Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 71 di mercoledì 18 settembre 2013
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   LO  GIUDICE,  segretario, dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

       PRESIDENTE.  Ai  sensi  dell'articolo  127,  comma   9,   del
  Regolamento  interno,  do il preavviso di trenta  minuti  al  fine
  delle  eventuali  votazioni mediante procedimento elettronico  che
  dovessero avere luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

          Comunicazione di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore Attività produttive

   N. 325 - Interventi finalizzati ad approntare i servizi essenziali
  nell'area della zona industriale San Cataldo Scalo in territorio di
  Caltanissetta.
   Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;   Trizzino   Giampiero;  Venturino   Antonio;   Zafarana
  Valentina
   (Con  nota  prot. n. 17017/IN.16 del 3 aprile 2013  il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le attività produttive).

   - da parte dell'Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana

   N.  399  -  Notizie sulla biennale della ceramica  di  Caltagirone
  (CT).
   Firmatari: Falcone Marco; Ioppolo Giovanni
   (Con  nota  del  2  maggio  2013 il Presidente  della  Regione  ha
  delegato l'Assessore per i beni culturali).

   N.  696  -  Notizie sull'ex biblioteca regionale universitaria  di
  Messina.
   Firmatario: Germanà Antonino Salvatore
   (Con  nota  prot. n. 28372/IN.16 del 6 giugno 2013, il  Presidente
  della  Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali. -  Con
  nota  prot.  n.  1378/Gab del 18 luglio 2013,  l'Assessore  per  il
  turismo ha dichiarato la propria incompetenza).

   N.  791  - Misure urgenti a favore di una rapida riapertura  della
  stazione aerospaziale di Milo (TP).
   Firmatari:  Maggio  Maria Leonarda; Gucciardi Baldassare;  Milazzo
  Antonella Maria

   N. 861 - Attuazione della legge regionale n. 20 del 2000 e notizie
  in merito al Parco archeologico di Selinunte (TP).
   Firmatario: Lo Sciuto Giovanni

   N.  924  - Notizie in merito all'approvazione del piano del  Parco
  archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento.
   Firmatari:   Mangiacavallo  Matteo;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   - da parte dell'Assessore Salute

   N.  483 - Chiarimenti in merito al primo ciclo terapeutico per  la
  somministrazione di taluni farmaci innovativi.
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
  Valentina
   (Con  nota  prot. n. 23853/IN.16 del 13 maggio 2013, il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per la Salute).

   N.   546  -  Chiarimenti  circa  l'espletamento  del  servizio  di
  catalogazione, archiviazione, stoccaggio nonchè custodia e gestione
  di  cartelle  cliniche  e  lastre radiografiche  delle  UU.OO.  dei
  presìdi ospedalieri dell'Azienda Università 'Policlinico - Vittorio
  Emanuele' di Catania.
   Firmatario: Forzese Marco Lucio
   (Con  nota  prot. n. 27898/IN.16 del 4 giugno 2013, il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per la salute).

   N.  566  -  Richiesta di notizie circa la revoca di  incarichi  di
  coordinamento di attività amministrative presso l'ASP di Palermo  e
  sulla   costituzione  degli  'Staff  di  Direzione'  dei  distretti
  sanitari.
   Firmatari:  Ioppolo  Giovanni;  Musumeci  Nello;  Formica   Santi;
  Currenti Carmelo; Ruggirello Paolo
   (Con  nota prot. n. 26299 del 27 maggio 2013, il Presidente  della
  Regione ha delegato l'Assessore per la salute).

   N.   573   -  Chiarimenti  finalizzati  all'individuazione   degli
  specialisti  e dei centri autorizzati alla prescrizione  dei  nuovi
  farmaci  antivirali, inibitori delle proteasi di prima  generazione
  per l'epatite cronica C, genotipo 1.
   Firmatari:  Ioppolo  Giovanni; Formica  Santi;  Currenti  Carmelo;
  Musumeci Nello; Ruggirello Paolo
   (Con  nota prot. n. 26307 del 27 maggio 2013, il Presidente  della
  Regione ha delegato l'Assessore per la salute).

   N. 644 - Chiarimenti circa la nomina del direttore medico di unità
  operativa  complessa del Servizio materno-infantile dell'ASP  3  di
  Catania.
   Firmatari:  Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri  Vanessa;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore;   Trizzino   Giampiero;  Venturino   Antonio;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   N.  690   -  Iniziative in ordine alle procedure  di  assegnazione
  delle  gare per beni e servizi intraprese dalle aziende ospedaliere
  siciliane.
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Venturino
  Antonio; Zafarana Valentina

   N.   695   -   Notizie  sull'avviso  pubblico  per  la  formazione
  dell'elenco degli aspiranti idonei alla nomina a Direttore generale
  delle  Aziende  sanitarie e delle AOUP pubblicato  dall'Assessorato
  della salute.
   Firmatari: Fontana Vincenzo; D'Asero Antonino
   (Con  nota  prot. n. 28367/IN.16 del 6 giugno 2013, il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per la salute).

   N.  775 - Riorganizzazione delle aziende sanitarie e ridefinizione
  del  protocollo  d'intesa  con  l'azienda ospedaliero-universitaria
  Policlinico - Vittorio Emanuele di Catania.
   Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello

   N.  795  -  Criticità sull'equilibrio di bilancio dell'IPAB  'Oasi
  Cristo Re' di Acireale (CT).
   Firmatari:Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri  Vanessa;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  811 - Interventi per il potenziamento della rete regionale  di
  residenzialità per i soggetti fragili.
   Firmatari:   Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Mangiacavallo   Matteo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Clemente, Falcone, La Rocca
  Ruvolo,   Vinciullo                                       sono   in
  congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ferrandelli sarà in  missione
  a Bruxelles, per ragioni del suo ufficio, dal 7 al 10 ottobre 2013.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:
   -  Riammissione nel posto di lavoro degli ufficiali di riscossione
  assunti  con  contratto  di formazione e lavoro  dalla  Montepaschi
  Serit S.p.A.. (n. 530)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli onorevoli  Ioppolo,
  Musumeci, Formica e Currenti in data 8 agosto 2013.

   -  Norme  per  il  recupero  e la valorizzazione   del  patrimonio
  storico-culturale e dei siti legati alla Seconda guerra mondiale in
  Sicilia. (n. 531)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli  Pogliese,
  Greco  M.,  Dina,   Vinciullo,  D'Asero,  Cascio  F.,  Ferrandelli,
  Ioppolo,  Grasso,  Clemente, Cordaro, Musumeci,  Formica,  Germanà,
  Assenza,   Anselmo,   Falcone,   Figuccia,   Ruggirello,    Sudano,
  Sammartino,  Fontana,  Milazzo G., Alongi, Picciolo,  Di  Giacinto,
  Vullo, Gianni, Cascio S., Lo Sciuto, Miccichè e  Currenti in data 8
  agosto 2013.

   - Abrogazione della legge 6 aprile 1996, n. 20. (n. 532)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli onorevoli  Ciaccio,
  Cancelleri, Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Zito, Ciancio,  Foti,
  La  Rocca, Palmeri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana in data
  8 agosto 2013.

   -  Istituzione sperimentale della psicoterapia in convenzione. (n.
  533)
   di  iniziativa  parlamentare,  presentato  dagli  onorevoli  Zito,
  Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciaccio, Ciancio,  Foti,
  La  Rocca,  Cancelleri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana  in
  data 12 agosto 2013.

   - Introduzione delle cure compassionevoli. (n. 534)
   di  iniziativa  parlamentare,  presentato  dagli  onorevoli  Zito,
  Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciaccio, Ciancio,  Foti,
  La  Rocca,  Cancelleri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana  in
  data 12 agosto 2013.

   - Anagrafe scolastica regionale. (n. 535)
   di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
  (on.   Crocetta)   su   proposta   dell'Assessore   regionale   per
  l'istruzione e la formazione professionale (Nelli Scilabra) in data
  12 agosto 2013.

   -  Norma  aggiuntiva all'articolo 43 comma 1 sui PIP  -  Emergenza
  Palermo di cui alla legge regionale 15 maggio 2013, n. 9. (n. 536)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Lo  Giudice
  in data 9 settembre 2013.

   -  Estensione al Comune di Portopalo di Capo Passero dei  benefici
  previsti  dall'art. 60 della legge regionale 23 dicembre  2000,  n.
  32. (n. 538)
   di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 9 settembre 2013.

   -  Transito  del personale del corpo di vigilanza  del  Parco  dei
  Nebrodi nei ruoli del Corpo Forestale della Regione siciliana.  (n.
  539)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli  Maggio  e
  Panarello in data 9 settembre 2013.

   - Nuova legge urbanistica. (n. 540)
   di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Barbagallo,
  Lupo e Milazzo Antonella in data 13 settembre 2013.

   -  Accesso  al  credito d'esercizio IRCAC degli  imprenditori  che
  denunciano richieste estorsive ai sensi dell'articolo 3 della legge
  regionale del 20.11.2008, n. 15. (n. 541)
   di  iniziativa  parlamentare,  presentato  dagli  onorevoli  Lupo,
  Gucciardi,   Alloro,   Arancio,  Barbagallo,   Cirone,   Cracolici,
  Digiacomo,   Ferrandelli,  Laccoto,  Maggio,   Marziano,   Milazzo,
  Panarello,  Panepinto, Raia, Rinaldi e Vullo in data  16  settembre
  2013.

   -  Norme  per  la costituzione dei Liberi Consorzi di Comuni.  (n.
  542)
   di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (on.   Crocetta)  su  proposta  dell'Assessore  regionale  per   le
  autonomie locali e la funzione pubblica (dott.ssa Patrizia Valenti)
  in data 17 settembre 2013.

   -  Norme  transitorie sul trasferimento temporaneo delle  funzioni
  amministrative e strumentali. (n. 543)
   di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (on.   Crocetta)  su  proposta  dell'Assessore  regionale  per   le
  autonomie locali e la funzione pubblica (dott.ssa Patrizia Valenti)
  in data 17 settembre 2013.

   -   Norme   in   materia   di  assunzioni   di   personale   delle
  amministrazioni  regionali, istituti, aziende, consorzi,  organismi
  ed   enti   regionali  comunque  denominati  che  usufruiscono   di
  trasferimenti diretti da parte della Regione. (n. 544)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dall'onorevole  Gianni  in
  data 18 settembre 2013.

   -  Norme  a  tutela dei minori iscritti agli asilo  nido  ed  alle
  scuole materne del territorio siciliano. (n. 545)
   di   iniziativa  parlamentare  presentato  dall'onorevole  Milazzo
  Giuseppe in data 18 settembre 2013.

   -  Istituzione e ordinamento delle città metropolitane di Catania,
  Messina e Palermo. (n. 546)
   di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (on.   Crocetta)  su  proposta  dell'Assessore  regionale  per   le
  autonomie locali e la funzione pubblica (dott.ssa Patrizia Valenti)
  in data 18 settembre 2013.

   -  Interventi per il recupero e la riqualificazione delle  aree  e
  degli immobili ferroviari dismessi o inutilizzati finalizzati  alla
  sostenibilità  ambientale  nonché alla  realizzazione  di  aree  di
  interscambio modale. (n. 547)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Rinaldi  in
  data 18 settembre 2013.

    Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegni di
                                 legge
                      alle competenti Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati  alle
  competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Modifiche  alla  legge 10 agosto 2012, n. 47. Autorità  Garante
  della persona con disabilità nella Regione. (n. 528)
   di  iniziativa governativa, presentato il 7 agosto 2013 e  inviato
  il 10 settembre 2013.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -   Riordino  dell'Istituto  Zooprofilattico  sperimentale   della
  Sicilia. (n. 537)
   di  iniziativa  governativa, presentato  il  9  settembre  2013  e
  inviato il 10 settembre 2013.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico i disegni di legge inviati  alle  competenti
  Commissioni:
                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Modifiche all'art. 6 della legge regionale 18/1989. (n. 497)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 12 settembre 2013.

   -  Norme  sul software libero, pubblicazione, accesso e riutilizzo
  dei documenti e dei dati della pubblica amministrazione regionale e
  hardware documentato. (n. 510)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 12 agosto 2013.

   -  Norme  a sostegno dei familiari delle vittime di incidenti  sui
  luoghi  di  lavoro, delle vittime della strada e  di  azioni  della
  criminalità. (n. 520)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 12 settembre 2013.
   parere  Commissione  d'inchiesta e vigilanza  sul  fenomeno  della
  mafia in Sicilia.

   -  Finanziamento degli Istituti superiori di studi  musicali.  (n.
  522)
   di  iniziativa parlamentare, inviato il 12 settembre 2013,  parere
  V.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   - Norme in favore delle isole minori. (n. 496)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 12 settembre 2013.

   - Valorizzazione beni ecclesiastici. (n. 512)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 12 agosto 2013.
                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Sistema  educativo regionale di istruzione e  formazione  della
  Regione Sicilia. (n. 503)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 12 settembre 2013.

   -  Valorizzazione  e  promozione delle espressioni  artistiche  in
  strada. (n. 508)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 12 settembre 2013.

   -  Istituzione della carta di credito per la cultura della Regione
  siciliana. (n. 509)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 12 settembre 2013.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che:

   - l'onorevole Concetta Raia, con nota prot. n. 9320/SG.LEG.PG. del
  7  agosto 2013, gli onorevoli Maria Maggio e Antonella Milazzo, con
  nota  prot  n.  9412/SG.LEG.PG. dell'8 agosto  2013  e  l'onorevole
  Michele  Cimino, con nota prot. n. 9556/SG.LEG.PG.  del  12  agosto
  2013, hanno chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge
  n.  504:   Finanziamento degli Istituti superiori di studi musicali
  ex Istituti musicali pareggiati della Regione siciliana ;

   -  l'onorevole  Pietro Alongi, con nota prot.  n.  9411/SG.LEG.PG.
  dell'8  agosto  2013,  ha chiesto di apporre la  propria  firma  al
  disegno  di  legge n. 516:  Istituzione dell'Agenzia regionale  per
  l'istruttoria, l'assistenza ed il finanziamento dei beni confiscati
  alla criminalità organizzata in Sicilia ;
   -     l'onorevole   Bernadette   Grasso,   con   nota   prot.   n.
  9454/SG.LEG.PG.  dell'8  agosto 2013,  ha  chiesto  di  apporre  la
  propria  firma ai disegni di legge n. 420:  Misure a  sostegno  dei
  pazienti  oncologici  e delle loro famiglie ,  n.  489   Norme  per
  l'utilizzazione  della generalità dei lavoratori socialmente  utili
  da  parte  degli  Enti  locali   e n.  514   Norme  in  materia  di
  assunzioni  di personale nelle pubbliche ammi-nistrazioni  e  negli
  enti regionali ;

   - l'onorevole Salvatore Lo Giudice, con note prot. nn. 9557, 9558,
  9559 e 9561/SG.LEG.PG. del 12 agosto 2013, ha chiesto di apporre la
  propria  firma  ai  disegni di legge n. 522:   Finanziamento  degli
  Istituti  superiori di studi musicali , n. 501  Cultura della  pace
  in  Sicilia ,  n. 482  Norme per la formazione di  una  cultura  di
  cittadinanza europea e per la promozione di servizi informativi per
  l'accesso  ai  fondi  comunitari  e n. 520  Norme  a  sostegno  dei
  familiari  delle vittime di incidenti sui luoghi di  lavoro,  delle
  vittime della strada e di azioni della criminalità .

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico la richiesta di parere pervenuta ed assegnata
  alla Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Consorzio Autostrade Siciliane (C.A.S.). Designazione componenti
  del Consiglio direttivo. (n. 21/I).
   pervenuto  in data 9 settembre 2013 e inviato in data 9  settembre
  2013.

                     Comunicazione di pareri resi

   PRESIDENTE. Comunico i pareri resi dalle Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   Centro  Interaziendale  Professionale  Integrato  (C.I.A.P.I.)
  Palermo. Nomina Commissario Liquidatore. (n. 18/I).
   reso in data 8 agosto 2013 e inviato in data 12 agosto 2013.

   -  Istituto  regionale per lo sviluppo delle  attività  produttive
  (IRSAP).  Nomina  componenti del Consiglio di Amministrazione.  (n.
  19/I).
   reso in data 26 agosto 2013 e inviato in data 3 settembre 2013.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Schema di regolamento recante modifiche al decreto assessoriale
  n. 208/2010 in materia di credito agevolato alle imprese artigiane.
  (n. 20/III).
   reso in data 7 agosto 2013 e inviato in data 9 agosto 2013.

             Comunicazione di approvazione di risoluzioni

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -  la  Commissione legislativa  Ambiente e territorio' (IV), nella
  seduta   n.  65  del  7  agosto  2013,  ha  approvato  le  seguenti
  risoluzioni:   Interventi  diretti  all'azione  di  risanamento   e
  bonifica   dell'Area  Industriale  di  Priolo  -  Augusta   e,   in
  particolare, della qualità dell'aria' (2/IV) ed  Interventi urgenti
  da  parte del Governo in merito alla grave situazione in cui  versa
  la valle del Simeto, in particolare l'Oasi di Ponte Barca  (5/IV);

   -  la  Commissione legislativa  Cultura, formazione, lavoro'  (V),
  nella  seduta n. 86 del 7 agosto 2013, ha approvato la risoluzione:
   Indirizzo in ordine alle problematiche dei lavoratori dell'Azienda
  Aligrup' (11/V).

    Comunicazione di trasmissione della relazione sulla situazione
                               economica
                della Regione siciliana per l'anno 2012

   PRESIDENTE. Comunico che la Presidenza della Regione ha trasmesso,
  in  data 9 settembre 2013, la  Relazione sulla situazione economica
  della Regione siciliana per l'anno 2012'.

   Comunico,  altresì, che copia della sopracitata  documentazione  è
  stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.

  Comunicazione di  impugnativa da parte del Commissario dello Stato
                       per la Regione siciliana

   PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la Regione
  siciliana,  con ricorso notificato il 19 agosto 2013, ha  impugnato
  la   deliberazione  legislativa  recante   Norme  in   materia   di
  ineleggibilità dei deputati regionali e di incompatibilità  con  la
  carica   di  deputato  regionale  e  di  componente  della   Giunta
  regionale   (ddl. nn. 51-38bis - Norme stralciate  -  I  stralcio),
  approvata dall'Assemblea il 12 agosto 2013, e precisamente:

   ARTICOLO  1:

   - comma 1, lettera c);
   -  comma  2, punto 1bis) limitatamente all'inciso 1, limitatamente
  all'inciso   ed  ai  funzionari  e punto  1ter  limitatamente  alle
  parole  soci  e  funzionari ;
   -  comma  3,  limitatamente  alle parole   socio ,   funzionario ,
   dipendente ;

    per violazione degli articoli 3, 51 e 97 della Costituzione.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N. 1131 - Iniziative volte ad assicurare il regolare funzionamento
  degli  Enti  parco siciliani anche nell'ottica di una strategia  di
  rilancio.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Economia
   Firmatario: Panarello Filippo

   N.  1132  - Chiarimenti circa l'affidamento di consulenza  esterna
  nell'ambito del Programma comunitario 'Factor 20'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Marziano Bruno

   N.  1134  -  Notizie circa il regolare funzionamento del  giardino
  botanico 'Nuova Gussonea' ubicato nel Parco dell'Etna.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   Firmatario: Barbagallo Anthony Emanuele

   N. 1135 - Notizie circa la mancata istituzione dell'albo regionale
  delle guide ambientali-escursionistiche.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  1137  -  Notizie in merito al mancato avvio dei  contratti  di
  sviluppo di cui alla delibera Cipe del 3 agosto 2012.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  1138  - Notizie in merito al credito agevolato per le  imprese
  siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Firetto Calogero
   N.  1155  -  Interventi per risolvere i ritardi  nell'accertamento
  dell'invalidità civile in provincia di Trapani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Ruggirello Paolo

   N.  1156  - Notizie circa la tutela e salvaguardia della Torre  di
  Guidaloca a Scopello.
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Milazzo Antonella Maria

   N. 1158 - Notizie in merito alla direttiva assessoriale in materia
  di gestione integrata dei rifiuti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari:   Di  Mauro  Giovanni;  Lombardo  Salvatore   Federico;
  Federico  Giuseppe;  Fiorenza Cataldo; Lo  Sciuto  Giovanni;  Greco
  Giovanni; Figuccia Vincenzo

   N.  1159 - Notizie in merito alle direttive per istituire l'elenco
  e  relativo  aggiornamento  degli  operatori  economici  presso  il
  Dipartimento regionale della Protezione Civile.
   - Presidente Regione
   Firmatari:   Di  Mauro  Giovanni;  Lombardo  Salvatore   Federico;
  Federico  Giuseppe;  Fiorenza Cataldo; Lo  Sciuto  Giovanni;  Greco
  Giovanni; Figuccia Vincenzo

   N.  1160  -  Iniziative  dirette a  contrastare  il  fenomeno  del
  bullismo nelle scuole siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari:   Di  Mauro  Giovanni;  Lombardo  Salvatore   Federico;
  Federico  Giuseppe;  Fiorenza Cataldo; Lo  Sciuto  Giovanni;  Greco
  Giovanni; Figuccia Vincenzo
   N.   1161  -  Notizie  in  merito  alla  chiusura  delle  attività
  commerciali e iniziative per il rilancio dell'economia siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:   Di  Mauro  Giovanni;  Lombardo  Salvatore   Federico;
  Federico  Giuseppe;  Fiorenza Cataldo; Lo  Sciuto  Giovanni;  Greco
  Giovanni; Figuccia Vincenzo

   N.  1162  -  Interventi urgenti per ripristinare e  potenziare  la
  tratta ferroviaria Palermo-Trapani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Ruggirello Paolo

   N.  1168  - Chiarimenti sul mancato inizio dei lavori di  recupero
  della Tonnara di 'Santa Panagia', nella città di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1170  - Notizie sul mancato inizio dei lavori per la messa  in
  sicurezza della Chiesa del cimitero di Augusta(SR).
   - Presidente Regione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1171  -  Iniziative  presso il Governo nazionale  al  fine  di
  prevedere   anche   in  Sicilia  il  contingente  degli   incarichi
  dirigenziali di livello non generale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Zafarana Valentina

   N.  1172  -  Notizie  sullo  stato  di  inquinamento  delle  acque
  siciliane  e  sul  mancato appalto da parte dei Comuni  finalizzati
  alla dotazione dei depuratori.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1173 - Notizie sulla realizzazione di una discarica di rifiuti
  solidi urbani in contrada Stallaini in provincia di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1174 - Notizie sull'utilizzo improprio e increscioso di reperti
  archeologici presso il Palazzo dei Congressi di Taormina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1175  -  Notizie sull'ulteriore riduzione  dei  posti  per  il
  personale  ATA  in  provincia di Siracusa e  idonee  iniziative  da
  intraprendere presso il Governo nazionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.   1176    -    Notizie    sui   ritardi    nell'erogazione    e
  certificazione dei fondi europei per la pesca.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1177  -  Notizie sull'adeguatezza dei locali ove è ubicata  la
  sede del '118' a Lentini(SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1178 - Notizie sul trasferimento di 44 monete antiche dal Museo
  regionale 'Paolo Orsi' di Siracusa al Comune di Mandanici(ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo.

   Avverto  che  le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N. 1133 - Iniziative per il mantenimento dei livelli occupazionali
  degli   operatori  'Radio  Call  Service'  che  prestano   servizio
  all'interno dell'aerostazione di Palermo Falcone e Borsellino.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Tamajo Edmondo

   N.  1136  -  Notizie sullo stato di conservazione ed utilizzazione
  dei  borghi  rurali  in Sicilia ed in particolare  sullo  stato  di
  abbandono di Borgo Fazio, ubicato nel Comune di Trapani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi   Sergio; Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N.  1139  - Chiarimenti circa la sospensione dei servizi  sanitari
  presso il Presidio di Pietraperzia (EN).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Foti  Angela;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri  Vanessa;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  1140  - Notizie in ordine alla zona franca della legalità  del
  comprensorio di Caltanissetta.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Zafarana
  Valentina; Trizzino Giampiero; Mangiacavallo Matteo; Zito  Stefano;
  Ciaccio  Giorgio;  Siragusa  Salvatore;  Tancredi  Sergio;  Ciancio
  Gianina; Foti Angela; Ferreri Vanessa; Palmeri Valentina; La  Rocca
  Claudia

   N. 1141 - Chiarimenti in merito ai rami di allacciamento alla rete
  fognaria del comune di Palermo in zona Partanna Mondello.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Tamajo Edmondo

   N. 1142 - Urgente messa in sicurezza dell'istituto tecnico agrario
  'Cucuzza' di Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  1143  -  Informazioni  circa  la  situazione  della  viabilità
  extraurbana della città di Mirabella Imbaccari (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N. 1144 - Completamento dei lavori relativi al Museo di S.Agostino
  di Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  1145  -  Messa in sicurezza e ripristino del  ponte  di  Piano
  Carbone lungo la linea ferroviaria Catania-Caltagirone-Gela.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  1146  -  Ripristino  immediato  dell'assistenza  sanitaria  ai
  soggetti  portatori  di  emorragia  subaracnoidea  spontanea  nella
  provincia di Siracusa.
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N.  1147  -  Presunte  irregolarità sul nuovo  poliambulatorio  di
  Palazzolo Acreide (ASP 8 di Siracusa).
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N.    1148   -   Verifica   di   eventuali    disservizi     nella
  somministrazione  delle immunoglobuline per  il  trattamento  della
  polineuropatia cronica demielinizzante.
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina
   N.  1149  -  Notizie in merito alla gestione del  servizio  idrico
  delle isole Eolie.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Miccichè Gianluca Antonello

   N.  1150  -  Notizie  sulle unità operative  presso  gli  ospedali
  Cutroni  Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto e G.Fogliani di Milazzo
  (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri  Vanessa;
  Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero;
  Zito Stefano

   N.  1151 - Chiarimenti sullo stato dei pagamenti degli stipendi al
  personale   di   cui   all'Avviso  1/2010   e   2/2010   (sportelli
  multifunzionali) dell'ente di formazione CEFOP.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari: Pogliese Salvatore Domenico; Vinciullo Vincenzo

   N.  1152  - Chiarimenti sulla gestione commissariale dell'IACP  di
  Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: D'Asero Antonino

   N.  1153  -  Chiarimenti  sulla convocazione  del  Tavolo  Tecnico
  permanente riguardante le 'Fattorie sociali'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   Firmatari:  Foti  Angela; Ferreri Vanessa; Zito  Stefano;  Ciancio
  Gianina;  Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni  Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;   La  Rocca  Claudia;  Trizzino  Giampiero;  Mangiacavallo
  Matteo;  Siragusa  Salvatore; Zafarana Valentina; Tancredi  Sergio;
  Palmeri Valentina

   N.   1154   -  Notizie  sulla  paventata  chiusura  della   tratta
  ferroviaria Palermo - Trapani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi   Sergio; Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N.  1157  - Interventi atti a fronteggiare l'emergenza zootecnica,
  con particolare  riferimento  al  settore lattiero-caseario.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   Firmatario: Assenza Giorgio

   N.  1163  -  Interventi  urgenti  atti  a  garantire  la  regolare
  erogazione del buono scuola.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Cimino Michele

   N. 1164 - Notizie sul sequestro da parte delle autorità maltesi di
  pescherecci siciliani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   Firmatario: Assenza Giorgio

   N.  1165  -  Notizie  in  merito allo  SPRINT  SICILIA  (Sportello
  regionale  per  l'internalizzazione) e alla  nomina  del  dirigente
  preposto.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:   Mangiacavallo  Matteo;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco; Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;   Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N. 1166 - Notizie sulla sospensione della linea marittima Trapani-
  Tunisi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  1167 - Chiarimenti in merito al servizio di trasporto pubblico
  che collega la città di Acireale con le relative frazioni collinari
  e con il comune di Zafferana Etnea(CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Pogliese Salvatore Domenico

   N.  1169  -  Notizie  in  merito alle garanzie  occupazionali  del
  personale   impiegato  nella  società  Sicilia  e-Servizi   Venture
  (SISEV),  conseguenti al riordino della società  Sicilia  e-Servizi
  S.p.a.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Figuccia Vincenzo

   N.  1179  -  Interventi volti a scongiurare  la  soppressione  del
  collegamento ferroviario Trapani-Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Fazio Girolamo

   N.  1180  -  Chiarimenti circa le procedure di assegnazione  della
  gara  per  la  fornitura  di  n. 10 incubatrici  da  trasporto  per
  ambulanze SEUS della sede di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N. 1181 - Interventi finalizzati all'erogazione delle somme per la
  continuità  retributiva del personale della Provincia regionale  di
  Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N.  1182 - Ripristino immediato della squadra boschiva dei  Vigili
  del fuoco.
   - Presidente Regione
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N. 1183 - Notizie in merito ai lavoratori stagionali del Consorzio
  Autostrade Siciliane (CAS).
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Palmeri
  Valentina;  Cappello Francesco; Tancredi Sergio;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina;  Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N.  1184  -  Notizie in merito al contributo per  l'organizzazione
  degli internazionali di tennis femminili di Palermo, WTA tour 2014.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatari:   Lombardo  Salvatore  Federico;  Di  Mauro   Giovanni;
  Figuccia  Vincenzo;  Greco  Giovanni; Federico  Giuseppe;  Fiorenza
  Dino; Lo Sciuto Giovanni
   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.  100 - Chiarimenti sul finanziamento dei piani d'azione per  la
  coesione.
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Ciancio Gianina;  Cancelleri  Giovanni
  Carlo;  Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero;  Zafarana
  Valentina

   N.    101    -    Chiarimenti   in   merito    al    trasferimento
  dell'apparecchiatura di risonanza magnetica nucleare  dall'ex  P.O.
  Regina  Margherita di Messina al P.O. di Barcellona Pozzo di  Gotto
  (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri  Vanessa;
  Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero;
  Zito Stefano.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   -  numero  165  Tutela della riserva orientata di Cava Grande  del
  Cassibile e revoca dell'autorizzazione integrata ambientale per  la
  realizzazione di un impianto di smaltimento di rifiuti in  contrada
  Stallaini  nel  comune  di Noto (SR) , degli  onorevoli  Cancelleri
  Giovanni   Carlo;   Foti   Angela;   Cappello  Francesco;   Ciaccio
  Giorgio;   Ciancio   Gianina;  Ferreri Vanessa; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Tancredi  Sergio;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano, presentata il 7 agosto 2013;

   -  numero 166  Recepimento del decreto legislativo 3 ottobre 2009,
  n. 153, in materia di erogazione di servizi sanitari da parte delle
  farmacie ,  degli  onorevoli  Zito Stefano;   Cancelleri   Giovanni
  Carlo;  Cappello  Francesco; Ciaccio   Giorgio;  Ciancio   Gianina;
  Ferreri  Vanessa;  Foti  Angela; La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo
  Matteo;  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
  Tancredi Sergio; Zafarana Valentina, presentata l'8 agosto 2013;

   -  numero  167  Applicazione in Sicilia della normativa  nazionale
  sulla   mobilità  sanitaria  regionale  ed  extraregionale ,  degli
  onorevoli  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;    Cappello
  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri  Vanessa;
  Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
  Zafarana Valentina, presentata l'8 agosto 2013;

   -  numero  168   Verifica della nomina dei direttori  sanitari  ed
  amministrativi delle ASP in Sicilia , degli onorevoli Zito Stefano;
  Cancelleri    Giovanni  Carlo;  Cappello   Francesco;       Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina,
  presentata l'8 agosto 2013;

   -   numero  169   Misure  urgenti  per  garantire,  attraverso  lo
  strumento della continuità territoriale, i servizi di trasporto  da
  e   per  la  Sicilia  a  condizioni  economiche  agevolate ,  degli
  onorevoli  Grasso  Bernadette  Felice;  Cordaro  Salvatore;  Cimino
  Michele; Lantieri Annunziata Luisa, presentata il 12 agosto 2013;

   -  numero  170   Iniziative  in favore dei  medici  fiscali  della
  Regione  siciliana ,  degli  onorevoli Lo  Sciuto  Giovanni;  Greco
  Giovanni; Figuccia Vincenzo; Lombardo Salvatore Federico; Di  Mauro
  Giovanni; Federico Giuseppe; Fiorenza Dino, presentata il 13 agosto
  2013;

   -  numero 171  Iniziative urgenti per il reintegro immediato delle
  276  cattedre  di sostegno illegittimamente decurtate  dall'Ufficio
  scolastico    regionale   nella   provincia   di  Messina ,   degli
  onorevoli    Laccoto   Giuseppe;   Panarello   Filippo;   Gucciardi
  Baldassare;  Milazzo  Antonella Maria, presentata  il  5  settembre
  2013;

   -  numero  172   Iniziative  per il  trasferimento  della  Sezione
  staccata  del Tribunale di Patti (Me) in Sant'Agata di  Militello ,
  degli   onorevoli  Grasso  Bernadette  Felice;  Cordaro  Salvatore;
  Lantieri Annunziata Luisa; Clemente Roberto Saverio, presentata  il
  12 settembre 2013.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

         Comunicazione relativa alle interrogazioni 427 e 1233

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -  con  nota  pervenuta alla Presidenza il 12  settembre  2013,  e
  protocollata al n. 10225/AULAPG del 17 settembre successivo,  l'on.
  Gianni   ha  chiesto  la  trasformazione  dell'interrogazione   con
  richiesta  di  risposta  scritta  n.  427,  dallo  stesso  deputato
  presentata in data 7 marzo 2013, in interrogazione con richiesta di
  risposta in Commissione;
   -  con  nota  pervenuta il 13 settembre 2013 e protocollata al  n.
  10226/AULAPG  del  17  settembre  successivo,  l'on.  La  Rocca  ha
  ritirato  l'interrogazione n. 1233, in quanto di analogo  contenuto
  all'interrogazione  n. 1242, presentata dallo  stesso  deputato  in
  data 3 settembre 2013.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione relativa all'ordine del giorno 53

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, informo che, con  nota  pervenuta
  alla  Presidenza il 14 agosto 2013 e protocollata al n. 9933/AULAPG
  del   9  settembre  successivo,  l'Assessorato  Turismo,  sport   e
  spettacolo  ha  comunicato  di avere dato  seguito  all'ordine  del
  giorno  n. 53  Sostegno all'Associazione Italiana Cultura e Sport ,
  accettato come raccomandazione  nella seduta d'Aula n. 39 del 29-30
  aprile - 1  maggio 2013.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Copia della suddetta nota è reperibile sul sito web dell'ARS.

     Comunicazione di dimissioni dalla carica di Presidente della
   Commissione speciale parlamentare per l'esame di disegni di legge
     relativi alla materia statutaria, ai rapporti tra l'Assemblea
  regionale siciliana ed il Governo regionale e per l'applicazione in
               Sicilia del decreto legge n. 174 del 2012

   PRESIDENTE.  Comunico che con nota prot. n. 287 del  18  settembre
  l'onorevole   Antonello   Cracolici  ha   comunicato   le   proprie
  irrevocabili   dimissioni   dalla  carica   di   Presidente   della
  Commissione speciale parlamentare per l'esame di disegni  di  legge
  relativi  alla  materia  statutaria, ai  rapporti  tra  l'Assemblea
  regionale siciliana ed il Governo regionale e per l'applicazione in
  Sicilia del decreto legge n. 174 del 2012.

            Comunicazione di apposizione di firma a mozioni

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gianni ha chiesto di  apporre
  la propria firma alle mozioni 43, 65, 93, 110, 127 e 132.

   L'Assemblea ne prende atto.

  Comunicazione del programma-calendario dei lavori parlamentari per
                         la corrente sessione


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari, riunitasi oggi, 18 settembre 2013,  sotto  la
  presidenza  del  Presidente dell'ARS, on.  Ardizzone,  presenti  il
  Vicepresidente  vicario, on. Venturino, e  il  Vicepresidente,  on.
  Pogliese,  con la partecipazione del Presidente della  Regione,  ha
  approvato all'unanimità il seguente programma-calendario dei lavori
  parlamentari per la corrente sessione.

       L'Aula terrà seduta:
   -  oggi,  mercoledì  18 settembre 2013, per la  discussione  delle
  mozioni già iscritte all'ordine del giorno;
     -  giovedì 19 settembre 2013, per rendere il parere sui  disegni
  di  legge  costituzionale di modifica dello Statuto  speciale  (nn.
  A.S.  42  e  A.S.  363) e per avviare la discussione  dei  seguenti
  disegni di legge:

   -   Schema  di  progetto di legge costituzionale  da  proporre  al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma  2
  dello  Statuto  recante  'Modifiche  dello  Statuto  della  Regione
  siciliana  aventi  ad oggetto disposizioni in  materia  di  ripudio
  della  mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
  libertà civili, politiche, economiche e sociali'  (n.223/A);
   -    Modifiche  alla  legge  regionale  12  gennaio  2012,  n.  8.
  Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività
  produttive  (n. 444/A);
   -   Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35  (nn. 127-
  30/A);

     -  da  martedì 24 settembre 2013, per l'eventuale seguito  degli
  argomenti  sopra  menzionati  e per la discussione  delle  seguenti
  mozioni:
   - mozione in materia di eolico, di imminente presentazione;
   -  n.  49  -  Iniziative  per attivare le misure  di  salvaguardia
  previste   dall'art.   7  dell'accordo  tra  l'Unione   europea   e
  il Marocco e promuovere il 'Born in Sicily'.
    Le Commissioni daranno priorità all'esame dei seguenti disegni di
  legge:
   ddl  n. 516  Istituzione dell'Agenzia regionale per l'istruttoria,
  l'assistenza   ed   il  finanziamento  dei  beni  confiscati   alla
  criminalità organizzata in Sicilia ;
   ddl n. 162  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre
  al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
  2,  dello  Statuto, recante 'Modifiche e integrazioni dell'articolo
  36 dello Statuto della Regione, in materia di entrate tributarie' ;
   ddl  n.  304  Norme per la promozione ed il sostegno alle  imprese
  dell'informazione locale ;
   ddl  n.  382   Norme  per la realizzazione di cantieri  di  lavoro
  presso gli immobili di proprietà degli Enti di culto .
   Si  è  infine  convenuto  di convocare una  nuova  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari per mercoledì 25 settembre  p.v.
  per  programmare l'esame dei testi  proposti dal Governo in materia
  di   istituzione  dei  liberi  consorzi  di  comuni,  delle   città
  metropolitane e sul regime transitorio delle province,  nonché  per
  calendarizzare il disegno di legge di variazioni di bilancio  nella
  prospettiva del prossimo avvio dell'apposita sessione di bilancio.

   L'Assemblea ne prende atto.

               Annunzio di ordine del giorno e votazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli
  Firetto e Sammartino l'ordine del giorno n. 110  Pubblicazione, con
  l'omissione  delle  parti  impugnate,  della  delibera  legislativa
  recante   Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali
  e  di  incompatibilità  con la carica di deputato  regionale  e  di
  componente  della Giunta regionale.  (ddl.  nn. 51-38 bis  -  Norme
  stralciate - I stralcio).
   Lo pongo in votazione.

   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

     (E' approvato, con il voto contrario dell'onorevole Assenza)


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Discussione  della  mozione numero 110 «Interventi  a  tutela  del
  cantiere navale di Palermo»

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come concordato oggi in Conferenza
  dei  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari,  visto  che  abbiamo  la
  presenza  dell'assessore Lo Bello, si passa al IX punto dell'ordine
  del  giorno: Discussione della mozione n. 110   Interventi a tutela
  del  cantiere  navale  di Palermo , a firma degli  onorevoli  Foti,
  Cancelleri,  Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, La  Rocca,  Zito,
  Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa,Trizzino. Venturino e Zafarana.
   Ne do lettura:

                    L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  con il decreto legge n. 43 del 26 aprile  2013,  il
  Governo   Monti,   nella  sua  ultima  seduta   ha   decretato   il
  riconoscimento dell'area industriale di Piombino come area di crisi
  industriale   complessa   ed  ha  contestualmente   emanato   delle
  disposizioni necessarie al suo rilancio;

   la  norma  in questione rappresenta probabilmente il più  classico
  dei  provvedimenti  ad hoc spinti da logiche che fuoriescono  dalla
  corretta  ed efficiente amministrazione di situazioni di  emergenza
  strutturale ed occupazionale;

   la  scelta  dell'area industriale di Piombino per far fronte  alla
  demolizione  della Nave da crociera 'Costa Concordia' giacente  sui
  fondali  adiacenti  all'isola del Giglio non è infatti  dettata  da
  alcun parametro logico e di buon senso;

   l'area in questione, infatti, non è in possesso delle attrezzature
  necessarie  per  far  fronte  a tale compito,  e  l'unico  concreto
  parametro  riscontrabile è quello rappresentato dalla vicinanza  al
  luogo  ove giace il relitto ed a tal fine le banchine dell'area  in
  questione sono state utilizzate come base per il recupero;

   la   struttura,  tuttavia,  appare  oggi  del  tutto  inidonea  ad
  assolvere al compito della demolizione, in quanto non vi  è  alcuna
  caratteristica specifica in tal senso, e deve quindi ancora  essere
  realizzata, con ulteriore aggravio di spesa pubblica;

   per  la  realizzazione di tale struttura saranno necessari  almeno
  tre anni, tempo durante il quale il relitto della 'Costa Concordia'
  resterà adagiata sugli scogli dell'isola del Giglio, continuando ad
  esser meta di un turismo malsano e alquanto macabro;

   non  si  comprendono bene, invece, i motivi che  hanno  spinto  il
  Governo  nazionale a non prendere in considerazione  quello  che  è
  l'unico  cantiere  in tutto il Mediterraneo in grado  di  demolire,
  senza  attese  e lavori di adeguamento aggiuntivi, quel  che  resta
  della 'Costa Concordia', ossia il cantiere Navale di Palermo;

   ad oggi il bacino siciliano, dopo anni di investimenti da parte di
  Fincantieri e di enormi sacrifici da parte degli operai, è  l'unica
  realtà   esistente  sul  territorio  nazionale   dotata   di   alta
  specializzazione  per  far fronte a situazioni  di  emergenza  come
  quella in esame;

   il  cantiere  navale di Palermo primeggia in maniera assoluta  nel
  campo  delle riparazioni e delle demolizioni, da Palermo  a  titolo
  esemplificativo,   infatti,   sono   partiti,   alcune   componenti
  fondamentali per il recupero della Costa Concordia, come gli enormi
  cassoni  metallici che, come giganteschi salvagenti,  permetteranno
  al  relitto  di  galleggiare, di essere rimorchiato,  e  di  essere
  diretto verso una determinata destinazione, che sulla base del D.L.
  43/2013  sembra essere inesorabilmente stata individuata nell'aerea
  industriale  di Piombino, mentre a rigor di logica, la destinazione
  più  congrua  sembrava essere Palermo, certamente più  distante  ma
  molto più adatta a risolvere l'emergenza in tempi più rapidi;

   la  scelta  sembra  invece essere stata dettata  da  un  paradigma
  piuttosto  discutibile, basato su una sorta  di  risarcimento  alla
  Regione Toscana per i danni provocati dal naufragio;

   in  tal  modo il cantiere navale di Palermo rischia di perdere  un
  affidamento  dei lavori che vale circa 300 milioni  e  che  darebbe
  lavoro a circa 300 persone;

   CONSIDERATO CHE:

   la  mancata  partecipazione del cantiere navale  di  Palermo  alle
  operazioni   di   rimozione   della  'Costa   Concordia'   genererà
  un'ulteriore   incremento   dei   lavoratori   sospesi   in   cassa
  integrazione guadagni, che a luglio passeranno gradualmente da  150
  a 470;

   le  segreterie provinciali dei principali sindacati,  con  la  Rsu
  dello  stabilimento, dopo essersi incontrate,  hanno  sollevato  le
  gravi  prospettive occupazionali per il cantiere navale di  Palermo
  ed hanno rimarcato l'urgenza di riaprire un confronto con l'azienda
  per  'definire i nuovi carichi di lavoro da assegnare al  cantiere,
  affinché venga garantita la continuità produttiva e per definire le
  prospettive  industriali dello stabilimento'  e  non  sono  mancate
  delle   dure  parole  d'accusa  al  Presidente  della  Regione   ed
  all'Assessore  per  le  attività  produttive  concernenti  il  loro
  'silenzio  incomprensibile' nonostante 'informati  da  tempo  della
  situazione dello stabilimento palermitano e sollecitati  più  volte
  ad aprire il confronto con Fincantieri',

                                                         impegna   il
  Governo della Regione

   ad  adottare  le  più  idonee  misure,  intavolando  le  opportune
  trattative  con  il Governo nazionale, al fine di reindirizzare  la
  commessa  dei  lavori per la demolizione del relitto  della  'Costa
  Concordia'  verso la struttura più idonea presente  sul  territorio
  nazionale, ossia il cantiere navale di Palermo;

   ad  intraprendere  qualsiasi misura alternativa per  garantire  la
  continuità  occupazionale e produttiva di una delle più  importanti
  realtà industriali presenti sul territorio regionale. (110)

    TANCREDI - TRIZZINO - CAPPELLO  -  CANCELLERI - CIACCIO - CIANCIO
   - ZAFARANA - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - PALMERI - FOTI -
                                                      LA ROCCA - ZITO

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Tancredi   per
  illustrare la mozione.

   TANCREDI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è   cronaca
  recente,  di  questi  giorni,  che siano  iniziate  le  manovre  di
  recupero  della  Costa Concordia. All'epoca, in maggio,  quando  ho
  presentato  questa  mozione, ancora era un  tema  acerbo.  Noi  del
  Movimento  Cinque  Stelle crediamo che possa essere  un'opportunità
  notevole   aggiudicare  questa  commessa  al  cantiere  navale   di
  Palermo.
   Non   entro   nel   merito  delle  polemiche   susseguitesi   alla
  presentazione di questa mozione e agli atti parlamentari  che  sono
  stati  presentati in sede centrale da altri deputati del  Movimento
  Cinque  Stelle  perché  credo che questa   vicenda  dolorosa  della
  Concordia  mal  si  presti a queste polemiche  che  sono  succedute
  rispetto a questo aspetto.
   Credo   sia   chiaro  che  il  cantiere  navale  di   Palermo   è,
  probabilmente, l'unica sede deputata ad effettuare questo  tipo  di
  interventi  e che tutte le altre sedi  alternative che  sono  state
  proposte,  sia per un discorso di economicità e di praticità  siano
  alquanto incompatibili alla realizzazione di questa opera.
   Tra  l'altro, sarebbe molto importante anche sotto il  profilo  di
  segnale  che  la  nostra nazione potrebbe dare  nel  senso  di  una
  logicità degli interventi che, in un momento così particolare della
  nostra economia, dovrebbe puntare ad ottimizzare qualunque tipo  di
  intervento  che verrà realizzato nel nostro territorio. E,  quindi,
  fondamentalmente,  chiediamo  al  nostro  Governo   e   al   nostro
  Presidente  di  impegnarsi al massimo per fare in modo  che,  nelle
  sedi  istituzionali  adeguate,  porti  questo  messaggio  e  questo
  tentativo  di  portare una commessa così importante a  Palermo  che
  potrebbe  sicuramente  dare  una certa tranquillità,  nei  prossimi
  mesi,   ai   lavoratori  di  questo  importante  comparto   e,   di
  conseguenza, anche dare un ulteriore sviluppo a tutto l'indotto che
  ruota attorno a questa importante struttura della nostra Regione.
   Non  ultimo da considerare un fatto che potrebbe essere  anche  un
  segnale che la nostra Sicilia potrebbe dare al resto del Paese:  di
  essere  considerata  come un'opportunità e  non  un  problema  come
  spesso viene indicata la nostra Regione.

   LO  BELLO,  assessore  per il territorio e l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  BELLO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente,  onorevoli  deputati,  credo  che  proprio  su   questo
  argomento  e  questa  porzione, anche  se  datata  come  tempi,  la
  trattazione  oggi  avvenga in maniera tempestiva,  nel  senso  che,
  proprio  in questi giorni, oggi e domani, la discussione  vedrà  al
  centro  delle  tre sedi che si sono candidate al ricevimento  della
  nave  Concordia,  da  un lato Piombino, che, come  tutti,  sappiamo
  sembrava essere quella quasi naturalmente destinataria del  relitto
  della  Concordia, visto che finalmente è stata messa  in  piedi  la
  nave Concordia, ma anche Malta.
   Crediamo,  però, che le condizioni dei nostri cantieri  navali  di
  Palermo  possano candidarsi a ben rispondere a quella  esigenza  di
  professionalità e, cantieristicamente parlando, di professionalità,
  per  cui,  già domani, il Presidente della Regione avanzerà  questa
  proposta  per  fare in modo che né Malta né Piombino finiscano  con
  l'essere  i  porti  che riceveranno la nave,  anche  perché  questo
  finirebbe  col dare una risposta alle grandi esigenze  che  abbiamo
  non  solo  riferite a Fincantieri ma certamente  riferite  anche  a
  tutto l'indotto.
   Credo,  quindi, che la trattazione di oggi di questa mozione,  non
  solo  perché il Governo ritiene così com'è assolutamente  impegnato
  in  questa  trattativa,  ma  così  come  la  mozione  stessa  dice,
  riteniamo proprio che possa, in questo senso, ricevere una risposta
  positiva.
   E'  stata,  quindi, intendimento sin da subito la  candidatura  di
  Palermo  e  non solo legata alla necessità con quella che finirebbe
  con  l'essere una straordinaria commessa, ma proprio candidando  la
  propria professionalità.
   Non  è, quindi, una risposta ad un bisogno territoriale ma  è  una
  risposta  ad  un  bisogno di cantiere che  la  nave  Concordia  può
  ricevere  -  proprio  nel cantiere di Palermo -,  la  sua  naturale
  risposta competente e professionale.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, all'assessore  solo
  un  suggerimento: laddove non dovesse essere sufficiente il  bacino
  di  carenaggio del Porto di Palermo, ricordiamo che c'è il porto di
  Augusta,  con   Punta Cugno  che ha un'immensa  area  che  potrebbe
  ospitare la nave e anche, eventualmente, una parte o tutta la parte
  possibile dei lavoratori dei Cantieri navali di Palermo.
   Giusto   per  chiarire  che  non  c'è  bisogno  di  andare  fuori,
  l'operazione  di  Piombino,  come ha  detto  bene  il  collega  del
  Movimento  Cinque Stelle, è una operazione politica  perché,  prima
  che  si  attrezzi  quel cantiere, prima che ci  sia,  così  come  a
  Palermo,  la  possibilità di poterlo utilizzare per smantellare  la
  nave, ci vorranno almeno tre, quattro anni.
   E'  ovvio,  quindi, che il Governo nazionale, dopo aver  dato  non
  solo al Porto di Piombino, ma anche ad altri porti del Nord Italia,
  la  possibilità  di un rilancio economico e di uno sviluppo,  pensi
  che  anche  il  Meridione e la Sicilia, in  particolare,  abbia  le
  energie, i luoghi, le possibilità, la geografia e le maestranze per
  dare  un  contributo a questo, nonostante e purtroppo sia  avvenuto
  quello  che  è avvenuto, la possibilità di poter dare un contributo
  allo Stato.

   LO  BELLO,  assessore  per il territorio e l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  BELLO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente,  onorevoli  deputati, non è  una  replica  ma,  per  la
  verità, è un contributo. E credo che, in tutta la Regione, non solo
  nel  Porto  di Siracusa, potrebbero trovarsi, ma ben venga,  perché
  parliamo  sicuramente di un grande Porto e  di  un  grande  hub  di
  Augusta.
     Dobbiamo, in questo senso, guardare alla possibilità e  lavorare
  tutti  insieme affinché possa esserci un intervento di questo  tipo
  ed una destinazione.
     Speriamo, quindi, che, già domani, al di là degli indirizzi  che
  sono stati dati in riferimento alle tre sedi, crediamo che tutta la
  Regione,  nel suo insieme, sia davvero interessata a quella  che  è
  una  straordinaria occasione anche di propaganda  e  di  promozione
  rispetto  a  quella  che  è  la capacità professionale  dei  nostri
  stabilimenti e dei nostri cantieri.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Così   come   concordato   in  sede  di  Conferenza   dei   Gruppi
  parlamentari, ribadisco che, non avendo la possibilità di discutere
  altre mozioni

   LO  BELLO,  assessore  per il territorio e l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  BELLO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente,  onorevoli deputati, scusatemi ma vorrei  informare  la
  Presidenza  che  siamo, invece, come Governo, nelle  condizioni  di
  rispondere  a  tutte  le  mozioni, al di là  della  presenza  degli
  assessori.
   Mi permetto di dire che la prima mozione, riferita ai rifiuti, no,
  perché  credo che sia già stato comunicato mi spiace  che  non  sia
  stata inviata oggi


   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Discussione della mozione numero 132 «Revoca del decreto del
    Presidente della Regione n. 509/GAB del 3 aprile 2013, relativo
                   all'aumento dei canoni demaniali»

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, vista la presenza  dell'assessore
  Lo  Bello, si passa al XII punto all'ordine del giorno: Discussione
  della  mozione  n.  132   Revoca del decreto del  Presidente  della
  Regione  n.  509/GAB  del 3 aprile 2013, relativo  all'aumento  dei
  canoni demaniali  a firma degli onorevoli Cancelleri ed altri.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   Visto il Decreto del Presidente della Regione del 3 aprile 2013 n.
  509/GAB con il quale è stato disposto l'aumento del 600% dei canoni
  di concessione del demanio marittimo;

   PREMESSO che:

   l'aumento del 600% del canone demaniale marittimo appare del tutto
  inaccettabile e soprattutto sganciato dalla realtà nazionale;

   l'attività  turistica  in  Sicilia  rappresenta,  da  sempre,  una
  risorsa economica e lavorativa fondamentale per l'intera Isola ed è
  generata in massima parte dai lidi e dagli stabilimenti balneari;

   l'emanazione  del decreto de quo è in assoluto e totale  contrasto
  con  le  condizioni economiche e finanziarie nelle quali si trovano
  ad esercitare gli operatori del settore;

   aumentare  in maniera irragionevole i canoni demaniali, così  come
  proposto,  oltre  che  del  tutto inaccettabile,  significa,  nella
  sostanza,  cancellare centinaia di micro e piccole  aziende  e,  al
  contempo,  numerosi  posti  di  lavoro,  esperienze  lavorative  ed
  un'offerta  turistica di qualità che non riguarda solo stabilimenti
  balneari  ma  anche alberghi, ristoranti, campeggi, e  tante  altre
  realtà imprenditoriali;

   CONSIDERATO che:

   a  differenza  di quanto erroneamente sostenuto, le  finalità  del
  provvedimento  de  quo  non possono essere quelle  di  allineare  i
  canoni regionali alla media nazionale;

   infatti, appaiono del tutto illogiche, oltreché fuorvianti in  tal
  senso,  le  comparazioni - effettuate dalla stampa regionale  sulla
  scorta  di  dati ontologicamente errati - in relazione  alle  quali
  sono   state   rapportate   le  cifre   corrisposte   dai   singoli
  concessionari,  a  titolo di canone, ed i ricavi  conseguiti  dalle
  imprese balneari;

   per sincerarsene basta analizzare il prospetto sotto riportato dal
  quale si evince in modo evidente che, rebus sic stantibus, i canoni
  applicati  in  Sicilia sono perfettamente in  linea  con  la  media
  nazionale;

   confronto di un canone su uno stabilimento balneare tipo di 10.000
  mq

   Liguria             Euro    15.755,58  122%
   Lazio                Euro    16.471,74  128%
   Toscana                   Euro    14.323,25  111%
   Emilia Romagna      Euro    15.039,41  117%
   Sicilia                      Euro    12.895,61  100%
   Calabria                  Euro     4.000,00   31%

   dai  dati  della  tabella sopra riportata si deve tenere  comunque
  conto  che  le  aree  date  in concessione hanno  una  produttività
  diversa  in  relazione  alla Regione nella  quale  le  stesse  sono
  ubicate;

   invero, non possono in alcun modo essere rapportati, ad esempio, i
  prezzi applicati da uno stabilimento balneare di Sciacca rispetto a
  quelli applicati da uno stabilimento di Riccione;

   inoltre,  sempre  sulla  scorta dell'esempio  sopra  riportato,  i
  servizi   garantiti  ad  uno  stabilimento  balneare  di   Riccione
  (allaccio alla rete elettrica, alla rete fognaria, alla rete idrica
  etc)  non sono spesso garantiti agli stabilimenti balneari  situati
  nel  territorio della Regione siciliana, con ulteriore aggravio  di
  costi e spese per la gestione di quest'ultimo;

   oltre  al canone demaniale, ai costi per il personale, al servizio
  di  salvamento  e  di  pulizia giornaliera degli  arenili  e  delle
  strutture logistiche, sulle imprese balneari a vario titolo i costi
  relativi  agli oneri tributari (IRPEF, IRES, IRAP, TARSU, IMU,  IVA
  al  21%),  energia elettrica, idrica, ecc. e i costi per montaggio,
  smontaggio, ripristino dei materiali usurati, tinteggiatura annuale
  delle  strutture lignee e manutenzione delle attrezzature  balneari
  (lettini, ombrelloni, sdraio, ecc.),

                                                       impegna     il
  Presidente della Regione

   a  revocare il Decreto del Presidente della Regione del  3  aprile
  2013  n.  509/GAB  relativo all'aumento dei  canoni  demaniali  del
  seicento per cento;

   ad  adottare  ogni  utile iniziativa affinché la disciplina  delle
  concessioni  tenga  conto  dei  principi  di  tutela  ambientale  e
  paesaggistica,   anche  in  considerazione   del   rispetto   della
  proporzionalità tra spazio liberamente fruibile e spazio utilizzato
  dagli  stabilimenti balneari, nonché del rispetto delle norme sulla
  concorrenza,   così  come  statuite  dalla  direttiva  Bolkenstein,
  2006/123/CE . (132)

                        CANCELLERI  -  ZAFARANA  -  MANGIACAVALLO   -
                        CAPPELLO  -  ZITO  -  CIACCIO  -  SIRAGUSA  -
                        TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
                                                         FERRERI    -
                        PALMERI - LA ROCCA - TRIZZINO

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  Assessori, il decreto del 3 aprile 2013, n. 509, riporta  l'aumento
  del  600  per cento dei canoni demaniali marittimi e questa misura,
  chiaramente,  appare  inaccettabile in una  Regione  che  fa  delle
  attività  delle  microimprese che si occupano  del  divertimento  e
  dell'allietamento  balneare un onere quanto meno insopportabile  o,
  comunque, qualcosa di cui non ci si può fare carico.
   Questo,  a fronte anche del ragionamento che può essere effettuato
  rispetto  alle altre Regioni e, qui, nella mozione, abbiamo  voluto
  riportare  quelli  che sono anche i confronti rispetto  alle  altre
  concessioni  demaniali su una concessione tipo  di  10  mila  metri
  quadrati.
   Facciamo cento il parametro percentuale della Sicilia che andrebbe
  a pagare su una concessione di 10 mila metri quadri, 12.895 euro, e
  scopriamo  che Liguria, Lazio, Toscana ed Emilia Romagna sono  poco
  al  di  sopra,  con cifre che variano fra i 14 e i  16  mila  euro,
  mentre  la Calabria scende addirittura a 4 mila euro e, quindi,  al
  31 per cento del nostro parametro.
   Si   capisce   bene   che  in  questo  modo  andiamo   a   vessare
  particolarmente, con un aumento ulteriore rispetto a queste cifre -
  e  di  troppo  anche - la possibilità di fare impresa nella  nostra
  Regione,  soprattutto in un'attività che ha anche fra i tributi,  e
  quindi  gli  oneri da riconoscere sia allo Stato che alle  Regioni,
  l'IRPEF,  l'IRES, l'IRAP, la TARSU, l'IMU, l'IVA al 21  per  cento,
  l'energia  elettrica,  idrica,  i  costi  per  il  montaggio  e  lo
  smontaggio,  il ripristino dei materiali usurati, la  tinteggiatura
  annuale  delle  strutture lignee, insomma  tutta  quella  serie  di
  attività  che  devono  essere  svolte  per  mantenere  quanto   più
  efficiente e presentabile un lido balneare.
   Allora,  chiediamo il ritiro di questo decreto; il ripensamento  a
  delle  logiche più ferme, come, ad esempio, richieste che  fanno  i
  gestori  dei  lidi, che sono quelle, ad esempio,  come  avviene  in
  Emilia Romagna, di avere gli allacciamenti alle fogne e, quindi, di
  poter  fare  anche un ripristino, e della cura dei nostri  litorali
  marittimi ma, soprattutto - e la mozione chiede anche questo  -  di
  andare a rispettare quella che è la logicità del dover dividere gli
  spazi  liberi  delle spiagge rispetto a quelli con la  concessione.
  Troppo  spesso, infatti, avvertiamo, viviamo in condizioni  dove  i
  lidi  occupano  la maggior parte delle spiagge, mentre  le  spiagge
  libere  si vanno a verificare in quelle zone dove ci sono rigagnoli
  d'acqua  o piuttosto anche scori di fogna a cielo aperto  e  questo
  diventa inaccettabile.
   Rivedere, quindi, questa parte di normativa, sicuramente  togliere
  questo  balzello  che  onestamente sembra  troppo  oneroso,  in  un
  periodo  di  crisi  nel  quale  stiamo  andando  ulteriormente   ad
  affossare quelle che sono attività commerciali di piccola entità.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, farò
  un  brevissimo  intervento  anche perché  voglio  lasciare  qualche
  minuto ad una riflessione di carattere generale sulle mozioni.
   L'intervento in merito a questo problema è, da una parte, rivolto,
  in  positivo,  nei  confronti di chi ha presentato  questa  mozione
  perché,  fermo  restando che questo è stato  un  intervento  d'Aula
  condiviso  da  tutti,  dobbiamo anche  dire  che,  strada  facendo,
  qualche difficoltà l'abbiamo registrata e l'assessore lo sa. Non  è
  stato  un  capriccio, non è mai un capriccio quando viene aumentato
  un tributo.
   Da  una parte è necessità, da una parte è giustizia, equità, anche
  nei  confronti di chi non paga, di chi non ha pagato,  quelle  cose
  che vanno sicuramente riviste.
   Però,  qualcosa è vero: non è andata come doveva andare, nel senso
  che,  forse,  anzi  tolgo  il  forse, non  ho  difficoltà,  collega
  Cancelleri, l'ho condivisa, l'ho votata, era nella finanziaria,  ma
  non  ho mai difficoltà a riconoscere anche gli errori e gli sbagli,
  la  voterò  questa  mozione,  sicuro che  il  Governo  troverà  una
  soluzione.
   Ora, non lo so se è quella dell'azzeramento, se è il 300%, se è il
  100%,  il  10% ma la voto, proprio per recuperare, almeno  dal  mio
  punto di vista, quello che è stato - secondo me, ripeto - un errore
  averlo previsto con quella modalità.
   Poi,  la voto anche per un altro motivo, signor Presidente, perché
  non  mi  voglio  mettere contro l'onorevole Cancelleri.  Guardando,
  infatti,  l'ordine del giorno mi sono accorto che quattro  mozioni,
  ho  fatto  l'elenco e ho visto che quattro mozioni le ha presentate
  il  Movimento Cinque Stelle, due l'onorevole Musumeci, andate un pò
  male,  3  gli onorevoli Cimino e Grasso, le altre  proprio  quindi,
  come  faccio a mettermi contro l'onorevole Cancelleri,  che  ha  la
  fortuna  di  decidere e di determinare l'ordine del giorno?   A  me
  dispiace  che,  ogni volta, trovo lei, signor Presidente  e  sembra
  quasi che sia una polemica nei suoi confronti.

   PRESIDENTE. Lo so, assolutamente.

   DI PASQUALE. Non è nei suoi confronti.
   Cari  amici,  dietro la battuta, invece, ci sta un grande  dolore,
  caro  Presidente, che è quello che una mozione - ho letto  ma  l'ho
  saputo  dal  mio  Presidente di Gruppo parlamentare,  dopo  essermi
  lamentato oggi pomeriggio -, ho presentato una mozione, il 3 marzo,
  di  una  importanza  vitale  per la nostra  economia  che  riguarda
  l'agricoltura;  ne  ha  dato prima lettura e andrà  all'ordine  del
  giorno  martedì prossimo, quindi, non entro nel merito dell'accordo
  euro  mediterraneo e, nonostante sia relativa al 3  marzo,  invece,
  queste  mozioni  vanno  dall'11 marzo  al  mese  di  luglio,  hanno
  superato,  caro collega Sorbello, hanno scavalcato l'interrogazione
  che  rappresenta quella mozione importantissima, non meno di queste
  qui, non meno di queste che erano state presentate oggi.
   Come diciamo noi siciliani  ni canciaru u pupu na machina'.
   Signor  Presidente,  siccome  la mozione  è  importante,  ci  sono
  mozioni  vitali, che almeno venga garantito e, lo dico  a  tutti  i
  Presidenti di Gruppo parlamentare, l'ordine di presentazione.

   PRESIDENTE.  Grazie  per  l'intervento.  Dico,  però,  giusto  per
  chiarire - non sarò certo io a ricordarglielo - che noi  procediamo
  in base al Regolamento.
   Lei  sa  benissimo  che  l'ordine dei lavori  viene  stabilito  in
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e non c'è nessuna
  volontà, se ho capito la frase che ha detto.
   Comunque,  le ricordo che operiamo in base al Regolamento  e,  per
  chi  non  lo  ricordasse, l'articolo 153 cita che la  mozione,  una
  volta  letta  in  Assemblea, non può essere ritirata  se  5  o  più
  deputati  si oppongono e la determinazione della relativa  data  di
  discussione è demandata alla Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, ai sensi del capo 1 bis del presente Regolamento.
   Come  vede,  quindi, non c'è nessuna volontà a fare passare  altre
  mozioni  prima  o dopo. L'ordine dei lavori viene concordato,  dico
  concordato,  di  comune  accordo  con  i  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.
   Se  lei,  quindi,  deve  fare  qualche  lamentela,  la  faccia  ai
  Presidenti dei Gruppi parlamentari ed al  suo, in particolare, che,
  probabilmente,  non  si  fa  valere durante  la  discussione  e  la
  determinazione dei lavori d'Aula.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, torniamo  oggi  a
  trattare  un tema che avevano già trattato il 28 maggio  del  2013,
  quando,   subito   dopo   l'emanazione   del   decreto   da   parte
  dell'Assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente,  che  prevedeva
  appunto l'aumento dei canoni demaniali del 600 per cento.
   Io   allora,   per  l'approssimarsi  della  stagione  estiva,   ho
  presentato  immediatamente un'interpellanza chiedendo all'assessore
  di revocare o di sospendere gli effetti del decreto.
   L'assessore  in  quella  seduta si è impegnato  a  sospendere  gli
  effetti  del  decreto  assicurando  che,  intanto,  sarebbe   stato
  corrisposto   il   canone  dell'anno  precedente  maggiorato   solo
  dell'aumento  Istat,  ma  che  avrebbe  convocato  le  parti  e  le
  categorie   per  capire,  rivedere  e  diversificare   quali   essi
  dovessero essere.
   Quindi,  oggi  forse è opportuno che l'assessore ci  dica  qual  è
  stata,  perché  aveva anche detto che c'era stata un'interlocuzione
  con le varie categorie produttive anche per diversificare.
   Io  oggi  mi  permetto  di aggiungere e di segnalare,  rispetto  a
  quanto hanno detto i colleghi - che già hanno fatto, comunque - che
  la  situazione,  soprattutto legata alla  crisi  ed  alle  attività
  balneari, va nella direzione che sicuramente in questo momento - lo
  avevo chiesto allora e lo chiedo pure oggi - per quest'anno non  si
  proceda  ad  alcun aumento perché non sarebbe giusto,  non  sarebbe
  corretto  che  l'imprenditore, che possibilmente ha lavorato  poco,
  che   in   una  stagione  balneare  estiva,  soprattutto  per   gli
  stabilimenti, ha subito grave crisi, oggi a consuntivo, solo perché
  si  sono riunite le categorie produttive che dicono che hanno avuto
  l'aumento Istat però hanno concordato che si deve pagare tot  e  si
  deve pagare in maniera retroattiva.
   Pertanto,  così come le altre regioni si sono adeguate e  comunque
  sono  inferiori, basti pensare all'Emilia Romagna, è opportuno  che
  la   Regione  intanto  per  quest'anno  che  ha  già  rinnovato  le
  convenzioni,  non  proceda  ad alcun aumento  ma  solo  all'aumento
  Istat; per un altro anno se c'è da rivedere o da ritoccare e  come,
  per  settori  e per le attività produttive, ma non sicuramente  per
  dei  lidi, lo faccia d'accordo con le categorie produttive, ma  che
  non  danneggi  in  un  momento  di grave  crisi  come  questo,  per
  quest'anno,   nei  novanta  giorni  con  l'aumento,   le   attività
  imprenditoriali che ci sono state e che ci sono finora svolte.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  io  intervengo per ribadire, per sottolineare e per evidenziare che
  l'argomento  di  cui  ci  occupiamo,  come  è  stato  detto   anche
  dall'assessore  per  il territorio e l'ambiente  dell'aumento,  che
  vuole  significare adeguamento di canoni perché  ha  una  refluenza
  anche  dal  punto di vista finanziario e perché vorrebbe recuperare
  quello  che  è  stato  il differente dislivello  con  altre  realtà
  italiane,  ebbene, io mi permetto di dire che,  a  mio  avviso,  va
  sostanzialmente applicato un principio di gradualità, anche  se  in
  presenza di una necessità di adeguamento e che sicuramente  per  un
  fatto   di  impatto  da  un  punto  di  vista  finanziario   dunque
  gestionale,  dal punto di vista della risposta agli  operatori  del
  settore,  non  può,  oltre  anche che  per  un  fatto  psicologico,
  tollerarsi un incremento di canoni nella misura di sei volte  tanto
  quello che già esisteva.
   L'aumento del 600 per cento - assessori, Governo - rappresenta  un
  motivo che di fatto può determinare non quell'incremento di risorse
  sperato  da  questo  aumento,  perché  può  anche  significare  una
  disincentivazione, una limitazione di attività e, così come avviene
  anche  per  quelle che sono nel bilancio pubblico  la  stima  sulle
  entrate,  nel  momento  in cui noi pensiamo di  avere  un  prelievo
  consistente  dal punto di vista fiscale per le entrate  tributarie,
  perché  le  aziende lavorando pagano le tasse e contribuiscono,  se
  però  non esistono le condizioni perché le aziende possano  operare
  sostanzialmente non si avrà quell'incremento di attività  e  quindi
  quell'incremento  stimato  di  entrate,  perché  probabilmente   le
  aziende rinunceranno ad iniziare un'attività.
   Pertanto,  quello  che  è  il  programma,  di  fatto,  rischia  di
  diventare un programma non realizzabile.
   Allora,  questo, al di là delle sollecitazioni degli  interessati,
  delle  aziende,  delle categorie di riferimento,  io  dico  che  il
  parlamentare deve avere oltre che il buonsenso anche la capacità di
  valutare  quelle che sono i rischi connessi ad ogni azione  che  in
  questo caso il Governo porta avanti.
   Allora, dato che trattasi anche di una iniziativa che vede la  sua
  genesi in un atto di governo, e quindi di Giunta, che non ha  visto
  il Parlamento in un momento di sostegno a questa iniziativa ma anzi
  il  Parlamento regionale, quelli che sono gli interventi di oggi  e
  in altre occasioni, ha voluto lanciare un grido d'allarme per dire:
  fermiamoci,  fermatevi,  create condizioni  di  vivibilità  per  un
  settore  e per una realtà che rischia di pagare un prezzo. Inoltre,
  alla  fine, nell'interesse pubblico noi rischiamo di non realizzare
  quell'obiettivo  che  attraverso  questa  manovra  si  prefigge  il
  Governo,  che  è  quello di incrementare anche le  risorse,  ma  si
  rischia, addirittura, di vanificarne i risultati e di ridurne anche
  il complessivo importo del comparto.
   Pertanto, in questo io dico che l'iniziativa che è stata proposta,
  anche  da parte del PDL, trova un sostegno e nello stesso tempo  un
  invito  al Governo a voler riconsiderare una materia dove da  parte
  di tutti c'è un invito ad una maggiore riflessione.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI. Assessore, già come prima di me ha richiamato alla memoria
  la  collega  Grasso, il 28 maggio, data in cui  lei  ha  presentato
  questo  decreto, c'è stata una rivoluzione, se così  si  può  dire,
  perché  il  tema  è  spinoso,  il momento  è  difficile,  la  crisi
  economica è devastante.
   Uno  dei  pochi  settori  che ancora per poco  riesce  a  fare  da
  attrazione  di  turisti,  e quindi di risorse  fresche,  è  appunto
  quello  che  riguarda  i lidi e le barche, sia per  l'uno  che  per
  l'altro  ovviamente la crisi è devastante ed è sempre lì che  morde
  dietro la nuca.
   Ora  lei sa benissimo che in un momento come questo c'è molto meno
  gente  che  va  in vacanza o che viene in vacanza o che  viene  nei
  lidi, ecc. Lei sa benissimo che gestire un lido significa non  solo
  il  canone demaniale che è quello che è piccolo, basso, quello  che
  vi  pare,  ma impegna un po' di personale che viene ingaggiato, c'è
  il  personale del salvataggio, il personale della pulizia dei lidi,
  il  personale che deve servire a montare e smontare il lido, c'è il
  personale  che  deve  servire  a tinteggiare  il  legno  che  viene
  utilizzato, c'è tutta una serie di spese che insieme all'IVA che al
  momento  è  al 21 per cento e tra qualche giorno sarà  al  22,  sta
  tentando disperatamente di fare affogare, visto che siamo a mare in
  tutti  i  sensi, anche come intervento sui lidi, di  fare  affogare
  anche questo settore.
   La sua sensibilità, la sua conoscenza del problema non può che far
  guardare  con attenzione a questa mozione che visto che non  è  una
  mozione del gruppo 5 Stelle, ma nella sostanza ciascuno di  noi  ha
  fatto  un intervento di merito già nella data del 28 maggio,  e  un
  po'  tutta  l'Assemblea che ha raccolto in questi anni le ulteriori
  informazioni,  lamentale e richieste da parte  del  settore,  tutti
  insieme le chiediamo di revocare questo decreto, di fermarsi  e  di
  consentire a questi lidi di fare l'attrazione di ospiti, di turisti
  che  poi, magari, dopo il bagno possono scendere in città  o  negli
  alberghi  e  cercare di colmare questo gap economico difficile  che
  stiamo attraversando.
   Quindi,  ovviamente , voterò a favore di questa mozione e non  per
  richiamare quello che ha detto il collega, onorevole Di Pasquale.
   Signor Presidente, io non so i presidenti dei Gruppi parlamentari,
  ma   certamente  non  sarebbe  cosa  difficile  chiamare  anche   i
  presidenti delle Commissioni per capire se c'è qualche mozione  più
  importante di altre che magari i Capigruppo portano avanti per  una
  questione  interna agli stessi partiti. Perché la  mozione  cui  fa
  riferimento  l'onorevole Di Pasquale, è una mozione importantissima
  che   riguarda  il  settore  dell'agricoltura  che,  come  lei  sa,
  rappresenta  il  12  per  cento del Pil  della  Regione  siciliana,
  quindi,  non è una lamentala perché si vuole cercare di mettere  da
  parte  quelli  che sono gli interventi dei colleghi presidenti  dei
  Gruppi parlamentari, no, è soltanto una richiesta di attenzione per
  mozioni che magari non hanno l'attenzione dei presidenti dei Gruppi
  parlamentari   ma   devono   avere  l'attenzione   del   Presidente
  dell'Assemblea o di chi la rappresenta.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Gianni,  la   ringrazio   per   la   sua
  precisazione,  però,  ancora una volta  devo  sottolineare  che  la
  capacità   dei  presidenti  dei  Gruppi  parlamentari   di   potere
  intervenire  durante  la Conferenza e sottolineare  le  priorità  e
  portarle  all'attenzione di tutta la Conferenza dei presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari  dovrebbe essere già  bastante  a  potere,  in
  qualche  modo,  orientare i lavori d'Aula.  C'è  un  Regolamento  e
  ritengo che dobbiamo attenerci a questo.
   Se,  quindi, invito deve essere fatto con forza, deve essere fatto
  a quei presidenti dei Gruppi parlamentare che, forse, in maniera un
  po'  distratta,  non si rendono conto di quello che  viene  portato
  nelle Commissioni.
   Se  non  ci  sono  altri  iscritti  a  parlare,  darei  la  parola
  all'assessore Lo Bello.

   LO  BELLO,  assessore  per il territorio e l'ambiente. Grazie,  al
  Presidente  dell'Assemblea ed agli  onorevoli che sono intervenuti,
  perché  mi  danno  l'occasione attraverso questa  mozione  di  dare
  un'informazione rispetto a quanto fatto.
   Naturalmente  alla fine di questo mio intervento  vi  chiederò  di
  rivedere la posizione. Lo chiedo intanto all'onorevole Cancellieri,
  ed  a  tutti  quelli che hanno presentato le altre  mozioni  perché
  credo  che  un'azione sinergica che noi possiamo fare, da  un  lato
  come  Governo  e  dall'altro come Parlamento,  è  quello  anche  di
  un'assunzione  di  responsabilità che,  mi  permetto  di  dire,  in
  rispetto del percorso sin qui fatto con tutte le associazioni.
   Voglio, però, informare l'Aula insieme al Presidente Crocetta, non
  foss'altro  perché questa giornata di risposta alle  varie  mozioni
  come  Governo l'abbiamo considerata assolutamente importante, ed  è
  per  questo che il Presidente Crocetta insieme agli altri assessori
  mi  avevano affidato il compito di rispondere a tutte le mozioni ad
  esclusione  della prima perché, come sapete, la IV  Commissione  ha
  parlato  di  questo  argomento fino alle 15.00,  e  l'aggiornamento
  rispetto  alle nuove indicazioni e a dei nuovi percorsi non  poteva
  venire  in  seno  ad una risposta di mozione che qui  avrei  potuto
  fare. La scelta, quindi, che invece è stata fatta, che è quella  di
  rinviare  a domani la trattazione delle altre mozioni le tratteremo
  al  di  là della presenza qui degli assessori al ramo, tenuto conto
  che in questo senso il Governo era qui presente e che ero pronta  a
  rispondere a tutte le mozioni che erano state fin qui presentate.
   Torniamo alla questione canoni demaniali.
   Voglio  ringraziare l'onorevole Grasso perché  ha  riportato  alla
  memoria  il  percorso fatto sin da quel 29 maggio  perché  con  una
  puntualità, devo dire che mi risparmia il tempo nel ripercorrere le
  varie tappe, è proprio vero: avevo informato l'Aula di ciò che  era
  il  nostro  intendimento ed ho informato l'Aula  della  volontà  di
  individuare una griglia che avremmo sottoposto alle associazioni di
  categoria,  tutte le associazioni di categoria, per fare  un  primo
  punto  con  l'istituzione di tavoli di confronto che da  una  prima
  riunione  plenaria,  poi,  ci aveva organizzato  questa  platea  in
  cinque commissioni che andavano escludendone, per la verità  una  a
  cui  porremmo rimedio, i cinque tavoli che andavano dalle strutture
  ricettive  a  quelle  degli  alberghi, a quelle  balneari,  quindi,
  dividendo, a quelle industriali ed a quelle di attività produttive.
   Ebbene,  dentro le varie commissioni si è molto discusso.  Eravamo
  in un certo senso pronti, così come lo siamo, pronti a trattare con
  una  griglia che noi abbiamo predisposto e di cui adesso  informerò
  l'Aula,  nella  settimana  successiva  a  quelle  delle  ferie   di
  ferragosto.  Ci è stato chiesto naturalmente dalle associazioni  di
  rinviare e la riunione è programmata per il prossimo martedì.
   Cosa  andremo ad offrire a quel tavolo di confronto?  Noi  abbiamo
  previsto  una  griglia che intanto si posiziona non più  sulle  tre
  classificazioni  territoriali che andavano, vi  ricordo,  da  bassa
  valenza  turistica,  a  media e ad alta.  Prevediamo  un'altissima,
  quindi, l'introduzione di una quarta fascia.
   Rispetto  alla  tipologia ed alla catalogazione  e  rispetto  alle
  attività  che  lì venivano fatte, prevediamo quella di stabilimenti
  ed  aree  attrezzate, le attività commerciali e ristoranti,  quelle
  dei  chioschi,  le autorizzazioni brevi, giostre  ambulanti  e  gli
  spettacoli  viaggianti  -  che  sono  una  voce  nuova  perché  non
  prevista, come sappiamo molto spesso i nostri litorali sono  invece
  sede di quelle che sono, con l'uso di aree demaniali, una richiesta
  di  concessione che va al di là prevedendolo in questo senso -,  le
  attività  produttive,  i cantieri navali,  i  depositi  costieri  e
  carburanti,  l'acquacoltura, i porti, i  pontili  galleggianti,  le
  associazioni sportive, le onlus, i comuni, le strutture ricettive e
  poi,  per quanto riguarda gli alberghi, una suddivisione in quattro
  categorie, fino a 2, 3, 4 e 5 stelle.
   Abbiamo  previsto un po' quello che è un lavoro rispetto a  quello
  che  le  percentuali che andremmo ad individuare: si va dall'1  per
  cento  di  aumento sino al 600 per cento sapendo  che  lì  dobbiamo
  cercare  di  mettere  anche  ordine ad una  tipologia  di  uso  del
  territorio che deve andare incontro a quelli che sono i fruitori ma
  anche,  mi  permetto  di  dire, così come prima  veniva  richiamato
  dall'onorevole  Pippo Gianni, anche rispetto ai lavoratori  che  in
  questo settore sono impegnati.
   Mi  permetto,  però, di fare un'osservazione, anche rispetto  alle
  stesse  argomentazioni  che  stavano e  venivano  portate  in  Aula
  dall'onorevole  Cancellieri: io credo  che  la  suddivisione  e  la
  necessità dell'aumento del canone demaniale non deriva,  e  noi  lo
  abbiamo  già fatto, solo da un paragone rispetto a ciò che  è,  per
  noi,  una  necessaria risorsa economica per la Regione, ma crediamo
  anche  ad un giusto canone concessorio che guardi, intanto, ad  una
  tenuta  e ad una linea che è quella di un patrimonio -  noi abbiamo
  un   patrimonio  straordinario  di  1650  chilometri  di  costa   e
  certamente  non possono avere un introito che va dai  7  milioni  e
  mezzo ai 10 milioni -; crediamo assolutamente che sia improponibile
  il  mantenimento  di  questo dato però, dobbiamo  dire,  in  questo
  percorso  che  va  dal  29 maggio ad oggi, siamo  andati  molto  in
  avanti. In che cosa?
   Abbiamo,  non più tardi della settimana scorsa, fatto un  incontro
  congiunto  che ha visto attorno ad un tavolo tutti i nostri  Uffici
  demaniali  insieme  alle  Guardie costiere  di  tutta  la  Sicilia,
  insieme  all'Ammiraglio  ed abbiamo deciso,  insieme,  di  fare  un
  percorso comune che riguarda due attività.
   La   prima  è  quella,  mi  permetto  di  dire  di  non  chiamarla
   controllo ,  però  crediamo che ci sia una concorrenza  sleale  da
  parte di quanti, pur avendo la concessione, per esempio negli  anni
  non hanno più pagato.
   Quando  si  fa  il  controllo  di uno  stabilimento  vorremmo  che
  emergesse,  nel  caso  in cui ce ne dovesse  essere  la  necessità,
  guardando  a  quelli  che  invece hanno sin  qui  pagato  i  canoni
  concessori,  vorremmo rimettere la regola al centro di un  percorso
  che  deve fare delle nostre coste un patrimonio non solo da offrire
  al  turista  e  ai  lavoratori che vi operano e  agli  stessi  siti
  sicilian, ma anche da offrire in termini di risorsa economica e non
  solo di risorse umane che li vengono impegnate.
   Abbiamo,  quindi, fatto questo incontro perché crediamo che  anche
  nel  momento  del  gran passaggio fra quelli  che  erano  i  canoni
  concessori  fatti  dalle  Capitanerie di porto  e  poi  passati  in
  Assessorato,  probabilmente  anche  qualche  fascicolo  è   rimasto
  indietro.
   Quindi   dobbiamo,  in  un  certo  senso,  riportare  intanto   ad
  un'attività  che  guarda la regola complessiva, dobbiamo  riportare
  questo  impegno che credo possa fare di tutti noi  -  e  lo  dicevo
  nell'intervento  che  ho  fatto in Aula nell'occasione  che  veniva
  ricordata dall'onorevole Grasso -, che riporta questa necessità non
  tanto al 600 per cento, chiederò al Presidente Crocetta, visto  che
  non  è più necessario, di rimodulare quel  del  al  sino al 600 per
  cento  perché oggi le proposte che facciamo vanno dall'1 per  cento
  al  600  per  cento dove, per la verità, sono molto  poche  ma  che
  vorremmo  offrire  al  confronto  con  tutte  le  parti.  Pertanto,
  martedì ci sarà questa riunione plenaria con tutte le associazioni.
  Da  questa  griglia  e  da  quell'elenco di partecipazione  avevamo
  dimenticato due attività, da mettere attorno ad un tavolo  che  era
  quello,  per esempio, dell'acquacoltura, e quello che era  relegato
  ad alcune attività sportive.
   Come  vedete  invece  le abbiamo previste, per  cui  chiameremo  a
  confrontarsi con noi - non lo abbiamo fatto nella convocazione  che
  è  partita ieri - però, accorgendoci di avere escluso queste due lo
  faremo immediatamente; partirà domani mattina anche la convocazione
  per  queste associazioni ora sportive, ora di categoria per  quanto
  riguarda  l'acquacoltura,  per  cui  la  richiesta  che   farò   al
  Presidente Crocetta è di cambiare, quindi, l'aumento  del  600  per
  cento  con un aumento  sino al 600 per cento , perché lo dicevo  la
  volta  scorsa  siamo  già nelle condizioni a  40  milioni  di  euro
  previsti in bilancio di potere già prevedere che questo aumento non
  debba superare il 350 per cento.
   Per  la verità, significa che per alcuni di questi l'aumento  sarà
  come dicevamo addirittura dell'uno per cento, questo ci dà anche la
  misura  di potere dare una risposta, da  un lato alle risposte  che
  con  queste risorse la Regione intende dare in funzione di  governo
  del  territorio, di una maggiore cura del territorio, dell'erosione
  costiera, che ha necessità di tanti interventi, la sua pulizia,  ma
  dicevo  anche le cose che voi qui dicevate, insomma una  assistenza
  al  mare, un controllo del mare, un controllo ambientale, che  deve
  potere  vedere  anche  attraverso i canoni una  possibile  risposta
  economica.
   Adesso torno a quella che è la votazione. Certamente non attiene a
  me,  e  quello  che io faccio non è un appello a un non  voto  alla
  mozione,  io  credo  che  invece debba essere  un'azione  che  veda
  insieme  Governo  e  Parlamento a sostegno di un'azione  di  grande
  partecipazione.
     Credo  sia  stato  l'unico caso - guardate che  mettere  insieme
  tutti:  dagli industriali, dalla raffineria, al porto,  al  piccolo
  ambulante  che  sta  nelle nostre spiagge - è  stata  un'operazione
  assolutamente meritoria. Non credo sia mai accaduto, ma  certamente
  nascendo da un bisogno, abbiamo invece trasformato quello  che  era
  stato un limite, in una opportunità. Un'opportunità di dialogo,  di
  confronto,  che  vede  oggi e vedrà martedì  prossimo  confrontarci
  rispetto   a   una  percentuale  che  accanto  al   simbolo   della
  percentuale,  deve  però vedere la opportunità  di  trovare  quelle
  necessarie risorse per fare del nostro mare quella ricchezza che da
  un lato dev'essere tutelata, e dall'altro, governata e nella parola
  accudita io faccio rientrare quel  sino al seicento per cento .

   GIANNI. Chiedo di parlare per una precisazione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Come  lei sa Assessore, oltre a tutte  le  spese  di  cui
  abbiamo  detto prima, quindi canone demaniale, costi del personale,
  servizio  di  salvataggio,  pulizia,  tinteggiatura,  eccetera,  le
  voglio ricordare un lungo elenco di simpatiche sigle: IRPEF,  IRES,
  IRAP,  TARSU, IMU, IVA, che sembrano battute, ma sono battute nelle
  spalle.
   A  questo  lei  deve aggiungere, Assessore, che noi  non  forniamo
  alcun  servizio,  né  di acquedotti, né di fognatura,  né  di  reti
  elettriche,  né di trasporto a tutti quelli che operano  in  questi
  lidi.  Quindi,  bisogna riconsiderare che  loro  ci  sono  e  fanno
  l'attrazione di turisti, che poi spendono, noi non forniamo  nessun
  servizio.  Io capisco che c'è bisogno di fare cassa...  Ma  se  noi
  questo  problema lo guardiamo con una lente di ingrandimento forse,
  se  riusciamo a fare questo riusciremo a dare una spinta e un aiuto
  ancorché  indiretto  a  questo settore che è molto  importante  per
  l'economia turistica della nostra isola.

   SORBELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO.  Signor Presidente, assessore, io volevo sottolineare  e
  puntualizzare  qual  è  stata la stagione balneare  quest'anno,  la
  quale  ha avuto presenze molto limitate, e che vede piangere  tutti
  coloro che nel tempo, specie negli ultimi lustri, hanno operato  in
  questo  settore, e cioè quelli dei lidi, di coloro  che  avevano  i
  posti  barca.  Un  lido non si può tassare fino al  600  per  cento
  perché,  conti  alla  mano, ci sono lidi che incassano  meno  della
  tassazione.
   Ho  avuto l'amara esperienza di un lido che incassa 68 mila  euro,
  ne pagava 10 mila e così ne deve pagare 43 mila, per cui non riesce
  più a fare un business plan di tornaconto.
   Non  vorrei - e su questo auspico una riflessione da parte  sua  -
  così  com'è stato per il decreto del Governo nazionale quando  fece
  fuggire  dall'Italia tutte le barche perché con una  imposizione  e
  impostazione  di  tassazione così elevata e  con  il  mirino  della
  finanza   fuggirono  tutte  le  barche.  Da  quest'anno   c'è   una
  rivisitazione a livello nazionale e sono rientrate quasi  tutte  le
  barche  che erano andate a finire in Spagna, in Croazia e  altrove.
  Per  cui,  la  invito  in  questi prossimi giorni,  nelle  prossime
  riunioni che ci saranno, a rivedere, E poi, dobbiamo anche dire che
  sostanzialmente  tutta  la costa siciliana non  ha  una  attuazione
  univoca.
     Cosa voglio dire? Che Taormina non è uguale a Cefalù, Cefalù non
  è  uguale  a Pachino, Pachino non può essere uguale a Trapani,  per
  cui  una  rivisitazione in questo senso, perché sostanzialmente  ci
  rendiamo  conto  -  lei  sa  che poi ci  saranno  in  scadenza  tra
  quest'anno  e  l'anno  prossimo tutte le autorizzazioni  di  questo
  settore  e debbono essere rinviate così come c'è l'impegno fino  al
  2020,  ma  non  so quanti potranno rinnovare se non ci  saranno  le
  condizioni,  per  cui dobbiamo fare uno sforzo, il Governo,  quindi
  lei,  assessore, deve avere lo sforzo per rivedere alcune  persone,
  le  convochi e guardi che il  business plan di tutto questo settore
  quest'anno non va
   Se  qualcuno  di  voi ha avuto modo quest'anno di  girare  per  le
  spiagge, ha visto che sono state impegnate soltanto il 10 per cento
  delle  sdraio e degli ombrelloni. Questo sta a significare che  non
  possiamo rilanciare - perché di questo si parla, visto che siamo in
  crisi profonda - un settore tassandolo  fino al 600 per cento'
   Rivediamo queste posizioni, rivediamo i numeri e penso che  questo
  settore  ancora potrà dare tanto perché molto complesso ed  impegna
  una forza-lavoro non indifferente nella stagione estiva.

   LO  BELLO,  assessore  per il territorio e l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO BELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Per la verità,
  mi  spiace molto. Ho cercato di motivare, di argomentare quelle che
  sono  state  le  spinte, che credo  nascano  proprio  dalla  costa,
  dall'esigenza  che ha la costa di una cura particolare  e  dalle  -
  come tutti voi più di me sapete - delle risorse non disponibili per
  fare  in modo che, al di là di quella che è l'erosione costiera,  i
  cui costi sono sicuramente molto alti, tutta l'altra cura di cui ha
  bisogno  la  nostra  costa  deve poter trovare  nelle  risorse  del
  bilancio una risposta.
   Questa  non  è  un'operazione di cassa -  mi  permetto,  onorevole
  Gianni   -  non  lo  è   Non è un'operazione  di  cassa.  Questa  è
  un'operazione  che  vuole adeguare quella che è  l'offerta  che  la
  Regione  Sicilia fa in termini di costa a quello che è, invece,  il
  giusto rapporto fra domanda ed offerta.
   C'è  anche un dato, che è quello relativo  fino al 600 per cento .
  Non   vi  ho  detto  naturalmente  che,  al  di  là  delle  quattro
  classificazioni territoriali che noi facciamo all'interno di  tutte
  le  voci che io vi ho detto, questa classificazione viene suddivisa
  per  il  territorio  dove l'attività è presente,  per  cui  abbiamo
  previsto  aumenti  che vanno, come vi dicevo, dall'1  per  cento  e
  proseguono del 20, 40, 50, 100 sino, in alcuni casi, anche a quello
  del 600 per cento.
   Devo dire che, rispetto a questo, sono state tante le richieste di
  confronto ed è come però - ed è per questo che mi collego a  quella
  mia parola  mi spiace ,  spiace davvero dovere qui essere costretta
  quasi  a replicare. Insieme alle nostre passeggiate nel riscontrare
  che  le  strutture, certamente, hanno risentito di  una  crisi  che
  riguardava  le  disponibilità economiche delle famiglie,  questo  è
  anche vero, ho informato l'Aula che questa operazione sin qui e per
  la  prima volta ha registrato il coinvolgimento e la partecipazione
  attiva;  questo è il risultato del confronto con le rappresentanze,
  un po' la stessa cosa di quest'Aula.
   Abbiamo  cercato  di  stabilire con le rappresentanze,  in  questo
  caso,  delle  attività  ricreative, alberghiere,  industriali,   di
  ristorazione, di sport  - l'avevamo dimenticato recupereremo questo
  dato  - abbiamo cercato di costruire un percorso comune. Oggi,  non
  siamo  più alla fase della sommatoria delle sigle, è proprio  vero.
  Dall'IVA   all'IRPEF  a  tutto  il  resto  -  ci  faceva   l'elenco
  l'onorevole  Gianni  -  insomma, non capisco allora  togliamole  le
  tasse  siciliane  perché  tanto quelle  che  sono  tutte  nazionali
  andremo a Questa non è una tassa, paragonarla a quelle che sono  le
  sigle  che veniva fin qui fatto, questa è una sorta di mi  permetto
  di dire tra virgolette, una sorta di affitto.
   Facevo  un paragone la volta scorsa: in un'area che conosco meglio
  delle altre che è la mia città un grande stabilimento, molto grande
  paga all'anno 7 mila euro, si attraversa la strada il ristorante ne
  paga 4 mila al mese. Non chiedo, quindi, qui di ripensare un po'  a
  quelli  che  sono stati gli interventi ed io capisco  bene  che  la
  crisi,  è  proprio vero, attanaglia tutti, ma quello che io  chiedo
  all'Aula è di rinviare questa mozione, rinviamola a quando ci  sarà
  questo  confronto con tutte le parti sociali e con tutte  le  parti
  datoriali,   vediamo  che  risultato  dà  e   se   una   volta   la
  rappresentanza  di quelle strutture avrà detto sì  noi  è  come  se
  attraverso  questo  voto, mi permetto di dire,  incentivassimo  una
  sorta   di  non  volontà  alla  partecipazione  complessiva   della
  gestione.
   Mi permetto di dire che la mozione è una richiesta ed un impegno..
  Io  chiedo  all'Aula  di  registrare e di chiedere  questo  impegno
  subito dopo il confronto con tutte le parti datoriali. Siamo ad  un
  buon  punto, siamo al momento in cui a quei tavoli, nel momento  in
  cui  dovessimo  raggiungere un accordo  credo  che  davvero  finirà
  certamente con l'essere un momento straordinario.
   Quella  del  600 per cento è stata un'occasione straordinaria  per
  l'avere  messo  insieme  tutte le parti. Abbiamo  parlato,  abbiamo
  parlato  di  tanto,  abbiamo parlato in lungo e in  largo,  abbiamo
  parlato di strutture, per esempio, penso alla grande differenza fra
  Catania  e Palermo, abbiamo parlato delle strutture catanesi  della
  Playa  che  tanto hanno dato ai privati e che poco  hanno  ricevuto
  dal  pubblico  quando hanno fatto il famoso patto della  costa  del
  mare.
   Di  queste cose ne vogliamo riparlare? Ma se ne vogliamo riparlare
  abbiamo anche bisogno delle risorse per dare una risposta a  quella
  che  è la tutela delle nostre coste e dall'altro la possibilità  di
  offrire quei servizi di cui anche i nostri imprenditori hanno tanto
  bisogno.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   ringrazio
  l'assessore  per  l'attenzione  e con  la  puntualità  con  cui  ha
  espresso  un  po'  l'iter che si è seguito all'indomani  di  questo
  decreto  che  riguardava l'aumento dei canoni - possiamo  definirli
  affitti,  come ha detto lei - che riguardano stabilimenti balneari,
  demanio marittimo e quant'altro.
   Però, veda, nelle sue parole ritrovo e rafforzo le convinzioni che
  porteranno  me, e penso il mio Gruppo, a sostenere questa  mozione,
  perché  veda, se lei parla di fatto di tavoli di confronto  che  si
  sono  avviati  e  che stanno producendo i loro  effetti;  di  altri
  tavoli che seguiranno a questi già effettuati che serviranno ancora
  di più a comprendere meglio la materia, quindi ci fa capire come un
  confronto sia fondamentale su tutti i provvedimenti amministrativi,
  ma  che in particolare in questo che riguarda 9 mila operatori, che
  riguarda  70 mila lavoratori, soprattutto nella stagione  estiva  e
  quant'altro,  l'attenzione doveva essere massima e,  forse,  ancora
  più  alta  soprattutto  alla vigilia di una stagione  balneare  che
  forse è stata la più difficile degli ultimi vent'anni.
   Però,  se nelle sue stesse parole noi ritroviamo che quel decreto,
  di  cui oggi stiamo discutendo, perché stiamo discutendo di questo,
  non  stiamo bocciando l'attività che il suo Assessorato  e  lei  in
  modo  attento  ha  promosso da maggio, giugno in questi  mesi;  noi
  stiamo  discutendo di una mozione che blocchi  quel decreto  che  è
  stato  affrettato,  è stato - se mi consente - sbagliato  e  che  è
  stato criticato.
   Il  fatto  che è stato un errore non l'abbiamo detto, o  non  l'ha
  detto  il  Movimento  5 Stelle, ma l'ha detto un  componente  della
  stessa  Giunta di Governo, l'Assessore Stancheris, che parlava  di:
   Saneremo questo errore  , quindi parlava di errore
   Quindi,  io ritrovo nelle sue parole non una ragione per  rinviare
  questa  discussione,  ma  addirittura, per  approvare  la  mozione,
  cancellare l'errore e poi affrontare le discussioni, i confronti, i
  tavoli  per  trovare  una  soluzione  adeguata  e  giusta  che  non
  cancelli e non umilii gli operatori di questo settore.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina.  Ne  ha
  facoltà.

   MALAFARINA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore,
  ritengo   che  questa  discussione  sicuramente  raccolga   diverse
  sensibilità  su  un  argomento che sta  molto  a  cuore  a  diverse
  migliaia di lavoratori e a diverse centinaia di imprese che operano
  nel territorio regionale.
   Credo  che  bisogna contemperare le giuste esigenze  di  una  sana
  amministrazione che sicuramente l'Assessore Lo Bello  sta  avviando
  per  il  recupero nel territorio di beni demaniali che tante  volte
  non  sono  stati valorizzati né tanto meno pagati. Così come  credo
  che  bisogna contemperare le esigenze in un  momento di particolare
  crisi   economica  che  ha  veramente  desertificato  le   attività
  produttive per evitare, in questo particolare e gravissimo  momento
  di  crisi,  ulteriori imposizioni che, fiscali e  non  fiscali  che
  siano, comunque, gravano sulle imprese.
   Raccolgo e invito l'Aula a considerare l'appello dell'Assessore Lo
  Bello per consentirle di definire questo percorso di confronto  con
  le  varie  organizzazioni datoriali e, signor Presidente, proporrei
  di  rinviare  la  votazione di questa mozione, fermo  restando  che
  confidiamo  tutti  nella grandissima sensibilità dell'Assessore,  a
  una  data  prossima  e  subito successiva  alla  definizione  degli
  incontri  in modo tale che l'Assessore ci possa riferire sull'esito
  di questi incontri.
   Oggi, apprendo con molto piacere, comunque, e questo bisogna anche
  valorizzarlo, del fatto che questo famoso 600 per cento non  è  poi
  il  600  per  cento, ma spazia dall'1 per cento a  x  per  cento  a
  seconda delle prerogative delle spiagge, delle tipologie dei  lidi,
  delle zone balneari, della redditività dell'impresa perché è chiaro
  che un'estrema eguaglianza diventerebbe ingiustizia.
   Ho  avuto  modo di notare, quest'anno, che i lidi hanno avuto  una
  riduzione  di  incassi veramente paurosa e che a  ferragosto  erano
  occupate una ventina di sdraio su 200 che ce n'erano.
   Quindi,  penso che tutti quanti ci rendiamo conto del  particolare
  momento,  tutti quanti penso che ci rendiamo conto della  necessità
  di   definire   e   sentire  queste  organizzazioni   datoriali   e
  imprenditoriali  e di qualsiasi altra natura e penso  che  dobbiamo
  dare  il  tempo all'Assessore di definire questo percorso  per  poi
  arrivare ad una conclusione.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente, ho ascoltato  con  attenzione  la
  relazione   dell'Assessore,  però  credo  di   dover   fare   delle
  considerazioni di metodo, di merito, su quello che ha  detto,  che,
  pur  condividendo nell'aspetto di voler condividere con le  persone
  che  nel  comparto  lavorano,  mi fa  un  po'  specie  l'appello  a
  sospendere  la  procedura  e, quindi, la votazione  della  mozione,
  altrimenti  andrebbero persi tutti quei passi in  avanti  che  sono
  stati fatti con le associazioni.
   Io  ho un metodo di lavoro completamente diverso. Penso che quando
  deve  farsi  un'azione, uno studio sul campo, si parta da  zero,  e
  partendo  da  zero non si parte da un decreto che impone  l'aumento
  del,  o  sino al 600 per cento, per me poco importa, perché poi  la
  cifra  può  arrivare  fino a. Parto invece dal  prima  sentire  gli
  operatori del settore, cioè gli attori della problematica in  loco,
  e  dopo  vedo  di  trovare  una  possibile  soluzione  che  sia  la
  mediazione fra la possibilità di introitare all'interno delle casse
  della  Regione  soldi e quindi attraverso una  nuova  tassa,  e  le
  disponibilità  che queste persone hanno, cedendo qualche  cosa.  Ad
  esempio,  come  la  possibilità di  dare  a  queste  persone  delle
  concessioni  per  cominciare  a  mettersi  in  regola  anche  negli
  stabilimenti, perché ricordo a tutti non ci sono pozzi Imhoff,  non
  ci  sono impianti che riescono a far smaltire tutte le acque grigie
  o  nere  che  vengono prodotte da questi impianti, e  questo  è  un
  problema.  Loro  si aspetterebbero, ad esempio delle  richieste  da
  parte della Regione, non un aumento.
   Per  cui, quando mi viene chiesto:  non buttiamo a mare il  lavoro
  che  abbiamo fatto con questi tavoli tecnici , e quindi sospendiamo
  la  mozione,  questo modo di dire, questo modo  di  agire,  non  mi
  convince.
   Come  non  mi convince neanche la possibilità di fare un parallelo
  come  se  questa  non  è  una tassa ma  è  un  canone  di  affitto.
  Benissimo, io abito in affitto qui a Palermo, ma se il mio  padrone
  di  casa  domani mi dicesse:  sai ti aumento l'affitto del 600  per
  cento ,  io chiaramente scapperei  E il dato, infatti, è che  nella
  sola  provincia,  anzi nel solo litorale di Mazara  del  Vallo,  ad
  esempio - perché è stata una delle parti che abbiamo monitorato  in
  maniera  più  dettagliata  - su 25 lidi  20,  a  fronte  di  questo
  aumento,  sono pronti a chiudere. E molte altre sono  le  voci  che
  provengono   da   tutti  i  litorali  siciliani   di   aziende   di
  microimprese,  perché di questo si sta parlando o  più  comunemente
  chiamiamo  le  aziende a conduzione familiare, che  vivono  con  il
  lavoro  trimestrale o anche bimensile di questo introito e che  per
  il resto dell'anno devono fare una ragione con altri lavori. Andare
  a  togliere  queste  possibilità economiche a  queste  famiglie  mi
  sembra veramente incredibile.
   Per  cui,  a nome del Gruppo che rappresento e quindi di  tutti  i
  firmatari   della  mozione,  non  ritiriamo,  ma   anzi   invitiamo
  l'Assessore ad annullare questo decreto e a continuare con i tavoli
  tecnici che sicuramente saranno ancora più proficui, visto che  chi
  attualmente  lavora al tavolo tecnico ha anche ricevuto  un  avviso
  dalla  Regione  che  prima  o  poi gli arriverà  una  richiesta  di
  pagamento  del 600 per cento del canone e credo che non si  vada  a
  tavoli tecnici con un avviso del genere a cuor leggero.
   Invece, togliamo questo decreto, lo annulliamo, ripartiamo da zero
  e  anche noi saremo pronti a dare una mano d'aiuto all'Assessore in
  fase  di stesura, non solo di un decreto, ma anche di una revisione
  della  legge  che  riporta  i  canoni demaniali  e,  quindi,  anche
  l'utilizzo  delle spiagge libere che tanto stanno a cuore  anche  a
  noi, come la tutela del mare e del demanio pubblico.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi.,  mi
  permetto di fare un appello all'onorevole Cancelleri. Gli ho detto,
  sin  da  subito, che sono pronto  a votarla, la voto immediatamente
  perché ritengo che su questa vicenda possiamo fare di più e gli  ho
  detto  anche  che non dobbiamo innamorarci mai delle  nostre  idee,
  altrimenti è finita; però, l'errore lo sta commettendo lei ora.
   L'Assessore  è  stato chiarissimo. L'Assessore ha  detto:   Io  ho
  avviato un percorso  e lo ha detto con una chiarezza e con un garbo
  immenso,  estremo.  Cercherò di essere serio  nel  mio  intervento,
  onorevole Gianni, così come mi ha prima sollecitato.
   Quindi,  l'intervento dell'assessore è importante:  Ho avviato  un
  percorso . Questo percorso l'ho avviato con le categorie, se io non
  ho  capito male e, la prego Assessore di bloccarmi in questo senso,
  lei  ha  detto   Fatemi fare il passaggio,  dopo di  che  fatto  il
  passaggio  sarò io stessa a seguire quello che è l'indirizzo  delle
  organizzazioni .
   Io  penso che andare oltre significhi mortificare il lavoro che si
  sta  facendo. Per me è sufficiente l'impegno dell'assessore  che  è
  quello  che  scaturirà  dall'incontro  con  le  organizzazioni   di
  categorie e la invito davvero a rinunciare al dato politico  perché
  diventa  dato politico e io a questo non sono interessato, tanto  è
  vero che non me lo sono creato neanche prima da uomo di maggioranza
  anche  a  sostenere  la  mozione. Però, davvero,  facciamogli  fare
  questo percorso.
   Sono d'accordo con lei, il metodo poteva essere fatto diversamente
  ma  tutti commettiamo errori. Chi è che non commette errori, tranne
  Grillo  e 5 Stelle poi gli altri commettiamo tutti errori, tutti  i
  giorni   Sicuramente,  su questo qualcuno  è  stato  fatto,  poteva
  essere  fatto  dal  punto  di vista del metodo  anche  prima,  però
  secondo  me  l'assessore  il percorso l'ha  recuperato  in  maniera
  eccezionale:  ha assunto un impegno in questa Aula di rivedere,  di
  accogliere la posizione che scaturirà. Giustamente, mi fate  capire
  a cosa serve arrivare la o dare questo indirizzo del Parlamento che
  noi  non  siamo  interessati. Noi, non l'assessore, noi  non  siamo
  interessati  al raccordo con le organizzazioni e con le  categorie.
  Io penso che dopo quello che ha detto l'assessore abbiamo il dovere
  di  prendere  atto che c'è una interlocuzione aperta,  che  c'è  un
  assessore che è disponibile a raccogliere le istanze che provengono
  da  quel  mondo e quindi accompagnare questo percorso. Il  resto  è
  più.  No,  io non mi permetterei mai, lei sa il rispetto che  porto
  nonostante i dispiaceri che lei mi dà,  però  - mi permetta di dire
  - che il resto è in più.
   Lei   è  una  persona  concreta, penso alla fine  che  quello  che
  interessa  a  tutti  noi è il risultato. Mi ritengo  soddisfatto  e
  ritengo  davvero  che  questo  atteggiamento,  Assessore,  come  al
  solito,   dimostra  la  sua  grande  serietà  e   la   sua   grande
  professionalità.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a  parlare l'onorevole Cascio  Francesco.
  Ne ha facoltà.

   CASCIO   FRANCESCO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  intervengo  per  annunciare il voto favorevole del  mio  partito  a
  questa mozione e per dare un consiglio all'Assessore: io, fossi  al
  suo posto, darei parere favorevole alla mozione, Assessore.
   Io   ho  apprezzato  la  sua  ricostruzione  dei  fatti,  però  la
  ricostruzione dei fatti dimenticava un passaggio che  è  essenziale
  nella  materia  che stiamo trattando. La legge che  regolamenta  il
  demanio  marittimo,  purtroppo  conosco  la  materia  avendo  fatto
  l'Assessore per il Territorio per un paio di anni qualche  decennio
  fa, è regolamentata da legge 15 del 2005.
   Nella  legge  15 del 2005 allora il Parlamento volle,  votando  un
  emendamento d'Aula, prevedere un massimale nel ritocco  dei  canoni
  demaniali. Il Parlamento votò l'aumento massimo nella misura del 10
  per  cento.  Per cui, io qualche mese fa appresi dal  giornale  che
  l'assessore con un decreto assessoriale avrebbe aumentato i  canoni
  del  600 per cento  pensai, tra me e me:  speriamo che cambi  idea,
  perché  lo  sommergeranno  di ricorsi e la  Regione  si  troverà  a
  soccombere in maniera inesorabile .
   Quindi,  quello  che  le chiedo è di dare parere  favorevole  alla
  mozione  presentata  dal  Gruppo Movimento  Cinque  Stelle,  perché
  comunque  l'Aula,  al  di là del lavoro che  lei  egregiamente  sta
  portando avanti con le categorie produttive, con i sindacati, con i
  gestori  dei  lidi,  con  la  Confindustria,  tornerà  a  discutere
  sull'argomento,  non potrà che tornare a discutere  sull'argomento,
  perché così come la legge 15 ha stabilito per i canoni demaniali un
  massimale di aumento del 10 per cento, così questo Parlamento dovrà
  tornare  a riunirsi sulla proposta che il Governo farà quando  avrà
  esaurito questa fase di interlocuzione con le categorie produttive.
   Per  cui, dovendo comunque il Parlamento tornare a lavorare  sulla
  materia,  credo  che  questa mozione sia,  da  un  punto  di  vista
  sostanziale, pressocchè inefficace.
   E'  un  segnale politico che il Parlamento deve  dare, ed io  sono
  affinché il Parlamento lo voti e voterò questa mozione.
     Da  un  punto  di vista formale e sostanziale certamente  non  è
  questa   mozione  che  bloccherà  il  suo  lavoro,   ma   sarà   la
  determinazione che questo Parlamento vorrà dare quando  il  Governo
  si  presenterà con un disegno di legge che riscriverà e ridisegnerà
  tutta la materia del demanio marittimo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  un
  consiglio  volevo dare all'onorevole Dipasquale, ma è  andato  via,
  perché  non  potesse sbagliare: bastava che votasse i provvedimenti
  presentati dal Movimento Cinque Stelle e non correva più il rischio
  di  sbagliare in Aula. Però, vedo che è andato via e,  quindi,  non
  può accogliere la proposta che gli volevo fare.
   Ha  ragione  l'onorevole Cascio, lei, Assessore, lo sa  meglio  di
  noi. A suo tempo, quando furono stabiliti i canoni di locazione  fu
  una  legge.   Noi  non  possiamo assolutamente  pensare,  oggi,  di
  modificare una legge attraverso un decreto.
   E  di  conseguenza il voto del PDL, come ha annunciato l'onorevole
  Cascio, come dirà adesso anche il nostro capogruppo sarà favorevole
  alla  mozione  che è stata presentata in Aula. Anche perché,  veda,
  lei   giustamente  ricordava  che  ha  iniziato  questa   fase   di
  concertazione  con le categorie. A conclusione di  questa  fase  di
  concertazione, ammesso che anziché aumentare le rette che si pagano
  del  600 per cento, verranno aumentate del 599 per cento il decreto
  del  Presidente  della Regione dovrà essere necessariamente  essere
  revocato.
   Per  cui, siccome è unanime la volontà da parte del Parlamento,  e
  mi  pare  di  capire che le forze che sostengono  il  Governo  sono
  andate  tutte vie perché soltanto l'opposizione questa  sera  è  in
  Aula,  è  chiaro  che  questa è una mozione che  il  Governo  dovrà
  necessariamente recepire. Allora, anziché dare un parere contrario,
  anziché  lo  stesso  attuare  la volontà  di  quest'Assemblea  che,
  ricordo,  comunque dovrà essere nuovamente presa in  considerazione
  attraverso  una  ulteriore votazione, io, al posto  dell'Assessore,
  sarei non dico più saggio, ma sicuramente più accorto dal punto  di
  vista politico, mi rimetterei alla volontà dell'Assemblea.
   Anche   perchè,  Assessore,  se  non  si  rimetterà  alla  volontà
  dell'Assemblea, lo stesso voteremo a favore della mozione.  Quindi,
  spesso  non  ha senso opporsi. Vale sempre il detto antico   Calati
  iunco,  ca  passa   a china  . Spesso quando la  quercia  si  mette
  davanti alle forze dell'acqua viene trascinata a valle.
   Questa  sera  il Governo, non per responsabilità dell'opposizione,
  ma  per responsabilità del Governo e della sua maggioranza che  non
  esiste  in Aula, corre il rischio di essere travolto così  come  la
  quercia.
   Quindi,  le  consiglio,  nel  rispetto  di  quelle  che  sono   le
  prerogative  di  questo Parlamento, di adeguarsi alla  volontà  del
  Parlamento  stesso,  di  non  dare nemmeno  parere  favorevole,  di
  attestarsi  sulla  decisione che vorrà prendere questo  Parlamento,
  anche  perché  mi  pare di capire che lei sta lavorando  nel  senso
  sperato dall'Assemblea e, quindi, si potrebbero mettere insieme  la
  volontà  del  Governo, la volontà del Parlamento, la volontà  degli
  operatori  che  già  hanno  fatto  sapere  che  non  saranno  nelle
  condizioni di continuare a pagare questi eventuali canoni.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Trizzino.  Ne  ha
  facoltà.

   TRIZZINO.  Signor  Presidente,  prendo  la  parola  solo  per  una
  precisazione e cioè che la mozione che porta la firma del Gruppo al
  quale appartengo non si limita soltanto a indicare quella che è  la
  riscrittura  del  decreto in oggetto, ma  in  realtà  indica  delle
  prescrizioni  piuttosto  specifiche che si  muovono  sia  sotto  il
  profilo  ambientale  che  sotto quello  della  libera  concorrenza,
  perché  da  un  lato chiediamo che le future concessioni  e  quelle
  attualmente  in  essere  rispettino  sia  i  principi   di   tutela
  ambientale  e paesaggistica così come prescrive la legga  nazionale
  che  quelle regionali, e soprattutto che per la prima volta, perché
  non  avviene  attualmente,  vengono rispettate quelle che  sono  le
  prescrizioni  comunitarie   e  cito specificatamente  la  direttiva
  Bolkestein, la 2006/123, che chiarisce che le concessioni demaniali
  debbano  essere effettuate garantendo quella che è  la  libertà  di
  concorrenza.
   Noi,  oggi,  soprattutto nel territorio di  Palermo,  viviamo  una
  situazione  che  è  paradossale: l'unica  spiaggia  del  comune  di
  Palermo gode di una concessione che ha superato di ben oltre quelli
  che sono i limiti stabiliti da questa direttiva. Questo che fa? Non
  fa  oltre  che  danneggiare  quella che  è  la  libera  concorrenza
  dell'esercizio dei piccoli imprenditori.
   Quello  che chiediamo noi è che si rispettino i limiti  di  quello
  che   viene  chiesto  in  questa  mozione,  anche  questo   aspetto
  fondamentale dettato dalla disciplina comunitaria.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione sulla mozione.
   Ho  sentito  un  po'  tutti quanti, ho sentito  una  richiesta  di
  posporre,  ma  credo che la volontà dell'Assemblea  sia  abbastanza
  chiara,  per  cui  in maniera molto salomonica,  attenendomi  anche
  all'articolo  153 del Regolamento interno, pongo  in  votazione  la
  mozione..
   Comunico che gli onorevoli Vinciullo, Figuccia, Lombardo, D'Asero,
  Ioppolo,  Musumeci, Cascio Francesco e  Alongi  hanno  chiesto   di
  apporre la firma alla mozione.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  la mozione n. 132 . Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del vicepresidente Venturino


  Discussione della mozione numero 43 «Pagamento differenziato delle
  somme per corsi del personale e spese di gestione agli enti gestori
  di attività formative e sportelli multifunzionali convenzionati con
                         la Regione siciliana»

   PRESIDENTE.  Si  passa   al  VI   punto  dell'ordine  del  giorno:
  discussione  della  mozione  n. 43 «Pagamento  differenziato  delle
  somme per corsi del personale e spese di gestione agli enti gestori
  di attività formative e sportelli multifunzionali convenzionati con
  la  Regione  siciliana»,  degli   onorevoli   Cancelleri,  Cappello
  Ciaccio,  Ciancio, Ferreri, Foti, La Rocca, Mangiacavallo, Palmeri,
  Siragusa, Trizzino Venturino, Zafarana, Zito.
   Ne do lettura:

                           «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   gli  operatori  della formazione professionale e  degli  sportelli
  multifunzionali in Sicilia svolgono la loro attività,  regolata  da
  un  identico  CCNL, presso gli Enti di formazione  accreditati  che
  ricevono il finanziamento per la loro attività integralmente  dalla
  Regione siciliana;

   la   quota   spettante  al  personale  è  parte   integrante   del
  finanziamento  ed è legata ad una serie di adempimenti  degli  Enti
  che  spesso  nulla  hanno  a che fare con le  voci  riguardanti  il
  personale;

   rilevato che:

   essendo  la  quota  spettante al personale  parte  integrante  del
  finanziamento,  questo  alimenta un  sistema  totalmente  privo  di
  certezze  per  il personale che è costretto a dover  subire  attese
  anche di parecchi mesi per avere le proprie spettanze, tenuto conto
  degli  adempimenti propedeutici connessi al pagamento  degli  oneri
  contributivi;

   il  Fondo  Sociale  Europeo  prevede l'erogazione  indifferenziata
  delle spese del personale, della gestione e degli allievi, mancando
  una  distinta  differenziazione delle  rispettive  voci  di  spesa,
  mancanza che impedisce il controllo dell'utilizzo che gli  enti  di
  formazione  fanno  del  finanziamento  pubblico  ricevuto  sino   a
  rendiconto e delle priorità;

   visto   che   la  legge  regionale  siciliana  n.  23  del   2002,
  all'articolo 39, prevede che gli enti gestori di cui alla  l.  reg.
  sic. 24/76 ricevano con cadenza mensile il fabbisogno necessario al
  pagamento  delle  spettanze  retributive  e  contributive  per   il
  personale dipendente a tempo indeterminato,

                   impegna il Governo della Regione
        e per esso l'Assessore per l'istruzione e la formazione
  professionale e all'assessore per la famiglia, le politiche sociali
                              e il lavoro

   a  dare  seguito alla superiore disposizione normativa al fine  di
  salvaguardare  le  competenze economiche spettanti  agli  operatori
  della  Formazione professionale dipendenti dagli Enti  che  operano
  nei   comparti   della   Formazione,  servizi  formativi,   obbligo
  istruzione  e formazione, assicurando quindi i necessari interventi
  amministrativi per erogare il finanziamento agli Enti di formazione
  professionale  nel  rispetto della previsione di  cui  all'art.  39
  della  legge  regionale  siciliana n. 23 del  2002,  garantendo  la
  regolarità,  la  tempestività  e la certezza  del  pagamento  degli
  stipendi». (43)

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Ciancio   per
  illustrare la mozione.

   CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa mozione, in
  realtà,  era stata fatta un po' di tempo fa e oggi risulta  un  po'
  superata  dalla  delibera  di Giunta n.  200  che  prevede  proprio
  l'obbligo   di  un  conto  corrente  per  le  spese  del  personale
  accompagnato dall'adozione di sistemi volti ad imporre agli  stessi
  enti il pagamento mensile delle retribuzioni ai lavoratori. Quindi,
  l'intento  della  mozione è stato rispettato e, comunque,  speriamo
  che si dia seguito  a questa delibera di Giunta.
   Approfitto  della  presenza  del  Governo,  in  particolare  della
  presenza  dell'Assessore. Sappiamo benissimo che in questo  momento
  c'è  una  problematica  che riguarda gli sportelli  multifunzionali
  che, come sappiamo, dal 30 settembre non saranno più attivi proprio
  perché l'avviso scade il 30 settembre.
   Allora,  quello che voglio chiedere all'Assessore,  e la prego  di
  ascoltare  con  attenzione,  è  cosa  faranno  i  dipendenti  degli
  sportelli multifunzionali  dall'1 ottobre; se passeranno al CIAPI e
  con  quale  tipo  di contratto passeranno al CIAPI  di  Priolo?  Se
  resteranno  in capo agli enti, ma restando in capo agli enti  come?
  Con  una proroga? Con quale risorse vengono pagati? E, soprattutto,
  questo era un problema  legato ai dipendenti ma in particolare  per
  il  tipo di servizio che svolgono i dipendenti degli sportelli, dal
  primo  ottobre  chi farà le attività di orientamento?  Chi  farà  i
  colloqui   per  ammortizzatori  sociali,  chi  erogherà  la   Cassa
  integrazione? Tutta una serie di servizi che da un po'  di  anni  a
  questa    parte    svolgevano   i   dipendenti   degli    sportelli
  multifunzionali e dal primo ottobre, temo, ma non solo a detta mia,
  ma  a detta di alcuni dirigenti dei centri per l'impiego, succederà
  un  po' il caos perchè non si sa chi potrà svolgere questo tipo  di
  attività, anche perché all'interno dei centri per l'impiego ci sono
  dipendenti  che non hanno le professionalità per fare orientamento,
  colloqui e così via.
   Assessore, siamo quindi a pochi giorni dalla scadenza dell'avviso,
  siamo,  si  può dire, al capolinea. In questo momento, ciò  che  ci
  importa  è,  più che dare un indirizzo, anche perché come  sappiamo
  tutto  ciò  che riguarda la formazione è in capo al Governo  perché
  nella  finanziaria l'articolo che riguardava la formazione è  stato
  stralciato  e, quindi, dal punto di vista legislativo  non  abbiamo
  potuto  fare  molto, quindi, in questo momento,  più  che  dare  un
  indirizzo  ciò che ci sentiamo di chiederle, sia per  i  lavoratori
  degli  sportelli, che per tutti i cittadini, perché  comunque  sono
  servizi  che  servono  a tutti i siciliani,  sono  delle  risposte,
  risposte chiare.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDEN TE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, Assessori, onorevoli  colleghi,   la
  mozione  posta all'ordine del giorno, come correttamente diceva  la
  collega  firmataria  della stessa, pone delle  premesse  importanti
  seppur,  in effetti, il Governo, almeno su questo piano, aveva  già
  posto  una  soluzione,  era già intervenuto, tuttavia,  rispetto  a
  quella fase sono subentrate chiaramente nuove emergenze.
   Ciò  dimostra che, chiaramente, la situazione è in divenire e che,
  ahimè, l'Assessorato competente è sottoposto a delle pressioni,   a
  delle  emergenze,  che rendono decisamente difficoltoso  l'operato;
  tuttavia, mi sembra di comprendere che, in qualche modo, ci sia  la
  voglia di dare delle risposte, risposte concrete a questi operatori
  che, ahimè, da troppi anni si vedono rimpallati, per responsabilità
  ovviamente  non  ascrivibili  interamente  a  questo  Governo,  con
  rinnovi  di contratti, con soluzioni che in passato erano possibili
  e  che  ad  oggi,  addirittura, non lo sono, a partire  ad  esempio
  dall'ipotesi della Cassa integrazione perché, come sappiamo, adesso
  chiaramente  con  il  nuovo testo non sarà più possibile  ricorrere
  neanche a quella.
   Ho  recuperato proprio ieri sera, attraverso un incontro con degli
  operatori degli sportelli multifunzionali, un testo nel quale c'era
  stato  un  impegno,  in  effetti, da parte del  Governo  che  aveva
  attenzionato  la  proposta,  in un'ultima  riunione  del  7  giugno
  svoltosi  alla  Presidenza della Regione siciliana,  alla  presenza
  dell'Assessore,   delle   organizzazioni  sindacali,   dei   legali
  rappresentanti di diversi enti e lì, in effetti, in  qualche  modo,
  furono  poste  delle  rassicurazioni rispetto alla  possibilità  di
  garantire i livelli occupazionali con particolare riferimento,  per
  l'appunto,  agli  sportelli multifunzionali che la  collega  citava
  prima che non erano magari, in maniera decisa, posti all'ordine del
  giorno  attraverso  la mozione, ma che purtroppo  rappresentano,  a
  questo  punto,  la  priorità in considerazione del  fatto  che,  in
  effetti,   al   30   di   settembre   questi   operatori   smettono
  fondamentalmente di lavorare.
   La  collega citava già una serie di servizi che vengono realizzati
  attraverso  gli  sportelli multifunzionali, quindi, l'orientamento,
  quindi  la  possibilità  o quanto meno il tentativo  di  creare  un
  incontro  tra  domanda ed offerta di lavoro,  tutta  una  serie  di
  servizi  che  è  possibile  erogare  attraverso  l'acquisizione  di
  competenze che negli anni, da parte di questi professionisti, ormai
  sono   state  acquisite  e  che,   difficilmente,  potranno  essere
  sostituite  diversamente  dal  mercato  ad  oggi  presente  e  che,
  chiaramente,  non sono presenti neanche all'interno  delle  risorse
  della Regione siciliana.
   Si   tratta  di  1.856  persone,  per  l'esattezza,  che  vedevano
  rinnovati i contratti in funzione dell'avviso 1) e dell'avviso  2),
  persone  per  le  quali sono stati spesi 6 milioni  in  un  recente
  passato  per  la riqualificazione e parliamo degli anni  che  vanno
  soltanto  dal  '96  al  2003 e per le quali, evidentemente,  ahimè,
  adesso non sembra esserci soluzione concreta.
   Mi  è  sembrato di capire dallo studio delle carte, ma  anche  dal
  resoconto  di alcuni verbali che sono stati raccolti a  seguito  di
  questi  incontri  che,  in  effetti,  un'ipotesi  era  stata  posta
  all'orizzonte, anzi due.
   La prima era quella dei contratti di rete, Assessore, con i quali,
  in  qualche modo, attraverso l'utilizzo dell'ente strumentale CIAPI
  si  poteva  mettere assieme la rete di questi enti che, in  qualche
  modo  non potevano più loro contrattualizzare i dipendenti ma  che,
  comunque,  attraverso  l'utilizzo  dell'ente  strumentale,   poteva
  trovarsi una soluzione.
   L'altra  soluzione  è quella della proroga dei contratti  e  degli
  avvisi  per un periodo di almeno sei mesi; dico di almeno sei  mesi
  perché, in effetti, della dotazione complessiva dei 220 milioni  ci
  sarebbe,  ho compreso, la possibilità di una soluzione tecnica  che
  va  nella direzione della rimodulazione del 10 per cento di  quelle
  somme e, siccome, il 10 per cento di quelle somme è all'incirca  22
  milioni  di euro, ritengo che quelle somme potrebbero bastare  per,
  eventualmente, prorogare i contratti. Siccome si tratterebbe  della
  rimodulazione  delle azioni e non del recupero  di  nuove  somme  -
  rimodulazione  delle azioni che farebbe riferimento, appunto,  agli
  importi  residui del triennio precedente -, mi chiedevo  se  questo
  secondo percorso potesse essere una strada da seguire.
   Quindi,  Assessore, in effetti, questa emergenza c'è,  so  che  la
  situazione non è semplice, so che il suo Assessorato sta facendo di
  tutto ed ha incontrato ripetutamente, attraverso tavoli tecnici, le
  organizzazioni  ed  i  lavoratori che,  ovviamente,  purtroppo  non
  sempre  si  sentono  pienamente rappresentati dalle  organizzazioni
  sindacali che, ancora una volta, n questa fase, lanciano  un  grido
  di  allarme, un grido di aiuto ed io con loro le chiedo, in qualche
  modo, di trovare una soluzione per questa vicenda.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Assessore,
  intervengo  giusto  per  una riflessione comune.  I  dipendenti  di
  questi   sportelli  multifunzionali  vengono  assorbiti  dopo   una
  selezione   organizzata  dal  Governo  regionale  e  dall'Assessore
  competente;  vengono  chiamati ad espletare  una  funzione  che,  a
  tutt'oggi,  stanno  espletando e che  è  quella  dell'orientamento,
  della  selezione  di personale, anche personale della  Regione  che
  doveva passare di livello veniva sottoposto all'attenzione ed  alla
  valutazione  delle  risorse  umane degli sportelli  multifunzionali
  che  da  ben  sei  anni  hanno  questa  funzione;  vengono  scelti,
  attraverso  un  bando emanato dalla Regione, tra  gli  appartenenti
  agli enti di formazione.
   Quindi, un percorso lineare, ufficiale, serio, sano e puntuale che
  vede,  all'improvviso,  dopo  sei anni  di  lavoro  impegnativo  ed
  abbastanza importante per la Regione stessa, una serie di nuvole al
  loro orizzonte; un personale di cui non possiamo fare a meno perché
  se  così fosse sarebbe meglio chiudere i battenti e ciò, nonostante
  io  comprenda perfettamente le difficoltà nelle quali si  muove  la
  Regione, i problemi economici che ci sono, ciò non ci può non  fare
  vedere con un occhio sereno i tratti, i settori più  importanti che
  possono servire alla nostra Regione.
   Veda, in questi giorni, la butto lì così magari lei ne potrà  fare
  uso  per  quello che ne riterrà utile, assistiamo  ad  un  mare  di
  immigrati  che stanno invadendo le nostre coste, che attraverso  le
  nostre coste invaderanno la Sicilia, l'Italia e l'Europa.
   Qualche anno fa, circa 15 anni fa, lanciai l'ipotesi di utilizzare
  i  CIAPI  -  cosa  che le ho detto in Commissione, Assessore  -  di
  Priolo e di Palermo e qualche ente di formazione serio per fare  un
  accordo con il Governo nazionale attraverso il Ministro del lavoro,
  degli Interni, degli Esteri ed oggi anche dell'Immigrazione con  la
  Comunità  Europea ed i paesi frontalieri dell'Africa  per  formare,
  dopo  un  accordo  fatto con questi paesi frontalieri,  quante  più
  migliaia  di  persone possibili per riportarle nel loro  territorio
  chi voleva tornare e per mandare in Europa persone formate, con  le
  risorse  della  Comunità Europea, che deve farsi  una  ragione  del
  fatto che c'è un popolo che vive nella fame ed un altro popolo  che
  si aggiunge a questo che vive nella guerra.
   La  Comunità  Europea ha il dovere di fare questa  operazione,  la
  formazione,  i formatori che oggi rischiano di andare  a  casa  per
  mancanza di risorse, perché l'indirizzo politico della Regione è un
  altro, perché il Governo ha difficoltà, non lo so che cosa, ma oggi
  o  abbiamo la capacità di richiamare risorse europee e di fare cose
  come  quelle che ho suggerito qualche tempo fa - Assessore  lei  lo
  ricorderà benissimo - e utilizzare le risorse, il personale che già
  è formato per dare una mano anche agli altri paesi.
   Quindi,  su questo, Assessore, sono qui pronto a darle  una  mano,
  perché   i   responsabili  dipendenti  funzionari  degli  sportelli
  multifunzionali possano continuare il loro lavoro, il loro  impegno
  e  lì  dove c'è la possibilità di utilizzare questa idea,  che  può
  anche  allargarsi  a  tutte le IPAB siciliane  che  non  servono  a
  niente,  in  questo momento  sono soltanto un punto di sperpero  di
  denaro, per cui se una parte di IPAB viene venduta perché non serve
  più  è un dato, se quella parte che, invece, ha ancora il personale
  attivo può essere utilizzata come contenitore per questi immigrati,
  per  fare anche la formazione. Se tutto il settore della formazione
  potrà   essere   rivisto  rispetto  a  questa  novità,   a   questo
  suggerimento, credo che abbiamo fatto un'opera meritoria  per  noi,
  per  i  siciliani e per tutta l'Europa, oltre che, ovviamente,  per
  gli immigrati.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  non  essendoci  altri  deputati
  iscritti a parlare, do la parola all'Assessore Bonafede.

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Intanto, ovviamente, Presidente va da sé che,  siccome  il
  testo   della   mozione  non  mi  permette  di  potere   rispondere
  pienamente,  cosa che per altro ho già fatto in sede di Commissione
  e che sicuramente sarà oggetto di maggiore specifica nelle prossime
  giornate  sulla questione degli sportelli multifunzionali,  intanto
  mi  devo  soffermare su quella che è la mozione  ed   il  contenuto
  della  mozione, perché dal contenuto della mozione e dalla risposta
  che darò si intuirà qual è la differenza profonda, anche nel tempo,
  che  ha caratterizzato gli avvisi che hanno determinato due diversi
  metodi  per  il  pagamento e, quindi, per  la  intercettazione  del
  costo.
   La   mozione,   probabilmente,  che   è   stata   promossa   nasce
  dall'equivoco che sappiamo riconducibile proprio all'avviso 20).
   L'avviso  20) per la formazione professionale prevede un'unità  di
  costo  standard,  non solo prevede un'unità di costo  standard  che
  corrisponde  a  129 euro ora per corso, ma in più  non  prevede  la
  rendicontazione, proprio per questo il pagamento è indifferenziato.
  Ma quando parliamo degli sportelli multifunzionali, quindi, tema di
  cui posso parlare come assessore che, comunque, ha avuto attribuita
  la  funzione  degli stessi sportelli, riconduciamo la  forma  della
  rendicontazione a quella prevista dall'avviso 1) e  dall'avviso  2)
  che,  a differenza dell'Avviso 20), sono a costo reale, per cui  la
  rendicontazione  è necessaria, fondamentale ed è l'unico  strumento
  attraverso  il quale la spesa è prima leggibile e, poi, ammissibile
  e, quindi, erogabile.
   Proprio  per questo, per gli avvisi la difficoltà della differente
  destinazione  del pagamento al personale piuttosto che  alle  spese
  generali non c'è mai stata.
   Questa è la risposta alla mozione per ciò che  mi riguarda. Va  da
  sé  che,  se il Presidente mi consente, farò soltanto un intervento
  che  non  può essere sicuramente una risposta specifica a tutte  le
  domande compilative che mi sono state fatte, perché veramente darei
  risposte  ad un altro tema, che non è quello di cui stiamo parlando
  oggi.
   Però non ci dobbiamo dimenticare - e voglio richiamare le cose che
  hanno  detto  sia l'onorevole Figuccia che l'onorevole Gianni,  che
  hanno fatto l'intervento proprio dopo quello dell'onorevole Ciancio
  -  la  necessità  di  fare  chiarezza, perché  i  lavoratori  degli
  sportelli multifunzionali sono lavoratori che appartengono all'area
  della  formazione professionale e, nella fattispecie, riconducibili
  a tutti gli enti presso i quali lavoravano e lavorano.
   Ciò    perché,   probabilmente   -   e   lo   dico    anche    per
  contraddistinguere,  contrassegnare  e  anticipare  quale  sarà  il
  rigore  di  questo Governo ogni qual volta si parla  delle  cose  e
  bisogna  dare  alle  cose l'entità e anche  la  definizione  che  è
  imposta  dalla sincerità dei fatti - questi lavoratori  sono  stati
  attribuiti agli sportelli multifunzionali, ma questo non li ha  mia
  snaturati  da quello che era il tipo di contratto ed il  datore  di
  lavoro, che è un ente di diritto privato. Altra cosa è la questione
  che  afferisce al dovere che abbiamo come Governo di questa Regione
  di  cui questo Parlamento ha sicuramente il compito di tutelare  le
  famose  garanzie  occupazionali, altra cosa è  questo,   perché  il
  Governo,  comunque,  deve  fare  i  conti  con  un  fatto   che   è
  ineludibile.
   Quando altri - capisco che è una figura retorica, ci si rivolge  a
  questo  Governo perché questo Governo in questo momento temprale  è
  seduto  qua  -,  in un tempo recentemente passato ed  in  un  tempo
  sicuramente  più  remoto  hanno deciso di determinare  la  funzione
  degli  sportelli,  hanno operato nella scissione  della  formazione
  professionale  che prevede gli interventi formativi  ed  i  servizi
  formativi, hanno pensato che per i servizi formativi occorreva  uno
  strumento specifico, però, fanno parte di un'unica macro-area,  che
  è quella dei servizi alla formazione.
   Conseguentemente, l'avviso 1) e l'avviso 2) sono stati la regola e
  anche l'architettura che ha determinato l'attività degli sportelli,
  l'esaurirsi  dell'avviso 1) e dell'avviso 2) è un fatto ineludibile
  e  prescinde  dalla capacità di questo Governo, in questo  momento,
  oggi,  di  inventarsi  un  sistema alternativo  che  garantisca  il
  proseguimento di uno strumento che aveva un'efficacia temporale.
   Poco fa, parlavo con l'onorevole Figuccia e mi rivolgo a lui.  Non
  posso  entrare  nel merito perché - ripeto - non è  neanche  questa
  l'occasione giusta però, è questione di giorni visto che  del  tema
  ce  ne stiamo occupando e ce ne stiamo occupando sapendo noi che la
  scadenza  temprale  è  per noi un elemento di grande  vigilanza  da
  parte nostra.
   Un'informazione mi pareva giusto darla, che è un'anticipazione  di
  come  bisogna  affrontare le questioni che  afferiscono  i  massimi
  sistemi  -  perché  di questo stiamo parlando  quando  parliamo  di
  problemi  occupazionali - intercettando quelle che, comunque,  sono
  delle  soluzioni  a  medio e a lungo termine  e  che,  quindi,  non
  abbiano natura finitima, come quella che stamattina, visto che  ero
  in  videoconferenza  con Roma, si è determinata  dalla  discussione
  all'interno della Commissione delle politiche del lavoro, con tutte
  le  regioni  partecipanti, di quello che sarà  a  breve,  cioè  dal
  gennaio  del  2014,  tutta  la politica  dedicata  ai  servizi  per
  l'impiego  ed  in  particolare la politica  collegata  alla   youth
  guarantee .
   Perché  dico  ciò? Perché è questa la vera fonte della  soluzione,
  gli   altri   sono  degli  adattamenti  laddove   non  sono   degli
  arrangiamenti. Se veramente vogliamo dare continuità a persone  che
  hanno  raggiunto  un  livello  di qualifica  e  di  competenza,  di
  esperienza e, quindi, si sono specializzati rispetto ad altri per i
  quali   la   collettività  ha  investito  delle   somme,   dobbiamo
  predeterminare  le  condizioni per cui loro possano  continuare  ad
  erogare  quel  servizio concependo però una novità,  che  la  nuova
  programmazione  2014-2020 inserisce che è  il  parametro  collegato
  agli obiettivi di risultato; la nuova programmazione introduce  una
  novità  che  prima non c'era, prima si parlava solo  dei  parametri
  fisici, cioè bisogna che le persone  che operano all'interno  della
  programmazione  sappiano  e,  in  questo  caso,  anche  coloro  che
  lavorano  per  la formazione, che sempre di più si  è  protesi  nel
  raggiungimento di risultati.
   Quindi,  forse è il momento anche di dotarci di uno  strumento  di
  controllo   nostro  che  ci  faccia  intuire  quanto  è  importante
  mantenere  i livelli occupazionali determinando, anche nel  settore
  della  formazione,  il  raggiungimento di ciò  che  è  la  missione
  fondamentale  della formazione: colmare laddove non ci  sono  delle
  competenze specifiche, il mismatch tra la domanda e l'offerta e, in
  tutto questo, bisogna, ahimè, consolidare e sviluppare l'offerta.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  alla mozione  43  è  stato  presentato
  l'emendamento 43.1, a firma dell'onorevole Figuccia ed altri..

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  una   volta
  raccolte  le sensibilità, l'opinione dell'Assessore che,  peraltro,
  garantisce  alcuni  strumenti  che  sono  del   Governo  nazionale,
  relativamente  alle   youth  guarantee ,  in  modo  da  poter  dare
  prosecuzione  a  tutte  quelle  attività  che  vedono  coinvolti  i
  giovani, non soltanto iniziative di orientamento e di formazione ma
  proprio  in termini di spendibilità, di percorsi concreti che  sono
  legati  all'avvio di impresa, che sono legati alla start up,  tutte
  attività che, credo, andranno a rappresentare l'asse portante della
  prossima programmazione di questo Governo.
   Preso  atto di questo e volendo esprimere apprezzamento per  tutto
  questo, l'emendamento trova collocazione proprio in un aspetto  che
  altro non fa se non che andando oltre l'impegno posto dalla mozione
  presentata  dai colleghi del Movimento Cinque Stelle, di rimodulare
  a  questo  punto  le azioni in corso relativamente  agli  sportelli
  multifunzionali,  in  modo  da consentire  una  prosecuzione  delle
  attività   oltre  il  30  settembre  e  rappresenta,  insomma,   un
  salvagente  per  questi operatori che come tutti abbiamo  condiviso
  nei nostri interventi, tutti i Gruppi parlamentari si sono spesi in
  questi anni, in questi decenni, accumulando esperienze e competenze
  ed  è  possibile  farlo, secondo me, perché non si  tratta  di  una
  proroga   ma   si   tratta,  diversamente,  di  una   rimodulazione
  dell'azione in corso attraverso l'utilizzo di una quota del 10  per
  cento  delle  somme  disponibili  relative  ai  220  milioni  della
  programmazione  del  triennio precedente che trattandosi,  appunto,
  fondamentalmente di 22 milioni che si aggiungono alle  somme  testé
  ricordate  dalla collega, di fatto consentirebbero la  prosecuzione
  delle  attività per un periodo, quanto meno, di tre, quattro  mesi,
  in  modo  che  nel  frattempo  si possano  riprogrammare  le  nuove
  iniziative  ed effettivamente dare un futuro quantomeno,  non  dico
  certo,   ma   con   una  speranza  a  questi  giovani,   a   questi
  professionisti.

   GIANNI.   Signor   Presidente,  chiedo   di   apporre   la   firma
  all'emendamento 43.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   BONFAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali  ed  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BONFAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, va da sé che per noi
  Governo sarebbe stato, laddove fosse stato realizzabile un percorso
  che  avesse alleggerito, ancorché per pochi mesi, una scadenza  che
  già  si  prefigurava difficile da affrontare perché invece,  ahimè,
  l'avviso  1) e l'avviso 2), composto in tre annualità come sappiamo
  è stato rendicontato soltanto per la prima annualità.
   Le  economie  della  prima annualità sono risibili,  corrispondono
  pressappoco a 4 milioni, ma la cosa più importante, al di là  della
  necessaria copertura finanziaria, è che non ci dobbiamo dimenticare
  che  a  differenza,  per esempio, delle risorse  del  PAC,  la  cui
  autorità di gestione è il Ministero per l'interno, queste misure di
  cui  stiamo parlando che fanno riferimento al Fondo Sociale Europeo
  sono  soggette  al controllo della Corte dei conti  che  entra  nel
  merito anche sul raggiungimento dei risultati.
   Quindi, a prescindere dal fatto che la prosecuzione ha un primo ed
  importante   vulnus,  che  è  quello  di  non  avere  la   capienza
  finanziaria affinché la stessa possa avvenire in costanza.  Non  ci
  può essere soluzione di continuità, perché se ci fosse soluzione di
  continuità  bisognerebbe procedere ad un nuovo bando e altro  fatto
  importante, visto che parliamo tanto della necessità , ed è  questo
  quello  che sta a cuore al Governo e penso anche al Parlamento,  di
  mantenere livelli occupazionali senza sottrarre improvvisamente  ai
  lavoratori  ed alle loro famiglie il reddito che gli ha  consentito
  di vivere in tutti questi anni. Questo credo che sia l'obiettivo di
  tutti noi.
   Invece,  in  qualunque  forma  di proroga,  ciò  che  appesantisce
  enormemente  il  costo mensile degli sportelli che corrisponde,  ad
  oggi, a circa 6 milioni 957,74, è il fatto che ci sono gli oneri di
  gestione  che  sono  correlati non al costo del  personale,  ma  al
  progetto nella sua complessità.
   Voglio  solo  dire  solo una cosa, un atto di  verifica  ad  oggi,
  comunque, i lavoratori destinati agli sportelli multifunzionali che
  fanno parte dell'intero comparto della formazione professionale, ma
  nella  fattispecie i lavoratori di sportelli non sono  1.800,  sono
  molti  di meno, perché dico ciò, perché noi che stiamo cercando  di
  lavorare   con  una  progettazione  che  dia  serenità   a   questi
  lavoratori,  abbiamo  avuto  bisogno di sapere  esattamente  quante
  unità  dovevamo considerare nella riprogrammazione di tutte  quelle
  politiche che saranno necessarie e che saranno destinate  a  questa
  platea di lavoratori.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  siamo
  d'accordo che  siano eliminate le gestioni parassitarie, tant'è che
  suggeriamo, eventualmente, di farle  gestire agli uffici periferici
  dell'Assessorato. Ciò elimina una parte della spesa.
   Giustamente  lei ha posto il dito nella piaga, il problema  è  che
  dobbiamo garantire il personale, in questo caso non garantiamo solo
  il  personale, ma garantiamo un personale qualificato che ha svolto
  un lavoro molto importante è proficuo e che deve continuare, perché
  comunque  servirà  un personale qualificato per continuare  a  fare
  quello che questi degli sportelli multifunzionali hanno fatto.
   E' chiaro che bisogna trovare una soluzione.
   Lei  vuole  avere  un  incontro  in  Commissione,  vuole  che   ci
  confrontiamo, vuole che ci possiamo insieme sfidare con quella  che
  è  la  Comunità Europea? Tutto quello che le pare per  trovare  una
  soluzione? Bene, facciamolo. Noi non siamo qui perché dobbiamo fare
  lo  scontro col Governo, noi vogliamo dare una mano al Governo  nel
  momento in cui il Governo è orientato, politicamente, a trovare  la
  soluzione,  dal  punto  di vista economico,  cerchiamo  insieme  la
  soluzione. Ma la soluzione, comunque, deve essere trovata perché se
  abbiamo un problema e non abbiamo una soluzione, il problema  siamo
  noi.

   PRESIDENTE.    L'assessore    vuole    replicare    all'intervento
  dell'onorevole Gianni?

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor Presidente, signori deputati, è chiaro che  ritengo
  di  potere sostenere che è lo stesso pensiero di tutto il  Governo,
  del   Presidente   della   Regione  e   poi,   nella   fattispecie,
  dell'assessore Scilabra, con la quale condivido questo tema e  che,
  giustamente, è stata anche richiamata all'interno della mozione.
   Il  Governo ha grande attenzione, grande cura, non c'è  in  questo
  momento  un  antidoto  a  tutti i problemi.  Però,  obiettivamente,
  possiamo  sostenere, perché è la verità, di non avere sottovalutato
  la  gravità  -  poi io lo dico come assessore alla  famiglia,  alle
  attività  sociali e al lavoro, quindi in qualche  modo  governo  la
  fragilità  umana - di essere proiettati a soluzioni  a  breve,  che
  servono proprio ad un rimedio immediato e non duraturo.
   Quindi,  alcune delle cose che magari è opportuno io dica soltanto
  quando  saranno condivise anche dalla Giunta a breve, sono  proprio
  all'insegna  di  questa  necessità,  trovare  dei  correttivi   che
  impediscano  che  il problema da emergente diventi definitivo,  nel
  senso  di  irrisolvibile. Una risoluzione parziale che mi  serva  a
  riprendere fiato per una programmazione a medio e lungo termine. Ed
  è  anche evidente, all'interno di questa Commissione oggi a Roma si
  è  discusso,  nella  prima  parte, come  primo  tema,  della  cassa
  integrazione  in deroga. Poco fa è stato detto che è uno  strumento
  che non sarà più adoperato e vorrei precisare, non è così.
   La cassa integrazione in deroga ha anche queste risorse aggiuntive
  che per fortuna siamo riusciti a conquistarci, perché i criteri  di
  riparto  potevano essere stringenti, potevamo anche  non  avere  la
  possibilità di potere contare su questa scorta. Ci siamo  riusciti,
  le nostre ragioni sono state ascoltate.
   Nel  2014 avverrà sicuramente un processo di cambiamento  che  non
  abbandonerà, però, questo strumento, ricorreremo ad altri  elementi
  che serviranno, intanto a tamponare il processo di imverazione e di
  crescita  preoccupante che sta assumendo il  fenomeno  delle  nuove
  povertà. E proprio per questo sono sicura, colgo e accolgo l'invito
  che  promana dall'onorevole Gianni, ma so di essere nel vero quando
  penso  sia  di  tutto questo Parlamento e di noi  siciliani  quando
  ritengo che lavoriamo sicuramente per un obiettivo comune, per  cui
  sono  certa  che nessuno degli interventi è mai contro il  Governo,
  anche se le posizioni sono per loro natura dialettiche.
   Lavoriamo  sostanzialmente  e  lo  dimostreremo,  non  tanto  alla
  Sicilia  ma  al  resto dell'Italia, stiamo cercando di  recuperare,
  anche  attraverso  l'attività  delle  Commissioni,  e  recupereremo
  quello che noi sappiamo bene essere un bene prezioso che appartiene
  al  nostro  DNA  di popolo generoso, e recupereremo e realizzeremo,
  spero tutti insieme, il bene comune.

   PRESIDENTE.  Abbiamo  concluso  gli  interventi,  quindi  dichiaro
  chiusa  la discussione sull'emendamento. Prima di passare  al  voto
  chiedo il parere al Governo su questo emendamento.

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Sugli intendimenti assolutamente favorevole, nel senso  che
  cercheremo, ed è quello che ho detto poco fa - penso si sia intuito
  -  di  trovare  una  soluzione a breve ma è una  soluzione  che  io
  condividerò  con  il  Governo  in  Giunta  e  sulla  percorribilità
  dell'estensione temporale, credo di essere stata chiara,  prescinde
  dalla volontà del Governo e, soprattutto, visto che ho guardato con
  grande attenzione...

   PRESIDENTE. E quindi?

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Credo  che sul proseguimento non è che non ci  può  essere
  parere favorevole non è attuabile il percorso di proroga.

   PRESIDENTE. Quindi, parere negativo.

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Non  parere  negativo, non  è  attuabile,  non  è  neanche
  adottabile. E' una di quelle cose che non si può realizzare. Non  è
  negativo, mi dispiace, mi pare di averlo detto.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  43.1.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo, quindi, in votazione la mozione n. 43, come emendata. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Avevamo  all'ordine del giorno un altro punto  che  poteva  essere
  discusso.  L'undicesimo punto è la mozione n. 127, «Stabilizzazione
  dei  rapporti  di  lavoro  a  tempo  determinato»,  a  firma  degli
  onorevoli Maggio, Gucciardi, Cirone, Milazzo Antonella.
   Però,  visto  che  non sono presenti e vista la delicatezza  degli
  argomenti perché stiamo parlando di precari ed è un argomento molto
  delicato,   io  credo  sia  necessario  sentire  l'intervento   dei
  firmatari  e  la relazione su questa mozione. Pertanto,  se  lei  è
  d'accordo,  Assessore, direi di rimandare a domani  così  come  del
  resto  era  stato  già detto in Conferenza dei  Capigruppo  oggi  a
  mezzogiorno. Non ci sono altri punti all'ordine del giorno.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  domani,  giovedì  19
  settembre 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I  -Comunicazioni
  II  - Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
  siciliano, sui progetti di legge costituzionali nn. A.S. 42 e A.S.
  363 concernenti modifiche dello Statuto della Regione in materia di
  procedure per la modifica dello Statuto medesimo

               Relatore: on. Milazzo G.

   III  -Discussione dei disegni di legge:

          1)  -   Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
              Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
              dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
              siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
              della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
              libertà civili, politiche, economiche e sociali'.   (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

          2)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.   (nn.
              127-30/A)

               Relatore: on. Tancredi

          3)  -  Modifiche alla legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8.
              Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attivit
              produttive.  (n.444/A)

               Relatore: on. Marziano

   IV  - Discussione della mozione:

         N. 59  -  Interventi urgenti per la modifica  dell'attuale
              Piano di gestione dei rifiuti e per la riduzione  dei
              rifiuti indifferenziati in Sicilia.

         (11 marzo 2013)

                                         FOTI-CANCELLERI-CAPPELLO -
                                                           CIACCIO-
                                                  CIANCIO- FERRERI-
                                      LA ROCCA-ZITO- MANGIACAVALLO-
                                                           PALMERI-
                                                 SIRAGUSA-TRIZZINO-

                                                 VENTURINO-ZAFARANA

   V  -Discussione della mozione:

         N. 65  -  Iniziative  finalizzate alla  dismissione  e  al
              recupero  dei borghi rurali appartenenti  al  demanio
              regionale.

         (15 marzo 2013)

                                         MUSUMECI-FORMICA-CURRENTI-

                                                 IOPPOLO-RUGGIRELLO

   VI  - Discussione della mozione:

         N. 101  - Rimodulazione e nuova assegnazione dei fondi  di
              spesa  comunitaria  dell'ASSE  3  del  P.O.  F.E.S.R.
              Sicilia   2007  -  2013  per  evitare  il  disimpegno
              automatico   delle   somme  e  migliorare   l'offerta
              turistica in Sicilia.

      (19 aprile 2013)
                                CIMINO - GRASSO - LANTIERI - GIANNI

   VII  -Discussione della mozione:
      N.  105  -  Iniziative  per  il  rilancio  dell'autodromo  di
  Pergusa (EN).
      (26 aprile 2013)
                             MUSUMECI -LANTIERI - FORMICA - IOPPOLO

   VIII  -Discussione della mozione:
       N.  64  - Soppressione dell'ente Porto di Messina e rilancio
       della  Zona Falcata'.
      (14 marzo 2013)
                               PANARELLO-LACCOTO-GRECO M.- MARZIANO

   IX  - Discussione della mozione:

       N. 93 -  Interventi a sostegno delle piccole e medie imprese
             siciliane titolari di emittenti televisive locali, per
             il   rafforzamento  tecnologico-organizzativo   e   la
             transizione al sistema digitale terrestre.
      (10 aprile 2013)
                               GRASSO - CIMINO - FIRETTO - LANTIERI

   X  -Discussione della mozione:

       N. 123  -  Ripristino  nel  bilancio regionale  del  gettito
             derivante   dalle   operazioni   effettuate   in   via
             telematica dalle imprese di revisione riconosciute  ed
             autorizzate  ad  operare,  nel  territorio  siciliano,
             dalla competente amministrazione regionale.
      (28 maggio 2013)
                             GRASSO - LANTIERI - FIRETTO - FIGUCCIA

   XI  - Discussione della mozione:

       N. 127  -  Stabilizzazione dei rapporti di  lavoro  a  tempo
             determinato.
      (30 maggio 2013)
                           MAGGIO - GUCCIARDI - CIRONE - MILAZZO A.

   XII  -Discussione della mozione:

       N. 140  - Iniziative atte a modificare l'art. 13 del decreto
             legislativo  n. 205 del 2010 in materia di trattamento
             di   materiali  agricoli  o  forestali  naturali   non
             pericolosi.
      (3 luglio 2013)
                             GERMANA' - D'ASERO - FONTANA - ASSENZA

                           La seduta è tolta alle ore 20.08

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

                  Risposte scritte ad interrogazioni

                     Rubrica «Attività Produttive»

   CANCELLERI- CAPPELLO- CIACCIO- CIANCIO- FERRERI- FOTI - LA  ROCCA-
  MANGIACAVALLO-PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-VENTURINO-ZAFARANA.  -  «Al
  Presidente   della  Regione  e  all'Assessore   per   le   attività
  produttive,  premesso che le 'zone industriali', per loro  precipua
  vocazione, sono siti di insediamento per le aziende e che per  tale
  ragione,  indispensabilmente, necessitano della presenza  di  tutti
  servizi  essenziali,  sì da garantire un completo  esercizio  della
  loro attività di impresa;

   considerato  che  la  Zona Industriale di San  Cataldo  Scalo,  in
  territorio di Caltanissetta, non è servita dalla distribuzione  del
  gas  metano, ed alcune utenze, quali quella telefonica ed internet,
  sono del tutto mal funzionanti;

   rilevato che nonostante dette carenze, la Zona Industriale di  San
  Cataldo   Scalo   è  un'area  che  negli  ultimi   anni   è   stata
  caratterizzata  da una grande espansione con la  nascita  di  nuove
  aziende,  alcune  delle quali necessitano, per  la  loro  peculiare
  attività produttiva, del gas metano;

   rilevato che da circa sette anni, l'ex A.s.i. di Caltanissetta  ha
  realizzato una condotta per la fornitura del gas metano nella  zona
  industriale di San Cataldo Scalo e che tuttavia, allo stato, non  è
  attivo  il  sevizio di fornitura a causa del fatto che i due  bandi
  indetti sono andati deserti;

   per  sapere se intendano intraprendere iniziative volte a superare
  lo  stato  di impasse sopra descritto, sì da tutelare le piccole  e
  medie  imprese,  presenti  nella Zona Industriale  di  San  Cataldo
  Scalo,  e  garantire  alle  stesse, al  pari  della  altre  imprese
  italiane,  una  regolare  attività di  impresa;  nonché  iniziative
  finalizzate  ad un risarcimento per le aziende che in  questi  anni
  hanno  perso  migliaia di Euro a causa del totale disinteresse,  in
  ordine  alla  situazione  sopra  descritta,  da  parte  degli  enti
  pubblici coinvolti». (325)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Si  riscontra  l'interrogazione  n.  325   dell'On.
  Cancelleri Giovanni Carlo ed altri e si trasmette la nota prot.  n.
  5990  del 02/08/2013, con la quale l'IRSAP ha fornito ogni elemento
  utile a chiarire quanto richiesto dall'interrogante».
   (La nota dell'IRSAP è consultabile sul sito web dell'ARS.

                                                        L'Assessore

                                                   Vancheri

             Rubrica «Beni culturali e identità siciliana»

   FALCONE  -  IOPPOLO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore
  per i beni culturali e l'identità siciliana e all'Assessore per  il
  turismo, lo sport e lo spettacolo, premesso che in una sua nota, il
  dirigente   generale  del  Dipartimento  dei   Beni   culturali   e
  dell'Identità  siciliana, ha comunicato:  l'avvio  della  procedura
  scritta  per  la rimodulazione del Po Fesr 2007/2013 in  attuazione
  del Pac, terza fase; con la stessa nota il dirigente comunicava  ai
  soggetti beneficiari che, tenuto conto della predetta rimodulazione
  delle   risorse   che   incide  significativamente   sull'obiettivo
  operativo 3.1.3A, riducendone la disponibilità finanziaria, e nelle
  more   della  predisposizione  dei  conseguenti  provvedimenti   di
  competenza  (che  potranno  tenere conto,  altresì,  delle  risorse
  derivanti  dal cofinanziamento nazionale, quando esse si renderanno
  disponibili),   questa  Amministrazione  ritira,   in   autotutela,
  l'avviso  pubblicato  sulla  Gazzetta  ufficiale  regionale  dell'8
  febbraio 2013. Si declina ogni responsabilità per eventuali impegni
  assunti  dal  Comune,  peraltro privi di copertura  finanziaria  da
  parte della Regione;

   rilevato che all'interno della misura in premessa vi sono comprese
  manifestazioni  certamente  meritevoli di  essere  attenzionate,  a
  partire  da  quella  organizzata dal comune di Caltagirone  per  il
  tanto  atteso  ritorno  della Biennale della Ceramica,  evento  che
  puntando  sull'integrazione  fra  arte,  architettura  e  paesaggio
  contemporaneo,  una vera e propria fabbrica creativa  in  progress,
  capace  di suscitare interesse e attrarre visitatori, consentirebbe
  a  Caltagirone  di  proporsi in modo autorevole  e  prestigioso,  e
  conseguentemente essere un richiamo turistico importante per  tutta
  l'Isola, alla luce della partecipazione internazionale all'evento;

   considerato  che  con  l'Amministrazione comunale  si  ritiene  la
  decisione  annunciata  un atto grave e penalizzante  perché  arriva
  tardivamente dopo che la graduatoria era già stata pubblicata nella
  GURS  e  perché  si  era anche creata in tutta la cittadinanza  una
  grande  aspettativa per un evento che avrebbe potuto  offrire  alle
  attività  produttive  tutte una marcia in più  per  contrastare  la
  grave crisi che stiamo vivendo;

   per  sapere  se  non ritengano opportuno avviare  ogni  iniziativa
  finalizzata  a mantenere nella prossima rimodulazione del  Po  Fesr
  2007/2013  in attuazione del PAC, terza fase, il finanziamento  già
  previsto  nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana  per  la
  Biennale della ceramica di Caltagirone». (399)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In riferimento all'interrogazione  in  oggetto,  si
  rappresenta quanto segue.
   A  seguito della recente rivisitazione del PAC3, la quota  PAC  di
  euro 10.000.000,00 è rientrata nel programma PO FESR 2007/2013  per
  un   totale  di  euro  9.653.373,45,  pertanto  la  Biennale  della
  Ceramica, oggetto della presente interrogazione, rientra tra  i  12
  interventi ammessi a finanziamento.
   La Scrivente rimane disponibile per ogni ulteriore chiarimento».

                                                        L'Assessore
                                                            Mariarita
                                              Sgarlata

   GERMANA'. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per i beni
  culturali e l'identità siciliana e all'Assessore per il turismo, lo
  sport e lo spettacolo, premesso che è dal 1997 che la ex biblioteca
  regionale universitaria di via dei verdi a Messina risulta in corso
  di  ristrutturazione per lavori di adeguamento tecnologico e per la
  realizzazione di una sopraelevazione che doveva essere ultimata nel
  2005 ma che in effetti non ha mai visto l'inizio dei lavori;

   rilevato   che   la  struttura  che  sorge  nel  plesso   centrale
  dell'Università   di  Messina  è  in  uno  stato  di   preoccupante
  fatiscenza    ma   che   se   ristrutturata   potrebbe   certamente
  rappresentare  una  importante soluzione ai tanti  problemi  con  i
  quali  gli studenti dell'Ateneo messinese ed in particolare  quelli
  della  facoltà  di  giurisprudenza con i suoi 7000  iscritti,devono
  quotidianamente confrontarsi;

   considerato  che  la stessa università si è offerta  di  procedere
  all'acquisto dell'immobile, ritenendolo obiettivo strategico per le
  sue attività didattiche;

   per  sapere  se  non  ritengano opportuno  porre  in  essere  ogni
  opportuna iniziativa finalizzata ad:

   avviare   urgentemente   i  lavori  finalizzati   alla   sicurezza
  dell'immobile  della ex biblioteca regionale universitaria  di  via
  dei Verdi a Messina;

   attivare  un  confronto con l'università di  Messina  tendente  al
  trasferimento dell'immobile». (696)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «In riferimento all'interrogazione in oggetto e  sulla
  base  delle  notizie trasmesse dal Dipartimento con nota  prot.  n.
  36571 del 31.07.2013, si rappresenta quanto segue.
   Dalla  lettura degli elaborati progettuali relativi all'intervento
  di  conservazione e fruizione della Biblioteca di  Messina,  questo
  Dipartimento ha rilevato sostanziali incoerenze del progetto con  i
  requisiti  di  ammissibilità  e  di  selezione  (Del.  N.  20   del
  19.01.2012)  tali da ritenere opportuno decretarne la  revoca,  con
  DDG n. 1471 del 04.06.2013, dal programma a titolarità regionale PO
  FESR 2007-2013 - linea di intervento 3.1.1.2 sub archivistico.
   Occorre precisare che i requisiti di ammissibilità prescrivono una
   coerenza  di  contenuti progettuali con la  domanda  di  fruizione
  culturale  della  popolazione residente e  del  mercato  turistico
  nonché   una   capacità  del  progetto  di  migliorare  la  qualità
  dell'offerta  culturale e dei servizi per la fruizione   necessarie
  al fine del raggiungimento degli obiettivi del programma che questo
  Dipartimento ha ritenuto non essere stati rispettati dal progetto.
   Tuttavia,  prima  di decretarne la revoca, con nota  n.  8404  del
  14.02.2012  il  Dipartimento ha richiesto  alla  Soprintendenza  di
  Messina   chiarimenti   e   integrazioni   riguardo   alle   citate
  osservazioni e, ciò nondimeno, la stessa Soprintendenza con nota n.
  2148  del  15.03.2012 ha confermato la sussistenza delle incoerenze
  riscontrate   nel   progetto  con  la  linea  di   intervento   sub
  archivistico, sostenendo che trattatasi di un intervento  di  somma
  urgenza  mirato   alla  conservazione e  protezione  del  manufatto
  esistente  nelle  more  di  un  futuro  intervento  di  restauro  e
  riqualificazione .
   La Scrivente rimane disponibile per ogni ulteriore chiarimento».

                                                         L'Assessore
                                                            Mariarita
                                              Sgarlata

   MAGGIO  -  GUCCIARDI - MILAZZO A. - «Al Presidente della  Regione,
  all'Assessore   per  i  beni  culturali  e  l'identità   siciliana,
  all'Assessore  per  l'istruzione  e  la  formazione  professionale,
  premesso che:

   il 31 ottobre scorso, ha chiuso la base aerospaziale di Trapani  -
  Milo,  una delle più importanti in Italia per l'attività di ricerca
  che vi si svolgeva;

   il  sito  dell'Agenzia Spaziale Italiana comunica che  la  base  è
  stata chiusa per ragioni di contenimento dei costi, poiché non  era
  operativa già dall'estate del 2010, nonostante appena qualche  mese
  prima,  a maggio, un video dell'Agenzia spaziale italiana (ASI)  ne
  decantava l'eccellenza scientifica anche a livello internazionale;

   rilevato che:

   la  vicenda  è un'ulteriore dimostrazione del baratro in  cui  sta
  lentamente  scivolando il Paese nonché del fatto che il tema  della
  ricerca in Italia non sembra interessare nessuno;

   ancora  nel  2008,  presso  la  Stazione  ASI  di  Milo,  è  stato
  assemblato e installato un radar per una gondola per lo sviluppo  e
  la  gestione  di  un  sito  di lancio per  missioni  stratosferiche
  polari, situato nel circolo polare artico;

   considerato che:

   per  evitare la chiusura della base ASI della Stazione di Milo non
  si  è registrata alcuna iniziativa della Regione siciliana, nessuna
  interrogazione parlamentare, nessuna iniziativa pubblica  di  alcun
  partito;

   l'unica  reazione  è  venuta dall'Argentina,  dove  un  gruppo  di
  ricercatori  che collaborava con la base di Trapani ha espresso  il
  suo profondo rammarico;

   la  base sorge sui terreni del vecchio aeroporto di Milo, oltre 90
  ettari  alla  periferia della città di Trapani, i cui  locali  sono
  stati  acquisiti dall'Agenzia spaziale italiana nel 1975, una delle
  poche  strutture  al  mondo in grado di poter gestire  palloni  per
  lanci transmediterranei verso la Spagna e transatlantici;

   tale  struttura  è  fondamentale per le  ricerche  astrofisiche  e
  astronomiche ed è stata di recente sviluppata anche per  il  lancio
  di velivoli non pilotati;

   visto che:

   lo  scienziato del cielo Livio Scarsi è di recente scomparso a  79
  anni, dopo essere stato per oltre trent'anni professore di Fisica a
  Palermo e responsabile di importanti programmi di ricerca nel campo
  della fisica dei raggi cosmici, di astrofisica, di alte energie, di
  ricerca spaziale;

   Scarsi  è  stato  inoltre  fondatore e direttore  per  molti  anni
  dell'Istituto di Astrofisica spaziale e di Fisica cosmica presso il
  Cnr  locale,  membro di diverse accademie italiane e straniere,  ha
  ricevuto  la laurea honoris causa presso due tra le più prestigiose
  università internazionali (Université de Paris 7 Denis Diderot e il
  premio  Bruno  Rossi presso la American astronomical society  e  ha
  rivestito  ruoli  di  direzione scientifica in importanti  missioni
  spaziali  italiane ed europee (Cos-B, Spectrum X-Gamma,  BeppoSax),
  imprescindibile   punto  di  riferimento  per   l'intera   comunità
  scientifica italiana e internazionale;

   tra  il 1957 e il 1960, Scarsi contribuì alla realizzazione di una
  estesa  rete di rivelatori di raggi cosmici nel deserto  del  Nuovo
  Messico,  grazie  alla quale fu scoperta la presenza  tra  i  raggi
  cosmici  di particelle di energia elevatissima, esperimenti  mirati
  allo  studio  della  rara componente elettronica  nella  radiazione
  cosmica.  A  Palermo,  dopo il suo arrivo,  un  piccolo  numero  di
  laureandi e di tecnici fu rapidamente addestrato all'uso di  queste
  nuove  tecnologie, e si costituì così un primo nucleo di un  gruppo
  di  ricerca dalle cui esperienze ebbe origine la base di lancio per
  palloni  stratosferici a Trapani-Milo, fino alla  chiusura  gestita
  dall'Agenzia   spaziale  italiana.  Nel   1964,   fu   creata   una
  organizzazione  internazionale  per  promuovere  la  collaborazione
  europea in questo campo e, dal 1975, con l'Agenzia spaziale europea
  (Esa), che ancora oggi promuove e sviluppa le attività spaziali per
  conto dei 17 Stati membri della Ue che la compongono;

   per sapere se non ritengano opportuno agire con urgenza per far sì
  che  il  patrimonio  di conoscenze, di dati e di ricercatori  della
  Stazione  di Milo non sia disperso al di fuori dell'isola,  andando
  ad  arricchire altri centri di ricerca a detrimento  di  quello  di
  Trapani  e se intendano dunque predisporre misure urgenti a  favore
  di una sua rapida riapertura». (791)

   Risposta. - «In riferimento all'interrogazione in oggetto e  sulla
  base  delle  notizie trasmesse dal Dipartimento con nota  prot.  n.
  36572 del 31.07.2013, si rappresenta quanto segue.
   Agli atti della Soprintendenza di Trapani non risultano carteggi e
  documentazioni   di  qualsivoglia  genere  inerenti   la   stazione
  aerospaziale oggetto della presente interrogazione.
   Inoltre,  sulla base di un'approssimativa individuazione dell'area
  che   dovrebbe  essere  interessata  dalla  stazione,  la  medesima
  Soprintendenza  ha  riscontrato  la  non  sussistenza  di   vincoli
  paesaggistici  discendenti dal Codice  dei  Beni  Culturali  e  del
  Paesaggio.
   La Scrivente rimane disponibile per ogni ulteriore chiarimento».

                                                        L'Assessore
                                                            Mariarita
                                              Sgarlata

   LO  SCIUTO.  - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  i
  beni  culturali e l'identità siciliana, premesso che alcuni  giorni
  fa,  alcuni  giornali  e media a carattere nazionale,  regionale  e
  locale  hanno commentato le condizioni di degrado in cui verserebbe
  il  grande Parco archeologico di Selinunte, dove erbacce  e  zecche
  disturberebbero la visita dei molti turisti arrivati nel sito;

   considerato che:

   lo  scorso 19 aprile l'assessore per i beni culturali e l'identità
  siciliana  Mariarita Sgarlata ha firmato il decreto di  istituzione
  del Parco archeologico di Selinunte;

   il provvedimento costituisce un atto importante verso l'attuazione
  del sistema dei parchi archeologici regionali, istituito dal titolo
  II   della   legge   regionale  20  del  2000  e   che   comprende,
  nell'articolazione prevista dal decreto 6263 del 2001, sedici  aree
  archeologiche, tra le più importanti della Regione;

   a  Selinunte,  soltanto  nel mese di aprile,  si  sono  registrate
  30.000 presenze di turisti in prevalenza di nazionalità estera;

   in  attesa  dell'autonomia finanziaria, le risorse  destinate  dal
  Governo  regionale al patrimonio culturale sono state  ridotte  del
  70%  rispetto agli stanziamenti del 2012, che non consentono e  non
  consentiranno,  nell'immediato futuro, di provvedere  adeguatamente
  al  funzionamento dei principali siti archeologici e  museali,  con
  effetti disastrosi per l'economia e l'immagine della Sicilia;

   a  causa  delle poche risorse economiche a disposizione, il  Parco
  archeologico   si  presenta  privo  di  servizi  essenziali   (bar,
  bookshop, ristoranti);

   per  sapere il motivo perché non sia stata ancora attuata la legge
  20/2000,     che    consentirebbe    quell'autonomia    finanziaria
  indispensabile   per   la   piena   indipendenza    gestionale    e
  valorizzazione del sito, dal momento che con la piena disponibilità
  dei  fondi della biglietteria e dei servizi aggiuntivi si  potrebbe
  intervenire  per  una  adeguata  autonomia,  consentendo  i  giusti
  interventi  ordinari quali diserbo, disinfestazione e  servizio  di
  giardinaggio,  in  grado di curare le aree verdi dell'immensa  area
  archeologica di Selinunte (270 ettari)». (861)
         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In riferimento all'interrogazione  in  oggetto,  si
  trasmette la risposta richiesta.
   In   attuazione  della  l.r.  n.  20/2000,  con  allegato  decreto
  dell'Assessore  dei  Beni  culturali 19 aprile  2013  n.  rep.  994
  (pubblicato  sulla  GURS il 12.07.2013) è stata individuata  l'area
  costituente  l'istituendo Parco Archeologico di segesta,  ricadente
  nel territorio del comune di Calatafimi-Segesta.
   A  mente  dell'art. 23 della l.r. n. 20/2000, entro 60 giorni  dal
  decreto  di istituzione del Parco, l'Assessore Regionale  dei  Beni
  culturali  nominerà  il  Comitato  tecnico-scientifico,  che   sarà
  chiamato ad esprimere il proprio parere sullo schema di regolamento
  interno  per l'organizzazione ed il funzionamento del Parco,  sullo
  schema  di bilancio, sul programma annuale e triennale di attività,
  nonché sugli interventi da eseguire all'interno del suo perimetro e
  su ogni altra questione riguardante lo stesso, che verrà sottoposta
  dal direttore.
   A  questo  punto  sarà  possibile dotare il  Parco  dell'autonomia
  finanziaria  indispensabile per la piena indipendenza gestionale  e
  valorizzazione del sito.
   L relative procedure sono attualmente in corso».

                                                        L'Assessore
                                                            Mariarita
                                              Sgarlata

   MANGIACAVALLO-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-FERRERI-FOTI-LA
  ROCCA-PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI-ZAFARANA-ZITO.    -    «Al
  Presidente  della  Regione e all'Assessore per i beni  culturali  e
  l'identità siciliana, premesso che il Capo III del Titolo  I  della
  Parte  Terza  del decreto legislativo n. 42/2004 (Codice  dei  beni
  culturali) che disciplina la materia dei piani paesistici;

   vista   la  legge  regionale  n.  20/2000  istitutiva  del   Parco
  archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento;

   visti,  in  particolare,  gli artt. 1 e 14  della  predetta  legge
  regionale   che  individuano  nel  piano  del  parco  lo  strumento
  attuativo   degli  intenti  della  legge  istitutiva  compresa   la
  esistenza   dell'apparato  burocratico   (l'Ente   Parco),   creato
  appositamente per la sua gestione;

   considerato che le pianificazioni di cui sopra rendono  molto  più
  fattiva e razionale, sotto tutti i punti di vista, la gestione  dei
  territori e, per conseguenza, sicura occasione di sviluppo in forma
  ordinata  e  compatibile con l'ambiente culturalmente protetto  dal
  complesso delle due leggi;

   preso  atto che le due pianificazioni, paesaggistica e  di  parco,
  sono  state  trasmesse ormai da parecchio tempo per  l'approvazione
  assessoriale prevista dalle citate norme;

   considerato che grande ed indiscusso giovamento, per la  Città  di
  Agrigento   e   la  sua  provincia,  ne  determinerebbe   la   loro
  applicazione;

   per sapere quali siano:

   le  motivazioni per le quali il Governo e l'assessore al ramo  non
  abbiano ancora proceduto all'approvazione del piano del Parco;

   o  saranno i tempi di approvazione del predetto Piano, atteso  che
  ciò costituirebbe una sicura occasione di sviluppo per la Città  di
  Agrigento e la sua provincia». (924)

   Risposta.  -  «Facendo seguito all'interrogazione in  oggetto,  si
  trasmette la risposta richiesta.
   Il  Direttore  del Parco della Valle dei Templi ha  comunicato  di
  aver  inoltrato  all'Assessorato Territorio  e  Ambiente,  in  data
  29.02.2009,  apposita richiesta per la verifica di assoggettabilità
  (art.  12  D.lgs  152/2006); l'Assessorato Regionale  Territorio  e
  Ambiente,  con  nota  22862  del 17.04.2012,  invitava  i  soggetti
  competenti  ad  esprimersi sulla richiesta e, successivamente,  con
  prot.   25427   del   30   aprile   2012,   esprimeva   parere   di
  assoggettabilità alla proceduta VAS (x artt. 13-18 D.lgs 152/2006);
  a tutt'oggi l'iter è in corso.
   Conseguentemente il Piano del Parco archeologico  e  paesaggistico
  della  Valle dei Templi di Agrigento, ancorché trasmesso  a  questo
  Dipartimento, non risulta approvato.
   A  mente dell'art. 14, comma 11, della l.r. 3 novembre 2000 n.  20
   Istituzione del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei
  Templi di Agrigento. Norme sulla istituzione del sistema dei parchi
  archeologici  in  Sicilia   il  piano  del  Parco,  completata   la
  procedura, sarà approvato con decreto dell'Assessore regionale  per
  i beni culturali, sentito il Consiglio regionale dei beni culturali
  (attualmente  scaduto), entro quattro mesi dalla presentazione  del
  piano all'Assessorato medesimo».

                                                        L'Assessore
                                                            Mariarita
                                              Sgarlata

                           Rubrica «Salute»

   ZITO - CANCELLERI -CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI -
  LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TROISI -
  VENTURINO   -   ZAFARANA.  -  «Al  Presidente   della   Regione   e
  all'Assessore  per la salute, premesso che i farmaci  innovativi  e
  costosi   vengono   distribuiti,  nel  periodo   iniziale,   previa
  compilazione  da  parte  dei  medici abilitati  di  apposito  piano
  terapeutico;

   rilevato  che l'iter che il paziente deve seguire per la fornitura
  del  farmaco  risulta in atto complesso e difforme  a  seconda  del
  farmaco: alcuni piani terapeutici hanno una durata di 1 mese, altri
  di 3 mesi, altri di 6 mesi;

   considerato che:

   il paziente, dopo aver ottenuto il piano terapeutico, deve recarsi
  presso  l'ASP per il rilascio dell'autorizzazione, in  alcuni  casi
  deve successivamente andare dal medico di medicina generale per  la
  ricetta,  infine  il  ritiro del prodotto può  avvenire  in  alcune
  circostanze presso le farmacie private, in altre presso le  aziende
  ospedaliere; alcune volte ancora presso la farmacia della ASP;

   le  difformità  sopra  esposte possono  riguardare  anche  farmaci
  simili   come   caratteristiche,   ingenerando   incertezza   sulla
  procedura,    difficoltà   oggettive   di   approvvigionamento    e
  disorientamento sia nel paziente che nel medico;

   per sapere se non ritengano opportuno:

   in  ottemperanza all'articolo 2, comma 3, della legge 5 del  2009,
  intervenire con atto formale dell'Assessore per la salute  affinché
  si  riduca  il  disagio dei cittadini che usufruiscono  di  farmaci
  soggetti a piano terapeutico uniformando tempi, procedure, percorsi
  e sede di fornitura del farmaco;

   rendere  le  procedure quanto più omogenee possibile  al  fine  di
  evitare  spreco di tempo, denaro, e l'affollamento delle  strutture
  tra  le  quali  spesso il paziente si perda prima  di  ottenere  il
  farmaco,  e infine, comunicando informazioni più precise al  medico
  sulla eventuale sovrapponibilità dei percorsi». (483)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In  riscontro  all'interrogazione  specificata   in
  oggetto con la quale si chiede di intervenire con atto formale  per
  uniformare  tempi,  procedure, percorsi e  sede  di  fornitura  dei
  farmaci   soggetti   a   piano   terapeutico,   fornendo   adeguate
  informazioni  ai  medici  sui percorsi da seguire,  si  rappresenta
  quanto segue.
   In  ordine  alla  durata  dei  piani  terapeutici,  la  difformità
  rilevata è dovuta alla diversa tipologia di farmaci prescritti  e/o
  alle  condizioni  del  paziente. Infatti,  per  ciascun  farmaco  è
  prevista  una  durata  massima di terapia in funzione  dei  periodi
  massimi  che  possono intercorrere tra la prima visita  e  il  c.d.
  follow up.
   A titolo esemplificativo e non esaustivo, se un farmaco può essere
  erogato  con  oneri a carico del SSN solo se sono stati riscontrati
  precisi  valori  ematochimici, è necessario che il  paziente  venga
  rivisitato dal clinico entro poche settimane dalla prima visita (1-
  3    mesi)    per    valutare   l'andamento   della    terapia    e
  confermare/modificare la prescrizione effettuata in precedenza.
     Analogamente,  in alcuni casi il clinico può decidere  di  voler
  rivedere  il paziente entro breve termine, pertanto stabilisce  una
  durata   per  il  piano  terapeutico  inferiore  a  quella  massima
  prevista.
   Da  quanto  sopra  si  evince  che i  piani  terapeutici,  per  le
  peculiari  caratteristiche  dei  diversi  medicinali   e   per   le
  differenti  condizioni  dei pazienti non  possono  avere  tutti  la
  medesima durata massima.
   Relativamente  alle difficoltà incontrate dai pazienti  che  hanno
  già  ottenuto  un  piano terapeutico, si rende noto  che  con  D.A.
  0255/13  del 06 febbraio 2013, pubblicato sulla GURS n. 11  del  01
  marzo  2013,  è  stata  abrogata la  procedura  delle  c.d.   copie
  conformi  dei piani terapeutici di cui al D.A. n. 25035/98 e s.  m.
  e i..
   In   particolare,   come   meglio  dettagliato   nella   circolare
  esplicativa  di  applicazione  del  suddetto  decreto,   pubblicata
  anch'essa  sulla  GURS  n. 11 del 01 marzo  2013,  il  paziente  in
  possesso di un piano terapeutico non deve più recarsi alla Medicina
  di  Base  per  la  vidimazione del Piano  medesimo;  potrà,  invece
  recarsi  direttamente presso la ASP di residenza  per  l'erogazione
  del  medicinale prescritto o, qualora si tratti di farmaco  erogato
  tramite le farmacie convenzionate, direttamente dal proprio  medico
  curante   che,  accertato  che  il  Piano  Terapeutico  sia   stato
  correttamente compilato, procederà alla prescrizione su  ricettario
  SSN dei medicinali individuati.
   Il  nuovo  sistema ha reso notevolmente più agevole  il  percorso,
  evitando  inutili  code ai pazienti preso gli uffici  che  dovevano
  solamente convalidare i piani terapeutici.
   La  citata circolare esplicativa e s.m. e i. specifica chiaramente
  gli adempimenti dei prescrittori, dei medici di medicina generale e
  delle AA.SS.PP., cercando così di evitare ogni eventuale confusione
  e disorientamento sia al medico che al paziente».

      L'Assessore

      Dott.ssa Lucia Borsellino

   FORZESE. - «Al Presidente della Regione, premesso che:

   con  delibera  n.  413 del 20 marzo 2012 l'Azienda  Ospedaliera  -
  Università   Policlinico  -  'Vittorio  Emanuele'  di  Catania   ha
  deliberato  un  bando  integrale  di  gara  ad  asta  pubblica  per
  l'espletamento   del  servizio  di  catalogazione,   archiviazione,
  stoccaggio nonché custodia e gestione di cartelle cliniche e lastre
  radiografiche delle UU.OO dei Presìdi ospedalieri dell'Azienda;

   nello specifico, il servizio ha durata quinquennale per un importo
  complessivo stimato in 710.000,00 euro + IVA;

   in  merito  allo strumento dell'affidamento esterno  dei  servizi,
  l'articolo 21 comma 1 della legge regionale 14 aprile 2009, n. 5 fa
  divieto alle Aziende del Servizio sanitario regionale ed agli  enti
  pubblici del settore di affidare mediante appalto di servizi o  con
  consulenze  esterne  l'espletamento di funzioni  il  cui  esercizio
  rientra nelle competenze di uffici o di unità operative aziendali',
  salvo casi di comprovata necessità ovvero per cause non ascrivibili
  a scelte della direzione regionale di cui successivo comma 2;

   la  norma di cui sopra, così come scritta, si presta a valutazioni
  controverse  se  non altro per il nomen iuris  di  volta  in  volta
  utilizzato  dal legislatore ma sembra chiaro in ogni  caso  che  il
  ricorso  allo  strumento dell'esternalizzazione per la  P.A.,  così
  come  confermato da numerosi pronunciamenti in materia della  Corte
  dei Conti e di alcuni Tribunali civili, non possa essere utilizzato
  se  non  in  presenza  di casi particolari e contingenti  quali  la
  straordinaria  e l'eccezionalità delle esigenze da  soddisfare,  la
  mancanza   di   strutture  e  di  apparati  preordinati   al   loro
  soddisfacimento ovvero la carenza del personale stesso in relazione
  all'eccezionalità delle finalità;

   in  una  recente nota in materia dell'Assessorato della  Salute  -
  Dipartimento per la Pianificazione Strategica della Regione Sicilia
  viene precisato che il provvedimento in deroga per l'affidamento di
  servizi   o   consulenze  esterne  deve  essere   adeguatamente   e
  puntualmente   motivato  con  riferimento  alla   sussistenza   dei
  presupposti della deroga, nonché all'analisi concreta dei  costi  e
  dei  benefici,  con  dimostrazione della  convenienza  del  ricorso
  all'esternalizzazione  in quanto finalizzata  al  perseguimento  di
  obiettivi di maggiore efficacia, efficienza ed economicità  e  che,
  conseguentemente  si  ottenga una riduzione  e/o  abbattimento  dei
  costi a parità di condizioni;

   allo  stato attuale, all'interno della struttura in questione,  la
  gestione  del  servizio  oggetto di esternalizzazione  risulterebbe
  essere  virtuosa così come dimostrato dai documenti di  valutazione
  sull'operato   dell'ufficio  e  dai  controlli   sul   sistema   di
  monitoraggio  delle cartelle cliniche e la qualità  della  codifica
  nella SDO attivato dall'Assessorato regionale competente, mentre le
  unità   operative   impiegate  sembrerebbero   essere   sufficienti
  all'espletamento  del  servizio, con  l'aggravante  della  concreta
  possibilità  di  perdita  del  lavoro  a  seguito  dell'affidamento
  esterno  del servizio che comporterebbe inoltre il mancato rispetto
  dei  principi costituzionali e dell'applicazione della legislazione
  vigente in materia di lavoro;

   alla    luce   delle   considerazioni   sopra   esposte    risulta
  all'interrogante  quanto  meno dubbia la  decisione  da  parte  dei
  vertici  amministrativi  dell'Azienda di procedere  all'affidamento
  esterno  del servizio in questione che, inoltre, in un  momento  di
  indirizzo  alla  massima attenzione e razionalizzazione  dei  costi
  pubblici,   aggraverebbe  il  bilancio  aziendale  con   un   costo
  significativo    che,     invece,   potrebbe    essere    destinato
  all'ammodernamento ed alla messa in sicurezza delle  strutture  già
  esistenti   o   all'individuazione  di  nuovi  locali   (come   già
  individuati  da  perizia interna effettuata  dagli  uffici  tecnici
  competenti)  dove  allocare ed allestire i  nuovi  uffici,  con  un
  abbattimento  sensibile dei costi e l'impiego di tutte  le  risorse
  umane fino ad oggi assegnate al servizio;

   gli  archivi inoltre risultano rientrare nella fattispecie di beni
  del demanio culturale, inalienabili ai sensi dell'art.54 del Codice
  dei beni culturali e del paesaggio;

   per  sapere se sia a conoscenza della questione sopraesposta e  se
  non  ritenga opportuno assumere ogni iniziativa in suo  potere  per
  non   dare   seguito  all'espletamento  del  bando  di   gara   per
  l'esternalizzazione  del servizio di catalogazione,  archiviazione,
  stoccaggio,  custodia e gestione delle cartelle cliniche  e  lastre
  radiografiche  delle  UU.OO. dei Presìdi  Ospedalieri  dell'Azienda
  Policlinico - Vittorio Emanuele' di Catania, in funzione  anche  di
  una  maggiore  tutela  e  valorizzazione  delle  risorse  umane   e
  strutturali già dedicate al servizio?». (546)

   Risposta. - «In riscontro all'interrogazione citata in oggetto con
  la  quale si chiedono chiarimenti circa l'espletamento del servizio
  di  catalogazione,  archiviazione,  stoccaggio  nonché  custodia  e
  gestione  delle  cartelle  cliniche e  lastre  radiografiche  delle
  UU.OO.    dei    presidi   ospedalieri   dell'Azienda   Ospedaliero
  Universitaria   Policlinico - Vittorio  Emanuele   di  Catania,  si
  precisa quanto segue.
   La  legge  regionale  14 aprile 2009, art. 21  comma  1   pone  il
  divieto  alle aziende del SSR ed agli enti pubblici del settore  di
  affidare   mediante   appalto  di  servizi  o  consulenze   esterne
  l'espletamento   di  funzioni  il  cui  esercizio   rientra   nelle
  competenze di uffici o di unità operative aziendali.
   Tuttavia  al  2   comma  dello  stesso  articolo  è  prevista   la
  possibilità  di derogare al citato divieto nei casi  di  comprovata
  necessità  derivanti da carenza di organico degli  uffici  o  unità
  operative ovvero per cause non ascrivibili a scelte della direzione
  generale.
   Conseguentemente  il  divieto  di  esternalizzazione  può   essere
  derogato  in  presenza dei presupposti previsti dalla norma  nonché
  del  rispetto  della procedura dalla stessa indicata (provvedimento
  del  direttore generale adeguatamente motivato e nel  rispetto  del
  comma 6 dell'art. 7 del D.Lgs 30 marzo 2011, n. 165 e s.m. e i., da
  sottoporre alla preventiva approvazione dell'Assessorato  regionale
  della Sanità e da comunicare successivamente alla Corte dei Conti).
   Al  fine  di  garantire  una uniforme applicazione  da  parte  dei
  Direttori  Generali  delle Aziende del  SSR,  è  stata  emanata  la
  direttiva  assessoriale  prot. n. 10221 del  18/09/2009  contenente
  istruzioni esplicative dell'art. 21 della l.r. 14 aprile  2009,  n.
  5.
   Nella  predetta direttiva si richiama  l'attenzione dei  Direttori
  Generali sulla violazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e  2
  dell'art.  21 della L.r. 5/09 che  comporta diretta responsabilità,
  anche patrimoniale , del direttore generale .
   Tutto   ciò  premesso,  in  ordine  alle  notizie  richieste   con
  l'interrogazione si rappresenta che non risulta pervenuta da  parte
  del   Direttore   Generale   né   del   Commissario   straordinario
  dell'Azienda  Policlinico di Catania la richiesta di autorizzazione
  per l'esternalizzazione dei servizi in questione.
   Pertanto, attesa la diretta responsabilità del Direttore  generale
  prevista  dal comma 3 dell'art. 21 della l.r. 5/09, con nota  prot.
  61999 del 30 luglio 2013 , che si allega, è stata ad ogni buon fine
  richiesta  al  Commissario  straordinario  dell'A.U.O.  Policlinico
  Vittorio  Emanuele di Catania una puntuale relazione sulla tematica
  segnalata».

                                                        L'Assessore
                                             Dott.ssa           Lucia
  Borsellino

   IOPPOLO-MUSUMECI-FORMICA-CURRENTI-RUGGIRELLO.  -  «Al   Presidente
  della Regione e all'Assessore per la salute, premesso che:

   nel  corso  della  gestione della ex AUSL 6 -  Palermo,  oggi  ASP
  Palermo, l'allora Direttore Generale ritenne opportuno, al fine  di
  potenziare le attività amministrative di alcuni distretti  sanitari
  e   di  alcuni  servizi  dipartimentali,  attribuire  incarichi  di
  coordinamento di attività amministrative, a costo zero,  ad  alcuni
  funzionari che nel corso degli anni avessero dimostrato particolari
  attitudini e capacità amministrative;

   tra  questi funzionari, il Direttore Generale individuò  anche  il
  dott.  Carlo Grillo, funzionario amministrativo presso il Distretto
  Sanitario di Bagheria, al quale attribuì, con nota 262/ord  del  21
  dicembre  2006, l'incarico di coordinare le attività amministrative
  del   distretto   medesimo   al  fine   di   garantire   l'attività
  amministrativa nell'ambito delle mansioni proprie e della qualifica
  rivestita;

   in data 13 dicembre 2012, il Commissario Straordinario dell'ASP di
  Palermo,  con  nota a firma congiunta del Direttore amministrativo,
  ha  inopinatamente disposto, con decorrenza dalla data di  notifica
  (effettuata   il  17  dicembre  2012)  la  revoca  della   suddetta
  disposizione di servizio n. 262/ord. ritenuta superata e inoperante
  quantomeno  a  far  data dal 1 settembre 2009 a seguito  del  nuovo
  assetto  organizzativo discendente dalla l. r. n. 5 del  14  maggio
  2009 del servizio sanitario regionale ferma restando l'assegnazione
  al  distretto  sanitario  di  Bagheria e  motivando,  tra  l'altro,
  l'adozione  del  provvedimento con l'uso  improprio  della  dizione
  coordinatore   amministrativo  da   parte   di   un   collaboratore
  amministrativo  professionale,  circostanza  priva   di   qualsiasi
  fondamento  e  assunta  esclusivamente  a  malcelato  tentativo  di
  ammannire  una  qualche  motivazione a sostegno  dell'adozione  del
  provvedimento in questione;

   l'atto  di  revoca  adottato non poteva, in alcun  caso,  sortire
  effetto retroattivamente sin dal 01/09/2009, stante che la  citata
  normativa  regionale  di  riordino  del  SSR  n.  5/2009  non   ha
  determinato  la  risoluzione di diritto di ogni  disposizione  del
  precedente Direttore Generale, ragione
   per  la  quale  la revoca disposta, anche al fine di salvaguardare
  l'attività amministrativa posta in essere nel periodo compreso  tra
  il  21/12/2006 e il 17/12/2012, è da considerare valida ed efficace
  almeno sino alla data di notifica del provvedimento di revoca;

   alla  richiesta  avanzata dal segretario  aziendale  del  DIRSTAT,
  finalizzata a conoscere se erano stati adottati altri provvedimenti
  di  revoca rivolti ad altri collaboratori professionali che avevano
  ricevuto  simili  disposizioni di servizio da parte  del  Direttore
  Generale  pro  tempore, la Direzione dell'ASP di Palermo,  attuando
  comportamento  quantomeno  omissivo, ha risposto  non  fornendo  le
  notizie  richieste ma, invertendo ruoli e compiti,  chiedendo  essa
  stessa al DIRSTAT di segnalare eventuali altre situazioni analoghe;

   siffatta  condotta  tenuta  dalla Direzione  dell'ASP  di  Palermo
  appare  assai  grave  e  lesivo di diritti soggettivi  e  interessi
  legittimi,  oltre  che  apertamente in violazione  dell'ineludibile
  principio  della trasparenza degli atti amministrativi e  potrebbe,
  in  ipotesi,  essere finalisticamente protesa verso  la  tutela  di
  situazioni  precostituite a vantaggio di altre posizioni soggettive
  e individuali;

   il  nuovo  assetto  cui  hanno  fatto riferimento  il  Commissario
  straordinario  pro tempore, e il Direttore amministrativo,  tuttora
  in  carica,  non ha previsto la costituzione di staff di  direzione
  presso  il  Distretto sanitario di Bagheria, né  la  figura  di  un
  sociologo presso lo stesso;

   per sapere se:

   all'interno  dell'ASP  di Palermo siano ancora  vigenti  incarichi
  analoghi a quello revocato al dott. Carlo Grillo;

   l'ASP  di Palermo abbia revocato altri incarichi, così come  fatto
  per il dott. Carlo Grillo;

   l'attuale  articolazione aziendale dell'ASP di Palermo preveda  la
  costituzione  di  uno  'Staff  di  Direzione'  presso  i  Distretti
  Sanitari;

   detti  staff  possano  essere diretti da un  dirigente  sociologo,
  figura   quest'ultima  non  prevista  nella  pianta  organica   del
  Distretto Sanitario di Bagheria». (566)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.   -   «In  riferimento  all'interrogazione  parlamentare
  segnata in oggetto con la quale sono state chieste notizie circa la
  revoca  di incarichi di coordinamento di attività amministrative  e
  sulla  costituzione degli staff di direzione nei distretti sanitari
  dell'ASP  di Palermo, si fornisce la relazione prot. 62917   dell'1
  agosto  2013  appositamente resa dal Dipartimento per  le  attività
  sanitarie   di  questo  Assessorato,  sulla  base  degli   elementi
  acquisiti  dalla  Direzione della citata Azienda, e  che  riscontra
  tutti i punti evidenziati nell'atto ispettivo».

      L'Assessore

      Dr.ssa Lucia Borsellino

      Nota n. 62917 del 1/08/2013

   «Con   riferimento   all'interrogazione   parlamentare   n.    566
  dell'onorevole  Ioppolo, avente ad oggetto:  Richiesta  di  notizie
  circa   la   revoca  di  incarichi  di  coordinamento  di  attività
  amministrative  presso l'Asp di Palermo e sulla costituzione  degli
  Staff  di  Direzione  dei distretti sanitari,  l'Azienda,  all'uopo
  interpellata,  rappresenta  che in atto  risultano  ancora  vigenti
  cinque  incarichi  di  coordinamento  di  attività  amministrative,
  disposti  nell'esclusivo interesse dell'Azienda  e  comunque  senza
  alcun vantaggio economico per gli incaricati.
   Inoltre,  l'Azienda  comunica  che  non  sono  previsti  staff  di
  Direzione  presso  i  Distretti  Sanitari,  ed  in  relazione  alla
  presenza  di un Dirigente Sociologo nel Distretto di Bagheria,  pur
  non  previsto nella dotazione organica, precisa che trattasi di una
  assegnazione disposta temporaneamente e per esigenze di servizio.
   Tanto  si  rappresenta al fine della predisposizione del testo  di
  risposta  all'interrogazione in parola e si trasmette  copia  della
  nota prot. 4330 del 4 giugno 2013 dell'ASP di Palermo».

      Il Dirigente del Servizio

      Dr.ssa Antonella Di Stefano

   IOPPOLO  -  FORMICA  -  CURRENTI -MUSUMECI  -  RUGGIRELLO.  -  «Al
  Presidente  della Regione e all'Assessore regionale per la  salute,
  premesso che:

   la  disponibilità  di  nuovi  farmaci antivirali  per  la  terapia
  dell'epatite  C, assai efficaci, altrettanto costosi ma  produttivi
  di  probabili  effetti  collaterali, richiede  assoluta  competenza
  oltre   che  appropriatezza  prescrittiva  e  rigorosa  e  continua
  attività   di  periodico  controllo  degli  effetti  sui   pazienti
  (attività di follow-up);

   la  limitatezza delle risorse finanziarie disponibili e l'esigenza
  di  prevenire  gli  episodi  avversi che potrebbero  potenzialmente
  verificarsi  in seguito ad un uso non appropriato di tali  farmaci,
  impongono la più rigorosa razionalizzazione dell'uso degli stessi e
  l'opportunità che siano gestiti da specialisti competenti;

   le  indicazioni  dell'AIFA del 26 novembre e del 4  dicembre  2012
  hanno  previsto  la  prescrizione  specialistica   (da   parte   di
  internista,  infettivologo,  gastroentorologo)  presso  centri   di
  prescrizione  preventivamente   individuati   e  autorizzati  dagli
  Assessorati della Salute delle varie Regioni d'Italia;

   in  Sicilia,  lo  specialista infettivologo, sin dagli  anni  '80,
  gestisce  medicina  antinfettiva e pratica gli antivirali  diretti,
  farmaci che altre categorie di specialisti utilizzano solo da  poco
  tempo;

   l'esperienza  lungamente maturata in ordine  all'uso  dei  farmaci
  antivirali  da  parte  degli  specialisti  di  malattie  infettive,
  nell'àmbito della nostra Regione, si rivela assai preziosa al  fine
  della  conoscenza della reale efficacia di tali farmaci,  dei  loro
  effetti,  anche collaterali, della selezione estensiva dei pazienti
  candidati  al  connesso e conseguente trattamento,  della  gestione
  degli eventi avversi;

   considerato che:

   da  più  parti e dagli specialisti in particolare, viene  ritenuto
  necessario   che   gli   infettivologi   siano   autorizzati   alla
  prescrizione e alla gestione dei nuovi farmaci antiepatite  cronica
  da  virus  C,  genotipo 1 per le complicanze che il  loro  uso  può
  produrre (polmoniti, sepsi, pieliti, ecc.) le quali, come  è  noto,
  se non diagnosticate precocemente, possono essere causa di decesso;

   viene,  altresì,  ritenuto che come per esperienze  sviluppate  in
  altre Regioni d'Italia, i Centri autorizzati alla prescrizione  dei
  nuovi  farmaci  antivirali siano individuati  in  osservanza  delle
  linee  di  indirizzo dell'Associazione Italiana per lo  Studio  del
  Fegato (AISF);

   limitare a pochi centri l'autorizzazione all'utilizzo dei suddetti
  farmaci  equivarrebbe, di fatto, a negare il diritto  alla  salute,
  costituzionalmente  garantito e protetto,  di  tutti  i  Siciliani,
  soprattutto di quelli appartenenti alle fasce sociali ed economiche
  più  deboli  e  disagiate, anche in considerazione  del  fatto  che
  l'epatite  cronica C, genotipo 1, risulta omogeneamente diffusa  in
  tutto  il territorio della regione Sicilia, nell'ambito del  quale,
  viene  ufficialmente  stimato, vi sono circa settantamila  pazienti
  affetti da tale patologia;

   appare  quanto  mai opportuno, equo ed efficace, in ragione  della
  delicatezza della prescrizione e delle potenziali gravi complicanze
  che  caratterizzano la somministrazione del farmaco, che la Regione
  siciliana,  nell'individuare i Centri e gli specialisti autorizzati
  alla  prescrizione  del  farmaco, preveda anche  l'applicazione  di
  principi   oggettivi  di  responsabilità  individuale,  legale   ed
  erariale dello specialista prescrittore;

   per sapere:

   secondo  quali  criteri saranno individuati i  Centri  autorizzati
  alla  prescrizione dei farmaci antivirali inibitori delle  proteasi
  di prima generazione per l'epatite cronica C, genotipo 1;

   se  non  si  ritenga  di dovere includere,  tra  le  categorie  di
  specialisti  autorizzati alla prescrizione, gli  infettivologi,  in
  virtù della loro specifica, notevole professionalità;

   se  non  si  ritenga, in ragione della oggettiva difficoltà  della
  prescrizione    e   delle   potenziali   gravi   complicanze    che
  caratterizzano  l'uso  del  farmaco,  che  la  Regione   siciliana,
  nell'individuare  i  Centri  e gli specialisti   autorizzati   alla
  prescrizione del farmaco, preveda  anche l'applicazione di princìpi
  chiari  di responsabilità individuale, legale ed erariale  in  capo
  allo specialista prescrittore».  (573)

       (Gli interroganti chiedono risposte scritte con urgenza)

   Risposta.  -  «In  riscontro  all'interrogazione  specificata   in
  oggetto   con   la   quale  si  chiedono  chiarimenti   finalizzati
  all'individuazione degli specialisti e dei centri autorizzati  alla
  prescrizione dei nuovi farmaci antivirali, inibitori delle proteasi
  di  prima  generazione  per l'epatite cronica  C,  genotipo  1,  si
  rappresenta quanto segue.
   I  nuovi  medicinali destinati alla cura dell'epatite  cronica  C,
  genotipo 1, sono disponibili in Italia dal mese di gennaio 2013.
   Già  dal  mese  di  ottobre 2012 è stato istituito  uno  specifico
  tavolo  tecnico  presso  l'Area  Interdipartimentale  2  di  questo
  Assessorato, per la definizione di un percorso assistenziale  per i
  pazienti affetti dalla patologia in argomento.
   Sulla  base  delle  risultanze del tavolo tecnico  sopraccitato  è
  stato  adottato un decreto - D.A. 11 aprile 2013, pubblicato  sulla
  GURS  n.  24  del 24 maggio 2013 - che ha istituito una Commissione
  Regionale  per la Gestione della Rete per l'Epatite C, composta  da
  rappresentanti dell'Assessorato ed esperti del settore, che  ha  il
  compito  di verificare  e monitorare il corretto funzionamento  dei
  centri  regionali  autorizzati  con  l'obiettivo  di  migliorare  e
  implementare  la  gestione della patologia su tutto  il  territorio
  della Regione.
   Il  medesimo decreto ha approvato la rete dei centri per l'epatite
  C,  articolata  secondo il modello Hub e Spoke e i  nominativi  dei
  medici   autorizzati  alla  prescrizione  dei  farmaci.  I  centri,
  individuati  sulla  base dei requisiti definiti  dalla  letteratura
  scientifica e alla luce delle linee di indirizzo AISF (Associazione
  Italiana  per  lo Studio del Fegato), come indicato nelle  premesse
  del  provvedimento, contemplano anche numerose unità  operative  di
  Malattie Infettive.
   Nell'ambito  dello  stesso  provvedimento  è  stato  approvato  un
  documento  tecnico relativo alla  organizzazione e  gestione  della
  prescrizione ed erogazione dei farmaci inibitori delle proteasi  di
  HCV  (Boceprevir  e  Telaprevir) per  il  trattamento  dell'epatite
  cronica e della cirrosi da HCV .
   Tale  documento  specifica anche i percorsi  per  la  prescrizione
  appropriata   e   l'erogazione  dei  medicinali   inibitori   delle
  proteasi».

      L'Assessore

      Dr.ssa Lucia Borsellino

   FOTI  -  CANCELLERI - APPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI  -  LA
  ROCCA -MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - VENTURINO  -
  ZAFARANA - ZITO. - «All'Assessore per la salute, premesso  che  nel
  mese  di giugno 2012 si è reso vacante il ruolo di Direttore medico
  d'Unità Operativa Complessa del servizio materno-infantile, che tra
  l'altro  ha  il  compito  di coordinare gli attuali  36  consultori
  familiari dell'Azienda Sanitaria Provinciale 3 di Catania, e che di
  conseguenza il 29 luglio 2011, veniva pubblicato sulla  GURS  bando
  di  concorso per il conferimento n. 1 incarico di direttore  medico
  U.O.C.  Coordinamento  territoriale  materno  infantile,  il  quale
  ammetteva   alla   partecipazione  non  solo  gli  specialisti   in
  Ginecologia   ed   Ostetricia   ma   inspiegabilmente   anche   gli
  specializzati in organizzazione dei servizi sanitari di base;

   rilevato che nell'agosto 2011, viene anche bandito l'incarico  (ex
  art.  18) nelle more dell'espletamento del concorso, e che  a  tale
  incarico  non  si  dà  seguito  per  lungo  tempo,  nonostante   la
  Commissione preposta abbia completato i suoi lavori;

   considerato  che  il concorso per l'assegnazione dell'incarico  in
  oggetto   viene   invece  espletato  il  28  dicembre   2012,   con
  l'identificazione ed il giudizio sugli idonei senza  però  ad  oggi
  aver  dato nessun seguito non rispettando, dunque, il tempo massimo
  di sessanta giorni stabilito per legge;

   rilevato che in data 8 marzo 2013, con delibera dell'ASP 3  CT  n.
  646,  viene  nominato il dott. Sammartino Alessandro in qualità  di
  incaricato,  utilizzando il vecchio avviso per incarico dell'agosto
  2011 (ex art.18) , e che il dott. Sammartino parrebbe peraltro  non
  aver  mai  lavorato  nei Consultori familiari ma  inquadrato  nella
  disciplina  Organizzazione servizi sanitari di base ; penalizzando,
  con   tale  scelta  dell'ASP  catanese,  i  medici  dei  Consultori
  familiari  che  non hanno di fatto diritto ad una  progressione  di
  carriera  non  esistendo,  a parte questo Servizio,  nessuna  altra
  organizzazione territoriale così come per le altre ASP;

   per sapere:

   i  motivi per cui ad oggi l'Amministrazione dell'ASP 3 di  Catania
  non  abbia dato nessuna comunicazione sull'esito e sui partecipanti
  del  concorso  summenzionato,  contravvenendo  ai  termini  massimi
  imposti  per legge e perché si sia proceduto alla nomina del  dott.
  Sammartino Alessandro nonostante espletamento di concorso  pubblico
  per l'assegnazione dell'incarico». (644)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  - «In riscontro all'interrogazione parlamentare  citata
  in  oggetto con la quale si chiedono  Chiarimenti circa  la  nomina
  del  direttore  medico dell'U.O.C. del Servizio  Materno  Infantile
  dell'ASP  di Catania  si fornisce la relazione prot. 86414  del  25
  luglio   2013  del  Commissario  straordinario  dell'Azienda,   che
  riscontra   esaustivamente  tutti  i  punti  evidenziati  nell'atto
  ispettivo».

                                                       L'Assessore
                                                Dott.ssa         Lucia
  Borsellino

      Nota prot. 86414 del 25.07.2013

   «In   riferimento  ai  chiarimenti  richiesti  con  interrogazione
  parlamentare,  prima  firmataria  Onorevole  Foti,  si  rappresenta
  quanto segue:
   questa  Azienda, pur avendo espletato per intero le procedure  per
  il   conferimento   dell'incarico  di  Direttore  della   struttura
  complessa Coordinamento Territoriale Materno Infantile indetto  con
  delibera   2827   del  22/7/11,  non  ha  potuto   procedere   alla
  attribuzione   di   detto  incarico  a  motivo   delle   molteplici
  disposizioni  assessoriali  (Circolari del  Servizio  I  "Personale
  dipendente  S.S.R. n. 1295 del 9/8/12, n. 84514  del  21/11/12,  n.
  86857 del 30/11/12, n. 15255 del 14/2/13, n. 30273 del 28/3/13) che
  hanno  ripetutamente  imposto  di sospendere  l'attribuzione  degli
  incarichi  di  direzione di struttura complessa fino all'emanazione
  di nuove direttive;
   nelle  more,  ed  in  funzione  proprio  dello  svolgimento  della
  procedura per l'incarico definitivo come prescritto dal comma 4, si
  è  proceduto ad attribuire l'incarico di sostituzione  ex  art.  18
  CCNL 2000 di Direttore dell'U.O. Coordinamento Territoriale Materno
  Infantile, indetto con delibera 29/7/2011, al fine di non perdurare
  nella   vacanza  di  direzione  di  detta  struttura,  dalla  quale
  dipendono 36 consultori e 9 equipe di medicina scolastica,  per  un
  totale di 149 unità di personale;
   l'incarico  di sostituzione ex art.18 di Dirigente responsabile  è
  stato  attribuito  al dr. Alessandro Sammartino, con  delibera  646
  dell'8/3/2013, in quanto il predetto sanitario risulta  in possesso
  di   un   significativo   curriculum  sia  riguardo   gli   aspetti
  organizzativo-gestionali  che  dal punto  di  vista  formativo.  In
  particolare  il  predetto  risulta  avere  maturato  una   notevole
  esperienza  proprio  nell'ambito della U.O.C.  in  questione  ed  a
  livello di articolazione centrale avendo altresì rivestito il ruolo
  di  responsabile  della  stessa  struttura  su  individuazione  del
  titolare  (note  prot.  34/09; 101/10),  nei  casi  di  assenza  di
  quest'ultimo ;  inoltre il dr. Sammartino ha svolto  l'incarico  di
  referente per i consultori familiari aziendali, responsabile per la
  informatizzazione  dei  consultori  familiari,   responsabile   per
  l'adozione   della  cartella  informatizzata  per   i   consultori,
  responsabile del progetto del sito web dei consultori, responsabile
  per   la  gestione  degli  aspetti  organizzativo-gestionali  dello
  screening  per  il carcinoma del collo dell'utero nonché  referente
  della Formazione per le attività formative del Servizio Materno  In
  fantile.
   Il  predetto sanitario è specialista in ginecologia ed ostetricia,
  ha prestato servizio dal 1990 al 1995 presso i consultori familiari
  in qualità di ginecologo e dal 1996 opera nel Servizio di Tutela Ma
  terno  Infantile  in qualità di Dirigente medico di  Organizzazione
  dei  Servizi Sanitari di Base: risulta pertanto essere in  possesso
  di entrambi i requisiti richiesti per l'ammissione alla selezione.
   In  merito  ai requisiti richiesti per l'ammissione alla selezione
  per  il  conferimento  dell'incarico di sostituzione  ex  art.  18,
  l'Azienda  ha  richiesto  o il possesso della  specializzazione  in
  ginecologia o l'appartenenza alla disciplina di organizzazione  dei
  servizi  sanitari di base, in quanto presso detta struttura operano
  sia  ginecologi  consultoriali che dirigenti medici afferenti  alla
  medicina  scolastica,  branca  della  Organizzazione  dei   Servizi
  Sanitari  di Base. In tal maniera si è evitato di incorrere  in  pe
  nalizzazioni delle varie discipline coesistenti».

                                                     Il   Commissario
                                         straordinario
                                                   Dott.      Gaetano
                                              Sirna

   ZITO  - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO-- FERRERI - FOTI
  -  LA  ROCCA  -  MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA  -  TRIZZINO  -
  VENTURINO - ZAFARANA. - «All'Assessore per la salute, premesso che:

   la  l.r.  del 14.04.2009, n. 5, Norme per il riordino del servizio
  sanitario  regionale,  aveva l'obiettivo di modificare  in  maniera
  consistente l'assetto del servizio sanitario, riducendo  il  numero
  delle  aziende  per  tendere, di fatto,  ad  una  più  omogenea  ed
  economica erogazione del servizio stesso;

   nulla  sembra  essere cambiato, quantomeno nella  farraginosità  e
  disomogeneità  delle procedure di approvvigionamento delle  Aziende
  Ospedaliere;

   le anomalie delle gare, quali per esempio i ribassi anomali (leggi
  eccesso di ribasso), continuano a perpetuarsi con regolarità;

   ciò  è probabilmente funzionale al malcostume ed al malaffare  che
  da sempre investe la nostra sanità pubblica;

   le  continue  iniziative della magistratura ordinaria e  contabile
  non  fanno  che  confermare  quella  che  ormai  è  la  convinzione
  generale:  la  sanità  pubblica  è  solo,  o  quasi,  malcostume  e
  malaffare ;

   non  sarebbe  spiegabile  altrimenti il  fenomeno  che  la  sanità
  pubblica  costa molto di più di quella privata, mentre il confronto
  qualitativo tra le due non sempre è vantaggioso per la pubblica;

   considerato che:

   i  bandi  di gara pubblicati nei siti delle A.O. differiscono  sia
  per le modalità di accesso che per il reperimento dei dati;

   i  moduli  di partecipazione, già di per se difformi tra la  varie
  A.O.,  richiedono  adempimenti spesso inutilmente  onerosi  per  le
  aziende interessate;

   la   semplicità  e  unicità  di  moduli  ed  adempimenti  sono  da
  considerare  il  primo  passo verso la trasparenza  e  la  corretta
  gestione della cosa pubblica;

   quanto   precede   vale   anche   per   il   nuovo   sistema    di
  approvvigionamento - CONSIP;

   ritenuto che:

   sarebbe utile, soprattutto con l'introdotta obbligatorietà  dall'1
  luglio 2013 di acquisto tramite mercato elettronico, predisporre un
  unico  modello  di  partecipazione ai bandi di gara  per  tutte  le
  Aziende  Ospedaliere, perseguendo criteri di omogeneità, semplicità
  e  trasparenza ed avendo cura di non richiedere inutili adempimenti
  alle  imprese,  allo  scopo di ridurre i costi  di  partecipazione,
  specialmente per le gare di importo fino a 300.000,00;

   sarebbe  un vero segnale di cambiamento la rimozione degli attuali
  Direttori   Generali,   pessima  immagine  dell'esistente   modello
  fallimentare,  e  la nomina di nuovi Dirigenti, scelti  secondo  un
  reale  criterio di assoluta meritocrazia e non di mera  spartizione
  di poltrone;

   dovrebbe essere approvata una più snella normativa che prevedendo,
  per  esempio, un elenco di imprese fornitrici, metterebbe  la  P.A.
  nelle  condizioni  di avere preventivamente le  informazioni  sulla
  solvibilità, onestà e correttezza delle aziende concorrenti,  senza
  la  farraginosità dell' attuale burocratica richiesta di produzione
  documentale.  Ciò comporterebbe tra l'altro, per  le  imprese,  una
  consistente riduzione dei costi di partecipazione alle gare;

   per sapere:

   come   si  intenda  moralizzare  le  gare  di  evidenza  pubblica,
  uniformando procedure, bandi ed utilizzando possibilmente un  unico
  sito;

   se   si   intenda  adottare  un  unico  e  semplice   modello   di
  partecipazione alle gare;

   quali  provvedimenti si intendano porre in essere  per  evitare  i
  frequenti fenomeni di non trasparenza, quali gli eccessi di ribasso
  e  per ridurre al fisiologico i continui e frequenti ricorsi, causa
  fatale di ritardi spesso non trascurabili;

   se  si  intenda continuare ad insistere con il mantenere in essere
  le  attuali  Commissioni esaminatrici, nominate dai  vertici  delle
  A.O.,  solo  molto  onerose  e, alla luce  dei  risultati  fin  qui
  ottenuti, certamente non virtuose;

   se  si  intenda alla luce di tutto quanto precede, perpetuare  gli
  incarichi degli attuali Direttori Generali delle A.O.». (690)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Si  riscontra  all'interrogazione  specificata   in
  oggetto  con  la  quale  si  chiedono  iniziative  in  ordine  alle
  procedure  di assegnazione delle gare per beni e servizi intraprese
  dalle Aziende ospedaliere siciliane.
   Per quanto attiene le attività di questo Assessorato in ordine  al
  monitoraggio  delle gare centralizzate di Bacino ( di cui  all'art.
  5,  comma  9,  della L.r. n. 5/2009) e regionali - il  cui  modello
  organizzativo è stato definito con la Direttiva assessoriale n. 225
  del  19.1.2010  -  ,  si  rappresenta che il competente  Ufficio  -
  avvalendosi  in  ciò dalle analisi effettuate dal  RTI  nell'ambito
  delle attività ex art. 79, comma 1 sexies, lett. c) Legge 133/08  -
  svolge   tale   attività   redigendo  periodicamente   un   tableau
  riassuntivo dal quale, attualmente, si possono evincere le seguenti
  notizie:
   -  l'Azienda  Capofila di Bacino che definisce il  fabbisogno  dei
  beni  e/o  servizi  oggetto  di una gara,  previamente  definiti  e
  comunicati da ogni singola Azienda appartenente al Bacino;
   - l'indizione della gara, con il capitolato tecnico della stessa;
   -  l'aggiudicazione della gara con il dettaglio di tutti  i  lotti
  aggiudicati.
   Altra  linea  di  attività  è il monitoraggio  degli  acquisti  in
  economia   effettuati  dalle  Aziende  sanitarie,  per   le   quali
  attualmente vige il  Regolamento per l'acquisizione in economia  di
  beni,  servizi e lavori , approvato con D.A. n. 1283 del  3.7.2013,
  pubblicato sulla GURS n. 34 del 19.7.2013.
   Anche per questo tipo di acquisti viene redatto periodicamente  un
  tableau riassuntivo su base triennale.
   Sempre  avvalendosi  della consulenza del  RTI,   è  in  corso  di
  definizione  una  metodologia, e i relativi strumenti  di  raccolta
  dati,   per   attivare  un'altra  linea  relativa  al  monitoraggio
  sull'approvvigionamento dei beni e servizi e cioè la  verifica  del
  ricorso da parte delle Aziende al MEPA/Consip, come prescritto D.L.
  n.  95/2012,  che  prevede  l'obbligatorietà  di  acquisto  tramite
  mercato elettronico.
   I  suddetti  strumenti di analisi e le altre linee di attività  di
  competenza  svolte  dal  RTI nell'ambito dell'art.  79  e  relative
  all'analisi  volte  a  pervenire a valutazioni  di  tipo  economico
  relativamente  alla  tematica dell'approvvigionamento  dei  beni  e
  servizi  delle  Aziende Sanitarie Regionali, una volta  completate,
  potranno  fornire  un  utile quadro di riferimento  agli  organismi
  tecnico-giuridici   che  saranno  individuati  dall'Amministrazione
  regionale   per la predisposizione di modelli standard, validi  per
  tutte  le  Aziende  sanitarie regionali,  per lo svolgimento  delle
  gare o altre forme concorsuali previste dalla vigente normativa  di
  settore per l'approvvigionamento di beni e servizi, perseguendo  in
  ciò   criteri  di  omogeneità regionale e  trasparenza,  richiamati
  nella interrogazione di cui in oggetto».

                                                        L'Assessore

   Dott.ssa Lucia Borsellino

   FONTANA  -  D'ASERO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore
  per  la salute, premesso che la Commissione indicata dall'Assessore
  alla  Salute  di  cui  al  decreto n. 2889 del  12  dicembre  2012,
  insediata per stilare l'elenco degli idonei alla nomina a Direttore
  Generale   delle   Aziende  Sanitarie  e  delle  AOUP,   pubblicato
  dall'Assessorato della salute della Regione siciliana,  è  composta
  dal  dr.  Fulvio Moirano, dal dr. Emesto Morici e dal  prof.  Marco
  Frey;

   considerato che i D.Lgs 502/92, 517/93 e 229/99 statuiscono che  i
  requisiti  per  essere  ammessi a fare parte dell'elenco  sono:  a)
  diploma  di  laurea magistrale o diploma di laurea  del  precedente
  ordinamento  e  b)  qualifica dirigenziale con relativa  esperienza
  almeno   quinquennale  nel  campo  delle  strutture   sanitarie   o
  settennale negli altri settori, maturata nei 10 anni precedenti  la
  data di pubblicazione del presente avviso;

   verificato  che la Commissione ha costruito ulteriori criteri  per
  l'ammissione  all'elenco  degli idonei,  rispetto  a  quelli  sopra
  enunciati e non previsti da alcuna altra norma di legge vigente  in
  materia;

   accertato  che sia la legislazione nazionale che quella  regionale
  demandano  alla  commissione  l'esclusivo  compito  di  validare  i
  requisiti di legge per essere ammessi nell'elenco degli idonei e di
  sottoporli  a colloquio (decreto legislativo 30 dicembre  1992,  n.
  502, art. 3 bis, comma 3);

   osservato che diversamente ha fatto la Commissione, 'inventandosi'
  nuovi  criteri di sbarramento per essere ammessi al colloquio (vedi
  verbali della Commissione sul sito dell'Assessorato della salute);

   accertato  inoltre che nel bando dell'Assessorato alla salute  non
  esiste   traccia   di   mandato  alla   commissione   ad   assumere
  comportamenti o di avviare procedure concorrenti o di superamento e
  men  che  mai  di violazione delle norme di legge nazionali  e  che
  conseguentemente  la  Commissione,  nei  fatti,  sia  andata  ultra
  petita', avendo violato la legge per eccesso di potere;

   visto  che  l'abuso  di  potere da parte  della  Commissione,  che
  deputata  alla  verifica  dei  titoli per  validare  una  idoneità,
  procede  invece,  di  fatto, ad una selezione (non  prevista  dalla
  normativa)  che in pratica trasforma l'idoneità in selezione;  come
  se  fosse  una procedura concorsuale e non più un elenco di  idonei
  che è l'oggetto della legge stessa e del decreto emanato allo scopo
  dall'Assessorato della salute;

   considerato, altresì, che quanto sopra è dimostrato dal fatto  che
  la  Commissione, forzando il mandato, stabilisce punteggi e  soglie
  di  sbarramento  per l'ammissione al colloquio, ma anche  ulteriori
  punteggi  per discutibili elementi curriculari e pone un limite  di
  100   classificati;  ciò  in  contrasto  con  elementi  di   natura
  giurisprudenziale, amministrativa e penale;

   appare  infine quanto meno inusuale che la Commissione, che  dovrà
  selezionare gli idonei, abbia tra i propri componenti il  direttore
  dell'AGENAS  che ha un contratto in essere con l'Assessorato  della
  salute per la valutazione delle performance degli attuali direttori
  generali - i commissari straordinari;

   per  sapere  se  non  ritengano  opportuno  alla  luce  di  quanto
  enunciato,  ovvero  il formarsi di un atto amministrativo  di  tale
  abnormità  che danneggerebbe centinaia di aventi diritto procurando
  un   enorme  contenzioso,  assumere  tutti  i  provvedimenti  utili
  finalizzati  a  sospendere i lavori della Commissione  esaminatrice
  per la formazione dell'elenco degli aspiranti idonei alla nomina  a
  Direttore  Generale della Aziende Sanitarie e  delle  AOUP  per  un
  approfondimento   tecnico-giuridico,  al  fine   di   salvaguardare
  l'immagine della Regione siciliana». (695)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In  riscontro  all'interrogazione  specificata   in
  oggetto si rappresenta quanto segue.
   L'iter che ha condotto alla indizione dell'avviso pubblico e  alla
  formazione  del relativo elenco degli idonei aspiranti alla  nomina
  di  Direttori  Generali delle Aziende sanitarie  ha  costituito  il
  primo  impegno  programmatico orientato alla  innovazione  del  top
  management delle Aziende del Sistema Sanitario della Regione.
   La  procedura avviata ha da subito suscitato particolare interesse
  attese  le refluenze che la scelta dei manager assume nel  processo
  di  rinnovamento  del  Servizio Sanitario Regionale  per  il  ruolo
  strategico  che  gli  stessi rivestono  alla  guida  delle  Aziende
  sanitarie.
   I  principi  ispiratori cui è stata informata l'attività  fin  qui
  condotta  hanno  seguito  criteri  che  intendono  valorizzare   le
  capacità  e le esperienze professionali e dirigenziali, il  profilo
  morale,   l'adeguatezza  degli  incarichi   ricoperti   ovvero   la
  corrispondenza  delle strutture già dirette rispetto  a  quelle  da
  dirigere,  avuto riguardo anche delle valutazioni sulla performance
  conseguita dai candidati aspiranti al conferimento dell'incarico, e
  ciò  nel prevalente interesse pubblico di determinare i presupposti
  fondanti un Servizio Sanitario moderno, efficiente, sostenibile  ed
  in  miglioramento continuo per qualità, organizzazione dei  servizi
  ed  innalzamento  del  livello di soddisfacimento  dei  bisogni  di
  salute delle persone e della loro qualità di vita.

   Quadro normativo
    La  procedura  per la formazione e l'aggiornamento biennale  degli
  aspiranti  idonei  alla  nomina a Direttore Generale  delle  Aziende
  sanitarie è disciplinata da:
    -articoli  3 e 3 bis  del decreto legislativo 30 dicembre 1992  n.
       502 e successive modificazioni ed integrazioni;
  -art. 4 del decreto legge 13 settembre 2012 n. 158, convertito con
  modificazioni dalla legge 8 novembre 2012 n. 189 (c.d. Legge
  Balduzzi);
  -Oltre al quadro normativo nazionale, trova applicazione, nella
  suddetta procedura, la previsione contenuta all' art. 19, comma 1
  della l.r. 14 aprile 2009, n.5.

   4.12.2012 - Delibera di Giunta approvazione Avviso
    In  conformità al suddetto quadro normativo, come novellato con la
  legge Balduzzi e integrato dalla previsione di cui alla l.r. 5/2009,
  è stata avviata una procedura  che forma oggetto dell' Avviso per la
  formazione  di  un elenco ad aggiornamento biennale degli  aspiranti
  idonei  alla  nomina  a Direttore Generale delle  Aziende  sanitarie
  provinciali,  delle Aziende Ospedaliere e delle Aziende  Ospedaliere
  Universitarie  della Regione Siciliana, approvato  dalla  Giunta  di
  Governo con deliberazione n. 471 del 4 dicembre 2012.

   12.12.2012 - Adozione D.A.  2689
    La Delibera e il relativo Avviso sono stati adottati con D.A. 2689
  del 12.12.2012, pubblicato in sede regionale e nazionale.

   21.12.2012 - Pubblicazione Avviso
   L'Avviso,  pubblicato in G.U.R.I. - serie concorsi -  n.  100  del
  21.12.2012, data di decorrenza per la presentazione delle  istanze,
  ha   fissato  nel  21.01.2013  il  termine  di  scadenza   per   la
  presentazione delle istanze da parte dei candidati, con le modalità
  indicate nell'avviso medesimo.
   In  base  alla  normativa  richiamata,  la  nomina  dei  direttori
  generali  delle  Aziende sanitarie si articola in due  procedimenti
  distinti:  l'uno  volto alla formazione di un  elenco  di  soggetti
  idonei  alla  nomina,  l'altro finalizzato  ad  individuare  tra  i
  soggetti  idonei quelli ai quali conferire l'incarico di  direttore
  generale.

   Primo  procedimento:  costituzione  elenco  idonei  aspiranti  alla
  nomina
   Ai  fini  della costituzione dell'elenco, il citato avviso prevede,
  in  conformità al comma 3 dell'art. 3 bis del decreto legislativo n.
  502/1992  e  s.m.i.  e alla legge Balduzzi, la costituzione  di  una
  Commissione  alla  quale è attribuito il compito  di  verificare  la
  sussistenza dei presupposti e dei requisiti normativamente  previsti
  in capo agli aspiranti ai fini dell'iscrizione nel medesimo elenco.
   Tale  procedimento, di carattere ricognitivo, si  conclude  con  la
  formazione dell'elenco e la pubblicazione dello stesso. L'elenco  ha
  validità biennale e ha valore su tutto il territorio nazionale.

   Secondo procedimento: proposta di nomina e conferimento incarichi
   Quanto al secondo procedimento, il predetto avviso prevede che   ai
  fini della nomina dei direttori generali, l'Assessore regionale  per
  la Salute, ai sensi dell'art. 19 comma 1 della l.r. n. 5/09 accerta,
  mediante  l'analisi  curriculare affidata alla  commissione  di  cui
  all'articolo  3  bis, comma 3, del decreto legislativo  30  dicembre
  1992, n. 502, e s.m.i., la coerenza tra i requisiti dichiarati e  le
  funzioni da svolgere, anche con riferimento al possesso del  diploma
  di  laurea  e della qualificata esperienza dirigenziale  svolta  nel
  rispetto  dei  limiti  temporali e delle  modalità  sopra  indicate,
  nonché  la  corrispondenza  tra  la  strutture  già  dirette   dagli
  aspiranti alla nomina e quelle da dirigere.
   Al fine di consentire all'Assessore di acquisire ulteriori elementi
  di  valutazione  dei  soggetti selezionati in  esito  all'esame  dei
  curricula,  la commissione sottopone i candidati ad un colloquio  di
  cui  definisce,  formalmente  e  preliminarmente  alla  analisi  dei
  curricula, modalità, contenuti e articolazioni.
   La  Commissione deve poi sottoporre all'Assessore gli  esiti  della
  procedura  suindicata,  al  fine di  permettere  a  quest'ultimo  di
  formulare  la  proposta di nomina ai sensi dell'art.  33,  comma  2,
  della l.r. n. 5/09. .
   Tale   procedimento,  volto  alla  proposta  di  nomina  da   parte
  dell'Assessore alla Salute, ai fini della successiva approvazione in
  Giunta  e dell'effettiva nomina conferita con decreto del Presidente
  della  Regione,  ha natura ampiamente discrezionale e  si  sostanzia
  attraverso  una scelta  intuitu personae  di natura fiduciaria,  che
  deriva  da  una  procedura non concorsuale e  priva  di  valutazioni
  comparative.

   30 gennaio 2012- costituzione Commissione
   La  Commissione,  per  la cui nomina è stato  conferito  mandato  a
  questo  Assessore, è stata costituita con D.A. n. 215 del 30 gennaio
  2013 e si è insediata in data 6 febbraio 2013.
   E'  composta  da  tre componenti, secondo la composizione  prevista
  dalla   Legge   Balduzzi   che  prevede  un   componente   designato
  dall'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari, uno designato  da  un
  Istituto   scientifico  indipendente  ed  un  rappresentante   della
  Regione.
   I  componenti  nominati sono professionisti  di  indiscusso  valore
  professionale oltre al profilo istituzionale, che hanno fino ad oggi
  profuso    il    massimo   dell'impegno   possibile    a    servizio
  dell'Amministrazione, senza alcun riconoscimento economico da  parte
  di  quest'ultima per l'attività svolta, non essendo  previsto  dalla
  norma istitutiva.
   E'  il primo organismo, nell'ambito di cui trattasi, costituito  ai
  sensi della Legge Balduzzi, nel panorama nazionale e il procedimento
  in  atto  rappresenta  la prima esperienza regionale ai sensi  della
  medesima legge.
   Ciò  per  non  sottacere come, a questa esperienza, si  guardi  con
  particolare interesse a livello nazionale, per le accennate  ragioni
  di  interesse pubblico che la scelta dei Direttori Generali involge,
  specie  in un contesto di profondi cambiamenti nel sistema sanitario
  pubblico  in  un  quadro  di riforme strutturali   e  di  necessario
  efficientamento   delle  risorse,  nel  difficile   equilibrio   tra
  sostenibilità,  innovazione e accrescimento del  bisogno  sociale  e
  sanitario.
   Relativamente  al componente Age.Na.S, il cui incarico  è  previsto
  dalla  predetta norma  ed è a titolo non oneroso, si precisa che  le
  attività   di   valutazione  delle  performances  rientrano   invece
  nell'ambito  dell'affiancamento  che  la  predetta  Agenzia   opera,
  anch'esso a titolo non oneroso,  per le regioni sottoposte  a  piano
  di rientro.

   Attività della Commissione
   La  Commissione  ha  svolto ad oggi 8 riunioni e  ha  lavorato  sia
  telematicamente  che in seduta formale come attestato  dai  relativi
  verbali,  di  cui  si  è curata l'integrale pubblicazione  sul  sito
  dell'Assessorato, per come peraltro previsto dall'avviso  stesso  in
  tema   di   pubblicità  degli  atti  e  di  trasparenza  dell'azione
  amministrativa.
   La   medesima   Commissione  ha  operato  in  assoluta   autonomia,
  nell'ambito  delle  funzioni  ad  essa  attribuite  dalla  normativa
  vigente  e  riprese  dallo stesso Avviso, e gli  atti  dalla  stessa
  prodotti  sono stati resi noti all'Ufficio di diretta collaborazione
  dell'Assessore, mediante consegna formale agli atti d'ufficio.
   Dal   verbale   della   seduta   di   insediamento   risulta   che,
  preliminarmente all'accesso alle domande presentate e all'esame  dei
  curricula,   la  Commissione   esaminato  il  quadro  normativo   di
  riferimento  specifica  i propri compiti e  le  articolazioni  della
  procedura alla quale si atterrà nelle diverse fasi .
   La  Commissione  indica i propri compiti distinguendo  la  fase  di
   costituzione  dell'elenco degli aspiranti  idonei  alla  nomina  di
  Direttore  Generale  di  cui all'avviso  pubblico   e  quella  della
   Procedura  di  selezione degli iscritti ai fini  della  nomina  nei
  termini e per gli effetti di cui all'avviso pubblico .
   In   riferimento   a   questa  seconda   fase,   la    Commissione,
  preliminarmente all'accesso alle domande e all'esame dei  curricula,
  ha  fissato  precisi  criteri  di valutazione  dei  titoli  e  della
  esperienza  professionale con i relativi   punteggi,  necessari  per
  accedere al colloquio.
   Come  esplicitato nel relativo verbale è stata definita una griglia
  di criteri e relativi punteggi in esito all'applicazione della quale
  la  stessa  Commissione  ha previsto, quale  soglia  di  accesso  al
  colloquio, il conseguimento del punteggio minimo di 24.
   In   esito   anche  a  questa  fase  di  analisi  curriculare   con
  l'applicazione della griglia ed alla conseguente fase di svolgimento
  dei  colloqui,  la  Commissione ha previsto di sottoporre  a  questo
  Assessore un elenco di circa 51 idonei aspiranti tra i quali operare
  la  proposta  di  nomina alla Giunta Regionale  di  Governo  per  il
  conseguente conferimento degli incarichi con Decreto presidenziale.

   Criticità
   La   procedura   messa  a  punto  dalla  Commissione,   in   ordine
  specificamente  alle fasi di selezione tra gli  idonei  iscritti  in
  elenco da ammettere al colloquio e poi successivamente, in esito  al
  colloquio, da includere nella rosa di nomi tra i quali effettuare la
  proposta,   atteso  il carattere rigido della stessa,  ha  suscitato
  diffuse   perplessità,   raccolte  dalla   stessa   VI   Commissione
  Legislativa dell'ARS che ne ha formato oggetto di audizione in  data
  9  aprile  u.s.  a questo Assessore, invitati anche a partecipare  i
  componenti della Commissione,  e diffuse dai mezzi di informazione.

   09.04.2013: Audizione VI Commissione
   Nel   corso   della  suddetta  audizione  la  medesima  Commissione
  Legislativa ha rilevato espressamente che  sul processo di selezione
  dei  nuovi direttori generali non può non ravvisare taluni  elementi
  di debolezza o di vulnerabilità - ad esempio per ciò che concerne la
  griglia  dei  punteggi  da  attribuire ai candidati  -  che  possono
  inficiare tutto il procedimento .
   Nella stessa sede, la Commissione Legislativa ha concluso, dopo  un
  lungo dibattito, suggerendo al Governo  di valutare attentamente  le
  procedure  affinché  prevalga la insindacabilità  della  Commissione
  esaminatrice   chiamata   ad  assumersi  la   responsabilità   della
  individuazione  dei   51  soggetti idonei   e  ravvisando  che   sui
  criteri  adottati  per  la  griglia relativa  all'attribuzione   dei
  punteggi si rischiano parecchie impugnative .

   30.04.2013: Richiesta di parere all'Ufficio Legislativo e Legale
   Alla  luce  dei  rilievi mossi, è stato chiesto con nota  prot.  n.
  38110  del  30 aprile 2013 parere all'Ufficio Legislativo  e  Legale
  della  Regione, volto ad evitare eventuali vizi che, con particolare
  riferimento   alla  procedura  di  selezione  degli  idonei   e   di
  applicazione della griglia valutativa per l'ammissione al colloquio,
  potessero inficiare l'intero procedimento.

   13.05.2013: parere dell'Ufficio Legislativo e Legale
   Il  parere,  reso con nota n. 11470/73.2013.11 del 13 maggio  2013,
  evidenzia  -  dopo  aver  ribadito  che  i due  procedimenti,  l'uno
  finalizzato  alla  formazione dell'elenco degli idonei,  l'altro  al
  conferimento dell'incarico di Direttore Generale, sono distinti  tra
  loro  ed  in particolare -il primo di natura ricognitiva, il secondo
  discrezionale-,   sottolinea  che  il   secondo   procedimento,    è
  espressione  del  potere ampiamente discrezionale della  Regione  di
  individuare  tra i soggetti idonei quello cui conferire  l'incarico,
  mediante  una  scelta di tipo non concorsuale, priva di  valutazioni
  comparative .
   Prosegue  affermando  che la Commissione, quale  organo  ausiliario
  dell'Organo politico  con riferimento alla seconda procedura  doveva
  solo  dare un supporto di conoscenza all'Assessore onde consentirgli
  una  ponderata  proposta  funzionale  all'esercizio  del  potere  di
  nomina .
   Conclusivamente, affermando l'Ufficio Legale che  la Commissione ha
  travalicato i compiti assegnati e che l'attività espressione di tale
  ultronea  e  non  legittimata attività sia viziata da  invalidità .,
  ritiene   necessario   intervenire  sull'avviso  medesimo,   essendo
  peraltro  possibile che tale intervento chiarificatore (in chiave  e
  con  finalità  interpretativa) sia effettuato solo in  relazione  al
  suindicato  paragrafo, così che il rinnovo dell'attività  in  parola
  non  sia,  a  sua  volta, esposto a censure. Da ciò conseguirà,  per
  converso, il ritiro motivato degli atti della Commissione pubblicati
  già  sul  sito internet e relativi ad attività che non  trovano  più
  base alcuna nell'avviso. Circa i contenuti del novellato paragrafo -
  sempre    che   si   intenda   mantenerlo   procedendo   alla    sua
  correzione/integrazione,   correzione    che    sarebbe    opportuno
  riguardasse anche il titolo - andrebbe chiarito che, fermo  restando
  il    carattere   fiduciario   delle   nomine,   l'Assessore,    per
  l'accertamento previsto dall'art. 19 della l.r. 5/2009 ai fini delle
  relative  proposte,  ha  la facoltà di avvalersi  della  Commissione
  insediata  per la costituzione dell'elenco come organo  tecnico  che
  agisce  quale  istruttore  per specifiche  richieste  ed  entro  gli
  specifici ambiti preordinati dietro espressa indicazione del tipo di
  attività da porre in essere per conto dell'Organo unico decidente. .

   16.05.2013: 8  riunione della Commissione
   In  data 16 maggio 2013 la Commissione si è riunita ed in esito  ai
  lavori   svolti  ha  consegnato  l'elenco  degli  idonei   aspiranti
  all'incarico di Direttore delle Aziende sanitarie.
   La  stessa,  inoltre,  preso  atto delle  comunicazioni  di  questo
  Assessore  relative  al  citato parere  dell'Ufficio  Legislativo  e
  Legale   della   Regione,  ha  rimesso,  unitamente   a   tutta   la
  documentazione   istruttoria,    ogni   ulteriore   attività    alle
  valutazioni  e determinazioni della Giunta Regionale in merito  alla
  modifica  della  deliberazione  n.  471  del  4  dicembre   2012   e
  conseguenti variazioni dell'avviso .

   17.05.2013:  D.A. n.955/2013 approvazione elenco  degli   aspiranti
  idonei
   Il  predetto  elenco degli idonei è stato già pubblicato  sul  sito
  istituzionale dell'Assessorato; in atto risultano non ancora scaduti
  i  termini  assegnati  agli  esclusi per  eventuali  controdeduzioni
  fissati in dieci giorni dalla ricezione delle comunicazioni relative
  alle motivazioni di esclusione, inviate con raccomandate A.R.

   23.05.2013: nota prot. n.44802 alla Giunta regionale di Governo
   Con  la  precitata nota sono state formalmente rassegnate da questo
  Assessore  comunicazione circa lo stato della procedura  in  essere,
  ivi compresa l'avvenuta pubblicazione, sul sito dell'Assessorato, di
  tutti  i  verbali  depositati agli atti dalla Commissione  per  come
  previsto  ai  sensi dell'art 3 bis, comma 3, del decreto legislativo
  n.  502/92  e  s.m.i. e dallo stesso Avviso, affinché la  Giunta  di
  Governo  adotti  ogni utile determinazione inerente le  modalità  di
  prosecuzione delle procedure in essere, per le conseguenti  conformi
  indicazioni   che   questo   Assessore   dovrà   formalizzare   alla
  Commissione.
   L'Avviso,   infatti,  nell'affidare  l'analisi   curriculare   alla
  commissione  di  cui  al comma 3 dell'art. 3  bis  del  D.  Lgs.  N.
  502/1992  e s.m.i. è in linea con il parere dell'Ufficio legislativo
  e Legale laddove riconosce all'Assessore per l'accertamento previsto
  dall'art.  19  della  l.r. n. 5 del 2009 ai fini della  formulazione
  delle  relative proposte, la facoltà di avvalersi della  Commissione
  come  organo  tecnico  che  agisce, quale  istruttore,  per  compiti
  specifici e dietro espressa indicazione dell'unico organo decidente.
   Giova  ricordare  al  riguardo come, nella  precedente  tornata  di
  nomine, le modalità di selezione relative, per quanto non scaturenti
  dall'attività  di  una  Commissione  formalmente  costituita  e  non
  contenute  in documenti amministrativi, hanno resistito sia  al  TAR
  che al CGA a diverse impugnative.
   Anche  l'Avviso  ha  resistito all'unica impugnativa,  inerente  il
  criterio  aggiuntivo  dell'età quale limite  di  accesso  all'elenco
  degli aspiranti idonei, sia al TAR che al CGA nella fase cautelare.
   La  Giunta  regionale  di  Governo con  deliberazione  n.  185  del
  29.05.2013,  mantenendo invariato l'Avviso pubblico già  oggetto  di
  deliberazione  n.  471  del  4  dicembre  2012,  ha   dato   mandato
  all'Assessore  regionale per la salute di definire la  procedura  di
  selezione  dei  candidati per la nomina a Direttore  generale  delle
  Aziende  del  S.S.R.,  ammettendo al  colloquio  i  soggetti  idonei
  inseriti nell'elenco, al fine di consentire che la verifica prevista
  dall'art. 19, comma 1 della predetta legge regionale n. 5/2009 venga
  volta al maggior numero possibile di soggetti.
   Altresì  la Giunta ha dato mandato all'Assessore per la  salute  di
  integrare,  eventualmente,  nel rispetto  delle  previsioni  di  cui
  all'art.  3 bis, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre  1992,
  n.  502  e  successive modificazioni ed integrazioni, la Commissione
  fino ad un massimo di ulteriori quattro componenti .
   In  esecuzione della predetta delibera di Giunta, si è dato  corso,
  per  il  tramite della Commissione all'uopo preposta, alle procedure
  di  selezione (in atto in corso di espletamento) di cui  all'Avviso,
  effettuate  le verifiche previste dal già citato art.  19,  comma  1
  della legge regionale 14 aprile 2009, n. 5».

                                                        L'Assessore
                            Dott.ssa Lucia
                              Borsellino

   IOPPOLO  - MUSUMECI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
  per la salute, premesso che:

   con  la  legge  regionale n. 5 del 14 aprile 2009 veniva  riformato
  ampiamente il sistema sanitario regionale;

   al  fine  di  assicurare l'attività assistenziale  necessaria  alle
  esigenze della didattica e della ricerca delle Facoltà di medicina e
  chirurgia  (articolo  14), venivano istituite, altresì,  le  Aziende
  ospedaliere-universitarie,  sulla  base  di   specifici   protocolli
  d'intesa  tra  la  Regione e le Università  di  Palermo,  Catania  e
  Messina;

   con  protocollo d'intesa tra la Regione e l'Università degli  Studi
  di  Catania, sottoscritto il 12 agosto 2009 e approvato con  decreto
  dell'Assessore  Regionale della Sanità n. 1759 del 31  agosto  2009,
  veniva istituita  l'Azienda ospedaliera universitaria 'Policlinico -
  Vittorio Emanuele' composta da ben cinque presìdi ospedalieri  oltre
  il policlinico universitario;

   la  convivenza  nella  stessa azienda tra strutture  ospedaliere  e
  universitarie  non  si  è rivelata, nel caso specifico  dell'Azienda
  ospedaliera-universitaria   'Policlinico   -   Vittorio   Emanuele',
  proficua  poiché si registra, da tempo, una costante penalizzazione,
  nelle  scelte  organizzative aziendali, sia  del  ruolo  dei  medici
  ospedalieri  che dei reparti, a favore di quelli universitari  e  si
  manifesta evidentemente, quindi, un progressivo depotenziamento  dei
  reparti delle strutture ospedaliere;

   è  del  tutto  evidente  che, in linea  di  principio  e  generale,
  strutture   ospedaliere   ed  universitarie  perseguono   obbiettivi
  diversi, non omogenei e difficilmente conciliabili nell'ambito della
  stessa  azienda,  privilegiando i primi, la cura e  l'assistenza,  i
  secondi, la ricerca, la didattica e la formazione;

   è  altresì  evidente  che ai dirigenti sanitari  ospedalieri  delle
  aziende  sanitarie  miste,  si  debba  assicurare  e  consentire  la
  legittima  aspirazione  alla  progressione  della  carriera,   anche
  mediante  il  blocco  e  l'accorpamento  delle  U.O.  complesse   di
  esclusivo appannaggio dei reparti universitari;

   considerato che:

   sarebbe   più  logico  e,  di  certo,  produrrebbe  risultati   più
  efficienti   organizzare   le   strutture   ospedaliere   e   quelle
  universitarie  in  osservanza di principi di omogeneità  e,  quindi,
  separare le aziende ospedaliere da quelle universitarie in modo che,
  in  piena  autonomia,  ognuna  di esse possa  espletare  la  propria
  attività in conformità ai propri, diversi, fini istituzionali;

   al contempo, si rende necessario e urgente ridefinire il protocollo
  d'intesa  tra la Regione e l'Università degli Studi di  Catania,  in
  modo  da  rideterminare come centrale il ruolo delle strutture,  dei
  reparti  e  dei  medici ospedalieri nell'ambito organizzativo  della
  Azienda ospedaliera universitaria 'Policlinico - Vittorio Emanuele';

   appare  infine  necessario  chiarire,  in  modo  ineludibile,   ove
  dovessero  permanere le Aziende Miste, che le direzioni  di  reparti
  ospedalieri,  permangano di esclusiva pertinenza  ospedaliera,  come
  previsto  dalla  vigente normativa (art. 5 del D.Lgs.  n.  517/1999,
  art.  15  ter  del  D.Lgs.  n. 502/1992, da  ultimo  confermato  dal
  disposto contenuto nel comma 4 dell'art. 9 del protocollo d'intesa);

   per sapere se non si ritenga:

   necessario ed urgente rideterminare la organizzazione delle aziende
  sanitarie nella Regione applicando princìpi di omogeneità funzionale
  e  separando,  di  conseguenza, le strutture ospedaliere  da  quelle
  universitarie in modo che, in piena autonomia, ognuna di esse  possa
  espletare la propria attività in conformità ai propri, diversi, fini
  istituzionali;

   del  pari,  necessario e urgente ridefinire il protocollo  d'intesa
  tra  la  Regione e l'Università degli Studi di Catania, in  modo  da
  rideterminare come centrale il ruolo delle strutture, dei reparti  e
  dei   medici   ospedalieri  nell'ambito  organizzativo  dell'Azienda
  ospedaliera-universitaria 'Policlinico Vittorio Emanuele'». (775)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

   Risposta. - «In riscontro all'interrogazione specificata in oggetto
  con la quale si chiedono chiarimenti circa la riorganizzazione delle
  Aziende  sanitarie  e  ridefinizione  del  protocollo  d'intesa  con
  l'Azienda  ospedaliero-universitaria  Policlinico-Vittorio Emanuele
  di Catania, si rappresenta quanto segue.
   In   relazione  al  primo  punto,  ove  si  richiama  il  principio
  dell'omogeneità   funzionale  a  cui  secondo  l'interrogante   deve
  ispirarsi  l'organizzazione delle aziende sanitarie  della  Regione,
  con  conseguente separazione delle strutture ospedaliere  da  quelle
  universitarie,  in  modo  tale  che  ciascuna  di  esse,  in   piena
  autonomia, possa svolgere la propria attività secondo i rispettivi e
  diversi  fini istituzionali, si richiamano i principi del D.Lgs.  21
  dicembre  1999  n.  517 che disciplina i rapporti  tra  il  servizio
  sanitario nazionale e le università.
   Tra  i  principi,  a  cui  in protocolli d'intesa  tra  Regione  ed
  Università,  previsti dal comma 2 dell'art. 1 del succitato  decreto
  legislativo, devono ispirarsi si segnalano:
   - l'integrazione dell'attività assistenziale con quella formativa e
  di ricerca:
   -  la  leale cooperazione a cui debbono improntarsi i rapporti  tra
  servizio sanitario nazionale e le università;
   -  la  partecipazione  degli atenei alla  programmazione  sanitaria
  regionale;
   -  l'individuazione delle strutture assistenziali  funzionali  alle
  esigenze di didattica e di ricerca dei corsi di laurea delle facoltà
  di  medicina e chirurgia delle aziende ospedaliero/universitarie  di
  cui al successivo art. 2;
   -  la definizione dei volumi ottimali di attività e del numero  dei
  posti letto e di strutture assistenziali anche in rapporto al numero
  degli studenti iscritti ai corsi di laurea delle facoltà di medicina
  e chirurgia ed alle esigenze della ricerca.
   Ai   sensi   dell'art.  2  dello  stesso  decreto  legislativo   la
  cooperazione  tra  servizio  sanitario nazionale  ed  università  si
  realizza  attraverso  le  aziende  ospedaliero/universitarie  aventi
  autonoma personalità giuridica.
   La  legge  regionale 14 aprile 2009 n. 5, all'art. 14,  dopo  avere
  affermato  al primo comma che l'Assessorato regionale della  Sanità,
  al  fine  di  assicurare  l'attività assistenziale  necessaria  alle
  esigenze della didattica e della ricerca delle Facoltà medicina e di
  chirurgia,  nel  quadro  della programmazione  sanitaria  regionale,
  promuove  la collaborazione tra il servizio sanitario regionale    e
  le  università di Palermo, Catania e Messina per le finalità di  cui
  al  D.  Lgs.  n.  517/1999, al secondo comma  ha  previsto  che,  di
  concerto  con  le  suddette  università,  sulla  base  di  specifici
  protocolli  d'intesa, possono realizzarsi integrazioni  tra  aziende
  ospedaliere  ed  università,  onde pervenire  alla  costituzione  di
  aziende   ospedaliere   universitarie,  la  cui   organizzazione   e
  funzionamento è regolata dal decreto legislativo n. 517/1999.
   Nell'alveo   e   nel  rispetto  della  cornice  legislativa   testé
  delineata,  il  protocollo  d'intesa tra Regione  ed  Università  di
  Catania  sottoscritto in data 12 agosto 2009 e  poi  successivamente
  integrato  e  modificato,  ha  previsto  l'istituzione  dell'Azienda
  ospedaliero/universitaria  Policlinico  -   Vittorio   Emanuele   di
  Catania,  derivante, per effetto del succitato art.  14  della  l.r.
  n.5/09,  dall'integrazione dell'ex Azienda O.U. Rodolico  e  dell'ex
  Azienda Ospedaliera Vittorio Emanuele nella quale insisteva  già  il
  corso  di  laurea  in  medicina e chirurgia e  che  costituisce  per
  l'Ateneo   ente   di  riferimento  per  le  attività   assistenziali
  essenziali allo svolgimento dei compiti istituzionali di didattica e
  di ricerca e ne garantisce la reciproca integrazione.
   Il   protocollo  ha  confermato  le  strutture  pubbliche  sedi  di
  specifiche   attività  per  la  funzione  didattica,   prevedendone,
  tuttavia,  il  graduale e progressivo trasferimento presso  la  sede
  dell'Azienda  ospedaliero/universitaria,  ad  invarianza  dei  posti
  letto  fissati  dalla  Regione in n.  651  per  l'ex  A.O.  Vittorio
  Emanuele e n. 399 per l'ex Policlinico Rodolico.
   L'integrazione tra le attività assistenziali e quelle di  didattica
  e  ricerca è viepiù assicurata dalla previsione dei dipartimenti  ad
  attività  integrata,  quali centri unitari di  responsabilità  e  di
  costo,  che  perseguono la finalità dell'unitarietà  della  gestione
  delle risorse finanziarie, umane e strumentali, il collegamento e la
  gestione integrata dell'assistenza, della didattica e della ricerca,
  nonché la flessibilità operativa.
   Dunque,  contrariamente a quanto prospettato nell'atto parlamentare
  che  si riscontra, l'attuale assetto normativo delinea un quadro  di
  riferimento teso a favorire e promuovere un modello unico di azienda
  ospedaliera  universitaria, in modo tale da garantire l'integrazione
  delle  attività  ospedaliere,  più propriamente  assistenziali,  con
  quelle di didattica e di ricerca, al fine di perseguire, mediante la
  loro  reciproca  valorizzazione  ed una  programmazione  concertata,
  obiettivi  di  qualità,  efficienza e di appropriatezza,  così  come
  peraltro   espressamente  sancito  dall'art.  1  del   summenzionato
  protocollo d'intesa.
   In  relazione  al secondo punto ove si ipotizza una  penalizzazione
  dei medici dei raparti ospedalieri, essa è smentita dalla previsione
  dell'art.  9  del  protocollo,  ove, al  quarto  comma,  si  afferma
  esplicitamente,  in  un'ottica  di  valorizzazione  ottimale   delle
  risorse  umane  siano  esse universitarie  od  ospedaliere,  che  la
  responsabilità   della   direzione  delle  strutture   complesse   è
  attribuita dal direttore generale, d'intesa con il Rettore,  sentito
  il   direttore   del  Dipartimento,  ai  professori  e   ricercatori
  universitari  della corrispondente area scientifico/disciplinare  ai
  sensi  dell'art. 5 del D.Lgs. n. 517/1999 o ai dirigenti ospedalieri
  ai  sensi  del'art.  15 ter del decreto legislativo  n.  502/1992  e
  s.m.i..
   Al   fine   di   fugare   ogni  possibile  dubbio,   paventato   da
  un'organizzazione   sindacale  di  dirigenti   medici   ospedalieri,
  l'Assessorato,   con  specifica  nota  indirizzata  alla   direzione
  dell'Azienda ed all'Ateneo, ha chiarito che il comma 4  dell'art.  9
  del  protocollo  prevede due distinte procedure per il  conferimento
  degli  incarichi  di direzione di struttura complessa  -  a  seconda
  della  loro  natura  universitaria  od  ospedaliera  -  disciplinate
  rispettivamente dall'art. 5 del D.Lgs n. 517/1999 e dall'art. 15 ter
  del  D.Lgs. n. 502/1992 e s.mi.: nel primo caso è richiesta l'intesa
  con  il  Rettore  che non è invece necessaria nel secondo  caso  del
  conferimento  delle direzioni ospedaliere, per la  cui  attribuzione
  dovrà,  semmai,  seguirsi l'iter di cui all'art. 15 ter  del  citato
  decreto legislativo n. 502/1992.
   Resta   inteso   che,   ove  si  rendessero  necessarie   ulteriori
  puntualizzazioni volte a favorire il completamento del  percorso  di
  integrazione tra la componente assistenziale e quella universitaria,
  processo  tuttora  in  corso,  potrà  utilizzarsi  per  la  suddetta
  finalità  la  sede  più appropriata della revisione  del  protocollo
  d'intesa,   in  correlazione alla quale è in via di costituzione  un
  tavolo tecnico tra Regione ed Università».

                                                        L'Assessore
                                                       Dr.ssa   Lucia
                                              Borsellino

   FOTI  -  CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO-  FERRERI  -  LA
  ROCCA  - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI  -
  ZAFARANA  - ZITO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per
  la famiglia, le politiche sociali e il lavoro e all'Assessore per la
  salute,  premesso il grave stato di disagio economico in cui versano
  i dipendenti della I.P.A.B 'Oasi Cristo Re' di Acireale (CT), dovuto
  al  forte  ritardo  dei  trasferimenti economici  necessari  sia  al
  pagamento  dei  fornitori  che  al pagamento  degli  stipendi  degli
  operatori della struttura in oggetto con possibili ricadute negative
  sulla qualità e sulla puntualità degli importantissimi servizi socio-
  assistenziali che queste strutture offrono;

   considerato che:

   questo  stato  di  cose è dovuto a mancati trasferimenti  da  parte
  della  Regione  siciliana, a cascata, dai  Comuni  e  dalle  Aziende
  Sanitarie territorialmente competenti;

   con  particolare  riferimento alle rette sanitarie integrative,  le
  ASP  territorialmente  competenti disattendono  sistematicamente  la
  disciplina  sulla corresponsione della retta integrativa  sanitaria,
  per come prevista dall'art 59 della l.r. 33/96;

   tralasciando l'aspetto, peraltro rilevante sia sul piano  economico
  che  giuridico,  secondo cui l'utente cosiddetto 'non convenzionato'
  non  è richiamato dalla disciplina prevista dall'art 59 per cui  non
  viene corrisposta, per le prestazioni socio-assistenziali di rilievo
  sanitario rese in suo favore, alcuna retta integrativa sanitaria, le
  II.PP.A.B possono richiedere detta integrazione solo per gli  utenti
  convenzionati con i Comuni, come disciplinato dall'articolo 16 dello
  schema  di convenzione-tipo approvato dalla Regione. Innescando  per
  questa  via  un rilevante contenzioso tra i comuni dell'isola  e  le
  ASP;

   tale   contenzioso  ha  indotto  i  Comuni  ad  assumere,   spesso,
  l'iniziativa  unilaterale di non pagare alle strutture  residenziali
  le  rette  sanitarie.  In  alcuni  casi,  gli  stessi  Comuni  hanno
  modificato arbitrariamente l'articolo 16 dello schema di convenzione-
  tipo,  trasferendo l'obbligo agli enti assistenziali  di  richiedere
  direttamente il pagamento della quota sanitaria alle ASP che, a loro
  volta,  si  sono  ritenute  legittimate, ex  legge,  ad  opporre  il
  pagamento  della  quota sanitaria alle strutture. Tale  fenomeno  ha
  innescato una spirale viziosa per superare la quale gli enti gestori
  di  ricovero  sono stati costretti ad instaurare lunghi  contenziosi
  contro i Comuni;

   tutto  ciò  comporta uno stato di sofferenza dei crediti,  ad  oggi
  ammontanti  ad  oltre  un  1.500.000 euro,  derivanti  dal  previsto
  corrispettivo   per  rette  sanitarie  connesse   alle   prestazioni
  sanitarie  e/o  di rilievo sanitario, con notevoli ricadute  dannose
  sulle finanze delle strutture assistenziali;

   per  sapere  se  non  ritengano opportuno,  affinché  le  II.PP.A.B
  siciliane  ed  in  particolare l'IPAB 'Oasi Cristo Re',  che  svolge
  prevalentemente  la  sua  attività come Casa  Protetta,  accogliendo
  soggetti  non autosufficienti, predisporre, con carattere d'urgenza,
  tutte  le  azioni  amministrative  e/o  legislative  necessarie   al
  superamento  delle anzidette criticità, al fine di poter  permettere
  alle  strutture il raggiungimento del pareggio di bilancio, peraltro
  previsto dalla normativa vigente». (795)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  - «Si riscontra l'interrogazione specificata in  oggetto
  con la quale si rappresenta lo stato di sofferenza in cui versano le
  strutture  assistenziali (es. I.P.A.B. Oasi Cristo  Re  di  Acireale
  (CT))  per  la  mancata  corresponsione  da  parte  delle  ASP   del
  contributo   per   integrazione   retta   per   prestazioni   socio-
  assistenziali erogate dalle stesse a soggetti non autosufficienti.
   L'onorevole   interrogante,  inoltre,  fa  rilevare   il   notevole
  contenzioso che le strutture sono costrette ad intraprendere  con  i
  Comuni   dell'isola  per  quei  soggetti  a  cui   non   spetterebbe
  l'integrazione della retta, secondo quanto disciplinato dall'art. 59
  della  l.r. n. 33/96; pertanto chiede di conoscere se non si ritiene
  opportuno   promuovere   azioni   amministrative   e/o   legislative
  necessarie al superamento di dette criticità.
   Preliminarmente  si  richiama quanto previsto  dall'art.  59  della
  legge regionale n.33/1996 che recita:
    1. Entro il limite annuo di lire 500 milioni, l'integrazione della
  retta  giornaliera corrisposta, in rapporto al grado di  invalidità,
  dai  comuni  dell'Isola ai sensi dell'articolo  17,  secondo  comma,
  della  legge  regionale 6 maggio 1981, n. 87, agli enti  gestori  di
  strutture   residenziali   per   il   ricovero   di   anziani    non
  autosufficienti,  è  assunta a carico del Fondo sanitario  regionale
  preordinata   al   rimborso   degli   oneri   dell'attività   socio-
  assistenziale di rilievo sanitario, in applicazione del  D.P.C.M.  8
  agosto 1985.
   2. Per le finalità di cui al comma 1 il servizio sociale dei comuni
  trasmette all'Azienda unità sanitaria locale di competenza copia del
  provvedimento   di  autorizzazione  al  ricovero   corredato   della
  certificazione attestante il grado e la natura della  condizione  di
  non  autosufficienza.  La  notifica del dispositivo  al  ricovero  è
  effettuata  entro  cinque giorni dall'adozione e  comporta,  se  non
  interviene  opposizione, entro i successivi venti  giorni  l'obbligo
  per  il comune di attivare l'azione di rimborso della quota di retta
  giornaliera   corrisposta  all'ente  assistenziale   a   titolo   di
  integrazione.
   3.  E'  facoltà dell'Azienda unità sanitaria locale verificare  nel
  termine  sopra indicato il sussistere della condizione di invalidità
  degli  anziani  ricoverati,  avuto  anche  riguardo  al  trattamento
  assistenziale  curativo  e  riabilitativo  assicurato  dall'Ente  in
  rapporto  ai  bisogni  degli ospiti nonché, il permanere,  ai  sensi
  della  vigente  normativa,  dell'idoneità igienico  sanitaria  delle
  strutture ricoveranti.
   4.  Il presente articolo ha natura interpretativa dell'articolo  17
  della  legge regionale 9 maggio 1986, n. 22, concernente il riordino
  dell'assistenza  e,  nel  rispetto degli indirizzi  ministeriali  in
  materia  di integrazione dei servizi sociali e sanitari, si  applica
  anche agli anziani non autosufficienti già ospiti di case di riposo,
  case  protette e comunità alloggio abitate con retta  a  carico  dei
  comuni.
   5. Le disposizioni di cui ai commi precedenti non si applicano alle
  Aziende unità sanitarie locali che hanno assunto direttamente od  in
  convenzione   gli   oneri  dell'assistenza   sanitaria   e/o   delle
  prestazioni  a rilievo sanitario per il ricovero degli  anziani  non
  autosufficienti ospiti di strutture assistenziali.
   6.  Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa di
  lire 500 milioni.
   L'importo  previsto nella norma sopra indicata a carico  del  fondo
  sanitario  rappresenta un mero contributo che,  sin  dalla  data  di
  vigenza  della  norma ex art.59 L.R. 33/1996, questa Amministrazione
  ha  assegnato  quale integrazione retta per il ricovero  di  anziani
  presso  strutture  residenziali  utilizzando  quale  metodologia  la
  popolazione anziana di età superiore a 75 anni residente in ciascuna
  provincia.
   Peraltro,  appare  evidente  che non  si  può  intervenire  in  via
  amministrativa  su  una  norma  che detta  precise  indicazioni  sui
  comportamenti da adottare in capo ai soggetti coinvolti.
   Eventuali  iniziative  legislative  dirette  al  superamento  delle
  criticità rilevate dall'interrogante e finalizzate al raggiungimento
  del  pareggio di bilancio delle II.PP.A.B. si ritiene debbano essere
  assunte dal competente Assessorato della Famiglia».

                                                        L'Assessore
                                                  Dott.ssa       Lucia
                                                 Borsellino

   CANCELLERI - MANGIACAVALLO - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI
  -  FOTI  -  LA  ROCCA - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO -  TANCREDI  -
  ZAFARANA  - ZITO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per
  la salute e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
  lavoro, premesso che:

   il  decreto dell'Assessore per la salute del 24 maggio 2010 recante
  'Indirizzi  per  la riorganizzazione e il potenziamento  della  rete
  regionale  di residenzialità per i soggetti fragili' ha previsto  il
  potenziamento della rete regionale disponendo la creazione di  nuovi
  posti  residenziali  presso  le  RSA per  l'accoglienza  di  persone
  disabili  e  non  autosufficienti  in  funzione  dell'incremento  di
  patologie  in capo alla popolazione anziana che li rendono bisognosi
  di assistenza continua;

   il  suddetto decreto per il raggiungimento delle suesposte finalità
  prevede,  in  particolar modo, che nella provincia  di  Enna  vadano
  predisposti  complessivi  98  posti  per  l'accoglienza  di  persone
  disabili di cui 40 risultano già attivati mentre i restanti non sono
  ancora stati attivati;

   considerato che:

   il  medesimo atto dell'Assessore, come specificato da nota allegata
  al  decreto,  riserva almeno l'8% di tali posti alla destinazione  a
  persone affette da Alzheimer;

   nonostante le previsioni normative, si verificano frequenti episodi
  in  cui  i soggetti realmente bisognosi di cure assidue da parte  di
  strutture adeguate, quali le RSA, non vengono accolti per carenza di
  posti  e  quindi  mancano di qualunque tipo  di  assistenza  medico-
  sanitaria;

   per  sapere  se si intendano attuare in tempi brevi le disposizioni
  del citato Decreto dell'Assessore per la salute del 24 maggio 2010 e
  pubblicato  in  Gazzetta Ufficiale Regione Siciliana del  25  giugno
  2010,  n.  29, in ulteriore considerazione del fatto che i tempi  in
  esso  previsti, entro cui avrebbero dovuto adeguarsi  le  strutture,
  non siano stati rispettati ed ormai abbondantemente superati». (811)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «In riscontro all'interrogazione specificata in oggetto
  con  la  quale si chiede di conoscere gli interventi nella provincia
  di  Enna  per  il  potenziamento della residenzialità  per  soggetti
  fragili, si precisa quanto segue.
   Il  documento di programmazione regionale, approvato con decreto  -
  D.A.   24   maggio   2010  -  contenente  gli   indirizzi   per   la
  riorganizzazione  ed  il  potenziamento  della  rete  regionale   di
  residenzialità  per i soggetti fragili, al fine  di  soddisfarne  le
  esigenze  assistenziali, ha previsto per la  provincia  di  Enna  la
  realizzazione di 98 posti RSA, di cui 60 in strutture pubbliche e 38
  in strutture private accreditate.
   Dalla  ricognizione effettuata da questo Assessorato risulta che  i
  posti  previsti dalla programmazione regionale sono state totalmente
  realizzati,   così   come  da  progetto  aziendale   approvato   con
  provvedimento del 2 dicembre 2012 per quanto riguarda il pubblico, e
  da  assegnazione  posti  RSA  al  privato,  utilmente  collocato  in
  graduatoria per la citata provincia, come da previsioni  di  cui  al
  D.A. 3 agosto 2012.
   In particolare le strutture pubbliche a gestione esternalizzata che
  risultano attivate in ambito provinciale sono:
   N. 40 posti presso il Comune di Pietraperzia
   N. 20 posti presso il Comune di Leonforte
   Per  quanto attiene il privato accreditato, da informazioni assunte
  per  le  vie  brevi,  l'ASP  di Enna proprio  in  questi  giorni,  a
  completamento  dei  98  posti  previsti  in  ambito  regionale,  sta
  definendo  le procedute ai fini del convenzionamento  di   38  posti
  presso il Comune di Leonforte della Società Salustra S.r.l.».

                                                        L'Assessore
                                                   Dott.ssa      Lucia
                                              Borsellino