Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
LANTIERI, segretario, dà lettura dei processi verbali delle sedute
nn. 77 e 78 del 2 ottobre 2013 che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per la Salute
N. 700 - Notizie sull'ospedale Gravina di Caltagirone (CT).
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano; Venturino Antonio (Con nota prot. n. 30172/IN.16 del 17
giugno 2013, il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore
per la salute).
N. 713 - Chiarimenti sulla paventata soppressione del Presidio per
la riabilitazione del nosocomio di Santo Pietro di Caltagirone
(CT).
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi;
Currenti Carmelo; Ruggirello Paolo (Con nota prot. n. 30190/IN.16
del 17 giugno 2013, il Presidente della Regione ha delegato
l'Assessore per la salute).
N. 938 - Chiarimenti sui mancati controlli e sulle presunte
anomalie nella distribuzione dei pediatri nella provincia di
Messina.
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
Zafarana Valentina.
- da parte dell'Assessore Territorio e Ambiente
N. 51 - Iniziative per l'adozione del Piano regionale di
coordinamento per la tutela della qualità dell'aria ambiente
specificatamente predisposto per il territorio siciliano.
Firmatario: La Rocca Claudia (Con nota prot. n. 11058 del 27
febbraio 2013, il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore
per il territorio e l'ambiente).
N. 106 - Istituzione della riserva naturale orientata del Bosco
Santo Pietro di Caltagirone (CT).
Firmatario: Cappello Francesco (Con nota prot. n. 15033/IN.16 del
21 marzo 2013 il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore
per il territorio e l'ambiente).
N. 107 - Iniziative in ordine allo stato di degrado e abbandono
del territorio di Villa Miraglia, di proprietà della Provincia
regionale di Messina.
Firmatari: Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; Foti Angela;
La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano (Con nota prot. n. 15035/IN.16 del 21 marzo
2013 il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per il
territorio e l'ambiente).
N. 131 - Interventi atti a garantire una più rigorosa applicazione
del quadro normativo anti-inquinamento, con particolare riferimento
al 'rischio amianto' nel territorio della Regione siciliana.
Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zito
Stefano (Con nota prot. n. 15026 del 21 marzo 2013, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per il territorio e
l'ambiente).
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Divieto del monouso non biodegradabile. (n. 565)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Ciaccio,
Zito, Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciancio, Foti, La
Rocca, Cancelleri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana in data
1 ottobre 2013.
- Norme regolamentatrici delle modalità gestionali, organizzative
e di funzionamento dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della
Sicilia A. Mirri . (n. 567)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Fontana,
Germanà e Assenza in data 4 ottobre 2013.
- Provvidenze in favore delle vittime del racket delle estorsioni
e dell'usura. (n. 568)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Alongi in
data 4 ottobre 2013.
- Principi generali del sistema integrato di interventi e servizi
psico-socio-educativi. (n. 569)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Zito,
Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciaccio, Ciancio, Foti,
La Rocca, Cancelleri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana in
data 4 ottobre 2013.
- Trasferimento competenze in materia di ordine pubblico e
sicurezza ambientale e del personale nel CFS. (n. 570)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Zito,
Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciaccio, Ciancio, Foti,
La Rocca, Cancelleri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana in
data 4 ottobre 2013.
- Sicilia equa. (n. 571)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Ciaccio,
Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Zito, Cancelleri, Ciancio, Foti,
La Rocca, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino e Zafarana in data
4 ottobre 2013.
- Quoziente familiare in Sicilia. Tabella correttiva. (n. 572)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Ciaccio,
Tancredi, Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Zito, Cancelleri,
Ciancio, Foti, La Rocca, Palmeri, Siragusa, Trizzino, Zafarana e
Vinciullo in data 7 ottobre 2013.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegno
di legge alla competente Commissione
PRESIDENTE. Comunico il disegno di legge presentato e inviato alla
competente Commissione:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Norme a sostegno dei Confidi. (n. 566)
di iniziativa parlamentare, presentato l'1 ottobre 2013 e inviato
il 4 ottobre 2013.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Comunicazione dei mutamenti delle compagini sociali per le
società in attesa di provvedimenti da parte della P.A.. (n. 556)
di iniziativa parlamentare, inviato il 4 ottobre 2013.
parere Commissione d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della
mafia in Sicilia.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Canone concessione demaniale in aree marine protette e riserve
naturali orientate. (n. 557)
di iniziativa parlamentare, inviato il 4 ottobre 2013, parere III
e UE.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Sostegno alla fruizione culturale per le categorie sociali
svantaggiate e per i giovani. (n. 498)
di iniziativa parlamentare, inviato il 4 ottobre 2013, parere IV.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che:
- gli onorevoli Picciolo, Lo Giudice, Savona, Forzese, Tamajo e
Greco Marcello, con nota prot. n. 10641/SG.LEG.PG. del 30 settembre
2013, hanno chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge
n. 564: Sistema bibliotecario regionale integrato ;
- l'onorevole Vincenzo Vinciullo, con nota prot. n.
10771/SG.LEG.PG. del 2 ottobre 2013, ha chiesto di apporre la
propria firma al disegno di legge n. 530: Riammissione nel posto
di lavoro degli ufficiali di riscossione assunti con contratto di
formazione e lavoro dalla Montepaschi Serit S.p.A. ;
- l'onorevole Pietro Alongi, con nota prot. n. 10772/SG.LEG.PG.
del 2 ottobre 2013, ha chiesto di apporre la propria firma al
disegno di legge n. 567: Norme regolamentatrici delle modalità
gestionali, organizzative e di funzionamento dell'Istituto
Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia A. Mirri ;
- l'onorevole Vincenzo Fontana, con nota prot. n. 10773/SG.LEG.PG.
del 2 ottobre 2013, ha chiesto di apporre la propria firma al
disegno di legge n. 568: Provvidenze in favore delle vittime del
racket delle estorsioni e dell'usura .
Comunicazione di invio del Documento di programmazione economico-
finanziaria (DPEF) per gli anni 2014/2017'
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha inviato,
in data 30 settembre 2013, il Documento di programmazione
economico-finanziaria (DPEF) per gli anni 2014/2017'.
Comunico, altresì, che copia del predetto Documento è stata
inviata, ai sensi dell'articolo 73 bis 1, alle Commissioni in data
3 ottobre 2013.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Attività
produttive' (III), nella seduta n. 74 del 25 settembre 2013, ha
approvato la risoluzione: Ripristino degli organi degli enti
commissariati' (7/III).
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1273 - Iniziative da assumere presso il Governo nazionale
finalizzate al diritto all'istruzione degli studenti diversamente
abili delle scuole siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Economia
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Zafarana Valentina
N. 1274 - Notizie sui criteri e metodi per l'assegnazione delle
apparecchiature diagnostiche di alta tecnologia nei poli sanitari
di eccellenza in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1275 - Chiarimenti sulla mancata attivazione del P.T.A. di
Palazzolo Acreide (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1276 - Notizie sulla mancata attribuzione delle risorse
destinate ai lavoratori dell'attività antincendio, soprattutto in
provincia di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1277 - Notizie sul mancato avvio dei lavori dell'area
attendamenti e container in provincia di Siracusa.
- Presidente Regione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1278 - Notizie sul mancato avvio dei lavori della sala ipostila
del Castello Maniace di Siracusa.
- Presidente Regione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1279 - Notizie sul mancato avvio dei lavori di consolidamento e
restauro della Chiesa del Carmine a Siracusa.
- Presidente Regione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1280 - Notizie sul mancato avvio dei lavori di consolidamento e
restauro nella Chiesa del Cimitero monumentale di Siracusa.
- Presidente Regione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1281 - Notizie sul mancato avvio del secondo lotto dei lavori
di consolidamento e restauro della Chiesa del Collegio a Siracusa.
- Presidente Regione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1282 - Notizie sul mancato avvio del secondo lotto dei lavori
di consolidamento e restauro della Chiesa di San Giuseppe a
Siracusa.
- Presidente Regione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1283 - Notizie sul mancato avvio del secondo lotto dei lavori
di consolidamento e restauro della Chiesa di San Sebastiano a
Palazzolo Acreide (SR).
- Presidente Regione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1284 - Notizie sul mancato avvio dei lavori di consolidamento e
restauro della Chiesa Santa Venera di Avola (SR).
- Presidente Regione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1285 - Notizie sulla mancata ripresa dei lavori di
consolidamento e restauro dell'ex Chiesa di S. Domenico e della
Scuola del Nome del Gesù - Convento S. Domenico a Siracusa.
- Presidente Regione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1286 - Affidamento degli ultimi interventi finanziati dalla l.
433/91 ai servizi provinciali della Protezione Civile delle
province di Siracusa, Catania e Ragusa.
- Presidente Regione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1287 - Notizie sul mancato avvio dei lavori sul lungomare Alfeo
a Siracusa.
- Presidente Regione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1289 - Notizie circa la nomina del Direttore Generale
dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia 'A. Mirri'
di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni;
Figuccia Vincenzo; Lo Sciuto Giovanni; Greco Giovanni; Fiorenza
Dino; Federico Giuseppe
N. 1290 - Trasferimento delle somme necessarie a garantire il
servizio di trasporto e assistenza degli studenti diversamente
abili di Messina.
- Presidente Regione
Firmatario: Greco Marcello
N. 1293 - Azioni finalizzate all'incremento del contingente
di giovani che potranno usufruire dei benefici previsti dal
Servizio Civile Nazionale.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1294 - Iniziative volte a scongiurare il diffondersi della
paura del rischio aviaria tra i consumatori di prodotti avicoli
siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1295 - Interventi finalizzati alla revoca dell'obbligo di
fideiussione per le aziende siciliane destinatarie del credito
d'imposta per nuove assunzioni.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1296 - Chiarimenti sui lunghi tempi di attesa per l'erogazione
di prestazioni sanitarie presso l'ospedale Muscatello di Augusta
(SR).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1297 - Reperimento delle somme necessarie ai trasferimenti
per le spese del personale del Parco dei Nebrodi.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1298 - Interventi finalizzati ad assicurare maggiori controlli
nelle aziende agricole siciliane per scongiurare il rischio
tubercolosi.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1299 - Misure da adottare per fronteggiare l'emergenza migranti
in provincia di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1301 - Provvedimenti per scongiurare la formazione di una prima
classe con 49 alunni presso il Liceo musicale di Modica (RG).
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Zafarana Valentina; Assenza
Giorgio; Ferreri Vanessa
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1288 - Interventi in favore del completamento dei lavori sulla
strada statale 'Libertinia' in provincia di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello
N. 1291 - Chiarimenti sulla legittimità degli incarichi tecnico-
professionali conferiti nell'ambito di progetti comunitari.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Barbagallo Anthony Emanuele
N. 1292 - Chiarimenti circa la corretta determinazione del valore
di un appalto di lavori pubblici.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Barbagallo Anthony Emanuele
N. 1300 - Chiarimenti in ordine alla futura attività degli
Sportelli multifunzionali e sulle garanzie occupazionali del
relativo personale.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Greco Giovanni; Di Mauro Giovanni; Federico Giuseppe;
Figuccia Vincenzo; Fiorenza Dino; Lombardo Salvatore
Federico; Lo Sciuto Giovanni
N. 1302 - Informazioni sulle procedure di affidamento dei servizi
ausiliari di trasporto marittimo per le Isole minori della Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri
Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Zafarana
Valentina; Cappello Francesco; La Rocca Claudia; Zito Stefano;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Siragusa Salvatore; Ferreri Vanessa;
Tancredi Sergio
N. 1303 - Chiarimenti in merito all'avvenuta redazione dei piani
di emergenza comunali.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 1304 - Chiarimenti sulla presunta speculazione edilizia in atto
a Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1305 - Chiarimenti sul finanziamento comunitario della tratta
autostradale A18 Siracusa-Gela e sui tempi di realizzazione
dell'infrastruttura.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:
numero 187 Iniziative per scongiurare la strage di immigrati nel
Canale di Sicilia , degli onorevoli D'Asero Antonino; Assenza
Giorgio; Alongi Pietro; Cascio Francesco; Falcone Marco; Fontana
Vincenzo; Germanà Antonino Salvatore; Milazzo Giuseppe; Pogliese
Salvatore Domenico; Vinciullo Vincenzo, presentata il 3 ottobre
2013.
Avverto che la mozione testé annunziata sarà demandata, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di apposizione di firma a mozioni e interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che:
- con nota pervenuta l'1 ottobre 2013 e protocollata al n.
10786/Aulapg del 3 ottobre successivo, l'on. Germanà ha chiesto di
apporre la firma alla mozione n. 183, a firma dell'on. Picciolo ed
altri;
- con nota pervenuta l'1 ottobre 2013 e protocollata al n.
10788/Aulapg del 3 ottobre successivo, l'on. Ciaccio ha chiesto di
apporre la firma alle interrogazioni nn. 1255, 1262 e 1253, a firma
dell'on. Vinciullo;
- con nota pervenuta il 3 ottobre 2013 e protocollata al n.
11007/Aulapg dell'8 ottobre successivo, l'on. Giuseppe Milazzo ha
chiesto di apporre la firma alla mozione n. 183, a firma dell'on.
Picciolo ed altri;
- con nota pervenuta il 3 ottobre 2013 e protocollata al n.
11008/Aulapg dell'8 ottobre successivo, l'on. D'Asero ha chiesto di
apporre la firma alle interrogazioni nn. 1291 e 1292, a firma
dell'on. Barbagallo.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
CIMINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi scuso se
intervengo proprio all'inizio dei lavori ma proprio perché siamo
nella fase iniziale ritengo di poterle chiedere che questa
Assemblea si fermi per un minuto per ricordare la tragica
situazione che, in questi giorni, ha vissuto non soltanto
Lampedusa, la comunità internazionale e le vittime che, purtroppo,
si sono determinate.
Conseguentemente, le chiederei due minuti di tempo per poter
esporre un ordine del giorno che presento qui all'Aula e che è
stato sottoscritto da diversi colleghi parlamentari, nella speranza
che anche la Presidenza possa sposarne le argomentazioni.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, invito tutti ad osservare un
minuto di silenzio per le vittime di Lampedusa.
(Tutti i deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con la firma di
diversi parlamentari regionali, vogliamo poter sostenere che
l'attenzione per le isole di Lampedusa e di Linosa non si trasformi
in una mera passerella che, purtroppo, il giorno dopo dei tragici
eventi, come sempre, passa nel dimenticatoio.
Con l'ordine del giorno, da noi sottoscritto, vogliamo creare le
condizioni perché il Presidente dell'Assemblea e il Presidente
della Regione possano farsi parte attiva, nei confronti del Governo
nazionale, ma anche nei confronti degli esponenti europei, affinché
le isole di Lampedusa e di Linosa vengano dichiarate zona franca .
Perché, la possibilità e l'opportunità di dare a queste isole di
godere del privilegio che in altre zone d'Europa è stato concesso e
che nel Sud Italia, in Sicilia e, soprattutto, in un'isola come
Lampedusa, oggi più che mai, si può ritenere cosa meritevole, cosa
giusta, cosa sacrosanta.
Ribadisco che, ad Agrigento, abbiamo già avuto un premio Nobel che
è stato Luigi Pirandello: moralmente è un attestato importante,
serio, valido per la valorizzazione e la conoscenza sia dell'uomo,
ma anche delle opere che sono state realizzate.
Ma ritengo che, oggi più che mai, un territorio come Lampedusa e
Linosa, per i drammi che hanno vissuto, già da tempo immemorabile,
e che continuano a vivere, purtroppo, in modo ancora più vistoso e
acceso, emanando un dolore che non è un dolore comune, ma che è un
dolore, ormai, internazionale.
Proprio domani, apprendiamo della presenza nell'isola di
Lampedusa, dei maggiori esponenti della Comunità europea. Sappiamo
che grandi esponenti della politica nazionale stanno ponendo
attenzione sul tema Lampedusa , per fare in modo che, nelle isole
di Lampedusa e di Linosa, vi sia il riconoscimento del premio
Nobel.
Queste isole, già anni addietro, hanno avuto una medaglia al
valore da parte del Governo nazionale.
Penso che, tutto ciò, rispetto al dramma che vive quest'isola, sia
ben poca cosa.
Io spero che, il Presidente dell'Assemblea, o il suo
vicepresidente, il Presidente della Regione, domani possano essere
a Lampedusa, incontrare Barroso, o chi per lui, i vertici della
Comunità europea, così come anche il Presidente Letta, o il vice
premier Alfano, e chiedere, ben venga, di sposare moralmente le
tragedie delle isole di Lampedusa e Linosa con il premio Nobel, ma
diamo concretezza al dramma che vivono i cittadini della nostra
regione, della provincia di Agrigento, perché i lampedusani sono
cittadini agrigentini e cittadini siciliani ed italiani,
riconoscendo a quel territorio l'opportunità, come è stato fatto
già in altre zone europee, di essere zona franca, zona di libero
scambio.
Gli abitanti di Lampedusa e Linosa penso che questo lo meritino, e
l'Assemblea Regionale, votando favorevolmente questo ordine del
giorno, darà forza alle istituzioni siciliane per sostenere quest'
ipotesi, per sostenere questo ragionamento che darà a noi la
possibilità di passare alla storia per aver dato un segnale
concreto, del nostro impegno, a favore di quelle comunità.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Annunzio dell'ordine del giorno numero 112
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cimino, per avere portato
all'attenzione dell'Assemblea questo dolorosissimo argomento.
Chiaramente, le sue parole non possono che essere condivise, da me
personalmente ma, ritengo, da parte di tutti gli onorevoli colleghi
presenti in Assemblea oggi, e non solo.
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 112, Interventi urgenti mirati alla istituzione della
Zona Franca e Linosa , a firma degli onorevoli Cimino, Figuccia, Di
Giacinto, Malafarina, Grasso, Gianni, Sammartino, Currenti,
Federico.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ogni minuto che
passa aumenta il numero delle vittime di Lampedusa. Il mare
continua a restituire corpi dell'ennesima strage dei migranti e
siamo arrivati a oltre duecento cadaveri ad ora.
Credo che a seguito del gravissimo accadimento che, ahimè, non è
rimasto isolato nella storia degli ultimi anni in Sicilia, si
rappresenti, oggi più che mai, in questa circostanza, assolutamente
drammatica, l'esigenza che l'Assemblea regionale siciliana e il
Governo, pongano all'attenzione delle istituzioni nazionali ed
europee, la necessità di un aiuto che ci liberi dall'isolamento
nell'affrontare il dramma e la tragedia che da anni coinvolgono,
ormai, migliaia di fratelli meno fortunati.
Credo che la vocazione di solidarietà ed accoglienza del popolo
siciliano, non può e non deve essere scambiata all'esterno come una
responsabilità sociale del popolo siciliano.
Il fenomeno dei migranti richiedenti asilo e rifugiati, che sono,
ovviamente cosa differente dal fenomeno dei migranti, quindi
provenienti dall'Algeria, dall'Egitto, dalla Somalia, dall'Eritrea,
e da tutti quei paesi che vivono situazioni di instabilità politica
e istituzionale, che spesso, sfociano in vere e proprie guerre
civili: trova come avamposto la salvezza nelle coste siciliane.
Assume la Presidenza il Presidente ARDIZZONE
Spesso i nostri centri di accoglienza non sono pronti ad
affrontare l'emergenza e la mia paura è che, passando questa prima
fase in cui si sta assistendo ai legittimi interventi da parte
delle istituzioni, si possa, poi, lasciare tutto nel dimenticatoio.
Vorrei portare un attimo la questione all'attenzione di questa
Presidenza, con riferimento, anche ai lavori, che da circa cinque
mesi sono stati inseriti nel calendario dei lavori di questo
Parlamento.
Presidente Ardizzone, noi in I Commissione avevamo presentato un
testo che era stato programmato con il coordinamento dello SPRAR,
quindi con il sistema di prevenzione dei soggetti che beneficiano
dei centri per rifugiati e richiedenti asilo politico; quel testo è
rimasto in Commissione per troppo tempo, per circa cinque mesi,
credo che quel testo adesso debba essere ripreso, debba essere
recuperato.
Mi permetto di porre, anche una questione politica oltre che
procedurale, che sta emergendo in queste ore. Mi giunge voce che
sono arrivate alla Presidenza circa dieci dimissioni da parte di
componenti di quella I Commissione che, peraltro, coinvolgono
l'intero arco parlamentare, perché coinvolgono forze di maggioranza
e di opposizione, quindi proprio per onorare questa iniziativa e
questo ordine del giorno che è stato, testé posto all'attenzione
dell'Assemblea, le chiedo, signor Presidente, formalmente, in nome
di quello che è accaduto a Lampedusa, di accelerare le procedure
affinché il testo che riguarda le politiche di accoglienza per
rifugiati e richiedenti asilo, che da troppo tempo, giace in I
Commissione, possa essere riportato in quella sede istituzionale e
affrontato con estrema urgenza.
Qualora non dovesse bastare, credo sia il presupposto iniziale per
poter ricominciare i lavori all'interno di quella Commissione.
L'Europa ci guarda, rispetto a questo tema, ci guarda il Paese e
credo che noi dobbiamo fare questo atto di responsabilità, dobbiamo
accelerare i lavori di quella I Commissione a partire da tante
priorità che riguardano le province che riguardano i liberi
consorzi, o quello che sarà, anche se il quadro non è assolutamente
chiaro.
Fino ad ora abbiamo soltanto soprasseduto sulla questione, ma
senz'altro un testo questo che riguarda le politiche
dell'accoglienza, ripeto, che parta dalla questione Lampedusa'
deve essere recuperato e le chiedo, pertanto, di fare in modo che
già da domani, qualora ci fossero i presupposti, e mi sembra che ci
sono circa dieci componenti che si sono dimessi, questi lavori
possano riprendere.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non posso fare
niente altro che dal più profondo del cuore che associarmi alla
proposta dell'onorevole Cimino che vuol riconoscere un risarcimento
all'isola di Lampedusa per le tragedie che vive, non solo in queste
circostanze, ma oserei dire da oltre dieci anni, che vive sulla
pelle di quel manipolo di uomini che sono veramente sperduti in
mezzo al mare e che si trovano ad affrontare, quotidianamente, una
serie di situazioni assolutamente gravi e per le quali quell'isola
non è neanche attrezzata.
E' attrezzata solo con la propria umanità, con la solidarietà
della gente, con la disponibilità all'accoglienza propria di una
gente generosa che, io personalmente, ho avuto modo di potere
apprezzare avendo fatto servizio per diversi mesi sull'isola di
Lampedusa.
Vedete, però, onorevoli colleghi, il discorso dell'immigrazione in
sé e per sé non può essere affrontato in modo sporadico e sull'onda
di una emergenza di una tragedia come quella che ha vissuto in
questi giorni l'isola di Lampedusa.
Lampedusa da almeno dieci anni, se non di più, vive
quotidianamente l'emergenza, con centinaia e centinaia di sbarchi,
per i quali quel territorio non è attrezzato.
Un centro di accoglienza nato per ospitare fra le ottocento, mille
persone, è andato a fuoco già nel 2009, distruggendo un capannone,
riducendo la capacità ricettiva di quel Centro.
Siamo stati costretti a lavorare in quella circostanza, parlo
dell'aprile del 2009, in una situazione assolutamente catastrofica
in mezzo alle macerie dei capannoni bruciati, con tutti i rischi
connessi per le situazioni di incolumità personale di ospiti del
Centro e delle persone che erano costrette a vigilarle.
Un altro incendio è accaduto nel 2011, ed ha distrutto questa
volta due capannoni.
Il centro di Lampedusa, oggi, riesce ad accogliere appena trecento
persone, ce ne stanno più di milleduecento, senza un riparo,
esposte alle intemperie, con il freddo pungente della notte e la
pioggia che inzuppa i materassi.
Io penso che queste non siano condizioni degne di una nazione
civile che però non riesce a creare le condizioni per un minimo di
ospitalità per la gente che fugge da miserie e stragi, da gente
che si allontana dal proprio Paese non perché in cerca lavoro, ma
per sfuggire ad un destino, che è quello di una guerra civile che,
ormai, imperversa da anni nel medio Oriente, ed è anche
strisciante.
Sarebbe forse il caso che questa Assemblea accelerasse, veramente,
i lavori sul disegno di legge presentato dall'onorevole Figuccia.
Signor Presidente, la invito, per questa circostanza e solo per
questa circostanza, a richiamare le forze politiche a
ricostituire la I Commissione per l'esame di quel disegno di legge
e nient'altro. Sarebbe un segnale politico di unità dell'Assemblea,
di risposta alle esigenze dell'immigrazione; noi presenteremo una
mozione con cui vorremmo che fossero finalmente riconosciuti i
corridoi umanitari.
Lampedusa è terra di arrivo, di approdo di due tipi di
immigrazione: un'immigrazione che va cercando lavoro e cerca scampo
dalla miseria che affligge quelle Nazioni e un'immigrazione che
chiede asilo politico.
Gli asilanti politici, i rifugiati politici, non possono essere
assimilati agli immigrati clandestini, sono persone per le quali
l'Europa deve attivare i corridoi umanitari, così come è previsto
dalle leggi internazionali e per le quali è necessario garantire la
certezza e la sicurezza della vita.
Trovo veramente vergognoso che oggi duecentotrentacinque corpi
siano stati recuperati, e ancora l'Europa non vuole riconoscere
l'emergenza umanitaria che è ancor prima di questa tragedia.
Presenteremo questa mozione per condividere ciò che il ministro
Kyenge già ha preannunciato: la necessità di creare corridoi
umanitari di cui si dovrà fare carico tutta l'Europa e non solo la
Sicilia.
Io vorrei ricordarvi, onorevoli colleghi, che questa notte a
Catania sono sbarcate duecentocinquanta persone, che ieri mattina a
Pozzallo ne sono sbarcate altre duecentocinquanta, che da anni le
ondate migratorie colpiscono questa Sicilia che non è più in grado
da sola di gestire questa situazione.
Occorrono i Centri di accoglienza nelle città più importanti
Catania, Pozzallo, nei punti in cui arrivano regolarmente gli
immigrati e dobbiamo metterci in condizioni di dare delle risposte
umanitarie a questo fenomeno che noi non possiamo da soli arginare.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini, volevo
ringraziare l'onorevole Cimino per l'opportunità che ha dato a
quest'Aula di discutere su un tema così grave, sulla morte appunto,
come ricordava il collega Malafarina, di duecentotrentacinque
persone, duecentotrentacinque vite che non ci sono più, che sono
fuggite da un posto, in cerca di una vita migliore, sono fuggite
appunto dalla guerra, da un situazione disumana ed hanno affrontato
il mare e hanno trovato la morte.
Noi siamo la Sicilia e la Sicilia è terra di accoglienza per
antonomasia, siamo il primo avamposto dinanzi l'Africa, ma sotto il
profilo legislativo purtroppo siamo l'ultima regione d'Italia a
non avere una legge sull'immigrazione; siamo l'unico Governo
regionale a non essersi dotato di alcun piano di emergenza perché
una vera e propria emergenza umanitaria è in corso.
Sappiamo che questo non è il primo né l'ultimo sbarco eppure a
Lampedusa sono pochissimi i mezzi a disposizione per far sì che
queste morti non accadano più.
Pretendiamo dall'Europa un maggiore aiuto, e forse, signor
Presidente, l'occasione che lei ha di recarsi a Bruxelles per
ritirare la bandiera può essere anche un momento per discutere con
il presidente del Parlamento europeo di questa situazione che vede
appunto Lampedusa e tutta la Sicilia in una situazione veramente
drammatica.
Io credo che questa debba essere anche l'occasione perché il
Parlamento siciliano finalmente legiferi, ovviamente non potrà
farlo se la I Commissione non sarà ripristinata, perché di diritti
civili si può parlare e si deve parlare per competenza in quella
Commissione.
Noi, innanzitutto, sottoscriviamo, tutto il M5S, l'ordine del
giorno dell'onorevole Cimino, ma vogliamo essere concreti,
esattamente come lui ha invitato a fare tutto il Parlamento, e
abbiamo una proposta da rivolgerle, signor Presidente: noi da
dicembre ad oggi abbiamo lasciato nelle casse della Regione il
rimborso per le spese dell'esercizio del mandato, le famose
tremilacentottanta euro, sono circa ad oggi quattrocentomila euro,
che potrebbero essere, se possibile, destinate a Lampedusa affinché
questa piccola isola e la Sicilia possano porre in essere tutte le
misure necessarie per accogliere o per scongiurare ulteriori morti.
Sappiamo che non è un problema esclusivamente siciliano, è un
problema, ovviamente, nazionale ma non possiamo essere lasciati
soli dal Governo di Roma, qualcosa deve cambiare: deve cambiare la
legge Bossi-Fini, debbono cambiare i CPT.
Io vivo a Caltagirone e a pochi chilometri c'è Mineo, con il suo
famoso CARA, e chi percorre la Catania-Gela assiste all'indecoroso
spettacolo di esseri umani, di fratelli e sorelle, che transitano
come se fossero animali, perché questa è la verità, lungo uno
scorrimento veloce. Non è questa l'integrazione che la Sicilia deve
offrire, non è questa l'accoglienza che la Sicilia deve offrire.
L'accoglienza è ben altro, l'ospitalità è ben altra cosa.
Signor Presidente, che questo Parlamento si attivi affinché la
regione Sicilia si doti di una legge sull'immigrazione,
sull'accoglienza, come diceva l'onorevole Figuccia, e, soprattutto,
che solleciti questo Governo ad approntare, nel più breve tempo
possibile, un piano di emergenza affinché non si abbiamo più a
ripetere questi eventi.
CIRONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche da parte mia
gratitudine all'onorevole Cimino per aver presentato un ordine del
giorno che riguarda la drammatica vicenda che ha toccato l'isola di
Lampedusa. E' anche un'occasione per riflettere insieme ai 90
deputati, a quest'Aula, rispetto anche alle responsabilità che
abbiamo come classe politica, come classe dirigente di questa
regione.
Un ordine del giorno è certamente stimolante, butta le basi di un
percorso che io mi auguro in quest'Aula possa avere un'altra fase
di più ampia di riflessione, alla presenza del Governo, perché se
stasera ci interroghiamo su questi fatti, continuando ad usare una
parola che ormai è inappropriata, che è la parola emergenza ,
credo che facciamo un errore.
Noi siamo in presenza di una risposta emergenziale, ma la domanda,
che viene dai mondi dirimpettai del Mediterraneo, che è dettata da
emergenza, impone una risposta di metodo e di merito continuativa.
Siamo ormai da anni e saremo anche per i prossimi anni una hub
di accoglienza nei confronti di esseri umani che fuggono dalla
guerra, che fuggono dalla persecuzione, che fuggono dalla fame e
che fuggono dalla povertà.
Faremo un errore a segmentare la nostra riflessione alla
particolare fase che stiamo vivendo. Dobbiamo dare ordine e
razionalità agli interventi che come regione, anche come regione,
dobbiamo apportare per affrontare vicende umane che, credo, ci
abbiano lasciato non solo addolorati ma esterrefatti di fronte alla
gravità delle questioni che ci sono apparse davanti, dalle morti
tragiche, dalle morti violente, dalle morti di donne stuprate,
dall'arrivo di minori non accompagnati dietro i quali vi sono madri
che si sono strappati dal cuore questi figli per porli al riparo
dalle guerre che dilaniano i loro territori.
Io chiedo, signor Presidente, insieme con le mie colleghe
Milazzo, Maggio e Raia, che vi possa essere una seduta ad hoc
dell'Aula, alla presenza del Governo, affinché il Governo ci dica
come intende affrontare le questioni che attengono certamente a
livello europeo e a livello nazionale, risposte, ma che caricano
sul governo regionale responsabilità proprie.
Mi sono chiesta in questi giorni, per esempio, se in termini di
grande urgenza non fosse stato possibile organizzare una sorta di
quadro di comando delle questioni in modo da indirizzare i comuni,
le prefetture, il volontariato, verso soluzioni possibili che, non
solo in Sicilia, ma anche a livello nazionale potevano essere
cercate.
Mi sono chiesta, in questi giorni, quale tipo di risposta potevamo
dare, certo in assenza di una legge sull'immigrazione anche se so
che il Governo è in fase avanzata di elaborazione e quindi potrebbe
accelerare questa elaborazione perché, insieme al disegno di legge
che è stato presentato dai colleghi, si possa cominciare ad avviare
il confronto e soprattutto ad attrezzarci alle risposte.
Ecco, io credo che nella nostra regione, a Lampedusa come a
Siracusa o a Catania come a Pozzallo, abbiamo avuto un popolo
siciliano pronto all'accoglienza, un grande messaggio di
solidarietà è venuto da associazionismo, da volontariato, dalla
chiesa la quale si è mobilitata offrendo i suoi locali, un fatto di
straordinaria vitalità di un mondo com'è il nostro abituato alla
contaminazione delle culture, ma come dire anche orgoglioso della
sua insularità ma aperto su questo mare, allora, se questa regione
vuole assecondare i sentimenti, le sensibilità che il popolo
siciliano, parti importanti del popolo siciliano, hanno
manifestato, non solo in questi giorni, ma in questi anni nei quali
hanno dovuto adoperarsi per ospitare, accogliere, lenire le ferite,
sanare lacune, carenze che si sono manifestate, io credo che questa
Aula, che questa Assemblea regionale debba e abbia un'occasione per
mettersi in sintonia e quindi riproponiamo la necessità di una
riflessione collegiale in questa Aula alla presenza del Governo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è stata ricordata l'immane
tragedia di giovedì scorso nelle acque di Lampedusa, è stato
ricordato come centinaia di uomini, donne, alcune incinte, bambini
siano state vittime di questo disastro.
Chiaramente tutti gridano all'orrore e noi gridiamo all'orrore,
Sua Santità Papa Francesco, così come aveva fatto ai primi di
luglio, in occasione del primo viaggio apostolico del suo
pontificato proprio a Lampedusa, luogo simbolo della sofferenza nel
Mediterraneo, ha utilizzato - non dimentichiamolo - parole
durissime per definire l'insensibilità alle grida degli altri,
l'indifferenza verso chi soffre auspicando uno scuotimento delle
coscienze.
Era il mese di luglio, è come se fossero passati anni; parole che
rappresentano un monito a quella parte del mondo che in questi anni
si è disinteressata al problema dell'immigrazione, però di quella
stessa parte del mondo, che quasi si dice sorpresa e indignata di
quanto è accaduto.
Papa Francesco - non dimentichiamolo - e il Presidente della
Repubblica, Giorgio Napoletano, hanno parlato di vergogna, senza
specificare chi debbano essere i destinatari. Credo che non si
possa continuare a pensare che le responsabilità siano sempre degli
altri e che il dovere di intervenire non riguardi anche noi.
Il giorno del naufragio mi trovavo ad Assisi, in occasione
dell'Assemblea plenaria straordinaria dei presidenti delle
Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome.
Insieme a tutti i colleghi abbiamo approvato un ordine del giorno
con il quale abbiamo sollecitato il Presidente del Consiglio dei
Ministri, Enrico Letta, a richiedere con urgenza, di fronte ad una
emergenza continentale, la convocazione di un Consiglio europeo
straordinario per affrontare la questione dei migranti e approntare
nuovi e più efficaci strumenti comuni di politica migratoria che
siano espressione di quella solidarietà tra i popoli europei che
l'Unione rappresenta .
Sono fiducioso che una soluzione si troverà. La presenza, domani
mattina, a Lampedusa del Presidente della Commissione europea, José
Manuel Barroso, e del Commissario europeo agli Affari interni,
Cecilia Malmstrom, accompagnati dal Presidente del Consiglio,
Enrico Letta, e dal Vice Premier e Ministro dell'Interno, Angelino
Alfano, è certamente un segnale positivo e di apertura da parte
dell'Europa - aggiungerei - finalmente Non sempre attenta ai
problemi dell'immigrazione, così come è stato evidenziato dalla
gran parte degli interventi che mi hanno preceduto. Come
denunciato, proprio in questi giorni, anche dal Presidente del
Parlamento europeo, Martin Schulz. E ringrazio l'onorevole Cappello
che nel suo intervento ha voluto richiamare l'esigenza,
nell'incontro che avremo giorno 16 proprio con Martin Schulz, venga
posto anche e soprattutto il problema dell'immigrazione.
Nell'immediatezza della strage, ho ricevuto sollecitazioni da
diversi deputati per convocare una seduta straordinaria
dell'Assemblea sull'argomento. E d'altronde si è sviluppato un
dibattito, ma credo che non possiamo chiudere solo con
l'approvazione di un ordine del giorno per quanto sia auspicabile e
propositivo.
Sono convito che l'approfondimento parlamentare sia utile, ma
ancora più necessario è trovare una soluzione dal punto di vista
legislativo nell'ambito della nostra competenza.
E' venuto un altro di quei momenti in cui bisogna riuscire a fare
un grande sforzo, noi siciliani, noi italiani, noi europei. Occorre
essere in tanti e che ciascuno faccia la propria parte. Le
problematiche degli sbarchi infatti coinvolgono le Regioni di tutta
Italia e i Paesi di tutta l'Unione europea e solo la collaborazione
tra tutti i livelli istituzionali può prevenire tali tragedie.
Anche noi abbiamo un dovere come Parlamento. E' stato detto negli
interventi che mi hanno preceduto, dell'onorevole Figuccia,
dell'onorevole Cirone, dell'onorevole Cappello, richiamando
ciascuno alle nostre responsabilità e approvando i relativi disegni
di legge già presentati. Abbiamo il dovere come Parlamento di fare
leggi e di farle bene; io lo griderò ogni qualvolta me ne sarà data
la possibilità.
Ritengo che se vogliamo cercare di dare una risposta, anche
piccola, ma concreta, al dramma dell'immigrazione, dobbiamo
immediatamente iniziare a lavorare per un disegno di legge
sull'accoglienza, come mi avete detto tutti voi che siete
intervenuti.
Credo che un buon punto di partenza possano essere i disegni di
legge di iniziativa parlamentare che sono stati depositati e quelli
che mi sono stati preannunciati. Sono giacenti nelle Commissioni di
merito. Mi riferisco al disegno di legge presentato dall'onorevole
Ferrandelli, come primo firmatario; a quello presentato
dall'onorevole Leanza, come primo firmatario. Si ricordava inoltre
quello predisposto dallo SPAR, il Sistema di Protezione per
Richiedenti Asilo ai Rifugiati, che è stato sottoposto
all'attenzione del Governo regionale e che, proprio oggi, come mi
ha riferito il coordinatore regionale, il sindaco di Vizzini, Marco
Aurelio Sinatra, avrebbe il placet di diversi Gruppi parlamentari.
Come ricordava peraltro l'onorevole Figuccia.
Pertanto, onorevoli colleghi, se vogliamo fare davvero qualcosa di
utile - al di là delle frasi di circostanza, perché dobbiamo andare
oltre - dobbiamo arrivare a un testo di legge condiviso,
incardinandolo il prima possibile, senza ulteriori indugi. Auspico
quindi che già da subito le Commissioni di merito riescano ad
imprimere un'accelerazione all'iter di approvazione, esitando il
testo per l'Aula a stretto giro. Solo così potremo dire di avere la
coscienza a posto, e non solamente con l'intervento, che certamente
è utile, mi riferisco agli interventi in Aula, agli interventi
giornalistici e alle relative dichiarazione sui mass media che
rilasciamo. E in un primo luogo il sottoscritto, ma questo non ci
salva la coscienza se non facciamo fino in fondo il nostro dovere
di legislatori.
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno, a firma dell'onorevole Cimino, dal titolo «Interventi
urgenti mirati alla istituzione della Zona franca di Lampedusa e
Linosa», che impegna appunto il Governo ad adoperarsi presso il
Governo nazionale affinché possa addivenire in tempi rapidi alla
istituzione della zona franca sul territorio di Lampedusa e Linosa.
Credo, obiettivamente, che non ci siano difficoltà ad approvare
questo ordine del giorno. Ma concentriamoci - così come mi avete
chiesto tutti voi - sui disegni di legge, perché paradossalmente,
come è stato più volte sottolineato, l'immigrazione potrebbe
diventare pure una opportunità.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Francesco. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo soltanto per pochi minuti proprio perchè io non avevo
previsto la conclusione del suo intervento e quindi volevo
intervenire alla conclusione dell'intervento fatto su Lampedusa, in
considerazione anche della giusta attenzione che lei ritiene che il
Parlamento debba attribuire ai disegni di legge in attesa di essere
esaminati in Prima commissione, e visto che l'atteggiamento dei due
componenti del gruppo del Pdl in Prima commissione potrebbe essere
stato frainteso.
Tengo a ribadire che il gruppo del Pdl rimane dell'avviso che
bisogna provvedere all'azzeramento della Prima commissione
parlamentare e alla ricomposizione della stessa nel più breve tempo
possibile, di modo che, essendo una Commissione fondamentale per
l'esito dei lavori di questo Parlamento, essa possa ricominciare a
funzionare già da domani mattina.
Se lei ritiene di convocare opportunamente la Conferenza dei
presidenti dei gruppi parlamentari, ovviamente è libero e padrone
di farlo, ma io le volevo ribadire la posizione del gruppo del Pdl
rispetto alla decadenza della Prima commissione parlamentare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'Aula è sospesa per 30 minuti per
le determinazioni che riterremo di dovere prendere. A questa
riunione è invitato pure il Presidente della Prima commissione,
onorevole Marco Forzese.
La seduta è sospesa alle ore 17.11.
(La seduta, sospesa alle ore 17.11, è ripresa alle ore 18.15)
Presidenza del Vicepresidente Venturino.
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poiché è presente in Aula
l'assessore per l'energia dei servizi di pubblica utilità, e non
sorgendo osservazioni, propongo di passare al quarto punto
dell'ordine del giorno.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito della discussione unificata della mozione numero 179
Iniziative per porre fine
alla realizzazione di impianti eolici in Sicilia e
dell'interpellanza numero 104
Chiarimenti urgenti circa la realizzazione di impianti di energia
alternativa
PRESIDENTE. Si passa, pertanto, al quarto punto dell'ordine del
giorno: Seguito della discussione unificata della mozione n. 179
Iniziative per porre fine alla realizzazione di impianti eolici in
Sicilia , degli onorevoli Cracolici, Gucciardi, Alloro, Arancio,
Barbagallo, Cirone, Digiacomo, Ferrandelli, Laccoto, Lupo, Maggio,
Marziano, Milazzo A., Panarello, Panepinto, Raia, Rinaldi, Vullo, e
della interpellanza n. 104 Chiarimenti urgenti circa la
realizzazione di impianti di energia alternativa , degli onorevoli
Cracolici e Gucciardi.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
il quadro pressoché attuale fotografa circa 8.383 MW (Megawatt)
installati in Italia, che nel 2012 hanno consentito di soddisfare i
fabbisogni di oltre 5,2 milioni di famiglie, con 13,2 TWh
(Terawattora) prodotti;
dall'inizio del 2013 questa tecnologia ha prodotto 7,8 TWh di
energia elettrica con un più 31,1% rispetto allo stesso periodo del
2012;
a maggio di quest'anno, in base ai dati di Terna, l'eolico ha
garantito il 5,9% della produzione elettrica italiana, facendo
registrare un incremento di oltre il 44% rispetto allo stesso mese
del 2012;
sia nel 2012 che nel 2013 il picco di produzione nazionale
rispetto ai fabbisogni ha superato il 20% e nell'area del centro
sud vi sono momenti nella giornata, sempre secondo i dati di Terna,
in cui il contributo del solo eolico supera il 50% dei fabbisogni;
la mappa dell'energia del vento in Italia vede in testa la Puglia
con 2.095,6 Megawatt (MW) e in seconda posizione la Sicilia con ben
1.746,6 MW;
CONSIDERATO che:
il principale riferimento normativo statale in materia di
produzione di energia eolica è costituito dal D.M. del 10 settembre
2010 'Linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da
fonti rinnovabili' ;
il suddetto decreto prevede l'indicazione di aree e siti non
idonei alla installazione di specifiche tipologie di impianti nei
territori regionali (punto 17.1, lett. e);
per l'individuazione delle aree non idonee le regioni, sempre
secondo il decreto, devono considerare l'elevata concentrazione di
impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili nella
medesima area vasta prescelta per la localizzazione, sia delle
interazioni con alti progetti (allegato 3-'Criteri per
l'individuazione di aree non idonee');
in merito all'interferenza visiva degli impianti il decreto
stabilisce che va eseguita la ricognizione dei centri abitati e dei
beni culturali e paesaggistici riconosciuti come tali ai sensi del
D.Lgs n. 42/2004, distanti in linea d'aria non meno di 50 volte
l'altezza massima del più vicino aereogeneratore, documentando
fotograficamente l'interferenza con le nuove strutture (allegato 4
3.1);
relativamente invece alle interferenze sonore ed elettromagnetiche
è fissato che risulta comunque opportuno effettuare rilevamenti
fonometrici al fine di verificare l'osservanza dei limiti indicati
nel D.P.C.M. del 14 novembre 1997 e il rispetto di quanto previsto
dalla zonizzazione acustica comunale ai sensi della L. n. 447/1995
con particolare riferimento ai ricettori sensibili, nonché
l'opportunità di eseguire i rilevamenti prima della realizzazione
degli impianti (allegato 4.6.1);
PRESO ATTO che:
l'Assessorato dell'energia, con decreto del 12 agosto 2013,
pubblicato in GURS n.40 del 30 agosto 2013, intende avviare le
conferenze di servizi e valutare progetti d'investimento tra cui
nuovi impianti eolici in ragione di un iter amministrativo che
andrebbe sbloccato in presenza di ricorsi pendenti dinanzi al TAR;
l'Assessore Marino ha dichiarato che la Regione limiterà le aree
idonee per l'energia eolica a quelle già esistenti e nella misura
delle autorizzazioni già rilasciate in passato;
RILEVATO che:
in Sicilia il quadro di produzione energetica sopra delineato si è
concretizzato con la realizzazione in questi anni di centinaia di
impianti eolici collocati indistintamente sull'intero territorio
regionale oggi profondamente alterato nella sua orografia;
i progetti dovrebbero essere esaminati considerando gli impatti
cumulativi con impianti eolici limitrofi indipendentemente dai
confini amministrativi;
il Dipartimento Regionale all'Energia, ad oggi, nel suo sito
ufficiale informa, riguardo all'identificazione delle aree non
idonee per tipologia di impianto, che si sta provvedendo ad
individuare e a rappresentare in cartografia tali aree e che, al
momento, quanto predisposto è da considerare 'cartografia di
lavoro';
l'art 2 del D.P. N. 48 del 18.07.2012 ('Regolamento recante norme
di attuazione dell'art. 105, comma 5, della legge regionale 12
maggio 2010 n. 11') prevede che l'individuazione delle aree non
idonee alla installazione di specifiche tipologie di impianti sia
adottata con apposito decreto del Presidente della Regione, decreto
ancora non pubblicato e senza, pertanto, che le informazioni su
tali aree siano state oggetto di adeguata diffusione e valutazione
pubblica;
manca una mappa aggiornata, su base regionale, facilmente
consultabile degli impianti realizzati e di quelli sottoposti ad
autorizzazione e, sebbene con decreto dell'Assessorato dell'energia
e dei servizi di pubblica utilità del 12 giugno 2013 sia stato
istituito il registro regionale delle fonti energetiche
rinnovabili, tale quadro d'insieme non è ancora disponibile;
SOTTOLINEATO che:
l'individuazione delle aree non idonee (decreto ministeriale 10
settembre 2010) sostituirebbe i criteri e le indicazioni previste
nella circolare della Regione siciliana n. 17 del 14/12/2006
predisposta dall'Assessorato dei beni culturali e dall'Assessorato
del territorio e dell'ambiente riguardante 'Impianti di produzione
di energia eolica in Sicilia in relazione alla normativa di
salvaguardia dei beni paesaggistici';
l'identificazione delle aree non idonee alla installazione di
specifiche tipologie di impianto avrebbe dovuto rendere i criteri
di localizzazione di tali impianti più corrispondenti allo stato
dei luoghi e alle esigenze di tutela;
le linee guida nello stesso allegato 4, punto 3, specificano che
la localizzazione dei parchi eolici caratterizzati da un notevole
impegno territoriale, l'inevitabile modificazione della
configurazione fisica dei luoghi e della percezione dei valori ad
essi associati, tenuto conto dell'inefficacia di misure volte al
mascheramento, la scelta della localizzazione e la configurazione
progettuale, ove possibile, dovrebbe essere volte, in via
prioritaria, al recupero di aree degradate (...) in questo senso
l'impianto eolico determinerà il progetto di un nuovo paesaggio;
nonostante la mancata adozione del D.M. del 10 settembre 2010
'linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da
fonti rinnovabili' la circolare n. 17 è ignorata nel suo contenuto
a partire dalle limitazioni in esso previste;
RITENUTO che:
in Sicilia di fatto risulta compromessa la completezza dei dati e
un quadro di riferimento normativo coerente ed adeguato ad un
corretto giudizio di impatto ambientale e paesaggistico e, in tale
situazione, la procedura semplificata della conferenza di servizi
per singolo progetto risulta inadeguata e fuorviante;
questa tipologia di impianti modifica radicalmente gli orizzonti,
le componenti primarie morfologiche del paesaggio percettivo,
spartiacque, crinali montani e bacini idrografici, appiattisce il
paesaggio siciliano attraverso elementi modulari, ripetitivi che
mortificano gravemente le diversità e varietà ambientali e
paesaggistiche dell'Isola;
la realizzazione delle strutture, come già dimostrato, non
determina un miglioramento sul piano economico e di qualità della
vita delle popolazioni coinvolte, sottrae risorse e futuro alle
comunità e il meccanismo economico di tipo coloniale messo in atto
non si risolve in un beneficio per i siciliani;
nella realizzazione della consistente mole di impianti, come già
noto, si è registrata la presenza delle organizzazioni malavitose
che hanno scelto questo settore come strategico per il loro
sviluppo economico ed il loro radicamento,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere adeguati atti amministrativi finalizzati al
blocco delle concessioni concernenti la realizzazione di nuovi
impianti eolici, alla tutela ambientale e alla salvaguardia del
paesaggio». (179)
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che:
le dichiarazioni rese alla stampa dall'Assessore regionale Marino
fanno esplicito riferimento all'esistenza di un cartello di
interessi illeciti che, dapprima, per i termovalorizzatori e,
adesso, per altri impianti condizionerebbero l'attività
amministrativa;
la reazione dell'Assessore fa seguito ad una mozione dell'intero
Gruppo parlamentare del Partito Democratico all'Assemblea regionale
siciliana, ritenuta 'atto inutile' dallo stesso Assessore, con la
quale si chiede al Governo di bloccare ogni atto amministrativo che
andasse nella direzione della realizzazione di nuovi impianti ad
energia alternativa in Sicilia;
considerato che:
sempre nella suddetta iniziativa parlamentare si è correttamente
posta l'attenzione sulla necessità che prioritariamente nelle
conferenze di servizi fosse definitiva la cartografia in cui
individuare in Sicilia le aree non idonee agli impianti di che
trattasi, ai sensi e per gli effetti del D.M. del 10 settembre
2010, recante 'Linee guida per l'autorizzazione degli impianti
alimentati da fonti rinnovabili' ;
l'individuazione delle aree non idonee (decreto ministeriale 10
settembre 2010 ) sostituirebbe i criteri e le indicazioni previste
nella circolare della Regione siciliana n. 17 del 14/12/2006
predisposta dall'Assessorato Beni culturali e ambientali e
dall'Assessorato Territorio e ambiente riguardante 'Impianti di
produzione di energia eolica in Sicilia in relazione alla normativa
di salvaguardia dei beni paesaggistici';
l'identificazione delle aree non idonee all'installazione di
specifiche tipologie di impianto avrebbe dovuto rendere i criteri
di localizzazione di tali impianti più corrispondenti allo stato
dei luoghi ed alle esigenze di tutela;
per conoscere:
se non ritengano urgente riferire in Assemblea regionale nel
merito delle dichiarazioni rese alla stampa e se, relativamente
agli elementi in suo possesso, l'Assessore abbia già provveduto ad
informare la magistratura;
quali iniziative siano state assunte allo scopo di provvedere
rapidamente alla realizzazione della cartografia definitiva in cui
identificare le aree non idonee in Sicilia per la realizzazione
degli impianti eolici e fotovoltaici». (104)
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei soltanto
ribadire che l'Assessore ha fatto un'illustrazione della parte
tecnica, procedurale, che porta agli adempimenti per i quali è
necessario avviare le Conferenze di Servizio a seguito delle
disposizioni dell'autorità del TAR. Chiedo all'Assessore, per
quanto riguarda la seconda parte, di spiegare all'Assemblea se come
il Governo ha dichiarato intende perseguire l'obiettivo di bloccare
nuove autorizzazioni fino a quando non ci sarà un nuovo piano
energetico vigente, perché se non capiamo questo rischiamo di
rimanere prigionieri delle procedure. Questa è ciò che chiedo,
perché poi per quanto riguarda la mozione dovremmo votarla.
Seconda questione: c'è, congiunta alla mozione, un'interpellanza
che l'Assessore, giustamente, ha dichiarato di voler trattare
contemporaneamente, in cui io con una battuta ho detto
all'Assessore: fuori i nomi'. Perché, vorremmo capire, rispetto
alle preoccupazioni ed alle denunce avanzate dall'Assessore a mezzo
stampa, quali siano queste pressioni illecite che gravano o
gravavano o graveranno sull'Assessorato all'energia, al fine di
condizionare l'esito e comunque forzare sulle procedure di legge,
perché ha parlato dei rifiuti, ha parlato dei termovalorizzatori,
ha parlato di imprenditori antimafia, ha usato espressioni,
volutamente generiche, nella sua dichiarazione, ebbene, gli
chiederei, perché questo è un Parlamento ed è giusto che tutti
sappiamo tutto di tutto e tutti possiamo assumerci le
responsabilità; l'Assessore ha sicuramente strumenti maggiori di
ognuno di noi per conoscere cosa succede nei rami dell'Assessorato.
Il mio era un riepilogo della domanda. La risposta è in capo
all'Assessore.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
LOMBARDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei richiamare
l'articolo 155 del Regolamento interno, richiedendo come previsto
dall'articolo che siano trattate, insieme alla mozione numero 179 e
all'interpellanza numero 104, anche la mozione numero 185 e
l'interpellanza numero 102, che mi vede come primo firmatario, che
trattano di materie, o fatti, o argomenti identici o strettamente
connessi, che sono appunto quelli che riguardano le Conferenze di
Servizi convocate con decreto del dirigente generale il 12 agosto
di quest'anno.
Chiedo che venga integrato l'ordine del giorno in tal senso, anche
perché, l'interpellanza numero 102 è addirittura, antecedente alla
numero 104, a firma del collega Cracolici.
Chiedo che l'articolo 155 del Regolamento interno venga
applicato.
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, noi adesso le trasmettiamo
direttamente al Governo e vedremo se l'assessore Marino, riterrà di
poter dare una risposta adeguata in questa seduta d'Aula.
Le stiamo trasmettendo adesso; non essendo inserite, però,
nell'ordine del giorno, non sappiamo se l'Assessore è arrivato
preparato per rispondere in maniera adeguata alle sue osservazioni.
Intanto, le trasmettiamo al Governo.
LOMBARDO. L'articolo 155 non dice questo, dice altro, però è
giusto che il Governo legga.
PRESIDENTE: Lei ha citato l'articolo 155.
LOMBARDO. Chi decide che la mozione sia attinente a quella
discussa all'ordine del giorno? Chi lo decide il Governo,
l'Assemblea, lei? Per capirlo.
interpellanza n. 104
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende il seguito della discussione unificata della mozione
numero 179 Iniziative per porre fine alla realizzazione di
impianti eolici in Sicilia e dell'interpellanza numero 104
Chiarimenti urgenti circa la realizzazione di impianti di energia
alternativa
PRESIDENTE. Stiamo ascoltando il Governo, per vedere se possiamo
dare alla sua giusta osservazione una risposta esaustiva.
Lo decido io, per evitare di non darle le risposte dovute, le più
chiare possibili vediamo se il Governo può rispondere, altrimenti
possiamo benissimo portarlo avanti con un ordine del giorno
successivo.
Se non ci sono altri interventi, darei la parola all'assessore
Marino.
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Grazie Presidente, la leggerò tutta così, poi, vedo se sono in
grado di rispondere perché chiaramente non ne ho cognizione; il
tempo di leggerla e, poi, intervengo successivamente se posso dare
delle risposte.
Io raccolgo chiaramente le sollecitazioni dell'onorevole
Cracolici, anche se penso che all'azione del Governo a proposito
dell'intenzione di tutelare al meglio il territorio e rendere
compatibile questa tutela del territorio con l'esigenze e gli
obblighi che la Regione ha ed il rispetto di una normativa
Comunitaria nazionale, in gran parte, ho risposto.
Ma la ragione della sintesi - volevo anche tener conto delle altre
richieste che sono state formulate in occasione della scorsa seduta
- era proprio finalizzata a quella di riepilogare, concludere e poi
magari soddisfare altre richieste che sono state fatte testé.
Io ribadisco che il Governo rimane nell'indirizzo di limitare nel
rispetto del paesaggio e dell'ambiente gli impianti di energia
rinnovabili e concludo su questo aspetto nel modo seguente: non si
possono bloccare come ho avuto modo di anticipare tout court le
autorizzazioni per la realizzazione - depositerò la relazione
scritta con degli allegali, così poi sarà anche più chiara rispetto
al mio dire - di impianti eolici e fotovoltaici in quanto la
normativa statale di derivazione comunitaria e dunque cogente per
la Regione siciliana, impone di conciliare le politiche di tutela
dell'ambiente, del paesaggio con quelle di sviluppo e
valorizzazione delle energie rinnovabili, rispetto alle energie
tradizionali ed impone di rispettare la quota minima di energia da
fonti rinnovabili assegnata alla Regione cosiddetto obbligo bar
sharing.
Quindi, in buona sostanza, nel rilasciare le autorizzazioni nel
settore energetico per le energie rinnovabili tout court, la
Regione agisce su delega dello Stato ed ha la possibilità di
limitare soltanto ponendo dei vincoli paesaggistici neanche
ambientali perché la competenza per la normativa ambientale sapete
è quella dello Stato.
Chiaramente il percorso è quello che la normativa comunitaria
nazionale ci impone, poi c'è un altro limite, che deve essere
tenuto in considerazione. Noi dobbiamo raggiungere gli obiettivi
bar sharing.
Lo Stato ha preso questo impegno pena la condanna e la procedura
di infrazione da parte della Comunità europea, che ha assegnato una
fetta del raggiungimento di questo obiettivo alla Sicilia
utilizzando tutte le energie rinnovabili.
E' chiaro che la potenzialità eolica è quindici volte superiore a
quella delle altre tipologie di energie e, quindi, l'abrogarla tout
court è un problema serio del quale dobbiamo rispondere.
Vi devo dire che per l'anno in corso abbiamo raggiunto già gli
obiettivi che ci sono stati assegnati dalla Comunità europea.
L'impegno dello Stato è che lo Stato ha declinato come impegno non
facoltativo, impegno da portare a compimento e la Regione lo ha
portato a compimento.
Chiaramente è previsto anche l'eolico.
Il mancato rispetto della quota assegnata dall'Unione Europea
all'Italia, da raggiungere entro il 2020, comporterà sanzioni per
lo Stato e dunque per le singole Regioni inadempienti.
Quindi, semmai, se non vogliamo farci carico di questo obiettivo
dovremmo andarci a confrontare con lo Stato dicendo: Guarda che la
fretta che tu mi impegni di energie rinnovabili a prendere in
considerazione a me non sta bene . Però questo è un discorso
diverso da quello che poi può fare materialmente la Regione, quindi
dovremmo dire allo Stato: Guarda, io comunque voglio assegnato un
obiettivo inferiore perché non lo posso raggiungere, perché non
intendo perseguirlo con l'eolico , ma questo è un discorso diverso,
è un'interlocuzione diversa che la Regione deve effettuare con lo
Stato.
La medesima normativa statale tiene conto delle differenti
vocazioni di ogni singola Regione aprendo un unico ed obbligato
percorso in grado di limitare legittimamente, quindi, senza
incorrere in contenziosi che, in ultima analisi si traducono in
danni erariali a carico dei siciliani per il rilascio delle
autorizzazioni per impianti ad energie rinnovabili.
L'individuazione delle aree non idonee, cui si perviene
attraverso l'identificazione degli obiettivi di protezione
correlati all'ambiente, al paesaggio, al patrimonio storico ed
artistico, alle tradizioni agroalimentari locali, alle biodiversità
e al paesaggio rurale che ben possono essere ritenuti non
compatibili con insediamento in altre aree di specifiche tipologie
e dimensioni degli impianti, cioè quelli sono i limiti che devi
perseguire, questi sono i limiti paesaggistici che occorre tenere
in considerazione per tutelare il territorio, altre questioni
occorre vederle con lo Stato o con la Comunità europea. Questo è il
senso del discorso.
E' chiaro che quanto ho detto, al fine di delineare un percorso
virtuoso, possibilmente scevro da contenziosi, deve essere
realizzato secondo le modalità procedimentali prescritte dal quadro
normativo.
E' su questo punto che si scontra il notevole ritardo - e lo
ribadisco, lo già anticipato nel mio scorso intervento - da parte
del precedente Governo, ritardo che ha dato luogo alle criticità
più volte ricordate e di cui si è avuto notizia attraverso i
quotidiani. Ma questa è solo una delle tante contraddizioni del
precedente Governo che ha avviato e perseguito percorsi che
definirei non corretti per il raggiungimento dell'obiettivo. Si
voleva raggiungere quell'obiettivo, il percorso seguito certamente
non era quello giusto e di questo paghiamo noi le conseguenze.
La delibera numero 288 del 2008, che ho già menzionato, con cui la
Giunta regionale pro-tempore disponeva la sospensione dei
procedimenti amministrativi in corso facendo al contempo salvi,
così contraddicendosi, i termini e le modalità previste dalla
vigente legislazione in materia di procedimenti amministrativi. Ho
fatto il raffronto, è come dire: Cammina a 300 all'ora però
rispetta il Codice della strada . Avevo citato anche la nota di
accompagnamento dell'allora assessore, onorevole Gianni, allorché
proprio per volere ancora più puntualizzare il senso di quella
delibera predispone una nota di accompagnamento per il direttore
generale dove si dice: Guarda che devi rispettare le procedure
questa è la sostanza, quindi da un lato dice: No, a noi non ci
piace questa tipologia , ma non si parla mai di eolico
specificatamente, dall'altro lato dice: però devi rispettare la
legge , quindi è come dire nulla, quindi, ripeto: Cammina a 300
all'ora però rispetta il Codice della strada
Quella delibera, nonostante le intenzioni saranno state le più
auliche, non ha sortito l'effetto che oggi si vuole perseguire,
anzi ha determinato l'arresto dei procedimenti con il conseguente
mancato rispetto dell'obbligo posto dalla legge a carico
dell'Amministrazione precedente di concludere il procedimento in un
senso o nell'altro.
Numerose sentenze dei TAR e del Consiglio di Giustizia
amministrativa di condanna per concludere i procedimenti non in
senso positivo o negativo ma per concluderli. Tu dovevi concludere
prima entro 180 giorni, oggi il termine è di 90 giorni. Devi
chiudere la procedura non puoi dire ni, devi chiudere in un senso
o nell'altro.
Si sono poi innescate le Conferenze di servizio che, comunque,
sono un obbligo di legge, non sono certamente una facoltà del
dirigente del servizio e si sono innescate anche attraverso il
giudizio di ottemperanza che è uno dei giudizi che è stato citato
a proposito, sempre sulla stampa, della vicenda di cui parla
l'onorevole Cracolici
A proposito di contraddizioni dello scorso Governo che noi
paghiamo, che pagano i siciliani, dal 2006 al 2010 sono stati
autorizzati n. 26 impianti eolici e n. 427 impianti fotovoltaici di
cui, a proposito di eolici, 23 impianti nel triennio 2006/2008, con
un successivo trend di riduzione attribuibile a pratica
amministrativa della sospensione e arresto dei procedimenti. A un
certo punto, quindi, si è deciso: blocchiamo, fermiamo l'eolico
sospendendo tutti i procedimenti, cioè l'unica strada che non
doveva essere percorsa.
Nel 2009 la Giunta regionale ha adottato un piano energetico in
cui l'eolico non viene assolutamente limitato e ancor meno
eliminato come fonte energetica. Tra il 2011 ed il 2012, devo dire,
correttamente, l'avevo già anticipato, l'assessore Giosuè Marino,
non è mio parente per carità, e comunque è un ottimo uomo delle
istituzioni, magari lo citavo perché era parente mio e, ma è un
uomo delle istituzioni che ha ben operato, ripristinò il calendario
delle Conferenze di servizi ai fini autorizzativi, svolgendo ben
161 Conferenze di servizi di cui 53 per quanto riguarda l'eolico.
Successivamente, queste Conferenze di servizi sono state rinviate
sine die; cioè una Conferenza di Servizi si deve tenere in un'unica
soluzione perché è il contenitore dove vengono versate tutte le
autorizzazioni e tutti i pareri che sono richiesti tra i rami di
amministrazione ed enti.
Questa tecnica del rinvio delle Conferenze di servizi è stata uno
dei grossi problemi che, poi, noi abbiamo ereditato con quella
pratica amministrativa dal mio punto di vista discutibile e,
secondo me, obiettivamente discutibile.
Nel 2012, qualche giorno prima delle note dimissioni del
Presidente della Regione, è stato adottato il decreto del
Presidente della Regione n. 48/2012 che nulla disponendo in materia
di eolico prevede esclusivamente l'istituzione della Commissione
interdipartimentale per le aree idonee e non idonee - sto
concludendo rispetto alla scorsa volta, quindi ripeto un po' delle
cose già anticipate - il risultato è che oggi la Regione ha
ereditato ben 323 contenziosi in materia di energie rinnovabili non
già per i dinieghi di autorizzazioni, ma per
silenzio/inadempimento, che si concludono, come si è appena detto,
con le pronunce del Giudice Amministrativo che impongono la
conclusione del procedimento, non la soluzione in un senso o
nell'altro.
Solo dopo l'insediamento del Governo Crocetta si è, in concreto,
avviato l'iter per l'individuazione delle aree idonee e non idonee,
nello sforzo di dotare l'Amministrazione di uno strumento che possa
sì limitare in maniera corretta la diffusione degli impianti di
energia rinnovabile in maniera non desiderata rispetto alle
esigenze di tutela del paesaggio.
La Commissione interdipartimentale che ricordo essere composta, lo
ripeto, dai dirigenti generali dei Dipartimenti regionali
dell'energia, dei beni culturali, dell'ambiente, delle
infrastrutture, degli interventi infrastrutturale per
l'agricoltura, dell'urbanistica, del Comandante del Corpo
forestale, si è insediata il 20 giugno 2013, ha concluso i lavori
il 2 ottobre u.s.
Certo è capitata la coincidenza, noi abbiamo accelerato quello che
era possibile fare, ma la procedura l'avevamo iniziata prescindendo
dalle mozioni ed interrogazioni che ci sono state presentate sui
quotidiani, altrimenti non saremmo riusciti a concludere il nostro
lavoro, evidentemente.
Si è approvata una cartografia finalizzata all'individuazione
delle aree dei siti non idonei all'installazione di specifiche
tipologie di impianti alimentati da energie rinnovabili - occorre
adesso procedere, qual è il passaggio successivo, cosa stava
facendo e sta continuando a fare il Governo Crocetta - cioè alla
fase obbligatoriamente prescritta dalla norma della concertazione
con il partenariato istituzionale, economico e sociale.
Di seguito, la proposta sarà sottoposta a delibera di Giunta cui
seguirà il decreto del Presidente della Regione. Qui c'è un altro
spazio su cui, ulteriormente, intervenire.
Due organismi tecnici, previsti dalla Commissione, chiaramente,
hanno già prodotto tutti i loro sforzi. Nelle more, a proposito di
quello che il Governo Crocetta ha fatto e sta facendo, consapevole
che occorre porre in campo tutte le iniziative necessarie ed utili
a non frustrare l'obiettivo del Governo di limitare l'energia
eolica e di valutare il rispetto dell'ambiente e del paesaggio,
nonché delle tradizioni agroalimentari della Sicilia, ho proposto
alla Giunta di fissare il 27 novembre 2013 il termine per la
formulazione - perché il termine e lo ribadisco, era così stretto?
qualcuno disse la scora volta: «ma il termine è troppo stretto »,
perché già avevo pressoché concluso il nostro lavoro, quindi,
sono certo di potere rispettare quel termine, di dare il mandato al
dirigente generale competente di sospendere, non le Conferenze di
servizi, attenzione, che non si possono sospendere, ma i
provvedimenti finali, e ribadisco, nessuna autorizzazione è stata
allo stato rilasciata anche a seguito delle Conferenze di servizi
che sono richiamate negli organi di stampa dall'onorevole
Cracolici, nessuna autorizzazione ancora è stata rilasciata. Mi
ripeterò e su questo, onorevole Cracolici, non raggiungeremo mai
una sintonia.
Ma come dicevo, nei provvedimenti finali, in modo da consentire
la previa verifica dei progetti con l'indicazione che in breve
tempo saranno disposte con decreto presidenziale, cosa voglio dire,
io non potevo bloccare la Conferenza di servizi questo è assodato,
perché è un obbligo di legge, ne posso imporre da politico o da
assessore, al mio dirigente o al funzionario che risponde del
Servizio, tu mi devi bloccare la Conferenza di servizi, chi dice
una cosa diversa sbaglia clamorosamente, e su questo non temo
nessuna smentita, posso, però dire c'è un quid novi che il Giudice
amministravo nell'imporre il giudizio di ottemperanza e quindi la
Conferenza di servizi, per concludere, nei termini di trenta giorni
l'iter amministrativo, non ha tenuto in considerazione - oggi c'è
un elemento in più di valutazione che è nel momento in cui tu come
dirigente del servizio ti sei espresso, anche favorevolmente sotto
il profilo della DIA, o, comunque, dei vari profili che devono
essere chiaramente espressi in quella sede - devi rivalutare alla
luce di questo elemento nuovo, e vi posso dire che nella
sospensione dell'iter decisionale non della Conferenza dei
servizi, abbiamo trovato concordi tutti e nessun Giudice
amministrativo, allo stato si è scandalizzato e nessun Giudice
amministrativo è stato adito, perché abbiamo imposto, diciamo, una
limitazione per un tempo assolutamente ristretto, perché c'è un
quid novi che non è caduto sotto l'osservazione è degli organi
amministrativi, l'assessorato all'ambiente nel caso che ci occupa,
nè del giudice amministrativo nel momento in cui dice devi chiudere
la Conferenza dei servizi entro trenta giorni altrimenti continui
ad essere inottemperante.
Quindi, anche qui il percorso che è stato seguito dal Governo
imponendo una nuova valutazione perché ci sono nuovi elementi da
prendere in considerazione, anche laddove sono state anticipate
delle autorizzazioni sotto il profilo della DIA, certamente è un
elemento assolutamente serio preso in considerazione dalle parti e
allo stato, ripeto, nessun Giudice è stato adito per contraddire
quello che è stato il nuovo provvedimento assessoriale.
Devo dirvi, l'avevo, anche, rassegnato la scorsa volta, anche se
c'è un'aria non idonea, ma voi veramente pensate che la politica
debba spingersi fino al punto di dire al responsabile tecnico del
servizio : «siccome a me non piace l'eolico la tua valutazione
discrezionale deve essere dettata dalla politica», attenzione,
perché se è questo il messaggio che dobbiamo far passare, allora
dobbiamo veramente intenderci fra le ragioni della politica e le
ragioni della terzietà della pubblica amministrazione, quindi su
questo argomento io non ritengo, ma questa sarà una mia opinione
personale, anche se in una campagna elettorale che non ho fatto,
avessi detto: «guarda io non voglio l'eolico», e poi ho fatto
tutto quello che dovevo fare come Governo, quindi indicate le aree
idonee e non idonee, dal mio punto di vista non posso dirgli al mio
funzionario, magari lo avranno fatto, magari questo sarà avvenuto,
perché esistono degli strumenti che certamente consentono di
intervenire anche rimuovendo il funzionario che non ha ottemperato,
perché guardate il potere di controllo anche sul dirigente o sul
funzionario avviene in una maniera diversa, certamente non può
avvenire perché tu hai rilasciato un'autorizzazione secondo la tua
coscienza o la tua valutazione tecnica nonostante l'indirizzo del
Governo sia quello di non rilasciarla, però questa potrebbe restare
una mia opinione personale, io vorrei, veramente, farmi parte
attiva di un seminario dove dovremmo confrontarci su un tema
importante, fra la terzietà della Pubblica amministrazione e le
ragioni della politica, fino a che punto la politica si può
spingere a nominare manager, a stabilire quote di equilibrio nelle
varie Pubbliche amministrazioni secondo quelli che sono i vincitori
del momento, o avere dei dirigenti che poi si piegano o passano a
seconda del politico che governa a un credo diverso solo perché
vogliono mantenere il posto, allora se noi vogliamo fare dirigenti
e politici di questo stampo, certamente avremmo continuato a
sbagliare nella logica di ricostruzione della nostra Regione, del
nostro Paese.
E ho ricordato un'altra cosa, che nessun governo aveva fatto: il
registro regionale delle fonti energetiche rinnovabili: è stato
costituito il 12 giugno 2013. Fino al quel momento nessuna
cognizione si aveva del territorio, di quello che avveniva nel
territorio, anche questa una logica della trasparenza e del
confronto giusto, tecnico, politico, era una manchevolezza grave.
Ebbene, l'abbiamo chiusa senza bisogno di avere mozioni o altro,
proprio perché il percorso del Governo Crocetta era quello.
Nella seduta del 2 ottobre l'onorevole Musumeci aveva rassegnato,
in maniera molto corretta e puntuale, come sempre, di uno studio
sulla ventosità fatto all'Università. Riferisco che gli studi
prodotti sulla ventosità in Sicilia, trasposti nel piano energetico
siciliano, approvato con delibera di giunta del 3 febbraio 2009,
interpolati con i vincoli ambientali, paesaggistici, idrogeologici,
forestali, SIC (siti di competenza comunitaria) e ZPS (zone di
protezione speciale), hanno prodotto una tabella, in particolare la
tabella A.8.3-4 sui potenziali tecnici aggregati su base
provinciale. Io ho depositato anche una tabella sotto questo
profilo, l'allegato 4 che io deposito.
Una potenzialità teorica installabile di ben 10.344,31 Megawatt di
potenza, questo era lo studio che si prefissava, quindi abbastanza
ampio.
Confrontando i dati del suddetto potenziale tecnico teorico con
l'installato di eolico in Sicilia al 31/12/2012, dati ufficiali GSE
e dell'allegato 2, che troverete, la potenza installata in Sicilia
è di complessivi 2.137 Megawatt.
Se noi dovessimo tenere in considerazione quello studio - noi
abbiamo un ampio margine per fare eolico, onorevole, quindi questo
è giusto tenerlo presente.
Il tasso di utilizzazione del territorio a proposito dei
complessivi 2.137 Megawatt è del 21 percento dell'area. Anche in
questo il piano energetico è ben lontano dal limitare l'eolico o di
temere scientificamente che ciò sia possibile. Quindi attenzione,
quello studio è uno studio importante, puntuale, però, intendiamoci
con quello studio se vogliamo limitare l'eolico andiamo da
tutt'altra parte come strada.
Si voglia ancora notare, e a proposito richiamo l'allegato 3 che
troverete, che su un totale di 2.137 Megawatt di eolico estratto in
Sicilia, soltanto 922 Megawatt discendono da autorizzazioni
rilasciate dal dipartimento energia ed autorizzazioni che vanno dal
2006 al 2010.
Sono state 26 per un totale dai 1047 Megawatt, allegato 5, qui
troverete i dati concreti che in qualche modo mi erano stati
chiesti e che possono essere, anche, una base per approfondire il
nostro studio.
A proposito della richiesta, onorevole Musumeci, poi precisata in
maniera puntuale, di mandare le carte in procura, è chiaro che noi
dobbiamo fare uno studio. Io ho fatto un primo studio che
chiaramente devo completare.
Da un'analisi statistica dell'autorizzazione rilasciata nel
settore eolico, attenzione, da prima del 2003 valevano come
concessioni edilizie quindi noi dobbiamo tenere conto dal 2003 in
poi sotto il profilo delle competenze della Regione, secondo anche
la legge di tutela dell'ambiente e del paesaggio.
MUSUMECI. Avevamo concordato di farlo con il Governo
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Sì, volevo soltanto aggiungere un dato, le prime sette istanze del
2005, tutte autorizzate, comprese quelle che riguardano Nicastri,
che, chiaramente, assurto agli onori della cronaca, come tutti
sapete, fanno da apripista alla ottava che solo oggi è stata
calendarizzata'. Cosa voglio dire? Sette istanze del 2005 sono
state autorizzate e l'ottava viene accantonata ed è stata
calendarizzata in prima Conferenza solo oggi. Cioè lo studio
attento della fissazione dei calendari, dei prelievi, dei tempi fra
richiesta ed autorizzazione è certamente fondamentale per capire la
direzione che è stata intrapresa, dal mio punto di vista non ne
ricaveremo nulla sotto responsabilità penale, però, certamente ci
darà la possibilità di capire come si sono mossi i nostri
dirigenti, i nostri funzionari, perché è stato fatto un prelievo di
una istanza che aveva un certo ordine cronologico, piuttosto che di
un'altra, perché logicamente delle cose che venivano immediatamente
già decise, sono state poi accantonate tanto da non essere state
ancora calendarizzate.
Questo può essere un argomento di discussione per capire come ha
funzionato il sistema all'interno; che si possa tradurre in
responsabilità penale diventa assolutamente complicato.
La nona e la decima sono state autorizzate, mentre la dodicesima è
già in seconda Conferenza di Servizi. E così è tutto l'elenco. Ve
lo studiate e statisticamente vedrete che il percorso delle
pratiche è eterogeneo a seconda, evidentemente, dei richiedenti e
anche di chi ha trattato la pratica.
Sono stati proposti tre emendamenti nella seduta del 2 ottobre:
emendamento dell'onorevole Palmeri: dopo la parola paesaggio'
aggiungere nel rispetto dei piani paesaggistici e Piano aree non
idonee . Non mutano i termini dell'intervento del Governo,
considerato che si è dato atto dell'iter per l'individuazione delle
aree non idonee: in base al quadro normativo una volta individuate
le aree non idonee, l'Amministrazione procedente dovrà tenerne
conto in sede di rilascio dei provvedimenti autorizzativi . E' già
previsto che ai fini dell'adozione del provvedimento finale è
necessario, propedeuticamente, acquisire il nulla osta
paesaggistico di competenza della Soprintendenza. Così per
rispondere a quella mozione.
Onorevole Cancelleri: «fra le parole eolici e la tutela
inserire le parole ed impianti fotovoltaici di grandi dimensioni
ricadenti in aree agricole ». Va chiarito che quanto detto in Aula
in ordine all'autorizzazione per impianti eolici vale per il
fotovoltaico, quindi non mi dilungo oltre e lascio per iscritto
anche questa nota.
Per quanto riguarda la Procura della Repubblica, le precisazioni
sono state già ricordate poc'anzi dall'onorevole Musumeci.
Voglio ora affrontare il tema dei termovalorizzatori, perché anche
di quello si dava contezza.
E volevo proprio in questa sede, che ritengo la più idonea,
indicare quali erano le associazioni temporanee di imprese che si
erano aggiudicate i lavori; e poi vi manifesterò le mie
preoccupazioni e anche i miei intendimenti, che certamente si
dovranno confrontare con quelli che saranno i vostri intendimenti.
FORMICA. Di cosa stiamo parlando?
PRESIDENTE. Onorevoli, vi pregherei di fare attenzione, così non
interrompiamo l'assessore.
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Termovalorizzatori.
Il primo raggruppamento prevedeva Elettroambiente come mandataria,
Enel produzione s.p.a., Amia s.p.a., Catanzaro costruzioni s.r.l.,
Emit s.p.a..
Il secondo raggruppamento, ancora come mandataria Elettroambiente
s.p.a., Enel produzione s.p.a., Altecoen Tecnoservizi ambientali
s.r.l., Pannelli impianti tecnologici s.p.a..
Il terzo raggruppamento prevedeva come mandataria Falke s.p.a.,
Actelios s.p.a., Amia s.p.a., Consorzio Asi Palermo, Emit s.p.a.,
Aster s.p.a., Ge.co.pe s.p.a., Safad s.p.a..
Il quarto raggruppamento mandataria Daneco gestione impianti
s.p.a., U.s. Italia s.p.a., Tecnip Italy s.p.a., Siemens s.p.a., IB
Group s.p.a., Altecoen Tecnoservizi ambientali.
Io deposito anche qui, come avevo già fatto in Commissione
antimafia', la relazione che era stata predisposta su questa
materia.
Prima di fare un passaggio che per me era importante fare, volevo
leggervi soltanto un punto - la relazione che ho depositato è molto
complessa, ma ciascuno la potrà studiare - che emerge dalle
sentenze del TAR del 2013. Vi anticipo che l'appello al CGA è stato
fissato il prossimo 11 dicembre: incrociamo le dita almeno per quel
che è l'aspetto della Regione.
CRACOLICI. La Regione si è costituita parte civile?
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
La Regione naturalmente ha già rilasciato la procura, e ha già
depositato le note, come sempre ha fatto, mantenendo quello che dal
nostro punto di vista è stato un percorso corretto, ereditato dallo
scorso Governo, come ho avuto modo di ribadire anche in Commissione
antimafia'. E credendo soprattutto nell'ottimo lavoro svolto
dall'Assessore Russo, nel momento in cui in autotutela annulla gli
atti, e nel momento in cui assume poi la difesa, che io ho
mantenuto come assessorato ed anche il Presidente della Regione.
Quest'ultima circostanza, parlavo appunto delle interconnessioni,
è con tutta evidenza il punto non solo di un sicuro scambio di
informazioni, ma addirittura di una preparazione a tavolino del
concreto contenuto delle singole offerte, limato al punto tale da
non lasciare scoperto neanche uno dei - parlo del 25 Ato -
dovrebbero essere 27 gli Ato presenti sul territorio, evitando al
contempo l'intersezione delle offerte medesime. Nel caso concreto
l'intera procedura è stata condizionata ad origine da un illecito
accordo, in questa fase abbandona il termine illegittimo, fuori
dalla legge, e parla di illecito accordo tra le imprese
partecipanti per la spartizione territoriale del servizio per la
formulazione di offerte dai contenuti certamente pilotati e non
frutto di libera valutazione di carattere imprenditoriale
MUSUMECI. Scusi assessore, chi parla?
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Il TAR, nelle sentenze del 2013. Ci sono diverse sentenze perché
più furono separate. Lì la cosa importante, fu lungimirante il
Presidente che assegnò, non concentrò tutte le cause proprio per
avere più relatori, il Presidente molto correttamente, siccome
erano più le cause instaurate le divise con più relatori, questo
era un sistema di controllo reciproco, che ha dato i suoi frutti,
spero che il CGA adotti lo stesso criterio di non concentrare le
cause, proprio per una vicenda assolutamente tanto delicata.
Vedete, quello che vi volevo dire, è che io non è che mi preoccupo
nel vedere in questi raggruppamenti l'Altecoin coinvolta in diversi
procedimenti penali, o la Safab di cui io stesso mi occupai, la
Safab ha costruito il parcheggio davanti il Palazzo di Giustizia di
Palermo e delle opere anche su Bellolampo per non andare lontani,
io arrestai.
CRACOLICI. Anche a Catania
MARINO. Ripeto, non mi preoccupa la Safab, anche perché il
Prefetto di Roma ha interdetto tutte le attività alla società, ma
sinceramente mi preoccupo enormemente nel vedere Enel, presente con
società della sua holding, e veramente rimango interdetto, perché
lasciamo stare quello che sarà il percorso che farà correttamente,
come sempre l'autorità giudiziaria di Palermo, però mi chiedo oggi,
noi abbiamo dei soggetti, che secondo atti giurisdizionali,
disamine della commissione ecomafia, interventi della Corte di
Giustizia Europea hanno fatto un percorso creando un danno
gravissimo, certamente, alla Regione Siciliana, ora noi con questi
soggetti interloquiamo in maniera quasi quotidianamente, pensiamo a
Enel, lasciamo stare la vicenda Catanzaro, perché non dobbiamo
metterla nella logica di un mio intervento che è riguardato appunto
Confindustria e quello che Catanzaro scrive sotto questo profilo,
perché forse questi sono più controllabili, mi preoccupa però che
Enel si trovi in un raggruppamento di questo tipo, e allora mi
chiedo, ma noi come Pubblica Amministrazione cosa possiamo fare? E
io la voglio lasciare come pausa di riflessione, secondo me allo
stato c'è una giurisprudenza negativa sulla possibilità da parte
nostra, come hanno fatto alcune regioni, di introdurre un limite
importante che attiene però alla partecipazione soggettiva
dell'impresa non alla valutazione delle offerte, cioè costringere
coloro i quali interloquiscono con la Pubblica Amministrazione a
munirsi di un modello organizzativo, perché il concetto di modello
organizzativo è assolutamente essenziale, e da noi nella
legislazione che poi si è avuta con la Legge 231 del 2001, serve
soltanto, questa è la logica comune in questo momento, a
scongiurare la responsabilità amministrativa - penale della persona
giuridica, là dove venga posto in essere un reato dalle sfere
apicali della società.
Ma non era questa la natura del modello organizzativo fin da
quando le società inglesi del 1800 si dotarono, proprio per una
logica della trasparenza del funzionamento di un'impresa e di una
società, del modello organizzativo.
Si ritiene da parte della giurisprudenza del TAR Sicilia che noi
come Regione non si possa imporre un vincolo soggettivo alla
partecipazione, rispetto a quelli che sono previsti dalla legge
sugli appalti, imponendo alle imprese che partecipano ad una gara o
che interloquiscono con la Pubblica Amministrazione, di dotarsi di
un modello organizzativo perché questo limiterebbe la concorrenza.
Si ritiene dal Giudice amministrativo che la nostra sfera di
influenza possa aversi soltanto nella valutazione dell'offerta,
della migliore offerta, ma secondo me questo è un qualcosa che va
ribaltato perché la natura e il concetto di modello organizzativo
richiama la trasparenza dei modelli e del funzionamento degli
organi di un'impresa che interloquiscono con la Pubblica
Amministrazione, quindi anche nel miglior profilo da scegliere del
soggetto imprenditoriale che interloquisce con la Pubblica
Amministrazione io devo tenere in grande attenzione quello che è il
sistema di funzionamento, di trasparenza della società.
Ma allora ora che facciamo? Abbiamo un cartello illecito di
imprese anche importanti, cosa facciamo li espelliamo dalla
Confindustria? Ci imponiamo un modello organizzativo, chiaramente
non li devo espellere io dalla Confindustria, e devo dire che ho
iniziato una interlocuzione anche con Confindustria sotto questo
profilo, perché è chiaro che se noi non possiamo intervenire
nell'imporre l'adozione del modello organizzativo nella logica di
trasparenza all'interlocuzione con la Pubblica Amministrazione,
certamente si può stipulare un protocollo con Confindustria per
fare sì che tutte le imprese si dotino di un modello organizzativo,
in modo che io possa vedere come funziona quell'impresa e non debba
aspettare l'intervento che, magari, può non esserci, dall'Autorità
giudiziaria perché ripeto le venture di un procedimento penale sono
le più varie, la formazione della prova penale è molto complessa,
e certamente la Pubblica Amministrazione non può ancora aspettare
né si può accontentare, signori miei, di una certificazione
antimafia positiva o negativa, perché vedete, del resto mi puoi
cambiare il soggetto che rappresenta la società e amen, la società
va avanti, automaticamente, il problema è vedere come una vera
logica di antimafia, una vera logica, che Confindustria sta in
qualche modo portando avanti, che deve riguardare le grosse imprese
perché io non mi preoccupo delle piccole e medio-piccole imprese
ma mi preoccupo quando le grosse imprese non dimostrano in maniera
piena la logica della trasparenza e del funzionamento degli organi
dell'impresa stessa.
E non c'è dubbio che qua nella vicenda dei termovalorizzatori
andiamo incontro ad una responsabilità di impresa, perché è chiaro
che il vantaggio che la persona fisica che ha interloquito per
l'impresa e che quindi in un'eventuale condanna la pena che dovrà
sopportare è mille volte inferiore rispetto al danno che
dall'impresa, con quell'azione del preposto all'impresa stessa,
l'impresa ha prodotto alla Regione siciliana.
Che poi la ragione del modello organizzativo della responsabilità
amministrativa penale dell'impresa, cioè il danno e il vantaggio
all'impresa sono nettamente superiori rispetto al reato che
commette, nell'esercizio delle sue funzioni, il preposto
all'impresa stessa.
Qui ci troviamo di fronte ad un reato che, spero, venga accertato
nelle sedi competenti ma, certamente, di fronte ad una condotta al
di fuori della legge posta in essere da questo cartello di imprese
che si aggiudica le attività per quanto riguarda la vicenda dei
termovalorizzatori.
E la Regione ha continuato, perché quando la Corte di giustizia
annulla le convenzioni e sono nulli gli atti, non annullabili,
nulli, secondo le norme del trattato, la Regione continua, con
alcuni suoi funzionari, ecco perché parlavo la scorsa volta anche
di responsabilità e connivenze interne certe sotto questo profilo,
che ancora non sono state esplorate, la Regione le mantiene in vita
e crea le condizioni per la causa di risarcimento danni che poi è
stata instaurata nei confronti della Regione
E' questo il continuo accordo illecito e quel tavolino di cui
parla il giudice. Sostanzialmente se non ci fosse stato il Governo
scorso che ha preso quella posizione molto rigida poi manifestata
in maniera splendida dall'assessore Russo, oggi dico l'avvocato
Russo.
Se noi, oggi, non avessimo mantenuto quella difesa? Questo passava
in silenzio. L'azione giudiziaria, sapete, non si avevano notizie
dell'azione giudiziaria, anzi un po' l'abbiamo rievocata noi
inoltrando questi altri atti. Sarebbe passato nel silenzio come
uno dei tanti guai, di cui qualcuno pagherà - i cittadini siciliani
-, perché poi una condanna a seicento milioni, circa ottocento
milioni con gli interessi, se non avessimo mantenuto una difesa
ferma di quell'atto di revoca, in autotutela, fatto durante la
gestione pregressa dello scorso Governo - che critico per altri
versi, ma devo dire che sul punto ha bene operato - dico, tutto
sarebbe passato nel silenzio: azione giudiziaria non ce n'è stata,
né si continua a interloquire con la pubblica amministrazione.
Però, attenzione, io voglio capire perché l'Enel si è comportata
in questa maniera e, come Regione dobbiamo avere la capacità,
anche, di interloquire sotto questo profilo, perché, alla fine, la
tutela all'Autorità giudiziaria, quando un fatto di reato è
avvenuto, io voglio impedire che avvengano episodi, abbiamo il
dovere tutti di impedire che avvengano episodi come quelli che
hanno riguardato la vicenda dei termovalorizzatori.
Pertanto, un percorso sul valutare se con disegno di legge
dovremmo intervenire, per quanto riguarda anche sfidando,
eventualmente, la giurisprudenza che può cambiare, non sono norme
cogenti di legge che ce lo impongono allo stato, sovvertire,
proprio, riportando a quello che è il senso del modello
organizzativo, che è il tutto di un'impresa.
Io ricordo quando abbiamo sequestrato Calcestruzzi S.p.A., che era
partecipata al 99% da Italcementi Gruppo Pesenti; vedemmo il
modello organizzativo e non c'era nulla contro i reati con la
pubblica amministrazione, cioè quelli che noi subiamo, poi,
quotidianamente.
Dissi al redattore, che è pure il difensore di quel modello
organizzativo: Ma qua non avete previsto nulla? , mi fu risposto
Ma, guarda, noi facciamo le forniture alle imprese che si
aggiudicano i lavori, quindi non dobbiamo prevedere nulla del
modello organizzativo . Ho detto: Ma lei, professore, si è
dimenticato che c'è anche l'ipotesi di autore mediato in diritto
penale, o sta scherzando?
Quel modello organizzativo è stato modificato con l'intervento
della Procura di Caltanissetta e dell'Autorità giudiziaria, il GIP
di Caltanissetta in quel frangente. Quindi, capisci tutto da come
si fa il modello organizzativo. Del resto è come le norme per la
tutela dei lavoratori: sono obbligate le imprese a dotarsi di
quanto è previsto per tutelare la vita e l'incolumità dei
lavoratori? Perché non dobbiamo imporre alle imprese di dotarsi di
quel modello che ci declini, in maniera corretta, cosa fa l'impresa
per prevenire reati che possono essere commessi dai suoi vertici, o
da suoi esponenti, nell'esercizio dell'impresa stessa che si
possono tradurre a irresponsabilità della persona giuridica?
Questo è un tema fondamentale che, secondo me, va discusso e,
traendo spunto, proprio da questa vicenda dei termovalorizzatori.
Io non voglio dilungarmi oltre, ma non voglio neanche rinunciare a
rispondere all'onorevole Cracolici, nell'ultima richiesta.
Io ho ritenuto di rimodulare la struttura dei miei due
dipartimenti, e molto ancora bisognerà fare, e, se piuttosto che
aspettare che reati o disfunzioni avvengano, io le prevengo, le
prevengo anche attraverso i dirigenti, che ho posto a capo dei due
dipartimenti e non significa che, poi, si è consumato un qualcosa
di illecito, e ho la necessità di fare i nomi.
Cogitationis poenam nemo patitur , onorevole Cracolici. Io ho
prevenuto molte di queste azioni. Laddove dovesse essere necessario
fare nomi, come ho sempre fatto in diverse vicende anche degli
ultimi giorni, continuerò a farlo in maniera molto chiara. Dunque
che questo diventi veramente un argomento di confronto, però mi si
consenta, non tocca a me dirlo, poiché sono un assessore tecnico,
come diceva la scorsa volta un capo ufficio, come qualcuno mi ha
definito.
Vorrei che l'orientamento politico, che secondo me, ci accomuna
tutti, perché penso che tutti abbiamo a cuore la tutela del nostro
territorio.
Nella vicenda dell'eolico, come in altre vicende che hanno una
valenza, evidentemente, tecnica e che sono condizionate alla
normativa comunitaria nazionale, non diventino soltanto occasione
di mero scontro politico, perché questo farebbe svilire il senso di
impegno che ciascuno di voi, certamente ha nel tutelare il
territorio di questa splendida regione.
Spero che questo venga meno. Poi, possiamo sbagliare tutti, però
anche un'autorizzazione che andava data o meno, questo deve
diventare argomento e profilo di crescita; confrontiamoci sul
perché è sbagliato, e non perché non hai fatto perseguire un
intendimento politico, perché se è uno sbaglio tecnico è uno
sbaglio tecnico. Se è un tradimento politico o di un orientamento
politico è un'altra cosa.
Quando si parla di eolico però abbiamo affrontato un problema
tecnico, uno sbaglio dal mio punto di vista, un grave sbaglio
tecnico nel risolvere un problema che andava risolto nell'unico
modo che è stato quello perseguito dal Governo Crocetta e che non
significa che escluderemmo l'eolico, perché attenzione, non ci
illudiamo di questo, non possiamo raccontare in nessuna campagna
elettorale: guardate l'eolico noi non lo faremo mai e abbiamo
preso un impegno'. Noi l'eolico lo possiamo limitare nel rispetto
del territorio, non lo possiamo escludere, questo sia ben chiaro;
chi dice una cosa diversa, scusate, anche nella logica di limitare
a quello che già c'è, se si ritiene che le aree idonee o non idonee
si compendiano con quelle autorizzazioni che sono state rilasciate,
è un problema tecnico, se io ne faccio una in più, non significa
che ho tradito il mio mandato politico.
Vorrei che questo tema molto importante della tutela del
territorio non diventi veramente occasione di scontro politico,
poi, - ripeto - tutti possiamo sbagliare, a cominciare da me.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con
molta attenzione la relazione dell'Assessore. E' una relazione che,
giustamente, parte dalla sua esperienza. Voglio aggiungere qualcosa
a quanto detto dall'Assessore.
Questa Regione, quando ha cominciato a trattare l'argomento
eolico, aveva stabilito, una maglia così larga che anche,
immaginato, cosa che poi si è concretizzata, di concedere
contributi a fondo perduto, con copertura finanziaria in una misura
del POR, credo 2000-2006, a fronte del quale il soggetto esecutorio
o comunque il soggetto attuatore, poi aveva diritto all'accesso ai
contributi che al tempo, venivano assegnati a tutti gli impianti
eolici. Quindi, abbiamo avuto una Regione che inizia un percorso di
apertura totale a un sistema delle energie alternative e l'esempio
principale è quello proprio dell'energia eolica.
Nel 2008, si è insediata la legislatura che ha visto Lombardo
Presidente, e ci siamo mossi, devo dirle Assessore, con molta
difficoltà.
Abbiamo tentato, anche una norma che potesse sospendere, nelle
more di una definizione di un percorso che fosse confortata da
alcuni atti amministrativi, forte di alcune valutazioni del
territorio, ma non ci confortava, in questo senso, una direttiva di
ordine nazionale. Anzi, a un certo punto, abbiamo assistito a una
norma nazionale che derogava al V.i.a V.a.s regionale, e tutte le
ditte cominciavano a presentare le istanze dopo una certa quantità
di megawatt al Governo nazionale, per cui il quest'ultimo rischiava
di incidere attraverso una serie di autorizzazioni.
Noi abbiamo svolto il nostro ruolo con il rappresentante che
avevano per tutte le pratiche che riguardavano la Regione
siciliana, ponendo una forte riflessione nazionale, tant'è che per
un certo periodo di tempo siamo riusciti a bloccare qualsiasi
attività.
Nel settembre del 2010 finalmente il Governo nazionale assume una
decisione e comincia a codificare quelli che sono gli ambiti in cui
si deve operare. Un decreto ministeriale del 2010 che proprio al
capitolo 4 e paragrafo 16 e 17 enuclea le cose che lei ha detto,
che lei poc'anzi riferiva di avere già attuato per la parte del
17.1, cioè le cosiddette aree non idonee. Lei riferisce di avere
attivato un tavolo tecnico per quanto riguarda la seconda parte, in
positivo, dove andare a realizzare questi impianti, non ha indicato
però - e credo che questo poi sia consequenziale - il punto 3 di
cui adesso parlerò.
Io credo che il Governo precedente e lo dico questo per
differenziarmi dalla sua ricostruzione storica, abbia attivato un
tavolo tecnico. Tenga presente che il momento storico in cui si
interviene con questo decreto ministeriale è un momento
particolarmente difficile di quel Governo regionale che nonostante
tutto ha mantenuto assumendosi la responsabilità in via
amministrativa. La qual cosa, come ha detto, certamente non
regolare, ma comunque fu posto un limite forte, incisivo perché non
furono concesse con la responsabilità del Governo, con la
responsabilità dei dirigenti (cosa che peraltro poteva reggere fino
ad un certo lasso di tempo); lei questo lo ha detto io sono
d'accordo con lei, nella non concessione delle autorizzazioni.
Lei adesso ha una possibilità, uno strumento; questo strumento noi
nella scorsa legislatura lo avevamo attivato con la costituzione di
un tavolo, ma le vicende di quel Governo, le vicende che hanno
coinvolto il Presidente di quel Governo, ovviamente, hanno distolto
l'attenzione, messo un freno sul piano amministrativo a quello che
poteva essere la concessione delle autorizzazioni, ma di fatto
quella Commissione, adesso non le so dire il perché, ma ci saranno
certamente gli atti nel suo Assessorato, i lavori non furono
conclusi in adempimento a questo decreto che lei non ha citato, ma
mi rendo conto che si riferisce proprio a questo decreto
ministeriale.
Vede, questo decreto ministeriale dice delle cose importanti,
perché non solo si preoccupa di dire no' dove per esempio è così
evidente la non realizzazione, quindi una sorta di permesso come si
fa in termini urbanistici, assessore di salvaguardia, tu qui non
poi fare niente a prescindere da quello che può essere.
Poi c'è la seconda parte, quella in positivo, ma dice anche al
punto 17.2: le Regioni e le Province autonome conciliano le
politiche dell'ambiente, del paesaggio con quelle di sviluppo e
valorizzazione dell'energia rinnovabile attraverso atti di
programmazione congruenti con la quota minima di produzione di
energia da fonti rinnovabili loro assegnati. In applicazione di una
serie di norme, assicurando uno sviluppo equilibrato delle diverse
fonti , - aggiunge - le aree non idonee sono dunque individuate
dalle Regioni nell'ambito della programmazione con cui sono
diminuite le misure e gli interventi necessari al raggiungimento
degli obiettivi fissati in attuazione delle suddette norme .
Con tale atto la Regione individua le aree non idonee, poi
aggiunge anche che tutto questo va fatto in contestuale con la
capacità di dispaccio che deve avere la rete.
Io nella mia qualità di Assessore ho recuperato delle carte che
avevo a casa, e vi voglio leggere alcuni passaggi di alcuni atti
che le consegnerò.
Una lettera del marzo della società Terna. Le leggerò le parti
salienti.
I risultati degli studi condotti da Terna in merito alla
connessione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili eoliche
indicano, tenendo presente l'attuale configurazione del sistema
elettrico della Regione siciliana, che fino a 500 megawatt di
produzione eolica installata non si evidenziano criticità nel
normale assetto, mentre al di sopra di tale valore potrebbero
risultare necessari alcuni limitazioni alla producibilità degli
impianti eolici in particolari condizioni di esercizio della rete
elettrica. Si fa altresì presente che qualora vengano realizzati
principali interventi di potenziamento della rete elettrica
previsti nel nostro quadro di sviluppo tra cui, in particolare, il
raddoppio del collegamento con il Continente al momento in
autorizzazione, è ipotizzabile un incremento ( ) sempre in
condizioni normali di esercizio del sistema elettrico pari a circa
1000 Megawatt per un valore complessivo di produzione nell'Isola
pari a circa 1500.
La seconda lettera sempre di Terna, la quale dice Come già
chiarito con apposito comunicato, lo scorso 5 marzo Terna intende
ribadire che in nessuna parte del territorio nazionale, così come
in Sicilia e in Sardegna, esistono a causa della rete di
trasmissione nazionale delle limitazioni alla connessione di nuovi
impianti eolici .
In buona sostanza, noi ci troviamo, non so se le risulta
Assessore, che spesso Terna o l'Enel - adesso non so con
precisione chi dei due - invita i soggetti titolari di concessioni
di impianti eolici a sospendere per un certo numero di ore perché
altrimenti il sovraccarico determina danni alla rete e quindi di
conseguenza noi abbiamo il caso che l'energia venga pagata due
volte, una volta i cittadini pagano l'energia normale e un'altra
volta pagano al produttore che in realtà non la produce.
Allora, in questo quadro, i dati in mio possesso però Assessore -
ripeto - lei ha parlato di 2237 megawatt che sono di gran lunga
superiori a quello che in questo momento la società Terna ha
dichiarato che sono disponibili a potere incamerare, perché
altrimenti noi ci troviamo in una condizione che questi impianti
girano, ma non girano certamente nell'interesse dei siciliani,
girano soltanto nell'interesse della ditta.
CRACOLICI. 1923 sono eolici?
DI MAURO. Sono eolici. Io le dico che a me risulta molto di più,
comunque questo lei lo potrà accertare facendo una riflessione
accurata, facendo un'attività attenta di quello che è nella sua
competenza, ma le dico che non c'è ombra di dubbio che oggi noi non
siamo in grado, al di là di quella che è la valenza tecnica il
punto 17.1 di questo paragrafo o il punto 17.2, non siamo in grado
di potere dare autorizzazione perché non c'è la capacità di natura
.
Noi abbiamo presentato una mozione. E la mozione Assessore cosa
vuol dire? Sospendere in questo momento. E se l'ordine del giorno
dovesse essere approvato, come io ritengo e come ritengo in fondo
dal ragionamento che lei ha fatto, ho visto che c'è anche una
riflessione e un'attenzione rispetto alle procedure amministrative,
ma anche rispetto a quello che è l'ambiente, al valore del
territorio, alle risorse che questa Sicilia ha e che non possono
essere danneggiate da un'aggressione che spesso non è nemmeno
un'aggressione che fanno i siciliani stessi, spesso è
un'aggressione che fanno società del nord, di sospendere, in attesa
che lei completi un procedimento di natura amministrativa, che poi
è tecnico, ambientale, paesaggistico, che è connesso a quella che è
la capacità della rete terra di potere incamerare quella che è la
capacità di questi nuovi impianti che si vogliono fare. Altrimenti
noi non solo non avremo raggiunto l'obiettivo dell'energia pulita,
ma avremo certamente raggiunto l'obiettivo di fare arricchire
diversi imprenditori che hanno ritenuto la Sicilia una terra di
conquista.
Pertanto, caro Assessore, per ricapitolare noi partiamo da una
ipotesi in cui veniva finanziato quel 50 per cento, l'impianto di
energia che poi riceveva i contributi da parte dell'Enel, cioè noi
finanziamo questo e per giunta poi ricevono i contributi, poi
abbiamo con coraggio, non so lei come lo interpreta, sospeso ogni
attività relativa all'impianto di energia eolica.
Oggi noi per fortuna abbiamo una normativa nazionale che deve
tenere conto, oltre dei vincoli che lei giustamente ha citato,
anche della capacità che questa benedetta rete di energia della
terra deve avere.
Questi sono punti fondamentali rispetto ai quali io credo che una
sospensione con legge, noi ci abbiamo tentato nel 2007,
ricorderanno i colleghi a proposito del tempo del Governo Lombardo
presentammo un emendamento, una sorta di moratoria, nel tentativo
di sospendere per tre mesi, non fu possibile in quel Parlamento.
Non è stato possibile nemmeno nello scorso Parlamento.
Mi consenta di dirle Assessore: vediamo se in questo Parlamento è
possibile, nel corso di questa legislatura, approvare una norma che
consenta di coprire i dirigenti, il Governo, tutto quanto se così è
vera la volontà del Governo di cautelare tutti voi nel senso che
c'è una moratoria fino a quando non si conclude tutto questo questo
processo.
Seconda questione che lei ha affrontato, non so se fa parte della
mozione che ha presentato l'onorevole Cracolici e il PD.
Sugli inceneritori si è scritto tanto, noi abbiamo presentato
anche le denunce all'autorità giudiziaria nel 2010. Non è successo
nulla. Adesso c'è pure una sentenza che acclara un dato di fatto
che è estremamente grave e che possibilmente la giustizia persegue
l'impresa che esercita una turbativa d'asta per un cottimo
fiduciario, se non si esercita l'azione giudiziaria o quanto meno
fino ad oggi non abbiamo visto risultati rispetto ad appalti
miliardari che vengono fatti in danno dei cittadini. Perché lei lo
ricorderà, qualsiasi impianto veniva realizzato in questo senso, il
95% prevedeva la copertura attraverso i fondi dello Stato e quindi
tutte le banche che finanziavano erano ampiamente coperte.
Noi ci siamo trovati nel vortice di un'iniziativa, a vario titolo,
di soggetti imprenditori e altri soggetti che poi nel tempo si
sono rivelati molto vicini a questioni mafiose che hanno tentato di
aggredire la Sicilia.
La storia dello scorso Governo è la storia di un Governo che si è
opposto con forza a tutto ciò che poteva determinare un danno per
la Sicilia, un danno di natura patrimoniale, di natura ambientale e
soprattutto un danno economico per i cittadini, perché la
realizzazione di qualsiasi inceneritore, certamente, sarebbe stato
a danno e a copertura prima dei cittadini e poi dello Stato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, capisco che l'importanza
dell'argomento necessita di interventi puntuali e quanto più chiari
possibili, però, vi pregherei di non andare troppo oltre il tempo
consentito.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, ho ascoltato oggi, ho ascoltato
giovedì scorso l'Assessore in riferimento all'intreccio tra un
fatto che ha riguardato l'iniziativa parlamentare, l'atto
parlamentare che aveva in qualche modo sollecitato questa nostra
discussione in questa sede e una dichiarazione che l'assessore
Marino, a seguito anche dell'iniziativa parlamentare e delle
polemiche che ne sono scaturite a mezzo stampa, ha rilasciato nella
giornata del 27 settembre, pubblicata in particolare dal giornale
La Repubblica', edizione locale. Per la verità, in quell'articolo
che la testata ha pubblicato nella giornata del 28, si andava anche
oltre le stesse dichiarazioni rese dall'assessore Marino attraverso
un comunicato stampa che ho qui e che non rileggo, diciamo, per
evitare di allungare oltremodo questa nostra discussione e dove si
intrecciano in sostanza tre questioni.
La prima: l'assessore Marino ha qui ribadito un concetto che
considero inaccettabile, ovvero il presupposto secondo il quale la
politica attraverso l'esposizione ai propri elettori, quindi nel
programma che sottopone alle ragioni di un consenso e quando la
politica si sottopone ad un consenso e dichiara che nei propri
obiettivi, nell'azione di governo, vi è quello di porre fine al far
west che ha segnato la nostra regione sull'attività delle energie
rinnovabili ed in particolare dico dell'eolico che ha, purtroppo,
creato uno stato di fatto che ha saccheggiato il nostro territorio.
Quando la politica fa una dichiarazione di tale serietà, di tale
impegno non c'è poi una ragione che consente all'Amministrazione
regionale nella sua ordinarietà di prescindere da quello che è solo
un orientamento, e che rimane tale se poi la politica non è in
grado di dare conseguenza a queste affermazioni attraverso una
strumentazione normativa, che sia a supporto delle ragioni
programmatiche che, in qualche mod, sono state poste dinanzi agli
elettori.
Io siccome ho votato Crocetta Presidente e l'ho votato per tante
ragioni, ma una tra queste era quella che il Presidente Crocetta,
in coerenza con le battaglie che aveva fatto il gruppo parlamentare
del Partito Democratico in questa Sala e in questa nostra Regione,
aveva affermato in maniera chiara, senza se e senza ma,
l'intenzione di dire basta al far west dell'energie rinnovabili.
Allora, Assessore, non c'è un'induzione come lei l'ha definita, ci
sarebbe una induzione all'omissione qualora la burocrazia in nome
di questo obiettivo politico preminente decidesse di adeguare i
propri comportamenti amministrativi alla luce di quell'obiettivo
politico, semmai c'è una omissione nel fatto che la politica una
volta che ha affermato come proprie ragioni programmatiche
l'intendimento di bloccare qualunque autorizzativo di nuovi
impianti non produce quegli atti amministrativi che sono a supporto
delle ragioni che hanno portato a quelle dichiarazioni Quindi,
l'omissione non è nel non fare ciò che la legge formalmente
prevede, l'omissione è semmai nel non aver determinato atti per
impedire che ci si nasconda - come ho già detto - nei bizantinismi
della norma per consentire agli azzeccagarbugli di turno di
continuare a utilizzare megastudi di avvocati, per ottenere il
risultato che in Sicilia nulla deve cambiare.
Ed io non mi rassegno, non sono d'accordo, non sono d'accordo
all'idea di una politica debole, subalterna, che decide sulla base
degli interessi che prima gli interessi forti determinano le scelte
e poi la politica al massimo fa la tifoseria.
Perché ribadisco questo concetto. E lo ricordava l'onorevole Di
Mauro: il decreto Ministeriale del 2010, che detta le linee guide
anche alla nostra regione, secondo il quale la cosiddetta area
inidonea' costituisce un prerequisito per determinare eventuali
autorizzazioni a nuovi impianti.
Ora, guardate il problema delle individuazioni delle aree non
idonee non è soltanto connesso al vincolo paesaggistico, così com'è
stato dichiarato dal Governo in questa sede. Le ragioni che invece
sono contenute nel decreto ministeriale che stabilisce le
cosiddette linee guida' dicono anche, scusate se cono costretto a
riprendere alcuni pezzi della mozione da noi depositata, dichiara
al punto 17.1 lettera e) le aree non idonee devono confidare
l'elevata concentrazione di impianti di produzione di energia da
fonti rinnovabili nella medesima area vasta prescelta per la
localizzazione, sia delle interazioni con altri progetti con
allegato, etc., ed in merito alla interferenza visiva degli
impianti esistenti con nuovi impianti eventuali da autorizzare.
Cosa vuol dire? Che io, per questo, faccio il plauso al Governo,
per aver fatto ciò che non si era ancora fatto. Ed è questa una
ragione della omissione, ovvero l'anagrafe degli impianti esistenti
nel registro degli impianti esistenti, perché l'esistenza del
registro determina quella verifica della concentrazione e, quindi,
della possibilità di autorizzare, nelle aree non idonee, alla luce
della concentrazione.
Se non c'è il registro, infatti, l'amministrazione non conosce
neanche dove sono gli impianti che attualmente sono stati già
autorizzati. Ed il paradosso, assessore o dottore assessore, è la
valutazione che viene fatta sugli interventi e sulle singole
richieste; non è connessa alla valutazione di area vasta connessa
alla concentrazione rispetto ad altri impianti esistenti. La
valutazione si fa sulla singola richiesta scissa dalle altre
richieste; è come se, invece di discutere di un campo di cento
ettari, dove si producono carciofi e si fa una valutazione
sull'insieme, si valutano cento progetti di carciofi e tutti, ad
uno ad uno, si vanno autorizzando.
Ora, qui non parliamo certo di carciofi - mi scusi - ma parliamo
di una cosa assai delicata e, su questo, voglio mantenere una
diversità, non perché abbia qualcosa contro l'assessore Marino - ci
mancherebbe -, anzi, lo ringrazio per l'onestà e per
l'approfondimento con il quale è arrivato, oggi, in Aula, avendo
studiato, avendo le carte a supporto.
La seconda questione, già citata dall'onorevole Di Mauro,
assessore, lo ha dichiarato pure lei: siamo paradossalmente una
delle Regioni italiane che ha superato gli obiettivi previsti
dall'Unione Europea. A tal punto li abbiamo superati che, come è
stato già ricordato, una parte dei nostri impianti che sono stati
autorizzati non sono finalizzati alla produzione di energia ma sono
finalizzati all'utilizzo dei finanziamenti per la realizzazione di
impianti, a prescindere dalla produzione di energia.
Allora, aggiungo: può una Regione, alla luce del fatto che le sue
produzioni di fonti rinnovabili sono al di là del 20 per cento e
siamo, credo, per come ho capito le notizie - ero fermo a
millesettecento megawatt di produzione eolica - siamo ad oltre
2.200. I dati in mio possesso, quindi, sono, come dire, al di sotto
di quelli reali. Se così fosse - e la Regione è ben al di sopra
dei limiti fissati dall'Unione Europea, secondo gli accordi
internazionali - qualcuno mi dovrebbe spiegare perché dovremmo
produrre un surplus di energia, oltretutto, non avendo le reti che
sono in grado di distribuire questa produzione.
Ora, se così stessero le cose, non metterei in discussione il
fatto che si convochino le Conferenze di servizio; metto in
discussione, assessore - non certo l'Assessorato all'Energia - il
fatto che la Regione - lei ha usato un'espressione io sono un
politico e difendo il mio essere politico senza vergognarmi di fare
politica , nel suo comunicato stampa, quando dice ho il dovere di
affermare che quella condotta del politico di turno è un atto di
grave vigliaccheria . Ora, l'espressione generica, così come lei
l'ha utilizzata, non si capiva bene a cosa si riferiva ma abbiamo
stabilito che non si riferiva a me. E questo, per quanto mi
riguarda, mi sottrae da un giudizio di vigliaccheria: in tutto mi
potrei riconoscere, tranne che nella vigliaccheria.
Mi consenta però di dire, domandare: è vigliacca la politica o è
vigliacca l'Amministrazione con una politica debole, come quella
fin qui dimostrata? Amministrazione che da pareri positivi a nuove
istanze nelle Conferenze di servizi che sono state già convocate e
che sono quasi in ultima fase di autorizzazione. E ha dato pareri
positivi in presenza del fatto che la Regione, già, produce una
quantità di energia superiore ai limiti fissati dagli accordi
internazionali; che già la Regione ha una quantità di
concentrazione nelle aree che non consentirebbe, a mio avviso, se
non attraverso studi approfonditi di insieme ed è questo quello che
dice la mozione.
E, allora, forse, dobbiamo fare una ricerca più accurata sui
vigliacchi. Credo, signor assessore, che, oggi, dobbiamo mettere
una parola fine. E la parola fine non è soltanto che ribadiamo
l'intendimento a non fare nuovi impianti. La mozione ha questo
scopo e credo di aver capito che l'Aula è abbastanza unanime in
questo giudizio. Ma il punto non è che qui manifestiamo una
volontà. Qui vogliamo sapere se questa volontà avrà una conseguenza
amministrativa perché, altrimenti, qui ce la cantiamo e qui ce la
suoniamo.
E non ci sto a fare il politico che parla al microfono, fa la
cicala e, poi, c'è l'amministrazione che, in nome di una presunta
applicazione pedissequa della legge, in maniera burocratica
formale, nel frattempo, concede nuove autorizzazioni. Non ci sto.
Allora, dobbiamo intenderci, altrimenti, si dichiari il territorio
siciliano nelle more lei ha chiesto sessanta giorni? Spero che
sessanta giorni saranno sufficienti. Ma deve essere chiaro che i
sessanta giorni devono servire a dare coerenza all'obiettivo
politico-programmatico che il Governo ha inteso dare, quando si è
presentato agli elettori siciliani e ai quali ha chiesto il voto.
Non facciamo un atto tecnico. Gli atti devono avere la coerenza
degli obiettivi politici. Infine, ho apprezzato le sue parole. Mi
consenta di ribadire il benvenuto tra noi, anche se so che lei
faceva un altro mestiere e il tra noi , forse, c'era già prima.
Ma una cosa è certa: questo Parlamento, sulla vicenda dei
termovalorizzatori - e, in questo Parlamento, qualcuno più di altri
- ci abbiamo messo la faccia.
Lei ha parlato di funzionari che hanno favorito, malgrado vi fosse
un giudizio della Corte di giustizia europea che dichiarava non
annullabile la gara, ma dichiarava nulla la gara, con gli
effetti che la dichiarazione di nullità ha.
E, in questo Parlamento, qualcuno ha sostenuto quelle ragioni, al
punto di andare davanti - anche di fronte ai ricorsi -
costituendosi parte civile e facendo difendere questa Regione,
facendola difendere sempre, signor assessore.
In questi mesi, infatti, ho avvertito che, forse, col cambio di
Governo, c'è stato un momento di non parlo di lei, chiaramente,
perché so che su questa vicenda il suo assessorato e lei siete
stati di grande coerenza, di grande continuità con gli adempimenti
assunti per decidere, non che i termovalorizzatori non li vogliamo
- quello anche - ma che non volevamo quella grande truffa mafiosa
che si stava consumando nel territorio della nostra Regione e per i
quali, per molti anni, il sistema politico, economico e affaristico
avrebbe vissuto alle spalle dei rifiuti bruciati perché, attorno a
quei termovalorizzatori, si stava consumando - e, forse, in parte,
si è consumata - per una certa parte, un'attività che era quella di
condizionamento della vita democratica di questa Regione, anche
selezionando il tipo di impresa che, in qualche modo, si
determinava, a seguito gli equilibri che si andavano a costruire in
questa nostra Regione. E lo ribadisco perché, ripeto, benvenuto tra
noi, in quest'Aula il primo atto che ha messo fine alla questione
dei termovalorizzatori è stata la cancellazione di quella grande
porcheria che si chiamava Agenzia dell'acqua e dei rifiuti, che era
stata una forma di privatizzazione di un'attività pubblica,
mettendola in mano ad affaristi e mafiosi che volevano controllare
acqua e rifiuti.
D'ASERO. Fuori dal Parlamento.
CRACOLICI. E, allora, su queste vicende, dobbiamo intenderci:
nessun tentennamento amministrativo, nessuno. Lei ha usato parole
forti. Ecco perché le ho detto i nomi. Le ho chiesto i nomi non
perché so che lei è uno che si spaventa a dire i nomi, ma, quando
lei fa dichiarazioni nelle quali dice una certa imprenditoria
antimafia , dobbiamo intenderci qui, perché ci dobbiamo capire.
Vorrei che chi sta contro la mafia ci stia ventiquattro ore al
giorno; non ci sono ore in cui c'è la zona franca; non c'è
un'antimafia che fa attività, come dire lobbistica, che in qualche
modo, in nome dell'antimafia, utilizza metodi che possono
somigliare a quelli di prima. Perché le sue dichiarazioni a questo
alludevano. Ecco perché abbiamo bisogno di chiarezza.
Non guardo in faccia nessuno; nessuno può nascondersi nell'abitino
che, di volta in volta, si mette addosso.
Il tema dei rifiuti, il tema dell'energia, il tema dell'acqua, in
Sicilia, sono tra quei settori dove grandi volumi d'affari, grandi
risorse economiche possono essere appetibili per una presenza
mafiosa che, in Sicilia, sempre più, si veste col doppio petto, che
non è più soltanto la presenza della coppola ma è presenza delle
è, come dire, fatta anche con l'eleganza e con la erre moscia.
Allora, intendiamoci, su queste questioni: per quanto mi riguarda,
non ci sono scherzi. Su queste questioni, il Governo, la battaglia
di coerenza rispetto agli obiettivi fin qui dichiarati da parte del
Governo, deve tradursi anche nella strumentazione normativa che ci
supporti a evitare che ci siano azzeccagarbugli o sentenze di
comodo.
Ricordo ancora le parole; lei oggi non l'ha detto ma ha ricordato
che qualche ricorso veniva scritto da qualche Giudice del TAR,
appartenente a logge massoniche, che, in qualche modo, contribuiva
e contribuisce a creare un clima di un grumo di poteri che si muove
attorno a grandi questioni, come quello dei rifiuti e dell'acqua.
E, allora, Assessore, sull'energia, mi pare che le idee siano
chiare: diciamo no a qualunque autorizzazione in assenza di piani e
di strumenti certi senza figli e figliastri, senza, come dire il
Tar impone di fare le Conferenze di servizio; non impone di dare le
autorizzazioni.
Assessore, in Sicilia, mentre discutevamo di dire no all'eolico,
questa Amministrazione, uffici di questa Amministrazione, settori
di questa Amministrazione, dei Beni Culturali, dall'Assessorato al
Territorio e all'Ambiente, dall'Assessorato all'Energia, davano il
via libera a nuovi impianti in Sicilia.
Assessore, non mi dica non è vero ; davano pareri positivi alle
singole richieste che i singoli uffici facevano.
Ancora, non è fatta l'autorizzazione finale, ma i pareri sono
propedeutici a dare le autorizzazioni, quindi, credo che dobbiamo
mettere fine all'ipocrisia su questo punto, così come mi auguro che
la vicenda giudiziaria che ci vede ancora impegnati sulla vicenda
dei termovalorizzatori, il Governo la segua con grande attenzione,
con grande sensibilità, sapendo quello che si sta muovendo per
avere una dimensione numerica delle cose che diciamo.
La richiesta di risarcimento in capo alla Regione è, in questo
momento, una volta e mezzo la condanna che ha subito Berlusconi per
la vicenda Mondatori, cioè è la più grande operazione di
risarcimento mai fatta in Italia e che ha visto la Regione vincere
in prima istanza.
Mi auguro che ci attrezziamo al meglio per ribadire e per
difenderci al meglio in seconda istanza.
PRESIDENTE. Assessore, faccio svolgere gli altri interventi, così
dopo potrà replicare a tutti gli interventi in un unico suo ultimo
intervento. Ancora una volta, vi prego, onorevoli colleghi: capisco
l'importanza dell'argomento ed è giusto avere un po' di tempo in
più, però, vi pregherei di non dilungarvi oltre i 10 minuti al
massimo.
FORMICA. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a volte,
nonostante il fatto che sono qui da tantissimi anni, a volte, non
si capiscono le ragioni di determinati accadimenti politici e dei
conseguenti atti parlamentari, se non mettendo insieme più cose.
Ascoltando la relazione dell'assessore Marino e l'intervento
dell'onorevole Cracolici che, peraltro, ha sollecitato questo
intervento per aver presentato questa mozione, non capisco perché
l'onorevole Cracolici abbia presentato la mozione riguardo al
contenuto della mozione stessa.
Mi spiego meglio perché quello che sostiene l'onorevole Cracolici
nella mozione, anche alla luce dell'intervento dell'assessore
Marino, presuppone due cose: o che l'assessore ci è o che
l'assessore ci fa, o che l'assessore è un incompetente oppure che
l'assessore è qualcuno che vuole speculare.
Siccome siamo in presenza di un assessore che ha dimostrato, in
questo Governo, di avere non solo la competenza necessaria ma anche
le capacità adeguate per capire, quando si accusa l'assessore di
voler riaprire gli impianti eolici - perché da qui è nata, se non
sbaglio, la polemica - difendendo una pseudo chiusura, operata dal
Governo precedente, lo si fa pensando che o qui in quest'Aula ci
sono dei cretini, oppure si vogliono intorbidare le acque, perché
l'onorevole Cracolici, anche alla luce di quella che è stata la
risposta che l'assessore e di quello che è negli atti, sa bene che,
a volte, si dice no per dire sì e si dice sì per dire no.
Cosa voglio dire? Se tu dici no all'eolico, devi adottare gli atti
consequenziali, perché, se non adotti gli atti consequenziali, non
hai detto no all'eolico ma, caso mai, hai aperto la porta dei
termovalorizzatori; caso mai, stai aprendo la porta nell'India, nel
non agire, nel non assumere gli atti consequenziali a che ci siano
poi i rimborsi che le ditte possono richiedere.
Beh, l'assessore Marino non sta aprendo ai nuovi impianti eolici.
L'assessore Marino sta facendo in modo che si dica, magari, no
definitivamente agli impianti eolici, ma sarà un no che non può
essere attaccato nei tribunali; sarà un no che, da un punto di
vista amministrativo, è figlio della trafila burocratica,
amministrativa che prevedono le leggi in Italia.
Perché dire no , noi siamo contro , e non fare nulla, poi, per
mettere in atto tutti i provvedimenti necessari ad impedire, è un
modo di dire sì : io ti sto dicendo no, perché ti debbo dire no,
però non faccio nulla, non metto in campo tutte le iniziative
necessarie a bloccarti .
E' ovvio che tu seguirai, poi, la tua strada - sono stati, qui,
evocati, grandi studi di avvocati - per conseguire o la vittoria
attraverso il TAR, quindi, l'autorizzazione attraverso i TAR,
oppure, in caso contrario, un congruo risarcimento che,
addirittura, ti fa guadagnare i soldi, senza bisogno di rischiare
nulla.
Beh, dobbiamo smetterla con questo modo di impostare la politica
della Regione siciliana, che è stato foriero di tantissimi guai per
la nostra Regione, perché, poi, alla fine, paga sempre pantalone .
Evitiamo di fare attacchi, laddove non c'è motivo che si facciano,
a meno che non si inserisce, in questa discussione e all'origine di
questa mozione, la guerra dell'acqua. Perché è possibile, è
probabile che, in questo iter, si inserisca la famosa guerra
dell'acqua, che tutti conosciamo, che, ormai da diversi mesi,
impegna il PD, o una parte del PD, contro l'operato dell'assessore
Marino.
Ora, non vorrei che, attraverso le prese di posizione che stiamo
ascoltando, si celasse il tentativo di togliere un personaggio
scomodo, che non ha colore politico ma che ha il coraggio delle
proprie azioni ed è una persona che, per quanto mi riguarda, stimo
profondamente perché ha dimostrato di avere il coraggio delle
proprie idee e non le manda a dire; non vorrei che ci fosse
l'attacco all'assessore Marino per liberarsene, in quanto è scomodo
per quanto riguarda altri settori - leggi acqua oltre che l'eolico
- e che, quindi, non sia una scusa l'eolico, posto che anche
l'onorevole Cracolici ha dovuto ammettere che, comunque, il
procedimento che sta seguendo l'assessore, è figlio di atti dovuti
e che non è detto che questo procedimento porti alla nuova
autorizzazione, ma è un procedimento regolare.
Non vorrei che l'attacco all'eolico, sottintendesse l'attacco
all'assessore Marino per eliminare una persona scomoda nel campo
dell'acqua.
SORBELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo di fronte
ad una problematica che ha saccheggiato questo nostro territorio e
l'economia siciliana, per circa due lustri. Il problema legato
all'eolico, al fotovoltaico ed ai termovalorizzatori, con tutte le
vicende consequenziali, proprio per quest'ultima vicenda, legata ai
termovalorizzatori, ha fatto in modo di impoverire ancora questa
terra.
L'economia delle fonti rinnovabili, infatti, si è esercitata ed è
stata esercitata solo da aziende, da multinazionali, senza dare la
possibilità alla piccola e media impresa di potere intervenire,
potere operare e poter far quadrare i bilanci di quelle stesse
aziende.
Parto dai termovalorizzatori. Debbo dire, con molta onestà, di
fronte a tuttI: il saccheggio che quest'Aula aveva trovato, negli
anni precedenti; il Governo precedente ha posto fine alla vicenda
legata ad una procedura viziata di appalti per quanto riguarda i
termovalorizzatori.
Questo, nel 2008, inizi del 2009, quando è stata annullata con
delibera quella procedura, poi consolidata in quest'Aula, come ha
ripetuto l'onorevole Cracolici, con l'abolizione dell'Agenzia delle
acque e rifiuti; di una vicenda e di un percorso che avrebbe visto
sicuramente vessati i siciliani, perché parliamo di quattro
termovalorizzatori che avevano una capacità tripla rispetto alla
produzione dei rifiuti in Sicilia.
In Sicilia, sarebbero arrivati e il grande business era quello di
fare arrivare tutti i rifiuti dell'Italia del centro-sud perché, a
fronte di 800 mila tonnellate, avevamo una capacità di 4
termovalorizzatori, concentrati in aree già ad alto rischio
ambientale, come quello di Augusta, per non parlare di quello di
Palermo, che avrebbero sicuramente aggravato la situazione
ambientale.
A questo è stato posto fine, the end, a questa procedura, dopo che
precedentemente si erano costituiti gli Ato, che hanno generato un
miliardo e ottocento milioni di debiti, in tutta la Sicilia. Dei 27
Ato, quelli che sono partiti, sono stati fortunati solo quelli che
non hanno fatto partire questo iter, ma quelli che sono partiti
hanno prodotto debito di un miliardo e ottocento milioni.
L'altro business catastrofico sarebbe stato quello dei
termovalorizzatori. Per ritornare al problema dell'eolico,
assessore, contemporaneamente alla procedura che deve andare avanti
- perché, se hanno i pareri favorevoli, c'è una istruttoria e,
dunque, la fine del percorso sarebbe la convocazione della
Conferenza dei Servizi ma, contemporaneamente, il Governo e
quest'Assemblea, con mozioni, con un disegno di legge, devono fare
un percorso parallelo a questo iter delle pratiche che ancora
giacciono presso l'Assessorato per l'energia, cioè a dire il
percorso di valutare e fare una fotografia sull'attuale rete di
trasporto della Sicilia; dobbiamo censire quelli che sono gli
impianti presenti in Sicilia, con l'effettiva potenza impegnata e
tutta la rete di trasporto che deve ricevere questa energia.
Alla rete di trasporto, se non fosse stato anche il Governo
precedente, quando ha autorizzato il raddoppio del cavo sullo
Stretto, si sarebbe già posto fine, poiché trattatasi di intervento
necessario, prioritario.
Oggi, dobbiamo avere una fotografia di ciò che si può autorizzare,
fermo restando che dobbiamo privilegiare, anche in questo caso, la
procedura per agevolare la piccola e media impresa.
Dobbiamo agevolare il mini eolico, anziché i grandi impianti di
eolici. Oggi, mi dicono che ci sono impianti che arrivano anche a
cinque megawatt, per cui questa procedura deve essere accelerata in
modo tale da individuare le aree e poi individuare, da parte del
Governo, le aree già preposte a questo tipo di intervento.
Voi mi insegnate che lì ci vuole uno studio particolare, dai
venti, ai sei e otto metri, secondo, dove la velocità scende da
questi parametri e diventerebbe antieconomico, per cui la Regione
stessa, a mio avviso, con degli studi o dando qualche incarico
all'Università, per garantire e porre in essere quelle che sono le
aree dedicate a questo tipo di intervento.
Se questo non avvenisse, assessore, non faremmo altro che produrre
contenzioso negli anni sommato a quello già esistente.
L'eolico, in Sicilia, è stato un altro grosso business perché, in
Sicilia è successo ciò che forse non è accaduto in nessun'altra
parte del mondo, in quanto, dapprima, abbiamo finanziato molte
aziende al 50 per cento dalla realizzazione degli impianti, poi,
hanno ricevuto quelli che sono, hanno incassato i certificati
vecchi, per cui un doppio finanziamento, un triplo finanziamento.
Per passare poi - e finisco - a quello che è il fotovoltaico.
Anche lì, Assessore, penso che i tempi siano maturi per una
rivisitazione del piano energetico perché tutti sappiamo benissimo
che ormai questo settore, il fotovoltaico, è un intervento non
molto economico da realizzare, solo perché per il consumo sul posto
diventa accessibile, perché il primo, il secondo, il terzo, il
quarto fino al quinto conto energia abbiamo saturato, ormai il
tornaconto è residuale per cui nessuno, a parte il termodinamico
che diventa un altro intervento, infatti da qui a poco sarà posto
in essere anche il problema del termodinamico; superato, infatti,
il problema del fotovoltaico che ormai diventa un intervento
antieconomico avremo, nei prossimi mesi, il problema legato al
termodinamico, ci sarà un proliferarsi di questi impianti; già
presso il suo Assessorato, presso l'Assessorato al territorio si
individuano già le prime istanze di questi tipi di impianti perché
il tornaconto è alto rispetto al fotovoltaico.
Per cui, anche in questo caso, cercare di accelerare con il piano
energetico gli interventi da realizzare per lo scambio sul posto in
maniera tale da agevolare le nostre aziende che pagano l'energia
nonostante la produzione; nonostante siamo all'interno dei
parametri europei paghiamo ancora l'energia il 30 per cento in più
rispetto al resto d'Italia, ad altre aree e ad altri Stati.
Per cui, sostanzialmente, questo intervento, l'intervento della
rivisitazione del piano energetico ci porterebbe così a chiudere
questo annoso problema legato all'eolico e limitare ciò che può
essere anche un nuovo evento cioè dire quello del termodinamico,
perché da qui a poco scoppierà anche quest'altro problema legato
all'invasione e cosi come è stato sfruttato per il fotovoltaico
arriveranno ora gli interventi del termodinamico.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo. Ne ha
facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
vorrei ringraziare l'Assessore per la completezza e la precisione
con cui ha esposto le risposte alle interpellanze che sono state
anche presentate dal nostro Gruppo e che vedevano nella vicenda del
servizio il tema centrale da affrontare.
Poi, ringrazio l'Assessore - e lo ringrazio più che da
rappresentante del partito I Siciliani o da deputato regionale, da
siciliano, da giovane siciliano - perché vede, oggi, lei, dinanzi
ad un Aula - possiamo anche dirlo un po' distratta, che si occupa
di queste vicende politiche nazionali se così possono essere
definite - ha aperto uno squarcio importante, per non dire storico
su quella che è una vicenda che pian piano verrà enucleata ed
approfondita certamente negli anni e che ha colpito al cuore
l'andamento democratico e delle istituzioni di questa Regione.
Perché vede trattare ciò che è accaduto in questi anni, in merito
all'Agenzia acqua e rifiuti, in merito alla più grande gara ed
opera infrastrutturale che andava realizzata in Sicilia nella sua
storia, che riguardava un appalto da 4 miliardi di euro più, poi,
la gestione dei rifiuti che andavano bruciati per vent'anni e
quant'altro e il coraggio che lei ha avuto, Assessore,
nell'affermare anche quelle società, che una sentenza del TAR ha
dichiarato come organizzate per mezzo di una sorta di
organizzazione, appunto, che consentisse una gara già scritta e
che vedeva in gruppi che sono di interesse nazionale ed
internazionale trovare il solito nido fecondo nella Sicilia dove
poter annidare il peggior malaffare ed il peggior sfruttamento di
questo nostro popolo perpetrato negli anni in tante vicende che
riguardano questa storia apre uno squarcio fondamentale.
E vede, Assessore, chi ha voluto e vorrà approfondire ciò che è
accaduto negli ultimi anni in questa Regione lo potrà anche fare
grazie alle sue dichiarazioni, perché se lei ha fatto i nomi di
grossi gruppi nazionali, se lei ha fatto nomi di grossi gruppi che
hanno in quotidiani nazionali grosse partecipazioni e se rinveniamo
in questo tavolino che si venne a creare di fatto le ragioni che
hanno portato alla fine di una esperienza politica dentro e fuori
da questo Parlamento, ebbene ci rendiamo conto che gli insulti, le
denigrazioni, le strumentali posizioni che sono state tenute erano
legati a fatti che non hanno niente a che vedere con la politica e
con l'andamento democratico della vita della Regione siciliana.
Che poi, vede, è la storia che si ripete, la storia di una Regione
che subisce e patisce molto spesso l'organizzazione di gruppi che
vengono dal nord e che non sono mafiosi nel vero senso della
parola, così come il Codice penale magari descrive, ma che lo sono
nei comportamenti e nella gestione delle risorse pubbliche
siciliane e che volevano imporre, in questa Regione, un sistema di
vita che una politica coraggiosa ha smembrato e devastato a
beneficio di tutti i siciliani e lo dico soprattutto dei giovani
siciliani che avrebbero pagato per i prossimi vent'anni la
porcheria' che era stata messa su da questi signori.
Quindi, la ringrazio innanzitutto Assessore perché ha consentito e
consente con il suo coraggio di potere aprire la riflessione che
possa far riallacciare tutti i discorsi che sono stati effettuati
in questi anni e, poi, Assessore, le parlo delle vicende delle
Conferenze di servizio.
Noi abbiamo presentato una mozione che, per motivi tecnici che
ancora sono in parte ignoti, non è oggi all'ordine del giorno,
comunque, è diventato un ordine del giorno e su questo abbiamo
trovato dei dubbi che abbiamo espresso in questa mozione che
brevemente vorrei riportarle.
Noi, su questa vicenda, tracciamo un prima e un dopo, un passato e
poi un presente che andava creato. Quando lei ha fatto prima
riferimento al pregresso del 2003, poi ha parlato di autorizzazione
unica, quello che è avvenuto dopo e, poi, giustamente si è discusso
di un percorso che si è avviato in questa Regione che è stato un
percorso anch'esso coraggioso e non privo di ostacoli, perché si
poteva benissimo dire: Bene, continuiamo a spandere impianti
eolici sul territorio siciliano tanto non ci sono problemi e,
invece, no, si è deciso di avviare riprendendo e recependo quel
decreto ministeriale del settembre 2010 le ragioni che vedevano una
politica che assumesse un regolamento ed un decreto del Presidente
della Regione che potesse limitare, per mezzo della zonizzazione
delle aree idonee o non idonee, questa fase.
Proprio lì e proprio alla fine di questo iter normativo di
formazione secondaria, soprattutto, preciso e puntuale è mancato
l'ultimo passaggio che era quello che a luglio del 2012, con il
decreto del Presidente della Regione, seguiva la Commissione che
doveva stabilire le aree idonee e non idonee.
Bene, la domanda centrale che ci poniamo è: Perché questa
Commissione non si è riunita ? E, vede, tutto qui è il discorso.
Perché l'Assessorato energia ha indetto le Conferenze dei servizi
prima che queste aree idonee e non idonee fossero stabilite dalla
Commissione?
Altra domanda centrale nella discussione e che riafferma
l'insensatezza di quella convocazione della Conferenza dei
servizi, mi permetta, anche perché veda nell'allegato precedente
all'allegato c) famoso vi sono delle puntuali indicazioni che
devono avere le istanze già presentate negli anni precedenti; mi
riferisco all'articolo 4, alla lettera A), che parla di
Attestazioni di Istituti di credito o Società a tale scopo
abilitate ai sensi degli articoli 105 e 106 del Decreto
legislativo, di disponibilità a finanziare iniziative e la
sussistenza in capo al richiedente delle capacità organizzative e
finanziarie per il suo sviluppo che ci risulta forse non esserci.
Alla lettera C): Dichiarazione con la quale il richiedente assume
nei confronti dell'Amministrazione l'obbligo della realizzazione
diretta , attenzione diretta, non società veicolo, sviluppatori
cosiddetti dell'impianto fino alla fase dell'avvio dello stesso .
Tutte queste norme, più le normative antimafia poi contenute, sono
tutte intervenute nel luglio del 2012, quindi, la domanda che,
innanzitutto, le poniamo è: Queste prescrizioni sono presenti
all'interno di queste istanze mandate in Conferenza dei servizi?
E' una domanda naturalmente retorica E poi le chiediamo,
Assessore, anche alla luce dell'articolo 17 prima, e 18 dopo, del
Regolamento, allegato C) famoso, dove si dice che: la
documentazione elencata al precedente articolo.. - il 17 -
...ferme restando le documentazioni imposte dalle normative di
settore - quelle anche precedentemente elencate - è considerata
contenuto minimo dell'istanza ai fini della sua procedibilità .
La confusione che si è venuta a creare penso sia determinata da
questo.
Dire che c'è stato un pregresso, certamente, che è un errore
perché l'inerzia, soprattutto oggi, dai tribunali amministrativi
viene considerata, in ogni caso, una responsabilità da parte della
Pubblica Amministrazione, non vi è dubbio. Ma dire, allo stesso
modo, che queste norme, questo iter di normazione secondaria non
valga o che non sia stato fatto, non è corretto, così come è giusto
e lei lo ha fatto, ci risulta che già la cartografia di queste aree
idonee e non idonee è presente, vada sviluppata la valutazione
conseguente dell'Assessore per il territorio dovrà essere prodotta
e richiederà tempo, quindi, chiediamo che questo iter prosegua,
prosegua nella forma più naturale e giusta che vi sia, senza avere
il fardello o la spada di Damocle del Tribunale amministrativo.
Noi non dobbiamo avere paura di questo, anzi, dobbiamo essere
ancora più sicuri che ciò che abbiamo imposto con queste norme, con
questi atti normativi secondari, abbia un valore importante.
Vedete, poi, la riflessione che faccio è anche una riflessione di
tutela del territorio, che lei, giustamente, ha anche,
precedentemente, affermato nella risposta che è una delle
competenze esclusive in base all'articolo 117, in capo allo Stato.
Ma, vede, anche alcune sentenze della Corte Costituzionale recenti
affermano che, di fatto, una maggiore protezione dell'ambiente
viene tollerata anche dalla competenza esclusiva. Quindi, ciò che
alle regioni non è certamente consentito è quello di ridurre gli
spazi di protezione, ma non di aggiungerli e, in questo caso,
questa è la direzione che dobbiamo ottenere.
Mi si consenta, infine, l'ultima riflessione, anche se ne ho delle
altre, che riguarda la potenza installata in Sicilia in questo
momento. E' una riflessione di carattere prima tecnico e poi
politico.
Tecnico perché? Perché lo si è detto più volte: andare a
realizzare impianti eolici, oggi, è una truffa, perché Terna che
gestisce la rete di trasporto dell'energia dichiara in diverse
lettere pervenute anche all'Assessorato dell'energia degli anni
precedenti che non sa dove mettere questa energia, deve
autorizzarla perché la normativa comunitaria lo impone, ma non sa
dove metterla. Ciò crea o un black-out o il fatto che qualche
impianto autorizzato e che riceve contributi non funzioni, il che
crea una situazione un po' paradossale, se possiamo definirla così.
L'ultima riflessione di linea politica la faccio a lei, Assessore:
io voglio una Regione che dopo anni di violenze ad opera di
petrolieri, di raffinerie che hanno installato, in Sicilia, la
vergogna e lo stupro del territorio, dinanzi a 3300 mega tra
energia eolica, fotovoltaica, di biomassa, instaurata in questa
Regione, che potrebbe fornire qualcosa come tre milioni di persone,
una volta per tutte dica che non dobbiamo più mandare fuori energie
ma che siamo autonomi dal punto di vista energetico. L'energia la
facciano altrove.
Assessore, quindi, abbia la forza politica di rivendicare la
posizione di questa Regione che ha già dato dal punto di vista del
sacrificio del territorio e che ora invita lo Stato italiano ad
andare a produrre l'energia altrove.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, due cose mi preme sottolineare:
quest'Aula oggi è stata molta attenta e l'abbiamo visto anche dagli
interventi puntuali ed anche dal tempo impiegato, come il suo del
resto, perché chiaramente l'argomento è molto importante.
Quest'Aula oggi è molto attenta a ciò che succede durante i lavori.
Per quanto riguarda, invece, il suo dubbio, abbiamo potuto appurare
che la sua mozione non era stata inserita all'ordine del giorno
perché presentata quasi a cavallo, diciamo così, alla chiusura
dei lavori d'Aula, per cui fu presentata e poi arrivò agli uffici
un po' dopo e per questo era stata messa da parte; non c'è stato
alcun errore, è stato soltanto un problema di tempistica, però,
come vede, con l'ordine del giorno da lei presentato abbiamo
recuperato, questo per fare un po' di chiarezza. Detto ciò
proseguiamo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, credo
che non mi attarderò nel dibattito, nelle considerazioni perché i
colleghi che mi hanno preceduto hanno, in maniera chiara e anche
netta, descritto la situazione in Sicilia oggi ma, al contempo,
hanno anche evidenziato una condizione che rischia di creare
notevole confusione.
Abbiamo ascoltato, sia mercoledì scorso che oggi, l'Assessore,
replicare e rispondere alla mozione presentata dall'onorevole
Cracolici che tende a bloccare, di fatto, ogni tipo di concessione
relativamente agli impianti eolici in Sicilia per tutte le
motivazioni che i colleghi che mi hanno preceduto hanno testé
illustrato e, la risposta dell'Assessore, anche stasera, non è
stata in maniera altrettanto chiara, cioè l'Assessore ha dato
ragione su alcuni aspetti ma, altrettanto, ha difeso le procedure
amministrative e l'obbligatorietà amministrativa di alcune
procedure facendo riferimento anche ad alcune vicende dinanzi alla
magistratura ordinaria amministrativa e dinanzi all'imposizione che
l'organo terzo magari ha potuto fare e rivolgere nei confronti
della Regione siciliana.
Ma è chiaro ed è altrettanto vero che, comunque, in Sicilia, nella
Regione siciliana, ancora non abbiamo delle linee guide non abbiamo
recepito le line guide relativamente al decreto ministeriale del 10
settembre del 2010 ed è una notizia che è andata su tutti i
giornali di qualche settimana fa secondo la quale era volontà di
calendarizzare da parte del dirigente di pertinenza all'energia
tutta una serie di programmi tesi al rilascio di concessioni di
impianti eolici, circa mi pare 74 e, comunque, di altre fonti
rinnovabili, fotovoltaico altre 57 autorizzazioni, impianti misti e
così via, non sono qua per dare i numeri perché interessano poco.
Cosa interessa a chi parla, stasera, interessa che dovremmo fare
un attimo di chiarezza ed io ho parlato anche con il Presidente
della IV Commissione legislativa per comprendere se, alla fine, in
Commissione Ambiente' sia mai stata fatta luce o sia mai stata
fatta chiarezza sul piano regionale, se esiste un piano regionale
che possa ad un certo momento pianificare la strategia che la
Regione siciliana vuole adottare in ragione di queste fonti
rinnovabili; quali sono i luoghi, quali sono i contesti, quali sono
i limiti, quali sono i vincoli paesaggistici, quali sono i vincoli
di tutela del nostro patrimonio territoriale e, chiaramente,
dinanzi a queste domande mi pare che non abbiamo avuto risposte
chiare - mi pare l'ha detto anche il presidente Formica -, da un
lato abbiamo il presidente Crocetta che qualche giorno fa ha
dichiarato di essere profondamente contrario all'eolico, dall'altro
lato abbiamo un Assessore che non ha detto più o meno la stessa
cosa e che non è stato così tranciante su questa materia.
Ma attenzione, è legittimo, lo dico senza polemica, cerco di non
addentrarmi eccessivamente su fatti politici perché con tutti i
problemi politici che ,oggi, ha Crocetta con il Partito
Democratico, oggi pare si sia iscritto, il capogruppo Gucciardi
pare non l'abbia ammesso, poi il segretario Lupo abbia posto uno
stop, voglio dire, non scendo in queste polemiche.
Per cui leggo la mozione dell'onorevole Cracolici in senso non
provocatorio per mettere in difficoltà il Governo, ma la leggo nel
senso che questo Parlamento vuole comprendere qual è il piano, qual
è la strategia, qual è la pianificazione sulle fonti rinnovabili
del Governo regionale qua in Sicilia.
E, allora, poiché ancora non vi è stato un incontro in Commissione
Ambiente' e non è una cosa particolarmente edificante questa, cioè
l'Assessore non mi pare che abbia mai relazionato, o il dirigente
Firillo, non mi pare che abbiano mai relazionato in Commissione
Ambiente'.
Allora, è chiaro, noi siamo assolutamente convinti che il
progresso, e vado verso la conclusione, che lo sviluppo non debba
essere bloccato ma, al contempo, vogliamo garantire, salvaguardare
la tutela ambientale, paesaggistica, il nostro patrimonio.
E poiché riteniamo necessario, comunque, fare luce e chiarezza su
alcuni argomenti, su cui non vogliamo entrare, che hanno detto
l'onorevole Di Mauro, l'onorevole Cracolici e così via, e
l'onorevole Musumeci, la settimana scorsa, credo che sia
necessaria, signor Presidente - e qua la preannuncio - la
presentazione di un ordine del giorno per l'istituzione di una
Commissione di indagine e studio sulla materia, per far luce sulle
autorizzazioni che il Governo ha rilasciato nei mesi scorsi, per
comprendere quali e quanti sono i procedimenti amministrativi in
atto, quali e quante sono le problematiche afferenti che sono state
anche riportate ed assegnate alla magistratura ordinaria, perché mi
pare anche di questo si è parlato.
E, allora, vorremmo fare chiarezza e per fare chiarezza, poiché il
Governo regionale non ha sentito mai il dovere di andare in
Commissione legislativa a riferire, ebbene, è arrivato il momento
di istituire una Commissione che possa in maniera puntuale,
attenta, specifica, senza speculazioni, ma perché sia di aiuto
all'attività di un Governo che, oggi, non si trova maggioranza
nemmeno in questa Aula con i partiti della stessa coalizione;
crediamo che sia necessario fare chiarezza, riportare serenità su
una materia che potrebbe avere anche degli strascichi che
potrebbero esulare da quest'Aula.
Allora, poiché vogliamo ricondurre tutto nel dibattito
parlamentare, poiché i parlamentari ed i deputati regionali hanno
il diritto-dovere di conoscere, capire, comprendere ciò che succede
nei processi amministrativi della Regione siciliana, chiediamo, e
presenterò da qui a qualche momento un ordine del giorno teso
all'istituzione di una Commissione di inchiesta, di indagine sulle
fonti rinnovabili e, specificatamente, sull'eolico in Sicilia.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Per fatto personale
FORMICA. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Ciò che ha citato l'onorevole Falcone
sull'interpretazione da dare all'operato dell'assessore Marino,
ebbene devo ricordare all'onorevole Falcone, che non ha capito
bene, io dicevo esattamente il contrario di ciò che dice lui, che
le risposte sono state chiare da parte dell'azione dell'Assessore.
Solo per chi non vuol capire
PRESIDENTE. La ringrazio per questo chiarimento.
interpellanza n. 104
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende il seguito della discussione unificata della mozione
numero 179 Iniziative per porre fine alla realizzazione di
impianti eolici in Sicilia e dell'interpellanza numero 104
Chiarimenti urgenti circa la realizzazione di impianti di energia
alternativa
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione unificata della
mozione numero 179 Iniziative per porre fine alla realizzazione di
impianti eolici in Sicilia e dell'interpellanza numero 104
Chiarimenti urgenti circa la realizzazione di impianti di energia
alternativa
E' iscritto a parlare l'onorevole Gianni. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,
francamente non ho capito di cosa abbiamo parlato.
Mi ricordo che qualche tempo fa è stato firmato il protocollo di
Kyoto, che prevedeva che entro il 2020 dovesse esserci una
riduzione del 20 per cento di inquinamento atmosferico e la
produzione del 20 per cento di energia alternativa.
Stasera mi pare che qui si stia producendo una causa contro
l'eolico, come se le altre fonti di energia alternativa fossero
cose serie e l'eolico invece no. Perché dietro l'eolico c'è la
mafia - ormai è certo - dietro il fotovoltaico, il termodinamico e
tutte le altre fonti di energia alternativa non c'è nulla.
Intanto, partendo dal protocollo di Kyoto, andiamo a vedere che in
tutta Europa ci sono migliaia di pale eoliche ed in Sicilia -
abbiamo chiesto più volte, abbiamo fatto tutto quello che dovevamo
fare per quanto riguarda l'elettrodotto Sicilia-Calabria, per
quanto riguarda il nuovo impianto che doveva essere quasi
un'autostrada dell'energia in Sicilia, perché è vero l'energia
prodotta, non solo quella dell'eolico, ma anche tutte le altre
energie prodotte, a volte, non possono essere inserite, perché
quella esistente è un'autostrada ad un'unica corsia. L'energia o
entra o esce. Ed è il motivo per cui alla Terna abbiamo aiutato a
fare questa operazione, l'impianto che va da Rizziconi, Priolo-
Palermo-Rizziconi, doveva servire a creare le condizioni per
produrre energia per noi e per il resto del Paese.
Nel tempo abbiamo subito, senza ricevere niente in cambio - e qui
è vero ciò che ha detto il collega che mi ha preceduto -
l'insediamento di impianti di raffinazione.
Abbiamo fatto una battaglia, che è datata circa 30 anni, per
cercare di avere la benzina ad un prezzo inferiore, per avere una
percentuale del guadagno e non è servito a niente. I grandi gruppi
economici - nazionali e internazionali - d'intesa col Governo
nazionale, hanno sfruttato il territorio, lo hanno inquinato e se
ne sono andati.
E non è di oggi il piano di risanamento ambientale, è del 1984,
epoca in cui, personalmente, insieme alle Università, feci questo
piano di risanamento ambientale.
Oggi, non parlo dei termovalorizzatori, quelli vanno per i fatti
loro; la Procura, la Corte dei Conti, il TAR e quanti altri
indagano.
Secondo me, lei Assessore, ha fatto bene ad andare avanti con il
lavoro che non può fermare, perché la volontà politica non è legge
La volontà politica diventa legge quando fa la proposta
legislativa, viene approvata e si creano le condizioni.
Io penso che lei debba, invece, forzare la Terna per fare quel
lavoro che ci serve per evitare di perdere l'energia che ci costa
tanto, a noi ed a tanti commercianti. Deve ricontrattare il costo
dell'energia con l'Enel e con quanti si occupano di energia perché
paghiamo un mare di soldi: se lei va a vedere la sua bolletta
dell'Enel, vedrà che c'è una quota che è riservata a pagare il
rinnovo e la nuova installazione di reti elettriche nel Nord
Italia.
Io sono per farle, ci mancherebbe altro, però, sono anche per
avere in cambio una diminuzione del costo dell'energia, una
diminuzione del costo della benzina, una serie di cose.
Perché comunque, caro Assessore e caro governo Crocetta, dobbiamo
sapere cosa dobbiamo fare, perché se le pale eoliche sono in tutta
Europa, non è servito fare fallire una serie di aziende in Sicilia,
come quella che abbiamo in provincia di Siracusa e che ha mandato a
casa 680 persone, perché non dovevano produrre più pale eoliche.
La stessa cosa non �� stato fatto per il fotovoltaico o per altre
cose.
E allora cosa faremo? Quando cominceremo a parlare di sistema di
sharing, questo nuovo sistema termodinamico che potrebbe diventare
un momento importante, cosa facciamo non lo facciamo perché sono
pale che poi danno fastidio all'occhio.
Io ricordo che nella Commissione, che si occupa di autorizzare le
pale, il fotovoltaico e quant'altro, c'è anche la presenza della
Soprintendenza, che quando la cosa non va bene, dal punto di vista
paesaggistico o da altri punti di vista, la boccia.
Abbiamo fatto il Piano energetico ed ambientale col primo Governo
Lombardo, i consulenti del governatore Lombardo dopo qualche giorno
lo hanno cambiato, non dopo qualche mese, dopo qualche giorno, ed
essendo un piano e non una legge, poteva essere cambiata in
qualunque momento, poi noi siamo usciti dal Governo e non so
quello che è successo, so soltanto che, intanto, abbiamo perso
tante occasioni, tanti posti di lavoro, si è aperta una guerra che
ha una sua lettura, che non è quella del bisogno o delle necessità
o di fare gli interessi dei siciliani, chissà cosa c'è dietro tutto
questo ambaradan.
Certo, prima o poi la Corte dei Conti ci chiama e anche
quest'Aula, che non ha l'immunità, così come le Commissioni,
qualche giorno fa la Commissione, qualche mese fa la Commissione
Sanità, qualche giorno fa altre Commissioni, sono stati chiamati
dalla Corte dei Conti a rendere conto del loro operato, quindi, non
c'è qui, perché non c'è più da parecchio, caro onorevole Cracolici,
la politica, non c'è, da tanto tempo non c'è la politica.
Qui mi ricordo che già il Governatore Cuffaro cominciò con gli
assessori tecnici, poi cominciammo ad avere una serie di interventi
che sono serviti semplicemente a rottamare la politica che non è
più in grado di essere politica, non ci sono decisioni politiche se
non attraverso atti che sono atti legislativi qui e a Roma.
Siamo in un momento in cui dobbiamo decidere quale è la sorte di
questa Regione: dobbiamo creare i posti di lavoro, dobbiamo creare
l'energia alternativa, se non è quella eolica sarà un'altra, quale
mini, alto, basso, mi pare che siamo alla lana caprina.
Io credo che un piano questa Assemblea, attraverso le sue
Commissioni, può valutare insieme al Governo, qualunque esso sia,
quale deve essere il progetto, il futuro di questa Regione, ma il
problema più grave assessore è quando noi non riusciamo ad essere
in grado di forzare la mano per quello che ci spetta, non abbiamo
l'autorevolezza né l'autorità di far pagare a chi ci ha inquinato
in questi quarant'anni, cioè il piano di risanamento ambientale,
che è messo lì da parte, giocano con la zona franca e con il
credito d'imposta per non farci stare meglio, c'è il tentativo di
far diventare questa Regione siciliana una regione di rivoluzionari
non a parole o politici, ma rivoluzionari perché hanno bisogno del
pane.
Noi dobbiamo vedere come fare a trovare la capacità del confronto
col Governo nazionale e con la Comunità Europea, come qualche
giorno fa, qualche mese fa, qualche anno fa, quando ho detto che il
Ciapi di Priolo con il Ciapi di Palermo, allora, dovevano diventare
quelli che dovevano costruire la piattaforma di formazione per il
Mediterraneo e fare un accordo con l'Europa ed i Paesi frontalieri.
L'abbiamo detto qualche anno fa, così come qualche anno fa abbiamo
fatto il piano di risanamento ambientale.
Io credo che lei faccia bene ad evitare di andare incontro
all'omissione di atti d'ufficio o all'abuso di potere, portando
avanti quello che le leggi attuali le obbligano di fare. Io sono
convinto che lei debba chiamare la Terna qui ed obbligarla a fare
gli interventi, debba fare un piano di zonizzazione insieme alla
Soprintendenza Beni Culturali, insieme a questa Assemblea,
dopodiché credo che il fotovoltaico, l'eolico, oggi il
termodinamico quello che c'è, domani il termodinamico che ha questo
sistema di Shearling possano essere il futuro di questa Regione,
far lavorare un pò di gente, produrre un po' di energia
alternativa, ridurre l'inquinamento e dare qualche speranza ai
siciliani
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare l'assessore Marino per
replicare sugli interventi.
MARINO, assessore all'energia e ai servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, onorevoli deputati, io sarò assolutamente breve,
ma intransigente su quello che finora io ho detto perché da qualche
intervento mi è di capire che non sono riuscito a spiegarmi e
questo mi preoccupa perché l'intervento, fortunatamente, l'ho
preparato per iscritto e, quindi, alcune cose in qualche modo
resteranno e che sono state dette proprio in occasione della scorsa
seduta.
Il Governo Crocetta politicamente non vuole l'eolico, l'assessore
Marino fa parte del Governo Crocetta e non vuole l'eolico, questo
sia ben chiaro nessuno può dire una cosa diversa perché io non ho
detto una cosa diversa, il metodo per conseguire questa limitazione
che l'orientamento politico legittimo che passa, innanzitutto, per
la tutela del territorio è assolutamente diverso.
Noi paghiamo i ritardi gravissimi, onorevole Di Mauro, ritardi
gravissimi dovuti a mille contingenze della politica energetica e
che hanno riguardato lo scorso Governo.
Il decreto ministeriale 2010, lo ricordate, poi non so lei era
presente nella seduta antecedente a questa, però troverà per
iscritto appunto quella parte che riguarda la ricostruzione della
normativa dello Stato e come si inserisce poi o deve inserirsi la
normativa regionale. Dal 2010 si passa 2012, onorevole Di Mauro,
non me ne dolga cosa c'entra il Governo Crocetta in questo?
E un altro luogo comune deve essere in qualche modo superato: lei
ha parlato dell'intervento di Terna e dei limiti che Terna aveva
dato, ma guardi che con gli stessi limiti in Conferenza di servizi
Terna mica li ha ribaditi, non solo non li ha ribaditi, ma quello
che diceva il decreto ministeriale 2010 è stato superato dal
decreto ministeriale di burden sharing e, quindi, il discorso
dei limiti e qua dobbiamo intenderci su un punto essenziale perché
credo ci sia una confusione sui limit o gli obiettivi raggiunti,
una confusione che sicuramente mi appartiene e che io cerco di
scongiurare almeno per quanto mi riguarda
Noi come Regione siciliana, secondo burden sharing , abbiamo
l'obiettivo, entro il 2020, di conseguire il 15,9% di riduzione dei
consumi energetici, il 15,9% di aumento di energie rinnovabili, la
riduzione di CO2 del 15,9%. Questi obiettivi li puoi raggiungere in
maniera composita.
E' vero che per quanto riguarda l'energia elettrica le fonti
rinnovabili hanno conseguito l'obiettivo, ma senza le fonti
rinnovabili gli altri obiettivi, che sono complessivi, non li puoi
mai raggiungere, siano esse fonti provenienti da eolico, da
fotovoltaico o da altro, attenzione
Non significa, quindi, che se sotto il profilo del raggiungimento
delle necessità di rete del 15,9% abbiamo raggiunto l'obiettivo,
noi smettiamo con le energie rinnovabili, che poi non riguarda
l'eolico, riguarda tutte le energie rinnovabili, significa che
possiamo utilizzare le energie rinnovabili per conseguire gli
altri obiettivi che abbiamo l'obbligo e non la facoltà di
raggiungerle
E lì condivido quello che diceva l'onorevole Gianni, se dobbiamo
fare politica andiamocela a vedere con lo Stato o con la Comunità
europea che ci impone questo limite
Quindi non fraintendiamo assolutamente, tant'è vero che io nel
provvedimento che ho proposto alla Giunta metto limitatamente
all'eolico, per quella parte che riguarda l'energia elettrica il
raggiungimento degli obiettivi, ma con un significato limitato non
sul raggiungimento degli obiettivi complessivi che abbiamo
l'obbligo di conseguire Attenzione non la facoltà, l'obbligo, pena
la condanna dell'Italia e la Regione a caduta se non raggiunge gli
obiettivi che sono stati prefigurati dallo Stato italiano per la
Regione Sicilia.
Non facciamo confusione, quindi, questo discorso che riguarda
Terna non può andare così e vi prego i ritardi del piano
energetico, di quello che andava fatto non può pagarli questo
Governo con l'accusa di non aver fatto quello che andava fatto,
perché anche qui sulla mozione io voglio essere assolutamente
chiaro perché io voglio capire cosa si vota in questa mozione.
Il Governo Crocetta dice sostanzialmente: no all'eolico secondo
l'orientamento politico, non può bloccare le Conferenze dei servizi
e mi pare che l'onorevole Cracolici ha convenuto sotto questo
profilo, non ha rilasciato nessuna autorizzazione nonostante le
Conferenze dei servizi espletate non è stata rilasciata nessuna
autorizzazione.
Come e perché? Perché nel frattempo era andato avanti sul piano,
andato avanti il Governo Crocetta, ma non perché c'era la mozione,
perché già l'ha fatto da prima, dalla primavera scorsa di
costituire la commissione che, correttamente, lo scorso Governo
aveva prefigurato, ma che, chiaramente, poi si è interrotta
l'attività sotto quel profilo, quindi non poteva operare quella
Commissione. L'ha costituita il Governo Crocetta, è andata avanti
sulle zone idonee e non idonee.
Attenzione, il problema della sostenibilità della rete viene
inserito nelle zone idonee e non idonee. Io, fra l'altro, avevo
fatto un altro intervento, un altro comunicato - questo molto più
tecnico - che riguardava anche questo aspetto dove puoi
intervenire per limitare.
Attenzione che questo sarà un passaggio, però, delicato perché la
sostenibilità della rete, che entra come vincolo, non è che
giuridicamente è detto che ci passi in maniera assoluta, non è
detto che ci passi, ma ci proviamo a farlo passare perché questo è
il nostro orientamento.
Con burden sharing , nel caso in cui l'immissione in rete è
satura, la sospensione della autorizzazioni può essere, anzi non è
l'interruzione delle autorizzazioni, la sospensione delle
autorizzazioni per mesi otto, stabilita dal decreto ministeriale
del 2012. Quindi, è superato quello che diceva il decreto
ministeriale del 2010 sotto questo profili, ecco perché non l' ho
affrontato nella prima parte.
Io neanche sotto questo profilo posso, tout court , dire non ti
autorizzo , posso dire ti sospendo l'autorizzazione se c'è un
problema di immissione in rete.
Quindi, ho la grande preoccupazione che ci sia, anche da parte
mia, sicuramente, un po' di confusione in alcuni concetti., però,
io non ho capito cosa votiamo in questa mozione, perché io sto
ponendo in essere, come Governo, tutte le azioni poste in essere
per bloccare l'eolico arrivando a quella possibilità, di corretta
valutazione, che le zone idonee e non idonee, e il piano è stato
già fatto, ci può dare. Nel contempo, non posso bloccare le
conferenze di servizio; non ho rilasciato autorizzazioni; ho
bloccato, con una delibera di giunta, con una mia direttiva,
l'operatività, per un tempo strettamente limitato, attenzione,
perché oltre questo non posso andare, in modo da far rivalutare
anche i pareri favorevoli dati, ma cos'altro deve fare il Governo
Crocetta? Ditemelo cos'altro deve fare e cosa non ha fatto chi ci
ha preceduto per le ragioni più varie, attenzione, dovute a ragioni
politiche, alla caduta del Governo, a quello che si è venuto a
determinare nella maggioranza, non ha importanza, ma il fine di
quel Governo era bloccare l'eolico, non l'ha bloccato quel Governo,
noi abbiamo ritirato quella situazione, abbiamo posto in essere
tutte le uniche azioni che era possibile porre in essere per
tutelare il territorio ed io non ho capito cosa votiamo in questa
mozione. Che il Governo ha fatto le Conferenze di servizio? Che
Pirillo ha fatto un nuovo ordine? Stiamo votando questo o stiamo
votando la corretta azione del Governo Crocetta sotto questo
profilo?
Perché io non posso consentire che si dica che il Governo
Crocetta non ha fatto le uniche azioni doverose che andavano fatte,
forse si poteva fare anche di più, non lo so, ma certamente abbiamo
fatto quello che nel passato non è stato mai fatto
Quindi, cosa stiamo votando, che il Governo Crocetta da un lato,
politicamente, dice no all'eolico , dall'altro lato fa le azioni
per autorizzare l'eolico? Noi non abbiamo autorizzato assolutamente
nulla E arriveremo a bloccare, nel merito, le valutazioni, non con
presupposti formali che sono assolutamente inconducenti, anzi sono
la causa di quello che noi abbiamo ereditato, di ritardo
nell'adottare un'azione coerente della tutela del nostro
Territorio.
Sia con l'eolico, sia con altre energie rinnovabili, le uniche
azioni le ha poste in essere questo Governo, non ce ne sono altre:
quindi, io non so cosa si vota in questa mozione.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- 179.1, dall'onorevole Musumeci;
- 179.2, dagli onorevoli Palmeri e Siragusa;
- 179.3, dall'onorevole Cancelleri;
- 179.4, dagli onorevoli D'Asero, Falcone, Assenza, Alongi e
Fontana.
Si passa all'emendamento 179.1: Emendamento aggiuntivo alla
mozione 179: dopo la parola paesaggio aggiungere inoltrare alla
Procura della Repubblica di Palermo, gli atti istruttori delle
autorizzazioni alla realizzazione dei parchi eolici.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a proposito di
questo emendamento, appariva chiaro nel corso del mio intervento la
volta scorsa, in relazione anche alle cose dette dall'assessore
Marino, che il proposito era quello di sottoporre al vaglio della
Magistratura ogni atto propedeutico al rilascio di autorizzazione,
perché nella fase istruttoria che si configura, laddove si
configura, l'ipotesi di connivenza fra poteri imprenditoriali,
poteri politici o burocratici e, se ci sono, poteri mafiosi.
Quindi, l'inoltro alle Procure della Repubblica di Sicilia, non
certo solo quella di Palermo, può avere un obiettivo, quello di
rassegnare, per le competenze che attendono la Magistratura penale,
consegnare il materiale cartaceo, necessario a individuare ipotesi
di reato.
Dopo l'intervento dell'assessore Marino, mi è sembrato anche
doveroso, aggiungere a quell'emendamento una sorta di sub
emendamento, nel senso che, è solo un'intesa verbale che non
abbiamo formalizzato, ma possiamo qui farlo, davanti all'Aula e con
il Governo, se lo ritiene, questa selezione di ipotesi di reato,
potremmo condurla d'intesa con l'assessore al ramo, che sul fronte
della moralizzazione, mi è e ci è sembrato particolarmente
appassionato in occasione di questo interessante e qualificato
dibattito.
La mia non è una iniziativa improntata a bieco giustizialismo, è
soltanto un contributo ulteriore a verificare se negli ultimi anni,
l'attività legata all'eolico in Sicilia sia stata caratterizzata da
ipotesi di connivenza fra potere politico, potere burocratico,
potere imprenditoriale e, ove dovesse esserci, potere mafioso.
E' un emendamento il mio, naturalmente, ad essere emendato se i
colleghi lo ritengono e, comunque, resta inteso che ogni azione
propedeutica all'inoltro dei documenti alle Procure della
Repubblica potrà essere determinata da un lavoro comune fra
l'Assemblea e l'assessore Marino.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
GIANNI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono assolutamente
d'accordo con il presidente Musumeci, quindi, voto favorevolmente
l'emendamento, così com'è, senza alcuna aggiunzione.
Aggiungo, invece, un suggerimento all'assessore, anziché parlare,
se lei vuole modificare il modificabile, basta semplicemente
rivedere il piano. Lei deve raggiungere il 15,9 per cento entro il
2020 lo può fare mettendo il 70 per cento il termodinamico, il 20
per cento di quello e il 5 per cento l'eolico e abbiamo chiuso la
partita.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento 179.1,
tenendo conto delle indicazioni dell'onorevole Musumeci. Lo
rileggo: dopo la parola paesaggio', aggiungere la parola
inoltrare alla Procura della Repubblica di Palermo gli atti
istruttori delle autorizzazioni alla realizzazione dei parchi
eolici e aggiungere delle altre Procure, ma è stata una aggiunta,
mettiamo le altre autorità giudiziarie competenti . Lo riteniamo
già fatto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
MARINO, assessore all'energia e ai servizi di pubblica utilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 179.3 a firma dell'onorevole Cancelleri
fra le parole eolici' e alla tutela' inserire le parole impianti
fotovoltaico di grande dimensioni ricadenti in aree agricole .
Se l'onorevole Cancelleri non è presente, questo emendamento è
decaduto.
Lo fanno proprio gli onorevoli Di Mauro, Formica, Leanza, Palmeri
e Vinciullo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Formica per illustrarlo.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ha una grande
logica quell'emendamento perché è paradossale che da tre ore e da
giorni facciamo un dibattito sull'attività posta in essere
dall'assessore in merito alla regolamentazione, allo stop rispetto
all'eolico che tutti siamo d'accordo di non volere proseguire e poi
chiudiamo gli occhi su un impianto che, badate bene, si sta
realizzando su una superficie di 243 ettari di terreno agricolo,
243 ettari che è una superficie impressionante e nessuno dice
nulla. Un impianto di 243 ettari che veramente è una superficie
enorme e che verrà totalmente eliminata dalla possibilità di
produzione agricola per una serie infinita di anni, perché i
pannelli posti a meno di un metro dal terreno provocheranno una
sterilizzazione di quel terreno per almeno 10, 15 anni successivi,
quindi, provocando un danno di gran lunga superiore a quello che
qualche autorizzazione, peraltro imposta dalla legge, su qualche
pala eolica può arrecare.
Quindi, lo facciamo nostro ed è coerente quell'emendamento
presentato con una azione di prevenzione del danno ambientale.
GIANNI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
perché desidero sapere se questo emendamento riguarda il
fotovoltaico su serre che si sta costruendo a Gela? Se è quello io
voterò contro, perché sono convinto che non si può fermare quella
operazione non perché sia su terreno e su serre. Siccome quello
serve a produrre per tutto l'anno prodotti agricoli, se è quello io
voterò contro, perché è interrompere un lavoro già autorizzato con
il Presidente della Regione che si è ampiamente manifestato e
questa Regione non può fermare un lavoro già iniziato perché
altrimenti faremmo i conti con la Corte dei Conti.
MALAFARINA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, per
strani scherzi del destino certe volte mi trovo d'accordo con
l'onorevole Gianni e non tanto con l'onorevole Musumeci.
Onorevole Musumeci qua dobbiamo fare i poliziotti e io sarei
quello più titolato in quest'Aula per farlo, ma evidentemente i
tempi cambiano.
Torno indietro di qualche secondo, mi sembra strano che in una
mozione si debba dire a un Assessore, che fra l'altro è un
Procuratore della Repubblica, che in presenza di situazioni debba
mandare le cose alla Procura della Repubblica, mi sembra
pleonastico e superfluo, devo essere sincero.
MUSUMECI. Di quale atto stiamo parlando.
PRESIDENTE. Onorevole Malafarina, stiamo parlando
dell'emendamento 179.3.
MALAFARINA. Si, per carità, in presenza di reati è obbligo di
tutti rimandare indietro. Torniamo a questo emendamento: Impianti
fotovoltaici di grandi dimensioni ricadenti in aree agricole ,
cosa significa onorevole Cancelleri?
Lei dovrebbe illustrarlo per capire se sono insediamenti sul
terreno, su serre, perché se fossero insediamenti su serre io
comincio a sospettare che questi emendamenti non abbiano nulla a
che fare con il problema dell'eolico; comincio a sospettare che sia
contro il Governo sic et simpliciter' per delle attività in
corso e preannuncio già direttamente il mio voto contrario a questo
emendamento perché non solo non si possono bloccare attività già
in corso, non si può ostacolare il futuro, perché su delle serre
che già insistono sul terreno che, chiaramente, sopporta un carico
di plastica di tecnologie diverso, l'aggiunta o non aggiunta di un
pannello fotovoltaico non cambia la vita a quel territorio, ma
produce ricchezza per quel territorio, produce ricchezza per la
catena del caldo, del freddo, produce innovazione tecnologiche,
produce sviluppo, quindi, mi sembra assolutamente strumentale
questo emendamento e come tale voterò contro.
ARANCIO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
riguardo all'emendamento, se l'obiettivo è quello di bloccare
questo insediamento che si deve fare nel territorio di Gela, volevo
comunicare all'Assemblea che su questo intervento si è spesa una
comunità, un consiglio comunale votando la possibilità che a questo
territorio venisse data la possibilità di essere espropriato e
quindi di potere realizzare questo insediamento che è di tipo,
innanzitutto, agricolo e poi dà anche la possibilità di montare
sopra le serre dei pannelli fotovoltaici.
Volevo dire a quest'Aula che questo non è un insediamento che
toglie terreno all'agricoltura, ma anzi restituisce questo
territorio all'agricoltura perché questo è un territorio ad alta
intensità salina, quindi, dove non era possibile fare nessuna
agricoltura, l'insediamento di queste serre permette di dare
questo territorio all'agricoltura e, inoltre, abbiamo la
possibilità di produrre energia.
C'è una grande speranza nel nostro Territorio che in questo
momento ha tanta difficoltà economica e dove la disoccupazione è a
livelli più alti di tutta la Regione siciliana, quindi bloccare
questo tipo di insediamento sarebbe sicuramente un danno enorme per
il territorio gelese.
In linea generale, se parliamo di bloccare nuovi insediamenti, si
può anche essere d'accordo, ma bloccare insediamenti che hanno già
i processi autorizzativi in essere e rappresentano una possibilità
di sviluppo, di rilancio dell'economia, di nuovi posti di lavoro,
mi sembra oltremodo un danno verso il territorio.
Pertanto, vorrei pregare i colleghi che hanno presentato questo
emendamento, alla luce delle considerazioni fin qui fatte, tenuto
conto che molto probabilmente non conoscevano la realtà specifica
di questa situazione, di ritirarlo perché non dà un beneficio, ma
va a determinare danni notevoli.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho fatto mio
l'emendamento dell'onorevole Cancelleri perchè credo che riguardi
gli investimenti che andranno fatti. Quelli che sono già in corso,
ovviamente, non potranno essere revocati perchè trattasi di
contratti già in essere e soprattutto non credo che ci sia un
amministratore o un uomo di governo che possa assumersi la
responsabilità di revocare provvedimenti per i quali, comunque, le
ditte hanno assunto mutui, iniziato attività e quant'altro.
La condivisione dell'emendamento dell'onorevole Cancelleri
riguarda i provvedimenti che il governo dovrà trovarsi sul tavolo e
che riguardano grosse aziende, e trattasi in realtà di attività che
nulla hanno a che vedere con l'agricoltura, ma con fatti
speculativi.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, la ringrazio per aver chiarito
questo aspetto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
entrare nel merito dell'emendamento, se riguarda il passato o il
futuro oppure riguarda le aree o le serre. Voglio soltanto far
rilevare alla Presidenza che una mozione ha dei proponenti ed un
oggetto e, ai sensi dell'articolo 111 del Regolamento interno,
possono essere presentati emendamenti coerenti con l'oggetto della
mozione.
Ora, io non discuto se dobbiamo fare o non fare il fotovoltaico,
però i colleghi che sono eventualmente contro il fotovoltaico,
presentano una mozione con oggetto fotovoltaico .
La mozione n. 179, invece, si riferisce al Iniziative per porre
fine alla realizzazione di impianti eolici in Sicilia , e questo è
l'oggetto all'esame del Parlamento.
Pertanto, ai sensi dell'articolo 111 del Regolamento interno -
ripeto - non possono essere presentati emendamenti che non siano
coerenti con l'oggetto della mozione. E la mozione in discussione
aveva un oggetto specifico, che è l'eolico, poi sul fotovoltaico si
potrebbe aprire un altro capitolo.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, adesso ci consultiamo con gli
Uffici per valutare la sua giusta considerazione. Nel frattempo, ha
facoltà di parlare l'onorevole Cancelleri, firmatario
dell'emendamento.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'ultima
seduta, che ci ha visti intervenire su questa mozione, avevo
chiaramente illustrato quali erano gli intenti degli emendamenti,
rivolti alla proliferazioni di impianti che stanno coprendo intere
porzioni nel nostro territorio anche per estensioni abbastanza
vaste e facevo un cenno, sostanzialmente, ad una battuta: Io non
voglio una centrale da mille kilowatt, ma voglio mille cittadini
che producano un kilowatt a testa ; ovvero l'idea di rete.
Per tale motivo, l'emendamento va in una direzione che è
semplicemente quella di determinare una politica governativa che
non sia più quella di grandi multinazionali che vengono qui a
rubare , materialmente, il nostro sole, il nostro vento e tutte
l'energie rinnovabili che abbiamo a disposizione, intascando il
contributo del conto energia e portando questi capitali
all'estero, dove queste multinazionali risiedono, lasciando a noi,
semplicemente, la bruttezza del paesaggio e l'onere di andare a
smaltire, tra venti, trenta o quarant'anni, i pannelli obsoleti che
andranno a campeggiare sui nostri paesaggi.
C'è anche un ragionamento più ampio da fare. Ogni qualvolta che in
quest'Aula si parla di un problema relativo ad una qualunque zona
della Sicilia, ci dimentichiamo di essere rappresentanti di un
governo regionale, quindi deputati regionali eletti per risolvere
il problema di tutta la Regione, diventando paradossalmente dei
deputati di quartiere , per andare a rivendere il nostro agli
elettori della nostra zona, dimenticandoci di tutti gli altri.
Se questa mozione non avesse parlato di impianti fotovoltaici ma
di Ragusa Ibla, sarebbero intervenuti tutti i deputati di Ragusa,
se avesse parlato di problemi del messinese, sarebbero intervenuti
i deputati di Messina, ecc.. Basta Questo non è un fatto
tollerabile Non è possibile andare avanti ogni volta in questa
maniera
In questo emendamento non c'è scritto che vogliamo chiudere l'Agro
verde di Gela o qualunque altra serra, o impianto fotovoltaico
nella zona. Noi sosteniamo e promuoviamo le energie rinnovabili, ma
questa è la politica che può dare mandato ad un governo regionale,
attraverso una mozione che è un indirizzo d'ordine, a fare qualcosa
che sia ad appannaggio delle future popolazioni. La nostra idea è
questa: quella di non ricoprire con distese di impianti
fotovoltaici, ripeto, non c'è scritto Gela, Caltanissetta, Ragusa o
Siracusa: niente di tutto questo. Sarà poi la Regione a tirare i
conti.
E questo lo dico per evitare strumentalizzazioni che poi,
puntualmente, avvengono nei giornali, dove si legge che uno è
contro l'altro. Non è l'intento di questo emendamento, che è un
emendamento politico, che non vuole più vedere territori, distese
intere di terreni agricoli che devono essere coltivati per sfamare
le persone e produrre agricoltura di qualità e ricchezza per il
territorio, coperti da pannelli fotovoltaici.
Non mi sembra di chiedere molto.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, condivido quello che lei ha
detto, ma il Regolamento interno è abbastanza chiaro in ordine alla
presentazione di emendamenti alle mozioni.
Pertanto, non posso far altro che prendere atto di quello che ha
giustamente segnalato l'onorevole Cracolici, e visto il delicato
argomento in questione, considerate anche le precisazioni
dell'onorevole Di Mauro, ritengo di non dichiarare ammissibile
l'emendamento.
Invito l'onorevole Cancelleri a presentare un'apposita mozione per
una sede di discussione più appropriata.
(Tumulto in Aula)
PRESIDENTE. On. Sorbello, io mi sto semplicemente attenendo ad un
regolamento, ed ho anche spiegato che, vista la delicatezza
dell'argomento e le dichiarazioni dell'on. Cancelleri, che mi
trovano molto d'accordo; essendo stata sollevata un obiezione da
parte del primo firmatario dell'emendamento in questione,
riguardante l'eolico, per quanto riguarda questa votazione ritengo
che questo emendamento non sia ammissibile.
Dopo di che ritengo che sarà premura dell'on. Cancelleri
presentare una mozione apposita che dovrà essere valutata e votata
da quest'Aula.
SORBELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
potrei anche ammettere di rinviare l'emendamento o dichiararlo
inammissibile, qualora questo fosse stato fatto a monte. Ma ritengo
che si tratta di un settore importante, che è quello delle fonti
rinnovabili, perché all'interno dell'eolico esiste il fotovoltaico,
esiste il termodinamico, esistono le biomasse, esistono tutta una
serie di fonti rinnovabili e non possiamo dire che l'emendamento
legato al fotovoltaico è cosa diversa dalla fonte rinnovabile
dell'eolico.
PRESIDENTE. Non stiamo dicendo questo onorevole Sorbello.
SORBELLO. Signor Presidente allora le dico che gli impianti
fotovoltaici sono più invasivi dell'eolico, per cui è una questione
anche di tutela del territorio e dell'ambiente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io sono d'accordo su quanto detto
dall'onorevole Cancelleri e - lo posso anche già anticipare -
qualora verrà presentata una mozione in tal senso sarò il primo a
votarla.
Oggi però si sta discutendo un'altra mozione. Se non ci fossero
state osservazioni, sarei andato avanti tranquillamente, perché era
anche mio interesse. Ma dal momento che l'onorevole Cracolici ha
sollevato dei giusti dubbi, non posso fare altro, nel rispetto del
Regolamento, che applicarlo.
Ritengo pertanto in questa fase inammissibile l'emendamento
presentato. L'Aula, sicuramente, troverà il modo, lo spazio e il
giusto tempo per valutare anche questo aspetto, e sono certo che ci
sarà motivo di dibattere, così come è stato fatto oggi.
Si passa all'emendamento numero 179.2, a firma dell'onorevole
Palmeri.
PALMERI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
mi sono riferita al piano paesaggistico perché, ovviamente, è uno
strumento superiore a qualsiasi altro strumento di pianificazione
e, soprattutto, va a giustificare l'articolo 9 della Costituzione
che impegna la Repubblica a tutelare il paesaggio.
Infatti, la possibilità di costruire impianti di energia
rinnovabile dovrebbe anche tenere conto delle valenze
paesaggistiche, ecco perché bisogna attenzionare questi aspetti.
Per quanto riguarda il piano delle aree non idonee mi auguro,
appunto, che queste vengano al più presto riconosciute in modo
specifico nel nuovo piano energetico regionale. Ovviamente, deve
rispettare i criteri del banner sharing che, come sapete, in Italia
praticamente include una quantità minima del 17 per cento della
quantità di energia prodotta da energie rinnovabili.
Proprio sul piano energetico volevo, poi, appunto ricordare
all'assessore e al suo dirigente generale Grillo, che noi avevamo
avanzato una proposta di partecipazione dei cittadini nella
riscrittura del nuovo piano energetico, quindi una proposta di
forum pubblico per la riscrittura del piano energetico e volevamo
anche proporre un modello distribuito di energia, proprio per porre
delle alternative a questo modello dei mega impianti, ad esempio
dell'eolico, per risolvere il problema.
E' un modello diverso, innovativo e sicuramente il Governo poteva
trovare degli spunti e poteva trovare una condivisione.
Ovviamente ci aspettiamo ancora una risposta dal dirigente
generale Grillo, che spero arrivi presto.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento 179.2. Il
parere del Governo?
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, onorevoli deputati, la precisazione contenuta
nell'emendamento dell'onorevole Palmeri mi sembra ultronea ed
inoltre dovrebbe essere esposta in maniera un po' più precisa. Ad
ogni modo, mi rimetto al parere dell'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 179.2. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli onorevoli Cracolici, Leanza e Gianni e Arancio si sono
astenuti dal voto.
Si passa all'emendamento 179.4, a firma degli onorevoli D'Asero,
Assenza, Alongi e Fontana.
Il parere del Governo?
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Si passa, pertanto, alla votazione della mozione n. 179
«Iniziative per porre fine alla realizzazione di impianti eolici in
Sicilia», così come emendata. Il parere del Governo?
MARINO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, onorevoli deputati, ritengo che la mozione non
faccia altro che acclarare quello che il Governo ha già fatto.
Pertanto, sono chiaramente favorevole alla mozione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 179. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
L'onorevole Formica si è astenuto dal voto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Si passa all'esame degli ordini del giorno.
Comunico che gli ordini del giorno n. 114, presentato
dall'onorevole Lombardo, e n. 113, presentato dall'onorevole
Mangiacavallo, sono assorbiti dall'approvazione della mozione n.
179.
Si passa all'ordine del giorno n. 115 Istituzione di una
Commissione speciale di indagine e studio sulle fonti rinnovabili
ed in particolare sull'eolico in Sicilia , presentato dagli
onorevoli Falcone, D'Asero ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se alla fine del
dibattito su una materia molto delicata dobbiamo per amor di
patria e perché ormai l'Aula è quasi vuota, ipotizzare di
soprassedere su quest'ordine del giorno, ne prendo atto. Ma una
motivazione e giustificazione questo ordine del giorno l'aveva e ce
l'ha ancora e riguarda il fatto che sulle cose che ha detto
l'assessore Marino, sui procedimenti in atto, sulle vicende che
sono state dibattute durante la discussione degli emendamenti, non
ultimo su quello che era l'impianto di energia di fonti rinnovabili
nel territorio di Gela di duecentoquarantatre ettari di terreno, o
sulle procedure bloccate e sospese su cui la magistratura ordinaria
amministrativa è intervenuta per dire al dipartimento di rilasciare
determinate concessioni, credo che una Commissione di indagine e di
studio, non sia una Commissione che deve porre in essere
un'inchiesta.
Se poi vogliamo assegnare la materia alla Commissione Antimafia,
il Presidente Musumeci è assolutamente attento e sensibile, quindi
non ci sono problemi. Però è altrettanto vero che la cosa che mi ha
lasciato perplesso è il fatto che l'assessore ed il dirigente del
dipartimento competente non hanno mai sentito l'esigenza di andare
in IV Commissione per relazionare in merito a questa materia, che
in tutte queste settimane ha impegnato il Parlamento fino ad ora
tarda.
Chiaramente, se la volontà è questa, io mi rimetto all'Aula.
Quando si parla di un organismo che possa verificare, discutere,
approfondire una materia così delicata, così complessa e così
articolata come quella di cui stiamo discutendo, da un lato c'è chi
vorrebbe bloccare determinate cose, e l'ha detto qua da questo
pulpito, poi però, quando dobbiamo scendere nel confronto, nel
rapporto con gli atti, magari ci tiriamo un po' indietro e
chiediamo di soprassedere su determinati atti di indirizzo.
PRESIDENTE. Sono più che certo che la Commissione saprà
sicuramente portare avanti questo studio.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 9
ottobre 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
libertà civili, politiche, economiche e sociali'. (n. 223/A)
2) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
III - Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
siciliano, sui progetti di legge costituzionali nn. A.S. 42 e A.S.
363 concernenti modifiche dello Statuto della Regione in materia di
procedure per la modifica dello statuto medesimo
IV - Votazione della mozione:
N. 64 - Soppressione dell'ente Porto di Messina e rilancio
della Zona Falcata .
(14 marzo 2013)
PANARELLO-LACCOTO-GRECO M.-MARZIANO
V - Discussione della mozione:
N. 93 - Interventi a sostegno delle piccole e medie imprese
siciliane titolari di emittenti televisive locali, per
il rafforzamento tecnologico-organizzativo e la
transizione al sistema digitale terrestre.
(10 aprile 2013)
GRASSO - CIMINO - FIRETTO - LANTIERI -
GIANNI
VI - Discussione della mozione:
N. 123 - Ripristino nel bilancio regionale del gettito
derivante dalle operazioni effettuate in via
telematica dalle imprese di revisione riconosciute ed
autorizzate ad operare, nel territorio siciliano,
dalla competente amministrazione regionale.
(28 maggio 2013)
GRASSO - LANTIERI - FIRETTO - FIGUCCIA
La seduta è tolta alle ore 21.25
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Salute»
CAPPELLO - CANCELLERI - CIACCIO - CIANCIO FERRERI - FOTI - LA
ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - TANCREDI - SIRAGUSA - TRIZZINO-
ZAFARANA - ZITO -VENTURINO.- «Al Presidente della Regione,
all'Assessore per la salute, premesso che:
da fonti informali, si è appreso che è stato previsto il trasloco
degli uffici dell'Unità Operativa Igiene Pubblica, di
Neuropsichiatria Infantile e degli ulteriori uffici di Medicina di
base rimasti dal distretto di Piazza Marconi all'Ospedale Gravina
di Caltagirone e dell'Unità Operativa Veterinaria territoriale di
Caltagirone presso l'ex centro antitubercolare sito in Caltagirone
alla via Escuriales;
tale intendimento avrebbe lo scopo di mettere in locazione il
complesso di uffici sito in Caltagirone alla Piazza Marconi,
incluso l'edificio completamente ristrutturato che sarebbe dovuto
essere adibito ad HOSPICE, struttura sanitaria residenziale per
malati terminali e ad oggi però, risulta inspiegabilmente chiuso ed
abbandonato all'incuria ed alla devastazione dei vandali;
in particolare, il predetto HOSPICE, seppure completato, non
risulta essere stato mai collaudato né perciò inaugurato; vi è il
timore fondato che dietro la parvenza del risparmio si voglia
agevolare invece qualche imprenditore locale legato da vincoli
politici grazie ai quali ottenere a prezzi modici un complesso
edilizio che, a prezzo di mercato, potrebbe essere una fonte
economica rilevante;
l'Ospedale di Santo Pietro risulta abbandonato a se stesso, tanto
che attualmente ha una pianta organica di soli 24 degenti con 5
medici, incluso un primario;
da notizie giornalistiche ed informali pare che la detta
struttura, un tempo definita per la qualità del servizio medico,
una eccellenza come ospedale per le cure riabilitative da Roma in
giù, oggi, invece, la si vorrebbe dismettere dalla sua destinazione
ed utilizzazione naturale allo scopo di realizzare una struttura
carceraria psichiatrica per detenuti (cd manicomio criminale);
se ciò fosse vero, sarebbe evidente come quanto sopra descritto
non abbia alcuna logica se non quella di agevolare altre strutture
ospedaliere di città vicine, spogliando e depotenziando in modo
irrazionalmente punitivo, ancora una volta, la città di Caltagirone
dei propri servizi, secondo una logica clientelare e di favore che
ha visto prevalere l'inettitudine dei clienti dei politici sul
merito e la competenza oltre al pericolo di locare un immobile
secondo le medesime logiche di favore;
che la mancata apertura dell'HOSPICE, struttura sanitaria
residenziale per malati terminali, costituisce uno schiaffo morale
e l'ennesimo esempio negativo di spreco di denaro pubblico e di
mortificazione dei diritti di quei degenti che potrebbero fruire
nell'ultimo periodo della propria vita di un'accoglienza e di
un'assistenza medica, infermieristica e psicologica adeguate;
assistenza che altrimenti viene svolta in luoghi non appropriati,
come all'interno del reparto oncologico dell'ospedale Gravina di
Caltagirone, dove è stata adibita impropriamente una sola camera ad
Hospice, con totale mancanza della privacy del malato terminale e
della impossibilità di poter condurre una parvenza di vita sociale
e famigliare all'interno di un reparto ospedaliero oncologico.
Infatti, l'Hospice dovrebbe comprendere locali comuni, un soggiorno
e una cucina, dove i parenti possono prepararsi bevande e pietanze;
per sapere se sia vero che è stato previsto:
il trasloco degli uffici di Igiene Pubblica, di Neuropsichiatria
infantile dal distretto di Piazza Marconi all'Ospedale Gravina di
Caltagirone e dei veterinari presso l'ex centro antitubercolare
sito in Caltagirone, alla via Escuriales;
di dismettere l'Ospedale di Santo Pietro, come centro di cure
riabilitative, dalla sua destinazione ed utilizzazione naturale,
allo scopo di realizzare una struttura psichiatrica di detenzione
costrittiva;
e per quale motivazione di abbandonare l'HOSPICE all'incuria dei
vandali, seppure già da tempo completato e pronto per essere
utilizzato». (700)
(Gli interroganti chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione parlamentare
segnata in oggetto con la quale sono state chieste sull'Ospedale
Gravina di Caltagirone (CT) si fornisce la relazione prot. 78416
del 5 luglio 2013 del Commissario straordinario dell'Azienda, che
riscontra esaustivamente tutti i punti evidenziati nell'atto
ispettivo».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino
Relazione prot. 78416
«Con la interrogazione n. 700 dell'onorevole Francesco Cappello
ed altri, vengono posti numerosi quesiti relativi tutti alla
gestione della sanità nella città di Caltagirone.
In relazione ad essi, si rappresenta quanto segue.
TRASFERIMENTO DEGLI UFFICI DI SANITÀ TERRITORIALE.
Nello storico edificio di Piazza Marconi sono in atto allocati la
gran parte degli uffici e delle attività sanitarie distrettuali.
L'edificio di che trattasi presenta evidenti segni di vetustà e di
inidoneità alle erogazione di attività sanitarie perché privo degli
standard strutturali previsti dalla vigente normativa.
La sua gestione, peraltro, determina attualmente un costo di poco
inferiore ai mezzo milione di euro/anno per spese di riscaldamento,
illuminazione, pulizia, manutenzione, custodia, sicurezza.
Poiché, senza costi aggiuntivi, è possibile ospitare nel plesso
"Clementi" gli uffici sanitari distrettuali si è determinato di
procedere a tale trasferimento che, senza nulla sottrarre in
termini di quantità di offerta sanitaria alla popolazione,
determina il rispetto della normativa sui luoghi di lavoro ed un
significativo risparmio di spesa per il venir meno dei costi di
gestione dell'edificio di Piazza Marconi.
Il trasferimento programmato riguarda tutti gli uffici della sede
distrettuale, ad eccezione di quelli dell'area veterinaria per i
quali è allo studio una soluzione che, come per gli altri uffici,
possa coniugare miglioramento ambientale dell'offerta sanitaria e
contenimento dei costi.
Qualora, sempre con riferimento all'area veterinaria, delle
MOLTEPLICI ipotesi al momento allo studio (tra le quali anche
quella di un trasferimento in locali messi a disposizione dalla
Amministrazione Comunale per favorire un unico sportello di interlo
cuzione con il mondo produttivo della filiera agro-alimentare)
nessuna dovesse presentarsi percorribile, verrà adottata una
soluzione dello stralcio di alcuni ambienti a piano terra dello
stesso edificio, in modo da ridurre al minimo i costi sopra
descritti.
Il progetto ha già avuto una prima fase di realizzazione con il
trasferimento degli ambulatori, del Consultorio Familiare e degli
uffici degli Invalidi Civili, oggi a differenza del passato, e
grazie al trasferimento, finalmente a norma e comodamente
raggiungibili anche da utenti in difficoltà motorie.
Una volta svuotato dalle attività che oggi ospita, per il Messo di
Piazza Marconi, verrà prioritariamente valutata insieme con la
Amministrazione Comunale la possibilità di una sua destinazione ad
una funzione pubblica o, in assenza di un bisogno pubblico per il
quale l'edificio de quo possa rappresentare una opportunità, esso
verrà immesso sul mercato secondo procedure trasparenti e
rispettose delle norme di legge.
In forza di esse è assolutamente da escludersi qualunque procedura
di tipo privatistico a favore di soggetti privati.
Il progetto non riguarda la porzione di immobile destinato ad
Hospice e prospiciente sulla via Circonvallazione. Esso,
destinatario di un apposito finanziamento, oggi è incompleto.
Rimane, comunque, destinato ad ospitare un moderno e funzionale
Hospice che verrà attivato entro il prossimo febbraio 2014, quando
è previsto dovranno concludersi i lavori di completamento per i
quali è già stato deliberata la aggiudicazione di gara e sono in
corso le procedure per la stipula del relativo contratto di
appalto.
In quella data tutte le attività di assistenza ai malati terminali
- oggi in carenza di alternative, comunque, per quel che è
possibile per le condizioni date, assicurate all'interno del
Presidio "Gravina" - saranno avviate in quella sede e gestite da
personale dipendente dall'ASP, senza alcun coinvolgimento di
privati ad alcun titolo.
CENTRO DI RIABILITAZIONE IM SANTO PIETRO.
Il complesso sanitario di Santo Pietro, sede ancora oggi di una
prestigiosa ed apprezzata attività di riabilitazione, è costituito
da tre plessi oggetto di ristrutturazione con i fondi ex art. 20
legge 89/88.
Lo svolgimento dei lavori, non ancora completati, ha comportato
una restrizione temporanea delle attività oggi concentrata in uno
solo dei tre plessi.
L'offerta di Riabilitazione a Santo Pietro presenta evidenti
profili di inappropriatezza legati alla assenza dei servizi
sanitari complementari ed essenziali a garantire condizioni di
sicurezza ai pazienti. E', dunque, necessario se si vuole garantire
continuità di attività alla Riabilitazione calatina programmare il
suo trasferimento presso una sede ospedaliera che, dotata di
servizi collaterali come Rianimazione, UTIC, Radiologia,
Laboratorio di Analisi, possa renderla competitiva la
riabilitazione calatina con le altre realtà isolane e consentire la
piena valorizzazione delle sue risorse professionali che oggi
operano in condizione di difficoltà e marginalità.
Al contrario, continuare ad immaginare Santo Pietro come sede
ospedaliera significa condannare la Riabilitazione di Caltagirone
ad una inadeguatezza strutturale che ne determinerà, prima o poi,
la chiusura per mancato rispetto degli standard strutturali che
debbono, ineludibilmente, essere presemi in strutture ospedaliere.
Per le superiori motivazioni ed in difesa attiva ed operosa di un
futuro per la riabilitazione è allo studio la possibilità di un
trasferimento delle attività presso il "Gravina" che, se risulterà
possibile verrà avviato perchè determinerebbe un rafforzamento
della attrattività di tale servizio, poiché potrebbe essere
assicurato in condizioni di maggiore sicurezza, raggiungibilità e
complementarietà con le altre attività, oggi garantite in Sicilia
dalle altre strutture concorrenti e che invece sono assenti a Santo
Pietro che, apprezzabile per il valore professionale dei suoi
operatori è, invece, inappropriato per la carenza di servizi che
non possono crearsi in quel sito e che è possibile avere a
Caltagirone senza maggiori costì.
Il dovere morale di programmare il trasferimento delle attività di
riabilitazione - vale la pena sottolineare: per assicurare
continuità migliore qualità alla loro erogazione - dalla attuale
sede di Santo Pietro al plesso "Gravina", e poterne solo così
confermarne posti letto e personale occupato, ha posto il problema
di una diversa destinazione del complesso ospedaliero in modo da
poter garantire una sua utilizzazione a fini pubblici.
La soluzione ipotizzata e concordata con l'Assessorato regionale
alla Sanità è la destinazione del plesso ad "Ospedale Psichiatrico
Giudiziario" in sostituzione dei manicomi giudiziari che dovranno
entro la primavera del prossimo anno essere chiusi per lasciar
posto a strutture di ricovero ospedaliero pensate non più come
luogo di detenzione, ma di riabilitazione.
Tale soluzione non è alternativa alla Riabilitazione. Essa non è
stata pensata a prezzo della Riabilitazione - che dovrà comunque ed
in ogni caso essere trasferita per poter in più appropriate
condizioni proseguire ed essere meglio gestita o, in alternativa,
chiudere - e consentirà di dare continuità di destinazione
sanitaria a Santo Pietro con la ulteriore opportunità di
ampliamento dell'offerta sanitaria nel settore della psichiatria e
la creazione di nuovi e qualificati posti di lavoro aggiuntivi.
La realizzazione dell'"Ospedale Psichiatrico Giudiziario" sarà
finanziata dalla Regione Siciliana e prevede l'apertura di
complessivi 40 posti letto, sul totale di 80 previsti in Sicilia.
Per quanto sopra, agli interrogativi posti dall'onorevole Cappello
è possibile rispondere che:
1. risulta vera la notizia di un trasferimento degli uffici
sanitari territoriali, con esclusione di quelli veterinari, presso
l'edificio "Clementi" e ciò esclusivamente per assicurare il
rispetto degli standard strutturali oggi carenti e non altrimenti
assicurabili e determinare un considerevole risparmio di spesa
senza diminuire in alcun modo la quantità dell'offerta sanitaria
ed, anzi migliorandone la qualità.
2. l'attività di Riabilitazione a Santo Pietro non verrà dismessa
fino a quando non sarà possibile, come è nell'interesse vitale
della stessa attività, un suo trasferimento nel Presidio
Ospedaliero di Caltagirone e che l'avvio di un "Ospedale Psi
chiatrico Giudiziario non è alternativo né sostitutivo alla
Riabilitazione, ma aggiuntivo.
3. l'Hospice, a gestione pubblica, oggi non completo e non pronto
per essere utilizzato, potrà essere attivato a partire dal febbraio
2014, quando è previsto il completamento dei lavori.
Quanto sopra, con riserva di ogni ulteriore integrazione e
specificazione che possa rendere evidente il perseguimento del solo
interesse pubblico nella gestione della sanità calatina.
Il Commissario straordinario
(dr. Gaetano Sirna)
IOPPOLO-MUSUMECI-FORMICA-CURRENTI-RUGGIRELLO.- «Al Presidente
della Regione e all'Assessore per la salute, premesso che:
con decreto dell'Assessore regionale per la salute del 25 maggio
2010 veniva disposto il riordino, rifunzionalizzazione e
riconversione della rete ospedaliera e territoriale dell'ASP di
Catania;
in relazione al Distretto di Catania 3, comprendente i Presìdi
ospedalieri di Caltagirone e di Militello in Val di Catania, il
decreto assessoriale di cui sopra dimensiona, con riferimento
all'ospedale Gravina e Santo Pietro di Caltagirone, in n. 64 i
posti letto post-acuzie disponibili (48 per la riabilitazione e 16
per la lungodegenza);
negli anni scorsi e ancora di recente sono state investite
cospicue risorse finanziarie, pari a oltre 10 milioni di euro, per
la ristrutturazione, la manutenzione straordinaria e l'adeguamento
tecnico della struttura ospedaliera sita in Santo Pietro, frazione
di Caltagirone, individuata e ritenuta polo sanitario di
riferimento per le terapie riabilitative nell'ambito della regione
Sicilia;
da qualche tempo, è dato di apprendere da voci sempre più diffuse,
notizie circa la asseritamente decisa e, ormai, prossima
soppressione del suddetto polo per la riabilitazione dell'ospedale
di Santo Pietro e della destinazione della struttura ad attività di
cura e ricovero di malati affetti da patologie psichiatriche,
provenienti dagli ospedali psichiatrici giudiziari la cui chiusura
è fissata per la fine del mese di marzo dell'anno 2014;
se la volontà politica del governo regionale fosse realmente
quella appena richiamata, gli indispensabili e connessi
provvedimenti finalizzati a depotenziare l'attuale polo
riabilitativo e a decidere una diversa destinazione della
prestigiosa struttura ospedaliera di Santo Pietro
rappresenterebbero, oltre che una palese contraddizione rispetto
agli investimenti realizzati, un atto gravemente lesivo del
naturale, insopprimibile e costituzionale diritto alla salute;
ritenuto che la destinazione del nosocomio di Santo Pietro quale
polo per la riabilitazione non appare incompatibile e in contrasto
comunque con l'esigenza della individuazione di idonea ricettività
dei detenuti-malati psichiatrici, anche in considerazione della
esistenza sul territorio di altre strutture sanitarie già dismesse
o sottoutilizzate le quali potrebbero, a tal fine, essere
adeguatamente convertite e adibite;
per sapere:
se sia volontà del Governo regionale depotenziare l'attuale polo
di riabilitazione dell'ospedale di Santo Pietro del Distretto
sanitario Catania 3 e stabilire una diversa destinazione dello
stesso;
quanto sopra non sia ritenuto, oltre che un grave atto lesivo del
diritto alla salute, una palese contraddizione rispetto gli
investimenti realizzati negli anni scorsi, pari a oltre dieci
milioni di euro, e rispetto agli attuali indirizzi di
programmazione sanitaria che ritengono l'ospedale di Santo Pietro
polo di riferimento per la riabilitazione in Sicilia e, infine,
l'ulteriore indebolimento della sanità nel territorio calatino,
troppe volte fatto oggetto di tagli irresponsabili e protervi».
(713)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riferimento ai chiarimenti richiesti sulla
paventata soppressione dell'attività di riabilitazione presso il
presidio Santo Pietro di Caltagirone (CT) si fornisce la relazione
prot. 96603 del 29 agosto 2013 resa dal Commissario straordinario
dell'Azienda per analoga interpellanza, che riscontra
esaustivamente i punti evidenziati nell'atto ispettivo specificato
in oggetto».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino
Relazione Prot. 96603
«Con riferimento alla nota prot. n. 65012 del 12/08/2013, di cui
all'oggetto, circa le "Iniziative urgenti per il mantenimento del
presidio ospedaliero Santo Pietro di Caltagirone quale polo di
riferimento per lo riabilitazione motoria" si rappresenta quanto
segue:
Il complesso sanitario di Santo Pietro, sede ancora oggi di una
prestigiosa ed apprezzata attività di riabilitazione, è costituito
da tre plessi in atto oggetto di interventi di adeguamento
all'evoluzione normativa generale (antisismica, antincendio,
impianti elettrici etc.) dall'altro volti a tutelare la sicurezza e
la salute nei luoghi di lavoro, utilizzando i fondi previsti ex
articolo 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67.
Lo svolgimento dei lavori, non ancora completati, ha comportato
una restrizione temporanea delle attività oggi concentrata in uno
solo dei tre plessi.
L'offerta di Riabilitazione a Santo Pietro presenta evidenti
profili di inappropriatezza legati alla assenza dei servizi
sanitari complementari ed essenziali a garantire condizioni di
sicurezza ai pazienti. E', dunque, necessario se si vuole garantire
continuità di attività alla Riabilitazione calatina programmare il
suo trasferimento presso una sede ospedaliera che, dotata di
servizi collaterali come Rianimazione, UTIC, Radiologia,
Laboratorio di Analisi, possa rendere competitiva la riabilitazione
calatina con le altre realtà isolane e consentire la piena
valorizzazione delle sue risorse professionali che oggi operano in
condizione di difficoltà e marginalità.
Al contrario, continuare ad immaginare Santo Pietro come sede
ospedaliera significa condannare la Riabilitazione di Caltagirone
ad una inadeguatezza strutturale che ne determinerà, prima o poi,
la chiusura per mancato rispetto degli standard strutturali minimi
che debbono, ineludibilmente, essere presenti in strutture
ospedaliere.
Per le superiori motivazioni ed in difesa attiva ed operosa di un
futuro per la riabilitazione è allo studio la possibilità di un
trasferimento delle attività presso il "Gravina" che, se risulterà
possibile verrà avviato perchè determinerebbe un rafforzamento
della capacità attrattiva di tale servizio, poiché potrebbe essere
assicurato in condizioni di maggiore sicurezza, raggiungibilità e
complementarietà con le altre attività, oggi garantite in Sicilia
dalle altre strutture concorrenti e che invece sono assenti a Santo
Pietro che, apprezzabile per il valore professionale dei suoi
operatori è, invece, inappropriato per la carenza di servizi che
non possono crearsi in quel sito e che è possibile avere a
Caltagirone senza maggiori costi.
Il dovere morale di programmare il trasferimento delle attività di
riabilitazione - vale la pena sottolineare: per assicurare
continuità e migliore qualità alla loro erogazione - dalla attuale
sede di Santo Pietro al plesso "Gravina", e poterne solo cosi
confermarne posti letto e personale occupato, ha posto il problema
di una diversa destinazione del complesso ospedaliero in modo da
poter garantire una sua utilizzazione a fini pubblici.
La soluzione ipotizzata e concordata con l'Assessorato regionale
alta Sanità è la destinazione del plesso ad "Ospedale Psichiatrico
Giudiziario" in sostituzione dei manicomi giudiziari che dovranno
entro la primavera del prossimo anno essere chiusi per lasciar
posto a strutture di ricovero ospedaliero pensate non più come
luogo di detenzione, ma di riabilitazione.
La realizzazione dell'Ospedale Psichiatrico Giudiziario sarà
finanziata dalla Regione Siciliana e prevederà l'apertura di
complessivi 40 posti-letto, sul totale di 80 previsti in Sicilia.
Ciò inevitabilmente comporterà la necessità di utilizzare un numero
di personale dei vari ruoli professionali per assicurare il normale
funzionamento della struttura.
Tale soluzione non è alternativa alla Riabilitazione. Essa non è
stata pensata a prezzo della Riabilitazione che dovrà comunque ed
in ogni caso essere trasferita per poter in più appropriate
condizioni proseguire ed essere meglio gestita e consentirà di dare
continuità di destinazione sanitaria a Santo Pietro.
Per quanto sopra, all'interpellanza dell'onorevole Ioppolo è
possibile rispondere che:
L'attività di Riabilitazione a Caltagirone non verrà dismessa né
tanto meno depotenziata, anzi per renderla altamente competitiva
con le altre realtà isolane e nazionali e consentirne la piena
valorizzazione delle risorse professionali e tecniche e toglierla
dalla condizione di difficoltà e marginalità sarà trasferita al
Presidio Ospedaliero "Gravina" di Caltagirone, dove potranno essere
assicurate condizioni di maggiore sicurezza, raggiungibilità e
complementarietà con gli altri servizi già operanti efficientemente
nel Presidio.
La realizzazione dell'Ospedale Psichiatrico Giudiziario,
finanziato dalla Regione Siciliana, riteniamo non debba minimamente
deturpare l'oasi naturalistica del "Bosco di Santo Pietro", anzi
può rappresentare un'ulteriore opportunità di ampliamento
dell'offerta sanitaria nel settore della psichiatria e la creazione
di nuovi e qualificati posti di lavoro aggiuntivi.
Quanto sopra, con riserva di ogni ulteriore integrazione e
specificazione che possa rendere evidente il perseguimento del solo
interesse pubblico nella gestione della sanità calatine».
Il Commissario staordinario
(Dr. Gaetano Sirna)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI -
FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO -
TANCREDI - ZAFARANA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
per la salute, premesso che:
secondo l'art. 32 dell'Accordo Nazionale per la disciplina dei
rapporti con i medici pediatri di libera scelta, ai sensi dell'art.
8 del D.Lgs. n. 502 del 1992, 'Fino alla stipula dei nuovi Accordi
regionali, fatti salvi quelli già in essere, per ciascun ambito
territoriale può essere iscritto un pediatra per ogni 600
residenti, o frazione superiore a 300, di età compresa tra 0 e 6
anni, risultante alla data del 31 dicembre dell'anno precedente
tenendo anche conto dei cittadini residenti che hanno effettuato la
scelta a favore di pediatri iscritti al di fuori dell'ambito';
l'art. 32 disciplina il cosiddetto 'rapporto ottimale' che deve
sussistere, secondo un calcolo proporzionale tra numero di
residenti di età compresa tra 0 e 6 anni, che rappresenta la
popolazione assistibile, e numero di pediatri necessari a
soddisfare le esigenze mediche di questi, affinché si possa
determinare il numero dei pediatri iscrivibili in un dato
territorio affinché non si verifichi all'interno di questo né uno
spreco di risorse né un contemporaneo esubero di pediatri di libera
scelta, e di conseguenza, una inefficienza;
attualmente, a causa di modifiche degli ambiti territoriali,
effettuate nel solo territorio della provincia di Messina e non su
base regionale così come previsto dalla disciplina normativa,
ovvero segnalazioni di inserimenti negli elenchi dei pediatri di
libera scelta in palese e comprovato stato di quiescenza,
nonostante la sussistenza di tale stato comporti una
incompatibilità, così come disposto dall'accordo collettivo
nazionale dei pediatri in base al previsto divieto di inserimento
negli elenchi, il rapporto ottimale nella provincia di Messina è
stato fortemente alterato, arrivando nella sola città di Milazzo a
raggiungere il rapporto di un pediatra per ogni 300 residenti
assistibili, e facendo nascere il legittimo sospetto che le
evidenti forzature delle disposizioni normative e pattizie, si
siano rese necessarie per l'inserimento, negli elenchi dei pediatri
di libera scelta, di soggetti non titolari di tale diritto;
considerato che:
la recente giurisprudenza di merito ha affermato, in una sentenza
emessa dal Consiglio di Stato, Sezione V, il 26 marzo 2009, come
benché l'Accordo ha inteso riservare, secondo quanto disposto dal
già citato art. 32, comma 8, alla contrattazione nazionale la
definizione generale del rapporto ottimale in tutte le regioni,
riservando alle singole regioni di determinare caso per caso e
successivamente alla negoziazione regionale (cui è demandato
fornire il quadro d'insieme dell'assistenza massimalista) la
definizione delle singole eccezioni, nella misura massima del 30%
di variazione del rapporto di base, le regioni non possono
rideterminare aprioristicamente il rapporto ottimale medico
assistito per ambiti generali, senza alcun quadro d'insieme, come
prescritto dall'art. 4 dell'Accordo, e senza alcuna espressa
motivazione che giustifichi l'aumento del rapporto ottimale;
l'art. 17 dell'ACN 15 dicembre 2005, che disciplina i rapporti con
i medici pediatri di libera scelta ai sensi dell'art. 8 del D.Lgs.
n. 502 del 1992 e successive modificazioni e integrazioni, elenca i
motivi di incompatibilità allo svolgimento delle attività previste
dalla Convenzione ed in particolare al comma j è confermata
l'incompatibilità per i pediatri destinatari di trattamento di
quiescenza relativo alle attività convenzionate e dipendenti a
carico del SSN, con esclusione di quelli 'già titolari di
convenzione per la pediatria all'atto del pensionamento';
la norma finale n. 5 afferma, peraltro, la possibilità per i
medici che non si trovino nelle succitate situazioni di
incompatibilità di essere reinseriti negli elenchi, fatto salvo
quanto stabilito dall'art. 1, comma 16 del d.l. n. 324 del 1993,
così come convertito in Legge 27 ottobre 1993, n. 423. Secondo tale
disposizione normativa è consentito al medico che abbia esercitato
l'opzione per il rapporto di lavoro dipendente, conformemente a
quanto disposto dall'articolo 4, comma 7, della legge 30 dicembre
1991, n. 412 ed una volta cessato il rapporto di lavoro, di
presentare domanda per il reinserimento negli elenchi regionali
della medicina convenzionata;
dalla lettura combinata delle citate previsioni normative e delle
ulteriori e successive specifiche fornite dalle clausole
contrattuali dell'ACN 15 dicembre 2005, si evince che
l'incompatibilità per i medici destinatari di trattamento di
quiescenza ex art. 17, comma j non si configura esclusivamente per
quei medici già titolari di convenzione per la pediatria al momento
del pensionamento; tra costoro non sono inclusi i medici che erano
titolari di convenzione al momento della scelta del rapporto
dipendente ai sensi dell'art. 4, comma 7 della Legge 412/1991 e per
i quali, quindi, permane l'incompatibilità contrattualmente
sancita;
preso atto che:
un caso particolare è avvenuto a Milazzo dove la dott.ssa Rosalia
Anna Forestieri, nell'atto extragiudiziale notificato all'ASP n.5
in data 11 giugno 2008, descrive i fatti accaduti ed in particolare
dell'inserimento, a quanto pare illegittimo, del Dr. C. Colosi;
in data 18/05/2012 la Presidenza del Consiglio dei Ministri,
dipartimento della funzione pubblica, ispettorato della funzione
pubblica scrive al Direttore amministrativo dell'ASP di Messina e
come copia conoscenza alla dott.ssa Forestieri. In tale
comunicazione si parla di un collega specialista collocato in
quiescenza per dimissioni volontarie in data 01/10/2003 dall'ASL n.
5 e reinserito negli elenchi dei medici specialisti pediatri di
libera scelta del comune di Milazzo giusta D.G n 2321 del
08/08/2005. Sempre nella stessa comunicazione si fa riferimento
proprio al più volte citato (e disatteso) art. 17, comma 1, lettera
j) dell'accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti
con i medici pediatri di libera scelta ai sensi dell'art 8 d.lgs.
n.502/1992 e s.m.i. Il 28/09/2005, l'ispettorato della funzione
pubblica richiede chiarimenti all'ASP 5 di Messina;
ad oggi, nonostante i vertici dell'ASP e dell'assessorato alla
salute siano stati informati, non si è preso nessun provvedimento;
per sapere se intendano:
verificare la presenza di illegittimi inserimenti negli elenchi
dei medici pediatri di libera scelta della provincia di Messina,
verificando le relative domande presentate alle ASL e ASP locali;
verificare se è stato disatteso l'art. 17 comma 1, lettera j)
dell'ACN art 8 d.lgs. n.502/1992 e s.m.i.;
ripristinare, a seguito di tali verifiche, il rapporto ottimale
previsto dall'Accordo Nazionale per la disciplina dei rapporti con
i medici pediatri di libera scelta, eventualmente subordinato ad
accordi Regionali che contengano comprovate motivazioni e
giustificate rideterminazioni di tale rapporto, nell'intera
Provincia di Messina;
verificare la presenza di illegittimi inserimenti negli elenchi
dei medici pediatri di libera scelta anche nelle altre province,
verificando le relative domande presentate alle ASL e ASP locali;
ripristinare, a seguito di tali verifiche, il rapporto ottimale
previsto dall'Accordo Nazionale per la disciplina dei rapporti con
i medici pediatri di libera scelta in tutte le province». (938)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. «In riferimento ai chiarimenti richiesti sui mancati
controlli e sulle paventate anomalie nella distribuzione dei
pediatri nella provincia di Messina, si fornisce la relazione prot.
69467 del 10 settembre 2013 resa dal Servizio 2 "Personale
convenzionato S.S.R.", che riporta in allegato l'apposito parere
della S1SAC e la sentenza del Giudice del Lavoro di Catania su
analoga fattispecie, che riscontra esaustivamente i punti
evidenziati nell'atto ispettivo specificato in oggetto».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino
Relazione prot. 69467
In riferimento all'interrogazione n. 938 dell'onorevole Zito
Stefano avente ad oggetto "Chiarimenti sui mancati controlli e
sulle presunte anomalie nella distribuzione dei Pediatri nella
Provincia di Messina", si rappresenta quanto segue.
Relativamente alla problematica concernente la modifica degli
ambiti territoriali, si precisa che l'art. 32, comma 2 e 3,
dell'A.C.N. di Pediatria del 15/12/2005, espressamente prevede che
"l'assistenza primaria pediatrica è organizzata in via prioritaria
per ambiti comunali le Regioni possono articolare il livello
organizzativo dell'assistenza primaria per ambiti territoriali di
comuni, gruppi di comuni o distretti".
In applicazione a tale disposizione, l'ASP di Messina, su proposta
delle OO.SS. di categoria, suffragata dal parere reso dal Comitato
di Azienda, al fine di migliorare l'assistenza pediatrica e
contenere le eccessive richieste dei genitori degli assistiti volte
ad ottenere scelte in deroga in ambiti limitrofi, giustificati
dalla particolare conformazione orografica e viaria del territorio
della provincia di Messina, con atto deliberativo di cui
l'Assessorato ha preso atto con D.A. n. 1797 del 22/07/2008, ha
provveduto a modificare gli ambiti territoriali di pediatria,
facendoli coincidere con i Distretti sanitari.
Avverso i suddetti provvedimenti la dott.ssa Forestieri ha
proposto ricorso al TAR di Catania che, con ordinanza n. 1968 del
12/05/2010, ha dichiarato inammissibile il ricorso; avverso tale
decisione la dott.ssa Forestieri ha proposto appello al CGA il
quale con sentenza n. 549 del 27/04/2011 non solo ha dichiarato
l'ammissibilità del ricorso, ma pronunciandosi nel merito dello
stesso, nell'accogliere le motivazioni addotte dall'ASP, ha
respinto l'appello dichiarando la legittimità dell'atto
deliberativo, evidenziando al riguardo che "la contestata
rideterminazione degli ambiti territoriali risponde a finalità di
pubblico interesse; essa infatti consentendo la maggiore libertà di
scelta appare più vicina agli interessi dell'utenza, senza
penalizzare i singoli pediatri più di quanto non possa accadere per
legittima scelta ovvero in ragione dell'ubicazione dello studio
rispetto alle esigenze da soddisfare".
Per quanto concerne il reinserimento negli elenchi della pediatria
nell'ambito territoriale di Milazzo del dott. Colosi, si
rappresenta quanto segue.
L'Accordo Collettivo Nazionale dei Medici Specialisti Pediatri di
Libera Scelta, reso esecutivo con D.P.R. 272/00, all'art. 23 comma
6 ha espressamente previsto che "Ai pediatri che fruiscono della
norma di cui all'art. 1 comma 16 del D.L.n. 324/93. convertito
nella legge 423/93, è consentita la reiscrizione negli elenchi dei
pediatri convenzionati per l'assistenza primaria nell'ambito
territoriale di provenienza"(ambito nel quale erano iscritti al
momento dell'esercizio dell'opzione di cui all'art. 4 comma 7 della
legge n. 412/91) alle condizioni e nei limiti previsti
dall'organizzazione sanitaria, così come disposto dal precedente
articolo 17; l'art. 4 lett. h), nell'indicare, tra le
incompatibilità del pediatra di libera scelta, il godimento di
trattamento di quiescenza a qualsiasi titolo, espressamente prevede
che "Tale incompatibilità non opera nei confronti dei pediatri che
sono in tale condizioni alla data di pubblicazione del presenze
accordo e dei pediatri previsti al comma 6 dell'art. 23".
Il successivo Accordo Collettivo Nazionale dei Medici Specialisti
Pediatri di Libera Scelta, entrato in vigore in data 15/12/2005,
nulla dispone riguardo alle modalità di reinserimento dei pediatri,
se non prevedere, alla norma finale n. 5 che "fermo restando il
disposto di cui all'art. I comma 16 del D.L. n. 324/93, convertito
nella legge 423//93, il medico è reinserito negli elenchi qualora
non si trovi in una situazione di incompatibilità di cui all'art.
17 del presente accordo"; in particolare l'art. 17 prevede, tra le
diverse forme di incompatibilità l'ipotesi in cui il pediatra
fruisca di trattamento di quiescenza relativo ad attività
convenzionate o dipendenti con il S.S.N., fatta esclusione per i
pediatri già titolari di convenzione all'atto del pensionamento".
Si precisa al riguardo che il dott. Colosi Carmelo è stato
reiscritto negli elenchi della pediatria di libera scelta
dall'Azienda Sanitaria di Messina con delibera n.2321
dell'08/08/2005, in data anteriore all'entrata in vigore
dell'A.C.N. 15/12/2005; pertanto alla fattispecie in esame è stato
correttamente applicato il contratto allora vigente, il D.P.R.
272/00, che come sopra rappresentato non poneva, nel caso di
specie, alcuna forma di incompatibilità.
Irrilevante risulta, in proposito, il rilievo concernente il lasso
di tempo intercorso tra la risoluzione del rapporto di lavoro
dipendente, avvenuto in data 1 ottobre 2003 e la reiscrizione
negli elenchi della pediatria convenzionata; infatti l'art. 1,
comma 16, del D.L. n. 324/93, convertito in legge n. 423/93, nel
prevedere la possibilità, per il medico che abbia optato per il
rapporto di lavoro dipendente, del reinserimento negli elenchi
della medicina convenzionata, indica genericamente, quale momento
temporale l'espressione "ove venga a cessare il rapporto di lavoro
dipendente", senza prevedere alcun limite di tempo.
Appare opportuno rappresentare al riguardo che il Giudice del
Lavoro di Catania, con ordinanza - che in copia si allega -
pronunciata su ricorso ex art. 700 c.p.c. in data 29/04/2008
(quindi in vigenza dell'A.C.N del 15/12/2005) avverso il diniego
opposto dall'ASP di Catania al reinserimento negli elenchi della
pediatria convenzionata per la sussistenza dell'incompatibilità di
cui all'ari 17 comma I lett. j), ha accolto la domanda del
ricorrente ordinando all'ASP di reiscrivere il pediatra negli
elenchi della pediatria di libera scelta; a fondamento della sua
decisione il giudice, riprendendo le argomentazioni utilizzate dal
Consiglio di Stato con riferimento alle limitazioni imposte dal
D.P.R. 272/00 (che subordinava la reiscrizione alla sussistenza
delle zone carenti), ha affermato che "a fronte di una norma di
legge statale che incondizionatamente prevede il diritto del medico
alla reiscrizione, lo stesso non può essere limitato o condizionato
da una previsione di natura regolamentare che va, di conseguenza,
disapplicata".
Al riguardo si fa presente che questo Ufficio, considerate le
disposizioni introdotte dalla norma finale n. 5 e dall'art. 17
comma I lett. J) dell'A.C.N. 15/12/2005, come confermate
dall'A.C.N. 29/07/2009 e dall'A.C.N. 08/07/2010, ha avanzato
apposita richiesta di parere alla SISAC, Struttura Interregionale
Sanità Convenzionata, che fornisce assistenza alle pubbliche
amministrazioni per il tramite di pareri applicativi di carattere
generale in risposta a quesiti inerenti clausole negoziali
controverse degli AA.CC.NN. dei settori in rapporto di
convenzionamento con il S.S.N.); ciò al fine di conoscere se la
suddetta incompatibilità operi anche nei confronto dei medici
pediatri reinseriti negli elenchi della pediatra convenzionata ai
sensi della L. 423/93, in vigenza del D.P.R. 272/00.
La SISAC, con parere n. 469 dell'11/06/2013, ha espressamente
escluso "la possibilità di una eventuale applicazione retroattiva
delle clausole negoziali dell'A.C.N. 15/12/2005", in quanto ai
sensi dell'art. 2 nonies della legge 26/05/2004 n. 138, l'Accordo è
reso esecutivo con intesa della Conferenza Permanente per i
rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento
e Bolzano, intesa raggiunta nella seduta del 15/12/2005.
Infine, per quanto concerne la richiesta di ripristinare il
rapporto ottimale previsto dall'ACN, si fa presente che, a seguito
di un ricorso avverso la disposizione del presente accordo, reso
esecutivo con D.P.R. 272/00, il Presidente della Repubblica ha
accolto il ricorso annullando la disposizione impugnata, nella
parte in cui subordinava la reiscrizione alla sussistenza della
carenza, sostenendo il principio, affermato dal Consiglio di Stato
e sopra richiamato che "a fronte di una legge statale che
incondizionatamente prevede il diritto del medico alla
reiscrizione, lo stesso non può essere limitato da una previsione
di rango inferiore, quale quella di natura regolamentare"».
Il dirigente
(Dr.ssa Di Stefano)
N.B.:
Per gli allegati, vedi
www.ars.sicilia.it/attidicontrollo/interrogazioni/rispostascritta/a
ttiallegati
Rubrica «Territorio ed Ambiente»
LA ROCCA. - «Al Presidente della Regione e all' Assessore per il
territorio e l'ambiente, visti:
la direttiva 1996/62/CE in materia di valutazione e di gestione
della qualità dell'aria ambiente;
le direttive 1999/30/CE, 2000/69/CE, 2002/3/CE, 2004/107/CE in
materia di valori limite di qualità dell'aria per il biossido di
zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto ed altri agenti
climalteranti, nonché la quantità di ozono presente nell'aria;
la direttiva 2008/50/CE rubricata 'Qualità dell'aria ambiente e
per un'aria più pulita in Europa';
il D.lgs. 155/2010 di attuazione della direttiva 2008/50/CE, il
cui art. 3, comma secondo, dispone a carico delle Regioni e delle
Province autonome l'obbligo di zonizzazione sulla base dei criteri
di cui all'appendice I del decreto in parola;
il D.A. n. 176/Gab del 2007, così come modificato dal D.A. nr.
43/Gab del 2008, di approvazione del 'Piano regionale di
coordinamento per la tutela della qualità dell'aria ambiente';
considerato che:
il 21.11.2007, Legambiente Sicilia denunciava la palese identità
documentale tra il Piano in parola e quello approvato dalla Regione
Veneto, verificabile - tra l'altro - dalle correzioni apportate dal
citato D.A. nr. 43/Gab del 2008;
sebbene l'Assessore regionale - Avv. Rossana Interlandi - abbia
nominato una commissione d'inchiesta per gli accertamenti del caso
e delle responsabilità, la stessa non ha prodotto alcun risultato o
provvedimento in relazione alla vexata quaestio;
sottovalutando la valenza nazionale ed europea dello strumento
programmatorio in parola, la Regione siciliana ad oggi non ha
ancora provveduto a sostituire detto Piano con uno specificatamente
realizzato per il territorio dell'Isola;
alla luce dell'attuale situazione è stato avviato un procedimento
penale per l'accertamento di eventuali responsabilità;
per sapere quali iniziative ritengano necessarie al fine di porre
termine al quadro attuale che, allo stato, risulta carente di un
documento di programmazione di centrale importanza per la salubrità
dell'ambiente, del territorio e dei cittadini». (51)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riferimento alla interrogazione in oggetto, si
rappresenta quanto segue:
L'interrogazione in questione fa riferimento al Piatto regionale
di coordinamento per la tutela della qualità dell'aria ambiente
approvato all'arti del D.A. n. I76/Gab del 09/08/2007, ed in
particolare all'assunto che per la redazione dello stesso sia stato
utilizzato analogo documento della Regione Veneto, modificato
all'uopo.
In sintesi, si riferisce quanto segue:
A) con D.A. n. 176/Gab del 09/08/2007, è stato approvato il "Piano
Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria
ambiente". Il Piano è stato elaborato dagli uffici del Dipartimento
Regionale Territorio e Ambiente, che si sono avvalsi della
collaborazione di Arpa Sicilia e delle Università di Palermo e
Messina. Esso prevedeva "le iniziative necessarie per dare
rapidamente seguito agli adempimenti previsti dalle norme UE e
nazionali, soprattutto per quanto riguarda i piatti d'azione ed i
programmi di cui agli articoli 7, 8 e 9 del D. Lgs.35I199".
Come a suo tempo dichiarato dall'Assessore pro tempore (vedasi la
premessa al Piano a firma dell'Assessore Interlandi), il documento
in questione costituiva soltanto il primo momento di una complessa
ed articolata attività che avrebbe dovuto svilupparsi
successivamente in coerenza con il tracciato di massima dallo
stesso individuato.
B) In seguito alla pubblicazione del D.A. n.176/Gab, Legambiente
Sicilia sosteneva che il Piano era stato redatto copiando analoga
documentazione di altra Regione evidenziando i diversi riferimenti
presenti all'interno del documento stesso. Come peraltro l'obbligo
di segnalare che anche l'utilizzo dei dati contenuti in numerosi
documenti tecnici prodotti da ARPA Sicilia, Ente strumentale della
Regione. veniva paradossalmente interpretato come "copiatura".
C) L'Assessore pro tempore, ha dato incarico ad una Commissione
interna di acquisire elementi sulla vicenda; dai lavori della
Commissione, non è scaturita alcuna specifica Disposizione in
ordine al ritiro o meno del Piano contestato; tuttavia, con
successivo Decreto Assessoriale n.43/GAB del I 2/03/2(X)8,
l'Assessore pro tempore provvedeva ad approvare "alcune modifiche
non sostanziali al testo originario per la correzione di alcuni
errori da refusi presenti nel testo". Il testo rielaborato secondo
le direttive assessoriali è a tutt'oggi disponibile sul sito ARPA.
D) Il quadro di riferimento normativo all'epoca vigente era quello
determinato dal Decreto Legislativo n.351/99 e s.m.i., di
attuazione della direttiva 96/62/CE in materia di valutazione e di
gestione della qualità dell'aria ambiente. Il "Piano di
coordinamento" dichiarava il duplice obiettivo di mettere a
disposizione un quadro aggiornato e completo della situazione e di
presentare una stima sull'evoluzione dell'inquinamento dell'aria
per gli anni successivi nonché porre le basi per l'avvio di
adempimenti successivamente realizzati, quali:
-la zonizzazione ai sensi dell'art.5;
- la valutazione della qualità dell'aria ai sensi
dell' art.6 e relativa classificazione;
- l'inventario delle emissioni;
- la valutazione preliminare e zonizzazione
preliminare per l'ozono;
- la valutazione preliminare e zonizzazione
preliminare per IPA e metalli pesanti.
Con l'emanazione della Direttiva Comunitaria 2008/50 e del
successivo D.Lgs. 155/2010, di recepimento della stessa, il mutato
quadro di riferimento normativo ha imposto di rivedere secondo
nuovi criteri i provvedimenti già posti in essere.
Infine, si ritiene opportuno evidenziare che, in continuità con le
attività condotte in conseguenza del "Piano di coordinamento" e del
D.A. n.176/GAB, è stato possibile avviare quelle discendenti dagli
obblighi previsti dagli artt. 3, 4 e 5 del D.Lgs. 155/2010;
infatti:
- Con l'Accordo di Programma "per l'attuazione delle linee di
intervento del PO FESR Sicilia 2007/2013 finalizzate al
completamento, adeguamento e potenziamento delle reti di
monitoraggio della qualità dell'aria" ai sensi dell'art. 5 comma 7
del decreto legislativo 155/2010 si è dato mandato ad ARPA Sicilia
per la progettazione, realizzazione e gestione della rete regionale
di monitoraggio;
- Col D.A. 25 giugno 2012, a conclusione dell'iter previsto
dall'art. 3 del D.Lgs.155/2010, si è provveduto ad approvare la
Zonizzazione e Classificazione del territorio regionale;
- Il "Progetto di Razionalizzazione del monitoraggio della qualità
dell'aria in Sicilia e relativo Programma di Valutazione (ai sensi
dell'art.5, 6 comma del Decreto Legislativo 13 agosto 2010, n.
155)" elaborato da ARPA Sicilia è in attesa della valutazione del
MATTM ai sensi dell'art. 5, 6 c. dello stesso D.Lgs.155/2010».
L'Assessore
Maria Lo
Bello
CAPPELLO. - «Al Presidente della Regione all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
in data 12 luglio 2006 il Presidente della Regione siciliana ha
emanato il D.P. n. 766 che annulla il decreto A.R.T.A. del 23 marzo
1999 istitutivo della R.N.O. del Bosco di Santo Pietro;
l'Assessorato del territorio e ambiente, all'atto di notifica del
D.P. n. 766, ha dichiarato di dover 'attivare le procedure
necessarie per ristabilire tempestivamente la legittimità della
tutela della riserva prevista dal piano di cui al DA 970 del 1991';
rilevato che:
l'atto di decadenza della suddetta riserva ha motivazioni solo di
ordine formale e procedurale, che non hanno minimamente intaccato i
valori naturalistici e paesaggistici del territorio interessato,che
pertanto permangono e che occorre tutelare;
sull'area in oggetto sono in vigore altre norme di salvaguardia
del territorio e del paesaggio (vincolo idrogeologico-protezione
delle bellezze naturali-Legge regionale n. 78 del 12 giugno 1976)
tutta l'area della R.N.O. del Bosco di Santo Pietro (istituita
dalla Regione siciliana) è un sito di interesse comunitario SIC-
ITA050005, il cui perimetro risulta in alcune porzioni del
territorio più esteso, ed è inserita con codice EUAP1155 nello
Elenco Ufficiale delle Aree Naturali Protette redatto dal Ministero
dell' Ambiente e della Tutela del Territorio;
nella riserva in oggetto, insistono tipi di habitat inseriti in
allegato 1 della Direttiva 92/43 CEE;
visto che:
il formulario di Natura 2000 indica la presenza di lembi ancora
perfettamente integri di macchia mediterranea;
il formulario Natura 2000 indica la presenza di 16 specie
importanti di flora e fauna;
considerato che i sei anni fin qui trascorsi rappresentano un
lasso temporale inaccettabilmente lungo per compiere tutte le
azioni connesse al ripristino della suddetta R.N.O., e che tale
situazione di stallo ha impedito ad enti pubblici ed ai privati che
insistono sul territorio della riserva di beneficiare dell'apporto
dei Fondi strutturali 2007/2013 per poter effettuare tutte le
azioni di salvaguardia e recupero dell'ambiente naturale e delle
attività produttive, per un rilancio dell'intero territorio, in
un'ottica di sviluppo ecosostenibile;
per sapere se abbiano già espletato e posto in essere, senza altri
ingiustificati indugi, ogni e qualsivoglia atto propedeutico e
necessario alla emanazione del nuovo decreto istitutivo della
R.N.O. del Bosco di Santo Pietro, mantenendo l'unità ecologica di
tutta l'area della riserva, prevedendo altresì che vengano, nel
contempo, creati adeguati corridoi ecologici tra detta Riserva e la
contigua R.N.O. 'Sughereta di Niscemi' così come auspicato dalle
norme comunitarie (DPR 357/97 e linee guida della rete ecologica
siciliana)». (106)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione in oggetto, si
rappresenta che:
- L' ARTA ha, a suo tempo, attivato le procedure necessarie per
ristabilire la legittimità della tutela della riserva prevista dal
Piano Regionale di cui al DA 970/91;
- E' stata inviata ai Comuni, ai sensi della normativa di
pubblicazione degli atti, la Cartografia della Proposta di
restituzione della riserva, con i confini e zonizzazione così come
nella perimetrazione della Riserva annullata;
- Le numerose osservazioni pervenute sono state oggetto di
discussione presso il Consiglio Regionale per la Protezione del
Patrimonio Naturale (CRPPN) per la formulazione delle
controdeduzioni;
- In quella sede è stata rilevata la necessità di approfondire il
tema della restituzione avendo riguardo ad una puntuale allocazione
e approfondimento delle osservazioni pervenute, alla luce anche del
sopravvenuto piano di gestione del SIC "ITA050005" e del
collegamento con la contigua RNO "Sughereta di Niscemi", e delle
specificità di alcune osservazioni quali le prospezioni petrolifere
e sfruttamento di giacimenti che potranno incidere sull'attività di
gestione della riserva.
L'argomento è tuttora presente negli Odg del CRPPN e della sua
Commissione di Lavoro competente per materia».
L'Assessore
Maria Lo Bello
CIANCIO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - FERRERI - FOTI -
LAROCCA-MANGIACAVALLO-PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-VENTURINO-ZAFARANA-
ZITO-. «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
in data 10 novembre 2012 un gruppo di cittadini recatosi nel Parco
dei Nebrodi per un'escursione ha visitato l'area di Villa Miraglia,
di proprietà della Provincia regionale di Messina;
in tale area si svolgeva fino a due anni fa un'attività di
informazione, di ricettività e di promozione dell'area protetta del
Parco;
i cittadini sopra citati hanno constatato, in tale area, il totale
abbandono della struttura: cancelli spalancati, porte sfondate,
finestre divelte, infissi smantellati, e soprattutto inesistente
messa in sicurezza dell'immobile;
rilevato che Villa Miraglia fa parte integrante del paesaggio dei
Monti Nebrodi come le altre bellezze naturali del Parco e andrebbe
salvaguardata dal degrado e dall'abbandono e ripristinata come
Rifugio e punto di riferimento turistico per gli escursionisti;
considerato che le segnalazioni inviate al Commissario
straordinario del Parco, sig. Rosario Vilardo, non hanno avuto
nessun riscontro;
il Parco dei Nebrodi, da segnalazioni fatte dagli stessi
allevatori e da cittadini escursionisti, risente complessivamente
di un degrado e di un abbandono generale;
per sapere se non ritengano opportuno intervenire presso gli
organi preposti alla gestione e alla vigilanza sul territorio del
Parco regionale dei Nebrodi al fine di sanare quanto su esposto o,
vista l'inerzia delle amministrazioni su indicate, affidare la
predetta struttura in gestione gratuita ad associazioni onlus».
(107)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In risposta a quanto richiesto sapere con
l'interrogazione parlamentare n. 107 di cui all'oggetto si
rappresenta quanto di seguito esposto.
Villa Miraglia è una struttura di proprietà della Provincia
Regionale di Messina e ricade nel comune di Cesarò nella zona A del
Parco dei Nebrodi.
La Provincia Regionale di Messina ha presentato ai competenti
uffici regionali per l'ammissione a finanziamento sulla Linea di
intervento 3.2.2.2 «Azioni di adeguamento delle strutture pubbliche
esistenti realizzate secondo criteri di edilizia sostenibile»,
nell'ambito del PIST «Nebrodi Città Aperta», il progetto definitivo
dei lavori per la ristrutturazione dell'hotel-rifugio Villa
Miraglia nel comune di Cesarò per destinarlo ad attività turistico-
alberghiera, per un importo complessivo pari a 600.000,00.
L'Ente Parco dei Nebrodi in data 6 aprile 2011 ha rilasciato il
nulla osta n. 49, ex art. 24 della l.r. 14/88, per lavori di
ristrutturazione dell'Hotel rifugio Villa Miraglia.
Risulta che in data 30 marzo 2012 la Provincia Regionale di
Messina ha pubblicato un avviso per la presentazione di
manifestazione di interesse, per l'affidamento in concessione della
gestione dell'Hotel-Rifugio "Villa Miraglia" ma non si hanno
ulteriori notizie in merito all'esito di tale bando.
Risulta ancora che nei giorni scorsi personale del Corpo di
Vigilanza dell'Ente Parco dei Nebrodi, su richiesta degli Uffici
dell'Assessorato, ha potuto costatare che la struttura ricettiva di
che trattasi attualmente non risulta agibile poiché inattiva da
tempo e necessita di urgenti interventi manutentivi tendenti a
riattivare tutte le sue funzionalità per una corretta gestione, con
particolare riferimento a quelle alberghiera e ristorativa.
Sarà interesse di questo Assessorato attivare gli uffici,
nell'ambito delle proprie competenze, col fine di accertare lo
stato di degrado e per porre successivo rimedio».
L'Assessore
Maria Lo Bello
ZAFARANA - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI -
FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO -
VENTURINO - ZITO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
per il territorio e l'ambiente, premesso che:
la sentenza di condanna (disastro colposo e omissione di cautele)
dei dirigenti della Eternit di Torino ha richiamato l'attenzione
dell'opinione pubblica su un tema, quello della pericolosità
dell'amianto, troppo a lungo colpevolmente ignorato in Sicilia;
in Italia, dal 1992, l'amianto è stato dichiarato fuori legge, e a
partire dal 1993 ne sono state vietate l'importazione,
l'estrazione, la lavorazione e la commercializzazione. Dal primo
gennaio 2005, inoltre, la Direttiva 1999/77/CEE ne ha proibito
anche l'utilizzo sull'intero territorio dell'Unione Europea. A
partire dagli anni '90 si è quindi consolidato, nel nostro Paese,
un assetto normativo che impone alle Regioni di acquisire la
conoscenza complessiva del 'rischio-amianto' sul proprio
territorio, e le obbliga - in linea con quanto previsto dall'UE (si
veda in ultimo la Direttiva 2009/148/CE) - ad adottare una serie di
iniziative specifiche di prevenzione e tutela della salute dei
lavoratori, dei cittadini e dell'ambiente: controllo delle
condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro,
individuazione del rischio-amianto, sorveglianza sanitaria ed
epidemiologica dei soggetti esposti, formazione/informazione degli
operatori e dei soggetti coinvolti, informazione alla popolazione;
in Sicilia, nonostante il quadro degli obblighi di legge sia
sempre stato assolutamente chiaro, tutta la legislazione di settore
in materia di prevenzione del rischio-amianto risulta ad oggi
completamente disapplicata, sicché ad oggi la Regione siciliana non
ha censito le situazioni di rischio, non ha programmi di
sorveglianza dei cittadini e dei lavoratori esposti, è priva di
programmi di formazione degli operatori pubblici e privati
impegnati nel settore, non informa i cittadini interessati e non
dispone infine del piano di smaltimento dei rifiuti di amianto
espressamente previsto dalla legge;
tutto questo accade malgrado diverse centinaia di siciliani siano
afflitti da patologie collegate all'amianto (asbestosi, placche
pleuriche, mesotelioma, ecc.) insieme con i loro familiari pagando
un prezzo altissimo per le omissioni di politici e amministratori
distratti nei loro doveri, per cui, in Sicilia, oltre 70 cittadini
muoiono ogni anno di mesotelioma pleurico, e la nostra regione
risulta la prima, nel Meridione, dove si registra il maggior numero
di morti dovute all'esposizione all'amianto;
viste le reiterate e gravissime omissioni dell'amministrazione
regionale rispetto alla vigente legislazione di settore in materia
di protezione dei lavoratori e dei cittadini dall'amianto, ed in
particolare la violazione sul territorio siciliano delle seguenti
direttive UE:
Direttiva 80/1107/CEE del Consiglio, del 27 novembre 1980, sulla
protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da
un'esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il
lavoro;
Direttiva 83/477/CEE del Consiglio del 19 settembre 1983, sulla
protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con
un'esposizione all'amianto durante il lavoro; Direttiva 87/217/CEE
del Consiglio del 19 marzo 1987, concernente la prevenzione e la
riduzione dell'inquinamento dell'ambiente causato dell'amianto;
Direttiva 91/382/CEE del Consiglio del 25 giugno 1991, che
modifica la direttiva 83/477/CEE sulla protezione dei lavoratori
contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto durante il
lavoro;
Direttiva 96/61/CE del Consiglio del 24 settembre 1996, sulla
prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento;
Direttiva 1999/77/CE della Commissione del 26 luglio 1999 (che
adegua per la sesta volta al progresso tecnico l'allegato I della
direttiva 76/769/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento
delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
degli Stati membri relative alle restrizioni in materia di
immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati
pericolosi (amianto);
Direttiva 2003/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
27 marzo 2003, che modifica la direttiva 83/477/CEE del Consiglio
sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con
un'esposizione all'amianto durante il lavoro;
Direttiva 2009/148/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del
30 novembre 2009, sulla protezione dei lavoratori contro i rischi
connessi con esposizione all'amianto durante il lavoro;
per sapere se e in che modo intendano intervenire con urgenza,
ciascuno per le rispettive competenze, al fine di rimuovere le
incrostazioni che in 15 anni hanno consolidato il quadro devastante
sopra descritto e, contestualmente, in che modo intendano recepire
e applicare la normativa sopra indicata in Sicilia e verificare
contestualmente eventuali responsabilità collegate ad omissioni
dell'apparato burocratico regionale». (131)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione in oggetto, si
rappresenta che le competenze in ordine al rischio amianto sono
intestate per i diversi aspetti a tre assessorati: Territorio e
Ambiente, Sanità ed Energia e Servizi di Pubblica Utilità.
Proprio per l'interdisciplinarietà della materia è stato istituito
l'ufficio speciale "Amianto e aree a rischio di crisi ambientale -
agenda 21", diretto dal dott. Antonino Cuspilici, che è cessato in
data 17 gennaio 2013.
In ordine alla materia vi è da segnalare l'esistenza di
un'apposita proposta di deliberazione della Giunta di governo, a
firma congiunta dei tre assessori al ramo, che prevede
l'istituzione di una commissione regionale amianto cui affidare il
compito di predisporre un piano regionale di protezione, di
decontaminazione, di smaltimento e bonifica dell'ambiente al fine
della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto».
L'Assessore
Maria Lo Bello