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Resoconto d'Aula della Seduta n. 79 di martedì 08 ottobre 2013
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   LANTIERI, segretario, dà lettura dei processi verbali delle sedute
  nn.  77 e 78 del 2 ottobre 2013 che, non sorgendo osservazioni,  si
  intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per la Salute

   N. 700 - Notizie sull'ospedale Gravina di Caltagirone (CT).
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano;  Venturino Antonio (Con nota prot. n. 30172/IN.16  del  17
  giugno  2013,  il Presidente della Regione ha delegato  l'Assessore
  per la salute).

   N. 713 - Chiarimenti sulla paventata soppressione del Presidio per
  la  riabilitazione  del  nosocomio di Santo Pietro  di  Caltagirone
  (CT).
   Firmatari:  Ioppolo  Giovanni;  Musumeci  Nello;  Formica   Santi;
  Currenti  Carmelo; Ruggirello Paolo (Con nota prot. n.  30190/IN.16
  del  17  giugno  2013,  il  Presidente della  Regione  ha  delegato
  l'Assessore per la salute).

   N.  938  -  Chiarimenti  sui mancati controlli  e  sulle  presunte
  anomalie  nella  distribuzione  dei  pediatri  nella  provincia  di
  Messina.
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri  Vanessa;
  Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
  Zafarana Valentina.

   - da parte dell'Assessore Territorio e Ambiente

   N.   51  -  Iniziative  per  l'adozione  del  Piano  regionale  di
  coordinamento  per  la  tutela  della  qualità  dell'aria  ambiente
  specificatamente predisposto per il territorio siciliano.
   Firmatario:  La  Rocca Claudia (Con nota prot.  n.  11058  del  27
  febbraio  2013, il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore
  per il territorio e l'ambiente).

   N.  106  - Istituzione della riserva naturale orientata del  Bosco
  Santo Pietro di Caltagirone (CT).
   Firmatario: Cappello Francesco (Con nota prot. n. 15033/IN.16  del
  21  marzo  2013 il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore
  per il territorio e l'ambiente).

   N.  107  -  Iniziative in ordine allo stato di degrado e abbandono
  del  territorio  di  Villa Miraglia, di proprietà  della  Provincia
  regionale di Messina.
   Firmatari:   Ciancio   Gianina;   Cancelleri    Giovanni    Carlo;
  Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; Foti  Angela;
  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore;   Trizzino   Giampiero;  Venturino   Antonio;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano (Con nota prot. n. 15035/IN.16 del 21 marzo
  2013  il  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente).

   N. 131 - Interventi atti a garantire una più rigorosa applicazione
  del quadro normativo anti-inquinamento, con particolare riferimento
  al 'rischio amianto' nel territorio della Regione siciliana.
   Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Venturino  Antonio;  Zito
  Stefano  (Con nota prot. n. 15026 del 21 marzo 2013, il  Presidente
  della   Regione  ha  delegato  l'Assessore  per  il  territorio   e
  l'ambiente).

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   - Divieto del monouso non biodegradabile. (n. 565)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli onorevoli  Ciaccio,
  Zito, Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciancio, Foti,  La
  Rocca, Cancelleri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana in  data
  1 ottobre 2013.

   -  Norme regolamentatrici delle modalità gestionali, organizzative
  e di funzionamento dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della
  Sicilia  A. Mirri . (n. 567)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli onorevoli  Fontana,
  Germanà e Assenza in data 4 ottobre 2013.

   -  Provvidenze in favore delle vittime del racket delle estorsioni
  e dell'usura. (n. 568)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Alongi  in
  data 4 ottobre 2013.

   -  Principi generali del sistema integrato di interventi e servizi
  psico-socio-educativi. (n. 569)
   di  iniziativa  parlamentare,  presentato  dagli  onorevoli  Zito,
  Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciaccio, Ciancio,  Foti,
  La  Rocca,  Cancelleri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana  in
  data 4 ottobre 2013.

   -  Trasferimento  competenze  in  materia  di  ordine  pubblico  e
  sicurezza ambientale e del personale nel CFS. (n. 570)
   di  iniziativa  parlamentare,  presentato  dagli  onorevoli  Zito,
  Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciaccio, Ciancio,  Foti,
  La  Rocca,  Cancelleri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana  in
  data 4 ottobre 2013.

   - Sicilia equa. (n. 571)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli onorevoli  Ciaccio,
  Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Zito, Cancelleri, Ciancio,  Foti,
  La  Rocca, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino e Zafarana in data
  4 ottobre 2013.

   - Quoziente familiare in Sicilia. Tabella correttiva. (n. 572)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli onorevoli  Ciaccio,
  Tancredi,   Cappello,  Mangiacavallo,  Ferreri,  Zito,  Cancelleri,
  Ciancio,  Foti, La Rocca, Palmeri, Siragusa, Trizzino,  Zafarana  e
  Vinciullo in data 7 ottobre 2013.

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegno
                 di legge alla competente Commissione

   PRESIDENTE. Comunico il disegno di legge presentato e inviato alla
  competente Commissione:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Norme a sostegno dei Confidi. (n. 566)
   di  iniziativa parlamentare, presentato l'1 ottobre 2013 e inviato
  il 4 ottobre 2013.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico i disegni di legge inviati  alle  competenti
  Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   Comunicazione  dei mutamenti delle compagini  sociali  per  le
  società in attesa di provvedimenti da parte della P.A.. (n. 556)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 4 ottobre 2013.
   parere  Commissione  d'inchiesta e vigilanza  sul  fenomeno  della
  mafia in Sicilia.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -   Canone concessione demaniale in aree marine protette e riserve
  naturali orientate. (n. 557)
   di  iniziativa parlamentare, inviato il 4 ottobre 2013, parere III
  e UE.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Sostegno  alla  fruizione culturale per  le  categorie  sociali
  svantaggiate e per i giovani. (n. 498)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 4 ottobre 2013, parere IV.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -  gli  onorevoli Picciolo, Lo Giudice, Savona, Forzese, Tamajo  e
  Greco Marcello, con nota prot. n. 10641/SG.LEG.PG. del 30 settembre
  2013, hanno chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge
  n. 564:  Sistema bibliotecario regionale integrato ;

   -    l'onorevole   Vincenzo   Vinciullo,   con   nota   prot.   n.
  10771/SG.LEG.PG.  del  2 ottobre 2013, ha  chiesto  di  apporre  la
  propria  firma al disegno di legge n. 530:  Riammissione nel  posto
  di  lavoro degli ufficiali di riscossione assunti con contratto  di
  formazione e lavoro dalla Montepaschi Serit S.p.A. ;

   -  l'onorevole  Pietro Alongi, con nota prot. n.  10772/SG.LEG.PG.
  del  2  ottobre  2013, ha chiesto di apporre la  propria  firma  al
  disegno  di  legge n. 567:  Norme regolamentatrici  delle  modalità
  gestionali,   organizzative   e   di  funzionamento   dell'Istituto
  Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia  A. Mirri  ;

   - l'onorevole Vincenzo Fontana, con nota prot. n. 10773/SG.LEG.PG.
  del  2  ottobre  2013, ha chiesto di apporre la  propria  firma  al
  disegno  di legge n. 568:  Provvidenze in favore delle vittime  del
  racket delle estorsioni e dell'usura .

  Comunicazione di invio del  Documento di programmazione economico-
              finanziaria (DPEF) per gli anni 2014/2017'

   PRESIDENTE.  Comunico che il Presidente della Regione ha  inviato,
  in   data  30  settembre  2013,  il   Documento  di  programmazione
  economico-finanziaria (DPEF) per gli anni 2014/2017'.

   Comunico,  altresì,  che  copia del  predetto  Documento  è  stata
  inviata, ai sensi dell'articolo 73 bis 1, alle Commissioni in  data
  3 ottobre 2013.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la Commissione  legislativa   Attività
  produttive'  (III),  nella seduta n. 74 del 25 settembre  2013,  ha
  approvato  la  risoluzione:  Ripristino  degli  organi  degli  enti
  commissariati' (7/III).

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  1273  -  Iniziative  da assumere presso il  Governo  nazionale
  finalizzate  al diritto all'istruzione degli studenti  diversamente
  abili delle scuole siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Economia
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Zafarana Valentina

   N.  1274  - Notizie sui criteri e metodi per l'assegnazione  delle
  apparecchiature diagnostiche di alta tecnologia nei  poli  sanitari
  di eccellenza in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1275  -  Chiarimenti sulla mancata attivazione del  P.T.A.  di
  Palazzolo Acreide (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1276  -  Notizie  sulla  mancata  attribuzione  delle  risorse
  destinate ai lavoratori  dell'attività  antincendio, soprattutto in
  provincia di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo
   N.   1277  -  Notizie  sul  mancato  avvio  dei  lavori  dell'area
  attendamenti e container in provincia di Siracusa.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1278 - Notizie sul mancato avvio dei lavori della sala ipostila
  del Castello Maniace di Siracusa.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1279 - Notizie sul mancato avvio dei lavori di consolidamento e
  restauro della Chiesa del Carmine a Siracusa.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1280 - Notizie sul mancato avvio dei lavori di consolidamento e
  restauro nella Chiesa  del  Cimitero monumentale di Siracusa.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1281 - Notizie sul mancato avvio del secondo lotto dei  lavori
  di consolidamento e restauro della Chiesa del Collegio a Siracusa.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1282 - Notizie sul mancato avvio del secondo lotto dei  lavori
  di  consolidamento  e  restauro della  Chiesa  di  San  Giuseppe  a
  Siracusa.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1283 - Notizie sul mancato avvio del secondo lotto dei  lavori
  di  consolidamento  e  restauro della Chiesa di  San  Sebastiano  a
  Palazzolo Acreide (SR).
   - Presidente Regione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1284 - Notizie sul mancato avvio dei lavori di consolidamento e
  restauro della Chiesa Santa Venera di Avola (SR).
   - Presidente Regione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.   1285   -   Notizie  sulla  mancata  ripresa  dei  lavori   di
  consolidamento  e  restauro dell'ex Chiesa di S. Domenico  e  della
  Scuola del Nome del Gesù - Convento S. Domenico a Siracusa.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1286 - Affidamento degli ultimi interventi finanziati dalla l.
  433/91  ai  servizi  provinciali  della  Protezione  Civile   delle
  province di Siracusa, Catania e Ragusa.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo
   N. 1287 - Notizie sul mancato avvio dei lavori sul lungomare Alfeo
  a Siracusa.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.   1289  -  Notizie  circa  la  nomina  del  Direttore  Generale
  dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia 'A. Mirri'
  di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:   Lombardo  Salvatore  Federico;  Di  Mauro   Giovanni;
  Figuccia  Vincenzo;  Lo Sciuto Giovanni; Greco  Giovanni;  Fiorenza
  Dino; Federico Giuseppe

   N.  1290  -  Trasferimento delle somme necessarie a  garantire  il
  servizio  di  trasporto  e assistenza degli  studenti  diversamente
  abili di Messina.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Greco Marcello

   N.   1293  -  Azioni  finalizzate  all'incremento  del contingente
  di  giovani  che  potranno  usufruire  dei  benefici  previsti  dal
  Servizio Civile Nazionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1294  -  Iniziative volte a scongiurare il  diffondersi  della
  paura  del  rischio aviaria tra i consumatori di  prodotti  avicoli
  siciliani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1295  -  Interventi  finalizzati alla revoca  dell'obbligo  di
  fideiussione  per  le  aziende siciliane destinatarie  del  credito
  d'imposta per nuove assunzioni.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1296 - Chiarimenti sui lunghi tempi di attesa per l'erogazione
  di  prestazioni sanitarie presso l'ospedale Muscatello  di  Augusta
  (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo
   N.  1297  - Reperimento delle  somme  necessarie  ai trasferimenti
  per le spese del personale del Parco dei Nebrodi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1298 - Interventi finalizzati ad assicurare maggiori controlli
  nelle   aziende  agricole  siciliane  per  scongiurare  il  rischio
  tubercolosi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1299 - Misure da adottare per fronteggiare l'emergenza migranti
  in provincia di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1301 - Provvedimenti per scongiurare la formazione di una prima
  classe con 49 alunni presso il Liceo musicale di Modica (RG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari:   Vinciullo  Vincenzo;  Zafarana   Valentina;   Assenza
  Giorgio; Ferreri Vanessa

   Avverto  che  le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  1288 - Interventi in favore del completamento dei lavori sulla
  strada statale 'Libertinia' in provincia di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello

   N.  1291  - Chiarimenti sulla legittimità degli incarichi tecnico-
  professionali conferiti nell'ambito di progetti comunitari.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  1292 - Chiarimenti circa la corretta determinazione del valore
  di un appalto di lavori pubblici.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  1300  -  Chiarimenti  in  ordine alla  futura  attività  degli
  Sportelli  multifunzionali  e  sulle  garanzie  occupazionali   del
  relativo personale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari:  Greco Giovanni; Di Mauro Giovanni; Federico  Giuseppe;
  Figuccia       Vincenzo;   Fiorenza   Dino;   Lombardo    Salvatore
  Federico; Lo Sciuto Giovanni

   N.  1302 - Informazioni sulle procedure di affidamento dei servizi
  ausiliari di trasporto marittimo per le Isole minori della Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari: Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo;  Palmeri
  Valentina;   Ciaccio   Giorgio;  Mangiacavallo   Matteo;   Zafarana
  Valentina;  Cappello  Francesco; La Rocca  Claudia;  Zito  Stefano;
  Ciancio  Gianina; Foti Angela; Siragusa Salvatore; Ferreri Vanessa;
  Tancredi Sergio

   N.  1303 - Chiarimenti in merito all'avvenuta redazione dei  piani
  di emergenza comunali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N. 1304 - Chiarimenti sulla presunta speculazione edilizia in atto
  a Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N.  1305 - Chiarimenti sul finanziamento comunitario della  tratta
  autostradale   A18  Siracusa-Gela  e  sui  tempi  di  realizzazione
  dell'infrastruttura.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:

   numero 187  Iniziative per scongiurare la strage di immigrati  nel
  Canale  di  Sicilia ,  degli  onorevoli D'Asero  Antonino;  Assenza
  Giorgio;  Alongi Pietro; Cascio Francesco; Falcone  Marco;  Fontana
  Vincenzo;  Germanà  Antonino Salvatore; Milazzo Giuseppe;  Pogliese
  Salvatore  Domenico; Vinciullo Vincenzo, presentata  il  3  ottobre
  2013.

   Avverto  che la mozione testé annunziata sarà demandata,  a  norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

   Comunicazione di apposizione di firma a mozioni e interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -  con  nota  pervenuta l'1   ottobre 2013 e  protocollata  al  n.
  10786/Aulapg del 3 ottobre successivo, l'on. Germanà ha chiesto  di
  apporre la firma alla mozione n. 183, a firma dell'on. Picciolo  ed
  altri;

   -  con  nota  pervenuta  l'1  ottobre 2013 e  protocollata  al  n.
  10788/Aulapg del 3 ottobre successivo, l'on. Ciaccio ha chiesto  di
  apporre la firma alle interrogazioni nn. 1255, 1262 e 1253, a firma
  dell'on. Vinciullo;

   -  con  nota  pervenuta  il 3 ottobre 2013 e  protocollata  al  n.
  11007/Aulapg dell'8 ottobre successivo, l'on. Giuseppe  Milazzo  ha
  chiesto  di apporre la firma alla mozione n. 183, a firma  dell'on.
  Picciolo ed altri;

   -  con  nota  pervenuta  il 3 ottobre 2013 e  protocollata  al  n.
  11008/Aulapg dell'8 ottobre successivo, l'on. D'Asero ha chiesto di
  apporre  la  firma alle interrogazioni nn. 1291 e  1292,   a  firma
  dell'on. Barbagallo.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   CIMINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  scuso   se
  intervengo  proprio all'inizio dei lavori ma proprio  perché  siamo
  nella   fase  iniziale  ritengo  di  poterle  chiedere  che  questa
  Assemblea  si  fermi  per  un  minuto  per  ricordare  la   tragica
  situazione   che,  in  questi  giorni,  ha  vissuto  non   soltanto
  Lampedusa,  la comunità internazionale e le vittime che, purtroppo,
  si sono determinate.
   Conseguentemente,  le  chiederei due minuti  di  tempo  per  poter
  esporre  un  ordine del giorno che presento qui all'Aula  e  che  è
  stato sottoscritto da diversi colleghi parlamentari, nella speranza
  che anche la Presidenza possa sposarne le argomentazioni.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, invito  tutti  ad  osservare  un
  minuto di silenzio per le vittime di Lampedusa.

    (Tutti i  deputati, in piedi,  osservano un minuto di silenzio)

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, con  la  firma  di
  diversi  parlamentari  regionali,  vogliamo  poter  sostenere   che
  l'attenzione per le isole di Lampedusa e di Linosa non si trasformi
  in  una  mera passerella che, purtroppo, il giorno dopo dei tragici
  eventi, come sempre, passa nel dimenticatoio.
   Con  l'ordine del giorno, da noi sottoscritto, vogliamo creare  le
  condizioni  perché  il Presidente dell'Assemblea  e  il  Presidente
  della Regione possano farsi parte attiva, nei confronti del Governo
  nazionale, ma anche nei confronti degli esponenti europei, affinché
  le isole di Lampedusa e di Linosa vengano dichiarate  zona franca .
   Perché,  la possibilità e l'opportunità di dare a queste isole  di
  godere del privilegio che in altre zone d'Europa è stato concesso e
  che  nel  Sud  Italia, in Sicilia e, soprattutto, in un'isola  come
  Lampedusa, oggi più che mai, si può ritenere cosa meritevole,  cosa
  giusta, cosa sacrosanta.
   Ribadisco che, ad Agrigento, abbiamo già avuto un premio Nobel che
  è  stato  Luigi  Pirandello: moralmente è un attestato  importante,
  serio,  valido per la valorizzazione e la conoscenza sia dell'uomo,
  ma anche delle opere che sono state realizzate.
     Ma ritengo che, oggi più che mai, un territorio come Lampedusa e
  Linosa,  per i drammi che hanno vissuto, già da tempo immemorabile,
  e  che continuano a vivere, purtroppo, in modo ancora più vistoso e
  acceso, emanando un dolore che non è un dolore comune, ma che è  un
  dolore, ormai, internazionale.
   Proprio   domani,   apprendiamo  della  presenza   nell'isola   di
  Lampedusa, dei maggiori esponenti della Comunità europea.  Sappiamo
  che  grandi  esponenti  della  politica  nazionale  stanno  ponendo
  attenzione sul tema  Lampedusa , per fare in modo che, nelle  isole
  di  Lampedusa  e  di  Linosa, vi sia il riconoscimento  del  premio
  Nobel.
   Queste  isole,  già  anni addietro, hanno avuto  una  medaglia  al
  valore da parte del Governo nazionale.
   Penso che, tutto ciò, rispetto al dramma che vive quest'isola, sia
  ben poca cosa.
   Io   spero   che,   il  Presidente  dell'Assemblea,   o   il   suo
  vicepresidente, il Presidente della Regione, domani possano  essere
  a  Lampedusa,  incontrare Barroso, o chi per lui, i  vertici  della
  Comunità europea, così come anche  il Presidente Letta, o il   vice
  premier  Alfano,  e chiedere, ben venga, di sposare  moralmente  le
  tragedie delle isole di Lampedusa e Linosa con il premio Nobel,  ma
  diamo  concretezza  al dramma che vivono i cittadini  della  nostra
  regione,  della  provincia di Agrigento, perché i lampedusani  sono
  cittadini   agrigentini   e  cittadini   siciliani   ed   italiani,
  riconoscendo  a quel territorio l'opportunità, come è  stato  fatto
  già  in  altre zone europee, di essere zona franca, zona di  libero
  scambio.
   Gli abitanti di Lampedusa e Linosa penso che questo lo meritino, e
  l'Assemblea  Regionale, votando favorevolmente  questo  ordine  del
  giorno, darà forza alle istituzioni siciliane per sostenere  quest'
  ipotesi,  per  sostenere questo ragionamento  che  darà  a  noi  la
  possibilità  di  passare  alla storia  per  aver  dato  un  segnale
  concreto, del nostro impegno, a favore di quelle comunità.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


              Annunzio dell'ordine del giorno numero 112

   PRESIDENTE.   Grazie,   onorevole  Cimino,   per   avere   portato
  all'attenzione   dell'Assemblea  questo  dolorosissimo   argomento.
  Chiaramente, le sue parole non possono che essere condivise, da  me
  personalmente ma, ritengo, da parte di tutti gli onorevoli colleghi
  presenti in Assemblea oggi, e non solo.
   Onorevoli  colleghi, comunico che è stato presentato l'ordine  del
  giorno  n.  112,  Interventi urgenti mirati alla istituzione  della
  Zona Franca e Linosa , a firma degli onorevoli Cimino, Figuccia, Di
  Giacinto,   Malafarina,   Grasso,  Gianni,  Sammartino,   Currenti,
  Federico.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ogni minuto  che
  passa  aumenta  il  numero  delle vittime  di  Lampedusa.  Il  mare
  continua  a  restituire corpi dell'ennesima strage dei  migranti  e
  siamo arrivati a oltre duecento  cadaveri ad ora.
   Credo  che a seguito del gravissimo accadimento che, ahimè, non  è
  rimasto  isolato  nella storia degli ultimi  anni  in  Sicilia,  si
  rappresenti, oggi più che mai, in questa circostanza, assolutamente
  drammatica,  l'esigenza che l'Assemblea regionale  siciliana  e  il
  Governo,  pongano  all'attenzione delle  istituzioni  nazionali  ed
  europee,  la  necessità  di un aiuto che ci liberi  dall'isolamento
  nell'affrontare  il dramma e la tragedia che da  anni  coinvolgono,
  ormai, migliaia di fratelli meno fortunati.
   Credo  che  la vocazione di solidarietà ed accoglienza del  popolo
  siciliano, non può e non deve essere scambiata all'esterno come una
  responsabilità sociale del popolo siciliano.
   Il fenomeno dei migranti richiedenti asilo e  rifugiati, che sono,
  ovviamente  cosa  differente  dal  fenomeno  dei  migranti,  quindi
  provenienti dall'Algeria, dall'Egitto, dalla Somalia, dall'Eritrea,
  e da tutti quei paesi che vivono situazioni di instabilità politica
  e  istituzionale,  che spesso, sfociano in vere  e  proprie  guerre
  civili: trova come avamposto la salvezza nelle coste siciliane.

             Assume la Presidenza il Presidente ARDIZZONE

   Spesso  i  nostri  centri  di  accoglienza  non  sono  pronti   ad
  affrontare l'emergenza e la mia paura è che, passando questa  prima
  fase  in  cui  si sta assistendo ai legittimi interventi  da  parte
  delle istituzioni, si possa, poi, lasciare tutto nel dimenticatoio.
   Vorrei  portare  un attimo la questione all'attenzione  di  questa
  Presidenza,  con riferimento, anche ai lavori, che da circa  cinque
  mesi  sono  stati  inseriti nel calendario  dei  lavori  di  questo
  Parlamento.
   Presidente  Ardizzone, noi in I Commissione avevamo presentato  un
  testo  che era stato programmato con il coordinamento dello  SPRAR,
  quindi  con  il sistema di prevenzione dei soggetti che beneficiano
  dei centri per rifugiati e richiedenti asilo politico; quel testo è
  rimasto  in  Commissione per troppo tempo,  per circa cinque  mesi,
  credo  che  quel  testo adesso debba essere ripreso,  debba  essere
  recuperato.
   Mi  permetto  di  porre, anche una questione  politica  oltre  che
  procedurale,  che sta emergendo in queste ore. Mi giunge  voce  che
  sono  arrivate alla Presidenza circa dieci dimissioni da  parte  di
  componenti  di  quella  I  Commissione che,  peraltro,  coinvolgono
  l'intero arco parlamentare, perché coinvolgono forze di maggioranza
  e  di  opposizione, quindi proprio per onorare questa iniziativa  e
  questo  ordine  del giorno che è stato, testé posto  all'attenzione
  dell'Assemblea, le chiedo, signor Presidente, formalmente, in  nome
  di  quello  che è accaduto a Lampedusa,  di accelerare le procedure
  affinché  il  testo  che riguarda le politiche di  accoglienza  per
  rifugiati  e  richiedenti asilo, che da troppo tempo,  giace  in  I
  Commissione, possa essere riportato in quella sede istituzionale  e
  affrontato con estrema urgenza.
   Qualora non dovesse bastare, credo sia il presupposto iniziale per
  poter ricominciare i lavori all'interno di quella Commissione.
   L'Europa ci guarda, rispetto a questo tema, ci guarda il  Paese  e
  credo che noi dobbiamo fare questo atto di responsabilità, dobbiamo
  accelerare  i  lavori di quella I Commissione a partire   da  tante
  priorità  che  riguardano  le  province  che  riguardano  i  liberi
  consorzi, o quello che sarà, anche se il quadro non è assolutamente
  chiaro.
   Fino  ad  ora  abbiamo soltanto soprasseduto sulla  questione,  ma
  senz'altro   un   testo   questo   che   riguarda   le    politiche
  dell'accoglienza,  ripeto,  che parta dalla  questione   Lampedusa'
  deve  essere recuperato e le chiedo, pertanto, di fare in modo  che
  già da domani, qualora ci fossero i presupposti, e mi sembra che ci
  sono  circa  dieci componenti che si sono dimessi,   questi  lavori
  possano riprendere.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non posso fare
  niente  altro  che dal più profondo del cuore che  associarmi  alla
  proposta dell'onorevole Cimino che vuol riconoscere un risarcimento
  all'isola di Lampedusa per le tragedie che vive, non solo in queste
  circostanze,  ma oserei dire da oltre dieci anni,  che  vive  sulla
  pelle  di  quel manipolo di uomini che sono veramente  sperduti  in
  mezzo al mare e che si trovano ad affrontare, quotidianamente,  una
  serie  di situazioni assolutamente gravi e per le quali quell'isola
  non è neanche attrezzata.
   E'  attrezzata  solo con la propria  umanità, con  la  solidarietà
  della  gente, con la disponibilità all'accoglienza propria  di  una
  gente  generosa  che,  io personalmente, ho avuto  modo  di  potere
  apprezzare  avendo  fatto servizio per diversi mesi  sull'isola  di
  Lampedusa.
   Vedete, però, onorevoli colleghi, il discorso dell'immigrazione in
  sé e per sé non può essere affrontato in modo sporadico e sull'onda
  di  una  emergenza di una tragedia come quella che  ha  vissuto  in
  questi giorni l'isola di Lampedusa.
   Lampedusa   da   almeno  dieci  anni,  se   non   di   più,   vive
  quotidianamente l'emergenza, con centinaia e centinaia di  sbarchi,
  per i quali quel territorio non è attrezzato.
   Un centro di accoglienza nato per ospitare fra le ottocento, mille
  persone,  è andato a fuoco già nel 2009, distruggendo un capannone,
  riducendo la capacità ricettiva di quel Centro.
   Siamo  stati  costretti a lavorare in quella  circostanza,   parlo
  dell'aprile del 2009,  in una situazione assolutamente catastrofica
  in  mezzo  alle macerie dei capannoni bruciati, con tutti i  rischi
  connessi  per le situazioni di incolumità personale di  ospiti  del
  Centro e delle persone che erano costrette a vigilarle.
   Un  altro  incendio è accaduto nel 2011,  ed ha  distrutto  questa
  volta due capannoni.
   Il centro di Lampedusa, oggi, riesce ad accogliere appena trecento
  persone,  ce  ne  stanno più di milleduecento,   senza  un  riparo,
  esposte  alle intemperie, con il freddo pungente della notte  e  la
  pioggia che inzuppa i materassi.
   Io  penso  che  queste non siano condizioni degne di  una  nazione
  civile che però  non riesce a creare le condizioni per un minimo di
  ospitalità  per la  gente che fugge da miserie e stragi,  da  gente
  che  si allontana dal proprio Paese non perché in cerca lavoro,  ma
  per  sfuggire ad un destino, che è quello di una guerra civile che,
  ormai,   imperversa  da  anni  nel  medio  Oriente,   ed  è   anche
  strisciante.
   Sarebbe forse il caso che questa Assemblea accelerasse, veramente,
  i lavori sul disegno di legge presentato dall'onorevole Figuccia.
   Signor  Presidente, la invito, per questa circostanza e  solo  per
  questa   circostanza,    a  richiamare   le   forze   politiche   a
  ricostituire la I Commissione  per l'esame di quel disegno di legge
  e nient'altro. Sarebbe un segnale politico di unità dell'Assemblea,
  di  risposta alle esigenze dell'immigrazione; noi presenteremo  una
  mozione  con  cui  vorremmo che fossero finalmente  riconosciuti  i
  corridoi umanitari.
   Lampedusa  è  terra  di  arrivo,  di  approdo  di  due   tipi   di
  immigrazione: un'immigrazione che va cercando lavoro e cerca scampo
  dalla  miseria  che  affligge quelle Nazioni e un'immigrazione  che
  chiede asilo politico.
   Gli  asilanti politici, i rifugiati politici,  non possono  essere
  assimilati  agli immigrati clandestini, sono persone per  le  quali
  l'Europa  deve attivare i corridoi umanitari, così come è  previsto
  dalle leggi internazionali e per le quali è necessario garantire la
  certezza e la sicurezza della vita.
   Trovo  veramente  vergognoso  che oggi duecentotrentacinque  corpi
  siano  stati  recuperati,  e ancora l'Europa non vuole  riconoscere
  l'emergenza umanitaria che è ancor prima di questa tragedia.
   Presenteremo  questa mozione per condividere ciò che  il  ministro
  Kyenge  già  ha  preannunciato:  la necessità  di  creare  corridoi
  umanitari di cui si dovrà fare carico tutta l'Europa e non solo  la
  Sicilia.
   Io  vorrei  ricordarvi, onorevoli colleghi,  che  questa  notte  a
  Catania sono sbarcate duecentocinquanta persone, che ieri mattina a
  Pozzallo ne sono sbarcate altre duecentocinquanta, che da  anni  le
  ondate migratorie colpiscono  questa Sicilia che non è più in grado
  da sola di gestire questa situazione.
   Occorrono  i  Centri  di accoglienza nelle  città  più  importanti
  Catania,  Pozzallo,  nei  punti in cui  arrivano  regolarmente  gli
  immigrati e dobbiamo metterci in condizioni  di dare delle risposte
  umanitarie a questo fenomeno che noi non possiamo da soli arginare.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini, volevo
  ringraziare  l'onorevole Cimino per l'opportunità  che  ha  dato  a
  quest'Aula di discutere su un tema così grave, sulla morte appunto,
  come  ricordava  il  collega  Malafarina,  di  duecentotrentacinque
  persone,  duecentotrentacinque vite che non ci sono più,  che  sono
  fuggite  da  un posto, in cerca di una vita migliore, sono  fuggite
  appunto dalla guerra, da un situazione disumana ed hanno affrontato
  il mare e hanno trovato la morte.
   Noi  siamo  la  Sicilia e la Sicilia  è terra di accoglienza   per
  antonomasia, siamo il primo avamposto dinanzi l'Africa, ma sotto il
  profilo  legislativo purtroppo siamo l'ultima regione  d'Italia   a
  non  avere  una  legge  sull'immigrazione;  siamo  l'unico  Governo
  regionale  a non essersi dotato di alcun piano di emergenza  perché
  una vera e propria emergenza umanitaria è in corso.
   Sappiamo  che  questo non è il primo né l'ultimo sbarco  eppure  a
  Lampedusa sono pochissimi i mezzi   a disposizione per far  sì  che
  queste morti  non accadano più.
   Pretendiamo  dall'Europa  un  maggiore  aiuto,  e  forse,   signor
  Presidente,  l'occasione  che lei ha  di recarsi  a  Bruxelles  per
  ritirare la bandiera può essere anche un momento per discutere  con
  il  presidente del Parlamento europeo di questa situazione che vede
  appunto  Lampedusa  e tutta la Sicilia in una situazione  veramente
  drammatica.
   Io  credo  che  questa  debba essere anche l'occasione  perché  il
  Parlamento  siciliano  finalmente legiferi,  ovviamente  non  potrà
  farlo  se la I Commissione non sarà ripristinata, perché di diritti
  civili  si  può parlare e si deve parlare per competenza in  quella
  Commissione.
   Noi,  innanzitutto, sottoscriviamo,  tutto il  M5S,  l'ordine  del
  giorno   dell'onorevole  Cimino,  ma  vogliamo   essere   concreti,
  esattamente  come  lui ha invitato a fare tutto  il  Parlamento,  e
  abbiamo  una  proposta  da rivolgerle, signor  Presidente:  noi  da
  dicembre  ad  oggi  abbiamo lasciato nelle casse della  Regione  il
  rimborso  per  le  spese  dell'esercizio  del  mandato,  le  famose
  tremilacentottanta euro, sono circa ad oggi quattrocentomila  euro,
  che potrebbero essere, se possibile, destinate a Lampedusa affinché
  questa piccola isola e la Sicilia possano porre in essere tutte  le
  misure necessarie per accogliere o per scongiurare ulteriori morti.
  Sappiamo  che  non  è un problema esclusivamente  siciliano,  è  un
  problema,  ovviamente,  nazionale ma non possiamo  essere  lasciati
  soli dal Governo di Roma, qualcosa deve cambiare: deve cambiare  la
  legge Bossi-Fini, debbono cambiare i CPT.
   Io  vivo a Caltagirone e a pochi chilometri c'è Mineo, con il  suo
  famoso  CARA, e chi percorre la Catania-Gela assiste all'indecoroso
  spettacolo  di esseri umani, di fratelli e sorelle, che  transitano
  come  se  fossero  animali, perché questa è la  verità,  lungo  uno
  scorrimento veloce. Non è questa l'integrazione che la Sicilia deve
  offrire,  non  è questa l'accoglienza che la Sicilia deve  offrire.
  L'accoglienza è ben altro, l'ospitalità è ben altra cosa.
   Signor  Presidente,  che questo Parlamento si attivi  affinché  la
  regione   Sicilia   si   doti   di  una  legge   sull'immigrazione,
  sull'accoglienza, come diceva l'onorevole Figuccia, e, soprattutto,
  che  solleciti  questo Governo ad approntare, nel più  breve  tempo
  possibile,  un  piano di emergenza affinché non si  abbiamo  più  a
  ripetere questi eventi.
   CIRONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche da parte  mia
  gratitudine all'onorevole Cimino per aver presentato un ordine  del
  giorno che riguarda la drammatica vicenda che ha toccato l'isola di
  Lampedusa.  E'  anche  un'occasione per riflettere  insieme  ai  90
  deputati,  a  quest'Aula,  rispetto anche alle  responsabilità  che
  abbiamo  come  classe  politica, come classe  dirigente  di  questa
  regione.
   Un  ordine del giorno è certamente stimolante, butta le basi di un
  percorso  che io mi auguro in quest'Aula possa avere un'altra  fase
  di   più ampia di riflessione, alla presenza del Governo, perché se
  stasera ci interroghiamo su questi fatti, continuando ad usare  una
  parola  che  ormai  è  inappropriata, che è la parola   emergenza ,
  credo che facciamo un errore.
   Noi siamo in presenza di una risposta emergenziale, ma la domanda,
  che viene dai mondi dirimpettai del Mediterraneo, che è dettata  da
  emergenza, impone una risposta di metodo e di merito continuativa.
   Siamo  ormai da anni e saremo anche per i prossimi anni  una   hub
  di  accoglienza  nei confronti di esseri umani  che  fuggono  dalla
  guerra,  che fuggono dalla persecuzione, che fuggono dalla  fame  e
  che fuggono dalla povertà.
   Faremo   un  errore  a  segmentare  la  nostra  riflessione   alla
  particolare  fase  che  stiamo  vivendo.  Dobbiamo  dare  ordine  e
  razionalità  agli interventi che come regione, anche come  regione,
  dobbiamo  apportare  per affrontare vicende umane  che,  credo,  ci
  abbiano lasciato non solo addolorati ma esterrefatti di fronte alla
  gravità  delle questioni che ci sono apparse davanti,  dalle  morti
  tragiche,  dalle  morti violente, dalle morti  di  donne  stuprate,
  dall'arrivo di minori non accompagnati dietro i quali vi sono madri
  che  si  sono strappati dal cuore questi figli per porli al  riparo
  dalle guerre che dilaniano i loro territori.
   Io  chiedo,  signor  Presidente,  insieme   con  le  mie  colleghe
  Milazzo,  Maggio  e  Raia, che vi possa essere una  seduta  ad  hoc
  dell'Aula, alla presenza del Governo, affinché il Governo  ci  dica
  come  intende  affrontare le questioni  che attengono certamente  a
  livello  europeo e a livello nazionale, risposte,  ma che  caricano
  sul governo regionale responsabilità proprie.
   Mi  sono chiesta in questi giorni,  per esempio, se in termini  di
  grande  urgenza non fosse stato possibile organizzare una sorta  di
  quadro  di comando delle questioni in modo da indirizzare i comuni,
  le  prefetture, il volontariato, verso soluzioni possibili che, non
  solo  in  Sicilia,  ma  anche a livello nazionale  potevano  essere
  cercate.
   Mi sono chiesta, in questi giorni, quale tipo di risposta potevamo
  dare,  certo in assenza di una legge sull'immigrazione anche se  so
  che il Governo è in fase avanzata di elaborazione e quindi potrebbe
  accelerare questa elaborazione perché, insieme al disegno di  legge
  che è stato presentato dai colleghi, si possa cominciare ad avviare
  il confronto e soprattutto ad attrezzarci alle risposte.
     Ecco,   io credo che nella nostra regione,  a Lampedusa  come  a
  Siracusa  o  a  Catania come  a Pozzallo, abbiamo avuto  un  popolo
  siciliano   pronto   all'accoglienza,   un  grande   messaggio   di
  solidarietà  è venuto da associazionismo,  da volontariato,   dalla
  chiesa la quale si è mobilitata offrendo i suoi locali, un fatto di
  straordinaria  vitalità di un mondo com'è il nostro  abituato  alla
  contaminazione delle culture,  ma come dire anche orgoglioso  della
  sua insularità ma aperto su questo mare, allora,  se questa regione
  vuole  assecondare  i  sentimenti, le  sensibilità  che  il  popolo
  siciliano,   parti   importanti  del   popolo   siciliano,    hanno
  manifestato, non solo in questi giorni, ma in questi anni nei quali
  hanno dovuto adoperarsi per ospitare, accogliere, lenire le ferite,
  sanare lacune, carenze che si sono manifestate, io credo che questa
  Aula, che questa Assemblea regionale debba e abbia un'occasione per
  mettersi  in  sintonia e quindi riproponiamo la  necessità  di  una
  riflessione collegiale  in questa Aula alla presenza del Governo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,   è  stata  ricordata   l'immane
  tragedia  di  giovedì  scorso nelle acque  di  Lampedusa,  è  stato
  ricordato come centinaia di uomini, donne, alcune incinte,  bambini
  siano state vittime di questo disastro.
   Chiaramente  tutti  gridano all'orrore e noi gridiamo  all'orrore,
  Sua  Santità  Papa  Francesco, così come aveva fatto  ai  primi  di
  luglio,   in  occasione  del  primo  viaggio  apostolico  del   suo
  pontificato proprio a Lampedusa, luogo simbolo della sofferenza nel
  Mediterraneo,  ha  utilizzato  -   non  dimentichiamolo  -   parole
  durissime  per  definire l'insensibilità alle  grida  degli  altri,
  l'indifferenza  verso chi soffre auspicando uno  scuotimento  delle
  coscienze.
   Era il mese di luglio, è come se fossero passati anni;  parole che
  rappresentano un monito a quella parte del mondo che in questi anni
  si  è  disinteressata al problema dell'immigrazione, però di quella
  stessa  parte del mondo, che quasi si dice sorpresa e indignata  di
  quanto è accaduto.
   Papa  Francesco  -  non dimentichiamolo - e  il  Presidente  della
  Repubblica,  Giorgio Napoletano, hanno parlato di  vergogna,  senza
  specificare  chi  debbano essere i destinatari. Credo  che  non  si
  possa continuare a pensare che le responsabilità siano sempre degli
  altri e che il dovere di intervenire non riguardi anche noi.
   Il  giorno  del  naufragio  mi trovavo  ad  Assisi,  in  occasione
  dell'Assemblea   plenaria  straordinaria   dei   presidenti   delle
  Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome.
   Insieme a tutti i  colleghi abbiamo approvato un ordine del giorno
  con  il  quale abbiamo sollecitato il Presidente del Consiglio  dei
  Ministri, Enrico Letta, a  richiedere con urgenza, di fronte ad una
  emergenza  continentale, la convocazione di  un  Consiglio  europeo
  straordinario per affrontare la questione dei migranti e approntare
  nuovi  e  più efficaci strumenti comuni di politica migratoria  che
  siano  espressione di quella solidarietà tra i popoli  europei  che
  l'Unione rappresenta .
   Sono  fiducioso che una soluzione si troverà. La presenza,  domani
  mattina, a Lampedusa del Presidente della Commissione europea, José
  Manuel  Barroso,  e  del Commissario europeo agli  Affari  interni,
  Cecilia  Malmstrom,  accompagnati  dal  Presidente  del  Consiglio,
  Enrico  Letta, e dal Vice Premier e Ministro dell'Interno, Angelino
  Alfano,  è certamente un segnale positivo e di  apertura  da  parte
  dell'Europa  -  aggiungerei - finalmente   Non  sempre  attenta  ai
  problemi  dell'immigrazione, così come è  stato  evidenziato  dalla
  gran   parte   degli  interventi  che  mi  hanno  preceduto.   Come
  denunciato,  proprio  in questi giorni, anche  dal  Presidente  del
  Parlamento europeo, Martin Schulz. E ringrazio l'onorevole Cappello
  che   nel   suo   intervento   ha  voluto  richiamare   l'esigenza,
  nell'incontro che avremo giorno 16 proprio con Martin Schulz, venga
  posto anche e soprattutto il problema dell'immigrazione.
   Nell'immediatezza  della  strage, ho  ricevuto  sollecitazioni  da
  diversi   deputati   per   convocare   una   seduta   straordinaria
  dell'Assemblea  sull'argomento. E d'altronde  si  è  sviluppato  un
  dibattito,   ma   credo  che  non  possiamo   chiudere   solo   con
  l'approvazione di un ordine del giorno per quanto sia auspicabile e
  propositivo.
   Sono  convito  che l'approfondimento parlamentare  sia  utile,  ma
  ancora  più necessario è trovare una soluzione dal punto  di  vista
  legislativo nell'ambito della nostra competenza.
   E'  venuto un altro di quei momenti in cui bisogna riuscire a fare
  un grande sforzo, noi siciliani, noi italiani, noi europei. Occorre
  essere  in  tanti  e  che  ciascuno faccia  la  propria  parte.  Le
  problematiche degli sbarchi infatti coinvolgono le Regioni di tutta
  Italia e i Paesi di tutta l'Unione europea e solo la collaborazione
  tra tutti i livelli istituzionali può prevenire tali tragedie.
   Anche  noi abbiamo un dovere come Parlamento. E' stato detto negli
  interventi   che  mi  hanno  preceduto,  dell'onorevole   Figuccia,
  dell'onorevole   Cirone,   dell'onorevole   Cappello,   richiamando
  ciascuno alle nostre responsabilità e approvando i relativi disegni
  di  legge già presentati. Abbiamo il dovere come Parlamento di fare
  leggi e di farle bene; io lo griderò ogni qualvolta me ne sarà data
  la possibilità.
   Ritengo  che  se  vogliamo  cercare di dare  una  risposta,  anche
  piccola,   ma  concreta,  al  dramma  dell'immigrazione,   dobbiamo
  immediatamente  iniziare  a  lavorare  per  un  disegno  di   legge
  sull'accoglienza,  come  mi  avete  detto  tutti  voi   che   siete
  intervenuti.
   Credo  che  un buon punto di partenza possano essere i disegni  di
  legge di iniziativa parlamentare che sono stati depositati e quelli
  che mi sono stati preannunciati. Sono giacenti nelle Commissioni di
  merito.  Mi riferisco al disegno di legge presentato dall'onorevole
  Ferrandelli,   come   primo   firmatario;   a   quello   presentato
  dall'onorevole Leanza, come primo firmatario. Si ricordava  inoltre
  quello  predisposto  dallo  SPAR,  il  Sistema  di  Protezione  per
  Richiedenti   Asilo   ai   Rifugiati,  che   è   stato   sottoposto
  all'attenzione del Governo regionale e che, proprio oggi,  come  mi
  ha riferito il coordinatore regionale, il sindaco di Vizzini, Marco
  Aurelio  Sinatra, avrebbe il placet di diversi Gruppi parlamentari.
  Come ricordava peraltro l'onorevole Figuccia.
   Pertanto, onorevoli colleghi, se vogliamo fare davvero qualcosa di
  utile - al di là delle frasi di circostanza, perché dobbiamo andare
  oltre   -   dobbiamo  arrivare  a  un  testo  di  legge  condiviso,
  incardinandolo il prima possibile, senza ulteriori indugi.  Auspico
  quindi  che  già  da  subito le Commissioni di merito  riescano  ad
  imprimere  un'accelerazione all'iter di approvazione,  esitando  il
  testo per l'Aula a stretto giro. Solo così potremo dire di avere la
  coscienza a posto, e non solamente con l'intervento, che certamente
  è  utile,  mi  riferisco agli interventi in Aula,  agli  interventi
  giornalistici  e  alle relative dichiarazione sui  mass  media  che
  rilasciamo. E in un primo luogo il sottoscritto, ma questo  non  ci
  salva  la coscienza se non facciamo fino in fondo il nostro  dovere
  di legislatori.
   Onorevoli  colleghi, comunico che è stato presentato l'ordine  del
  giorno,  a  firma  dell'onorevole Cimino,  dal  titolo  «Interventi
  urgenti  mirati alla istituzione della Zona franca di  Lampedusa  e
  Linosa»,  che  impegna appunto il Governo ad adoperarsi  presso  il
  Governo  nazionale affinché possa addivenire in tempi  rapidi  alla
  istituzione della zona franca sul territorio di Lampedusa e Linosa.
  Credo,  obiettivamente,  che non ci siano difficoltà  ad  approvare
  questo  ordine del giorno. Ma concentriamoci - così come  mi  avete
  chiesto  tutti  voi - sui disegni di legge, perché paradossalmente,
  come  è  stato  più  volte  sottolineato,  l'immigrazione  potrebbe
  diventare pure una opportunità.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO   Francesco.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  intervengo  soltanto per pochi minuti proprio perchè io  non  avevo
  previsto  la  conclusione  del  suo  intervento  e  quindi   volevo
  intervenire alla conclusione dell'intervento fatto su Lampedusa, in
  considerazione anche della giusta attenzione che lei ritiene che il
  Parlamento debba attribuire ai disegni di legge in attesa di essere
  esaminati in Prima commissione, e visto che l'atteggiamento dei due
  componenti del gruppo del Pdl in Prima commissione potrebbe  essere
  stato frainteso.
   Tengo  a  ribadire  che il gruppo del Pdl rimane  dell'avviso  che
  bisogna   provvedere   all'azzeramento  della   Prima   commissione
  parlamentare e alla ricomposizione della stessa nel più breve tempo
  possibile,  di  modo che, essendo una Commissione fondamentale  per
  l'esito dei lavori di questo Parlamento, essa possa ricominciare  a
  funzionare già da domani mattina.
   Se  lei  ritiene  di  convocare opportunamente la  Conferenza  dei
  presidenti dei gruppi parlamentari,  ovviamente è libero e  padrone
  di  farlo, ma io le volevo ribadire la posizione del gruppo del Pdl
  rispetto alla decadenza della Prima commissione parlamentare.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'Aula è sospesa per 30 minuti per
  le  determinazioni  che  riterremo di  dovere  prendere.  A  questa
  riunione  è  invitato pure il Presidente della  Prima  commissione,
  onorevole Marco Forzese.

   La seduta è sospesa alle ore 17.11.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.11, è ripresa alle ore 18.15)

               Presidenza del Vicepresidente Venturino.

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  poiché  è  presente   in   Aula
  l'assessore  per l'energia dei servizi di pubblica utilità,  e  non
  sorgendo   osservazioni,  propongo  di  passare  al  quarto   punto
  dell'ordine del giorno.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Seguito della discussione unificata della mozione numero 179
                       Iniziative per porre fine
          alla realizzazione di impianti eolici in Sicilia  e
                     dell'interpellanza numero 104
   Chiarimenti urgenti circa la realizzazione di impianti di energia
                             alternativa

   PRESIDENTE.  Si  passa, pertanto, al quarto punto dell'ordine  del
  giorno:  Seguito della discussione unificata della mozione  n.  179
   Iniziative per porre fine alla realizzazione di impianti eolici in
  Sicilia ,  degli  onorevoli Cracolici, Gucciardi, Alloro,  Arancio,
  Barbagallo, Cirone, Digiacomo, Ferrandelli, Laccoto, Lupo,  Maggio,
  Marziano, Milazzo A., Panarello, Panepinto, Raia, Rinaldi, Vullo, e
  della   interpellanza  n.  104   Chiarimenti   urgenti   circa   la
  realizzazione di impianti di energia alternativa , degli  onorevoli
  Cracolici e Gucciardi.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   il  quadro  pressoché attuale fotografa circa 8.383 MW  (Megawatt)
  installati in Italia, che nel 2012 hanno consentito di soddisfare i
  fabbisogni  di  oltre  5,2  milioni  di  famiglie,  con  13,2   TWh
  (Terawattora) prodotti;

   dall'inizio  del  2013 questa tecnologia ha prodotto  7,8  TWh  di
  energia elettrica con un più 31,1% rispetto allo stesso periodo del
  2012;

   a  maggio  di  quest'anno, in base ai dati di Terna,  l'eolico  ha
  garantito  il  5,9%  della produzione elettrica  italiana,  facendo
  registrare un incremento di oltre il 44% rispetto allo stesso  mese
  del 2012;

   sia  nel  2012  che  nel  2013 il picco  di  produzione  nazionale
  rispetto  ai fabbisogni ha superato il 20% e nell'area  del  centro
  sud vi sono momenti nella giornata, sempre secondo i dati di Terna,
  in cui il contributo del solo eolico supera il 50% dei fabbisogni;

   la  mappa dell'energia del vento in Italia vede in testa la Puglia
  con 2.095,6 Megawatt (MW) e in seconda posizione la Sicilia con ben
  1.746,6 MW;

   CONSIDERATO che:

   il   principale  riferimento  normativo  statale  in  materia   di
  produzione di energia eolica è costituito dal D.M. del 10 settembre
  2010 'Linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da
  fonti rinnovabili' ;

   il  suddetto  decreto prevede l'indicazione di  aree  e  siti  non
  idonei  alla installazione di specifiche tipologie di impianti  nei
  territori regionali (punto 17.1, lett. e);

   per  l'individuazione  delle aree non idonee  le  regioni,  sempre
  secondo il decreto, devono considerare l'elevata concentrazione  di
  impianti  di  produzione  di  energia da  fonti  rinnovabili  nella
  medesima  area  vasta  prescelta per la localizzazione,  sia  delle
  interazioni   con   alti   progetti   (allegato   3-'Criteri    per
  l'individuazione di aree non idonee');

   in  merito  all'interferenza  visiva  degli  impianti  il  decreto
  stabilisce che va eseguita la ricognizione dei centri abitati e dei
  beni culturali e paesaggistici riconosciuti come tali ai sensi  del
  D.Lgs  n.  42/2004, distanti in linea d'aria non meno di  50  volte
  l'altezza  massima  del  più  vicino aereogeneratore,  documentando
  fotograficamente l'interferenza con le nuove strutture (allegato  4
  3.1);

   relativamente invece alle interferenze sonore ed elettromagnetiche
  è  fissato  che  risulta comunque opportuno effettuare  rilevamenti
  fonometrici al fine di verificare l'osservanza dei limiti  indicati
  nel  D.P.C.M. del 14 novembre 1997 e il rispetto di quanto previsto
  dalla  zonizzazione acustica comunale ai sensi della L. n. 447/1995
  con   particolare   riferimento  ai  ricettori  sensibili,   nonché
  l'opportunità  di eseguire i rilevamenti prima della  realizzazione
  degli impianti (allegato 4.6.1);

   PRESO ATTO che:

   l'Assessorato  dell'energia,  con  decreto  del  12  agosto  2013,
  pubblicato  in  GURS  n.40 del 30 agosto 2013, intende  avviare  le
  conferenze  di servizi e valutare progetti d'investimento  tra  cui
  nuovi  impianti  eolici  in ragione di un iter  amministrativo  che
  andrebbe sbloccato in presenza di ricorsi pendenti dinanzi al TAR;

   l'Assessore Marino ha dichiarato che la Regione limiterà  le  aree
  idonee  per l'energia eolica a quelle già esistenti e nella  misura
  delle autorizzazioni già rilasciate in passato;

   RILEVATO che:

   in Sicilia il quadro di produzione energetica sopra delineato si è
  concretizzato con la realizzazione in questi anni di  centinaia  di
  impianti   eolici  collocati indistintamente sull'intero territorio
  regionale oggi profondamente alterato nella sua orografia;

   i  progetti  dovrebbero essere esaminati considerando gli  impatti
  cumulativi  con  impianti  eolici limitrofi  indipendentemente  dai
  confini amministrativi;

   il  Dipartimento  Regionale all'Energia, ad  oggi,  nel  suo  sito
  ufficiale  informa,  riguardo all'identificazione  delle  aree  non
  idonee  per  tipologia  di  impianto, che  si  sta  provvedendo  ad
  individuare e a rappresentare in cartografia tali aree  e  che,  al
  momento,  quanto  predisposto  è  da  considerare  'cartografia  di
  lavoro';

   l'art  2 del D.P. N. 48 del 18.07.2012 ('Regolamento recante norme
  di  attuazione  dell'art. 105, comma 5, della  legge  regionale  12
  maggio  2010  n. 11') prevede che l'individuazione delle  aree  non
  idonee  alla installazione di specifiche tipologie di impianti  sia
  adottata con apposito decreto del Presidente della Regione, decreto
  ancora  non  pubblicato e senza, pertanto, che le  informazioni  su
  tali  aree siano state oggetto di adeguata diffusione e valutazione
  pubblica;

   manca   una   mappa  aggiornata,  su  base  regionale,  facilmente
  consultabile  degli impianti realizzati e di quelli  sottoposti  ad
  autorizzazione e, sebbene con decreto dell'Assessorato dell'energia
  e  dei  servizi  di pubblica utilità del 12 giugno 2013  sia  stato
  istituito   il   registro   regionale   delle   fonti   energetiche
  rinnovabili, tale quadro d'insieme non è ancora disponibile;

   SOTTOLINEATO che:

   l'individuazione  delle aree non idonee (decreto  ministeriale  10
  settembre  2010) sostituirebbe i criteri e le indicazioni  previste
  nella  circolare  della  Regione siciliana  n.  17  del  14/12/2006
  predisposta  dall'Assessorato dei beni culturali e dall'Assessorato
  del  territorio e dell'ambiente riguardante 'Impianti di produzione
  di  energia  eolica  in  Sicilia in  relazione  alla  normativa  di
  salvaguardia dei beni paesaggistici';

   l'identificazione  delle  aree non idonee  alla  installazione  di
  specifiche tipologie di impianto avrebbe dovuto rendere  i  criteri
  di  localizzazione di tali impianti più corrispondenti  allo  stato
  dei luoghi e alle esigenze di tutela;

   le  linee guida nello stesso allegato 4, punto 3, specificano  che
  la  localizzazione dei parchi eolici caratterizzati da un  notevole
  impegno    territoriale,    l'inevitabile    modificazione    della
  configurazione fisica dei luoghi e della percezione dei  valori  ad
  essi  associati, tenuto conto dell'inefficacia di misure  volte  al
  mascheramento,  la scelta della localizzazione e la  configurazione
  progettuale,   ove  possibile,  dovrebbe  essere  volte,   in   via
  prioritaria,  al recupero di aree degradate (...) in  questo  senso
  l'impianto eolico determinerà il progetto di un nuovo paesaggio;

   nonostante  la  mancata adozione del D.M. del  10  settembre  2010
  'linee  guida  per  l'autorizzazione degli impianti  alimentati  da
  fonti  rinnovabili' la circolare n. 17 è ignorata nel suo contenuto
  a partire dalle limitazioni in esso previste;

   RITENUTO che:

   in Sicilia di fatto risulta compromessa la completezza dei dati  e
  un  quadro  di  riferimento normativo coerente ed  adeguato  ad  un
  corretto giudizio di impatto ambientale e paesaggistico e, in  tale
  situazione, la procedura semplificata della conferenza  di  servizi
  per singolo progetto risulta inadeguata e fuorviante;

   questa  tipologia di impianti modifica radicalmente gli orizzonti,
  le  componenti  primarie  morfologiche  del  paesaggio  percettivo,
  spartiacque,  crinali montani e bacini idrografici, appiattisce  il
  paesaggio  siciliano attraverso elementi modulari,  ripetitivi  che
  mortificano   gravemente  le  diversità  e  varietà  ambientali   e
  paesaggistiche dell'Isola;

   la   realizzazione  delle  strutture,  come  già  dimostrato,  non
  determina  un miglioramento sul piano economico e di qualità  della
  vita  delle  popolazioni coinvolte, sottrae risorse e  futuro  alle
  comunità e il meccanismo economico di tipo coloniale messo in  atto
  non si risolve in un beneficio per i siciliani;
   nella  realizzazione della consistente mole di impianti, come  già
  noto,  si  è registrata la presenza delle organizzazioni malavitose
  che  hanno  scelto  questo  settore come  strategico  per  il  loro
  sviluppo economico ed il loro radicamento,

                   impegna il Governo della Regione

   a  porre  in  essere adeguati atti amministrativi  finalizzati  al
  blocco  delle  concessioni concernenti la  realizzazione  di  nuovi
  impianti  eolici,  alla tutela ambientale e alla  salvaguardia  del
  paesaggio». (179)

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che:

   le  dichiarazioni rese alla stampa dall'Assessore regionale Marino
  fanno  esplicito  riferimento  all'esistenza  di  un  cartello   di
  interessi  illeciti  che,  dapprima, per  i  termovalorizzatori  e,
  adesso,    per   altri   impianti   condizionerebbero    l'attività
  amministrativa;

   la  reazione  dell'Assessore fa seguito ad una mozione dell'intero
  Gruppo parlamentare del Partito Democratico all'Assemblea regionale
  siciliana, ritenuta 'atto inutile' dallo stesso Assessore,  con  la
  quale si chiede al Governo di bloccare ogni atto amministrativo che
  andasse  nella direzione della realizzazione di nuovi  impianti  ad
  energia alternativa in Sicilia;

   considerato che:

   sempre  nella  suddetta iniziativa parlamentare si è correttamente
  posta  l'attenzione  sulla  necessità  che  prioritariamente  nelle
  conferenze  di  servizi  fosse definitiva  la  cartografia  in  cui
  individuare  in  Sicilia le aree non idonee agli  impianti  di  che
  trattasi,  ai  sensi e per gli effetti del D.M.  del  10  settembre
  2010,  recante  'Linee  guida per l'autorizzazione  degli  impianti
  alimentati da fonti rinnovabili' ;

   l'individuazione  delle aree non idonee (decreto  ministeriale  10
  settembre 2010 ) sostituirebbe i criteri e le indicazioni  previste
  nella  circolare  della  Regione siciliana  n.  17  del  14/12/2006
  predisposta   dall'Assessorato  Beni  culturali  e   ambientali   e
  dall'Assessorato  Territorio e ambiente  riguardante  'Impianti  di
  produzione di energia eolica in Sicilia in relazione alla normativa
  di salvaguardia dei beni paesaggistici';

   l'identificazione  delle  aree  non  idonee  all'installazione  di
  specifiche tipologie di impianto avrebbe dovuto rendere  i  criteri
  di  localizzazione di tali impianti più corrispondenti  allo  stato
  dei luoghi ed alle esigenze di tutela;

   per conoscere:

   se  non  ritengano  urgente riferire in  Assemblea  regionale  nel
  merito  delle  dichiarazioni rese alla stampa e  se,  relativamente
  agli elementi in suo possesso, l'Assessore abbia già provveduto  ad
  informare la magistratura;

   quali  iniziative  siano state assunte allo  scopo  di  provvedere
  rapidamente alla realizzazione della cartografia definitiva in  cui
  identificare  le  aree non idonee in Sicilia per  la  realizzazione
  degli impianti eolici e fotovoltaici». (104)

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  soltanto
  ribadire  che  l'Assessore  ha fatto un'illustrazione  della  parte
  tecnica,  procedurale, che porta agli adempimenti  per  i  quali  è
  necessario  avviare  le  Conferenze di  Servizio  a  seguito  delle
  disposizioni  dell'autorità  del  TAR.  Chiedo  all'Assessore,  per
  quanto riguarda la seconda parte, di spiegare all'Assemblea se come
  il Governo ha dichiarato intende perseguire l'obiettivo di bloccare
  nuove  autorizzazioni  fino a quando non ci  sarà  un  nuovo  piano
  energetico  vigente,  perché  se non capiamo  questo  rischiamo  di
  rimanere  prigionieri delle procedure. Questa  è  ciò  che  chiedo,
  perché poi per quanto riguarda la mozione dovremmo votarla.
   Seconda  questione: c'è, congiunta alla mozione,  un'interpellanza
  che  l'Assessore,  giustamente, ha  dichiarato  di  voler  trattare
  contemporaneamente,   in  cui  io  con   una   battuta   ho   detto
  all'Assessore:   fuori i nomi'. Perché, vorremmo  capire,  rispetto
  alle preoccupazioni ed alle denunce avanzate dall'Assessore a mezzo
  stampa,  quali  siano  queste  pressioni  illecite  che  gravano  o
  gravavano  o graveranno sull'Assessorato all'energia,  al  fine  di
  condizionare l'esito e comunque forzare sulle procedure  di  legge,
  perché  ha  parlato dei rifiuti, ha parlato dei termovalorizzatori,
  ha   parlato  di  imprenditori  antimafia,  ha  usato  espressioni,
  volutamente   generiche,  nella  sua  dichiarazione,  ebbene,   gli
  chiederei,  perché  questo è un Parlamento ed è  giusto  che  tutti
  sappiamo   tutto   di   tutto  e  tutti   possiamo   assumerci   le
  responsabilità;  l'Assessore ha sicuramente strumenti  maggiori  di
  ognuno di noi per conoscere cosa succede nei rami dell'Assessorato.
   Il  mio  era  un riepilogo della domanda. La risposta  è  in  capo
  all'Assessore.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   LOMBARDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei richiamare
  l'articolo  155 del Regolamento interno, richiedendo come  previsto
  dall'articolo che siano trattate, insieme alla mozione numero 179 e
  all'interpellanza  numero  104,  anche  la  mozione  numero  185  e
  l'interpellanza numero 102, che mi vede come primo firmatario,  che
  trattano  di  materie, o fatti, o argomenti identici o strettamente
  connessi,  che sono appunto quelli che riguardano le Conferenze  di
  Servizi  convocate con decreto del dirigente generale il 12  agosto
  di quest'anno.
   Chiedo che venga integrato l'ordine del giorno in tal senso, anche
  perché, l'interpellanza numero 102 è addirittura, antecedente  alla
  numero 104, a firma del collega Cracolici.
   Chiedo   che   l'articolo  155   del  Regolamento  interno   venga
  applicato.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Lombardo,  noi  adesso  le   trasmettiamo
  direttamente al Governo e vedremo se l'assessore Marino, riterrà di
  poter dare una risposta adeguata in questa seduta d'Aula.
   Le   stiamo  trasmettendo  adesso;  non  essendo  inserite,  però,
  nell'ordine  del  giorno, non sappiamo se  l'Assessore  è  arrivato
  preparato per rispondere in maniera adeguata alle sue osservazioni.
  Intanto,  le trasmettiamo al Governo.

   LOMBARDO.  L'articolo  155 non dice questo,  dice  altro,  però  è
  giusto che il Governo legga.

   PRESIDENTE: Lei ha citato l'articolo 155.

   LOMBARDO.  Chi  decide  che  la mozione  sia  attinente  a  quella
  discussa   all'ordine  del  giorno?  Chi  lo  decide  il   Governo,
  l'Assemblea, lei?  Per capirlo.

   interpellanza n. 104

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Riprende il seguito della discussione unificata della mozione
      numero 179  Iniziative per porre fine alla realizzazione di
      impianti eolici in Sicilia  e dell'interpellanza numero 104
   Chiarimenti urgenti circa la realizzazione di impianti di energia
                             alternativa

   PRESIDENTE.  Stiamo ascoltando il Governo, per vedere se  possiamo
  dare alla sua giusta osservazione una risposta esaustiva.
   Lo  decido io, per evitare di non darle le risposte dovute, le più
  chiare  possibili vediamo se il Governo può rispondere,  altrimenti
  possiamo  benissimo  portarlo  avanti  con  un  ordine  del  giorno
  successivo.
   Se  non  ci  sono altri interventi, darei la parola  all'assessore
  Marino.

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Grazie  Presidente, la leggerò tutta così, poi,  vedo  se  sono  in
  grado  di  rispondere perché chiaramente non ne ho  cognizione;  il
  tempo di leggerla e, poi, intervengo successivamente se posso  dare
  delle risposte.
   Io   raccolgo   chiaramente   le   sollecitazioni   dell'onorevole
  Cracolici,  anche se penso che  all'azione del Governo a  proposito
  dell'intenzione  di  tutelare al meglio  il  territorio  e  rendere
  compatibile  questa  tutela del territorio  con  l'esigenze  e  gli
  obblighi  che  la  Regione  ha  ed il  rispetto  di  una  normativa
  Comunitaria nazionale, in gran parte, ho risposto.
   Ma la ragione della sintesi - volevo anche tener conto delle altre
  richieste che sono state formulate in occasione della scorsa seduta
  - era proprio finalizzata a quella di riepilogare, concludere e poi
  magari soddisfare altre richieste che sono state fatte testé.
   Io  ribadisco che il Governo rimane nell'indirizzo di limitare nel
  rispetto  del  paesaggio e dell'ambiente gli  impianti  di  energia
  rinnovabili e concludo su questo aspetto nel modo seguente: non  si
  possono  bloccare come ho avuto modo di anticipare  tout  court  le
  autorizzazioni  per  la  realizzazione -  depositerò  la  relazione
  scritta con degli allegali, così poi sarà anche più chiara rispetto
  al  mio  dire  -  di impianti eolici e fotovoltaici  in  quanto  la
  normativa  statale di derivazione comunitaria e dunque cogente  per
  la  Regione siciliana, impone di conciliare le politiche di  tutela
  dell'ambiente,   del   paesaggio   con   quelle   di   sviluppo   e
  valorizzazione  delle  energie rinnovabili, rispetto  alle  energie
  tradizionali ed impone di rispettare la quota minima di energia  da
  fonti  rinnovabili  assegnata alla Regione cosiddetto  obbligo  bar
  sharing.
   Quindi,  in  buona sostanza, nel rilasciare le autorizzazioni  nel
  settore  energetico  per  le  energie rinnovabili  tout  court,  la
  Regione  agisce  su  delega dello Stato ed  ha  la  possibilità  di
  limitare   soltanto  ponendo  dei  vincoli  paesaggistici   neanche
  ambientali perché la competenza per la normativa ambientale  sapete
  è quella dello Stato.
   Chiaramente  il  percorso  è quello che la  normativa  comunitaria
  nazionale  ci  impone,  poi c'è un altro limite,  che  deve  essere
  tenuto  in  considerazione. Noi dobbiamo raggiungere gli  obiettivi
  bar sharing.
   Lo  Stato  ha preso questo impegno pena la condanna e la procedura
  di infrazione da parte della Comunità europea, che ha assegnato una
  fetta   del   raggiungimento  di  questo  obiettivo  alla   Sicilia
  utilizzando tutte le energie rinnovabili.
   E' chiaro che la potenzialità eolica è quindici volte superiore  a
  quella delle altre tipologie di energie e, quindi, l'abrogarla tout
  court è un problema serio del quale dobbiamo rispondere.
   Vi  devo  dire che per l'anno in corso abbiamo raggiunto  già  gli
  obiettivi che ci sono stati assegnati dalla Comunità europea.
   L'impegno dello Stato è che lo Stato ha declinato come impegno non
  facoltativo,  impegno da portare a compimento e la  Regione  lo  ha
  portato a compimento.
   Chiaramente è previsto anche l'eolico.
   Il  mancato  rispetto  della quota assegnata  dall'Unione  Europea
  all'Italia,  da raggiungere entro il 2020, comporterà sanzioni  per
  lo Stato e dunque per le singole Regioni inadempienti.
     Quindi, semmai, se non vogliamo farci carico di questo obiettivo
  dovremmo andarci a confrontare con lo Stato dicendo:  Guarda che la
  fretta  che  tu  mi impegni di energie rinnovabili  a  prendere  in
  considerazione  a  me  non sta bene . Però  questo  è  un  discorso
  diverso da quello che poi può fare materialmente la Regione, quindi
  dovremmo dire allo Stato:  Guarda, io comunque voglio assegnato  un
  obiettivo  inferiore  perché non lo posso raggiungere,  perché  non
  intendo perseguirlo con l'eolico , ma questo è un discorso diverso,
  è  un'interlocuzione diversa che la Regione deve effettuare con  lo
  Stato.
   La   medesima  normativa  statale  tiene  conto  delle  differenti
  vocazioni  di  ogni singola Regione aprendo un unico  ed  obbligato
  percorso  in  grado  di  limitare  legittimamente,  quindi,   senza
  incorrere  in  contenziosi che, in ultima analisi si  traducono  in
  danni  erariali  a  carico  dei siciliani  per  il  rilascio  delle
  autorizzazioni per  impianti ad energie rinnovabili.
   L'individuazione  delle  aree   non  idonee,   cui   si   perviene
  attraverso   l'identificazione  degli   obiettivi   di   protezione
  correlati  all'ambiente,  al paesaggio, al  patrimonio  storico  ed
  artistico, alle tradizioni agroalimentari locali, alle biodiversità
  e   al  paesaggio  rurale  che  ben  possono  essere  ritenuti  non
  compatibili con insediamento in altre aree di specifiche  tipologie
  e  dimensioni  degli impianti, cioè quelli sono i limiti  che  devi
  perseguire,  questi sono i limiti paesaggistici che occorre  tenere
  in  considerazione  per  tutelare il  territorio,  altre  questioni
  occorre vederle con lo Stato o con la Comunità europea. Questo è il
  senso del discorso.
   E'  chiaro  che quanto ho detto, al fine di delineare un  percorso
  virtuoso,   possibilmente  scevro  da  contenziosi,   deve   essere
  realizzato secondo le modalità procedimentali prescritte dal quadro
  normativo.
     E'  su  questo punto che si scontra il notevole ritardo -  e  lo
  ribadisco, lo già anticipato nel mio scorso intervento - da   parte
  del  precedente  Governo, ritardo che ha dato luogo alle  criticità
  più  volte  ricordate  e  di cui si è avuto  notizia  attraverso  i
  quotidiani.  Ma  questa è solo una delle tante  contraddizioni  del
  precedente  Governo  che  ha  avviato  e  perseguito  percorsi  che
  definirei  non   corretti per il raggiungimento dell'obiettivo.  Si
  voleva  raggiungere quell'obiettivo, il percorso seguito certamente
  non era quello giusto e di questo paghiamo noi le conseguenze.
   La delibera numero 288 del 2008, che ho già menzionato, con cui la
  Giunta   regionale  pro-tempore   disponeva  la   sospensione   dei
  procedimenti  amministrativi  in corso facendo al  contempo  salvi,
  così  contraddicendosi,  i  termini e le  modalità  previste  dalla
  vigente legislazione in materia di procedimenti amministrativi.  Ho
  fatto  il  raffronto,  è come dire:  Cammina  a  300  all'ora  però
  rispetta  il Codice della strada . Avevo citato anche  la  nota  di
  accompagnamento  dell'allora assessore, onorevole Gianni,  allorché
  proprio  per  volere ancora più puntualizzare il  senso  di  quella
  delibera  predispone una nota di accompagnamento per  il  direttore
  generale  dove  si dice:  Guarda che devi rispettare le  procedure
  questa  è  la sostanza, quindi da un lato dice:  No, a noi  non  ci
  piace   questa   tipologia ,  ma  non  si  parla  mai   di   eolico
  specificatamente,  dall'altro lato dice:  però devi  rispettare  la
  legge ,  quindi è come dire nulla, quindi, ripeto:  Cammina  a  300
  all'ora però rispetta il Codice della strada
   Quella  delibera, nonostante  le intenzioni saranno state  le  più
  auliche,  non  ha  sortito l'effetto che oggi si vuole  perseguire,
  anzi  ha  determinato l'arresto dei procedimenti con il conseguente
  mancato   rispetto  dell'obbligo   posto  dalla  legge   a   carico
  dell'Amministrazione precedente di concludere il procedimento in un
  senso o nell'altro.
   Numerose   sentenze   dei  TAR  e  del  Consiglio   di   Giustizia
  amministrativa  di condanna per concludere i procedimenti   non  in
  senso  positivo o negativo ma per concluderli. Tu dovevi concludere
  prima  entro  180  giorni, oggi il termine è  di  90  giorni.  Devi
  chiudere la procedura  non puoi dire ni, devi chiudere in un  senso
  o nell'altro.
   Si  sono  poi  innescate le Conferenze di servizio che,  comunque,
  sono  un  obbligo  di legge, non sono certamente  una  facoltà  del
  dirigente  del  servizio e si sono innescate  anche  attraverso  il
  giudizio  di ottemperanza che è uno dei giudizi che è stato  citato
  a  proposito,  sempre  sulla stampa, della  vicenda  di  cui  parla
  l'onorevole Cracolici
   A  proposito  di  contraddizioni  dello  scorso  Governo  che  noi
  paghiamo,  che  pagano i siciliani, dal 2006  al  2010  sono  stati
  autorizzati n. 26 impianti eolici e n. 427 impianti fotovoltaici di
  cui, a proposito di eolici, 23 impianti nel triennio 2006/2008, con
  un   successivo   trend   di  riduzione  attribuibile   a   pratica
  amministrativa della sospensione e arresto dei procedimenti.  A  un
  certo  punto, quindi, si è deciso:  blocchiamo, fermiamo  l'eolico
  sospendendo  tutti  i procedimenti,  cioè l'unica  strada  che  non
  doveva essere percorsa.
     Nel 2009 la Giunta regionale ha adottato un piano energetico  in
  cui   l'eolico  non  viene  assolutamente  limitato  e  ancor  meno
  eliminato come fonte energetica. Tra il 2011 ed il 2012, devo dire,
  correttamente,  l'avevo già anticipato, l'assessore Giosuè  Marino,
  non  è  mio  parente per carità, e comunque è un ottimo uomo  delle
  istituzioni, magari lo citavo perché era parente mio  e,  ma  è  un
  uomo delle istituzioni che ha ben operato, ripristinò il calendario
  delle  Conferenze di servizi ai fini autorizzativi,  svolgendo  ben
  161  Conferenze di servizi di cui 53 per quanto riguarda  l'eolico.
  Successivamente,  queste Conferenze di servizi sono state  rinviate
  sine die; cioè una Conferenza di Servizi si deve tenere in un'unica
  soluzione  perché  è il contenitore dove vengono versate  tutte  le
  autorizzazioni e tutti i pareri che sono richiesti tra  i  rami  di
  amministrazione ed enti.
   Questa tecnica del rinvio delle Conferenze di servizi è stata  uno
  dei  grossi  problemi  che, poi, noi abbiamo ereditato  con  quella
  pratica  amministrativa  dal  mio punto  di  vista  discutibile  e,
  secondo me, obiettivamente discutibile.
   Nel   2012,  qualche  giorno  prima  delle  note  dimissioni   del
  Presidente   della  Regione,  è  stato  adottato  il  decreto   del
  Presidente della Regione n. 48/2012 che nulla disponendo in materia
  di  eolico  prevede esclusivamente l'istituzione della  Commissione
  interdipartimentale  per  le  aree  idonee  e  non  idonee  -   sto
  concludendo rispetto alla scorsa volta, quindi ripeto un po'  delle
  cose  già  anticipate  -  il risultato è che  oggi  la  Regione  ha
  ereditato ben 323 contenziosi in materia di energie rinnovabili non
  già     per    i    dinieghi    di    autorizzazioni,    ma     per
  silenzio/inadempimento, che si concludono, come si è appena  detto,
  con  le  pronunce  del  Giudice  Amministrativo  che  impongono  la
  conclusione  del  procedimento, non la  soluzione  in  un  senso  o
  nell'altro.
   Solo  dopo  l'insediamento del Governo Crocetta si è, in concreto,
  avviato l'iter per l'individuazione delle aree idonee e non idonee,
  nello sforzo di dotare l'Amministrazione di uno strumento che possa
  sì  limitare  in maniera corretta la diffusione degli  impianti  di
  energia  rinnovabile  in  maniera  non  desiderata  rispetto   alle
  esigenze di tutela del paesaggio.
   La Commissione interdipartimentale che ricordo essere composta, lo
  ripeto,   dai   dirigenti   generali  dei  Dipartimenti   regionali
  dell'energia,    dei    beni   culturali,   dell'ambiente,    delle
  infrastrutture,     degli    interventi    infrastrutturale     per
  l'agricoltura,   dell'urbanistica,   del   Comandante   del   Corpo
  forestale, si è insediata il 20 giugno 2013, ha concluso  i  lavori
  il 2 ottobre u.s.
   Certo è capitata la coincidenza, noi abbiamo accelerato quello che
  era possibile fare, ma la procedura l'avevamo iniziata prescindendo
  dalle  mozioni  ed interrogazioni che ci sono state presentate  sui
  quotidiani, altrimenti non saremmo riusciti a concludere il  nostro
  lavoro, evidentemente.
   Si  è  approvata  una  cartografia finalizzata  all'individuazione
  delle  aree  dei  siti non idonei all'installazione  di  specifiche
  tipologie  di impianti alimentati da energie rinnovabili -  occorre
  adesso  procedere,  qual  è il passaggio  successivo,  cosa   stava
  facendo  e sta continuando a fare il Governo Crocetta - cioè   alla
  fase  obbligatoriamente prescritta dalla norma della  concertazione
  con il partenariato istituzionale, economico e sociale.
   Di  seguito, la proposta sarà sottoposta a delibera di Giunta  cui
  seguirà  il decreto del Presidente della Regione. Qui c'è un  altro
  spazio su cui, ulteriormente, intervenire.
   Due  organismi  tecnici, previsti dalla Commissione,  chiaramente,
  hanno già prodotto tutti i loro sforzi. Nelle more, a proposito  di
  quello  che il Governo Crocetta ha fatto e sta facendo, consapevole
  che  occorre porre in campo tutte le iniziative necessarie ed utili
  a  non  frustrare  l'obiettivo del Governo  di  limitare  l'energia
  eolica  e  di  valutare il rispetto dell'ambiente e del  paesaggio,
  nonché  delle tradizioni agroalimentari della Sicilia, ho  proposto
  alla  Giunta  di  fissare il 27 novembre 2013  il  termine  per  la
  formulazione - perché il termine e lo ribadisco, era così  stretto?
  qualcuno  disse la scora volta:  «ma il termine è troppo stretto »,
  perché  già  avevo  pressoché concluso il nostro  lavoro,   quindi,
  sono certo di potere rispettare quel termine, di dare il mandato al
  dirigente generale competente di sospendere,  non le Conferenze  di
  servizi,   attenzione,  che  non  si  possono  sospendere,   ma   i
  provvedimenti finali, e ribadisco, nessuna autorizzazione  è  stata
  allo  stato rilasciata  anche a seguito delle Conferenze di servizi
  che   sono   richiamate  negli  organi  di  stampa   dall'onorevole
  Cracolici,  nessuna  autorizzazione ancora è stata  rilasciata.  Mi
  ripeterò  e su questo,  onorevole Cracolici, non raggiungeremo  mai
  una sintonia.
   Ma  come  dicevo, nei provvedimenti finali,  in modo da consentire
  la  previa  verifica dei progetti con l'indicazione che  in   breve
  tempo saranno disposte con decreto presidenziale, cosa voglio dire,
  io  non potevo bloccare la Conferenza di servizi questo è assodato,
  perché  è  un obbligo di legge, ne posso imporre da politico  o  da
  assessore,  al  mio  dirigente o al funzionario  che  risponde  del
  Servizio,  tu mi devi bloccare la Conferenza di servizi,  chi  dice
  una  cosa  diversa  sbaglia clamorosamente, e su  questo  non  temo
  nessuna  smentita, posso, però dire c'è un quid novi che il Giudice
  amministravo nell'imporre il giudizio di ottemperanza e  quindi  la
  Conferenza di servizi, per concludere, nei termini di trenta giorni
  l'iter amministrativo, non ha tenuto in considerazione -  oggi  c'è
  un  elemento in più di valutazione che è nel momento in cui tu come
  dirigente del servizio ti sei espresso, anche favorevolmente  sotto
  il  profilo  della DIA,  o, comunque, dei vari profili  che  devono
  essere chiaramente espressi in quella sede -  devi rivalutare  alla
  luce   di  questo  elemento  nuovo,  e  vi  posso  dire  che  nella
  sospensione   dell'iter  decisionale  non  della   Conferenza   dei
  servizi,    abbiamo  trovato  concordi  tutti  e   nessun   Giudice
  amministrativo,  allo  stato si è scandalizzato  e  nessun  Giudice
  amministrativo è stato adito, perché abbiamo imposto, diciamo,  una
  limitazione  per un tempo assolutamente ristretto,  perché  c'è  un
  quid  novi  che  non è caduto sotto l'osservazione è  degli  organi
  amministrativi, l'assessorato all'ambiente nel caso che ci  occupa,
  nè del giudice amministrativo nel momento in cui dice devi chiudere
  la  Conferenza dei servizi entro trenta giorni altrimenti  continui
  ad essere inottemperante.
   Quindi,  anche  qui  il percorso che è stato seguito  dal  Governo
  imponendo  una nuova valutazione perché ci sono nuovi  elementi  da
  prendere  in  considerazione,  anche laddove sono state  anticipate
  delle  autorizzazioni sotto il profilo della DIA, certamente  è  un
  elemento assolutamente serio preso in considerazione dalle parti  e
  allo  stato,  ripeto, nessun Giudice è stato adito per  contraddire
  quello che è stato il nuovo provvedimento assessoriale.
   Devo  dirvi, l'avevo, anche, rassegnato la scorsa volta, anche  se
  c'è  un'aria  non idonea, ma voi veramente pensate che la  politica
  debba  spingersi fino al punto di dire al responsabile tecnico  del
  servizio  :  «siccome a me non piace l'eolico  la  tua  valutazione
  discrezionale  deve  essere  dettata dalla  politica»,  attenzione,
  perché  se  è questo il messaggio che dobbiamo far passare,  allora
  dobbiamo  veramente intenderci fra le ragioni della politica  e  le
  ragioni  della terzietà della pubblica amministrazione,  quindi  su
  questo  argomento io non ritengo, ma questa sarà una  mia  opinione
  personale,  anche se in una campagna elettorale che non  ho  fatto,
  avessi  detto:  «guarda io non voglio l'eolico»,  e  poi  ho  fatto
  tutto quello che dovevo fare come Governo, quindi indicate le  aree
  idonee e non idonee, dal mio punto di vista non posso dirgli al mio
  funzionario,  magari lo avranno fatto, magari questo sarà avvenuto,
  perché  esistono  degli  strumenti  che  certamente  consentono  di
  intervenire anche rimuovendo il funzionario che non ha ottemperato,
  perché  guardate il potere di controllo anche sul dirigente  o  sul
  funzionario  avviene in una maniera diversa,   certamente  non  può
  avvenire perché tu hai rilasciato un'autorizzazione secondo la  tua
  coscienza  o la tua valutazione tecnica nonostante l'indirizzo  del
  Governo sia quello di non rilasciarla, però questa potrebbe restare
  una  mia  opinione  personale, io vorrei,  veramente,  farmi  parte
  attiva  di  un  seminario  dove dovremmo confrontarci  su  un  tema
  importante,  fra  la terzietà della Pubblica amministrazione  e  le
  ragioni  della  politica,  fino a che  punto  la  politica  si  può
  spingere a nominare manager, a stabilire quote di equilibrio  nelle
  varie Pubbliche amministrazioni secondo quelli che sono i vincitori
  del momento, o avere dei dirigenti  che poi si piegano o passano  a
  seconda  del  politico che governa a un credo diverso  solo  perché
  vogliono  mantenere il posto, allora se noi vogliamo fare dirigenti
  e  politici  di  questo  stampo,  certamente avremmo  continuato  a
  sbagliare  nella logica di ricostruzione della nostra Regione,  del
  nostro Paese.
   E  ho ricordato un'altra cosa,  che nessun governo aveva fatto: il
  registro  regionale delle fonti energetiche rinnovabili:   è  stato
  costituito  il  12  giugno  2013.  Fino  al  quel  momento  nessuna
  cognizione  si  aveva del territorio, di quello  che  avveniva  nel
  territorio,  anche  questa  una  logica  della  trasparenza  e  del
  confronto  giusto, tecnico, politico, era una manchevolezza  grave.
  Ebbene,  l'abbiamo chiusa senza bisogno di avere mozioni  o  altro,
  proprio perché il percorso del Governo Crocetta era quello.
   Nella  seduta del 2 ottobre l'onorevole Musumeci aveva rassegnato,
  in  maniera  molto corretta e puntuale, come sempre, di uno  studio
  sulla  ventosità  fatto  all'Università. Riferisco  che  gli  studi
  prodotti sulla ventosità in Sicilia, trasposti nel piano energetico
  siciliano,  approvato con delibera di giunta del 3  febbraio  2009,
  interpolati con i vincoli ambientali, paesaggistici, idrogeologici,
  forestali,  SIC  (siti di competenza comunitaria) e  ZPS  (zone  di
  protezione speciale), hanno prodotto una tabella, in particolare la
  tabella   A.8.3-4   sui  potenziali  tecnici  aggregati   su   base
  provinciale.  Io  ho  depositato anche  una  tabella  sotto  questo
  profilo, l'allegato 4 che io deposito.
   Una potenzialità teorica installabile di ben 10.344,31 Megawatt di
  potenza,  questo era lo studio che si prefissava, quindi abbastanza
  ampio.
   Confrontando  i dati del suddetto potenziale tecnico  teorico  con
  l'installato di eolico in Sicilia al 31/12/2012, dati ufficiali GSE
  e  dell'allegato 2, che troverete, la potenza installata in Sicilia
  è  di complessivi 2.137 Megawatt.
   Se  noi  dovessimo tenere in considerazione quello  studio  -  noi
  abbiamo un ampio margine per fare eolico, onorevole, quindi  questo
  è giusto tenerlo presente.
   Il   tasso  di  utilizzazione  del  territorio  a  proposito   dei
  complessivi  2.137 Megawatt è del 21 percento dell'area.  Anche  in
  questo il piano energetico è ben lontano dal limitare l'eolico o di
  temere  scientificamente che ciò sia possibile. Quindi  attenzione,
  quello studio è uno studio importante, puntuale, però, intendiamoci
  con  quello  studio  se  vogliamo  limitare  l'eolico  andiamo   da
  tutt'altra parte come strada.
   Si  voglia ancora notare, e a proposito richiamo l'allegato 3  che
  troverete, che su un totale di 2.137 Megawatt di eolico estratto in
  Sicilia,   soltanto  922  Megawatt  discendono  da   autorizzazioni
  rilasciate dal dipartimento energia ed autorizzazioni che vanno dal
  2006 al 2010.
   Sono  state  26 per un totale dai 1047 Megawatt, allegato  5,  qui
  troverete  i  dati  concreti che in qualche  modo  mi  erano  stati
  chiesti  e che possono essere, anche, una base per approfondire  il
  nostro studio.
   A  proposito della richiesta, onorevole Musumeci, poi precisata in
  maniera puntuale, di mandare le carte in procura, è chiaro che  noi
  dobbiamo  fare  uno  studio.  Io  ho  fatto  un  primo  studio  che
  chiaramente devo completare.
   Da   un'analisi  statistica  dell'autorizzazione  rilasciata   nel
  settore  eolico,  attenzione,  da  prima  del  2003  valevano  come
  concessioni edilizie quindi noi dobbiamo tenere conto dal  2003  in
  poi  sotto il profilo delle competenze della Regione, secondo anche
  la legge di tutela dell'ambiente e del paesaggio.

   MUSUMECI. Avevamo concordato di farlo con il Governo

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Sì,  volevo soltanto aggiungere un dato, le prime sette istanze del
  2005,  tutte autorizzate, comprese quelle che riguardano  Nicastri,
  che,  chiaramente, assurto agli onori  della cronaca,   come  tutti
  sapete,  fanno  da  apripista alla ottava che  solo  oggi  è  stata
   calendarizzata'.  Cosa voglio dire? Sette istanze  del  2005  sono
  state   autorizzate  e  l'ottava  viene  accantonata  ed  è   stata
  calendarizzata  in  prima  Conferenza solo  oggi.  Cioè  lo  studio
  attento della fissazione dei calendari, dei prelievi, dei tempi fra
  richiesta ed autorizzazione è certamente fondamentale per capire la
  direzione  che è stata intrapresa, dal mio punto di  vista  non  ne
  ricaveremo  nulla sotto responsabilità penale, però, certamente  ci
  darà  la  possibilità  di  capire  come  si  sono  mossi  i  nostri
  dirigenti, i nostri funzionari, perché è stato fatto un prelievo di
  una istanza che aveva un certo ordine cronologico, piuttosto che di
  un'altra, perché logicamente delle cose che venivano immediatamente
  già  decise,  sono state poi accantonate tanto da non essere  state
  ancora calendarizzate.
   Questo  può essere un argomento di discussione per capire come  ha
  funzionato  il  sistema  all'interno;  che  si  possa  tradurre  in
  responsabilità penale diventa assolutamente complicato.
   La nona e la decima sono state autorizzate, mentre la dodicesima è
  già  in seconda Conferenza di Servizi. E così è tutto l'elenco.  Ve
  lo  studiate  e  statisticamente  vedrete  che  il  percorso  delle
  pratiche  è eterogeneo a seconda, evidentemente, dei richiedenti  e
  anche di chi ha trattato la pratica.
   Sono  stati  proposti tre emendamenti nella seduta del 2  ottobre:
  emendamento  dell'onorevole Palmeri:  dopo  la  parola   paesaggio'
  aggiungere  nel rispetto dei piani paesaggistici e Piano  aree  non
  idonee .   Non  mutano  i  termini  dell'intervento  del   Governo,
  considerato che si è dato atto dell'iter per l'individuazione delle
  aree non idonee: in base al quadro normativo  una volta individuate
  le  aree  non  idonee, l'Amministrazione procedente  dovrà  tenerne
  conto in sede di rilascio dei provvedimenti autorizzativi . E'  già
  previsto  che  ai  fini  dell'adozione del provvedimento  finale  è
  necessario,    propedeuticamente,   acquisire   il    nulla    osta
  paesaggistico   di  competenza  della  Soprintendenza.   Così   per
  rispondere a quella mozione.
   Onorevole  Cancelleri:  «fra  le parole    eolici   e  la  tutela
  inserire  le parole  ed impianti fotovoltaici di grandi  dimensioni
  ricadenti in aree agricole ». Va chiarito che quanto detto in  Aula
  in  ordine  all'autorizzazione per  impianti  eolici  vale  per  il
  fotovoltaico,  quindi non mi dilungo oltre e  lascio  per  iscritto
  anche questa nota.
   Per  quanto  riguarda la Procura della Repubblica, le precisazioni
  sono state già ricordate poc'anzi dall'onorevole Musumeci.
   Voglio ora affrontare il tema dei termovalorizzatori, perché anche
  di quello si dava contezza.
   E  volevo  proprio  in  questa sede, che ritengo  la  più  idonea,
  indicare quali erano le associazioni temporanee di imprese  che  si
  erano   aggiudicate  i  lavori;  e  poi  vi  manifesterò   le   mie
  preoccupazioni  e  anche  i miei intendimenti,  che  certamente  si
  dovranno confrontare con quelli che saranno i vostri intendimenti.

   FORMICA. Di cosa stiamo parlando?

   PRESIDENTE. Onorevoli, vi pregherei di fare attenzione,  così  non
  interrompiamo l'assessore.

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Termovalorizzatori.
   Il primo raggruppamento prevedeva Elettroambiente come mandataria,
  Enel  produzione s.p.a., Amia s.p.a., Catanzaro costruzioni s.r.l.,
  Emit s.p.a..
   Il  secondo raggruppamento, ancora come mandataria Elettroambiente
  s.p.a.,  Enel  produzione s.p.a., Altecoen Tecnoservizi  ambientali
  s.r.l., Pannelli impianti tecnologici s.p.a..
   Il  terzo  raggruppamento prevedeva come mandataria Falke  s.p.a.,
  Actelios  s.p.a., Amia s.p.a., Consorzio Asi Palermo, Emit  s.p.a.,
  Aster s.p.a., Ge.co.pe s.p.a., Safad s.p.a..
   Il  quarto  raggruppamento  mandataria  Daneco  gestione  impianti
  s.p.a., U.s. Italia s.p.a., Tecnip Italy s.p.a., Siemens s.p.a., IB
  Group s.p.a., Altecoen Tecnoservizi ambientali.
   Io  deposito  anche  qui,  come avevo  già  fatto  in  Commissione
   antimafia',  la  relazione  che era stata  predisposta  su  questa
  materia.
   Prima  di fare un passaggio che per me era importante fare, volevo
  leggervi soltanto un punto - la relazione che ho depositato è molto
  complessa,  ma  ciascuno  la  potrà studiare  -  che  emerge  dalle
  sentenze del TAR del 2013. Vi anticipo che l'appello al CGA è stato
  fissato il prossimo 11 dicembre: incrociamo le dita almeno per quel
  che è l'aspetto della Regione.

   CRACOLICI. La Regione si è costituita parte civile?

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  La  Regione  naturalmente ha già rilasciato la procura,  e  ha  già
  depositato le note, come sempre ha fatto, mantenendo quello che dal
  nostro punto di vista è stato un percorso corretto, ereditato dallo
  scorso Governo, come ho avuto modo di ribadire anche in Commissione
   antimafia'.  E  credendo  soprattutto  nell'ottimo  lavoro  svolto
  dall'Assessore Russo, nel momento in cui in autotutela annulla  gli
  atti,  e  nel  momento  in cui assume poi  la  difesa,  che  io  ho
  mantenuto come assessorato ed anche il Presidente della Regione.
   Quest'ultima  circostanza, parlavo appunto delle interconnessioni,
  è  con  tutta  evidenza il punto non solo di un sicuro  scambio  di
  informazioni,  ma addirittura di una preparazione  a  tavolino  del
  concreto contenuto delle singole offerte, limato al punto  tale  da
  non  lasciare  scoperto neanche uno dei  -   parlo  del  25  Ato  -
  dovrebbero essere 27 gli Ato  presenti sul territorio, evitando  al
  contempo  l'intersezione delle offerte medesime. Nel caso  concreto
  l'intera  procedura è stata condizionata ad origine da un  illecito
  accordo,  in  questa  fase abbandona il termine illegittimo,  fuori
  dalla   legge,  e  parla  di  illecito  accordo  tra   le   imprese
  partecipanti  per la spartizione territoriale del servizio  per  la
  formulazione  di offerte dai contenuti certamente  pilotati  e  non
  frutto di libera valutazione di carattere imprenditoriale

   MUSUMECI. Scusi assessore, chi parla?

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Il  TAR,  nelle sentenze del 2013. Ci sono diverse sentenze  perché
  più  furono  separate. Lì la cosa importante,  fu  lungimirante  il
  Presidente  che assegnò, non concentrò tutte le cause  proprio  per
  avere  più  relatori,  il  Presidente molto correttamente,  siccome
  erano  più  le cause instaurate le divise con più relatori,  questo
  era  un  sistema di controllo reciproco, che ha dato i suoi frutti,
  spero  che  il CGA adotti lo stesso criterio di non concentrare  le
  cause, proprio per una vicenda assolutamente tanto delicata.
   Vedete, quello che vi volevo dire, è che io non è che mi preoccupo
  nel vedere in questi raggruppamenti l'Altecoin coinvolta in diversi
  procedimenti  penali, o la Safab di cui io stesso  mi  occupai,  la
  Safab ha costruito il parcheggio davanti il Palazzo di Giustizia di
  Palermo  e delle opere anche su Bellolampo per non andare  lontani,
  io arrestai.

   CRACOLICI. Anche a Catania

   MARINO.  Ripeto,  non  mi  preoccupa la  Safab,  anche  perché  il
  Prefetto  di Roma ha interdetto tutte le attività alla società,  ma
  sinceramente mi preoccupo enormemente nel vedere Enel, presente con
  società  della sua holding, e veramente rimango interdetto,  perché
  lasciamo  stare quello che sarà il percorso che farà correttamente,
  come sempre l'autorità giudiziaria di Palermo, però mi chiedo oggi,
  noi   abbiamo  dei  soggetti,  che  secondo  atti  giurisdizionali,
  disamine  della  commissione ecomafia, interventi  della  Corte  di
  Giustizia  Europea  hanno  fatto  un  percorso  creando  un   danno
  gravissimo, certamente, alla Regione Siciliana, ora noi con  questi
  soggetti interloquiamo in maniera quasi quotidianamente, pensiamo a
  Enel,  lasciamo  stare la vicenda Catanzaro,  perché  non  dobbiamo
  metterla nella logica di un mio intervento che è riguardato appunto
  Confindustria  e quello che Catanzaro scrive sotto questo  profilo,
  perché  forse questi sono più controllabili, mi preoccupa però  che
  Enel  si  trovi in un raggruppamento di questo tipo,  e  allora  mi
  chiedo,  ma noi come Pubblica Amministrazione cosa possiamo fare? E
  io  la  voglio lasciare come pausa di riflessione, secondo me  allo
  stato  c'è una giurisprudenza negativa sulla possibilità  da  parte
  nostra,  come hanno fatto alcune regioni, di introdurre  un  limite
  importante   che   attiene  però  alla  partecipazione   soggettiva
  dell'impresa  non alla valutazione delle offerte, cioè  costringere
  coloro  i  quali interloquiscono con la Pubblica Amministrazione  a
  munirsi  di un modello organizzativo, perché il concetto di modello
  organizzativo   è  assolutamente  essenziale,  e   da   noi   nella
  legislazione  che poi si è avuta con la Legge 231 del  2001,  serve
  soltanto,   questa  è  la  logica  comune  in  questo  momento,   a
  scongiurare la responsabilità amministrativa - penale della persona
  giuridica,  là  dove  venga posto in essere un  reato  dalle  sfere
  apicali della società.
   Ma  non  era  questa  la natura del modello organizzativo  fin  da
  quando  le  società inglesi del 1800 si dotarono, proprio  per  una
  logica  della trasparenza del funzionamento di un'impresa e di  una
  società, del modello organizzativo.
   Si  ritiene da parte della giurisprudenza del TAR Sicilia che  noi
  come  Regione  non  si  possa imporre un  vincolo  soggettivo  alla
  partecipazione,  rispetto a quelli che sono  previsti  dalla  legge
  sugli appalti, imponendo alle imprese che partecipano ad una gara o
  che interloquiscono con la Pubblica Amministrazione, di dotarsi  di
  un  modello organizzativo perché questo limiterebbe la concorrenza.
  Si  ritiene  dal  Giudice amministrativo che  la  nostra  sfera  di
  influenza  possa  aversi  soltanto nella valutazione  dell'offerta,
  della  migliore offerta, ma secondo me questo è un qualcosa che  va
  ribaltato  perché la natura e il concetto di modello  organizzativo
  richiama  la  trasparenza  dei modelli e  del  funzionamento  degli
  organi   di   un'impresa  che  interloquiscono  con   la   Pubblica
  Amministrazione, quindi anche nel miglior profilo da scegliere  del
  soggetto   imprenditoriale  che  interloquisce  con   la   Pubblica
  Amministrazione io devo tenere in grande attenzione quello che è il
  sistema di funzionamento, di trasparenza della società.
   Ma  allora  ora  che  facciamo? Abbiamo un  cartello  illecito  di
  imprese  anche  importanti,  cosa  facciamo  li  espelliamo   dalla
  Confindustria?  Ci imponiamo un modello organizzativo,  chiaramente
  non  li  devo espellere io dalla Confindustria, e devo dire che  ho
  iniziato  una  interlocuzione anche con Confindustria sotto  questo
  profilo,  perché  è  chiaro  che se noi  non  possiamo  intervenire
  nell'imporre l'adozione del modello organizzativo nella  logica  di
  trasparenza  all'interlocuzione con  la  Pubblica  Amministrazione,
  certamente  si  può  stipulare un protocollo con Confindustria  per
  fare sì che tutte le imprese si dotino di un modello organizzativo,
  in modo che io possa vedere come funziona quell'impresa e non debba
  aspettare  l'intervento che, magari, può non esserci, dall'Autorità
  giudiziaria perché ripeto le venture di un procedimento penale sono
  le  più  varie, la formazione della prova penale è molto complessa,
  e  certamente la Pubblica Amministrazione non può ancora  aspettare
  né  si  può  accontentare,  signori  miei,  di  una  certificazione
  antimafia  positiva o negativa, perché vedete, del  resto  mi  puoi
  cambiare il soggetto che rappresenta la società e amen, la  società
  va  avanti,  automaticamente, il problema è vedere  come  una  vera
  logica  di  antimafia,  una vera logica, che Confindustria  sta  in
  qualche modo portando avanti, che deve riguardare le grosse imprese
  perché  io non mi preoccupo delle piccole e  medio-piccole  imprese
  ma  mi preoccupo quando le grosse imprese non dimostrano in maniera
  piena  la logica della trasparenza e del funzionamento degli organi
  dell'impresa stessa.
   E  non  c'è  dubbio  che qua nella vicenda dei  termovalorizzatori
  andiamo incontro ad una responsabilità di impresa, perché è  chiaro
  che  il  vantaggio  che la persona fisica che ha  interloquito  per
  l'impresa  e che quindi in un'eventuale condanna la pena che  dovrà
  sopportare   è  mille  volte  inferiore  rispetto  al   danno   che
  dall'impresa,  con  quell'azione del preposto  all'impresa  stessa,
  l'impresa ha prodotto alla Regione siciliana.
   Che  poi la ragione del modello organizzativo della responsabilità
  amministrativa penale dell'impresa, cioè  il danno e  il  vantaggio
  all'impresa  sono  nettamente  superiori  rispetto  al  reato   che
  commette,   nell'esercizio   delle  sue   funzioni,   il   preposto
  all'impresa stessa.
   Qui  ci troviamo di fronte ad un reato che, spero, venga accertato
  nelle sedi competenti ma, certamente, di fronte ad una condotta  al
  di  fuori della legge posta in essere da questo cartello di imprese
  che  si  aggiudica le attività per quanto riguarda la  vicenda  dei
  termovalorizzatori.
   E  la  Regione ha continuato, perché quando la Corte di  giustizia
  annulla  le  convenzioni  e sono nulli gli atti,  non  annullabili,
  nulli,  secondo  le  norme del trattato, la Regione  continua,  con
  alcuni  suoi funzionari, ecco perché parlavo la scorsa volta  anche
  di  responsabilità e connivenze interne certe sotto questo profilo,
  che ancora non sono state esplorate, la Regione le mantiene in vita
  e  crea le condizioni per la causa di risarcimento danni che poi  è
  stata instaurata nei confronti della Regione
   E'  questo  il  continuo accordo illecito e quel tavolino  di  cui
  parla  il giudice. Sostanzialmente se non ci fosse stato il Governo
  scorso  che  ha preso quella posizione molto rigida poi manifestata
  in  maniera  splendida dall'assessore Russo,  oggi dico  l'avvocato
  Russo.
   Se noi, oggi, non avessimo mantenuto quella difesa? Questo passava
  in  silenzio.  L'azione giudiziaria, sapete, non si avevano notizie
  dell'azione  giudiziaria,  anzi  un  po'  l'abbiamo  rievocata  noi
  inoltrando  questi altri atti.  Sarebbe passato nel  silenzio  come
  uno dei tanti guai, di cui qualcuno pagherà - i cittadini siciliani
  -,  perché  poi  una condanna a seicento milioni,  circa  ottocento
  milioni  con  gli interessi, se non avessimo mantenuto  una  difesa
  ferma  di  quell'atto di revoca, in autotutela,  fatto  durante  la
  gestione  pregressa dello scorso Governo - che  critico  per  altri
  versi,  ma  devo dire che sul punto ha bene operato -  dico,  tutto
  sarebbe passato nel silenzio: azione giudiziaria non ce n'è  stata,
  né si continua a interloquire con la pubblica amministrazione.
   Però,  attenzione, io voglio capire perché l'Enel si è  comportata
  in  questa  maniera  e, come Regione dobbiamo  avere  la  capacità,
  anche, di interloquire sotto questo profilo, perché, alla fine,  la
  tutela  all'Autorità  giudiziaria,  quando  un  fatto  di  reato  è
  avvenuto,  io  voglio  impedire che avvengano episodi,  abbiamo  il
  dovere  tutti  di  impedire che avvengano episodi come  quelli  che
  hanno riguardato la vicenda dei termovalorizzatori.
   Pertanto,  un  percorso  sul valutare  se  con  disegno  di  legge
  dovremmo   intervenire,   per  quanto  riguarda   anche   sfidando,
  eventualmente, la giurisprudenza che può cambiare, non  sono  norme
  cogenti  di  legge  che  ce  lo impongono allo  stato,  sovvertire,
  proprio,   riportando  a  quello  che  è  il  senso   del   modello
  organizzativo, che è il tutto di un'impresa.
   Io ricordo quando abbiamo sequestrato Calcestruzzi S.p.A., che era
  partecipata  al  99%  da  Italcementi Gruppo  Pesenti;  vedemmo  il
  modello  organizzativo  e non c'era nulla contro  i  reati  con  la
  pubblica  amministrazione,  cioè  quelli  che  noi  subiamo,   poi,
  quotidianamente.
   Dissi  al  redattore,  che  è pure il difensore  di  quel  modello
  organizzativo:  Ma qua non avete previsto nulla? , mi  fu  risposto
   Ma,  guarda,  noi  facciamo  le  forniture  alle  imprese  che  si
  aggiudicano  i  lavori,  quindi non dobbiamo  prevedere  nulla  del
  modello  organizzativo .  Ho detto:    Ma  lei,  professore,  si  è
  dimenticato  che c'è anche l'ipotesi di autore mediato  in  diritto
  penale, o sta scherzando?
   Quel  modello  organizzativo è stato modificato  con  l'intervento
  della Procura di Caltanissetta e dell'Autorità giudiziaria, il  GIP
  di  Caltanissetta in quel frangente. Quindi, capisci tutto da  come
  si  fa  il modello organizzativo. Del resto è come le norme per  la
  tutela  dei  lavoratori: sono obbligate le  imprese  a  dotarsi  di
  quanto  è  previsto  per  tutelare  la  vita  e  l'incolumità   dei
  lavoratori? Perché non dobbiamo imporre alle imprese di dotarsi  di
  quel modello che ci declini, in maniera corretta, cosa fa l'impresa
  per prevenire reati che possono essere commessi dai suoi vertici, o
  da  suoi  esponenti,  nell'esercizio  dell'impresa  stessa  che  si
  possono tradurre a irresponsabilità della persona giuridica?
   Questo  è  un  tema fondamentale che, secondo me, va  discusso  e,
  traendo spunto, proprio da questa vicenda dei termovalorizzatori.
   Io non voglio dilungarmi oltre, ma non voglio neanche rinunciare a
  rispondere all'onorevole Cracolici, nell'ultima richiesta.
   Io   ho   ritenuto  di  rimodulare  la  struttura  dei  miei   due
  dipartimenti,  e molto ancora bisognerà fare, e, se  piuttosto  che
  aspettare  che  reati o disfunzioni avvengano, io le  prevengo,  le
  prevengo anche attraverso i dirigenti, che ho posto a capo dei  due
  dipartimenti e non significa che, poi, si è consumato  un  qualcosa
  di illecito, e ho la necessità di fare i nomi.
      Cogitationis poenam nemo patitur , onorevole Cracolici.  Io  ho
  prevenuto molte di queste azioni. Laddove dovesse essere necessario
  fare  nomi,  come  ho sempre fatto in diverse vicende  anche  degli
  ultimi  giorni, continuerò a farlo in maniera molto chiara.  Dunque
  che questo diventi veramente un argomento di confronto, però mi  si
  consenta,  non tocca a me dirlo, poiché sono un assessore  tecnico,
  come  diceva la scorsa volta un capo ufficio, come qualcuno  mi  ha
  definito.
   Vorrei  che  l'orientamento politico, che secondo me, ci  accomuna
  tutti,  perché penso che tutti abbiamo a cuore la tutela del nostro
  territorio.
   Nella  vicenda  dell'eolico, come in altre vicende che  hanno  una
  valenza,  evidentemente,  tecnica  e  che  sono  condizionate  alla
  normativa  comunitaria nazionale, non diventino soltanto  occasione
  di mero scontro politico, perché questo farebbe svilire il senso di
  impegno  che  ciascuno  di  voi,  certamente  ha  nel  tutelare  il
  territorio di questa splendida regione.
   Spero  che questo venga meno. Poi, possiamo sbagliare tutti,  però
  anche  un'autorizzazione  che  andava  data  o  meno,  questo  deve
  diventare  argomento  e  profilo di  crescita;  confrontiamoci  sul
  perché  è  sbagliato,  e  non perché non hai  fatto  perseguire  un
  intendimento  politico,  perché se è  uno  sbaglio  tecnico  è  uno
  sbaglio  tecnico. Se è un tradimento politico o di un  orientamento
  politico è un'altra cosa.
   Quando  si  parla  di eolico però abbiamo affrontato  un  problema
  tecnico,  uno  sbaglio  dal mio punto di vista,  un  grave  sbaglio
  tecnico  nel  risolvere un problema che andava  risolto  nell'unico
  modo  che è stato quello perseguito dal Governo Crocetta e che  non
  significa  che  escluderemmo l'eolico, perché  attenzione,  non  ci
  illudiamo  di  questo, non possiamo raccontare in nessuna  campagna
  elettorale:   guardate l'eolico noi non lo  faremo  mai  e  abbiamo
  preso  un  impegno'. Noi l'eolico lo possiamo limitare nel rispetto
  del  territorio, non lo possiamo escludere, questo sia ben  chiaro;
  chi  dice una cosa diversa, scusate, anche nella logica di limitare
  a quello che già c'è, se si ritiene che le aree idonee o non idonee
  si compendiano con quelle autorizzazioni che sono state rilasciate,
  è  un  problema tecnico, se io ne faccio una in più, non  significa
  che ho tradito il mio mandato politico.
   Vorrei   che  questo  tema  molto  importante  della  tutela   del
  territorio  non  diventi veramente occasione di  scontro  politico,
  poi, -  ripeto - tutti possiamo sbagliare, a cominciare da me.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con
  molta attenzione la relazione dell'Assessore. E' una relazione che,
  giustamente, parte dalla sua esperienza. Voglio aggiungere qualcosa
  a quanto detto dall'Assessore.
   Questa  Regione,  quando  ha  cominciato  a  trattare  l'argomento
  eolico,   aveva  stabilito,  una  maglia  così  larga  che   anche,
  immaginato,   cosa  che  poi  si  è  concretizzata,  di   concedere
  contributi a fondo perduto, con copertura finanziaria in una misura
  del POR, credo 2000-2006, a fronte del quale il soggetto esecutorio
  o  comunque il soggetto attuatore, poi aveva diritto all'accesso ai
  contributi  che al tempo, venivano assegnati a tutti  gli  impianti
  eolici. Quindi, abbiamo avuto una Regione che inizia un percorso di
  apertura  totale a un sistema delle energie alternative e l'esempio
  principale è quello proprio dell'energia eolica.
   Nel  2008,  si  è  insediata la legislatura che ha visto  Lombardo
  Presidente,  e  ci  siamo mossi, devo dirle  Assessore,  con  molta
  difficoltà.
   Abbiamo  tentato,  anche una norma che potesse  sospendere,  nelle
  more  di  una  definizione di un percorso che fosse  confortata  da
  alcuni  atti  amministrativi,  forte  di  alcune  valutazioni   del
  territorio, ma non ci confortava, in questo senso, una direttiva di
  ordine nazionale. Anzi, a un certo punto, abbiamo assistito  a  una
  norma nazionale che derogava al V.i.a V.a.s  regionale, e tutte  le
  ditte  cominciavano a presentare le istanze dopo una certa quantità
  di megawatt al Governo nazionale, per cui il quest'ultimo rischiava
  di incidere attraverso una serie di autorizzazioni.
   Noi  abbiamo  svolto  il  nostro ruolo con il  rappresentante  che
  avevano   per  tutte  le  pratiche  che  riguardavano  la   Regione
  siciliana, ponendo una forte riflessione nazionale, tant'è che  per
  un  certo  periodo  di  tempo siamo riusciti a  bloccare  qualsiasi
  attività.
   Nel  settembre del 2010 finalmente il Governo nazionale assume una
  decisione e comincia a codificare quelli che sono gli ambiti in cui
  si  deve  operare. Un decreto ministeriale del 2010 che proprio  al
  capitolo  4 e paragrafo 16 e 17 enuclea le cose che lei  ha  detto,
  che  lei  poc'anzi riferiva di avere già attuato per la  parte  del
  17.1,  cioè le cosiddette aree non idonee. Lei riferisce  di  avere
  attivato un tavolo tecnico per quanto riguarda la seconda parte, in
  positivo, dove andare a realizzare questi impianti, non ha indicato
  però   - e credo che questo poi sia consequenziale - il punto 3  di
  cui adesso parlerò.
   Io   credo  che  il  Governo  precedente  e  lo  dico  questo  per
  differenziarmi dalla sua ricostruzione storica, abbia  attivato  un
  tavolo  tecnico. Tenga presente che il momento storico  in  cui  si
  interviene   con   questo  decreto  ministeriale   è   un   momento
  particolarmente difficile di quel Governo regionale che  nonostante
  tutto   ha   mantenuto   assumendosi  la  responsabilità   in   via
  amministrativa.  La  qual  cosa,  come  ha  detto,  certamente  non
  regolare, ma comunque fu posto un limite forte, incisivo perché non
  furono   concesse  con  la  responsabilità  del  Governo,  con   la
  responsabilità dei dirigenti (cosa che peraltro poteva reggere fino
  ad  un  certo  lasso  di tempo); lei questo lo  ha  detto  io  sono
  d'accordo con lei, nella non concessione delle autorizzazioni.
   Lei adesso ha una possibilità, uno strumento; questo strumento noi
  nella scorsa legislatura lo avevamo attivato con la costituzione di
  un  tavolo,  ma  le vicende di quel Governo, le vicende  che  hanno
  coinvolto il Presidente di quel Governo, ovviamente, hanno distolto
  l'attenzione, messo un freno sul piano amministrativo a quello  che
  poteva  essere  la concessione delle autorizzazioni,  ma  di  fatto
  quella  Commissione, adesso non le so dire il perché, ma ci saranno
  certamente  gli  atti  nel suo Assessorato,  i  lavori  non  furono
  conclusi in adempimento a questo decreto che lei non ha citato,  ma
  mi   rendo  conto  che  si  riferisce  proprio  a  questo   decreto
  ministeriale.
   Vede,  questo  decreto  ministeriale dice delle  cose  importanti,
  perché  non solo si preoccupa di dire  no' dove per esempio è  così
  evidente la non realizzazione, quindi una sorta di permesso come si
  fa  in termini urbanistici, assessore di salvaguardia, tu qui   non
  poi fare niente a prescindere da quello che può essere.
   Poi  c'è  la seconda parte, quella in positivo, ma dice  anche  al
  punto  17.2:   le  Regioni  e le Province  autonome  conciliano  le
  politiche  dell'ambiente, del paesaggio con quelle  di  sviluppo  e
  valorizzazione   dell'energia  rinnovabile   attraverso   atti   di
  programmazione  congruenti con la quota  minima  di  produzione  di
  energia da fonti rinnovabili loro assegnati. In applicazione di una
  serie  di norme, assicurando uno sviluppo equilibrato delle diverse
  fonti ,   - aggiunge -   le aree non idonee sono dunque individuate
  dalle  Regioni  nell'ambito  della  programmazione  con  cui   sono
  diminuite  le  misure e gli interventi necessari al  raggiungimento
  degli obiettivi fissati in attuazione delle suddette norme .
   Con  tale  atto  la  Regione individua le  aree  non  idonee,  poi
  aggiunge  anche  che  tutto questo va fatto in contestuale  con  la
  capacità di dispaccio che deve avere la rete.
   Io  nella  mia qualità di Assessore ho recuperato delle carte  che
  avevo  a  casa, e vi voglio leggere alcuni passaggi di alcuni  atti
  che le consegnerò.
   Una  lettera  del marzo della società Terna. Le leggerò  le  parti
  salienti.
    I  risultati  degli  studi  condotti  da  Terna  in  merito  alla
  connessione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili  eoliche
  indicano,  tenendo  presente l'attuale configurazione  del  sistema
  elettrico  della  Regione siciliana, che fino  a  500  megawatt  di
  produzione  eolica  installata  non si  evidenziano  criticità  nel
  normale  assetto,  mentre  al di sopra di  tale  valore  potrebbero
  risultare  necessari  alcuni limitazioni alla  producibilità  degli
  impianti  eolici in particolari condizioni di esercizio della  rete
  elettrica.  Si  fa altresì presente che qualora vengano  realizzati
  principali   interventi  di  potenziamento  della  rete   elettrica
  previsti nel nostro quadro di sviluppo tra cui, in particolare,  il
  raddoppio  del  collegamento  con  il  Continente  al  momento   in
  autorizzazione,  è  ipotizzabile  un  incremento  ( )   sempre   in
  condizioni normali di esercizio del sistema elettrico pari a  circa
  1000  Megawatt  per un valore complessivo di produzione  nell'Isola
  pari a circa 1500.
   La  seconda  lettera  sempre di Terna, la  quale  dice   Come  già
  chiarito  con apposito comunicato, lo scorso 5 marzo Terna  intende
  ribadire  che in nessuna parte del territorio nazionale, così  come
  in   Sicilia  e  in  Sardegna,  esistono  a  causa  della  rete  di
  trasmissione nazionale delle limitazioni alla connessione di  nuovi
  impianti eolici .
   In  buona  sostanza,  noi  ci  troviamo,  non  so  se  le  risulta
  Assessore,  che  spesso  Terna  o  l'Enel   -  adesso  non  so  con
  precisione chi dei due -  invita i soggetti titolari di concessioni
  di  impianti eolici a sospendere per un certo numero di ore  perché
  altrimenti  il sovraccarico determina danni alla rete e  quindi  di
  conseguenza  noi  abbiamo il caso che l'energia  venga  pagata  due
  volte,  una volta  i cittadini pagano l'energia normale e  un'altra
  volta pagano al produttore che in realtà non la produce.
   Allora, in questo quadro, i dati in mio possesso  però Assessore -
  ripeto  -  lei ha parlato di 2237 megawatt che sono di  gran  lunga
  superiori  a  quello  che in questo momento  la  società  Terna  ha
  dichiarato  che  sono  disponibili  a  potere  incamerare,   perché
  altrimenti  noi  ci troviamo in una condizione che questi  impianti
  girano,  ma  non  girano certamente nell'interesse  dei  siciliani,
  girano soltanto nell'interesse della ditta.

   CRACOLICI. 1923 sono eolici?

   DI  MAURO. Sono eolici. Io le dico che a me risulta molto di  più,
  comunque  questo  lei lo potrà accertare facendo   una  riflessione
  accurata,  facendo un'attività attenta di quello che  è  nella  sua
  competenza, ma le dico che non c'è ombra di dubbio che oggi noi non
  siamo  in  grado,  al di là di quella che è la valenza  tecnica  il
  punto  17.1 di questo paragrafo o il punto 17.2, non siamo in grado
  di  potere dare autorizzazione perché non c'è la capacità di natura
   .
   Noi  abbiamo  presentato una mozione. E la mozione Assessore  cosa
  vuol  dire? Sospendere  in questo momento. E se l'ordine del giorno
  dovesse  essere approvato, come io ritengo e come ritengo in  fondo
  dal  ragionamento  che lei ha fatto, ho visto  che  c'è  anche  una
  riflessione e un'attenzione rispetto alle procedure amministrative,
  ma  anche  rispetto  a  quello  che è  l'ambiente,  al  valore  del
  territorio,  alle risorse che questa Sicilia ha e che  non  possono
  essere  danneggiate  da un'aggressione che  spesso  non  è  nemmeno
  un'aggressione   che   fanno   i   siciliani   stessi,   spesso   è
  un'aggressione che fanno società del nord, di sospendere, in attesa
  che  lei completi un procedimento di natura amministrativa, che poi
  è tecnico, ambientale, paesaggistico, che è connesso a quella che è
  la  capacità della rete terra di potere incamerare quella che è  la
  capacità  di questi nuovi impianti che si vogliono fare. Altrimenti
  noi  non solo non avremo raggiunto l'obiettivo dell'energia pulita,
  ma  avremo  certamente  raggiunto l'obiettivo  di  fare  arricchire
  diversi  imprenditori che hanno ritenuto la Sicilia  una  terra  di
  conquista.
   Pertanto,  caro  Assessore, per ricapitolare noi partiamo  da  una
  ipotesi  in cui veniva finanziato quel 50 per cento, l'impianto  di
  energia che poi riceveva i contributi da parte dell'Enel, cioè  noi
  finanziamo  questo  e  per giunta poi ricevono  i  contributi,  poi
  abbiamo  con coraggio, non so lei come lo interpreta, sospeso  ogni
  attività relativa all'impianto di energia eolica.
   Oggi  noi  per  fortuna abbiamo una normativa nazionale  che  deve
  tenere  conto,  oltre  dei vincoli che lei giustamente  ha  citato,
  anche  della  capacità che questa benedetta rete di  energia  della
  terra deve avere.
   Questi sono punti fondamentali rispetto ai quali io credo che  una
  sospensione   con   legge,  noi  ci  abbiamo  tentato   nel   2007,
  ricorderanno i colleghi a proposito del tempo del Governo  Lombardo
  presentammo  un emendamento, una sorta di moratoria, nel  tentativo
  di  sospendere  per tre mesi, non fu possibile in quel  Parlamento.
  Non è stato possibile nemmeno nello scorso Parlamento.
   Mi consenta di dirle Assessore: vediamo se in questo Parlamento  è
  possibile, nel corso di questa legislatura, approvare una norma che
  consenta di coprire i dirigenti, il Governo, tutto quanto se così è
  vera  la  volontà del Governo di cautelare tutti voi nel senso  che
  c'è una moratoria fino a quando non si conclude tutto questo questo
  processo.
   Seconda questione che lei ha affrontato, non so se fa parte  della
  mozione che ha presentato l'onorevole Cracolici e il PD.
   Sugli  inceneritori  si  è scritto tanto, noi  abbiamo  presentato
  anche  le denunce all'autorità giudiziaria nel 2010. Non è successo
  nulla.  Adesso c'è pure una sentenza che acclara un dato  di  fatto
  che  è estremamente grave e che possibilmente la giustizia persegue
  l'impresa  che  esercita  una  turbativa  d'asta  per  un   cottimo
  fiduciario,  se non si esercita l'azione giudiziaria o quanto  meno
  fino  ad  oggi  non  abbiamo visto risultati  rispetto  ad  appalti
  miliardari che vengono fatti in danno dei cittadini. Perché lei  lo
  ricorderà, qualsiasi impianto veniva realizzato in questo senso, il
  95%  prevedeva la copertura attraverso i fondi dello Stato e quindi
  tutte le banche che finanziavano erano ampiamente coperte.
   Noi ci siamo trovati nel vortice di un'iniziativa, a vario titolo,
  di  soggetti  imprenditori e altri  soggetti che poi nel  tempo  si
  sono rivelati molto vicini a questioni mafiose che hanno tentato di
  aggredire la Sicilia.
   La storia dello scorso Governo è la storia di un Governo che si  è
  opposto  con forza a tutto ciò che poteva determinare un danno  per
  la Sicilia, un danno di natura patrimoniale, di natura ambientale e
  soprattutto  un  danno  economico  per  i  cittadini,   perché   la
  realizzazione di qualsiasi inceneritore, certamente, sarebbe  stato
  a danno e a copertura prima dei cittadini e poi dello Stato.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   capisco   che   l'importanza
  dell'argomento necessita di interventi puntuali e quanto più chiari
  possibili, però, vi pregherei di non andare troppo oltre  il  tempo
  consentito.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, ho ascoltato  oggi,  ho  ascoltato
  giovedì  scorso  l'Assessore in riferimento  all'intreccio  tra  un
  fatto   che   ha   riguardato  l'iniziativa  parlamentare,   l'atto
  parlamentare  che aveva in qualche modo sollecitato  questa  nostra
  discussione  in  questa  sede e una dichiarazione  che  l'assessore
  Marino,  a  seguito  anche  dell'iniziativa  parlamentare  e  delle
  polemiche che ne sono scaturite a mezzo stampa, ha rilasciato nella
  giornata  del 27 settembre, pubblicata in particolare dal  giornale
   La  Repubblica', edizione locale. Per la verità, in quell'articolo
  che la testata ha pubblicato nella giornata del 28, si andava anche
  oltre le stesse dichiarazioni rese dall'assessore Marino attraverso
  un  comunicato  stampa che ho qui e che non rileggo,  diciamo,  per
  evitare di allungare oltremodo questa nostra discussione e dove  si
  intrecciano in sostanza tre questioni.
     La  prima:  l'assessore Marino ha qui ribadito un  concetto  che
  considero inaccettabile, ovvero il presupposto secondo il quale  la
  politica  attraverso l'esposizione ai propri elettori,  quindi  nel
  programma  che sottopone alle ragioni di un consenso  e  quando  la
  politica  si  sottopone ad un consenso e dichiara  che  nei  propri
  obiettivi, nell'azione di governo, vi è quello di porre fine al far
  west  che ha segnato la nostra regione sull'attività delle  energie
  rinnovabili  ed in particolare dico dell'eolico che ha,  purtroppo,
  creato uno stato di fatto che ha saccheggiato il nostro territorio.
   Quando  la politica fa una dichiarazione di tale serietà, di  tale
  impegno  non  c'è  poi una ragione che consente all'Amministrazione
  regionale nella sua ordinarietà di prescindere da quello che è solo
  un  orientamento,  e che rimane tale se poi la politica  non  è  in
  grado  di  dare  conseguenza a queste affermazioni  attraverso  una
  strumentazione  normativa,  che  sia  a  supporto   delle   ragioni
  programmatiche che, in qualche mod, sono state poste  dinanzi  agli
  elettori.
     Io siccome ho votato Crocetta Presidente e l'ho votato per tante
  ragioni,  ma una tra queste era quella che il Presidente  Crocetta,
  in coerenza con le battaglie che aveva fatto il gruppo parlamentare
  del  Partito Democratico in questa Sala e in questa nostra Regione,
  aveva   affermato  in  maniera  chiara,  senza  se  e   senza   ma,
  l'intenzione di dire basta al far west dell'energie rinnovabili.
   Allora, Assessore, non c'è un'induzione come lei l'ha definita, ci
  sarebbe  una induzione all'omissione qualora la burocrazia in  nome
  di  questo  obiettivo politico preminente decidesse di  adeguare  i
  propri  comportamenti amministrativi alla luce  di  quell'obiettivo
  politico,  semmai c'è una omissione nel fatto che la  politica  una
  volta   che   ha  affermato  come  proprie  ragioni  programmatiche
  l'intendimento  di  bloccare  qualunque  autorizzativo   di   nuovi
  impianti non produce quegli atti amministrativi che sono a supporto
  delle  ragioni  che  hanno portato a quelle dichiarazioni   Quindi,
  l'omissione  non  è  nel  non fare ciò  che  la  legge  formalmente
  prevede,  l'omissione  è semmai nel non aver determinato  atti  per
  impedire  che ci si nasconda - come ho già detto - nei bizantinismi
  della  norma  per  consentire  agli  azzeccagarbugli  di  turno  di
  continuare  a  utilizzare megastudi di avvocati,  per  ottenere  il
  risultato che in Sicilia nulla deve cambiare.
   Ed  io  non  mi  rassegno, non sono d'accordo, non sono  d'accordo
  all'idea di una politica debole, subalterna, che decide sulla  base
  degli interessi che prima gli interessi forti determinano le scelte
  e poi la politica al massimo fa la tifoseria.
   Perché  ribadisco questo concetto. E lo ricordava  l'onorevole  Di
  Mauro:  il decreto Ministeriale del 2010, che detta le linee  guide
  anche  alla  nostra regione, secondo il quale la  cosiddetta   area
  inidonea'  costituisce  un prerequisito  per determinare  eventuali
  autorizzazioni a nuovi impianti.
   Ora,  guardate  il problema delle individuazioni  delle  aree  non
  idonee non è soltanto connesso al vincolo paesaggistico, così com'è
  stato  dichiarato dal Governo in questa sede. Le ragioni che invece
  sono   contenute  nel  decreto  ministeriale  che   stabilisce   le
  cosiddette  linee guida' dicono anche, scusate se cono costretto  a
  riprendere  alcuni pezzi della mozione da noi depositata,  dichiara
  al  punto  17.1  lettera  e) le aree non  idonee  devono  confidare
  l'elevata  concentrazione di impianti di produzione di  energia  da
  fonti  rinnovabili  nella  medesima area  vasta  prescelta  per  la
  localizzazione,  sia  delle  interazioni  con  altri  progetti  con
  allegato,  etc.,  ed  in  merito  alla  interferenza  visiva  degli
  impianti esistenti con nuovi impianti eventuali da autorizzare.
   Cosa  vuol dire? Che io, per questo, faccio il plauso al  Governo,
  per  aver  fatto ciò che non si era ancora fatto. Ed è  questa  una
  ragione della omissione, ovvero l'anagrafe degli impianti esistenti
  nel  registro  degli  impianti esistenti,  perché  l'esistenza  del
  registro determina quella verifica della concentrazione e,  quindi,
  della possibilità di autorizzare, nelle aree non idonee, alla  luce
  della concentrazione.
   Se  non  c'è  il registro, infatti, l'amministrazione non  conosce
  neanche  dove  sono  gli impianti che attualmente  sono  stati  già
  autorizzati. Ed il paradosso, assessore o dottore assessore,  è  la
  valutazione  che  viene  fatta sugli  interventi  e  sulle  singole
  richieste;  non è connessa alla valutazione di area vasta  connessa
  alla  concentrazione  rispetto  ad  altri  impianti  esistenti.  La
  valutazione  si  fa  sulla  singola richiesta  scissa  dalle  altre
  richieste;  è  come se, invece di discutere di un  campo  di  cento
  ettari,  dove  si  producono  carciofi  e  si  fa  una  valutazione
  sull'insieme, si valutano cento progetti di carciofi  e  tutti,  ad
  uno ad uno, si vanno autorizzando.
   Ora,  qui  non parliamo certo di carciofi - mi scusi - ma parliamo
  di  una  cosa  assai  delicata e, su questo, voglio  mantenere  una
  diversità, non perché abbia qualcosa contro l'assessore Marino - ci
  mancherebbe   -,   anzi,   lo  ringrazio   per   l'onestà   e   per
  l'approfondimento con il quale è arrivato, oggi,  in  Aula,  avendo
  studiato, avendo le carte a supporto.
   La   seconda  questione,  già  citata  dall'onorevole  Di   Mauro,
  assessore,  lo  ha  dichiarato pure lei: siamo paradossalmente  una
  delle  Regioni  italiane  che ha superato  gli  obiettivi  previsti
  dall'Unione  Europea. A tal punto li abbiamo superati che,  come  è
  stato  già ricordato, una parte dei nostri impianti che sono  stati
  autorizzati non sono finalizzati alla produzione di energia ma sono
  finalizzati all'utilizzo dei finanziamenti per la realizzazione  di
  impianti, a prescindere dalla produzione di energia.
   Allora, aggiungo: può una Regione, alla luce del fatto che le  sue
  produzioni  di fonti rinnovabili sono al di là del 20 per  cento  e
  siamo,  credo,  per  come  ho capito  le  notizie  -  ero  fermo  a
  millesettecento  megawatt di produzione eolica  -  siamo  ad  oltre
  2.200. I dati in mio possesso, quindi, sono, come dire, al di sotto
  di  quelli  reali. Se così fosse - e la Regione è ben al  di  sopra
  dei   limiti  fissati  dall'Unione  Europea,  secondo  gli  accordi
  internazionali  -  qualcuno mi dovrebbe  spiegare  perché  dovremmo
  produrre un surplus di energia, oltretutto, non avendo le reti  che
  sono in grado di distribuire questa produzione.
   Ora,  se  così  stessero le cose, non metterei in  discussione  il
  fatto  che  si  convochino  le Conferenze  di  servizio;  metto  in
  discussione, assessore - non certo l'Assessorato all'Energia  -  il
  fatto  che  la Regione - lei ha usato un'espressione   io  sono  un
  politico e difendo il mio essere politico senza vergognarmi di fare
  politica , nel suo comunicato stampa, quando dice  ho il dovere  di
  affermare  che quella condotta del politico di turno è un  atto  di
  grave  vigliaccheria . Ora, l'espressione generica, così  come  lei
  l'ha  utilizzata, non si capiva bene a cosa si riferiva ma  abbiamo
  stabilito  che  non  si  riferiva a me. E  questo,  per  quanto  mi
  riguarda, mi sottrae da un giudizio di vigliaccheria: in  tutto  mi
  potrei riconoscere, tranne che nella vigliaccheria.
   Mi consenta però di dire,  domandare: è vigliacca la politica o  è
  vigliacca  l'Amministrazione con una politica debole,  come  quella
  fin  qui dimostrata? Amministrazione che da pareri positivi a nuove
  istanze nelle Conferenze di servizi che sono state già convocate  e
  che  sono quasi in ultima fase di autorizzazione. E ha dato  pareri
  positivi  in  presenza del fatto che la Regione, già,  produce  una
  quantità  di  energia  superiore ai limiti  fissati  dagli  accordi
  internazionali;   che   già  la  Regione   ha   una   quantità   di
  concentrazione nelle aree che non consentirebbe, a mio  avviso,  se
  non attraverso studi approfonditi di insieme ed è questo quello che
  dice la mozione.
   E,  allora,  forse,  dobbiamo fare una ricerca  più  accurata  sui
  vigliacchi.  Credo, signor assessore, che, oggi,  dobbiamo  mettere
  una  parola  fine.  E la parola fine non è soltanto  che  ribadiamo
  l'intendimento  a  non fare nuovi impianti. La  mozione  ha  questo
  scopo  e  credo di aver capito che l'Aula è abbastanza  unanime  in
  questo  giudizio.  Ma  il  punto non è  che  qui  manifestiamo  una
  volontà. Qui vogliamo sapere se questa volontà avrà una conseguenza
  amministrativa perché, altrimenti, qui ce la cantiamo e qui  ce  la
  suoniamo.
   E  non  ci  sto a fare il politico che parla al microfono,  fa  la
  cicala  e, poi, c'è l'amministrazione che, in nome di una  presunta
  applicazione   pedissequa  della  legge,  in  maniera   burocratica
  formale, nel frattempo, concede nuove autorizzazioni. Non ci sto.
   Allora, dobbiamo intenderci, altrimenti, si dichiari il territorio
  siciliano  nelle  more lei ha chiesto sessanta  giorni?  Spero  che
  sessanta  giorni saranno sufficienti. Ma deve essere chiaro  che  i
  sessanta  giorni  devono  servire  a  dare  coerenza  all'obiettivo
  politico-programmatico che il Governo ha inteso dare, quando  si  è
  presentato agli elettori siciliani e ai quali ha chiesto il voto.
   Non  facciamo un atto tecnico. Gli atti devono avere  la  coerenza
  degli obiettivi politici. Infine,  ho apprezzato le sue parole.  Mi
  consenta  di  ribadire il benvenuto tra noi, anche se  so  che  lei
  faceva un altro mestiere e il  tra noi , forse, c'era già prima.
   Ma  una  cosa  è  certa:  questo  Parlamento,  sulla  vicenda  dei
  termovalorizzatori - e, in questo Parlamento, qualcuno più di altri
  - ci abbiamo messo la faccia.
   Lei ha parlato di funzionari che hanno favorito, malgrado vi fosse
  un  giudizio  della Corte di giustizia europea che dichiarava   non
  annullabile   la  gara,  ma dichiarava  nulla   la  gara,  con  gli
  effetti che la dichiarazione di nullità ha.
   E,  in questo Parlamento, qualcuno ha sostenuto quelle ragioni, al
  punto   di   andare  davanti  -  anche  di  fronte  ai  ricorsi   -
  costituendosi  parte  civile e facendo  difendere  questa  Regione,
  facendola difendere sempre, signor assessore.
   In  questi  mesi, infatti, ho avvertito che, forse, col cambio  di
  Governo,  c'è  stato un momento di non parlo di  lei,  chiaramente,
  perché  so  che su questa vicenda il suo assessorato  e  lei  siete
  stati  di grande coerenza, di grande continuità con gli adempimenti
  assunti  per decidere, non che i termovalorizzatori non li vogliamo
  -  quello anche - ma che non volevamo quella grande truffa  mafiosa
  che si stava consumando nel territorio della nostra Regione e per i
  quali, per molti anni, il sistema politico, economico e affaristico
  avrebbe vissuto alle spalle dei rifiuti bruciati perché, attorno  a
  quei  termovalorizzatori, si stava consumando - e, forse, in parte,
  si è consumata - per una certa parte, un'attività che era quella di
  condizionamento  della  vita democratica di questa  Regione,  anche
  selezionando  il  tipo  di  impresa  che,  in  qualche   modo,   si
  determinava, a seguito gli equilibri che si andavano a costruire in
  questa nostra Regione. E lo ribadisco perché, ripeto, benvenuto tra
  noi,  in  quest'Aula il primo atto che ha messo fine alla questione
  dei  termovalorizzatori è stata la cancellazione di  quella  grande
  porcheria che si chiamava Agenzia dell'acqua e dei rifiuti, che era
  stata   una  forma  di  privatizzazione  di  un'attività  pubblica,
  mettendola  in mano ad affaristi e mafiosi che volevano controllare
  acqua e rifiuti.

   D'ASERO. Fuori dal Parlamento.

   CRACOLICI.  E,  allora,  su queste vicende,  dobbiamo  intenderci:
  nessun  tentennamento amministrativo, nessuno. Lei ha usato  parole
  forti.  Ecco perché le ho detto i nomi. Le ho chiesto  i  nomi  non
  perché  so che lei è uno che si spaventa a dire i nomi, ma,  quando
  lei  fa  dichiarazioni  nelle quali dice  una  certa  imprenditoria
  antimafia ,  dobbiamo intenderci qui, perché  ci  dobbiamo  capire.
  Vorrei  che  chi  sta contro la mafia ci stia ventiquattro  ore  al
  giorno;  non  ci  sono  ore  in cui c'è la  zona  franca;  non  c'è
  un'antimafia che fa attività, come dire lobbistica, che in  qualche
  modo,   in   nome  dell'antimafia,  utilizza  metodi  che   possono
  somigliare a quelli di prima. Perché le sue dichiarazioni a  questo
  alludevano. Ecco perché abbiamo bisogno di chiarezza.
   Non guardo in faccia nessuno; nessuno può nascondersi nell'abitino
  che, di volta in volta, si mette addosso.
   Il  tema dei rifiuti, il tema dell'energia, il tema dell'acqua, in
  Sicilia, sono tra quei settori dove grandi volumi d'affari,  grandi
  risorse  economiche  possono  essere appetibili  per  una  presenza
  mafiosa che, in Sicilia, sempre più, si veste col doppio petto, che
  non  è  più soltanto la presenza della coppola ma è presenza delle
  è, come dire, fatta anche con l'eleganza e con la erre moscia.
   Allora, intendiamoci, su queste questioni: per quanto mi riguarda,
  non  ci sono scherzi. Su queste questioni, il Governo, la battaglia
  di coerenza rispetto agli obiettivi fin qui dichiarati da parte del
  Governo, deve tradursi anche nella strumentazione normativa che  ci
  supporti  a  evitare  che ci siano azzeccagarbugli  o  sentenze  di
  comodo.
   Ricordo  ancora le parole; lei oggi non l'ha detto ma ha ricordato
  che  qualche  ricorso veniva scritto da qualche  Giudice  del  TAR,
  appartenente a logge massoniche, che, in qualche modo,  contribuiva
  e contribuisce a creare un clima di un grumo di poteri che si muove
  attorno a grandi questioni, come quello dei rifiuti e dell'acqua.
   E,  allora,  Assessore, sull'energia, mi pare che  le  idee  siano
  chiare: diciamo no a qualunque autorizzazione in assenza di piani e
  di  strumenti certi senza figli e figliastri, senza, come dire   il
  Tar impone di fare le Conferenze di servizio; non impone di dare le
  autorizzazioni.
   Assessore,  in Sicilia, mentre discutevamo di dire no  all'eolico,
  questa  Amministrazione, uffici di questa Amministrazione,  settori
  di  questa Amministrazione, dei Beni Culturali, dall'Assessorato al
  Territorio e all'Ambiente, dall'Assessorato all'Energia, davano  il
  via libera a nuovi impianti in Sicilia.
   Assessore,  non mi dica  non è vero ; davano pareri positivi  alle
  singole richieste che i singoli uffici facevano.
   Ancora,  non  è  fatta l'autorizzazione finale, ma i  pareri  sono
  propedeutici  a dare le autorizzazioni, quindi, credo che  dobbiamo
  mettere fine all'ipocrisia su questo punto, così come mi auguro che
  la  vicenda giudiziaria che ci vede ancora impegnati sulla  vicenda
  dei  termovalorizzatori, il Governo la segua con grande attenzione,
  con  grande  sensibilità, sapendo quello che si  sta  muovendo  per
  avere una dimensione numerica delle cose che diciamo.
   La  richiesta  di risarcimento in capo alla Regione è,  in  questo
  momento, una volta e mezzo la condanna che ha subito Berlusconi per
  la   vicenda  Mondatori,  cioè  è  la  più  grande  operazione   di
  risarcimento mai fatta in Italia  e che ha visto la Regione vincere
  in prima istanza.
   Mi  auguro  che  ci  attrezziamo al  meglio  per  ribadire  e  per
  difenderci al meglio in seconda istanza.

   PRESIDENTE. Assessore, faccio svolgere gli altri interventi,  così
  dopo  potrà replicare a tutti gli interventi in un unico suo ultimo
  intervento. Ancora una volta, vi prego, onorevoli colleghi: capisco
  l'importanza dell'argomento ed è giusto avere un  po' di  tempo  in
  più,  però,  vi pregherei di non dilungarvi oltre i  10  minuti  al
  massimo.

   FORMICA. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha facoltà.

   FORMICA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   a   volte,
  nonostante  il fatto che sono qui da tantissimi anni, a volte,  non
  si  capiscono le ragioni di determinati accadimenti politici e  dei
  conseguenti atti parlamentari, se non mettendo insieme più cose.
   Ascoltando  la  relazione  dell'assessore  Marino  e  l'intervento
  dell'onorevole  Cracolici  che,  peraltro,  ha  sollecitato  questo
  intervento  per aver presentato questa mozione, non capisco  perché
  l'onorevole  Cracolici  abbia presentato  la  mozione  riguardo  al
  contenuto della mozione stessa.
   Mi  spiego meglio perché quello che sostiene l'onorevole Cracolici
  nella  mozione,  anche  alla  luce  dell'intervento  dell'assessore
  Marino,  presuppone  due  cose:  o  che  l'assessore  ci  è  o  che
  l'assessore ci fa, o che l'assessore è un incompetente  oppure  che
  l'assessore è qualcuno che vuole speculare.
   Siccome  siamo  in presenza di un assessore che ha dimostrato,  in
  questo Governo, di avere non solo la competenza necessaria ma anche
  le  capacità  adeguate per capire, quando si accusa l'assessore  di
  voler  riaprire gli impianti eolici - perché da qui è nata, se  non
  sbaglio, la polemica - difendendo una pseudo chiusura, operata  dal
  Governo  precedente, lo si fa pensando che o qui in  quest'Aula  ci
  sono  dei cretini, oppure si vogliono intorbidare le acque,  perché
  l'onorevole  Cracolici, anche alla luce di quella che  è  stata  la
  risposta che l'assessore e di quello che è negli atti, sa bene che,
  a volte, si dice no per dire sì e si dice sì per dire no.
   Cosa voglio dire? Se tu dici no all'eolico, devi adottare gli atti
  consequenziali, perché, se non adotti gli atti consequenziali,  non
  hai  detto  no  all'eolico ma, caso mai, hai aperto  la  porta  dei
  termovalorizzatori; caso mai, stai aprendo la porta nell'India, nel
  non  agire, nel non assumere gli atti consequenziali a che ci siano
  poi i rimborsi che le ditte possono richiedere.
   Beh,  l'assessore Marino non sta aprendo ai nuovi impianti eolici.
  L'assessore  Marino  sta facendo in modo che si  dica,  magari,  no
  definitivamente agli impianti eolici, ma sarà un  no  che  non  può
  essere  attaccato nei tribunali; sarà un no che,  da  un  punto  di
  vista   amministrativo,   è  figlio  della   trafila   burocratica,
  amministrativa che prevedono le leggi in Italia.
   Perché  dire  no ,  noi siamo contro , e non fare nulla, poi,  per
  mettere in atto tutti i provvedimenti necessari ad impedire,  è  un
  modo di dire  sì :  io ti sto dicendo no, perché ti debbo dire  no,
  però  non  faccio  nulla, non metto in  campo tutte  le  iniziative
  necessarie a bloccarti .
     E' ovvio che tu seguirai, poi, la tua strada -  sono stati, qui,
  evocati,  grandi studi di avvocati - per conseguire o  la  vittoria
  attraverso  il  TAR,  quindi, l'autorizzazione  attraverso  i  TAR,
  oppure,   in   caso   contrario,  un  congruo   risarcimento   che,
  addirittura,  ti fa guadagnare i soldi, senza bisogno di  rischiare
  nulla.
   Beh,  dobbiamo smetterla con questo modo di impostare la  politica
  della Regione siciliana, che è stato foriero di tantissimi guai per
  la nostra Regione, perché, poi, alla fine,  paga sempre pantalone .
   Evitiamo di fare attacchi, laddove non c'è motivo che si facciano,
  a meno che non si inserisce, in questa discussione e all'origine di
  questa  mozione,  la  guerra  dell'acqua.  Perché  è  possibile,  è
  probabile  che,  in  questo  iter, si inserisca  la  famosa  guerra
  dell'acqua,  che  tutti  conosciamo, che, ormai  da  diversi  mesi,
  impegna  il PD, o una parte del PD, contro l'operato dell'assessore
  Marino.
   Ora,  non vorrei che, attraverso le prese di posizione che  stiamo
  ascoltando,  si  celasse  il tentativo di togliere  un  personaggio
  scomodo,  che  non ha colore politico ma che ha il  coraggio  delle
  proprie azioni ed è una persona che, per quanto mi riguarda,  stimo
  profondamente  perché  ha  dimostrato di avere  il  coraggio  delle
  proprie  idee  e  non  le manda a dire; non  vorrei  che  ci  fosse
  l'attacco all'assessore Marino per liberarsene, in quanto è scomodo
  per  quanto riguarda altri settori - leggi acqua oltre che l'eolico
  -   e  che,  quindi, non sia una scusa l'eolico,  posto  che  anche
  l'onorevole  Cracolici  ha  dovuto  ammettere  che,  comunque,   il
  procedimento che sta seguendo l'assessore, è figlio di atti  dovuti
  e  che  non  è  detto  che  questo procedimento  porti  alla  nuova
  autorizzazione, ma è un procedimento regolare.
   Non  vorrei  che  l'attacco  all'eolico, sottintendesse  l'attacco
  all'assessore  Marino per eliminare una persona scomoda  nel  campo
  dell'acqua.

   SORBELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo di  fronte
  ad una problematica che ha saccheggiato questo nostro territorio  e
  l'economia  siciliana,  per circa due lustri.  Il  problema  legato
  all'eolico, al fotovoltaico ed ai termovalorizzatori, con tutte  le
  vicende consequenziali, proprio per quest'ultima vicenda, legata ai
  termovalorizzatori,  ha fatto in modo di impoverire  ancora  questa
  terra.
   L'economia delle fonti rinnovabili, infatti, si è esercitata ed  è
  stata esercitata solo da aziende, da multinazionali, senza dare  la
  possibilità  alla  piccola e media impresa di  potere  intervenire,
  potere  operare  e  poter far quadrare i bilanci di  quelle  stesse
  aziende.
   Parto  dai  termovalorizzatori. Debbo dire, con molta  onestà,  di
  fronte  a tuttI: il saccheggio che quest'Aula aveva trovato,  negli
  anni  precedenti; il Governo precedente ha posto fine alla  vicenda
  legata  ad  una procedura viziata di appalti per quanto riguarda  i
  termovalorizzatori.
   Questo,  nel  2008, inizi del 2009, quando è stata  annullata  con
  delibera quella procedura, poi consolidata in quest'Aula,  come  ha
  ripetuto l'onorevole Cracolici, con l'abolizione dell'Agenzia delle
  acque  e rifiuti; di una vicenda e di un percorso che avrebbe visto
  sicuramente  vessati  i  siciliani,  perché  parliamo  di   quattro
  termovalorizzatori  che avevano una capacità tripla  rispetto  alla
  produzione dei rifiuti in Sicilia.
   In  Sicilia, sarebbero arrivati e il grande business era quello di
  fare arrivare tutti i rifiuti dell'Italia del centro-sud perché,  a
  fronte  di  800  mila  tonnellate,  avevamo  una  capacità   di   4
  termovalorizzatori,  concentrati  in  aree  già  ad  alto   rischio
  ambientale,  come quello di Augusta, per non parlare di  quello  di
  Palermo,   che   avrebbero  sicuramente  aggravato  la   situazione
  ambientale.
   A questo è stato posto fine, the end, a questa procedura, dopo che
  precedentemente si erano costituiti gli Ato, che hanno generato  un
  miliardo e ottocento milioni di debiti, in tutta la Sicilia. Dei 27
  Ato, quelli che sono partiti, sono stati fortunati solo quelli  che
  non  hanno  fatto partire questo iter, ma quelli che  sono  partiti
  hanno prodotto debito di un miliardo e ottocento milioni.
   L'altro   business   catastrofico   sarebbe   stato   quello   dei
  termovalorizzatori.   Per   ritornare  al   problema   dell'eolico,
  assessore, contemporaneamente alla procedura che deve andare avanti
  -  perché,  se  hanno i pareri favorevoli, c'è una  istruttoria  e,
  dunque,  la  fine  del  percorso  sarebbe  la  convocazione   della
  Conferenza  dei  Servizi  ma,  contemporaneamente,  il  Governo   e
  quest'Assemblea, con mozioni, con un disegno di legge, devono  fare
  un  percorso  parallelo  a questo iter delle  pratiche  che  ancora
  giacciono  presso  l'Assessorato per  l'energia,  cioè  a  dire  il
  percorso  di  valutare e fare una fotografia sull'attuale  rete  di
  trasporto  della  Sicilia; dobbiamo censire  quelli  che  sono  gli
  impianti  presenti in Sicilia, con l'effettiva potenza impegnata  e
  tutta la rete di trasporto che deve ricevere questa energia.
   Alla  rete   di  trasporto, se non fosse stato  anche  il  Governo
  precedente,  quando  ha  autorizzato il raddoppio  del  cavo  sullo
  Stretto, si sarebbe già posto fine, poiché trattatasi di intervento
  necessario, prioritario.
   Oggi, dobbiamo avere una fotografia di ciò che si può autorizzare,
  fermo restando che dobbiamo privilegiare, anche in questo caso,  la
  procedura per agevolare la piccola e media impresa.
   Dobbiamo  agevolare il mini eolico, anziché i grandi  impianti  di
  eolici.  Oggi, mi dicono che ci sono impianti che arrivano anche  a
  cinque megawatt, per cui questa procedura deve essere accelerata in
  modo  tale  da individuare le aree e poi individuare, da parte  del
  Governo, le aree già preposte a questo tipo di intervento.
   Voi  mi  insegnate  che  lì ci vuole uno studio  particolare,  dai
  venti,  ai  sei e otto metri, secondo, dove la velocità  scende  da
  questi  parametri e diventerebbe antieconomico, per cui la  Regione
  stessa,  a  mio  avviso, con degli studi o dando  qualche  incarico
  all'Università, per garantire e porre in essere quelle che sono  le
  aree dedicate a questo tipo di intervento.
   Se questo non avvenisse, assessore, non faremmo altro che produrre
  contenzioso negli anni sommato a quello già esistente.
   L'eolico, in Sicilia, è stato un altro grosso business perché,  in
  Sicilia  è  successo ciò che forse non è accaduto  in  nessun'altra
  parte  del  mondo,  in quanto, dapprima, abbiamo  finanziato  molte
  aziende  al  50 per cento dalla realizzazione degli impianti,  poi,
  hanno  ricevuto  quelli  che sono, hanno  incassato  i  certificati
  vecchi, per cui un doppio finanziamento, un triplo finanziamento.
   Per  passare  poi  - e finisco - a quello che è  il  fotovoltaico.
  Anche  lì,  Assessore,  penso  che i tempi  siano  maturi  per  una
  rivisitazione del piano energetico perché tutti sappiamo  benissimo
  che  ormai  questo  settore, il fotovoltaico, è un  intervento  non
  molto economico da realizzare, solo perché per il consumo sul posto
  diventa  accessibile,  perché il primo, il secondo,  il  terzo,  il
  quarto  fino  al  quinto conto energia abbiamo saturato,  ormai  il
  tornaconto  è  residuale per cui nessuno, a parte il  termodinamico
  che  diventa un altro intervento, infatti da qui a poco sarà  posto
  in  essere anche  il problema del termodinamico; superato, infatti,
  il  problema  del  fotovoltaico che  ormai  diventa  un  intervento
  antieconomico  avremo,  nei prossimi mesi, il  problema  legato  al
  termodinamico,  ci  sarà un proliferarsi di  questi  impianti;  già
  presso  il  suo Assessorato, presso l'Assessorato al territorio  si
  individuano già le prime istanze di questi tipi di impianti  perché
  il tornaconto è alto rispetto al fotovoltaico.
   Per  cui, anche in questo caso, cercare di accelerare con il piano
  energetico gli interventi da realizzare per lo scambio sul posto in
  maniera  tale  da agevolare le nostre aziende che pagano  l'energia
  nonostante   la   produzione;  nonostante  siamo  all'interno   dei
  parametri europei paghiamo ancora l'energia il 30 per cento in  più
  rispetto al resto d'Italia, ad altre aree e ad altri Stati.
   Per  cui,  sostanzialmente, questo intervento, l'intervento  della
  rivisitazione  del piano energetico ci porterebbe così  a  chiudere
  questo  annoso problema legato all'eolico e limitare  ciò  che  può
  essere  anche  un nuovo evento cioè dire quello del  termodinamico,
  perché  da  qui a poco scoppierà anche quest'altro problema  legato
  all'invasione  e  cosi come è stato sfruttato per  il  fotovoltaico
  arriveranno ora gli interventi del termodinamico.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Lombardo.  Ne  ha
  facoltà.

   LOMBARDO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  innanzitutto
  vorrei  ringraziare l'Assessore per la completezza e la  precisione
  con  cui  ha esposto le risposte alle interpellanze che sono  state
  anche presentate dal nostro Gruppo e che vedevano nella vicenda del
  servizio il tema centrale da affrontare.
   Poi,   ringrazio  l'Assessore  -  e  lo  ringrazio  più   che   da
  rappresentante del partito I Siciliani o da deputato regionale,  da
  siciliano,  da giovane siciliano - perché vede, oggi, lei,  dinanzi
  ad  un  Aula - possiamo anche dirlo un po' distratta, che si occupa
  di  queste  vicende  politiche nazionali  se  così  possono  essere
  definite - ha aperto uno squarcio importante, per non dire  storico
  su  quella  che  è  una vicenda che pian piano verrà  enucleata  ed
  approfondita  certamente  negli anni e  che  ha  colpito  al  cuore
  l'andamento democratico e delle istituzioni di questa Regione.
   Perché  vede trattare ciò che è accaduto in questi anni, in merito
  all'Agenzia  acqua  e rifiuti, in merito alla più  grande  gara  ed
  opera  infrastrutturale che andava realizzata in Sicilia nella  sua
  storia,  che riguardava un appalto da 4 miliardi di euro più,  poi,
  la  gestione  dei  rifiuti che andavano bruciati  per  vent'anni  e
  quant'altro   e   il   coraggio  che  lei  ha   avuto,   Assessore,
  nell'affermare anche quelle società, che una sentenza  del  TAR  ha
  dichiarato   come   organizzate  per  mezzo   di   una   sorta   di
  organizzazione, appunto,  che consentisse una gara  già  scritta  e
  che   vedeva   in  gruppi  che  sono  di  interesse  nazionale   ed
  internazionale  trovare il solito nido fecondo nella  Sicilia  dove
  poter  annidare il peggior malaffare ed il peggior sfruttamento  di
  questo  nostro  popolo perpetrato negli anni in tante  vicende  che
  riguardano questa storia apre uno squarcio fondamentale.
   E  vede, Assessore, chi ha voluto e vorrà approfondire ciò  che  è
  accaduto  negli ultimi anni in questa Regione lo potrà  anche  fare
  grazie  alle sue dichiarazioni, perché se lei ha fatto  i  nomi  di
  grossi gruppi nazionali, se lei ha fatto nomi di grossi gruppi  che
  hanno in quotidiani nazionali grosse partecipazioni e se rinveniamo
  in  questo  tavolino che si venne a creare di fatto le ragioni  che
  hanno  portato alla fine di una esperienza politica dentro e  fuori
  da  questo Parlamento, ebbene ci rendiamo conto che gli insulti, le
  denigrazioni, le strumentali posizioni che sono state tenute  erano
  legati a fatti che non hanno niente a che vedere con la politica  e
  con l'andamento democratico della vita della Regione siciliana.
   Che poi, vede, è la storia che si ripete, la storia di una Regione
  che  subisce e patisce molto spesso l'organizzazione di  gruppi che
  vengono  dal  nord  e  che non sono mafiosi nel  vero  senso  della
  parola, così come il Codice penale magari descrive, ma che lo  sono
  nei   comportamenti  e  nella  gestione  delle  risorse   pubbliche
  siciliane e che volevano imporre, in questa Regione, un sistema  di
  vita  che   una  politica  coraggiosa ha smembrato  e  devastato  a
  beneficio  di tutti i siciliani e lo dico soprattutto  dei  giovani
  siciliani  che  avrebbero  pagato  per  i  prossimi  vent'anni   la
   porcheria' che era stata messa su da questi signori.
   Quindi, la ringrazio innanzitutto Assessore perché ha consentito e
  consente  con  il suo coraggio di potere aprire la riflessione  che
  possa  far  riallacciare tutti i discorsi che sono stati effettuati
  in  questi  anni  e, poi, Assessore, le parlo delle  vicende  delle
  Conferenze di servizio.
   Noi  abbiamo  presentato una mozione che, per motivi  tecnici  che
  ancora  sono  in  parte ignoti, non è oggi all'ordine  del  giorno,
  comunque,  è  diventato un ordine del giorno e  su  questo  abbiamo
  trovato  dei  dubbi  che  abbiamo espresso in  questa  mozione  che
  brevemente vorrei riportarle.
   Noi, su questa vicenda, tracciamo un prima e un dopo, un passato e
  poi  un  presente  che andava creato. Quando  lei  ha  fatto  prima
  riferimento al pregresso del 2003, poi ha parlato di autorizzazione
  unica, quello che è avvenuto dopo e, poi, giustamente si è discusso
  di  un  percorso che si è avviato in questa Regione che è stato  un
  percorso  anch'esso coraggioso e non privo di ostacoli,  perché  si
  poteva  benissimo  dire:   Bene, continuiamo  a  spandere  impianti
  eolici  sul  territorio siciliano tanto non ci  sono  problemi   e,
  invece,  no,  si  è deciso di avviare riprendendo e recependo  quel
  decreto ministeriale del settembre 2010 le ragioni che vedevano una
  politica  che assumesse un regolamento ed un decreto del Presidente
  della  Regione  che potesse limitare, per mezzo della  zonizzazione
  delle aree idonee o non idonee, questa fase.
   Proprio  lì  e  proprio  alla fine di  questo  iter  normativo  di
  formazione  secondaria, soprattutto, preciso e puntuale  è  mancato
  l'ultimo  passaggio che era quello che a luglio del  2012,  con  il
  decreto  del  Presidente della Regione, seguiva la Commissione  che
  doveva stabilire le aree idonee e non idonee.
     Bene,  la  domanda  centrale che ci poniamo  è:   Perché  questa
  Commissione  non si è riunita ? E, vede, tutto qui è  il  discorso.
  Perché  l'Assessorato energia ha indetto le Conferenze dei  servizi
  prima  che queste aree idonee e non idonee fossero stabilite  dalla
  Commissione?
   Altra   domanda   centrale  nella  discussione  e  che   riafferma
  l'insensatezza    di  quella  convocazione  della  Conferenza   dei
  servizi,  mi  permetta, anche perché veda nell'allegato  precedente
  all'allegato  c)  famoso  vi sono delle  puntuali  indicazioni  che
  devono  avere  le istanze già presentate negli anni precedenti;  mi
  riferisco   all'articolo  4,  alla  lettera  A),   che   parla   di
   Attestazioni  di  Istituti  di credito  o  Società  a  tale  scopo
  abilitate   ai  sensi  degli  articoli  105  e  106   del   Decreto
  legislativo,  di  disponibilità  a  finanziare  iniziative   e   la
  sussistenza  in capo al richiedente delle capacità organizzative  e
  finanziarie per il suo sviluppo  che ci risulta forse non esserci.
   Alla lettera C):  Dichiarazione con la quale il richiedente assume
  nei  confronti  dell'Amministrazione l'obbligo della  realizzazione
  diretta  ,  attenzione  diretta, non società veicolo,  sviluppatori
  cosiddetti   dell'impianto fino alla fase dell'avvio dello stesso .
   Tutte queste norme, più le normative antimafia poi contenute, sono
  tutte  intervenute  nel luglio del 2012, quindi,  la  domanda  che,
  innanzitutto,  le  poniamo  è:  Queste prescrizioni  sono  presenti
  all'interno  di queste istanze mandate in Conferenza dei  servizi?
  E'   una   domanda  naturalmente  retorica   E  poi  le  chiediamo,
  Assessore, anche alla luce dell'articolo 17 prima, e 18  dopo,  del
  Regolamento,   allegato  C)  famoso,  dove   si   dice   che:    la
  documentazione  elencata  al  precedente  articolo..   -  il  17  -
   ...ferme  restando  le documentazioni imposte dalle  normative  di
  settore   - quelle anche precedentemente elencate -   è considerata
  contenuto minimo dell'istanza ai fini della sua procedibilità .
   La  confusione  che si è venuta a creare penso sia determinata  da
  questo.
   Dire  che  c'è  stato un pregresso, certamente, che  è  un  errore
  perché  l'inerzia,  soprattutto oggi, dai tribunali  amministrativi
  viene  considerata, in ogni caso, una responsabilità da parte della
  Pubblica  Amministrazione, non vi è dubbio. Ma  dire,  allo  stesso
  modo,  che  queste norme, questo iter di normazione secondaria  non
  valga o che non sia stato fatto, non è corretto, così come è giusto
  e lei lo ha fatto, ci risulta che già la cartografia di queste aree
  idonee  e  non  idonee è presente, vada sviluppata  la  valutazione
  conseguente dell'Assessore per il territorio dovrà essere  prodotta
  e  richiederà  tempo, quindi, chiediamo che questo  iter  prosegua,
  prosegua nella forma più naturale e giusta che vi sia, senza  avere
  il fardello o la spada di Damocle del Tribunale amministrativo.
   Noi  non  dobbiamo  avere paura di questo, anzi,  dobbiamo  essere
  ancora più sicuri che ciò che abbiamo imposto con queste norme, con
  questi atti normativi secondari, abbia un valore importante.
   Vedete, poi, la riflessione che faccio è anche una riflessione  di
  tutela   del   territorio,   che  lei,   giustamente,   ha   anche,
  precedentemente,  affermato  nella  risposta  che   è   una   delle
  competenze esclusive in base all'articolo 117, in capo allo Stato.
   Ma, vede, anche alcune sentenze della Corte Costituzionale recenti
  affermano  che,  di  fatto,  una maggiore protezione  dell'ambiente
  viene  tollerata anche dalla competenza esclusiva. Quindi, ciò  che
  alle  regioni non è certamente consentito è quello di  ridurre  gli
  spazi  di  protezione, ma non di aggiungerli  e,  in  questo  caso,
  questa è la direzione che dobbiamo ottenere.
   Mi si consenta, infine, l'ultima riflessione, anche se ne ho delle
  altre,  che  riguarda la potenza installata in  Sicilia  in  questo
  momento.  E'  una  riflessione di carattere  prima  tecnico  e  poi
  politico.
   Tecnico  perché?  Perché  lo  si  è  detto  più  volte:  andare  a
  realizzare  impianti eolici, oggi, è una truffa, perché  Terna  che
  gestisce  la  rete  di trasporto dell'energia dichiara  in  diverse
  lettere  pervenute  anche all'Assessorato dell'energia  degli  anni
  precedenti   che   non  sa  dove  mettere  questa   energia,   deve
  autorizzarla perché la normativa comunitaria lo impone, ma  non  sa
  dove  metterla.  Ciò  crea o un black-out o il  fatto  che  qualche
  impianto autorizzato e che riceve contributi non funzioni,  il  che
  crea una situazione un po' paradossale, se possiamo definirla così.
   L'ultima riflessione di linea politica la faccio a lei, Assessore:
  io  voglio  una  Regione  che dopo anni di  violenze  ad  opera  di
  petrolieri,  di  raffinerie che hanno installato,  in  Sicilia,  la
  vergogna  e  lo  stupro del territorio, dinanzi  a  3300  mega  tra
  energia  eolica,  fotovoltaica, di biomassa, instaurata  in  questa
  Regione, che potrebbe fornire qualcosa come tre milioni di persone,
  una volta per tutte dica che non dobbiamo più mandare fuori energie
  ma  che siamo autonomi dal punto di vista energetico. L'energia  la
  facciano altrove.
   Assessore,  quindi,  abbia  la forza politica  di  rivendicare  la
  posizione di questa Regione che ha già dato dal punto di vista  del
  sacrificio  del  territorio e che ora invita lo Stato  italiano  ad
  andare a produrre l'energia altrove.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, due cose mi  preme  sottolineare:
  quest'Aula oggi è stata molta attenta e l'abbiamo visto anche dagli
  interventi puntuali ed anche dal tempo impiegato, come il  suo  del
  resto,   perché   chiaramente  l'argomento  è   molto   importante.
  Quest'Aula oggi è molto attenta a ciò che succede durante i lavori.
  Per quanto riguarda, invece, il suo dubbio, abbiamo potuto appurare
  che  la  sua  mozione non era stata inserita all'ordine del  giorno
  perché  presentata   quasi a  cavallo, diciamo così, alla  chiusura
  dei  lavori d'Aula, per cui fu presentata e poi arrivò agli  uffici
  un  po'  dopo e per questo era stata messa da parte; non c'è  stato
  alcun  errore,  è  stato soltanto un problema di tempistica,  però,
  come  vede,  con  l'ordine  del giorno da  lei  presentato  abbiamo
  recuperato,  questo  per  fare  un  po'  di  chiarezza.  Detto  ciò
  proseguiamo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,  credo
  che non mi attarderò  nel dibattito, nelle considerazioni perché  i
  colleghi  che mi hanno preceduto hanno, in maniera chiara  e  anche
  netta,  descritto  la situazione in Sicilia oggi ma,  al  contempo,
  hanno  anche  evidenziato  una condizione  che  rischia  di  creare
  notevole confusione.
   Abbiamo  ascoltato,  sia mercoledì scorso che  oggi,  l'Assessore,
  replicare  e  rispondere  alla  mozione  presentata  dall'onorevole
  Cracolici  che tende a bloccare, di fatto, ogni tipo di concessione
  relativamente  agli  impianti  eolici  in  Sicilia  per  tutte   le
  motivazioni  che  i  colleghi che mi hanno  preceduto  hanno  testé
  illustrato   e,  la risposta dell'Assessore, anche stasera,  non  è
  stata  in  maniera  altrettanto chiara, cioè  l'Assessore  ha  dato
  ragione  su alcuni aspetti ma, altrettanto, ha difeso le  procedure
  amministrative   e  l'obbligatorietà   amministrativa   di   alcune
  procedure facendo riferimento anche ad alcune vicende dinanzi  alla
  magistratura ordinaria amministrativa e dinanzi all'imposizione che
  l'organo  terzo  magari  ha potuto fare e rivolgere  nei  confronti
  della Regione siciliana.
   Ma è chiaro ed è altrettanto vero che, comunque, in Sicilia, nella
  Regione siciliana, ancora non abbiamo delle linee guide non abbiamo
  recepito le line guide relativamente al decreto ministeriale del 10
  settembre  del  2010  ed è una notizia che  è  andata  su  tutti  i
  giornali  di qualche settimana fa secondo la quale era  volontà  di
  calendarizzare  da  parte del dirigente di  pertinenza  all'energia
  tutta  una  serie di programmi tesi al rilascio di  concessioni  di
  impianti  eolici,  circa  mi pare 74 e, comunque,  di  altre  fonti
  rinnovabili, fotovoltaico altre 57 autorizzazioni, impianti misti e
  così via, non sono qua per dare i numeri perché interessano poco.
   Cosa  interessa a chi parla, stasera, interessa che dovremmo  fare
  un  attimo  di  chiarezza ed io ho parlato anche con il  Presidente
  della IV Commissione legislativa per comprendere se, alla fine,  in
  Commissione   Ambiente' sia mai stata fatta luce o sia   mai  stata
  fatta  chiarezza sul piano regionale, se esiste un piano  regionale
  che  possa  ad  un  certo momento pianificare la strategia  che  la
  Regione  siciliana  vuole  adottare  in  ragione  di  queste  fonti
  rinnovabili; quali sono i luoghi, quali sono i contesti, quali sono
  i  limiti, quali sono i vincoli paesaggistici, quali sono i vincoli
  di  tutela  del  nostro  patrimonio  territoriale  e,  chiaramente,
  dinanzi  a  queste domande mi pare che non abbiamo  avuto  risposte
  chiare  - mi pare l'ha detto anche il presidente Formica -,  da  un
  lato  abbiamo  il  presidente Crocetta che  qualche  giorno  fa  ha
  dichiarato di essere profondamente contrario all'eolico, dall'altro
  lato  abbiamo  un Assessore che non ha detto più o meno  la  stessa
  cosa e che non è stato così tranciante su questa materia.
   Ma  attenzione, è legittimo, lo dico senza polemica, cerco di  non
  addentrarmi  eccessivamente su fatti politici perché  con  tutti  i
  problemi   politici  che  ,oggi,  ha  Crocetta   con   il   Partito
  Democratico,  oggi  pare si sia iscritto, il  capogruppo  Gucciardi
  pare  non  l'abbia ammesso, poi il segretario Lupo abbia posto  uno
  stop, voglio dire, non scendo in queste polemiche.
     Per  cui leggo la mozione dell'onorevole Cracolici in senso  non
  provocatorio per mettere in difficoltà il Governo, ma la leggo  nel
  senso che questo Parlamento vuole comprendere qual è il piano, qual
  è  la  strategia, qual è la pianificazione sulle fonti  rinnovabili
  del Governo regionale qua in Sicilia.
   E, allora, poiché ancora non vi è stato un incontro in Commissione
   Ambiente' e non è una cosa particolarmente edificante questa, cioè
  l'Assessore  non mi pare che abbia mai relazionato, o il  dirigente
  Firillo,  non  mi pare che abbiano mai relazionato  in  Commissione
   Ambiente'.
   Allora,  è  chiaro,  noi  siamo  assolutamente  convinti  che   il
  progresso, e vado verso la conclusione, che lo sviluppo  non  debba
  essere  bloccato ma, al contempo, vogliamo garantire, salvaguardare
  la tutela ambientale, paesaggistica, il nostro patrimonio.
   E  poiché riteniamo necessario, comunque, fare luce e chiarezza su
  alcuni  argomenti,  su cui non vogliamo entrare,  che  hanno  detto
  l'onorevole  Di  Mauro,  l'onorevole  Cracolici  e  così   via,   e
  l'onorevole   Musumeci,  la  settimana  scorsa,   credo   che   sia
  necessaria,  signor  Presidente  -  e  qua  la  preannuncio  -   la
  presentazione  di  un  ordine del giorno per l'istituzione  di  una
  Commissione di indagine e studio sulla materia, per far luce  sulle
  autorizzazioni  che il Governo ha rilasciato nei mesi  scorsi,  per
  comprendere  quali  e quanti sono i procedimenti amministrativi  in
  atto, quali e quante sono le problematiche afferenti che sono state
  anche riportate ed assegnate alla magistratura ordinaria, perché mi
  pare anche di questo si è parlato.
   E, allora, vorremmo fare chiarezza e per fare chiarezza, poiché il
  Governo  regionale  non  ha sentito mai  il  dovere  di  andare  in
  Commissione legislativa a riferire, ebbene, è arrivato  il  momento
  di  istituire  una  Commissione  che  possa  in  maniera  puntuale,
  attenta,  specifica,  senza speculazioni, ma perché  sia  di  aiuto
  all'attività  di  un  Governo che, oggi, non si  trova  maggioranza
  nemmeno  in  questa  Aula  con i partiti della  stessa  coalizione;
  crediamo  che sia necessario fare chiarezza, riportare serenità  su
  una   materia  che  potrebbe  avere  anche  degli  strascichi   che
  potrebbero esulare da quest'Aula.
   Allora,   poiché   vogliamo   ricondurre   tutto   nel   dibattito
  parlamentare,  poiché i parlamentari ed i deputati regionali  hanno
  il diritto-dovere di conoscere, capire, comprendere ciò che succede
  nei  processi amministrativi della Regione siciliana, chiediamo,  e
  presenterò  da  qui  a qualche momento un ordine  del  giorno  teso
  all'istituzione di una Commissione di inchiesta, di indagine  sulle
  fonti rinnovabili e, specificatamente, sull'eolico in Sicilia.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                          Per fatto personale

   FORMICA. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.     Ciò    che    ha    citato    l'onorevole     Falcone
  sull'interpretazione  da  dare all'operato  dell'assessore  Marino,
  ebbene  devo  ricordare all'onorevole Falcone, che  non  ha  capito
  bene,  io dicevo esattamente il contrario di ciò che dice lui,  che
  le  risposte sono state chiare da parte dell'azione dell'Assessore.
  Solo per chi non vuol capire

   PRESIDENTE. La ringrazio per questo chiarimento.

   interpellanza n. 104

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Riprende il seguito della discussione unificata della mozione
      numero 179  Iniziative per porre fine alla realizzazione di
      impianti eolici in Sicilia  e dell'interpellanza numero 104
   Chiarimenti urgenti circa la realizzazione di impianti di energia
                             alternativa

   PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione unificata  della
  mozione numero 179  Iniziative per porre fine alla realizzazione di
  impianti  eolici  in  Sicilia   e  dell'interpellanza  numero   104
   Chiarimenti urgenti circa la realizzazione di impianti di  energia
  alternativa
   E' iscritto a parlare l'onorevole Gianni. Ne ha facoltà.

   GIANNI.   Signor   Presidente,  Assessore,   onorevoli   colleghi,
  francamente non ho capito di cosa abbiamo parlato.
   Mi  ricordo che qualche tempo fa è stato firmato il protocollo  di
  Kyoto,  che  prevedeva  che  entro  il  2020  dovesse  esserci  una
  riduzione  del  20  per  cento  di inquinamento  atmosferico  e  la
  produzione del 20 per cento di energia alternativa.
   Stasera  mi  pare  che  qui si stia producendo  una  causa  contro
  l'eolico,  come  se  le altre fonti di energia alternativa  fossero
  cose  serie  e  l'eolico invece no. Perché dietro l'eolico  c'è  la
  mafia - ormai è certo - dietro il fotovoltaico, il termodinamico  e
  tutte le altre fonti di energia alternativa non c'è nulla.
   Intanto, partendo dal protocollo di Kyoto, andiamo a vedere che in
  tutta  Europa  ci  sono migliaia di pale eoliche ed  in  Sicilia  -
  abbiamo  chiesto più volte, abbiamo fatto tutto quello che dovevamo
  fare  per  quanto  riguarda  l'elettrodotto  Sicilia-Calabria,  per
  quanto   riguarda  il  nuovo  impianto  che  doveva  essere   quasi
  un'autostrada  dell'energia in Sicilia,  perché  è  vero  l'energia
  prodotta,  non  solo quella dell'eolico, ma anche  tutte  le  altre
  energie  prodotte,  a  volte, non possono essere  inserite,  perché
  quella  esistente è un'autostrada ad un'unica corsia.  L'energia  o
  entra  o esce. Ed è il motivo per cui alla Terna abbiamo aiutato  a
  fare  questa  operazione, l'impianto che va da  Rizziconi,  Priolo-
  Palermo-Rizziconi,  doveva  servire  a  creare  le  condizioni  per
  produrre energia per noi e per il resto del Paese.
   Nel  tempo abbiamo subito, senza ricevere niente in cambio - e qui
  è  vero  ciò  che  ha  detto  il collega  che  mi  ha  preceduto  -
  l'insediamento di impianti di raffinazione.
   Abbiamo  fatto  una  battaglia, che è datata circa  30  anni,  per
  cercare  di avere la benzina ad un prezzo inferiore, per avere  una
  percentuale del guadagno e non è servito a niente. I grandi  gruppi
  economici  -  nazionali  e internazionali -  d'intesa  col  Governo
  nazionale, hanno sfruttato il territorio, lo hanno inquinato  e  se
  ne sono andati.
   E  non  è di oggi il piano di risanamento ambientale, è del  1984,
  epoca  in cui, personalmente, insieme alle Università, feci  questo
  piano di risanamento ambientale.
   Oggi,  non parlo dei termovalorizzatori, quelli vanno per i  fatti
  loro;  la  Procura,  la  Corte dei Conti, il  TAR  e  quanti  altri
  indagano.
   Secondo me, lei Assessore, ha fatto bene ad andare avanti  con  il
  lavoro che non può fermare, perché la volontà politica non è legge
  La   volontà   politica  diventa  legge  quando  fa   la   proposta
  legislativa, viene approvata e si creano le condizioni.
   Io  penso  che lei debba, invece, forzare la Terna per  fare  quel
  lavoro  che ci serve per evitare di perdere l'energia che ci  costa
  tanto,  a noi ed a tanti commercianti. Deve ricontrattare il  costo
  dell'energia con l'Enel e con quanti si occupano di energia  perché
  paghiamo  un  mare  di soldi: se lei va a vedere  la  sua  bolletta
  dell'Enel,  vedrà  che c'è una quota che è riservata  a  pagare  il
  rinnovo  e  la  nuova  installazione di reti  elettriche  nel  Nord
  Italia.
   Io  sono  per  farle, ci mancherebbe altro, però, sono  anche  per
  avere  in  cambio  una  diminuzione  del  costo  dell'energia,  una
  diminuzione del costo della benzina, una serie di cose.
   Perché  comunque, caro Assessore e caro governo Crocetta, dobbiamo
  sapere cosa dobbiamo fare, perché se le pale eoliche sono in  tutta
  Europa, non è servito fare fallire una serie di aziende in Sicilia,
  come quella che abbiamo in provincia di Siracusa e che ha mandato a
  casa 680 persone, perché non dovevano produrre più pale eoliche.
   La  stessa cosa non �� stato fatto per il fotovoltaico o per  altre
  cose.
   E  allora cosa faremo? Quando cominceremo a parlare di sistema  di
  sharing,  questo nuovo sistema termodinamico che potrebbe diventare
  un  momento  importante, cosa facciamo non lo facciamo perché  sono
  pale che poi danno fastidio all'occhio.
   Io  ricordo che nella Commissione, che si occupa di autorizzare le
  pale,  il  fotovoltaico e quant'altro, c'è anche la presenza  della
  Soprintendenza, che quando la cosa non va bene, dal punto di  vista
  paesaggistico o da altri punti di vista, la boccia.
   Abbiamo  fatto il Piano energetico ed ambientale col primo Governo
  Lombardo, i consulenti del governatore Lombardo dopo qualche giorno
  lo  hanno cambiato, non dopo qualche mese, dopo qualche giorno,  ed
  essendo  un  piano  e  non  una legge, poteva  essere  cambiata  in
  qualunque  momento,  poi  noi siamo usciti dal  Governo  e  non  so
  quello  che  è  successo, so soltanto che, intanto,  abbiamo  perso
  tante occasioni, tanti posti di lavoro, si è aperta una guerra  che
  ha  una sua lettura, che non è quella del bisogno o delle necessità
  o di fare gli interessi dei siciliani, chissà cosa c'è dietro tutto
  questo ambaradan.
   Certo,  prima  o  poi  la  Corte  dei  Conti  ci  chiama  e  anche
  quest'Aula,  che  non  ha  l'immunità, così  come  le  Commissioni,
  qualche  giorno  fa la Commissione, qualche mese fa la  Commissione
  Sanità,  qualche giorno fa altre Commissioni, sono  stati  chiamati
  dalla Corte dei Conti a rendere conto del loro operato, quindi, non
  c'è qui, perché non c'è più da parecchio, caro onorevole Cracolici,
  la politica, non c'è, da tanto tempo non c'è la politica.
   Qui  mi  ricordo che già il Governatore Cuffaro cominciò  con  gli
  assessori tecnici, poi cominciammo ad avere una serie di interventi
  che  sono serviti semplicemente a rottamare la politica che  non  è
  più in grado di essere politica, non ci sono decisioni politiche se
  non attraverso atti che sono atti legislativi qui e a Roma.
   Siamo  in un momento in cui dobbiamo decidere quale è la sorte  di
  questa  Regione: dobbiamo creare i posti di lavoro, dobbiamo creare
  l'energia alternativa, se non è quella eolica sarà un'altra,  quale
  mini, alto, basso, mi pare che siamo alla lana caprina.
   Io  credo  che  un  piano  questa  Assemblea,  attraverso  le  sue
  Commissioni, può valutare insieme al Governo, qualunque  esso  sia,
  quale deve essere il progetto, il futuro di questa Regione, ma   il
  problema  più grave assessore è quando noi non riusciamo ad  essere
  in  grado di forzare la mano per quello che ci spetta, non  abbiamo
  l'autorevolezza né l'autorità di far pagare a chi ci  ha  inquinato
  in  questi  quarant'anni, cioè il piano di risanamento  ambientale,
  che  è  messo  lì  da parte, giocano con la zona franca  e  con  il
  credito  d'imposta per non farci stare meglio, c'è il tentativo  di
  far diventare questa Regione siciliana una regione di rivoluzionari
  non  a parole o politici, ma rivoluzionari perché hanno bisogno del
  pane.
   Noi  dobbiamo vedere come fare a trovare la capacità del confronto
  col  Governo  nazionale  e con la Comunità  Europea,  come  qualche
  giorno fa, qualche mese fa, qualche anno fa, quando ho detto che il
  Ciapi di Priolo con il Ciapi di Palermo, allora, dovevano diventare
  quelli  che dovevano costruire la piattaforma di formazione per  il
  Mediterraneo e fare un accordo con l'Europa ed i Paesi frontalieri.
  L'abbiamo detto qualche anno fa, così come qualche anno fa  abbiamo
  fatto il piano di risanamento ambientale.
   Io  credo  che  lei  faccia  bene ad evitare  di  andare  incontro
  all'omissione  di  atti d'ufficio o all'abuso di  potere,  portando
  avanti  quello che le leggi attuali le obbligano di fare.  Io  sono
  convinto che lei debba chiamare la Terna qui ed obbligarla  a  fare
  gli  interventi, debba fare un piano di zonizzazione  insieme  alla
  Soprintendenza   Beni  Culturali,  insieme  a   questa   Assemblea,
  dopodiché   credo   che   il  fotovoltaico,   l'eolico,   oggi   il
  termodinamico quello che c'è, domani il termodinamico che ha questo
  sistema  di Shearling  possano essere il futuro di questa  Regione,
  far   lavorare  un  pò  di  gente,  produrre  un  po'   di  energia
  alternativa,  ridurre  l'inquinamento e dare  qualche  speranza  ai
  siciliani

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  replicare   l'assessore  Marino  per
  replicare sugli interventi.

   MARINO,  assessore  all'energia e ai servizi di pubblica  utilità.
  Signor Presidente, onorevoli deputati, io sarò assolutamente breve,
  ma intransigente su quello che finora io ho detto perché da qualche
  intervento  mi   è  di capire che non sono riuscito a  spiegarmi  e
  questo  mi  preoccupa  perché  l'intervento,  fortunatamente,  l'ho
  preparato  per  iscritto e, quindi, alcune  cose  in  qualche  modo
  resteranno e che sono state dette proprio in occasione della scorsa
  seduta.
   Il  Governo Crocetta politicamente non vuole l'eolico, l'assessore
  Marino  fa parte del Governo Crocetta e non vuole l'eolico,  questo
  sia  ben chiaro nessuno può dire una cosa diversa perché io non  ho
  detto una cosa diversa, il metodo per conseguire questa limitazione
  che  l'orientamento politico legittimo che passa, innanzitutto, per
  la tutela del territorio è assolutamente diverso.
   Noi  paghiamo  i  ritardi gravissimi, onorevole Di Mauro,  ritardi
  gravissimi  dovuti a mille contingenze della politica energetica  e
  che hanno riguardato lo scorso Governo.
   Il  decreto  ministeriale 2010, lo ricordate, poi non so  lei  era
  presente  nella  seduta  antecedente a  questa,  però  troverà  per
  iscritto  appunto quella parte che riguarda la ricostruzione  della
  normativa  dello Stato e come si inserisce poi o deve inserirsi  la
  normativa  regionale. Dal 2010 si passa 2012, onorevole  Di  Mauro,
  non me ne dolga cosa c'entra il Governo Crocetta in questo?
   E  un altro luogo comune deve essere in qualche modo superato: lei
  ha  parlato  dell'intervento di Terna e dei limiti che Terna  aveva
  dato,  ma guardi che con gli stessi limiti in Conferenza di servizi
  Terna  mica li ha ribaditi, non solo non li ha ribaditi, ma  quello
  che  diceva  il  decreto ministeriale 2010  è  stato  superato  dal
  decreto  ministeriale di  burden sharing   e, quindi,  il  discorso
  dei  limiti e qua dobbiamo intenderci su un punto essenziale perché
  credo  ci  sia una confusione sui limit o gli obiettivi  raggiunti,
  una  confusione  che sicuramente mi appartiene e che  io  cerco  di
  scongiurare almeno per quanto mi riguarda
   Noi  come  Regione  siciliana, secondo  burden sharing ,   abbiamo
  l'obiettivo, entro il 2020, di conseguire il 15,9% di riduzione dei
  consumi energetici, il 15,9% di aumento di energie rinnovabili,  la
  riduzione di CO2 del 15,9%. Questi obiettivi li puoi raggiungere in
  maniera composita.
   E'  vero  che  per  quanto riguarda l'energia elettrica  le  fonti
  rinnovabili  hanno  conseguito  l'obiettivo,  ma  senza  le   fonti
  rinnovabili gli altri obiettivi, che sono complessivi, non li  puoi
  mai  raggiungere,  siano  esse  fonti  provenienti  da  eolico,  da
  fotovoltaico o da altro, attenzione
   Non  significa, quindi, che se sotto il profilo del raggiungimento
  delle  necessità  di rete del 15,9% abbiamo raggiunto  l'obiettivo,
  noi  smettiamo  con le energie rinnovabili, che  poi  non  riguarda
  l'eolico,  riguarda  tutte  le energie rinnovabili,  significa  che
  possiamo  utilizzare  le  energie rinnovabili  per  conseguire  gli
  altri  obiettivi  che  abbiamo  l'obbligo  e  non  la  facoltà   di
  raggiungerle
   E  lì  condivido quello che diceva l'onorevole Gianni, se dobbiamo
  fare  politica andiamocela a vedere con lo Stato o con la  Comunità
  europea che ci impone questo limite
   Quindi  non  fraintendiamo assolutamente, tant'è vero che  io  nel
  provvedimento  che  ho  proposto alla  Giunta  metto  limitatamente
  all'eolico,  per quella parte che riguarda l'energia  elettrica  il
  raggiungimento degli obiettivi, ma con un significato limitato  non
  sul   raggiungimento  degli  obiettivi  complessivi   che   abbiamo
  l'obbligo di conseguire  Attenzione non la facoltà, l'obbligo, pena
  la  condanna dell'Italia e la Regione a caduta se non raggiunge gli
  obiettivi  che sono stati prefigurati dallo Stato italiano  per  la
  Regione Sicilia.
   Non  facciamo  confusione, quindi, questo  discorso  che  riguarda
  Terna  non  può  andare  così  e  vi  prego  i  ritardi  del  piano
  energetico,  di  quello  che andava fatto non  può  pagarli  questo
  Governo  con  l'accusa di non aver fatto quello che  andava  fatto,
  perché  anche  qui  sulla  mozione io voglio  essere  assolutamente
  chiaro perché io voglio capire cosa si vota in questa mozione.
   Il  Governo  Crocetta dice sostanzialmente: no all'eolico  secondo
  l'orientamento politico, non può bloccare le Conferenze dei servizi
  e  mi  pare  che  l'onorevole Cracolici ha convenuto  sotto  questo
  profilo,  non  ha rilasciato nessuna autorizzazione  nonostante  le
  Conferenze  dei  servizi espletate non è stata  rilasciata  nessuna
  autorizzazione.
   Come  e  perché? Perché nel frattempo era andato avanti sul piano,
  andato  avanti il Governo Crocetta, ma non perché c'era la mozione,
  perché  già  l'ha  fatto  da  prima,  dalla  primavera  scorsa   di
  costituire  la  commissione che, correttamente, lo  scorso  Governo
  aveva  prefigurato,  ma  che,  chiaramente,  poi  si  è  interrotta
  l'attività  sotto  quel profilo, quindi non poteva  operare  quella
  Commissione.  L'ha costituita il Governo Crocetta, è andata  avanti
  sulle zone idonee e non idonee.
   Attenzione,  il  problema  della sostenibilità  della  rete  viene
  inserito  nelle  zone idonee e non idonee. Io, fra  l'altro,  avevo
  fatto  un altro intervento, un altro comunicato - questo molto  più
  tecnico   -    che  riguardava  anche  questo  aspetto  dove   puoi
  intervenire per limitare.
   Attenzione che questo sarà un passaggio, però, delicato perché  la
  sostenibilità  della  rete,  che entra  come  vincolo,  non  è  che
  giuridicamente  è detto che ci passi in maniera  assoluta,   non  è
  detto che ci passi, ma ci proviamo a farlo passare perché questo  è
  il nostro orientamento.
   Con   burden  sharing ,  nel caso in cui l'immissione  in  rete  è
  satura, la sospensione della autorizzazioni può essere, anzi non  è
  l'interruzione   delle   autorizzazioni,   la   sospensione   delle
  autorizzazioni  per  mesi otto, stabilita dal decreto  ministeriale
  del   2012.  Quindi,  è  superato  quello  che  diceva  il  decreto
  ministeriale del 2010 sotto questo profili, ecco perché non  l'  ho
  affrontato nella prima parte.
    Io neanche sotto questo profilo posso,  tout court , dire  non ti
  autorizzo ,  posso dire  ti sospendo l'autorizzazione   se  c'è  un
  problema di immissione in rete.
    Quindi,  ho la grande preoccupazione che ci sia, anche  da  parte
  mia,  sicuramente, un po' di confusione in alcuni concetti.,  però,
  io  non  ho  capito cosa votiamo in questa mozione, perché  io  sto
  ponendo  in essere, come Governo, tutte le azioni poste  in  essere
  per  bloccare l'eolico arrivando a quella possibilità, di  corretta
  valutazione,  che le zone idonee e non idonee, e il piano  è  stato
  già  fatto,  ci  può  dare. Nel contempo,  non  posso  bloccare  le
  conferenze  di  servizio;  non  ho  rilasciato  autorizzazioni;  ho
  bloccato,  con  una  delibera di giunta,  con  una  mia  direttiva,
  l'operatività,  per  un  tempo strettamente  limitato,  attenzione,
  perché  oltre  questo non posso andare, in modo da  far  rivalutare
  anche  i pareri favorevoli dati, ma  cos'altro deve fare il Governo
  Crocetta? Ditemelo cos'altro deve fare e cosa non ha fatto  chi  ci
  ha preceduto per le ragioni più varie, attenzione, dovute a ragioni
  politiche,  alla caduta del Governo, a quello che  si  è  venuto  a
  determinare  nella maggioranza, non ha importanza, ma  il  fine  di
  quel Governo era bloccare l'eolico, non l'ha bloccato quel Governo,
  noi   abbiamo ritirato quella situazione, abbiamo posto  in  essere
  tutte  le  uniche  azioni che era possibile  porre  in  essere  per
  tutelare  il territorio ed io non ho capito cosa votiamo in  questa
  mozione.  Che  il Governo ha fatto le Conferenze di  servizio?  Che
  Pirillo   ha fatto un nuovo ordine? Stiamo votando questo o  stiamo
  votando  la  corretta  azione  del Governo  Crocetta  sotto  questo
  profilo?
    Perché  io  non  posso  consentire che si  dica  che  il  Governo
  Crocetta non ha fatto le uniche azioni doverose che andavano fatte,
  forse si poteva fare anche di più, non lo so, ma certamente abbiamo
  fatto quello che nel passato non è stato mai fatto
    Quindi, cosa stiamo votando, che il Governo Crocetta da un  lato,
  politicamente, dice  no all'eolico , dall'altro lato fa  le  azioni
  per autorizzare l'eolico? Noi non abbiamo autorizzato assolutamente
  nulla  E arriveremo a bloccare, nel merito, le valutazioni, non con
  presupposti formali che sono assolutamente inconducenti,  anzi sono
  la   causa  di  quello  che  noi  abbiamo  ereditato,  di   ritardo
  nell'adottare   un'azione   coerente  della   tutela   del   nostro
  Territorio.
    Sia  con  l'eolico, sia con altre energie rinnovabili, le  uniche
  azioni  le ha poste in essere questo Governo, non ce ne sono altre:
  quindi, io non so cosa si vota in questa mozione.

    PRESIDENTE.  Comunico   che sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:

  - 179.1, dall'onorevole Musumeci;
  - 179.2, dagli onorevoli Palmeri e Siragusa;
  - 179.3, dall'onorevole Cancelleri;
  -  179.4,  dagli  onorevoli D'Asero, Falcone, Assenza,  Alongi  e
  Fontana.

    Si  passa  all'emendamento  179.1:  Emendamento  aggiuntivo  alla
  mozione 179: dopo la parola  paesaggio  aggiungere  inoltrare  alla
  Procura  della  Repubblica di Palermo, gli  atti  istruttori  delle
  autorizzazioni alla realizzazione dei parchi eolici.

    MUSUMECI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a proposito  di
  questo emendamento, appariva chiaro nel corso del mio intervento la
  volta  scorsa,  in  relazione anche alle cose dette  dall'assessore
  Marino,  che il proposito era quello di sottoporre al vaglio  della
  Magistratura  ogni atto propedeutico al rilascio di autorizzazione,
  perché  nella  fase  istruttoria  che  si  configura,  laddove   si
  configura,  l'ipotesi  di  connivenza fra  poteri  imprenditoriali,
  poteri politici o burocratici e, se ci sono, poteri mafiosi.
    Quindi,  l'inoltro alle Procure della Repubblica di Sicilia,  non
  certo  solo  quella di Palermo, può avere un obiettivo,  quello  di
  rassegnare, per le competenze che attendono la Magistratura penale,
  consegnare il materiale cartaceo, necessario a individuare  ipotesi
  di reato.
    Dopo  l'intervento  dell'assessore Marino, mi  è  sembrato  anche
  doveroso,   aggiungere  a  quell'emendamento  una  sorta   di   sub
  emendamento,  nel  senso  che, è solo  un'intesa  verbale  che  non
  abbiamo formalizzato, ma possiamo qui farlo, davanti all'Aula e con
  il  Governo, se lo ritiene, questa selezione di ipotesi  di  reato,
  potremmo condurla d'intesa con l'assessore al ramo, che sul  fronte
  della   moralizzazione,  mi  è  e  ci  è  sembrato  particolarmente
  appassionato  in  occasione  di questo interessante  e  qualificato
  dibattito.
    La mia non è una iniziativa improntata a bieco giustizialismo,  è
  soltanto un contributo ulteriore a verificare se negli ultimi anni,
  l'attività legata all'eolico in Sicilia sia stata caratterizzata da
  ipotesi  di  connivenza  fra potere politico,  potere  burocratico,
  potere imprenditoriale e, ove dovesse esserci, potere mafioso.
    E'  un emendamento il mio, naturalmente, ad essere emendato se  i
  colleghi  lo  ritengono e, comunque, resta inteso che  ogni  azione
  propedeutica   all'inoltro  dei  documenti   alle   Procure   della
  Repubblica  potrà  essere  determinata  da  un  lavoro  comune  fra
  l'Assemblea e l'assessore Marino.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


    GIANNI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono assolutamente
  d'accordo  con  il presidente Musumeci, quindi, voto favorevolmente
  l'emendamento, così com'è, senza alcuna aggiunzione.
    Aggiungo, invece, un suggerimento all'assessore, anziché parlare,
  se  lei  vuole  modificare  il  modificabile,  basta  semplicemente
  rivedere il piano. Lei deve raggiungere il 15,9 per cento entro  il
  2020  lo può fare mettendo il 70 per cento il termodinamico, il  20
  per  cento di quello e il 5 per cento l'eolico e abbiamo chiuso  la
  partita.

    PRESIDENTE.  Si  passa  alla  votazione  dell'emendamento  179.1,
  tenendo   conto  delle  indicazioni  dell'onorevole  Musumeci.   Lo
  rileggo:   dopo  la  parola   paesaggio',  aggiungere   la   parola
   inoltrare  alla  Procura  della Repubblica  di  Palermo  gli  atti
  istruttori  delle  autorizzazioni  alla  realizzazione  dei  parchi
  eolici   e aggiungere delle altre Procure, ma è stata una aggiunta,
  mettiamo   le altre autorità giudiziarie competenti . Lo  riteniamo
  già fatto.
    Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    MARINO,  assessore all'energia e ai servizi di pubblica  utilità.
  Favorevole.

    PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

    Si  passa all'emendamento 179.3 a firma dell'onorevole Cancelleri
   fra le parole  eolici' e alla  tutela' inserire le parole impianti
  fotovoltaico di grande dimensioni ricadenti in aree agricole .
    Se  l'onorevole Cancelleri non è presente, questo  emendamento  è
  decaduto.
    Lo fanno proprio gli onorevoli Di Mauro, Formica, Leanza, Palmeri
  e Vinciullo.
    Ha facoltà di parlare l'onorevole Formica per illustrarlo.

    FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ha  una  grande
  logica quell'emendamento perché è paradossale che da tre ore  e  da
  giorni   facciamo  un  dibattito  sull'attività  posta  in   essere
  dall'assessore in merito alla regolamentazione, allo stop  rispetto
  all'eolico che tutti siamo d'accordo di non volere proseguire e poi
  chiudiamo  gli  occhi  su  un impianto che,  badate  bene,  si  sta
  realizzando  su  una superficie di 243 ettari di terreno  agricolo,
  243  ettari  che  è una superficie impressionante  e  nessuno  dice
  nulla.  Un  impianto di 243 ettari che veramente è  una  superficie
  enorme  e  che  verrà  totalmente eliminata  dalla  possibilità  di
  produzione  agricola  per  una serie infinita  di  anni,  perché  i
  pannelli  posti  a  meno di un metro dal terreno provocheranno  una
  sterilizzazione di quel terreno per almeno 10, 15 anni  successivi,
  quindi,  provocando  un danno di gran lunga superiore a quello  che
  qualche  autorizzazione, peraltro imposta dalla legge,  su  qualche
  pala eolica può arrecare.
    Quindi,  lo  facciamo  nostro  ed  è  coerente  quell'emendamento
  presentato con una azione di prevenzione del danno ambientale.

    GIANNI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GIANNI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  intervengo
  perché   desidero   sapere  se  questo  emendamento   riguarda   il
  fotovoltaico su serre che si sta costruendo a Gela? Se è quello  io
  voterò  contro, perché sono convinto che non si può fermare  quella
  operazione  non  perché sia su terreno e su serre.  Siccome  quello
  serve a produrre per tutto l'anno prodotti agricoli, se è quello io
  voterò contro, perché è interrompere un lavoro già autorizzato  con
  il  Presidente  della  Regione che si è  ampiamente  manifestato  e
  questa  Regione  non  può  fermare un lavoro  già  iniziato  perché
  altrimenti faremmo i conti con la Corte dei Conti.

    MALAFARINA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, per
  strani  scherzi  del  destino certe volte mi  trovo  d'accordo  con
  l'onorevole Gianni e non tanto con l'onorevole Musumeci.
    Onorevole  Musumeci  qua dobbiamo fare i poliziotti  e  io  sarei
  quello  più  titolato in quest'Aula per farlo, ma  evidentemente  i
  tempi cambiano.
    Torno  indietro di qualche secondo, mi sembra strano che  in  una
  mozione  si  debba  dire a un  Assessore,  che  fra  l'altro  è  un
  Procuratore  della Repubblica, che in presenza di situazioni  debba
  mandare   le  cose  alla  Procura  della  Repubblica,   mi   sembra
  pleonastico e superfluo, devo essere sincero.

    MUSUMECI. Di quale atto stiamo parlando.

    PRESIDENTE.     Onorevole     Malafarina,     stiamo     parlando
  dell'emendamento 179.3.

    MALAFARINA.  Si, per carità, in presenza di reati  è  obbligo  di
  tutti rimandare indietro.  Torniamo a questo emendamento:  Impianti
  fotovoltaici   di  grandi dimensioni ricadenti in  aree  agricole ,
  cosa significa onorevole Cancelleri?
    Lei  dovrebbe  illustrarlo per capire se  sono  insediamenti  sul
  terreno,  su  serre,  perché se fossero insediamenti  su  serre  io
  comincio  a sospettare che questi emendamenti non abbiano  nulla  a
  che fare con il problema dell'eolico; comincio a sospettare che sia
  contro  il  Governo    sic et simpliciter'  per delle  attività  in
  corso e preannuncio già direttamente il mio voto contrario a questo
  emendamento  perché non solo non si possono bloccare  attività  già
  in  corso,  non si può ostacolare il futuro, perché su delle  serre
  che  già insistono sul terreno che, chiaramente, sopporta un carico
  di  plastica di tecnologie diverso, l'aggiunta o non aggiunta di un
  pannello  fotovoltaico  non cambia la vita a  quel  territorio,  ma
  produce  ricchezza per quel territorio, produce  ricchezza  per  la
  catena  del  caldo,  del freddo, produce innovazione  tecnologiche,
  produce  sviluppo,  quindi,  mi  sembra  assolutamente  strumentale
  questo emendamento e come tale voterò contro.

    ARANCIO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ARANCIO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessore,
  riguardo  all'emendamento,  se l'obiettivo  è  quello  di  bloccare
  questo insediamento che si deve fare nel territorio di Gela, volevo
  comunicare  all'Assemblea che su questo intervento si è  spesa  una
  comunità, un consiglio comunale votando la possibilità che a questo
  territorio  venisse  data la possibilità di  essere  espropriato  e
  quindi  di  potere  realizzare questo insediamento che è  di  tipo,
  innanzitutto,  agricolo  e poi dà anche la possibilità  di  montare
  sopra le serre dei pannelli fotovoltaici.
    Volevo  dire  a  quest'Aula che questo non è un insediamento  che
  toglie   terreno   all'agricoltura,  ma  anzi  restituisce   questo
  territorio  all'agricoltura perché questo è un territorio  ad  alta
  intensità  salina,  quindi,  dove non era  possibile  fare  nessuna
  agricoltura,   l'insediamento  di queste  serre  permette  di  dare
  questo   territorio   all'agricoltura  e,   inoltre,   abbiamo   la
  possibilità di produrre energia.
   C'è  una  grande  speranza  nel nostro Territorio  che  in  questo
  momento ha tanta difficoltà economica e dove la disoccupazione è  a
  livelli  più  alti di tutta la Regione siciliana,  quindi  bloccare
  questo tipo di insediamento sarebbe sicuramente un danno enorme per
  il territorio gelese.
   In  linea generale, se parliamo di bloccare nuovi insediamenti, si
  può  anche essere d'accordo, ma bloccare insediamenti che hanno già
  i  processi autorizzativi in essere e rappresentano una possibilità
  di  sviluppo, di rilancio dell'economia, di nuovi posti di  lavoro,
  mi sembra oltremodo un danno verso il territorio.
   Pertanto,  vorrei  pregare i colleghi che hanno presentato  questo
  emendamento,  alla luce delle considerazioni fin qui fatte,  tenuto
  conto  che  molto probabilmente non conoscevano la realtà specifica
  di  questa situazione, di ritirarlo perché non dà un beneficio,  ma
  va a determinare danni notevoli.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  fatto  mio
  l'emendamento dell'onorevole Cancelleri perchè credo  che  riguardi
  gli  investimenti che andranno fatti. Quelli che sono già in corso,
  ovviamente,  non  potranno  essere  revocati  perchè  trattasi   di
  contratti  già  in essere e soprattutto non credo  che  ci  sia  un
  amministratore  o  un  uomo  di  governo  che  possa  assumersi  la
  responsabilità di revocare provvedimenti per i quali, comunque,  le
  ditte hanno assunto mutui, iniziato attività e quant'altro.
   La   condivisione   dell'emendamento   dell'onorevole   Cancelleri
  riguarda i provvedimenti che il governo dovrà trovarsi sul tavolo e
  che riguardano grosse aziende, e trattasi in realtà di attività che
  nulla   hanno  a  che  vedere  con  l'agricoltura,  ma  con   fatti
  speculativi.

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Mauro, la ringrazio  per  aver  chiarito
  questo aspetto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  voglio
  entrare  nel merito dell'emendamento, se riguarda il passato  o  il
  futuro  oppure  riguarda le aree o le serre.  Voglio  soltanto  far
  rilevare  alla Presidenza che una mozione ha dei proponenti  ed  un
  oggetto  e,  ai  sensi  dell'articolo 111 del Regolamento  interno,
  possono essere presentati emendamenti coerenti con l'oggetto  della
  mozione.
   Ora,  io  non discuto se dobbiamo fare o non fare il fotovoltaico,
  però  i  colleghi  che sono eventualmente contro  il  fotovoltaico,
  presentano una mozione con oggetto  fotovoltaico .
   La  mozione n. 179, invece, si riferisce al  Iniziative per  porre
  fine alla realizzazione di impianti eolici in Sicilia , e questo  è
  l'oggetto all'esame del Parlamento.
   Pertanto,  ai  sensi dell'articolo 111 del Regolamento  interno  -
  ripeto  -  non possono essere presentati emendamenti che non  siano
  coerenti  con l'oggetto della mozione. E la mozione in  discussione
  aveva un oggetto specifico, che è l'eolico, poi sul fotovoltaico si
  potrebbe aprire un altro capitolo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, adesso ci  consultiamo  con  gli
  Uffici per valutare la sua giusta considerazione. Nel frattempo, ha
  facoltà    di    parlare    l'onorevole   Cancelleri,    firmatario
  dell'emendamento.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  nell'ultima
  seduta,  che  ci  ha  visti intervenire su  questa  mozione,  avevo
  chiaramente  illustrato quali erano gli intenti degli  emendamenti,
  rivolti alla proliferazioni di impianti che stanno coprendo  intere
  porzioni  nel  nostro  territorio anche per  estensioni  abbastanza
  vaste  e facevo un cenno, sostanzialmente, ad una battuta:  Io  non
  voglio  una  centrale da mille kilowatt, ma voglio mille  cittadini
  che producano un kilowatt a testa ; ovvero l'idea di rete.
   Per  tale  motivo,  l'emendamento  va  in  una  direzione  che   è
  semplicemente  quella di determinare una politica  governativa  che
  non  sia  più  quella di grandi multinazionali che  vengono  qui  a
   rubare ,  materialmente, il nostro sole, il nostro vento  e  tutte
  l'energie  rinnovabili  che abbiamo a disposizione,  intascando  il
  contributo   del    conto  energia   e  portando  questi   capitali
  all'estero, dove queste multinazionali risiedono, lasciando a  noi,
  semplicemente,  la bruttezza del paesaggio e l'onere  di  andare  a
  smaltire, tra venti, trenta o quarant'anni, i pannelli obsoleti che
  andranno a campeggiare sui nostri paesaggi.
   C'è anche un ragionamento più ampio da fare. Ogni qualvolta che in
  quest'Aula  si parla di un problema relativo ad una qualunque  zona
  della  Sicilia,  ci  dimentichiamo di essere rappresentanti  di  un
  governo  regionale, quindi deputati regionali eletti per  risolvere
  il  problema  di  tutta la Regione, diventando paradossalmente  dei
   deputati  di  quartiere , per andare a rivendere  il  nostro  agli
  elettori della nostra zona, dimenticandoci di tutti gli altri.
   Se  questa mozione non avesse parlato di impianti fotovoltaici  ma
  di  Ragusa Ibla, sarebbero intervenuti tutti i deputati di  Ragusa,
  se  avesse parlato di problemi del messinese, sarebbero intervenuti
  i  deputati  di  Messina,  ecc..  Basta   Questo  non  è  un  fatto
  tollerabile   Non è possibile andare avanti ogni  volta  in  questa
  maniera
   In questo emendamento non c'è scritto che vogliamo chiudere l'Agro
  verde  di  Gela  o  qualunque altra serra, o impianto  fotovoltaico
  nella zona. Noi sosteniamo e promuoviamo le energie rinnovabili, ma
  questa  è la politica che può dare mandato ad un governo regionale,
  attraverso una mozione che è un indirizzo d'ordine, a fare qualcosa
  che  sia ad appannaggio delle future popolazioni. La nostra idea  è
  questa:   quella   di  non  ricoprire  con  distese   di   impianti
  fotovoltaici, ripeto, non c'è scritto Gela, Caltanissetta, Ragusa o
  Siracusa:  niente di tutto questo. Sarà poi la Regione a  tirare  i
  conti.
   E   questo  lo  dico  per  evitare  strumentalizzazioni  che  poi,
  puntualmente,  avvengono nei giornali, dove  si  legge  che  uno  è
  contro  l'altro. Non è l'intento di questo emendamento,  che  è  un
  emendamento  politico, che non vuole più vedere territori,  distese
  intere  di terreni agricoli che devono essere coltivati per sfamare
  le  persone  e produrre agricoltura di qualità e ricchezza  per  il
  territorio, coperti da pannelli fotovoltaici.
   Non mi sembra di chiedere molto.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cancelleri, condivido  quello  che  lei  ha
  detto, ma il Regolamento interno è abbastanza chiaro in ordine alla
  presentazione di emendamenti alle mozioni.
   Pertanto, non posso far altro che prendere atto di quello  che  ha
  giustamente  segnalato l'onorevole Cracolici, e visto  il  delicato
  argomento   in   questione,  considerate  anche   le   precisazioni
  dell'onorevole  Di  Mauro,  ritengo di non  dichiarare  ammissibile
  l'emendamento.
   Invito l'onorevole Cancelleri a presentare un'apposita mozione per
  una sede di discussione più appropriata.

                           (Tumulto in Aula)

   PRESIDENTE. On. Sorbello, io mi sto semplicemente attenendo ad  un
  regolamento,  ed  ho  anche  spiegato  che,  vista  la  delicatezza
  dell'argomento  e  le  dichiarazioni dell'on.  Cancelleri,  che  mi
  trovano  molto d'accordo; essendo stata sollevata un  obiezione  da
  parte   del   primo  firmatario  dell'emendamento   in   questione,
  riguardante l'eolico, per quanto riguarda questa votazione  ritengo
  che questo emendamento non sia ammissibile.
   Dopo   di   che  ritengo  che  sarà  premura  dell'on.  Cancelleri
  presentare una mozione apposita che dovrà essere valutata e  votata
  da quest'Aula.

   SORBELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
  potrei  anche  ammettere  di rinviare l'emendamento  o  dichiararlo
  inammissibile, qualora questo fosse stato fatto a monte. Ma ritengo
  che  si  tratta di un settore importante, che è quello delle  fonti
  rinnovabili, perché all'interno dell'eolico esiste il fotovoltaico,
  esiste  il termodinamico, esistono le biomasse, esistono tutta  una
  serie  di  fonti rinnovabili e non possiamo dire che  l'emendamento
  legato  al  fotovoltaico  è cosa diversa  dalla  fonte  rinnovabile
  dell'eolico.

   PRESIDENTE. Non stiamo dicendo questo onorevole Sorbello.

   SORBELLO.  Signor  Presidente allora  le  dico  che  gli  impianti
  fotovoltaici sono più invasivi dell'eolico, per cui è una questione
  anche di tutela del territorio e dell'ambiente.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io sono d'accordo su quanto  detto
  dall'onorevole  Cancelleri  e - lo posso  anche  già  anticipare  -
  qualora  verrà presentata una mozione in tal senso sarò il primo  a
  votarla.
   Oggi  però  si sta discutendo un'altra mozione. Se non ci  fossero
  state osservazioni, sarei andato avanti tranquillamente, perché era
  anche  mio  interesse. Ma dal momento che l'onorevole Cracolici  ha
  sollevato dei giusti dubbi, non posso fare altro, nel rispetto  del
  Regolamento, che applicarlo.
   Ritengo   pertanto  in  questa  fase  inammissibile  l'emendamento
  presentato.  L'Aula, sicuramente, troverà il modo, lo spazio  e  il
  giusto tempo per valutare anche questo aspetto, e sono certo che ci
  sarà motivo di dibattere, così come è stato fatto oggi.
   Si  passa  all'emendamento numero 179.2,  a  firma  dell'onorevole
  Palmeri.

   PALMERI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
  mi  sono riferita al piano paesaggistico perché, ovviamente, è  uno
  strumento  superiore a qualsiasi altro strumento di  pianificazione
  e,  soprattutto, va a giustificare l'articolo 9 della  Costituzione
  che impegna la Repubblica a tutelare il paesaggio.
   Infatti,   la  possibilità  di  costruire  impianti   di   energia
  rinnovabile    dovrebbe   anche   tenere   conto   delle    valenze
  paesaggistiche, ecco perché bisogna attenzionare questi aspetti.
   Per  quanto  riguarda il piano delle aree non  idonee  mi  auguro,
  appunto,  che  queste  vengano al più presto riconosciute  in  modo
  specifico  nel  nuovo piano energetico regionale. Ovviamente,  deve
  rispettare i criteri del banner sharing che, come sapete, in Italia
  praticamente  include una quantità minima del 17  per  cento  della
  quantità di energia prodotta da energie rinnovabili.
   Proprio  sul  piano  energetico  volevo,  poi,  appunto  ricordare
  all'assessore e al suo dirigente generale Grillo, che  noi  avevamo
  avanzato  una  proposta  di  partecipazione  dei  cittadini   nella
  riscrittura  del  nuovo piano energetico, quindi  una  proposta  di
  forum  pubblico per la riscrittura del piano energetico e  volevamo
  anche proporre un modello distribuito di energia, proprio per porre
  delle  alternative a questo modello dei mega impianti,  ad  esempio
  dell'eolico, per risolvere il problema.
   E'  un modello diverso, innovativo e sicuramente il Governo poteva
  trovare degli spunti e poteva trovare una condivisione.
   Ovviamente  ci  aspettiamo  ancora  una  risposta  dal   dirigente
  generale Grillo, che spero arrivi presto.

   PRESIDENTE.  Si  passa alla votazione dell'emendamento  179.2.  Il
  parere del Governo?

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Signor  Presidente,  onorevoli deputati, la precisazione  contenuta
  nell'emendamento  dell'onorevole  Palmeri  mi  sembra  ultronea  ed
  inoltre  dovrebbe essere esposta in maniera un po' più precisa.  Ad
  ogni modo, mi rimetto al parere dell'Aula.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  179.2.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  onorevoli  Cracolici,  Leanza e  Gianni  e  Arancio  si  sono
  astenuti dal voto.
   Si  passa  all'emendamento 179.4, a firma degli onorevoli D'Asero,
  Assenza, Alongi e Fontana.
   Il parere del Governo?

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Si   passa,  pertanto,  alla  votazione  della  mozione   n.   179
  «Iniziative per porre fine alla realizzazione di impianti eolici in
  Sicilia», così come emendata. Il parere del Governo?

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Signor  Presidente, onorevoli deputati, ritengo che la mozione  non
  faccia  altro  che acclarare quello che il Governo  ha  già  fatto.
  Pertanto, sono chiaramente favorevole alla mozione.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 179. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   L'onorevole Formica si è astenuto dal voto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Si passa all'esame degli ordini del giorno.
   Comunico   che   gli   ordini  del  giorno  n.   114,   presentato
  dall'onorevole   Lombardo,  e  n.  113,  presentato  dall'onorevole
  Mangiacavallo,  sono assorbiti dall'approvazione della  mozione  n.
  179.
   Si  passa  all'ordine  del  giorno  n.  115   Istituzione  di  una
  Commissione  speciale di indagine e studio sulle fonti  rinnovabili
  ed   in  particolare  sull'eolico  in  Sicilia ,  presentato  dagli
  onorevoli Falcone, D'Asero ed altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare l'ordine del giorno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, se alla fine  del
  dibattito  su  una  materia molto delicata dobbiamo   per  amor  di
  patria   e  perché  ormai  l'Aula  è  quasi  vuota,  ipotizzare  di
  soprassedere  su quest'ordine del giorno, ne prendo  atto.  Ma  una
  motivazione e giustificazione questo ordine del giorno l'aveva e ce
  l'ha  ancora  e  riguarda  il fatto che sulle  cose  che  ha  detto
  l'assessore  Marino, sui procedimenti in atto,  sulle  vicende  che
  sono state dibattute durante la discussione degli emendamenti,  non
  ultimo su quello che era l'impianto di energia di fonti rinnovabili
  nel territorio di Gela di duecentoquarantatre ettari di terreno,  o
  sulle procedure bloccate e sospese su cui la magistratura ordinaria
  amministrativa è intervenuta per dire al dipartimento di rilasciare
  determinate concessioni, credo che una Commissione di indagine e di
  studio,   non  sia  una  Commissione  che  deve  porre  in   essere
  un'inchiesta.
   Se  poi  vogliamo assegnare la materia alla Commissione Antimafia,
  il  Presidente Musumeci è assolutamente attento e sensibile, quindi
  non ci sono problemi. Però è altrettanto vero che la cosa che mi ha
  lasciato  perplesso è il fatto che l'assessore ed il dirigente  del
  dipartimento competente non hanno mai sentito l'esigenza di  andare
  in  IV Commissione per relazionare in merito a questa materia,  che
  in  tutte queste settimane ha impegnato il Parlamento fino  ad  ora
  tarda.
   Chiaramente, se la volontà è questa, io mi rimetto all'Aula.
   Quando  si  parla di un organismo che possa verificare, discutere,
  approfondire  una  materia così delicata,  così  complessa  e  così
  articolata come quella di cui stiamo discutendo, da un lato c'è chi
  vorrebbe  bloccare  determinate cose, e l'ha detto  qua  da  questo
  pulpito,  poi  però,  quando dobbiamo scendere nel  confronto,  nel
  rapporto  con  gli  atti,  magari ci  tiriamo  un  po'  indietro  e
  chiediamo di soprassedere su determinati atti di indirizzo.

   PRESIDENTE.   Sono   più  che  certo  che  la  Commissione   saprà
  sicuramente portare avanti questo studio.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  9
  ottobre 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I  -  Comunicazioni

   II - Discussione dei disegni di legge:

          1)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
              Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
              dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
              siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
              della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
              libertà civili, politiche, economiche e sociali'.  (n. 223/A)

          2)  -   Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
              127-30/A)

   III  -  Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello  Statuto
  siciliano, sui progetti di legge costituzionali nn. A.S. 42 e  A.S.
  363 concernenti modifiche dello Statuto della Regione in materia di
  procedure per la modifica dello statuto medesimo

   IV - Votazione della mozione:

       N. 64 -  Soppressione dell'ente Porto di Messina e  rilancio
             della  Zona Falcata .
       (14 marzo 2013)
                                PANARELLO-LACCOTO-GRECO M.-MARZIANO

   V  - Discussione della mozione:

       N. 93 -  Interventi a sostegno delle piccole e medie imprese
             siciliane titolari di emittenti televisive locali, per
             il   rafforzamento  tecnologico-organizzativo   e   la
             transizione al sistema digitale terrestre.
        (10 aprile 2013)
                             GRASSO - CIMINO - FIRETTO - LANTIERI -
                                                             GIANNI

   VI - Discussione della mozione:

       N. 123  -  Ripristino  nel  bilancio regionale  del  gettito
             derivante   dalle   operazioni   effettuate   in   via
             telematica dalle imprese di revisione riconosciute  ed
             autorizzate  ad  operare,  nel  territorio  siciliano,
             dalla competente amministrazione regionale.
      (28 maggio 2013)
                             GRASSO - LANTIERI - FIRETTO - FIGUCCIA

                   La seduta è tolta alle ore 21.25

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

                  Risposte scritte ad interrogazioni
                           Rubrica «Salute»

   CAPPELLO  -  CANCELLERI - CIACCIO - CIANCIO FERRERI -  FOTI  -  LA
  ROCCA  -  MANGIACAVALLO - PALMERI - TANCREDI - SIRAGUSA - TRIZZINO-
  ZAFARANA   -  ZITO  -VENTURINO.-  «Al  Presidente  della   Regione,
  all'Assessore per la salute, premesso che:

   da  fonti informali, si è appreso che è stato previsto il trasloco
  degli    uffici   dell'Unità   Operativa   Igiene   Pubblica,    di
  Neuropsichiatria Infantile e degli ulteriori uffici di Medicina  di
  base  rimasti dal distretto di Piazza Marconi all'Ospedale  Gravina
  di  Caltagirone e dell'Unità Operativa Veterinaria territoriale  di
  Caltagirone  presso l'ex centro antitubercolare sito in Caltagirone
  alla via Escuriales;

   tale  intendimento  avrebbe lo scopo di mettere  in  locazione  il
  complesso  di  uffici  sito  in Caltagirone  alla  Piazza  Marconi,
  incluso  l'edificio completamente ristrutturato che sarebbe  dovuto
  essere  adibito  ad HOSPICE, struttura sanitaria  residenziale  per
  malati terminali e ad oggi però, risulta inspiegabilmente chiuso ed
  abbandonato all'incuria ed alla devastazione dei vandali;

   in  particolare,  il  predetto HOSPICE,  seppure  completato,  non
  risulta essere stato mai collaudato né perciò inaugurato; vi  è  il
  timore  fondato  che  dietro la parvenza del  risparmio  si  voglia
  agevolare  invece  qualche imprenditore locale  legato  da  vincoli
  politici  grazie  ai  quali ottenere a prezzi modici  un  complesso
  edilizio  che,  a  prezzo  di mercato, potrebbe  essere  una  fonte
  economica rilevante;

   l'Ospedale di Santo Pietro risulta abbandonato a se stesso,  tanto
  che  attualmente ha una pianta organica di soli 24  degenti  con  5
  medici, incluso un primario;

   da   notizie  giornalistiche  ed  informali  pare  che  la   detta
  struttura,  un  tempo definita per la qualità del servizio  medico,
  una  eccellenza come ospedale per le cure riabilitative da Roma  in
  giù, oggi, invece, la si vorrebbe dismettere dalla sua destinazione
  ed  utilizzazione naturale allo scopo di realizzare  una  struttura
  carceraria psichiatrica per detenuti (cd manicomio criminale);

   se  ciò  fosse vero, sarebbe evidente come quanto sopra  descritto
  non  abbia alcuna logica se non quella di agevolare altre strutture
  ospedaliere  di  città vicine, spogliando e depotenziando  in  modo
  irrazionalmente punitivo, ancora una volta, la città di Caltagirone
  dei  propri servizi, secondo una logica clientelare e di favore che
  ha   visto  prevalere l'inettitudine dei clienti dei  politici  sul
  merito  e  la  competenza oltre al pericolo di locare  un  immobile
  secondo le medesime logiche di favore;

   che   la   mancata  apertura  dell'HOSPICE,  struttura   sanitaria
  residenziale per malati terminali, costituisce uno schiaffo  morale
  e  l'ennesimo  esempio negativo di spreco di denaro pubblico  e  di
  mortificazione  dei diritti di quei degenti che  potrebbero  fruire
  nell'ultimo  periodo  della propria vita  di  un'accoglienza  e  di
  un'assistenza  medica,  infermieristica  e  psicologica   adeguate;
  assistenza  che altrimenti viene svolta in luoghi non  appropriati,
  come  all'interno del reparto oncologico dell'ospedale  Gravina  di
  Caltagirone, dove è stata adibita impropriamente una sola camera ad
  Hospice,  con totale mancanza della privacy del malato terminale  e
  della  impossibilità di poter condurre una parvenza di vita sociale
  e  famigliare  all'interno  di un reparto  ospedaliero  oncologico.
  Infatti, l'Hospice dovrebbe comprendere locali comuni, un soggiorno
  e una cucina, dove i parenti possono prepararsi bevande e pietanze;

   per sapere se sia vero che è stato previsto:

   il  trasloco  degli uffici di Igiene Pubblica, di Neuropsichiatria
  infantile  dal distretto di Piazza Marconi all'Ospedale Gravina  di
  Caltagirone  e  dei  veterinari presso l'ex centro  antitubercolare
  sito in Caltagirone, alla via Escuriales;

   di  dismettere  l'Ospedale di Santo Pietro, come  centro  di  cure
  riabilitative,  dalla  sua destinazione ed utilizzazione  naturale,
  allo  scopo  di realizzare una struttura psichiatrica di detenzione
  costrittiva;

   e  per quale motivazione di abbandonare l'HOSPICE all'incuria  dei
  vandali,  seppure  già  da tempo completato  e  pronto  per  essere
  utilizzato». (700)

        (Gli interroganti chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.   -   «In  riferimento  all'interrogazione  parlamentare
  segnata  in  oggetto con la quale  sono state chieste sull'Ospedale
  Gravina  di  Caltagirone (CT) si fornisce la relazione prot.  78416
  del  5 luglio 2013 del Commissario straordinario dell'Azienda,  che
  riscontra   esaustivamente  tutti  i  punti  evidenziati  nell'atto
  ispettivo».

   L'Assessore

      Dr.ssa Lucia Borsellino

      Relazione prot. 78416

     «Con  la interrogazione n. 700 dell'onorevole Francesco Cappello
  ed  altri,  vengono  posti  numerosi quesiti  relativi  tutti  alla
  gestione della sanità nella città di Caltagirone.
   In relazione ad essi, si rappresenta quanto segue.
   TRASFERIMENTO DEGLI UFFICI DI SANITÀ TERRITORIALE.
   Nello storico edificio di Piazza Marconi sono in atto allocati  la
  gran parte degli uffici e delle attività sanitarie distrettuali.
   L'edificio di che trattasi presenta evidenti segni di vetustà e di
  inidoneità alle erogazione di attività sanitarie perché privo degli
  standard strutturali previsti dalla vigente normativa.
   La  sua gestione, peraltro, determina attualmente un costo di poco
  inferiore ai mezzo milione di euro/anno per spese di riscaldamento,
  illuminazione, pulizia, manutenzione, custodia, sicurezza.
   Poiché,  senza costi aggiuntivi, è possibile ospitare  nel  plesso
  "Clementi"  gli  uffici sanitari distrettuali si è  determinato  di
  procedere  a  tale  trasferimento che,  senza  nulla  sottrarre  in
  termini   di   quantità  di  offerta  sanitaria  alla  popolazione,
  determina  il rispetto della normativa sui luoghi di lavoro  ed  un
  significativo  risparmio di spesa per il venir meno  dei  costi  di
  gestione dell'edificio di Piazza Marconi.
   Il  trasferimento programmato riguarda tutti gli uffici della sede
  distrettuale,  ad eccezione di quelli dell'area veterinaria  per  i
  quali  è  allo studio una soluzione che, come per gli altri uffici,
  possa  coniugare miglioramento ambientale dell'offerta sanitaria  e
  contenimento dei costi.
   Qualora,  sempre  con  riferimento  all'area  veterinaria,   delle
  MOLTEPLICI  ipotesi  al momento allo studio  (tra  le  quali  anche
  quella  di  un  trasferimento in locali messi a disposizione  dalla
  Amministrazione Comunale per favorire un unico sportello di interlo
  cuzione  con  il  mondo  produttivo della filiera  agro-alimentare)
  nessuna  dovesse  presentarsi  percorribile,  verrà  adottata   una
  soluzione  dello  stralcio di alcuni ambienti a piano  terra  dello
  stesso  edificio,  in  modo da ridurre  al  minimo  i  costi  sopra
  descritti.
   Il  progetto ha già avuto una prima fase di realizzazione  con  il
  trasferimento degli ambulatori, del Consultorio Familiare  e  degli
  uffici  degli  Invalidi Civili, oggi a differenza  del  passato,  e
  grazie   al   trasferimento,  finalmente  a  norma  e   comodamente
  raggiungibili anche da utenti in difficoltà motorie.
   Una volta svuotato dalle attività che oggi ospita, per il Messo di
  Piazza  Marconi,  verrà prioritariamente valutata  insieme  con  la
  Amministrazione Comunale la possibilità di una sua destinazione  ad
  una  funzione pubblica o, in assenza di un bisogno pubblico per  il
  quale  l'edificio de quo possa rappresentare una opportunità,  esso
  verrà   immesso   sul  mercato  secondo  procedure  trasparenti   e
  rispettose delle norme di legge.
   In forza di esse è assolutamente da escludersi qualunque procedura
  di tipo privatistico a favore di soggetti privati.
   Il  progetto  non  riguarda la porzione di immobile  destinato  ad
  Hospice   e   prospiciente   sulla  via   Circonvallazione.   Esso,
  destinatario  di  un  apposito finanziamento,  oggi  è  incompleto.
  Rimane,  comunque,  destinato ad ospitare un moderno  e  funzionale
  Hospice che verrà attivato entro il prossimo febbraio 2014,  quando
  è  previsto  dovranno concludersi i lavori di completamento  per  i
  quali  è  già stato deliberata la aggiudicazione di gara e sono  in
  corso  le  procedure  per  la  stipula del  relativo  contratto  di
  appalto.
   In quella data tutte le attività di assistenza ai malati terminali
  -  oggi  in  carenza  di  alternative, comunque,  per  quel  che  è
  possibile  per  le  condizioni  date,  assicurate  all'interno  del
  Presidio  "Gravina" - saranno avviate in quella sede e  gestite  da
  personale  dipendente  dall'ASP,  senza  alcun  coinvolgimento   di
  privati ad alcun titolo.
   CENTRO DI RIABILITAZIONE IM SANTO PIETRO.
   Il  complesso sanitario di Santo Pietro, sede ancora oggi  di  una
  prestigiosa ed apprezzata attività di riabilitazione, è  costituito
  da  tre  plessi oggetto di ristrutturazione con i fondi ex art.  20
  legge 89/88.
   Lo  svolgimento dei lavori, non ancora completati,  ha  comportato
  una  restrizione temporanea delle attività oggi concentrata in  uno
  solo dei tre plessi.
   L'offerta  di  Riabilitazione  a Santo  Pietro  presenta  evidenti
  profili   di  inappropriatezza  legati  alla  assenza  dei  servizi
  sanitari  complementari  ed essenziali a  garantire  condizioni  di
  sicurezza ai pazienti. E', dunque, necessario se si vuole garantire
  continuità di attività alla Riabilitazione calatina programmare  il
  suo  trasferimento  presso  una sede  ospedaliera  che,  dotata  di
  servizi    collaterali   come   Rianimazione,   UTIC,   Radiologia,
  Laboratorio    di   Analisi,   possa   renderla   competitiva    la
  riabilitazione calatina con le altre realtà isolane e consentire la
  piena  valorizzazione  delle  sue risorse  professionali  che  oggi
  operano in condizione di difficoltà e marginalità.
   Al  contrario,  continuare ad immaginare Santo  Pietro  come  sede
  ospedaliera  significa condannare la Riabilitazione di  Caltagirone
  ad  una inadeguatezza strutturale che ne determinerà, prima o  poi,
  la  chiusura  per  mancato rispetto degli standard strutturali  che
  debbono, ineludibilmente, essere presemi in strutture ospedaliere.
   Per le superiori motivazioni ed in difesa attiva ed operosa di  un
  futuro  per  la riabilitazione è allo studio la possibilità  di  un
  trasferimento delle attività presso il "Gravina" che, se  risulterà
  possibile  verrà  avviato  perchè determinerebbe  un  rafforzamento
  della   attrattività  di  tale  servizio,  poiché  potrebbe  essere
  assicurato  in condizioni di maggiore sicurezza, raggiungibilità  e
  complementarietà con le altre attività, oggi garantite  in  Sicilia
  dalle altre strutture concorrenti e che invece sono assenti a Santo
  Pietro  che,  apprezzabile  per il valore  professionale  dei  suoi
  operatori  è, invece, inappropriato per la carenza di  servizi  che
  non  possono  crearsi  in  quel sito e  che  è  possibile  avere  a
  Caltagirone senza maggiori costì.
   Il dovere morale di programmare il trasferimento delle attività di
  riabilitazione   -  vale  la  pena  sottolineare:  per   assicurare
  continuità  migliore qualità alla loro erogazione -  dalla  attuale
  sede  di  Santo  Pietro al plesso "Gravina", e  poterne  solo  così
  confermarne posti letto e personale occupato, ha posto il  problema
  di  una  diversa destinazione del complesso ospedaliero in modo  da
  poter garantire una sua utilizzazione a fini pubblici.
   La  soluzione ipotizzata e concordata con l'Assessorato  regionale
  alla  Sanità è la destinazione del plesso ad "Ospedale Psichiatrico
  Giudiziario"  in sostituzione dei manicomi giudiziari che  dovranno
  entro  la  primavera  del prossimo anno essere chiusi  per  lasciar
  posto  a  strutture di ricovero ospedaliero pensate  non  più  come
  luogo di detenzione, ma di riabilitazione.
   Tale  soluzione non è alternativa alla Riabilitazione. Essa non  è
  stata pensata a prezzo della Riabilitazione - che dovrà comunque ed
  in  ogni  caso  essere  trasferita per  poter  in  più  appropriate
  condizioni  proseguire ed essere meglio gestita o, in  alternativa,
  chiudere   -  e  consentirà  di  dare  continuità  di  destinazione
  sanitaria   a   Santo  Pietro  con  la  ulteriore  opportunità   di
  ampliamento dell'offerta sanitaria nel settore della psichiatria  e
  la creazione di nuovi e qualificati posti di lavoro aggiuntivi.
   La  realizzazione  dell'"Ospedale Psichiatrico  Giudiziario"  sarà
  finanziata   dalla  Regione  Siciliana  e  prevede  l'apertura   di
  complessivi 40 posti letto, sul totale di 80 previsti in Sicilia.
   Per quanto sopra, agli interrogativi posti dall'onorevole Cappello
  è possibile rispondere che:

   1.  risulta  vera  la  notizia  di un trasferimento  degli  uffici
  sanitari territoriali, con esclusione di quelli veterinari,  presso
  l'edificio  "Clementi"  e  ciò  esclusivamente  per  assicurare  il
  rispetto  degli standard strutturali oggi carenti e non  altrimenti
  assicurabili  e  determinare un considerevole  risparmio  di  spesa
  senza  diminuire  in alcun modo la quantità dell'offerta  sanitaria
  ed, anzi migliorandone la qualità.

   2.  l'attività di Riabilitazione a Santo Pietro non verrà dismessa
  fino  a  quando  non  sarà possibile, come è nell'interesse  vitale
  della   stessa   attività,  un  suo  trasferimento   nel   Presidio
  Ospedaliero  di  Caltagirone  e che l'avvio  di  un  "Ospedale  Psi
  chiatrico  Giudiziario   non  è  alternativo  né  sostitutivo  alla
  Riabilitazione, ma aggiuntivo.

   3.  l'Hospice, a gestione pubblica, oggi non completo e non pronto
  per essere utilizzato, potrà essere attivato a partire dal febbraio
  2014, quando è previsto il completamento dei lavori.
   Quanto  sopra,  con  riserva  di  ogni  ulteriore  integrazione  e
  specificazione che possa rendere evidente il perseguimento del solo
  interesse pubblico nella gestione della sanità calatina.

      Il Commissario straordinario

      (dr. Gaetano Sirna)

   IOPPOLO-MUSUMECI-FORMICA-CURRENTI-RUGGIRELLO.-   «Al    Presidente
  della Regione e all'Assessore per la salute, premesso che:

   con  decreto dell'Assessore regionale per la salute del 25  maggio
  2010   veniva   disposto   il  riordino,   rifunzionalizzazione   e
  riconversione  della  rete ospedaliera e territoriale  dell'ASP  di
  Catania;

   in  relazione  al Distretto di Catania 3, comprendente  i  Presìdi
  ospedalieri  di  Caltagirone e di Militello in Val di  Catania,  il
  decreto  assessoriale  di  cui  sopra dimensiona,  con  riferimento
  all'ospedale  Gravina e Santo Pietro di Caltagirone,  in  n.  64  i
  posti letto post-acuzie disponibili (48 per la riabilitazione e  16
  per la lungodegenza);

   negli  anni  scorsi  e  ancora  di recente  sono  state  investite
  cospicue risorse finanziarie, pari a oltre 10 milioni di euro,  per
  la  ristrutturazione, la manutenzione straordinaria e l'adeguamento
  tecnico  della struttura ospedaliera sita in Santo Pietro, frazione
  di   Caltagirone,   individuata  e  ritenuta  polo   sanitario   di
  riferimento per le terapie riabilitative nell'ambito della  regione
  Sicilia;

   da qualche tempo, è dato di apprendere da voci sempre più diffuse,
  notizie   circa   la  asseritamente  decisa  e,   ormai,   prossima
  soppressione  del suddetto polo per la riabilitazione dell'ospedale
  di Santo Pietro e della destinazione della struttura ad attività di
  cura  e  ricovero  di  malati affetti da  patologie  psichiatriche,
  provenienti dagli ospedali psichiatrici giudiziari la cui  chiusura
  è fissata per la fine del mese di marzo dell'anno 2014;

   se  la  volontà  politica  del governo regionale  fosse  realmente
  quella   appena   richiamata,   gli   indispensabili   e   connessi
  provvedimenti    finalizzati   a   depotenziare   l'attuale    polo
  riabilitativo   e   a  decidere  una  diversa  destinazione   della
  prestigiosa     struttura    ospedaliera    di     Santo     Pietro
  rappresenterebbero,  oltre che una palese  contraddizione  rispetto
  agli  investimenti  realizzati,  un  atto  gravemente  lesivo   del
  naturale, insopprimibile e costituzionale diritto alla salute;

   ritenuto  che la destinazione del nosocomio di Santo Pietro  quale
  polo  per la riabilitazione non appare incompatibile e in contrasto
  comunque  con l'esigenza della individuazione di idonea ricettività
  dei  detenuti-malati  psichiatrici, anche in  considerazione  della
  esistenza sul territorio di altre strutture sanitarie già  dismesse
  o   sottoutilizzate  le  quali  potrebbero,  a  tal  fine,   essere
  adeguatamente convertite e adibite;

   per sapere:

   se  sia volontà del Governo regionale depotenziare l'attuale  polo
  di  riabilitazione  dell'ospedale di  Santo  Pietro  del  Distretto
  sanitario  Catania  3  e stabilire una diversa  destinazione  dello
  stesso;

   quanto sopra non sia ritenuto, oltre che un grave atto lesivo  del
  diritto  alla  salute,  una  palese  contraddizione  rispetto   gli
  investimenti  realizzati  negli anni scorsi,  pari  a  oltre  dieci
  milioni   di   euro,   e   rispetto  agli  attuali   indirizzi   di
  programmazione sanitaria che ritengono l'ospedale di  Santo  Pietro
  polo  di  riferimento per la riabilitazione in Sicilia  e,  infine,
  l'ulteriore  indebolimento della sanità  nel  territorio  calatino,
  troppe  volte  fatto oggetto di tagli irresponsabili  e  protervi».
  (713)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In  riferimento  ai  chiarimenti  richiesti   sulla
  paventata  soppressione dell'attività di riabilitazione  presso  il
  presidio  Santo Pietro di Caltagirone (CT) si fornisce la relazione
  prot.  96603  del 29 agosto 2013 resa dal Commissario straordinario
  dell'Azienda    per    analoga   interpellanza,    che    riscontra
  esaustivamente i punti evidenziati nell'atto ispettivo  specificato
  in oggetto».

                                                        L'Assessore

      Dr.ssa Lucia Borsellino

      Relazione Prot. 96603

   «Con  riferimento alla nota prot. n. 65012 del 12/08/2013, di  cui
  all'oggetto,  circa le "Iniziative urgenti per il mantenimento  del
  presidio  ospedaliero  Santo Pietro di Caltagirone  quale  polo  di
  riferimento  per  lo riabilitazione motoria" si rappresenta  quanto
  segue:
   Il  complesso sanitario di Santo Pietro, sede ancora oggi  di  una
  prestigiosa ed apprezzata attività di riabilitazione, è  costituito
  da  tre  plessi  in  atto  oggetto  di  interventi  di  adeguamento
  all'evoluzione   normativa   generale  (antisismica,   antincendio,
  impianti elettrici etc.) dall'altro volti a tutelare la sicurezza e
  la  salute  nei luoghi di lavoro, utilizzando i fondi  previsti  ex
  articolo 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67.
   Lo  svolgimento dei lavori, non ancora completati,  ha  comportato
  una  restrizione temporanea delle attività oggi concentrata in  uno
  solo dei tre plessi.
   L'offerta  di  Riabilitazione  a Santo  Pietro  presenta  evidenti
  profili   di  inappropriatezza  legati  alla  assenza  dei  servizi
  sanitari  complementari  ed essenziali a  garantire  condizioni  di
  sicurezza ai pazienti. E', dunque, necessario se si vuole garantire
  continuità di attività alla Riabilitazione calatina programmare  il
  suo  trasferimento  presso  una sede  ospedaliera  che,  dotata  di
  servizi    collaterali   come   Rianimazione,   UTIC,   Radiologia,
  Laboratorio di Analisi, possa rendere competitiva la riabilitazione
  calatina  con  le  altre  realtà  isolane  e  consentire  la  piena
  valorizzazione delle sue risorse professionali che oggi operano  in
  condizione di difficoltà e marginalità.
   Al  contrario,  continuare ad immaginare Santo  Pietro  come  sede
  ospedaliera  significa condannare la Riabilitazione di  Caltagirone
  ad  una inadeguatezza strutturale che ne determinerà, prima o  poi,
  la  chiusura per mancato rispetto degli standard strutturali minimi
  che   debbono,   ineludibilmente,  essere  presenti  in   strutture
  ospedaliere.
   Per le superiori motivazioni ed in difesa attiva ed operosa di  un
  futuro  per  la riabilitazione è allo studio la possibilità  di  un
  trasferimento delle attività presso il "Gravina" che, se  risulterà
  possibile  verrà  avviato  perchè determinerebbe  un  rafforzamento
  della  capacità attrattiva di tale servizio, poiché potrebbe essere
  assicurato  in condizioni di maggiore sicurezza, raggiungibilità  e
  complementarietà con le altre attività, oggi garantite  in  Sicilia
  dalle altre strutture concorrenti e che invece sono assenti a Santo
  Pietro  che,  apprezzabile  per il valore  professionale  dei  suoi
  operatori  è, invece, inappropriato per la carenza di  servizi  che
  non  possono  crearsi  in  quel sito e  che  è  possibile  avere  a
  Caltagirone senza maggiori costi.
   Il dovere morale di programmare il trasferimento delle attività di
  riabilitazione   -  vale  la  pena  sottolineare:  per   assicurare
  continuità e migliore qualità alla loro erogazione - dalla  attuale
  sede  di  Santo  Pietro al plesso "Gravina", e  poterne  solo  cosi
  confermarne posti letto e personale occupato, ha posto il  problema
  di  una  diversa destinazione del complesso ospedaliero in modo  da
  poter garantire una sua utilizzazione a fini pubblici.
   La  soluzione ipotizzata e concordata con l'Assessorato  regionale
  alta  Sanità è la destinazione del plesso ad "Ospedale Psichiatrico
  Giudiziario"  in sostituzione dei manicomi giudiziari che  dovranno
  entro  la  primavera  del prossimo anno essere chiusi  per  lasciar
  posto  a  strutture di ricovero ospedaliero pensate  non  più  come
  luogo di detenzione, ma di riabilitazione.
   La   realizzazione  dell'Ospedale  Psichiatrico  Giudiziario  sarà
  finanziata  dalla  Regione  Siciliana  e  prevederà  l'apertura  di
  complessivi  40 posti-letto, sul totale di 80 previsti in  Sicilia.
  Ciò inevitabilmente comporterà la necessità di utilizzare un numero
  di personale dei vari ruoli professionali per assicurare il normale
  funzionamento della struttura.
   Tale  soluzione non è alternativa alla Riabilitazione. Essa non  è
  stata  pensata a prezzo della Riabilitazione che dovrà comunque  ed
  in  ogni  caso  essere  trasferita per  poter  in  più  appropriate
  condizioni proseguire ed essere meglio gestita e consentirà di dare
  continuità di destinazione sanitaria a Santo Pietro.
   Per  quanto  sopra,  all'interpellanza  dell'onorevole  Ioppolo  è
  possibile rispondere che:
   L'attività  di Riabilitazione a Caltagirone non verrà dismessa  né
  tanto  meno  depotenziata, anzi per renderla altamente  competitiva
  con  le  altre  realtà isolane e nazionali e consentirne  la  piena
  valorizzazione delle risorse professionali e tecniche  e  toglierla
  dalla  condizione  di difficoltà e marginalità sarà  trasferita  al
  Presidio Ospedaliero "Gravina" di Caltagirone, dove potranno essere
  assicurate  condizioni  di  maggiore sicurezza,  raggiungibilità  e
  complementarietà con gli altri servizi già operanti efficientemente
  nel Presidio.
   La    realizzazione   dell'Ospedale   Psichiatrico    Giudiziario,
  finanziato dalla Regione Siciliana, riteniamo non debba minimamente
  deturpare  l'oasi naturalistica del "Bosco di Santo  Pietro",  anzi
  può   rappresentare   un'ulteriore   opportunità   di   ampliamento
  dell'offerta sanitaria nel settore della psichiatria e la creazione
  di nuovi e qualificati posti di lavoro aggiuntivi.
   Quanto  sopra,  con  riserva  di  ogni  ulteriore  integrazione  e
  specificazione che possa rendere evidente il perseguimento del solo
  interesse pubblico nella gestione della sanità calatine».

      Il Commissario staordinario

      (Dr. Gaetano Sirna)

        ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI  -
  FOTI  - LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO  -
  TANCREDI - ZAFARANA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
  per la salute, premesso che:

   secondo  l'art.  32 dell'Accordo Nazionale per la  disciplina  dei
  rapporti con i medici pediatri di libera scelta, ai sensi dell'art.
  8  del D.Lgs. n. 502 del 1992, 'Fino alla stipula dei nuovi Accordi
  regionali,  fatti  salvi quelli già in essere, per  ciascun  ambito
  territoriale  può  essere  iscritto  un  pediatra  per   ogni   600
  residenti, o frazione superiore a 300, di età compresa tra  0  e  6
  anni,  risultante  alla data del 31 dicembre  dell'anno  precedente
  tenendo anche conto dei cittadini residenti che hanno effettuato la
  scelta a favore di pediatri iscritti al di fuori dell'ambito';

   l'art.  32 disciplina il cosiddetto 'rapporto ottimale'  che  deve
  sussistere,  secondo  un  calcolo  proporzionale  tra   numero   di
  residenti  di  età  compresa tra 0 e 6  anni,  che  rappresenta  la
  popolazione   assistibile,  e  numero  di  pediatri   necessari   a
  soddisfare  le  esigenze  mediche  di  questi,  affinché  si  possa
  determinare  il  numero  dei  pediatri  iscrivibili  in   un   dato
  territorio affinché non si verifichi all'interno di questo  né  uno
  spreco di risorse né un contemporaneo esubero di pediatri di libera
  scelta, e di conseguenza, una inefficienza;

   attualmente,  a  causa  di  modifiche degli  ambiti  territoriali,
  effettuate nel solo territorio della provincia di Messina e non  su
  base  regionale  così  come  previsto dalla  disciplina  normativa,
  ovvero  segnalazioni di inserimenti negli elenchi dei  pediatri  di
  libera   scelta  in  palese  e  comprovato  stato  di   quiescenza,
  nonostante   la   sussistenza   di   tale   stato   comporti    una
  incompatibilità,   così   come  disposto  dall'accordo   collettivo
  nazionale  dei pediatri in base al previsto divieto di  inserimento
  negli  elenchi, il rapporto ottimale nella provincia di  Messina  è
  stato fortemente alterato, arrivando nella sola città di Milazzo  a
  raggiungere  il  rapporto di un pediatra  per  ogni  300  residenti
  assistibili,  e  facendo  nascere  il  legittimo  sospetto  che  le
  evidenti  forzature  delle disposizioni normative  e  pattizie,  si
  siano rese necessarie per l'inserimento, negli elenchi dei pediatri
  di libera scelta, di soggetti non titolari di tale diritto;

   considerato che:

   la  recente giurisprudenza di merito ha affermato, in una sentenza
  emessa  dal  Consiglio di Stato, Sezione V, il 26 marzo 2009,  come
  benché  l'Accordo ha inteso riservare, secondo quanto disposto  dal
  già  citato  art.  32,  comma 8, alla contrattazione  nazionale  la
  definizione  generale del rapporto ottimale in  tutte  le  regioni,
  riservando  alle  singole regioni di determinare caso  per  caso  e
  successivamente  alla  negoziazione  regionale  (cui  è   demandato
  fornire  il  quadro  d'insieme  dell'assistenza  massimalista)   la
  definizione delle singole eccezioni, nella misura massima  del  30%
  di  variazione  del  rapporto  di  base,  le  regioni  non  possono
  rideterminare   aprioristicamente  il  rapporto   ottimale   medico
  assistito  per ambiti generali, senza alcun quadro d'insieme,  come
  prescritto  dall'art.  4  dell'Accordo,  e  senza  alcuna  espressa
  motivazione che giustifichi l'aumento del rapporto ottimale;

   l'art. 17 dell'ACN 15 dicembre 2005, che disciplina i rapporti con
  i  medici pediatri di libera scelta ai sensi dell'art. 8 del D.Lgs.
  n. 502 del 1992 e successive modificazioni e integrazioni, elenca i
  motivi  di incompatibilità allo svolgimento delle attività previste
  dalla  Convenzione  ed  in  particolare al  comma  j  è  confermata
  l'incompatibilità  per  i pediatri destinatari  di  trattamento  di
  quiescenza  relativo  alle attività convenzionate  e  dipendenti  a
  carico  del  SSN,  con  esclusione  di  quelli  'già  titolari   di
  convenzione per la pediatria all'atto del pensionamento';

   la  norma  finale  n. 5 afferma, peraltro, la  possibilità  per  i
  medici   che   non  si  trovino  nelle  succitate   situazioni   di
  incompatibilità  di  essere reinseriti negli elenchi,  fatto  salvo
  quanto  stabilito dall'art. 1, comma 16 del d.l. n. 324  del  1993,
  così come convertito in Legge 27 ottobre 1993, n. 423. Secondo tale
  disposizione normativa è consentito al medico che abbia  esercitato
  l'opzione  per  il rapporto di lavoro dipendente,  conformemente  a
  quanto  disposto dall'articolo 4, comma 7, della legge 30  dicembre
  1991,  n.  412  ed  una  volta cessato il rapporto  di  lavoro,  di
  presentare  domanda  per il reinserimento negli  elenchi  regionali
  della medicina convenzionata;

   dalla  lettura combinata delle citate previsioni normative e delle
  ulteriori   e   successive   specifiche  fornite   dalle   clausole
  contrattuali   dell'ACN   15   dicembre   2005,   si   evince   che
  l'incompatibilità  per  i  medici  destinatari  di  trattamento  di
  quiescenza ex art. 17, comma j non si configura esclusivamente  per
  quei medici già titolari di convenzione per la pediatria al momento
  del  pensionamento; tra costoro non sono inclusi i medici che erano
  titolari  di  convenzione  al momento  della  scelta  del  rapporto
  dipendente ai sensi dell'art. 4, comma 7 della Legge 412/1991 e per
  i   quali,   quindi,   permane  l'incompatibilità  contrattualmente
  sancita;

   preso atto che:

   un  caso particolare è avvenuto a Milazzo dove la dott.ssa Rosalia
  Anna  Forestieri, nell'atto extragiudiziale notificato all'ASP  n.5
  in data 11 giugno 2008, descrive i fatti accaduti ed in particolare
  dell'inserimento, a quanto pare illegittimo, del Dr. C. Colosi;

   in  data  18/05/2012  la  Presidenza del Consiglio  dei  Ministri,
  dipartimento  della funzione pubblica, ispettorato  della  funzione
  pubblica  scrive al Direttore amministrativo dell'ASP di Messina  e
  come   copia   conoscenza  alla  dott.ssa   Forestieri.   In   tale
  comunicazione  si  parla  di un collega  specialista  collocato  in
  quiescenza per dimissioni volontarie in data 01/10/2003 dall'ASL n.
  5  e  reinserito negli elenchi dei medici specialisti  pediatri  di
  libera  scelta  del  comune  di  Milazzo  giusta  D.G  n  2321  del
  08/08/2005.  Sempre nella stessa comunicazione  si  fa  riferimento
  proprio al più volte citato (e disatteso) art. 17, comma 1, lettera
  j) dell'accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti
  con  i  medici pediatri di libera scelta ai sensi dell'art 8 d.lgs.
  n.502/1992  e  s.m.i. Il 28/09/2005, l'ispettorato  della  funzione
  pubblica richiede chiarimenti all'ASP 5 di Messina;

   ad  oggi,  nonostante  i vertici dell'ASP e dell'assessorato  alla
  salute siano stati informati, non si è preso nessun provvedimento;

   per sapere se intendano:

   verificare  la  presenza di illegittimi inserimenti negli  elenchi
  dei  medici  pediatri di libera scelta della provincia di  Messina,
  verificando le relative domande presentate alle ASL e ASP locali;

   verificare  se  è stato disatteso l'art. 17 comma  1,  lettera  j)
  dell'ACN art 8 d.lgs. n.502/1992 e s.m.i.;

   ripristinare,  a  seguito di tali verifiche, il rapporto  ottimale
  previsto dall'Accordo Nazionale per la disciplina dei rapporti  con
  i  medici  pediatri di libera scelta, eventualmente subordinato  ad
  accordi   Regionali   che  contengano  comprovate   motivazioni   e
  giustificate   rideterminazioni  di  tale   rapporto,   nell'intera
  Provincia di Messina;

   verificare  la  presenza di illegittimi inserimenti negli  elenchi
  dei  medici  pediatri di libera scelta anche nelle altre  province,
  verificando le relative domande presentate alle ASL e ASP locali;

   ripristinare,  a  seguito di tali verifiche, il rapporto  ottimale
  previsto dall'Accordo Nazionale per la disciplina dei rapporti  con
  i medici pediatri di libera scelta in tutte le province».  (938)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  «In  riferimento ai chiarimenti richiesti  sui  mancati
  controlli  e  sulle  paventate  anomalie  nella  distribuzione  dei
  pediatri nella provincia di Messina, si fornisce la relazione prot.
  69467  del  10  settembre  2013  resa  dal  Servizio  2  "Personale
  convenzionato  S.S.R.", che riporta in allegato  l'apposito  parere
  della  S1SAC  e  la sentenza del Giudice del Lavoro di  Catania  su
  analoga   fattispecie,   che  riscontra  esaustivamente   i   punti
  evidenziati nell'atto ispettivo specificato in oggetto».

      L'Assessore

      Dr.ssa Lucia Borsellino

      Relazione prot. 69467

   In  riferimento  all'interrogazione  n.  938  dell'onorevole  Zito
  Stefano  avente  ad  oggetto "Chiarimenti sui mancati  controlli  e
  sulle  presunte  anomalie nella distribuzione  dei  Pediatri  nella
  Provincia di Messina", si rappresenta quanto segue.
   Relativamente  alla  problematica concernente  la  modifica  degli
  ambiti  territoriali,  si  precisa che l'art.  32,  comma  2  e  3,
  dell'A.C.N. di Pediatria del 15/12/2005, espressamente prevede  che
  "l'assistenza primaria pediatrica è organizzata in via  prioritaria
  per  ambiti  comunali    le Regioni possono articolare  il  livello
  organizzativo  dell'assistenza primaria per ambiti territoriali  di
  comuni, gruppi di comuni o distretti".
   In applicazione a tale disposizione, l'ASP di Messina, su proposta
  delle  OO.SS. di categoria, suffragata dal parere reso dal Comitato
  di  Azienda,  al  fine  di  migliorare  l'assistenza  pediatrica  e
  contenere le eccessive richieste dei genitori degli assistiti volte
  ad  ottenere  scelte  in  deroga in ambiti limitrofi,  giustificati
  dalla  particolare conformazione orografica e viaria del territorio
  della   provincia  di  Messina,  con  atto  deliberativo   di   cui
  l'Assessorato  ha  preso atto con D.A. n. 1797 del  22/07/2008,  ha
  provveduto  a  modificare  gli ambiti  territoriali  di  pediatria,
  facendoli coincidere con i Distretti sanitari.
   Avverso  i  suddetti  provvedimenti  la  dott.ssa  Forestieri   ha
  proposto  ricorso al TAR di Catania che, con ordinanza n. 1968  del
  12/05/2010,  ha dichiarato inammissibile il ricorso;  avverso  tale
  decisione  la  dott.ssa Forestieri ha proposto appello  al  CGA  il
  quale  con  sentenza n. 549 del 27/04/2011 non solo  ha  dichiarato
  l'ammissibilità  del ricorso, ma pronunciandosi  nel  merito  dello
  stesso,   nell'accogliere  le  motivazioni  addotte  dall'ASP,   ha
  respinto    l'appello   dichiarando   la   legittimità    dell'atto
  deliberativo,   evidenziando  al  riguardo   che   "la   contestata
  rideterminazione degli ambiti territoriali risponde a  finalità  di
  pubblico interesse; essa infatti consentendo la maggiore libertà di
  scelta   appare  più  vicina  agli  interessi  dell'utenza,   senza
  penalizzare i singoli pediatri più di quanto non possa accadere per
  legittima  scelta  ovvero in ragione dell'ubicazione  dello  studio
  rispetto alle esigenze da soddisfare".
   Per quanto concerne il reinserimento negli elenchi della pediatria
  nell'ambito   territoriale  di  Milazzo  del   dott.   Colosi,   si
  rappresenta quanto segue.
   L'Accordo Collettivo Nazionale dei Medici Specialisti Pediatri  di
  Libera Scelta, reso esecutivo con D.P.R. 272/00, all'art. 23  comma
  6  ha  espressamente previsto che "Ai pediatri che fruiscono  della
  norma  di  cui  all'art. 1 comma 16 del D.L.n.  324/93.  convertito
  nella legge 423/93, è consentita la reiscrizione negli elenchi  dei
  pediatri   convenzionati  per  l'assistenza  primaria   nell'ambito
  territoriale  di  provenienza"(ambito nel quale erano  iscritti  al
  momento dell'esercizio dell'opzione di cui all'art. 4 comma 7 della
  legge   n.   412/91)   alle  condizioni  e  nei   limiti   previsti
  dall'organizzazione  sanitaria, così come disposto  dal  precedente
  articolo   17;   l'art.   4   lett.  h),  nell'indicare,   tra   le
  incompatibilità  del  pediatra di libera scelta,  il  godimento  di
  trattamento di quiescenza a qualsiasi titolo, espressamente prevede
  che  "Tale incompatibilità non opera nei confronti dei pediatri che
  sono  in  tale  condizioni alla data di pubblicazione del  presenze
  accordo e dei pediatri previsti al comma 6 dell'art. 23".
   Il  successivo Accordo Collettivo Nazionale dei Medici Specialisti
  Pediatri  di  Libera Scelta, entrato in vigore in data  15/12/2005,
  nulla dispone riguardo alle modalità di reinserimento dei pediatri,
  se  non  prevedere, alla norma finale n. 5 che "fermo  restando  il
  disposto  di cui all'art. I comma 16 del D.L. n. 324/93, convertito
  nella  legge 423//93, il medico è reinserito negli elenchi  qualora
  non  si  trovi in una situazione di incompatibilità di cui all'art.
  17  del presente accordo"; in particolare l'art. 17 prevede, tra le
  diverse  forme  di  incompatibilità l'ipotesi in  cui  il  pediatra
  fruisca   di   trattamento  di  quiescenza  relativo  ad   attività
  convenzionate  o dipendenti con il S.S.N., fatta esclusione  per  i
  pediatri già titolari di convenzione all'atto del pensionamento".
   Si  precisa  al  riguardo  che il dott.  Colosi  Carmelo  è  stato
  reiscritto   negli  elenchi  della  pediatria  di   libera   scelta
  dall'Azienda    Sanitaria   di   Messina   con   delibera    n.2321
  dell'08/08/2005,   in   data  anteriore   all'entrata   in   vigore
  dell'A.C.N. 15/12/2005; pertanto alla fattispecie in esame è  stato
  correttamente  applicato  il contratto allora  vigente,  il  D.P.R.
  272/00,  che  come  sopra rappresentato non  poneva,  nel  caso  di
  specie, alcuna forma di incompatibilità.
   Irrilevante risulta, in proposito, il rilievo concernente il lasso
  di  tempo  intercorso  tra la risoluzione del  rapporto  di  lavoro
  dipendente,  avvenuto  in data 1  ottobre 2003  e  la  reiscrizione
  negli  elenchi  della pediatria convenzionata;  infatti  l'art.  1,
  comma  16,  del D.L. n. 324/93, convertito in legge n. 423/93,  nel
  prevedere  la  possibilità, per il medico che abbia optato  per  il
  rapporto  di  lavoro  dipendente, del reinserimento  negli  elenchi
  della  medicina convenzionata, indica genericamente, quale  momento
  temporale l'espressione "ove venga a cessare il rapporto di  lavoro
  dipendente", senza prevedere alcun limite di tempo.
   Appare  opportuno  rappresentare al riguardo che  il  Giudice  del
  Lavoro  di  Catania,  con ordinanza - che  in  copia  si  allega  -
  pronunciata  su  ricorso  ex  art. 700 c.p.c.  in  data  29/04/2008
  (quindi  in  vigenza dell'A.C.N del 15/12/2005) avverso il  diniego
  opposto  dall'ASP di Catania al reinserimento negli  elenchi  della
  pediatria convenzionata per la sussistenza dell'incompatibilità  di
  cui  all'ari  17  comma  I  lett. j), ha  accolto  la  domanda  del
  ricorrente  ordinando  all'ASP  di reiscrivere  il  pediatra  negli
  elenchi  della pediatria di libera scelta; a fondamento  della  sua
  decisione il giudice, riprendendo le argomentazioni utilizzate  dal
  Consiglio  di  Stato con riferimento alle limitazioni  imposte  dal
  D.P.R.  272/00  (che subordinava la reiscrizione  alla  sussistenza
  delle  zone  carenti), ha affermato che "a fronte di una  norma  di
  legge statale che incondizionatamente prevede il diritto del medico
  alla reiscrizione, lo stesso non può essere limitato o condizionato
  da  una  previsione di natura regolamentare che va, di conseguenza,
  disapplicata".
   Al  riguardo  si  fa presente che questo Ufficio,  considerate  le
  disposizioni  introdotte dalla norma finale n.  5  e  dall'art.  17
  comma   I   lett.   J)  dell'A.C.N.  15/12/2005,  come   confermate
  dall'A.C.N.  29/07/2009  e  dall'A.C.N.  08/07/2010,  ha   avanzato
  apposita  richiesta di parere alla SISAC, Struttura  Interregionale
  Sanità   Convenzionata,  che  fornisce  assistenza  alle  pubbliche
  amministrazioni per il tramite di pareri applicativi  di  carattere
  generale   in  risposta  a  quesiti  inerenti  clausole   negoziali
  controverse   degli   AA.CC.NN.  dei   settori   in   rapporto   di
  convenzionamento  con il S.S.N.); ciò al fine di  conoscere  se  la
  suddetta  incompatibilità  operi anche  nei  confronto  dei  medici
  pediatri  reinseriti negli elenchi della pediatra convenzionata  ai
  sensi della L. 423/93, in vigenza del D.P.R. 272/00.
   La  SISAC,  con  parere n. 469 dell'11/06/2013,  ha  espressamente
  escluso  "la possibilità di una eventuale  applicazione retroattiva
  delle  clausole  negoziali dell'A.C.N. 15/12/2005",  in  quanto  ai
  sensi dell'art. 2 nonies della legge 26/05/2004 n. 138, l'Accordo è
  reso  esecutivo  con  intesa  della  Conferenza  Permanente  per  i
  rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di  Trento
  e Bolzano, intesa raggiunta nella seduta del 15/12/2005.
   Infine,  per  quanto  concerne  la richiesta  di  ripristinare  il
  rapporto ottimale previsto dall'ACN, si fa presente che, a  seguito
  di  un  ricorso avverso la disposizione del presente accordo,  reso
  esecutivo  con  D.P.R. 272/00, il Presidente  della  Repubblica  ha
  accolto  il  ricorso  annullando la disposizione  impugnata,  nella
  parte  in  cui  subordinava la reiscrizione alla sussistenza  della
  carenza, sostenendo il principio, affermato dal Consiglio di  Stato
  e  sopra  richiamato  che  "a  fronte  di  una  legge  statale  che
  incondizionatamente   prevede   il   diritto   del   medico    alla
  reiscrizione,  lo stesso non può essere limitato da una  previsione
  di rango inferiore, quale quella di natura regolamentare"».

      Il dirigente

      (Dr.ssa Di Stefano)

   N.B.:
   Per                gli               allegati,                vedi
  www.ars.sicilia.it/attidicontrollo/interrogazioni/rispostascritta/a
  ttiallegati

                   Rubrica «Territorio ed Ambiente»

   LA  ROCCA. - «Al Presidente della Regione e all' Assessore per  il
  territorio e l'ambiente, visti:

   la  direttiva 1996/62/CE in materia di valutazione e  di  gestione
  della qualità dell'aria ambiente;

   le  direttive  1999/30/CE, 2000/69/CE, 2002/3/CE,  2004/107/CE  in
  materia  di  valori limite di qualità dell'aria per il biossido  di
  zolfo,  il  biossido di azoto, gli ossidi di azoto ed altri  agenti
  climalteranti, nonché la quantità di ozono presente nell'aria;

   la  direttiva 2008/50/CE rubricata 'Qualità dell'aria  ambiente  e
  per un'aria più pulita in Europa';

   il  D.lgs.  155/2010 di attuazione della direttiva 2008/50/CE,  il
  cui  art. 3, comma secondo, dispone a carico delle Regioni e  delle
  Province autonome l'obbligo di zonizzazione sulla base dei  criteri
  di cui all'appendice I del decreto in parola;

   il  D.A.  n. 176/Gab del 2007, così come modificato dal  D.A.  nr.
  43/Gab   del   2008,  di  approvazione  del  'Piano  regionale   di
  coordinamento per la tutela della qualità dell'aria ambiente';

   considerato che:

   il  21.11.2007, Legambiente Sicilia denunciava la palese  identità
  documentale tra il Piano in parola e quello approvato dalla Regione
  Veneto, verificabile - tra l'altro - dalle correzioni apportate dal
  citato D.A. nr. 43/Gab del 2008;

   sebbene  l'Assessore regionale - Avv. Rossana Interlandi  -  abbia
  nominato una commissione d'inchiesta per gli accertamenti del  caso
  e delle responsabilità, la stessa non ha prodotto alcun risultato o
  provvedimento in relazione alla vexata quaestio;

   sottovalutando  la  valenza nazionale ed europea  dello  strumento
  programmatorio  in  parola, la Regione siciliana  ad  oggi  non  ha
  ancora provveduto a sostituire detto Piano con uno specificatamente
  realizzato per il territorio dell'Isola;

   alla  luce dell'attuale situazione è stato avviato un procedimento
  penale per l'accertamento di eventuali responsabilità;

   per  sapere quali iniziative ritengano necessarie al fine di porre
  termine  al quadro attuale che, allo stato, risulta carente  di  un
  documento di programmazione di centrale importanza per la salubrità
  dell'ambiente, del territorio e dei cittadini». (51)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In riferimento alla interrogazione in  oggetto,  si
  rappresenta quanto segue:
   L'interrogazione  in questione fa riferimento al Piatto  regionale
  di  coordinamento  per la tutela della qualità  dell'aria  ambiente
  approvato  all'arti  del  D.A. n. I76/Gab  del  09/08/2007,  ed  in
  particolare all'assunto che per la redazione dello stesso sia stato
  utilizzato  analogo  documento  della  Regione  Veneto,  modificato
  all'uopo.
   In sintesi, si riferisce quanto segue:

   A) con D.A. n. 176/Gab del 09/08/2007, è stato approvato il "Piano
  Regionale  di  Coordinamento per la tutela della qualità  dell'aria
  ambiente". Il Piano è stato elaborato dagli uffici del Dipartimento
  Regionale  Territorio  e  Ambiente,  che  si  sono  avvalsi   della
  collaborazione  di  Arpa Sicilia e delle Università  di  Palermo  e
  Messina.   Esso  prevedeva  "le  iniziative  necessarie  per   dare
  rapidamente  seguito agli adempimenti previsti  dalle  norme  UE  e
  nazionali, soprattutto per quanto riguarda i piatti d'azione  ed  i
  programmi di cui agli articoli 7, 8 e 9 del D. Lgs.35I199".
   Come a suo tempo dichiarato dall'Assessore pro tempore (vedasi  la
  premessa  al Piano a firma dell'Assessore Interlandi), il documento
  in  questione costituiva soltanto il primo momento di una complessa
  ed    articolata   attività   che   avrebbe   dovuto    svilupparsi
  successivamente  in  coerenza con il  tracciato  di  massima  dallo
  stesso individuato.

   B)   In seguito alla pubblicazione del D.A. n.176/Gab, Legambiente
  Sicilia  sosteneva che il Piano era stato redatto copiando  analoga
  documentazione di altra Regione evidenziando i diversi  riferimenti
  presenti  all'interno del documento stesso. Come peraltro l'obbligo
  di  segnalare che anche l'utilizzo dei dati contenuti  in  numerosi
  documenti tecnici prodotti da ARPA Sicilia, Ente strumentale  della
  Regione. veniva paradossalmente interpretato come "copiatura".

   C)  L'Assessore  pro tempore, ha dato incarico ad una  Commissione
  interna  di  acquisire  elementi sulla vicenda;  dai  lavori  della
  Commissione,  non  è  scaturita alcuna  specifica  Disposizione  in
  ordine  al  ritiro  o  meno  del Piano  contestato;  tuttavia,  con
  successivo   Decreto  Assessoriale  n.43/GAB  del   I   2/03/2(X)8,
  l'Assessore  pro tempore provvedeva ad approvare "alcune  modifiche
  non  sostanziali  al testo originario per la correzione  di  alcuni
  errori  da refusi presenti nel testo". Il testo rielaborato secondo
  le direttive assessoriali è a tutt'oggi disponibile sul sito ARPA.

   D) Il quadro di riferimento normativo all'epoca vigente era quello
  determinato   dal  Decreto  Legislativo  n.351/99  e   s.m.i.,   di
  attuazione della direttiva 96/62/CE in materia di valutazione e  di
  gestione   della   qualità  dell'aria  ambiente.   Il   "Piano   di
  coordinamento"  dichiarava  il  duplice  obiettivo  di  mettere   a
  disposizione un quadro aggiornato e completo della situazione e  di
  presentare  una  stima sull'evoluzione dell'inquinamento  dell'aria
  per  gli  anni  successivi nonché porre  le  basi  per  l'avvio  di
  adempimenti successivamente realizzati, quali:

        -la zonizzazione ai sensi dell'art.5;
        -           la  valutazione della qualità dell'aria ai  sensi
      dell' art.6 e relativa classificazione;
        -          l'inventario delle emissioni;
        -            la   valutazione  preliminare   e   zonizzazione
      preliminare per l'ozono;
        -            la   valutazione  preliminare   e   zonizzazione
      preliminare per IPA e metalli pesanti.

   Con   l'emanazione  della  Direttiva  Comunitaria  2008/50  e  del
  successivo D.Lgs. 155/2010, di recepimento della stessa, il  mutato
  quadro  di  riferimento normativo ha imposto  di  rivedere  secondo
  nuovi criteri i provvedimenti già posti in essere.
   Infine, si ritiene opportuno evidenziare che, in continuità con le
  attività condotte in conseguenza del "Piano di coordinamento" e del
  D.A.  n.176/GAB, è stato possibile avviare quelle discendenti dagli
  obblighi  previsti  dagli  artt. 3, 4  e  5  del  D.Lgs.  155/2010;
  infatti:
   -  Con  l'Accordo di Programma "per l'attuazione  delle  linee  di
  intervento   del   PO   FESR  Sicilia  2007/2013   finalizzate   al
  completamento,   adeguamento   e  potenziamento   delle   reti   di
  monitoraggio della qualità dell'aria" ai sensi dell'art. 5 comma  7
  del  decreto legislativo 155/2010 si è dato mandato ad ARPA Sicilia
  per la progettazione, realizzazione e gestione della rete regionale
  di monitoraggio;
   -  Col  D.A.  25  giugno  2012, a conclusione  dell'iter  previsto
  dall'art.  3  del D.Lgs.155/2010, si è provveduto ad  approvare  la
  Zonizzazione e Classificazione del territorio regionale;
   - Il "Progetto di Razionalizzazione del monitoraggio della qualità
  dell'aria in Sicilia e relativo Programma di Valutazione (ai  sensi
  dell'art.5,  6  comma  del Decreto Legislativo 13 agosto  2010,  n.
  155)"  elaborato da ARPA Sicilia è in attesa della valutazione  del
  MATTM ai sensi dell'art. 5, 6 c.  dello stesso D.Lgs.155/2010».

                                                          L'Assessore
                                                        Maria      Lo
                                                   Bello

   CAPPELLO.  -  «Al  Presidente della Regione all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   in  data  12 luglio 2006 il Presidente della Regione siciliana  ha
  emanato il D.P. n. 766 che annulla il decreto A.R.T.A. del 23 marzo
  1999 istitutivo della R.N.O. del Bosco di Santo Pietro;

   l'Assessorato del territorio e ambiente, all'atto di notifica  del
  D.P.  n.  766,  ha  dichiarato  di  dover  'attivare  le  procedure
  necessarie  per  ristabilire tempestivamente la  legittimità  della
  tutela della riserva prevista dal piano di cui al DA 970 del 1991';

   rilevato che:

   l'atto di decadenza della suddetta riserva ha motivazioni solo  di
  ordine formale e procedurale, che non hanno minimamente intaccato i
  valori naturalistici e paesaggistici del territorio interessato,che
  pertanto permangono e che occorre tutelare;

   sull'area  in  oggetto sono in vigore altre norme di  salvaguardia
  del  territorio  e  del paesaggio (vincolo idrogeologico-protezione
  delle bellezze naturali-Legge regionale n. 78 del 12 giugno 1976)

   tutta  l'area  della R.N.O. del Bosco di Santo  Pietro  (istituita
  dalla  Regione  siciliana) è un sito di interesse comunitario  SIC-
  ITA050005,  il  cui  perimetro  risulta  in  alcune  porzioni   del
  territorio  più  esteso, ed è inserita con  codice  EUAP1155  nello
  Elenco Ufficiale delle Aree Naturali Protette redatto dal Ministero
  dell' Ambiente e della Tutela del Territorio;

   nella  riserva in oggetto, insistono tipi di habitat  inseriti  in
  allegato 1 della Direttiva 92/43 CEE;

   visto che:

   il  formulario di Natura 2000 indica la presenza di  lembi  ancora
  perfettamente integri di macchia mediterranea;

   il  formulario  Natura  2000  indica  la  presenza  di  16  specie
  importanti di flora e fauna;

   considerato  che  i  sei anni fin qui trascorsi  rappresentano  un
  lasso  temporale  inaccettabilmente lungo  per  compiere  tutte  le
  azioni  connesse al ripristino della suddetta R.N.O.,  e  che  tale
  situazione di stallo ha impedito ad enti pubblici ed ai privati che
  insistono  sul territorio della riserva di beneficiare dell'apporto
  dei  Fondi  strutturali  2007/2013 per poter  effettuare  tutte  le
  azioni  di salvaguardia e recupero dell'ambiente naturale  e  delle
  attività  produttive,  per un rilancio dell'intero  territorio,  in
  un'ottica di sviluppo ecosostenibile;

   per sapere se abbiano già espletato e posto in essere, senza altri
  ingiustificati  indugi,  ogni e qualsivoglia  atto  propedeutico  e
  necessario  alla  emanazione  del nuovo  decreto  istitutivo  della
  R.N.O.  del Bosco di Santo Pietro, mantenendo l'unità ecologica  di
  tutta  l'area  della riserva, prevedendo altresì che  vengano,  nel
  contempo, creati adeguati corridoi ecologici tra detta Riserva e la
  contigua  R.N.O.  'Sughereta di Niscemi' così come auspicato  dalle
  norme  comunitarie (DPR 357/97 e linee guida della  rete  ecologica
  siciliana)». (106)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In riferimento all'interrogazione  in  oggetto,  si
  rappresenta che:
   -  L'  ARTA ha, a suo tempo, attivato le procedure necessarie  per
  ristabilire la legittimità della tutela della riserva prevista  dal
  Piano Regionale di cui al DA 970/91;
   -  E'  stata  inviata  ai  Comuni, ai  sensi  della  normativa  di
  pubblicazione  degli  atti,  la  Cartografia  della   Proposta   di
  restituzione della riserva, con i confini e zonizzazione così  come
  nella perimetrazione della Riserva annullata;
   -  Le  numerose  osservazioni  pervenute  sono  state  oggetto  di
  discussione  presso il Consiglio Regionale per  la  Protezione  del
  Patrimonio    Naturale   (CRPPN)   per   la   formulazione    delle
  controdeduzioni;
   -  In quella sede è stata rilevata la necessità di approfondire il
  tema della restituzione avendo riguardo ad una puntuale allocazione
  e approfondimento delle osservazioni pervenute, alla luce anche del
  sopravvenuto   piano  di  gestione  del  SIC  "ITA050005"   e   del
  collegamento  con la contigua RNO "Sughereta di Niscemi",  e  delle
  specificità di alcune osservazioni quali le prospezioni petrolifere
  e sfruttamento di giacimenti che potranno incidere sull'attività di
  gestione della riserva.
   L'argomento  è tuttora presente negli Odg del CRPPN  e  della  sua
  Commissione di Lavoro competente per materia».

      L'Assessore

      Maria Lo Bello

   CIANCIO  -  CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - FERRERI   -  FOTI  -
  LAROCCA-MANGIACAVALLO-PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-VENTURINO-ZAFARANA-
  ZITO-.  «Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per   il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   in data 10 novembre 2012 un gruppo di cittadini recatosi nel Parco
  dei Nebrodi per un'escursione ha visitato l'area di Villa Miraglia,
  di proprietà della Provincia regionale di Messina;

   in  tale  area  si  svolgeva fino a due  anni  fa  un'attività  di
  informazione, di ricettività e di promozione dell'area protetta del
  Parco;

   i cittadini sopra citati hanno constatato, in tale area, il totale
  abbandono  della  struttura: cancelli spalancati,  porte  sfondate,
  finestre  divelte,  infissi smantellati, e soprattutto  inesistente
  messa in sicurezza dell'immobile;

   rilevato che Villa Miraglia fa parte integrante del paesaggio  dei
  Monti  Nebrodi come le altre bellezze naturali del Parco e andrebbe
  salvaguardata  dal  degrado e dall'abbandono  e  ripristinata  come
  Rifugio e punto di riferimento turistico per gli escursionisti;

   considerato   che   le   segnalazioni   inviate   al   Commissario
  straordinario  del  Parco, sig. Rosario Vilardo,  non  hanno  avuto
  nessun riscontro;

   il   Parco  dei  Nebrodi,  da  segnalazioni  fatte  dagli   stessi
  allevatori  e  da cittadini escursionisti, risente complessivamente
  di un degrado e di un abbandono generale;

   per  sapere  se  non  ritengano opportuno intervenire  presso  gli
  organi  preposti alla gestione e alla vigilanza sul territorio  del
  Parco regionale dei Nebrodi al fine di sanare quanto su esposto  o,
  vista  l'inerzia  delle  amministrazioni su indicate,  affidare  la
  predetta  struttura  in gestione gratuita ad  associazioni  onlus».
  (107)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.   -   «In  risposta  a  quanto  richiesto   sapere   con
  l'interrogazione  parlamentare  n.  107  di  cui   all'oggetto   si
  rappresenta quanto di seguito esposto.
   Villa  Miraglia  è  una  struttura di  proprietà  della  Provincia
  Regionale di Messina e ricade nel comune di Cesarò nella zona A del
  Parco dei Nebrodi.
   La  Provincia  Regionale  di Messina ha presentato  ai  competenti
  uffici  regionali per l'ammissione a finanziamento sulla  Linea  di
  intervento 3.2.2.2 «Azioni di adeguamento delle strutture pubbliche
  esistenti  realizzate  secondo criteri  di  edilizia  sostenibile»,
  nell'ambito del PIST «Nebrodi Città Aperta», il progetto definitivo
  dei   lavori  per  la  ristrutturazione  dell'hotel-rifugio   Villa
  Miraglia nel comune di Cesarò per destinarlo ad attività turistico-
  alberghiera, per un importo complessivo pari a   600.000,00.
   L'Ente  Parco  dei Nebrodi in data 6 aprile 2011 ha rilasciato  il
  nulla  osta  n.  49,  ex art. 24 della l.r. 14/88,  per  lavori  di
  ristrutturazione dell'Hotel rifugio Villa Miraglia.
   Risulta  che  in  data  30  marzo 2012 la Provincia  Regionale  di
  Messina   ha   pubblicato  un  avviso  per  la   presentazione   di
  manifestazione di interesse, per l'affidamento in concessione della
  gestione  dell'Hotel-Rifugio  "Villa  Miraglia"  ma  non  si  hanno
  ulteriori notizie in merito all'esito di tale bando.
   Risulta  ancora  che  nei  giorni scorsi personale  del  Corpo  di
  Vigilanza  dell'Ente Parco dei Nebrodi, su richiesta  degli  Uffici
  dell'Assessorato, ha potuto costatare che la struttura ricettiva di
  che  trattasi  attualmente non risulta agibile poiché  inattiva  da
  tempo  e  necessita  di urgenti interventi manutentivi  tendenti  a
  riattivare tutte le sue funzionalità per una corretta gestione, con
  particolare riferimento a quelle alberghiera e ristorativa.
   Sarà   interesse  di  questo  Assessorato  attivare  gli   uffici,
  nell'ambito  delle proprie competenze, col fine  di   accertare  lo
  stato di degrado e per porre successivo rimedio».

      L'Assessore

      Maria Lo Bello

   ZAFARANA  - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI  -
  FOTI  - LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO  -
  VENTURINO  -  ZITO. - «Al Presidente della Regione e  all'Assessore
  per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   la  sentenza di condanna (disastro colposo e omissione di cautele)
  dei  dirigenti  della Eternit di Torino ha richiamato  l'attenzione
  dell'opinione  pubblica  su  un  tema,  quello  della  pericolosità
  dell'amianto, troppo a lungo colpevolmente ignorato in Sicilia;

   in Italia, dal 1992, l'amianto è stato dichiarato fuori legge, e a
  partire   dal   1993   ne   sono  state   vietate   l'importazione,
  l'estrazione,  la lavorazione e la commercializzazione.  Dal  primo
  gennaio  2005,  inoltre, la Direttiva 1999/77/CEE  ne  ha  proibito
  anche  l'utilizzo  sull'intero territorio  dell'Unione  Europea.  A
  partire  dagli anni '90 si è quindi consolidato, nel nostro  Paese,
  un  assetto  normativo  che impone alle  Regioni  di  acquisire  la
  conoscenza   complessiva   del   'rischio-amianto'   sul    proprio
  territorio, e le obbliga - in linea con quanto previsto dall'UE (si
  veda in ultimo la Direttiva 2009/148/CE) - ad adottare una serie di
  iniziative  specifiche  di prevenzione e tutela  della  salute  dei
  lavoratori,   dei   cittadini  e  dell'ambiente:  controllo   delle
  condizioni  di  salubrità  ambientale e di  sicurezza  del  lavoro,
  individuazione  del  rischio-amianto,  sorveglianza  sanitaria   ed
  epidemiologica dei soggetti esposti, formazione/informazione  degli
  operatori e dei soggetti coinvolti, informazione alla popolazione;

   in  Sicilia,  nonostante il quadro degli  obblighi  di  legge  sia
  sempre stato assolutamente chiaro, tutta la legislazione di settore
  in  materia  di  prevenzione del rischio-amianto  risulta  ad  oggi
  completamente disapplicata, sicché ad oggi la Regione siciliana non
  ha   censito  le  situazioni  di  rischio,  non  ha  programmi   di
  sorveglianza  dei cittadini e dei lavoratori esposti,  è  priva  di
  programmi   di  formazione  degli  operatori  pubblici  e   privati
  impegnati  nel settore, non informa i cittadini interessati  e  non
  dispone  infine  del  piano di smaltimento dei rifiuti  di  amianto
  espressamente previsto dalla legge;

   tutto  questo accade malgrado diverse centinaia di siciliani siano
  afflitti  da  patologie collegate all'amianto  (asbestosi,  placche
  pleuriche, mesotelioma, ecc.) insieme con i loro familiari  pagando
  un  prezzo  altissimo per le omissioni di politici e amministratori
  distratti  nei loro doveri, per cui, in Sicilia, oltre 70 cittadini
  muoiono  ogni  anno  di mesotelioma pleurico, e la  nostra  regione
  risulta la prima, nel Meridione, dove si registra il maggior numero
  di morti dovute all'esposizione all'amianto;

   viste  le  reiterate  e  gravissime omissioni dell'amministrazione
  regionale rispetto alla vigente legislazione di settore in  materia
  di  protezione dei lavoratori e dei cittadini dall'amianto,  ed  in
  particolare  la violazione sul territorio siciliano delle  seguenti
  direttive UE:

   Direttiva  80/1107/CEE del Consiglio, del 27 novembre 1980,  sulla
  protezione   dei   lavoratori  contro   i   rischi   derivanti   da
  un'esposizione  ad  agenti chimici, fisici e biologici  durante  il
  lavoro;

   Direttiva  83/477/CEE del Consiglio del 19 settembre  1983,  sulla
  protezione   dei   lavoratori  contro   i   rischi   connessi   con
  un'esposizione all'amianto durante il lavoro; Direttiva  87/217/CEE
  del  Consiglio del 19 marzo 1987, concernente la prevenzione  e  la
  riduzione dell'inquinamento dell'ambiente causato dell'amianto;

   Direttiva  91/382/CEE  del  Consiglio  del  25  giugno  1991,  che
  modifica  la  direttiva 83/477/CEE sulla protezione dei  lavoratori
  contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto durante  il
  lavoro;

   Direttiva  96/61/CE  del Consiglio del 24  settembre  1996,  sulla
  prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento;

   Direttiva  1999/77/CE della Commissione del 26  luglio  1999  (che
  adegua  per la sesta volta al progresso tecnico l'allegato I  della
  direttiva  76/769/CEE del Consiglio concernente  il  ravvicinamento
  delle  disposizioni  legislative,  regolamentari  e  amministrative
  degli  Stati  membri  relative  alle  restrizioni  in  materia   di
  immissione  sul  mercato e di uso di talune  sostanze  e  preparati
  pericolosi (amianto);

   Direttiva  2003/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,  del
  27  marzo  2003, che modifica la direttiva 83/477/CEE del Consiglio
  sulla  protezione  dei  lavoratori contro  i  rischi  connessi  con
  un'esposizione all'amianto durante il lavoro;

   Direttiva  2009/148/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio  del
  30  novembre 2009, sulla protezione dei lavoratori contro i  rischi
  connessi con esposizione all'amianto durante il lavoro;

   per  sapere  se e in che modo intendano intervenire  con  urgenza,
  ciascuno  per  le  rispettive competenze, al fine di  rimuovere  le
  incrostazioni che in 15 anni hanno consolidato il quadro devastante
  sopra  descritto e, contestualmente, in che modo intendano recepire
  e  applicare  la normativa sopra indicata in Sicilia  e  verificare
  contestualmente  eventuali responsabilità  collegate  ad  omissioni
  dell'apparato burocratico regionale». (131)

   Risposta.  -  «In riferimento all'interrogazione  in  oggetto,  si
  rappresenta  che  le competenze in ordine al rischio  amianto  sono
  intestate  per  i diversi aspetti a tre assessorati:  Territorio  e
  Ambiente, Sanità ed Energia e Servizi di Pubblica Utilità.
   Proprio per l'interdisciplinarietà della materia è stato istituito
  l'ufficio speciale "Amianto e aree a rischio di crisi ambientale  -
  agenda 21", diretto dal dott. Antonino Cuspilici, che è cessato  in
  data 17 gennaio 2013.
   In   ordine  alla  materia  vi  è  da  segnalare  l'esistenza   di
  un'apposita  proposta di deliberazione della Giunta di  governo,  a
  firma   congiunta   dei  tre  assessori  al   ramo,   che   prevede
  l'istituzione di una commissione regionale amianto cui affidare  il
  compito  di  predisporre  un  piano  regionale  di  protezione,  di
  decontaminazione, di smaltimento e bonifica dell'ambiente  al  fine
  della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto».

                                                        L'Assessore

   Maria Lo Bello