Presidenza del vicepresidente Venturino
LO GIUDICE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, do il preavviso di trenta minuti al fine
delle eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che
dovessero avere luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Comunicazione di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore Attività produttive
N. 325 - Interventi finalizzati ad approntare i servizi essenziali
nell'area della zona industriale San Cataldo Scalo in territorio di
Caltanissetta.
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina
(Con nota prot. n. 17017/IN.16 del 3 aprile 2013 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le attività produttive).
- da parte dell'Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
N. 399 - Notizie sulla biennale della ceramica di Caltagirone
(CT).
Firmatari: Falcone Marco; Ioppolo Giovanni
(Con nota del 2 maggio 2013 il Presidente della Regione ha
delegato l'Assessore per i beni culturali).
N. 696 - Notizie sull'ex biblioteca regionale universitaria di
Messina.
Firmatario: Germanà Antonino Salvatore
(Con nota prot. n. 28372/IN.16 del 6 giugno 2013, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali. - Con
nota prot. n. 1378/Gab del 18 luglio 2013, l'Assessore per il
turismo ha dichiarato la propria incompetenza).
N. 791 - Misure urgenti a favore di una rapida riapertura della
stazione aerospaziale di Milo (TP).
Firmatari: Maggio Maria Leonarda; Gucciardi Baldassare; Milazzo
Antonella Maria
N. 861 - Attuazione della legge regionale n. 20 del 2000 e notizie
in merito al Parco archeologico di Selinunte (TP).
Firmatario: Lo Sciuto Giovanni
N. 924 - Notizie in merito all'approvazione del piano del Parco
archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento.
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
- da parte dell'Assessore Salute
N. 483 - Chiarimenti in merito al primo ciclo terapeutico per la
somministrazione di taluni farmaci innovativi.
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina
(Con nota prot. n. 23853/IN.16 del 13 maggio 2013, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per la Salute).
N. 546 - Chiarimenti circa l'espletamento del servizio di
catalogazione, archiviazione, stoccaggio nonchè custodia e gestione
di cartelle cliniche e lastre radiografiche delle UU.OO. dei
presìdi ospedalieri dell'Azienda Università 'Policlinico - Vittorio
Emanuele' di Catania.
Firmatario: Forzese Marco Lucio
(Con nota prot. n. 27898/IN.16 del 4 giugno 2013, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per la salute).
N. 566 - Richiesta di notizie circa la revoca di incarichi di
coordinamento di attività amministrative presso l'ASP di Palermo e
sulla costituzione degli 'Staff di Direzione' dei distretti
sanitari.
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi;
Currenti Carmelo; Ruggirello Paolo
(Con nota prot. n. 26299 del 27 maggio 2013, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per la salute).
N. 573 - Chiarimenti finalizzati all'individuazione degli
specialisti e dei centri autorizzati alla prescrizione dei nuovi
farmaci antivirali, inibitori delle proteasi di prima generazione
per l'epatite cronica C, genotipo 1.
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Formica Santi; Currenti Carmelo;
Musumeci Nello; Ruggirello Paolo
(Con nota prot. n. 26307 del 27 maggio 2013, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per la salute).
N. 644 - Chiarimenti circa la nomina del direttore medico di unità
operativa complessa del Servizio materno-infantile dell'ASP 3 di
Catania.
Firmatari: Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
N. 690 - Iniziative in ordine alle procedure di assegnazione
delle gare per beni e servizi intraprese dalle aziende ospedaliere
siciliane.
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Venturino
Antonio; Zafarana Valentina
N. 695 - Notizie sull'avviso pubblico per la formazione
dell'elenco degli aspiranti idonei alla nomina a Direttore generale
delle Aziende sanitarie e delle AOUP pubblicato dall'Assessorato
della salute.
Firmatari: Fontana Vincenzo; D'Asero Antonino
(Con nota prot. n. 28367/IN.16 del 6 giugno 2013, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per la salute).
N. 775 - Riorganizzazione delle aziende sanitarie e ridefinizione
del protocollo d'intesa con l'azienda ospedaliero-universitaria
Policlinico - Vittorio Emanuele di Catania.
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello
N. 795 - Criticità sull'equilibrio di bilancio dell'IPAB 'Oasi
Cristo Re' di Acireale (CT).
Firmatari:Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 811 - Interventi per il potenziamento della rete regionale di
residenzialità per i soggetti fragili.
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Mangiacavallo Matteo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Clemente, Falcone, La Rocca
Ruvolo, Vinciullo sono in
congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ferrandelli sarà in missione
a Bruxelles, per ragioni del suo ufficio, dal 7 al 10 ottobre 2013.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Riammissione nel posto di lavoro degli ufficiali di riscossione
assunti con contratto di formazione e lavoro dalla Montepaschi
Serit S.p.A.. (n. 530)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Ioppolo,
Musumeci, Formica e Currenti in data 8 agosto 2013.
- Norme per il recupero e la valorizzazione del patrimonio
storico-culturale e dei siti legati alla Seconda guerra mondiale in
Sicilia. (n. 531)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Pogliese,
Greco M., Dina, Vinciullo, D'Asero, Cascio F., Ferrandelli,
Ioppolo, Grasso, Clemente, Cordaro, Musumeci, Formica, Germanà,
Assenza, Anselmo, Falcone, Figuccia, Ruggirello, Sudano,
Sammartino, Fontana, Milazzo G., Alongi, Picciolo, Di Giacinto,
Vullo, Gianni, Cascio S., Lo Sciuto, Miccichè e Currenti in data 8
agosto 2013.
- Abrogazione della legge 6 aprile 1996, n. 20. (n. 532)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Ciaccio,
Cancelleri, Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Zito, Ciancio, Foti,
La Rocca, Palmeri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana in data
8 agosto 2013.
- Istituzione sperimentale della psicoterapia in convenzione. (n.
533)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Zito,
Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciaccio, Ciancio, Foti,
La Rocca, Cancelleri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana in
data 12 agosto 2013.
- Introduzione delle cure compassionevoli. (n. 534)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Zito,
Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciaccio, Ciancio, Foti,
La Rocca, Cancelleri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana in
data 12 agosto 2013.
- Anagrafe scolastica regionale. (n. 535)
di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
(on. Crocetta) su proposta dell'Assessore regionale per
l'istruzione e la formazione professionale (Nelli Scilabra) in data
12 agosto 2013.
- Norma aggiuntiva all'articolo 43 comma 1 sui PIP - Emergenza
Palermo di cui alla legge regionale 15 maggio 2013, n. 9. (n. 536)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Lo Giudice
in data 9 settembre 2013.
- Estensione al Comune di Portopalo di Capo Passero dei benefici
previsti dall'art. 60 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32. (n. 538)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 9 settembre 2013.
- Transito del personale del corpo di vigilanza del Parco dei
Nebrodi nei ruoli del Corpo Forestale della Regione siciliana. (n.
539)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Maggio e
Panarello in data 9 settembre 2013.
- Nuova legge urbanistica. (n. 540)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Barbagallo,
Lupo e Milazzo Antonella in data 13 settembre 2013.
- Accesso al credito d'esercizio IRCAC degli imprenditori che
denunciano richieste estorsive ai sensi dell'articolo 3 della legge
regionale del 20.11.2008, n. 15. (n. 541)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Lupo,
Gucciardi, Alloro, Arancio, Barbagallo, Cirone, Cracolici,
Digiacomo, Ferrandelli, Laccoto, Maggio, Marziano, Milazzo,
Panarello, Panepinto, Raia, Rinaldi e Vullo in data 16 settembre
2013.
- Norme per la costituzione dei Liberi Consorzi di Comuni. (n.
542)
di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(on. Crocetta) su proposta dell'Assessore regionale per le
autonomie locali e la funzione pubblica (dott.ssa Patrizia Valenti)
in data 17 settembre 2013.
- Norme transitorie sul trasferimento temporaneo delle funzioni
amministrative e strumentali. (n. 543)
di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(on. Crocetta) su proposta dell'Assessore regionale per le
autonomie locali e la funzione pubblica (dott.ssa Patrizia Valenti)
in data 17 settembre 2013.
- Norme in materia di assunzioni di personale delle
amministrazioni regionali, istituti, aziende, consorzi, organismi
ed enti regionali comunque denominati che usufruiscono di
trasferimenti diretti da parte della Regione. (n. 544)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Gianni in
data 18 settembre 2013.
- Norme a tutela dei minori iscritti agli asilo nido ed alle
scuole materne del territorio siciliano. (n. 545)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Milazzo
Giuseppe in data 18 settembre 2013.
- Istituzione e ordinamento delle città metropolitane di Catania,
Messina e Palermo. (n. 546)
di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(on. Crocetta) su proposta dell'Assessore regionale per le
autonomie locali e la funzione pubblica (dott.ssa Patrizia Valenti)
in data 18 settembre 2013.
- Interventi per il recupero e la riqualificazione delle aree e
degli immobili ferroviari dismessi o inutilizzati finalizzati alla
sostenibilità ambientale nonché alla realizzazione di aree di
interscambio modale. (n. 547)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Rinaldi in
data 18 settembre 2013.
Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegni di
legge
alle competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati alle
competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Modifiche alla legge 10 agosto 2012, n. 47. Autorità Garante
della persona con disabilità nella Regione. (n. 528)
di iniziativa governativa, presentato il 7 agosto 2013 e inviato
il 10 settembre 2013.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Riordino dell'Istituto Zooprofilattico sperimentale della
Sicilia. (n. 537)
di iniziativa governativa, presentato il 9 settembre 2013 e
inviato il 10 settembre 2013.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Modifiche all'art. 6 della legge regionale 18/1989. (n. 497)
di iniziativa parlamentare, inviato il 12 settembre 2013.
- Norme sul software libero, pubblicazione, accesso e riutilizzo
dei documenti e dei dati della pubblica amministrazione regionale e
hardware documentato. (n. 510)
di iniziativa parlamentare, inviato il 12 agosto 2013.
- Norme a sostegno dei familiari delle vittime di incidenti sui
luoghi di lavoro, delle vittime della strada e di azioni della
criminalità. (n. 520)
di iniziativa parlamentare, inviato il 12 settembre 2013.
parere Commissione d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della
mafia in Sicilia.
- Finanziamento degli Istituti superiori di studi musicali. (n.
522)
di iniziativa parlamentare, inviato il 12 settembre 2013, parere
V.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Norme in favore delle isole minori. (n. 496)
di iniziativa parlamentare, inviato il 12 settembre 2013.
- Valorizzazione beni ecclesiastici. (n. 512)
di iniziativa parlamentare, inviato il 12 agosto 2013.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Sistema educativo regionale di istruzione e formazione della
Regione Sicilia. (n. 503)
di iniziativa parlamentare, inviato il 12 settembre 2013.
- Valorizzazione e promozione delle espressioni artistiche in
strada. (n. 508)
di iniziativa parlamentare, inviato il 12 settembre 2013.
- Istituzione della carta di credito per la cultura della Regione
siciliana. (n. 509)
di iniziativa parlamentare, inviato il 12 settembre 2013.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che:
- l'onorevole Concetta Raia, con nota prot. n. 9320/SG.LEG.PG. del
7 agosto 2013, gli onorevoli Maria Maggio e Antonella Milazzo, con
nota prot n. 9412/SG.LEG.PG. dell'8 agosto 2013 e l'onorevole
Michele Cimino, con nota prot. n. 9556/SG.LEG.PG. del 12 agosto
2013, hanno chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge
n. 504: Finanziamento degli Istituti superiori di studi musicali
ex Istituti musicali pareggiati della Regione siciliana ;
- l'onorevole Pietro Alongi, con nota prot. n. 9411/SG.LEG.PG.
dell'8 agosto 2013, ha chiesto di apporre la propria firma al
disegno di legge n. 516: Istituzione dell'Agenzia regionale per
l'istruttoria, l'assistenza ed il finanziamento dei beni confiscati
alla criminalità organizzata in Sicilia ;
- l'onorevole Bernadette Grasso, con nota prot. n.
9454/SG.LEG.PG. dell'8 agosto 2013, ha chiesto di apporre la
propria firma ai disegni di legge n. 420: Misure a sostegno dei
pazienti oncologici e delle loro famiglie , n. 489 Norme per
l'utilizzazione della generalità dei lavoratori socialmente utili
da parte degli Enti locali e n. 514 Norme in materia di
assunzioni di personale nelle pubbliche ammi-nistrazioni e negli
enti regionali ;
- l'onorevole Salvatore Lo Giudice, con note prot. nn. 9557, 9558,
9559 e 9561/SG.LEG.PG. del 12 agosto 2013, ha chiesto di apporre la
propria firma ai disegni di legge n. 522: Finanziamento degli
Istituti superiori di studi musicali , n. 501 Cultura della pace
in Sicilia , n. 482 Norme per la formazione di una cultura di
cittadinanza europea e per la promozione di servizi informativi per
l'accesso ai fondi comunitari e n. 520 Norme a sostegno dei
familiari delle vittime di incidenti sui luoghi di lavoro, delle
vittime della strada e di azioni della criminalità .
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico la richiesta di parere pervenuta ed assegnata
alla Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Consorzio Autostrade Siciliane (C.A.S.). Designazione componenti
del Consiglio direttivo. (n. 21/I).
pervenuto in data 9 settembre 2013 e inviato in data 9 settembre
2013.
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE. Comunico i pareri resi dalle Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Centro Interaziendale Professionale Integrato (C.I.A.P.I.)
Palermo. Nomina Commissario Liquidatore. (n. 18/I).
reso in data 8 agosto 2013 e inviato in data 12 agosto 2013.
- Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive
(IRSAP). Nomina componenti del Consiglio di Amministrazione. (n.
19/I).
reso in data 26 agosto 2013 e inviato in data 3 settembre 2013.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Schema di regolamento recante modifiche al decreto assessoriale
n. 208/2010 in materia di credito agevolato alle imprese artigiane.
(n. 20/III).
reso in data 7 agosto 2013 e inviato in data 9 agosto 2013.
Comunicazione di approvazione di risoluzioni
PRESIDENTE. Comunico che:
- la Commissione legislativa Ambiente e territorio' (IV), nella
seduta n. 65 del 7 agosto 2013, ha approvato le seguenti
risoluzioni: Interventi diretti all'azione di risanamento e
bonifica dell'Area Industriale di Priolo - Augusta e, in
particolare, della qualità dell'aria' (2/IV) ed Interventi urgenti
da parte del Governo in merito alla grave situazione in cui versa
la valle del Simeto, in particolare l'Oasi di Ponte Barca (5/IV);
- la Commissione legislativa Cultura, formazione, lavoro' (V),
nella seduta n. 86 del 7 agosto 2013, ha approvato la risoluzione:
Indirizzo in ordine alle problematiche dei lavoratori dell'Azienda
Aligrup' (11/V).
Comunicazione di trasmissione della relazione sulla situazione
economica
della Regione siciliana per l'anno 2012
PRESIDENTE. Comunico che la Presidenza della Regione ha trasmesso,
in data 9 settembre 2013, la Relazione sulla situazione economica
della Regione siciliana per l'anno 2012'.
Comunico, altresì, che copia della sopracitata documentazione è
stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.
Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato
per la Regione siciliana
PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la Regione
siciliana, con ricorso notificato il 19 agosto 2013, ha impugnato
la deliberazione legislativa recante Norme in materia di
ineleggibilità dei deputati regionali e di incompatibilità con la
carica di deputato regionale e di componente della Giunta
regionale (ddl. nn. 51-38bis - Norme stralciate - I stralcio),
approvata dall'Assemblea il 12 agosto 2013, e precisamente:
ARTICOLO 1:
- comma 1, lettera c);
- comma 2, punto 1bis) limitatamente all'inciso 1, limitatamente
all'inciso ed ai funzionari e punto 1ter limitatamente alle
parole soci e funzionari ;
- comma 3, limitatamente alle parole socio , funzionario ,
dipendente ;
per violazione degli articoli 3, 51 e 97 della Costituzione.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1131 - Iniziative volte ad assicurare il regolare funzionamento
degli Enti parco siciliani anche nell'ottica di una strategia di
rilancio.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Economia
Firmatario: Panarello Filippo
N. 1132 - Chiarimenti circa l'affidamento di consulenza esterna
nell'ambito del Programma comunitario 'Factor 20'.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Marziano Bruno
N. 1134 - Notizie circa il regolare funzionamento del giardino
botanico 'Nuova Gussonea' ubicato nel Parco dell'Etna.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
Firmatario: Barbagallo Anthony Emanuele
N. 1135 - Notizie circa la mancata istituzione dell'albo regionale
delle guide ambientali-escursionistiche.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Barbagallo Anthony Emanuele
N. 1137 - Notizie in merito al mancato avvio dei contratti di
sviluppo di cui alla delibera Cipe del 3 agosto 2012.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Falcone Marco
N. 1138 - Notizie in merito al credito agevolato per le imprese
siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Firetto Calogero
N. 1155 - Interventi per risolvere i ritardi nell'accertamento
dell'invalidità civile in provincia di Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Ruggirello Paolo
N. 1156 - Notizie circa la tutela e salvaguardia della Torre di
Guidaloca a Scopello.
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Milazzo Antonella Maria
N. 1158 - Notizie in merito alla direttiva assessoriale in materia
di gestione integrata dei rifiuti.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Di Mauro Giovanni; Lombardo Salvatore Federico;
Federico Giuseppe; Fiorenza Cataldo; Lo Sciuto Giovanni; Greco
Giovanni; Figuccia Vincenzo
N. 1159 - Notizie in merito alle direttive per istituire l'elenco
e relativo aggiornamento degli operatori economici presso il
Dipartimento regionale della Protezione Civile.
- Presidente Regione
Firmatari: Di Mauro Giovanni; Lombardo Salvatore Federico;
Federico Giuseppe; Fiorenza Cataldo; Lo Sciuto Giovanni; Greco
Giovanni; Figuccia Vincenzo
N. 1160 - Iniziative dirette a contrastare il fenomeno del
bullismo nelle scuole siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Di Mauro Giovanni; Lombardo Salvatore Federico;
Federico Giuseppe; Fiorenza Cataldo; Lo Sciuto Giovanni; Greco
Giovanni; Figuccia Vincenzo
N. 1161 - Notizie in merito alla chiusura delle attività
commerciali e iniziative per il rilancio dell'economia siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Di Mauro Giovanni; Lombardo Salvatore Federico;
Federico Giuseppe; Fiorenza Cataldo; Lo Sciuto Giovanni; Greco
Giovanni; Figuccia Vincenzo
N. 1162 - Interventi urgenti per ripristinare e potenziare la
tratta ferroviaria Palermo-Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Ruggirello Paolo
N. 1168 - Chiarimenti sul mancato inizio dei lavori di recupero
della Tonnara di 'Santa Panagia', nella città di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1170 - Notizie sul mancato inizio dei lavori per la messa in
sicurezza della Chiesa del cimitero di Augusta(SR).
- Presidente Regione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1171 - Iniziative presso il Governo nazionale al fine di
prevedere anche in Sicilia il contingente degli incarichi
dirigenziali di livello non generale.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Zafarana Valentina
N. 1172 - Notizie sullo stato di inquinamento delle acque
siciliane e sul mancato appalto da parte dei Comuni finalizzati
alla dotazione dei depuratori.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1173 - Notizie sulla realizzazione di una discarica di rifiuti
solidi urbani in contrada Stallaini in provincia di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1174 - Notizie sull'utilizzo improprio e increscioso di reperti
archeologici presso il Palazzo dei Congressi di Taormina.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1175 - Notizie sull'ulteriore riduzione dei posti per il
personale ATA in provincia di Siracusa e idonee iniziative da
intraprendere presso il Governo nazionale.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1176 - Notizie sui ritardi nell'erogazione e
certificazione dei fondi europei per la pesca.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1177 - Notizie sull'adeguatezza dei locali ove è ubicata la
sede del '118' a Lentini(SR).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1178 - Notizie sul trasferimento di 44 monete antiche dal Museo
regionale 'Paolo Orsi' di Siracusa al Comune di Mandanici(ME).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Vinciullo Vincenzo.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1133 - Iniziative per il mantenimento dei livelli occupazionali
degli operatori 'Radio Call Service' che prestano servizio
all'interno dell'aerostazione di Palermo Falcone e Borsellino.
- Presidente Regione
Firmatario: Tamajo Edmondo
N. 1136 - Notizie sullo stato di conservazione ed utilizzazione
dei borghi rurali in Sicilia ed in particolare sullo stato di
abbandono di Borgo Fazio, ubicato nel Comune di Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 1139 - Chiarimenti circa la sospensione dei servizi sanitari
presso il Presidio di Pietraperzia (EN).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Foti Angela; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1140 - Notizie in ordine alla zona franca della legalità del
comprensorio di Caltanissetta.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Zafarana
Valentina; Trizzino Giampiero; Mangiacavallo Matteo; Zito Stefano;
Ciaccio Giorgio; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio
Gianina; Foti Angela; Ferreri Vanessa; Palmeri Valentina; La Rocca
Claudia
N. 1141 - Chiarimenti in merito ai rami di allacciamento alla rete
fognaria del comune di Palermo in zona Partanna Mondello.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Tamajo Edmondo
N. 1142 - Urgente messa in sicurezza dell'istituto tecnico agrario
'Cucuzza' di Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 1143 - Informazioni circa la situazione della viabilità
extraurbana della città di Mirabella Imbaccari (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 1144 - Completamento dei lavori relativi al Museo di S.Agostino
di Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 1145 - Messa in sicurezza e ripristino del ponte di Piano
Carbone lungo la linea ferroviaria Catania-Caltagirone-Gela.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 1146 - Ripristino immediato dell'assistenza sanitaria ai
soggetti portatori di emorragia subaracnoidea spontanea nella
provincia di Siracusa.
- Assessore Salute
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1147 - Presunte irregolarità sul nuovo poliambulatorio di
Palazzolo Acreide (ASP 8 di Siracusa).
- Assessore Salute
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1148 - Verifica di eventuali disservizi nella
somministrazione delle immunoglobuline per il trattamento della
polineuropatia cronica demielinizzante.
- Assessore Salute
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1149 - Notizie in merito alla gestione del servizio idrico
delle isole Eolie.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Miccichè Gianluca Antonello
N. 1150 - Notizie sulle unità operative presso gli ospedali
Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto e G.Fogliani di Milazzo
(ME).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero;
Zito Stefano
N. 1151 - Chiarimenti sullo stato dei pagamenti degli stipendi al
personale di cui all'Avviso 1/2010 e 2/2010 (sportelli
multifunzionali) dell'ente di formazione CEFOP.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Pogliese Salvatore Domenico; Vinciullo Vincenzo
N. 1152 - Chiarimenti sulla gestione commissariale dell'IACP di
Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: D'Asero Antonino
N. 1153 - Chiarimenti sulla convocazione del Tavolo Tecnico
permanente riguardante le 'Fattorie sociali'.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
Firmatari: Foti Angela; Ferreri Vanessa; Zito Stefano; Ciancio
Gianina; Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; La Rocca Claudia; Trizzino Giampiero; Mangiacavallo
Matteo; Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina; Tancredi Sergio;
Palmeri Valentina
N. 1154 - Notizie sulla paventata chiusura della tratta
ferroviaria Palermo - Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 1157 - Interventi atti a fronteggiare l'emergenza zootecnica,
con particolare riferimento al settore lattiero-caseario.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
Firmatario: Assenza Giorgio
N. 1163 - Interventi urgenti atti a garantire la regolare
erogazione del buono scuola.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Cimino Michele
N. 1164 - Notizie sul sequestro da parte delle autorità maltesi di
pescherecci siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
Firmatario: Assenza Giorgio
N. 1165 - Notizie in merito allo SPRINT SICILIA (Sportello
regionale per l'internalizzazione) e alla nomina del dirigente
preposto.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1166 - Notizie sulla sospensione della linea marittima Trapani-
Tunisi.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Falcone Marco
N. 1167 - Chiarimenti in merito al servizio di trasporto pubblico
che collega la città di Acireale con le relative frazioni collinari
e con il comune di Zafferana Etnea(CT).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Pogliese Salvatore Domenico
N. 1169 - Notizie in merito alle garanzie occupazionali del
personale impiegato nella società Sicilia e-Servizi Venture
(SISEV), conseguenti al riordino della società Sicilia e-Servizi
S.p.a.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Figuccia Vincenzo
N. 1179 - Interventi volti a scongiurare la soppressione del
collegamento ferroviario Trapani-Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Fazio Girolamo
N. 1180 - Chiarimenti circa le procedure di assegnazione della
gara per la fornitura di n. 10 incubatrici da trasporto per
ambulanze SEUS della sede di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1181 - Interventi finalizzati all'erogazione delle somme per la
continuità retributiva del personale della Provincia regionale di
Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1182 - Ripristino immediato della squadra boschiva dei Vigili
del fuoco.
- Presidente Regione
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1183 - Notizie in merito ai lavoratori stagionali del Consorzio
Autostrade Siciliane (CAS).
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri
Valentina; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 1184 - Notizie in merito al contributo per l'organizzazione
degli internazionali di tennis femminili di Palermo, WTA tour 2014.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatari: Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni;
Figuccia Vincenzo; Greco Giovanni; Federico Giuseppe; Fiorenza
Dino; Lo Sciuto Giovanni
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 100 - Chiarimenti sul finanziamento dei piani d'azione per la
coesione.
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Zito Stefano; Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina
N. 101 - Chiarimenti in merito al trasferimento
dell'apparecchiatura di risonanza magnetica nucleare dall'ex P.O.
Regina Margherita di Messina al P.O. di Barcellona Pozzo di Gotto
(ME).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero;
Zito Stefano.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
- numero 165 Tutela della riserva orientata di Cava Grande del
Cassibile e revoca dell'autorizzazione integrata ambientale per la
realizzazione di un impianto di smaltimento di rifiuti in contrada
Stallaini nel comune di Noto (SR) , degli onorevoli Cancelleri
Giovanni Carlo; Foti Angela; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito
Stefano, presentata il 7 agosto 2013;
- numero 166 Recepimento del decreto legislativo 3 ottobre 2009,
n. 153, in materia di erogazione di servizi sanitari da parte delle
farmacie , degli onorevoli Zito Stefano; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo
Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
Tancredi Sergio; Zafarana Valentina, presentata l'8 agosto 2013;
- numero 167 Applicazione in Sicilia della normativa nazionale
sulla mobilità sanitaria regionale ed extraregionale , degli
onorevoli Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
Zafarana Valentina, presentata l'8 agosto 2013;
- numero 168 Verifica della nomina dei direttori sanitari ed
amministrativi delle ASP in Sicilia , degli onorevoli Zito Stefano;
Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina,
presentata l'8 agosto 2013;
- numero 169 Misure urgenti per garantire, attraverso lo
strumento della continuità territoriale, i servizi di trasporto da
e per la Sicilia a condizioni economiche agevolate , degli
onorevoli Grasso Bernadette Felice; Cordaro Salvatore; Cimino
Michele; Lantieri Annunziata Luisa, presentata il 12 agosto 2013;
- numero 170 Iniziative in favore dei medici fiscali della
Regione siciliana , degli onorevoli Lo Sciuto Giovanni; Greco
Giovanni; Figuccia Vincenzo; Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro
Giovanni; Federico Giuseppe; Fiorenza Dino, presentata il 13 agosto
2013;
- numero 171 Iniziative urgenti per il reintegro immediato delle
276 cattedre di sostegno illegittimamente decurtate dall'Ufficio
scolastico regionale nella provincia di Messina , degli
onorevoli Laccoto Giuseppe; Panarello Filippo; Gucciardi
Baldassare; Milazzo Antonella Maria, presentata il 5 settembre
2013;
- numero 172 Iniziative per il trasferimento della Sezione
staccata del Tribunale di Patti (Me) in Sant'Agata di Militello ,
degli onorevoli Grasso Bernadette Felice; Cordaro Salvatore;
Lantieri Annunziata Luisa; Clemente Roberto Saverio, presentata il
12 settembre 2013.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione relativa alle interrogazioni 427 e 1233
PRESIDENTE. Comunico che:
- con nota pervenuta alla Presidenza il 12 settembre 2013, e
protocollata al n. 10225/AULAPG del 17 settembre successivo, l'on.
Gianni ha chiesto la trasformazione dell'interrogazione con
richiesta di risposta scritta n. 427, dallo stesso deputato
presentata in data 7 marzo 2013, in interrogazione con richiesta di
risposta in Commissione;
- con nota pervenuta il 13 settembre 2013 e protocollata al n.
10226/AULAPG del 17 settembre successivo, l'on. La Rocca ha
ritirato l'interrogazione n. 1233, in quanto di analogo contenuto
all'interrogazione n. 1242, presentata dallo stesso deputato in
data 3 settembre 2013.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa all'ordine del giorno 53
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che, con nota pervenuta
alla Presidenza il 14 agosto 2013 e protocollata al n. 9933/AULAPG
del 9 settembre successivo, l'Assessorato Turismo, sport e
spettacolo ha comunicato di avere dato seguito all'ordine del
giorno n. 53 Sostegno all'Associazione Italiana Cultura e Sport ,
accettato come raccomandazione nella seduta d'Aula n. 39 del 29-30
aprile - 1 maggio 2013.
L'Assemblea ne prende atto.
Copia della suddetta nota è reperibile sul sito web dell'ARS.
Comunicazione di dimissioni dalla carica di Presidente della
Commissione speciale parlamentare per l'esame di disegni di legge
relativi alla materia statutaria, ai rapporti tra l'Assemblea
regionale siciliana ed il Governo regionale e per l'applicazione in
Sicilia del decreto legge n. 174 del 2012
PRESIDENTE. Comunico che con nota prot. n. 287 del 18 settembre
l'onorevole Antonello Cracolici ha comunicato le proprie
irrevocabili dimissioni dalla carica di Presidente della
Commissione speciale parlamentare per l'esame di disegni di legge
relativi alla materia statutaria, ai rapporti tra l'Assemblea
regionale siciliana ed il Governo regionale e per l'applicazione in
Sicilia del decreto legge n. 174 del 2012.
Comunicazione di apposizione di firma a mozioni
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gianni ha chiesto di apporre
la propria firma alle mozioni 43, 65, 93, 110, 127 e 132.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione del programma-calendario dei lavori parlamentari per
la corrente sessione
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, 18 settembre 2013, sotto la
presidenza del Presidente dell'ARS, on. Ardizzone, presenti il
Vicepresidente vicario, on. Venturino, e il Vicepresidente, on.
Pogliese, con la partecipazione del Presidente della Regione, ha
approvato all'unanimità il seguente programma-calendario dei lavori
parlamentari per la corrente sessione.
L'Aula terrà seduta:
- oggi, mercoledì 18 settembre 2013, per la discussione delle
mozioni già iscritte all'ordine del giorno;
- giovedì 19 settembre 2013, per rendere il parere sui disegni
di legge costituzionale di modifica dello Statuto speciale (nn.
A.S. 42 e A.S. 363) e per avviare la discussione dei seguenti
disegni di legge:
- Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
libertà civili, politiche, economiche e sociali' (n.223/A);
- Modifiche alla legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8.
Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività
produttive (n. 444/A);
- Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35 (nn. 127-
30/A);
- da martedì 24 settembre 2013, per l'eventuale seguito degli
argomenti sopra menzionati e per la discussione delle seguenti
mozioni:
- mozione in materia di eolico, di imminente presentazione;
- n. 49 - Iniziative per attivare le misure di salvaguardia
previste dall'art. 7 dell'accordo tra l'Unione europea e
il Marocco e promuovere il 'Born in Sicily'.
Le Commissioni daranno priorità all'esame dei seguenti disegni di
legge:
ddl n. 516 Istituzione dell'Agenzia regionale per l'istruttoria,
l'assistenza ed il finanziamento dei beni confiscati alla
criminalità organizzata in Sicilia ;
ddl n. 162 Schema di progetto di legge costituzionale da proporre
al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
2, dello Statuto, recante 'Modifiche e integrazioni dell'articolo
36 dello Statuto della Regione, in materia di entrate tributarie' ;
ddl n. 304 Norme per la promozione ed il sostegno alle imprese
dell'informazione locale ;
ddl n. 382 Norme per la realizzazione di cantieri di lavoro
presso gli immobili di proprietà degli Enti di culto .
Si è infine convenuto di convocare una nuova Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per mercoledì 25 settembre p.v.
per programmare l'esame dei testi proposti dal Governo in materia
di istituzione dei liberi consorzi di comuni, delle città
metropolitane e sul regime transitorio delle province, nonché per
calendarizzare il disegno di legge di variazioni di bilancio nella
prospettiva del prossimo avvio dell'apposita sessione di bilancio.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di ordine del giorno e votazione
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Firetto e Sammartino l'ordine del giorno n. 110 Pubblicazione, con
l'omissione delle parti impugnate, della delibera legislativa
recante Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali
e di incompatibilità con la carica di deputato regionale e di
componente della Giunta regionale. (ddl. nn. 51-38 bis - Norme
stralciate - I stralcio).
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato, con il voto contrario dell'onorevole Assenza)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione della mozione numero 110 «Interventi a tutela del
cantiere navale di Palermo»
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come concordato oggi in Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, visto che abbiamo la
presenza dell'assessore Lo Bello, si passa al IX punto dell'ordine
del giorno: Discussione della mozione n. 110 Interventi a tutela
del cantiere navale di Palermo , a firma degli onorevoli Foti,
Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, La Rocca, Zito,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa,Trizzino. Venturino e Zafarana.
Ne do lettura:
L'Assemblea regionale siciliana
premesso che con il decreto legge n. 43 del 26 aprile 2013, il
Governo Monti, nella sua ultima seduta ha decretato il
riconoscimento dell'area industriale di Piombino come area di crisi
industriale complessa ed ha contestualmente emanato delle
disposizioni necessarie al suo rilancio;
la norma in questione rappresenta probabilmente il più classico
dei provvedimenti ad hoc spinti da logiche che fuoriescono dalla
corretta ed efficiente amministrazione di situazioni di emergenza
strutturale ed occupazionale;
la scelta dell'area industriale di Piombino per far fronte alla
demolizione della Nave da crociera 'Costa Concordia' giacente sui
fondali adiacenti all'isola del Giglio non è infatti dettata da
alcun parametro logico e di buon senso;
l'area in questione, infatti, non è in possesso delle attrezzature
necessarie per far fronte a tale compito, e l'unico concreto
parametro riscontrabile è quello rappresentato dalla vicinanza al
luogo ove giace il relitto ed a tal fine le banchine dell'area in
questione sono state utilizzate come base per il recupero;
la struttura, tuttavia, appare oggi del tutto inidonea ad
assolvere al compito della demolizione, in quanto non vi è alcuna
caratteristica specifica in tal senso, e deve quindi ancora essere
realizzata, con ulteriore aggravio di spesa pubblica;
per la realizzazione di tale struttura saranno necessari almeno
tre anni, tempo durante il quale il relitto della 'Costa Concordia'
resterà adagiata sugli scogli dell'isola del Giglio, continuando ad
esser meta di un turismo malsano e alquanto macabro;
non si comprendono bene, invece, i motivi che hanno spinto il
Governo nazionale a non prendere in considerazione quello che è
l'unico cantiere in tutto il Mediterraneo in grado di demolire,
senza attese e lavori di adeguamento aggiuntivi, quel che resta
della 'Costa Concordia', ossia il cantiere Navale di Palermo;
ad oggi il bacino siciliano, dopo anni di investimenti da parte di
Fincantieri e di enormi sacrifici da parte degli operai, è l'unica
realtà esistente sul territorio nazionale dotata di alta
specializzazione per far fronte a situazioni di emergenza come
quella in esame;
il cantiere navale di Palermo primeggia in maniera assoluta nel
campo delle riparazioni e delle demolizioni, da Palermo a titolo
esemplificativo, infatti, sono partiti, alcune componenti
fondamentali per il recupero della Costa Concordia, come gli enormi
cassoni metallici che, come giganteschi salvagenti, permetteranno
al relitto di galleggiare, di essere rimorchiato, e di essere
diretto verso una determinata destinazione, che sulla base del D.L.
43/2013 sembra essere inesorabilmente stata individuata nell'aerea
industriale di Piombino, mentre a rigor di logica, la destinazione
più congrua sembrava essere Palermo, certamente più distante ma
molto più adatta a risolvere l'emergenza in tempi più rapidi;
la scelta sembra invece essere stata dettata da un paradigma
piuttosto discutibile, basato su una sorta di risarcimento alla
Regione Toscana per i danni provocati dal naufragio;
in tal modo il cantiere navale di Palermo rischia di perdere un
affidamento dei lavori che vale circa 300 milioni e che darebbe
lavoro a circa 300 persone;
CONSIDERATO CHE:
la mancata partecipazione del cantiere navale di Palermo alle
operazioni di rimozione della 'Costa Concordia' genererà
un'ulteriore incremento dei lavoratori sospesi in cassa
integrazione guadagni, che a luglio passeranno gradualmente da 150
a 470;
le segreterie provinciali dei principali sindacati, con la Rsu
dello stabilimento, dopo essersi incontrate, hanno sollevato le
gravi prospettive occupazionali per il cantiere navale di Palermo
ed hanno rimarcato l'urgenza di riaprire un confronto con l'azienda
per 'definire i nuovi carichi di lavoro da assegnare al cantiere,
affinché venga garantita la continuità produttiva e per definire le
prospettive industriali dello stabilimento' e non sono mancate
delle dure parole d'accusa al Presidente della Regione ed
all'Assessore per le attività produttive concernenti il loro
'silenzio incomprensibile' nonostante 'informati da tempo della
situazione dello stabilimento palermitano e sollecitati più volte
ad aprire il confronto con Fincantieri',
impegna il
Governo della Regione
ad adottare le più idonee misure, intavolando le opportune
trattative con il Governo nazionale, al fine di reindirizzare la
commessa dei lavori per la demolizione del relitto della 'Costa
Concordia' verso la struttura più idonea presente sul territorio
nazionale, ossia il cantiere navale di Palermo;
ad intraprendere qualsiasi misura alternativa per garantire la
continuità occupazionale e produttiva di una delle più importanti
realtà industriali presenti sul territorio regionale. (110)
TANCREDI - TRIZZINO - CAPPELLO - CANCELLERI - CIACCIO - CIANCIO
- ZAFARANA - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - PALMERI - FOTI -
LA ROCCA - ZITO
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Tancredi per
illustrare la mozione.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è cronaca
recente, di questi giorni, che siano iniziate le manovre di
recupero della Costa Concordia. All'epoca, in maggio, quando ho
presentato questa mozione, ancora era un tema acerbo. Noi del
Movimento Cinque Stelle crediamo che possa essere un'opportunità
notevole aggiudicare questa commessa al cantiere navale di
Palermo.
Non entro nel merito delle polemiche susseguitesi alla
presentazione di questa mozione e agli atti parlamentari che sono
stati presentati in sede centrale da altri deputati del Movimento
Cinque Stelle perché credo che questa vicenda dolorosa della
Concordia mal si presti a queste polemiche che sono succedute
rispetto a questo aspetto.
Credo sia chiaro che il cantiere navale di Palermo è,
probabilmente, l'unica sede deputata ad effettuare questo tipo di
interventi e che tutte le altre sedi alternative che sono state
proposte, sia per un discorso di economicità e di praticità siano
alquanto incompatibili alla realizzazione di questa opera.
Tra l'altro, sarebbe molto importante anche sotto il profilo di
segnale che la nostra nazione potrebbe dare nel senso di una
logicità degli interventi che, in un momento così particolare della
nostra economia, dovrebbe puntare ad ottimizzare qualunque tipo di
intervento che verrà realizzato nel nostro territorio. E, quindi,
fondamentalmente, chiediamo al nostro Governo e al nostro
Presidente di impegnarsi al massimo per fare in modo che, nelle
sedi istituzionali adeguate, porti questo messaggio e questo
tentativo di portare una commessa così importante a Palermo che
potrebbe sicuramente dare una certa tranquillità, nei prossimi
mesi, ai lavoratori di questo importante comparto e, di
conseguenza, anche dare un ulteriore sviluppo a tutto l'indotto che
ruota attorno a questa importante struttura della nostra Regione.
Non ultimo da considerare un fatto che potrebbe essere anche un
segnale che la nostra Sicilia potrebbe dare al resto del Paese: di
essere considerata come un'opportunità e non un problema come
spesso viene indicata la nostra Regione.
LO BELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO BELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, credo che proprio su questo
argomento e questa porzione, anche se datata come tempi, la
trattazione oggi avvenga in maniera tempestiva, nel senso che,
proprio in questi giorni, oggi e domani, la discussione vedrà al
centro delle tre sedi che si sono candidate al ricevimento della
nave Concordia, da un lato Piombino, che, come tutti, sappiamo
sembrava essere quella quasi naturalmente destinataria del relitto
della Concordia, visto che finalmente è stata messa in piedi la
nave Concordia, ma anche Malta.
Crediamo, però, che le condizioni dei nostri cantieri navali di
Palermo possano candidarsi a ben rispondere a quella esigenza di
professionalità e, cantieristicamente parlando, di professionalità,
per cui, già domani, il Presidente della Regione avanzerà questa
proposta per fare in modo che né Malta né Piombino finiscano con
l'essere i porti che riceveranno la nave, anche perché questo
finirebbe col dare una risposta alle grandi esigenze che abbiamo
non solo riferite a Fincantieri ma certamente riferite anche a
tutto l'indotto.
Credo, quindi, che la trattazione di oggi di questa mozione, non
solo perché il Governo ritiene così com'è assolutamente impegnato
in questa trattativa, ma così come la mozione stessa dice,
riteniamo proprio che possa, in questo senso, ricevere una risposta
positiva.
E' stata, quindi, intendimento sin da subito la candidatura di
Palermo e non solo legata alla necessità con quella che finirebbe
con l'essere una straordinaria commessa, ma proprio candidando la
propria professionalità.
Non è, quindi, una risposta ad un bisogno territoriale ma è una
risposta ad un bisogno di cantiere che la nave Concordia può
ricevere - proprio nel cantiere di Palermo -, la sua naturale
risposta competente e professionale.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, all'assessore solo
un suggerimento: laddove non dovesse essere sufficiente il bacino
di carenaggio del Porto di Palermo, ricordiamo che c'è il porto di
Augusta, con Punta Cugno che ha un'immensa area che potrebbe
ospitare la nave e anche, eventualmente, una parte o tutta la parte
possibile dei lavoratori dei Cantieri navali di Palermo.
Giusto per chiarire che non c'è bisogno di andare fuori,
l'operazione di Piombino, come ha detto bene il collega del
Movimento Cinque Stelle, è una operazione politica perché, prima
che si attrezzi quel cantiere, prima che ci sia, così come a
Palermo, la possibilità di poterlo utilizzare per smantellare la
nave, ci vorranno almeno tre, quattro anni.
E' ovvio, quindi, che il Governo nazionale, dopo aver dato non
solo al Porto di Piombino, ma anche ad altri porti del Nord Italia,
la possibilità di un rilancio economico e di uno sviluppo, pensi
che anche il Meridione e la Sicilia, in particolare, abbia le
energie, i luoghi, le possibilità, la geografia e le maestranze per
dare un contributo a questo, nonostante e purtroppo sia avvenuto
quello che è avvenuto, la possibilità di poter dare un contributo
allo Stato.
LO BELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO BELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, non è una replica ma, per la
verità, è un contributo. E credo che, in tutta la Regione, non solo
nel Porto di Siracusa, potrebbero trovarsi, ma ben venga, perché
parliamo sicuramente di un grande Porto e di un grande hub di
Augusta.
Dobbiamo, in questo senso, guardare alla possibilità e lavorare
tutti insieme affinché possa esserci un intervento di questo tipo
ed una destinazione.
Speriamo, quindi, che, già domani, al di là degli indirizzi che
sono stati dati in riferimento alle tre sedi, crediamo che tutta la
Regione, nel suo insieme, sia davvero interessata a quella che è
una straordinaria occasione anche di propaganda e di promozione
rispetto a quella che è la capacità professionale dei nostri
stabilimenti e dei nostri cantieri.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Così come concordato in sede di Conferenza dei Gruppi
parlamentari, ribadisco che, non avendo la possibilità di discutere
altre mozioni
LO BELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO BELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, scusatemi ma vorrei informare la
Presidenza che siamo, invece, come Governo, nelle condizioni di
rispondere a tutte le mozioni, al di là della presenza degli
assessori.
Mi permetto di dire che la prima mozione, riferita ai rifiuti, no,
perché credo che sia già stato comunicato mi spiace che non sia
stata inviata oggi
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione della mozione numero 132 «Revoca del decreto del
Presidente della Regione n. 509/GAB del 3 aprile 2013, relativo
all'aumento dei canoni demaniali»
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vista la presenza dell'assessore
Lo Bello, si passa al XII punto all'ordine del giorno: Discussione
della mozione n. 132 Revoca del decreto del Presidente della
Regione n. 509/GAB del 3 aprile 2013, relativo all'aumento dei
canoni demaniali a firma degli onorevoli Cancelleri ed altri.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Visto il Decreto del Presidente della Regione del 3 aprile 2013 n.
509/GAB con il quale è stato disposto l'aumento del 600% dei canoni
di concessione del demanio marittimo;
PREMESSO che:
l'aumento del 600% del canone demaniale marittimo appare del tutto
inaccettabile e soprattutto sganciato dalla realtà nazionale;
l'attività turistica in Sicilia rappresenta, da sempre, una
risorsa economica e lavorativa fondamentale per l'intera Isola ed è
generata in massima parte dai lidi e dagli stabilimenti balneari;
l'emanazione del decreto de quo è in assoluto e totale contrasto
con le condizioni economiche e finanziarie nelle quali si trovano
ad esercitare gli operatori del settore;
aumentare in maniera irragionevole i canoni demaniali, così come
proposto, oltre che del tutto inaccettabile, significa, nella
sostanza, cancellare centinaia di micro e piccole aziende e, al
contempo, numerosi posti di lavoro, esperienze lavorative ed
un'offerta turistica di qualità che non riguarda solo stabilimenti
balneari ma anche alberghi, ristoranti, campeggi, e tante altre
realtà imprenditoriali;
CONSIDERATO che:
a differenza di quanto erroneamente sostenuto, le finalità del
provvedimento de quo non possono essere quelle di allineare i
canoni regionali alla media nazionale;
infatti, appaiono del tutto illogiche, oltreché fuorvianti in tal
senso, le comparazioni - effettuate dalla stampa regionale sulla
scorta di dati ontologicamente errati - in relazione alle quali
sono state rapportate le cifre corrisposte dai singoli
concessionari, a titolo di canone, ed i ricavi conseguiti dalle
imprese balneari;
per sincerarsene basta analizzare il prospetto sotto riportato dal
quale si evince in modo evidente che, rebus sic stantibus, i canoni
applicati in Sicilia sono perfettamente in linea con la media
nazionale;
confronto di un canone su uno stabilimento balneare tipo di 10.000
mq
Liguria Euro 15.755,58 122%
Lazio Euro 16.471,74 128%
Toscana Euro 14.323,25 111%
Emilia Romagna Euro 15.039,41 117%
Sicilia Euro 12.895,61 100%
Calabria Euro 4.000,00 31%
dai dati della tabella sopra riportata si deve tenere comunque
conto che le aree date in concessione hanno una produttività
diversa in relazione alla Regione nella quale le stesse sono
ubicate;
invero, non possono in alcun modo essere rapportati, ad esempio, i
prezzi applicati da uno stabilimento balneare di Sciacca rispetto a
quelli applicati da uno stabilimento di Riccione;
inoltre, sempre sulla scorta dell'esempio sopra riportato, i
servizi garantiti ad uno stabilimento balneare di Riccione
(allaccio alla rete elettrica, alla rete fognaria, alla rete idrica
etc) non sono spesso garantiti agli stabilimenti balneari situati
nel territorio della Regione siciliana, con ulteriore aggravio di
costi e spese per la gestione di quest'ultimo;
oltre al canone demaniale, ai costi per il personale, al servizio
di salvamento e di pulizia giornaliera degli arenili e delle
strutture logistiche, sulle imprese balneari a vario titolo i costi
relativi agli oneri tributari (IRPEF, IRES, IRAP, TARSU, IMU, IVA
al 21%), energia elettrica, idrica, ecc. e i costi per montaggio,
smontaggio, ripristino dei materiali usurati, tinteggiatura annuale
delle strutture lignee e manutenzione delle attrezzature balneari
(lettini, ombrelloni, sdraio, ecc.),
impegna il
Presidente della Regione
a revocare il Decreto del Presidente della Regione del 3 aprile
2013 n. 509/GAB relativo all'aumento dei canoni demaniali del
seicento per cento;
ad adottare ogni utile iniziativa affinché la disciplina delle
concessioni tenga conto dei principi di tutela ambientale e
paesaggistica, anche in considerazione del rispetto della
proporzionalità tra spazio liberamente fruibile e spazio utilizzato
dagli stabilimenti balneari, nonché del rispetto delle norme sulla
concorrenza, così come statuite dalla direttiva Bolkenstein,
2006/123/CE . (132)
CANCELLERI - ZAFARANA - MANGIACAVALLO -
CAPPELLO - ZITO - CIACCIO - SIRAGUSA -
TANCREDI - CIANCIO - FOTI -
FERRERI -
PALMERI - LA ROCCA - TRIZZINO
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, il decreto del 3 aprile 2013, n. 509, riporta l'aumento
del 600 per cento dei canoni demaniali marittimi e questa misura,
chiaramente, appare inaccettabile in una Regione che fa delle
attività delle microimprese che si occupano del divertimento e
dell'allietamento balneare un onere quanto meno insopportabile o,
comunque, qualcosa di cui non ci si può fare carico.
Questo, a fronte anche del ragionamento che può essere effettuato
rispetto alle altre Regioni e, qui, nella mozione, abbiamo voluto
riportare quelli che sono anche i confronti rispetto alle altre
concessioni demaniali su una concessione tipo di 10 mila metri
quadrati.
Facciamo cento il parametro percentuale della Sicilia che andrebbe
a pagare su una concessione di 10 mila metri quadri, 12.895 euro, e
scopriamo che Liguria, Lazio, Toscana ed Emilia Romagna sono poco
al di sopra, con cifre che variano fra i 14 e i 16 mila euro,
mentre la Calabria scende addirittura a 4 mila euro e, quindi, al
31 per cento del nostro parametro.
Si capisce bene che in questo modo andiamo a vessare
particolarmente, con un aumento ulteriore rispetto a queste cifre -
e di troppo anche - la possibilità di fare impresa nella nostra
Regione, soprattutto in un'attività che ha anche fra i tributi, e
quindi gli oneri da riconoscere sia allo Stato che alle Regioni,
l'IRPEF, l'IRES, l'IRAP, la TARSU, l'IMU, l'IVA al 21 per cento,
l'energia elettrica, idrica, i costi per il montaggio e lo
smontaggio, il ripristino dei materiali usurati, la tinteggiatura
annuale delle strutture lignee, insomma tutta quella serie di
attività che devono essere svolte per mantenere quanto più
efficiente e presentabile un lido balneare.
Allora, chiediamo il ritiro di questo decreto; il ripensamento a
delle logiche più ferme, come, ad esempio, richieste che fanno i
gestori dei lidi, che sono quelle, ad esempio, come avviene in
Emilia Romagna, di avere gli allacciamenti alle fogne e, quindi, di
poter fare anche un ripristino, e della cura dei nostri litorali
marittimi ma, soprattutto - e la mozione chiede anche questo - di
andare a rispettare quella che è la logicità del dover dividere gli
spazi liberi delle spiagge rispetto a quelli con la concessione.
Troppo spesso, infatti, avvertiamo, viviamo in condizioni dove i
lidi occupano la maggior parte delle spiagge, mentre le spiagge
libere si vanno a verificare in quelle zone dove ci sono rigagnoli
d'acqua o piuttosto anche scori di fogna a cielo aperto e questo
diventa inaccettabile.
Rivedere, quindi, questa parte di normativa, sicuramente togliere
questo balzello che onestamente sembra troppo oneroso, in un
periodo di crisi nel quale stiamo andando ulteriormente ad
affossare quelle che sono attività commerciali di piccola entità.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, farò
un brevissimo intervento anche perché voglio lasciare qualche
minuto ad una riflessione di carattere generale sulle mozioni.
L'intervento in merito a questo problema è, da una parte, rivolto,
in positivo, nei confronti di chi ha presentato questa mozione
perché, fermo restando che questo è stato un intervento d'Aula
condiviso da tutti, dobbiamo anche dire che, strada facendo,
qualche difficoltà l'abbiamo registrata e l'assessore lo sa. Non è
stato un capriccio, non è mai un capriccio quando viene aumentato
un tributo.
Da una parte è necessità, da una parte è giustizia, equità, anche
nei confronti di chi non paga, di chi non ha pagato, quelle cose
che vanno sicuramente riviste.
Però, qualcosa è vero: non è andata come doveva andare, nel senso
che, forse, anzi tolgo il forse, non ho difficoltà, collega
Cancelleri, l'ho condivisa, l'ho votata, era nella finanziaria, ma
non ho mai difficoltà a riconoscere anche gli errori e gli sbagli,
la voterò questa mozione, sicuro che il Governo troverà una
soluzione.
Ora, non lo so se è quella dell'azzeramento, se è il 300%, se è il
100%, il 10% ma la voto, proprio per recuperare, almeno dal mio
punto di vista, quello che è stato - secondo me, ripeto - un errore
averlo previsto con quella modalità.
Poi, la voto anche per un altro motivo, signor Presidente, perché
non mi voglio mettere contro l'onorevole Cancelleri. Guardando,
infatti, l'ordine del giorno mi sono accorto che quattro mozioni,
ho fatto l'elenco e ho visto che quattro mozioni le ha presentate
il Movimento Cinque Stelle, due l'onorevole Musumeci, andate un pò
male, 3 gli onorevoli Cimino e Grasso, le altre proprio quindi,
come faccio a mettermi contro l'onorevole Cancelleri, che ha la
fortuna di decidere e di determinare l'ordine del giorno? A me
dispiace che, ogni volta, trovo lei, signor Presidente e sembra
quasi che sia una polemica nei suoi confronti.
PRESIDENTE. Lo so, assolutamente.
DI PASQUALE. Non è nei suoi confronti.
Cari amici, dietro la battuta, invece, ci sta un grande dolore,
caro Presidente, che è quello che una mozione - ho letto ma l'ho
saputo dal mio Presidente di Gruppo parlamentare, dopo essermi
lamentato oggi pomeriggio -, ho presentato una mozione, il 3 marzo,
di una importanza vitale per la nostra economia che riguarda
l'agricoltura; ne ha dato prima lettura e andrà all'ordine del
giorno martedì prossimo, quindi, non entro nel merito dell'accordo
euro mediterraneo e, nonostante sia relativa al 3 marzo, invece,
queste mozioni vanno dall'11 marzo al mese di luglio, hanno
superato, caro collega Sorbello, hanno scavalcato l'interrogazione
che rappresenta quella mozione importantissima, non meno di queste
qui, non meno di queste che erano state presentate oggi.
Come diciamo noi siciliani ni canciaru u pupu na machina'.
Signor Presidente, siccome la mozione è importante, ci sono
mozioni vitali, che almeno venga garantito e, lo dico a tutti i
Presidenti di Gruppo parlamentare, l'ordine di presentazione.
PRESIDENTE. Grazie per l'intervento. Dico, però, giusto per
chiarire - non sarò certo io a ricordarglielo - che noi procediamo
in base al Regolamento.
Lei sa benissimo che l'ordine dei lavori viene stabilito in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e non c'è nessuna
volontà, se ho capito la frase che ha detto.
Comunque, le ricordo che operiamo in base al Regolamento e, per
chi non lo ricordasse, l'articolo 153 cita che la mozione, una
volta letta in Assemblea, non può essere ritirata se 5 o più
deputati si oppongono e la determinazione della relativa data di
discussione è demandata alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, ai sensi del capo 1 bis del presente Regolamento.
Come vede, quindi, non c'è nessuna volontà a fare passare altre
mozioni prima o dopo. L'ordine dei lavori viene concordato, dico
concordato, di comune accordo con i Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Se lei, quindi, deve fare qualche lamentela, la faccia ai
Presidenti dei Gruppi parlamentari ed al suo, in particolare, che,
probabilmente, non si fa valere durante la discussione e la
determinazione dei lavori d'Aula.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, torniamo oggi a
trattare un tema che avevano già trattato il 28 maggio del 2013,
quando, subito dopo l'emanazione del decreto da parte
dell'Assessore per il territorio e l'ambiente, che prevedeva
appunto l'aumento dei canoni demaniali del 600 per cento.
Io allora, per l'approssimarsi della stagione estiva, ho
presentato immediatamente un'interpellanza chiedendo all'assessore
di revocare o di sospendere gli effetti del decreto.
L'assessore in quella seduta si è impegnato a sospendere gli
effetti del decreto assicurando che, intanto, sarebbe stato
corrisposto il canone dell'anno precedente maggiorato solo
dell'aumento Istat, ma che avrebbe convocato le parti e le
categorie per capire, rivedere e diversificare quali essi
dovessero essere.
Quindi, oggi forse è opportuno che l'assessore ci dica qual è
stata, perché aveva anche detto che c'era stata un'interlocuzione
con le varie categorie produttive anche per diversificare.
Io oggi mi permetto di aggiungere e di segnalare, rispetto a
quanto hanno detto i colleghi - che già hanno fatto, comunque - che
la situazione, soprattutto legata alla crisi ed alle attività
balneari, va nella direzione che sicuramente in questo momento - lo
avevo chiesto allora e lo chiedo pure oggi - per quest'anno non si
proceda ad alcun aumento perché non sarebbe giusto, non sarebbe
corretto che l'imprenditore, che possibilmente ha lavorato poco,
che in una stagione balneare estiva, soprattutto per gli
stabilimenti, ha subito grave crisi, oggi a consuntivo, solo perché
si sono riunite le categorie produttive che dicono che hanno avuto
l'aumento Istat però hanno concordato che si deve pagare tot e si
deve pagare in maniera retroattiva.
Pertanto, così come le altre regioni si sono adeguate e comunque
sono inferiori, basti pensare all'Emilia Romagna, è opportuno che
la Regione intanto per quest'anno che ha già rinnovato le
convenzioni, non proceda ad alcun aumento ma solo all'aumento
Istat; per un altro anno se c'è da rivedere o da ritoccare e come,
per settori e per le attività produttive, ma non sicuramente per
dei lidi, lo faccia d'accordo con le categorie produttive, ma che
non danneggi in un momento di grave crisi come questo, per
quest'anno, nei novanta giorni con l'aumento, le attività
imprenditoriali che ci sono state e che ci sono finora svolte.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
io intervengo per ribadire, per sottolineare e per evidenziare che
l'argomento di cui ci occupiamo, come è stato detto anche
dall'assessore per il territorio e l'ambiente dell'aumento, che
vuole significare adeguamento di canoni perché ha una refluenza
anche dal punto di vista finanziario e perché vorrebbe recuperare
quello che è stato il differente dislivello con altre realtà
italiane, ebbene, io mi permetto di dire che, a mio avviso, va
sostanzialmente applicato un principio di gradualità, anche se in
presenza di una necessità di adeguamento e che sicuramente per un
fatto di impatto da un punto di vista finanziario dunque
gestionale, dal punto di vista della risposta agli operatori del
settore, non può, oltre anche che per un fatto psicologico,
tollerarsi un incremento di canoni nella misura di sei volte tanto
quello che già esisteva.
L'aumento del 600 per cento - assessori, Governo - rappresenta un
motivo che di fatto può determinare non quell'incremento di risorse
sperato da questo aumento, perché può anche significare una
disincentivazione, una limitazione di attività e, così come avviene
anche per quelle che sono nel bilancio pubblico la stima sulle
entrate, nel momento in cui noi pensiamo di avere un prelievo
consistente dal punto di vista fiscale per le entrate tributarie,
perché le aziende lavorando pagano le tasse e contribuiscono, se
però non esistono le condizioni perché le aziende possano operare
sostanzialmente non si avrà quell'incremento di attività e quindi
quell'incremento stimato di entrate, perché probabilmente le
aziende rinunceranno ad iniziare un'attività.
Pertanto, quello che è il programma, di fatto, rischia di
diventare un programma non realizzabile.
Allora, questo, al di là delle sollecitazioni degli interessati,
delle aziende, delle categorie di riferimento, io dico che il
parlamentare deve avere oltre che il buonsenso anche la capacità di
valutare quelle che sono i rischi connessi ad ogni azione che in
questo caso il Governo porta avanti.
Allora, dato che trattasi anche di una iniziativa che vede la sua
genesi in un atto di governo, e quindi di Giunta, che non ha visto
il Parlamento in un momento di sostegno a questa iniziativa ma anzi
il Parlamento regionale, quelli che sono gli interventi di oggi e
in altre occasioni, ha voluto lanciare un grido d'allarme per dire:
fermiamoci, fermatevi, create condizioni di vivibilità per un
settore e per una realtà che rischia di pagare un prezzo. Inoltre,
alla fine, nell'interesse pubblico noi rischiamo di non realizzare
quell'obiettivo che attraverso questa manovra si prefigge il
Governo, che è quello di incrementare anche le risorse, ma si
rischia, addirittura, di vanificarne i risultati e di ridurne anche
il complessivo importo del comparto.
Pertanto, in questo io dico che l'iniziativa che è stata proposta,
anche da parte del PDL, trova un sostegno e nello stesso tempo un
invito al Governo a voler riconsiderare una materia dove da parte
di tutti c'è un invito ad una maggiore riflessione.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Assessore, già come prima di me ha richiamato alla memoria
la collega Grasso, il 28 maggio, data in cui lei ha presentato
questo decreto, c'è stata una rivoluzione, se così si può dire,
perché il tema è spinoso, il momento è difficile, la crisi
economica è devastante.
Uno dei pochi settori che ancora per poco riesce a fare da
attrazione di turisti, e quindi di risorse fresche, è appunto
quello che riguarda i lidi e le barche, sia per l'uno che per
l'altro ovviamente la crisi è devastante ed è sempre lì che morde
dietro la nuca.
Ora lei sa benissimo che in un momento come questo c'è molto meno
gente che va in vacanza o che viene in vacanza o che viene nei
lidi, ecc. Lei sa benissimo che gestire un lido significa non solo
il canone demaniale che è quello che è piccolo, basso, quello che
vi pare, ma impegna un po' di personale che viene ingaggiato, c'è
il personale del salvataggio, il personale della pulizia dei lidi,
il personale che deve servire a montare e smontare il lido, c'è il
personale che deve servire a tinteggiare il legno che viene
utilizzato, c'è tutta una serie di spese che insieme all'IVA che al
momento è al 21 per cento e tra qualche giorno sarà al 22, sta
tentando disperatamente di fare affogare, visto che siamo a mare in
tutti i sensi, anche come intervento sui lidi, di fare affogare
anche questo settore.
La sua sensibilità, la sua conoscenza del problema non può che far
guardare con attenzione a questa mozione che visto che non è una
mozione del gruppo 5 Stelle, ma nella sostanza ciascuno di noi ha
fatto un intervento di merito già nella data del 28 maggio, e un
po' tutta l'Assemblea che ha raccolto in questi anni le ulteriori
informazioni, lamentale e richieste da parte del settore, tutti
insieme le chiediamo di revocare questo decreto, di fermarsi e di
consentire a questi lidi di fare l'attrazione di ospiti, di turisti
che poi, magari, dopo il bagno possono scendere in città o negli
alberghi e cercare di colmare questo gap economico difficile che
stiamo attraversando.
Quindi, ovviamente , voterò a favore di questa mozione e non per
richiamare quello che ha detto il collega, onorevole Di Pasquale.
Signor Presidente, io non so i presidenti dei Gruppi parlamentari,
ma certamente non sarebbe cosa difficile chiamare anche i
presidenti delle Commissioni per capire se c'è qualche mozione più
importante di altre che magari i Capigruppo portano avanti per una
questione interna agli stessi partiti. Perché la mozione cui fa
riferimento l'onorevole Di Pasquale, è una mozione importantissima
che riguarda il settore dell'agricoltura che, come lei sa,
rappresenta il 12 per cento del Pil della Regione siciliana,
quindi, non è una lamentala perché si vuole cercare di mettere da
parte quelli che sono gli interventi dei colleghi presidenti dei
Gruppi parlamentari, no, è soltanto una richiesta di attenzione per
mozioni che magari non hanno l'attenzione dei presidenti dei Gruppi
parlamentari ma devono avere l'attenzione del Presidente
dell'Assemblea o di chi la rappresenta.
PRESIDENTE. Onorevole Gianni, la ringrazio per la sua
precisazione, però, ancora una volta devo sottolineare che la
capacità dei presidenti dei Gruppi parlamentari di potere
intervenire durante la Conferenza e sottolineare le priorità e
portarle all'attenzione di tutta la Conferenza dei presidenti dei
Gruppi parlamentari dovrebbe essere già bastante a potere, in
qualche modo, orientare i lavori d'Aula. C'è un Regolamento e
ritengo che dobbiamo attenerci a questo.
Se, quindi, invito deve essere fatto con forza, deve essere fatto
a quei presidenti dei Gruppi parlamentare che, forse, in maniera un
po' distratta, non si rendono conto di quello che viene portato
nelle Commissioni.
Se non ci sono altri iscritti a parlare, darei la parola
all'assessore Lo Bello.
LO BELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie, al
Presidente dell'Assemblea ed agli onorevoli che sono intervenuti,
perché mi danno l'occasione attraverso questa mozione di dare
un'informazione rispetto a quanto fatto.
Naturalmente alla fine di questo mio intervento vi chiederò di
rivedere la posizione. Lo chiedo intanto all'onorevole Cancellieri,
ed a tutti quelli che hanno presentato le altre mozioni perché
credo che un'azione sinergica che noi possiamo fare, da un lato
come Governo e dall'altro come Parlamento, è quello anche di
un'assunzione di responsabilità che, mi permetto di dire, in
rispetto del percorso sin qui fatto con tutte le associazioni.
Voglio, però, informare l'Aula insieme al Presidente Crocetta, non
foss'altro perché questa giornata di risposta alle varie mozioni
come Governo l'abbiamo considerata assolutamente importante, ed è
per questo che il Presidente Crocetta insieme agli altri assessori
mi avevano affidato il compito di rispondere a tutte le mozioni ad
esclusione della prima perché, come sapete, la IV Commissione ha
parlato di questo argomento fino alle 15.00, e l'aggiornamento
rispetto alle nuove indicazioni e a dei nuovi percorsi non poteva
venire in seno ad una risposta di mozione che qui avrei potuto
fare. La scelta, quindi, che invece è stata fatta, che è quella di
rinviare a domani la trattazione delle altre mozioni le tratteremo
al di là della presenza qui degli assessori al ramo, tenuto conto
che in questo senso il Governo era qui presente e che ero pronta a
rispondere a tutte le mozioni che erano state fin qui presentate.
Torniamo alla questione canoni demaniali.
Voglio ringraziare l'onorevole Grasso perché ha riportato alla
memoria il percorso fatto sin da quel 29 maggio perché con una
puntualità, devo dire che mi risparmia il tempo nel ripercorrere le
varie tappe, è proprio vero: avevo informato l'Aula di ciò che era
il nostro intendimento ed ho informato l'Aula della volontà di
individuare una griglia che avremmo sottoposto alle associazioni di
categoria, tutte le associazioni di categoria, per fare un primo
punto con l'istituzione di tavoli di confronto che da una prima
riunione plenaria, poi, ci aveva organizzato questa platea in
cinque commissioni che andavano escludendone, per la verità una a
cui porremmo rimedio, i cinque tavoli che andavano dalle strutture
ricettive a quelle degli alberghi, a quelle balneari, quindi,
dividendo, a quelle industriali ed a quelle di attività produttive.
Ebbene, dentro le varie commissioni si è molto discusso. Eravamo
in un certo senso pronti, così come lo siamo, pronti a trattare con
una griglia che noi abbiamo predisposto e di cui adesso informerò
l'Aula, nella settimana successiva a quelle delle ferie di
ferragosto. Ci è stato chiesto naturalmente dalle associazioni di
rinviare e la riunione è programmata per il prossimo martedì.
Cosa andremo ad offrire a quel tavolo di confronto? Noi abbiamo
previsto una griglia che intanto si posiziona non più sulle tre
classificazioni territoriali che andavano, vi ricordo, da bassa
valenza turistica, a media e ad alta. Prevediamo un'altissima,
quindi, l'introduzione di una quarta fascia.
Rispetto alla tipologia ed alla catalogazione e rispetto alle
attività che lì venivano fatte, prevediamo quella di stabilimenti
ed aree attrezzate, le attività commerciali e ristoranti, quelle
dei chioschi, le autorizzazioni brevi, giostre ambulanti e gli
spettacoli viaggianti - che sono una voce nuova perché non
prevista, come sappiamo molto spesso i nostri litorali sono invece
sede di quelle che sono, con l'uso di aree demaniali, una richiesta
di concessione che va al di là prevedendolo in questo senso -, le
attività produttive, i cantieri navali, i depositi costieri e
carburanti, l'acquacoltura, i porti, i pontili galleggianti, le
associazioni sportive, le onlus, i comuni, le strutture ricettive e
poi, per quanto riguarda gli alberghi, una suddivisione in quattro
categorie, fino a 2, 3, 4 e 5 stelle.
Abbiamo previsto un po' quello che è un lavoro rispetto a quello
che le percentuali che andremmo ad individuare: si va dall'1 per
cento di aumento sino al 600 per cento sapendo che lì dobbiamo
cercare di mettere anche ordine ad una tipologia di uso del
territorio che deve andare incontro a quelli che sono i fruitori ma
anche, mi permetto di dire, così come prima veniva richiamato
dall'onorevole Pippo Gianni, anche rispetto ai lavoratori che in
questo settore sono impegnati.
Mi permetto, però, di fare un'osservazione, anche rispetto alle
stesse argomentazioni che stavano e venivano portate in Aula
dall'onorevole Cancellieri: io credo che la suddivisione e la
necessità dell'aumento del canone demaniale non deriva, e noi lo
abbiamo già fatto, solo da un paragone rispetto a ciò che è, per
noi, una necessaria risorsa economica per la Regione, ma crediamo
anche ad un giusto canone concessorio che guardi, intanto, ad una
tenuta e ad una linea che è quella di un patrimonio - noi abbiamo
un patrimonio straordinario di 1650 chilometri di costa e
certamente non possono avere un introito che va dai 7 milioni e
mezzo ai 10 milioni -; crediamo assolutamente che sia improponibile
il mantenimento di questo dato però, dobbiamo dire, in questo
percorso che va dal 29 maggio ad oggi, siamo andati molto in
avanti. In che cosa?
Abbiamo, non più tardi della settimana scorsa, fatto un incontro
congiunto che ha visto attorno ad un tavolo tutti i nostri Uffici
demaniali insieme alle Guardie costiere di tutta la Sicilia,
insieme all'Ammiraglio ed abbiamo deciso, insieme, di fare un
percorso comune che riguarda due attività.
La prima è quella, mi permetto di dire di non chiamarla
controllo , però crediamo che ci sia una concorrenza sleale da
parte di quanti, pur avendo la concessione, per esempio negli anni
non hanno più pagato.
Quando si fa il controllo di uno stabilimento vorremmo che
emergesse, nel caso in cui ce ne dovesse essere la necessità,
guardando a quelli che invece hanno sin qui pagato i canoni
concessori, vorremmo rimettere la regola al centro di un percorso
che deve fare delle nostre coste un patrimonio non solo da offrire
al turista e ai lavoratori che vi operano e agli stessi siti
sicilian, ma anche da offrire in termini di risorsa economica e non
solo di risorse umane che li vengono impegnate.
Abbiamo, quindi, fatto questo incontro perché crediamo che anche
nel momento del gran passaggio fra quelli che erano i canoni
concessori fatti dalle Capitanerie di porto e poi passati in
Assessorato, probabilmente anche qualche fascicolo è rimasto
indietro.
Quindi dobbiamo, in un certo senso, riportare intanto ad
un'attività che guarda la regola complessiva, dobbiamo riportare
questo impegno che credo possa fare di tutti noi - e lo dicevo
nell'intervento che ho fatto in Aula nell'occasione che veniva
ricordata dall'onorevole Grasso -, che riporta questa necessità non
tanto al 600 per cento, chiederò al Presidente Crocetta, visto che
non è più necessario, di rimodulare quel del al sino al 600 per
cento perché oggi le proposte che facciamo vanno dall'1 per cento
al 600 per cento dove, per la verità, sono molto poche ma che
vorremmo offrire al confronto con tutte le parti. Pertanto,
martedì ci sarà questa riunione plenaria con tutte le associazioni.
Da questa griglia e da quell'elenco di partecipazione avevamo
dimenticato due attività, da mettere attorno ad un tavolo che era
quello, per esempio, dell'acquacoltura, e quello che era relegato
ad alcune attività sportive.
Come vedete invece le abbiamo previste, per cui chiameremo a
confrontarsi con noi - non lo abbiamo fatto nella convocazione che
è partita ieri - però, accorgendoci di avere escluso queste due lo
faremo immediatamente; partirà domani mattina anche la convocazione
per queste associazioni ora sportive, ora di categoria per quanto
riguarda l'acquacoltura, per cui la richiesta che farò al
Presidente Crocetta è di cambiare, quindi, l'aumento del 600 per
cento con un aumento sino al 600 per cento , perché lo dicevo la
volta scorsa siamo già nelle condizioni a 40 milioni di euro
previsti in bilancio di potere già prevedere che questo aumento non
debba superare il 350 per cento.
Per la verità, significa che per alcuni di questi l'aumento sarà
come dicevamo addirittura dell'uno per cento, questo ci dà anche la
misura di potere dare una risposta, da un lato alle risposte che
con queste risorse la Regione intende dare in funzione di governo
del territorio, di una maggiore cura del territorio, dell'erosione
costiera, che ha necessità di tanti interventi, la sua pulizia, ma
dicevo anche le cose che voi qui dicevate, insomma una assistenza
al mare, un controllo del mare, un controllo ambientale, che deve
potere vedere anche attraverso i canoni una possibile risposta
economica.
Adesso torno a quella che è la votazione. Certamente non attiene a
me, e quello che io faccio non è un appello a un non voto alla
mozione, io credo che invece debba essere un'azione che veda
insieme Governo e Parlamento a sostegno di un'azione di grande
partecipazione.
Credo sia stato l'unico caso - guardate che mettere insieme
tutti: dagli industriali, dalla raffineria, al porto, al piccolo
ambulante che sta nelle nostre spiagge - è stata un'operazione
assolutamente meritoria. Non credo sia mai accaduto, ma certamente
nascendo da un bisogno, abbiamo invece trasformato quello che era
stato un limite, in una opportunità. Un'opportunità di dialogo, di
confronto, che vede oggi e vedrà martedì prossimo confrontarci
rispetto a una percentuale che accanto al simbolo della
percentuale, deve però vedere la opportunità di trovare quelle
necessarie risorse per fare del nostro mare quella ricchezza che da
un lato dev'essere tutelata, e dall'altro, governata e nella parola
accudita io faccio rientrare quel sino al seicento per cento .
GIANNI. Chiedo di parlare per una precisazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Come lei sa Assessore, oltre a tutte le spese di cui
abbiamo detto prima, quindi canone demaniale, costi del personale,
servizio di salvataggio, pulizia, tinteggiatura, eccetera, le
voglio ricordare un lungo elenco di simpatiche sigle: IRPEF, IRES,
IRAP, TARSU, IMU, IVA, che sembrano battute, ma sono battute nelle
spalle.
A questo lei deve aggiungere, Assessore, che noi non forniamo
alcun servizio, né di acquedotti, né di fognatura, né di reti
elettriche, né di trasporto a tutti quelli che operano in questi
lidi. Quindi, bisogna riconsiderare che loro ci sono e fanno
l'attrazione di turisti, che poi spendono, noi non forniamo nessun
servizio. Io capisco che c'è bisogno di fare cassa... Ma se noi
questo problema lo guardiamo con una lente di ingrandimento forse,
se riusciamo a fare questo riusciremo a dare una spinta e un aiuto
ancorché indiretto a questo settore che è molto importante per
l'economia turistica della nostra isola.
SORBELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, assessore, io volevo sottolineare e
puntualizzare qual è stata la stagione balneare quest'anno, la
quale ha avuto presenze molto limitate, e che vede piangere tutti
coloro che nel tempo, specie negli ultimi lustri, hanno operato in
questo settore, e cioè quelli dei lidi, di coloro che avevano i
posti barca. Un lido non si può tassare fino al 600 per cento
perché, conti alla mano, ci sono lidi che incassano meno della
tassazione.
Ho avuto l'amara esperienza di un lido che incassa 68 mila euro,
ne pagava 10 mila e così ne deve pagare 43 mila, per cui non riesce
più a fare un business plan di tornaconto.
Non vorrei - e su questo auspico una riflessione da parte sua -
così com'è stato per il decreto del Governo nazionale quando fece
fuggire dall'Italia tutte le barche perché con una imposizione e
impostazione di tassazione così elevata e con il mirino della
finanza fuggirono tutte le barche. Da quest'anno c'è una
rivisitazione a livello nazionale e sono rientrate quasi tutte le
barche che erano andate a finire in Spagna, in Croazia e altrove.
Per cui, la invito in questi prossimi giorni, nelle prossime
riunioni che ci saranno, a rivedere, E poi, dobbiamo anche dire che
sostanzialmente tutta la costa siciliana non ha una attuazione
univoca.
Cosa voglio dire? Che Taormina non è uguale a Cefalù, Cefalù non
è uguale a Pachino, Pachino non può essere uguale a Trapani, per
cui una rivisitazione in questo senso, perché sostanzialmente ci
rendiamo conto - lei sa che poi ci saranno in scadenza tra
quest'anno e l'anno prossimo tutte le autorizzazioni di questo
settore e debbono essere rinviate così come c'è l'impegno fino al
2020, ma non so quanti potranno rinnovare se non ci saranno le
condizioni, per cui dobbiamo fare uno sforzo, il Governo, quindi
lei, assessore, deve avere lo sforzo per rivedere alcune persone,
le convochi e guardi che il business plan di tutto questo settore
quest'anno non va
Se qualcuno di voi ha avuto modo quest'anno di girare per le
spiagge, ha visto che sono state impegnate soltanto il 10 per cento
delle sdraio e degli ombrelloni. Questo sta a significare che non
possiamo rilanciare - perché di questo si parla, visto che siamo in
crisi profonda - un settore tassandolo fino al 600 per cento'
Rivediamo queste posizioni, rivediamo i numeri e penso che questo
settore ancora potrà dare tanto perché molto complesso ed impegna
una forza-lavoro non indifferente nella stagione estiva.
LO BELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO BELLO, assessore per il territorio e l'ambiente. Per la verità,
mi spiace molto. Ho cercato di motivare, di argomentare quelle che
sono state le spinte, che credo nascano proprio dalla costa,
dall'esigenza che ha la costa di una cura particolare e dalle -
come tutti voi più di me sapete - delle risorse non disponibili per
fare in modo che, al di là di quella che è l'erosione costiera, i
cui costi sono sicuramente molto alti, tutta l'altra cura di cui ha
bisogno la nostra costa deve poter trovare nelle risorse del
bilancio una risposta.
Questa non è un'operazione di cassa - mi permetto, onorevole
Gianni - non lo è Non è un'operazione di cassa. Questa è
un'operazione che vuole adeguare quella che è l'offerta che la
Regione Sicilia fa in termini di costa a quello che è, invece, il
giusto rapporto fra domanda ed offerta.
C'è anche un dato, che è quello relativo fino al 600 per cento .
Non vi ho detto naturalmente che, al di là delle quattro
classificazioni territoriali che noi facciamo all'interno di tutte
le voci che io vi ho detto, questa classificazione viene suddivisa
per il territorio dove l'attività è presente, per cui abbiamo
previsto aumenti che vanno, come vi dicevo, dall'1 per cento e
proseguono del 20, 40, 50, 100 sino, in alcuni casi, anche a quello
del 600 per cento.
Devo dire che, rispetto a questo, sono state tante le richieste di
confronto ed è come però - ed è per questo che mi collego a quella
mia parola mi spiace , spiace davvero dovere qui essere costretta
quasi a replicare. Insieme alle nostre passeggiate nel riscontrare
che le strutture, certamente, hanno risentito di una crisi che
riguardava le disponibilità economiche delle famiglie, questo è
anche vero, ho informato l'Aula che questa operazione sin qui e per
la prima volta ha registrato il coinvolgimento e la partecipazione
attiva; questo è il risultato del confronto con le rappresentanze,
un po' la stessa cosa di quest'Aula.
Abbiamo cercato di stabilire con le rappresentanze, in questo
caso, delle attività ricreative, alberghiere, industriali, di
ristorazione, di sport - l'avevamo dimenticato recupereremo questo
dato - abbiamo cercato di costruire un percorso comune. Oggi, non
siamo più alla fase della sommatoria delle sigle, è proprio vero.
Dall'IVA all'IRPEF a tutto il resto - ci faceva l'elenco
l'onorevole Gianni - insomma, non capisco allora togliamole le
tasse siciliane perché tanto quelle che sono tutte nazionali
andremo a Questa non è una tassa, paragonarla a quelle che sono le
sigle che veniva fin qui fatto, questa è una sorta di mi permetto
di dire tra virgolette, una sorta di affitto.
Facevo un paragone la volta scorsa: in un'area che conosco meglio
delle altre che è la mia città un grande stabilimento, molto grande
paga all'anno 7 mila euro, si attraversa la strada il ristorante ne
paga 4 mila al mese. Non chiedo, quindi, qui di ripensare un po' a
quelli che sono stati gli interventi ed io capisco bene che la
crisi, è proprio vero, attanaglia tutti, ma quello che io chiedo
all'Aula è di rinviare questa mozione, rinviamola a quando ci sarà
questo confronto con tutte le parti sociali e con tutte le parti
datoriali, vediamo che risultato dà e se una volta la
rappresentanza di quelle strutture avrà detto sì noi è come se
attraverso questo voto, mi permetto di dire, incentivassimo una
sorta di non volontà alla partecipazione complessiva della
gestione.
Mi permetto di dire che la mozione è una richiesta ed un impegno..
Io chiedo all'Aula di registrare e di chiedere questo impegno
subito dopo il confronto con tutte le parti datoriali. Siamo ad un
buon punto, siamo al momento in cui a quei tavoli, nel momento in
cui dovessimo raggiungere un accordo credo che davvero finirà
certamente con l'essere un momento straordinario.
Quella del 600 per cento è stata un'occasione straordinaria per
l'avere messo insieme tutte le parti. Abbiamo parlato, abbiamo
parlato di tanto, abbiamo parlato in lungo e in largo, abbiamo
parlato di strutture, per esempio, penso alla grande differenza fra
Catania e Palermo, abbiamo parlato delle strutture catanesi della
Playa che tanto hanno dato ai privati e che poco hanno ricevuto
dal pubblico quando hanno fatto il famoso patto della costa del
mare.
Di queste cose ne vogliamo riparlare? Ma se ne vogliamo riparlare
abbiamo anche bisogno delle risorse per dare una risposta a quella
che è la tutela delle nostre coste e dall'altro la possibilità di
offrire quei servizi di cui anche i nostri imprenditori hanno tanto
bisogno.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio
l'assessore per l'attenzione e con la puntualità con cui ha
espresso un po' l'iter che si è seguito all'indomani di questo
decreto che riguardava l'aumento dei canoni - possiamo definirli
affitti, come ha detto lei - che riguardano stabilimenti balneari,
demanio marittimo e quant'altro.
Però, veda, nelle sue parole ritrovo e rafforzo le convinzioni che
porteranno me, e penso il mio Gruppo, a sostenere questa mozione,
perché veda, se lei parla di fatto di tavoli di confronto che si
sono avviati e che stanno producendo i loro effetti; di altri
tavoli che seguiranno a questi già effettuati che serviranno ancora
di più a comprendere meglio la materia, quindi ci fa capire come un
confronto sia fondamentale su tutti i provvedimenti amministrativi,
ma che in particolare in questo che riguarda 9 mila operatori, che
riguarda 70 mila lavoratori, soprattutto nella stagione estiva e
quant'altro, l'attenzione doveva essere massima e, forse, ancora
più alta soprattutto alla vigilia di una stagione balneare che
forse è stata la più difficile degli ultimi vent'anni.
Però, se nelle sue stesse parole noi ritroviamo che quel decreto,
di cui oggi stiamo discutendo, perché stiamo discutendo di questo,
non stiamo bocciando l'attività che il suo Assessorato e lei in
modo attento ha promosso da maggio, giugno in questi mesi; noi
stiamo discutendo di una mozione che blocchi quel decreto che è
stato affrettato, è stato - se mi consente - sbagliato e che è
stato criticato.
Il fatto che è stato un errore non l'abbiamo detto, o non l'ha
detto il Movimento 5 Stelle, ma l'ha detto un componente della
stessa Giunta di Governo, l'Assessore Stancheris, che parlava di:
Saneremo questo errore , quindi parlava di errore
Quindi, io ritrovo nelle sue parole non una ragione per rinviare
questa discussione, ma addirittura, per approvare la mozione,
cancellare l'errore e poi affrontare le discussioni, i confronti, i
tavoli per trovare una soluzione adeguata e giusta che non
cancelli e non umilii gli operatori di questo settore.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha
facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
ritengo che questa discussione sicuramente raccolga diverse
sensibilità su un argomento che sta molto a cuore a diverse
migliaia di lavoratori e a diverse centinaia di imprese che operano
nel territorio regionale.
Credo che bisogna contemperare le giuste esigenze di una sana
amministrazione che sicuramente l'Assessore Lo Bello sta avviando
per il recupero nel territorio di beni demaniali che tante volte
non sono stati valorizzati né tanto meno pagati. Così come credo
che bisogna contemperare le esigenze in un momento di particolare
crisi economica che ha veramente desertificato le attività
produttive per evitare, in questo particolare e gravissimo momento
di crisi, ulteriori imposizioni che, fiscali e non fiscali che
siano, comunque, gravano sulle imprese.
Raccolgo e invito l'Aula a considerare l'appello dell'Assessore Lo
Bello per consentirle di definire questo percorso di confronto con
le varie organizzazioni datoriali e, signor Presidente, proporrei
di rinviare la votazione di questa mozione, fermo restando che
confidiamo tutti nella grandissima sensibilità dell'Assessore, a
una data prossima e subito successiva alla definizione degli
incontri in modo tale che l'Assessore ci possa riferire sull'esito
di questi incontri.
Oggi, apprendo con molto piacere, comunque, e questo bisogna anche
valorizzarlo, del fatto che questo famoso 600 per cento non è poi
il 600 per cento, ma spazia dall'1 per cento a x per cento a
seconda delle prerogative delle spiagge, delle tipologie dei lidi,
delle zone balneari, della redditività dell'impresa perché è chiaro
che un'estrema eguaglianza diventerebbe ingiustizia.
Ho avuto modo di notare, quest'anno, che i lidi hanno avuto una
riduzione di incassi veramente paurosa e che a ferragosto erano
occupate una ventina di sdraio su 200 che ce n'erano.
Quindi, penso che tutti quanti ci rendiamo conto del particolare
momento, tutti quanti penso che ci rendiamo conto della necessità
di definire e sentire queste organizzazioni datoriali e
imprenditoriali e di qualsiasi altra natura e penso che dobbiamo
dare il tempo all'Assessore di definire questo percorso per poi
arrivare ad una conclusione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, ho ascoltato con attenzione la
relazione dell'Assessore, però credo di dover fare delle
considerazioni di metodo, di merito, su quello che ha detto, che,
pur condividendo nell'aspetto di voler condividere con le persone
che nel comparto lavorano, mi fa un po' specie l'appello a
sospendere la procedura e, quindi, la votazione della mozione,
altrimenti andrebbero persi tutti quei passi in avanti che sono
stati fatti con le associazioni.
Io ho un metodo di lavoro completamente diverso. Penso che quando
deve farsi un'azione, uno studio sul campo, si parta da zero, e
partendo da zero non si parte da un decreto che impone l'aumento
del, o sino al 600 per cento, per me poco importa, perché poi la
cifra può arrivare fino a. Parto invece dal prima sentire gli
operatori del settore, cioè gli attori della problematica in loco,
e dopo vedo di trovare una possibile soluzione che sia la
mediazione fra la possibilità di introitare all'interno delle casse
della Regione soldi e quindi attraverso una nuova tassa, e le
disponibilità che queste persone hanno, cedendo qualche cosa. Ad
esempio, come la possibilità di dare a queste persone delle
concessioni per cominciare a mettersi in regola anche negli
stabilimenti, perché ricordo a tutti non ci sono pozzi Imhoff, non
ci sono impianti che riescono a far smaltire tutte le acque grigie
o nere che vengono prodotte da questi impianti, e questo è un
problema. Loro si aspetterebbero, ad esempio delle richieste da
parte della Regione, non un aumento.
Per cui, quando mi viene chiesto: non buttiamo a mare il lavoro
che abbiamo fatto con questi tavoli tecnici , e quindi sospendiamo
la mozione, questo modo di dire, questo modo di agire, non mi
convince.
Come non mi convince neanche la possibilità di fare un parallelo
come se questa non è una tassa ma è un canone di affitto.
Benissimo, io abito in affitto qui a Palermo, ma se il mio padrone
di casa domani mi dicesse: sai ti aumento l'affitto del 600 per
cento , io chiaramente scapperei E il dato, infatti, è che nella
sola provincia, anzi nel solo litorale di Mazara del Vallo, ad
esempio - perché è stata una delle parti che abbiamo monitorato in
maniera più dettagliata - su 25 lidi 20, a fronte di questo
aumento, sono pronti a chiudere. E molte altre sono le voci che
provengono da tutti i litorali siciliani di aziende di
microimprese, perché di questo si sta parlando o più comunemente
chiamiamo le aziende a conduzione familiare, che vivono con il
lavoro trimestrale o anche bimensile di questo introito e che per
il resto dell'anno devono fare una ragione con altri lavori. Andare
a togliere queste possibilità economiche a queste famiglie mi
sembra veramente incredibile.
Per cui, a nome del Gruppo che rappresento e quindi di tutti i
firmatari della mozione, non ritiriamo, ma anzi invitiamo
l'Assessore ad annullare questo decreto e a continuare con i tavoli
tecnici che sicuramente saranno ancora più proficui, visto che chi
attualmente lavora al tavolo tecnico ha anche ricevuto un avviso
dalla Regione che prima o poi gli arriverà una richiesta di
pagamento del 600 per cento del canone e credo che non si vada a
tavoli tecnici con un avviso del genere a cuor leggero.
Invece, togliamo questo decreto, lo annulliamo, ripartiamo da zero
e anche noi saremo pronti a dare una mano d'aiuto all'Assessore in
fase di stesura, non solo di un decreto, ma anche di una revisione
della legge che riporta i canoni demaniali e, quindi, anche
l'utilizzo delle spiagge libere che tanto stanno a cuore anche a
noi, come la tutela del mare e del demanio pubblico.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi., mi
permetto di fare un appello all'onorevole Cancelleri. Gli ho detto,
sin da subito, che sono pronto a votarla, la voto immediatamente
perché ritengo che su questa vicenda possiamo fare di più e gli ho
detto anche che non dobbiamo innamorarci mai delle nostre idee,
altrimenti è finita; però, l'errore lo sta commettendo lei ora.
L'Assessore è stato chiarissimo. L'Assessore ha detto: Io ho
avviato un percorso e lo ha detto con una chiarezza e con un garbo
immenso, estremo. Cercherò di essere serio nel mio intervento,
onorevole Gianni, così come mi ha prima sollecitato.
Quindi, l'intervento dell'assessore è importante: Ho avviato un
percorso . Questo percorso l'ho avviato con le categorie, se io non
ho capito male e, la prego Assessore di bloccarmi in questo senso,
lei ha detto Fatemi fare il passaggio, dopo di che fatto il
passaggio sarò io stessa a seguire quello che è l'indirizzo delle
organizzazioni .
Io penso che andare oltre significhi mortificare il lavoro che si
sta facendo. Per me è sufficiente l'impegno dell'assessore che è
quello che scaturirà dall'incontro con le organizzazioni di
categorie e la invito davvero a rinunciare al dato politico perché
diventa dato politico e io a questo non sono interessato, tanto è
vero che non me lo sono creato neanche prima da uomo di maggioranza
anche a sostenere la mozione. Però, davvero, facciamogli fare
questo percorso.
Sono d'accordo con lei, il metodo poteva essere fatto diversamente
ma tutti commettiamo errori. Chi è che non commette errori, tranne
Grillo e 5 Stelle poi gli altri commettiamo tutti errori, tutti i
giorni Sicuramente, su questo qualcuno è stato fatto, poteva
essere fatto dal punto di vista del metodo anche prima, però
secondo me l'assessore il percorso l'ha recuperato in maniera
eccezionale: ha assunto un impegno in questa Aula di rivedere, di
accogliere la posizione che scaturirà. Giustamente, mi fate capire
a cosa serve arrivare la o dare questo indirizzo del Parlamento che
noi non siamo interessati. Noi, non l'assessore, noi non siamo
interessati al raccordo con le organizzazioni e con le categorie.
Io penso che dopo quello che ha detto l'assessore abbiamo il dovere
di prendere atto che c'è una interlocuzione aperta, che c'è un
assessore che è disponibile a raccogliere le istanze che provengono
da quel mondo e quindi accompagnare questo percorso. Il resto è
più. No, io non mi permetterei mai, lei sa il rispetto che porto
nonostante i dispiaceri che lei mi dà, però - mi permetta di dire
- che il resto è in più.
Lei è una persona concreta, penso alla fine che quello che
interessa a tutti noi è il risultato. Mi ritengo soddisfatto e
ritengo davvero che questo atteggiamento, Assessore, come al
solito, dimostra la sua grande serietà e la sua grande
professionalità.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cascio Francesco.
Ne ha facoltà.
CASCIO FRANCESCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo per annunciare il voto favorevole del mio partito a
questa mozione e per dare un consiglio all'Assessore: io, fossi al
suo posto, darei parere favorevole alla mozione, Assessore.
Io ho apprezzato la sua ricostruzione dei fatti, però la
ricostruzione dei fatti dimenticava un passaggio che è essenziale
nella materia che stiamo trattando. La legge che regolamenta il
demanio marittimo, purtroppo conosco la materia avendo fatto
l'Assessore per il Territorio per un paio di anni qualche decennio
fa, è regolamentata da legge 15 del 2005.
Nella legge 15 del 2005 allora il Parlamento volle, votando un
emendamento d'Aula, prevedere un massimale nel ritocco dei canoni
demaniali. Il Parlamento votò l'aumento massimo nella misura del 10
per cento. Per cui, io qualche mese fa appresi dal giornale che
l'assessore con un decreto assessoriale avrebbe aumentato i canoni
del 600 per cento pensai, tra me e me: speriamo che cambi idea,
perché lo sommergeranno di ricorsi e la Regione si troverà a
soccombere in maniera inesorabile .
Quindi, quello che le chiedo è di dare parere favorevole alla
mozione presentata dal Gruppo Movimento Cinque Stelle, perché
comunque l'Aula, al di là del lavoro che lei egregiamente sta
portando avanti con le categorie produttive, con i sindacati, con i
gestori dei lidi, con la Confindustria, tornerà a discutere
sull'argomento, non potrà che tornare a discutere sull'argomento,
perché così come la legge 15 ha stabilito per i canoni demaniali un
massimale di aumento del 10 per cento, così questo Parlamento dovrà
tornare a riunirsi sulla proposta che il Governo farà quando avrà
esaurito questa fase di interlocuzione con le categorie produttive.
Per cui, dovendo comunque il Parlamento tornare a lavorare sulla
materia, credo che questa mozione sia, da un punto di vista
sostanziale, pressocchè inefficace.
E' un segnale politico che il Parlamento deve dare, ed io sono
affinché il Parlamento lo voti e voterò questa mozione.
Da un punto di vista formale e sostanziale certamente non è
questa mozione che bloccherà il suo lavoro, ma sarà la
determinazione che questo Parlamento vorrà dare quando il Governo
si presenterà con un disegno di legge che riscriverà e ridisegnerà
tutta la materia del demanio marittimo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, un
consiglio volevo dare all'onorevole Dipasquale, ma è andato via,
perché non potesse sbagliare: bastava che votasse i provvedimenti
presentati dal Movimento Cinque Stelle e non correva più il rischio
di sbagliare in Aula. Però, vedo che è andato via e, quindi, non
può accogliere la proposta che gli volevo fare.
Ha ragione l'onorevole Cascio, lei, Assessore, lo sa meglio di
noi. A suo tempo, quando furono stabiliti i canoni di locazione fu
una legge. Noi non possiamo assolutamente pensare, oggi, di
modificare una legge attraverso un decreto.
E di conseguenza il voto del PDL, come ha annunciato l'onorevole
Cascio, come dirà adesso anche il nostro capogruppo sarà favorevole
alla mozione che è stata presentata in Aula. Anche perché, veda,
lei giustamente ricordava che ha iniziato questa fase di
concertazione con le categorie. A conclusione di questa fase di
concertazione, ammesso che anziché aumentare le rette che si pagano
del 600 per cento, verranno aumentate del 599 per cento il decreto
del Presidente della Regione dovrà essere necessariamente essere
revocato.
Per cui, siccome è unanime la volontà da parte del Parlamento, e
mi pare di capire che le forze che sostengono il Governo sono
andate tutte vie perché soltanto l'opposizione questa sera è in
Aula, è chiaro che questa è una mozione che il Governo dovrà
necessariamente recepire. Allora, anziché dare un parere contrario,
anziché lo stesso attuare la volontà di quest'Assemblea che,
ricordo, comunque dovrà essere nuovamente presa in considerazione
attraverso una ulteriore votazione, io, al posto dell'Assessore,
sarei non dico più saggio, ma sicuramente più accorto dal punto di
vista politico, mi rimetterei alla volontà dell'Assemblea.
Anche perchè, Assessore, se non si rimetterà alla volontà
dell'Assemblea, lo stesso voteremo a favore della mozione. Quindi,
spesso non ha senso opporsi. Vale sempre il detto antico Calati
iunco, ca passa a china . Spesso quando la quercia si mette
davanti alle forze dell'acqua viene trascinata a valle.
Questa sera il Governo, non per responsabilità dell'opposizione,
ma per responsabilità del Governo e della sua maggioranza che non
esiste in Aula, corre il rischio di essere travolto così come la
quercia.
Quindi, le consiglio, nel rispetto di quelle che sono le
prerogative di questo Parlamento, di adeguarsi alla volontà del
Parlamento stesso, di non dare nemmeno parere favorevole, di
attestarsi sulla decisione che vorrà prendere questo Parlamento,
anche perché mi pare di capire che lei sta lavorando nel senso
sperato dall'Assemblea e, quindi, si potrebbero mettere insieme la
volontà del Governo, la volontà del Parlamento, la volontà degli
operatori che già hanno fatto sapere che non saranno nelle
condizioni di continuare a pagare questi eventuali canoni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Trizzino. Ne ha
facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, prendo la parola solo per una
precisazione e cioè che la mozione che porta la firma del Gruppo al
quale appartengo non si limita soltanto a indicare quella che è la
riscrittura del decreto in oggetto, ma in realtà indica delle
prescrizioni piuttosto specifiche che si muovono sia sotto il
profilo ambientale che sotto quello della libera concorrenza,
perché da un lato chiediamo che le future concessioni e quelle
attualmente in essere rispettino sia i principi di tutela
ambientale e paesaggistica così come prescrive la legga nazionale
che quelle regionali, e soprattutto che per la prima volta, perché
non avviene attualmente, vengono rispettate quelle che sono le
prescrizioni comunitarie e cito specificatamente la direttiva
Bolkestein, la 2006/123, che chiarisce che le concessioni demaniali
debbano essere effettuate garantendo quella che è la libertà di
concorrenza.
Noi, oggi, soprattutto nel territorio di Palermo, viviamo una
situazione che è paradossale: l'unica spiaggia del comune di
Palermo gode di una concessione che ha superato di ben oltre quelli
che sono i limiti stabiliti da questa direttiva. Questo che fa? Non
fa oltre che danneggiare quella che è la libera concorrenza
dell'esercizio dei piccoli imprenditori.
Quello che chiediamo noi è che si rispettino i limiti di quello
che viene chiesto in questa mozione, anche questo aspetto
fondamentale dettato dalla disciplina comunitaria.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione sulla mozione.
Ho sentito un po' tutti quanti, ho sentito una richiesta di
posporre, ma credo che la volontà dell'Assemblea sia abbastanza
chiara, per cui in maniera molto salomonica, attenendomi anche
all'articolo 153 del Regolamento interno, pongo in votazione la
mozione..
Comunico che gli onorevoli Vinciullo, Figuccia, Lombardo, D'Asero,
Ioppolo, Musumeci, Cascio Francesco e Alongi hanno chiesto di
apporre la firma alla mozione.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione la mozione n. 132 . Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione della mozione numero 43 «Pagamento differenziato delle
somme per corsi del personale e spese di gestione agli enti gestori
di attività formative e sportelli multifunzionali convenzionati con
la Regione siciliana»
PRESIDENTE. Si passa al VI punto dell'ordine del giorno:
discussione della mozione n. 43 «Pagamento differenziato delle
somme per corsi del personale e spese di gestione agli enti gestori
di attività formative e sportelli multifunzionali convenzionati con
la Regione siciliana», degli onorevoli Cancelleri, Cappello
Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti, La Rocca, Mangiacavallo, Palmeri,
Siragusa, Trizzino Venturino, Zafarana, Zito.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
gli operatori della formazione professionale e degli sportelli
multifunzionali in Sicilia svolgono la loro attività, regolata da
un identico CCNL, presso gli Enti di formazione accreditati che
ricevono il finanziamento per la loro attività integralmente dalla
Regione siciliana;
la quota spettante al personale è parte integrante del
finanziamento ed è legata ad una serie di adempimenti degli Enti
che spesso nulla hanno a che fare con le voci riguardanti il
personale;
rilevato che:
essendo la quota spettante al personale parte integrante del
finanziamento, questo alimenta un sistema totalmente privo di
certezze per il personale che è costretto a dover subire attese
anche di parecchi mesi per avere le proprie spettanze, tenuto conto
degli adempimenti propedeutici connessi al pagamento degli oneri
contributivi;
il Fondo Sociale Europeo prevede l'erogazione indifferenziata
delle spese del personale, della gestione e degli allievi, mancando
una distinta differenziazione delle rispettive voci di spesa,
mancanza che impedisce il controllo dell'utilizzo che gli enti di
formazione fanno del finanziamento pubblico ricevuto sino a
rendiconto e delle priorità;
visto che la legge regionale siciliana n. 23 del 2002,
all'articolo 39, prevede che gli enti gestori di cui alla l. reg.
sic. 24/76 ricevano con cadenza mensile il fabbisogno necessario al
pagamento delle spettanze retributive e contributive per il
personale dipendente a tempo indeterminato,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale e all'assessore per la famiglia, le politiche sociali
e il lavoro
a dare seguito alla superiore disposizione normativa al fine di
salvaguardare le competenze economiche spettanti agli operatori
della Formazione professionale dipendenti dagli Enti che operano
nei comparti della Formazione, servizi formativi, obbligo
istruzione e formazione, assicurando quindi i necessari interventi
amministrativi per erogare il finanziamento agli Enti di formazione
professionale nel rispetto della previsione di cui all'art. 39
della legge regionale siciliana n. 23 del 2002, garantendo la
regolarità, la tempestività e la certezza del pagamento degli
stipendi». (43)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ciancio per
illustrare la mozione.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa mozione, in
realtà, era stata fatta un po' di tempo fa e oggi risulta un po'
superata dalla delibera di Giunta n. 200 che prevede proprio
l'obbligo di un conto corrente per le spese del personale
accompagnato dall'adozione di sistemi volti ad imporre agli stessi
enti il pagamento mensile delle retribuzioni ai lavoratori. Quindi,
l'intento della mozione è stato rispettato e, comunque, speriamo
che si dia seguito a questa delibera di Giunta.
Approfitto della presenza del Governo, in particolare della
presenza dell'Assessore. Sappiamo benissimo che in questo momento
c'è una problematica che riguarda gli sportelli multifunzionali
che, come sappiamo, dal 30 settembre non saranno più attivi proprio
perché l'avviso scade il 30 settembre.
Allora, quello che voglio chiedere all'Assessore, e la prego di
ascoltare con attenzione, è cosa faranno i dipendenti degli
sportelli multifunzionali dall'1 ottobre; se passeranno al CIAPI e
con quale tipo di contratto passeranno al CIAPI di Priolo? Se
resteranno in capo agli enti, ma restando in capo agli enti come?
Con una proroga? Con quale risorse vengono pagati? E, soprattutto,
questo era un problema legato ai dipendenti ma in particolare per
il tipo di servizio che svolgono i dipendenti degli sportelli, dal
primo ottobre chi farà le attività di orientamento? Chi farà i
colloqui per ammortizzatori sociali, chi erogherà la Cassa
integrazione? Tutta una serie di servizi che da un po' di anni a
questa parte svolgevano i dipendenti degli sportelli
multifunzionali e dal primo ottobre, temo, ma non solo a detta mia,
ma a detta di alcuni dirigenti dei centri per l'impiego, succederà
un po' il caos perchè non si sa chi potrà svolgere questo tipo di
attività, anche perché all'interno dei centri per l'impiego ci sono
dipendenti che non hanno le professionalità per fare orientamento,
colloqui e così via.
Assessore, siamo quindi a pochi giorni dalla scadenza dell'avviso,
siamo, si può dire, al capolinea. In questo momento, ciò che ci
importa è, più che dare un indirizzo, anche perché come sappiamo
tutto ciò che riguarda la formazione è in capo al Governo perché
nella finanziaria l'articolo che riguardava la formazione è stato
stralciato e, quindi, dal punto di vista legislativo non abbiamo
potuto fare molto, quindi, in questo momento, più che dare un
indirizzo ciò che ci sentiamo di chiederle, sia per i lavoratori
degli sportelli, che per tutti i cittadini, perché comunque sono
servizi che servono a tutti i siciliani, sono delle risposte,
risposte chiare.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDEN TE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, la
mozione posta all'ordine del giorno, come correttamente diceva la
collega firmataria della stessa, pone delle premesse importanti
seppur, in effetti, il Governo, almeno su questo piano, aveva già
posto una soluzione, era già intervenuto, tuttavia, rispetto a
quella fase sono subentrate chiaramente nuove emergenze.
Ciò dimostra che, chiaramente, la situazione è in divenire e che,
ahimè, l'Assessorato competente è sottoposto a delle pressioni, a
delle emergenze, che rendono decisamente difficoltoso l'operato;
tuttavia, mi sembra di comprendere che, in qualche modo, ci sia la
voglia di dare delle risposte, risposte concrete a questi operatori
che, ahimè, da troppi anni si vedono rimpallati, per responsabilità
ovviamente non ascrivibili interamente a questo Governo, con
rinnovi di contratti, con soluzioni che in passato erano possibili
e che ad oggi, addirittura, non lo sono, a partire ad esempio
dall'ipotesi della Cassa integrazione perché, come sappiamo, adesso
chiaramente con il nuovo testo non sarà più possibile ricorrere
neanche a quella.
Ho recuperato proprio ieri sera, attraverso un incontro con degli
operatori degli sportelli multifunzionali, un testo nel quale c'era
stato un impegno, in effetti, da parte del Governo che aveva
attenzionato la proposta, in un'ultima riunione del 7 giugno
svoltosi alla Presidenza della Regione siciliana, alla presenza
dell'Assessore, delle organizzazioni sindacali, dei legali
rappresentanti di diversi enti e lì, in effetti, in qualche modo,
furono poste delle rassicurazioni rispetto alla possibilità di
garantire i livelli occupazionali con particolare riferimento, per
l'appunto, agli sportelli multifunzionali che la collega citava
prima che non erano magari, in maniera decisa, posti all'ordine del
giorno attraverso la mozione, ma che purtroppo rappresentano, a
questo punto, la priorità in considerazione del fatto che, in
effetti, al 30 di settembre questi operatori smettono
fondamentalmente di lavorare.
La collega citava già una serie di servizi che vengono realizzati
attraverso gli sportelli multifunzionali, quindi, l'orientamento,
quindi la possibilità o quanto meno il tentativo di creare un
incontro tra domanda ed offerta di lavoro, tutta una serie di
servizi che è possibile erogare attraverso l'acquisizione di
competenze che negli anni, da parte di questi professionisti, ormai
sono state acquisite e che, difficilmente, potranno essere
sostituite diversamente dal mercato ad oggi presente e che,
chiaramente, non sono presenti neanche all'interno delle risorse
della Regione siciliana.
Si tratta di 1.856 persone, per l'esattezza, che vedevano
rinnovati i contratti in funzione dell'avviso 1) e dell'avviso 2),
persone per le quali sono stati spesi 6 milioni in un recente
passato per la riqualificazione e parliamo degli anni che vanno
soltanto dal '96 al 2003 e per le quali, evidentemente, ahimè,
adesso non sembra esserci soluzione concreta.
Mi è sembrato di capire dallo studio delle carte, ma anche dal
resoconto di alcuni verbali che sono stati raccolti a seguito di
questi incontri che, in effetti, un'ipotesi era stata posta
all'orizzonte, anzi due.
La prima era quella dei contratti di rete, Assessore, con i quali,
in qualche modo, attraverso l'utilizzo dell'ente strumentale CIAPI
si poteva mettere assieme la rete di questi enti che, in qualche
modo non potevano più loro contrattualizzare i dipendenti ma che,
comunque, attraverso l'utilizzo dell'ente strumentale, poteva
trovarsi una soluzione.
L'altra soluzione è quella della proroga dei contratti e degli
avvisi per un periodo di almeno sei mesi; dico di almeno sei mesi
perché, in effetti, della dotazione complessiva dei 220 milioni ci
sarebbe, ho compreso, la possibilità di una soluzione tecnica che
va nella direzione della rimodulazione del 10 per cento di quelle
somme e, siccome, il 10 per cento di quelle somme è all'incirca 22
milioni di euro, ritengo che quelle somme potrebbero bastare per,
eventualmente, prorogare i contratti. Siccome si tratterebbe della
rimodulazione delle azioni e non del recupero di nuove somme -
rimodulazione delle azioni che farebbe riferimento, appunto, agli
importi residui del triennio precedente -, mi chiedevo se questo
secondo percorso potesse essere una strada da seguire.
Quindi, Assessore, in effetti, questa emergenza c'è, so che la
situazione non è semplice, so che il suo Assessorato sta facendo di
tutto ed ha incontrato ripetutamente, attraverso tavoli tecnici, le
organizzazioni ed i lavoratori che, ovviamente, purtroppo non
sempre si sentono pienamente rappresentati dalle organizzazioni
sindacali che, ancora una volta, n questa fase, lanciano un grido
di allarme, un grido di aiuto ed io con loro le chiedo, in qualche
modo, di trovare una soluzione per questa vicenda.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
intervengo giusto per una riflessione comune. I dipendenti di
questi sportelli multifunzionali vengono assorbiti dopo una
selezione organizzata dal Governo regionale e dall'Assessore
competente; vengono chiamati ad espletare una funzione che, a
tutt'oggi, stanno espletando e che è quella dell'orientamento,
della selezione di personale, anche personale della Regione che
doveva passare di livello veniva sottoposto all'attenzione ed alla
valutazione delle risorse umane degli sportelli multifunzionali
che da ben sei anni hanno questa funzione; vengono scelti,
attraverso un bando emanato dalla Regione, tra gli appartenenti
agli enti di formazione.
Quindi, un percorso lineare, ufficiale, serio, sano e puntuale che
vede, all'improvviso, dopo sei anni di lavoro impegnativo ed
abbastanza importante per la Regione stessa, una serie di nuvole al
loro orizzonte; un personale di cui non possiamo fare a meno perché
se così fosse sarebbe meglio chiudere i battenti e ciò, nonostante
io comprenda perfettamente le difficoltà nelle quali si muove la
Regione, i problemi economici che ci sono, ciò non ci può non fare
vedere con un occhio sereno i tratti, i settori più importanti che
possono servire alla nostra Regione.
Veda, in questi giorni, la butto lì così magari lei ne potrà fare
uso per quello che ne riterrà utile, assistiamo ad un mare di
immigrati che stanno invadendo le nostre coste, che attraverso le
nostre coste invaderanno la Sicilia, l'Italia e l'Europa.
Qualche anno fa, circa 15 anni fa, lanciai l'ipotesi di utilizzare
i CIAPI - cosa che le ho detto in Commissione, Assessore - di
Priolo e di Palermo e qualche ente di formazione serio per fare un
accordo con il Governo nazionale attraverso il Ministro del lavoro,
degli Interni, degli Esteri ed oggi anche dell'Immigrazione con la
Comunità Europea ed i paesi frontalieri dell'Africa per formare,
dopo un accordo fatto con questi paesi frontalieri, quante più
migliaia di persone possibili per riportarle nel loro territorio
chi voleva tornare e per mandare in Europa persone formate, con le
risorse della Comunità Europea, che deve farsi una ragione del
fatto che c'è un popolo che vive nella fame ed un altro popolo che
si aggiunge a questo che vive nella guerra.
La Comunità Europea ha il dovere di fare questa operazione, la
formazione, i formatori che oggi rischiano di andare a casa per
mancanza di risorse, perché l'indirizzo politico della Regione è un
altro, perché il Governo ha difficoltà, non lo so che cosa, ma oggi
o abbiamo la capacità di richiamare risorse europee e di fare cose
come quelle che ho suggerito qualche tempo fa - Assessore lei lo
ricorderà benissimo - e utilizzare le risorse, il personale che già
è formato per dare una mano anche agli altri paesi.
Quindi, su questo, Assessore, sono qui pronto a darle una mano,
perché i responsabili dipendenti funzionari degli sportelli
multifunzionali possano continuare il loro lavoro, il loro impegno
e lì dove c'è la possibilità di utilizzare questa idea, che può
anche allargarsi a tutte le IPAB siciliane che non servono a
niente, in questo momento sono soltanto un punto di sperpero di
denaro, per cui se una parte di IPAB viene venduta perché non serve
più è un dato, se quella parte che, invece, ha ancora il personale
attivo può essere utilizzata come contenitore per questi immigrati,
per fare anche la formazione. Se tutto il settore della formazione
potrà essere rivisto rispetto a questa novità, a questo
suggerimento, credo che abbiamo fatto un'opera meritoria per noi,
per i siciliani e per tutta l'Europa, oltre che, ovviamente, per
gli immigrati.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non essendoci altri deputati
iscritti a parlare, do la parola all'Assessore Bonafede.
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Intanto, ovviamente, Presidente va da sé che, siccome il
testo della mozione non mi permette di potere rispondere
pienamente, cosa che per altro ho già fatto in sede di Commissione
e che sicuramente sarà oggetto di maggiore specifica nelle prossime
giornate sulla questione degli sportelli multifunzionali, intanto
mi devo soffermare su quella che è la mozione ed il contenuto
della mozione, perché dal contenuto della mozione e dalla risposta
che darò si intuirà qual è la differenza profonda, anche nel tempo,
che ha caratterizzato gli avvisi che hanno determinato due diversi
metodi per il pagamento e, quindi, per la intercettazione del
costo.
La mozione, probabilmente, che è stata promossa nasce
dall'equivoco che sappiamo riconducibile proprio all'avviso 20).
L'avviso 20) per la formazione professionale prevede un'unità di
costo standard, non solo prevede un'unità di costo standard che
corrisponde a 129 euro ora per corso, ma in più non prevede la
rendicontazione, proprio per questo il pagamento è indifferenziato.
Ma quando parliamo degli sportelli multifunzionali, quindi, tema di
cui posso parlare come assessore che, comunque, ha avuto attribuita
la funzione degli stessi sportelli, riconduciamo la forma della
rendicontazione a quella prevista dall'avviso 1) e dall'avviso 2)
che, a differenza dell'Avviso 20), sono a costo reale, per cui la
rendicontazione è necessaria, fondamentale ed è l'unico strumento
attraverso il quale la spesa è prima leggibile e, poi, ammissibile
e, quindi, erogabile.
Proprio per questo, per gli avvisi la difficoltà della differente
destinazione del pagamento al personale piuttosto che alle spese
generali non c'è mai stata.
Questa è la risposta alla mozione per ciò che mi riguarda. Va da
sé che, se il Presidente mi consente, farò soltanto un intervento
che non può essere sicuramente una risposta specifica a tutte le
domande compilative che mi sono state fatte, perché veramente darei
risposte ad un altro tema, che non è quello di cui stiamo parlando
oggi.
Però non ci dobbiamo dimenticare - e voglio richiamare le cose che
hanno detto sia l'onorevole Figuccia che l'onorevole Gianni, che
hanno fatto l'intervento proprio dopo quello dell'onorevole Ciancio
- la necessità di fare chiarezza, perché i lavoratori degli
sportelli multifunzionali sono lavoratori che appartengono all'area
della formazione professionale e, nella fattispecie, riconducibili
a tutti gli enti presso i quali lavoravano e lavorano.
Ciò perché, probabilmente - e lo dico anche per
contraddistinguere, contrassegnare e anticipare quale sarà il
rigore di questo Governo ogni qual volta si parla delle cose e
bisogna dare alle cose l'entità e anche la definizione che è
imposta dalla sincerità dei fatti - questi lavoratori sono stati
attribuiti agli sportelli multifunzionali, ma questo non li ha mia
snaturati da quello che era il tipo di contratto ed il datore di
lavoro, che è un ente di diritto privato. Altra cosa è la questione
che afferisce al dovere che abbiamo come Governo di questa Regione
di cui questo Parlamento ha sicuramente il compito di tutelare le
famose garanzie occupazionali, altra cosa è questo, perché il
Governo, comunque, deve fare i conti con un fatto che è
ineludibile.
Quando altri - capisco che è una figura retorica, ci si rivolge a
questo Governo perché questo Governo in questo momento temprale è
seduto qua -, in un tempo recentemente passato ed in un tempo
sicuramente più remoto hanno deciso di determinare la funzione
degli sportelli, hanno operato nella scissione della formazione
professionale che prevede gli interventi formativi ed i servizi
formativi, hanno pensato che per i servizi formativi occorreva uno
strumento specifico, però, fanno parte di un'unica macro-area, che
è quella dei servizi alla formazione.
Conseguentemente, l'avviso 1) e l'avviso 2) sono stati la regola e
anche l'architettura che ha determinato l'attività degli sportelli,
l'esaurirsi dell'avviso 1) e dell'avviso 2) è un fatto ineludibile
e prescinde dalla capacità di questo Governo, in questo momento,
oggi, di inventarsi un sistema alternativo che garantisca il
proseguimento di uno strumento che aveva un'efficacia temporale.
Poco fa, parlavo con l'onorevole Figuccia e mi rivolgo a lui. Non
posso entrare nel merito perché - ripeto - non è neanche questa
l'occasione giusta però, è questione di giorni visto che del tema
ce ne stiamo occupando e ce ne stiamo occupando sapendo noi che la
scadenza temprale è per noi un elemento di grande vigilanza da
parte nostra.
Un'informazione mi pareva giusto darla, che è un'anticipazione di
come bisogna affrontare le questioni che afferiscono i massimi
sistemi - perché di questo stiamo parlando quando parliamo di
problemi occupazionali - intercettando quelle che, comunque, sono
delle soluzioni a medio e a lungo termine e che, quindi, non
abbiano natura finitima, come quella che stamattina, visto che ero
in videoconferenza con Roma, si è determinata dalla discussione
all'interno della Commissione delle politiche del lavoro, con tutte
le regioni partecipanti, di quello che sarà a breve, cioè dal
gennaio del 2014, tutta la politica dedicata ai servizi per
l'impiego ed in particolare la politica collegata alla youth
guarantee .
Perché dico ciò? Perché è questa la vera fonte della soluzione,
gli altri sono degli adattamenti laddove non sono degli
arrangiamenti. Se veramente vogliamo dare continuità a persone che
hanno raggiunto un livello di qualifica e di competenza, di
esperienza e, quindi, si sono specializzati rispetto ad altri per i
quali la collettività ha investito delle somme, dobbiamo
predeterminare le condizioni per cui loro possano continuare ad
erogare quel servizio concependo però una novità, che la nuova
programmazione 2014-2020 inserisce che è il parametro collegato
agli obiettivi di risultato; la nuova programmazione introduce una
novità che prima non c'era, prima si parlava solo dei parametri
fisici, cioè bisogna che le persone che operano all'interno della
programmazione sappiano e, in questo caso, anche coloro che
lavorano per la formazione, che sempre di più si è protesi nel
raggiungimento di risultati.
Quindi, forse è il momento anche di dotarci di uno strumento di
controllo nostro che ci faccia intuire quanto è importante
mantenere i livelli occupazionali determinando, anche nel settore
della formazione, il raggiungimento di ciò che è la missione
fondamentale della formazione: colmare laddove non ci sono delle
competenze specifiche, il mismatch tra la domanda e l'offerta e, in
tutto questo, bisogna, ahimè, consolidare e sviluppare l'offerta.
PRESIDENTE. Comunico che alla mozione 43 è stato presentato
l'emendamento 43.1, a firma dell'onorevole Figuccia ed altri..
FIGUCCIA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, una volta
raccolte le sensibilità, l'opinione dell'Assessore che, peraltro,
garantisce alcuni strumenti che sono del Governo nazionale,
relativamente alle youth guarantee , in modo da poter dare
prosecuzione a tutte quelle attività che vedono coinvolti i
giovani, non soltanto iniziative di orientamento e di formazione ma
proprio in termini di spendibilità, di percorsi concreti che sono
legati all'avvio di impresa, che sono legati alla start up, tutte
attività che, credo, andranno a rappresentare l'asse portante della
prossima programmazione di questo Governo.
Preso atto di questo e volendo esprimere apprezzamento per tutto
questo, l'emendamento trova collocazione proprio in un aspetto che
altro non fa se non che andando oltre l'impegno posto dalla mozione
presentata dai colleghi del Movimento Cinque Stelle, di rimodulare
a questo punto le azioni in corso relativamente agli sportelli
multifunzionali, in modo da consentire una prosecuzione delle
attività oltre il 30 settembre e rappresenta, insomma, un
salvagente per questi operatori che come tutti abbiamo condiviso
nei nostri interventi, tutti i Gruppi parlamentari si sono spesi in
questi anni, in questi decenni, accumulando esperienze e competenze
ed è possibile farlo, secondo me, perché non si tratta di una
proroga ma si tratta, diversamente, di una rimodulazione
dell'azione in corso attraverso l'utilizzo di una quota del 10 per
cento delle somme disponibili relative ai 220 milioni della
programmazione del triennio precedente che trattandosi, appunto,
fondamentalmente di 22 milioni che si aggiungono alle somme testé
ricordate dalla collega, di fatto consentirebbero la prosecuzione
delle attività per un periodo, quanto meno, di tre, quattro mesi,
in modo che nel frattempo si possano riprogrammare le nuove
iniziative ed effettivamente dare un futuro quantomeno, non dico
certo, ma con una speranza a questi giovani, a questi
professionisti.
GIANNI. Signor Presidente, chiedo di apporre la firma
all'emendamento 43.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
BONFAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BONFAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, va da sé che per noi
Governo sarebbe stato, laddove fosse stato realizzabile un percorso
che avesse alleggerito, ancorché per pochi mesi, una scadenza che
già si prefigurava difficile da affrontare perché invece, ahimè,
l'avviso 1) e l'avviso 2), composto in tre annualità come sappiamo
è stato rendicontato soltanto per la prima annualità.
Le economie della prima annualità sono risibili, corrispondono
pressappoco a 4 milioni, ma la cosa più importante, al di là della
necessaria copertura finanziaria, è che non ci dobbiamo dimenticare
che a differenza, per esempio, delle risorse del PAC, la cui
autorità di gestione è il Ministero per l'interno, queste misure di
cui stiamo parlando che fanno riferimento al Fondo Sociale Europeo
sono soggette al controllo della Corte dei conti che entra nel
merito anche sul raggiungimento dei risultati.
Quindi, a prescindere dal fatto che la prosecuzione ha un primo ed
importante vulnus, che è quello di non avere la capienza
finanziaria affinché la stessa possa avvenire in costanza. Non ci
può essere soluzione di continuità, perché se ci fosse soluzione di
continuità bisognerebbe procedere ad un nuovo bando e altro fatto
importante, visto che parliamo tanto della necessità , ed è questo
quello che sta a cuore al Governo e penso anche al Parlamento, di
mantenere livelli occupazionali senza sottrarre improvvisamente ai
lavoratori ed alle loro famiglie il reddito che gli ha consentito
di vivere in tutti questi anni. Questo credo che sia l'obiettivo di
tutti noi.
Invece, in qualunque forma di proroga, ciò che appesantisce
enormemente il costo mensile degli sportelli che corrisponde, ad
oggi, a circa 6 milioni 957,74, è il fatto che ci sono gli oneri di
gestione che sono correlati non al costo del personale, ma al
progetto nella sua complessità.
Voglio solo dire solo una cosa, un atto di verifica ad oggi,
comunque, i lavoratori destinati agli sportelli multifunzionali che
fanno parte dell'intero comparto della formazione professionale, ma
nella fattispecie i lavoratori di sportelli non sono 1.800, sono
molti di meno, perché dico ciò, perché noi che stiamo cercando di
lavorare con una progettazione che dia serenità a questi
lavoratori, abbiamo avuto bisogno di sapere esattamente quante
unità dovevamo considerare nella riprogrammazione di tutte quelle
politiche che saranno necessarie e che saranno destinate a questa
platea di lavoratori.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, siamo
d'accordo che siano eliminate le gestioni parassitarie, tant'è che
suggeriamo, eventualmente, di farle gestire agli uffici periferici
dell'Assessorato. Ciò elimina una parte della spesa.
Giustamente lei ha posto il dito nella piaga, il problema è che
dobbiamo garantire il personale, in questo caso non garantiamo solo
il personale, ma garantiamo un personale qualificato che ha svolto
un lavoro molto importante è proficuo e che deve continuare, perché
comunque servirà un personale qualificato per continuare a fare
quello che questi degli sportelli multifunzionali hanno fatto.
E' chiaro che bisogna trovare una soluzione.
Lei vuole avere un incontro in Commissione, vuole che ci
confrontiamo, vuole che ci possiamo insieme sfidare con quella che
è la Comunità Europea? Tutto quello che le pare per trovare una
soluzione? Bene, facciamolo. Noi non siamo qui perché dobbiamo fare
lo scontro col Governo, noi vogliamo dare una mano al Governo nel
momento in cui il Governo è orientato, politicamente, a trovare la
soluzione, dal punto di vista economico, cerchiamo insieme la
soluzione. Ma la soluzione, comunque, deve essere trovata perché se
abbiamo un problema e non abbiamo una soluzione, il problema siamo
noi.
PRESIDENTE. L'assessore vuole replicare all'intervento
dell'onorevole Gianni?
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, signori deputati, è chiaro che ritengo
di potere sostenere che è lo stesso pensiero di tutto il Governo,
del Presidente della Regione e poi, nella fattispecie,
dell'assessore Scilabra, con la quale condivido questo tema e che,
giustamente, è stata anche richiamata all'interno della mozione.
Il Governo ha grande attenzione, grande cura, non c'è in questo
momento un antidoto a tutti i problemi. Però, obiettivamente,
possiamo sostenere, perché è la verità, di non avere sottovalutato
la gravità - poi io lo dico come assessore alla famiglia, alle
attività sociali e al lavoro, quindi in qualche modo governo la
fragilità umana - di essere proiettati a soluzioni a breve, che
servono proprio ad un rimedio immediato e non duraturo.
Quindi, alcune delle cose che magari è opportuno io dica soltanto
quando saranno condivise anche dalla Giunta a breve, sono proprio
all'insegna di questa necessità, trovare dei correttivi che
impediscano che il problema da emergente diventi definitivo, nel
senso di irrisolvibile. Una risoluzione parziale che mi serva a
riprendere fiato per una programmazione a medio e lungo termine. Ed
è anche evidente, all'interno di questa Commissione oggi a Roma si
è discusso, nella prima parte, come primo tema, della cassa
integrazione in deroga. Poco fa è stato detto che è uno strumento
che non sarà più adoperato e vorrei precisare, non è così.
La cassa integrazione in deroga ha anche queste risorse aggiuntive
che per fortuna siamo riusciti a conquistarci, perché i criteri di
riparto potevano essere stringenti, potevamo anche non avere la
possibilità di potere contare su questa scorta. Ci siamo riusciti,
le nostre ragioni sono state ascoltate.
Nel 2014 avverrà sicuramente un processo di cambiamento che non
abbandonerà, però, questo strumento, ricorreremo ad altri elementi
che serviranno, intanto a tamponare il processo di imverazione e di
crescita preoccupante che sta assumendo il fenomeno delle nuove
povertà. E proprio per questo sono sicura, colgo e accolgo l'invito
che promana dall'onorevole Gianni, ma so di essere nel vero quando
penso sia di tutto questo Parlamento e di noi siciliani quando
ritengo che lavoriamo sicuramente per un obiettivo comune, per cui
sono certa che nessuno degli interventi è mai contro il Governo,
anche se le posizioni sono per loro natura dialettiche.
Lavoriamo sostanzialmente e lo dimostreremo, non tanto alla
Sicilia ma al resto dell'Italia, stiamo cercando di recuperare,
anche attraverso l'attività delle Commissioni, e recupereremo
quello che noi sappiamo bene essere un bene prezioso che appartiene
al nostro DNA di popolo generoso, e recupereremo e realizzeremo,
spero tutti insieme, il bene comune.
PRESIDENTE. Abbiamo concluso gli interventi, quindi dichiaro
chiusa la discussione sull'emendamento. Prima di passare al voto
chiedo il parere al Governo su questo emendamento.
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Sugli intendimenti assolutamente favorevole, nel senso che
cercheremo, ed è quello che ho detto poco fa - penso si sia intuito
- di trovare una soluzione a breve ma è una soluzione che io
condividerò con il Governo in Giunta e sulla percorribilità
dell'estensione temporale, credo di essere stata chiara, prescinde
dalla volontà del Governo e, soprattutto, visto che ho guardato con
grande attenzione...
PRESIDENTE. E quindi?
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Credo che sul proseguimento non è che non ci può essere
parere favorevole non è attuabile il percorso di proroga.
PRESIDENTE. Quindi, parere negativo.
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Non parere negativo, non è attuabile, non è neanche
adottabile. E' una di quelle cose che non si può realizzare. Non è
negativo, mi dispiace, mi pare di averlo detto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 43.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo, quindi, in votazione la mozione n. 43, come emendata. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Avevamo all'ordine del giorno un altro punto che poteva essere
discusso. L'undicesimo punto è la mozione n. 127, «Stabilizzazione
dei rapporti di lavoro a tempo determinato», a firma degli
onorevoli Maggio, Gucciardi, Cirone, Milazzo Antonella.
Però, visto che non sono presenti e vista la delicatezza degli
argomenti perché stiamo parlando di precari ed è un argomento molto
delicato, io credo sia necessario sentire l'intervento dei
firmatari e la relazione su questa mozione. Pertanto, se lei è
d'accordo, Assessore, direi di rimandare a domani così come del
resto era stato già detto in Conferenza dei Capigruppo oggi a
mezzogiorno. Non ci sono altri punti all'ordine del giorno.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 19
settembre 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
I -Comunicazioni
II - Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
siciliano, sui progetti di legge costituzionali nn. A.S. 42 e A.S.
363 concernenti modifiche dello Statuto della Regione in materia di
procedure per la modifica dello Statuto medesimo
Relatore: on. Milazzo G.
III -Discussione dei disegni di legge:
1) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
libertà civili, politiche, economiche e sociali'. (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
2) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
Relatore: on. Tancredi
3) - Modifiche alla legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8.
Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attivit
produttive. (n.444/A)
Relatore: on. Marziano
IV - Discussione della mozione:
N. 59 - Interventi urgenti per la modifica dell'attuale
Piano di gestione dei rifiuti e per la riduzione dei
rifiuti indifferenziati in Sicilia.
(11 marzo 2013)
FOTI-CANCELLERI-CAPPELLO -
CIACCIO-
CIANCIO- FERRERI-
LA ROCCA-ZITO- MANGIACAVALLO-
PALMERI-
SIRAGUSA-TRIZZINO-
VENTURINO-ZAFARANA
V -Discussione della mozione:
N. 65 - Iniziative finalizzate alla dismissione e al
recupero dei borghi rurali appartenenti al demanio
regionale.
(15 marzo 2013)
MUSUMECI-FORMICA-CURRENTI-
IOPPOLO-RUGGIRELLO
VI - Discussione della mozione:
N. 101 - Rimodulazione e nuova assegnazione dei fondi di
spesa comunitaria dell'ASSE 3 del P.O. F.E.S.R.
Sicilia 2007 - 2013 per evitare il disimpegno
automatico delle somme e migliorare l'offerta
turistica in Sicilia.
(19 aprile 2013)
CIMINO - GRASSO - LANTIERI - GIANNI
VII -Discussione della mozione:
N. 105 - Iniziative per il rilancio dell'autodromo di
Pergusa (EN).
(26 aprile 2013)
MUSUMECI -LANTIERI - FORMICA - IOPPOLO
VIII -Discussione della mozione:
N. 64 - Soppressione dell'ente Porto di Messina e rilancio
della Zona Falcata'.
(14 marzo 2013)
PANARELLO-LACCOTO-GRECO M.- MARZIANO
IX - Discussione della mozione:
N. 93 - Interventi a sostegno delle piccole e medie imprese
siciliane titolari di emittenti televisive locali, per
il rafforzamento tecnologico-organizzativo e la
transizione al sistema digitale terrestre.
(10 aprile 2013)
GRASSO - CIMINO - FIRETTO - LANTIERI
X -Discussione della mozione:
N. 123 - Ripristino nel bilancio regionale del gettito
derivante dalle operazioni effettuate in via
telematica dalle imprese di revisione riconosciute ed
autorizzate ad operare, nel territorio siciliano,
dalla competente amministrazione regionale.
(28 maggio 2013)
GRASSO - LANTIERI - FIRETTO - FIGUCCIA
XI - Discussione della mozione:
N. 127 - Stabilizzazione dei rapporti di lavoro a tempo
determinato.
(30 maggio 2013)
MAGGIO - GUCCIARDI - CIRONE - MILAZZO A.
XII -Discussione della mozione:
N. 140 - Iniziative atte a modificare l'art. 13 del decreto
legislativo n. 205 del 2010 in materia di trattamento
di materiali agricoli o forestali naturali non
pericolosi.
(3 luglio 2013)
GERMANA' - D'ASERO - FONTANA - ASSENZA
La seduta è tolta alle ore 20.08
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Attività Produttive»
CANCELLERI- CAPPELLO- CIACCIO- CIANCIO- FERRERI- FOTI - LA ROCCA-
MANGIACAVALLO-PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-VENTURINO-ZAFARANA. - «Al
Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che le 'zone industriali', per loro precipua
vocazione, sono siti di insediamento per le aziende e che per tale
ragione, indispensabilmente, necessitano della presenza di tutti
servizi essenziali, sì da garantire un completo esercizio della
loro attività di impresa;
considerato che la Zona Industriale di San Cataldo Scalo, in
territorio di Caltanissetta, non è servita dalla distribuzione del
gas metano, ed alcune utenze, quali quella telefonica ed internet,
sono del tutto mal funzionanti;
rilevato che nonostante dette carenze, la Zona Industriale di San
Cataldo Scalo è un'area che negli ultimi anni è stata
caratterizzata da una grande espansione con la nascita di nuove
aziende, alcune delle quali necessitano, per la loro peculiare
attività produttiva, del gas metano;
rilevato che da circa sette anni, l'ex A.s.i. di Caltanissetta ha
realizzato una condotta per la fornitura del gas metano nella zona
industriale di San Cataldo Scalo e che tuttavia, allo stato, non è
attivo il sevizio di fornitura a causa del fatto che i due bandi
indetti sono andati deserti;
per sapere se intendano intraprendere iniziative volte a superare
lo stato di impasse sopra descritto, sì da tutelare le piccole e
medie imprese, presenti nella Zona Industriale di San Cataldo
Scalo, e garantire alle stesse, al pari della altre imprese
italiane, una regolare attività di impresa; nonché iniziative
finalizzate ad un risarcimento per le aziende che in questi anni
hanno perso migliaia di Euro a causa del totale disinteresse, in
ordine alla situazione sopra descritta, da parte degli enti
pubblici coinvolti». (325)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Si riscontra l'interrogazione n. 325 dell'On.
Cancelleri Giovanni Carlo ed altri e si trasmette la nota prot. n.
5990 del 02/08/2013, con la quale l'IRSAP ha fornito ogni elemento
utile a chiarire quanto richiesto dall'interrogante».
(La nota dell'IRSAP è consultabile sul sito web dell'ARS.
L'Assessore
Vancheri
Rubrica «Beni culturali e identità siciliana»
FALCONE - IOPPOLO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore
per i beni culturali e l'identità siciliana e all'Assessore per il
turismo, lo sport e lo spettacolo, premesso che in una sua nota, il
dirigente generale del Dipartimento dei Beni culturali e
dell'Identità siciliana, ha comunicato: l'avvio della procedura
scritta per la rimodulazione del Po Fesr 2007/2013 in attuazione
del Pac, terza fase; con la stessa nota il dirigente comunicava ai
soggetti beneficiari che, tenuto conto della predetta rimodulazione
delle risorse che incide significativamente sull'obiettivo
operativo 3.1.3A, riducendone la disponibilità finanziaria, e nelle
more della predisposizione dei conseguenti provvedimenti di
competenza (che potranno tenere conto, altresì, delle risorse
derivanti dal cofinanziamento nazionale, quando esse si renderanno
disponibili), questa Amministrazione ritira, in autotutela,
l'avviso pubblicato sulla Gazzetta ufficiale regionale dell'8
febbraio 2013. Si declina ogni responsabilità per eventuali impegni
assunti dal Comune, peraltro privi di copertura finanziaria da
parte della Regione;
rilevato che all'interno della misura in premessa vi sono comprese
manifestazioni certamente meritevoli di essere attenzionate, a
partire da quella organizzata dal comune di Caltagirone per il
tanto atteso ritorno della Biennale della Ceramica, evento che
puntando sull'integrazione fra arte, architettura e paesaggio
contemporaneo, una vera e propria fabbrica creativa in progress,
capace di suscitare interesse e attrarre visitatori, consentirebbe
a Caltagirone di proporsi in modo autorevole e prestigioso, e
conseguentemente essere un richiamo turistico importante per tutta
l'Isola, alla luce della partecipazione internazionale all'evento;
considerato che con l'Amministrazione comunale si ritiene la
decisione annunciata un atto grave e penalizzante perché arriva
tardivamente dopo che la graduatoria era già stata pubblicata nella
GURS e perché si era anche creata in tutta la cittadinanza una
grande aspettativa per un evento che avrebbe potuto offrire alle
attività produttive tutte una marcia in più per contrastare la
grave crisi che stiamo vivendo;
per sapere se non ritengano opportuno avviare ogni iniziativa
finalizzata a mantenere nella prossima rimodulazione del Po Fesr
2007/2013 in attuazione del PAC, terza fase, il finanziamento già
previsto nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana per la
Biennale della ceramica di Caltagirone». (399)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione in oggetto, si
rappresenta quanto segue.
A seguito della recente rivisitazione del PAC3, la quota PAC di
euro 10.000.000,00 è rientrata nel programma PO FESR 2007/2013 per
un totale di euro 9.653.373,45, pertanto la Biennale della
Ceramica, oggetto della presente interrogazione, rientra tra i 12
interventi ammessi a finanziamento.
La Scrivente rimane disponibile per ogni ulteriore chiarimento».
L'Assessore
Mariarita
Sgarlata
GERMANA'. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per i beni
culturali e l'identità siciliana e all'Assessore per il turismo, lo
sport e lo spettacolo, premesso che è dal 1997 che la ex biblioteca
regionale universitaria di via dei verdi a Messina risulta in corso
di ristrutturazione per lavori di adeguamento tecnologico e per la
realizzazione di una sopraelevazione che doveva essere ultimata nel
2005 ma che in effetti non ha mai visto l'inizio dei lavori;
rilevato che la struttura che sorge nel plesso centrale
dell'Università di Messina è in uno stato di preoccupante
fatiscenza ma che se ristrutturata potrebbe certamente
rappresentare una importante soluzione ai tanti problemi con i
quali gli studenti dell'Ateneo messinese ed in particolare quelli
della facoltà di giurisprudenza con i suoi 7000 iscritti,devono
quotidianamente confrontarsi;
considerato che la stessa università si è offerta di procedere
all'acquisto dell'immobile, ritenendolo obiettivo strategico per le
sue attività didattiche;
per sapere se non ritengano opportuno porre in essere ogni
opportuna iniziativa finalizzata ad:
avviare urgentemente i lavori finalizzati alla sicurezza
dell'immobile della ex biblioteca regionale universitaria di via
dei Verdi a Messina;
attivare un confronto con l'università di Messina tendente al
trasferimento dell'immobile». (696)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione in oggetto e sulla
base delle notizie trasmesse dal Dipartimento con nota prot. n.
36571 del 31.07.2013, si rappresenta quanto segue.
Dalla lettura degli elaborati progettuali relativi all'intervento
di conservazione e fruizione della Biblioteca di Messina, questo
Dipartimento ha rilevato sostanziali incoerenze del progetto con i
requisiti di ammissibilità e di selezione (Del. N. 20 del
19.01.2012) tali da ritenere opportuno decretarne la revoca, con
DDG n. 1471 del 04.06.2013, dal programma a titolarità regionale PO
FESR 2007-2013 - linea di intervento 3.1.1.2 sub archivistico.
Occorre precisare che i requisiti di ammissibilità prescrivono una
coerenza di contenuti progettuali con la domanda di fruizione
culturale della popolazione residente e del mercato turistico
nonché una capacità del progetto di migliorare la qualità
dell'offerta culturale e dei servizi per la fruizione necessarie
al fine del raggiungimento degli obiettivi del programma che questo
Dipartimento ha ritenuto non essere stati rispettati dal progetto.
Tuttavia, prima di decretarne la revoca, con nota n. 8404 del
14.02.2012 il Dipartimento ha richiesto alla Soprintendenza di
Messina chiarimenti e integrazioni riguardo alle citate
osservazioni e, ciò nondimeno, la stessa Soprintendenza con nota n.
2148 del 15.03.2012 ha confermato la sussistenza delle incoerenze
riscontrate nel progetto con la linea di intervento sub
archivistico, sostenendo che trattatasi di un intervento di somma
urgenza mirato alla conservazione e protezione del manufatto
esistente nelle more di un futuro intervento di restauro e
riqualificazione .
La Scrivente rimane disponibile per ogni ulteriore chiarimento».
L'Assessore
Mariarita
Sgarlata
MAGGIO - GUCCIARDI - MILAZZO A. - «Al Presidente della Regione,
all'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana,
all'Assessore per l'istruzione e la formazione professionale,
premesso che:
il 31 ottobre scorso, ha chiuso la base aerospaziale di Trapani -
Milo, una delle più importanti in Italia per l'attività di ricerca
che vi si svolgeva;
il sito dell'Agenzia Spaziale Italiana comunica che la base è
stata chiusa per ragioni di contenimento dei costi, poiché non era
operativa già dall'estate del 2010, nonostante appena qualche mese
prima, a maggio, un video dell'Agenzia spaziale italiana (ASI) ne
decantava l'eccellenza scientifica anche a livello internazionale;
rilevato che:
la vicenda è un'ulteriore dimostrazione del baratro in cui sta
lentamente scivolando il Paese nonché del fatto che il tema della
ricerca in Italia non sembra interessare nessuno;
ancora nel 2008, presso la Stazione ASI di Milo, è stato
assemblato e installato un radar per una gondola per lo sviluppo e
la gestione di un sito di lancio per missioni stratosferiche
polari, situato nel circolo polare artico;
considerato che:
per evitare la chiusura della base ASI della Stazione di Milo non
si è registrata alcuna iniziativa della Regione siciliana, nessuna
interrogazione parlamentare, nessuna iniziativa pubblica di alcun
partito;
l'unica reazione è venuta dall'Argentina, dove un gruppo di
ricercatori che collaborava con la base di Trapani ha espresso il
suo profondo rammarico;
la base sorge sui terreni del vecchio aeroporto di Milo, oltre 90
ettari alla periferia della città di Trapani, i cui locali sono
stati acquisiti dall'Agenzia spaziale italiana nel 1975, una delle
poche strutture al mondo in grado di poter gestire palloni per
lanci transmediterranei verso la Spagna e transatlantici;
tale struttura è fondamentale per le ricerche astrofisiche e
astronomiche ed è stata di recente sviluppata anche per il lancio
di velivoli non pilotati;
visto che:
lo scienziato del cielo Livio Scarsi è di recente scomparso a 79
anni, dopo essere stato per oltre trent'anni professore di Fisica a
Palermo e responsabile di importanti programmi di ricerca nel campo
della fisica dei raggi cosmici, di astrofisica, di alte energie, di
ricerca spaziale;
Scarsi è stato inoltre fondatore e direttore per molti anni
dell'Istituto di Astrofisica spaziale e di Fisica cosmica presso il
Cnr locale, membro di diverse accademie italiane e straniere, ha
ricevuto la laurea honoris causa presso due tra le più prestigiose
università internazionali (Université de Paris 7 Denis Diderot e il
premio Bruno Rossi presso la American astronomical society e ha
rivestito ruoli di direzione scientifica in importanti missioni
spaziali italiane ed europee (Cos-B, Spectrum X-Gamma, BeppoSax),
imprescindibile punto di riferimento per l'intera comunità
scientifica italiana e internazionale;
tra il 1957 e il 1960, Scarsi contribuì alla realizzazione di una
estesa rete di rivelatori di raggi cosmici nel deserto del Nuovo
Messico, grazie alla quale fu scoperta la presenza tra i raggi
cosmici di particelle di energia elevatissima, esperimenti mirati
allo studio della rara componente elettronica nella radiazione
cosmica. A Palermo, dopo il suo arrivo, un piccolo numero di
laureandi e di tecnici fu rapidamente addestrato all'uso di queste
nuove tecnologie, e si costituì così un primo nucleo di un gruppo
di ricerca dalle cui esperienze ebbe origine la base di lancio per
palloni stratosferici a Trapani-Milo, fino alla chiusura gestita
dall'Agenzia spaziale italiana. Nel 1964, fu creata una
organizzazione internazionale per promuovere la collaborazione
europea in questo campo e, dal 1975, con l'Agenzia spaziale europea
(Esa), che ancora oggi promuove e sviluppa le attività spaziali per
conto dei 17 Stati membri della Ue che la compongono;
per sapere se non ritengano opportuno agire con urgenza per far sì
che il patrimonio di conoscenze, di dati e di ricercatori della
Stazione di Milo non sia disperso al di fuori dell'isola, andando
ad arricchire altri centri di ricerca a detrimento di quello di
Trapani e se intendano dunque predisporre misure urgenti a favore
di una sua rapida riapertura». (791)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione in oggetto e sulla
base delle notizie trasmesse dal Dipartimento con nota prot. n.
36572 del 31.07.2013, si rappresenta quanto segue.
Agli atti della Soprintendenza di Trapani non risultano carteggi e
documentazioni di qualsivoglia genere inerenti la stazione
aerospaziale oggetto della presente interrogazione.
Inoltre, sulla base di un'approssimativa individuazione dell'area
che dovrebbe essere interessata dalla stazione, la medesima
Soprintendenza ha riscontrato la non sussistenza di vincoli
paesaggistici discendenti dal Codice dei Beni Culturali e del
Paesaggio.
La Scrivente rimane disponibile per ogni ulteriore chiarimento».
L'Assessore
Mariarita
Sgarlata
LO SCIUTO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per i
beni culturali e l'identità siciliana, premesso che alcuni giorni
fa, alcuni giornali e media a carattere nazionale, regionale e
locale hanno commentato le condizioni di degrado in cui verserebbe
il grande Parco archeologico di Selinunte, dove erbacce e zecche
disturberebbero la visita dei molti turisti arrivati nel sito;
considerato che:
lo scorso 19 aprile l'assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana Mariarita Sgarlata ha firmato il decreto di istituzione
del Parco archeologico di Selinunte;
il provvedimento costituisce un atto importante verso l'attuazione
del sistema dei parchi archeologici regionali, istituito dal titolo
II della legge regionale 20 del 2000 e che comprende,
nell'articolazione prevista dal decreto 6263 del 2001, sedici aree
archeologiche, tra le più importanti della Regione;
a Selinunte, soltanto nel mese di aprile, si sono registrate
30.000 presenze di turisti in prevalenza di nazionalità estera;
in attesa dell'autonomia finanziaria, le risorse destinate dal
Governo regionale al patrimonio culturale sono state ridotte del
70% rispetto agli stanziamenti del 2012, che non consentono e non
consentiranno, nell'immediato futuro, di provvedere adeguatamente
al funzionamento dei principali siti archeologici e museali, con
effetti disastrosi per l'economia e l'immagine della Sicilia;
a causa delle poche risorse economiche a disposizione, il Parco
archeologico si presenta privo di servizi essenziali (bar,
bookshop, ristoranti);
per sapere il motivo perché non sia stata ancora attuata la legge
20/2000, che consentirebbe quell'autonomia finanziaria
indispensabile per la piena indipendenza gestionale e
valorizzazione del sito, dal momento che con la piena disponibilità
dei fondi della biglietteria e dei servizi aggiuntivi si potrebbe
intervenire per una adeguata autonomia, consentendo i giusti
interventi ordinari quali diserbo, disinfestazione e servizio di
giardinaggio, in grado di curare le aree verdi dell'immensa area
archeologica di Selinunte (270 ettari)». (861)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione in oggetto, si
trasmette la risposta richiesta.
In attuazione della l.r. n. 20/2000, con allegato decreto
dell'Assessore dei Beni culturali 19 aprile 2013 n. rep. 994
(pubblicato sulla GURS il 12.07.2013) è stata individuata l'area
costituente l'istituendo Parco Archeologico di segesta, ricadente
nel territorio del comune di Calatafimi-Segesta.
A mente dell'art. 23 della l.r. n. 20/2000, entro 60 giorni dal
decreto di istituzione del Parco, l'Assessore Regionale dei Beni
culturali nominerà il Comitato tecnico-scientifico, che sarà
chiamato ad esprimere il proprio parere sullo schema di regolamento
interno per l'organizzazione ed il funzionamento del Parco, sullo
schema di bilancio, sul programma annuale e triennale di attività,
nonché sugli interventi da eseguire all'interno del suo perimetro e
su ogni altra questione riguardante lo stesso, che verrà sottoposta
dal direttore.
A questo punto sarà possibile dotare il Parco dell'autonomia
finanziaria indispensabile per la piena indipendenza gestionale e
valorizzazione del sito.
L relative procedure sono attualmente in corso».
L'Assessore
Mariarita
Sgarlata
MANGIACAVALLO-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-FERRERI-FOTI-LA
ROCCA-PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI-ZAFARANA-ZITO. - «Al
Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana, premesso che il Capo III del Titolo I della
Parte Terza del decreto legislativo n. 42/2004 (Codice dei beni
culturali) che disciplina la materia dei piani paesistici;
vista la legge regionale n. 20/2000 istitutiva del Parco
archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento;
visti, in particolare, gli artt. 1 e 14 della predetta legge
regionale che individuano nel piano del parco lo strumento
attuativo degli intenti della legge istitutiva compresa la
esistenza dell'apparato burocratico (l'Ente Parco), creato
appositamente per la sua gestione;
considerato che le pianificazioni di cui sopra rendono molto più
fattiva e razionale, sotto tutti i punti di vista, la gestione dei
territori e, per conseguenza, sicura occasione di sviluppo in forma
ordinata e compatibile con l'ambiente culturalmente protetto dal
complesso delle due leggi;
preso atto che le due pianificazioni, paesaggistica e di parco,
sono state trasmesse ormai da parecchio tempo per l'approvazione
assessoriale prevista dalle citate norme;
considerato che grande ed indiscusso giovamento, per la Città di
Agrigento e la sua provincia, ne determinerebbe la loro
applicazione;
per sapere quali siano:
le motivazioni per le quali il Governo e l'assessore al ramo non
abbiano ancora proceduto all'approvazione del piano del Parco;
o saranno i tempi di approvazione del predetto Piano, atteso che
ciò costituirebbe una sicura occasione di sviluppo per la Città di
Agrigento e la sua provincia». (924)
Risposta. - «Facendo seguito all'interrogazione in oggetto, si
trasmette la risposta richiesta.
Il Direttore del Parco della Valle dei Templi ha comunicato di
aver inoltrato all'Assessorato Territorio e Ambiente, in data
29.02.2009, apposita richiesta per la verifica di assoggettabilità
(art. 12 D.lgs 152/2006); l'Assessorato Regionale Territorio e
Ambiente, con nota 22862 del 17.04.2012, invitava i soggetti
competenti ad esprimersi sulla richiesta e, successivamente, con
prot. 25427 del 30 aprile 2012, esprimeva parere di
assoggettabilità alla proceduta VAS (x artt. 13-18 D.lgs 152/2006);
a tutt'oggi l'iter è in corso.
Conseguentemente il Piano del Parco archeologico e paesaggistico
della Valle dei Templi di Agrigento, ancorché trasmesso a questo
Dipartimento, non risulta approvato.
A mente dell'art. 14, comma 11, della l.r. 3 novembre 2000 n. 20
Istituzione del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei
Templi di Agrigento. Norme sulla istituzione del sistema dei parchi
archeologici in Sicilia il piano del Parco, completata la
procedura, sarà approvato con decreto dell'Assessore regionale per
i beni culturali, sentito il Consiglio regionale dei beni culturali
(attualmente scaduto), entro quattro mesi dalla presentazione del
piano all'Assessorato medesimo».
L'Assessore
Mariarita
Sgarlata
Rubrica «Salute»
ZITO - CANCELLERI -CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI -
LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TROISI -
VENTURINO - ZAFARANA. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la salute, premesso che i farmaci innovativi e
costosi vengono distribuiti, nel periodo iniziale, previa
compilazione da parte dei medici abilitati di apposito piano
terapeutico;
rilevato che l'iter che il paziente deve seguire per la fornitura
del farmaco risulta in atto complesso e difforme a seconda del
farmaco: alcuni piani terapeutici hanno una durata di 1 mese, altri
di 3 mesi, altri di 6 mesi;
considerato che:
il paziente, dopo aver ottenuto il piano terapeutico, deve recarsi
presso l'ASP per il rilascio dell'autorizzazione, in alcuni casi
deve successivamente andare dal medico di medicina generale per la
ricetta, infine il ritiro del prodotto può avvenire in alcune
circostanze presso le farmacie private, in altre presso le aziende
ospedaliere; alcune volte ancora presso la farmacia della ASP;
le difformità sopra esposte possono riguardare anche farmaci
simili come caratteristiche, ingenerando incertezza sulla
procedura, difficoltà oggettive di approvvigionamento e
disorientamento sia nel paziente che nel medico;
per sapere se non ritengano opportuno:
in ottemperanza all'articolo 2, comma 3, della legge 5 del 2009,
intervenire con atto formale dell'Assessore per la salute affinché
si riduca il disagio dei cittadini che usufruiscono di farmaci
soggetti a piano terapeutico uniformando tempi, procedure, percorsi
e sede di fornitura del farmaco;
rendere le procedure quanto più omogenee possibile al fine di
evitare spreco di tempo, denaro, e l'affollamento delle strutture
tra le quali spesso il paziente si perda prima di ottenere il
farmaco, e infine, comunicando informazioni più precise al medico
sulla eventuale sovrapponibilità dei percorsi». (483)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione specificata in
oggetto con la quale si chiede di intervenire con atto formale per
uniformare tempi, procedure, percorsi e sede di fornitura dei
farmaci soggetti a piano terapeutico, fornendo adeguate
informazioni ai medici sui percorsi da seguire, si rappresenta
quanto segue.
In ordine alla durata dei piani terapeutici, la difformità
rilevata è dovuta alla diversa tipologia di farmaci prescritti e/o
alle condizioni del paziente. Infatti, per ciascun farmaco è
prevista una durata massima di terapia in funzione dei periodi
massimi che possono intercorrere tra la prima visita e il c.d.
follow up.
A titolo esemplificativo e non esaustivo, se un farmaco può essere
erogato con oneri a carico del SSN solo se sono stati riscontrati
precisi valori ematochimici, è necessario che il paziente venga
rivisitato dal clinico entro poche settimane dalla prima visita (1-
3 mesi) per valutare l'andamento della terapia e
confermare/modificare la prescrizione effettuata in precedenza.
Analogamente, in alcuni casi il clinico può decidere di voler
rivedere il paziente entro breve termine, pertanto stabilisce una
durata per il piano terapeutico inferiore a quella massima
prevista.
Da quanto sopra si evince che i piani terapeutici, per le
peculiari caratteristiche dei diversi medicinali e per le
differenti condizioni dei pazienti non possono avere tutti la
medesima durata massima.
Relativamente alle difficoltà incontrate dai pazienti che hanno
già ottenuto un piano terapeutico, si rende noto che con D.A.
0255/13 del 06 febbraio 2013, pubblicato sulla GURS n. 11 del 01
marzo 2013, è stata abrogata la procedura delle c.d. copie
conformi dei piani terapeutici di cui al D.A. n. 25035/98 e s. m.
e i..
In particolare, come meglio dettagliato nella circolare
esplicativa di applicazione del suddetto decreto, pubblicata
anch'essa sulla GURS n. 11 del 01 marzo 2013, il paziente in
possesso di un piano terapeutico non deve più recarsi alla Medicina
di Base per la vidimazione del Piano medesimo; potrà, invece
recarsi direttamente presso la ASP di residenza per l'erogazione
del medicinale prescritto o, qualora si tratti di farmaco erogato
tramite le farmacie convenzionate, direttamente dal proprio medico
curante che, accertato che il Piano Terapeutico sia stato
correttamente compilato, procederà alla prescrizione su ricettario
SSN dei medicinali individuati.
Il nuovo sistema ha reso notevolmente più agevole il percorso,
evitando inutili code ai pazienti preso gli uffici che dovevano
solamente convalidare i piani terapeutici.
La citata circolare esplicativa e s.m. e i. specifica chiaramente
gli adempimenti dei prescrittori, dei medici di medicina generale e
delle AA.SS.PP., cercando così di evitare ogni eventuale confusione
e disorientamento sia al medico che al paziente».
L'Assessore
Dott.ssa Lucia Borsellino
FORZESE. - «Al Presidente della Regione, premesso che:
con delibera n. 413 del 20 marzo 2012 l'Azienda Ospedaliera -
Università Policlinico - 'Vittorio Emanuele' di Catania ha
deliberato un bando integrale di gara ad asta pubblica per
l'espletamento del servizio di catalogazione, archiviazione,
stoccaggio nonché custodia e gestione di cartelle cliniche e lastre
radiografiche delle UU.OO dei Presìdi ospedalieri dell'Azienda;
nello specifico, il servizio ha durata quinquennale per un importo
complessivo stimato in 710.000,00 euro + IVA;
in merito allo strumento dell'affidamento esterno dei servizi,
l'articolo 21 comma 1 della legge regionale 14 aprile 2009, n. 5 fa
divieto alle Aziende del Servizio sanitario regionale ed agli enti
pubblici del settore di affidare mediante appalto di servizi o con
consulenze esterne l'espletamento di funzioni il cui esercizio
rientra nelle competenze di uffici o di unità operative aziendali',
salvo casi di comprovata necessità ovvero per cause non ascrivibili
a scelte della direzione regionale di cui successivo comma 2;
la norma di cui sopra, così come scritta, si presta a valutazioni
controverse se non altro per il nomen iuris di volta in volta
utilizzato dal legislatore ma sembra chiaro in ogni caso che il
ricorso allo strumento dell'esternalizzazione per la P.A., così
come confermato da numerosi pronunciamenti in materia della Corte
dei Conti e di alcuni Tribunali civili, non possa essere utilizzato
se non in presenza di casi particolari e contingenti quali la
straordinaria e l'eccezionalità delle esigenze da soddisfare, la
mancanza di strutture e di apparati preordinati al loro
soddisfacimento ovvero la carenza del personale stesso in relazione
all'eccezionalità delle finalità;
in una recente nota in materia dell'Assessorato della Salute -
Dipartimento per la Pianificazione Strategica della Regione Sicilia
viene precisato che il provvedimento in deroga per l'affidamento di
servizi o consulenze esterne deve essere adeguatamente e
puntualmente motivato con riferimento alla sussistenza dei
presupposti della deroga, nonché all'analisi concreta dei costi e
dei benefici, con dimostrazione della convenienza del ricorso
all'esternalizzazione in quanto finalizzata al perseguimento di
obiettivi di maggiore efficacia, efficienza ed economicità e che,
conseguentemente si ottenga una riduzione e/o abbattimento dei
costi a parità di condizioni;
allo stato attuale, all'interno della struttura in questione, la
gestione del servizio oggetto di esternalizzazione risulterebbe
essere virtuosa così come dimostrato dai documenti di valutazione
sull'operato dell'ufficio e dai controlli sul sistema di
monitoraggio delle cartelle cliniche e la qualità della codifica
nella SDO attivato dall'Assessorato regionale competente, mentre le
unità operative impiegate sembrerebbero essere sufficienti
all'espletamento del servizio, con l'aggravante della concreta
possibilità di perdita del lavoro a seguito dell'affidamento
esterno del servizio che comporterebbe inoltre il mancato rispetto
dei principi costituzionali e dell'applicazione della legislazione
vigente in materia di lavoro;
alla luce delle considerazioni sopra esposte risulta
all'interrogante quanto meno dubbia la decisione da parte dei
vertici amministrativi dell'Azienda di procedere all'affidamento
esterno del servizio in questione che, inoltre, in un momento di
indirizzo alla massima attenzione e razionalizzazione dei costi
pubblici, aggraverebbe il bilancio aziendale con un costo
significativo che, invece, potrebbe essere destinato
all'ammodernamento ed alla messa in sicurezza delle strutture già
esistenti o all'individuazione di nuovi locali (come già
individuati da perizia interna effettuata dagli uffici tecnici
competenti) dove allocare ed allestire i nuovi uffici, con un
abbattimento sensibile dei costi e l'impiego di tutte le risorse
umane fino ad oggi assegnate al servizio;
gli archivi inoltre risultano rientrare nella fattispecie di beni
del demanio culturale, inalienabili ai sensi dell'art.54 del Codice
dei beni culturali e del paesaggio;
per sapere se sia a conoscenza della questione sopraesposta e se
non ritenga opportuno assumere ogni iniziativa in suo potere per
non dare seguito all'espletamento del bando di gara per
l'esternalizzazione del servizio di catalogazione, archiviazione,
stoccaggio, custodia e gestione delle cartelle cliniche e lastre
radiografiche delle UU.OO. dei Presìdi Ospedalieri dell'Azienda
Policlinico - Vittorio Emanuele' di Catania, in funzione anche di
una maggiore tutela e valorizzazione delle risorse umane e
strutturali già dedicate al servizio?». (546)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione citata in oggetto con
la quale si chiedono chiarimenti circa l'espletamento del servizio
di catalogazione, archiviazione, stoccaggio nonché custodia e
gestione delle cartelle cliniche e lastre radiografiche delle
UU.OO. dei presidi ospedalieri dell'Azienda Ospedaliero
Universitaria Policlinico - Vittorio Emanuele di Catania, si
precisa quanto segue.
La legge regionale 14 aprile 2009, art. 21 comma 1 pone il
divieto alle aziende del SSR ed agli enti pubblici del settore di
affidare mediante appalto di servizi o consulenze esterne
l'espletamento di funzioni il cui esercizio rientra nelle
competenze di uffici o di unità operative aziendali.
Tuttavia al 2 comma dello stesso articolo è prevista la
possibilità di derogare al citato divieto nei casi di comprovata
necessità derivanti da carenza di organico degli uffici o unità
operative ovvero per cause non ascrivibili a scelte della direzione
generale.
Conseguentemente il divieto di esternalizzazione può essere
derogato in presenza dei presupposti previsti dalla norma nonché
del rispetto della procedura dalla stessa indicata (provvedimento
del direttore generale adeguatamente motivato e nel rispetto del
comma 6 dell'art. 7 del D.Lgs 30 marzo 2011, n. 165 e s.m. e i., da
sottoporre alla preventiva approvazione dell'Assessorato regionale
della Sanità e da comunicare successivamente alla Corte dei Conti).
Al fine di garantire una uniforme applicazione da parte dei
Direttori Generali delle Aziende del SSR, è stata emanata la
direttiva assessoriale prot. n. 10221 del 18/09/2009 contenente
istruzioni esplicative dell'art. 21 della l.r. 14 aprile 2009, n.
5.
Nella predetta direttiva si richiama l'attenzione dei Direttori
Generali sulla violazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2
dell'art. 21 della L.r. 5/09 che comporta diretta responsabilità,
anche patrimoniale , del direttore generale .
Tutto ciò premesso, in ordine alle notizie richieste con
l'interrogazione si rappresenta che non risulta pervenuta da parte
del Direttore Generale né del Commissario straordinario
dell'Azienda Policlinico di Catania la richiesta di autorizzazione
per l'esternalizzazione dei servizi in questione.
Pertanto, attesa la diretta responsabilità del Direttore generale
prevista dal comma 3 dell'art. 21 della l.r. 5/09, con nota prot.
61999 del 30 luglio 2013 , che si allega, è stata ad ogni buon fine
richiesta al Commissario straordinario dell'A.U.O. Policlinico
Vittorio Emanuele di Catania una puntuale relazione sulla tematica
segnalata».
L'Assessore
Dott.ssa Lucia
Borsellino
IOPPOLO-MUSUMECI-FORMICA-CURRENTI-RUGGIRELLO. - «Al Presidente
della Regione e all'Assessore per la salute, premesso che:
nel corso della gestione della ex AUSL 6 - Palermo, oggi ASP
Palermo, l'allora Direttore Generale ritenne opportuno, al fine di
potenziare le attività amministrative di alcuni distretti sanitari
e di alcuni servizi dipartimentali, attribuire incarichi di
coordinamento di attività amministrative, a costo zero, ad alcuni
funzionari che nel corso degli anni avessero dimostrato particolari
attitudini e capacità amministrative;
tra questi funzionari, il Direttore Generale individuò anche il
dott. Carlo Grillo, funzionario amministrativo presso il Distretto
Sanitario di Bagheria, al quale attribuì, con nota 262/ord del 21
dicembre 2006, l'incarico di coordinare le attività amministrative
del distretto medesimo al fine di garantire l'attività
amministrativa nell'ambito delle mansioni proprie e della qualifica
rivestita;
in data 13 dicembre 2012, il Commissario Straordinario dell'ASP di
Palermo, con nota a firma congiunta del Direttore amministrativo,
ha inopinatamente disposto, con decorrenza dalla data di notifica
(effettuata il 17 dicembre 2012) la revoca della suddetta
disposizione di servizio n. 262/ord. ritenuta superata e inoperante
quantomeno a far data dal 1 settembre 2009 a seguito del nuovo
assetto organizzativo discendente dalla l. r. n. 5 del 14 maggio
2009 del servizio sanitario regionale ferma restando l'assegnazione
al distretto sanitario di Bagheria e motivando, tra l'altro,
l'adozione del provvedimento con l'uso improprio della dizione
coordinatore amministrativo da parte di un collaboratore
amministrativo professionale, circostanza priva di qualsiasi
fondamento e assunta esclusivamente a malcelato tentativo di
ammannire una qualche motivazione a sostegno dell'adozione del
provvedimento in questione;
l'atto di revoca adottato non poteva, in alcun caso, sortire
effetto retroattivamente sin dal 01/09/2009, stante che la citata
normativa regionale di riordino del SSR n. 5/2009 non ha
determinato la risoluzione di diritto di ogni disposizione del
precedente Direttore Generale, ragione
per la quale la revoca disposta, anche al fine di salvaguardare
l'attività amministrativa posta in essere nel periodo compreso tra
il 21/12/2006 e il 17/12/2012, è da considerare valida ed efficace
almeno sino alla data di notifica del provvedimento di revoca;
alla richiesta avanzata dal segretario aziendale del DIRSTAT,
finalizzata a conoscere se erano stati adottati altri provvedimenti
di revoca rivolti ad altri collaboratori professionali che avevano
ricevuto simili disposizioni di servizio da parte del Direttore
Generale pro tempore, la Direzione dell'ASP di Palermo, attuando
comportamento quantomeno omissivo, ha risposto non fornendo le
notizie richieste ma, invertendo ruoli e compiti, chiedendo essa
stessa al DIRSTAT di segnalare eventuali altre situazioni analoghe;
siffatta condotta tenuta dalla Direzione dell'ASP di Palermo
appare assai grave e lesivo di diritti soggettivi e interessi
legittimi, oltre che apertamente in violazione dell'ineludibile
principio della trasparenza degli atti amministrativi e potrebbe,
in ipotesi, essere finalisticamente protesa verso la tutela di
situazioni precostituite a vantaggio di altre posizioni soggettive
e individuali;
il nuovo assetto cui hanno fatto riferimento il Commissario
straordinario pro tempore, e il Direttore amministrativo, tuttora
in carica, non ha previsto la costituzione di staff di direzione
presso il Distretto sanitario di Bagheria, né la figura di un
sociologo presso lo stesso;
per sapere se:
all'interno dell'ASP di Palermo siano ancora vigenti incarichi
analoghi a quello revocato al dott. Carlo Grillo;
l'ASP di Palermo abbia revocato altri incarichi, così come fatto
per il dott. Carlo Grillo;
l'attuale articolazione aziendale dell'ASP di Palermo preveda la
costituzione di uno 'Staff di Direzione' presso i Distretti
Sanitari;
detti staff possano essere diretti da un dirigente sociologo,
figura quest'ultima non prevista nella pianta organica del
Distretto Sanitario di Bagheria». (566)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione parlamentare
segnata in oggetto con la quale sono state chieste notizie circa la
revoca di incarichi di coordinamento di attività amministrative e
sulla costituzione degli staff di direzione nei distretti sanitari
dell'ASP di Palermo, si fornisce la relazione prot. 62917 dell'1
agosto 2013 appositamente resa dal Dipartimento per le attività
sanitarie di questo Assessorato, sulla base degli elementi
acquisiti dalla Direzione della citata Azienda, e che riscontra
tutti i punti evidenziati nell'atto ispettivo».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino
Nota n. 62917 del 1/08/2013
«Con riferimento all'interrogazione parlamentare n. 566
dell'onorevole Ioppolo, avente ad oggetto: Richiesta di notizie
circa la revoca di incarichi di coordinamento di attività
amministrative presso l'Asp di Palermo e sulla costituzione degli
Staff di Direzione dei distretti sanitari, l'Azienda, all'uopo
interpellata, rappresenta che in atto risultano ancora vigenti
cinque incarichi di coordinamento di attività amministrative,
disposti nell'esclusivo interesse dell'Azienda e comunque senza
alcun vantaggio economico per gli incaricati.
Inoltre, l'Azienda comunica che non sono previsti staff di
Direzione presso i Distretti Sanitari, ed in relazione alla
presenza di un Dirigente Sociologo nel Distretto di Bagheria, pur
non previsto nella dotazione organica, precisa che trattasi di una
assegnazione disposta temporaneamente e per esigenze di servizio.
Tanto si rappresenta al fine della predisposizione del testo di
risposta all'interrogazione in parola e si trasmette copia della
nota prot. 4330 del 4 giugno 2013 dell'ASP di Palermo».
Il Dirigente del Servizio
Dr.ssa Antonella Di Stefano
IOPPOLO - FORMICA - CURRENTI -MUSUMECI - RUGGIRELLO. - «Al
Presidente della Regione e all'Assessore regionale per la salute,
premesso che:
la disponibilità di nuovi farmaci antivirali per la terapia
dell'epatite C, assai efficaci, altrettanto costosi ma produttivi
di probabili effetti collaterali, richiede assoluta competenza
oltre che appropriatezza prescrittiva e rigorosa e continua
attività di periodico controllo degli effetti sui pazienti
(attività di follow-up);
la limitatezza delle risorse finanziarie disponibili e l'esigenza
di prevenire gli episodi avversi che potrebbero potenzialmente
verificarsi in seguito ad un uso non appropriato di tali farmaci,
impongono la più rigorosa razionalizzazione dell'uso degli stessi e
l'opportunità che siano gestiti da specialisti competenti;
le indicazioni dell'AIFA del 26 novembre e del 4 dicembre 2012
hanno previsto la prescrizione specialistica (da parte di
internista, infettivologo, gastroentorologo) presso centri di
prescrizione preventivamente individuati e autorizzati dagli
Assessorati della Salute delle varie Regioni d'Italia;
in Sicilia, lo specialista infettivologo, sin dagli anni '80,
gestisce medicina antinfettiva e pratica gli antivirali diretti,
farmaci che altre categorie di specialisti utilizzano solo da poco
tempo;
l'esperienza lungamente maturata in ordine all'uso dei farmaci
antivirali da parte degli specialisti di malattie infettive,
nell'àmbito della nostra Regione, si rivela assai preziosa al fine
della conoscenza della reale efficacia di tali farmaci, dei loro
effetti, anche collaterali, della selezione estensiva dei pazienti
candidati al connesso e conseguente trattamento, della gestione
degli eventi avversi;
considerato che:
da più parti e dagli specialisti in particolare, viene ritenuto
necessario che gli infettivologi siano autorizzati alla
prescrizione e alla gestione dei nuovi farmaci antiepatite cronica
da virus C, genotipo 1 per le complicanze che il loro uso può
produrre (polmoniti, sepsi, pieliti, ecc.) le quali, come è noto,
se non diagnosticate precocemente, possono essere causa di decesso;
viene, altresì, ritenuto che come per esperienze sviluppate in
altre Regioni d'Italia, i Centri autorizzati alla prescrizione dei
nuovi farmaci antivirali siano individuati in osservanza delle
linee di indirizzo dell'Associazione Italiana per lo Studio del
Fegato (AISF);
limitare a pochi centri l'autorizzazione all'utilizzo dei suddetti
farmaci equivarrebbe, di fatto, a negare il diritto alla salute,
costituzionalmente garantito e protetto, di tutti i Siciliani,
soprattutto di quelli appartenenti alle fasce sociali ed economiche
più deboli e disagiate, anche in considerazione del fatto che
l'epatite cronica C, genotipo 1, risulta omogeneamente diffusa in
tutto il territorio della regione Sicilia, nell'ambito del quale,
viene ufficialmente stimato, vi sono circa settantamila pazienti
affetti da tale patologia;
appare quanto mai opportuno, equo ed efficace, in ragione della
delicatezza della prescrizione e delle potenziali gravi complicanze
che caratterizzano la somministrazione del farmaco, che la Regione
siciliana, nell'individuare i Centri e gli specialisti autorizzati
alla prescrizione del farmaco, preveda anche l'applicazione di
principi oggettivi di responsabilità individuale, legale ed
erariale dello specialista prescrittore;
per sapere:
secondo quali criteri saranno individuati i Centri autorizzati
alla prescrizione dei farmaci antivirali inibitori delle proteasi
di prima generazione per l'epatite cronica C, genotipo 1;
se non si ritenga di dovere includere, tra le categorie di
specialisti autorizzati alla prescrizione, gli infettivologi, in
virtù della loro specifica, notevole professionalità;
se non si ritenga, in ragione della oggettiva difficoltà della
prescrizione e delle potenziali gravi complicanze che
caratterizzano l'uso del farmaco, che la Regione siciliana,
nell'individuare i Centri e gli specialisti autorizzati alla
prescrizione del farmaco, preveda anche l'applicazione di princìpi
chiari di responsabilità individuale, legale ed erariale in capo
allo specialista prescrittore». (573)
(Gli interroganti chiedono risposte scritte con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione specificata in
oggetto con la quale si chiedono chiarimenti finalizzati
all'individuazione degli specialisti e dei centri autorizzati alla
prescrizione dei nuovi farmaci antivirali, inibitori delle proteasi
di prima generazione per l'epatite cronica C, genotipo 1, si
rappresenta quanto segue.
I nuovi medicinali destinati alla cura dell'epatite cronica C,
genotipo 1, sono disponibili in Italia dal mese di gennaio 2013.
Già dal mese di ottobre 2012 è stato istituito uno specifico
tavolo tecnico presso l'Area Interdipartimentale 2 di questo
Assessorato, per la definizione di un percorso assistenziale per i
pazienti affetti dalla patologia in argomento.
Sulla base delle risultanze del tavolo tecnico sopraccitato è
stato adottato un decreto - D.A. 11 aprile 2013, pubblicato sulla
GURS n. 24 del 24 maggio 2013 - che ha istituito una Commissione
Regionale per la Gestione della Rete per l'Epatite C, composta da
rappresentanti dell'Assessorato ed esperti del settore, che ha il
compito di verificare e monitorare il corretto funzionamento dei
centri regionali autorizzati con l'obiettivo di migliorare e
implementare la gestione della patologia su tutto il territorio
della Regione.
Il medesimo decreto ha approvato la rete dei centri per l'epatite
C, articolata secondo il modello Hub e Spoke e i nominativi dei
medici autorizzati alla prescrizione dei farmaci. I centri,
individuati sulla base dei requisiti definiti dalla letteratura
scientifica e alla luce delle linee di indirizzo AISF (Associazione
Italiana per lo Studio del Fegato), come indicato nelle premesse
del provvedimento, contemplano anche numerose unità operative di
Malattie Infettive.
Nell'ambito dello stesso provvedimento è stato approvato un
documento tecnico relativo alla organizzazione e gestione della
prescrizione ed erogazione dei farmaci inibitori delle proteasi di
HCV (Boceprevir e Telaprevir) per il trattamento dell'epatite
cronica e della cirrosi da HCV .
Tale documento specifica anche i percorsi per la prescrizione
appropriata e l'erogazione dei medicinali inibitori delle
proteasi».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino
FOTI - CANCELLERI - APPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - LA
ROCCA -MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - VENTURINO -
ZAFARANA - ZITO. - «All'Assessore per la salute, premesso che nel
mese di giugno 2012 si è reso vacante il ruolo di Direttore medico
d'Unità Operativa Complessa del servizio materno-infantile, che tra
l'altro ha il compito di coordinare gli attuali 36 consultori
familiari dell'Azienda Sanitaria Provinciale 3 di Catania, e che di
conseguenza il 29 luglio 2011, veniva pubblicato sulla GURS bando
di concorso per il conferimento n. 1 incarico di direttore medico
U.O.C. Coordinamento territoriale materno infantile, il quale
ammetteva alla partecipazione non solo gli specialisti in
Ginecologia ed Ostetricia ma inspiegabilmente anche gli
specializzati in organizzazione dei servizi sanitari di base;
rilevato che nell'agosto 2011, viene anche bandito l'incarico (ex
art. 18) nelle more dell'espletamento del concorso, e che a tale
incarico non si dà seguito per lungo tempo, nonostante la
Commissione preposta abbia completato i suoi lavori;
considerato che il concorso per l'assegnazione dell'incarico in
oggetto viene invece espletato il 28 dicembre 2012, con
l'identificazione ed il giudizio sugli idonei senza però ad oggi
aver dato nessun seguito non rispettando, dunque, il tempo massimo
di sessanta giorni stabilito per legge;
rilevato che in data 8 marzo 2013, con delibera dell'ASP 3 CT n.
646, viene nominato il dott. Sammartino Alessandro in qualità di
incaricato, utilizzando il vecchio avviso per incarico dell'agosto
2011 (ex art.18) , e che il dott. Sammartino parrebbe peraltro non
aver mai lavorato nei Consultori familiari ma inquadrato nella
disciplina Organizzazione servizi sanitari di base ; penalizzando,
con tale scelta dell'ASP catanese, i medici dei Consultori
familiari che non hanno di fatto diritto ad una progressione di
carriera non esistendo, a parte questo Servizio, nessuna altra
organizzazione territoriale così come per le altre ASP;
per sapere:
i motivi per cui ad oggi l'Amministrazione dell'ASP 3 di Catania
non abbia dato nessuna comunicazione sull'esito e sui partecipanti
del concorso summenzionato, contravvenendo ai termini massimi
imposti per legge e perché si sia proceduto alla nomina del dott.
Sammartino Alessandro nonostante espletamento di concorso pubblico
per l'assegnazione dell'incarico». (644)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione parlamentare citata
in oggetto con la quale si chiedono Chiarimenti circa la nomina
del direttore medico dell'U.O.C. del Servizio Materno Infantile
dell'ASP di Catania si fornisce la relazione prot. 86414 del 25
luglio 2013 del Commissario straordinario dell'Azienda, che
riscontra esaustivamente tutti i punti evidenziati nell'atto
ispettivo».
L'Assessore
Dott.ssa Lucia
Borsellino
Nota prot. 86414 del 25.07.2013
«In riferimento ai chiarimenti richiesti con interrogazione
parlamentare, prima firmataria Onorevole Foti, si rappresenta
quanto segue:
questa Azienda, pur avendo espletato per intero le procedure per
il conferimento dell'incarico di Direttore della struttura
complessa Coordinamento Territoriale Materno Infantile indetto con
delibera 2827 del 22/7/11, non ha potuto procedere alla
attribuzione di detto incarico a motivo delle molteplici
disposizioni assessoriali (Circolari del Servizio I "Personale
dipendente S.S.R. n. 1295 del 9/8/12, n. 84514 del 21/11/12, n.
86857 del 30/11/12, n. 15255 del 14/2/13, n. 30273 del 28/3/13) che
hanno ripetutamente imposto di sospendere l'attribuzione degli
incarichi di direzione di struttura complessa fino all'emanazione
di nuove direttive;
nelle more, ed in funzione proprio dello svolgimento della
procedura per l'incarico definitivo come prescritto dal comma 4, si
è proceduto ad attribuire l'incarico di sostituzione ex art. 18
CCNL 2000 di Direttore dell'U.O. Coordinamento Territoriale Materno
Infantile, indetto con delibera 29/7/2011, al fine di non perdurare
nella vacanza di direzione di detta struttura, dalla quale
dipendono 36 consultori e 9 equipe di medicina scolastica, per un
totale di 149 unità di personale;
l'incarico di sostituzione ex art.18 di Dirigente responsabile è
stato attribuito al dr. Alessandro Sammartino, con delibera 646
dell'8/3/2013, in quanto il predetto sanitario risulta in possesso
di un significativo curriculum sia riguardo gli aspetti
organizzativo-gestionali che dal punto di vista formativo. In
particolare il predetto risulta avere maturato una notevole
esperienza proprio nell'ambito della U.O.C. in questione ed a
livello di articolazione centrale avendo altresì rivestito il ruolo
di responsabile della stessa struttura su individuazione del
titolare (note prot. 34/09; 101/10), nei casi di assenza di
quest'ultimo ; inoltre il dr. Sammartino ha svolto l'incarico di
referente per i consultori familiari aziendali, responsabile per la
informatizzazione dei consultori familiari, responsabile per
l'adozione della cartella informatizzata per i consultori,
responsabile del progetto del sito web dei consultori, responsabile
per la gestione degli aspetti organizzativo-gestionali dello
screening per il carcinoma del collo dell'utero nonché referente
della Formazione per le attività formative del Servizio Materno In
fantile.
Il predetto sanitario è specialista in ginecologia ed ostetricia,
ha prestato servizio dal 1990 al 1995 presso i consultori familiari
in qualità di ginecologo e dal 1996 opera nel Servizio di Tutela Ma
terno Infantile in qualità di Dirigente medico di Organizzazione
dei Servizi Sanitari di Base: risulta pertanto essere in possesso
di entrambi i requisiti richiesti per l'ammissione alla selezione.
In merito ai requisiti richiesti per l'ammissione alla selezione
per il conferimento dell'incarico di sostituzione ex art. 18,
l'Azienda ha richiesto o il possesso della specializzazione in
ginecologia o l'appartenenza alla disciplina di organizzazione dei
servizi sanitari di base, in quanto presso detta struttura operano
sia ginecologi consultoriali che dirigenti medici afferenti alla
medicina scolastica, branca della Organizzazione dei Servizi
Sanitari di Base. In tal maniera si è evitato di incorrere in pe
nalizzazioni delle varie discipline coesistenti».
Il Commissario
straordinario
Dott. Gaetano
Sirna
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO-- FERRERI - FOTI
- LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO -
VENTURINO - ZAFARANA. - «All'Assessore per la salute, premesso che:
la l.r. del 14.04.2009, n. 5, Norme per il riordino del servizio
sanitario regionale, aveva l'obiettivo di modificare in maniera
consistente l'assetto del servizio sanitario, riducendo il numero
delle aziende per tendere, di fatto, ad una più omogenea ed
economica erogazione del servizio stesso;
nulla sembra essere cambiato, quantomeno nella farraginosità e
disomogeneità delle procedure di approvvigionamento delle Aziende
Ospedaliere;
le anomalie delle gare, quali per esempio i ribassi anomali (leggi
eccesso di ribasso), continuano a perpetuarsi con regolarità;
ciò è probabilmente funzionale al malcostume ed al malaffare che
da sempre investe la nostra sanità pubblica;
le continue iniziative della magistratura ordinaria e contabile
non fanno che confermare quella che ormai è la convinzione
generale: la sanità pubblica è solo, o quasi, malcostume e
malaffare ;
non sarebbe spiegabile altrimenti il fenomeno che la sanità
pubblica costa molto di più di quella privata, mentre il confronto
qualitativo tra le due non sempre è vantaggioso per la pubblica;
considerato che:
i bandi di gara pubblicati nei siti delle A.O. differiscono sia
per le modalità di accesso che per il reperimento dei dati;
i moduli di partecipazione, già di per se difformi tra la varie
A.O., richiedono adempimenti spesso inutilmente onerosi per le
aziende interessate;
la semplicità e unicità di moduli ed adempimenti sono da
considerare il primo passo verso la trasparenza e la corretta
gestione della cosa pubblica;
quanto precede vale anche per il nuovo sistema di
approvvigionamento - CONSIP;
ritenuto che:
sarebbe utile, soprattutto con l'introdotta obbligatorietà dall'1
luglio 2013 di acquisto tramite mercato elettronico, predisporre un
unico modello di partecipazione ai bandi di gara per tutte le
Aziende Ospedaliere, perseguendo criteri di omogeneità, semplicità
e trasparenza ed avendo cura di non richiedere inutili adempimenti
alle imprese, allo scopo di ridurre i costi di partecipazione,
specialmente per le gare di importo fino a 300.000,00;
sarebbe un vero segnale di cambiamento la rimozione degli attuali
Direttori Generali, pessima immagine dell'esistente modello
fallimentare, e la nomina di nuovi Dirigenti, scelti secondo un
reale criterio di assoluta meritocrazia e non di mera spartizione
di poltrone;
dovrebbe essere approvata una più snella normativa che prevedendo,
per esempio, un elenco di imprese fornitrici, metterebbe la P.A.
nelle condizioni di avere preventivamente le informazioni sulla
solvibilità, onestà e correttezza delle aziende concorrenti, senza
la farraginosità dell' attuale burocratica richiesta di produzione
documentale. Ciò comporterebbe tra l'altro, per le imprese, una
consistente riduzione dei costi di partecipazione alle gare;
per sapere:
come si intenda moralizzare le gare di evidenza pubblica,
uniformando procedure, bandi ed utilizzando possibilmente un unico
sito;
se si intenda adottare un unico e semplice modello di
partecipazione alle gare;
quali provvedimenti si intendano porre in essere per evitare i
frequenti fenomeni di non trasparenza, quali gli eccessi di ribasso
e per ridurre al fisiologico i continui e frequenti ricorsi, causa
fatale di ritardi spesso non trascurabili;
se si intenda continuare ad insistere con il mantenere in essere
le attuali Commissioni esaminatrici, nominate dai vertici delle
A.O., solo molto onerose e, alla luce dei risultati fin qui
ottenuti, certamente non virtuose;
se si intenda alla luce di tutto quanto precede, perpetuare gli
incarichi degli attuali Direttori Generali delle A.O.». (690)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Si riscontra all'interrogazione specificata in
oggetto con la quale si chiedono iniziative in ordine alle
procedure di assegnazione delle gare per beni e servizi intraprese
dalle Aziende ospedaliere siciliane.
Per quanto attiene le attività di questo Assessorato in ordine al
monitoraggio delle gare centralizzate di Bacino ( di cui all'art.
5, comma 9, della L.r. n. 5/2009) e regionali - il cui modello
organizzativo è stato definito con la Direttiva assessoriale n. 225
del 19.1.2010 - , si rappresenta che il competente Ufficio -
avvalendosi in ciò dalle analisi effettuate dal RTI nell'ambito
delle attività ex art. 79, comma 1 sexies, lett. c) Legge 133/08 -
svolge tale attività redigendo periodicamente un tableau
riassuntivo dal quale, attualmente, si possono evincere le seguenti
notizie:
- l'Azienda Capofila di Bacino che definisce il fabbisogno dei
beni e/o servizi oggetto di una gara, previamente definiti e
comunicati da ogni singola Azienda appartenente al Bacino;
- l'indizione della gara, con il capitolato tecnico della stessa;
- l'aggiudicazione della gara con il dettaglio di tutti i lotti
aggiudicati.
Altra linea di attività è il monitoraggio degli acquisti in
economia effettuati dalle Aziende sanitarie, per le quali
attualmente vige il Regolamento per l'acquisizione in economia di
beni, servizi e lavori , approvato con D.A. n. 1283 del 3.7.2013,
pubblicato sulla GURS n. 34 del 19.7.2013.
Anche per questo tipo di acquisti viene redatto periodicamente un
tableau riassuntivo su base triennale.
Sempre avvalendosi della consulenza del RTI, è in corso di
definizione una metodologia, e i relativi strumenti di raccolta
dati, per attivare un'altra linea relativa al monitoraggio
sull'approvvigionamento dei beni e servizi e cioè la verifica del
ricorso da parte delle Aziende al MEPA/Consip, come prescritto D.L.
n. 95/2012, che prevede l'obbligatorietà di acquisto tramite
mercato elettronico.
I suddetti strumenti di analisi e le altre linee di attività di
competenza svolte dal RTI nell'ambito dell'art. 79 e relative
all'analisi volte a pervenire a valutazioni di tipo economico
relativamente alla tematica dell'approvvigionamento dei beni e
servizi delle Aziende Sanitarie Regionali, una volta completate,
potranno fornire un utile quadro di riferimento agli organismi
tecnico-giuridici che saranno individuati dall'Amministrazione
regionale per la predisposizione di modelli standard, validi per
tutte le Aziende sanitarie regionali, per lo svolgimento delle
gare o altre forme concorsuali previste dalla vigente normativa di
settore per l'approvvigionamento di beni e servizi, perseguendo in
ciò criteri di omogeneità regionale e trasparenza, richiamati
nella interrogazione di cui in oggetto».
L'Assessore
Dott.ssa Lucia Borsellino
FONTANA - D'ASERO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore
per la salute, premesso che la Commissione indicata dall'Assessore
alla Salute di cui al decreto n. 2889 del 12 dicembre 2012,
insediata per stilare l'elenco degli idonei alla nomina a Direttore
Generale delle Aziende Sanitarie e delle AOUP, pubblicato
dall'Assessorato della salute della Regione siciliana, è composta
dal dr. Fulvio Moirano, dal dr. Emesto Morici e dal prof. Marco
Frey;
considerato che i D.Lgs 502/92, 517/93 e 229/99 statuiscono che i
requisiti per essere ammessi a fare parte dell'elenco sono: a)
diploma di laurea magistrale o diploma di laurea del precedente
ordinamento e b) qualifica dirigenziale con relativa esperienza
almeno quinquennale nel campo delle strutture sanitarie o
settennale negli altri settori, maturata nei 10 anni precedenti la
data di pubblicazione del presente avviso;
verificato che la Commissione ha costruito ulteriori criteri per
l'ammissione all'elenco degli idonei, rispetto a quelli sopra
enunciati e non previsti da alcuna altra norma di legge vigente in
materia;
accertato che sia la legislazione nazionale che quella regionale
demandano alla commissione l'esclusivo compito di validare i
requisiti di legge per essere ammessi nell'elenco degli idonei e di
sottoporli a colloquio (decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
502, art. 3 bis, comma 3);
osservato che diversamente ha fatto la Commissione, 'inventandosi'
nuovi criteri di sbarramento per essere ammessi al colloquio (vedi
verbali della Commissione sul sito dell'Assessorato della salute);
accertato inoltre che nel bando dell'Assessorato alla salute non
esiste traccia di mandato alla commissione ad assumere
comportamenti o di avviare procedure concorrenti o di superamento e
men che mai di violazione delle norme di legge nazionali e che
conseguentemente la Commissione, nei fatti, sia andata ultra
petita', avendo violato la legge per eccesso di potere;
visto che l'abuso di potere da parte della Commissione, che
deputata alla verifica dei titoli per validare una idoneità,
procede invece, di fatto, ad una selezione (non prevista dalla
normativa) che in pratica trasforma l'idoneità in selezione; come
se fosse una procedura concorsuale e non più un elenco di idonei
che è l'oggetto della legge stessa e del decreto emanato allo scopo
dall'Assessorato della salute;
considerato, altresì, che quanto sopra è dimostrato dal fatto che
la Commissione, forzando il mandato, stabilisce punteggi e soglie
di sbarramento per l'ammissione al colloquio, ma anche ulteriori
punteggi per discutibili elementi curriculari e pone un limite di
100 classificati; ciò in contrasto con elementi di natura
giurisprudenziale, amministrativa e penale;
appare infine quanto meno inusuale che la Commissione, che dovrà
selezionare gli idonei, abbia tra i propri componenti il direttore
dell'AGENAS che ha un contratto in essere con l'Assessorato della
salute per la valutazione delle performance degli attuali direttori
generali - i commissari straordinari;
per sapere se non ritengano opportuno alla luce di quanto
enunciato, ovvero il formarsi di un atto amministrativo di tale
abnormità che danneggerebbe centinaia di aventi diritto procurando
un enorme contenzioso, assumere tutti i provvedimenti utili
finalizzati a sospendere i lavori della Commissione esaminatrice
per la formazione dell'elenco degli aspiranti idonei alla nomina a
Direttore Generale della Aziende Sanitarie e delle AOUP per un
approfondimento tecnico-giuridico, al fine di salvaguardare
l'immagine della Regione siciliana». (695)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione specificata in
oggetto si rappresenta quanto segue.
L'iter che ha condotto alla indizione dell'avviso pubblico e alla
formazione del relativo elenco degli idonei aspiranti alla nomina
di Direttori Generali delle Aziende sanitarie ha costituito il
primo impegno programmatico orientato alla innovazione del top
management delle Aziende del Sistema Sanitario della Regione.
La procedura avviata ha da subito suscitato particolare interesse
attese le refluenze che la scelta dei manager assume nel processo
di rinnovamento del Servizio Sanitario Regionale per il ruolo
strategico che gli stessi rivestono alla guida delle Aziende
sanitarie.
I principi ispiratori cui è stata informata l'attività fin qui
condotta hanno seguito criteri che intendono valorizzare le
capacità e le esperienze professionali e dirigenziali, il profilo
morale, l'adeguatezza degli incarichi ricoperti ovvero la
corrispondenza delle strutture già dirette rispetto a quelle da
dirigere, avuto riguardo anche delle valutazioni sulla performance
conseguita dai candidati aspiranti al conferimento dell'incarico, e
ciò nel prevalente interesse pubblico di determinare i presupposti
fondanti un Servizio Sanitario moderno, efficiente, sostenibile ed
in miglioramento continuo per qualità, organizzazione dei servizi
ed innalzamento del livello di soddisfacimento dei bisogni di
salute delle persone e della loro qualità di vita.
Quadro normativo
La procedura per la formazione e l'aggiornamento biennale degli
aspiranti idonei alla nomina a Direttore Generale delle Aziende
sanitarie è disciplinata da:
-articoli 3 e 3 bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992 n.
502 e successive modificazioni ed integrazioni;
-art. 4 del decreto legge 13 settembre 2012 n. 158, convertito con
modificazioni dalla legge 8 novembre 2012 n. 189 (c.d. Legge
Balduzzi);
-Oltre al quadro normativo nazionale, trova applicazione, nella
suddetta procedura, la previsione contenuta all' art. 19, comma 1
della l.r. 14 aprile 2009, n.5.
4.12.2012 - Delibera di Giunta approvazione Avviso
In conformità al suddetto quadro normativo, come novellato con la
legge Balduzzi e integrato dalla previsione di cui alla l.r. 5/2009,
è stata avviata una procedura che forma oggetto dell' Avviso per la
formazione di un elenco ad aggiornamento biennale degli aspiranti
idonei alla nomina a Direttore Generale delle Aziende sanitarie
provinciali, delle Aziende Ospedaliere e delle Aziende Ospedaliere
Universitarie della Regione Siciliana, approvato dalla Giunta di
Governo con deliberazione n. 471 del 4 dicembre 2012.
12.12.2012 - Adozione D.A. 2689
La Delibera e il relativo Avviso sono stati adottati con D.A. 2689
del 12.12.2012, pubblicato in sede regionale e nazionale.
21.12.2012 - Pubblicazione Avviso
L'Avviso, pubblicato in G.U.R.I. - serie concorsi - n. 100 del
21.12.2012, data di decorrenza per la presentazione delle istanze,
ha fissato nel 21.01.2013 il termine di scadenza per la
presentazione delle istanze da parte dei candidati, con le modalità
indicate nell'avviso medesimo.
In base alla normativa richiamata, la nomina dei direttori
generali delle Aziende sanitarie si articola in due procedimenti
distinti: l'uno volto alla formazione di un elenco di soggetti
idonei alla nomina, l'altro finalizzato ad individuare tra i
soggetti idonei quelli ai quali conferire l'incarico di direttore
generale.
Primo procedimento: costituzione elenco idonei aspiranti alla
nomina
Ai fini della costituzione dell'elenco, il citato avviso prevede,
in conformità al comma 3 dell'art. 3 bis del decreto legislativo n.
502/1992 e s.m.i. e alla legge Balduzzi, la costituzione di una
Commissione alla quale è attribuito il compito di verificare la
sussistenza dei presupposti e dei requisiti normativamente previsti
in capo agli aspiranti ai fini dell'iscrizione nel medesimo elenco.
Tale procedimento, di carattere ricognitivo, si conclude con la
formazione dell'elenco e la pubblicazione dello stesso. L'elenco ha
validità biennale e ha valore su tutto il territorio nazionale.
Secondo procedimento: proposta di nomina e conferimento incarichi
Quanto al secondo procedimento, il predetto avviso prevede che ai
fini della nomina dei direttori generali, l'Assessore regionale per
la Salute, ai sensi dell'art. 19 comma 1 della l.r. n. 5/09 accerta,
mediante l'analisi curriculare affidata alla commissione di cui
all'articolo 3 bis, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 502, e s.m.i., la coerenza tra i requisiti dichiarati e le
funzioni da svolgere, anche con riferimento al possesso del diploma
di laurea e della qualificata esperienza dirigenziale svolta nel
rispetto dei limiti temporali e delle modalità sopra indicate,
nonché la corrispondenza tra la strutture già dirette dagli
aspiranti alla nomina e quelle da dirigere.
Al fine di consentire all'Assessore di acquisire ulteriori elementi
di valutazione dei soggetti selezionati in esito all'esame dei
curricula, la commissione sottopone i candidati ad un colloquio di
cui definisce, formalmente e preliminarmente alla analisi dei
curricula, modalità, contenuti e articolazioni.
La Commissione deve poi sottoporre all'Assessore gli esiti della
procedura suindicata, al fine di permettere a quest'ultimo di
formulare la proposta di nomina ai sensi dell'art. 33, comma 2,
della l.r. n. 5/09. .
Tale procedimento, volto alla proposta di nomina da parte
dell'Assessore alla Salute, ai fini della successiva approvazione in
Giunta e dell'effettiva nomina conferita con decreto del Presidente
della Regione, ha natura ampiamente discrezionale e si sostanzia
attraverso una scelta intuitu personae di natura fiduciaria, che
deriva da una procedura non concorsuale e priva di valutazioni
comparative.
30 gennaio 2012- costituzione Commissione
La Commissione, per la cui nomina è stato conferito mandato a
questo Assessore, è stata costituita con D.A. n. 215 del 30 gennaio
2013 e si è insediata in data 6 febbraio 2013.
E' composta da tre componenti, secondo la composizione prevista
dalla Legge Balduzzi che prevede un componente designato
dall'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari, uno designato da un
Istituto scientifico indipendente ed un rappresentante della
Regione.
I componenti nominati sono professionisti di indiscusso valore
professionale oltre al profilo istituzionale, che hanno fino ad oggi
profuso il massimo dell'impegno possibile a servizio
dell'Amministrazione, senza alcun riconoscimento economico da parte
di quest'ultima per l'attività svolta, non essendo previsto dalla
norma istitutiva.
E' il primo organismo, nell'ambito di cui trattasi, costituito ai
sensi della Legge Balduzzi, nel panorama nazionale e il procedimento
in atto rappresenta la prima esperienza regionale ai sensi della
medesima legge.
Ciò per non sottacere come, a questa esperienza, si guardi con
particolare interesse a livello nazionale, per le accennate ragioni
di interesse pubblico che la scelta dei Direttori Generali involge,
specie in un contesto di profondi cambiamenti nel sistema sanitario
pubblico in un quadro di riforme strutturali e di necessario
efficientamento delle risorse, nel difficile equilibrio tra
sostenibilità, innovazione e accrescimento del bisogno sociale e
sanitario.
Relativamente al componente Age.Na.S, il cui incarico è previsto
dalla predetta norma ed è a titolo non oneroso, si precisa che le
attività di valutazione delle performances rientrano invece
nell'ambito dell'affiancamento che la predetta Agenzia opera,
anch'esso a titolo non oneroso, per le regioni sottoposte a piano
di rientro.
Attività della Commissione
La Commissione ha svolto ad oggi 8 riunioni e ha lavorato sia
telematicamente che in seduta formale come attestato dai relativi
verbali, di cui si è curata l'integrale pubblicazione sul sito
dell'Assessorato, per come peraltro previsto dall'avviso stesso in
tema di pubblicità degli atti e di trasparenza dell'azione
amministrativa.
La medesima Commissione ha operato in assoluta autonomia,
nell'ambito delle funzioni ad essa attribuite dalla normativa
vigente e riprese dallo stesso Avviso, e gli atti dalla stessa
prodotti sono stati resi noti all'Ufficio di diretta collaborazione
dell'Assessore, mediante consegna formale agli atti d'ufficio.
Dal verbale della seduta di insediamento risulta che,
preliminarmente all'accesso alle domande presentate e all'esame dei
curricula, la Commissione esaminato il quadro normativo di
riferimento specifica i propri compiti e le articolazioni della
procedura alla quale si atterrà nelle diverse fasi .
La Commissione indica i propri compiti distinguendo la fase di
costituzione dell'elenco degli aspiranti idonei alla nomina di
Direttore Generale di cui all'avviso pubblico e quella della
Procedura di selezione degli iscritti ai fini della nomina nei
termini e per gli effetti di cui all'avviso pubblico .
In riferimento a questa seconda fase, la Commissione,
preliminarmente all'accesso alle domande e all'esame dei curricula,
ha fissato precisi criteri di valutazione dei titoli e della
esperienza professionale con i relativi punteggi, necessari per
accedere al colloquio.
Come esplicitato nel relativo verbale è stata definita una griglia
di criteri e relativi punteggi in esito all'applicazione della quale
la stessa Commissione ha previsto, quale soglia di accesso al
colloquio, il conseguimento del punteggio minimo di 24.
In esito anche a questa fase di analisi curriculare con
l'applicazione della griglia ed alla conseguente fase di svolgimento
dei colloqui, la Commissione ha previsto di sottoporre a questo
Assessore un elenco di circa 51 idonei aspiranti tra i quali operare
la proposta di nomina alla Giunta Regionale di Governo per il
conseguente conferimento degli incarichi con Decreto presidenziale.
Criticità
La procedura messa a punto dalla Commissione, in ordine
specificamente alle fasi di selezione tra gli idonei iscritti in
elenco da ammettere al colloquio e poi successivamente, in esito al
colloquio, da includere nella rosa di nomi tra i quali effettuare la
proposta, atteso il carattere rigido della stessa, ha suscitato
diffuse perplessità, raccolte dalla stessa VI Commissione
Legislativa dell'ARS che ne ha formato oggetto di audizione in data
9 aprile u.s. a questo Assessore, invitati anche a partecipare i
componenti della Commissione, e diffuse dai mezzi di informazione.
09.04.2013: Audizione VI Commissione
Nel corso della suddetta audizione la medesima Commissione
Legislativa ha rilevato espressamente che sul processo di selezione
dei nuovi direttori generali non può non ravvisare taluni elementi
di debolezza o di vulnerabilità - ad esempio per ciò che concerne la
griglia dei punteggi da attribuire ai candidati - che possono
inficiare tutto il procedimento .
Nella stessa sede, la Commissione Legislativa ha concluso, dopo un
lungo dibattito, suggerendo al Governo di valutare attentamente le
procedure affinché prevalga la insindacabilità della Commissione
esaminatrice chiamata ad assumersi la responsabilità della
individuazione dei 51 soggetti idonei e ravvisando che sui
criteri adottati per la griglia relativa all'attribuzione dei
punteggi si rischiano parecchie impugnative .
30.04.2013: Richiesta di parere all'Ufficio Legislativo e Legale
Alla luce dei rilievi mossi, è stato chiesto con nota prot. n.
38110 del 30 aprile 2013 parere all'Ufficio Legislativo e Legale
della Regione, volto ad evitare eventuali vizi che, con particolare
riferimento alla procedura di selezione degli idonei e di
applicazione della griglia valutativa per l'ammissione al colloquio,
potessero inficiare l'intero procedimento.
13.05.2013: parere dell'Ufficio Legislativo e Legale
Il parere, reso con nota n. 11470/73.2013.11 del 13 maggio 2013,
evidenzia - dopo aver ribadito che i due procedimenti, l'uno
finalizzato alla formazione dell'elenco degli idonei, l'altro al
conferimento dell'incarico di Direttore Generale, sono distinti tra
loro ed in particolare -il primo di natura ricognitiva, il secondo
discrezionale-, sottolinea che il secondo procedimento, è
espressione del potere ampiamente discrezionale della Regione di
individuare tra i soggetti idonei quello cui conferire l'incarico,
mediante una scelta di tipo non concorsuale, priva di valutazioni
comparative .
Prosegue affermando che la Commissione, quale organo ausiliario
dell'Organo politico con riferimento alla seconda procedura doveva
solo dare un supporto di conoscenza all'Assessore onde consentirgli
una ponderata proposta funzionale all'esercizio del potere di
nomina .
Conclusivamente, affermando l'Ufficio Legale che la Commissione ha
travalicato i compiti assegnati e che l'attività espressione di tale
ultronea e non legittimata attività sia viziata da invalidità .,
ritiene necessario intervenire sull'avviso medesimo, essendo
peraltro possibile che tale intervento chiarificatore (in chiave e
con finalità interpretativa) sia effettuato solo in relazione al
suindicato paragrafo, così che il rinnovo dell'attività in parola
non sia, a sua volta, esposto a censure. Da ciò conseguirà, per
converso, il ritiro motivato degli atti della Commissione pubblicati
già sul sito internet e relativi ad attività che non trovano più
base alcuna nell'avviso. Circa i contenuti del novellato paragrafo -
sempre che si intenda mantenerlo procedendo alla sua
correzione/integrazione, correzione che sarebbe opportuno
riguardasse anche il titolo - andrebbe chiarito che, fermo restando
il carattere fiduciario delle nomine, l'Assessore, per
l'accertamento previsto dall'art. 19 della l.r. 5/2009 ai fini delle
relative proposte, ha la facoltà di avvalersi della Commissione
insediata per la costituzione dell'elenco come organo tecnico che
agisce quale istruttore per specifiche richieste ed entro gli
specifici ambiti preordinati dietro espressa indicazione del tipo di
attività da porre in essere per conto dell'Organo unico decidente. .
16.05.2013: 8 riunione della Commissione
In data 16 maggio 2013 la Commissione si è riunita ed in esito ai
lavori svolti ha consegnato l'elenco degli idonei aspiranti
all'incarico di Direttore delle Aziende sanitarie.
La stessa, inoltre, preso atto delle comunicazioni di questo
Assessore relative al citato parere dell'Ufficio Legislativo e
Legale della Regione, ha rimesso, unitamente a tutta la
documentazione istruttoria, ogni ulteriore attività alle
valutazioni e determinazioni della Giunta Regionale in merito alla
modifica della deliberazione n. 471 del 4 dicembre 2012 e
conseguenti variazioni dell'avviso .
17.05.2013: D.A. n.955/2013 approvazione elenco degli aspiranti
idonei
Il predetto elenco degli idonei è stato già pubblicato sul sito
istituzionale dell'Assessorato; in atto risultano non ancora scaduti
i termini assegnati agli esclusi per eventuali controdeduzioni
fissati in dieci giorni dalla ricezione delle comunicazioni relative
alle motivazioni di esclusione, inviate con raccomandate A.R.
23.05.2013: nota prot. n.44802 alla Giunta regionale di Governo
Con la precitata nota sono state formalmente rassegnate da questo
Assessore comunicazione circa lo stato della procedura in essere,
ivi compresa l'avvenuta pubblicazione, sul sito dell'Assessorato, di
tutti i verbali depositati agli atti dalla Commissione per come
previsto ai sensi dell'art 3 bis, comma 3, del decreto legislativo
n. 502/92 e s.m.i. e dallo stesso Avviso, affinché la Giunta di
Governo adotti ogni utile determinazione inerente le modalità di
prosecuzione delle procedure in essere, per le conseguenti conformi
indicazioni che questo Assessore dovrà formalizzare alla
Commissione.
L'Avviso, infatti, nell'affidare l'analisi curriculare alla
commissione di cui al comma 3 dell'art. 3 bis del D. Lgs. N.
502/1992 e s.m.i. è in linea con il parere dell'Ufficio legislativo
e Legale laddove riconosce all'Assessore per l'accertamento previsto
dall'art. 19 della l.r. n. 5 del 2009 ai fini della formulazione
delle relative proposte, la facoltà di avvalersi della Commissione
come organo tecnico che agisce, quale istruttore, per compiti
specifici e dietro espressa indicazione dell'unico organo decidente.
Giova ricordare al riguardo come, nella precedente tornata di
nomine, le modalità di selezione relative, per quanto non scaturenti
dall'attività di una Commissione formalmente costituita e non
contenute in documenti amministrativi, hanno resistito sia al TAR
che al CGA a diverse impugnative.
Anche l'Avviso ha resistito all'unica impugnativa, inerente il
criterio aggiuntivo dell'età quale limite di accesso all'elenco
degli aspiranti idonei, sia al TAR che al CGA nella fase cautelare.
La Giunta regionale di Governo con deliberazione n. 185 del
29.05.2013, mantenendo invariato l'Avviso pubblico già oggetto di
deliberazione n. 471 del 4 dicembre 2012, ha dato mandato
all'Assessore regionale per la salute di definire la procedura di
selezione dei candidati per la nomina a Direttore generale delle
Aziende del S.S.R., ammettendo al colloquio i soggetti idonei
inseriti nell'elenco, al fine di consentire che la verifica prevista
dall'art. 19, comma 1 della predetta legge regionale n. 5/2009 venga
volta al maggior numero possibile di soggetti.
Altresì la Giunta ha dato mandato all'Assessore per la salute di
integrare, eventualmente, nel rispetto delle previsioni di cui
all'art. 3 bis, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992,
n. 502 e successive modificazioni ed integrazioni, la Commissione
fino ad un massimo di ulteriori quattro componenti .
In esecuzione della predetta delibera di Giunta, si è dato corso,
per il tramite della Commissione all'uopo preposta, alle procedure
di selezione (in atto in corso di espletamento) di cui all'Avviso,
effettuate le verifiche previste dal già citato art. 19, comma 1
della legge regionale 14 aprile 2009, n. 5».
L'Assessore
Dott.ssa Lucia
Borsellino
IOPPOLO - MUSUMECI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
per la salute, premesso che:
con la legge regionale n. 5 del 14 aprile 2009 veniva riformato
ampiamente il sistema sanitario regionale;
al fine di assicurare l'attività assistenziale necessaria alle
esigenze della didattica e della ricerca delle Facoltà di medicina e
chirurgia (articolo 14), venivano istituite, altresì, le Aziende
ospedaliere-universitarie, sulla base di specifici protocolli
d'intesa tra la Regione e le Università di Palermo, Catania e
Messina;
con protocollo d'intesa tra la Regione e l'Università degli Studi
di Catania, sottoscritto il 12 agosto 2009 e approvato con decreto
dell'Assessore Regionale della Sanità n. 1759 del 31 agosto 2009,
veniva istituita l'Azienda ospedaliera universitaria 'Policlinico -
Vittorio Emanuele' composta da ben cinque presìdi ospedalieri oltre
il policlinico universitario;
la convivenza nella stessa azienda tra strutture ospedaliere e
universitarie non si è rivelata, nel caso specifico dell'Azienda
ospedaliera-universitaria 'Policlinico - Vittorio Emanuele',
proficua poiché si registra, da tempo, una costante penalizzazione,
nelle scelte organizzative aziendali, sia del ruolo dei medici
ospedalieri che dei reparti, a favore di quelli universitari e si
manifesta evidentemente, quindi, un progressivo depotenziamento dei
reparti delle strutture ospedaliere;
è del tutto evidente che, in linea di principio e generale,
strutture ospedaliere ed universitarie perseguono obbiettivi
diversi, non omogenei e difficilmente conciliabili nell'ambito della
stessa azienda, privilegiando i primi, la cura e l'assistenza, i
secondi, la ricerca, la didattica e la formazione;
è altresì evidente che ai dirigenti sanitari ospedalieri delle
aziende sanitarie miste, si debba assicurare e consentire la
legittima aspirazione alla progressione della carriera, anche
mediante il blocco e l'accorpamento delle U.O. complesse di
esclusivo appannaggio dei reparti universitari;
considerato che:
sarebbe più logico e, di certo, produrrebbe risultati più
efficienti organizzare le strutture ospedaliere e quelle
universitarie in osservanza di principi di omogeneità e, quindi,
separare le aziende ospedaliere da quelle universitarie in modo che,
in piena autonomia, ognuna di esse possa espletare la propria
attività in conformità ai propri, diversi, fini istituzionali;
al contempo, si rende necessario e urgente ridefinire il protocollo
d'intesa tra la Regione e l'Università degli Studi di Catania, in
modo da rideterminare come centrale il ruolo delle strutture, dei
reparti e dei medici ospedalieri nell'ambito organizzativo della
Azienda ospedaliera universitaria 'Policlinico - Vittorio Emanuele';
appare infine necessario chiarire, in modo ineludibile, ove
dovessero permanere le Aziende Miste, che le direzioni di reparti
ospedalieri, permangano di esclusiva pertinenza ospedaliera, come
previsto dalla vigente normativa (art. 5 del D.Lgs. n. 517/1999,
art. 15 ter del D.Lgs. n. 502/1992, da ultimo confermato dal
disposto contenuto nel comma 4 dell'art. 9 del protocollo d'intesa);
per sapere se non si ritenga:
necessario ed urgente rideterminare la organizzazione delle aziende
sanitarie nella Regione applicando princìpi di omogeneità funzionale
e separando, di conseguenza, le strutture ospedaliere da quelle
universitarie in modo che, in piena autonomia, ognuna di esse possa
espletare la propria attività in conformità ai propri, diversi, fini
istituzionali;
del pari, necessario e urgente ridefinire il protocollo d'intesa
tra la Regione e l'Università degli Studi di Catania, in modo da
rideterminare come centrale il ruolo delle strutture, dei reparti e
dei medici ospedalieri nell'ambito organizzativo dell'Azienda
ospedaliera-universitaria 'Policlinico Vittorio Emanuele'». (775)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione specificata in oggetto
con la quale si chiedono chiarimenti circa la riorganizzazione delle
Aziende sanitarie e ridefinizione del protocollo d'intesa con
l'Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico-Vittorio Emanuele
di Catania, si rappresenta quanto segue.
In relazione al primo punto, ove si richiama il principio
dell'omogeneità funzionale a cui secondo l'interrogante deve
ispirarsi l'organizzazione delle aziende sanitarie della Regione,
con conseguente separazione delle strutture ospedaliere da quelle
universitarie, in modo tale che ciascuna di esse, in piena
autonomia, possa svolgere la propria attività secondo i rispettivi e
diversi fini istituzionali, si richiamano i principi del D.Lgs. 21
dicembre 1999 n. 517 che disciplina i rapporti tra il servizio
sanitario nazionale e le università.
Tra i principi, a cui in protocolli d'intesa tra Regione ed
Università, previsti dal comma 2 dell'art. 1 del succitato decreto
legislativo, devono ispirarsi si segnalano:
- l'integrazione dell'attività assistenziale con quella formativa e
di ricerca:
- la leale cooperazione a cui debbono improntarsi i rapporti tra
servizio sanitario nazionale e le università;
- la partecipazione degli atenei alla programmazione sanitaria
regionale;
- l'individuazione delle strutture assistenziali funzionali alle
esigenze di didattica e di ricerca dei corsi di laurea delle facoltà
di medicina e chirurgia delle aziende ospedaliero/universitarie di
cui al successivo art. 2;
- la definizione dei volumi ottimali di attività e del numero dei
posti letto e di strutture assistenziali anche in rapporto al numero
degli studenti iscritti ai corsi di laurea delle facoltà di medicina
e chirurgia ed alle esigenze della ricerca.
Ai sensi dell'art. 2 dello stesso decreto legislativo la
cooperazione tra servizio sanitario nazionale ed università si
realizza attraverso le aziende ospedaliero/universitarie aventi
autonoma personalità giuridica.
La legge regionale 14 aprile 2009 n. 5, all'art. 14, dopo avere
affermato al primo comma che l'Assessorato regionale della Sanità,
al fine di assicurare l'attività assistenziale necessaria alle
esigenze della didattica e della ricerca delle Facoltà medicina e di
chirurgia, nel quadro della programmazione sanitaria regionale,
promuove la collaborazione tra il servizio sanitario regionale e
le università di Palermo, Catania e Messina per le finalità di cui
al D. Lgs. n. 517/1999, al secondo comma ha previsto che, di
concerto con le suddette università, sulla base di specifici
protocolli d'intesa, possono realizzarsi integrazioni tra aziende
ospedaliere ed università, onde pervenire alla costituzione di
aziende ospedaliere universitarie, la cui organizzazione e
funzionamento è regolata dal decreto legislativo n. 517/1999.
Nell'alveo e nel rispetto della cornice legislativa testé
delineata, il protocollo d'intesa tra Regione ed Università di
Catania sottoscritto in data 12 agosto 2009 e poi successivamente
integrato e modificato, ha previsto l'istituzione dell'Azienda
ospedaliero/universitaria Policlinico - Vittorio Emanuele di
Catania, derivante, per effetto del succitato art. 14 della l.r.
n.5/09, dall'integrazione dell'ex Azienda O.U. Rodolico e dell'ex
Azienda Ospedaliera Vittorio Emanuele nella quale insisteva già il
corso di laurea in medicina e chirurgia e che costituisce per
l'Ateneo ente di riferimento per le attività assistenziali
essenziali allo svolgimento dei compiti istituzionali di didattica e
di ricerca e ne garantisce la reciproca integrazione.
Il protocollo ha confermato le strutture pubbliche sedi di
specifiche attività per la funzione didattica, prevedendone,
tuttavia, il graduale e progressivo trasferimento presso la sede
dell'Azienda ospedaliero/universitaria, ad invarianza dei posti
letto fissati dalla Regione in n. 651 per l'ex A.O. Vittorio
Emanuele e n. 399 per l'ex Policlinico Rodolico.
L'integrazione tra le attività assistenziali e quelle di didattica
e ricerca è viepiù assicurata dalla previsione dei dipartimenti ad
attività integrata, quali centri unitari di responsabilità e di
costo, che perseguono la finalità dell'unitarietà della gestione
delle risorse finanziarie, umane e strumentali, il collegamento e la
gestione integrata dell'assistenza, della didattica e della ricerca,
nonché la flessibilità operativa.
Dunque, contrariamente a quanto prospettato nell'atto parlamentare
che si riscontra, l'attuale assetto normativo delinea un quadro di
riferimento teso a favorire e promuovere un modello unico di azienda
ospedaliera universitaria, in modo tale da garantire l'integrazione
delle attività ospedaliere, più propriamente assistenziali, con
quelle di didattica e di ricerca, al fine di perseguire, mediante la
loro reciproca valorizzazione ed una programmazione concertata,
obiettivi di qualità, efficienza e di appropriatezza, così come
peraltro espressamente sancito dall'art. 1 del summenzionato
protocollo d'intesa.
In relazione al secondo punto ove si ipotizza una penalizzazione
dei medici dei raparti ospedalieri, essa è smentita dalla previsione
dell'art. 9 del protocollo, ove, al quarto comma, si afferma
esplicitamente, in un'ottica di valorizzazione ottimale delle
risorse umane siano esse universitarie od ospedaliere, che la
responsabilità della direzione delle strutture complesse è
attribuita dal direttore generale, d'intesa con il Rettore, sentito
il direttore del Dipartimento, ai professori e ricercatori
universitari della corrispondente area scientifico/disciplinare ai
sensi dell'art. 5 del D.Lgs. n. 517/1999 o ai dirigenti ospedalieri
ai sensi del'art. 15 ter del decreto legislativo n. 502/1992 e
s.m.i..
Al fine di fugare ogni possibile dubbio, paventato da
un'organizzazione sindacale di dirigenti medici ospedalieri,
l'Assessorato, con specifica nota indirizzata alla direzione
dell'Azienda ed all'Ateneo, ha chiarito che il comma 4 dell'art. 9
del protocollo prevede due distinte procedure per il conferimento
degli incarichi di direzione di struttura complessa - a seconda
della loro natura universitaria od ospedaliera - disciplinate
rispettivamente dall'art. 5 del D.Lgs n. 517/1999 e dall'art. 15 ter
del D.Lgs. n. 502/1992 e s.mi.: nel primo caso è richiesta l'intesa
con il Rettore che non è invece necessaria nel secondo caso del
conferimento delle direzioni ospedaliere, per la cui attribuzione
dovrà, semmai, seguirsi l'iter di cui all'art. 15 ter del citato
decreto legislativo n. 502/1992.
Resta inteso che, ove si rendessero necessarie ulteriori
puntualizzazioni volte a favorire il completamento del percorso di
integrazione tra la componente assistenziale e quella universitaria,
processo tuttora in corso, potrà utilizzarsi per la suddetta
finalità la sede più appropriata della revisione del protocollo
d'intesa, in correlazione alla quale è in via di costituzione un
tavolo tecnico tra Regione ed Università».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia
Borsellino
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO- FERRERI - LA
ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA - ZITO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per
la famiglia, le politiche sociali e il lavoro e all'Assessore per la
salute, premesso il grave stato di disagio economico in cui versano
i dipendenti della I.P.A.B 'Oasi Cristo Re' di Acireale (CT), dovuto
al forte ritardo dei trasferimenti economici necessari sia al
pagamento dei fornitori che al pagamento degli stipendi degli
operatori della struttura in oggetto con possibili ricadute negative
sulla qualità e sulla puntualità degli importantissimi servizi socio-
assistenziali che queste strutture offrono;
considerato che:
questo stato di cose è dovuto a mancati trasferimenti da parte
della Regione siciliana, a cascata, dai Comuni e dalle Aziende
Sanitarie territorialmente competenti;
con particolare riferimento alle rette sanitarie integrative, le
ASP territorialmente competenti disattendono sistematicamente la
disciplina sulla corresponsione della retta integrativa sanitaria,
per come prevista dall'art 59 della l.r. 33/96;
tralasciando l'aspetto, peraltro rilevante sia sul piano economico
che giuridico, secondo cui l'utente cosiddetto 'non convenzionato'
non è richiamato dalla disciplina prevista dall'art 59 per cui non
viene corrisposta, per le prestazioni socio-assistenziali di rilievo
sanitario rese in suo favore, alcuna retta integrativa sanitaria, le
II.PP.A.B possono richiedere detta integrazione solo per gli utenti
convenzionati con i Comuni, come disciplinato dall'articolo 16 dello
schema di convenzione-tipo approvato dalla Regione. Innescando per
questa via un rilevante contenzioso tra i comuni dell'isola e le
ASP;
tale contenzioso ha indotto i Comuni ad assumere, spesso,
l'iniziativa unilaterale di non pagare alle strutture residenziali
le rette sanitarie. In alcuni casi, gli stessi Comuni hanno
modificato arbitrariamente l'articolo 16 dello schema di convenzione-
tipo, trasferendo l'obbligo agli enti assistenziali di richiedere
direttamente il pagamento della quota sanitaria alle ASP che, a loro
volta, si sono ritenute legittimate, ex legge, ad opporre il
pagamento della quota sanitaria alle strutture. Tale fenomeno ha
innescato una spirale viziosa per superare la quale gli enti gestori
di ricovero sono stati costretti ad instaurare lunghi contenziosi
contro i Comuni;
tutto ciò comporta uno stato di sofferenza dei crediti, ad oggi
ammontanti ad oltre un 1.500.000 euro, derivanti dal previsto
corrispettivo per rette sanitarie connesse alle prestazioni
sanitarie e/o di rilievo sanitario, con notevoli ricadute dannose
sulle finanze delle strutture assistenziali;
per sapere se non ritengano opportuno, affinché le II.PP.A.B
siciliane ed in particolare l'IPAB 'Oasi Cristo Re', che svolge
prevalentemente la sua attività come Casa Protetta, accogliendo
soggetti non autosufficienti, predisporre, con carattere d'urgenza,
tutte le azioni amministrative e/o legislative necessarie al
superamento delle anzidette criticità, al fine di poter permettere
alle strutture il raggiungimento del pareggio di bilancio, peraltro
previsto dalla normativa vigente». (795)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Si riscontra l'interrogazione specificata in oggetto
con la quale si rappresenta lo stato di sofferenza in cui versano le
strutture assistenziali (es. I.P.A.B. Oasi Cristo Re di Acireale
(CT)) per la mancata corresponsione da parte delle ASP del
contributo per integrazione retta per prestazioni socio-
assistenziali erogate dalle stesse a soggetti non autosufficienti.
L'onorevole interrogante, inoltre, fa rilevare il notevole
contenzioso che le strutture sono costrette ad intraprendere con i
Comuni dell'isola per quei soggetti a cui non spetterebbe
l'integrazione della retta, secondo quanto disciplinato dall'art. 59
della l.r. n. 33/96; pertanto chiede di conoscere se non si ritiene
opportuno promuovere azioni amministrative e/o legislative
necessarie al superamento di dette criticità.
Preliminarmente si richiama quanto previsto dall'art. 59 della
legge regionale n.33/1996 che recita:
1. Entro il limite annuo di lire 500 milioni, l'integrazione della
retta giornaliera corrisposta, in rapporto al grado di invalidità,
dai comuni dell'Isola ai sensi dell'articolo 17, secondo comma,
della legge regionale 6 maggio 1981, n. 87, agli enti gestori di
strutture residenziali per il ricovero di anziani non
autosufficienti, è assunta a carico del Fondo sanitario regionale
preordinata al rimborso degli oneri dell'attività socio-
assistenziale di rilievo sanitario, in applicazione del D.P.C.M. 8
agosto 1985.
2. Per le finalità di cui al comma 1 il servizio sociale dei comuni
trasmette all'Azienda unità sanitaria locale di competenza copia del
provvedimento di autorizzazione al ricovero corredato della
certificazione attestante il grado e la natura della condizione di
non autosufficienza. La notifica del dispositivo al ricovero è
effettuata entro cinque giorni dall'adozione e comporta, se non
interviene opposizione, entro i successivi venti giorni l'obbligo
per il comune di attivare l'azione di rimborso della quota di retta
giornaliera corrisposta all'ente assistenziale a titolo di
integrazione.
3. E' facoltà dell'Azienda unità sanitaria locale verificare nel
termine sopra indicato il sussistere della condizione di invalidità
degli anziani ricoverati, avuto anche riguardo al trattamento
assistenziale curativo e riabilitativo assicurato dall'Ente in
rapporto ai bisogni degli ospiti nonché, il permanere, ai sensi
della vigente normativa, dell'idoneità igienico sanitaria delle
strutture ricoveranti.
4. Il presente articolo ha natura interpretativa dell'articolo 17
della legge regionale 9 maggio 1986, n. 22, concernente il riordino
dell'assistenza e, nel rispetto degli indirizzi ministeriali in
materia di integrazione dei servizi sociali e sanitari, si applica
anche agli anziani non autosufficienti già ospiti di case di riposo,
case protette e comunità alloggio abitate con retta a carico dei
comuni.
5. Le disposizioni di cui ai commi precedenti non si applicano alle
Aziende unità sanitarie locali che hanno assunto direttamente od in
convenzione gli oneri dell'assistenza sanitaria e/o delle
prestazioni a rilievo sanitario per il ricovero degli anziani non
autosufficienti ospiti di strutture assistenziali.
6. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa di
lire 500 milioni.
L'importo previsto nella norma sopra indicata a carico del fondo
sanitario rappresenta un mero contributo che, sin dalla data di
vigenza della norma ex art.59 L.R. 33/1996, questa Amministrazione
ha assegnato quale integrazione retta per il ricovero di anziani
presso strutture residenziali utilizzando quale metodologia la
popolazione anziana di età superiore a 75 anni residente in ciascuna
provincia.
Peraltro, appare evidente che non si può intervenire in via
amministrativa su una norma che detta precise indicazioni sui
comportamenti da adottare in capo ai soggetti coinvolti.
Eventuali iniziative legislative dirette al superamento delle
criticità rilevate dall'interrogante e finalizzate al raggiungimento
del pareggio di bilancio delle II.PP.A.B. si ritiene debbano essere
assunte dal competente Assessorato della Famiglia».
L'Assessore
Dott.ssa Lucia
Borsellino
CANCELLERI - MANGIACAVALLO - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI
- FOTI - LA ROCCA - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA - ZITO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per
la salute e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro, premesso che:
il decreto dell'Assessore per la salute del 24 maggio 2010 recante
'Indirizzi per la riorganizzazione e il potenziamento della rete
regionale di residenzialità per i soggetti fragili' ha previsto il
potenziamento della rete regionale disponendo la creazione di nuovi
posti residenziali presso le RSA per l'accoglienza di persone
disabili e non autosufficienti in funzione dell'incremento di
patologie in capo alla popolazione anziana che li rendono bisognosi
di assistenza continua;
il suddetto decreto per il raggiungimento delle suesposte finalità
prevede, in particolar modo, che nella provincia di Enna vadano
predisposti complessivi 98 posti per l'accoglienza di persone
disabili di cui 40 risultano già attivati mentre i restanti non sono
ancora stati attivati;
considerato che:
il medesimo atto dell'Assessore, come specificato da nota allegata
al decreto, riserva almeno l'8% di tali posti alla destinazione a
persone affette da Alzheimer;
nonostante le previsioni normative, si verificano frequenti episodi
in cui i soggetti realmente bisognosi di cure assidue da parte di
strutture adeguate, quali le RSA, non vengono accolti per carenza di
posti e quindi mancano di qualunque tipo di assistenza medico-
sanitaria;
per sapere se si intendano attuare in tempi brevi le disposizioni
del citato Decreto dell'Assessore per la salute del 24 maggio 2010 e
pubblicato in Gazzetta Ufficiale Regione Siciliana del 25 giugno
2010, n. 29, in ulteriore considerazione del fatto che i tempi in
esso previsti, entro cui avrebbero dovuto adeguarsi le strutture,
non siano stati rispettati ed ormai abbondantemente superati». (811)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione specificata in oggetto
con la quale si chiede di conoscere gli interventi nella provincia
di Enna per il potenziamento della residenzialità per soggetti
fragili, si precisa quanto segue.
Il documento di programmazione regionale, approvato con decreto -
D.A. 24 maggio 2010 - contenente gli indirizzi per la
riorganizzazione ed il potenziamento della rete regionale di
residenzialità per i soggetti fragili, al fine di soddisfarne le
esigenze assistenziali, ha previsto per la provincia di Enna la
realizzazione di 98 posti RSA, di cui 60 in strutture pubbliche e 38
in strutture private accreditate.
Dalla ricognizione effettuata da questo Assessorato risulta che i
posti previsti dalla programmazione regionale sono state totalmente
realizzati, così come da progetto aziendale approvato con
provvedimento del 2 dicembre 2012 per quanto riguarda il pubblico, e
da assegnazione posti RSA al privato, utilmente collocato in
graduatoria per la citata provincia, come da previsioni di cui al
D.A. 3 agosto 2012.
In particolare le strutture pubbliche a gestione esternalizzata che
risultano attivate in ambito provinciale sono:
N. 40 posti presso il Comune di Pietraperzia
N. 20 posti presso il Comune di Leonforte
Per quanto attiene il privato accreditato, da informazioni assunte
per le vie brevi, l'ASP di Enna proprio in questi giorni, a
completamento dei 98 posti previsti in ambito regionale, sta
definendo le procedute ai fini del convenzionamento di 38 posti
presso il Comune di Leonforte della Società Salustra S.r.l.».
L'Assessore
Dott.ssa Lucia
Borsellino