Presidenza del vicepresidente Pogliese
Presidenza del vicepresidente Venturino
FAZIO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Alongi, Coltraro, Falcone e
Vinciullo sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Sviluppo dell'artigianato e sostegno alla successione di impresa
artigiana in Sicilia. Istituzione dell'albo regionale delle
botteghe scuola. (n. 548)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zafarana,
Ciancio, Cancelleri, Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Zito,
Ciaccio, Foti, La Rocca, Palmeri, Siragusa, Tancredi e Trizzino in
data 19 settembre 2013.
- Norme di salvaguardia dei servizi che le Province regionali
siciliane devono garantire al territorio di loro competenza nelle
more di attuazione delle previsioni cui all'art. 1, comma 1, della
legge regionale n. 7 del 27 marzo 2013 recante Norme transitorie
per l'istituzione dei liberi Consorzi comunali . (n. 549)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Gianni,
Nicotra, Dipasquale, Lombardo e Marziano in data 19 settembre 2013.
- Provvedimenti per favorire la ripresa dell'attività edilizia, il
raggiungimento degli scopi sociali delle cooperative edilizie,
l'accesso al credito delle cooperative e delle imprese ed il
recupero del patrimonio edilizio esistente con particolare riguardo
ai centri storici nella Regione Sicilia. (n. 550)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Firetto,
Anselmo, D'Agostino, Dina, La Rocca Ruvolo, Micciché, Ragusa,
Sorbello e Turano in data 19 settembre 2013.
- Integrazioni e modifiche alla legge regionale n. 50 del 19-09-
2012, in materia di quoziente familiare. (n. 551)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ioppolo,
Musumeci, Formica e Currenti in data 23 settembre 2013.
- Norme relative al personale dell'ente Fiera di Messina. (n. 552)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Greco
Marcello in data 23 settembre 2013.
- Superamento del blocco delle assunzioni per i vincitori del
concorso per 97 A. T. restauratori e la loro definitiva immissione
in ruolo. (n. 553)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Greco
Marcello, Figuccia, Alongi, Grasso, Zafarana, Lentini, Vinciullo,
Gucciardi, Arancio, Digiacomo, Gianni, Savona, Falcone, Ciaccio,
Barbagallo, Raia, D'Agostino, Anselmo, Ciancio, Lupo, Pogliese,
Lantieri, Marziano, Cordaro, Ferrandelli, e Venturino in data 23
settembre 2013.
- Norme per la promozione della pet-therapy e della terapia del
sorriso. (n. 554)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Digiacomo in
data 23 settembre 2013
- Interventi a favore di persone affette da disturbo autistico.
(n. 555)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ferreri,
Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio, Foti, La Rocca,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana e
Zito in data 23 settembre 2013.
- Comunicazione dei mutamenti delle compagini sociali per le
società in attesa di provvedimenti da parte della P.A.. (n. 556)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lombardo, Di
Mauro, Figuccia, Greco, Federico, Fiorenza e Lo Sciuto in data 23
settembre 2013.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Modifiche al comma 16 dell'articolo 15 delle legge regionale 14
maggio 2009, n. 6. (n. 399)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 settembre 2013.
- Norme in materia di assunzioni di personale nelle pubbliche
ammi-nistrazioni e negli enti regionali. (n. 514)
di iniziativa parlamentare, inviato il 20 settembre 2013.
- Norme per il sostegno dei genitori separati e divorziati in
situazione di estrema difficoltà. (n. 519)
di iniziativa parlamentare, inviato il 20 settembre 2013, parere
VI.
- Norme in materia di assunzioni di personale delle
amministrazioni regionali, istituti, aziende, consorzi, organismi
ed enti regionali comunque denominati che usufruiscono di
trasferimenti diretti da parte della Regione. (n. 544)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 settembre 2013.
BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)
- Norme per il finanziamento degli enti che svolgono attività
sociale ed assistenziale d'interesse generale. (n. 518)
di iniziativa parlamentare, inviato il 20 settembre 2013.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Proroga dei termini di decorrenza dei canoni per la estrazione
di giacimenti minerari di cava. (n. 515)
di iniziativa parlamentare, inviato il 20 settembre 2013.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Legge quadro sulle Isole di Sicilia . (n. 460)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 settembre 2013, parere
I, V e VI.
- Istituzione degli sportelli unici per l'edilizia. (n. 506)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 settembre 2013, parere
I.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Interventi volti alla prevenzione della dispersione ed alla
qualificazione del sistema scolastico. (n. 502)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 settembre 2013.
- Sistema educativo regionale di istruzione e formazione. (n. 505)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 settembre 2013.
- Riammissione nel posto di lavoro degli ufficiali di riscossione
assunti con contratto di formazione e lavoro dalla Montepaschi
Serit S.p.A.. (n. 530)
di iniziativa parlamentare, inviato il 20 settembre 2013.
- Norme per il recupero e la valorizzazione del patrimonio
storico-culturale e dei siti legati alla Seconda guerra mondiale in
Sicilia. (n. 531)
di iniziativa parlamentare, inviato il 20 settembre 2013.
- Abrogazione della legge 6 aprile 1996, n. 20. (n. 532)
di iniziativa parlamentare, inviato il 20 settembre 2013.
- Norma aggiuntiva all'articolo 43 comma 1 sui PIP - Emergenza
Palermo di cui alla legge regionale 15 maggio 2013, n. 9. (n. 536)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 settembre 2013.
- Norme a tutela dei minori iscritti agli asilo nido ed alle
scuole materne del territorio siciliano. (n. 545)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 settembre 2013.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Vaccinazioni facoltative. (n. 511)
di iniziativa parlamentare, inviato il 20 settembre 2013.
- Istituzione sperimentale della psicoterapia in convenzione. (n.
533)
di iniziativa parlamentare, inviato il 20 settembre 2013.
- Istituzione delle cure compassionevoli. (n. 534)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 settembre 2013.
Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della Giunta
regionale n. 258 del 17 luglio 2013 relativa a: P.O. FESR Sicilia
2007/2013 - Decisione CE n. C(2013) 4224 del 5 luglio 2013 -
Adozione definitiva .
La predetta delibera è stata trasmessa ai sensi dell'articolo 50
comma 3 della legge regionale n. 9/2009 alla II Commissione
legislativa e alla Commissione per l'esame delle questioni
concernenti l'attività dell'Unione Europea.
Copia della stessa è disponibile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1196 - Chiarimenti circa la gestione finanziaria del
Commissario delegato per il superamento dell'emergenza nel settore
dei rifiuti in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio
N. 1199 - Notizie sul mancato utilizzo delle somme impegnate sulla
linea di intervento 3.3.2.4 del PO.F.E.S.R. 2007/2013 e sulla
rimodulazione delle somme stesse.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Zafarana Valentina; La Rocca
Claudia
N. 1201 - Notizie sul mancato intervento a tutela dell'opera
muraria del 'Rivellino Quintana' di Augusta (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1202 - Interventi a favore di un'efficace gestione provvisoria
delle Province regionali.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1203 - Notizie sulle azioni per prevenire e contrastare le
frodi sull'erogazione dei fondi europei in agricoltura.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1205 - Chiarimenti in merito alle modifiche al calendario
venatorio 2013/2014.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
Firmatario: Ruggirello Paolo
N. 1208 - Interventi urgenti per il pagamento degli stipendi dei
dipendenti del Teatro Massimo Bellini di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Falcone Marco
N. 1214 - Chiarimenti sulla mancata erogazione delle prestazioni
di risonanza magnetica T2.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Ciaccio Giorgio; La Rocca Claudia;
Zafarana Valentina
N. 1215 - Notizie sulla rifunzionalizzazione della rete regionale
della talassemia e delle emoglobinopatie.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Ciaccio Giorgio; La Rocca Claudia;
Zafarana Valentina
N. 1218 - Notizie in merito al riordino e razionalizzazione della
rete dei punti nascita.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Di Mauro Giovanni; Lombardo Salvatore Federico;
Federico Giuseppe; Fiorenza Dino; Lo Sciuto Giovanni; Greco
Giovanni; Figuccia Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo e alle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1197 - Chiarimenti in merito alla realizzazione dello svincolo
autostradale di Mascali - Giarre nord (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Pogliese Salvatore Domenico
N. 1198 - Interventi urgenti per fronteggiare la grave crisi delle
ferrettare in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse agricole e alimentari
Firmatario: Pogliese Salvatore Domenico
N. 1200 - Chiarimenti ed interventi urgenti in favore della
gestione del demanio marittimo e della carenza di personale
qualificato degli uffici periferici
dell'Assessorato Territorio e ambiente.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Lo Giudice Salvatore
N. 1204 - Notizie sulla gravissima inefficienza del servizio 118 e
sulle cause di decesso di una partoriente.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Fontana Vincenzo; Falcone Marco; Assenza Giorgio
N. 1206 - Interventi volti all'attivazione di una nuova postazione
118 nel comune di Altavilla Milicia (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi;
Currenti Carmelo
N. 1207 - Iniziative da assumere presso il Governo nazionale, per
l'affidamento al Cantiere navale di Palermo della commessa per i
lavori da svolgere sul relitto della 'Costa Concordia'.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi;
Currenti Carmelo
N. 1209 - Notizie sulla pianificazione regionale per la
compartecipazione economica a manifestazioni culturali e
d'intrattenimento nella provincia di Ragusa.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Assenza Giorgio
N. 1210 - Provvedimenti a favore dei dipendenti dell'Ente Autonomo
Fiera di Messina posto in liquidazione.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Germanà Antonino Salvatore
N. 1211 - Iniziative per favorire lo smantellamento della Costa
Concordia presso i cantieri navali di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
Firmatario: Fontana Vincenzo
N. 1212 - Mancata nomina del commissario liquidatore della
Cooperativa Capricorno.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Barbagallo Anthony Emanuele
N. 1213 - Notizie sul bando per gli aspiranti idonei alla nomina
di Direttore generale delle Aziende del Servizio sanitario
regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Fontana Vincenzo; D'Asero Antonino; Assenza Giorgio;
Germanà Antonino Salvatore; Alongi Pietro
N. 1216 - Iniziative straordinarie in tema di protezione civile
per affrontare l'emergenza sbarchi in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni
N. 1217 - Delucidazioni sul mancato finanziamento e realizzazione
di opere di fognatura e depurazione ad Alcamo Marina (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Economia
Firmatari: Palmeri Valentina; Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 1219 - Interventi urgenti per la salvaguardia del patrimonio
storico-artistico della Chiesa Madonna della Grotta di Marsala
(TP).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 1220 - Interventi per fronteggiare l'emergenza idrica nei
comuni della provincia di Trapani serviti dal dissalatore di
contrada Nubia.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Fazio Girolamo
N. 1221 - Interventi per fronteggiare i ritardi nelle visite
presso l'ASP di Trapani per l'accertamento delle invalidità civili.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Fazio Girolamo
N. 1222 - Azioni a difesa delle prerogative statutarie della
Regione siciliana in materia di Enti locali.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero;
Zito Stefano
N. 1223 - Chiarimenti in ordine ai servizi di vigilanza
antincendio presso i terminali petroliferi della zona industriale
di Siracusa.
- Presidente Regione
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1224 - Interventi per l'individuazione di nuovi servizi erogati
dalle farmacie siciliane.
- Assessore Salute
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1225 - Chiarimenti sulle nomine dei direttori sanitari ed
amministrativi delle aziende sanitarie siciliane.
- Assessore Salute
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 173 Istituzione di una Commissione parlamentare di
indagine e studio denominata 'Miniere siciliane', ai sensi degli
artt. 29 e 29 bis del Regolamento interno dell'Assemblea , degli
onorevoli Cancelleri Giovanni Carlo; Foti Angela; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano, presentata il 17 settembre 2013;
numero 174 Scorrimento della graduatoria relativa alla Linea di
intervento 3.3.1.4 - Asse 3 - Strategia complessiva di sviluppo
relativo alle azioni per l'attivazione, la riqualificazione e
l'ampliamento dell'offerta ricettiva locale e delle correlate
attività di completamento, da realizzarsi nelle aree a vocazione
turistica - Obiettivo operativo 3.3 , degli onorevoli Alloro Mario;
Gucciardi Baldassare; Cirone Maria in Di Marco; Ferrandelli
Fabrizio; Raia Concetta; Vullo Gianfranco, presentata il 18
settembre 2013;
numero 175 Iniziative finalizzate al traino del relitto Costa
Concordia presso il porto di Palermo per il successivo
smantellamento della nave , degli onorevoli Picciolo Giuseppe;
Savona Riccardo; Tamajo Edmondo; Lo Giudice Salvatore; Greco
Marcello; Forzese Marco Lucio, presentata il 18 settembre 2013;
numero 176 Apertura dei reparti di rianimazione dei presìdi
ospedalieri di Lentini e di Avola (SR) , degli onorevoli Zito
Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina,
presentata il 19 settembre 2013.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione relativa all'ordine del giorno 110
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito di coordinamento finale, il
titolo dell'ordine del giorno n. 110, approvato nella seduta n. 71
del 18 settembre 2013, è il seguente: Pubblicazione, ai sensi e per
gli effetti dell'articolo 1 della legge regionale n. 14 del 2001,
con l'omissione delle parti impugnate, della delibera legislativa
recante 'Norme in materia di ineleggibilità dei deputati regionali
e di incompatibilità con la carica di deputato regionali e di
componente della Giunta regionale.' (ddl. nn. 51-38 bis - Norme
stralciate - I stralcio/A).
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di nota di dimissioni di alcuni componenti della I
Commissione legislativa permanente Affari istituzionali'
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura della nota di
dimissioni di alcuni componenti (Tancredi, Figuccia, Micciché G.,
Siragusa, Cappello, Milazzo G., Anselmo, D'Asero, Formica) la I
Commissione legislativa permanente Affari istituzionali',
pervenuta alla Presidenza il 19 settembre 2013, e della successiva
nota di questa stessa Presidenza, prot. n. 2656/Gab del 23
settembre successivo, indirizzata al Presidente della I Commissione
medesima.
«Egregio Presidente,
Con la presente i sotto elencati deputati comunicano alla S.V. di
rassegnare le dimissioni da componenti della commissione
legislativa permanente Affari Istituzionali .
Distinti saluti
A firma degli onorevoli Tancredi Sergio, Figuccia Vincenzo,
Micciché Gianluca, Siragusa Salvatore, Cappello Francesco, Milazzo
Giuseppe, Anselmo Alice, D'Asero Nino, Formica Santi.»
L'Assemblea ne prende atto.
«Comunico che a questa Presidenza sono pervenuti, in data 19
settembre, le dimissioni di codesta Commissione da parte degli
onorevoli Tancredi, Figuccia, Micciché, Siragusa, Cappello, Milazzo
G., Anselmo, D'Asero e Formica.
Al fine di garantire la piena e continua funzionalità di un
importante organo assembleare in pari data è stata inoltrata
richiesta ai rispettivi Capigruppo di procedere entro le ore 12.00
di martedì, 24 settembre, a designare i sostituti ai sensi
dell'art. 62bis, comma 3, del Regolamento interno».
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, da più parti mi è arrivata la
richiesta di sospendere i lavori dell'Aula perché è in corso una
importante conferenza stampa a Palazzo D'Orleans. Sospendiamo i
lavori, pertanto, per una ventina di minuti.
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ne facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, immagino che la conferenza stampa a
Palazzo d'Orleans sia tenuta dal Presidente della Regione.
Onorevoli colleghi, il 17 luglio, ho presentato un'interrogazione
rivolta al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
dottoressa Lucia Borsellino, che tendeva a conoscere le ragioni per
le quali era stata chiusa la culla per la vita', un servizio
straordinariamente importante che permetteva alle mamme, che non
trovano per ragioni personali, più o meno nobili, la forza, il
coraggio, la volontà di crescere il bambino appena messo alla luce,
di non abbandonarlo, ma di accompagnarlo in mani affettuose e in
mani competenti, questo nella assoluta certezza dell'anonimato e
con la garanzia di una videosorveglianza che permetteva che questo
servizio fosse, appunto, reso con tutti i crismi della sicurezza.
La mia interrogazione è stata trasmessa dall'Assemblea al Governo
il 10 settembre. Mi rendo conto che ci sono state le vacanze, però
sono certo che in tempi di normalità sarebbe stata trasmessa prima,
e certamente non vuole essere una polemica nei confronti
dell'Assemblea regionale, né dei suoi Uffici. Io sto leggendo dei
numeri, ribadisco ci saranno state ragioni per le quali ciò è
accaduto.
Il vero problema, Presidente Venturino e mi rivolgo anche agli
Uffici perché credo sia il caso di andare a fondo rispetto a questa
mia segnalazione, è che rispetto ad una richiesta di
approfondimenti e di notizie del sottoscrittore dell'interrogazione
agli Uffici di Presidenza della Regione siciliana, mi è stato
risposto che dal mese di giugno il Presidente della Regione non
firma più note di delega agli assessori per rispondere alle
interrogazioni.
Se ciò fosse vero questo significherebbe che chi come me ha
presentato un'interrogazione il 17 luglio, che è stata trasmessa il
10 settembre, forse può sperare in una risposta nei primi del 2015.
Allora, siccome sto parlando della culla per la vita' e non sto
parlando della sagra delle castagne invito, Presidente Venturino,
con i poteri che le sono conferiti per la carica che le pro tempore
sta ricoprendo oggi ad accertare se questa incredibile notizia
dovesse davvero risultare al vero e di attivarsi al più presto
possibile perché si riprenda un percorso istituzionale che dicono -
ribadiscono gli uffici - sarebbe fermo dal mese di giugno.
La sensibilità o la insensibilità nel merito della vicenda legata
all'interrogazione la valuteremo a suo tempo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cordaro, per avere segnalato questa,
ha detto bene, incredibile situazione.
Chiaramente faremo luce su questa vicenda per sapere se quanto da
lei ricevuto di fatto corrisponde a verità.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente alcuni secondi solo per
portare a conoscenza l'Ufficio di Presidenza e gli Uffici che
nella seduta del 18 settembre è accaduto questo: io ho partecipato
ai lavori dall'inizio alla fine e ho commesso l'errore di non
timbrare, di non inserire il tesserino. Però questo è dimostrabile
da una serie di fatti: il fatto che io ho parlato con diversi
colleghi proprio in questa Aula, il fatto che io ho partecipato ai
lavori, e il fatto che io sono ripreso all'inizio della seduta,
proprio qui sotto, di spalle mentre parlo con dei colleghi.
Quindi, la cortesia che chiedevo, anche formulando una memoria
scritta - in passato è capitato che gli assenti risultavano
presenti - non vorrei che, oggi, ci fosse il paradosso che chi è
presente risulti assente. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, come già anticipato, faccia
pervenire una nota scritta presso la Segreteria generale per i
chiarimenti di questa vicenda.
Onorevoli colleghi, così come avevo anticipato, sospendiamo i
lavori d'Aula per una ventina di minuti. Si tornerà in Aula alle
ore 17.10, ciò per dare la possibilità, come è stato gentilmente
chiesto dagli altri colleghi, di essere presenti ai lavori.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, alla ripresa dei lavori le darò
senz'altro la parola.
La seduta è sospesa per venti minuti circa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.46, è ripresa alle ore
17.20).
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione della mozione n. 65 «Iniziative finalizzate
alla dismissione e al recupero dei borghi rurali appartenenti
al demanio regionale»
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo in Aula l'assessore per le
risorse agricole e alimentari, si passa al V punto dell'ordine del
giorno: Discussione della mozione n. 65 Iniziative finalizzate
alla dismissione e al recupero dei borghi rurali appartenenti al
demanio regionale , degli onorevoli Musumeci, Formica, Currenti,
Ioppolo, Ruggirello.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO CHE con D.D.G. n.765 del 21/12/2012 del Dipartimento
regionale dell'Ambiente, è stata rilasciata, ai sensi dell'art. 5
del d.lgs. n. 59/2005, l'Autorizzazione Integrata Ambientale alla
SOAMBIENTE srl con sede legale in via Zunica 61 - Agrigento, per un
impianto di recupero e di smaltimento di rifiuti in c.da Stallaini
nel comune di Noto (SR);
RILEVATO CHE con D.D.G n. 173 del 19/02/2013, il Dipartimento
regionale dell'acqua e dei rifiuti revocava la summenzionata
Autorizzazione Integrata Ambientale, ai sensi dell'art. 11, comma
3, del DPR n. 252/98, 'Regolamento recante norme per la
semplificazione dei procedimenti relativi al rilascio delle
comunicazioni e delle informazioni antimafia', in base ai contenuti
dell'informativa prot. 2803 con data 18/12/2013 della Prefettura di
Agrigento;
CONSIDERATO CHE:
da recentissime cronache giornalistiche si viene a conoscenza che
il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana
(C.G.A.) ha accolto il ricorso della ditta richiedente SOAMBIENTE
avverso il provvedimento di revoca della suddetta Autorizzazione
Integrata ambientale, dando sostanzialmente il via libera all'avvio
dei lavori dell'impianto di recupero e smaltimento di rifiuti di
c.da Stallaini nel comune di Noto (SR);
il sito destinato per la realizzazione della suddetta discarica,
una cava dismessa in c.da Stallaini, nel territorio di Noto (SR), è
ubicato a soli 350 metri dalla riserva naturale Cava Grande del
Cassibile (SIC ITA090007) e a 80 metri da uno degli affluenti del
fiume Manghisi, e che ciò rappresenta un oggettivo pericolo per il
delicato e unico ecosistema della riserva naturale, la quale
rappresenta una delle maggiori attrazioni turistiche della Sicilia
sud-orientale;
VISTO l'atto di diffida del Comune di Noto, in persona del sindaco
Dott. Corrado Bonfanti, con il quale si intima agli Organi
regionali competenti in materia ad avviare il procedimento di
integrazione e di riforma del D.D.G. n. 173 del 19/02/2013
dell'Assessorato Regionale dell'Energia e dei Servizi di Pubblica
Utilità - Dipartimento regionale dell'acqua e rifiuti, attraverso
il quale si revocava l'Autorizzazione Integrata Ambientale alla
SOAMBIENTE srl, rilasciata con D.D.G del Dipartimento regionale
dell'Ambiente n. 765 del 21/12/2012, adeguando l'atto di revoca a
manifesti vizi di eccesso di potere e violazione di legge
verificatisi durante l'iter procedurale previsto per il rilascio
dell'Autorizzazione Integrale Ambientale, ed in particolare nella
violazione di legge in relazione al parere reso dal Comune di Noto
con nota n. 23787 del 26/7/2012, ed alla sua asserita equivalenza
ad assenso ex art. 14 ter, comma 7, della legge n. 241/1990, e
nella violazione ed erronea interpretazione dell'art. 5 della L.R.
30/4/1991, n. 15, e del Decreto 28/12/1999 dell'allora Assessore
per i Beni culturali, con particolare riferimento alla
perimetrazione del vincolo paesaggistico ed allo specifico livello
di tutela ad esso assegnato, che non consente alcuna trasformazione
morfologica e vieta, fra l'altro, la realizzazione di discariche di
qualsiasi genere;
CONSIDERATO CHE:
la notizia del rilascio dell'autorizzazione alla costruzione del
suddetto impianto ha provocato forte e immediato disappunto tra la
cittadinanza, manifestatosi attraverso l'organizzazione di una
raccolta firme con il doppio fine di far emergere la contrarietà
della cittadinanza stessa all'installazione di un impianto di
smaltimento e di recupero rifiuti in un luogo così vicino alla
Riserva Naturale Cava Grande del Cassibile e allo stesso tempo far
emergere la volontà della cittadinanza alla tutela con tutti i
mezzi possibili luoghi di così rara bellezza naturalistica;
l'Amministrazione regionale dovrebbe mettere in atto tutte le
misure necessarie affinché luoghi di così alto valore paesaggistico
e naturalistico siano tutelati dalle possibili fonti d'inquinamento
derivanti dalle attività umane e che il rilascio
dell'autorizzazione da parte del Dipartimento regionale
dell'Ambiente per la realizzazione di un impianto di smaltimento di
rifiuti in prossimità di una Riserva Naturale rappresenta l'esatto
opposto del concetto di 'tutela ambientale', esponendo la Riserva
in oggetto a seri pericoli di contaminazione ambientale, in
considerazione dei materiali che sarà possibile stoccare
nell'impianto,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER IL TERRITORIO E L'AMBIENTE
a prendere immediatamente e con grande determinazione tutti i
provvedimenti di natura amministrativa necessari al fine di
giungere nel più breve tempo possibile alla revoca
dell'autorizzazione per la realizzazione dell'impianto di
smaltimento rifiuti in oggetto e, al contempo, negare il rilascio
di nuovi provvedimenti di autorizzazione in seguito ala decisione
del C.G.A., scongiurando così qualsiasi pericolo di contaminazione
della riserva naturale Cava Grande del Cassibile». (65)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Ioppolo per illustrare la
mozione.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io potrei
sostanzialmente riportarmi al testo perché estremamente chiaro ed
anche diffuso nel suo contenuto.
Mi limito, e l'assessore lo conosce, lo conosce anche perché il
testo è stato oggetto di dialogo con lo stesso rappresentante del
Governo. Io mi limito a sottolineare due aspetti in particolare. Il
primo, la valenza storico-culturale che i borghi rurali assumono
nella nostra Regione essendo legati alle fasi migliori dello
sviluppo agrario della Regione siciliana.
E vorrei anche sottolineare - credo sia altrettanto importante -
la prospettiva socio-economica che il recupero di tali borghi e di
tali strutture che sono disseminate sul territorio della regione
siciliana in ognuna delle nove province può assumere; può assumere
proprio in una fase in cui vi è da parte della popolazione una
sorta di riscoperta culturale, di riscoperta storica, sociale ed
economica di questi luoghi e di questi siti.
Con l'atto di indirizzo che abbiamo voluto presentare e
sottoscrivere, noi rappresentiamo al Governo la necessità di
procedere secondo l'atto parlamentare che abbiamo presentato.
LA ROCCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come Gruppo
parlamentare Movimento Cinque Stelle' volevamo dire che
concordiamo assolutamente con la mozione presentata dall'onorevole
Musumeci, poiché riteniamo importantissimo riqualificare e
valorizzare i borghi, e quindi rilanciare quello che era il
progetto Le vie dei borghi . Ciò significa sicuramente
destagionalizzare l'offerta turistica che potrebbe essere, come
abbiamo fatto presente con la legge sull'Albergo diffuso, volàno
per l'economia siciliana.
Tuttavia, vorrei cogliere l'occasione per ricordare una cosa.
Siccome all'interno del progetto Le vie dei borghi che ricordiamo
coinvolgeva dodici borghi rurali e un percorso fra i borghi di
circa duecento chilometri e si fa menzione, appunto, alle
greenways, ovvero ai percorsi ciclo-pedonali, esiste un studio del
2004 presente nel sito della Regione siciliana che spiega quali
sarebbero gli enormi fattori positivi che porterebbero all'economia
siciliana: i circa 120 milioni di euro l'anno per quanto riguarda
l'indotto, e abbiamo presentato in merito una interrogazione a
risposta orale insieme all'onorevole Vinciullo, perché, come
abbiamo fatto presente prima della pausa estiva, la linea 3324,
ovvero quella che doveva finanziare le greenways con 17 milioni di
euro è stata spostata, ovvero, questi soldi destinati alle
greenways sono andati persi e sono stati rassegnati ad altro,
mandando così a mare quelli che erano i diciassette progetti in
graduatoria.
Noi ci auguriamo che, almeno per la prossima programmazione
2014/2020 venga ripreso il progetto delle greenways, molto
importante per la Sicilia.
E' nostro dovere, da deputati, fare presente la mancanza che ha
avuto l'Amministrazione, in questi anni, nella spesa delle risorse
comunitarie.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo che,
così come è stato anche evidenziato, abbiamo, anche se la presenza
del Governo sarà sicuramente attiva a riferire questo stato di
disagio che vive l'Assemblea, in un momento in cui c'è una
situazione di grave realtà, con tensioni sociali e che vede una
crisi politica, così come abbiamo detto negli interventi con i
comunicati stampa, riteniamo sia urgente e necessario che il
Presidente della Regione venga in Aula a riferire qual è la
intenzione, di fronte a questo stato di crisi complessiva, oltre
che politica in cui c'è una situazione di risultato elettorale che
ha visto una coalizione che, nella sostanza, ha naufragato in
questo percorso e che c'è una necessità di capire come proseguire.
Fermo restando che esiste questa emergenza per la crisi di
governo, io voglio lanciare, stasera, un grande grido di allarme,
perché noi abbiamo un'altra grave emergenza che esploderà in questi
giorni ed è il problema dei rifiuti urbani. Il drammatico percorso
che ha visto questa scadenza
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, stiamo parlando della mozione n.
65.
D'ASERO. Sì, signor Presidente, avevo chiesto di intervenire prima
sull'ordine dei lavori. Lei mi ha rinviato a dopo
PRESIDENTE Io pensavo che lei volesse adesso intervenire su ciò di
cui stiamo discutendo. Magari, potrei darle la parola in seguito a
norma dell'articolo 83, a fine seduta.
D'ASERO Concludo, signor Presidente, dicendo che, siccome ritengo
sia una emergenza che va evidenziata e ritengo che c'è un termine,
il 30 settembre, entro il quale c'è un'indicazione del Governo che
determina confusione su confusione, poiché entro tale data
dovrebbero andare a chiudersi gli Iato ed essere operative le SRR,
visto che ad oggi non vi è un quadro definito, noi avremo il primo
di ottobre, un momento in cui cominceranno ad esserci rifiuti per
le strade, e magari proseguire il 4 ottobre, che è il giorno di San
Francesco, e rischiamo di ritrovarci con questo stato di disagio.
Il buon senso deve portare a capire come, di fronte ad un'emergenza
che già esiste, intendiamo affrontarla.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Signor Presidente, quanto è scritto nella mozione è di grande
interesse, soprattutto va in linea con quelle che sono le linee
guide del nuovo Piano sullo sviluppo rurale 2014/2020, dove il tema
continua ad essere il riequilibrio territoriale in una Sicilia dove
il 90 per cento delle persone vive lungo la costa e il 10 per cento
vive nell'area interna.
Siccome i borghi rurali e le vie dei borghi fanno parte di un
percorso di alta valenza naturalistica, paesaggistica, culturale,
rurale è sicuramente uno degli elementi che non solo attenzionerei,
l'unico, tra virgolette, atteggiamento che porterei al ragionamento
complessivo, questi borghi, per chi non lo sa, furono creati, in
parte nel dopoguerra, ma anche una parte è riferibile anche a prima
della seconda guerra mondiale.
Furono del periodo della colonializzazione del latifondo siciliano
e l'obiettivo era sempre, fin d'allora, quello di far rimanere la
gente in campagna.
Oggi l'elemento fondamentale che va aggiunto è prevedere
all'interno dei nuovi bandi, una doppia linea.
Una parte riguarda la salvaguardia delle parti pubbliche e l'altra
parte che, invece, riguarda l'interesse di investitori privati
perché è chiaro che recuperare solo il borgo per fare qualcosa che
non funzionerà sarebbe un fatto inutile e uno spreco di risorse
pubbliche e tutto il resto.
Se, invece, cerchiamo di incentivare, da un lato, la
riqualificazione del borgo e, dall'altro lato, l'interesse degli
investitori attraverso ovviamente le procedure di evidenza
pubblica, sicuramente quella funzionalità di carattere turistico,
paesaggistico, ambientale, il borgo la potrà svolgere nel migliore
dei modi.
Se pensiamo alla Toscana, quanti borghi sono stati ristrutturati
per farne strutture di ospitalità di eccellenza, di alto livello.
Credo che i borghi siciliani, anche per aver conservato un
ambiente, intatto, integro - in alcuni di essi sembra di trovarsi
ancora a quasi settanta anni fa e, quindi, esprimono quelle
condizioni di ruralità molto ricercate oggi - sono sicuramente un
evento positivo, quindi, il Governo accoglie la mozione e,
ovviamente, all'interno di questa programmazione, inserirà questa
misura specifica.
Forse, credo che manchi qualche borgo - nella fattispecie, penso
borgo Regalmici, dove fu girato L'uomo delle stelle , un altro
borgo che aveva grande valenza e soprattutto interesse pure per il
mondo della cinematografia perché fa rivivere luoghi come erano
settanta, ottanta anni fa.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi scuso con il
rappresentante del Governo, ma avevo una delegazione di
associazioni antiracket e non potevo conciliare le due cose, ma so
che l'onorevole Ioppolo ha illustrato la mozione che porta anche la
mia firma e desideravo, avendo raccolto le ultime impressioni
dell'Assessore, esprimere l'apprezzamento per l'apertura e per la
disponibilità del Governo.
In verità, in separata sede, in conversazioni private, avevo
manifestato all'assessore Cartabellotta il desidero di procedere o
di avviare, comunque, verso una possibile soluzione il recupero di
questo straordinario patrimonio architettonico e culturale di cui
dispone la nostra Regione.
Abbiamo il dovere, assessore, di procedere qualunque sia la
strada: quella di recuperare i borghi attraverso fondi strutturali
e restando, quindi, nella disponibilità del demanio nostro o
alienando i beni, vincolandone la destinazione, per evitare manovre
speculative. Nell'uno o nell'altro caso, abbiamo il dovere di fare
presto. Il tempo è nemico di questo patrimonio che sta cadendo
lentamente ma, in maniera inesorabile, cancellando una pagina di
storia, ma, di fatto, privando il territorio di possibili
infrastrutture destinate all'agroalimentare, all'agricoltura, in
generale, destinate ad un turismo coniugato con il segmento
naturalistico e il segmento paesaggistico.
Confido che i colleghi possano esprimere un voto favorevole su
questa nostra mozione per la quale vogliamo sperare che il Governo
si possa attivare nel più breve tempo possibile.
Sarei tentato, signor Presidente - ma non vorrei introdurre
ulteriori elementi di riflessione -, di aggiungere che, per noi,
l'Ente di sviluppo agricolo ha ormai fatto il proprio tempo.
Riteniamo che abbia assolto una funzione importante negli anni e
nei decenni passati. Adesso, però, ci sembra davvero un ente
inutile, nonostante la grande capacità professionale dei propri
dirigenti, dei propri funzionari e dei propri lavoratori. Potrebbe
essere assorbito, per noi, presso lo stesso Assessorato
dell'agricoltura, creando un apposito Dipartimento e potremmo
davvero mettere a profitto tanta esperienza che, in questo momento,
rimane assolutamente sottoutilizzata. Ma questo è altro tema che
soltanto marginalmente riguarda i borghi ai quali, peraltro, lei
direttamente interessato per il borgo Cascino, se non ricordo male,
io per il borgo Pietro Lupo. Ogni provincia della Sicilia, però, ha
un proprio borgo rurale e, in questo senso, voglio augurarmi che
l'Assemblea possa dare una indicazione chiara e concreta al Governo
sul cui l'operato, Assessore, ci permetteremo di vigilare e, se
sarà il caso, incalzare il Governo perché, sul piano operativo,
possa essere efficace ed efficiente. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Musumeci.
Se non ci sono altri iscritti a parlare su questa mozione, andrei
avanti con la votazione. Chiedo all'assessore Cartabellotta se il
Governo lo accetta come raccomandazione.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari. Il
Governo lo accetta come raccomandazione. E' uno degli elementi
propri della nuova programmazione.
PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, il Governo lo accetta come
raccomandazione.
La proposta, quindi, se per voi va bene, è che possiamo anche
procedere senza bisogno di passare alla votazione. Se poi lei
ritiene opportuno votare, votiamo.
MUSUMECI. No, votiamo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione.
CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale.
Votazione per scrutinio palese nominale della mozione numero 65
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione.
L'Assemblea non è in numero legale.
CORDARO. Signor Presidente, le chiedo di effettuare la riprova.
PRESIDENTE. Visto che si è verificato qualche problema dovuto alla
mancanza dell'inserimento corretto della scheda, invito a procedere
nuovamente alla verifica dei richiedenti.
Essendo la richiesta appoggiata, a termini di Regolamento, dagli
onorevoli Assenza, Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio,
Currenti, Fazio, Ferreri ed altri, indìco nuovamente la votazione
per scrutinio palese nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 53
Votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 52
(L'Assemblea approva)
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione della mozione n. 140 «Iniziative atte a modificare
l'art. 13
del decreto legislativo n. 205 del 2010 in materia di trattamento
di materiali agricoli o forestali naturali non pericolosi»
PRESIDENTE. Si passa al XII punto all'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 140 Iniziative atte a modificare
l'articolo 13 del decreto legislativo n. 205 del 2010 in materia di
trattamento di materiali agricoli o forestali naturali non
pericolosi , a firma degli onorevoli Germanà, D'Asero, Fontana,
Assenza.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che l'agricoltura da tempo soffre una grave crisi:
l'abbandono dei campi; soltanto nell'ultimo anno, il 2012,
l'occupazione è scesa del 8 per cento il calo è certamente dovuto a
fattori legati alla scarsa remunerazione, determinante, per
esempio, è il valore di tutta la produzione agricola in Sicilia che
solo in un anno ha fatto registrare un forte calo, perdendo un
netto 9,3% (dati ISTAT) ed il trend è ancora negativo;
CONSIDERATO che in questo drammatico quadro si inserisce il D.lgs.
n.205/2010, il quale, con l'art. 13 ha riscritto l'art. 185 del
D.Lgs n.152/2006, disponendo al comma 1, lettera f) che:
'...paglia, sfalci e potature, nonché altro materiale agricolo o
forestale naturale non pericolosi...', se non utilizzati in
agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di energia
mediante processi o metodi che non danneggino l'ambiente nè mettano
in pericolo la salute umana, devono essere considerati rifiuti e
come tali devono essere trattati; pertanto, la combustione sul
campo dei residui vegetali configura il reato di illecito
smaltimento di rifiuti, sanzionato penalmente dall'art. 256, c.1,
del D.lgs 152/2006, che prevede, giustamente, delle pesantissime
sanzioni penali e pecuniarie per chi si rende responsabile di reati
ambientali;
VERIFICATO che quello che viene contestato da tantissimi piccoli
agricoltori e dalle associazioni agricole è l'assimilazione dei
residui delle potature e della falciatura del grano a rifiuti in
genere, con una conseguente eccessiva penalizzazione delle piccole
aziende agricole che per la rimozione di questi scarti devono
sostenere oneri altissimi che mettono in ginocchio l'agricoltura
tutta; il settore infatti non può assolutamente reggere i costi e
le problematiche derivanti da tale provvedimento;
VERIFICATO inoltre che, a seguito della norma prima citata, la
Regione siciliana, attraverso i dirigenti responsabili, ha emanato
una serie di circolari finalizzate alla sua attuazione ed
indirizzate a tutti gli ispettorati ripartimentali provinciali
delle foreste con la conseguenza che sono state avviate tante
procedure sanzionatorie;
CONSIDERATO che piccole aziende producono piccoli scarti spesso
legati alla potatura di uliveti, noccioleti, agrumeti o dei residui
della mietitura o scerbatura che da sempre sono stati smaltiti con
l'accensione di fuochi controllati e che non si può addebitare a
queste piccole attività, che tra l'altro vengono effettuate per
implementare ed arricchire il terreno in cui vengono svolte di
principi fertilizzanti prodotti dalla stessa cenere, evitando
quindi di utilizzare ulteriori prodotti chimici,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER LE RISORSE AGRICOLE E ALIMENTARI
ad intervenire presso il Governo nazionale al fine di fare
attenzionare agli organi competenti le norme dalle quali derivano
tali disposizioni, ed in particolare il D.lgs. n.205/2010, il
quale, con l'art. 13, ha riscritto l'art. 185 del D.Lgs. n.152/2006
disponendo al comma 1, lettera f), che: '...paglia, sfalci e
potature, nonché altro materiale agricolo o forestale naturale non
pericolosi...', se non utilizzati in agricoltura, nella
selvicoltura o per la produzione di energia mediante processi o
metodi che non danneggino l'ambiente ne mettono in pericolo la
salute umana, devono essere considerati rifiuti, e
conseguentemente chiedere una urgente modifica legislativa degli
stessi o in alternativa la emanazione di una circolare esplicativa
che possa venire incontro ai piccoli agricoltori evitando che una
norma così iniqua possa contribuire all'abbandono dei campi». (140)
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, la
mozione che abbiamo voluto presentare come Gruppo del PDL, che vede
come primo firmatario l'onorevole Germanà, ha una sua importanza
particolare perché, in riferimento a quelli che, in agricoltura,
sono ritenuti materiali agricoli o forestali naturali non
pericolosi, in riferimento ad una prima applicazione della norma
che, sostanzialmente, nella fattispecie, faceva rientrare tutti
questi materiali, appunto, di risulta che, in agricoltura, hanno
grande diffusione e, pertanto, vengono sottoposti ad un percorso
che vede degli obblighi normativi che, di fatto, ne determinano una
eccessiva costosità nella distruzione di questi residui.
Atteso che c'è, anche da parte del Ministero dell'Agricoltura, una
intesa, assessore - l'assessore per l'agricoltura Cartabellotta ne
conosce un po' i contenuti - e che potrebbe, in questo senso,
richiedersi una applicazione che determini per questi materiali e,
quindi, per questa materia, che è il trattamento di materiali
agricoli o forestali naturali che non vengono considerati
pericolosi.
Il senso della mozione è quello di far sì che vengono considerati
in un percorso che sia quello per rifiuti non pericolosi e,
pertanto, non deve essere sottoposta a tutta una serie di vincoli e
di adempimenti che, nella sostanza, determinano costi eccessivi in
cui l'agricoltura, già tanto in difficoltà, sicuramente, non può in
questo senso determinarsi.
Allora, se il senso vuole essere quello di intraprendere una
iniziativa che nella sostanza tende a modificare l'articolo 13 del
decreto legislativo numero 205 del 2010, il concerto, quindi, la
sollecitazione e, quindi, la spinta, anche da parte del Parlamento
regionale che, con questa mozione, determina una precisa volontà,
che è quella di far sì che il Governo regionale, portando avanti
questa intesa con il Governo nazionale, determini su questa
direzione un risultato.
Ecco il senso dell'iniziativa.
Sicuramente, ritengo che l'Assemblea avrà lo spirito per valutare
positivamente questa iniziativa e il Governo ne saprà trarre le
opportune conseguenze perché vada in quella direzione sperata, cioè
quella di alleggerire il peso di questi problemi che anche in
agricoltura si determinano.
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, se ho capito bene, vuole rinviare
questa mozione?
D'ASERO. No, possiamo continuare.
PRESIDENTE. Vuole proseguire oggi? Allora possiamo procedere.
Continuiamo, quindi, la discussione su questa mozione.
Ci sono altri iscritti a parlare?
Stiamo parlando della mozione numero 140. Se non vi sono altri
iscritti a parlare, do la parola all'assessore Cartabellotta.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Signor Presidente, onorevoli deputati, il tema sollevato mette di
fronte ad uno di quegli articoli che rappresentano un po' una
esagerazione legislativa. E' chiaro, infatti, che, se non
riconosciamo le prerogative dell'agricoltura e pensiamo che tutto
ciò che produce la natura debba considerarsi rifiuto e portarla in
discarica, abbiamo messo in tilt tutto il sistema produttivo ma
anche il sistema forestale.
Tra l'altro, si va a verificare qui un conflitto di norme. Nella
fattispecie, c'è una serie di norme comunitarie che prevedono che,
ai fini di evitare la diffusione di malattie - le possiamo citare
tutte: dalla peronospora della vite al fleotribo dell'olivo,
passando per alcuni parassiti del nocciolo - prevedono, proprio nei
disciplinari di produzione integrata, la bruciatura dei residui di
potatura e degli sfalci.
Questo è il problema che abbiamo anche posto al Governo nazionale,
per evitare quello che già era successo per il pascazio degli
agrumi, un prodotto che gli animali mangiano ben volentieri e che,
anche questo, doveva essere conferito in discarica perché l'idea
dell'assimilazione di tutti, tra virgolette, i residui che vengono
dall'agricoltura e i rifiuti pericolosi pone il problema del
conferimento in discarica, come se già non ci fossero tutta una
serie di problemi di conferimento in discarica, soprattutto nelle
more della realizzazione di quelle che saranno le caldaia a
biomassa, dobbiamo dire che di queste, con il Piano di sviluppo
rurale, ce ne sono in corso di realizzazione parecchie, quindi,
l'ipotesi è che, per quanto riguarda tutto ciò che è disciplinare
la riproduzione integrata, c'è la norma sovraordinata di carattere
europeo che prevede proprio la bruciatura dei residui. E questo
l'abbiamo dato anche come circolare e come indirizzo per evitare
che ovunque si cominciassero ad elevare sanzioni nei confronti
degli agricoltori.
Va, invece, affrontato bene il tema dei residui forestali, anche
perché immaginate benissimo che tutti i residui oggetto di potatura
all'interno dei nostri boschi messi in un angolo dei boschi sono
proprio un incentivo a chi domani volesse decidere di bruciare
queste cose e diventa veramente una cosa assurda.
Il Governo, quindi, su questo, si impegna sicuramente ad
intervenire presso il Governo nazionale, come ha già fatto per la
questione del pascazio, in maniera tale da portare alla risoluzione
questo problema perché quelle che sono le pratiche dell'agricoltura
non vengano utilizzate in maniera impropria, in maniera indebita
dal sistema rifiuti.
Per chi legge - non voglio fare ragionamenti di carattere tecnico
-, chi va a leggere i trattati di agronomia, nota che la bruciatura
dei residui era quella pratica che serviva per arricchire il
terreno di sostanze minerali per l'anno in corso e per l'anno
venturo, quindi, era una pratica di concimazione, un ritorno alla
naturalità dei sistemi dell'agricoltura e non può prescindere da
pratiche che per millenni sono state praticate.
Presidenza del Vicepresidente Pogliese
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine del giorno numero 111
VENTURINO. Chiedo di parlare sull'ordine del giorno 111.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, un intervento
che esula un po' dalla mozione che stavamo discutendo, però, per
motivi tecnici, mi è stato suggerito di presentare questo ordine
del giorno e discutere questo ordine del giorno che spero venga
fatto girare presto.
Ho presentato un ordine del giorno che adesso, spero, gli
assistenti parlamentari vi porteranno e sto parlando di un problema
di cui sicuramente tutti voi siete a conoscenza. E' il problema che
è sorto all'indomani di un atto da parte del Ministro Cancellieri
che prevedeva la chiusura di diversi tribunali cosiddetti minori o
periferici. Un atto che, personalmente, non ho condiviso,
soprattutto perché conosco alcune realtà di questi cosiddetti
tribunali periferici e, in particolar modo, mi riferisco al
tribunale di Nicosia e di Mistretta.
Sono due tribunali che, con questo provvedimento, di fatto,
verrebbero cancellati completamente, per così dire, dalla mappatura
dei tribunali in Sicilia, arrecando un notevolissimo danno alla
giustizia in un territorio vastissimo.
Chi conosce, come me, la provincia di Enna - l'onorevole Alloro,
più volte in quest'Aula, ha segnalato il grave disagio che viviamo
noi della provincia di Enna, quando siamo costretti, per motivi di
lavoro o impegni, a spostarci all'interno di un territorio che è
letteralmente privo di qualsiasi forma di viabilità degna di questo
nome - comprende bene che privare in un territorio interno come
quello di Nicosia o quello di Ristretta - stiamo parlando di centri
di montagna nel vero senso della parola - della presenza di
tribunali che garantiscono la legalità in un territorio che è stato
più volte dimostrato anche da relazioni da parte della Corte di
Caltanissetta - la stessa Sua Eccellenza, il Cardinale,
all'inaugurazione dell'anno giudiziario, parlava dell'alto impatto
mafioso che in quelle terre si registra - privare questo enorme,
vasto territorio difficile dal punto di vista della percorribilità,
della presenza della legalità, significherebbe, in poche parole,
restituire alla mafia territori che a fatica siamo riusciti, in
qualche modo, a riportare all'interno di una legalità che con un
atto di spugna verrebbe assolutamente cancellata.
A questo va aggiunto un altro aspetto: in questi territori, dove
non c'è un economia fiorente, ripeto, chi, come me, conosce la
provincia di Enna, sa benissimo che abbiamo pochissime attività
produttive degne di questo nome e paradossalmente i tribunali in
questi territori non solo rappresentano la presenza della legalità
e dello Stato ma rappresentano anche la possibilità di una attività
economica, seppur ridotta, che permetta alla gente di questi luoghi
di poter sopravvivere, perché attorno ai tribunali si sviluppano
dei micro indotti, chiamiamoli così, di economia; parlo di piccoli
bed and breakfast, parlo di qualche ristorante, di attività insomma
che permettono a queste comunità di montagna di poter portare
avanti la loro quotidianità.
Nel cancellare questi tribunali, quindi, è stato fatto un
gravissimo danno sotto diversi punti di vista: quello della
legalità, della giustizia prima, ma anche dell'economia. Adesso,
non sto qui a dilungarmi perché non voglio rubare molto tempo.
Nell'ordine del giorno che sta girando, vedrete come vengono
segnalati diversi punti che il legislatore non ha tenuto in
considerazione; parlo, appunto, dell'alto impatto della mafiosità
presente in quei territori; parlo del fatto che, anche secondo il
trattato di Lisbona, i servizi devono essere molto vicini ai
cittadini.
Qui, invece, cancelliamo tutto e costringiamo questa gente a
spostarsi ad Enna. E' vero che, se guardiamo la cartina geografica
da Niscemi ad Enna è un puntino, però, vi invito a percorrerla
quella strada. Stiamo parlando almeno di un'ora, un'ora e dieci,
quando il tempo è clemente, quando non ci sono condizioni
atmosferiche proibitive. Quando, poi, arriviamo a gennaio,
febbraio, quell'ora e dieci può diventare anche un paio di ore, a
seconda se troviamo neve o meno.
Capite bene, quindi, che sono state disattese molte delle clausole
che prevedevano una deroga, per così dire, a questo provvedimento.
Ecco perché, oggi, facendomi portavoce di questo territorio, che è
anche il mio territorio, ho presentato questo ordine del giorno che
spero venga condiviso dagli onorevoli e dove di fatto impegniamo il
Governo a intraprendere tutte quelle iniziative atte a far sì che
il tribunale di Nicosia, così come quello di Ristretta, che, tra
l'altro, proprio per venire incontro a quell'esigenza di spending
review tanto osannata, proclamata e nel nome della quale a volte
vengono commessi danni incredibili alla comunità, si erano anche
messi d'accordo per creare il cosiddetto tribunale dei Nebrodi, che
prevede, almeno nell'idea, Nicosia come tribunale principale e
Mistretta come sede distaccata, dando a Mistretta la possibilità di
tenere la Casa Circondariale quasi come elemento compensativo per
questo tipo di scelta. In più, c'è un fatto che lo stesso
Presidente della Regione, onorevole Crocetta, ha segnalato,
nell'ultima Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e
ricorderanno i colleghi che lui stesso diceva di non essere stato
convocato, di non essere presente nel momento in cui veniva decisa
la soppressione di questi tribunali, cosiddetti inferiori o
minori , che poi così minori non sono vista l'importanza che
esercitano sul territorio.
Questa è la mozione presentata e spero che venga condivisa
all'unanimità da questo Parlamento.
Grazie, signor Presidente.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende la discussione della mozione numero 140
GRASSO. Chiedo di parlare sulla mozione 140.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente, volevo
tornare un attimo sull'argomento tribunali, sollevato
dall'onorevole Venturino, anche se non è il tema. Comunque il mio
intervento era a supporto della mozione a firma degli onorevoli
Germanà ed altri.
Viviamo tutti sui territori il grave problema di non poter
procedere ad accendere i fuochi per quanto riguarda anche gli
scarti degli alberi o quanto altro o la legna. Qual è il problema?
Sicuramente, tutti questi scarti devono essere - paglia, potature,
etc. - considerati rifiuti, quindi, l'Assessore era già intervenuto
con delle circolari. Nell'attesa che vengano realizzate le caldaie
biomassa che, quindi, danno la possibilità agli agricoltori
sostanzialmente di evitare di conferire tutti gli scarti - perché
poi c'è un altro problema, oltre questo - nessuno brucia più,
nessuno più pulisce la campagna perché ciò ha dei costi
esorbitanti, perché poi tutto questo diventa rifiuto e deve essere
conferito in discarica.
Oggi, c'è una grande difficoltà, quindi, è bene che ci siano le
caldaie biomassa, che comunque chi e questa è una nuova filosofia
che dovrebbe interessare i parchi, perché consentirà di tenere i
parchi puliti, consentirà anche ai comuni di sviluppare energia
perché producono energia ed acqua calda, però, è ovvio che devono
essere prelevati, cioè non deve essere l'agricoltore a portarli,
perché, se le conferisce l'agricoltore, si può innescare un altro
pericolo, che è quello del gasolio, quando c'è caldo, quindi, che
possano bruciare da sé.
E' ovvio ma, nelle more, chiedo l'impegno del Governo affinché,
oltre a farsi promotore, si eviti che arrivino la forestale, i
vigili urbani, i carabinieri che sanzionano, che multano, anche in
maniera pesante, gli agricoltori. Quindi, l'impegno che mi sento di
aggiungere e di rivolgere al Governo è proprio che, nella
circolare, venga - se già non l'ha fatto - esplicitato, quanto meno
caldamente rappresentato al Governo centrale che, nelle more, si
evitino le multe, si evitino le sanzioni per gli agricoltori.
Rubo e mi scuso se vado oltre il tempo ma l'onorevole Venturino ha
sollevato un problema che riguarda la chiusura di presidi
giudiziari. Sicuramente, non è questo il momento per trattare un
argomento così importante, perché continuiamo a parlarci addosso in
Aula. E' bene che il Presidente della Regione - il mio intervento è
rivolto a questo - ed ho presentato una mozione, circa un mese fa,
che riguardava proprio la soppressione e la chiusura della sezione
distaccata di Sant'Agata di Militello al Presidente della Regione
per sapere che cosa intendesse fare, anche perché ci sono dei
problemi che riguardano anche la mobilità. Non dimentichiamo che
150 Km, quindi da Termini Imerese sino a Patti, all'interno fino ad
Enna, sono rimasti senza presidio giudiziario, per cui su questo
argomento credo che, per ordine dei lavori e prioritariamente a
tutte le crisi, possa essere invitato, invito lei, signor
Presidente, il Presidente della Regione, intanto perché ci
riferisca che cosa ha fatto a Roma e se ha interloquito con il
Governo centrale e con il ministro Cancellieri e, poi,
eventualmente, nelle more, come intende risolvere il Governo,
quindi, l'assessore per le infrastrutture, tutti i problemi di
mobilità legati alla chiusura di questi tribunali.
ALLORO. Rinunzio.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto che l'onorevole Alloro
rinunzia al suo intervento.
FAZIO. Chiedo di parlare, in rappresentanza anche dell'onorevole
Alloro.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Scusi signor Presidente, nonostante la mia attenzione, devo
essere sincero, mi è venuta un po' di confusione, perché a che
veniva trattata la materia dei rifiuti e soprattutto la mozione che
impegnava il Governo regionale a farsi parte attiva nei confronti
del Governo nazionale e segnatamente per quanto riguarda ovviamente
il Ministero dell'Ambiente, mi sono trovato a trattare un argomento
completamente diverso, avulso dal contesto. Credo che sarebbe stato
opportuno forse procedere alla votazione del primo argomento e poi
passare al secondo argomento.
Circa il secondo argomento, ovviamente, il provvedimento non ha
riguardato solamente il Tribunale di Nicosia, ma ha riguardato,
purtroppo, l'intera Sicilia. E credo che, obiettivamente, per certi
aspetti, sia veramente censurabile.
L'ordine del giorno che è stato presentato evidenzia alcune
motivazioni ed alcuni vizi che, a mio avviso, non possono farsi
valere con un atto del genere che, ovviamente, ha un significato
squisitamente politico, perché la fattispecie è invece di natura
prettamente giuridica.
Se è vero com'è vero che questi provvedimenti scaturiscono con una
legge delega da parte del Parlamento, e poi il Governo l'ha attuata
con un decreto legislativo, individuando quali sono le sedi dei
tribunali distaccati che necessariamente dovevano cessare ogni
funzione, credo sarebbe interessante andare a vedere i criteri ed i
principi direttivi contenuti nella legge delega.
Se la memoria non m'inganna l'articolo 76 della nostra
Costituzione prevede espressamente che il Parlamento, nel concedere
la delega al Governo, deve necessariamente procedere ad effettuare
delle limitazioni: non solo per quanto riguarda il termine entro il
quale il Governo la deve esercitare, ma la legge delega deve
contenere i principi e i criteri direttivi, cioè le linee guida che
il Governo deve seguire nell'attuare la legge delega. Dobbiamo
ricordarci che è una funzione legislativa delegata. Nella legge
delega sono previste delle deroghe laddove, in qualche modo, ci
sono alcune condizioni particolari e, segnatamente, indicate nella
legge delega ma il Governo, nell'attuarla, non ne ha tenuto conto.
Allora il procedimento da portare avanti non è un ordine del
giorno ma un invito espresso al Governo regionale a verificare se
il decreto legislativo attuativo della legge delega rientra nei
parametri previsti dalla legge di delegazione ed, eventualmente, ad
impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale il decreto legislativo
che ha eliminato in Sicilia tutta una serie di Sezioni distaccate,
perché in questo caso - tecnicamente e giuridicamente - si dice che
il Governo abbia ecceduto dalla delega, cioè il decreto legislativo
risulta viziato per eccesso di delega.
È questa, secondo me, l'attenzione che questo Parlamento deve
richiamare nei confronti del Governo: è un potere di impugnativa
che solo il Governo può esercitare.
Tutto il resto credo che abbia più una funzione prettamente
pubblicitaria e comunicativa che non credo abbia la capacità di
sortire l'effetto desiderato, che è sicuramente quello di evitare
la chiusura di queste sezioni distaccate, estremamente importanti
in alcune parti della Sicilia dove la criminalità è molto più
accentuata, o quanto meno la presenza di un Tribunale è molto
significativa in alcuni territori piuttosto che in altri. Credo che
invece, con molta leggerezza, il Governo l'abbia eliminato tenendo
conto semplicemente di un aspetto economico, senza valutare le
conseguenze e le ricadute dell'operato in questione.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Turano è
in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende la discussione della mozione numero 140
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
pur ritenendo il problema sollevato dalla mozione un problema reale
che si verifica sui territori, volevo però interrogare l'assessore
Cartabellotta sulla possibilità di non destinare gli sfalci di
potatura, le paglie, e quant'altro, ad una bruciatura, bensì alla
possibilità più reale, e sicuramente più sostenibile dal punto di
vista ambientale, di destinarli alla possibilità di creare cippato
attraverso gli impianti che hanno sia l'ESA che il comparto dei
forestali.
Chiedo, pertanto, all'assessore se questa è una via percorribile e
se, in qualche modo, può risolvere il problema di tutti quegli
agricoltori che invece si imbattono in questa reale problematica.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Signor Presidente, onorevoli deputati, si tratta di un approccio è
correttissimo, e noi sosteniamo che tutto debba essere fatto in
maniera integrata, ma è chiaro che i costi non possono ricadere
sull'imprenditore agricolo. Se io ho dei residui di potatura
all'interno del mio noccioleto e li devo portare da Ucrìa a
Barcellona Pozzo di Gotto, è chiaro che c'è un costo di trasporto
che, sicuramente, l'agricoltore non può sostenere e che, invece,
proprio nella logica europea di chi realizza impianti di biomassa e
favorisce la nascita di una filiera, si assuma anche l'onere di
questi costi, rappresentando che il tutto avvenga in maniera di
vantaggio ambientale.
Già noi abbiamo camion di rifiuti che ogni giorno attraversano
l'autostrada Palermo-Catania passando per Siracusa, non vorremmo
aggiungerne degli altri, anche perché la quantità di rifiuti, o
meglio di residui dell'agricoltura, è talmente colossale che il
rischio è che poi andiamo a spendere tanto gasolio più di quello
che andremmo a conservare con i ragionamenti, tra virgolette,
classici, del protocollo di Kyoto.
Tutto deve essere fatto in una filiera corta nell'ambito dei 30/40
chilometri che sono considerati quelli ecocompatibili,
ecosostenibili, ma soprattutto economicamente convenienti.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli collegi, chiedo all'assessore
un approfondimento perché non ho ben capito. Lei intende che si
debba creare una filiera di impianti a biomasse in cui andare a
bruciare questi sfalci, piuttosto che fare del cippato da
utilizzare nei termocamini? La filiera si dovrebbe chiudere con
delle centrali a biomasse, spero un po' più piccole di quelle di
Val Dittaino che, per garantirsi l'alimentazione costante, deve
andare a reperire materiali lontanissimo, e mi auguro che presto
qualcuno si premuri di fare togliere quella muraglia di pneumatici
usati lì vicino che mi sembrano pericolosi, non si sa mai qualcuno
vada a finire dentro.
Riteniamo che, in attesa che l'impiantistica degli impianti di
compostaggio ci garantisca che si chiuda la filiera correttamente,
per avere quindi dei concimi biologici, degli ammendanti, degli
strutturanti per il terreno, per gli agricoltori, per l'agricoltura
sostenibile, ci auguriamo che si sblocchi quella già autorizzata,
considerato che l'assessore Marino ci ha detto che risolta la
problematica delle SRR finalmente farà partire l'impiantistica. Ci
auguriamo che tutto questo materiale biodegradabile possa andare
invece nella filiera del composto, che poi sarà utilizzato
successivamente in agricoltura. Quindi, non siamo molto convinti
dell'idea di creare delle piccole, medie centrali che, poi, dovremo
garantire magari con il materiale ligneo, piantando alberi, senza
offesa, sono sempre alberi, ma alberi inutili e che non
appartengono al nostro paesaggio, come gli eucalipto perché
crescono veloci e succhiano acqua velocemente.
Noi ci sentiamo in Europa, riteniamo che l'energia rinnovabile non
sia quella delle biomasse ma sia quella del sole, del vento o altre
energie rinnovabili. Magari la biomassa è un'energia rinnovabile in
Svezia, nel nord Europa, dove ettari sconfinati di foreste crescono
in maniera rapida e lì non manca cosa bruciare in termini di
materiale biomassa, ma qui in Sicilia abbiamo bisogno invece di
ripopolare i territori anziché bruciare. Chiaramente, comprendiamo
le problematiche degli agricoltori che non hanno trovato risposte
perché l'Europa ha stabilito che non si può più bruciare per
tutelare la biodiversità, gli insetti, anche questo è un importante
aiuto per l'agricoltura. Quindi, durante la bruciatura, a parte
disperdersi grandi quantità di fumo con tutte le componenti
chimiche dannose, a parte che l'incendio si espande e va a bruciare
dove non deve bruciare, comprendiamo che gli agricoltori che
piantano il grano creano il problema della restuccia, quel
pezzettino di gambo che non facilmente si biodegrada, magari si
deve bruciare e apprezziamo le che lei abbia fatto delle circolari
ad hoc per evitare che gli piombassero le multe, però da qui a
consentire di bruciare perché non siamo stati capaci a creare un
altro tipo di filiera noi abbiamo molte riserve, fermo restando che
se le piante, ad esempio, hanno delle patologie per cui si ritiene
che nel processo di compostaggio poi il fungo, la malattia, si
possa trasmettere ad altri campi, in quel caso si può derogare e
sicuramente si deve bruciare. Quindi, ritengo che, con i miei
colleghi, decideremo di non votare la mozione.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Signor Presidente, onorevoli deputati, siamo partiti da una follia
normativa che equipara la potatura della vite al rifiuto speciale.
A sua volta, l'Unione Europea prevede che la bruciatura sia un
elemento, perché affonda tutto questo nella storia dell'umanità, di
contenimento delle malattie, di tutte le patologie che possiamo
considerare. Siccome la normativa è stata fatta dal Ministero
dell'Ambiente, su pressione di chi deve andare a bruciare, ha
imposto a carico degli agricoltori un obbligo di prendere la legna
di potatura del noccioleto di Ucria e portarla al
termovalorizzatore. Oggi che non abbiamo la possibilità né di
portarla nei termovalorizzatori né in altri posti, dobbiamo
prevedere una utilizzazione alternativa.
Quando parlo di caldaia biomassa il piano di sviluppo rurale ha
previsto impianti dell'ordine di cento chilowatt, cioè quelli che
potrebbero realizzare agricoltori che si mettono assieme per
utilizzare questa biomassa al fine di produrre l'energia per
risparmiare l'acqua. Siccome questi impianti ancora, pur essendo
stati previsti e buona parte anche finanziati, non sono in corso di
utilizzazione, dobbiamo prevedere un meccanismo di transizione
perché, altrimenti, l'alternativa è che domani vengono multati
tutti quelli che oggi potano la vite e non riescono a portare al
termovalorizzatore la legna di potatura.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, assessori, mi viene da pensare
quando tempo fa, insieme ad una delegazione, con ruoli diversi,
siamo andati insieme all'associazione degli allevatori, a vedere
gli allevamenti in Europa, nel cuore dell'Europa, a Bruxelles, e
vedevamo le sale mungiture e tutte quelle strutture che a noi, la
Comunità Europea, ci ha imposto che vengano fatte in un determinato
modo e vedevamo che là, invece, le regole non venivano rispettate.
Le impressioni degli allevatori della provincia di Ragusa e non
solo, erano per fare una sala mungitura dobbiamo adempiere a
tantissime regole e qui, nel cuore dell'Europa, tutto questo non
avviene
Ogni volta arrivano delle direttive da parte della Comunità
europea, direttive che dobbiamo applicare solo noi, in un
territorio e per un'agricoltura che la stessa Comunità europea ha
deciso che deve essere distrutta - parleremo poi di accordi
euromediterranei e tutte queste belle cose - e noi non riusciamo a
trovare soluzioni per tutelare i nostri uomini, le nostre imprese,
le nostre aziende.
Ho apprezzato moltissimo l'intervento della collega Foti del
Movimento Cinque Stelle, relativo al pino. Ha avuto il coraggio e
poteva essere fraintesa, di dire che è un albero che non serve a
nulla e io lo condivido perfettamente. In quest'isola doveva essere
un'essenza arborea preparatoria per mettere le querce, per mettere
le noci, per mettere tutto quello che c'era qui come autoctono che,
poi però non è accaduto. Anzi, abbiamo continuato a piantare sempre
pini e io la prego di diffidare chiunque, in questa Regione
siciliana, a mettere ancora un pino. Noi dobbiamo mettere le nostre
essenze.
Condivido questa riflessione ma non condivido il fatto delle
biomasse, perché non possiamo fare l'errore di dire, a prescindere,
che siamo contrari alle biomasse. Dall'energia alternativa,
attraverso la biomassa, ci sono delle aree dove vi è una forte
densità zootecnica, dove i liquami possono avere una risoluzione
solo attraverso la biomassa e, attraverso la biomassa andiamo ad
eliminare il liquame dal territorio dove, a volte, crea degli
scompensi e crea delle difficoltà, per esempio, nel territorio di
Ragusa dove questo è accaduto proprio con l'inquinamento della
falda acquifera e dove si produce energia.
Non possiamo quindi generalizzare e condivido l'impostazione del
Governo di trovare, comunque, una mediazione e trovare delle
soluzioni.
Noi dobbiamo riuscire a non vessare i nostri agricoltori, i nostri
allevatori, i nostri operatori nell'ambiente, non li dobbiamo
vessare e non dobbiamo cadere nel tranello che crea la Comunità
Europea, secondo me, in maniera scientifica, di creare cavilli e di
creare tutti quelli che sono i presupposti per far morire la nostra
campagna e il nostro verde e le aziende che operano intorno al
territorio.
Su questo dobbiamo stare attenti e l'approccio deve essere sempre
sia a tutela dell'ambiente, sia a tutela del territorio ma,
attenzione, senza le imprese, senza l'allevatore, senza
l'agricoltore non può esserci territorio che possa salvarsi. I
primi a tutelare, a sviluppare, a proteggere e a far crescere un
territorio, sono proprio le aziende.
Dobbiamo stare attenti a non farli scappare cosi come, forse,
hanno deciso o vogliono a livello europeo.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, da alcuni anni
ormai viviamo una sorta di diktat che discende dai regolamenti
della Comunità economica europea che spesso e volentieri
riprendiamo come modello o come paravento per sostenere che si
tratta di legislazione avanzata e, comunque, di provvedimenti che
secondo il pensare comune possono essere scevri da interessi di
qualsiasi tipo. Non è così
Condivido quello che ha testè dichiarato l'assessore
Cartabellotta. Quel provvedimento non ha senso perché stiamo
parlando di ciò che è avvenuto dalla notte dei tempi fino ai giorni
nostri, cioè gli agricoltori che vanno a bruciare, anche per motivi
igienico-sanitari, gli stralci della potatura, così come gli
stralci della vite, di tutte le coltivazioni, e non è mai accaduto
nulla.
Cosa è accaduto ora, come novità? E' accaduto che avendo gli stati
forti della Comunità economica europea messo su gli impianti,
giustamente, per la termovalorizzazione dei rifiuti, ed essendo
questi impianti dei grandi divoratori di materia prima, hanno
necessità di grandi quantità di questa materia che prendono dai
rifiuti che si comprano dalle altre nazioni, perché altrimenti non
si spiegherebbe come mai si prendono, e anzi cercano i rifiuti che
provengono dalla Campania e dalle altre regioni d'Italia.
Ma voi immaginate gli schizzinosi tedeschi, svedesi o austriaci
che vanno a prendersi i nostri rifiuti, e allora perché lo fanno?
Perché altrimenti i loro termovalorizzatori vanno in perdita,
dovrebbero chiudere. Per lo stesso motivo, furbescamente, e sempre
a spese nostre, emanano una direttiva che il nostro Ministero
dell'ambiente, ciecamente, ha accolto, con la quale impediscono
anche le cose più banali, cioè che i nostri agricoltori potessero
bruciare gli stralci, perché poi attraverso la normativa che ne
discende sarebbero costretti a portarli alla termovalorizzazione.
E' questo il motivo per il quale si è arrivati a questi
provvedimenti assurdi come quello - l'assessore Cartabellotta
ricorderà - della pressatura delle olive, la stessa follia che poi
siamo riusciti a risolvere con una interpretazione più autentica
rispetto a ciò che avevano fatto altre regioni. Cioè i residui
della pressatura delle olive non potevano essere buttati nel
terreno come fertilizzante, cosa che avveniva da migliaia di anni,
perché ritenuti rifiuti speciali.
Qui è la stessa cosa. Allora il Presidente della Regione dovrebbe
impegnarsi ad andare al Ministero - e quindi invito il Governo e
l'assessore Cartabellotta in questo senso, anche l'Assessore per le
attività produttive perché interessato per la sua parte di
competenza, perché per la Sicilia è fondamentale -, a far sì che in
attesa, magari, della costruzione delle biomasse o di altro
impianto idoneo per lo smaltimento, si dia una deroga. In attesa
noi ci adegueremo, ma in attesa si dia la deroga perché siamo qui
in presenza di follie. Follie che fanno fare gli affari ai grandi
Stati ricchi e che buttano ancora di più nella disperazione noi
poveri, creando l'abbandono delle campagne anche da parte dei pochi
agricoltori che, soprattutto, con i piccoli appezzamenti non hanno
mai la possibilità di andare a smaltire. Quindi si tratta di avere
le giuste argomentazioni per ottenere una deroga ed è quello che si
chiede.
Signor Presidente, sulla questione della chiusura dei tribunali,
qui siamo veramente in presenza di una assurdità totale perché, a
fronte di un provvedimento che viene presentato come foriero di
risparmi e che foriero di risparmi non è, perché non risparmia
neppure un centesimo, posto ché i dipendenti e gli impiegati devono
essere ugualmente pagati perché non li possono licenziare.
Tutta l'attività, dalle fotocopiatrici alle attività di ufficio,
debbono essere garantite. Gli uffici, gli stabili, dove attualmente
hanno sede questi tribunali sono già esistenti e comunque le
amministrazioni comunali hanno già dichiarato dappertutto che si
farebbero carico delle spese - e mi riferisco in particolar modo a
Mistretta e Nicosia, che hanno già dichiarato che si fanno carico
delle spese delle pulizie, che poi sarebbero qualche migliaio di
euro -, quindi siamo in presenza di una mistificazione a danno di
territori montani ed isolati, a danno di territori che sono
interessati da fenomeni delinquenziali e che sprovvisti, adesso, di
presidi di legalità come, appunto, sono i tribunali, sarebbero
regalati in mano alla delinquenza e quindi si farebbe un gran
regalo.
Noi non possiamo accettare tutto questo, e allora il Presidente
Crocetta si faccia carico delle spese, se è il caso, e chieda di
intervenire al Consiglio dei Ministri, perché sulle materie che
riguardano la Sicilia lo può fare, per far presente questa
situazione particolare della nostra Regione ed eviti questa
vergogna assoluta che viene presentata come risparmio, ma che
risparmio non è
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, l'articolo 13 del Decreto legislativo 205 del 2010, come
hanno ampiamente argomentato i colleghi che mi hanno preceduto, ha
riscritto l'articolo 185 del decreto legislativo 152 del 2006 che
si occupa di tagli, sfalci, potature etc., configurando, come
giustamente ha detto l'assessore, una sorta di mostro giuridico
laddove i rami di alberi vengono equiparati a rifiuti spesso anche
speciali.
Tant'è vero che la bruciatura sul posto di questi rifiuti è stata
sanzionata penalmente dall'articolo 256 del Decreto legislativo
152/2006. Bene La mozione è sicuramente importante, risponde un
po' a quella che è la richiesta che viene dal mondo di campi, dal
mondo dell'agricoltura. Ma noi come Assemblea regionale siciliana
cosa abbiamo fatto fino adesso per essere molto più concreti e per
cercare di dare una risposta?
Ricordo che nelle ultime due finanziarie è stato inserito questo
emendamento, e che il Commissario dello Stato lo ha tutte due volte
impugnato. Dopo di che avevamo convenuto in questa Aula che avremmo
discusso un disegno di legge in maniera tale che, impugnato anche
il testo approvato da parte del Commissario dello Stato, saremmo
andati davanti alla Suprema Corte, in quanto noi rivendichiamo il
diritto per la Sicilia di legiferare in maniera alternativa a
quella dello Stato, avendo noi in materia di agricoltura competenze
specifiche nel settore.
Però, signor Presidente, di tutte le cose che abbiamo detto ancora
nulla è stato fatto. I disegni di legge sono stati presentati dalla
Commissione europea di cui l'onorevole Cascio è stato Presidente
fino a qualche mese fa, è stato ampiamente discusso e ottenuto il
parere favorevole, però nella Conferenza dei capigruppo non si è
ritenuto in sede di discussione dei disegni di legge da portare in
Aula, di affrontare questo problema.
E siccome io sono uno molto concreto e mi piace andare sempre al
sodo, vorrei invitare il Presidente dell'Assemblea, onorevole
Pogliese, a farsi interprete della volontà di questa Assemblea.
C'è un disegno di legge. Il disegno di legge è stato già discusso,
credo che sia fermo in altre Commissioni. Sarebbe opportuno
sollecitare i presidenti delle commissioni che hanno competenze
sull'argomento a metterlo in discussione, a portarlo in Aula in
maniera tale che questa Assemblea si possa pronunciare e, se del
caso, iniziare subito il procedimento che vedrà l'Assemblea
regionale e quindi il Governo della Regione chiedere l'intervento
della Suprema Corte perché una volta e per tutte su questo
argomento si decida.
Tutte le altre cose che abbiamo detto sono sicuramente importanti,
sono significative, devono essere prese in considerazione, un mondo
che si ribella a tesi sicuramente assurde, cosa significa tagliare
qualche ramo e poi portarlo sulle sponde dello Ionio o del Tirreno
- laddove ci sono gli impianti che possono incenerire queste
sterpaglie che sono state sempre bruciate sul posto - con costi
altissimi e che le nostre aziende agricole non sono assolutamente
nelle condizioni di sopportare, perché già vivono in maniera
drammatica la crisi del settore. Immaginiamoci se a questo dobbiamo
aggiungere altri costi.
Pertanto, nel dire che sono favorevole all'approvazione della
mozione presentata dai colleghi Germanà, D'Asero, Fontana ed
Assenza però vorrei richiamare questa Assemblea, e per essa il suo
Presidente, affinché il disegno di legge, tra le altre cose a mia
firma, che è fermo in Commissione da mesi possa essere velocemente
discusso, portato in Aula, e se i componenti di questa Aula lo
riterranno opportuno, approvarlo per iniziare l'eventuale
contenzioso sull'argomento con lo Stato.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, le sue sollecitazioni saranno
recepite da questa Presidenza.
Pongo in votazione la mozione n. 140, a firma degli onorevoli
Germanà, D'Asero, Fontana e Assenza. Il parere del Governo?
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Sull'ordine del giorno numero 111
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido la
posizione assunta dall'onorevole Fazio in merito al problema che
riguarda la legge n. 148 di soppressione dei tribunali.
E' stato un problema, quello della soppressione dei tribunali,
soprattutto di Mistretta e di Nicosia, che ha coinvolto in maniera
assolutamente pesante le popolazioni. Ci sono state delle
manifestazioni anche forti, dure, proprio perché veniva richiesta
la deroga prevista dalla legge nei confronti del Governo perché si
tratta di tribunali montani.
Oltre a trattarsi di tribunali montani, si tratta di luoghi dove
vi è una forte presenza di infiltrazioni mafiose e di criminalità
organizzata.
Il Governo nonostante la legge prevedesse la deroga, in questi
casi anche su espresso indirizzo del Consiglio superiore della
Magistratura, ha ritenuto di non concederla.
Quindi, io penso che sia assolutamente opportuno richiedere al
Presidente della Regione che solleciti ancora una volta il Ministro
di Grazia e Giustizia perché si tratta di territori che hanno un
problema infrastrutturale atavico.
L'altro giorno la società che gestisce il trasporto pubblico tra
Gagliano e Troina ha fatto un comunicato dicendo che non era più in
condizione di garantire le corse perché le strade non erano in
condizione di essere percorse.
Questo significa che un testimone di giustizia che deve andare al
tribunale o, comunque, una persona qualsiasi che deve andare al
tribunale senza essere in possesso di una macchina e quindi deve
utilizzare il mezzo pubblico, consideri che per andare da Capizzi
ad Enna ci vogliono sei ore di percorrenza di autobus. Sei ore
Perché non c'è corsa diretta, quindi si fa scalo a Nicosia, è una
cosa da pazzi. Questo significa che se io devo andare a rilasciare
una testimonianza, arrivo nel pomeriggio quando il tribunale è già
chiuso.
Questa cosa denota come il nostro legislatore nazionale, non
tenendo conto di quelli che sono i territori, e fidandosi del fatto
che la distanza di percorrenza tra Nicosia ed Enna è di appena
trentasette, trentotto chilometri, ha ritenuto di fare questo,
sbagliando, perché per percorrere questa strada ci vuole un ora e
un quarto con l'automobile.
A parte questo, il tribunale ospitante, cioè il tribunale di Enna,
non è nelle condizioni di potere - senza adeguati interventi
infrastrutturali - ospitare il tribunale di Nicosia. Si pensi che
l'archivio storico del tribunale di Nicosia, quindi un archivio
grandissimo, in atto non ha ancora trovato una collocazione, quindi
noi abbiamo già i fascicoli aggiornati, che sono presso il
tribunale di Enna, mentre i fascicoli storici che ancora sono
presso il tribunale di Nicosia.
Quindi, penso, che occorra un intervento forte, un intervento
determinato da parte del Governo della Regione proprio per
stigmatizzare questo problema di eccesso di delega da parte del
Governo nazionale.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA, Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo della
revisione della geografia giudiziaria è un tema del quale come
avvocato e come presidente dell'ordine mi sono occupato e mi occupo
tutt'ora in maniera quasi quotidiana.
Non per rivendicare inutili primogeniture, però, ricordo all'Aula
che io avevo presentato una mozione che era stata, poi, fatta
propria da tutta l'Aula sin dal dicembre scorso, mozione con la
quale invitavo la Presidenza della Regione a sollevare conflitto di
attribuzione nei confronti del Governo nazionale, perché solo così
poteva essere tentato di eliminare questa vera e propria stortura
di una riforma che penalizza i territori sotto il solito fantoccio
della spending review, provocando poi invece un aggravio di costi
rispetto che ad un risparmio.
Questo è un problema che non riguarda soltanto Mistretta o Nicosia
ma riguarda, per restare nel nostro territorio, anche il tribunale
di Modica, che è di antichissima costituzione, di grande prestigio
che è stato da poco accorpato a quello di Ragusa e riguarda
soprattutto decine e decine tutte le sessioni distaccate dei
tribunali che hanno privato dell'amministrazione della giustizia
territori di primaria importanza per la tutela della legalità.
Basti pensare che nella mia provincia la sessione distaccata di
Vittoria assorbiva un carico di lavoro quasi pari a quello del
comune capoluogo ed è stata pure accorpata al tribunale di Ragusa.
Detto ciò, però, non posso non dire che mi asterrò su questo
ordine del giorno perché la soluzione proposta non può essere
quella che può risolvere il problema trattandosi, semmai, di un
pannicello caldo' che nulla porterà di positivo e nel quale
comunque io non mi permetto di entrare nel merito, perché ritengo
che non sia assolutamente accoglibile come sessione distaccata a
fronte di un provvedimento che abolisce e che, si legge, «tutte le
sessioni distaccate d'Italia, ad eccezione di alcune per
problematiche» che, poi, i colleghi hanno ragione, non sempre
corrispondono alla realtà ma che costituiscono delle eccezioni tra
l'altro sempre temporali.
Allora, la soluzione o è radicale o non lo è, perché andare a
smistare il lavoro provoca disagi, comunque, agli utenti, anzi
rischia di, e questo lo dico da tecnico rischia di aggravare i
disagi, perché un avvocato che deve spostarsi per un settore in un
tribunale, per un altro in un altro tribunale, così come per
l'utente della giustizia, non fa altro che creare una situazione
di estrema confusione.
Questo problema andava risolto alla radice, adesso è un po' tardi
perché già sono stati, sia pure manu militari, effettuati i
trasferimenti dei fascicoli provocando gravissimi disagi.
Il tribunale di Ragusa, per esempio, è un cantiere aperto dove si
cerca di ricavare spazi dove non è possibile, dove per allocare il
servizio fotocopie, io come Presidente dell'Ordine ho dovuto
rinunziare all'unica stanza dove con i colleghi potevamo
confrontarci.
Sono, però, quelle riforme scellerate che vengono lanciate sulla
carta, propagandate sempre sotto l'ottica del risparmio, su questo
Confindustria ed il suo foglio rosa Il Sole 24 ore ha gravissime
responsabilità, perché ha lanciato questa campagna vergognosa
contro l'uso pubblico della giustizia, accanto a quello
dell'Istituto della mediazione, per appaltare quello che è un
servizio essenziale per la difesa dei cittadini, ad organismi
privati gestiti dai gruppi di potere forti. Questa è la realtà Su
questo la Regione Sicilia non ha voluto prendere una precisa
posizione e il Governo regionale, nonostante i solleciti unanime
che derivavano da quest'Aula, è rimasto sordo, motivo per cui non è
questo ordine del giorno che può risolvere il problema rispetto al
quale, non me ne vogliano i colleghi proponenti, il mio sarà un
voto di astensione, perché vorrei qualcosa di più radicale.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, intervengo perché così come ha
preannunciato l'onorevole Assenza questo è un problema che tocca un
po' tutti quei tribunali che sono stati accorpati e, quindi, anche
Ragusa. Mi permetto, però, di ricordare ai colleghi sia del Partito
Democratico che del PDL che è troppo semplice prendersela su questa
questione con il Presidente della Regione, mi ricorda molto la
storia del muro basso dove ci si appoggiano tutti.
ASSENZA. Nessuno se l'è presa col Presidente della Regione.
DIPASQUALE. Onorevoli colleghi, voi fate delle sollecitazioni al
Presidente della Regione. Questo problema scaturisce da una norma
nazionale, ed allora è inutile che veniamo qui a prendercela col
Presidente della Regione. Ognuno di voi, che ha la fortuna di
interloquire con esponenti importanti di questo Governo nazionale,
sia del PD che del PDL, in quanto abbiamo vice premier, ministri,
di tutto, che cosa ci venite a raccontare qui dentro? Fate una
battaglia, o avete perso tempo o non siete stati né credibili e né
bravi, ma avete avuto la possibilità di interloquire direttamente e
questo problema non siete riusciti a risolverlo.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certamente rifuggo
dal rischio di pronunciare un intervento quale difensore d'ufficio
di chicchessia come è stato fatto in questo momento.
La verità è che la voce del Governo regionale, quale tutela del
territorio siciliano, della regione siciliana e dei siciliani tutti
in questa vicenda della cosiddetta revisione delle circoscrizioni
dei tribunali in Sicilia, non si è assolutamente sentita.
E' certo un provvedimento di rango nazionale La giustizia è una
competenza statale, non è una competenza regionale, il collega
proponente questo ordine del giorno non vuole arrogarsi competenze
che non ha, e non vuole che la Regione si autoattribuisca
competenze che non ha, vuole soltanto, legittimamente, e
sacrosantamente, che il Presidente della Regione e il Governo della
Regione siciliana facciano sentire la loro voce rispetto ad un
provvedimento che in Sicilia è stato particolarmente irrazionale,
perché si è passati da una minaccia di chiusura di non so quanti
tribunali, poi ognuno ha tentato di agire come ha saputo e come ha
potuto, qualcuno si è salvato, qualche altro no.
Non sono eletto in provincia di Enna, conosco ovviamente la
provincia di Enna come i colleghi della provincia di Enna conoscono
quella di Catania e tutti conosciamo la Sicilia, le sue condizioni
orografiche, le sue caratteristiche, le condizioni della viabilità
che sono davvero penalizzanti, ma c'è un aspetto che vorrei non
sfuggisse a nessuno: è il grado di percezione che la nostra gente
ha di provvedimenti che ritiene irragionevoli, irrazionali. Vi
posso assicurare, per testimonianza diretta di professionista nel
settore dell'avvocatura, che il tribunale di Nicosia ed il
tribunale di Mistretta sono due orologi svizzeri. Noi siamo
abituati alla giustizia lenta, alla giustizia che non funziona,
alla giustizia che non risponde in tempi rapidi e celeri alla
domanda di giustizia, per l'appunto, dei cittadini; i ruoli dei
tribunali di Nicosia e di Mistretta sono ruoli assolutamente
gestibili, sarà per la valentìa dei capi di quegli uffici,
procuratori della Repubblica e presidenti dei tribunali, sarà per
la valentìa dei magistrati che lì ci lavorano spesso in condizioni
proibitive, ai limiti di aspetti di sacrificio personale
nell'espletamento delle mansioni quotidiane, e come si fa a
spiegare ai cittadini di quei distretti, di quelle circoscrizioni
che una istituzione che funziona bisogna sopprimerla, e se ha un
limite questo ordine del giorno, che voterò e voterò favorevolmente
come tutto il Gruppo Lista Musumeci', è che noi tentiamo di
salvare, caro onorevole Alloro, qualcosa che non c'è più, perché se
ha un limite questo ordine del giorno è che questo ordine del
giorno, che non è il primo che tratta questa materia - ha fatto
bene l'onorevole Assenza quello che abbiamo già approvato alla fine
del 2012 -, dell'anno scorso, tenta di salvare qualcosa che in
natura non esiste più, perché dal 16 di settembre, esattamente da
lunedì l'altro, il tribunale di Nicosia e il tribunale di Mistretta
ed il tribunale di Modica hanno chiuso le saracinesche, hanno
sbarrato le porte, sono chiusi, i fascicoli in parte trasferiti, in
parte non trasferiti, non vi dico quello che il cittadino, utente
di giustizia, fruitore di giustizia, deve adesso vivere, i
professionisti da loro incaricati, per andare a ricollocare una
pratica o un fascicolo; ma non c'è dubbio che in sede di
Conferenza permanente Stato-Regione è mancata la voce autorevole
della Regione siciliana ed ancora oggi tuttavia si potrebbe,
invocando nuovi provvedimenti normativi, nuovi provvedimenti
legislativi, chiedere che questi tribunali siciliani, che
rispondono ad una esigenza di legalità e di presidio legale sul
territorio, possano essere non mantenuti, perché non ci sono più,
ma possano essere rifunzionalizzati e riaperti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poiché si è registrata un'ampia
condivisione, si passa alla votazione dell'ordine del giorno n.
111, a firma dell'onorevole Venturino Iniziative a livello
centrale per impedire la chiusura dei Tribunali di Nicosia e di
Mistretta . Il parere del Governo?
VANCHERI, assessore per le attività produttive. La questione dovrà
essere affrontata in regia con il Governo nazionale.
La disponibilità da parte del Governo per tentare di portare
avanti questa proposta di, non tanto di evitare questa chiusura,
piuttosto la rifunzionalizzazione dei tribunali, è assolutamente
una proposta che non può che essere accettata.
Ci tengo, però, a precisare che, così come ha detto anche
l'onorevole Ioppolo, la questione riguarda una norma nazionale e,
quindi, dobbiamo incardinarla a livello di politica regionale
all'interno di un quadro nazionale.
Da parte del Governo, però, ci deve essere l'impegno ed il
tentativo, fino alla fine, di portare avanti questa richiesta
perché, come giustamente detto dagli onorevoli deputati, la
questione della legalità è fondamentale.
VENTURINO. Chiedo di parlare brevemente, anche se la questione è
stata discussa.
PRESIDENTE. Onorevole Venturino le concedo la parola, sia
telegrafico. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, sarò
brevissimo, volevo soltanto dire che, prima di arrivare alla
conclusione ed al suo parere, tra le varie proposte, che erano
sorte - non l'abbiamo presentata perché non sapevamo se oggi si
poteva contare sulla presenza così numerosa dei nostri onorevoli
colleghi - vorrei ricordare alla Presidenza e all'Assessore - e,
quindi, al Governo - che era già stata attivata una procedura di
referendum e il Governo dell'Abruzzo si era già espresso in questo
senso.
Io mi ero fatto portavoce, anzi mi ero fatto latore di questo
messaggio cercando di portare in quest'Aula una richiesta di
referendum anche per il nostro Governo e per la nostra Regione.
Temendo che oggi non raggiungessimo il numero legale, ho preferito
procedere con un ordine del giorno.
Per cui, una iniziativa mi permetto di chiedere, a parte il
discorso più volte sottolineato dell'articolo 21, comma 3, del
nostro Statuto - e cioè la mancanza del Presidente in
quell'occasione -, si potrebbe però, visto che c'è una condivisione
da parte di altre regioni - sono tante che in questo momento:
l'Abruzzo, così come la Liguria e la Calabria - io mi permetto, in
maniera molto educata, di suggerire, perché no, una Conferenza
Stato-Regioni immediata, soltanto su questo punto, perché se noi
perdiamo altro tempo, come giustamente sottolineava qualcuno prima
già alcuni fascicoli sono stati portati via, si creerebbe, in
attesa di questo referendum o di altre soluzioni, un danno
economico rilevante per questi territori.
Per cui io credo, e mi permetto ulteriormente di suggerire, una
Conferenza Stato-Regioni, con le regioni che si sono già fatte
avanti e che hanno già rappresentato il problema al Ministro
Cancelleri e potere, eventualmente, arrivare a quella tanto
agognata deroga, in attesa che altri provvedimenti possano dare una
soluzione definitiva al problema.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Vancheri.
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli deputati, sono assolutamente d'accordo perché comunque,
come precedentemente detto quando parlavo di capacità di
incardinare questa nostra proposta operativa a livello nazionale,
la Conferenza Stato-Regioni, sono d'accordo con l'onorevole
Venturino, è il luogo ideale per organizzare una proposta del
genere.
Peraltro, aggiungerei anche un'altra cosa importante: utilizzare
uno strumento come la Conferenza Stato-Regioni può essere
importante perché andiamo a velocizzare alcuni iter che possono, a
loro volta, non escludere il referendum però, come diceva
l'onorevole Venturino, se noi riusciamo a portare avanti,
attraverso la Conferenza un procedimento più veloce e anche più
semplificato, perché comunque arriviamo fino al Ministro in modo
preciso e dettagliato, non escludo il referendum.
Quindi, io non toglierei nulla a questo argomento perché, come
dicevo, in Sicilia è fondamentale; considerando tutti gli strumenti
possibili, ma dando la priorità assoluta alla Conferenza Stato-
Regioni sì, peraltro su questo ci possiamo muovere bene anche come
Governo, perché la Sicilia è presente in Conferenza Stato-Regioni -
lo siamo anche in altri gruppi nazionali con altre regioni -
stiamo, per ora, preparando alcuni documenti per i vari ministri,
tra cui anche il Ministro per lo Sviluppo economico piuttosto che
per il Ministro per gli Interni, per cui potremmo fare la stessa
cosa con il Ministro Cancellieri.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo, pongo in
votazione l'ordine del giorno n. 111 Iniziative a livello centrale
per impedire la chiusura dei Tribunali di Nicosia ed Enna a firma
dell'onorevole Venturino.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, assessore, io aggiungo solo per votare
positivamente questo ordine del giorno se aggiungiamo tutti gli
altri tribunali che sono stati eliminati in Sicilia e, anziché
suggerire questa Conferenza Stato-Regioni, io chiedo invece
all'assessore e al Governo di chiamare il vicepresidente del
Consiglio, che è siciliano, insieme al Ministro della Giustizia che
è stato in Sicilia più volte, anche come Prefetto, richiamando
tutte le interrogazioni, alcune delle quali fatte da me, anche gli
interventi fatti da me, quando è venuta fuori questa notizia di
chiudere tutta una serie di preture, tribunali e quant'altro,
perché bisogna rivedere le motivazioni, le posizioni, non solo
geografiche, culturali e anche richiamando quell'autonomia della
Sicilia che non deve essere soltanto un motivo per continuare a
penalizzarci in ogni luogo.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dichiarare il voto favorevole del PDL alla mozione, convinto che,
fra l'altro, il percorso ancora aperto, che ha visto anche una
sollecitazione da parte del Consiglio nazionale forense dove il
Governo ha, sostanzialmente, dato disponibilità ad un ulteriore
momento di approfondimento e che ritengo che sarà sicuramente
condizionato anche dagli aspetti economico-finanziari, nel momento
in cui c'è una presa di posizione da parte di tutto il Parlamento
regionale e una disponibilità del Governo regionale che gli oneri,
sostanzialmente, potrebbero essere a carico della Regione, ritengo
che questo sicuramente creerà le condizioni perché possa
intravedersi una possibile soluzione anche verso questo tema.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. La prego di seguire la traccia solcata
dall'onorevole D'Asero.
RAGUSA. Anch'io vorrei votare positivamente questo ordine del
giorno se aggiungiamo tutti i tribunali della Sicilia e quindi, in
questo caso, mi riferisco al tribunale di Modica.
Tuttavia, io penso che l'assessore qui presente debba farsi carico
di portare avanti il metodo referendario, perché alcune regioni
italiane hanno già partecipato e stanno iniziando il percorso
referendario per incidere sul Governo nazionale.
Noi abbiamo già incontrato il Presidente Crocetta su questo
ragionamento, su questo argomento, l'abbiamo già invitato. Il tempo
stringe. Si faccia carico di portare, all'interno dell'Assemblea,
per votarlo, questo argomento referendario che potrebbe aiutare i
tribunali siciliani.
PRESIDENTE. Ricordo all'Aula che l'ordine del giorno non è
emendabile, ovviamente il Governo si farà carico di recepire le
indicazioni che sono pervenute da tutta l'Assemblea.
Si pone in votazione l'ordine del giorno n. 111, a firma
dell'onorevole Venturino, e credo di avere recepito anche da parte
di tutti gli altri componenti dell'Assemblea, col parere favorevole
del Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione del disegno di legge «Modifiche alla legge regionale
12 gennaio 2012, n. 8. Costituzione dell'Istituto regionale per lo
sviluppo delle attività produttive» (444/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in conseguenza delle procedure di
costituzione della I Commissione in seguito alle dimissioni
pervenute in questi giorni, si passa all'esame del disegno di
legge «Modifiche alla legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8.
Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività
produttive» (n.444/A), posto al numero 3).
Invito i componenti la III Commissione, Attività produttive', a
prendere posto.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Marziano, presidente della
Commissione e relatore.
MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. Onorevoli
colleghi, il disegno di legge che oggi è all'ordine del giorno
originariamente prevedeva la modifica di quasi tutti gli organi
dell'IRSAP, l'Istituto Regionale per lo Sviluppo delle Attività
Produttive, che ha sostituito le vecchie ASI.
Il disegno di legge che arriva in Commissione contiene invece
solo l'articolo che prevede la modifica della Consulta perché la
Commissione, anche in un confronto serrato col Governo ha ritenuto
di non procedere alla modifica delle procedure per la elezione del
Presidente e del Consiglio di Amministrazione. Rimane quindi
l'articolo che riguarda la composizione della Consulta.
Cosa prevede in buona sostanza il disegno di legge? Che la
Consulta non sia più costituita da dodici componenti in
rappresentanza delle varie categorie sociali ma da diciannove,
facendo passare da due a tre la presenza delle associazioni degli
industriali maggiormente rappresentative, da quattro a otto la
presenza degli artigiani, da tre a quattro la presenza delle
organizzazioni sindacali.
Quale è la ratio di questo ampliamento? E' la possibilità di
garantire la presenza non solo dell'associazione maggiormente
rappresentativa per ogni categoria, artigiani, commercianti,
agricoltori, piccole e medie imprese, ma di due queste
associazioni.
E c'è da dire che le modalità di scelta delle associazioni che
indicheranno i nomi si faranno con bando pubblico, quindi abbiamo
una prima fase a bando pubblico che fa il peso delle varie
associazioni, si stabilisce quali sono le associazioni che hanno
diritto ad indicare i componenti e poi verranno chiamate ad
indicare i componenti.
C'è infine un comma dell'articolo unico di cui è composta la norma
che prevede la possibilità che nello statuto dell'IRSAP ci siano
modalità di convocazione, di approvazione delle delibere del C.d.A.
anche più rapide. Perché questo? Perché ampliando la platea della
consulta ci può essere il pericolo che un organo più ampio abbia
più difficoltà a garantire la snellezza dei lavori, prevedendo che
nello statuto si possa regolamentare questo aspetto, noi abbiamo
evitato che ci possano essere importanti delibere del Consiglio di
Amministrazione che poi non vengono trasformate in tempo, non
vengono approvate dalla Consulta.
Devo dire che si è fatto lo sforzo per fare in modo che la
Consulta che ha sostituito dieci organismi che avevano la presenza
di qualcosa come mille componenti nelle Assemblee generali e oltre
centoventi nei comitati direttivi, essendo quindi organismo che sta
mutuando organismi così complessi, una sua composizione, limitata a
meno di venti componenti per tutta la Regione ha una sua ratio.
Avere previsto pure questo equilibrio fra C.d.A. e Consulta ci
garantisce la rappresentatività ed anche la celerità delle sue
decisioni. Pertanto, propongo all'Aula l'approvazione del disegno
di legge perché è utile a raggiungere la mission che si è dato
l'Istituto regionale per le Attività Produttive.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
CANCELLERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in quanto primo
firmatario di questo disegno di legge mi corre l'obbligo di
informare anche tutti gli altri colleghi che come ha degnamente
illustrato il presidente della terza commissione, l'onorevole
Marziano, il disegno di legge era ben più ampio e mirava alla
riorganizzazione dell'IRSAP e soprattutto della sua governance o
meglio ancora della normativa che va ad individuare come viene
scelta la governance.
Attualmente, sappiamo benissimo che si esegue attraverso delle
nomine fatte dall'assessorato, di persone che sono particolarmente
in vista nel mondo dell'imprenditoria o, comunque, che si sono
distinte nelle attività produttive in Sicilia.
Da un passaggio di consultazione con le associazioni di categoria
maggiormente rappresentative in Sicilia, invece, è venuta fuori la
volontà o quantomeno la necessità di riuscire a fare delle elezioni
al loro interno che riuscissero a determinare, almeno, la
proposizione al Presidente della Regione, di una terna di soggetti
che fosse più rappresentativa, dal punto di vista democratico, di
questa scelta e, quindi, impegnasse il Presidente della Regione a
scegliere il Presidente sulla terna di soggetti che venivano eletti
dalle associazioni di categoria, con modalità che venivano decise e
fatte proprie dalle stesse associazioni.
Questo passaggio all'interno della Commissione, come ha illustrato
il presidente della terza commissione, non è stato appoggiato e,
quindi, gli articoli relativi a questa proposta di cambiamento
della legge regionale non li ritrovate in questo disegno di legge.
Viste le mie opportunità e le mie possibilità, li presenterò come
emendamenti aggiuntivi a questo disegno di legge e mi proporrò di
fare un passaggio con tutti i gruppi parlamentari per illustrare
quelle che sono le finalità di questa proposta che, altrimenti,
diventa una ricollocazione della consulta e perde le finalità per
cui il disegno di legge stesso è nato.
RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, intervengo per capire, dopo
l'intervento dell'onorevole Cancelleri, se l'intervento mira a
potere ripresentare degli emendamenti che sono stati bocciati in
commissione. Io chiedo agli uffici se ciò sia possibile.
PRESIDENTE. Onorevoli Rinaldi, possono essere ripresentati
soltanto quelli che sono stati oggetto di valutazione in
Commissione
RINALDI Quindi, quelli bocciati possono essere ripresentati e
anche i relativi sub emendamenti?
PRESIDENTE. Sì, onorevole Rinaldi.
Onorevoli colleghi, la discussione generale del disegno di legge è
rinviata all'articolo 1.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato per
domani, 25 settembre 2013, alle ore 12.00.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 25
settembre 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
siciliano, sui progetti di legge costituzionali nn. a.s. 42 e a.s.
363 concernenti modifiche dello Statuto della Regione in materia di
procedure per la modifica dello Statuto medesimo
III - Discussione dei disegni di legge:
1) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
libertà civili, politiche, economiche e sociali'. (n. 223/A)
2) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
3) - Modifiche alla legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8.
Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attivit
produttive. (n. 444/A) (Seguito)
Relatore: on. Marziano
IV - Discussione della mozione:
N. 59 - Interventi urgenti per la modifica dell'attuale
Piano di gestione dei rifiuti e per la riduzione dei
rifiuti indifferenziati in Sicilia.
(11 marzo 2013)
FOTI-CANCELLERI-CAPPELLO -
CIACCIO-CIANCIO- FERRERI-
LA ROCCA-ZITO- MANGIACAVALLO-
PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-
- VENTURINO-ZAFARANA
V - Discussione della mozione:
N. 101 - Rimodulazione e nuova assegnazione dei fondi di
spesa comunitaria dell'ASSE 3 del P.O. F.E.S.R.
Sicilia 2007 - 2013 per evitare il disimpegno
automatico delle somme e migliorare l'offerta
turistica in Sicilia.
(19 aprile 2013)
CIMINO - GRASSO - LANTIERI - GIANNI
VI - Discussione della mozione:
N. 105 - Iniziative per il rilancio dell'autodromo di
Pergusa (EN).
(26 aprile 2013)
MUSUMECI - LANTIERI - FORMICA - IOPPOLO
VII - Discussione della mozione:
N. 64 - Soppressione dell'ente Porto di Messina e rilancio
della Zona Falcata'.
(14 marzo 2013)
PANARELLO-LACCOTO-GRECO M.- MARZIANO
VIII - Discussione della mozione:
N. 93 - Interventi a sostegno delle piccole e medie imprese
siciliane titolari di emittenti televisive locali, per
il rafforzamento tecnologico-organizzativo e la
transizione al sistema digitale terrestre.
(10 aprile 2013)
GRASSO - CIMINO - FIRETTO - LANTIERI -
GIANNI
IX - Discussione della mozione:
N. 123 - Ripristino nel bilancio regionale del gettito
derivante dalle operazioni effettuate in via
telematica dalle imprese di revisione riconosciute ed
autorizzate ad operare, nel territorio siciliano,
dalla competente amministrazione regionale.
(28 maggio 2013)
GRASSO - LANTIERI - FIRETTO - FIGUCCIA
X - Discussione della mozione:
N. 127 - Stabilizzazione dei rapporti di lavoro a tempo
determinato.
(30 maggio 2013)
MAGGIO - GUCCIARDI - CIRONE - MILAZZO A. - GIANNI
XI - Discussione della mozione:
N. 49 - Iniziative per attivare le misure di salvaguardia
previste dall'art. 7 dell'accordo tra l'Unione europea
e il Marocco e promuovere il 'Born in Sicily'.
(2 marzo 2013)
DIPASQUALE - MARZIANO - RAGUSA - CANCELLERI - LOMBARDO -
TURANO - GIANNI - ASSENZA - MANGIACAVALLO - BARBAGALLO -
NICOTRA - COLTRARO - ARANCIO
La seduta è tolta alle ore 19.10
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli