo  lo  sia stato ancora una volta, devo dire, nella  replica.
  Questo ritengo che sia un buon auspicio per il confronto dialettico
  che si svilupperà nel corso della legislatura.
   Io  formulo  a tutti voi e alle vostre famiglie gli auguri  di  un
  sereno Natale.
   Gli  auguri  di  un  buon 2013 ce li faremo ancora  in  quest'Aula
  perché   penso  che  i  siciliani  si  aspettino  da  parte  nostra
  soprattutto  che si lavori, e c'è stata disponibilità ribadisco  da
  parte di tutti i Gruppi.
   La  seduta è rinviata a sabato, 29 dicembre 2012, alle ore  15.00,
  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Ardizzone


   I  -  Comunicazioni

   II -  Discussione dei disegni di legge:

         1)  - Autorizzazione all'esercizio provvisorio per l'anno 2013.

         Ancora  la  delibera non è arrivata ma si  tratta  di  un
         obbligo  costituzionale quindi sono fiducioso, per  altro
         sono  queste  le intese con il Governo che ha  dimostrato
         di stare nei tempi, che arriverà giorno 27.

         2)  -   Norme di modifica alla gestione integrata dei rifiuti di
             cui alla legge regionale 8 aprile 2010, n. 9 . (n. 56)

         3)  -   Norme in materia di personale. Disposizioni contabili . (n.

             58)

   PRESIDENTE.  Questa  norma  è definita  la  proroga  dei  precari.
  Chiaramente, le Commissioni sono autorizzate a lavorare dal  27  al
  29  mattina.  Chiedo  uno  sforzo  a  tutti  anche  se  non  stiamo
  rigidamente  dentro  il  Regolamento,  ma  già  l'ha  spiegato   il
  Presidente   Crocetta   che  si  è  arrivati   con   ritardo   alla
  proclamazione   degli   eletti,   all'insediamento   del   Governo,
  all'insediamento  dell'Ufficio di Presidenza e  delle  Commissioni.
  Ciò  ci  comporta,  ma  lo  facciamo  con  piacere,  questo  sforzo
  suppletivo ad esitare la legge, ribadisco, sui precari,  così  come
  era  stato  stabilito  in  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  la  proroga che riguarda gli ATO e  l'autorizzazione
  all'esercizio provvisorio.

                   La seduta è tolta alle ore 13.49

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli