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Resoconto d'Aula della Seduta n. 78 di mercoledì 02 ottobre 2013
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   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, avverto che del processo  verbale
  della seduta precedente sarà data lettura successivamente.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


    Discussione unificata della mozione numero 179  Iniziative per
     porre fine alla realizzazione di impianti eolici in Sicilia
                   e dell'interpellanza numero 104
   Chiarimenti urgenti circa la realizzazione di impianti di energia
                             alternativa

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, dispongo, ai sensi  dell'articolo
  155,  comma  3,  del  Regolamento interno la discussione  unificata
  della  mozione n. 179 e dello svolgimento con carattere di  urgenza
  dell'interpellanza n. 104.
   Si  passa,  pertanto, alla discussione congiunta della mozione  n.
  179   Iniziative  per  porre  fine alla realizzazione  di  impianti
  eolici in Sicilia , degli onorevoli Cracolici, Gucciardi, Alloro ed
  altri,  posta  al  primo  punto  all'ordine  del  giorno,  e  dello
  svolgimento con carattere d'urgenza dell'interpellanza  numero  104
   Chiarimenti urgenti circa la realizzazione di impianti di  energia
  alternativa ,  degli  onorevoli Cracolici  e  Gucciardi,  posta  al
  secondo punto dell'ordine del giorno.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   il  quadro  pressoché attuale fotografa circa 8.383 MW  (Megawatt)
  installati in Italia, che nel 2012 hanno consentito di soddisfare i
  fabbisogni  di  oltre  5,2  milioni  di  famiglie,  con  13,2   TWh
  (Terawattora) prodotti;

   dall'inizio  del  2013 questa tecnologia ha prodotto  7,8  TWh  di
  energia elettrica con un più 31,1% rispetto allo stesso periodo del
  2012;

   a  maggio  di  quest'anno, in base ai dati di Terna,  l'eolico  ha
  garantito  il  5,9%  della produzione elettrica  italiana,  facendo
  registrare un incremento di oltre il 44% rispetto allo stesso  mese
  del 2012;

   sia  nel  2012  che  nel  2013 il picco  di  produzione  nazionale
  rispetto  ai fabbisogni ha superato il 20% e nell'area  del  centro
  sud vi sono momenti nella giornata, sempre secondo i dati di Terna,
  in cui il contributo del solo eolico supera il 50% dei fabbisogni;

   la  mappa dell'energia del vento in Italia vede in testa la Puglia
  con 2.095,6 Megawatt (MW) e in seconda posizione la Sicilia con ben
  1.746,6 MW;

   CONSIDERATO che:

   il   principale  riferimento  normativo  statale  in  materia   di
  produzione di energia eolica è costituito dal D.M. del 10 settembre
  2010 'Linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da
  fonti rinnovabili' ;

   il  suddetto  decreto prevede l'indicazione di  aree  e  siti  non
  idonei  alla installazione di specifiche tipologie di impianti  nei
  territori regionali (punto 17.1, lett. e);

   per  l'individuazione  delle aree non idonee  le  regioni,  sempre
  secondo il decreto, devono considerare l'elevata concentrazione  di
  impianti  di  produzione  di  energia da  fonti  rinnovabili  nella
  medesima  area  vasta  prescelta per la localizzazione,  sia  delle
  interazioni   con   alti   progetti   (allegato   3-'Criteri    per
  l'individuazione di aree non idonee');

   in  merito  all'interferenza  visiva  degli  impianti  il  decreto
  stabilisce che va eseguita la ricognizione dei centri abitati e dei
  beni culturali e paesaggistici riconosciuti come tali ai sensi  del
  D.Lgs  n.  42/2004, distanti in linea d'aria non meno di  50  volte
  l'altezza  massima  del  più  vicino aereogeneratore,  documentando
  fotograficamente l'interferenza con le nuove strutture (allegato  4
  3.1);

   relativamente invece alle interferenze sonore ed elettromagnetiche
  è  fissato  che  risulta comunque opportuno effettuare  rilevamenti
  fonometrici al fine di verificare l'osservanza dei limiti  indicati
  nel  D.P.C.M. del 14 novembre 1997 e il rispetto di quanto previsto
  dalla  zonizzazione acustica comunale ai sensi della L. n. 447/1995
  con   particolare   riferimento  ai  ricettori  sensibili,   nonché
  l'opportunità  di eseguire i rilevamenti prima della  realizzazione
  degli impianti (allegato 4.6.1);

   PRESO ATTO che:

   l'Assessorato  dell'energia,  con  decreto  del  12  agosto  2013,
  pubblicato  in  GURS  n.40 del 30 agosto 2013, intende  avviare  le
  conferenze  di servizi e valutare progetti d'investimento  tra  cui
  nuovi  impianti  eolici  in ragione di un iter  amministrativo  che
  andrebbe sbloccato in presenza di ricorsi pendenti dinanzi al TAR;

   l'Assessore Marino ha dichiarato che la Regione limiterà  le  aree
  idonee  per l'energia eolica a quelle già esistenti e nella  misura
  delle autorizzazioni già rilasciate in passato;

   RILEVATO che:

   in Sicilia il quadro di produzione energetica sopra delineato si è
  concretizzato con la realizzazione in questi anni di  centinaia  di
  impianti   eolici  collocati indistintamente sull'intero territorio
  regionale oggi profondamente alterato nella sua orografia;

   i  progetti  dovrebbero essere esaminati considerando gli  impatti
  cumulativi  con  impianti  eolici limitrofi  indipendentemente  dai
  confini amministrativi;

   il  Dipartimento  Regionale all'Energia, ad  oggi,  nel  suo  sito
  ufficiale  informa,  riguardo all'identificazione  delle  aree  non
  idonee  per  tipologia  di  impianto, che  si  sta  provvedendo  ad
  individuare e a rappresentare in cartografia tali aree  e  che,  al
  momento,  quanto  predisposto  è  da  considerare  'cartografia  di
  lavoro';

   l'art  2 del D.P. N. 48 del 18.07.2012 ('Regolamento recante norme
  di  attuazione  dell'art. 105, comma 5, della  legge  regionale  12
  maggio  2010  n. 11') prevede che l'individuazione delle  aree  non
  idonee  alla installazione di specifiche tipologie di impianti  sia
  adottata con apposito decreto del Presidente della Regione, decreto
  ancora  non  pubblicato e senza, pertanto, che le  informazioni  su
  tali  aree siano state oggetto di adeguata diffusione e valutazione
  pubblica;

   manca   una   mappa  aggiornata,  su  base  regionale,  facilmente
  consultabile  degli impianti realizzati e di quelli  sottoposti  ad
  autorizzazione e, sebbene con decreto dell'Assessorato dell'energia
  e  dei  servizi  di pubblica utilità del 12 giugno 2013  sia  stato
  istituito   il   registro   regionale   delle   fonti   energetiche
  rinnovabili, tale quadro d'insieme non è ancora disponibile;

   SOTTOLINEATO che:

   l'individuazione  delle aree non idonee (decreto  ministeriale  10
  settembre  2010) sostituirebbe i criteri e le indicazioni  previste
  nella  circolare  della  Regione siciliana  n.  17  del  14/12/2006
  predisposta  dall'Assessorato dei beni culturali e dall'Assessorato
  del  territorio e dell'ambiente riguardante 'Impianti di produzione
  di  energia  eolica  in  Sicilia in  relazione  alla  normativa  di
  salvaguardia dei beni paesaggistici';

   l'identificazione  delle  aree non idonee  alla  installazione  di
  specifiche tipologie di impianto avrebbe dovuto rendere  i  criteri
  di  localizzazione di tali impianti più corrispondenti  allo  stato
  dei luoghi e alle esigenze di tutela;

   le  linee guida nello stesso allegato 4, punto 3, specificano  che
  la  localizzazione dei parchi eolici caratterizzati da un  notevole
  impegno    territoriale,    l'inevitabile    modificazione    della
  configurazione fisica dei luoghi e della percezione dei  valori  ad
  essi  associati, tenuto conto dell'inefficacia di misure  volte  al
  mascheramento,  la scelta della localizzazione e la  configurazione
  progettuale,   ove  possibile,  dovrebbe  essere  volte,   in   via
  prioritaria,  al recupero di aree degradate (...) in  questo  senso
  l'impianto eolico determinerà il progetto di un nuovo paesaggio;

   nonostante  la  mancata adozione del D.M. del  10  settembre  2010
  'linee  guida  per  l'autorizzazione degli impianti  alimentati  da
  fonti  rinnovabili' la circolare n. 17 è ignorata nel suo contenuto
  a partire dalle limitazioni in esso previste;

   RITENUTO che:

   in Sicilia di fatto risulta compromessa la completezza dei dati  e
  un  quadro  di  riferimento normativo coerente ed  adeguato  ad  un
  corretto giudizio di impatto ambientale e paesaggistico e, in  tale
  situazione, la procedura semplificata della conferenza  di  servizi
  per singolo progetto risulta inadeguata e fuorviante;

   questa  tipologia di impianti modifica radicalmente gli orizzonti,
  le  componenti  primarie  morfologiche  del  paesaggio  percettivo,
  spartiacque,  crinali montani e bacini idrografici, appiattisce  il
  paesaggio  siciliano attraverso elementi modulari,  ripetitivi  che
  mortificano   gravemente  le  diversità  e  varietà  ambientali   e
  paesaggistiche dell'Isola;

   la   realizzazione  delle  strutture,  come  già  dimostrato,  non
  determina  un miglioramento sul piano economico e di qualità  della
  vita  delle  popolazioni coinvolte, sottrae risorse e  futuro  alle
  comunità e il meccanismo economico di tipo coloniale messo in  atto
  non si risolve in un beneficio per i siciliani;
   nella  realizzazione della consistente mole di impianti, come  già
  noto,  si  è registrata la presenza delle organizzazioni malavitose
  che  hanno  scelto  questo  settore come  strategico  per  il  loro
  sviluppo economico ed il loro radicamento,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   a  porre  in  essere adeguati atti amministrativi  finalizzati  al
  blocco  delle  concessioni concernenti la  realizzazione  di  nuovi
  impianti  eolici,  alla tutela ambientale e alla  salvaguardia  del
  paesaggio». (179)

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che:

   le  dichiarazioni rese alla stampa dall'Assessore regionale Marino
  fanno  esplicito  riferimento  all'esistenza  di  un  cartello   di
  interessi  illeciti  che,  dapprima, per  i  termovalorizzatori  e,
  adesso,    per   altri   impianti   condizionerebbero    l'attività
  amministrativa;

   la  reazione  dell'Assessore fa seguito ad una mozione dell'intero
  Gruppo parlamentare del Partito Democratico all'Assemblea regionale
  siciliana, ritenuta 'atto inutile' dallo stesso Assessore,  con  la
  quale si chiede al Governo di bloccare ogni atto amministrativo che
  andasse  nella direzione della realizzazione di nuovi  impianti  ad
  energia alternativa in Sicilia;

   considerato che:

   sempre  nella  suddetta iniziativa parlamentare si è correttamente
  posta  l'attenzione  sulla  necessità  che  prioritariamente  nelle
  conferenze  di  servizi  fosse definitiva  la  cartografia  in  cui
  individuare  in  Sicilia le aree non idonee agli  impianti  di  che
  trattasi,  ai  sensi e per gli effetti del D.M.  del  10  settembre
  2010,  recante  'Linee  guida per l'autorizzazione  degli  impianti
  alimentati da fonti rinnovabili' ;

   l'individuazione  delle aree non idonee (decreto  ministeriale  10
  settembre 2010 ) sostituirebbe i criteri e le indicazioni  previste
  nella  circolare  della  Regione siciliana  n.  17  del  14/12/2006
  predisposta   dall'Assessorato  Beni  culturali  e   ambientali   e
  dall'Assessorato  Territorio e ambiente  riguardante  'Impianti  di
  produzione di energia eolica in Sicilia in relazione alla normativa
  di salvaguardia dei beni paesaggistici';

   l'identificazione  delle  aree  non  idonee  all'installazione  di
  specifiche tipologie di impianto avrebbe dovuto rendere  i  criteri
  di  localizzazione di tali impianti più corrispondenti  allo  stato
  dei luoghi ed alle esigenze di tutela;

   per conoscere:

   se  non  ritengano  urgente riferire in  Assemblea  regionale  nel
  merito  delle  dichiarazioni rese alla stampa e  se,  relativamente
  agli elementi in suo possesso, l'Assessore abbia già provveduto  ad
  informare la magistratura;

   quali  iniziative  siano state assunte allo  scopo  di  provvedere
  rapidamente alla realizzazione della cartografia definitiva in  cui
  identificare  le  aree non idonee in Sicilia per  la  realizzazione
  degli impianti eolici e fotovoltaici». (104)

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, assessori, colleghi, il  tempo  del
  Parlamento è un tempo quasi on line, visto che la questione di  cui
  ci  stiamo  occupando  questa sera è una  questione  esplosa  nelle
  ultime  giornate. Il fatto che si tratti in Parlamento un argomento
  con  una  certa  rapidità, è anche un sintomo di  attenzione  e  di
  questo ringrazio la Presidenza e ringrazio il Governo di essere qui
  stasera.
   Com'è noto, il Governo ha pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  del
  30  agosto, il crono-programma delle Conferenze di servizio che,  a
  partire  dal  2  ottobre, per quanto riguarda l'eolico,  e  dal  30
  settembre  per  quanto riguarda il fotovoltaico, si  dà  attuazione
  alle   richieste  che  da  tempo  giacciono  presso   l'Assessorato
  dell'Energia, e queste conferenze erano state sospese a seguito  di
  un provvedimento di Giunta della scorsa legislatura, avendo assunto
  la  Sicilia, anche a seguito di atti parlamentari votati in  questo
  Parlamento, l'intenzione di porre fine al Far West che  ha  segnato
  l'attività  di allocazione di impianti energetici, soprattutto  nel
  settore dell'eolico.
   Queste  conferenze di servizio, che probabilmente sono connesse  a
  disposizioni che vengono dai tribunali amministrativi,  determinano
  a  mio avviso una grande preoccupazione nel senso che - come è noto
  -  la  Sicilia  è  già oggi la seconda Regione italiana  dove  sono
  allocati impianti di produzione energetica nel settore dell'eolico.
  Siamo  circa a 1750 Megawatt prodotti dalla nostra Regione  in  una
  condizione  anomala,  considerato il fatto che  questo  surplus  di
  energia  prodotta, sia nel settore eolico che in altri  settori  di
  produzione, si sia realizzata malgrado la rete di trasmissione.
   La  rete di distribuzione dell'energia in Sicilia, infatti, rimane
  sempre  quella  che  ha  consentito la  distribuzione  dell'energia
  attraverso  le fonti di produzione tradizionali e quindi  la  rete,
  proprietà  della  società   Terna',  spesso  non  è  in  grado   di
  sopportare  e quindi immettere nella rete stessa questa  produzione
  energetica.
   E  siamo al paradosso, noi che abbiamo tantissimi pali nel  nostro
  territorio  e  nelle   nostre colline,  di  guardare  questi  pali,
  attraversando le nostre colline, e vederne alcuni fermi  nonostante
  la  loro mostruosità e la loro imponenza, e non perché qualcuno  ha
  dimenticato  a  metterli  in funzione, ma perché,  se  producessero
  energia  in  quel  dato  momento non la si potrebbe  immettere  nel
  sistema della rete.
   La  Sicilia,  con i suoi 1750 Megawatt esistenti, si  pone  quindi
  come  la  seconda  Regione  italiana  dopo  la  Puglia;  eppure  le
  Conferenze  di servizio indette riguardano una richiesta  di  circa
  3300 Megawatt ulteriori rispetto ai 1750 già esistenti.
   Alla   fine,  se  dovessimo  dare  l'autorizzazione  a  tutte   le
  richieste,  solo  per l'eolico avremmo una capacità  di  produzione
  energetica  pari  a  tre  volte  quella  attuale,  con   tutte   le
  conseguenze  di  natura paesaggistica e di impatto  ambientale  che
  tutto questo comporta.
   E'  chiaro  che  non basta un'intenzione politica per  fermare  le
  procedure  amministrative. Questo è il senso della mozione  da  noi
  presentata;  noi  non  vogliamo esprimere  un'emozione,  uno  stato
  d'animo  Vogliamo esprimere una procedura.
   In  questa materia, fare Conferenze di servizio, seppur obbligo di
  legge,  non  vuol  dire  che sia un'autorizzazione  obbligatoria  a
  realizzare.
   L'autorizzazione  avviene  grazie al fatto  che  diversi  soggetti
  istituzionali,  chiamati  a  decidere e  ad  esprimere  un  proprio
  parere,   concorrono  poi  a  formare  una  decisione  finale:   le
  sovrintendenze,   l'Assessorato   del   territorio   e   l'ambiente
  attraverso le VIA-VAS, l'Assessorato dell'energia, i comuni, i geni
  civili. Ci sono, insomma, diversi soggetti istituzionali chiamati a
  coordinare il proprio pronunciamento e sono chiamati a farlo  sulla
  base  di  una serie di valutazioni, e primo fra tutti considero  un
  errore  che  si affrontino tali questioni rispondendo alle  singole
  richieste.
   Una richiesta si connette a ciò che già esiste.
   La  richiesta di impianti in siti dove già ci sono altri  impianti
  necessita,  a  nostro avviso, ma questo lo dicono  anche  le  linee
  guida  che ispirano i comportamenti delle Amministrazioni, le linee
  guida  varate  nel  2010, per cui la valutazione,  ad  esempio,  di
  impatto ambientale non va fatta sulla singola richiesta ma va fatta
  sul  contesto,  cioè  sulla connessione  e  sugli  effetti  che  un
  impianto ha su ciò che già esiste.
   Ma, a monte, la ragione per cui qui giochiamo a guardie e ladri, è
  che  la  Regione,  dal  2010 in poi, doveva varare  un  piano,  una
  cartografia   territoriale   in  cui  stabiliva,   attraverso   una
  zonizzazione, le aree inidonee; la Regione siciliana, dal 2010,  ha
  fatto  tante  discussioni, tante buone intenzioni ma  ad  oggi  non
  esiste  un piano di zonizzazione per tutto il territorio regionale,
  un  piano che si dovrebbe comporre delle varie cartografie dei vari
  rami   dell'Amministrazione,  ad  esempio  il  settore   idraulico-
  forestale,  il  settore del territorio, il paesaggio attraverso  le
  sovrintendenze, l'energia, gli impianti esistenti. Noi,  in  questa
  Regione,  non abbiamo una mappa cartografica che ci rappresenti  in
  maniera omogenea ciò che già esiste; conosciamo ogni singolo pezzo,
  ma ci manca l'insieme. E' come avere una fotografia di una famiglia
  dove le foto sono dei singoli personaggi che compongono la famiglia
  e manca l'insieme della famiglia stessa.
   Ed   allora,   qui  bisogna  fermare  e  rovesciare   il   modello
  comportamentale dell'Amministrazione.
   Non  basta  dire  che siamo contro l'eolico; io  non  sono  contro
  l'eolico,  ma voglio subito chiarire che sono contro il  Far  West,
  che  è quello che ha caratterizzato l'attività di installazione  di
  impianti energetici in Sicilia. "Chi afferra un turco è suo"; ma in
  una Regione dove, oltre ad afferrare un turco, chi arriva prima  ad
  afferrarlo  spesso  coincide  con  uno  o  più  soggetti  che  sono
  accompagnati    da   famiglie   mafiose,   che   poi    favoriscono
  l'accelerazione  delle  procedure  autorizzative.   abbiamo   degli
  sviluppatori  di  professione, oltre  che  degli  imprenditori.  In
  questi  giorni,  si è scoperto che ci sono casi,  in  provincia  di
  Trapani, di patrimoni che sono stati sequestrati ad imprenditori in
  odor  di  mafia che, nel settore dell'eolico, sono diventati  i  re
  dell'eolico in Sicilia.
   Ed  allora, tutte queste cose ce le diciamo in un dibattito, in un
  comunicato stampa, facciamo un convegno o l'Amministrazione si dota
  di  strumenti che siano in grado di dire  Alt", di dire che fino  a
  quando  governo  il  territorio  e sono  chiamato  a  tutelare  gli
  interessi  pubblici generali, fino a quando non  si  stabilisco  le
  aree  inidonee e, quindi, le aree idonee, io non darò nessuna nuova
  autorizzazione.
   Anche  questo  lo  si  fa,  soltanto,  con  un  pronunciamento  di
  intenzione o lo si fa, ad esempio, facendo un atto amministrativo e
  forse  anche  un atto legislativo che dica, in maniera chiara,  che
  nel  territorio  della Regione, fino a quando non  sarà  varato  un
  piano  energetico  regionale secondo le  linee  guida  dettate  dal
  decreto  ministeriale del 2010, non è consentita nessuna  forma  di
  installazione di produzione energetica in Sicilia, se non quelle di
  piccola entità, come l'autoproduzione?
   Questa  è  una  scelta politica, perché altrimenti possiamo  dirci
  tutti,  a  parole, che siamo contro o a favore, ma poi  non  cambia
  nulla,  tant'è che c'è un paradosso, che si è sviluppato  anche  un
  dibattito  pubblico su questa materia, e venerdì scorso  la  stessa
  Amministrazione, che dichiara a parole di essere contro e  di  dire
  basta all'eolico, provvedeva a fare una conferenza di servizio  per
  autorizzare, nel comune di Castellana Sicula, un impianto eolico  -
  mi  dicono  -  di  27 megawatt, cioè nelle stesse  ore  in  cui  il
  Presidente  della Regione dichiarava che l'eolico, in Sicilia,  non
  si fa.
     C'è  il  rischio di una schizofrenia tra le cose che la politica
  dice e le cose che poi fa l'Amministrazione.
   Qui, ora, voglio essere chiaro. Nessuno di noi può giocare con  le
  parole. Se c'è una decisione politica - e so che la Giunta ha fatto
  un  atto  o  si  appresta  a fare un atto - questa  decisione  deve
  impegnare tutti i rami dell'amministrazione: il territorio, i  beni
  culturali,  l'energia.  Non ci sono varie  Regioni  a  seconda  del
  settore in cui ognuno è competente. La Regione Sicilia è una   Ecco
  perchè serve dire, in maniera netta e chiara, come stanno le  cose.
  E, a proposito di dire le cose come stanno, proprio a seguito delle
  polemiche che sono scaturite su quest'argomento, qualche giorno  fa
  l'assessore  per l'energia, dott. Marino, ha fatto  una  conferenza
  stampa,  e poi un comunicato stampa, dove ha espresso dei  giudizi,
  alcuni  dei  quali, per la forma con cui venivano  espressi,  erano
  equivoci   negli  obiettivi  o  soprattutto  nei  destinatari.   Ho
  dichiarato a mezzo stampa - perché ormai ci parliamo tutti a  mezzo
  stampa  -  che  forse non ero io l'obiettivo delle sue  proteste  o
  delle  sue valutazioni, e comunque, se fossi stato io, io  sono  un
  parlamentare, agisco con gli atti parlamentari e, anche  se  ci  si
  offende, mi dispiace, ma agli atti parlamentari si risponde,  punto
  e  basta.  Però, credo che non fossi io il destinatario  di  quelle
  dichiarazioni  molto  serie  e molto delicate,  perché  l'assessore
  Marino  ha  parlato  di  cose che investono anche  la  qualità  del
  procedimento  amministrativo, ha parlato di pressioni illecite  nel
  suo  assessorato  attorno alle questioni delle  autorizzazioni,  ha
  parlato  di  imprenditori  nel settore dei  termovalorizzatori,  ha
  parlato  anche  di imprenditori con il marchio dell'antimafia  che,
  nel  settore  dei  termovalorizzatori, hanno responsabilità  avendo
  noi,  tra  l'altro, vinto una prima causa in sede civile,  e  vinto
  contro  il  ricorso  presentato dai soggetti che  si  sono  sentiti
  defraudati.
   Voglio  ricordare  che  la Sicilia ha dichiarato  nulla  una  gara
  perché  le  procedure di quella gara, non solo erano sbagliate,  ma
  perché  chi vi ha partecipato ha determinato un illecito vantaggio,
  avendo  fatto una combine tra i soggetti proponenti, cioè  tutti  i
  soggetti  facevano  parte  ognuno di  una  delle  quattro  società,
  secondo  la  logica  delle  scatole cinesi,  ed  avevano,  insomma,
  controllato questo appalto.
   Non  voglio dilungarmi sui termovalorizzatori, perchè ci sono tomi
  di  letteratura in questo Parlamento, ed io credo di essere uno tra
  quelli  che,  in qualche modo, ha contribuito in questa  Regione  a
  formare la letteratura su quello che è successo, sul grande  affare
  dei  termovalorizzatori e sul grande affare che in Sicilia  si  era
  costruito attorno all'ARRA, sia per quanto riguarda i rifiuti,  sia
  per  quanto riguarda l'acqua. L'ARRA era il grumo di potere attorno
  al  quale  si  era  privatizzata, di fatto, la  Regione  e  si  era
  privatizzata persino la politica.
   Ecco perché le cose dette dall'assessore Marino non mi riguardano,
  anzi,  ho  detto al dottore Marino, per le denunce  che  ha  fatto,
   benvenuto tra noi . Oltretutto, l'assessore Marino ha un  pedigree
  legato alla sua attività professionale che non consente di lasciare
  le  parole in aria. Noi abbiamo bisogno di sapere, di capire chi fa
  pressioni, quali forme di pressione si sono determinate,  in  quale
  misura  queste  pressioni  hanno  determinato  effetti  nell'azione
  amministrativa  e  nella procedura amministrativa.  E,  soprattutto
  abbiamo  bisogno  di  sapere, assessore  Marino,  al  di  là  delle
  intenzioni,  cosa  l'amministrazione produce  oggi  perché  non  si
  determinino più fatti come quelli che hanno segnato il tempo tra il
  2008,  il  2009  ed il 2010 in cui la Sicilia è stata  saccheggiata
  attorno  all'affare dell'energia eolica e, per certi  versi,  anche
  del fotovoltaico.
   Ed  allora,  di queste questioni abbiamo bisogno di  parlarne,  di
  farlo  sapere  ai  siciliani in nome dell'energia pulita.  Chi  non
  vuole l'energia pulita? C'è qualcuno che può dirsi contro l'energia
  che  non inquina? Solo un pazzo  E  come dire: c'è qualcuno che non
  vuole bene alla mamma? Chi è che non vuole bene alla mamma? Ma  non
  basta  voler bene alla mamma, se attorno al voler bene della  mamma
  poi  si  annidano  giochini  e giochetti  o  faide  di  potere  che
  condizionano  l'economia, la sicurezza nella nostra  Regione  e  la
  politica,  perché  attorno a questo settore  dell'energia  si  sono
  determinati interessi e condizionamenti della politica, dove girano
  soldi girano anche le tangenti.
   Per  tale motivo ho chiesto all'Assessore di fare i nomi. Lo  dica
  al  Parlamento,  lo dica ai siciliani, questa battaglia  facciamola
  senza  parole equivoche. Proprio perché, se spezziamo  i  veli  che
  hanno  segnato,  che segnano e che continueranno a  segnare  questa
  questione  dell'energia  in  Sicilia, forse  contribuiremo  a  fare
  quella battaglia di liberazione e di libertà che tutti vogliamo  ma
  che  per farla ha bisogno poi di essere declinata nei comportamenti
  effettivi.
   Con  questa  mozione  si  dice  quindi  che  il  Governo  si  deve
  impegnare, ho detto anche come, ho suggerito la strada di  bloccare
  tutte  le  autorizzazioni per un certo numero di  mesi  -  non  per
  sessanta giorni, ma per un certo numero di mesi - nelle more che si
  faccia il piano energetico regionale, secondo quanto previsto dalle
  linee guida.
   Si   dica   ai  siciliani  quante  produzioni  ulteriori   saranno
  necessarie e dove si dovranno fare, facendolo conoscere prima,  non
  facendolo   conoscere   attraverso  le   iniziative   dei   singoli
  imprenditori, perchè questo è inaccettabile. Il territorio è nostro
  e   dei  siciliani,  non  è  dell'iniziativa  singola  più  o  meno
  legittima,  che  comunque  si  muove sulla  base  di  un  interesse
  inevitabilmente  legato ad interessi economici e non  ad  interessi
  generali.
   Su  questa  questione si fonda anche la qualità della  politica,ed
  anche questa è questione morale.
   La  questione  morale  non si rivolge o riguarda  solo  il  codice
  penale. La questione morale riguarda il comportamento, riguarda  la
  denuncia  di  qualunque forma di omissione, riguarda  la  battaglia
  contro   i   vigliacchi,  contro  quelli  che  si  nascondono   nei
  bizantinismi  giuridici per consentire che passi una  cosa  facendo
  finta, magari, che quella cosa non deve passare. Nella nostra terra
  abbiamo  fior di intellettuali che sono gli interpreti del diritto,
  e  spesso in nome dell'interpretazione del diritto si sono compiuti
  misfatti  che  noi  non  possiamo consentire.  Ecco  perché  questa
  battaglia  va  fatta alla luce del sole, senza zone franche,  senza
  zone  opache ed ognuno deve metterci la propria faccia. Noi  ce  la
  mettiamo, l'abbiamo detto prima e continuiamo a dirlo ora.
     Le  produzioni energetiche in Sicilia si fanno e si devono  fare
  solo  dopo  che  la Regione ha deciso dove si possono  fare  e  non
  prima, non decide chi propone gli impianti dove si fanno ma lo deve
  decidere la Regione attraverso i suoi strumenti di legge ed i  suoi
  strumenti di programmazione.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,  dispiace che questo dibattito sia giunto in Aula  sulla
  scorta  di  una  mozione,  con tutto il  rispetto  per  la  dignità
  dell'atto, però credo che un tema così vasto, così articolato, così
  serio  avrebbe meritato un confronto con il Governo  alla  luce  di
  indicazioni   programmatiche  che  sono  già  emerse  in   campagna
  elettorale allorquando l'allora candidato Governatore disse in  più
  occasioni  che  la  politica  pulita, la  politica  energetica,  la
  politica  dell'eolico, la politica del fotovoltaico  sarebbe  stato
  obiettivo da perseguire, se eletto Presidente.
   Ho ascoltato l'illustrazione della mozione da parte dell'onorevole
  Cracolici, e siccome voglio sempre evitare le polemiche, l'ardore e
  la  passione  con  cui ha parlato, la disinvoltura nell'accusa  che
  sembrava  implacabile, avrebbero non suscitato il mio interesse  se
  l'onorevole  Cracolici fosse stato un novizio di questa prestigiosa
  Aula. Che lo dica un uomo che ha avuto responsabilità indirette  di
  Governo  e  che lo dica un uomo fra i più autorevoli rappresentanti
  di  questo Parlamento sulla scorta, presumo, di esperienze maturate
  da  parte  del  fatturato governativo, non di questo ma  di  quelli
  precedenti almeno negli ultimi 10 anni, mi fa sorgere il dubbio che
  all'interno della maggioranza di governo esistano due posizioni non
  sufficientemente omogenee.
   E  tuttavia, non è qui il caso che mi occupi di quello che avviene
  nelle  case  altrui,  ma  oggettivamente  desidero  dire  quel  che
  pensiamo io e la mia parte politica, lo dico da deputato di  questa
  Assemblea   e,   se  mi  è  consentito,  lo  dico   da   Presidente
  dell'Antimafia regionale. Sono fermamente convinto che  nessuno  di
  noi  possa  e  debba  avanzare  dubbi  sulla  utilità  dell'energia
  ricavata  dall'eolico. Tutti abbiamo il dovere di  lavorare  perché
  venga  salvaguardato il nostro ambiente fortemente devastato,  come
  ricordava l'onorevole Cracolici, e perché si possa guardare ad  una
  produzione energetica innovativa e certamente non inquinante. Ma se
  la  produzione  dell'energia eolica è un bene da salvaguardare,  da
  tutelare, da promuovere, da incentivare, mi chiedo e chiedo se  non
  è  altrettanto  bene da incoraggiare, da tutelare e da  incentivare
  quello legato alla bellezza paesaggistica dei luoghi.
   Non so come sia possibile, signor Presidente, signor Assessore, mi
  rivolgo  in particolare all'Assessore Marino perchè competente  per
  materia, che in Sicilia nessuno si sia accorto dell'utilità o abbia
  avvertito  il bisogno di tutelare il bene paesaggistico contemplato
  dalla  legislazione  italiana sotto i Savoia e  dopo  i  Savoia,  e
  soltanto  oggi, quando centinaia di migliaia di ettari  di  terreno
  appaiono  inesorabilmente feriti e devastati dalla  presenza  delle
  mastodontiche, invadenti ed invasive pale eoliche, soltanto oggi si
  pone  il  problema  in  quest'Aula. Cosa  è  accaduto?  Non  vorrei
  apparire  come lo speculatore di turno che sta dietro l'angolo  per
  cogliere l'opportunità della denuncia. Credo di essere al di  sopra
  di   ogni  sospetto  se  dico  che  il  9  dicembre  del  2008,  il
  sottoscritto, da deputato europeo, denunciava la mafia  dell'eolico
  in  Sicilia. Una voce nel deserto? Non so, non mi faccio  illusione
  sui  numeri,  certamente, signor Presidente e onorevole  Assessore,
  non  eravamo in tanti.   I parchi eolici in Sicilia sono stati  più
  utili   agli  speculatori  che  ai  siciliani ,  dicevo  in  quella
  occasione.
   Abbiamo   inoltrato   una  richiesta  formale   alle   Commissioni
   Antimafia ,  nazionale  e  regionale,  perché  abbiamo  il   serio
  sospetto  che dietro il business dell'energia eolica si  nascondano
  interessi mafiosi.
   Non  bisogna  dimenticare che in Sicilia il Comune di Vicari,  per
  esempio,  è  stato  sciolto  per  inquinamento  malavitoso  proprio
  all'indomani dell'approvazione della concessione di un parco eolico
  e  la Magistratura non ha risparmiato il suo intervento in Campania
  e in Puglia.
   In  Sicilia  i parchi eolici, con l'autorizzazione della  Regione,
  sono  stati impiantati anche in territori tutelati dall'Unesco.  E'
  accaduto qualcosa di inverosimile, senza tenere conto di quel  bene
  che  è il paesaggio, nella sua incontaminata e inviolata struttura,
  così  come  ce  l'ha  consegnato la mano della  natura  e  la  mano
  dell'uomo, viene tutelato in Italia dalla legge 778 del 1922, viene
  tutelata dalla legge 1497, la legge  Bottai', del 1939

   CRACOLICI. Lei li cita per ricordi.

   MUSUMECI.  Tanto cara la legge  Bottai , onorevole  Cracolici,  se
  questa  Repubblica l'ha utilizzata per 70 anni,  la  legge 431  del
  1985, è incomprensibile come la realizzazione dei parchi eolici non
  abbiano  tenuto conto di questa normativa, bastava dire no a  tutte
  le richieste.
   No,  no,  è  stato ricordato con onestà intellettuale e anche  con
  sospetto  ritardo  dall'onorevole Cracolici, perché  le  università
  siciliane  già  nel 2003 avevano consegnato uno studio su richiesta
  del  Governo  Cuffaro, uno studio relativo alla  ventosità,  perché
  anche questo  bisogna calcolare, alla ventosità delle varie aree in
  Sicilia  e  alla  possibilità, quindi, di  rendere  compatibili  la
  presenza delle pale con il contesto paesaggistico.
   Erano  passati, quando ho fatto la denuncia, cinque anni, chiedevo
  di  capire  dalle Commissioni Antimafia, nazionale e regionale,  io
  modesto  e  solitario deputato europeo dell'opposizione,  che  fine
  avesse   fatto   quel  piano  ricognitivo,  quello   strumento   di
  pianificazione e, invece, nessuno ha risposto.
   Dal  2008 ad oggi sono passati altri cinque anni, quindi, da dieci
  anni  nei cassetti della Regione, assessore Marino, rimane il piano
  elaborato  dalle università siciliane sulla possibile  collocazione
  dei parchi eolici in Sicilia e nessuno ne ha mai fatto uso.
   E'  certo,  viene facile sospettare, perché la omessa applicazione
  del  piano  e dello strumento di pianificazione di fatto consentiva
  mano  libera agli speculatori, alcuni dei quali connessi e  collusi
  con  poteri malavitosi e mafiosi come ha dimostrato la  DIA  con  i
  sequestri avvenuti in territorio di Trapani e, quasi sempre e quasi
  ovunque,  con la responsabilità di parte della burocrazia regionale
  che  avrebbe  dovuto valutare, in fase istruttoria, ogni  possibile
  inquinamento in questa così delicata materia.
   Concludo,  signor Presidente, le chiedo scusa se ho abusato  della
  sua cortesia, noi con piacere prendiamo atto di questa iniziativa.
   Proprio  alcuni  giorni  fa  la  Commissione  che  ho  l'onore  di
  presiedere,  la  Commissione   Antimafia,  d'intesa  con  tutti   i
  componenti con i quali, grazie a Dio, collaboriamo in un  clima  di
  assoluta condivisione, pur nel rispetto dei ruoli e delle diversità
  politiche,  ha invitato l'Assessore Marino per parlarci  anche  dei
  reati ambientali.
   Abbiamo  parlato,  su  precisa domanda  della  Commissione,  anche
  dell'eolico,  onorevole  Assessore, lei  ricorda  benissimo  e  noi
  abbiamo  colto  con  piacere  le  perplessità  che  lei  in  quella
  occasione  ha  manifestato, seppur nell'intento e con l'intento  di
  ritrovarci, di rivederci per approfondire la materia.
   Quindi,  siamo  perfettamente d'accordo con la mozione  presentata
  dal gruppo del Partito Democratico che prende atto come quest'anno,
  lo  scorso  anno,  due anni fa, tre anni fa,  quattro  anni  fa  in
  Sicilia   la   politica   dell'eolico  sia   stata   devastante   e
  indiscriminata.
   Peraltro,  signor  Assessore  alcune  pale,  caro  Presidente,  mi
  consenta l'aggettivo, risultano non essere neppure collegate fra di
  loro,  cioè  girano le pale - e non soltanto le pale in  Sicilia  -
  girano le pale senza produrre energia

   CRACOLICI. Fanno da ventilatore per prendere vento

   MUSUMECI. Solo perché debbono ostentare una funzionalità a chi  ha
  legittimato  l'operazione  per  lucrare  i  fondi  europei   Non  è
  assolutamente  utile  ai  proprietari dei  fondi,  molto  spesso  i
  sindaci hanno concesso le autorizzazioni soltanto in cambio di due,
  tre,  cinque  assunzioni clientelari di operai pagati soltanto  con
  una  mangiata di soldi e hanno svenduto beni che i nostri padri,  i
  nostri nonni, i nostri avi ci hanno consegnato dopo averli tutelati
  e custoditi con profonda e severa gelosia.
   Noi  siamo  favorevoli a votare la mozione a patto che  si  emendi
  l'ultima parte del dispositivo in cui non solo si chiede il  blocco
  delle  concessioni concernenti la realizzazione di  nuovi  impianti
  eolici,   ma  si  preveda  anche  l'inoltro,  alla  Procura   della
  Repubblica  di  Palermo,  di tutti gli atti  istruttori  che  hanno
  portato alla autorizzazione dei singoli parchi.
   Analoga  richiesta,  preannuncio  signor  Presidente  e  onorevoli
  deputati,  sarà  avanzata  dal  sottoscritto  nella  qualità  della
  Commissione  Antimafia per le competenze relative alla  Commissione
  stessa,  soltanto  in  questo  caso  un  emendamento  di  apparente
  irrilevanza,  e,  quindi, sono convinto che  il  Gruppo  proponente
  potrà  benissimo accoglierlo, noi saremo felici di sostenere l'atto
  ispettivo.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,   sicuramente  su
  questo versante lei ha molti più argomenti, onorevole Cracolici, al
  di là della battuta, dico che l'argomento relativo alla mozione che
  stasera  l'Aula  intende trattare e visti e sentiti gli  interventi
  dei colleghi che mi hanno preceduto, che peraltro hanno, in maniera
  articolata,   espresso  delle  valutazioni  che,  a   mio   avviso,
  richiedono  un momento di approfondimento, che sicuramente  ritengo
  debba  essere  anche  offerta una opportunità a  questa  Assemblea,
  magari in numero più consistente per poter tenere un dibattito, che
  tra  l'altro  trae  origine  anche da  quelle  che  sono  state  le
  dichiarazioni  di impegni programmatici di questo  Governo  che  ha
  detto  - così come ha ricordato il Presidente Musumeci - che  sulla
  materia molto delicata dell'energia, tra l'altro, a mio avviso, sui
  servizi pubblici locali, acqua, rifiuti ed energia, abbiamo  quindi
  un  aspetto che dobbiamo approfondire e che ritiene un approfondito
  dibattito. Io vedo due realtà, due problematiche: una di  metodo  e
  una di merito.
   Sul  metodo,  è  stato evidenziato che ci sono degli  aspetti  che
  riguardano  procedure  che  richiedono  approfondimenti,  è   stato
  richiesto  anche perché non si cada in quella generica  accusa  che
  porta  la  delegittimazione dell'istituzione e  che  ci  siano  dei
  precisi  riferimenti  e che questi vengano ad essere  a  conoscenza
  anche del Parlamento siciliano, perché nelle determinazioni possono
  esserci argomenti di maggiore valutazione.
   C'è  poi un problema riguardo questo aspetto del metodo, la nostra
  democrazia,  i  valori  a  cui dobbiamo  sempre  riferirci,  perché
  ritengo  che  ci sia anche necessità di sgombrare il campo  di  una
  realtà, di un tema in cui si contrappongono varie posizioni e che è
  stato  oggetto  anche  di discussi momenti  in  cui  il  precedente
  Governo  ha fatto tutto e il contrario di tutto e dove sicuramente,
  anche   con  questa  mozione,  l'onorevole  Cracolici  vorrà   pure
  ammettere,  che è stato parte determinante di quel Governo  che  ha
  disatteso una serie di iniziative, il Governo Lombardo su questo ha
  sicuramente  creato,  nel settore energia,  un  momento  di  grandi
  complicazioni.
   Poi  c'è  un  problema  di merito, poiché è  vero,  come  è  stato
  evidenziato, che noi sull'argomento abbiamo un aspetto che riguarda
  la   salvaguardia  del  nostro  patrimonio,  c'è  un  problema   di
  devastazione del territorio, ma c'è anche un problema che  riguarda
  la  nostra capacità di poter produrre risorse e di poter  produrre,
  attraverso questa realtà del settore energetico, una possibilità di
  risorse di cui la Sicilia abbisogna.
   C'è un problema aperto che richiede forse una rideterminazione  di
  un  equilibrio che si è perso e  la politica deve farsi interprete,
  deve  avere  questa  capacità di riportare  nel  giusto  equilibrio
  quella  che è una realtà che probabilmente si è sbilanciata in  una
  direzione  che  ha visto più l'interesse specifico  che  quello  di
  realizzare  alcuni obiettivi che gli imprenditori hanno pensato  di
  realizzare, trascurando quelle che sono le ricadute positive che su
  questo versante anche i cittadini siciliani devono poter cogliere.
   Mi  permetto di chiedere, attraverso la Presidenza dell'Assemblea,
  un  dibattito  più  approfondito, in cui ci sia  anche,  in  questo
  momento  che  vogliamo  evidenziare, una articolata  posizione,  un
  programma articolato che voglia questo Assessorato, atteso  che  ha
  preso  delle  iniziative e che nel frattempo c'è una  richiesta  di
  fermo  perché si possa avere la consapevolezza di quella che  è  la
  situazione  complessiva che stiamo vivendo,   ritengo  che  ci  sia
  bisogno di un approfondimento su questo tema.
   Perché  il  discorso dei parchi eolici è una realtà che  di  fatto
  esiste,  allora  se  c'era e c'è uno strumento che  può  essere  di
  riferimento, probabilmente bisognerebbe ripartire da questo, perché
  oggi la politica, in un sistema democratico dove si trova a gestire
  le  sorti  della  società  attraverso i poteri  di  rappresentanza,
  dobbiamo riportare a questo livello il nostro impegno.
   Quindi,  vediamo  di  capire  quali sono  i  punti  fermi  da  cui
  ripartire, perché ci si muove sulle sabbie mobili, in cui  tutto  è
  possibile  e anche il contrario di tutto. No, assessore, su  questo
  tema  dobbiamo  mettere un punto fermo, perché ne va  della  nostra
  realtà, non solo istituzionale, ma anche economico-sociale e,  come
  dire, ambientale della Sicilia.
   Propongo che su questo tema ci riferisca il Governo, che ci sia un
  approfondimento perché la mozione possa essere anche trattata in un
  momento  in cui il Parlamento possa contribuire in maniera  diversa
  rispetto a quella che è la presenza di questa sera.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  colleghi,  il  dibattito  ha  un
  argomento  estremamente interessante, spiace la poca partecipazione
  che  in questo momento l'Aula ci sta regalando, ma questo è un tema
  che,  secondo me, fa affiorare moltissimi ragionamenti, alcuni  dei
  quali  sono  stati  già portati fuori dagli  altri  colleghi  e  mi
  permetto di portare anche i miei come punto di discussione e  anche
  di ragionamento.
   Penso  innanzitutto  che la nostra Regione dovrebbe  cominciare  a
  dotarsi di una mappa regionale dei siti che possono accogliere  sia
  gli  impianti  eolici  che  gli  impianti  fotovoltaici  di  grande
  dimensione.
   Questo al fine anche di potere scongiurare l'installazione proprio
  in  quei  siti che hanno, invece, una valenza storica, monumentale,
  artistica,   paesaggistica,  archeologica  e  che,   quindi,   come
  purtroppo  è accaduto in passato, andiamo a deturpare un  bene  che
  può  essere utilizzato ai fini del turismo e, quindi, di un rientro
  che  a volte è l'unica possibilità di sviluppo per alcuni territori
  e  penso ad esempio all'impianto fotovoltaico installato sulla rupe
  della  città  di Milena, comprensorio della città di Caltanissetta,
  installato  esattamente  su  una via  di  passaggio  migratoria  di
  uccelli  e immediatamente sopra un sito archeologico e questa  cosa
  nessuna  ha potuto, in quel tempo, evitarla, tant'è che  adesso  ci
  sono   quelle  bellissime  pale  laddove  c'era  invece   un   sito
  archeologico  da tutelare, ma  di questo esempio la Sicilia  ci  ha
  regalato tantissime repliche in tutto il territorio regionale ed  è
  arrivato  il  momento  di  mappare quelle  che  possono  essere  le
  possibilità  ed  escludere invece tutti quei  siti  che  hanno  una
  importanza.
   Un  altro  ragionamento  che si apre è  anche  quello  dei  grandi
  impianti, sia fotovoltaici che eolici, che in questi decenni  hanno
  fatto  la  loro  comparsata nel nostro territorio regionale  e  che
  spesso  sono  di proprietà di grandi multinazionali e  quindi  cosa
  avviene?  Non  utilizzo  mezzi  termini  per  descrivere  l'azione:
  vengono  a  rubare il nostro sole, il nostro vento  e,  quindi,  le
  nostre   energie  rinnovabili  portando  via,  all'estero,  laddove
  risiedono i soldi che in cambio il governo nazionale dà per  quanto
  riguarda  il  finanziamento del conto energia, questo  a  discapito
  anche  di  quelle logiche che vorrebbero reinvestire,  invece,  sul
  nostro  territorio perché quella è la nostra produzione energetica,
  è il nostro territorio, è la nostra Regione e questo non avviene.
   Questo perché abbiamo, da sempre, dato concessioni a grandi gruppi
  che  foraggiando con moltissimi soldi questi impianti sono riusciti
  ad  avere tutele e anche connivenze con uffici e quant'altro, ma su
  questo si è espresso in maniera eccellente l'onorevole Musumeci.
   Quello  che  chiedo  è  un ragionamento molto  approfondito  sulle
  considerazioni che una persona ben nota a questa Assemblea,  perché
  è  stato  il consulente energetico della scorsa legislatura,  dello
  scorso   governo,  che  ha  portato  qui  in  Aula   ed   è   anche
  all'attenzione  dei  siciliani, che è Jeremy Rifkin.  Lui  nel  suo
  libro della terza rivoluzione industriale fa un esempio, dice   che
  a  noi  non servono centrali da centomila chilowatt, ma ci  servono
  centomila cittadini che producono un chilowatt a testa. Questo  per
  dire  che abbiamo bisogno di una rete energetica che come una  rete
  internet  dà la possibilità a tutti di connettersi e di  scambiarsi
  le energie e, quindi, le risorse.
   Noi non abbiamo bisogno di tappezzare con serre fotovoltaiche, con
  impianti di grandissime dimensioni il nostro Territorio, ma abbiamo
  bisogno  di  migliorare l'efficientamento energetico  delle  nostre
  abitazioni,  di  installare piccoli impianti di pannelli  solari  o
  piccoli  impianti di eolico nelle nostre abitazioni. E'  questa  la
  produzione  energetica alla quale dovremmo tendere e  come  Regione
  dobbiamo impegnarci anche su questo.
   A  nome  del  mio gruppo chiedo di emendare la parte finale  della
  mozione  allargandola  anche agli impianti fotovoltaici  di  grandi
  dimensioni  perché  questo apre anche all'ultimo  ragionamento  che
  voglio  fare  e, per questo,  voglio chiedere all'assessore  Marino
  quali  sono  le  prospettive e le possibilità da  parte  di  questo
  Governo di potersi interfacciare.
   Noi viviamo in una Regione dove, in questo momento, quando andiamo
  in  over  produzione di energia, quando produciamo più  energia  di
  quella  che  dobbiamo  consumare,  che  possiamo  consumare  o  che
  possiamo  accumulare, andiamo a spegnere gli impianti fotovoltaici,
  andiamo  a  spegnere  gli  impianti eolici  e  lasciamo  accese  le
  centrali al carbone, cioè, significa che lasciamo acceso il passato
  e   spegniamo   il  futuro  e  credo  che  questa  sia   una   cosa
  inaccettabile.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  assessore,  stiamo trattando un tema importantissimo, un  tema  che
  potrà  condizionare  la  vita della nostra  Terra  per  i  prossimi
  decenni, ma  lei pensa, Presidente Pogliese, che possiamo approvare
  una mozione del genere con soli 20 deputati presenti in Aula?
   Credo  che questo argomento vada affrontato anche questo  martedì,
  perché  non  è  consentito che un argomento  di  così  fondamentale
  importanza  che può avere anche delle altre strade come quelle  che
  accennava poca fa il Presidente Musumeci, perché è evidente che non
  ci  fermiamo soltanto a un provvedimento in Aula, ma se lei riterrà
  opportuno  trasmettere  gli  atti,  così  come  le  ha  chiesto  il
  Presidente  Musumeci, altre in altre sedi istituzionali,  è  chiaro
  che  questa vicenda non si conclude questa sera né possiamo nemmeno
  immaginare,  ma  questo sarà l'assessore Marino  a  dircelo,  quali
  potrebbero essere i riscontri negativi per la nostra Terra  qualora
  si  decidesse di fermare questo piano che mi pare essere  un  piano
  precedente  all'arrivo dell'assessore, un piano su cui tanti  hanno
  profuso impegni anche di natura economica.
   Per questo motivo, signor Presidente, siccome 20 è quasi un quarto
  dell'intera  Assemblea regionale siciliana e  non  può  essere  che
  soltanto   un  quarto  dei  deputati  siciliani  diano  un   parere
  vincolante al Governo su questo argomento, troverà tutta una  serie
  di  difficoltà che le hanno rappresentato i deputati che  mi  hanno
  preceduto,  le  chiederei di spostare a martedì,  anche  in  questo
  caso,   la  votazione,  dando  la  possibilità  a  tutti  i  gruppi
  parlamentari che intervengono di esprimere, in maniera compiuta, il
  parere non di una ristretta minoranza di deputati, ma il parere  di
  tutta   l'Assemblea  regionale  siciliana,  dal  momento  che   una
  decisione,  qualunque essa sia, favorevole o contraria,  attraverso
  la votazione di questa mozione, costringerà il Governo ad adeguarsi
  e,  di  conseguenza, non è possibile anche se Fichte diceva  che  è
  sempre la minoranza ad avere ragione, però in questo caso credo che
  una  minoranza  sparuta di deputati non può assolutamente  decidere
  per la parte rimanente, questa sera assente.
   Tra le altre cose, signor Presidente, nel caso in cui ella dovesse
  accogliere  questa  mia proposta ci eviterà di chiedere  il  numero
  legale,  cosa  che,  nel  caso in cui  saremmo  costretti  a  fare,
  evidentemente,  andrà  a  rappresentare quella  che  è  l'oggettiva
  presenza in Aula. Grazie.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Marino.

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Signor  Presidente,  onorevoli  deputati,  non  deve  sembrare  che
  l'attenzione  prestata  in  questi mesi al  dipartimento   Acqua  e
  rifiuti   abbia distolto l'assessore dal dovere prestare le  dovute
  attenzioni a tutto quello che può e deve riguardare il dipartimento
   Energia'  anche  se  siamo  stati  sempre  costretti  a  fare  una
  graduatoria delle emergenze per gli atti normativi da compiere,  le
  direttive o rendere effettive le riforme.
   Qualche  amico  della  politica mi ha  accusato,  di  recente,  di
  svolgere il mio ruolo da capoufficio e non da politico. Io  ritengo
  ingiusta  l'accusa e ritengo che se quello che stiamo  cercando  di
  fare,  che sto cercando di fare, con la collaborazione di tutto  il
  Gabinetto  e  dei  miei direttori generali, costituisce  lavoro  di
  capoufficio, penso che continuerò a svolgerlo volentieri.
   Vorrei  anche  sgombrare il campo da qualcosa che mi  duole.  Come
  avete  visto  in questi mesi, non sono aduso fare interventi  sulla
  stampa  né  baldanzosi né aprire campagne polemiche, ma ho   sempre
  centellinato i miei interventi sulla stampa, solo perché sono stato
  espressamente  chiamato in causa, solo perché  occorreva  difendere
  l'operato  dell'Amministrazione ove  andava  difeso  -  e  comunque
  all'esterno  va  difeso - salvo poi cogliere le azioni  che  devono
  essere   compiute   in   concreto  per  fare   emergere   eventuali
  responsabilità anche interne all'Amministrazione.
   Eppure,  troppe  volte  sono stato chiamato  da  interventi  sulla
  stampa  da  parte  di  alcuni onorevoli  che  mi  hanno  anticipato
  mozioni,  interpellanze e quant'altro, non è il caso dell'onorevole
  Cracolici,  che  cito  in  questo  momento,  anche  lì  sono  stato
  costretto a rispondere perché nella sede opportuna venivo  chiamato
  in causa e ritengo doveroso e opportuno che proprio in questa sede,
  quella  deputata per confrontarsi sui programmi e  sulle  cose,  si
  possa rispondere.
   Alcune  volte,  ma  certamente a volte è colpa degli  uffici,   le
  mozioni, secondo quella che è la procedura formale, o gli  atti  in
  cui  viene  chiamato il Governo ad intervenire, sono comunicati  in
  tempi  troppo  stretti,  anche  per  essere  abbastanza  precisi  e
  puntuali,  anche perché ritengo che le notifiche a mezzo  stampa  o
  per  pubblici  proclami non devono essere certamente la  regola  da
  seguire  e da prendere in considerazione di modo che uno si prepari
  prima  di  ricevere l'atto scritto, concreto, della  mozione  e  si
  prepari attraverso la lettura del web o dei quotidiani.
   Ho  ricevuto  la  mozione n. 179, che tratterò unitariamente  alla
  interpellanza  n. 104, e dicevo la  mozione n. 179  Iniziative  per
  porre  fine  alla  realizzazione di  impianti  eolici  in  Sicilia
  risulta  depositata  il 23 settembre 2013 e  trasmessa  al  Governo
  regionale  il 27 settembre 2013, non è ancora pervenuta secondo  le
  procedure   interne,  ma  questa  può  essere  una  colpa   nostra,
  all'Assessorato   dell'energia,  ma  sono  pronto   a   rispondere;
  l'interpellanza  n.  104, di cui io stesso  chiedo  la  trattazione
  unitaria,  che  oramai  è  stata disposta dall'Assemblea,  è  stata
  annunciata  in  Aula  solo ieri, 1 ottobre 2013,  e  non  è  ancora
  pervenuta al Governo.
   Vorrei sgombrare il campo anche da un'altra circostanza, onorevole
  Cracolici.  Se  avevo da fare un riferimento  a  lei,  avrei  detto
   onorevole  Cracolici ,  se  avevo da  fare  riferimento  ad  altre
  persone  fisiche, le avrei indicate,  come sapete ho fatto anche  a
  proposito  di un mio collega del TAR  in occasione di  una  vicenda
  che riguarda la 68, non è mio costume fraintendere le persone e gli
  interlocutori   perché   se  qualcosa  avevo   da   dire,   l'avrei
  specificamente detta, assumendomi sempre la responsabilità.
   Proprio  perché  non ho tenuto in considerazione i  contenuti  dei
  giornali,  rare volte ho fatto conferenze stampa, ho  demandato  il
  mio  pensiero a comunicati stampa che devono essere quelli  e  solo
  quelli  che  devono essere presi a riferimento,  salvo  che  mi  si
  contesti concretamente qualche altra cosa che magari non conosco in
  questo  momento  per interpretare il mio dire, e  comunque  il  mio
  bisogno  di  comunicazione. Sapete che non è mio costume  offendere
  nessuno,  ritengo che il rispetto delle persone sia il  presupposto
  importante proprio nei rapporti istituzionali.
   L'espressione  atto inutile  non poteva essere riferita,  come  si
  afferma  nell'interpellanza,  alla  mozione  numero  179  che   non
  conoscevo    e  colgo  l'occasione  per  chiarire  che   la   detta
  espressione, estrapolata da un mio comunicato stampa di venerdì  27
  settembre  u.s.,  e che deposito oggi perché magari  non  ne  avete
  avuto  la materiale cognizione -, deve essere interpretata nel  suo
  originario  contesto, in cui ricostruivo onde  interrompere  quello
  che  mi  è  sembrato  -  così l'ho interpretato  e  forse  mi  sono
  sbagliato - un conflitto politico insorto.
   Il percorso amministrativo nel settore dell'eolico, che qui voglio
  richiamare onorevole Cracolici, proprio per rispetto verso di  lei,
  ma  anche  verso  il  modo di espletare il mio  incarico,  io  così
  virgolettavo  devo quindi ancora una volta ribadire che nessun atto
  amministrativo né alcuna legge regionale potrebbe mai imporre ad un
  funzionario: a) di non fissare le Conferenze di servizio a  seguito
  dell'istanza  del  rilascio  di autorizzazioni  nel  settore  delle
  energie  rinnovabili;  b) di non giungere a  conclusione  in  senso
  positivo  né  negativo dell'iter amministrativo, in caso  contrario
  quel  funzionario ne risponderebbe personalmente sotto  il  profilo
  amministrativo,  contabile e penale . Ancor più  grave  sarebbe  la
  reiterata omissione del pubblico funzionario a seguito di  giudizio
  di  ottemperanza  deliberato dal giudice amministrativo,  come  nel
  caso  citato appunto dall'onorevole Cracolici.  Proprio l'induzione
  all'omissione     continuavo    sostanzialmente   effettuata    dal
  precedente  Governo  -  e  lo chiarirò poi  nel  proseguo  del  mio
  intervento  -,  ha  determinato  la  gravissima  esposizione  della
  Regione che questo Governo, con la serietà di sempre, ha il  dovere
  di  gestire nel rispetto delle norme dell'ordinamento giuridico,  e
  non secondo gli umori della politica.
   Gli  atti  inutili  non  erano  certamente  le  mozioni,  ma  atti
  amministrativi  o  presunti  atti normativi  regionali,  quindi  il
  riferimento  era  ben preciso per il contesto. Un funzionario  alla
  Regione  nei  confronti  di  un richiedente  potrebbe  cedere  alle
  richieste, patendone poi le relative conseguenze personali, e penso
  che  la  storia  dei procedimenti alla Corte dei Conti  proprio  ha
  dimostrato come alcuni dirigenti che hanno adempiuto, non certo per
  arricchirsi, ma proprio per le esigenze della politica, oggi  siano
  sotto procedimento davanti a quella Corte.
   Ho  il  dovere  di affermare che quella condotta del  politico  di
  turno  -  anche  qui  riferimento generico - è  un  atto  grave  di
  vigliaccheria,  e altrettanto sarebbe in parola il funzionario  che
  fa  una  valutazione  tecnica orientata  per  motivi  politici.  Il
  concetto  che cercavo di esprimere era un percorso fra  l'autonomia
  della pubblica amministrazione e le ragioni della politica, cioè la
  terza  età  della pubblica amministrazione, che deve  emettere  una
  valutazione  tecnica in base a dei parametri  ben  precisi  che  la
  politica  -  con atti normativi o con quelli che sono consentiti  -
  potrà  dare,  ma che poi non può, in un singolo procedimento,  dare
  voce  al politico di turno dicendo  tu devi fare così perché  a  me
  l'eolico non piace . Questa è la sostanza, non si dovrebbe  neanche
  parlare  specificamente  di  eolico ma  genericamente  di  un  atto
  normativo di energie rinnovabili.
   Io  penso  che sia importante, più che altro per ricordarlo  a  me
  stesso, quali sono i parametri normativi statali e regionali  entro
  cui  il  Governo  si può muovere con gli atti che in  qualche  modo
  possono, da un lato tutelare il territorio, dall'altro incentivare,
  se lo si ritiene necessario, se non doveroso, per il raggiungimento
  degli  obiettivi  burden sharing anche l'utilizzo  fra  le  energie
  rinnovabili  di  quella  eolica che ha una potenzialità  almeno  15
  volte  superiore  a  quella del fotovoltaico per il  raggiungimento
  degli obiettivi.
   E  voglio anche dirvi, anticipandovi, che la delibera che è  stata
  adottata dalla Giunta proprio su mia richiesta giovedì della scorsa
  settimana,  aveva  anche  fra le ragioni  e  le  motivazioni  della
  premessa  quella  che  per  quest'anno  sono  stati  raggiunti  gli
  obiettivi di burden sharing affidati obbligatoriamente alla Regione
  Siciliana, perchè certamente la Regione non si dovrebbe discostare,
  quindi  anche  questo  dovrebbe divenire un  elemento  di  corretta
  valutazione.
   Il   settore  delle  energie  alternative,  comprese   quindi   le
  discipline   autorizzative  di  impianti,  è  regolamentato   dalla
  normativa   statale  di  attuazione  delle  direttive  comunitarie,
  precisamente dal Decreto Legge del 29 dicembre 2003  n.  387  e  da
  successive  e  molteplici  modifiche. Va  chiarito  subito  che  la
  Regione  Siciliana non ha competenza normativa -  e  su  questo  io
  voglio essere categorico - esclusiva in materia di energia,  né  in
  materia  di ambiente, materie riservate come sapete alla  normativa
  nazionale, ma solo per la materia tutela del paesaggio, ex art.  14
  dello Statuto della nostra Regione.
   Sul  piano amministrativo, il decreto legislativo n. 387 del  2003
  ha delegato alle Regioni le competenze in materia di autorizzazioni
  di impianti di energia alternativa sul territorio, rimanendo invece
  di   competenza  statale  l'autorizzazione  di  impianti  offshore.
  Quindi,  noi  ci  muoviamo per impianti offshore  su  delega  della
  normativa nazionale.
   L'articolo  12  del  decreto legislativo  387/2003,  al  comma  10
  prevedeva l'approvazione, su proposta del Ministro per le  attività
  produttive, di concerto con il Ministro per l'ambiente e la  tutela
  del  territorio e del Ministro per i beni e le attività  culturali,
  di  linee  guida per l'autorizzazioni degli impianti alimentati  da
  fonti  rinnovabili. La norma statale chiarisce  la  finalità  delle
  linee  guida disponendo - perdonate se leggo la norma -  "  che  le
  linee  guida  sono volte in particolare ad assicurare  un  corretto
  inserimento  degli impianti, con specifico riguardo  agli  impianti
  eolici nel paesaggio".
   Quanto  alle  regioni e all'applicabilità delle  linee  guida,  la
  norma  stabilisce che, in attuazione delle linee guida, "le regioni
  possono  procedere alla indicazioni di aree e siti non idonei  alla
  installazione  di  specifiche tipologie  di  impianti.  Le  regioni
  adeguano  le  rispettive discipline entro 90 giorni dalla  data  di
  entrata in vigore delle linee guida. In caso di mancato adeguamento
  entro il predetto termine, si applicano le linee guida nazionali".
   Quando  vengono  fuori  queste linee guida  nazionali?  Anche  qui
  grandi  ritardi   In  attuazione di quanto  disposto  dalla  citata
  legge,  viene  emanato  il  decreto  ministeriale  soltanto  il  10
  settembre   2010,  quello  che  correttamente  era   stato   citato
  dall'onorevole  Cracolici. Al punto 17, in  merito  alle  aree  non
  idonee,  dispone  quanto segue:  Al fine di  accelerare  l'iter  di
  autorizzazione  alla  costruzione e  all'esercizio  degli  impianti
  alimentati  da fonti rinnovabili, in attuazione delle  disposizioni
  delle  presenti  linee  guida, le regioni e  le  province  autonome
  possono  procedere alle indicazioni di aree e siti non idonei  alla
  installazione  di  specifiche tipologie  di  impianti,  secondo  le
  modalità  di  cui  al  presente  punto,  sulla  base  dei   criteri
  dell'allegato 3", che certamente non starò qui a leggervi,  ma  che
  potete, appunto, consultare.
   Quindi,  l'individuazione della non idoneità dell'area, fu operata
  dalla  Regione attraverso un'apposita istruttoria avente ad oggetto
  la ricognizione delle disposizioni volte alla tutela dell'ambiente,
  del  paesaggio, del patrimonio storico-artistico, delle  tradizioni
  agro-alimentari locali, delle biodivesità, del paesaggio rurale che
  individuano   obiettivi   di   protezione   non   compatibili   con
  l'insediamento  in  determinate aree  di  specifiche  tipologie  di
  impianti di dimensioni particolari, quali determinerebbero pertanto
  una elevata probabilità di esito negativo delle valutazioni in sede
  di autorizzazione.
   Quindi,  anche eventuali aree non idonee non escludono il rilascio
  di autorizzazioni. Questo il significato, lo ripeto a me stesso
   Gli  esiti  dell'istruttoria dovranno contenere,  in  relazione  a
  ciascuna area individuata come non idonea in relazione a specifiche
  tipologie   o   dimensioni  di  impianti,  la   descrizione   della
  incompatibilità  riscontrata  con  gli  obiettivi   di   protezione
  individuati nelle disposizioni.
   Sostanzialmente, una valutazione in concreto dei due  interessi  a
  bilanciare,  quindi,  la tutela del paesaggio e  dell'ambiente  con
  l'esigenza invece di incentivare le energie rinnovabili.
   Il  punto  17.2:  le Regioni e le province autonome conciliano  le
  politiche  di  tutela dell'ambiente e del paesaggio con  quelle  di
  sviluppo e valorizzazione dell'energia rinnovabile attraverso  atti
  di  programmazione congruenti con una quota minima di produzione di
  energia'. Anche qui richiamo, da fonti rinnovabili loro assegnati a
  burden  sharing, attenzione che non è una facoltà, ma è un  obbligo
  dunque  da raggiungere, quindi se tu togli l'eolico devi potenziare
  15  volte  tanto  il fotovoltaico o le altre fonti rinnovabili  per
  raggiungere  gli  obiettivi. È quindi  un  obbligo,  salvo  poi  la
  procedura  di  infrazione e le relative condanne,  assicurando  uno
  sviluppo equilibrato delle diverse fonti.
   La  Regione individua le aree non idonee tenendo conto  di  quanto
  eventualmente  già previsto dal piano paesaggistico, in  congruenza
  con  lo specifico obiettivo assegnatole. Il citato allegato  3,  in
  merito   ai  criteri  per  l'individuazione  di  aree  non  idonee,
  chiarisce  che  l'individuazione delle aree e dei siti  non  idonei
  miri,  non già a rallentare la realizzazione degli impianti,  bensì
  ad offrire agli operatori un quadro certo e chiaro di riferimento e
  orientamento per l'organizzazione dei progetti.
   L'individuazione  delle  aree non idonee dovrà  essere  effettuata
  dalle   Regioni,  con  propri  provvedimenti,  tenendo  conto   dei
  pertinenti  strumenti  di  pianificazione aziendale,  territoriale,
  paesaggistica.
   L'individuazione  delle  aree e dei  siti  non  idonei,  non  deve
  comunque  configurarsi come divieto preliminare, ma  come  atto  di
  accelerazione  e  semplificazione dell'iter di autorizzazione  alla
  costruzione  ed  all'esercizio, anche  in  termini  di  opportunità
  localizzative, offerte dalle specifiche caratteristiche e vocazione
  del territorio.
   Questo  è  il  quadro di riferimento nazionale entro cui  si  deve
  muovere  la normativa regionale, altrimenti, rimandiamo alle  linee
  guida nazionali.
   L'articolo  5  della  legge regionale 12 maggio  2010,  n.  11  ha
  previsto  l'adozione di un apposito regolamento per  la  disciplina
  delle  modalità  di attuazione nel territorio della Regione,  negli
  interventi  da  realizzarsi per il raggiungimento  degli  obiettivi
  nazionali, derivanti dall'applicazione della direttiva 2001, n.  77
  della  Comunità  europea  del 27 settembre 2011,  pubblicata  nella
  Gazzetta  ufficiale  europea, serie 238, nel rispetto  del  decreto
  legislativo 29 dicembre 2003, n. 377, di recepimento della predetta
  direttiva,  disponendo, altresì, che fino alla data di  entrata  in
  vigore del suddetto regolamento - quindi cito la legge regionale  -
  avrebbe  trovato  applicazione l'anteriore decreto  del  Presidente
  della  Regione 9 marzo 2009, che emanava una delibera della  giunta
  regionale del 3 febbraio 2009, n. 1.
   Trattasi, sostanzialmente, del vecchio piano energetico, censurato
  da  numerosi  interventi del TAR, e quindi, anche  in  quel  famoso
  piano energetico cui si fa riferimento, molti dei vincoli che erano
  stati  imposti,  sono stati censurati dal TAR, proprio  perché  non
  ritenuti  congrui rispetto ai limiti di valutazione che la  Regione
  poteva fare, secondo le proprie competenze.
   A  questo  punto  dobbiamo tener conto dell'attuazione  di  quella
  normativa regionale.
   Onorevole Cracolici, il prescritto regolamento è stato emanato dal
  precedente  Governo, non da questo, appena due anni dopo  l'entrata
  in  vigore  della legge, ed esattamente con decreto del  Presidente
  della  Regione 18 luglio 2012, n. 48, pubblicato il 17 agosto 2012,
  quando  il  predetto Governo, come ormai è a tutti  noto,  dopo  le
  dimissioni del Presidente Lombardo del 31 luglio 2012, rimaneva  in
  carica solo per gli affari ordinari.
   Partiamo  da  un  grande  ritardo che,  certamente,  non  è  stato
  determinato  da questo Governo ma, ripeto, dal precedente  Governo,
  pur dando atto dell'onestà di tutti gli onorevoli coloro i quali si
  sono  mossi,  che  avevano certamente in animo di tutelare,  da  un
  lato,  l'interesse paesaggistico e ambientale e dall'altro lato  il
  bisogno di dotarsi di energie rinnovabili.
   Il problema è il modo con cui si è inteso raggiungere l'obiettivo,
  e  forse le onestà intellettuali dei politici di allora che  io  do
  per  scontata, certamente, può essere poi travisata nei gangli  del
  funzionamento della macchina amministrativa.
   Partiamo con questo grande ritardo.
   Il   predetto   regolamento,   dopo  aver   disposto   l'immediata
  applicazione delle linee guida in ambito regionale, ha disciplinato
  un articolato percorso per pervenire alla individuazione delle aree
  idonee,  e  cioè  l'istituzione, con decreto del  Presidente  della
  Regione,   su  proposta  dell'assessore  regionale  all'energia   e
  apposita   commissione   composta  dai   dirigenti   generali   dei
  dipartimenti   regionali  dell'energia,  dei   beni   culturali   e
  dell'identità siciliana, dell'ambiente, delle infrastrutture, delle
  mobilità  e  dei  trasporti, degli interventi infrastrutturali  per
  l'agricoltura,   dell'urbanistica,   del   comandante   del   Corpo
  forestale,  coordinata  dal  dirigente  generale  del  dipartimento
  energia.  Quindi,  con due anni di ritardo,  il  Governo  prende  a
  trattare le disposizioni nel momento in cui si insedia.
   La  previa consultazione del partenariato istituzionale, economico
  e   sociale,  la  successiva  adozione  di  apposito  decreto   del
  Presidente  della  Regione,  su proposta  dell'assessore  regionale
  all'energia,  i  servizi di pubblica utilità, previa  deliberazione
  della giunta regionale, avente ad oggetto l'indicazione delle  aree
  non idonee all'installazione di specifiche tipologie di impianti.
   Come ho detto, il procedimento subì un arresto nel corso del 2012,
  a  causa  della  fine anticipata della legislatura  e  dello  spoil
  system  attuato  quanto ai dirigenti generali, a  norma  di  legge,
  dell'attuale Governo.
   Quindi,  un  primo  ritardo  considerevole  in  parte  dovuto   al
  legislatore  nazionale, ad interventi di sua competenza,  in  parte
  anche  ai  ritardi  dello scorso Governo, ferme restando  le  buone
  intenzioni di tutti.
   L'attuale  Governo  eredita  i  pesanti  ritardi  accumulati   dal
  precedente, ma eredita anche un'altra cosa importante, ed è la cosa
  da chiarire. L'ingente contenzioso causato dalla adozione, da parte
  del  predetto  precedente  Governo, di percorsi  poco  aderenti  al
  quadro normativo di riferimento per il perseguimento dell'obiettivo
  politico di limitare o sospendere le procedure autorizzative di due
  impianti di energia rinnovabili.
   In   particolare   voglio  ricordare  una  delibera   che   reputo
  importante. Volevo ricordarla anche all'onorevole Gianni,  che  non
  vedo  in  Aula. Con tale delibera, il 21 novembre 2008,  la  Giunta
  regionale  pro-tempore  disponeva  la  temporanea  sospensione  dei
  procedimenti  autorizzativi in corso ma, al contempo, faceva  salve
   modalità e termini previsti dalla vigente legislazione in  materia
  di procedimenti amministrativi  che ha finito per bloccare tutti  i
  percorsi  amministrativi che, secondo la normativa  in  materia  di
  procedimenti amministrativi, devono necessariamente essere  portati
  a conclusione - non ha importanza se in senso positivo o negativo -
  perchè, quando c'è un'istanza, la procedura si deve chiudere  entro
  un  certo  termine  e  non  è  una facoltà  del  funzionario  o  la
  possibilità di un politico dire al funzionario di non farlo. E'  un
  obbligo del funzionario
   Citavo quella delibera a firma dell'assessore Giuseppe Gianni:  Si
  trasmette  per l'esecuzione la deliberazione della Giunta regionale
  n.  288  del  21  novembre 2008 concernente  le  determinazioni  in
  materia  di  politica  energetica.  La  S.V.  -  è  indirizzata  al
  dirigente generale del dipartimento industria - vorrà nel  contempo
  valutare  -  come  se non bastasse quello che già era  messo  nella
  Giunta  -  se  quanto  deliberato  dalla  Giunta  regionale   possa
  comportare       refluenze      pregiudizievoli       all'interesse
  dell'amministrazione a causa dell'inerzia - perché  chiaramente chi
  è  intelligente, e sono sicuro che l'assessore lo era, e  conosceva
  esattamente i termini della questione - si pone il problema inerzia
  della  stessa  in  conseguenza  alla risposta  di  sospensione  dei
  procedimenti in argomento .
   Perché  - scusate, e qui voglio anche essere un po' duro -  è  una
  vigliaccata fare una delibera che in premessa dice di sospendere  i
  procedimenti,   imponendo  o  inducendo  in  errore   il   pubblico
  amministratore  che può magari non capire o avere dubbi  sul  resto
  della  delibera  che sostanzialmente diceva però  di  rispettare  i
  procedimenti  amministrativi, cioè  quello  che  è  previsto  dalla
  legge.
   E'  come dire ad una persona che ha la Ferrari di camminare a  300
  Km  all'ora,  ma rispettando il Codice della Strada. E'  questo  il
  senso di quella delibera.

   CRACOLICI. Lo sa che su questa questione è caduto il primo Governo
  Lombardo?

   MARINO,  Assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Io sto cercando di fare una ricostruzione in modo che abbiamo tutti
  chiari  i  termini ed i modi attraverso cui si può  intervenire  in
  maniera seria - che poi è l'intendimento del Governo Crocetta - per
  porre  in  essere quegli obiettivi che il Governo si  è  prefissato
  sotto  il profilo politico rispettando chiaramente sempre le  norme
  comunitarie e nazionali di riferimento.
   Dispone  la legge, infatti, quella che veniva richiamata benedetta
  o   maledetta   delibera,   che   ove  il   procedimento   consegua
  obbligatoriamente  ad una istanza, come nel caso  dei  procedimenti
  autorizzativi,  le  pubbliche amministrazioni hanno  il  dovere  di
  concluderlo  mediante  l'adozione  di  un  provvedimento  espresso
  (richiamo  articolo 2 legge statale n. 241 del 1990, e  articolo  2
  della legge regionale n. 10 del 1991).
   Può  essere  positivo  o  negativo questo  non  interessa,  ma  il
  procedimento  si  deve concludere. Cioè, non si ha  la  facoltà  di
  sospendere  le  Conferenze  di servizi,  così  come  si  può  anche
  concedere  una  autorizzazione  al di  fuori  delle  Conferenze  di
  servizi. Qualcuno mi ha richiamato dicendo  ma perché avere scritto
  decisorio  nella Conferenza di servizi?  Le Conferenze  di  servizi
  sono decisorie per legge e devono raccogliere tutta quella serie di
  attività   amministrative  dei  vari  enti,   ben   27   tra   rami
  dell'amministrazione ed altri, che si pronunciano all'interno della
  Conferenza   di  servizi,  e  si  deve  assolutamente   concludere.
  Sospendere  è stata la cosa più grave e devastante per  la  Regione
  Siciliana. Certamente non fatta da questo Governo
   La  normativa statale prevede un termine preciso di 90 giorni,  al
  netto  di  procedimento  di valutazione di impatto  ambientale.  La
  sospensione  tout  court dei procedimenti da parte  del  precedente
  Governo  ha  ingenerato  contenziosi che  vedono  l'Amministrazione
  regionale  soccombente per la violazione del termine di conclusione
  del procedimento, non perché abbia dato una valutazione positiva  o
  negativa,  proprio perché non ha concluso il procedimento    Ci  si
  riferisce  a  circa  300  ricorsi  pendenti  dinanzi  ai  Tribunali
  amministrativi   dell'Isola  con  la  soccombenza   della   Regione
  siciliana  per  silenzio  - inadempimento  che,  lo  si  ribadisce,
  significa  non avere adempiuto, cosa ben diversa dall'avere  o  non
  avere autorizzato
   Una  prassi, in sintesi, consolidatasi che ha indotto  l'utenza  a
  presentare  istanza  sapendo  che l'Amministrazione  sarebbe  stata
  inadempiente,   proporre   ricorso  amministrativo,   vincerlo   ed
  obbligare,  tramite  giudizio  di ottemperanza,  la  Regione,  alla
  convocazione della Conferenza di servizi. L'Avvocatura dello  Stato
  costa,  non  è  gratis  Credo che nell'ultimo anno  abbiamo  pagato
  circa  due  milioni  di  contenzioso  all'Avvocatura  dello  Stato.
  Cominciamo  a  fare un esame di coscienza di chi ha determinato  le
  condizioni  perché questo Governo arrivasse ad adottare una  prassi
   virtuosa  che poi è l'unica che si può adottare.
   Per  sanare  questa  situazione, per rispondere  a  quanto  mi  si
  chiede, e per prevenire ulteriori contenziosi, l'attuale Governo ha
  avviato  tutte  le  iniziative, questa volta  idonee  a  perseguire
  l'obiettivo politico di limitare gli impianti eolici nel territorio
  regionale,  secondo  quello  che  è  l'orientamento  politico,   in
  conformità e nel rispetto del quadro normativo statale e  regionale
  vigente.
   Penso  che sia un atto di questo assessore, di giugno, quello  che
  istituisce  il registro delle fonti rinnovabili, che non  esisteva,
  non  è  mai esistito  Il registro delle fonti rinnovabili  è  stato
  istituito per la prima volta nel giugno scorso dal mio assessorato,
  con mio decreto, proprio per fare una mappatura di quello che c'era
  e  poi  arrivare a quello che, correttamente, ricordava l'onorevole
  Cracolici    Siamo   arrivati   ai  passaggi   successivi,   quelli
  amministrativi,  che prescindendo dalla querelle, erano  stati  già
  compiuti.
   Il  Governo  ha  un  tempo di operatività, e con  il  Decreto  del
  Presidente  della  Regione  n. 134  del  27  maggio  2013  è  stata
  formalizzata   la   costituzione   della   competente   commissione
  interdipartimentale  insediatasi il 20  giugno  2013.  Prescindendo
  dalla querelle, vi volevo dire che l'attività che era di competenza
  del   Governo,  dell'assessorato,  del  Dipartimento,  veniva   nel
  frattempo compiuta. Con la fatica del quotidiano che, come  sapete,
  non  è  delle più semplici. Forse avremmo potuto fare anche  prima,
  chi lo sa  Ci sono dei tempi tecnici necessari, però attenzione  ai
  due  anni  di  ritardo dello scorso Governo, perchè noi  ereditiamo
  quei ritardi. Noi riattiviamo tutte le procedure, anzi facciamo  di
  più.
   A  seguito  della  riunione  del 20 giugno  2013,  la  Commissione
  interdipartimentale nella riunione del 10 luglio 2013, ha acquisito
  i  contributi degli altri dipartimenti regionali e in data odierna,
  ve  lo  anticipo,  cioè  2 ottobre 2013, ha portato  a  termine  il
  percorso.  Tale percorso però non scaturisce dalla querelle  che  è
  stata riportata dagli organi di informazione, il percorso parte  da
  lontano,   prescindendo  da  qualsiasi  indicazione,  da  qualsiasi
  pressione.   Il   Governo  sapeva  quello  che  doveva   fare,   il
  Dipartimento pure e l'Assessore che vi parla anche
   La   Commissione  ha  concluso  i  lavori,  onorevole   Cracolici,
  approvando la cartografia finalizzata all'individuazione delle aree
  e  siti  non  idonei all'installazione di specifiche  tipologie  di
  impianti alimentati da energie rinnovabili. Ma non l'abbiamo  fatto
  oggi  perché  è  nata la querelle, l'abbiamo fatto oggi  perché  il
  percorso è iniziato da prima, proprio adempiendo agli obblighi. Non
  vorrei  che  passasse il pensiero che l'assessorato si  muove  solo
  perché c'è una querelle sugli organi di informazione. Questo no
   Per  correttezza, do per scontato il vostro impegno ed ho  gradito
  tutti gli interventi che sono stati fatti, perché seri e devo  dire
  che  gli  obiettivi  mi  sembrano comuni: tutela  del  paesaggio  e
  dell'ambiente,  innanzitutto,  senza  dimenticare  che,   comunque,
  abbiamo  degli  obblighi  comunitari e  normativi  ed  anche  degli
  obblighi,  ove  ritenuti  utili  e possibili,  di  fare  anche  gli
  impianti, qualsiasi tipo di impianto.

   MUSUMECI. Pianificando

   MARINO,  Assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Sì, sì, pianificando, onorevole Musumeci.
   Il  suddetto  documento  - che, ripeto,  è  stato  concluso  nella
  giornata   odierna  -  dovrà  essere  adottato  con   Decreto   del
  Presidente,  previa  consultazione con  il  partenariato  e  previa
  delibera di giunta. Questi sono i passaggi normativi.
   Con  deliberazione  n.  319  del  26  settembre  2013,  la  Giunta
  regionale  disponeva  quanto segue, e poi vi  spiego  il  perché  -
  perché  non voglio sembrare in contraddizione con quanto  detto  in
  premessa.  Ha disposto entro il termine perentorio del 27  novembre
  2013  la  formulazione della proposta assessoriale -  che  comunque
  avverrà molto tempo prima chiaramente -, ecco perché abbiamo  messo
  i sessanta giorni famosi, perché eravamo già avanti in quel lavoro,
  e non abbiamo bisogno di altri giorni.
   Poi,  praticamente, si potrà contestare, però già l'atto l'avevamo
  concluso   all'adozione   del   decreto   presidenziale   afferente
  l'indicazione, in attuazione delle linee guida statali, delle  aree
  non  idonee all'installazione di specifiche tipologie di  impianti;
  ha   dato   mandato   al   dirigente  del  Dipartimento   regionale
  dell'energia  di disporre, nelle more dell'emanazione del  predetto
  provvedimento,  la sospensione delle procedure autorizzative  delle
  istanze  relative alla realizzazione di impianti di energia  eolica
  nel  territorio della Regione siciliana, al fine di consentire, non
  di  bloccare i procedimenti o le conferenze dei servizi - perché io
  non  blocco  nessuna Conferenza dei servizi, a maggior  ragione  se
  proviene da un giudizio di ottemperanze - ma la preventiva verifica
  delle  compatibilità  delle aree individuate da  relativi  progetti
  alle indicazioni recate nel decreto presidenziale.
   Quindi,  dicevo, non sospensione delle Conferenze dei servizi,  di
  questo non se ne può parlare.
   E  devo  dire  che, nello scorso Governo, l'assessore  che  mi  ha
  preceduto,  anzi  uno  degli assessori che mi hanno  preceduto,  il
  Prefetto  Marino - non siamo parenti - correttamente aveva  fissato
  il calendario delle Conferenze dei servizi, perchè era l'unica cosa
  che si poteva fare.
   L'assessore   che   gli   succede,   credo   che   sia    Torrisi,
  sostanzialmente blocca tutte queste procedure, che  è  il  problema
  che  noi ereditiamo. Se io dovessi fare quello che mi si consiglia,
  cioè  sospendere le conferenze di servizio, lascerei in eredità  un
  fardello  pesante,  assumendomi anch'io la responsabilità  di  aver
  indotto qualcuno a fare qualcosa che non può fare, perché è  chiaro
  che  io devo tutelare il mio amministratore, il mio funzionario che
  è delegato alla Conferenze dei servizi.
   A  proposito  di Conferenze di servizi che sono in  calendario  ne
  abbiamo  una  il  prossimo 4 ottobre che proviene dal  giudizio  di
  ottemperanza,  onorevole Cracolici, non vi pronuncio  il  nome  del
  funzionario  del  nostro Dipartimento, che non vuole  rimandare  le
  Conferenze di servizio.  Io devo anche combattere con queste prassi
  interne.
   E'  chiaro che ci sono state delle Conferenze di servizi che erano
  calendarizzate, ma non quelle calendarizzate con provvedimento  del
  dottor Pirillo, quelle in base al giudizio di ottemperanza. Al  che
  si  adotta la delibera di giunta e si dice  ora che c'è la delibera
  di  giunta, dì a Tizio - non voglio dire il nome del funzionario  -
  che le deve bloccare, perché se non sono fatti suoi  .
   Ho  dovuto  litigare,  ho detto  ma cosa state  dicendo? ,  perché
  neanche   questa  delibera  potrebbe  indurre  il   funzionario   a
  sospendere  la procedura valutativa, perché arriva il 4  ottobre  e
  mettiamo  il  caso siano arrivati tutti quanti i  pareri  dei  vari
  organismi,  rami  d'amministrazione  competenti,  sono  arrivati  -
  sapete  che  i pareri si devono esprimere in sede di Conferenza  di
  Servizio  -  quindi arrivati ad un certo punto il  funzionario  può
  dire:   Signori  miei,  io  devo  chiudere  il  procedimento .  Tra
  l'altro,  attenzione, l'autorità giudiziaria ha detto  di  chiudere
  entro trenta giorni il procedimento, c'è anche questo.
   Allora,  questa  delibera di Giunta dà un quadro di  orientamento,
  nel  senso  che  quei pareri che sono pervenuti oggi  devono  tener
  conto,  attenzione, non in un tempo  x  che non viene  determinato,
  ma  in un tempo strettissimo, quindi l'intervento è di 60 giorni in
  quel senso lì, io ti dico  valutami ancora se ci sono quegli stessi
  elementi  che  tu  hai già rappresentato in sede di  Conferenza  di
  Servizio,  che hai anticipato nella procedura del procedimento ,  -
  chiaramente c'è anche questo - .
   Alla luce di questo, ecco, io non ti posso bloccare il tutto e  ti
  dico  la limitazione - ecco qui alleviamo il danno - la possibilità
  è  limitata nel tempo , ecco perché non possiamo dare un tempo sine
  die  quando ci sarà il Piano, quando si sarà conclusa la procedura,
  no, io per tutelare anche il mio funzionario devo dire:  guarda c'è
  questa delibera di Giunta ,  ma non mi è bastata quella delibera di
  Giunta,  mi  sono  assunto  un'altra responsabilità,  di  fare  una
  direttiva  io,  precisa, perché consapevole che deve essere  tenuto
  fuori  dagli  intendimenti  politici e dagli  inadempimenti  o  dai
  ritardi dell'Amministrazione chi in quel momento, invece è chiamato
  entro  termine ben preciso ad emettere un provvedimento, ho sentito
  il   bisogno,  sempre  per  quella  limitazione  temporale  che  mi
  garantiva  e garantiva tutti - e chiaramente può entrare sotto  una
  nuova  determinazione se qualcuno doveva dire da capo,  un  giudice
  amministrativo, il giudice amministrativo dice:  valuta,  dimmi  se
  con   questa   nuova  delibera,  con  questo  nuovo   elemento   di
  valutazione, circoscritto nel tempo mi obblighi lo stesso .  Perché
  mi  può  dire  anche  questo,  arriva l'interessato,  io  ho  fatto
  istanza, il giudice amministrativo ha detto in trenta giorni tu  mi
  devi  dire  sì o no, quindi finiscila, quindi potrà anche  capitare
  che avrà  agito il giudice amministrativo.
   Però,  il  giudice amministrativo avrà degli elementi ben definiti
  di  valutazione e soprattutto un tempo assolutamente illimitato  in
  cui  l'amministrazione  dice:  guarda, devo compiere  un  ulteriore
  atto di serietà .
   Né  voglio,  onorevole Cracolici, che passi il  messaggio  di  uno
  scollegamento  fra i rami dell'Amministrazione, perché  l'Assessore
  che   vi   parla  poteva  dire:   Signori  miei,  io  devo  emanare
  l'autorizzazione,  ma  non emetto pareri perché  quello  che  porta
  l'autorizzazione  positiva o negativa è  quello  che  si  basa  sui
  pareri  che altri rami dell'Amministrazione emettono, io ho quelli,
  la  colpa è degli altri . No  Quei funzionari hanno ritenuto  nella
  loro  autonomia,  sotto  la loro responsabilità,  di  valutare  gli
  interessi  secondo  i parametri che avevano a disposizione,  quindi
  anche  i  pareri  favorevoli dati non sono  un  atto  di  vergogna,
  attenzione,  o  di  contraddizione dell'orientamento  politico  del
  Presidente  Crocetta e del Governo che egli rappresenta  e  in  cui
  sono inserito io.
   Quindi,  attenzione, l'orientamento politico non si distingue  con
  un  atto  di  valutazione tecnica, perché quell'atto di valutazione
  tecnica  non può assolutamente dipendere dall'orientamento politico
  del   Governo.  Dobbiamo  assolutamente  distinguere  queste  cose
  Altrimenti ci prendiamo in giro tutti
    Quindi, io non so, ho sentito di prassi, ma saranno così

   CRACOLICI. A Copenaghen forse è così

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Sì,  poi veniamo all'altra parte che non è di Copenaghen, onorevole
  Cracolici.

   PANEPINTO.  Assessore, lei parla da 35 minuti e noi la  ascoltiamo
  con affetto.

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Detto  da  lei,  onorevole Panepinto, veramente, è una  cosa  molto
  gradita. Perché l'ho accusato di intervenire in Commissione  sempre
  quando ho finito di parlare, quindi questa è una delle poche  volte
  e poi, sostanzialmente, ripete delle cose che ho già detto. O lo fa
  apposta, ho capito che lui lo fa apposta ormai, in Commissione,  lo
  dico chiaramente bonariamente
   Prima  di concludere, c'è un aspetto molto delicato che vorrei  un
  po' anticipare.
   Io avevo preso un impegno che riguardava il Presidente Musumeci in
  sede  di  Commissione  di  fornire quei  dati  concreti  che  anche
  l'onorevole Cracolici, appunto, mi chiede.
   Io  vi  chiedo  soltanto una cosa, e sarò pronto a  farlo,  perché
  vedete,  molte  cose  le capisci dai tempi  tra  la  domanda  e  le
  autorizzazioni, ossia dai i percorsi amministrativi.
   Quindi,  capisci  che  il  sistema  ha  consentito  ad  alcuni  di
  inserirsi,  dove sicuramente ci sarà stata anche la  collusione,  è
  molto  probabile come nella vicenda dei termovalorizzatori, neanche
  un  cieco  non  lo  vedrebbe che è presente un accordo,  una  parte
  interna di supporto a quell'accordo illecito di cui parla il TAR  a
  proposito dei termovalorizzatori.
   È  chiaro,  quindi,  che occorre analizzare  la  procedura.  Però,
  onorevole  Musumeci, le volevo dire una cosa: attenzione a  mandare
  tutti  gli atti in Procura perché io so quello che significa  e  se
  noi  prendiamo tutti gli atti e li mandiamo così in Procura nessuno
  guarderà quegli atti.
   Facciamo  una disamina attenta e, a tal proposito, io ho  iniziato
  ad  estrapolare tutte quelle che hanno portato alle autorizzazioni,
  per  intenderci,  a  Nicastri e dai tempi si capiscono  molte  cose
  anche se è necessario vedere la procedura.
   Gli  atti  da  mandare  devono essere atti significativi,  è  come
  quando si facevano le indagini bancarie anche per un reato sessuale
  si facevano indagini bancarie e le povere banche non riuscivano più
  a rispondere alle Procure della Repubblica perché è il nuovo metodo
  di  indagine. Per questo stiamo attenti a non soffocare le  Procure
  inutilmente.

   MUSUMECI. La faremo assieme, assessore.

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Vorrei concludere adesso, anche se sarebbe meglio la prossima volta
  in  quanto dovrei dire altre cose significative che sono in qualche
  modo indicate nell'interpellanza e nella mozione.

   PRESIDENTE.  Assessore,  se  potesse  eventualmente,  farlo  nella
  relazione finale martedì prossimo le saremo grati perché io, se  mi
  consente,   accetterei   l'indicazione   esternata   dall'onorevole
  Vinciullo,  che  credo  sia assolutamente condivisibile  e   che  è
  stata,   peraltro,   fatta   propria   dall'onorevole   D'Asero   e
  dall'onorevole Sammartino il quale ha esternato la stessa  proposta
  a  microfoni spenti. Quindi, chiuderei qui la discussione generale.
  Fra  l'altro, sono stati presentati alcuni emendamenti che meritano
  un  approfondimento  e, pertanto, si rinvia  la  discussione  sugli
  emendamenti  e  la  discussione finale e,  ovviamente,  la  replica
  dell'Assessore Marino.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì  8  ottobre
  2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


  I   - Comunicazioni

  II   - Discussione dei disegni di legge:

          1)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
              Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
              dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
              siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
              della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
              libertà civili, politiche, economiche e sociali'.  (n. 223/A)

          2)  -   Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
              127-30/A)

  III   -  Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
   siciliano, sui progetti di legge costituzionali nn. A.S. 42 e A.S.
   363 concernenti modifiche dello Statuto della Regione in materia di
   procedure per la modifica dello Statuto medesimo

  IV    -  Seguito  della  discussione unificata  di  mozione  e  di
   interpellanza:

         -Mozione n. 179 - Iniziative per porre fine alla realizzazione di
             impianti eolici in Sicilia.

      (23 settembre 2013)

   CRACOLICI-GUCCIARDI-ALLORO-ARANCIO-BARBAGALLO-CIRONE- DIGIACOMO-
     FERRANDELLI-LACCOTO-LUPO-MAGGIO-MARZIANO-MILAZZO A.-PANARELLO-
                                       PANEPINTO-RAIA-RINALDI-VULLO

         -Interpellanza n. 104 - Chiarimenti urgenti circa la realizzazione
             di impianti di energia alternativa.

      (30 settembre 2013)

                                              CRACOLICI - GUCCIARDI

  V   - Votazione della mozione:
       N. 64 -  Soppressione dell'ente Porto di Messina e  rilancio
             della  Zona Falcata .
       (14 marzo 2013)
                                   PANARELLO - LACCOTO - GRECO M. -
                                                           MARZIANO

  VI   - Discussione della mozione:
       N. 93 -  Interventi a sostegno delle piccole e medie imprese
             siciliane titolari di emittenti televisive locali, per
             il   rafforzamento  tecnologico-organizzativo   e   la
             transizione al sistema digitale terrestre.
      (10 aprile 2013)
                             GRASSO - CIMINO - FIRETTO - LANTIERI -
                                                             GIANNI

  VII   -  Discussione della mozione:
        N. 123 -  Ripristino  nel  bilancio regionale  del  gettito
             derivante   dalle   operazioni   effettuate   in   via
             telematica dalle imprese di revisione riconosciute  ed
             autorizzate  ad  operare,  nel  territorio  siciliano,
             dalla competente amministrazione regionale.
        (28 maggio 2013)
                             GRASSO - LANTIERI - FIRETTO - FIGUCCIA

                   La seduta è tolta alle ore 21.40

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli