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Resoconto d'Aula della Seduta n. 73 di martedì 24 settembre 2013
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   Presidenza del vicepresidente Pogliese

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   FAZIO,  segretario  f.f., dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Alongi, Coltraro, Falcone  e
  Vinciullo sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

              Annunzio di presentazione disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   - Sviluppo dell'artigianato e sostegno alla successione di impresa
  artigiana   in  Sicilia.  Istituzione  dell'albo  regionale   delle
  botteghe scuola. (n. 548)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Zafarana,
  Ciancio,   Cancelleri,  Cappello,  Mangiacavallo,  Ferreri,   Zito,
  Ciaccio, Foti, La Rocca, Palmeri, Siragusa, Tancredi e Trizzino  in
  data 19 settembre 2013.

   -  Norme  di  salvaguardia dei servizi che le  Province  regionali
  siciliane  devono garantire al territorio di loro competenza  nelle
  more  di attuazione delle previsioni cui all'art. 1, comma 1, della
  legge regionale n. 7 del  27 marzo  2013 recante  Norme transitorie
  per l'istituzione dei liberi Consorzi comunali . (n. 549)
   di  iniziativa  parlamentare presentato  dagli  onorevoli  Gianni,
  Nicotra, Dipasquale, Lombardo e Marziano in data 19 settembre 2013.

   - Provvedimenti per favorire la ripresa dell'attività edilizia, il
  raggiungimento  degli  scopi  sociali delle  cooperative  edilizie,
  l'accesso  al  credito  delle cooperative e  delle  imprese  ed  il
  recupero del patrimonio edilizio esistente con particolare riguardo
  ai centri storici nella Regione Sicilia. (n. 550)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Firetto,
  Anselmo,  D'Agostino,  Dina,  La Rocca  Ruvolo,  Micciché,  Ragusa,
  Sorbello e Turano in data 19 settembre 2013.

   -  Integrazioni e modifiche alla legge regionale n. 50 del  19-09-
  2012, in materia di quoziente familiare. (n. 551)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Ioppolo,
  Musumeci, Formica e Currenti in data 23 settembre 2013.

   - Norme relative al personale dell'ente Fiera di Messina. (n. 552)
   di   iniziativa   parlamentare  presentato  dall'onorevole   Greco
  Marcello in data 23 settembre 2013.

   -  Superamento  del blocco delle assunzioni per  i  vincitori  del
  concorso  per 97 A. T. restauratori e la loro definitiva immissione
  in ruolo. (n. 553)
   di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Greco
  Marcello,  Figuccia, Alongi, Grasso, Zafarana, Lentini,  Vinciullo,
  Gucciardi,  Arancio, Digiacomo, Gianni, Savona,  Falcone,  Ciaccio,
  Barbagallo,  Raia,  D'Agostino, Anselmo, Ciancio,  Lupo,  Pogliese,
  Lantieri,  Marziano, Cordaro, Ferrandelli, e Venturino in  data  23
  settembre 2013.

   -  Norme  per la promozione della pet-therapy e della terapia  del
  sorriso. (n. 554)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Digiacomo in
  data 23 settembre 2013

   -  Interventi  a favore di persone affette da disturbo  autistico.
  (n. 555)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Ferreri,
  Cancelleri,   Cappello,   Ciaccio,   Ciancio,   Foti,   La   Rocca,
  Mangiacavallo,  Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino,  Zafarana  e
  Zito in data 23 settembre 2013.

   -  Comunicazione  dei  mutamenti delle compagini  sociali  per  le
  società in attesa di provvedimenti da parte della P.A.. (n. 556)
   di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lombardo, Di
  Mauro,  Figuccia, Greco, Federico, Fiorenza e Lo Sciuto in data  23
  settembre 2013.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico i disegni di legge inviati  alle  competenti
  Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Modifiche al comma 16 dell'articolo 15 delle legge regionale 14
  maggio 2009, n. 6. (n. 399)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 23 settembre 2013.

   -   Norme  in  materia di assunzioni di personale nelle  pubbliche
  ammi-nistrazioni e negli enti regionali. (n. 514)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 20 settembre 2013.

   -  Norme  per  il sostegno dei genitori separati e  divorziati  in
  situazione di estrema difficoltà. (n. 519)
   di  iniziativa parlamentare, inviato il 20 settembre 2013,  parere
  VI.

   -    Norme   in   materia   di  assunzioni  di   personale   delle
  amministrazioni  regionali, istituti, aziende, consorzi,  organismi
  ed   enti   regionali  comunque  denominati  che  usufruiscono   di
  trasferimenti diretti da parte della Regione. (n. 544)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 23 settembre 2013.

                    BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)

   -   Norme  per  il finanziamento degli enti che svolgono  attività
  sociale ed assistenziale d'interesse generale. (n. 518)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 20 settembre 2013.
                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -   Proroga dei termini di decorrenza dei canoni per la estrazione
  di giacimenti minerari di cava. (n. 515)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 20 settembre 2013.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   - Legge quadro sulle  Isole di Sicilia . (n. 460)
   di  iniziativa parlamentare, inviato il 23 settembre 2013,  parere
  I, V e VI.

   - Istituzione degli sportelli unici per l'edilizia. (n. 506)
   di  iniziativa parlamentare, inviato il 23 settembre 2013,  parere
  I.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Interventi  volti  alla prevenzione della dispersione  ed  alla
  qualificazione del sistema scolastico. (n. 502)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 23 settembre 2013.

   - Sistema educativo regionale di istruzione e formazione. (n. 505)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 23 settembre 2013.

   -  Riammissione nel posto di lavoro degli ufficiali di riscossione
  assunti  con  contratto  di formazione e lavoro  dalla  Montepaschi
  Serit S.p.A.. (n. 530)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 20 settembre 2013.

   -  Norme  per  il  recupero  e la valorizzazione   del  patrimonio
  storico-culturale e dei siti legati alla Seconda guerra mondiale in
  Sicilia. (n. 531)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 20 settembre 2013.

   - Abrogazione della legge 6 aprile 1996, n. 20. (n. 532)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 20 settembre 2013.

   -  Norma  aggiuntiva all'articolo 43 comma 1 sui PIP  -  Emergenza
  Palermo di cui alla legge regionale 15 maggio 2013, n. 9. (n. 536)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 23 settembre 2013.

   -  Norme  a  tutela dei minori iscritti agli asilo  nido  ed  alle
  scuole materne del territorio siciliano. (n. 545)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 23 settembre 2013.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Vaccinazioni facoltative. (n. 511)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 20 settembre 2013.

   -  Istituzione sperimentale della psicoterapia in convenzione. (n.
  533)

   di iniziativa parlamentare, inviato il 20 settembre 2013.

   - Istituzione delle cure compassionevoli. (n. 534)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 23 settembre 2013.

         Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della Giunta
  regionale n. 258 del 17 luglio 2013 relativa a:  P.O. FESR  Sicilia
  2007/2013  -  Decisione CE n. C(2013) 4224  del  5  luglio  2013  -
  Adozione definitiva .

   La  predetta delibera è stata trasmessa ai sensi dell'articolo  50
  comma  3  della  legge  regionale n.  9/2009  alla  II  Commissione
  legislativa   e  alla  Commissione  per  l'esame  delle   questioni
  concernenti l'attività dell'Unione Europea.

   Copia  della stessa  è disponibile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.   1196   -  Chiarimenti  circa  la  gestione  finanziaria   del
  Commissario delegato per il superamento dell'emergenza nel  settore
  dei rifiuti in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio

   N. 1199 - Notizie sul mancato utilizzo delle somme impegnate sulla
  linea  di  intervento  3.3.2.4 del PO.F.E.S.R.  2007/2013  e  sulla
  rimodulazione delle somme stesse.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari:  Vinciullo  Vincenzo;  Zafarana  Valentina;  La   Rocca
  Claudia

   N.  1201  -  Notizie  sul mancato intervento a  tutela  dell'opera
  muraria del 'Rivellino Quintana' di Augusta (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1202 - Interventi a favore di un'efficace gestione provvisoria
  delle Province regionali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1203  -  Notizie sulle azioni per prevenire e  contrastare  le
  frodi sull'erogazione dei fondi europei in agricoltura.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1205  -  Chiarimenti  in merito alle modifiche  al  calendario
  venatorio 2013/2014.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   Firmatario: Ruggirello Paolo

   N.  1208 - Interventi urgenti per il pagamento degli stipendi  dei
  dipendenti del Teatro Massimo Bellini di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  1214  - Chiarimenti sulla mancata erogazione delle prestazioni
  di risonanza magnetica T2.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Ciaccio Giorgio; La Rocca  Claudia;
  Zafarana Valentina

   N.  1215 - Notizie sulla rifunzionalizzazione della rete regionale
  della talassemia e delle emoglobinopatie.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Ciaccio Giorgio; La Rocca  Claudia;
  Zafarana Valentina

   N.  1218 - Notizie in merito al riordino e razionalizzazione della
  rete dei punti nascita.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:   Di  Mauro  Giovanni;  Lombardo  Salvatore   Federico;
  Federico  Giuseppe;  Fiorenza  Dino;  Lo  Sciuto  Giovanni;   Greco
  Giovanni; Figuccia Vincenzo

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo e alle competenti Commissioni.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  1197 - Chiarimenti in merito alla realizzazione dello svincolo
  autostradale di Mascali - Giarre nord (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Pogliese Salvatore Domenico

   N. 1198 - Interventi urgenti per fronteggiare la grave crisi delle
  ferrettare in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse agricole e alimentari
   Firmatario: Pogliese Salvatore Domenico

   N.  1200  -  Chiarimenti  ed interventi urgenti  in  favore  della
  gestione  del  demanio  marittimo  e  della  carenza  di  personale
  qualificato degli uffici periferici
   dell'Assessorato Territorio e ambiente.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Lo Giudice Salvatore

   N. 1204 - Notizie sulla gravissima inefficienza del servizio 118 e
  sulle cause di decesso di una partoriente.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Fontana Vincenzo; Falcone Marco; Assenza Giorgio

   N. 1206 - Interventi volti all'attivazione di una nuova postazione
  118 nel comune di Altavilla Milicia (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Ioppolo  Giovanni;  Musumeci  Nello;  Formica   Santi;
  Currenti Carmelo

   N.  1207 - Iniziative da assumere presso il Governo nazionale, per
  l'affidamento  al Cantiere navale di Palermo della commessa  per  i
  lavori da svolgere sul relitto della 'Costa Concordia'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:  Ioppolo  Giovanni;  Musumeci  Nello;  Formica   Santi;
  Currenti Carmelo

   N.   1209  -  Notizie  sulla  pianificazione  regionale   per   la
  compartecipazione   economica   a   manifestazioni   culturali    e
  d'intrattenimento nella provincia di Ragusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Assenza Giorgio

   N. 1210 - Provvedimenti a favore dei dipendenti dell'Ente Autonomo
  Fiera di Messina posto in liquidazione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Germanà Antonino Salvatore

   N.  1211  - Iniziative per favorire lo smantellamento della  Costa
  Concordia presso i cantieri navali di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   Firmatario: Fontana Vincenzo

   N.  1212  -  Mancata  nomina  del  commissario  liquidatore  della
  Cooperativa Capricorno.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  1213 - Notizie sul bando per gli aspiranti idonei alla  nomina
  di   Direttore  generale  delle  Aziende  del  Servizio   sanitario
  regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Fontana Vincenzo; D'Asero Antonino;  Assenza  Giorgio;
  Germanà Antonino Salvatore; Alongi Pietro

   N.  1216  - Iniziative straordinarie in tema di protezione  civile
  per affrontare l'emergenza sbarchi in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari: Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni

   N.  1217 - Delucidazioni sul mancato finanziamento e realizzazione
  di opere di fognatura e depurazione ad Alcamo Marina (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Economia
   Firmatari: Palmeri Valentina; Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni
  Carlo;   Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N.  1219  -  Interventi urgenti per la salvaguardia del patrimonio
  storico-artistico  della  Chiesa Madonna della  Grotta  di  Marsala
  (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari:  Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Cancelleri  Giovanni
  Carlo;  Cappello  Francesco;  Palmeri Valentina;  Ciaccio  Giorgio;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N.  1220  -  Interventi  per fronteggiare l'emergenza  idrica  nei
  comuni  della  provincia di  Trapani  serviti  dal  dissalatore  di
  contrada Nubia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Fazio Girolamo

   N.  1221  -  Interventi  per fronteggiare i ritardi  nelle  visite
  presso l'ASP di Trapani per l'accertamento delle invalidità civili.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Fazio Girolamo

   N.  1222  -  Azioni  a difesa delle prerogative  statutarie  della
  Regione siciliana in materia di Enti locali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri  Vanessa;
  Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero;
  Zito Stefano

   N.   1223   -  Chiarimenti  in  ordine  ai  servizi  di  vigilanza
  antincendio  presso i terminali petroliferi della zona  industriale
  di Siracusa.
   - Presidente Regione
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N. 1224 - Interventi per l'individuazione di nuovi servizi erogati
  dalle farmacie siciliane.
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N.  1225  -  Chiarimenti  sulle nomine dei direttori  sanitari  ed
  amministrativi delle aziende sanitarie siciliane.
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero  173   Istituzione  di  una  Commissione  parlamentare   di
  indagine  e  studio denominata 'Miniere siciliane', ai sensi  degli
  artt.  29  e 29 bis del Regolamento interno dell'Assemblea ,  degli
  onorevoli   Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Foti   Angela;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri  Vanessa;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano, presentata il 17 settembre 2013;

   numero  174  Scorrimento della graduatoria relativa alla Linea  di
  intervento  3.3.1.4  - Asse 3 - Strategia complessiva  di  sviluppo
  relativo  alle  azioni  per l'attivazione,  la  riqualificazione  e
  l'ampliamento  dell'offerta  ricettiva  locale  e  delle  correlate
  attività  di  completamento, da realizzarsi nelle aree a  vocazione
  turistica - Obiettivo operativo 3.3 , degli onorevoli Alloro Mario;
  Gucciardi   Baldassare;  Cirone  Maria  in  Di  Marco;  Ferrandelli
  Fabrizio;  Raia  Concetta;  Vullo  Gianfranco,  presentata  il   18
  settembre 2013;

   numero  175   Iniziative finalizzate al traino del  relitto  Costa
  Concordia   presso   il  porto  di  Palermo   per   il   successivo
  smantellamento  della  nave ,  degli onorevoli  Picciolo  Giuseppe;
  Savona  Riccardo;  Tamajo  Edmondo;  Lo  Giudice  Salvatore;  Greco
  Marcello; Forzese Marco Lucio, presentata il 18 settembre 2013;

   numero  176   Apertura  dei  reparti di rianimazione  dei  presìdi
  ospedalieri  di  Lentini  e di Avola (SR) ,  degli  onorevoli  Zito
  Stefano;   Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello Francesco;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina,
  presentata il 19 settembre 2013.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

           Comunicazione relativa all'ordine del giorno 110

   PRESIDENTE.  Comunico che, a seguito di coordinamento  finale,  il
  titolo dell'ordine del giorno n. 110, approvato nella seduta n.  71
  del 18 settembre 2013, è il seguente: Pubblicazione, ai sensi e per
  gli  effetti dell'articolo 1 della legge regionale n. 14 del  2001,
  con  l'omissione delle parti impugnate, della delibera  legislativa
  recante  'Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali
  e  di  incompatibilità  con la carica di deputato  regionali  e  di
  componente  della Giunta regionale.' (ddl. nn. 51-38  bis  -  Norme
  stralciate - I stralcio/A).

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di nota di dimissioni di alcuni componenti della I
       Commissione legislativa permanente  Affari istituzionali'

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  do  lettura  della   nota   di
  dimissioni  di alcuni componenti (Tancredi, Figuccia, Micciché  G.,
  Siragusa,  Cappello, Milazzo G., Anselmo, D'Asero,  Formica)  la  I
  Commissione    legislativa   permanente    Affari   istituzionali',
  pervenuta  alla Presidenza il 19 settembre 2013, e della successiva
  nota  di  questa  stessa  Presidenza,  prot.  n.  2656/Gab  del  23
  settembre successivo, indirizzata al Presidente della I Commissione
  medesima.

   «Egregio Presidente,
   Con la presente i sotto elencati deputati comunicano alla S.V.  di
  rassegnare   le   dimissioni   da  componenti   della   commissione
  legislativa permanente  Affari Istituzionali .

   Distinti saluti

   A  firma  degli  onorevoli  Tancredi  Sergio,  Figuccia  Vincenzo,
  Micciché Gianluca, Siragusa Salvatore, Cappello Francesco,  Milazzo
  Giuseppe, Anselmo Alice, D'Asero Nino, Formica Santi.»

   L'Assemblea ne prende atto.

   «Comunico  che  a  questa Presidenza sono pervenuti,  in  data  19
  settembre,  le  dimissioni di codesta Commissione  da  parte  degli
  onorevoli Tancredi, Figuccia, Micciché, Siragusa, Cappello, Milazzo
  G., Anselmo, D'Asero e Formica.
   Al  fine  di  garantire  la piena e continua  funzionalità  di  un
  importante  organo  assembleare in  pari  data  è  stata  inoltrata
  richiesta ai rispettivi Capigruppo di procedere entro le ore  12.00
  di  martedì,   24  settembre,  a designare  i  sostituti  ai  sensi
  dell'art. 62bis, comma 3, del Regolamento interno».


   Presidenza del vicepresidente Pogliese

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, da più parti  mi  è  arrivata  la
  richiesta  di sospendere i lavori dell'Aula perché è in  corso  una
  importante  conferenza  stampa a Palazzo D'Orleans.  Sospendiamo  i
  lavori, pertanto,  per una ventina di minuti.

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE. Ne facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, immagino che la conferenza  stampa  a
  Palazzo d'Orleans sia tenuta dal Presidente della Regione.
   Onorevoli  colleghi, il 17 luglio, ho presentato un'interrogazione
  rivolta  al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
  dottoressa Lucia Borsellino, che tendeva a conoscere le ragioni per
  le  quali  era  stata  chiusa la  culla per la vita',  un  servizio
  straordinariamente importante che permetteva alle  mamme,  che  non
  trovano  per  ragioni personali, più o meno nobili,  la  forza,  il
  coraggio, la volontà di crescere il bambino appena messo alla luce,
  di  non abbandonarlo, ma di accompagnarlo in mani affettuose  e  in
  mani  competenti,  questo nella assoluta certezza dell'anonimato  e
  con  la garanzia di una videosorveglianza che permetteva che questo
  servizio fosse, appunto, reso con tutti i crismi della sicurezza.
   La  mia interrogazione è stata trasmessa dall'Assemblea al Governo
  il  10 settembre. Mi rendo conto che ci sono state le vacanze, però
  sono certo che in tempi di normalità sarebbe stata trasmessa prima,
  e   certamente   non  vuole  essere  una  polemica  nei   confronti
  dell'Assemblea regionale, né dei suoi Uffici. Io sto  leggendo  dei
  numeri,  ribadisco  ci saranno state ragioni per  le  quali  ciò  è
  accaduto.
   Il  vero  problema, Presidente Venturino e mi rivolgo  anche  agli
  Uffici perché credo sia il caso di andare a fondo rispetto a questa
  mia   segnalazione,    è   che  rispetto  ad   una   richiesta   di
  approfondimenti e di notizie del sottoscrittore dell'interrogazione
  agli  Uffici  di  Presidenza della Regione siciliana,  mi  è  stato
  risposto  che  dal mese di giugno il Presidente della  Regione  non
  firma  più  note  di  delega  agli assessori  per  rispondere  alle
  interrogazioni.
   Se  ciò  fosse  vero questo significherebbe che  chi  come  me  ha
  presentato un'interrogazione il 17 luglio, che è stata trasmessa il
  10 settembre, forse può sperare in una risposta nei primi del 2015.
   Allora,  siccome sto parlando della  culla per la vita' e non  sto
  parlando  della sagra delle castagne invito, Presidente  Venturino,
  con i poteri che le sono conferiti per la carica che le pro tempore
  sta  ricoprendo  oggi  ad accertare se questa  incredibile  notizia
  dovesse  davvero  risultare al vero e di attivarsi  al  più  presto
  possibile perché si riprenda un percorso istituzionale che dicono -
  ribadiscono gli uffici - sarebbe fermo dal mese di giugno.
   La  sensibilità o la insensibilità nel merito della vicenda legata
  all'interrogazione la valuteremo a suo tempo.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cordaro, per avere segnalato questa,
  ha detto bene, incredibile situazione.
   Chiaramente faremo luce su questa vicenda per sapere se quanto  da
  lei ricevuto di fatto corrisponde a verità.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.  Signor  Presidente  alcuni  secondi  solo  per
  portare  a  conoscenza l'Ufficio di Presidenza e  gli  Uffici   che
  nella  seduta del 18 settembre è accaduto questo: io ho partecipato
  ai  lavori  dall'inizio  alla fine e ho commesso  l'errore  di  non
  timbrare,  di non inserire il tesserino. Però questo è dimostrabile
  da  una  serie  di  fatti: il fatto che io ho parlato  con  diversi
  colleghi proprio in questa Aula, il fatto che io ho partecipato  ai
  lavori,  e  il  fatto che io sono ripreso all'inizio della  seduta,
  proprio qui sotto, di spalle mentre parlo con dei colleghi.
   Quindi,  la  cortesia che chiedevo, anche formulando  una  memoria
  scritta  -   in  passato  è  capitato che gli  assenti  risultavano
  presenti -  non vorrei che, oggi, ci fosse il paradosso che  chi  è
  presente risulti assente. Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Milazzo,  come  già  anticipato,    faccia
  pervenire  una  nota scritta presso la Segreteria  generale  per  i
  chiarimenti di  questa vicenda.
   Onorevoli  colleghi,  così  come avevo anticipato,  sospendiamo  i
  lavori  d'Aula per una ventina di minuti. Si tornerà in  Aula  alle
  ore  17.10,  ciò per dare la possibilità, come è stato  gentilmente
  chiesto dagli altri colleghi, di essere presenti ai lavori.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole D'Asero, alla ripresa dei  lavori  le  darò
  senz'altro la parola.
   La seduta è sospesa per venti minuti circa.

        (La seduta, sospesa alle ore 16.46, è ripresa alle ore
                                17.20).

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese

   Presidenza del vicepresidente Venturino


        Discussione della mozione n. 65 «Iniziative finalizzate
     alla dismissione e al recupero dei borghi rurali appartenenti
                         al demanio regionale»

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo in Aula l'assessore per le
  risorse agricole e alimentari, si passa al V punto dell'ordine  del
  giorno:  Discussione  della mozione n. 65   Iniziative  finalizzate
  alla  dismissione e al recupero dei borghi rurali  appartenenti  al
  demanio  regionale , degli onorevoli Musumeci,  Formica,  Currenti,
  Ioppolo, Ruggirello.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO  CHE  con  D.D.G. n.765 del 21/12/2012  del  Dipartimento
  regionale  dell'Ambiente, è stata rilasciata, ai sensi dell'art.  5
  del  d.lgs. n. 59/2005, l'Autorizzazione Integrata Ambientale  alla
  SOAMBIENTE srl con sede legale in via Zunica 61 - Agrigento, per un
  impianto  di recupero e di smaltimento di rifiuti in c.da Stallaini
  nel comune di Noto (SR);

   RILEVATO  CHE  con  D.D.G n. 173 del 19/02/2013,  il  Dipartimento
  regionale  dell'acqua  e  dei  rifiuti  revocava  la  summenzionata
  Autorizzazione Integrata Ambientale, ai sensi dell'art.  11,  comma
  3,   del   DPR  n.  252/98,  'Regolamento  recante  norme  per   la
  semplificazione  dei  procedimenti  relativi  al   rilascio   delle
  comunicazioni e delle informazioni antimafia', in base ai contenuti
  dell'informativa prot. 2803 con data 18/12/2013 della Prefettura di
  Agrigento;

   CONSIDERATO CHE:

   da  recentissime cronache giornalistiche si viene a conoscenza che
  il  Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione  siciliana
  (C.G.A.)  ha accolto il ricorso della ditta richiedente  SOAMBIENTE
  avverso  il  provvedimento di revoca della suddetta  Autorizzazione
  Integrata ambientale, dando sostanzialmente il via libera all'avvio
  dei  lavori  dell'impianto di recupero e smaltimento di rifiuti  di
  c.da Stallaini nel comune di Noto (SR);

   il  sito  destinato per la realizzazione della suddetta discarica,
  una cava dismessa in c.da Stallaini, nel territorio di Noto (SR), è
  ubicato  a  soli 350 metri dalla riserva naturale Cava  Grande  del
  Cassibile  (SIC ITA090007) e a 80 metri da uno degli affluenti  del
  fiume Manghisi, e che ciò rappresenta un oggettivo pericolo per  il
  delicato  e  unico  ecosistema della  riserva  naturale,  la  quale
  rappresenta una delle maggiori attrazioni turistiche della  Sicilia
  sud-orientale;

   VISTO l'atto di diffida del Comune di Noto, in persona del sindaco
  Dott.  Corrado  Bonfanti,  con  il  quale  si  intima  agli  Organi
  regionali  competenti  in  materia ad avviare  il  procedimento  di
  integrazione  e  di  riforma  del  D.D.G.  n.  173  del  19/02/2013
  dell'Assessorato Regionale dell'Energia e dei Servizi  di  Pubblica
  Utilità  -  Dipartimento regionale dell'acqua e rifiuti, attraverso
  il  quale  si  revocava l'Autorizzazione Integrata Ambientale  alla
  SOAMBIENTE  srl,  rilasciata con D.D.G del  Dipartimento  regionale
  dell'Ambiente n. 765 del 21/12/2012, adeguando l'atto di  revoca  a
  manifesti  vizi  di  eccesso  di  potere  e  violazione  di   legge
  verificatisi durante l'iter procedurale previsto per il    rilascio
  dell'Autorizzazione  Integrale Ambientale, ed in particolare  nella
  violazione di legge in relazione al parere reso dal Comune di  Noto
  con  nota  n. 23787 del 26/7/2012, ed alla sua asserita equivalenza
  ad  assenso  ex  art. 14 ter, comma 7, della legge n.  241/1990,  e
  nella violazione ed erronea interpretazione dell'art. 5 della  L.R.
  30/4/1991,  n.  15, e del Decreto 28/12/1999 dell'allora  Assessore
  per   i   Beni   culturali,   con  particolare   riferimento   alla
  perimetrazione del vincolo paesaggistico ed allo specifico  livello
  di tutela ad esso assegnato, che non consente alcuna trasformazione
  morfologica e vieta, fra l'altro, la realizzazione di discariche di
  qualsiasi genere;

   CONSIDERATO CHE:

   la  notizia del rilascio dell'autorizzazione alla costruzione  del
  suddetto impianto ha provocato forte e immediato disappunto tra  la
  cittadinanza,  manifestatosi  attraverso  l'organizzazione  di  una
  raccolta  firme  con il doppio fine di far emergere la  contrarietà
  della   cittadinanza  stessa all'installazione di  un  impianto  di
  smaltimento  e  di  recupero rifiuti in un luogo così  vicino  alla
  Riserva Naturale Cava Grande del Cassibile e allo stesso tempo  far
  emergere  la  volontà della cittadinanza alla tutela  con  tutti  i
  mezzi possibili luoghi di così rara bellezza naturalistica;

   l'Amministrazione  regionale dovrebbe mettere  in  atto  tutte  le
  misure necessarie affinché luoghi di così alto valore paesaggistico
  e naturalistico siano tutelati dalle possibili fonti d'inquinamento
  derivanti    dalle    attività   umane   e    che    il    rilascio
  dell'autorizzazione    da   parte   del   Dipartimento    regionale
  dell'Ambiente per la realizzazione di un impianto di smaltimento di
  rifiuti  in prossimità di una Riserva Naturale rappresenta l'esatto
  opposto  del concetto di 'tutela ambientale', esponendo la  Riserva
  in  oggetto  a  seri  pericoli  di  contaminazione  ambientale,  in
  considerazione   dei   materiali  che   sarà   possibile   stoccare
  nell'impianto,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                              e per esso
              L'ASSESSORE PER IL TERRITORIO E L'AMBIENTE

   a  prendere  immediatamente e con grande  determinazione  tutti  i
  provvedimenti  di  natura  amministrativa  necessari  al  fine   di
  giungere    nel   più   breve   tempo   possibile    alla    revoca
  dell'autorizzazione   per   la   realizzazione   dell'impianto   di
  smaltimento  rifiuti in oggetto e, al contempo, negare il  rilascio
  di  nuovi  provvedimenti di autorizzazione in seguito ala decisione
  del  C.G.A., scongiurando così qualsiasi pericolo di contaminazione
  della riserva naturale Cava Grande del Cassibile». (65)

   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole Ioppolo  per  illustrare  la
  mozione.

   IOPPOLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   potrei
  sostanzialmente riportarmi al testo perché estremamente  chiaro  ed
  anche diffuso nel suo contenuto.
   Mi  limito, e l'assessore lo conosce, lo conosce anche  perché  il
  testo  è stato oggetto di dialogo con lo stesso rappresentante  del
  Governo. Io mi limito a sottolineare due aspetti in particolare. Il
  primo,  la  valenza storico-culturale che i borghi rurali  assumono
  nella  nostra  Regione  essendo legati  alle  fasi  migliori  dello
  sviluppo agrario della Regione siciliana.
   E  vorrei anche sottolineare - credo sia altrettanto importante  -
  la  prospettiva socio-economica che il recupero di tali borghi e di
  tali  strutture che sono disseminate sul territorio  della  regione
  siciliana in ognuna delle nove province può assumere; può  assumere
  proprio  in  una  fase in cui vi è da parte della  popolazione  una
  sorta  di  riscoperta culturale, di riscoperta storica, sociale  ed
  economica di questi luoghi e di questi siti.
   Con   l'atto   di  indirizzo  che  abbiamo  voluto  presentare   e
  sottoscrivere,  noi  rappresentiamo  al  Governo  la  necessità  di
  procedere secondo l'atto parlamentare che abbiamo presentato.

     LA ROCCA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  come  Gruppo
  parlamentare    Movimento   Cinque  Stelle'   volevamo   dire   che
  concordiamo  assolutamente con la mozione presentata dall'onorevole
  Musumeci,   poiché   riteniamo  importantissimo   riqualificare   e
  valorizzare  i  borghi,  e  quindi rilanciare  quello  che  era  il
  progetto    Le   vie   dei   borghi .  Ciò  significa   sicuramente
  destagionalizzare  l'offerta turistica che  potrebbe  essere,  come
  abbiamo  fatto presente  con la legge sull'Albergo diffuso,  volàno
  per l'economia siciliana.
   Tuttavia,  vorrei  cogliere l'occasione per  ricordare  una  cosa.
  Siccome all'interno del progetto  Le vie dei borghi  che ricordiamo
  coinvolgeva  dodici borghi rurali e un percorso  fra  i  borghi  di
  circa   duecento  chilometri  e  si  fa  menzione,  appunto,   alle
  greenways, ovvero ai percorsi ciclo-pedonali, esiste un studio  del
  2004  presente  nel sito della Regione siciliana che  spiega  quali
  sarebbero gli enormi fattori positivi che porterebbero all'economia
  siciliana:  i circa 120 milioni di euro l'anno per quanto  riguarda
  l'indotto,  e  abbiamo  presentato in merito una  interrogazione  a
  risposta  orale  insieme  all'onorevole  Vinciullo,  perché,   come
  abbiamo  fatto  presente prima della pausa estiva, la  linea  3324,
  ovvero quella che doveva finanziare le greenways con 17 milioni  di
  euro  è  stata  spostata,  ovvero,   questi  soldi  destinati  alle
  greenways  sono  andati  persi e sono stati  rassegnati  ad  altro,
  mandando  così  a mare quelli che erano i diciassette  progetti  in
  graduatoria.
   Noi  ci  auguriamo  che,  almeno per  la  prossima  programmazione
  2014/2020   venga  ripreso  il  progetto  delle  greenways,   molto
  importante per la Sicilia.
   E'  nostro dovere, da deputati, fare presente la mancanza  che  ha
  avuto  l'Amministrazione, in questi anni, nella spesa delle risorse
  comunitarie.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  ritengo  che,
  così  come è stato anche evidenziato, abbiamo, anche se la presenza
  del  Governo  sarà sicuramente attiva a riferire  questo  stato  di
  disagio  che  vive  l'Assemblea, in  un  momento  in  cui  c'è  una
  situazione  di grave realtà, con tensioni sociali e  che  vede  una
  crisi  politica,  così come abbiamo detto negli  interventi  con  i
  comunicati  stampa,  riteniamo sia  urgente  e  necessario  che  il
  Presidente  della  Regione  venga in Aula  a  riferire  qual  è  la
  intenzione,  di  fronte a questo stato di crisi complessiva,  oltre
  che  politica in cui c'è una situazione di risultato elettorale che
  ha  visto  una  coalizione che, nella sostanza,  ha  naufragato  in
  questo percorso e che c'è una necessità di capire come proseguire.
   Fermo  restando  che  esiste  questa emergenza  per  la  crisi  di
  governo,  io voglio lanciare, stasera, un grande grido di  allarme,
  perché noi abbiamo un'altra grave emergenza che esploderà in questi
  giorni  ed è il problema dei rifiuti urbani. Il drammatico percorso
  che ha visto questa scadenza

   PRESIDENTE.  Onorevole D'Asero, stiamo parlando della  mozione  n.
  65.

   D'ASERO. Sì, signor Presidente, avevo chiesto di intervenire prima
  sull'ordine dei lavori. Lei mi ha rinviato a dopo

   PRESIDENTE Io pensavo che lei volesse adesso intervenire su ciò di
  cui stiamo discutendo. Magari, potrei darle la parola in seguito  a
  norma dell'articolo 83, a fine seduta.

   D'ASERO  Concludo, signor Presidente, dicendo che, siccome ritengo
  sia  una emergenza che va evidenziata e ritengo che c'è un termine,
  il  30 settembre, entro il quale c'è un'indicazione del Governo che
  determina   confusione  su  confusione,  poiché  entro  tale   data
  dovrebbero andare a chiudersi gli Iato ed essere operative le  SRR,
  visto  che ad oggi non vi è un quadro definito, noi avremo il primo
  di  ottobre, un momento in cui cominceranno ad esserci rifiuti  per
  le strade, e magari proseguire il 4 ottobre, che è il giorno di San
  Francesco,  e rischiamo di ritrovarci con questo stato di  disagio.
  Il buon senso deve portare a capire come, di fronte ad un'emergenza
  che già esiste, intendiamo affrontarla.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Signor  Presidente,  quanto è scritto nella  mozione  è  di  grande
  interesse,  soprattutto va in linea con quelle che  sono  le  linee
  guide del nuovo Piano sullo sviluppo rurale 2014/2020, dove il tema
  continua ad essere il riequilibrio territoriale in una Sicilia dove
  il 90 per cento delle persone vive lungo la costa e il 10 per cento
  vive nell'area interna.
   Siccome  i  borghi rurali e le vie dei borghi fanno  parte  di  un
  percorso  di alta valenza naturalistica, paesaggistica,  culturale,
  rurale è sicuramente uno degli elementi che non solo attenzionerei,
  l'unico, tra virgolette, atteggiamento che porterei al ragionamento
  complessivo,  questi borghi, per chi non lo sa, furono  creati,  in
  parte nel dopoguerra, ma anche una parte è riferibile anche a prima
  della seconda guerra mondiale.
   Furono del periodo della colonializzazione del latifondo siciliano
  e  l'obiettivo era sempre, fin d'allora, quello di far rimanere  la
  gente in campagna.
   Oggi   l'elemento  fondamentale  che  va  aggiunto   è   prevedere
  all'interno dei nuovi bandi, una doppia linea.
   Una parte riguarda la salvaguardia delle parti pubbliche e l'altra
  parte  che,  invece,  riguarda l'interesse di  investitori  privati
  perché è chiaro che recuperare solo il borgo per fare qualcosa  che
  non  funzionerà  sarebbe un fatto inutile e uno spreco  di  risorse
  pubbliche e tutto il resto.
   Se,   invece,   cerchiamo  di  incentivare,   da   un   lato,   la
  riqualificazione  del borgo e, dall'altro lato,  l'interesse  degli
  investitori   attraverso  ovviamente  le  procedure   di   evidenza
  pubblica,  sicuramente quella funzionalità di carattere  turistico,
  paesaggistico, ambientale, il borgo la potrà svolgere nel  migliore
  dei modi.
   Se  pensiamo  alla Toscana, quanti borghi sono stati ristrutturati
  per  farne strutture di ospitalità di eccellenza, di alto  livello.
  Credo  che  i  borghi  siciliani,  anche  per  aver  conservato  un
  ambiente,  intatto, integro - in alcuni di essi sembra di  trovarsi
  ancora  a  quasi  settanta  anni fa  e,  quindi,  esprimono  quelle
  condizioni di ruralità  molto ricercate oggi - sono sicuramente  un
  evento  positivo,  quindi,  il  Governo  accoglie  la  mozione   e,
  ovviamente,  all'interno di questa programmazione, inserirà  questa
  misura specifica.
   Forse,  credo che manchi qualche borgo - nella fattispecie,  penso
  borgo  Regalmici,  dove fu girato  L'uomo delle stelle ,  un  altro
  borgo che aveva grande valenza e soprattutto interesse pure per  il
  mondo  della  cinematografia perché fa rivivere luoghi  come  erano
  settanta, ottanta anni fa.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi scuso  con  il
  rappresentante   del   Governo,  ma  avevo   una   delegazione   di
  associazioni antiracket e non potevo conciliare le due cose, ma  so
  che l'onorevole Ioppolo ha illustrato la mozione che porta anche la
  mia  firma  e  desideravo, avendo raccolto  le  ultime  impressioni
  dell'Assessore, esprimere l'apprezzamento per l'apertura e  per  la
  disponibilità del Governo.
   In  verità,  in  separata  sede, in conversazioni  private,  avevo
  manifestato all'assessore Cartabellotta il desidero di procedere  o
  di  avviare, comunque, verso una possibile soluzione il recupero di
  questo  straordinario patrimonio architettonico e culturale di  cui
  dispone la nostra Regione.
   Abbiamo  il  dovere,  assessore, di  procedere  qualunque  sia  la
  strada:  quella di recuperare i borghi attraverso fondi strutturali
  e  restando,  quindi,  nella disponibilità  del  demanio  nostro  o
  alienando i beni, vincolandone la destinazione, per evitare manovre
  speculative. Nell'uno o nell'altro caso, abbiamo il dovere di  fare
  presto.  Il  tempo è nemico di questo patrimonio  che  sta  cadendo
  lentamente  ma, in maniera inesorabile, cancellando una  pagina  di
  storia,   ma,  di  fatto,  privando  il  territorio  di   possibili
  infrastrutture  destinate all'agroalimentare,  all'agricoltura,  in
  generale,  destinate  ad  un  turismo  coniugato  con  il  segmento
  naturalistico e il segmento paesaggistico.
   Confido  che  i  colleghi possano esprimere un voto favorevole  su
  questa  nostra mozione per la quale vogliamo sperare che il Governo
  si possa attivare nel più breve tempo possibile.
   Sarei  tentato,  signor  Presidente -  ma  non  vorrei  introdurre
  ulteriori  elementi di riflessione -, di aggiungere che,  per  noi,
  l'Ente di sviluppo agricolo ha ormai fatto il proprio tempo.
   Riteniamo che abbia assolto una funzione importante negli  anni  e
  nei  decenni  passati.  Adesso, però, ci  sembra  davvero  un  ente
  inutile,  nonostante  la grande capacità professionale  dei  propri
  dirigenti, dei propri funzionari e dei propri lavoratori.  Potrebbe
  essere   assorbito,   per   noi,  presso  lo   stesso   Assessorato
  dell'agricoltura,  creando  un  apposito  Dipartimento  e  potremmo
  davvero mettere a profitto tanta esperienza che, in questo momento,
  rimane  assolutamente sottoutilizzata. Ma questo è altro  tema  che
  soltanto  marginalmente riguarda i borghi ai quali,  peraltro,  lei
  direttamente interessato per il borgo Cascino, se non ricordo male,
  io per il borgo Pietro Lupo. Ogni provincia della Sicilia, però, ha
  un  proprio  borgo rurale e, in questo senso, voglio augurarmi  che
  l'Assemblea possa dare una indicazione chiara e concreta al Governo
  sul  cui  l'operato, Assessore, ci permetteremo di vigilare  e,  se
  sarà  il  caso,  incalzare il Governo perché, sul piano  operativo,
  possa essere efficace ed efficiente. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Musumeci.
   Se  non ci sono altri iscritti a parlare su questa mozione, andrei
  avanti con la votazione. Chiedo all'assessore Cartabellotta  se  il
  Governo lo accetta come raccomandazione.

   CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.  Il
  Governo  lo  accetta  come raccomandazione. E' uno  degli  elementi
  propri della nuova programmazione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Musumeci,  il  Governo  lo  accetta   come
  raccomandazione.
   La  proposta,  quindi, se per voi va bene, è  che  possiamo  anche
  procedere  senza  bisogno di passare alla  votazione.  Se  poi  lei
  ritiene opportuno votare, votiamo.

   MUSUMECI. No, votiamo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione.

   CIANCIO.  Chiedo  che  la votazione avvenga per  scrutinio  palese
  nominale.

    Votazione per scrutinio palese nominale della mozione numero 65

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione.
   L'Assemblea non è in numero legale.

   CORDARO. Signor Presidente, le chiedo di effettuare la riprova.

   PRESIDENTE. Visto che si è verificato qualche problema dovuto alla
  mancanza dell'inserimento corretto della scheda, invito a procedere
  nuovamente alla verifica dei richiedenti.
   Essendo  la richiesta appoggiata, a termini di Regolamento,  dagli
  onorevoli   Assenza,   Cancelleri,  Cappello,   Ciaccio,   Ciancio,
  Currenti,  Fazio, Ferreri ed altri, indìco nuovamente la  votazione
  per scrutinio palese nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

         Presenti               53
         Votanti                52
         Maggioranza            27
         Favorevoli             52

                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del vicepresidente Pogliese

   Presidenza del vicepresidente Venturino


    Discussione della mozione n. 140 «Iniziative atte a modificare
                               l'art. 13
   del decreto legislativo n. 205 del 2010 in materia di trattamento
      di materiali agricoli o forestali naturali non pericolosi»

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  XII  punto  all'ordine  del   giorno:
  Discussione  della  mozione n. 140  Iniziative  atte  a  modificare
  l'articolo 13 del decreto legislativo n. 205 del 2010 in materia di
  trattamento   di  materiali  agricoli  o  forestali  naturali   non
  pericolosi ,  a  firma degli onorevoli Germanà,  D'Asero,  Fontana,
  Assenza.
   Ne do lettura:
                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO  che  l'agricoltura  da tempo  soffre  una  grave  crisi:
  l'abbandono  dei  campi;  soltanto  nell'ultimo  anno,   il   2012,
  l'occupazione è scesa del 8 per cento il calo è certamente dovuto a
  fattori   legati  alla  scarsa  remunerazione,  determinante,   per
  esempio, è il valore di tutta la produzione agricola in Sicilia che
  solo  in  un  anno ha fatto registrare un forte calo,  perdendo  un
  netto 9,3% (dati ISTAT) ed il trend è ancora negativo;

   CONSIDERATO che in questo drammatico quadro si inserisce il D.lgs.
  n.205/2010,  il  quale, con l'art. 13 ha riscritto l'art.  185  del
  D.Lgs   n.152/2006,  disponendo  al  comma  1,  lettera   f)   che:
  '...paglia,  sfalci e potature, nonché altro materiale  agricolo  o
  forestale  naturale  non  pericolosi...',  se  non  utilizzati   in
  agricoltura,  nella  selvicoltura o per la  produzione  di  energia
  mediante processi o metodi che non danneggino l'ambiente nè mettano
  in  pericolo la salute umana, devono essere considerati  rifiuti  e
  come  tali  devono  essere trattati; pertanto, la  combustione  sul
  campo   dei  residui  vegetali  configura  il  reato  di   illecito
  smaltimento di rifiuti, sanzionato penalmente dall'art.  256,  c.1,
  del  D.lgs  152/2006, che prevede, giustamente, delle  pesantissime
  sanzioni penali e pecuniarie per chi si rende responsabile di reati
  ambientali;

   VERIFICATO  che quello che viene contestato da tantissimi  piccoli
  agricoltori  e  dalle  associazioni agricole è l'assimilazione  dei
  residui  delle potature e della falciatura del grano a  rifiuti  in
  genere,  con una conseguente eccessiva penalizzazione delle piccole
  aziende  agricole  che  per la rimozione di  questi  scarti  devono
  sostenere  oneri  altissimi che mettono in ginocchio  l'agricoltura
  tutta;  il settore infatti non può assolutamente reggere i costi  e
  le problematiche derivanti da tale provvedimento;

   VERIFICATO  inoltre che, a seguito della norma  prima  citata,  la
  Regione  siciliana, attraverso i dirigenti responsabili, ha emanato
  una   serie  di  circolari  finalizzate  alla  sua  attuazione   ed
  indirizzate  a  tutti  gli  ispettorati ripartimentali  provinciali
  delle  foreste  con  la conseguenza che sono  state  avviate  tante
  procedure sanzionatorie;

   CONSIDERATO  che piccole aziende producono piccoli  scarti  spesso
  legati alla potatura di uliveti, noccioleti, agrumeti o dei residui
  della mietitura o scerbatura che da sempre sono stati smaltiti  con
  l'accensione  di fuochi controllati e che non si può  addebitare  a
  queste  piccole  attività, che tra l'altro vengono  effettuate  per
  implementare  ed  arricchire il terreno in cui  vengono  svolte  di
  principi  fertilizzanti  prodotti  dalla  stessa  cenere,  evitando
  quindi di utilizzare ulteriori prodotti chimici,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                              e per esso
           L'ASSESSORE PER LE RISORSE AGRICOLE E ALIMENTARI

   ad  intervenire  presso  il  Governo nazionale  al  fine  di  fare
  attenzionare  agli organi competenti le norme dalle quali  derivano
  tali  disposizioni,  ed  in particolare il  D.lgs.  n.205/2010,  il
  quale, con l'art. 13, ha riscritto l'art. 185 del D.Lgs. n.152/2006
  disponendo  al  comma  1,  lettera f), che:  '...paglia,  sfalci  e
  potature, nonché altro materiale agricolo o forestale naturale  non
  pericolosi...',   se   non   utilizzati   in   agricoltura,   nella
  selvicoltura  o  per la produzione di energia mediante  processi  o
  metodi  che  non  danneggino l'ambiente ne mettono in  pericolo  la
  salute   umana,   devono   essere   considerati       rifiuti,    e
  conseguentemente  chiedere una urgente modifica  legislativa  degli
  stessi  o in alternativa la emanazione di una circolare esplicativa
  che  possa venire incontro ai piccoli agricoltori evitando che  una
  norma così iniqua possa contribuire all'abbandono dei campi». (140)

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessore,  la
  mozione che abbiamo voluto presentare come Gruppo del PDL, che vede
  come  primo  firmatario l'onorevole Germanà, ha una sua  importanza
  particolare  perché, in riferimento a quelli che,  in  agricoltura,
  sono   ritenuti  materiali  agricoli  o  forestali   naturali   non
  pericolosi,  in riferimento ad una prima applicazione  della  norma
  che,  sostanzialmente,  nella fattispecie, faceva  rientrare  tutti
  questi  materiali,  appunto, di risulta che, in agricoltura,  hanno
  grande  diffusione e, pertanto, vengono sottoposti ad  un  percorso
  che vede degli obblighi normativi che, di fatto, ne determinano una
  eccessiva costosità nella distruzione di questi residui.
   Atteso che c'è, anche da parte del Ministero dell'Agricoltura, una
  intesa, assessore -  l'assessore per l'agricoltura Cartabellotta ne
  conosce  un  po'  i  contenuti - e che potrebbe, in  questo  senso,
  richiedersi una applicazione che determini per questi materiali  e,
  quindi,  per  questa  materia, che è il  trattamento  di  materiali
  agricoli   o   forestali  naturali  che  non  vengono   considerati
  pericolosi.
   Il senso della mozione è quello di far sì che vengono  considerati
  in  un  percorso  che  sia  quello per rifiuti  non  pericolosi  e,
  pertanto, non deve essere sottoposta a tutta una serie di vincoli e
  di  adempimenti che, nella sostanza, determinano costi eccessivi in
  cui l'agricoltura, già tanto in difficoltà, sicuramente, non può in
  questo senso determinarsi.
   Allora,  se  il  senso  vuole essere quello di  intraprendere  una
  iniziativa che nella sostanza tende a modificare l'articolo 13  del
  decreto  legislativo numero 205 del 2010, il concerto,  quindi,  la
  sollecitazione e, quindi, la spinta, anche da parte del  Parlamento
  regionale che, con questa mozione, determina una precisa   volontà,
  che  è  quella di far sì che il Governo regionale, portando  avanti
  questa  intesa  con  il  Governo  nazionale,  determini  su  questa
  direzione un risultato.
   Ecco il senso dell'iniziativa.
   Sicuramente, ritengo che l'Assemblea avrà lo spirito per  valutare
  positivamente  questa iniziativa e il Governo ne  saprà  trarre  le
  opportune conseguenze perché vada in quella direzione sperata, cioè
  quella  di  alleggerire  il peso di questi problemi  che  anche  in
  agricoltura si determinano.

   PRESIDENTE.  Onorevole D'Asero, se ho capito bene, vuole  rinviare
  questa mozione?

   D'ASERO. No, possiamo continuare.

   PRESIDENTE. Vuole proseguire oggi? Allora possiamo procedere.
   Continuiamo, quindi, la discussione su questa mozione.
   Ci sono altri iscritti a parlare?
   Stiamo  parlando della mozione numero 140. Se non  vi  sono  altri
  iscritti a parlare, do la parola all'assessore Cartabellotta.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Signor  Presidente, onorevoli deputati, il tema sollevato mette  di
  fronte  ad  uno  di quegli articoli che rappresentano  un  po'  una
  esagerazione  legislativa.  E'  chiaro,  infatti,   che,   se   non
  riconosciamo le prerogative dell'agricoltura e pensiamo  che  tutto
  ciò che produce la natura debba considerarsi rifiuto e portarla  in
  discarica,  abbiamo  messo in tilt tutto il sistema  produttivo  ma
  anche il sistema forestale.
   Tra  l'altro, si va a verificare qui un conflitto di norme.  Nella
  fattispecie, c'è una serie di norme comunitarie che prevedono  che,
  ai  fini di evitare la diffusione di malattie - le possiamo  citare
  tutte:  dalla  peronospora  della  vite  al  fleotribo  dell'olivo,
  passando per alcuni parassiti del nocciolo - prevedono, proprio nei
  disciplinari di produzione integrata, la bruciatura dei residui  di
  potatura e degli sfalci.
   Questo è il problema che abbiamo anche posto al Governo nazionale,
  per  evitare  quello  che già era successo per  il  pascazio  degli
  agrumi, un prodotto che gli animali mangiano ben volentieri e  che,
  anche  questo,  doveva essere conferito in discarica perché  l'idea
  dell'assimilazione di tutti, tra virgolette, i residui che  vengono
  dall'agricoltura  e  i  rifiuti pericolosi  pone  il  problema  del
  conferimento  in  discarica, come se già non ci fossero  tutta  una
  serie  di problemi di conferimento in discarica, soprattutto  nelle
  more  della  realizzazione  di quelle  che  saranno  le  caldaia  a
  biomassa,  dobbiamo dire che di queste, con il  Piano  di  sviluppo
  rurale,  ce  ne  sono in corso di realizzazione parecchie,  quindi,
  l'ipotesi  è  che, per quanto riguarda tutto ciò che è disciplinare
  la  riproduzione integrata, c'è la norma sovraordinata di carattere
  europeo  che  prevede proprio la bruciatura dei residui.  E  questo
  l'abbiamo  dato anche come circolare e come indirizzo  per  evitare
  che  ovunque  si  cominciassero ad elevare sanzioni  nei  confronti
  degli agricoltori.
   Va,  invece, affrontato bene il tema dei residui forestali,  anche
  perché immaginate benissimo che tutti i residui oggetto di potatura
  all'interno  dei nostri boschi messi in un angolo dei  boschi  sono
  proprio  un  incentivo  a chi domani volesse decidere  di  bruciare
  queste cose e diventa veramente una cosa assurda.
   Il   Governo,  quindi,  su  questo,  si  impegna  sicuramente   ad
  intervenire presso il Governo nazionale, come ha già fatto  per  la
  questione del pascazio, in maniera tale da portare alla risoluzione
  questo problema perché quelle che sono le pratiche dell'agricoltura
  non  vengano  utilizzate in maniera impropria, in maniera  indebita
  dal sistema rifiuti.
   Per  chi legge - non voglio fare ragionamenti di carattere tecnico
  -, chi va a leggere i trattati di agronomia, nota che la bruciatura
  dei  residui  era  quella  pratica che serviva  per  arricchire  il
  terreno  di  sostanze minerali per l'anno in  corso  e  per  l'anno
  venturo,  quindi, era una pratica di concimazione, un ritorno  alla
  naturalità  dei  sistemi dell'agricoltura e non può prescindere  da
  pratiche che per millenni sono state praticate.

                Presidenza del Vicepresidente Pogliese


   Presidenza del vicepresidente Pogliese

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                   Sull'ordine del giorno numero 111

    VENTURINO. Chiedo di parlare sull'ordine del giorno 111.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    VENTURINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, un  intervento
  che  esula  un po' dalla mozione che stavamo discutendo, però,  per
  motivi  tecnici, mi è stato suggerito di presentare  questo  ordine
  del  giorno  e discutere questo ordine del giorno che  spero  venga
  fatto girare presto.
    Ho  presentato  un  ordine  del giorno  che  adesso,  spero,  gli
  assistenti parlamentari vi porteranno e sto parlando di un problema
  di cui sicuramente tutti voi siete a conoscenza. E' il problema che
  è  sorto  all'indomani di un atto da parte del Ministro Cancellieri
  che prevedeva la chiusura di diversi tribunali cosiddetti minori  o
  periferici.   Un  atto  che,  personalmente,  non   ho   condiviso,
  soprattutto  perché  conosco  alcune realtà  di  questi  cosiddetti
  tribunali  periferici  e,  in  particolar  modo,  mi  riferisco  al
  tribunale di Nicosia e di Mistretta.
    Sono  due  tribunali  che,  con questo provvedimento,  di  fatto,
  verrebbero cancellati completamente, per così dire, dalla mappatura
  dei  tribunali  in Sicilia, arrecando un notevolissimo  danno  alla
  giustizia in un territorio vastissimo.
    Chi  conosce, come me, la provincia di Enna - l'onorevole Alloro,
  più  volte in quest'Aula, ha segnalato il grave disagio che viviamo
  noi della provincia di Enna, quando siamo costretti, per motivi  di
  lavoro  o impegni, a spostarci all'interno di un territorio  che  è
  letteralmente privo di qualsiasi forma di viabilità degna di questo
  nome  -  comprende bene che privare in un territorio  interno  come
  quello di Nicosia o quello di Ristretta - stiamo parlando di centri
  di  montagna  nel  vero  senso della parola  -  della  presenza  di
  tribunali che garantiscono la legalità in un territorio che è stato
  più  volte  dimostrato anche da relazioni da parte della  Corte  di
  Caltanissetta   -   la   stessa  Sua  Eccellenza,   il   Cardinale,
  all'inaugurazione dell'anno giudiziario, parlava dell'alto  impatto
  mafioso  che  in quelle terre si registra - privare questo  enorme,
  vasto territorio difficile dal punto di vista della percorribilità,
  della  presenza della legalità, significherebbe, in  poche  parole,
  restituire  alla  mafia territori che a fatica siamo  riusciti,  in
  qualche  modo, a riportare all'interno di una legalità che  con  un
  atto di spugna verrebbe assolutamente cancellata.
    A  questo va aggiunto un altro aspetto: in questi territori, dove
  non  c'è  un   economia fiorente, ripeto, chi, come me, conosce  la
  provincia  di  Enna,  sa benissimo che abbiamo pochissime  attività
  produttive  degne di questo nome e paradossalmente i  tribunali  in
  questi  territori non solo rappresentano la presenza della legalità
  e dello Stato ma rappresentano anche la possibilità di una attività
  economica, seppur ridotta, che permetta alla gente di questi luoghi
  di  poter  sopravvivere, perché attorno ai tribunali si  sviluppano
  dei  micro indotti, chiamiamoli così, di economia; parlo di piccoli
  bed and breakfast, parlo di qualche ristorante, di attività insomma
  che  permettono  a  queste comunità di montagna  di  poter  portare
  avanti la loro quotidianità.
   Nel  cancellare  questi  tribunali,  quindi,  è  stato  fatto   un
  gravissimo  danno  sotto  diversi  punti  di  vista:  quello  della
  legalità,  della  giustizia prima, ma anche dell'economia.  Adesso,
  non sto qui a dilungarmi perché non voglio rubare molto tempo.
   Nell'ordine  del  giorno  che sta girando,  vedrete  come  vengono
  segnalati  diversi  punti  che  il legislatore  non  ha  tenuto  in
  considerazione;  parlo, appunto, dell'alto impatto della  mafiosità
  presente  in quei territori; parlo del fatto che, anche secondo  il
  trattato  di  Lisbona,  i  servizi devono essere  molto  vicini  ai
  cittadini.
   Qui,  invece,  cancelliamo  tutto e costringiamo  questa  gente  a
  spostarsi  ad Enna. E' vero che, se guardiamo la cartina geografica
  da  Niscemi  ad  Enna è un puntino, però, vi invito  a  percorrerla
  quella  strada. Stiamo parlando almeno di un'ora, un'ora  e  dieci,
  quando  il  tempo  è  clemente,   quando  non  ci  sono  condizioni
  atmosferiche   proibitive.  Quando,  poi,  arriviamo   a   gennaio,
  febbraio, quell'ora e dieci può diventare anche un paio di  ore,  a
  seconda se troviamo neve o meno.
   Capite bene, quindi, che sono state disattese molte delle clausole
  che prevedevano una deroga, per così dire, a questo provvedimento.
   Ecco perché, oggi, facendomi portavoce di questo territorio, che è
  anche il mio territorio, ho presentato questo ordine del giorno che
  spero venga condiviso dagli onorevoli e dove di fatto impegniamo il
  Governo a intraprendere tutte quelle iniziative atte a far  sì  che
  il  tribunale di Nicosia, così come quello di Ristretta,  che,  tra
  l'altro,  proprio per venire incontro a quell'esigenza di  spending
  review   tanto osannata, proclamata e nel nome della quale a  volte
  vengono  commessi danni incredibili alla comunità, si  erano  anche
  messi d'accordo per creare il cosiddetto tribunale dei Nebrodi, che
  prevede,  almeno  nell'idea, Nicosia come  tribunale  principale  e
  Mistretta come sede distaccata, dando a Mistretta la possibilità di
  tenere  la Casa Circondariale quasi come elemento compensativo  per
  questo  tipo  di  scelta.  In  più, c'è  un  fatto  che  lo  stesso
  Presidente   della  Regione,  onorevole  Crocetta,  ha   segnalato,
  nell'ultima  Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi  parlamentari  e
  ricorderanno  i colleghi che lui stesso diceva di non essere  stato
  convocato, di non essere presente nel momento in cui veniva  decisa
  la  soppressione  di  questi  tribunali,  cosiddetti   inferiori  o
  minori ,  che  poi  così  minori non sono  vista  l'importanza  che
  esercitano sul territorio.
   Questa  è  la  mozione  presentata e  spero  che  venga  condivisa
  all'unanimità da questo Parlamento.
   Grazie, signor Presidente.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese

   Presidenza del vicepresidente Venturino


           Riprende la discussione della mozione numero 140

   GRASSO. Chiedo di parlare sulla mozione 140.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente,  volevo
  tornare    un    attimo    sull'argomento   tribunali,    sollevato
  dall'onorevole Venturino, anche se non è il tema.  Comunque il  mio
  intervento  era  a supporto della mozione a firma  degli  onorevoli
  Germanà ed altri.
   Viviamo  tutti  sui  territori  il grave  problema  di  non  poter
  procedere  ad  accendere  i fuochi per quanto  riguarda  anche  gli
  scarti  degli alberi o quanto altro o la legna. Qual è il problema?
  Sicuramente, tutti questi scarti devono essere - paglia,  potature,
  etc. - considerati rifiuti, quindi, l'Assessore era già intervenuto
  con  delle circolari. Nell'attesa che vengano realizzate le caldaie
  biomassa   che,  quindi,  danno  la  possibilità  agli  agricoltori
  sostanzialmente di evitare di conferire tutti gli scarti  -  perché
  poi  c'è  un  altro  problema, oltre questo - nessuno  brucia  più,
  nessuno   più  pulisce  la  campagna  perché  ciò  ha   dei   costi
  esorbitanti, perché poi tutto questo diventa rifiuto e deve  essere
  conferito in discarica.
   Oggi,  c'è una grande difficoltà, quindi, è bene che ci  siano  le
  caldaie  biomassa, che comunque chi e questa è una nuova  filosofia
  che  dovrebbe interessare i parchi, perché consentirà di  tenere  i
  parchi  puliti,  consentirà anche ai comuni di  sviluppare  energia
  perché  producono energia ed acqua calda, però, è ovvio che  devono
  essere  prelevati, cioè non deve essere l'agricoltore  a  portarli,
  perché,  se le conferisce l'agricoltore, si può innescare un  altro
  pericolo,  che è quello del gasolio, quando c'è caldo, quindi,  che
  possano bruciare da sé.
   E'  ovvio  ma, nelle more, chiedo l'impegno del Governo  affinché,
  oltre  a  farsi  promotore, si eviti che arrivino la  forestale,  i
  vigili urbani, i carabinieri che sanzionano, che multano, anche  in
  maniera pesante, gli agricoltori. Quindi, l'impegno che mi sento di
  aggiungere  e  di  rivolgere  al  Governo  è  proprio  che,   nella
  circolare, venga - se già non l'ha fatto - esplicitato, quanto meno
  caldamente  rappresentato al Governo centrale che, nelle  more,  si
  evitino le multe, si evitino le sanzioni per gli agricoltori.
   Rubo e mi scuso se vado oltre il tempo ma l'onorevole Venturino ha
  sollevato   un  problema  che  riguarda  la  chiusura  di   presidi
  giudiziari.  Sicuramente, non è questo il momento per  trattare  un
  argomento così importante, perché continuiamo a parlarci addosso in
  Aula. E' bene che il Presidente della Regione - il mio intervento è
  rivolto a questo - ed ho presentato una mozione, circa un mese  fa,
  che  riguardava proprio la soppressione e la chiusura della sezione
  distaccata  di Sant'Agata di Militello al Presidente della  Regione
  per  sapere  che  cosa intendesse fare, anche perché  ci  sono  dei
  problemi  che  riguardano anche la mobilità. Non dimentichiamo  che
  150 Km, quindi da Termini Imerese sino a Patti, all'interno fino ad
  Enna,  sono rimasti senza presidio giudiziario, per cui  su  questo
  argomento  credo  che, per ordine dei lavori e  prioritariamente  a
  tutte   le  crisi,  possa  essere  invitato,  invito  lei,   signor
  Presidente,  il  Presidente  della  Regione,  intanto   perché   ci
  riferisca  che  cosa  ha fatto a Roma e se ha interloquito  con  il
  Governo   centrale   e   con  il  ministro  Cancellieri   e,   poi,
  eventualmente,  nelle  more,  come intende  risolvere  il  Governo,
  quindi,  l'assessore  per le infrastrutture, tutti  i  problemi  di
  mobilità legati alla chiusura di questi tribunali.

   ALLORO. Rinunzio.

   PRESIDENTE.   L'Assemblea  prende  atto  che  l'onorevole   Alloro
  rinunzia al suo intervento.

   FAZIO.  Chiedo  di parlare, in rappresentanza anche dell'onorevole
  Alloro.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO. Scusi signor Presidente, nonostante la mia attenzione, devo
  essere  sincero,  mi è venuta un po' di confusione,  perché  a  che
  veniva trattata la materia dei rifiuti e soprattutto la mozione che
  impegnava  il Governo regionale a farsi parte attiva nei  confronti
  del Governo nazionale e segnatamente per quanto riguarda ovviamente
  il Ministero dell'Ambiente, mi sono trovato a trattare un argomento
  completamente diverso, avulso dal contesto. Credo che sarebbe stato
  opportuno forse procedere alla votazione del primo argomento e  poi
  passare al secondo argomento.
   Circa  il secondo argomento, ovviamente, il provvedimento  non  ha
  riguardato  solamente il Tribunale di Nicosia,  ma  ha  riguardato,
  purtroppo, l'intera Sicilia. E credo che, obiettivamente, per certi
  aspetti, sia veramente censurabile.
   L'ordine  del  giorno  che  è  stato presentato  evidenzia  alcune
  motivazioni  ed  alcuni vizi che, a mio avviso, non  possono  farsi
  valere  con  un atto del genere che, ovviamente, ha un  significato
  squisitamente  politico, perché la fattispecie è invece  di  natura
  prettamente giuridica.
   Se è vero com'è vero che questi provvedimenti scaturiscono con una
  legge delega da parte del Parlamento, e poi il Governo l'ha attuata
  con  un  decreto legislativo, individuando quali sono le  sedi  dei
  tribunali  distaccati  che necessariamente  dovevano  cessare  ogni
  funzione, credo sarebbe interessante andare a vedere i criteri ed i
  principi direttivi contenuti nella legge delega.
   Se   la   memoria  non  m'inganna  l'articolo  76   della   nostra
  Costituzione prevede espressamente che il Parlamento, nel concedere
  la  delega al Governo, deve necessariamente procedere ad effettuare
  delle limitazioni: non solo per quanto riguarda il termine entro il
  quale  il  Governo  la  deve esercitare, ma la  legge  delega  deve
  contenere i principi e i criteri direttivi, cioè le linee guida che
  il  Governo  deve  seguire nell'attuare la legge  delega.  Dobbiamo
  ricordarci  che  è una funzione legislativa delegata.  Nella  legge
  delega  sono  previste delle deroghe laddove, in qualche  modo,  ci
  sono  alcune condizioni particolari e, segnatamente, indicate nella
  legge delega ma il Governo, nell'attuarla, non ne ha tenuto conto.
   Allora  il  procedimento da portare avanti non  è  un  ordine  del
  giorno  ma un invito espresso al Governo regionale a verificare  se
  il  decreto  legislativo attuativo della legge delega  rientra  nei
  parametri previsti dalla legge di delegazione ed, eventualmente, ad
  impugnare  dinanzi alla Corte Costituzionale il decreto legislativo
  che  ha eliminato in Sicilia tutta una serie di Sezioni distaccate,
  perché in questo caso - tecnicamente e giuridicamente - si dice che
  il Governo abbia ecceduto dalla delega, cioè il decreto legislativo
  risulta viziato per eccesso di delega.
   È  questa,  secondo  me, l'attenzione che questo  Parlamento  deve
  richiamare  nei  confronti del Governo: è un potere di  impugnativa
  che solo il Governo può esercitare.
   Tutto  il  resto  credo  che  abbia più una  funzione  prettamente
  pubblicitaria  e comunicativa che non credo abbia  la  capacità  di
  sortire  l'effetto desiderato, che è sicuramente quello di  evitare
  la  chiusura di queste sezioni distaccate, estremamente  importanti
  in  alcune  parti  della Sicilia dove la criminalità  è  molto  più
  accentuata,  o  quanto  meno la presenza di un  Tribunale  è  molto
  significativa in alcuni territori piuttosto che in altri. Credo che
  invece,  con molta leggerezza, il Governo l'abbia eliminato tenendo
  conto  semplicemente  di un aspetto economico,  senza  valutare  le
  conseguenze e le ricadute dell'operato in questione.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Turano  è
  in congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese

   Presidenza del vicepresidente Venturino


           Riprende la discussione della mozione numero 140

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  io
  pur ritenendo il problema sollevato dalla mozione un problema reale
  che  si verifica sui territori, volevo però interrogare l'assessore
  Cartabellotta  sulla  possibilità di non destinare  gli  sfalci  di
  potatura,  le paglie, e quant'altro, ad una bruciatura, bensì  alla
  possibilità più reale, e sicuramente più sostenibile dal  punto  di
  vista  ambientale, di destinarli alla possibilità di creare cippato
  attraverso  gli  impianti che hanno sia l'ESA che il  comparto  dei
  forestali.
   Chiedo, pertanto, all'assessore se questa è una via percorribile e
  se,  in  qualche  modo, può risolvere il problema di  tutti  quegli
  agricoltori che invece si imbattono in questa reale problematica.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Signor Presidente, onorevoli deputati, si tratta di un approccio  è
  correttissimo,  e noi sosteniamo che tutto debba  essere  fatto  in
  maniera  integrata,  ma è chiaro che i costi non  possono  ricadere
  sull'imprenditore  agricolo.  Se io  ho  dei  residui  di  potatura
  all'interno  del  mio  noccioleto e li  devo  portare  da  Ucrìa  a
  Barcellona  Pozzo di Gotto, è chiaro che c'è un costo di  trasporto
  che,  sicuramente, l'agricoltore non può sostenere e  che,  invece,
  proprio nella logica europea di chi realizza impianti di biomassa e
  favorisce  la  nascita di una filiera, si assuma anche  l'onere  di
  questi  costi,  rappresentando che il tutto avvenga in  maniera  di
  vantaggio ambientale.
   Già  noi  abbiamo  camion di rifiuti che ogni giorno  attraversano
  l'autostrada  Palermo-Catania passando per Siracusa,  non  vorremmo
  aggiungerne  degli altri, anche perché la quantità  di  rifiuti,  o
  meglio  di  residui dell'agricoltura, è talmente colossale  che  il
  rischio  è  che poi andiamo a spendere tanto gasolio più di  quello
  che  andremmo  a  conservare  con i ragionamenti,  tra  virgolette,
  classici, del protocollo di Kyoto.
   Tutto deve essere fatto in una filiera corta nell'ambito dei 30/40
  chilometri    che    sono   considerati   quelli    ecocompatibili,
  ecosostenibili, ma soprattutto economicamente convenienti.
   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli collegi, chiedo all'assessore
  un  approfondimento perché non ho ben capito. Lei  intende  che  si
  debba  creare  una filiera di impianti a biomasse in cui  andare  a
  bruciare   questi  sfalci,  piuttosto  che  fare  del  cippato   da
  utilizzare  nei  termocamini? La filiera si dovrebbe  chiudere  con
  delle  centrali a biomasse, spero un po' più piccole di  quelle  di
  Val  Dittaino  che, per garantirsi l'alimentazione  costante,  deve
  andare  a  reperire materiali lontanissimo, e mi auguro che  presto
  qualcuno  si premuri di fare togliere quella muraglia di pneumatici
  usati  lì vicino che mi sembrano pericolosi, non si sa mai qualcuno
  vada a finire dentro.
   Riteniamo  che,  in attesa che l'impiantistica degli  impianti  di
  compostaggio  ci garantisca che si chiuda la filiera correttamente,
  per  avere  quindi  dei concimi biologici, degli ammendanti,  degli
  strutturanti per il terreno, per gli agricoltori, per l'agricoltura
  sostenibile,  ci auguriamo che si sblocchi quella già  autorizzata,
  considerato  che  l'assessore Marino ci ha  detto  che  risolta  la
  problematica delle SRR finalmente farà partire l'impiantistica.  Ci
  auguriamo  che tutto questo materiale biodegradabile  possa  andare
  invece   nella  filiera  del  composto,  che  poi  sarà  utilizzato
  successivamente  in agricoltura. Quindi, non siamo  molto  convinti
  dell'idea di creare delle piccole, medie centrali che, poi, dovremo
  garantire  magari con il materiale ligneo, piantando alberi,  senza
  offesa,   sono  sempre  alberi,  ma  alberi  inutili  e   che   non
  appartengono  al  nostro  paesaggio,  come  gli  eucalipto   perché
  crescono veloci e succhiano acqua velocemente.
   Noi ci sentiamo in Europa, riteniamo che l'energia rinnovabile non
  sia quella delle biomasse ma sia quella del sole, del vento o altre
  energie rinnovabili. Magari la biomassa è un'energia rinnovabile in
  Svezia, nel nord Europa, dove ettari sconfinati di foreste crescono
  in  maniera  rapida  e  lì non manca cosa bruciare  in  termini  di
  materiale  biomassa, ma qui in Sicilia abbiamo  bisogno  invece  di
  ripopolare  i territori anziché bruciare. Chiaramente, comprendiamo
  le  problematiche degli agricoltori che non hanno trovato  risposte
  perché  l'Europa  ha  stabilito che non si  può  più  bruciare  per
  tutelare la biodiversità, gli insetti, anche questo è un importante
  aiuto  per  l'agricoltura. Quindi, durante la bruciatura,  a  parte
  disperdersi  grandi  quantità  di  fumo  con  tutte  le  componenti
  chimiche dannose, a parte che l'incendio si espande e va a bruciare
  dove  non  deve  bruciare,  comprendiamo che  gli  agricoltori  che
  piantano  il  grano  creano  il  problema  della  restuccia,   quel
  pezzettino  di  gambo che non facilmente si biodegrada,  magari  si
  deve  bruciare e apprezziamo le che lei abbia fatto delle circolari
  ad  hoc  per evitare che gli piombassero le multe, però  da  qui  a
  consentire  di bruciare perché non siamo stati capaci a  creare  un
  altro tipo di filiera noi abbiamo molte riserve, fermo restando che
  se  le piante, ad esempio, hanno delle patologie per cui si ritiene
  che  nel  processo di compostaggio poi il fungo,  la  malattia,  si
  possa  trasmettere ad altri campi, in quel caso si può  derogare  e
  sicuramente  si  deve bruciare. Quindi, ritengo  che,  con  i  miei
  colleghi, decideremo di non votare la mozione.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Signor Presidente, onorevoli deputati, siamo partiti da una  follia
  normativa  che equipara la potatura della vite al rifiuto speciale.
  A  sua  volta,  l'Unione Europea prevede che la bruciatura  sia  un
  elemento, perché affonda tutto questo nella storia dell'umanità, di
  contenimento  delle  malattie, di tutte le patologie  che  possiamo
  considerare.  Siccome  la  normativa è stata  fatta  dal  Ministero
  dell'Ambiente,  su  pressione di chi deve  andare  a  bruciare,  ha
  imposto a carico degli agricoltori un obbligo di prendere la  legna
  di    potatura   del   noccioleto   di   Ucria   e   portarla    al
  termovalorizzatore.  Oggi  che non abbiamo  la  possibilità  né  di
  portarla   nei  termovalorizzatori  né  in  altri  posti,  dobbiamo
  prevedere una utilizzazione alternativa.
   Quando  parlo di caldaia biomassa il piano di sviluppo  rurale  ha
  previsto  impianti dell'ordine di cento chilowatt, cioè quelli  che
  potrebbero  realizzare  agricoltori  che  si  mettono  assieme  per
  utilizzare  questa  biomassa  al fine  di  produrre  l'energia  per
  risparmiare  l'acqua. Siccome questi impianti ancora,  pur  essendo
  stati previsti e buona parte anche finanziati, non sono in corso di
  utilizzazione,  dobbiamo  prevedere un  meccanismo  di  transizione
  perché,  altrimenti, l'alternativa è che domani  vengono   multati
  tutti  quelli che oggi potano la vite e non riescono a  portare  al
  termovalorizzatore la legna di potatura.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, assessori,  mi  viene  da  pensare
  quando  tempo  fa, insieme ad una delegazione, con  ruoli  diversi,
  siamo  andati insieme all'associazione degli allevatori,  a  vedere
  gli  allevamenti in Europa, nel cuore dell'Europa, a  Bruxelles,  e
  vedevamo le sale mungiture e tutte quelle strutture che a  noi,  la
  Comunità Europea, ci ha imposto che vengano fatte in un determinato
  modo e vedevamo che là, invece, le regole non venivano rispettate.
   Le  impressioni degli allevatori della provincia di Ragusa  e  non
  solo,  erano   per  fare una sala mungitura  dobbiamo  adempiere  a
  tantissime  regole e qui, nel cuore dell'Europa, tutto  questo  non
  avviene
   Ogni  volta  arrivano  delle direttive  da  parte  della  Comunità
  europea,  direttive  che  dobbiamo  applicare  solo  noi,   in   un
  territorio  e per un'agricoltura che la stessa Comunità europea  ha
  deciso  che  deve  essere  distrutta -  parleremo  poi  di  accordi
  euromediterranei e tutte queste belle cose - e noi non riusciamo  a
  trovare  soluzioni per tutelare i nostri uomini, le nostre imprese,
  le nostre aziende.
   Ho  apprezzato  moltissimo l'intervento  della  collega  Foti  del
  Movimento  Cinque Stelle, relativo al pino. Ha avuto il coraggio  e
  poteva  essere fraintesa, di dire che è un albero che non  serve  a
  nulla e io lo condivido perfettamente. In quest'isola doveva essere
  un'essenza arborea preparatoria per mettere le querce, per  mettere
  le noci, per mettere tutto quello che c'era qui come autoctono che,
  poi però non è accaduto. Anzi, abbiamo continuato a piantare sempre
  pini  e  io  la  prego  di diffidare chiunque,  in  questa  Regione
  siciliana, a mettere ancora un pino. Noi dobbiamo mettere le nostre
  essenze.
   Condivido  questa  riflessione ma non  condivido  il  fatto  delle
  biomasse, perché non possiamo fare l'errore di dire, a prescindere,
  che   siamo   contrari  alle  biomasse.  Dall'energia  alternativa,
  attraverso  la  biomassa, ci sono delle aree dove vi  è  una  forte
  densità  zootecnica, dove i liquami possono avere  una  risoluzione
  solo  attraverso la biomassa e, attraverso la biomassa  andiamo  ad
  eliminare  il  liquame dal territorio dove,  a  volte,  crea  degli
  scompensi  e crea delle difficoltà, per esempio, nel territorio  di
  Ragusa  dove  questo  è  accaduto proprio con l'inquinamento  della
  falda acquifera e dove si produce energia.
   Non  possiamo quindi generalizzare e condivido l'impostazione  del
  Governo  di  trovare,  comunque, una  mediazione  e  trovare  delle
  soluzioni.
   Noi dobbiamo riuscire a non vessare i nostri agricoltori, i nostri
  allevatori,  i  nostri  operatori nell'ambiente,  non  li  dobbiamo
  vessare  e  non dobbiamo cadere nel tranello che crea  la  Comunità
  Europea, secondo me, in maniera scientifica, di creare cavilli e di
  creare tutti quelli che sono i presupposti per far morire la nostra
  campagna  e  il  nostro verde e le aziende che operano  intorno  al
  territorio.
   Su  questo dobbiamo stare attenti e l'approccio deve essere sempre
  sia  a  tutela  dell'ambiente,  sia a  tutela  del  territorio  ma,
  attenzione,   senza   le   imprese,   senza   l'allevatore,   senza
  l'agricoltore  non  può esserci territorio che  possa  salvarsi.  I
  primi  a  tutelare, a sviluppare, a proteggere e a far crescere  un
  territorio, sono proprio le aziende.
   Dobbiamo  stare  attenti a non farli scappare  cosi  come,  forse,
  hanno deciso o vogliono a livello europeo.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  da  alcuni  anni
  ormai  viviamo  una  sorta di diktat che discende  dai  regolamenti
  della   Comunità   economica  europea  che  spesso   e   volentieri
  riprendiamo  come  modello o come paravento per  sostenere  che  si
  tratta  di legislazione avanzata e, comunque, di provvedimenti  che
  secondo  il  pensare comune possono essere scevri da  interessi  di
  qualsiasi tipo. Non è così
   Condivido    quello   che   ha   testè   dichiarato    l'assessore
  Cartabellotta.  Quel  provvedimento  non  ha  senso  perché  stiamo
  parlando di ciò che è avvenuto dalla notte dei tempi fino ai giorni
  nostri, cioè gli agricoltori che vanno a bruciare, anche per motivi
  igienico-sanitari,  gli  stralci  della  potatura,  così  come  gli
  stralci  della vite, di tutte le coltivazioni, e non è mai accaduto
  nulla.
   Cosa è accaduto ora, come novità? E' accaduto che avendo gli stati
  forti  della  Comunità  economica europea messo  su  gli  impianti,
  giustamente,  per  la termovalorizzazione dei rifiuti,  ed  essendo
  questi  impianti  dei  grandi divoratori di  materia  prima,  hanno
  necessità  di  grandi quantità di questa materia che  prendono  dai
  rifiuti che si comprano dalle altre nazioni, perché altrimenti  non
  si  spiegherebbe come mai si prendono, e anzi cercano i rifiuti che
  provengono dalla Campania e dalle altre regioni d'Italia.
   Ma  voi immaginate gli  schizzinosi  tedeschi, svedesi o austriaci
  che  vanno a prendersi i nostri rifiuti, e allora perché lo  fanno?
  Perché  altrimenti  i  loro termovalorizzatori  vanno  in  perdita,
  dovrebbero chiudere. Per lo stesso motivo, furbescamente, e  sempre
  a  spese  nostre,  emanano una direttiva che  il  nostro  Ministero
  dell'ambiente,  ciecamente, ha accolto, con  la  quale  impediscono
  anche  le  cose più banali, cioè che i nostri agricoltori potessero
  bruciare  gli  stralci, perché poi attraverso la normativa  che  ne
  discende sarebbero costretti a portarli alla termovalorizzazione.
   E'  questo  il  motivo  per  il  quale  si  è  arrivati  a  questi
  provvedimenti  assurdi  come  quello  -  l'assessore  Cartabellotta
  ricorderà - della pressatura delle olive, la stessa follia che  poi
  siamo  riusciti a risolvere con una interpretazione  più  autentica
  rispetto  a  ciò  che avevano fatto altre regioni. Cioè  i  residui
  della  pressatura  delle  olive non  potevano  essere  buttati  nel
  terreno come fertilizzante, cosa che avveniva da migliaia di  anni,
  perché ritenuti rifiuti speciali.
   Qui  è la stessa cosa. Allora il Presidente della Regione dovrebbe
  impegnarsi  ad andare al Ministero - e quindi invito il  Governo  e
  l'assessore Cartabellotta in questo senso, anche l'Assessore per le
  attività  produttive  perché  interessato  per  la  sua  parte   di
  competenza, perché per la Sicilia è fondamentale -, a far sì che in
  attesa,  magari,  della  costruzione  delle  biomasse  o  di  altro
  impianto  idoneo per lo smaltimento, si dia una deroga.  In  attesa
  noi  ci adegueremo, ma in attesa si dia la deroga perché siamo  qui
  in  presenza di follie. Follie che fanno fare gli affari ai  grandi
  Stati  ricchi  e  che buttano ancora di più nella disperazione  noi
  poveri, creando l'abbandono delle campagne anche da parte dei pochi
  agricoltori che, soprattutto, con i piccoli appezzamenti non  hanno
  mai  la possibilità di andare a smaltire. Quindi si tratta di avere
  le giuste argomentazioni per ottenere una deroga ed è quello che si
  chiede.
   Signor  Presidente, sulla questione della chiusura dei  tribunali,
  qui  siamo veramente in presenza di una assurdità totale perché,  a
  fronte  di  un provvedimento che viene presentato come  foriero  di
  risparmi  e  che  foriero di risparmi non è, perché  non  risparmia
  neppure un centesimo, posto ché i dipendenti e gli impiegati devono
  essere ugualmente pagati perché non li possono licenziare.
   Tutta  l'attività, dalle fotocopiatrici alle attività di  ufficio,
  debbono essere garantite. Gli uffici, gli stabili, dove attualmente
  hanno  sede  questi  tribunali sono già  esistenti  e  comunque  le
  amministrazioni  comunali hanno già dichiarato dappertutto  che  si
  farebbero carico delle spese - e mi riferisco in particolar modo  a
  Mistretta  e Nicosia, che hanno già dichiarato che si fanno  carico
  delle  spese  delle pulizie, che poi sarebbero qualche migliaio  di
  euro  -, quindi siamo in presenza di una mistificazione a danno  di
  territori  montani  ed  isolati, a  danno  di  territori  che  sono
  interessati da fenomeni delinquenziali e che sprovvisti, adesso, di
  presidi  di  legalità  come, appunto, sono i  tribunali,  sarebbero
  regalati  in  mano  alla delinquenza e quindi si  farebbe  un  gran
  regalo.
   Noi  non  possiamo accettare tutto questo, e allora il  Presidente
  Crocetta  si faccia carico delle spese, se è il caso, e  chieda  di
  intervenire  al  Consiglio dei Ministri, perché sulle  materie  che
  riguardano  la  Sicilia  lo  può  fare,  per  far  presente  questa
  situazione  particolare  della  nostra  Regione  ed  eviti   questa
  vergogna  assoluta  che  viene presentata come  risparmio,  ma  che
  risparmio non è

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  assessori, l'articolo 13 del Decreto legislativo 205 del 2010, come
  hanno ampiamente argomentato i colleghi che mi hanno preceduto,  ha
  riscritto l'articolo 185 del decreto legislativo 152 del  2006  che
  si  occupa  di  tagli,  sfalci, potature etc.,  configurando,  come
  giustamente  ha  detto l'assessore, una sorta di  mostro  giuridico
  laddove i rami di alberi vengono equiparati a rifiuti spesso  anche
  speciali.
   Tant'è vero che la bruciatura sul posto di questi rifiuti è  stata
  sanzionata  penalmente  dall'articolo 256 del  Decreto  legislativo
  152/2006.  Bene  La mozione è sicuramente importante,  risponde  un
  po'  a quella che è la richiesta che viene dal mondo di campi,  dal
  mondo  dell'agricoltura. Ma noi come Assemblea regionale  siciliana
  cosa abbiamo fatto fino adesso per essere molto più concreti e  per
  cercare di dare una risposta?
   Ricordo  che nelle ultime due finanziarie è stato inserito  questo
  emendamento, e che il Commissario dello Stato lo ha tutte due volte
  impugnato. Dopo di che avevamo convenuto in questa Aula che avremmo
  discusso  un disegno di legge in maniera tale che, impugnato  anche
  il  testo  approvato da parte del Commissario dello Stato,  saremmo
  andati  davanti alla Suprema Corte, in quanto noi rivendichiamo  il
  diritto  per  la  Sicilia di legiferare in  maniera  alternativa  a
  quella dello Stato, avendo noi in materia di agricoltura competenze
  specifiche nel settore.
   Però, signor Presidente, di tutte le cose che abbiamo detto ancora
  nulla è stato fatto. I disegni di legge sono stati presentati dalla
  Commissione  europea di cui l'onorevole Cascio è  stato  Presidente
  fino  a qualche mese fa, è stato ampiamente discusso e ottenuto  il
  parere  favorevole, però nella Conferenza dei capigruppo non  si  è
  ritenuto in sede di discussione dei disegni di legge da portare  in
  Aula, di affrontare questo problema.
   E  siccome io sono uno molto concreto e mi piace andare sempre  al
  sodo,  vorrei  invitare  il  Presidente  dell'Assemblea,  onorevole
  Pogliese, a farsi interprete della volontà di questa Assemblea.
   C'è un disegno di legge. Il disegno di legge è stato già discusso,
  credo  che  sia  fermo  in  altre  Commissioni.  Sarebbe  opportuno
  sollecitare  i  presidenti delle commissioni che  hanno  competenze
  sull'argomento a metterlo in discussione,  a portarlo  in  Aula  in
  maniera  tale che questa Assemblea si possa pronunciare e,  se  del
  caso,   iniziare  subito  il  procedimento  che  vedrà  l'Assemblea
  regionale  e  quindi il Governo della Regione chiedere l'intervento
  della  Suprema  Corte  perché  una volta  e  per  tutte  su  questo
  argomento si decida.
   Tutte le altre cose che abbiamo detto sono sicuramente importanti,
  sono significative, devono essere prese in considerazione, un mondo
  che  si ribella a tesi sicuramente assurde, cosa significa tagliare
  qualche  ramo e poi portarlo sulle sponde dello Ionio o del Tirreno
  -  laddove  ci  sono  gli  impianti che possono  incenerire  queste
  sterpaglie  che sono state sempre bruciate sul posto -   con  costi
  altissimi  e  che le nostre aziende agricole non sono assolutamente
  nelle  condizioni  di  sopportare, perché  già  vivono  in  maniera
  drammatica la crisi del settore. Immaginiamoci se a questo dobbiamo
  aggiungere altri costi.
   Pertanto,  nel  dire  che  sono favorevole all'approvazione  della
  mozione  presentata  dai  colleghi  Germanà,  D'Asero,  Fontana  ed
  Assenza però vorrei richiamare questa Assemblea, e per essa il  suo
  Presidente, affinché il disegno di legge, tra le altre cose  a  mia
  firma,  che è fermo in Commissione da mesi possa essere velocemente
  discusso,  portato  in Aula, e se i componenti di  questa  Aula  lo
  riterranno   opportuno,   approvarlo   per   iniziare   l'eventuale
  contenzioso sull'argomento con lo Stato.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo, le sue  sollecitazioni  saranno
  recepite da questa Presidenza.
   Pongo  in  votazione  la mozione n. 140, a firma  degli  onorevoli
  Germanà, D'Asero, Fontana e Assenza. Il parere del Governo?

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

                   Sull'ordine del giorno numero 111

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  condivido   la
  posizione  assunta dall'onorevole Fazio in merito al  problema  che
  riguarda la legge n. 148 di soppressione dei tribunali.
   E'  stato  un  problema, quello della soppressione dei  tribunali,
  soprattutto di Mistretta e di Nicosia, che ha coinvolto in  maniera
  assolutamente   pesante  le  popolazioni.  Ci  sono   state   delle
  manifestazioni  anche forti, dure, proprio perché veniva  richiesta
  la  deroga prevista dalla legge nei confronti del Governo perché si
  tratta di tribunali montani.
   Oltre  a trattarsi di tribunali montani, si tratta di luoghi  dove
  vi  è  una forte presenza di infiltrazioni mafiose e di criminalità
  organizzata.
   Il  Governo  nonostante la legge prevedesse la deroga,  in  questi
  casi  anche  su  espresso indirizzo del Consiglio  superiore  della
  Magistratura, ha ritenuto di non concederla.
   Quindi,  io  penso che sia assolutamente opportuno  richiedere  al
  Presidente della Regione che solleciti ancora una volta il Ministro
  di  Grazia e Giustizia perché si tratta di territori che  hanno  un
  problema infrastrutturale atavico.
   L'altro  giorno la società che gestisce il trasporto pubblico  tra
  Gagliano e Troina ha fatto un comunicato dicendo che non era più in
  condizione  di  garantire le corse perché le strade  non  erano  in
  condizione di essere percorse.
   Questo significa che un testimone di giustizia che deve andare  al
  tribunale  o,  comunque, una persona qualsiasi che deve  andare  al
  tribunale  senza essere in possesso di una macchina e  quindi  deve
  utilizzare  il mezzo pubblico, consideri che per andare da  Capizzi
  ad  Enna  ci vogliono sei ore di percorrenza di autobus.  Sei  ore
  Perché non c'è corsa diretta,  quindi si fa scalo a Nicosia, è  una
  cosa  da pazzi. Questo significa che se io devo andare a rilasciare
  una  testimonianza, arrivo nel pomeriggio quando il tribunale è già
  chiuso.
   Questa  cosa  denota  come  il nostro legislatore  nazionale,  non
  tenendo conto di quelli che sono i territori, e fidandosi del fatto
  che  la  distanza di percorrenza tra Nicosia ed Enna  è  di  appena
  trentasette,  trentotto  chilometri, ha ritenuto  di  fare  questo,
  sbagliando, perché per percorrere questa strada ci vuole un  ora  e
  un quarto con l'automobile.
   A parte questo, il tribunale ospitante, cioè il tribunale di Enna,
  non  è  nelle  condizioni  di potere -  senza  adeguati  interventi
  infrastrutturali - ospitare il tribunale di Nicosia. Si  pensi  che
  l'archivio  storico  del tribunale di Nicosia, quindi  un  archivio
  grandissimo, in atto non ha ancora trovato una collocazione, quindi
  noi  abbiamo  già  i  fascicoli  aggiornati,  che  sono  presso  il
  tribunale  di  Enna,  mentre i fascicoli storici  che  ancora  sono
  presso il tribunale di Nicosia.
   Quindi,   penso,  che occorra un intervento forte,  un  intervento
  determinato  da  parte  del  Governo  della  Regione  proprio   per
  stigmatizzare  questo problema di eccesso di delega  da  parte  del
  Governo nazionale.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA,  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questo  della
  revisione  della  geografia giudiziaria è un tema  del  quale  come
  avvocato e come presidente dell'ordine mi sono occupato e mi occupo
  tutt'ora in maniera quasi quotidiana.
   Non  per rivendicare inutili primogeniture, però, ricordo all'Aula
  che  io  avevo  presentato una mozione che era  stata,  poi,  fatta
  propria  da  tutta l'Aula sin dal dicembre scorso, mozione  con  la
  quale invitavo la Presidenza della Regione a sollevare conflitto di
  attribuzione nei confronti del Governo nazionale, perché solo  così
  poteva  essere tentato di eliminare questa vera e propria  stortura
  di  una riforma che penalizza i territori sotto il solito fantoccio
  della  spending review, provocando poi invece un aggravio di  costi
  rispetto che ad un risparmio.
   Questo è un problema che non riguarda soltanto Mistretta o Nicosia
  ma  riguarda, per restare nel nostro territorio, anche il tribunale
  di  Modica, che è di antichissima costituzione, di grande prestigio
  che  è  stato  da  poco  accorpato a quello di  Ragusa  e  riguarda
  soprattutto  decine  e  decine tutte  le  sessioni  distaccate  dei
  tribunali  che  hanno privato dell'amministrazione della  giustizia
  territori  di  primaria  importanza per la tutela  della  legalità.
  Basti  pensare  che nella mia provincia la sessione  distaccata  di
  Vittoria  assorbiva un carico di lavoro quasi  pari  a  quello  del
  comune capoluogo ed è stata pure accorpata al tribunale di Ragusa.
   Detto  ciò,  però,  non posso non dire che mi  asterrò  su  questo
  ordine  del  giorno  perché la soluzione proposta  non  può  essere
  quella  che  può risolvere il problema trattandosi, semmai,  di  un
   pannicello  caldo'  che  nulla porterà di  positivo  e  nel  quale
  comunque  io non mi permetto di entrare nel merito, perché  ritengo
  che  non  sia assolutamente accoglibile come sessione distaccata  a
  fronte di un provvedimento che abolisce e che, si legge, «tutte  le
  sessioni   distaccate  d'Italia,  ad  eccezione   di   alcune   per
  problematiche»  che,  poi,  i colleghi hanno  ragione,  non  sempre
  corrispondono alla realtà ma che costituiscono delle eccezioni  tra
  l'altro sempre temporali.
   Allora,   la  soluzione o è radicale o non lo è, perché  andare  a
  smistare  il  lavoro provoca disagi, comunque,  agli  utenti,  anzi
  rischia  di,  e  questo lo dico da tecnico rischia di  aggravare  i
  disagi, perché un avvocato che deve spostarsi per un settore in  un
  tribunale,  per  un  altro  in un altro tribunale,  così  come  per
  l'utente  della giustizia, non fa  altro che creare una  situazione
  di estrema confusione.
   Questo problema andava risolto alla radice, adesso è un po'  tardi
  perché  già  sono  stati,  sia pure manu  militari,   effettuati  i
  trasferimenti dei fascicoli provocando gravissimi disagi.
    Il tribunale di Ragusa, per esempio, è un cantiere aperto dove si
  cerca di ricavare spazi dove non è possibile, dove per allocare  il
  servizio  fotocopie,   io  come Presidente  dell'Ordine  ho  dovuto
  rinunziare   all'unica  stanza  dove  con   i   colleghi   potevamo
  confrontarci.
   Sono,  però, quelle riforme scellerate che vengono lanciate  sulla
  carta,  propagandate sempre sotto l'ottica del risparmio, su questo
  Confindustria ed il suo foglio rosa  Il Sole 24 ore   ha gravissime
  responsabilità,  perché  ha  lanciato  questa  campagna  vergognosa
  contro   l'uso   pubblico  della  giustizia,   accanto   a   quello
  dell'Istituto  della  mediazione, per appaltare  quello  che  è  un
  servizio  essenziale  per  la difesa dei  cittadini,  ad  organismi
  privati gestiti dai gruppi di potere forti. Questa è la realtà   Su
  questo  la  Regione  Sicilia  non ha voluto  prendere  una  precisa
  posizione  e  il Governo regionale, nonostante i solleciti  unanime
  che derivavano da quest'Aula, è rimasto sordo, motivo per cui non è
  questo ordine del giorno che può risolvere il problema rispetto  al
  quale,  non  me ne vogliano i colleghi proponenti, il mio  sarà  un
  voto di astensione, perché vorrei qualcosa di più radicale.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor Presidente, intervengo perché  così  come  ha
  preannunciato l'onorevole Assenza questo è un problema che tocca un
  po'  tutti quei tribunali che sono stati accorpati e, quindi, anche
  Ragusa. Mi permetto, però, di ricordare ai colleghi sia del Partito
  Democratico che del PDL che è troppo semplice prendersela su questa
  questione  con  il  Presidente della Regione, mi ricorda  molto  la
  storia del  muro basso  dove ci si appoggiano tutti.

   ASSENZA. Nessuno se l'è presa col Presidente della Regione.

   DIPASQUALE.  Onorevoli colleghi, voi fate delle sollecitazioni  al
  Presidente della Regione. Questo problema scaturisce da  una  norma
  nazionale,  ed  allora è inutile che veniamo qui a prendercela  col
  Presidente  della  Regione. Ognuno di voi, che  ha  la  fortuna  di
  interloquire con esponenti importanti di questo Governo  nazionale,
  sia  del  PD che del PDL, in quanto abbiamo vice premier, ministri,
  di  tutto,  che  cosa ci venite a raccontare qui dentro?  Fate  una
  battaglia, o avete perso tempo o  non siete stati né credibili e né
  bravi, ma avete avuto la possibilità di interloquire direttamente e
  questo problema non siete riusciti a risolverlo.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certamente rifuggo
  dal  rischio di pronunciare un intervento quale difensore d'ufficio
  di chicchessia come è stato fatto in questo momento.
   La  verità  è che la voce del Governo regionale, quale tutela  del
  territorio siciliano, della regione siciliana e dei siciliani tutti
  in  questa  vicenda della cosiddetta revisione delle circoscrizioni
  dei tribunali in Sicilia, non si è assolutamente sentita.
   E'  certo un provvedimento di rango nazionale  La giustizia è  una
  competenza  statale,  non è una competenza  regionale,  il  collega
  proponente  questo ordine del giorno non vuole arrogarsi competenze
  che  non  ha,  e  non  vuole  che  la  Regione  si  autoattribuisca
  competenze   che   non  ha,  vuole  soltanto,  legittimamente,    e
  sacrosantamente, che il Presidente della Regione e il Governo della
  Regione  siciliana  facciano sentire la loro voce  rispetto  ad  un
  provvedimento  che in Sicilia è stato particolarmente  irrazionale,
  perché  si  è passati da una minaccia di chiusura di non so  quanti
  tribunali, poi ognuno ha tentato di agire come ha saputo e come  ha
  potuto, qualcuno si è salvato, qualche altro no.
   Non  sono  eletto  in  provincia di Enna,  conosco  ovviamente  la
  provincia di Enna come i colleghi della provincia di Enna conoscono
  quella  di Catania e tutti conosciamo la Sicilia, le sue condizioni
  orografiche, le sue caratteristiche, le condizioni della  viabilità
  che  sono  davvero penalizzanti, ma c'è un aspetto che  vorrei  non
  sfuggisse  a nessuno: è il grado di percezione che la nostra  gente
  ha  di  provvedimenti  che ritiene irragionevoli,  irrazionali.  Vi
  posso  assicurare, per testimonianza diretta di professionista  nel
  settore  dell'avvocatura,  che  il  tribunale  di  Nicosia  ed   il
  tribunale  di  Mistretta  sono  due  orologi  svizzeri.  Noi  siamo
  abituati  alla  giustizia lenta, alla giustizia che  non  funziona,
  alla  giustizia  che  non risponde in tempi rapidi  e  celeri  alla
  domanda  di  giustizia, per l'appunto, dei cittadini; i  ruoli  dei
  tribunali  di  Nicosia  e  di Mistretta  sono  ruoli  assolutamente
  gestibili,  sarà  per  la  valentìa  dei  capi  di  quegli  uffici,
  procuratori della Repubblica e presidenti dei tribunali,  sarà  per
  la  valentìa dei magistrati che lì ci lavorano spesso in condizioni
  proibitive,   ai   limiti  di  aspetti  di   sacrificio   personale
  nell'espletamento  delle  mansioni quotidiane,  e   come  si  fa  a
  spiegare  ai  cittadini di quei distretti, di quelle circoscrizioni
  che  una istituzione che funziona bisogna sopprimerla,  e se ha  un
  limite questo ordine del giorno, che voterò e voterò favorevolmente
  come  tutto  il  Gruppo  Lista Musumeci', è  che  noi  tentiamo  di
  salvare, caro onorevole Alloro, qualcosa che non c'è più, perché se
  ha  un  limite  questo ordine del giorno è che  questo  ordine  del
  giorno,  che non è il primo che tratta questa materia -   ha  fatto
  bene l'onorevole Assenza quello che abbiamo già approvato alla fine
  del  2012  -,  dell'anno scorso, tenta di salvare qualcosa  che  in
  natura  non esiste più, perché dal 16 di settembre, esattamente  da
  lunedì l'altro, il tribunale di Nicosia e il tribunale di Mistretta
  ed  il  tribunale  di  Modica hanno chiuso le  saracinesche,  hanno
  sbarrato le porte, sono chiusi, i fascicoli in parte trasferiti, in
  parte  non trasferiti, non vi dico quello che il cittadino,  utente
  di  giustizia,  fruitore  di  giustizia,  deve  adesso  vivere,   i
  professionisti  da  loro incaricati, per andare a  ricollocare  una
  pratica  o  un  fascicolo;   ma non  c'è  dubbio  che  in  sede  di
  Conferenza  permanente Stato-Regione è mancata la  voce  autorevole
  della  Regione  siciliana  ed  ancora oggi  tuttavia  si  potrebbe,
  invocando   nuovi  provvedimenti  normativi,  nuovi   provvedimenti
  legislativi,   chiedere   che  questi  tribunali   siciliani,   che
  rispondono  ad  una esigenza di legalità e di presidio  legale  sul
  territorio, possano essere non mantenuti, perché non ci  sono  più,
  ma possano essere rifunzionalizzati e riaperti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, poiché si è  registrata  un'ampia
  condivisione,   si passa alla votazione dell'ordine del  giorno  n.
  111,   a  firma  dell'onorevole  Venturino   Iniziative  a  livello
  centrale  per  impedire la chiusura dei Tribunali di Nicosia  e  di
  Mistretta . Il parere del Governo?

   VANCHERI, assessore per le attività produttive. La questione dovrà
  essere  affrontata in regia con il Governo nazionale.
   La  disponibilità  da  parte del Governo per  tentare  di  portare
  avanti  questa  proposta di, non tanto di evitare questa  chiusura,
  piuttosto  la  rifunzionalizzazione dei tribunali, è  assolutamente
  una proposta che non può che essere accettata.
   Ci  tengo,  però,  a  precisare che,  così  come  ha  detto  anche
  l'onorevole  Ioppolo, la questione riguarda una norma nazionale  e,
  quindi,  dobbiamo  incardinarla  a livello  di  politica  regionale
  all'interno di un quadro nazionale.
   Da  parte  del  Governo,  però, ci deve  essere  l'impegno  ed  il
  tentativo,  fino  alla  fine, di portare  avanti  questa  richiesta
  perché,  come  giustamente  detto  dagli  onorevoli  deputati,   la
  questione della legalità è fondamentale.

   VENTURINO.  Chiedo di parlare brevemente, anche se la questione  è
  stata discussa.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Venturino  le  concedo  la  parola,   sia
  telegrafico. Ne ha facoltà.

   VENTURINO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,  sarò
  brevissimo,  volevo  soltanto  dire che,  prima  di  arrivare  alla
  conclusione  ed  al  suo parere, tra le varie proposte,  che  erano
  sorte  -   non l'abbiamo presentata perché non sapevamo se oggi  si
  poteva  contare  sulla presenza così numerosa dei nostri  onorevoli
  colleghi  - vorrei ricordare alla Presidenza e all'Assessore  -  e,
  quindi,  al  Governo - che era già stata attivata una procedura  di
  referendum e il Governo dell'Abruzzo si era già espresso in  questo
  senso.
   Io  mi  ero  fatto portavoce, anzi mi ero fatto latore  di  questo
  messaggio  cercando  di  portare in  quest'Aula  una  richiesta  di
  referendum anche per il nostro Governo e per la nostra Regione.
   Temendo che oggi non raggiungessimo il numero legale, ho preferito
  procedere con un ordine del giorno.
   Per  cui,  una  iniziativa mi permetto di  chiedere,  a  parte  il
  discorso  più  volte sottolineato dell'articolo 21,  comma  3,  del
  nostro   Statuto   -  e  cioè   la  mancanza  del   Presidente   in
  quell'occasione -, si potrebbe però, visto che c'è una condivisione
  da  parte  di  altre  regioni - sono tante che in  questo  momento:
  l'Abruzzo, così come la Liguria e la Calabria - io mi permetto,  in
  maniera  molto  educata, di suggerire, perché  no,  una  Conferenza
  Stato-Regioni  immediata, soltanto su questo punto, perché  se  noi
  perdiamo altro tempo, come giustamente sottolineava qualcuno  prima
  già  alcuni  fascicoli  sono stati portati via,  si  creerebbe,  in
  attesa  di  questo  referendum  o  di  altre  soluzioni,  un  danno
  economico rilevante per questi territori.
   Per  cui  io credo, e mi permetto ulteriormente di suggerire,  una
  Conferenza  Stato-Regioni, con le regioni che  si  sono  già  fatte
  avanti  e  che  hanno  già rappresentato il  problema  al  Ministro
  Cancelleri  e  potere,  eventualmente,  arrivare  a  quella   tanto
  agognata deroga, in attesa che altri provvedimenti possano dare una
  soluzione definitiva al problema.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Vancheri.

   VANCHERI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli  deputati, sono assolutamente d'accordo perché  comunque,
  come   precedentemente  detto  quando  parlavo   di   capacità   di
  incardinare  questa nostra proposta operativa a livello  nazionale,
  la   Conferenza  Stato-Regioni,  sono  d'accordo  con   l'onorevole
  Venturino,  è  il  luogo ideale per organizzare  una  proposta  del
  genere.
   Peraltro,  aggiungerei anche un'altra cosa importante:  utilizzare
  uno   strumento  come  la  Conferenza  Stato-Regioni   può   essere
  importante perché andiamo a velocizzare alcuni iter che possono,  a
  loro   volta,  non  escludere  il  referendum  però,  come   diceva
  l'onorevole   Venturino,  se  noi  riusciamo  a   portare   avanti,
  attraverso  la Conferenza un procedimento più veloce  e  anche  più
  semplificato,  perché comunque arriviamo fino al Ministro  in  modo
  preciso e dettagliato, non escludo il referendum.
   Quindi,  io  non toglierei nulla a questo argomento  perché,  come
  dicevo, in Sicilia è fondamentale; considerando tutti gli strumenti
  possibili,  ma  dando la priorità assoluta alla  Conferenza  Stato-
  Regioni sì, peraltro su questo ci possiamo muovere bene anche  come
  Governo, perché la Sicilia è presente in Conferenza Stato-Regioni -
  lo  siamo  anche  in  altri gruppi nazionali con  altre  regioni  -
  stiamo,  per ora, preparando alcuni documenti per i vari  ministri,
  tra  cui anche il Ministro per lo Sviluppo economico piuttosto  che
  per  il  Ministro per gli Interni, per cui potremmo fare la  stessa
  cosa con il Ministro Cancellieri.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere  favorevole  del  Governo,  pongo  in
  votazione l'ordine del giorno n. 111  Iniziative a livello centrale
  per  impedire la chiusura dei Tribunali di Nicosia ed Enna  a firma
  dell'onorevole Venturino.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI. Signor Presidente, assessore, io aggiungo solo per  votare
  positivamente  questo  ordine del giorno se aggiungiamo  tutti  gli
  altri  tribunali  che sono stati eliminati in  Sicilia  e,  anziché
  suggerire   questa  Conferenza  Stato-Regioni,  io  chiedo   invece
  all'assessore  e  al  Governo  di chiamare  il  vicepresidente  del
  Consiglio, che è siciliano, insieme al Ministro della Giustizia che
  è  stato  in  Sicilia  più volte, anche come Prefetto,  richiamando
  tutte le interrogazioni, alcune delle quali fatte da me, anche  gli
  interventi  fatti  da me, quando è venuta fuori questa  notizia  di
  chiudere  tutta  una  serie  di preture, tribunali  e  quant'altro,
  perché  bisogna  rivedere le motivazioni, le  posizioni,  non  solo
  geografiche,  culturali e anche richiamando  quell'autonomia  della
  Sicilia  che  non deve essere soltanto un motivo per  continuare  a
  penalizzarci in ogni luogo.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  dichiarare  il voto favorevole del PDL alla mozione, convinto  che,
  fra  l'altro,  il percorso ancora aperto,  che ha visto  anche  una
  sollecitazione  da parte del Consiglio nazionale  forense  dove  il
  Governo  ha,  sostanzialmente, dato disponibilità ad  un  ulteriore
  momento  di  approfondimento  e che ritengo  che  sarà  sicuramente
  condizionato anche dagli aspetti economico-finanziari, nel  momento
  in  cui  c'è una presa di posizione da parte di tutto il Parlamento
  regionale e una disponibilità del Governo regionale che gli  oneri,
  sostanzialmente, potrebbero essere a carico della Regione,  ritengo
  che   questo   sicuramente  creerà  le  condizioni   perché   possa
  intravedersi una possibile soluzione anche verso questo tema.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. La prego di seguire la traccia  solcata
  dall'onorevole D'Asero.

   RAGUSA.   Anch'io  vorrei votare positivamente questo  ordine  del
  giorno se aggiungiamo tutti i tribunali della Sicilia e quindi,  in
  questo caso, mi riferisco al tribunale di Modica.
   Tuttavia, io penso che l'assessore qui presente debba farsi carico
  di  portare  avanti il metodo referendario, perché  alcune  regioni
  italiane  hanno  già  partecipato e stanno  iniziando  il  percorso
  referendario per incidere sul Governo nazionale.
   Noi  abbiamo  già  incontrato  il Presidente  Crocetta  su  questo
  ragionamento, su questo argomento, l'abbiamo già invitato. Il tempo
  stringe.  Si  faccia carico di portare, all'interno dell'Assemblea,
  per  votarlo, questo argomento referendario che potrebbe aiutare  i
  tribunali siciliani.

   PRESIDENTE.  Ricordo  all'Aula  che  l'ordine  del  giorno  non  è
  emendabile,  ovviamente il Governo si farà carico  di  recepire  le
  indicazioni che sono pervenute da tutta l'Assemblea.
   Si  pone  in  votazione  l'ordine  del  giorno  n.  111,  a  firma
  dell'onorevole Venturino, e credo di avere recepito anche da  parte
  di tutti gli altri componenti dell'Assemblea, col parere favorevole
  del  Governo.   Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E'  approvato)


   Presidenza del vicepresidente Pogliese

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Discussione del  disegno di legge «Modifiche alla legge regionale
  12 gennaio 2012, n. 8.  Costituzione dell'Istituto regionale per lo
              sviluppo delle attività produttive» (444/A)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in conseguenza delle procedure  di
  costituzione  della  I  Commissione  in  seguito  alle   dimissioni
  pervenute  in  questi giorni, si passa all'esame  del   disegno  di
  legge  «Modifiche  alla  legge regionale 12  gennaio  2012,  n.  8.
  Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività
  produttive» (n.444/A), posto al numero 3).
   Invito  i componenti la III Commissione,  Attività produttive',  a
  prendere posto.
  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Marziano,  presidente  della
  Commissione e relatore.

   MARZIANO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Onorevoli
  colleghi,  il  disegno  di legge che oggi è all'ordine  del  giorno
  originariamente  prevedeva la modifica di quasi  tutti  gli  organi
  dell'IRSAP,  l'Istituto  Regionale per lo Sviluppo  delle  Attività
  Produttive, che ha sostituito le vecchie ASI.
     Il  disegno  di legge che arriva in Commissione contiene  invece
  solo  l'articolo che prevede la modifica della Consulta  perché  la
  Commissione, anche in un confronto serrato col Governo ha  ritenuto
  di  non procedere alla modifica delle procedure per la elezione del
  Presidente  e  del  Consiglio  di  Amministrazione.  Rimane  quindi
  l'articolo che riguarda la composizione della Consulta.
     Cosa  prevede  in  buona sostanza il disegno di  legge?  Che  la
  Consulta   non   sia  più  costituita  da  dodici   componenti   in
  rappresentanza  delle  varie categorie sociali  ma  da  diciannove,
  facendo  passare da due a tre la presenza delle associazioni  degli
  industriali  maggiormente rappresentative, da  quattro  a  otto  la
  presenza  degli  artigiani,  da tre a  quattro  la  presenza  delle
  organizzazioni sindacali.
   Quale  è  la  ratio  di questo ampliamento? E' la  possibilità  di
  garantire  la  presenza  non  solo  dell'associazione  maggiormente
  rappresentativa   per  ogni  categoria,  artigiani,   commercianti,
  agricoltori,   piccole  e  medie  imprese,   ma   di   due   queste
  associazioni.
   E  c'è  da  dire che le modalità di scelta delle associazioni  che
  indicheranno  i nomi si faranno con bando pubblico, quindi  abbiamo
  una  prima  fase  a  bando  pubblico che fa  il  peso  delle  varie
  associazioni,  si stabilisce quali sono le associazioni  che  hanno
  diritto  ad  indicare  i  componenti e  poi  verranno  chiamate  ad
  indicare i componenti.
   C'è infine un comma dell'articolo unico di cui è composta la norma
  che  prevede la possibilità che nello statuto dell'IRSAP  ci  siano
  modalità di convocazione, di approvazione delle delibere del C.d.A.
  anche  più rapide. Perché questo? Perché ampliando la platea  della
  consulta  ci  può essere il pericolo che un organo più ampio  abbia
  più  difficoltà a garantire la snellezza dei lavori, prevedendo che
  nello  statuto si possa regolamentare questo aspetto,  noi  abbiamo
  evitato che ci possano essere importanti delibere del Consiglio  di
  Amministrazione  che  poi  non vengono trasformate  in  tempo,  non
  vengono approvate dalla Consulta.
   Devo  dire  che  si  è fatto lo sforzo per fare  in  modo  che  la
  Consulta che ha sostituito dieci  organismi che avevano la presenza
  di  qualcosa come mille componenti nelle Assemblee generali e oltre
  centoventi nei comitati direttivi, essendo quindi organismo che sta
  mutuando organismi così complessi, una sua composizione, limitata a
  meno  di  venti componenti per tutta la Regione ha una  sua  ratio.
  Avere  previsto  pure questo equilibrio fra C.d.A.  e  Consulta  ci
  garantisce  la  rappresentatività ed anche la  celerità  delle  sue
  decisioni.  Pertanto, propongo all'Aula l'approvazione del  disegno
  di  legge  perché è utile a raggiungere la mission  che si  è  dato
  l'Istituto regionale per le Attività Produttive.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   CANCELLERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in quanto primo
  firmatario  di  questo  disegno di  legge  mi  corre  l'obbligo  di
  informare  anche  tutti gli altri colleghi che come  ha  degnamente
  illustrato  il  presidente  della  terza  commissione,  l'onorevole
  Marziano,  il  disegno di legge era ben più  ampio  e  mirava  alla
  riorganizzazione  dell'IRSAP e soprattutto della sua  governance  o
  meglio  ancora  della  normativa che va ad individuare  come  viene
  scelta la governance.
   Attualmente,  sappiamo  benissimo che si esegue  attraverso  delle
  nomine  fatte dall'assessorato, di persone che sono particolarmente
  in  vista  nel mondo dell'imprenditoria o, comunque,  che  si  sono
  distinte nelle attività produttive in Sicilia.
   Da  un passaggio di consultazione con le associazioni di categoria
  maggiormente rappresentative in Sicilia, invece, è venuta fuori  la
  volontà o quantomeno la necessità di riuscire a fare delle elezioni
  al   loro  interno  che  riuscissero  a  determinare,  almeno,   la
  proposizione al Presidente della Regione, di una terna di  soggetti
  che  fosse più rappresentativa, dal punto di vista democratico,  di
  questa  scelta e, quindi, impegnasse il Presidente della Regione  a
  scegliere il Presidente sulla terna di soggetti che venivano eletti
  dalle associazioni di categoria, con modalità che venivano decise e
  fatte proprie dalle stesse associazioni.
   Questo passaggio all'interno della Commissione, come ha illustrato
  il  presidente  della terza commissione, non è stato appoggiato  e,
  quindi,  gli  articoli  relativi a questa proposta  di  cambiamento
  della legge regionale non li ritrovate in questo disegno di legge.
   Viste le mie opportunità e le mie possibilità, li presenterò  come
  emendamenti  aggiuntivi a questo disegno di legge e mi proporrò  di
  fare  un  passaggio con tutti i gruppi parlamentari per  illustrare
  quelle  che  sono  le finalità di questa proposta che,  altrimenti,
  diventa  una ricollocazione della consulta e perde le finalità  per
  cui il disegno di legge stesso è nato.

   RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.   Signor   Presidente,  intervengo   per   capire,   dopo
  l'intervento  dell'onorevole Cancelleri,  se  l'intervento  mira  a
  potere  ripresentare degli emendamenti che sono stati  bocciati  in
  commissione. Io chiedo agli uffici se ciò sia possibile.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  Rinaldi,  possono   essere   ripresentati
  soltanto   quelli  che  sono  stati  oggetto  di   valutazione   in
  Commissione

   RINALDI   Quindi,  quelli bocciati possono essere  ripresentati  e
  anche i relativi sub emendamenti?

   PRESIDENTE. Sì, onorevole Rinaldi.
   Onorevoli colleghi, la discussione generale del disegno di legge è
  rinviata all'articolo 1.
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Il  termine  per la presentazione degli emendamenti è fissato  per
  domani, 25 settembre 2013, alle ore 12.00.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  25
  settembre 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Pogliese

   Presidenza del vicepresidente Venturino


  I   - Comunicazioni
  II   - Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
  siciliano, sui progetti di legge costituzionali nn. a.s. 42 e a.s.
  363 concernenti modifiche dello Statuto della Regione in materia di
  procedure per la modifica dello Statuto medesimo
  III   -  Discussione dei disegni di legge:

          1)  -   Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
              Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
              dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
              siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
              della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
              libertà civili, politiche, economiche e sociali'.  (n. 223/A)

          2)  -   Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
              127-30/A)

          3)  -  Modifiche alla legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8.
              Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attivit
              produttive.  (n. 444/A) (Seguito)

               Relatore: on. Marziano

  IV   - Discussione della mozione:

         N. 59  -  Interventi urgenti per la modifica  dell'attuale
              Piano di gestione dei rifiuti e per la riduzione  dei
              rifiuti indifferenziati in Sicilia.

         (11 marzo 2013)

                                         FOTI-CANCELLERI-CAPPELLO -
                                          CIACCIO-CIANCIO- FERRERI-
                                      LA ROCCA-ZITO- MANGIACAVALLO-
                                         PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-
                                               - VENTURINO-ZAFARANA

  V   - Discussione della mozione:

         N. 101  - Rimodulazione e nuova assegnazione dei fondi  di
              spesa  comunitaria  dell'ASSE  3  del  P.O.  F.E.S.R.
              Sicilia   2007  -  2013  per  evitare  il  disimpegno
              automatico   delle   somme  e  migliorare   l'offerta
              turistica in Sicilia.

      (19 aprile 2013)
                                CIMINO - GRASSO - LANTIERI - GIANNI

  VI   - Discussione della mozione:
      N.  105  -  Iniziative  per  il  rilancio  dell'autodromo  di
  Pergusa (EN).
    (26 aprile 2013)
                            MUSUMECI - LANTIERI - FORMICA - IOPPOLO

  VII   -  Discussione della mozione:
       N.  64  - Soppressione dell'ente Porto di Messina e rilancio
       della  Zona Falcata'.
      (14 marzo 2013)
                               PANARELLO-LACCOTO-GRECO M.- MARZIANO

  VIII   - Discussione della mozione:
       N. 93 -  Interventi a sostegno delle piccole e medie imprese
             siciliane titolari di emittenti televisive locali, per
             il   rafforzamento  tecnologico-organizzativo   e   la
             transizione al sistema digitale terrestre.
        (10 aprile 2013)
                             GRASSO - CIMINO - FIRETTO - LANTIERI -
                                                             GIANNI

  IX   - Discussione della mozione:
       N. 123  -  Ripristino  nel  bilancio regionale  del  gettito
             derivante   dalle   operazioni   effettuate   in   via
             telematica dalle imprese di revisione riconosciute  ed
             autorizzate  ad  operare,  nel  territorio  siciliano,
             dalla competente amministrazione regionale.
      (28 maggio 2013)
                             GRASSO - LANTIERI - FIRETTO - FIGUCCIA

  X   - Discussione della mozione:
       N. 127  -  Stabilizzazione dei rapporti di  lavoro  a  tempo
             determinato.
      (30 maggio 2013)
                  MAGGIO - GUCCIARDI - CIRONE - MILAZZO A. - GIANNI

  XI   - Discussione della mozione:
       N. 49 -  Iniziative  per attivare le misure di  salvaguardia
             previste dall'art. 7 dell'accordo tra l'Unione europea
             e il Marocco e promuovere il 'Born in Sicily'.
      (2 marzo 2013)

       DIPASQUALE - MARZIANO -  RAGUSA  -  CANCELLERI  - LOMBARDO -
           TURANO - GIANNI - ASSENZA - MANGIACAVALLO - BARBAGALLO -
                                       NICOTRA - COLTRARO - ARANCIO

                   La seduta è tolta alle ore 19.10

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli