Presidenza del Presidente Ardizzone
LANTIERI, segretario, dà lettura dei processi verbali delle sedute
nn. 68 e 69 dell'8-9 agosto 2013 che, non sorgendo osservazioni, si
intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo altresì che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Ferrandelli, Panepinto,
Rinaldi, Cascio Salvatore, La Rocca, Trizzino, Dipasquale,
Coltraro, Cimino, D'Agostino, Mangiacavallo e Zafarana.
sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegno di legge e contestuale invio
alla competente Commissione
PRESIDENTE. Comunico il disegno di legge presentato e inviato alla
Commissione BILANCIO (II):
- Modifiche all'articolo 128 della legge regionale 12 maggio 2010,
n. 11 e successive modifiche e integrazioni ed iniziative in favore
degli enti teatrali e delle province regionali. (n. 529)
di iniziativa governativa, presentato il 7 agosto 2013 e inviato
il 7 agosto 2013.
Comunicazione di nomina di Vicepresidente di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Informo che, con nota pervenuta il 7 agosto 2013 e
protocollata al n. 9460/AULAPG dell'8 agosto successivo,
l'onorevole Picciolo, Presidente del Gruppo parlamentare
Democratici riformisti per la Sicilia, ha comunicato che
l'onorevole Savona è stato nominato Vicepresidente del suddetto
Gruppo.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge «Modifiche
all'articolo 128 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e
successive modifiche ed integrazioni ed iniziative in favore degli
enti teatrali e delle province regionali» (529-521-525-73-393-
448/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge «Modifiche all'articolo 128
della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche
ed integrazioni ed iniziative in favore degli enti teatrali e delle
province regionali» (529-521-525-73-393-448/A).
Invito i componenti la II Commissione, «Bilancio», a prendere
posto nel relativo banco.
Ricordo che la discussione generale si era già svolta e si era
passati all'esame dell'articolato. Era stato fissato il termine per
la presentazione degli emendamenti a venerdì 9 agosto 2013, alle
ore 12.00.
Onorevoli colleghi, gli assistenti parlamentari stanno
distribuendo il fascicolo degli emendamenti ritenuti ammissibili.
E' chiaro che considerato che oggi è il 12 agosto, e tutti noi
abbiamo voglia di approvare la legge in tempi civili, comunque non
di notte, e così come prevede il Regolamento interno i Parlamentari
possono parlare per non più di cinque minuti, una sola volta su
ogni singolo articolo. Ricordo che il disegno di legge è composto
di tre articoli e non è obbligatorio intervenire, è chiaro che poi
ci possono essere le dichiarazioni di voto.
Ripeto: è composto di tre articoli; nell'ordine abbiamo le
modifiche all'articolo 12 e poi le dichiarazioni di voto, mentre
sul disegno di legge antiparentopoli' abbiamo solo le
dichiarazioni di voto.
CORDARO. Signor Presidente, le dichiarazioni di voto le fanno i
Capigruppo.
PRESIDENTE. Infatti, questo sta al buon senso di tutti noi.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Contributi in favore di enti
1. Il comma 2 dell'articolo 128 della legge regionale 12 maggio
2010, n. 11 e successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal
seguente:
2. Nell'ambito degli enti di cui al comma 1, i soggetti già
destinatari di precedenti espresse norme regionali di
riconoscimento di specifici contributi, ove presentino istanza e
abbiano i requisiti per l'accesso ai contributi di cui al presente
articolo, possono essere prioritariamente beneficiari di un
sostegno economico, nei limiti delle disponibilità finanziarie
previste nel bilancio della Regione. .
2. Dopo il comma 3 dell'articolo 128 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11 e successive modifiche ed integrazioni è
inserito il seguente:
3 bis. Ai fini del riconoscimento, dell'attribuzione e
dell'erogazione del contributo gli enti presentano:
a) una relazione dettagliata relativa alla struttura dell'ente, al
numero del personale occupato, ai curricula degli operatori e di
tutto il personale nonché dei singoli componenti degli organi di
amministrazione e un elenco dettagliato delle spese di gestione del
triennio precedente;
b) l'elenco di tutte le entrate e finanziamenti a qualsiasi titolo
ottenuti dall'ente, specificando dettagliatamente sia nel
preventivo che nel consuntivo la finalizzazione del contributo
regionale ed, in particolare, gli eventuali altri contributi
provenienti da altri enti erogatori. E', altresì, specificata la
denominazione degli altri soggetti erogatori e l'entità degli
importi ricevuti;
c) il bilancio degli ultimi tre anni;
d) una relazione analitica dell'attività per la quale è richiesto
il finanziamento, che consenta il giudizio analitico della
congruità della spesa;
e) una dichiarazione di inesistenza di incompatibilità o conflitto
di interesse secondo la normativa vigente. .
3. Al comma 4 dell'articolo 128 della legge regionale 12 maggio
2010, n. 11 e successive modifiche ed integrazioni le parole
all'allegato 1 della sono sostituite dalla seguente alla .
4. Dopo il comma 8 dell'articolo 128 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11 e successive modifiche ed integrazioni sono
inseriti i seguenti commi:
8 bis. Per le finalità del presente articolo è istituito nel
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2013,
dipartimento regionale del bilancio e del tesoro - Ragioneria
generale della Regione un apposito fondo destinato al finanziamento
di contributi in favore di soggetti beneficiari di un sostegno
economico, con una dotazione complessiva di 6.500 migliaia di euro,
da ripartire con decreto dell'Assessore regionale per l'economia,
previa delibera della Giunta di Governo, ai dipartimenti competenti
per materia. I contributi sono attribuiti ed erogati sulla base
della disponibilità finanziaria iscritta nel bilancio della
Regione, della congruità della spesa e della validità sociale e
culturale della stessa, sottoposta alle valutazioni da effettuarsi
a cura di commissioni nominate da parte degli Assessori dei
dipartimenti competenti (Beni culturali e identità siciliana;
Famiglia, politiche sociali e lavoro; Infrastrutture e mobilità;
Istruzione e formazione professionale; Risorse agricole e
alimentari; Salute; Turismo, sport e spettacolo). L'erogazione del
contributo è subordinata all'acquisizione dell'informativa
antimafia secondo le disposizioni di legge vigenti.
8 ter. Entro sette giorni dalla data di pubblicazione della
presente legge, i dipartimenti erogatori dei contributi previsti
dal presente articolo emanano un apposito avviso di selezione. Tale
avviso deve contenere le modalità attuative del presente articolo.
Ai dipartimenti competenti devono pervenire, entro 30 giorni dalla
pubblicazione dell'avviso, i documenti previsti del presente
articolo, debitamente redatti e sottoscritti dal legale
rappresentante degli enti di cui al comma 1.
8 quater. Per l'anno 2013, in considerazione della funzione
strumentale che svolgono alcuni enti dell'area del disagio sociale
e della disabilità, le relative istanze devono essere presentate
entro quindici giorni dall'avviso e le istruttorie di concessione
di contributi sono definite entro il termine di quindici giorni
dalla presentazione delle stesse.
8 quinquies. E' fatto obbligo alla Giunta di Governo di pubblicare
sul sito ufficiale della Regione siciliana la graduatoria degli
enti beneficiari dei contributi, con il relativo importo, il giorno
successivo all'approvazione del decreto. .
5. Per le finalità del presente articolo è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2013, la spesa complessiva di 6.500
migliaia di euro, cui si provvede con parte delle disponibilità
dell'UPB 4.2.1.5.2, capitolo 215704, accantonamento 1001 del
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario medesimo».
E' stato distribuito il fascicolo del testo e degli emendamenti
ritenuti ammissibili.
Onorevoli colleghi, il Governo ha presentato un emendamento di
riscrittura dell'art. 8 ter che, obiettivamente, è un fatto
tecnico. Ne do lettura: entro 7 giorni dalla pubblicazione della
presente, la Giunta Regionale provvede ad approvare lo schema di
avviso generale di selezione sostanzialmente, non era prevista
nella prima stesura dell'articolo che riportava entro 7 giorni i
Dipartimenti . Adesso si individua la Giunta secondo una procedura
abbastanza rigida per la pubblicazione dell'avviso di selezione.
Pongo in votazione, pertanto, l'emendamento 1.4, presentato dal
Governo.
FALCONE. Signor Presidente, non sono in possesso dell'emendamento
1.4.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, l'avevo detto prima, segua i
lavori, se lo legga, è un semplice emendamento di riscrittura
presentato dal Governo. Nella stesura iniziale era previsto che
fossero i Dipartimenti a pubblicare l'avviso, mentre, con questo
emendamento di riscrittura è la Giunta ad avviare la procedura e
non possono i Dipartimenti. Non credo che ci sia nulla da
disquisire.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Fontana e Cascio Francesco
sono in congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
«Modifiche all'articolo 128 della legge regionale 12 maggio 2010,
n. 11 e successive modifiche ed integrazioni ed iniziative in
favore degli enti teatrali e delle province regionali. (529-521-
525-73-393-448/A)
FALCONE. Si può intervenire sulla discussione generale?
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, la discussione generale l'abbiamo
conclusa la volta precedente, lei ricorderà male. Abbiamo detto:
chiudiamo la discussione generale e passiamo all'articolato. Avrà
la possibilità di parlare, non si preoccupi.
Pongo in votazione l'emendamento 1.4.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, abbiamo iniziato puntualmente alle ore 12.00 e
abbiamo detto agli assistenti parlamentari di distribuire il testo.
Se ogni parlamentare arriva con ritardo ai lavori non è
responsabilità di questa Presidenza.
Si passa all'emendamento 1.1 a firma degli onorevoli Falcone,
Pogliese, Vinciullo e Assenza, dichiarato ammissibile.
Ribadisco: per ogni articolo, comprensivo della discussione degli
emendamenti, si può parlare per non più di cinque minuti.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Le raccomando di contenere il suo
intervento nei cinque minuti.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non travalicheremo
il tempo molto ristretto che ci viene assegnato, anche se la
Presidenza avrebbe dovuto richiamare il Governo quando ci ha fatto
attendere ben otto ore in Commissione Bilancio, prima di far
pervenire questo testo.
Vorrei, innanzitutto, fare un momento di riflessione e ricordare
come siamo oggi pervenuti a questo testo. Era il 2 agosto e non
avevamo fatto ancora alcunché per quanto riguarda la ex Tabella H e
soprattutto gli enti e le realtà in situazioni che affrontano un
disagio sociale o che attenzionano la disabilità sensoriale. A
seguito di una protesta formale dell'Unione Italiana Ciechi e
dell'Ente Nazionale Sordi, i cui rappresentanti sono venuti in
Commissione Bilancio e sono stati auditi, in Conferenza dei
Capigruppo si è deciso, in un primo tempo, di fare una norma che
desse spazio e attenzione soltanto alla disabilità sensoriale, e
successivamente l'abbiamo allargata al disagio sociale. Aspettavamo
il disegno di legge ad impulso governativo per martedì scorso,
disegno di legge che non era arrivato, ed avevamo allora chiesto -
anche io personalmente - che venissero rispettati gli impegni da
parte del Governo, e quindi del Parlamento, decisi in Conferenza di
Capigruppo. Abbiamo chiesto o che il Governo forniva un testo di
legge, oppure che dovevamo essere noi a poter proporre dei testi
già presenti.
Venerdì scorso, il Governo ci ha fatto aspettare ben otto ore in
Commissione Bilancio, ed alla fine non ha disciplinato soltanto
quello che aveva deciso la Conferenza dei Capigruppo, ma ha
predisposto un testo che consentirà - ove passasse, e penso che
alla fine passerà, perché questa forse è la volontà della
maggioranza - di allargare, non soltanto alla Tabella H, ma anche a
quelle associazioni che non erano in Tabella H, nella legge 11 del
2010, specificatamente all'articolo 128, ma anche quelli che vi
erano in precedenza, creando quindi di fatto una situazione
anomala.
Così quegli enti che operano realmente verranno penalizzati, e a
quegli enti che invece non operavano più si potrà dire che gli si
darà qualcosa, seppure una minima cosa, di fatto mortificando
quella che era la volontà del Parlamento di attenzionare
innanzitutto l'Unione Italiana Ciechi e l'Ente dei Sordomuti e
assieme a loro l'Associazione Helen Keller e la stamperia Braille.
Vorrei ricordare che il mio emendamento, firmato da tutto il
Gruppo del Pdl, stabilisce all'interno della nuova programmazione
che ha dato il disegno di legge ad impulso governativo, di fare
salve invece le condizioni per quanto riguarda l'Unione Italiana
Ciechi, l'Helen Keller, la Stamperia Braille e l'Ente Sordomuti, se
non altro perché questi enti sono disciplinati con una norma nel
2001, in virtù della quale si prevedeva che ben dieci lavoratori
che facevano parte dei centri di servizio culturali per i non
vedenti di Palermo, Messina e Catania, venivano assegnati
all'Unione Italiana Ciechi, sede regionale. Nel 2001 è stato fatto
un trasferimento di fondi ma anche di personale ed oggi, se questo
emendamento non passasse, con appena sei milioni e mezzo di euro a
settembre a queste realtà non potremo garantire nulla, non potremo
garantire se non delle briciole, 500 mila euro, 700 mila euro, non
so quanto, senza poter fronteggiare nemmeno i servizi primari del
personale che trasferimmo dodici anni fa, senza poter fornire i
libri di testo a quei poveri bambini che hanno il diritto
sacrosanto all'istruzione e che, in assenza di questo emendamento,
non potrebbe essere loro più garantito.
E' vero che da parte di questa maggioranza oggi c'è la volontà di
dire che è tutto mafioso , è tutto illegalità ed è tutto
anomalo . Però, dico ci sono anche dei servizi essenziali, quali
quelli della disabilità sensoriale che vanno garantiti con un
articolo, con un comma a parte, all'interno di una procedura di
evidenza pubblica che noi vogliamo rispettare, dando al Governo poi
la massima titolarità e la massima discrezionalità, all'insegna e
all'interno delle regole.
Chiedo al Parlamento un impegno su questo emendamento che
garantisce i ciechi e i sordomuti. Possiamo, magari, stralciare il
secondo comma che parla di cifre, ma il primo comma, a mio avviso,
diventa, con il secondo senza cifre, di straordinaria e di
strategica importanza per dare un punto di partenza nella garanzia
di quelle disabilità sensoriali che oggi prestano un servizio di
tipizzazione, esclusività e strumentalità nei confronti della
Regione, a favore di una categoria veramente disagiata, disabile
che, mai come oggi, si trova in una posizione di grande difficoltà,
di crocifissione, potremmo dire.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole D'Asero
ha chiesto di apporre la firma all'emendamento 1.1/1.2.
L'Assemblea ne prende atto.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Presidente della Regione.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, comprendo molto bene le ragioni umane, sociali e
politiche che sovrintendono alla presentazione di questo
emendamento. Ho, però, il dovere di fare osservare che, nel
legiferare, noi non possiamo solo sentire le ragioni del cuore, ma
dobbiamo anche sentire, in qualche modo, le ragioni della
ragione , che sovrintendono alla formalità degli atti e la loro
stessa legittimità.
Durante la fase della finanziaria, con l'approvazione della
finanziaria, il Commissario dello Stato, ha eccepito che qualsiasi
spesa, per essere approvata dall'Assemblea, deve avere una
valutazione di congruità, e il comma 8 sexies dell'emendamento 1.1
non ha alcuna valutazione di congruità da parte di alcun Ufficio.
Viene stabilito, così, intuitu personae, sulla base anche di
interlocuzione con gli enti specifici.
Voglio ricordare che si può essere anche portatori di interessi
legittimi, di interessi particolarmente privilegiati dal sistema
legislativo, però, il fatto di essere portatori di interventi
particolarmente privilegiati non sottrae alcuno alla verifica dei
bilanci, alla valutazione di congruità. Non è che i sordomuti ed i
ciechi, poiché in questa condizione, possono sottrarsi alle norme
che regolano la redazione del bilancio, il ché significa
controllare i bilanci, verificare la spesa, che sono le leggi che
regolano la materia.
Questa norma, in qualche modo, introduce una mini tabella H per
alcune categorie specifiche, perché cosa diversa sarebbe stata se
gli assessorati competenti, sulla base di una istruttoria che
faceva la verifica dei bilanci, facevano il piano di spesa,
verificavano i bisogni, proponevano queste voci all'interno del
bilancio, ponendo anche lì dubbi sul percorso extra legis che si
propone.
Ho seguito molto attentamente le valutazioni, e non è vero che
questi enti sono enti strumentali della regione. L'assunto su cui
si è basata la considerazione che abbiamo fatto, sia in Commissione
Bilancio sia nella discussione che è avvenuta con più parlamentari
- l'ho verificata stamani con il Commissario dello Stato - è che
non c'è nessuna legge che li classifica come enti strumentali della
Regione. Non vale dire che siccome ci sono alcuni sindaci revisori
che sono nominati dalla Regione, questo li qualifica come enti
strumentali, perché abbiamo tanti enti che hanno nominati i Sindaci
revisori da parte della Regione e così non è, perché se fossero
enti strumentali, dovrebbero essere sottoposti alla disciplina
legislativa prevista per gli enti pubblici, cioè dovrebbero fare
tutte le gare ad evidenza pubblica, dovrebbero chiedere
l'informativa antimafia per certi importi, e non mi pare che il
bilancio di questi enti sia sottoposto a queste restrizioni.
Quindi, in atto sono soltanto enti come tutti gli altri previsti
dall'articolo 128, che hanno una tutela speciale perché hanno un
riconoscimento di legge. Il Governo e la Commissione Bilancio, nel
fare l'emendamento che dà loro una priorità sulle priorità, ha
tenuto conto della particolare peculiarità, della loro situazione
sociale e gli scopi che hanno. Credo che bisognerà fare un lavoro
per trasformarli come enti strumentali, posto che gli stessi
aderiscano in futuro a questo percorso, perché non è detto che poi
queste associazioni e questi enti siano disponibili a passare ad
essere definiti per legge come enti strumentali, con tutte le
prescrizioni di legge che sono previsti per tali enti.
Allora, ritengo che il comma 8 sexies sia completamente
illegittimo, e si presterebbe ad una impugnativa del Commissario
dello Stato, creerebbe una mini tabella H e finirebbe persino per
rendere vano quel tentativo che il Governo e il Parlamento vogliono
fare, di dare un percorso privilegiato.
Questa per noi è una grande indicazione politica, però non può
essere più che una indicazione politica che viene dall'Aula, ma
pensare che possiamo dare parere favorevole ad un inserimento ai
capitoli di spesa specifici, laddove non si è valutata la congruità
della spesa, credo che sia impossibile.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che hanno chiesto di
apporre la firma all'emendamento 1.1/1.2 gli onorevoli Lombardo, Di
Mauro, Figuccia e Alongi.
L'Assemblea ne prende atto.
CORDARO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
assessore, onorevoli colleghi, io interverrò una volta sola e
quindi parlerò per qualche minuto in più e, nel corpus del mio
intervento, ci sarà anche la dichiarazione di voto del Gruppo
parlamentare che rappresento.
Signor Presidente, io sono contrario a tutti gli emendamenti che
portano nomi e cognomi. Lo dico subito e con chiarezza perché la
mia linea non si sposta di un centimetro rispetto al ragionamento
fatto la notte dell'approvazione della finanziaria.
Sotto il profilo concettuale del principio, sono del parere che il
Governo debba assumersi la responsabilità di finanziare gli enti
meritevoli dell'ex Tabella H . Io resto del parere che il Governo
debba finanziare, in maniera seria, gli enti, le fondazioni, le
associazioni, che hanno una norma istitutiva; il Governo valuti poi
se finanziare le attività serie anche di quegli enti che, pur
avendo una norma istitutiva, hanno personalità giuridica
riconosciuta. Dopo di che il nostro non può che essere, e che deve
essere, così come è stato sostenuto la notte della finanziaria, un
ruolo di controllo su un tema che è tutto di responsabilità
dell'Esecutivo.
Signor Presidente, torno a chiedere a lei e agli Uffici che fine
ha fatto l'emendamento dell'onorevole Di Mauro, che riguardava i
principi e la necessità, più che l'opportunità, che le scelte del
Governo passassero, quanto meno, ad un vaglio critico della
Commissione Bilancio , ferma restando la scelta in capo al Governo
stesso. Io sarei dell'idea che, per restituire centralità nel
controllo all'Assemblea regionale siciliana, questo emendamento
dovrebbe essere ripreso e sottoposto all'esame dell'Aula. Ma
l'iniziativa deve essere di esclusiva pertinenza del Governo che
deve assumersi queste responsabilità con i suoi pro e i suoi
contro
Io non posso decidere se i medullolesi valgano più dei ciechi, o
se il Centro Pio la Torre sia meglio del Centro Gramsci o del
Centro Sturzo o dell'Istituto Medievale degli Studi Mediterranei
Io non sono stato eletto con questo compito, questo è un compito
del Governo Io faccio l'opposizione e quindi, sia chiaro, senza
nulla aver da contestare all'intervento dell'onorevole Falcone e a
tutti i colleghi che hanno apposto la firma all'emendamento
precedente, noi voteremo contro tutti i più e tutti i meno ,
contro tutti i più cento e contro tutti i meno centro , contro
tutte le voci in aggiunta e tutte le voci tolte, perché per noi il
principio vale più dell'ammiccamento e più della gratitudine, che
per altro è sempre il sentimento della vigilia di qualcuno
all'uscita da quest'Aula.
Per noi tutti coloro che soffrono hanno pari dignità, chi si
occupa di malati terminali, come la Samo e la Samot, non può essere
escluso a vantaggio anche dei più virtuosi, quindi noi voteremo
contro tutti gli emendamenti in tal senso e voteremo favorevolmente
a questa legge.
Signor Presidente, ripeto, sempre al fine di fare una buona legge
e solo a questo esclusivo fine, le chiedo di valutare l'opportunità
di riprendere l'emendamento presentato dall'onorevole Di Mauro
perché darebbe un senso ad un principio tra chi è Governo, e deve
avere l'iniziativa politica, e chi è Parlamento e deve svolgere le
funzioni di controllo.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, lei pone un problema che con gli
Uffici abbiamo esaminato. Gli emendamenti non presentati in
Commissione non sarebbero ripresentabili in Aula. Devo però dire,
obiettivamente, che abbiamo avuto tutta una procedura a marce
forzate, per cui mi rendo conto, anche perché quello dell'onorevole
Di Mauro è un emendamento connesso. Ho già detto agli Uffici di
fare una ulteriore valutazione, ma non che rappresenti
un'eccezione, poi nel merito possiamo pure disquisire.
Personalmente avrei le mie perplessità sull'emendamento in
questione, perché non ci sarebbe la netta separazione fra
Parlamento e Governo, però entriamo nel merito, ed è una
valutazione mia di carattere personale che non deve incidere
sull'ammissibilità.
Ripeto, ho già detto agli Uffici, nelle more di questa
discussione, di fare una considerazione sugli emendamenti che sono
stati presentati, e quindi non sto, a priori, escludendo nulla.
Chiaramente gli emendamenti che comportano maggiori spese non
saranno ritenuti ammissibili.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
rappresentare quello che è successo in Commissione Bilancio.
La Commissione era convocata per le ore 10.30, ed il Governo era
assente perché stava lavorando per mettere insieme un disegno di
legge adeguato per quello che era l'obiettivo da raggiungere. Il
Presidente della Commissione ha quindi aggiornato i lavori alle ore
12.30 ed anche a quell'ora il Governo era assente, sempre perché
era in corso una ulteriore definizione; i lavori sono stati
aggiornati quindi alle 15.00 e, di fatto, abbiamo iniziato poi alle
19.30. Il tutto si è svolto, quindi, con una procedura anomala, una
procedura che aveva da un lato l'urgenza posta in essere da diversi
enti che sollecitano attenzione verso quelle che sono le loro
esigenze e dall'altra il Governo che si sforzava di trovare le
risorse per definire un percorso consono a dare alcune risposte.
Alle 19.32 è iniziata la discussione ed io avevo chiesto le 24
ore, così come prevede il Regolamento per esaminare il disegno di
legge, ma il Presidente della Commissione mi ha invito a non
insistere sulla mia richiesta perché avrebbe fatto saltare tutto,
tenuto conto che tutti quanti pensavamo che la sera stessa il
disegno di legge poteva essere discusso ed approvato in Aula nel
giro di un quarto d'ora.
Così non è stato Non voglio essere colui che recita il mea culpa
per non essere stato intransigente, e per essere stata una persona
che, pur appartenendo all'opposizione, comprendendo le ragioni di
chi sollecitava un intervento legislativo ed anche le difficoltà
del Governo di approntare una iniziativa meritevole
dell'attenzione, ma non vorrei essere tra coloro i quali abbiano a
pentirsene ed essere poi nel futuro intransigente nei confronti del
Governo e della Seconda Commissione di chiedere sempre le 24 ore
previste dal Regolamento.
Questa è l'occasione tipica di buon senso per cui il Presidente
della Regione potrebbe far suo questo emendamento o il Presidente
dell'Assemblea potrebbe costituire un'eccezione che non è una
regola, e permettere al Parlamento di esaminarlo, perché possa
essere una legittima nostra aspirazione confrontarci su un modello
di spesa ed un modello di accertamento di quelli che sono, me lo
lasci dire, non solo gli enti che hanno necessità e obiettivamente
riscontro di ottenere questi provvedimenti di natura economica, ma
coinvolgere il Parlamento su una iniziativa che per tanti anni è
stata assegnata solo al Parlamento.
Allora, l'idea nostra è di mettere assieme il ruolo del Parlamento
ed il ruolo del Governo per arrivare ad una sintesi che possa
essere la più alta possibile.
In questo senso credo che il ragionamento che noi stiamo facendo
come opposizione è un po' un ragionamento di natura regolare, un
ragionamento di chi immagina che ci possa essere da parte del
Governo un'attenzione in questa direzione.
Ricordo che l'emendamento è l'1.3.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, preannuncio a lei ed all'Aula che
l'emendamento 1.3 è dichiarato ammissibile da questa Presidenza e
verrà trattato successivamente.
Personalmente sono contrario perché dobbiamo mantenere separati il
ruolo del Governo e quello dell'attività legislativa, però è giusto
che si pronunci l'Aula.
Si riprende l'esame dell'emendamento 1.1/1.2.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, più che soffermarmi
sull'emendamento 1.1/1.2, vorrei soffermarmi su tutto l'iter che
sta portando oggi all'approvazione di questo disegno di legge, che
prevede l'erogazione di contributi ad enti diversi.
Mi spiace Assessore Bianchi, ma qui dopo l'assestamento tecnico di
bilancio, avete proceduto ad una variazione di bilancio, come
rideterminata in applicazione del comma 2 dello stesso articolo.
Allora, siccome concordo con quanto ha detto il Presidente della
Regione, che le ragioni del cuore fino a giovedì scorso mi
portavano ad approvare quegli emendamenti - anzi ne ho sottoscritto
uno insieme all'onorevole D'Agostino - che prevedevano l'erogazione
di contributi in favore di quegli enti riconosciuti meritevoli,
cioè quella vera emergenza sociale: ciechi, sordomuti e
quant'altro.
Ma leggendo bene questo testo, siccome al cuore devono prevalere
le ragioni, oggi dico che prevalendo le ragioni ci sono i disabili
che abitano al quarto piano e non possono scendere da casa perché
non hanno diritto ad avere un contributo per l'istallazione di un
ascensore e vivono la loro vita relegati dentro non avendo
possibilità di mobilità.
Quando si dice che si deve superare la ragione della ragione,
allora ci sono 2000 studenti dei tre conservatori provinciali di
Palermo, Agrigento e Trapani che non possono iniziare le lezioni
perché non sono stati erogati tutti i contributi. E poi ci sono i
dipendenti del Parco dei Nebrodi, i dipendenti dei piccoli comuni
che sono venuti qui e chiedevano una risposta e si è detto che le
variazioni di bilancio non si potevano fare e si faranno a
settembre.
E allora, concordo con quanto affermato poc'anzi dal Presidente
del Gruppo parlamentare, onorevole Cordaro, che noi volutamente non
abbiamo presentato alcun emendamento. Ricordo che c'è la Fondazione
Piccolo di Calanovella che potrebbe meritare un contributo,
perché quando parliamo di cultura parliamo di cultura in senso
lato.
Allora, il Governo faccia una scelta di campo e decida,
assumendosene la responsabilità, che cosa vuole finanziare e che
cosa vuole erogare. Ma io, da deputato, non me la sento, perché
questa è un'ingiustizia Mi dispiace per gli amici ciechi, perché
non riguarda solo ciechi, sordomuti, eccetera.
Credo che il Governo oggi debba assumersi la responsabilità a chi
erogare questi otto milioni e mezzo di euro e, nel frattempo, deve
anche trovare il tempo per fare una variazione di bilancio seria e
non il 18 settembre, ma anche il 2 settembre, perché così come i
teatri non possono chiudere i bilanci, ricordiamoci che cinquecento
mila euro a un teatro non servono per pagare i dipendenti, perché
il teatro Bellini di Catania ha bisogno di un milione di euro per
pagare un mese ai dipendenti, ma solo per chiudere i bilanci. La
Regione deve guardare alle ragioni di tutti gli enti e quant'altro;
credo che il Governo abbia il dovere di trovare le risorse per
consentire a tutti quegli enti che siano in difficoltà di chiudere
serenamente il proprio bilancio.
Aggiungo una cosa: avete previsto per i teatri 14 milioni di euro?
Credo che, da questo momento, sia necessario che tutti gli enti
che ricevano contributi da parte della Regione siano controllati,
effettivamente, perché sono enti che erogano servizi, prestazioni;
non è più consentito che un ente riceva un euro dalla Regione,
senza che, preventivamente, non venga fatto un esame sull'utilizzo
dei fondi. Grazie.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'ultima
seduta, pur essendo qui presente in Commissione - si era riunita la
I Commissione - non sono venuto in Aula perché ero fermamente
consapevole che saremmo andati incontro ad un nulla di fatto,
perché le condizioni erano - e sono - tali per arrivare ad un nulla
di fatto, anche oggi.
Signor Presidente, siamo in presenza di un Presidente della
Regione che, tra le sue prime dichiarazioni urbi et orbi al
popolo siciliano, negli studi televisivi e nei giornali nazionali,
aveva affermato la necessità dell'abolizione della famigerata
Tabella H , spiegando con dovizia di particolari che si trattava
di un elemento di enti amici dei vari deputati dell'Assemblea
regionale, che andavano poi a finanziare, attraverso questi enti,
attività - talvolta addirittura illecite - di supporto alla propria
campagna elettorale.
Signor Presidente, se ci fosse una consequenzialità tra ciò che si
dichiara nelle conferenze stampa e gli atti di governo assunti, non
dovremmo essere qui, oggi, ad approvare questo disegno di legge.
Questo disegno di legge è esattamente l'opposto di ciò che, in sede
di dichiarazioni programmatiche, da parte del Governatore, non
doveva esistere più.
Non dovremmo essere qua, il 12 agosto, a fronte dei problemi
immani che abbiamo davanti e che hanno davanti i nostri cittadini;
siamo qui, oggi, per dare il seguito ad uno spot - possibile,
probabile, quasi certo - da parte del Presidente della Regione, che
potrà dire, oggi, di porre rimedio a qualcosa che lui e solo lui,
con la sua mancata programmazione e azione di Governo, ha causato,
portandoci a questa situazione.
Questo si inquadra perfettamente in quella che è stata la stella
polare di questo Governo dal suo insediamento, perché si è partiti
dalla giunta pirotecnica che doveva stupire il mondo, per giungere
a quella di famiglia, con una Giunta composta anche dai segretari
particolari; si è partiti dalla trasparenza sulle nomine
megafonate , che comprendono anche il possesso del requisito della
terza media, per intenderci; dagli annunci roboanti sul recupero
delle risorse e ci hanno tolto anche i trasferimenti previsti dallo
Statuto (ricordiamo la vicenda dell'art. 37); non solo le imprese
continueranno a non pagare le imposte in Sicilia, ma la miseria
accordataci è stata prelevata dai fondi previsti per l'edilizia
popolare in Sicilia (poco più di 50 milioni di euro).
Aveva dichiarato che non avrebbe fatto macelleria sociale. Ebbene,
precari, formazione, ex-PIP, articolisti, forestali: è tutto un
campo di battaglia pieno di morti di questa macelleria sociale.
La vergogna sui manager della sanità, quando c'era una norma
precisa a livello nazionale che stabiliva e stabilisce i criteri
per la nomina. Sempre per l'effetto annuncio sulla trasparenza
dell'attività di questo Governo , si stabiliscono delle regole che
poi vengono pubblicate con bando e, una volta che, conseguentemente
al bando pubblicato ed alle regole stabilite, i Commissari di
quella Commissione nominata selezionano un certo numero - non
voglio dire, non entro nel merito di come selezionano - ma un certo
numero di manager in coerenza con il bando pubblicato e no, non ci
sta più bene, perché?
Perché, magari, non corrispondono ai desiderati. Ma non è finita.
L'annuncio con relativa marcia indietro sull'IRAP; abbiamo qui
l'assessore Bianchi che ha dovuto minacciare le dimissioni per,
poi, fare rapidamente marcia indietro. L'annuncio con relativa
marcia indietro sul MUOS. La fantomatica nomina di Tano Grasso che
fine ha fatto? La pressoché totale bocciatura di bilancio e
finanziaria? La legge antiparentopoli - ne parleremo tra poco -,
quella senza parenti, per intenderci. Le minacce alla stampa e ai
non ben specificati singoli giornalisti.
Un presidente rivoluzionario iscritto al PD che intrattiene un
rapporto privilegiato con Confindustria, fino al punto da lasciare
solo un suo assessore, in un settore delicato come quello dei
rifiuti e dell'acqua; mi riferisco all'assessore Marino. E, poi,
ancora, gli annunci: Faremo volare l'AST , che non ha neppure i
soldi per il gasolio.
E lì finisco, signor Presidente, ma è pesante quello che sto
dicendo ed è importate. Elimineremo la tabella H. Di questo ne
abbiamo già parlato. Poi, abbiamo visto che fine ha fatto; abbiamo
la tabella H in Aula. Poi, la mafia dappertutto; è persino dovuto
intervenire autorevolmente - ha fatto bene, Presidente
dell'Assemblea - per difendere questo Parlamento, per consentirgli
lo smembramento degli Uffici della Regione e la ovvia, conseguente,
paralisi di ogni attività amministrativa e la delegittimazione di
tante persone per bene.
La mafia persino nei NO MUOS, perché, notoriamente, la mafia, come
tutti sanno, non vuole che ci siano appalti su cui lucrare, non
vuole lavoro, non vuole infrastrutture. Siamo al ridicolo.
L'antimafia come unico filo conduttore di facciata per
consentirgli di coprire il nulla che ha partorito, in questi dieci
mesi di governo e, al tempo stesso, piazzare nei posti chiave, con
il marchio doc dell'antimafiosità, i trombati delle sue liste e gli
attivisti del suo partito, anche con la terza media. L'antimafia
per arrivare, persino, a delegittimare il Parlamento.
Bene, lei, signor Presidente Ardizzone, secondo me, non doveva
consentire neppure che si arrivasse al 12. Conosco la sua voglia
di lavorare e la sua voglia di collaborare, ma non possiamo
permetterci di stare qui, il 12 agosto - sarebbe meritorio starci
per cercare di risolvere uno qualsiasi dei problemi che
attanagliano i cinque milioni di siciliani che non sanno come
vivere - ma essere qui per riportare in vita la tabella H, col solo
scopo di dire: togliti tu, Parlamento, che mi ci devo mettere io a
decidere ; beh, l'abbiamo visto come decide, con i trombati e
favorendo gli amici degli amici. Annunciamo il nostro voto
contrario.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, il
dibattito che si sta svolgendo su un emendamento che ha diverse
fasi di interpretazione: una di carattere finanziario perché,
sostanzialmente, così come il Governo ci aveva anticipato, sia per
bocca del Presidente sia per bocca dell'assessore Bianchi, vedeva
una possibilità di utilizzare risorse per questa occasione, quindi,
per questa, tra virgolette, manovra finanziaria che era consistente
perché, sostanzialmente, considerava sei più nove milioni di euro.
Nella sostanza, oggi, ci ritroviamo solo con una parte - e ne
vorremmo capire anche il perché di questa improvvisa retromarcia -
di una parte più limitata. La parte più limitata porta sicuramente
ad un momento di difficoltà anche nell'applicazione di alcuni
ragionamenti che vedono, a mio avviso, sul piano del principio, una
salvaguardia di quelle che sono alcune categorie particolari e, sul
piano dei fatti, però, una, come dire, tendenza ad aprire una
platea ampia dove tutti, confrontandosi con un bando che vede
consistenti interventi su vari enti o consistente numero di enti,
di fatto, realizza una percentuale bassa di contributi.
Allora, il problema serio, sensato è sicuramente quello di essere
portati - e questo è il senso della politica, del nostro impegno,
del nostro senso di responsabilità - a capire come potere
intervenire per sostenere le varie realtà che hanno legittime
aspettative. Ci siamo, però, battuti e ci battiamo ed è per questo
che ho chiesto di apporre la mia firma dove, per una svista, non
era stata messa sull'emendamento che stiamo discutendo, dove si
vuole sostenere un principio che, poi, vuole essere anche un motivo
di orgoglio da parte di questo Parlamento, cioè è giusto che sul
disagio sociale e sui bisogni non ci sia una strumentalizzazione,
però, è altrettanto importante e vero che su alcune categorie - e
parliamo delle disabilità sensoriali - ci debba essere una
particolare attenzione atteso che - e, in questo, mi permetta il
Presidente della Regione, di contestare quello che ha detto -
essendo questi enti sostanzialmente enti strumentali, nel senso che
non solo sostituiscono alcune funzioni della Regione, ma hanno
avuto anche modo di avere, nell'ambito delle proprie strutture, del
personale che, probabilmente, avrebbe, invece, avuto una
stabilizzazione dalla Regione.
Ma il senso è che questi enti hanno operato seguendo una
disciplina che è quella della pubblicistica perché hanno proceduto
anche a dei momenti in cui, nell'assegnare servizi, seguono
procedure, ritengo che seguano anche le verifiche sulle
certificazioni antimafia.
Nella sostanza, quindi, quello che è l'elemento di
caratterizzazione di una fattispecie specifica: dico che Unione
Italiani Ciechi e Stamperia Braille hanno, di fatto, questa
caratteristica. Il Parlamento sappia, quindi, che questa realtà
che stampa i libri per tutto il territorio nazionale rischia, da
settembre in poi, di chiudere e, quindi, nella sostanza, mi rendo
conto di privare di un importante strumento chi ha una disabilità
di così grave entità. E, allora, dico che in questo dobbiamo avere
chiaro un concetto che è quello di rispetto per tutti sì, ma di
sensibilità in maniera particolare per questa categoria.
E', sicuramente, un argomento che deve chiedere una particolare
riflessione, una particolare sensibilità. In questo senso, infatti,
abbiamo subemendato l'emendamento proprio perché, qualora si
ritenesse impraticabile questo percorso di cui, invece, ne
chiediamo il sostegno, almeno potremmo evidenziare il principio del
disagio sociale della disabilità sensoriale.
PRESIDENTE. In tal senso, vedo che è stato presentato un
subemendamento che verrà chiaramente discusso e votato prima
dell'emendamento.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà, oggi,
stiamo affrontando, finalmente, questo tema legato alla tabella H.
Una tabella che sembrava essere scomparsa dallo scenario dei
palazzi e che, di fatto, sembrava dovesse appartenere ad un passato
legato al malaffare, a cattive abitudini.
Oggi, tuttavia, sembrerebbe che, in effetti, si voglia porre fine
alla questione della tabella H del Parlamento per aprire una nuova
parentesi, cioè quella della tabella H del Presidente della
Regione. E vi dico perché.
Qualche giorno addietro - non me ne vorrà l'assessore che,
indirettamente, citerò in questa cosa - ci fu una questione in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari - che tutti i
Presidenti dei Gruppi parlamentari ricorderanno bene - legata alla
possibilità e alla necessità di intervenire per eliminare queste
vicende e, in quella sede, si diede, in qualche modo, incarico ad
un autorevole componente del Governo di riscrivere il testo per
evitare che ci fossero alcuni parlamentari - fu detto da parte del
Governo - che potessero riscrivere il testo perché sembrava che
affidare e consegnare il compito al Parlamento, in qualche modo,
significava inficiare il lavoro svolto.
Fu detto, allora, ad ogni singolo parlamentare: non occuparti di
un emendamento sui ciechi e sui sordi perché ci penserà il
Governo . Ad un altro, fu detto di non occuparsi dei malati
oncologici perché se ne sarebbe occupato il Governo. E così sullo
sport e sulle varie altre categorie.
Devo dire che, in quella sede, apprezzai la posizione di uno dei
componenti del Governo che disse: bene, questa è una cosa che,
siccome molto ricade sulle attività di mia competenza, con
riferimento alle disabilità e al disagio, potrò farmene carico .
Apprezzai molto quella posizione che sembrava voler trovare una
soluzione ma, purtroppo, fui, come componente dell'opposizione, tra
i pochi ad apprezzarlo, ma non per opposizione; fui isolato
nell'apprezzamento rispetto alla posizione del Governo perché,
subito dopo, il Presidente Crocetta si ritrovò a voler smentire i
propri componenti di Giunta volendo, evidentemente, avocare
completamente a sé il ruolo dei distributori dei contributi
rispetto alla questione della tabella H.
Credo che, in questo momento, ci troviamo di fronte ad un
paradosso: da una parte, la necessità di supportare questi enti,
che sembrerebbe voler essere intenzione di tutti e, dall'altra,
tuttavia, con la questione dei bandi, ci poniamo di fronte ad un
atteggiamento di chi è consapevole che questi enti possono
aspettare 2, 3 6 mesi, forse, chissà quanto.
Per non parlare, poi, di alcune fattispecie e, tra queste, ad
esempio, lo sport. Mi chiedo che fine abbia fatto lo sport in tutta
questa vicenda. Abbiamo una legge regionale, la numero 31 del 1984,
che ne fa riferimento, all'articolo21; abbiamo una legge regionale,
la numero 18, del 1986, che ne fa riferimento agli articoli 1, 2, 3
e 4; ne abbiamo riferimento, evidentemente, all'interno della legge
regionale numero 8 che, agli articoli 13 e 14, ribadisce che il
Comitato possa, effettivamente, dar vita, attraverso un'attività di
programmazione, alla definizione degli interventi attraverso i
quali erogare i contributi agli enti. All'interno dello sport, c'è,
ad esempio, il CIP, il Comitato Italiano Paraolimpico, che,
ovviamente, al suo interno, prevede iniziative a favore dei
paraplegici, dei ritardati mentali; di questo, però, non sembra
volersene curare nessuno.
Sempre la stessa legge regionale numero 8, in realtà, da mandato
alla Regione Siciliana, sentito il CONI, di definire la disciplina
per la richiesta e l'erogazione dei contributi. In funzione di
questa disciplina, accade che, entro il 31 gennaio del 2013, gli
enti abbiano un procedimento attraverso i quali presentano le
istanze; ovviamente, la Regione, in qualche modo, definisce,
sentito il Comitato, le modalità con le quali gli enti sportivi
possano accedere ai contributi e le definisce in maniera talmente
chiara da definirne persino le percentuali.
Ora, di tutto questo sembrerebbe che il Presidente Crocetta non si
voglia curare, cosicché, effettivamente, la Tabella H possa
rimanere, non essendo più la Tabella H - ripeto - del Parlamento,
ma la Tabella H del Presidente Crocetta.
Ovviamente, verso questo, muoviamo delle profonde perplessità ed è
per questo che proponiamo a questo Parlamento di riassumere
chiaramente un ruolo di guida quantomeno - lasciatemi dire - anche
di controllo rispetto a quelle che sarebbero le scelte
esclusivamente discrezionali.
Per questo, chiediamo che, effettivamente, il lavoro delle
Commissioni, istituite insieme al Governo, possano passare
attraverso le Commissioni di merito perché si possa esercitare
questa azione di controllo in un ruolo quantomeno, appunto, di
verifica con un parere che, se vorrete, così come prevede
l'emendamento, non sarà vincolante ma che, comunque, riteniamo
necessario perché si possa porre fine a questo tema della Tabella
H.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
ascoltavo questo dibattito in un contesto anche di sostanza quasi
surreale. Qualche sera fa, in Commissione Bilancio, mi tornava alla
memoria - e l'ho ricordato - la notte tra il 30 aprile e il primo
maggio, quando, in questo Parlamento, tanti, a fronte della bontà
degli obiettivi che con quel provvedimento che riguardava
contributi ad enti ed associazioni, obiettivi nobili che ci si
proponeva, in tanti facevano emergere le contraddizioni e
l'incoerenza rispetto all'ordinamento giuridico di una legge-
provvedimento, quale è stata, appunto, quella che approvava la
cosiddetta ex Tabella H, con i contributi ad enti ed associazioni.
E, come se nulla fosse accaduto, nei giorni susseguenti alla notte
tra il 30 aprile e il primo maggio, ci troviamo qui a sostenere, a
difendere un percorso che è stato, ad ogni livello istituzionale,
definitivamente superato e, direi, sepolto.
Ci attardiamo, dopo aver detto in tutte le maniere che il
Parlamento non deve più adottare leggi-provvedimenti individuali, i
destinatari diretti di contributi da parte della Regione siciliana.
C'è, però, una competenza che,per un ragionamento scontato,che
riguarda l'ordinamento giuridico, appartiene al Governo.
E' un atto di gestione. Rispetto a questo, abbiamo interrotto il
percorso che poteva dare, certamente, i contributi dovuti ad enti
ed associazioni prima di questa data. E' stato proprio quell'errore
che il Parlamento ha compiuto. E, sull'impugnativa del Commissario
dello Stato, che ha portato a questi ritardi e non, certamente, le
responsabilità del Governo, che ha dovuto recuperare, con tanta
fatica, le risorse non più utilizzabili di quelle che davano
copertura alla ex Tabella H, approvata in Parlamento, quella notte,
in sede di legge Finanziaria.
Queste difficoltà, signor Presidente, sono state superate perché,
qualche giorno fa, il Parlamento, con un grande gesto di
responsabilità, nonostante il partito del rinvio fosse forte in
quest'Aula, abbiamo approvato gli strumenti finanziari con un atto
di grande responsabilità - il rendiconto, l'assestamento di
bilancio - uniformandoci ai rilievi che la Corte dei Conti ha posto
rispetto ai conti della Regione, risalenti agli anni precedenti al
2001. E mi riferisco, ovviamente, come tutti sappiamo, ai residui
attivi.
Adesso, questa ipocrisia, che diventa davvero un vizio capitale,
un peccato che questo Parlamento non può consentirsi, l'ipocrisia
di voler riconquistare ad ogni costo, a questa Aula, in maniera
incoerente, rispetto alle competenze di questo nobilissimo
Parlamento, le competenze dei contributi e vogliamo entrare, ad
ogni costo, come se una storia non fosse definitivamente chiusa e
come non dovrebbe essere una conquista di quest'Aula, aver detto,
definitivamente, superata la stagione tristissima della cosiddetta
tabella H .
E, allora, oggi, mi trovo con altri colleghi, di maggioranza e di
opposizione, che, prima di me, hanno parlato, a rispettare quelle
che sono le regole e le procedure.
Il Parlamento, se Parlamento vuol essere, onorevoli colleghi,
ritorni a fare norme generali ed astratte. Non individui, in
maniera concreta, i destinatari singoli o associati dei nostri
provvedimenti. Non siamo il Governo. A ciascuno il suo, come
prevedono l'Ordinamento ed il nostro Statuto. Al Governo gli atti
di gestione e le procedure di Governo. A questo Parlamento le leggi
generali ed astratte.
Il testo, allora, così come corretto dal Governo, con
l'emendamento, già approvato oggi dall'articolo 8 ter, da dei
termini precisi; mette il Governo nella condizione di non potere
ritardare; mette il Governo nella condizione di avere dei paletti
rispetto ai quali, tempestivamente, bisogna avviare - entro 7
giorni, dice la proposta, in questo disegno di legge - le procedure
che danno luogo all'avviso pubblico su cui, con priorità per il
disagio sociale e le disabilità e con priorità con tutte le
associazioni ed enti che hanno leggi istitutive, dicevo, l'avviso
che da la possibilità, con trasparenza e senza contraddizioni nei
procedimenti, che possono buttare ombre su quello che dovrebbe
essere una procedura nobilissima, che sostiene associazioni ed enti
della Regione siciliana, meritevoli del sostegno finanziario della
Regione stessa.
Signor Presidente, ritengo, quindi, che si debba procedere in
coerenza con quelli che sono gli orientamenti, anche di altri
Consigli regionali, così come sanciti in provvedimenti di
istituzioni prestigiosissime di questo nostro Ordinamento giuridico
e chiudere, definitivamente, la stagione delle leggi-provvedimento,
che tanto male hanno fatto all'immagine di questo Parlamento e
delle istituzioni pubbliche rappresentative nel loro complesso.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi ed assessori,
volevo intervenire, solo ed esclusivamente, per un paio di minuti
per due considerazioni.
La prima che riguarda la formazione, di tantissimi anni fa, della
tabella H, che aveva un significato particolare, che andava proprio
a favorire quegli enti che offrivano la loro disponibilità, anche
con forme di volontariato, alle associazioni per la disabilità e
per quanto riguarda il disagio sociale.
Questo era l'intendimento del legislatore, allora, del Parlamento
siciliano di anni fa, che correva, andava incontro per risolvere
questa problematica.
Oggi, intanto, il Presidente del Gruppo parlamentare, di Articolo
4, il partito che mi rappresenta, mi ha dato delucidazioni riguardo
alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che si è
svolta in questi giorni e mi ha assicurato che il Presidente della
Regione si è impegnato affinché gli enti di disabilità e per il
disagio sociale abbiano una corsia preferenziale. Ecco, questo mi
rasserena.
Onorevole Presidente della Regione, a parte questa bella decisione
che ha preso, ne prenderà un'altra per la formazione di una
prossima tabella, che può chiamare tabella F , per quanto riguarda
i favoritismi, o la potete chiamare tabella C per quanto riguarda
il clientelismo.
A noi queste sono cose non interessano in modo particolare, ma ci
sono degli enti che vanno oltre la disabilità, oltre il disagio che
veramente sono da porre all'attenzione. Ma questo è il Governo che
nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, sicuramente ci
porterà a conoscenza che c'è la possibilità anche di favorire anche
questi.
Dunque, stabilendo finalmente di dare la possibilità con regole,
regole serie e finalmente uscire da questo incubo che ci ha portato
fino al dodici di agosto in quest'Aula a parlare di cose scontate,
questi enti non possono sicuramente starsene così ancora a pietire
tutto quello che gli spetta perché lavorano per persone, offrono la
loro professionalità, offrendo anche personale di volontariato.
Quindi è giusto che questa attenzione non sia sicuramente dispersa.
Oggi siamo qui a perdere tempo, io sono venuto perché oggi stiamo
votando finalmente, mettiamo fine e chiudiamo finalmente questa
tabella H, che è veramente una vergogna, inserendo nella tabella H
e dando il giusto riconoscimento a quegli enti che hanno offerto e
che offrono ogni giorno con il loro lavoro e con la loro
professionalità il giusto diritto per persone inabili e per persone
con disagio sociale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Firetto. Ne ha
facoltà.
FIRETTO. Signor Presidente, siamo di fronte ad un tema che è
sensibile, poiché coinvolge soggetti di settori che obiettivamente
rappresentano elementi di forte debolezze, disagio sociali, le
disabilità sensoriali, le disabilità in genere. E' evidente che
questo rappresenta una sorta di nervo scoperto anche rispetto a
quello che è il clima che il Parlamento si trova ad affrontare, in
presenza di risorse che obiettivamente sono risorse notevolmente
scarse rispetto a quello che il passato e la storia di questo
Parlamento di questa Regione siciliana è riuscito ad offrire a
questo vasto universo.
E' però anche qui si apre un tema che è antico, cioè un tema tanto
antico che ha finito negli ultimi scorci della scorsa legislatura e
anche all'inizio devo dire di questa nostra, far ripiombare pesante
come una sorta di spettro in quest'Aula il tema di quella che
oramai è la famigerata tabella H. Non se ne adombrino i deputati
che sono stati presenti nella precedente legislatura, ma tutti
coloro che l'abbiamo vissuta da esterni, abbiamo da sempre ricevuto
rispetto a questo modus operandi dell'Aula una immagine quasi
sinistra, che poi è la stessa immagine che è stata percepita dal
cittadino comune, dall'uomo della strada, che si è trovato a dover
individuare in questa sorta di prassi elargitoria quasi una macchia
nera, una macchia clientelare che ha ammorbato la vita di questo
nostro Parlamento
E allora noi, onorevole Presidente della Regione, salutiamo
positivamente questo nuovo modo di approcciarsi al tema, un tema
difficile lo ribadisco, un tema sensibile. E lo si approccia credo
per la prima volta attraverso un criterio che è diverso, nel senso
che noi dobbiamo qui evitare di andare a fare, a stare ciascuno
nella propria metà campo e tirare la pallina dall'altra metà del
campo, cosa che accade spesso. Da un lato, il Parlamento lo fa con
il Governo, dall'altro lato, il Governo lo fa con il Parlamento, la
maggioranza o contorni più allargati a quella dell'opposizione, e
l'opposizione nei confronti della maggioranza.
Qui si pone un punto, se si vuole anche di educazione
parlamentare, nel senso che - ha detto bene il collega Gucciardi -
siamo chiamati a fare delle norme che abbiano il presupposto della
generalità e dell'astrattezza; non dobbiamo confondere il nostro
agire con quelli che sono invece i principi della gestione, che è
demandata al Governo.
Salutiamo dunque positivamente questo testo che non individua nomi
e ci mette al riparo da quell'idea turpe di pratiche clientelari e
ci si muove invece su un criterio che è di evidenza pubblica, che è
di comparazione che viene lasciata agli Uffici, un modo per dire
che il Parlamento faccia il suo lavoro e il Governo il suo.
E' questo un sistema di trasparenza e - lo dico ad alcuni deputati
che sono intervenuti - se mai dovremmo incalzare il Governo sul
piano della assoluta trasparenza delle procedure e poi sul piano
del controllo che è il tema che spetta all'Assemblea.
Signor Presidente, preannuncio che il Gruppo dell'UDC su questo
tema rimane sensibile e aperto ed apprezza notevolmente lo sforzo
che è stato fatto nel disegnare quello che è avvenuto in
Commissione ed in Conferenza dei Capigruppo, cioè che ci sia una
cornice di riferimento prioritaria perché tutte le aree non
possono essere guardate allo stesso modo e l'indirizzo dato, credo
quasi all'unanimità di questo Parlamento, cioè quello di
individuare come settori prioritari quelli delle disabilità
sensoriali, delle sensibilità in genere, del disagio sociale,
rimanga una area di circoscrizione che vincola il Governo su un
piano di priorità.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per non fare confusione, preciso
che stiamo parlando del subemendamento 1.1.1, a firma degli
onorevoli Falcone, Pogliese, Vinciullo e Assenza, alle quali si
sono aggiunte numerose altre firme.
Si passa quindi al subemendamento che è stato già illustrato con
l'intervento dell'onorevole D'Asero che recita: Sostituire le
parole del disagio sociale e disabilità' con le seguenti
disabilità sensoriale e disagio sociale' .
Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento 1.1, così come modificato.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, vorrei leggere brevemente la valutazione data dal
Commissario dello Stato quando impugnava la Finanziaria
relativamente alla tabella H . Che così recita:
«L'articolo 74 rubricato Contributi ad enti, fondazioni,
associazioni ed altri organismi dispone il finanziamento di
complessivi 24 milioni di euro ripartito fra 135 istituzioni,
elencate all'allegato 2 della legge, per l'importo indicato a
fianco di ciascuna di esse.
La norma dà adito a rilievi di carattere costituzionale sotto il
profilo della violazione degli artt. 3 e 97 Cost. per i motivi che
di seguito si espongono.
A fronte di una legislazione ordinaria e di principio che prevede
l'ammissione a contributi pubblici di tutti i soggetti pubblici e
privati su un piano di parità per il mantenimento e l'esercizio di
attività di rilevante interesse culturale e sociale fruibili dalla
collettività, l'Assemblea regionale interviene nuovamente con un
provvedimento ad hoc destinato esclusivamente a determinate
istituzioni, da anni fruitrici di provvidenze pubbliche senza
ancorare la scelta operata a precisi e confacenti parametri di
comparazione e valutazione. - Quindi il Commissario dello Stato
parla di comparazione e valutazione - Il principio di eguaglianza
esige che le leggi singolari, come la norma in esame, corrispondano
ad obiettive diversità delle condizioni considerate rispetto a
quelle di enti similari, che giustifichino razionalmente ed
obiettivamente la disciplina di privilegio adottata. Ove sussistono
situazioni omogenee rispetto a quelle singolarmente considerate si
incorre nella violazione del principio di eguaglianza perché si
determinano ingiustificate posizioni di vantaggio per le
istituzioni beneficiarie della norma rispetto a quelle escluse.
Onorevoli colleghi, quindi per intenderci: il fatto che ci sia
un privilegio visto per le organizzazioni dei ciechi, non significa
che non ci siano altre organizzazioni di ciechi in Sicilia che non
sono disciplinate dalla legge, che non sono state previste dalla
legge, che non possono concorrere ai contributi, per intenderci.
Perché quello che dice il Commissario dello Stato , noi qui ci
siamo limitati a mettere un privilegio, un percorso di esame, in
considerazione della difficoltà che hanno, ma non abbiamo detto che
a loro spettano e agli altri non spettano Come di fatto sancirebbe
questa norma, questo emendamento. Voglio rappresentare che laddove
è scritto nell'ambito in testa potrebbe riproporre questo tema,
perché noi non possiamo escludere nessuno dalla presentazione delle
domande rispetto al bando. E quindi - a mio avviso - sto facendo
preparare l'emendamento, nell'ambito, non so credo che possa valere
anche come emendamento orale, va inserita la parola oltre , perché
non ripristina il testo originario, perché il bando deve essere
necessariamente aperto.
Poi abbiamo concordato alcune proposte in Commissione Bilancio,
nel senso che diamo priorità a certi enti che svolgono attività
sociale; è un percorso privilegiato, ma io credo che andare al di
là di questo non si possa.
Dice ancora il Commissario dello Stato: «Inoltre la
disposizione impugnata, che si connota come legge-provvedimento, in
quanto incide su un numero determinato benché elevato di
destinatari ed ha contenuto particolare e concreto attribuendo a
ben precisi soggetti collettivi sovvenzioni in denaro, deve essere
soggetta ad un scrutinio stretto di costituzionalità (sentenze n. 2
e 153 del 1997, n. 227 del 2007) sotto il profilo della non
arbitrarietà e non irragionevolezza della scelta del
legislatore.Dalla giurisprudenza costituzionale si ricava che lo
stesso legislatore, quando emette leggi a contenuto
provvedimentale, deve applicare con particolare rigore il canone
della ragionevolezza (sentenza n. 137/2009) affinché il ricorso a
detto tipo di provvedimento non si risolva in una modalità per
aggirare i principi di eguaglianza ed imparzialità. La possibilità,
non esclusa dalla Costituzione, per il legislatore di svolgere
un'attività a contenuto amministrativo non può spingersi sino a
violare l'uguaglianza fra i cittadini come nel caso in esame. Il
legislatore siciliano infatti nell'adottare un'attività a contenuto
particolare e concreto non ha dato modo di individuare i criteri ai
quali sono state ispirate le scelte e le relative modalità di
attuazione.
Proprio in questa prospettiva si ritiene che la norma-provvedimento
in questione sia in contrasto con l'art. 3 della Costituzione non
avendo rispettato il principio di eguaglianza nel suo significato
di parità di trattamento.
Né dal testo della norma, che contiene con il rinvio all'allegato 2
un mero elenco di destinatari e di importi ripartiti, né dai lavori
preparatori della legge, come prima prospettato, emerge la ratio
giustificatrice di ogni caso concreto non risultando pertanto che
l'Assemblea regionale abbia osservato criteri obiettivi e
trasparenti nella scelta dei beneficiari dei contributi.
La norma, secondo quanto affermato da codesta Corte su un caso
similare deciso con sentenza n. 137 del 2009, si risolve in un
percorso privilegiato per la distribuzione di contributi in denaro,
con prevalenza degli interessi di taluni soggetti collettivi
rispetto a quelli, parimenti meritevoli di tutela, di altri enti
esclusi, ed a scapito quindi dell'interesse generale».
In sostanza, onorevoli colleghi, perché si rende quindi necessario
il bando? Perché non possiamo escludere che ci possano essere altri
soggetti che rappresentino questi interessi e queste possibilità. E
noi non li possiamo escludere.
Abbiamo stabilito che a questi enti si darà un percorso
privilegiato, in questo caso, ci si avventura neppure ad indicare i
nomi che già è legittimo, solo, ma anche degli importi.
Voglio chiedere sulla base di quale valutazione di congruità,
signor Presidente, e questa espressione chiedo che venga messa agli
atti, proprio come giudizio del Governo, su quale giudizio di
congruità il legislatore individua che per quegli enti sono
previsti questi importi e su quali basi di valutazione si pensa di
escludere ad altre categorie del settore l'appello a potere
concorrere ai contributi?
PRESIDENTE. Onorevole Presidente della Regione, quindi se non ho
compreso male il parere del Governo, se viene mantenuto così nella
sua interezza l'emendamento dell'onorevole Falcone, è contrario.
Onorevole Falcone, nel corso del suo intervento se non ho compreso
male lei aveva pensato di sdoppiare questo emendamento. C'era una
parte di carattere generale rispetto alla quale già il Governo
aveva espresso parere favorevole, e una parte più circostanziata.
Se vuole chiarire la posizione?
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento a mia
firma.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
chiedere eventualmente, come dire, perché non ho compreso, cioè noi
saremmo disponibili eventualmente al mantenimento dell'emendamento
sopprimendo le somme. Cioè, l'individuazione per noi per i tre
principi di esclusività, strumentalità e tipizzazione, chiediamo
che vengano mantenute le sigle, le quattro sigle. Dopodiché poi
possiamo, ecco, l'unico punto d'incontro che riusciamo a trovare ed
è un passo indietro che facciamo su questo. Se però non c'è neanche
questa volontà chiediamo che venga posto in votazione, che il
Governo lo bocci, che la maggioranza lo sostenga e noi in quel caso
soccombiamo.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, dobbiamo essere chiari tra noi
stessi perché è chiaro che anche sulla base del parere favorevole,
ribadisco, che ha espresso il Governo sul sub emendamento
presentato da lei e da altri colleghi, si cercava di far fronte
alle disabilità sensoriali e disagio sociale. Ora, l'emendamento è
costituito da due parti. Una parte di carattere generale e una
parte di carattere più specifico. Se lei viene incontro a questa
Presidenza sulla base di una proposta, magari portandola in
votazione per parti separate, perché eviteremmo poi un pasticcio di
ordine procedurale. Perché la prima parte è già inserita e lei l'ha
voluta riscrivere sostanzialmente in una maniera ancora più
specifica.
FALCONE. E' la seconda parte dove noi possiamo eventualmente
togliere le cifre.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Falcone, quando noi diciamo lo
votiamo sulla base anche dell'intervento fatto dal Presidente che
ha voluto che si verbalizzasse Attenzione L'esito della
bocciatura da parte del Commissario dello Stato significa che
andiamo incontro ad un esito non certo rispetto al quale tutta
l'Assemblea no, il Presidente della Regione è intervenuto proprio
evidenziando la necessità che si desse contezza, ha detto: Voglio
che venga lasciata traccia nel verbale , quindi è stato abbastanza
chiaro.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sto intervenendo
perché la sua proposta, se non ho capito male, avrebbe l'obiettivo,
distinguendo i due commi dell'emendamento, di consentire il
passaggio di uno e la bocciatura dell'altro
PRESIDENTE. Non sto dicendo questo, vota l'Aula.
CRACOLICI. Signor Presidente, mi permetto di sottolineare che il
primo comma dell'emendamento Falcone va in assoluto contrasto con
le cose che ha dichiarato il Presidente Crocetta.
Mi permetto di sottolineare che la norma prevede una corsia
specifica per alcune categorie, una corsia intesa dal punto di
vista della procedura amministrativa, non da quello dei contributi
specifici. Se qui passasse il primo comma dell'emendamento Falcone,
avremmo una specificità nei contributi, non nella procedura
amministrativa.
Mi sembra che il Governo abbia detto l'esatto contrario,
teorizzando - giusto o sbagliato che sia - la universalità della
possibilità di accesso al bando, che in qualche modo verrebbe qui
negata, se dovesse passare l'emendamento.
E' legittimo che Falcone e altri colleghi presentino
l'emendamento, ma suggerirei di non farlo passare come se fosse
poco importante, perché tratta un argomento sostanziale; se
l'emendamento passasse, saremmo di fronte ad una norma che
imporrebbe di erogare i contributi esclusivamente agli Enti
riguardanti il disagio sensoriale - non modificando le procedure
amministrative.
Personalmente, non distinguerei i due livelli, perché li vedo tra
loro inscindibili.
PRESIDENTE. Pongo in votazione, col parere contrario del Governo e
della Commissione, l'emendamento 1.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.3, a firma dell'onorevole Di Mauro, che
prevede che le risultanze dell'attività istruttoria compiuta dalle
Commissioni assessoriali e le conseguenti valutazioni effettuate
siano trasmesse alla Commissioni parlamentari dell'Assemblea
Regionale Siciliana competenti per materia, le quali, entro il
termine di dieci giorni dal deposito degli atti, deliberano in
merito alla quantità del contributo da concedere nei limiti della
disponibilità finanziaria iscritta nel bilancio della Regione.
Comunico che allo stesso sono stati presentati dall'onorevole Di
Mauro il sub emendamento 1.3.1 e dal Governo il su emendamento
1.3.2., che prevede che le risultanze dell'attività istruttoria
compiuta dalle Commissioni assessoriali e le conseguenti
valutazioni effettuate siano trasmesse ai fini conoscitivi alle
Commissioni parlamentari dell'ARS competenti per materia.
DI MAURO. Ritiro l'emendamento 1.3.1 a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. In conseguenza, il
subemendamento 1.3.2 del Governo decade.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 1.5.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare per
illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevoli colleghi, quando
diciamo nell'ambito è come se si desse l'interpretazione che si è
ristretta la platea; siccome abbiamo già indicato le priorità, noi
vorremmo che venisse mantenuto la parola oltre , così non si può
dire che sono esclusi anche gli altri enti che non hanno una
previsione normativa nella presentazione delle domande. E' per
evitare una discussione troppo capziosa. Capisco lo spirito, però
mi sembra che l'oltre sia ancora più ampio e quindi si presti
meno ad interpretazioni restrittive.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, vedo che l'emendamento è condiviso
da tutti, tranne che da me. Infatti, io voterò contro questo
emendamento.
E le spiego perché sono contrario. Perché delle due, l'una: o
stiamo facendo una misura che riguarda attività per le quali il
Parlamento ha fatto leggi di autorizzazione, oppure stiamo facendo
un bando erga omnes che si rivolge a tutto e a tutti. Se si rivolge
a tutto e a tutti non c'è bisogno di fare tutti questi criteri.
Vorrei ricordare ai colleghi, che forse non hanno memoria, che
questo Parlamento ha già fatto norme di questo tipo. Io ricordo, in
particolare, quando assessore era l'ex sindaco di Catania, che
nella qualità di assessore per il lavoro egli ebbe un mandato ed un
fondo per fare un'attività di spesa su interventi senza criteri.
Non fu una bella pagina per il Parlamento siciliano
DI MAURO. Questo è il suo punto di vista.
CRACOLICI Sono convinto che il Parlamento, la tanto famigerata
tabella H, nel tempo ha finanziato attività per le quali non c'è
tutto da vergognarsi.
Ci sono attività che il Parlamento si è assunto la responsabilità
di fare leggi-provvedimento. Una cosa è, quindi, fare un bando che
ha questa finalità per quelle attività rispetto a quelle leggi,
un'altra cosa è fare un bando aperto a tutti, che bisognerà sapere,
e a quel punto bisognerà trovare i criteri per i quali qualcuno è
ammesso e qualcuno sarà escluso Io credo che questo sia un errore
e desidero che venga messo a verbale. Se l'emendamento ha questa
finalità, cioè di fare un bando aperto a tutti, personalmente sono
contrario. Avevo capito un'altra cosa e quindi voterò contro.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Quell'oltre o nell'ambito va
visto nel contesto della legge. E la legge cosa dice? Oltre a
tutti gli enti del mondo che possono presentare tutte le domande
che vogliono, perché nell'articolo 1 anche se si dice nell'ambito
possono presentare lo stesso le domande, per intenderci, è un
eccesso di scrupolo quello dell'oltre perché il primo comma dice
che tutti gli enti possono presentare domande. D'altra parte, la
legge non può Si dice che stiamo dando una priorità a quegli enti
che hanno una disciplina di legge, quella priorità rimane e sono
indicati dei percorsi, per cui, prioritariamente, questi enti che
hanno previsto, poi, se ci sono nell'ambito delle risorse che
saranno disponibili. Per cui, è evidente che quegli enti verranno
valutati prima. Però, se quegli enti che hanno presentato la
domanda e hanno una previsione legislativa non sono meritevoli di
contributi perché non dimostreranno di avere i requisiti previsti
dall'avviso non verranno finanziati e potranno essere finanziati
anche enti che non sono previsti.
Non cambia molto, per si vuole evita che nell'ambito si desse
l'interpretazione che limita proprio quell'interpretazione che lei
aveva dato, onorevole Cracolici.
CORDARO. Sono d'accordo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.5, del Governo.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, il mio intervento, come sempre, sarà improntato
al massimo della franchezza e della lealtà, onorevole Presidente
della Regione, e quindi se i toni potranno apparire decisi essi
saranno soltanto ispirati alla necessità di chiarezza che un tema
come questo comporta e implica.
Io credo che di questo disegno di legge la parte più importante è
quella su cui si è, forse, maggiormente sviluppato il dibattito,
sia proprio l'articolo 1, che sembrerebbe essere nelle intenzioni
del Governo la soluzione di un problema che è certamente un
problema reale e concreto e che invece rischia di complicarlo il
problema, signor Presidente, e rischia di complicarlo perché la
notte fra il 30 aprile e l'1 maggio come prima il Capogruppo del
maggior partito che sostiene il suo Governo, l'onorevole Gucciardi
diceva: Quest'Aula ha commesso un errore . Non è vero, signor
Presidente, che l'Aula nel suo complesso commise un errore, perché
la tabella H', o quello che rappresentava la successione per
eredità della tabella H', venne presentato dal suo Governo,
onorevole Presidente della Regione, e un gruppo parlamentare, la
Lista Musumeci - non lo si dimentichi, onorevole Gucciardi quando
si parla di errore dell'Aula, allora dica della gran parte
dell'Aula o della maggioranza - presentò un emendamento soppressivo
della tabella H' che fu votato soltanto, al di là dei colleghi
della opposizione, dai rappresentanti del Movimento 5 Stelle, anche
se i colleghi del Movimento 5 Stelle poi approvarono, forse per
generosità, per apertura di credito, per bonomia istituzionale la
manovra nel suo complesso.
Avevamo detto e dicemmo in quella occasione, ed era una occasione
nella quale lei avrebbe già potuto imprimere un corso nuovo su
questo argomento, che quel modo di procedere era non soltanto
inopportuno sotto il profilo del merito, ma era del tutto
inadeguato sotto il profilo della sua legittimità costituzionale.
E bisognava attendere, necessariamente, la scure del Commissario
dello Stato, e anche su questo una parola chiara va detta: questo
Parlamento per legiferare non può sempre e comunque e talvolta
preventivamente, decidere di farlo dopo avere ascoltato il
Commissario dello Stato. L'autonomia, la forza e la capacità di
questo Parlamento devono essere tali da essere autonomo anche
rispetto a quella Istituzione; dipende da noi sig. Presidente,
dalla bontà delle leggi che il suo Governo vorrà proporre e dal
senso di responsabilità di questo Parlamento.
Signor Presidente questa rischia di diventare una giornata
storica, epocale, universale perché la tabella H' che sembrava
essere stata del tutto cancellata dopo il provvedimento di
impugnazione del Commissario dello Stato, ritorna in vita,
resuscita.
Lei oggi, ben al di là degli annunci a cui ci ha abituato in
questi mesi, compie il miracolo della tabella H' che si rialza e
si rimette a camminare, perché è questa la posizione che lei sta
sottoponendo al Parlamento, un'operazione, non so fino a che punto
personalmente voluta, ma è lei il responsabile del Governo, il Capo
del Governo siciliano, ma che è un'operazione assolutamente
gattopardesca - perché quello che questo Parlamento aveva tentato
di abolire non riuscendovi, ritorna in vita perché, e questo
nessuna ancora lo ha detto perché come al solito io non so quanti
dentro quest'Aula e fuori abbiano realmente letto l'articolato che
lei ci propone - si tratta di tabella H', non di criteri, e sa
dove la norma presenta la sua insidia maggiore, il suo inganno?
Nell'avere creato due strade parallele all'interno dell'avviso, una
rivolta alle possibili associazioni, ai possibili enti, quelli che
lei ha voluto sottolinerare con quell'oltre dell'emendamento che
abbiamo poco prima votato, e la corsia preferenziale invece degli
enti che erano già stati ammessi al finanziamento.
Che cosa vuol dire? Signor Presidente la stessa domanda potrei
rivolgere all'assessore che siede alla sua destra e che
probabilmente è il redattore materiale di questa norma, quando noi
leggiamo al quarto comma la modifica dell'articolo 8 quater, udite
udite colleghi -forse con maggiore interesse quelli che non l'hanno
letto questo comma e non l'hanno sufficientemente attenzionato- per
l'anno 2013 in considerazione della funzione strumentale, quindi
non siamo all'interno di enti strumentali, ma di enti che svolgono
o possono svolgere materie e funzioni strumentali, che svolgono
alcuni enti dell'area del disagio sociale della disabilità, le
relative istanze devono essere presentate entro quindici giorni
dall'avviso mentre gli altri enti e le altre associazioni entro
trenta giorni, ed è questa è la prima deroga e le istruttorie di
concessione di contributi sono definite entro il termine di
quindici giorni dalla presentazione delle stesse, mentre la legge
prevede un termine di trenta giorni per la definizione delle
istruttorie altre e diverse.
Nell'avere creato questa disparità di trattamento nell'avere
creato questo doppio binario, nell'avere creato questo binario
preferenziale sta certamente, ancora una volta,
l'incostituzionalità di questa norma che potrebbe essere impugnata
dal Commissario dello Stato, ma lei, Presidente della Regione, ha
avuto tre mesi e mezzo di tempo da quella famosa notte del 30
aprile - mi avvio alla conclusione, signor Presidente - e avrebbe
potuto portare in Aula una norma, quella sì veramente generale e
astratta, di autorizzazione agli elenchi che il Governo,
nell'ambito della sua discrezionalità tecnica e vincolata,
nell'ambito della sua libertà di azione amministrativa e di
Governo, avrebbe potuto ritenere meritevole di sostegno.
Questo rimbalzo, questo gioco al rimpiattino tra il Governo e il
Parlamento impone al Gruppo parlamentare Lista Musumeci di
essere coerente con se stesso, come se fosse, ancora una volta, la
notte tra il 30 aprile e l'1 maggio e, quindi, voterà contro
questo modo di delegare al Parlamento ciò che, invece, è
responsabilità del Governo.
PRESIDENTE. Per una brevissima replica, ha facoltà di parlare il
Presidente della Regione, perché siamo già in fase di voto.
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevoli colleghi, nella
filosofia scolastica medievale c'era una famosa visione quella del
reductio ad unum. Quell'articolo che lei ha citato, onorevole, non
è stato presentato dal Governo, che lo riteneva completamente
inopportuno, giusto per intenderci, è stato presentato dalla
Commissione ed è il testo così come emendato dalla Commissione.
Il Governo ritiene che il testo originario, al netto di questo 8
quinquies, mi pare, dopo l'8 quater, sono aggiunti i seguenti. Il
Governo è consapevole che questi enti non sono strumentali, perché
non hanno nessuna legge che li riconosce come tali per cui stiamo
scrivendo una cosa che non ha minimamente senso, mi consentirà che
io faccio il Presidente della Regione, non faccio il Presidente del
mondo intero.
Il Parlamento ha delle Commissione e, quindi, non attribuisca al
Governo responsabilità che non sono proprie, perché lei dovrebbe
avere sia il testo presentato dal Governo, che il testo emendato
dalla Commissione.
Tra l'altro, la Commissione è arrivata a questo per una mediazione
laddove vi erano una serie di parlamentari, alcuni Gruppi che
sostenevano che bisognava individuare persone con nome e cognome,
con denominazione sociale, alcuni enti che dovevano essere
beneficiari del contributo, ha ritenuto di poter fare una
mediazione tutta politica all'interno della stessa, sulla quale
esprimo alcune perplessità, ma considerato che nel complesso
generale uno guarda il 99% che va bene, le valutazioni di voto si
fanno, a meno che non siano strumentali, più in generale.
Possiamo discutere di votare anche la parte aggiunta, in modo
separato, per consentire a tutti di fare una valutazione, però se
vi devo dire ciò che penso è esattamente che questo non è il
testo, questa parte, per il resto ce ne assumiamo tutta la
responsabilità, e mi pare che abbia creato norme generali erga
omnes e non abbiamo creato, il testo presentato dal Governo, alcun
percorso privilegiato per nessuno.
PRESIDENTE. Non è possibile una votazione separata. Tocca a me
difendere il lavoro della Commissione e lo farò fino in fondo,
perché una volta che gli atti vengono esitati appartengono a tutto
il Parlamento, non c'è differenza alcuna.
Ci si può contrapporre all'interno delle Commissioni, ma una volta
che il lavoro viene svolto deve essere portato avanti fino in
fondo. Peraltro, devo dire con la massima chiarezza, per questo
emendamento del quale si discute, che è stato esitato dalla Seconda
Commissione, era presente il Governo, il comma 1 è il testo che è
stato riproposto dall'onorevole Falcone.
E' una norma di carattere generale, è chiaro che dà una priorità
agli enti che svolgono interventi nell'area del disagio sociale e
della disabilità, ma perché li contingenta, sta dicendo al Governo
che entro un tot di termine deve procedere.
E' una norma di carattere generale. Ho il dovere di difenderla
come Presidente del Parlamento, fino in fondo, perché questa è
stata la volontà - ripeto - della Commissione ed era presente,
altresì, il Governo.
Pongo in votazione l'articolo 1, così come modificato. Chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole Formica, con il suo voto contrario, anche se abbiamo
votato per alzata e seduta e lei sa perfettamente che non vengono
individuati i singoli voti.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Art. 2.
Interventi in favore di enti teatrali
1. Alla spesa autorizzata, per l'esercizio finanziario 2013, dal
comma 1 dell'articolo 72 della legge regionale 15 maggio 2013, n.
9, di cui all'allegato 1 alla medesima legge, come rideterminata in
applicazione del comma 2 dello stesso articolo, sono apportate le
seguenti modifiche:
- UPB 13.2.1.3.5, capitolo 377314 Teatro Stabile di Catania' +
200 migliaia di euro;
- UPB 13.2.1.3.5, capitolo 377316 Teatro Massimo Bellini di
Catania' + 300 migliaia di euro;
- UPB 13.2.1.3.5, capitolo 377317 Teatro di Messina' + 200
migliaia di euro;
- UPB 13.2.1.3.5, capitolo 377318 Teatro Biondo Stabile di
Palermo' + 300 migliaia di euro;
- UPB 13.2.1.3.5, capitolo 377726 Contributi INDA' + 200 migliaia
di euro;
- UPB 13.2.1.3.5, capitolo 473707 FOSS di Palermo' + 300 migliaia
di euro;
- UPB 13.2.1.3.5, capitolo 473708 Teatro Massimo di Palermo' +
300 migliaia di euro.
2. Alla tabella G di cui al comma 6 dell'articolo 75 della legge
regionale 15 maggio 2013, n. 9, sono apportate, per l'esercizio
finanziario 2013, le seguenti variazioni:
- UPB 13.2.1.3.5, capitolo 378118 + 200 migliaia di euro.
3. Agli oneri discendenti dall'applicazione del presente articolo,
quantificati in complessivi 2.000 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2013, si provvede con parte delle disponibilità
dell'UPB 4.2.1.5.2, capitolo 215704, accantonamento 1001 del
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario medesimo. »
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati due
emendamenti, il 2.1 ed il 2.2, entrambi a firma degli onorevoli
Savona, Dina, Firetto.
L'onorevole Firetto ritira la sua firma, la appone invece
l'onorevole Gianni.
Non c'è mai stata la firma dell'onorevole Firetto. E' un errore
materiale, viene verbalizzato che per errore materiale, gli
emendamenti 2.1 e 2.2, portano la firma dell'onorevole Firetto.
Gli Uffici fanno presente che votando favorevolmente, nel caso in
cui quest'Aula si determini a votare favorevolmente questi
emendamenti, occorrerà un aggiustamento di carattere tecnico che
verrà fatto, perché se vengono attribuite 100 migliaia di euro da
destinare all'Accademia Superiore Arte Drammatica devono essere
sottratte all'INDA, se non si è compreso male, procederanno,
quindi, gli Uffici.
MARZIANO. Chiedo di parlare sull'emendamento 2.1.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, sarò brevissimo, se non ho capito
male, l'emendamento chiede di estrapolare 100 mila euro dei 200
mila affidati all'INDA per fare partire la scuola di teatro.
Ora, l'INDA, che è la più importante istituzione culturale della
città, ed una delle più importanti della Sicilia, ha subito, in
questi anni, decurtazioni formidabili.
Sottrarre dalla gestione generale 100 mila euro dei 200 mila che
si vogliono attribuire, non mi sembra una scelta assennata.
Se ci saranno le condizioni per contribuire, ulteriormente, per
l'apertura della scuola di teatro sarà un altro paio di maniche ed
io sarò d'accordo e lo sosterrò.
In questo caso, mi sembra una limitazione della possibilità per
l'INDA, che lo ricordo, anche perché c'è l'assessore Stancheris,
l'INDA deve ricevere somme legittime, con impegni giuridicamente
vincolanti dal 2010, e rischiamo di farla fallire.
In questo momento, i 200 mila euro possono servire, invece, ad
affrontare l'emergenza, sperando che si sblocchino le somme che
l'INDA deve avere, legittimamente, dal 2010.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del
Governo, intervengo per spiegare all'onorevole Marziano che non ha,
forse, ben compreso il motivo dell'emendamento.
Approvo quanto detto dal collega Marziano sui ritardi con i quali
l'INDA non è stata in questi anni, come dire, oggetto di quelle
attenzioni di cui avrebbe dovuto essere oggetto, per cui, tante
volte in Commissione Cultura', ci siamo scontrati.
Qui il tema è diverso e per chiarirlo all'onorevole Marziano e a
chi non percepisce bene il motivo di questo emendamento, dei
duecento mila euro - tra l'altro quest'anno, onorevole Marziano,
l'INDA ha avuto un successo strepitoso con un incasso altissimo -
la legge sulla Accademia Superiore di Arte Drammatica esiste già da
quattro anni e sono stati stanziati, a più riprese, qualche decina
di migliaia di euro, Accademia che non parte, che è unica in
Sicilia e fra l'altro nel Meridione non ce ne sono altre, con
questi cento mila euro atteso che l'Accademia fa parte dell'INDA
e, quindi, non c'è nessun spostamento di somme, con questi cento
mila euro saremmo finalmente in grado di far partire l'Accademia
superiore.
Io chiedo all'onorevole Marziano di rivedere la sua posizione su
questo emendamento che non distribuisce, non toglie, non elimina
nulla, ma indirizza di fatto l'INDA a utilizzare metà delle risorse
per far partire l'Accademia Superiore di Arte Drammatica, che è una
legge approvata da questo Parlamento, quattro anni fa.
CORDARO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo ho
saputo in ritardo che c'era la possibilità di presentare
emendamenti che inserissero qualcosa di qua e qualcosa di là ed,
essendo un deputato notoriamente distratto, avevo preparato un
emendamento per una nuova scuola di danza a Bagheria e per una
scuola di flauto a Balestrate.
Spiegherò ai miei amici di Bagheria e di Balestrate che non
avranno né la danza e neanche il flauto e per la stessa ragione
voterò contro l'emendamento per l'avvio di una attività teatrale a
Siracusa, penso che ci siano cose più serie da fare.
SORBELLO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per
esprimere il voto contrario ad una impostazione che non ha una
logica, perché la logica è che l'INDA, un ente già consolidato che
ha dato risultati eccellenti in quel territorio e la provincia e
lustro, venga così vincolata quella che è la programmazione
economica spostando il tutto.
Vero è che l'ente è sotto la gestione dell'INDA, però con questo
emendamento noi andiamo a vincolare il 50 per cento delle risorse
che dovrebbe avere, tra l'altro con la situazione economica già
drammatica che vive già l'ente INDA, per cui questi cento mila
euro aggraverebbe, ancora di più, vincolandoli, la situazione
economica dell'ente.
CIRONE. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo di dover
esprimere sorpresa, rispetto alla richiesta di modifica
dell'articolato previsto nel provvedimento a proposito
dell'intervento dell'onorevole Gianni, perché l'onorevole Gianni
con passione, come è tipico del suo carattere, rivendica che una
parte di queste somme dedicate all'INDA debbano essere indirizzate
alla scuola.
Sembrerebbe qualcosa di molto nobile, di molto importante, ma
credo che sia sbagliato proporlo in questa sede, in questo
articolato, per il semplice fatto che in questo articolato ci si
riferisce in generale, citando anche l'INDA, ad enti pubblici
teatrali, i quali riceveranno un sostegno che servirà al pagamento
di stipendi dei lavoratori che anch'essi stanno soffrendo
difficoltà in tutta la Sicilia e soprattutto nelle grandi città.
Quindi chiederei all'onorevole Gianni di ripensare a questa
proposta, che faremmo bene a riprendere in altra sede e con la
necessaria riflessione e dedicare invece la somma, così come
previsto dal provvedimento, interamente all'Istituto Nazionale del
Dramma Antico senza per questo destinarlo ad altro.
PRESIDENTE. Onorevole Gianni, insiste con il suo emendamento o lo
vuole trasformare in un ordine del giorno?
GIANNI. Insisto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
STANCHERIS, assessore per il turismo, lo spettacolo e lo sport.
Onorevoli deputati, per questo teatro, in modo specifico, il
Governo è contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore . La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.2. Il parere del Governo?
STANCHERIS, assessore per il turismo, lo spettacolo e lo sport.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'art. 3. Ne do lettura.
«Art. 3.
Interventi in favore delle province regionali
1. All'articolo 15 della legge regionale 15 maggio 2013, n. 9,
sono apportate le seguenti modifiche:
- al comma l le parole 44.000 migliaia di euro sono sostituite
con le parole 49.000 migliaia di euro ;
- al comma 4 è soppressa la lettera h);
-alla fine del comma 7 sono aggiunte le seguenti parole Sono,
inoltre, abrogate tutte le disposizioni di legge che prevedono
riserve o criteri di assegnazione specifici a valere sul fondo
delle autonomie locali per le province regionali .»
Onorevoli colleghi, il Governo ha presentato all'art. 3,
l'emendamento di modifica il 3.1.
Lo leggo: Il contributo regionale viene prioritariamente
utilizzato per le finalità di cui al comma 1 dell'art. 12 della
legge regionale 15 maggio n. 15 -Licei linguistici e musicali,
servizi socio-assistenziali
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli deputati, il motivo per il quale è
stato presentato questo emendamento nasce dalla necessità di dare
una indicazione ai commissari delle province sull'utilizzo,
prioritario, delle risorse che quest'anno sono molto diminuite in
relazione al fatto che c'è stato il concomitante taglio da parte
del Governo nazionale di oltre cento milioni di euro, più quello
operato da noi nella finanziaria.
Per cui, di fatto, con la manovra che noi abbiamo proposto
all'intero del disegno di legge presentato, riusciamo ad avere un
plafond da distribuire alle province regionali pari a quindici
milioni di euro che è circa la metà rispetto a quello che noi, come
Regione, avevamo distribuito l'anno scorso pari a circa trenta
milioni di euro.
Quindi, di fatto, ripartendo proporzionalmente tra le varie
province il taglio che è stato fatto, che è pari a quindici milioni
di euro, abbiamo ritenuto necessario, visto l'imminente avvio
dell'anno scolastico, dare una indicazione chiara ai commissari
che, prioritariamente, laddove esistono degli istituti scolastici,
le risorse devono essere utilizzate per gli istituti scolastici,
cioè per garantire a tutto il sistema scolastico l'avvio delle
attività. Ecco perché abbiamo presentato questo, perché essendosi
ridotto di molto il plafond disponibile per le province, riteniamo
di dover dare una priorità per quelle province dove esistono gli
istituti scolastici.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, vorrei che
su questo punto si facesse un po' di chiarezza e, se possibile, che
l'Aula seguisse il ragionamento che vorrei sviluppare.
L'emendamento 3.1 del Governo della Regione ha un fine nobile,
solo che l'Assessore Valenti e l'assessore Bianchi hanno omesso di
dire due cose importanti, se non fondamentali. La prima che i soldi
che il Governo sta stanziando per il funzionamento delle province
non sono sufficienti neanche parzialmente a far funzionare gli
istituti scolastici. E su questo dobbiamo essere franchi La
seconda dimenticanza che vorrei ricordare, assessore Bianchi, è che
lo Stato ha trasferito alla Regione 54 milioni di euro affinché la
Regione li trasferisse alle province. E mi riferisco
all'addizionale sull'energia elettrica. Ma la Regione, con questa
manovra, non trasferisce 54 milioni alle province, ma ne
trasferisce soltanto 49.
Allora, se così è, non è forse una forma di appropriazione
indebita che sta consumando il Governo? Arrivano alla Regione delle
risorse a destinazione vincolata da parte dello Stato, risorse che
prima andavano direttamente alle province, affinché la Regione le
trasferisca alle province, e la Regione non le trasferisce. Dare
delle risorse alle province è come dare un po' di acqua fresca che
non risolve il problema, perché con queste risorse che noi
trasferiamo nessuna provincia è in condizione di garantire il
funzionamento dell'intero anno scolastico e non mi si venga a dire
che ci sono province che hanno sforato il patto di stabilità,
perché ci sono sentenze che dicono che per i servizi didattici
questo principio non si applica.
Allora, assessore Bianchi, in Sicilia noi abbiamo mille emergenze,
non facciamo diventare emergenze quelle che non sono tali.
Onorevole Presidente della Regione, se abbiamo incassato 54 milioni
dallo Stato per darli alla provincia, dobbiamo avere l'onestà
intellettuale di dire che non glieli diamo perché non ce li abbiamo
oppure li dobbiamo trasferire, diversamente è una presa in giro. E'
una presa in giro l'impianto.
Presidente Crocetta, non voglio che sul territorio siciliano si
scateni una bagarre perché siamo stati i primi a sopprimere le
province e non siamo più in condizione di garantire i servizi che
le province garantivano. Bisogna trasferire alle province le
risorse che la Regione ha introitato dallo Stato, che erano a
destinazione vincolata, che non sono 49 bensì 54 milioni di euro.
Vorrei che su questo la Presidenza, il Governo desse una risposta.
Diversamente, signor Presidente, non ho timore a dire che non
sostengo l'articolo 3 nel suo impianto perché l'articolo 3 non
trasferisce tutto quello che è dovuto per legge ed è stato
incamerato dalla Regione e non risolve il problema. Io voglio
risolvere il problema e non voglio dare, come dire, una goccia di
acqua che poi va dispersa.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo trattando
di un tema molto delicato che riguarda l'assetto delle Province e
tutto ciò che in questo momento di grande tensione, come
l'Assessore ben sa, c'è all'interno delle Province.
Il rischio che si corre nei mesi a venire - e siamo già
praticamente a settembre - è che molti servizi che storicamente
sono stati erogati, e non voglio entrare nel merito, ai cittadini
delle singole province, rischiano di venir meno. Ci sono servizi di
grandissimo valore, sono temi piuttosto complessi che rischiano di
fare esplodere i territori e rischiano di creare disservizi ai
cittadini. Per esempio, a Trapani ci sono due scuole che
costringeranno ottici e corallai che hanno frequentato il primo ed
il secondo anno a dover completare il ciclo di studi in Campania
perché le scuole più vicine sono a Napoli, a Torre del Greco.
Desidero sapere con questo emendamento, che tratta di materia
delicata e complessa che riguarda la riforma complessiva delle
Province, le ricadute e gli effetti che una norma scritta in questo
modo, tecnico, corretto, etc. ha sui territori, altrimenti
esprimerò forti riserve sul piano politico. Se dobbiamo
intervenire, come dobbiamo intervenire già alla ripresa dei lavori,
sul sistema complessivo della riforma Province, non possiamo oggi,
come dire, fare fughe in avanti o tagliarci i ponti dietro per
alcune situazioni e per altre magari porre rimedio già prima di
ferragosto? Quindi, o c'è chiarezza oppure personalmente esprimo
forti, forti riserve sull'approvazione di questa norma.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ha chiesto di intervenire
l'assessore Valenti, anche sulla base dell'intervento
dell'onorevole Gucciardi per spiegare il senso di questo
emendamento.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli deputati, vediamo un attimo di
riepilogare questa situazione in cui oggi ci troviamo, che da un
punto di vista finanziario, nelle Province, non c'entra niente con
la riforma.
Il problema è che essendo entrato in vigore nelle altre Regioni il
federalismo fiscale, procedura che da noi non è stata ancora
perfezionata, i tagli dei trasferimenti statali alle Province non
sono stati ancora compensati dalla piena attuazione del federalismo
fiscale. Questa situazione finanziaria ci sarebbe stata comunque,
indipendentemente dall'entrata in vigore della legge 7, poiché è un
percorso legato al federalismo fiscale. Detto questo, quello che
stiamo cercando oggi di fare è proprio garantire l'espletamento di
alcuni servizi essenziali sul territorio, primo fra tutti le scuole
che iniziano, come sappiamo, tra qualche settimana.
Siccome i Commissari si trovano con una carenza di risorse
notevole, derivante non dall'entrata in vigore della legge 7, bensì
da altri problemi, avendo poche risorse intendiamo dare
un'indicazione sull'utilizzo delle risorse disponibili, per
garantire che possano affrontare l'emergenza più immediata, ovvero
l'avvio dell'anno scolastico. Nella provincia di Trapani il
problema non è finanziario, ma avendo la Provincia sforato il Patto
di stabilità, il Commissario non può di fatto contrattualizzare i
docenti che insegnavano in quelle scuole, quindi è un problema non
di tipo economico, che stiamo cercando di risolvere giornalmente
col Provveditore per cercare una soluzione che permetta di
garantire la specificità del corso di studio e la tranquillità dei
ragazzi.
Purtroppo bisogna andare avanti per emergenze e, in questo
momento, l'emergenza è il diritto allo studio dei ragazzi, la
garanzia dell'avvio dell'anno scolastico.
L'emendamento muove in questo senso e nessun altro.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, alcuni interventi hanno precisato la necessità di un
nostro intervento sulla scuola. L'emendamento presentato dal
Governo, su input dell'Assessore Valenti, interviene proprio in
questo settore; quindi non riusciamo a comprendere le vostre
perplessità.
Noi siamo anche disponibili a ritirarlo, tanto faremmo comunque
una circolare dicendovi che dobbiamo privilegiare le scuole, tenuto
conto che iniziano a settembre. Sulle Province in generale si può
poi intervenire con le variazioni di bilancio, senza che si
pregiudichi nulla. Non è una norma senza ratio.
Siccome ci sono delle Commissioni che stanno lavorando sullo stato
delle Province, e si stanno manifestando tutte le relative
esigenze, nelle variazioni di bilancio si terrà conto di questo,
non potevamo certo modificare tutto. Lo stiamo dicendo per il
semplice motivo che la scuola inizierà presto. Tutto questo è già
stato concordato con i Commissari delle Province siciliane.
Dopo di che c'è un problema specifico che riguarda Trapani, che
non riguarda né l'Assemblea Regionale Siciliana, né il Governo. Il
Commissario di Trapani sostiene in particolare due cose: in primis,
il fatto che è stato sforato il Patto di stabilità rispetto alla
spesa; infine che i lavoratori che lavorano in quei centri non sono
stati assunti per pubblico concorso, quindi ha delle difficoltà a
prorogarli, perché non ha chiaro da quali leggi discenda il loro
diritto.
Stiamo cercando di risolvere questo problema, ma certe volte a
mestare troppo le cose si finisce per creare problemi che sarebbe
meglio risolvere sul piano gestionale più che sul dibattito
parlamentare. Vi assicuro che il Governo si sta impegnando al
massimo per evitare che quei lavoratori perdano il posto di lavoro
e che quelle scuole vadano chiuse.
MAGGIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono perfettamente
convinta che ha ragione il Presidente Crocetta quando dice che la
priorità è quella dell'avvio dell'anno scolastico, ma questo
dovrebbe valere per tutti gli allievi, anche per quelli che hanno
affrontato dei corsi scolastici che non siano solo specialistici
come quelli dei corallai e degli ottici di Trapani,che tra le altre
cose, dovrebbero essere tutelati nella loro peculiarità, specie in
considerazione del fatto che forniscono un garantito sbocco nel
mondo del lavoro.
Se questo per noi è ininfluente, non lo può essere, sicuramente,
per quelle famiglie che hanno investito nella formazione di questi
lavoratori. Al problema degli alunni, di quell'istituto
professionale si aggiunge anche il problema degli allievi dei licei
linguistici e dei licei musicali, per il semplice motivo che non è
facile trovare un percorso curriculare che sia assolutamente
coincidente. Non garantiamo, quindi, la continuità dal punto di
vista didattico, anche attraverso la statizzazione.
Ma c'è di più Purtroppo noi non garantiamo centinaia di
lavoratori che, per responsabilità politiche, non sono stati
assunti a tempo indeterminato e hanno continuato, per decenni, ad
avere dei contratti a tempo determinato ed ancora oggi, sempre per
responsabilità politiche - parliamo dei disastri dei bilanci di
alcune province, di una gestione amministrativa e contabile che
sarebbe sicuramente da indagare - non hanno la possibilità di
continuare a svolgere la loro attività lavorativa. Se andiamo, poi,
a cercare il distinguo su come sono stati assunti, lo possiamo fare
su questi lavoratori, su questi docenti, ma lo dovremmo fare anche
per altri livelli. Il punto è, quindi, la continuità didattica, la
salvaguardia delle specificità, ed io dico pure la salvaguardia di
tantissimi posti di lavoro.
CROCETTA, presidente della Regione. Le ho detto che le stiamo
salvaguardando
MAGGIO. Finora non l'ho visto, tant'è che abbiamo presentato un
ordine del giorno specifico sulla tutela di questi lavoratori e di
questi percorsi formativi. Ad oggi, purtroppo, non abbiamo nessuna
risposta, tra l'altro quell'emendamento che indiscriminatamente
parla della salvaguardia di alcuni servizi o di alcuni istituti,
non fa sicuramente chiarezza tra quali sono i percorsi formativi
dei lavoratori che si salveranno e quelli che, invece, non si
salveranno.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevamo
apprezzato, nella riunione della Commissione Bilancio che ha
preceduto questa seduta d'Aula, lo sforzo importante che aveva
fatto l'assessorato di conciliare due esigenze importanti: siccome
non ci sono più i trenta milioni di euro dell'anno scorso ma ce ne
sono solo quindici e ci sono due esigenze, quella di non
mortificare quattro province e quella di tenere conto però dei
musicali, dei doposcuolisti e quant'altro, lo sforzo che aveva
fatto l'assessore Valenti, in quella sede, con una tabella
rispettosa delle due esigenze, ci aveva fatto dire che quella era
la soluzione, perché quasi dieci milioni di euro vengono destinati
alle province che hanno le riserve e gli altri vengono dati
proporzionalmente a tutti. Tant'è che le province, anche quelle
importanti come Messina, prendono un piccolo contributo di
trecentomila euro, Siracusa ne perde trecentomila rispetto agli
ottocentomila, ma ci sono province dove il taglio è, per così dire,
significativo.
Se il Governo dichiara che di questo emendamento fa parte quella
tabella, ha un senso. Se quella tabella, assessore, viene
modificata, si modifica l'equilibrio che si era trovato in
Commissione Bilancio tra le diverse esigenze. Se questo è, si
tratta solo di un emendamento ultroneo e forse sarebbe meglio
ritirarlo, se invece quella è la tabella di riferimento allora il
problema è risolto.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, siccome l'intendimento è quello di dare la priorità alle
scuole, e siccome questo poi si può fare con gli strumenti previsti
dalla legge, il Governo ritira l'emendamento 3.1
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Votazione finale del disegno di legge Modifiche all'articolo 128
della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche
ed integrazioni ed iniziative in favore degli enti teatrali e delle
province regionali (529-521-525-73-393-448/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge:
Modifiche all'articolo 128 della legge regionale 12 maggio 2010,
n. 11 e successive modifiche ed integrazioni ed iniziative in
favore degli enti teatrali e delle province regionali (529-521-525-
73-393-448/A).
Presidenza del Presidente Ardizzone
D'ASERO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, il dibattito piuttosto articolato su questo
tema, che voleva essere anche un momento perché particolari
sensibilità su alcune tematiche venissero approfondite e fossero
anche foriere di una decisione che portava scelte, che avrebbe
dovuto portare a scelte un po' più ragionate, ci inducono ad una
considerazione.
Vorrei chiedere al Presidente della Regione perché ha avuto una
disponibilità e una apertura a ché somme e risorse su alcune
fattispecie, i teatri e gli enti sono stati oggetto di una precisa
attenzione e distribuzione che può essere anche visto
positivamente, mentre su altri temi Presidente c'è stata una netta
chiusura? Perché è congruo l'intervento su un teatro che vede un
incremento di risorsa, e quindi per legge stiamo facendo una
destinazione specifica, mentre su altri interventi questo non è
stato possibile o non è stato consentito? Perché su alcune
iniziative dove ritengo c'è stata anche una posizione da parte
nostra che era quella anche dell'opposizione di un intervento che
tentasse di dare un contributo e migliorare il contesto complessivo
della norma che trattiamo non è stato possibile di un
approfondimento e quindi di un accoglimento di alcune di queste
iniziative?
Bene, se il dibattito, anche se formalmente, non ha portato ad una
preclusione di forma, ha portato nella sostanza ad una preclusione
di sostanza e quindi c'è un tentativo dove nessuna delle nostre
attenzioni, delle nostre proposte, dei nostri suggerimenti è stato
accolto. Quindi il nostro voto su questo disegno di legge e quindi
il voto del PDL è un voto contrario che deve servire non tanto alla
valutazione del disegno di legge ma deve servire anche ad un invito
all'onorevole Presidente della Regione ed al Governo a ché in
direzione di alcune tematiche che riguardano appunto le disabilità
ci si sia una maggiore attenzione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dichiarare il voto favorevole del Gruppo parlamentare dell'Articolo
4, però devo dire che noi arriviamo a questo voto favorevole con un
compromesso con noi stessi, perché siamo arrivati oggi a questo
disegno di legge con emergenza, e ritengo che non c'era bisogno di
arrivarci cpsì perché il disagio sociale e la disabilità non devono
arrivare all'emergenza.
Ritengo che non sia corretto che il Presidente della Regione si
debba occupare all'ultimo minuto di quelle che sono le emergenze
della Sicilia, proprio perché ricordo perfettamente che l'assessore
Bonafede aveva preso l'impegno di portare un disegno di legge su
questo tema e quindi vorrei capire in questi quattro mesi dalla
finanziaria ad oggi cosa ha fatto l'assessore Bonafede su questo
tema per arrivare oggi all'ultimo giorno utile, al 12 agosto, per
affrontare il problema della disabilità in Sicilia.
Noi deputati dell'Articolo 4 votiamo a favore solamente perché non
vogliamo speculare su quella che è l'emergenza, però riteniamo che
gli assessori devono fare il loro lavoro nel modo giusto e corretto
e devono impegnarsi affinché non si viva soltanto nelle emergenze.
Assessore Valenti, credo che bisogna fare una battaglia vera per
quelli che sono i trasferimenti dello Stato nei confronti della
Regione Sicilia perché è inaccettabile che lo Stato si dimentichi
delle Regioni a Statuto Speciale, faccia una legge e faccia i
trasferimenti soltanto per le Regioni a Statuto ordinario e nessuno
interviene, nessuno manifesta davanti al Parlamento Nazionale.
Credo che dobbiamo iniziare a farci valere e dobbiamo iniziare a
lavorare nel modo ordinario e non nell'emergenza.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
già precedentemente avevo espresso alcune riserve. È chiaro che il
dibattito d'Aula e alcune modifiche hanno migliorato la situazione
rispetto ad una impostazione che era quella per cui il Parlamento
doveva decidere nominativamente quali erano le associazioni da
finanziare.
Siamo in un momento particolare, lo si è visto anche con
l'emendamento presentato dall'assessore Valenti, considerate le
condizioni particolari in cui si trovano alcuni enti locali a
partire dai piccoli Comuni a cui sono stati sottratti 180 milioni
di euro per la situazione economica generale, considerato il
problema delle Province, delle scuole, considerato anche che la
riforma delle Province non è una riforma che si può fare in breve
tempo ma è una riforma complessa perché significa riformare un
sistema, considerando anche quello che avevo detto la volta scorsa,
io darei il mio voto favorevole, a condizione però che il
Presidente della Regione si possa impegnare per portare in Aula le
variazione di bilancio come prima legge al ritorno dalla
sospensione feriale e che si prenda atto della situazione
insostenibile dei piccoli enti locali che non hanno la possibilità
più di poter pagare materialmente gli stipendi.
Ci stiamo occupando di tante cose che sono anch'esse urgenti, ma
abbiamo il bisogno di attenzionare quale è la situazione economica
dei piccoli Comuni, così come il problema delle scuole che spero
possa essere risolto in sede amministrativa, così come la riforma
delle Province, che è una battaglia su cui Governo, anche l'Aula,
dovrà dimostrare di avere capacità di riformare un sistema che può
sicuramente migliorare lo stato degli enti in questa Regione
Sicilia.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questo disegno
di legge che, il 12 agosto, si porta all'approvazione dell'Aula, il
Governo praticamente ha gettato la maschera. Ha gettato la maschera
perché parlava di abolizione della Tabella H e si è presentato qui
con una maxi Tabella H. Una Tabella H per gli enti che già vi
facevano parte e un'altra Tabella H in fieri, anzi velocemente;
solo pochi giorni di tempo per presentare le domande agli enti; che
si vuole costruire dove il Governo, giustamente - perché è il
Governo che mantiene fede agli impegni, che fa sempre ciò che dice
con gli annunci, che non cambia mai opinione -, dal suo punto di
vista, vuole fare la propria Tabella H. Dimenticando che ci sono le
province che, per colpa di questo Governo, sono state abolite
frettolosamente e i cui nodi vengono al pettine, in maniera
clamorosa, da qualche mese a questa parte, confermando tutto ciò
che avevamo detto allora.
Non sono cose emerse adesso; sono cose, argomenti circostanziati
che, in sede di abrogazione delle province, abbiamo sottolineato,
più volte, paventando i rischi, che si sarebbe andati incontro alla
diminuzione dei trasferimenti da parte dello Stato, che non si
sarebbero potuti pagare gli stipendi, che c'era il problema delle
scuole provinciali, delle manutenzioni stradali delle province, del
Patto di stabilità, dei debiti che le province avevano accumulato e
che sarebbero passati, in seguito all'abolizione, sul groppone
della Regione stessa.
Oggi, il Governo, anziché presentarsi in Aula con la Tabella maxi
H, perché sarebbe da ridefinire così questo disegno di legge, la
maxi Tabella H, non l'abolizione della famigerata Tabella H, ma la
ripresentazione, in chiave rivoluzionaria e antimafiosa, della maxi
Tabella H, da parte di questo Governo, costringendo contestualmente
i piccoli comuni a chiudere, perché hanno eliminato i trasferimenti
a questi enti, eliminando persino la cosiddetta Legge Formica che,
nei primi anni 2000, il sottoscritto aveva fatto approvare a favore
dei comuni sotto i cinquemila abitanti e che istituiva una riserva
di quindici milioni di euro per i comuni sotto i cinquemila
abitanti
E' stato raschiato dal barile anche questo trasferimento per la
metà dei comuni siciliani, la metà: duecento comuni su
quattrocento. Anziché presentarsi in Aula, anche il 12 agosto,
anche il 15 agosto, per approvare le variazioni di bilancio in
favore delle categorie, in favore dei comuni, delle province, delle
imprese, il Governo è venuto qui per fare mangiugghia , una maxi
Tabella H ed è il frutto di una grande rivoluzione. Annunciamo il
nostro voto fermamente contrario.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, vorrei che lei dividesse fisicamente
il Presidente Crocetta dalla sua maggioranza. Potrebbero accadere
solo cose negative, quindi, è meglio farli tornare ciascuno al
proprio corpo.
PRESIDENTE. La divisione fisica non mi appartiene.
CORDARO. Signor Presidente, Presidente della Regione, assessori,
onorevoli colleghi, il nostro voto di oggi, il voto del Gruppo
parlamentare Grande Sud - PID Cantiere Popolare, sarà un voto che
si muove in linea con quelli che erano gli argomenti, i principi
che abbiamo sostenuto nella notte della Finanziaria.
Ho molto apprezzato che, ad esempio, il collega Cancelleri, melius
re perpensa, si sia battuto insieme a noi per ripristinare i
finanziamenti a tante, direi tantissime, soprattutto in un momento
di crisi sociale ed economica così intenso, in Sicilia, categorie
di bisognosi che aspettano una boccata di ossigeno.
Mi sono un po' stupito degli altri interventi - ma il resoconto
stenografico farà chiarezza - di alcuni colleghi che si erano
scagliati contro la tabella H e che, oggi, invece, sono diventati
fieri sostenitori, addirittura, Don Chisciotte di questo metodo.
Signor Presidente e colleghi, perché è a voi che mi rivolgo, in
piena coscienza, abbiamo valutato una serie di argomentazioni.
Sappiamo che questo è un disegno di legge che cerca di tappare dei
buchi, purtroppo tanti. Sappiamo che ci sono emergenze
straordinariamente importanti e drammatiche, due per tutti: piccoli
comuni e province. Sappiamo che i fondi stanziati per gli enti
bisognosi e seri presenti nell'ex tabella H sono pari a 6 milioni e
mezzo e, quindi, al di sotto della metà dei fondi necessari per
dare copertura reale.
Sappiamo anche, ed è questa una delle ragioni fondamentali che ci
ha fatto riflettere, che è passato il principio che abbiamo posto
all'inizio: nessun emendamento né in più né in meno, ma soltanto un
ragionamento di principio su quella che deve essere la
responsabilità dell'iniziativa politica che deve restare
esclusivamente sulle spalle del Governo.
Sappiamo anche, signor Presidente, che, rispetto a quanto abbiamo
finora affrontato, ci sono dei temi di estrema urgenza e di estrema
gravità.
Sappiamo, soprattutto, di avere attribuito al Governo Crocetta ed
ai suoi assessori una responsabilità pesantissima che è quella di
trovare risorse e risposte per le tante categorie di bisognosi,
veri, che esistevano ed esistono nella ex tabella H ed in quello
che è il disegno di legge numero 529 che, adesso, andremo a votare.
Temiamo, onorevole Presidente Crocetta, e saremo particolarmente
attenti, vogliamo pensare che non sarà così, che questa non sia
un'esca per i tanti enti, perché non si dica lasciate che i
pargoli vengano a me di evangelica memoria.
Noi ci saremo. Saremo vigili. E, soprattutto, onorevole
Presidente, saremo, a quel punto, flessibili perché, oggi, il
Gruppo parlamentare Grande Sud - PID Cantiere Popolare voterà sì a
questo disegno di legge, ma lo farà non per un atto di fiducia al
Governo, bensì per un atto serio, sentito, di solidarietà nei
confronti di quelle categorie che attendono risposte dal Governo
regionale, consapevoli come siamo, che, così come in tempo di
finanziaria, ci siamo opposti al meccanismo che voleva buttare via
l'acqua sporca con tutto il bambino , per le stesse ragioni, oggi,
seguiamo la stessa unità d'intenti e, quindi, ci comporteremo
conseguenzialmente.
ODDO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il nostro Gruppo vota
favorevolmente la proposta del Governo, però, voglio sottolineare
l'impegno che ha assunto, sia ufficialmente sia informalmente, il
Presidente Crocetta, in relazione ai licei di Trapani che, come lui
ha chiarito, rischiano, nonostante questo trasferimento di risorse
finanziarie a favore delle province, comunque, di avere un futuro
incerto, mi riferisco al liceo per corollai e quello per ottici.
Mi auguro che, nonostante la calura estiva, nonostante il
ferragosto, che è alle porte, il Governo capisca. Considerato che
questi istituti dovrebbero riprendere le lezioni l'1 settembre,
il Governo, nelle prossime ore, assuma i passi necessari a
consentire di superare, direi, l'eccessiva rigidità del Commissario
Straordinario di Trapani, Pellos, che, su questo argomento, sta
dando una interpretazione molto restrittiva e molto rigida,
addirittura, portando all'esterno opinioni relative alle posizioni
del Governo che sono difformi da quelle che il Governo ha, invece,
espresso, formalmente, qui dentro, in quest'Aula, oggi.
Chiedo, quindi, agli Assessori, al Presidente Crocetta, che, nelle
prossime ore, sull'onda dell'equivoco, non si giochi con la pelle
degli alunni e dei docenti di questi licei e che si verifichi la
possibilità reale di estrapolare questi licei da queste pseudo
province che non esistono più, se questo è un problema legato ai
vincoli di Patto di stabilità, e si proceda a regionalizzarli , a
statalizzarli ; uno scorporo dalle competenze del Commissario
Straordinario perché questo balletto deve finire; dobbiamo dare
garanzie e sicurezza agli studenti di questi due licei.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E, poi, sono iscritti a parlare
l'onorevole Fazio, l'onorevole Cancelleri, l'onorevole Di Giacomo,
l'onorevole Picciolo.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente, come
Gruppo MPA, manteniamo la posizione che avevamo assunto all'inizio.
Malgrado numerosi tentativi da parte di questa maggioranza, di
alcuni deputati del PD, lasciatemelo dire, in testa l'onorevole
Cracolici, che abbiano voluto, in qualche modo, salvare alcune
iniziative, emendamenti del Governo, dobbiamo registrare che, alla
fine, questi tentativi sono finiti male.
Sono finiti male perché l'approccio del Governo è rimasto lo
stesso dall'inizio; perché si è passati, l'ho già detto, da una
tabella H del Parlamento a una tabella H del Presidente della
Regione, dove non spariscono i numerosi enti, semmai, aumenta la
totale discrezionalità del Governo che prova persino a tarpare le
ali, non solo alla propria maggioranza, ma ad alcuni dei suoi
assessori che un buon lavoro avrebbero voluto fare.
Così facendo, invece, rispetto alla tabella H, i tempi del
Presidente della Regione si allungano a dismisura. Gli enti,
probabilmente, vedranno la possibilità di ricevere un contributo e,
quindi, di avviare le loro iniziative chissà quando.
Poco rispetto, poco spazio, quasi nullo rispetto, invece, alla
questione dei comuni, delle province, così che, rispetto alle
stesse province, ad esempio, troppo pochi ci sembrano quei cinque
milioni di euro, mentre vi era stato, come tutti sappiamo, un
trasferimento di cinquantaquattro milioni di euro da parte dello
Stato, rispetto alle province con un fondo, peraltro vincolato, che
mi fa parlare, addirittura, di appropriazione indebita da parte del
Governo e rispetto a queste somme che lo Stato aveva stanziato per
la provincia.
Il federalismo fiscale, assessore Valenti, con questa vicenda, non
c'entra nulla; c'entra poco. La verità è che non c'è stata nessuna
programmazione e, per citare le sue parole, bisogna andare avanti
per emergenza . Purtroppo, questo approccio non può
contraddistinguere questo Governo che di emergenze, purtroppo, in
Sicilia, ne vede tante e che, invece, dovrebbe lasciare spazio, non
tanto ad affrontare l'emergenza e all'improvvisazione, quanto,
invece, ad una programmazione seria e per tempo.
Per questo, voteremo esprimendo parere contrario, ricordandovi
che, sulle province, abbiamo un lavoro da fare, nei prossimi mesi,
che non contraddistingue soltanto la questione dei licei
linguistici e delle scuole provinciali ma che dovrebbe, invece,
coinvolgere i dipendenti delle province, le partecipate in house,
come la Palermo Energia , che, spesso, è stata audita in
Commissione e che, purtroppo, continua a non averne.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anticipo il voto
favorevole al disegno di legge per il senso di responsabilità che,
a mio avviso, deve contraddistinguere ogni parlamentare.
Non posso non evidenziare che ci sono alcune associazioni - mi
riferisco, in particolare, a quella dei ciechi, insieme a tante
altre - che hanno una difficoltà fin troppo evidente e che,
finalmente, anzi troppo tardi, il Governo sta per prendere in
considerazione, effettuando gli interventi di contributo che
consentiranno loro di sopravvivere, forse, fino a dicembre.
Mi spiace avere appreso del ritiro dell'emendamento da parte del
Governo che consentiva una maggiore attenzione per i licei che, per
esempio per la provincia di Trapani, stanno vivendo un momento di
grande difficoltà. Non posso non evidenziare come quello che era
stato anticipato in sede di approvazione della soppressione delle
province sta per verificarsi. Ci sono una serie di conseguenze, dal
punto di vista strettamente materiale, che, difficilmente, potevano
essere previste ma, a tutti i costi, quest'Aula ha approvato la
soppressione delle province.
Ho visto che il Governo sta cercando di correre ai ripari. Ho
l'impressione che non ci riuscirà e che le conseguenze saranno
estremamente gravi.
Signor Assessore, al di là della situazione dei licei linguistici
e della Scuola del Corallo, non dobbiamo dimenticare che la
Provincia era il maggiore sostenitore del Consorzio Universitario
della provincia di Tarpani e la conseguenza, senza i finanziamenti
e i contributi previsti, sarà sicuramente la chiusura.
Non possiamo dimenticare, considerato quello che sta accadendo,
della Ergesta e mi auguro che il Presidente Crocetta, il quale ha
assunto l'impegno di intervenire tempestivamente, per evitare
conseguenze nei confronti della società, con il venir meno della
medesima, che sono fin troppo evidenti e che le iniziative da parte
dell'Assessore Bianchi per cercare di salvare il salvabile per
quanto riguarda questa società, si possano concretamente attuare.
Ecco perché mi accingo a votare favorevolmente, nonostante molto
restio, in quanto sono iniziative che, a mio avviso, potevano
essere intraprese molto tempo prima e, per quanto riguarda le
province, è stata una scelta del tutto improvvida; improvvida
perché trovo del tutto illogico approvare una riforma e non
prevedere, effettivamente, la riforma stessa. Non potete rinviarla.
Avete la necessità di dover prevederla perché, effettivamente, si
potevano evitare alcune conseguenze.
Ciononostante, invito, ovviamente, l'assessore Valenti e
l'assessore Bianchi ad essere molto più celeri per quanto riguarda
la riforma stessa, perché credo che, con il passar del tempo, le
conseguenze saranno molto più gravi e, soprattutto, saranno
irreparabili. Grazie.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, comunico il voto
favorevole del Gruppo dei Democratici Riformisti per la Sicilia su
questo testo di legge che il Parlamento ha esitato, con le
correzioni ad esso apportate.
Potevamo fare, probabilmente, di più ed anche meglio, ma già aver
cambiato lo stile, il comportamento ed anche le scelte che erano
state fatte, in passato, per noi, rappresenta un grande passo
avanti.
Vorremmo maggiore tutela, ovviamente, per i ciechi, per i sordi,
per le associazioni che sono istituzionalmente preposte a favore
dei disabili, dei soggetti più disagiati, le associazioni che
combattono per la lotta per il cancro, che aiutano la gente che
soffre.
Ovviamente, confidiamo nell'azione attenta del Governo, sul quale
vigileremo con attenzione.
Abbiamo il presidente Savona che, da sempre, è stato addentro al
mondo dell'associazionismo, per cui vigileremo con attenzione
affinché vengano approvate norme eque, venga rivolta la giusta
attenzione agli enti e non si faccia quello che è stato definito
prima, erroneamente, secondo me, allargamento della tabella H.
Questa è una nuova tabella aperta a tutti, a tutte le associazioni
che avranno i diritti e i requisiti che verranno riconosciuti per
legge e verranno riconosciuti da apposite istruzioni e istruttorie
che saranno sicuramente trasparenti e consentiranno a noi tutti di
dare un nuovo corso, anche sotto questo aspetto, alla Sicilia.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho dubbi
che questo, comunque, rappresenti un passo avanti di fronte ad una
gestione dissennata ed anche cinica e, il più delle volte, poco
trasparente, di una parte cospicua di risorse del bilancio della
Regione. Mi vorrei, però, consentire qualche osservazione.
La prima è questa: penso che circa il 70-80 per cento dei
contributi andranno ad intercettare un'area, che è quella dei
servizi sociali e sanitari, per i quali, già, la Regione siciliana
spende una cifra di bilancio corrente intorno ai 9 miliardi di
euro.
Non sorge l'interrogativo che sia arrivato il momento di mettere
mano a questa materia, attraverso leggi di integrazione dei servizi
socio-sanitari, come del resto già presentata in Commissione e al
Governo, per cercare di vedere con attenzione se una parte di
questi fondi non potrebbe essere risparmiata e rivolta verso altri
obiettivi?
Siamo proprio sicuri che occorra attingere dalla ex tabella H
ulteriori risorse rispetto ad una spesa già consolidata di oltre 9
miliardi di euro?
La seconda cosa: i criteri di valutazione. Signor Presidente, ho
l'impressione che abbiamo reso pigra gran parte del mondo
associazionistico siciliano. Vorrei sapere quante di queste
associazioni abbiano prodotto progetti europei, quali risorse
abbiano avuto al di là dei fondi regionali, quali dinamicità.
Siamo una Regione che dovrebbe essere vocazionalmente portata alla
organizzazione di eventi culturali che dovrebbero portare qui
centinaia di migliaia, milioni di turisti. Qual è l'ultima grande
mostra, Assessore, che abbiamo organizzato, negli ultimi dieci
anni? Qual è l'ultimo grande evento che abbiamo organizzato, negli
ultimi dieci anni, al di là di quel poco ormai che si fa a
Taormina?
Nulla. Non abbiamo organizzato nulla. Siamo incapaci di fare
alcunché. Mi spiace che non ci sia il Presidente della Regione, ma
ci sono motivazioni diverse attraverso cui lo stanziamento e
l'investimento di queste risorse dovrebbero muovere gli interessi
turistici diversi da quelli che muovono noi quando andiamo in
Spagna.
Cosa andiamo a fare li? Vogliamo vedere: ambiente, territorio,
enogastronomia e cultura.
Che cosa abbiamo prodotto in questo senso? Gli indici di
valutazione delle attività di queste associazioni culturali. Mi
rivolgo a questo perché quelle socio-assistenziali le ho trattate
nella prima parte. E' mai possibile che si fermino soltanto a quei
criteri di valutazione? E' un errore grave. E' un errore di
valutazione molto grave.
Penso che la Commissione, che sarà chiamata a guardare i bilanci,
a guardare il patrimonio, a guardare entrate e uscite debba
guardare con occhio un po' più puntuto , attento nella
valutazione, altrimenti, assessore Stancheris, continuiamo ad avere
un territorio mal preparato e il territorio mal preparato,
difficilmente, aderisce in modo attivo al corredo progettuale che
ci può fare attingere ai fondi europei.
Quando non destiniamo nemmeno un euro alla provincia di Ragusa,
abbiamo fatto una cosa grave; abbiamo fatto una cosa grave perché
l'impreparazione del territorio è colpa nostra.
Non mettiamo il dito nei confronti, diciamo, di artefici diversi
rispetto a noi, che siamo classe dirigente. Quando siamo in un
territorio che è stata la patria di Elio Vittorini, è stata la
patria di Tommaso Campailla, che è stata la patria, diciamo, di
tanti altri architetti, letterati, Gesualdo Bufalino, Salvatore
Fiume, certo, non abbiamo prodotto.
Sono convinto che, se organizziamo una mostra, Assessore I
maestri del colore mediterraneo. Da Goia a Salvatore Fiume , al
castello di Donnafugata, dove hanno girato il film Il Gattopardo ,
verranno un milione di persone.
Perché non lo facciamo? Che cosa costa? Che cosa costa? Lo
affronterete in questo modo, come Governo, l'obiettivo prossimo
venturo?
Allora, il mio voto c'è, ma, se così non fosse, abbiamo dato una
razionalizzazione al processo, una trasparenza, ma avremo fatto
l'ennesimo buco nell'acqua .
PRESIDENTE. Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, abbiamo dibattuto lungamente nelle notti del bilancio
sulla famigerata tabella H e molti erano contrari, molti a favore
ma, in sostanza, il Commissario dello Stato ha poi scritto la
parola FINE su quella che era una pratica che assomigliava più ad
un suq, ad un bazar, a qualcosa di simile ad una compravendita.
Devo dire che questa riscrittura, da parte del Governo, su questo
disegno di legge, per quanto riguarda l'articolo 1, che fissa dei
criteri che sono in linea, in qualche modo, con un emendamento che
avevamo anche noi presentato, in quelle notti del bilancio, ci sta
molto bene. Su questo primo articolo, quindi, assolutamente nulla
da dire, anzi, siamo estremamente favorevoli. Quello che ci
rammarica è, invece, sull'articolo 2 perché lo stesso criterio di
valutazione, quindi di richiesta di parametri quantomeno
trasparenti, non viene applicato, quantomeno al comma 1, dove viene
stilata una vera e propria tabella di teatri che sono dislocati qua
e là nel territorio siciliano.
Non si capisce come, a fronte di una logica dell'articolo 1, poi,
venga, in qualche modo, fatta una lista che se non è una tabella H,
sarà una mini tabella ma, comunque, di quello si tratta. Per quanto
riguarda, invece, l'articolo 3 che rimpingua, in qualche modo, il
fondo per le Province, va bene, visto che questa riforma che
abbiamo fatto è stata sì importante, appoggiata anche dal nostro
Gruppo parlamentare, ma adesso rischia di diventare un boomerang,
perché a questa riforma stiamo facendo seguire una mancanza di
fondi, per cui all'esterno si percepisce come una riforma fatta
male.
Sappiamo benissimo che non è così, ma se non mettiamo le
coperture necessarie per favorire e garantire il lavoro del
personale all'interno delle Province regionali che ancora, al
momento, soltanto con la legge n. 7 sono state declassate ad enti
di secondo livello per quanto riguarda gli organi elettivi, ma non
sono soppresse (anche perché dovremo rivalutarle come singoli
Consorzi con una nuova legge), rischiamo di far diventare la
riforma avviata con la legge 7 un clamoroso autogol.
Questo io e il mio Gruppo non possiamo permetterlo. In generale
rispetto a tutto quello che è l'impianto della legge - che
preannuncio sarà da noi votata in modo favorevole - vorrei dire al
Governo questo: all'indomani della bocciatura da parte del
Commissario dello Stato c'erano ancora i soldi disponibili, che
erano 24 o 25 milioni di euro, perché siamo arrivati sempre
all'ultimo giorno per fare riforme che prevedono stanziamenti a
enti, fondazioni e associazioni che con i soldi svolgono servizi
sociali?
Questo è il problema che non ci sta bene, il continuo legiferare
in emergenza. Chiediamo, a fronte di quest'ultimo atto di questa
legge che, se mi permettete, stiamo ormai votando con le infradito
e la bibita alla mano', dato che siamo in pieno periodo estivo, che
questo Governo si impegni non tanto a fare delle buone leggi, ma
quanto meno a fare leggi in tempi che permettano a questo
Parlamento di operare in maniera concreta e serena, senza
obbligarci a correre e a fare le nottate. Ho apprezzato molto,
signor Presidente, l'intervento in occasione della consegna del
ventaglio, quando ha detto: Mai più leggi in notturna ; noi come
Gruppo parlamentare sottoscriviamo queste sue parole e siamo pronti
a sostenere questa sua scelta.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cancelleri.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare per una rettifica.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, poc'anzi ho detto una cosa inesatta:
che la provincia di Ragusa fosse stata esclusa dai finanziamenti.
E' invece inclusa in questi finanziamenti con due eventi, uno di
Modica e uno di Ciprì, con un contributo anche generoso.
Sugli esiti fallimentari della politica culturale e politica degli
ultimi dieci anni, non rettifico nulla.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io credo
che oggi abbiamo davvero l'occasione di approvare una buona legge
per la Sicilia, lo facciamo dopo un lavoro e un confronto intenso
tra il Governo e le forze parlamentari di maggioranza, anche con
un'apertura coi Gruppi dell'opposizione, che responsabilmente hanno
dato il loro contributo all'elaborazione di norme che ritengo
assolutamente importanti. Il superamento definitivo dell'ex
Tabella H , è stato detto da più parti, è indubbiamente un fatto
di grande rilevanza, mai più norme provvedimento in quest'Aula per
assegnare contributi a singoli enti o associazioni; penso che
introduciamo un principio importante di separazione delle
competenze dell'Assemblea regionale siciliana e del Governo, quindi
della competenza legislativa rispetto all'azione amministrativa,
che deve essere esercitata dal Governo, definendo però criteri,
merito, una cornice di trasparenza e legalità che consentirà alle
associazioni che ne avranno diritto di accedere ai contributi per
le finalità sociali, culturali, socio-sanitarie e sportive in
particolare, dando la giusta attenzione a quelle che sono le aree
maggiormente meritevoli di attenzione.
Credo che adesso sia necessario assicurare la massima celerità
all'attuazione di questa norma, di questa normativa che non
esiterei a definire riforma significativa per il settore di cui
parliamo. Ovviamente, essa non si esaurisce con questa seduta il
nostro compito di fare tutto il possibile per andare incontro ai
bisogni delle associazioni, degli enti interessati dall'articolo 1.
Alla ripresa, ovviamente, sarà necessario fare ogni sforzo per
trovare adeguata copertura finanziaria, perché la copertura
finanziaria di cui oggi disponiamo è assolutamente insufficiente,
ma avere definito un quadro normativo assolutamente positivo,
evidentemente aiuterà alla ripresa, anche la possibilità di trovare
una copertura adeguata con variazioni di bilancio con il prossimo
bilancio e la prossima finanziaria.
Credo che, però, abbiamo fatto bene a non cercare facili
scorciatoie che, in effetti, sarebbero state delle trappole, magari
cadendo nella tentazione, ancora una volta, di approvare una
piccola mini tabella H così come pure era stato proposto da parte
del PDL.
Io credo, invece, sia necessario che tutte le forze parlamentari
diano un contributo positivo all'approvazione di questa legge,
perché saremmo incappati nuovamente in impugnativa del Commissario,
perché è già stato detto con chiarezza che anche in base alle
recenti sentenze della Corte costituzionale non sono ammesse norme
provvedimento per l'assegnazione di contributi diretti ad enti o
associazioni.
In realtà, quindi, assegnando fondi all'una piuttosto che
all'altra associazione avremmo avuto una nuova impugnativa del
Commissario dello Stato, molto probabilmente, con la difficoltà
aggiuntiva di andare incontro alla pausa estiva e quindi alla
chiusura dell'Aula, ci saremmo ritrovati comunque a settembre a
dovere affrontare nuovamente il tema dello stralcio della normativa
impugnata e probabilmente anche vedendo pregiudicata a quel punto
questa residua copertura finanziaria che siamo riusciti a dare
all'articolo 1 così come, purtroppo, è stato in occasione della
tabella H impugnata nell'ultima finanziaria. La copertura che poi
alla fine è stata destinata a fondi di riserva piuttosto che alle
finalità che quest'Aula aveva individuato.
Credo che il percorso seguito dal Governo sia stato quello giusto,
ovviamente il massimo sostegno del Partito Democratico, del nostro
gruppo parlamentare che voterà a favore, ma anche un invito forte
al Governo, a tutti gli assessorati a dedicare la massima
attenzione in particolare agli interventi a favore dei ciechi, dei
sordi, di tutte le aree della disabilità, del disagio sociale, la
dovuta attenzione alle emergenze socio-sanitarie di particolare
urgenza. Credo che non dobbiamo, però, neanche trascurare il
settore della cultura che è assolutamente fondamentale per lo
sviluppo della nostra regione e anche dello sport di cui poco si
parla.
Nella tabella H, che fu, inopinatamente ed inspiegabilmente,
trovava accoglimento la previsione finanziaria per il finanziamento
delle leggi di settore dello sport. Mi sembra, francamente, una
cosa assolutamente inconcepibile. Io penso che la copertura
finanziaria in futuro, per il settore dello sport debba avere una
sua specificità e debba passare dalla specifica normativa di
settore. Non credo abbia senso mantenerla all'interno di questa
previsione normativa, comunque la previsione normativa che oggi
approveremo è pienamente coerente con l'impianto normativo delle
leggi di settore in particolare per quanto riguarda lo sport che -
voglio ricordarlo - è un tema estremamente importante, non solo per
i giovani, ma anche per i meno giovani. E' un tema che si intreccia
anche con quello dell'attività educativa, dell'attività di
prevenzione che tanto serve per la prevenzione sanitaria e quindi
merita un approccio integrato, direi multiculturale, non solo con
riferimento specifico allo sport e quindi con l'attenzione che deve
essere dedicata anche da parte degli assessorati competenti in
queste materie. In particolare, mi riferisco, appunto,
all'Assessorato della salute, all'Assessorato della pubblica
istruzione. Ripeto che dobbiamo dedicare maggiore attenzione a
questo tema.
Ovviamente, con l'articolo 2 si prevedono interventi anche a
favore degli enti teatrali. Io direi interventi di pronta emergenza
per fronteggiare una situazione davvero complessa e che intanto
richiedeva una risposta immediata prima della chiusura estiva
dell'Assemblea regionale siciliana. Penso che alla ripresa
bisognerà continuare ad occuparsi della situazione degli enti
teatrali, delle fondazioni lirico-sinfoniche della nostra Regione;
in particolare, delle esigenze e di consentire copertura
finanziaria per il buon funzionamento di questi enti che sono una
leva importante per lo sviluppo della nostra Regione, elemento di
attrazione del turismo, di migliore qualificazione culturale per la
nostra Regione stessa, ovviamente anche per garantire il pagamento
degli stipendi e il buon funzionamento complessivo di questi enti.
Con l'articolo 3 diamo una prima risposta anche qui tampone
indubbiamente, ma compatibile con la nostra disponibilità
finanziaria sul tema delle Province.
Credo che dobbiamo rassicurare i lavoratori delle Province che
continueranno ad esserci da parte del Governo l'attenzione dovuta
alla ripresa e con questo intervento ovviamente non si intende
esaurire quello che deve essere il nostro intervento a loro favore,
ma bisognerà continuare a seguire passo passo questo processo di
trasformazione delle ex Province verso i liberi consorzi di Comuni
con la nuova legge che l'Assemblea dovrà approvare entro l'anno.
Colgo l'occasione, lo hanno fatto più colleghi anche di altri
gruppi parlamentari, anche per richiamare l'attenzione di tutta
l'Assemblea regionale siciliana, so che è già massima del Governo
della Regione anche sulla vicenda dei piccoli Comuni che stanno
vivendo una drammatica emergenza finanziaria, un tema molto serio
che deve essere affrontato e sono certo che alla ripresa non
mancherà l'attenzione dovuta da parte del Governo. Grazie.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi. Comunico che è stato
presentato, dalla Commissione, ai sensi dell'articolo 117 del
Regolamento interno, l'emendamento 117.1, che precisa che i sette
giorni decorrono dall'entrata in vigore e dalla pubblicazione della
presente legge.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati alcuni ordini del giorno.
Si passa all'ordine del giorno n. 105, degli onorevoli Gucciardi,
Milazzo Antonella, Maggio, Cirone, Raia, Digiacomo.
Preciso che all'ordine del giorno n. 105 appongono la firma tutti
i deputati presenti in Aula. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Noi condividiamo il testo
presentato con una piccola precisazione che per quanto riguarda
l'OIF l'autorizzazione è di tipo ministeriale. Per cui, noi ci
attiveremo e che in ogni caso possiamo attivare anche queste cose
anche nell'ambito di corsi di formazione e quindi della formazione
professionale più in generale. Però sicuramente è intendimento del
Governo seguire l'indicazione presentando istanza al Ministero.
PRESIDENTE. Va bene, quindi l'ordine del giorno viene accettato
come raccomandazione con questa precisazione.
Si passa all'ordine del giorno numero 106, degli onorevoli
Falcone, D'Asero, Pogliese, Vinciullo e Assenza.
FORMICA. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno.
GERMANA'. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno.
RAIA. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno.
ALONGI. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno.
SAMMARTINO. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno.
CANCELLERI. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno.
MUSUMECI. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Il Governo si rimette alla
decisione dell'Aula. Lo accetta come raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 107 che impegna il
Governo della Regione nella ripartizione dei fondi alle
associazioni di enti comma 1 dell'art. 1 del disegno di legge 529/A
ad assegnare in via prioritaria gli stanziamenti all'Unione
Italiana Ciechi e degli Ipovedenti stamperia Braille.
CROCETTA, presidente della Regione. Il Governo invita i promotori
a ritirare questo ordine del giorno poiché è già indicato nella
legge il percorso su questo.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno n. 108, degli onorevoli Forzese,
D'Asero e Savona.
RAIA. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno.
BARBAGALLO. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno.
FORMICA. Quali riserve? Quelle per i piccoli Comuni?
PRESIDENTE. Infatti sono state soppresse, al fine di dichiararla
inammissibile onorevole è un atto di Aula questo, difatti si fa
riferimento a delle riserve, noi le riserve le abbiamo abrogate
poc'anzi, ho concordato pure con l'onorevole Forzese, per mantenere
l'ordine del giorno, a dare priorità al finanziamento per quello
che concerne i doposcuolisti della provincia di Catania, così il
Governo lo può accettare come raccomandazione.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Il Governo opera nello stesso
modo nei confronti di tutti di siciliani, nei confronti di tutti i
doposcuolisti' della Sicilia sicuramente, ma non specificamente di
quelli di una provincia.
FORZESE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno n. 109, a firma dell'onorevole
Vinciullo che impegna il Governo della Regione a distribuire le
suddette risorse in modo tale che nessuna Provincia o Regione possa
avere riconosciuti meno di un milione di euro di risorse aggiuntive
rispetto all'attuale ripartizione.
VINCIULLO. Non sono 5 milioni, sono 15 milioni di euro e su questi
15 milioni di euro io ritengo che ogni Provincia non debba avere
meno di un milione di euro è una questione di giustizia e di equa
ripartizione.
PRESIDENTE. Su quale base però?
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà in via eccezionale.
VINCIULLO. Signor Presidente, vorrei ritornare sul quadro dei
trasferimenti del Fondo dell'autonomia perché ho avuto
l'impressione, ascoltando tanti colleghi, che non molto si è
compreso su quello che abbiamo fatto.
Per essere chiari, noi avevano somme pari a 44 milioni di euro, di
questi ad oggi ne abbiamo impegnati soltanto 34 milioni, quindi ci
sono ancora da distribuire alle Province 10 milioni di euro, a
questi oggi questa Assemblea ha deciso di aggiungere altri 5
milioni di euro, di conseguenza noi, a fronte di spese pari a 30
milioni di euro, abbiamo da oggi una disponibilità di 15 milioni di
euro che serviranno per i doposcuolisti della provincia di Catania,
perché questi avevano la riserva, per i Licei e gli Istituti
provinciali, qui si è parlato tanto di istituti ma gli istituti
statali gestiti dalla Provincia come strutture non c'entrano
assolutamente nulla con quello che oggi abbiamo approvato, a ciò si
aggiungeva una percentuale del 3% come quota riservata ai
lavoratori socialmente utili. Quindi noi andiamo ad impegnare 9
milioni 950 mila euro, a fronte di questi ne rimangono altri 5
milioni. Nella distribuzione che il Governo ha pensato di fare e
che ricordo mai la Commissione Bilancio ha voluto approvare, c'è
stata una distribuzione in cui senza tenere conto né dei problemi
delle province né della popolazione, vengono colpite solo due
province: la Provincia di Messina e la Provincia di Siracusa.
La provincia di Messina avrebbe soltanto cinquecento, duemila
euro. La provincia di Siracusa cinquecentocinquantasette mila euro.
Quando ci sono province, per essere chiaro, onorevole Presidente,
che sono un sesto della provincia di Messina che prendono 3,163
milioni di euro. Siccome in questo momento ci sono i problemi, le
scuole, i doposcuolisti, ma ci sono anche i problemi dei lavoratori
della provincia di Siracusa e di Messina e ricordo che ad oggi
quelli di Siracusa non hanno ancora avuto la possibilità di
percepire lo stipendio del mese di luglio, e che comunque i fondi
per la provincia di Siracusa si esauriranno con lo stipendio del
mese di agosto, chiediamo che a queste due province venga data una
distribuzione non inferiore al milione di euro. E' una
raccomandazione che noi chiediamo al Governo, chiediamo al Governo
di riflettere. Fra le altre cose c'erano alcune province che
chiedevamo meno di quello che gli stiamo assegnando, allora una
riflessione affinché il Governo regionale, quando andrà a
rielaborare questa Tabella che per caso è passata in Commissione
Bilancio, possa tenere presente che ci sono i lavoratori, i
dipendenti di ruolo della provincia di Messina e di Siracusa che
rischiano di non prendere più lo stipendio.
E' una raccomandazione che facciamo al Governo. Siccome ci sono
province che rivendicavano meno di quello che gli stiamo dando, di
tenere presente queste due province.
PRESIDENTE. Hanno chiesto di apporre la loro firma gli onorevoli
Gianni, Formica, Lo Sciuto, Ruggirello, Currenti, Germanà, Picciolo
e Figuccia.
Invito il Governo ad esprimersi su questo ordine del giorno. Gli
uffici mi suggeriscono coerentemente con i criteri di ripartizione
previsti dalla legge. Ma questo mi sembra scontato.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Grazie, signor Presidente. Coerentemente con quello che saranno i
criteri di ripartizione perché la legge appena esitata prevede un
riparto percentuale tra le varie province, in modo tale da
ripartire le minori risorse fra tutti. Quindi, non possiamo in
questo momento accettare dei vincoli finanziari che bloccherebbero
risorse nella ripartizione generale. La ripartizione - ripeto -
sarà fatta in maniera proporzionale rispetto alla totale
assegnazione avuta l'anno scorso. Per cui potrebbe capitare,
obiettivamente, che ci siano delle province che hanno meno, ma
abbiamo 15 milioni di euro da ripartire come perdite e quindi il
taglio sarà proporzionale su tutte.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Giusto per intenderci sulla
materia. La Provincia di Siracusa l'anno scorso ha avuto 853 mila
euro, per cui quest'anno, in una fase di tagli generalizzata, ne
dovrebbe avere più dell'anno scorso. Non mi pare che possa essere
un tema recepibile.
Ritengo che la precisazione dell'Assessore sia molto corretta.
FIRETTO. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CROCETTA, presidente della Regione. Purché in coerenza con i
criteri di ripartizione previsti dalla normativa vigente, il
Governo lo accetta come raccomandazione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Modifiche all'articolo 128 della legge regionale 12 maggio 2010,
n. 11 e successive modifiche ed integrazioni ed iniziative in
favore degli enti teatrali e delle province regionali (529-521-525-
73-393-448/A)»
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Modifiche all'articolo 128 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche ed
integrazioni ed iniziative in favore degli enti teatrali e delle
province regionali (529-521-525-73-393-448/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 48
Contrari 12
Astenuto 1
(L'Assemblea approva)
Comunico che gli onorevoli Forzese, Lentini e Cappello hanno
votato favorevolmente, ma che per un malfunzionamento del sistema
elettronico di votazione il loro voto non risulta registrato.
Comunico altresì che l'onorevole Falcone ha votato contro, ma che
per un malfunzionamento del voto elettronico di votazione il suo
voto non risulta registrato.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale del disegno di legge Norme in materia di
ineleggibilità dei deputati regionali e di incompatibilità con la
carica di deputato regionale e di componente della Giunta
regionale (51-38 bis Norme stralciate I/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge
nn. 51-38 bis Norme stralciate I/A: Norme in materia di
ineleggibilità dei deputati regionali e di incompatibilità con la
carica di deputato regionale e di componente della Giunta
regionale , posto al terzo punto dell'ordine del giorno.
Invito i componenti la I Commissione, Affari istituzionali , a
prendere posto nel relativo banco.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Gucciardi, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno, l'emendamento 117.1.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, interverranno per dichiarazioni di voto,
l'onorevole Vullo, l'onorevole D'Asero, l'onorevole Lombardo.
Onorevoli colleghi, entro la fine dell'intervento dell'onorevole
Vullo, dichiarerò chiuse le iscrizioni a parlare, così ci
discipliniamo in maniera decisa, così chi vuole intervenire
l'importante è che faccia un segno.
Sono iscritti a parlare l'onorevole Cancelleri, Gucciardi,
Formica, Siracusa, Cordaro, quindi tutti, io pensavo di
semplificare, Picciolo è già iscritto, come Figuccia.
E' iscritto a parlare l'onorevole Vullo. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io quando sono
entrato qui dentro stamattina per un attimo ho pensato di essere
tornati al cinque di dicembre del 2012, quando quest'Aula era
piena, i 90 deputati erano tutti presenti e onestamente mi ha fatto
immensamente piacere.
Vede, noi abbiamo il nostro Presidente rivoluzionario, il
Presidente Crocetta - Presidente lei va via, ma io a questo punto
non la definisco più rivoluzionario. Lei è un Presidente santo
perché in queste ore c'è stato un grande rispolvero dei Gruppi,
tutti quanti qua allineati e coperti, tutti i Gruppi parlamentari
che in queste settimane, magari qualche deputato è stato assente,
ma lei, fortunatamente, e io invito i cittadini siciliani, da
questo momento non c'è più bisogno di andare nè a Medjugorje o a
Lourdes, rivolgetevi direttamente al nostro santo , il santo
Crocetta, che riesce anche a far venire dalle isole oltre oceano i
componenti di questa Assemblea.
Non lo vede, nell'esprimere il mio voto contrario alla legge sulla
parentopoli vorrei motivare alcune cose, alcune inesattezze che lei
ha detto in queste settimane Presidente Crocetta.
Una delle prime inesattezze che mi vengono in mente è quella sui
consigli comunali, io ricordo benissimo che lei è stato sindaco
della città di Gela, ma per un attimo, quando lei paragona i
consiglieri comunali ai deputati regionali, lei dimentica alcune
cose: primo che esiste una legge, ma la seconda cosa è più
importante, ma se un barbiere del comune di Gela, lei sa meglio di
me che il barbiere del Comune di Gela o qualcuno che vuole aprire
un'attività commerciale, tipo un bar o qualcosa altro, ha bisogno
di una autorizzazione, allora quel barbiere o quel commerciante che
vuole aprire un esercizio commerciale non può fare il consigliere
comunale, mi sembra una cosa assurda.
Allora, alcune cose magari quando lei dice - ma i deputati
regionali non possono essere né deputati regionali e non possono
percepire contributi dalla Regione - io posso essere d'accordo, ma
quando le aziende, l'ho spiegato in quest'Aula diverse volte,
anche nella formazione partecipano a gare di appalto, come dicevo
qualche settimana fa, le aziende di Helsinki o aziende di Palermo,
che cosa cambia, quando c'è una evidenza pubblica se in quella
evidenza pubblica, la gara la fa un figlio, un parente di un
deputato regionale?
Allora vede, carissimo Presidente lei sa la stima che io ho nei
suoi confronti, però mi viene da pensare, lei è andato via, ma nel
1953 è stata approvata una famosissima legge. Io spero che questa
legge non sia uguale a quella del 1953. Lei sa a cosa mi riferisco
Signor Presidente, l'altro giorno ho partecipato ad una riunione
della I Commissione, mi scuso se divago e parlo di altre cose, pur
non facendone parte.
Ho visto che c'è una lettera, mandata da lei, che dice che
all'IRSAP, le persone nominate sono il signor Alfonso Cicero e il
signor Andreano Rosario, scelti tra soggetti aventi particolare e
comprovata esperienza nel settore delle attività produttive.
Io lo so che lei non ha letto i curriculum vitae di queste persone
perché se li avesse letti, ne sono certo, non li avrebbe nominati.
Lei sa qual è 'unica cosa che ha fatto nella sua vita questo
dottore Andreano, anzi geometra Andreano? Lo si evince vedendo il
suo curriculum Ha lavorato con delle imprese e per dimostrare che
lui è un grande manager, nel suo curriculum, ha scritto che ha
lavorato con l'impresa Vullo la quale ha un capitale sociale di X
milioni di euro. Come se questi X milioni di euro possano far sì
che una persona diventi un grande manager
Signor Presidente, anche per il grande sfolgoro che c'è qui
dentro, io capisco il suo sorriso però dica ai suoi Uffici, dica ai
suoi amici che lei ha bisogno di personaggi che siano almeno
spendibili Mi spiace che il Presidente sia andato via perché
volevo dargli l'ultima informazione. Ieri ho avuto a cena un
parlamentare regionale dell'Andalusia, che è una regione della
Spagna. L'Andalusia è una regione con 11 milioni abitanti, tra le
città più importanti dell'Andalusia ci sono Siviglia, Cordova,
Malaga. Mi sono permesso di dargli una copia della legge sulla
parentopoli e gli ho chiesto di provare a mutuarla anche in
Andalusia
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentati del
Governo, si conclude oggi l'iter di questa norma cosiddetta
antiparentopoli che in questi mesi abbiamo imparato ad apprezzare
e a valutare in modo positivo, soprattutto sui giornali, e molto
meno nelle aule parlamentari e nelle commissioni competenti. Un
disegno di legge che, come più volte ribadito dal Presidente
Crocetta, è stata depositata presso gli Uffici di questa Assemblea
in una data distante, addirittura il 17 dicembre 2012 il famoso
disegno di legge n. 51 che, a dir la verità, recava alcune di
queste indicazioni con il sostantivo parentopoli perché c'erano
dei riferimenti a dei parenti e a quant'altro.
Erano roboanti e fantasiose le dichiarazioni che succedettero o
precedettero la presentazione di questo disegno di legge e cito
testualmente il Presidente della regione che parlava di strumento
atto a scardinare il sistema corrotto che vive nella frode, nella
truffa, nell'appropriazione indebita, con un intreccio politico-
affaristico che si chiama mafia . Quindi sin da quel 17 dicembre le
intenzioni su questo disegno di legge sembravano roboanti e
fantasiose Poi abbiamo assistito, signor Presidente Ardizzone, ad
una oscillazione continua di interesse su questa norma da parte del
Presidente Crocetta. Ci sono state delle oscillazioni, momenti di
alti e bassi, come un po' tutta l'attività amministrativa del
Governo presieduto dall'onorevole Crocetta. Oscillazioni che di
fatto seguivano le notizie di cronaca.
Vi era un momento in cui questa norma tornava in auge e vi erano
momenti in cui invece questa norma veniva dimenticata. Purtroppo
questo ondivagare sull'interesse che ci deve essere da parte di un
Governo su una norma dà la misura di come questo Governo si muova
un po' su tutti gli atti amministrativi che pone in essere. In
questo il Presidente Crocetta mi ha ricordato un protagonista di un
film che molti di noi, anche deputati, avranno imparato ad amare,
che è il film Sedotta e abbandonata , che è una commedia di Pietro
Germi degli anni '60 e lui mi ricorda Vincenzo Ascalone, tra
l'altro interpretato dall'ottimo Saro Urzì, che è il pater familias
che deve occuparsi del problema della mancanza di onore della
figlia e non pone in essere degli atti che siano finalizzati alla
risoluzione del problema o al reale affetto che ha per la figlia,
ma sono tutti finalizzati a ciò che pensa la comunità in cui vive,
perché l'onore ferito è venuto meno nei confronti della figlia e,
quindi, della famiglia, va sempre reintegrato sulla base di quello
che pensa la comunità.
Questo è l'atteggiamento con cui si sono vissuti questi mesi di
antiparentopoli, non l'attenzione alla norma ed alle regole per
questo Parlamento, ma bensì a ciò che poteva pensare l'opinione
pubblica, la stampa e così dietro ad essa anche i gruppi di
interesse che si muovono e che finanziano molto spesso la stessa.
Inoltre, ci sono stati tanti di quei personaggi, Presidente, mi si
consenta, che hanno anche sfiorato il ridicolo, che anche nel film
si ritrovano, che sono tutti i personaggi che, pur avendo
preminenti ruoli all'interno di questa Assemblea, cercano in modo
anche indaffarato di trovare soluzioni e si ergono a grandi censori
su queste tematiche.
Tornando alle tematiche che riguardano questa norma, riprendo le
parole anche di un deputato della maggioranza che qui si è espresso
ed ha detto che questa norma è fondamentale, anzitutto, per i
parlamentari,
Perché se è vero come è vero che va distinta, in modo netto,
l'attività di parlamentare con tutto ciò che potrebbe profilare un
qualsivoglia conflitto di interessi è anche vero, e quel
parlamentare parlava di un dialogo che andava instaurato tra
Governo e Assemblea su queste tematiche, un dialogo basato su due
verità, lo dice la parola stessa e l'etimo: verità tra due verità,
e vedete la verità per chi è legislatore e propone una norma non
può che essere ratio legis, una ratio legis che non esiste in
questo caso e non è mai esistita, sfido e mi dispiacerà per
l'interprete che dovrà in modo attento guardare i lavori che hanno
preceduto questo disegno di legge a capire questa ratio e
brevemente cercherò di spiegarla.
Noi abbiamo avuto questo 17 dicembre 2012, con il primo disegno di
legge antiparentopoli, dove si fa riferimento a coniugi,
ascendenti, discendenti, parenti, affini, secondo grado, che godono
di contributi e qualsivoglia altre tematiche; abbiamo avuto il 9
luglio le famose norme stralciate I) dove rimane la famosa e
mitologica figura del socio occulto, cercherò di stringere in modo
breve, e così via con gli altri disegni di legge.
Brevemente, è stato un percorso, un iter legislativo a dir poco
ridicolo, Presidente Ardizzone, spero davvero e ne farò dono al
Presidente Crocetta, che tutti gli emendamenti che abbiamo
presentato come Gruppi sono degli emendamenti che raccolgono le
stupidaggini che sono state poste in questi emendamenti governativi
e ne cito una sola, affinché ci si possa rendere conto.
Nel primo, norme stralciate I), si faceva riferimento a tutti gli
enti e le società della Regione, senza far riferimento che essi se
avessero ricevuto finanziamenti o meno, si sarebbe rischiato di
porre in incompatibilità, anzi meglio, in ineleggibilità circa 2, 3
milioni di siciliani.
Le dico ciò per dirle, Presidente, che davvero sono tante le
critiche che potremmo muovere a questo disegno di legge, ma la più
grande critica è il metodo con cui si va avanti all'interno di
questo Governo, che è un metodo senza nessuna logica, senza nessuna
ratio legis che purtroppo costringe il Parlamento ad approvare una
norma che non ha assolutamente nessun significato e che ben presto
i siciliani puniranno nei confronti dell'opinione pubblica di
questo Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Picciolo. Ne ha
facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sulla norma
definita antiparentopoli adesso ribattezzata antideputatopoli ,
i Democratici Riformisti Siciliani, dopo la riunione di Gruppo di
questa mattina, hanno deciso di esprimere il loro voto favorevole
in virtù del rispetto del lavoro svolto dal Presidente Forzese,
dalla Commissione e anche dal Presidente Crocetta che si sono
battuti affinché quanto meno questa norma, che poteva
tranquillamente ricalcare la norma nazionale - potevamo recepire
direttamente la norma nazionale con qualche piccola modifica -
avrebbe avuto probabilmente un impatto mediatico di gran lunga
superiore rispetto a questo tira e molla che si è verificato e che
di fatto ha snaturato, per quanto ci riguarda, l'originario testo
Forzese-Crocetta' o Crocetta-Forzese'.
Certo, attendiamo adesso dal Presidente della Regione,
dall'onorevole Forzese, dalla Commissione tutta, un ulteriore
sforzo affinché questa norma, che è diventata contro il singolo
deputato o comunque limitativa dell'attività del singolo deputato,
nel rispetto di quelli che sono i diritti individuali dei singoli
deputati, possa anche essere estesa ad eventuali incompatibilità
che riguardano soggetti terzi.
E' ovvio, sarà un lavoro di cesello, un lavoro a cui bisogna fare
molta attenzione perché l'impugnativa del Commissario dello Stato è
sempre in agguato, quindi raccordarsi con le istituzioni per fare
una buona norma, una norma che sia a riparo dell'impugnativa stessa
e, quindi, dia la possibilità però al Governo e a quest'Aula di
dare un segnale diverso all'esterno, un segnale di apertura e di
grande rigore morale.
Tutto ciò richiede tempi, questo è il motivo per cui noi ci siamo
battuti e questo il motivo per cui ritengo che questa norma, così
come esitata, sia solo l'inizio per un percorso virtuoso che
richiede ulteriori sforzi e ulteriore slancio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Siragusa. Ne ha
facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
Crocetta che, ahimè, non è presente, la genesi di questa legge
detta antiparentopoli anche se ormai di antiparentopoli è
rimasto ben poco, è emblematica di quello che è diventato il modus
operandi di questo Governo.
Una continua alternanza di dichiarazioni e susseguenti atti
costringendo questo Parlamento ad inseguirla in un valzer del
contraddittorio in cui l'unico denominatore comune è la sua
capacità di sfruttare mediaticamente ogni situazione, ma questa
Regione, Presidente Crocetta, non ha bisogno di una politica
spettacolo, non ha bisogno di tempi e temi dettati dalle sue
conferenze stampa, questa Regione ha disperato bisogno di essere
governata con atti concreti e coraggiosi, ha bisogno di un
Presidente disposto non a fare la rock-star davanti ai media, ma
disposto ad andare a Roma a battere i pugni per i diritti dei
siciliani.
Presidente Crocetta non si faccia schiacciare dai diktat del
Governo centrale o del Commissario dello Stato, faccia valere la
nostra autonomia, e giusto per non parlare solo di MUOS, che va
di moda in questi giorni, cosa ci dice il Presidente Crocetta della
nave Concordia? Vuole intestarsi veramente una battaglia per i
siciliani?
Vada a Roma e porti questa nave ai cantieri navali di Palermo, si
batta per dare una chance ad un settore in crisi che è eccellenza
internazionale.
Presidente Crocetta, a settembre ci sarà bisogno di un cambio di
registro. Deve finire la politica spettacolo e cominciare la
politica dei fatti concreti: rifiuti, energia, impresa, lavoro, su
questi temi l'attenderemo e la metteremo alla prova e verificheremo
finalmente se la sua è una rivoluzione vera e se lei è adeguato a
governare la nostra Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando abbiamo
iniziato a parlare di questa norma in Commissione ci siamo
appassionati ed è iniziato un vivace dibattito attorno alle ragioni
di questo testo, per capire in che modo potevamo renderlo concreto
e attuabile e le riunioni si sono susseguite e davvero si è fatto
un buon lavoro in I Commissione.
Sino però, ad arrivare, signor Presidente, a questi ultimi giorni,
a queste ultime sedute, sedute in cui io mi ritrovo davanti un
foglio sbiadito, una carta riciclata; riciclata, come si usa dire
quando si fa riferimento ad altri temi.
Io credo che non solo il Governo abbia il diritto di fare
continuamente allusioni, giocando con le parole, e sa perché dico
riciclata? Perché questa è una norma che è stata ripulita, dove non
c'è più traccia di incompatibilità, di affetti legati ai parenti,
come si era detto all'inizio facendo riferimento persino a quelli
di secondo grado, perché in questa norma non c'è traccia del
coniuge, del socio occulto, che inizialmente stava tanto a cuore.
L'unica incompatibilità rimasta è, probabilmente, quella con il
circolo del tennis o con l'associazione donatori sangue. Dove sono
finiti, mi chiedo, i sostenitori di una norma che serviva a
moralizzare tutti?
Mi rivolgo al Movimento 5 Stelle, Presidente Cancelleri, lei una
volta ebbe a dire: Questa norma è come una bedda figghia, tutti a
vonno e nuddu sa pigghia . Ebbene, adesso questa norma sta per
essere presa, e chissà come mai Sembrava non voleva prenderla
nessuno, e finalmente risulta gradita a tanti. Sorrido di fronte ad
affermazioni come queste, perché le incompatibilità evidentemente
andavano cercate altrove.
Erano stati proposti dal mio Partito, ma anche da altri Gruppi
parlamentari, emendamenti che andavano in altre direzioni.
Noi ad esempio pensavamo di estendere le ragioni delle
incompatibilità anche alla burocrazia, ai dirigenti, ai dipendenti,
ai funzionari della Pubblica Amministrazione, ma non vi è più
traccia nemmeno di questo.
La legge, di fatto, non esiste più. Il testo uscito fuori nella
notte ha radicalmente, come qualcuno aveva detto, onorevole
Picciolo, modificato la ratio della norma, eppure sembrerebbe che
adesso tutti ci siamo convinti a votare.
Noi dell'MPA eravamo convinti che si potesse fare una buona norma,
a quella stavamo lavorando, ma ad oggi su questa norma non ce la
sentiamo di dare solidarietà. Ai siciliani rimane solo l'illusione
e la consapevolezza che il Parlamento, a causa del Governo che lo
vuole continuamente delegittimare, non è riuscito a definire
criteri oggettivi e trasparenti riguardo al sistema delle
ineleggibilità e delle incompatibilità.
Non credete che i siciliani siano stupidi. Questa norma riciclata,
se davvero la volete, ve la approvate voi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo stati
convocati oggi dal solerte Presidente dell'ARS per venire qui, il
12 agosto per approvare una norma che non si capisce a quale
ascrivere tra La commedia degli equivoci ..
CROCETTA, presidente della Regione. Ad esaminare una norma.
FORMICA. Ad esaminare, ha ragione, accetto la correzione, una
norma che non saprei come definire e a quale categoria fare
appartenere tra la Commedia degli equivoci oppure Avrei voluto,
ma non ho potuto oppure Ho comunicato e quindi ora Parlamento sei
chiamato ad esaminare .
Dico questo perché fin dal suo apparire e dal suo atterraggio
all'Assemblea regionale siciliana in Commissione preceduta,
ovviamente, da una grande conferenza stampa da parte del
Governatore che annunciava urbi et orbi, di fronte alle vergogne e
agli scandali obiettivi che si erano verificati, che mai più si
sarebbero potuti verificare questi scandali con questa norma
chiamata antiparentopoli nella Formazione, che da lì a poco
avrebbe presentato.
Noi abbiamo ricevuto la norma in I Commissione ed eravamo molto
curiosi nel vedere cosa ci fosse scritto. In quella norma c'era
scritto che se nel corso della legislatura un deputato avesse avuto
un parente in un ente di Formazione, o il parente si dimetteva o il
deputato decadeva dalla sua carica.
Avevo sollevato un problema, avevo chiesto al Presidente della
regione che era presente in quella Commissione Scusi Signor
Presidente, se lei ha un fratello con cui è bisticciato e quel
fratello, sostanzialmente chiamato da un suo avversario politico a
far parte di un Consiglio di amministrazione ..?.. non gli pareva
vero, non gli doveva parer vero di potersi vendicare quindi avrebbe
accettato e gioco forza non si sarebbe, ovviamente, dimesso perché
era entrato con quel preciso intento, con quel preciso scopo di
farlo decadere , per cui il deputato in questione cioè il
Presidente della regione sarebbe decaduto. Lo stesso Presidente
della regione disse: No, così non va. Certamente la dobbiamo
restringere ai soli deputati .
Ma come, non era una legge antiparentopoli? Non era una legge che
era stata strombazzata in conferenza stampa da parte del Presidente
della regione? Orbene, Signor Presidente, onorevoli colleghi,
siccome questo Parlamento non è diventato una accozzaglia di
pagliacci all'improvviso, o per lo meno, io ed il mio gruppo
politico non accettiamo di far parte di questa accozzaglia di
pagliacci, e credo molti altri, riteniamo che questo Parlamento
debba essere chiamato per approvare cose serie, questa norma
cosiddetta antiparentopoli è tutto tranne che una cosa seria, è il
risultato di una conferenza stampa e di un annuncio.
Tra le righe, voglio far presente che se voleva colpire
l'onorevole Rinaldi e l'onorevole Genovese, non li colpisce, perché
entrambi hanno fatto dimettere le rispettive mogli e loro stessi si
sono dimessi dai Consigli di amministrazione, amministrano quegli
enti ugualmente con terze persone e, quindi, è una norma che non ha
nessuna efficacia, nessuna, se non quella di poter dire
mediaticamente: Abbiamo approvato una legge .
Poco importa se poi quello si rivela essere un guscio
assolutamente vuoto, privo di significato, ma c'è di più, mi chiedo
e dovremmo chiedercelo in molti: come mai non si applica il decreto
legislativo 39, che è molto più rigoroso rispetto a questo testo,
che è una norma nazionale e che, peraltro, prevede una serie di
altre incompatibilità, contrasti e conflitti di interesse tra la
politica e l'amministrazione?
Per quale motivo una norma nazionale, da tutti registrata e
riconosciuta come molto rigorosa, non viene applicata in Sicilia
dove c'è un governatore che fa della trasparenza a parole il
leitmotiv delle sue battaglie, di ogni sua battaglia? Questo è
molto strano
Quindi, non si applica la norma nazionale più restrittiva e si
vuole a tutti i costi approvare una normativa assolutamente vuota e
priva di qualsiasi conseguenza e di qualsiasi significato dal punto
di vista della prevenzione del malaffare e del crimine nei
confronti della Regione e nessun caso di conflitto di interessi
risolve tra i parlamentari regionali e il Governo regionale e
quindi sarebbe molto utile che i cittadini sapessero che si
continua a fare fumo per non affrontare i problemi veri e i
problemi reali.
Pertanto noi ci asteniamo dal prendere parte a questo mercimonio,
a questa trasfigurazione della realtà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Rinuncio al mio intervento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Rinuncio al mio intervento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Rinuncio al mio intervento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi e cittadini, il
Gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle, che mi onoro di
rappresentare, voterà questa legge che riguarda le incompatibilità
e le incandidabilità dei deputati secondo la propria coscienza
personale. Questo perché abbiamo descritto e ravvisato questa legge
come una legge spaventapasseri .
Voglio usare invece questo tempo che mi viene concesso per fare
dei ragionamenti un attimino più ampi e voglio partire da lei,
Presidente Ardizzone, perché voglio ringraziarla pubblicamente ed
in questo caso anche istituzionalmente per le parole di solidarietà
che ha espresso nei miei confronti. Parole che per me hanno
significato una vicinanza di questa Presidenza in un momento
difficile dove, ad un giudizio di merito strettamente politico
espresso sulle modalità con cui vengono fatte le nomine da questo
Governo, mi vede attaccato in maniera personale, cosa che è
umanamente inaccettabile.
Ma quello che mi aspettavo con sincerità era un intervento deciso
da parte del Presidente della Regione, intervento a salvaguardia di
questo Parlamento, a salvaguardia di chi, solo per avere espresso
un parere sul merito dell'azione politica, viene attaccato
personalmente.
Colgo l'occasione anche per ricordarle, onorevole Presidente della
Regione, che io aspetto ancora scuse ufficiali e pubbliche, così
come è stato pubblico l'attacco durante la campagna elettorale per
le sue dichiarazioni sul mio datore di lavoro. Come se lavorare per
una persona che conosce un altro imprenditore condannato, fosse un
reato o comunque qualcosa di cui vergognarsi. Queste scuse io
continuo ad attenderle.
Questo Parlamento è stato definito da parte dei vertici di
Confindustria come facente interessi della mafia. Presidente
Crocetta, come è possibile il suo silenzio? E' d'accordo con queste
dichiarazioni? Le ricordo che prima ancora di essere il Presidente
della Regione, lei è membro di questo Parlamento. Invece a questo
attacco lei ha risposto che qui in questo Parlamento ci sono
punciuti e avvicinati . Ecco, io voglio sapere i nomi, adesso
pretendo i nomi perché non tollero che si spari nel mucchio e poi
ci si giri dall'altro lato. Amo questa terra e la amo perché ci
sono eroi che l'hanno resa grande, che mi rendono fiero ed
orgoglioso di essere siciliano, ma quegli eroi facevano i nomi e li
facevano senza nascondersi, per questo hanno messo nelle mani di
Dio la loro vita e per questo sono morti.
Così come nel caso delle sue dichiarazioni relative alla
manifestazione contro il MUOS di Niscemi. Dopo il suo atto di
revoca della revoca i comitati si sono schierati contro di lei
chiedendo le dimissioni e adesso, ma solo adesso, salta fuori che
fra loro, fra le mamme, fra le famiglie con i bambini, fra i
cittadini, fra insigni professori e luminari che hanno redatto
copiosi trattati sul tema, fra le associazioni ambientaliste e
quelle antimafia, addirittura fra gli scouts, si annidi la mafia.
Ci rendiamo conto della gravità di questa dichiarazione?
E che dire della sua presa di posizione contro la stampa? Gli
organi di informazione devono decidere da che parte stare . Ma
perché i giornalisti devono decidere da che parte stare? E da quale
parte dovrebbero stare? Dalla sua? La stampa è libera per
definizione, o almeno dovrebbe esserlo ed è agghiacciante sentire
dire che questa deve prendere posizione e deve decidere da che
parte stare, come se ci fossero solo due opzioni in questo mondo,
il gioco dei bianchi e dei neri, dei guelfi e dei ghibellini, della
mafia e dell'antimafia. Questo gioco pericoloso che tenta di
innestare nella testa dei cittadini che se sei con me sei buono e
se sei contro di me non sei buono, sei un cattivo, io non lo
accetto. Non lo posso accettare
Voglio essere libero di pensarla come voglio e voglio essere
libero da questo schema che costruisce un mondo che somiglia solo
ed esclusivamente a chi ha in testa un modello guerrafondaio
composto da due fazioni in lotta fra loro.
Onorevole Presidente della Regione dovrebbe ricordare il senso e
la morale di quel libro Il Gabbiano Jonathan Livingston che si
può essere qualcos'altro nella vita, si può essere ciò che si
vuole, si può essere liberi di scegliere cosa fare e come farlo, ci
vuole solo forza di volontà, coraggio e le mani libere.
Lei ha detto più volte che è più grillino dei grillini, che il suo
Governo ha 7 stelle. Bene, io probabilmente negli ultimi 10 mesi
sarò stato in coma ma chiaramente i fatti sono sotto gli occhi di
tutti. Veniamo a qualche punto saliente.
Come è finita, ad esempio, con il concorso per titoli che
l'assessore Borsellino ha portato sapientemente avanti per le
nomine dei dirigenti dell'ASP? Glielo dico io come è finita. Lei ha
bloccato l'iter procedurale, lo ha rallentato mentre nel Lazio il
Presidente della Regione Zingaretti ha avuto il tempo di copiare il
bando siciliano, fare tutti i passaggi e completare l'iter di
nomina sulla base dei titoli tirati fuori dalla short list tirata
fuori dalla Commissione; potremmo dire che Zingaretti è più
crocettiano di Crocetta.
Sempre perché lei è più grillino dei grillini, a Ballarò diceva il
30 ottobre del 2012: io taglierò il mio stipendio almeno della
metà perché ritengo immorali questi stipendi della politica . Bene
Presidente, quanto guadagna? Busta paga alla mano, perché delle
chiacchiere non ce ne facciamo nulla. Il nostro impegno come
Movimento 5 Stelle, invece, è pubblico: le buste paghe, i
rendiconti ed i bonifici per il conto per le piccole imprese sono
pubblicate on line. Noi abbiamo veramente ridotto il nostro
stipendio di oltre il 50%.
Poi, sempre perché lei è più grillino dei grillini diceva: voglio
dimezzare gli stipendi dei parlamentari. Diranno no? E allora ce ne
andremo tutti a casa . Benissimo, quindi ce ne dobbiamo andare
tutti a casa già da ora visto che gli unici ad essersi dimezzato lo
stipendio in questo momento sono quelli del Movimento 5 Stelle. E
lei ef il suo Governo, nel quale c'è qualche assessore che aveva
dichiarato di aderire al fondo con parte dello stipendio, siete
latitanti.
Ef ancora, sempre a Ballarò, mi dimetto se tra 3 mesi si
continuerà a parlare sempre degli stessi sprechi . Allora, vediamo
cosa è cambiato: giovedì abbiamo chiamato i carabinieri perché per
tutta la mattina abbiamo chiamato in Assessorato alla Famiglia, non
rispondeva nessuno e ci siamo preoccupati: magari una fuga di gas,
un'epidemia improvvisa, il colera, le cavallette? Di quale
rivoluzione stiamo parlando?
Sempre il 30 ottobre a Ballarò: la prima legge che proporrò sarà
quella che gli indagati per mafia, corruzione e associazione a
delinquere non potranno né ricevere incarichi dalla Regione, né
presentarsi come candidati . Dov'è questa legge? Stiamo parlando di
slogan da dare in pasto all'opinione pubblica dagli studi
televisivi, evidentemente.
Ora Presidente Crocetta, si fidi di chi di stelle ne ha 5. Lei
potrà avere megafoni in quantità, ma di stelle non ne ha nessuna.
Probabilmente erano dei neon che adesso si sono fulminati.
Ricordi bene il Movimento Cinque Stelle siamo noi
E sulla vicenda MUOS, quella vicenda su cui l'8 gennaio quest'Aula
si è espressa in maniera unanime per impegnare il Governo a
revocare le autorizzazioni, qualcosa la potremmo sapere? Le avevamo
chiesto, da questo scranno, di venire a riferire in Aula per
conoscere il perché della revoca della revoca, i motivi, cosa ha
trovato in quella relazione dell'Istituto Superiore della Sanità
che l'ha tanto scossa da non aspettare la sentenza del CGA e
procedere con quell'atto cacofonico di revoca della revoca. Forse
aveva paura di essere inquisito e condannato per abuso d'ufficio?
Forse aveva paura di macchiare la sua fedina penale con un reato
che scaturiva dalla difesa della nostra terra e dei nostri
cittadini?
Sant'Agostino ha detto che una legge ingiusta non è affatto una
legge. Il che vuol dire che abbiamo il diritto e persino il dovere
di combatterla. E le strade che possiamo scegliere sono due: o la
violenza o la disobbedienza civile. Ed io prego, spero, che i
cittadini scelgano la seconda. Io sarei orgoglioso di avere un
Presidente che viene condannato per avere difeso il suo popolo e la
sua terra, mettendo tutto questo davanti alla sua carriera
politica. Sarebbe - non credo soltanto per me, ma per tutti i
siciliani - un eroe del nostro tempo, un eroe siciliano. Lei invece
consiglia ai cittadini di Niscemi di fare le valigie e di cambiare
Paese.
Adesso mi dirà che se avesse continuato avrebbe condannato la
Sicilia a risarcire un danno di 18 miliardi di dollari. Lei conosce
il Presidente dell'Ecuador Rafael Correa? Sa cosa ha fatto? Nel
2008, davanti all'enorme debito pubblico del suo Paese, 11 miliardi
di dollari, istituì una Commissione d'inchiesta e alla fine
dichiarò che l'Ecuador non avrebbe pagato il proprio debito estero,
in quanto contratto in maniera illegittima.
Ecco Presidente, il MUOS non lo vuole nessuno, non lo vogliono i
sindaci, non lo vogliono i cittadini e non lo vuole neanche questo
Parlamento. Possiamo dire che continuare a costruirlo è
illegittimo?
In questo momento di forti tensioni sociali dove i cittadini non
riescono a vedere un futuro sereno, dove le piazze colme di rabbia,
rassegnazione chiedono lavoro, chiedono sviluppo, prospettiva,
soluzioni ai problemi, dove le aziende al collasso chiudono
sterminando ogni prospettiva di vita per i propri cittadini e per i
nostri giovani, in questo momento in cui si chiedono aiuti,
collaborazione, cosa si sta rispondendo? Cosa metteremo nelle
pentole di queste persone? Di che li faremo vivere? Che modello di
sviluppo stiamo immaginando per la nostra terra?
Spero che non siano i 50 milioni di euro bruciati per fare
ventimila posti di lavoro con i cantieri per tre mesi, perché
questo - signori - per me non è sviluppo. Questo per me si chiama
clientela. I soldi andavano dati alle aziende, con dei progetti
mirati per creare posti di lavoro veri.
E che dire per l'agricoltura, la zootecnia, la formazione
professionale? Nulla, assolutamente nulla
Insomma, Presidente Crocetta, tante belle parole, tanti proclami,
tante promesse non mantenute. Noi siamo qui ad aspettare ancora la
rivoluzione tanto sbandierata, ma le assicuro che di questa non se
ne sente minimamente neanche l'odore. Anzi qui c'è solo puzzo di
compromesso morale.
Per fatto personale
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare per fatto
personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, non userò gli stessi toni che ha usato l'onorevole
Cancelleri in un attacco in cui ha messo tutto, perché ritengo che
l'opposizione abbia innanzitutto prioritariamente il diritto di
critica, però mi si consenta di osservare alcune cose laddove trovo
questo un po' uno strafare su alcune questioni, cominciando dalla
polemica elettorale.
Vorrei ricordare che quel giorno l'onorevole Cancelleri disse che
non avrebbe stretto la mano a tutti i concorrenti della campagna
elettorale, che non stimava, non li reputava persino considerevoli
del fatto che potessero stringere la sua purissima mano.
Probabilmente gli altri candidati sono stati un po' meno nervosi di
me, però mi consenta che questo non mi sembra che sia nell'ambito
del politicamente corretto . Ed allora ho ravvisato, in quel
contesto, quindi non devo chiedere assolutamente scusa che lei non
mi abbia chiesto, preventivamente, se la mettiamo sul piano delle
scuse. Il fatto che trovavo singolare, a proposito di mafia - e lo
ribadisco, non ho alcun problema - che una persona, com'era il suo
datore di lavoro, non le ho fatto alcuna colpa, di con chi
lavorava, che avesse più volte difeso pubblicamente il mafioso Di
Vincenzo, più volte nello scontro potesse da lei non subire alcuna
censura.
Ho osservato, ho fatto un'analisi politica che si riferiva ad un
suo comportamento politico legato al fatto che lei non ravvisasse
niente in questo, politicamente, non mi riferivo ad alcune sue
particolari incompatibilità.
Ritornando alle accuse di Confindustria, non rispondo affatto
delle accuse di Confindustria e non vedo affatto perché dovrei
difendere o attaccare Confindustria nella mia qualità di Presidente
della Regione.
C'è stato un dibattito.
Non ritengo affatto che il Parlamento sia mafioso perché trovo
assurda una generalizzazione. Non mi sembra che alcuno abbia detto
questo, però non mi sento affatto di escludere se qualcuno
denuncia, in modo prioritario, il fatto che ci possano essere anche
elementi di infiltrazione, di ergere uno steccato corporativo
dicendo di andare a denunciare.
Le assicuro che a questa Presidenza sono state presentate copie
delle denunce che riguardano alcuni parlamentari, su fatti anche
attinenti rapporti con la mafia, che sono di competenza delle
autorità che le seguono e sono competenze, sicuramente, di chi le
ha fatte e delle autorità giudiziarie che le trattano. Se ci sono o
non ci sono, questo lo stabiliranno i magistrati, non lo stabilisco
né io, né lei, né nessun altro. Che ci sia stata qualche denuncia,
gliela comprovo e alle persone alle quali diciamo di denunciare, le
assicuro, che hanno già denunciato.
Rispetto alle nomine questo Governo non ha nulla da eccepire,
perché il Parlamento è liberissimo di approvarle, come di
disapprovarle ed attiene alla autonomia del Parlamento fare le
valutazioni. Sinceramente, quindi, mi pare un po' forzato il suo
intervento.
Rispetto all'iter procedurale della questione della sanità, le
assicuro che questo Parlamento più volte ha sollevato la regolarità
della procedura e non si è assolutamente inserito nel merito della
vicenda sulle valutazioni, che è tutta gestionale. Glielo posso
assicurare con gli atti.
Poi, voi potete anche ridere, ma io glielo posso assicurare con
gli atti, tant'è vero che tutte le decisioni della Giunta hanno
riguardato l'autonomia della commissione a decidere. La
commissione, ovviamente, opera come ritiene più opportuno e non
decido io i tempi della commissione, né le questioni che il
Parlamento più volte ha posto rispetto all'andamento del concorso.
Ho più volte detto, anche in presenza di atti persino in indirizzo
della commissione sanità, che il Governo non si può inserire più
nel procedimento gestionale. Ovviamente, al Presidente Zingaretti
non si è presentato il problema che il Parlamento e le Commissioni
parlamentari sottoponessero a giudizio, a valutazione e
irregolarità un concorso che, come si vede, è perfettamente
regolare, così come l'ha lanciato il Governo.
Dimezzare lo stipendio, mi consenta di dire che questi sarebbero
affari miei personali e che non attengono alle valutazioni che lei,
sicuramente, impropriamente, fa in Aula.
Non attengono a quello che io dichiaro in televisione e non
attiene sicuramente ai temi del dibattito parlamentare di
stamattina. Io non ho affatto detto che presenterò un disegno di
legge che riguardi lo stipendio dei deputati, tant'é vero che noi
abbiamo regolamentato, anche rispetto ai dipendenti regionali, la
riduzione sui dirigenti, e non abbiamo ritenuto di presentare
alcuna norma, proprio perché non la potremmo neppure presentare,
tenuto conto che il Parlamento si autogoverna La potrei presentare
come parlamentare, ma non sicuramente come Governo, e si potrebbe
dire altrettanto di voi, o di lei voglio dire, visto che il voi in
questo caso, quando lei fa riferimento al voto di coscienza,
consente di fare un distinguo. Perché non le ha presentate lei
queste leggi?
Scusi, questo disegno di legge sulle incompatibilità su cui lei
pone dei problemi che ognuno potrà agire come coscienza è stato
presentato dal Governo il 15 dicembre 2012, quindi ognuno di noi
avrebbe avuto modo di emendarlo, il Parlamento avrebbe potuto
farlo, persino il suo Gruppo avrebbe potuto esprimere e presentare
tutte le valutazioni - e finisco - non è che questa cosa può
attenere alle questioni personali.
La norma innova rispetto al passato, introduce norme cogenti, è
migliorativa e questo distingue coloro che pensano che l'attività
di Governo sia un fatto progressivo e quelli che pensano che il
mondo si cambia in cinque minuti. Io penso che si cambia in un
lungo percorso.
Per quanto riguarda il MUOS, siccome sono abituato a fare nomi e
cognomi e avevo detto nella mia intervista di quale mafia parlavo,
lei naturalmente preferisce pensare che io abbia voluto
criminalizzare i boys scout, perché così la bandiera del no MUOS
diventa una bandiera a cinque stelle, ma le assicuro che ho detto
che dentro quel corteo - ed è registrato nella intervista che non è
stata mandata da Rai Uno - ci sono soggetti legati alla criminalità
di Niscemi, che adesso fanno i no MUOS, ai quali sono stati
revocati appalti della Marina Navale degli Stati Uniti perché erano
società mafiose, e se vuole sapere i nomi e cognomi glieli dico: si
tratta della ditta Piazza di Niscemi i cui parenti fanno parte del
comitato mamme no MUOS di Niscemi.
Questo significa che le mamme no MUOS sono mafiose? No Debbo dire
che dentro questo movimento locale di Niscemi qualcuno che ha degli
interessi di tipo diverso e che voleva utilizzare la battaglia no
MUOS per avere gli appalti dalla Marina Navale degli Stati Uniti
c'è pure. E' un reato dire questo, o è criminalizzare un movimento?
Oppure se le dico che qualcuno degli eletti a Niscemi ha
festeggiato con il capo mafia a giugno, cosa che è stata da me
detta agli organi competenti e informato persino il Ministero
dell'Interno, stia tranquillo che in fatto di nomi io non mi sono
mai tirato indietro. Però, quando si preferisce fraintendere
l'accusa che si fa per farla diventare politica, lì si è cechi,
perché io quando faccio un corteo mi preoccupo sempre chi è il mio
compagno di viaggio, e non sono disponibile.
Rispetto al Governo a cosa potrebbe fare il Governo, parliamoci
chiaro, il Parlamento ha fatto un ordine del giorno. Ma l'ordine
del giorno non impegna niente, non dà alcuna responsabilità. Fino
ad oggi chi si è assunto responsabilità su questo no MUOS, e sulla
battaglia no MUOS, è il Presidente della Regione e l'Assessore
all'Ambiente, che quando questo Parlamento ha chiesto all'unanimità
di condurre la battaglia contro il MUOS, ovviamente non l'ha intesa
come la battaglia ideologica, una sorta di anti atlantismo, o anti
americanismo che sconvolge il quadro di alleanze politiche e
militari del nostro paese, perché lei ha citato un Presidente della
Repubblica che ha fatto queste cose, però voglio ravvisare che i
miei poteri sono tutti amministrativi, sia pure in uno Statuto
speciale, non ce li ho questi poteri di cancellare il debito, né di
sancire le responsabilità.
Io il reato a fini di bene l'avrei pure fatto, il problema sono le
responsabilità amministrative del risarcimento dei danni che non
cadrebbero sulla mia persona, ma cadrebbero sulla Regione siciliana
ed io ho il dovere di essere custode degli interessi di questo
popolo.
La revoca è stata revocata perché non è questo Governo che ha
autorizzato il MUOS, l'ha autorizzato il Governo nazionale ed il
Governo regionale precedente, ovviamente obbligato dalle scelte di
politica nazionale, come è deducibile persino dalla corrispondenza
che c'è fra Governo nazionale e Governo regionale precedente. Il
ministro La Russa chiedeva, e c'è pure la corrispondenza, di
approvare questo MUOS perché rientrava negli interessi politici,
strategici e militari. Capisco che poi, per ragioni politiche, chi
ha approvato può far finta che è contrario e arriviamo ad un gioco
paradossale. Chi ha cercato di portarlo avanti diventa
irresponsabile Questo mi sembra politicamente scorretto, prima che
personalmente
Glielo dico onorevole Cancellieri. L'Istituto Superiore di Sanità
dice che il progetto MUOS non supera i limiti di emissione previsti
dalla legge, e siccome io sono una persona che rispetta la legge e
siccome sub legis et libertatem, la libertà e la democrazia sono
regolati dalla legge, perché ognuno di noi può avere tutte le
opinioni ideologiche e politiche che vuole - MUOS si, MUOS no - ma
io qui non sono interprete di una ideologia, prima di tutto sono
l'interprete della legge, e non ho i poteri di revocare i trattati
politico-militari L'unica cosa dove la Regione poteva intervenire
era quella della tutela e della difesa dei cittadini, ed un
Istituto Superiore, al di sopra delle parti, dice che questa tutela
è rispettata, ed io non ci posso fare nulla
Però mi consenta, e le faccio appello onorevole Cancellieri, cosa
c'entrano tutte queste questioni, anche se attengono alla
valutazione del Governo? Se vogliamo dedicare una seduta specifica
a tutte queste questioni, lo possiamo fare Non le sembra, in
questo momento, un modo per evitare un giudizio su una legge
specifica? Mica abbiamo chiesto un voto di fiducia Abbiamo mandato
otto mesi fa un disegno di legge e abbiamo detto al Parlamento di
migliorarla. Questo Parlamento l'ha fatto in parte, l'ha fatto in
ritardo, tanto è vero che quando qualcuno ha eccepito che non
avevamo fatto la legge sulle incompatibilità da un lato si è detto
che i familiari andavano esclusi perché ledeva il diritto passivo,
poi quando lo abbiamo fatto gli stessi soggetti che dicono di fare
questo dicono di fare quello
Io capisco che in questo momento lei può trovare adesioni, però
guardi che queste adesioni le può trovare tra chi è più contrario
di tutti a questa legge Questo si capisce La posta in gioco va
stabilita di volta in volta Lei può strizzare l'occhio
all'opposizione politica, però le assicuro che siccome non sono
interessato ne ad essere a sette stelle, e neanche a cinque o a
zero - un Megafono mi basta e l'ho difeso anche di fronte al mio
partito - ed io ho sempre rispettato la sua identità politica, come
ho rispettato l'identità politica di tutte le persone che stanno
qua dentro, capisco che lei può sentire l'esigenza politica di
differenziare il suo Movimento sul piano ideologico e politico.
Però, se Alfonso Cicero le ha detto delle cose, risponda a Cicero
come correttamente ha fatto Io, sinceramente, le dico che posso
esprimere un giudizio e le ho già espresso sul piano personale la
mia solidarietà e gliela esprimo pubblicamente, anche se lei si è
reso responsabile di un atto non elegante in campagna elettorale
quando ha detto che non avrebbe stretto la mano ai suoi avversari,
cosa che nessun candidato alle elezioni ha fatto
Le dico questo e le dico pure che nel momento in cui Alfonso
Cicero la offende io mi sento responsabile di quell'offesa, anche
se non lo sono Ritengo che gli avversari vadano rispettati. Io non
ho mai messo in discussione le questioni della campagna elettorale,
né con lei né con nessun altro Ho considerato la campagna
elettorale un episodio chiuso, che pensavo fosse chiarito, però mi
consenta né lei né io, le questioni che riguardano il suo datore di
lavoro riguarderanno ovviamente il suo datore di lavoro e le accuse
che qualcuno gli fa riguarderanno le accuse fra il suo datore di
lavoro e le persone che lo accusano.
Ci sono gli strumenti di legge, non ho capito quale solidarietà
lei dovrebbe invocare rispetto all'accusa che il suo datore di
lavoro potrebbe difendere Di Vincenzo. Mi pare che Di Vincenzo è
super condannato per mafia e mi pare altrettanto vero, con articoli
di stampa che possiamo anche presentare, se lei non ne è a
conoscenza, che, più volte, il suo datore di lavoro, cioè lei, non
c'entra niente.
Per questo, le chiedo pubblicamente scusa, anche laddove io non
c'entro; glielo dico con estrema sincerità, però, credo che, per
senso di responsabilità, riconduciamo il dibattito alle questioni
concrete che abbiamo, per cui non ditemi più che ho detto che i No
Muos, i boy scouts sono mafiosi. Non ditemi che ho detto che il
signor Piazza - e l'ho detto nell'intervista trasmessa da Rai1,
possiamo anche chiedere a Rai1 la copia dell'intervista integrale -
per un ricorso al TAR, per una informativa antimafia della
Prefettura, aveva avuto appalti all'interno della base americana,
oggi è uno dei più attivi nella campagna No Muos, perché,
sicuramente, non con le stesse intenzioni, per cui, come in ogni
cosa, anche nel movimento dell'occupazione della terra, avevamo
quelli che estremizzavano il movimento perché dovevano avere altri
interessi. Non c'entra assolutamente nulla. Sulla circostanza, mi
pare che ci siano pure inchieste, per cui non dico niente che non
sia stato riferito. Siccome lei mi dice di fare il nome e cognome,
se vuole, gliene farò anche altri, anche in altre occasioni.
FORMICA. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, io non le do la parola.
FORZESE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORZESE, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, ritengo che, oltre alle dichiarazioni di voto,
siamo andati, se mi consente, in un terreno laddove non è facile
per lei contenere i lavori d'Aula perché ritengo doveroso da parte
di un presidente di una Commissione, tra l'altro, oggi, chiamato in
causa, sia per le dichiarazioni dell'onorevole Vullo, dove la
Commissione ha chiesto espressamente a lei un ulteriore lasso di
tempo, specificatamente per le cose che ha detto il collega Vullo,
perché si possa, quanto meno, chiedere agli uffici competenti la
possibilità di avere un parere su quelli che sono i curricula dei
soggetti che dovranno andare a rappresentare l'IRSAP.
Ritengo, pertanto, che, così come mi è stato chiesto di convocare
l'incontro di quest'oggi, in Commissione, non si può, a mio modo di
vedere, tenere una riunione perché attendiamo questo parere.
PRESIDENTE. Onorevole Forzese, sulla legge le ho dato la parola.
FORZESE. Sulla legge, oltre al fatto che il mio Presidente di
Gruppo parlamentare, l'onorevole Picciolo, si è già espresso in
maniera favorevole, pertanto, sono favorevole al disegno di legge,
ma mi è doveroso dire che, anche per la vicenda legata all'IRSAP,
la Commissione è stata convocata per giorno 26, termine ultimo che
lei ci ha dato, perché si possa quanto meno fare il tutto, così
come prevede la legge.
Non solo voteremo, pertanto, in maniera favorevole, come
Democratici Riformisti per la Sicilia, il disegno di legge ma,
giorno 26, verrà convocata la Commissione Affari istituzionali ,
proprio per le cose che sono emerse dal dibattito.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Gradirei che gli interventi si attenessero al disegno
di legge, perché stiamo ampliando troppo e mettiamo altra carne al
fuoco. Su questa vicenda della questione IRSAP, onorevole Formica,
le darò la parola, ma al tempo debito.
E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Chiedo di parlare in quanto componente della Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, lei non è iscritto a parlare. Avevo
dato un termine fino a quando si concludeva l'intervento
dell'onorevole Vullo. Poi, si è aperta un'altra questione che sarà
affrontata con il primo intervento da parte dell'onorevole Formica.
D'ASERO. Signor Presidente, Presidente della Regione, Assessori,
onorevoli colleghi, gradirei attenzione da parte del Presidente
della Regione sul mio modesto intervento.
Oggi, su questo disegno di legge, che ha visto un percorso
piuttosto articolato, piuttosto controverso, che aveva una sua
ratio iniziale con un disegno di legge del Governo sì, presidente
Crocetta, ma intendo evidenziare che ci sono stati anche altri
disegni di legge.
Noi, nel nostro Gruppo parlamentare, abbiamo visto un disegno di
legge con primo firmatario l'onorevole Vinciullo, quindi, nella
sostanza, su questa materia, c'era tanta attenzione e tanto impegno
da parte dei Gruppi parlamentari, compreso quello del PDL.
Sulla questione dello spartiacque della politica, infatti, in
raccordo ad un principio che deve tornare ad essere imperante, che
è quello dell'etica in politica e, quindi, di una morale o di una
moralità che deve essere sottolineata, anche attraverso momenti
normativi, in questo, sicuramente, c'è stata grande attenzione,
grande impegno e grande disponibilità.
Però, le contraddizioni, le contraddittorietà che sono venute
fuori da un testo di legge che, come tutti voi sapete, ha visto una
riscrittura piuttosto, come dire, continua e che ha portato
sostanzialmente in Aula un disegno di legge che, rispetto alla sua
originaria impostazione, è svuotato da quei fondamentali principi
che volevano di fatto portare ad un principio reale
autoregolamentazione.
In questo, devo dire che il dibattito che ha visto interventi
qualificanti come quello dell'onorevole Nello Musumeci, che ha
detto che, a prescindere dalla valutazione sulla legge, c'è forse
un impegno che questo Parlamento deve assumere, cioè quello di
definire anche un codice di autoregolamentazione che deve portare
ad una chiara ed evidente azione di chi, in Parlamento, deve avere
l'onore e il piacere di rappresentare un'istituzione che deve
essere sempre più qualificata dall'azione che ognuno di noi porta
avanti.
, in questo, presidente Ardizzone, va, anche da parte del Gruppo
del PDL, un apprezzamento per la sua iniziativa importante, quanto
mai opportuna di difesa dell'Istituzione del Parlamento regionale
siciliano in risposta ad alcune considerazioni - ritengo -
inopportune ed eccessive che Confindustria ha voluto, in maniera
probabilmente gratuita, rivolgere a questo Parlamento.
In questo Parlamento, fino a prova contraria, quindi, per difesa
di un'Istituzione che ha al suo interno parlamentari degni di una
presenza di qualità e di dignità che, fino a prova contraria, va
difesa in maniera seria. In questo senso, ritengo che, da parte dei
Gruppi parlamentari, nell'ambito del mio Gruppo del PDL, c'è stato
un dibattito che è ancora aperto perché il significato di una norma
che doveva essere di grande spessore, di grande importanza, poi, si
riduce ad un momento di grande, anche probabile ipotesi più di
annuncio che di sostanza e crea un momento di difficoltà nella
valutazione.
Non può, però, in questa direzione, venir meno, anche sul piano
del principio, un impegno a sostenere questo primo passo.
Onorevole Presidente della Regione, voglio dire, però, che, in
questa occasione, dobbiamo pur ammettere da questo una risposta da
parte sua che, probabilmente, i bisogni della Sicilia, oggi, non
sono solo quelli di una norma che tende ad evidenziare alcune
incompatibilità - che ben vengano sì - ma i bisogni della Sicilia
sono quelli che riguardano i temi scottanti che stanno portando un
momento di difficoltà e un momento di criticità dal punto di vista
sociale.
E', chiaramente, in questa direzione, che può esserci il problema
della tensione sociale, i mass-media, quei giornali che,
probabilmente, anche con l'azione mediatica a cui lei, in maniera
molto ricorrente, fa riferimento, quei giornali che non perdono
occasione per denigrare un'azione del Parlamento regionale
siciliano, dove insigni firme nazionali ci accusano di avere un
periodo di ferie di 40 giorni, quando giorno 12 agosto siamo qua e,
probabilmente ne mancano 18 alla fine del mese - probabilmente, il
4 o il 5, si rientrerà, quindi, sono 22 i giorni e non 40, se si
scompongono queste giornate dove intervengono per dire che c'è un
processo che vede uno spartiacque fra mafia ed antimafia, signor
Presidente. C'è la gente comune, i cittadini per bene, che non
hanno bisogno di iscriversi ad una posizione particolare.
E, poi, quale moralità, quale etica in politica nel momento in cui
abbiamo un percorso altalenante?
Se penso, per un momento, al dibattito che abbiamo avuto sulla
sanità, con l'assessore Borsellino che, in questa sede, ha
dichiarato che, in tempi brevi, i colloqui sui 660 iscritti
all'albo dei direttori generali, avrebbero visto un momento di
selezione.
Oggi, apprendiamo che abbiamo, udite udite, due elenchi ipotetici:
uno di 119 direttori iscritti secondo un percorso curriculare ed
altri 60 che verranno scelti secondo un altro criterio.
E, allora, dico, Presidente, su questi temi c'è bisogno di
certezze e di risposte, perché non può essere criticato ciò che gli
altri fanno ed evidenziato come un momento di grande positività ciò
che ognuno di noi e, in questo caso, ciò che il Governo propina,
sapendo che trattasi di azioni che, invece, vanno viste in
un'ottica diversa.
Così come abbiamo avuto modo di evidenziare che, al problema della
Province, senza una indicazione circa la successiva fase di
impegno, avremmo avuto, sicuramente, un momento di grande
difficoltà e disorientamento.
Allora, perché in questa iniziativa, perché in questo percorso ci
sia, come dire, da parte di ognuno di noi, in maniera seria,
responsabile, coraggiosa, una presa di posizione, dico, bene, il
Gruppo del PDL, anche se in presenza di un fatto di coscienza che
ognuno dei componenti deve avere, voterà a favore di questo disegno
di legge. Ma voterà a favore dicendo che c'è bisogno di una
verifica a termine, di una verifica su questa norma ad un periodo,
magari da definire, di 6 mesi e, dove ci fosse bisogno, di
tornarci, perché sicuramente abbiamo bisogno di meglio
razionalizzare un percorso di grande delicatezza e di grande
responsabilità e questo senza voler significare che lasciamo senza
un impegno serio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli assessori, onorevoli colleghi, la vicenda che oggi arriva
a conclusione, la vicenda legislativa che ci occupa e che, spero,
Presidente Ardizzone, sia l'ultima di questa particolare parte
iniziale del mese di agosto, che ci impegna in Aula, è l'epilogo di
una storia nata male e finita peggio.
Ho partecipato, pur non facendo parte della I Commissione, tanto
ai lavori della Commissione Affari istituzionali quanto della
sottocommissione, presieduta dal collega Panepinto.
Abbiamo lavorato per migliorare qualcosa che, forse e ahi noi per
quella che è la dignità e il prestigio di un Parlamento, ciò non
sarebbe dovuto accadere, ciò che non era migliorabile abbiamo
atteso che ce lo dicesse il Commissario dello Stato, il quale, a un
certo punto, nella congerie di ragionamenti, di modifiche - la
prima, la seconda, la quinta, l'ottava, la decima - ha ritenuto di
farci comprendere, o, forse, di dire personalmente al presidente
della I Commissione, che quel disegno di legge, così com'era e così
come, dall'inizio, le opposizioni avevano spiegato, non poteva
andare perché incorreva in rischi concreti, seri, pesanti di
incostituzionalità.
In questo frangente, ho anche avuto modo di contrappormi al
Presidente Forzese e voglio cogliere l'occasione per spiegare non
al presidente Forzese che, certamente, lo ha compreso ma all'Aula
che non vi poteva né vi era nulla di personale e, d'altro canto, è
evidente che neanche di polemica si trattava perché se fosse stata
una polemica non poteva che essere una polemica sterile, erano
punti di vista divergenti che rimanevano ciascuno con la propria
dignità se pur ciascuno sulla sua posizione.
Ma è vero, è assolutamente vero che siamo partiti con un disegno
di legge che parlava di incompatibilità fino al quarto grado di
parentela. Questo disegno di legge, onorevole Figuccia, dal quarto
grado è passato al terzo grado; dal terzo grado è passato
all'esclusione dei cognati; dall'esclusione dei cognati è passato
all'esclusione dei figli; poi, è passato all'esclusione delle
mogli; poi è passato all'esclusioni dei soci occulti; poi è passato
all'esclusione dei soci e poi ha introdotti gli enti; poi ha
spiegato di quali enti.
Presidente Crocetta, in buona sostanza, è accaduto questo: lei ha
fatto il buon padre di famiglia perché si è trovato a dovere
accontentare ciascun componente della sua maggioranza, che gli
chiedeva di levare prima un grado di parentela, poi una moglie, poi
un figlio, poi un socio, poi un socio occulto, per arrivare a
quello che è successo.
E, allora, Presidente Crocetta, apprezziamo il fatto che lei abbia
agito, nei confronti dei componenti della sua maggioranza, come un
buon padre di famiglia ma le posso assicurare che un buon padre di
famiglia o fa il padre di famiglia o fa il rivoluzionario. Un buon
padre di famiglia rivoluzionario, soprattutto nell'accezione di
padre di famiglia più doroteo che io conosca. Onestamente, ho
difficoltà a pensare che se ognuno ci leva una cosa, potremmo
andare molto avanti con questa rivoluzione. E lei sa che, dal primo
giorno, le abbiamo detto che se lei farà la rivoluzione saremo
accanto a lei.
Non ci è sembrato di scorgere, in questo percorso, causa le
pressioni dei componenti della sua maggioranza, un grande percorso
rivoluzionario; d'altro canto, Presidente Crocetta e onorevoli
colleghi, faccio mie, e lo dico in premessa, tutte le
argomentazioni che il Presidente Musumeci, nel suo intervento
illuminato di qualche giorno fa, ha rassegnato a quest'Aula, però,
voglio rispondere al collega Cracolici, che non vedo in Aula. Il
collega Cracolici, qualche giorno fa, si è stupito non tanto delle
parole di Lo Bello, quanto del silenzio di quest'Aula, quanto del
silenzio della politica.
Vorrei chiedere all'onorevole Cracolici: ma per quali ragione
avrei dovuto rispondere io a Lo Bello, se sono certo che le parole
di Lo Bello non mi sfiorano, né me né la mia parte politica né
l'opposizione, ma sfiorano altri ?
Sarebbe stato fuori luogo e sarebbe stato fuori luogo perché,
evidentemente, quando Ivan Lo Bello parla dell'attesa di un
sostegno forte all'azione di legalità e sviluppo, invece della
ostilità incomprensibile. Colleghi parlamentari, è ovvio che non si
riferisce all'opposizione, ma si riferisce a quella maggioranza di
Governo che, secondo Lo Bello, avrebbe dovuto remare verso la
direzione del Governo Crocetta e che, invece, rema contro.
Ecco perché non ho sentito il bisogno di intervenire: perché sono
arci certo che le parole di Lo Bello non riguardano né me - signor
Presidente mi dia ancora un minuto, non sto dicendo, credo, cose
banali, mi faccia completare il concetto - né la mia parte
politica.
E quello che dico è collegato anche a fatti evidenti. Le critiche
della Confindustria alla finanziaria del 2013, passando attraverso
il disegno di legge sull'acqua, nel quale abbiamo potuto constatare
una battaglia senza limiti all'interno della maggioranza, fra il PD
e il Governo, fra il PD e l'Assessore, per finire fino alla
corretta utilizzazione dei Fondi europei.
Allora, onorevole Cracolici, per semplificare, è evidente che non
mi rivolgo al collega Antonello Cracolici che stimo, credo, che
l'unica cosa da fare sia che il Governo, la maggioranza di Governo,
la Confindustria di Governo si mettano insieme, si chiudano in una
stanza, si chiariscano e poi ci spieghino qual è il percorso che
intendono proporre a questo Parlamento perché a quel punto il
Parlamento sarà libero di esprimersi,
E concludo. Credo e non ritorno sulla richiesta di pane fatta da
tanti miei colleghi, che questo mese di agosto, che sarà un agosto
intenso, debba servire per cominciare a ragionare di cose vere, di
cose serie, per il rilancio e lo sviluppo della nostra terra,
Presidente Crocetta.
Quello che resta di quel disegno di legge, presentato il 15
dicembre, con tanta buona volontà dal Governo, è davvero ben poca
cosa o quasi niente e noi, però, tuttavia, scorgiamo una cosa seria
e vera, una novità.
Per quanto riguarda il capitolo della formazione, c'è una novità
che non viene diluita anche questa alla prossima legislatura, come
è stato richiesto, ma che è immediatamente esecutiva, cioè, nel
campo della formazione, le incompatibilità e le ineleggibilità
inizieranno ad operare da subito. Scorgiamo un piccolo spiraglio di
luce oltre lo spot. A questo ci appelliamo cercando di credere che
agosto porti consiglio ed è per questa ragione che noi, nonostante
le argomentazioni assolutamente critiche, voteremo a favore del
disegno di legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare, se mantiene la richiesta,
l'onorevole Assenza, a condizione che sia un intervento in dissenso
al suo Presidente di Gruppo parlamentare.
Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire proprio a seguito della dichiarazione, peraltro debbo
riconoscere, preannunciata del mio presidente di Gruppo
parlamentare, di pur, fra tante critiche, alla fine, concludere per
l'approvazione di questo disegno di legge.
Siccome a me piace essere coerente, dopo aver sostenuto in Aula,
nel corso di ben tre interventi, tutte le incongruenze, mi si
perdoni il termine, le vere e proprie idiozie contenute in questo
disegno di legge, non sono disposto a farmi complice di un disegno
di legge di tal fatta, confermo il mio voto assolutamente
contrario.
E debbo dire che sono un po' stupito perché sento tanti colleghi,
nei corridoi tutti, in Aula molti, che preannunciano e dichiarano
ad alta voce le loro critiche a questo disegno di legge, però, alla
fine, dicono che siccome l'intenzione, tra virgolette, era buona,
nonostante tutto quello che si è scritto, alla fine, votiamo a
favore perché altrimenti daremmo l'occasione al buon Crocetta di
appropriarsi in via esclusiva di questo ennesimo spot elettorale.
Siccome, questa paura non ce l'ho, come non ho nessuna paura di
dire urbi et orbi quello che penso, ribadisco la mia assoluta
contrarietà a questo disegno di legge.
Le ragioni sono più che evidenti: stiamo introducendo una
mostruosità che è quella di distinguere i casi di incompatibilità
da quelli di ineleggibilità.
Stiamo introducendo un'ulteriore mostruosità che è quella di
differire l'entrata in vigore della legge per una parte rispetto ad
un'altra, per non dire poi di quelle vere e proprie sciocchezze che
provocano la decadenza del deputato perché iscritto a qualsiasi
associazione.
Ribadisco l'esempio dell'AVIS: se io, dopo essere diventato
deputato, ne divento socio non amministratore, dirigente,
presidente, consigliere di amministrazione dell'Avis, decado perché
l'AVIS riceve un finanziamento dalla Regione.
In questa corsa a chi la dice più grossa, io non mi iscrivo.
Confermo pienamente il mio voto contrario e gradirei che vi fosse
un sussulto di dignità da parte dei deputati che non possono - mi
rivolgo a lei, Presidente - assistere impunemente ad un Governatore
della Regione che dice pubblicamente di avere ricevuto denunce a
carico di alcuni degli iscritti, dei componenti di questa Assemblea
e, signor Presidente, lei non interviene per dire che il Presidente
della Regione non poteva esternare, così come se fosse al bar,
argomenti di questo tipo.
Se ha notizie riservate in tal senso, onorevole Presidente, ha il
dovere di acquisirle e trasmetterle immediatamente alla Presidenza
dell'Antimafia.
Se continuiamo a seguire la moda degli spot, questa ci
danneggiano, non l'approvazione di un disegno farsa come quello che
vi accingete ad approvare.
FORMICA. Chiedo di parlare in dissenso al mio Gruppo.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, in precedenza, ha parlato per conto
del Gruppo. Ora vuole parlare in dissenso con se stesso?
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, parlo a nome del Movimento Articolo
4 . Io e l'onorevole Sudano, nelle precedenti sedute, siamo
intervenuti perché contrari al primo disegno di legge, quello
originario.
Oggi sono cambiate le cose. Se il Parlamento, se il Governo, nella
sua interezza, esprime il bene ed il volere della comunità, credo
che questo possa rappresentare un fatto in base al quale la
politica possa rinascere, un segnale che dobbiamo dare all'esterno
e deve essere un segnale vero.
Oggi, abbiamo la consapevolezza che questo stia accadendo.
Per il fatto che sono stati superati i problemi di
incostituzionalità, il movimento Articolo 4 voterà compatto il
disegno di legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà. Subito dopo darò la parola all'onorevole Formica sulla
nuova questione introdotta dal Presidente della Commissione.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di
essere sintetico anche per la fatica cui ci siamo sottoposti,
meritoriamente, in queste ore e oggi, nonostante una dialettica
forte, appassionata che correttamente deve svolgersi all'interno di
un Parlamento. Io credo quindi che possiamo scrivere, al di là del
merito delle leggi di quelle che abbiamo già approvato e della
legge che ci apprestiamo a votare, possiamo scrivere una pagina
bella della storia di questo Parlamento. Pur nel dissenso, dicevo,
su posizioni dialetticamente diverse con motivazioni diverse, si va
costituendo un ragionamento e un pensiero all'interno di questo
Parlamento che fa prevalere a prescindere se il voto sia positivo o
negativo, l'onestà intellettuale di ognuno. Più volte, in questi
mesi, nel corso di questa XVI Legislatura, ho avuto l'occasione di
esprimere apprezzamento verso i deputati di questo Parlamento. La
straordinaria onestà intellettuale, il valore e la capacità dei
singoli deputati, possno davvero trasformare questa legislatura in
una legislatura importante dove insieme possiamo, signor
Presidente, scrivere regole diverse, regole nuove, perché la nostra
Sicilia ne ha bisogno.
Questa la ragione per cui ogni giorno, ognuno di noi si esprime su
un sistema in decomposizione. Questo sistema troppo vecchio e
troppo pesante, io l'ho definito un pachiderma che si avvia
moribondo verso la morte. Eppure, quando si deve andare verso il
nuovo, una riforma anche la più piccola delle riforme si ha quasi
paura, ci si ferma, si tentenna, paura di scrivere regole nuove
temendo di scrivere regole sbagliate, nella consapevolezza che di
regole ce ne sono tante e sono già sbagliate, perché hanno prodotto
danni consistenti.
Scrivere una norma in materia di ineleggibilità e di
incompatibilità, una norma che comprime diritti inviolabili del
cittadino, diritto dell'elettorato passivo, un esercizio difficile,
complicato, è molto difficile e nessuno deve dimenticare in
travaglio di queste settimane, di questi mesi nel poter scrivere
norme, che raggiungessero gli obiettivi rimanendo coerenti
all'impalcatura costituzionale del nostro Paese.
Sembra quasi in certi momenti di ascoltare, di assistere a
dibattiti che dimentichino come sia stato difficile scrivere regole
che vogliano raggiungere obiettivi alti, ma che siano
contemporaneamente, presidente Forzose, rispettose del dettato
costituzionale e che siano regole che possano, al di là del voto di
questa Aula, andare poi in Gazzetta Ufficiale e diventare norme
della Regione.
Allora, io non so esattamente valutare quanti passi avanti abbiamo
fatto nella direzione di separare gli interessi economici dei
parlamentari di chi esercita la nobile funzione di parlamentare da
interessi che possano turbarne profondamente la correttezza e
l'equilibrio. Dico non perché come mi esprimevo prima, siamo in un
campo difficile, sono norme difficili da scrivere, e complesse,
riuscire a determinare un assetto normativo che raggiunga gli
effetti sperati e che sia coerente con l'impianto costituzionale,
ma certamente oggi ho ascoltato interventi che tendono in ogni caso
verso questa direzione, sia da colleghi deputati che hanno
annunciato il voto favorevole da posizioni di maggioranza o di
opposizione, sia anche da deputati che hanno annunciato il voto
contrario, ho colto una onestà intellettuale che fa onore a questo
Parlamento.
Tuttavia, io credo, spero, auspico che questa sera si sia formata
in questo Parlamento la volontà di scrivere comunque una pagina che
voglia andare nella direzione giusta, nella direzione di poter
cambiare questo sistema, rispetto al quale rischiamo di rimanere
travolti, un sistema che rischia di essere ridotto in macerie nei
mesi a venire e su cui rimarremmo tutti evidentemente travolti.
Questa è la ragione per cui io credo bisogna spingere fino in
fondo per far nascere questo nuovo che sembra faticoso da
costruire. E come spesso si dice il vecchio è già morto, ma questo
nuovo non riusciamo ancora a scrivere. Allora siccome il nuovo non
si può scrivere, da una posizione unilaterale, di maggioranza o di
minoranza in questo caso, ma io sono fortemente convinto e
consapevole che una novità rispetto alla prospettiva futura possa
venire da una mentalità nuova e costituente che è già in essere in
questo parlamento e che, sempre più, deve venir fuori.
Rammento una frase del nostro grande conterraneo, Pirandello: «La
normalità delle galline non capirà mai il volo disperato delle
gru». Probabilmente, siamo in un contesto storico in cui il
pragmatismo, la razionalità, la normalità delle galline e la
pacatezza, la serenità, ma anche la rassegnazione delle galline non
è sufficiente. Occorre tendere a quel volo disperato, probabilmente
anche, incomprensibile, rispetto agli obiettivi che si prefigge di
raggiungere la gru, ma il volo disperato delle gru, oggi è
richiesto dai siciliani a questo parlamento.
Approvare questa legge, a prescindere dal merito, io credo sia un
gesto importante che va nella direzione che dicevo prima e che,
comunque, farebbe onore all'intero Parlamento.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole
Gucciardi, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno,
l'emendamento 117.1. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con riferimento alla votazione
finale del disegno di legge nn. 51-38 bis - Norme stralciate I/A,
ricordo all'Assemblea che lo stesso, trattando della materia di
incompatibilità dei deputati regionali, è sottoposto alla speciale
procedura prevista dallo Statuto della Regione, e precisamente
dall'articolo 9, comma 3, il quale prevede che il disegno di legge
debba essere approvato a maggioranza assoluta dei suoi componenti,
ovverossia con il voto favorevole di almeno 46 deputati regionali.
Ricordo, infine, che, ai sensi del successivo articolo 17 bis
dello Statuto medesimo, la legge può essere sottoposta a referendum
regionale, con le speciali modalità di promulgazione previste dalla
legge.
Dopo la votazione finale di questo disegno di legge continueremo
i nostri lavori perché sono state sollevate alcune questioni dal
Presidente della I commissione, richiamate dall'onorevole Formica.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale del disegno di legge «Norme in materia di
ineleggibilità dei deputati regionali e di incompatibilità con la
carica di deputato regionale e di componente della Giunta
regionale» (51-38 bis norme stralciate 1/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio palese
nominale del disegno di legge «Norme in materia di ineleggibilità
dei deputati regionali e di incompatibilità con la carica di
deputato regionale e di componente della Giunta regionale» (51-38
bis norme stralciate 1/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 63
Votanti 63
Maggioranza 46
Voti favorevoli 55
Voti contrari 3
Astenuti 5
(L'Assemblea approva)
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevoli colleghi, intervengo
per esprimere un sincero ringraziamento a tutti i gruppi
parlamentari che hanno contribuito anche al miglioramento della
legge e, debbo dire, per questo atto veramente serio di dialogo.
Credo che la legge vada migliorata e da questo punto di vista c'è
tutto l'impegno del Parlamento per discutere insieme e per proporre
insieme a voi entro fine anno miglioramenti significativi che
possano rispondere alle questioni che sono state sollevate
dall'Aula. Grazie a tutti.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
FORMICA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, ci sono due questioni che sottopongo
alla sua attenzione: una prima questione è quella relativa alla
convocazione da parte di dieci componenti su quindici della I
Commissione, per pronunciarsi sulle nomine. E ritengo che sia un
obbligo per questo Parlamento far sì che questa auto-convocazione
si possa svolgere oggi subito dopo l'Aula. Dieci su quindici,
signor Presidente.
In secondo luogo, io da parlamentare - e avrei preferito che
l'avesse fatto lei, Presidente - non posso accettare che in questo
Parlamento il Presidente del Governo possa attaccare in maniera
subdola un parlamentare come l'onorevole Cancelleri, senza che
nessuno prenda le sue difese. Perché quando si dice che poteva
essere si poteva dire che era colluso e non si è detto, questo
Parlamento poteva dire pure che si era detto che il Presidente
della Regione era colluso con la mafia di Gela.
Noi non possiamo che questo Parlamento, supinamente, accetti
allusioni Come quella a cui faceva riferimento l'onorevole
Assenza, e cioè di dire che sono arrivate denunce contro
parlamentari di questa Regione.
Pertanto, la prego, signor Presidente, di fare in modo che le
prerogative di questo Parlamento siano rispettate. E vorrei che si
cominciasse dalla I Commissione, dove c'è un'auto-convocazione con
dieci firme.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, essendoci un'autoconvocazione, mi
sembra più che evidente che si applica il Regolamento interno e il
Presidente della Commissione si deve attivare di conseguenza.
Peraltro, ribadisco che le Commissioni continuano a lavorare, a
maggior ragione la I Commissione che deve esprimere un importante
parere.
Onorevoli colleghi, l'Aula è rinviata a mercoledì, 18 settembre
2013, alle ore 16.00 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I -COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 59 - Interventi urgenti per la modifica dell'attuale
Piano di gestione dei rifiuti e per la riduzione dei
rifiuti indifferenziati in Sicilia.
(11 marzo 2013)
FOTI-CANCELLERI-CAPPELLO-
CIACCIO-CIANCIO-FERRERI-
LA ROCCA-ZITO- MANGIACAVALLO-
PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-
VENTURINO-ZAFARANA
III -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 65 - Iniziative finalizzate alla dismissione e al
recupero dei borghi rurali appartenenti al demanio
regionale.
(15 marzo 2013)
MUSUMECI-FORMICA-CURRENTI-
IOPPOLO-RUGGIRELLO
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 101 - Rimodulazione e nuova assegnazione dei fondi di
spesa comunitaria dell'ASSE 3 del P.O. F.E.S.R.
Sicilia 2007 - 2013 per evitare il disimpegno
automatico delle somme e migliorare l'offerta
turistica in Sicilia.
(15 aprile 2013)
CIMINO - GRASSO - LANTIERI - GIANNI
V -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 105 - Iniziative per il rilancio dell'autodromo di
Pergusa (EN).
(26 aprile 2013)
MUSUMECI - LANTIERI - FORMICA - IOPPOLO
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 43 - Pagamento differenziato delle somme dovute per costi
del personale e spese di gestione agli enti gestori di
attività formative e sportelli multifunzionali
convenzionati con la Regione siciliana.
(12 febbraio 2013)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI -
FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - VENTURINO - ZAFARANA - ZITO
VII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 64 - Soppressione dell'ente Porto di Messina e rilancio
della Zona Falcata'.
(14 marzo 2013)
PANARELLO-LACCOTO-GRECO M.-MARZIANO
VIII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 93 - Interventi a sostegno delle piccole e medie imprese
siciliane titolari di emittenti televisive locali, per il
rafforzamento tecnologico-organizzativo e la transizione al
sistema digitale terrestre.
(10 aprile 2013)
GRASSO - CIMINO - FIRETTO - LANTIERI
IX - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 110 - Interventi a tutela del cantiere navale di Palermo.
(11 marzo 2013)
FOTI-CANCELLERI-CAPPELLO-
CIACCIO-CIANCIO-FERRERI-
LA ROCCA-ZITO- MANGIACAVALLO-
PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-
VENTURINO-ZAFARANA
X -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 123 - Ripristino nel bilancio regionale del gettito
derivante dalle operazioni effettuate in via
telematica dalle imprese di revisione riconosciute ed
autorizzate ad operare, nel territorio siciliano,
dalla competente amministrazione regionale.
(28 maggio 2013)
GRASSO - LANTIERI - FIRETTO - FIGUCCIA
XI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 127 - Stabilizzazione dei rapporti di lavoro a tempo
determinato.
(30 maggio 2013)
MAGGIO - GUCCIARDI - CIRONE - MILAZZO A.
XII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 132 - Revoca del decreto del Presidente della Regione n.
509/Gab del 3 aprile 2013 relativo all'aumento dei
canoni demaniali.
(14 giugno 2013)
CANCELLERI-ZAFARANA-MANGIACAVALLO-CAPPELLO-ZITO
-CIACCIO-SIRAGUSA-TANCREDI-CIANCIO-FOTI-FERRERI
-PALMERI-LA ROCCA-TRIZZINO
XIII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 140 - Iniziative atte a modificare l'art. 13 del decreto
legislativo n. 205 del 2010 in materia di trattamento
di materiali agricoli o forestali naturali non
pericolosi.
(3 luglio 2013)
GERMANA' - D'ASERO - FONTANA - ASSENZA
La seduta è tolta alle ore 17.45
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 529-521-525-73-393-448/A - MODIFICHE
ALL'ARTICOLO 128 DELLA LEGGE REGIONALE 12 MAGGIO 2010, N. 11 E
SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI ED INIZIATIVE IN FAVORE DEGLI
ENTI TEATRALI E DELLE PROVINCIE REGIONALI
All'articolo 1
Emendamento 1.4
Il comma 8 ter è sostituito dal seguente:
8 ter. Entro sette giorni dalla pubblicazione della presente
la Giunta regionale provvede ad approvare lo schema di avviso
generale di selezione e provvede ad individuare la struttura di
massima dimensione che provvede alla pubblicazione dello stesso.
Tale avviso deve contenere le modalità attuative contenute nel
presente articolo e indicare i dipartimenti regionali che devono
pubblicare eventuali avvisi speciali di settore previsti dalla
vigente legislazione regionale. Ai dipartimenti competenti devono
pervenire, entro 30 giorni dalla pubblicazione dell'avviso, i
documenti previsti dal presente articolo debitamente redatti e
sottoscritti dal legale rappresentante degli enti .
Emendamento 1.5
Al comma 1 dell'articolo 1 le parole Nell'ambito degli sono
sostituite dalle parole Oltre agli .
AI SENSI DELL'ARTICOLO 117 DEL REGOLAMENTO INTERNO
Emendamento 117.1
All'emendamento 1.4 al comma 8 ter le parole entro sette
giorni dalla pubblicazione della presente sono soppresse.
Dopo il comma 4 dell'articolo 1 inserire il seguente comma:
4 bis. La Giunta regionale adotta gli atti di cui al comma 8
ter dell'articolo 128 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11
e successive modifiche ed integrazioni, entro sette giorni dalla
pubblicazione della presente legge .
DISEGNO DI LEGGE NN. 51-38 BIS/A - NORME STRALCIATE I/A. NORME IN
MATERIA DI INELEGGIBILITà DEI DEPUTATI REGIONALI E DI
INCOMPATIBILITà CON LA CARICA DI DEPUTATO REGIONALE E DI
COMPONENTE DELLA GIUNTA REGIONALE. - NORME STRALCIATE I
AI SENSI DELL'ARTICOLO 117 DEL REGOLAMENTO INTERNO
EMENDAMENTO 117.1.
All'articolo 1 le parole: d) dopo la lettera g) sono aggiunte le
seguenti: sono sostituite dalle parole 2. Dopo il comma 1
dell'articolo 10 della legge regionale n. 29/1951, sono inseriti i
seguenti: (1 bis e 1 ter);
all'articolo 3 (norme transitorie e finali) le parole di cui alla
lettera g ter) del comma 1 del medesimo articolo 1. Sono
sostituite dalle parole di cui al comma 1 ter dell'articolo 10
della legge regionale n. 29/1951, introdotto dal comma 2, del
medesimo articolo 1. .