Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 80 di mercoledì 09 ottobre 2013
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   VINCIULLO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

     PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli Arancio,  D'Agostino,  La
  Rocca, Micciché, Panepinto e Turano sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per le Risorse agricole ed alimentari

   N.  302 - Stato d'attuazione dell'articolo 8 della legge regionale
  n.  25 del 2011, relativa alle disposizioni per la diffusione della
  conoscenza della produzione agricola e agroalimentare regionale  di
  qualità.
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;   Trizzino   Giampiero;  Venturino   Antonio;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   N. 425 - Iniziative volte alla modifica delle modalità di rilascio
  del porto di fucile per l'esercizio della caccia.
   Firmatario:  Germanà Antonino Salvatore (Con nota prot.  n.  22118
  del  3  maggio  2013,  il  Presidente  della  Regione  ha  delegato
  l'Assessore per le risorse agricole e alimentari).

   N. 630 - Notizie  sull'approvazione  dei  progetti nell'ambito del
  Piano  di Sviluppo Rurale (PSR) Sicilia 2007-2013, Asse IV,  Misura
  421.
   Firmatari:  Ioppolo  Giovanni;  Musumeci  Nello;  Formica   Santi;
  Currenti  Carmelo; Ruggirello Paolo (Con nota prot. n.  27875/IN.16
  del  4  giugno  2013,  il  Presidente  della  Regione  ha  delegato
  l'Assessore per le risorse agricole ed alimentari).

   - da parte dell'Assessore Territorio e Ambiente

   N.  173  - Chiarimenti circa i lavori di adeguamento dell'impianto
  di depurazione di Fondo Verde nell'area di Sferracavallo (PA).
   Firmatario:  Ferrandelli Fabrizio (Con nota prot.  n.  15625/IN.16
  del   25  marzo  2013  il  Presidente  della  Regione  ha  delegato
  l'Assessore per il territorio).

   N.  205  - Informazioni sulle conferenze di servizi in materia  di
  riserve  naturali  ai sensi dell'art. 122 della legge  regionale  3
  maggio  2001, n. 6, con riferimento all'installazione  del  sistema
  MUOS.
   Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina;  Cappello
  Francesco;  Ciaccio  Giorgio; Ciancio Gianina; Zafarana  Valentina;
  Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Trizzino
  Giampiero;  Venturino Antonio; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N.  221  -  Informazioni sul piano regionale antincendio  e  sulle
  attività di prevenzione per la prossima stagione 2013.
   Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciaccio  Giorgio; Ciancio Gianina; Zafarana  Valentina;
  Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Trizzino
  Giampiero;  Venturino Antonio; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano  (Con nota prot. n. 16127 del 27 marzo 2013, il  Presidente
  della   Regione  ha  delegato  l'Assessore  per  il  territorio   e
  l'ambiente).

   N.  233  - Chiarimenti circa la mancata sospensione dei lavori  di
  installazione del sistema militare MUOS.
   Firmatario:  Ferrandelli Fabrizio (Con nota prot.  n.  15911/IN.16
  del   26  marzo  2013  il  Presidente  della  Regione  ha  delegato
  l'Assessore per il Territorio).

   N.  291  -  Verifica della variante del PRG di Noto  (SR)  per  un
  progetto  di  lottizzazione nell'area costiera in  contrada  Eloro-
  Pizzuta.
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
  Valentina (Con nota prot. n. 16132 del 27 marzo 2013, il Presidente
  della   Regione  ha  delegato  l'Assessore  per  il  territorio   e
  l'ambiente).

   N.   315   -   Chiarimenti  urgenti  in  merito  al  ritardo   nel
  completamento dei  lavori  relativi  al  'Progetto  di  tombinatura
  ed opere complementari Torrente Guardia - Zona nord - Messina' e al
  mancato   accreditamento  delle  somme  stanziate  dall'Assessorato
  regionale Territorio.
   Firmatario:  Germanà  Antonino  Salvatore  (Con  nota   prot.   n.
  17262/IN.16  del  4  aprile  2013 il Presidente  della  Regione  ha
  delegato l'Assessore per il territorio).

   N. 338 - Notizie in merito all'adozione del nuovo piano regolatore
  generale del Comune di Bagheria (PA).
   Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Trizzino  Giampiero;  Venturino Antonio; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano  (Con  nota  prot. n. 17758/IN.16  dell'8  aprile  2013  il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale  per  il
  territorio e l'ambiente).

   N.  355  -  Interventi  sulla spiaggia di  Torrazza,  in  località
  Petrosino (TP).
   Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciaccio  Giorgio; Ciancio Gianina; Zafarana  Valentina;
  Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Trizzino
  Giampiero;  Venturino Antonio; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano  (Con  nota  prot. n. 17961/IN.16  del  9  aprile  2013  il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale  per  il
  territorio e l'ambiente).

   N. 363 - Chiarimenti urgenti in merito alle omissioni e alle gravi
  anomalie inerenti i contratti in essere all'Ente Parco dei  Nebrodi
  di cui all'art. 4 della legge regionale n. 24 del 2010.
   Firmatario:  Germanà Antonino Salvatore (Con nota prot.  n.  20649
  del  22  aprile  2013,  il  Presidente della  Regione  ha  delegato
  l'Assessore per il territorio e l'ambiente).

   N.  579  -  Chiarimenti sugli interventi urgenti per  limitare  il
  fenomeno erosivo costiero del comune di Messina.
   Firmatari:Zafarana  Valentina; Palmeri  Valentina;  Zito  Stefano;
  Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio;  La
  Rocca  Claudia; Venturino Antonio; Foti Angela; Trizzino Giampiero;
  Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Ferreri Vanessa;  Ciancio
  Gianina  (Con nota prot. n. 27905 del 4 giugno 2013, il  Presidente
  della   Regione  ha  delegato  l'Assessore  per  il  territorio   e
  l'ambiente).

   N.  599  - Iniziative  per  assicurare  efficienza  e funzionalità
  al    Servizio    1   VIA/VAS   del   Dipartimento  regionale   del
  territorio e dell'ambiente.
   Firmataria:   Grasso  Bernadette  Felice  (Con   nota   prot.   n.
  27767/IN.16  del  4  giugno 2013, il Presidente  della  Regione  ha
  delegato l'Assessore per il territorio e l'ambiente).

   N.  725   -  Iniziative per fronteggiare l'emergenza ambientale  e
  sanitaria  nelle  aree  di  Gela, Priolo,  Milazzo,  sedi  di  poli
  petrolchimici siciliani.
   Firmatari:  Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni (Con  nota  prot.  n.
  30145/IN.16  del  17 giugno 2013, il Presidente  della  Regione  ha
  delegato l'Assessore per il territorio e l'ambiente).

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interrogazione con richiesta di risposta scritta:

   N. 1306 - Chiarimenti circa presunte anomalie nel concorso per una
  posizione  funzionale di organizzazione dei servizi di medicina  di
  base presso l'ASP 8 di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina.

   Avverto che la stessa sarà inviata al Governo.

   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta immediata:

   N.  1307  - Urgenti iniziative per l'attuazione della Misura  4  a
  valere sulle risorse del PO FSE Sicilia 2007-2013 nell'ambito della
  Sovvenzione globale 'Sicilia Futuro'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari: Maggio Maria Leonarda; Gucciardi Baldassare

   Avverto che lo svolgimento della interrogazione avrà luogo secondo
  la procedura di cui all'art. 144 bis del Regolamento interno.

            Comunicazione relativa alla mozione numero 185

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  a  seguito  dell'approvazione   della
  mozione n. 179 nella seduta d'Aula n. 79 dell'8 ottobre 2013, è  da
  intendersi  assorbita   la mozione n. 185, a  firma  dell'onorevole
  Lombardo ed altri, di analogo contenuto.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  è  pervenuta,  da  parte  del
  Presidente della Regione, la seguente comunicazione:

   «Illustre Presidente,
   con  la  presente, per chiederle di rinviare a data da  concordare
  successivamente, le comunicazioni del Presidente già  previste  per
  giovedì p.v., in conseguenza della fase di chiarimento iniziata  in
  data odierna con i rappresentanti del mio Partito.

   Rosario Crocetta»

   Comunico, altresì, che è pervenuta la seguente comunicazione:

   «Con  la  presente  si comunica che l'Assessore regionale  per  le
  attività produttive, Linda Vancheri, non potrà prendere parte  alla
  seduta  odierna  dell'Aula a causa di precedenti  ed  improrogabili
  impegni istituzionali legati all'incontro presso il Ministero dello
  sviluppo economico.

   Il Capo della segreteria particolare

   (dott.ssa Donatella Massimino)»

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Giovanni Greco è  in  congedo
  per oggi per motivi personali.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli colleghi, come ormai credo sia sotto gli occhi di  tutti
  non  possiamo procedere con gli altri punti dell'ordine del  giorno
  perché   ancora  abbiamo  qualche  fase  interlocutoria  circa   la
  risoluzione del problema legato alla I Commissione.
   Per  quanto  riguarda i punti II e III dell'ordine del giorno,  si
  rinviano alla prossima seduta.
   Per  quanto riguarda la votazione della mozione sulla soppressione
  dell'Ente  porto  di Messina, avete appena sentito che  l'assessore
  Vancheri  non  sarà presente in Aula e l'assessore  Bonafede,  come
  molti  di  voi hanno già appreso da notizie dei telegiornali,  è  a
  Lampedusa.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, è una  situazione
  questa, del Parlamento e dell'Aula, che si trascina e che mortifica
  anche  il  lavoro dei deputati e che non può più essere consentita.
  Quindi, o questa Presidenza si assume l'onere e l'impegno di far sì
  che  in Aula venga pure il Governo altrimenti, invito la Presidenza
  a  non  fissare  più  le sedute d'Aula il martedì  e  il  mercoledì
  semplicemente per l'approvazione di mozioni e atti ispettivi perché
  ciascuno  di  noi  svolge un ruolo e lo svolge con dignità.  Quando
  questa  dignità  viene  costantemente calpestata  non  è  possibile
  andare avanti in questo modo.
   Se  c'è  rispetto  per  questo  Parlamento  e  il  rispetto  delle
  Istituzioni,  così come lo dimostrano i deputati, di questo  se  ne
  deve  fare onere e carico nei confronti del Governo, la Presidenza.
  Perché  è  un sacrificio per chi lavora venire qui, per chi  lavora
  non  per  chi fa altre professioni, per chi lavora come deputato  e
  per  chi  crede veramente di fare il proprio dovere. E' da un  mese
  che  noi  veniamo  qui a non far nulla. Dico a non  fare  nulla   E
  sicuramente non è per colpa dei deputati, non è per colpa dell'Aula
  perché  le  attività, ahimè, le Commissioni, ahimè,  per  quel  che
  possono lavorano.
   Quindi,  che  il  Presidente Crocetta,  che  il  Governo,  che  la
  maggioranza di questo Governo si decida a porre fine alla crisi,  a
  trovare  una intesa, una sintesi, ma che comunque prima di  pensare
  alle beghe personali che si rendano conto che c'è un Paese, che c'è
  una Sicilia che necessita di risposte
   Oggi, avevo presentato un ordine del giorno e mi rendo conto anche
  della  inutilità, in una Aula vuota, senza la presenza del Governo,
  dell'ordine del giorno che io pensavo di presentare. Lo trasformerò
  V  voglio  dirlo in Aula - in una lettera che invierò all'Assessore
  per le autonomie locali e per la funzione pubblica.
   Il  primo  ottobre, dopo la protesta dei sindaci, vi è  stata  una
  riunione e un accordo fra il Presidente della Regione e l'ANCI  che
  prevedeva una ripartizione equa fra tutti i comuni. Oggi, siamo  al
  9  ottobre  e di fatto non è successo nulla. Non solo,  non  si  ha
  notizia  della  variazione di bilancio, non si ha  notizia  qual  è
  l'iter  quindi della convocazione della Conferenza delle autonomie,
  mentre  ci  sono  i  comuni  che non riescono  più   a  pagare  gli
  stipendi, i comuni che non riescono più a garantire i servizi.
   Lo  so,  è  stato  presentato, dicevano  poc'anzi gli  uffici,  il
  disegno di legge di variazione.
   Però,  siccome  deve andare in Commissione, siccome passeranno  15
  giorni,  siccome  poi  l'assessore per le  autonomie  locali  dovrà
  convocare  la  Conferenza delle autonomie e  passerà  un  mese,  si
  accumulerà un altro mese. Siccome rappresenta un altro fatto  grave
  ed  eccezionale che serve semplicemente per pagare gli stipendi  ai
  dipendenti comunali, oltre al fatto che - ricordiamo - i comuni  se
  il  30  novembre non chiudono i bilanci, finiscono in pre dissesto
  C'è  una  situazione di precari, del precariato, che sta andando  a
  rotoli  che  non  si  riesce più a garantire il minimo  vitale,  il
  minimo  dei  servizi,  e  noi  continuiamo  qui  a  perdere  tempo,
  assessore sì, assessore no  E' veramente una situazione che non può
  più andare avanti
   Le  chiedo, pertanto, signor Presidente, di farsi  carico,  perché
  credo  che il mio intervento non rappresenti soltanto il mio  punto
  di  vista  ma credo sia il sentimento di quest'Aula, di  consegnare
  questo  ordine  del  giorno,  anche informalmente,  anche  con  una
  procedura  che  va  oltre  i  regolamenti,   all'Assessore  per  le
  autonomie  locali  perché  si attivi immediatamente  -  sempre  nel
  rispetto  dell'accordo che ha stipulato con  l'ANCI  e  sempre  nel
  rispetto  di  quella  ripartizione - intanto ad  autorizzare  e  ad
  inviare  un  acconto. Badate bene, i comuni per l'anno  2013  hanno
  ricevuto   soltanto   il   63  per  cento   dell'acconto   di   una
  trimestralità.  Ma se state facendo fallire gli enti  locali,  cosa
  ci stiamo a fare qui?
   Per  il resto, le ripeto, signor Presidente, siccome ho presentato
  delle  mozioni  che vengono calendarizzate in momenti  in  cui  non
  sortiscono  più  gli effetti desiderati e siccome non  intendo  più
  venire  qui  a perdere tempo, la prego, che se non c'è la  certezza
  della  presenza  del Governo e non c'è la certezza  che  si  possa,
  quindi,   procedere   alle  discussioni  anziché   assistere   alle
  comunicazioni e ai rinvii, non si convochino più sedute d'Aula

      (applausi dai deputati del Gruppo Movimento Cinque Stelle)

   PRESIDENTE.  Onorevole Grasso, non posso che  condividere  il  suo
  sfogo  -  perché  di  questo si tratta - e anche  l'applauso  degli
  onorevoli  presenti  non  fa altro che confermare  la  condivisione
  della   sua   posizione,  posizione  condivisa  anche   da   questa
  Presidenza.
   Senz'altro, come più volte si è detto, ahimè, mi farò  latore  del
  messaggio di questa Assemblea, nella speranza che questa  volta  le
  parole  del  Governatore, ripetute anche in sede di Conferenza  dei
  Capigruppo  circa  due  settimane, che mostravano  l'intenzione  di
  avviare  un  nuovo percorso fatto di maggiore collaborazione  e  di
  studiare insieme le modalità per garantire la presenza in Aula  del
  Governo - se non al completo, anche con un paio di assessori  anche
  in  possesso  di  delega  -  per potere trattare  ed  eventualmente
  replicare partecipando in maniera più attiva al dibattito.
   Mi farò carico, onorevole Grasso, di quanto da lei esposto.
   E'  triste  Mi trovo davvero senza parole perché, anche  da  parte
  mia, salire su questo banco della Presidenza e vedere un'Aula quasi
  delegittimata nelle sue funzioni fa un po' tristezza.
   Tuttavia,  non posso fare altro, per quanto riguarda la seduta  di
  oggi,  che  rinviarla  a  meno  che qualche  altro  collega  voglia
  intervenire.
   Onorevoli colleghi, la seduta è, pertanto, rinviata a martedì, 15
  ottobre 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


  I   - Comunicazioni

  II   - Discussione dei disegni di legge:

          1)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
              Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
              dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
              siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
              della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
              libertà civili, politiche, economiche e sociali'.  (n. 223/A)

          2)  -   Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
              127-30/A)

  III   -  Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
   siciliano, sui progetti di legge costituzionali nn. a.s. 42 e a.s.
   363 concernenti modifiche dello Statuto della Regione in materia di
   procedure per la modifica dello Statuto medesimo

  IV   - Votazione della mozione:
       N. 64 -  Soppressione dell'ente Porto di Messina e  rilancio
             della  Zona Falcata .
       (14 marzo 2013)
                                PANARELLO-LACCOTO-GRECO M.-MARZIANO

  V   - Discussione della mozione:

       N. 93 -  Interventi a sostegno delle piccole e medie imprese
             siciliane titolari di emittenti televisive locali, per
             il   rafforzamento  tecnologico-organizzativo   e   la
             transizione al sistema digitale terrestre.

      (10 aprile 2013)
                             GRASSO - CIMINO - FIRETTO - LANTIERI -
                                                             GIANNI

  VI   - Discussione della mozione:

       N. 123  -  Ripristino  nel  bilancio regionale  del  gettito
             derivante   dalle   operazioni   effettuate   in   via
             telematica dalle imprese di revisione riconosciute  ed
             autorizzate  ad  operare,  nel  territorio  siciliano,
             dalla competente amministrazione regionale.

      (28 maggio 2013)
                             GRASSO - LANTIERI - FIRETTO - FIGUCCIA

                   La seduta è tolta alle ore 16.24

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

                  Risposte scritte ad interrogazioni

                Rubrica «Risorse agricole e alimentari»

   LA  ROCCA - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI  -
  FOTI  -  MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO -  TROISI  -
  VENTURINO  -  ZAFARANA  -  ZITO.  -«All'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   la  riconsiderazione  dell'agricoltura come parte  essenziale  del
  sistema   economico  è  strettamente  connessa   alle   progressive
  trasformazioni dell'economia globale e in particolare all'emersione
  del  modello  dello sviluppo locale. La Regione siciliana  dovrebbe
  pertanto  sviluppare  strumenti per  incentivare  l'agricoltura  di
  piccola  scala  e la filiera corta, nonché valutarne il  potenziale
  economico  e  mettere  in  atto  le  strategie  per  stimolare   la
  consapevolezza  e l'attenzione dei consumatori nei confronti  delle
  produzioni locali;

   in  questo  contesto, incentivare la filiera corta  assume,  nelle
  politiche regionali di sviluppo, un particolare significato  perché
  attiva  un processo virtuoso finalizzato alla valorizzazione  delle
  produzioni  locali  tipiche e di qualità,  all'avvicinamento  degli
  attori  della filiera, alla creazione di eventi locali in grado  di
  attrarre   turisti  e  consumatori  interessati  alle   peculiarità
  agroalimentari della Sicilia;

   visto:

   l'art.  8  della legge regionale n. 25 del 24 novembre 2011  della
  Regione  siciliana, 'Interventi per lo sviluppo dell'agricoltura  e
  della  pesca.  Norme  in  materia di  artigianato,  cooperazione  e
  commercio e nella fattispecie. Disposizioni per la diffusione della
  conoscenza della produzione agricola e agroalimentare regionale  di
  qualità';

   l'articolo  81  del Decreto Legislativo n. 59 del 26  marzo  2010,
  Attuazione  della  direttiva 2006/123/CE relativa  ai  servizi  nel
  mercato  interno, che , promuove la conoscenza e la diffusione  dei
  Marchi ed attestati di qualità dei servizi;

   il Decreto Assessoriale n. 53 del 18 ottobre 2012 dell'Assessorato
  regionale  delle  risorse agricole e alimentari  che  disciplina  i
  criteri  e le modalità per l'istituzione e la diffusione  del  logo
  chilometro zero;

   considerato che:

   il comma 1 dell'art. 8 della già citata legge regionale istituisce
  il  logo  identificativo  dei  prodotti  siciliani  di  qualità   a
  chilometro  zero, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo  81
  del  decreto  legislativo 26 marzo 2010, n.  59,  promuovendone  la
  conoscenza e la diffusione;

   il  comma 2 del richiamato art. 8 della legge regionale n. 25  del
  24  novembre  2011, che prevede che l'Assessore  regionale  per  le
  risorse  agricole ed alimentari istituisca, con decreto, un  Tavolo
  di  concertazione, finalizzato alla promozione, la  conoscenza,  la
  diffusione   e   la  commercializzazione  delle  produzioni   agro-
  alimentari della Regione;
   l'art.  46  della legge regionale n. 25 del 24 novembre 2011,  che
  impone  che  l'Assessore  regionale  per  le  risorse  agricole  ed
  alimentari    riferisca,    a   cadenza   tassativa    trimestrale,
  all'Assemblea  Regionale Siciliana sullo stato di attuazione  delle
  previsioni di cui alla stessa legge regionale n. 25 del 24 novembre
  2011;

   considerato che:

   con  il decreto assessoriale n. 53, l'Assessorato regionale  delle
  risorse  agricole  istituisce il logo SICILIA KM ZERO  ('chilometro
  zero'),  al  fine di promuovere la valorizzazione delle  produzioni
  agricole    di    qualità,   favorendone   il    consumo    e    la
  commercializzazione,   garantendo  ai  consumatori   una   maggiore
  trasparenza  dei  prezzi e assicurando un'adeguata informazione  ai
  consumatori  sull'origine  e  le  specificità  di  tali   prodotti,
  ispirato  a  quanto  previsto all'art.  8  della  richiamata  legge
  regionale della Sicilia n. 25/2011;

   all'art. 8 del decreto assessoriale n. 53, l'Assessorato regionale
  delle  Risorse  Agricole  istituisce un  Tavolo  di  Concertazione,
  ispirato a quanto previsto all'art. 8 della legge regionale  n.  25
  del 2011;

   per  sapere se in applicazione al sopracitato art. 46 della  legge
  regionale  n.  25  del  24 novembre 2011, l'Assessorato  competente
  abbia effettivamente relazionato, con cadenza trimestrale, lo stato
  di  attuazione  della  normativa  in  oggetto,  in  particolare  in
  riferimento al logo SICILIA KM 0 ed al Tavolo di Concertazione,  in
  particolare:

   in  caso  di  riscontro positivo, si richiede una relazione  sullo
  stato di attuazione della suddetta legge regionale;

   nel  caso  di  una eventuale mancanza di applicazione della  legge
  regionale  25  del 2011, si chiede all'Assessorato se  non  ritenga
  opportuno avviare gli adeguati ed efficaci provvedimenti in merito,
  al  fine  di  far  conoscere ad un numero più grande  possibile  di
  potenziali fruitori, quelle che sono le particolarità dei  prodotti
  tipici,  con caratteristiche peculiari e di pregio, ma oggi sovente
  sconosciuti dai canali di mercato più interessanti». (302)

   Risposta. -«Con l'interrogazione n. 00302 dell'8 febbraio 2013  le
  SS.LL.  chiedevano  notizie  in merito allo   Stato  di  attuazione
  dell'art.  8  della  legge regionale n. 25 del  2011,relativa  alle
  disposizioni  per  la diffusione della conoscenza della  produzione
  agricola e agroalimentare regionale di qualità .
   In  ordine  all'argomento oggetto dell'interrogazione il Dirigente
  Generale del Dipartimento Interventi Strutturali cui è demandata la
  competenza, ha rappresentato che con  Decreto n. 53 del 18  ottobre
  2012   dell'  Assessore  regionale  per  le  risorse  agricole   ed
  alimentari,   emanato  con  riferimento  all'art.  8  della   Legge
  Regionale  n.  25  del  24 novembre 2011 della  Regione  Siciliana,
   Interventi  per lo sviluppo dell'agricoltura e della pesca.  Norme
  in  materia  di  artigianato, cooperazione  e  commercio   e  nella
  fattispecie  Disposizioni per la diffusione della conoscenza  della
  produzione  agricola e agroalimentare regionale di  qualità ,  sono
  stati disciplinati i criteri e le modalità per l'istituzione  e  la
  diffusione del logo  chilometro zero .
   A  seguito  di  ciò il Dirigente del Servizio VI del  Dipartimento
  Regionale  degli  Interventi Infrastrutturali per l'Agricoltura  ha
  indetto  nel  marzo 2013 un Concorso di idee per l'acquisizione  di
  una  proposta ideativa necessaria per la realizzazione di  un  logo
  per il marchio  SICILIA Km 0 .
   Con  D.D.G.  n.  522  del  15 maggio 2013 è  stata  costituita  la
  Commissione  per  l'ammissibilità e  la  valutazione  dei  progetti
  presentati al Concorso di idee  Logo Sicilia km 0 , che ha valutato
  le  idee progettuali presentate e nella seduta del 6 giugno 2013 ha
  selezionato  vincitore  il progetto presentato  dalla  Ditta  Carlo
  Poerio.
   Il  logo  che  identifica  il circuito   Sicilia  km  0   è  stato
  approvato con DDG n. 792 del 22 luglio 2013.
   Con  DDG  n.  791  del  22  luglio  2013  è  stato  approvato   il
  Disciplinare  Sicilia km 0 che regolamenta le modalità  di  accesso
  al circuito  Sicilia km 0  e di utilizzo del logo  Sicilia km 0 .
   Il  succitato disciplinare è stato redatto secondo le  indicazioni
  contenute  nel  D.A.  n.  53  del 18  ottobre  2012  dell'Assessore
  Regionale delle Risorse Agricole e Alimentari, con il quale è stato
  istituito  il logo SICILIA KM ZERO ( chilometro zero ) al  fine  di
  promuovere la valorizzazione delle produzioni agricole di  qualità,
  favorendone  il  consumo  e la commercializzazione,  garantendo  ai
  consumatori  una  maggiore  trasparenza dei  prezzi  e  assicurando
  un'adeguata   informazione  ai  consumatori   sull'origine   e   le
  specificità di tali prodotti.
   Attualmente sono in corso di definizione l'istituzione di:
   -  una  Commissione Valutatrice (art. 8 del Disciplinare) composta
  da  personale  regionale  nominato  con  Decreto  dirigenziale.  La
  Commissione  è  incaricata di valutare l'adesione  iniziale  di  un
  candidato e, in seguito, la permanenza dei requisiti necessari  per
  potere  essere  parte del circuito regionale e fregiarsi  del  logo
   Sicilia km zero
   -  Tavolo di Concertazione (art. 9 del Disciplinare) composto  dai
  seguenti soggetti:
   -  Dirigente Generale del Dipartimento regionale degli  Interventi
  Infrastrutturali per l'Agricoltura dell'Assessorato Regionale delle
  Risorse Agricole ed Alimentari che lo presiede in caso di assenza o
  impedimento dell'Assessore;
   -   due   esperti  di  marketing  e  comunicazione  di  comprovata
  esperienza;
   -   due   rappresentanti   delle   organizzazioni   di   categoria
  interessate.
   Farà  parte  del Tavolo con funzioni di segretario un dirigente  o
  funzionario    del   Dipartimento   Regionale   degli    Interventi
  Infrastrutturali per l'Agricoltura.
   Il Tavolo di concertazione svolge i seguenti compiti:
   -  delinea percorsi formativi incentrati sull'offerta dei prodotti
  agricoli  regionali, atti a formare gli addetti alla  distribuzione
  commerciale, anche mediante gruppi di lavoro ristretti  e  incontri
  con gli operatori commerciali;
   -  elabora,  per  le  esigenze e le finalità di  cui  al  presente
  articolo,   un   catalogo  promozionale  dei   prodotti   regionali
  agroalimentari,  aggiornato annualmente, secondo le  modalità  e  i
  criteri indicati con Decreto dell'Assessore Regionale delle Risorse
  Agricole e Alimentari;
   - promuove accordi fra la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e
  gli  operatori  del  settore agricolo al  fine  di  incentivare  la
  promozione e vendita dei prodotti a chilometro zero di cui all'art.
  4,  da effettuarsi in appositi spazi dedicati posti all'interno dei
  punti  vendita della GDO; in tal caso i punti vendita sono esentati
  dall'impegno, di cui al punto 3 b), ad approvvigionarsi per  l'80%,
  in termini di valore, di prodotti agricoli regionali a  km zero ;
   -  compone  gli  interessi delle parti in occasione dell'apertura,
  del  trasferimento di sede e dell'ampliamento della  superficie  di
  vendita nel territorio regionale, delle grandi strutture di vendita
  e  di  centri commerciali che esercitano attività di commercio  nel
  settore  merceologico agroalimentare, in applicazione  della  legge
  regionale 22 dicembre 1999, n. 28, attraverso la sottoscrizione  di
  intese ed accordi.
   Le  riunioni  del  Tavolo sono valide in presenza  di  almeno  tre
  componenti.
   La partecipazione al Tavolo di concertazione è a titolo gratuito e
  senza oneri a carico del bilancio regionale.
   Il  Tavolo  di Concertazione è istituito con Decreto del Dirigente
  Generale    del    Dipartimento    regionale    degli    Interventi
  Infrastrutturali per l'Agricoltura.
   A conclusione del suddetto iter sarà pubblicata una Manifestazione
  d'interesse  per selezionare le aziende che aderiranno al  circuito
   Sicilia km zero .

   L'Assessore
                                                 (Dott.         Dario
  Cartabellotta)

   GERMANA'.  -«Al  Presidente della Regione,  all'Assessore  per  le
  risorse  agricole e alimentari, premesso che la caccia è da  sempre
  esercitata  principalmente come attività ricreativa,  i  cacciatori
  praticano  questo sport per trascorrere del tempo all'aria  aperta,
  in  ambienti  relativamente selvaggi e  lontano  dai  sentieri  più
  frequentati   alfine   di  goderne  delle   bellezze   naturali   e
  naturalmente  per  esercitare  l'attività  venatoria,  creando  una
  economia  di  settore da non sottovalutare in tempi di  crisi  come
  quelli che stiamo vivendo;

   considerato  che la caccia oggi ha anche un ruolo  decisivo  nella
  gestione  della  fauna  selvatica,  ad  esempio  per  mantenere  la
  popolazione  di  una  certa specie all'interno  delle  capacità  di
  sostentamento dell'ambiente ecologico tanto che, in molti paesi,  i
  cacciatori    partecipano   alla   scrittura   delle    norme    di
  regolamentazione   della   caccia  finalizzate   a   garantire   la
  preservazione della fauna selvatica;

   ritenuto  che  è  compito della Regione migliorare  l'accesso  dei
  cittadini a questo sport;

   accertato che:

   nonostante  la  legislazione sia la stessa, si  riscontrano  forti
  differenze  tra la Sicilia e le altre regioni d'Italia  per  quanto
  riguarda la procedura per il rilascio del porto di fucile  per  uso
  venatorio;

   nella  nostra  Regione viene rilasciato tale porto, a  seguito  di
  esami condotti con il vecchio metodo del colloquio, al contrario di
  quanto  avviene in tutte le altre regioni d'Italia nelle  quali  si
  procede attraverso la partecipazione ad un esame a quiz;

   accertato  ancora  che la Commissione di esami per  l'abilitazione
  all'esercizio venatorio di cui all'art. 29 della legge regionale  1
  settembre   1997,  n.  33,  che  ha  il  compito  di  valutare   la
  preparazione   e   le  capacità  dell'aspirante   cacciatore   allo
  svolgimento   dell'attività  venatoria,  esprimendo   un   giudizio
  complessivo  di  'abilitato'  o 'non  abilitato'  si  riunisce  con
  cadenze  mensili, convocando di volta in volta un numero esiguo  di
  partecipanti, rilevandosi una lungaggine inutile con un aumento dei
  costi a carico dell'Amministrazione regionale;

   per  sapere  se  non ritengano opportuno avviare  ogni  iniziativa
  finalizzata alla modifica degli esami per il rilascio del porto  di
  fucile  per  l'esercizio della caccia,sostituendo  l'attuale  esame
  orale  con  quello  a quiz con il risultato di ridurre  i  tempi  e
  conseguire  un notevole risparmio per l'Amministrazione regionale».
  (425)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Con  l'interrogazione n. 00425 del  06  marzo  2013
  l'onorevole  interrogante  ha  chiesto   notizie  in  merito   alle
   Iniziative  volte  alla modifica delle modalità  di  rilascio  del
  porto di fucile per l'esercizio della caccia .
   In  ordine  all'argomento oggetto dell'interrogazione il Dirigente
  Generale del Dipartimento Interventi Strutturali cui è demandata la
  competenza,  ha rappresentato che con D.A. n. 1375  del   4  aprile
  2013, che si allega in copia, l'Amministrazione ha provveduto  alla
  definizione delle nuove procedure di svolgimento degli esami per il
  conseguimento     dell'abilitazione     all'esercizio     venatorio
  introducendo,  tra l'altro, nella prova teorica un questionario  di
  26 domande a risposta multipla».

   L'Assessore

   Dott. Dario Cartabellotta

   IOPPOLO-MUSUMECI-FORMICA-CURRENTI-RUGGIRELLO.  -  «Al   Presidente
  della  Regione siciliana e all'Assessore per le risorse agricole  e
  alimentari, premesso che:

   in  attuazione della Misura 421 'Cooperazione interterritoriale  e
  transnazionale'  del Piano di Sviluppo Rurale (PSR)  Sicilia  2007-
  2013,  veniva pubblicato nella GURS n. 48 del 18 novembre  2011  il
  bando  per  la  presentazione  dei  relativi  progetti,  stanziando
  risorse pari a 13.300.000,00;

   il  Gruppo  di  Azione  Locale (GAL)  Kalat  Scarl',  con  sede  a
  Caltagirone,  in  qualità di capofila dei GAL Elimos  Scarl,  Eloro
  Scarl, Terre dell'Etna e dell'Alcantara Scarl, Etna Scarl, Isole di
  Sicilia,  Nebrodi Plus', Peloritani Terre dei Miti e della Bellezza
  Scarl'  ha  partecipato  al  bando,  presentando  il  progetto   di
  cooperazione 'Ruralità mediterranea in Sicilia';

   sono  stati presentati dai GAL della Sicilia, complessivamente,  6
  progetti inerenti la misura del PSR di cui sopra;

   è  trascorso più di un anno dalla presentazione dei progetti senza
  che  il  procedimento amministrativo di verifica degli  stessi  sia
  arrivato  a  conclusione,  definendo  l'ammissibilità  degli  aiuti
  richiesti e la relativa graduatoria;

   una tale dilatazione dei tempi per la definizione del procedimento
  di  cui  sopra, contrasta assolutamente con l'urgenza che la  grave
  crisi  economica  che  attraversiamo impone  e  con  l'esigenza  di
  promuovere   lo  sviluppo  del  territorio,  rendendo   rapidamente
  fruibili gli aiuti Comunitari;

   in un recente incontro con i rappresentanti dei GAL della Sicilia,
  l'Assessore  regionale  per le risorse  agricole  e  alimentari  ha
  espresso  l'intenzione  di volere revocare  il  bando  pubblico  in
  questione  per  indire  una  nuova  gara,  presupponendo   che   la
  Commissione,  a  suo tempo nominata per procedere  all'esame  delle
  domande  d'aiuto,  avrebbe già valutato come  'non  ammissibili'  i
  progetti presentati;

   la  revoca  del bando suddetto, qualora determinata  in  virtù  di
  presupposti  solo presunti, costituirebbe una grave violazione  dei
  principi di trasparenza ed efficacia dell'azione amministrativa, in
  quanto  la  Commissione giudicatrice non ha ancora,  nonostante  il
  lungo  tempo  trascorso,  adottato  un  provvedimento  formale   di
  valutazione dei progetti presentati;

   considerato che:

   il  colpevole ritardo con cui l'Amministrazione regionale  procede
  (sono  trascorsi circa 13 mesi dalla presentazione dei progetti  da
  parte  dei  GAL  della Sicilia), costituisce, già  di  per  sé,  un
  gravissimo  e  scandaloso danno a carico della  nostra  Regione  se
  consideriamo la gravità della situazione complessiva;

   è   necessario  che  la  Commissione  concluda  immediatamente  la
  procedura  di  valutazione dei progetti  e  di  formulazione  della
  relativa  graduatoria, in modo che la notevole somma stanziata,  di
  13.300.000,00, possa essere assegnata ai GAL e spesa rapidamente;

   per sapere:

   se  corrisponda a verità che l'Assessore regionale per le  risorse
  agricole e alimentari voglia revocare il bando in attuazione  della
  Misura  421  'Cooperazione interterritoriale e transnazionale'  del
  Piano  di  Sviluppo Rurale (PSR) Sicilia 2007-2013 che ha stanziato
  la  somma  di  13.300.000,00, pubblicato nella GURS n. 48/2011,  in
  virtù  di  una  presunta  dichiarazione di non  ammissibilità'  che
  sarebbe  stata formulata in modalità non formali dalla  Commissione
  giudicatrice;

   se  non  si  ritenga invece di dovere procedere urgentemente  alla
  conclusione delle procedure di valutazione dei progetti  presentati
  ed  alla approvazione della relativa graduatoria, consentendo  così
  che   la   notevole  somma  stanziata  possa  rendersi  rapidamente
  disponibile  e si possano realizzare gli investimenti previsti  nei
  progetti presentati dai GAL della Sicilia, non arrecando ulteriore,
  ingiustificabile e scandaloso danno, compromettendo  gravemente  lo
  sviluppo economico della nostra Regione». (630)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  «Con l' Interrogazione n. 00630 del 9 aprile  2013   le
  SS.LL.   chiedevano    Notizie  sull'approvazione   dei    progetti
  nell'ambito  del  Piano  di   Sviluppo   Rurale    (PSR)    Sicilia
  2007-2013, Asse IV, Misura 421 .
   In  ordine  all'argomento oggetto dell'interrogazione il Dirigente
  Generale del Dipartimento Interventi Strutturali cui è demandata la
  competenza, ha rappresentato che:
    ·In  data  27.02.2012  sono stati presentati, a seguito  del  bando
       pubblicato  nella  GURS n  48 del 18.11.2011 parte  I,  dai  GAL
       Siciliani  sei  progetti  di  Cooperazione  interterritoriale  e
       transnazionale a valere sulla misura 421;
  ·In data 26.04.2012 con D.D.G. 519 del 26.04.2012 è stata istituita
  la Commissione per la verifica dei requisiti di ricevibilità e di
  ammissibilità dei progetti di cooperazione;
  ·In data 18.07.2012 i GAL capofila dei progetti di cooperazione, a
  seguito di alcune criticità rilevate dalla Commissione, sono stato
  convocati ed invitati ad apportare alcune modifiche ai progetti
  presentati;
  ·In data 19.09.2012 sono pervenute le note con le modifiche
  proposte da parte dei GAL;
  ·In data 14.01.2013 con nota prot. n. 1173 la Commissione di
  Valutazione dei progetti di cooperazione  ha trasmesso al Servizio
  IV, attuatore della misura, una relazione da dove si evincono
  alcune criticità che vengono evidenziate nel Decreto Dirigente
  Generale n. 342 del 22.03.2013, che si allega alla presente;
  criticità che possono essere riassunte sostanzialmente  nelle
  seguenti motivazioni: iniziative limitate alla sola cooperazione
  fra GAL regionali , la notevole dimensioni economica dei  progetti
  con un certo squilibrio tra le fasi di studio, analisi e consulenza
  e la realizzazione concreta dell'iniziativa stessa, la difficoltà
  di demarcazione degli interventi da attuare con la misura 421,
  rispetto a quelli analoghi realizzati con altri fondi;
  ·In data 30.01.2013 il Dirigente del Servizio IV, condividendo
  quanto evidenziato dalla Commissione, ha proposto, congiuntamente
  all'ADG del PSR Sicilia 2007-2013, all'Assessore Regionale alle
  Risorse Agricole e Alimentari l'annullamento del bando e
  l'emanazione di un nuovo bando;
  ·In data 28.02.2013.l'Assessore Regionale delle Risorse Agricole e
  Alimentari ha condiviso la proposta di annullamento;
  ·In data 22.03.2013 è stato emesso il D.D.G. n. 342, registrato
  alla Corte dei Conti il 03.06.2013 al n. 4 foglio 239, di
  annullamento del bando;
  ·In data 16.04.2013 sono stati convocati i rappresentanti dei GAL
  per concordare i criteri per l'emanazione di un nuovo bando e di
  nuove disposizioni attuative, in linea con le indicazioni fornite
  dalla Commissione, al fine di utilizzare al meglio, per  una reale
  crescita dei territori delle aree rurali,  tutte le risorse
  disponibili;
  ·In data 20.06.2013 è stato pubblicato sul sito del PSR il nuovo
  bando relativo alla misura 421.
   La  novazione  dell'iter amministrativo come sopra esplicitato  ha
  consentito  di superare le criticità evidenziate dalla  Commissione
  di  valutazione,  senza compromettere i tempi di  attuazione  della
  misura in argomento».

   L'Assessore

   Dott. Dario Cartabellotta

                    Rubrica «Territorio e Ambiente»

   FERRANDELLI. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per  la
  salute  e  all'Assessore per il territorio e l'ambiente, richiamati
  il  D.Lgs.  n.  152 del 2006 'Testo unico in materia ambientale'  e
  successive modifiche ed integrazioni e la legge regionale n. 27 del
  1986  e successive modificazioni che disciplina gli scarichi  delle
  pubbliche fognature;

   premesso che:

   in  data 27 novembre 2012 è stata celebrata la gara di affidamento
  per  i  lavori di adeguamento dell'impianto di depurazione di Fondo
  Verde,  mediante la realizzazione di opere di scarico con  condotta
  sottomarina da ubicare nel golfo di Sferracavallo;

   in  conseguenza delle risultanze di gara, l'appalto in  oggetto  è
  stato  provvisoriamente aggiudicato all'impresa GEO GAV  s.r.l.  di
  Favara  (AG),  mentre la seconda classificata  è  risultata  essere
  l'impresa   GEO   PLANTS  s.r.l.  di  Agrigento   (cfr.   determina
  dirigenziale n. 57 del 19.12.2012);

   considerato che:

   la   normativa  in  epigrafe  indicata  prescrive  la  valutazione
  d'impatto  ambientale,  qualora  vi  siano  progetti  che   possano
  produrre impatti significativi e negativi sull'ambiente;

   il   progetto   di  cui  trattasi  certamente  rientra   in   tale
  fattispecie;

   ritenuto  che per la localizzazione dei progetti, ai  sensi  della
  disciplina legislativa testé menzionata, deve essere considerata la
  sensibilità ambientale delle aree geografiche che possono risentire
  dell'impatto dei progetti, tenendo conto, in particolare:
   - dell'utilizzazione attuale del territorio;
   -   della   ricchezza  relativa,  della  qualità  e  capacità   di
  rigenerazione delle risorse naturali della zona;
   - della capacità di carico dell'ambiente naturale, con particolare
  attenzione alle zone costiere, alle riserve e parchi naturali, alle
  zone montuose o forestali e alle zone a forte densità demografica;

   preso atto che:

   la  borgata  di  Sferracavallo  (la cui  composizione  demografica
  ammonta  a  6.500 abitanti circa) si affaccia sulla riserva  marina
  'Capo  Gallo-Isola delle Femmine' e sulla riserva  di  terra  (Capo
  Gallo)  e  che da sempre la stessa è stata considerata una località
  turistico-balneare e da tutti è riconosciuta come una  delle  poche
  zone  del  palermitano che è riuscita a mantenere le proprie  acque
  marine  pulite e cristalline e proprio su questa naturale vocazione
  marittima sono basate molte attività commerciali;

   la  Riserva  marina  e  quella di terra (Capo  Gallo)  sono  state
  istituite  per valorizzare questo tratto di mare e soprattutto  per
  difenderlo dagli attacchi speculativi e da quelle opere  umane  che
  non considerano l'importanza del delicato ecosistema marino;

   osservato che:

   nel  mare  di  Sferracavallo sono sussistenti  le  praterie  della
  Posidonia   oceanica  che  costituisce  la  Comunità   climax   del
  Mediterraneo  e cioè il massimo livello di sviluppo  e  complessità
  che  un  ecosistema  può  raggiungere. Il  posidonieto  è,  quindi,
  l'ecosistema  più  importante  del  mar  Mediterraneo  ed  è  stato
  indicato come 'habitat prioritario' nell'allegato I della Direttiva
  Habitat  (Dir.  n.  92/43/CEE),  che  raggruppa  tutti  i  siti  di
  importanza comunitaria (SIC) che necessitano di essere protetti;

   nell'ecosistema   costiero,   la  Posidonia   riveste   un   ruolo
  fondamentale  per  diversi motivi: grazie al suo sviluppo  fogliare
  libera nell'ambiente fino a 20 litri di ossigeno al giorno per ogni
  metro  quadrato di prateria; produce ed esporta biomassa sia  negli
  ecosistemi limitrofi sia in profondità; offre riparo ed è  area  di
  riproduzione  per  molti pesci, cefalopodi,  bivalvi,  gasteropodi,
  echinodermi   e   tunicati;  consolida   il   fondale   sottocosta,
  contribuendo  a  contrastare un eccessivo  trasporto  di  sedimenti
  sottili  dalle correnti costiere; agisce da barriera che smorza  la
  forza  delle correnti e delle onde prevenendo l'erosione  costiera;
  infine,  lo  smorzamento del moto ondoso operato  dallo  strato  di
  foglie  morte sulle spiagge le protegge dall'erosione,  soprattutto
  nel periodo delle mareggiate invernali;

   tra  le  numerose  cause  della  regressione  delle  praterie   di
  Posidonia  oceanica,  gli  scarichi di  acque  reflue,  siano  essi
  urbani, industriali o da imbarcazioni da diporto, occupano un posto
  importante;

   gli  scarichi di acque reflue agiscono principalmente  su  quattro
  livelli   sui   popolamenti  marini  costieri:  diminuzione   della
  trasparenza   dell'acque;  aumento  della  temperatura  dell'acqua;
  aumento  della concentrazione di nutrienti; apporto di contaminanti
  chimici; diminuzione della salinità dell'acqua;

   considerato che:

   in  relazione all'ultimo punto, la Posidonia oceanica è una specie
  stenoalina,  ossia  con  elevata  sensibilità  alle  variazioni  di
  salinità   e  che  diminuzioni  localizzate  di  salinità   possono
  provocare sofferenza alle praterie;

   essendo,  inoltre,  un organismo fotofilo  (che  ama  la  luce)  e
  sensibile  all'inquinamento, gli scarichi costituiscono un  maggior
  fattore  di  perturbazione  che si sovrappone  ad  altre  cause  di
  regressione;

   gli  scarichi di tipo urbano presentano una concentrazione elevata
  di  nutrienti  e  di  particolato organico che riducono  quindi  la
  trasparenza  delle acque direttamente (a causa della  torbidità)  o
  indirettamente (favorendo lo sviluppo del plancton);

   ne  risulta  un  impatto  sulle praterie, in  particolar  modo  in
  profondità, dove si verificano: diminuzione della densità dei fasci
  fogliari,  frazionamento del posidonieto  ed  una  regressione  del
  limite inferiore;

   nel  Mediterraneo ormai si contano sulle dita di una mano  i  siti
  dove  la  Posidonia prolifera così abbondantemente  e  sarebbe  uno
  scempio  bruciare un patrimonio così importante  e,  alla  luce  di
  quanto  sopra descritto, appare palesemente inspiegabile la  scelta
  di scaricare le acque reflue in un posto ricco di preziose praterie
  di  Posidonia ed inserito in una riserva marina vincolata da regole
  in materia di tutela ambientale;

   ritenuto altresì che:

   i   costi  per  la  realizzazione  dello  scarico  nel  golfo   di
  Sferracavallo  implicano  una spesa notevole,  e  questo  perché  è
  previsto  un  sistema di pompaggio delle acque, atto a superare  un
  notevole dislivello;

   con  gli stessi costi si potrebbero benissimo canalizzare i flussi
  negli  scarichi del fiume Oreto o in quelli di Acqua  dei  Corsari,
  con un impatto ambientale notevolmente inferiore;

   per sapere:

   se  è  vera la notizia secondo la quale la riserva marina di 'Capo
  Gallo-Isola delle Femmine' sia stata declassata, o revocata,  e  se
  sia  comunque compatibile la realizzazione di uno scarico  fognario
  di tale importanza portata nelle sue acque;

   quali  pareri tecnici abbiano determinato la scelta dello  scarico
  fognario  nel  golfo  di Sferracavallo e se sia possibile  accedere
  alla relativa documentazione cartacea che quei pareri riportano;

   se  non ritengano di dovere riconsiderare la valutazione dei costi
  del progetto, dato che la realizzazione dell'impianto in quell'area
  non  è giustificabile, neanche da un punto di vista economico, alla
  luce  del  fatto  che  l'onere di costruzione  non  cambierebbe  se
  venisse  realizzato  in  altre zone,  dove  peraltro  esistono  già
  impianti  simili, e considerando che, per ovviare al dislivello  di
  circa   80   metri,  oltre  alla  realizzazione  dell'impianto   di
  depurazione  di  Fondo Verde, dovrebbe essere realizzato  anche  un
  sistema aggiuntivo di pompaggio delle acque;

   chi attualmente gestisca la riserva e le sue competenze;

   se  esista  la  possibilità  di utilizzare  le  acque  reflue  per
  l'irrigazione,  evitando così gli oneri per la realizzazione  dello
  scarico  fognario  e l'immissione di acque dolci in  un  ecosistema
  marino;

   su   quali  valutazioni  si  basi  lo  studio  di  fattibilità   e
  d'incidenza dell'opera sul territorio e la valutazione sull'impatto
  ambientale della stessa». (173)

   Risposta.     -«Relativamente    all'argomento    trattato     con
  l'interrogazione in argomento, si premette che l'ARTA in passato ha
  avuto  la  competenza  in  materia di  programmazione  delle  opere
  depurative  e  fognarie dei Comuni (PARF) e di autorizzazioni  allo
  scarico  dei  reflui  trattati  negli  Impianti  di  depurazione  a
  servizio  delle  reti  fognarie comunali della Sicilia,  competenze
  che,  con  passaggi diversi e parziali nel tempo,  sono  transitate
  prima  all'Ufficio  del  Commissario per  l'emergenza  idrica,  poi
  all'Ufficio  speciale  delle acque e dei  Rifiuti,  successivamente
  all'Agenzia  Regionale Acque e Rifiuti ed in ultimo al Dipartimento
  Regionale dei Rifiuti e delle Acque.
   Ad  ogni  buon  fine,  in  risposta ai  quesiti  posti  dall'On.le
  interrogante, si rappresenta quanto segue.
   Nel Piano Regionale di Risanamento delle acque è prevista, per  il
  Comune di Palermo, la realizzazione di due impianti di depurazione,
  uno  in  località Acqua dei Corsari, per la zona sud-orientale,  ed
  uno  in  località ZEN, poi denominato Fondo Verde Giardini, per  la
  zona nord-occidentale.
   In  conformità al Piano Regionale, il PARF del Comune di  Palermo,
  adottato con delibera consiliare n. 376 del 07/07/1986 ed approvato
  con  decreto  ARTA n. 460/87 del 10/03/1987, prevede l'impianto  di
  depurazione Fondo Verde Giardini.
   Nel  rispetto  delle previsioni del PARF, il refluo  depurato  era
  destinato  al  riuso irriguo, industriale e per la  ricarica  della
  falda  sottostante e, solo in caso di emergenza,  era  previsto  lo
  scarico  tramite una condotta collocata all'interno del  costruendo
  collettore  fognario nord-occidentale delle acque meteoriche,  fino
  allo sbocco di quest'ultimo nella cala di Isola delle Femmine e  da
  lì posata sul fondo del mare per scaricare al largo della costa.
   Si  premette altresì che negli anni sono state valutate  tutte  le
  possibili soluzioni che coniugassero la tutela dell'ambiente con un
  corretto  funzionamento idraulico del sistema  e  con  i  costi  di
  realizzazione  e  di  gestione delle opere. In  merito  proprio  al
  funzionamento   idraulico  del  sistema  si  osserva   quanto   sia
  articolato  e complesso modificare in parte le ipotesi  progettuali
  di uno schema fognario che ha trovato la realizzazione di molte sue
  importanti parti.
   In   merito   alle   domande  formulate,   si   rappresenta   che,
  relativamente  alla  revoca ovvero al declassamento  della  riserva
  marina,  agli  atti  di  questo  Assessorato  non  risulta   alcuna
  informazione in merito.
   Si  evidenzia,  invece, che il Ministero dell'Ambiente,  con  nota
  prot.  0017965  del  13/08/2012, ha comunicato la  conclusione  del
  procedimento  per l'affidamento in gestione dell'AMP Capo  Gallo  -
  Isola  delle Femmine ad un Consorzio di gestione, costituito  dalla
  Provincia Regionale di Palermo, dal Comune di Isola delle  Femmine,
  dall'Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana e dal Comune
  di Palermo.
   Relativamente  alla  compatibilità o meno  con  la  riserva  dello
  scarico con condotta sottomarina di refluo depurato, si rappresenta
  che  il  Decreto del Ministero dell'Ambiente del 24 luglio 2002  di
  Istituzione dell'Area Marina Protetta denominata Capo Gallo - Isola
  delle   Femmine  di  Palermo,  all'art.  4  comma  11  così  recita
   All'interno  dell'Area Marina Protetta  . Al fine di garantire  il
  raggiungimento  dei  più elevati obiettivi di  qualità  ambientale,
  sono  consentiti,  sentito  l'ente  gestore  e  la  commissione  di
  riserva,   gli   interventi  per  la  manutenzione  e   l'eventuale
  adeguamento  alle  normative nazionali e  regionali  vigenti  degli
  impianti  per  lo  smaltimento delle acque di  scarico,  nonché  la
  realizzazione  di  eventuali  nuovi impianti  previsti  nell'ambito
  degli  strumenti  di programmazione vigenti a livello  regionale  e
  comunale alla data di pubblicazione del presente decreto.
   L'opera in questione rientra nella fattispecie consentita riguardo
  la  compatibilità regolamentare dello scarico di Fondo Verde con la
  Riserva  di  Capo  Gallo e corre l'obbligo di sottolineare  che  al
  momento della istituzione della Riserva si è affrontato il problema
  dello   scarico   in  Riserva,  facendo  salva  esplicitamente   la
  possibilità di realizzazione della condotta sottomarina di  scarico
  dei reflui trattati a Fondo Verde, già esistente come previsione di
  PARF e adottata dal Consiglio Comunale di Palermo.
   Relativamente  alla possibilità di utilizzare le acque  reflue  di
  Fondo   Verde  per  scopi  irrigui,  evitando  gli  oneri  per   la
  realizzazione  dello scarico, si sottolinea che è  obbligatoria  la
  presenza  dello  scarico  dei  reflui  depurati  anche  quando   si
  riutilizza  il  refluo,  ciò anche per il semplice  motivo  che  il
  riutilizzo,  anche  se dovesse essere totale,  non  avviene  sempre
  continuamente  durante tutti i giorni dell'anno,  per  cui  sarebbe
  necessaria  la  costruzione di enormi serbatoi  di  stoccaggio  dei
  reflui  da  riutilizzare con costi di realizzazione e  di  gestione
  assai   importanti.  Ad  ogni  buon  fine,  l'ipotesi   di   potere
  riutilizzare, in toto o in parte, il refluo depurato è un obiettivo
  da  perseguire e potrà essere verificata e studiata  solo  dopo  la
  realizzazione  dello scarico dell'Impianto per  come  prevedono  le
  norme  nazionali  e  Comunitarie e, comunque,  difficilmente  potrà
  essere una alternativa allo scarico in continuo.
   Relativamente ai pareri tecnici che hanno suffragato la scelta  di
  scaricare nel golfo di Sferracavallo, si rimanda alla redazione del
  PARF della rete fognaria di Palermo del 1987.
   Si evidenzia che l'attenzione alla tutela dell'ambiente marino che
  avrebbe  interessato  lo  scarico di Fondo  Verde  è  stata  sempre
  elevatissima e le scelte dei corpi recettori dei reflui che si sono
  effettuate  hanno avuto il supporto di studi di diversa natura.  Le
  prime  indagini  in tal senso sono state quelle effettuate  con  lo
  studio  di  Impatto  sull'ambiente marino proprio  nelle  aree  che
  sarebbero   state  interessate  dallo  scarico  di   Fondo   Verde,
  commissionate  a  ITALISPACA S.p.a (1990-1991). Altri  studi  fatti
  successivamente  non  hanno mai trovato  incompatibile  lo  scarico
  depurato con la Riserva.
   Inoltre, con un comitato permanente per la revisione del  PARF  di
  Palermo,  voluto  dal Comune di Palermo diversi anni  fa,  è  stato
  portato  avanti  un  lavoro  di studio  sulle  possibili  soluzioni
  alternative  alle  scelte del vigente PARF del  1987,  riguardo  la
  depurazione e lo scarico dei reflui trattati.
   Del  suddetto  Comitato  hanno fatto parte,  oltre  a  Tecnici  ed
  Amministratori del Comune di Palermo, anche tecnici della  Regione,
  della Provincia Regionale di Palermo, dell'AMAP, nonché Accademici.
  Il  Comitato  ha  inoltre commissionato uno  studio  di  consulenza
  all'Istituto    di   Idraulica   della   Facoltà   di    Ingegneria
  dell'Università degli Studi di Palermo, mirato alla  pianificazione
  delle opere idrauliche relative al completamento del piano fognario
  della zona nord-occidentale della città di Palermo.
   Relativamente  all'impatto  del refluo,  depurato  in  modo  assai
  spinto,  sull'Area Marina Protetta, si rappresenta che  non  è  mai
  stato  trascurato il necessario approfondimento scientifico atto  a
  valutare  tale  impatto e non si trascurerà  certamente,  ad  opere
  realizzate, il controllo ed il monitoraggio dell'area marina.
   Inoltre,  poiché  all'impianto di Fondo Verde andrebbero  trattati
  anche  i reflui di Sferracavallo e delle zone limitrofe, il mancato
  completamento  del  depuratore  con  le  opere  di  scarico  e   di
  collettamento,  nel tempo, ha portato ad un deciso degrado  proprio
  nel  Golfo  interessato  e ciò a causa degli  scarichi  dei  reflui
  fognari non trattati.
   Relativamente alle problematiche inerenti la procedura di  Impatto
  Ambientale   sull'intervento   di  adeguamento   dell'impianto   di
  depurazione,  si  rappresenta che in data 08/03/2012  si  è  tenuto
  presso  l'ARTA  un  apposito incontro tecnico con  il  quale  si  è
  convenuto che, ai sensi dell'art. 21 comma 2 del D.Lgs. 152/2006  e
  s.m.i., il progetto dovrà essere coerente con il Piano d'Ambito  ed
  il  P.O.T.  dell'ATO Idrico PA1 nonché con il PARF ed  il  PRG  del
  Comune  di  Palermo  nonché  con  il Regolamento  dell'Area  Marina
  Protetta di Capo Gallo - Isola delle Femmine.
   Le   determinazioni  del  suddetto  incontro  tecnico  sono  state
  notificate al Comune di Palermo ed a tutti gli enti interessati con
  nota  prot.  n.  19929 del 30/03/2012 del Servizio  1  VAS-VIA  del
  Dipartimento Regionale dell'Ambiente.
   In  ultimo,  il  Comune di Palermo, con deliberazione  n.  38  del
  08/03/2013, tenuto conto degli studi e delle analisi richieste  dal
  Dipartimento Regionale dell'Ambiente con la nota anzidetta, al fine
  di   definire   urgentemente  la  migliore  soluzione   alternativa
  progettuale  ecosostenibile  che  consenta,  al  tempo  stesso,  di
  eliminare  le cause che hanno condotto alla procedura di infrazione
  comunitaria  CE 2004/2034 ed alle conseguenti sanzioni  giornaliere
  previste  sino  alla data di messa a norma degli scarichi  e  degli
  impianti di depurazione, ha emanato una apposita direttiva all'Area
  Gestione del Territorio in merito allo studio di impatto ambientale
  del  progetto  definitivo con particolare attenzione  allo  scarico
  delle acque depurate all'interno dell'area marina protetta».

                              L'Assessore
                                      Maria Lo
                                 Bello

   CANCELLERI  - PALMERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - ZAFARANA  -
  FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - VENTURINO - FOTI  -
  LA ROCCA - ZITO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
  il territorio e l'ambiente, premesso che:

   all'interno delle riserve naturali, istituite ai sensi della legge
  regionale   9  maggio  1981,  n.  98  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, la realizzazione di opere ed interventi è subordinata
  al  rispetto delle norme che prevedono divieti e che sono contenuti
  nel regolamento di ciascuna area protetta;

   ai sensi dell'articolo 122 della legge regionale 3 maggio 2001, n.
  6,  (come  modificato  dall'articolo 139,  comma  63,  della  legge
  regionale  16  aprile 2003, n. 4) è consentita la realizzazione  di
  opere  che, ammesse dal regolamento della riserva, sono subordinate
  alla  redazione del piano della riserva (piano di sistemazione  per
  la zona A o piano di utilizzazione per la zona B), anticipandone le
  previsioni   nel   rispetto   delle   disposizioni   di   legge   e
  regolamentari;

   la  conferenza di servizi prevista dal citato articolo  122  della
  legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, è disciplinata dalla circolare
  dell'Assessorato  regionale Territorio  e  ambiente  n.  4  del  26
  novembre 2004 (pubblicata in G.U.R.S. parte I n. 54 del 17 dicembre
  2004);

   considerato  che  la  suddetta  circolare  prevede  una  seria  di
  adempimenti preliminari e condizioni tra cui assumono rilievo:

   1.  l'obbligo per i Comuni interessati dalle opere a rendere  nota
  la  convocazione  della conferenza mediante affissione  al  proprio
  albo pretorio per giorni 15;

   2. l'obbligo per l'Assessorato regionale Territorio di ambiente  a
  rendere  altresì pubblica la convocazione della conferenza mediante
  pubblicazione sul sito web istituzionale;

   3.  la  non autorizzabilità delle opere espressamente vietate  dai
  regolamenti e non compatibili con il vincolo di tutela;

   visto che:

   le  suddette  disposizioni  sono a garanzia  tanto  dell'integrità
  delle  riserve  naturali, non consentendo  deroghe  ai  divieti  di
  tutela,  quanto  dei diritti di partecipazione dei cittadini  e  di
  rispetto  dei  principi  generali  di  trasparenza  della  pubblica
  amministrazione contenuti nella legge 7 agosto 1990 n. 241 e  nella
  corrispondente normativa regionale;

   nel   rinomato  e  discusso  caso  delle  autorizzazioni  relative
  all'istallazione del M.U.O.S., ricadente all'interno della  riserva
  naturale  Sughereta di Niscemi, è emerso il mancato rispetto  delle
  disposizioni contenute nella predetta circolare 4 del  26  novembre
  2004;

   per  sapere  se in maniera effettiva quante e quali conferenze  di
  servizi  siano state tenute nel corso degli anni 2008, 2009,  2010,
  2011  e  2012, così come previsto ai sensi dell'articolo 122  della
  legge  regionale  3 maggio 2001, n. 6, fornendo  per  ciascuna  gli
  estremi  del provvedimento finale di autorizzazione e  la  data  di
  pubblicazione   dell'avviso   di   convocazione   sul   sito    web
  dell'Assessorato regionale per il territorio e l'ambiente». (205)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Relativamente a quanto chiesto con l'interrogazione
  in  oggetto,  si  comunica  che agli  d'ufficio  risulta  una  sola
  conferenza di servizi tenutasi in data 09/09/2008 presso  i  locali
  del Dipartimento regionale Territorio e Ambiente.
   La  suddetta conferenza è stata convocata con nota Assessoriale n.
  65724  del 27/08/2008 ai sensi dell'art. 14 della L. n. 241/1990  e
  s.m.i.  e  dell'art.  122  della L.R. 07/05/2001  n.  6  così  come
  modificato  dall'art. 139 comma 63 della L.R. n. 4 del  16/04/2003,
  per  l'esame  del  progetto  denominato  installazione  sistema  di
  comunicazione  per utenti mobili  sito radio U.S. Navy  di  Niscemi
  della  U.S. Navy - 41  Stormo di Sigonella, ricadente in  zona   B
  della  Riserva  Naturale  Integrata   Sughereta  di  Niscemi ,  nel
  territorio del Comune di Niscemi».

                                                        L'Assessore
                                                                Maria
                                              Lo Bello

   PALMERI-CANCELLERI-CAPPELLO-TROISI-CIACCIO-CIANCIO-ZAFARANA-
  FERRERI-MANGIACAVALLO-SIRAGUSA-TRIZZINO-VENTURINO-FOTI-LA    ROCCA-
  ZITO.  -  «Al  Presidente  della Regione  e  all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   ai  sensi  della  legge  regionale 6  aprile  1996,  n.  16,  come
  modificata dalla legge regionale 14 aprile 2006, n. 14, la  Regione
  è  tenuta ad esercitare in modo sistematico e continuativo attività
  di  prevenzione  e  lotta contro gli incendi  dei  boschi  e  della
  vegetazione,  diretta  alla  protezione  del  patrimonio  forestale
  pubblico  e  privato, dei terreni agricoli, del paesaggio  e  degli
  ambienti  naturali,  delle aree protette, dei  siti  di  importanza
  comunitaria, delle zone di protezione speciale, delle zone speciali
  di conservazione, nonché a garantire la sicurezza delle persone;

   con  decreto del Presidente della Regione è approvato il piano per
  la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta
  attiva   per  la  difesa  della  vegetazione  contro  gli  incendi,
  predisposto  dal  Corpo  forestale della  Regione,  collocato  oggi
  nell'ambito    dell'Assessorato   regionale   del   territorio    e
  dell'ambiente;

   nell'anno   2012  zone  di  grandissimo  pregio  naturalistico   e
  paesaggistico  sono  state  devastate  dagli  incendi   che   hanno
  interessato  in  maniera diffusa anche le aree  naturali  protette,
  evidenziando limiti operativi e inefficienze gestionali;
   in  un'intervista dello scorso ottobre 2012 il dirigente  generale
  del Corpo forestale regionale ha dichiarato che la scorsa estate la
  superficie  percorsa  da  incendi,  tra  aree  boscate  e   macchia
  mediterranea, è stata pari a circa 12 mila ettari ed ha  comportato
  oltre 12 mila interventi delle squadre antincendio;

   considerato che:

   secondo i dati del Corpo Forestale dello Stato nel 2012 in Sicilia
  si  sono  registrati  oltre  il 50% degli  incendi  verificatisi  a
  livello    nazionale,   che   peraltro   è   stato   caratterizzato
  drammaticamente da un aumento rispetto al 2011 del 30%  del  numero
  degli  incendi  ed  addirittura del 158% della  superficie  colpita
  dalle fiamme;

   il  nuovo  piano regionale antincendio per la difesa dei boschi  e
  della   vegetazione,  caratterizzato  dalla   protezione   a   fini
  antincendio  non  solo  dei boschi ma di  tutte  le  formazioni  di
  vegetazione  tra  le  quali rientrano aspetti di  grande  interesse
  conservazionistico  e  riguardanti  anche  habitat   di   interesse
  comunitario,  è stato adottato dalla Giunta Regionale con  delibera
  n. 242 dello scorso 13 luglio 2012, ma da allora non è stato ancora
  emanato il decreto presidenziale di approvazione;

   il  piano  si  attua  mediante  programmi  annuali  di  intervento
  predisposti entro il 31 marzo di ciascun anno;

   relativamente  ai  parchi regionali, con  decreto  del  presidente
  dell'ente  parco sono approvati specifici programmi  di  intervento
  contenenti  disposizioni  per  il  coordinamento  dei  compiti  dei
  soggetti che svolgono attività di prevenzione e difesa antincendio,
  nel   territorio  del  parco,  secondo  le  previsioni  del   piano
  regionale;

   nel  bilancio di previsione 2013 predisposto dal Governo la  spesa
  complessiva per il settore forestale è stata ridotta di  ben  oltre
  il 60% rispetto agli anni precedenti;

   per sapere:

   i  motivi  dei gravi ritardi nell'approvazione del piano regionale
  antincendio e quali iniziative urgenti intendano assumere per porvi
  rimedio;

   il  numero  definitivo  e l'estensione degli incendi  verificatisi
  nell'anno 2012, distintamente per provincia e per tipologia di aree
  interessate (boscate, non boscate, protette);

   gli  estremi  e  i contenuti specifici dei decreti dei  presidenti
  degli enti parco con cui sono stati approvati i programmi operativi
  nel  2012  e, in assenza, quali iniziative siano state assunte  nei
  confronti degli enti inadempienti;

   quali  direttive siano state emanate nel 2012, o in assenza  quali
  si  intenda emanare nel 2013, per l'individuazione delle formazioni
  vegetali  da preservare, atteso che spesso i fuochi che interessano
  garighe,  arbusteti o formazioni vegetali seminaturali non  vengono
  spenti  con  la  stessa  solerzia con cui  si  interviene  su  aree
  boscate,  talvolta  di  minore  interesse  ambientale  come  alcuni
  rimboschimenti artificiali;

   quali misure organizzative e priorità operative intendano assumere
  per  garantire nel 2013 l'efficienza e l'efficacia del servizio  di
  manutenzione dei boschi, di prevenzione e spegnimento degli incendi
  a   fronte  della  programmata  drastica  riduzione  delle  risorse
  finanziarie;

   quali   direttive  siano  state  emanate  agli  uffici  del  Corpo
  forestale regionale per la predisposizione dei programmi annuali da
  redigersi entro il prossimo 31 marzo 2013». (221)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -«In  riferimento  all'interrogazione  specificata   in
  oggetto, si rappresenta quanto segue:
   Il  Comando del Corpo Forestale della Regione Siciliana ha inviato
  in data 13 giugno 2012 la proposta di Piano all'Assessore regionale
  del Territorio e dell'Ambiente pro-tempore.
   In  data  13  luglio  2012  il Piano, su  proposta  dell'Assessore
  competente,  è stato apprezzato dalla Giunta Regionale e  trasmesso
  alla  Segreteria  Generale della Presidenza della  Regione  per  la
  definitiva approvazione.
   In  data 18 gennaio 2013, in risposta a specifica richiesta  della
  stessa  Segreteria Generale, il Comando del Corpo  Forestale  della
  Regione  Siciliana  ha  dato  assenso allo  schema  di  decreto  di
  approvazione.
   In  allegato  1  sono riportate le tabelle relative  al  numero  e
  all'estensione  degli  incendi rilevati  nel  2012,  suddivisi  per
  provincia   e  per  tipologia  di  aree  interessate.  Tali   dati,
  disponibili  anche sul sito del Sistema Informativo  Forestale  del
  Comando,   sono   estratti  dalle  schede  AIB/FN   compilate   dai
  Distaccamenti  Forestali. La superficie  boscata  si  riferisce  ai
  boschi  alti e agli impianti di arboricoltura, per altre  superfici
  forestali si intendono i boschi bassi, quelli radi, le boscaglie  e
  gli arbusteti (macchia).
   Per   una  migliore  comprensione  del  fenomeno,  vengono   anche
  riportate le superfici boscate effettivamente compromesse dal fuoco
  con livelli di danneggiamento superiori al 60% e al 90%.
   In  allegato  2  sono  riportate le  percentuali  delle  superfici
  percorse da incendio in area protetta (parchi e riserve).
   Il Pianto Anticendio individua esattamente tutte le aree a valenza
  naturalistica (parchi, riserve e zone sic e zps) su cui  esercitare
  in  linea prioritaria tutte le azioni di previsione, prevenzione  e
  lotta  attiva al fine di evitare l'insorgere di incendi o  il  loro
  propagarsi.
   Nello  specifico, il Dipartimento regionale dell'Azienda regionale
  foreste  demaniali  ha richiamato l'attenzione  sulle  modalità  di
  esecuzione  della manutenzione dei viali parafuoco, allo  scopo  di
  ridurre  l'intensità  del fronte di fiamma  e  di  consentire  alle
  squadre antincendio di potere intervenire con maggiore sicurezza  e
  in modo più efficace per la repressione dell'incendio.
   Purtroppo nel bilancio di previsione 2013, sull'apposito  capitolo
  di  spesa  (150514) della Rubrica del Comando del Corpo  Forestale,
  sono  stati  allocati  soltanto 50.000.000  euro  a  fronte  di  un
  fabbisogno consolidato di circa 84.600.000.000 euro. Tale dotazione
  finanziaria   non  ci  permette  di  assicurare  il   servizio   di
  spegnimento  a  terra,  con le squadre di pronto  intervento  e  le
  vedette di avvistamento, non potendo assumere gli operai di cui  ai
  contingenti  dell'art.  56  della legge  regionale  16/96;  si  può
  soltanto  assicurare il servizio aereo con l'ausilio  a  terra  del
  personale  in  divisa e del solo contingente degli operai  a  tempo
  indeterminato.  E' già stata sottolineata più volte  l'esigenza  di
  incrementare la dotazione finanziaria per l'anno 2013.
   Le   direttive  agli  uffici  periferici  del  Comando  del  Corpo
  Forestale   sono  state  già  emanate  con  apposito  provvedimento
  denominato   Organizzazione, competenze e procedure  per  la  lotta
  attiva   allegato al Piano Antincendio; in particolare nel capitolo
  3.2  vengono  date  puntuali  indicazioni  su  come  organizzare  e
  redigere il piano provinciale antincendio».

   L'Assessore

   Maria Lo Bello

   FERRANDELLI. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per  la
  salute  e  all'Assessore per il territorio e l'ambiente,  vista  la
  mozione   'Iniziative  per  impedire  l'installazione  del  sistema
  militare  MUOS presso la base militare di Niscemi (CL)',  approvata
  all'unanimità dall'ARS l'8 gennaio 2013;

   premesso che i lavori per l'installazione delle antenne in  parola
  non sembra siano stati ancora definitivamente bloccati;

   considerato   che   appare  gravissimo  che  in  difformità   alle
  indicazioni  di questa Assemblea regionale e alle dichiarazioni  di
  pari  contenuto del Governo regionale, ribadite durante  la  seduta
  della  IV  Commissione  tenutasi a  Niscemi,  si  stia  proseguendo
  all'installazione di detto sistema militare;

   per  sapere  quali siano le attività necessarie ed  utili  che  il
  Governo abbia messo in atto per sospendere il prosieguo dei  lavori
  rispettando la volontà espressa da questa Assemblea regionale e  le
  indicazioni  della Presidenza per tutelare l'ambiente,  la  qualità
  della  vita,  il  diritto  alla salute  dei  cittadini  e  ribadire
  pertanto la sovranità del popolo siciliano». (233)

        (L'interrogante richiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In  riferimento alla Vostra interrogazione  n.  233
  acquisita  al  nostro  protocollo al  n.  587  del  14/05/2013,  si
  rappresenta quanto segue.
   Già  il  5 dicembre 2013, giorno dell'insediamento del Parlamento,
  ho  visto  qui  fuori  dal Palazzo, gente  che  protestava  con  le
  bandiere,  proprio  contro l'installazione  del  MUOS;  da  persona
  sconosciuta naturalmente ai  No MUOS', mi sono avvicinata e proprio
  con  loro  ho  cercato di concordare alcune cose. La conoscenza  di
  tutte gli atti, e quindi il tempo necessario dal 5 dicembre in poi,
  dopo  di che con le associazioni abbiamo nel tempo dialogato, anche
  se   telefonicamente,  ed  il  28  dicembre  finalmente  ci   siamo
  incontrati con loro.
   La  prima problematica è aver riscontrato dei passaggi mancanti in
  quegli atti.
   L'atto del protocollo, a cui facevano riferimento in tanti,  nasce
  il  27  di dicembre del 2005, quando l'ambasciata USA di Roma invia
  al  Ministero  della  Difesa italiano la richiesta  al  comando  di
  Napoli - Capodichino di installare nella grande stazione aeronavale
  di  Sigonella  uno  dei  terminali  terrestri  del  nuovo   sistema
  satellitare.
     Nonostante  si  tratti di un programma altamente  strategico  di
  proprietà delle forze armate statunitensi, le caratteristiche e  le
  implicazioni del sistema MUOS non vengono discusse in Consiglio dei
  Ministri,  né  il  Ministero  della  Difesa  sente  il  dovere   di
  presentarle in Parlamento.
   A  valutare la documentazione è chiamato il Terzo reparto politica
  militare e pianificazione dello Stato maggiore della Difesa a  Roma
  il 9 marzo del 2006, che dà la propria autorizzazione.
   Tutto comincia quel giorno. Ma guardate quanto tempo passa fino  a
  quando  approda qui in Sicilia: la prima volta approda il 6  agosto
  del  2008, quando si chiede la prima Conferenza dei servizi; poi  è
  lunga  la  strada,  fino a quando non si arriva,  come  veniva  qui
  ricordato, giustamente, al primo giugno 2011, giorno in cui firmano
  il protocollo d'intesa l'allora Ministro della Difesa, onorevole La
  Russa e l'allora Presidente della Regione, onorevole Lombardo.
   Tra le carte richieste alle tante organizzazioni, manca un parere:
  quello dell'Istituto superiore di sanità.
   Pertanto,  la  prima  questione che questo Governo  solleva  è  la
  richiesta del parere dell'Istituto superiore della sanità.
   Il  giorno  8  gennaio  2013,  viene  approvata  all'unanimità  la
  Mozione,  la  quale,  nella parte esplicativa  impegna  il  Governo
  regionale e per esso l'Assessore per la Salute e l'Assessore per il
  Territorio   e  l'Ambiente   ad  adottare  ogni  utile   iniziativa
  finalizzata alla revoca delle autorizzazioni rilasciate per  inizio
  lavori di realizzazione del sistema MUOS .
   Sempre nella stessa giornata, con Delibera n. 6 del 08/01/2013, il
  Governo  della  Regione siciliana conferisce mandato  all'Assessore
  regionale  per  il territorio e l'ambiente di acquisire  un  parere
  dall'Istituto  superiore  di   sanità   e  dall'Ente  Nazionale  di
  Aviazione  Civile,  relativamente ai rischi sulla  salute  umana  e
  sugli aeromobili, in ordine all'installazione del sistema mobile in
  oggetto ed, inoltre, di procedere all'installazione di una stazione
  di  monitoraggio  per  la  registrazione  in  modo  continuo  delle
  emissioni elettromagnetiche prodotte dal sistema stesso.
   Successivamente, l'11 gennaio 2013:
      ·Con  nota prot n. 81/GAB è stata avanzata Richiesta di  parere
        all'Istituto superiore della sanità al Ministero della Salute, al
        Ministero della Difesa ed all'ENAV, firmata dagli Assessori Lo
        Bello e Borsellino e dai Direttori Arnone e Sammartano;
  ·Con nota prot. n. 82/GAB è stato comunicato al DEPARTMENT OF THE
  NAVY - Comando del 41  Stormo - Sigonella (CT) e al DEPARTMENT OF
  THE NAVY - Viale Porto, Box 51 80144 Napoli, l'avvio in autotutela,
  del procedimento di sospensione dei seguenti provvedimenti
  autorizzativi rilasciati da questo Assessorato:
      1. Autorizzazione ai sensi del DPR 357/1997 con nota prot. 36783
        del 01/06/2011;
  2. Autorizzazione ai sensi della L.R. n. 98/1981 e ss.mm. e ii.
  Con nota prot. 43182 del 28/06/2011.
   E, pertanto, con questa nota si invitava a sospendere i lavori, in
  corso  di  esecuzione,  fino  a quando  non  venivano  acquisiti  i
  richiesti pareri e dopo aver ricevuto assicurazioni positive  sotto
  il  profilo  tecnico-scientifico circa la tutela della  salute  dei
  cittadini  residenti  nelle  aree  circostanti,  l'impianto  e   le
  operazioni  di  volo  da e per l'aeroporto di Comiso  (Trasmesso  a
  mezzo di A/R).
   Con  Delibera  n.  32  del 31.01.2013, il  Governo  della  Regione
  siciliana  conferisce  mandato all'Ufficio  legislativo   e  legale
  della  Presidenza  della  Regione di valutare  la  possibilità  del
  ricorso alla procedura dall'art. 700 c.p.c., poiché sussisterebbero
  le  condizioni  per un provvedimento d'urgenza, per la  sospensione
  dei lavori di realizzazione del MUOS.
   In   data   31/01/2013,  l'Ufficio  legislativo  e  legale   della
  Presidenza  della  Regione reputa indispensabile l'acquisizione  di
  una  relazione tecnico-sanitaria elaborata da un organismo pubblico
  (ARPA-ASP-UNIVERSITA'), che attesti che le emissioni, superiori  ai
  limiti  fissati dalla legge statale, arrecherebbero alla salute  un
  danno  attuale grave ed irreparabile .
   Con  delibera  n.  61  del 05/02/2013, il  Governo  della  Regione
  siciliana  conferisce  mandato  all'Assessore  regionale   per   il
  Territorio  e  l'Ambiente ed al Dirigente generale del Dipartimento
  dell'Ambiente di avviare immediatamente il provvedimento di  revoca
  dei provvedimenti autorizzatori, prot. 36783 del 01/06/2011 e prot.
  43182 del 28/06/2011.
   In  data  11  febbraio 2013, con nota prot. n.  440/GAB,  è  stato
  comunicato  al  DEPARMENT OF THE NAVY  -  Comando  del  41   Stormo
  Sigonella  (CT) e al DEPARMENT OF THE NAVY - Viale  Porto,  Box  51
  80144 Napoli, l'avvio in autotutela del procedimento di revoca  dei
  seguenti   provvedimenti   autorizzativi   rilasciati   da   questo
  Assessorato:
       ·Autorizzazione ai sensi del DPR 357(1997, con nota prot. 36783 del
         01/06/2011;
  ·Autorizzazione ai sensi della L.R.  n. 98/1981 e ss.mm. e ii., con
  nota prot. 43182 del 28/06/2011.
   In  data  15  marzo 2013, presso la Presidenza del  Consiglio  dei
  Ministri, si è tenuta una riunione cui ha partecipato tra gli altri
  il   Presidente   del   Consiglio,   i   Ministri   della   Salute,
  dell'Ambiente,  della  Difesa, degli Interni  e  degli  Esteri,  il
  Presidente della Regione Sicilia, gli Assessori per il Territorio e
  la  Salute.  In  tale sede, i partecipanti hanno convenuto  che  le
  indagini  svolte fossero insufficienti a valutare il reale pericolo
  per  la  popolazione e pertanto stabilivano di investire l'Istituto
  Superiore  della  Sanità  del compito di valutare  le  implicazioni
  discendenti  dal  funzionamento  del  MUOS  in  un'area  di   crisi
  ambientale.
   Giorno 21 marzo 2013 presso il Ministero della Salute  si è tenuta
  apposita  riunione  per avviare gli studi di impatto  ambientale  e
  sanitario.
   Giorno  29  marzo  2013 il Dipartimento regionale dell'Ambiente  -
  U.O.  1.6 Valutazione di Incidenza  Servizio 1 - VAS -Via alla luce
  delle  risultanze  delle  misurazioni  effettuate  dall'ARPA,   che
  evidenziano superamenti anche senza che sia in funzione il  sistema
  MUOS,   il  Dirigente generale Ing. Vincenzo Sansone ha  provveduto
  alla Revoca delle autorizzazioni con prescrizioni rilasciate:
   Autorizzazione ai sensi del DPR 357/1997, con nota prot. 36783 del
  01/06/2011;
   Autorizzazione ai sensi della L.R. n. 98/1981 e ss. mm. e ii., con
  nota prot. 43182 del 28/06/2011.
   In  data  18  aprile  2013,  con  nota  dell'Assessore  Lo  Bello,
  indirizzata  al  Ministero  Salute e all'Istituto  Superiore  della
  Sanità,  evidenzia  che   nelle sedute del Tavolo  tecnico  per  la
  valutazione dell'impatto ambientale e sanitario del sistema MUOS di
  Niscemi  sembrerebbe  che non siano stati  convocati  -  così  come
  comunicato  nella riunione del 21 marzo scorso a  Roma,  presso  il
  Ministero  della  Salute  -  gli esperti proposti  dall'Assessorato
  regionale  Territorio  e  Ambiente,  Massimo  Zucchetti  e  Antonio
  Sansone     Santamaria,    nonché    Mario    Palermo,    designato
  dall'Assessorato regionale della Salute.
   Giorno 29 aprile 2013 il Ministero della Difesa ha impugnato i due
  atti   di  revoca  dei  due  provvedimenti  autorizzativi  per   la
  costruzione del MUOS.
   Con  successiva  nota il Presidente nomina gli avvocati  Fiandaca,
  Mattarella, Valli per la difesa del ricorso al TAR.
   Si  precisa  inoltre che in detta area, al fine di adempiere  alla
  Delibera   di   Giunta,  è  stata  intrapresa   una   attività   di
  monitoraggio, svolta dall'ARPA.
   Il  Tar di Palermo in data 09 luglio 2013 ha respinto le richieste
  di sospensiva presentate con due ricorsi del Ministero della Difesa
  contro la Regione».

   L'Assessore

   Maria Lo Bello

   ZITO  - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI
  - LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TROISI
  -   VENTURINO  -  ZAFARANA.  -  «Al  Presidente  della  Regione   e
  all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   nel territorio di Noto, patrimonio dell'Unesco, esiste un progetto
  di lottizzazione nell'area costiera, in contrada Eloro-Pizzuta;

   nel  1991  quest'area nel PRG figurava come  C3-39,  zona  in  cui
  insisteva  anche un vincolo archeologico non confermato  nel  piano
  paesaggistico;

   con  l'approvazione del PRG di Noto, avvenuta con D.A. numero  334
  dell'11/05/1993, tale area viene mantenuta a verde agricolo;

   a  seguito  di  ricorso  al  TAR dei  proprietari  dell'area,  con
  sentenza   n.   399   del   2000,  viene   annullato   il   decreto
  dell'Assessorato regionale Territorio e ambiente n. 334  del  1993,
  limitatamente  all'area  C3-39,  nella  parte  che  ne  prevede  la
  destinazione  a  zona  agricola  (tavola  P5)  e  ne  conferma   la
  classificazione C3-39, perché la modifica dell'assessorato al piano
  adottato non era stata sufficientemente motivata;

   la   sentenza,   notificata  all'Assessorato  controparte,   viene
  trasmessa da quest'ultimo al comune di Noto per gli adempimenti  di
  competenza;

   l'ingegnere comunale dell'epoca, dott. Vincenzo Arancio,  provvide
  alla variante di piano (tavola P5);

   in  data  7/02/2001  il consiglio comunale  di  Noto  delibera  la
  variazione al PRG, stabilendo di trasmettere l'atto all'Assessorato
  regionale Territorio e ambiente 'per conoscenza';

   considerato che:

   questa  trasmissione  ad  oggi non risulterebbe  mai  avvenuta  né
  risulterebbe  alcun  adempimento, ai sensi  dell'articolo  3  della
  legge  regionale n. 71 del 1978, relativamente alle  pubblicazioni,
  osservazioni e opposizioni;

   dopo  anni,  ad oggi, non sembra esistere ancora nessuna  variante
  allo strumento urbanistico che stabilisca una diversa utilizzazione
  dell'area;

   rilevato che:

   nella  tavola  P5  che  l'Assessorato  regionale  approva  con  le
  varianti  PRG,  regolamento edilizio e  norme  attuative  con  D.A.
  numero  634 del 22/11/2001, successivo alla sentenza del TAR  e  ai
  provvedimenti del comune di Noto, la zona C3-39 non è contemplata e
  risulta, ad oggi, verde agricolo con vincolo archeologico;

   in  data 12/12/2006 l'ingegnere capo del quarto settore, ingegnere
  Favaccio,  che  successivamente  esprime  parere  favorevole   alla
  lottizzazione, conferma in tutta l'area il vincolo archeologico del
  decreto assessoriale;

   nell'ottobre  2009,  in  seguito alla richiesta  dei  proprietari,
  viene presentato, a firma dell'ingegnere Ingallina, un progetto  di
  piano di lottizzazione adottato dal consiglio comunale con delibera
  del 23/03/2011 numero 17;

   visto che:

   il  TAR  Sicilia, con sentenza numero 800 del 14/07/1984, richiama
  l'articolo  53 della legge regionale n. 71 del 78 che  recita:  'il
  piano di lottizzazione è proponibile per insediamenti da realizzare
  in zone B o C e non per le zone agricole';

   tale  piano di lottizzazione viene ora riproposto all'approvazione
  del  consiglio comunale come variante funzionale al piano  adottato
  con delibera numero 17/2011;

   se  anche  ci  si trovasse di fronte ad un'area C del PRG,  benché
  ricorrano  le  condizioni  degli  articoli  12  e  14  della  legge
  regionale  n. 71 del 1978 lettere a), b) e c), il tutto è  soggetto
  al nullaosta dell'Assessorato regionale del territorio;

   nel  2007 uno studio agronomico forestale acquisito dal comune  di
  Noto  descrive un'area di macchia mediterranea di circa 10,6 ettari
  nella  zona adiacente all'area in oggetto e prescrive, dunque,  una
  distanza  di rispetto per eventuali edificazioni di 200  metri,  ai
  sensi dell'articolo 4 della legge regionale n. 16 del 1996;

   i pareri degli altri enti sull'argomento non sgombrano il campo da
  dubbi e perplessità, in particolare quelli del Corpo forestale;

   nel novembre 2011, si racconta di ruspe che avrebbero distrutto un
  pezzo   di  quella  macchia  mediterranea  (5.000  metri  quadrati)
  probabilmente per fare decadere il vincolo;

   a  seguito  delle  denunce  delle  associazioni  ambientaliste,  a
  distanza  di  alcuni  mesi,  l'area  viene  in  un  primo   momento
  sequestrata ma subito dopo dissequestrata;

   il   piano   di   lottizzazione  rischia  di   essere   riproposto
  all'approvazione del consiglio comunale, e, nel frattempo, anche in
  contrada San Lorenzo esiste la possibilità che venga presentato  un
  progetto per la realizzazione di ben 160 villette;

   nel territorio in questione sorgono già diversi villaggi turistici
  in  stato  di  abbandono e diverse migliaia di  vani  inutilizzati,
  centro storico compreso;

   per sapere:

   se  l'Assessorato regionale del territorio e l'ambiente abbia  mai
  ricevuto la variante di piano deliberata dal consiglio comunale  di
  Noto  in  data  7 febbraio 2001, elaborata dall'ingegnere  comunale
  dell'epoca Vincenzo Arancio (tavola p5);

   se  in  una zona con vincolo archeologico, come quella individuata
  in tavola 1A del 12-12-2006 del comune di Noto, sia ipotizzabile un
  piano di lottizzazione;

   se   possa   essere  considerato  proceduralmente  corretto   che,
  nonostante  nell'ambito  della revisione  del  PRG,  dietro  pareri
  richiesti  agli  agronomi dott. Mazzonello e dott.  Mortellaro,  si
  prescrisse  una  distanza  di  rispetto  di  200  metri,  ai  sensi
  dell'art. 4 della legge regionale n. 16 del 1996, non se ne  faccia
  menzione ai fini del rilascio dell'autorizzazione;

   come mai, invece, sia stato allegato agli atti un parere del Corpo
  forestale,  emesso  nel  novembre 2011,  che  non  ritiene  affatto
  vincolante,  ai fini del rilascio dell'autorizzazione a  costruire,
  la  presenza  della macchia mediterranea per quanto  censita  nello
  stesso SIF, allo stesso livello di quella di un'area protetta;

   se  non  ritengano  opportuno e indispensabile  sospendere  l'iter
  procedurale fino a ulteriori chiarimenti». (291)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.   -  «Con  riferimento  all'interrogazione  parlamentare
  specificata in oggetto, si rappresenta che:
   poiché  non risulta agli atti del Dipartimento Urbanistica  alcuna
  documentazione inerente la Variante di cui alla delibera consiliare
  del  7/02/2001,  non è mai stato emesso un decreto  approvativo  da
  parte  del  Dipartimento  stesso.  In  ogni  caso,  per  come   già
  evidenziato   dall'interrogante,   l'approvazione   di   Piani   di
  Lottizzazione  in  aree  classificate  zone  di  verde  agricolo  è
  illegittima.   Non   è  neanche  esperibile  il   procedimento   di
  approvazione  di Piani di lottizzazione in variante  al  P.R.G.  in
  quanto detto procedimento non è contemplato dall'art. 14 della L.R.
  n. 71/78.
   In   linea   generale,  potrebbero  essere  approvati   Piani   di
  Lottizzazione  in area di interesse archeologico  se  assistiti  da
  preventivo parere della Soprintendenza competente per territorio.
   Le  disposizioni di cui alla L.R. 16/96 e s.m.i. vigono ope legis,
  pertanto, la presenza della macchia mediterranea, se rispondente ai
  requisiti  della  predetta legge, per come  indicata  nello  studio
  agricolo-forestale, acquisito dal Comune, comporta  il  divieto  di
  edificazione entro la fascia di 200 mt dalla macchia mediterranea.
   Tanto in risposta all'atto parlamentare in oggetto».

                                                   L'Assessore
                                                                Maria
                                              Lo Bello

   GERMANA'.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che con DRS n. 495 del 29  maggio
  2008,  il  Dirigente  del  servizio  4  dell'Assessorato  Regionale
  Territorio  e  Ambiente finanziava il 'Progetto di  tombinatura  ed
  opere  complementari  Torrente Guardia  -  Zona  Nord  -  Messina',
  inserendolo  tra gli 'Interventi urgenti di riassetto  territoriale
  delle  aree  a rischio idrogeologico (torrenti)' per un importo  di
  euro 800.000,00;

   considerato che:

   con  Delibera C.C. n. 603 del 14 luglio 2009 il Comune di  Messina
  contraeva un mutuo con la Cassa depositi e prestiti per un  importo
  pari ad euro 1.046.000,00;

   a  seguito dell'aggiudicazione di gara è stato stipulato  regolare
  contratto rep. 3745 del 23 dicembre 2010 registrato a Messina al n.
  150  Serie I in data 28 dicembre 2010 con l'Impresa Lavori Pubblici
  s.r.l. (S.L.P. s.r.l.), via Madre Teresa di Calcutta, Maletto (CT);

   i lavori sono stati consegnati in data 7 febbraio 2011;

   visto che:

   con  nota  prot.  n.  160790 del 27 giugno  2012  il  Dipartimento
  urbanizzazione primaria e secondaria indagini geognostiche e arredo
  urbano   del   Municipio  di  Messina  richiedeva   all'Assessorato
  Regionale  del  territorio,  Dipartimento  territorio  e  ambiente,
  servizio   3   -  Assetto  del  territorio  e  Difesa  del   suolo,
  l'accreditamento  dell'importo di euro 800.000,00  a  fronte  delle
  somme  dovute  per  gli impegni assunti per la realizzazione  delle
  opere  di  cui in oggetto, precisando che i lavori erano in  corso,
  che   le  somme  richieste  riguardavano  l'importo  di  competenza
  regionale  e che la spesa affrontata era gravata su fondi  comunali
  ormai esauriti;

   con  nota  prot.  n.  20117 del 24 gennaio  2013  il  Dipartimento
  Urbanizzazione primaria e secondaria indagini geognostiche e Arredo
  urbano   del   Municipio  di  Messina,  reiterava   all'Assessorato
  regionale  del territorio e l'ambiente, Dipartimento  territorio  e
  ambiente,  Servizio 3 - Assetto del Territorio e Difesa del  Suolo,
  la  richiesta di accreditamento delle somme finanziate con  DRS  n.
  495 del 29/05/2008, precisando che già alla data del 27 giugno 2012
  i  fondi comunali relativi al progetto de quo erano stati esauriti,
  che  non era stato possibile liquidare all'impresa una parte  (euro
  137.816,97) del 3  certificato di pagamento relativo al  3   S.A.L.
  del  6 marzo 2012 e che responsabilmente l'Impresa ha continuato  i
  lavori (che adesso sono circa al 90% del loro sviluppo) considerato
  che  gli stessi riguardano la sistemazione idraulica di un torrente
  in  zona  densamente abitata e che rivestono grandissima importanza
  sotto  l'aspetto  della  protezione civile  e  della  tutela  della
  pubblica incolumità;

   considerato  inoltre che risulta spesa la parte  di  finanziamento
  comunale  stanziata  contraendo un mutuo con la  Cassa  Depositi  e
  Prestiti  e  che la Regione siciliana non ha ancora  provveduto  ad
  accreditare  gli 800.000,00 euro di finanziamento previsti  con  il
  DRS  n.  495 del 29/05/2008, nonostante l'Impresa esecutrice  abbia
  quasi completato i lavori;

   ritenuto  ormai necessario ed imprescindibile completare i  lavori
  di  tombinatura ed opere complementari Torrente Guardia - Zona Nord
  - Messina;

   vista   la  petizione  popolare  presentata  dai  cittadini  della
  località Curcuraci nel Comune di Messina, al fine di sensibilizzare
  gli organi preposti;

   considerato che si ravvisano serie problematiche di sicurezza e di
  pubblica  incolumità  per la popolazione residente  e  gravi  danni
  all'economia locale;

   per sapere:

   quali   iniziative  intendano  adottare  affinché  venga   risolto
  definitivamente il problema esposto in premessa;

   se   non  ritengano  di  dover  avviare  una  specifica  procedura
  ispettiva  al fine di accertare i motivi del mancato accreditamento
  delle  somme,  accertare gli eventuali profili di responsabilità  e
  quindi adottare i  successivi,  consequenziali, provvedimenti;

   se    non    ritengano   di   dover   provvedere    immediatamente
  all'accreditamento  della  parte  di  finanziamento  di  competenza
  regionale  stanziato con DRS n. 495 del 29/05/2008, considerato  il
  reale pericolo per l'incolumità pubblica dei cittadini». (315)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione di cui all'oggetto
  e  nella  convinzione che è necessario completare i lavori  di  cui
  trattasi,  si riferisce che riguardo al finanziamento di  eventuali
  completamenti,  questo  Assessorato  interviene  con  programmi  di
  erogazione  fondi  finalizzati  a  mettere  in  sicurezza  di  aree
  individuate  come  a rischio molto elevato R4 Grado di priorità  1
  nel   P.A.I.  esclusivamente  con  programmi  comunitari  e  quindi
  soggetti  a  requisiti  di ammissibilità  e  criteri  di  selezione
  discendenti dai relativi programmi operativi.
   Per ciò che è relativo alla richiesta attinente all'accreditamento
  delle  somme  di cui si fa menzione nell'interrogazione  stessa  si
  riferisce che le stesse sono in disponibilità del Comune di Messina
  presso  la  Cassa Regionale - UNICREDIT di Messina dal  27.03.2013,
  così  come  evidenzia  il tabulato acquisito presso  il  competente
  Servizio 3  del D.R.A.».

                                                        L'Assessore

                                                   Maria Lo Bello

   SIRAGUSA-CANCELLERI-CAPPELLO-CIANCIO-CIACCIO-FERRERI-FOTI-LA ROCCA-
  MANGIACAVALLO-PALMERI-TRIZZINO-TROISI-VENTURINO-ZAFARANA-ZITO.    -
  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente,  premesso che con sentenza del C.G.A. n.  960/2010  del
  28.06.2010, passata in giudicato con sentenza C.G.A. n. 648/2011, è
  stato  annullato il P.R.G. di Bagheria, approvato con  Decreto  del
  Dir. Gen. ARTA n. 148/IDRU dell'8 aprile 2002;

   considerato che:

   con  le  note n. 32810 del 27 aprile 2011, n. 65285 del 17  agosto
  2011, n. 74589 del 26 settembre 2011, n. 85097 del 3l ottobre 2011,
  il  Comune  di Bagheria ha richiesto all'Assessorato regionale  del
  territorio e dell'ambiente un parere circa la normativa urbanistica
  da    applicare    sul   territorio   comunale,   in    conseguenza
  dell'annullamento del sopra citato strumento urbanistico;

   con  il  parere n. 14284 del 22 febbraio 2012, l'ARTA ha  ritenuto
  che,  a  seguito  del  passaggio in giudicato  della  sopra  citata
  sentenza C.G.A. n. 960 del 28 ottobre 2010, nel territorio comunale
  di  Bagheria operano le previsioni contenute nel P.R.G.,  approvato
  con  D.A. n. 176 del 19 giugno 1976, vigente anteriormente a quello
  annullato in sede giurisdizionale;

   a  seguito del dispositivo della citata sentenza n. 960/2010,  cui
  consegue la reviviscenza della precedente disciplina urbanistica di
  cui  era  dotato  il comune di Bagheria con il previgente  PRG,  il
  Comune  di  Bagheria ha avviato l'iter di formazione  di  un  nuovo
  Piano Regolatore Generale;

   rilevato che:

   in  data 19 dicembre 2012, è stato acquisito il nulla osta ex art.
  13 legge 64/74, dell'ufficio del Genio Civile di Palermo, sul nuovo
  Piano  Regolatore  Generale' corredato di  Piano  Particolareggiato
  Esecutivo del Centro Storico' e n. 2 Piani Particolareggiati  degli
  Insediamenti Produttivi';

   contestualmente  sono  stati  presentati  progetti  di  Piani   di
  lottizzazione in riferimento al PRG reviviscente approvato con D.A.
  n. 176 del 19 del 1976;

   visto che:

   con  disposizione  n.  19408 del 13 marzo 2012  il  Dirigente  del
  Settore  III (Urbanistica e LL.PP.), ha impartito a tutti i Servizi
  del  Settore specifiche direttive, riguardanti modalità  e  criteri
  per l'applicazione del suddetto PRG del 1976;

   il   Comune   di   Bagheria,  con  nota  assunta   al   protocollo
  dell'Assessorato del territorio e l'ambiente n. 28569 del 17 maggio
  2012,  ha  comunicato l'esclusione dalla procedura  di  valutazione
  ambientale strategica (VAS) dell'iniziativa riferita ad un Progetto
  di  un Piano di lottizzazione convenzionato di un'area ricadente in
  zona  C.6 di edilizia economica e popolare del P.R.G. adottato  dal
  Comune  di  Bagheria nella seduta consiliare del 17 marzo  1972  ed
  approvato con D.A. n. 176 del 19 giugno 1976;

   per sapere:

   se  non ritengano opportuno avviare un'attività ispettiva per  una
  verifica  sulle  iniziative di progetti di Piani  di  lottizzazione
  presentati  al Comune di Bagheria, in particolare sulla  esclusione
  dalla procedura di valutazione ambientale strategica (VAS);

   come  il  Governo  intenda sollecitare l'iter per  l'adozione  del
  nuovo  Piano Regolatore Generale di Bagheria, difendendo i  diritti
  dei cittadini che sono in attesa di regole certe ed attuali». (338)

        (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  -  «Con  riferimento  alla  interrogazione  in  oggetto
  specificata,   in   risposta   ai  quesiti   posti   dall'onorevole
  interrogante, si rappresenta quanto segue.
   Relativamente all'avvio di una attività ispettiva, si comunica che
  il  Servizio 2 del Dipartimento Regionale dell'Urbanistica,  ha  in
  trattazione   la  vigilanza  su  alcuni  progetti   di   Piani   di
  lottizzazione presentati al Comune di Bagheria.
   Relativamente  all'iter  per  l'adozione  del  nuovo  P.R.G.,   si
  comunica  che  il Comune di Bagheria, con nota prot. n.  20283  del
  25/03/2013 ha comunicato al Dipartimento Regionale dell'Urbanistica
  di  aver  trasmesso  al Consiglio Comunale in  data  11/03/2013  il
  progetto di P.R.G., Piano Particolareggiato di recupero del  Centro
  Storico  e  n.  2 piani particolareggiati esecutivi delle  attività
  produttive, nonché la normativa urbanistica commerciale e lo studio
  di Valutazione Ambientale Strategica»

                                                        L'Assessore

                                                   Maria Lo Bello

   PALMERI-CANCELLERI-CAPPELLO-TROISI-CIACCIO-CIANCIO-ZAFARANA-
  FERRERI-MANGIACAVALLO-SIRAGUSA-TRIZZINO-VENTURINO-FOTI-
   LA  ROCCA-ZITO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
  il territorio e l'ambiente, premesso che:

   nel  Comune  di  Petrosino (TP), nel tratto di  spiaggia  sito  in
  località Torrazza, insiste una porzione di immobile confinante  con
  il  Demanio  Pubblico  Regionale che ad oggi risulta  di  proprietà
  privata;

   l'area  della  spiaggia  e dei margi di Torrazza  è  area  SIC/ZPS
  denominata  Paludi  di Capo Feto e margi Spanò ,  inoltre  è  stata
  dichiarata  Zona Umida di importanza internazionale ai sensi  della
  Convenzione   Ramsar   con   Decreto   dell'assessorato   regionale
  Territorio e Ambiente pubblicato in GURS 169 del 22.07.2011;

   tale  tratto di spiaggia, che consta di circa mq 20.000,  ad  oggi
  non  può  essere  utilizzato dai tanti  turisti  che  affollano  il
  litorale  petrosileno,  vanificando, di  fatto,  tutti  gli  sforzi
  dell'Amministrazione  comunale che si  sta  attivando  per  rendere
  pubblico  ed accessibile a tutti un tratto di costa particolarmente
  apprezzato dai tanti visitatori;

   alcuni  cittadini, che hanno costituito il comitato denominato  La
  spiaggia  di  Torrazza è di tutti, si stanno battendo  al  fine  di
  riaffermare  il principio della Spiaggia quale bene comune  da  una
  forma davvero peculiare di privatizzazione;

   la spiaggia è stata acquistata insieme alla zona umida retrostante
  da  una  società privata , la Roof Garden s.r.l. , la  quale  si  è
  arrogata il diritto dello sfruttamento pressoché esclusivo di essa,
  e  visionando  le particelle catastali il suo diritto di  proprietà
  risulta estendersi a quasi tutta la spiaggia;
   considerato che:

   il  Presidente  della  Repubblica, investito della  questione  dal
  comitato   cittadino,  ha  risposto  che  una  spiaggia   non   può
  appartenere a nessun privato o ente diverso dal demanio  necessario
  dello  Stato ai sensi degli artt. 822 e 823 c.c., ed ha inviato  le
  autorità preposte ad attivarsi per restituire alla collettività ciò
  che   non  le  può  essere  sottratto  con  un  semplice  atto   di
  compravendita tra privati;

   i   noti  fenomeni  di  erosione  della  costa  hanno  ridotto  le
  dimensioni  della fascia di arenile, facendo sì che  i  confini  di
  proprietà  privata  registrati  al  catasto  dei  terreni  giungano
  sostanzialmente dove adesso c'è la spiaggia;

   il comitato chiese già in data 15/12/2011, reiterando l'istanza in
  giugno   e  ad  ottobre  del  2012,  alla  Capitaneria  di   Porto,
  all'Assessorato Territorio e Ambiente, al Prefetto di Trapani e  al
  Sindaco  di Petrosino di provvedere, ciascuno per la propria  parte
  di  competenza, tempestivamente, alla ridefinizione dei confini del
  demanio;

   nella  metà di ottobre del 2012 l'A.R.T.A. (Assessorato  Regionale
  Territorio  e Ambiente) ha avviato il procedimento di delimitazione
  dell'area demaniale. Nel frattempo, la società Roof Garden provvide
  alla spianata di rifiuti scaricati abusivamente nell'area posta tra
  la  spiaggia  e  il  margio, ai confini di una strada  sterrata  da
  sempre utilizzata da tutti come strada di accesso alla spiaggia;

   il cantiere fu dapprima sequestrato dalla magistratura inquirente,
  ma  poi  restituito nella disponibilità della società proprietaria,
  che  non  ha  però  fatto  chiarezza riguardo  lo  smaltimento  dei
  rifiuti, anche speciali, che insistevano nell'area;

   la  società non potendo ottenere la concessione per realizzare due
  alberghi in zona umida protetta a livello internazionale ha chiesto
  e  ottenuto  la  concessione per realizzare due caseifici,  fruendo
  anche  dei  contributi del bando 123 PSR accrescimento  del  valore
  aggiunto nel settore agricolo forestale.

   visto che:

   questo  progetto, il 06/02/2012, con protocollo 7503, ha  ottenuto
  dall'A.R.T.A.,  servizio  4,  parere  preliminare  favorevole  alla
  valutazione  d'incidenza ed il 20/02/2012 è  stata  rilasciata  dal
  Comune di Petrosino la concessione edilizia numero 9;

   le  opere  sono  già state realizzate, ed è piuttosto  evidente  a
  tutti che si tratta di edifici destinati alla ricezione turistica;

   l'A.R.T.A.  non ha notato che, in realtà, i due corpi di  fabbrica
  autorizzati, di ben 9000 mq, sono a tutti gli effetti due  alberghi
  destinati alla ricezione turistica; anche nell'improbabile  ipotesi
  in  cui  gli  edifici  realizzati dovessero  essere  effettivamente
  destinati  alla  produzione  di  prodotti  caseari,  l'A.R.T.A.  ha
  ritenuto paradossalmente compatibile con la vocazione naturale  del
  sito naturalistico i caseifici in questione;

   non  esistono precedenti né in Sicilia né altrove di impianti  per
  la produzione di latte e formaggio ubicati su zone paludose, atteso
  che  le  zone  umide  ricevono protezioni a livello  internazionale
  perché  sono in primo luogo le autostrade degli uccelli  migratori,
  cioè  luoghi di transito e di sosta delle specie migratorie,  oltre
  che  luoghi  particolarmente  suggestivi  sotto  il  profilo  della
  bellezza  paesaggistica, la cui vocazione  deve  essere  quella  di
  essere  preservati  da  ogni  forma di  speculazione  edilizia  che
  inevitabilmente  ne  compromette  il  valore,  la  funzione  e   la
  bellezza;

   per sapere:

   le  modalità  e  la  ragioni che abbiano indotto  l'Assessorato  a
  concedere  parere  favorevole  per  l'autorizzazione  dell'impianto
  balneare in prossimità della spiaggia e la concessione edilizia dei
  corpi   di   fabbrica  in  cemento  armato  all'interno   dell'area
  protetta». (355)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.   -  «In  risposta  al  quesito  posto  dagli  onorevoli
  interroganti, si rappresenta quanto segue.
   Il  Servizio  4 - Protezione Patrimonio Naturale del  Dipartimento
  Regionale  dell'Ambiente,  con diversi provvedimenti,  ha  espresso
  parere  preliminare positivo alla realizzazione presso la  località
  Torrazza  del Comune di Petrosino (TP) di uno stabilimento balneare
  e  di due strutture produttive destinate alla produzione casearia e
  alla trasformazione e confezionamento di carni macellate.
   Nonostante  le strutture produttive risultino ubicate  all'interno
  di  aree della Rete Natura 2000 (ITA 010006  Paludi di Capo Feto  e
  Margi  Spanò )  e  della Convenzione di RAMSAR, i  pareri  positivi
  preliminari   sono   stati  rilasciati  in   considerazione   della
  possibilità  di  pervenire  ad  un miglioramento  della  situazione
  ambientale dell'area, all'atto delle richieste in stato di  estremo
  degrado  e di carente controllo, conciliando le esigenze di  tutela
  dell'ambiente con lo sviluppo di attività economiche.
   Tuttavia,  alla  Ditta sono state fatte diverse  prescrizioni  che
  comportavano  una  consistente riduzione rispetto  alle  previsioni
  progettuali originarie.
   In particolare, per quanto attiene lo stabilimento balneare si era
  prescritto:
    a) la rimozione delle strutture balneari a fine stagione;
  b) la chiusura al traffico veicolare del tracciato rotabile
  esistente, coincidente con l'area di rispetto per la ricostituzione
  del sistema dunale, garantendo comunque l'accesso pedonale al mare,
  in considerazione dell'accesso alla battigia, fino ad allora
  verificatosi, con veicoli a motore;
  c) la recinzione del lotto mediante l'utilizzo di materiali lapidei
  locali, e/o con paletti di castagno e rete zootecnica a maglie
  larghe decrescenti e/o con l'ausilio di siepi verdi avendo cura di
  utilizzare essenze arbustive ed arboree autoctone;
  d) la realizzazione di opere di mitigazione e di riqualificazione
  ambientale, quali la bonifica dell'arenile e la rinaturazione delle
  aree, nonchè di strutture per la pratica del birdwatching;
  e) l'apposizione degli ombrelloni con sesto casuale e non
  allineati, avendo cura di non arrecare danni e di non asportare la
  vegetazione psammofila dell'arenile.
   Per  quanto attiene le strutture produttive, in considerazione che
  nell'area oggetto dell'intervento, in coerenza con quanto  previsto
  dal  Piano  di  Gestione  Natura  2000,  sono  previsti  interventi
  ascrivibili all'ambito dello sviluppo sostenibile e considerato che
  gli  edifici previsti dal progetto non ricadono in habitat  di  cui
  alla  direttiva  92/43/CEE,  seppur in  parte  limitrofi  a  quello
  individuato con il cod. 1410  Pascoli inondati mediterranei ,  alla
  Ditta è stato prescritto:
    a) di  rispettare  le previste opere e misure di mitigazione  che
       possono  contribuire alla conservazione e miglioramento  degli
       habitat e delle specie presenti nell'area oltre che a una fruizione
       sostenibile del bene ambientale.
   Relativamente a quanto esposto con l'interrogazione, lo  scrivente
  non ha elementi per valutare le paventate intenzioni della ditta  a
  trasformare  le  strutture in attività ricettive,  atteso  che  gli
  insediamenti  assentiti (impianto balneare e  opifici)  sono  state
  autorizzate  dal  competente  Comune di  Petrosino  cui  spetta  la
  verifica  della  rispondenza delle opere realizzate agli  elaborati
  progettuali   approvati   con   le  conseguenti   prescrizioni   da
  rispettare.
   Inoltre,  risulta dai mezzi di stampa che, per presunti  reati  di
  abusivismo   edilizio   e  di  lottizzazione  abusiva,   l'autorità
  giudiziaria ha posto sotto sequestro prima lo stabilimento balneare
  e poi gli opifici in fase di realizzazione.
   Proprio  a  seguito di questi ultimi episodi, verranno chieste  al
  Comune  di  Petrosino tutte le informazioni del  caso  in  modo  da
  attivare i provvedimenti consequenziali».

                              L'Assessore
                                      Maria Lo
                                 Bello

   GERMANA'.  -«Al  Presidente della Regione,  all'Assessore  per  le
  autonomie   locali  e  la  funzione  pubblica,  all'Assessore   per
  l'istruzione  e la formazione professionale, all'Assessore  per  il
  territorio  e  l'ambiente, premesso che l'Ente Parco  dei  Nebrodi,
  istituito  con D.A. n. 560 del 4 agosto 1993, a cui è demandata  la
  gestione  dell'omonimo  Parco,  è  un  ente  di  diritto  pubblico,
  sottoposto   a   controllo,  vigilanza  e  tutela  dell'Assessorato
  Regionale del Territorio e dell'Ambiente;

   accertato che:

   nel corso dei mesi di luglio e agosto dell'anno 2006, l'Ente Parco
  dei  Nebrodi  assumeva,  con contratto  a  tempo  determinato  otto
  funzionari,  in forza dell'art. 23 del Regolamento del Personale  e
  dei  Servizi adottato con delibera del Consiglio del Parco  del  29
  settembre 2005, n. 14, nonché in sintonia con gli art. 7 e  36  del
  D.Lgs.  165/2001,  ed  in  relazione  alle  esigenze  della  pianta
  organica  approvata  con  decreto  Assessoriale  n.  40GAB  del  01
  febbraio  2006,  nella  quale venivano  previsti  n.  31  posti  di
  categoria D, e di cui alcuni altamente specifici;

   l'Assessorato  Territorio ed Ambiente con la nota prot.  N.  34777
  del  18 maggio 2006 nel ritenere tali forme contrattuali flessibili
  di  assunzione  temporanea di personale legittimate  da  specifiche
  disposizioni di legge (C.C.N.L. del comparto non dirigenziale della
  Regione  Siciliana  e  degli  Enti di cui  all'art.  1  della  L.R.
  10/2000), ha autorizzato l'assunzione alla duplice condizione:
   a) che l'ente si attivi immediatamente per l'avvio delle procedure
  concorsuali utili al reclutamento del personale in questione;
   b)   che  il  contratto  di  lavoro  sia  vincolato  alle  annuali
  disponibilità di bilancio;

   ravvisato   che   in   merito   alla  prima   condizione   l'Ente,
  successivamente   all'attivazione  dei   suddetti   contratti,   ha
  incaricato   l'ufficio  competente  per  l'avvio  delle   procedure
  concorsuali,  bloccate poi dalla finanziaria regionale  per  l'anno
  2007;  infatti,  con  la  disposizione  n.  23  del  12/09/2006  il
  Direttore  dell'Ente  Parco  incaricava  l'Ufficio  politiche   del
  personale, di avviare le procedure concorsuali per la copertura dei
  posti  che  per  far  fronte alle esigenze dell'Ente  aveva  dovuto
  coprire con i suddetti contratti a termine; l'Ufficio si è attivato
  predisponendo  gli atti necessari all'indizione del  concorso,  nel
  frattempo è intervenuta la legge finanziaria per la Regione Sicilia
  per  l'anno  2007  (art. 7, commi 2 e 10) con  cui  è  stato  fatto
  divieto   agli   Enti   Vigilati   della   Regione   di   procedere
  all'assunzione  di  nuovo  personale, consentendo  al  contempo  la
  proroga   dei   contratti      a   tempo   determinato    stipulati
  antecedentemente al mese di dicembre 2006;

   considerato che:

   in   merito   al  precedente  punto  b)  l'Assessorato   Regionale
  Territorio  ed  Ambiente  ha assicurato negli  anni  la  necessaria
  copertura finanziaria;

   i  suddetti contratti sono stati poi prorogati negli anni fino  al
  31/12/2012  e che le proroghe sono state legittimate da  specifiche
  disposizioni  normative (D.Lgs. 165/2001, L.R. n. 2/2007,  L.R.  n.
  25/2008, L.R. n. 24/2010, L.R. n. 5/2012);

   ritenuto  che  la  proroga  per gli  anni  2011  e  2012  è  stata
  legittimata  dall'art.  4  della L.R. n.  24/2010  come  modificato
  dall'art. 2 comma 4 della L.R. n. 5/2012, il quale stabilisce  come
  nelle more della definizione delle procedure di stabilizzazione  da
  effettuare secondo le disposizioni previste dall'art. 17, commi 10,
  11  e  12,  del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito  con
  modificazioni  dalla  legge  3 agosto 2009,  n.  102  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, (omissis), gli enti parco,  (omissis),
  nei   limiti  delle  rispettive  disponibilità  finanziarie  e  nel
  rispetto  delle  disposizioni contenute nell'art.  9,  comma  28  e
  nell'art.  14,  commi 24 bis e 24 ter del decreto legge  31  maggio
  2010,  n.  78  convertito con modificazioni dalla legge  30  luglio
  2010,  n.  122  e  successive modifiche  ed  integrazioni,  possono
  prorogare  sino  al 31 dicembre 2012 i rapporti di lavoro  a  tempo
  determinato esistenti alla data di entrata in vigore della presente
  legge;

   considerato altresì che:

   in  data 23/06/2011 gli otto dipendenti a tempo determinato  hanno
  trasmesso   all'Assessorato  Regionale  Territorio   ed   Ambiente,
  all'Assessorato Regionale delle Autonomie Locali e  della  Funzione
  Pubblica,  all'Ente Parco dei Nebrodi, al Presidente della  Regione
  Siciliana,  al      Presidente dell'Assemblea Regionale,  richiesta
  relativa alla definizione delle procedure di stabilizzazione di cui
  all'art. 4 della L.R. n. 24 del 29 dicembre 2010;

   a   seguito   della   superiore  richiesta   l'Ente   Parco,   con
  deliberazione   del  comitato  esecutivo  n.  66  del   25/07/2011,
  considerata la materia molto complessa e controversa che  esige  un
  autorevole   parere   chiarificatore  e  dirimente,   ha   ritenuto
  necessario,  alla luce degli atti posti in essere  dall'Ente  Parco
  stesso  e  delle  vigenti  norme  di  riferimento,  verificare   la
  posizione  giuridica degli stessi istanti e nel contempo  accertare
  se  esistano  i presupposti giuridici che legittimano la  richiesta
  avanzata con nota del 23 giugno 2011, e quindi di richiedere per il
  tramite  dell'Assessorato Territorio ed Ambiente parere all'Ufficio
  Legislativo e Legale della Regione siciliana;

   nel  mese  di ottobre 2011 l'ARTA formula la richiesta  di  parere
  all'Ufficio Legale e Legislativo della Regione siciliana, chiedendo
  se  tale  personale possa rientrare nei processi di stabilizzazione
  di  cui all'art. 4 della L.R. n. 24/2010 (stesso articolo di  legge
  in  forza  della quale i contratti sono stati prorogati per  l'anno
  2011, proroga legittimata dallo stesso Assessorato);

   in data 15/12/2011 i sindaci dei 24 comuni facenti parte del Parco
  dei Nebrodi (Consiglio del Parco), consapevoli che il lavoro svolto
  negli  anni dagli 8 funzionari direttivi ha assicurato all'Ente  ed
  ai   Comuni  del  Parco  un  alto  livello  di  professionalità  ed
  efficienza, in ogni campo e settore nei quali sono stati impiegati,
  con  atto di indirizzo politico manifestavano ed esortavano  l'Ente
  alla proroga dei contratti suddetti per l'anno 2012;

   anche    il    Commissario   Straordinario   dell'Ente    scriveva
  all'Assessorato    Territorio    ed    Ambiente,    all'Assessorato
  dell'Economia,  all'Assessorato  delle  Autonomie  Locali  e  della
  Funzione  pubblica,  al Presidente della Regione  e  al  Presidente
  dell'Assemblea Regionale manifestando il permanere delle  necessità
  di  avvalersi del suddetto personale per le competenze e  l'elevato
  livello  di  specializzazione degli stessi, chiedendo  al  contempo
  l'inserimento  del personale di cui in argomento nei  provvedimenti
  che la Regione adotterà nei confronti dei precari regionali;

   l'Ufficio  Legale e Legislativo suddetto, nel rendere il richiesto
  parere  (n.  38169-265/11/2011  del  12/12/2011),  premettendo  che
  rientra  nella propria competenza la consulenza giuridica  inerente
  specifici quesiti di carattere generale e che non svolge compiti di
  controllo  sugli  atti  dell'amministrazione  attiva,  si  esprime,
  comunque,  indicando le possibili soluzioni alternative che  l'Ente
  potrà  adottare nel caso di specie: infatti, dopo aver  evidenziato
  che l'Assessorato nel richiedere il parere ha fatto rilevare che le
  assunzioni suddette sarebbero avvenute senza alcuna prova selettiva
  -  e  che  nel  caso  in cui tale circostanza venisse  accertata  e
  confermata  vada  fatta apposita segnalazione  alla  Procura  della
  Corte  dei  Conti  per  i  profili di competenza  -  specifica  che
  l'eventuale  illegittimità delle suddette assunzioni farebbe  venir
  meno  il  presupposto  per una stabilizzazione,  di  contro  ove  i
  rapporti  siano stati legittimamente costituiti, non  si  ravvedono
  motivi per escluderli da tale possibilità;

   in  merito  bisogna rilevare che la mancanza di prova  concorsuale
  all'atto  dell'assunzione è sanabile ai sensi  della  L.  296/2006,
  commi  519  e  558,  dal  momento che  le  predette  norme  rendono
  possibile bandire la selezione prima di accedere alla procedura  di
  stabilizzazione,   situazione  analizzata   nel   dettaglio   dalla
  circolare ministeriale (Funzione pubblica) n. 7 del 30/04/2007  che
  testualmente  recita  al  punto  3.  Requisiti  per  accedere  alle
  procedure  di  stabilizzazione - per coloro che sono stati  assunti
  con  procedure  non  concorsuali sarà necessario disporre  apposite
  prove  selettive , tale circolare è stata richiamata esplicitamente
  dall'Ufficio Legislativo e Legale della Regione Siciliana -  parere
  n.  33/2009  (Allegato  2)  -  relativo  alla  stabilizzazione  del
  personale  Cefpas (anch'essi rientranti nell'art. 4 della  L.R.  n.
  4/2010)  nel  quale  viene ribadito che non pare assumere  autonomo
  rilievo  la  circostanza che i soggetti da stabilizzare sono  stati
  assunti  a tempo determinato previa pubblica selezione; circostanza
  rilevante, invero, sul diverso piano delle modalità stesse con  cui
  procedere alla stabilizzazione (dal momento che per coloro che sono
  stati   assunti  con  procedure  non  concorsuali  sarà  necessario
  disporre  apposite prove selettive :v. Dir.min. 30 aprile 2007,  n.
  7);

   l'Assessorato Territorio ed Ambiente, nel trasmettere il  suddetto
  parere  dell'Ufficio Legale e Legislativo della Regione  Siciliana,
  in  data  12/01/2012,  chiede all'Ente  una  dettagliata  relazione
  riguardante le modalità di assunzione del predetto personale;

   l'Ente Parco dei Nebrodi, con deliberazione del Comitato Esecutivo
  n.  2  del  16/01/2012, prende atto del suddetto parere,  rinvia  a
  successiva  trattazione la proroga dei contratti, e al contempo  dà
  mandato  agli uffici in merito alla persistenza delle  esigenze  di
  servizio alle quale non può farsi fronte con personale di  ruolo  e
  dà incarico agli uffici di valutare la copertura dei suddetti posti
  tramite  procedure  di mobilità o altre forme  previste  per  legge
  stante il perdurare del blocco delle assunzioni;

   il  Direttore dell'Ente Parco con nota n. 419 del 23 gennaio  2012
  relazionava  all'Assessorato  Territorio  ed  Ambiente   circa   le
  modalità  di  assunzione  del predetto personale  -  peraltro  rese
  legittime ed autorizzate dall'Assessorato stesso - citando le norme
  di  riferimento  e  le  motivazioni  che  hanno  reso  possibile  e
  legittime  le  procedure relative all'assunzione del  personale  in
  argomento;

   l'art.  2  comma 4 della L.R. n. 5 del 10/01/2012, pubblicata  sul
  supplemento  ordinario  della GURS n. 2 del 13/01/2012,  consentiva
  agli  Enti  Parco di prorogare i contratti a tempo  determinato  in
  essere fino al 31/12/2012;

   a  seguito di atto di diffida proposto dai dipendenti l'Ente Parco
  con deliberazione n. 6 del 06 febbraio 2012, lo stesso procede alla
  proroga  dei  suddetti contratti fino alla scadenza  dell'esercizio
  provvisorio;

   l'Assessorato  Territorio ed Ambiente non  ritenendo  chiarite  le
  perplessità circa le procedure di assunzione degli otto  funzionari
  e   facendo   proprie   le  indicazioni  evidenziate   nel   parere
  dell'Ufficio Legislativo e Legale - senza chiarire però quali siano
  i  presupposti  giuridici  che  l'hanno  portato  a  ritenere  tali
  assunzioni  illegittime - con nota prot. N. 9322  del  13  febbraio
  2012   rassegnava  all'attenta  valutazione  dell'Ente   Parco   le
  superiori considerazioni per le conseguenti iniziative che dovranno
  essere adottate e con nota prot. N. 10684 del 17 febbraio 2012  non
  dava  la legittimità alla delibera del Comitato Esecutivo n. 6  del
  06  febbraio 2012 avente ad oggetto: Forme contrattuali flessibili.
  Atto di diffida, in quanto la delibera risulta in contrasto con  la
  suddetta nota prot. N. 9322 del 13 febbraio 2012;

   i   dipendenti  con  note  del  22/02/2012  e  dell'8/03/2012   ad
  integrazione  e chiarimento di quanto già relazionato evidentemente
  in  modo insufficiente e non esaustivo dall'Ente Parco dei Nebrodi,
  depositano,  sia  presso l'Assessorato territorio ed  Ambiente  sia
  presso  l'Ente  Parco,  atti e documenti comprovanti  non  solo  la
  legittimità dei contratti stipulati tra l'Ente Parco dei Nebrodi  e
  gli  stessi  ma anche l'esperienza maturata dagli stessi dipendenti
  presso l'Ente Parco che ha consentito la loro assunzione sulla base
  dell'art.  23 del regolamento del personale e dei servizi  adottato
  con  deliberazione del Consiglio del Parco n. 14 del  29  settembre
  2005 resa esecutiva dall'Assessorato stesso;

   a  seguito  di  tutto  ciò  l'Assessorato Territorio  ed  Ambiente
  riformulava un'ulteriore richiesta di parere all'Ufficio  Legale  e
  Legislativo della Regione Siciliana;

   l'Ente  Parco,  con  deliberazione del Comitato  Esecutivo  n.  16
  dell'8  marzo 2012, delibera di non condividere il contenuto  della
  nota  Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente prot.  n.  10684
  del  17 febbraio 2012 riguardante la propria deliberazione n. 6 del
  6 febbraio 2012, pertanto decide di conferire incarico ad un legale
  per  valutare  le  idonee azioni giuridiche da  adottare  a  tutela
  dell'operato dell'Amministrazione dell'Ente Parco, con  particolare
  riferimento alla citata deliberazione 6/2012;

   l'Ufficio  Legislativo e Legale della Regione Siciliana  rende  un
  nuovo  parere  in data 30/03/2012 con il quale conclude  affermando
  che  la  proroga (e conseguentemente la stabilizzazione)  ai  sensi
  dell'art. 4 della L.R. n. 24/2010 nel testo modificato con la  L.R.
  n.   5/2012  è  consentita  per  i  rapporti  di  lavoro  a   tempo
  determinato;

   il   legale  che  aveva  ricevuto  incarico  con  la  sopraccitata
  deliberazione  del Comitato Esecutivo n. 16 dell'8 marzo  2012,  in
  data  14/05/2012  rende  un parere con il quale  sconsiglia  l'Ente
  Parco  di  proporre qualsiasi tipo di azione a tutela  dell'operato
  dell'Amministrazione poiché la deliberazione  di  proroga  adottata
  (n.  6 del 6/02/2012) è nulla per mancanza di copertura finanziaria
  (poiché  il  Parco aveva artificiosamente posto la spesa  a  totale
  carico dell'Assessorato Territorio ed Ambiente anziché sul bilancio
  proprio   dell'Ente)  e,  ricostruendo  il  percorso  normativo   e
  giuridico  dei contratti stipulati con l'Ente Parco,  conclude  che
  non  possono  esservi dubbi in ordine alla natura dei contratti  di
  lavoro,  trattandosi inequivocabilmente di contratti  di  lavoro  a
  tempo  determinato  e  non  anche  di  rapporti  di  collaborazione
  coordinata  e continuativa e che conseguentemente i contratti  sono
  prorogabili ai sensi dell'art. 4 della L.R. 24/2010 e s.m.i.;

   con  deliberazione  n.  63 del 18/06/2012  il  Comitato  esecutivo
  procede  quindi alla proroga delle otto unità di personale a  tempo
  determinato fino al 31/12/2012;

   l'ARTA  strumentalmente  sospende  la  deliberazione  di  Comitato
  esecutivo  n.  63 del 18/06/2012, subordinando l'esecutività  della
  stessa  ad  un  nuovo parere questa volta richiesto  all'Avvocatura
  Distrettuale dello Stato di Palermo;

   l'Avvocatura Distrettuale dello Stato rende il suddetto parere  in
  data 18/09/2012 precisando che (omiss)  In tale ottica, non sembra,
  innanzitutto,  che  la  formulazione  testuale  della  norma  lasci
  margini  di  dubbio  sul  fatto che (tra  gli  altri  soggetti  ivi
  elencati,  anche)  l'Ente  Parco  dei  Nebrodi  sia,  in  linea  di
  principio,  pienamente  legittimato,  nell'anno,  ad  avvalersi   -
  naturalmente  nello scrupoloso rispetto degli ivi  indicati  limiti
  modali e temporali, e previa verifica della concreta sussistenza di
  tutti  i  necessari presupposti di legge ad hoc - della possibilità
  di  prorogare  sino  al 31.12.2012 i rapporti  di  lavoro  a  tempo
  determinato esistenti alla data di entrata in vigore della legge';

   a seguito del suddetto parere l'Assessorato Territorio ed Ambiente
  con la nota prot. N. 55751 del 09/10/2012 rende la deliberazione di
  Comitato esecutivo n. 63/2012 legittima ed esecutiva;

   con  la  deliberazione n. 112 del 17/11/2012 il Comitato Esecutivo
  dell'Ente  nell'approvare l'assestamento tecnico per  l'anno  2012,
  destina  la somma di euro 25.466,00 a finanziamento della  delibera
  n. 63/2012 per mesi uno;

   accertato  che  l'assestamento  tecnico  è  stato  successivamente
  approvato,  in  data 29/11/2012, dal Consiglio del  Parco  e   reso
  esecutivo dall'Assessorato Territorio ed Ambiente;

   visto  l'art.  4  della  Legge Regionale 22  gennaio  2013,  n.  4
  pubblicata  sulla  GURS  n.  4 del 23  gennaio  2013,  inerente  le
  Proroghe  di contratti relativi a personale del CEFPAS, degli  enti
  parco,  delle  camere di commercio e dell'IRSAP,  che  al  comma  1
  riconosce  agli  enti  parco  la  proroga  dei  contratti  a  tempo
  determinato in essere alla data del 30 novembre 2012 e al  comma  2
  prevede  la  necessaria copertura finanziaria  imputandone  l'onere
  nell'esercizio provvisorio relativo al bilancio di previsione della
  Regione  per  l'anno  2013 - U.P.B. 12.2.1.3.3 -  capitolo  443305,
  autorizzato   con  delibera  legislativa  approvata  dall'Assemblea
  regionale Siciliana il 30 dicembre 2012;

   gli  otto dipendenti dell'Ente Parco dei Nebrodi con deliberazione
  del  Comitato  Esecutivo n. 63 del 18/06/2012 sono stati  prorogati
  fino al 31 dicembre 2012;

   tale  deliberazione con nota prot. N. 55751 del 9 ottobre  2012  è
  stata  dichiarata esente da vizi di legittimità ed  esecutiva,  dal
  competente  Assessorato  della Regione Siciliana,  in  assolvimento
  alla istituzionale funzione tutoria;

   in  data  19/12/2012 il Commissario dell'Ente Parco  con  atto  di
  indirizzo  prot.  n.  29  al fine di non  arrecare  pregiudizio  ai
  suddetti  dipendenti  riconosce ai fini giuridici  la  proroga  dei
  suddetti contratti per l'anno 2012;

   in  forza  dei  summenzionati provvedimenti gli otto dipendenti  a
  tempo  determinato avevano dei contratti in essere con l'Ente Parco
  dei Nebrodi alla data del 30 novembre 2012;

   per sapere:

   quali   iniziative  intendano  adottare  affinché  venga   risolto
  definitivamente il problema esposto in premessa, considerato che ad
  oggi  otto  lavoratori non sono stati ancora prorogati,  nonostante
  una  legge regionale che ne dispone la prosecuzione contrattuale  e
  che al contempo ne assegna la relativa copertura finanziaria;

   se   non  ritengano  di  dover  avviare  una  specifica  procedura
  ispettiva al fine di accertare l'esistenza di eventuali omissioni e
  le  reali  motivazioni  che hanno generato queste  gravi  anomalie,
  azioni  che mascherano un contorno reiterato di mobbing lavorativo,
  e   conseguentemente   determinare   gli   eventuali   profili   di
  responsabilità  e  quindi  adottare i  successivi,  consequenziali,
  provvedimenti;

   se   non  ritengano  di  dovere  accertare  se  tali  anomalie   e
  negligenze,  qualora fossero volontarie e ripetute  possano  essere
  assimilabili ad eventuali omissioni di atti d'ufficio,  considerato
  che si tratta di determinazioni dovute e artificiosamente non poste
  in  essere, ritardate fino a farne decadere e non riconoscerne  gli
  effetti  giuridici ed amministrativi, se così fosse si  tratterebbe
  di   atteggiamenti  tali  da  determinare  un  abuso   di   potere,
  finalizzato  a  non adottare gli atti di proroga propedeutici  alla
  stabilizzazione   del  personale,  recando  di   fatto   un   danno
  irreparabile e grave agli stessi dipendenti;

   se non ritengano di dover provvedere immediatamente d'ufficio alla
  proroga  dei contratti in essere degli otto dipendenti, considerato
  che  la  classe  politica  siciliana ha  l'obbligo  morale  di  non
  disperdere  il  proprio patrimonio di conoscenza e  sapere,  quindi
  riteniamo  sia  un  dovere mantenere un posto di lavoro  quando  ne
  ricorrano,  come  in  questo  caso,  i  presupposti  giuridici   ed
  economici;

   se non ritengano opportuno, in un periodo di grave crisi economica
  che  si  ripercuote  sulle  famiglie  siciliane,  salvaguardare  la
  posizione  lavorativa legittima di otto dipendenti al fine  di  non
  recare pregiudizio per il loro futuro;

   se  anche  in  questo  caso  possiamo  schierarci  al  fianco  del
  Presidente  Rosario Crocetta per difendere e tutelare i diritti  di
  lavoratori con contratto precario e non dirigenziale, e  se  quanto
  esposto risponda al vero, coerentemente con quanto sinora affermato
  e  quanto posto in essere dal Presidente stesso, non si ritenga  di
  dover  accertare  in  capo  a quali soggetti  siano  imputabili  le
  eventuali   omissioni  di  atti  d'ufficio  e  le  gravi   anomalie
  riscontrate,  azioni  reiterate nel tempo e volte  ad  impedire  il
  reinserimento  lavorativo di otto dipendenti nonostante  lo  stesso
  fosse  previsto  e  legittimato  da specifiche  norme  nazionali  e
  regionali, nonché ribadito da due pareri dell'Ufficio Legislativo e
  Legale  della  Regione  Siciliana e da  un  parere  dell'Avvocatura
  Distrettuale dello Stato di Palermo;

   se  esistano  altri casi relativi al personale in  cui  sia  stata
  dimostrata o non dimostrata altrettanta solerzia e scrupolosità  da
  parte degli enti coinvolti, considerato che viviamo in uno Stato di
  Diritto e che la legge è uguale per tutti». (363)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  -  «Con  riferimento  all'interrogazione  in   oggetto,
  manifestando comunque la massima disponibilità alla soluzione delle
  problematiche  relative al personale assunto per la gestione  e  la
  vigilanza   dei  parchi  e  delle  riserve  nonché   ad   accertare
  l'esistenza  di  eventuali comportamenti omissivi, relativamente  a
  quanto  esposto  dall'On.le  interrogante,  si  rappresenta  quanto
  segue.
   L'ente  Parco dei Nebrodi, nel corso dei mesi di luglio  e  agosto
  dell'anno 2006, ha proceduto all'assunzione con contratto  a  tempo
  determinato  di n. 8 unità di personale che, con diverse  proroghe,
  hanno  prestato  servizio presso l'Ente Parco fino  alla  data  del
  31/12/2011.
   Successivamente  nel corso dell'anno 2012, nonostante  la  volontà
  dell'Ente  di  prorogare  detti rapporti di  lavoro,  non  è  stato
  possibile  procedere ad una nuova formalizzazione degli stessi  per
  la mancanza della necessaria copertura finanziaria.
   Recentemente  il Comitato Esecutivo del Parco dei Nebrodi  con  la
  delibera  n.  51  del 3 giugno 2013 ha deliberato,   in  conformità
  all'art.   38   della   L.R.  n.  9  del   15   maggio   2013,   di
  prorogare omissis fino  al  31/07/2013  i   contratti   di   lavoro
  stipulati a suo tempo con i sigg.   omissis .
   I  competenti Uffici dell'ARTA, hanno ritenuto l'atto  illegittimo
  facendo  rilevare  che il citato art. 38 della L.R.  n.  9  del  15
  maggio  2013  prevede  la  possibilità  per  gli  Enti  Parco    di
  prorogare, nei limiti delle rispettive disponibilità finanziarie  e
  fino  al  31 luglio 2013, i rapporti di lavoro in essere alla  data
  del  30  novembre 2012  essendo, quindi, presupposto essenziale  la
  vigenza  di  un  contratto con effettiva prestazione  di  lavoro  e
  corresponsione di relativa retribuzione.
   Nel  caso  in  questione,  il personale  interessato  ha  prestato
  servizio presso l'Ente Parco dei Nebrodi fino al 31 dicembre  2011;
  ne  consegue che, alla data del 30 novembre 2012, i contratti dello
  stesso  non  potevano ritenersi  in essere  e, quindi,  non  poteva
  applicarsi ad essi la previsione dell'art. 38 della L.R. n.  9  del
  15 maggio 2013».

                                                        L'Assessore
                                                                Maria
                                              Lo Bello

   ZAFARANA  -  PALMERI - ZITO - CAPPELLO-CANCELLERI - CIACCIO  -  LA
  ROCCA  -  VENTURINO - FOTI - TRIZZINO - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA  -
  FERRERI - CIANCIO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:

   la  zona  costiera ad est del Torrente Tono ed in  particolare  la
  località  di  Casabianca, da circa venti  anni,  hanno  subìto  una
  continua  erosione della fascia costiera provocando notevoli  danni
  sia  agli  insediamenti  privati nonché  alle  strutture  pubbliche
  esistenti nel luogo;

   l'area  oggetto  del  dissesto ricade nel vigente  PAI  dell'Unità
  Fisiografica n.1, approvato con Decreto Presidenziale  n.  277  del
  07.10.2005 e pubblicato sulla GURS n. 56 del 23.12.2005, dal  quale
  emerge la condizione di rischio Medio (R2) e molto elevato (R4)  in
  corrispondenza  della località Casabianca e che nel triennio  2005-
  2008  si  è  registrata  una  notevole  accelerazione  di  suddetti
  fenomeni, tali da allarmare la popolazione e l'abitato;

   di  tale  situazione  la  Regione  Siciliana,  Dip.  Territorio  e
  Ambiente,  è al corrente poiché con delibera di Giunta Comunale  n.
  5579  del  01.08.1988 è stato richiesto l'intervento urgente  della
  Regione per l'esecuzione di opere in difesa delle coste dal mare  e
  che, da allora, nessuna risposta è intervenuta;

   atteso che:

   l'Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente, nel  condividere
  il  carattere di urgenza del problema, richiedeva l'elaborazione di
  un  progetto  per  la  difesa  della  costa  in  oggetto,  progetto
  successivamente trasmesso alla Regione Siciliana con nota prot.  N.
  1568  del  02.09.2009 dall'allora sindaco Buzzanca, ma  che  nessun
  intervento è stato realizzato;

   il  Dipartimento  Territorio e Ambiente  della  Regione  siciliana
  potrebbe  avvalersi  dei fondi messi a disposizione  dal  Ministero
  dell'Ambiente  nonché dall'Unione Europea con il POR  FESR  Sicilia
  per il risanamento della costa;
   ritenuto che:

   il  tratto costiero in questione è individuato in erosione nel PAI
  e   che  l'avanzata  del  mare  è  di  entità  tale  da  modificare
  continuamente  la  morfologia costiera del sito oltre  ad  arrecare
  considerevoli  danni  per le aree agricole ed abitative  limitrofe,
  prospettandosi  notevoli  costi  per  la  perdita  di  aree  e  per
  l'eventuale successivo recupero ambientale;

   per sapere:

   se  vi sia l'intenzione, da parte dell'attuale Governo, nonché del
  competente  Assessorato, di intervenire, come in  suo  potere,  per
  garantire  una presa in carica effettiva del problema e adottare  i
  provvedimenti necessari per la realizzazione delle necessarie opere
  di  difesa  del mare in località Casabianca, SS 113 km 15.00/16.00,
  nel Comune di Messina;

   se  intendano  dare risposta, come finora mai fatto, alle  istanze
  dei   cittadini   e   delle  istituzioni  locali  allarmate   dalla
  progressiva   erosione   del  tratto  di  costa   adiacente   parte
  dell'abitato prima che le mareggiate del prossimo inverno  facciano
  ulteriori irrimediabili danni». (579)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.   -   «Con  riferimento  all'argomento   sollevato   con
  l'interrogazione in oggetto si premette che l'ARTA  interviene  con
  programmi  di  finanziamento di interventi strutturali  volti  alla
  messa  in  sicurezza  di aree così come individuate  quali  aree  a
  rischio  molto  elevato R4 ed elevato R3 nel  Piano  per  l'Assetto
  Idrogeologico (P.A.I.).
   Nel PAI suddetto sono state individuate circa 500 aree R4 (Rischio
  molto  elevato)  con  G.  P. 1 ed R4 nel  PAI  Unità  Fisiografiche
  Costiere  e su queste, in vari programmi di finanziamento a  valere
  su  fondi  europei  o  statali  sono  stati  finanziati  circa  300
  interventi  di mitigazione del rischio. Per cui vi sono da  mettere
  in  sicurezza la restante parte delle aree a rischio con successivi
  programmi  che si andranno a stilare sulla base di stanziamenti  di
  nuovi fondi.
   Nel  caso  in  oggetto,  il  Comune  di  Messina,  in  adempimento
  all'avviso  pubblico per la costituzione di un  parco  progetti  da
  individuare ai fini della programmazione della L.I. 2.3.1.01 del PO
  FESR Sicilia 2007-2013, ha inviato tra le altre una scheda relativa
  al progetto preliminare  Mitigazione rischio idrogeologico erosione
  costiera  molto  elevato R4 nel tratto di costa a protezione  degli
  abitati  di Casa Bianca e Tono del Comune di Messina  per l'importo
  di   3.649.774,00.
   In  base ai requisiti di ammissibilità (R4 nell'Unità Fisiografica
  n.  1)  ed  ai  criteri  di selezione, nonchè all'esigua  dotazione
  finanziaria   destinata  alla  Linea  d'intervento  2.3.1.01.,   il
  progetto  in  questione è stato inserito nella relativa graduatoria
  non in posizione utile ai fini del finanziamento.
   La   problematica   evidenziata   dagli   On.li   interroganti   è
  all'attenzione dello scrivente Assessore e del Governo  che,  nelle
  eventuali prossime programmazioni, riproporrà tutte le emergenze R4
  G  .P.1 derivanti dai PAI continentali e R4 derivanti dai PAI Unità
  Fisiografiche costiere».

                              L'Assessore

                            Maria Lo Bello

   GRASSO.  -  «Al  Presidente della Regione,  all'Assessore  per  il
  territorio  e  l'ambiente e all'Assessore per l'economia,  premesso
  che  l'attuale  quadro normativo in ordine alla  tutela  ambientale
  trova il proprio fondamento principale, anche nella nostra Regione,
  nel  D.Lgs.  3  aprile 2006, n. 152 e ss.mm.ii.  recante  Norme  in
  materia  ambientale  e che la Parte Seconda del  succitato  Decreto
  disciplina  le  Procedure per la valutazione ambientale  strategica
  (VAS),  per  la  valutazione  d'impatto  ambientale  (VIA)  e   per
  l'autorizzazione ambientale integrata (IPPC);

   considerato che in base all'anzidetto quadro normativo, tutti  gli
  atti  di  pianificazione  urbanistica (quali  ad  esempio  i  piani
  regolatori dei comuni e le loro varianti) ed una nutrita  serie  di
  opere  pubbliche  e di manufatti ed impianti di iniziativa  privata
  sono   soggetti  a  valutazione  ambientale,  in  conformità   alle
  disposizioni stabilite nella superiore normativa;

   il  mancato  rilascio  dei  superiori  atti  autorizzativi  espone
  l'Amministrazione   a   numerosi   contenziosi   conseguenti   alla
  formazione del silenzio inadempimento, nonché alle mancate  entrate
  economiche  sul bilancio regionale derivanti dagli oneri istruttori
  previsti per la VIA, la VAS e la Valutazione di Incidenza;

   rilevato che:

   l'autorità competente in materia ambientale per la valutazione  di
  piani,   programmi  ed  opere,  sia  pubbliche   che   private,   è
  riconosciuta  in  capo  al Dipartimento Regionale  dell'Ambiente  e
  territorio, in particolare, al Servizio 1  - Valutazione Ambientale
  Strategica e Valutazione Impatto Ambientale;

   dal  primo gennaio dell'anno in corso, non sono stati prorogati  i
  contratti  al  personale  titolare di contratto  di  collaborazione
  coordinata  e continuativa dopo che il Commissario dello  Stato  ha
  impugnato la legge che prolungava i rapporti di lavoro dei  precari
  della Regione e dei Comuni;

   con provvedimenti assunti nello scorso mese di gennaio, il Governo
  Regionale   ha   trasferito   numerosi   dirigenti   e   funzionari
  dell'Assessorato  regionale territorio  e  ambiente,  azzerando  di
  fatto il Servizio 1 VIA/VAS;

   visto che:

   il  Servizio 1 VIA/VAS da quasi tre mesi, è sguarnito di personale
  e  che alle migliaia di pratiche giacenti dal gennaio dell'anno  in
  corso  si  continuano  ad aggiungere ulteriori  pratiche,  ad  oggi
  inevase;

   aumenta il numero di imprese, sindaci e cittadini che attendono da
  anni  una  risposta  in  ordine  alle richieste  di  autorizzazione
  ambientale prodotte;

   constatato che:

   una  simile situazione si protrarrà ancora per lungo tempo e posto
  che  l'efficace  funzionamento del Servizio 1 VAS/VIA  richiede  la
  presenza di soggetti aventi competenze tecniche assai specializzate
  per  cui i dipendenti regionali, che in parte esigua sono stati già
  trasferiti   e   quelli   che   nel   tempo   saranno   distaccati,
  necessiteranno comunque di un periodo di formazione che determinerà
  un'ulteriore fase di stallo;

   per  avviare  la  ripresa  economica  della  Regione,  si  ritiene
  indispensabile  sbloccare le numerose pratiche giacenti  presso  il
  Servizio in atto sprovvisto di personale;

   per sapere:

   quali iniziative il Governo intenda intraprendere per garantire la
  buona  funzionalità  e  l'efficienza del  Servizio  1  VIA/VAS,  di
  interesse  strategico  dal  punto  di  vista  ambientale,  per   il
  perseguimento  di  attività  legate allo  sviluppo  socio-economico
  della  Regione,  nonché  per l'attuazione  delle  Direttive  e  dei
  Programmi comunitari;

   se  il  Governo  intenda  non  disperdere  il  suddetto  personale
  altamente  qualificato,  titolare di  contratto  di  collaborazione
  coordinata  e  continuativa,  destinatario  di  diversi  rinnovi  e
  proroghe a partire dal 2003;

   quali  iniziative a tal fine intenda adottare nella considerazione
  che  un'eventuale  dispersione comporterebbe un  danno  in  termini
  economici  per  la pubblica Amministrazione, anche per  il  mancato
  utilizzo  della  formazione  tecnico  amministrativa  dei  predetti
  collaboratori;

   se  sia intendimento del Governo intraprendere azioni immediate al
  fine  di  evadere tutti gli atti di pianificazione urbanistica  (ad
  esempio  i  piani regolatori dei Comuni e loro varianti),  così  da
  consentire  ad  Amministrazioni comunali e soggetti interessati  di
  procedere alla definizione delle procedure avviate». (599)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.   -   «Con  riferimento  alla  problematica   affrontata
  dall'onorevole  interrogante, si rappresenta che l'attuale  Governo
  della Regione, sin dal suo insediamento, si è posto l'obiettivo  di
  eliminare   il   ritardo  nell'espletamento   delle   pratiche   di
  Valutazione   Ambientale  Strategica  e  Valutazione   di   Impatto
  Ambientale del Dipartimento Regionale dell'Ambiente.
   L'avere  constatato  che  le diverse centinaia  di  pratiche,  per
  l'esattezza  più  di  tremila, riguardanti  le  procedure  VAS-VIA,
  ancora  in  fase  di istruttoria, comportavano gravi  ripercussioni
  negative sul tessuto produttivo regionale e, di conseguenza,  anche
  sulla situazione occupazionale, ha portato il Governo Regionale  ad
  istituire,  con  delibera n. 27 del 24 gennaio 2013,  una  apposita
   task   force ,   costituita   da  personale   dell'Amministrazione
  regionale,  con  i profili afferenti le competenze  della  materia,
  quali ingegneri, architetti, agronomi e geologi.
   In   applicazione  del  deliberato  della  Giunta  Regionale,   il
  Dipartimento Regionale della Funzione Pubblica e del Personale,  di
  concerto  con  gli  altri Dipartimenti Regionali ha  provveduto  ad
  assegnare  temporaneamente al Dipartimento  dell'Ambiente,  per  le
  attività  in  questione, diciassette unità  di  personale,  di  cui
  quindici architetti ed un geologo, provenienti dall'Assessorato dei
  Beni Culturali, mentre un agronomo proviene dall'Assessorato per le
  Risorse Agricole.
   L'attività  espletata dal suddetto personale, dopo  il  necessario
  periodo   di  avviamento,  sta  procedendo  celermente,  anche   se
  necessiterebbe  di ulteriore implementazione che  è  all'attenzione
  del Governo e del Dipartimento Regionale.
   Relativamente  alla problematica del personale  con  contratto  di
  collaborazione  coordinata  e continuativa,  costituito  da  n.  45
  tecnici  laureati  che, a far data dall'anno  2003  e  sino  al  31
  dicembre  2012, è stato impiegato presso il Dipartimento  Regionale
  dell'Ambiente,  per il perseguimento di attività istituzionali,  si
  rappresenta che il personale in questione ha presentato istanza  di
  tentativo  di conciliazione, ai sensi dell'art. 410 e seguenti  del
  codice di procedura civile.
   La  Giunta Regionale, con deliberazione n. 108 del 15 marzo  2013,
  al fine di definire tempestivamente la questione, ha autorizzato la
  partecipazione  del competente ramo dell'Amministrazione  regionale
  al  tentativo di conciliazione da esperire presso la Commissione di
  conciliazione, verificando, tuttavia, al possibilità  di  escludere
  la  partecipazione  dell'Amministrazione  nella  trattazione  delle
  istanze dei ricorrenti titolari di partita I.V.A».

                              L'Assessore

                            Maria Lo Bello

   MUSUMECI - IOPPOLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
  per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   la  bellezza  e la ricchezza del paesaggio siciliano costituiscono
  non solo 'beni' collettivi tutelati dalla legge, ma anche una fonte
  inestimabile  di  ritorno economico, essendo  il  paesaggio  stesso
  attrattiva  straordinaria  per  flussi  di  turismo  nazionale   ed
  internazionale;

   anche  e  soprattutto  per chi vive sull'Isola,  in  un'ottica  di
  valutazione a lungo termine, il dato della qualità della vita resta
  inevitabilmente legato alle condizioni di salute dell'ambiente, con
  ricadute fortissime sullo stato di salute dei cittadini;

   considerato che:

   l'elevata incidenza di malattie connesse ai disastri ecologici  si
  ripercuote  in maniera sostanziale sui costi del sistema sanitario,
  traducendosi in un ulteriore danno economico per la Regione;

   il  deturpamento del paesaggio, a cominciare dalle condizioni  del
  mare  e  delle  spiagge,  comporta uno  scoraggiamento  dei  flussi
  turistici, con relativo danno economico per il territorio siciliano
  in termini di indotto;

   tra  le  tante, troppe carenze in materia ecologica che la Regione
  siciliana  annovera,  i  casi degli stabilimenti  petrolchimici  di
  Gela,  Priolo  e  Milazzo restano tra i più preoccupanti,  per  via
  delle  gravissime  e  nefaste incidenze  sui  rispettivi  territori
  (falde  acquifere,  atmosfera,  terreni  agricoli,  etc.)   e,   di
  conseguenza, sulla salute dei cittadini, gravemente minacciati  dal
  tasso di veleni dispersi nell'ambiente e condannati a un destino di
  patologia (la percentuale di tumori e di malformazioni genetiche in
  queste aree risulta nettamente superiore alla media nazionale);

   rilevato che:

   più  e  più  volte - con tanto di inchieste aperte delle  Procure,
  denunce delle associazioni ambientaliste locali e sollecitazioni da
  parte  delle  famiglie  delle  vittime  di  cancro  e  di  malattie
  genetiche  -  il  problema dell'inquinamento letale generato  dagli
  impianti  petrolchimici è stato sollevato, sollecitando risposte  e
  soluzioni  nei  confronti  delle  società  proprietarie   e   delle
  amministrazioni pubbliche (Comuni, Regione, Ministero);

   nonostante  il rumore mediatico, il ricorso alla giustizia  e  gli
  appelli  alla  politica, mai la questione  è  stata  affrontata  in
  maniera seria, organica e risolutiva;

   come se non bastasse, oltre al danno della devastazione ecologica,
  i   cittadini   siciliani  subiscono  la  beffa  di   una   mancata
  agevolazione sui costi del greggio raffinato sull'Isola;

   per sapere se intendano:

   istituire con urgenza una Commissione di esperti, escludendo  ogni
  tipo di intercessione da parte delle Società che controllino i poli
  petrolchimici (come è già avvenuto in passato), al fine di produrre
  dati certi sul rapporto tra inquinamento e degenerazioni ecologiche
  e sanitarie sul territorio nisseno e siracusano;

   attivarsi per provvedere alla bonifica dei territori in  cui  sono
  stati  dispersi, bruciati, liberati materiali tossici e inquinanti,
  in  certi  casi  persino  radioattivi (mercurio,  cianuri,  ossidi,
  fertilizzanti, eternit, pet coke); bonifiche peraltro richieste  ed
  invocate  più  volte, ma mai effettuate, così da  lasciare  in  uno
  stato di contaminazione gravissima intere aree paesaggistiche;

   sollecitare  il  censimento  e  la bonifica  di  tutti  quegli  di
  stabilimenti  che siano stati dismessi e abbandonati - individuando
  competenze  economiche  e  responsabilità  -  con  l'obiettivo   di
  valutare  quali  materiali vi siano depositati  e  quali  eventuali
  fenomeni di inquinamento e di alterazione chimica siano in atto;

   promuovere un processo di adeguamento dei poli petrolchimici,  con
  opportuni  investimenti, per ridurre al minimo i rischi ambientali:
  gli  impianti di Gela, Priolo e Milazzo sono vecchi di  40  anni  e
  andrebbero  sostituiti con strutture ecosostenibili e  moderne,  in
  grado  di  limitare  le  devastanti  conseguenze  dell'attività  di
  raffinazione del greggio;

   promuovere  l'introduzione di apparecchiature tecniche  di  ultima
  generazione  per  effettuare rilievi h24  sul  funzionamento  degli
  impianti e sul tasso di inquinamento dei territori, impegnandosi  a
  condividere  in rete i dati ottenuti, garantendo il  massimo  della
  trasparenza;

   istituire    una   Commissione   di   tecnici   e   rappresentanti
  istituzionali  d'alta caratura scientifica e  morale,  che  operino
  come  garanti nell'ambito dei progetti di ammodernamento, bonifica,
  controllo,   smaltimento,   risparmio   energetico,    nonché    di
  monitoraggio  degli  investimenti economici  relativi  ai  siti  in
  oggetto». (725)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.   -«Con   riferimento   all'argomento   sollevato    con
  l'interrogazione  in oggetto, si rappresenta che  le  problematiche
  relative  al  potenziale danno per la salute  pubblica  nelle  aree
  particolarmente  esposte all'inquinamento dichiarate,  con  diversi
  provvedimenti   del  Consiglio  dei  Ministri  e   dell'Assessorato
  Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana, ad elevato  rischio
  ambientale,  sono  all'attenzione  dell'azione  del  Governo  della
  Regione.
   Si premette che, con deliberazione n. 489 del 30 dicembre 2010, il
  governo   pro-tempore  ha  istituito,  presso   l'Assessorato   del
  Territorio e dell'Ambiente, l'Ufficio Speciale  Sportello unico per
  il risanamento delle Aree ad elevato rischio di crisi ambientale  -
  Agenda  21  -  Amianto , responsabile, tra l'altro, delle  attività
  relative  all'aggiornamento, redazione ed attuazione dei  piani  di
  risanamento  ambientale delle aree dichiarate  ad  elevato  rischio
  ambientale. L'attività del predetto ufficio è cessata  in  data  17
  gennaio 2013.
   L'attuale  governo della Regione, ravvisando la  necessità  di  un
  approccio   interassessoriale  alla  complessa   problematica   del
  risanamento ambientale, con deliberazione della Giunta regionale n.
  246 dell'11 luglio 2013, ha dato mandato all'Assessore alla salute,
  all'Assessore   al  Territorio  ed  all'Ambiente  ed  all'Assessore
  all'Energia ed ai Servizi di Pubblica Utilità, ciascuno per le aree
  tematiche  di  propria  competenza, di costituire  una  Commissione
  regionale amianto, cui affidare il compito di predisporre un  Piano
  regionale  di  protezione, di decontaminazione,  di  smaltimento  e
  bonifica  dell'ambiente al fine della difesa dei pericoli derivanti
  dall'amianto   che  individui,  nell'ambito  del  Piano   Nazionale
  Amianto,  le  azioni  e gli interventi specifici  da  attivare  nel
  territorio siciliano».

                              L'Assessore

                            Maria Lo Bello