Presidenza del vicepresidente Pogliese
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che del processo verbale
della seduta precedente sarà data lettura successivamente.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Discussione unificata della mozione numero 179 Iniziative per
porre fine alla realizzazione di impianti eolici in Sicilia
e dell'interpellanza numero 104
Chiarimenti urgenti circa la realizzazione di impianti di energia
alternativa
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dispongo, ai sensi dell'articolo
155, comma 3, del Regolamento interno la discussione unificata
della mozione n. 179 e dello svolgimento con carattere di urgenza
dell'interpellanza n. 104.
Si passa, pertanto, alla discussione congiunta della mozione n.
179 Iniziative per porre fine alla realizzazione di impianti
eolici in Sicilia , degli onorevoli Cracolici, Gucciardi, Alloro ed
altri, posta al primo punto all'ordine del giorno, e dello
svolgimento con carattere d'urgenza dell'interpellanza numero 104
Chiarimenti urgenti circa la realizzazione di impianti di energia
alternativa , degli onorevoli Cracolici e Gucciardi, posta al
secondo punto dell'ordine del giorno.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
il quadro pressoché attuale fotografa circa 8.383 MW (Megawatt)
installati in Italia, che nel 2012 hanno consentito di soddisfare i
fabbisogni di oltre 5,2 milioni di famiglie, con 13,2 TWh
(Terawattora) prodotti;
dall'inizio del 2013 questa tecnologia ha prodotto 7,8 TWh di
energia elettrica con un più 31,1% rispetto allo stesso periodo del
2012;
a maggio di quest'anno, in base ai dati di Terna, l'eolico ha
garantito il 5,9% della produzione elettrica italiana, facendo
registrare un incremento di oltre il 44% rispetto allo stesso mese
del 2012;
sia nel 2012 che nel 2013 il picco di produzione nazionale
rispetto ai fabbisogni ha superato il 20% e nell'area del centro
sud vi sono momenti nella giornata, sempre secondo i dati di Terna,
in cui il contributo del solo eolico supera il 50% dei fabbisogni;
la mappa dell'energia del vento in Italia vede in testa la Puglia
con 2.095,6 Megawatt (MW) e in seconda posizione la Sicilia con ben
1.746,6 MW;
CONSIDERATO che:
il principale riferimento normativo statale in materia di
produzione di energia eolica è costituito dal D.M. del 10 settembre
2010 'Linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da
fonti rinnovabili' ;
il suddetto decreto prevede l'indicazione di aree e siti non
idonei alla installazione di specifiche tipologie di impianti nei
territori regionali (punto 17.1, lett. e);
per l'individuazione delle aree non idonee le regioni, sempre
secondo il decreto, devono considerare l'elevata concentrazione di
impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili nella
medesima area vasta prescelta per la localizzazione, sia delle
interazioni con alti progetti (allegato 3-'Criteri per
l'individuazione di aree non idonee');
in merito all'interferenza visiva degli impianti il decreto
stabilisce che va eseguita la ricognizione dei centri abitati e dei
beni culturali e paesaggistici riconosciuti come tali ai sensi del
D.Lgs n. 42/2004, distanti in linea d'aria non meno di 50 volte
l'altezza massima del più vicino aereogeneratore, documentando
fotograficamente l'interferenza con le nuove strutture (allegato 4
3.1);
relativamente invece alle interferenze sonore ed elettromagnetiche
è fissato che risulta comunque opportuno effettuare rilevamenti
fonometrici al fine di verificare l'osservanza dei limiti indicati
nel D.P.C.M. del 14 novembre 1997 e il rispetto di quanto previsto
dalla zonizzazione acustica comunale ai sensi della L. n. 447/1995
con particolare riferimento ai ricettori sensibili, nonché
l'opportunità di eseguire i rilevamenti prima della realizzazione
degli impianti (allegato 4.6.1);
PRESO ATTO che:
l'Assessorato dell'energia, con decreto del 12 agosto 2013,
pubblicato in GURS n.40 del 30 agosto 2013, intende avviare le
conferenze di servizi e valutare progetti d'investimento tra cui
nuovi impianti eolici in ragione di un iter amministrativo che
andrebbe sbloccato in presenza di ricorsi pendenti dinanzi al TAR;
l'Assessore Marino ha dichiarato che la Regione limiterà le aree
idonee per l'energia eolica a quelle già esistenti e nella misura
delle autorizzazioni già rilasciate in passato;
RILEVATO che:
in Sicilia il quadro di produzione energetica sopra delineato si è
concretizzato con la realizzazione in questi anni di centinaia di
impianti eolici collocati indistintamente sull'intero territorio
regionale oggi profondamente alterato nella sua orografia;
i progetti dovrebbero essere esaminati considerando gli impatti
cumulativi con impianti eolici limitrofi indipendentemente dai
confini amministrativi;
il Dipartimento Regionale all'Energia, ad oggi, nel suo sito
ufficiale informa, riguardo all'identificazione delle aree non
idonee per tipologia di impianto, che si sta provvedendo ad
individuare e a rappresentare in cartografia tali aree e che, al
momento, quanto predisposto è da considerare 'cartografia di
lavoro';
l'art 2 del D.P. N. 48 del 18.07.2012 ('Regolamento recante norme
di attuazione dell'art. 105, comma 5, della legge regionale 12
maggio 2010 n. 11') prevede che l'individuazione delle aree non
idonee alla installazione di specifiche tipologie di impianti sia
adottata con apposito decreto del Presidente della Regione, decreto
ancora non pubblicato e senza, pertanto, che le informazioni su
tali aree siano state oggetto di adeguata diffusione e valutazione
pubblica;
manca una mappa aggiornata, su base regionale, facilmente
consultabile degli impianti realizzati e di quelli sottoposti ad
autorizzazione e, sebbene con decreto dell'Assessorato dell'energia
e dei servizi di pubblica utilità del 12 giugno 2013 sia stato
istituito il registro regionale delle fonti energetiche
rinnovabili, tale quadro d'insieme non è ancora disponibile;
SOTTOLINEATO che:
l'individuazione delle aree non idonee (decreto ministeriale 10
settembre 2010) sostituirebbe i criteri e le indicazioni previste
nella circolare della Regione siciliana n. 17 del 14/12/2006
predisposta dall'Assessorato dei beni culturali e dall'Assessorato
del territorio e dell'ambiente riguardante 'Impianti di produzione
di energia eolica in Sicilia in relazione alla normativa di
salvaguardia dei beni paesaggistici';
l'identificazione delle aree non idonee alla installazione di
specifiche tipologie di impianto avrebbe dovuto rendere i criteri
di localizzazione di tali impianti più corrispondenti allo stato
dei luoghi e alle esigenze di tutela;
le linee guida nello stesso allegato 4, punto 3, specificano che
la localizzazione dei parchi eolici caratterizzati da un notevole
impegno territoriale, l'inevitabile modificazione della
configurazione fisica dei luoghi e della percezione dei valori ad
essi associati, tenuto conto dell'inefficacia di misure volte al
mascheramento, la scelta della localizzazione e la configurazione
progettuale, ove possibile, dovrebbe essere volte, in via
prioritaria, al recupero di aree degradate (...) in questo senso
l'impianto eolico determinerà il progetto di un nuovo paesaggio;
nonostante la mancata adozione del D.M. del 10 settembre 2010
'linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da
fonti rinnovabili' la circolare n. 17 è ignorata nel suo contenuto
a partire dalle limitazioni in esso previste;
RITENUTO che:
in Sicilia di fatto risulta compromessa la completezza dei dati e
un quadro di riferimento normativo coerente ed adeguato ad un
corretto giudizio di impatto ambientale e paesaggistico e, in tale
situazione, la procedura semplificata della conferenza di servizi
per singolo progetto risulta inadeguata e fuorviante;
questa tipologia di impianti modifica radicalmente gli orizzonti,
le componenti primarie morfologiche del paesaggio percettivo,
spartiacque, crinali montani e bacini idrografici, appiattisce il
paesaggio siciliano attraverso elementi modulari, ripetitivi che
mortificano gravemente le diversità e varietà ambientali e
paesaggistiche dell'Isola;
la realizzazione delle strutture, come già dimostrato, non
determina un miglioramento sul piano economico e di qualità della
vita delle popolazioni coinvolte, sottrae risorse e futuro alle
comunità e il meccanismo economico di tipo coloniale messo in atto
non si risolve in un beneficio per i siciliani;
nella realizzazione della consistente mole di impianti, come già
noto, si è registrata la presenza delle organizzazioni malavitose
che hanno scelto questo settore come strategico per il loro
sviluppo economico ed il loro radicamento,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a porre in essere adeguati atti amministrativi finalizzati al
blocco delle concessioni concernenti la realizzazione di nuovi
impianti eolici, alla tutela ambientale e alla salvaguardia del
paesaggio». (179)
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che:
le dichiarazioni rese alla stampa dall'Assessore regionale Marino
fanno esplicito riferimento all'esistenza di un cartello di
interessi illeciti che, dapprima, per i termovalorizzatori e,
adesso, per altri impianti condizionerebbero l'attività
amministrativa;
la reazione dell'Assessore fa seguito ad una mozione dell'intero
Gruppo parlamentare del Partito Democratico all'Assemblea regionale
siciliana, ritenuta 'atto inutile' dallo stesso Assessore, con la
quale si chiede al Governo di bloccare ogni atto amministrativo che
andasse nella direzione della realizzazione di nuovi impianti ad
energia alternativa in Sicilia;
considerato che:
sempre nella suddetta iniziativa parlamentare si è correttamente
posta l'attenzione sulla necessità che prioritariamente nelle
conferenze di servizi fosse definitiva la cartografia in cui
individuare in Sicilia le aree non idonee agli impianti di che
trattasi, ai sensi e per gli effetti del D.M. del 10 settembre
2010, recante 'Linee guida per l'autorizzazione degli impianti
alimentati da fonti rinnovabili' ;
l'individuazione delle aree non idonee (decreto ministeriale 10
settembre 2010 ) sostituirebbe i criteri e le indicazioni previste
nella circolare della Regione siciliana n. 17 del 14/12/2006
predisposta dall'Assessorato Beni culturali e ambientali e
dall'Assessorato Territorio e ambiente riguardante 'Impianti di
produzione di energia eolica in Sicilia in relazione alla normativa
di salvaguardia dei beni paesaggistici';
l'identificazione delle aree non idonee all'installazione di
specifiche tipologie di impianto avrebbe dovuto rendere i criteri
di localizzazione di tali impianti più corrispondenti allo stato
dei luoghi ed alle esigenze di tutela;
per conoscere:
se non ritengano urgente riferire in Assemblea regionale nel
merito delle dichiarazioni rese alla stampa e se, relativamente
agli elementi in suo possesso, l'Assessore abbia già provveduto ad
informare la magistratura;
quali iniziative siano state assunte allo scopo di provvedere
rapidamente alla realizzazione della cartografia definitiva in cui
identificare le aree non idonee in Sicilia per la realizzazione
degli impianti eolici e fotovoltaici». (104)
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, assessori, colleghi, il tempo del
Parlamento è un tempo quasi on line, visto che la questione di cui
ci stiamo occupando questa sera è una questione esplosa nelle
ultime giornate. Il fatto che si tratti in Parlamento un argomento
con una certa rapidità, è anche un sintomo di attenzione e di
questo ringrazio la Presidenza e ringrazio il Governo di essere qui
stasera.
Com'è noto, il Governo ha pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del
30 agosto, il crono-programma delle Conferenze di servizio che, a
partire dal 2 ottobre, per quanto riguarda l'eolico, e dal 30
settembre per quanto riguarda il fotovoltaico, si dà attuazione
alle richieste che da tempo giacciono presso l'Assessorato
dell'Energia, e queste conferenze erano state sospese a seguito di
un provvedimento di Giunta della scorsa legislatura, avendo assunto
la Sicilia, anche a seguito di atti parlamentari votati in questo
Parlamento, l'intenzione di porre fine al Far West che ha segnato
l'attività di allocazione di impianti energetici, soprattutto nel
settore dell'eolico.
Queste conferenze di servizio, che probabilmente sono connesse a
disposizioni che vengono dai tribunali amministrativi, determinano
a mio avviso una grande preoccupazione nel senso che - come è noto
- la Sicilia è già oggi la seconda Regione italiana dove sono
allocati impianti di produzione energetica nel settore dell'eolico.
Siamo circa a 1750 Megawatt prodotti dalla nostra Regione in una
condizione anomala, considerato il fatto che questo surplus di
energia prodotta, sia nel settore eolico che in altri settori di
produzione, si sia realizzata malgrado la rete di trasmissione.
La rete di distribuzione dell'energia in Sicilia, infatti, rimane
sempre quella che ha consentito la distribuzione dell'energia
attraverso le fonti di produzione tradizionali e quindi la rete,
proprietà della società Terna', spesso non è in grado di
sopportare e quindi immettere nella rete stessa questa produzione
energetica.
E siamo al paradosso, noi che abbiamo tantissimi pali nel nostro
territorio e nelle nostre colline, di guardare questi pali,
attraversando le nostre colline, e vederne alcuni fermi nonostante
la loro mostruosità e la loro imponenza, e non perché qualcuno ha
dimenticato a metterli in funzione, ma perché, se producessero
energia in quel dato momento non la si potrebbe immettere nel
sistema della rete.
La Sicilia, con i suoi 1750 Megawatt esistenti, si pone quindi
come la seconda Regione italiana dopo la Puglia; eppure le
Conferenze di servizio indette riguardano una richiesta di circa
3300 Megawatt ulteriori rispetto ai 1750 già esistenti.
Alla fine, se dovessimo dare l'autorizzazione a tutte le
richieste, solo per l'eolico avremmo una capacità di produzione
energetica pari a tre volte quella attuale, con tutte le
conseguenze di natura paesaggistica e di impatto ambientale che
tutto questo comporta.
E' chiaro che non basta un'intenzione politica per fermare le
procedure amministrative. Questo è il senso della mozione da noi
presentata; noi non vogliamo esprimere un'emozione, uno stato
d'animo Vogliamo esprimere una procedura.
In questa materia, fare Conferenze di servizio, seppur obbligo di
legge, non vuol dire che sia un'autorizzazione obbligatoria a
realizzare.
L'autorizzazione avviene grazie al fatto che diversi soggetti
istituzionali, chiamati a decidere e ad esprimere un proprio
parere, concorrono poi a formare una decisione finale: le
sovrintendenze, l'Assessorato del territorio e l'ambiente
attraverso le VIA-VAS, l'Assessorato dell'energia, i comuni, i geni
civili. Ci sono, insomma, diversi soggetti istituzionali chiamati a
coordinare il proprio pronunciamento e sono chiamati a farlo sulla
base di una serie di valutazioni, e primo fra tutti considero un
errore che si affrontino tali questioni rispondendo alle singole
richieste.
Una richiesta si connette a ciò che già esiste.
La richiesta di impianti in siti dove già ci sono altri impianti
necessita, a nostro avviso, ma questo lo dicono anche le linee
guida che ispirano i comportamenti delle Amministrazioni, le linee
guida varate nel 2010, per cui la valutazione, ad esempio, di
impatto ambientale non va fatta sulla singola richiesta ma va fatta
sul contesto, cioè sulla connessione e sugli effetti che un
impianto ha su ciò che già esiste.
Ma, a monte, la ragione per cui qui giochiamo a guardie e ladri, è
che la Regione, dal 2010 in poi, doveva varare un piano, una
cartografia territoriale in cui stabiliva, attraverso una
zonizzazione, le aree inidonee; la Regione siciliana, dal 2010, ha
fatto tante discussioni, tante buone intenzioni ma ad oggi non
esiste un piano di zonizzazione per tutto il territorio regionale,
un piano che si dovrebbe comporre delle varie cartografie dei vari
rami dell'Amministrazione, ad esempio il settore idraulico-
forestale, il settore del territorio, il paesaggio attraverso le
sovrintendenze, l'energia, gli impianti esistenti. Noi, in questa
Regione, non abbiamo una mappa cartografica che ci rappresenti in
maniera omogenea ciò che già esiste; conosciamo ogni singolo pezzo,
ma ci manca l'insieme. E' come avere una fotografia di una famiglia
dove le foto sono dei singoli personaggi che compongono la famiglia
e manca l'insieme della famiglia stessa.
Ed allora, qui bisogna fermare e rovesciare il modello
comportamentale dell'Amministrazione.
Non basta dire che siamo contro l'eolico; io non sono contro
l'eolico, ma voglio subito chiarire che sono contro il Far West,
che è quello che ha caratterizzato l'attività di installazione di
impianti energetici in Sicilia. "Chi afferra un turco è suo"; ma in
una Regione dove, oltre ad afferrare un turco, chi arriva prima ad
afferrarlo spesso coincide con uno o più soggetti che sono
accompagnati da famiglie mafiose, che poi favoriscono
l'accelerazione delle procedure autorizzative. abbiamo degli
sviluppatori di professione, oltre che degli imprenditori. In
questi giorni, si è scoperto che ci sono casi, in provincia di
Trapani, di patrimoni che sono stati sequestrati ad imprenditori in
odor di mafia che, nel settore dell'eolico, sono diventati i re
dell'eolico in Sicilia.
Ed allora, tutte queste cose ce le diciamo in un dibattito, in un
comunicato stampa, facciamo un convegno o l'Amministrazione si dota
di strumenti che siano in grado di dire Alt", di dire che fino a
quando governo il territorio e sono chiamato a tutelare gli
interessi pubblici generali, fino a quando non si stabilisco le
aree inidonee e, quindi, le aree idonee, io non darò nessuna nuova
autorizzazione.
Anche questo lo si fa, soltanto, con un pronunciamento di
intenzione o lo si fa, ad esempio, facendo un atto amministrativo e
forse anche un atto legislativo che dica, in maniera chiara, che
nel territorio della Regione, fino a quando non sarà varato un
piano energetico regionale secondo le linee guida dettate dal
decreto ministeriale del 2010, non è consentita nessuna forma di
installazione di produzione energetica in Sicilia, se non quelle di
piccola entità, come l'autoproduzione?
Questa è una scelta politica, perché altrimenti possiamo dirci
tutti, a parole, che siamo contro o a favore, ma poi non cambia
nulla, tant'è che c'è un paradosso, che si è sviluppato anche un
dibattito pubblico su questa materia, e venerdì scorso la stessa
Amministrazione, che dichiara a parole di essere contro e di dire
basta all'eolico, provvedeva a fare una conferenza di servizio per
autorizzare, nel comune di Castellana Sicula, un impianto eolico -
mi dicono - di 27 megawatt, cioè nelle stesse ore in cui il
Presidente della Regione dichiarava che l'eolico, in Sicilia, non
si fa.
C'è il rischio di una schizofrenia tra le cose che la politica
dice e le cose che poi fa l'Amministrazione.
Qui, ora, voglio essere chiaro. Nessuno di noi può giocare con le
parole. Se c'è una decisione politica - e so che la Giunta ha fatto
un atto o si appresta a fare un atto - questa decisione deve
impegnare tutti i rami dell'amministrazione: il territorio, i beni
culturali, l'energia. Non ci sono varie Regioni a seconda del
settore in cui ognuno è competente. La Regione Sicilia è una Ecco
perchè serve dire, in maniera netta e chiara, come stanno le cose.
E, a proposito di dire le cose come stanno, proprio a seguito delle
polemiche che sono scaturite su quest'argomento, qualche giorno fa
l'assessore per l'energia, dott. Marino, ha fatto una conferenza
stampa, e poi un comunicato stampa, dove ha espresso dei giudizi,
alcuni dei quali, per la forma con cui venivano espressi, erano
equivoci negli obiettivi o soprattutto nei destinatari. Ho
dichiarato a mezzo stampa - perché ormai ci parliamo tutti a mezzo
stampa - che forse non ero io l'obiettivo delle sue proteste o
delle sue valutazioni, e comunque, se fossi stato io, io sono un
parlamentare, agisco con gli atti parlamentari e, anche se ci si
offende, mi dispiace, ma agli atti parlamentari si risponde, punto
e basta. Però, credo che non fossi io il destinatario di quelle
dichiarazioni molto serie e molto delicate, perché l'assessore
Marino ha parlato di cose che investono anche la qualità del
procedimento amministrativo, ha parlato di pressioni illecite nel
suo assessorato attorno alle questioni delle autorizzazioni, ha
parlato di imprenditori nel settore dei termovalorizzatori, ha
parlato anche di imprenditori con il marchio dell'antimafia che,
nel settore dei termovalorizzatori, hanno responsabilità avendo
noi, tra l'altro, vinto una prima causa in sede civile, e vinto
contro il ricorso presentato dai soggetti che si sono sentiti
defraudati.
Voglio ricordare che la Sicilia ha dichiarato nulla una gara
perché le procedure di quella gara, non solo erano sbagliate, ma
perché chi vi ha partecipato ha determinato un illecito vantaggio,
avendo fatto una combine tra i soggetti proponenti, cioè tutti i
soggetti facevano parte ognuno di una delle quattro società,
secondo la logica delle scatole cinesi, ed avevano, insomma,
controllato questo appalto.
Non voglio dilungarmi sui termovalorizzatori, perchè ci sono tomi
di letteratura in questo Parlamento, ed io credo di essere uno tra
quelli che, in qualche modo, ha contribuito in questa Regione a
formare la letteratura su quello che è successo, sul grande affare
dei termovalorizzatori e sul grande affare che in Sicilia si era
costruito attorno all'ARRA, sia per quanto riguarda i rifiuti, sia
per quanto riguarda l'acqua. L'ARRA era il grumo di potere attorno
al quale si era privatizzata, di fatto, la Regione e si era
privatizzata persino la politica.
Ecco perché le cose dette dall'assessore Marino non mi riguardano,
anzi, ho detto al dottore Marino, per le denunce che ha fatto,
benvenuto tra noi . Oltretutto, l'assessore Marino ha un pedigree
legato alla sua attività professionale che non consente di lasciare
le parole in aria. Noi abbiamo bisogno di sapere, di capire chi fa
pressioni, quali forme di pressione si sono determinate, in quale
misura queste pressioni hanno determinato effetti nell'azione
amministrativa e nella procedura amministrativa. E, soprattutto
abbiamo bisogno di sapere, assessore Marino, al di là delle
intenzioni, cosa l'amministrazione produce oggi perché non si
determinino più fatti come quelli che hanno segnato il tempo tra il
2008, il 2009 ed il 2010 in cui la Sicilia è stata saccheggiata
attorno all'affare dell'energia eolica e, per certi versi, anche
del fotovoltaico.
Ed allora, di queste questioni abbiamo bisogno di parlarne, di
farlo sapere ai siciliani in nome dell'energia pulita. Chi non
vuole l'energia pulita? C'è qualcuno che può dirsi contro l'energia
che non inquina? Solo un pazzo E come dire: c'è qualcuno che non
vuole bene alla mamma? Chi è che non vuole bene alla mamma? Ma non
basta voler bene alla mamma, se attorno al voler bene della mamma
poi si annidano giochini e giochetti o faide di potere che
condizionano l'economia, la sicurezza nella nostra Regione e la
politica, perché attorno a questo settore dell'energia si sono
determinati interessi e condizionamenti della politica, dove girano
soldi girano anche le tangenti.
Per tale motivo ho chiesto all'Assessore di fare i nomi. Lo dica
al Parlamento, lo dica ai siciliani, questa battaglia facciamola
senza parole equivoche. Proprio perché, se spezziamo i veli che
hanno segnato, che segnano e che continueranno a segnare questa
questione dell'energia in Sicilia, forse contribuiremo a fare
quella battaglia di liberazione e di libertà che tutti vogliamo ma
che per farla ha bisogno poi di essere declinata nei comportamenti
effettivi.
Con questa mozione si dice quindi che il Governo si deve
impegnare, ho detto anche come, ho suggerito la strada di bloccare
tutte le autorizzazioni per un certo numero di mesi - non per
sessanta giorni, ma per un certo numero di mesi - nelle more che si
faccia il piano energetico regionale, secondo quanto previsto dalle
linee guida.
Si dica ai siciliani quante produzioni ulteriori saranno
necessarie e dove si dovranno fare, facendolo conoscere prima, non
facendolo conoscere attraverso le iniziative dei singoli
imprenditori, perchè questo è inaccettabile. Il territorio è nostro
e dei siciliani, non è dell'iniziativa singola più o meno
legittima, che comunque si muove sulla base di un interesse
inevitabilmente legato ad interessi economici e non ad interessi
generali.
Su questa questione si fonda anche la qualità della politica,ed
anche questa è questione morale.
La questione morale non si rivolge o riguarda solo il codice
penale. La questione morale riguarda il comportamento, riguarda la
denuncia di qualunque forma di omissione, riguarda la battaglia
contro i vigliacchi, contro quelli che si nascondono nei
bizantinismi giuridici per consentire che passi una cosa facendo
finta, magari, che quella cosa non deve passare. Nella nostra terra
abbiamo fior di intellettuali che sono gli interpreti del diritto,
e spesso in nome dell'interpretazione del diritto si sono compiuti
misfatti che noi non possiamo consentire. Ecco perché questa
battaglia va fatta alla luce del sole, senza zone franche, senza
zone opache ed ognuno deve metterci la propria faccia. Noi ce la
mettiamo, l'abbiamo detto prima e continuiamo a dirlo ora.
Le produzioni energetiche in Sicilia si fanno e si devono fare
solo dopo che la Regione ha deciso dove si possono fare e non
prima, non decide chi propone gli impianti dove si fanno ma lo deve
decidere la Regione attraverso i suoi strumenti di legge ed i suoi
strumenti di programmazione.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, dispiace che questo dibattito sia giunto in Aula sulla
scorta di una mozione, con tutto il rispetto per la dignità
dell'atto, però credo che un tema così vasto, così articolato, così
serio avrebbe meritato un confronto con il Governo alla luce di
indicazioni programmatiche che sono già emerse in campagna
elettorale allorquando l'allora candidato Governatore disse in più
occasioni che la politica pulita, la politica energetica, la
politica dell'eolico, la politica del fotovoltaico sarebbe stato
obiettivo da perseguire, se eletto Presidente.
Ho ascoltato l'illustrazione della mozione da parte dell'onorevole
Cracolici, e siccome voglio sempre evitare le polemiche, l'ardore e
la passione con cui ha parlato, la disinvoltura nell'accusa che
sembrava implacabile, avrebbero non suscitato il mio interesse se
l'onorevole Cracolici fosse stato un novizio di questa prestigiosa
Aula. Che lo dica un uomo che ha avuto responsabilità indirette di
Governo e che lo dica un uomo fra i più autorevoli rappresentanti
di questo Parlamento sulla scorta, presumo, di esperienze maturate
da parte del fatturato governativo, non di questo ma di quelli
precedenti almeno negli ultimi 10 anni, mi fa sorgere il dubbio che
all'interno della maggioranza di governo esistano due posizioni non
sufficientemente omogenee.
E tuttavia, non è qui il caso che mi occupi di quello che avviene
nelle case altrui, ma oggettivamente desidero dire quel che
pensiamo io e la mia parte politica, lo dico da deputato di questa
Assemblea e, se mi è consentito, lo dico da Presidente
dell'Antimafia regionale. Sono fermamente convinto che nessuno di
noi possa e debba avanzare dubbi sulla utilità dell'energia
ricavata dall'eolico. Tutti abbiamo il dovere di lavorare perché
venga salvaguardato il nostro ambiente fortemente devastato, come
ricordava l'onorevole Cracolici, e perché si possa guardare ad una
produzione energetica innovativa e certamente non inquinante. Ma se
la produzione dell'energia eolica è un bene da salvaguardare, da
tutelare, da promuovere, da incentivare, mi chiedo e chiedo se non
è altrettanto bene da incoraggiare, da tutelare e da incentivare
quello legato alla bellezza paesaggistica dei luoghi.
Non so come sia possibile, signor Presidente, signor Assessore, mi
rivolgo in particolare all'Assessore Marino perchè competente per
materia, che in Sicilia nessuno si sia accorto dell'utilità o abbia
avvertito il bisogno di tutelare il bene paesaggistico contemplato
dalla legislazione italiana sotto i Savoia e dopo i Savoia, e
soltanto oggi, quando centinaia di migliaia di ettari di terreno
appaiono inesorabilmente feriti e devastati dalla presenza delle
mastodontiche, invadenti ed invasive pale eoliche, soltanto oggi si
pone il problema in quest'Aula. Cosa è accaduto? Non vorrei
apparire come lo speculatore di turno che sta dietro l'angolo per
cogliere l'opportunità della denuncia. Credo di essere al di sopra
di ogni sospetto se dico che il 9 dicembre del 2008, il
sottoscritto, da deputato europeo, denunciava la mafia dell'eolico
in Sicilia. Una voce nel deserto? Non so, non mi faccio illusione
sui numeri, certamente, signor Presidente e onorevole Assessore,
non eravamo in tanti. I parchi eolici in Sicilia sono stati più
utili agli speculatori che ai siciliani , dicevo in quella
occasione.
Abbiamo inoltrato una richiesta formale alle Commissioni
Antimafia , nazionale e regionale, perché abbiamo il serio
sospetto che dietro il business dell'energia eolica si nascondano
interessi mafiosi.
Non bisogna dimenticare che in Sicilia il Comune di Vicari, per
esempio, è stato sciolto per inquinamento malavitoso proprio
all'indomani dell'approvazione della concessione di un parco eolico
e la Magistratura non ha risparmiato il suo intervento in Campania
e in Puglia.
In Sicilia i parchi eolici, con l'autorizzazione della Regione,
sono stati impiantati anche in territori tutelati dall'Unesco. E'
accaduto qualcosa di inverosimile, senza tenere conto di quel bene
che è il paesaggio, nella sua incontaminata e inviolata struttura,
così come ce l'ha consegnato la mano della natura e la mano
dell'uomo, viene tutelato in Italia dalla legge 778 del 1922, viene
tutelata dalla legge 1497, la legge Bottai', del 1939
CRACOLICI. Lei li cita per ricordi.
MUSUMECI. Tanto cara la legge Bottai , onorevole Cracolici, se
questa Repubblica l'ha utilizzata per 70 anni, la legge 431 del
1985, è incomprensibile come la realizzazione dei parchi eolici non
abbiano tenuto conto di questa normativa, bastava dire no a tutte
le richieste.
No, no, è stato ricordato con onestà intellettuale e anche con
sospetto ritardo dall'onorevole Cracolici, perché le università
siciliane già nel 2003 avevano consegnato uno studio su richiesta
del Governo Cuffaro, uno studio relativo alla ventosità, perché
anche questo bisogna calcolare, alla ventosità delle varie aree in
Sicilia e alla possibilità, quindi, di rendere compatibili la
presenza delle pale con il contesto paesaggistico.
Erano passati, quando ho fatto la denuncia, cinque anni, chiedevo
di capire dalle Commissioni Antimafia, nazionale e regionale, io
modesto e solitario deputato europeo dell'opposizione, che fine
avesse fatto quel piano ricognitivo, quello strumento di
pianificazione e, invece, nessuno ha risposto.
Dal 2008 ad oggi sono passati altri cinque anni, quindi, da dieci
anni nei cassetti della Regione, assessore Marino, rimane il piano
elaborato dalle università siciliane sulla possibile collocazione
dei parchi eolici in Sicilia e nessuno ne ha mai fatto uso.
E' certo, viene facile sospettare, perché la omessa applicazione
del piano e dello strumento di pianificazione di fatto consentiva
mano libera agli speculatori, alcuni dei quali connessi e collusi
con poteri malavitosi e mafiosi come ha dimostrato la DIA con i
sequestri avvenuti in territorio di Trapani e, quasi sempre e quasi
ovunque, con la responsabilità di parte della burocrazia regionale
che avrebbe dovuto valutare, in fase istruttoria, ogni possibile
inquinamento in questa così delicata materia.
Concludo, signor Presidente, le chiedo scusa se ho abusato della
sua cortesia, noi con piacere prendiamo atto di questa iniziativa.
Proprio alcuni giorni fa la Commissione che ho l'onore di
presiedere, la Commissione Antimafia, d'intesa con tutti i
componenti con i quali, grazie a Dio, collaboriamo in un clima di
assoluta condivisione, pur nel rispetto dei ruoli e delle diversità
politiche, ha invitato l'Assessore Marino per parlarci anche dei
reati ambientali.
Abbiamo parlato, su precisa domanda della Commissione, anche
dell'eolico, onorevole Assessore, lei ricorda benissimo e noi
abbiamo colto con piacere le perplessità che lei in quella
occasione ha manifestato, seppur nell'intento e con l'intento di
ritrovarci, di rivederci per approfondire la materia.
Quindi, siamo perfettamente d'accordo con la mozione presentata
dal gruppo del Partito Democratico che prende atto come quest'anno,
lo scorso anno, due anni fa, tre anni fa, quattro anni fa in
Sicilia la politica dell'eolico sia stata devastante e
indiscriminata.
Peraltro, signor Assessore alcune pale, caro Presidente, mi
consenta l'aggettivo, risultano non essere neppure collegate fra di
loro, cioè girano le pale - e non soltanto le pale in Sicilia -
girano le pale senza produrre energia
CRACOLICI. Fanno da ventilatore per prendere vento
MUSUMECI. Solo perché debbono ostentare una funzionalità a chi ha
legittimato l'operazione per lucrare i fondi europei Non è
assolutamente utile ai proprietari dei fondi, molto spesso i
sindaci hanno concesso le autorizzazioni soltanto in cambio di due,
tre, cinque assunzioni clientelari di operai pagati soltanto con
una mangiata di soldi e hanno svenduto beni che i nostri padri, i
nostri nonni, i nostri avi ci hanno consegnato dopo averli tutelati
e custoditi con profonda e severa gelosia.
Noi siamo favorevoli a votare la mozione a patto che si emendi
l'ultima parte del dispositivo in cui non solo si chiede il blocco
delle concessioni concernenti la realizzazione di nuovi impianti
eolici, ma si preveda anche l'inoltro, alla Procura della
Repubblica di Palermo, di tutti gli atti istruttori che hanno
portato alla autorizzazione dei singoli parchi.
Analoga richiesta, preannuncio signor Presidente e onorevoli
deputati, sarà avanzata dal sottoscritto nella qualità della
Commissione Antimafia per le competenze relative alla Commissione
stessa, soltanto in questo caso un emendamento di apparente
irrilevanza, e, quindi, sono convinto che il Gruppo proponente
potrà benissimo accoglierlo, noi saremo felici di sostenere l'atto
ispettivo.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sicuramente su
questo versante lei ha molti più argomenti, onorevole Cracolici, al
di là della battuta, dico che l'argomento relativo alla mozione che
stasera l'Aula intende trattare e visti e sentiti gli interventi
dei colleghi che mi hanno preceduto, che peraltro hanno, in maniera
articolata, espresso delle valutazioni che, a mio avviso,
richiedono un momento di approfondimento, che sicuramente ritengo
debba essere anche offerta una opportunità a questa Assemblea,
magari in numero più consistente per poter tenere un dibattito, che
tra l'altro trae origine anche da quelle che sono state le
dichiarazioni di impegni programmatici di questo Governo che ha
detto - così come ha ricordato il Presidente Musumeci - che sulla
materia molto delicata dell'energia, tra l'altro, a mio avviso, sui
servizi pubblici locali, acqua, rifiuti ed energia, abbiamo quindi
un aspetto che dobbiamo approfondire e che ritiene un approfondito
dibattito. Io vedo due realtà, due problematiche: una di metodo e
una di merito.
Sul metodo, è stato evidenziato che ci sono degli aspetti che
riguardano procedure che richiedono approfondimenti, è stato
richiesto anche perché non si cada in quella generica accusa che
porta la delegittimazione dell'istituzione e che ci siano dei
precisi riferimenti e che questi vengano ad essere a conoscenza
anche del Parlamento siciliano, perché nelle determinazioni possono
esserci argomenti di maggiore valutazione.
C'è poi un problema riguardo questo aspetto del metodo, la nostra
democrazia, i valori a cui dobbiamo sempre riferirci, perché
ritengo che ci sia anche necessità di sgombrare il campo di una
realtà, di un tema in cui si contrappongono varie posizioni e che è
stato oggetto anche di discussi momenti in cui il precedente
Governo ha fatto tutto e il contrario di tutto e dove sicuramente,
anche con questa mozione, l'onorevole Cracolici vorrà pure
ammettere, che è stato parte determinante di quel Governo che ha
disatteso una serie di iniziative, il Governo Lombardo su questo ha
sicuramente creato, nel settore energia, un momento di grandi
complicazioni.
Poi c'è un problema di merito, poiché è vero, come è stato
evidenziato, che noi sull'argomento abbiamo un aspetto che riguarda
la salvaguardia del nostro patrimonio, c'è un problema di
devastazione del territorio, ma c'è anche un problema che riguarda
la nostra capacità di poter produrre risorse e di poter produrre,
attraverso questa realtà del settore energetico, una possibilità di
risorse di cui la Sicilia abbisogna.
C'è un problema aperto che richiede forse una rideterminazione di
un equilibrio che si è perso e la politica deve farsi interprete,
deve avere questa capacità di riportare nel giusto equilibrio
quella che è una realtà che probabilmente si è sbilanciata in una
direzione che ha visto più l'interesse specifico che quello di
realizzare alcuni obiettivi che gli imprenditori hanno pensato di
realizzare, trascurando quelle che sono le ricadute positive che su
questo versante anche i cittadini siciliani devono poter cogliere.
Mi permetto di chiedere, attraverso la Presidenza dell'Assemblea,
un dibattito più approfondito, in cui ci sia anche, in questo
momento che vogliamo evidenziare, una articolata posizione, un
programma articolato che voglia questo Assessorato, atteso che ha
preso delle iniziative e che nel frattempo c'è una richiesta di
fermo perché si possa avere la consapevolezza di quella che è la
situazione complessiva che stiamo vivendo, ritengo che ci sia
bisogno di un approfondimento su questo tema.
Perché il discorso dei parchi eolici è una realtà che di fatto
esiste, allora se c'era e c'è uno strumento che può essere di
riferimento, probabilmente bisognerebbe ripartire da questo, perché
oggi la politica, in un sistema democratico dove si trova a gestire
le sorti della società attraverso i poteri di rappresentanza,
dobbiamo riportare a questo livello il nostro impegno.
Quindi, vediamo di capire quali sono i punti fermi da cui
ripartire, perché ci si muove sulle sabbie mobili, in cui tutto è
possibile e anche il contrario di tutto. No, assessore, su questo
tema dobbiamo mettere un punto fermo, perché ne va della nostra
realtà, non solo istituzionale, ma anche economico-sociale e, come
dire, ambientale della Sicilia.
Propongo che su questo tema ci riferisca il Governo, che ci sia un
approfondimento perché la mozione possa essere anche trattata in un
momento in cui il Parlamento possa contribuire in maniera diversa
rispetto a quella che è la presenza di questa sera.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, colleghi, il dibattito ha un
argomento estremamente interessante, spiace la poca partecipazione
che in questo momento l'Aula ci sta regalando, ma questo è un tema
che, secondo me, fa affiorare moltissimi ragionamenti, alcuni dei
quali sono stati già portati fuori dagli altri colleghi e mi
permetto di portare anche i miei come punto di discussione e anche
di ragionamento.
Penso innanzitutto che la nostra Regione dovrebbe cominciare a
dotarsi di una mappa regionale dei siti che possono accogliere sia
gli impianti eolici che gli impianti fotovoltaici di grande
dimensione.
Questo al fine anche di potere scongiurare l'installazione proprio
in quei siti che hanno, invece, una valenza storica, monumentale,
artistica, paesaggistica, archeologica e che, quindi, come
purtroppo è accaduto in passato, andiamo a deturpare un bene che
può essere utilizzato ai fini del turismo e, quindi, di un rientro
che a volte è l'unica possibilità di sviluppo per alcuni territori
e penso ad esempio all'impianto fotovoltaico installato sulla rupe
della città di Milena, comprensorio della città di Caltanissetta,
installato esattamente su una via di passaggio migratoria di
uccelli e immediatamente sopra un sito archeologico e questa cosa
nessuna ha potuto, in quel tempo, evitarla, tant'è che adesso ci
sono quelle bellissime pale laddove c'era invece un sito
archeologico da tutelare, ma di questo esempio la Sicilia ci ha
regalato tantissime repliche in tutto il territorio regionale ed è
arrivato il momento di mappare quelle che possono essere le
possibilità ed escludere invece tutti quei siti che hanno una
importanza.
Un altro ragionamento che si apre è anche quello dei grandi
impianti, sia fotovoltaici che eolici, che in questi decenni hanno
fatto la loro comparsata nel nostro territorio regionale e che
spesso sono di proprietà di grandi multinazionali e quindi cosa
avviene? Non utilizzo mezzi termini per descrivere l'azione:
vengono a rubare il nostro sole, il nostro vento e, quindi, le
nostre energie rinnovabili portando via, all'estero, laddove
risiedono i soldi che in cambio il governo nazionale dà per quanto
riguarda il finanziamento del conto energia, questo a discapito
anche di quelle logiche che vorrebbero reinvestire, invece, sul
nostro territorio perché quella è la nostra produzione energetica,
è il nostro territorio, è la nostra Regione e questo non avviene.
Questo perché abbiamo, da sempre, dato concessioni a grandi gruppi
che foraggiando con moltissimi soldi questi impianti sono riusciti
ad avere tutele e anche connivenze con uffici e quant'altro, ma su
questo si è espresso in maniera eccellente l'onorevole Musumeci.
Quello che chiedo è un ragionamento molto approfondito sulle
considerazioni che una persona ben nota a questa Assemblea, perché
è stato il consulente energetico della scorsa legislatura, dello
scorso governo, che ha portato qui in Aula ed è anche
all'attenzione dei siciliani, che è Jeremy Rifkin. Lui nel suo
libro della terza rivoluzione industriale fa un esempio, dice che
a noi non servono centrali da centomila chilowatt, ma ci servono
centomila cittadini che producono un chilowatt a testa. Questo per
dire che abbiamo bisogno di una rete energetica che come una rete
internet dà la possibilità a tutti di connettersi e di scambiarsi
le energie e, quindi, le risorse.
Noi non abbiamo bisogno di tappezzare con serre fotovoltaiche, con
impianti di grandissime dimensioni il nostro Territorio, ma abbiamo
bisogno di migliorare l'efficientamento energetico delle nostre
abitazioni, di installare piccoli impianti di pannelli solari o
piccoli impianti di eolico nelle nostre abitazioni. E' questa la
produzione energetica alla quale dovremmo tendere e come Regione
dobbiamo impegnarci anche su questo.
A nome del mio gruppo chiedo di emendare la parte finale della
mozione allargandola anche agli impianti fotovoltaici di grandi
dimensioni perché questo apre anche all'ultimo ragionamento che
voglio fare e, per questo, voglio chiedere all'assessore Marino
quali sono le prospettive e le possibilità da parte di questo
Governo di potersi interfacciare.
Noi viviamo in una Regione dove, in questo momento, quando andiamo
in over produzione di energia, quando produciamo più energia di
quella che dobbiamo consumare, che possiamo consumare o che
possiamo accumulare, andiamo a spegnere gli impianti fotovoltaici,
andiamo a spegnere gli impianti eolici e lasciamo accese le
centrali al carbone, cioè, significa che lasciamo acceso il passato
e spegniamo il futuro e credo che questa sia una cosa
inaccettabile.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
assessore, stiamo trattando un tema importantissimo, un tema che
potrà condizionare la vita della nostra Terra per i prossimi
decenni, ma lei pensa, Presidente Pogliese, che possiamo approvare
una mozione del genere con soli 20 deputati presenti in Aula?
Credo che questo argomento vada affrontato anche questo martedì,
perché non è consentito che un argomento di così fondamentale
importanza che può avere anche delle altre strade come quelle che
accennava poca fa il Presidente Musumeci, perché è evidente che non
ci fermiamo soltanto a un provvedimento in Aula, ma se lei riterrà
opportuno trasmettere gli atti, così come le ha chiesto il
Presidente Musumeci, altre in altre sedi istituzionali, è chiaro
che questa vicenda non si conclude questa sera né possiamo nemmeno
immaginare, ma questo sarà l'assessore Marino a dircelo, quali
potrebbero essere i riscontri negativi per la nostra Terra qualora
si decidesse di fermare questo piano che mi pare essere un piano
precedente all'arrivo dell'assessore, un piano su cui tanti hanno
profuso impegni anche di natura economica.
Per questo motivo, signor Presidente, siccome 20 è quasi un quarto
dell'intera Assemblea regionale siciliana e non può essere che
soltanto un quarto dei deputati siciliani diano un parere
vincolante al Governo su questo argomento, troverà tutta una serie
di difficoltà che le hanno rappresentato i deputati che mi hanno
preceduto, le chiederei di spostare a martedì, anche in questo
caso, la votazione, dando la possibilità a tutti i gruppi
parlamentari che intervengono di esprimere, in maniera compiuta, il
parere non di una ristretta minoranza di deputati, ma il parere di
tutta l'Assemblea regionale siciliana, dal momento che una
decisione, qualunque essa sia, favorevole o contraria, attraverso
la votazione di questa mozione, costringerà il Governo ad adeguarsi
e, di conseguenza, non è possibile anche se Fichte diceva che è
sempre la minoranza ad avere ragione, però in questo caso credo che
una minoranza sparuta di deputati non può assolutamente decidere
per la parte rimanente, questa sera assente.
Tra le altre cose, signor Presidente, nel caso in cui ella dovesse
accogliere questa mia proposta ci eviterà di chiedere il numero
legale, cosa che, nel caso in cui saremmo costretti a fare,
evidentemente, andrà a rappresentare quella che è l'oggettiva
presenza in Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Marino.
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, onorevoli deputati, non deve sembrare che
l'attenzione prestata in questi mesi al dipartimento Acqua e
rifiuti abbia distolto l'assessore dal dovere prestare le dovute
attenzioni a tutto quello che può e deve riguardare il dipartimento
Energia' anche se siamo stati sempre costretti a fare una
graduatoria delle emergenze per gli atti normativi da compiere, le
direttive o rendere effettive le riforme.
Qualche amico della politica mi ha accusato, di recente, di
svolgere il mio ruolo da capoufficio e non da politico. Io ritengo
ingiusta l'accusa e ritengo che se quello che stiamo cercando di
fare, che sto cercando di fare, con la collaborazione di tutto il
Gabinetto e dei miei direttori generali, costituisce lavoro di
capoufficio, penso che continuerò a svolgerlo volentieri.
Vorrei anche sgombrare il campo da qualcosa che mi duole. Come
avete visto in questi mesi, non sono aduso fare interventi sulla
stampa né baldanzosi né aprire campagne polemiche, ma ho sempre
centellinato i miei interventi sulla stampa, solo perché sono stato
espressamente chiamato in causa, solo perché occorreva difendere
l'operato dell'Amministrazione ove andava difeso - e comunque
all'esterno va difeso - salvo poi cogliere le azioni che devono
essere compiute in concreto per fare emergere eventuali
responsabilità anche interne all'Amministrazione.
Eppure, troppe volte sono stato chiamato da interventi sulla
stampa da parte di alcuni onorevoli che mi hanno anticipato
mozioni, interpellanze e quant'altro, non è il caso dell'onorevole
Cracolici, che cito in questo momento, anche lì sono stato
costretto a rispondere perché nella sede opportuna venivo chiamato
in causa e ritengo doveroso e opportuno che proprio in questa sede,
quella deputata per confrontarsi sui programmi e sulle cose, si
possa rispondere.
Alcune volte, ma certamente a volte è colpa degli uffici, le
mozioni, secondo quella che è la procedura formale, o gli atti in
cui viene chiamato il Governo ad intervenire, sono comunicati in
tempi troppo stretti, anche per essere abbastanza precisi e
puntuali, anche perché ritengo che le notifiche a mezzo stampa o
per pubblici proclami non devono essere certamente la regola da
seguire e da prendere in considerazione di modo che uno si prepari
prima di ricevere l'atto scritto, concreto, della mozione e si
prepari attraverso la lettura del web o dei quotidiani.
Ho ricevuto la mozione n. 179, che tratterò unitariamente alla
interpellanza n. 104, e dicevo la mozione n. 179 Iniziative per
porre fine alla realizzazione di impianti eolici in Sicilia
risulta depositata il 23 settembre 2013 e trasmessa al Governo
regionale il 27 settembre 2013, non è ancora pervenuta secondo le
procedure interne, ma questa può essere una colpa nostra,
all'Assessorato dell'energia, ma sono pronto a rispondere;
l'interpellanza n. 104, di cui io stesso chiedo la trattazione
unitaria, che oramai è stata disposta dall'Assemblea, è stata
annunciata in Aula solo ieri, 1 ottobre 2013, e non è ancora
pervenuta al Governo.
Vorrei sgombrare il campo anche da un'altra circostanza, onorevole
Cracolici. Se avevo da fare un riferimento a lei, avrei detto
onorevole Cracolici , se avevo da fare riferimento ad altre
persone fisiche, le avrei indicate, come sapete ho fatto anche a
proposito di un mio collega del TAR in occasione di una vicenda
che riguarda la 68, non è mio costume fraintendere le persone e gli
interlocutori perché se qualcosa avevo da dire, l'avrei
specificamente detta, assumendomi sempre la responsabilità.
Proprio perché non ho tenuto in considerazione i contenuti dei
giornali, rare volte ho fatto conferenze stampa, ho demandato il
mio pensiero a comunicati stampa che devono essere quelli e solo
quelli che devono essere presi a riferimento, salvo che mi si
contesti concretamente qualche altra cosa che magari non conosco in
questo momento per interpretare il mio dire, e comunque il mio
bisogno di comunicazione. Sapete che non è mio costume offendere
nessuno, ritengo che il rispetto delle persone sia il presupposto
importante proprio nei rapporti istituzionali.
L'espressione atto inutile non poteva essere riferita, come si
afferma nell'interpellanza, alla mozione numero 179 che non
conoscevo e colgo l'occasione per chiarire che la detta
espressione, estrapolata da un mio comunicato stampa di venerdì 27
settembre u.s., e che deposito oggi perché magari non ne avete
avuto la materiale cognizione -, deve essere interpretata nel suo
originario contesto, in cui ricostruivo onde interrompere quello
che mi è sembrato - così l'ho interpretato e forse mi sono
sbagliato - un conflitto politico insorto.
Il percorso amministrativo nel settore dell'eolico, che qui voglio
richiamare onorevole Cracolici, proprio per rispetto verso di lei,
ma anche verso il modo di espletare il mio incarico, io così
virgolettavo devo quindi ancora una volta ribadire che nessun atto
amministrativo né alcuna legge regionale potrebbe mai imporre ad un
funzionario: a) di non fissare le Conferenze di servizio a seguito
dell'istanza del rilascio di autorizzazioni nel settore delle
energie rinnovabili; b) di non giungere a conclusione in senso
positivo né negativo dell'iter amministrativo, in caso contrario
quel funzionario ne risponderebbe personalmente sotto il profilo
amministrativo, contabile e penale . Ancor più grave sarebbe la
reiterata omissione del pubblico funzionario a seguito di giudizio
di ottemperanza deliberato dal giudice amministrativo, come nel
caso citato appunto dall'onorevole Cracolici. Proprio l'induzione
all'omissione continuavo sostanzialmente effettuata dal
precedente Governo - e lo chiarirò poi nel proseguo del mio
intervento -, ha determinato la gravissima esposizione della
Regione che questo Governo, con la serietà di sempre, ha il dovere
di gestire nel rispetto delle norme dell'ordinamento giuridico, e
non secondo gli umori della politica.
Gli atti inutili non erano certamente le mozioni, ma atti
amministrativi o presunti atti normativi regionali, quindi il
riferimento era ben preciso per il contesto. Un funzionario alla
Regione nei confronti di un richiedente potrebbe cedere alle
richieste, patendone poi le relative conseguenze personali, e penso
che la storia dei procedimenti alla Corte dei Conti proprio ha
dimostrato come alcuni dirigenti che hanno adempiuto, non certo per
arricchirsi, ma proprio per le esigenze della politica, oggi siano
sotto procedimento davanti a quella Corte.
Ho il dovere di affermare che quella condotta del politico di
turno - anche qui riferimento generico - è un atto grave di
vigliaccheria, e altrettanto sarebbe in parola il funzionario che
fa una valutazione tecnica orientata per motivi politici. Il
concetto che cercavo di esprimere era un percorso fra l'autonomia
della pubblica amministrazione e le ragioni della politica, cioè la
terza età della pubblica amministrazione, che deve emettere una
valutazione tecnica in base a dei parametri ben precisi che la
politica - con atti normativi o con quelli che sono consentiti -
potrà dare, ma che poi non può, in un singolo procedimento, dare
voce al politico di turno dicendo tu devi fare così perché a me
l'eolico non piace . Questa è la sostanza, non si dovrebbe neanche
parlare specificamente di eolico ma genericamente di un atto
normativo di energie rinnovabili.
Io penso che sia importante, più che altro per ricordarlo a me
stesso, quali sono i parametri normativi statali e regionali entro
cui il Governo si può muovere con gli atti che in qualche modo
possono, da un lato tutelare il territorio, dall'altro incentivare,
se lo si ritiene necessario, se non doveroso, per il raggiungimento
degli obiettivi burden sharing anche l'utilizzo fra le energie
rinnovabili di quella eolica che ha una potenzialità almeno 15
volte superiore a quella del fotovoltaico per il raggiungimento
degli obiettivi.
E voglio anche dirvi, anticipandovi, che la delibera che è stata
adottata dalla Giunta proprio su mia richiesta giovedì della scorsa
settimana, aveva anche fra le ragioni e le motivazioni della
premessa quella che per quest'anno sono stati raggiunti gli
obiettivi di burden sharing affidati obbligatoriamente alla Regione
Siciliana, perchè certamente la Regione non si dovrebbe discostare,
quindi anche questo dovrebbe divenire un elemento di corretta
valutazione.
Il settore delle energie alternative, comprese quindi le
discipline autorizzative di impianti, è regolamentato dalla
normativa statale di attuazione delle direttive comunitarie,
precisamente dal Decreto Legge del 29 dicembre 2003 n. 387 e da
successive e molteplici modifiche. Va chiarito subito che la
Regione Siciliana non ha competenza normativa - e su questo io
voglio essere categorico - esclusiva in materia di energia, né in
materia di ambiente, materie riservate come sapete alla normativa
nazionale, ma solo per la materia tutela del paesaggio, ex art. 14
dello Statuto della nostra Regione.
Sul piano amministrativo, il decreto legislativo n. 387 del 2003
ha delegato alle Regioni le competenze in materia di autorizzazioni
di impianti di energia alternativa sul territorio, rimanendo invece
di competenza statale l'autorizzazione di impianti offshore.
Quindi, noi ci muoviamo per impianti offshore su delega della
normativa nazionale.
L'articolo 12 del decreto legislativo 387/2003, al comma 10
prevedeva l'approvazione, su proposta del Ministro per le attività
produttive, di concerto con il Ministro per l'ambiente e la tutela
del territorio e del Ministro per i beni e le attività culturali,
di linee guida per l'autorizzazioni degli impianti alimentati da
fonti rinnovabili. La norma statale chiarisce la finalità delle
linee guida disponendo - perdonate se leggo la norma - " che le
linee guida sono volte in particolare ad assicurare un corretto
inserimento degli impianti, con specifico riguardo agli impianti
eolici nel paesaggio".
Quanto alle regioni e all'applicabilità delle linee guida, la
norma stabilisce che, in attuazione delle linee guida, "le regioni
possono procedere alla indicazioni di aree e siti non idonei alla
installazione di specifiche tipologie di impianti. Le regioni
adeguano le rispettive discipline entro 90 giorni dalla data di
entrata in vigore delle linee guida. In caso di mancato adeguamento
entro il predetto termine, si applicano le linee guida nazionali".
Quando vengono fuori queste linee guida nazionali? Anche qui
grandi ritardi In attuazione di quanto disposto dalla citata
legge, viene emanato il decreto ministeriale soltanto il 10
settembre 2010, quello che correttamente era stato citato
dall'onorevole Cracolici. Al punto 17, in merito alle aree non
idonee, dispone quanto segue: Al fine di accelerare l'iter di
autorizzazione alla costruzione e all'esercizio degli impianti
alimentati da fonti rinnovabili, in attuazione delle disposizioni
delle presenti linee guida, le regioni e le province autonome
possono procedere alle indicazioni di aree e siti non idonei alla
installazione di specifiche tipologie di impianti, secondo le
modalità di cui al presente punto, sulla base dei criteri
dell'allegato 3", che certamente non starò qui a leggervi, ma che
potete, appunto, consultare.
Quindi, l'individuazione della non idoneità dell'area, fu operata
dalla Regione attraverso un'apposita istruttoria avente ad oggetto
la ricognizione delle disposizioni volte alla tutela dell'ambiente,
del paesaggio, del patrimonio storico-artistico, delle tradizioni
agro-alimentari locali, delle biodivesità, del paesaggio rurale che
individuano obiettivi di protezione non compatibili con
l'insediamento in determinate aree di specifiche tipologie di
impianti di dimensioni particolari, quali determinerebbero pertanto
una elevata probabilità di esito negativo delle valutazioni in sede
di autorizzazione.
Quindi, anche eventuali aree non idonee non escludono il rilascio
di autorizzazioni. Questo il significato, lo ripeto a me stesso
Gli esiti dell'istruttoria dovranno contenere, in relazione a
ciascuna area individuata come non idonea in relazione a specifiche
tipologie o dimensioni di impianti, la descrizione della
incompatibilità riscontrata con gli obiettivi di protezione
individuati nelle disposizioni.
Sostanzialmente, una valutazione in concreto dei due interessi a
bilanciare, quindi, la tutela del paesaggio e dell'ambiente con
l'esigenza invece di incentivare le energie rinnovabili.
Il punto 17.2: le Regioni e le province autonome conciliano le
politiche di tutela dell'ambiente e del paesaggio con quelle di
sviluppo e valorizzazione dell'energia rinnovabile attraverso atti
di programmazione congruenti con una quota minima di produzione di
energia'. Anche qui richiamo, da fonti rinnovabili loro assegnati a
burden sharing, attenzione che non è una facoltà, ma è un obbligo
dunque da raggiungere, quindi se tu togli l'eolico devi potenziare
15 volte tanto il fotovoltaico o le altre fonti rinnovabili per
raggiungere gli obiettivi. È quindi un obbligo, salvo poi la
procedura di infrazione e le relative condanne, assicurando uno
sviluppo equilibrato delle diverse fonti.
La Regione individua le aree non idonee tenendo conto di quanto
eventualmente già previsto dal piano paesaggistico, in congruenza
con lo specifico obiettivo assegnatole. Il citato allegato 3, in
merito ai criteri per l'individuazione di aree non idonee,
chiarisce che l'individuazione delle aree e dei siti non idonei
miri, non già a rallentare la realizzazione degli impianti, bensì
ad offrire agli operatori un quadro certo e chiaro di riferimento e
orientamento per l'organizzazione dei progetti.
L'individuazione delle aree non idonee dovrà essere effettuata
dalle Regioni, con propri provvedimenti, tenendo conto dei
pertinenti strumenti di pianificazione aziendale, territoriale,
paesaggistica.
L'individuazione delle aree e dei siti non idonei, non deve
comunque configurarsi come divieto preliminare, ma come atto di
accelerazione e semplificazione dell'iter di autorizzazione alla
costruzione ed all'esercizio, anche in termini di opportunità
localizzative, offerte dalle specifiche caratteristiche e vocazione
del territorio.
Questo è il quadro di riferimento nazionale entro cui si deve
muovere la normativa regionale, altrimenti, rimandiamo alle linee
guida nazionali.
L'articolo 5 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 ha
previsto l'adozione di un apposito regolamento per la disciplina
delle modalità di attuazione nel territorio della Regione, negli
interventi da realizzarsi per il raggiungimento degli obiettivi
nazionali, derivanti dall'applicazione della direttiva 2001, n. 77
della Comunità europea del 27 settembre 2011, pubblicata nella
Gazzetta ufficiale europea, serie 238, nel rispetto del decreto
legislativo 29 dicembre 2003, n. 377, di recepimento della predetta
direttiva, disponendo, altresì, che fino alla data di entrata in
vigore del suddetto regolamento - quindi cito la legge regionale -
avrebbe trovato applicazione l'anteriore decreto del Presidente
della Regione 9 marzo 2009, che emanava una delibera della giunta
regionale del 3 febbraio 2009, n. 1.
Trattasi, sostanzialmente, del vecchio piano energetico, censurato
da numerosi interventi del TAR, e quindi, anche in quel famoso
piano energetico cui si fa riferimento, molti dei vincoli che erano
stati imposti, sono stati censurati dal TAR, proprio perché non
ritenuti congrui rispetto ai limiti di valutazione che la Regione
poteva fare, secondo le proprie competenze.
A questo punto dobbiamo tener conto dell'attuazione di quella
normativa regionale.
Onorevole Cracolici, il prescritto regolamento è stato emanato dal
precedente Governo, non da questo, appena due anni dopo l'entrata
in vigore della legge, ed esattamente con decreto del Presidente
della Regione 18 luglio 2012, n. 48, pubblicato il 17 agosto 2012,
quando il predetto Governo, come ormai è a tutti noto, dopo le
dimissioni del Presidente Lombardo del 31 luglio 2012, rimaneva in
carica solo per gli affari ordinari.
Partiamo da un grande ritardo che, certamente, non è stato
determinato da questo Governo ma, ripeto, dal precedente Governo,
pur dando atto dell'onestà di tutti gli onorevoli coloro i quali si
sono mossi, che avevano certamente in animo di tutelare, da un
lato, l'interesse paesaggistico e ambientale e dall'altro lato il
bisogno di dotarsi di energie rinnovabili.
Il problema è il modo con cui si è inteso raggiungere l'obiettivo,
e forse le onestà intellettuali dei politici di allora che io do
per scontata, certamente, può essere poi travisata nei gangli del
funzionamento della macchina amministrativa.
Partiamo con questo grande ritardo.
Il predetto regolamento, dopo aver disposto l'immediata
applicazione delle linee guida in ambito regionale, ha disciplinato
un articolato percorso per pervenire alla individuazione delle aree
idonee, e cioè l'istituzione, con decreto del Presidente della
Regione, su proposta dell'assessore regionale all'energia e
apposita commissione composta dai dirigenti generali dei
dipartimenti regionali dell'energia, dei beni culturali e
dell'identità siciliana, dell'ambiente, delle infrastrutture, delle
mobilità e dei trasporti, degli interventi infrastrutturali per
l'agricoltura, dell'urbanistica, del comandante del Corpo
forestale, coordinata dal dirigente generale del dipartimento
energia. Quindi, con due anni di ritardo, il Governo prende a
trattare le disposizioni nel momento in cui si insedia.
La previa consultazione del partenariato istituzionale, economico
e sociale, la successiva adozione di apposito decreto del
Presidente della Regione, su proposta dell'assessore regionale
all'energia, i servizi di pubblica utilità, previa deliberazione
della giunta regionale, avente ad oggetto l'indicazione delle aree
non idonee all'installazione di specifiche tipologie di impianti.
Come ho detto, il procedimento subì un arresto nel corso del 2012,
a causa della fine anticipata della legislatura e dello spoil
system attuato quanto ai dirigenti generali, a norma di legge,
dell'attuale Governo.
Quindi, un primo ritardo considerevole in parte dovuto al
legislatore nazionale, ad interventi di sua competenza, in parte
anche ai ritardi dello scorso Governo, ferme restando le buone
intenzioni di tutti.
L'attuale Governo eredita i pesanti ritardi accumulati dal
precedente, ma eredita anche un'altra cosa importante, ed è la cosa
da chiarire. L'ingente contenzioso causato dalla adozione, da parte
del predetto precedente Governo, di percorsi poco aderenti al
quadro normativo di riferimento per il perseguimento dell'obiettivo
politico di limitare o sospendere le procedure autorizzative di due
impianti di energia rinnovabili.
In particolare voglio ricordare una delibera che reputo
importante. Volevo ricordarla anche all'onorevole Gianni, che non
vedo in Aula. Con tale delibera, il 21 novembre 2008, la Giunta
regionale pro-tempore disponeva la temporanea sospensione dei
procedimenti autorizzativi in corso ma, al contempo, faceva salve
modalità e termini previsti dalla vigente legislazione in materia
di procedimenti amministrativi che ha finito per bloccare tutti i
percorsi amministrativi che, secondo la normativa in materia di
procedimenti amministrativi, devono necessariamente essere portati
a conclusione - non ha importanza se in senso positivo o negativo -
perchè, quando c'è un'istanza, la procedura si deve chiudere entro
un certo termine e non è una facoltà del funzionario o la
possibilità di un politico dire al funzionario di non farlo. E' un
obbligo del funzionario
Citavo quella delibera a firma dell'assessore Giuseppe Gianni: Si
trasmette per l'esecuzione la deliberazione della Giunta regionale
n. 288 del 21 novembre 2008 concernente le determinazioni in
materia di politica energetica. La S.V. - è indirizzata al
dirigente generale del dipartimento industria - vorrà nel contempo
valutare - come se non bastasse quello che già era messo nella
Giunta - se quanto deliberato dalla Giunta regionale possa
comportare refluenze pregiudizievoli all'interesse
dell'amministrazione a causa dell'inerzia - perché chiaramente chi
è intelligente, e sono sicuro che l'assessore lo era, e conosceva
esattamente i termini della questione - si pone il problema inerzia
della stessa in conseguenza alla risposta di sospensione dei
procedimenti in argomento .
Perché - scusate, e qui voglio anche essere un po' duro - è una
vigliaccata fare una delibera che in premessa dice di sospendere i
procedimenti, imponendo o inducendo in errore il pubblico
amministratore che può magari non capire o avere dubbi sul resto
della delibera che sostanzialmente diceva però di rispettare i
procedimenti amministrativi, cioè quello che è previsto dalla
legge.
E' come dire ad una persona che ha la Ferrari di camminare a 300
Km all'ora, ma rispettando il Codice della Strada. E' questo il
senso di quella delibera.
CRACOLICI. Lo sa che su questa questione è caduto il primo Governo
Lombardo?
MARINO, Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Io sto cercando di fare una ricostruzione in modo che abbiamo tutti
chiari i termini ed i modi attraverso cui si può intervenire in
maniera seria - che poi è l'intendimento del Governo Crocetta - per
porre in essere quegli obiettivi che il Governo si è prefissato
sotto il profilo politico rispettando chiaramente sempre le norme
comunitarie e nazionali di riferimento.
Dispone la legge, infatti, quella che veniva richiamata benedetta
o maledetta delibera, che ove il procedimento consegua
obbligatoriamente ad una istanza, come nel caso dei procedimenti
autorizzativi, le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di
concluderlo mediante l'adozione di un provvedimento espresso
(richiamo articolo 2 legge statale n. 241 del 1990, e articolo 2
della legge regionale n. 10 del 1991).
Può essere positivo o negativo questo non interessa, ma il
procedimento si deve concludere. Cioè, non si ha la facoltà di
sospendere le Conferenze di servizi, così come si può anche
concedere una autorizzazione al di fuori delle Conferenze di
servizi. Qualcuno mi ha richiamato dicendo ma perché avere scritto
decisorio nella Conferenza di servizi? Le Conferenze di servizi
sono decisorie per legge e devono raccogliere tutta quella serie di
attività amministrative dei vari enti, ben 27 tra rami
dell'amministrazione ed altri, che si pronunciano all'interno della
Conferenza di servizi, e si deve assolutamente concludere.
Sospendere è stata la cosa più grave e devastante per la Regione
Siciliana. Certamente non fatta da questo Governo
La normativa statale prevede un termine preciso di 90 giorni, al
netto di procedimento di valutazione di impatto ambientale. La
sospensione tout court dei procedimenti da parte del precedente
Governo ha ingenerato contenziosi che vedono l'Amministrazione
regionale soccombente per la violazione del termine di conclusione
del procedimento, non perché abbia dato una valutazione positiva o
negativa, proprio perché non ha concluso il procedimento Ci si
riferisce a circa 300 ricorsi pendenti dinanzi ai Tribunali
amministrativi dell'Isola con la soccombenza della Regione
siciliana per silenzio - inadempimento che, lo si ribadisce,
significa non avere adempiuto, cosa ben diversa dall'avere o non
avere autorizzato
Una prassi, in sintesi, consolidatasi che ha indotto l'utenza a
presentare istanza sapendo che l'Amministrazione sarebbe stata
inadempiente, proporre ricorso amministrativo, vincerlo ed
obbligare, tramite giudizio di ottemperanza, la Regione, alla
convocazione della Conferenza di servizi. L'Avvocatura dello Stato
costa, non è gratis Credo che nell'ultimo anno abbiamo pagato
circa due milioni di contenzioso all'Avvocatura dello Stato.
Cominciamo a fare un esame di coscienza di chi ha determinato le
condizioni perché questo Governo arrivasse ad adottare una prassi
virtuosa che poi è l'unica che si può adottare.
Per sanare questa situazione, per rispondere a quanto mi si
chiede, e per prevenire ulteriori contenziosi, l'attuale Governo ha
avviato tutte le iniziative, questa volta idonee a perseguire
l'obiettivo politico di limitare gli impianti eolici nel territorio
regionale, secondo quello che è l'orientamento politico, in
conformità e nel rispetto del quadro normativo statale e regionale
vigente.
Penso che sia un atto di questo assessore, di giugno, quello che
istituisce il registro delle fonti rinnovabili, che non esisteva,
non è mai esistito Il registro delle fonti rinnovabili è stato
istituito per la prima volta nel giugno scorso dal mio assessorato,
con mio decreto, proprio per fare una mappatura di quello che c'era
e poi arrivare a quello che, correttamente, ricordava l'onorevole
Cracolici Siamo arrivati ai passaggi successivi, quelli
amministrativi, che prescindendo dalla querelle, erano stati già
compiuti.
Il Governo ha un tempo di operatività, e con il Decreto del
Presidente della Regione n. 134 del 27 maggio 2013 è stata
formalizzata la costituzione della competente commissione
interdipartimentale insediatasi il 20 giugno 2013. Prescindendo
dalla querelle, vi volevo dire che l'attività che era di competenza
del Governo, dell'assessorato, del Dipartimento, veniva nel
frattempo compiuta. Con la fatica del quotidiano che, come sapete,
non è delle più semplici. Forse avremmo potuto fare anche prima,
chi lo sa Ci sono dei tempi tecnici necessari, però attenzione ai
due anni di ritardo dello scorso Governo, perchè noi ereditiamo
quei ritardi. Noi riattiviamo tutte le procedure, anzi facciamo di
più.
A seguito della riunione del 20 giugno 2013, la Commissione
interdipartimentale nella riunione del 10 luglio 2013, ha acquisito
i contributi degli altri dipartimenti regionali e in data odierna,
ve lo anticipo, cioè 2 ottobre 2013, ha portato a termine il
percorso. Tale percorso però non scaturisce dalla querelle che è
stata riportata dagli organi di informazione, il percorso parte da
lontano, prescindendo da qualsiasi indicazione, da qualsiasi
pressione. Il Governo sapeva quello che doveva fare, il
Dipartimento pure e l'Assessore che vi parla anche
La Commissione ha concluso i lavori, onorevole Cracolici,
approvando la cartografia finalizzata all'individuazione delle aree
e siti non idonei all'installazione di specifiche tipologie di
impianti alimentati da energie rinnovabili. Ma non l'abbiamo fatto
oggi perché è nata la querelle, l'abbiamo fatto oggi perché il
percorso è iniziato da prima, proprio adempiendo agli obblighi. Non
vorrei che passasse il pensiero che l'assessorato si muove solo
perché c'è una querelle sugli organi di informazione. Questo no
Per correttezza, do per scontato il vostro impegno ed ho gradito
tutti gli interventi che sono stati fatti, perché seri e devo dire
che gli obiettivi mi sembrano comuni: tutela del paesaggio e
dell'ambiente, innanzitutto, senza dimenticare che, comunque,
abbiamo degli obblighi comunitari e normativi ed anche degli
obblighi, ove ritenuti utili e possibili, di fare anche gli
impianti, qualsiasi tipo di impianto.
MUSUMECI. Pianificando
MARINO, Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Sì, sì, pianificando, onorevole Musumeci.
Il suddetto documento - che, ripeto, è stato concluso nella
giornata odierna - dovrà essere adottato con Decreto del
Presidente, previa consultazione con il partenariato e previa
delibera di giunta. Questi sono i passaggi normativi.
Con deliberazione n. 319 del 26 settembre 2013, la Giunta
regionale disponeva quanto segue, e poi vi spiego il perché -
perché non voglio sembrare in contraddizione con quanto detto in
premessa. Ha disposto entro il termine perentorio del 27 novembre
2013 la formulazione della proposta assessoriale - che comunque
avverrà molto tempo prima chiaramente -, ecco perché abbiamo messo
i sessanta giorni famosi, perché eravamo già avanti in quel lavoro,
e non abbiamo bisogno di altri giorni.
Poi, praticamente, si potrà contestare, però già l'atto l'avevamo
concluso all'adozione del decreto presidenziale afferente
l'indicazione, in attuazione delle linee guida statali, delle aree
non idonee all'installazione di specifiche tipologie di impianti;
ha dato mandato al dirigente del Dipartimento regionale
dell'energia di disporre, nelle more dell'emanazione del predetto
provvedimento, la sospensione delle procedure autorizzative delle
istanze relative alla realizzazione di impianti di energia eolica
nel territorio della Regione siciliana, al fine di consentire, non
di bloccare i procedimenti o le conferenze dei servizi - perché io
non blocco nessuna Conferenza dei servizi, a maggior ragione se
proviene da un giudizio di ottemperanze - ma la preventiva verifica
delle compatibilità delle aree individuate da relativi progetti
alle indicazioni recate nel decreto presidenziale.
Quindi, dicevo, non sospensione delle Conferenze dei servizi, di
questo non se ne può parlare.
E devo dire che, nello scorso Governo, l'assessore che mi ha
preceduto, anzi uno degli assessori che mi hanno preceduto, il
Prefetto Marino - non siamo parenti - correttamente aveva fissato
il calendario delle Conferenze dei servizi, perchè era l'unica cosa
che si poteva fare.
L'assessore che gli succede, credo che sia Torrisi,
sostanzialmente blocca tutte queste procedure, che è il problema
che noi ereditiamo. Se io dovessi fare quello che mi si consiglia,
cioè sospendere le conferenze di servizio, lascerei in eredità un
fardello pesante, assumendomi anch'io la responsabilità di aver
indotto qualcuno a fare qualcosa che non può fare, perché è chiaro
che io devo tutelare il mio amministratore, il mio funzionario che
è delegato alla Conferenze dei servizi.
A proposito di Conferenze di servizi che sono in calendario ne
abbiamo una il prossimo 4 ottobre che proviene dal giudizio di
ottemperanza, onorevole Cracolici, non vi pronuncio il nome del
funzionario del nostro Dipartimento, che non vuole rimandare le
Conferenze di servizio. Io devo anche combattere con queste prassi
interne.
E' chiaro che ci sono state delle Conferenze di servizi che erano
calendarizzate, ma non quelle calendarizzate con provvedimento del
dottor Pirillo, quelle in base al giudizio di ottemperanza. Al che
si adotta la delibera di giunta e si dice ora che c'è la delibera
di giunta, dì a Tizio - non voglio dire il nome del funzionario -
che le deve bloccare, perché se non sono fatti suoi .
Ho dovuto litigare, ho detto ma cosa state dicendo? , perché
neanche questa delibera potrebbe indurre il funzionario a
sospendere la procedura valutativa, perché arriva il 4 ottobre e
mettiamo il caso siano arrivati tutti quanti i pareri dei vari
organismi, rami d'amministrazione competenti, sono arrivati -
sapete che i pareri si devono esprimere in sede di Conferenza di
Servizio - quindi arrivati ad un certo punto il funzionario può
dire: Signori miei, io devo chiudere il procedimento . Tra
l'altro, attenzione, l'autorità giudiziaria ha detto di chiudere
entro trenta giorni il procedimento, c'è anche questo.
Allora, questa delibera di Giunta dà un quadro di orientamento,
nel senso che quei pareri che sono pervenuti oggi devono tener
conto, attenzione, non in un tempo x che non viene determinato,
ma in un tempo strettissimo, quindi l'intervento è di 60 giorni in
quel senso lì, io ti dico valutami ancora se ci sono quegli stessi
elementi che tu hai già rappresentato in sede di Conferenza di
Servizio, che hai anticipato nella procedura del procedimento , -
chiaramente c'è anche questo - .
Alla luce di questo, ecco, io non ti posso bloccare il tutto e ti
dico la limitazione - ecco qui alleviamo il danno - la possibilità
è limitata nel tempo , ecco perché non possiamo dare un tempo sine
die quando ci sarà il Piano, quando si sarà conclusa la procedura,
no, io per tutelare anche il mio funzionario devo dire: guarda c'è
questa delibera di Giunta , ma non mi è bastata quella delibera di
Giunta, mi sono assunto un'altra responsabilità, di fare una
direttiva io, precisa, perché consapevole che deve essere tenuto
fuori dagli intendimenti politici e dagli inadempimenti o dai
ritardi dell'Amministrazione chi in quel momento, invece è chiamato
entro termine ben preciso ad emettere un provvedimento, ho sentito
il bisogno, sempre per quella limitazione temporale che mi
garantiva e garantiva tutti - e chiaramente può entrare sotto una
nuova determinazione se qualcuno doveva dire da capo, un giudice
amministrativo, il giudice amministrativo dice: valuta, dimmi se
con questa nuova delibera, con questo nuovo elemento di
valutazione, circoscritto nel tempo mi obblighi lo stesso . Perché
mi può dire anche questo, arriva l'interessato, io ho fatto
istanza, il giudice amministrativo ha detto in trenta giorni tu mi
devi dire sì o no, quindi finiscila, quindi potrà anche capitare
che avrà agito il giudice amministrativo.
Però, il giudice amministrativo avrà degli elementi ben definiti
di valutazione e soprattutto un tempo assolutamente illimitato in
cui l'amministrazione dice: guarda, devo compiere un ulteriore
atto di serietà .
Né voglio, onorevole Cracolici, che passi il messaggio di uno
scollegamento fra i rami dell'Amministrazione, perché l'Assessore
che vi parla poteva dire: Signori miei, io devo emanare
l'autorizzazione, ma non emetto pareri perché quello che porta
l'autorizzazione positiva o negativa è quello che si basa sui
pareri che altri rami dell'Amministrazione emettono, io ho quelli,
la colpa è degli altri . No Quei funzionari hanno ritenuto nella
loro autonomia, sotto la loro responsabilità, di valutare gli
interessi secondo i parametri che avevano a disposizione, quindi
anche i pareri favorevoli dati non sono un atto di vergogna,
attenzione, o di contraddizione dell'orientamento politico del
Presidente Crocetta e del Governo che egli rappresenta e in cui
sono inserito io.
Quindi, attenzione, l'orientamento politico non si distingue con
un atto di valutazione tecnica, perché quell'atto di valutazione
tecnica non può assolutamente dipendere dall'orientamento politico
del Governo. Dobbiamo assolutamente distinguere queste cose
Altrimenti ci prendiamo in giro tutti
Quindi, io non so, ho sentito di prassi, ma saranno così
CRACOLICI. A Copenaghen forse è così
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Sì, poi veniamo all'altra parte che non è di Copenaghen, onorevole
Cracolici.
PANEPINTO. Assessore, lei parla da 35 minuti e noi la ascoltiamo
con affetto.
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Detto da lei, onorevole Panepinto, veramente, è una cosa molto
gradita. Perché l'ho accusato di intervenire in Commissione sempre
quando ho finito di parlare, quindi questa è una delle poche volte
e poi, sostanzialmente, ripete delle cose che ho già detto. O lo fa
apposta, ho capito che lui lo fa apposta ormai, in Commissione, lo
dico chiaramente bonariamente
Prima di concludere, c'è un aspetto molto delicato che vorrei un
po' anticipare.
Io avevo preso un impegno che riguardava il Presidente Musumeci in
sede di Commissione di fornire quei dati concreti che anche
l'onorevole Cracolici, appunto, mi chiede.
Io vi chiedo soltanto una cosa, e sarò pronto a farlo, perché
vedete, molte cose le capisci dai tempi tra la domanda e le
autorizzazioni, ossia dai i percorsi amministrativi.
Quindi, capisci che il sistema ha consentito ad alcuni di
inserirsi, dove sicuramente ci sarà stata anche la collusione, è
molto probabile come nella vicenda dei termovalorizzatori, neanche
un cieco non lo vedrebbe che è presente un accordo, una parte
interna di supporto a quell'accordo illecito di cui parla il TAR a
proposito dei termovalorizzatori.
È chiaro, quindi, che occorre analizzare la procedura. Però,
onorevole Musumeci, le volevo dire una cosa: attenzione a mandare
tutti gli atti in Procura perché io so quello che significa e se
noi prendiamo tutti gli atti e li mandiamo così in Procura nessuno
guarderà quegli atti.
Facciamo una disamina attenta e, a tal proposito, io ho iniziato
ad estrapolare tutte quelle che hanno portato alle autorizzazioni,
per intenderci, a Nicastri e dai tempi si capiscono molte cose
anche se è necessario vedere la procedura.
Gli atti da mandare devono essere atti significativi, è come
quando si facevano le indagini bancarie anche per un reato sessuale
si facevano indagini bancarie e le povere banche non riuscivano più
a rispondere alle Procure della Repubblica perché è il nuovo metodo
di indagine. Per questo stiamo attenti a non soffocare le Procure
inutilmente.
MUSUMECI. La faremo assieme, assessore.
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Vorrei concludere adesso, anche se sarebbe meglio la prossima volta
in quanto dovrei dire altre cose significative che sono in qualche
modo indicate nell'interpellanza e nella mozione.
PRESIDENTE. Assessore, se potesse eventualmente, farlo nella
relazione finale martedì prossimo le saremo grati perché io, se mi
consente, accetterei l'indicazione esternata dall'onorevole
Vinciullo, che credo sia assolutamente condivisibile e che è
stata, peraltro, fatta propria dall'onorevole D'Asero e
dall'onorevole Sammartino il quale ha esternato la stessa proposta
a microfoni spenti. Quindi, chiuderei qui la discussione generale.
Fra l'altro, sono stati presentati alcuni emendamenti che meritano
un approfondimento e, pertanto, si rinvia la discussione sugli
emendamenti e la discussione finale e, ovviamente, la replica
dell'Assessore Marino.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 8 ottobre
2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Pogliese
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
libertà civili, politiche, economiche e sociali'. (n. 223/A)
2) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
III - Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
siciliano, sui progetti di legge costituzionali nn. A.S. 42 e A.S.
363 concernenti modifiche dello Statuto della Regione in materia di
procedure per la modifica dello Statuto medesimo
IV - Seguito della discussione unificata di mozione e di
interpellanza:
-Mozione n. 179 - Iniziative per porre fine alla realizzazione di
impianti eolici in Sicilia.
(23 settembre 2013)
CRACOLICI-GUCCIARDI-ALLORO-ARANCIO-BARBAGALLO-CIRONE- DIGIACOMO-
FERRANDELLI-LACCOTO-LUPO-MAGGIO-MARZIANO-MILAZZO A.-PANARELLO-
PANEPINTO-RAIA-RINALDI-VULLO
-Interpellanza n. 104 - Chiarimenti urgenti circa la realizzazione
di impianti di energia alternativa.
(30 settembre 2013)
CRACOLICI - GUCCIARDI
V - Votazione della mozione:
N. 64 - Soppressione dell'ente Porto di Messina e rilancio
della Zona Falcata .
(14 marzo 2013)
PANARELLO - LACCOTO - GRECO M. -
MARZIANO
VI - Discussione della mozione:
N. 93 - Interventi a sostegno delle piccole e medie imprese
siciliane titolari di emittenti televisive locali, per
il rafforzamento tecnologico-organizzativo e la
transizione al sistema digitale terrestre.
(10 aprile 2013)
GRASSO - CIMINO - FIRETTO - LANTIERI -
GIANNI
VII - Discussione della mozione:
N. 123 - Ripristino nel bilancio regionale del gettito
derivante dalle operazioni effettuate in via
telematica dalle imprese di revisione riconosciute ed
autorizzate ad operare, nel territorio siciliano,
dalla competente amministrazione regionale.
(28 maggio 2013)
GRASSO - LANTIERI - FIRETTO - FIGUCCIA
La seduta è tolta alle ore 21.40
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli