Presidenza del vicepresidente Venturino
VINCIULLO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Arancio, D'Agostino, La
Rocca, Micciché, Panepinto e Turano sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le Risorse agricole ed alimentari
N. 302 - Stato d'attuazione dell'articolo 8 della legge regionale
n. 25 del 2011, relativa alle disposizioni per la diffusione della
conoscenza della produzione agricola e agroalimentare regionale di
qualità.
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
N. 425 - Iniziative volte alla modifica delle modalità di rilascio
del porto di fucile per l'esercizio della caccia.
Firmatario: Germanà Antonino Salvatore (Con nota prot. n. 22118
del 3 maggio 2013, il Presidente della Regione ha delegato
l'Assessore per le risorse agricole e alimentari).
N. 630 - Notizie sull'approvazione dei progetti nell'ambito del
Piano di Sviluppo Rurale (PSR) Sicilia 2007-2013, Asse IV, Misura
421.
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi;
Currenti Carmelo; Ruggirello Paolo (Con nota prot. n. 27875/IN.16
del 4 giugno 2013, il Presidente della Regione ha delegato
l'Assessore per le risorse agricole ed alimentari).
- da parte dell'Assessore Territorio e Ambiente
N. 173 - Chiarimenti circa i lavori di adeguamento dell'impianto
di depurazione di Fondo Verde nell'area di Sferracavallo (PA).
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio (Con nota prot. n. 15625/IN.16
del 25 marzo 2013 il Presidente della Regione ha delegato
l'Assessore per il territorio).
N. 205 - Informazioni sulle conferenze di servizi in materia di
riserve naturali ai sensi dell'art. 122 della legge regionale 3
maggio 2001, n. 6, con riferimento all'installazione del sistema
MUOS.
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Zafarana Valentina;
Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Trizzino
Giampiero; Venturino Antonio; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 221 - Informazioni sul piano regionale antincendio e sulle
attività di prevenzione per la prossima stagione 2013.
Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Zafarana Valentina;
Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Trizzino
Giampiero; Venturino Antonio; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano (Con nota prot. n. 16127 del 27 marzo 2013, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per il territorio e
l'ambiente).
N. 233 - Chiarimenti circa la mancata sospensione dei lavori di
installazione del sistema militare MUOS.
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio (Con nota prot. n. 15911/IN.16
del 26 marzo 2013 il Presidente della Regione ha delegato
l'Assessore per il Territorio).
N. 291 - Verifica della variante del PRG di Noto (SR) per un
progetto di lottizzazione nell'area costiera in contrada Eloro-
Pizzuta.
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina (Con nota prot. n. 16132 del 27 marzo 2013, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per il territorio e
l'ambiente).
N. 315 - Chiarimenti urgenti in merito al ritardo nel
completamento dei lavori relativi al 'Progetto di tombinatura
ed opere complementari Torrente Guardia - Zona nord - Messina' e al
mancato accreditamento delle somme stanziate dall'Assessorato
regionale Territorio.
Firmatario: Germanà Antonino Salvatore (Con nota prot. n.
17262/IN.16 del 4 aprile 2013 il Presidente della Regione ha
delegato l'Assessore per il territorio).
N. 338 - Notizie in merito all'adozione del nuovo piano regolatore
generale del Comune di Bagheria (PA).
Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana Valentina; Zito
Stefano (Con nota prot. n. 17758/IN.16 dell'8 aprile 2013 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente).
N. 355 - Interventi sulla spiaggia di Torrazza, in località
Petrosino (TP).
Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Zafarana Valentina;
Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Trizzino
Giampiero; Venturino Antonio; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano (Con nota prot. n. 17961/IN.16 del 9 aprile 2013 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente).
N. 363 - Chiarimenti urgenti in merito alle omissioni e alle gravi
anomalie inerenti i contratti in essere all'Ente Parco dei Nebrodi
di cui all'art. 4 della legge regionale n. 24 del 2010.
Firmatario: Germanà Antonino Salvatore (Con nota prot. n. 20649
del 22 aprile 2013, il Presidente della Regione ha delegato
l'Assessore per il territorio e l'ambiente).
N. 579 - Chiarimenti sugli interventi urgenti per limitare il
fenomeno erosivo costiero del comune di Messina.
Firmatari:Zafarana Valentina; Palmeri Valentina; Zito Stefano;
Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio; La
Rocca Claudia; Venturino Antonio; Foti Angela; Trizzino Giampiero;
Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Ferreri Vanessa; Ciancio
Gianina (Con nota prot. n. 27905 del 4 giugno 2013, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per il territorio e
l'ambiente).
N. 599 - Iniziative per assicurare efficienza e funzionalità
al Servizio 1 VIA/VAS del Dipartimento regionale del
territorio e dell'ambiente.
Firmataria: Grasso Bernadette Felice (Con nota prot. n.
27767/IN.16 del 4 giugno 2013, il Presidente della Regione ha
delegato l'Assessore per il territorio e l'ambiente).
N. 725 - Iniziative per fronteggiare l'emergenza ambientale e
sanitaria nelle aree di Gela, Priolo, Milazzo, sedi di poli
petrolchimici siciliani.
Firmatari: Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni (Con nota prot. n.
30145/IN.16 del 17 giugno 2013, il Presidente della Regione ha
delegato l'Assessore per il territorio e l'ambiente).
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta scritta:
N. 1306 - Chiarimenti circa presunte anomalie nel concorso per una
posizione funzionale di organizzazione dei servizi di medicina di
base presso l'ASP 8 di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina.
Avverto che la stessa sarà inviata al Governo.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta immediata:
N. 1307 - Urgenti iniziative per l'attuazione della Misura 4 a
valere sulle risorse del PO FSE Sicilia 2007-2013 nell'ambito della
Sovvenzione globale 'Sicilia Futuro'.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Maggio Maria Leonarda; Gucciardi Baldassare
Avverto che lo svolgimento della interrogazione avrà luogo secondo
la procedura di cui all'art. 144 bis del Regolamento interno.
Comunicazione relativa alla mozione numero 185
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'approvazione della
mozione n. 179 nella seduta d'Aula n. 79 dell'8 ottobre 2013, è da
intendersi assorbita la mozione n. 185, a firma dell'onorevole
Lombardo ed altri, di analogo contenuto.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, comunico che è pervenuta, da parte del
Presidente della Regione, la seguente comunicazione:
«Illustre Presidente,
con la presente, per chiederle di rinviare a data da concordare
successivamente, le comunicazioni del Presidente già previste per
giovedì p.v., in conseguenza della fase di chiarimento iniziata in
data odierna con i rappresentanti del mio Partito.
Rosario Crocetta»
Comunico, altresì, che è pervenuta la seguente comunicazione:
«Con la presente si comunica che l'Assessore regionale per le
attività produttive, Linda Vancheri, non potrà prendere parte alla
seduta odierna dell'Aula a causa di precedenti ed improrogabili
impegni istituzionali legati all'incontro presso il Ministero dello
sviluppo economico.
Il Capo della segreteria particolare
(dott.ssa Donatella Massimino)»
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Giovanni Greco è in congedo
per oggi per motivi personali.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, come ormai credo sia sotto gli occhi di tutti
non possiamo procedere con gli altri punti dell'ordine del giorno
perché ancora abbiamo qualche fase interlocutoria circa la
risoluzione del problema legato alla I Commissione.
Per quanto riguarda i punti II e III dell'ordine del giorno, si
rinviano alla prossima seduta.
Per quanto riguarda la votazione della mozione sulla soppressione
dell'Ente porto di Messina, avete appena sentito che l'assessore
Vancheri non sarà presente in Aula e l'assessore Bonafede, come
molti di voi hanno già appreso da notizie dei telegiornali, è a
Lampedusa.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è una situazione
questa, del Parlamento e dell'Aula, che si trascina e che mortifica
anche il lavoro dei deputati e che non può più essere consentita.
Quindi, o questa Presidenza si assume l'onere e l'impegno di far sì
che in Aula venga pure il Governo altrimenti, invito la Presidenza
a non fissare più le sedute d'Aula il martedì e il mercoledì
semplicemente per l'approvazione di mozioni e atti ispettivi perché
ciascuno di noi svolge un ruolo e lo svolge con dignità. Quando
questa dignità viene costantemente calpestata non è possibile
andare avanti in questo modo.
Se c'è rispetto per questo Parlamento e il rispetto delle
Istituzioni, così come lo dimostrano i deputati, di questo se ne
deve fare onere e carico nei confronti del Governo, la Presidenza.
Perché è un sacrificio per chi lavora venire qui, per chi lavora
non per chi fa altre professioni, per chi lavora come deputato e
per chi crede veramente di fare il proprio dovere. E' da un mese
che noi veniamo qui a non far nulla. Dico a non fare nulla E
sicuramente non è per colpa dei deputati, non è per colpa dell'Aula
perché le attività, ahimè, le Commissioni, ahimè, per quel che
possono lavorano.
Quindi, che il Presidente Crocetta, che il Governo, che la
maggioranza di questo Governo si decida a porre fine alla crisi, a
trovare una intesa, una sintesi, ma che comunque prima di pensare
alle beghe personali che si rendano conto che c'è un Paese, che c'è
una Sicilia che necessita di risposte
Oggi, avevo presentato un ordine del giorno e mi rendo conto anche
della inutilità, in una Aula vuota, senza la presenza del Governo,
dell'ordine del giorno che io pensavo di presentare. Lo trasformerò
V voglio dirlo in Aula - in una lettera che invierò all'Assessore
per le autonomie locali e per la funzione pubblica.
Il primo ottobre, dopo la protesta dei sindaci, vi è stata una
riunione e un accordo fra il Presidente della Regione e l'ANCI che
prevedeva una ripartizione equa fra tutti i comuni. Oggi, siamo al
9 ottobre e di fatto non è successo nulla. Non solo, non si ha
notizia della variazione di bilancio, non si ha notizia qual è
l'iter quindi della convocazione della Conferenza delle autonomie,
mentre ci sono i comuni che non riescono più a pagare gli
stipendi, i comuni che non riescono più a garantire i servizi.
Lo so, è stato presentato, dicevano poc'anzi gli uffici, il
disegno di legge di variazione.
Però, siccome deve andare in Commissione, siccome passeranno 15
giorni, siccome poi l'assessore per le autonomie locali dovrà
convocare la Conferenza delle autonomie e passerà un mese, si
accumulerà un altro mese. Siccome rappresenta un altro fatto grave
ed eccezionale che serve semplicemente per pagare gli stipendi ai
dipendenti comunali, oltre al fatto che - ricordiamo - i comuni se
il 30 novembre non chiudono i bilanci, finiscono in pre dissesto
C'è una situazione di precari, del precariato, che sta andando a
rotoli che non si riesce più a garantire il minimo vitale, il
minimo dei servizi, e noi continuiamo qui a perdere tempo,
assessore sì, assessore no E' veramente una situazione che non può
più andare avanti
Le chiedo, pertanto, signor Presidente, di farsi carico, perché
credo che il mio intervento non rappresenti soltanto il mio punto
di vista ma credo sia il sentimento di quest'Aula, di consegnare
questo ordine del giorno, anche informalmente, anche con una
procedura che va oltre i regolamenti, all'Assessore per le
autonomie locali perché si attivi immediatamente - sempre nel
rispetto dell'accordo che ha stipulato con l'ANCI e sempre nel
rispetto di quella ripartizione - intanto ad autorizzare e ad
inviare un acconto. Badate bene, i comuni per l'anno 2013 hanno
ricevuto soltanto il 63 per cento dell'acconto di una
trimestralità. Ma se state facendo fallire gli enti locali, cosa
ci stiamo a fare qui?
Per il resto, le ripeto, signor Presidente, siccome ho presentato
delle mozioni che vengono calendarizzate in momenti in cui non
sortiscono più gli effetti desiderati e siccome non intendo più
venire qui a perdere tempo, la prego, che se non c'è la certezza
della presenza del Governo e non c'è la certezza che si possa,
quindi, procedere alle discussioni anziché assistere alle
comunicazioni e ai rinvii, non si convochino più sedute d'Aula
(applausi dai deputati del Gruppo Movimento Cinque Stelle)
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, non posso che condividere il suo
sfogo - perché di questo si tratta - e anche l'applauso degli
onorevoli presenti non fa altro che confermare la condivisione
della sua posizione, posizione condivisa anche da questa
Presidenza.
Senz'altro, come più volte si è detto, ahimè, mi farò latore del
messaggio di questa Assemblea, nella speranza che questa volta le
parole del Governatore, ripetute anche in sede di Conferenza dei
Capigruppo circa due settimane, che mostravano l'intenzione di
avviare un nuovo percorso fatto di maggiore collaborazione e di
studiare insieme le modalità per garantire la presenza in Aula del
Governo - se non al completo, anche con un paio di assessori anche
in possesso di delega - per potere trattare ed eventualmente
replicare partecipando in maniera più attiva al dibattito.
Mi farò carico, onorevole Grasso, di quanto da lei esposto.
E' triste Mi trovo davvero senza parole perché, anche da parte
mia, salire su questo banco della Presidenza e vedere un'Aula quasi
delegittimata nelle sue funzioni fa un po' tristezza.
Tuttavia, non posso fare altro, per quanto riguarda la seduta di
oggi, che rinviarla a meno che qualche altro collega voglia
intervenire.
Onorevoli colleghi, la seduta è, pertanto, rinviata a martedì, 15
ottobre 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
libertà civili, politiche, economiche e sociali'. (n. 223/A)
2) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
III - Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
siciliano, sui progetti di legge costituzionali nn. a.s. 42 e a.s.
363 concernenti modifiche dello Statuto della Regione in materia di
procedure per la modifica dello Statuto medesimo
IV - Votazione della mozione:
N. 64 - Soppressione dell'ente Porto di Messina e rilancio
della Zona Falcata .
(14 marzo 2013)
PANARELLO-LACCOTO-GRECO M.-MARZIANO
V - Discussione della mozione:
N. 93 - Interventi a sostegno delle piccole e medie imprese
siciliane titolari di emittenti televisive locali, per
il rafforzamento tecnologico-organizzativo e la
transizione al sistema digitale terrestre.
(10 aprile 2013)
GRASSO - CIMINO - FIRETTO - LANTIERI -
GIANNI
VI - Discussione della mozione:
N. 123 - Ripristino nel bilancio regionale del gettito
derivante dalle operazioni effettuate in via
telematica dalle imprese di revisione riconosciute ed
autorizzate ad operare, nel territorio siciliano,
dalla competente amministrazione regionale.
(28 maggio 2013)
GRASSO - LANTIERI - FIRETTO - FIGUCCIA
La seduta è tolta alle ore 16.24
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Risorse agricole e alimentari»
LA ROCCA - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI -
FOTI - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TROISI -
VENTURINO - ZAFARANA - ZITO. -«All'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
la riconsiderazione dell'agricoltura come parte essenziale del
sistema economico è strettamente connessa alle progressive
trasformazioni dell'economia globale e in particolare all'emersione
del modello dello sviluppo locale. La Regione siciliana dovrebbe
pertanto sviluppare strumenti per incentivare l'agricoltura di
piccola scala e la filiera corta, nonché valutarne il potenziale
economico e mettere in atto le strategie per stimolare la
consapevolezza e l'attenzione dei consumatori nei confronti delle
produzioni locali;
in questo contesto, incentivare la filiera corta assume, nelle
politiche regionali di sviluppo, un particolare significato perché
attiva un processo virtuoso finalizzato alla valorizzazione delle
produzioni locali tipiche e di qualità, all'avvicinamento degli
attori della filiera, alla creazione di eventi locali in grado di
attrarre turisti e consumatori interessati alle peculiarità
agroalimentari della Sicilia;
visto:
l'art. 8 della legge regionale n. 25 del 24 novembre 2011 della
Regione siciliana, 'Interventi per lo sviluppo dell'agricoltura e
della pesca. Norme in materia di artigianato, cooperazione e
commercio e nella fattispecie. Disposizioni per la diffusione della
conoscenza della produzione agricola e agroalimentare regionale di
qualità';
l'articolo 81 del Decreto Legislativo n. 59 del 26 marzo 2010,
Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel
mercato interno, che , promuove la conoscenza e la diffusione dei
Marchi ed attestati di qualità dei servizi;
il Decreto Assessoriale n. 53 del 18 ottobre 2012 dell'Assessorato
regionale delle risorse agricole e alimentari che disciplina i
criteri e le modalità per l'istituzione e la diffusione del logo
chilometro zero;
considerato che:
il comma 1 dell'art. 8 della già citata legge regionale istituisce
il logo identificativo dei prodotti siciliani di qualità a
chilometro zero, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 81
del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, promuovendone la
conoscenza e la diffusione;
il comma 2 del richiamato art. 8 della legge regionale n. 25 del
24 novembre 2011, che prevede che l'Assessore regionale per le
risorse agricole ed alimentari istituisca, con decreto, un Tavolo
di concertazione, finalizzato alla promozione, la conoscenza, la
diffusione e la commercializzazione delle produzioni agro-
alimentari della Regione;
l'art. 46 della legge regionale n. 25 del 24 novembre 2011, che
impone che l'Assessore regionale per le risorse agricole ed
alimentari riferisca, a cadenza tassativa trimestrale,
all'Assemblea Regionale Siciliana sullo stato di attuazione delle
previsioni di cui alla stessa legge regionale n. 25 del 24 novembre
2011;
considerato che:
con il decreto assessoriale n. 53, l'Assessorato regionale delle
risorse agricole istituisce il logo SICILIA KM ZERO ('chilometro
zero'), al fine di promuovere la valorizzazione delle produzioni
agricole di qualità, favorendone il consumo e la
commercializzazione, garantendo ai consumatori una maggiore
trasparenza dei prezzi e assicurando un'adeguata informazione ai
consumatori sull'origine e le specificità di tali prodotti,
ispirato a quanto previsto all'art. 8 della richiamata legge
regionale della Sicilia n. 25/2011;
all'art. 8 del decreto assessoriale n. 53, l'Assessorato regionale
delle Risorse Agricole istituisce un Tavolo di Concertazione,
ispirato a quanto previsto all'art. 8 della legge regionale n. 25
del 2011;
per sapere se in applicazione al sopracitato art. 46 della legge
regionale n. 25 del 24 novembre 2011, l'Assessorato competente
abbia effettivamente relazionato, con cadenza trimestrale, lo stato
di attuazione della normativa in oggetto, in particolare in
riferimento al logo SICILIA KM 0 ed al Tavolo di Concertazione, in
particolare:
in caso di riscontro positivo, si richiede una relazione sullo
stato di attuazione della suddetta legge regionale;
nel caso di una eventuale mancanza di applicazione della legge
regionale 25 del 2011, si chiede all'Assessorato se non ritenga
opportuno avviare gli adeguati ed efficaci provvedimenti in merito,
al fine di far conoscere ad un numero più grande possibile di
potenziali fruitori, quelle che sono le particolarità dei prodotti
tipici, con caratteristiche peculiari e di pregio, ma oggi sovente
sconosciuti dai canali di mercato più interessanti». (302)
Risposta. -«Con l'interrogazione n. 00302 dell'8 febbraio 2013 le
SS.LL. chiedevano notizie in merito allo Stato di attuazione
dell'art. 8 della legge regionale n. 25 del 2011,relativa alle
disposizioni per la diffusione della conoscenza della produzione
agricola e agroalimentare regionale di qualità .
In ordine all'argomento oggetto dell'interrogazione il Dirigente
Generale del Dipartimento Interventi Strutturali cui è demandata la
competenza, ha rappresentato che con Decreto n. 53 del 18 ottobre
2012 dell' Assessore regionale per le risorse agricole ed
alimentari, emanato con riferimento all'art. 8 della Legge
Regionale n. 25 del 24 novembre 2011 della Regione Siciliana,
Interventi per lo sviluppo dell'agricoltura e della pesca. Norme
in materia di artigianato, cooperazione e commercio e nella
fattispecie Disposizioni per la diffusione della conoscenza della
produzione agricola e agroalimentare regionale di qualità , sono
stati disciplinati i criteri e le modalità per l'istituzione e la
diffusione del logo chilometro zero .
A seguito di ciò il Dirigente del Servizio VI del Dipartimento
Regionale degli Interventi Infrastrutturali per l'Agricoltura ha
indetto nel marzo 2013 un Concorso di idee per l'acquisizione di
una proposta ideativa necessaria per la realizzazione di un logo
per il marchio SICILIA Km 0 .
Con D.D.G. n. 522 del 15 maggio 2013 è stata costituita la
Commissione per l'ammissibilità e la valutazione dei progetti
presentati al Concorso di idee Logo Sicilia km 0 , che ha valutato
le idee progettuali presentate e nella seduta del 6 giugno 2013 ha
selezionato vincitore il progetto presentato dalla Ditta Carlo
Poerio.
Il logo che identifica il circuito Sicilia km 0 è stato
approvato con DDG n. 792 del 22 luglio 2013.
Con DDG n. 791 del 22 luglio 2013 è stato approvato il
Disciplinare Sicilia km 0 che regolamenta le modalità di accesso
al circuito Sicilia km 0 e di utilizzo del logo Sicilia km 0 .
Il succitato disciplinare è stato redatto secondo le indicazioni
contenute nel D.A. n. 53 del 18 ottobre 2012 dell'Assessore
Regionale delle Risorse Agricole e Alimentari, con il quale è stato
istituito il logo SICILIA KM ZERO ( chilometro zero ) al fine di
promuovere la valorizzazione delle produzioni agricole di qualità,
favorendone il consumo e la commercializzazione, garantendo ai
consumatori una maggiore trasparenza dei prezzi e assicurando
un'adeguata informazione ai consumatori sull'origine e le
specificità di tali prodotti.
Attualmente sono in corso di definizione l'istituzione di:
- una Commissione Valutatrice (art. 8 del Disciplinare) composta
da personale regionale nominato con Decreto dirigenziale. La
Commissione è incaricata di valutare l'adesione iniziale di un
candidato e, in seguito, la permanenza dei requisiti necessari per
potere essere parte del circuito regionale e fregiarsi del logo
Sicilia km zero
- Tavolo di Concertazione (art. 9 del Disciplinare) composto dai
seguenti soggetti:
- Dirigente Generale del Dipartimento regionale degli Interventi
Infrastrutturali per l'Agricoltura dell'Assessorato Regionale delle
Risorse Agricole ed Alimentari che lo presiede in caso di assenza o
impedimento dell'Assessore;
- due esperti di marketing e comunicazione di comprovata
esperienza;
- due rappresentanti delle organizzazioni di categoria
interessate.
Farà parte del Tavolo con funzioni di segretario un dirigente o
funzionario del Dipartimento Regionale degli Interventi
Infrastrutturali per l'Agricoltura.
Il Tavolo di concertazione svolge i seguenti compiti:
- delinea percorsi formativi incentrati sull'offerta dei prodotti
agricoli regionali, atti a formare gli addetti alla distribuzione
commerciale, anche mediante gruppi di lavoro ristretti e incontri
con gli operatori commerciali;
- elabora, per le esigenze e le finalità di cui al presente
articolo, un catalogo promozionale dei prodotti regionali
agroalimentari, aggiornato annualmente, secondo le modalità e i
criteri indicati con Decreto dell'Assessore Regionale delle Risorse
Agricole e Alimentari;
- promuove accordi fra la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e
gli operatori del settore agricolo al fine di incentivare la
promozione e vendita dei prodotti a chilometro zero di cui all'art.
4, da effettuarsi in appositi spazi dedicati posti all'interno dei
punti vendita della GDO; in tal caso i punti vendita sono esentati
dall'impegno, di cui al punto 3 b), ad approvvigionarsi per l'80%,
in termini di valore, di prodotti agricoli regionali a km zero ;
- compone gli interessi delle parti in occasione dell'apertura,
del trasferimento di sede e dell'ampliamento della superficie di
vendita nel territorio regionale, delle grandi strutture di vendita
e di centri commerciali che esercitano attività di commercio nel
settore merceologico agroalimentare, in applicazione della legge
regionale 22 dicembre 1999, n. 28, attraverso la sottoscrizione di
intese ed accordi.
Le riunioni del Tavolo sono valide in presenza di almeno tre
componenti.
La partecipazione al Tavolo di concertazione è a titolo gratuito e
senza oneri a carico del bilancio regionale.
Il Tavolo di Concertazione è istituito con Decreto del Dirigente
Generale del Dipartimento regionale degli Interventi
Infrastrutturali per l'Agricoltura.
A conclusione del suddetto iter sarà pubblicata una Manifestazione
d'interesse per selezionare le aziende che aderiranno al circuito
Sicilia km zero .
L'Assessore
(Dott. Dario
Cartabellotta)
GERMANA'. -«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le
risorse agricole e alimentari, premesso che la caccia è da sempre
esercitata principalmente come attività ricreativa, i cacciatori
praticano questo sport per trascorrere del tempo all'aria aperta,
in ambienti relativamente selvaggi e lontano dai sentieri più
frequentati alfine di goderne delle bellezze naturali e
naturalmente per esercitare l'attività venatoria, creando una
economia di settore da non sottovalutare in tempi di crisi come
quelli che stiamo vivendo;
considerato che la caccia oggi ha anche un ruolo decisivo nella
gestione della fauna selvatica, ad esempio per mantenere la
popolazione di una certa specie all'interno delle capacità di
sostentamento dell'ambiente ecologico tanto che, in molti paesi, i
cacciatori partecipano alla scrittura delle norme di
regolamentazione della caccia finalizzate a garantire la
preservazione della fauna selvatica;
ritenuto che è compito della Regione migliorare l'accesso dei
cittadini a questo sport;
accertato che:
nonostante la legislazione sia la stessa, si riscontrano forti
differenze tra la Sicilia e le altre regioni d'Italia per quanto
riguarda la procedura per il rilascio del porto di fucile per uso
venatorio;
nella nostra Regione viene rilasciato tale porto, a seguito di
esami condotti con il vecchio metodo del colloquio, al contrario di
quanto avviene in tutte le altre regioni d'Italia nelle quali si
procede attraverso la partecipazione ad un esame a quiz;
accertato ancora che la Commissione di esami per l'abilitazione
all'esercizio venatorio di cui all'art. 29 della legge regionale 1
settembre 1997, n. 33, che ha il compito di valutare la
preparazione e le capacità dell'aspirante cacciatore allo
svolgimento dell'attività venatoria, esprimendo un giudizio
complessivo di 'abilitato' o 'non abilitato' si riunisce con
cadenze mensili, convocando di volta in volta un numero esiguo di
partecipanti, rilevandosi una lungaggine inutile con un aumento dei
costi a carico dell'Amministrazione regionale;
per sapere se non ritengano opportuno avviare ogni iniziativa
finalizzata alla modifica degli esami per il rilascio del porto di
fucile per l'esercizio della caccia,sostituendo l'attuale esame
orale con quello a quiz con il risultato di ridurre i tempi e
conseguire un notevole risparmio per l'Amministrazione regionale».
(425)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 00425 del 06 marzo 2013
l'onorevole interrogante ha chiesto notizie in merito alle
Iniziative volte alla modifica delle modalità di rilascio del
porto di fucile per l'esercizio della caccia .
In ordine all'argomento oggetto dell'interrogazione il Dirigente
Generale del Dipartimento Interventi Strutturali cui è demandata la
competenza, ha rappresentato che con D.A. n. 1375 del 4 aprile
2013, che si allega in copia, l'Amministrazione ha provveduto alla
definizione delle nuove procedure di svolgimento degli esami per il
conseguimento dell'abilitazione all'esercizio venatorio
introducendo, tra l'altro, nella prova teorica un questionario di
26 domande a risposta multipla».
L'Assessore
Dott. Dario Cartabellotta
IOPPOLO-MUSUMECI-FORMICA-CURRENTI-RUGGIRELLO. - «Al Presidente
della Regione siciliana e all'Assessore per le risorse agricole e
alimentari, premesso che:
in attuazione della Misura 421 'Cooperazione interterritoriale e
transnazionale' del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) Sicilia 2007-
2013, veniva pubblicato nella GURS n. 48 del 18 novembre 2011 il
bando per la presentazione dei relativi progetti, stanziando
risorse pari a 13.300.000,00;
il Gruppo di Azione Locale (GAL) Kalat Scarl', con sede a
Caltagirone, in qualità di capofila dei GAL Elimos Scarl, Eloro
Scarl, Terre dell'Etna e dell'Alcantara Scarl, Etna Scarl, Isole di
Sicilia, Nebrodi Plus', Peloritani Terre dei Miti e della Bellezza
Scarl' ha partecipato al bando, presentando il progetto di
cooperazione 'Ruralità mediterranea in Sicilia';
sono stati presentati dai GAL della Sicilia, complessivamente, 6
progetti inerenti la misura del PSR di cui sopra;
è trascorso più di un anno dalla presentazione dei progetti senza
che il procedimento amministrativo di verifica degli stessi sia
arrivato a conclusione, definendo l'ammissibilità degli aiuti
richiesti e la relativa graduatoria;
una tale dilatazione dei tempi per la definizione del procedimento
di cui sopra, contrasta assolutamente con l'urgenza che la grave
crisi economica che attraversiamo impone e con l'esigenza di
promuovere lo sviluppo del territorio, rendendo rapidamente
fruibili gli aiuti Comunitari;
in un recente incontro con i rappresentanti dei GAL della Sicilia,
l'Assessore regionale per le risorse agricole e alimentari ha
espresso l'intenzione di volere revocare il bando pubblico in
questione per indire una nuova gara, presupponendo che la
Commissione, a suo tempo nominata per procedere all'esame delle
domande d'aiuto, avrebbe già valutato come 'non ammissibili' i
progetti presentati;
la revoca del bando suddetto, qualora determinata in virtù di
presupposti solo presunti, costituirebbe una grave violazione dei
principi di trasparenza ed efficacia dell'azione amministrativa, in
quanto la Commissione giudicatrice non ha ancora, nonostante il
lungo tempo trascorso, adottato un provvedimento formale di
valutazione dei progetti presentati;
considerato che:
il colpevole ritardo con cui l'Amministrazione regionale procede
(sono trascorsi circa 13 mesi dalla presentazione dei progetti da
parte dei GAL della Sicilia), costituisce, già di per sé, un
gravissimo e scandaloso danno a carico della nostra Regione se
consideriamo la gravità della situazione complessiva;
è necessario che la Commissione concluda immediatamente la
procedura di valutazione dei progetti e di formulazione della
relativa graduatoria, in modo che la notevole somma stanziata, di
13.300.000,00, possa essere assegnata ai GAL e spesa rapidamente;
per sapere:
se corrisponda a verità che l'Assessore regionale per le risorse
agricole e alimentari voglia revocare il bando in attuazione della
Misura 421 'Cooperazione interterritoriale e transnazionale' del
Piano di Sviluppo Rurale (PSR) Sicilia 2007-2013 che ha stanziato
la somma di 13.300.000,00, pubblicato nella GURS n. 48/2011, in
virtù di una presunta dichiarazione di non ammissibilità' che
sarebbe stata formulata in modalità non formali dalla Commissione
giudicatrice;
se non si ritenga invece di dovere procedere urgentemente alla
conclusione delle procedure di valutazione dei progetti presentati
ed alla approvazione della relativa graduatoria, consentendo così
che la notevole somma stanziata possa rendersi rapidamente
disponibile e si possano realizzare gli investimenti previsti nei
progetti presentati dai GAL della Sicilia, non arrecando ulteriore,
ingiustificabile e scandaloso danno, compromettendo gravemente lo
sviluppo economico della nostra Regione». (630)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. «Con l' Interrogazione n. 00630 del 9 aprile 2013 le
SS.LL. chiedevano Notizie sull'approvazione dei progetti
nell'ambito del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) Sicilia
2007-2013, Asse IV, Misura 421 .
In ordine all'argomento oggetto dell'interrogazione il Dirigente
Generale del Dipartimento Interventi Strutturali cui è demandata la
competenza, ha rappresentato che:
·In data 27.02.2012 sono stati presentati, a seguito del bando
pubblicato nella GURS n 48 del 18.11.2011 parte I, dai GAL
Siciliani sei progetti di Cooperazione interterritoriale e
transnazionale a valere sulla misura 421;
·In data 26.04.2012 con D.D.G. 519 del 26.04.2012 è stata istituita
la Commissione per la verifica dei requisiti di ricevibilità e di
ammissibilità dei progetti di cooperazione;
·In data 18.07.2012 i GAL capofila dei progetti di cooperazione, a
seguito di alcune criticità rilevate dalla Commissione, sono stato
convocati ed invitati ad apportare alcune modifiche ai progetti
presentati;
·In data 19.09.2012 sono pervenute le note con le modifiche
proposte da parte dei GAL;
·In data 14.01.2013 con nota prot. n. 1173 la Commissione di
Valutazione dei progetti di cooperazione ha trasmesso al Servizio
IV, attuatore della misura, una relazione da dove si evincono
alcune criticità che vengono evidenziate nel Decreto Dirigente
Generale n. 342 del 22.03.2013, che si allega alla presente;
criticità che possono essere riassunte sostanzialmente nelle
seguenti motivazioni: iniziative limitate alla sola cooperazione
fra GAL regionali , la notevole dimensioni economica dei progetti
con un certo squilibrio tra le fasi di studio, analisi e consulenza
e la realizzazione concreta dell'iniziativa stessa, la difficoltà
di demarcazione degli interventi da attuare con la misura 421,
rispetto a quelli analoghi realizzati con altri fondi;
·In data 30.01.2013 il Dirigente del Servizio IV, condividendo
quanto evidenziato dalla Commissione, ha proposto, congiuntamente
all'ADG del PSR Sicilia 2007-2013, all'Assessore Regionale alle
Risorse Agricole e Alimentari l'annullamento del bando e
l'emanazione di un nuovo bando;
·In data 28.02.2013.l'Assessore Regionale delle Risorse Agricole e
Alimentari ha condiviso la proposta di annullamento;
·In data 22.03.2013 è stato emesso il D.D.G. n. 342, registrato
alla Corte dei Conti il 03.06.2013 al n. 4 foglio 239, di
annullamento del bando;
·In data 16.04.2013 sono stati convocati i rappresentanti dei GAL
per concordare i criteri per l'emanazione di un nuovo bando e di
nuove disposizioni attuative, in linea con le indicazioni fornite
dalla Commissione, al fine di utilizzare al meglio, per una reale
crescita dei territori delle aree rurali, tutte le risorse
disponibili;
·In data 20.06.2013 è stato pubblicato sul sito del PSR il nuovo
bando relativo alla misura 421.
La novazione dell'iter amministrativo come sopra esplicitato ha
consentito di superare le criticità evidenziate dalla Commissione
di valutazione, senza compromettere i tempi di attuazione della
misura in argomento».
L'Assessore
Dott. Dario Cartabellotta
Rubrica «Territorio e Ambiente»
FERRANDELLI. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per la
salute e all'Assessore per il territorio e l'ambiente, richiamati
il D.Lgs. n. 152 del 2006 'Testo unico in materia ambientale' e
successive modifiche ed integrazioni e la legge regionale n. 27 del
1986 e successive modificazioni che disciplina gli scarichi delle
pubbliche fognature;
premesso che:
in data 27 novembre 2012 è stata celebrata la gara di affidamento
per i lavori di adeguamento dell'impianto di depurazione di Fondo
Verde, mediante la realizzazione di opere di scarico con condotta
sottomarina da ubicare nel golfo di Sferracavallo;
in conseguenza delle risultanze di gara, l'appalto in oggetto è
stato provvisoriamente aggiudicato all'impresa GEO GAV s.r.l. di
Favara (AG), mentre la seconda classificata è risultata essere
l'impresa GEO PLANTS s.r.l. di Agrigento (cfr. determina
dirigenziale n. 57 del 19.12.2012);
considerato che:
la normativa in epigrafe indicata prescrive la valutazione
d'impatto ambientale, qualora vi siano progetti che possano
produrre impatti significativi e negativi sull'ambiente;
il progetto di cui trattasi certamente rientra in tale
fattispecie;
ritenuto che per la localizzazione dei progetti, ai sensi della
disciplina legislativa testé menzionata, deve essere considerata la
sensibilità ambientale delle aree geografiche che possono risentire
dell'impatto dei progetti, tenendo conto, in particolare:
- dell'utilizzazione attuale del territorio;
- della ricchezza relativa, della qualità e capacità di
rigenerazione delle risorse naturali della zona;
- della capacità di carico dell'ambiente naturale, con particolare
attenzione alle zone costiere, alle riserve e parchi naturali, alle
zone montuose o forestali e alle zone a forte densità demografica;
preso atto che:
la borgata di Sferracavallo (la cui composizione demografica
ammonta a 6.500 abitanti circa) si affaccia sulla riserva marina
'Capo Gallo-Isola delle Femmine' e sulla riserva di terra (Capo
Gallo) e che da sempre la stessa è stata considerata una località
turistico-balneare e da tutti è riconosciuta come una delle poche
zone del palermitano che è riuscita a mantenere le proprie acque
marine pulite e cristalline e proprio su questa naturale vocazione
marittima sono basate molte attività commerciali;
la Riserva marina e quella di terra (Capo Gallo) sono state
istituite per valorizzare questo tratto di mare e soprattutto per
difenderlo dagli attacchi speculativi e da quelle opere umane che
non considerano l'importanza del delicato ecosistema marino;
osservato che:
nel mare di Sferracavallo sono sussistenti le praterie della
Posidonia oceanica che costituisce la Comunità climax del
Mediterraneo e cioè il massimo livello di sviluppo e complessità
che un ecosistema può raggiungere. Il posidonieto è, quindi,
l'ecosistema più importante del mar Mediterraneo ed è stato
indicato come 'habitat prioritario' nell'allegato I della Direttiva
Habitat (Dir. n. 92/43/CEE), che raggruppa tutti i siti di
importanza comunitaria (SIC) che necessitano di essere protetti;
nell'ecosistema costiero, la Posidonia riveste un ruolo
fondamentale per diversi motivi: grazie al suo sviluppo fogliare
libera nell'ambiente fino a 20 litri di ossigeno al giorno per ogni
metro quadrato di prateria; produce ed esporta biomassa sia negli
ecosistemi limitrofi sia in profondità; offre riparo ed è area di
riproduzione per molti pesci, cefalopodi, bivalvi, gasteropodi,
echinodermi e tunicati; consolida il fondale sottocosta,
contribuendo a contrastare un eccessivo trasporto di sedimenti
sottili dalle correnti costiere; agisce da barriera che smorza la
forza delle correnti e delle onde prevenendo l'erosione costiera;
infine, lo smorzamento del moto ondoso operato dallo strato di
foglie morte sulle spiagge le protegge dall'erosione, soprattutto
nel periodo delle mareggiate invernali;
tra le numerose cause della regressione delle praterie di
Posidonia oceanica, gli scarichi di acque reflue, siano essi
urbani, industriali o da imbarcazioni da diporto, occupano un posto
importante;
gli scarichi di acque reflue agiscono principalmente su quattro
livelli sui popolamenti marini costieri: diminuzione della
trasparenza dell'acque; aumento della temperatura dell'acqua;
aumento della concentrazione di nutrienti; apporto di contaminanti
chimici; diminuzione della salinità dell'acqua;
considerato che:
in relazione all'ultimo punto, la Posidonia oceanica è una specie
stenoalina, ossia con elevata sensibilità alle variazioni di
salinità e che diminuzioni localizzate di salinità possono
provocare sofferenza alle praterie;
essendo, inoltre, un organismo fotofilo (che ama la luce) e
sensibile all'inquinamento, gli scarichi costituiscono un maggior
fattore di perturbazione che si sovrappone ad altre cause di
regressione;
gli scarichi di tipo urbano presentano una concentrazione elevata
di nutrienti e di particolato organico che riducono quindi la
trasparenza delle acque direttamente (a causa della torbidità) o
indirettamente (favorendo lo sviluppo del plancton);
ne risulta un impatto sulle praterie, in particolar modo in
profondità, dove si verificano: diminuzione della densità dei fasci
fogliari, frazionamento del posidonieto ed una regressione del
limite inferiore;
nel Mediterraneo ormai si contano sulle dita di una mano i siti
dove la Posidonia prolifera così abbondantemente e sarebbe uno
scempio bruciare un patrimonio così importante e, alla luce di
quanto sopra descritto, appare palesemente inspiegabile la scelta
di scaricare le acque reflue in un posto ricco di preziose praterie
di Posidonia ed inserito in una riserva marina vincolata da regole
in materia di tutela ambientale;
ritenuto altresì che:
i costi per la realizzazione dello scarico nel golfo di
Sferracavallo implicano una spesa notevole, e questo perché è
previsto un sistema di pompaggio delle acque, atto a superare un
notevole dislivello;
con gli stessi costi si potrebbero benissimo canalizzare i flussi
negli scarichi del fiume Oreto o in quelli di Acqua dei Corsari,
con un impatto ambientale notevolmente inferiore;
per sapere:
se è vera la notizia secondo la quale la riserva marina di 'Capo
Gallo-Isola delle Femmine' sia stata declassata, o revocata, e se
sia comunque compatibile la realizzazione di uno scarico fognario
di tale importanza portata nelle sue acque;
quali pareri tecnici abbiano determinato la scelta dello scarico
fognario nel golfo di Sferracavallo e se sia possibile accedere
alla relativa documentazione cartacea che quei pareri riportano;
se non ritengano di dovere riconsiderare la valutazione dei costi
del progetto, dato che la realizzazione dell'impianto in quell'area
non è giustificabile, neanche da un punto di vista economico, alla
luce del fatto che l'onere di costruzione non cambierebbe se
venisse realizzato in altre zone, dove peraltro esistono già
impianti simili, e considerando che, per ovviare al dislivello di
circa 80 metri, oltre alla realizzazione dell'impianto di
depurazione di Fondo Verde, dovrebbe essere realizzato anche un
sistema aggiuntivo di pompaggio delle acque;
chi attualmente gestisca la riserva e le sue competenze;
se esista la possibilità di utilizzare le acque reflue per
l'irrigazione, evitando così gli oneri per la realizzazione dello
scarico fognario e l'immissione di acque dolci in un ecosistema
marino;
su quali valutazioni si basi lo studio di fattibilità e
d'incidenza dell'opera sul territorio e la valutazione sull'impatto
ambientale della stessa». (173)
Risposta. -«Relativamente all'argomento trattato con
l'interrogazione in argomento, si premette che l'ARTA in passato ha
avuto la competenza in materia di programmazione delle opere
depurative e fognarie dei Comuni (PARF) e di autorizzazioni allo
scarico dei reflui trattati negli Impianti di depurazione a
servizio delle reti fognarie comunali della Sicilia, competenze
che, con passaggi diversi e parziali nel tempo, sono transitate
prima all'Ufficio del Commissario per l'emergenza idrica, poi
all'Ufficio speciale delle acque e dei Rifiuti, successivamente
all'Agenzia Regionale Acque e Rifiuti ed in ultimo al Dipartimento
Regionale dei Rifiuti e delle Acque.
Ad ogni buon fine, in risposta ai quesiti posti dall'On.le
interrogante, si rappresenta quanto segue.
Nel Piano Regionale di Risanamento delle acque è prevista, per il
Comune di Palermo, la realizzazione di due impianti di depurazione,
uno in località Acqua dei Corsari, per la zona sud-orientale, ed
uno in località ZEN, poi denominato Fondo Verde Giardini, per la
zona nord-occidentale.
In conformità al Piano Regionale, il PARF del Comune di Palermo,
adottato con delibera consiliare n. 376 del 07/07/1986 ed approvato
con decreto ARTA n. 460/87 del 10/03/1987, prevede l'impianto di
depurazione Fondo Verde Giardini.
Nel rispetto delle previsioni del PARF, il refluo depurato era
destinato al riuso irriguo, industriale e per la ricarica della
falda sottostante e, solo in caso di emergenza, era previsto lo
scarico tramite una condotta collocata all'interno del costruendo
collettore fognario nord-occidentale delle acque meteoriche, fino
allo sbocco di quest'ultimo nella cala di Isola delle Femmine e da
lì posata sul fondo del mare per scaricare al largo della costa.
Si premette altresì che negli anni sono state valutate tutte le
possibili soluzioni che coniugassero la tutela dell'ambiente con un
corretto funzionamento idraulico del sistema e con i costi di
realizzazione e di gestione delle opere. In merito proprio al
funzionamento idraulico del sistema si osserva quanto sia
articolato e complesso modificare in parte le ipotesi progettuali
di uno schema fognario che ha trovato la realizzazione di molte sue
importanti parti.
In merito alle domande formulate, si rappresenta che,
relativamente alla revoca ovvero al declassamento della riserva
marina, agli atti di questo Assessorato non risulta alcuna
informazione in merito.
Si evidenzia, invece, che il Ministero dell'Ambiente, con nota
prot. 0017965 del 13/08/2012, ha comunicato la conclusione del
procedimento per l'affidamento in gestione dell'AMP Capo Gallo -
Isola delle Femmine ad un Consorzio di gestione, costituito dalla
Provincia Regionale di Palermo, dal Comune di Isola delle Femmine,
dall'Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana e dal Comune
di Palermo.
Relativamente alla compatibilità o meno con la riserva dello
scarico con condotta sottomarina di refluo depurato, si rappresenta
che il Decreto del Ministero dell'Ambiente del 24 luglio 2002 di
Istituzione dell'Area Marina Protetta denominata Capo Gallo - Isola
delle Femmine di Palermo, all'art. 4 comma 11 così recita
All'interno dell'Area Marina Protetta . Al fine di garantire il
raggiungimento dei più elevati obiettivi di qualità ambientale,
sono consentiti, sentito l'ente gestore e la commissione di
riserva, gli interventi per la manutenzione e l'eventuale
adeguamento alle normative nazionali e regionali vigenti degli
impianti per lo smaltimento delle acque di scarico, nonché la
realizzazione di eventuali nuovi impianti previsti nell'ambito
degli strumenti di programmazione vigenti a livello regionale e
comunale alla data di pubblicazione del presente decreto.
L'opera in questione rientra nella fattispecie consentita riguardo
la compatibilità regolamentare dello scarico di Fondo Verde con la
Riserva di Capo Gallo e corre l'obbligo di sottolineare che al
momento della istituzione della Riserva si è affrontato il problema
dello scarico in Riserva, facendo salva esplicitamente la
possibilità di realizzazione della condotta sottomarina di scarico
dei reflui trattati a Fondo Verde, già esistente come previsione di
PARF e adottata dal Consiglio Comunale di Palermo.
Relativamente alla possibilità di utilizzare le acque reflue di
Fondo Verde per scopi irrigui, evitando gli oneri per la
realizzazione dello scarico, si sottolinea che è obbligatoria la
presenza dello scarico dei reflui depurati anche quando si
riutilizza il refluo, ciò anche per il semplice motivo che il
riutilizzo, anche se dovesse essere totale, non avviene sempre
continuamente durante tutti i giorni dell'anno, per cui sarebbe
necessaria la costruzione di enormi serbatoi di stoccaggio dei
reflui da riutilizzare con costi di realizzazione e di gestione
assai importanti. Ad ogni buon fine, l'ipotesi di potere
riutilizzare, in toto o in parte, il refluo depurato è un obiettivo
da perseguire e potrà essere verificata e studiata solo dopo la
realizzazione dello scarico dell'Impianto per come prevedono le
norme nazionali e Comunitarie e, comunque, difficilmente potrà
essere una alternativa allo scarico in continuo.
Relativamente ai pareri tecnici che hanno suffragato la scelta di
scaricare nel golfo di Sferracavallo, si rimanda alla redazione del
PARF della rete fognaria di Palermo del 1987.
Si evidenzia che l'attenzione alla tutela dell'ambiente marino che
avrebbe interessato lo scarico di Fondo Verde è stata sempre
elevatissima e le scelte dei corpi recettori dei reflui che si sono
effettuate hanno avuto il supporto di studi di diversa natura. Le
prime indagini in tal senso sono state quelle effettuate con lo
studio di Impatto sull'ambiente marino proprio nelle aree che
sarebbero state interessate dallo scarico di Fondo Verde,
commissionate a ITALISPACA S.p.a (1990-1991). Altri studi fatti
successivamente non hanno mai trovato incompatibile lo scarico
depurato con la Riserva.
Inoltre, con un comitato permanente per la revisione del PARF di
Palermo, voluto dal Comune di Palermo diversi anni fa, è stato
portato avanti un lavoro di studio sulle possibili soluzioni
alternative alle scelte del vigente PARF del 1987, riguardo la
depurazione e lo scarico dei reflui trattati.
Del suddetto Comitato hanno fatto parte, oltre a Tecnici ed
Amministratori del Comune di Palermo, anche tecnici della Regione,
della Provincia Regionale di Palermo, dell'AMAP, nonché Accademici.
Il Comitato ha inoltre commissionato uno studio di consulenza
all'Istituto di Idraulica della Facoltà di Ingegneria
dell'Università degli Studi di Palermo, mirato alla pianificazione
delle opere idrauliche relative al completamento del piano fognario
della zona nord-occidentale della città di Palermo.
Relativamente all'impatto del refluo, depurato in modo assai
spinto, sull'Area Marina Protetta, si rappresenta che non è mai
stato trascurato il necessario approfondimento scientifico atto a
valutare tale impatto e non si trascurerà certamente, ad opere
realizzate, il controllo ed il monitoraggio dell'area marina.
Inoltre, poiché all'impianto di Fondo Verde andrebbero trattati
anche i reflui di Sferracavallo e delle zone limitrofe, il mancato
completamento del depuratore con le opere di scarico e di
collettamento, nel tempo, ha portato ad un deciso degrado proprio
nel Golfo interessato e ciò a causa degli scarichi dei reflui
fognari non trattati.
Relativamente alle problematiche inerenti la procedura di Impatto
Ambientale sull'intervento di adeguamento dell'impianto di
depurazione, si rappresenta che in data 08/03/2012 si è tenuto
presso l'ARTA un apposito incontro tecnico con il quale si è
convenuto che, ai sensi dell'art. 21 comma 2 del D.Lgs. 152/2006 e
s.m.i., il progetto dovrà essere coerente con il Piano d'Ambito ed
il P.O.T. dell'ATO Idrico PA1 nonché con il PARF ed il PRG del
Comune di Palermo nonché con il Regolamento dell'Area Marina
Protetta di Capo Gallo - Isola delle Femmine.
Le determinazioni del suddetto incontro tecnico sono state
notificate al Comune di Palermo ed a tutti gli enti interessati con
nota prot. n. 19929 del 30/03/2012 del Servizio 1 VAS-VIA del
Dipartimento Regionale dell'Ambiente.
In ultimo, il Comune di Palermo, con deliberazione n. 38 del
08/03/2013, tenuto conto degli studi e delle analisi richieste dal
Dipartimento Regionale dell'Ambiente con la nota anzidetta, al fine
di definire urgentemente la migliore soluzione alternativa
progettuale ecosostenibile che consenta, al tempo stesso, di
eliminare le cause che hanno condotto alla procedura di infrazione
comunitaria CE 2004/2034 ed alle conseguenti sanzioni giornaliere
previste sino alla data di messa a norma degli scarichi e degli
impianti di depurazione, ha emanato una apposita direttiva all'Area
Gestione del Territorio in merito allo studio di impatto ambientale
del progetto definitivo con particolare attenzione allo scarico
delle acque depurate all'interno dell'area marina protetta».
L'Assessore
Maria Lo
Bello
CANCELLERI - PALMERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - ZAFARANA -
FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - VENTURINO - FOTI -
LA ROCCA - ZITO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
il territorio e l'ambiente, premesso che:
all'interno delle riserve naturali, istituite ai sensi della legge
regionale 9 maggio 1981, n. 98 e successive modifiche ed
integrazioni, la realizzazione di opere ed interventi è subordinata
al rispetto delle norme che prevedono divieti e che sono contenuti
nel regolamento di ciascuna area protetta;
ai sensi dell'articolo 122 della legge regionale 3 maggio 2001, n.
6, (come modificato dall'articolo 139, comma 63, della legge
regionale 16 aprile 2003, n. 4) è consentita la realizzazione di
opere che, ammesse dal regolamento della riserva, sono subordinate
alla redazione del piano della riserva (piano di sistemazione per
la zona A o piano di utilizzazione per la zona B), anticipandone le
previsioni nel rispetto delle disposizioni di legge e
regolamentari;
la conferenza di servizi prevista dal citato articolo 122 della
legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, è disciplinata dalla circolare
dell'Assessorato regionale Territorio e ambiente n. 4 del 26
novembre 2004 (pubblicata in G.U.R.S. parte I n. 54 del 17 dicembre
2004);
considerato che la suddetta circolare prevede una seria di
adempimenti preliminari e condizioni tra cui assumono rilievo:
1. l'obbligo per i Comuni interessati dalle opere a rendere nota
la convocazione della conferenza mediante affissione al proprio
albo pretorio per giorni 15;
2. l'obbligo per l'Assessorato regionale Territorio di ambiente a
rendere altresì pubblica la convocazione della conferenza mediante
pubblicazione sul sito web istituzionale;
3. la non autorizzabilità delle opere espressamente vietate dai
regolamenti e non compatibili con il vincolo di tutela;
visto che:
le suddette disposizioni sono a garanzia tanto dell'integrità
delle riserve naturali, non consentendo deroghe ai divieti di
tutela, quanto dei diritti di partecipazione dei cittadini e di
rispetto dei principi generali di trasparenza della pubblica
amministrazione contenuti nella legge 7 agosto 1990 n. 241 e nella
corrispondente normativa regionale;
nel rinomato e discusso caso delle autorizzazioni relative
all'istallazione del M.U.O.S., ricadente all'interno della riserva
naturale Sughereta di Niscemi, è emerso il mancato rispetto delle
disposizioni contenute nella predetta circolare 4 del 26 novembre
2004;
per sapere se in maniera effettiva quante e quali conferenze di
servizi siano state tenute nel corso degli anni 2008, 2009, 2010,
2011 e 2012, così come previsto ai sensi dell'articolo 122 della
legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, fornendo per ciascuna gli
estremi del provvedimento finale di autorizzazione e la data di
pubblicazione dell'avviso di convocazione sul sito web
dell'Assessorato regionale per il territorio e l'ambiente». (205)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Relativamente a quanto chiesto con l'interrogazione
in oggetto, si comunica che agli d'ufficio risulta una sola
conferenza di servizi tenutasi in data 09/09/2008 presso i locali
del Dipartimento regionale Territorio e Ambiente.
La suddetta conferenza è stata convocata con nota Assessoriale n.
65724 del 27/08/2008 ai sensi dell'art. 14 della L. n. 241/1990 e
s.m.i. e dell'art. 122 della L.R. 07/05/2001 n. 6 così come
modificato dall'art. 139 comma 63 della L.R. n. 4 del 16/04/2003,
per l'esame del progetto denominato installazione sistema di
comunicazione per utenti mobili sito radio U.S. Navy di Niscemi
della U.S. Navy - 41 Stormo di Sigonella, ricadente in zona B
della Riserva Naturale Integrata Sughereta di Niscemi , nel
territorio del Comune di Niscemi».
L'Assessore
Maria
Lo Bello
PALMERI-CANCELLERI-CAPPELLO-TROISI-CIACCIO-CIANCIO-ZAFARANA-
FERRERI-MANGIACAVALLO-SIRAGUSA-TRIZZINO-VENTURINO-FOTI-LA ROCCA-
ZITO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
ai sensi della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, come
modificata dalla legge regionale 14 aprile 2006, n. 14, la Regione
è tenuta ad esercitare in modo sistematico e continuativo attività
di prevenzione e lotta contro gli incendi dei boschi e della
vegetazione, diretta alla protezione del patrimonio forestale
pubblico e privato, dei terreni agricoli, del paesaggio e degli
ambienti naturali, delle aree protette, dei siti di importanza
comunitaria, delle zone di protezione speciale, delle zone speciali
di conservazione, nonché a garantire la sicurezza delle persone;
con decreto del Presidente della Regione è approvato il piano per
la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta
attiva per la difesa della vegetazione contro gli incendi,
predisposto dal Corpo forestale della Regione, collocato oggi
nell'ambito dell'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente;
nell'anno 2012 zone di grandissimo pregio naturalistico e
paesaggistico sono state devastate dagli incendi che hanno
interessato in maniera diffusa anche le aree naturali protette,
evidenziando limiti operativi e inefficienze gestionali;
in un'intervista dello scorso ottobre 2012 il dirigente generale
del Corpo forestale regionale ha dichiarato che la scorsa estate la
superficie percorsa da incendi, tra aree boscate e macchia
mediterranea, è stata pari a circa 12 mila ettari ed ha comportato
oltre 12 mila interventi delle squadre antincendio;
considerato che:
secondo i dati del Corpo Forestale dello Stato nel 2012 in Sicilia
si sono registrati oltre il 50% degli incendi verificatisi a
livello nazionale, che peraltro è stato caratterizzato
drammaticamente da un aumento rispetto al 2011 del 30% del numero
degli incendi ed addirittura del 158% della superficie colpita
dalle fiamme;
il nuovo piano regionale antincendio per la difesa dei boschi e
della vegetazione, caratterizzato dalla protezione a fini
antincendio non solo dei boschi ma di tutte le formazioni di
vegetazione tra le quali rientrano aspetti di grande interesse
conservazionistico e riguardanti anche habitat di interesse
comunitario, è stato adottato dalla Giunta Regionale con delibera
n. 242 dello scorso 13 luglio 2012, ma da allora non è stato ancora
emanato il decreto presidenziale di approvazione;
il piano si attua mediante programmi annuali di intervento
predisposti entro il 31 marzo di ciascun anno;
relativamente ai parchi regionali, con decreto del presidente
dell'ente parco sono approvati specifici programmi di intervento
contenenti disposizioni per il coordinamento dei compiti dei
soggetti che svolgono attività di prevenzione e difesa antincendio,
nel territorio del parco, secondo le previsioni del piano
regionale;
nel bilancio di previsione 2013 predisposto dal Governo la spesa
complessiva per il settore forestale è stata ridotta di ben oltre
il 60% rispetto agli anni precedenti;
per sapere:
i motivi dei gravi ritardi nell'approvazione del piano regionale
antincendio e quali iniziative urgenti intendano assumere per porvi
rimedio;
il numero definitivo e l'estensione degli incendi verificatisi
nell'anno 2012, distintamente per provincia e per tipologia di aree
interessate (boscate, non boscate, protette);
gli estremi e i contenuti specifici dei decreti dei presidenti
degli enti parco con cui sono stati approvati i programmi operativi
nel 2012 e, in assenza, quali iniziative siano state assunte nei
confronti degli enti inadempienti;
quali direttive siano state emanate nel 2012, o in assenza quali
si intenda emanare nel 2013, per l'individuazione delle formazioni
vegetali da preservare, atteso che spesso i fuochi che interessano
garighe, arbusteti o formazioni vegetali seminaturali non vengono
spenti con la stessa solerzia con cui si interviene su aree
boscate, talvolta di minore interesse ambientale come alcuni
rimboschimenti artificiali;
quali misure organizzative e priorità operative intendano assumere
per garantire nel 2013 l'efficienza e l'efficacia del servizio di
manutenzione dei boschi, di prevenzione e spegnimento degli incendi
a fronte della programmata drastica riduzione delle risorse
finanziarie;
quali direttive siano state emanate agli uffici del Corpo
forestale regionale per la predisposizione dei programmi annuali da
redigersi entro il prossimo 31 marzo 2013». (221)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«In riferimento all'interrogazione specificata in
oggetto, si rappresenta quanto segue:
Il Comando del Corpo Forestale della Regione Siciliana ha inviato
in data 13 giugno 2012 la proposta di Piano all'Assessore regionale
del Territorio e dell'Ambiente pro-tempore.
In data 13 luglio 2012 il Piano, su proposta dell'Assessore
competente, è stato apprezzato dalla Giunta Regionale e trasmesso
alla Segreteria Generale della Presidenza della Regione per la
definitiva approvazione.
In data 18 gennaio 2013, in risposta a specifica richiesta della
stessa Segreteria Generale, il Comando del Corpo Forestale della
Regione Siciliana ha dato assenso allo schema di decreto di
approvazione.
In allegato 1 sono riportate le tabelle relative al numero e
all'estensione degli incendi rilevati nel 2012, suddivisi per
provincia e per tipologia di aree interessate. Tali dati,
disponibili anche sul sito del Sistema Informativo Forestale del
Comando, sono estratti dalle schede AIB/FN compilate dai
Distaccamenti Forestali. La superficie boscata si riferisce ai
boschi alti e agli impianti di arboricoltura, per altre superfici
forestali si intendono i boschi bassi, quelli radi, le boscaglie e
gli arbusteti (macchia).
Per una migliore comprensione del fenomeno, vengono anche
riportate le superfici boscate effettivamente compromesse dal fuoco
con livelli di danneggiamento superiori al 60% e al 90%.
In allegato 2 sono riportate le percentuali delle superfici
percorse da incendio in area protetta (parchi e riserve).
Il Pianto Anticendio individua esattamente tutte le aree a valenza
naturalistica (parchi, riserve e zone sic e zps) su cui esercitare
in linea prioritaria tutte le azioni di previsione, prevenzione e
lotta attiva al fine di evitare l'insorgere di incendi o il loro
propagarsi.
Nello specifico, il Dipartimento regionale dell'Azienda regionale
foreste demaniali ha richiamato l'attenzione sulle modalità di
esecuzione della manutenzione dei viali parafuoco, allo scopo di
ridurre l'intensità del fronte di fiamma e di consentire alle
squadre antincendio di potere intervenire con maggiore sicurezza e
in modo più efficace per la repressione dell'incendio.
Purtroppo nel bilancio di previsione 2013, sull'apposito capitolo
di spesa (150514) della Rubrica del Comando del Corpo Forestale,
sono stati allocati soltanto 50.000.000 euro a fronte di un
fabbisogno consolidato di circa 84.600.000.000 euro. Tale dotazione
finanziaria non ci permette di assicurare il servizio di
spegnimento a terra, con le squadre di pronto intervento e le
vedette di avvistamento, non potendo assumere gli operai di cui ai
contingenti dell'art. 56 della legge regionale 16/96; si può
soltanto assicurare il servizio aereo con l'ausilio a terra del
personale in divisa e del solo contingente degli operai a tempo
indeterminato. E' già stata sottolineata più volte l'esigenza di
incrementare la dotazione finanziaria per l'anno 2013.
Le direttive agli uffici periferici del Comando del Corpo
Forestale sono state già emanate con apposito provvedimento
denominato Organizzazione, competenze e procedure per la lotta
attiva allegato al Piano Antincendio; in particolare nel capitolo
3.2 vengono date puntuali indicazioni su come organizzare e
redigere il piano provinciale antincendio».
L'Assessore
Maria Lo Bello
FERRANDELLI. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per la
salute e all'Assessore per il territorio e l'ambiente, vista la
mozione 'Iniziative per impedire l'installazione del sistema
militare MUOS presso la base militare di Niscemi (CL)', approvata
all'unanimità dall'ARS l'8 gennaio 2013;
premesso che i lavori per l'installazione delle antenne in parola
non sembra siano stati ancora definitivamente bloccati;
considerato che appare gravissimo che in difformità alle
indicazioni di questa Assemblea regionale e alle dichiarazioni di
pari contenuto del Governo regionale, ribadite durante la seduta
della IV Commissione tenutasi a Niscemi, si stia proseguendo
all'installazione di detto sistema militare;
per sapere quali siano le attività necessarie ed utili che il
Governo abbia messo in atto per sospendere il prosieguo dei lavori
rispettando la volontà espressa da questa Assemblea regionale e le
indicazioni della Presidenza per tutelare l'ambiente, la qualità
della vita, il diritto alla salute dei cittadini e ribadire
pertanto la sovranità del popolo siciliano». (233)
(L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riferimento alla Vostra interrogazione n. 233
acquisita al nostro protocollo al n. 587 del 14/05/2013, si
rappresenta quanto segue.
Già il 5 dicembre 2013, giorno dell'insediamento del Parlamento,
ho visto qui fuori dal Palazzo, gente che protestava con le
bandiere, proprio contro l'installazione del MUOS; da persona
sconosciuta naturalmente ai No MUOS', mi sono avvicinata e proprio
con loro ho cercato di concordare alcune cose. La conoscenza di
tutte gli atti, e quindi il tempo necessario dal 5 dicembre in poi,
dopo di che con le associazioni abbiamo nel tempo dialogato, anche
se telefonicamente, ed il 28 dicembre finalmente ci siamo
incontrati con loro.
La prima problematica è aver riscontrato dei passaggi mancanti in
quegli atti.
L'atto del protocollo, a cui facevano riferimento in tanti, nasce
il 27 di dicembre del 2005, quando l'ambasciata USA di Roma invia
al Ministero della Difesa italiano la richiesta al comando di
Napoli - Capodichino di installare nella grande stazione aeronavale
di Sigonella uno dei terminali terrestri del nuovo sistema
satellitare.
Nonostante si tratti di un programma altamente strategico di
proprietà delle forze armate statunitensi, le caratteristiche e le
implicazioni del sistema MUOS non vengono discusse in Consiglio dei
Ministri, né il Ministero della Difesa sente il dovere di
presentarle in Parlamento.
A valutare la documentazione è chiamato il Terzo reparto politica
militare e pianificazione dello Stato maggiore della Difesa a Roma
il 9 marzo del 2006, che dà la propria autorizzazione.
Tutto comincia quel giorno. Ma guardate quanto tempo passa fino a
quando approda qui in Sicilia: la prima volta approda il 6 agosto
del 2008, quando si chiede la prima Conferenza dei servizi; poi è
lunga la strada, fino a quando non si arriva, come veniva qui
ricordato, giustamente, al primo giugno 2011, giorno in cui firmano
il protocollo d'intesa l'allora Ministro della Difesa, onorevole La
Russa e l'allora Presidente della Regione, onorevole Lombardo.
Tra le carte richieste alle tante organizzazioni, manca un parere:
quello dell'Istituto superiore di sanità.
Pertanto, la prima questione che questo Governo solleva è la
richiesta del parere dell'Istituto superiore della sanità.
Il giorno 8 gennaio 2013, viene approvata all'unanimità la
Mozione, la quale, nella parte esplicativa impegna il Governo
regionale e per esso l'Assessore per la Salute e l'Assessore per il
Territorio e l'Ambiente ad adottare ogni utile iniziativa
finalizzata alla revoca delle autorizzazioni rilasciate per inizio
lavori di realizzazione del sistema MUOS .
Sempre nella stessa giornata, con Delibera n. 6 del 08/01/2013, il
Governo della Regione siciliana conferisce mandato all'Assessore
regionale per il territorio e l'ambiente di acquisire un parere
dall'Istituto superiore di sanità e dall'Ente Nazionale di
Aviazione Civile, relativamente ai rischi sulla salute umana e
sugli aeromobili, in ordine all'installazione del sistema mobile in
oggetto ed, inoltre, di procedere all'installazione di una stazione
di monitoraggio per la registrazione in modo continuo delle
emissioni elettromagnetiche prodotte dal sistema stesso.
Successivamente, l'11 gennaio 2013:
·Con nota prot n. 81/GAB è stata avanzata Richiesta di parere
all'Istituto superiore della sanità al Ministero della Salute, al
Ministero della Difesa ed all'ENAV, firmata dagli Assessori Lo
Bello e Borsellino e dai Direttori Arnone e Sammartano;
·Con nota prot. n. 82/GAB è stato comunicato al DEPARTMENT OF THE
NAVY - Comando del 41 Stormo - Sigonella (CT) e al DEPARTMENT OF
THE NAVY - Viale Porto, Box 51 80144 Napoli, l'avvio in autotutela,
del procedimento di sospensione dei seguenti provvedimenti
autorizzativi rilasciati da questo Assessorato:
1. Autorizzazione ai sensi del DPR 357/1997 con nota prot. 36783
del 01/06/2011;
2. Autorizzazione ai sensi della L.R. n. 98/1981 e ss.mm. e ii.
Con nota prot. 43182 del 28/06/2011.
E, pertanto, con questa nota si invitava a sospendere i lavori, in
corso di esecuzione, fino a quando non venivano acquisiti i
richiesti pareri e dopo aver ricevuto assicurazioni positive sotto
il profilo tecnico-scientifico circa la tutela della salute dei
cittadini residenti nelle aree circostanti, l'impianto e le
operazioni di volo da e per l'aeroporto di Comiso (Trasmesso a
mezzo di A/R).
Con Delibera n. 32 del 31.01.2013, il Governo della Regione
siciliana conferisce mandato all'Ufficio legislativo e legale
della Presidenza della Regione di valutare la possibilità del
ricorso alla procedura dall'art. 700 c.p.c., poiché sussisterebbero
le condizioni per un provvedimento d'urgenza, per la sospensione
dei lavori di realizzazione del MUOS.
In data 31/01/2013, l'Ufficio legislativo e legale della
Presidenza della Regione reputa indispensabile l'acquisizione di
una relazione tecnico-sanitaria elaborata da un organismo pubblico
(ARPA-ASP-UNIVERSITA'), che attesti che le emissioni, superiori ai
limiti fissati dalla legge statale, arrecherebbero alla salute un
danno attuale grave ed irreparabile .
Con delibera n. 61 del 05/02/2013, il Governo della Regione
siciliana conferisce mandato all'Assessore regionale per il
Territorio e l'Ambiente ed al Dirigente generale del Dipartimento
dell'Ambiente di avviare immediatamente il provvedimento di revoca
dei provvedimenti autorizzatori, prot. 36783 del 01/06/2011 e prot.
43182 del 28/06/2011.
In data 11 febbraio 2013, con nota prot. n. 440/GAB, è stato
comunicato al DEPARMENT OF THE NAVY - Comando del 41 Stormo
Sigonella (CT) e al DEPARMENT OF THE NAVY - Viale Porto, Box 51
80144 Napoli, l'avvio in autotutela del procedimento di revoca dei
seguenti provvedimenti autorizzativi rilasciati da questo
Assessorato:
·Autorizzazione ai sensi del DPR 357(1997, con nota prot. 36783 del
01/06/2011;
·Autorizzazione ai sensi della L.R. n. 98/1981 e ss.mm. e ii., con
nota prot. 43182 del 28/06/2011.
In data 15 marzo 2013, presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri, si è tenuta una riunione cui ha partecipato tra gli altri
il Presidente del Consiglio, i Ministri della Salute,
dell'Ambiente, della Difesa, degli Interni e degli Esteri, il
Presidente della Regione Sicilia, gli Assessori per il Territorio e
la Salute. In tale sede, i partecipanti hanno convenuto che le
indagini svolte fossero insufficienti a valutare il reale pericolo
per la popolazione e pertanto stabilivano di investire l'Istituto
Superiore della Sanità del compito di valutare le implicazioni
discendenti dal funzionamento del MUOS in un'area di crisi
ambientale.
Giorno 21 marzo 2013 presso il Ministero della Salute si è tenuta
apposita riunione per avviare gli studi di impatto ambientale e
sanitario.
Giorno 29 marzo 2013 il Dipartimento regionale dell'Ambiente -
U.O. 1.6 Valutazione di Incidenza Servizio 1 - VAS -Via alla luce
delle risultanze delle misurazioni effettuate dall'ARPA, che
evidenziano superamenti anche senza che sia in funzione il sistema
MUOS, il Dirigente generale Ing. Vincenzo Sansone ha provveduto
alla Revoca delle autorizzazioni con prescrizioni rilasciate:
Autorizzazione ai sensi del DPR 357/1997, con nota prot. 36783 del
01/06/2011;
Autorizzazione ai sensi della L.R. n. 98/1981 e ss. mm. e ii., con
nota prot. 43182 del 28/06/2011.
In data 18 aprile 2013, con nota dell'Assessore Lo Bello,
indirizzata al Ministero Salute e all'Istituto Superiore della
Sanità, evidenzia che nelle sedute del Tavolo tecnico per la
valutazione dell'impatto ambientale e sanitario del sistema MUOS di
Niscemi sembrerebbe che non siano stati convocati - così come
comunicato nella riunione del 21 marzo scorso a Roma, presso il
Ministero della Salute - gli esperti proposti dall'Assessorato
regionale Territorio e Ambiente, Massimo Zucchetti e Antonio
Sansone Santamaria, nonché Mario Palermo, designato
dall'Assessorato regionale della Salute.
Giorno 29 aprile 2013 il Ministero della Difesa ha impugnato i due
atti di revoca dei due provvedimenti autorizzativi per la
costruzione del MUOS.
Con successiva nota il Presidente nomina gli avvocati Fiandaca,
Mattarella, Valli per la difesa del ricorso al TAR.
Si precisa inoltre che in detta area, al fine di adempiere alla
Delibera di Giunta, è stata intrapresa una attività di
monitoraggio, svolta dall'ARPA.
Il Tar di Palermo in data 09 luglio 2013 ha respinto le richieste
di sospensiva presentate con due ricorsi del Ministero della Difesa
contro la Regione».
L'Assessore
Maria Lo Bello
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI
- LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TROISI
- VENTURINO - ZAFARANA. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:
nel territorio di Noto, patrimonio dell'Unesco, esiste un progetto
di lottizzazione nell'area costiera, in contrada Eloro-Pizzuta;
nel 1991 quest'area nel PRG figurava come C3-39, zona in cui
insisteva anche un vincolo archeologico non confermato nel piano
paesaggistico;
con l'approvazione del PRG di Noto, avvenuta con D.A. numero 334
dell'11/05/1993, tale area viene mantenuta a verde agricolo;
a seguito di ricorso al TAR dei proprietari dell'area, con
sentenza n. 399 del 2000, viene annullato il decreto
dell'Assessorato regionale Territorio e ambiente n. 334 del 1993,
limitatamente all'area C3-39, nella parte che ne prevede la
destinazione a zona agricola (tavola P5) e ne conferma la
classificazione C3-39, perché la modifica dell'assessorato al piano
adottato non era stata sufficientemente motivata;
la sentenza, notificata all'Assessorato controparte, viene
trasmessa da quest'ultimo al comune di Noto per gli adempimenti di
competenza;
l'ingegnere comunale dell'epoca, dott. Vincenzo Arancio, provvide
alla variante di piano (tavola P5);
in data 7/02/2001 il consiglio comunale di Noto delibera la
variazione al PRG, stabilendo di trasmettere l'atto all'Assessorato
regionale Territorio e ambiente 'per conoscenza';
considerato che:
questa trasmissione ad oggi non risulterebbe mai avvenuta né
risulterebbe alcun adempimento, ai sensi dell'articolo 3 della
legge regionale n. 71 del 1978, relativamente alle pubblicazioni,
osservazioni e opposizioni;
dopo anni, ad oggi, non sembra esistere ancora nessuna variante
allo strumento urbanistico che stabilisca una diversa utilizzazione
dell'area;
rilevato che:
nella tavola P5 che l'Assessorato regionale approva con le
varianti PRG, regolamento edilizio e norme attuative con D.A.
numero 634 del 22/11/2001, successivo alla sentenza del TAR e ai
provvedimenti del comune di Noto, la zona C3-39 non è contemplata e
risulta, ad oggi, verde agricolo con vincolo archeologico;
in data 12/12/2006 l'ingegnere capo del quarto settore, ingegnere
Favaccio, che successivamente esprime parere favorevole alla
lottizzazione, conferma in tutta l'area il vincolo archeologico del
decreto assessoriale;
nell'ottobre 2009, in seguito alla richiesta dei proprietari,
viene presentato, a firma dell'ingegnere Ingallina, un progetto di
piano di lottizzazione adottato dal consiglio comunale con delibera
del 23/03/2011 numero 17;
visto che:
il TAR Sicilia, con sentenza numero 800 del 14/07/1984, richiama
l'articolo 53 della legge regionale n. 71 del 78 che recita: 'il
piano di lottizzazione è proponibile per insediamenti da realizzare
in zone B o C e non per le zone agricole';
tale piano di lottizzazione viene ora riproposto all'approvazione
del consiglio comunale come variante funzionale al piano adottato
con delibera numero 17/2011;
se anche ci si trovasse di fronte ad un'area C del PRG, benché
ricorrano le condizioni degli articoli 12 e 14 della legge
regionale n. 71 del 1978 lettere a), b) e c), il tutto è soggetto
al nullaosta dell'Assessorato regionale del territorio;
nel 2007 uno studio agronomico forestale acquisito dal comune di
Noto descrive un'area di macchia mediterranea di circa 10,6 ettari
nella zona adiacente all'area in oggetto e prescrive, dunque, una
distanza di rispetto per eventuali edificazioni di 200 metri, ai
sensi dell'articolo 4 della legge regionale n. 16 del 1996;
i pareri degli altri enti sull'argomento non sgombrano il campo da
dubbi e perplessità, in particolare quelli del Corpo forestale;
nel novembre 2011, si racconta di ruspe che avrebbero distrutto un
pezzo di quella macchia mediterranea (5.000 metri quadrati)
probabilmente per fare decadere il vincolo;
a seguito delle denunce delle associazioni ambientaliste, a
distanza di alcuni mesi, l'area viene in un primo momento
sequestrata ma subito dopo dissequestrata;
il piano di lottizzazione rischia di essere riproposto
all'approvazione del consiglio comunale, e, nel frattempo, anche in
contrada San Lorenzo esiste la possibilità che venga presentato un
progetto per la realizzazione di ben 160 villette;
nel territorio in questione sorgono già diversi villaggi turistici
in stato di abbandono e diverse migliaia di vani inutilizzati,
centro storico compreso;
per sapere:
se l'Assessorato regionale del territorio e l'ambiente abbia mai
ricevuto la variante di piano deliberata dal consiglio comunale di
Noto in data 7 febbraio 2001, elaborata dall'ingegnere comunale
dell'epoca Vincenzo Arancio (tavola p5);
se in una zona con vincolo archeologico, come quella individuata
in tavola 1A del 12-12-2006 del comune di Noto, sia ipotizzabile un
piano di lottizzazione;
se possa essere considerato proceduralmente corretto che,
nonostante nell'ambito della revisione del PRG, dietro pareri
richiesti agli agronomi dott. Mazzonello e dott. Mortellaro, si
prescrisse una distanza di rispetto di 200 metri, ai sensi
dell'art. 4 della legge regionale n. 16 del 1996, non se ne faccia
menzione ai fini del rilascio dell'autorizzazione;
come mai, invece, sia stato allegato agli atti un parere del Corpo
forestale, emesso nel novembre 2011, che non ritiene affatto
vincolante, ai fini del rilascio dell'autorizzazione a costruire,
la presenza della macchia mediterranea per quanto censita nello
stesso SIF, allo stesso livello di quella di un'area protetta;
se non ritengano opportuno e indispensabile sospendere l'iter
procedurale fino a ulteriori chiarimenti». (291)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione parlamentare
specificata in oggetto, si rappresenta che:
poiché non risulta agli atti del Dipartimento Urbanistica alcuna
documentazione inerente la Variante di cui alla delibera consiliare
del 7/02/2001, non è mai stato emesso un decreto approvativo da
parte del Dipartimento stesso. In ogni caso, per come già
evidenziato dall'interrogante, l'approvazione di Piani di
Lottizzazione in aree classificate zone di verde agricolo è
illegittima. Non è neanche esperibile il procedimento di
approvazione di Piani di lottizzazione in variante al P.R.G. in
quanto detto procedimento non è contemplato dall'art. 14 della L.R.
n. 71/78.
In linea generale, potrebbero essere approvati Piani di
Lottizzazione in area di interesse archeologico se assistiti da
preventivo parere della Soprintendenza competente per territorio.
Le disposizioni di cui alla L.R. 16/96 e s.m.i. vigono ope legis,
pertanto, la presenza della macchia mediterranea, se rispondente ai
requisiti della predetta legge, per come indicata nello studio
agricolo-forestale, acquisito dal Comune, comporta il divieto di
edificazione entro la fascia di 200 mt dalla macchia mediterranea.
Tanto in risposta all'atto parlamentare in oggetto».
L'Assessore
Maria
Lo Bello
GERMANA'. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che con DRS n. 495 del 29 maggio
2008, il Dirigente del servizio 4 dell'Assessorato Regionale
Territorio e Ambiente finanziava il 'Progetto di tombinatura ed
opere complementari Torrente Guardia - Zona Nord - Messina',
inserendolo tra gli 'Interventi urgenti di riassetto territoriale
delle aree a rischio idrogeologico (torrenti)' per un importo di
euro 800.000,00;
considerato che:
con Delibera C.C. n. 603 del 14 luglio 2009 il Comune di Messina
contraeva un mutuo con la Cassa depositi e prestiti per un importo
pari ad euro 1.046.000,00;
a seguito dell'aggiudicazione di gara è stato stipulato regolare
contratto rep. 3745 del 23 dicembre 2010 registrato a Messina al n.
150 Serie I in data 28 dicembre 2010 con l'Impresa Lavori Pubblici
s.r.l. (S.L.P. s.r.l.), via Madre Teresa di Calcutta, Maletto (CT);
i lavori sono stati consegnati in data 7 febbraio 2011;
visto che:
con nota prot. n. 160790 del 27 giugno 2012 il Dipartimento
urbanizzazione primaria e secondaria indagini geognostiche e arredo
urbano del Municipio di Messina richiedeva all'Assessorato
Regionale del territorio, Dipartimento territorio e ambiente,
servizio 3 - Assetto del territorio e Difesa del suolo,
l'accreditamento dell'importo di euro 800.000,00 a fronte delle
somme dovute per gli impegni assunti per la realizzazione delle
opere di cui in oggetto, precisando che i lavori erano in corso,
che le somme richieste riguardavano l'importo di competenza
regionale e che la spesa affrontata era gravata su fondi comunali
ormai esauriti;
con nota prot. n. 20117 del 24 gennaio 2013 il Dipartimento
Urbanizzazione primaria e secondaria indagini geognostiche e Arredo
urbano del Municipio di Messina, reiterava all'Assessorato
regionale del territorio e l'ambiente, Dipartimento territorio e
ambiente, Servizio 3 - Assetto del Territorio e Difesa del Suolo,
la richiesta di accreditamento delle somme finanziate con DRS n.
495 del 29/05/2008, precisando che già alla data del 27 giugno 2012
i fondi comunali relativi al progetto de quo erano stati esauriti,
che non era stato possibile liquidare all'impresa una parte (euro
137.816,97) del 3 certificato di pagamento relativo al 3 S.A.L.
del 6 marzo 2012 e che responsabilmente l'Impresa ha continuato i
lavori (che adesso sono circa al 90% del loro sviluppo) considerato
che gli stessi riguardano la sistemazione idraulica di un torrente
in zona densamente abitata e che rivestono grandissima importanza
sotto l'aspetto della protezione civile e della tutela della
pubblica incolumità;
considerato inoltre che risulta spesa la parte di finanziamento
comunale stanziata contraendo un mutuo con la Cassa Depositi e
Prestiti e che la Regione siciliana non ha ancora provveduto ad
accreditare gli 800.000,00 euro di finanziamento previsti con il
DRS n. 495 del 29/05/2008, nonostante l'Impresa esecutrice abbia
quasi completato i lavori;
ritenuto ormai necessario ed imprescindibile completare i lavori
di tombinatura ed opere complementari Torrente Guardia - Zona Nord
- Messina;
vista la petizione popolare presentata dai cittadini della
località Curcuraci nel Comune di Messina, al fine di sensibilizzare
gli organi preposti;
considerato che si ravvisano serie problematiche di sicurezza e di
pubblica incolumità per la popolazione residente e gravi danni
all'economia locale;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare affinché venga risolto
definitivamente il problema esposto in premessa;
se non ritengano di dover avviare una specifica procedura
ispettiva al fine di accertare i motivi del mancato accreditamento
delle somme, accertare gli eventuali profili di responsabilità e
quindi adottare i successivi, consequenziali, provvedimenti;
se non ritengano di dover provvedere immediatamente
all'accreditamento della parte di finanziamento di competenza
regionale stanziato con DRS n. 495 del 29/05/2008, considerato il
reale pericolo per l'incolumità pubblica dei cittadini». (315)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione di cui all'oggetto
e nella convinzione che è necessario completare i lavori di cui
trattasi, si riferisce che riguardo al finanziamento di eventuali
completamenti, questo Assessorato interviene con programmi di
erogazione fondi finalizzati a mettere in sicurezza di aree
individuate come a rischio molto elevato R4 Grado di priorità 1
nel P.A.I. esclusivamente con programmi comunitari e quindi
soggetti a requisiti di ammissibilità e criteri di selezione
discendenti dai relativi programmi operativi.
Per ciò che è relativo alla richiesta attinente all'accreditamento
delle somme di cui si fa menzione nell'interrogazione stessa si
riferisce che le stesse sono in disponibilità del Comune di Messina
presso la Cassa Regionale - UNICREDIT di Messina dal 27.03.2013,
così come evidenzia il tabulato acquisito presso il competente
Servizio 3 del D.R.A.».
L'Assessore
Maria Lo Bello
SIRAGUSA-CANCELLERI-CAPPELLO-CIANCIO-CIACCIO-FERRERI-FOTI-LA ROCCA-
MANGIACAVALLO-PALMERI-TRIZZINO-TROISI-VENTURINO-ZAFARANA-ZITO. -
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che con sentenza del C.G.A. n. 960/2010 del
28.06.2010, passata in giudicato con sentenza C.G.A. n. 648/2011, è
stato annullato il P.R.G. di Bagheria, approvato con Decreto del
Dir. Gen. ARTA n. 148/IDRU dell'8 aprile 2002;
considerato che:
con le note n. 32810 del 27 aprile 2011, n. 65285 del 17 agosto
2011, n. 74589 del 26 settembre 2011, n. 85097 del 3l ottobre 2011,
il Comune di Bagheria ha richiesto all'Assessorato regionale del
territorio e dell'ambiente un parere circa la normativa urbanistica
da applicare sul territorio comunale, in conseguenza
dell'annullamento del sopra citato strumento urbanistico;
con il parere n. 14284 del 22 febbraio 2012, l'ARTA ha ritenuto
che, a seguito del passaggio in giudicato della sopra citata
sentenza C.G.A. n. 960 del 28 ottobre 2010, nel territorio comunale
di Bagheria operano le previsioni contenute nel P.R.G., approvato
con D.A. n. 176 del 19 giugno 1976, vigente anteriormente a quello
annullato in sede giurisdizionale;
a seguito del dispositivo della citata sentenza n. 960/2010, cui
consegue la reviviscenza della precedente disciplina urbanistica di
cui era dotato il comune di Bagheria con il previgente PRG, il
Comune di Bagheria ha avviato l'iter di formazione di un nuovo
Piano Regolatore Generale;
rilevato che:
in data 19 dicembre 2012, è stato acquisito il nulla osta ex art.
13 legge 64/74, dell'ufficio del Genio Civile di Palermo, sul nuovo
Piano Regolatore Generale' corredato di Piano Particolareggiato
Esecutivo del Centro Storico' e n. 2 Piani Particolareggiati degli
Insediamenti Produttivi';
contestualmente sono stati presentati progetti di Piani di
lottizzazione in riferimento al PRG reviviscente approvato con D.A.
n. 176 del 19 del 1976;
visto che:
con disposizione n. 19408 del 13 marzo 2012 il Dirigente del
Settore III (Urbanistica e LL.PP.), ha impartito a tutti i Servizi
del Settore specifiche direttive, riguardanti modalità e criteri
per l'applicazione del suddetto PRG del 1976;
il Comune di Bagheria, con nota assunta al protocollo
dell'Assessorato del territorio e l'ambiente n. 28569 del 17 maggio
2012, ha comunicato l'esclusione dalla procedura di valutazione
ambientale strategica (VAS) dell'iniziativa riferita ad un Progetto
di un Piano di lottizzazione convenzionato di un'area ricadente in
zona C.6 di edilizia economica e popolare del P.R.G. adottato dal
Comune di Bagheria nella seduta consiliare del 17 marzo 1972 ed
approvato con D.A. n. 176 del 19 giugno 1976;
per sapere:
se non ritengano opportuno avviare un'attività ispettiva per una
verifica sulle iniziative di progetti di Piani di lottizzazione
presentati al Comune di Bagheria, in particolare sulla esclusione
dalla procedura di valutazione ambientale strategica (VAS);
come il Governo intenda sollecitare l'iter per l'adozione del
nuovo Piano Regolatore Generale di Bagheria, difendendo i diritti
dei cittadini che sono in attesa di regole certe ed attuali». (338)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento alla interrogazione in oggetto
specificata, in risposta ai quesiti posti dall'onorevole
interrogante, si rappresenta quanto segue.
Relativamente all'avvio di una attività ispettiva, si comunica che
il Servizio 2 del Dipartimento Regionale dell'Urbanistica, ha in
trattazione la vigilanza su alcuni progetti di Piani di
lottizzazione presentati al Comune di Bagheria.
Relativamente all'iter per l'adozione del nuovo P.R.G., si
comunica che il Comune di Bagheria, con nota prot. n. 20283 del
25/03/2013 ha comunicato al Dipartimento Regionale dell'Urbanistica
di aver trasmesso al Consiglio Comunale in data 11/03/2013 il
progetto di P.R.G., Piano Particolareggiato di recupero del Centro
Storico e n. 2 piani particolareggiati esecutivi delle attività
produttive, nonché la normativa urbanistica commerciale e lo studio
di Valutazione Ambientale Strategica»
L'Assessore
Maria Lo Bello
PALMERI-CANCELLERI-CAPPELLO-TROISI-CIACCIO-CIANCIO-ZAFARANA-
FERRERI-MANGIACAVALLO-SIRAGUSA-TRIZZINO-VENTURINO-FOTI-
LA ROCCA-ZITO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
il territorio e l'ambiente, premesso che:
nel Comune di Petrosino (TP), nel tratto di spiaggia sito in
località Torrazza, insiste una porzione di immobile confinante con
il Demanio Pubblico Regionale che ad oggi risulta di proprietà
privata;
l'area della spiaggia e dei margi di Torrazza è area SIC/ZPS
denominata Paludi di Capo Feto e margi Spanò , inoltre è stata
dichiarata Zona Umida di importanza internazionale ai sensi della
Convenzione Ramsar con Decreto dell'assessorato regionale
Territorio e Ambiente pubblicato in GURS 169 del 22.07.2011;
tale tratto di spiaggia, che consta di circa mq 20.000, ad oggi
non può essere utilizzato dai tanti turisti che affollano il
litorale petrosileno, vanificando, di fatto, tutti gli sforzi
dell'Amministrazione comunale che si sta attivando per rendere
pubblico ed accessibile a tutti un tratto di costa particolarmente
apprezzato dai tanti visitatori;
alcuni cittadini, che hanno costituito il comitato denominato La
spiaggia di Torrazza è di tutti, si stanno battendo al fine di
riaffermare il principio della Spiaggia quale bene comune da una
forma davvero peculiare di privatizzazione;
la spiaggia è stata acquistata insieme alla zona umida retrostante
da una società privata , la Roof Garden s.r.l. , la quale si è
arrogata il diritto dello sfruttamento pressoché esclusivo di essa,
e visionando le particelle catastali il suo diritto di proprietà
risulta estendersi a quasi tutta la spiaggia;
considerato che:
il Presidente della Repubblica, investito della questione dal
comitato cittadino, ha risposto che una spiaggia non può
appartenere a nessun privato o ente diverso dal demanio necessario
dello Stato ai sensi degli artt. 822 e 823 c.c., ed ha inviato le
autorità preposte ad attivarsi per restituire alla collettività ciò
che non le può essere sottratto con un semplice atto di
compravendita tra privati;
i noti fenomeni di erosione della costa hanno ridotto le
dimensioni della fascia di arenile, facendo sì che i confini di
proprietà privata registrati al catasto dei terreni giungano
sostanzialmente dove adesso c'è la spiaggia;
il comitato chiese già in data 15/12/2011, reiterando l'istanza in
giugno e ad ottobre del 2012, alla Capitaneria di Porto,
all'Assessorato Territorio e Ambiente, al Prefetto di Trapani e al
Sindaco di Petrosino di provvedere, ciascuno per la propria parte
di competenza, tempestivamente, alla ridefinizione dei confini del
demanio;
nella metà di ottobre del 2012 l'A.R.T.A. (Assessorato Regionale
Territorio e Ambiente) ha avviato il procedimento di delimitazione
dell'area demaniale. Nel frattempo, la società Roof Garden provvide
alla spianata di rifiuti scaricati abusivamente nell'area posta tra
la spiaggia e il margio, ai confini di una strada sterrata da
sempre utilizzata da tutti come strada di accesso alla spiaggia;
il cantiere fu dapprima sequestrato dalla magistratura inquirente,
ma poi restituito nella disponibilità della società proprietaria,
che non ha però fatto chiarezza riguardo lo smaltimento dei
rifiuti, anche speciali, che insistevano nell'area;
la società non potendo ottenere la concessione per realizzare due
alberghi in zona umida protetta a livello internazionale ha chiesto
e ottenuto la concessione per realizzare due caseifici, fruendo
anche dei contributi del bando 123 PSR accrescimento del valore
aggiunto nel settore agricolo forestale.
visto che:
questo progetto, il 06/02/2012, con protocollo 7503, ha ottenuto
dall'A.R.T.A., servizio 4, parere preliminare favorevole alla
valutazione d'incidenza ed il 20/02/2012 è stata rilasciata dal
Comune di Petrosino la concessione edilizia numero 9;
le opere sono già state realizzate, ed è piuttosto evidente a
tutti che si tratta di edifici destinati alla ricezione turistica;
l'A.R.T.A. non ha notato che, in realtà, i due corpi di fabbrica
autorizzati, di ben 9000 mq, sono a tutti gli effetti due alberghi
destinati alla ricezione turistica; anche nell'improbabile ipotesi
in cui gli edifici realizzati dovessero essere effettivamente
destinati alla produzione di prodotti caseari, l'A.R.T.A. ha
ritenuto paradossalmente compatibile con la vocazione naturale del
sito naturalistico i caseifici in questione;
non esistono precedenti né in Sicilia né altrove di impianti per
la produzione di latte e formaggio ubicati su zone paludose, atteso
che le zone umide ricevono protezioni a livello internazionale
perché sono in primo luogo le autostrade degli uccelli migratori,
cioè luoghi di transito e di sosta delle specie migratorie, oltre
che luoghi particolarmente suggestivi sotto il profilo della
bellezza paesaggistica, la cui vocazione deve essere quella di
essere preservati da ogni forma di speculazione edilizia che
inevitabilmente ne compromette il valore, la funzione e la
bellezza;
per sapere:
le modalità e la ragioni che abbiano indotto l'Assessorato a
concedere parere favorevole per l'autorizzazione dell'impianto
balneare in prossimità della spiaggia e la concessione edilizia dei
corpi di fabbrica in cemento armato all'interno dell'area
protetta». (355)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In risposta al quesito posto dagli onorevoli
interroganti, si rappresenta quanto segue.
Il Servizio 4 - Protezione Patrimonio Naturale del Dipartimento
Regionale dell'Ambiente, con diversi provvedimenti, ha espresso
parere preliminare positivo alla realizzazione presso la località
Torrazza del Comune di Petrosino (TP) di uno stabilimento balneare
e di due strutture produttive destinate alla produzione casearia e
alla trasformazione e confezionamento di carni macellate.
Nonostante le strutture produttive risultino ubicate all'interno
di aree della Rete Natura 2000 (ITA 010006 Paludi di Capo Feto e
Margi Spanò ) e della Convenzione di RAMSAR, i pareri positivi
preliminari sono stati rilasciati in considerazione della
possibilità di pervenire ad un miglioramento della situazione
ambientale dell'area, all'atto delle richieste in stato di estremo
degrado e di carente controllo, conciliando le esigenze di tutela
dell'ambiente con lo sviluppo di attività economiche.
Tuttavia, alla Ditta sono state fatte diverse prescrizioni che
comportavano una consistente riduzione rispetto alle previsioni
progettuali originarie.
In particolare, per quanto attiene lo stabilimento balneare si era
prescritto:
a) la rimozione delle strutture balneari a fine stagione;
b) la chiusura al traffico veicolare del tracciato rotabile
esistente, coincidente con l'area di rispetto per la ricostituzione
del sistema dunale, garantendo comunque l'accesso pedonale al mare,
in considerazione dell'accesso alla battigia, fino ad allora
verificatosi, con veicoli a motore;
c) la recinzione del lotto mediante l'utilizzo di materiali lapidei
locali, e/o con paletti di castagno e rete zootecnica a maglie
larghe decrescenti e/o con l'ausilio di siepi verdi avendo cura di
utilizzare essenze arbustive ed arboree autoctone;
d) la realizzazione di opere di mitigazione e di riqualificazione
ambientale, quali la bonifica dell'arenile e la rinaturazione delle
aree, nonchè di strutture per la pratica del birdwatching;
e) l'apposizione degli ombrelloni con sesto casuale e non
allineati, avendo cura di non arrecare danni e di non asportare la
vegetazione psammofila dell'arenile.
Per quanto attiene le strutture produttive, in considerazione che
nell'area oggetto dell'intervento, in coerenza con quanto previsto
dal Piano di Gestione Natura 2000, sono previsti interventi
ascrivibili all'ambito dello sviluppo sostenibile e considerato che
gli edifici previsti dal progetto non ricadono in habitat di cui
alla direttiva 92/43/CEE, seppur in parte limitrofi a quello
individuato con il cod. 1410 Pascoli inondati mediterranei , alla
Ditta è stato prescritto:
a) di rispettare le previste opere e misure di mitigazione che
possono contribuire alla conservazione e miglioramento degli
habitat e delle specie presenti nell'area oltre che a una fruizione
sostenibile del bene ambientale.
Relativamente a quanto esposto con l'interrogazione, lo scrivente
non ha elementi per valutare le paventate intenzioni della ditta a
trasformare le strutture in attività ricettive, atteso che gli
insediamenti assentiti (impianto balneare e opifici) sono state
autorizzate dal competente Comune di Petrosino cui spetta la
verifica della rispondenza delle opere realizzate agli elaborati
progettuali approvati con le conseguenti prescrizioni da
rispettare.
Inoltre, risulta dai mezzi di stampa che, per presunti reati di
abusivismo edilizio e di lottizzazione abusiva, l'autorità
giudiziaria ha posto sotto sequestro prima lo stabilimento balneare
e poi gli opifici in fase di realizzazione.
Proprio a seguito di questi ultimi episodi, verranno chieste al
Comune di Petrosino tutte le informazioni del caso in modo da
attivare i provvedimenti consequenziali».
L'Assessore
Maria Lo
Bello
GERMANA'. -«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le
autonomie locali e la funzione pubblica, all'Assessore per
l'istruzione e la formazione professionale, all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che l'Ente Parco dei Nebrodi,
istituito con D.A. n. 560 del 4 agosto 1993, a cui è demandata la
gestione dell'omonimo Parco, è un ente di diritto pubblico,
sottoposto a controllo, vigilanza e tutela dell'Assessorato
Regionale del Territorio e dell'Ambiente;
accertato che:
nel corso dei mesi di luglio e agosto dell'anno 2006, l'Ente Parco
dei Nebrodi assumeva, con contratto a tempo determinato otto
funzionari, in forza dell'art. 23 del Regolamento del Personale e
dei Servizi adottato con delibera del Consiglio del Parco del 29
settembre 2005, n. 14, nonché in sintonia con gli art. 7 e 36 del
D.Lgs. 165/2001, ed in relazione alle esigenze della pianta
organica approvata con decreto Assessoriale n. 40GAB del 01
febbraio 2006, nella quale venivano previsti n. 31 posti di
categoria D, e di cui alcuni altamente specifici;
l'Assessorato Territorio ed Ambiente con la nota prot. N. 34777
del 18 maggio 2006 nel ritenere tali forme contrattuali flessibili
di assunzione temporanea di personale legittimate da specifiche
disposizioni di legge (C.C.N.L. del comparto non dirigenziale della
Regione Siciliana e degli Enti di cui all'art. 1 della L.R.
10/2000), ha autorizzato l'assunzione alla duplice condizione:
a) che l'ente si attivi immediatamente per l'avvio delle procedure
concorsuali utili al reclutamento del personale in questione;
b) che il contratto di lavoro sia vincolato alle annuali
disponibilità di bilancio;
ravvisato che in merito alla prima condizione l'Ente,
successivamente all'attivazione dei suddetti contratti, ha
incaricato l'ufficio competente per l'avvio delle procedure
concorsuali, bloccate poi dalla finanziaria regionale per l'anno
2007; infatti, con la disposizione n. 23 del 12/09/2006 il
Direttore dell'Ente Parco incaricava l'Ufficio politiche del
personale, di avviare le procedure concorsuali per la copertura dei
posti che per far fronte alle esigenze dell'Ente aveva dovuto
coprire con i suddetti contratti a termine; l'Ufficio si è attivato
predisponendo gli atti necessari all'indizione del concorso, nel
frattempo è intervenuta la legge finanziaria per la Regione Sicilia
per l'anno 2007 (art. 7, commi 2 e 10) con cui è stato fatto
divieto agli Enti Vigilati della Regione di procedere
all'assunzione di nuovo personale, consentendo al contempo la
proroga dei contratti a tempo determinato stipulati
antecedentemente al mese di dicembre 2006;
considerato che:
in merito al precedente punto b) l'Assessorato Regionale
Territorio ed Ambiente ha assicurato negli anni la necessaria
copertura finanziaria;
i suddetti contratti sono stati poi prorogati negli anni fino al
31/12/2012 e che le proroghe sono state legittimate da specifiche
disposizioni normative (D.Lgs. 165/2001, L.R. n. 2/2007, L.R. n.
25/2008, L.R. n. 24/2010, L.R. n. 5/2012);
ritenuto che la proroga per gli anni 2011 e 2012 è stata
legittimata dall'art. 4 della L.R. n. 24/2010 come modificato
dall'art. 2 comma 4 della L.R. n. 5/2012, il quale stabilisce come
nelle more della definizione delle procedure di stabilizzazione da
effettuare secondo le disposizioni previste dall'art. 17, commi 10,
11 e 12, del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito con
modificazioni dalla legge 3 agosto 2009, n. 102 e successive
modifiche ed integrazioni, (omissis), gli enti parco, (omissis),
nei limiti delle rispettive disponibilità finanziarie e nel
rispetto delle disposizioni contenute nell'art. 9, comma 28 e
nell'art. 14, commi 24 bis e 24 ter del decreto legge 31 maggio
2010, n. 78 convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio
2010, n. 122 e successive modifiche ed integrazioni, possono
prorogare sino al 31 dicembre 2012 i rapporti di lavoro a tempo
determinato esistenti alla data di entrata in vigore della presente
legge;
considerato altresì che:
in data 23/06/2011 gli otto dipendenti a tempo determinato hanno
trasmesso all'Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente,
all'Assessorato Regionale delle Autonomie Locali e della Funzione
Pubblica, all'Ente Parco dei Nebrodi, al Presidente della Regione
Siciliana, al Presidente dell'Assemblea Regionale, richiesta
relativa alla definizione delle procedure di stabilizzazione di cui
all'art. 4 della L.R. n. 24 del 29 dicembre 2010;
a seguito della superiore richiesta l'Ente Parco, con
deliberazione del comitato esecutivo n. 66 del 25/07/2011,
considerata la materia molto complessa e controversa che esige un
autorevole parere chiarificatore e dirimente, ha ritenuto
necessario, alla luce degli atti posti in essere dall'Ente Parco
stesso e delle vigenti norme di riferimento, verificare la
posizione giuridica degli stessi istanti e nel contempo accertare
se esistano i presupposti giuridici che legittimano la richiesta
avanzata con nota del 23 giugno 2011, e quindi di richiedere per il
tramite dell'Assessorato Territorio ed Ambiente parere all'Ufficio
Legislativo e Legale della Regione siciliana;
nel mese di ottobre 2011 l'ARTA formula la richiesta di parere
all'Ufficio Legale e Legislativo della Regione siciliana, chiedendo
se tale personale possa rientrare nei processi di stabilizzazione
di cui all'art. 4 della L.R. n. 24/2010 (stesso articolo di legge
in forza della quale i contratti sono stati prorogati per l'anno
2011, proroga legittimata dallo stesso Assessorato);
in data 15/12/2011 i sindaci dei 24 comuni facenti parte del Parco
dei Nebrodi (Consiglio del Parco), consapevoli che il lavoro svolto
negli anni dagli 8 funzionari direttivi ha assicurato all'Ente ed
ai Comuni del Parco un alto livello di professionalità ed
efficienza, in ogni campo e settore nei quali sono stati impiegati,
con atto di indirizzo politico manifestavano ed esortavano l'Ente
alla proroga dei contratti suddetti per l'anno 2012;
anche il Commissario Straordinario dell'Ente scriveva
all'Assessorato Territorio ed Ambiente, all'Assessorato
dell'Economia, all'Assessorato delle Autonomie Locali e della
Funzione pubblica, al Presidente della Regione e al Presidente
dell'Assemblea Regionale manifestando il permanere delle necessità
di avvalersi del suddetto personale per le competenze e l'elevato
livello di specializzazione degli stessi, chiedendo al contempo
l'inserimento del personale di cui in argomento nei provvedimenti
che la Regione adotterà nei confronti dei precari regionali;
l'Ufficio Legale e Legislativo suddetto, nel rendere il richiesto
parere (n. 38169-265/11/2011 del 12/12/2011), premettendo che
rientra nella propria competenza la consulenza giuridica inerente
specifici quesiti di carattere generale e che non svolge compiti di
controllo sugli atti dell'amministrazione attiva, si esprime,
comunque, indicando le possibili soluzioni alternative che l'Ente
potrà adottare nel caso di specie: infatti, dopo aver evidenziato
che l'Assessorato nel richiedere il parere ha fatto rilevare che le
assunzioni suddette sarebbero avvenute senza alcuna prova selettiva
- e che nel caso in cui tale circostanza venisse accertata e
confermata vada fatta apposita segnalazione alla Procura della
Corte dei Conti per i profili di competenza - specifica che
l'eventuale illegittimità delle suddette assunzioni farebbe venir
meno il presupposto per una stabilizzazione, di contro ove i
rapporti siano stati legittimamente costituiti, non si ravvedono
motivi per escluderli da tale possibilità;
in merito bisogna rilevare che la mancanza di prova concorsuale
all'atto dell'assunzione è sanabile ai sensi della L. 296/2006,
commi 519 e 558, dal momento che le predette norme rendono
possibile bandire la selezione prima di accedere alla procedura di
stabilizzazione, situazione analizzata nel dettaglio dalla
circolare ministeriale (Funzione pubblica) n. 7 del 30/04/2007 che
testualmente recita al punto 3. Requisiti per accedere alle
procedure di stabilizzazione - per coloro che sono stati assunti
con procedure non concorsuali sarà necessario disporre apposite
prove selettive , tale circolare è stata richiamata esplicitamente
dall'Ufficio Legislativo e Legale della Regione Siciliana - parere
n. 33/2009 (Allegato 2) - relativo alla stabilizzazione del
personale Cefpas (anch'essi rientranti nell'art. 4 della L.R. n.
4/2010) nel quale viene ribadito che non pare assumere autonomo
rilievo la circostanza che i soggetti da stabilizzare sono stati
assunti a tempo determinato previa pubblica selezione; circostanza
rilevante, invero, sul diverso piano delle modalità stesse con cui
procedere alla stabilizzazione (dal momento che per coloro che sono
stati assunti con procedure non concorsuali sarà necessario
disporre apposite prove selettive :v. Dir.min. 30 aprile 2007, n.
7);
l'Assessorato Territorio ed Ambiente, nel trasmettere il suddetto
parere dell'Ufficio Legale e Legislativo della Regione Siciliana,
in data 12/01/2012, chiede all'Ente una dettagliata relazione
riguardante le modalità di assunzione del predetto personale;
l'Ente Parco dei Nebrodi, con deliberazione del Comitato Esecutivo
n. 2 del 16/01/2012, prende atto del suddetto parere, rinvia a
successiva trattazione la proroga dei contratti, e al contempo dà
mandato agli uffici in merito alla persistenza delle esigenze di
servizio alle quale non può farsi fronte con personale di ruolo e
dà incarico agli uffici di valutare la copertura dei suddetti posti
tramite procedure di mobilità o altre forme previste per legge
stante il perdurare del blocco delle assunzioni;
il Direttore dell'Ente Parco con nota n. 419 del 23 gennaio 2012
relazionava all'Assessorato Territorio ed Ambiente circa le
modalità di assunzione del predetto personale - peraltro rese
legittime ed autorizzate dall'Assessorato stesso - citando le norme
di riferimento e le motivazioni che hanno reso possibile e
legittime le procedure relative all'assunzione del personale in
argomento;
l'art. 2 comma 4 della L.R. n. 5 del 10/01/2012, pubblicata sul
supplemento ordinario della GURS n. 2 del 13/01/2012, consentiva
agli Enti Parco di prorogare i contratti a tempo determinato in
essere fino al 31/12/2012;
a seguito di atto di diffida proposto dai dipendenti l'Ente Parco
con deliberazione n. 6 del 06 febbraio 2012, lo stesso procede alla
proroga dei suddetti contratti fino alla scadenza dell'esercizio
provvisorio;
l'Assessorato Territorio ed Ambiente non ritenendo chiarite le
perplessità circa le procedure di assunzione degli otto funzionari
e facendo proprie le indicazioni evidenziate nel parere
dell'Ufficio Legislativo e Legale - senza chiarire però quali siano
i presupposti giuridici che l'hanno portato a ritenere tali
assunzioni illegittime - con nota prot. N. 9322 del 13 febbraio
2012 rassegnava all'attenta valutazione dell'Ente Parco le
superiori considerazioni per le conseguenti iniziative che dovranno
essere adottate e con nota prot. N. 10684 del 17 febbraio 2012 non
dava la legittimità alla delibera del Comitato Esecutivo n. 6 del
06 febbraio 2012 avente ad oggetto: Forme contrattuali flessibili.
Atto di diffida, in quanto la delibera risulta in contrasto con la
suddetta nota prot. N. 9322 del 13 febbraio 2012;
i dipendenti con note del 22/02/2012 e dell'8/03/2012 ad
integrazione e chiarimento di quanto già relazionato evidentemente
in modo insufficiente e non esaustivo dall'Ente Parco dei Nebrodi,
depositano, sia presso l'Assessorato territorio ed Ambiente sia
presso l'Ente Parco, atti e documenti comprovanti non solo la
legittimità dei contratti stipulati tra l'Ente Parco dei Nebrodi e
gli stessi ma anche l'esperienza maturata dagli stessi dipendenti
presso l'Ente Parco che ha consentito la loro assunzione sulla base
dell'art. 23 del regolamento del personale e dei servizi adottato
con deliberazione del Consiglio del Parco n. 14 del 29 settembre
2005 resa esecutiva dall'Assessorato stesso;
a seguito di tutto ciò l'Assessorato Territorio ed Ambiente
riformulava un'ulteriore richiesta di parere all'Ufficio Legale e
Legislativo della Regione Siciliana;
l'Ente Parco, con deliberazione del Comitato Esecutivo n. 16
dell'8 marzo 2012, delibera di non condividere il contenuto della
nota Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente prot. n. 10684
del 17 febbraio 2012 riguardante la propria deliberazione n. 6 del
6 febbraio 2012, pertanto decide di conferire incarico ad un legale
per valutare le idonee azioni giuridiche da adottare a tutela
dell'operato dell'Amministrazione dell'Ente Parco, con particolare
riferimento alla citata deliberazione 6/2012;
l'Ufficio Legislativo e Legale della Regione Siciliana rende un
nuovo parere in data 30/03/2012 con il quale conclude affermando
che la proroga (e conseguentemente la stabilizzazione) ai sensi
dell'art. 4 della L.R. n. 24/2010 nel testo modificato con la L.R.
n. 5/2012 è consentita per i rapporti di lavoro a tempo
determinato;
il legale che aveva ricevuto incarico con la sopraccitata
deliberazione del Comitato Esecutivo n. 16 dell'8 marzo 2012, in
data 14/05/2012 rende un parere con il quale sconsiglia l'Ente
Parco di proporre qualsiasi tipo di azione a tutela dell'operato
dell'Amministrazione poiché la deliberazione di proroga adottata
(n. 6 del 6/02/2012) è nulla per mancanza di copertura finanziaria
(poiché il Parco aveva artificiosamente posto la spesa a totale
carico dell'Assessorato Territorio ed Ambiente anziché sul bilancio
proprio dell'Ente) e, ricostruendo il percorso normativo e
giuridico dei contratti stipulati con l'Ente Parco, conclude che
non possono esservi dubbi in ordine alla natura dei contratti di
lavoro, trattandosi inequivocabilmente di contratti di lavoro a
tempo determinato e non anche di rapporti di collaborazione
coordinata e continuativa e che conseguentemente i contratti sono
prorogabili ai sensi dell'art. 4 della L.R. 24/2010 e s.m.i.;
con deliberazione n. 63 del 18/06/2012 il Comitato esecutivo
procede quindi alla proroga delle otto unità di personale a tempo
determinato fino al 31/12/2012;
l'ARTA strumentalmente sospende la deliberazione di Comitato
esecutivo n. 63 del 18/06/2012, subordinando l'esecutività della
stessa ad un nuovo parere questa volta richiesto all'Avvocatura
Distrettuale dello Stato di Palermo;
l'Avvocatura Distrettuale dello Stato rende il suddetto parere in
data 18/09/2012 precisando che (omiss) In tale ottica, non sembra,
innanzitutto, che la formulazione testuale della norma lasci
margini di dubbio sul fatto che (tra gli altri soggetti ivi
elencati, anche) l'Ente Parco dei Nebrodi sia, in linea di
principio, pienamente legittimato, nell'anno, ad avvalersi -
naturalmente nello scrupoloso rispetto degli ivi indicati limiti
modali e temporali, e previa verifica della concreta sussistenza di
tutti i necessari presupposti di legge ad hoc - della possibilità
di prorogare sino al 31.12.2012 i rapporti di lavoro a tempo
determinato esistenti alla data di entrata in vigore della legge';
a seguito del suddetto parere l'Assessorato Territorio ed Ambiente
con la nota prot. N. 55751 del 09/10/2012 rende la deliberazione di
Comitato esecutivo n. 63/2012 legittima ed esecutiva;
con la deliberazione n. 112 del 17/11/2012 il Comitato Esecutivo
dell'Ente nell'approvare l'assestamento tecnico per l'anno 2012,
destina la somma di euro 25.466,00 a finanziamento della delibera
n. 63/2012 per mesi uno;
accertato che l'assestamento tecnico è stato successivamente
approvato, in data 29/11/2012, dal Consiglio del Parco e reso
esecutivo dall'Assessorato Territorio ed Ambiente;
visto l'art. 4 della Legge Regionale 22 gennaio 2013, n. 4
pubblicata sulla GURS n. 4 del 23 gennaio 2013, inerente le
Proroghe di contratti relativi a personale del CEFPAS, degli enti
parco, delle camere di commercio e dell'IRSAP, che al comma 1
riconosce agli enti parco la proroga dei contratti a tempo
determinato in essere alla data del 30 novembre 2012 e al comma 2
prevede la necessaria copertura finanziaria imputandone l'onere
nell'esercizio provvisorio relativo al bilancio di previsione della
Regione per l'anno 2013 - U.P.B. 12.2.1.3.3 - capitolo 443305,
autorizzato con delibera legislativa approvata dall'Assemblea
regionale Siciliana il 30 dicembre 2012;
gli otto dipendenti dell'Ente Parco dei Nebrodi con deliberazione
del Comitato Esecutivo n. 63 del 18/06/2012 sono stati prorogati
fino al 31 dicembre 2012;
tale deliberazione con nota prot. N. 55751 del 9 ottobre 2012 è
stata dichiarata esente da vizi di legittimità ed esecutiva, dal
competente Assessorato della Regione Siciliana, in assolvimento
alla istituzionale funzione tutoria;
in data 19/12/2012 il Commissario dell'Ente Parco con atto di
indirizzo prot. n. 29 al fine di non arrecare pregiudizio ai
suddetti dipendenti riconosce ai fini giuridici la proroga dei
suddetti contratti per l'anno 2012;
in forza dei summenzionati provvedimenti gli otto dipendenti a
tempo determinato avevano dei contratti in essere con l'Ente Parco
dei Nebrodi alla data del 30 novembre 2012;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare affinché venga risolto
definitivamente il problema esposto in premessa, considerato che ad
oggi otto lavoratori non sono stati ancora prorogati, nonostante
una legge regionale che ne dispone la prosecuzione contrattuale e
che al contempo ne assegna la relativa copertura finanziaria;
se non ritengano di dover avviare una specifica procedura
ispettiva al fine di accertare l'esistenza di eventuali omissioni e
le reali motivazioni che hanno generato queste gravi anomalie,
azioni che mascherano un contorno reiterato di mobbing lavorativo,
e conseguentemente determinare gli eventuali profili di
responsabilità e quindi adottare i successivi, consequenziali,
provvedimenti;
se non ritengano di dovere accertare se tali anomalie e
negligenze, qualora fossero volontarie e ripetute possano essere
assimilabili ad eventuali omissioni di atti d'ufficio, considerato
che si tratta di determinazioni dovute e artificiosamente non poste
in essere, ritardate fino a farne decadere e non riconoscerne gli
effetti giuridici ed amministrativi, se così fosse si tratterebbe
di atteggiamenti tali da determinare un abuso di potere,
finalizzato a non adottare gli atti di proroga propedeutici alla
stabilizzazione del personale, recando di fatto un danno
irreparabile e grave agli stessi dipendenti;
se non ritengano di dover provvedere immediatamente d'ufficio alla
proroga dei contratti in essere degli otto dipendenti, considerato
che la classe politica siciliana ha l'obbligo morale di non
disperdere il proprio patrimonio di conoscenza e sapere, quindi
riteniamo sia un dovere mantenere un posto di lavoro quando ne
ricorrano, come in questo caso, i presupposti giuridici ed
economici;
se non ritengano opportuno, in un periodo di grave crisi economica
che si ripercuote sulle famiglie siciliane, salvaguardare la
posizione lavorativa legittima di otto dipendenti al fine di non
recare pregiudizio per il loro futuro;
se anche in questo caso possiamo schierarci al fianco del
Presidente Rosario Crocetta per difendere e tutelare i diritti di
lavoratori con contratto precario e non dirigenziale, e se quanto
esposto risponda al vero, coerentemente con quanto sinora affermato
e quanto posto in essere dal Presidente stesso, non si ritenga di
dover accertare in capo a quali soggetti siano imputabili le
eventuali omissioni di atti d'ufficio e le gravi anomalie
riscontrate, azioni reiterate nel tempo e volte ad impedire il
reinserimento lavorativo di otto dipendenti nonostante lo stesso
fosse previsto e legittimato da specifiche norme nazionali e
regionali, nonché ribadito da due pareri dell'Ufficio Legislativo e
Legale della Regione Siciliana e da un parere dell'Avvocatura
Distrettuale dello Stato di Palermo;
se esistano altri casi relativi al personale in cui sia stata
dimostrata o non dimostrata altrettanta solerzia e scrupolosità da
parte degli enti coinvolti, considerato che viviamo in uno Stato di
Diritto e che la legge è uguale per tutti». (363)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione in oggetto,
manifestando comunque la massima disponibilità alla soluzione delle
problematiche relative al personale assunto per la gestione e la
vigilanza dei parchi e delle riserve nonché ad accertare
l'esistenza di eventuali comportamenti omissivi, relativamente a
quanto esposto dall'On.le interrogante, si rappresenta quanto
segue.
L'ente Parco dei Nebrodi, nel corso dei mesi di luglio e agosto
dell'anno 2006, ha proceduto all'assunzione con contratto a tempo
determinato di n. 8 unità di personale che, con diverse proroghe,
hanno prestato servizio presso l'Ente Parco fino alla data del
31/12/2011.
Successivamente nel corso dell'anno 2012, nonostante la volontà
dell'Ente di prorogare detti rapporti di lavoro, non è stato
possibile procedere ad una nuova formalizzazione degli stessi per
la mancanza della necessaria copertura finanziaria.
Recentemente il Comitato Esecutivo del Parco dei Nebrodi con la
delibera n. 51 del 3 giugno 2013 ha deliberato, in conformità
all'art. 38 della L.R. n. 9 del 15 maggio 2013, di
prorogare omissis fino al 31/07/2013 i contratti di lavoro
stipulati a suo tempo con i sigg. omissis .
I competenti Uffici dell'ARTA, hanno ritenuto l'atto illegittimo
facendo rilevare che il citato art. 38 della L.R. n. 9 del 15
maggio 2013 prevede la possibilità per gli Enti Parco di
prorogare, nei limiti delle rispettive disponibilità finanziarie e
fino al 31 luglio 2013, i rapporti di lavoro in essere alla data
del 30 novembre 2012 essendo, quindi, presupposto essenziale la
vigenza di un contratto con effettiva prestazione di lavoro e
corresponsione di relativa retribuzione.
Nel caso in questione, il personale interessato ha prestato
servizio presso l'Ente Parco dei Nebrodi fino al 31 dicembre 2011;
ne consegue che, alla data del 30 novembre 2012, i contratti dello
stesso non potevano ritenersi in essere e, quindi, non poteva
applicarsi ad essi la previsione dell'art. 38 della L.R. n. 9 del
15 maggio 2013».
L'Assessore
Maria
Lo Bello
ZAFARANA - PALMERI - ZITO - CAPPELLO-CANCELLERI - CIACCIO - LA
ROCCA - VENTURINO - FOTI - TRIZZINO - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA -
FERRERI - CIANCIO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:
la zona costiera ad est del Torrente Tono ed in particolare la
località di Casabianca, da circa venti anni, hanno subìto una
continua erosione della fascia costiera provocando notevoli danni
sia agli insediamenti privati nonché alle strutture pubbliche
esistenti nel luogo;
l'area oggetto del dissesto ricade nel vigente PAI dell'Unità
Fisiografica n.1, approvato con Decreto Presidenziale n. 277 del
07.10.2005 e pubblicato sulla GURS n. 56 del 23.12.2005, dal quale
emerge la condizione di rischio Medio (R2) e molto elevato (R4) in
corrispondenza della località Casabianca e che nel triennio 2005-
2008 si è registrata una notevole accelerazione di suddetti
fenomeni, tali da allarmare la popolazione e l'abitato;
di tale situazione la Regione Siciliana, Dip. Territorio e
Ambiente, è al corrente poiché con delibera di Giunta Comunale n.
5579 del 01.08.1988 è stato richiesto l'intervento urgente della
Regione per l'esecuzione di opere in difesa delle coste dal mare e
che, da allora, nessuna risposta è intervenuta;
atteso che:
l'Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente, nel condividere
il carattere di urgenza del problema, richiedeva l'elaborazione di
un progetto per la difesa della costa in oggetto, progetto
successivamente trasmesso alla Regione Siciliana con nota prot. N.
1568 del 02.09.2009 dall'allora sindaco Buzzanca, ma che nessun
intervento è stato realizzato;
il Dipartimento Territorio e Ambiente della Regione siciliana
potrebbe avvalersi dei fondi messi a disposizione dal Ministero
dell'Ambiente nonché dall'Unione Europea con il POR FESR Sicilia
per il risanamento della costa;
ritenuto che:
il tratto costiero in questione è individuato in erosione nel PAI
e che l'avanzata del mare è di entità tale da modificare
continuamente la morfologia costiera del sito oltre ad arrecare
considerevoli danni per le aree agricole ed abitative limitrofe,
prospettandosi notevoli costi per la perdita di aree e per
l'eventuale successivo recupero ambientale;
per sapere:
se vi sia l'intenzione, da parte dell'attuale Governo, nonché del
competente Assessorato, di intervenire, come in suo potere, per
garantire una presa in carica effettiva del problema e adottare i
provvedimenti necessari per la realizzazione delle necessarie opere
di difesa del mare in località Casabianca, SS 113 km 15.00/16.00,
nel Comune di Messina;
se intendano dare risposta, come finora mai fatto, alle istanze
dei cittadini e delle istituzioni locali allarmate dalla
progressiva erosione del tratto di costa adiacente parte
dell'abitato prima che le mareggiate del prossimo inverno facciano
ulteriori irrimediabili danni». (579)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'argomento sollevato con
l'interrogazione in oggetto si premette che l'ARTA interviene con
programmi di finanziamento di interventi strutturali volti alla
messa in sicurezza di aree così come individuate quali aree a
rischio molto elevato R4 ed elevato R3 nel Piano per l'Assetto
Idrogeologico (P.A.I.).
Nel PAI suddetto sono state individuate circa 500 aree R4 (Rischio
molto elevato) con G. P. 1 ed R4 nel PAI Unità Fisiografiche
Costiere e su queste, in vari programmi di finanziamento a valere
su fondi europei o statali sono stati finanziati circa 300
interventi di mitigazione del rischio. Per cui vi sono da mettere
in sicurezza la restante parte delle aree a rischio con successivi
programmi che si andranno a stilare sulla base di stanziamenti di
nuovi fondi.
Nel caso in oggetto, il Comune di Messina, in adempimento
all'avviso pubblico per la costituzione di un parco progetti da
individuare ai fini della programmazione della L.I. 2.3.1.01 del PO
FESR Sicilia 2007-2013, ha inviato tra le altre una scheda relativa
al progetto preliminare Mitigazione rischio idrogeologico erosione
costiera molto elevato R4 nel tratto di costa a protezione degli
abitati di Casa Bianca e Tono del Comune di Messina per l'importo
di 3.649.774,00.
In base ai requisiti di ammissibilità (R4 nell'Unità Fisiografica
n. 1) ed ai criteri di selezione, nonchè all'esigua dotazione
finanziaria destinata alla Linea d'intervento 2.3.1.01., il
progetto in questione è stato inserito nella relativa graduatoria
non in posizione utile ai fini del finanziamento.
La problematica evidenziata dagli On.li interroganti è
all'attenzione dello scrivente Assessore e del Governo che, nelle
eventuali prossime programmazioni, riproporrà tutte le emergenze R4
G .P.1 derivanti dai PAI continentali e R4 derivanti dai PAI Unità
Fisiografiche costiere».
L'Assessore
Maria Lo Bello
GRASSO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per il
territorio e l'ambiente e all'Assessore per l'economia, premesso
che l'attuale quadro normativo in ordine alla tutela ambientale
trova il proprio fondamento principale, anche nella nostra Regione,
nel D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 e ss.mm.ii. recante Norme in
materia ambientale e che la Parte Seconda del succitato Decreto
disciplina le Procedure per la valutazione ambientale strategica
(VAS), per la valutazione d'impatto ambientale (VIA) e per
l'autorizzazione ambientale integrata (IPPC);
considerato che in base all'anzidetto quadro normativo, tutti gli
atti di pianificazione urbanistica (quali ad esempio i piani
regolatori dei comuni e le loro varianti) ed una nutrita serie di
opere pubbliche e di manufatti ed impianti di iniziativa privata
sono soggetti a valutazione ambientale, in conformità alle
disposizioni stabilite nella superiore normativa;
il mancato rilascio dei superiori atti autorizzativi espone
l'Amministrazione a numerosi contenziosi conseguenti alla
formazione del silenzio inadempimento, nonché alle mancate entrate
economiche sul bilancio regionale derivanti dagli oneri istruttori
previsti per la VIA, la VAS e la Valutazione di Incidenza;
rilevato che:
l'autorità competente in materia ambientale per la valutazione di
piani, programmi ed opere, sia pubbliche che private, è
riconosciuta in capo al Dipartimento Regionale dell'Ambiente e
territorio, in particolare, al Servizio 1 - Valutazione Ambientale
Strategica e Valutazione Impatto Ambientale;
dal primo gennaio dell'anno in corso, non sono stati prorogati i
contratti al personale titolare di contratto di collaborazione
coordinata e continuativa dopo che il Commissario dello Stato ha
impugnato la legge che prolungava i rapporti di lavoro dei precari
della Regione e dei Comuni;
con provvedimenti assunti nello scorso mese di gennaio, il Governo
Regionale ha trasferito numerosi dirigenti e funzionari
dell'Assessorato regionale territorio e ambiente, azzerando di
fatto il Servizio 1 VIA/VAS;
visto che:
il Servizio 1 VIA/VAS da quasi tre mesi, è sguarnito di personale
e che alle migliaia di pratiche giacenti dal gennaio dell'anno in
corso si continuano ad aggiungere ulteriori pratiche, ad oggi
inevase;
aumenta il numero di imprese, sindaci e cittadini che attendono da
anni una risposta in ordine alle richieste di autorizzazione
ambientale prodotte;
constatato che:
una simile situazione si protrarrà ancora per lungo tempo e posto
che l'efficace funzionamento del Servizio 1 VAS/VIA richiede la
presenza di soggetti aventi competenze tecniche assai specializzate
per cui i dipendenti regionali, che in parte esigua sono stati già
trasferiti e quelli che nel tempo saranno distaccati,
necessiteranno comunque di un periodo di formazione che determinerà
un'ulteriore fase di stallo;
per avviare la ripresa economica della Regione, si ritiene
indispensabile sbloccare le numerose pratiche giacenti presso il
Servizio in atto sprovvisto di personale;
per sapere:
quali iniziative il Governo intenda intraprendere per garantire la
buona funzionalità e l'efficienza del Servizio 1 VIA/VAS, di
interesse strategico dal punto di vista ambientale, per il
perseguimento di attività legate allo sviluppo socio-economico
della Regione, nonché per l'attuazione delle Direttive e dei
Programmi comunitari;
se il Governo intenda non disperdere il suddetto personale
altamente qualificato, titolare di contratto di collaborazione
coordinata e continuativa, destinatario di diversi rinnovi e
proroghe a partire dal 2003;
quali iniziative a tal fine intenda adottare nella considerazione
che un'eventuale dispersione comporterebbe un danno in termini
economici per la pubblica Amministrazione, anche per il mancato
utilizzo della formazione tecnico amministrativa dei predetti
collaboratori;
se sia intendimento del Governo intraprendere azioni immediate al
fine di evadere tutti gli atti di pianificazione urbanistica (ad
esempio i piani regolatori dei Comuni e loro varianti), così da
consentire ad Amministrazioni comunali e soggetti interessati di
procedere alla definizione delle procedure avviate». (599)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento alla problematica affrontata
dall'onorevole interrogante, si rappresenta che l'attuale Governo
della Regione, sin dal suo insediamento, si è posto l'obiettivo di
eliminare il ritardo nell'espletamento delle pratiche di
Valutazione Ambientale Strategica e Valutazione di Impatto
Ambientale del Dipartimento Regionale dell'Ambiente.
L'avere constatato che le diverse centinaia di pratiche, per
l'esattezza più di tremila, riguardanti le procedure VAS-VIA,
ancora in fase di istruttoria, comportavano gravi ripercussioni
negative sul tessuto produttivo regionale e, di conseguenza, anche
sulla situazione occupazionale, ha portato il Governo Regionale ad
istituire, con delibera n. 27 del 24 gennaio 2013, una apposita
task force , costituita da personale dell'Amministrazione
regionale, con i profili afferenti le competenze della materia,
quali ingegneri, architetti, agronomi e geologi.
In applicazione del deliberato della Giunta Regionale, il
Dipartimento Regionale della Funzione Pubblica e del Personale, di
concerto con gli altri Dipartimenti Regionali ha provveduto ad
assegnare temporaneamente al Dipartimento dell'Ambiente, per le
attività in questione, diciassette unità di personale, di cui
quindici architetti ed un geologo, provenienti dall'Assessorato dei
Beni Culturali, mentre un agronomo proviene dall'Assessorato per le
Risorse Agricole.
L'attività espletata dal suddetto personale, dopo il necessario
periodo di avviamento, sta procedendo celermente, anche se
necessiterebbe di ulteriore implementazione che è all'attenzione
del Governo e del Dipartimento Regionale.
Relativamente alla problematica del personale con contratto di
collaborazione coordinata e continuativa, costituito da n. 45
tecnici laureati che, a far data dall'anno 2003 e sino al 31
dicembre 2012, è stato impiegato presso il Dipartimento Regionale
dell'Ambiente, per il perseguimento di attività istituzionali, si
rappresenta che il personale in questione ha presentato istanza di
tentativo di conciliazione, ai sensi dell'art. 410 e seguenti del
codice di procedura civile.
La Giunta Regionale, con deliberazione n. 108 del 15 marzo 2013,
al fine di definire tempestivamente la questione, ha autorizzato la
partecipazione del competente ramo dell'Amministrazione regionale
al tentativo di conciliazione da esperire presso la Commissione di
conciliazione, verificando, tuttavia, al possibilità di escludere
la partecipazione dell'Amministrazione nella trattazione delle
istanze dei ricorrenti titolari di partita I.V.A».
L'Assessore
Maria Lo Bello
MUSUMECI - IOPPOLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
per il territorio e l'ambiente, premesso che:
la bellezza e la ricchezza del paesaggio siciliano costituiscono
non solo 'beni' collettivi tutelati dalla legge, ma anche una fonte
inestimabile di ritorno economico, essendo il paesaggio stesso
attrattiva straordinaria per flussi di turismo nazionale ed
internazionale;
anche e soprattutto per chi vive sull'Isola, in un'ottica di
valutazione a lungo termine, il dato della qualità della vita resta
inevitabilmente legato alle condizioni di salute dell'ambiente, con
ricadute fortissime sullo stato di salute dei cittadini;
considerato che:
l'elevata incidenza di malattie connesse ai disastri ecologici si
ripercuote in maniera sostanziale sui costi del sistema sanitario,
traducendosi in un ulteriore danno economico per la Regione;
il deturpamento del paesaggio, a cominciare dalle condizioni del
mare e delle spiagge, comporta uno scoraggiamento dei flussi
turistici, con relativo danno economico per il territorio siciliano
in termini di indotto;
tra le tante, troppe carenze in materia ecologica che la Regione
siciliana annovera, i casi degli stabilimenti petrolchimici di
Gela, Priolo e Milazzo restano tra i più preoccupanti, per via
delle gravissime e nefaste incidenze sui rispettivi territori
(falde acquifere, atmosfera, terreni agricoli, etc.) e, di
conseguenza, sulla salute dei cittadini, gravemente minacciati dal
tasso di veleni dispersi nell'ambiente e condannati a un destino di
patologia (la percentuale di tumori e di malformazioni genetiche in
queste aree risulta nettamente superiore alla media nazionale);
rilevato che:
più e più volte - con tanto di inchieste aperte delle Procure,
denunce delle associazioni ambientaliste locali e sollecitazioni da
parte delle famiglie delle vittime di cancro e di malattie
genetiche - il problema dell'inquinamento letale generato dagli
impianti petrolchimici è stato sollevato, sollecitando risposte e
soluzioni nei confronti delle società proprietarie e delle
amministrazioni pubbliche (Comuni, Regione, Ministero);
nonostante il rumore mediatico, il ricorso alla giustizia e gli
appelli alla politica, mai la questione è stata affrontata in
maniera seria, organica e risolutiva;
come se non bastasse, oltre al danno della devastazione ecologica,
i cittadini siciliani subiscono la beffa di una mancata
agevolazione sui costi del greggio raffinato sull'Isola;
per sapere se intendano:
istituire con urgenza una Commissione di esperti, escludendo ogni
tipo di intercessione da parte delle Società che controllino i poli
petrolchimici (come è già avvenuto in passato), al fine di produrre
dati certi sul rapporto tra inquinamento e degenerazioni ecologiche
e sanitarie sul territorio nisseno e siracusano;
attivarsi per provvedere alla bonifica dei territori in cui sono
stati dispersi, bruciati, liberati materiali tossici e inquinanti,
in certi casi persino radioattivi (mercurio, cianuri, ossidi,
fertilizzanti, eternit, pet coke); bonifiche peraltro richieste ed
invocate più volte, ma mai effettuate, così da lasciare in uno
stato di contaminazione gravissima intere aree paesaggistiche;
sollecitare il censimento e la bonifica di tutti quegli di
stabilimenti che siano stati dismessi e abbandonati - individuando
competenze economiche e responsabilità - con l'obiettivo di
valutare quali materiali vi siano depositati e quali eventuali
fenomeni di inquinamento e di alterazione chimica siano in atto;
promuovere un processo di adeguamento dei poli petrolchimici, con
opportuni investimenti, per ridurre al minimo i rischi ambientali:
gli impianti di Gela, Priolo e Milazzo sono vecchi di 40 anni e
andrebbero sostituiti con strutture ecosostenibili e moderne, in
grado di limitare le devastanti conseguenze dell'attività di
raffinazione del greggio;
promuovere l'introduzione di apparecchiature tecniche di ultima
generazione per effettuare rilievi h24 sul funzionamento degli
impianti e sul tasso di inquinamento dei territori, impegnandosi a
condividere in rete i dati ottenuti, garantendo il massimo della
trasparenza;
istituire una Commissione di tecnici e rappresentanti
istituzionali d'alta caratura scientifica e morale, che operino
come garanti nell'ambito dei progetti di ammodernamento, bonifica,
controllo, smaltimento, risparmio energetico, nonché di
monitoraggio degli investimenti economici relativi ai siti in
oggetto». (725)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«Con riferimento all'argomento sollevato con
l'interrogazione in oggetto, si rappresenta che le problematiche
relative al potenziale danno per la salute pubblica nelle aree
particolarmente esposte all'inquinamento dichiarate, con diversi
provvedimenti del Consiglio dei Ministri e dell'Assessorato
Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana, ad elevato rischio
ambientale, sono all'attenzione dell'azione del Governo della
Regione.
Si premette che, con deliberazione n. 489 del 30 dicembre 2010, il
governo pro-tempore ha istituito, presso l'Assessorato del
Territorio e dell'Ambiente, l'Ufficio Speciale Sportello unico per
il risanamento delle Aree ad elevato rischio di crisi ambientale -
Agenda 21 - Amianto , responsabile, tra l'altro, delle attività
relative all'aggiornamento, redazione ed attuazione dei piani di
risanamento ambientale delle aree dichiarate ad elevato rischio
ambientale. L'attività del predetto ufficio è cessata in data 17
gennaio 2013.
L'attuale governo della Regione, ravvisando la necessità di un
approccio interassessoriale alla complessa problematica del
risanamento ambientale, con deliberazione della Giunta regionale n.
246 dell'11 luglio 2013, ha dato mandato all'Assessore alla salute,
all'Assessore al Territorio ed all'Ambiente ed all'Assessore
all'Energia ed ai Servizi di Pubblica Utilità, ciascuno per le aree
tematiche di propria competenza, di costituire una Commissione
regionale amianto, cui affidare il compito di predisporre un Piano
regionale di protezione, di decontaminazione, di smaltimento e
bonifica dell'ambiente al fine della difesa dei pericoli derivanti
dall'amianto che individui, nell'ambito del Piano Nazionale
Amianto, le azioni e gli interventi specifici da attivare nel
territorio siciliano».
L'Assessore
Maria Lo Bello