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Resoconto d'Aula della Seduta n. 8 di sabato 29 dicembre 2012
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   Presidenza del presidente Ardizzone


   LANTIERI,  segretario,  dà  lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli: Coltraro,
  Fazio,  Forzese, Savona, Tamajo per oggi; Federico per i giorni 29
  e 30 dicembre 2012.

   L'Assembla ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  16  - Salvaguardia dei livelli occupazionali della GETEK  ICT
  contact center INPS/INAIL di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Firmatario: Caputo Salvino

   N. 22 - Verifica dell'applicazione della legge regionale n. 5 del
  2011 in materia di contrasto alla criminalità organizzata.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.   40   -   Chiarimenti  circa  l'installazione   di   pannelli
  fotovoltaici  sui  tetti  degli edifici pubblici  di  Casteldaccia
  (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Ferrandelli Fabrizio; Maggio Maria Leonarda

   Avverto  che  le  interrogazioni testé annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  17  - Provvedimenti urgenti a sostegno delle famiglie e delle
  imprese del comparto agricolo e della pesca.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Economia
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  26  -  Attuazione  del contratto di programma  regionale  con
  l'ITALTEL  di Carini (PA) ed  iniziative  per  il mantenimento dei
  relativi livelli occupazionali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  27  -  Chiarimenti  sui fondi paritetici  per  la  formazione
  professionale nelle piccole e medie imprese.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Firmatario: Caputo Salvino

   N. 28 - Costituzione del fondo etico regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Caputo Salvino

   Le  interrogazioni testé annunziate saranno inviate al Governo  e
  alle competenti Commissioni.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
  richiesta di risposta scritta:

   N.   18  -  Pagamento  delle  retribuzioni  ai  dipendenti  degli
  sportelli multifunzionali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Istruzione e Formazione

   Firmatario: Caputo Salvino

   N.   19   -   Notizie  sul  futuro  dell'ospedale  A.  Ajello   e
  sull'attivazione dei servizi in dotazione dell'area  di  emergenza
  in via Livorno a Mazara del Vallo (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Palmeri Valentina; Troisi Sergio

   N.  20  - Pagamento delle retribuzioni ai dipendenti della  ditta
  Autolinee Giordano.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Economia
   Firmatario: Caputo Salvino

   N. 21 - Ripristino del servizio di elisoccorso di Pantelleria.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  23  -  Revoca  del decreto del 9 agosto 2012  in  materia  di
  accreditamento e contrattualizzazione  delle  strutture  sanitarie
  di medicina di laboratorio private.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Caputo Salvino

   N. 24 - Pagamento degli stipendi ai lavoratori forestali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Caputo Salvino

   N. 25 - Salvaguardia dell'Istituto zootecnico per la Sicilia.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Caputo Salvino

   N. 29 - Finanziamento dell''Avviso 20'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  30  -  Ricostituzione del c.d.a. dell'Istituto Autonomo  Case
  Popolari  di  Messina. Iniziative per combattere  l'assenteismo  e
  predisporre meccanismi di controllo della gestione dell'Ente.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Germanà Antonino Salvatore

   N.  31  - Costituzione delle Società per la regolamentazione  del
  Servizio   di   Gestione  Rifiuti.  Iniziative  per   evitare   il
  commissariamento  degli  enti  locali  in  ritardo  nei   relativi
  adempimenti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Caputo Salvino

   N. 32 - Sblocco dei fondi per il commercio.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Caputo Salvino

   N.  33  -  Misure  finalizzate a favorire il  settore  turistico-
  alberghiero di Cefalù (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   - Assessore Attività produttive
   Caputo Salvino

   N. 34 - Iniziative per scongiurare l'esclusione dei 225 Tutors ex
  PiP dal bacino 'Emergenza Palermo'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Caputo Salvino

   N. 35 - Provvedimenti urgenti per l'agricoltura siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Assenza Giorgio

   N.  36  -  Notizie sugli alloggi confiscati alla  criminalità  ed
  assegnati alla Questura di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Caputo Salvino

   N.  37  -  Avvio dei corsi di restauro presso l'Università  degli
  Studi di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Caputo Salvino

   N.    38    -   Notizie   sul   finanziamento   spettante    alla
  cooperativa Mediterranea Sicula.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Caputo Salvino

   N.  39  -  Iniziative  in  favore dei  lavoratori  CO.CO.CO.  del
  Consorzio ASI di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Caputo Salvino

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
  Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   N.   2   Iniziative  per  impedire  l'installazione  del  sistema
  militare  MUOS  presso  la base militare di Niscemi  (CL) ,  degli
  onorevoli   Ferrandelli  Fabrizio;  Alloro  Mario;  Maggio   Maria
  Leonarda; Marziano Bruno, presentata il 27 dicembre 2012;

   N. 3  Applicazione dell'art. 6, comma 1, lettera 'h', della legge
  regionale  n. 5 del 2009 relativo al potenziamento e  al  distacco
  del  P.O.  di Augusta da quello di Lentini (SR) , degli  onorevoli
  Zito  Stefano;  Cancelleri   Giovanni Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciaccio  Giorgio; Ciancio Gianina;  Ferreri Vanessa; Foti  Angela;
  La   Rocca   Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri  Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Troisi Sergio;  Venturino
  Antonio; Zafarana Valentina, presentata il 27 dicembre 2012;

   N.  4   Istituzione  di  un  fondo  a  sostegno  delle  spese  di
  trasferimento e soggiorno sostenute dai cittadini residenti  nelle
  Isole  Minori per sottoporsi ai trattamenti di cure per  patologie
  tumorali  e/o  prestazioni sanitarie non erogate  dalle  strutture
  sanitarie  esistenti  in  loco , degli onorevoli  Cimino  Michele;
  Grasso   Bernadette  Felice;  Lantieri  Annunziata  Luisa;  Savona
  Riccardo; Tamajo Edmondo, presentata il 27 dicembre 2012;

   N.  5     Costituzione ai sensi degli articoli 29 e  29  ter  del
  Regolamento  interno dell'ARS, di una commissione parlamentare  di
  studio  per  l'individuazione di misure volte alla trasparenza  ed
  alla riduzione dei costi degli apparati pubblici regionali , degli
  onorevoli  Grasso  Bernadette  Felice;  Cimino  Michele;  Lantieri
  Annunziata  Luisa; Savona Riccardo; Tamajo Edmondo, presentata  il
  27 dicembre 2012.

   Avverto  che  le  mozioni testé annunziate saranno  demandate,  a
  norma  dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

              Comunicazione di nomina di Vice Capo Gruppo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Dipasquale,  Presidente  del
  Gruppo  parlamentare   Territorio, ha comunicato   che  l'onorevole
  Anselmo è stata nominata vice Capogruppo.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Ardizzone


                    Discussione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Si passa all'ordine del giorno. Era previsto  che  al
  primo punto vi fosse l'autorizzazione all'esercizio provvisorio per
  l'anno  2013. Risulta che gli uffici stanno verificando, in  questo
  momento, che, proprio da qualche minuto, siano pervenuti, da  parte
  del Governo, i documenti finanziari, per cui le Commissioni che già
  da  ieri  sono  state allertate - la II, nonché le  Commissioni  di
  merito, mi riferisco alla V - non hanno potuto lavorare in mancanza
  di  documenti, a parte la V Commissione, che ha esitato nel  merito
  il disegno di legge, ma che deve prendere atto, una volta che si  è
  riunita,  come  ben  sapete,  la II  Commissione  per  la  relativa
  copertura finanziaria.
   Dovendosi ancora definire anche il numero 58  Norme in materia  di
  personale.  Disposizioni contabili . da parte della V  Commissione,
  si  passa all'esame del disegno di legge n. 56-Stralcio/A  Norme di
  modifica  alla  gestione integrata dei rifiuti di  cui  alla  legge
  regionale 8 aprile 2010, n. 9. ,  posto al numero 2).

    Discussione del disegno di legge numero 56-Stralcio/A «Norme di
    modifica alla gestione integrata dei rifiuti di cui alla legge
                    regionale 8 aprile 2010, n. 9»

   PRESIDENTE. Si procede, pertanto, alla discussione del disegno  di
  legge  numero  56-Stralcio/A:  «Norme  di  modifica  alla  gestione
  integrata dei rifiuti di cui alla legge regionale 8 aprile 2010, n.
  9».
   Invito  i componenti la IV Commissione a prendere posto nel  banco
  alla medesima assegnato.
   Essendo   il   primo  disegno  di  legge,  ricordo  che   potranno
  presentarsi emendamenti fino al termine della discussione generale,
  secondo le modalità stabilite dagli articoli 112 e 111, comma 1 bis
  del Regolamento interno.
   Invito l'onorevole Ferrandelli, relatore, a svolgere la relazione.

   FERRANDELLI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  con
  il presente disegno di legge, all'interno del modello organizzativo
  delineato  dall'attuale  testo  della  legge  numero  9  del  2010,
  s'intende  prevedere la possibilità che, all'interno  degli  ambiti
  territoriali  ottimali già definiti, i comuni, in forma  singola  o
  associata,  secondo le modalità consentite dal decreto  legislativo
  numero   267   del   2000,   possono   procedere   all'affidamento,
  all'organizzazione  ed alla gestione del servizio  di  spazzamento,
  raccolta  e  trasporto, sulla base di un piano  di  intervento  che
  dovrà   essere   coerente  con  il  piano  d'ambito  ed   approvato
  dall'assessorato regionale competente.
   Anche  in  questo caso, saranno, poi, i singoli comuni a procedere
  alla sottoscrizione del contratto di servizio con l'appaltatore, ad
  erogare il relativo corrispettivo e ad esercitare il controllo  del
  regolare adempimento dello stesso.
   I  commi  3,  4  e 5 dell'articolo 1 del disegno di legge  mirano,
  invece,  ad  adeguare il testo della legge numero 9 del  2010  alla
  sopra descritta modifica.
   Il  comma  6 interviene, invece, nella semplificazione dei  regimi
  autorizzatori in materia di Autorizzazione integrata ed  ambientale
  (AIA),  che  vengono  assegnati univocamente al Dipartimento  delle
  acque  e  dei  rifiuti, ferme restando le competenze che  diventano
  endoprocedimentali nel rilascio di pareri da parte  di  altri  rami
  dell'amministrazione regionale, ovvero dell'assessorato  territorio
  ed ambiente.
   Viene,   altresì,  prevista  la  creazione  di   una   stanza   di
  conciliazione  presso  il Dipartimento regionale  per  dirimere  le
  controversie  fra gli enti locali presenti nell'ambito territoriale
  ottimale.   Vengono,  poi,  previste  le  proroghe  delle   attuali
  gestioni,   al   fine   di   scongiurare   qualsiasi   interruzione
  nell'erogazione  del  servizio  pubblico  essenziale   ed   evitare
  l'insorgere di qualsivoglia pericolo per la salute dei cittadini  e
  dell'ambiente  nel periodo transitorio necessario  per  l'effettivo
  avvio  del  nuovo sistema che, comunque, non potrà oltrepassare  la
  data  del  30  settembre  2013  ed  un  conseguente  riallineamento
  temporale  di  tutte  le scadenze previste dall'articolo  19  della
  legge numero 9 del 2010.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. E' iscritto a
  parlare l'onorevole Di Mauro.
   Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   non   c'è
  l'assessore. Aspettiamo che rientri in Aula l'assessore.
   Signor  Presidente,  Governo, credo che questo  disegno  di  legge
  risponda  alle  esigenze  di dovere necessariamente  prorogare  una
  scadenza che era prevista nella legge numero 9 del 2010. Credo  che
  abbia  affrontato  anche  altri temi per i  quali,  su  alcuni,  ci
  troviamo assolutamente d'accordo e, per altri, sentiamo il  bisogno
  di rappresentare alcune perplessità.
   Siamo d'accordo in ordine al comma 6, punto 5 ter e 5 quater,  che
  trattasi  dell'unificazione del soggetto competente  in  ordine  al
  rilascio di autorizzazione integrata ambientale e relativamente  al
  punto  successivo, che è una sorta di responsabilità che il Governo
  della  Regione  vuole  assumere  in  ordine  alla  risoluzione  dei
  conflitti   fra  i  soggetti  pubblici  coinvolti  nella   gestione
  integrata dei rifiuti.
   Gli  altri  due  punti  che  sono  stati  affrontati  e  che  sono
  applicativi di una disposizione legislativa nazionale che, a nostro
  parere,  è  stata ampiamente superata dall'articolo  1,  comma  23,
  della  legge  numero  221  del  2012 rappresenta  un'opportunità  -
  secondo  questo  dettato del disegno di legge -  di  consentire  ai
  comuni, in forma associata o attraverso una convenzione, di  potere
  ricorrere  a  forme  di  affidamento a soggetti  senza  per  questo
  ricorrere al cosiddetto organismo intermedio previsto dal Governo.
   Credo  che questa opportunità che viene consentita dalla normativa
  regionale,  se  sarà  approvata  dall'Assemblea,  rappresenti   una
  forzatura  rispetto  alla legislazione in atto  vigente  e  che  il
  riferimento  è un riferimento alla norma pregressa che si  intende,
  di  fatto,  superata  dalla  legge che è  stata  pubblicata  il  17
  dicembre  e che, soprattutto, fa sorgere una preoccupazione,  credo
  legittima, ossia che possano moltiplicarsi le centralità di spesa.
   Per  le centrali di spesa, infatti, più ci sono centrali di  spesa
  più ci può essere una sorta di diversità in quella che è l'analisi,
  il  computo  metrico, le risorse che sono destinate ad  un'attività
  così  importante come quella dei rifiuti che tutti quanti riteniamo
  essere  andata al di là di quelle che potevano essere le  legittime
  aspettative da parte di tutte le amministrazioni comunali. Non vi è
  dubbio,  infatti,  che non vi è un'unità di coefficiente  stabilito
  per quanto riguarda - l'ho già detto in Commissione, assessore - il
  cosiddetto conferimento in discarica ed ogni discarica  ha  un  suo
  prezzo.
   Non  si  riesce  bene  a  capire perché il  prezzo  è  diverso  e,
  soprattutto,  non  si riesce a comprendere come mai  il  costo  del
  personale  in ogni ATO, facendo un dovuto raffronto con  il  numero
  degli abitanti, è diverso.
   Sono  temi importanti e rischiamo - se l'SRR si vanificasse -  che
  l'economia  di  scala  che si era pensato di realizzare  attraverso
  questo  tipo di struttura verrebbe messa da parte, dando  luogo  ad
  una  sorta  di improvvisazione che ogni centrale di spesa  potrebbe
  immaginare,  fermo restando l'ultimo comma di questo  articolo,  in
  cui  avete indicato che c'è un controllo comunque della Regione  in
  ordine a tutta la tipologia di carattere generale.
   C'è  sempre  questa preoccupazione che riguarda  due  aspetti:  il
  primo,  la questione di carattere legislativo, è che si rischia,  a
  mio parere, un'impugnativa da parte del Commissario dello Stato; la
  seconda, la moltiplicazione delle centrali di spesa.
   Altra questione, dovuta al rinvio di circa un anno dalla scadenza:
  credo  si  debba far fronte, da parte del Governo, ad un'azione  di
  accompagnamento  di  responsabilità, per fare  in  modo  che  tutto
  questo  sistema  possa essere messo a regime,  possa  essere  messo
  sotto lo stretto controllo, per quello che attiene ai costi, perché
  questo ulteriore anno di proroga porterà ad un incremento dei costi
  -  che  fino ad oggi ci sono stati - ad un aumento della situazione
  debitoria.
   Signor  assessore,  le  volevo chiedere se fosse  possibile  avere
  contezza  dell'importo  reale  di questo  debito  che  riguarda  il
  sistema degli ATO.
   Abbiamo  sentito un balletto di cifre; ultimamente  il  Presidente
  della   Regione,  nella  sua  relazione,  ha  indicato  una   cifra
  straordinaria,  di  gran  lunga superiore  a  quelle  che  sono  le
  aspettative, di un miliardo e settecento milioni; credo sia di gran
  lunga inferiore. Vorremmo avere contezza, anche per comprendere  se
  questa  liquidazione potrà essere una tappa di arrivo reale  oppure
  questa attività di liquidazione durerà anni e anni con un onere che
  non si comprende - alla fine - chi dovrà pagare.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino.  Ne  ha
  facoltà.

   D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'apprezzare
  il  disegno  di legge proposto in Aula dal Governo e nel  ritenerlo
  positivo  ai fini della soluzione, speriamo, di un problema  annoso
  che, per anni, fra l'altro, ha impegnato quest'Assemblea e le varie
  Commissioni, al fine di definire e chiudere una pagina  drammatica,
  che è stata quella della gestione del servizio dei rifiuti da parte
  di questi ATO, che poco hanno dato in termine di risultato e molto,
  invece,  hanno  contribuito  ad  aggravare  le  casse  del  sistema
  economico  pubblico, e nel ridare, dunque, la responsabilità  e  la
  centralità ai comuni affinchè le responsabilità ritornino ad essere
  dirette  a  livello  territoriale, notiamo e sottolineiamo,  quindi
  segnaliamo,  in  questo  caso al Governo  e  all'assessore  Marino,
  l'esigenza  di  colmare  -  non so, assessore,  se,  attraverso  un
  provvedimento  amministrativo, me lo auguro -  se  fosse  possibile
  attraverso un provvedimento amministrativo, affinchè sia più celere
  e  più  semplice  la  soluzione del problema  che,  secondo  me,  è
  altrettanto  drammatico quanto la soluzione stessa oggi prospettata
  per il problema complessivo.
   Piuttosto che in via normativa, nel senso che, in questo  caso   -
  poi spiegherò perché - repetita iuvant - perché ci troviamo, signor
  Presidente, signor assessore, ci troviamo davanti ad una  serie  di
  comportamenti che l'Amministrazione regionale, negli  ultimi  anni,
  ha  adottato,  cioè quello di fronteggiare le emergenze  attraverso
  delle anticipazioni.
   Queste  anticipazioni sono state in favore o degli  Ato  piuttosto
  che  dei  comuni  che  erano  in  difficoltà  e  non  riuscivano  a
  fronteggiare la crisi emergenziale del sistema rifiuti.
   Si  parla  di  cifre intorno ai seicento milioni di  euro  che  la
  Regione siciliana, a vario titolo, avrebbe anticipato agli Ato o ai
  comuni.  Quando parlo di Ato, mi riferisco lo stesso ai comuni,  in
  quanto  gli  Ato  sono  al  cento  per  cento  dei  comuni  che  li
  costituiscono,  quindi, i comuni continuano ad  averne  la  diretta
  responsabilità.
   Bene,  per l'ultima parte di questi seicento milioni circa, per  i
  quali siamo stati già ammoniti severamente dalla Corte dei conti  -
  quindi,  anche  questo  va  messo  a  verbale  e  va  rilevato,  va
  sottolineato e non va dimenticato per non essere ammoniti  e,  poi,
  espulsi come potrebbe accadere alla prossima rilevazione - dobbiamo
  rilevare  che  gli  ultimi cento milioni circa,  come  mi  dice  il
  Direttore generale, dottor Lupo, che per questo apprezzo, perché ha
  trovato una parte di soluzione al problema, abbiamo la certezza che
  dovranno  essere  restituiti dai comuni beneficiari  attraverso  un
  piano di rientro che è stato fermamente disciplinato.
   Purtroppo, per la parte più consistente, quindi circa 500  milioni
  - non so qual è la cifra esatta - probabilmente, occorrerebbe anche
  fare  una vera e propria rendicontazione precisa di quelle che sono
  le somme effettivamente anticipate in questi anni, per questa prima
  parte,   sebbene  la  legge,  la  legge  numero  9  del  2010,   la
  finanziaria,  abbia in maniera chiara definito paletti,  competenze
  ma,  soprattutto, responsabilità da parte degli enti Ato  o  comuni
  che  fossero  che ricevevano queste anticipazioni  e,  quindi,  che
  dovevano essere restituite; in questo momento, la Regione, a  vario
  titolo, sia esso il Dipartimento di protezione civile, sia esso  il
  Dipartimento  dell'AR,  sia  esso  la  Ragioneria,  non  hanno  gli
  strumenti per avere restituite queste somme.
   Credo siano somme di una rilevanza incredibile, signor Presidente,
  anche perché, in questo momento, saranno iscritte in bilancio tra i
  residui  attivi  e,  quando poi ci accorgeremo che  questi  residui
  attivi   non   dovessero  essere  più  esigibili,  avremmo   creato
  l'ennesimo  buco  enorme di bilancio e non credo che  questo  possa
  essere desiderio di quest'Assemblea, non debba essere  desiderio di
  questo Governo.
   Noi,  però,  sappiamo, signor Presidente - è bene  che  lo  sappia
  anche  lei,  signor assessore - che, purtroppo,  gran  parte  della
  politica  siciliana tifa affinché questo buco rimanga  nei  bilanci
  della  Regione  siciliana  e non vada, invece,  riversato,  come  è
  giusto  che sia, a chi di competenza ha avuto queste anticipazioni.
  Questo,   infatti,  crea  -  e  concludo  -  anche   un   principio
  sperequativo.
   I  comuni che non hanno chiesto anticipazioni hanno risolto i loro
  problemi  facendo  affidamento  ai  cittadini  piuttosto  che  agli
  equilibri  di  bilanci  interni;  oggi,  si  ritrovano  doppiamente
  svantaggiati  perché  non  hanno chiesto anticipazioni,  non  hanno
  avuto prestiti da parte della Regione; chi le ha avute, ne ha avuto
  già  un  sollievo. Le deve restituire, perché le deve restituire  a
  tasso zero, quindi, è già un grande vantaggio.
   Se  non  le dovesse restituire, sarebbe una vergogna, uno scandalo
  di cui ci staremmo macchiando tutti quanti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   assessori,
  l'apprezzamento  per  l'ottimo  lavoro  svolto  dalla   Commissione
  territorio  e  ambiente e dal suo presidente  non  può  esimere  il
  Parlamento  e chi vi parla, in particolare, dall'affrontare  alcune
  tematiche che attengono alla questione dei rifiuti in Sicilia.
   E'  chiaro  che stiamo approvando un disegno di legge o, comunque,
  lo  stiamo  esaminando  in  questo  momento  che,  sostanzialmente,
  concede  una proroga agli attuati ATO rifiuti e, quindi, anche  con
  l'inserimento dell'ATO idrico e che consente in questi  termini  ai
  comuni di potersi preparare per la gestione diretta del servizio in
  forma associata.
   Credo  che  sia  un  disegno  di legge molto  semplice,  anche  se
  indubbiamente  è  atteso, ma che non risolve i gravi  problemi  che
  oggi attraversano quasi il 90 per cento dei comuni della Sicilia  e
  del territorio siciliano.
   Chi come me - e credo molti - ha l'abitudine di alzarsi presto  la
  mattina  e di cominciare la giornata leggendo anche i giornale,  ha
  avuto  modo  di  apprendere che, nelle prime pagine dei  quotidiani
  siciliani, campeggia un titolo: il default dell'igiene pubblica  in
  Sicilia.
   E  chi  gira  -  credo  molti di noi - io lo faccio  da  anni,  il
  territorio  di  competenza, ma anche di altri  comuni  delle  altre
  province, si rende conto che, prima ancora di leggere il  nome  del
  comune  sulla segnaletica, ci rendiamo conto di dove siamo arrivati
  a seconda della quantità e dalla mole dei rifiuti abbandonati.
   Oggi, sotto il Palazzo del Parlamento, vi sono i lavoratori di uno
  dei  più criticati ambiti della provincia di Palermo, che è  quello
  del Coinres. Il sindaco Di Giacinto che, oggi, è apprezzatissimo  e
  validissimo  parlamentare, sa benissimo che gran  parte  della  sua
  giornata da sindaco l'ha passata e la passa occupandosi dei rifiuti
  nel suo territorio.
   Abbiamo fatto una riforma. Non so se abbiamo liberato dalla  mafia
  il  comparto  dei  rifiuti.  Non lo so  ancora.  Certamente,  però,
  abbiamo  creato  la  nuova  casta dei ricchi  in  Sicilia,  cioè  i
  titolari delle discariche private.
   Oggi, i comuni sono condizionati e sono succubi delle società  che
  gestiscono le discariche private.
   Signor Presidente e signor assessore per l'energia e i servizi  di
  pubblica  utilità,  vi voglio ricordare che la  maggior  parte  dei
  comuni,  oggi, non è in condizione di raccogliere i rifiuti  perché
  le  discariche non aprono i portoni, perché non vengono pagati.  E,
  quindi,  i  rifiuti  non si raccolgono e il settore  dell'igiene  e
  sanità  del  nostro territorio rimane in condizioni di  assoluta  e
  gravissima pericolosità.
   Questi  sono  temi  che  non  stiamo affrontando  oggi,  onorevoli
  colleghi.  Ci stiamo limitando soltanto ad approvare un disegno  di
  legge  che  concede una proroga ma che lascia inalterato il  dramma
  legato alla raccolta, al trasporto e al conferimento dei rifiuti in
  Sicilia.
   Posso  dirle,  assessore, che i rifiuti  del  comune  di  Monreale
  vengono conferiti a Catania.
   Lei  sa  che  ogni mezzo che arriva a Catania costa  600  euro  al
  giorno,  soltanto  per il carburante? Che i mezzi  trasportano  due
  coppie di autisti perché, ogni 100 km, bisogna cambiare l'autista?
   E,  oggi, il rifiuto costa ad ogni cittadino centinaia e centinaia
  di euro al giorno.
   Stiamo   soltanto  presentando  un  disegno  di  legge,  onorevoli
  colleghi  della Commissione - e, ripeto, gli apprezzamenti  per  il
  lavoro svolto - , ma non stiamo mettendo le mani nell'acqua calda.
   Ci  stiamo limitando soltanto a risolvere un problema legato  alla
  scadenza del 31 dicembre ma non stiamo affrontando il problema  del
  personale,  degli  amministrativi,  dei  costi  di  gestione,   del
  conferimento in discarica, del disavanzo dei comuni
   La  maggior parte dei comuni - ma so di parlare a persone  attente
  del  ruolo  istituzionale che ognuno di noi è chiamato a ricoprire,
  di Governo o di Parlamento -, la maggior parte dei comuni che hanno
  dichiarato il pre-dissesto ricorrendo alla norma cosiddetta   salva
  enti ,  è  perché  il sistema dei rifiuti ha prosciugato  le  casse
  comunali.
   E  basta guardare di quanto è stata aumentata la tassa sui rifiuti
  solidi  e  urbani  per  capire quant'è la distruzione  che  abbiamo
  determinato all'interno dei comuni siciliani.
   Credo che, oggi, stiamo risolvendo un problema di natura temporale
  ma  stiamo  soltanto accarezzando il problema; non stiamo  entrando
  nel  cuore  del problema e invito il Governo, anche se immagino  lo
  sta  già facendo, a portare subito un disegno di legge organico che
  consenta di potere programmare la gestione dei rifiuti in Sicilia e
  di  evitare  che i veri padroni dell'affare dei rifiuti in  Sicilia
  siano i proprietari delle discariche private che, oggi, sono quelli
  che  stanno  guadagnando milioni  e milioni  di  euro  che  vengono
  sottratti  ai  servizi comunali e che stanno mettendo in  ginocchio
  l'economia dei nostri comuni e dei nostri cittadini.
   Invito  il Governo a queste riflessioni. Assessore, so che  lei  è
  una persona impegnatissima, che conosce molto bene i problemi della
  Sicilia. Il  lavoro straordinario e coraggioso che lei ha fatto, in
  questi  anni,  l'ha  portato  a conoscere,  anche  dal  di  dentro,
  fenomeni  che stiamo affrontando e che, ogni giorno, con la  nostra
  attività, contestiamo e combattiamo per quello che ognuno di noi sa
  fare  ed ha il coraggio di fare in ogni momento della sua giornata.
  Le  devo dire che o mettiamo mano veramente al problema dei rifiuti
  in  Sicilia o, oggi, usciremo con una proroga ma che non  risolverà
  assolutamente il problema gravissimo dei rifiuti in Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,  stiamo
  trattando  certamente una delle problematiche più  complesse  della
  nostra Sicilia.
   La  gestione dei rifiuti ha portato sicuramente ad un  debito  non
  quantificato  fino  ad ora ma, comunque, superiore  al  miliardo  e
  mezzo.
   Durante  la campagna elettorale, il primo punto del programma  del
  Presidente  Crocetta era quello di fare ritornare la  gestione  dei
  rifiuti ai comuni in forma singola ed associata.
   Ci  troviamo  qui  di  fronte  ad una proroga  condivisibile  che,
  certamente,   pone  qualche  problema,   perché  sappiamo,   signor
  assessore, che il 31 dicembre scadono molti degli affidamenti degli
  ATO  o  delle gestioni liquidatorie degli ATO, che pur non  avendo,
  praticamente,   sentito  i  sindaci,  pur  non   avendo   convocato
  l'assemblea, hanno fatto delle gare che sicuramente hanno un  costo
  di  tre, quattro volte tanto, rispetto a quella che era la gestione
  affidata ai comuni.
   Ora,  qui,  si pone un problema, che è un problema pratico.  Avevo
  presentato  un  emendamento,  che ripresenterò in questa  sede,  in
  Aula, sperando di cogliere anche il senso di questo emendamento che
  vuole  semplificare le procedure di gestione da parte  dei  comuni,
  anche  nella  fase iniziale del primo giorno del 2013,  perché  pur
  avendo  dato  la  possibilità ai comuni,  nella gestione  in  forma
  singola od associata, tutto viene subordinato ad un'approvazione da
  parte dell'assessorato che potrà avvenire entro sessanta giorni,  e
  poi,  con  ulteriore  integrazione,  potrà  arrivare  a  centoventi
  giorni:   il  2  ter,  dispone che deve essere approvato  da  parte
  dell'assessorato.
   Mi sono permesso di aggiungere che nelle more, dopo l'adozione del
  piano  previsto,  i  comuni possono affidare  provvisoriamente  con
  clausola   espressa,   perché   previsto   dalla   nostra    norma,
  l'affidamento    della    gestione   dei    servizi    in    attesa
  dell'approvazione  da  parte  dell'assessorato,  che  non  è  poco,
  perché,  praticamente, centocinquanta comuni, in  forma  singola  o
  associata, chiederanno la possibilità della gestione dei rifiuti e,
  quindi,  dell'affidamento,  e dovendo aspettare  l'esame  da  parte
  dell'assessorato, i tempi si spostano di quattro  mesi.  In  questi
  quattro  mesi, i comuni avranno grossi problemi, perché,  assessore
  lei  arriva  ora al governo e non ha potuto seguire il   precedente
  farraginoso  iter. Oggi la situazione qual è? Gestione liquidatoria
  senza  averne  il titolo;  hanno fatto degli appalti senza  passare
  dall'assemblea dei comuni.
   Questi  appalti  costano  tre,  quattro  volte  tanto,  quanto  la
  gestione dei comuni, arriviamo ad una moltiplicazione dei debiti da
  parte della Regione che vorrebbe rivalersi sui comuni che non hanno
  finora  avuto  l'approvazione  in  assemblea,   né  fatto  un  atto
  consiliare,  né  fatto un atto di giunta, per cui  già  il  TAR  ha
  sospeso   -    ci   sono  diverse  sentenze  -   la  richiesta   di
  commissariamento da parte della Regione.
   Penso, allora, che sia venuto il momento di arrivare ad un sistema
  molto semplice.
   Nell'attesa  delle  SRR, che devono, a questo punto,  essere  solo
  organi  di  indirizzo  e non di gestione, nell'attesa  che  vengano
  approvati  i piani, è chiaro che bisogna dare la facoltà ai  comuni
  di  potere  fare l'affidamento del servizio, perché il comune  deve
  essere  responsabile, sicuramente, in solido nella parte economica,
  ma  deve essere, pure, titolare della gestione del servizio  perché
  altrimenti  il non affidamento diretto da parte del  comune  o  dei
  comuni  in  forma associata porterà ad una lievitazione  dei  costi
  senza che i comuni possano essere coinvolti.
   Credo  che  la  norma,  in linea di massima,  vada  bene,  se  noi
  mettiamo  dei paletti di semplificazione e diamo la possibilità  ai
  comuni  di  dare  gli affidamenti anche provvisori,  in  attesa  di
  quelli   che   devono   essere   i  giusti   controlli   da   parte
  dell'assessorato, noi risolveremo gran parte  dei problemi.
   Altrimenti, sa qual è la mia stima? In quattro mesi la spesa ed  i
  debiti  lieviteranno  di  almeno  altri  quattrocento,  cinquecento
  milioni  di euro. Ed allora è così semplice cercare di dare  quello
  che  deve  essere fatto fra quattro mesi, diamo la  possibilità  di
  farlo, con clausole espresse.
     Lei leggerà l'emendamento, se vorrà lo modificherà come riterrà,
  però,  questo è il primo punto. L'altro punto, ne faceva  cenno  il
  collega  Caputo:   noi abbiamo una situazione di disastro.  Abbiamo
  delle  discariche che non accettano nemmeno più i mandati da  parte
  dei  Comuni, non accettano nemmeno le somme da parte degli ATO,  né
  gli  impegni di spesa, o i mandati; vogliono direttamente   mandati
  liquidi' per potere fare e scaricare nelle discariche.
     Siamo  arrivati al punto in cui la pubblica Amministrazione,  il
  pubblico  interesse si deve piegare a quelli che sono gli interessi
  dei  privati,  i  quali gestiscono in forma associata,  pubblica  o
  privata, ma di fatto inibiscono il servizio di discarica ai comuni.
   Ecco qual è il caos di questi giorni. L'emergenza aumenterà,   se,
  quindi, noi con piccoli possibili aggiustamenti a quello che  è  un
  disegno   di  legge  condivisibile,  noi  riusciremo  a   dare   la
  possibilità  di fare gestire in proprio ai comuni, che molte  volte
  lo  faranno  in  forma liberamente associata, noi  avremo  risolto,
  almeno, il blocco dei debiti da parte degli ATO.
   Questi  debiti,  assessore, noi non sapremo  chi  li  pagherà.  Li
  pagherà  la Regione anticipando ai comuni che oggi non possono  più
  pagare perché fra l'altro subiscono decisioni che sono state  prese
  da   gestioni  liquidatori  degli  ATO  senza  passare   attraverso
  l'assemblea  dei  comuni  o le delibere dei  comuni.  E'  un  fatto
  assurdo  che porta a due risultati: il primo, una gestione  confusa
  nel  servizio dei rifiuti; il secondo,  il ricatto da  parte  delle
  gestioni  delle discariche contro i comuni che bloccano le  entrate
  dei  Comuni.  Veda,  molte  volte  si  è  tentato  di  intervenire,
  intervengono  a volte i Prefetti, interviene a volte l'Assessorato,
  ma  sa cosa fanno? Anche senza controlli, perché il problema è  che
  in  questo momento, lei assessore, oggi, forse è più adatto  a  far
  fare dei controlli mirati.
   Veda,  nessuno controlla in discarica qual è il peso dei  rifiuti.
  Portiamo  in  discarica  senza  una  vera  differenziazione  o  una
  raccolta  differenziata.  Perché gli  ATO  di  fatto,  le  gestioni
  liquidatorie,  almeno dalle mie parti, non hanno funzionato  e  non
  hanno fatto i controlli seri che dovevano essere fatti. Allora  noi
  paghiamo le discariche per tre volte tanto almeno, perché  il  peso
  non  viene  da  nessuno controllato. Non abbiamo la possibilità  da
  parte  dei  comuni di avere una gestione propria, perché i  sindaci
  rispondono  di  fronte alle Amministrazioni  di  fronte  ai  propri
  cittadini, non sono come le gestioni liquidatorie degli ATO che non
  rispondono ai cittadini direttamente. E chiudo.
   Io  non ho fatto eccezioni, signor Presidente, dal momento che  il
  Regolamento  interno  prevede  che gli  emendamenti  devono  essere
  presentati  in Commissione però questo, da parte della  Presidenza,
  vuol  dire dare a tutti i presidenti di Commissione una indicazione
  ben precisa che i disegni di legge depositati devono essere messi a
  conoscenza dei singoli deputati attraverso le e-mail e che  non  si
  può  dare un'ora per presentare gli emendamenti. Mentre io sono  in
  macchina da  Palermo a Messina, vengo a sapere, per caso,  che  c'è
  un'ora per presentare gli emendamenti.
   Io   credo  che  noi  dobbiamo  trovare  delle  soluzioni,  signor
  Presidente,  anche  in  linea  con il Regolamento  interno  ma  che
  mettano  tutti i deputati nelle condizioni di effettuare il proprio
  lavoro.  Perché in un'ora non c'è la possibilità di presentare  gli
  emendamenti,  signor  Presidente  dell'Assemblea,  bisogna  che  il
  disegno  di  legge -  dal momento in cui viene depositato  -  venga
  messo a  conoscenza di tutti i deputati, dando termini congrui,  io
  non  dico  che qui non  siamo in emergenza, ma non può essere  data
  un'ora  o mezz'ora per presentare i subemendamenti agli emendamenti
  del  Governo.  Quindi,  credo  che in  queste  condizioni  noi  non
  possiamo lavorare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Laccoto, in effetti noi stiamo operando  in
  tempi  molto ristretti visto l'eccezionalità della materie e  delle
  scadenze  che  ci  sono.  Quindi,  stiamo  chiedendo  un   po'   di
  comprensione a tutti i parlamentari abusando, forse, della pazienza
  di  ciascuno di noi. Comunque, verrà esaminato,  ora vedremo  come,
  da parte della Commissione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Scoma.  Ne  ha
  facoltà.

   SCOMA.  Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli  colleghi,  noi
  metteremo  tutta la comprensione possibile, ma penso  che  ciò  non
  vorrà  dire approvare ad occhi chiusi un disegno di legge  che,  mi
  rendo  conto,  dato  il  periodo e le scadenze,  appare  importante
  approvare  immediatamente,  ma  abbiamo  anche  noi  necessità   di
  confrontarci.
   Le  chiedo pure, rivolgendomi al Governo, di sapere una tempistica
  certa  su  quando  arriverà  in Aula  il  bilancio  e  quando  sarà
  possibile  procedere  all'approvazione dell'esercizio  provvisorio,
  visto  che subiamo rinvii di ora in ora e vorremo anche noi  essere
  messi  in grado di potere svolgere regolarmente il nostro ruolo  di
  parlamentari.
   Qualche  giorno fa ho avuto modo, assessore Marino, di intervenire
  in  Commissione  Bilancio per esprimere le mie  perplessità  su  un
  disegno  di legge che ovviamente appare stringato in pochi articoli
  ma  che avrebbe avuto probabilmente bisogno di essere integrato  su
  una serie di norme o su una serie di provvedimenti che, penso e  mi
  auguro, e le chiedo potranno far parte di una seduta ad hoc o di un
  nuovo   disegno  di  legge  che  potrà  permettere   un   riordino,
  probabilmente, più mirato, un riordino certo.
   Non  voglio essere ripetitivo ma non sappiano ad oggi la  certezza
  sul  debito che gli ATO hanno prodotto in questi anni. Siamo  certi
  dell'inefficacia  della loro creazione che, subito  dopo  due  anni
  dalla  loro  nascita, aveva visto una marcia indietro e  non  siamo
  certi  della  loro estinzione perché sono già due anni che  avremmo
  dovuto cancellarli e sono ancora in vita.
   Nel  2008  il debito presunto degli ATO ammontava a circa seicento
  milioni  di euro, oggi sento delle cifre preoccupanti, si parla  di
  un  miliardo e settecento milioni di euro di debito e probabilmente
  domani saranno due miliardi di euro.
   Mi  chiedo se su un problema così scottante non abbiamo bisogno di
  fare una riflessione maggiore e di pensare quali siano realmente  i
  costi  e quali siano i costi ATO per ATO. Credo che sia giusto  che
  lei,  assessore Marino, quando avrà la possibilità di  confrontarsi
  con gli uffici e con i vari ambiti sarà così cortese da fornirci  i
  costi  ATO  per  ATO, perché il problema della gestione  che  è  un
  problema annoso sta continuando ad incrementare i costi e noi siamo
  certi  che un' attività di controllo maggiore potrà incidere  sulla
  diminuzione degli stessi.
   Sulle discariche sono d'accordo con il collega Caputo ma anche con
  l'onorevole Laccoto, sono intervenuti ma era già stata  oggetto  di
  ragionamento anche questa.
   Siamo certi che le discariche sono quelle che producono i maggiori
  costi,  siamo certi, pure, che i costi delle discariche sono  costi
  diversi,  discarica  per discarica, e a volte  i  costi  in  alcune
  discariche  sono  tripli  rispetto  ad  un'altra  e  se  a   questo
  aggiungiamo  i costi che una azienda deve sostenere per  portare  i
  propri  camion  a  scaricare  a duecento,  trecento  chilometri  di
  distanza  ci  rendiamo  conto  come i costi  lievitino  in  maniera
  esagerata.
   Non so adesso se sarà utile che la gestione torni direttamente  ai
  comuni,  ma  è  pur vero che i comuni accusano la  Regione  che  il
  concessionario  non riesce a riscuotere tutte le  somme  necessarie
  per  coprire il deficit. I comuni dicono che forse il 45 -  50  per
  cento si riesce a riscuotere.
   Allora,  credo che sarà lì anche oggetto di ragionamento,  parlare
  con  il concessionario e capire che tipo di impegno finanziario  si
  possa  prendere o che tipo di intervento potrà essere preso. Perché
  non  pensare  ad  un  intervento che  possa  eliminare  in  maniera
  radicale,  certo  non  subito,   con la  dovuta  tempistica  questo
  problema che, oggi giorno, ci assilla sui giornali dei rifiuti.
   Oggi, leggendo il Giornale di Sicilia ho visto Isola delle Femmine
  e   Capaci coperte da montagne di rifiuti e credo che questo non ci
  faccia  onore,  non faccia onore a chi gestisce, non  faccia  onore
  alla  Regione, non faccia onore alla nostra Sicilia  che  vista  da
  quanti  turisti  oggi  avrebbero il piacere di  potere  stare  qui,
  indignati come lo sono già stati, decidono di andare altrove.
   Penso  che è un problema serio, un problema che va affrontato  con
  attenzione,  è  un  problema  di vitale  importanza.  La  ringrazio
  assessore per quello che lei riterrà opportuno di fare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevamo immaginato
  che  dopo  la campagna elettorale e dopo i proclami che in campagna
  elettorale sono stati elargiti a piene mani agli elettori e cioè di
  un impegno a portare avanti una vera e propria rivoluzione,  e dopo
  che nelle varie conferenze stampa il Presidente Crocetta continua a
  parlare di vere e proprie rivoluzioni, ci saremmo aspettati che già
  questo  primo  provvedimento, che oggi arriva all'esame  dell'Aula,
  rappresentasse  esso  stesso  almeno un  inizio  della  rivoluzione
  annunciata.
   Che  poi  non sarebbe neanche una rivoluzione perché,  dopo  sette
  anni  che  si  ha  consapevolezza in quest'Aula del fallimento  del
  sistema  degli ATO rifiuti, di quel sistema che si era  immaginato,
  con  tanto  ritardo,  di dare corso attraverso  quel  sistema,   al
  Decreto  Ronchi,  per sistemare definitivamente il  problema  della
  raccolta  e del conferimento in discarica o per lo meno in impianti
  di   trattamento  e  smaltimento dei rifiuti  attraverso,  appunto,
  questi  ATO,  bene  ci siamo tutti accorti un anno  e  mezzo  dopo,
  perché  credo  che già con l'ultimo Governo Cuffaro,  cioè  con  la
  finanziaria  del  2007, già si era intervenuti  stabilendo  che  il
  sistema  degli ATO rifiuti era stato un fallimento e si  prevedeva,
  già  in  quella  finanziaria, la riduzione degli ATO  ed  una  loro
  razionalizzazione, proprio per venire incontro a quello che era  il
  fallimento  dell'impianto che si era immaginato e cercare,  invece,
  di mettere in piedi una soluzione per risolvere il problema.
   E'  arrivata  poi  la nuova legislatura. Con la nuova  legislatura
  abbiamo  preso  atto,  tutti, che già  c'era  un  debito  di  quasi
  quattrocento milioni di euro ad inizio legislatura, e tenuto  conto
  del fatto che le perdite accertate erano e sono di circa un milione
  e  mezzo di euro al giorno, credo che l'assessore potrà verificare,
  come  è  stato  richiesto, di accertare  quanto  meno  quale  è  la
  consistenza  giornaliera, perché di questo si parla, della  perdita
  giornaliera, del buco finanziario che viene causato da questi  ATO,
  nonostante  i reiterati interventi in quest'Aula: basta prendere  i
  resoconti  d'Aula degli ultimi cinque anni, nonostante i  reiterati
  interventi non si è mai intervenuto.
   Vedete, quando non si interviene su una cosa che palesemente grida
  vendetta,  su  un  argomento  che non è  secondario  perché  stiamo
  parlando di qualcosa che sta trascinando, che ha già trascinato nel
  baratro il bilancio dei comuni, il bilancio della Regione forse,  o
  in  alternativa,  perché delle due l'una,  qualcuno  dovrà  pagare.
  Ora,  quando si dice a chi governa:  Bada bene che non è un'ipotesi
  aleatoria  che  domani  forse aumenterà il  buco,  è  una  certezza
  assoluta .
   Bada bene che se non intervieni oggi, tra un anno sarà di trecento
  milioni  di euro in più il buco. E se passano altri due anni,  sarà
  di  seicento e così è stato, perché da quei trecento milioni e  più
  di inizio giugno 2008,  siamo ad un miliardo e mezzo di euro perché
  se ci fate caso è di trecento milioni di euro all'anno.
   Bene   Quindi, in virtù di questo ci saremmo aspettati che  questo
  Governo, che si annuncia come rivoluzionario, avesse affrontato  il
  problema  con tanto più coraggio a cominciare dal conferimento   in
  delle discariche che  debbono essere pubbliche.
   Assessore, noi abbiamo tanta fiducia in lei. Le discariche  devono
  essere  pubbliche   Perché  non è possibile  che  sulla  pelle  dei
  cittadini siciliani che, prima o poi pagheranno, ci sia chi  faccia
  speculazione.  E  questa  è mafia, perché questa  è  mafia   Perché
  intanto non c'è nessuna regola che stabilisce un prezzo unitario  e
  non  si  capisce perché in un sistema che è regolato  dal  pubblico
  non  ci  debba  essere un prezzo unitario per  il  conferimento  in
  discarica,  non lo si capisce. Tanto più che non siamo in  presenza
  di  impianti  sofisticati di smaltimento  e,  quindi,  ci  potrebbe
  essere  una  giustificazione legata al fatto che ci possono  essere
  discariche  più  attrezzate  e  discariche  tecnologicamente   meno
  avanzate.
   Siamo  in  presenza di discariche  E non si capisce,  appunto,  la
  differenziazione  dei prezzi. Un'altra cosa ci  saremmo  aspettati,
  che il Governo intervenisse, almeno, per impedire -  oltre al danno
  la  beffa  -   oltre al guadagno immenso, smisurato,  senza  freni,
  senza  limiti  e senza controlli, addirittura  l'affronto  che,  di
  fronte  ad  un servizio pubblico e che mette in causa  la  pubblica
  incolumità,  il  Governo  non impedisca che  un  qualunque  gestore
  privato di discariche possa chiudere le porte ai comuni che  devono
  conferire  in  discarica. Almeno questo, assessore, almeno  questo
  Perché ne và della dignità del Governo stesso.
   E  poi  il ritorno ai comuni, lo diceva l'onorevole Laccoto  -  io
  sono  d'accordo  -  se possibilità di ritorno  ai  comuni  ci  deve
  essere,  che  sia una possibilità quanto più immeditata  possibile,
  una  facoltà quanto più immediata possibile, perché se ci affidiamo
  alle  lungaggini burocratiche di quanto prevede il disegno di legge
  che abbiamo in discussione, qui ce ne andiamo almeno a sei mesi,  e
  fra  sei mesi saremo in presenza di ulteriori cento, centocinquanta
  milioni  di euro di buco, quando non riusciamo a trovare i  cinque,
  sei milioni di euro per assicurare la proroga ai precari.
   Tutto  questo  deve finire, il Governo deve avere il  coraggio  di
  affrontare  il  problema serio e grave, appunto, si  tratta  di  un
  problema serio e grave e che riguarda le finanze della Regione e la
  salute dei cittadini, affrontando   il toro per le corna . Lo  deve
  risolvere  con  grande  risolutezza sapendo  che  non  si  può  più
  trascinare nel tempo questo vero sconcio.
   Quindi,  confidiamo  che il Governo apporti qualche  modifica  per
  raccogliere quanto noi testé abbiamo suggerito.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi sono quattro deputati  iscritti
  a   parlare.   Ha   chiesto  nuovamente  di   parlare   l'onorevole
  Ferrandelli, lo potrà fare alla fine degli interventi.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  penso  che  la
  gestione  dei  rifiuti in Sicilia sia un problema molto  importante
  quanto pesante,  sia la gestione, sia anche i messaggi che arrivano
  mediaticamente, per cui l'attenzione che pone questo Governo io  la
  condivido perché non appena insediato, ritengo che lei abbia  fatto
  già  un  passo  avanti. Il fatto di poter consentire ai  comuni  di
  organizzarsi  in  modo  autonomo ciò sta  a  dimostrare  che  si  è
  intrapresa la via per sgravare i comuni che per quanto riguarda  il
  sistema dei rifiuti li ha stremati economicamente.
   Oggi  tantissimi comuni siciliani hanno grossissime difficoltà  di
  gestione  proprio  legati all'enorme peso economico  che  grava  su
  questi comuni proprio per la gestione dei rifiuti. E' chiaro che se
  le  SRR  - da cui doveva ripartire la nuova gestione dei rifiuti  -
  fossero  partite,  non saremmo sicuramente a discutere  di   questa
  questione.
   Tanti comuni, oggi, vivono un dramma,  che è quello di trasportare
  i  rifiuti  forse a duecento ed anche a trecento chilometri.  Tutto
  questo  non  solo grava sulle casse comunali ma grava  anche  sulle
  tasche dei cittadini per cui,  ritengo, signor assessore che, oltre
  a  presentare   questo disegno di  legge che  condivido  e  che  il
  nostro gruppo parlamentare condivide, penso che bisogna iniziare  a
  pensare ad un sistema di discariche organizzato che pesi meno sulle
  tasche  dei cittadini. E' chiaro che i precedenti dissesti  di  cui
  tanti  comuni  oggi  vivono,  vanno guidati  ma  vanno  soprattutto
  indirizzati  verso  una risoluzione per quanto  riguarda  le  spese
  delle discariche.
   Impianti  di discarica che non tanti comuni hanno  Per  cui  penso
  che,  dopo questo disegno di  legge che noi voteremo, lei, in  modo
  organico, dovrà presentarci un sistema adeguato per tutti i  comuni
  siciliani,  sia essi singoli o consorziati -  si sceglierà  poi  il
  metodo  migliore  per  salvare  questi  comuni  -  e,  una  piccola
  attenzione, o sia pure, una grande attenzione, va indirizzata verso
  una organizzazione della differenziata perché penso che una regione
  come  la  Sicilia  che  per tanti anni è stata  vessata  da  questo
  problema  che  è  la gestione dei rifiuti, verso  la  differenziata
  sistematica, competente, odierna, che ci permetterebbe di essere al
  passo con i tempi, quindi, inserita in un contesto europeo, ritengo
  che  lei  assessore  appena  insediato dovrà  pubblicizzare  questo
  metodo,  dovrà  aiutare i comuni e, quindi,  iniziare  un  percorso
  diverso   per  poi,  magari,  smaltire, all'interno  delle  proprie
  discariche, con metodi avanzati, con metodi nuovi che, sicuramente,
  ci permetteranno di pensare sia alle casse comunali e regionali,  e
  sia anche alla salute dei cittadini.
   La  ringrazio  assessore, le auguro un buon  lavoro,  condividendo
  questa norma che voterò positivamente.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  assessore Marino, onorevoli colleghi, penso che oggi sia un  giorno
  importante  per  gli amministratori locali, ma  anche  per  gli  ex
  amministratori,  così  come potrei essere  io,  perché  non  è  una
  semplice  proroga, assolutamente  E' tutt'altro  che  una  semplice
  proroga.  Sta  cambiando di fatto il sistema che ha portato  questa
  Regione  a  farla diventare la seconda Campania. Perché,  guardate,
  apriamo i giornali tutte le mattine e non facciamo altro che notare
  che la Sicilia è invasa dai rifiuti. Non facciamo altro

   CROCETTA,   presidente   della  Regione.   Stiamo   scrivendo   un
  emendamento.  Per  questo motivo l'assessore si è  allontanato.  In
  Aula  ci  sono io che sto seguendo la questione. L'emendamento  che
  stiamo predisponendo le piacerà molto.

   DIPASQUALE. Mi sento abbastanza tutelato dall'onorevole presidente
  della  Regione. Volevo mettermi nelle mani anche dell'assessore  ma
  preferisco mettermi nelle sue mani, anche perché devo dire che  non
  mi sono trovato male,  presidente Crocetta.
   Perché dico che oggi è un giorno importante e che questo atto  non
  può  passare come una semplice proroga? Perché la sensibilità e  la
  lungimiranza di un presidente che è stato anche sindaco riporta  al
  centro  gli  enti  locali, perché quando individuiamo  e  diamo  la
  possibilità  ai comuni, singoli o associati, di potere ritornare  a
  bandire le gare, di potere ritornare a pensare alla politica per lo
  spazzamento  e  per  lo smaltimento, significa davvero  mettere  la
  parola fine e chiudere quella che è stata una stagione a cui  hanno
  partecipato  tutti, tutte le forze politiche, che ha consegnato  la
  Sicilia agli Ato,  che non è stato nient'altro che un percorso  per
  pilotare l'emergenza rifiuti in Sicilia. Signor Presidente,  queste
  cose vanno dette con chiarezza
   C'è stato un disegno: far scattare l'emergenza rifiuti in Sicilia,
  perché  quando scatta l'emergenza rifiuti sappiamo che le  gare  si
  possono  fare  molto  più facilmente, sappiamo  che  da  parte  del
  Governo  nazionale i finanziamenti e le risorse arrivano con  molta
  velocità  nei  territori,  così come è successo  in  Campania,  noi
  sappiamo che sguazza lì il malaffare e la mafia.
   Questo è quanto accaduto in Sicilia e  ancora non siamo  usciti da
  questa  minaccia perché tutti i giorni un comune,  una  realtà,  un
  ambito scoppia; tutti i giorni l'immondizia, in qualche parte della
  Sicilia, rimane per strada.
   Sono  felice che arriva un segnale concreto e non può passare così
  in  silenzio, inosservato e ringrazio di cuore il Presidente  della
  Regione, lo avevo già detto.
   A  chi  parlava  prima di preoccupazione - mi pare l'onorevole  Di
  Mauro  -  del  fatto di creare diverse centrali  di  spesa,  vorrei
  chiedere se sa cosa succede con l'ATO, centralizzando tutto in capo
  all'ATO, succede che  comuni virtuosi come il comune di Ragusa, che
  ha  sempre pagato, si è ritrovato ad avere pignoramenti per milioni
  di  euro  perché  altri  comuni soci non  pagavano  i  soldi  dello
  smaltimento e, quindi, il comune - faccio l'esempio di  Ragusa,  ma
  così  tanti altri comuni in Sicilia -  che aveva da sempre  onorato
  l'impegno  economico veniva a trovarsi le risorse pignorate  perché
  altri  comuni  dell'ATO non pagavano quel servizio di raccolta  dei
  rifiuti.
   Dobbiamo  svincolarci   Ed ha fatto bene, è  stato  bravo,  signor
  Presidente della Regione, perché in una norma che doveva  prevedere
  solamente  la  proroga, è stato inserito un cambio di  rotta  ed  è
  questa  è  la  strada giusta; fermo restando però - e convengo  con
  qualche  collega  -  che  non  abbiamo risolto  definitivamente  il
  problema,  abbiamo  iniziato  a  tamponarlo  perché  ora  i  comuni
  virtuosi  si cercheranno la compagnia di altri comuni virtuosi  per
  potere  fare  sistema  e  per  potersi  mettere  in  condizione  di
  garantire  un  servizio  fondamentale, ma rimangono  degli  aspetti
  rilevanti.
   Primo  fra questi è rappresentato dalle discariche perché  si  sta
  verificando   infatti  una  cosa  assurda:  anni  fa  non   avevamo
  differenziata,  ma non avevamo neanche problemi di conferimento  in
  discarica,  oggi  conferiamo di meno  e  abbiamo  problemi  per  le
  discariche  perché  c'è  una  politica  chiara  che  è  rivolta   a
  privilegiare i privati, perché gli affari sono lì
   Questo  meccanismo va bloccato o permettendo le  discariche  -  di
  certo  non ce la possiamo mangiare l'immondizia  - o permettendo  i
  termovalorizzatori o qualsiasi altra strada, onorevole  Presidente,
  ci  suggerisca  la  strada  e noi la sosterremo  in  questo,  senza
  dubbio.
   Una  soluzione va trovata affinché non scoppi l'emergenza  rifiuti
  in  Sicilia  perché  era un percorso che qualcuno  aveva  posto  in
  essere,   qualcuno   intendeva  portare   avanti,   far   scoppiare
  l'emergenza rifiuti in Sicilia, farla scoppiare a Palermo, ad Enna,
  a Catania, a  Ragusa non ci sono riusciti per un soffio, ma c'erano
  tutte  le  condizioni  in  Sicilia per  far  scoppiare  l'emergenza
  rifiuti. Non ci sono riusciti.
   Personalmente   sono molto più sereno - mi spiace che  l'Assessore
  se  ne sia andato, ma avremo altre occasioni per conoscerci -  sono
  sicuro che anche la presenza di questo tipo di Assessore ci metterà
  nelle condizioni di trovare le soluzioni necessarie affinché questa
  nostra  bella Isola non diventi una pattumiera a cielo aperto  così
  come verificatosi in altre Regioni d'Italia.

   PRESIDENTE.  E' Iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ricordo
  che  le  iscrizioni  a  parlare sono  chiuse  dopo  l'onorevole  Di
  Giacinto,  in  coda  agli  altri,  gli  onorevoli  Grasso,  Turano,
  Ferrandelli, Trizzino, Cordaro e Musumeci.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  chiaramente  è
  merito del Governo se oggi si dà l'avvio, non certo la conclusione,
  della riforma sulla gestione dei rifiuti in Sicilia.
   E'  un  tempo  utile quello che il Governo chiede per scrivere  le
  nuove  norme  che  dovranno  regolarizzare  i  rapporti  in  questa
  complicata vicenda che è quella dei rifiuti.
   Ovviamente,  non ripeto cose che tutti già sappiamo,  peraltro  io
  vivo in una provincia, quella di Agrigento, che è divisa a metà: in
  una  parte si fa la raccolta differenziata e si arriva quasi al  70
  per  cento; in un'altra parte, spesso e volentieri, i turisti oltre
  a vedere la Valle dei Templi vedono enormi cumuli di immondizia.
   Come   ho   già   detto  in  quarta  Commissione,   la   questione
  dell'impiantistica  è  strategica  nel  ragionamento  di   modifica
  dell'attuale assetto ed il  testo di oggi probabilmente  è  carente
  di un aspetto e dico quale: la questione dell'impiantistica, signor
  Presidente della Regione ed ho bisogno della sua attenzione.
   Oggi  noi abbiamo difficoltà a trovare discariche disponibili  per
  fare  conferire i comuni e abbiamo un piano dei rifiuti che prevede
  che  alcune  discariche  che hanno già la cosiddetta  AR,  cioè  le
  autorizzazioni  già  rilasciate, non  possono  essere  attivate  le
  terze, le quarte, le quinte vasche perché sostanzialmente non hanno
  le risorse.
   Ora,  il  sistema del conferimento in discarica è  un  sistema  di
  oligopolio,  o pubblico o privato, ma certamente poca attenzione  è
  stata data negli anni passati alla realizzazione degli impianti, al
  loro  ampliamento, soprattutto per raccogliere l'indifferenziata  e
  l'umido.  Anzi,  in  Sicilia,  sono previste  diverse  centrali  di
  compostaggio,  ma di fatto quelle esistenti, penso una in provincia
  di  Palermo, per ragioni diverse non vengono mai attivate o  perché
  manca  un  collaudo o perché manca qualche altra cosa;  cioè  tutto
  gira  attorno  al conferimento senza differenziazione  dei  rifiuti
  nelle discariche.
   Personalmente, l'ho chiesto all'Assessore, lo chiedo al Presidente
  della  Regione, considerato che il problema dei rifiuti è anche  il
  costo  che  è  a  carico dei cittadini, i quali  quando  si  vedono
  aumentare la Tarsu o la Tia, in altri casi molto più la Tarsu, alla
  fine  scelgono  di  non pagare, alcuni perché non  possono  pagare,
  altri non pagano per tradizione, altri perché non possono farlo.
   Pertanto, credo che oggi, l'ho chiesto al Governo e in Commissione
  ed  ho  ritirato l'emendamento volutamente perchè andava riscritto,
  andava   armonizzato  al  testo  complessivo,  ma   immaginare   la
  possibilità  che laddove ci siano discariche con le  autorizzazioni
  già  date,  consentire a quei comuni che fanno  parte  dell'ATO  di
  competenza   e   allo   stesso  ATO  di  eseguire   i   lavori   di
  efficientamento o di ampliamento consentirebbe - sto  pensando  per
  esempio  ai  tanti  rifiuti di Licata, Gela, Campobello,  Ravanusa,
  Naro,  Camastra - la riattivazione di discariche che di fatto  sono
  in  regola  dal punto di vista delle autorizzazioni  e  mancano  di
  risorse e quest'ultime la Regione non le può dare in questo momento
  sia  perché non le ha, sia perché non sono queste le discariche del
  piano regionale.
   Signor  Presidente della Regione, credo che questo  grande  lavoro
  che  la  sua Giunta, la sua persona, l'assessore Marino, così  come
  gli   uffici   si   accingono  a  fare,  nella  complessità   della
  contraddizione  di tutto il sistema degenerato della  raccolta  dei
  rifiuti,  non  dare  attenzione - e lei  certamente  la  darà  alla
  questione  dell'impiantistica - significa solo  porsi  problemi  di
  risorse, significa solo porsi problemi importantissimi di mettere i
  comuni  in condizione di avere i piani di rientro, ma il rischio  è
  che senza l'impiantistica non si dà nemmeno attuazione a quella che
  è  la stessa ratio della norma quando nasce, cioè far diventare  la
  Sicilia  una regione dove il livello di raccolta differenziata  sia
  quello  previsto  dalle  leggi regionali  e  da  tutto  il  sistema
  normativo che parte dal decreto Ronchi del 1997.
   Signor   Presidente  della  Regione,  la  prego  di  valutare   la
  possibilità, anche perdendo qualche ora, di inserire una norma  che
  consenta la riattivazione di tutte quelle discariche che in Sicilia
  dispongono  già  di tutte le autorizzazioni. Altrimenti,  lo  hanno
  detto  altri  colleghi,  abbiamo il rischio  che  i  privati  o  il
  pubblico  che  gestiscono le discariche fanno firmare  contratti  a
  pagamento  a  sette giorni, cioè comuni che non sono  in  grado  di
  pagare  gli stipendi, dovranno optare se pagare gli stipendi  o  un
  certo tipo di creditori, o  pagare a sette giorni il titolare delle
  discariche, nonostante sia stata inserita di recente una norma  che
  stabilisce  in  sessanta  giorni  l'obbligo  di  questo   tipo   di
  pagamento.
   Pertanto,  apprezzando in maniera considerevole lo sforzo  che  il
  Governo  inizia  a  fare  su  un  tema  importante,  complicato   e
  complesso, qual è quello della raccolta dei rifiuti che è anche  un
  problema  di  civiltà, la voglio pregare, signor  Presidente  della
  Regione,  di  valutare la possibilità che il Governo inserisca  una
  norma, come dicevo prima, per avere più possibilità di conferire in
  discariche in numero maggiore di quelle attuali.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente  della Regione, porto qui la mia esperienza  diretta  di
  sindaco  in  una materia complessa e che mi ha vista  protagonista,
  assieme ad altri sindaci, e lamentarmi di un sistema farraginoso di
  cui  siamo  stati  vittime  senza  poter  trovare  soluzioni,  anzi
  barcamenandoci a trovare delle soluzioni.
   Oggi  va  il mio plauso al Presidente, all'Assessore, al  Governo,
  alla Commissione per questo disegno di legge e  vorrei esprimere il
  mio  plauso  perché finalmente si pone fine ad  un  sistema  che  è
  quello degli ATO che ha fatto lievitare i costi.
   La  soluzione  che  prevede il disegno di legge,  quella  di   una
  forzatura perché un po' in contrasto con la legge di stabilità e mi
  rendo  conto  che  è  stata anche un po'  imbrigliata  e  non  sarà
  possibile   dire   che   i  comuni  possono,   nelle   more   delle
  autorizzazioni,  organizzarsi  perché  forse  si  incorrerebbe  nel
  rischio di impugnazione da parte del Commissario dello Stato.
   Sicuramente,  che  il  servizio ritorni, per  quanto  riguarda  la
  gestione,  lo spezzamento, il trasporto, ai comuni è e  quello  che
  tutti i sindaci, credo, ci siamo auspicati.
   I debiti degli ATO non possono essere oggetto di questo disegno di
  legge  perché sono stati regolamentati con un'altra legge, la legge
  n.  9  del  2011, è una materia diversa e anche dal punto di  vista
  contabile  di eventuali buchi da parte della Regione, che  poi  non
  credo  ce ne siano perché le somme sono state richieste dai  comuni
  ai  sensi  dell'articolo  9  e trattenute  dall'Assessorato    alle
  autonomie locali direttamente ogni anno sui trasferimenti,  quindi,
  non  credo  che la Regione abbia buchi o, comunque, se ce  li  avrà
  sicuramente  i  comuni  li  dovranno  restituire  perché   dovranno
  incassare  ancora, recuperare ancora i crediti  da  parte  di  quei
  cittadini  che non hanno pagato e, quindi, questo è un aspetto  che
  sicuramente sarà demandato alla gestione liquidatoria.
   Io  invece  mi  pongo un problema e, spero, mi auguro  e  auspico,
  signor  Presidente,  che proprio quanto previsto  dall'articolo  5,
  cioè   che   gli  impianti,  che  l'impiantistica  verrà  assegnata
  all'assessorato  regionale all'energia e  ai  servizi  di  pubblica
  utilità,  che in tempi brevi dovrà emanare, rimodulare, quel  piano
  rifiuti che mai è stato previsto in Sicilia.
   Ho  sentito qui  parlare i colleghi onorevoli di discariche ed  io
  vorrei  che  l'argomento discarica fosse  quello  che  in  tema  di
  rifiuti  sia  l'ultimo  da trattare perché noi  dobbiamo  avere  la
  capacità,  tutti quanti, di far sì che in discarica si conferiscano
  meno rifiuti possibili.
   Qui c'è un compito da parte dell'assessorato, del dipartimento che
  sarà  quello di normare con una direttiva, con una norma intanto  i
  prezzi unitari, di stabilire le tariffe, di stabilire pagamenti, di
  non  lasciare  nel  libero arbitrio di privati  la  gestione  delle
  discariche  perché  queste   potranno  essere  sì  realizzate   con
  trasferimenti  pubblici,  ma poi materialmente  la  gestione  dovrà
  essere   affidata  ad  un  concessionario  e  questo   deve  essere
  regolamentato  con una norma di cui il dipartimento,  l'assessorato
  per l'energia dovrà farsi carico.
   Personalmente,  immagino anche un'altra cosa. Piuttosto che  delle
  discariche,  siccome  noi abbiamo e penso che dobbiamo  in  maniera
  intelligente sfruttare i fondi comunitari,  perché non cominciamo a
  pensare a delle centrali a biomassa.
   Abbiamo  un problema non solo di rifiuti,  ma anche di scarti,  un
  problema  di legna, di bruciare tutto quello che in questo  periodo
  non  si  può  più, perché la norma comunitaria lo vieta e,  quindi,
  perché non attingere a finanziamenti comunitari e realizzare  delle
  centrali a biomassa.
   Per  quanto riguarda l'impiantistica esorto, perché solo lì si può
  avere un abbattimento di costi, cioè nel conferire meno rifiuti  in
  discarica e nel privilegiare degli impianti che prevedono invece il
  riciclo  di  tutta  la  plastica, carta  e  quant'altro,  tutto  il
  materiale che si va a differenziare.
   Io ho sempre sostenuto che i rifiuti possono diventare una risorsa
  e  possono  diventarlo solo se questo Governo  si  farà  carico  di
  prevedere dei finanziamenti negli ambiti territoriali e così  delle
  società  che  possano  permettere e  consentire  l'utilizzo  ed  il
  riciclo  di  tutta la parte  che va differenziata e poi realizzare,
  per  ogni  territorio,  dei  piccoli impianti,  degli  impianti  di
  compostaggio.
   Vi ricordo che noi nell'ambito di cui io sono sindaco, da tre anni
  abbiamo presentato dei finanziamenti ed ancora aspettiamo i decreti
  di  finanziamento, tranne essere poi accusati, quando non si  hanno
  strumenti  e non si hanno mezzi, di avere causato buchi  e  debiti,
  questo è ingeneroso e non lo possiamo accettare.
   Quindi,   nell'affermare che questo disegno di legge ha  tutta  la
  mia  approvazione, auspico però che lo stesso  venga completato  in
  tempi  brevi, accompagnato da una rimodulazione di un piano rifiuti
  e,  soprattutto,  dall'emanazione di quei decreti di  finanziamenti
  che  ancora  devono essere  notificati, dal prevedere impianti  che
  possano consentire questo ciclo virtuoso dei rifiuti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi, in verità cercherò di essere telegrafico,  non
  ho  molti  argomenti da utilizzare per arricchire questa intrigante
  discussione  che  ha  visto  tanti  amici  e  colleghi  che   hanno
  rappresentato  le  difficoltà che riscontrano nei propri  territori
  per il servizio di gestione della nettezza urbana.
   La  legge contiene dei paradossi tutti siciliani per cui è come il
  cane  che  si  morde  la coda, non si riesce  ad  uscire,  in  fase
  programmatoria, dalla emergenza.
   Le faccio un esempio,  signor Presidente della Regione, lei sa che
  la  competenza  per  la realizzazione delle discariche  è  in  capo
  esclusivamente   agli   ATO  e  le  varianti   urbanistiche   sono,
  esclusivamente, in capo, ai comuni.
   Se,  quindi,  non  c'è  la disponibilità di  un  comune  o  se  il
  Presidente  od  il  commissario liquidatore di  un  ATO  chiede  di
  intervenire  per realizzare una discarica e non ha la disponibilità
  dell'amministratore, di fatto, non se ne fa nulla.
   Questo  è  un sistema articolato che, poi, porta alle speculazioni
  che  parecchi colleghi hanno denunciato e sulla realizzazione delle
  discariche,  e sul prezzario per l'abbancamento, e non solo  signor
  Presidente  della  Regione, e sulla volontà, spesso,  dico,  ahimè,
  degli uffici della Regione di intervenire, accelerando pratiche  od
  iter  autorizzativi che, invece, qualche ente locale non riesce  ad
  ottenere.
   Ora,  atteso,  Presidente, che gli argomenti sono così  scottanti,
  per  non  parlare  dell'immagine devastante che siamo  soliti  dare
  quando  percorriamo  le strade della Sicilia e  vediamo  cumuli  di
  rifiuti,  se  non,  addirittura,  talvolta  dentro  la  città,  che
  deturpano  l'ambiente ed arrecano danno alla salute dei  cittadini,
  personalmente   non  ho  presentato  emendamenti,  vorrei  che   mi
  seguisse attentamente per pochi attimi ancora.
   Vorrei che lei, oggi, presentasse un emendamento alla sua legge ed
  anticipasse  il  termine del 30 settembre  al  30  aprile,  perché,
  onestamente, glielo dico con il cuore in mano, sono un  sostenitore
  di  questa maggioranza, ho assunto un impegno, lo voglio mantenere,
  l'ho  assunto  con  gli elettori e l'ho assunto  con  lei,  ma  non
  ritiene  che   il  30 settembre sia un termine un  poco  funghetto;
  siamo  stati eletti il 28 ottobre scorso, un anno intero quasi  per
  preparare una proposta di riforma che sia risolutiva e che riesca a
  dare  l'immagine  di quella efficienza, di quella  efficacia  e  di
  quella  buona  amministrazione che  tutti  ci  auguriamo,  che  sia
  diversa dal passato, non è un termine troppo lungo?
   Ho   chiesto,   allora,  all'assessore  Marino,  lo  volevo   fare
  pubblicamente chiedendolo anche a lei ed a tutti i colleghi, di non
  guardare  -  noi,  oggi, siamo qui a lavorare il 29  dicembre,  non
  serve forse lavorare il 29 dicembre, serve risolvere problemi -  di
  non guardare il tempo che occorre, ma di intervenire rapidamente  e
  credo che 9 mesi siano veramente tanti
   E'   vero  che  si  tratta  di  un  argomento  lungo,  articolato,
  complesso, difficile, ma è pur vero che, talvolta, la gestione  del
  tempo  rappresenti  in Sicilia una speculazione  che  credo  questo
  Governo non debba permettersi.
   Le  chiedevo,  se lei dovesse accogliere l'appello di  condividere
  con  l'Aula  la  presentazione di un emendamento per anticipare  la
  riforma, che noi tutti auspichiamo, entro un tempo ragionevole di 4
  mesi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  signor  Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi, credo che il disegno di legge  che  ci  stiamo
  accingendo  ad  esaminare manifesti,  qualche perplessità,  qualche
  incertezza,  al  di là di qualche considerazione trionfalistica  di
  qualche  supporter di questo Governo, che giustamente deve fare  il
  suo mestiere.
   Parliamo, innanzitutto, di un disegno di legge che vuole  guardare
  alle proroghe delle attuali gestioni, non  è un disegno di legge di
  riforma,  lo dobbiamo dire in maniera molto chiara, molto semplice,
  al di là che qualche collega - anche della cosiddetta parte che non
  ha   vinto   le   elezioni   -   voglia  avere   qualche   benevola
  considerazione nei confronti di uno sforzo di questo  Governo  che,
  a  mio  avviso,  comunque, è tardivo e lo è   perché  non  possiamo
  arrivare al 29 dicembre 2012, signor Presidente dell'Assemblea, per
  avere  un disegno di legge, signor Presidente della Regione, che  è
  molto  riduttivo e mi permetterò di spiegare perché lo è e  mi   fa
  piacere che sia arrivato  l'assessore Marino.
   E'  riduttivo  perché, anzitutto, è un disegno di legge  che  deve
  garantire le proroghe delle attuali gestioni in assenza delle quali
  ci sarebbe il default in Sicilia, nel senso che la Sicilia cadrebbe
  in una gravissima confusione.
   Il  problema  è  l'articolo  1 ed è  quell'articolo  che  dovrebbe
  essere la grande riforma perché è un articolo che parla alla pancia
  dei sindaci dei Comuni.
   Oggi  i  Comuni  sono in una situazione di grave difficoltà  nella
  gestione del servizio perché molte volte devono relazionarsi  prima
  con  gli ATO, oggi con le S.R.R., la maggior parte delle quali  non
  ha  ancora fatto il piano d'ambito, alcune delle quali, invece,  si
  trova  in una situazione di grande difficoltà di relazione con  gli
  stessi  Comuni, comuni che non hanno i soldi per pagare  le  SRR  o
  meglio  gli ATO e gli ATO che non riescono a garantire il  servizio
  con le ditte affidatarie.
   Ci   si   inventa   oggi  un  articolo  che  replica:    affidiamo
  direttamente il servizio e lo facciamo noi Comuni'.
   Qualche  collega che è già intervenuto, essendo sindaco, può  dire
  che  una   bellissima cosa, ma non  ci rendiamo  conto  che  questo
  articolo  non  riesce a risolvere un problema, innanzitutto  quello
  del personale.
   Come facciamo a traghettare questo personale dalle SRR o dagli ATO
  ai  singoli  Comuni, c'è un personale che riguarda gli operai,  che
  riguarda   il  servizio,  lo  spazzamento,  gli  autisti,   operai,
  sorveglianti,  cioè il personale tecnico, ma c'è poi  il  personale
  amministrativo  degli ATO, degli SRR di cui  nessuno  parla  e  non
  sappiamo come potrà e quale sarà la fine di questo personale.
   C'è  un  altro problema, ossia  che entro 60 giorni  il  piano  di
  intervento  presentato  dai  Comuni in forma  singola  o  associata
  dovrebbe essere approvato dalla Regione.
   Signor  Assessore, io le pongo una domanda e cioè se questo  piano
  di  intervento  è  un  piano  di intervento  in  armonia  al  piano
  d'ambito, che ancora non esiste, o è un piano di intervento  che  è
  avulso  dallo  stesso, cioè noi oggi siamo SRR e dobbiamo  fare  un
  piano  d'ambito che riguarda tutta la gestione e il servizio  e  la
  gestione  dell'impiantistica - su cui io non voglio entrare,  nelle
  discariche  private,  nel  monopolio, dello  stesso  esercito,  non
  voglio entrare, non ci interessa, non è tema di stasera - ma c'è un
  problema:  questi Comuni come riusciranno a proporre  il  piano  di
  intervento,  cioè  il piano di intervento è lo stesso,  collega  Di
  Giacinto, del piano d'ambito o è diverso?
   E  se è lo stesso, è in armonia, e se è in armonia perché dobbiamo
  ancora  sottoporlo  prima ad un vaglio entro  60  giorni  da  parte
  dell'Assessorato e successivamente ad un altro vaglio di 90  giorni
  nello stesso Assessorato.
   Stiamo  incancrenendo la situazione altro che modifica, altro  che
  grande  riforma, qua stiamo scadendo e lo dobbiamo  dire  a  chiare
  lettere,  Presidente della Regione, e non ha lei la colpa,  non  ha
  lei la colpa.
   Lei è preso da mille problemi, da mille emergenze, non è facile la
  bicicletta  sulla  quale le è stato  posto, i  siciliani  lo  hanno
  giustamente  assegnato,  ma è giusto che chi ha  la  responsabilità
  massima  dei dipartimenti, chi ha la responsabilità politica  degli
  Assessorati  si  ponga  e  si confronta  con  l'Assemblea,  con  le
  Commissioni,  con  l'Aula  perché in  quest'Aula  ci  sono  signori
  parlamentari,  ci  sono sindaci, ci sono persone  che  hanno  anche
  esperienza ed è giusto colloquiare con loro, però se un disegno  di
  questo  di  tale  importanza, arriva soltanto un giorno  prima,  ma
  quale   effetto  può  sortire?  Rischia  di   sortire  un   effetto
  deflagratorio,  un  effetto gravissimo per gli  enti  locali,  cioè
  confusione alla confusione.
   Allora,  sarebbe  più  opportuno che se  il  principio  è  giusto,
  Presidente,   nulla  quaestio,  però  rischiamo   di   creare   una
  sovrapposizione  con  questo articolo 1 che alla  fine  metterà  in
  difficoltà  tutti i comuni e li metterà in difficoltà, ad  esempio,
  in   quegli   ambiti,   in   quegli  ATO   oggi   SRR   che   hanno
  un'impiantistica.
     La  collega  Raia sa bene che a Caltagirone c'è un  ATO  che  ha
  gestito ed ha gli impianti. Questi impianti chi li gestirà?  Signor
  Presidente Musumeci, chi li gestirà? Questi impianti a chi  saranno
  assegnati?  Allora, potremo ipotizzare eventualmente,  lo  dico  al
  Presidente  della Commissione quarta, all'onorevole  Trizzino,  che
  viene  collocato  un   piano di ambito, lo  stesso  lo  consegniamo
  all'Assessorato,  l'Assessorato  lo  approva,  approva  all'interno
  dello stesso la possibilità di deroghe a seconda della gestione, se
  viene  affidato  ad uno o più comuni, ma approva all'interno  dello
  stesso la competenza di chi deve gestire questo impianto.
    Pertanto, io non entro in tutti gli altri problemi, non entro nei
  problemi  dei  soldi,  delle difficoltà  finanziarie  che  hanno  i
  comuni, perché, e vado verso la conclusione, se da un lato i comuni
  impazziscono per gestire il servizio direttamente, appena ogni mese
  dovranno pagare le aziende che gestiscono il servizio poi quello in
  quel  momento saranno problemi seri per i comuni che  non  hanno  i
  soldi,  per i comuni a cui lo Stato e la Regione sottrae i soldi  e
  noi  sino  a ieri abbiamo evitato che ciò accadesse con i  precari.
  Perché  lo  dobbiamo anche dire, noi apprezziamo  le  dichiarazioni
  programmatiche del Presidente Crocetta, ma chiediamo  e  confidiamo
  nel  fatto  che non tocchiamo le fasce deboli, i precari  sono  una
  fascia  debole e nel momento in cui togliessimo i soldi  ai  comuni
  per  i  precari  metteremmo a repentaglio i servizi  essenziali,  e
  metteremmo a repentaglio anche questa categoria debole.
     Concludo  dicendo  che  a mio avviso un minimo  di  riflessione,
  Presidente  Ardizzone,  su questo disegno  di  legge  che  dobbiamo
  approvare,  attenzione, ma lo dovremmo approvare  soltanto  per  le
  proroghe  delle  attività gestionali in essere che il  31  dicembre
  scadono. Sarebbe più opportuno soprassedere su una riforma che  non
  è tale ma che rischia di creare confusione.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto.  Ne  ha
  facoltà.

   DI   GIACINTO.  Onorevole  Presidente  dell'Assemblea,   onorevole
  Presidente della Regione, colleghi, credo che non ci sia confusione
  perché  più  confusione di quella che c'è in questo  momento  negli
  ambiti credo non ci possa essere.
     Questa  finalmente è una riforma che vogliono gli amministratori
  locali.  Forse questo ai più dei deputati che sono seduti  in  Aula
  passa  così,  più  volte, ogni volta che c'è  stata  una  emergenza
  rifiuti,  e  siamo stati chiamati a Palazzo d'Orleans davanti  agli
  Assessori,  al  Presidente  e  ai  direttori  generali,  i  sindaci
  all'unanimità hanno chiesto con forza che il servizio  di  raccolta
  dei rifiuti e spazzamento passasse in capo ai Comuni.
     Pertanto, noi stasera finalmente restituiamo un servizio in mano
  a  chi  lo deteneva da sempre. Guardate, oggi non è facile  per  un
  Sindaco  poter vedere la propria città pulita, sapete  perché?  Non
  hanno titolarità rispetto ai dipendenti degli ATO. Se un Sindaco si
  rivolge  ad un dipendente dell'ATO dicendo di pulire la  città  per
  bene,  questo gli dice  io a lei non la conosco, non so chi è  lei,
  lei  è  semplicemente un socio . Oggi i sindaci hanno  soltanto  la
  titolarità, quello di pagare. Caro collega, paghiamo ogni mese allo
  stesso  modo,  invece di pagare direttamente i fornitori  o  pagare
  direttamente i dipendenti, paghiamo gli Ambiti territoriali che non
  svolgono  quella funzione che dovrebbero svolgere. C'è  un  peccato
  iniziale sugli Ambiti, il peccato iniziale sugli Ambiti che  non  è
  stato  fatto  mai un piano vero per la gestione e la  raccolta  dei
  rifiuti,  non sono state fatte mai infrastrutture, ci  sono  Ambiti
  che non hanno nessuna infrastruttura.
   E'  questo  il  gap  che  oggi dobbiamo colmare:  quello  di  dare
  infrastrutture e sono convinto che la gestione in mano  ai  Sindaci
  diventa  una  gestione  più  oculata e  diventa  una  gestione  che
  sicuramente  fa risparmiare le famiglie perché i Sindaci  che  sono
  anche  gli  impositori, perché sono coloro i quali poi emettono  la
  tassa,  hanno  soltanto un interesse: risparmiare sul servizio  per
  poter abbassare la tassa.
   Mi  pongo  solo un problema, signor Presidente, avevamo  posto  un
  emendamento  per salvaguardare quei lavoratori che al 31  dicembre,
  così  come  gli Ambiti territoriali scadono, sono dei lavoratori  a
  scadenza,  che  scadevano il 31 dicembre 2012 assieme  agli  Ambiti
  territoriali, sappiamo che il Commissario dello Stato ci  ha  detto
  di  togliere questa norma per cui la togliamo, ci auguriamo  che  i
  liquidatori,  così  come  è  scritto  nella  norma,  continuino   a
  mantenere   questi   dipendenti  per   un   semplice   fatto,   per
  salvaguardare  l'occupazione  ma non  soltanto,  per  continuare  a
  gestire  i  servizi  perché  ci saranno  Ambiti  che  senza  questi
  lavoratori purtroppo non potranno garantire i servizi nelle città e
  quindi ci sarà un altro tipo di disastro.
   Per  quanto  riguarda le discariche purtroppo  le  Amministrazioni
  sono costrette, e questo è un accordo che è stato fatto dal vecchio
  Governo  con i proprietari delle discariche, che ogni  5  giorni  i
  Comuni devono pagare, ad un incontro ho detto al proprietario della
  discarica  che  quasi quasi daremo il bancomat agli autisti  perché
  ogni  volta  che arrivano là pesano e pagano col bancomat.  Ritengo
  quindi che questa è una questione da rivedere, onorevole Presidente
  della  Regione,  rispetto  ai  conferimenti  in  discarica.  Non  è
  possibile che i Comuni debbano pagare ogni 5 giorni. Mi sembra  una
  follia,  è  una cosa fuori da qualsiasi logica e se  tu  non  paghi
  chiudono la discarica, e la chiudono, guardate che la chiudono così
  come  l'hanno  chiusa per molti Ambiti che in  questo  momento  non
  possono  scaricare,  immaginatevi questo periodo  delle  feste  per
  molti  comuni  viciniori a Palermo, grazie a Dio  non  sono  quelli
  dell'altro  lato di Bagheria, Casteldaccia e così via ma dall'altro
  lato che in questo momento non scaricano.
   Ci  auguriamo,  signor  Presidente, che venga  presentata  al  più
  presto,  ci  sembra  congruo il termine  del  30  settembre  perché
  sappiamo che poi presentare una riforma è una cosa seria,  per  cui
  appoggiamo  in  toto questa norma con la speranza  che  qui  al  30
  settembre  2013 venga presentata una vera e propria  riforma  sugli
  Ambiti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.   Signor  Presidente  dell'Assemblea,  Presidente   della
  Regione,  onorevoli colleghi, abbiamo lavorato  alla  redazione  di
  questo  disegno  di legge e devo dare atto e fare  un  plauso  alla
  collega  Sudano  che  in Commissione Ambiente  e  Territorio  si  è
  adoperata  perché  potesse venire fuori un  prodotto   confezionato
  nella   maniera  migliore.  Avevamo,  Presidente  Crocetta,   anche
  preparato una serie di emendamenti e però siamo convinti  oggi  più
  che mai che sia necessario portare a compimento una legge organica,
  una legge di settore nel campo dei rifiuti e degli ATO comunque nel
  più  breve  tempo possibile e per questa ragione ritireremo  o  non
  presenteremo  gli  emendamenti che avevamo redatto  come  segno  di
  buona  volontà  per  un  viatico  che  sia  il  migliore  circa  la
  possibilità di scrivere presto una buona legge organica di riforma.
  Oggi  ci troviamo di fronte ad una proroga e ci troviamo di  fronte
  ad  un  dato  oggettivo  che è quello, in  buona  sostanza,  di  un
  trasferimento  di gestione ai comuni che potranno  consultarsi  tra
  loro  e  che  potranno, soprattutto, nel caso di  silenzio  assenso
  della  Regione,  indire le gare che è una cosa che, obiettivamente,
  ci   convince  rispetto  alla  quale  il  nostro  atteggiamento   è
  certamente positivo.
   Però,  Presidente, noi veniamo da una stagione che in questo campo
  è  stata  davvero  drammatica; una stagione che ha  smantellato  il
  sistema  dei termovalorizzatori e dei rigassificatori e ci dirà  la
  storia,  se  a torto o a ragione, ma una stagione quella precedente
  alla  sua  che,  in  buona sostanza, oltre  a  smantellare  non  ha
  costruito nulla di sostitutivo che potesse dare una risposta  seria
  e qualificante al tema degli ATO e soprattutto al tema dei rifiuti.
   Una  stagione  che ha visto, ad esempio, questo Governo  che  l'ha
  preceduta  lavorare  per  ottenere  un  frutto  relativamente  alla
  raccolta  differenziata  pari all'8 per  cento  e  quindi  un  vero
  disastro, un vero fallimento. Una stagione che ha atteso per  circa
  due  anni un piano di attuazione che non fu mai redatto dal Governo
  Lombardo;  una  stagione  che è stata di attesa  senza  sapere  che
   mentre  il  medico  studiava,  il malato  rischiava  di  andarsene
  morendo ingloriosamente .
   Allora, Presidente, io sono d'accordo con il collega Turano quando
  le  chiede  di anticipare ad una data antecedente al 30  settembre,
  epperò,  Presidente, noi non gliela poniamo come condizione  a  noi
  basta che oggi il Governo prenda un impegno che è quello di portare
  in  Aula  al  più presto, pur restando (lo valuteremo -  adesso  lo
  valuterà  l'Aula  -) la data del 30 settembre, al  più  presto  una
  legge  di reale riforma di questo tema di completa organica riforma
  del tema.
   Noi  questo  glielo chiediamo, Presidente, perché abbiamo  pensato
  nella  stagione  passata che potessero esserci interessi  reconditi
  dietro  la  volontà di non far nulla sugli ATO,  abbiamo  saputo  e
  abbiamo   confermato   la   nostra  contrarietà   alle   discariche
  soprattutto a quelle di matrice poco certa, perché sappiamo che  lì
  sempre si annidano gli interessi mafiosi.
   Abbiamo  combattuto queste logiche, siamo certi che lei  ci  verrà
  incontro   sotto  questo  profilo  e  che  ci  troverà  sicuramente
  d'accordo.  Rispetto a questo, e rivolgo un appello  al  Presidente
  Ardizzone, presidente Ardizzone, lei ha esordito in maniera  a  mio
  parere  assolutamente lineare quando ha detto che non  saranno  più
  ammesse  leggi omnibus. Io le chiedo di vigilare perché  in  questo
  disegno  di legge non entrino norme che non hanno nulla a che  fare
  con  la  materia  e  le  chiedo, altresì, di  vigilare  perché,  se
  vogliamo  andare  incontro  ad  una riforma  del  sistema,  non  si
  introducano in maniera surrettizia norme che potrebbero  modificare
  sostanzialmente la materia stessa.
   Sono  certo  che questo non accadrà, ma se dovesse accadere,  sono
  certo  che  il  nostro presidio che è il Presidente  dell'Assemblea
  vigilerà.
   Concludo dicendo, Presidente, che noi su questo disegno di legge -
  e  anticipo  la dichiarazione di voto -, ci asterremo  come  gruppo
  Cantiere  Popolare. La nostra astensione non è il  prodromo  di  un
  voto negativo, è un'apertura di credito perché siamo certi che  lei
  presto  e prima di quella data del 30 settembre porterà con il  suo
  Assessore al ramo una proposta di riforma che insieme valuteremo e,
  se del caso, miglioreremo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Musumeci.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI.  Signor  Presidente, Signor  Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi,   il disegno di legge  che  stiamo  dibattendo
  appare  essenzialmente un atto amministrativo dal quale  emerge  la
  volontà  politica del Governo di ridare protagonismo ai  comuni  in
  uno  dei  servizi essenziali nella vita dell'ente locale, ma  credo
  sia  stata  una occasione persa per potere dare soltanto  in  linea
  generale  indicazioni  sul  piano della  riforma  di  un  tema  che
  continua  ad  appassionare l'agone politico, ma  anche  le  Procure
  della Repubblica in Sicilia.
   Il  Presidente del Gruppo parlamentare cui  appartengo,  onorevole
  Formica,  ha  evidenziato nella necessaria sintesi gli aspetti  sui
  quali  noi  avremmo  voluto  che il Governo  Crocetta  puntasse  la
  propria  attenzione,  almeno soltanto in termini  di  enunciazione,
  nulla  potendo  e  dovendo  pretendere  in  ordine  ai  tempi  così
  ristretti  nei  quali finora si è operato e si  è  costretti  forse
  nelle prossime settimane ad operare.
   Onorevole Presidente della Regione, ho fatto l'amministratore  per
  qualche  anno,  ho  guidato, come lei ricorderà,  la  provincia  di
  Catania  per  dieci anni e conosco i problemi legati alla  gestione
  dei  rifiuti  e  delle discariche dei rifiuti. Credo  che  noi,  in
  questa  legislatura,  abbiamo  il dovere  -  e  lo  dico  anche  al
  Presidente ed ai componenti della Commissione - di dare un  segnale
  forte  in termini di efficienza e, perché no, di lotta alla  mafia.
  Non  basta  consentire  ai  comuni di potersi  riappropriare  della
  gestione  di  questo servizio, ma occorre liberare i  comuni  dalla
  morsa del ricatto operato dai gestori delle discariche dei rifiuti.
  E  questo  può essere fatto con una riforma coraggiosa, articolata,
  certamente  difficile  e complessa, ma sarebbe  un  grosso  segnale
  quello  di  potere consentire che le discariche dei  rifiuti  siano
  finalmente  pubbliche ed obbediscano a norme e a criteri improntati
  non  alla brutale religione del profitto, ma alla convenienza, alla
  economicità ed alla razionalità ed efficienza del servizio.
   Altro  aspetto che non vogliamo sottovalutare, lo ha fatto il  mio
  Capogruppo,  lo  hanno  fatto altri colleghi del  centro-destra,  è
  quello  di  evitare la speculazione dei costi fra una  discarica  e
  l'altra. Un prezziario unico regionale credo possa essere il  primo
  concreto   segnale  per  tagliare  le  unghie  ad  una   sorta   di
  imprenditoria  assolutamente spregiudicata  e  convinta  di  potere
  operare con la impunità di una politica latitante.
   Terzo  tema e concludo, onorevole Presidente della Regione,  nella
  mia  provincia opera una discarica in contrada Tiritì, fra i comuni
  di  Motta  e  Misterbianco a due passi da  Catania,  a  meno  di  5
  chilometri  dai  due  popolosi centri, che è ormai  ai  limiti  del
  collasso,  autorizzata per 800 mila metri cubi. Ebbene, il  Governo
  della Regione, con decreto del 2009 ha autorizzato l'ampliamento di
  quella discarica alle porte di Catania e a due passi dai comuni  di
  Motta  e  Misterbianco per potere arrivare a 2  milioni  543  metri
  cubi.  In  quei due comuni dove lo scorso anno i tecnici  dell'Arpa
  hanno  rilevato  una  presenza  di  polveri  sottili  assolutamente
  incompatibile con le norme previste dalla legge la popolazione è in
  vivo  fermento. Si è costituito un comitato di cittadini;  è  stato
  presentato ricorso al TAR contro il decreto del Governo regionale e
  contro il decreto che autorizza ed approva il Piano regionale per i
  rifiuti. Il TAR di Catania, tre giorni fa, si è pronunciato dicendo
  che  la competenza va demandata al TAR del Lazio. Il mio Gruppo  ha
  presentato  interrogazione al Presidente Crocetta  che  durante  il
  dibattito  farebbe  bene  ad ascoltare  i  deputati,  anche  quelli
  dell'opposizione,   ha  presentato  dunque  un'interrogazione   per
  scongiurare questo serio pericolo.
   Il   Presidente   Crocetta  non  può  intestarsi  l'autorizzazione
  all'ampliamento di una discarica per tre volte superiore  a  quella
  che oggi opera nella cintura pedemontana della città.
   Noi la invitiamo, nei tempi ragionevolmente brevi, a rispondere in
  Aula  o  per  iscritto  - come lei vorrà, signor  Presidente  della
  Regione  -  perché il silenzio in questi casi diventa significativo
  politicamente  e  pericoloso sul piano  della  degenerazione  dello
  status quo.
   Per  queste  ragioni  e  per  l'allarme  appena  lanciato,  signor
  Presidente,  in  attesa  che in Sicilia  la  differenziata  diventi
  cultura diffusa e contaminante, oggi siamo a meno del 10 per cento,
  per  queste  ragioni  anche il mio Gruppo  politico  le  chiede  di
  assumere un impegno affinché entro lo spazio ragionevole di qualche
  mese, in quest'Aula il Governo si possa presentare per proporre una
  legge  di  riforma  del sistema di raccolta e  di  smaltimento  dei
  rifiuti  ponendo come punti di riferimento la capacità  di  rendere
  pubbliche  le  discariche, il prezziario  regionale  sul  quale  il
  centro destra ha preparato un apposito emendamento che sottoporremo
  all'Aula  e  ogni  altro  elemento  di  novità  che  serva  a  dare
  finalmente una svolta ad un settore nel quale la politica  e  molto
  spesso il malaffare hanno trovato l'occasione giusta per reggere un
  pericoloso e pregiudizievole sodalizio.

   PRESIDENTE. Prima dell'intervento del Presidente della Regione  ha
  chiesto di parlare l'onorevole Ferrandelli, relatore del disegno di
  legge, e l'onorevole Trizzino, presidente della Commissione.

   FERRANDELLI.   Signor  Presidente,  onorevole   Presidente   della
  Regione, onorevoli colleghi, sono stato relatore di questo  disegno
  di  legge e ne condivido non soltanto la filosofia, anzi faccio  un
  apprezzamento  per  il  lavoro del Governo e della  Commissione  di
  merito che in queste giornate hanno velocizzato l'iter lavorando in
  modo  incessante.  E'  chiaro che da qui,  indipendentemente  dagli
  interventi dei colleghi, parte una rivoluzione.
   Non  si  parla  semplicemente  di una  proroga,  di  prorogare  il
  servizio rimandando il problema a dopo, ci sono dei punti che vanno
  approfonditi, ma da qui si parte con la possibilità  di  avere  una
  gestione diretta dei rifiuti.
   Credo  che questo non sia da poco soprattutto per una Sicilia  che
  ha  visto  tantissimi comuni nella morsa di questi ATO rifiuti  che
  hanno  veramente  indebitato i comuni e fatto  crescere  il  debito
  pubblico.
   Si  parla  dei  soldi, da dove si prenderanno i  soldi.  I  comuni
  prendono  i  soldi  per la gestione dei tributi  dalle  tasche  dei
  cittadini  tramite  la  TARSU o tramite la TIA  per  i  comuni  più
  virtuosi  e  i  comuni  sono costretti a  sottostare  alle  società
  d'ambito  che spesso non erogano i servizi per i quali i  cittadini
  pagano  le  tasse.  Che adesso il comune possa da  subito,  con  la
  votazione di questo disegno di legge, passare alla gestione diretta
  del  servizio di spazzamento, del servizio di raccolta,  credo  che
  sia una grande rivoluzione.
    Grande plauso al Presidente Crocetta che sta mantenendo da subito
  l'impegno  assunto durante la campagna elettorale e al Governo  che
  lo  sta  sostenendo.  Credo  che in  più  anche  la  creazione  del
  dipartimento per la compensazione delle controversie sia  un  punto
  innovativo  all'interno  anche  di  questo  disegno  di  legge  per
  velocizzare  i termini delle controversie; si dà così l'opportunità
  ai  comuni  di  non  aspettare iter legislativi o iter  burocratici
  lunghi, ma di poter chiaramente intervenire nella risoluzione delle
  controversie.
   Pertanto, il mio giudizio è positivo non soltanto perché  sono  un
  deputato  a  sostegno  della maggioranza, ma  perché  comprendo  lo
  spirito  del  disegno di legge. Ed è chiaro che in poco  tempo  non
  potevamo  che avere un risultato veramente lodevole e non  potevamo
  fare di più.
   Una  cosa  però voglio sottolinearla proprio perché  sostengo  con
  coerenza  e con correttezza il Governo ed è una preoccupazione  che
  ha  un  nome  e un cognome e parlo dei lavoratori del  Coires,  dei
  lavoratori del Coinres che dal 31 dicembre di quest'anno corrono un
  rischio serio.
   Noi avevamo presentato un emendamento di cui sono firmatario e nel
  quale   abbiamo  previsto  proprio  che  i  commissari  liquidatori
  potevano, ove necessario, prorogare i contratti di lavori  anche  a
  tempo   determinato  così  da  garantire  i  servizi  e  i  livelli
  occupazionali.  Devo  dire che questo emendamento  aveva  avuto  il
  parere  positivo sia del Governo che della Commissione, poi rimesso
  alla  valutazione anche dei lavori d'Aula e pensando a  quelli  che
  potrebbero  essere i rischi di impugnativa da parte del Commissario
  dello Stato è stato stralciato.
      Bene,  io  pongo  all'Aula  e  comunque  anche  al  Governo  la
  sensibilità  di  capire  che  cosa  accadrà  il  31/12  per  questi
  lavoratori.  Pongo  anche,  se  il caso,  l'opportunità  di  potere
  presentare  un  ordine del giorno e di certo  richiamo  comunque  i
  comuni alla propria responsabilità. Perché è chiaro che se i comuni
  danno  copertura  finanziaria, è chiaro che  anche  il  commissario
  liquidatore  potrà  così fare il 31 dicembre di  quest'anno,  potrà
  appunto autorizzare una proroga. Ma rimane questo aspetto normativo
  che  può  lasciare dei dubbi e io credo che noi dobbiamo affrontare
  all'interno di questa assise questi problemi perché stiamo parlando
  di  160 famiglie, di 160 lavoratori. E c'è un problema sociale,  ma
  c'è anche un problema relativo al servizio.
   Allora, ritengo che dobbiamo interpretare fino in fondo lo spirito
  di  questo  Governo che dice di dover attuare rigore ma senza  fare
  macelleria  sociale. Per questo, io rimando a quelle  che  sono  le
  indicazioni  del  Governo  e anche dell'Aula  l'approfondimento  di
  questo tema affinchè si possa scongiurare un licenziamento il 31/12
  di quest'anno.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Ferrandelli. E' iscritto  a  parlare
  l'onorevole Trizzino. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO,   presidente  della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  il disegno di legge che è  stato  esitato  da
  questa  Commissione  contiene  fondamentalmente  due  aspetti,  uno
  contingente   cioè  la  proroga  degli  Ato  che   era   necessaria
  realizzare,  l'altro,  un intendimento, un proposito,  cioè  ridare
  dignità   ad   un  articolo  fondamentale  che  è  il   118   della
  Costituzione.
   Affidare ai comuni la centralità di un servizio fondamentale  come
  quello dei rifiuti è sicuramente apprezzabile, sia chiaro però  che
  questo disegno di legge che è stato esitato da questa Commissione è
  soltanto  un  primo  atto  di  un processo  lungo  che  non  poteva
  concludersi in 5 giorni. I tempi sono stretti, l'emergenza è reale.
  Ed era necessario iniziare un percorso che chiaramente sarà lungo.
   Questa   Commissione,  come  è  già  stato  chiarito  al  Governo,
  all'assessore  Lo  Bello e all'assessore Marino, aprirà  un  tavolo
  tecnico  che  però deve essere concertato perché  non  è  possibile
  parlare di rifiuti soltanto all'interno di queste mura.
   Parlare di rifiuti necessariamente porta dentro le associazioni di
  categoria,  i  comuni, le associazioni di protezione dell'ambiente.
  Questo  tavolo  tecnico dovrà essere la base di  uno  strumento  di
  concertazione che dovrà portare ad un prodotto finale e sarà quello
  il sistema che dovrà risolvere il problema dei rifiuti.
     Ho sentito parlare di discariche. Io spero che in quest'Aula non
  si  parli più di discariche e non si parli più della possibilità di
  vedere i rifiuti come una risorsa. Noi siamo l'unica regione  forse
  in Europa che parla di rifiuti come la possibilità di una risorsa.
   I  rifiuti sono una risorsa, siamo soltanto noi che ancora non  lo
  abbiamo  capito.  I rifiuti portano soldi, portano denaro,  portano
  economia  e portano lavoro. Sia chiaro, lo ripeto, non è  un'azione
  che  può  essere  fatta in un giorno; è un'azione che  deve  essere
  fatta nel tempo ma è necessario che ci sia un impegno del Governo e
  questa Commissione è pronta ad aprire le porte ad ogni buon lavoro.
   Questa  Presidenza ha chiesto, ieri ha formalmente  presentato  la
  richiesta   di   tutti  i  documenti,  di  tutte  le   informazioni
  relativamente  alle piattaforme esistenti di raccolta,  di  gestori
  aerobici,  anaerobici,  a tutti gli enti  pubblici  e  privati  che
  utilizzano materiali riciclati. Si deve partire da dati concreti.
   Qualsiasi buona legge, se rimane sulla carta, non serve a  niente.
  Dobbiamo avere contezza di quelli che sono tutti gli enti  e  tutte
  le strutture che fanno funzionare il sistema.
   Questi   strumenti  verranno  forniti  a  tutti  i  membri   della
  Commissione  e a tutti i colleghi e saranno la base per  creare  un
  progetto di legge serio e costruttivo.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,   vi  ringrazio  per  l'attenta  trattazione  che   avete
  riservato al nostro disegno di legge, inglobando anche questioni ed
  aspetti  che,  probabilmente,  non sono  nella  pretesa  di  questo
  disegno di legge.
   Se fosse così facile fare una riforma, ponendo che noi, come unica
  attività, in questi due mesi, non avessimo avuto il problema  della
  programmazione  europea,  degli  incontri  con  il  Governo,  degli
  incontri  con il Commissario dello Stato, per fare quadrare  questo
  disegno  di  legge,  per non farcelo impugnare  e  tutte  le  altre
  questioni,  probabilmente,  questa riforma  potrebbe  essere  fatta
  direttamente questa sera in Aula e così cambiamo il mondo intero.
   Invece,  non è proprio così facile, considerato il fatto  che,  da
  diversi  anni,  ormai, in Sicilia, non si fa un  solo  appalto  sui
  rifiuti e i rifiuti vengono gestiti in continuità in servizio  RSU,
  raccolta  solidi  urbani.  Viene gestito, sostanzialmente,  da  una
  serie  di  imprese in regime di proroga con revisioni dei contratti
  che  neppure  si sa perché vengono fatti, come vengono  fatti,  con
  quali  costi  vengono fatti, con contenziosi terribili fra  imprese
  ATO, comuni, con una situazione tariffaria completamente anarchica,
  ma non soltanto sulle discariche.
   Lo smaltimento di un metro cubo di percolato può valere 65 euro al
  metro cubo oppure 150, a seconda del cuore degli amministratori  di
  un  determinato  territorio,  rispetto alla  sensibilità,  rispetto
  all'apertura  che hanno nei confronti delle società di smaltimento.
  Ma  non  solo:  stranamente,  questi  rifiuti  non  possono  essere
  smaltiti  in  Sicilia; non si capisce perché.  Debbono  andare  per
  forza  a Crotone. Questa misteriosa tappa a cui approda la Sicilia,
  che si collega al Continente, senza il Ponte. Il Ponte agevolerebbe
  sicuramente questi viaggi.
   C'è  un sistema in cui non si capisce quanto costa un compattatore
  in  gestione  perché  può  avere un tariffario  diverso  a  seconda
  dell'appalto.  Naturalmente,  questione  della  quale  nessuno   si
  accorge,  né i comuni, né gli ATO, né gli assessorati competenti  e
  tutto  continua in cui i piccoli e medi comuni vengono  strangolati
  dalla  morsa  degli ATO dei rifiuti, dalla morsa di tariffario  che
  loro  non  determinano,  di servizi che, molto  spesso,  non  hanno
  contribuito  a chiedere perché non se li possono permettere  perché
  c'erano   tanti   comuni   che  gestivano  questi   servizi   prima
  dell'introduzione  della  legge  nazionale  sugli  ATO.  E   vorrei
  ricordare  che  la  Sicilia, velocemente, fu la prima  Regione,  in
  Italia,  ad  introdurre gli ATO. Una velocità  di  esecuzione  che,
  sicuramente, contrasta con i tempi normalmente molto lenti con  cui
  funziona la burocrazia regionale, espropriando sostanzialmente -  e
  questo non mi pare che non lo abbia fatto neppure l'ultimo Governo,
  per  intenderci  -,  espropriando di  fatto  i  comuni  della  loro
  competenza in materia di rifiuti, cosa che fa la legge nazionale.
   Mentre sul piano nazionale, però, la legge, la gestione per ambiti
  ottimali,  ha  determinato quell'economia di  scala  che  la  legge
  ipotizzava, in Sicilia, stranamente, l'economia di scala  determina
  un aumento dei costi, cioè più ingrandisci l'ambito, più i costi
  diventano  alti, che è un altro dei misteri di questa nostra  Terra
  già  misteriosa,  per cui, improvvisamente, i costi  lievitano  tre
  volte tanto.
   La situazione che si è determinata qual è?
   Che  i  comuni  hanno dovuto, ovviamente, rivedere le  tariffe.  I
  comuni,  però,  non  riescono  a gestire  l'equivalente  di  queste
  tariffe  perché i cittadini si rifiutano di pagare.  Molti  comuni,
  addirittura,  non  rispettano  o non  riescono,  pena  una  rivolta
  sociale  terribile, ad imporre il sistema totale  a  pagamento  dei
  cittadini  del  costo del servizio di rifiuti  e  contribuiscono  a
  partecipare, per una certa quota e non per tutto il servizio,  come
  la legge prevede, per cui, alla fine, ci troviamo in una situazione
  in cui i comuni non riescono a pagare gli ATO, gli ATO non riescono
  a pagare i fornitori oppure avviene, come è avvenuto, che magari ci
  sono i comuni che pagano però poi gli ATO non pagando globalmente i
  fornitori  magari  si  trovano quei comuni  ad  avere  tagliato  il
  servizio  perché  c'è lo sciopero da parte dei lavoratori,  non  si
  riescono  a gestire le cose, oppure c'è chi paga la discarica,  chi
  non la paga, per cui alla fine si trasferisce magari su quei comuni
  virtuosi o, comunque, che si possono permettere di pagare.
   Con questa norma voi potete tagliare tutte le norme che ci sono in
  questo  disegno  di  legge perché proprio il Governo  è  totalmente
  disinteressato  a  tutte queste vicende che si  vogliono  inserire,
  addirittura indicare come obiettivi di questa riforma.
   L'obiettivo  di questo disegno di legge non è quello di  prorogare
  gli ATO. Potete bloccare immediatamente la norma, però, vi assumete
  anche  la  responsabilità che, siccome oltre  la  metà  dei  comuni
  siciliani  non hanno aderito alle SRR, domani mattina,  ci  sia  il
  caos  nella gestione del servizio rifiuti perché, anche se i comuni
  hanno  la possibilità, questa possibilità non sarà immediata e  c'è
  anche  la  questione del personale, lì nascerebbe veramente  perché
  non  c'è  nessun  problema  in questa norma  sul  personale,  anzi,
  permette  che il personale rimanga in carica e se c'è una questione
  per  la  quale  proponiamo la proroga è soltanto per  salvaguardare
  quel  personale  che non andava assunto dagli  ATO.  Perché  ce  la
  dobbiamo dire la verità: che gli ATO non potevano assumere.
   Vorrei  capire  perché  l'ATO di Gela  ha  soltanto  3  persone  a
  contratto proprio ed il resto sono dipendenti chiesti dai comuni e,
  invece, tutti gli altri ATO della Sicilia, la maggior parte,  hanno
  centinaia di assunti.
   Questo  è  avvenuto  in  assenza di  una  vigilanza  di  chi?  Era
  legittimo assumere questi lavoratori? Non credo affatto. E non  era
  neppure  necessario  perché qualsiasi  cosa  che  si  fa,  fai  una
  partecipata? Se non è in passivo non c'è bello. Perché il  gusto  è
  proprio quello di creare passività nell'economia. Assumere, evadere
  le  norme sulle assunzioni, di fatto, ha creato  perchè è tutta una
  catena  di  Sant'Antonio e, anche nella finanziaria, ci sono  tutte
  queste  misure che cominciano ad interrompere questo  meccanismo  -
  diciamo  persino  macabro  -  nei confronti  dei  cittadini  e  nei
  confronti dell'interesse del territorio della Regione.
   Per cui cosa si dice? La gestione dei contratti sarà di competenza
  dei comuni di fatto e che i comuni possono indire, in forma singola
  ed associata, gli appalti.
   C'è    questa   questione   dell'autorizzazione   regionale   che,
  sinceramente,  non  volevo mettere nella  norma;  mi  hanno  spinto
  molto i tecnici a farlo perché temevano l'impugnativa da parte  del
  Commissario  dello Stato. Io, infatti, se volete, vi dico  la  mia:
  sono  contrario sia alle SRR che agli ATO, perché,  in  Sicilia,  è
  fallimentare. E per questo c'è bisogno di uno Statuto speciale e di
  una legislazione che l'Isola si disegna secondo i propri interessi.

                              (Applausi)

     Su  questo dovremmo anche cominciare ad aprire una vertenza  con
  uno  Stato  che  ci  impone cose che, poi, non sono  funzionali  ai
  nostri interessi, non sono funzionali ai nostri interessi. Ciò  che
  funziona a Milano, non è detto che funzioni in Sicilia. E,  allora,
  sicuramente,  il  legislatore siciliano è  molto  più  vicino  alla
  realtà e ha  un'analisi della realtà,  sicuramente, molto più forte
  di quanto può avere il legislatore nazionale.
   E  le  prove sono questa legge sugli ATO, che è stata fatta  dallo
  Stato,  dove  lo  Stato  fallisce in  Sicilia.  Ed  il  legislatore
  siciliano  è dovuto intervenire nell'ambito di un ambito fissato  -
  scusatemi  la cacofonia - nell'ambito di un territorio  fissato:  o
  fai gli ATO o fai le SRR.
   Per la prima volta, c'è un'insurrezione che afferma la libertà  di
  quest'Isola  che  dice   questa legge  sugli  ambiti  ottimali  dei
  rifiuti   è   demenziale  per  la  Sicilia,  produce  indebitamenti
  spaventosi  e  non funziona .  Chiediamo di potere dare  ai  comuni
  questa possibilità.
   Il  resto lo potete togliere tutto, perché questa è la novità.  Il
  resto, tra l'altro, lo potete pure migliorare ma anche questa legge
  può essere migliorata.
   E,  anche in questo, non capisco il problema perché, quando mi  si
  dice   noi  abbiamo  posto   Per esempio, ieri, c'era  un  problema
  relativamente al precariato rispetto ai fondi trasferiti ai comuni,
  eccetera, che, giustamente, in  commissione, è stato sollevato.  Ma
  questo  non  è, mi sembra normale che in un'attività  istituzionale
  ci  sia,  in  una  legge,  l'apporto  del  Governo  e   quello  del
  Parlamento, perché sì, se, alla fine, non ci fossimo stati noi, non
  sarebbe  nato  quell'emendamento. Se  non  ci  fosse  stato  questo
  Governo, non sarebbe mai nata questa legge. E' insieme, quindi, che
  governiamo; è insieme che progettiamo.
   Lo  stabilire il distinguo, quindi, non capisco sinceramente anche
  l'astensione   su   questo  provvedimento,  ve   lo   dico,   amici
  dell'opposizione,  con estrema sincerità, perché, se ci sono  delle
  cose da migliorare, questo Governo non sta dicendo che non dobbiamo
  migliorarle;  se  c'è  qualcosa  che  non  vogliamo  fare,  si  può
  discuterne insieme, però, siccome questa è una norma che non  vuole
  essere  la riforma dei rifiuti - perché se ci fossimo imbarcati  su
  questo,  avremmo  avuto  6  mesi  di discussione,  di  commissione,
  eccetera  -  ma  vuole  risolvere un  problema  immediato  che  sta
  determinando la spazzatura in tutte le strade siciliane.
   Fra  l'altro,  ho  già  chiesto, stiamo elaborando  -  adesso,  lo
  leggerò  l'emendamento - stiamo presentando  anche  un  emendamento
  come Governo rispetto alla necessità di normare il tariffario delle
  discariche  perché  anche qui non si capisce perché  la  spazzatura
  deve  costare  di più conferirla in un posto piuttosto  che  in  un
  altro. La risposta che mi sono sentito dire quando ero sindaco  era
   perché tecnologicamente la discarica era più avanzata . Ma  questo
  dovrebbe  abbassare i costi di una discarica che è tecnologicamente
  più  avanzata  perché c'è il recupero del gas,  delle  altre  cose,
  eccetera,   invece,  stranamente,  i  costi  aumentano  perché   la
  discarica è
   Vorremmo,  quindi, discuterne. Vorremmo analizzarlo come fenomeno.
  Potevamo  essere  demagogici e presentare le  tariffe  direttamente
  persino  qui, però, guardate non è che una riforma su  questo  tema
  non  richieda qualche mese. Ora, 9 mesi sono molti? Non  lo  so  se
  sono molti. Resta il fatto che l'unico problema che ci poniamo è il
  problema dei lavoratori, ve lo dico, e la possibilità che i  comuni
  si organizzino ad operare in proprio.
   L'autorizzazione regionale non la volevo inserire,  ma  anche  lì,
  tecnicamente,  mi  hanno detto  siccome la  legge  ci  costringe  a
  rispettare  i piani d'ambito, eccetera, la normativa nazionale,  ed
  il Commissario dello Stato lo potrebbe impugnare .
   Non è che l'abbiamo  io fisserei, però, un termine che non sia più
  di  30  giorni, anzi, lo vorrei presentare entro il termine in  cui
  l'Assessorato regionale si deve esprimere perché anche questa cosa,
  il fatto che oggi il Governo potrebbe avere attenzione a questo può
  però  creare una norma in bianco. Lì va fissato un termine, massimo
  di   30   giorni,  in  cui  l'Assessorato  regionale  si   esprime.
  Presenteremo,  quindi,  l'emendamento  in  tal  senso.  Quindi,  io
  finisco. Vorremmo presentare anche un emendamento sulle discariche.
  Avrei  voluto  inserire  nel testo originario  la  questione  delle
  discariche  perché non capisco come un piccolo comune  che  ha  una
  discarica - o un comune anche grande che ha una discarica - non  se
  la  possa autogestire, perché è vero che il problema è dei  rifiuti
  zero. Tra i rifiuti zero e i rifiuti cento, però, ne passa di tempo
  perché,  in  Campania, la situazione allucinante dei rifiuti  si  è
  prodotta perché, da un lato, c'era la mafia, la camorra che voleva,
  invece, che le discariche fossero private ed impediva che venissero
  costruite  quelle  pubbliche,  poi, magari,  c'era  un  eccesso  di
  ambientalismo  che impediva la costruzione di discariche  pubbliche
  per cui quelle che funzionavano erano quelle private.
   Comincerei  a  mettere la possibilità che i  comuni  o  unioni  di
  comuni  o  consorzi di comuni si autogestiscano le  discariche  dei
  loro rifiuti perché - ed è il problema che scoppia, per esempio,  a
  Motta - il  cittadino capisce quando il rifiuto che viene conferito
  in  una  discarica  è quello che lui ha prodotto; non  capisce  più
  quando un territorio debba essere trasformato in pattumiera, magari
  privata  di interessi più ampi, dico.rifiuti che derivano da  tutte
  le  Regioni,  che  è  lo stesso problema che hanno  avuto  anche  i
  cosiddetti      termavalorizzatori     in     Sicilia.      Quattro
  termavalorizzatori di una proporzione di quel tipo che andavano  ad
  essere  insediati in alcuni territori erano un massacro  ambientale
  incredibile.   Una   cosa  ben  diversa  è   che   si   faccia   un
  termovalorizzatore ad emissioni zero che gestisce i rifiuti  di  un
  territorio che trasforma in energia quei rifiuti ma sono gli stessi
  cittadini   del  territorio.  Allora,  concludo  questo  intervento
  dicendo   guardate, la questione qui stasera non è né  la  proroga,
  dove vi ho detto che vi sono i rischi  e poi ognuno se li assume, o
  le altre questioni. Quindi non vorrei che fosse presentata come una
  ...perchè,  personalmente, sono persino contrario agli ATO  e  agli
  SRR, entrambe le cose per dirvi la questione.
   Per  me, in questo momento, il principio che passa è salvaguardare
  una  serie  di  comuni  che fallirebbero e sarebbero  certamente  a
  dissesto  con questa gestione dei rifiuti. I comuni che non  se  lo
  possono permettere non possono entrare in progetti decisi da altri.
  Ho finito. Ho finito.

   PRESIDENTE. Continui, Presidente Crocetta.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Anche se  non  capisco  tutto
  questo problema, considerato che il Governo fa un solo intervento e
  i  parlamentari  mi  pare che ne facciano tanti messi  insieme.  E,
  quindi, non è vero che, poi, i minuti sono uguali. Finisco.
   Per  noi, l'aspetto è questo, quindi, chi si oppone o non vota per
  me  non  è  che  si oppone alla proroga degli ATO, si  oppone  alla
  questione  della gestione dei rifiuti da parte dei  comuni  e  alla
  salvaguardia del personale per essere estremamente chiari.

   PRESIDENTE. Grazie, Presidente Crocetta.
   Non  avendo  alcun  altro deputato chiesto  di  parlare,  dichiaro
  chiusa la discussione generale.
   Informo  che  all'articolo  1, sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:
   dagli onorevoli Laccoto ed altri: 1.1;
   dagli onorevoli D'Agostino, Ruggirello ed altri: 1.3.
   Comunico,   altresì,   che  sono  stati  presentati   i   seguenti
  emendamenti aggiuntivi:
   dal Governo: A.1;
   dagli onorevoli Formica, Musumeci, Scoma, Fiorenza e Cordaro: A.2.

   Il  clima  abbastanza distensivo dell'Aula e di collaborazione  ha
  evidenziato  che sia dalle parole del Presidente della  Commissione
  che  ha  parlato del doppio profilo, sia quello contingente che  ci
  impegnava  ad  esitare  urgentemente questo disegno  di  legge  che
  quello  propositivo,  sia soprattutto l'intervento  del  Presidente
  della  Regione, il quale ha evidenziato, con la massima  chiarezza,
  che  non  si  è voluto, perché non si è potuto, fare un disegno  di
  legge  omogeneo,  porta a fare delle riflessioni per  il  prosieguo
  della serata.
   Se  dovessi  essere formalista, in questo momento, in applicazione
  dell'articolo 111,  nell'insediare le Commissioni, ebbi a dire  che
  cambiava l'andazzo di quest'Aula.
   L'onorevole Cordaro mi ha richiamato l'intervento fatto, perché il
  lavoro deve essere svolto soprattutto all'interno delle commissioni
  e  lo  richiamo  a  me  stesso: non possono  essere  presentati  in
  Assemblea  emendamenti  che non siano stati presentati  e  ritenuti
  ammissibili   nella  competente  Commissione,  ovvero  strettamente
  connessi   con  essi  secondo  l'insindacabile  apprezzamento   del
  Presidente.
   Se  mi  dovessi attenere rigidamente a questa norma,  potrei  pure
  dichiarare non ammissibili tutti gli emendamenti che mi sono  stati
  presentati.
   Sto facendo un ragionamento ad alta voce che penso possa aiutare.
   L'onorevole  Laccoto  ebbe  a  precisare  che  non  ha  avuto   la
  possibilità di presentare l'emendamento in Commissione  perché  gli
  era  stato  comunicato in ritardo il termine e  quant'altro.  Detto
  questo,  con  lo  spirito  di  massima collaborazione,  sospenderei
  l'Aula su questo disegno di legge, perché si può trovare un'intesa,
  per non più di dieci minuti.
   Debbo  comunicare  che, nel frattempo, sono stati  presentati  dal
  Governo ed assegnati alle competenti Commissioni i disegni di legge
  n.  68  e  n.  69,  relativi al bilancio e alla  finanziaria  della
  Regione,  e assegnati alla Commissione Bilancio, per l'esame  delle
  Commissioni  di merito, per il parere, per le parti di  competenza,
  ma  soprattutto  per quello che ci riguarda per  il  prosieguo  dei
  lavori  di stasera, di domani, giorno 31, vedremo, lo concorderemo,
  del disegno di legge relativo all'esercizio provvisorio, il disegno
  di legge n. 70, anch'esso assegnato alla Commissione Bilancio.
   Sospendo,   allora,   momentaneamente,  per  dieci   minuti,   per
  concordare il prosieguo dei lavori, perché ho un'idea e  la  vorrei
  concordare con i Presidenti dei Gruppi parlamentari, però, se  dico
  dieci  minuti,  saranno dieci minuti, alla presenza del  Presidente
  della Commissione, del Presidente Crocetta e dell'assessore Marino.
   La seduta è sospesa fino alle ore 18.15.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.53, è ripresa alle ore 18.29)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

      Si riprende l'esame del disegno di legge n. 56 - Stralcio/A

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  ribadisco   che   sono   stati
  presentati    pochi   emendamenti   al   testo   di    discussione,
  indipendentemente  dall'articolo 111, che è  una  recente  modifica
  inserita  proprio per rendere più omogenei i testi di  legge,   gli
  emendamenti, tutti quelli che sono stati presentati anche se pochi,
  e  tutti di una certa importanza, richiamandomi all'intervento  del
  relatore  del  Presidente della commissione - ribadisco  che  hanno
  voluto  evidenziare  come questa legge aveva  un  doppio  percorso,
  quello  dell'immediatezza, della contingenza e quello  della  legge
  proposta  per  il  futuro  -  ripeto  questi   emendamenti  vengono
  rinviati  in  Commissione perché facciano parte di  un  disegno  di
  legge a parte.


   Presidenza del presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, noi come  Gruppo Musumeci  non  siamo
  per nulla d'accordo sulla decisione da lei presa di non considerare
  gli  emendamenti che sono stati correttamente presentati al disegno
  di  legge   perché  pensiamo che sia un tentativo di  strozzare  il
  dibattito  su  un argomento fondamentale della vita della  Regione,
  pur  rendendoci conto che, non certamente per colpa del Parlamento,
  si agisce in una situazione di estrema urgenza, per la ristrettezza
  dei  tempi  che abbiamo a disposizione - e, ripeto, non  certo  per
  colpa  del  Parlamento, ma per il fatto che ci siamo  ridotti  agli
  ultimi  giorni  dell'anno -  per esaminare questi  provvedimenti  e
  posto che si chiede a questo Parlamento di soprassedere a tutta una
  serie  di  previsioni statutarie, di obbligo e di Regolamento,  per
  accelerare l'approvazione dei disegni di legge che sono posti  alla
  nostra attenzione, contestualmente e contemporaneamente ci dovrebbe
  essere  la  necessaria  duttilità da parte  della  Presidenza   per
  consentire ai deputati di essere messi nella condizione  di  potere
  apportare le modifiche, se pur minime, che credono di apportare per
  migliorare i provvedimenti.
   Per  quanto   riguarda  il resto dei provvedimenti  da  esaminare,
  signor  Presidente,  ritengo che, soprattutto per  quanto  riguarda
  l'esercizio provvisorio, questo Parlamento debba essere messo nella
  condizioni  di  avere il tempo minimo necessario per esaminare  una
  posta  di  bilancio così importante che va ad incidere su  tutti  i
  capitoli  che testé la Giunta ha approvato e che questo  Parlamento
  ancora non ha la fortuna di conoscere.
   Signor Presidente, siccome ritengo che stare qui il 29, il 30 o il
  31  dicembre cambia poco, perché è molto più importante lavorare ed
  essere a disposizione per portare a compimento i provvedimenti  che
  ci  sono  all'ordine  del  giorno, non è  questione  di  guadagnare
  qualche  ora,  ma piuttosto di esitare provvedimenti che  siano  in
  linea  con  quanto  prevedono  i Regolamenti,  ma  soprattutto  che
  abbiano la possibilità degli apporti necessari da parte di tutti  i
  90  deputati  di  questo Parlamento, che torno  a  ripetere,  è  un
  Parlamento non è un consiglio comunale.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  il  passaggio  all'esame  degli
  articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
          Modifiche alla legge regionale 9/2010 in materia di
      affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti.
                          Proroga di termini

   1.  All'articolo  4, comma 2, lettera a) della legge  regionale  8
  aprile  2010,  n. 9, dopo le parole dalle S.R.R' sono  aggiunte  le
  parole o dai soggetti indicati al comma 2 ter dell'articolo 5 '.

   2. All'articolo 5 della legge regionale n. 9/2010, dopo il comma 2
  bis è aggiunto il seguente comma:

   2  ter.  Nel  territorio di ogni ambito individuato ai  sensi  dei
  commi precedenti, nel rispetto del comma 28, dell'articolo 14,  del
  decreto  legge  31 maggio 2010, n. 78 sostituito dall'articolo  19,
  comma  1  lettera  b)  del decreto legge  6  luglio  2012,  n.  95,
  convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n.  135,  i
  Comuni,   in  forma  singola  o  associata,  secondo  le   modalità
  consentite dal decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267  e  senza
  oneri  aggiuntivi per la finanza pubblica, previa redazione  di  un
  piano  di  intervento,  con relativo capitolato  d'oneri  e  quadro
  economico   di  spesa,  coerente  al  Piano  d'ambito  e  approvato
  dall'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi  di  pubblica
  utilità,  Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti,  possono
  procedere  all'affidamento, all'organizzazione e alla gestione  del
  servizio   di  spazzamento,  raccolta  e  trasporto  dei   rifiuti.
  L'Assessorato,   che   verifica  il  rispetto   dei   principi   di
  differenziazione,  adeguatezza ed efficienza  tenendo  conto  delle
  caratteristiche dei servizi di spazzamento, raccolta e trasporto di
  tutti i rifiuti urbani e assimilati, deve pronunciarsi entro e  non
  oltre  il  termine di giorni sessanta dalla ricezione del piano  di
  intervento. L'eventuale richiesta di documenti di integrazione deve
  intervenire  nel  rispetto  del  predetto  termine.  I   piani   di
  intervento  approvati  vengono  recepiti  all'interno   del   Piano
  Regionale   di   Gestione   dei  Rifiuti   entro   novanta   giorni
  dall'approvazione da parte dell'Assessorato regionale  dell'energia
  e dei servizi di pubblica utilità.'.

   3.  All'articolo 8, comma 1, della legge regionale n. 9/2010, dopo
  le  parole  La  S.R.R.'  sono inserite le  seguenti,  salvo  quanto
  previsto dal comma 2 ter dell'articolo 5'.

   4.  All'articolo 15 della legge regionale n. 9/2010, dopo il comma
  1 sono inseriti i seguenti commi:

   1  bis.  Nei casi previsti dal comma 2 ter dell'articolo  5  resta
  fermo  che  la stipula e la sottoscrizione del contratto  d'appalto
  relativo  ai  singoli  comuni hanno luogo fra  l'appaltatore  e  la
  singola  amministrazione  comunale, che  provvede  direttamente  al
  pagamento   delle   prestazioni  ricevute   e   verifica   l'esatto
  adempimento del contratto.

   1  ter. In sede di affidamento del servizio mediante procedura  di
  evidenza pubblica, trova applicazione quanto previsto dal  comma  2
  dell'articolo  3  bis  del decreto legge 13  agosto  2011,  n.  138
  convertito  con  modificazioni dalla legge 14  settembre  2011,  n.
  148.'.

   5.  All'articolo 16, comma 2, della legge regionale n. 9/2010,  le
  parole la S.R.R. definisce' sono sostituite dalle parole la S.R.R.,
  o i soggetti di cui al comma 2 ter dell'articolo 5, definiscono

   6.  All'articolo 18 della legge regionale n. 9/2010, dopo il comma
  5 bis sono inseriti i seguenti commi:

   5  ter.  Relativamente  agli impianti  di  cui  al  comma  1  sono
  assegnate,  altresì, all'Assessorato regionale dell'energia  e  dei
  servizi   di   pubblica   utilità   le   competenze   di   rilascio
  dell'Autorizzazione Integrata Ambientale di cui all'articolo 29 ter
  e   seguenti  del  decreto  legislativo  3  aprile  2006,  n.  152,
  esclusivamente per le opere previste al punto 5 dell'allegato  VIII
  alla parte seconda del decreto legislativo n. 152/2006 e successive
  modifiche ed integrazioni.

   5  quater.  La  risoluzione dei conflitti tra i soggetti  pubblici
  coinvolti nella gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei  siti
  inquinati  può  avvenire, fermo restando il ricorso  agli  ordinari
  rimedi    giurisdizionali,    in   via   amministrativa    mediante
  l'attivazione di un procedimento ad istanza dell'ente che ne  abbia
  interesse.   L'istanza   è  diretta  al  Dirigente   generale   del
  Dipartimento  regionale dell'acqua e dei rifiuti  che,  sentite  le
  parti  ed  assicurato il contraddittorio, nel  termine  di  novanta
  giorni  emette un proprio decreto risolutivo del conflitto. Avverso
  la  decisione  del  Dirigente generale del  Dipartimento  regionale
  dell'acqua  e  dei  rifiuti  sono esperibili  gli  ordinari  rimedi
  giurisdizionali.'.

   7.  All'articolo 19, comma 1, della legge regionale n. 9/2010,  le
  parole  30  giugno 2012', sono sostituite dalle seguenti 30  giugno
  2013'.

   8.  All'articolo 19, comma 2, della legge regionale n. 9/2010,  le
  parole  30  giugno 2012' sono sostituite dalle seguenti  30  giugno
  2013'.

   9.  All'articolo 19, comma 2 bis, della legge regionale n. 9/2010,
  sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  le parole il 30 settembre 2012' sono sostituite dalle seguenti
  il 30 settembre 2013';
   b)  le  parole il 31 dicembre 2012' sono sostituite dalle seguenti
  il 31 dicembre 2013'.

   10. All'articolo 19 della legge regionale n. 9/2010, il comma 12 è
  sostituito dal seguente:

   12.   Fino   all'inizio  della  gestione  da  parte  dei  soggetti
  individuati ai sensi dell'articolo 15, e comunque non oltre  il  30
  settembre 2013, i soggetti già deputati alla gestione integrata del
  ciclo dei rifiuti, o comunque nella stessa coinvolti, continuano  a
  svolgere le competenze loro attualmente attribuite.»

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, saluto  adesso  il
  signor  Presidente  della  Regione che non   ho  salutato  nel  mio
  precedente intervento, lei sa quanto io la stimi, ma non da adesso,
  da molto tempo.
   Ho  ascoltato  come  tutti il suo appassionato  intervento  su  un
  settore  estremamente  delicato e devo dire  che  condivido  alcuni
  passaggi  del  suo  intervento,  altre  le  giustifico  per  alcune
  inesattezze  per il fatto che lei si occupa di tante  cose,  e   le
  segue  tutte, e perchè lei da troppo tempo non è più sindaco  della
  sua città e da pochissimo tempo è Presidente di questa Regione.
   Lei  è  il  primo  firmatario di questo disegno di  legge,  signor
  Presidente della Regione  e lei ha impegnato il Parlamento  proprio
  sulla proroga nel termine di scadenza degli ATO.
   Se  lei  va  a  leggere  l'ultimo capoverso  della  relazione  che
  accompagna  il  suo disegno di legge si rende conto  che  ha  posto
  l'accento  proprio  sulla proroga al fine di scongiurare  qualsiasi
  interruzione  nell'erogazione di un pubblico  servizio  importante,
  quale quello dei rifiuti.
   Onorevole Presidente, lei non può dire, me lo consenta -   con  il
  dovuto  rispetto  alla  sua  persona, ma  anche  al  suo  ruolo  di
  Presidente  della nostra Regione, ma il mio dovere di  parlamentare
  di questa Regione me lo impone con altrettanta attenzione - lei non
  può  dire che non le interessa quello che succede negli ATO  perché
  guardi  quello  che negli anni è stato creato in  Sicilia,  proprio
  dagli  ATO  rifiuti, è stata proprio questa logica di lasciare  che
  altri,   e   quindi  i  sindaci,  si  occupassero  di  un   settore
  delicatissimo  che  è diventato una emergenza, a  volte  anche  dei
  risvolti legati a condizionamenti della criminalità organizzata  e,
  quindi,  mafiosa, ed è proprio per questo che il Governo di  questa
  Regione, così come il Parlamento per la sua parte, ha il dovere  di
  non  limitarsi  a  presentare un disegno di legge  che  proroga  il
  servizio e il termine di scadenza per evitare problemi di ordine  e
  sicurezza  e  salute pubblica senza poi entrare nel merito  di  una
  emergenza regionale che è quella del settore dei rifiuti.
   Le vorrei dire per la mia esperienza di sindaco e di Presidente di
  un  ATO - sono stato nel 2003 fondatore di uno degli ATO rifiuti in
  questa Sicilia - che ci sono comuni che gestiscono le discariche e,
  quindi,  sindaci che gestiscono le discariche, che  le  assunzioni,
  tranne  casi  in  cui  il  fenomeno è degenerato  in  una  anomalia
  clientelare, le assunzioni sono state imposte proprio perché quando
  sono stati costruiti gli ATO, nel 2003, c'è stata una circolare del
  Presidente  della  Regione  dell'epoca,  sottoscritta  da  tutti  i
  sindacati  regionali, che ha stabilito i criteri  di  transito  del
  personale negli ATO e che erano prima i dipendenti dei comuni  soci
  dell'ATO,  poi i subordine i dipendenti delle società  private  che
  operavano  fino alla data del 30 aprile di quell'anno in regime  di
  convenzione con i comuni, e poi, ove tutto questo tipo di passaggio
  del   personale  e  di  percorso  amministrativo  non  fosse  stato
  sufficiente  a  garantire i servizi, con il  ricorso  al  personale
  esterno.
   Così  come non si può dire onorevole Presidente della Regione  che
  ci  sono  le  imprese esterne, perché sappia che molti ATO  rifiuti
  gestiscono i N.A.O.S., il servizio, utilizzando il personale di cui
  le  ho  parlato  senza ricorrere a ditte esterne ed  utilizzando  i
  mezzi che i comuni hanno trasferito o in subordine quelli che  sono
  stati  comprati  con  i finanziamenti dell'allora  Commissario  per
  l'emergenza rifiuti in Sicilia.
   Ecco Presidente, non si può dire  il Parlamento faccia quello  che
  vuole . Lei è il Presidente di questa Regione, una Regione che oggi
  vede  la  paralisi  del  settore rifiuti,  i  sindaci  costretti  a
  fronteggiare un'emergenza quotidiana e le dico che ci sono  sindaci
  scottati  proprio  perché hanno preso posizioni  in  difesa  di  un
  sistema normale dei rifiuti, vi sono sindaci che recentemente, come
  quello di Bagheria, sono stati aggrediti fisicamente perché non  in
  condizioni di potere contribuire al pagamento dei dipendenti.
   Non  possiamo  dire  che questo sistema o ci piace  od  ognuno  fa
  quello  che vuole, quando abbiamo consegnato il sistema dei rifiuti
  e, quindi, i sindaci nelle mani di pochi imprenditori che oggi sono
  diventati  fra  gli uomini più ricchi di Italia proprio  perché  la
  Regione ha omesso qualsiasi forma di controllo sulla gestione delle
  discariche private, con il paradosso che le discariche sono private
  e  molte  di esse sono state finanziate con contributi regionali  o
  con contributi della Comunità europea.
   Ed i sindaci sono diventati succubi di questi imprenditori privati
  e  la  Regione omette qualsiasi controllo sulle tariffe e qualsiasi
  controllo sulla gestione delle discariche private ed il Governo non
  può, onorevole Presidente e Assessore, dire che delle discariche si
  faccia quello che si vuole.
   I termovalorizzatori non li avete fatti fare, non voi fisicamente,
  ma  i  governi  precedenti non li hanno fatti fare e oggi  noi  non
  possiamo  lasciare il sistema senza una direttiva del  Governo  che
  dica  se  fare  i  termovalorizzatori o fare altre  discariche  non
  private, ma pubbliche.
   Onorevole  Presidente e signori del Governo, voi avete  presentato
  un  disegno di legge che la Commissione ha arricchito, che  prevede
  quasi  esclusivamente la proroga al 30 settembre del  2013  proprio
  per  evitare  che  la  legge,  che  regola  materia  approvata  dal
  precedente Governo e dal precedente Parlamento, prevede che  il  31
  di  questo mese, cioè tra due giorni, scoppia il caos più  assoluto
  per la mancanza di una normativa esplicita.
   Voi state impegnando il Parlamento solo per la proroga del termine
  al   30  settembre  senza  intervenire  minimamente,  e  questo  mi
  consenta,  forse anche irresponsabilmente, su uno dei  settori  più
  delicati della vita di questa Regione.

   VULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO.   Grazie  signor Presidente, questo per me è  l'esordio  in
  Assemblea, il mio primo intervento e voglio essere chiaro,  io  non
  sono mai stato Sindaco, perciò può darsi che questo sia un fatto  a
  mio sfavore.
   Purtroppo, lo dico chiaramente, faccio l'imprenditore e  mi  rendo
  conto   che  oggi,  in  alcune  affermazioni  da  parte  di  alcuni
  deputati, sono state dette delle  inesattezze .
   Cosa  voglio dire dicendo delle  inesattezze ? Qui è  come  se  ci
  fosse  un  tipo  di società manichea, da un lato ci sono  coloro  i
  quali  dicono  la verità, dall'altro lato ci sono  coloro  i  quali
  dicono delle bugie.
   Il  problema dei rifiuti è un problema non solo siciliano, ma è un
  problema italiano e per certi casi è un problema europeo.
   Parlavo poc'anzi con un caro amico ingegnere che mi raccontava che
  lui  è  stato  a Tokio qualche settimana fa e non ha  visto  nessun
  cassonetto,  perché  i  condomini della  città  di  Tokio  hanno  i
  cogeneratori,  ognuno  prende la propria spazzatura,  la  mette  lì
  dentro, arrivano nei cogeneratori e questi  creano energia.
   Dico,  sono  state dette inesattezze, perché quando  si  parla  di
  discariche  si  parla sempre e si generalizza di mafia  all'interno
  delle discariche, ma non è vero che sono solo ed esclusivamente  le
  discariche vengono rappresentate da gente mafiosa.
   Non  facciamo  i magistrati, non vogliamo generalizzare.  Ci  sono
  delle  discariche  in Sicilia che sono all'avanguardia  in  Italia,
  perché  qualcuno  è  convinto  che  le  discariche  sono  solo   ed
  esclusivamente sui terreni in cui si fanno dei buchi e   si  lascia
  correre  l'immondizia li dentro. Non è cosi, le  discariche  devono
  avere dei requisiti di legge che sono importanti, dei requisiti  di
  natura ambientale e di natura normativa.
   Ciò  che   voglio  dire, e concludo,  sarò brevissimo,  è  che  in
  Commissione,  l'Assessore Marino e l'Assessore Lo  Bello  lo  hanno
  visto, abbiamo cercato di fare un lavoro certosino, abbiamo cercato
  anche   di aiutare gli Assessori ed il Presidente Crocetta, però  è
  chiaro  che  questo  tema non è un tema che si  può  concludere  in
  alcune ore, in alcuni minuti.
   Questo è un tema che senza pregiudiziali, né per i privati né  per
  il pubblico, perché non è vero che il meglio sta nel pubblico ed il
  peggio sta nei privati. Credo che  questa Assemblea debba  fare una
  giusta legge che non mortifichi nessuno.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo intervenire
  per  rivendicare  il lavoro fatto dalla Commissione,  perché  mi  è
  sembrato,  in  quest'Aula, che tutto il bene di questo  disegno  di
  legge  venisse dal Governo e qualche tentativo, tra virgolette,  di
  affossare  quanto  di buono c'era nelle intenzioni  dell'intervento
  governativo,  fosse  avvenuto  da parte  della  Commissione  ed  in
  particolare dai componenti dell'opposizione.
   Caro  Presidente  Crocetta  lei  è  venuto  qui  dicendo  che   le
  interessavano due cose: uno il passaggio o, comunque, l'avvio della
  possibilità di ritornare alla gestione diretta da parte degli  enti
  locali, due di non mettere in difficoltà i lavoratori occupati .
   Caro  Presidente  queste saranno state le sue intenzioni,  ma  nel
  disegno   legislativo  presentato  dal  Governo  ed  approdato   in
  Commissione  questi  due  particolari  propositi  erano  totalmente
  omessi.
   Lei  oggi  viene a dire che ha dovuto ascoltare i tecnici  che  le
  hanno  suggerito di far passare il piano eventualmente  predisposto
  dai    Comuni   in   forma   singola   o   associata   dal   vaglio
  dell'Assessorato.
   Ora questo, mi perdoni, non le fa onore perché è un progetto a sua
  firma  e  lei  non  può  scaricare sui tecnici  quello  che  è  una
  previsione normativa da voi predisposta come Governo.
   Ma  caro  Presidente vi è di più, quel termine dei 60 giorni,  che
  lei  ritiene forse esagerato, entro il quale il provvedimento  deve
  intervenire, non era per nulla previsto nel vostro disegno, è stato
  inserito  grazie  ad un emendamento presentato  in  Commissione  ed
  esattamente proprio dai rappresentanti dell'opposizione  che  hanno
  dimostrato,   con   i  fatti,  di  voler  collaborare   migliorando
  l'intervento del Governo ove ciò sia possibile.
   La  garanzia  del  mantenimento, ove necessario, del  rapporto  di
  lavoro con i dipendenti è stato pure un emendamento predisposto  in
  Commissione,  in  questo caso in senso trasversale  e  che  poi  il
  Governo, dopo aver dato il parere favorevole, ha ritenuto re melius
  perpensa,  forse attraverso un contatto con gli organi statali,  di
  sopprimere  e  noi con quell'emendamento davamo la  possibilità  ai
  liquidatori,  ove  necessario ed indispensabile per  assicurare  la
  continuità  dei servizi, di mantenere il rapporto di lavoro  con  i
  dipendenti delle ATO.
   Questo  esplicito comma aggiuntivo non risulta più nel disegno  di
  legge per scelta governativa, perché se il pericolo consisteva  nel
  trasformare  i contratti a tempo determinato in contratti  a  tempo
  indeterminato,  avevamo  chiesto  di  inserire   una  clausola   di
  salvaguardia  per consentire questa proroga compatibilmente con  le
  altre  norme  in vigore e, quindi, per non aggirare questo  divieto
  legislativo della trasformazione dei contratti.
   Questo non è stato fatto, e noi abbiamo denunciato il pericolo che
  dal 2 gennaio, checché  se ne voglia dire, i liquidatori delle ATO,
  e  non  basta  una generica normativa di proroga, ma essendo  degli
  enti  liquidatori  non si sentano, solo per questo,  autorizzati  a
  prorogare i contratti  dei dipendenti.
   Ed  è un pericolo concreto segnalato già telefonicamente, ma anche
  de  visu  da  molti dei liquidatori gestiti, allora mi si dirà  che
  saranno  sostituiti, ma  qui non è un problema di buoni o  cattivi,
  di  premiare alcuni o di favorire degli altri, è di dare un preciso
  indirizzo normativo che questo Governo ha ritenuto di non fare.
   Questo   è   il   motivo  per  cui,  nonostante  aver  partecipato
  attivamente ai lavori della Commissione, alla fine io e l'onorevole
  Sudano  abbiamo  ritenuto  di astenerci pur  guardando  con  grande
  interesse  a  questa  volontà  di  invertire  la  rotta,  di  porre
  finalmente fine a questi carrozzoni inutili che sono stati gli ATO.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente  e  Assessori  della  Regione,  pur  nella  ristrettezza
  assoluta  dei tempi che quest'Aula ha avuto assegnati per esaminare
  quello  che  poteva essere, e che purtroppo non  è,  un  importante
  disegno  di  legge, io ho da fare alcune considerazioni all'Aula  e
  spero anche al Governo se vorrà accoglierle e, comunque, seguirle.
   Io credo che il Governo non solo abbia avuto troppo poco tempo per
  pensare  e  redigere questo disegno di legge, troppo poco  tempo  e
  frettolosità,  eccessiva  disinvoltura  che  si  coglie  già  dalla
  sgrammaticatura  del titolo di questa legge che,  al  di  là  delle
  roboanti  parole  utilizzate  Norme di modifica alla  gestione   si
  dovrebbe dire  della gestione integrata dei rifiuti ,  in realtà si
  limita soltanto a prorogare un termine.
   Ora,   onorevole   Presidente  della  Regione,  Signor   Assessore
  competente,   se  nel  corso  della  relazione,  nel  corpo   della
  relazione,  si fosse detto di meno, secondo sincerità e correttezza
  di  impostazione,  cioè  se  si fosse  detto  che  la  necessità  e
  l'esigenza  di  correre verso l'approvazione del disegno  di  legge
  risiedeva  e risiede soltanto nell'urgenza dei tempi, probabilmente
  si  sarebbe  fatta un'operazione più veritiera e  non  si  sarebbe,
  invece,  voluta  ammannire come modifica  alla ,   della   gestione
  integrata, ciò che modifica non è
   L'unica  modifica  vera,  seria che era  stata  richiesta,  Signor
  Presidente  dell'Assemblea,  con  un  emendamento  d'Aula  che  era
  finalizzato  ad anticipare i tempi dal 30 di settembre,  perché  il
  nuovo sistema venga a regime, funzioni a regime, 30 settembre, sono
  ancora  nove  mesi e saranno nove mesi di ulteriori  debiti  per  i
  comuni,  saranno nove mesi di ulteriori disservizi per i cittadini,
  saranno nove mesi ancora verso cui la Regione dovrà, prima  o  poi,
  porre  certamente  un  freno e dovrà dire una parola  finale,  come
  prima sosteneva nel corso del primo intervento l'onorevole Formica,
  presidente  del  Gruppo  parlamentare  cui  appartengo,  se  questo
  termine fosse stato anticipato al 30 di aprile probabilmente questo
  disegno  di  legge avrebbe avuto qualche ragione per potere  essere
  preso in considerazione.
   La verità, onorevole Presidente della Regione, signor assessore, è
  che questo tema non lo si affronta con una leggina delle ultime ore
  dell'anno  e  non lo si affronta con un provvedimento assolutamente
  anonimo  ed  assolutamente anodino, come del resto dice  lo  stesso
  Presidente  della  Regione che ne disconosce la  paternità  e  dice
  all'Aula  di farne ciò che vuole e che è perfino contro gli  ambiti
  territoriali,  contro le S.R.R. e probabilmente sarebbe  favorevole
  alla   proposta  che altra parte politica, l'attuale  minoranza  di
  quest'Aula, ha portato avanti, per qualche settimana e per  qualche
  tempo,  per ridare il servizio in parte ai comuni ed in parte  alle
  province  regionali,  com'era  prima  della  riforma  che  vogliamo
  riformare.
   No,   onorevole   Presidente  della  Regione,  è  esattamente   il
  contrario  Faccia il Governo quel che vuole e se il Governo intende
  presentare questa leggina finale dell'anno come riforma del settore
  o  come riforma possibile del settore, sarà questo Parlamento o una
  parte  consistente  di questo Parlamento che  dirà  con  chiarezza,
  invece,  che  il problema e la responsabilità è del Governo  e  non
  certo del Parlamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Sorbello.  Ne  ha
  facoltà.

   SORBELLO.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  signori assessori, onorevoli colleghi, con questa norma noi stasera
  non  facciamo  altro  che  aprire una nuova  stagione,  che  è  una
  stagione  all'apice di due illustri errori.
   Poco fa l'onorevole Caputo diceva che lui è uno che ha avviato  il
  sistema degli ATO in Sicilia sin dal 2003 ed abbiamo assistito, nel
  tempo,  ad  una  sommatoria di errori: prima i  27  ATO,  poi  i  4
  termovalorizzatori  per  una  capacità  che  era  il  doppio  della
  produzione dei rifiuti in Sicilia.
   I   termovalorizzatori furono revocati, lo dobbiamo dire, perché a
  fronte di poco più di 1 milione di tonnellate, 1 milione e 50  mila
  tonnellate,  si volevano realizzare quattro termovalorizzatori  per
  una  capacità di 2 milioni per fare arrivare, forse, i  rifiuti  di
  tutto il sud d'Italia.
   Su questa base noi e il Governo - e faccio un plauso al Governo ed
  alla  Commissione che ha operato nell'elaborare questo  disegno  di
  legge - attiviamo due percorsi importantissimi.
   Innanzitutto andiamo a pianificare, oltre al servizio già attivato
  dagli  ATO, quello che potrebbe essere l'esercizio di tutti  quegli
  ATO  e  quelli  del  territorio che non hanno  attivato  ancora  il
  servizio.
   Poco  fa il Presidente della Regione diceva che ci sono ditte  nel
  territorio  regionale  che da dodici anni sono  in  prorogatio  con
  prezzi   che   sono   esorbitanti  e   con   capitolati   d'appalto
  megagalattici. A questo si riferiva poco fa il Presidente,  ritengo
  o così ho interpretato.
   Proprio la provincia di Siracusa è una di quelle province che  non
  ha  attivato il servizio e ditte che espletano il servizio in molti
  comuni  sono  in prorogatio da più di due lustri, da  prima  perché
  avevano effettuato il servizio, prima che entrassero in vigore  gli
  ATO.
   Stasera  c'è poi un'altra novità assoluta, per cui noi  da  qui  a
  settembre  andremo  a  pianificare  ed  a  stabilire  i  capitolati
  d'appalto  approvati proprio dall'Assessorato, e facciamo  un  buon
  percorso per vedere realtà che non hanno attivato i servizi,  oltre
  al  fatto  che  qualcuno ha omesso un altro punto  importantissimo,
  strategico, che è il comma 5 dell'articolo 1.
   Il  comma 5 che porta in capo all'Assessorato dell'energia  quella
  che è l'autorizzazione AIA perché era giusto, e su questo c'è stato
  un   lungo  dibattito  in  Commissione,  che  l'iter  autorizzativo
  dell'AIA fosse in capo all'Assessorato della programmazione per una
  visione  globale e per attivare così tutta la filiera che va  dalla
  programmazione alla chiusura di quei siti con l'autorizzazione AIA.
   Su questa base abbiamo questa proroga, sic et simpliciter, che poi
  non  è  fino  al  30 settembre per gli ATO che hanno accumulato  un
  miliardo e settecentomilioni di debiti.
   A  questo  se  dobbiamo, parallelamente, aggiungere  questi  punti
  importantissimi  che da qui a settembre si attiveranno  sicuramente
  le  gare negli Ambiti territoriali ottimali dove non è stato ancora
  attivato  il  servizio  e quell'altro punto strategico  importante,
  quello  a  cui  mi  riferivo prima, del comma  5  dove  si  ha  una
  programmazione  ed  un'autorizzazione che  pianifica  su  tutto  il
  territorio il sistema e la filiera dei rifiuti.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 1.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       (I deputati dei Gruppi del PDL, PID - Cantiere Popolare,
      Lista Musumeci e Partito dei Siciliani - MPA dichiarano di
                              astenersi).

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                «Art. 2.
                             Disposizioni finali

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

    PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 2.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

        (I  deputati dei Gruppi PDL, PID - Cantiere Popolare, Lista
      Musumeci  e  Partito  dei  Siciliani  -  MPA  dichiarano   di
      astenersi)


   Presidenza del presidente Ardizzone


                  Presentazione di ordine del giorno

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole  Caputo
  l'ordine del giorno n. 1 «Attivazione di un sistema di ispezioni  e
  controlli delle discariche private».
   Il parere del Governo?

   MARINO,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Ardizzone


                 Votazione finale di disegno di legge

           PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno  di
  legge  n. 56  Norme di modifica alla gestione integrata dei rifiuti
  di cui alla legge regionale 8 aprile 2010, n. 9 .
     Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti e votanti  73
   Maggioranza        .37
   Favorevoli          51
   Astenuti            22

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, prima di comunicare il  prosieguo
  dei lavori mi aveva chiesto di intervenire l'Assessore Marino.
   Ne ha facoltà.

   MARINO,  assessore  per l'energia ei servizi di pubblica  utilità.
  Signor  Presidente,  onorevoli deputati,  io  volevo  pubblicamente
  ringraziare  il  Presidente e tutti i componenti della  Commissione
   Ambiente e Territorio'.
   Si è instaurato un ottimo rapporto di lavoro e il lavoro svolto  è
  stato  una riflessione a voce alta, punto per punto, di quello  che
  veniva  sottoposto all'attenzione dei componenti della Commissione.
  Faccio  riferimento  anche a tutti i componenti  della  Commissione
  riconducibili  all'opposizione.  Il  lavoro  è  stato   di   grande
  contributo  e  io  volevo ringraziarvi. Abbiamo  preso  un  impegno
  reciproco  di  confrontarci per un disegno futuro, completo  ed  un
  intervento incisivo su tutto questo settore.
   Dico  subito  che il quadro completo che riguarda il  settore  dei
  rifiuti è conosciuto dal Governo e lo sottoporremo, anche lo  stato
  delle  discariche, lo sottoporremo all'attenzione di tutti  al  più
  presto  per poter avere il massimo contributo ed incidere realmente
  nell'interesse  pubblico,  cosa  che  credo  tutti  noi  cerchiamo.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Comunico che la seduta sarà rinviata di due  ore  per
  dare  modo  alle Commissioni di licenziare il testo dei disegni  di
  legge  riguardanti rispettivamente: l'esercizio  provvisorio  e  la
  proroga  dei  precari. Le Commissioni seconda e quinta sono  quindi
  autorizzate a riunirsi.
   La  seduta è, pertanto, rinviata ad oggi sabato 29 dicembre  2012,
  alle ore 21.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Ardizzone


       - Discussione dei disegni di legge:

         1)  - Autorizzazione all'esercizio provvisorio per l'anno 2013. (n.
             70)

         2)  -   Norme in materia di personale. Disposizioni contabili . (n.

             58)

         3)  -   Disposizioni in materia di servizio idrico integrato . (n.

             57/A)

               Relatore: on. Palmeri

                   La seduta è tolta alle ore 19.07

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
                            alle ore 21.30

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli