Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che del processo verbale
della seduta precedente sarà data lettura nella seduta successiva.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo altresì che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge «Modifica dell'articolo 15 della
legge regionale 16 maggio 1978, n. 8 e successive modifiche ed
integrazioni» (311/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto I dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge «Modifica
dell'articolo 15 della legge regionale 16 maggio 1978, n. 8 e
successive modifiche ed integrazioni» (311/A), posto al numero 1).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Fazio, per svolgere
la relazione.
FAZIO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno
di legge che è presentato dagli onorevoli Cordaro e Ferrandelli,
ovviamente di iniziativa parlamentare e non governativa, è stato
esaminato dalla Commissione Territorio e Ambiente nonché dalle
altre Commissioni competenti per materia.
Si tratta di un disegno di legge che ha come obiettivo primario
quello di accorciare i tempi previsti nell'ambito di una legge
ormai risalente nel tempo. Mi riferisco, in particolare, alla legge
del 1978 che prevedeva la realizzazione di impianti sportivi con i
contributi pubblici, cioè con i contributi della Regione siciliana.
Questa norma sanciva espressamente il fatto che la destinazione di
impianto sportivo non potesse essere mutata nel tempo se non
trascorsi 30 anni dalla sua realizzazione.
Si comprende bene che forse aveva ragion d'essere un termine così
lungo, ma adesso le ragioni che sostenevano un termine così
prolungato sono venuti meno.
La Commissione, peraltro, ha anche svolto un'attività di indagine,
confrontando questo vincolo con quelli che la normativa sia
regionale che comunitaria impone quando c'è il sostegno pubblico
nella realizzazione delle infrastrutture.
Ebbene, a ben guardare, sia la normativa comunitaria, sia la
normativa nazionale, ma anche la normativa regionale, in altri
comparti prevede il vincolo di destinazione per le infrastrutture
realizzate con i finanziamenti pubblici in un termine massimo di 20
anni. Addirittura, la Comunità Europea, in materia agricola prevede
un obbligo di non mutare la destinazione per 10 anni.
Pertanto, si comprende come questa normativa non sia più
rispondente alle esigenze della collettività e si cerca di
immaginare cosa è successo nel frattempo, tenuto conto che
l'impianto sportivo con il vincolo di destinazione non potesse
essere mutato addirittura nel realizzare altro impianto sportivo
perché c'era questo vincolo che impediva qualsiasi trasformazione.
Ecco perché questo disegno di legge, accolto dalla Commissione,
non dovrebbe avere alcun ostacolo per la sua approvazione, tenuto
conto del riscontro positivo che la collettività ne riceve in
seguito alla sua approvazione.
PRESIDENTE. Onorevole Fazio, è stato abbastanza chiaro ed
esaustivo, come sempre, dicendo cose che si integrano perfettamente
con la relazione di accompagnamento al disegno di legge stesso.
Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che il termine per la presentazione degli eventuali
emendamenti è fissato alle ore 12.00 di domani, 2 ottobre 2013.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione della mozione n. 49 «Iniziative per attivare le misure di
salvaguardia previste dall'articolo 7 dell'accordo tra l'Unione
europea e il Marocco e promuovere il Born in Sicily »
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo presente in Aula
l'assessore Cartabellotta, si passa al punto XI all'ordine del
giorno: Discussione della mozione n. 49 «Iniziative per attivare
le misure di salvaguardia previste dall'articolo 7 dell'accordo tra
l'Unione europea e il Marocco e promuovere il Born in Sicily », a
firma dell'onorevole Dipasquale ed altri.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
nel febbraio 2012 è stato siglato dal Parlamento europeo un
accordo commerciale tra l'Unione europea (UE) e il Marocco ai fini
della liberalizzazione reciproca dei prodotti agricoli e ittici,
che apre forti dubbi in materia di diritti degli agricoltori, lotta
contro le frodi, protezione dell'ambiente e delle norme di
sicurezza alimentare;
questo accordo è stato sottoscritto, nonostante dubbi e
perplessità da più parte sollevati, con una maggioranza di voti
pari a 369, a fronte di 225 voti contrari e di 31 astenuti;
l'accordo entrato in vigore a maggio del 2012 ha avuto un impatto
pesante sulle imprese agricole italiane, in particolare sul
sensibile settore dell'ortofrutta, e soprattutto quelle siciliane,
così come già indicato nella relazione ISMEA;
l'accordo rappresenta una tappa verso la liberalizzazione del
commercio agroalimentare tra UE e Marocco, stabilendo l'aumento
delle quote di scambio per una serie di prodotti che potranno
essere importati a tariffe doganali basse o pari a zero;
infatti, in base all'intesa, che riguarda anche il settore della
pesca, verrà esentato dai diritti di dogana il 55 per cento delle
derrate esportate dal Marocco verso l'Europa, contro il 33 per
cento attuale. Nel giro di dieci anni verrà poi esentato dai dazi
il 70 per cento delle esportazioni europee verso il Marocco, contro
l'1 per cento attuale;
rilevato che:
l'accordo produrrà prevedibili effetti catastrofici per
l'agricoltura italiana e rappresenta un ennesimo aggravio per il
comparto dell'agroalimentare, che sarà ulteriormente penalizzato a
fronte della produzione proveniente da Paesi dove si produce a
bassi costi e non vi sono controlli adeguati;
oltre alla questione riguardante l'inclusione nell'accordo del
Sahara Occidentale, che da anni rivendica l'indipendenza dal
Marocco e rispetto al quale si lamenta la sistematica violazione
dei diritti umani ai danni del popolo Sarawi, oltre al problema
riguardante la pesca, sia perché le liberalizzazioni creano
ulteriori danni al già provato settore ittico italiano, sia perché
in questo modo si apre la strada a un ulteriore sfruttamento degli
stock ittici del già sovrasfruttato Mediterraneo, il problema
principale, comunque, riguarda l'impatto dell'accordo UE-Marocco
sui piccoli agricoltori e in particolare sul settore ortofrutticolo
dei Paesi dell'Europa mediterranea; specie in un contesto come
quello italiano, in cui già il settore ortofrutticolo subisce una
drastica contrazione dei prezzi all'origine;
l'accordo che è stato concluso, secondo le associazioni degli
agricoltori maggiormente rappresentative, provocherà infatti
ripercussioni drammatiche sull'occupazione nelle zone rurali
dell'UE, causa, tra le altre, l'aumento dei prodotti agricoli
provenienti dal Marocco;
considerato che:
se nelle intenzioni della maggioranza dei deputati del Parlamento
europeo l'accordo commerciale con il Marocco ha l'obiettivo di
sostenere la transizione democratica che è iniziata con la
Primavera araba attraverso un incremento del commercio fra l'UE e
il Marocco, di fatto esso apre tuttavia - allo stato attuale delle
cose - un evidente problema di distorsione del mercato legato alle
differenti condizioni del lavoro esistenti in Europa e in Marocco;
le aziende ortofrutticole italiane si troveranno in realtà a dover
competere con produzioni provenienti da un contesto nel quale il
lavoro non è tutelato a livello sindacale e i costi produttivi e
della forza lavoro sono di pochi euro al giorno, e comunque molto
più bassi rispetto ai nostri standard;
quello sottoscritto è, quindi, un accordo squilibrato che non
salvaguarda i principi di reciprocità delle condizioni produttive
che devono essere alla base di qualsiasi intesa, bilaterale e non,
che l'UE voglia fare con i Paesi terzi. Reciprocità che garantisca
agli operatori economici di ciascun Paese la possibilità di
competere, con pari condizioni di concorrenza; le produzioni
italiane, come è noto, devono rispettare parametri e standard
imposti dall'UE, ad esempio in materia di protezione ambientale,
condizione dei lavoratori e sicurezza alimentare;
in base a questo accordo le produzioni, in particolare siciliane e
meridionali, finiranno col subire la concorrenza di mercati non
soggetti agli stessi vincoli normativi, che affrontano costi di
manodopera certamente inferiori, con prezzi di vendita
conseguentemente molto più bassi e se, da un lato, devono essere
giustamente rispettati i trattati e le regole dell'UE, che già oggi
determinano sofferenze nei settori della pesca e dell'agricoltura,
dall'altro è contraddittorio e inaccettabile che la stessa UE metta
gli Stati membri nelle condizioni di subire la concorrenza,
sostanzialmente sleale, di mercati diversamente strutturati con il
rischio che ci sia l'invasione di prodotti ortofrutticoli a
bassissimo prezzo provenienti dal Marocco, a tutto vantaggio dei
Paesi dell'Europa continentale e con gravissimi danni per le
economie dei Paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo;
constatato che:
la Sicilia sta già pagando il prezzo più alto, rischia di perdere
l'intero comparto agroalimentare e la catastrofe sta toccando,
oltre il settore agrumicolo che rischia letteralmente di scomparire
nell'arco di pochissimo tempo, tutte le produzioni;
le produzioni ortofrutticole siciliane sono simili a quelle del
Marocco, non solo per tipologia ma anche per il medesimo calendario
di commercializzazione. Le produzioni in Marocco di pomodoro,
peperoni, zucchine, fragole, ed arance aumentano vertiginosamente,
pronte ad aggredire sempre di più il mercato comunitario a danno
delle produzioni siciliane e altre produzioni si apprestano ad
invadere il nostro Mercato come uva da tavola, patate, meloni ed
angurie,
impegna il Governo della Regione
ad intraprendere azioni forti e risolutive, nelle sedi nazionali
ed europee volte, a:
- attivare le misure di salvaguardia previste dall'art.7 ACCORDO
UE-MAROCCO;
- monitorare gli sviluppi dell'Accordo commerciale e a minimizzare
le conseguenze negative sulle produzioni sensibili conseguenti
l'accordo, evitando eventuali frodi e violazioni;
- assicurare che, nell'ambito delle riforme della politica
agricola comune e della politica comune della pesca, alle questioni
della crescita economica e dello sviluppo competitivo
dell'agricoltura mediterranea siano date adeguate risposte da parte
delle istituzioni europee;
- rinegoziare con la Comunità Europea forme di indennizzo per i
danni subiti dall'Accordo UE-MAROCCO sulle seguenti direttive:
a) quote latte;
b) ristrutturazione dei debiti a breve medio e lungo termine
assunti dalle aziende zootecniche a causa di investimenti
pregressi;
c) elevare il limite del de minimis da 7500 euro per l'azienda
primaria e 200.000 euro per le aziende che effettuano
commercializzazione a 50.000 euro e 500.000 euro;
- ad adoperarsi, in sede nazionale, al fine di salvaguardare,
tutelare e promuovere il sistema ortofrutticolo nazionale e, più in
generale, il BORN in SICILY». (49)
Onorevoli colleghi, alla suddetta mozione chiedono di apporre la
propria firma gli onorevoli Cordaro, Milazzo, Falcone, Vinciullo,
Fiorenza, Lo Sciuto e Sorbello.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
questa mozione riguarda, mi permetto di dire, quell'assurdo
distruttivo accordo che due anni fa fece la Comunità Europea.
In un primo momento, pensavamo che l'accordo Euromediterraneo, che
favoriva l'ingresso dei prodotti dal Marocco, riguardasse solamente
un comparto e, a mio avviso, in un primo momento non si è avvertita
la gravità del percorso intrapreso, che riguardava, appunto,
solamente il comparto delle arance, degli agrumi.
Questa mozione è un po' datata, è stata presentata a marzo, a
quasi un anno dalla stipula dell'accordo fatto a Bruxelles e la
nostra agricoltura, in forza di questo accordo, verrà distrutta
totalmente.
Penso che questo Parlamento, insieme al Governo, abbia una
possibilità per salvare l'agricoltura siciliana, e cioè rimettere
in discussione quest'accordo. Da tempo se n'è discusso.
Signor Presidente, mi permetto di dire che ritengo di aver
individuato un percorso, perché non ci sono altri precedenti, né in
quest'Assemblea né nel nostro Paese, perché ovviamente
quest'accordo tocca solamente la Sicilia perché, per tipologia
produzione, per calendarizzazione delle produzioni, solo la Sicilia
viene toccata perché solo la Sicilia produce quel tipo di prodotto
nello stesso periodo.
Signor Presidente, noi siamo partiti attenzionando gli agrumi e li
abbiamo distrutti, ed esiste un rapporto dell'ISMEA catastrofico su
questa vicenda.
Vi prego, pertanto, onorevoli colleghi, di prestare un attimo di
attenzione perché abbiamo davvero la possibilità di salvare la
nostra agricoltura.
Tra un anno, tra due anni, non resterà nulla e non potrà esserci
nessun altro tipo di intervento per salvare l'agricoltura siciliana
perché, quando la competitività e la competizione avvengono con un
Paese che invade i nostri mercati, e li invade con gli stessi
prodotti che vengono dalla Sicilia nello stesso periodo, ad un
decimo del costo, distruggerà tutto e non ci sarà salvezza neanche
per le viti della provincia dell'onorevole Fazio.
Sono partiti con gli agrumi, immediatamente dopo hanno continuato
con il pomodoro da mensa, dopo sono passati ai legumi e ora stanno
impiantando le viti per milioni e milioni di ettari. Prodotti che
hanno, in questo anno, già invaso i mercati del nord Europa, quelli
che erano i nostri mercati, i mercati dei nostri produttori e dove
i nostri prodotti, giorno dopo giorno, perdono competitività.
Se noi non riusciamo a mettere la parola fine a tutto questo
morirà tutto, e morirà tutta la nostra agricoltura, e lo possiamo
fare perché per fortuna - e questo è il lavoro che abbiamo fatto
per cui non ci sono precedenti, né in questa Assemblea né altrove -
abbiamo individuato nell'articolato, proprio l'articolo 7, che ci
permette di poter rimettere in discussione l'accordo.
Significa che, per alcune problematiche che riguardano il nostro
comparto, ad esempio le quote latte, ma anche per la zootecnica, si
prevede la possibilità di rivedere i debiti delle imprese e tutta
una serie di cose che sono bloccate dalla Comunità Europea e che
servono al nostro comparto. Almeno rimettiamo in discussione
questo, ossia l'essenziale per poterci difendere, altrimenti da qui
a un paio di anni la nostra agricoltura non esisterà più perché non
troverà mercato.
E quando noi pensiamo che il problema è dei prodotti che arrivano
nella nostra Regione dalla Tunisia, dal Marocco o non so da dove, è
un falso problema. A loro non interessa portare i prodotti qui,
bensì nel nord Europa, in quelli che erano i nostri mercati, erano
le nostre realtà, dove però vengono venduti a prezzi importanti.
Quindi, signor Presidente, è una grande scommessa questa, è la
scommessa di tutti. Io la affido a lei e all'assessore che
ringrazio. Mi dispiace che non sia presente il Presidente della
Regione, ma avrò modo di invitare anche lui a sposare questa causa.
A noi serve l'applicazione di questo articolo 7 per poter ottenere
l'essenziale perché, credetemi, nell'arco di due anni non ci sarà
parte dell'agricoltura della Sicilia, perché prima ha toccato
Catania con il settore agrumicolo, dopodiché è passata nella zona
dell'area trasformata di Ragusa, Siracusa e così via, ed ora, a
seguire, ci sarà la zona di Trapani con la vite e con l'uva:
distruggeranno la nostra agricoltura
Noi l'abbiamo fatto questo lavoro, l'abbiamo fatto in Commissione,
lo offriamo a questa Aula e lo offriamo a lei, signor Presidente.
Io sono uno di quei parlamentari che crede di trovare
soddisfazione nel ruolo di parlamentare semplice, sono uno di
quelli che non vuole fare l'assessore, che non vuole fare il
Capogruppo, che non vuole fare il Presidente dell'Assemblea, non
voglio fare nulla, ed ho sempre detto al Presidente Crocetta che
sono qui per appoggiare il suo Governo, credo nell'attività di
parlamentare e spero di dare un contributo serio all'agricoltura
insieme a lei ed insieme ai miei colleghi. Questa é la madre di
tutte le battaglie, qui si misurerà la capacità nostra di salvare
davvero l'agricoltura della nostra Isola.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
colgo l'occasione per ringraziare ancora una volta - già l'ho fatto
in Commissione - l'onorevole Dipasquale, perché questa mozione è
stata particolarmente apprezzata, ed il fatto che riporti le firme
dei colleghi di tutti gli schieramenti politici che fanno parte
della Commissione ne è il giusto dire.
Io credo che questa mozione, in qualche modo, apre anche un
ragionamento rispetto agli accordi comunitari che hanno visto le
nostre eccellenze, che sono quelle chiaramente enogastronomiche,
che poi si ripercuotono a livello turistico su quella che è la
nostra spina dorsale fatta di agricoltura, di pesca, di ortofrutta
e di allevamento, e frutto probabilmente di una politica che è
stata superficiale considerato quello che stava accadendo in
Europa, e abbiamo così perso la possibilità di detenere ancora
quella barra di comando che in Sicilia potevamo avere.
Oggi i nostri prodotti sono messi al pari di altri che non hanno
la stessa qualità, che non possono avere lo stesso prestigio e che
spesso, per delle azioni che sono state definite da più parti
quelle di agropirateria, chiaramente poi diventano in qualche modo
figli della nostra Terra, anche quando non sono coltivati e quindi
raccolti dalla nostra Terra, con una truffa abbastanza palese e
conosciuta un po' da tutti.
Apro un ragionamento perché questi accordi comunitari vanno
chiaramente ridiscussi, questo Parlamento non può impegnare nessun
Governo Europeo e nessun Parlamento Europeo a farlo però potremmo
dare mandato al Presidente della nostra Regione - ma anche noi
stessi - di poterci interfacciare con i Parlamentari europei. E per
questo chiedo alla Presidenza se c'è la possibilità di organizzare
un incontro con i Parlamentari Europei siciliani, per raccontare
quello che sta avvenendo nel vivo, visto che noi siamo più presenti
nel territorio e conosciamo meglio le istanze, così da dare loro
quella che potrebbe essere una risoluzione da portare al Parlamento
Europeo per ridiscutere quei termini, cosa che me sembra doverosa
nei confronti di chi, ogni giorno, si alza e duramente lavora la
terra rendendo nobile quello che significa essere siciliani.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, mi farò promotore di questo
incontro perché mi sembra un ottimo percorso, senza escludere che,
dovendo incontrare a breve il Presidente del Parlamento Europeo per
altre ragioni, mi farò carico anche di questa problematica.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, anche
io come i colleghi che mi hanno preceduto credo di essere
fermamente convinto che questa mozione possa aiutare a venire
incontro alle grosse difficoltà che le aziende agricole e
zootecniche, per essere chiaro, stanno vivendo in questo momento in
Sicilia, perché il problema riguarda tutto il comparto
dell'agricoltura, quindi dagli agrumi alla zootecnia.
Però, senza voler fare polemica con il Governo, vorrei richiamare
il Governo al rispetto di quelle che sono le determinazioni prese
da questa Assemblea, tanto è vero che il 13 giugno del 2012 questa
Assemblea ha approvato un ordine del giorno da me presentato dove,
nel chiedere notizie sull'accordo che la Comunità Europea aveva
fatto con il Marocco in tema di sgravi doganali, invitava il
Governo della Regione ad adottare presso il Governo nazionale e
comunitario tutte le iniziative atte a contrastare questo accordo
che rappresenta per l'agricoltura siciliana una catastrofe dai
risvolti inimmaginabili, ad intervenire con una seria politica di
contrasto all'invasione del prodotto agricolo marocchino sui
mercati nazionali a tutela dell'intero comparto agricolo siciliano,
a prevedere interventi a sostegno degli agricoltori siciliani onde
evitare di vedere distrutta una delle fondamentali ricchezze
dell'economia regionale .
Ora torniamo sullo stesso argomento. Credo che sia importante
riaffrontare lo stesso tema. Ma Presidente, che senso ha che questa
Assemblea, questa sera, ancora una volta, affronta questo
argomento, che questa Assemblea ancora una volta è chiamata a
parlare di un argomento che sta a cuore a tutta l'Assemblea se i
due Governi che abbiamo avuto dal 13 giugno 2012 ad oggi non si
sono assolutamente resi protagonisti di quello che era un impegno
che l'Assemblea aveva assicurato loro.
Quindi io, nell'invocare l'intervento da parte del Governo a
tutela dell'agricoltura siciliana, vorrei spingere lei, signor
Presidente, a fare in modo che questa Assemblea, attraverso lei che
ci rappresenta tutti, possa vigilare sull'azione del Governo. Il
Governo non può pensare, da una parte, di venire qui ogni tanto,
parlare e affrontare gli argomenti e poi non rendersi conto di
quelle che sono le necessità e di quelli che sono i problemi che
l'agricoltura siciliana ha; anche perché vorrei ricordare che
questa mozione, per tanti aspetti, è simile ad un'altra che abbiamo
approvato il 15 febbraio 2012, la numero 646 di cui in questo caso
io ero il secondo firmatario, Iniziative a sostegno
dell'agricoltura siciliana , in cui ancora una volta si viene ad
affrontare il problema legato a questo accordo che il Parlamento
europeo aveva autorizzato il 16 febbraio del 2012 sulla liberazione
dei prodotti agricoli dei Paesi del nord Africa.
Pertanto, Presidente, nel ringraziarla per avere messo ancora una
volta all'ordine del giorno di questa Assemblea il problema
scottante relativo all'agricoltura, che è il settore trainante
insieme al turismo e all'industria della nostra economia e da cui
potrà derivare secondo me e secondo un po' tutti gli economisti un
futuro importante per i nostri figli, la vorrei, però, invitare a
consegnare - cosa che potrei fare anche io - la mozione approvata
da questa Assemblea all'assessore per l'agricoltura in maniera tale
che l'assessore possa prendere atto di quella che era la volontà
del Parlamento e pensi di poterla applicare nell'interesse di
tutti.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche io sento il
bisogno di dare il mio contributo a questo intervento in Aula
perché riguarda uno degli assi più importanti della Sicilia:
l'agricoltura.
Certamente c'è una grande crisi, l'assessore conosce
perfettamente, penso, quello che vive oggi l'agricoltura siciliana.
Fa bene a puntare sul marchio siciliano, sul born in Sicily', fa
bene a raccogliere sul territorio le iniziative, ma soprattutto è
interessante la nuova ipotesi di lavoro che riguarda la nuova
programmazione perché, secondo me, a questo punto bisogna far
capire veramente alla base e in tutte le Province siciliane che
questa volta la programmazione può partire dai territori, per
migliorare, per dare spinta alle peculiarità territoriali e - scusi
assessore se mi permetto - forse lei dovrebbe utilizzare gli uffici
della Regione Siciliana, quali le condotte e altri uffici, per fare
sì che questa idea passi sul territorio perché non bastano più gli
incontri con i sindaci, non bastano più le presenze fugaci e poi si
va via, si torna in assessorato.
Bisogna fare sì che, questa volta - siccome è l'ultima
programmazione importante che ha la Sicilia, e quindi non possiamo
permetterci il lusso di sbagliare - si accendano i riflettori e far
capire a chi oggi è nelle condizioni di notiziare e di offrire
quella possibilità per i prodotti siciliani, soprattutto quelli
riguardanti le province che vivono di agricoltura e anche quelle
che non vivono di agricoltura, di puntare in modo specifico sul
proprio territorio.
Se questa cosa non passa, se questa cosa non si fa capire, ancora
una volta correremmo il rischio di avere un programma di sviluppo
rurale, il famosissimo PSR, dove tanti fondi non sono stati spesi,
dove tantissimi territori in queste isole non hanno potuto
avvantaggiarsi di avere finanziamenti, e questa è una cosa molto
grave, perché io ritengo che non possiamo più permetterci il lusso
di rimandare soldi in Europa.
In ultimo, caro assessore, mi preme avere una risposta da lei. In
provincia di Ragusa, un po' di tempo fa, c'è stata una bruttissima
catastrofe ambientale l'Athos, il cosiddetto Athos. E' diventato
come un aereo che non riesce ad atterrare questo Athos, perché da
una parte si vede che gira nell'aria ma nessuno sa che fine hanno
fatto questi fondi ed è giusto, con estrema chiarezza, che in
questa Aula venga detto dove sono finiti i fondi dell'Athos, perché
tantissimi produttori agricoli che hanno subito un danno enorme,
non solo nelle strutture ma anche nella produzione, capiscano e
devono sapere, perché non vi è nulla di più antipatico che essere
incontrati lungo le strade, lungo le campagne e i cittadini ti
chiedono, gli imprenditori chiedono che fine hanno fatto i fondi
per l'Athos. Quindi, stasera chiedo a lei di fare estrema
chiarezza.
Tuttavia, se potesse servire, se fosse utile, io penso che noi
rappresentanti di province siciliane potremmo anche renderci utili
con incontri mirati, che valgono per l'agricoltura, per
l'ortofrutta, per la zootecnia, per la floricoltura, per tutto
quello che serve per fare sì da non perdere più questo treno,
perché io ritengo che è indispensabile, in questo momento,
accendere i riflettori su questa agricoltura siciliana che patisce
una grandissima difficoltà.
Non so se avete avuto modo di vedere, ieri sera, una trasmissione
televisiva molto importante quanto pesante. Addetti
all'agricoltura, oggi, si vedono pignorare le case perché non sono
più nelle condizioni di pagare i debiti.
Allora, se non è la politica, se non è il Governo, se non siamo
noi che, per tanto tempo abbiamo gridato tutti E' arrivata la
rivoluzione , se non siamo noi a guidare questa rivoluzione io
penso che per l'agricoltura siciliana verranno tempi bruttissimi.
Prima di chiudere il mio intervento, volevo anche ricordarle, caro
assessore, che lei, così come da impegno preso, deve fare sì che
vengano controllati nei porti i prodotti di importazione, perché
non è più possibile, non è permesso a nessuno, che tanti prodotti
che non appartengono a questa terra, la Sicilia, vengano scambiati
per prodotti siciliani. Questa è una cosa inaccettabile, non la
accetta più nessuno, quindi ci aspettiamo da lei risposte certe.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stato uno dei
primi a firmare la mozione illustrata dall'onorevole Dipasquale
all'inizio. Volevo solo aggiungere che, a differenza di quanto
ritiene il collega, il problema non è solo quello dei mercati
europei, soprattutto il Nord Europa che stiamo perdendo, il
problema è anche l'invasione nelle nostra frontiere di questi
prodotti che poi, molto spesso, con un cambio solo di adesivo,
diventano, fraudolentemente, prodotti siciliani.
I controlli sono quasi inesistenti. Abbiamo chiesto più volte che
il Governo regionale si facesse portavoce, presso le autorità
competenti, della necessità di intensificare questi controlli, così
come, nel corso di una interpellanza presentata quasi all'inizio di
questo mandato, mi ero permesso di dire che il Governo regionale
dovesse farsi anche alfiere di una contrattazione con la grande
distribuzione che ci strozza sempre di più.
Devo dire in Aula - signor assessore non me ne voglia - che la
risposta burocratica, fornita per iscritto a distanza di mesi,
ovvero che non rientra tra i compiti dell'assessorato, mi ha deluso
molto. Non rientrerà tra i compiti istituzionali dell'assessorato,
ma onestamente credo che sia una delle cose più importanti dal
punto di vista politico, una di quelle battaglie che un Governo
serio si debba necessariamente intestare.
Dopo una parentesi, non dico felice, tra l'anno scorso e l'inizio
di quest'anno, grazie non a una ripresa dei prezzi, ma a una non
discesa dei prezzi alla produzione oltre una soglia vitale, adesso
siamo alla catastrofe: soprattutto i prodotti ortofrutticoli
rimangono sulla pianta perché non conviene nemmeno più procedere
alla raccolta.
Le chiusure delle aziende si moltiplicano; le esecuzioni
immobiliari forzate diventano ormai centinaia; come pure le vendite
all'asta dei beni degli agricoltori, anche delle prime case, con il
rischio poi di epiloghi tragici come quelli avvenuti alcuni mesi fa
a Vittoria e un altro si preannuncia purtroppo - speriamo di
sbagliarci - a Cava d'Aliga, nella vicina Scicli, che dovrebbero
allertare sempre di più una classe politica seria.
Sul ciclone Athos, egregi assessori, io ho fatto ben tre
interpellanze ad oggi prive di risposta. Colgo l'occasione
dall'invito formulato poc'anzi dall'onorevole Ragusa, per
aggiungere anche il mio; non è all'ordine del giorno oggi e non
vedo perché non venga calendarizzato.
Su questo, però, si deve parlare chiaro: se questi fondi non ci
sono o se sono stati dirottati altrove è bene dirlo Perché dopo
che gli agricoltori sono stati illusi, dopo che l'ispettorato
agrario, soprattutto di Ragusa, ha impegnato i suoi funzionari per
mesi nella ispezione di queste pratiche, è veramente inconcepibile
che a distanza di oltre un anno ci sia il silenzio e il buio più
assoluto su questa vicenda. Occorre una parola chiara Se queste
somme si sono perse, se non ci sono più, non sarà colpa di questo
Governo, sarà di quello precedente - io non penso che sia così -
però, qualora fosse, almeno diciamo una parola e vediamo come
trovare un'altra via per venire incontro alle esigenze che ormai
sono improcrastinabili; perché poi - ricordiamocelo tutti - dal
tracollo dell'agricoltura deriva il tracollo di tutte le altre
attività, compresa l'edilizia, che non è un'attività primaria come
lo è essenzialmente quella agricola, che soprattutto in alcune
province, come quella di Ragusa, costituisce l'asse portante della
nostra economia.
PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare.
Ha facoltà di parlare l'assessore Cartabellotta.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari. Il
tema oggetto della mozione è una di quelle questioni che riguardano
il futuro dell'agricoltura. Ma non perché l'accordo UE - Marocco
sia uno spot, perché è una di quelle cose che, spesso, vengono
declassate a fatto tecnico, quando di tecnico hanno ben poco.
L'accordo UE - Marocco, di fatto, aumenta la quantità di merce
marocchina che può entrare in Europa. E a conferma di quello che
diceva l'onorevole Dipasquale, qui il problema non è il pomodoro
che arriva in Sicilia dal Marocco: tanto è vero che ho la
certificazione delle dogane che gli scambi di pomodoro che esistono
tra il Marocco e la Sicilia, da quando è entrato in vigore
l'accordo, sono addirittura diminuiti o sono prossimi allo zero.
Il problema è che la merce proveniente dal Marocco ha fatto una
competizione sul piano nazionale e sul piano internazionale.
Già con una relazione abbastanza profonda, l'ISMEA, l'Istituto di
Studi del Mercato Agricolo, aveva evidenziato al Governo nazionale,
la cui voce alcuni anni fa rimase ovviamente voce sorda a
Bruxelles, di quello che sarebbe significato l'accordo con il
Marocco.
Il Marocco ha messo a coltura quasi un milione di ettari in
irriguo, ha coltivato tutta una serie di superfici con orticole,
con agrumi; nel giro dei prossimi anni usciranno fuori altre
quantità di produzioni ortofrutticole e, quindi, nei prossimi mesi,
l'aggressione sui mercati - non tanto regionali, quanto nazionali e
internazionali - andrà a fare forte competitività con chi?
Con le produzioni che sono primizie, nella fattispecie con le
produzioni della Sicilia.
Di questa cosa mi ero da poco insediato ne avevo parlato con il
Commissario europeo all'agricoltura Ciolos il quale ebbe a dire le
leggi ci sono e li rispettano e si rispetta, dovete chiedere alle
vostre dogane un profondo rispetto di queste cose, ma è chiaro che
i controlli doganali aprono sicuramente uno spaccato particolare,
nel senso che qua il vero problema è che su cento chili di merci
che entrano spesso una buona parte si dice che è andata deperita
per cui il contingente di merce che poi deve andare a completare o,
meglio, a saturare quello massimo ammesso, non viene raggiunto mai.
Questa mozione è chiaro, che impegna il Governo, è sicuramente il
frutto di tutta l'Assemblea regionale per riporre di nuovo con tema
l'applicazione dell'articolo 7, soprattutto che i segnali sui
prezzi del mercato ortofrutticoli non sono sicuramente molto
incoraggianti e soprattutto sul fatto che siamo alla vigilia di
nuovo di campagna, di pomodoro, di agrumi e di tutto il resto, che
sicuramente andranno ad ingolfare parecchio la situazione dei
mercati nazionali ed internazionali.
Colgo l'occasione per rispondere quello che ho detto più volte sul
ciclone Athos: voi sapete che la normativa regionale prevedeva che
la Regione anticipava le somme e il Ministero restituiva.
Nella fattispecie lo scorso anno quando si parlò del ciclone Athos
si parlava di una restituzione che era pari a 100 milioni di euro
che stava entrando nelle casse della Regione, trattandosi
ovviamente di residui attivi che non potevano essere impegnati in
questa fase di crisi economica finanziaria, il ciclone Athos allo
stato attuale non ha prospettiva di essere liquidato, fino a quando
non ci saranno ulteriori ristori da parte del Ministero che
andranno a coprire le ulteriori anticipazioni.
Voglio chiudere questo intervento ricordando una cosa: vede, caro
Presidente, in questo momento la città di Palermo è invasa da
questi prodotti che non sono più nascosti perché in questi prodotti
c'è scritto prodotto del Messico', ce li troviamo in tutta la
città di Palermo, sono limoni, ce li ritroviamo nel bar
dell'Assemblea regionale. Sono limoni del Messico e niente di
strano che anche stasera li troverò a casa mia perché mia moglie
non si sarà accorta che comprava limoni del Messico.
Questo per dire come qua il problema non è più che arriva merce e
viene spacciata come siciliana sono limoni che arrivano ci mettono
pure il bollino Messico' ce li mangiamo non ce ne accorgiamo, ci
dimentichiamo che a pochi chilometri da qui, Bagheria, Acireale,
sono piene di limoni, credo che da questa riflessione debba passare
un approccio diverso che riguarda il nostro modo di consumare,
perchè se oggi l'agricoltura su determinate cose va giù è perché i
primi noi consumatori siciliani, questo il motivo per cui ho voluto
promuovere l'accordo Profeti in patria', perché, se non diventiamo
noi promotori della nostra qualità, sicuramente non andremo da
nessuna parte.
Oggi il Marocco non viene più in Sicilia onorevole Dipasquale, ci
viene il Messico che ha prodotti a prezzi ancora più bassi e
riempiono una di quella città che era l'emblema delle granite e dei
limoni.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cartabellotta
CRACOLICI. Onorevole?
PRESIDENTE. Non era un'offesa, ma un augurio.
Pongo in votazione la mozione n. 49 Iniziative per attivare le
misure di salvaguardia previste dall'art. 7 dell'accordo tra
l'Unione Europea e il Marocco e promuovere il Born in Siciliy'
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
CRACOLICI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare per manifestarle in maniera pubblica la mia richiesta, la
richiesta dei firmatari di una interpellanza urgente che ieri
abbiamo fatto e abbiamo depositato presso gli uffici della
Presidenza, per chiedere che l'assessore Marino venisse in Aula con
urgenza.
Quindi, chiedo alla Presidenza di definire con una certa urgenza,
nel calendario dei lavori per riferire all'Aula e al Parlamento
tutto, rispetto alle dichiarazioni che l'assessore Marino ha fatto
a mezzo stampa venerdì scorso e pubblicate nei giornali tra venerdì
e sabato scorso.
Credo che quelle dichiarazioni, alcune affermazioni lì contenute,
non erano molto comprensibili almeno a chi come me ha seguito
alcune questioni relative al tema delle fonti alternative, in
particolare degli impianti eolici, delle utilizzazioni che via via
si sono date e si stanno dando, ma soprattutto c'erano in quelle
dichiarazioni alcune considerazioni relative a fatti illeciti e a
pressioni illecite che sono in corso e che operano nei confronti
dell'Assessorato Industria. Per la verità, l'assessore Marino
faceva riferimento anche ad atti parlamentari considerandoli
inutili.
Ora, io penso che gli atti parlamentari, in quanto tali, sono
sacri, definire un atto sacro inutile, diciamo lo considero un
errore.
Tuttavia, non voglio qui anticipare una discussione di merito,
però, le questioni poste dall'Assessore Marino, anche in virtù
della sua professione pregressa all'incarico di Governo assunto, in
quanto magistrato, impongono a questo Parlamento di conoscere de
visu le ragioni e soprattutto le persone eventualmente
identificabili, se politici e anche, laddove non fossero politici,
relativamente alle denunce da lui fatte, poiché quelle denunce mi
inquietano a partire dalla questione dei termovalorizzatori e del
ruolo di alcune imprese siciliane per gli interessi che gravitano
attorno a quella vicenda, penso che sia utile e necessario che il
popolo siciliano sappia, attraverso il Parlamento, le questioni che
in qualche modo sono state oggetto di informazioni a mezzo stampa.
Le chiedo pertanto di calendarizzare con una certa urgenza, poi
noi, come lei sa, e credo che l'Ufficio di Presidenza e la
Conferenza dei Capigruppo abbia già calendarizzato una mozione da
noi, Gruppo PD, presentata all'Assemblea regionale, relativamente
alla questione eolico', ma - ripeto - c'è una questione eolico'
ed è oggetto della mozione; c'è una dichiarazione dell'Assessore
Marino, scaturita anche a seguito della presentazione di quella
mozione che credo meriti un dibattito parlamentare più attento e
più approfondito.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, proprio in considerazione
dell'urgenza da lei prospettata integro il calendario dei lavori
con l'interpellanza n. 104 Chiarimenti urgenti circa la
realizzazione di impianti ad energia alternativa , interpellanza
rivolta al Presidente della Regione e a all'Assessore per l'energia
e i servizi di pubblica utilità a firma Cracolici, Gucciardi.
Chiaramente sarà mia cura interloquire con l'assessore Marino o
direttamente con il Presidente perché si apra il dibattito e si
riferisca in Aula su questa interpellanza.
FOTI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini, il mio
Gruppo oggi è orfano di una mozione che era stata calendarizzato in
Conferenza dei Capigruppo.
In maniera pacifica abbiamo parlato con l'assessore che ci diceva
di suoi improrogabili impegni, proprio in questi giorni sta vivendo
dei ritmi molto intensi, per cui ci ha chiesto di rimandare di
qualche tempo, tempi ristretti - ci auguriamo - la discussione su
una mozione che tratta di un argomento che ai siciliani interessa
parecchio, che è quello sulla riduzione dei rifiuti indifferenziati
in Sicilia, con una serie di passaggi, che sarebbero determinanti,
che l'Assemblea oggi ratificasse perché tutti quanti in campagna
elettorale abbiamo parlato di riduzione dei rifiuti, di sviluppo di
questo comparto, inteso non unicamente come un problema da
risolvere ma come una risorsa da valorizzare. Chiedo l'attenzione
dell'assessore Cartabellotta, perché non si può unicamente pensare
che tutti i rifiuti siano un problema, ma ci sono risorse da
valorizzare come i rifiuti organici.
Volevo dire agli altri deputati di prepararsi, di leggere con
attenzione, questa mozione nei suoi passaggi più importanti, per
potere essere preparati quando l'Assessore Marino ci consentirà di
potere esprimere e fare sapere ai siciliani chi vuole veramente che
si sviluppi un'impresa attorno alla gestione o che sia unicamente
appannaggio di discariche o un modo per accumulare soldi per il
Conai, che non ci distribuisce in modo equo quanto accumula.
Vorremmo anche che questo passaggio avvenisse prima che i comuni -
che ora stanno iniziando a redigere i piani di intervento -
facciano delle gare e ci vincolino per sette anni magari a qualche
gara con sistemi di raccolta e altri trucchetti che ci tengano
bassi nelle percentuali dei rifiuti e che non permettano lo
sviluppo di un'economia, che viene indicata nella mozione, che può
essere l'economia del recupero delle derrate alimentari.
Sappiamo che moltissimi rifiuti - chiamati rifiuti - oggi sono
alimenti che potrebbero essere distribuiti attraverso
un'organizzazione efficiente con le associazioni di volontariato.
L'apertura dei centri di uso, preparazione e riuso, quindi di
riparazione, in ogni comune, che si preveda una seria diffusione
del compostaggio domestico, perché avere relegato la frazione
organica a rifiuto ci ha fatto dimenticare le nostre tradizioni
contadine. Fino a qualche decennio fa compostare i propri rifiuti
organici era una cosa del tutto normale oggi invece no. Con questa
etichetta di rifiuti si è demonizzato qualsiasi materiale
biodegradabile.
All'interno di questa mozione ci sono diversi scorci su queste
attività che compongono il mosaico e che ci possono portare verso
una valorizzazione dei rifiuti. Un'altra cosa che vorrei dire è che
nella mozione si fa un accenno ai green procurement.
Signor Presidente, se la stessa pubblica amministrazione non si
fornisce di questi manufatti provenienti dal mercato del riciclo, a
chi devono vendere le aziende? Come possono investire in questo
settore, se poi, perfino la pubblica amministrazione, non acquista
con un minino del 30 per cento - come già la legge ci dice - di
questi manufatti provenienti dal mercato delle materie prime e
seconde? Se neppure l'Assemblea siciliana si fornisce di questi
manufatti non lo faranno neanche gli altri. Ecco, noi dovremmo dare
il buon esempio.
E, poi, tante altre cose. Si parla di tariffa puntuale. Sappiamo
che la Tares ha ammazzato praticamente uno stipendio (per chi ce
l'ha) e ancora deve arrivare la rata di dicembre, l'anno prossimo
forse ci sarà la service tax. Noi dobbiamo dire forte che vogliamo
una tariffazione puntuale, che incentivi i cittadini a produrre
meno rifiuti e meno rifiuti indifferenziati,
Ecco, facciamoci carico di tutto questo, ci aspettiamo
dall'Assessore Marino che presto venga in Commissione a riferirci
sull'impiantistica, ma che ancor prima si affronti questo discorso
in Aula. Pertanto, lo consideriamo questo un arrivederci veloce.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, anche su questa mozione il diretto
interlocutore è l'assessore Marino. Devo evidenziare al riguardo
che, proprio ieri, in Conferenza dei presidenti dei gruppi
parlamentari, alla presenza del Presidente della Regione, si è
sottolineata la necessità di un maggiore raccordo con gli Uffici di
questa Presidenza per garantire preventivamente la presenza degli
Assessori in relazione ai singoli rami di amministrazione, al fine
di disciplinare meglio l'attività ispettiva e di indirizzo.
Anche per questa mozione del rappresentante del Movimento Cinque
Stelle, mi farò interlocutore, quindi, sempre con l'assessore
Marino, perché al più presto venga in Aula impegnandosi a svolgere
il suo ruolo istituzionale anch'esso improrogabile, per evitare
come spesso accade che egli viceversa sia costretto a scrivere
delle note in cui fa presente la sua impossibilità a presenziare i
lavori d'Aula.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 2
ottobre 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Modifica dell'articolo 15 della legge regionale 16 maggio
1978, n. 8 e successive modifiche ed integrazioni. (n. 311/A)
(Seguito)
Relatore: on. Fazio
2) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
libertà civili, politiche, economiche e sociali'. (n. 223/A)
3) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
III - Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
siciliano, sui progetti di legge costituzionali nn. A.S. 42 e A.S.
363 concernenti modifiche dello Statuto della Regione in materia di
procedure per la modifica dello Statuto medesimo
IV - Discussione della mozione:
N. 59 - Interventi urgenti per la modifica dell'attuale
Piano di gestione dei rifiuti e per la riduzione dei
rifiuti indifferenziati in Sicilia.
(11 marzo 2013)
FOTI-CANCELLERI-CAPPELLO -
CIACCIO-CIANCIO- FERRERI-
LA ROCCA-ZITO- MANGIACAVALLO-
PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-
- VENTURINO-ZAFARANA
V - Discussione della mozione:
N. 101 - Rimodulazione e nuova assegnazione dei fondi di
spesa comunitaria dell'ASSE 3 del P.O. F.E.S.R.
Sicilia 2007 - 2013 per evitare il disimpegno
automatico delle somme e migliorare l'offerta
turistica in Sicilia.
(19 aprile 2013)
CIMINO - GRASSO - LANTIERI - GIANNI
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 105 - Iniziative per il rilancio dell'autodromo di
Pergusa (EN).
(26 aprile 2013)
MUSUMECI - LANTIERI - FORMICA - IOPPOLO
VII - Discussione della mozione:
N. 64 - Soppressione dell'ente Porto di Messina e rilancio
della Zona Falcata'.
(14 marzo 2013)
PANARELLO - LACCOTO - GRECO M. -
MARZIANO
VIII - Discussione della mozione:
N. 93 - Interventi a sostegno delle piccole e medie imprese
siciliane titolari di emittenti televisive locali, per
il rafforzamento tecnologico-organizzativo e la
transizione al sistema digitale terrestre.
(10 aprile 2013)
GRASSO - CIMINO - FIRETTO - LANTIERI -
GIANNI
IX - Discussione della mozione:
N. 123 - Ripristino nel bilancio regionale del gettito
derivante dalle operazioni effettuate in via
telematica dalle imprese di revisione riconosciute ed
autorizzate ad operare, nel territorio siciliano,
dalla competente amministrazione regionale.
(28 maggio 2013)
GRASSO - LANTIERI - FIRETTO - FIGUCCIA
X - Discussione della mozione:
N. 127 - Stabilizzazione dei rapporti di lavoro a tempo
determinato.
(30 maggio 2013)
MAGGIO - GUCCIARDI - CIRONE - MILAZZO A. - GIANNI
XI - Svolgimento, con carattere di urgenza, dell'interpellanza:
N. 104 - Chiarimenti urgenti circa la realizzazione di
impianti di energia alternativa.
(30 settembre 2013)
CRACOLICI - GUCCIARDI
La seduta è tolta alle ore 17.33
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli