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Resoconto d'Aula della Seduta n. 76 di martedì 01 ottobre 2013
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, avverto che del processo  verbale
  della seduta precedente sarà data lettura nella seduta successiva.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Ricordo  altresì  che  anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Discussione del disegno di legge «Modifica dell'articolo 15 della
    legge regionale 16 maggio 1978, n. 8 e successive modifiche ed
                         integrazioni» (311/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  I  dell'ordine   del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  la  discussione del disegno di  legge  «Modifica
  dell'articolo  15  della legge regionale 16 maggio  1978,  n.  8  e
  successive modifiche ed integrazioni» (311/A), posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Ha  facoltà di parlare il relatore, onorevole Fazio, per  svolgere
  la relazione.

   FAZIO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno
  di  legge  che  è presentato dagli onorevoli Cordaro e Ferrandelli,
  ovviamente  di iniziativa parlamentare e non governativa,  è  stato
  esaminato  dalla  Commissione Territorio e  Ambiente  nonché  dalle
  altre Commissioni competenti per materia.
   Si  tratta  di un disegno di legge che ha come obiettivo  primario
  quello  di  accorciare i tempi previsti nell'ambito  di  una  legge
  ormai risalente nel tempo. Mi riferisco, in particolare, alla legge
  del 1978 che prevedeva la realizzazione di impianti sportivi con  i
  contributi pubblici, cioè con i contributi della Regione siciliana.
   Questa norma sanciva espressamente il fatto che la destinazione di
  impianto  sportivo  non  potesse essere mutata  nel  tempo  se  non
  trascorsi 30 anni dalla sua realizzazione.
   Si  comprende bene che forse aveva ragion d'essere un termine così
  lungo,  ma  adesso  le  ragioni  che sostenevano  un  termine  così
  prolungato sono venuti meno.
   La Commissione, peraltro, ha anche svolto un'attività di indagine,
  confrontando  questo  vincolo  con  quelli  che  la  normativa  sia
  regionale  che  comunitaria impone quando c'è il sostegno  pubblico
  nella realizzazione delle infrastrutture.
   Ebbene,  a  ben  guardare, sia la normativa  comunitaria,  sia  la
  normativa  nazionale,  ma anche la normativa  regionale,  in  altri
  comparti  prevede il vincolo di destinazione per le  infrastrutture
  realizzate con i finanziamenti pubblici in un termine massimo di 20
  anni. Addirittura, la Comunità Europea, in materia agricola prevede
  un obbligo di non mutare la destinazione per 10 anni.
   Pertanto,  si  comprende  come  questa  normativa  non   sia   più
  rispondente  alle  esigenze  della  collettività  e  si  cerca   di
  immaginare  cosa  è  successo  nel  frattempo,  tenuto  conto   che
  l'impianto  sportivo  con  il vincolo di destinazione  non  potesse
  essere  mutato  addirittura nel realizzare altro impianto  sportivo
  perché c'era questo vincolo che impediva qualsiasi trasformazione.
   Ecco  perché  questo disegno di legge, accolto dalla  Commissione,
  non  dovrebbe avere alcun ostacolo per la sua approvazione,  tenuto
  conto  del  riscontro  positivo che la collettività  ne  riceve  in
  seguito alla sua approvazione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Fazio,  è  stato  abbastanza   chiaro   ed
  esaustivo, come sempre, dicendo cose che si integrano perfettamente
  con la relazione di accompagnamento al disegno di legge stesso.
   Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione  generale e pongo in votazione il  passaggio  all'esame
  degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Comunico  che  il  termine  per la presentazione  degli  eventuali
  emendamenti è fissato alle ore 12.00 di domani, 2 ottobre 2013.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


  Discussione della mozione n. 49 «Iniziative per attivare le misure di
    salvaguardia previste dall'articolo 7 dell'accordo tra l'Unione
        europea e il Marocco e promuovere il  Born in Sicily »

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  essendo   presente   in   Aula
  l'assessore  Cartabellotta, si passa al  punto  XI  all'ordine  del
  giorno:   Discussione della mozione n. 49 «Iniziative per  attivare
  le misure di salvaguardia previste dall'articolo 7 dell'accordo tra
  l'Unione europea e il Marocco e promuovere il  Born in Sicily »,  a
  firma dell'onorevole Dipasquale ed altri.
   Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   nel  febbraio  2012  è  stato siglato dal  Parlamento  europeo  un
  accordo commerciale tra l'Unione europea (UE) e il Marocco ai  fini
  della  liberalizzazione reciproca dei prodotti agricoli  e  ittici,
  che apre forti dubbi in materia di diritti degli agricoltori, lotta
  contro  le  frodi,  protezione  dell'ambiente  e  delle  norme   di
  sicurezza alimentare;

   questo   accordo   è  stato  sottoscritto,  nonostante   dubbi   e
  perplessità  da  più parte sollevati, con una maggioranza  di  voti
  pari a 369, a fronte di 225 voti contrari e di 31 astenuti;

   l'accordo entrato in vigore a maggio del 2012 ha avuto un  impatto
  pesante  sulle  imprese  agricole  italiane,  in  particolare   sul
  sensibile  settore dell'ortofrutta, e soprattutto quelle siciliane,
  così come già indicato nella relazione ISMEA;

   l'accordo  rappresenta  una tappa verso  la  liberalizzazione  del
  commercio  agroalimentare  tra UE e Marocco,  stabilendo  l'aumento
  delle  quote  di  scambio per una serie di  prodotti  che  potranno
  essere importati a tariffe doganali basse o pari a zero;

   infatti,  in base all'intesa, che riguarda anche il settore  della
  pesca,  verrà esentato dai diritti di dogana il 55 per cento  delle
  derrate  esportate dal Marocco verso l'Europa,  contro  il  33  per
  cento  attuale. Nel giro di dieci anni verrà poi esentato dai  dazi
  il 70 per cento delle esportazioni europee verso il Marocco, contro
  l'1 per cento attuale;

   rilevato che:

   l'accordo   produrrà   prevedibili   effetti   catastrofici    per
  l'agricoltura  italiana e rappresenta un ennesimo aggravio  per  il
  comparto dell'agroalimentare, che sarà ulteriormente penalizzato  a
  fronte  della  produzione proveniente da Paesi dove  si  produce  a
  bassi costi e non vi sono controlli adeguati;

   oltre  alla  questione riguardante l'inclusione  nell'accordo  del
  Sahara  Occidentale,  che  da  anni  rivendica  l'indipendenza  dal
  Marocco  e  rispetto al quale si lamenta la sistematica  violazione
  dei  diritti  umani ai danni del popolo Sarawi, oltre  al  problema
  riguardante  la  pesca,  sia  perché  le  liberalizzazioni   creano
  ulteriori danni al già provato settore ittico italiano, sia  perché
  in  questo modo si apre la strada a un ulteriore sfruttamento degli
  stock  ittici  del  già  sovrasfruttato Mediterraneo,  il  problema
  principale,  comunque,  riguarda l'impatto dell'accordo  UE-Marocco
  sui piccoli agricoltori e in particolare sul settore ortofrutticolo
  dei  Paesi  dell'Europa mediterranea; specie in  un  contesto  come
  quello  italiano, in cui già il settore ortofrutticolo subisce  una
  drastica contrazione dei prezzi all'origine;

   l'accordo  che  è  stato concluso, secondo le  associazioni  degli
  agricoltori   maggiormente  rappresentative,   provocherà   infatti
  ripercussioni  drammatiche  sull'occupazione  nelle   zone   rurali
  dell'UE,  causa,  tra  le altre, l'aumento  dei  prodotti  agricoli
  provenienti dal Marocco;

   considerato che:

   se  nelle intenzioni della maggioranza dei deputati del Parlamento
  europeo  l'accordo  commerciale con il Marocco  ha  l'obiettivo  di
  sostenere  la  transizione  democratica  che  è  iniziata  con   la
  Primavera araba attraverso un incremento del commercio fra  l'UE  e
  il  Marocco, di fatto esso apre tuttavia - allo stato attuale delle
  cose  - un evidente problema di distorsione del mercato legato alle
  differenti condizioni del lavoro esistenti in Europa e in Marocco;

   le aziende ortofrutticole italiane si troveranno in realtà a dover
  competere  con produzioni provenienti da un contesto nel  quale  il
  lavoro  non  è tutelato a livello sindacale e i costi produttivi  e
  della  forza lavoro sono di pochi euro al giorno, e comunque  molto
  più bassi rispetto ai nostri standard;

   quello  sottoscritto  è, quindi, un accordo  squilibrato  che  non
  salvaguarda  i principi di reciprocità delle condizioni  produttive
  che  devono essere alla base di qualsiasi intesa, bilaterale e non,
  che  l'UE voglia fare con i Paesi terzi. Reciprocità che garantisca
  agli  operatori  economici  di  ciascun  Paese  la  possibilità  di
  competere,  con  pari  condizioni  di  concorrenza;  le  produzioni
  italiane,  come  è  noto, devono rispettare  parametri  e  standard
  imposti  dall'UE,  ad esempio in materia di protezione  ambientale,
  condizione dei lavoratori e sicurezza alimentare;

   in base a questo accordo le produzioni, in particolare siciliane e
  meridionali,  finiranno col subire la concorrenza  di  mercati  non
  soggetti  agli  stessi vincoli normativi, che affrontano  costi  di
  manodopera   certamente   inferiori,   con   prezzi   di    vendita
  conseguentemente  molto più bassi e se, da un lato,  devono  essere
  giustamente rispettati i trattati e le regole dell'UE, che già oggi
  determinano  sofferenze nei settori della pesca e dell'agricoltura,
  dall'altro è contraddittorio e inaccettabile che la stessa UE metta
  gli  Stati  membri  nelle  condizioni  di  subire  la  concorrenza,
  sostanzialmente sleale, di mercati diversamente strutturati con  il
  rischio  che  ci  sia  l'invasione  di  prodotti  ortofrutticoli  a
  bassissimo  prezzo provenienti dal Marocco, a tutto  vantaggio  dei
  Paesi  dell'Europa  continentale e  con  gravissimi  danni  per  le
  economie dei Paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo;

   constatato che:

   la  Sicilia sta già pagando il prezzo più alto, rischia di perdere
  l'intero  comparto  agroalimentare e la  catastrofe  sta  toccando,
  oltre il settore agrumicolo che rischia letteralmente di scomparire
  nell'arco di pochissimo tempo, tutte le produzioni;

   le  produzioni ortofrutticole siciliane sono simili a  quelle  del
  Marocco, non solo per tipologia ma anche per il medesimo calendario
  di  commercializzazione.  Le produzioni  in  Marocco  di  pomodoro,
  peperoni,  zucchine, fragole, ed arance aumentano vertiginosamente,
  pronte  ad aggredire sempre di più il mercato comunitario  a  danno
  delle  produzioni  siciliane e altre produzioni  si  apprestano  ad
  invadere  il nostro Mercato come uva da tavola, patate,  meloni  ed
  angurie,
                   impegna il Governo della Regione

   ad  intraprendere azioni forti e risolutive, nelle sedi  nazionali
  ed europee volte, a:

   -  attivare le misure di salvaguardia previste dall'art.7  ACCORDO
  UE-MAROCCO;
   - monitorare gli sviluppi dell'Accordo commerciale e a minimizzare
  le  conseguenze  negative  sulle produzioni  sensibili  conseguenti
  l'accordo, evitando eventuali frodi e violazioni;
   -   assicurare  che,  nell'ambito  delle  riforme  della  politica
  agricola comune e della politica comune della pesca, alle questioni
  della    crescita   economica   e   dello   sviluppo    competitivo
  dell'agricoltura mediterranea siano date adeguate risposte da parte
  delle istituzioni europee;
   -  rinegoziare con la Comunità Europea forme di indennizzo  per  i
  danni subiti dall'Accordo UE-MAROCCO sulle seguenti direttive:
   a) quote latte;
   b)  ristrutturazione  dei debiti a breve  medio  e  lungo  termine
  assunti   dalle   aziende  zootecniche  a  causa  di   investimenti
  pregressi;
   c)  elevare  il  limite del de minimis da 7500 euro per  l'azienda
  primaria   e   200.000   euro  per  le   aziende   che   effettuano
  commercializzazione a 50.000 euro e 500.000 euro;
   -  ad  adoperarsi,  in sede nazionale, al fine  di  salvaguardare,
  tutelare e promuovere il sistema ortofrutticolo nazionale e, più in
  generale, il BORN in SICILY». (49)

   Onorevoli  colleghi, alla suddetta mozione chiedono di apporre  la
  propria  firma gli onorevoli Cordaro, Milazzo, Falcone,  Vinciullo,
  Fiorenza, Lo Sciuto e Sorbello.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  assessore,  onorevoli  colleghi,
  questa   mozione  riguarda,  mi  permetto  di  dire,  quell'assurdo
  distruttivo accordo che due anni fa fece la Comunità Europea.
   In un primo momento, pensavamo che l'accordo Euromediterraneo, che
  favoriva l'ingresso dei prodotti dal Marocco, riguardasse solamente
  un comparto e, a mio avviso, in un primo momento non si è avvertita
  la  gravità  del  percorso  intrapreso,  che  riguardava,  appunto,
  solamente il comparto delle arance, degli agrumi.
   Questa  mozione  è un po' datata, è stata presentata  a  marzo,  a
  quasi  un  anno dalla stipula dell'accordo fatto a Bruxelles  e  la
  nostra  agricoltura,  in forza di questo accordo,  verrà  distrutta
  totalmente.
   Penso  che  questo  Parlamento,  insieme  al  Governo,  abbia  una
  possibilità  per salvare l'agricoltura siciliana, e cioè  rimettere
  in discussione quest'accordo. Da tempo se n'è discusso.
   Signor  Presidente,  mi  permetto di  dire  che  ritengo  di  aver
  individuato un percorso, perché non ci sono altri precedenti, né in
  quest'Assemblea   né   nel   nostro   Paese,   perché    ovviamente
  quest'accordo  tocca  solamente la Sicilia  perché,  per  tipologia
  produzione, per calendarizzazione delle produzioni, solo la Sicilia
  viene  toccata perché solo la Sicilia produce quel tipo di prodotto
  nello stesso periodo.
   Signor Presidente, noi siamo partiti attenzionando gli agrumi e li
  abbiamo distrutti, ed esiste un rapporto dell'ISMEA catastrofico su
  questa vicenda.
   Vi  prego, pertanto, onorevoli colleghi, di prestare un attimo  di
  attenzione  perché  abbiamo davvero la possibilità  di  salvare  la
  nostra agricoltura.
   Tra  un  anno, tra due anni, non resterà nulla e non potrà esserci
  nessun altro tipo di intervento per salvare l'agricoltura siciliana
  perché, quando la competitività e la competizione avvengono con  un
  Paese  che  invade  i nostri mercati, e li invade  con  gli  stessi
  prodotti  che  vengono dalla Sicilia nello stesso  periodo,  ad  un
  decimo  del costo, distruggerà tutto e non ci sarà salvezza neanche
  per le viti della provincia dell'onorevole Fazio.
   Sono  partiti con gli agrumi, immediatamente dopo hanno continuato
  con  il pomodoro da mensa, dopo sono passati ai legumi e ora stanno
  impiantando  le viti per milioni e milioni di ettari. Prodotti  che
  hanno, in questo anno, già invaso i mercati del nord Europa, quelli
  che  erano i nostri mercati, i mercati dei nostri produttori e dove
  i nostri prodotti, giorno dopo giorno, perdono competitività.
   Se  noi  non  riusciamo a mettere la parola fine  a  tutto  questo
  morirà  tutto, e morirà tutta la nostra agricoltura, e lo  possiamo
  fare  perché  per fortuna - e questo è il lavoro che abbiamo  fatto
  per cui non ci sono precedenti, né in questa Assemblea né altrove -
  abbiamo individuato nell'articolato, proprio l'articolo 7,  che  ci
  permette di poter rimettere in discussione l'accordo.
   Significa  che, per alcune problematiche che riguardano il  nostro
  comparto, ad esempio le quote latte, ma anche per la zootecnica, si
  prevede  la possibilità di rivedere i debiti delle imprese e  tutta
  una  serie di cose che sono bloccate dalla Comunità Europea  e  che
  servono  al  nostro  comparto.  Almeno  rimettiamo  in  discussione
  questo, ossia l'essenziale per poterci difendere, altrimenti da qui
  a un paio di anni la nostra agricoltura non esisterà più perché non
  troverà mercato.
   E  quando noi pensiamo che il problema è dei prodotti che arrivano
  nella nostra Regione dalla Tunisia, dal Marocco o non so da dove, è
  un  falso  problema. A loro non interessa portare i  prodotti  qui,
  bensì  nel nord Europa, in quelli che erano i nostri mercati, erano
  le nostre realtà, dove però vengono venduti a prezzi importanti.
   Quindi,  signor Presidente, è una grande scommessa  questa,  è  la
  scommessa  di  tutti.  Io  la  affido a  lei  e  all'assessore  che
  ringrazio.  Mi  dispiace che non sia presente il  Presidente  della
  Regione, ma avrò modo di invitare anche lui a sposare questa causa.
   A noi serve l'applicazione di questo articolo 7 per poter ottenere
  l'essenziale perché, credetemi, nell'arco di due anni non  ci  sarà
  parte  dell'agricoltura  della Sicilia,  perché  prima  ha  toccato
  Catania  con il settore agrumicolo, dopodiché è passata nella  zona
  dell'area  trasformata di Ragusa, Siracusa e così via,  ed  ora,  a
  seguire,  ci  sarà  la zona di Trapani con la  vite  e  con  l'uva:
  distruggeranno la nostra agricoltura
   Noi l'abbiamo fatto questo lavoro, l'abbiamo fatto in Commissione,
  lo offriamo a questa Aula e lo offriamo a lei, signor Presidente.
   Io   sono   uno  di  quei  parlamentari  che  crede   di   trovare
  soddisfazione  nel  ruolo di parlamentare  semplice,  sono  uno  di
  quelli  che  non  vuole fare l'assessore, che  non  vuole  fare  il
  Capogruppo,  che  non vuole fare il Presidente dell'Assemblea,  non
  voglio  fare  nulla, ed ho sempre detto al Presidente Crocetta  che
  sono  qui  per  appoggiare il suo Governo, credo  nell'attività  di
  parlamentare  e  spero di dare un contributo serio  all'agricoltura
  insieme a lei ed insieme ai miei colleghi.   Questa  é la madre  di
  tutte le battaglie, qui si misurerà  la capacità nostra  di salvare
  davvero l'agricoltura della nostra Isola.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  assessore,  onorevoli  colleghi,
  colgo l'occasione per ringraziare ancora una volta - già l'ho fatto
  in  Commissione - l'onorevole Dipasquale, perché questa  mozione  è
  stata  particolarmente apprezzata, ed il fatto che riporti le firme
  dei  colleghi  di tutti gli schieramenti politici che  fanno  parte
  della Commissione ne è il giusto dire.
   Io  credo  che  questa  mozione, in qualche modo,  apre  anche  un
  ragionamento  rispetto agli accordi comunitari che hanno  visto  le
  nostre  eccellenze,  che sono quelle chiaramente  enogastronomiche,
  che  poi  si ripercuotono a livello turistico su quella  che  è  la
  nostra  spina dorsale fatta di agricoltura, di pesca, di ortofrutta
  e  di  allevamento, e frutto probabilmente di una  politica  che  è
  stata  superficiale  considerato  quello  che  stava  accadendo  in
  Europa,  e  abbiamo  così perso la possibilità di  detenere  ancora
  quella barra di comando che in Sicilia potevamo avere.
   Oggi  i nostri prodotti sono messi al pari di altri che non  hanno
  la  stessa qualità, che non possono avere lo stesso prestigio e che
  spesso,  per  delle  azioni che sono state definite  da  più  parti
  quelle di agropirateria, chiaramente poi diventano in qualche  modo
  figli  della nostra Terra, anche quando non sono coltivati e quindi
  raccolti  dalla  nostra Terra, con una truffa abbastanza  palese  e
  conosciuta un po' da tutti.
   Apro  un  ragionamento  perché  questi  accordi  comunitari  vanno
  chiaramente ridiscussi, questo Parlamento non può impegnare  nessun
  Governo  Europeo e nessun Parlamento Europeo a farlo però  potremmo
  dare  mandato  al Presidente della nostra Regione -  ma  anche  noi
  stessi - di poterci interfacciare con i Parlamentari europei. E per
  questo  chiedo alla Presidenza se c'è la possibilità di organizzare
  un  incontro  con i Parlamentari Europei siciliani, per  raccontare
  quello che sta avvenendo nel vivo, visto che noi siamo più presenti
  nel  territorio e conosciamo meglio le istanze, così da  dare  loro
  quella che potrebbe essere una risoluzione da portare al Parlamento
  Europeo  per ridiscutere quei termini, cosa che me sembra  doverosa
  nei  confronti di chi, ogni giorno, si alza e duramente  lavora  la
  terra rendendo nobile quello che significa essere siciliani.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cancelleri, mi farò  promotore  di  questo
  incontro perché mi sembra un ottimo percorso, senza escludere  che,
  dovendo incontrare a breve il Presidente del Parlamento Europeo per
  altre ragioni, mi farò carico anche di questa problematica.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, anche
  io  come  i  colleghi  che  mi  hanno  preceduto  credo  di  essere
  fermamente  convinto  che questa mozione  possa  aiutare  a  venire
  incontro   alle  grosse  difficoltà  che  le  aziende  agricole   e
  zootecniche, per essere chiaro, stanno vivendo in questo momento in
  Sicilia,   perché   il   problema  riguarda   tutto   il   comparto
  dell'agricoltura, quindi dagli agrumi alla zootecnia.
   Però,  senza voler fare polemica con il Governo, vorrei richiamare
  il  Governo al rispetto di quelle che sono le determinazioni  prese
  da  questa Assemblea, tanto è vero che il 13 giugno del 2012 questa
  Assemblea ha approvato un  ordine del giorno da me presentato dove,
  nel  chiedere  notizie sull'accordo che la Comunità  Europea  aveva
  fatto  con  il  Marocco  in tema di sgravi  doganali,  invitava  il
  Governo  della Regione  ad adottare presso il Governo  nazionale  e
  comunitario  tutte le iniziative atte a contrastare questo  accordo
  che  rappresenta  per l'agricoltura siciliana  una  catastrofe  dai
  risvolti  inimmaginabili, ad intervenire con una seria politica  di
  contrasto  all'invasione  del  prodotto  agricolo  marocchino   sui
  mercati nazionali a tutela dell'intero comparto agricolo siciliano,
  a  prevedere interventi a sostegno degli agricoltori siciliani onde
  evitare  di  vedere  distrutta  una  delle  fondamentali  ricchezze
  dell'economia regionale .
   Ora  torniamo  sullo  stesso argomento. Credo che  sia  importante
  riaffrontare lo stesso tema. Ma Presidente, che senso ha che questa
  Assemblea,   questa  sera,  ancora  una  volta,   affronta   questo
  argomento,  che  questa Assemblea ancora una  volta  è  chiamata  a
  parlare  di un argomento che sta a cuore a tutta l'Assemblea  se  i
  due  Governi  che abbiamo avuto dal 13 giugno 2012 ad oggi  non  si
  sono  assolutamente resi protagonisti di quello che era un  impegno
  che l'Assemblea aveva assicurato loro.
   Quindi  io,  nell'invocare l'intervento da  parte  del  Governo  a
  tutela  dell'agricoltura  siciliana, vorrei  spingere  lei,  signor
  Presidente, a fare in modo che questa Assemblea, attraverso lei che
  ci  rappresenta tutti, possa vigilare sull'azione del  Governo.  Il
  Governo  non  può pensare, da una parte, di venire qui ogni  tanto,
  parlare  e  affrontare gli argomenti e poi non  rendersi  conto  di
  quelle  che  sono le necessità e di quelli che sono i problemi  che
  l'agricoltura  siciliana  ha;  anche perché  vorrei  ricordare  che
  questa mozione, per tanti aspetti, è simile ad un'altra che abbiamo
  approvato il 15 febbraio 2012, la numero 646 di cui in questo  caso
  io    ero   il   secondo   firmatario,    Iniziative   a   sostegno
  dell'agricoltura siciliana , in cui ancora una volta  si  viene  ad
  affrontare  il  problema legato a questo accordo che il  Parlamento
  europeo aveva autorizzato il 16 febbraio del 2012 sulla liberazione
  dei prodotti agricoli dei Paesi del nord Africa.
   Pertanto, Presidente, nel ringraziarla per avere messo ancora  una
  volta  all'ordine  del  giorno  di  questa  Assemblea  il  problema
  scottante  relativo  all'agricoltura, che è  il  settore  trainante
  insieme al turismo e all'industria della nostra economia e  da  cui
  potrà derivare secondo me e secondo un po' tutti gli economisti  un
  futuro  importante per i nostri figli, la vorrei, però, invitare  a
  consegnare  - cosa che potrei fare anche io - la mozione  approvata
  da questa Assemblea all'assessore per l'agricoltura in maniera tale
  che  l'assessore possa prendere atto di quella che era  la  volontà
  del  Parlamento  e  pensi  di poterla applicare  nell'interesse  di
  tutti.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche io sento  il
  bisogno  di  dare  il  mio contributo a questo intervento  in  Aula
  perché  riguarda  uno  degli  assi più  importanti  della  Sicilia:
  l'agricoltura.
   Certamente    c'è   una   grande   crisi,   l'assessore    conosce
  perfettamente, penso, quello che vive oggi l'agricoltura siciliana.
  Fa  bene a puntare sul marchio siciliano, sul  born in Sicily',  fa
  bene  a raccogliere sul territorio le iniziative, ma soprattutto  è
  interessante  la  nuova  ipotesi di lavoro che  riguarda  la  nuova
  programmazione  perché,  secondo me, a  questo  punto  bisogna  far
  capire  veramente  alla base e in tutte le Province  siciliane  che
  questa  volta  la  programmazione può partire  dai  territori,  per
  migliorare, per dare spinta alle peculiarità territoriali e - scusi
  assessore se mi permetto - forse lei dovrebbe utilizzare gli uffici
  della Regione Siciliana, quali le condotte e altri uffici, per fare
  sì  che questa idea passi sul territorio perché non bastano più gli
  incontri con i sindaci, non bastano più le presenze fugaci e poi si
  va via, si torna in assessorato.
   Bisogna   fare  sì  che,  questa  volta  -  siccome   è   l'ultima
  programmazione importante che ha la Sicilia, e quindi non  possiamo
  permetterci il lusso di sbagliare - si accendano i riflettori e far
  capire  a  chi  oggi è nelle condizioni di notiziare e  di  offrire
  quella  possibilità  per i prodotti siciliani,  soprattutto  quelli
  riguardanti  le province che vivono di agricoltura e  anche  quelle
  che  non  vivono di agricoltura, di puntare in modo  specifico  sul
  proprio territorio.
   Se  questa cosa non passa, se questa cosa non si fa capire, ancora
  una  volta correremmo il rischio di avere un programma di  sviluppo
  rurale, il famosissimo PSR, dove tanti fondi non sono stati  spesi,
  dove   tantissimi  territori  in  queste  isole  non  hanno  potuto
  avvantaggiarsi  di avere finanziamenti, e questa è una  cosa  molto
  grave, perché io ritengo che non possiamo più permetterci il  lusso
  di rimandare soldi in Europa.
   In  ultimo, caro assessore, mi preme avere una risposta da lei. In
  provincia  di Ragusa, un po' di tempo fa, c'è stata una bruttissima
  catastrofe  ambientale l'Athos, il cosiddetto Athos.  E'  diventato
  come  un aereo che non riesce ad atterrare questo Athos, perché  da
  una  parte si vede che gira nell'aria ma nessuno sa che fine  hanno
  fatto  questi  fondi  ed è giusto, con estrema  chiarezza,  che  in
  questa Aula venga detto dove sono finiti i fondi dell'Athos, perché
  tantissimi  produttori agricoli che hanno subito un  danno  enorme,
  non  solo  nelle strutture ma anche nella produzione,  capiscano  e
  devono  sapere, perché non vi è nulla di più antipatico che  essere
  incontrati  lungo  le strade, lungo le campagne e  i  cittadini  ti
  chiedono,  gli imprenditori chiedono che fine hanno fatto  i  fondi
  per   l'Athos.  Quindi,  stasera  chiedo  a  lei  di  fare  estrema
  chiarezza.
     Tuttavia, se potesse servire, se fosse utile, io penso  che  noi
  rappresentanti di province siciliane potremmo anche renderci  utili
  con   incontri   mirati,   che  valgono  per   l'agricoltura,   per
  l'ortofrutta,  per  la  zootecnia, per la floricoltura,  per  tutto
  quello  che  serve  per fare sì da non perdere  più  questo  treno,
  perché   io  ritengo  che  è  indispensabile,  in  questo  momento,
  accendere i riflettori su questa agricoltura siciliana che  patisce
  una grandissima difficoltà.
   Non  so se avete avuto modo di vedere, ieri sera, una trasmissione
  televisiva    molto    importante    quanto    pesante.     Addetti
  all'agricoltura, oggi, si vedono pignorare le case perché non  sono
  più nelle condizioni di pagare i debiti.
   Allora,  se non è la politica, se non è il Governo, se  non  siamo
  noi  che,  per  tanto tempo abbiamo gridato tutti  E'  arrivata  la
  rivoluzione ,  se  non  siamo noi a guidare questa  rivoluzione  io
  penso che per l'agricoltura siciliana verranno tempi bruttissimi.
   Prima di chiudere il mio intervento, volevo anche ricordarle, caro
  assessore,  che lei, così come da impegno preso, deve fare  sì  che
  vengano  controllati  nei porti i prodotti di importazione,  perché
  non  è  più possibile, non è permesso a nessuno, che tanti prodotti
  che  non appartengono a questa terra, la Sicilia, vengano scambiati
  per  prodotti  siciliani. Questa è una cosa inaccettabile,  non  la
  accetta più nessuno, quindi ci aspettiamo da lei risposte certe.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stato uno dei
  primi  a  firmare  la mozione illustrata dall'onorevole  Dipasquale
  all'inizio.  Volevo  solo aggiungere che, a  differenza  di  quanto
  ritiene  il  collega,  il problema non è solo  quello  dei  mercati
  europei,  soprattutto  il  Nord  Europa  che  stiamo  perdendo,  il
  problema  è  anche  l'invasione nelle nostra  frontiere  di  questi
  prodotti  che  poi, molto spesso, con un cambio  solo  di  adesivo,
  diventano, fraudolentemente, prodotti siciliani.
   I  controlli sono quasi inesistenti. Abbiamo chiesto più volte che
  il  Governo  regionale  si facesse portavoce,  presso  le  autorità
  competenti, della necessità di intensificare questi controlli, così
  come, nel corso di una interpellanza presentata quasi all'inizio di
  questo  mandato,  mi ero permesso di dire che il Governo  regionale
  dovesse  farsi  anche alfiere di una contrattazione con  la  grande
  distribuzione che ci strozza sempre di più.
   Devo  dire in Aula - signor assessore non me ne voglia  -  che  la
  risposta  burocratica, fornita per iscritto  a  distanza  di  mesi,
  ovvero che non rientra tra i compiti dell'assessorato, mi ha deluso
  molto.  Non rientrerà tra i compiti istituzionali dell'assessorato,
  ma  onestamente  credo che sia una delle cose  più  importanti  dal
  punto  di  vista politico, una di quelle battaglie che  un  Governo
  serio si debba necessariamente intestare.
   Dopo  una parentesi, non dico felice, tra l'anno scorso e l'inizio
  di  quest'anno, grazie non a una ripresa dei prezzi, ma a  una  non
  discesa dei prezzi alla produzione oltre una soglia vitale,  adesso
  siamo   alla  catastrofe:  soprattutto  i  prodotti  ortofrutticoli
  rimangono  sulla pianta perché non conviene nemmeno  più  procedere
  alla raccolta.
   Le   chiusure   delle  aziende  si  moltiplicano;  le   esecuzioni
  immobiliari forzate diventano ormai centinaia; come pure le vendite
  all'asta dei beni degli agricoltori, anche delle prime case, con il
  rischio poi di epiloghi tragici come quelli avvenuti alcuni mesi fa
  a  Vittoria  e  un  altro si preannuncia purtroppo  -  speriamo  di
  sbagliarci  -  a Cava d'Aliga, nella vicina Scicli, che  dovrebbero
  allertare sempre di più una classe politica seria.
   Sul   ciclone  Athos,  egregi  assessori,  io  ho  fatto  ben  tre
  interpellanze   ad  oggi  prive  di  risposta.  Colgo   l'occasione
  dall'invito   formulato   poc'anzi   dall'onorevole   Ragusa,   per
  aggiungere  anche il mio; non è all'ordine del giorno  oggi  e  non
  vedo perché non venga calendarizzato.
   Su  questo, però, si deve parlare chiaro: se questi fondi  non  ci
  sono  o  se sono stati dirottati altrove è bene dirlo  Perché  dopo
  che  gli  agricoltori  sono stati illusi,  dopo  che  l'ispettorato
  agrario, soprattutto di Ragusa, ha impegnato i suoi funzionari  per
  mesi  nella ispezione di queste pratiche, è veramente inconcepibile
  che  a  distanza di oltre un anno ci sia il silenzio e il buio  più
  assoluto  su questa vicenda. Occorre una parola chiara   Se  queste
  somme  si sono perse, se non ci sono più, non sarà colpa di  questo
  Governo,  sarà di quello precedente - io non penso che sia  così  -
  però,  qualora  fosse,  almeno diciamo una parola  e  vediamo  come
  trovare  un'altra via per venire incontro alle esigenze  che  ormai
  sono  improcrastinabili; perché poi - ricordiamocelo  tutti  -  dal
  tracollo  dell'agricoltura deriva il tracollo  di  tutte  le  altre
  attività, compresa l'edilizia, che non è un'attività primaria  come
  lo  è  essenzialmente  quella agricola, che soprattutto  in  alcune
  province, come quella di Ragusa, costituisce l'asse portante  della
  nostra economia.

   PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Cartabellotta.

   CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.  Il
  tema oggetto della mozione è una di quelle questioni che riguardano
  il  futuro  dell'agricoltura. Ma non perché l'accordo UE -  Marocco
  sia  uno  spot,  perché è una di quelle cose che,  spesso,  vengono
  declassate a fatto tecnico, quando di tecnico hanno ben poco.
   L'accordo  UE  - Marocco, di fatto, aumenta la quantità  di  merce
  marocchina  che può entrare in Europa. E a conferma di  quello  che
  diceva  l'onorevole Dipasquale, qui il problema non è  il  pomodoro
  che  arriva  in  Sicilia  dal Marocco:  tanto  è  vero  che  ho  la
  certificazione delle dogane che gli scambi di pomodoro che esistono
  tra  il  Marocco  e  la  Sicilia, da quando  è  entrato  in  vigore
  l'accordo, sono addirittura diminuiti o sono prossimi allo zero.
   Il  problema è che la merce proveniente dal Marocco ha  fatto  una
  competizione sul piano nazionale e sul piano internazionale.
   Già con una relazione abbastanza profonda, l'ISMEA, l'Istituto  di
  Studi del Mercato Agricolo, aveva evidenziato al Governo nazionale,
  la  cui  voce  alcuni  anni  fa  rimase  ovviamente  voce  sorda  a
  Bruxelles,  di  quello  che sarebbe significato  l'accordo  con  il
  Marocco.
   Il  Marocco  ha  messo  a coltura quasi un milione  di  ettari  in
  irriguo,  ha  coltivato tutta una serie di superfici con  orticole,
  con  agrumi;  nel  giro  dei prossimi anni  usciranno  fuori  altre
  quantità di produzioni ortofrutticole e, quindi, nei prossimi mesi,
  l'aggressione sui mercati - non tanto regionali, quanto nazionali e
  internazionali - andrà a fare forte competitività con chi?
   Con  le  produzioni  che sono primizie, nella fattispecie  con  le
  produzioni della Sicilia.
   Di  questa cosa mi ero da poco insediato ne avevo parlato  con  il
  Commissario europeo all'agricoltura Ciolos il quale ebbe a dire  le
  leggi  ci sono e li rispettano e si rispetta, dovete chiedere  alle
  vostre dogane un profondo rispetto di queste cose, ma è chiaro  che
  i  controlli  doganali aprono sicuramente uno spaccato particolare,
  nel  senso che qua il vero problema è che su cento chili  di  merci
  che  entrano  spesso una buona parte si dice che è andata  deperita
  per cui il contingente di merce che poi deve andare a completare o,
  meglio, a saturare quello massimo ammesso, non viene raggiunto mai.
   Questa mozione è chiaro, che impegna il Governo, è sicuramente  il
  frutto di tutta l'Assemblea regionale per riporre di nuovo con tema
  l'applicazione  dell'articolo  7, soprattutto  che  i  segnali  sui
  prezzi  del  mercato  ortofrutticoli  non  sono  sicuramente  molto
  incoraggianti  e  soprattutto sul fatto che siamo alla  vigilia  di
  nuovo di campagna, di pomodoro, di agrumi e di tutto il resto,  che
  sicuramente  andranno  ad  ingolfare parecchio  la  situazione  dei
  mercati nazionali ed internazionali.
   Colgo l'occasione per rispondere quello che ho detto più volte sul
  ciclone Athos: voi sapete che la normativa regionale prevedeva  che
  la Regione anticipava le somme e il Ministero restituiva.
   Nella fattispecie lo scorso anno quando si parlò del ciclone Athos
  si  parlava di una restituzione che era pari a 100 milioni di  euro
  che   stava   entrando  nelle  casse  della  Regione,   trattandosi
  ovviamente  di residui attivi che non potevano essere impegnati  in
  questa  fase di crisi economica finanziaria, il ciclone Athos  allo
  stato attuale non ha prospettiva di essere liquidato, fino a quando
  non  ci  saranno  ulteriori  ristori da  parte  del  Ministero  che
  andranno a coprire le ulteriori anticipazioni.
   Voglio chiudere questo intervento ricordando una cosa: vede,  caro
  Presidente,  in  questo momento la città di  Palermo  è  invasa  da
  questi prodotti che non sono più nascosti perché in questi prodotti
  c'è  scritto   prodotto del Messico', ce li troviamo  in  tutta  la
  città   di  Palermo,  sono  limoni,   ce  li  ritroviamo  nel   bar
  dell'Assemblea  regionale. Sono limoni  del  Messico  e  niente  di
  strano  che  anche stasera li troverò a casa mia perché mia  moglie
  non si sarà accorta che comprava limoni del Messico.
   Questo per dire come qua il problema non è più che arriva merce  e
  viene  spacciata come siciliana sono limoni che arrivano ci mettono
  pure  il bollino  Messico' ce li mangiamo non ce ne accorgiamo,  ci
  dimentichiamo  che  a pochi chilometri da qui, Bagheria,  Acireale,
  sono piene di limoni, credo che da questa riflessione debba passare
  un  approccio  diverso che riguarda il nostro  modo  di  consumare,
  perchè se oggi l'agricoltura su determinate cose va giù è perché  i
  primi noi consumatori siciliani, questo il motivo per cui ho voluto
  promuovere l'accordo  Profeti in patria', perché, se non diventiamo
  noi  promotori  della nostra qualità, sicuramente  non  andremo  da
  nessuna parte.
   Oggi il Marocco non viene più in Sicilia onorevole Dipasquale,  ci
  viene  il  Messico  che ha prodotti a prezzi  ancora  più  bassi  e
  riempiono una di quella città che era l'emblema delle granite e dei
  limoni.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cartabellotta

   CRACOLICI. Onorevole?

   PRESIDENTE. Non era un'offesa, ma un augurio.
   Pongo  in  votazione la mozione n. 49  Iniziative per attivare  le
  misure  di  salvaguardia  previste  dall'art.  7  dell'accordo  tra
  l'Unione Europea e il Marocco e promuovere il  Born in Siciliy'
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   CRACOLICI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  parlare  per manifestarle in maniera pubblica la mia richiesta,  la
  richiesta  dei  firmatari  di una interpellanza  urgente  che  ieri
  abbiamo  fatto  e  abbiamo  depositato  presso  gli  uffici   della
  Presidenza, per chiedere che l'assessore Marino venisse in Aula con
  urgenza.
   Quindi,  chiedo alla Presidenza di definire con una certa urgenza,
  nel  calendario  dei lavori per riferire all'Aula e  al  Parlamento
  tutto, rispetto alle dichiarazioni che l'assessore Marino ha  fatto
  a mezzo stampa venerdì scorso e pubblicate nei giornali tra venerdì
  e sabato scorso.
   Credo  che quelle dichiarazioni, alcune affermazioni lì contenute,
  non  erano  molto  comprensibili almeno a chi come  me  ha  seguito
  alcune  questioni  relative  al tema delle  fonti  alternative,  in
  particolare degli impianti eolici, delle utilizzazioni che via  via
  si  sono  date e si stanno dando, ma soprattutto c'erano in  quelle
  dichiarazioni alcune considerazioni relative a fatti illeciti  e  a
  pressioni  illecite che sono in corso e che operano  nei  confronti
  dell'Assessorato  Industria.  Per  la  verità,  l'assessore  Marino
  faceva   riferimento  anche  ad  atti  parlamentari  considerandoli
  inutili.
   Ora,  io  penso  che gli atti parlamentari, in quanto  tali,  sono
  sacri,  definire  un atto sacro inutile, diciamo  lo  considero  un
  errore.
   Tuttavia,  non  voglio qui anticipare una discussione  di  merito,
  però,  le  questioni poste dall'Assessore Marino,  anche  in  virtù
  della sua professione pregressa all'incarico di Governo assunto, in
  quanto  magistrato, impongono a questo Parlamento di  conoscere  de
  visu   le   ragioni   e   soprattutto  le   persone   eventualmente
  identificabili, se politici e anche, laddove non fossero  politici,
  relativamente alle denunce da lui fatte, poiché quelle  denunce  mi
  inquietano a partire dalla questione dei termovalorizzatori  e  del
  ruolo  di  alcune imprese siciliane per gli interessi che gravitano
  attorno a quella vicenda, penso che sia utile e necessario  che  il
  popolo siciliano sappia, attraverso il Parlamento, le questioni che
  in qualche modo sono state oggetto di informazioni a mezzo stampa.
   Le  chiedo  pertanto di calendarizzare con una certa urgenza,  poi
  noi,  come  lei  sa,  e  credo che l'Ufficio  di  Presidenza  e  la
  Conferenza  dei Capigruppo abbia già calendarizzato una mozione  da
  noi,  Gruppo  PD, presentata all'Assemblea regionale, relativamente
  alla  questione  eolico', ma - ripeto - c'è una questione   eolico'
  ed  è  oggetto  della mozione; c'è una dichiarazione dell'Assessore
  Marino,  scaturita  anche a seguito della presentazione  di  quella
  mozione  che credo meriti un dibattito parlamentare più  attento  e
  più approfondito.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cracolici,  proprio   in   considerazione
  dell'urgenza  da lei prospettata integro il calendario  dei  lavori
  con   l'interpellanza  n.  104   Chiarimenti   urgenti   circa   la
  realizzazione  di  impianti ad energia alternativa ,  interpellanza
  rivolta al Presidente della Regione e a all'Assessore per l'energia
  e i servizi di pubblica utilità a firma Cracolici, Gucciardi.
   Chiaramente  sarà mia cura interloquire con l'assessore  Marino  o
  direttamente  con il Presidente perché si apra il  dibattito  e  si
  riferisca in Aula su questa interpellanza.

   FOTI.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, cittadini,  il  mio
  Gruppo oggi è orfano di una mozione che era stata calendarizzato in
  Conferenza dei Capigruppo.
   In  maniera pacifica abbiamo parlato con l'assessore che ci diceva
  di suoi improrogabili impegni, proprio in questi giorni sta vivendo
  dei  ritmi  molto  intensi, per cui ci ha chiesto di  rimandare  di
  qualche  tempo, tempi ristretti - ci auguriamo - la discussione  su
  una  mozione che tratta di un argomento che ai siciliani  interessa
  parecchio, che è quello sulla riduzione dei rifiuti indifferenziati
  in  Sicilia, con una serie di passaggi, che sarebbero determinanti,
  che  l'Assemblea oggi ratificasse perché tutti quanti  in  campagna
  elettorale abbiamo parlato di riduzione dei rifiuti, di sviluppo di
  questo  comparto,  inteso  non  unicamente  come  un  problema   da
  risolvere  ma  come una risorsa da valorizzare. Chiedo l'attenzione
  dell'assessore Cartabellotta, perché non si può unicamente  pensare
  che  tutti  i  rifiuti siano un problema, ma  ci  sono  risorse  da
  valorizzare come i rifiuti organici.
   Volevo  dire  agli altri deputati di prepararsi,  di  leggere  con
  attenzione,  questa mozione nei suoi passaggi più  importanti,  per
  potere essere preparati quando l'Assessore Marino ci consentirà  di
  potere esprimere e fare sapere ai siciliani chi vuole veramente che
  si  sviluppi un'impresa attorno alla gestione o che sia  unicamente
  appannaggio  di discariche o un modo per accumulare  soldi  per  il
  Conai, che non ci distribuisce in modo equo quanto accumula.
   Vorremmo anche che questo passaggio avvenisse prima che i comuni -
  che  ora  stanno  iniziando a redigere  i  piani  di  intervento  -
  facciano delle gare e ci vincolino per sette anni magari a  qualche
  gara  con  sistemi di raccolta e altri trucchetti  che  ci  tengano
  bassi  nelle  percentuali  dei rifiuti  e  che  non  permettano  lo
  sviluppo di un'economia, che viene indicata nella mozione, che  può
  essere l'economia del recupero delle derrate alimentari.
   Sappiamo  che moltissimi rifiuti - chiamati rifiuti  -  oggi  sono
  alimenti    che    potrebbero   essere    distribuiti    attraverso
  un'organizzazione efficiente con le associazioni  di  volontariato.
  L'apertura  dei  centri di uso, preparazione  e  riuso,  quindi  di
  riparazione,  in  ogni comune, che si preveda una seria  diffusione
  del  compostaggio  domestico, perché  avere  relegato  la  frazione
  organica  a   rifiuto  ci ha fatto dimenticare le nostre tradizioni
  contadine.  Fino a qualche decennio fa compostare i propri  rifiuti
  organici era una cosa del tutto normale oggi invece no. Con  questa
  etichetta   di   rifiuti   si  è  demonizzato  qualsiasi  materiale
  biodegradabile.
   All'interno  di  questa mozione ci sono diversi scorci  su  queste
  attività  che compongono il mosaico e che ci possono portare  verso
  una valorizzazione dei rifiuti. Un'altra cosa che vorrei dire è che
  nella mozione si fa un accenno ai green procurement.
   Signor  Presidente, se la stessa pubblica amministrazione  non  si
  fornisce di questi manufatti provenienti dal mercato del riciclo, a
  chi  devono  vendere le aziende? Come possono investire  in  questo
  settore,  se poi, perfino la pubblica amministrazione, non acquista
  con  un  minino del 30 per cento - come già la legge ci dice  -  di
  questi  manufatti  provenienti dal mercato delle  materie  prime  e
  seconde?  Se  neppure l'Assemblea siciliana si fornisce  di  questi
  manufatti non lo faranno neanche gli altri. Ecco, noi dovremmo dare
  il buon esempio.
   E,  poi,  tante altre cose. Si parla di tariffa puntuale. Sappiamo
  che  la  Tares ha ammazzato praticamente uno stipendio (per chi  ce
  l'ha)  e  ancora deve arrivare la rata di dicembre, l'anno prossimo
  forse  ci sarà la service tax. Noi dobbiamo dire forte che vogliamo
  una  tariffazione  puntuale, che incentivi i cittadini  a  produrre
  meno rifiuti e meno rifiuti indifferenziati,
   Ecco,   facciamoci   carico  di  tutto   questo,   ci   aspettiamo
  dall'Assessore Marino che presto venga in Commissione  a  riferirci
  sull'impiantistica, ma che ancor prima si affronti questo  discorso
  in Aula. Pertanto, lo consideriamo questo un arrivederci veloce.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, anche su questa mozione il diretto
  interlocutore  è l'assessore Marino. Devo evidenziare  al  riguardo
  che,   proprio  ieri,  in  Conferenza  dei  presidenti  dei  gruppi
  parlamentari,  alla  presenza del Presidente della  Regione,  si  è
  sottolineata la necessità di un maggiore raccordo con gli Uffici di
  questa  Presidenza per garantire preventivamente la presenza  degli
  Assessori in relazione ai singoli rami di amministrazione, al  fine
  di disciplinare meglio l'attività ispettiva e di indirizzo.
   Anche  per questa mozione del rappresentante del Movimento  Cinque
  Stelle,  mi  farò  interlocutore, quindi,  sempre  con  l'assessore
  Marino,  perché al più presto venga in Aula impegnandosi a svolgere
  il  suo  ruolo istituzionale anch'esso improrogabile,  per  evitare
  come  spesso  accade  che egli viceversa sia costretto  a  scrivere
  delle note in cui fa presente la sua impossibilità a presenziare  i
  lavori d'Aula.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  2
  ottobre 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


  I   - Comunicazioni
  II   - Discussione dei disegni di legge:

          1)  -  Modifica dell'articolo 15 della legge regionale 16 maggio
              1978, n. 8 e successive modifiche ed integrazioni.  (n. 311/A)
              (Seguito)

               Relatore: on. Fazio

          2)  -   Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
              Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
              dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
              siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
              della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
              libertà civili, politiche, economiche e sociali'.  (n. 223/A)

          3)  -   Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
              127-30/A)

  III   -  Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
   siciliano, sui progetti di legge costituzionali nn. A.S. 42 e A.S.
   363 concernenti modifiche dello Statuto della Regione in materia di
   procedure per la modifica dello Statuto medesimo

  IV   - Discussione della mozione:

         N. 59  -  Interventi urgenti per la modifica  dell'attuale
              Piano di gestione dei rifiuti e per la riduzione  dei
              rifiuti indifferenziati in Sicilia.

         (11 marzo 2013)

                                         FOTI-CANCELLERI-CAPPELLO -
                                          CIACCIO-CIANCIO- FERRERI-
                                      LA ROCCA-ZITO- MANGIACAVALLO-
                                         PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-
                                               - VENTURINO-ZAFARANA

  V   - Discussione della mozione:

         N. 101  - Rimodulazione e nuova assegnazione dei fondi  di
              spesa  comunitaria  dell'ASSE  3  del  P.O.  F.E.S.R.
              Sicilia   2007  -  2013  per  evitare  il  disimpegno
              automatico   delle   somme  e  migliorare   l'offerta
              turistica in Sicilia.

      (19 aprile 2013)
                                CIMINO - GRASSO - LANTIERI - GIANNI

  VI   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
      N.  105  -  Iniziative  per  il  rilancio  dell'autodromo  di
  Pergusa (EN).
    (26 aprile 2013)
                            MUSUMECI - LANTIERI - FORMICA - IOPPOLO

  VII   -  Discussione della mozione:
       N.  64  - Soppressione dell'ente Porto di Messina e rilancio
       della  Zona Falcata'.
      (14 marzo 2013)
                                   PANARELLO - LACCOTO - GRECO M. -
                                                           MARZIANO

  VIII   - Discussione della mozione:
       N. 93 -  Interventi a sostegno delle piccole e medie imprese
             siciliane titolari di emittenti televisive locali, per
             il   rafforzamento  tecnologico-organizzativo   e   la
             transizione al sistema digitale terrestre.
        (10 aprile 2013)
                             GRASSO - CIMINO - FIRETTO - LANTIERI -
                                                             GIANNI

  IX   - Discussione della mozione:
       N. 123  -  Ripristino  nel  bilancio regionale  del  gettito
             derivante   dalle   operazioni   effettuate   in   via
             telematica dalle imprese di revisione riconosciute  ed
             autorizzate  ad  operare,  nel  territorio  siciliano,
             dalla competente amministrazione regionale.
      (28 maggio 2013)

                             GRASSO - LANTIERI - FIRETTO - FIGUCCIA

  X   - Discussione della mozione:
       N. 127  -  Stabilizzazione dei rapporti di  lavoro  a  tempo
             determinato.
      (30 maggio 2013)

                  MAGGIO - GUCCIARDI - CIRONE - MILAZZO A. - GIANNI

  XI   - Svolgimento, con carattere di urgenza, dell'interpellanza:

       N. 104  -  Chiarimenti  urgenti circa  la  realizzazione  di
             impianti di energia alternativa.
      (30 settembre 2013)

                                              CRACOLICI - GUCCIARDI

                   La seduta è tolta alle ore 17.33

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli