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Resoconto d'Aula della Seduta n. 70 di lunedì 12 agosto 2013
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   LANTIERI, segretario, dà lettura dei processi verbali delle sedute
  nn. 68 e 69 dell'8-9 agosto 2013 che, non sorgendo osservazioni, si
  intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo  altresì  che  anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli   Ferrandelli,  Panepinto,
  Rinaldi,   Cascio   Salvatore,  La  Rocca,  Trizzino,   Dipasquale,
  Coltraro,    Cimino,   D'Agostino,   Mangiacavallo   e    Zafarana.
  sono in congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Annunzio di presentazione di disegno di legge e contestuale invio
                      alla competente Commissione

   PRESIDENTE. Comunico il disegno di legge presentato e inviato alla
  Commissione BILANCIO (II):

   - Modifiche all'articolo 128 della legge regionale 12 maggio 2010,
  n. 11 e successive modifiche e integrazioni ed iniziative in favore
  degli enti teatrali e delle province regionali. (n. 529)
   di  iniziativa governativa, presentato il 7 agosto 2013 e  inviato
  il 7 agosto 2013.

   Comunicazione di nomina di Vicepresidente di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Informo che, con nota pervenuta il 7  agosto  2013  e
  protocollata   al   n.   9460/AULAPG  dell'8   agosto   successivo,
  l'onorevole    Picciolo,   Presidente   del   Gruppo   parlamentare
  Democratici   riformisti  per  la  Sicilia,   ha   comunicato   che
  l'onorevole  Savona  è stato nominato Vicepresidente  del  suddetto
  Gruppo.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Seguito   della  discussione  del  disegno  di  legge   «Modifiche
  all'articolo  128 della legge regionale 12 maggio  2010,  n.  11  e
  successive modifiche ed integrazioni ed iniziative in favore  degli
  enti  teatrali  e  delle  province regionali»  (529-521-525-73-393-
  448/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della discussione del disegno di legge «Modifiche all'articolo  128
  della  legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche
  ed integrazioni ed iniziative in favore degli enti teatrali e delle
  province regionali» (529-521-525-73-393-448/A).
   Invito  i  componenti  la II Commissione, «Bilancio»,  a  prendere
  posto nel relativo banco.
   Ricordo  che la discussione generale si era già svolta  e  si  era
  passati all'esame dell'articolato. Era stato fissato il termine per
  la  presentazione degli emendamenti a venerdì 9 agosto  2013,  alle
  ore 12.00.
   Onorevoli    colleghi,   gli   assistenti   parlamentari    stanno
  distribuendo il fascicolo degli emendamenti ritenuti ammissibili.
   E'  chiaro  che considerato che oggi è il 12 agosto, e  tutti  noi
  abbiamo voglia di approvare la legge in tempi civili, comunque  non
  di notte, e così come prevede il Regolamento interno i Parlamentari
  possono  parlare per non più di cinque minuti, una  sola  volta  su
  ogni  singolo articolo. Ricordo che il disegno di legge è  composto
  di  tre articoli e non è obbligatorio intervenire, è chiaro che poi
  ci possono essere  le dichiarazioni di voto.
   Ripeto:  è  composto  di  tre  articoli;  nell'ordine  abbiamo  le
  modifiche  all'articolo 12 e poi le dichiarazioni di  voto,  mentre
  sul   disegno   di   legge   antiparentopoli'   abbiamo   solo   le
  dichiarazioni di voto.

   CORDARO.  Signor Presidente, le dichiarazioni di voto le  fanno  i
  Capigruppo.

   PRESIDENTE. Infatti, questo sta al buon senso di tutti noi.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
                     Contributi in favore di enti

   1.  Il  comma 2 dell'articolo 128 della legge regionale 12  maggio
  2010, n. 11 e successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal
  seguente:

    2.  Nell'ambito  degli enti di cui al comma  1,  i  soggetti  già
  destinatari    di   precedenti   espresse   norme   regionali    di
  riconoscimento  di specifici contributi, ove presentino  istanza  e
  abbiano  i requisiti per l'accesso ai contributi di cui al presente
  articolo,  possono  essere  prioritariamente  beneficiari   di   un
  sostegno  economico,  nei  limiti delle  disponibilità  finanziarie
  previste nel bilancio della Regione. .

   2.  Dopo  il  comma 3 dell'articolo 128 della legge  regionale  12
  maggio  2010,  n.  11  e  successive modifiche  ed  integrazioni  è
  inserito il seguente:

    3   bis.   Ai   fini  del  riconoscimento,  dell'attribuzione   e
  dell'erogazione del contributo gli enti presentano:

   a) una relazione dettagliata relativa alla struttura dell'ente, al
  numero  del personale occupato, ai curricula degli operatori  e  di
  tutto  il  personale nonché dei singoli componenti degli organi  di
  amministrazione e un elenco dettagliato delle spese di gestione del
  triennio precedente;

   b) l'elenco di tutte le entrate e finanziamenti a qualsiasi titolo
  ottenuti   dall'ente,   specificando   dettagliatamente   sia   nel
  preventivo  che  nel  consuntivo la finalizzazione  del  contributo
  regionale  ed,  in  particolare,  gli  eventuali  altri  contributi
  provenienti  da  altri enti erogatori. E', altresì, specificata  la
  denominazione  degli  altri  soggetti erogatori  e  l'entità  degli
  importi ricevuti;

   c) il bilancio degli ultimi tre anni;

   d)  una relazione analitica dell'attività per la quale è richiesto
  il   finanziamento,  che  consenta  il  giudizio  analitico   della
  congruità della spesa;

   e) una dichiarazione di inesistenza di incompatibilità o conflitto
  di interesse secondo la normativa vigente. .

   3.  Al  comma 4 dell'articolo 128 della legge regionale 12  maggio
  2010,  n.  11  e  successive modifiche ed  integrazioni  le  parole
   all'allegato  1  della  sono sostituite dalla seguente  alla .

   4.  Dopo  il  comma 8 dell'articolo 128 della legge  regionale  12
  maggio  2010,  n.  11 e successive modifiche ed  integrazioni  sono
  inseriti i seguenti commi:

    8  bis.  Per  le finalità del presente articolo è  istituito  nel
  bilancio   della   Regione   per  l'esercizio   finanziario   2013,
  dipartimento  regionale  del bilancio e  del  tesoro  -  Ragioneria
  generale della Regione un apposito fondo destinato al finanziamento
  di  contributi  in favore di soggetti beneficiari  di  un  sostegno
  economico, con una dotazione complessiva di 6.500 migliaia di euro,
  da  ripartire con decreto dell'Assessore regionale per  l'economia,
  previa delibera della Giunta di Governo, ai dipartimenti competenti
  per  materia.  I contributi sono attribuiti ed erogati  sulla  base
  della   disponibilità  finanziaria  iscritta  nel  bilancio   della
  Regione,  della  congruità della spesa e della validità  sociale  e
  culturale  della stessa, sottoposta alle valutazioni da effettuarsi
  a  cura  di  commissioni  nominate da  parte  degli  Assessori  dei
  dipartimenti  competenti  (Beni  culturali  e  identità  siciliana;
  Famiglia,  politiche sociali e lavoro; Infrastrutture  e  mobilità;
  Istruzione   e   formazione  professionale;  Risorse   agricole   e
  alimentari; Salute; Turismo, sport e spettacolo). L'erogazione  del
  contributo    è   subordinata   all'acquisizione   dell'informativa
  antimafia secondo le disposizioni di legge vigenti.

   8  ter.  Entro  sette  giorni dalla data  di  pubblicazione  della
  presente  legge,  i dipartimenti erogatori dei contributi  previsti
  dal presente articolo emanano un apposito avviso di selezione. Tale
  avviso  deve contenere le modalità attuative del presente articolo.
  Ai  dipartimenti competenti devono pervenire, entro 30 giorni dalla
  pubblicazione  dell'avviso,  i  documenti  previsti  del   presente
  articolo,   debitamente   redatti   e   sottoscritti   dal   legale
  rappresentante degli enti di cui al comma 1.

   8  quater.  Per  l'anno  2013,  in considerazione  della  funzione
  strumentale che svolgono alcuni enti dell'area del disagio  sociale
  e  della  disabilità, le relative istanze devono essere  presentate
  entro  quindici giorni dall'avviso e le istruttorie di  concessione
  di  contributi  sono definite entro il termine di  quindici  giorni
  dalla presentazione delle stesse.

   8 quinquies. E' fatto obbligo alla Giunta di Governo di pubblicare
  sul  sito  ufficiale della Regione siciliana la  graduatoria  degli
  enti beneficiari dei contributi, con il relativo importo, il giorno
  successivo all'approvazione del decreto. .

   5.  Per  le  finalità  del presente articolo  è  autorizzata,  per
  l'esercizio  finanziario  2013,  la  spesa  complessiva  di   6.500
  migliaia  di  euro,  cui si provvede con parte delle  disponibilità
  dell'UPB  4.2.1.5.2,  capitolo  215704,  accantonamento  1001   del
  bilancio della Regione per l'esercizio finanziario medesimo».

   E'  stato  distribuito il fascicolo del testo e degli  emendamenti
  ritenuti  ammissibili.
   Onorevoli  colleghi, il Governo ha presentato  un  emendamento  di
  riscrittura  dell'art.  8  ter  che,  obiettivamente,  è  un  fatto
  tecnico.  Ne do lettura:  entro 7 giorni dalla pubblicazione  della
  presente,  la Giunta Regionale provvede ad approvare lo  schema  di
  avviso  generale  di selezione  sostanzialmente, non  era  prevista
  nella  prima stesura dell'articolo che riportava  entro 7 giorni  i
  Dipartimenti . Adesso si individua la Giunta secondo una  procedura
  abbastanza rigida per la pubblicazione dell'avviso di selezione.
   Pongo in votazione, pertanto,  l'emendamento 1.4,  presentato  dal
  Governo.

   FALCONE. Signor  Presidente, non sono in possesso dell'emendamento
  1.4.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Falcone,  l'avevo  detto  prima,  segua  i
  lavori,  se  lo  legga,  è un semplice emendamento  di  riscrittura
  presentato  dal  Governo. Nella stesura iniziale era  previsto  che
  fossero  i  Dipartimenti a pubblicare l'avviso, mentre, con  questo
  emendamento  di riscrittura è la Giunta ad avviare la  procedura  e
  non  possono  i  Dipartimenti.  Non  credo  che  ci  sia  nulla  da
  disquisire.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli  Fontana e Cascio Francesco
  sono in congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Riprende  il  seguito  della  discussione  del  disegno  di  legge
  «Modifiche  all'articolo 128 della legge regionale 12 maggio  2010,
  n.  11  e  successive modifiche ed integrazioni  ed  iniziative  in
  favore  degli enti teatrali e delle province regionali.   (529-521-
  525-73-393-448/A)

   FALCONE. Si può intervenire sulla discussione generale?

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone, la discussione generale  l'abbiamo
  conclusa  la  volta precedente, lei ricorderà male. Abbiamo  detto:
  chiudiamo la discussione generale e  passiamo all'articolato.  Avrà
  la possibilità di parlare, non si preoccupi.
   Pongo in votazione l'emendamento 1.4.
   Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, abbiamo iniziato puntualmente alle ore 12.00 e
  abbiamo detto agli assistenti parlamentari di distribuire il testo.
  Se   ogni  parlamentare  arriva  con  ritardo  ai  lavori   non   è
  responsabilità di questa Presidenza.
   Si  passa  all'emendamento  1.1 a firma degli  onorevoli  Falcone,
  Pogliese, Vinciullo e Assenza, dichiarato ammissibile.
   Ribadisco: per ogni articolo, comprensivo della discussione  degli
  emendamenti, si può parlare per non più di cinque minuti.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Le raccomando di  contenere  il  suo
  intervento nei cinque minuti.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non travalicheremo
  il  tempo  molto  ristretto che ci viene  assegnato,  anche  se  la
  Presidenza avrebbe dovuto richiamare il Governo quando ci ha  fatto
  attendere  ben  otto  ore  in Commissione Bilancio,  prima  di  far
  pervenire questo testo.
   Vorrei,  innanzitutto, fare un momento di riflessione e  ricordare
  come  siamo  oggi pervenuti a questo testo. Era il 2 agosto  e  non
  avevamo fatto ancora alcunché per quanto riguarda la ex Tabella H e
  soprattutto  gli enti e le realtà in situazioni che  affrontano  un
  disagio  sociale  o  che attenzionano la disabilità  sensoriale.  A
  seguito  di  una  protesta formale dell'Unione  Italiana  Ciechi  e
  dell'Ente  Nazionale  Sordi, i cui rappresentanti  sono  venuti  in
  Commissione  Bilancio  e  sono  stati  auditi,  in  Conferenza  dei
  Capigruppo  si è deciso, in un primo tempo, di fare una  norma  che
  desse  spazio  e attenzione soltanto alla disabilità sensoriale,  e
  successivamente l'abbiamo allargata al disagio sociale. Aspettavamo
  il  disegno  di  legge ad impulso governativo per  martedì  scorso,
  disegno di legge che non era arrivato, ed avevamo allora chiesto  -
  anche  io  personalmente - che venissero rispettati gli impegni  da
  parte del Governo, e quindi del Parlamento, decisi in Conferenza di
  Capigruppo.  Abbiamo chiesto o che il Governo forniva un  testo  di
  legge,  oppure che dovevamo essere noi a poter proporre  dei  testi
  già presenti.
   Venerdì scorso, il Governo ci ha fatto aspettare ben otto  ore  in
  Commissione  Bilancio,  ed alla fine non ha  disciplinato  soltanto
  quello  che  aveva  deciso  la Conferenza  dei  Capigruppo,  ma  ha
  predisposto  un testo che consentirà - ove passasse,  e  penso  che
  alla   fine  passerà,  perché  questa  forse  è  la  volontà  della
  maggioranza - di allargare, non soltanto alla Tabella H, ma anche a
  quelle associazioni che non erano in Tabella H, nella legge 11  del
  2010,  specificatamente all'articolo 128, ma anche  quelli  che  vi
  erano  in  precedenza,  creando  quindi  di  fatto  una  situazione
  anomala.
   Così quegli enti che operano realmente verranno penalizzati,  e  a
  quegli  enti che invece non operavano più si potrà dire che gli  si
  darà  qualcosa,  seppure  una minima cosa,  di  fatto  mortificando
  quella   che   era  la  volontà  del  Parlamento  di   attenzionare
  innanzitutto  l'Unione  Italiana Ciechi e l'Ente  dei  Sordomuti  e
  assieme a loro l'Associazione Helen Keller e la stamperia Braille.
   Vorrei  ricordare  che il mio emendamento,  firmato  da  tutto  il
  Gruppo  del  Pdl, stabilisce all'interno della nuova programmazione
  che  ha  dato il disegno di legge ad impulso governativo,  di  fare
  salve  invece  le condizioni per quanto riguarda l'Unione  Italiana
  Ciechi, l'Helen Keller, la Stamperia Braille e l'Ente Sordomuti, se
  non  altro  perché questi enti sono disciplinati con una norma  nel
  2001,  in  virtù della quale si prevedeva che ben dieci  lavoratori
  che  facevano  parte  dei centri di servizio culturali  per  i  non
  vedenti   di   Palermo,  Messina  e  Catania,  venivano   assegnati
  all'Unione Italiana Ciechi, sede regionale. Nel 2001 è stato  fatto
  un  trasferimento di fondi ma anche di personale ed oggi, se questo
  emendamento non passasse, con appena sei milioni e mezzo di euro  a
  settembre a queste realtà non potremo garantire nulla, non  potremo
  garantire se non delle briciole, 500 mila euro, 700 mila euro,  non
  so  quanto, senza poter fronteggiare nemmeno i servizi primari  del
  personale  che  trasferimmo dodici anni fa, senza poter  fornire  i
  libri  di  testo  a  quei  poveri  bambini  che  hanno  il  diritto
  sacrosanto  all'istruzione e che, in assenza di questo emendamento,
  non potrebbe essere loro più garantito.
   E'  vero che da parte di questa maggioranza oggi c'è la volontà di
  dire  che   è  tutto  mafioso ,  è tutto illegalità   ed   è  tutto
  anomalo .  Però,  dico ci sono anche dei servizi essenziali,  quali
  quelli  della  disabilità sensoriale che  vanno  garantiti  con  un
  articolo,  con  un comma a parte, all'interno di una  procedura  di
  evidenza pubblica che noi vogliamo rispettare, dando al Governo poi
  la  massima titolarità e la massima discrezionalità, all'insegna  e
  all'interno delle regole.
   Chiedo  al  Parlamento  un  impegno  su  questo  emendamento   che
  garantisce i ciechi e i sordomuti. Possiamo, magari, stralciare  il
  secondo  comma che parla di cifre, ma il primo comma, a mio avviso,
  diventa,  con  il  secondo  senza  cifre,  di  straordinaria  e  di
  strategica importanza per dare un punto di partenza nella  garanzia
  di  quelle  disabilità sensoriali che oggi prestano un servizio  di
  tipizzazione,  esclusività  e  strumentalità  nei  confronti  della
  Regione,  a  favore di una categoria veramente disagiata,  disabile
  che, mai come oggi, si trova in una posizione di grande difficoltà,
  di crocifissione, potremmo dire.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole  D'Asero
  ha chiesto di apporre la firma all'emendamento 1.1/1.2.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Presidente della Regione.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  comprendo  molto  bene  le  ragioni  umane,  sociali   e
  politiche   che   sovrintendono  alla   presentazione   di   questo
  emendamento.  Ho,  però,  il  dovere di  fare  osservare  che,  nel
  legiferare, noi non possiamo solo sentire le ragioni del cuore,  ma
  dobbiamo   anche  sentire,  in  qualche  modo,  le  ragioni   della
   ragione , che sovrintendono alla formalità degli atti  e  la  loro
  stessa legittimità.
   Durante  la  fase  della  finanziaria,  con  l'approvazione  della
  finanziaria, il Commissario dello Stato, ha eccepito che  qualsiasi
  spesa,   per  essere  approvata  dall'Assemblea,  deve  avere   una
  valutazione di congruità, e il comma 8 sexies dell'emendamento  1.1
  non  ha  alcuna valutazione di congruità da parte di alcun Ufficio.
  Viene  stabilito,  così,  intuitu personae,  sulla  base  anche  di
  interlocuzione con gli enti specifici.
   Voglio  ricordare che si può essere anche portatori  di  interessi
  legittimi,  di interessi particolarmente privilegiati  dal  sistema
  legislativo,  però,  il  fatto di essere  portatori  di  interventi
  particolarmente privilegiati non sottrae alcuno alla  verifica  dei
  bilanci, alla valutazione di congruità. Non è che i sordomuti ed  i
  ciechi,  poiché in questa condizione, possono sottrarsi alle  norme
  che   regolano   la  redazione  del  bilancio,  il  ché   significa
  controllare i bilanci, verificare la spesa, che sono le  leggi  che
  regolano la materia.
   Questa norma, in qualche modo, introduce una mini tabella  H   per
  alcune  categorie specifiche, perché cosa diversa sarebbe stata  se
  gli  assessorati  competenti, sulla base  di  una  istruttoria  che
  faceva  la  verifica  dei  bilanci, facevano  il  piano  di  spesa,
  verificavano  i  bisogni, proponevano queste voci  all'interno  del
  bilancio, ponendo anche lì dubbi sul percorso  extra legis  che  si
  propone.
   Ho  seguito  molto attentamente le valutazioni, e non è  vero  che
  questi  enti sono enti strumentali della regione. L'assunto su  cui
  si è basata la considerazione che abbiamo fatto, sia in Commissione
  Bilancio  sia nella discussione che è avvenuta con più parlamentari
  -  l'ho verificata stamani con il Commissario dello Stato -  è  che
  non c'è nessuna legge che li classifica come enti strumentali della
  Regione.  Non vale dire che siccome ci sono alcuni sindaci revisori
  che  sono  nominati  dalla Regione, questo li qualifica  come  enti
  strumentali, perché abbiamo tanti enti che hanno nominati i Sindaci
  revisori  da  parte della Regione e così non è, perché  se  fossero
  enti  strumentali,  dovrebbero essere  sottoposti  alla  disciplina
  legislativa  prevista per gli enti pubblici, cioè  dovrebbero  fare
  tutte   le   gare   ad   evidenza  pubblica,  dovrebbero   chiedere
  l'informativa  antimafia per certi importi, e non mi  pare  che  il
  bilancio di questi enti sia sottoposto a queste restrizioni.
   Quindi,  in atto sono soltanto enti come tutti gli altri  previsti
  dall'articolo  128, che hanno una tutela speciale perché  hanno  un
  riconoscimento di legge. Il Governo e la Commissione Bilancio,  nel
  fare  l'emendamento  che dà loro una priorità  sulle  priorità,  ha
  tenuto  conto della particolare peculiarità, della loro  situazione
  sociale  e gli scopi che hanno. Credo che bisognerà fare un  lavoro
  per  trasformarli  come  enti strumentali,  posto  che  gli  stessi
  aderiscano in futuro a questo percorso, perché non è detto che  poi
  queste  associazioni e questi enti siano disponibili a  passare  ad
  essere  definiti  per  legge come enti strumentali,  con  tutte  le
  prescrizioni di legge che sono previsti per tali enti.
   Allora,   ritengo   che  il  comma  8  sexies  sia   completamente
  illegittimo,  e  si presterebbe ad una impugnativa del  Commissario
  dello Stato, creerebbe una mini  tabella H  e finirebbe persino per
  rendere vano quel tentativo che il Governo e il Parlamento vogliono
  fare, di dare un percorso privilegiato.
   Questa  per  noi è una grande indicazione politica, però  non  può
  essere  più  che una indicazione politica che viene  dall'Aula,  ma
  pensare  che  possiamo dare parere favorevole ad un inserimento  ai
  capitoli di spesa specifici, laddove non si è valutata la congruità
  della spesa, credo che sia impossibile.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico  che  hanno  chiesto  di
  apporre la firma all'emendamento 1.1/1.2 gli onorevoli Lombardo, Di
  Mauro, Figuccia e Alongi.
   L'Assemblea ne prende atto.

   CORDARO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  assessore,  onorevoli  colleghi, io interverrò  una  volta  sola  e
  quindi  parlerò  per qualche minuto in più e, nel  corpus  del  mio
  intervento,  ci  sarà anche la dichiarazione  di  voto  del  Gruppo
  parlamentare che rappresento.
   Signor  Presidente, io sono contrario a tutti gli emendamenti  che
  portano  nomi e cognomi. Lo dico subito e con chiarezza  perché  la
  mia  linea  non si sposta di un centimetro rispetto al ragionamento
  fatto la notte dell'approvazione della finanziaria.
   Sotto il profilo concettuale del principio, sono del parere che il
  Governo  debba assumersi la responsabilità di finanziare  gli  enti
  meritevoli dell'ex Tabella  H . Io resto del parere che il  Governo
  debba  finanziare,  in maniera seria, gli enti, le  fondazioni,  le
  associazioni, che hanno una norma istitutiva; il Governo valuti poi
  se  finanziare   le attività serie anche di quegli  enti  che,  pur
  avendo   una   norma   istitutiva,  hanno   personalità   giuridica
  riconosciuta. Dopo di che il nostro non può che essere, e che  deve
  essere, così come è stato sostenuto la notte della finanziaria,  un
  ruolo  di  controllo  su  un  tema che è  tutto  di  responsabilità
  dell'Esecutivo.
   Signor  Presidente, torno a chiedere a lei e agli Uffici che  fine
  ha  fatto  l'emendamento dell'onorevole Di Mauro, che riguardava  i
  principi  e la necessità, più che l'opportunità, che le scelte  del
  Governo  passassero,  quanto  meno,  ad  un  vaglio  critico  della
  Commissione  Bilancio , ferma restando la scelta in capo al Governo
  stesso.  Io  sarei  dell'idea che, per  restituire  centralità  nel
  controllo  all'Assemblea  regionale siciliana,  questo  emendamento
  dovrebbe  essere  ripreso  e  sottoposto  all'esame  dell'Aula.  Ma
  l'iniziativa  deve essere di esclusiva pertinenza del  Governo  che
  deve  assumersi  queste responsabilità con i  suoi  pro  e  i  suoi
  contro
   Io  non posso decidere se i medullolesi valgano più dei ciechi,  o
  se  il  Centro  Pio la Torre sia meglio del Centro  Gramsci  o  del
  Centro  Sturzo  o dell'Istituto Medievale degli Studi Mediterranei
  Io  non  sono stato eletto con questo compito, questo è un  compito
  del  Governo   Io faccio l'opposizione e quindi, sia chiaro,  senza
  nulla aver da contestare all'intervento dell'onorevole Falcone e  a
  tutti  i  colleghi  che  hanno  apposto  la  firma  all'emendamento
  precedente,  noi  voteremo contro tutti i  più  e tutti  i   meno ,
  contro  tutti i  più cento  e contro tutti i  meno centro ,  contro
  tutte le voci in aggiunta e tutte le voci tolte, perché per noi  il
  principio  vale più dell'ammiccamento e più della gratitudine,  che
  per  altro  è  sempre  il  sentimento  della  vigilia  di  qualcuno
  all'uscita da quest'Aula.
   Per  noi  tutti  coloro che soffrono hanno pari  dignità,  chi  si
  occupa di malati terminali, come la Samo e la Samot, non può essere
  escluso  a  vantaggio anche dei più virtuosi, quindi  noi  voteremo
  contro tutti gli emendamenti in tal senso e voteremo favorevolmente
  a questa legge.
   Signor Presidente, ripeto, sempre al fine di fare una buona  legge
  e solo a questo esclusivo fine, le chiedo di valutare l'opportunità
  di  riprendere  l'emendamento presentato  dall'onorevole  Di  Mauro
  perché  darebbe un senso ad un principio tra chi è Governo, e  deve
  avere l'iniziativa politica, e chi è Parlamento e deve svolgere  le
  funzioni di controllo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cordaro, lei pone un problema che  con  gli
  Uffici  abbiamo  esaminato.  Gli  emendamenti  non  presentati   in
  Commissione non sarebbero ripresentabili in Aula. Devo  però  dire,
  obiettivamente,  che  abbiamo avuto tutta  una  procedura  a  marce
  forzate, per cui mi rendo conto, anche perché quello dell'onorevole
  Di  Mauro  è un emendamento connesso. Ho già detto agli  Uffici  di
  fare   una   ulteriore   valutazione,  ma   non   che   rappresenti
  un'eccezione,   poi   nel   merito   possiamo   pure    disquisire.
  Personalmente   avrei   le  mie  perplessità  sull'emendamento   in
  questione,   perché  non  ci  sarebbe  la  netta  separazione   fra
  Parlamento  e  Governo,  però  entriamo  nel  merito,  ed   è   una
  valutazione  mia  di  carattere personale  che  non  deve  incidere
  sull'ammissibilità.
   Ripeto,   ho  già  detto  agli  Uffici,  nelle  more   di   questa
  discussione, di fare una considerazione sugli emendamenti che  sono
  stati  presentati,  e quindi non sto, a priori,  escludendo  nulla.
  Chiaramente  gli  emendamenti  che comportano  maggiori  spese  non
  saranno ritenuti ammissibili.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   vorrei
  rappresentare quello che è successo in Commissione Bilancio.
   La  Commissione era convocata per le ore 10.30, ed il Governo  era
  assente  perché stava lavorando per mettere insieme un  disegno  di
  legge  adeguato  per quello che era l'obiettivo da raggiungere.  Il
  Presidente della Commissione ha quindi aggiornato i lavori alle ore
  12.30  ed  anche a quell'ora il Governo era assente, sempre  perché
  era  in  corso  una  ulteriore definizione;  i  lavori  sono  stati
  aggiornati quindi alle 15.00 e, di fatto, abbiamo iniziato poi alle
  19.30. Il tutto si è svolto, quindi, con una procedura anomala, una
  procedura che aveva da un lato l'urgenza posta in essere da diversi
  enti  che  sollecitano attenzione verso quelle  che  sono  le  loro
  esigenze  e  dall'altra il Governo che si sforzava  di  trovare  le
  risorse per definire un percorso consono a dare alcune risposte.
   Alle  19.32  è iniziata la discussione ed io avevo chiesto  le  24
  ore,  così come prevede il Regolamento per esaminare il disegno  di
  legge,  ma  il  Presidente della Commissione mi  ha  invito  a  non
  insistere  sulla mia richiesta perché avrebbe fatto saltare  tutto,
  tenuto  conto  che  tutti quanti pensavamo che la  sera  stessa  il
  disegno  di legge poteva essere discusso ed approvato in  Aula  nel
  giro di un quarto d'ora.
   Così  non è stato  Non voglio essere colui che recita il mea culpa
  per  non essere stato intransigente, e per essere stata una persona
  che,  pur appartenendo all'opposizione, comprendendo le ragioni  di
  chi  sollecitava un intervento legislativo ed anche  le  difficoltà
  del    Governo    di    approntare   una   iniziativa    meritevole
  dell'attenzione, ma non vorrei essere tra coloro i quali abbiano  a
  pentirsene ed essere poi nel futuro intransigente nei confronti del
  Governo  e della Seconda Commissione di chiedere sempre le  24  ore
  previste dal Regolamento.
   Questa  è  l'occasione tipica di buon senso per cui il  Presidente
  della  Regione potrebbe far suo questo emendamento o il  Presidente
  dell'Assemblea  potrebbe  costituire un'eccezione  che  non  è  una
  regola,  e  permettere  al Parlamento di esaminarlo,  perché  possa
  essere  una legittima nostra aspirazione confrontarci su un modello
  di  spesa ed un modello di accertamento di quelli che sono,  me  lo
  lasci  dire, non solo gli enti che hanno necessità e obiettivamente
  riscontro di ottenere questi provvedimenti di natura economica,  ma
  coinvolgere  il Parlamento su una iniziativa che per tanti  anni  è
  stata assegnata solo al Parlamento.
   Allora, l'idea nostra è di mettere assieme il ruolo del Parlamento
  ed  il  ruolo  del  Governo per arrivare ad una sintesi  che  possa
  essere la più alta possibile.
   In  questo senso credo che il ragionamento che noi stiamo  facendo
  come  opposizione è un po' un ragionamento di natura  regolare,  un
  ragionamento  di  chi  immagina che ci possa essere  da  parte  del
  Governo un'attenzione in questa direzione.
   Ricordo che l'emendamento è l'1.3.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, preannuncio a lei ed all'Aula  che
  l'emendamento 1.3 è dichiarato ammissibile da questa  Presidenza  e
  verrà trattato successivamente.
   Personalmente sono contrario perché dobbiamo mantenere separati il
  ruolo del Governo e quello dell'attività legislativa, però è giusto
  che si pronunci l'Aula.
   Si riprende l'esame dell'emendamento 1.1/1.2.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, più che soffermarmi
  sull'emendamento  1.1/1.2, vorrei soffermarmi su tutto  l'iter  che
  sta  portando oggi all'approvazione di questo disegno di legge, che
  prevede l'erogazione di contributi ad enti diversi.
   Mi spiace Assessore Bianchi, ma qui dopo l'assestamento tecnico di
  bilancio,  avete  proceduto  ad una variazione  di  bilancio,  come
  rideterminata  in  applicazione del comma 2 dello stesso  articolo.
  Allora,  siccome  concordo con quanto ha detto il Presidente  della
  Regione,  che  le  ragioni  del cuore  fino  a  giovedì  scorso  mi
  portavano ad approvare quegli emendamenti - anzi ne ho sottoscritto
  uno insieme all'onorevole D'Agostino - che prevedevano l'erogazione
  di  contributi  in  favore di quegli enti riconosciuti  meritevoli,
  cioè   quella   vera   emergenza  sociale:  ciechi,   sordomuti   e
  quant'altro.
   Ma  leggendo bene questo testo, siccome al cuore devono  prevalere
  le  ragioni, oggi dico che prevalendo le ragioni ci sono i disabili
  che  abitano al quarto piano e non possono scendere da casa  perché
  non  hanno diritto ad avere un contributo per l'istallazione di  un
  ascensore  e  vivono  la  loro  vita  relegati  dentro  non  avendo
  possibilità di mobilità.
   Quando  si  dice  che si deve superare la ragione  della  ragione,
  allora  ci  sono 2000 studenti dei tre conservatori provinciali  di
  Palermo,  Agrigento e Trapani che non possono iniziare  le  lezioni
  perché  non sono stati erogati tutti i contributi. E poi ci sono  i
  dipendenti  del Parco dei Nebrodi, i dipendenti dei piccoli  comuni
  che  sono venuti qui e chiedevano una risposta e si è detto che  le
  variazioni  di  bilancio  non  si potevano  fare  e  si  faranno  a
  settembre.
   E  allora,  concordo con quanto affermato poc'anzi dal  Presidente
  del Gruppo parlamentare, onorevole Cordaro, che noi volutamente non
  abbiamo presentato alcun emendamento. Ricordo che c'è la Fondazione
   Piccolo   di  Calanovella  che potrebbe  meritare  un  contributo,
  perché  quando  parliamo di cultura parliamo di  cultura  in  senso
  lato.
   Allora,   il  Governo  faccia  una  scelta  di  campo  e   decida,
  assumendosene  la responsabilità, che cosa vuole finanziare  e  che
  cosa  vuole  erogare. Ma io, da deputato, non me la  sento,  perché
  questa  è un'ingiustizia  Mi dispiace per gli amici ciechi,  perché
  non riguarda solo ciechi, sordomuti, eccetera.
   Credo che il Governo oggi debba assumersi la responsabilità a  chi
  erogare questi otto milioni e mezzo di euro e, nel frattempo,  deve
  anche trovare il tempo per fare una variazione di bilancio seria  e
  non  il  18 settembre, ma anche il 2 settembre, perché così come  i
  teatri non possono chiudere i bilanci, ricordiamoci che cinquecento
  mila  euro a un teatro non servono per pagare i dipendenti,  perché
  il  teatro Bellini di Catania ha bisogno di un milione di euro  per
  pagare  un  mese ai dipendenti, ma solo per chiudere i bilanci.  La
  Regione deve guardare alle ragioni di tutti gli enti e quant'altro;
  credo  che  il  Governo abbia il dovere di trovare le  risorse  per
  consentire a tutti quegli enti che siano in difficoltà di  chiudere
  serenamente il proprio bilancio.
   Aggiungo una cosa: avete previsto per i teatri 14 milioni di euro?
   Credo  che, da questo momento, sia necessario che tutti  gli  enti
  che  ricevano  contributi da parte della Regione siano controllati,
  effettivamente, perché sono enti che erogano servizi,  prestazioni;
  non  è  più  consentito che un ente riceva un euro  dalla  Regione,
  senza  che, preventivamente, non venga fatto un esame sull'utilizzo
  dei fondi. Grazie.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   nell'ultima
  seduta, pur essendo qui presente in Commissione - si era riunita la
  I  Commissione  -  non  sono venuto in Aula perché  ero  fermamente
  consapevole  che  saremmo andati incontro ad  un  nulla  di  fatto,
  perché le condizioni erano - e sono - tali per arrivare ad un nulla
  di fatto, anche oggi.
   Signor  Presidente,  siamo  in presenza  di  un  Presidente  della
  Regione  che,  tra  le sue prime dichiarazioni  urbi  et  orbi   al
  popolo  siciliano, negli studi televisivi e nei giornali nazionali,
  aveva  affermato  la  necessità  dell'abolizione  della  famigerata
   Tabella  H , spiegando con dovizia di particolari che si  trattava
  di  un  elemento  di enti  amici  dei vari deputati  dell'Assemblea
  regionale,  che andavano poi a finanziare, attraverso questi  enti,
  attività - talvolta addirittura illecite - di supporto alla propria
  campagna elettorale.
   Signor Presidente, se ci fosse una consequenzialità tra ciò che si
  dichiara nelle conferenze stampa e gli atti di governo assunti, non
  dovremmo  essere qui, oggi, ad approvare questo disegno  di  legge.
  Questo disegno di legge è esattamente l'opposto di ciò che, in sede
  di  dichiarazioni  programmatiche, da parte  del  Governatore,  non
  doveva esistere più.
   Non  dovremmo  essere  qua, il 12 agosto, a  fronte  dei  problemi
  immani  che abbiamo davanti e che hanno davanti i nostri cittadini;
  siamo  qui,  oggi, per dare il seguito ad uno  spot   -  possibile,
  probabile, quasi certo - da parte del Presidente della Regione, che
  potrà  dire, oggi, di porre rimedio a qualcosa che lui e solo  lui,
  con  la sua mancata programmazione e azione di Governo, ha causato,
  portandoci a questa situazione.
   Questo  si inquadra perfettamente in quella che è stata la  stella
  polare  di questo Governo dal suo insediamento, perché si è partiti
  dalla  giunta pirotecnica che doveva stupire il mondo, per giungere
  a  quella  di famiglia, con una Giunta composta anche dai segretari
  particolari;   si   è  partiti  dalla  trasparenza   sulle   nomine
   megafonate , che comprendono anche il possesso del requisito della
  terza  media,  per intenderci; dagli annunci roboanti sul  recupero
  delle risorse e ci hanno tolto anche i trasferimenti previsti dallo
  Statuto  (ricordiamo la vicenda dell'art. 37); non solo le  imprese
  continueranno  a non pagare le imposte in Sicilia,  ma  la  miseria
  accordataci  è  stata prelevata dai fondi previsti  per  l'edilizia
  popolare in Sicilia (poco più di 50 milioni di euro).
   Aveva dichiarato che non avrebbe fatto macelleria sociale. Ebbene,
  precari,  formazione, ex-PIP, articolisti, forestali:  è  tutto  un
  campo di battaglia pieno di morti di questa macelleria sociale.
   La  vergogna  sui  manager della sanità, quando  c'era  una  norma
  precisa  a  livello nazionale che stabiliva e stabilisce i  criteri
  per  la  nomina.  Sempre per l'effetto  annuncio sulla  trasparenza
  dell'attività di questo Governo , si stabiliscono delle regole  che
  poi vengono pubblicate con bando e, una volta che, conseguentemente
  al  bando  pubblicato  ed alle regole stabilite,  i  Commissari  di
  quella  Commissione  nominata selezionano un certo  numero  -   non
  voglio dire, non entro nel merito di come selezionano - ma un certo
  numero di manager in coerenza con il bando pubblicato e no, non  ci
  sta più bene, perché?
   Perché,  magari, non corrispondono ai desiderati. Ma non è finita.
  L'annuncio  con  relativa marcia indietro  sull'IRAP;  abbiamo  qui
  l'assessore  Bianchi che ha dovuto minacciare  le  dimissioni  per,
  poi,  fare  rapidamente  marcia indietro. L'annuncio  con  relativa
  marcia indietro sul MUOS. La fantomatica nomina di Tano Grasso  che
  fine  ha  fatto?  La  pressoché totale  bocciatura  di  bilancio  e
  finanziaria? La legge antiparentopoli - ne parleremo  tra  poco  -,
  quella senza parenti, per intenderci. Le minacce alla stampa  e  ai
  non ben specificati singoli giornalisti.
   Un  presidente  rivoluzionario iscritto al PD che  intrattiene  un
  rapporto  privilegiato con Confindustria, fino al punto da lasciare
  solo  un  suo  assessore, in un settore delicato  come  quello  dei
  rifiuti  e dell'acqua; mi riferisco all'assessore Marino.  E,  poi,
  ancora,  gli annunci:  Faremo volare l'AST , che non ha  neppure  i
  soldi per il gasolio.
   E  lì  finisco,  signor Presidente, ma è pesante  quello  che  sto
  dicendo  ed  è  importate. Elimineremo la tabella H. Di  questo  ne
  abbiamo  già parlato. Poi, abbiamo visto che fine ha fatto; abbiamo
  la  tabella H in Aula. Poi, la mafia dappertutto; è persino  dovuto
  intervenire   autorevolmente   -   ha   fatto   bene,    Presidente
  dell'Assemblea - per difendere questo Parlamento, per  consentirgli
  lo smembramento degli Uffici della Regione e la ovvia, conseguente,
  paralisi  di ogni attività amministrativa e la delegittimazione  di
  tante persone per bene.
   La mafia persino nei NO MUOS, perché, notoriamente, la mafia, come
  tutti  sanno,  non vuole che ci siano appalti su cui  lucrare,  non
  vuole lavoro, non vuole infrastrutture. Siamo al ridicolo.
   L'antimafia   come   unico  filo  conduttore   di   facciata   per
  consentirgli di coprire il nulla che ha partorito, in questi  dieci
  mesi di governo e, al tempo stesso, piazzare nei posti chiave,  con
  il marchio doc dell'antimafiosità, i trombati delle sue liste e gli
  attivisti  del  suo partito, anche con la terza media.  L'antimafia
  per arrivare, persino, a delegittimare il Parlamento.
   Bene,  lei,  signor Presidente Ardizzone, secondo me,  non  doveva
  consentire  neppure che si arrivasse al 12.  Conosco la sua  voglia
  di  lavorare  e  la  sua  voglia di collaborare,  ma  non  possiamo
  permetterci  di stare qui, il 12 agosto - sarebbe meritorio  starci
  per   cercare   di  risolvere  uno  qualsiasi  dei   problemi   che
  attanagliano  i  cinque milioni di siciliani  che  non  sanno  come
  vivere - ma essere qui per riportare in vita la tabella H, col solo
  scopo di dire:  togliti tu, Parlamento, che mi ci devo mettere io a
  decidere ;  beh,  l'abbiamo visto come decide,  con  i  trombati  e
  favorendo  gli  amici  degli  amici.  Annunciamo  il  nostro   voto
  contrario.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  il
  dibattito  che  si sta svolgendo su un emendamento che  ha  diverse
  fasi  di  interpretazione:  una  di carattere  finanziario  perché,
  sostanzialmente, così come il Governo ci aveva anticipato, sia  per
  bocca  del Presidente sia per bocca dell'assessore Bianchi,  vedeva
  una possibilità di utilizzare risorse per questa occasione, quindi,
  per questa, tra virgolette, manovra finanziaria che era consistente
  perché, sostanzialmente, considerava sei più nove milioni di euro.
   Nella  sostanza, oggi, ci ritroviamo solo con una  parte  -  e  ne
  vorremmo capire anche il perché di questa improvvisa retromarcia  -
  di  una parte più limitata. La parte più limitata porta sicuramente
  ad  un  momento  di  difficoltà anche nell'applicazione  di  alcuni
  ragionamenti che vedono, a mio avviso, sul piano del principio, una
  salvaguardia di quelle che sono alcune categorie particolari e, sul
  piano  dei  fatti,  però, una, come dire, tendenza  ad  aprire  una
  platea  ampia  dove  tutti, confrontandosi con un  bando  che  vede
  consistenti interventi su vari enti o consistente numero  di  enti,
  di fatto, realizza una percentuale bassa di contributi.
   Allora, il problema serio, sensato è sicuramente quello di  essere
  portati  - e questo è il senso della politica, del nostro  impegno,
  del   nostro  senso  di  responsabilità  -  a  capire  come  potere
  intervenire  per  sostenere  le varie realtà  che  hanno  legittime
  aspettative. Ci siamo, però, battuti e ci battiamo ed è per  questo
  che  ho  chiesto di apporre la mia firma dove, per una svista,  non
  era  stata  messa sull'emendamento che stiamo discutendo,  dove  si
  vuole sostenere un principio che, poi, vuole essere anche un motivo
  di  orgoglio da parte di questo Parlamento, cioè è giusto  che  sul
  disagio  sociale  e sui bisogni non ci sia una strumentalizzazione,
  però, è altrettanto importante e vero che su alcune categorie  -  e
  parliamo  delle  disabilità  sensoriali  -  ci  debba  essere   una
  particolare  attenzione atteso che - e, in questo, mi  permetta  il
  Presidente  della  Regione, di contestare quello  che  ha  detto  -
  essendo questi enti sostanzialmente enti strumentali, nel senso che
  non  solo  sostituiscono alcune funzioni della  Regione,  ma  hanno
  avuto anche modo di avere, nell'ambito delle proprie strutture, del
  personale   che,   probabilmente,  avrebbe,   invece,   avuto   una
  stabilizzazione dalla Regione.
   Ma  il  senso  è  che  questi  enti  hanno  operato  seguendo  una
  disciplina che è quella della pubblicistica perché hanno  proceduto
  anche  a  dei  momenti  in  cui,  nell'assegnare  servizi,  seguono
  procedure,   ritengo   che  seguano  anche   le   verifiche   sulle
  certificazioni antimafia.
   Nella    sostanza,   quindi,   quello   che   è   l'elemento    di
  caratterizzazione  di una fattispecie specifica:  dico  che  Unione
  Italiani  Ciechi  e  Stamperia  Braille  hanno,  di  fatto,  questa
  caratteristica.  Il  Parlamento sappia, quindi, che  questa  realtà
  che  stampa  i libri per tutto il territorio nazionale rischia,  da
  settembre in poi, di chiudere e, quindi, nella sostanza,  mi  rendo
  conto  di  privare di un importante strumento chi ha una disabilità
  di  così grave entità. E, allora, dico che in questo dobbiamo avere
  chiaro  un  concetto che è quello di rispetto per tutti sì,  ma  di
  sensibilità in maniera particolare per questa categoria.
     E',  sicuramente, un argomento che deve chiedere una particolare
  riflessione, una particolare sensibilità. In questo senso, infatti,
  abbiamo  subemendato  l'emendamento  proprio  perché,  qualora   si
  ritenesse   impraticabile  questo  percorso  di  cui,  invece,   ne
  chiediamo il sostegno, almeno potremmo evidenziare il principio del
  disagio sociale della disabilità sensoriale.

   PRESIDENTE.  In  tal  senso,  vedo  che  è  stato  presentato   un
  subemendamento  che  verrà  chiaramente  discusso  e  votato  prima
  dell'emendamento.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà,  oggi,
  stiamo affrontando, finalmente, questo tema legato alla tabella  H.
  Una  tabella  che  sembrava  essere scomparsa  dallo  scenario  dei
  palazzi e che, di fatto, sembrava dovesse appartenere ad un passato
  legato al malaffare, a cattive abitudini.
   Oggi, tuttavia, sembrerebbe che, in effetti, si voglia porre  fine
  alla  questione della tabella H del Parlamento per aprire una nuova
  parentesi,  cioè  quella  della  tabella  H  del  Presidente  della
  Regione. E vi dico perché.
   Qualche  giorno  addietro  -  non me  ne  vorrà  l'assessore  che,
  indirettamente,  citerò in questa cosa - ci  fu  una  questione  in
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari -  che  tutti  i
  Presidenti dei Gruppi parlamentari ricorderanno bene - legata  alla
  possibilità  e  alla necessità di intervenire per eliminare  queste
  vicende  e, in quella sede, si diede, in qualche modo, incarico  ad
  un  autorevole componente del Governo di riscrivere il  testo   per
  evitare che ci fossero alcuni parlamentari - fu detto da parte  del
  Governo  -  che potessero riscrivere il testo  perché sembrava  che
  affidare  e  consegnare il compito al Parlamento, in qualche  modo,
  significava inficiare il lavoro svolto.
   Fu  detto, allora, ad ogni singolo parlamentare:  non occuparti di
  un  emendamento  sui  ciechi  e sui  sordi  perché  ci  penserà  il
  Governo .  Ad  un  altro,  fu detto di  non  occuparsi  dei  malati
  oncologici  perché se ne sarebbe occupato il Governo. E così  sullo
  sport e sulle varie altre categorie.
   Devo  dire che, in quella sede, apprezzai la posizione di uno  dei
  componenti  del Governo che disse:  bene, questa è  una  cosa  che,
  siccome  molto  ricade  sulle  attività  di  mia  competenza,   con
  riferimento  alle  disabilità e al disagio, potrò farmene  carico .
  Apprezzai  molto  quella posizione che sembrava voler  trovare  una
  soluzione ma, purtroppo, fui, come componente dell'opposizione, tra
  i  pochi  ad  apprezzarlo,  ma  non per  opposizione;  fui  isolato
  nell'apprezzamento  rispetto  alla posizione  del  Governo  perché,
  subito  dopo, il Presidente Crocetta si ritrovò a voler smentire  i
  propri   componenti  di  Giunta  volendo,  evidentemente,   avocare
  completamente  a  sé  il  ruolo  dei  distributori  dei  contributi
  rispetto alla questione della tabella H.
   Credo  che,  in  questo  momento, ci  troviamo  di  fronte  ad  un
  paradosso:  da una parte, la necessità di supportare  questi  enti,
  che  sembrerebbe  voler essere intenzione di tutti  e,  dall'altra,
  tuttavia,  con la questione dei bandi, ci poniamo di fronte  ad  un
  atteggiamento  di  chi  è  consapevole  che  questi  enti   possono
  aspettare 2, 3 6 mesi, forse, chissà quanto.
   Per  non  parlare, poi, di alcune fattispecie e,  tra  queste,  ad
  esempio, lo sport. Mi chiedo che fine abbia fatto lo sport in tutta
  questa vicenda. Abbiamo una legge regionale, la numero 31 del 1984,
  che ne fa riferimento, all'articolo21; abbiamo una legge regionale,
  la numero 18, del 1986, che ne fa riferimento agli articoli 1, 2, 3
  e 4; ne abbiamo riferimento, evidentemente, all'interno della legge
  regionale  numero  8 che, agli articoli 13 e 14, ribadisce  che  il
  Comitato possa, effettivamente, dar vita, attraverso un'attività di
  programmazione,  alla  definizione degli  interventi  attraverso  i
  quali erogare i contributi agli enti. All'interno dello sport, c'è,
  ad  esempio,  il  CIP,  il  Comitato  Italiano  Paraolimpico,  che,
  ovviamente,  al  suo  interno,  prevede  iniziative  a  favore  dei
  paraplegici,  dei  ritardati mentali; di questo, però,  non  sembra
  volersene curare nessuno.
   Sempre  la stessa legge regionale numero 8, in realtà, da  mandato
  alla  Regione Siciliana, sentito il CONI, di definire la disciplina
  per  la  richiesta e l'erogazione dei contributi.  In  funzione  di
  questa  disciplina, accade che, entro il 31 gennaio del  2013,  gli
  enti  abbiano  un  procedimento attraverso i  quali  presentano  le
  istanze;  ovviamente,  la  Regione,  in  qualche  modo,  definisce,
  sentito  il  Comitato, le modalità con le quali gli  enti  sportivi
  possano  accedere ai contributi e le definisce in maniera  talmente
  chiara da definirne persino le percentuali.
   Ora, di tutto questo sembrerebbe che il Presidente Crocetta non si
  voglia  curare,  cosicché,  effettivamente,  la  Tabella  H   possa
  rimanere,  non essendo più la Tabella H - ripeto - del  Parlamento,
  ma la Tabella H del Presidente Crocetta.
   Ovviamente, verso questo, muoviamo delle profonde perplessità ed è
  per  questo  che  proponiamo  a  questo  Parlamento  di  riassumere
  chiaramente un ruolo di guida quantomeno - lasciatemi dire -  anche
  di   controllo   rispetto  a  quelle  che   sarebbero   le   scelte
  esclusivamente discrezionali.
   Per   questo,  chiediamo  che,  effettivamente,  il  lavoro  delle
  Commissioni,   istituite  insieme  al  Governo,   possano   passare
  attraverso  le  Commissioni di merito perché  si  possa  esercitare
  questa  azione  di  controllo in un ruolo quantomeno,  appunto,  di
  verifica  con  un  parere  che,  se  vorrete,  così  come   prevede
  l'emendamento,  non  sarà  vincolante ma che,  comunque,  riteniamo
  necessario  perché si possa porre fine a questo tema della  Tabella
  H.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.   Signor   Presidente,  Governo,  onorevoli   colleghi,
  ascoltavo  questo dibattito in un contesto anche di sostanza  quasi
  surreale. Qualche sera fa, in Commissione Bilancio, mi tornava alla
  memoria  - e l'ho ricordato - la notte tra il 30 aprile e il  primo
  maggio,  quando, in questo Parlamento, tanti, a fronte della  bontà
  degli   obiettivi  che  con  quel  provvedimento   che   riguardava
  contributi  ad  enti ed associazioni, obiettivi nobili  che  ci  si
  proponeva,   in   tanti  facevano  emergere  le  contraddizioni   e
  l'incoerenza  rispetto  all'ordinamento  giuridico  di  una  legge-
  provvedimento,  quale  è stata, appunto, quella  che  approvava  la
  cosiddetta ex Tabella H, con i contributi ad enti ed associazioni.
   E, come se nulla fosse accaduto, nei giorni susseguenti alla notte
  tra il 30 aprile e il primo maggio, ci troviamo qui a sostenere,  a
  difendere  un  percorso che è stato, ad ogni livello istituzionale,
  definitivamente superato e, direi, sepolto.
   Ci  attardiamo,  dopo  aver  detto in  tutte  le  maniere  che  il
  Parlamento non deve più adottare leggi-provvedimenti individuali, i
  destinatari diretti di contributi da parte della Regione siciliana.
  C'è,  però,  una  competenza  che,per un ragionamento  scontato,che
  riguarda l'ordinamento giuridico, appartiene al Governo.
   E'  un atto di gestione. Rispetto a questo, abbiamo interrotto  il
  percorso che poteva dare, certamente, i contributi dovuti  ad  enti
  ed associazioni prima di questa data. E' stato proprio quell'errore
  che  il Parlamento ha compiuto. E, sull'impugnativa del Commissario
  dello Stato, che ha portato a questi ritardi e non, certamente,  le
  responsabilità  del  Governo, che ha dovuto recuperare,  con  tanta
  fatica,  le  risorse  non più utilizzabili  di  quelle  che  davano
  copertura alla ex Tabella H, approvata in Parlamento, quella notte,
  in sede di legge Finanziaria.
   Queste  difficoltà, signor Presidente, sono state superate perché,
  qualche   giorno  fa,  il  Parlamento,  con  un  grande  gesto   di
  responsabilità,  nonostante il partito del rinvio  fosse  forte  in
  quest'Aula, abbiamo approvato gli strumenti finanziari con un  atto
  di   grande  responsabilità  -  il  rendiconto,  l'assestamento  di
  bilancio - uniformandoci ai rilievi che la Corte dei Conti ha posto
  rispetto ai conti della Regione, risalenti agli anni precedenti  al
  2001.  E  mi riferisco, ovviamente, come tutti sappiamo, ai residui
  attivi.
   Adesso,  questa ipocrisia, che diventa davvero un vizio  capitale,
  un  peccato  che questo Parlamento non può consentirsi, l'ipocrisia
  di  voler  riconquistare ad ogni costo, a questa Aula,  in  maniera
  incoerente,   rispetto  alle  competenze  di   questo   nobilissimo
  Parlamento,  le  competenze dei contributi e vogliamo  entrare,  ad
  ogni  costo, come se una storia non fosse definitivamente chiusa  e
  come  non dovrebbe essere una conquista di quest'Aula, aver  detto,
  definitivamente, superata la stagione tristissima della  cosiddetta
   tabella H .
   E,  allora, oggi, mi trovo con altri colleghi, di maggioranza e di
  opposizione,  che, prima di me, hanno parlato, a rispettare  quelle
  che sono le regole e le procedure.
   Il  Parlamento,  se  Parlamento vuol essere,  onorevoli  colleghi,
  ritorni  a  fare  norme  generali ed astratte.  Non  individui,  in
  maniera  concreta,  i  destinatari singoli o associati  dei  nostri
  provvedimenti.  Non  siamo il Governo.  A  ciascuno  il  suo,  come
  prevedono l'Ordinamento ed il nostro Statuto. Al Governo  gli  atti
  di gestione e le procedure di Governo. A questo Parlamento le leggi
  generali ed astratte.
   Il   testo,   allora,  così  come  corretto   dal   Governo,   con
  l'emendamento,  già  approvato oggi dall'articolo  8  ter,  da  dei
  termini  precisi; mette il Governo nella condizione di  non  potere
  ritardare;  mette il Governo nella condizione di avere dei  paletti
  rispetto  ai  quali, tempestivamente, bisogna  avviare  -  entro  7
  giorni, dice la proposta, in questo disegno di legge - le procedure
  che  danno  luogo all'avviso pubblico su cui, con priorità  per  il
  disagio  sociale  e  le  disabilità e con  priorità  con  tutte  le
  associazioni  ed enti che hanno leggi istitutive, dicevo,  l'avviso
  che  da la possibilità, con trasparenza e senza contraddizioni  nei
  procedimenti,  che  possono buttare ombre su  quello  che  dovrebbe
  essere una procedura nobilissima, che sostiene associazioni ed enti
  della  Regione siciliana, meritevoli del sostegno finanziario della
  Regione stessa.
   Signor  Presidente,  ritengo, quindi, che si  debba  procedere  in
  coerenza  con  quelli  che sono gli orientamenti,  anche  di  altri
  Consigli   regionali,  così  come  sanciti  in   provvedimenti   di
  istituzioni prestigiosissime di questo nostro Ordinamento giuridico
  e chiudere, definitivamente, la stagione delle leggi-provvedimento,
  che  tanto  male  hanno fatto all'immagine di questo  Parlamento  e
  delle istituzioni pubbliche rappresentative nel loro complesso.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  ed  assessori,
  volevo  intervenire, solo ed esclusivamente, per un paio di  minuti
  per due considerazioni.
   La  prima che riguarda la formazione, di tantissimi anni fa, della
  tabella H, che aveva un significato particolare, che andava proprio
  a  favorire quegli enti che offrivano la loro disponibilità,  anche
  con  forme di volontariato, alle associazioni per la disabilità   e
  per quanto riguarda il disagio sociale.
   Questo  era l'intendimento del legislatore, allora, del Parlamento
  siciliano  di  anni fa, che correva, andava incontro per  risolvere
  questa problematica.
   Oggi,  intanto, il Presidente del Gruppo parlamentare, di Articolo
  4, il partito che mi rappresenta, mi ha dato delucidazioni riguardo
  alla  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  che  si  è
  svolta in questi giorni e mi ha assicurato che il Presidente  della
  Regione  si è impegnato affinché gli enti di disabilità  e  per  il
  disagio  sociale abbiano una corsia preferenziale. Ecco, questo  mi
  rasserena.
   Onorevole Presidente della Regione, a parte questa bella decisione
  che  ha  preso,  ne  prenderà un'altra per  la  formazione  di  una
  prossima tabella, che può chiamare  tabella F , per quanto riguarda
  i  favoritismi, o la potete chiamare tabella C per quanto  riguarda
  il clientelismo.
  A  noi queste sono cose non interessano in modo particolare, ma  ci
  sono degli enti che vanno oltre la disabilità, oltre il disagio che
  veramente sono da porre all'attenzione. Ma questo è il Governo  che
  nei  prossimi  giorni,  nelle prossime  settimane,  sicuramente  ci
  porterà a conoscenza che c'è la possibilità anche di favorire anche
  questi.
   Dunque,  stabilendo finalmente di dare la possibilità con  regole,
  regole serie e finalmente uscire da questo incubo che ci ha portato
  fino  al dodici di agosto in quest'Aula a parlare di cose scontate,
  questi  enti non possono sicuramente starsene così ancora a pietire
  tutto quello che gli spetta perché lavorano per persone, offrono la
  loro  professionalità,  offrendo anche personale  di  volontariato.
  Quindi è giusto che questa attenzione non sia sicuramente dispersa.
    Oggi siamo qui a perdere tempo, io sono venuto perché oggi stiamo
  votando  finalmente,  mettiamo fine e chiudiamo  finalmente  questa
  tabella H, che è veramente una vergogna, inserendo nella tabella  H
  e  dando il giusto riconoscimento a quegli enti che hanno offerto e
  che  offrono  ogni  giorno  con  il  loro  lavoro  e  con  la  loro
  professionalità il giusto diritto per persone inabili e per persone
  con disagio sociale.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Firetto.  Ne  ha
  facoltà.

   FIRETTO.  Signor  Presidente, siamo di fronte ad  un  tema  che  è
  sensibile,  poiché coinvolge soggetti di settori che obiettivamente
  rappresentano  elementi  di forte debolezze,  disagio  sociali,  le
  disabilità  sensoriali, le disabilità in genere.  E'  evidente  che
  questo  rappresenta una sorta di nervo scoperto  anche  rispetto  a
  quello che è il clima che il Parlamento si trova ad affrontare,  in
  presenza  di  risorse che obiettivamente sono risorse  notevolmente
  scarse  rispetto  a  quello che il passato e la  storia  di  questo
  Parlamento  di  questa Regione siciliana è riuscito  ad  offrire  a
  questo vasto universo.
   E' però anche qui si apre un tema che è antico, cioè un tema tanto
  antico che ha finito negli ultimi scorci della scorsa legislatura e
  anche all'inizio devo dire di questa nostra, far ripiombare pesante
  come  una  sorta  di spettro in quest'Aula il tema  di  quella  che
  oramai  è  la famigerata tabella H. Non se ne adombrino i  deputati
  che  sono  stati  presenti nella precedente legislatura,  ma  tutti
  coloro che l'abbiamo vissuta da esterni, abbiamo da sempre ricevuto
  rispetto  a  questo  modus operandi dell'Aula  una  immagine  quasi
  sinistra,  che  poi è la stessa immagine che è stata percepita  dal
  cittadino comune, dall'uomo della strada, che si è trovato a  dover
  individuare in questa sorta di prassi elargitoria quasi una macchia
  nera,  una  macchia clientelare che ha ammorbato la vita di  questo
  nostro Parlamento
   E  allora  noi,  onorevole   Presidente della  Regione,  salutiamo
  positivamente  questo nuovo modo di approcciarsi al tema,  un  tema
  difficile lo ribadisco, un tema sensibile. E lo si approccia  credo
  per  la prima volta attraverso un criterio che è diverso, nel senso
  che  noi  dobbiamo qui evitare di andare a fare, a  stare  ciascuno
  nella  propria metà campo e tirare la pallina dall'altra  metà  del
  campo, cosa che accade spesso. Da un lato, il Parlamento lo fa  con
  il Governo, dall'altro lato, il Governo lo fa con il Parlamento, la
  maggioranza  o contorni più allargati a quella dell'opposizione,  e
  l'opposizione nei confronti della maggioranza.
   Qui   si   pone  un  punto,  se  si  vuole  anche  di   educazione
  parlamentare, nel senso che - ha detto bene il collega Gucciardi  -
  siamo  chiamati a fare delle norme che abbiano il presupposto della
  generalità  e dell'astrattezza; non dobbiamo confondere  il  nostro
  agire  con quelli che sono invece i principi della gestione, che  è
  demandata al Governo.
   Salutiamo dunque positivamente questo testo che non individua nomi
  e  ci mette al riparo da quell'idea turpe di pratiche clientelari e
  ci si muove invece su un criterio che è di evidenza pubblica, che è
  di  comparazione che viene lasciata agli Uffici, un modo  per  dire
  che il Parlamento faccia il suo lavoro e il Governo il suo.
   E' questo un sistema di trasparenza e - lo dico ad alcuni deputati
  che  sono  intervenuti - se mai dovremmo incalzare il  Governo  sul
  piano  della assoluta trasparenza delle procedure e poi  sul  piano
  del controllo che è il tema che spetta all'Assemblea.
   Signor  Presidente, preannuncio che il Gruppo dell'UDC  su  questo
  tema  rimane sensibile e aperto ed apprezza notevolmente lo  sforzo
  che  è  stato  fatto  nel  disegnare  quello  che  è  avvenuto   in
  Commissione ed in Conferenza dei Capigruppo, cioè che  ci  sia  una
  cornice  di  riferimento   prioritaria perché  tutte  le  aree  non
  possono essere guardate allo stesso modo e l'indirizzo dato,  credo
  quasi   all'unanimità  di  questo  Parlamento,   cioè   quello   di
  individuare   come  settori  prioritari  quelli  delle   disabilità
  sensoriali,  delle  sensibilità in  genere,  del  disagio  sociale,
  rimanga  una  area di circoscrizione che vincola il Governo  su  un
  piano di priorità.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per non fare confusione,  preciso
  che  stiamo  parlando  del  subemendamento  1.1.1,  a  firma  degli
  onorevoli  Falcone, Pogliese, Vinciullo e Assenza,  alle  quali  si
  sono aggiunte numerose altre firme.
   Si  passa quindi al subemendamento che è stato già illustrato  con
  l'intervento  dell'onorevole D'Asero  che  recita:   Sostituire  le
  parole   del   disagio  sociale  e  disabilità'  con  le   seguenti
   disabilità sensoriale e disagio sociale' .
   Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'emendamento 1.1, così come modificato.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  vorrei  leggere  brevemente  la  valutazione  data   dal
  Commissario   dello   Stato  quando  impugnava   la    Finanziaria
  relativamente alla tabella  H . Che così recita:
  «L'articolo   74   rubricato   Contributi  ad   enti,   fondazioni,
  associazioni  ed  altri  organismi   dispone  il  finanziamento  di
  complessivi  24  milioni  di euro ripartito  fra  135  istituzioni,
  elencate  all'allegato  2  della legge, per  l'importo  indicato  a
  fianco di ciascuna di esse.
  La  norma  dà adito a rilievi di carattere costituzionale sotto  il
  profilo della violazione degli artt. 3 e 97 Cost. per i motivi  che
  di seguito si espongono.
  A  fronte di una legislazione ordinaria e di principio che  prevede
  l'ammissione a contributi pubblici di tutti i soggetti  pubblici  e
  privati su un piano di parità per il mantenimento e l'esercizio  di
  attività di rilevante interesse culturale e sociale fruibili  dalla
  collettività,  l'Assemblea regionale interviene nuovamente  con  un
  provvedimento   ad  hoc  destinato  esclusivamente  a   determinate
  istituzioni,  da  anni  fruitrici di  provvidenze  pubbliche  senza
  ancorare  la  scelta  operata a precisi e confacenti  parametri  di
  comparazione  e  valutazione. - Quindi il Commissario  dello  Stato
  parla  di  comparazione e valutazione - Il principio di eguaglianza
  esige che le leggi singolari, come la norma in esame, corrispondano
  ad  obiettive  diversità  delle condizioni considerate  rispetto  a
  quelle  di  enti  similari,  che  giustifichino  razionalmente   ed
  obiettivamente la disciplina di privilegio adottata. Ove sussistono
  situazioni omogenee rispetto a quelle singolarmente considerate  si
  incorre  nella  violazione del principio di eguaglianza  perché  si
  determinano   ingiustificate  posizioni   di   vantaggio   per   le
  istituzioni beneficiarie della norma rispetto a quelle escluse.
      Onorevoli colleghi, quindi per intenderci: il fatto che ci  sia
  un privilegio visto per le organizzazioni dei ciechi, non significa
  che  non ci siano altre organizzazioni di ciechi in Sicilia che non
  sono  disciplinate dalla legge, che non sono state  previste  dalla
  legge,  che  non possono concorrere ai contributi, per  intenderci.
  Perché  quello  che dice il Commissario dello Stato ,  noi  qui  ci
  siamo  limitati a mettere un privilegio, un percorso di  esame,  in
  considerazione della difficoltà che hanno, ma non abbiamo detto che
  a loro spettano e agli altri non spettano  Come di fatto sancirebbe
  questa  norma, questo emendamento. Voglio rappresentare che laddove
  è  scritto  nell'ambito  in testa potrebbe riproporre questo  tema,
  perché noi non possiamo escludere nessuno dalla presentazione delle
  domande  rispetto al bando. E quindi - a mio avviso -  sto  facendo
  preparare l'emendamento, nell'ambito, non so credo che possa valere
  anche come emendamento orale, va inserita la parola  oltre , perché
  non  ripristina  il testo originario, perché il bando  deve  essere
  necessariamente aperto.
      Poi abbiamo concordato alcune proposte in Commissione Bilancio,
  nel  senso  che  diamo priorità a certi enti che svolgono  attività
  sociale; è un percorso privilegiato, ma io credo che andare  al  di
  là di questo non si possa.
        Dice   ancora  il  Commissario  dello  Stato:   «Inoltre   la
  disposizione impugnata, che si connota come legge-provvedimento, in
  quanto   incide  su  un  numero  determinato  benché  elevato    di
  destinatari  ed ha contenuto particolare e concreto  attribuendo  a
  ben  precisi soggetti collettivi sovvenzioni in denaro, deve essere
  soggetta ad un scrutinio stretto di costituzionalità (sentenze n. 2
  e  153  del  1997,  n.  227 del 2007) sotto il  profilo  della  non
  arbitrarietà    e   non   irragionevolezza   della    scelta    del
  legislatore.Dalla giurisprudenza costituzionale si  ricava  che  lo
  stesso    legislatore,   quando   emette    leggi    a    contenuto
  provvedimentale,  deve applicare con particolare rigore  il  canone
  della  ragionevolezza (sentenza n. 137/2009) affinché il ricorso  a
  detto  tipo  di  provvedimento non si risolva in una  modalità  per
  aggirare i principi di eguaglianza ed imparzialità. La possibilità,
  non  esclusa  dalla  Costituzione, per il legislatore  di  svolgere
  un'attività  a  contenuto amministrativo non può spingersi  sino  a
  violare  l'uguaglianza  fra i cittadini come nel caso in esame.  Il
  legislatore siciliano infatti nell'adottare un'attività a contenuto
  particolare e concreto non ha dato modo di individuare i criteri ai
  quali  sono  state  ispirate le scelte e le  relative  modalità  di
  attuazione.
  Proprio in questa prospettiva si ritiene che la norma-provvedimento
  in  questione sia in contrasto con l'art. 3 della Costituzione  non
  avendo  rispettato il principio di eguaglianza nel suo  significato
  di parità di trattamento.
  Né dal testo della norma, che contiene con il rinvio all'allegato 2
  un mero elenco di destinatari e di importi ripartiti, né dai lavori
  preparatori  della legge, come prima prospettato, emerge  la  ratio
  giustificatrice di ogni caso concreto non risultando  pertanto  che
  l'Assemblea   regionale  abbia  osservato   criteri   obiettivi   e
  trasparenti nella scelta dei beneficiari dei contributi.
  La  norma,  secondo quanto affermato da codesta Corte  su  un  caso
  similare  deciso con sentenza n. 137 del 2009, si  risolve   in  un
  percorso privilegiato per la distribuzione di contributi in denaro,
  con  prevalenza  degli  interessi  di  taluni  soggetti  collettivi
  rispetto  a  quelli, parimenti meritevoli di tutela, di altri  enti
  esclusi, ed a scapito quindi dell'interesse generale».
   In sostanza, onorevoli colleghi, perché si rende quindi necessario
  il bando? Perché non possiamo escludere che ci possano essere altri
  soggetti che rappresentino questi interessi e queste possibilità. E
  noi non li possiamo escludere.
   Abbiamo   stabilito  che  a  questi  enti  si  darà  un   percorso
  privilegiato, in questo caso, ci si avventura neppure ad indicare i
  nomi che già è legittimo, solo, ma anche degli importi.
   Voglio  chiedere  sulla  base di quale valutazione  di  congruità,
  signor Presidente, e questa espressione chiedo che venga messa agli
  atti,  proprio  come  giudizio del Governo, su  quale  giudizio  di
  congruità  il  legislatore  individua  che  per  quegli  enti  sono
  previsti questi importi e su quali basi di valutazione si pensa  di
  escludere  ad  altre  categorie  del  settore  l'appello  a  potere
  concorrere ai contributi?

   PRESIDENTE. Onorevole Presidente della Regione, quindi se  non  ho
  compreso male il parere del Governo, se viene mantenuto così  nella
  sua  interezza l'emendamento dell'onorevole Falcone,  è  contrario.
  Onorevole Falcone, nel corso del suo intervento se non ho  compreso
  male  lei aveva pensato di sdoppiare questo emendamento. C'era  una
  parte  di  carattere generale rispetto alla quale  già  il  Governo
  aveva  espresso  parere favorevole, e una parte più circostanziata.
  Se vuole chiarire la posizione?

   FALCONE.  Chiedo  di  parlare per illustrare l'emendamento  a  mia
  firma.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  chiedere eventualmente, come dire, perché non ho compreso, cioè noi
  saremmo  disponibili eventualmente al mantenimento dell'emendamento
  sopprimendo  le somme. Cioè, l'individuazione per  noi  per  i  tre
  principi  di  esclusività, strumentalità e tipizzazione,  chiediamo
  che  vengano  mantenute le sigle, le quattro sigle.  Dopodiché  poi
  possiamo, ecco, l'unico punto d'incontro che riusciamo a trovare ed
  è un passo indietro che facciamo su questo. Se però non c'è neanche
  questa  volontà  chiediamo che venga posto  in  votazione,  che  il
  Governo lo bocci, che la maggioranza lo sostenga e noi in quel caso
  soccombiamo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Falcone, dobbiamo essere  chiari  tra  noi
  stessi  perché è chiaro che anche sulla base del parere favorevole,
  ribadisco,   che  ha  espresso  il  Governo  sul  sub   emendamento
  presentato  da  lei e da altri colleghi, si cercava di  far  fronte
  alle disabilità sensoriali e disagio sociale. Ora, l'emendamento  è
  costituito  da  due parti. Una parte di carattere  generale  e  una
  parte  di  carattere più specifico. Se lei viene incontro a  questa
  Presidenza  sulla  base  di  una  proposta,  magari  portandola  in
  votazione per parti separate, perché eviteremmo poi un pasticcio di
  ordine procedurale. Perché la prima parte è già inserita e lei l'ha
  voluta  riscrivere  sostanzialmente  in  una  maniera  ancora   più
  specifica.

   FALCONE.  E'  la  seconda  parte dove noi  possiamo  eventualmente
  togliere le cifre.

   PRESIDENTE.  Scusi,  onorevole  Falcone,  quando  noi  diciamo  lo
  votiamo  sulla base anche dell'intervento fatto dal Presidente  che
  ha   voluto   che  si  verbalizzasse   Attenzione   L'esito   della
  bocciatura  da  parte  del Commissario dello  Stato  significa  che
  andiamo  incontro  ad un esito non certo rispetto  al  quale  tutta
  l'Assemblea  no, il Presidente della Regione è intervenuto  proprio
  evidenziando la necessità che si desse contezza, ha detto:   Voglio
  che  venga lasciata traccia nel verbale , quindi è stato abbastanza
  chiaro.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sto intervenendo
  perché la sua proposta, se non ho capito male, avrebbe l'obiettivo,
  distinguendo  i  due  commi  dell'emendamento,  di  consentire   il
  passaggio di uno e la bocciatura dell'altro

   PRESIDENTE. Non sto dicendo questo, vota l'Aula.

   CRACOLICI. Signor Presidente, mi permetto di sottolineare  che  il
  primo  comma dell'emendamento Falcone va in assoluto contrasto  con
  le cose che ha dichiarato il Presidente Crocetta.
     Mi  permetto  di  sottolineare che la norma prevede  una  corsia
  specifica  per  alcune categorie, una corsia intesa  dal  punto  di
  vista  della procedura amministrativa, non da quello dei contributi
  specifici. Se qui passasse il primo comma dell'emendamento Falcone,
  avremmo   una  specificità  nei  contributi,  non  nella  procedura
  amministrativa.
   Mi   sembra   che  il  Governo  abbia  detto  l'esatto  contrario,
  teorizzando  -  giusto o sbagliato che sia - la universalità  della
  possibilità  di accesso al bando, che in qualche modo verrebbe  qui
  negata, se dovesse passare l'emendamento.
   E'   legittimo   che   Falcone   e   altri   colleghi   presentino
  l'emendamento,  ma suggerirei di non farlo passare  come  se  fosse
  poco  importante,  perché  tratta  un  argomento  sostanziale;   se
  l'emendamento  passasse,  saremmo  di  fronte  ad  una  norma   che
  imporrebbe  di  erogare  i  contributi  esclusivamente  agli   Enti
  riguardanti  il disagio sensoriale  - non modificando le  procedure
  amministrative.
   Personalmente, non distinguerei i due livelli, perché li vedo  tra
  loro inscindibili.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione, col parere contrario del Governo e
  della  Commissione,  l'emendamento  1.1.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

  Si  passa all'emendamento 1.3, a firma dell'onorevole Di Mauro, che
  prevede che le risultanze dell'attività istruttoria compiuta  dalle
  Commissioni  assessoriali e le conseguenti  valutazioni  effettuate
  siano   trasmesse  alla  Commissioni  parlamentari   dell'Assemblea
  Regionale  Siciliana competenti per materia,  le  quali,  entro  il
  termine  di  dieci  giorni dal deposito degli atti,  deliberano  in
  merito  alla quantità del contributo da concedere nei limiti  della
  disponibilità finanziaria iscritta nel bilancio della Regione.
  Comunico  che  allo stesso sono stati presentati dall'onorevole  Di
  Mauro  il  sub  emendamento 1.3.1 e dal Governo il  su  emendamento
  1.3.2.,  che  prevede  che le risultanze dell'attività  istruttoria
  compiuta   dalle   Commissioni  assessoriali   e   le   conseguenti
  valutazioni  effettuate siano trasmesse ai  fini  conoscitivi  alle
  Commissioni parlamentari dell'ARS competenti per materia.

     DI MAURO. Ritiro l'emendamento 1.3.1  a mia firma.

      PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne prende atto.  In  conseguenza,  il
  subemendamento 1.3.2 del Governo decade.
  Comunico che è stato presentato dal Governo  l'emendamento 1.5.

   CROCETTA,   presidente  della  Regione.  Chiedo  di  parlare   per
  illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Onorevoli  colleghi,   quando
  diciamo nell'ambito è come se si desse l'interpretazione che  si  è
  ristretta la platea; siccome abbiamo già indicato le priorità,  noi
  vorremmo che venisse mantenuto la parola  oltre ,  così non si  può
  dire  che  sono  esclusi anche gli altri enti  che  non  hanno  una
  previsione  normativa  nella presentazione delle  domande.  E'  per
  evitare  una discussione troppo capziosa. Capisco lo spirito,  però
  mi  sembra  che  l'oltre  sia ancora più ampio e quindi  si  presti
  meno ad interpretazioni restrittive.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, vedo che l'emendamento è  condiviso
  da  tutti,  tranne  che  da me. Infatti, io  voterò  contro  questo
  emendamento.
     E  le  spiego perché sono contrario. Perché delle due, l'una:  o
  stiamo  facendo una misura che riguarda attività per  le  quali  il
  Parlamento ha fatto leggi di autorizzazione, oppure stiamo  facendo
  un bando erga omnes che si rivolge a tutto e a tutti. Se si rivolge
  a  tutto  e  a tutti non c'è bisogno di fare tutti questi  criteri.
  Vorrei  ricordare  ai colleghi, che forse non  hanno  memoria,  che
  questo Parlamento ha già fatto norme di questo tipo. Io ricordo, in
  particolare,  quando  assessore era l'ex sindaco  di  Catania,  che
  nella qualità di assessore per il lavoro egli ebbe un mandato ed un
  fondo  per  fare un'attività di spesa su interventi senza  criteri.
  Non fu una bella pagina per il Parlamento siciliano

   DI MAURO. Questo è il suo punto di vista.

   CRACOLICI   Sono  convinto che il Parlamento, la tanto  famigerata
  tabella  H, nel tempo ha finanziato attività per le quali  non  c'è
  tutto da vergognarsi.
    Ci sono attività che il Parlamento si è assunto la responsabilità
  di  fare leggi-provvedimento. Una cosa è, quindi, fare un bando che
  ha  questa  finalità per quelle attività rispetto a  quelle  leggi,
  un'altra cosa è fare un bando aperto a tutti, che bisognerà sapere,
  e  a quel punto bisognerà trovare i criteri per i quali qualcuno  è
  ammesso e qualcuno sarà escluso  Io credo che questo sia un  errore
  e  desidero che venga messo a verbale. Se l'emendamento  ha  questa
  finalità, cioè di fare un bando aperto a tutti, personalmente  sono
  contrario. Avevo capito un'altra cosa e quindi voterò contro.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Quell'oltre o nell'ambito  va
  visto  nel  contesto della legge. E la legge cosa dice?   Oltre   a
  tutti  gli  enti del mondo che possono presentare tutte le  domande
  che  vogliono, perché nell'articolo 1 anche se si dice  nell'ambito
  possono  presentare  lo stesso le domande,  per  intenderci,  è  un
  eccesso  di  scrupolo quello dell'oltre perché il primo comma  dice
  che  tutti  gli enti possono presentare domande. D'altra parte,  la
  legge non può  Si dice che stiamo dando una priorità a quegli  enti
  che  hanno una disciplina di legge, quella priorità rimane  e  sono
  indicati  dei percorsi, per cui, prioritariamente, questi enti  che
  hanno  previsto,  poi,  se ci sono nell'ambito  delle  risorse  che
  saranno  disponibili. Per cui, è evidente che quegli enti  verranno
  valutati  prima.  Però,  se quegli enti  che  hanno  presentato  la
  domanda  e hanno una previsione legislativa non sono meritevoli  di
  contributi  perché non dimostreranno di avere i requisiti  previsti
  dall'avviso  non  verranno finanziati e potranno essere  finanziati
  anche enti che non sono previsti.
   Non  cambia  molto,  per si vuole evita che nell'ambito  si  desse
  l'interpretazione che limita proprio quell'interpretazione che  lei
  aveva dato,  onorevole Cracolici.

   CORDARO. Sono d'accordo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.5, del Governo.
   Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli colleghi, il mio intervento, come sempre, sarà improntato
  al  massimo  della franchezza e della lealtà, onorevole  Presidente
  della  Regione,  e quindi se i toni potranno apparire  decisi  essi
  saranno  soltanto ispirati alla necessità di chiarezza che un  tema
  come questo comporta e implica.
   Io credo che di questo disegno di legge la parte più importante  è
  quella  su  cui si è, forse, maggiormente sviluppato il  dibattito,
  sia  proprio l'articolo 1,  che sembrerebbe essere nelle intenzioni
  del  Governo  la  soluzione  di un problema  che  è  certamente  un
  problema  reale  e concreto e che invece rischia di complicarlo  il
  problema,  signor  Presidente, e rischia di complicarlo  perché  la
  notte fra il 30 aprile e l'1   maggio come prima il Capogruppo  del
  maggior  partito che sostiene il suo Governo, l'onorevole Gucciardi
  diceva:   Quest'Aula ha commesso un errore .  Non  è  vero,  signor
  Presidente, che l'Aula nel suo complesso commise un errore,  perché
  la  tabella   H',  o  quello che rappresentava la  successione  per
  eredità  della  tabella   H',  venne presentato  dal  suo  Governo,
  onorevole  Presidente della Regione, e un gruppo  parlamentare,  la
  Lista  Musumeci - non lo si dimentichi, onorevole Gucciardi  quando
  si  parla  di  errore  dell'Aula,  allora  dica  della  gran  parte
  dell'Aula o della maggioranza - presentò un emendamento soppressivo
  della  tabella   H' che fu votato soltanto, al di là  dei  colleghi
  della opposizione, dai rappresentanti del Movimento 5 Stelle, anche
  se  i  colleghi del Movimento 5 Stelle poi approvarono,  forse  per
  generosità,  per apertura di credito, per bonomia istituzionale  la
  manovra nel suo complesso.
   Avevamo  detto e dicemmo in quella occasione, ed era una occasione
  nella  quale  lei avrebbe già potuto imprimere un  corso  nuovo  su
  questo  argomento,  che  quel modo di procedere  era  non  soltanto
  inopportuno  sotto  il  profilo  del  merito,  ma  era  del   tutto
  inadeguato  sotto il profilo della sua legittimità  costituzionale.
  E  bisognava  attendere, necessariamente, la scure del  Commissario
  dello  Stato, e anche su questo una parola chiara va detta:  questo
  Parlamento  per  legiferare non può sempre e  comunque  e  talvolta
  preventivamente,  decidere  di  farlo  dopo  avere   ascoltato   il
  Commissario  dello Stato. L'autonomia, la forza e  la  capacità  di
  questo  Parlamento  devono  essere tali da  essere  autonomo  anche
  rispetto  a  quella Istituzione;  dipende da noi  sig.  Presidente,
  dalla  bontà  delle leggi che il suo Governo vorrà proporre  e  dal
  senso di responsabilità di questo Parlamento.
   Signor   Presidente  questa  rischia  di  diventare  una  giornata
  storica,  epocale, universale perché la tabella   H'  che  sembrava
  essere  stata  del  tutto  cancellata  dopo  il  provvedimento   di
  impugnazione  del  Commissario  dello  Stato,  ritorna   in   vita,
  resuscita.
   Lei  oggi,  ben  al di là degli annunci a cui ci  ha  abituato  in
  questi  mesi, compie il miracolo della tabella  H' che si rialza  e
  si  rimette a camminare, perché è questa la posizione che  lei  sta
  sottoponendo al Parlamento, un'operazione, non so fino a che  punto
  personalmente voluta, ma è lei il responsabile del Governo, il Capo
  del   Governo  siciliano,  ma  che  è  un'operazione  assolutamente
  gattopardesca -  perché quello che questo Parlamento aveva  tentato
  di  abolire  non  riuscendovi, ritorna in vita   perché,  e  questo
  nessuna  ancora lo ha detto perché come al solito io non so  quanti
  dentro quest'Aula e fuori abbiano realmente letto l'articolato  che
  lei  ci  propone - si tratta di tabella  H', non di criteri,  e  sa
  dove  la  norma presenta la sua insidia maggiore, il  suo  inganno?
  Nell'avere creato due strade parallele all'interno dell'avviso, una
  rivolta alle possibili associazioni, ai possibili enti, quelli  che
  lei  ha  voluto sottolinerare con quell'oltre dell'emendamento  che
  abbiamo  poco prima votato, e la corsia preferenziale invece  degli
  enti che erano già stati ammessi al finanziamento.
   Che  cosa  vuol  dire? Signor Presidente la stessa domanda  potrei
  rivolgere   all'assessore  che  siede  alla  sua   destra   e   che
  probabilmente è il redattore materiale di questa norma, quando  noi
  leggiamo al quarto comma la modifica dell'articolo 8 quater,  udite
  udite colleghi -forse con maggiore interesse quelli che non l'hanno
  letto questo comma e non l'hanno sufficientemente attenzionato- per
  l'anno  2013  in considerazione della funzione strumentale,  quindi
  non  siamo all'interno di enti strumentali, ma di enti che svolgono
  o  possono  svolgere materie e funzioni strumentali,  che  svolgono
  alcuni  enti  dell'area del disagio sociale  della  disabilità,  le
  relative  istanze devono essere  presentate entro quindici   giorni
  dall'avviso  mentre  gli altri enti e le altre  associazioni  entro
  trenta  giorni,  ed è questa è la prima deroga e le istruttorie  di
  concessione  di  contributi  sono  definite  entro  il  termine  di
  quindici  giorni dalla presentazione delle stesse, mentre la  legge
  prevede  un  termine  di trenta  giorni per  la  definizione  delle
  istruttorie altre e diverse.
     Nell'avere  creato  questa disparità di  trattamento  nell'avere
  creato  questo  doppio  binario, nell'avere creato  questo  binario
  preferenziale     sta     certamente,     ancora     una     volta,
  l'incostituzionalità di questa norma che potrebbe essere  impugnata
  dal Commissario dello Stato, ma  lei, Presidente della Regione,  ha
  avuto  tre  mesi  e mezzo di tempo da quella famosa  notte  del  30
  aprile  - mi avvio alla conclusione, signor Presidente - e  avrebbe
  potuto  portare in Aula una norma, quella sì veramente  generale  e
  astratta,   di   autorizzazione  agli  elenchi  che   il   Governo,
  nell'ambito   della  sua  discrezionalità  tecnica   e   vincolata,
  nell'ambito  della  sua  libertà  di  azione  amministrativa  e  di
  Governo, avrebbe potuto ritenere meritevole di sostegno.
   Questo rimbalzo, questo gioco al rimpiattino tra il Governo  e  il
  Parlamento  impone  al  Gruppo parlamentare   Lista  Musumeci    di
  essere coerente con se stesso, come se fosse, ancora una volta,  la
  notte  tra  il  30 aprile e l'1   maggio e, quindi,  voterà  contro
  questo   modo  di  delegare  al  Parlamento  ciò  che,  invece,   è
  responsabilità del Governo.

   PRESIDENTE. Per una brevissima replica, ha facoltà di  parlare  il
  Presidente della Regione,  perché siamo già in fase di voto.

   CROCETTA,  presidente  della Regione.  Onorevoli  colleghi,  nella
  filosofia scolastica medievale c'era una famosa visione quella  del
  reductio ad unum. Quell'articolo che lei ha citato, onorevole,  non
  è  stato  presentato  dal  Governo, che lo  riteneva  completamente
  inopportuno,  giusto  per  intenderci, è   stato  presentato  dalla
  Commissione ed è il testo così come emendato dalla Commissione.
   Il  Governo ritiene che il testo originario, al netto di questo  8
  quinquies,  mi pare, dopo l'8 quater, sono aggiunti i seguenti.  Il
  Governo è consapevole che questi enti non sono strumentali,  perché
  non  hanno nessuna legge che li riconosce come tali per cui  stiamo
  scrivendo una cosa che non ha minimamente senso, mi consentirà  che
  io faccio il Presidente della Regione, non faccio il Presidente del
  mondo intero.
   Il  Parlamento ha delle Commissione e, quindi, non attribuisca  al
  Governo  responsabilità che non sono proprie, perché  lei  dovrebbe
  avere  sia  il testo presentato dal Governo, che il testo  emendato
  dalla Commissione.
   Tra l'altro, la Commissione è arrivata a questo per una mediazione
  laddove  vi  erano  una serie di parlamentari,  alcuni  Gruppi  che
  sostenevano che bisognava individuare persone con nome  e  cognome,
  con   denominazione  sociale,  alcuni  enti  che  dovevano   essere
  beneficiari  del  contributo,  ha  ritenuto  di  poter   fare   una
  mediazione  tutta politica all'interno della stessa,  sulla   quale
  esprimo  alcune  perplessità,  ma  considerato  che  nel  complesso
  generale uno guarda il 99% che va bene, le valutazioni di  voto  si
  fanno, a meno che non siano strumentali, più in generale.
   Possiamo  discutere  di votare anche la parte  aggiunta,  in  modo
  separato, per consentire a tutti di fare una valutazione,  però  se
  vi  devo  dire  ciò che  penso è esattamente che questo  non  è  il
  testo,  questa  parte,  per  il resto  ce  ne  assumiamo  tutta  la
  responsabilità,  e  mi pare che abbia creato  norme  generali  erga
  omnes  e non abbiamo creato, il testo presentato dal Governo, alcun
  percorso privilegiato per nessuno.

   PRESIDENTE.  Non è possibile una votazione separata.  Tocca  a  me
  difendere  il  lavoro della Commissione e lo farò  fino  in  fondo,
  perché una volta che gli atti vengono esitati appartengono a  tutto
  il Parlamento, non c'è differenza alcuna.
   Ci si può contrapporre all'interno delle Commissioni, ma una volta
  che  il  lavoro  viene svolto deve essere portato  avanti  fino  in
  fondo.  Peraltro, devo dire con la massima chiarezza,  per   questo
  emendamento del quale si discute, che è stato esitato dalla Seconda
  Commissione, era presente il Governo,   il comma 1 è il testo che è
  stato riproposto dall'onorevole Falcone.
   E'  una norma di carattere generale, è  chiaro che dà una priorità
  agli  enti che svolgono interventi nell'area del disagio sociale  e
  della  disabilità, ma perché li contingenta, sta dicendo al Governo
  che entro un tot di termine  deve procedere.
   E'  una  norma  di carattere generale. Ho il dovere di  difenderla
  come  Presidente  del Parlamento, fino in fondo,  perché  questa  è
  stata  la  volontà  - ripeto - della Commissione ed  era  presente,
  altresì, il Governo.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 1, così come  modificato.  Chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevole  Formica,  con il suo voto contrario, anche  se  abbiamo
  votato  per alzata e seduta e  lei sa perfettamente che non vengono
  individuati i singoli voti.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                Art. 2.
                 Interventi in favore di enti teatrali

   1.  Alla spesa autorizzata, per l'esercizio finanziario 2013,  dal
  comma  1 dell'articolo 72 della legge regionale 15 maggio 2013,  n.
  9, di cui all'allegato 1 alla medesima legge, come rideterminata in
  applicazione  del comma 2 dello stesso articolo, sono apportate  le
  seguenti modifiche:

   -  UPB  13.2.1.3.5, capitolo 377314  Teatro Stabile di Catania'  +
  200 migliaia di euro;

   -  UPB  13.2.1.3.5,  capitolo 377316  Teatro  Massimo  Bellini  di
  Catania' + 300 migliaia di euro;

   -  UPB  13.2.1.3.5,  capitolo 377317  Teatro  di  Messina'  +  200
  migliaia di euro;

   -  UPB  13.2.1.3.5,  capitolo 377318   Teatro  Biondo  Stabile  di
  Palermo' + 300 migliaia di euro;

   - UPB 13.2.1.3.5, capitolo 377726  Contributi INDA' + 200 migliaia
  di euro;

   - UPB 13.2.1.3.5, capitolo 473707  FOSS di Palermo' + 300 migliaia
  di euro;

   -  UPB  13.2.1.3.5, capitolo 473708  Teatro Massimo di Palermo'  +
  300 migliaia di euro.

   2.  Alla tabella G di cui al comma 6 dell'articolo 75 della  legge
  regionale  15  maggio 2013, n. 9, sono apportate,  per  l'esercizio
  finanziario 2013, le seguenti variazioni:

   - UPB 13.2.1.3.5, capitolo 378118 + 200 migliaia di euro.

   3. Agli oneri discendenti dall'applicazione del presente articolo,
  quantificati in complessivi 2.000 migliaia di euro per  l'esercizio
  finanziario   2013,  si  provvede  con  parte  delle  disponibilità
  dell'UPB  4.2.1.5.2,  capitolo  215704,  accantonamento  1001   del
  bilancio della Regione per l'esercizio finanziario medesimo. »

   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  sono  stati  presentati   due
  emendamenti,  il  2.1 ed il  2.2, entrambi a firma degli  onorevoli
  Savona, Dina, Firetto.
   L'onorevole   Firetto  ritira  la  sua  firma,  la  appone  invece
  l'onorevole Gianni.
   Non  c'è  mai stata la firma dell'onorevole Firetto. E' un  errore
  materiale,  viene  verbalizzato  che  per  errore  materiale,   gli
  emendamenti 2.1 e 2.2, portano la firma dell'onorevole Firetto.
   Gli Uffici fanno presente che votando favorevolmente, nel caso  in
  cui   quest'Aula  si  determini  a  votare  favorevolmente   questi
  emendamenti,  occorrerà un aggiustamento di carattere  tecnico  che
  verrà  fatto, perché se vengono attribuite 100 migliaia di euro  da
  destinare  all'Accademia  Superiore Arte Drammatica  devono  essere
  sottratte  all'INDA,  se  non  si è  compreso  male,  procederanno,
  quindi, gli Uffici.

   MARZIANO. Chiedo di parlare sull'emendamento 2.1.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor Presidente, sarò brevissimo, se  non  ho  capito
  male,  l'emendamento chiede di estrapolare 100 mila  euro  dei  200
  mila affidati all'INDA per fare partire la scuola di teatro.
   Ora,  l'INDA,  che è la più importante istituzione culturale della
  città,  ed  una delle più importanti della Sicilia, ha  subito,  in
  questi anni, decurtazioni formidabili.
   Sottrarre dalla gestione generale 100 mila euro dei 200  mila  che
  si vogliono attribuire, non mi sembra una scelta assennata.
   Se  ci  saranno le condizioni per contribuire, ulteriormente,  per
  l'apertura della scuola di teatro sarà un altro paio di maniche  ed
  io sarò d'accordo e lo sosterrò.
   In  questo  caso, mi sembra una limitazione della possibilità  per
  l'INDA,  che  lo ricordo, anche perché c'è l'assessore  Stancheris,
  l'INDA  deve  ricevere somme legittime, con impegni  giuridicamente
  vincolanti dal 2010,  e rischiamo di farla fallire.
   In  questo  momento, i 200 mila euro possono servire,  invece,  ad
  affrontare  l'emergenza, sperando che si sblocchino  le  somme  che
  l'INDA deve avere, legittimamente, dal 2010.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  membri  del
  Governo, intervengo per spiegare all'onorevole Marziano che non ha,
  forse, ben compreso il motivo dell'emendamento.
   Approvo quanto  detto dal collega Marziano sui ritardi con i quali
  l'INDA  non  è stata in questi anni, come dire, oggetto  di  quelle
  attenzioni  di  cui avrebbe dovuto essere oggetto, per  cui,  tante
  volte in Commissione  Cultura', ci siamo scontrati.
   Qui  il tema è diverso e per chiarirlo all'onorevole Marziano e  a
  chi  non  percepisce  bene  il motivo di  questo  emendamento,  dei
  duecento  mila euro -  tra l'altro quest'anno, onorevole  Marziano,
  l'INDA  ha avuto un successo strepitoso con un incasso altissimo  -
  la legge sulla Accademia Superiore di Arte Drammatica esiste già da
  quattro anni e sono stati stanziati, a più riprese, qualche  decina
  di  migliaia  di  euro, Accademia che non parte, che  è   unica  in
  Sicilia  e  fra  l'altro nel Meridione non ce ne  sono  altre,  con
  questi  cento  mila euro atteso che l'Accademia fa parte  dell'INDA
  e,  quindi,  non c'è nessun spostamento di somme, con questi  cento
  mila  euro  saremmo finalmente in grado di far partire  l'Accademia
  superiore.
     Io chiedo all'onorevole Marziano di rivedere la sua posizione su
  questo  emendamento che non distribuisce, non toglie,  non  elimina
  nulla, ma indirizza di fatto l'INDA a utilizzare metà delle risorse
  per far partire l'Accademia Superiore di Arte Drammatica, che è una
  legge approvata da questo Parlamento, quattro anni fa.

   CORDARO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,   purtroppo  ho
  saputo   in   ritardo  che  c'era  la  possibilità  di   presentare
  emendamenti che inserissero qualcosa di qua e qualcosa  di  là  ed,
  essendo  un  deputato notoriamente distratto,  avevo  preparato  un
  emendamento  per  una nuova scuola di danza a Bagheria  e  per  una
  scuola di flauto a Balestrate.
     Spiegherò  ai  miei  amici di Bagheria e di Balestrate  che  non
  avranno  né  la  danza e neanche il flauto e per la stessa  ragione
  voterò contro l'emendamento per l'avvio di una attività teatrale  a
  Siracusa, penso che ci siano cose più serie da fare.

   SORBELLO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   SORBELLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,    solo   per
  esprimere  il  voto contrario ad una impostazione che  non  ha  una
  logica, perché la logica è che l'INDA, un ente già consolidato  che
  ha  dato  risultati eccellenti in quel territorio e la provincia  e
  lustro,  venga  così  vincolata  quella  che  è  la  programmazione
  economica spostando il tutto.
   Vero  è che l'ente è sotto la gestione dell'INDA,  però con questo
  emendamento  noi andiamo a vincolare il 50 per cento delle  risorse
  che  dovrebbe  avere, tra l'altro con la situazione  economica  già
  drammatica  che  vive già l'ente INDA, per cui  questi  cento  mila
  euro  aggraverebbe,  ancora  di più,  vincolandoli,  la  situazione
  economica dell'ente.

   CIRONE. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CIRONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  di  dover
  esprimere   sorpresa,   rispetto   alla   richiesta   di   modifica
  dell'articolato    previsto   nel   provvedimento    a    proposito
  dell'intervento  dell'onorevole Gianni, perché  l'onorevole  Gianni
  con  passione, come è tipico del suo carattere, rivendica  che  una
  parte di queste somme dedicate all'INDA  debbano essere indirizzate
  alla scuola.
   Sembrerebbe  qualcosa  di molto nobile, di  molto  importante,  ma
  credo  che  sia  sbagliato  proporlo  in  questa  sede,  in  questo
  articolato,  per il semplice fatto che in questo articolato  ci  si
  riferisce  in  generale,  citando anche l'INDA,  ad  enti  pubblici
  teatrali,  i quali riceveranno un sostegno che servirà al pagamento
  di   stipendi   dei  lavoratori  che  anch'essi  stanno   soffrendo
  difficoltà in tutta la Sicilia e soprattutto nelle grandi città.
   Quindi  chiederei  all'onorevole  Gianni  di  ripensare  a  questa
  proposta,  che  faremmo bene a riprendere in altra sede  e  con  la
  necessaria  riflessione  e dedicare invece   la  somma,  così  come
  previsto dal provvedimento, interamente all'Istituto Nazionale  del
  Dramma Antico senza per questo destinarlo ad altro.

   PRESIDENTE. Onorevole Gianni, insiste con il suo emendamento o  lo
  vuole trasformare in un ordine del giorno?

   GIANNI. Insisto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   STANCHERIS,  assessore per il turismo, lo spettacolo e  lo  sport.
  Onorevoli  deputati,  per  questo teatro,  in  modo  specifico,  il
  Governo è contrario.

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione e relatore . La Commissione  si
  rimette  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 2.2. Il parere del Governo?

   STANCHERIS,  assessore per il turismo, lo spettacolo e  lo  sport.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione e relatore all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;   chi
  è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'art. 3. Ne do lettura.

                               «Art. 3.
             Interventi in favore delle province regionali

   1.  All'articolo 15 della legge regionale 15 maggio  2013,  n.  9,
  sono apportate le seguenti modifiche:

   -  al  comma l le parole  44.000 migliaia di euro  sono sostituite
  con le parole  49.000 migliaia di euro ;

   - al comma 4 è soppressa la lettera h);

   -alla  fine  del  comma 7 sono aggiunte le seguenti parole   Sono,
       inoltre, abrogate tutte le disposizioni di legge che prevedono
       riserve o criteri di assegnazione specifici a valere sul fondo
       delle autonomie locali per le province regionali .»

   Onorevoli   colleghi,  il  Governo  ha  presentato   all'art.   3,
  l'emendamento di modifica il 3.1.
   Lo   leggo:    Il   contributo  regionale  viene  prioritariamente
  utilizzato  per le finalità  di cui al comma 1 dell'art.  12  della
  legge  regionale  15  maggio n. 15 -Licei linguistici  e  musicali,
  servizi socio-assistenziali

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente, onorevoli deputati, il motivo per  il  quale  è
  stato  presentato questo emendamento nasce dalla necessità di  dare
  una   indicazione  ai  commissari  delle  province   sull'utilizzo,
  prioritario,  delle risorse che quest'anno sono molto diminuite  in
  relazione  al fatto che c'è stato il concomitante taglio  da  parte
  del  Governo nazionale di oltre cento milioni di euro,  più  quello
  operato da noi nella finanziaria.
   Per  cui,  di  fatto,  con  la manovra che  noi  abbiamo  proposto
  all'intero del disegno di legge presentato,  riusciamo ad avere  un
  plafond  da  distribuire alle province regionali  pari  a  quindici
  milioni di euro che è circa la metà rispetto a quello che noi, come
  Regione,  avevamo  distribuito l'anno scorso pari  a  circa  trenta
  milioni di euro.
   Quindi,  di  fatto,  ripartendo  proporzionalmente  tra  le  varie
  province il taglio che è stato fatto, che è pari a quindici milioni
  di  euro,  abbiamo  ritenuto necessario,  visto  l'imminente  avvio
  dell'anno  scolastico, dare una indicazione  chiara  ai  commissari
  che,  prioritariamente, laddove esistono degli istituti scolastici,
  le  risorse  devono essere utilizzate per gli istituti  scolastici,
  cioè  per  garantire  a tutto il sistema scolastico  l'avvio  delle
  attività.  Ecco perché abbiamo presentato questo, perché  essendosi
  ridotto  di molto il plafond disponibile per le province, riteniamo
  di  dover  dare una priorità per quelle province dove esistono  gli
  istituti scolastici.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, vorrei che
  su questo punto si facesse un po' di chiarezza e, se possibile, che
  l'Aula seguisse il ragionamento che vorrei sviluppare.
   L'emendamento  3.1 del Governo della Regione ha  un  fine  nobile,
  solo che l'Assessore Valenti e l'assessore Bianchi hanno omesso  di
  dire due cose importanti, se non fondamentali. La prima che i soldi
  che  il  Governo sta stanziando per il funzionamento delle province
  non  sono  sufficienti neanche parzialmente a  far  funzionare  gli
  istituti  scolastici.  E  su  questo dobbiamo  essere  franchi   La
  seconda dimenticanza che vorrei ricordare, assessore Bianchi, è che
  lo  Stato ha trasferito alla Regione 54 milioni di euro affinché la
  Regione    li   trasferisse   alle   province.   E   mi   riferisco
  all'addizionale sull'energia elettrica. Ma la Regione,  con  questa
  manovra,   non  trasferisce  54  milioni  alle  province,   ma   ne
  trasferisce soltanto 49.
   Allora,  se  così  è,  non  è forse una  forma  di  appropriazione
  indebita che sta consumando il Governo? Arrivano alla Regione delle
  risorse a destinazione vincolata da parte dello Stato, risorse  che
  prima  andavano direttamente alle province, affinché la Regione  le
  trasferisca  alle  province, e la Regione non le trasferisce.  Dare
  delle risorse alle province è come dare un po' di acqua fresca  che
  non  risolve  il  problema,  perché  con  queste  risorse  che  noi
  trasferiamo  nessuna  provincia è in  condizione  di  garantire  il
  funzionamento dell'intero anno scolastico e non mi si venga a  dire
  che  ci  sono  province che hanno sforato il  patto  di  stabilità,
  perché  ci  sono  sentenze che dicono che per i  servizi  didattici
  questo principio non si applica.
   Allora, assessore Bianchi, in Sicilia noi abbiamo mille emergenze,
  non   facciamo  diventare  emergenze  quelle  che  non  sono  tali.
  Onorevole Presidente della Regione, se abbiamo incassato 54 milioni
  dallo  Stato  per  darli  alla provincia, dobbiamo  avere  l'onestà
  intellettuale di dire che non glieli diamo perché non ce li abbiamo
  oppure li dobbiamo trasferire, diversamente è una presa in giro. E'
  una presa in giro l'impianto.
   Presidente  Crocetta, non voglio che sul territorio  siciliano  si
  scateni  una  bagarre perché siamo stati i primi  a  sopprimere  le
  province  e non siamo più in condizione di garantire i servizi  che
  le  province  garantivano.  Bisogna  trasferire  alle  province  le
  risorse  che  la  Regione ha introitato dallo Stato,  che  erano  a
  destinazione vincolata, che non sono 49 bensì 54 milioni di euro.
   Vorrei che su questo la Presidenza, il Governo desse una risposta.
  Diversamente,  signor  Presidente, non ho timore  a  dire  che  non
  sostengo  l'articolo  3 nel suo impianto perché  l'articolo  3  non
  trasferisce  tutto  quello  che è  dovuto  per  legge  ed  è  stato
  incamerato  dalla  Regione e non risolve  il  problema.  Io  voglio
  risolvere  il problema e non voglio dare, come dire, una goccia  di
  acqua che poi va dispersa.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo trattando
  di  un tema molto delicato che riguarda l'assetto delle Province  e
  tutto   ciò  che  in  questo  momento  di  grande  tensione,   come
  l'Assessore ben sa, c'è all'interno delle Province.
   Il  rischio  che  si  corre  nei mesi  a  venire  -  e  siamo  già
  praticamente  a  settembre - è che molti servizi  che  storicamente
  sono  stati erogati, e non voglio entrare nel merito, ai  cittadini
  delle singole province, rischiano di venir meno. Ci sono servizi di
  grandissimo valore, sono temi piuttosto complessi che rischiano  di
  fare  esplodere  i  territori e rischiano di creare  disservizi  ai
  cittadini.   Per  esempio,  a  Trapani  ci  sono  due  scuole   che
  costringeranno ottici e corallai che hanno frequentato il primo  ed
  il  secondo  anno a dover completare il ciclo di studi in  Campania
  perché le scuole più vicine sono a Napoli, a Torre del Greco.
   Desidero  sapere  con questo emendamento, che  tratta  di  materia
  delicata  e  complessa  che riguarda la riforma  complessiva  delle
  Province, le ricadute e gli effetti che una norma scritta in questo
  modo,   tecnico,  corretto,  etc.  ha  sui  territori,   altrimenti
  esprimerò   forti   riserve  sul  piano   politico.   Se   dobbiamo
  intervenire, come dobbiamo intervenire già alla ripresa dei lavori,
  sul  sistema complessivo della riforma Province, non possiamo oggi,
  come  dire,  fare  fughe in avanti o tagliarci i ponti  dietro  per
  alcune  situazioni e per altre magari porre rimedio  già  prima  di
  ferragosto?  Quindi,  o c'è chiarezza oppure personalmente  esprimo
  forti, forti riserve sull'approvazione di questa norma.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  ha  chiesto   di   intervenire
  l'assessore    Valenti,    anche   sulla    base    dell'intervento
  dell'onorevole   Gucciardi  per  spiegare  il   senso   di   questo
  emendamento.

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente,  onorevoli  deputati,  vediamo  un  attimo   di
  riepilogare questa situazione in cui oggi ci troviamo,  che  da  un
  punto di vista finanziario, nelle Province, non c'entra niente  con
  la riforma.
   Il problema è che essendo entrato in vigore nelle altre Regioni il
  federalismo  fiscale,  procedura che da  noi  non  è  stata  ancora
  perfezionata, i tagli dei trasferimenti statali alle  Province  non
  sono stati ancora compensati dalla piena attuazione del federalismo
  fiscale.  Questa situazione finanziaria ci sarebbe stata  comunque,
  indipendentemente dall'entrata in vigore della legge 7, poiché è un
  percorso  legato al federalismo fiscale. Detto questo,  quello  che
  stiamo cercando oggi di fare è proprio garantire l'espletamento  di
  alcuni servizi essenziali sul territorio, primo fra tutti le scuole
  che iniziano, come sappiamo, tra qualche settimana.
   Siccome  i  Commissari  si  trovano con  una  carenza  di  risorse
  notevole, derivante non dall'entrata in vigore della legge 7, bensì
  da   altri   problemi,   avendo  poche  risorse   intendiamo   dare
  un'indicazione   sull'utilizzo  delle  risorse   disponibili,   per
  garantire che possano affrontare l'emergenza più immediata,  ovvero
  l'avvio  dell'anno  scolastico.  Nella  provincia  di  Trapani   il
  problema non è finanziario, ma avendo la Provincia sforato il Patto
  di  stabilità, il Commissario non può di fatto contrattualizzare  i
  docenti che insegnavano in quelle scuole, quindi è un problema  non
  di  tipo  economico, che stiamo cercando di risolvere  giornalmente
  col  Provveditore  per  cercare  una  soluzione  che  permetta   di
  garantire la specificità del corso di studio e la tranquillità  dei
  ragazzi.
   Purtroppo  bisogna  andare  avanti  per  emergenze  e,  in  questo
  momento,  l'emergenza  è  il diritto allo studio  dei  ragazzi,  la
  garanzia dell'avvio dell'anno scolastico.
   L'emendamento muove in questo senso e nessun altro.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  alcuni  interventi hanno precisato la  necessità  di  un
  nostro  intervento  sulla  scuola.  L'emendamento  presentato   dal
  Governo,  su  input dell'Assessore Valenti, interviene  proprio  in
  questo  settore;  quindi  non riusciamo  a  comprendere  le  vostre
  perplessità.
   Noi  siamo  anche disponibili a ritirarlo, tanto faremmo  comunque
  una circolare dicendovi che dobbiamo privilegiare le scuole, tenuto
  conto  che iniziano a settembre. Sulle Province in generale si  può
  poi  intervenire  con  le  variazioni di  bilancio,  senza  che  si
  pregiudichi nulla. Non è una norma senza ratio.
   Siccome ci sono delle Commissioni che stanno lavorando sullo stato
  delle   Province,  e  si  stanno  manifestando  tutte  le  relative
  esigenze,  nelle variazioni di bilancio si terrà conto  di  questo,
  non  potevamo  certo  modificare tutto. Lo stiamo  dicendo  per  il
  semplice motivo che la scuola inizierà presto. Tutto questo  è  già
  stato concordato con i Commissari delle Province siciliane.
   Dopo  di  che c'è un problema specifico che riguarda Trapani,  che
  non riguarda né l'Assemblea Regionale Siciliana, né il Governo.  Il
  Commissario di Trapani sostiene in particolare due cose: in primis,
  il  fatto  che è stato sforato il Patto di stabilità rispetto  alla
  spesa; infine che i lavoratori che lavorano in quei centri non sono
  stati  assunti per pubblico concorso, quindi ha delle difficoltà  a
  prorogarli,  perché non ha chiaro da quali leggi discenda  il  loro
  diritto.
   Stiamo  cercando di risolvere questo problema, ma  certe  volte  a
  mestare  troppo le cose si finisce per creare problemi che  sarebbe
  meglio  risolvere  sul  piano  gestionale  più  che  sul  dibattito
  parlamentare.  Vi  assicuro che il Governo  si  sta  impegnando  al
  massimo per evitare che quei lavoratori perdano il posto di  lavoro
  e che quelle scuole vadano chiuse.

   MAGGIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAGGIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono perfettamente
  convinta che ha ragione il Presidente Crocetta quando dice  che  la
  priorità  è  quella  dell'avvio  dell'anno  scolastico,  ma  questo
  dovrebbe  valere per tutti gli allievi, anche per quelli che  hanno
  affrontato  dei  corsi scolastici che non siano solo  specialistici
  come quelli dei corallai e degli ottici di Trapani,che tra le altre
  cose, dovrebbero essere tutelati nella loro peculiarità, specie  in
  considerazione  del  fatto che forniscono un garantito  sbocco  nel
  mondo del lavoro.
   Se  questo  per noi è ininfluente, non lo può essere, sicuramente,
  per  quelle famiglie che hanno investito nella formazione di questi
  lavoratori.   Al   problema   degli   alunni,   di   quell'istituto
  professionale si aggiunge anche il problema degli allievi dei licei
  linguistici e dei licei musicali, per il semplice motivo che non  è
  facile  trovare  un  percorso  curriculare  che  sia  assolutamente
  coincidente.  Non garantiamo, quindi, la continuità  dal  punto  di
  vista didattico, anche attraverso la statizzazione.
   Ma   c'è  di  più   Purtroppo  noi  non  garantiamo  centinaia  di
  lavoratori  che,  per  responsabilità  politiche,  non  sono  stati
  assunti  a tempo indeterminato e hanno continuato, per decenni,  ad
  avere dei contratti a tempo determinato ed ancora oggi, sempre  per
  responsabilità  politiche - parliamo dei disastri  dei  bilanci  di
  alcune  province, di una gestione amministrativa  e  contabile  che
  sarebbe  sicuramente  da  indagare - non hanno  la  possibilità  di
  continuare a svolgere la loro attività lavorativa. Se andiamo, poi,
  a cercare il distinguo su come sono stati assunti, lo possiamo fare
  su  questi lavoratori, su questi docenti, ma lo dovremmo fare anche
  per altri livelli. Il punto è, quindi, la continuità didattica,  la
  salvaguardia delle specificità, ed io dico pure la salvaguardia  di
  tantissimi posti di lavoro.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Le ho  detto  che  le  stiamo
  salvaguardando

   MAGGIO.  Finora non l'ho visto, tant'è che abbiamo  presentato  un
  ordine del giorno specifico sulla tutela di questi lavoratori e  di
  questi  percorsi formativi. Ad oggi, purtroppo, non abbiamo nessuna
  risposta,  tra  l'altro  quell'emendamento che  indiscriminatamente
  parla  della  salvaguardia di alcuni servizi o di alcuni  istituti,
  non  fa  sicuramente chiarezza tra quali sono i percorsi  formativi
  dei  lavoratori  che  si salveranno e quelli che,  invece,  non  si
  salveranno.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   avevamo
  apprezzato,  nella  riunione  della  Commissione  Bilancio  che  ha
  preceduto  questa  seduta d'Aula, lo sforzo  importante  che  aveva
  fatto  l'assessorato di conciliare due esigenze importanti: siccome
  non ci sono più i trenta milioni di euro dell'anno scorso ma ce  ne
  sono  solo  quindici  e  ci  sono  due  esigenze,  quella  di   non
  mortificare  quattro  province e quella di tenere  conto  però  dei
  musicali,  dei  doposcuolisti e quant'altro, lo  sforzo  che  aveva
  fatto   l'assessore  Valenti,  in  quella  sede,  con  una  tabella
  rispettosa  delle due esigenze, ci aveva fatto dire che quella  era
  la  soluzione, perché quasi dieci milioni di euro vengono destinati
  alle  province  che  hanno  le riserve e  gli  altri  vengono  dati
  proporzionalmente  a  tutti. Tant'è che le province,  anche  quelle
  importanti   come  Messina,  prendono  un  piccolo  contributo   di
  trecentomila  euro,  Siracusa ne perde trecentomila  rispetto  agli
  ottocentomila, ma ci sono province dove il taglio è, per così dire,
  significativo.
   Se  il  Governo dichiara che di questo emendamento fa parte quella
  tabella,   ha  un  senso.  Se  quella  tabella,  assessore,   viene
  modificata,  si  modifica  l'equilibrio  che  si  era  trovato   in
  Commissione  Bilancio  tra le diverse esigenze.  Se  questo  è,  si
  tratta  solo  di  un  emendamento ultroneo e forse  sarebbe  meglio
  ritirarlo, se invece quella è la tabella di riferimento  allora  il
  problema è risolto.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, siccome l'intendimento è quello di dare la priorità  alle
  scuole, e siccome questo poi si può fare con gli strumenti previsti
  dalla legge, il Governo ritira l'emendamento 3.1

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Votazione finale del disegno di legge  Modifiche all'articolo  128
  della  legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche
  ed integrazioni ed iniziative in favore degli enti teatrali e delle
  province regionali  (529-521-525-73-393-448/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno  di  legge:
   Modifiche  all'articolo 128 della legge regionale 12 maggio  2010,
  n.  11  e  successive modifiche ed integrazioni  ed  iniziative  in
  favore degli enti teatrali e delle province regionali  (529-521-525-
  73-393-448/A).


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   D'ASERO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  il dibattito piuttosto articolato  su  questo
  tema,  che  voleva  essere  anche  un  momento  perché  particolari
  sensibilità  su alcune tematiche venissero approfondite  e  fossero
  anche  foriere  di  una decisione che portava scelte,  che  avrebbe
  dovuto  portare a scelte un po' più ragionate, ci inducono  ad  una
  considerazione.
   Vorrei  chiedere al Presidente della Regione perché ha  avuto  una
  disponibilità  e  una  apertura a ché somme  e  risorse  su  alcune
  fattispecie, i teatri e gli enti sono stati oggetto di una  precisa
  attenzione   e   distribuzione   che   può   essere   anche   visto
  positivamente, mentre su altri temi Presidente c'è stata una  netta
  chiusura?  Perché è congruo l'intervento su un teatro che  vede  un
  incremento  di  risorsa,  e  quindi per legge  stiamo  facendo  una
  destinazione  specifica, mentre su altri interventi  questo  non  è
  stato  possibile  o  non  è  stato  consentito?  Perché  su  alcune
  iniziative  dove  ritengo c'è stata anche una  posizione  da  parte
  nostra  che era quella anche dell'opposizione di un intervento  che
  tentasse di dare un contributo e migliorare il contesto complessivo
  della   norma   che   trattiamo  non  è  stato  possibile   di   un
  approfondimento  e quindi di un accoglimento di  alcune  di  queste
  iniziative?
   Bene, se il dibattito, anche se formalmente, non ha portato ad una
  preclusione  di forma, ha portato nella sostanza ad una preclusione
  di  sostanza  e quindi c'è un tentativo dove nessuna  delle  nostre
  attenzioni, delle nostre proposte, dei nostri suggerimenti è  stato
  accolto. Quindi il nostro voto su questo disegno di legge e  quindi
  il voto del PDL è un voto contrario che deve servire non tanto alla
  valutazione del disegno di legge ma deve servire anche ad un invito
  all'onorevole  Presidente della Regione ed  al  Governo  a  ché  in
  direzione  di alcune tematiche che riguardano appunto le disabilità
  ci si sia una maggiore attenzione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo  per
  dichiarare il voto favorevole del Gruppo parlamentare dell'Articolo
  4, però devo dire che noi arriviamo a questo voto favorevole con un
  compromesso  con noi stessi, perché siamo arrivati  oggi  a  questo
  disegno di legge con emergenza, e ritengo che non c'era bisogno  di
  arrivarci cpsì perché il disagio sociale e la disabilità non devono
  arrivare all'emergenza.
   Ritengo  che non sia corretto che il Presidente della  Regione  si
  debba  occupare all'ultimo minuto di quelle che sono  le  emergenze
  della Sicilia, proprio perché ricordo perfettamente che l'assessore
  Bonafede  aveva preso l'impegno di portare un disegno di  legge  su
  questo  tema  e quindi vorrei capire in questi quattro  mesi  dalla
  finanziaria  ad oggi cosa ha fatto l'assessore Bonafede  su  questo
  tema  per arrivare oggi all'ultimo giorno utile, al 12 agosto,  per
  affrontare il problema della disabilità in Sicilia.
   Noi deputati dell'Articolo 4 votiamo a favore solamente perché non
  vogliamo speculare su quella che è l'emergenza, però riteniamo  che
  gli assessori devono fare il loro lavoro nel modo giusto e corretto
  e devono impegnarsi affinché non si viva soltanto nelle emergenze.
   Assessore Valenti, credo che bisogna fare una battaglia  vera  per
  quelli  che  sono  i trasferimenti dello Stato nei confronti  della
  Regione  Sicilia perché è inaccettabile che lo Stato si  dimentichi
  delle  Regioni  a  Statuto Speciale, faccia una legge  e  faccia  i
  trasferimenti soltanto per le Regioni a Statuto ordinario e nessuno
  interviene,  nessuno  manifesta davanti  al  Parlamento  Nazionale.
  Credo  che  dobbiamo iniziare a farci valere e dobbiamo iniziare  a
  lavorare nel modo ordinario e non nell'emergenza.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  perché
  già precedentemente avevo espresso alcune riserve. È chiaro che  il
  dibattito  d'Aula e alcune modifiche hanno migliorato la situazione
  rispetto  ad una impostazione che era quella per cui il  Parlamento
  doveva  decidere  nominativamente quali erano  le  associazioni  da
  finanziare.
   Siamo  in  un  momento  particolare,  lo  si  è  visto  anche  con
  l'emendamento  presentato dall'assessore  Valenti,  considerate  le
  condizioni  particolari  in cui si trovano  alcuni  enti  locali  a
  partire  dai piccoli Comuni a cui sono stati sottratti 180  milioni
  di  euro  per  la  situazione economica  generale,  considerato  il
  problema  delle Province, delle scuole, considerato  anche  che  la
  riforma  delle Province non è una riforma che si può fare in  breve
  tempo  ma  è  una riforma complessa perché significa  riformare  un
  sistema, considerando anche quello che avevo detto la volta scorsa,
  io  darei  il  mio  voto  favorevole,  a  condizione  però  che  il
  Presidente della Regione si possa impegnare per portare in Aula  le
  variazione   di   bilancio  come  prima  legge  al  ritorno   dalla
  sospensione   feriale  e  che  si  prenda  atto  della   situazione
  insostenibile dei piccoli enti locali che non hanno la  possibilità
  più di poter pagare materialmente gli stipendi.
   Ci  stiamo occupando di tante cose che sono anch'esse urgenti,  ma
  abbiamo  il bisogno di attenzionare quale è la situazione economica
  dei  piccoli Comuni, così come il problema delle scuole  che  spero
  possa  essere risolto in sede amministrativa, così come la  riforma
  delle  Province, che è una battaglia su cui Governo, anche  l'Aula,
  dovrà dimostrare di avere capacità di riformare un sistema che  può
  sicuramente  migliorare  lo  stato degli  enti  in  questa  Regione
  Sicilia.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questo disegno
  di legge che, il 12 agosto, si porta all'approvazione dell'Aula, il
  Governo praticamente ha gettato la maschera. Ha gettato la maschera
  perché parlava di abolizione della Tabella H e si è presentato  qui
  con  una  maxi  Tabella H. Una Tabella H per gli enti  che  già  vi
  facevano  parte  e  un'altra Tabella H in fieri, anzi  velocemente;
  solo pochi giorni di tempo per presentare le domande agli enti; che
  si  vuole  costruire dove il Governo, giustamente  -  perché  è  il
  Governo che mantiene fede agli impegni, che fa sempre ciò che  dice
  con  gli  annunci, che non cambia mai opinione -, dal suo punto  di
  vista, vuole fare la propria Tabella H. Dimenticando che ci sono le
  province  che,  per  colpa di questo Governo,  sono  state  abolite
  frettolosamente  e  i  cui  nodi vengono  al  pettine,  in  maniera
  clamorosa,  da qualche mese a questa parte, confermando  tutto  ciò
  che avevamo detto allora.
   Non  sono  cose emerse adesso; sono cose, argomenti circostanziati
  che,  in  sede di abrogazione delle province, abbiamo sottolineato,
  più volte, paventando i rischi, che si sarebbe andati incontro alla
  diminuzione  dei  trasferimenti da parte dello Stato,  che  non  si
  sarebbero  potuti pagare gli stipendi, che c'era il problema  delle
  scuole provinciali, delle manutenzioni stradali delle province, del
  Patto di stabilità, dei debiti che le province avevano accumulato e
  che  sarebbero  passati,  in seguito all'abolizione,  sul  groppone
  della Regione stessa.
   Oggi, il Governo, anziché presentarsi in Aula con la Tabella  maxi
  H,  perché  sarebbe da ridefinire così questo disegno di legge,  la
  maxi Tabella H, non l'abolizione della famigerata Tabella H, ma  la
  ripresentazione, in chiave rivoluzionaria e antimafiosa, della maxi
  Tabella H, da parte di questo Governo, costringendo contestualmente
  i piccoli comuni a chiudere, perché hanno eliminato i trasferimenti
  a  questi enti, eliminando persino la cosiddetta Legge Formica che,
  nei primi anni 2000, il sottoscritto aveva fatto approvare a favore
  dei  comuni sotto i cinquemila abitanti e che istituiva una riserva
  di  quindici  milioni  di  euro per i  comuni  sotto  i  cinquemila
  abitanti
   E'  stato raschiato dal barile anche questo trasferimento  per  la
  metà   dei   comuni   siciliani,  la  metà:  duecento   comuni   su
  quattrocento.  Anziché presentarsi in Aula,  anche  il  12  agosto,
  anche  il  15  agosto, per approvare le variazioni di  bilancio  in
  favore delle categorie, in favore dei comuni, delle province, delle
  imprese,  il Governo è venuto qui per fare  mangiugghia , una  maxi
  Tabella  H ed è il frutto di una grande rivoluzione. Annunciamo  il
  nostro voto fermamente contrario.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, vorrei che lei dividesse  fisicamente
  il  Presidente Crocetta dalla sua maggioranza. Potrebbero  accadere
  solo  cose  negative,  quindi, è meglio farli tornare  ciascuno  al
  proprio corpo.

   PRESIDENTE. La divisione fisica non mi appartiene.

   CORDARO.  Signor Presidente, Presidente della Regione,  assessori,
  onorevoli  colleghi, il nostro voto di oggi,  il  voto  del  Gruppo
  parlamentare Grande Sud - PID Cantiere Popolare, sarà un  voto  che
  si  muove  in linea con quelli che erano gli argomenti, i  principi
  che abbiamo sostenuto nella notte della Finanziaria.
   Ho molto apprezzato che, ad esempio, il collega Cancelleri, melius
  re  perpensa,  si  sia  battuto insieme a noi  per  ripristinare  i
  finanziamenti a tante, direi tantissime, soprattutto in un  momento
  di  crisi  sociale ed economica così intenso, in Sicilia, categorie
  di bisognosi che aspettano una boccata di ossigeno.
   Mi  sono  un po' stupito degli altri interventi - ma il  resoconto
  stenografico  farà  chiarezza - di alcuni  colleghi  che  si  erano
  scagliati  contro la tabella H e che, oggi, invece, sono  diventati
  fieri  sostenitori, addirittura, Don Chisciotte di  questo  metodo.
  Signor  Presidente e colleghi, perché è a voi che  mi  rivolgo,  in
  piena coscienza, abbiamo valutato una serie di argomentazioni.
   Sappiamo che questo è un disegno di legge che cerca di tappare dei
  buchi,   purtroppo   tanti.  Sappiamo   che   ci   sono   emergenze
  straordinariamente importanti e drammatiche, due per tutti: piccoli
  comuni  e  province. Sappiamo che i fondi stanziati  per  gli  enti
  bisognosi e seri presenti nell'ex tabella H sono pari a 6 milioni e
  mezzo  e,  quindi, al di sotto della metà dei fondi  necessari  per
  dare copertura reale.
   Sappiamo anche, ed è questa una delle ragioni fondamentali che  ci
  ha  fatto riflettere, che è passato il principio che abbiamo  posto
  all'inizio: nessun emendamento né in più né in meno, ma soltanto un
  ragionamento   di   principio  su  quella  che   deve   essere   la
  responsabilità   dell'iniziativa   politica   che   deve    restare
  esclusivamente sulle spalle del Governo.
   Sappiamo anche, signor Presidente, che, rispetto a quanto  abbiamo
  finora affrontato, ci sono dei temi di estrema urgenza e di estrema
  gravità.
   Sappiamo, soprattutto, di avere attribuito al Governo Crocetta  ed
  ai  suoi assessori una responsabilità pesantissima che è quella  di
  trovare  risorse  e risposte per le tante categorie  di  bisognosi,
  veri,  che  esistevano ed esistono nella ex tabella H ed in  quello
  che è il disegno di legge numero 529 che, adesso, andremo a votare.
   Temiamo,  onorevole Presidente Crocetta, e saremo  particolarmente
  attenti,  vogliamo pensare che non sarà così, che  questa  non  sia
  un'esca  per  i  tanti  enti, perché non si dica   lasciate  che  i
  pargoli vengano a me  di evangelica memoria.
   Noi   ci   saremo.   Saremo  vigili.  E,  soprattutto,   onorevole
  Presidente,  saremo,  a  quel punto, flessibili  perché,  oggi,  il
  Gruppo parlamentare Grande Sud - PID Cantiere Popolare voterà sì  a
  questo  disegno di legge, ma lo farà non per un atto di fiducia  al
  Governo,  bensì  per  un atto serio, sentito,  di  solidarietà  nei
  confronti  di quelle categorie che attendono risposte  dal  Governo
  regionale,  consapevoli come siamo, che,  così  come  in  tempo  di
  finanziaria, ci siamo opposti al meccanismo che voleva  buttare via
  l'acqua sporca con tutto il bambino , per le stesse ragioni,  oggi,
  seguiamo  la  stessa  unità d'intenti e,  quindi,  ci  comporteremo
  conseguenzialmente.

   ODDO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il nostro Gruppo vota
  favorevolmente  la proposta del Governo, però, voglio  sottolineare
  l'impegno che  ha  assunto, sia ufficialmente sia informalmente, il
  Presidente Crocetta, in relazione ai licei di Trapani che, come lui
  ha  chiarito, rischiano, nonostante questo trasferimento di risorse
  finanziarie a favore delle province,  comunque, di avere un  futuro
  incerto, mi riferisco al liceo per corollai e quello  per ottici.
   Mi   auguro  che,  nonostante  la  calura  estiva,  nonostante  il
  ferragosto,  che è alle porte, il Governo capisca. Considerato  che
  questi  istituti dovrebbero riprendere le lezioni  l'1   settembre,
  il  Governo,  nelle  prossime  ore,  assuma  i  passi  necessari  a
  consentire di superare, direi, l'eccessiva rigidità del Commissario
  Straordinario  di  Trapani, Pellos, che, su questo  argomento,  sta
  dando   una  interpretazione  molto  restrittiva  e  molto  rigida,
  addirittura, portando all'esterno opinioni relative alle  posizioni
  del  Governo che sono difformi da quelle che il Governo ha, invece,
  espresso, formalmente, qui dentro, in quest'Aula, oggi.
   Chiedo, quindi, agli Assessori, al Presidente Crocetta, che, nelle
  prossime  ore, sull'onda dell'equivoco, non si giochi con la  pelle
  degli  alunni  e dei docenti di questi licei e che si verifichi  la
  possibilità  reale  di estrapolare questi licei  da  queste  pseudo
  province  che non esistono più, se questo è un problema  legato  ai
  vincoli di Patto di stabilità, e si proceda a  regionalizzarli ,  a
   statalizzarli ;  uno  scorporo dalle  competenze  del  Commissario
  Straordinario  perché  questo balletto deve finire;  dobbiamo  dare
  garanzie e sicurezza agli studenti di questi due licei.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  E, poi,  sono  iscritti  a  parlare
  l'onorevole Fazio, l'onorevole Cancelleri,  l'onorevole Di Giacomo,
  l'onorevole Picciolo.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente,  come
  Gruppo MPA, manteniamo la posizione che avevamo assunto all'inizio.
  Malgrado  numerosi  tentativi da parte di  questa  maggioranza,  di
  alcuni  deputati  del PD, lasciatemelo dire, in  testa  l'onorevole
  Cracolici,  che  abbiano voluto, in qualche  modo,  salvare  alcune
  iniziative, emendamenti del Governo, dobbiamo registrare che,  alla
  fine, questi tentativi sono finiti male.
   Sono  finiti  male  perché l'approccio del Governo  è  rimasto  lo
  stesso  dall'inizio; perché si è passati, l'ho già  detto,  da  una
  tabella  H  del  Parlamento a una tabella H  del  Presidente  della
  Regione,  dove non spariscono i numerosi enti, semmai,  aumenta  la
  totale  discrezionalità del Governo che prova persino a tarpare  le
  ali,  non  solo  alla propria maggioranza, ma ad  alcuni  dei  suoi
  assessori che un buon lavoro avrebbero voluto fare.
   Così  facendo,  invece,  rispetto alla  tabella  H,  i  tempi  del
  Presidente  della  Regione  si allungano  a  dismisura.  Gli  enti,
  probabilmente, vedranno la possibilità di ricevere un contributo e,
  quindi, di avviare le loro iniziative chissà quando.
   Poco  rispetto,  poco spazio, quasi nullo rispetto,  invece,  alla
  questione  dei  comuni,  delle province, così  che,  rispetto  alle
  stesse  province, ad esempio, troppo pochi ci sembrano quei  cinque
  milioni  di  euro,  mentre vi era stato, come  tutti  sappiamo,  un
  trasferimento  di cinquantaquattro milioni di euro da  parte  dello
  Stato, rispetto alle province con un fondo, peraltro vincolato, che
  mi fa parlare, addirittura, di appropriazione indebita da parte del
  Governo e rispetto a queste somme che lo Stato aveva stanziato  per
  la provincia.
   Il federalismo fiscale, assessore Valenti, con questa vicenda, non
  c'entra  nulla; c'entra poco. La verità è che non c'è stata nessuna
  programmazione e, per citare le sue parole,  bisogna andare  avanti
  per    emergenza .    Purtroppo,   questo   approccio    non    può
  contraddistinguere questo Governo che di emergenze,  purtroppo,  in
  Sicilia, ne vede tante e che, invece, dovrebbe lasciare spazio, non
  tanto  ad  affrontare  l'emergenza e  all'improvvisazione,  quanto,
  invece, ad una programmazione seria e per tempo.
   Per  questo,  voteremo  esprimendo parere contrario,  ricordandovi
  che,  sulle province, abbiamo un lavoro da fare, nei prossimi mesi,
  che   non   contraddistingue  soltanto  la  questione   dei   licei
  linguistici  e  delle scuole provinciali ma che  dovrebbe,  invece,
  coinvolgere i dipendenti delle province, le partecipate  in  house,
  come  la   Palermo  Energia ,  che,  spesso,  è  stata  audita   in
  Commissione e che, purtroppo, continua a non averne.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, anticipo  il  voto
  favorevole al disegno di legge per il senso di responsabilità  che,
  a mio avviso, deve contraddistinguere ogni parlamentare.
   Non  posso  non evidenziare che ci sono alcune associazioni  -  mi
  riferisco,  in  particolare, a quella dei ciechi, insieme  a  tante
  altre  -  che  hanno  una  difficoltà fin troppo  evidente  e  che,
  finalmente,  anzi  troppo tardi, il Governo  sta  per  prendere  in
  considerazione,  effettuando  gli  interventi  di  contributo   che
  consentiranno loro di sopravvivere, forse, fino a dicembre.
   Mi  spiace avere appreso del ritiro dell'emendamento da parte  del
  Governo che consentiva una maggiore attenzione per i licei che, per
  esempio  per la provincia di Trapani, stanno vivendo un momento  di
  grande  difficoltà. Non posso non evidenziare come quello  che  era
  stato  anticipato in sede di approvazione della soppressione  delle
  province sta per verificarsi. Ci sono una serie di conseguenze, dal
  punto di vista strettamente materiale, che, difficilmente, potevano
  essere  previste  ma, a tutti i costi, quest'Aula ha  approvato  la
  soppressione delle province.
   Ho  visto  che  il Governo sta cercando di correre ai  ripari.  Ho
  l'impressione  che  non  ci riuscirà e che le  conseguenze  saranno
  estremamente gravi.
   Signor Assessore, al di là  della situazione dei licei linguistici
  e  della  Scuola  del  Corallo,  non dobbiamo  dimenticare  che  la
  Provincia  era  il maggiore sostenitore del Consorzio Universitario
  della provincia di Tarpani  e la conseguenza, senza i finanziamenti
  e i contributi previsti, sarà sicuramente la chiusura.
   Non  possiamo  dimenticare, considerato quello che sta  accadendo,
  della  Ergesta e mi auguro che il Presidente Crocetta, il quale  ha
  assunto  l'impegno  di  intervenire  tempestivamente,  per  evitare
  conseguenze  nei confronti della società, con il venir  meno  della
  medesima, che sono fin troppo evidenti e che le iniziative da parte
  dell'Assessore  Bianchi  per cercare di salvare  il  salvabile  per
  quanto riguarda questa società, si possano concretamente attuare.
   Ecco  perché mi accingo a votare favorevolmente, nonostante  molto
  restio,  in  quanto  sono iniziative che, a  mio  avviso,  potevano
  essere  intraprese  molto tempo prima e,  per  quanto  riguarda  le
  province,  è  stata  una  scelta del tutto  improvvida;  improvvida
  perché  trovo  del  tutto  illogico approvare  una  riforma  e  non
  prevedere, effettivamente, la riforma stessa. Non potete rinviarla.
  Avete  la necessità di dover prevederla perché, effettivamente,  si
  potevano evitare alcune conseguenze.
   Ciononostante,   invito,   ovviamente,   l'assessore   Valenti   e
  l'assessore Bianchi ad essere molto più celeri per quanto  riguarda
  la  riforma stessa, perché credo che, con il passar del  tempo,  le
  conseguenze  saranno  molto  più  gravi  e,  soprattutto,   saranno
  irreparabili. Grazie.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, comunico il  voto
  favorevole del Gruppo dei Democratici Riformisti per la Sicilia  su
  questo  testo  di  legge  che  il Parlamento  ha  esitato,  con  le
  correzioni ad esso apportate.
   Potevamo fare, probabilmente, di più ed anche meglio, ma già  aver
  cambiato  lo stile, il comportamento ed anche le scelte  che  erano
  state  fatte,  in  passato, per noi, rappresenta  un  grande  passo
  avanti.
   Vorremmo  maggiore tutela, ovviamente, per i ciechi, per i  sordi,
  per  le  associazioni che sono istituzionalmente preposte a  favore
  dei  disabili,  dei  soggetti più disagiati,  le  associazioni  che
  combattono  per la lotta per il cancro, che aiutano  la  gente  che
  soffre.
   Ovviamente, confidiamo nell'azione attenta del Governo, sul  quale
  vigileremo con attenzione.
   Abbiamo  il presidente Savona che, da sempre, è stato addentro  al
  mondo  dell'associazionismo,  per  cui  vigileremo  con  attenzione
  affinché  vengano  approvate norme eque, venga  rivolta  la  giusta
  attenzione  agli enti e non si faccia quello che è  stato  definito
  prima, erroneamente, secondo me, allargamento della tabella H.
   Questa è una nuova tabella aperta a tutti, a tutte le associazioni
  che  avranno i diritti e i requisiti che verranno riconosciuti  per
  legge  e verranno riconosciuti da apposite istruzioni e istruttorie
  che saranno sicuramente trasparenti e consentiranno a noi tutti  di
  dare un nuovo corso, anche sotto questo aspetto, alla Sicilia.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  ho  dubbi
  che  questo, comunque, rappresenti un passo avanti di fronte ad una
  gestione  dissennata ed anche cinica e, il più  delle  volte,  poco
  trasparente,  di una parte cospicua di risorse del  bilancio  della
  Regione. Mi vorrei, però,  consentire qualche osservazione.
   La  prima  è  questa:  penso che circa  il  70-80  per  cento  dei
  contributi  andranno  ad intercettare un'area,  che  è  quella  dei
  servizi  sociali e sanitari, per i quali, già, la Regione siciliana
  spende  una  cifra di bilancio corrente intorno ai  9  miliardi  di
  euro.
   Non  sorge l'interrogativo che sia arrivato il momento di  mettere
  mano a questa materia, attraverso leggi di integrazione dei servizi
  socio-sanitari, come del resto già presentata in Commissione  e  al
  Governo,  per  cercare di vedere con attenzione  se  una  parte  di
  questi fondi non potrebbe essere risparmiata e rivolta verso  altri
  obiettivi?
   Siamo  proprio  sicuri che occorra attingere dalla  ex  tabella  H
  ulteriori risorse rispetto ad una spesa già consolidata di oltre  9
  miliardi di euro?
   La  seconda cosa: i criteri di valutazione. Signor Presidente,  ho
  l'impressione  che  abbiamo  reso  pigra  gran  parte   del   mondo
  associazionistico  siciliano.  Vorrei  sapere  quante   di   queste
  associazioni  abbiano  prodotto  progetti  europei,  quali  risorse
  abbiano avuto al di là dei fondi regionali, quali dinamicità.
   Siamo una Regione che dovrebbe essere vocazionalmente portata alla
  organizzazione  di  eventi  culturali che  dovrebbero  portare  qui
  centinaia  di migliaia, milioni di turisti. Qual è l'ultima  grande
  mostra,  Assessore,  che abbiamo organizzato,  negli  ultimi  dieci
  anni?  Qual è l'ultimo grande evento che abbiamo organizzato, negli
  ultimi  dieci  anni,  al  di là di quel poco  ormai  che  si  fa  a
  Taormina?
   Nulla.  Non  abbiamo  organizzato nulla. Siamo  incapaci  di  fare
  alcunché. Mi spiace che non ci sia il Presidente della Regione,  ma
  ci  sono  motivazioni  diverse attraverso  cui  lo  stanziamento  e
  l'investimento di queste risorse dovrebbero muovere  gli  interessi
  turistici  diversi  da  quelli che muovono noi  quando  andiamo  in
  Spagna.
   Cosa  andiamo  a  fare li? Vogliamo vedere: ambiente,  territorio,
  enogastronomia e cultura.
   Che  cosa  abbiamo  prodotto  in  questo  senso?  Gli  indici   di
  valutazione  delle  attività di queste associazioni  culturali.  Mi
  rivolgo  a questo perché quelle socio-assistenziali le ho  trattate
  nella prima parte. E' mai possibile che si fermino soltanto a  quei
  criteri  di  valutazione?  E' un errore  grave.  E'  un  errore  di
  valutazione molto grave.
   Penso  che la Commissione, che sarà chiamata a guardare i bilanci,
  a  guardare  il  patrimonio,  a guardare  entrate  e  uscite  debba
  guardare   con   occhio  un  po'  più   puntuto ,   attento   nella
  valutazione, altrimenti, assessore Stancheris, continuiamo ad avere
  un   territorio  mal  preparato  e  il  territorio  mal  preparato,
  difficilmente,  aderisce in modo attivo al corredo progettuale  che
  ci può fare attingere ai fondi europei.
   Quando  non  destiniamo nemmeno un euro alla provincia di  Ragusa,
  abbiamo  fatto una cosa grave; abbiamo fatto una cosa grave  perché
  l'impreparazione del territorio è colpa nostra.
   Non  mettiamo il dito nei confronti, diciamo, di artefici  diversi
  rispetto  a  noi, che siamo classe dirigente. Quando  siamo  in  un
  territorio  che  è stata la patria di Elio Vittorini,  è  stata  la
  patria  di  Tommaso Campailla, che è stata la patria,  diciamo,  di
  tanti  altri  architetti, letterati, Gesualdo  Bufalino,  Salvatore
  Fiume, certo, non abbiamo prodotto.
   Sono  convinto  che,  se  organizziamo una  mostra,  Assessore   I
  maestri  del  colore mediterraneo. Da Goia a Salvatore  Fiume ,  al
  castello di Donnafugata, dove hanno girato il film  Il Gattopardo ,
  verranno un milione di persone.
   Perché  non  lo  facciamo?  Che cosa costa?  Che  cosa  costa?  Lo
  affronterete  in  questo modo, come Governo,  l'obiettivo  prossimo
  venturo?
   Allora,  il mio voto c'è, ma, se così non fosse, abbiamo dato  una
  razionalizzazione  al processo, una trasparenza,  ma  avremo  fatto
  l'ennesimo  buco nell'acqua .

   PRESIDENTE. Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,  abbiamo dibattuto lungamente nelle notti  del  bilancio
  sulla  famigerata tabella H e molti erano contrari, molti a  favore
  ma,  in  sostanza,  il Commissario dello Stato ha  poi  scritto  la
  parola  FINE  su quella che era una pratica che assomigliava più ad
  un  suq,  ad  un  bazar, a qualcosa di simile ad una compravendita.
  Devo  dire che questa riscrittura, da parte del Governo, su  questo
  disegno  di legge, per quanto riguarda l'articolo 1, che fissa  dei
  criteri che sono in linea, in qualche modo, con un emendamento  che
  avevamo anche noi presentato, in quelle notti del bilancio, ci  sta
  molto  bene. Su questo primo articolo, quindi, assolutamente  nulla
  da  dire,  anzi,  siamo  estremamente  favorevoli.  Quello  che  ci
  rammarica  è, invece, sull'articolo 2 perché lo stesso criterio  di
  valutazione,   quindi   di   richiesta  di   parametri   quantomeno
  trasparenti, non viene applicato, quantomeno al comma 1, dove viene
  stilata una vera e propria tabella di teatri che sono dislocati qua
  e là nel territorio siciliano.
   Non  si capisce come, a fronte di una logica dell'articolo 1, poi,
  venga, in qualche modo, fatta una lista che se non è una tabella H,
  sarà una mini tabella ma, comunque, di quello si tratta. Per quanto
  riguarda, invece, l'articolo 3 che rimpingua, in qualche  modo,  il
  fondo  per  le  Province,  va bene, visto che  questa  riforma  che
  abbiamo  fatto è stata sì importante, appoggiata anche  dal  nostro
  Gruppo  parlamentare, ma adesso rischia di diventare un  boomerang,
  perché  a  questa  riforma stiamo facendo seguire una  mancanza  di
  fondi,  per  cui all'esterno si percepisce come  una riforma  fatta
  male.
   Sappiamo  benissimo  che  non  è così,   ma  se  non  mettiamo  le
  coperture  necessarie  per  favorire  e  garantire  il  lavoro  del
  personale  all'interno  delle Province  regionali  che  ancora,  al
  momento, soltanto con la legge n. 7 sono state declassate  ad  enti
  di  secondo livello per quanto riguarda gli organi elettivi, ma non
  sono  soppresse  (anche  perché dovremo  rivalutarle  come  singoli
  Consorzi  con  una  nuova legge), rischiamo  di  far  diventare  la
  riforma avviata con la legge 7 un clamoroso autogol.
   Questo  io  e il mio Gruppo non possiamo permetterlo. In  generale
  rispetto  a  tutto  quello  che  è l'impianto  della  legge  -  che
  preannuncio sarà da noi votata in modo favorevole - vorrei dire  al
  Governo   questo:  all'indomani  della  bocciatura  da  parte   del
  Commissario  dello  Stato c'erano ancora i soldi  disponibili,  che
  erano  24  o  25  milioni  di euro, perché  siamo  arrivati  sempre
  all'ultimo  giorno  per fare riforme che prevedono  stanziamenti  a
  enti,  fondazioni  e associazioni che con i soldi svolgono  servizi
  sociali?
     Questo è il problema che non ci sta bene, il continuo legiferare
  in  emergenza. Chiediamo, a fronte di quest'ultimo atto  di  questa
  legge che, se mi permettete, stiamo ormai votando con  le infradito
  e la bibita alla mano', dato che siamo in pieno periodo estivo, che
  questo  Governo si impegni non tanto a fare delle buone  leggi,  ma
  quanto  meno  a  fare  leggi  in  tempi  che  permettano  a  questo
  Parlamento   di  operare  in  maniera  concreta  e  serena,   senza
  obbligarci  a  correre  e a fare le nottate. Ho  apprezzato  molto,
  signor  Presidente,  l'intervento in occasione della  consegna  del
  ventaglio, quando ha detto:  Mai più leggi in notturna ;  noi  come
  Gruppo parlamentare sottoscriviamo queste sue parole e siamo pronti
  a sostenere questa sua scelta.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cancelleri.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare per una rettifica.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO. Signor Presidente, poc'anzi ho detto una cosa inesatta:
  che  la  provincia di Ragusa fosse stata esclusa dai finanziamenti.
  E'  invece inclusa in questi finanziamenti con due eventi,  uno  di
  Modica e uno di Ciprì, con un contributo anche generoso.
   Sugli esiti fallimentari della politica culturale e politica degli
  ultimi dieci anni, non rettifico nulla.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io  credo
  che  oggi abbiamo davvero l'occasione di approvare una buona  legge
  per  la  Sicilia, lo facciamo dopo un lavoro e un confronto intenso
  tra  il  Governo e le forze parlamentari di maggioranza, anche  con
  un'apertura coi Gruppi dell'opposizione, che responsabilmente hanno
  dato  il  loro  contributo all'elaborazione di  norme  che  ritengo
  assolutamente   importanti.  Il  superamento   definitivo   dell'ex
   Tabella  H , è stato detto da più parti, è indubbiamente un  fatto
  di  grande rilevanza, mai più norme provvedimento in quest'Aula per
  assegnare  contributi  a  singoli enti o  associazioni;  penso  che
  introduciamo   un   principio  importante  di   separazione   delle
  competenze dell'Assemblea regionale siciliana e del Governo, quindi
  della  competenza  legislativa rispetto all'azione  amministrativa,
  che  deve  essere esercitata dal Governo, definendo  però  criteri,
  merito,  una cornice di trasparenza e legalità che consentirà  alle
  associazioni  che ne avranno diritto di accedere ai contributi  per
  le  finalità  sociali,  culturali, socio-sanitarie  e  sportive  in
  particolare, dando la giusta attenzione a quelle che sono  le  aree
  maggiormente meritevoli di attenzione.
   Credo  che  adesso  sia necessario assicurare la massima  celerità
  all'attuazione  di  questa  norma,  di  questa  normativa  che  non
  esiterei  a  definire riforma significativa per il settore  di  cui
  parliamo.  Ovviamente, essa non si esaurisce con questa  seduta  il
  nostro  compito di fare tutto il possibile per andare  incontro  ai
  bisogni delle associazioni, degli enti interessati dall'articolo 1.
   Alla  ripresa,  ovviamente, sarà necessario fare ogni  sforzo  per
  trovare   adeguata  copertura  finanziaria,  perché  la   copertura
  finanziaria  di  cui oggi disponiamo è assolutamente insufficiente,
  ma  avere  definito  un  quadro normativo  assolutamente  positivo,
  evidentemente aiuterà alla ripresa, anche la possibilità di trovare
  una  copertura adeguata con variazioni di bilancio con il  prossimo
  bilancio e la prossima finanziaria.
   Credo   che,  però,  abbiamo  fatto  bene  a  non  cercare  facili
  scorciatoie che, in effetti, sarebbero state delle trappole, magari
  cadendo  nella  tentazione,  ancora una  volta,  di  approvare  una
  piccola  mini tabella H così come pure era stato proposto da  parte
  del PDL.
   Io  credo,  invece, sia necessario che tutte le forze parlamentari
  diano  un  contributo positivo all'approvazione  di  questa  legge,
  perché saremmo incappati nuovamente in impugnativa del Commissario,
  perché  è  già  stato detto con chiarezza che anche  in  base  alle
  recenti sentenze della Corte costituzionale non sono ammesse  norme
  provvedimento per l'assegnazione di contributi diretti  ad  enti  o
  associazioni.
   In   realtà,  quindi,  assegnando  fondi  all'una  piuttosto   che
  all'altra  associazione  avremmo avuto una  nuova  impugnativa  del
  Commissario  dello  Stato, molto probabilmente, con  la  difficoltà
  aggiuntiva  di  andare  incontro alla pausa estiva  e  quindi  alla
  chiusura  dell'Aula, ci saremmo ritrovati comunque  a  settembre  a
  dovere affrontare nuovamente il tema dello stralcio della normativa
  impugnata  e probabilmente anche vedendo pregiudicata a quel  punto
  questa  residua  copertura finanziaria che siamo  riusciti  a  dare
  all'articolo  1  così come, purtroppo, è stato in  occasione  della
  tabella  H impugnata nell'ultima finanziaria. La copertura che  poi
  alla  fine è stata destinata a fondi di riserva piuttosto che  alle
  finalità che quest'Aula aveva individuato.
   Credo che il percorso seguito dal Governo sia stato quello giusto,
  ovviamente il massimo sostegno del Partito Democratico, del  nostro
  gruppo  parlamentare che voterà a favore, ma anche un invito  forte
  al   Governo,  a  tutti  gli  assessorati  a  dedicare  la  massima
  attenzione in particolare agli interventi a favore dei ciechi,  dei
  sordi,  di tutte le aree della disabilità, del disagio sociale,  la
  dovuta  attenzione  alle emergenze socio-sanitarie  di  particolare
  urgenza.  Credo  che  non  dobbiamo, però,  neanche  trascurare  il
  settore  della  cultura  che è assolutamente  fondamentale  per  lo
  sviluppo  della nostra regione e anche dello sport di cui  poco  si
  parla.
   Nella  tabella  H,  che  fu, inopinatamente  ed  inspiegabilmente,
  trovava accoglimento la previsione finanziaria per il finanziamento
  delle  leggi  di  settore dello sport. Mi sembra, francamente,  una
  cosa   assolutamente  inconcepibile.  Io  penso  che  la  copertura
  finanziaria in futuro, per il settore dello sport debba  avere  una
  sua  specificità  e  debba  passare dalla  specifica  normativa  di
  settore.  Non  credo abbia senso mantenerla all'interno  di  questa
  previsione  normativa, comunque la previsione  normativa  che  oggi
  approveremo  è  pienamente coerente con l'impianto normativo  delle
  leggi di settore in particolare per quanto riguarda lo sport che  -
  voglio ricordarlo - è un tema estremamente importante, non solo per
  i giovani, ma anche per i meno giovani. E' un tema che si intreccia
  anche   con   quello  dell'attività  educativa,  dell'attività   di
  prevenzione che tanto serve per la prevenzione sanitaria  e  quindi
  merita  un approccio integrato, direi multiculturale, non solo  con
  riferimento specifico allo sport e quindi con l'attenzione che deve
  essere  dedicata  anche  da parte degli assessorati  competenti  in
  queste    materie.   In   particolare,   mi   riferisco,   appunto,
  all'Assessorato  della  salute,  all'Assessorato   della   pubblica
  istruzione.  Ripeto  che dobbiamo dedicare  maggiore  attenzione  a
  questo tema.
   Ovviamente,  con  l'articolo  2 si prevedono  interventi  anche  a
  favore degli enti teatrali. Io direi interventi di pronta emergenza
  per  fronteggiare una situazione davvero complessa  e  che  intanto
  richiedeva  una  risposta  immediata prima  della  chiusura  estiva
  dell'Assemblea   regionale  siciliana.  Penso  che   alla   ripresa
  bisognerà  continuare  ad  occuparsi della  situazione  degli  enti
  teatrali, delle fondazioni lirico-sinfoniche della nostra  Regione;
  in   particolare,   delle  esigenze  e  di   consentire   copertura
  finanziaria per il buon funzionamento di questi enti che  sono  una
  leva  importante per lo sviluppo della nostra Regione, elemento  di
  attrazione del turismo, di migliore qualificazione culturale per la
  nostra  Regione stessa, ovviamente anche per garantire il pagamento
  degli stipendi e il buon funzionamento complessivo di questi enti.
   Con  l'articolo  3  diamo  una prima risposta  anche  qui  tampone
  indubbiamente,   ma   compatibile  con  la   nostra   disponibilità
  finanziaria sul tema delle Province.
   Credo  che  dobbiamo rassicurare i lavoratori delle  Province  che
  continueranno  ad esserci da parte del Governo l'attenzione  dovuta
  alla  ripresa  e  con questo intervento ovviamente non  si  intende
  esaurire quello che deve essere il nostro intervento a loro favore,
  ma  bisognerà continuare a seguire passo passo questo  processo  di
  trasformazione delle ex Province verso i liberi consorzi di  Comuni
  con la nuova legge che l'Assemblea dovrà approvare entro l'anno.
   Colgo  l'occasione,  lo hanno fatto più colleghi  anche  di  altri
  gruppi  parlamentari,  anche per richiamare l'attenzione  di  tutta
  l'Assemblea  regionale siciliana, so che è già massima del  Governo
  della  Regione  anche sulla vicenda dei piccoli Comuni  che  stanno
  vivendo  una drammatica emergenza finanziaria, un tema molto  serio
  che  deve  essere  affrontato e sono certo  che  alla  ripresa  non
  mancherà l'attenzione dovuta da parte del Governo. Grazie.

   PRESIDENTE.  Non ci sono altri interventi. Comunico  che  è  stato
  presentato,  dalla  Commissione, ai  sensi  dell'articolo  117  del
  Regolamento interno, l'emendamento 117.1, che precisa che  i  sette
  giorni decorrono dall'entrata in vigore e dalla pubblicazione della
  presente legge.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che sono stati presentati alcuni ordini del giorno.
   Si  passa all'ordine del giorno n. 105, degli onorevoli Gucciardi,
  Milazzo Antonella, Maggio, Cirone, Raia, Digiacomo.
   Preciso che all'ordine del giorno n. 105 appongono la firma  tutti
  i deputati presenti in Aula. Il parere del Governo?

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Noi  condividiamo  il  testo
  presentato  con  una piccola precisazione che per  quanto  riguarda
  l'OIF  l'autorizzazione è di tipo ministeriale.  Per  cui,  noi  ci
  attiveremo  e che in ogni caso possiamo attivare anche queste  cose
  anche  nell'ambito di corsi di formazione e quindi della formazione
  professionale più in generale. Però sicuramente è intendimento  del
  Governo seguire l'indicazione presentando istanza al Ministero.

   PRESIDENTE.  Va  bene, quindi l'ordine del giorno viene  accettato
  come raccomandazione con questa precisazione.
   Si  passa  all'ordine  del  giorno  numero  106,  degli  onorevoli
  Falcone, D'Asero, Pogliese, Vinciullo e Assenza.

   FORMICA. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno.

   GERMANA'. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno.

   RAIA. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno.

   ALONGI. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno.

   SAMMARTINO. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno.

   CANCELLERI. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno.

   MUSUMECI. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CROCETTA,  presidente della Regione. Il Governo  si  rimette  alla
  decisione dell'Aula. Lo accetta come raccomandazione.

   PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 107 che  impegna  il
  Governo   della   Regione  nella  ripartizione   dei   fondi   alle
  associazioni di enti comma 1 dell'art. 1 del disegno di legge 529/A
  ad   assegnare  in  via  prioritaria  gli  stanziamenti  all'Unione
  Italiana Ciechi e degli Ipovedenti stamperia Braille.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Il Governo invita i promotori
  a  ritirare  questo ordine del giorno poiché è già  indicato  nella
  legge il percorso su questo.

   FALCONE. Dichiaro di  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'ordine del giorno n. 108, degli onorevoli  Forzese,
  D'Asero e Savona.

   RAIA. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno.

   BARBAGALLO. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno.

   FORMICA. Quali riserve? Quelle per i piccoli Comuni?

   PRESIDENTE.  Infatti sono state soppresse, al fine di  dichiararla
  inammissibile  onorevole è un atto di Aula questo,  difatti  si  fa
  riferimento  a  delle riserve, noi le riserve le  abbiamo  abrogate
  poc'anzi, ho concordato pure con l'onorevole Forzese, per mantenere
  l'ordine  del giorno, a dare priorità al finanziamento  per  quello
  che  concerne i doposcuolisti della provincia di Catania,  così  il
  Governo lo può accettare come raccomandazione.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA, presidente della Regione. Il Governo opera nello  stesso
  modo nei confronti di tutti di siciliani,  nei confronti di tutti i
   doposcuolisti' della Sicilia sicuramente, ma non specificamente di
  quelli di una provincia.

   FORZESE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 109, a  firma  dell'onorevole
  Vinciullo  che  impegna il Governo della Regione a  distribuire  le
  suddette risorse in modo tale che nessuna Provincia o Regione possa
  avere riconosciuti meno di un milione di euro di risorse aggiuntive
  rispetto all'attuale ripartizione.

   VINCIULLO. Non sono 5 milioni, sono 15 milioni di euro e su questi
  15  milioni  di euro io ritengo che ogni Provincia non debba  avere
  meno  di un milione di euro è una questione di giustizia e di  equa
  ripartizione.

   PRESIDENTE. Su quale base però?

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà in via eccezionale.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, vorrei ritornare  sul  quadro  dei
  trasferimenti   del   Fondo   dell'autonomia   perché   ho    avuto
  l'impressione,  ascoltando  tanti colleghi,  che  non  molto  si  è
  compreso su quello che abbiamo fatto.
   Per essere chiari, noi avevano somme pari a 44 milioni di euro, di
  questi ad oggi ne abbiamo impegnati soltanto 34 milioni, quindi  ci
  sono  ancora  da distribuire alle Province 10 milioni  di  euro,  a
  questi  oggi  questa  Assemblea ha deciso  di  aggiungere  altri  5
  milioni  di euro, di conseguenza noi, a fronte di spese pari  a  30
  milioni di euro, abbiamo da oggi una disponibilità di 15 milioni di
  euro che serviranno per i doposcuolisti della provincia di Catania,
  perché  questi  avevano  la riserva, per i  Licei  e  gli  Istituti
  provinciali,  qui si è parlato tanto di istituti  ma  gli  istituti
  statali  gestiti  dalla  Provincia  come  strutture  non  c'entrano
  assolutamente nulla con quello che oggi abbiamo approvato, a ciò si
  aggiungeva   una  percentuale  del  3%  come  quota  riservata   ai
  lavoratori  socialmente utili. Quindi noi andiamo  ad  impegnare  9
  milioni  950  mila  euro, a fronte di questi ne rimangono  altri  5
  milioni.  Nella distribuzione che il Governo ha pensato di  fare  e
  che  ricordo  mai la Commissione Bilancio ha voluto approvare,  c'è
  stata  una distribuzione in cui senza tenere conto né dei  problemi
  delle  province  né  della popolazione, vengono  colpite  solo  due
  province: la Provincia di Messina e la Provincia di Siracusa.
   La  provincia  di  Messina avrebbe soltanto  cinquecento,  duemila
  euro. La provincia di Siracusa cinquecentocinquantasette mila euro.
  Quando  ci sono province, per essere chiaro, onorevole  Presidente,
  che  sono  un  sesto della provincia di Messina che prendono  3,163
  milioni  di euro. Siccome in questo momento ci sono i problemi,  le
  scuole, i doposcuolisti, ma ci sono anche i problemi dei lavoratori
  della  provincia  di Siracusa e di Messina e ricordo  che  ad  oggi
  quelli  di  Siracusa  non  hanno ancora  avuto  la  possibilità  di
  percepire lo stipendio del mese di luglio, e che comunque  i  fondi
  per  la  provincia di Siracusa si esauriranno con lo stipendio  del
  mese di agosto, chiediamo che a queste due province venga data  una
  distribuzione   non  inferiore  al  milione   di   euro.   E'   una
  raccomandazione che noi chiediamo al Governo, chiediamo al  Governo
  di  riflettere.  Fra  le  altre cose c'erano  alcune  province  che
  chiedevamo  meno  di quello che gli stiamo assegnando,  allora  una
  riflessione   affinché  il  Governo  regionale,  quando   andrà   a
  rielaborare  questa Tabella che per caso è passata  in  Commissione
  Bilancio,  possa  tenere  presente che  ci  sono  i  lavoratori,  i
  dipendenti  di ruolo della provincia di Messina e di  Siracusa  che
  rischiano di non prendere più lo stipendio.
   E'  una  raccomandazione che facciamo al Governo. Siccome ci  sono
  province che rivendicavano meno di quello che gli stiamo dando,  di
  tenere presente queste due province.

   PRESIDENTE.  Hanno chiesto di apporre la loro firma gli  onorevoli
  Gianni, Formica, Lo Sciuto, Ruggirello, Currenti, Germanà, Picciolo
  e Figuccia.
     Invito il Governo ad esprimersi su questo ordine del giorno. Gli
  uffici  mi suggeriscono coerentemente con i criteri di ripartizione
  previsti dalla legge. Ma questo mi sembra scontato.

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Grazie,  signor Presidente. Coerentemente con quello che saranno  i
  criteri  di ripartizione perché la legge appena esitata prevede  un
  riparto  percentuale  tra  le  varie  province,  in  modo  tale  da
  ripartire  le  minori risorse fra tutti. Quindi,  non  possiamo  in
  questo  momento accettare dei vincoli finanziari che bloccherebbero
  risorse  nella ripartizione generale. La ripartizione  -  ripeto  -
  sarà   fatta   in  maniera  proporzionale  rispetto   alla   totale
  assegnazione  avuta  l'anno  scorso.  Per  cui  potrebbe  capitare,
  obiettivamente,  che ci siano delle province  che  hanno  meno,  ma
  abbiamo  15 milioni di euro da ripartire come perdite e  quindi  il
  taglio sarà proporzionale su tutte.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Giusto per  intenderci  sulla
  materia.  La Provincia di Siracusa l'anno scorso ha avuto 853  mila
  euro,  per  cui quest'anno, in una fase di tagli generalizzata,  ne
  dovrebbe  avere più dell'anno scorso. Non mi pare che possa  essere
  un tema recepibile.
   Ritengo che la precisazione dell'Assessore sia molto corretta.

   FIRETTO. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Purché  in  coerenza  con  i
  criteri  di  ripartizione  previsti  dalla  normativa  vigente,  il
  Governo lo accetta come raccomandazione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Votazione  finale  per  scrutinio nominale del  disegno  di  legge
  «Modifiche  all'articolo 128 della legge regionale 12 maggio  2010,
  n.  11  e  successive modifiche ed integrazioni  ed  iniziative  in
  favore degli enti teatrali e delle province regionali  (529-521-525-
  73-393-448/A)»

    PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge  «Modifiche  all'articolo  128  della  legge
  regionale   12  maggio  2010,  n.  11  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni  ed  iniziative in favore degli enti teatrali  e  delle
  province regionali  (529-521-525-73-393-448/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  61
   Maggioranza         31
   Favorevoli          48
   Contrari            12
   Astenuto              1

                         (L'Assemblea approva)

   Comunico  che  gli  onorevoli Forzese, Lentini  e  Cappello  hanno
  votato  favorevolmente, ma che per un malfunzionamento del  sistema
  elettronico di votazione il loro voto non risulta registrato.
   Comunico altresì che l'onorevole Falcone ha votato contro, ma  che
  per  un  malfunzionamento del voto elettronico di votazione il  suo
  voto non risulta registrato.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Votazione finale del disegno di legge  Norme in materia di
   ineleggibilità dei deputati regionali e di incompatibilità con la
       carica di deputato regionale e di componente della Giunta
              regionale  (51-38 bis Norme stralciate I/A)

     PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di  legge
  nn.   51-38  bis  Norme  stralciate  I/A:   Norme  in  materia   di
  ineleggibilità dei deputati regionali e di incompatibilità  con  la
  carica   di  deputato  regionale  e  di  componente  della   Giunta
  regionale , posto al terzo punto dell'ordine del giorno.
   Invito  i  componenti la I Commissione,  Affari istituzionali ,  a
  prendere posto nel relativo banco.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Comunico che è stato presentato dall'onorevole Gucciardi, ai sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno, l'emendamento 117.1.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  interverranno  per  dichiarazioni  di  voto,
  l'onorevole Vullo, l'onorevole D'Asero, l'onorevole Lombardo.
   Onorevoli  colleghi,  entro la fine dell'intervento dell'onorevole
  Vullo,  dichiarerò  chiuse  le  iscrizioni  a  parlare,   così   ci
  discipliniamo  in  maniera  decisa,  così  chi  vuole   intervenire
  l'importante è che faccia un segno.
   Sono   iscritti  a  parlare  l'onorevole  Cancelleri,   Gucciardi,
  Formica,   Siracusa,   Cordaro,  quindi  tutti,   io   pensavo   di
  semplificare, Picciolo è già iscritto, come  Figuccia.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Vullo. Ne ha facoltà.

   VULLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,   io  quando  sono
  entrato  qui dentro stamattina per un attimo ho pensato  di  essere
  tornati  al  cinque  di dicembre del 2012,  quando  quest'Aula  era
  piena, i 90 deputati erano tutti presenti e onestamente mi ha fatto
  immensamente piacere.
     Vede,  noi  abbiamo  il  nostro  Presidente  rivoluzionario,  il
  Presidente  Crocetta - Presidente lei va via, ma io a questo  punto
  non  la  definisco più rivoluzionario. Lei è un Presidente   santo
  perché  in  queste ore c'è stato un grande rispolvero  dei  Gruppi,
  tutti  quanti  qua allineati e coperti, tutti i Gruppi parlamentari
  che  in  queste settimane, magari qualche deputato è stato assente,
  ma  lei,  fortunatamente,  e io invito i  cittadini  siciliani,  da
  questo  momento non c'è più bisogno di andare nè a Medjugorje  o  a
  Lourdes,  rivolgetevi direttamente al nostro  santo ,  il    santo
  Crocetta,  che riesce anche a far venire dalle isole oltre oceano i
  componenti di questa Assemblea.
   Non lo vede, nell'esprimere il mio voto contrario alla legge sulla
  parentopoli vorrei motivare alcune cose, alcune inesattezze che lei
  ha detto in queste settimane Presidente Crocetta.
   Una  delle prime inesattezze che mi vengono in mente è quella  sui
  consigli  comunali, io ricordo benissimo che lei  è  stato  sindaco
  della  città  di  Gela,  ma per un attimo, quando  lei  paragona  i
  consiglieri  comunali ai deputati regionali, lei  dimentica  alcune
  cose:  primo  che  esiste  una legge, ma  la  seconda  cosa  è  più
  importante, ma se un barbiere del comune di Gela, lei sa meglio  di
  me  che  il barbiere del Comune di Gela o qualcuno che vuole aprire
  un'attività commerciale, tipo un bar o qualcosa altro,  ha  bisogno
  di una autorizzazione, allora quel barbiere o quel commerciante che
  vuole  aprire un esercizio commerciale non può fare il  consigliere
  comunale, mi sembra una cosa assurda.
   Allora,   alcune  cose  magari quando lei dice  -  ma  i  deputati
  regionali  non possono essere né deputati regionali e  non  possono
  percepire contributi dalla Regione - io posso essere d'accordo,  ma
  quando  le  aziende,  l'ho  spiegato in quest'Aula  diverse  volte,
  anche  nella formazione partecipano a gare di appalto, come  dicevo
  qualche  settimana fa, le aziende di Helsinki o aziende di Palermo,
  che  cosa  cambia,  quando c'è una evidenza pubblica se  in  quella
  evidenza  pubblica,  la  gara la fa un figlio,  un  parente  di  un
  deputato regionale?
   Allora  vede, carissimo Presidente lei sa la stima che io  ho  nei
  suoi confronti, però mi viene da pensare, lei è andato via, ma  nel
  1953  è  stata approvata una famosissima legge. Io spero che questa
  legge non sia uguale a quella del 1953. Lei sa a cosa mi riferisco
   Signor  Presidente, l'altro giorno ho partecipato ad una  riunione
  della I Commissione, mi scuso se divago e parlo di altre cose,  pur
  non facendone parte.
   Ho  visto  che  c'è  una lettera, mandata da  lei,  che  dice  che
  all'IRSAP,  le persone nominate sono il signor Alfonso Cicero e  il
  signor  Andreano Rosario, scelti tra soggetti aventi particolare  e
  comprovata esperienza nel settore delle attività produttive.
   Io lo so che lei non ha letto i curriculum vitae di queste persone
  perché  se li avesse letti, ne sono certo, non li avrebbe nominati.
  Lei  sa  qual  è  'unica cosa che ha fatto nella  sua  vita  questo
  dottore Andreano, anzi geometra Andreano? Lo si evince  vedendo  il
  suo  curriculum  Ha lavorato con delle imprese e per dimostrare che
  lui  è  un grande manager, nel suo curriculum,  ha scritto  che  ha
  lavorato con l'impresa Vullo la quale ha un capitale sociale di  X
  milioni di euro. Come se questi  X  milioni di euro  possano far sì
  che una persona diventi un grande manager
   Signor  Presidente,  anche  per il grande  sfolgoro  che  c'è  qui
  dentro, io capisco il suo sorriso però dica ai suoi Uffici, dica ai
  suoi  amici  che  lei  ha bisogno di personaggi  che  siano  almeno
  spendibili   Mi  spiace  che il Presidente sia  andato  via  perché
  volevo  dargli  l'ultima informazione. Ieri  ho  avuto  a  cena  un
  parlamentare  regionale dell'Andalusia, che  è  una  regione  della
  Spagna. L'Andalusia è una regione con 11 milioni abitanti,  tra  le
  città  più  importanti  dell'Andalusia ci sono  Siviglia,  Cordova,
  Malaga.   Mi  sono permesso di dargli una copia della  legge  sulla
   parentopoli   e  gli  ho chiesto di provare a  mutuarla  anche  in
  Andalusia

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentati del
  Governo,  si  conclude  oggi  l'iter  di  questa  norma  cosiddetta
   antiparentopoli  che in questi mesi abbiamo imparato ad apprezzare
  e  a  valutare in modo positivo, soprattutto sui giornali, e  molto
  meno  nelle  aule parlamentari e nelle commissioni  competenti.  Un
  disegno  di  legge  che,  come più volte  ribadito  dal  Presidente
  Crocetta,  è stata depositata presso gli Uffici di questa Assemblea
  in  una  data distante, addirittura il 17 dicembre 2012  il  famoso
  disegno  di  legge  n. 51 che, a dir la verità,  recava  alcune  di
  queste  indicazioni con il sostantivo  parentopoli  perché  c'erano
  dei riferimenti  a dei parenti e a quant'altro.
   Erano  roboanti  e fantasiose le dichiarazioni che succedettero  o
  precedettero  la presentazione di questo disegno di  legge  e  cito
  testualmente il Presidente della regione che parlava di   strumento
  atto  a scardinare il sistema corrotto che vive nella frode,  nella
  truffa,  nell'appropriazione indebita, con un  intreccio  politico-
  affaristico che si chiama mafia . Quindi sin da quel 17 dicembre le
  intenzioni  su  questo  disegno  di  legge  sembravano  roboanti  e
  fantasiose  Poi abbiamo assistito, signor Presidente Ardizzone,  ad
  una oscillazione continua di interesse su questa norma da parte del
  Presidente  Crocetta. Ci sono state delle oscillazioni, momenti  di
  alti  e  bassi,  come  un po' tutta l'attività  amministrativa  del
  Governo  presieduto  dall'onorevole Crocetta. Oscillazioni  che  di
  fatto seguivano le notizie di cronaca.
   Vi  era un momento in cui questa norma tornava in auge e vi  erano
  momenti  in  cui invece questa norma veniva dimenticata.  Purtroppo
  questo ondivagare sull'interesse che ci deve essere da parte di  un
  Governo  su una norma dà la misura di come questo Governo si  muova
  un  po'  su  tutti gli atti amministrativi che pone in  essere.  In
  questo il Presidente Crocetta mi ha ricordato un protagonista di un
  film  che molti di noi, anche deputati,  avranno imparato ad amare,
  che è il film  Sedotta e abbandonata , che è una commedia di Pietro
  Germi  degli  anni  '60  e  lui mi ricorda Vincenzo  Ascalone,  tra
  l'altro interpretato dall'ottimo Saro Urzì, che è il pater familias
  che  deve  occuparsi  del problema della mancanza  di  onore  della
  figlia  e non pone in essere degli atti che siano finalizzati  alla
  risoluzione del problema o al reale affetto che ha per  la  figlia,
  ma  sono tutti finalizzati a ciò che pensa la comunità in cui vive,
  perché  l'onore ferito è venuto meno nei confronti della figlia  e,
  quindi, della famiglia, va sempre reintegrato sulla base di  quello
  che pensa la comunità.
   Questo  è l'atteggiamento con cui si sono vissuti questi  mesi  di
  antiparentopoli,  non l'attenzione alla norma ed  alle  regole  per
  questo  Parlamento,  ma bensì a ciò che poteva  pensare  l'opinione
  pubblica,  la  stampa  e  così dietro ad essa  anche  i  gruppi  di
  interesse che si muovono e che finanziano molto spesso la stessa.
   Inoltre, ci sono stati tanti di quei personaggi, Presidente, mi si
  consenta, che hanno anche sfiorato il ridicolo, che anche nel  film
  si  ritrovano,  che  sono  tutti  i  personaggi   che,  pur  avendo
  preminenti ruoli all'interno di questa Assemblea, cercano  in  modo
  anche indaffarato di trovare soluzioni e si ergono a grandi censori
  su queste tematiche.
   Tornando  alle tematiche che riguardano questa norma, riprendo  le
  parole anche di un deputato della maggioranza che qui si è espresso
  ed  ha  detto  che  questa norma è fondamentale, anzitutto,  per  i
  parlamentari,
   Perché  se  è  vero come è vero che va distinta,  in  modo  netto,
  l'attività di parlamentare con tutto ciò che potrebbe profilare  un
  qualsivoglia   conflitto  di  interessi  è  anche  vero,   e   quel
  parlamentare  parlava  di  un dialogo  che  andava  instaurato  tra
  Governo e Assemblea su queste tematiche, un dialogo basato  su  due
  verità,  lo dice la parola stessa e l'etimo: verità tra due verità,
  e  vedete  la verità per chi è legislatore e propone una norma  non
  può  che  essere  ratio legis, una ratio legis che  non  esiste  in
  questo  caso  e  non  è  mai esistita, sfido e  mi  dispiacerà  per
  l'interprete che dovrà in modo attento guardare i lavori che  hanno
  preceduto  questo  disegno  di  legge  a  capire  questa  ratio   e
  brevemente cercherò di spiegarla.
   Noi abbiamo avuto questo 17 dicembre 2012, con il primo disegno di
  legge   antiparentopoli,   dove  si  fa  riferimento   a   coniugi,
  ascendenti, discendenti, parenti, affini, secondo grado, che godono
  di  contributi e qualsivoglia altre tematiche;  abbiamo avuto il  9
  luglio  le  famose  norme stralciate I) dove  rimane  la  famosa  e
  mitologica figura del socio occulto, cercherò di stringere in  modo
  breve, e così via con gli altri disegni di legge.
   Brevemente, è stato un percorso, un iter legislativo  a  dir  poco
  ridicolo,  Presidente Ardizzone, spero davvero e ne  farò  dono  al
  Presidente   Crocetta,  che  tutti  gli  emendamenti  che   abbiamo
  presentato  come  Gruppi sono degli emendamenti che  raccolgono  le
  stupidaggini che sono state poste in questi emendamenti governativi
  e ne cito una sola, affinché ci si possa rendere conto.
   Nel  primo, norme stralciate I), si faceva riferimento a tutti gli
  enti e le società della Regione, senza far riferimento che essi  se
  avessero  ricevuto  finanziamenti o meno, si sarebbe  rischiato  di
  porre in incompatibilità, anzi meglio, in ineleggibilità circa 2, 3
  milioni di siciliani.
   Le  dico  ciò  per dirle,  Presidente, che davvero sono  tante  le
  critiche che potremmo muovere a questo disegno di legge, ma la  più
  grande  critica  è  il metodo con cui si va avanti  all'interno  di
  questo Governo, che è un metodo senza nessuna logica, senza nessuna
  ratio legis che purtroppo costringe il Parlamento ad approvare  una
  norma  che non ha assolutamente nessun significato e che ben presto
  i  siciliani  puniranno  nei  confronti dell'opinione  pubblica  di
  questo Governo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Picciolo.  Ne  ha
  facoltà.

   PICCIOLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sulla  norma
  definita   antiparentopoli  adesso ribattezzata  antideputatopoli ,
  i  Democratici Riformisti Siciliani, dopo la riunione di Gruppo  di
  questa  mattina, hanno deciso di esprimere il loro voto  favorevole
  in  virtù  del  rispetto del lavoro svolto dal Presidente  Forzese,
  dalla  Commissione  e  anche dal Presidente Crocetta  che  si  sono
  battuti   affinché   quanto   meno   questa   norma,   che   poteva
  tranquillamente  ricalcare la norma nazionale -  potevamo  recepire
  direttamente  la  norma nazionale con qualche  piccola  modifica  -
  avrebbe  avuto  probabilmente un impatto mediatico  di  gran  lunga
  superiore rispetto a questo tira e molla che si è verificato e  che
  di  fatto ha snaturato, per quanto ci riguarda, l'originario  testo
   Forzese-Crocetta' o  Crocetta-Forzese'.
   Certo,   attendiamo   adesso   dal   Presidente   della   Regione,
  dall'onorevole  Forzese,  dalla  Commissione  tutta,  un  ulteriore
  sforzo  affinché  questa norma, che è diventata contro  il  singolo
  deputato  o comunque limitativa dell'attività del singolo deputato,
  nel  rispetto di quelli che sono i diritti individuali dei  singoli
  deputati,  possa  anche essere estesa ad eventuali  incompatibilità
  che riguardano soggetti terzi.
   E'  ovvio, sarà un lavoro di cesello, un lavoro a cui bisogna fare
  molta attenzione perché l'impugnativa del Commissario dello Stato è
  sempre  in agguato, quindi raccordarsi con le istituzioni per  fare
  una buona norma, una norma che sia a riparo dell'impugnativa stessa
  e,  quindi,  dia la possibilità però al Governo e a  quest'Aula  di
  dare  un segnale diverso all'esterno, un segnale di apertura  e  di
  grande rigore morale.
   Tutto  ciò richiede tempi, questo è il motivo per cui noi ci siamo
  battuti  e questo il motivo per cui ritengo che questa norma,  così
  come  esitata,  sia  solo  l'inizio per un  percorso  virtuoso  che
  richiede ulteriori sforzi e ulteriore slancio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Siragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   SIRAGUSA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Presidente
  Crocetta  che,  ahimè, non è presente, la genesi  di  questa  legge
  detta   antiparentopoli   anche se  ormai  di   antiparentopoli   è
  rimasto ben poco, è emblematica di quello che è diventato il  modus
  operandi di questo Governo.
   Una  continua  alternanza  di  dichiarazioni  e  susseguenti  atti
  costringendo  questo  Parlamento ad inseguirla  in  un  valzer  del
  contraddittorio  in  cui  l'unico  denominatore  comune  è  la  sua
  capacità  di  sfruttare mediaticamente ogni situazione,  ma  questa
  Regione,  Presidente  Crocetta, non  ha  bisogno  di  una  politica
  spettacolo,  non  ha  bisogno di tempi e  temi  dettati  dalle  sue
  conferenze  stampa, questa Regione ha disperato bisogno  di  essere
  governata  con  atti  concreti  e  coraggiosi,  ha  bisogno  di  un
  Presidente  disposto non a fare la rock-star davanti ai  media,  ma
  disposto  ad  andare a Roma a battere i pugni  per  i  diritti  dei
  siciliani.
   Presidente  Crocetta  non  si faccia schiacciare  dai  diktat  del
  Governo  centrale o del Commissario dello Stato, faccia  valere  la
  nostra  autonomia,  e  giusto per non parlare solo di MUOS, che  va
  di moda in questi giorni, cosa ci dice il Presidente Crocetta della
  nave  Concordia?  Vuole intestarsi veramente una  battaglia  per  i
  siciliani?
   Vada a Roma e porti questa nave ai cantieri navali di Palermo,  si
  batta  per  dare una chance ad un settore in crisi che è eccellenza
  internazionale.
   Presidente Crocetta,  a settembre ci sarà bisogno di un cambio  di
  registro.  Deve  finire  la  politica spettacolo  e  cominciare  la
  politica dei fatti concreti: rifiuti, energia, impresa, lavoro,  su
  questi temi l'attenderemo e la metteremo alla prova e verificheremo
  finalmente  se la sua è una rivoluzione vera e se lei è adeguato  a
  governare la nostra Regione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Figuccia.   Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  quando  abbiamo
  iniziato  a  parlare  di  questa norma   in  Commissione  ci  siamo
  appassionati ed è iniziato un vivace dibattito attorno alle ragioni
  di  questo testo, per capire in che modo potevamo renderlo concreto
  e  attuabile e  le riunioni si sono susseguite e davvero si è fatto
  un buon lavoro in I Commissione.
   Sino però, ad arrivare, signor Presidente, a questi ultimi giorni,
  a  queste  ultime  sedute, sedute in cui io mi ritrovo  davanti  un
  foglio  sbiadito, una carta riciclata; riciclata, come si usa  dire
  quando si fa riferimento ad altri temi.
   Io  credo  che  non  solo  il Governo abbia  il  diritto  di  fare
  continuamente allusioni, giocando con le parole, e sa  perché  dico
  riciclata? Perché questa è una norma che è stata ripulita, dove non
  c'è  più  traccia di incompatibilità, di affetti legati ai parenti,
  come  si era detto all'inizio facendo riferimento persino a  quelli
  di  secondo  grado,  perché in questa norma  non  c'è  traccia  del
  coniuge, del socio occulto, che inizialmente stava tanto a cuore.
   L'unica  incompatibilità rimasta è, probabilmente, quella  con  il
  circolo del tennis o con l'associazione donatori sangue. Dove  sono
  finiti,  mi  chiedo,  i  sostenitori di una  norma  che  serviva  a
  moralizzare tutti?
   Mi  rivolgo al Movimento 5 Stelle, Presidente Cancelleri, lei  una
  volta ebbe a dire:  Questa norma è come una bedda figghia, tutti  a
  vonno  e  nuddu  sa pigghia . Ebbene, adesso questa norma  sta  per
  essere  presa,  e  chissà come mai  Sembrava non  voleva  prenderla
  nessuno, e finalmente risulta gradita a tanti. Sorrido di fronte ad
  affermazioni  come queste, perché le incompatibilità  evidentemente
  andavano cercate altrove.
   Erano  stati  proposti dal mio Partito, ma anche da  altri  Gruppi
  parlamentari, emendamenti che andavano in altre direzioni.
   Noi   ad   esempio  pensavamo  di  estendere  le   ragioni   delle
  incompatibilità anche alla burocrazia, ai dirigenti, ai dipendenti,
  ai  funzionari  della Pubblica Amministrazione, ma  non  vi  è  più
  traccia nemmeno di questo.
   La  legge,  di fatto, non esiste più. Il testo uscito fuori  nella
  notte   ha  radicalmente,  come  qualcuno  aveva  detto,  onorevole
  Picciolo,  modificato la ratio della norma, eppure sembrerebbe  che
  adesso tutti ci siamo convinti a votare.
   Noi dell'MPA eravamo convinti che si potesse fare una buona norma,
  a  quella stavamo lavorando, ma ad oggi su questa norma non  ce  la
  sentiamo  di dare solidarietà. Ai siciliani rimane solo l'illusione
  e  la consapevolezza che il Parlamento, a causa del Governo che  lo
  vuole  continuamente  delegittimare,  non  è  riuscito  a  definire
  criteri   oggettivi  e  trasparenti  riguardo  al   sistema   delle
  ineleggibilità e delle incompatibilità.
   Non credete che i siciliani siano stupidi. Questa norma riciclata,
  se davvero la volete, ve la approvate voi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole   Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  siamo   stati
  convocati oggi dal solerte Presidente dell'ARS per venire  qui,  il
  12  agosto  per  approvare una norma che non  si  capisce  a  quale
  ascrivere tra  La commedia degli equivoci  ..

   CROCETTA, presidente della Regione. Ad esaminare una norma.

   FORMICA.  Ad  esaminare, ha ragione, accetto la  correzione,   una
  norma  che  non  saprei  come definire e  a  quale  categoria  fare
  appartenere tra la  Commedia degli equivoci  oppure  Avrei  voluto,
  ma non ho potuto  oppure  Ho comunicato e quindi ora Parlamento sei
  chiamato ad esaminare .
   Dico  questo  perché  fin dal suo apparire e dal  suo  atterraggio
  all'Assemblea   regionale  siciliana  in   Commissione   preceduta,
  ovviamente,   da  una  grande  conferenza  stampa  da   parte   del
  Governatore che annunciava urbi et orbi, di fronte alle vergogne  e
  agli  scandali obiettivi che si erano verificati, che  mai  più  si
  sarebbero  potuti  verificare  questi  scandali  con  questa  norma
  chiamata  antiparentopoli  nella Formazione,   che  da  lì  a  poco
  avrebbe presentato.
     Noi  abbiamo ricevuto la norma in I Commissione ed eravamo molto
  curiosi  nel  vedere cosa ci fosse scritto. In quella  norma  c'era
  scritto che se nel corso della legislatura un deputato avesse avuto
  un parente in un ente di Formazione, o il parente si dimetteva o il
  deputato decadeva dalla sua carica.
   Avevo  sollevato  un problema, avevo chiesto al  Presidente  della
  regione  che  era  presente  in quella  Commissione   Scusi  Signor
  Presidente,  se  lei  ha un fratello con cui è bisticciato  e  quel
  fratello, sostanzialmente chiamato da un suo avversario politico  a
  far  parte di un Consiglio di amministrazione ..?.. non gli  pareva
  vero, non gli doveva parer vero di potersi vendicare quindi avrebbe
  accettato e gioco forza non si sarebbe, ovviamente, dimesso  perché
  era  entrato  con quel preciso intento, con quel preciso  scopo  di
  farlo  decadere ,  per  cui  il  deputato  in  questione  cioè   il
  Presidente  della  regione sarebbe decaduto. Lo  stesso  Presidente
  della  regione  disse:    No, così non va. Certamente  la  dobbiamo
  restringere ai soli deputati .
   Ma  come, non era una legge antiparentopoli? Non era una legge che
  era stata strombazzata in conferenza stampa da parte del Presidente
  della  regione?  Orbene,  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,
  siccome  questo  Parlamento  non è  diventato  una  accozzaglia  di
  pagliacci  all'improvviso,  o per lo meno,  io  ed  il  mio  gruppo
  politico  non  accettiamo  di far parte di  questa  accozzaglia  di
  pagliacci,  e  credo molti altri, riteniamo che  questo  Parlamento
  debba  essere  chiamato  per approvare cose  serie,   questa  norma
  cosiddetta antiparentopoli è tutto tranne che una cosa seria, è  il
  risultato di una conferenza stampa e di un annuncio.
   Tra   le   righe,  voglio  far  presente  che  se  voleva  colpire
  l'onorevole Rinaldi e l'onorevole Genovese, non li colpisce, perché
  entrambi hanno fatto dimettere le rispettive mogli e loro stessi si
  sono  dimessi dai Consigli di amministrazione, amministrano  quegli
  enti ugualmente con terze persone e, quindi, è una norma che non ha
  nessuna   efficacia,  nessuna,  se  non  quella   di   poter   dire
  mediaticamente:  Abbiamo approvato una legge .
   Poco   importa   se  poi  quello  si  rivela  essere   un   guscio
  assolutamente vuoto, privo di significato, ma c'è di più, mi chiedo
  e dovremmo chiedercelo in molti: come mai non si applica il decreto
  legislativo  39, che è molto più rigoroso rispetto a questo  testo,
  che  è  una norma nazionale e che, peraltro, prevede una  serie  di
  altre  incompatibilità, contrasti e conflitti di interesse  tra  la
  politica e l'amministrazione?
   Per  quale  motivo  una  norma nazionale, da  tutti  registrata  e
  riconosciuta  come molto rigorosa, non viene applicata  in  Sicilia
  dove  c'è  un  governatore  che fa della trasparenza  a  parole  il
  leitmotiv  delle  sue  battaglie, di ogni sua battaglia?  Questo  è
  molto strano
   Quindi,  non  si applica la norma nazionale più restrittiva  e  si
  vuole a tutti i costi approvare una normativa assolutamente vuota e
  priva di qualsiasi conseguenza e di qualsiasi significato dal punto
  di  vista  della  prevenzione  del  malaffare  e  del  crimine  nei
  confronti  della  Regione e nessun caso di conflitto  di  interessi
  risolve  tra  i  parlamentari regionali e il  Governo  regionale  e
  quindi  sarebbe  molto  utile  che i  cittadini  sapessero  che  si
  continua  a  fare  fumo per non affrontare  i  problemi  veri  e  i
  problemi reali.
   Pertanto  noi ci asteniamo dal prendere parte a questo mercimonio,
  a questa trasfigurazione della realtà.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO. Rinuncio al mio intervento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO. Rinuncio al mio intervento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO. Rinuncio al mio intervento.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi e cittadini,  il
  Gruppo  parlamentare del Movimento Cinque Stelle, che mi  onoro  di
  rappresentare,  voterà questa legge che riguarda le incompatibilità
  e  le  incandidabilità  dei deputati secondo la  propria  coscienza
  personale. Questo perché abbiamo descritto e ravvisato questa legge
  come una legge  spaventapasseri .
   Voglio  usare invece questo tempo che mi viene concesso  per  fare
  dei  ragionamenti  un attimino più ampi e voglio  partire  da  lei,
  Presidente  Ardizzone, perché voglio ringraziarla pubblicamente  ed
  in questo caso anche istituzionalmente per le parole di solidarietà
  che  ha  espresso  nei  miei confronti. Parole  che  per  me  hanno
  significato  una  vicinanza  di questa  Presidenza  in  un  momento
  difficile  dove,  ad  un  giudizio di merito strettamente  politico
  espresso  sulle modalità con cui vengono fatte le nomine da  questo
  Governo,  mi  vede  attaccato  in maniera  personale,  cosa  che  è
  umanamente inaccettabile.
   Ma  quello che mi aspettavo con sincerità era un intervento deciso
  da parte del Presidente della Regione, intervento a salvaguardia di
  questo  Parlamento, a salvaguardia di chi, solo per avere  espresso
  un   parere   sul  merito  dell'azione  politica,  viene  attaccato
  personalmente.
   Colgo l'occasione anche per ricordarle, onorevole Presidente della
  Regione,  che  io aspetto ancora scuse ufficiali e pubbliche,  così
  come è stato pubblico l'attacco durante la campagna elettorale  per
  le sue dichiarazioni sul mio datore di lavoro. Come se lavorare per
  una persona che conosce un altro imprenditore condannato, fosse  un
  reato  o  comunque  qualcosa di cui vergognarsi.  Queste  scuse  io
  continuo ad attenderle.
   Questo  Parlamento  è  stato definito  da  parte  dei  vertici  di
  Confindustria  come  facente  interessi  della  mafia.   Presidente
  Crocetta, come è possibile il suo silenzio? E' d'accordo con queste
  dichiarazioni? Le ricordo che prima ancora di essere il  Presidente
  della  Regione, lei è membro di questo Parlamento. Invece a  questo
  attacco  lei  ha  risposto  che qui in questo  Parlamento  ci  sono
   punciuti  e  avvicinati . Ecco, io voglio sapere  i  nomi,  adesso
  pretendo i nomi perché non tollero che si spari nel mucchio  e  poi
  ci  si  giri dall'altro lato. Amo questa terra e la amo  perché  ci
  sono  eroi  che  l'hanno  resa grande,  che  mi  rendono  fiero  ed
  orgoglioso di essere siciliano, ma quegli eroi facevano i nomi e li
  facevano  senza nascondersi, per questo hanno messo nelle  mani  di
  Dio la loro vita e per questo sono morti.
   Così   come  nel  caso  delle  sue  dichiarazioni  relative   alla
  manifestazione  contro il MUOS di Niscemi.  Dopo  il  suo  atto  di
  revoca  della  revoca i comitati si sono schierati  contro  di  lei
  chiedendo  le dimissioni e adesso, ma solo adesso, salta fuori  che
  fra  loro,  fra  le  mamme, fra le famiglie con i  bambini,  fra  i
  cittadini,  fra  insigni professori e luminari  che  hanno  redatto
  copiosi  trattati  sul  tema, fra le associazioni  ambientaliste  e
  quelle  antimafia, addirittura fra gli scouts, si annidi la  mafia.
  Ci rendiamo conto della gravità di questa dichiarazione?
   E  che  dire  della sua presa di posizione contro la stampa?   Gli
  organi  di  informazione devono decidere da che  parte  stare .  Ma
  perché i giornalisti devono decidere da che parte stare? E da quale
  parte  dovrebbero  stare?  Dalla  sua?  La  stampa  è  libera   per
  definizione,  o almeno dovrebbe esserlo ed è agghiacciante  sentire
  dire  che  questa  deve prendere posizione e deve decidere  da  che
  parte  stare, come se ci fossero solo due opzioni in questo  mondo,
  il gioco dei bianchi e dei neri, dei guelfi e dei ghibellini, della
  mafia  e  dell'antimafia.  Questo gioco  pericoloso  che  tenta  di
  innestare nella testa dei cittadini che se sei con me sei  buono  e
  se  sei  contro  di  me non sei buono, sei un cattivo,  io  non  lo
  accetto. Non lo posso accettare
   Voglio  essere  libero  di pensarla come voglio  e  voglio  essere
  libero  da questo schema che costruisce un mondo che somiglia  solo
  ed  esclusivamente  a  chi  ha in testa  un  modello  guerrafondaio
  composto da due fazioni in lotta fra loro.
   Onorevole Presidente della Regione dovrebbe ricordare il  senso  e
  la  morale di quel libro  Il Gabbiano Jonathan Livingston   che  si
  può  essere  qualcos'altro nella vita, si può  essere  ciò  che  si
  vuole, si può essere liberi di scegliere cosa fare e come farlo, ci
  vuole solo forza di volontà, coraggio e le mani libere.
   Lei ha detto più volte che è più grillino dei grillini, che il suo
  Governo  ha 7 stelle. Bene, io probabilmente negli ultimi  10  mesi
  sarò  stato in coma ma chiaramente i fatti sono sotto gli occhi  di
  tutti. Veniamo a qualche punto saliente.
   Come  è  finita,  ad  esempio,  con il  concorso  per  titoli  che
  l'assessore  Borsellino  ha  portato sapientemente  avanti  per  le
  nomine dei dirigenti dell'ASP? Glielo dico io come è finita. Lei ha
  bloccato  l'iter procedurale, lo ha rallentato mentre nel Lazio  il
  Presidente della Regione Zingaretti ha avuto il tempo di copiare il
  bando  siciliano,  fare  tutti i passaggi e  completare  l'iter  di
  nomina  sulla base dei titoli tirati fuori dalla short list  tirata
  fuori  dalla  Commissione;  potremmo  dire  che  Zingaretti  è  più
  crocettiano di Crocetta.
   Sempre perché lei è più grillino dei grillini, a Ballarò diceva il
  30  ottobre  del 2012:  io taglierò il mio stipendio  almeno  della
  metà  perché ritengo immorali questi stipendi della politica . Bene
  Presidente,  quanto  guadagna? Busta paga alla mano,  perché  delle
  chiacchiere  non  ce  ne  facciamo nulla. Il  nostro  impegno  come
  Movimento  5  Stelle,  invece,  è  pubblico:  le  buste  paghe,   i
  rendiconti  ed i bonifici per il conto per le piccole imprese  sono
  pubblicate  on  line.  Noi  abbiamo  veramente  ridotto  il  nostro
  stipendio di oltre il 50%.
   Poi, sempre perché lei è più grillino dei grillini diceva:  voglio
  dimezzare gli stipendi dei parlamentari. Diranno no? E allora ce ne
  andremo  tutti  a  casa . Benissimo, quindi ce ne  dobbiamo  andare
  tutti a casa già da ora visto che gli unici ad essersi dimezzato lo
  stipendio  in questo momento sono quelli del Movimento 5 Stelle.  E
  lei  ef  il suo Governo, nel quale c'è qualche assessore che  aveva
  dichiarato  di  aderire al fondo con parte dello  stipendio,  siete
  latitanti.
   Ef  ancora,  sempre  a  Ballarò,  mi dimetto  se  tra  3  mesi  si
  continuerà a parlare sempre degli stessi sprechi . Allora,  vediamo
  cosa è cambiato: giovedì abbiamo chiamato i carabinieri perché  per
  tutta la mattina abbiamo chiamato in Assessorato alla Famiglia, non
  rispondeva nessuno e ci siamo preoccupati: magari una fuga di  gas,
  un'epidemia  improvvisa,  il  colera,  le  cavallette?   Di   quale
  rivoluzione stiamo parlando?
   Sempre il 30 ottobre a Ballarò:  la prima legge che proporrò  sarà
  quella  che  gli  indagati per mafia, corruzione e  associazione  a
  delinquere  non  potranno né ricevere incarichi dalla  Regione,  né
  presentarsi come candidati . Dov'è questa legge? Stiamo parlando di
  slogan   da  dare  in  pasto  all'opinione  pubblica  dagli   studi
  televisivi, evidentemente.
   Ora  Presidente Crocetta, si fidi di chi di stelle ne  ha  5.  Lei
  potrà  avere megafoni in quantità, ma di stelle non ne ha  nessuna.
  Probabilmente erano dei neon che adesso si sono fulminati.
   Ricordi bene il Movimento Cinque Stelle siamo noi
   E sulla vicenda MUOS, quella vicenda su cui l'8 gennaio quest'Aula
  si  è  espressa  in  maniera unanime per  impegnare  il  Governo  a
  revocare le autorizzazioni, qualcosa la potremmo sapere? Le avevamo
  chiesto,  da  questo  scranno, di venire a  riferire  in  Aula  per
  conoscere  il perché della revoca della revoca, i motivi,  cosa  ha
  trovato  in  quella relazione dell'Istituto Superiore della  Sanità
  che  l'ha  tanto  scossa da non aspettare la  sentenza  del  CGA  e
  procedere  con quell'atto cacofonico di revoca della revoca.  Forse
  aveva  paura di essere inquisito e condannato per abuso  d'ufficio?
  Forse  aveva paura di macchiare la sua fedina penale con  un  reato
  che  scaturiva  dalla  difesa  della  nostra  terra  e  dei  nostri
  cittadini?
   Sant'Agostino  ha detto che una legge ingiusta non è  affatto  una
  legge.  Il che vuol dire che abbiamo il diritto e persino il dovere
  di  combatterla. E le strade che possiamo scegliere sono due: o  la
  violenza  o  la  disobbedienza civile. Ed io prego,  spero,  che  i
  cittadini  scelgano  la seconda. Io sarei orgoglioso  di  avere  un
  Presidente che viene condannato per avere difeso il suo popolo e la
  sua   terra,  mettendo  tutto  questo  davanti  alla  sua  carriera
  politica.  Sarebbe  - non credo soltanto per me,  ma  per  tutti  i
  siciliani - un eroe del nostro tempo, un eroe siciliano. Lei invece
  consiglia ai cittadini di Niscemi di fare le valigie e di  cambiare
  Paese.
   Adesso  mi  dirà  che se avesse continuato avrebbe  condannato  la
  Sicilia a risarcire un danno di 18 miliardi di dollari. Lei conosce
  il  Presidente  dell'Ecuador Rafael Correa? Sa cosa ha  fatto?  Nel
  2008, davanti all'enorme debito pubblico del suo Paese, 11 miliardi
  di  dollari,  istituì  una  Commissione  d'inchiesta  e  alla  fine
  dichiarò che l'Ecuador non avrebbe pagato il proprio debito estero,
  in quanto contratto in maniera illegittima.
   Ecco  Presidente, il MUOS non lo vuole nessuno, non lo vogliono  i
  sindaci, non lo vogliono i cittadini e non lo vuole neanche  questo
  Parlamento.   Possiamo   dire  che  continuare   a   costruirlo   è
  illegittimo?
   In  questo momento di forti tensioni sociali dove i cittadini  non
  riescono a vedere un futuro sereno, dove le piazze colme di rabbia,
  rassegnazione  chiedono  lavoro,  chiedono  sviluppo,  prospettiva,
  soluzioni  ai  problemi,  dove  le  aziende  al  collasso  chiudono
  sterminando ogni prospettiva di vita per i propri cittadini e per i
  nostri  giovani,  in  questo  momento in  cui  si  chiedono  aiuti,
  collaborazione,  cosa  si  sta rispondendo?  Cosa  metteremo  nelle
  pentole di queste persone? Di che li faremo vivere? Che modello  di
  sviluppo stiamo immaginando per la nostra terra?
   Spero  che  non  siano  i  50 milioni di euro  bruciati  per  fare
  ventimila  posti  di  lavoro con i cantieri per  tre  mesi,  perché
  questo  - signori - per me non è sviluppo. Questo per me si  chiama
  clientela.  I  soldi andavano dati alle aziende, con  dei  progetti
  mirati per creare posti di lavoro veri.
   E   che  dire  per  l'agricoltura,  la  zootecnia,  la  formazione
  professionale? Nulla, assolutamente nulla
   Insomma,  Presidente Crocetta, tante belle parole, tanti proclami,
  tante promesse non mantenute. Noi siamo qui ad aspettare ancora  la
  rivoluzione tanto sbandierata, ma le assicuro che di questa non  se
  ne  sente  minimamente neanche l'odore. Anzi qui c'è solo puzzo  di
  compromesso morale.

                          Per fatto personale

   CROCETTA,  presidente della Regione. Chiedo di parlare  per  fatto
  personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  non  userò  gli  stessi toni che  ha  usato  l'onorevole
  Cancelleri in un attacco in cui ha messo tutto, perché ritengo  che
  l'opposizione  abbia innanzitutto prioritariamente  il  diritto  di
  critica, però mi si consenta di osservare alcune cose laddove trovo
  questo  un po' uno strafare su alcune questioni, cominciando  dalla
  polemica elettorale.
   Vorrei ricordare che quel giorno l'onorevole Cancelleri disse  che
  non  avrebbe  stretto la mano a tutti i concorrenti della  campagna
  elettorale,  che non stimava, non li reputava persino considerevoli
  del   fatto   che  potessero  stringere  la  sua  purissima   mano.
  Probabilmente gli altri candidati sono stati un po' meno nervosi di
  me,  però  mi consenta che questo non mi sembra che sia nell'ambito
  del   politicamente  corretto . Ed allora  ho  ravvisato,  in  quel
  contesto, quindi non devo chiedere assolutamente scusa che lei  non
  mi  abbia chiesto, preventivamente, se la mettiamo sul piano  delle
  scuse. Il fatto che trovavo singolare, a proposito di mafia - e  lo
  ribadisco, non ho alcun problema - che una persona, com'era il  suo
  datore  di  lavoro,  non  le  ho fatto alcuna  colpa,  di  con  chi
  lavorava,  che avesse più volte difeso pubblicamente il mafioso  Di
  Vincenzo, più volte nello scontro potesse da lei non subire  alcuna
  censura.
   Ho  osservato, ho fatto un'analisi politica che si riferiva ad  un
  suo  comportamento politico legato al fatto che lei non  ravvisasse
  niente  in  questo, politicamente, non mi riferivo  ad  alcune  sue
  particolari incompatibilità.
   Ritornando  alle  accuse di Confindustria,  non  rispondo  affatto
  delle  accuse  di  Confindustria e non vedo affatto  perché  dovrei
  difendere o attaccare Confindustria nella mia qualità di Presidente
  della Regione.
   C'è stato un dibattito.
   Non  ritengo  affatto che il Parlamento sia mafioso  perché  trovo
  assurda una generalizzazione. Non mi sembra che alcuno abbia  detto
  questo,  però  non  mi  sento  affatto  di  escludere  se  qualcuno
  denuncia, in modo prioritario, il fatto che ci possano essere anche
  elementi  di  infiltrazione,  di ergere  uno  steccato  corporativo
  dicendo di andare a denunciare.
   Le  assicuro  che a questa Presidenza sono state presentate  copie
  delle  denunce che riguardano alcuni parlamentari, su  fatti  anche
  attinenti  rapporti  con  la mafia, che sono  di  competenza  delle
  autorità che le seguono e sono competenze, sicuramente, di  chi  le
  ha fatte e delle autorità giudiziarie che le trattano. Se ci sono o
  non ci sono, questo lo stabiliranno i magistrati, non lo stabilisco
  né  io, né lei, né nessun altro. Che ci sia stata qualche denuncia,
  gliela comprovo e alle persone alle quali diciamo di denunciare, le
  assicuro, che hanno già denunciato.
   Rispetto  alle  nomine questo Governo non ha  nulla  da  eccepire,
  perché   il  Parlamento  è  liberissimo  di  approvarle,  come   di
  disapprovarle  ed  attiene alla autonomia del  Parlamento  fare  le
  valutazioni.  Sinceramente, quindi, mi pare un po' forzato  il  suo
  intervento.
   Rispetto  all'iter procedurale della questione  della  sanità,  le
  assicuro che questo Parlamento più volte ha sollevato la regolarità
  della  procedura e non si è assolutamente inserito nel merito della
  vicenda  sulle  valutazioni, che è tutta gestionale.  Glielo  posso
  assicurare con gli atti.
   Poi,  voi  potete anche ridere, ma io glielo posso assicurare  con
  gli  atti,  tant'è vero che tutte le decisioni della  Giunta  hanno
  riguardato   l'autonomia   della   commissione   a   decidere.   La
  commissione,  ovviamente, opera come ritiene più  opportuno  e  non
  decido  io  i  tempi  della commissione, né  le  questioni  che  il
  Parlamento più volte ha posto rispetto all'andamento del  concorso.
  Ho  più volte detto, anche in presenza di atti persino in indirizzo
  della  commissione sanità, che il Governo non si può  inserire  più
  nel  procedimento gestionale. Ovviamente, al Presidente  Zingaretti
  non  si è presentato il problema che il Parlamento e le Commissioni
  parlamentari   sottoponessero   a   giudizio,   a   valutazione   e
  irregolarità  un  concorso  che,  come  si  vede,  è  perfettamente
  regolare, così come l'ha lanciato il Governo.
   Dimezzare  lo stipendio, mi consenta di dire che questi  sarebbero
  affari miei personali e che non attengono alle valutazioni che lei,
  sicuramente, impropriamente, fa in Aula.
   Non  attengono  a  quello che io dichiaro  in  televisione  e  non
  attiene   sicuramente  ai  temi  del  dibattito   parlamentare   di
  stamattina.  Io non ho affatto detto che presenterò un  disegno  di
  legge  che riguardi lo stipendio dei deputati, tant'é vero che  noi
  abbiamo  regolamentato, anche rispetto ai dipendenti regionali,  la
  riduzione  sui  dirigenti,  e non abbiamo  ritenuto  di  presentare
  alcuna  norma,  proprio perché non la potremmo neppure  presentare,
  tenuto  conto che il Parlamento si autogoverna La potrei presentare
  come  parlamentare, ma non sicuramente come Governo, e si  potrebbe
  dire altrettanto di voi, o di lei voglio dire, visto che il voi  in
  questo  caso,  quando  lei fa riferimento  al  voto  di  coscienza,
  consente  di  fare  un distinguo. Perché non le ha  presentate  lei
  queste leggi?
   Scusi,  questo disegno di legge sulle incompatibilità su  cui  lei
  pone  dei  problemi che ognuno potrà agire come coscienza  è  stato
  presentato  dal Governo il 15 dicembre 2012, quindi ognuno  di  noi
  avrebbe  avuto  modo  di  emendarlo, il Parlamento  avrebbe  potuto
  farlo,  persino il suo Gruppo avrebbe potuto esprimere e presentare
  tutte  le  valutazioni  - e finisco - non è  che  questa  cosa  può
  attenere alle questioni personali.
   La  norma  innova rispetto al passato, introduce norme cogenti,  è
  migliorativa  e questo distingue coloro che pensano che  l'attività
  di  Governo  sia un fatto progressivo e quelli che pensano  che  il
  mondo  si  cambia in cinque minuti. Io penso che si  cambia  in  un
  lungo percorso.
   Per  quanto riguarda il MUOS, siccome sono abituato a fare nomi  e
  cognomi  e avevo detto nella mia intervista di quale mafia parlavo,
  lei   naturalmente   preferisce  pensare  che   io   abbia   voluto
  criminalizzare i boys scout, perché così la bandiera  del  no  MUOS
  diventa  una bandiera a cinque stelle, ma le assicuro che ho  detto
  che dentro quel corteo - ed è registrato nella intervista che non è
  stata mandata da Rai Uno - ci sono soggetti legati alla criminalità
  di  Niscemi,  che  adesso  fanno i no MUOS,  ai  quali  sono  stati
  revocati appalti della Marina Navale degli Stati Uniti perché erano
  società mafiose, e se vuole sapere i nomi e cognomi glieli dico: si
  tratta della ditta Piazza di Niscemi i cui parenti fanno parte  del
  comitato  mamme no MUOS  di Niscemi.
   Questo significa che le mamme no MUOS sono mafiose? No  Debbo dire
  che dentro questo movimento locale di Niscemi qualcuno che ha degli
  interessi  di tipo diverso e che voleva utilizzare la battaglia  no
  MUOS  per  avere gli appalti dalla Marina Navale degli Stati  Uniti
  c'è pure. E' un reato dire questo, o è criminalizzare un movimento?
  Oppure  se  le  dico  che  qualcuno  degli  eletti  a  Niscemi   ha
  festeggiato  con il capo mafia a giugno, cosa che  è  stata  da  me
  detta  agli  organi  competenti e informato  persino  il  Ministero
  dell'Interno, stia tranquillo che in fatto di nomi io non  mi  sono
  mai  tirato  indietro.  Però,  quando  si  preferisce  fraintendere
  l'accusa  che si fa per farla diventare politica, lì  si  è  cechi,
  perché io quando faccio un corteo mi preoccupo sempre chi è il  mio
  compagno di viaggio, e non sono disponibile.
   Rispetto  al  Governo a cosa potrebbe fare il Governo,  parliamoci
  chiaro,  il  Parlamento ha fatto un ordine del giorno. Ma  l'ordine
  del  giorno non impegna niente, non dà alcuna responsabilità.  Fino
  ad  oggi chi si è assunto responsabilità su questo no MUOS, e sulla
  battaglia  no  MUOS,  è il Presidente della Regione  e  l'Assessore
  all'Ambiente, che quando questo Parlamento ha chiesto all'unanimità
  di condurre la battaglia contro il MUOS, ovviamente non l'ha intesa
  come  la battaglia ideologica, una sorta di anti atlantismo, o anti
  americanismo  che  sconvolge  il quadro  di  alleanze  politiche  e
  militari del nostro paese, perché lei ha citato un Presidente della
  Repubblica  che ha fatto queste cose, però voglio ravvisare  che  i
  miei  poteri  sono tutti amministrativi, sia pure  in  uno  Statuto
  speciale, non ce li ho questi poteri di cancellare il debito, né di
  sancire le responsabilità.
   Io il reato a fini di bene l'avrei pure fatto, il problema sono le
  responsabilità amministrative del risarcimento dei  danni  che  non
  cadrebbero sulla mia persona, ma cadrebbero sulla Regione siciliana
  ed  io  ho  il dovere di essere custode degli interessi  di  questo
  popolo.
   La  revoca  è  stata revocata perché non è questo Governo  che  ha
  autorizzato  il MUOS, l'ha autorizzato il Governo nazionale  ed  il
  Governo regionale precedente, ovviamente obbligato dalle scelte  di
  politica  nazionale, come è deducibile persino dalla corrispondenza
  che  c'è  fra Governo nazionale e Governo regionale precedente.  Il
  ministro  La  Russa  chiedeva, e c'è  pure  la  corrispondenza,  di
  approvare  questo  MUOS perché rientrava negli interessi  politici,
  strategici e militari. Capisco che poi, per ragioni politiche,  chi
  ha  approvato può far finta che è contrario e arriviamo ad un gioco
  paradossale.   Chi   ha   cercato  di   portarlo   avanti   diventa
  irresponsabile  Questo mi sembra politicamente scorretto, prima che
  personalmente
   Glielo  dico onorevole Cancellieri. L'Istituto Superiore di Sanità
  dice che il progetto MUOS non supera i limiti di emissione previsti
  dalla legge, e siccome io sono una persona che rispetta la legge  e
  siccome  sub  legis et libertatem, la libertà e la democrazia  sono
  regolati  dalla  legge, perché ognuno di noi  può  avere  tutte  le
  opinioni ideologiche e politiche che vuole - MUOS si, MUOS no -  ma
  io  qui  non sono interprete di una ideologia, prima di tutto  sono
  l'interprete della legge, e non ho i poteri di revocare i  trattati
  politico-militari  L'unica cosa dove la Regione poteva  intervenire
  era  quella  della  tutela  e della difesa  dei  cittadini,  ed  un
  Istituto Superiore, al di sopra delle parti, dice che questa tutela
  è rispettata, ed io non ci posso fare nulla
   Però  mi consenta, e le faccio appello onorevole Cancellieri, cosa
  c'entrano   tutte  queste  questioni,  anche  se   attengono   alla
  valutazione del Governo? Se vogliamo dedicare una seduta  specifica
  a  tutte  queste  questioni, lo possiamo fare  Non  le  sembra,  in
  questo  momento,  un  modo per evitare un  giudizio  su  una  legge
  specifica? Mica abbiamo chiesto un voto di fiducia  Abbiamo mandato
  otto  mesi fa un disegno di legge e abbiamo detto al Parlamento  di
  migliorarla. Questo Parlamento l'ha fatto in parte, l'ha  fatto  in
  ritardo,  tanto  è  vero che quando qualcuno ha  eccepito  che  non
  avevamo fatto la legge sulle incompatibilità da un lato si è  detto
  che  i familiari andavano esclusi perché ledeva il diritto passivo,
  poi  quando lo abbiamo fatto gli stessi soggetti che dicono di fare
  questo dicono di fare quello
   Io  capisco  che in questo momento lei può trovare adesioni,  però
  guardi  che queste adesioni le può trovare tra chi è più  contrario
  di  tutti  a questa legge  Questo si capisce  La posta in gioco  va
  stabilita   di   volta   in  volta   Lei  può  strizzare   l'occhio
  all'opposizione  politica, però le assicuro che  siccome  non  sono
  interessato  ne ad essere a sette stelle, e neanche a  cinque  o  a
  zero  -  un Megafono mi basta e l'ho difeso anche di fronte al  mio
  partito - ed io ho sempre rispettato la sua identità politica, come
  ho  rispettato l'identità politica di tutte le persone  che  stanno
  qua  dentro,  capisco  che lei può sentire l'esigenza  politica  di
  differenziare il suo Movimento sul piano ideologico e politico.
   Però,  se Alfonso Cicero le ha detto delle cose, risponda a Cicero
  come  correttamente ha fatto  Io, sinceramente, le dico  che  posso
  esprimere  un giudizio e le ho già espresso sul piano personale  la
  mia  solidarietà e gliela esprimo pubblicamente, anche se lei si  è
  reso  responsabile  di un atto non elegante in campagna  elettorale
  quando  ha detto che non avrebbe stretto la mano ai suoi avversari,
  cosa che nessun candidato alle elezioni ha fatto
   Le  dico  questo  e le dico pure che nel momento  in  cui  Alfonso
  Cicero  la offende io mi sento responsabile di quell'offesa,  anche
  se non lo sono  Ritengo che gli avversari vadano rispettati. Io non
  ho mai messo in discussione le questioni della campagna elettorale,
  né  con  lei  né  con  nessun  altro  Ho  considerato  la  campagna
  elettorale un episodio chiuso, che pensavo fosse chiarito, però  mi
  consenta né lei né io, le questioni che riguardano il suo datore di
  lavoro riguarderanno ovviamente il suo datore di lavoro e le accuse
  che  qualcuno gli fa riguarderanno le accuse fra il suo  datore  di
  lavoro e le persone che lo accusano.
   Ci  sono  gli  strumenti di legge, non ho capito quale solidarietà
  lei  dovrebbe  invocare rispetto all'accusa che il  suo  datore  di
  lavoro  potrebbe difendere Di Vincenzo. Mi pare che Di  Vincenzo  è
  super condannato per mafia e mi pare altrettanto vero, con articoli
  di  stampa  che  possiamo anche presentare,  se  lei  non  ne  è  a
  conoscenza, che, più volte, il suo datore di lavoro, cioè lei,  non
  c'entra niente.
   Per  questo, le chiedo pubblicamente scusa, anche laddove  io  non
  c'entro;  glielo dico con estrema sincerità, però, credo  che,  per
  senso  di  responsabilità, riconduciamo il dibattito alle questioni
  concrete che abbiamo, per cui non ditemi più che ho detto che i  No
  Muos,  i  boy scouts sono mafiosi. Non ditemi che ho detto  che  il
  signor  Piazza  - e l'ho detto nell'intervista trasmessa  da  Rai1,
  possiamo anche chiedere a Rai1 la copia dell'intervista integrale -
  per  un  ricorso  al  TAR,  per  una  informativa  antimafia  della
  Prefettura,  aveva avuto appalti all'interno della base  americana,
  oggi  è  uno  dei  più  attivi  nella  campagna  No  Muos,  perché,
  sicuramente,  non con le stesse intenzioni, per cui, come  in  ogni
  cosa,  anche  nel movimento dell'occupazione della  terra,  avevamo
  quelli che estremizzavano il movimento perché dovevano avere  altri
  interessi. Non  c'entra assolutamente nulla. Sulla circostanza,  mi
  pare  che ci siano pure inchieste, per cui non dico niente che  non
  sia  stato riferito. Siccome lei mi dice di fare il nome e cognome,
  se vuole, gliene farò anche altri, anche in altre occasioni.

   FORMICA. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, io non le do la parola.

   FORZESE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORZESE,   presidente   della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, ritengo che, oltre alle dichiarazioni di  voto,
  siamo  andati, se mi consente, in un terreno laddove non  è  facile
  per  lei contenere i lavori d'Aula perché ritengo doveroso da parte
  di un presidente di una Commissione, tra l'altro, oggi, chiamato in
  causa,  sia  per  le dichiarazioni dell'onorevole  Vullo,  dove  la
  Commissione  ha chiesto espressamente a lei un ulteriore  lasso  di
  tempo,  specificatamente per le cose che ha detto il collega Vullo,
  perché  si  possa, quanto meno, chiedere agli uffici competenti  la
  possibilità  di avere un parere su quelli che sono i curricula  dei
  soggetti che dovranno andare a rappresentare l'IRSAP.
   Ritengo,  pertanto, che, così come mi è stato chiesto di convocare
  l'incontro di quest'oggi, in Commissione, non si può, a mio modo di
  vedere, tenere una riunione perché attendiamo questo parere.

   PRESIDENTE. Onorevole Forzese, sulla legge le ho dato la parola.

   FORZESE.  Sulla  legge, oltre al fatto che il  mio  Presidente  di
  Gruppo  parlamentare, l'onorevole Picciolo, si è  già  espresso  in
  maniera favorevole, pertanto, sono favorevole al disegno di  legge,
  ma  mi  è doveroso dire che, anche per la vicenda legata all'IRSAP,
  la  Commissione è stata convocata per giorno 26, termine ultimo che
  lei  ci  ha  dato, perché si possa quanto meno fare il tutto,  così
  come prevede la legge.
   Non   solo   voteremo,  pertanto,  in  maniera  favorevole,   come
  Democratici  Riformisti per la Sicilia, il  disegno  di  legge  ma,
  giorno  26,  verrà convocata la Commissione  Affari istituzionali ,
  proprio per le cose che sono emerse dal dibattito.

      FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Gradirei che gli interventi si attenessero al  disegno
  di  legge, perché stiamo ampliando troppo e mettiamo altra carne al
  fuoco.  Su questa vicenda della questione IRSAP, onorevole Formica,
  le darò la parola, ma al tempo debito.
   E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha facoltà.

   MILAZZO. Chiedo di parlare in quanto componente della Commissione.

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, lei non è iscritto a parlare. Avevo
  dato   un   termine  fino  a  quando  si  concludeva   l'intervento
  dell'onorevole Vullo. Poi, si è aperta un'altra questione che  sarà
  affrontata con il primo intervento da parte dell'onorevole Formica.

   D'ASERO.  Signor Presidente, Presidente della Regione,  Assessori,
  onorevoli  colleghi,  gradirei attenzione da parte  del  Presidente
  della Regione sul mio modesto intervento.
   Oggi,  su  questo  disegno  di legge, che  ha  visto  un  percorso
  piuttosto  articolato, piuttosto controverso,  che  aveva  una  sua
  ratio  iniziale con un disegno di legge del Governo  sì, presidente
  Crocetta,  ma  intendo evidenziare che ci sono  stati  anche  altri
  disegni di legge.
   Noi,  nel nostro Gruppo parlamentare, abbiamo visto un disegno  di
  legge  con  primo firmatario l'onorevole Vinciullo,  quindi,  nella
  sostanza, su questa materia, c'era tanta attenzione e tanto impegno
  da parte dei Gruppi parlamentari, compreso quello del PDL.
   Sulla  questione  dello  spartiacque della politica,  infatti,  in
  raccordo ad un principio che deve tornare ad essere imperante,  che
  è  quello dell'etica in politica e, quindi, di una morale o di  una
  moralità  che  deve  essere sottolineata, anche attraverso  momenti
  normativi,  in  questo, sicuramente, c'è stata  grande  attenzione,
  grande impegno e grande disponibilità.
   Però,  le  contraddizioni, le contraddittorietà  che  sono  venute
  fuori da un testo di legge che, come tutti voi sapete, ha visto una
  riscrittura  piuttosto,  come  dire,  continua  e  che  ha  portato
  sostanzialmente in Aula un disegno di legge che, rispetto alla  sua
  originaria  impostazione, è svuotato da quei fondamentali  principi
  che   volevano   di   fatto   portare   ad   un   principio   reale
  autoregolamentazione.
   In  questo,  devo  dire che il dibattito che ha  visto  interventi
  qualificanti  come  quello dell'onorevole Nello  Musumeci,  che  ha
  detto  che, a prescindere dalla valutazione sulla legge,  c'è forse
  un  impegno  che  questo Parlamento deve assumere, cioè  quello  di
  definire  anche un codice di autoregolamentazione che deve  portare
  ad  una chiara ed evidente azione di chi, in Parlamento, deve avere
  l'onore  e  il  piacere  di rappresentare un'istituzione  che  deve
  essere  sempre più qualificata dall'azione che ognuno di noi  porta
  avanti.
   ,  in  questo, presidente Ardizzone, va, anche da parte del Gruppo
  del  PDL, un apprezzamento per la sua iniziativa importante, quanto
  mai  opportuna di difesa dell'Istituzione del Parlamento  regionale
  siciliano  in  risposta  ad  alcune  considerazioni  -  ritengo   -
  inopportune  ed eccessive che Confindustria ha voluto,  in  maniera
  probabilmente gratuita, rivolgere a questo Parlamento.
   In  questo Parlamento, fino a prova contraria, quindi, per  difesa
  di  un'Istituzione che ha al suo interno parlamentari degni di  una
  presenza  di  qualità e di dignità che, fino a prova contraria,  va
  difesa in maniera seria. In questo senso, ritengo che, da parte dei
  Gruppi parlamentari, nell'ambito del mio Gruppo del PDL, c'è  stato
  un dibattito che è ancora aperto perché il significato di una norma
  che doveva essere di grande spessore, di grande importanza, poi, si
  riduce  ad  un  momento di grande, anche probabile ipotesi  più  di
  annuncio  che  di  sostanza e crea un momento di  difficoltà  nella
  valutazione.
   Non  può,  però, in questa direzione, venir meno, anche sul  piano
  del principio, un impegno a sostenere questo primo passo.
   Onorevole  Presidente della Regione, voglio dire,  però,  che,  in
  questa occasione, dobbiamo pur ammettere da questo una risposta  da
  parte  sua  che, probabilmente, i bisogni della Sicilia, oggi,  non
  sono  solo  quelli  di  una norma che tende ad  evidenziare  alcune
  incompatibilità - che ben vengano sì - ma i bisogni  della  Sicilia
  sono quelli che riguardano i temi scottanti che stanno portando  un
  momento di difficoltà e un momento di criticità dal punto di  vista
  sociale.
   E',  chiaramente, in questa direzione, che può esserci il problema
  della   tensione   sociale,  i  mass-media,  quei   giornali   che,
  probabilmente, anche con l'azione mediatica a cui lei,  in  maniera
  molto  ricorrente, fa riferimento, quei giornali  che  non  perdono
  occasione   per   denigrare  un'azione  del  Parlamento   regionale
  siciliano,  dove insigni firme nazionali ci accusano  di  avere  un
  periodo di ferie di 40 giorni, quando giorno 12 agosto siamo qua e,
  probabilmente ne mancano 18 alla fine del mese - probabilmente,  il
  4  o  il 5, si rientrerà, quindi, sono 22 i giorni e non 40, se  si
  scompongono queste giornate dove intervengono per dire che  c'è  un
  processo  che  vede uno spartiacque fra mafia ed antimafia,  signor
  Presidente.  C'è  la gente comune, i cittadini per  bene,  che  non
  hanno bisogno di iscriversi ad una posizione particolare.
   E, poi, quale moralità, quale etica in politica nel momento in cui
  abbiamo un percorso altalenante?
   Se  penso,  per un momento, al dibattito che abbiamo  avuto  sulla
  sanità,  con  l'assessore  Borsellino  che,  in  questa  sede,   ha
  dichiarato  che,  in  tempi  brevi, i  colloqui  sui  660  iscritti
  all'albo  dei  direttori generali, avrebbero visto  un  momento  di
  selezione.
   Oggi, apprendiamo che abbiamo, udite udite, due elenchi ipotetici:
  uno  di  119 direttori iscritti secondo un percorso curriculare  ed
  altri 60 che verranno scelti secondo un altro criterio.
   E,  allora,  dico,  Presidente, su  questi  temi  c'è  bisogno  di
  certezze e di risposte, perché non può essere criticato ciò che gli
  altri fanno ed evidenziato come un momento di grande positività ciò
  che  ognuno  di noi e, in questo caso, ciò che il Governo  propina,
  sapendo  che  trattasi  di  azioni  che,  invece,  vanno  viste  in
  un'ottica diversa.
   Così come abbiamo avuto modo di evidenziare che, al problema della
  Province,  senza  una  indicazione  circa  la  successiva  fase  di
  impegno,   avremmo  avuto,  sicuramente,  un  momento   di   grande
  difficoltà e disorientamento.
   Allora, perché in questa iniziativa, perché in questo percorso  ci
  sia,  come  dire,  da  parte di ognuno di noi,  in  maniera  seria,
  responsabile,  coraggiosa, una presa di posizione, dico,  bene,  il
  Gruppo  del PDL, anche se in presenza di un fatto di coscienza  che
  ognuno dei componenti deve avere, voterà a favore di questo disegno
  di  legge.  Ma  voterà  a favore dicendo che  c'è  bisogno  di  una
  verifica  a termine, di una verifica su questa norma ad un periodo,
  magari  da  definire,  di  6  mesi e, dove  ci  fosse  bisogno,  di
  tornarci,   perché   sicuramente   abbiamo   bisogno   di    meglio
  razionalizzare  un  percorso  di grande  delicatezza  e  di  grande
  responsabilità e questo senza voler significare che lasciamo  senza
  un impegno serio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a  parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli assessori, onorevoli colleghi, la vicenda che oggi arriva
  a  conclusione, la vicenda legislativa che ci occupa e che,  spero,
  Presidente  Ardizzone,  sia l'ultima di  questa  particolare  parte
  iniziale del mese di agosto, che ci impegna in Aula, è l'epilogo di
  una storia nata male e finita peggio.
   Ho  partecipato, pur non facendo parte della I Commissione,  tanto
  ai  lavori  della Commissione  Affari istituzionali   quanto  della
  sottocommissione, presieduta dal collega Panepinto.
   Abbiamo lavorato per migliorare qualcosa che, forse e ahi noi  per
  quella  che è la dignità e il prestigio di un Parlamento,  ciò  non
  sarebbe  dovuto  accadere,  ciò che non  era  migliorabile  abbiamo
  atteso che ce lo dicesse il Commissario dello Stato, il quale, a un
  certo  punto,  nella congerie di ragionamenti, di  modifiche  -  la
  prima, la seconda, la quinta, l'ottava, la decima -  ha ritenuto di
  farci  comprendere, o, forse, di dire personalmente  al  presidente
  della I Commissione, che quel disegno di legge, così com'era e così
  come,  dall'inizio,  le opposizioni avevano  spiegato,  non  poteva
  andare  perché  incorreva  in  rischi concreti,  seri,  pesanti  di
  incostituzionalità.
   In  questo  frangente,  ho  anche avuto modo  di  contrappormi  al
  Presidente  Forzese e voglio cogliere l'occasione per spiegare  non
  al  presidente Forzese che, certamente, lo ha compreso ma  all'Aula
  che non vi poteva né vi era nulla di personale e, d'altro canto,  è
  evidente che neanche di polemica si trattava perché se fosse  stata
  una  polemica  non  poteva che essere una polemica  sterile,  erano
  punti  di  vista divergenti che rimanevano ciascuno con la  propria
  dignità se pur ciascuno sulla sua posizione.
   Ma  è  vero, è assolutamente vero che siamo partiti con un disegno
  di  legge  che parlava di incompatibilità fino al quarto  grado  di
  parentela. Questo disegno di legge, onorevole Figuccia, dal  quarto
  grado  è  passato  al  terzo  grado;  dal  terzo  grado  è  passato
  all'esclusione dei cognati; dall'esclusione dei cognati  è  passato
  all'esclusione  dei  figli;  poi, è  passato  all'esclusione  delle
  mogli; poi è passato all'esclusioni dei soci occulti; poi è passato
  all'esclusione  dei  soci  e poi ha introdotti  gli  enti;  poi  ha
  spiegato di quali enti.
   Presidente Crocetta, in buona sostanza, è accaduto questo: lei  ha
  fatto  il  buon  padre di famiglia perché si  è  trovato  a  dovere
  accontentare  ciascun  componente della sua  maggioranza,  che  gli
  chiedeva di levare prima un grado di parentela, poi una moglie, poi
  un  figlio,  poi  un socio, poi un socio occulto,  per  arrivare  a
  quello che è successo.
   E, allora, Presidente Crocetta, apprezziamo il fatto che lei abbia
  agito, nei confronti dei componenti della sua maggioranza, come  un
  buon padre di famiglia ma le posso assicurare che un buon padre  di
  famiglia o fa il padre di famiglia o fa il rivoluzionario. Un  buon
  padre  di  famiglia  rivoluzionario, soprattutto nell'accezione  di
  padre  di  famiglia  più  doroteo che io conosca.  Onestamente,  ho
  difficoltà  a  pensare  che se ognuno ci leva  una  cosa,  potremmo
  andare molto avanti con questa rivoluzione. E lei sa che, dal primo
  giorno,  le  abbiamo  detto che se lei farà la  rivoluzione  saremo
  accanto a lei.
   Non  ci  è  sembrato  di scorgere, in questo  percorso,  causa  le
  pressioni dei componenti della sua maggioranza, un grande  percorso
  rivoluzionario;  d'altro  canto, Presidente  Crocetta  e  onorevoli
  colleghi,   faccio   mie,  e  lo  dico  in   premessa,   tutte   le
  argomentazioni  che  il  Presidente Musumeci,  nel  suo  intervento
  illuminato di qualche giorno fa, ha rassegnato a quest'Aula,  però,
  voglio  rispondere al collega Cracolici, che non vedo in  Aula.  Il
  collega Cracolici, qualche giorno fa, si è stupito non tanto  delle
  parole  di Lo Bello, quanto del silenzio di quest'Aula, quanto  del
  silenzio della politica.
   Vorrei  chiedere  all'onorevole Cracolici:  ma per  quali  ragione
  avrei  dovuto rispondere io a Lo Bello, se sono certo che le parole
  di  Lo  Bello  non mi sfiorano, né me né la mia parte  politica  né
  l'opposizione, ma sfiorano altri ?
   Sarebbe  stato  fuori  luogo e sarebbe stato fuori  luogo  perché,
  evidentemente,  quando  Ivan  Lo  Bello  parla  dell'attesa  di  un
  sostegno  forte  all'azione di legalità e  sviluppo,  invece  della
  ostilità incomprensibile. Colleghi parlamentari, è ovvio che non si
  riferisce all'opposizione, ma si riferisce a quella maggioranza  di
  Governo  che,  secondo  Lo Bello, avrebbe dovuto  remare  verso  la
  direzione del Governo Crocetta e che, invece, rema contro.
   Ecco  perché non ho sentito il bisogno di intervenire: perché sono
  arci  certo che le parole di Lo Bello non riguardano né me - signor
  Presidente  mi dia ancora un minuto, non sto dicendo,  credo,  cose
  banali,  mi  faccia  completare il  concetto  -  né  la  mia  parte
  politica.
    E quello che dico è collegato anche a fatti evidenti. Le critiche
  della  Confindustria alla finanziaria del 2013, passando attraverso
  il disegno di legge sull'acqua, nel quale abbiamo potuto constatare
  una battaglia senza limiti all'interno della maggioranza, fra il PD
  e  il  Governo,  fra  il PD  e l'Assessore, per  finire  fino  alla
  corretta utilizzazione dei Fondi europei.
   Allora, onorevole Cracolici, per semplificare, è evidente che  non
  mi  rivolgo  al collega Antonello Cracolici che stimo,  credo,  che
  l'unica cosa da fare sia che il Governo, la maggioranza di Governo,
  la Confindustria di Governo si mettano insieme,  si chiudano in una
  stanza,  si  chiariscano e poi ci spieghino qual è il percorso  che
  intendono  proporre  a questo Parlamento perché  a  quel  punto  il
  Parlamento sarà libero di esprimersi,
   E  concludo. Credo e non ritorno sulla richiesta di pane fatta  da
  tanti  miei colleghi, che questo mese di agosto, che sarà un agosto
  intenso, debba servire per cominciare a ragionare di cose vere,  di
  cose  serie,  per  il  rilancio e lo sviluppo della  nostra  terra,
  Presidente Crocetta.
   Quello  che  resta  di  quel disegno di legge,  presentato  il  15
  dicembre, con tanta buona volontà dal Governo, è davvero  ben  poca
  cosa o quasi niente e noi, però, tuttavia, scorgiamo una cosa seria
  e vera, una novità.
   Per  quanto riguarda il capitolo della formazione, c'è una  novità
  che  non viene diluita anche questa alla prossima legislatura, come
  è  stato  richiesto, ma che è immediatamente esecutiva,  cioè,  nel
  campo  della  formazione, le incompatibilità  e  le  ineleggibilità
  inizieranno ad operare da subito. Scorgiamo un piccolo spiraglio di
  luce oltre lo spot. A questo ci appelliamo  cercando di credere che
  agosto  porti consiglio ed è per questa ragione che noi, nonostante
  le  argomentazioni assolutamente critiche, voteremo  a  favore  del
  disegno di legge.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare, se  mantiene  la  richiesta,
  l'onorevole Assenza, a condizione che sia un intervento in dissenso
  al suo Presidente di Gruppo parlamentare.
   Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto  di
  intervenire  proprio a seguito della dichiarazione, peraltro  debbo
  riconoscere,   preannunciata   del   mio   presidente   di   Gruppo
  parlamentare, di pur, fra tante critiche, alla fine, concludere per
  l'approvazione di questo disegno di legge.
   Siccome  a me piace essere coerente, dopo aver sostenuto in  Aula,
  nel  corso  di  ben  tre interventi, tutte le incongruenze,  mi  si
  perdoni il termine,  le vere e proprie idiozie  contenute in questo
  disegno  di legge, non sono disposto a farmi complice di un disegno
  di  legge  di  tal  fatta,   confermo  il  mio  voto  assolutamente
  contrario.
   E  debbo dire che sono un po' stupito perché sento tanti colleghi,
  nei  corridoi tutti, in Aula molti, che preannunciano e  dichiarano
  ad alta voce le loro critiche a questo disegno di legge, però, alla
  fine,  dicono che siccome l'intenzione, tra virgolette, era  buona,
  nonostante  tutto  quello che si è scritto, alla  fine,  votiamo  a
  favore  perché altrimenti daremmo l'occasione al buon  Crocetta  di
  appropriarsi in via esclusiva di questo ennesimo spot elettorale.
   Siccome,  questa paura non ce l'ho, come non ho nessuna  paura  di
  dire  urbi  et  orbi quello che penso, ribadisco  la  mia  assoluta
  contrarietà a questo disegno di legge.
   Le   ragioni  sono  più  che  evidenti:  stiamo  introducendo  una
  mostruosità  che  è quella di distinguere i casi di incompatibilità
  da quelli di ineleggibilità.
   Stiamo  introducendo  un'ulteriore mostruosità  che  è  quella  di
  differire l'entrata in vigore della legge per una parte rispetto ad
  un'altra, per non dire poi di quelle vere e proprie sciocchezze che
  provocano  la  decadenza del deputato perché iscritto  a  qualsiasi
  associazione.
   Ribadisco  l'esempio  dell'AVIS:  se  io,  dopo  essere  diventato
  deputato,   ne   divento   socio  non  amministratore,   dirigente,
  presidente, consigliere di amministrazione dell'Avis, decado perché
  l'AVIS riceve un finanziamento dalla Regione.
   In questa corsa a chi la dice più grossa, io non mi iscrivo.
   Confermo pienamente il mio voto contrario e gradirei che vi  fosse
  un  sussulto di dignità da parte dei deputati che non possono -  mi
  rivolgo a lei, Presidente - assistere impunemente ad un Governatore
  della  Regione che dice pubblicamente di avere ricevuto  denunce  a
  carico di alcuni degli iscritti, dei componenti di questa Assemblea
  e, signor Presidente, lei non interviene per dire che il Presidente
  della  Regione  non poteva esternare, così come se  fosse  al  bar,
  argomenti di questo tipo.
   Se  ha notizie riservate in tal senso, onorevole Presidente, ha il
  dovere  di acquisirle e trasmetterle immediatamente alla Presidenza
  dell'Antimafia.
   Se   continuiamo  a  seguire  la  moda  degli  spot,   questa   ci
  danneggiano, non l'approvazione di un disegno farsa come quello che
  vi accingete ad approvare.

   FORMICA. Chiedo di parlare in dissenso al mio Gruppo.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, in precedenza, ha parlato per conto
  del Gruppo. Ora vuole parlare in dissenso con se stesso?

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, parlo a nome del Movimento   Articolo
  4 .  Io  e  l'onorevole  Sudano,  nelle  precedenti  sedute,  siamo
  intervenuti  perché  contrari al primo  disegno  di  legge,  quello
  originario.
   Oggi sono cambiate le cose. Se il Parlamento, se il Governo, nella
  sua  interezza, esprime il bene ed il volere della comunità,  credo
  che  questo  possa  rappresentare un fatto  in  base  al  quale  la
  politica  possa rinascere, un segnale che dobbiamo dare all'esterno
  e deve essere un segnale vero.
   Oggi, abbiamo la consapevolezza che questo stia accadendo.
   Per   il   fatto   che   sono  stati  superati   i   problemi   di
  incostituzionalità, il movimento  Articolo 4   voterà  compatto  il
  disegno di legge.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.  Subito  dopo darò la parola all'onorevole  Formica  sulla
  nuova questione introdotta dal Presidente della Commissione.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  cercherò  di
  essere  sintetico  anche  per la fatica cui  ci  siamo  sottoposti,
  meritoriamente,  in  queste ore e oggi, nonostante  una  dialettica
  forte, appassionata che correttamente deve svolgersi all'interno di
  un  Parlamento. Io credo quindi che possiamo scrivere, al di là del
  merito  delle  leggi di quelle che abbiamo già  approvato  e  della
  legge  che  ci apprestiamo a votare, possiamo scrivere  una  pagina
  bella  della storia di questo Parlamento. Pur nel dissenso, dicevo,
  su posizioni dialetticamente diverse con motivazioni diverse, si va
  costituendo  un  ragionamento e un pensiero all'interno  di  questo
  Parlamento che fa prevalere a prescindere se il voto sia positivo o
  negativo,  l'onestà intellettuale di ognuno. Più volte,  in  questi
  mesi, nel corso di questa XVI Legislatura, ho avuto l'occasione  di
  esprimere  apprezzamento verso i deputati di questo Parlamento.  La
  straordinaria  onestà intellettuale, il valore e  la  capacità  dei
  singoli deputati, possno davvero trasformare questa legislatura  in
  una   legislatura   importante  dove   insieme   possiamo,   signor
  Presidente, scrivere regole diverse, regole nuove, perché la nostra
  Sicilia ne ha bisogno.
   Questa la ragione per cui ogni giorno, ognuno di noi si esprime su
  un  sistema  in  decomposizione. Questo sistema  troppo  vecchio  e
  troppo  pesante,  io  l'ho  definito un  pachiderma  che  si  avvia
  moribondo  verso la morte. Eppure, quando si deve andare  verso  il
  nuovo,  una riforma anche la più piccola delle riforme si ha  quasi
  paura,  ci  si  ferma, si tentenna, paura di scrivere regole  nuove
  temendo di scrivere regole sbagliate, nella consapevolezza  che  di
  regole ce ne sono tante e sono già sbagliate, perché hanno prodotto
  danni consistenti.
   Scrivere   una   norma   in  materia  di   ineleggibilità   e   di
  incompatibilità,  una  norma che comprime diritti  inviolabili  del
  cittadino, diritto dell'elettorato passivo, un esercizio difficile,
  complicato,  è  molto  difficile  e  nessuno  deve  dimenticare  in
  travaglio  di  queste settimane, di questi mesi nel poter  scrivere
  norme,   che   raggiungessero  gli  obiettivi  rimanendo   coerenti
  all'impalcatura costituzionale del nostro Paese.
   Sembra  quasi  in  certi  momenti di  ascoltare,  di  assistere  a
  dibattiti che dimentichino come sia stato difficile scrivere regole
  che   vogliano   raggiungere   obiettivi   alti,   ma   che   siano
  contemporaneamente,  presidente  Forzose,  rispettose  del  dettato
  costituzionale e che siano regole che possano, al di là del voto di
  questa  Aula,  andare poi in Gazzetta Ufficiale e  diventare  norme
  della Regione.
   Allora, io non so esattamente valutare quanti passi avanti abbiamo
  fatto  nella  direzione  di separare gli  interessi  economici  dei
  parlamentari di chi esercita la nobile funzione di parlamentare  da
  interessi  che  possano  turbarne profondamente  la  correttezza  e
  l'equilibrio. Dico non perché come mi esprimevo prima, siamo in  un
  campo  difficile,  sono norme difficili da scrivere,  e  complesse,
  riuscire  a  determinare  un assetto normativo  che  raggiunga  gli
  effetti  sperati  e che sia coerente con l'impianto costituzionale,
  ma certamente oggi ho ascoltato interventi che tendono in ogni caso
  verso   questa  direzione,  sia  da  colleghi  deputati  che  hanno
  annunciato  il  voto favorevole da posizioni di  maggioranza  o  di
  opposizione,  sia  anche da deputati che hanno annunciato  il  voto
  contrario, ho colto una onestà intellettuale che fa onore a  questo
  Parlamento.
   Tuttavia, io credo, spero, auspico che questa sera si sia  formata
  in questo Parlamento la volontà di scrivere comunque una pagina che
  voglia  andare  nella direzione giusta, nella  direzione  di  poter
  cambiare  questo sistema, rispetto al quale rischiamo  di  rimanere
  travolti,  un sistema che rischia di essere ridotto in macerie  nei
  mesi a venire e su cui rimarremmo tutti evidentemente travolti.
   Questa  è  la  ragione per cui io credo bisogna spingere  fino  in
  fondo  per  far  nascere  questo  nuovo  che  sembra  faticoso   da
  costruire. E come spesso si dice il vecchio è già morto, ma  questo
  nuovo non riusciamo ancora a scrivere. Allora siccome il nuovo  non
  si  può scrivere, da una posizione unilaterale, di maggioranza o di
  minoranza  in  questo  caso,  ma  io  sono  fortemente  convinto  e
  consapevole  che una novità rispetto alla prospettiva futura  possa
  venire da una mentalità nuova e costituente che è già in essere  in
  questo parlamento e che, sempre più, deve venir fuori.
   Rammento una frase del nostro grande conterraneo, Pirandello:  «La
  normalità  delle  galline non capirà mai il  volo  disperato  delle
  gru».  Probabilmente,  siamo  in un  contesto  storico  in  cui  il
  pragmatismo,  la  razionalità,  la normalità  delle  galline  e  la
  pacatezza, la serenità, ma anche la rassegnazione delle galline non
  è sufficiente. Occorre tendere a quel volo disperato, probabilmente
  anche, incomprensibile, rispetto agli obiettivi che si prefigge  di
  raggiungere  la  gru,  ma  il  volo disperato  delle  gru,  oggi  è
  richiesto dai siciliani a questo parlamento.
   Approvare questa legge, a prescindere dal merito, io credo sia  un
  gesto  importante che va nella direzione che dicevo  prima  e  che,
  comunque, farebbe onore all'intero Parlamento.

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stato  presentato   dall'onorevole
  Gucciardi,  ai  sensi  dell'articolo 117 del  Regolamento  interno,
  l'emendamento 117.1. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, con riferimento  alla  votazione
  finale  del disegno di legge nn. 51-38 bis - Norme stralciate  I/A,
  ricordo  all'Assemblea che lo stesso, trattando  della  materia  di
  incompatibilità dei deputati regionali, è sottoposto alla  speciale
  procedura  prevista  dallo Statuto della  Regione,  e  precisamente
  dall'articolo 9, comma 3, il quale prevede che il disegno di  legge
  debba  essere approvato a maggioranza assoluta dei suoi componenti,
  ovverossia con il voto favorevole di almeno 46 deputati regionali.
   Ricordo,  infine,  che, ai sensi del successivo  articolo  17  bis
  dello Statuto medesimo, la legge può essere sottoposta a referendum
  regionale, con le speciali modalità di promulgazione previste dalla
  legge.
     Dopo la votazione finale di questo disegno di legge continueremo
  i  nostri  lavori perché sono state sollevate alcune questioni  dal
  Presidente della I commissione, richiamate dall'onorevole Formica.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Votazione finale del disegno di legge «Norme in materia di
   ineleggibilità dei deputati regionali e di incompatibilità con la
       carica di deputato regionale e di componente della Giunta
              regionale» (51-38 bis norme stralciate 1/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa alla votazione finale per scrutinio  palese
  nominale  del  disegno di legge «Norme in materia di ineleggibilità
  dei  deputati  regionali  e di incompatibilità  con  la  carica  di
  deputato  regionale e di componente della Giunta regionale»  (51-38
  bis norme stralciate 1/A).
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

        Presenti    63
        Votanti     63
        Maggioranza  46
        Voti favorevoli  55
        Voti contrari    3
        Astenuti                  5

                         (L'Assemblea approva)

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA, presidente della Regione. Onorevoli colleghi, intervengo
  per   esprimere  un  sincero  ringraziamento  a  tutti   i   gruppi
  parlamentari  che  hanno contribuito anche al  miglioramento  della
  legge e, debbo dire, per questo atto veramente serio di dialogo.
   Credo che la legge vada migliorata e da questo punto di vista  c'è
  tutto l'impegno del Parlamento per discutere insieme e per proporre
  insieme  a  voi  entro  fine anno miglioramenti  significativi  che
  possano   rispondere  alle  questioni  che  sono  state   sollevate
  dall'Aula. Grazie a tutti.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   FORMICA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, ci sono due questioni che  sottopongo
  alla  sua  attenzione: una prima questione è quella  relativa  alla
  convocazione  da  parte di dieci componenti  su  quindici  della  I
  Commissione, per pronunciarsi sulle nomine. E ritengo  che  sia  un
  obbligo  per  questo Parlamento far sì che questa auto-convocazione
  si  possa  svolgere  oggi subito dopo l'Aula.  Dieci  su  quindici,
  signor Presidente.
   In  secondo  luogo,  io da parlamentare - e  avrei  preferito  che
  l'avesse fatto lei, Presidente - non posso accettare che in  questo
  Parlamento  il  Presidente del Governo possa attaccare  in  maniera
  subdola  un  parlamentare come l'onorevole  Cancelleri,  senza  che
  nessuno  prenda  le sue difese. Perché quando si  dice  che  poteva
  essere si  poteva  dire che era colluso e non si  è  detto,  questo
  Parlamento  poteva  dire pure che si era detto  che  il  Presidente
  della Regione era colluso con la mafia di Gela.
   Noi  non  possiamo  che  questo Parlamento,  supinamente,  accetti
  allusioni    Come  quella  a  cui  faceva  riferimento  l'onorevole
  Assenza,   e  cioè  di  dire  che  sono  arrivate  denunce   contro
  parlamentari di questa Regione.
   Pertanto,  la  prego, signor Presidente, di fare in  modo  che  le
  prerogative di questo Parlamento siano rispettate. E vorrei che  si
  cominciasse dalla I Commissione, dove c'è un'auto-convocazione  con
  dieci firme.

   PRESIDENTE.  Onorevole Formica, essendoci un'autoconvocazione,  mi
  sembra più che evidente che si applica il Regolamento interno e  il
  Presidente della Commissione si deve attivare di conseguenza.
   Peraltro,  ribadisco che le Commissioni continuano a  lavorare,  a
  maggior  ragione la I Commissione che deve esprimere un  importante
  parere.
   Onorevoli  colleghi, l'Aula è rinviata a mercoledì,  18  settembre
  2013, alle ore 16.00 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   I  -COMUNICAZIONI

  II  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 59  -  Interventi urgenti per la modifica  dell'attuale
              Piano di gestione dei rifiuti e per la riduzione  dei
              rifiuti indifferenziati in Sicilia.

         (11 marzo 2013)

                                          FOTI-CANCELLERI-CAPPELLO-
                                           CIACCIO-CIANCIO-FERRERI-
                                      LA ROCCA-ZITO- MANGIACAVALLO-
                                         PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-
                                                 VENTURINO-ZAFARANA

   III  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 65  -  Iniziative  finalizzate alla  dismissione  e  al
              recupero  dei borghi rurali appartenenti  al  demanio
              regionale.

         (15 marzo 2013)

                                         MUSUMECI-FORMICA-CURRENTI-
                                                 IOPPOLO-RUGGIRELLO

   IV  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 101  - Rimodulazione e nuova assegnazione dei fondi  di
              spesa  comunitaria  dell'ASSE  3  del  P.O.  F.E.S.R.
              Sicilia   2007  -  2013  per  evitare  il  disimpegno
              automatico   delle   somme  e  migliorare   l'offerta
              turistica in Sicilia.

      (15 aprile 2013)
                                CIMINO - GRASSO - LANTIERI - GIANNI

   V  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
      N.  105  -  Iniziative  per  il  rilancio  dell'autodromo  di
  Pergusa (EN).

   (26 aprile 2013)
                            MUSUMECI - LANTIERI - FORMICA - IOPPOLO

   VI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

       N. 43 - Pagamento differenziato delle somme dovute per costi
             del personale e spese di gestione agli enti gestori di
             attività   formative   e   sportelli   multifunzionali
             convenzionati con la Regione siciliana.

      (12 febbraio 2013)

              CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI -
             FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
                             TRIZZINO - VENTURINO - ZAFARANA - ZITO

   VII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

       N.  64  - Soppressione dell'ente Porto di Messina e rilancio
       della  Zona Falcata'.

      (14 marzo 2013)
                                PANARELLO-LACCOTO-GRECO M.-MARZIANO

   VIII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

       N.  93 - Interventi a sostegno delle piccole e medie imprese
       siciliane  titolari di emittenti televisive locali,  per  il
       rafforzamento tecnologico-organizzativo e la transizione  al
       sistema digitale terrestre.

      (10 aprile 2013)
                               GRASSO - CIMINO - FIRETTO - LANTIERI

   IX  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
       N. 110 - Interventi a tutela del cantiere navale di Palermo.

      (11 marzo 2013)
                                          FOTI-CANCELLERI-CAPPELLO-
                                           CIACCIO-CIANCIO-FERRERI-
                                      LA ROCCA-ZITO- MANGIACAVALLO-
                                         PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-
                                                 VENTURINO-ZAFARANA

   X  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

       N. 123  -  Ripristino  nel  bilancio regionale  del  gettito
             derivante   dalle   operazioni   effettuate   in   via
             telematica dalle imprese di revisione riconosciute  ed
             autorizzate  ad  operare,  nel  territorio  siciliano,
             dalla competente amministrazione regionale.

      (28 maggio 2013)
                             GRASSO - LANTIERI - FIRETTO - FIGUCCIA

   XI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

       N. 127  -  Stabilizzazione dei rapporti di  lavoro  a  tempo
             determinato.

      (30 maggio 2013)
                           MAGGIO - GUCCIARDI - CIRONE - MILAZZO A.

   XII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

       N. 132  - Revoca del decreto del Presidente della Regione n.
             509/Gab  del  3  aprile 2013 relativo all'aumento  dei
             canoni demaniali.
      (14 giugno 2013)
                    CANCELLERI-ZAFARANA-MANGIACAVALLO-CAPPELLO-ZITO
                    -CIACCIO-SIRAGUSA-TANCREDI-CIANCIO-FOTI-FERRERI
                                         -PALMERI-LA ROCCA-TRIZZINO

   XIII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

       N. 140  - Iniziative atte a modificare l'art. 13 del decreto
             legislativo  n. 205 del 2010 in materia di trattamento
             di   materiali  agricoli  o  forestali  naturali   non
             pericolosi.

      (3 luglio 2013)
                             GERMANA' - D'ASERO - FONTANA - ASSENZA

                   La seduta è tolta alle ore 17.45

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO  DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE  NN.  529-521-525-73-393-448/A  -     MODIFICHE
  ALL'ARTICOLO  128 DELLA LEGGE REGIONALE 12 MAGGIO 2010,  N.  11  E
  SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI ED INIZIATIVE IN FAVORE DEGLI
  ENTI TEATRALI E DELLE PROVINCIE REGIONALI

     All'articolo 1

      Emendamento 1.4

   Il comma 8 ter è sostituito dal seguente:

    8  ter.  Entro sette giorni dalla pubblicazione della  presente
  la  Giunta  regionale provvede ad approvare lo schema  di  avviso
  generale  di selezione e provvede ad individuare la struttura  di
  massima  dimensione che provvede alla pubblicazione dello stesso.
  Tale  avviso  deve contenere le modalità attuative contenute  nel
  presente articolo e indicare i dipartimenti regionali che  devono
  pubblicare  eventuali avvisi speciali di settore  previsti  dalla
  vigente legislazione regionale. Ai dipartimenti competenti devono
  pervenire,  entro  30 giorni dalla pubblicazione  dell'avviso,  i
  documenti  previsti dal presente articolo debitamente  redatti  e
  sottoscritti dal legale rappresentante degli enti .

    Emendamento 1.5

   Al comma 1 dell'articolo 1 le parole  Nell'ambito degli  sono
   sostituite dalle parole  Oltre agli .

   AI SENSI DELL'ARTICOLO 117 DEL REGOLAMENTO INTERNO

   Emendamento 117.1

   All'emendamento  1.4  al  comma 8 ter  le  parole   entro  sette
  giorni dalla pubblicazione della presente  sono soppresse.

   Dopo il comma 4 dell'articolo 1 inserire il seguente comma:
    4  bis.  La Giunta regionale adotta gli atti di cui al comma  8
  ter dell'articolo 128 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11
  e  successive modifiche ed integrazioni, entro sette giorni dalla
  pubblicazione della presente legge .

  DISEGNO DI LEGGE NN. 51-38 BIS/A - NORME STRALCIATE I/A.  NORME IN
  MATERIA   DI   INELEGGIBILITà  DEI   DEPUTATI   REGIONALI   E   DI
  INCOMPATIBILITà  CON  LA  CARICA  DI  DEPUTATO  REGIONALE   E   DI
  COMPONENTE DELLA GIUNTA REGIONALE.  - NORME STRALCIATE I

   AI SENSI DELL'ARTICOLO 117 DEL REGOLAMENTO INTERNO

  EMENDAMENTO 117.1.

  All'articolo 1 le parole:  d) dopo la lettera g) sono  aggiunte  le
  seguenti:   sono  sostituite  dalle parole   2.  Dopo  il  comma  1
  dell'articolo 10 della legge regionale n. 29/1951, sono inseriti  i
  seguenti: (1 bis e 1 ter);

   all'articolo 3 (norme transitorie e finali) le parole  di cui alla
  lettera  g  ter)  del  comma  1  del  medesimo  articolo  1.   Sono
  sostituite  dalle  parole  di cui al comma 1 ter  dell'articolo  10
  della  legge  regionale n. 29/1951, introdotto  dal  comma  2,  del
  medesimo articolo 1. .