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Resoconto d'Aula della Seduta n. 81 di martedì 15 ottobre 2013
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   Presidenza del vicepresidente Venturino


   LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo: gli onorevoli  Musumeci,
  Tamajo e Vullo per oggi; l'onorevole Lo Giudice per i giorni  15  e
  16  ottobre 2013, Raia per cinque giorni a decorrere dal 15 ottobre
  2013;

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -  l'onorevole Ferrandelli è autorizzato a recarsi in missione  il
  23 ottobre 2013:
   -  gli onorevoli Musumeci e Figuccia sono autorizzati a recarsi in
  missione a Bruxelles, per motivi istituzionali, il 16 e 17  ottobre
  2013.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da  parte  dell'Assessore  per  l'Istruzione  e  la  Formazione
  professionale:

   N.  271 - Chiarimenti in merito al funzionamento degli ERSU e alla
  mancata  assegnazione  delle  figure di  direttore  nelle  sedi  di
  Palermo, Catania e Messina.
   Firmatario: Cracolici Antonello

   N.  455  - Iniziative per l'accorpamento in un unico istituto  dei
  due  licei  artistici  presenti nella città di  Catania  e  per  la
  razionalizzazione della rete scolastica.
   Firmatario: Vullo Gianfranco

   N.  643 - Notizie in merito ai paventati licenziamenti nel settore
  della formazione professionale.
   Firmatari:  Alloro Mario; Panepinto Giovanni (Nella seduta  n.  34
  del  17  aprile  2013  l'Assemblea ha preso  atto  della  richiesta
  dell'on. Panepinto di apporre la firma all'atto ispettivo. Con nota
  prot.  n.  28109 del 5 giugno 2013, il Presidente della Regione  ha
  delegato    l'Assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale).

   - da parte dell'Assessore per la Salute:

   N.  664 - Verifiche ispettive presso l'ASP di Trapani in relazione
  alle   procedure  di  aggiudicazione  del  servizio   di   supporto
  logistico.
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
  Valentina.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Abrogazione articoli 1, 2, 3 e 4 della legge regionale 5 Giugno
  1989, n. 12.  (n. 573)
   di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Foti,
  Cancelleri,   Cappello,  Ciaccio,  Ciancio,  Ferreri,   La   Rocca,
  Mangiacavallo,  Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino,  Zafarana  e
  Zito in data 8 ottobre 2013.

   - Modifiche alla normativa sulle aree protette. (n. 574)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 9 ottobre 2013.

   -  Norme  in materia di semplificazione amministrativa,  modifiche
  alla legge regionale 5 aprile 2011 n. 5. (n. 575)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Malafarina,
  Di Giacinto, Di Pasquale, Coltraro e Oddo in data 9 ottobre 2013.

   -  Modifiche  alla L.R. Sicilia 10 agosto 2012 n. 47.  Istituzione
  dell'Autorità   Garante   per   l'infanzia   e   l'adolescenza    e
  dell'Autorità Garante della persona con disabilità. In  particolare
  al  CAPO  I  Istituzione  dell'Autorità Garante  per  l'Infanzia  e
  l'Adolescenza (artt. 1-5). (n. 576)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Venturino in
  data 9 ottobre 2013.

   - Disciplina della figura del massofisioterapista. (n. 577)
   di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Barbagallo in
  data 9 ottobre 2013.

   -  Norme per promuovere l'educazione alimentare, la valorizzazione
  delle  produzioni agroalimentari biologiche, tradizionali e tipiche
  locali   e  per  la  qualificazione  dei  servizi  di  ristorazione
  collettiva. (n. 578)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Rinaldi  in
  data 9 ottobre 2013.

   - Istituzione in Sicilia dei cimiteri per animali d'affezione. (n.
  580)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Pogliese,
  Assenza,  Falcone, Vinciullo, Milazzo e Alongi in  data  9  ottobre
  2013.

   -  Istituzione della commissione temporanea per la verifica  della
  vulnerabilità sismica degli edifici pubblici. (n. 581)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Pogliese,
  Assenza,  Falcone, Vinciullo, Milazzo e Alongi in  data  9  ottobre
  2013.

   -  Incentivi  alla residenzialità dei giovani laureati  siciliani.
  (n. 582)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Pogliese,
  Assenza,  Falcone, Vinciullo, Milazzo e Alongi in  data  9  ottobre
  2013.

   - Norme sull'ordinamento degli Enti Locali. Indennità e gettoni di
  presenza  dei  Consiglieri Comunali e circoscrizionali,  componenti
  degli organi assembleari delle unioni dei Comuni e componenti degli
  organi assembleari dei consorzi tra Enti Locali. Oneri per permessi
  retribuiti   di  consiglieri  di  Enti  Locali.  Eleggibilità   dei
  Consiglieri  Comunali.  Soppressione delle  Commissioni  consiliari
  permanenti. (n. 583)
   di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Fazio in data
  11 ottobre 2013.
   - Agevolazione nella locazione abitativa per le famiglie con basso
  reddito nella Regione. (n. 584)
   di   iniziativa  parlamentare  presentato  dall'onorevole   Gianni
  Giuseppe in data 11 ottobre 2013.

   - Istituzione delle Biobanche di Ricerca in Sicilia. (n. 585)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Oddo,  Di
  Giacinto,  Coltraro, Dipasquale, Malafarina,  Dina,  Lo  Giudice  e
  Fontana in data 11 ottobre 2013.

    Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegno di
                                 legge
                      alla competente Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  presentato ed inviato alla Commissione:

                    BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)

   -  Disposizioni finanziarie urgenti e variazioni al bilancio della
  Regione   siciliana   per   l'anno   finanziario   2013.   Riordino
  dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della  Sicilia. (n. 579)
   di  iniziativa governativa, presentato il 9 ottobre 2013,  inviato
  il 10 ottobre 2013.
   parere I, III, IV, V e VI.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Disposizioni in materia di acquisizione dei dati inerenti l'uso
  di  sostanze  stupefacenti e/o psicotrope da parte dei parlamentari
  eletti all'Assemblea regionale siciliana. (n. 559)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'8 ottobre 2013.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -    Modifiche   ed  integrazioni  all'articolo  55  della   legge
  regionale   6  aprile 1996, n. 16:  Riordino della legislazione  in
  materia forestale e tutela della vegetazione . (n. 558)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'8 ottobre 2013.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Norme regolamentatrici delle modalità gestionali, organizzative
  e di funzionamento dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della
  Sicilia  A. Mirri . (n. 567)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'8 ottobre 2013.

              Comunicazione di ritiro di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Anthony Emanuele Barbagallo,
  con  nota prot. n. 11041/SG.LEG.PG. del 9 ottobre 2013, ha ritirato
  il   disegno   di  legge  n.  560   Disciplina  della  figura   del
  massofisioterapista  presentato in data 30 settembre 2013.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE. Comunico la richiesta di parere pervenuta ed assegnata
  alla Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere. (n.
  23/I).
   pervenuto in data 9 ottobre 2013, inviato in data 11 ottobre 2013.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   PRESIDENTE.  Comunico che la Commissione legislativa   Ambiente  e
  territorio'  (IV),  nella  seduta n. 71  dell'8  ottobre  2013,  ha
  approvato  la  risoluzione:  Misure urgenti da adottare  avverso  i
  distacchi delle utenze idriche in provincia di Agrigento  ad  opera
  del gestore Girgenti Acque S.p.A' (6/IV).

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LANTIERI,  segretario:     (i  testi  delle  interrogazioni   sono
  riportati in allegato)

   N. 1310 - Chiarimenti circa la corretta manutenzione straordinaria
  dell'area di S. Sebastianello (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1311  -  Notizie  su  un  decreto ingiuntivo  della  Provincia
  regionale di Siracusa circa mancati trasferimenti finanziari  della
  Regione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1312  -  Armonizzazione  degli adempimenti  amministrativi  in
  ordine alla verifica preventiva  dell'interesse archeologico.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.   1316  -  Chiarimenti  circa  i  criteri  utilizzati  per   la
  concessione di contributi per manifestazioni turistiche.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Falcone Marco

   N. 1325 - Chiarimenti circa l'assegnazione in Sicilia dei posti di
  servizio civile nazionale.
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio

   N. 1326 - Opportune iniziative allo scopo di garantire le adeguate
  figure  professionali  agli  uffici  del  Servizio  prevenzione   e
  sicurezze negli ambienti di lavoro in seno alle ASP.
   - Assessore Salute
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio.

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta  di  risposta  in  Commissione:          (i  testi  delle
  interrogazioni sono riportati in allegato)

   N.  1315  -  Azioni  finalizzate a una tempestiva  erogazione  dei
  finanziamenti alle scuole siciliane.
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari:  Cirone  Maria  in  Di Marco;  Maggio  Maria  Leonarda;
  Milazzo Antonella Maria; Panarello Filippo

   N.  1319  - Notizie in merito all'organizzazione della rete  post-
  acuzie nella provincia di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Gianni Giuseppe

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo e alle competenti Commissioni.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   LANTIERI,  segretario:       (i  testi delle  interrogazioni  sono
  riportati in allegato)

   N.  1308  -  Interventi urgenti a seguito della sospensione  delle
  attività  del mercato ittico di Porticello  in territorio di  Santa
  Flavia (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri  Vanessa;
  Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina;   Tancredi    Sergio;   Trizzino   Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   N. 1309 - Chiarimenti su modifiche al funzionigramma societario da
  parte  del  Collegio  dei sindaci della società  partecipata  Parco
  scientifico e tecnologico della Sicilia (PSTS).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatari:  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Foti  Angela;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri  Vanessa;  La
  Rocca  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Miccichè Gianluca  Antonello;
  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi
  Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  1313 - Chiarimenti riguardo la mancata istituzione della  zona
  franca urbana (ZFU) di Partinico (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciaccio  Giorgio; Ciancio  Gianina;   Ferreri  Vanessa;
  Foti   Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi
   Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  1314 - Iniziative da assumere presso il Governo nazionale  per
  una  revisione dei tempi di affidamento dei lavori sulle  strutture
  scolastiche.
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.   1318   -   Iniziative  per  mettere  a  bando   progetti   di
  implementazione dei servizi assistenziali proposti dalle  II.PP.A.B
  siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari:  Foti  Angela; Ferreri Vanessa; Zito  Stefano;  Ciancio
  Gianina;  Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni  Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;   La  Rocca  Claudia;  Trizzino  Giampiero;  Mangiacavallo
  Matteo;  Siragusa  Salvatore; Zafarana Valentina; Tancredi  Sergio;
  Palmeri Valentina

   N.  1320  -  Precisazioni  in  merito alla  gestione  dell'appalto
  pubblico per il servizio di raccolta rifiuti nel comune di Floridia
  (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N.  1321  -  Verifica in ordine al liquame fuoriuscito  da  alcune
  tubazioni nel vallone Monachella sito a Priolo Gargallo (SR).
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N.  1322 - Azioni a salvaguardia del personale in servizio  al  31
  dicembre 2012 presso gli ATO rifiuti della Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari: Lo Sciuto Giovanni; Greco Giovanni; Figuccia  Vincenzo;
  Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro  Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Federico Giuseppe

   N.  1323  - Provvedimenti da assumere per assicurare la continuità
  operativa  degli  sportelli multifunzionali e  i  relativi  livelli
  occupazionali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari: Lo Sciuto Giovanni; Greco Giovanni; Figuccia  Vincenzo;
  Lombardo  Salvatore  Federico; Di Mauro  Giovanni;  Fiorenza  Dino;
  Federico Giuseppe

   N. 1324 - Chiarimenti circa la dismissione del pacchetto azionario
  detenuto dalla Regione nella Mediterranea Holding s.p.a.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Fazio Girolamo

   N. 1327 - Notizie sui controlli ambientali nell'area di Gela (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari: Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore;  Palmeri Valentina; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano.

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interpellanze presentate.

   LANTIERI,   segretario:     (i  testi  delle  interpellanze   sono
  riportati in allegato)

   N.  105  -  Notizie sulla mancata impugnazione,  avanti  la  Corte
  Costituzionale,  della  legislazione nazionale  di  riordino  della
  geografia giudiziaria in Italia.
   - Presidente Regione
   Firmatari:  Ioppolo  Giovanni;  Musumeci  Nello;  Formica   Santi;
  Currenti Carmelo

   N.  106  -  Interventi per il ripristino del  servizio  medico  di
  emergenza-urgenza nel comune di Menfi (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Cascio Salvatore

   N.  107  - Iniziative per l'incentivazione della cotonicoltura  in
  Sicilia, con particolare riferimento al cotone raccolto nella piana
  di Gela.
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   Firmatari:  La  Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
  Angela;    Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  108 - Modifica dell'accordo ANCI-CONAI circa la produzione  di
  imballaggi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:    Ciaccio   Giorgio;   Cancelleri   Giovanni    Carlo;
  Mangiacavallo  Matteo;  Cappello   Francesco;   Ciancio    Gianina;
  Ferreri  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   N. 109 - Istituzione delle zone a burocrazia zero in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatari:    Ciaccio   Giorgio;   Cancelleri   Giovanni    Carlo;
  Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  110  -  Chiarimenti circa la prosecuzione dei servizi  erogati
  dalla   società  'Sicilia e-servizi  Venture'  e  salvaguardia  dei
  relativi livelli occupazionali.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Figuccia Vincenzo.

   PRESIDENTE.   Avverto  che,  trascorsi  tre  giorni   dall'odierno
  annunzio senza che il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione,  le
  interpellanze si intendono accettate e saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  mozioni presentate.

   LANTIERI,   segretario:     (i  testi  delle  interpellanze   sono
  riportati in allegato)

   - numero 189  Iniziative urgenti a livello nazionale e comunitario
  per  rispondere all'emergenza umanitaria legata ai flussi migratori
  nel  Mediterraneo , degli onorevoli Sammartino  Luca;  Di  Giacinto
  Giovanni;    Picciolo   Giuseppe;   Cascio   Salvatore;    Coltraro
  Giambattista;  Dipasquale  Emanuele;  Forzese  Marco  Lucio;  Greco
  Marcello;  Leanza Nicola; Lentini Salvatore; Lo Giudice  Salvatore;
  Malafarina  Antonio;  Nicotra Raffaele  Giuseppe;  Oddo  Salvatore;
  Ruggirello  Paolo; Savona Riccardo; Sudano Carmela  Valeria  Maria;
  Tamajo Edmondo, presentata il 4 ottobre 2013;
   - numero 190  Iniziative urgenti finalizzate alla realizzazione di
  interventi  di  miglioramento dei livelli  di  apprendimento  della
  popolazione   scolastica  siciliana ,  degli   onorevoli   Zafarana
  Valentina;   Cancelleri   Giovanni   Carlo;   Trizzino   Giampiero;
  Mangiacavallo  Matteo;  Zito  Stefano;  Ciaccio  Giorgio;  Siragusa
  Salvatore;  Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti Angela;  Ferreri
  Vanessa;  Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Cappello  Francesco,
  presentata il 7 ottobre 2013;

   -  numero  191   Chiarimenti  urgenti  in  ordine  alla  messa  in
  liquidazione  della  Società  'Sicilia  e-servizi  s.p.a.'  e   sul
  programma  di  informatizzazione della  Regione  siciliana ,  degli
  onorevoli  Cordaro  Salvatore; Clemente Roberto  Saverio;  Lantieri
  Annunziata Luisa; Grasso Bernadette Felice, presentata il 9 ottobre
  2013;

   -  numero  192  Iniziative per contrastare la riduzione dei  posti
  letto  per acuti nel servizio sanitario regionale , degli onorevoli
  Digiacomo Giuseppe; Marziano Bruno; Raia Concetta; Arancio Giuseppe
  Concetto, presentata il 9 ottobre 2013;

   - numero 193  Modifica dell'art. 9 del decreto assessoriale dell'8
  agosto  2013,  in  materia di agriturismo ,  degli  onorevoli  Foti
  Angela;  Zafarana  Valentina; Ciancio Gianina;  Palmeri  Valentina;
  Zito   Stefano;  Cappello  Francesco;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Ciaccio    Giorgio;   La   Rocca   Claudia;   Trizzino   Giampiero;
  Mangiacavallo   Matteo;   Siragusa   Salvatore;  Tancredi   Sergio;
  Ferreri Vanessa, presentata il 10 ottobre 2013;

   - numero 194  Iniziative urgenti per scongiurare gravi disfunzioni
  nel  servizio idrico integrato e l'eventuale conseguente  emergenza
  igienico-sanitaria  nella  provincia di Palermo ,  degli  onorevoli
  Palmeri Valentina; Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa;   Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Siragusa  Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Tancredi  Sergio;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano, presentata il 10 ottobre 2013;

   -  numero  195   Interventi atti a contrastare la  diffusione  dei
  focolai  di  'blue tongue' e a sostenere economicamente le  aziende
  danneggiate   dal   contagio  della  malattia ,   degli   onorevoli
  Ruggirello  Paolo; Sammartino Luca; Sudano Carmela  Valeria  Maria;
  Cascio   Salvatore;  Leanza  Nicola;  Lentini  Salvatore;   Nicotra
  Raffaele Giuseppe; Oddo Salvatore, presentata l'11 ottobre 2013.

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  mozioni  testé  annunziate  saranno
  demandate,  a  norma  dell'art. 153 del Regolamento  interno,  alla
  Conferenza   dei   Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari   per   la
  determinazione della relativa data di discussione.

               Comunicazione di ritiro di interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che, con nota pervenuta  via  email  il  14
  ottobre  2013  e  protocollata al n. 11253/AULAPG  del  15  ottobre
  successivo, l'onorevole Marcello Greco ha ritirato l'interrogazione
  n.  1317,  in  quanto di identico contenuto alla n. 1290,  a  firma
  dello stesso deputato.

   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione relativa alla I Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, alle  ore  12.00  di  lunedì  14
  ottobre  u.s. è scaduto il termine, più volte prorogato  da  questa
  Presidenza,  perché  i Presidenti di Gruppo parlamentare  richiesti
  provvedessero   alle   designazioni  sostitutive   dei   componenti
  dimissionari  della  I Commissione legislativa  permanente   Affari
  Istituzionali .
   Poiché  tale termine è decorso, ancora una volta, infruttuosamente
  e  poiché la Commissione in questione risulta a tutt'oggi priva del
  suo   quorum  strutturale  (almeno  la  metà  più  uno   dei   suoi
  componenti),  la stessa non può dirsi giuridicamente  esistente  e,
  pertanto,  occorre  procedere  alla rimozione  di  tale  perdurante
  situazione di stallo istituzionale.
   Ragion  per  cui, così come pacificamente emerso ed  acclarato  in
  sede  di  Commissione  per  il  Regolamento,  da  ultimo  svoltasi,
  sussistono i requisiti regolamentari per l'avvio delle procedure di
  cui  all'art.  38, comma 1, del Regolamento interno  dell'Assemblea
  regionale  siciliana,  tese  al rinnovo  integrale  della  suddetta
  Commissione.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli   colleghi,   abbiamo  ricevuto  un   fax   dall'ufficio
  dell'assessore per le attività produttive, dottoressa Vancheri, che
  informa  che l'assessore sta per arrivare. Considerato che  abbiamo
  all'ordine del giorno alcune mozioni, credo sia necessaria  la  sua
  presenza in Aula per trattarle.
   Sospendo,  quindi, la seduta per consentire al rappresentante  del
  Governo di giungere in Aula.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.06, è ripresa alle ore 17.31)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avevamo sospeso l'Aula  aspettando
  l'arrivo  dell'assessore Vancheri che, come vedete,  non  è  ancora
  arrivata. Abbiamo provato a contattarla, ma non ho notizie, per cui
  non  trovo  giusto  tenervi  qui  in  Aula  ad  aspettare  l'arrivo
  dell'assessore, che non sappiamo se arriverà o meno.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   PALMERI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche se non è  un
  punto all'ordine del giorno vorrei segnalare a questa Assemblea una
  situazione urgente afferente il servizio idrico della provincia  di
  Palermo, per la quale venerdì abbiamo presentato una mozione  e  un
  ordine del giorno al Presidente Ardizzone, che lo ha esaminato e ci
  ha fornito una ricevuta.
   Questa  mozione  e  questo  ordine del giorno  vorrebbero  portare
  l'attenzione sulla situazione di APS (Acque Potabili Siciliane) che
  gestisce e si occupa del servizio idrico di 52 comuni siciliani.
   Domani   ci  sarà  un  incontro  con  diversi  sindaci,  APS,   il
  commissario   liquidatore,  il  commissario  della   provincia,   i
  sindacati,  si  discuterà e probabilmente  c'è  il  rischio  di  un
  fallimento, visto che APS si trova in pre-fallimento.
   Per scongiurare una situazione di deficit idrico, di carenze anche
  igienico-sanitarie, visto che si gestiscono i  depuratori  e  varie
  altre  infrastrutture,  abbiamo chiesto, fra  le  altre  cose,   in
  questo  ordine del giorno di potere sospendere tutte  le  procedure
  fallimentari  visto che in commissione di merito stiamo  discutendo
  la  nuova  legge  sul  servizio idrico, quindi stiamo  per  evitare
  disservizi in tutta la provincia per ben 52 comuni. Abbiamo chiesto
  una sospensione di queste procedure.

   PRESIDENTE.  Onorevole Palmeri, la ringrazio per avere  portato  a
  conoscenza  dell'intera Assemblea questo problema.  E'  chiaro  che
  personalmente  mi  farò  portavoce  di  questo  suo  messaggio  nei
  confronti dell'assessore Marino che credo sia l'assessore  preposto
  per  cercare di trovare una soluzione al problema da lei presentato
  in Aula.

   D'ASERO. Chiedo di parlare a norma dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   il   gruppo
  parlamentare PDL che ho l'onore di rappresentare ha manifestato con
  grande  amarezza  uno  stato di disagio  per  il  mancato  rispetto
  istituzionale  che  in  questa  Aula viene  pervicacemente  portato
  avanti  dal Governo con la continua assenza sia del presidente  sia
  degli  assessori.  E'  un  fatto  grave  sull'impegno  assunto  dal
  Presidente Crocetta di venire a riferire in Aula e quindi a  questo
  Parlamento,  al  di là delle posizioni dei singoli e  del  rispetto
  della  persona,  e quindi di un rispetto diretto  alla  persona,  e
  ritengo che ci sia un rispetto istituzionale che bisogna invocare.
   Su  questo  argomento ritengo che da parte di  tutti  ci  sia  una
  sottovalutazione del problema, perché non è possibile  che  davanti
  all'impegno  solenne  assunto  in  Conferenza  dei  capigruppo,  il
  Presidente Crocetta abbia chiesto di poter riferire all'Aula  sullo
  stato  di  crisi  del  suo  stesso  Governo  e  sulla  crisi  della
  maggioranza in frantumi, il giorno 3 di ottobre, e non essendo egli
  disponibile  per tale data ci chiese di spostare di una  settimana,
  dal  3  al  10  di  ottobre,  questo  momento  di  incontro,  e  la
  sensibilità  di ognuno di noi ci ha resi disponibili ad  accogliere
  immediatamente tale richiesta.
   E  dunque, oggi, è veramente un fatto grave che non ci sia  alcuna
  risposta.
   Il   Presidente  Ardizzone,  in  un  incontro  informale   con   i
  capigruppo,  ha  detto  di avere ricevuto una  telefonata  che  gli
  chiedeva di spostare tale incontro.
   Io  ritengo che anche in questo senso la Presidenza dell'Assemblea
  -  quindi,  anche lei, signor Presidente - deve attivarsi  per  una
  iniziativa  che  tenda  a salvaguardare quel  rispetto  che  l'Aula
  merita.  Non  è  possibile assistere in maniera  quasi  rassegnata,
  impunemente,  a questo stato di cose; non è possibile  assistere  e
  per  giunta  avere  il  dito puntato contro da  parte  di  illustri
  soggetti  esterni  a  questa Assemblea,  come  se  l'Assemblea  non
  compiesse il proprio dovere
   Io  ritengo  che  sia giunto il momento di essere più  decisi,  di
  prendere  in  maniera seria ogni iniziativa utile a determinare  un
  giusto  rapporto  di  rispetto  istituzionale  fra  il  Governo   e
  l'Assemblea  regionale  siciliana; cosa che  oggi,  di  fatto,  non
  esiste.   Anzi,   questo   tipo  di  rapporto   trova   una   forte
  mortificazione nel constatare questa costante assenza  che  diventa
  un fatto di mancato rispetto.
   A  questa  assenza  si  aggiunge il  grande  vuoto  operativo  del
  Governo.
   Non  è  possibile  ancora pensare che si possa  liquidare  con  un
  comunicato stampa del  Presidente della Regione che, probabilmente,
  sono venuti a cessare i motivi di contrasto tra il Governatore e il
  PD  come  se  ciò  appartenesse ad una partita da giocare  in  casa
  nostra,  tra  virgolette, una partita da giocare  in  Parlamento  e
  quindi su questo va fatta chiarezza in maniera seria, atteso che in
  atto  il Governo non c'è ma i problemi ci sono. Esistono i problemi
  gravi  che tutti conosciamo: il lavoro, la burocrazia, il  credito,
  la programmazione 2014/2020 ancora da definire.
   Tutta  una serie di motivi che devono spingerci ad ogni iniziativa
  utile per evitare che si determini una grande conflittualità,  pure
  istituzionale.

   VINCIULLO.  Chiedo di parlare a norma dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che  la
  Presidenza,  nella  gestione collegiale del Presidente  e  dei  due
  vicepresidenti - non voglio assolutamente addebitare a lei l'intera
  responsabilità  -  abbia  delle  responsabilità  gravissime   nella
  gestione di quest'Aula nell'ultimo mese.
   Da quando siamo tornati dalle ferie in quest'Aula si è fatto poco,
  non  siamo  riusciti  a dare risposte concrete  ai  siciliani.  Non
  possiamo  continuare  così perché il discredito  totale  ricade  su
  questa  Assemblea. Non possiamo continuare a dare l'impressione  di
  riunirci  per poi non fare nulla e tornarcene a casa.  Io  torno  a
  casa  mortificato  perché,  guardando i  miei  figli,  do  loro  la
  certezza che sono venuto qui per non fare nulla  E così non si  può
  più continuare.
   Signor Presidente, non è più una questione politica, ormai  è  una
  questione morale
   Da giorni vado sostenendo che dobbiamo evitare di fare una mozione
  di sfiducia.
   Dobbiamo  cercare  invece di portare a compimento  alcuni  impegni
  precisi,  che  sono quelli di impegnare totalmente i fondi  che  la
  Comunità  europea ci ha affidato, in modo da riuscire a  portare  a
  casa  gli  800  milioni  di  euro  per  l'edilizia  sanitaria,   di
  predisporre  la  programmazione  2014/2020  per  poi  decidere   se
  andarcene a casa o continuare questa esperienza parlamentare.
   Ma  che  significato avrebbe dare fiducia a un Governo che non  si
  presenta  in Aula? Che significato avrebbe sforzarsi di sfidare  la
  pubblica  opinione,  come ho fatto io, per l'idea  che  la  Sicilia
  viene  prima  dei  nostri  destini  politici  se  poi  veniamo   in
  quest'Aula e il Governo non si presenta?
   Signor Presidente, le chiedo di verificare col Segretario generale
  se  è  possibile  stasera dare vita a una mozione  di  censura  nei
  confronti  del  Governo,  perché non  è  possibile  che  su  dodici
  assessori  non  si  presenti  nessuno   Non  è  possibile  che  con
  centinaia di interrogazioni, di mozioni e di ordini del giorno, noi
  non si possa operare
   In maniera provocatoria, signor Presidente, la invito a mettere in
  discussione  stasera  un  ordine  del  giorno  che  io  ed   alcuni
  parlamentari  del  Movimento  Cinque Stelle  abbiamo  presentato  a
  proposito  degli insegnanti di sostegno e dei ragazzi  diversamente
  abili  che  in  Sicilia, tutti i giorni, vedono scippati  i  propri
  insegnanti  di  sostegno  da un Governo  nazionale  che  pensa  che
  privando  i  nostri  figli diversamente abili degli  insegnanti  di
  sostegno si possano risolvere i problemi del bilancio dello  Stato.
  E  questo in attesa dell'arrivo del Governo, in attesa che si possa
  discutere  sulla vicenda legata all'ente Porto di Messina,  che  mi
  pare di capire spinge l'assessore troppo spesso ad assentarsi
   Non giustifichi l'assenza, signor Presidente; l'altra sera eravamo
  in Aula, eravamo nelle condizioni di poter discutere questa mozione
  e di votarla.
   In  attesa  della  presenza del Governo, io  la  invito  dunque  a
  mettere in discussione tutti gli ordini del giorno depositati e, in
  particolar  modo,  questo  che riguarda una  cosa  importantissima,
  riguarda   il   futuro  dei  bambini  e  delle  bambine   siciliane
  diversamente  abili che sono stati privati, anche per  questo  anno
  scolastico, del proprio insegnante di sostegno.
     Sarebbe un modo per occuparci di una cosa importante, sarebbe un
  modo  di occuparci di una cosa seria. E, fra le altre cose, proprio
  perché manca il Governo siamo nelle condizioni di poter operare.
   Presidente,  non  mi  dica, dopo avere consultato  gli  uffici  di
  questa  Assemblea,  che non è possibile farlo perché  tra  il  fare
  nulla  e  andarcene  a  casa rubando, anche stasera,  lo  stipendio
  invece di produrre qualcosa nell'interesse della Sicilia, credo che
  questa  sia  la  strada  migliore, la strada maestra  che  dobbiamo
  seguire   In  questi giorni,  tanti solòni si alzano e  prendono  a
  schiaffi  da ogni parte questo Parlamento  A questi solòni  dico  e
  consiglio di guardare come e perché questa Assemblea non  riesce  a
  produrre,  e prima di prendere a randellate quelli fuori  casa,  di
  guardare  a casa propria se quelli che li rappresentano sono  nelle
  condizioni  di  mettere  questo  Parlamento  nelle  condizioni   di
  operare.
   Questo  facile moralismo rivolto sempre nei confronti degli altri;
  questo facile moralismo che ci spinge a giudicare sempre gli altri;
  questo  facile moralismo che ci spinge a vedere la pagliuzza  negli
  occhi  degli  altri  e a non vedere la trave che  acceca  i  nostri
  occhi,  credo  sia  una cosa, cari colleghi, che non  dobbiamo  più
  permettere  a  nessuno.  Per questi motivi,  signor  Presidente,  a
  prescindere dalla presenza del Governo, stasera la invito ad andare
  avanti  e a mettere in discussione, per una eventuale approvazione,
  tutti gli ordini del giorno già presentati.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vinciullo, per il suo intervento.
   Io  ho  apprezzato una buona parte del suo intervento, ma  non  la
  prima  parte  quando lei sostiene che questa Presidenza nell'ultimo
  mese  ha lavorato male. Noi abbiamo provato in tutti i modi, tant'è
  vero  che,  convocando  l'Aula, abbiamo  cercato  di  mantenere  la
  dignità di questo Parlamento.
   Se  poi il Governo non si è presentato per le diverse ragioni, che
  di  volta in volta sono state qui spiegate, questo, mi lasci  dire,
  non è colpa della Presidenza.
   Noi abbiamo più volte sollecitato il Governo ad essere presente in
  Aula,   non   ultimo   la   settimana  scorsa   dopo   l'intervento
  dell'onorevole Grasso. Io stesso ho fatto pervenire una lettera  al
  presidente Crocetta. E' chiaro che noi possiamo essere responsabili
  per  i  nostri atteggiamenti, non possiamo essere responsabili  per
  gli  atteggiamenti del Governo. Per cui, condivido gran  parte  del
  suo  intervento,  nel  senso  che  è  vero  che  questo  Parlamento
  nell'ultimo  mese è stato in qualche modo delegittimato  nelle  sue
  funzioni,  ma  non  condivido l'attribuzione di queste  colpe  alla
  Presidenza di questa Assemblea.

   CORDARO. Chiedo di parlare a norma dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo vivendo una
  situazione che non credo abbia precedenti. Chi ha parlato prima  di
  me,  i colleghi che mi hanno preceduto, hanno già rassegnato a lei,
  signor  Presidente e all'Aula, il disagio di chi, come me, continua
  a credere in questa Istituzione nonostante questo Governo.
   Lo  dico  con estrema consapevolezza perché, Presidente Venturino,
  lei oggi svolge questo ruolo.
   E'  assolutamente inconcepibile che il Presidente  della  Regione,
  dopo  che  una  Conferenza dei capigruppo  alla  sua  presenza,  ha
  stabilito  un  dibattito  d'Aula, mandi una  lettera  dicendo  che,
  siccome  probabilmente ha risolto i suoi dissidi col  partito  che,
  non  si  capisce,  se  di riferimento o cosa,  allora,  qualora  ci
  dovesse  essere un dibattito, questo è rinviato sine die.
   Ma,  a  questo  punto, il vulnus non lo  crea il Presidente  della
  Regione,  a  questo punto il vulnus, se c'è, lo crea la  Presidenza
  dell'Assemblea  in  quanto  la Presidenza  dell'Assemblea  non  può
  permettere  un  atteggiamento  e una  condotta  di  questo  genere,
  Presidente Venturino.
   Pertanto,  siccome  io  conosco il senso delle  istituzioni  e  di
  questo  Ufficio  di Presidenza, vi prego, vi invito  caldamente,  e
  questo  è  il primo punto del mio intervento, a volere ripristinare
  le  regole  democratiche  e il senso delle istituzioni  che  ancora
  qualcuno  qui  ritiene, in quest'Aula, nonostante la  decadenza  di
  questi tempi, di poter continuare a tutelare.
   Secondo  punto.  Dalla  ripresa dei lavori  questo  Parlamento  ha
  esitato  un  solo  disegno  di legge di iniziativa  parlamentare  e
  basta.  Dal  mese di luglio attendiamo le variazioni  di  bilancio,
  condizione  necessaria  e  credo  non sufficiente  per  iniziare  a
  parlare di quelle risposte che i siciliani attendono.
   Altro che abolizione delle province. Altro che spot trasformati in
  flop.
   Dobbiamo cominciare a parlare di temi che riguardino lo sviluppo e
  il lavoro.
   Ebbene,  oggi  il  Governo non ha ascoltato neanche  l'invito  del
  presidente degli industriali.
   Mi  pare che oggi fosse invitato l'assessore Vancheri. Mi pare che
  l'assessore Vancheri rappresenti un certo mondo, o ricordo male?  E
  allora,   siccome  mi  capita  di  confondermi  perchè  in   questo
  sdoppiamento  di  personalità c'è qualcuno  in  questo  momento  in
  Sicilia che pensa di potere fare maggioranza e opposizione, Governo
  e  opposizione allo stesso tempo, io credo sia arrivato il  momento
  di decidere quello che vogliamo fare.
   Presidente  Venturino,  io  credo che il  dibattito  in  Aula  col
  Presidente Crocetta sia assolutamente necessario e imprescindibile,
  e  chi  parla di ribaltone in questi giorni o è ignorante  o  è  in
  malafede,  perché qui non c'è niente da ribaltare per  la  semplice
  ragione  che  il Presidente Crocetta in Aula non ha mai  avuto  una
  maggioranza  Quindi, cosa dobbiamo ribaltare  Né, d'altro canto - e
  lo voglio dire con estrema chiarezza - posso farmi dettare l'agenda
  politica  dagli  amici  del  Movimento Cinque  Stelle  che,  appena
  qualche  mese addietro, inauguravano il  modello Sicilia  eleggendo
  lei, vicepresidente Venturino a quella carica prestigiosa, e appena
  qualche  mese  addietro  hanno  votato  la  legge  finanziaria  del
  Presidente  Crocetta. E mi fa specie che nel centro-destra  ci  sia
  qualcuno  che voglia farsi dettare l'agenda politica dal  Movimento
  Cinque Stelle.
   Sarebbe più opportuno, a mio avviso, fare un ragionamento interno,
  ma  è imprescindibile che il Presidente Crocetta venga in Aula e ci
  spieghi  che  cosa vuole fare. Se egli ci dirà che non  vuole  fare
  niente  o  non  verrà  addirittura in  Aula,  non  ci  resterà  che
  prenderne  atto  perché  l'atteggiamento di responsabilità,  signor
  Presidente, onorevoli colleghi, che abbiamo voluto inaugurare è  un
  atteggiamento  di  responsabilità che è legato per  un  verso  alla
  spesa dei Fondi europei - e a questo proposito, abbiamo una data di
  fronte  a  noi,  che è quella del 31 dicembre -, ma d'altro  canto,
  vorremmo anche avere una interlocuzione per comprendere in concreto
  di cosa stiamo parlando.
   E  allora,  la presenza delle gentili rappresentanti del  Governo,
  che ringrazio, mi impedisce di concludere il mio intervento con  un
  atteggiamento plateale. Avrei concluso il mio intervento  occupando
  le poltrone del Governo, ma vedo che sono ben occupate, e quindi  a
  questo  punto  con  i colleghi Milazzo, Clemente ed  altri  avremmo
  occupato i banchi del Governo per fare in modo che queste sedie non
  diventassero da fredde che sono state a gelide, volevamo tenerle un
  poco in caldo.
   Signor   Presidente,   garantisca  il  ripristino   delle   regole
  democratiche.
   Il  dibattito non è un fatto privato fra il Presidente Crocetta  e
  il  PD.  Il  dibattito  è un fatto istituzionale,  stabilito  dalla
  Conferenza dei capigruppo insieme al Presidente della Regione, e va
  svolto nella prima seduta utile.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, è chiaro che il disagio che ha  lei
  e che ha questa Assemblea lo ha pure questa Presidenza. Però lei sa
  anche  meglio  di  me  - avendo, tra l'altro,  più  esperienza  del
  sottoscritto, perché è qui da un po' più di tempo - che noi abbiamo
  provato  tutto  quello  che  era possibile  fare  per  invitare  il
  Governatore ad essere presente nelle sedute d'Aula; purtroppo, devo
  dirle che non ci sono degli strumenti giuridici che possano imporre
  la  presenza del Governo, mentre invece se questa Assemblea  avesse
  già  da  tempo  approvato la legge statutaria, forse  oggi  avremmo
  potuto avere uno strumento in più per meglio capire, organizzare  i
  rapporti  tra  Assemblea  e  Governo. Pertanto,  probabilmente,  un
  passaggio di questo genere deve essere fatto anche a priori.
   Detto  questo, condividendo il disagio che lei ha e  che  l'intera
  Assemblea  ha,  andiamo  avanti, visto che è  arrivato  l'assessore
  Vancheri.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare a norma dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,  più
  volte negli interventi che mi hanno preceduto c'è stato spazio  per
  la critica dell'assenza, soprattutto per quell'assenza di giorno 10
  ottobre scorso che, concordata in Conferenza dei capigruppo, doveva
  portare  qui  il  Presidente  della Regione  a  parlare  della  sua
  maggioranza, ma soprattutto ad esporre le prospettive di sviluppo a
  breve,  medio  e  lungo termine per la nostra Regione,  perché  era
  normale,  in questo momento di grande frizione politica all'interno
  di  quest'Aula, che ci fosse anche un raccordo dal punto  di  vista
  programmatico.  Ciò non è avvenuto, non avviene  più  da  parecchio
  tempo  che ci sia la presenza del Presidente della Regione in Aula.
  Chiaramente, spesso vengono rivolti appelli alla Presidenza, quindi
  alla  sua  persona, alla persona dell'onorevole Giovanni Ardizzone,
  affinché  questo  finisca;  ma,  purtroppo,  questa  assenza  viene
  reiterata,  viene reiterata più volte e la colpa non  è  imputabile
  all'Ufficio di Presidenza, non è imputabile a nessuno, è imputabile
  semplicemente alla persona che in Aula non viene.
   Adesso, data questa prolungata assenza, visto che quando si  parla
  si  vuole  parlare  con qualcuno e guardarlo  in  faccia,  mi  sono
  permesso  di  portare una foto ricordo del Presidente Crocetta,  in
  maniera  tale  che così riesco anche a capire qual è  il  senso  di
  questo Governo regionale e qual è la persona alla quale parlo, alla
  quale rivolgo le mie critiche, così lo ricordo anche a voi, ricordo
  a  tutti  voi  il  viso,  il volto, i tratti  somatici  del  nostro
  Presidente della Regione. Mi sembra una cosa importante.
   Qui  stiamo  vivendo un momento di grande impasse, gli  interventi
  che  mi  hanno  preceduto hanno detto tutti un'unica verità:  siamo
  fermi,  siamo fermi come Parlamento, siamo fermi nella  possibilità
  di dare risposte concrete ai cittadini siciliani

   CRACOLICI.  Signor Presidente, faccia togliere la  fotografia  del
  Presidente Crocetta.

   CANCELLERI   propongo, quindi, se i colleghi  sono  d'accordo,  di
  mettere la foto direttamente nel posto che gli compete, così  tutti
  possono vederla.
   Questo  è  un momento che non riusciremo a superare facilmente,  e
  chiaramente non va bene, non va bene perché purtroppo quest'Aula  è
  chiamata  a  fare  le leggi per la Sicilia, è  chiamata  a  fare  i
  provvedimenti  che  devono  farci uscire  dalla  crisi.  Invece  la
  risposta governativa, che dovrebbe essere quella del timoniere  che
  comunque,  in  qualche  modo, guida questa nave,  è  quella  di  un
  Parlamento lasciato a ratificare proroghe, a ratificare leggi  che,
  spesso,  sono  state assolutamente non sufficienti. Perché  abbiamo
  fatto  il  doppio voto di genere, che nulla ha a che  fare  con  la
  ripresa delle nostre aziende e delle nostre imprese; abbiamo  fatto
  le  norme  su  incompatibilità  e  incandidabilità;  abbiamo  fatto
  qualche  altra legge di proroga dei precari, di proroga di ATO;  ma
  niente è stato in qualche modo rivolto allo sviluppo economico.
   Noi  non  stiamo  aspettando. Questo Parlamento  sta  cercando  di
  autodeterminarsi,  però  veniamo spesso bloccati  perché  manca  il
  Governo,  perché  mancano  gli assessori,  perché  non  si  possono
  discutere  le mozioni, perché non si possono incardinare i  disegni
  di legge.
   Ebbene,  siamo stanchi, siamo stanchi e chiediamo alla  Presidenza
  di  prendere le dovute posizioni perché il Parlamento possa  andare
  avanti.
   Tanti  disegni  di  legge  buoni e di  qualità  sono  ferme  nelle
  Commissioni. Io chiedo che vengano portati immediatamente in  Aula,
  con la presenza o meno di questo Governo, perché non ci interessa.
   Noi  dobbiamo  dare risposte ai cittadini e non  alla  presenza  o
  all'assenza  di  qualcuno  che, considerato  il  fatto  che  non  è
  presente,  devo  dedurre che se ne infischia  del  malessere  della
  popolazione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ne  approfitto  e
  non   mi  attarderò  sull'assenza  del  presidente  Crocetta,  come
  giustamente i miei colleghi hanno fatto fino a qualche momento  fa,
  però  vorrei utilizzare questo pulpito perché la Presidenza rivolga
  un  appello all'assessore Valenti e, specificatamente al  direttore
  Morale e pure alla Ragioneria generale, perché qualche giorno fa il
  presidente  Crocetta  ha  incontrato i  sindaci  dei  comuni  della
  Sicilia, 390 sindaci, a cui ha garantito massimo sostegno, a cui ha
  garantito la massima disponibilità e, invece, a distanza  di  circa
  dieci  mesi dall'inizio dell'anno, questo Governo regionale  non  è
  riuscito  a  dare  ai comuni siciliani più del  60  per  cento,  in
  termine di trasferimenti finanziari, della prima tranche, del primo
  acconto,  della prima trimestralità del 2012. Questa cifra equivale
  all'8,6   per  cento  rispetto  ai  finanziamenti  che   la   legge
  finanziaria regionale del 2013 prevede per i Comuni dell'Isola.  E'
  un dato allarmante.
   Oggi i Comuni non sono più nelle condizioni di pagare gli stipendi
  e, non soltanto gli stipendi ai dipendenti, ma di non pagare più  i
  fornitori, i servizi, di non garantire più i servizi essenziali.
   Allora, in maniera sommessa devo fare un richiamo, ma nel contempo
  faccio una constatazione.
   Vedo   due   assessori,  due  giovani  assessori,   belle   anche,
  attenzione,  così  come le vediamo nelle foto e ormai  sono  solite
  apparire  su  facebook  in  foto in compagnia,  sorridenti,  quando
  invece  ci  sono  tanti disoccupati che non sono  così  sorridenti,
  quando   ci  sono  tante  pubbliche  aziende  che  si  trovano   in
  difficoltà, tante piccole e medie aziende, assessore Vancheri,  che
  chiedono  qualche altra cosa oltre al sorriso. Il sorriso  è  anche
  importante,  ci  riempie i cuori e riempie i volti,  alcune  volte,
  quando  proviene  da  volti  gentili. Però,  presidente  Venturino,
  quando  vediamo l'assessore per il turismo in una foto che  non  fa
  ridere,  ma  che  è  molto ridicola, quella  foto  fa  vergogna  al
  Parlamento siciliano. E' una vergogna, caro Presidente, e lei  deve
  richiamare  l'assessore, perché questi atteggiamenti  offendono  il
  nostro Parlamento che è la più antica istituzione d'Europa e noi da
  parlamentari gradiamo, anzi esigiamo rispetto, non per noi ma per i
  siciliani.  E se una segretaria che non è stata eletta  offende  le
  istituzioni, noi siamo stati eletti ed esigiamo rispetto.

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone, non ho visto le  foto  perché  non
  vado  su  facebook, quindi non ne ho idea. Prima di andare  avanti,
  volevo   comunque   tranquillizzare  l'onorevole   Falcone   perché
  l'argomento che ha esposto nella prima parte del suo intervento era
  già  stato sollevato durante l'ultima seduta dall'onorevole Grasso,
  la  quale, subito dopo, mi aveva invitato a far pervenire un ordine
  del  giorno,  che  poi  non fu presentato e che  immediatamente  la
  Presidenza  ha provveduto a fare recapitare all'assessore  Valenti,
  nonché al presidente Crocetta.
   Per   cui,  il  problema  da  lei  sottoposto  oggi  è  già  stato
  attenzionato  da  questa Presidenza e stiamo  aspettando  di  avere
  risposte  sia  da parte del Governatore Crocetta che dell'assessore
  Valenti.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Giuseppe Milazzo. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  avrei
  voluto  astenermi dal fare questo intervento, però i componenti,  i
  rappresentanti delle opposizioni
   Signor  Presidente,  le  vorrei ricordare  che  poco  fa  è  stato
  talmente puntuale da

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, vi pregherei di lasciare  perdere
  facebook   per   un  paio  di  minuti  e  di  prestare   attenzione
  all'intervento dell'onorevole Milazzo.

   MILAZZO   GIUSEPPE.  Signor  Presidente,  è  successo  che,   dopo
  l'annuncio di una mozione di sfiducia da parte del Movimento Cinque
  Stelle  c'è  una  corsa,  in ordine sparso, ad  assumere  posizioni
  variegate. Io mi permetto di invitare i componenti delle  minoranze
  a  sospendere questa gara a chi la spara più grossa, rispetto a chi
  si  deve fare del male prima - e diciamocelo con onestà, ognuno  di
  questi amici delle minoranze che la spara più grossa rispetto a chi
  deve  fare  più  male  a se stesso, perché siamo  componenti  delle
  minoranze - e, quanto meno, non so se contrastare Crocetta  qualora
  iniziasse  un  percorso  distorto  rispetto  al  programma  che  ha
  presentato  ai  siciliani,  ma  almeno  lanciare  un  messaggio  di
  coesione all'interno delle minoranze.
   Mi  riferisco  ad  un  fatto, Presidente. L'onorevole  Cordaro  ha
  espresso   una  volontà,  ne  ha  espressa  anche  una  l'onorevole
  Vinciullo. Ebbene io non ho posizioni da esprimere, ma ritengo  che
  in passato le minoranze, in presenza di leggi utili per la Sicilia,
  e  comunque  con atteggiamento responsabile, hanno dato il  proprio
  contributo.
   Intanto,  bisogna  partire da un atteggiamento  responsabile,  poi
  invito  le  minoranze a ritrovare un percorso condiviso -  lo  dico
  chiaramente a titolo personale -, e visto che ci dobbiamo fare  del
  male  e  ognuno deve sparare, voglio sparare anch'io  la  mia  idea
  salvifica per la Sicilia.
   Certo, non posso seguire la posizione del Movimento Cinque Stelle,
  perché assume una posizione politica, e se uno non vuole sfiduciare
  il  Presidente  della Regione fa questa azione,  presenta  in  modo
  solitario la mozione di sfiducia.
   Se  si  vuole  iniziare  un  percorso di riflessione  affinché  il
  Presidente  della  Regione cominci col venire in Aula  a  spiegarci
  cosa  è  successo,  allora le opposizioni, le minoranze  si  devono
  sedere  e  riflettere  insieme sul percorso condiviso  da  adottare
  tutti insieme. Se si andrà in ordine sparso, Presidente, si perderà
  il   Parlamento,  perché  -  oggi  abbiamo  visto  l'impegno  degli
  assessori presenti - se gli assessori si assentano è perché  forse,
  e  dovremmo  avere il dubbio, il Parlamento comincia a  perdere  di
  autorevolezza;  presentiamo  solo  istanze  autolesioniste  per  il
  Parlamento.
   Ma  vi  rendete  conto che si parla ogni giorno su  come  dobbiamo
  farci  del  male e non si parla, invece, dei problemi  reali  della
  Sicilia?
   E,  allora,  dico  ai  presidenti dei  Gruppi  parlamentari  delle
  minoranze,  con  quelli  della  maggioranza  ci  abbiamo  perso  la
  speranza ormai, di fermarsi perché è un gioco che rischia di essere
  un   gioco   al   massacro.  Ritrovate  una  linea   condivisa    e
  rappresentiamola tutti insieme in Parlamento a questo Governo.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,  noi
  certo  richiediamo che il Presidente della Regione sia qui presente
  - magari tutta la Giunta, perché due assessori non sono sufficienti
  -  per  ascoltare  tutto e il contrario di  tutto,  tutto  ciò  che
  un'Aula,  una  sede così prestigiosa, giustamente deve  affrontare,
  prenderne  atto e tutto ciò che appartiene al dibattito sicuramente
  non  di un'Aula prestigiosa, ma di luoghi diversi che non mi va  di
  menzionare  proprio per non offendere l'Aula. Certo, uno  che  dopo
  vent'anni, nonostante la sua giovane esperienza politica, arriva in
  Parlamento  si aspetta chissà che cosa, la possibilità  di  entrare
  nel  merito di cose concrete e siccome, caro Presidente, a produrre
  il nulla siamo specialmente noi parlamentari, cerchiamo poi l'alibi
  e  l'alibi  è  il  Presidente della Regione. Cari colleghi,  quanti
  disegni di legge abbiamo preparato? Quanti disegni di legge abbiamo
  approvato? Andate a vedere; decine, forse qualche centinaio  e  per
  colpa nostra, solo nostra; non c'entra il Governo.
   Qui  dobbiamo presentare una mozione di sfiducia a noi stessi  che
  non  riusciamo  a  determinare nulla.  Dove  sono  le  leggi  sullo
  sviluppo?  Io  non  ne  ho  vista una in  Aula,  non  ho  avuto  la
  possibilità di votarla

   PRESIDENTE. Scusi, onorevole Dipasquale, se dobbiamo andare avanti
  in questo modo, non credo ne usciremo.
   Onorevoli colleghi, onorevole Gucciardi, non riesco a sentire  ciò
  che  dice  l'onorevole Dipasquale. Vi pregherei di tenere  il  tono
  della voce più basso, perché non si riesce ad ascoltare.

   DIPASQUALE.  La  ringrazio,  Presidente,  non  si  preoccupi,  non
  riusciranno a disturbare né il mio intervento né lei ad  ascoltarmi
  perché  siamo abituati, nonostante la giovane esperienza,  anche  a
  questo.  Io penso che prima di accusare il Presidente della Regione
  -  ci  sta richiamare lui e gli assessori ad una maggiore presenza,
  ad  una  maggiore attenzione, anche se, tutto sommato, una presenza
  c'è  -  però non possiamo pretendere che per le mozioni o  per  gli
  ordini  del  giorno ci sia sempre il Presidente della Regione.  Per
  gli  atti importanti è fondamentale che ci sia almeno un assessore,
  lo  condivido, è fondamentale, ma se non produciamo le leggi per lo
  sviluppo,  per  i disoccupati, per la crescita, per tutto  ciò  che
  volete è perché non siamo in grado di farlo.
   Noi  non  siamo  un Parlamento che viene bloccato  dal  Presidente
  Crocetta.
   Qui  ci  troviamo, purtroppo, ad avere due linee  di  condotta  in
  questa  Regione: una è del Governo, un presidente che porta  avanti
  le  sue idee, un presidente che lavora per rinnovare la Sicilia, un
  presidente   che   sta  facendo  la  sua  parte,   ovviamente   non
  dimentichiamo che non è trascorso neanche un anno dall'inizio della
  legislatura ma, comunque, a mio modo di vedere, la Sicilia che  sta
  cambiando,  almeno  nell'immaginario collettivo; dall'altra  parte,
  c'é  un  Parlamento  che produce disegni di legge,  buoni  intenti,
  voglia  di lavorare, ma quando dobbiamo concretizzare, cari  amici,
  non  concretizziamo nulla. Allora, io non voglio fare il  difensore
  d'ufficio perché non mi interessa e il presidente Crocetta  non  ne
  ha  bisogno,  però  dico  che ben venga l'invito  ad  una  maggiore
  partecipazione.  Intanto,  ringrazio gli  assessori  presenti.  Ben
  venga   questo  invito,  però  non  scarichiamo  le  responsabilità
  dell'Assemblea, le responsabilità della non agibilità e  della  non
  produttività  parlamentare sul Presidente Crocetta  e  sul  Governo
  regionale.
   Questo non c'entra, la responsabilità è tutta nostra.
   Amici  capigruppo, mi rivolgo a voi, dobbiamo prendere  una,  due,
  tre  o  quattro  leggi, le più importanti, e  portarle  avanti.  Il
  Presidente della Regione non c'entra nulla

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, intervengo
  solo   un  minuto  perché  poi  vorrei  che  iniziassero  i  lavori
  concretamente.  Mi  accodo  a quanto detto  dall'onorevole  Cordaro
  qualche  seduta fa. Vorremmo capire che fine fanno  i  nostri  atti
  ispettivi, perché corre voce - e qui me ne danno conferma - che  da
  mesi  rimangono nell'etere, sul sito, ma non hanno alcuna efficacia
  perché pare che il Presidente Crocetta non li invii agli assessori.
   Allora,  se  sono  cose inefficaci, ditelo, cosicché  noi  non  li
  produrremo più. Non prendiamo in giro i cittadini che ci vengono  a
  trovare per raccontarci e chiederci spiegazioni, perchè loro stessi
  non   riescono  ad  avere  informazioni  in  quanto   la   pubblica
  Amministrazione  della  trasparenza fa uno slogan,  ogni  cittadino
  dovrebbe avere accesso agli atti pubblici, e allora si rivolgono  a
  noi  e  noi produciamo altrettanto inutili atti perché non  vengono
  neppure   trasmessi  agli  Assessorati  che  poi,  quando   vengono
  incaricati  di relazionare, si prendono altro tempo,  altri  sei  -
  sette mesi.
   Insomma, io e i miei colleghi abbiamo ricevuto circa il dieci  per
  cento di risposte alle richieste che abbiamo fatto e, quindi, o  ci
  rivolgiamo all'oracolo, alla foto, sperando in messaggi subliminali
  per avere le risposte oppure che il Presidente si dia una mossa  ad
  inviare  gli  atti  ispettivi  agli Assessorati  e  a  farci  avere
  risposte rapide.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Palmeri.  Ne  ha
  facoltà.

   PALMERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  avrei  voluto
  sollevare questo problema di fronte al presidente Crocetta ma,  non
  potendolo  fare,  visto  che  dovrei rivolgermi  alla  trasmissione
  televisiva  Chi l'ha visto , lo faccio alla vostra presenza.
   In   particolare,  si  tratta  della  delibera  di  Giunta  numero
  42686/K4/2 del 18 settembre scorso.
   Il  presidente  Crocetta ha trasmesso al presidente Ardizzone  una
  richiesta  di  parere  su una deliberazione del  27  agosto  scorso
  relativa  alla designazione del dottor Giuseppe Antoci a presidente
  del Parco dei Nebrodi. In merito a questa richiesta, ovviamente, la
  prima Commissione non si è potuta riunire perché è dimissionaria e,
  quindi, il parere è passato in automatico.
   A  tal  proposito chiediamo che la questione relativa  alla  prima
  Commissione  venga risolta al più presto per evitare  problematiche
  di questo tipo.
   Riferendomi, invece, alla designazione del dottor Giuseppe Antoci,
  sull'argomento la fonte normativa è la legge 98 del  1981  che,  al
  comma 2 dell'articolo 9 bis, recita testualmente: «Il Presidente  è
  nominato  con decreto del Presidente della Regione, previa delibera
  della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale per il
  territorio  e  l'ambiente, ed è scelto fra  persone  che  si  siano
  particolarmente  distinte nella salvaguardia  dell'ambiente  e  che
  siano in possesso dei titoli culturali o professionali adeguati».
   Ebbene,  dall'esame del curriculum allegato non si  evince  alcuna
  preparazione specifica nell'ambito delle problematiche ambientali e
  della  tutela dell'ambiente; anzi, si nota che non sono  dichiarati
  dei  titoli  culturali  relativi al  prestigioso  incarico  che  si
  vorrebbe andare a ricoprire, tanto che ad esempio l'attività svolta
  nella  Scuola  Ufficiali o presso istituti di credito non  sembrano
  adatti  anche se, ovviamente, sono del tutto apprezzabili,  ma  non
  vedo  che tipo di affinità ci possa essere con un titolo di  questo
  genere. Fra l'altro non si evince neanche questa selezione,  questa
  scelta  fra  diverse persone che si doveva fare, appunto,  in  base
  alla legge che ho precedentemente letto.
   Manca totalmente nel curriculum del dottor Antoci l'attività nella
  salvaguardia  dell'ambiente  che deve  essere  abbinata  ai  titoli
  culturali e professionali.
   Inoltre,  dulcis  in  fundo, pare che il dottor  Antoci,  come  si
  evince  da  un articolo di  Sicilia Parchi , sia un fedelissimo  di
  Crocetta,  candidato  al Senato nelle file del  Megafono;  pertanto
  vedo  tutto  ciò  come  uno schiaffo alle normali  decisioni,  alle
  normali scelte che si dovrebbero fare in cose così importanti  come
  la tutela dell'ambiente e mi auguro che, prima o poi, finalmente si
  prenda  la  difesa dell'ambiente in questa Terra così martoriata  e
  delegittimata.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina.  Ne  ha
  facoltà.

   MALAFARINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, finalmente  da
  qualche minuto in Aula c'è un attimino di tranquillità, non  perché
  stia parlando io ma perché da qualche minuto l'Aula si è quietata e
  sta prestando attenzione. A me sembra di assistere veramente ad  un
  dibattito  surreale perché, di fronte, a ciò che sta succedendo  in
  Sicilia  ogni  giorno, di fronte a scandali cha hanno devastato  la
  Sicilia,  di  fronte  a   manciugghie   infinite,  come   dice   il
  presidente  Crocetta, da questi microfoni non si  spende  una  sola
  parola per esecrare un sistema clientelare e delinquenziale che  ha
  sperperato le risorse dei siciliani, che le ha devastate, che le ha
  tradotte solo in malaffare e in corruzione. Si accusa il presidente
  Crocetta di non essere in questa Aula come se stesse a Saint Moritz
  a sciare o alle Maldive a fare i bagni. Non mi risulta.
   Mi risulta, invece, che il presidente Crocetta lavori.
   Secondo  qualcuno  lavora anche male, in modo distratto,  in  modo
  confuso, probabilmente sta cominciando a mettere le mani in ciò che
  è necessario per la Sicilia.
   Si  dice  che quest'Aula non sia in grado di lavorare se  non  c'è
  l'input del Governo.
   Cari  colleghi,  avete perfettamente ragione. Avete  perfettamente
  ragione  in  tanti;  non  si è in grado di  lavorare,  se  non  c'è
  qualcuno che dice all'Aula che cosa si deve fare.

   CORDARO. Questo non lo accetto. Esco dall'Aula

   MALAFARINA. Esca, onorevole Cordaro, per carità.
   Io  non  vedo  da questa Aula una presentazione di un  disegno  di
  legge che possa migliorare, in qualche modo, la vita dei siciliani.
  E  non  voglio  ricordare  che  uno  dei  pochi  disegni  di  legge
  presentati  è stato presentato la settimana scorsa dal  Gruppo  del
  Megafono   sulla  semplificazione  amministrativa.  Semplificazione
  amministrativa che serve solo ed esclusivamente a ridurre  il  peso
  della  burocrazia  sulle  famiglie e sulle  imprese  siciliane,  ad
  evitare  un apparato che costa tantissimo, che blocca tantissimo  e
  che non produce risultati.
   Mi  dispiace  che  l'onorevole  Cordaro  si  sia  allontanato,  ma
  inviterei  tutti quanti noi a riflettere sulle cose che si  possono
  fare.  Si  può  semplicemente  delegiferare  anziché  continuare  a
  legiferare.
   Ci  sono  strati archeologici di norme che impediscono il  normale
  vivere  della  gente,  che  per una qualsiasi  attività  produttiva
  impiega secoli prima di arrivare ad una conclusione.
   C'è  un finanziamento alle imprese che può essere assolutamente  e
  tranquillamente deliberato ed approvato dal Parlamento, spero anche
  su  input  del Governo, ma sono delle cose che si possono fare  con
  piena,  totale e assoluta tranquillità e velocità e non si  troverà
  mai  in disaccordo un Governo che non chiede niente di più e niente
  di  meglio  che  una collaborazione del Parlamento,  un  aiuto  del
  Parlamento,  perché  i problemi della Sicilia  sono  tanti,  perché
  l'eredità  del  passato  è  molto  pesante,  perché  la  situazione
  economica  italiana oggi prevede ulteriori tagli nei  trasferimenti
  dello  Stato  alle Regioni o ai Comuni, perché avremmo  bisogno  di
  verificare  che cosa e come vengono spesi i soldi nella sanità  che
  rappresenta il 50 e passa per cento del bilancio regionale.  E  qua
  mi  si  viene a discutere se il dottor Antoci abbia o non abbia  le
  qualità?   Perché  Antoci,  povero  lui,  candidato  nel  Megafono,
  obiettivamente non avrebbe alcun titolo per essere scelto?  Non  si
  guarda  alle  capacità  delle persone, si guarda  all'appartenenza,
  quando altre persone che non erano appartenenti al Megafono ma  che
  hanno avuto le capacità, guarda caso, sono passate inosservate, nel
  silenzio totale.
   In  tutto  ciò invito quest'Aula a fare mente locale, ad esaminare
  quali siano i provvedimenti che si possono adottare e a collaborare
  efficacemente col Governo senza aspettare che le decisioni  piovano
  dall'alto.   Credo   ci  sia  la  più  ampia  e  totale   autonomia
  legislativa;  credo  che  delegiferare  sia  fattibile;  credo  che
  trovare i sistemi per svelare e condannare il malaffare sia compito
  di  quest'Aula; credo che con un clima diverso anche il  presidente
  Crocetta sarebbe più di frequente in quest'Aula se trovasse  quella
  giusta   collaborazione,  quel  giusto  terreno  in   cui   potersi
  confrontare  serenamente  con l'Aula  ed  in  cui  poter  avere  un
  supporto.
   Presidente,   ho   presentato  questo  disegno  di   legge   sulla
  semplificazione amministrativa che può essere una tappa  importante
  nella vita dei siciliani e vorrei che fosse trattato con urgenza.
   Vorrei  che  fosse  trattato  con urgenza  perché  l'articolato  è
  complesso, lungo, prevede una serie di semplificazioni obbligatorie
  per le Amministrazioni regionali e comunali, prevede un sistema  di
  controlli, prevede di sveltire la burocrazia regionale, prevede  la
  possibilità  di una difesa del suolo, prevede una razionalizzazione
  delle risorse. Quindi, il mio appello è: se l'Aula non ha nulla  da
  fare,  cominciamo a discutere di un disegno di legge che  possa,  e
  potrà, dare qualche cosa da fare.

   PRESIDENTE. Ricordo a tutti gli onorevoli colleghi che, più volte,
  ho  sottolineato come alcune cose arrivano in Aula prima  ed  altre
  più  tardi  in quanto tutto viene programmato dalla Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, per  cui  se  ci  sono  delle
  urgenze  sono  certo  che  la Conferenza  saprà  farsene  carico  e
  portarle in Aula quanto prima.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Gianni. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Ma poi li faremo parlare gli assessori?

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, dopo l'intervento dell'onorevole
  Gianni  darò  la  parola anche all'onorevole  Di  Mauro  che  si  è
  iscritto,  dopodiché  chiuderemo  gli  interventi  e  apriremo   la
  discussione sulle mozioni all'ordine del giorno.

   GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, il collega
  Cracolici  sa  che  questo dibattito non è inutile.  Qui  ci  siamo
  confusi,  ciascuno  di  noi, in quello che  è  il  ruolo:  c'è  una
  maggioranza,   o   dovrebbe  esserci  una  maggioranza,   c'è   una
  opposizione,  c'è  il  Governo che dovrebbe  produrre  leggi  e  il
  Parlamento che deve produrre leggi.
   Qualche  volta capita che il Parlamento e le Commissioni producano
  delle  leggi  e  restino in attesa che gli assessori di  competenza
  diano   il  quadretto  economico,  com'è  avvenuto  per  la   legge
  sull'amianto,  quando  abbiamo  aspettato  quattro  mesi.   Abbiamo
  suggerito  al  Governo  di rifinanziare la legge  23,  siamo  tutti
  d'accordo,  intanto  potrebbe  fare questo.  Abbiamo  suggerito  al
  Governo  di  intrattenere un rapporto forte con la  Lukoil',  della
  quale non abbiamo più notizie.
   In  questo  momento, signor Presidente, non dovremmo occuparci  di
  scandali,  non  siamo  un organo giudiziario,  collega  Malafarina,
  degli  scandali  se  ne  occupano la  Procura,  i  Carabinieri,  la
  Polizia.
   Noi dobbiamo occuparci di e preoccuparci di fare il lavoro.
   Qui bisogna sapere che cosa dobbiamo fare.
   Siccome il collega Dipasquale si vuole dimettere perché si è fatto
  la  sfiducia da solo, e non ha ben chiaro il quadro e le  cose  che
  dice,  io  capisco che dobbiamo essere tutti amici del  Presidente,
  che  il Presidente e il Governo siano impegnati, però c'è un limite
  a tutto.
   Questo  Parlamento ha già esitato due leggi che sono  state  fatte
  dai  colleghi del Movimento Cinque Stelle, ci sono altre due  leggi
  ferme  nelle Commissioni perché aspettano gli assessori competenti,
  sanità,  ambiente  e  bilancio, con la  legge  sull'amianto  che  è
  importantissima.
   Ci  sono  altre  leggi  che sono ferme nelle  Commissioni,  perché
  spesso  non  sono presenti gli assessori o non ci sono i  dirigenti
  delle  materie in discussione. Senza nulla togliere al  lavoro  che
  fanno  gli assessori, il Presidente della Regione non viene  qui  a
  farci una cortesia.
   Il  dibattito  politico  prevede che il Presidente  della  Regione
  venga  e  riferisca   Poi  noi votiamo,  come  maggioranza  o  come
  opposizione, e ciascuno si assume le responsabilità del caso.
   Anche  se  questo  momento, caro collega Di Pasquale,  è  talmente
  grave che qui dovremmo parlare di come impostare la prossima azione
  amministrativa  perché  ci  sono migliaia  di  persone  che  stanno
  morendo  di  fame  Se ci fermiamo a vedere come fare  a  pagare  lo
  stipendio di queste migliaia di persone e a trovare anche il lavoro
  a  quelli che ce lo richiedono, forse avremo fatto il nostro dovere
  anziché  giocare con le schermaglie, poiché siamo alla  schermaglia
  politico-teatrale.
   Penso  che  sarebbe più opportuno fermarsi e assumersi le  proprie
  responsabilità
   Il  Presidente della Regione che viene eletto attraverso  il  voto
  dei  candidati delle liste che lo hanno appoggiato sa  che  ha  una
  storia  da completare con chi lo ha appoggiato. Non è il Presidente
  eletto  direttamente  dal  popolo, così come  avviene  oggi  per  i
  sindaci.
   La  cosa  più grave è che a livello nazionale, regionale e locale,
  ci  sono delle leggi elettorali che ci hanno messo all'angolo.  Non
  c'è  più  la  politica.  C'è  uno che all'improvviso  viene  eletto
  sindaco, impazzisce e per cinque anni te lo devi sopportare, perché
  non c'è più la politica
   E così avviene a livello nazionale, tutti i camerieri, i segretari
  e  quant'altro diventano deputati, non c'è più il raccordo  con  la
  base; a livello regionale il Presidente della Regione viene eletto,
  con  questa  cosa di nominare gli assessori tecnici -  si  chiamano
  così   perché  non  sono  eletti  -  e,  di  fatto,  espropria   le
  caratteristiche  e le priorità del Parlamento  Io  credo  che  noi,
  caro collega Di Pasquale, dobbiamo fermarci su questo, fermiamoci a
  vedere  come  dobbiamo  risolvere i problemi  di  chi  aspetta  una
  risposta:   i  dipendenti  delle  province,  gli  impiegati   delle
  controllate, delle partecipate.
   Nessuno  qui è contro il Presidente della Regione. L'altro  giorno
  l'ho  difeso  sul fotovoltaico nelle serre di Gela, ma qui  bisogna
  essere  chiari:  o noi siamo chiari o è preferibile firmare  quella
  mozione di sfiducia e andarcene a casa.

   DI  PASQUALE.  La firmerò anch'io dopo avere visto la  sua  firma,
  onorevole  Gianni. Anche se io sosterrò sempre il Presidente  della
  Regione.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei,  per  un
  momento,  tornare indietro di qualche anno e ritornare ai tempi  in
  cui il Governo della Regione siciliana era retto prima da Cuffaro e
  poi  da Lombardo e, a proposito di questi due Governi, ricordo come
  fosse ora le richieste che venivano formulate dall'opposizione  per
  una convocazione urgente del Presidente della Regione affinché egli
  riferisse  in questo Parlamento l'evoluzione politica  che  si  era
  verificata  qualche  giorno  prima:  le  opposizioni,  giustamente,
  formulavano  una  richiesta al Presidente  della  Regione  affinché
  questi  in  Aula potesse rendere conto e ragione della  sua  azione
  politica.  Quei  Presidenti, anche per  una  forma  di  correttezza
  istituzionale  e  di  buone relazioni nel rapporto  tra  Governo  e
  Parlamento,  venivano  qui  in Aula  a  riferire  e  si  apriva  un
  dibattito.

   CRACOLICI. E se ne andavano

   DI  MAURO. Riferivano in Aula e si svolgeva un adeguato dibattito
  Non  c'era la conclusione con un voto perché questo non è  previsto
  dal nostro Regolamento, ma comunque c'era un dibattito franco che -
  mi  consentirà  l'onorevole  Cracolici,   che  sottolinea   le  mie
  considerazioni  -  consentiva un momento di democrazia  matura:  un
  Presidente della Regione viene in Aula e riferisce in Aula.
   Oggi le opposizioni hanno chiesto più volte, in sede di Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, di far sì che il Presidente
  della  Regione  venisse in Aula a riferire  e  a  rendere  conto  e
  ragione di quelli che sono stati gli ultimi passaggi circa  il  suo
  rapporto   con  i  partiti  che  lo  hanno  sostenuto  in  campagna
  elettorale.
   Allorquando  questo non si fa, c'è una lesione  della  democrazia;
  c'è una lesione dell'attività di questo Parlamento; c'è una lesione
  nel  rapporto fra Governo e Parlamento; c'è una lesione  di  quello
  che  è  il  rapporto fra un presidente della Regione  che  è  stato
  eletto direttamente dal popolo accompagnato da una legge elettorale
  che  prevede l'effetto trascinamento. E un presidente, che è  stato
  eletto  con  appena il 14 per cento dei voti validi, ha  il  dovere
  politico  e, me lo lasci dire, anche morale - perché qui si  tratta
  anche di un dovere morale -, di relazionare al Parlamento.
   Stasera, signor Presidente dell'Assemblea, come lei vedrà, c'è  il
  silenzio  assoluto  del PD perché la difficoltà  non  è  tanto  nel
  Presidente  della Regione, ma è tanto nel Presidente della  Regione
  quanto  nel  Partito Democratico che dovrebbe essere il  fulcro  di
  questa maggioranza, mentre così non è.
   Allora,  altri discorsi credo che siano inutili. Io credo  che  il
  Presidente  dell'Assemblea  abbia  il  dovere  di  far  sì  che  il
  Presidente della Regione, nel più breve tempo possibile, venga  qui
  e   affronti  il Parlamento. Nessuno gli chiederà cose strane,  gli
  chiederemo  conto e ragione di quello che è il quadro politico  che
  esiste in questo momento. Tenga presente che tutto questo è utile e
  funzionale anche perché ci avviciniamo alle variazioni di  bilancio
  e all'approvazione del bilancio.
   Non  siamo  dinanzi a momenti politici, alla vigilia  delle  ferie
  estive,  ad  esempio,  o  ad  un momento assolutamente  ininfluente
  rispetto alle questioni che questa Regione deve affrontare,  e  che
  sono importanti, quali quelle, ad esempio, della modernizzazione di
  questa struttura.
   Io credo che, al di là delle considerazioni varie che tutti quanti
  abbiamo  fatto, il Presidente dell'Assemblea abbia il dovere,  così
  come  gli  assessori presenti qui, di riferire al Presidente  della
  Regione,  per evitare gesti eclatanti da parte dei parlamentari  di
  opposizione,  di  riferire  l'urgenza  con  cui  questo  Parlamento
  ritiene vada definito un percorso chiaro, trasparente, e che  possa
  rendere  edotti  anche  i  siciliani della situazione  politica  di
  questo Governo.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Di  Mauro,  così  come  poco   fa   avevo
  sottolineato  all'onorevole Cordaro, che in  linea  di  massima  ha
  fatto  un intervento simile al suo, almeno nei contenuti, ribadisco
  che,   personalmente,   ho  scritto  più   volte   al   Governatore
  sollecitando più volte la necessità della presenza del  Governo  in
  Aula.  Qui, basterebbe approvare la legge statutaria che disciplini
  la  presenza  del  Governo  in Aula non solo  dal  punto  di  vista
  politico  e  morale,  ma  pure dal punto di vista  del  Regolamento
  interno,  per  cui se noi riuscissimo finalmente  ad  approvare  la
  legge  statutaria  che  regolamenti  i  rapporti  fra  Governo   ed
  Assemblea, probabilmente riusciremmo a superare questa impasse.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


    Votazione della mozione n. 64 «Soppressione dell'ente porto di
                                Messina
                   e rilancio della  Zona Falcata'»

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  quarto punto dell'ordine  del  giorno:
  Votazione  della  mozione n. 64 «Soppressione  dell'ente  porto  di
  Messina   e   rilancio  della   Zona  Falcata'»,   degli  onorevoli
  Panarello,  Laccoto,  Greco Marcello e Marziano,  della  quale  era
  stata data lettura nella seduta precedente.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare  per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore,
  cittadini,  vorrei fare soltanto un breve inciso  per  ribadire  un
  concetto: a chi dice che questo Parlamento non lavora perché  siamo
  noi a non lavorare, lo invito a guardare i numeri. Andate  a vedere
  le presenza in Aula, andate a vedere le presenze in Commissione,  e
  vedremo chi lavora e chi no.
   Io  voglio  in questo momento fare la dichiarazione  di  voto  per
  quanto   riguarda   la  mozione  presentata   in   relazione   alla
  soppressione   dell'ente  Porto  di  Messina.  La   questione   che
  affrontiamo  in  questo  momento non può essere  liquidata  sic  et
  simpliciter col voto di una mozione che sembra sostenersi - per chi
  l'ha  letta,  nel senso che possa sembrare così - su argomentazioni
  deboli e direi anche est modus in rebus, questa storia di occasioni
  perdute  per  la città di Messina arriva ancora una volta  oggi  in
  Aula,  perché le si metta fine una volta per tutte con una semplice
  mozione,  ed  è  pertanto  il modo che ci  turba.  Queste  sono  le
  ragioni:  chi  oggi  sa  dire in prospettiva,  sul  medio  e  lungo
  termine,  dati  alla  mano, quale futuro  può  avere  la  città  di
  Messina?  Chi  oggi  sa  dire per quanto  riguarda  la  fattibilità
  giuridica,  la  convenienza economica, le ipotesi di  realizzazione
  sostenibile,   inclusiva  e  intelligente  nel  solco  dell'impatto
  ambientale e sociale? E di questo strumento della Zona Falcata  che
  cosa deve essere per Messina?
   Non  riteniamo opportuno il modo con cui ancora se ne  discute  in
  questa  Aula  e  in  città, molto vicino - mi si  permetta  -  alle
  superficiali  conversazioni da bar simili alla faziosità  esclusiva
  delle appartenenze calcistiche: per me va bene o questo o quello. A
  questo  modo  di  fare noi opponiamo la libertà dell'analisi  della
  questione con i piedi ben saldi nella storia, consci di ciò  che  è
  stato  e  di ciò che non è avvenuto: chi debba gestire le aree  che
  per  Statuto  sono  di proprietà del demanio regionale,  chi  debba
  riscuotere   i   canoni   concessori,  chi  debba   operare   nella
  preziosissima  area della falce, a tutt'oggi negata  ai  messinesi,
  non può essere risolto così, da una mozione.
   Diciamo  no a questo modus operandi e proponiamo all'assessore  di
  condividere la proposta di un impegno, in Commissione III  Attività
  Produttive'  e  in  Commissione  IV   Territorio  e  Ambiente',   a
  convocare  in audizione esperti urbanisti, economisti  e  tutte  le
  parti   interessate,  enti  locali,  associazioni   di   cittadini,
  l'amministrazione locale, per esplicitare in base alle  competenze,
  studi  di  previsione  e  fattibilità  e  proposte  allo  scopo  di
  alimentare  un serio dibattito politico e pubblico, perché  se  noi
  siamo  eletti non ci deve mai sfiorare la possibilità che la delega
  data dal mandato elettorale e che deve essere costantemente rimessa
  nelle  mani  dei  cittadini, soprattutto in  situazioni  di  scelte
  importanti come questa, ci esautori dal confronto con i cittadini e
  con   le  prospettive  di  realizzazione  di  bene  comune   e   di
  distribuzione condivisa delle ricchezze materiali e immateriali.
   E vado a declinare i nostri interrogativi sulla mozione.
   Fattibilità  giuridica. In merito alla considerazione  secondo  la
  quale  la possibilità di realizzare il Punto Franco all'interno del
  Porto  di  Messina  è  assolutamente  improponibile ,  sulla  quale
  abbiamo  espresso  i  nostri  dubbi  già  in  precedenza,  potremmo
  discutere,  un'affermazione piuttosto vaga, se  spostare  un  Punto
  Franco,  se  è  possibile sfruttarne una porzione ridotta  così  da
  tirarne  fuori interamente la Real Cittadella, permettendo così  al
  territorio  messinese  e  siciliano di non  perdere  gli  eventuali
  vantaggi  derivanti  dall'istituzione  di  un  Punto  Franco  e  al
  contempo  alla Zona Falcata di Messina di venire risanata  come  da
  tempo si attende.
   Convenienza economica, basata su previsioni di studio ad opera  di
  organismi terzi.
   È  facendo  un  esercizio di umiltà che in questo intervento,  per
  evitare che qualcuno, fuori e dentro quest'Aula, possa pensare  che
  il  Movimento  Cinque Stelle voglia fare la parte di chi  pensa  di
  avere  la  verità e le certezze in tasca, le soluzioni a tutto,  ci
  siamo  limitati  a  porci delle domande in merito alle  motivazioni
  fondanti di questa mozione, senza esprimere conclusioni assolute ed
  inconfutabili. Perché riteniamo che tutta la questione necessiti di
  maggiori approfondimenti, non politici, ma tecnici prima di tutto.
   È davvero impossibile pensare ad un Punto Franco diverso da quello
  che  comunemente viene individuato con container di merci e gru che
  li  muovono  freneticamente, pensando invece  ad  attività  che  si
  svolgano nel segno della sostenibilità e del rispetto ambientale? È
  davvero impossibile modificarne i confini così da liberare la  Real
  Cittadella,  come  già  detto? È davvero  impossibile  trovare  una
  soluzione  che abbia come fine la distribuzione delle  ricchezze  e
  delle opportunità, dato che sempre di soldi pubblici si parla? E se
  impossibile  non  fosse, quali sarebbero le probabili  ricadute  di
  questo   strumento  nel  tessuto  socio-economico  del   territorio
  messinese e siciliano? Quali i vantaggi? Quali gli svantaggi?  Qual
  è  il  migliore destino di quest'area? Qual è la vocazione di  quel
  territorio?  Quali sono le effettive previsioni  di  sviluppo,  sia
  esso  turistico,  economico, storico e culturale?  E  se  vocazione
  turistica deve essere quale turismo vogliamo? Se l'area deve essere
  restituita  alla cittadinanza, sotto quali forme? Attraverso  quali
  valorizzazioni  concrete del patrimonio esistente?  E  se  dobbiamo
  riappropriarci del nostro mare e della vocazione culturale di  quel
  territorio, non dobbiamo altrettanto rivolgere il nostro sguardo  a
  tutto  il tratto di mare negato - sì il mare della città di Messina
  è  negato  -,   che  dal torrente Annunziata  arriva  al  porto  di
  Tremestieri?   Chi  conosce  Messina  sa  bene  che   il   mare   è
  inaccessibile,  a causa di una serie di opere scollegate  tra  loro
  fino  al  porto  vero e proprio. Vi sono aree la cui  competenza  è
  sicuramente  da  ridiscutere, come piazza Campo delle  Vettovaglie,
  viale della Libertà, la passeggiata a mare, corso Vittorio Emanuele
  III, l'area ex gasometro, la fiera campionaria.
   E  non  si  dica  strumentalmente che  ci  mettiamo  in  mezzo  ad
  interrompere ancora il disarticolato e debole processo di  sviluppo
  per  Messina  e  la  Sicilia:  se una pausa,  ribadisco,  pausa  di
  riflessione, si richiede, è per dare voce a chi finora voce non  ha
  avuto  e  mai  è  stato interpellato, perché, come  si  dice  nella
  mozione:   le organizzazioni sindacali e imprenditoriali  messinesi
  hanno  sollecitato  il  superamento  dell'attuale  situazione   per
  consentire  una  gestione adeguata delle attività portuali .  Bene,
  avremmo  voluto  vedere  il  verbale di questa  seduta  o  comunque
  qualche   citazione,  attualmente  mi  pare  che  però  in   questa
  definizione della mozione non ho visto la parola  cittadini'.
   Comunque,  sarò ripetitiva, l'Amministrazione pubblica non  può  e
  non deve, nell'ottica del servizio, considerare la Zona Falcata  se
  non  come un bene che sia assolutamente generale e all'interno  del
  quale gli interessi sono di tutti.
   E   vorrei   ancora   dire   una  cosa,   che   abbiamo   ripetuto
  precedentemente nella richiesta fatta il 2 ottobre. Vorremmo  dire,
  inoltre,  che ad oggi esistono sistemi di pianificazione urbana,  è
  possibile  lavorare secondo sistemi top-down, oltre che a  processi
  bottom-up.   E'  ciò  che  si  chiama  sussidiarietà,   niente   di
  impossibile  o  fantascientifico.  In  tutta  Europa  si  parla  di
  urbanistica  peer-to-peer e community planning e si  attivano  sedi
  formali  ed  informali  di  confronto e  orientamento  come  tavoli
  sociali,   laboratori  di  quartiere,  cabine   di   regia,   piani
  strategici.   Dobbiamo  essere  sempre  noi  a   distinguerci   per
  l'assoluta   chiusura   alla  partecipazione   della   cittadinanza
  decidendo  anche  oggi della abolizione di un  ente  in  quest'Aula
  senza consultare nessuno?
   Vogliamo  entrare nel futuro oppure vogliamo rimanere ancorati  ai
  modi   di   operare  tipici  della  casta  politico-economica   che
  caratterizza il nostro Paese da almeno cinquant'anni?
   E  allora,  non  crediamo che attualmente a tutte  queste  domande
  esistano  le  risposte,  soprattutto  che  siano  risposte   certe,
  esaurienti  e  di  prospettiva che l'argomento  invece  merita.  Né
  riteniamo che una questione del genere possa essere  liquidata   da
  una  mozione  parlamentare basata probabilmente più su  preconcetti
  che  su  dati  oggettivi.  Ed  è per questo  che  chiediamo  quella
  soluzione di partecipazione nelle aule delle Commissioni IV  e  III
  oltre  che,  mi  si  permetta essendocene la possibilità  ad  oggi,
  richiediamo  una  partecipazione  dei  cittadini  della  città   di
  Messina, perché ritengo che oggi sia possibile farlo per le  novità
  intervenute con i nuovi esiti elettorali.
   Se  al  termine di questo periodo di studio e dibattito  pubblico,
  che  sia  congruo  alla complessità dell'argomento  ma  limitato  e
  definito  nel  tempo  -  ribadisco  limitato  e  definito   -,   le
  conclusioni  tecniche  dovessero  portare  nella  direzione   dello
  scioglimento  dell'Ente autonomo portuale di Messina, il  Movimento
  Cinque  Stelle  non esiterà a prenderne atto ed a  collaborare  per
  porre  fine,  finalmente,  con la soluzione  più  giusta  a  questa
  querelle che dura da decenni.
   So  che  per  questa  Aula  questo intervento  potrebbe  risultare
  incomprensibile  e  lontano dalle corde di voi deputati,  però  nel
  dizionario del Movimento Cinque Stelle questo non comincia  con  la
   A', comincia con la  P', e la prima parola è  partecipazione .

   PANARELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo  atto  di
  tutte  le  sottolineature  blu e rosse  che  ha  fatto  la  collega
  Zafarana  sulla  mozione. Vorrei dire alla collega Zafarana  ed  ai
  colleghi  presenti che non si tratta di un tema che è nato  ieri  e
  che ha bisogno di tutti quegli elementi che ha ricordato la collega
  Zafarana,  che  non hanno niente a che vedere con l'ente  Porto  di
  Messina.
   Il futuro della città, della Zona Falcata, dell'affaccio a mare, e
  così  via  dicendo, è un tema che non ha nulla  a  che  vedere  con
  l'ente Porto di Messina. Mi dispiace di essere così drastico, ma ho
  considerato anche offensivo da parte della collega Zafarana il tono
  che  ha  usato  per  sottolineare le presunte inadempienze  di  una
  mozione parlamentare che, com'è noto, richiama una vicenda che  sta
  in  questo  Parlamento,  sui giornali, nel confronto  politico,  da
  almeno quindici anni.
   Vorrei ricordare che, proprio in quel periodo emerse il dato della
  inadeguatezza dell'ente Porto di Messina perché in tutta Italia  si
  sono  fatte le autorità portuali che non sono composte da   privati
  che  rapinano il territorio, sono istituzioni statali che hanno,  a
  proposito di partecipazione, le rappresentanze delle categoria  dei
  settori  e  degli  enti che sono chiamati tutti a  collaborare  per
  utilizzare  al meglio le attività portuali - poi ci saranno  quelli
  che  operano  bene  e  quelli che operano male,  per  carità,  come
  avviene  dappertutto -, ma qua non stiamo parlando  che  si  chiude
  l'ente Porto e la gestione delle aree portuali viene accaparrata da
  qualcuno.  A  parte  il  fatto, e vorrei  ricordarlo  alla  collega
  Zafarana,  che il piano regolatore delle aree portuali,  che  è  un
  obbligo  delle  autorità portuali, viene esitato se c'è  il  parere
  positivo del Comune di cui fa parte quell'area portuale. Non è  che
  va alla Regione o allo Stato, senza che l'Amministrazione comunale,
  il consiglio comunale, i cittadini che sono chiamati, anche in quel
  caso,  a  concorrere  per  legge e non  perché  qualcuno  li  vuole
  coinvolgere.   I  Piani  regolatori  prevedono  anche  l'intervento
  diretto dei cittadini.
   Tutte  queste  cose  io le ho date per scontate,  pensavo  che  in
  un'Aula   parlamentare  tutta  questa  materia  fosse  preliminare,
  dopodiché la mozione vuole semplicemente rispondere ad un tema.
   Io  nella  mozione ho semplificato, ho parlato degli imprenditori,
  dei  sindacati,  delle forze sociali, ma devo  dire  che  a  quella
  riunione  in prefettura che richiamavo nella mozione, promossa  dal
  prefetto,  c'era  il  Comune di Messina, rappresentato  allora  dal
  commissario,  la provincia regionale di Messina, rappresentata  dal
  presidente dell'epoca, la Camera di commercio che era rappresentata
  dal presidente dell'epoca: tutte queste istituzioni e forze sociali
  hanno  considerato  utile  venire a capo  di  una  vicenda  che  ha
  impoverito la città di Messina e ha pregiudicato la possibilità che
  ogni istituzione pubblica si assumesse le proprie responsabilità di
  fronte ai cittadini di Messina.
   Ecco  perché  io  non  entro  neanche nel  merito,  e  l'ho  detto
  illustrando  la mozione. La collega Zafarana non c'era  e,  quindi,
  ovviamente non era obbligata a leggere il resoconto parlamentare.
   La  questione  che  riguarda la titolarità delle  aree  che  a  me
  sembrava conclusa con la sentenza che cito, può essere riaperta  in
  qualunque  momento da parte della Regione che ha tutto il  diritto,
  senza  utilizzare l'ente porto, di rivendicare la titolarità  delle
  aree,  a parte il fatto che la Regione non è esclusa dalla gestione
  delle autorità portuali perché il presidente dell'autorità portuale
  è nominato dal ministro competente di concerto col presidente della
  Regione.
   Si intende che in quella sede ci debba essere la collaborazione di
  tutti gli enti; lì c'è la presenza del Comune di Messina e di tutti
  gli  altri soggetti che sono titolati a farlo. Qua di questo stiamo
  parlando.  Fra  l'altro,  ho  detto in  quella  circostanza,  e  lo
  ribadisco e lo vorrei dire garbatamente alla collega Zafarana,  qui
  si  tratta  di sopprimere un ente inutile che ha solo un dipendente
  comandato  e che ha un commissario, con  le spese che ciò comporta.
  Di questo si tratta.
   Il futuro del porto di Messina, il futuro della città di Messina è
  quello  che  definiranno gli amministratori di Messina,  la  classe
  dirigente  di  Messina,  in un rapporto,  spero  positivo,  con  il
  Governo della Regione.
   Oggi c'è il Presidente Crocetta a Messina e una parte della Giunta
  per  affrontare  anche questi temi, ma non c'entra  niente  con  la
  soppressione  di un ente assolutamente inutile che non  ha  nessuna
  possibilità  di dettare alcuna indicazione positiva  nei  confronti
  delle  questioni,  pure  importanti, che ha richiamato  la  collega
  Zafarana.  Questo è il tema della mozione, scusate se la mozione  è
  di una sola pagina che non fa richiami dotti, ma io penso che in un
  Parlamento,  a  proposito di un tema di cui si  parla  da  quindici
  anni, non ci sia  bisogno di fare citazioni dotte o di riempirla di
  chissà quali contenuti. Penso che l'attività parlamentare si  possa
  semplificare anche attraverso questioni poste in termini diretti  e
  senza  creare confusione, retroscena e dietrologie, e il Parlamento
  può impegnare solo il Governo, che poi decide come procedere. Penso
  che  tutte le questioni che sono state citate, il punto franco,  la
  titolarità delle aree. ..

   PRESIDENTE. Onorevole Panarello,  la invito a  concludere.

   PANARELLO.   Ha  ragione,  signor  Presidente,  e  chiudo,   siano
  implicitamente  demandate  alla titolarità  che  il  Governo  della
  Regione,  fino  a  prova  contraria, ha su  tutta  questa  materia,
  compreso  il fatto che ha la responsabilità di tenere  in  piedi  o
  meno  l'ente Porto di Messina, perché questo è il tema che  abbiamo
  di  fronte: se sopprimere finalmente un ente inutile in  Sicilia  o
  invece lasciarlo vivacchiare ancora per altri vent'anni, perché  di
  questo  si  tratta,  e modestamente la mozione vuole  porre  questo
  problema.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   VINCIULLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,  l'onorevole Panarello con l'intelligenza e la  passione
  che  tutti gli riconosciamo ha posto con grande enfasi un tema  che
  questa  Assemblea  avrebbe già dovuto affrontare  negli  anni,  nel
  senso  che  è  da  anni che si discute se è il caso  di  sopprimere
  l'Ente   Autonomo  Portuale  di  Messina  o  se  mantenere   questo
  carrozzone, così come è stato detto. E anche dall'intervento  della
  collega  Zafarana  è emersa la volontà del Gruppo  che  l'onorevole
  rappresenta,  di  giungere  alla  soppressione  dell'Ente  Autonomo
  Portuale di Messina.
   Però  c'è  un  problema che riguarda la procedura che deve  essere
  utilizzata per sopprimere tale ente.
   Premesso che il 90 per cento dei deputati qui presenti, su  questo
  argomento ben poco conosciamo, e quindi siamo chiamati ad esprimere
  un  parere  su  un  argomento  che alla  maggior  parte  di  noi  è
  sconosciuto,  un argomento che, per essere chiari, a Messina  hanno
  cominciato  ad  affrontare all'indomani  del  terremoto  del  1908,
  perché

   PANARELLO. L'Ente porto non c'era ancora, onorevole Vinciullo.

   PRESIDENTE.   Lasciamo   completare  l'intervento   dell'onorevole
  Vinciullo, per favore.

   VINCIULLO.  Un  motivo  per  cui  questa  Assemblea  non  dovrebbe
  esprimersi,   perché  non  conosciamo  i  temi.  Dicevo   che   già
  all'indomani  del  terremoto di Messina si  pose  questo  problema,
  tanto  è vero che già nel 1912, non negli anni  50, si istituì  una
  commissione che portò così alla ripartizione della cosiddetta  Zona
  Falcata,  per essere chiari in tre zone, quindi stiamo parlando  di
  un  tema che dal 1912 è oggetto di una commissione istituita ad hoc
  e  che ha portato negli anni ad avere aspri contrasti. Per cui vero
  è  quello  che dice l'onorevole Panarello che c'è una sentenza  dei
  giudici  civili,  soltanto  di primo grado,  favorevole  alla  Port
  Authority, ma è anche vero che c'è una sentenza definitiva del CGA,
  che invece è favorevole all'Ente Autonomo Portuale di Messina.
   Non  solo,  ma ci troviamo, come giustamente ricordava l'onorevole
  Formica,  con una legge, la 191 del 15 marzo 1951, che  istituì  il
  Punto  Franco  di Messina, e possiamo oggi con una mozione  rendere
  inoperativa una legge? Mi pare di no.
   L'assessore  meglio di me sa che c'è l'obbligo del rispetto  della
  gerarchia  delle fonti: una mozione non può sopprimere  una  legge,
  fra l'altro una legge nazionale.
   Ci  troviamo  di  fronte anche ad un decreto del Presidente  della
  Regione  siciliana;  vi  ricordo che c'è stata  pure  una  sentenza
  dell'Alta Corte di giustizia, prima che venisse sciolta  e  le  sue
  competenze   passassero  alla  Corte  Costituzionale.   Su   questo
  argomento,  quindi,  ci  sono  tanti  aspetti  non  conosciuti   da
  quest'Assemblea;  ma,  nello  stesso  tempo,  c'è   la   necessità,
  sostenuta  dall'onorevole Panarello, di giungere allo  scioglimento
  dell'ente.
   Cosa  dico  io? Siccome nella vita bisogna sempre essere moderati,
  non  bisogna  mai  far prevalere le proprie ragioni  ma  dovrebbero
  prevalere   le  ragioni  del  diritto,  dico  una  cosa   semplice:
  l'onorevole   Bernardette  Grasso,  insieme   all'onorevole   Luisa
  Lantieri,  hanno  depositato in questa legislatura  un  disegno  di
  legge sulla soppressione dell'Ente autonomo portuale di Messina.
   Allora,  potremmo  fare  così: porre un  limite,  cioè,  se  entro
  novembre  la Commissione competente non porterà questo  disegno  di
  legge all'esame dell'Aula, potremo votare e approvare o bocciare la
  mozione;  se,  invece, il disegno di legge viene portato  in  Aula,
  potremo   discuterlo   e,  quindi,  procedere   alla   soppressione
  dell'ente, alla chiusura dell'Ente autonomo portuale di Messina, su
  cui  tutti concordiamo nel dire che è un carrozzone e che  non  può
  rimanere in vita.
   Però  è anche vero che dobbiamo preservare il punto franco, se  ha
  ancora  una funzione dal punto di vista dello sviluppo della  città
  di Messina.
   Ciò  posto - lo dico per l'onorevole Panarello, che mi fa  piacere
  sia  ritornato,  e mi appello al suo senso di responsabilità,  alla
  conoscenza   che  ha  della  macchina  di  quest'Assemblea,   anche
  superiore alla mia - dobbiamo arrivare ad un risultato,  che  è  la
  soppressione dell'Ente porto.
   Abbiamo  questo  disegno di legge; non possiamo delegare  solo  il
  Governo  a  gestire una vicenda così complessa per una città,  come
  quella  di Messina, che diventerà una delle tre città metropolitane
  della  Sicilia e che, in più, deve tutti i giorni confrontarsi  con
  la   città  metropolitana  di  Reggio  Calabria,  sicuramente   più
  importante e consistente di Messina.
   Allora,   arriviamo   alla  soppressione   dell'ente   porto,   ma
  arriviamoci attraverso la partecipazione, coinvolgendo il  sindaco,
  il  commissario  della provincia, i sindacati, le  associazioni  di
  categoria.
   Se,  anziché delegare solo ed esclusivamente il Governo, arriviamo
  alla  soppressione partecipata dell'Ente autonomo porto di Messina,
  cosa cambia?
   Peraltro,  secondo me, il Governo non ha nemmeno  i  requisiti  di
  legge per poterlo fare.
   Per  questo,  onorevole Panarello, mi rivolgo ancora una  volta  a
  lei.  Le chiedo una moratoria; di concordare con noi la possibilità
  di  rinviare  alla  prima settimana di dicembre la  discussione  di
  questa mozione per vedere se entro quella data la commissione,  che
  verrà  individuata  dal Presidente dell'Assemblea,  sarà  stata  in
  grado  di  esaminare  il disegno di legge dell'onorevole  Grasso  e
  dell'onorevole Lantieri, a cui possibilmente se ne potrà aggiungere
  un  altro  che  lei presenterà, in maniera tale che lo scioglimento
  dell'ente  autonomo non sia un fatto di imperio, che viene  imposto
  alla  città  di  Messina,  ma  sia un  fatto  ragionato,  un  fatto
  concordato, partecipato, un fatto in cui tutti e soprattutto questo
  Parlamento, attraverso la commissione che verrà individuata,  saprà
  cosa  stiamo  facendo, cosa stiamo votando e quale sarà  il  futuro
  della  città  di  Messina  che,  ripeto,  è  una  delle  città  più
  sfortunate  non solo dell'Isola, ma dell'Italia, per le  condizioni
  economiche  in  cui  versa,  è  una città  che  sta  per  diventare
  metropolitana, lo diventa in una situazione di inferiorità rispetto
  a  Reggio  Calabria.  Non  creiamo ulteriori  motivi  di  contrasto
  all'interno della città, della provincia.
   Cerchiamo,   invece,  di  elaborare  un  progetto   di   eventuale
  soppressione dell'ente concordato.
   Sia  la  città  di Messina, e non quest'Assemblea, a stabilire  il
  proprio  destino e il proprio futuro; sia la città  di  Messina  ad
  aiutarci  ad  approvare  una  legge  che  vada  nell'interesse  dei
  cittadini.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   assessori,
  ringrazio  l'onorevole  Vinciullo  per  avere  ricordato   che   la
  sottoscritta, già nel mese di aprile, aveva presentato  un  disegno
  di legge finalizzato alla soppressione dell'ente Porto.
   Devo  dire  che la mozione presentata dall'onorevole Panarello  ed
  altri mi trova concorde perché il disegno di legge da me presentato
  insieme  all'onorevole Lantieri si prefigge proprio la soppressione
  dell'ente  Porto,  ritenendo che tutti  i  problemi  relativi  allo
  sviluppo  di  Messina, alla Zona Falcata e quant'altro  sicuramente
  non dipendono e non sono legati al mantenimento dell'ente Porto che
  oggi  non è altro, nel momento in cui si parla di spending  review,
  che un ente inutile.
   D'altra  parte, quest'Aula già in altre legislature si è posta  il
  problema.
   Perché  ho presentato un disegno di legge? Perché sappiamo che  la
  mozione  è un atto di indirizzo ed è un impegno che il Governo  può
  prendere o può anche dilazionare. Il disegno di legge, invece,  una
  legge  dà  certezza. Oggi, in un momento di riflessione, perché  la
  città di Messina, il Comune di Messina, gli amministratori, nessuno
  pensa di volere ledere gli interessi o lo sviluppo della città,  il
  disegno  di  legge  sicuramente prevede una  partecipazione  e  non
  delega,  perché  ultimamente  abbiamo solo  delegato  e  presentato
  mozioni.  Ci  sono, dunque, dei disegni di legge. Tra  l'altro,  il
  presidente della commissione competente è l'onorevole Trizzino, del
  Movimento   Cinque   Stelle,  per  cui  può   in   maniera   celere
  calendarizzare il disegno di legge in commissione ed  esitarlo  per
  l'Aula. Da aprile siamo arrivati ad ottobre - quindi la mozione per
  me  è valida -, non posso fare altro che rafforzare quello che  era
  il  mio  disegno  di  legge. Può essere anche  valida  la  proposta
  dell'onorevole  Vinciullo  perché  darebbe  la  possibilità  di  un
  momento  di riflessione e quindi di audizione per arrivare,  a  mio
  avviso,   e   questo  è  quello  che  io  intendevo,  sempre   alla
  soppressione dell'ente Porto.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'assessore  per  le  attività
  produttive.

   VANCHERI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli  deputati,  per  quanto riguarda  questa  annosa  vicenda
  dell'Ente  autonomo portuale di Messina, la scorsa settimana  avevo
  comunicato  che  il Governo avrebbe atteso un paio  di  giorni  per
  ufficializzare e comunicare la determinazione finale.
   Stante  tutte  le  affermazioni che l'onorevole Zafarana  -  e  in
  questo  concordo  sia  con  l'onorevole  Zafarana,  ma  anche   con
  l'onorevole   Panarello,  in  quanto  sono  comunque   delle   cose
  importantissime  e,  a  mio avviso queste realtà,  che  sono  molto
  futuribili  per la città di Messina e importanti comunque,  possono
  esistere  al di là della presenza o non presenza dell'Ente autonomo
  portuale  di Messina, perché comunque  analizzo quelli che  sono  i
  dati  storici - di fatto, da quando esiste questo Ente  non  è  mai
  successo  niente  di  produttivo e quando il Governo,  o  piuttosto
  l'Assemblea  regionale  siciliana, se ne  è  interessato,  è  stato
  sempre sul  lo si chiude, non lo si chiude .
   Io  inviterei,  quindi,  a  fare una riflessione  responsabile  di
  quello  che  è  successo dalla istituzione di questo Ente  fino  ad
  oggi.  E' anche vero che si è parlato sempre del fatto che il punto
  franco poteva essere un'occasione, però sappiamo benissimo che  non
  è stato mai strutturato in termini giuridici e quindi collegato con
  l'ordinamento  comunitario, pertanto di fatto questo  punto  franco
  non  ha  avuto mai la sua validità. Stante tutte queste valutazioni
  storiche, come le definisco io, e comunque considerato pure che - e
  questa  non  è una cosa da sottoconsiderare - la Regione  fa  parte
  dell'autorità portuale di Messina e dobbiamo ricordarci pure che la
  Regione  ha richiesto allo Stato la presenza dell'autorità portuale
  di  Messina,  ecco, l'idea è che progettare per lo  sviluppo  nella
  città  di  Messina significa comunque progettare in modo integrato,
  utilizzando tutti quegli enti, piuttosto che realtà, piuttosto  che
  imprese,  ma  che  siano  delle presenze attive,  che  siano  degli
  organismi che possono realmente concorrere nello sviluppo di questa
  città, importantissimo specialmente in questo settore.
   Apro  questa parentesi perché comunque sono d'accordo  con  quello
  che ho sentito dire.
   Questa è anche la posizione del Governo che riconosce l'importanza
  strategica dello sviluppo della città di Messina, così come avrebbe
  forse  in passato riconosciuto una strategia ma, ahimé, non  è  che
  adesso  dobbiamo nasconderci dietro un dito.  Nessun Governo  si  è
  mai  interessato  di  collegare a questo ente una  vera  e  propria
  strategia di sviluppo. E, comunque, attenzione, oggi viviamo in  un
  momento  storico  particolare, per cui dobbiamo  anche  considerare
  qual  è  in  termini  di tempo, la tempistica, essere  realisti  in
  questo  senso  significa considerare la fattibilità di  quello  che
  queste  parole rappresentano. Questo semplicemente per  aprire  una
  parentesi,  anche perché il Governo - vi ricordo  -  il  precedente
  Governo  aveva  già  approvato  una  delibera  di  Giunta  per   la
  soppressione di questo ente; una delibera di Giunta che poi è stata
  bloccata.
   Quest'altro  Governo, il Governo attuale del Presidente  Crocetta,
  ha  fatto dei commissariamenti  perché non potevamo lasciare l'ente
  senza  nessuna guida e vi assicuro che dai commissariamenti  non  è
  mai uscito niente di interessante perché comunque la situazione non
  è  dinamica, è statica, per non dire che è inesistente e  comunque,
  dal  punto  di vista tecnico, questo ente in questo momento  è  una
  sorta   di  incombenza  per  la  Regione  perché  sono  dei   costi
  aggiuntivi.
   Considerato  poi  anche il discorso del CGA, piuttosto  che  della
  sentenza  del TAR, questo è un altro aspetto che non viene  chiuso.
  Dopo  che il Governo decide di avviare la messa in liquidazione  di
  questo ente, garantendo però i diritti che la Regione ha, quindi la
  titolarità  delle aree in capo alla Regione, questo non  toglie  la
  scelta  del  Governo  di  mettere in liquidazione  l'Ente  autonomo
  portuale di Messina. Questa è la posizione del Governo.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione la mozione n. 64.  Il  parere  del
  Governo?

   VANCHERI, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Discussione della mozione n. 93 «Interventi a sostegno delle
  piccole e medie imprese siciliane titolari di emittenti televisive
      locali per il rafforzamento tecnologico organizzativo e la
              transizione al sistema digitale terrestre»

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  quinto punto  all'ordine  del  giorno:
  Discussione  della  mozione  n.  93 «Interventi  a  sostegno  delle
  piccole  e medie imprese siciliane titolari di emittenti televisive
  locali  per  il  rafforzamento  tecnologico  organizzativo   e   la
  transizione al sistema digitale terrestre», a firma degli onorevoli
  Grasso, Cimino, Firetto, Lantieri, Gianni. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   il  passaggio  dalla tradizionale televisione analogica  terrestre
  alla televisione digitale terrestre, TDT o DTT, anche in Italia, si
  realizza  a  seguito del recepimento nell'ordinamento, di  norme  e
  raccomandazioni  comunitarie in materia. Le stesse prevedevano  che
  il  2012 avrebbe rappresentato il termine ultimo per tutti i  Paesi
  membri  dell'Unione entro il quale si sarebbe dovuto effettuare  il
  passaggio alla piattaforma digitale;

   originariamente,  in Italia il cosiddetto 'switch  off',  cioè  il
  termine  previsto per la conversione, era fissato, ai  sensi  della
  legge  n.  66  del 2001, al 31 dicembre 2006; tale  termine  fu  in
  seguito spostato, in un primo momento, alla fine del 2008 ed infine
  entro  il  2012;  il  4 luglio 2012 è la data in  cui  l'Italia  ha
  completato il cosiddetto passaggio al digitale terrestre;

   la  Costituzione italiana riconosce, tutela e promuove la  liberta
  di  espressione e di stampa, nell'accezione più ampia  del  termine
  stesso;

   nel  tempo,  l'esigenza  di  garantire  maggiore  indipendenza   e
  pluralismo  all'informazione  ha favorito  la  nascita,  prima,  di
  numerose  testate giornalistiche e, con lo svilupparsi delle  nuove
  tecnologie,  la  creazione  di tantissime  emittenti  televisive  a
  livello nazionale, regionale e locale;

   in  Sicilia, la nascita di emittenti televisive è stata importante
  anche  nei  numeri, tant'è che in atto operano oltre 200 emittenti,
  le  quali garantiscono pluralismo d'informazione e occupazione  per
  circa 2.000 (duemila) addetti;

   per poter continuare a trasmette, le emittenti locali hanno dovuto
  sostenere  ingenti  costi al fine di adeguarsi  al  passaggio  alla
  nuova  piattaforma digitale, costi dai quali è difficile  rientrare
  anche  a  causa  della grave crisi economica che ha avuto  notevole
  ricadute  sul settore: infatti, c'è un notevole calo delle commesse
  pubblicitarie;  questa  voce in passato rappresentava  la  maggiore
  fonte di reddito per le emittenti;

   CONSIDERATO che:

   in  assenza  di  un'organica disciplina a livello statale,  spetta
  alla Regione porre in essere misure e interventi che permettano  al
  settore  di superare la grave crisi ed avviare, allo stesso  tempo,
  una fase di rafforzamento tecnologico e organizzativo, in grado  di
  garantire, inoltre, sostegno economico per i costi sostenuti per il
  passaggio alla piattaforma digitale richiede;

   la  Sicilia, con l'istituzione del Co.Re.Com. (Comitato  Regionale
  per  le  Comunicazioni), previsto ai sensi dell'articolo 101  della
  legge  regionale  26 marzo 2002, n. 2, quale organo  di  consulenza
  dell'Assemblea  regionale  siciliana e del  Governo  regionale,  ha
  assunto  proprie competenze in materia, sempre nel  rispetto  delle
  norme nazionali;

   diverse  Regioni,  tra  cui la Puglia, il Veneto,  la  Toscana  la
  Calabria,   etc.,   hanno  attivato  con  bandi,  nell'ambito   dei
  rispettivi  POR  FERS  2007  - 2013, linee  d'intervento  per  dare
  sostegno  economico  delle  PMI titolari  di  emittenti  televisive
  locali, operanti nel proprio ambito regionale, che hanno effettuato
  il passaggio alla piattaforme digitale terrestre;

   ATTESO che:

   annualmente  lo  Stato eroga, a mezzo bando, contributi  economici
  previsti  dalla legge n. 448 del 1998 e dal decreto ministeriale  5
  novembre  2004, n. 292, in favore delle emittenti locali;  infatti,
  sulla  G.U.R.I.  n. 14 del 17 gennaio 2013, è stato  pubblicato,  a
  cura  del  Ministero dello Sviluppo Economico, il D.M.  15  ottobre
  2012 relativo ai contributi per l'anno 2012;

   i  contributi  di  cui  sopra  vengono  erogati  a  seguito  delle
  formulazione di apposite graduatorie regionali, redatte  a  seguito
  della  presentazione delle istanze delle emittenti locali; tuttavia
  la  grave  crisi in cui versa il settore dell'emittenza  televisiva
  non consente a tutte le emittenti operanti sul territorio regionale
  di mantenere i requisiti previsti per poter partecipare al bando;

   RITENUTO che:

   la  tutela  della libertà, dell'indipendenza e del pluralismo  dei
  mezzi  di comunicazione e informazione, con particolare riferimento
  alla  emittenti televisive locali, è un dovere precipuo dell'azione
  di governo;

   le emittenti locali, attraverso la quotidiana attività, svolta sul
  territorio a contatto con la gente, raccontando le storie di  vita,
  i  fatti di cronaca, descrivendo il territorio, rappresentano ormai
  un patrimonio culturale da salvaguardare,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  individuare,  nell'ambito dei vari Assi del POR  FERS  Sicilia
  2007 - 2013, linee d'intervento utili al fine di prevedere misure a
  sostegno  delle  PMI  siciliane,  operanti  nel  territorio   della
  Regione,  titolari  di  emittenti  televisive  locali,  prevedendo,
  inoltre,  un  sostegno alle spese sostenute  dalle  stesse  per  il
  passaggio al sistema digitale terrestre». (93)

   Invito l'onorevole Grasso ad illustrare la mozione.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  mi  ero
  distratta  perché  ormai  con  queste  mozioni  avevamo  perso   le
  speranze, ma anche con i fondi comunitari credo si siano  perse  le
  speranze.  Si tratta di un tema abbastanza importante  e  delicato,
  quello  oggetto  della mozione, perché riguarda gli   interventi  a
  sostegno  delle  piccole  e  medie imprese  siciliane  titolari  di
  emittenti   televisive  locali  per  il  rafforzamento  tecnologico
  organizzativo  e la transizione al sistema digitale terrestre .  In
  un  momento in cui l'editoria e i mezzi di informazione vivono  una
  profonda  crisi, vi sono in Sicilia circa 100 emittenti  televisive
  locali  che,  attraverso  il loro lavoro quotidiano  e  meticoloso,
  garantiscono  dando  voce  ai territori un  pluralismo  sempre  più
  necessario.
   Le  televisioni  sono state costrette, attraverso  una  legge,  al
  passaggio  dal sistema analogico al sistema digitale. Per  un  tale
  investimento  sono  state  costrette a sborsare  ingenti  somme  di
  denaro  utili all'adeguamento loro imposto dallo Stato dal  momento
  che non è stata lasciata loro alcuna alternativa. In questo senso e
  a  sostegno di tutte le emittenti televisive locali, tutte le altre
  regioni  d'Italia  - dico tutte le altre regioni d'Italia  -  hanno
  opportunamente, come tra l'altro previsto dalle linee di intervento
  dettate    dalla   Comunità   europea,   supportato   l'adeguamento
  tecnologico  promulgando  dei  bandi  e  attingendo  alle   risorse
  comunitarie.
   In   taluni   casi  le  regioni,  addirittura,  sono   intervenute
  direttamente attraverso risorse dei propri bilanci. La Sicilia, che
  figura  tra  le  regioni col più alto numero  di  piccole  e  medie
  imprese titolari di emittenti private, purtroppo, ancora una  volta
  è  rimasta indifferente, inerte, tra l'inerzia dell'inerzia, mi sia
  concesso  dire, richiamando come ormai accade quasi ogni giorno  il
  disimpegno  automatico  dei  fondi  comunitari,  anche  per  questo
  settore.  Insomma, una ciclicità vichiana che continua a  ripetersi
  tra un annuncio e l'altro.
   Il  Veneto,  solo  per fare un esempio, nel bando  predisposto  ha
  addirittura  previsto  per  l'elaborazione  dei  progetti   tecnici
  l'installazione e il collaudo degli apparati, un rimborso  pari  al
  100  per cento della spesa ammissibile. Altri bandi - e sono  tutti
  qua  e possono essere sottoposti all'attenzione dei colleghi - sono
  delle  Regioni  Toscana,  Calabria,  Puglia,  Lombardia  ed  Emilia
  Romagna.
   Ora,  in  un  momento  in  cui  qui in  Sicilia  c'è  un  problema
  occupazionale,  proprio  le  emittenti  private   danno   voce   ai
  territori,  sono fra l'altro libere più di quanto lo  possa  essere
  l'informazione nazionale o qualche informazione regionale,  che  la
  Sicilia non solo non preveda nel bilancio regionale, perché non  ha
  i  fondi, la possibilità di erogare finanziamenti, ma preclude pure
  la   possibilità  per  queste  televisioni  di  avere  le   risorse
  attraverso  i  fondi  comunitari  previsti  appositamente  per   il
  rinnovo, è veramente qualcosa , altro che parlare di comunicazione,
  di informazione, o di mantenere i livelli occupazionali
   Chiedo,  quindi,  un forte impegno al Governo  perché  veda  nella
  rimodulazione,  se  ancora  è possibile fare  rimodulazione,  o  se
  effettivamente stanno tornando tutti i fondi indietro.
   Qui  non  faccio  un altro appello al Governo per quanto  riguarda
  tutti i fondi comunitari.
   L'altro giorno ho sentito il direttore Falgares e francamente sono
  preoccupata,  amareggiata e, credetemi, veramente  desolata  perché
  questa Regione sta mandando a mare cinque anni di progettazione  da
  parte  dei  territori.  Come  vogliamo parlare  di  sviluppo,  come
  vogliamo parlare di economia, quando tutti i progetti previsti  dai
  PIST stanno tornando indietro?
   Posso  assicurarvi  che non se ne parla neanche  per  la  prossima
  programmazione.
   Ai  colleghi che prima dicevano che il Parlamento non lavora nelle
  commissioni, dico che nelle commissioni ci sono i disegni di legge,
  ma  non possono andare avanti perché mancano i titoli di spesa.  Il
  10  dicembre chiude la tesoreria, chiude la cassa regionale  e  qui
  ancora non si parla di variazioni di bilancio.
   Ma  vogliamo avere tutti quanti, e pure il Governo, un sussulto di
  responsabilità?

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Marziano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARZIANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  posso  che
  essere  d'accordo con tutte le considerazioni che ha svolto  finora
  la  collega Grasso sul fatto che la Sicilia non ha provveduto,  uso
  il  passato prossimo, ad approvare una legge che tenesse conto  che
  nel  passaggio  tra  l'analogico e il  digitale  tutte  le  aziende
  dell'informazione,  tutte  le strutture informative,  televisive  e
  radiofoniche   (spesso  sono  le  stesse  società)   hanno   dovuto
  affrontare   costi  notevoli;  hanno  dovuto  spesso   indebitarsi;
  qualcuno  di  queste non ha retto l'urto del passaggio  alla  nuova
  tecnologia.
   Però penso di poter dire alla collega Grasso e agli altri colleghi
  che  da  stasera  possiamo essere fiduciosi  perché,  nelle  scorse
  settimane, la terza Commissione legislativa ha approvato un disegno
  di  legge  di iniziativa parlamentare, primo firmatario il  collega
  Leanza, ma ci sono parecchi altri deputati e adesso non ricordo  il
  nome di tutti.
   Questo  disegno di legge interviene proprio su tutte le  questioni
  che ha sollevato la collega Grasso.
   Intanto  è un disegno di legge-quadro che prefigura la possibilità
  di  utilizzo di una serie di misure dei fondi europei sia nel campo
  della   formazione   del  personale,  prevede   tutte   le   figure
  professionali del mondo dell'informazione che possono avvalersi  di
  questi  fondi, non solo, ma proprio perché volevamo, i presentatori
  e  la  commissione, tenere conto di quella platea di emittenti,  le
  piccole  e medie emittenti, in commissione il disegno di  legge  ha
  subìto  una serie di emendamenti che ne hanno allargato la  platea.
  Dalle grosse concentrazioni di emittenti televisive i benefici sono
  stati estesi anche alle emittenti piccole e medie, quelle cioè  che
  garantiscono l'informazione diffusa nel territorio. Il  disegno  di
  legge  ha  subito  qualche ritardo in Commissione  Bilancio  perché
  prevedeva  delle  somme del bilancio regionale  e  quindi  ci  sono
  state delle difficoltà per reperire queste somme.
   So  per  certo,  ne ha parlato oggi ufficiosamente  il  presidente
  della  commissione, che il disegno di legge è stato  esitato  dalla
  commissione e dovrebbe arrivare in Aula al  più presto.  Penso  che
  sia  uno  di  quei disegni di legge di iniziativa parlamentare  che
  caratterizza, valorizza il ruolo di questo Parlamento. Infine,  non
  dobbiamo   dimenticare  che  questo  mondo  deve   poter   accedere
  all'utilizzo dei fondi Jeremie e Jessica per i quali  non  è  stato
  speso ancora un solo euro.
   Le  due  banche  che  hanno  la titolarità  dell'istruzione  delle
  pratiche, la Banca Nazionale del Lavoro e Unicredit, sostengono  di
  non avere ricevuto nessuna richiesta di finanziamento.
   Ci  sono 400 milioni di fondi dei siciliani che sono bloccati: 200
  circa al servizio degli enti locali, dei comuni in particolar modo,
  e 220 milioni di euro al servizio del sistema della piccola e media
  impresa  che  sono  inutilizzati.  Allora,  ci  dobbiamo  porre  il
  problema,  e  approfitto della presenza di tre assessori,  di  come
  stimolare le due banche titolari dei due fondi, ma anche il sistema
  delle  imprese, gli enti locali, all'utilizzo di questi  fondi.  E'
  delittuoso lasciarli inutilizzati.
   La  legge  sull'editoria  consente alle imprese  di  spingere  per
  l'utilizzo  di  questi  fondi  che sono una  dotazione  finanziaria
  significativa.
   Penso  di  poter  dire che la mozione presentata dai  colleghi  si
  integra  perfettamente nel percorso legislativo che la  commissione
  ha  fatto  nel  disegno  di legge e che prevede  il  finanziamento.
  L'obiettivo  è  lo stesso: sostenere, aiutare la piccola  emittenza
  televisiva  a sopportare lo sforzo del passaggio dall'analogico  al
  digitale.  L'obiettivo  è  lo  stesso;  lo  strumento  è   diverso.
  L'obiettivo   è   aiutare   il  nostro  sistema   dell'informazione
  radiotelevisiva  a  superare  la difficoltà  creata  nel  passaggio
  dall'analogico  al digitale. Sono assolutamente d'accordo,  ma  c'è
  questa novità di rilievo che dovrebbe arrivare in Aula nei prossimi
  giorni.

   VANCHERI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli  deputati,  mi  ricollego a quanto  detto  dall'onorevole
  Grasso  e dall'onorevole Marziano per dire che avevamo già risposto
  ad   una  interrogazione  dell'onorevole  Fontana  e  poi  ad   una
  dell'onorevole Musumeci.
   Il  9  luglio  2013,  gli  onorevoli deputati  avevano  fatto  una
  interrogazione chiedendo se nel POR 2007-2013 erano stati  inseriti
  degli   interventi   a  supporto  delle  aziende   radiofoniche   e
  radiotelevisive.
   Il   Dipartimento  Attività  produttive  ha  fatto   una   ricerca
  all'interno  di  tutte le linee che non sono  mai  state  attivate,
  poiché dovete sapere che all'interno del Dipartimento ci sono delle
  linee,  compreso  quella dell'e-commerce, che  non  era  mai  stata
  attivata.  Abbiamo fatto questa ricerca, così come l'abbiamo  fatta
  per  rintracciare  la linea sull'e-commerce ma, ahimè,  per  quanto
  riguarda  le linee a supporto di questo tipo di imprese, non  c'era
  niente. Quindi non è mai stato pensato di inserire un intervento  a
  favore  di  queste  ed evidentemente qualcuno  ha  pensato  che  ci
  sarebbe  stato  il  passaggio  al digitale.  Poi  abbiamo  comunque
  rilevato dei dati dalla Corecom, così come abbiamo comunque portato
  avanti  i  lavori,  insieme alla segreteria tecnica  del  Bilancio,
  proprio perché eravamo al corrente che c'era anche questo lavoro in
  commissione;  quindi, questo intervento legislativo a  supporto  di
  queste imprese.
   Rispetto  alla  notizia che avevamo dato il 9 luglio  2013,  dalla
  nostra   ricerca  siamo  arrivati  a  questo  punto.   Infatti   il
  Dipartimento  risponde  dicendo che,  ad  integrazione  della  nota
  precedente  di pari oggetto, che è appunto questa del luglio  2013,
  in  cui  confermavamo che non esistevano delle linee  specifiche  a
  supporto  di  queste imprese, segue: «Nella considerazione  che  il
  numero  delle imprese radiotelevisive dai dati recuperati in nostro
  possesso si aggira intorno alle 110 imprese».
   Questo perché lo abbiamo specificato, perché nel disegno di  legge
  n.  304 si parla di emittenti radiotelevisive-radiofoniche,  ma  si
  parla  in  modo più fluido e più ampio anche di altre  aziende  che
  appartengono  al  settore della comunicazione  perché  c'è  appunto
  anche  l'azienda  che  si  occupa dei web piuttosto  che  l'azienda
  dell'editoria, che lavorano nel settore del cartaceo.
   Il disegno di legge n. 304 copre questo settore in modo più ampio.
  E  abbiamo scritto che il disegno di legge n. 304 si rivolge ad una
  platea  più  ampia  e fluida, la cui quantificazione  non  può  che
  essere approssimativa; che occorre sostenere le aziende del settore
  in    esame   per   favorirne   lo   sviluppo   tecnologico   volto
  all'innovazione degli impianti nonché al potenziamento del  sistema
  dell'informazione  locale  e allo sviluppo  di  nuovi  contenuti  e
  servizi  su  reti digitali; che occorre favorire l'aggregazione  in
  termini  operativi delle aziende in esame, attraverso la promozione
  di  distretti  produttivi  dedicati  o  di  reti  di  impresa,  che
  garantirebbero  alle  aziende  un  rafforzamento  strutturale   che
  consentirebbe  di  sostenere  al meglio la concorrenza  dei  grossi
  gruppi  televisivi;  che  occorre sostenere  il  miglioramento,  la
  valorizzazione e l'aggiornamento professionale dei dipendenti.
   Considerata  l'entità della platea a cui l'iniziativa  legislativa
  si  indirizza, si ritiene che una dotazione congrua possa  stimarsi
  intorno ai 15 milioni di euro da reperire dalle economie conseguite
  dall'Obiettivo  5.1.1  e dall'Obiettivo 4.1.2 della  programmazione
  2007-2013;  quindi, come linee da cui possiamo rimodulare.  Avremmo
  individuato  queste  due  linee. Però, attenzione,  in  tal  senso,
  occorre    che   il   Dipartimento   Programmazione   si    esprima
  sull'effettiva possibilità di dedicare le risorse sopra individuate
  al settore in esame.
   Nell'esprimere, comunque, grosse perplessità sulla tempistica,  si
  evidenzia  che  l'iniziativa legislativa in esame potrebbe  trovare
  capienza in termini di risorse nell'ambito della programmazione dei
  fondi  comunitari per il periodo 2014-2020 in fase di  redazione  e
  compilazione.
   Faccio  una  sintesi proprio per andare al nocciolo  della  nostra
  discussione.
   Se,  da una parte, abbiamo trovato le linee, da un'altra parte  ci
  potrebbe  essere l'opportunità di tentare la rimodulazione;  ma  in
  questo,  purtroppo, siamo sempre collegati con la  tempistica  che,
  come  voi stessi avete detto, laddove stiamo scongiurando in alcuni
  casi il disimpegno, i tempi non ci aiutano sicuramente. Però, visto
  che  è  giusto  che  grazie  a  questo  intervento  legislativo   e
  all'attenzione  che l'Assemblea ha voluto dare a questo  importante
  settore  imprenditoriale, dobbiamo comunque pensare a  strutturare,
  organizzare  il  prossimo futuro con una programmazione.  Peraltro,
  abbiamo  voluto  parlare di reti di imprese e distretti  perché  la
  realtà di una rete di imprese che lavorano nello stesso settore  ha
  adesso  il  diritto  di essere riconosciuta  anche  in  termini  di
  presenza,  quindi   di politica distrettuale e imprenditoriale,  in
  modo  tale da non dimenticare di inserirla negli interventi con  la
  prossima programmazione.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione. Pongo in votazione  la
  mozione n. 93.
   Il parere del Governo?

   VANCHERI,  assessore  per le attività produttive.  Favorevole,  ma
  sempre nei limiti degli strumenti nella nuova programmazione.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)

  Discussione della mozione n. 123 «Ripristino del gettito derivante
    dalle operazioni effettuate in via telematica dalle imprese di
   revisione riconosciute ed autorizzate ad operare, nel territorio
        siciliano, dalla competente Amministrazione regionale»

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  sesto punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione della mozione n. 123 «Ripristino del gettito  derivante
  dalle  operazioni  effettuate in via telematica  dalle  imprese  di
  revisione  riconosciute ed autorizzate ad operare,  nel  territorio
  siciliano,  dalla  competente  Amministrazione  regionale»,   degli
  onorevoli Grasso ed altri.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   con  il  Decreto Legislativo 11 settembre 2000, n. 296, 'Norme  di
  attuazione  dello Statuto speciale della regione siciliana  recanti
  modifiche   ed   integrazioni  al  decreto  del  Presidente   della
  Repubblica 17 dicembre 1953, n. 1113, in materia di comunicazioni e
  trasporti'   sono  state  trasferite  alla  regione  Siciliana   le
  competenza in materia di comunicazioni e di trasporti regionali  di
  qualsiasi  genere,  comprese quindi le  competenze  in  materia  di
  Motorizzazione;

   anche  in  funzione  delle  nuove competenze  di  cui  al  Decreto
  legislativo 11 settembre 2000, n. 296, nell'ambito di un  programma
  di  informatizzazione  degli  uffici della  Sicilia,  l'Assessorato
  regionale  del  turismo,  dei trasporti e delle  comunicazioni,  ha
  realizzato   iniziative  volte  a  semplificare  e  migliorare   le
  procedure di pagamento ed accertamento delle entrate dei diritti di
  motorizzazione  mediante la l'informatizzazione  della  riscossione
  degli stessi;

   con  D.D.G.  886  /Serv.7 TR  del  24  dicembre  2002  sono  stati
  istituiti   i  conti  correnti  postali,  intestati  alla   Regione
  siciliana  -  Dipartimento Trasporti e Comunicazioni,  su  cui  far
  affluire i versamenti derivanti dalle operazioni tecniche e tecnico-
  amministrative   effettuate   dagli   Uffici   Provinciali    della
  Motorizzazione  Civile  della Sicilia, allo stesso  tempo  venivano
  individuati i capitoli dello stato di previsione delle entrate  del
  bilancio della Regione Siciliana, sui quali far confluire le  somme
  riscosse;

   nello   stesso  periodo,  anche  il  Ministero  dei  trasporti   -
  Dipartimento dei trasporti terrestri, aveva    avviato  un  analogo
  percorso  di informatizzazione del sistema di pagamento  stipulando
  una convenzione in esclusiva con Poste italiane S.p.A., convenzione
  alla  quale  la  Regione siciliana non ha aderito, avendo  peraltro
  affidato nell'ambito della convenzione di cassa assegnata per bando
  di  gara  ad evidenza pubblica al Banco di Sicilia/Unicredit  nello
  specifico anche il sistema telematico di riscossione dei diritti di
  motorizzazione con effetti vincolanti in termini contrattuali;

   nel  2007  l'amministrazione regionale sollecitava il Ministero  a
  fornire  il  programma applicativo per la connessione  del  sistema
  info-telematico  regionale  a  quello  nazionale,  sennonché   tale
  richiesta  non ha avuto esito in quanto, il Ministero dell'economia
  e  delle  finanze  ha riconosciuto spettanti alla Regione  le  sole
  imposte di bollo gravanti sulle operazioni svolte in Sicilia ma  ha
  ritenuto  fondata  la  tesi del Ministero delle  infrastrutture  in
  merito  alla  spettanza allo Stato dei 'diritti'  sulle  operazioni
  effettuate  in  via telematica, utilizzando il sistema  informatico
  del   Ministero,   dalle  imprese  di  revisione  riconosciute   ed
  autorizzate  ad operare nel territorio siciliano, dalla  competente
  amministrazione regionale;

   ATTESO che:

   con  ricorso notificato al Ministero dei trasporti, in persona del
  Ministro  stesso e presso l'Avvocatura generale dello Stato  il  18
  aprile 2008 e depositato il 28 aprile 2008, la Regione siciliana ha
  sollevato  in riferimento all'art. 36 dello Statuto speciale,  agli
  artt. 2 e 4 del D.P.R. 26 luglio 1965, n. 1074 (Norme di attuazione
  dello Statuto della Regione Siciliana in materia finanziaria) e gli
  artt.  1,  2- bis, 2-ter, 2-quater del D.P.R. 17 dicembre 1953,  n.
  1113 (Norme di attuazione dello Statuto della Regione Siciliana  in
  materia  di  comunicazione e trasporti) - conflitto di attribuzione
  nei  confronti dello Stato in relazione alla nota n. 0014656 emessa
  dal  Ministero dei trasporti, Dipartimento dei trasporti terrestri,
  affari generali e pianificazione generale dei trasporti in data  14
  febbraio 2008;

   con Ordinanza n. 409 del 2009 la Corte Costituzionale, a causa  di
  un  vizio  di  notifica,(in quanto il ricorso era stato  notificato
  solo  al  Ministero  dei  trasporti in persona  del  Ministro  pro-
  tempore, presso il Ministero e all'Avvocatura generale dello Stato,
  e  non  al  Presidente  del Consiglio dei Ministri)  ha  dichiarato
  inammissibile  il  ricorso per conflitto di  attribuzione  proposto
  dalla Regione siciliana nei confronti dello stato in relazione alla
  nota  n.  0014656, emessa dal Ministero dei trasporti, Dipartimento
  trasporti  terrestri,  personale affari generali  e  pianificazione
  generale dei trasporti del 14 febbraio 2008;

   la  Regione  siciliana ha proposto ulteriore  ricorso  innanzi  la
  Corte  Costituzionale sollevando conflitto di attribuzione  avverso
  la  nota  del Ministero dell'economia e delle finanze, Dipartimento
  ragioneria  generale  dello  Stato - Ispettorato  generale  per  la
  Finanza delle pubbliche amministrazioni - Ufficio IX del 24 ottobre
  2008,  n.  0111774, con la quale viene affermata la spettanza  allo
  Stato  delle  entrate  relative alle operazioni  di  motorizzazione
  effettuate in Sicilia;

   con  delibera della Giunta regionale n. 297 del 6 agosto 2009,  il
  Presidente della Regione pro tempore è stato autorizzato a proporre
  ricorso contro il Presidente del consiglio dei Ministri pro tempore
  per la per la risoluzione del conflitto di attribuzione insorto fra
  la   Regione  siciliana  e  lo  Stato  per  effetto  dei   seguenti
  provvedimenti:

   decreto  dirigenziale  del Ministero delle  infrastrutture  e  dei
  trasporti  -  Dipartimento per i trasporti,  la  navigazione  ed  i
  sistemi informativi e statistici 10 luglio 2009, prot. n. 0003662;

   circolare   10   luglio  2009,  prot.  R.U.  70058  dello   stesso
  Dipartimento  del  Ministero delle infrastrutture e dei  trasporti,
  di attuazione del suindicato decreto dirigenziale n. 3662/2009;

   decreto del Ministro dei trasporti 5 marzo 2008, n. 66T, in quanto
  allegato alla circolare 10 luglio 2009, prot. R.U. 70058;

   in  relazione  alla  implicita affermazione della  spettanza  allo
  Stato  delle  entrate  relative alle operazioni  di  motorizzazione
  effettuate dai centri privati di revisione dei veicoli operanti  in
  Sicilia  ed  effettuate  in via telematica utilizzando  il  sistema
  informatico  del  Ministero  e  della  minacciata  sospensione  dei
  collegamenti telematici in caso di mancato versamento dei  diritti;
  con  riferimento  ai  citati ricorsi,  la  difesa  dello  Stato  ha
  eccepito, in via preliminare, l'inammissibilità del conflitto,  per
  omessa  impugnazione della nota 14 febbraio 2008, n.  0014656,  del
  Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con la quale per la
  prima  volta  era  stata espressa la posizione dell'Amministrazione
  statale  in ordine alla spettanza allo Stato delle entrate relative
  alle  operazioni  di  motorizzazione di cui si  discute,  dovendosi
  considerare, invece, gli atti impugnati meramente confermativi;

   in  realtà  della nota 14 febbraio 2008, n. 0014656 del  Ministero
  delle  Infrastrutture e dei Trasporti era stata  impugnata  con  il
  ricorso   del  18.04.2008,  iscritto  al  n.  7/2008  del  registro
  conflitti  tra  enti, dichiarato inammissibile, per le  motivazioni
  anzidette,  dalla Corte Costituzionale, per un vizio  di  notifica,
  con la decisione n. 409/2008;

   con  ricorso  notificato il 23 novembre 2009 e  depositato  il  27
  novembre  successivo (r. confl. enti n. 13 del 2009), il Presidente
  del  Consiglio dei Ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura
  generale dello Stato ha sollevato - in riferimento agli artt.  114,
  120  e  117, primo comma, Cost. (quest'ultimo per il tramite  della
  Direttiva CE del Consiglio 29 aprile 1999, n. 1999/37/CE,  relativa
  ai  documenti  di  immatricolazione dei veicoli), al  principio  di
  leale  collaborazione, nonché all'art. 36 dello statuto speciale  e
  agli  artt. 1, commi 2 e 4, e 2-ter del D.P.R. n. 1113 del  1953  -
  conflitto di attribuzione nei confronti della Regione siciliana, in
  relazione  ai  seguenti atti: a) il decreto del dirigente  generale
  del   Dipartimento  regionale  trasporti  e  comunicazioni  e   del
  ragioniere   generale  della  Ragioneria  generale  della   Regione
  siciliana  del 28 luglio 2009, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana del 21 agosto 2009, parte I, n. 39, con  il
  quale  viene  dato 'incarico all'Istituto Cassiere di provvedere  a
  partire  dal  17  agosto 2009 oltre che al rilascio della  ricevuta
  dell'avvenuto  pagamento  anche  al  rilascio  del   tagliando   di
  revisione   secondo   le   vigenti   specifiche,   integrato    con
  l'intestazione  Regione  siciliana - Dipartimento  comunicazioni  e
  trasporti';  b)  la circolare dell'Assessorato del  turismo,  delle
  comunicazioni e dei trasporti del 18 agosto 2009, n. 5,  pubblicata
  nella  Gazzetta  Ufficiale della Regione siciliana  del  28  agosto
  2009, parte I, n. 40, con cui si da attuazione al suddetto decreto,
  definendo,  tra  l'altro,  le  caratteristiche  dei  tagliandi   di
  revisione  emessi e illustrando le modalità di accesso al  servizio
  di  verifica  dell'autenticità dei tagliandi  di  revisione  emessi
  dalle  imprese  di autoriparazione aventi sede in Sicilia,  dandone
  comunicazione, tra l'altro, alle forze di polizia; c) la  nota  del
  dirigente   generale   del  Dipartimento  regionale   trasporti   e
  comunicazioni   della  Regione  siciliana  del  25   agosto   2009,
  protocollo  n.  471,  con  cui viene comunicato  al  Ministero  dei
  trasporti il contenuto dei suddetti provvedimenti e si richiede  al
  Ministero  stesso  un  incontro al fine di  stabilire  le  modalità
  operative  concernenti  la  'necessaria  integrazione'   dei   dati
  relativi  alle  revisioni effettuate in Sicilia  dalle  imprese  di
  autoriparazione 'con quelli contenuti nel data base nazionale';

   PRESO ATTO che:

   la Corte Costituzionale con sentenza n. 369/2010 del 15.12.2010 ha
  dichiarato  inammissibili i ricorsi per conflitto  di  attribuzione
  proposti  dalla  Regione siciliana nei confronti  dello  Stato,  in
  relazione:

   a)   alla  nota  del  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,
  Dipartimento ragioneria generale dello Stato - Ispettorato generale
  per la finanza delle pubbliche amministrazioni - Ufficio IX, del 24
  ottobre 2008, n. 0111774;

   b) al decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti -
  Dipartimento  per  i  trasporti,  la  navigazione  ed   i   sistemi
  informativi e statistici del 10 luglio 2009, n. 0003662;

   c)  alla  circolare  del  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei
  trasporti  -  Dipartimento per i trasporti,  la  navigazione  ed  i
  sistemi informativi e statistici del 10 luglio 2009, R.U. 70058;

   d) al decreto del Ministro dei trasporti del 5 marzo 2008, n. 66T;
  e) alla nota del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del
  14 settembre 2009, n. 75/RC.;

   senza  entrare nel merito della questione sollevata dalla  Regione
  siciliana,  ritenendo  gli  atti impugnati  meramente  confermativi
  della  nota  14  febbraio  2008, n. 0014656,  del  Ministero  delle
  Infrastrutture e dei Trasporti;

   nell'ambito  della  stessa sentenza, la  Corte  costituzionale  ha
  dichiarato  che  non  spetta alla Regione siciliana  il  potere  di
  stabilire  in  concreto le modalità operative  e  i  protocolli  di
  funzionamento del sistema informativo indicato dall'art. 2-ter  del
  decreto  del Presidente della Repubblica 17 dicembre 1953, n.  1113
  (Norme  di  attuazione  dello Statuto della  Regione  siciliana  in
  materia di comunicazioni e trasporti); annullando di conseguenza:

   a)  il  decreto del dirigente generale del Dipartimento  regionale
  trasporti   e   comunicazioni  e  del  ragioniere  generale   della
  Ragioneria generale della Regione siciliana del 28 luglio 2009;

   b)  la circolare dell'Assessorato del turismo, delle comunicazioni
  e dei trasporti del 18 agosto 2009, n. 5;

   c)  la  nota  del  dirigente generale del  Dipartimento  regionale
  trasporti  e  comunicazioni della Regione siciliana del  25  agosto
  2009, protocollo n. 471;

   CONSIDERATO che:

   con   la   sentenza   n.   369/2010  del  15.12.2010,   la   Corte
  Costituzionale  non abbia, nel merito, stabilito a chi  spettassero
  le   imposte  e  i  diritti  sulle  operazioni  effettuate  in  via
  telematica  dalle imprese di revisione riconosciuti ed  autorizzati
  ad   operare   dall'amministrazione  regionale,  in   quanto   tale
  fattispecie  era  oggetto  del ricorso  con  il  quale  la  Regione
  siciliana aveva sollevato in riferimento all'art. 36 dello  Statuto
  speciale,  agli  artt.  2 e 4 del D.P.R. 26 luglio  1965,  n.  1074
  (Norme  di  attuazione  dello Statuto della  Regione  Siciliana  in
  materia  finanziaria) e gli artt. 1, 2- bis,  2-ter,  2-quater  del
  D.P.R. 17 dicembre 1953, n. 1113 (Norme di attuazione dello Statuto
  della Regione Siciliana in materia di comunicazione e trasporti)  -
  conflitto  di  attribuzione nei confronti dello Stato in  relazione
  alla   nota   n.  0014656  emessa  dal  Ministero  dei   trasporti,
  Dipartimento   dei  trasporti     terrestri,  affari   generali   e
  pianificazione  generale dei trasporti in data  14  febbraio  2008,
  dichiarato    inammissibile   per   difetto    di    notifica    ed
  inspiegabilmente non riproposto;

   RITENUTE  fondate  le ragioni sostenute dalla  Regione  siciliana,
  così  come per ultimo con la nota, dell'Assessorato regionale delle
  infrastrutture  e della mobilità prot. 36097 del  18  aprile  2013,
  inviata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per  cui
  il gettito, non indifferente, derivante dalle operazioni effettuate
  in  via  telematica  dalle  imprese di  revisione  riconosciute  ed
  autorizzate  ad operare nel territorio siciliano, dalla  competente
  amministrazione  regionale, spetti di  diritto  e  in  applicazione
  dello Statuto alla Regione,

                   impegna il Governo della Regione

   a voler individuare e percorrere tutte le iniziative utili al fine
  di ripristinare l'introito nel bilancio della Regione siciliana del
  gettito  derivante  dalle operazioni effettuate in  via  telematica
  dalle  imprese di revisione riconosciute ed autorizzate ad  operare
  nel   territorio   siciliano,   dalla  competente   amministrazione
  regionale». (123)

   Ha facoltà di parlare l'onorevole Grasso per illustrarla.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, manca  l'assessore
  per l'economia e quindi preparatevi perché questa mozione tratta un
  argomento  abbastanza  delicato  che  attiene  a  due  assessorati,
  Infrastrutture  ed  Economia,  in  quanto  si  tratta  del  mancato
  introito  del  gettito derivante dalle revisioni e che  il  Governo
  dovrebbe richiedere al Parlamento nazionale.
   Pertanto,  al posto di illustrare la mozione, se voi ritenete  che
  si  possa  discutere stasera. In realtà, la  mozione  è  abbastanza
  delicata e si riferisce ad un tema molto serio .

   PRESIDENTE. Mi scusi se la interrompo, onorevole Grasso, ma  stavo
  proprio  leggendo  il  testo  della mozione  e  direi  che  se  gli
  assessori  Vancheri e Scilabra, presenti in Aula,  sono  d'accordo,
  possiamo  eventualmente  rinviare la discussione  della  mozione  a
  domani,  cercando di avere anche la presenza in Aula dell'assessore
  per l'economia al fine di ottenere una discussione più approfondita
  ed entrare nel merito della stessa.
   Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.

   GRASSO.  Signor Presidente, io glielo avevo detto in  premessa  e,
  tra  le  altre  cose, questa è una mozione che ci  trasciniamo  dai
  primi giorni di settembre.
   Ho  già  svolto  un intervento su questo e lei sa qual  è  il  mio
  pensiero.

   VINCIULLO. Signor Presidente, ma se l'assessore ritiene di  potere
  rispondere alla mozione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo,  la  Presidenza  ha  già  avuto
  un'intesa con l'assessore Vancheri e con l'onorevole Grasso.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a  domani, mercoledì  16
  ottobre 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I   - Comunicazioni

   II   - Discussione dei disegni di legge:

          1)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
              Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
              dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
              siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
              della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
              libertà civili, politiche, economiche e sociali'.  (n. 223/A)

          2)  -   Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
              127-30/A)

   III   -  Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
     siciliano, sui progetti di legge costituzionali nn. A.S. 42 e A.S.
     363 concernenti modifiche dello Statuto della Regione in materia di
     procedure per la modifica dello Statuto medesimo

   IV   - Discussione della mozione:
       N. 123  -  Ripristino  nel  bilancio regionale  del  gettito
             derivante   dalle   operazioni   effettuate   in   via
             telematica dalle imprese di revisione riconosciute  ed
             autorizzate  ad  operare,  nel  territorio  siciliano,
             dalla competente amministrazione regionale.
      (28 maggio 2013)
                             GRASSO - LANTIERI - FIRETTO - FIGUCCIA

                   La seduta è tolta alle ore 19.34

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO 1

                  Risposte scritte ad interrogazioni
            Rubrica «Istruzione e formazione professionale»

   CRACOLICI.   -«All'Assessore  per  l'istruzione  e  la  formazione
  professionale,  premesso  che gli Ersu  versano  in  una  difficile
  condizione  amministrativa e di funzionamento e in  particolare  le
  sedi  di Palermo, Catania e Messina; specificamente, nelle suddette
  sedi, mancano i direttori da più di un anno;

   considerato che:

   la  legge  regionale  n. 9 del 2012 all'art. 6  stabilisce  che  i
  direttori degli ERSU, nelle more dell'espletamento dei concorsi  di
  cui  al  comma 1 dell'articolo 14 della legge regionale 25 novembre
  2002  n.  20 sono nominati 'su proposta del Dirigente generale  del
  Dipartimento   regionale   dell'istruzione   e   della   formazione
  professionale';

   il  dirigente generale, in data 8 giugno 2012, ha emanato un bando
  per  il conferimento degli incarichi basandosi sui criteri indicati
  nel  D.D.G  n. 2439 del 13 maggio 2010, previsti per l'attribuzione
  delle posizioni dirigenziali del Dipartimento Istruzione;

   rilevato che:

   la   graduatoria  si  trova  da  mesi  presso  la  Direzione   del
  Dipartimento  Istruzione  e  non viene dato  seguito  senza  alcuna
  motivazione;

   il  provvedimento  non  è mai stato revocato  e  pertanto  la  sua
  mancata   adozione  rischia  di  configurare  una   condizione   di
  illegittimità e di assenza di regole;

   ritenuto   che  l'Assessore  per  l'istruzione  e  la   formazione
  professionale  ha  sollevato più volte  la  necessità  di  giungere
  all'approvazione  di  una  nuova  legge  sul  diritto  allo  studio
  universitario  e  certamente ciò non si coniuga con  l'assenza  dei
  ruoli  previsti  per  la guida degli enti che dovrebbero  garantire
  questo diritto;

   per sapere:

   quali  ragioni  abbiano impedito ed impediscano ad  oggi  di  dare
  corso  conseguentemente  al  bando, alla  graduatoria  già  stilata
  relativamente alla copertura delle postazioni dirigenziali e se ciò
  non configuri una condizione di illegittimità;

   se  non   ritenga   necessario  e  urgente  adottare  ogni  misura
  prevista  allo scopo di   garantire   lo sblocco della  graduatoria
  e  assicurare   prioritariamente il regolare   funzionamento  degli
  ERSU». (271)

   Risposta.  -«Perviene  agli  Uffici di diretta  collaborazione  di
  questo  Assessorato l'interrogazione n. 271 a firma  dell'onorevole
  Antonello   Cracolici,  il  quale  chiede  chiarimenti   circa   il
  funzionamento degli ERSU e la mancata assegnazione delle figure  di
  Direttore nelle sedi di Palermo, Catania e Messina.
   In  merito  alla  problematica de qua si  rappresenta  che  questo
  Assessore  ha  predisposto una specifica direttiva, indirizzata  al
  Dipartimento   regionale   dell'Istruzione   e   della   Formazione
  professionale  per  il  perfezionamento  delle  procedure  per   il
  reclutamento  delle  figure  direttoriali  attivate  dal  Dirigente
  Generale con bando dell'8 giugno 2012.
   Tanto si rappresenta a codesto illustrissimo Parlamento e si resta
  a disposizione per altri eventuali chiarimenti od integrazioni».

                                                        L'Assessore
                                                                   N.
                                                   Scilabra

   VULLO.   -«All'Assessore   per  l'istruzione   e   la   formazione
  professionale, premesso che:

   l'Assessorato  regionale Istruzione e formazione professionale  ha
  avviato da tempo una serie di accorpamenti tra le scuole siciliane;

   i   criteri   di  razionalizzazione  subordinano  il  mantenimento
  dell'autonomia di un'istituzione scolastica alla presenza di almeno
  900 studenti iscritti;

   tenuto conto che:

   a Catania esistono due Licei artistici, intitolati rispettivamente
  ad Emilio Greco e Mimì Lazzaro, con circa 670 e 500 allievi;

   i  dati  degli  ultimi anni mostrano una tendenza al  mantenimento
  degli  attuali livelli di iscrizione, che dovrebbe consentire  alle
  due scuole di superare insieme il migliaio di studenti;

   per sapere:

   quali  iniziative  l'Assessorato stia adottando per  garantire  il
  logico e funzionale accorpamento dei due Licei artistici catanesi;

   quali ulteriori criteri siano stati eventualmente previsti ai fini
  della razionalizzazione della rete scolastica in Sicilia;

   se si intendano formulare giudizi prognostici circa l'aumento o la
  diminuzione delle iscrizioni ad ogni istituto, sulla base dei  dati
  statistici degli ultimi anni». (455)

   Risposta.  -«Perviene  agli  Uffici di diretta  collaborazione  di
  questo  Assessore l'interrogazione n. 00455 a firma  dell'onorevole
  Gianfranco  Vullo con la quale si chiede allo scrivente Assessorato
  di  conoscere quali iniziative si stiano adottando per garantire il
  logico  e  funzionale  accorpamento dei  Licei  artistici  catanesi
  Emilio  Greco e Mimì Lazzaro; quali ulteriori criteri  siano  stati
  eventualmente previsti ai fini della razionalizzazione  della  rete
  scolastica   in   Sicilia;  se  si  intendano   formulare   giudizi
  prognostici  circa l'aumento o la diminuzione delle  iscrizioni  ad
  ogni istituto sulla base di dati statistici recenti.
   In  merito  alle problematiche prospettate, si rappresenta  quanto
  segue.
   I  Licei  artistici catanesi Emilio Greco e Mimì Lazzaro non  sono
  stati oggetto di accorpamento poiché tale operazione avrebbe potuto
  comportare  anche in prospettiva, il soprannumero dei  docenti  dei
  due  licei ed il conseguente problema del loro impiego presso altri
  istituti.
   In   ordine,   poi,   a  quali  ulteriori  criteri   siano   stati
  eventualmente previsti ai fini della razionalizzazione  della  rete
  scolastica  in  Sicilia, si evidenzia che, come indicato  dall'art.
  12,  comma 1, lett. C del Decreto Legge 12 settembre 2013,  n.  104
  (che  ha  apportato modifiche all'articolo 19 del  decreto-legge  6
  luglio  2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge  15
  luglio   2011,   n.   111),   al  fine  di  consentire   l'ottimale
  dimensionamento  delle istituzioni scolastiche e la  programmazione
  degli  organici:  I criteri per l'individuazione delle  istituzioni
  scolastiche  ed  educative  sede  di  dirigenza  scolastica  e   di
  direttore  dei servizi generali e amministrativi sono definiti  con
  accordo in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo  8  del
  decreto  legislativo  28 agosto 1997, n. 281,  fermi  restando  gli
  obiettivi  finanziari  di cui ai commi 5 e 5-bis,  come  modificati
  dalla  legge  12 novembre 2011, n. 183, su proposta  del  Ministero
  dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di  concerto  con
  il Ministero dell'economia e delle finanze  .
   Di  conseguenza,  nell'ambito dei posti disponibili  di  dirigenza
  attribuiti dallo Stato, sarà possibile determinare in ambito locale
  le  sedi  cui  assegnare  la dirigenza, in  conformità  ai  criteri
  stabiliti in sede di Conferenza unificata Stato-Regioni.
   Infine,  riguardo ad eventuali giudizi prognostici circa l'aumento
  o  la  diminuzione delle iscrizioni sulla base di  dati  statistici
  recenti,  lo  scrivente Assessorato, pur non in possesso  dei  dati
  inerenti  al   trend' del singolo istituto, evidenzia un  sensibile
  decremento delle iscrizioni sul territorio regionale: 266.031 unità
  nell'a.s.  2008-2009 a fronte di 247.441 unità nell'a.s.  2012/2013
  (dati forniti dal MIUR)».

                                                        L'Assessore
                                                                   N.
                                                   Scilabra

   ALLORO  - PANEPINTO. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore
  per l'istruzione e la formazione professionale, premesso che:

   la   Commissione   di  indagine  sulla  formazione  professionale,
  istituita  in  seno  a questa Assemblea regionale  siciliana  nella
  scorsa  legislatura,  ha riscontrato che il  settore  della  FP  in
  Sicilia  occupa  circa  7.500 dipendenti a tempo  indeterminato  ed
  almeno   altrettanti   lavoratori  a   tempo   determinato,   oltre
  all'indotto costituito dai prestatori di servizi e forniture;

   in  questi  giorni,  le  Associazioni  degli  Enti  di  Formazione
  Professionale  e  le  OO.SS. del settore hanno  comunicato  l'avvio
  delle   procedure  di  licenziamento  collettivo   dei   lavoratori
  dipendenti a tempo indeterminato del comparto, indicando  ad  oggi,
  in base alle procedure già avviate, un numero di esuberi che supera
  le  2.000  unità di personale e dichiarando che il  numero  di  che
  trattasi è inevitabilmente destinato ad accrescersi;

   le Associazioni degli Enti di Formazione Professionale e le OO.SS.
  fanno  discendere  i  licenziamenti  dall'annunciata  volontà   del
  Governo della Regione di non finanziare il secondo anno di attività
  formativa  dell'Avviso  20/2011 e di predisporre  un  nuovo  Avviso
  pubblico la cui copertura sarebbe da ricercare nel 'Piano Giovani';

   le parti sociali lamentano, altresì, la vaghezza del Governo nella
  descrizione degli strumenti che dovrebbero garantire nel periodo di
  'vacatio' tra la fine delle attività finanziate dall'Avviso  20  (7
  giugno  2013)  e  il  finanziamento  di  nuove  attività  in   base
  all'annunciato nuovo Avviso pubblico a valere sul  Piano  Giovani',
  gli strumenti di politica attiva del lavoro necessari a mantenere i
  livelli occupazionali e retributivi dei lavoratori del comparto;

   la  preoccupazione degli operatori del settore e l'allarme sociale
  sono acuiti dallo scenario caratterizzato dagli annunciati atti  di
  revoca dell'accreditamento e dalle dichiarazioni dell'Assessore  al
  ramo  inerenti  la  revisione stessa dei criteri di  accreditamento
  degli  Enti,  nonché dal recente avvio di un organico  processo  di
  riforma  della  FP  in Sicilia (condotto mediante l'attivazione  di
  tavoli   di  concertazione),  i  cui  contenuti  non  sono   ancora
  delineati;

   l'Avviso  20/2011  prevedeva l'articolazione di  un  programma  di
  interventi formativi di durata triennale;

   il  Dirigente  Generale del Dipartimento Formazione  pro  tempore,
  dott. Ludovico Albert, in audizione in data 9 aprile 2013 presso la
  II Commissione legislativa di questa Assemblea regionale siciliana,
  ha  espressamente dichiarato che le risorse necessarie a  garantire
  copertura finanziaria per il secondo anno dell'Avviso 20 sono state
  appostate  nel  c.d.  Piano Giovani Sicilia', specificando  altresì
  che  la  terza annualità andrebbe finanziata a valere  sulla  nuova
  Programmazione comunitaria;

   invero, nell'Ambito Occupabilità (par. 4.1, pag. 24) del Documento
  approvato  dalla  Giunta  regionale  -  Deliberazione  n.  215  del
  21.06.2012,     risultano     appostati     per     attività     di
  Orientamento/Formazione 286,00 milioni di euro, la cifra esatta per
  garantire la seconda annualità dell'Avviso 20;

   nel   medesimo  Documento,  al  par.  6  (pag.  44)  Modalità   di
  Attuazione'   sono  stabilite  le  regole  della   Governance   del
  Programma,  laddove  si  legge,  tra  gli  altri,  oltre  al  ruolo
  dell'Autorità  di  Gestione FSE della Sicilia, di  un  Comitato  di
  Direzione con il compito di '...proporre eventuali revisioni  degli
  ambiti  e  priorità di intervento oltre che eventuali rimodulazioni
  finanziarie  e,  ove necessario, ridefinizione  delle  sue  risorse
  finanziarie';

   ancora  nel citato Documento, in tema di 'Sistema di Attuazione  e
  Gestione'  (pag. 45) è scritto che le procedure di  attuazione  del
  Programma  '...sono molto simili a quelle previste dai  Regolamenti
  comunitari  per l'attuazione dei Programmi cofinanziati  dai  Fondi
  Strutturali,  ma  depurate  dagli obblighi  di  comunicazione  alla
  Commissione Europea';

   l'Assessore  per  la  Formazione, in data  28  febbraio  2013,  ha
  sottoscritto  un Accordo Quadro tra la Regione siciliana  e  Italia
  Lavoro  Spa,  nel  quale si stabilisce che Italia  Lavoro  svolgerà
  un'ampia  gamma di attività di assistenza tecnica in  favore  della
  Regione siciliana e nel quale (art. 6) è stabilito che 'Il presente
  accordo  non  comporta oneri finanziari a carico delle  parti.  Gli
  eventuali successivi accordi ed impegni di natura economica saranno
  decisi  in sede di Gruppo di Coordinamento e formalizzati con  atti
  separati...';

   per sapere:

   i  tempi  previsti per la redazione, pubblicazione  e  definizione
  degli  atti  di  approvazione della graduatoria dei partecipanti  e
  della notifica ai vincitori del Decreto di finanziamento del citato
  nuovo Avviso Pubblico a valere sul 'Piano Giovani';

   le  modalità concrete di salvaguardia dei livelli occupazionali  e
  retributivi dei lavoratori dipendenti del comparto della FP  a  far
  data  dal termine della attività finanziate dall'Avviso 20 e  nelle
  more  del  termine previsto per la conclusione delle  procedure  di
  finanziamento del nuovo Avviso Pubblico del 'Piano Giovani';

   se  esistano  e quali siano gli atti comprovanti di aver  esperito
  tutte  le  procedure,  nell'ambito delle prerogative  concesse  dal
  Piano Giovani' all'Autorità di Gestione del FSE della Sicilia ed al
  Comitato di Direzione del Piano Giovani, atte a verificare  se  sia
  possibile  finanziare con risorse del Piano, la  seconda  annualità
  dell'Avviso  20/2011 e in base a quali risultanze,  laddove  ve  ne
  siano,  l'Autorità  di  Gestione  FSE  ritenga  che  non  si  debba
  finanziare la seconda annualità dell'Avviso 20;

   quale ruolo e quali risorse finanziarie saranno demandate a Italia
  Lavoro  Spa  nell'ambito delle attività del 'Piano Giovani'  e  con
  quali procedure amministrative le stesse saranno attribuite». (643)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -«Perviene  agli  Uffici di diretta  collaborazione  di
  questo  Assessore  l'interrogazione parlamentare  n.  643  a  firma
  dell'onorevole  Mario Alloro, il quale chiede chiarimenti  circa  i
  paventati  licenziamenti nel settore della formazione professionale
  nonché sulla seconda annualità dell'Avviso 20 e dell'attuazione del
  c.d.  Piano Giovani'.
   In merito a tale problematica si rappresenta quanto segue.
   La  salvaguardia  dei livelli occupazionali degli operatori  della
  Formazione  professionale occupa un ruolo  prioritario  nell'agenda
  politica  dell'Esecutivo  regionale,  e  fin  dall'insediamento  di
  questo  Assessore sono state adottate misure ordinate a  migliorare
  il  sistema della formazione professionale, soprattutto a  garanzia
  dei lavoratori e degli utenti del settore.
   Il  15 maggio 2013 questo Assessore ha diramato una circolare  con
  la   quale   sollecitava  gli  enti  e  lavoratori   a   presentare
  all'Assessorato tutta la documentazione utile per aggiornare l'Albo
  del  personale docente e non docente della Formazione professionale
  assunto  con  contratto a tempo indeterminato prima del 31.12.2008.
  L'Albo non veniva aggiornato dal 1995. In data 10 settembre 2013  è
  stato    pubblicato    sul   sito   del   Dipartimento    regionale
  dell'Istruzione  e della Formazione professionale   l'aggiornamento
  provvisorio  dell'Albo. Il 25 settembre sono scaduti i termini  per
  presentare    osservazioni   (rettifiche,    integrazioni,    nuovi
  inserimenti)   all'aggiornamento   provvisorio   ed    i    tecnici
  dell'Assessorato   sono  già  al  lavoro  per  la   predisposizione
  dell'Albo definitivo.
   L'Albo  costituisce uno strumento per garantire certezza giuridica
  agli   operatori   della   Formazione   professionale,   tanto   da
  rappresentare  il  bacino  esclusivo dal  quale  gli  enti  gestori
  dovranno   reclutare   il   proprio   personale   ai   fini   della
  partecipazione agli Avvisi diramati dall'Amministrazione  regionale
  nel settore della Formazione.
   La  prima  applicazione pratica di questo principio la avremo  nei
  prossimi  giorni quando sarà sottoposta alla Giunta di  Governo  la
  proposta  di garantire la continuità dei percorsi formativi  nonché
  dell'attività lavorativa degli operatori, degli enti  cui  è  stato
  revocato l'accreditamento.
   Analoga  delibera verrà adottata per la garanzia lavorativa  degli
  operatori licenziati iscritti all'ALBO.
   Per  quanto  riguarda la seconda annualità dell'Avviso 20,  questo
  Assessore ha adottato gli atti di indirizzo per la riedizione delle
  attività  corsuali  erogate  nella  prima  annualità  formativa,  a
  seguito dell'emanazione del decreto d'impegno ministeriale relativo
  ai   286  milioni  di  Euro,  fondi  afferenti  alla  Priorità  III
  Formazione  Giovani del "Piano straordinario per  l'occupazione  in
  Sicilia: opportunità giovani" (c.d. piano Giovani).
   In  particolare, con 2 separate direttive (la n.  45555  e  dell'8
  luglio 2013 e la n. 2695 del 18 settembre 2013) pubblicate nel sito
  del   Dipartimento,  gli  enti  gestori  sono  stati  ufficialmente
  sollecitati   a  ripresentare  i  progetti  corsuali  della   prima
  annualità,  afferenti  alle  3 filiere  che  contraddistinguono  il
  medesimo  Avviso  20, e precisamente, le linee  FORGIO  (Formazione
  Giovani),   FAS  (Formazione  Ambiti  Speciali)  e  FP  (Formazione
  Permanente),  tenuto  conto  del  rispetto  dei  principi  e  delle
  condizioni  del Piano Giovani (quali la fascia d'età,  19-35  anni,
  interessata),   nonché   di   altre  disposizioni   finalizzate   a
  razionalizzare  i costi (riduzione complessiva del 10%  del  budget
  rispetto  a  quello  dell'annualità  precedente),  a  garantire  il
  personale occupato (obbligo di mantenere gli indici occupazionali e
  di  reclutare  il personale dall'Albo del personale docente  e  non
  docente assunto a tempo indeterminato entro il 31.12.2008 in  corso
  di  approvazione,  duplice conto corrente per i flussi  finanziari,
  uno  esclusivamente dedicato alle spese di gestione,  l'altro  alle
  spese  del  personale),  ed a rendere più  efficace,  efficiente  e
  trasparente    il    sistema    della   formazione    professionale
  (sottoscrizione del patto d'integrità).
   Altre  misure  a tutela dei lavoratori sono state assunte  con  la
  recente  delibera di giunta n. 200/2013, la quale  ha  esteso  agli
  enti  gestori  di  attività formative la portata applicativa  della
  circolare   dell'INPS   n.  54/2012,  che  consente   alla   nostra
  amministrazione di sostituirsi al datore di lavoro (l'ente gestore)
  per il diretto pagamento delle spettanze contributive all'INPS,  ed
  ha   adottato   importanti  misure  per  la   semplificazione   dei
  procedimenti, quali l'immediato svincolo delle polizze fideiussorie
  una  volta  accertata  la  materiale esecuzione  della  prestazione
  lavorativa,    l'acquisizione   della   documentazione    antimafia
  esclusivamente  alle  condizioni e nei limiti  previsti  dal  d.lgs
  159/11  e  il  divieto della c.d. cessione di ramo  d'azienda,  che
  impedisce  agli enti gestori di compiere operazioni che in  maniera
  diretta  od indiretta comportino la cessione ad altri soggetti  dei
  propri pacchetti formativi o di singole attività corsuali.
   Nell'ottica   del  miglioramento  del  sistema  della   Formazione
  professionale si colloca la riforma dell'accreditamento.
   Sono   stati   infatti   radicalmente   rivisti   i   criteri   di
  convenzionamento  degli enti, con la finalità di  garantire  che  i
  progetti   formativi   vengano  erogati   da   soggetti   altamente
  specializzati e dotati di ogni requisito di ordine morale,  tecnico
  ed  economico-finanziario  inducendo  gli  stessi  all'innalzamento
  della  qualità della docenza, a dotarsi di strutture,  strumenti  e
  metodologie didattiche innovative, adeguate alle esigenze formative
  e nel rispetto delle normative vigenti. Il nuovo sistema consentirà
  il controllo e il costante monitoraggio degli enti accreditati e la
  verifica della permanenza dei requisiti.
   Nessuna risorsa finanziaria, infine, è trasferita ad ITALIALAVORO,
  che  presta  la  propria assistenza tecnica per  le  misure  e  gli
  interventi relativi al Piano G.
   Tanto si rappresenta a codesto illustrissimo Parlamento e si resta
  a disposizione per eventuali altri chiarimenti od integrazioni».

                                                        L'Assessore
                                                                   N.
                                                   Scilabra

                           Rubrica «Salute»

   ZITO  - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI
  -  LA  ROCCA  -  MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA  -  TRIZZINO  -
  VENTURINO - ZAFARANA. - «All'Assessore per la salute, premesso che:

   con atto del Direttore Generale dell'Azienda ospedaliera S.Antonio
  Abate  di Trapani n. 29 del 19/01/2009, in esecuzione del piano  di
  programmazione  di fabbisogno del personale 2009-2010,  fu  indetto
  pubblico  concorso per titoli finalizzato alla assunzione di  n.134
  unità  di  personale ausiliario specializzato  di  cui  n.  79  già
  precedentemente immessi in servizio più 10 da immettere e,  per  le
  restanti  unità non coperte (45), per un totale, appunto, di  n.134
  posti,   da  attingere  alla  graduatoria  pubblicata  dall'Azienda
  Sanitaria Provinciale di Trapani in data 24 ottobre 2011;

   con  deliberazione esecutiva del Direttore Generale  dell'AUSL  di
  Trapani  n.  950  del  16/04/2009 esecutiva fu  indetto  avviso  di
  selezione pubblica, per titoli, integrata da prova di idoneità  per
  assunzioni   a  tempo  determinato  per  il  profilo  professionale
  'ausiliario specializzato cat. A';

   con  deliberazione  n.  245  del 27  ottobre  2009  del  Direttore
  Generale  dell'allora  A.U.S.L. n.  9  di  Trapani,  immediatamente
  esecutiva, fu disposta, presso l'ex azienda ospedaliera S.  Antonio
  Abate,   l'assunzione  di  n.  10  unità  di  personale  ausiliario
  specializzato e la relativa stabilizzazione;

   la  graduatoria degli idonei, pubblicata in data 24 ottobre  2011,
  ai  sensi  dell'art.  3,  comma  87 della  legge  finanziaria  2008
  all'epoca vigente, rimane efficace per un termine di tre anni dalla
  data  di pubblicazione della delibera di approvazione, e cioè  fino
  al 23 ottobre 2014;

   con  deliberazione  del D.G. dell'ASP di Trapani  n.  5496  dell'1
  dicembre  2011, immediatamente esecutiva, fu disposta la 'procedura
  aperta per l'affidamento del servizio di supporto logistico  e  dei
  servizi  integrativi  da  svolgere  presso  i  presidi  ospedalieri
  dell'Asp di Trapani...';

   con  deliberazione del D.G. della medesima ASP di Trapani n.  2627
  del  4  giugno 2012, immediatamente esecutiva, furono  approvati  i
  verbali  di  gara  procedendo  all'aggiudicazione  della  fornitura
  all'Associazione   temporanea  di  imprese  A.T.I   P.F.E.S./PA   -
  Manutencoop Facility Management S.P.A. per la spesa complessiva  di
  euro 5.017.109,76 oltre IVA per 4 anni;

   considerato che:

   lo svolgimento della predetta gara di appalto ha avuto un iter non
  privo  di sospensioni, rettifiche, esclusioni temporanee di imprese
  partecipanti,  nomina  di commissione ad hoc'  per  la  valutazione
  delle  giustificazioni apportate dai soggetti esclusi e  successiva
  accettazione delle predette giustificazioni;

   da  parte degli aventi diritto inseriti nella graduatoria  di  cui
  sopra,  sono  stati  presentati n. 2 esposti al  Procuratore  della
  Repubblica di Trapani, oltre che alla Procura della Corte dei Conti
  della Regione siciliana;

   in   seguito   all'accesso   agli   atti,   l'acquisizione   della
  documentazione  relativa alla citata gara d'appalto risulta  ancora
  incompleta;

   per sapere se non ritenga opportuno:

   effettuare  delle verifiche approfondite presso l'Asp di  Trapani,
  allo scopo di accertare, nell'interesse dell'Amministrazione, se la
  procedura  di  aggiudicazione  del servizio  sia  stata  svolta  in
  maniera  strettamente aderente alle norme di legge e formalmente  e
  sostanzialmente corretta;

   verificare  se  la  sostanziale diversità del  servizio  appaltato
  rispetto  al  ruolo  ed  alle  funzioni  del  personale  ausiliario
  inserito ancora nella graduatoria, tuttavia in vigore, sia idoneo a
  coprire   il   fabbisogno  di  personale  di  cui   al   Piano   di
  programmazione di fabbisogno di personale 2009-2010 e a rendere  un
  servizio  rispondente  ai  criteri di  puntualità,  efficienza,  ed
  economicità per il buon andamento dell'Amministrazione  dell'Asp  e
  nell'interesse di essa». (664)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  - «In riscontro all'interrogazione segnata in  oggetto,
  con  la quale sono stati chiesti chiarimenti circa le procedure  di
  aggiudicazione del servizio di supporto logistico presso  l'ASP  di
  Trapani, si fornisce la relazione prot. 36455 del 16 luglio 2013  a
  firma   del  Commissario  straordinario  della  predetta   Azienda,
  acquisita  in relazione ad analoga interpellanza parlamentare,  che
  riscontra esaustivamente i punti evidenziati nell'atto ispettivo in
  argomento».

   L'Assessore

   Dr.ssa Lucia Borsellino

   Relazione prot. 36455

   «Si  riscontra la nota sopra evidenziata per rappresentare  quanto
  segue.
   Con interpellanza n. 36  del 9/4/2013, a firma di diversi deputali
  regionali, si chiede a
  codesto Assessorato di verificare:

   I.  Se  la  procedura per l'affidamento del servizio  di  supporto
  logistico  e dei servizi integrativi da svolgere presso  i  Presidi
  ospedalieri  dell'A.S.P. di Trapani, gara indetta con deliberazione
  del  Direttore generale n. 4100 del 14/9/2011  ...sia stata  svolta
  in  maniera strettamente aderente alle norme di legge sia dal punto
  di vista sostanziale che formale ;

   2.    Se    il   ricorso   al   sevizio   appaltato,    data    la
   ...diversità rispetto al ruolo ed alle
  funzioni   del   personale   ausiliario   inserito   ancora   nella
  graduatoria...   aziendale,   sia  coerente  con   i   criteri   di
  efficienza,economicità e buonandamento dell'Amministrazione  A.S.P.
  e con l'interesse della stessa.

   Riguardo  al  primo  punto, lo scrivente non  può  che  confermare
  l'assoluta legittimità degli atti di gara, relativamente  ai  quali
  non pende alcun tipo di giudizio amministrativo.

   In  merito  al  secondo  punto  si osserva,  innanzitutto,  che  i
  sottoscrittori  dell'interpellanza  danno  atto  che   l'ausiliario
  specializzato  svolge in un'Azienda sanitaria  compiti  diversi  da
  quelli  oggetto  del  servizio  di "supporto  logistico  e  servizi
  integrativi" di cui si tratta.

   Altra  questione  è  se l'esternalizzazione  di  tale  servizio  è
  coerente  con  il principio di Buon andamento, di cui  all'art.  97
  della Costituzione.

   Su  tale punto questa Amministrazione non può che ribadire  quanto
  già  ampiamente  ripetutamente riferito sia al  Collegio  Sindacale
  (rif. nota prot. n. 31634/DA del 16/5/2012, allegata in copia)  che
  all'Assemblea  Regionale  Siciliana, VI Commissione  legislativa  -
  Servizi sociali e sanitari.
   Lo  scrivente, infatti,  in seguito ad interrogazione parlamentare
  dell'onorevole   Giulia   ADAMO    e   richiesta    di    audizione
  dell'onorevole Paolo RUGGIRELLO, il giorno 6/12/2011, alle ore  11,
  ha   ampiamente riferito alla VI Commissione legislativa - Servizio
  sociali e sanitari riguardo ad ogni aspetto dell'  appalto esterno
  al  quale fanno riferimento i sottoscrittori dell'interpellanza  in
  oggetto. Tutto quanto allora riferito ed i documenti in quella sede
  prodotti sono agli atti della VI Commissione legislativa.
   Ad ogni modo, di seguito si rassegna una rapida sintesi  di quanto
  già detto e scritto.
   L'esternalizzazione  in ambito pubblico si colloca  tra  le  varie
  modalità operative con cui ordinariamente l'Amministrazione  attiva
  persegue  i  fini  che l'Ordinamento giuridico le affida.  Essa  si
  concretizza   in   diversi   modi,   in   particolare,   attraverso
  l'affidamento  di  interi ambiti di attività  e/o  funzioni,  anche
  primarie, a terzi soggetti che agiscono secondo logiche manageriali
  di impronta esclusivamente privatistica. La letteratura al riguardo
  è  copiosa e, senza eccezioni, favorevolmente orientata al fenomeno
  dell'outsourcing,   inteso  da  tutti   come   uno   strumento   di
  razionalizzazione delle attività delle pubbliche amministrazioni  e
  di ottimizzazione delle limitate risorse disponibili.
   A   sostegno   di   tale   posizione,  si  richiama   uno   studio
  (Esternalizzazione   di   attività   e   servizi   nella   Pubblica
  Amministrazione) condotto dal Dipartimento della Funzione  Pubblica
  -  Ufficio per l'Innovazione nella Pubblica Amministrazione insieme
  all'Università  degli Studi di Roma   Tor Vergata   -  Dipartimento
  degli     Studi     sull'Impresa     (rinvenibile     sul      sito
  www.funzionepubblica.gov.it), dove l'esternalizzazione di servizi e
  di  specifiche  funzioni viene definito come "...uno  strumento  in
  grado  di  ottimizzare l'uso delle risorse umane  ed  economiche  a
  disposizione,  nonché  di  velocizzare i tempi  di  erogazione  dei
  servizi al cittadino ".
   Un  altro studio del Dipartimento della Funzione Pubblica    Guida
  all'esternalizzazione  di  servizi ed  attività  strumentali  nella
  pubblica  Amministrazione , in maniera ancor più netta,   considera
  l'outsourcing   come   fattore  di   successo   di   una   Pubblica
  Amministrazione, in quanto da esso derivano innumerevoli  benefici,
  che di seguito si riassumono:

      ·superamento di alcune rigidità legate ai limiti imposti  dalla
        vigente normativa in materia
        di nuove assunzioni;
  ·la possibilità di riqualificazione e/o reimpiego del personale
  dipendente verso diversi ambiti di attività ritenuti maggiormente
  strategici;
  ·la flessibilità dei servizi affidati in outsourcing rispetto alle
  reali e mutevoli esigenze aziendali:
  ·l'opportunità, quindi, di concentrare attenzioni e risorse su
  attività essenziali, liberando risorse, soprattutto umane, da
  attività meno rilevanti, permettendo all'Azienda di concentrare,
  ottimizzandole, tutte le risorse su ciò che sa e, soprattutto, deve
  fare meglio, trasferendo su un fornitore legittimamente selezionato
  l'onere di svolgere attività non determinanti rispetto alla mission
  aziendale, cioè attività che non determinano alcun vantaggio
  competitivo;
  ·la possibilità di disporre in tempo reale di articolate
  informazioni sulla qualità, sui risultati e sui costi dei servizi
  esternalizzati;
  ·la definizione di un corrispettivo o contrattuale vincolato ad un
  risultato o performance e flessibile, ossia commisurato alle
  effettive e mutevoli esigenze aziendali, superando così l'evidente
  svantaggio del sovraccarico di notevoli costi incomprimibili, quali
  tipicamente sono i costi del personale dipendente.

   Altra   interessante  pubblicazione  alla  quale  si   rinvia   è:
  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri  -   Dipartimento   della
  Funzione    Pubblica    "L'esternalizzazione    strategica    nelle
  Amministrazioni  Pubbliche ,  manuale  della  collana   ANALISI   E
  STRUMENTI PER L'INNOVAZIONE - Rubbettino Editore, anno 2006.

   Proprio nella prospettiva sopra delineata si è concretamente mossa
  questa Amministrazione.

   In  particolare, per quanto riguarda i vincoli imposti in  materia
  di  nuove  assunzioni,  si  ricorda che,  con  D.A.  n.  1868/2010,
  l'Assessorato regionale della Salute ha fornito le linee guida  per
  la   rideterminazione  delle  dotazioni  organiche  delle   aziende
  sanitarie  siciliane  sulla  base dell'analisi  del  fabbisogno  di
  personale,   stabilendo   appositi  standard  per  alcuni   profili
  professionali  sanitari.  Per effetto  di  tale  provvedimento,  la
  dotazione  organica dell'ASP di Trapani è stata  ridimensionata  da
  4.104  posti  (quelli  provenienti dalle due ex  aziende  sanitarie
  soppresse)  a  3.665  posti  (numero invalicabile  fissato  con  il
  suddetto  D.A.).  Da ciò la necessità di rideterminare  in  termini
  qualitativi  la dotazione organica complessiva così ridotta  ed  in
  particolare  la necessità di confermare, per il profilo  ausiliario
  specializzato, tanti posti quanto erano i dipendenti in servizio  a
  tempo    indeterminato   al   31/8/2009.    In    altri    termini,
  l'Amministrazione  ha dovuto operare una precisa scelta  strategica
  volta  a  favorire,  nella rideterminazione di numeri  relativi  ai
  singoli  profili  professionali, quelle  qualifiche,  eminentemente
  appartenenti al ruolo sanitario, la cui attività caratterizzata  da
  alti  contenuti tecnico professionali, corrisponde  alla   missione
  istituzionale  (core  business) dell'Ente medesimo.  E  l'operatore
  appartenente  al profilo professionale di ausiliario specializzato,
  ruolo  tecnico, svolge sicuramente funzioni non tipiche e  relative
  ad attività a basso contenuto professionale.

   La  dotazione  organica (adottata con deliberazione del  Direttore
  generale   n.   447   del   14/2/2011)  è   stata   poi   approvata
  dall'Assessorato  regionale della Salute con  D.A.  n.  457/11  del
  15/3/2011.

   A  proposito della flessibilità dei servizi esternalizzati e della
  possibilità  di  adeguarne l'articolazione in ragione  delle  reali
  esigenze  aziendali, si fa presente, ad esempio,  che  il  presidio
  ospedaliero  Abele Ajello' di Mazara del Vallo rimarrà  chiuso  per
  oltre  diciotto mesi durane i quali lo stesso sarà complessivamente
  ristrutturato. Ebbene, in forza della norma di cui all'art. 16  del
  capitolato   speciale  d'appalto  relativo  al   sevizio   supporto
  logistico e servizi integrativi, che di seguito si riporta:

    L'Azienda,  in  ragione  delle proprie  valutazioni  ed  esigenze
  organizzative, logistiche e funzionali, si riserva espressamente il
  diritto:

      -   di  sospendere,  ridurre  o sopprimere  taluni  servizi  in
      qualsiasi   momento   senza  che              l'impresa   possa
      pretendere indennità di sorta;
      -   di  apportare variazioni all'elenco delle sedi e  strutture
      interessate  dai servizi, fermo restando l'ambito  territoriale
      coincidente con la provincia di Trapani;
      -    di  apportare  ogni  tipo di variazioni  all'articolazione
      oraria   giornaliera   e  quantitativa   dei   servizi   nonchè
      all'attivazione,   dismissione  o   innovazione   dei   servizi
      mediante modalità organizzative funzionali diverse .

   L'Azienda  conseguirà significative economie rispetto  all'ipotesi
  in  cui i servizi in oggetto anziché esternalizzati fossero gestiti
  in house mediante l'impiego di personale dipendente.

   L'esternalizzazione di servizi di supporto logistico,  portierato,
  facchinaggio  e  giardinaggio si è basata, quindi,  sulla  concreta
  valutazione   complessiva  del   portafoglio'  delle  attività   di
  competenza  di questa Azienda sanitaria, dunque sulla  verifica  di
  coerenza  di  queste  attività con la specifica  mission  aziendale
  degli  interessi pubblici specificamente affidati alle proprie cure
  e del reale contesto operativo».

   IL COMMISSARIO STRAORDINARIO

   Dr. Fabrizio De Nicola

   N.B.:
   Per                gli               allegati,                vedi
  www.ars.sicilia.it/attidicontrollo/interrogazioni/rispostascritta/a
  ttiallegati

   ALLEGATO 2

                            Interrogazioni
                   (con richiesta di risposta orale)

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e l'identità siciliana, premesso che:

   il  30  maggio  2013,  l'Area  Soprintendenza  Beni  Culturali  ed
  Ambientali, Servizio Beni Architettonici, Paesaggistici,  Naturali,
  Naturalistici,   Urbanistici,  Unità  Operativa  V   -   Patrimonio
  Architettonico di Siracusa, approvava il progetto esecutivo per  la
  manutenzione  straordinaria dell'area di S. Sebastianello  compresa
  fra il palazzo Senatorio ed il palazzo Comunale di via Minerva, per
  l'importo complessivo di euro 156.540,82;

   preso  atto che nelle autorizzazioni si prevedeva 'il mantenimento
  del piccolo giardino inglobato tra le mura';

   tenuto  conto  che il progetto presentato dal Comune  e  approvato
  dalla  Soprintendenza di Siracusa, prevedeva la 'liberazione mirata
  dell'area  di  alcune  essenze infestanti,  il  mantenimento  degli
  arbusti  spontanei  presenti  tali da  definire  la  caratteristica
  spontanea e naturale del luogo, la collocazione di un ampio sedile,
  realizzato  con blocchi di pietra lavica di varia misura,  disposto
  sotto le fronde degli alberi spontanei e considerato come un ambito
  dove  è  possibile sostare all'ombra delle fronde nelle  calde  ore
  estive';

   considerato che si affermava ed attestava che il piccolo  giardino
  murato  'manterrà la peculiarità di un luogo nascosto  e  pieno  di
  fascino,  in  cui si può apprezzare la varietà delle  essenze,  pur
  mantenendo un indole di luogo recondito, ombreggiato e fresco';

   visto  che  invece  le piante sono state tutte sradicate  per  far
  posto ad una distesa di sabbia, ghiaia e cemento nel lontano maggio
  2002;

   per  sapere  se siano a conoscenza delle problematica  esposta  e,
  soprattutto,  quali  provvedimenti l'Assessorato  al  ramo  intenda
  assumere   per   far   rispettare  la   decisione   assunta   dalla
  Soprintendenza di Siracusa». (1310)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  le  autonomie
  locali  e  la  funzione  pubblica e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso  che la Provincia regionale di Siracusa, con  delibera  di
  Giunta  Provinciale,  aveva attivato le  procedure  finalizzate  ad
  assumere  a tempo indeterminato n. 331 unità di personale precario,
  già titolare di un contratto di diritto privato presso l'Ente;

   preso  atto  che,  successivamente,  la  Provincia  regionale   di
  Siracusa   ha   richiesto  alla  Regione  siciliana  -  Assessorato
  regionale della famiglia e delle politiche sociali e del  lavoro  -
  il  contributo regionale previsto in favore degli Enti  Locali  che
  avessero provveduto a stabilizzare, mediante stipula di contratti a
  tempo indeterminato, il personale già titolare di contratto a tempo
  determinato;

   tenuto conto che:

   l'Ente   in   questione   ha  proceduto,   in   data   30/12/2010,
  all'assunzione  di detto personale, maturando così  il  diritto  al
  contributo in misura pari a complessive 30.046.000,00, da  erogarsi
  in cinque annualità per un importo di 6.009.000,00 ad anno;

   il  Presidente pro tempore della Provincia regionale di  Siracusa,
  con  nota  del  29/12/2010,  prot. gen.  n.  171171,  ha  richiesto
  l'accreditamento delle somme a carico della Regione siciliana, pari
  al 90% della spesa;

   considerato che:

   ad oggi, l'accredito delle suddette somme non è stato effettuato e
  l'Ente  ha  regolarmente corrisposto le retribuzioni ai  dipendenti
  stabilizzati, comprensive della quota regionale;

   con  ricorso per decreto ingiuntivo, l'Ente Provincia  ha  chiesto
  alla Regione siciliana il rimborso della somma di 9.707.177,00 euro
  (anno  2011 e fino ad agosto 2012) per somme anticipate  a  seguito
  dell'attivazione  delle procedure per assumere a tempo  determinato
  331 unità di personale precario;

   nel  frattempo,  sono  maturati gli ulteriori  crediti  alla  data
  odierna;

   accertato, inoltre, che la Provincia regionale di Siracusa, sempre
  nei  confronti  della  Regione siciliana - Assessorato  dei  Lavori
  pubblici, è creditrice di 1.314.848,00 euro per lavori finanziati e
  per i quali le relative somme non sono state ad oggi trasferite;

   tenuto,  altresì,  conto che la Provincia  vanta  un  credito  nei
  confronti del Ministero dell'Interno di complessivi 16.601.540,00 a
  titolo  di  omessi trasferimenti erariali dovuti  per  legge  dallo
  Stato  nei confronti della Provincia, di cui 1.733.658,00 euro  per
  trasferimenti  ordinari  e  consolidati  relativi  all'ex  comunità
  montana e 14.867.881,00 euro per contributi ordinari perequativi  e
  consolidati;

   per sapere:

   se siano a conoscenza delle problematiche esposte precedentemente;

   quali  provvedimenti  intendano adottare al fine  di  definire  il
  contenzioso  aperto  con  la  Provincia  regionale  di  Siracusa  e
  riconoscere  alla  stessa  quanto dovutole  per  impegni  pregressi
  assunti». (1311)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
                                                            VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per i beni culturali e
  l'identità  siciliana e all'Assessore per le  infrastrutture  e  la
  mobilità,  premesso  che  il  Codice degli  Appalti,  all'art.  95,
  verifica preventiva dell'interesse archeologico in sede di progetto
  preliminare,  prevede che 'ai fini dell'applicazione  dell'articolo
  28,  comma 4, del codice dei beni culturali e del paesaggio di  cui
  al  decreto  legislativo  22 gennaio 2004,  n.  42,  per  le  opere
  sottoposte all'applicazione delle disposizioni del presente  codice
  in  materia  di appalti di lavori pubblici, le stazioni  appaltanti
  trasmettono  al  soprintendente territorialmente competente,  prima
  dell'approvazione, copia del progetto preliminare dell'intervento o
  di  uno  stralcio  di  esso sufficiente ai fini  archeologici,  ivi
  compresi  gli  esiti  delle  indagini  geologiche  e  archeologiche
  preliminari   secondo   quanto  disposto   dal   regolamento,   con
  particolare   attenzione  ai  dati  di  archivio  e   bibliografici
  reperibili, all'esito delle ricognizioni volte all'osservazione dei
  terreni,  alla lettura della geomorfologia del territorio,  nonché,
  per le opere a rete, alle foto interpretazioni';

   preso atto che:

   le stazioni appaltanti raccolgono ed elaborano tale documentazione
  mediante  i  dipartimenti  archeologici  delle  università,  ovvero
  mediante   i   soggetti  in  possesso  di  diploma  di   laurea   e
  specializzazione  in  archeologia o  di  dottorato  di  ricerca  in
  archeologia;

   ai  relativi oneri si provvede ai sensi dell'articolo 93, comma 7,
  del codice sugli appalti e relativa disciplina regolamentare;

   tenuto  conto  che presso il Ministero per i beni  e  le  attività
  culturali è istituito un apposito elenco, reso accessibile a  tutti
  gli  interessati,  degli istituti archeologici universitari  e  dei
  soggetti in possesso della necessaria qualifica;

   accertato  che  il  soprintendente,  'qualora,  sulla  base  degli
  elementi  trasmessi  e  delle ulteriori  informazioni  disponibili,
  ravvisi l'esistenza di un interesse archeologico nelle aree oggetto
  di progettazione, può richiedere motivatamente, entro il termine di
  novanta  giorni  dal  ricevimento del progetto  preliminare  ovvero
  dello stralcio di cui al comma 1, la sottoposizione dell'intervento
  alla procedura prevista dai commi 6 e seguenti';

   per sapere se:

   siano a conoscenza di quanto esposto in premessa;

   quali  interventi  intendano adottare al  fine  di  uniformare  le
  condotte amministrative di tutte le Soprintendenze all'art. 95  del
  richiamato Codice sugli appalti». (1312)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  lo
  sport  e lo spettacolo, premesso che in data 23 maggio u.s. è stata
  emanata   una  circolare  che,  richiamandone  una  precedente   e,
  precisamente la 29598 del 28.12.2011, prevede, ex art. 39,  secondo
  comma  della  l.r.  2/2002, il finanziamento di  manifestazioni  ed
  iniziative turistiche tese alla promozione nonchè allo sviluppo  ed
  incremento dei flussi turistici in Sicilia;

   considerato che la suddetta direttiva era indirizzata alle società
  in  house della Regione, ad Enti e fondazioni, EE.LL., Associazioni
  e   altre   realtà  che  avessero  finalità  turistiche,  sportive,
  culturali e così via;

   preso  atto  che  anche  a  causa delle  generalizzate  difficoltà
  finanziarie,  sono  state  numerosissime le  istanze  pervenute  in
  Assessorato dirette ad ottenere un contributo;

   tenuto  conto che la richiamata circolare del 2011 prevede che  le
  superiori  istanze  siano valutate da una apposita  commissione  di
  valutazione che, apprezzando la validità dei progetti, è  tenuta  a
  assegnare un punteggio;

   preso  atto  altresì che numerosi Enti ed Associazioni,  ma  anche
  EE.LL.,  pur  avendo presentato progetti validi,  non  hanno  visto
  accolte le loro proposte;

   visto  che  questo  Governo, sin dalla sua nascita,  si  è  sempre
  proclamato assertore dei princìpi di trasparenza e legalità;

   per sapere:

   quali   siano   stati  i  criteri  che  hanno   guidato   l'azione
  dell'Amministrazione  regionale nel  giudizio  di  concessione  dei
  detti contributi;

   la  motivazione per cui numerosi richiedenti non abbiano  ricevuto
  alcun riscontro, sebbene presentatori di validi progetti;

   se  sia  stato  appurato che tra i progetti esclusi  ve  ne  siano
  alcuni   che  hanno  ottenuto  una  valutazione  favorevole   della
  Commissione;

   l'elenco dettagliato dei beneficiari, con la motivazione  posta  a
  fondamento   della  superiore  concessione,  nonché  con   l'entità
  finanziaria   dello   specifico  singolo   contributo,   unitamente
  all'elenco degli esclusi, con la relativa motivazione;

   il  responsabile  o  i  responsabili del  procedimento  che  hanno
  validato  la  regolarità  delle procedure amministrative  poste  in
  essere». (1316)

                                                              FALCONE

   «All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il  lavoro,
  premesso che:

   in  Sicilia  sono  stati assegnati 712 posti  di  servizio  civile
  nazionale a fronte di 1500 assegnati lo scorso anno;

   le  disponibilità  sopra  indicate sono state  comunicate  in  una
  riunione  dal  Dirigente  del Servizio  Civile,  tenutasi  in  data
  10/09/2013, presso l'Assessorato regionale della Famiglia - Settore
  3, ai responsabili degli enti che gestiscono i progetti di servizio
  civile;

   rilevato che:

   l'Assessorato  in oggetto chiamato a partecipare  alla  Conferenza
  Stato-Regioni, in merito alla ripartizione del numero di  volontari
  da  assegnare  appunto alle Regioni, non risulterebbe presente  dai
  verbali dell'incontro e ciò avrebbe determinato l'impossibilità  di
  ricontrattare'  il  numero  di volontari  da  far  convergere  alla
  Sicilia;

   la  Sicilia  è  al vertice della graduatoria per  numero  di  enti
  iscritti  all'albo, per numero di progetti presentati e per  numero
  di   aspiranti  volontari  che  ogni  anno  presentano  istanza  di
  partecipazione ai progetti di servizio civile;

   le  regioni del Nord, anche in ragione dell'assenza della  Sicilia
  nella  fase  di assegnazione, hanno ottenuto un numero maggiore  di
  posti;

   il   terzo   settore,  ed  in  particolare  il  servizio   civile,
  costituisce  uno  dei settori sul quale far leva per  rideterminare
  una  crescita  economica  e  sociale, a  partire  dalla  varietà  e
  tipologia e dei servizi da rendere alla collettività;

   per sapere:

   se  risponda  al  vero che la Sicilia non abbia  partecipato  agli
  incontri  nazionali  relativi  alle  assegnazioni  dei  posti   del
  servizio civile nazionale, determinando conseguentemente in sede di
  contrattazione un basso numero di posti assegnati rispetto all'anno
  precedente;

   quali  iniziative possibili si intendano intraprendere al fine  di
  determinare  una  giusta assegnazione alla  Sicilia  dei  posti  di
  servizio civile nazionale». (1325)

                                                          FERRANDELLI

   «All'Assessore per la salute, premesso che:

   le  ASP,  tra le funzioni svolte, hanno anche quella di effettuare
  controlli in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi del
  D.lgs. 81/2008 (già D.lgs. 626/1994);

   all'interno  delle  9  ASP  sono stati  strutturati  degli  uffici
  chiamati  SPRESAL (Servizio Prevenzione e Sicurezze negli  Ambienti
  di  Lavoro) e il precedente Governo regionale ha adottato il  Piano
  Regionale  Straordinario  per  la  sicurezza  in  Edilizia  ed   in
  Agricoltura 2010-2012;

   l'attuazione del succitato Piano prevedeva il potenziamento  degli
  SPRESAL  con  adeguate figure professionali in grado di ispezionare
  le aziende;

   considerato che:

   allo  scopo  di  rendere più efficace l'azione degli  SPRESAL  con
  personale qualificato, in ottemperanza ai contenuti del Piano, sono
  stati   assunti  nelle  singole  ASP  tecnici  della   prevenzione,
  ingegneri e medici;

   nel  2012  è  stato  perseguito  l'obiettivo  di  controllare  622
  cantieri edili e 113 aziende agricole con importanti risultati  sul
  piano   della  salvaguardia  e  della  garanzia  per  i  lavoratori
  impegnati in quelle strutture;

   rilevato che:

   i  contratti dei professionisti, posti in essere secondo il  Piano
  per  il  rafforzamento  degli SPRESAL, non  erano  a  carico  delle
  singole  ASP  ma  rientravano negli stanziamenti che  l'Assessorato
  alla  salute  aveva  vincolato  all'adozione  del  Piano  regionale
  sopracitato;

   alcuni  contratti  nella  Provincia  di  Palermo  sono  andati  in
  scadenza,   nonostante  il  Piano  avesse   previsto   un   impegno
  finanziario per altri due anni, nella direzione del mantenimento in
  funzione delle professionalità inserite negli SPRESAL;

   in  altre  realtà  provinciali viene garantita la  continuità  del
  servizio  reso,  contrariamente a Palermo,  dove  l'ASP  ha  deciso
  l'interruzione   dei  contratti  in  seno  allo  SPRESAL   di   sua
  pertinenza;

   per  sapere  quali ragioni abbiano impedito all'ASP di Palermo  di
  far  proseguire l'attività dei professionisti impegnati nell'azione
  resa  dal proprio SPRESAL, contrariamente alle altre ASP e  se  non
  ritenga  opportuno  porre  in  essere  ogni  iniziativa  idonea   a
  garantire continuità ed efficienza a questi Uffici, anche alla luce
  dei risultati sinora ottenuti». (1326)

                                                          FERRANDELLI
                            Interrogazioni
              (con richiesta di risposta in Commissione)

   «All'Assessore  per  l'istruzione e la  formazione  professionale,
  premesso  che  ad  inizio dell'anno scolastico 2013-2014  avrebbero
  dovuto pervenire i seguenti finanziamenti:

   dotazione   ordinaria  per  il  funzionamento   amministrativo   e
  didattico - Annualità 2013 - Cap. 3733314;

   finanziamento  per la manutenzione ordinaria degli  edifici  della
  scuola dell'obbligo ex L.r. n. 15/88 - Annualità 2012 e 2013;

   rilevato che ad oggi tali somme non risultano assegnate;

   considerato  l'imbarazzo e i disservizi che tale ritardo  comporta
  per le locali autorità scolastiche;

   per  sapere quali  ragioni ostacolino l'attribuzione dei  suddetti
  fondi  e  quali misure intenda adottare per accelerare le  attività
  del  competente  ufficio dell'Assessorato dell'istruzione  e  della
  formazione professionale». (1319)

       (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza in
                             Commissione)

                             CIRONE - MAGGIO - MILAZZO A. - PANARELLO

   «Al   Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   il  diritto alla salute è sancito dalla nostra Costituzione e  che
  lo   stato   della  sanità,  in  particolare  nel   settore   della
  riabilitazione,  nella  provincia siracusana,  ha  raggiunto  negli
  ultimi   anni   limiti   intollerabili  e  che   spesso   strutture
  all'avanguardia   restano  nel  limbo  amministrativo   in   attesa
  dell'autorizzazione sanitaria regionale;

   i   cittadini  della  provincia  siracusana  non  possono   vedere
  garantito  il  diritto  alla  salute per  la  specifica  branca  di
  riabilitazione, ed è importante notare che la riabilitazione è  una
  disciplina  che  prevede tempi di degenza  molto  lunghi,  per  cui
  l'ipotesi  che  un  soggetto si sposti anche  di  300  km  dal  suo
  domicilio,  espone,  per  periodi  non  certo  brevi,  ad  evidenti
  ulteriori sofferenze non solo i pazienti ma anche i loro familiari;

   rilevato che:

   la  Casa  di Cura Villa Aurelia sita in Siracusa, è una  struttura
  sanitaria di indispensabile beneficio per il territorio, essendo la
  stessa  autorizzata all'esercizio dell'attività di ricovero per  un
  totale  di  80  posti  letto ad indirizzo  riabilitativo,  già  nel
  lontano  anno  2005,  e che dopo anni di contenziosi  nel  2010,  a
  seguito   di   sentenza  amministrativa  del  CGA   viene,   infine
  accreditata;

   ad  oggi  la  Casa  di  Cura  Villa Aurelia  non  è  stata  ancora
  contrattualizzata  dall'ASP  di Siracusa  generando  di  fatto  una
  situazione  che ha danneggiato ulteriormente la provincia  aretusea
  privandola dell'assistenza sanitaria;

   considerato che:

   l'ASP  di  Siracusa non sta provvedendo alla stipula  dell'accordo
  contrattuale  ex art. 8 quinquies per le prestazioni  riabilitative
  di  pertinenza  di Villa Aurelia, a dispetto dell'insufficienza  di
  strutture   di  ricovero  per  la  riabilitazione  nel   territorio
  provinciale  e  delle  reiterate  istanze  avanzate  dalla   stessa
  struttura, la quale è stata costretta a ulteriori richieste in sede
  giudiziaria,  che seppur interlocutorie risultano positive  per  il
  ricorrente;

   i tassi di utilizzo indicati dall'ASP di Siracusa a legittimazione
  del diniego sono quantomeno sbalorditivi, basta infatti guardare il
  dato  del P.O. Rizza comunicato al 95,55% e che invece il tasso  di
  utilizzo  dei posti letto fissato nel Piano sanitario  nazionale  è
  pari  al  70  -  75%, cioè percentuali molto più  basse  di  quelle
  evidenziate dall'ASP;

   gli  abitanti della provincia di Siracusa ammontano a  402.840,  e
  che  a  seguito della L. 135/12, la strategia nazionale di spending
  review ha imposto la riduzione a n. 3 p.l./1000 abitanti per  acuti
  e   0,7  p.l./1000  abitanti  per  la  riabilitazione:  a  Siracusa
  sarebbero, quindi necessari 282 posti letto;

   per sapere:

   quali  siano le motivazioni per cui ad oggi l'ASP di Siracusa  non
  abbia proceduto  alla contrattualizzazione della casa di cura Villa
  Aurelia  di Siracusa anche alla luce del fatto che l'Assessore  per
  la  salute pro tempore, in passato, ha tenuto un comportamento  del
  tutto difforme per un'identica vicenda avvenuta nella provincia  di
  Catania  e  che ha visto l'incremento dell'aggregato  economico  di
  riferimento   a   seguito   di   una   sentenza   della   giustizia
  amministrativa in favore dell'Associazione Cenacolo Cristo Re,  che
  risulta tutt'oggi regolarmente contrattualizzata;

   se  non  ritengano impropri i dati forniti dall'ASP  di  Siracusa,
  anche  in sede giudiziaria, a confutazione della necessità di nuovi
  posti  letto dedicati alla riabilitazione e dell'ottimale  utilizzo
  delle risorse pubbliche a ciò destinate;

   quale  sia  lo  stato  dell'arte  della  rete  post  acuzie  nella
  provincia  aretusea  e quali siano i soggetti titolati  alle  nuove
  contrattualizzazioni per posti di riabilitazione». (1319)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)

                                                               GIANNI
                            Interrogazioni
                  (con richiesta di risposta scritta)

   «Al  Presidente  della  Regione;  all'Assessore  per  le  attività
  produttive,  all'Assessore per le risorse agricole e  alimentari  e
  all'Assessore per la famiglia e le politiche sociali e  il  lavoro,
  premesso che:

   il Comune di Santa Flavia, con ordinanza del ordinanza del Sindaco
  n.  162 del 10 settembre 2013, applicando il principio generale  di
  precauzione,  a  tutela  della  salute  pubblica,  ha  ordinato  la
  sospensione  dell'attività  del mercato  ittico  di  Porticello,  a
  decorrere dal 10/09/2013 e fino al 30/09/2013;

   visto:

   il R.D. 1265 del 1934;

   l'art. 32 della legge 833/78;

   i   regolamenti  comunitari  CE  852  e  853  del  2004  e   succ.
  modificazioni nonchè il n. 178 del 2002 e successive modificazioni;

   l'art. 50 e 54 del D. Lgs. 267/2000;

   l'ordinamento regionale enti locali;

   lo statuto del Comune di Santa Flavia;

   la diffida sindacale n. 15175 del 06/09/2013;

   considerato che:

   in  data  18/03/2013  è  stato pubblicato il  bando  di  gara  per
  l'assegnazione di n. 12 posteggi al mercato ittico di Porticello ai
  sensi dell'art. 21 del vigente regolamento del Mercato Ittico;

   a  seguito di verbale di gara sono stati assegnati dieci  posteggi
  alle seguenti ditte: Ema SRL, Alimar SRL, Europesca Porticello SAS,
  Picone Sea Food SNC, Sorrentino Pesca SRL, Mancino Casimiro,  Agata
  Pesca SRL, Blu Maris SRL, Porticello Fish; Alioto Francesca;

   in  data  09/05/2013, si è svolta, con la presenza delle Forze  di
  vigilanza  locali  e  degli  stessi  titolari  di  posteggio,   una
  conferenza di servizio per la regolamentazione delle vendite presso
  il  Mercato  Ittico  volta  a limitare il fenomeno  dell'abusivismo
  nelle  ore  antecedenti e susseguenti l'apertura dei  cancelli  del
  mercato;

   con  nota  n.  10844 del 19/06/2013, l'agente  di  P.  M.  Tutino,
  distaccato presso il mercato ittico di Porticello per i servizi  di
  vigilanza, rappresentava già l'infruttuoso tentativo di limitare il
  fenomeno dell'abusivismo commerciale;

   da  un  esame  dei  fogli d'asta del mese di luglio  e  agosto  si
  evincerebbe   una  commercializzazione  limitata  all'interno   del
  mercato  ittico, confermando implicitamente l'anticipo  dell'orario
  di  commercializzazione alle ore notturne prima  dell'apertura  del
  mercato  ittico,  determinando di conseguenza nei  fatti  un  danno
  finanziario alle casse comunali e mettendo a rischio la salute  dei
  cittadini,  considerato  l'utilizzo del  suolo  stradale  cittadino
  quale luogo di scambio;

   per  effetto della commercializzazione fuori mercato si è  creato,
  nella  gestione  dei rifiuti un ulteriore danno,  con  aggravio  di
  spese,  a  causa  di un giornaliero pattume, in notevoli  quantità,
  sparso per tutto il piano Stenditore;

   sono  stati  elevati  diversi verbali,  con  conseguente  sanzione
  amministrativa,  per commercializzazione di prodotti  ittici  fuori
  mercato negli orari precedenti l'orario di apertura;

   il  vigente  regolamento mercato ittico di Porticello all'art.  24
  prevede  la  revoca delle assegnazioni di posteggio rientrando   il
  comportamento  tenuto dai titolari di posteggio  nella  fattispecie
  dei casi c), d), e), f), g), h) e j);

   preso atto che:

   con diffida sindacale n. 15175 del 06/09/2013 le ditte titolari di
  posteggio  sono  state diffidate tassativamente  ad  effettuare  la
  commercializzazione  dei prodotti ittici freschi,  e  senza  alcuna
  deroga,  all'interno  della  sala vendite  del  mercato  ittico  di
  Porticello,  osservando  scrupolosamente  l'orario  di  vendita   e
  modalità di scarico prodotti di cui all'Ordinanza Sindacale n.  151
  del  05/07/2013 e demandando alla Polizia Municipale di relazionare
  analiticamente e giornalmente le risultanze della stessa;

   con  relazione degli agenti di P. M. prot. 15239 del 07/09/2013  e
  15324  del  10/09/2013,  si constata la totale  inosservanza  della
  diffida  citata,  testimoniando la parziale  inutilizzazione  della
  sala  vendite  del  mercato ittico, perpetuando di  conseguenza  il
  rischio  della  salute  dei  cittadini  per  l'utilizzo  del  suolo
  stradale  cittadino  quale luogo di scambio  dei  prodotti  ittici,
  contravvenendo   alle   più  elementari   norme   sulla   sicurezza
  alimentare;

   dalle  stesse  relazioni  si legge con  evidenza  la  pratica  dei
  titolari di posteggio di trasferire solo piccole partite al mercato
  'continuando però a vendere abusivamente tutto il restante prodotto
  all'esterno del mercato ittico', determinando nei fatti  anche  una
  potenziale commistione di prodotti ittici contaminati con  prodotti
  regolarmente immessi all'interno del mercato ittico;

   nella  relazione  n. 15324 del 10/09/2013 gli  agenti  di  polizia
  municipale  dichiarano inoltre di non potere accettare le  bollette
  di vendita - per effetto di immissione di prodotti ittici di comodo
  all'interno  della sala vendite - al fine di evitare  la  possibile
  legalizzazione di vendite fuori mercato;

   a seguito dei fatti appena descritti, come già premesso, il Comune
  di  Santa  Flavia, con ordinanza del Sindaco n. 162  del  10.09.13,
  applicando  il  principio generale di precauzione, a  tutela  della
  salute  pubblica,  ha  ordinato  la sospensione  dell'attività  del
  mercato ittico di Porticello, a decorrere dal 10/09/2013 e fino  al
  30/09/2013.

   rilevato che:

   da  un  esame generale della vicenda, si configurerebbe  un  danno
  all'erario comunale, infrazione al regolamento mercatale,  punibile
  con  la  sospensione/revoca della concessione, infrazioni sanitarie
  di  cui ai citati regolamenti CE n. 852 e 853 del 2004 e successive
  modifiche  e  infrarossi, nonché 178/02 e  successive  modifiche  e
  integrazioni,   infrazione  alle  norme  sulla  tracciabilità   dei
  prodotti ittici e infrazioni di natura fiscale;

   lungo il perimetro portuale di Porticello è stato installato, ed è
  operativo  da  mesi,  un  sistema di videosorveglianza  a  circuito
  chiuso  che  risulta  sprovvisto  del  software  di  registrazione.
  L'implementazione con un software probabilmente avrebbe fatto  luce
  sugli  illeciti  commessi in ordine alle vendite  non  regolari,  e
  avrebbe  svolto il ruolo di deterrente ai furti, ormai  datati,  di
  attrezzature, carburante, pescato, nonché di due barche  da  pesca,
  questi ultimi accaduti a luglio e agosto di quest'anno;

   per sapere:

   se  il  Governo  intenda  verificare  se  siano  stati  effettuati
  controlli  dall'Ispettore al lavoro territoriale, dal  momento  che
  non  è  da  escludere  che le ditte commissionarie,  probabilmente,
  oltre   alle  infrazioni  appena  citate,  abbiano  commesso  anche
  illeciti in materia di previdenza del lavoro e assicurative;

   quali interventi il Governo intenda adottare nel Mercato Ittico di
  Porticello,   frazione   in   cui   la   criminalità   sempre   più
  frequentemente approfitta di una crescente assenza di controllo del
  territorio  da  parte dello Stato, assenza che ha  determinato  una
  escalation di illeciti di qualsiasi natura;

   se  il  Governo  intenda  colmare una storica  lacuna  presente  a
  Porticello, derivata dal fatto che il Mercato Ittico di  Porticello
  è,  probabilmente  l'unico in Italia, sprovvisto  sia  di  presidio
  sanitario che di commissione mercatale di nomina prefettizia;

   se  il  Governo  intenda sollecitare presso gli organi  competenti
  l'implementazione  di un software di registrazione  al  sistema  di
  videosorveglianza a circuito chiuso presente lungo il perimetro del
  porto di Porticello». (1308)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

     SIRAGUSA - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI -
    FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - TANCREDI - TRIZZINO -
                                                      ZAFARANA - ZITO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia, visto
  lo  Statuto  della  Società Parco Scientifico e  Tecnologico  della
  Sicilia  (PSTS,  Società  Consortile per Azioni  partecipata  dalla
  Regione  Siciliana,  nei confronti della quale,  la  Regione,  come
  predisposto  dall'articolo  14 dello Statuto,  svolge  attività  di
  direzione, coordinamento e controllo;

   visto   altresì  il  verbale  della  riunione  del  Consiglio   di
  Amministrazione,  n.  180  dell'  1  agosto  2013,  riunitosi   per
  deliberare,  tra  gli  altri  punti  all'ordine  del   giorno,   la
  rimodulazione del funzionigramma della Società;

   considerato che:

   da   quanto   messo  a  verbale,  risulta  che  il  consiglio   di
  amministrazione ha all'unanimità approvato lo schema rimodulato  di
  funzionigramma della società, che prevedeva una riorganizzazione in
  termini  di funzioni, ruoli ed attività; successivamente comunicato
  dal  Presidente del Consiglio di amministrazione in data  9  agosto
  2013;

   da  informazioni ricevute, sembrerebbe che il Collegio  Sindacale,
  con  documento a firma del suo Presidente, con un illegittimo  atto
  d'imperio,  ha  apportato  sostanziali  modifiche  all'organigramma
  approvato  dal Consiglio di amministrazione in data 1 agosto  2013,
  come riportato sul verbale della riunione del CdA, n. 180;

   preso  atto  che  ai  sensi dall'art. 2403 del Codice  Civile,  il
  Collegio  Sindacale  vigila sull'osservanza  della  legge  e  dello
  Statuto,  sul rispetto dei princìpi di corretta amministrazione  ed
  in   particolare   sull'adeguatezza   dell'assetto   organizzativo,
  amministrativo  e  contabile  adottato  dalla  società  e  sul  suo
  concreto  funzionamento; e che l'art. 2403-bis  del  Codice  Civile
  riconosce al Collegio Sindacale poteri di ispezione e controllo non
  prescrivendo nulla sulla possibilità di sostituirsi arbitrariamente
  al Consiglio di Amministrazione al quale è esclusivamente demandata
  la  gestione  dell'impresa  attraverso operazioni  di  ordinaria  e
  straordinaria    amministrazione   necessarie   per    l'attuazione
  dell'oggetto  sociale, così come previsto, peraltro,  dall'art.  30
  dello Statuto Societario;

   considerato che:

   tale  atto  d'imperio,  teso a modificare di fatto  l'organigramma
  legittimamente  approvato dall'organo di  gestione  preposto,  lede
  fortemente le prerogative del Consiglio di Amministrazione;

   per   sapere   se   non   ritengano  opportuno,   considerata   la
  partecipazione azionaria di maggioranza ed il potere di  direzione,
  coordinamento e controllo della Regione siciliana sulla Società  in
  oggetto,  porre  in essere tutte le misure necessarie  affinché  le
  decisioni  del  Consiglio  di  Amministrazioni,  unico  organo   di
  gestione previsto dallo Statuto, siano le sole dotate di cogenza, e
  allo  stesso tempo far luce su eventuali abusi di potere perpetrati
  dal  Collegio  Sindacale  attraverso atti tendenti  ad  un'indebita
  sostituzione all'Organo amministrativo». (1309)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

      CANCELLERI - FOTI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - LA
  ROCCA - MANGIACAVALLO - MICCICHE' - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO -
                                           TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   in un grave periodo di crisi economica è obbligo della politica  e
  delle  amministrazioni  trovare  soluzioni  concrete,  mettendo   a
  disposizione ed attuando tutti quei provvedimenti utili al fine  di
  aiutare le imprese;

   nel Rapporto Sicilia 2012 dell'Osservatorio Economico consultabile
  dal  sito  dell'Unione  Camere di Commercio  Sicilia,  è  possibile
  rilevare  che  solo nel primo trimestre del 2012 sono state  aperte
  209 procedure concorsuali;

   l'80%  circa delle suddette procedure sono 'fallimenti'  e  che  i
  movimenti  e  tassi occupazionali previsti dalle imprese  nel  solo
  2012, registrano un -2,2%;

   secondo notizie di stampa, negli ultimi 5 anni, si è registrata la
  chiusura di oltre 20 mila imprese siciliane;

   l'istituzione  delle  Zone  Franche Urbane,  in  un  momento  come
  questo,  potrebbe  rappresentare un valido sostegno  alle  attività
  produttive   presenti   nel  territorio  siciliano,   grazie   alle
  agevolazioni fiscali previste;

   dalla  Delibera di Giunta n. 133/2013, si evince che il Comune  di
  Partinico  non  rientra  tra quei comuni in  cui  è  stata  ammessa
  l'istituzione delle ZFU;

   appare alquanto singolare l'esclusione in esame, poiché durante la
  campagna elettorale delle ultime amministrative, risalenti a  pochi
  mesi  fa,  il  Presidente della Regione in persona,  affermava  con
  fermezza che tra le grandi opportunità per Partinico, per le  quali
  l'Amministrazione  regionale ha lavorato con il Sindaco  uscente  e
  poi  rieletto, 'abbiamo finanziato per Partinico il  piano  per  la
  Zona  Franca  Urbana, che partirà dai primi di luglio e  consentirà
  alle imprese che si insediano qui a Partinico, di non pagare per  5
  anni  le  tasse ed i contributi per i lavoratori e per gli altri  5
  anni di pagare il 50%';

   rilevato che:

   la  Delibera CIPE 05/2008, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale  n.
  131  del  6.06.2008  provvede  ad  elencare  i  requisiti  per   la
  candidatura e selezione delle Zone Franche Urbane in Italia;

   i suddetti requisiti risultano essere:
   1.  Dimensione  demografica minima di 25 mila abitanti  (fonte  da
  utilizzare:  ISTAT  popolazione  residente,  2006).  2.  Tasso   di
  disoccupazione comunale superiore alla media nazionale  nell'  anno
  2005.  L'indicatore  da  utilizzare è il valore  corrispondente  al
  Sistema  Locale  del  lavoro  che  comprende  il  comune  nel   cui
  territorio ricade la ZFU (Fonte: ISTAT Indagine sulla forza  lavoro
  2005);

   la  stessa delibera dispone inoltre che: 'Le ZFU devono avere  una
  dimensione demografica minima di 7.500 abitanti, ferma restando  la
  soglia massima di 30 mila abitanti, fissata dalla legge. L'ampiezza
  demografica  delle  ZFU è misurata attraverso  l'utilizzo  di  dati
  ISTAT  del  Censimento  2001. La popolazione residente  nelle  aree
  interessate  dalle  agevolazioni  previste  dalle  ZFU  non   potrà
  superare  il  30% del totale della popolazione residente  nell'area
  urbana  interessata  (fonte:  ISTAT 2006).  Inoltre,  il  tasso  di
  disoccupazione  nelle  aree  proposte  come  ZFU  dovrà   risultare
  superiore alla media comunale (fonte: Censimento 2001)';

   considerato che:

   il  Comune  di  Partinico  (Pa)  è  in  possesso  dei  criteri  di
  ammissibilità previsti dalla delibera CIPE 05/2008;

   nello specifico, vi è una popolazione minima superiore ai 25  mila
  abitanti  ed  un  tasso di disoccupazione comunale  superiore  alla
  media nazionale dell'anno 2005 (il Comune di Partinico registra  un
  tasso del 32,44%);

   l'Amministrazione comunale di Partinico, nel presentare  l'istanza
  nel  2008,  ha presumibilmente commesso un grossolano errore  nella
  delimitazione  dell'area  destinata a zfu,  comprendendo  il  93,7%
  della   quota  di  popolazione,  rispetto  al  30%  previsto  dalla
  delibera,  venendo di conseguenza escluso dalla  lista  dei  comuni
  beneficiari;

   nonostante  il  Comune di Bagheria sia stato analogamente  escluso
  dalla  graduatoria del 2008 per le medesime ragioni, è  riuscito  a
  rientrare  in  graduatoria, grazie alla  possibilità  prevista  dal
  dettato dell'articolo 67 della l.r. 11/2010;

   nonostante il Comune di Palermo non risulti né tra quelli  ammessi
  né  tra  quelli  esclusi dalla graduatoria del 2008, sia  'Palermo-
  Brancaccio'  che  'Palermo-Porto' sono state  ammesse  tra  le  ZFU
  previste dalla delibera di giunta 133/2013, avvalendosi sempre  del
  suddetto articolo;

   il  comma 5 dell'art. 67 della lr 11/2010 prevede che non  possono
  essere finanziate più di quattro zfu per provincia;

   dalla  Delibera di Giunta n. 133 del 3 aprile 2013  sono  ammesse,
  nella  provincia  di  Palermo, le Zone Franche  Urbane  di  Termini
  Imerese, Bagheria, Palermo Brancaccio e 'Palermo-Porto';

   l'ammissione  delle  sopra citate zone alle agevolazioni  previste
  per  le  ZFU  è  da considerare un fattore sicuramente  positivo  e
  necessario,  al  fine  di  consentire il  rilancio  delle  economie
  locali;

   per sapere se:

   l'Amministrazione regionale intenda tener fede agli impegni  presi
  con  la  popolazione partinicese, trovando la necessaria  copertura
  finanziaria per l'istituzione della ZFU nel territorio comunale  di
  Partinico;

   non  ritengano  opportuno chiarire le ragioni  che  hanno  portato
  all'ammissione   della  ZFU  a  Bagheria,  'Palermo-Brancaccio'   e
  'Palermo-Porto' e alla esclusione di Partinico, nonché  specificare
  se  quest'ultimo abbia presentato istanza di ammissione  alla  luce
  del sopra citato art. 67 della l.r. 11/2010». (1313)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

     LA ROCCA - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI -
    FOTI - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
                                                      ZAFARANA - ZITO

   «All'Assessore  per  l'istruzione e la  formazione  professionale,
  premesso che:

   l'art.  18  del  Decreto Legge 21 giugno 2013, n.  69,  così  come
  modificato nella legge di conversione 9 agosto 2013, n. 98,  ed  in
  particolare  i  commi 8 ter e 8 quater, ha stanziato delle  risorse
  'Al fine di attuare misure urgenti in materia di riqualificazione e
  di  messa  in sicurezza delle istituzioni scolastiche statali,  con
  particolare riferimento a quelle in cui è stata censita la presenza
  di  amianto,  nonché  di  garantire  il  regolare  svolgimento  del
  servizio scolastico';

   ai  sensi  della  tabella  1 annessa al  decreto,  sul  totale  di
  150.000.000  di  euro,  la  somma di 16.000.000  è  assegnata  alla
  Regione siciliana;

   il  medesimo articolo prevede che l'assegnazione è effettuata  con
  decreto  del  Ministro  dell'istruzione,  dell'università  e  della
  ricerca  entro  il  30  ottobre 2013 sulla base  delle  graduatorie
  presentate  dalle regioni entro il 15 ottobre 2013, e  che  'A  tal
  fine, gli enti locali presentano alle regioni entro il 15 settembre
  2013  progetti esecutivi immediatamente cantierabili  di  messa  in
  sicurezza,  ristrutturazione  e  manutenzione  straordinaria  degli
  edifici scolastici';

   il  comma 8-quinquies del suddetto articolo recita che 'Il mancato
  affidamento  dei  lavori  di  cui al comma  8-quater  entro  il  28
  febbraio 2014 comporta la revoca dei finanziamenti';

   considerato che:

   la  Regione siciliana, in attuazione delle disposizioni nazionali,
  ha  emanato  apposito decreto di attuazione, a firma dell'Assessore
  regionale Nelli Scilabra, in data 04/09/2013, cioè a soli 11 giorni
  di   distanza  dalla  scadenza  del  termine  imposto  dal  decreto
  cosiddetto del 'Fare';

   le  istanze  devono essere corredate, come anticipato dalla  norma
  nazionale,  dal  progetto esecutivo, munito di tutti  i  visti,  le
  autorizzazioni e i pareri richiesti dalla vigente normativa, nonché
  dallo stralcio del programma triennale delle opere pubbliche da cui
  si evinca l'inserimento dell'intervento proposto;

   visto che facendo una breve ricerca è possibile notare le date  in
  cui  sono  stati emanati i decreti delle varie regioni, in  cui  si
  palesano tempi ristrettissimi per la presentazione dei sopra citati
  progetti esecutivi, ad esempio:
   Decreto  Sicilia 4 settembre 2013, Decreto Campania  10  settembre
  2013,  Decreto Lombardia 6 settembre 2013, Decreto Veneto 28 agosto
  2013, Decreto Piemonte 27 agosto 2013,Decreto Sardegna 12 settembre
  2013;

   per sapere se:

   sia  stata effettuata una stima delle scuole siciliane che abbiano
  la necessità di accedere ai finanziamenti in oggetto;

   quante delle suddette avessero, in effetti, progetti esecutivi già
  in essere;

   non ritengano opportuno interloquire con il Governo nazionale,  al
  fine  di rivedere le scadenze, concedendo agli Enti locali un tempo
  adeguato  per  poter  partecipare al  bando  di  finanziamento  che
  rappresenta  un'occasione importante, anche in  considerazione  dei
  sempre  minori trasferimenti statali e regionali che i Comuni  sono
  costretti a subire». (1314)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

     LA ROCCA - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI -
    FOTI - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
                                                      ZAFARANA - ZITO

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  la  salute  e
  all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il  lavoro,
  premesso che:

   la  legge  n.  328/2000  recante i principi generali  del  sistema
  integrato  di interventi e servizi sociali, prevede lo stanziamento
  di  fondi  regionali  per il miglioramento e l'implementazione  dei
  servizi assistenziali proposti dalle II.PP.A.B.;

   sulla  base  del dettato normativo, in passato sono stai  emanati,
  con  apposita  delibera  di Giunta di Governo,  dei  bandi  per  il
  finanziamento di tali opere;

   considerato  che  l'indizione di tali bandi si è fermata  all'anno
  trascorso  (2012)  non  avendo  per l'anno  corrente  nulla  ancora
  disposto;

   per  sapere  se  non ritengano opportuno, sulla  scia  degli  anni
  passati, indire un nuovo bando per l'anno 2013 per il finanziamento
  di  progetti di miglioramento dei servizi gestiti dalle  II.PP.A.B.
  al  fine  di permetterne la loro implementazione a tutto  vantaggio
  degli utenti di tali strutture pubbliche». (1318)

    FOTI - FERRERI - ZITO - CIANCIO - CAPPELLO - CANCELLERI - CIACCIO
        - LA ROCCA - TRIZZINO - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - ZAFARANA -
                                                   TANCREDI - PALMERI

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente,  all'Assessore per l'energia e i  servizi  di  pubblica
  utilità, premesso che:

   la  gestione  dei rifiuti a Floridia (SR) è svolta da  anni  dalla
  PROSAT;

   l'ultimo bando si è svolto nel 2003, con assegnazione dell'appalto
  per  un  periodo  di  cinque anni alla sopramenzionata  ditta,  con
  scadenza al 31 dicembre 2008;

   nel  2009,  si  è  provveduto a rinnovare per ulteriori  due  anni
  l'appalto alla Prosat, con scadenza dicembre 2010. Anche negli anni
  successi  vi,  si  è  provveduto a rinnovare di  anno  in  anno  il
  contratto di appalto alla stessa Prosat, senza mai indire un  nuovo
  bando. L'ultimo rinnovo scadrà a dicembre 2013;

   probabilmente  il contratto verrà rinnovato in quanto  l'Ordinanza
  Commissariale n. 151 del 14 novembre 2011 prevede che il  'soggetto
  attuatore'  organizzi  un  programma  organico  di  gestione  della
  raccolta  rifiuti  a livello provinciale (sono  passati  quasi  due
  anni,  e bisognerebbe verificare se qualcosa è stato fatto).  Nelle
  more, il contratto può essere rinnovato di anno in anno;

   considerato che:

   in  tutti  i  contratti  è previsto che:  'L'A.C.  si  riserva  di
  rescindere  il  contratto  nel caso in  cui  non  si  raggiunga  la
  percentuale  di  raccolta differenziata dal 20% al 30%  per  motivi
  imputabili  ad una inefficiente gestione del servizio  di  raccolta
  differenziata  da parte del Consorzio stesso'.  In   tutti   questi
  anni,  la  raccolta differenziata è stata stabilmente sotto il  5%,
  con  conseguente  applicazione di penali a carico  del  Comune  per
  quanto  riguarda  i  costi di conferimento in  discarica  (come  da
  decreto regionale n. 250 del 29 dicembre 2000);

   la suddetta penale, per l'anno 2012, è ammontata a 62.777 euro;

   le spese di trasporto, come da capitolato speciale d'appalto, pag.
  14, sono calcolate nella misura di 16 centesimi per tonnellata, per
  ogni  chilometro percorso. Nel C.S.A. si legge: 'Nel  caso  in  cui
  l'Amministrazione comunale durante lo svolgimento del  servizio  di
  raccolta  R.S.U. avesse la necessità di trasferire i rifiuti  dalla
  propria  discarica  presso  viciniore  o  viceversa,  la  Ditta  ha
  l'obbligo  di  ottemperare a tale servizio.  Il  corrispettivo  del
  trasporto  determinato in euro 0.16 per ogni tonnellata di  rifiuto
  trasportato  per  ogni  chilometro  percorso  senza  null'altro   a
  pretendere da parte dell'impresa aggiudicatrice';

   già dalla prima determinazione del 2007 relativa alla discarica di
  Costa  Gigia,  dove  ancora si conferisce, tale  corrispettivo  non
  risulta rispettato;

   nella  Determinazione  n.  256/ 923 del  28-12-2007  del  Servizio
  Tecnico si legge: 'Oggetto: Impegno di spesa e liquidazione fattura
  n.  74  al  consorzio  Prosat per trasporto  r.s.u  del  comune  di
  Floridia presso discariche diverse da quella comunale,

   vista la fattura n. 75 del 20/11/2007 di 25.866,50 di cui 2.351,50
  per  IVA al 10%, emessa del Consorzio PROSAT e relativa al servizio
  aggiuntivo  di  trasporto RSU presso discariche diverse  da  quelle
  comunale per il mese di ottobre 2007';

   va evidenziato che Costa Gigia dista 23 chilometri da Floridia. Il
  conferimento  medio è di 800 tonnellate al mese. Anche considerando
  1.000 tonnellate in quel mese, applicando quanto previsto dal  CSA,
  si  avrebbe avuto un costo di: 1.000 x 0,16 x 23 = 3.680, contro  i
  quasi  26.000  fatturati. Tutto ciò si è ripetuto  fino  ai  giorni
  nostri, anche per i conferimenti effettuati presso altre discariche
  per  cui  sono  state applicate condizioni economiche  difformi  da
  quanto previsto nel capitolato;

   nel  C.S.A.,  all'art.  10,  'Proprietà  dei  rifiuti  raccolti  e
  relativa  destinazione' si legge: 'i rifiuti oggetto  del  presente
  appalto conferiti al servizio di raccolta ordinario (rifiuti solidi
  urbani   e   rifiuti   speciali  assimilati)  sono   di   proprietà
  dell'amministrazione  comunale,  vengono  prelevati   dalla   ditta
  appaltatrice  e  conferiti allo smaltimento finale  che  la  stessa
  amministrazione indicherà, nel rispetto della legislazione vigente.
  Fanno  eccezione  i  materiali recuperati (carta,  cartone,  vetro,
  metalli, alluminio, ferro, plastica), i costi e/o benefici spettano
  alla  ditta  appaltatrice.  I  costi  di  smaltimento  delle  Pile,
  Farmaci, T e/o F sono a carico della ditta appaltatrice';

   fino   al  mese  di  novembre  2012,  il  Comune  ha  pagato,   su
  determinazione  dell'Ingegnere Capo, le spese per il  trasferimento
  dei  suddetti  rifiuti  presso altre discariche.  Tali  spese  sono
  ammontate,  per  il 2011, a 61.478 per 378 tonnellate  di  raccolta
  differenziata, e per il 2012, a 42.240 per 404 tonnellate;

   da  un'analisi  del capitolato d'appalto, sono emersi  i  seguenti
  impegni a carico della ditta appaltatrice:

   1)   per   l'espletamento  dei  servizi  è  previsto  un   impiego
  complessivo  di  sacchi fornito dalla ditta pari a ca.  365.000  su
  base  annua. Le caratteristiche del sacco dovranno essere approvate
  dal  comune.  Il  sacco  dovrà essere distribuito  dalla  ditta  ai
  singoli utenti con mobilità da concordare con il comune. (Ma sembra
  che tali sacchetti non siano stati mai consegnati);

   2)  Servizio  ritiro  rifiuti  ingombranti:  il  servizio  prevede
  l'intervento di una squadra specifica con l'utilizzo del  cassonato
  gruato  per il ritiro di tali tipologie di rifiuti presso le utenze
  che ne fanno richiesta.
   Il servizio verrà effettuato con le seguenti modalità:
   - Servizio attivo due volte la settimana (2/7);
   - Periodo di massima attesa: 48 ore;
   -  Numero  di chiamate minimo: 25 su base settimanale. Istituzione
  di  un  numero  verde  gratuito' con il compito  di  raccogliere  e
  smistare   le  richieste  degli  utenti,  che  sarà  reso  pubblico
  attraverso un'incisiva campagna di pubblicizzazione.
   Non  risulta, tuttavia, attivato il numero verde gratuito  per  la
  segnalazione  del  ritiro dei rifiuti ingombranti,  così  come  non
  risulta  attivato  il servizio del ritiro rifiuti ingombranti.  Per
  tale  inadempienza, è previsto l'addebito di una penale di 200  per
  ogni  giorno di mancata attivazione del numero verde. Si  parla  di
  una  mancata  contestazione  che ha  comportato  (a  parte  la  non
  attivazione  del servizio per la cittadinanza), il mancato  incasso
  per il Comune della penale, pari a oltre 70.000 l'anno;

   3) Raccolta rifiuti pericolosi:

   il  servizio  riguarda  le seguenti tipologie  di  rifiuti  urbani
  pericolosi: batterie e pile esauste;

   prodotti  e  relativi contenitori etichettati con  la  lettera  T'
  (tossico) e/o F' (facilmente o estremamente infiammabile);

   prodotti farmaceutici inutilizzati o scaduti;

   la ditta dovrà fornire e gestire i seguenti contenitori:

   Contenitori Pile 20 I: 10 (dieci)
   Contenitori Farmaci 130 I: 7 (sette) Contenitori T e/o F 130 I:  7
  (sette)

   l'onere  per  l'espletamento del servizio  di  cui  alla  presente
  lettera E) è compreso in appalto;

   pare  non  risultino installati i contenitori per la raccolta  dei
  rifiuti speciali pericolosi (pile, farmaci, etc.). Come da tabulati
  allegati,  la  raccolta è pari a zero (ciò vuol  dire  che  finisce
  tutto in discarica, con tutto ciò che ne consegue);

   4) gestione rapporti con la clientela:

   entro  7  giorni  dalla  data di consegna dei  servizi,  la  ditta
  appaltatrice,  si  obbliga ad attrezzare uno  sportello  dotato  di
  telefono,  fax e numero verde gratuito a disposizione degli  utenti
  del  Comune di Floridia. Tale sportello deve essere aperto tutti  i
  giorni (esclusi i giorni festivi) almeno nella fascia oraria  dalle
  9:00  alle  13:00  e  dalle 15:00 a lle 17:00.  In  particolare  lo
  sportello dovrà:

   - gestire le richieste di informazioni provenienti dai cittadini;
   -  ricevere  le  prenotazioni  dei servizi  individuali  (raccolta
  ingombranti, ecc.) da parte dell'utenza;
   -  distribuire  il  materiale promozionale e informativo  per  gli
  utenti;

   Come già detto, tale servizio non è fornito;

   5)  le acque reflue prodotte dal lavaggio dei contenitori stradali
  dovranno  essere smaltite presso depuratori autorizzati, gli  oneri
  di  smaltimento delle acque reflue rimangono a carico  della  ditta
  appaltatrice.   Sul  punto,  sono  stati  richiesti   i   formulari
  attestanti  la tempistica e la regolarità delle operazioni  svolte,
  ma non sono stati forniti;

   6) nella Tabella sottostante è evidenziata la competenza dei costi
  e/o  benefici tra la ditta appaltatrice e il Comune per le  singoli
  frazioni merceologiche:

        Frazione  merceologica      Costo  e/o  beneficio   per
        Costo e/o

        beneficio
                                il   comune             per  la
                               ditta
                                                  appaltatrice

            Rifiuto        indifferenziato                   SI
           NO
            Beni    Durevoli   (Pericolosi    e    non)      SI
           NO
            Pile,    Farmaci,   T    e/o    F                NO
           SI
            Acque      di     lavaggio                       NO
           SI
            Materiali      recuperabili     (cartacei,       NO
           SI
              vetro, metalli, alluminio plastica)

   la  tabella sopra riportata, non lascia adito a dubbi sui soggetti
  sui  quali  ricadono  i  costi e i benefici  delle  varie  frazioni
  merceologi che interessate dal contratto di appalto;

   7) art. 17, Penalità:

   Per  l'inosservanza  delle  prescrizioni  contenute  nel  presente
  capitolato che non costituiscano causa di decadenza (vedi art.  25)
  previa  contestazione  scritta da parte  del  comune  di  Floridia,
  sentite  le  motivazioni della ditta appaltatrice, potranno  essere
  applicate le seguenti penalità:

   'la  violazione  degli  obblighi  contrattuali,  rilevata  con  le
  modalità  già indicate, sarà contestata alla ditta interessata  per
  iscritto,  anche a mezzo telefax, con l'indicazione della  penalità
  applicabile  e con l'invito a far pervenire, entro 7  giorni  dalla
  ricezione,    eventuali    giustificazioni    a    discarico.    La
  giustificazione, presentata entro il termine indicato, potrà essere
  accolta con la revoca della contestazione, oppure respinta  con  la
  comminazione della penale, ad insindacabile giudizio del comune  di
  Floridia.  In  caso di mancata presentazione della  giustificazione
  entro il termine indicato, sarà applicata dal comune di Floridia la
  penale  a  carico  della ditta senza ulteriori comunicazioni.  Alla
  ditta   sarà  comunicato  mensilmente  un  riepilogo  delle  penali
  irrogatele  ed  il  relativo  importo  verrà  trattenuto  a   primo
  pagamento  utile  successivo.  Il contratto  potrà  essere  risolto
  allorquando l'inosservanza delle prescrizioni contrattuali da parte
  della  ditta  sarà considerata dal comune di Floridia  inadempienza
  grave, così come previsto al Titolo I II, Art. 25'. Il Comune ha il
  diritto/dovere di controllare il corretto svolgimento del servizio;

   8)  Titolo  IV.  CORRISPETTIVO  A  CORPO  PER  I  SERVIZI  OGGETTO
  DELL'APPALTO (BASE DI GARA)

                                              (importi      IVA
                                             inclusa)
            Riferimento                                Servizio
           Importo
                                                      (euro/ann
                                                    o)
            Lettera   A)     Raccolta  RIFIUTI  SOLIDI   URBANI
           520.100
                             (o indifferenziati)
            Lettera    B)      Raccolta   VETRO    e    LATTINE
           12.660
                        (Multimateriale)
            Lettera    C)      Raccolta   carta    e    cartone
           12.460
            Lettera   D)   +  Raccolta  ingombranti  +   Pronto
           12.660
            I)             intervento
            Lettera    E)       Raccolta   rifiuti   pericolosi
           6.100
            Lettera   F)    +  Lavaggio  contenitori   stradali
           62.320
            G)
            Lettera   H)     Spazzamento   integrato,   pulizia
           523.700

             mercati (comprendenti i Servizi speciali in occasione di
  fiere,
            sagre, cerimonie pubbliche) e lavaggio piazze.

   Totale   corrispettivo  a  corpo  onnicomprensivo  per   1.150.000
  l'esecuzione  dei  servizi  programmati  previsti  all'interno  del
  Capitolato Speciale d'appalto (BASE DI GARA)

   tutti  i  servizi previsti nel C.S.A. rappresentano delle voci  di
  costo  per  le  quali  il Comune fa pagare i cittadini,  senza  che
  questi ultimi ne traggano beneficio;

   complessivamente, il mancato controllo ha comportato per il Comune
  maggiori spese per l'anno 2012 per un importo stimabile in 230.614,
  così ripartiti:

   a) Maggiori costi di trasporto in discarica 130.237 euro

   b)   Penali   per   mancato  raggiungimento   obiettivo   raccolta
  differenziata 62.777 euro

   c)  Costi non dovuti per il trasporto della raccolta differenziata
  42.240 euro (61.478 per il 2011)

   d)  Servizi  non  erogati (o erogati parzialmente)  e  pagati  per
  intero:

   -  Raccolta  vetro  e  lattine 9.495 euro (obiettivo  minimo  20%,
  realizzato 5%)

   -  Raccolta  carta  e  cartone 9.345 euro (obiettivo  minimo  20%,
  realizzato 5%)

   -  Raccolta ingombranti + pronto intervento 12.660 euro  (servizio
  non fornito)

   - Raccolta rifiuti pericolosi 6.100 euro (servizio non fornito)

   se  si  replicassero gli stessi numeri per i 10 anni di  gestione,
  parliamo  di  un  addebito per le tasche dei  cittadini,  di  oltre
  2.000.000 di euro;

   visto che:

   -  in  un articolo de 'La Sicilia' del 5 settembre 2013 si  legge:
  'Positivi i risultati del progetto Floridia è differente',  avviato
  dal  Comune  nel marzo scorso con la collaborazione  del  Consorzio
  Prosat, dell'associazione Metamorfosi e di Legambiente.
   Una  campagna  di sensibilizzazione per incrementare  la  raccolta
  differenziata  ha avuto riscontri concreti in città. Dal  confronto
  di  aprile  e  maggio 2012 con i rispettivi del 2013  è  emerso  un
  incremento del 50% della raccolta. In particolare nell'aprile  2012
  sono  state  raccolte 20.320 tonnellate di rifiuti, nell'aprile  di
  quest'anno 29.3 40.
   Per  quanto  riguarda i rifiuti solidi urbani si è  registrato  un
  decremento  del  10%.  Il  dato positivo può  essere  attribuito  a
  diverse  motivazioni. La modifica dei giorni di conferimento  della
  differenziata per il servizio del porta a porta nel centro  storico
  ha  permesso di organizzare e razionalizzare meglio il conferimento
  dell'indifferenziato  nelle  altre giornate.  Anche  l'apertura  il
  sabato  mattina  del  Centro  comunale  di  raccolta  ha  dato   la
  possibilità a tanti lavoratori di conferire la differenziata in  un
  giorno  prefestivo. Unica nota dolente - ha spiegato l'assessore  -
  il   tanto  atteso  ripristino  della  pesatrice  elettronica,  che
  consente  ai cittadini attraverso le schede magnetiche, in  maniera
  trasparente,  di aver rendicontato sulla bolletta lo sgravio  della
  Tarsu';

   le differenze tra le dichiarazioni fatte dall'assessore del comune
  di  Floridia  (SR) sull'articolo de 'La Sicilia' e i dati  raccolti
  sono evidenti;

   per sapere se non ritengano:

   1)  di  verificare i criteri adottati e i calcoli  effettuati  per
  stabilire i costi di trasporto degli RSU;

   2)  di  verificare  come  mai l'Amministrazione  comunale,  avendo
  bloccato  i pagamenti relativi al costo di trasporto della raccolta
  differenziata in quanto non dovuti, non ha provveduto a  richiedere
  il  rimborso delle somme indebitamente pagate per gli anni  2011  e
  2012;

   3)  di  verificare se, a fronte delle inadempienze sopra  esposte,
  siano   state   applicate  le  sanzioni  previste  dal   capitolato
  d'appalto;

   4)  di verificare se il mancato raggiungimento degli obiettivi  di
  raccolta  differenziata,  che comporta un  aggravio  dei  costi  di
  conferimento, possa essere configurato come un danno  erariale  per
  il  quale  il  Comune  possa rivalersi nei  confronti  della  ditta
  appaltatrice e di chi fosse preposto ai controlli, e non ha  svolto
  il suo compito;

   5)  di verificare l'effettiva applicazione del protocollo relativo
  alla  pulizia dei cassonetti e allo smaltimento delle acque reflue,
  fornendo idonea documentazione». (1320)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

    ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO FERRERI - FOTI -
  LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
                                                             ZAFARANA

   «All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   l'interrogazione prende spunto da denunce da parte  dei  cittadini
  priolesi  che avendo terreni limitrofi all'area di cui  al  vallone
  Monachella hanno trovato una parte di terra piena di liquame nero e
  maleodorante;

   in   quell'area  era  situato  un  oleodotto  che   collegava   il
  petrolchimico da una zona all'altra, mai bonificata;

   considerato che:

   giorno  22 agosto il signor Christian Bosco ed il padre Sebastiano
  si  trovavano  nel  vallone Monachella ed hanno  assistito  ad  uno
  spettacolo  agghiacciante: circa dieci-quindici  metri  di  terreno
  erano  pieni  di una sostanza nera, dall'odore tipico del  catrame.
  Pietre  e terra erano nere, mentre l'acqua mostrava una consistenza
  oleosa.  Gli stessi prontamente hanno fatto le foto e avvertito  le
  forze dell'ordine;
   giorno  24  agosto,  la  zona in questione  è  stata  posta  sotto
  sequestro  dopo l'inchiesta avviata da tali Christian e  Sebastiano
  Bosco.  Giorno  29  agosto,  dopo un'azione  combinata  del  Gruppo
  Socialista  e dei Cinque Stelle di Priolo, a cui hanno  partecipato
  Christian Bosco, Sebastiano Bosco, Teresa Lauria, Giorgio Pasqua  e
  il  Deputato  Regionale  Stefano Zito,è  stato  constatato  che  la
  sostanza nera è proseguita per altri cinquanta metri circa.  Giorno
  1  settembre si trovavano piccoli residui di tale sostanza a  circa
  150 metri;

   la  zona in cui è stata trovata l'amara sorpresa si trova a  circa
  50  metri dall'acquedotto comunale sito in via dell'Acquedotto, tra
  contrada Monachella e contrada Porrazzaro;

   la  zona  si  trova  a  150  metri da un  istituto  scolastico  ed
  un'università;

   da  giorno  22 agosto a oggi pare non sia stato fatto  niente  per
  arginare il fenomeno;

   la  stagione estiva sta terminando e le piogge potrebbero  portare
  il liquame fino a mare;

   la stessa cosa era già accaduta nel 1991 nello stesso condotto, ma
  nessuno è mai intervenuto;

   per sapere se non ritenga:

   di  disporre  la  verifica del liquame fuoriuscito  e  l'immediata
  bonifica dell'area inquinata;

   di  sanzionare  i colpevoli secondo il principio:  '  chi  inquina
  paga',  in base alla direttiva 2004/35/CE del Parlamento europeo  e
  del  Consiglio,  del  21  aprile 2004, in  tema  di  responsabilità
  ambientale  in  materia  di prevenzione  e  riparazione  del  danno
  ambientale». (1321)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO -FERRERI - FOTI -
   LA ROCCA - MANGIACAVALLO- PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI
                                                           - ZAFARANA

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi  di pubblica utilità, premesso che, al 30/09/2013, verranno
  messi in liquidazione gli ATO e che, di fatto, dall'1 ottobre  2013
  se  il Governo regionale non interverrà con precise indicazioni nei
  confronti  dei  commissari liquidatori o dei  sindaci  dei  Comuni,
  circa  tredicimila lavoratori, tra operatori ecologici e  personale
  amministrativo, si troveranno senza lavoro;

   considerato che:

   con  la legge regionale 8 aprile 2010, n. 9, è stato previsto  che
  gli  enti  territoriali ricadenti in ciascun ATO si organizzino  in
  S.R.R. (società per la regolazione del servizio gestione rifiuti) e
  dopo la legge regionale 9 gennaio 2013, n. 3, all'art. 1 comma 2 si
  è  introdotto l'art. 5, comma 2 ter della legge 9/2010, consentendo
  di  fatto  una  sorta  di  gestione diretta del  servizio  raccolta
  rifiuti  da parte dei comuni attraverso l'introduzione del soggetto
  intermedio  ARO (area raccolta ottimale), consentendo, appunto,  ai
  comuni  singoli  che superano i  cinquemila  (5.000)   abitanti  di
  procedere  direttamente ovvero in forme  associate  all'affidamento
  esterno del servizio di smistamento, e raccolta rifiuti;

   con  la costituzione delle S.R.R. con la legge regionale n. 9  del
  2010,  all'art.  7  è  stato previsto che  tutto  il  personale  in
  servizio  negli ATO al 31/12/2009 transitasse di fatto nelle  nuove
  S.R.R., considerato peraltro che in data 06/09/2013 è stato siglato
  un   accordo  trilaterale  tra  Governo  regionale,  sindacati  dei
  lavoratori ed associazioni datoriali del settore ambientale proprio
  per la salvaguardia dei livelli occupazionali, garantendo tutto  il
  personale assunto fino al 31/12/2012;

   per sapere se l'Assessore al ramo e per esso il Governo regionale,
  considerata   la   scadenza  del  30  settembre   2013,   intendano
  evidenziare  quali  siano  le  immediate  iniziative  che  vogliano
  intraprendere  per  garantire tutto il  personale  in  servizio  al
  31/12/12 presso gli ATO della Sicilia per evitare che si crei altra
  disoccupazione». (1322)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

      LO SCIUTO-GRECO G.-FIGUCCIA-LOMBARDO-DI MAURO-FIORENZA-FEDERICO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione  professionale, premesso che il 30/09/2013  scadono  gli
  Avvisi  comunitari  1  e  2  del  2010  riguardanti  gli  sportelli
  multifunzionali che si occupano delle politiche attive del  lavoro,
  attività di orientamento e formazione;

   considerato che:

   si  tratta  di  azioni obbligatorie per legge  che  devono  essere
  garantite dalla Regione siciliana ai cittadini (soggetti percettori
  di ammortizzatori sociali in deroga);

   il  7  giugno  2013  il Governo regionale, in un  incontro  con  i
  sindacati  e  gli  enti gestori, si era impegnato  a  prorogare  le
  attività  degli sportelli multifunzionali e che, ad  oggi,  nessuna
  iniziativa  è  stata  intrapresa  dal  Governo  per  dare  risposte
  concrete a detti lavoratori;

   per sapere:

   quali   iniziative   vogliano  intraprendere  per   garantire   la
  continuità operativa degli sportelli multifunzionali ed evitare che
  altri 1.850 lavoratori possano perdere il proprio posto di lavoro».
  (1323)

      LO SCIUTO-GRECO G.-FIGUCCIA-LOMBARDO-DI MAURO-FIORENZA-FEDERICO

   «Al   Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  l'economia,
  all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che  la
  Regione   siciliana  detiene  il  43,02  per  cento  del  pacchetto
  azionario della Mediterranea Holding spa;

   rilevato  che  dai  dati dell'Ufficio statistica del  Dipartimento
  Economia  della  Regione, pubblicati nella  relazione  sullo  stato
  dell'economia  in  Sicilia  nel 2012,  emerge  che  la  Regione  ha
  investito  la  somma  di  4,68 milioni di euro  nella  Mediterranea
  Holding spa;

   considerato  che  la  Regione siciliana, con  deliberazione  della
  Giunta regionale n. 105 del 15/03/2013, ha disposto il recesso  del
  socio  Regione, invocando l'art. 20, comma 1, della l.r. 12  maggio
  2010, n. 11;

   per sapere:

   la  destinazione  della somma di 4,68 milioni  di  euro  investiti
  nella Mediterranea Holding spa;

   l'elenco di tutti i soci della Mediterranea Holding spa e  se  gli
  stessi abbiano partecipazioni azionarie in altre società aventi  lo
  stesso oggetto sociale della Mediterranea Holding spa;

   se  gli  altri  soci abbiano versato l'intera quota  del  capitale
  sociale dagli stessi detenuto;

   quali  iniziative la Regione siciliana abbia posto in  essere  per
  dare  attuazione  alla deliberazione n. 105  del  15  marzo  2013».
  (1324)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                                FAZIO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   l'area  geografica coincidente con la piana di Gela, come è  stato
  sottolineato più volte da più parti, è una delle aree più  soggette
  ad inquinamento ambientale di tutto il territorio siciliano;

   l'area  in  questione è stata oggetto di un Piano  di  risanamento
  ambientale  redatto  ed  autorizzato  dal  Ministero  dell'Ambiente
  risalente  al 1995, per il quale erano stati stanziati 40  miliardi
  delle  vecchie  lire,  ma  purtroppo di tale  Piano,  che  potremmo
  definire fantasma', ancora oggi, a quasi vent'anni di distanza, non
  si è avuto notizia o segni di realizzazione;

   contestualmente, con il trascorrere degli anni senza  che  si  sia
  preso  provvedimento  alcuno, la percentuale di  bambini  nati  con
  malformazioni  è  aumentata  in  maniera  esponenziale,  diventando
  superiore di sei volte rispetto alla media nazionale;

   dopo tanti anni di disagio, la Procura di Gela ha deciso di aprire
  un'indagine   sul  nesso  di  causalità  che  intercorre   tra   le
  malformazioni  e  l'inquinamento della zona, al  fine  di  ottenere
  delle risposte al costante interrogativo sulle concrete motivazioni
  che fanno di Gela il territorio in cui i casi di malformazione sono
  più comuni che nel resto d'Italia;

   secondo i risultati di alcune indagini sui cibi della zona, a Gela
  sembrerebbe  essere inquinato tutto: dall'acqua  agli  ortaggi,  al
  cibo   con  cui  viene  allevato  il  bestiame;  l'alto  tasso   di
  malformazioni  genetiche  sarebbe  infatti  dovuto  ai  distruttori
  endocrini,  elementi  derivati dalle sostanze inquinanti  simili  a
  quelle emesse dal petrolchimico: dotate di un potenziale micidiale,
  esse   sono  in  grado  di  attaccare  il  tessuto  provocando   le
  malformazioni  neonatali,  ovviamente  tutto  ciò  è  da   valutare
  attraverso il nesso causale, ossia provare a livello scientifico, e
  quindi  giudiziario,  che  i  tumori e le  malformazioni  genetiche
  derivano dall'inquinamento prodotto dal petrolchimico;

   considerato che:

   negli  ultimi mesi, si sono verificati due pesanti sversamenti  di
  petrolio proveniente dal petrolchimico, uno la notte tra il 3 ed il
  4 giugno, ed uno il 13 settembre;

   riguardo  lo sversamento del 4 giugno, lo stesso Presidente  della
  Regione  Rosario  Crocetta  dichiarava:  'L'ennesimo  episodio   di
  sversamento  a  mare  di petrolio proveniente dalla  raffineria  di
  Gela,  all'indomani di una giunta di governo che proprio a Gela  ha
  stabilito  di  potenziare  nelle  aree  industriali  siciliane   le
  strutture  di  prevenzione sanitaria e cura sulle malattie  tipiche
  dell'industrializzazione,  obbliga  il  governo  della  Regione  ad
  elevare  il livello di soglia dei controlli da effettuare  in  quei
  siti',  lo  stesso Presidente proseguiva affermando che 'Da  tempo,
  per   Gela,  sono  state  concesse  le  autorizzazioni  ambientali,
  regionali e nazionali, necessarie per rafforzare la sicurezza degli
  impianti.   L'Eni  ha  sempre  assicurato  che  tali   investimenti
  sarebbero stati realizzati al più presto possibile, mentre  non  si
  riesce ad avere un cronoprogramma preciso';

   rilevato che:

   l'ARPA,   l'Agenzia   Regionale  per  la  Protezione   Ambientale,
  investita della questione inquinamento a Gela, ha puntato  l'indice
  contro    i   vertici   della   raffineria,   denunciando   un'alta
  concentrazione  di  sostanze  inquinanti  nell'aria,  in  quanto  a
  seguito  dei  rilevamenti  di  due  centraline  è  stato  possibile
  confermare una particolare presenza di benzene, toluene, xileni  ed
  idrocarburi non metanici;

   sempre  secondo la recente relazione dell'Arpa, che sarebbe  stata
  inviata  anche  alla Procura, sono emersi valori di  concentrazione
  degli inquinanti nettamente superiori rispetto a quelli normalmente
  registrati:  tali dati sono scaturiti dall'attività di monitoraggio
  della   qualità   dell'aria  effettuata  da   due   centraline   in
  particolare,  quelle installate presso il parcheggio  Agip  e  l'ex
  autoparco comunale;

   a  seconda  della correlazione tra i dati di concentrazione  nelle
  particolari  fasce  orarie e la provenienza dei  venti,  i  tecnici
  dell'Arpa   sono   giunti   alla  conclusione   che   in   generale
  'l'inquinamento proviene dall'area del petrolchimico di  Gela',  le
  centraline  hanno incriminato il perimetro che include l'area  dove
  insiste  il petrolchimico nel periodo compreso tra maggio e  giugno
  di quest'anno;

   i  dati  in  questione, naturalmente, prima di essere  confermati,
  dovranno  essere oggetto di un'ulteriore verifica in cui potrebbero
  entrare  in gioco altri fattori di responsabilità sull'inquinamento
  nell'atmosfera  oltre  all'attività  delle  ciminiere  del  colosso
  energetico Eni;

   atteso che:

   fonti  interne  all'ARPA  di  Caltanissetta,  riferiscono  che  la
  struttura  dispone di esigue risorse a disposizione,  è  dotata  di
  poche  unità e che il personale destinato alle attività di  Gela  è
  costituito  da  una  sola  unità e ciò ha  naturalmente  comportato
  un'inefficienza nei controlli anche sui siti SIC;

   non  si  ritiene risolutiva la proposta di costituire un organismo
  terzo,  in  quanto  basterebbe dotare gli  uffici  esistenti  delle
  risorse necessarie;

   il  Sindaco  di  Gela,  durante  la  seduta  numero  47  della  IV
  Commissione  legislativa permanente dell'ARS, tenutasi  a  Gela  il
  18/06/2013, affermava che nella zona qualificata come SIC non viene
  effettuato  alcun  controllo  per la  mancanza  di  centraline  che
  effettuino  il monitoraggio, e tra le altre anomalie  ricordava  la
  procedura di infrazione comunitaria per i depuratori ed il  mancato
  utilizzo di somme ingenti stanziate per la bonifica dei luoghi;

   il  dott.  Piva, direttore dell'ASP di Gela, affermava durante  la
  seduta  che  i  propri  uffici sono stati i  primi  ad  eseguire  i
  controlli nella zona dello sversamento di giugno e che si tratta di
  un'area  che non è stata mai balenabile, lamentando la mancanza  di
  risorse da destinare per la prevenzione;

   il  dott.  Farruggia, responsabile servizio veterinaria  dell'ASP,
  mostrava  infine un quadro preoccupante riguardo i controlli  fatti
  nei prodotti ittici nel 2009 e nel 2010, affermando poi che non  si
  sono  effettuati  ulteriori verifiche per la  cronica  mancanza  di
  risorse e contestualmente chiedeva interventi immediati al Governo;

   per sapere:

   con  che  frequenza  e  da  chi  vengano  effettuati  i  controlli
  ambientali nel territorio e nel mare circostante a Gela;

   quando siano stati effettuati gli ultimi controlli e quali siano i
  risultati ottenuti;

   quali  azioni  intendano  intraprendere  per  far  fronte  ad  una
  situazione   di   inquinamento   ambientale   che   sembra   essere
  completamente  fuori  controllo e che  ha  reso  il  territorio  in
  questione praticamente invivibile». (1327)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

    TRIZZINO - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI - CIACCIO - CIANCIO -
    ZAFARANA - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - PALMERI - FOTI LA
                                                         ROCCA - ZITO
                             Interpellanze

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   con  la  legge  delega  n. 148 del 2011, il Governo  nazionale  ha
  profondamente  inciso,  modificandoli, sugli  assetti  territoriali
  giudiziari  della  nostra Nazione e, in nome di una  sciagurata  ed
  ininfluente  politica di c.d. revisione della spesa,  ha  soppresso
  trentuno   Tribunali,  quasi  sempre  ignorando   con   sistematica
  pervicacia  l'importanza che tali presidi di  legalità  rivestivano
  nella attività di contrasto e di lotta alla criminalità comune  e/o
  organizzata;

   la  Regione  siciliana  ha visto cadere la  scure  dei  tagli  sui
  Tribunali  di  Nicosia, Modica e Mistretta, tre  uffici  giudiziari
  sempre  in  prima  linea nel contrasto alla criminalità  mafiosa  e
  distintisi  per  funzionalità ed efficienza,  pur  nella  oggettiva
  carenza  di  dotazione di mezzi, strutture e  personale,  nei  vari
  settori della amministrazione della giustizia;

   preso  atto che la cancellazione dei ricordati Tribunali determina
  non  solo la scomparsa di indispensabili presidi di legalità  e  si
  riverbera  negativamente sulle vaste comunità  così  deprivate,  ma
  costringe   i  cittadini  utenti  ad  estenuanti  spostamenti   per
  raggiungere le nuove sedi giudiziarie;

   considerato che:

   l'inopportuna e dannosa iniziativa legislativa dello Stato  (forse
  ormai  soltanto,  participio passato del  verbo  essere),  peraltro
  palesemente  lesiva  della autonomia regionale poiché  per  precisa
  prerogativa dello Statuto speciale (la Sicilia aveva il diritto  di
  essere investita della delicata questione e di esprimere il proprio
  ineludibile  parere),  avrebbe  già  meritato  giusta  e   rigorosa
  impugnazione  avanti  la  Corte  Costituzionale  per  conflitto  di
  attribuzione,  così  come hanno ritenuto di  fare  altre  ben  nove
  regioni italiane, a statuto ordinario e a statuto speciale;

   come da prassi oramai consolidata, il Presidente della Regione non
  ha  dato  seguito ai suoi innumerevoli proclami sulla necessità  di
  fronteggiare   e  contrastare  l'inconcepibile  disegno   normativo
  nazionale,  lasciando di fatto soli cittadini  comuni,  avvocati  e
  magistrati  che si opponevano allo smantellamento dei  presidii  di
  legalità;

   per conoscere:

   quali  siano  i  motivi  per  i quali  il  Governo  della  Regione
  siciliana  non  abbia impugnato, davanti alla Corte Costituzionale,
  la  legge  delega  n.  148  del  2011 che  ha  modificato  l'intera
  geografia giudiziaria italiana e, per quanto di competenza,  quella
  siciliana;

   se  non  ritenga  urgentissimo dare mandato ai  competenti  uffici
  della  Regione  di  redigere  ricorso  avanti  la  Consulta  o   di
  intervenire  formalmente  nei giudizi  promossi  dalle  altre  nove
  regioni italiane». (105)

        (Gli interpellanti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                    IOPPOLO-MUSUMECI-FORMICA-CURRENTI

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   nell'ambito  della  struttura  di  soccorso  sanitario   è   stata
  attivata,  presso  l'abitato di Menfi, una postazione  di  servizio
  (PTE)  con  assistenza  di  personale  medico  ed  infermieristico,
  integrata  con  la presenza dell'ambulanza del servizio  '118',  in
  grado di assicurare un immediato ed adeguato intervento nei casi di
  emergenza-urgenza sanitaria;

   recentemente,     nell'ambito    dei     provvedimenti     assunti
  dall'Assessorato  regionale  della  Salute,  è  stato  previsto  un
  declassamento'  del  PTE  di Menfi, che  perderebbe  totalmente  il
  servizio medico ed infermieristico;

   atteso che:

   la  postazione  PTE serve un territorio vasto ed  articolato,  che
  presenta peraltro rilevanti tassi di incidenza di emergenze cerebro
  e  cardio-vascolari  e traumatologiche, anche connessi  all'intensa
  attività agricola e turistica del territorio;

   la  'demedicalizzazione'  comporta, di tutta  evidenza,  un  grave
  pregiudizio rispetto alla funzionalità ed efficienza dei servizi di
  emergenza  nell'area di Menfi, che certamente  non  possono  essere
  compensati dal previsto aumento degli autisti soccorritori, con una
  riduzione  della  capacità di tempestivo intervento  nei  casi  più
  gravi e complessi, suscettibile di risolversi in esiti tragici;

   per  conoscere  se si ritenga di procedere immediatamente  ad  una
  riconsiderazione  delle  scelte  assunte,  mantenendo  il  servizio
  medico ed infermieristico del PTE di Menfi, assicurando un adeguato
  dispositivo di soccorso capace di intervenire correttamente  e  con
  successo rispetto alle emergenze sanitarie del territorio». (106)

          (L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                            CASCIO S.

   «All'Assessore per e risorse agricole e alimentari, premesso che i
  sottoscritti  interroganti già, in data 15 aprile 2013,  presentato
  l'interrogazione  N 666  Interventi  finalizzati   all'adozione   e
  all'incentivazione  della cotonicoltura in Sicilia;

   rilevato che:

   come denunciato da numerose fonti stampa, il cotone raccolto nella
  Piana  di  Gela, nell'ambito di un progetto sperimentale coordinato
  dalla Facoltà di Agraria dell'università del Mediterraneo di Reggio
  Calabria,  in  collaborazione con l'Ente di  sviluppo  agricolo  ed
  alcuni  ricercatori  e tecnici dell'Ateneo di Catania,  rischia  di
  finire al macero;

   si tratta di una raccolta record - oltre 50 quintali di cotone per
  ettaro  - che potrebbe essere distrutta perché la Regione siciliana
  non  ha  ancora  provveduto ad avviare presso l'UE le  pratiche  di
  richiesta  per  la  reintroduzione  del  cotone  e  la  conseguente
  registrazione dello stesso nel piano colturale nazionale;

   in  mancanza  di questo fondamentale passaggio - che permetterebbe
  la  coltivazione legale del cotone in Italia, ed in particolare nel
  territorio  di  Gela, particolarmente adatto per la  produzione  di
  cotone,  sia  per  la  natura del terreno  che  per  le  condizioni
  ambientali  -  il progetto, durato tre anni, rischia di  andare  in
  fumo,   vanificando  gli  sforzi  delle  università  e  soprattutto
  deludendo  le aspettative degli agricoltori gelesi, che  vedono  in
  questa  sperimentazione  una strada per  risollevare  l'economia  e
  l'immagine locale;

   considerato che:

   la   holding   svizzera,  Anderul,  di  cui  fanno   parte   anche
  imprenditori  tessili della zona di Biella, ha lasciato  intendere,
  infatti, la possibilità di investire 5 milioni di euro nella  Piana
  di  Gela per dare impulso alla filiera del cotone e trasformare  la
  fibra  in  filato pregiato. Un investimento totalmente privato  che
  non necessiterebbe di finanziamenti pubblici;

   la  holding  Anderul ha finanziato interamente il  terzo  anno  di
  sperimentazione del progetto dell'Università del Mediterraneo;

   è  evidente che tale progetto rappresenta una preziosa opportunità
  per  un  territorio  come quello gelese, in cui  tanti  agricoltori
  sarebbero pronti a partecipare alla scommessa sull' oro bianco  dal
  momento che quella sull' oro nero , il petrolio, dopo mezzo  secolo
  si è polverizzata;

   i campioni di cotone raccolti quest'anno saranno inviati in Spagna
  per  determinare la qualità della fibra, già definita otti  ma  dai
  periti,  mentre i semi saranno analizzati in Italia per  stabilirne
  il  contenuto  in olio e proteine. Questi potrebbero, però,  essere
  gli ultimi risultati del progetto.

   per  sapere  come  vengano valutati i fatti  espressi  e  se,  nel
  rispetto  delle  competenze istituzionali, non si  ritenga  che  la
  Regione  Siciliana debba urgentemente trasmettere  alle  competenti
  istituzioni  UE la richiesta di reintroduzione del cotone  affinché
  si  proceda alla conseguente registrazione dello stesso  nel  piano
  colturale  nazionale,  considerato  l'impatto  positivo  che   tale
  coltivazione può avere nella economia regionale siciliana». (107)

     LA ROCCA - CANCELLERI - CIACCIO - CAPPELLO - CIANCIO - FERRERI -
    FOTI - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
                                                      ZAFARANA - ZITO

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi  di  pubblica utilità e all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente, considerato che:

   gli  imballaggi  costituiscono il 35-40% in peso e  il  55-60%  in
  volume  della spazzatura che si produce ogni anno in  Italia  e  se
  guardiamo   specificatamente   alla  Sicilia   queste   percentuali
  potrebbero essere maggiori. Per ogni imballaggio prodotto e immesso
  nel   mercato,  il  produttore  versa  ai  consorzi  un  contributo
  denominato  CAC  (Contributo Ambientale Conai) che dovrebbe  essere
  trasferito ai comuni quando l'imballaggio, passando per la raccolta
  differenziata,   viene   riconsegnato  ai  consorzi.   Sono   cifre
  importanti, che dovrebbero essere destinate a coprire  i  costi  di
  raccolta   e,  se  ben  utilizzate,  contribuire  concretamente   a
  diminuire la bolletta dei cittadini;

   delle  centinaia di milioni di euro all'anno che vengono incassati
  dal Sistema Conai, solo poco più di un terzo viene girato ai Comuni
  e  queste  risorse spesso non entrano neppure nelle casse  comunali
  poiché  vengono in gran parte utilizzate per pagare le  piattaforme
  private che si occupano delle preselezione di tali flussi;

   per  quanto riguarda la produzione di imballaggi si sta assistendo
  ad  un aumento della loro complessità che determina delle criticità
  di  gestione,  dalla fase di corretta differenziazione  nelle  case
  fino a quelle successive di raccolta-selezione-riciclo. Soprattutto
  per  quanto  riguarda  la plastica sono le stesse  associazioni  di
  riciclatori, come Plastic Recyclers Europe, che identificano in  un
  marketing  orientato soprattutto all'impatto estetico, a  discapito
  della riciclabilità, una possibile minaccia al raggiungimento degli
  obiettivi di riciclo europei;

   visto  che  in  Italia  è  stato costituito  il  sistema  Conai  -
  Consorzi,  filiera che si attribuisce il merito di aver  introdotto
  il  Contributo ambientale (CAC) più basso d'Europa. Nonostante tale
  vantaggio  per  i  produttori italiani di imballaggi,  che  avrebbe
  dovuto  rendere meno costosi almeno i prodotti alimentari nazionali
  su  cui  incide  moltissimo il costo dell'imballaggio,  l'Italia  è
  diventata  in  pochi  anni uno dei paesi europei  con  l'indice  di
  livello  dei prezzi (PLI) più elevato in Europa. Parallelamente  le
  tariffe  per  la  raccolta dei rifiuti urbani  in  Italia,  su  cui
  incidono in particolare i costi della raccolta degli imballaggi,  è
  invece  aumentato in media del 57% nel solo periodo  2001-2010.  Il
  contributo  ambientale  in Italia è oggi mediamente  quattro  volte
  inferiore  rispetto agli altri Pesi europei e l'incidenza  del  CAC
  sul  costo finale dei prodotti al consumo è irrisoria (in media  lo
  0,01% del prezzo di vendita);

   per conoscere se non ritengano opportuno:

   adoperarsi  con  tutti  i propri mezzi per  costituire  un  tavolo
  tecnico  con  tutti  i  comuni  (ANCI)  per  rimodulare  seriamente
  l'accordo  quadro ANCI-CONAI, in particolare stilando un  documento
  che rimoduli i seguenti punti:

   - contributo ambientale CONAI (CAC);
   - modalità di verifica della qualità del materiale conferito;
   - il parziale riconoscimento dei maggiori oneri della RD ai Comuni
  da parte del CONAI;
   -  estendere  e  riconoscere ai comuni i contributi  per  tutti  i
  materiali plastici effettivamente riciclabili;
   -  eliminare  qualsiasi voce di spesa del sistema CONAI  destinato
  all'incenerimento». (108)

        (Gli interpellanti chiedono lo svolgimento con urgenza)

          CIACCIO - CANCELLERI - MANGIACAVALLO - CAPPELLO - CIANCIO -
          FERRERI - FOTI - LA ROCCA - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO -
                                           TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso che:

   l'articolo 1, commi 340 e seguenti, della legge n. 296  del  2006,
  così come modificato dall'articolo 2, comma 561, della legge n. 244
  del  2007, ha previsto l'istituzione di zone franche urbane  (ZFU),
  aree   di   dimensione  minima  prestabilita  dove  si  concentrano
  programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e  micro
  imprese;

   al  contempo detta disposizione di legge ha istituito nello  stato
  di  previsione del Ministero dello sviluppo economico  un  apposito
  fondo, con una dotazione di 50 milioni di euro per il finanziamento
  di programmi di intervento da realizzarsi nelle ZFU;

   peraltro, nel decreto legge n. 78 del 2010, convertito in legge n.
  122 del 2010, all'articolo 43 è prevista l'istituzione delle zone a
  burocrazia  zero,  nelle  quali, ove  coincidenti  con  le  ZFU,  è
  prevista l'erogazione di contributi in conto capitale diretti  alle
  imprese, in luogo delle esenzioni fiscali previste con le ZFU;

   considerato che:

   il  provvedimento contenuto nella legge n. 122 del 2010  dà  forma
  all'ennesimo   sistema   di   aiuti  tradizionali,   senza   alcuna
  indicazione nelle disposizioni legislative che offrano  ai  sindaci
  incaricati  criteri di erogazione, e stravolge la ratio delle  ZFU,
  ovvero   creare   una   fiscalità  di   vantaggio   che   incoraggi
  l'imprenditoria in aree disagiate del Meridione;

   nell'articolo 43, comma 2, lettera b), del decreto legge n. 78 del
  2010,  convertito in legge n. 122 del 2010, è previsto difatti  che
  'ove  la  zona  a burocrazia zero coincida, nelle regioni  Abruzzo,
  Campania, Basilicata, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia,
  con una delle zone franche urbane individuate nella delibera CIPE 8
  maggio 2009, n. 14 (...), le risorse previste per tali zone franche
  urbane sono utilizzate dal sindaco territorialmente competente  per
  la   concessione  di  contributi  diretti  alle  nuove   iniziative
  produttive avviate nelle zone a burocrazia zero';

   per   conoscere  se  non  ritengano  opportuno  in   questa   fase
  particolarmente  difficile per l'economia siciliana  adoperarsi  in
  qualsiasi modo per:

   1) rapportarsi col Governo nazionale, ai fini della individuazione
  delle  zone  a burocrazia zero, e in che modo intendano coinvolgere
  in tale processo le amministrazioni locali;

   2)  attivarsi  nei confronti del Governo stesso per sensibilizzare
  quest'ultimo  in ordine alle zone franche urbane ed alla  necessità
  che  i  finanziamenti ad esse relativi vengano sbloccati e la  loro
  norma istitutiva mantenga la sua vigenza ed acquisisca effettività,
  attraverso l'adozione degli opportuni provvedimenti attuativi;

   3)  rappresentare con forza al Governo nazionale l'opportunità che
  le  zone a burocrazia zero non siano sostitutive delle zone franche
  urbane, ma siano individuate come strumento ulteriore incentivo per
  l'attivazione  di  investimenti, chiedendo altresì  al  Governo  di
  attivarsi,  anche in sede europea, per incrementare le  opportunità
  offerte  dalla  fiscalità  di vantaggio,  quale  strumento  per  la
  promozione dello sviluppo nei territori svantaggiati o in ritardo».
  (109)

        (Gli interpellanti chiedono lo svolgimento con urgenza)

          CIACCIO - CANCELLERI - MANGIACAVALLO - CAPPELLO - CIANCIO -
  FERRERI - FOTI - LA ROCCA - PALMERI - SIRAGUSA- TRIZZINO - TANCREDI
                                                    - ZAFARANA - ZITO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   si  è  appreso che la società 'Sicilia e-Servizi Spa' al 51% della
  Regione  con  capitale  pubblico ha  richiesto  l'emissione  di  un
  decreto   ingiuntivo  nei  confronti  della  Regione  stessa,   per
  l'importo di 81 milioni di euro;

   tale  richiesta  fa seguito ad un'altra analoga,  che  la  società
  'Sicilia  e-Servizi Venture' dove lavorano dal 2007 75  dipendenti,
  ha fatto avverso la consorella pubblica;

   a  seguito  della  mancanza di liquidità di cassa,  ai  dipendenti
  della società è stato corrisposto a fine settembre soltanto il  65%
  dello  stipendio,  senza  alcuna  comunicazione  preventiva  né  ai
  diretti interessati né alle Organizzazioni sindacali;

   la società Sicilia e-Servizi Venture fornisce in atto alla Regione
  siciliana  diversi servizi, software ed help-desk, tra  cui  alcuni
  certamente indispensabili per il buon funzionamento della  macchina
  amministrativa  e  per la fornitura di servizi  ai  cittadini;  tra
  questi  è  opportuno ricordare: gestione posta elettronica  Regione
  siciliana,  mandati  di  pagamento,  gestione  e  conduzione  della
  postazioni di lavoro informatiche, gestione delle presenze in quasi
  tutti gli Assessorati, gestione dell'applicativo con cui operano le
  Aziende  Sanitarie, gestione dei Medici in convenzione con il  SSN,
  Portale web della Regione;

   ritenuto che:

   il livello e la tipologia dei servizi offerti da Sicilia e-Servizi
  Venture  è tale che non è pensabile che gli stessi servizi  vengano
  interrotti nemmeno per un giorno, onde evitare situazioni  di  caos
  gestionale facilmente immaginabili in contesti tanto delicati  come
  quello della sanità;

   la situazione descritta in premessa dimostra l'assoluta confusione
  che  regna  in questo momento rispetto al ruolo e alla funzionalità
  di  Sicilia e-Servizi Venture, così come le cifre dimostrano che il
  mancato o parziale pagamento dello stipendio ai lavoratori non sarà
  certamente  lo  strumento che permetterà di recuperare  le  perdite
  accumulate né di risolvere il contenzioso in atto;

   ciononostante, in questo momento e nonostante la vicenda  sia  più
  volte  balzata  agli  onori della cronaca,  sembra  che  proprio  i
  lavoratori,  assunti  dai  privati  della  Venture  e  formati  per
  svolgere  questo lavoro, siano gli unici a pagare il conto  di  una
  passata  gestione  certamente  da monitorare  e  da  sottoporre  ad
  attente verifiche;

   per conoscere:

   come  si  intenda  garantire,  anche  in  via  cautelare,  che  il
  contenzioso  in  atto non finisca col gravare esclusivamente  sulle
  spalle  dei lavoratori, che peraltro fino ad oggi si sono  astenuti
  da   qualsiasi  forma  di  protesta,  consci  della  responsabilità
  derivante dall'eventuale interruzione dei servizi resi;

   quale  soluzione intenda prospettare nel breve e nel lungo periodo
  tanto  per  la  prosecuzione dei servizi  quanto  per  garantire  i
  livelli  occupazionali, tenuto conto del fatto che  la  convenzione
  con  la società è in scadenza all'ormai prossimo 23 dicembre e  che
  certamente  non  è pensabile, come già detto, una interruzione  dei
  servizi anche per un solo giorno». (110)

                                                             FIGUCCIA
                                Mozioni

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   i  fenomeni  migratori in direzione delle coste  della  Sicilia  e
  delle  sue isole minori, 'porte' dell'Europa, assumono ogni  giorno
  proporzioni sempre più grandi e sfociano, purtroppo spessissimo, in
  catastrofi di dimensioni drammatiche;

   il  Canale  di  Sicilia sta diventando un gigantesco  cimitero  di
  donne,  uomini  e  bambini  che, in  fuga  da  guerre,  carestie  e
  dittature,  invece di coronare la speranza in una vita migliore  in
  Europa,  trovano la morte per la fame, il freddo e le malattie  cui
  sono  esposti  lungo  la 'traversata', per  i  naufragi  cui  vanno
  facilmente  incontro  i 'barconi' e, non da  ultimo,  per  l'azione
  deliberata  e  criminale  dei trafficanti che  lucrano  sulla  loro
  disperazione;

   da  ultimo, tra il 2 ed il 3 di ottobre 2013, l'isola di Lampedusa
  è  stata  sconvolta  dall'ennesima tragedia e  che  tale  episodio,
  sebbene  appena  l'ultimo in ordine di tempo, è  stato  tra  i  più
  drammatici   per  le  dimensioni  che  ha  avuto  e  per   l'orrore
  determinatosi  di fronte al macabro ritrovamento  di  centinaia  di
  corpi senza vita nel mare intorno all'isola;

   il  protrarsi  della guerra civile in Siria, unita all'instabilità
  politica  dell'intero  Nord  Africa ed  alle  croniche  piaghe  che
  affliggono  l'Africa  sub-sahariana, continuano  ad  alimentare  un
  flusso  di  disperati, che, verosimilmente,  non  verrà  affatto  a
  diminuire, lasciando presagire purtroppo il possibile ripetersi  di
  episodi   drammatici  e,  comunque,  una  situazione   sempre   più
  difficile;

   CONSIDERATO che:

   di  fronte  alle dimensioni ed alla drammaticità della  situazione
  appare  evidente l'inadeguatezza delle politiche adottate a livello
  comunitario   e   statale  rispetto  al  fenomeno  migratorio   nel
  Mediterraneo,  sia  per   quanto riguarda l'intercettazione  ed  il
  primo  soccorso,  sia  per quanto riguarda la  successiva  fase  di
  accoglienza;

   la Sicilia si ritrova, sovente, a dover affrontare praticamente da
  sola   un'emergenza  che  va  al  di  là  delle  proprie  capacità,
  confortata solo dallo spirito di sacrificio dei soccorritori e  del
  volontariato  e  dall'umanità delle popolazioni  locali,  ma  priva
  delle   risorse   strumentali  ed  economiche  indispensabili   per
  assicurare   un'adeguata   risposta  alle   emergenze   logistiche,
  sanitarie  e  di sicurezza connesse all'accoglienza  e,  tantomeno,
  idonee a prevenire il ripetersi di tragedie;

   particolarmente   sotto  pressione  risulta  essere   l'isola   di
  Lampedusa  che,  in ragione della sua posizione, è  particolarmente
  investita   dall'emergenza  e  che,  per  le  evidenti   difficoltà
  logistiche connesse alla sua natura di piccola isola distante dalla
  terraferma,  si trova in una condizione di costante  emergenza  che
  minaccia  continuamente  di sfociare  in ulteriori  incontrollabili
  disastri;

   le  ripetute  dichiarazioni  d'intenti  della  politica  nazionale
  appaiono  sterili ed ipocrite nella misura in cui non sono  seguite
  da  interventi concreti, immediati e di livello proporzionato  alla
  dimensione della catastrofe umanitaria in corso;

   ancor  più  forte emerge l'inadeguatezza di una strategia  europea
  nei  confronti  del  problema migratorio, che  sembra  delegare  la
  gestione  del fenomeno alla sola 'frontiera' meridionale, ignorando
  egoisticamente   come   la   questione,   nei   suoi   numerosi   e
  rilevantissimi risvolti umanitari, economici, sociali  e  politici,
  debba riguardare l'intera comunità;

   occorre   un  complessivo ripensamento dell'approccio rispetto  ai
  fenomeni migratori, come peraltro autorevolmente richiamato da  Sua
  Santità   Papa   Francesco,   che  focalizzi   l'attenzione   sulla
  solidarietà,  il  rispetto della vita e della dignità  umana  e  la
  prevenzione  delle condizioni che portano migliaia di disperati  ad
  accettare   rischi   e   sofferenze  per  sfuggire   a   condizioni
  insostenibili nei paesi di provenienza,

   ESPRIME

   a  nome dell'intera popolazione siciliana, i propri sentimenti  di
  costernazione   e   profonda  sofferenza  per   l'immane   tragedia
  verificatasi  e  la  propria sincera vicinanza e  solidarietà  alle
  vittime ed alle loro famiglie,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  assumere  iniziative  immediate e  decise  nei  confronti  del
  Governo nazionale perché:

   1)  proceda,  nell'immediato, al rafforzamento degli strumenti  in
  campo,  anche impegnando le forze armate e le più moderne dotazioni
  tecnologiche   in  loro  possesso  nel  compito  d'intercettazione,
  ricognizione e primo soccorso dei migranti, prevenendo il ripetersi
  di tragedie in mare;

   2)  predisponga  ed  implementi subito un piano  straordinario  di
  interventi per rispondere alle esigenze sanitarie, logistiche e  di
  accoglienza  dei  migranti,  avuto riguardo  anche  alla  peculiare
  condizione  delle  isole  minori  ed  alle  difficoltà  di   ordine
  finanziario e strumentale della Regione e degli enti locali;

   3)  assicuri un adeguato supporto, anche economico, alle  comunità
  che  si  trovano  ad accogliere i migranti, anche in considerazione
  delle difficoltà che gli sbarchi determinano per l'economia locale;

   4)  promuova una convocazione straordinaria del Consiglio  europeo
  dedicata   alle  problematiche  dell'immigrazione  e  che   preveda
  l'adozione  di  misure  eccezionali  e  concrete,  con  una   piena
  assunzione di responsabilità, anche in termini economici, da par te
  dell'intera Europa;

   5)  ad  aprire  una serrata interlocuzione a livello  nazionale  e
  comunitario  affinché si realizzi una strategia di  lungo  respiro,
  efficace  e  concreta rispetto ai fenomeni migratori, centrata  sul
  rispetto  della  persona e sulla solidarietà, la prevenzione  delle
  cause, il contrasto alle organizzazioni criminali che lucrano sulla
  disperazione  e  la  realizzazione di politiche di  accoglienza  ed
  integrazione». (189)

          SAMMARTINO - DI GIACINTO - PICCIOLO - CASCIO S.- COLTRARO -
     DIPASQUALE - FORZESE - GRECO M.- LEANZA - LENTINI - LO GIUDICE -
  MALAFARINA - NICOTRA - ODDO - RUGGIRELLO - SAVONA - SUDANO - TAMAJO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   VISTA  la  Raccomandazione  n. 962 del Parlamento  europeo  e  del
  Consiglio  del 18 dicembre 2006, relativa a 'competenze chiave  per
  l'apprendimento permanente';

   PREMESSO   CHE,   in   ossequio   ai   principi   sanciti    nella
  raccomandazione su indicata, appare oltremodo necessario promuovere
  il  raggiungimento di più elevate e più diffuse competenze/capacità
  di  apprendimento, con azioni indirizzate, in particolar modo, agli
  alunni  appartenenti  a  categorie  svantaggiate  e  a  rischio  di
  marginalità  sociale, attraverso il rafforzamento e  l'integrazione
  delle politiche nazionali con gli interventi regionali in favore di
  una  maggiore  attrattività della scuola e del miglioramento  della
  qualità del servizio scolastico e di istruzione, in generale, anche
  sulla scorta di una costante attività di concertazione tra Stato  e
  Regione siciliana;

   CONSIDERATO CHE:

   le  suddette  finalità  possono essere  realizzate  attraverso  la
  definizione di una strategia basata sui seguenti obiettivi:

   attivare  interventi  volti  a favorire  il  successo  scolastico,
  riferito  soprattutto  a soggetti con disabilità  e  a  rischio  di
  marginalità sociale;

   sostenere  l'innalzamento della qualità della scuola  in  Sicilia,
  con  la  promozione  di  specifiche attività,  anche  di  carattere
  didattico,  e  di  interventi strutturali per  l'adeguamento  e  la
  creazione  di  luoghi di apprendimento favorevoli, con  particolare
  riguardo alle scuole delle piccole isole;

   rafforzare il sistema dell'istruzione e formazione nella Regione e
  favorire  l'innovazione  didattica,  anche  attraverso  azioni   di
  potenziamento  dell'uso  delle  nuove  tecnologie,  dei   contenuti
  digitali e delle nuove modalità di organizzazione degli ambienti di
  apprendimento connessi;

   migliorare  l'insegnamento della matematica, delle scienze,  della
  tecnologia e delle competenze in lettura nella scuola siciliana, in
  linea  con  quanto stabilito nel piano d'azione regionale  per  gli
  obiettivi di servizio;

   per  il  raggiungimento  degli  obiettivi  sopra  indicati  appare
  necessario  coinvolgere gli istituti scolastici, in via prioritaria
  quelli  collegati ai centri territoriali risorse per l'handicap,  i
  quali, in rete con le istituzioni scolastiche impegnate in attività
  di supporto e recupero nei confronti di alunni diversamente abili e
  a  rischio di marginalità sociale, saranno promotori di attività di
  carattere sperimentale e di rinforzo degli insegnamenti curricolari
  per  garantire il successo scolastico e, in generale,  favorire  la
  coesione sociale del territorio di riferimento,

                   impegna il Governo della Regione

   a  promuovere - a valere sulle risorse dell'Asse IV Capitale Umano
  del  POR  Sicilia  FSE  -  iniziative di  ampliamento  dell'offerta
  formativa  e di carattere extra-curriculare rivolte ad  utenza  con
  disabilità e a rischio di marginalità sociale, anche attraverso  il
  Programma Operativo Nazionale FESR 'Ambienti per l'apprendimento' e
  il  Programma  Operativo Regionale FSE 2007-2013 per la  parte  non
  utilizzata nell'anno scolastico 2012/2013;

   ai   fini   del  coordinamento  e  programmazione  delle  suddette
  iniziative, a promuovere - entro il tempo strettamente necessario -
  la  costituzione  di  un comitato paritetico  tra  MIUR  e  Regione
  siciliana   (presieduto  dall'Assessore  regionale   competente   e
  composto   dal   dirigente  generale  del   Dipartimento   Pubblica
  istruzione  della  Regione siciliana, da due  componenti  designati
  dalla  Regione  e  da  tre componenti nominati  dal  Ministro)  per
  realizzare gli obbiettivi di cui ai precedenti punti;

   a  ricorrere,  altresì,  - per garantire una  maggiore  qualità  e
  assicurare  il  raggiungimento  degli  obiettivi  sopraindicati   -
  all'utilizzo del personale specializzato con esperienza pluriennale
  in  materia  di  disabilità e recupero di  soggetti  a  rischio  di
  marginalità  sociale  e di ulteriore personale con  professionalità
  nell'ambito della lingua italiana, delle lingue straniere  e  della
  matematica/scienza, individuato nelle graduatorie  ad  esaurimento,
  con  utilizzo in via prioritaria (in ossequio all'osservanza  delle
  disposizioni relative all'utilizzo delle risorse del fondo  sociale
  europeo)   di  personale  docente  e  amministrativo,   tecnico   e
  ausiliario (ATA) iscritto nelle graduatorie ad esaurimento previste
  dall'articolo  1,  comma 605, lettera c), della legge  27  dicembre
  2006,  n.  296, e nelle graduatorie permanenti di cui all'art.  554
  del  decreto  legislativo n. 297/94, nonché  nelle  graduatorie  ad
  esaurimento  riguardanti il profilo di collaboratore  scolastico  e
  negli   elenchi   provinciali   ad  esaurimento   per   i   profili
  professionali nell'area B di cui al D.M. n. 75/2001». (190)

          ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO - MANGIACAVALLO - - ZITO -
   CIACCIO - SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI - FERRERI - PALMERI
                                                - LA ROCCA - CAPPELLO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   in  data 18 novembre 2002 veniva pubblicato un bando per la scelta
  di  un  socio per la costituzione di una società denominata Società
  euromediterranea  per  lo  sviluppo  dell'informazione  avente   ad
  oggetto  lo  svolgimento delle attività informatiche di  competenza
  delle   amministrazioni  regionali  ed   al   quale   affidare   la
  realizzazione della piattaforma telematica integrata della  Regione
  siciliana ai sensi dell'articolo 78 della legge regionale n. 6  del
  3 maggio 2001;

   ai  sensi  della  succitata disciplina, con  bando  approvato  con
  d.d.g.   n.  206  dell'11  marzo  2005,  si  avviava  la  procedura
  selettiva,  in  forme assimilabili a quelle dell'appalto  concorso,
  per l'individuazione del socio di minoranza della società;

   aggiudicatario   della   gara  per  l'individuazione   del   socio
  minoritario  risultava l'RTI, costituito tra le imprese  AtosOrigin
  s.p.a. (oggi Engineering.lt s.p.a.) e Accenture s.p.a.;

   successivamente,  in  data  20  dicembre  2005,  tra  la   Regione
  siciliana  (all'epoca  con  Sicilia  e-Innovazione)  e  la  società
  privata   'Sicilia   E-Servizi  Venture  s.c.r.l.',   appositamente
  costituita   dall'RTI   di   imprese   AtosOrigin   s.p.a.    (oggi
  Engineering.lt s.p.a.) e Accenture s.p.a., si costituiva la società
  mista  a  prevalente partecipazione pubblica denominata 'Sicilia  e
  Servizi s.p.a', con capitale intestato per il 51% alla 'Sicilia  e-
  Innovazione s.p.a.' (oggi Regione siciliana) e per il restante  49%
  al socio privato di minoranza;

   la  gestione  delle attività di cui all'art.78 è stata formalmente
  affidata  a  Sicilia  e-Servizi spa con la Convenzione  Quadro  del
  30.6.2006,  successivamente sostituita con  una  nuova  Convenzione
  Quadro  del  27.5.2007 (oggi vigente), previo  parere  dell'Ufficio
  Legislativo  e  Legale  della  Regione  n.  20013/305.2006.11   del
  29.11.2006;

   l'aggiudicatario RTI della suddetta procedura ristretta di gara si
  obbligava,  in conformità a quanto prestabilito nel suddetto  bando
  pubblico  di  selezione  del  socio di minoranza,  oltre  che  alla
  costituzione della predetta società mista a cui affidare forniture,
  servizi  e  lavori per la realizzazione della cosiddetta   'Società
  dell'Informazione' della Regione siciliana, al necessario  graduale
  trasferimento  di conoscenze e personale appositamente  formato  ed
  addestrato,  al fine di strutturare e rendere efficace ed  autonoma
  la società Sicilia e-Servizi s.p.a.;

   in  sede  di riordino delle società partecipate dalla Regione,  in
  data  30.9.2008, con la delibera n. 222, la Giunta  di  Governo  ha
  approvato, su proposta del Ragioniere Generale (nota prot. n. 38331
  del  21.7.2008),  una prima ipotesi di riordino, nella  quale,  per
  quanto  interessa la fattispecie, è stato espressamente sancito  il
  mantenimento  della società Sicilia e-Servizi spa in considerazione
  dell'oggetto sociale dedicato, dei vincoli negoziali esistenti  con
  il   socio   di  minoranza  e  della  rilevanza  dell'attività   di
  informatizzazione  dell'Amministrazione  e  dell'intero  territorio
  regionale, anzi addirittura ne sono state ampliate le competenze  a
  seguito della dismissione della società Sicilia e-Innovazione spa;

   CONSIDERATO che:

   il  riordino  delle partecipate è stato affrontato dal legislatore
  regionale  solo due anni dopo con l'art. 20 della legge n.  11  del
  12.5.2010;

   in  particolare,  nel citato articolo 20, sono  state  individuate
  quattordici  aree strategiche: 'a) trasporti pubblici;  b)  servizi
  ausiliari;   c)  promozione  dell'immagine  della  Sicilia,   della
  cultura, dell'attività turistica e dell'artigianato; d) sviluppo  e
  innovazione;  e)  attività informatiche e I.C.T della  Regione;  f)
  gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale;  g)
  servizi  di  emergenza  sanitaria; h) servizi  di  riscossione  dei
  tributi;  i)  credito; j) ricerca; k) attività  di  captazione  e/o
  accumulo  e/o potabilizzazione e/o adduzione di acqua di  interesse
  regionale;   l)   settore  agroalimentare;  m)   salvaguardia   del
  territorio e dell'ambiente; n) energia'. Con lo stesso articolo  di
  legge  è stato dato mandato 'all'Assessore regionale per l'economia
  di  adottare,  con proprio decreto, previo parere vincolante  della
  Commissione  legislativa  Bilancio  dell'Assemblea  regionale,   le
  necessarie  iniziative affinché ad ogni area strategica individuata
  dal  comma  2 corrisponda una sola società a totale o maggioritaria
  partecipazione  regionale o una sola impresa pubblica,  ponendo  in
  atto  le procedure necessarie alla dismissione delle partecipazioni
  strategicamente  non  rilevanti  per  il  perseguimento  dei   fini
  istituzionali della Regione';

   in  esecuzione  all'art.  20  della  legge  regionale  n.  11/2010
  l'Assessore  per  l'economia  ha  così  istruito  ed  elaborato  la
  proposta    definitiva   per   il   riordino   delle    partecipate
  sottoponendola  (come  prescritto dall'art.  20)  alla  Commissione
  legislativa Bilancio dell'ARS per il prescritto parere obbligatorio
  e vincolante; nella suddetta proposta, la società Sicilia e-Servizi
  spa   risulta   titolare   unico  dell'Area   Strategica   attività
  informatiche e I.C.T della Regione;

   la  proposta dell'Assessore per l'economia è stata successivamente
  esaminata  ed  approvata  dalla  Commissione  legislativa  Bilancio
  dell'ARS nella seduta del n. 245 del 21.6.2011;

   in  coerenza  al  suddetto parere, l'Assessore per  l'economia,  a
  conclusione   del  processo  di  riordino  voluto  dal  legislatore
  regionale  con  l'art.  20  della legge regionale  n.  11/2010,  ha
  emanato il decreto n. 1720 del 28 settembre (da coordinare  con  le
  disposizioni  di cui al DA n. 2333 del 23.11.2011) dal  quale,  per
  quanto  interessa la fattispecie in esame, si evince il  definitivo
  mantenimento  della  società  Sicilia  e-Servizi  spa  per   l'area
  strategica  attività  informatiche e I.C.T  della  Regione  con  la
  seguente motivazione 'è mantenuta la società Sicilia e-Servizi  spa
  dotata  di  un management adeguato agli obiettivi strategici  della
  Regione nel settore e di personale reclutato nel rispetto dell'art.
  18  della  legge 133/2008 il cui andamento gestionale e le relative
  attività verranno puntualmente verificate dai competenti uffici del
  Dipartimento Regionale Bilancio e Tesoro - Ragioneria Generale.  La
  società   dovrà  dare  tempestiva  esecuzione  alle  determinazioni
  assunte  dal socio Regione in esito agli approfondimenti  in  atto,
  anche in sede parlamentare, sui contratti di servizio ed assicurare
  la  massima  informazione al socio pubblico sul  conseguimento  dei
  fini  sociali  e  le  economicità  conseguite  dall'amministrazione
  mediante  il  ricorso  al  modulo  organizzativo  del  partenariato
  pubblico-privato';

   in  armonia  al Piano di Riordino, adottato ex art.20 della  legge
  regionale  n. 11/2010, durante l'assemblea dei soci del  27.9.2011,
  convocata per impartire al c.d.a., la Regione (in qualità di  socio
  di maggioranza) ha dato mandato al c.d.a. societario di strutturare
  la  società  in  modo  da  pervenire ad un sua  completa  autonomia
  organizzativa  e  funzionale quanto meno per lo  svolgimento  delle
  attività relative alla gestione e conduzione;

   RILEVATO che:

   in  data  23/09/2013  su  richiesta del Presidente  della  Regione
  veniva  celebrata una assemblea straordinaria della società Sicilia
  e-Servizi S.p.A., avente ad oggetto:

   messa  in  liquidazione della società ai sensi dell'art. 2484,  1
  co. n. 6, c.c.;

   nomina del liquidatore;

   determinazione del compenso del liquidatore;

   criteri in base ai quali dovrà svolgersi la liquidazione;

   nella  stessa  seduta  l'assemblea  ha  deliberato  la  messa   in
  liquidazione volontaria della Società;

   la società:

   non ha mai chiuso in perdita alcun esercizio finanziario;

   non  ha  mai  fruito di alcun trasferimento di risorse  economiche
  pubbliche in qualsivoglia forma (denaro, beni, servizi, patrimonio,
  aumento di capitale);

   non è finanziariamente o economicamente indebitata;

   nessuna  contestazione  è  mai  stata  sollevata  in  merito  alle
  forniture  ed alle fatturazioni della società da parte del  cliente
  Regione  siciliana,  tanto  che  la  fidejussione  (del  valore  di
  ventimilioni   di  euro)  posta  a  garanzia  del  rispetto   delle
  obbligazioni  assunte dalla stessa non è mai  stata  escussa  dalla
  Amministrazione Regionale; semmai le uniche difficoltà operative ed
  amministrative   (mancata   attivazione   delle   DD.LL.,   mancata
  esecuzione   dei  collaudi,  ritardi  nei  pagamenti,  ecc.)   sono
  inequivocabilmente  ed oggettivamente imputabili  solo  al  cliente
  Regione siciliana;

   la  messa in liquidazione della società sta esponendo i soci,  tra
  cui la Regione siciliana in primis, alle seguenti criticità:

   stante  l'attuale  e cospicua inadempienza nei pagamenti  verso  i
  fornitori,   causati  esclusivamente  dal  rilevante  ritardo   nei
  pagamenti da parte del cliente Regione siciliana (più di 800 giorni
  oltre   lo  scaduto),  si  è  generata  una  serie  di  aggressioni
  giudiziarie sotto forma di 'esecuzioni', con considerevole aggravio
  di  costi  da  interessi e spese processuali, per  non  dire  della
  altamente probabile conseguenza fallimentare sulla società.  E  ciò
  in  quanto,  nonostante  la  messa in liquidazione  volontaria  sia
  evento  fisiologico della vita della società stessa, è  inevitabile
  che  la  decisione di porla in liquidazione comporta una  sorta  di
  'allarme'  presso tutti gli operatori commerciali che  già  avevano
  linee  contrattuali  ovvero che entrano  ora  in  rapporto  con  la
  Società  stessa; con le conseguenze che ne derivano, in materia  di
  attivazione dei crediti in termini certamente differenti e  ridotti
  rispetto a quanto accade normalmente;

   discontinuità operativa nella fornitura dei servizi strategici per
  l'Amministrazione regionale;

   il  probabile  avvio  di  un contenzioso di  massa  da  parte  del
  personale   SISEV  che  chiamerà  in  solido  SIESE  (oltre   cento
  contenziosi   stimati  in  aggiunta  agli  attuali  cinquanta   già
  incardinati nei confronti di entrambi le società);

   generazione di sopravvenienze passive, non previste, per eventuale
  esodazione  del personale SIESE con un ammontare stimato  di  oltre
  duemilioni di euro;

   la  mera  notizia giornalistica della messa in liquidazione  della
  società  sta  determinando una serie considerevole di richieste  di
  saldo fatture (servizi e forniture ordinate su formale incarico del
  cliente  Regione  siciliana),  solleciti  di  pagamento  in   forma
  diffidatoria e inviti ad ottemperare ai piani di rientro  (pena  la
  risoluzione  degli stessi) per un ammontare pari ad alcuni  milioni
  di  euro,  oltre ad alcuni decreti ingiuntivi per somme di notevole
  importo;

   in  ragione  di  quanto  sopra premesso e viste  le  inconfutabili
  risultanze di uno stato di salute aziendale assolutamente  sano  ed
  attivo   sia   sotto  il  profilo  economico  che   finanziario   e
  patrimoniale (a parte le 'criticità' - in precedenza evidenziate  -
  imputabili  esclusivamente  alle  inadempienze  della  Regione),  è
  apparsa  palesemente  illogica e ingiustificabile,  oltre  che  del
  tutto   immotivata,  la  messa  in  liquidazione   della   società.
  Considerato,  inoltre  che  l'on.  Presidente  della   Regione   ha
  probabilmente  abusato  nel  determinare  la  liquidazione  di  una
  società   nata   per  volontà  espressa  dell'Assemblea   regionale
  siciliana, che in nessun modo e con nessun atto l'ha autorizzata  a
  procedere  in  tal  senso, avendo semmai di converso  espresso  con
  propri  atti  normativi la chiara volontà del  mantenimento  e  del
  potenziamento della Società,

                   impegna il Governo della Regione

   a   riconsiderare  i  suoi  propositi  e  desistere   dall'intento
  liquidatorio, stante che lo stesso ha probabilmente palesi  profili
  di illegittimità oltre che di illogicità;

   ad adoperarsi per l'immediata necessaria ripresa della operatività
  della  società  e  del  processo  di strutturazione  della  stessa,
  bruscamente interrotto dalla messa in liquidazione nonché di  altri
  atti  di  governo mirati alla scientifica 'ingessatura'  operativa,
  economica ed organizzativa di Sicilia e-Servizi s.p.a.;

   a  chiarire  pienamente quali siano le fonti normative e  principi
  istituzionali  ai  quali si è riferita nello scavalcare,  con  ogni
  evidenza,  le competenze dell'Assemblea regionale siciliana,  unica
  istituzione  deputata  a  normare e  decidere  in  merito  a  detta
  questione;

   a  chiarire  in sede parlamentare quali siano le tutele  messe  in
  atto  dall'Amministrazione regionale, a  protezione  del  vasto  ed
  importante patrimonio informatico della Regione siciliana  fino  ad
  oggi  gestito dalla società Sicilia e-Servizi S.p.A., e quali siano
  le  tutele  a  garanzia della continuità di fornitura  dei  servizi
  informatici  per  la Regione siciliana attualmente garantiti  dalla
  Società;

   ad   adoperarsi   affinché  si  creino  reali  tutele   da   parte
  dell'Amministrazione   regionale,   a   protezione   dei    livelli
  occupazionali  e  professionali  venutisi  a  formare  in  anni  di
  operatività  della  società  e del suo terzo  nominato  Sicilia  e-
  Servizi  Venture, stante che la Regione siciliana, per  il  tramite
  della  sua  società, ha ingentemente investito nella formazione  di
  detto personale altamente qualificato». (191)

                               CORDARO - CLEMENTE - LANTIERI - GRASSO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   la  spesa  sanitaria  totale (pubblica e privata)  in  Italia  nel
  decennio 2002-2012 in rapporto al PIL è scesa dal -21,5% al  -24,1%
  rispetto alla media continentale della spesa procapite nei primi 14
  Stati europei (dati Eurostat);

   nell'ambito nazionale la spesa sanitaria totale procapite vede  la
  Sicilia  al  penultimo posto (dati 2012 Ministero  Salute)  tra  le
  regioni italiane con una spesa sanitaria pro-capite annua di  2.134
  ben  lontana  dai  2.956 del Trentino Alto Adige o  dai  2.890  del
  Friuli Venezia Giulia che guidano tale classifica nazionale;

   le  misure  e  gli  effetti conseguiti  del  Piano  di  rientro  e
  qualificazione del Sistema sanitario regionale nonché dei Programmi
  Operativi di prosecuzione per il triennio 2010/12 ed ancora per  il
  triennio  2013/15 hanno assicurato da circa tre anni e  manterranno
  il   conseguimento   di   un   sostanziale   equilibrio   economico
  dell'organizzazione sanitaria siciliana;

   il pareggio contabile è stato conseguito anche mediante l'aggravio
  del  carico fiscale sui contribuenti siciliani per addizionali IRAP
  ed  IRPEF (elevate alla massima aliquota consentita dalla normativa
  tributaria) volte al ripianamento dei deficit sanitari  degli  anni
  pregressi  per  cui, oggi, tale incremento della tassazione  appare
  non più vincolato dalle motivazioni che lo hanno determinato poiché
  i  relativi  flussi  finanziari  vanno  a  coprire  altri  versanti
  deficitari del bilancio della Regione;

   le  stringenti direttive ministeriali ed i piani di rientro  hanno
  anche   imposto   misure   di  riduzione  e   di   riorganizzazione
  dell'offerta  dei  servizi  sanitari che  non  pochi  disagi  hanno
  causato   all'utenza,  in  particolare  nelle   aree   territoriali
  periferiche  ed orograficamente svantaggiate anche in relazione  ai
  servizi ospedalieri;

   sostanzialmente  quindi può affermarsi che oggi  il  S.S.R.  è  in
  equilibrio  finanziario ma non è più in condizione di subire  altri
  depauperamenti  dell'offerta sanitaria che non  siano  motivati  da
  logiche  di  efficientamento  e  di  riqualificazione  migliorativa
  dell'offerta piuttosto che da mere esigenze ragionieristiche;

   per  ciò  che concerne in particolare la rete dei posti letto  per
  acuti,  negli  anni  dal  2009 al 2012, è  già  stata  imposta  dal
  Ministero della salute una riduzione del 13,3% che ha comportato la
  riconversione  di  1.819 posti letto da acuti  in  post  acuti  (da
  16.857  p.l.  per acuti si è passati a 15.038) che  ha  portato  il
  rapporto di p.l. acuti/1.000 abitanti in Sicilia a 3,1, per  cui  è
  stato  sostanzialmente conseguito il limite standard fissato  dalla
  L. 135/12 (legge Balduzzi) pari a 3,0 p.l./1000 abitanti;

   restano   ancora   da   attivare  in   Sicilia   1.792   p.l.   di
  riabilitazione/lungodegenza poiché rispetto ai 3.500 p.l.  previsti
  dal  Programma  Operativo 2010/12 ne sono stati  attivati  soltanto
  1.818;

   raffrontando  il  dato  attuale dei  p.l.  per  acuti  in  Sicilia
  (3,1/1000)  con  quello  analogo ad esempio del  Veneto  (3,7/1000)
  preso  a  riferimento  in  quanto è la regione  con  il  numero  di
  abitanti  prossimo  a  quello siciliano, emerge  una  disparità  di
  trattamento che appare ingiustificata anche alla stregua dei flussi
  di  mobilità passiva extraregionale e dello stesso dato che  emerge
  per  talune province della Sicilia (ad es. Agrigento ove  vi  è  un
  rapporto di 2,4 p.l./1000 abitanti);

   CONSIDERATO   che   l'Assessore  regionale  per   la   salute   ha
  recentemente preannunciato in VI Commissione legislativa all'A.R.S.
  che  nelle  prossime  settimane esaminerà la  richiesta  di  parere
  afferente  il  Programma  Operativo 2013/15  estrapolando  la  rete
  ospedaliera  regionale  ed  i relativi tagli  di  posti  letto  cui
  l'Assessorato sta lavorando predisponendo una selezione dei reparti
  ospedalieri con conseguente previsione di ulteriori tagli  di  p.l.
  sia per il settore pubblico che per quello privato;
   -
   RITENUTO che:

   per le motivazioni espresse in premessa appare non ammissibile  né
  condivisibile  ogni ipotesi di ulteriori tagli alle rete  regionale
  dei  posti  letto per acuti - atteso che è già stato conseguito  lo
  standard  di  3p.l./1000 abitanti - e che pertanto gli orientamenti
  riduttivi  del Governo in tale materia non sono né giustificati  né
  accettabili sotto i profili della esigenza economica o politica  né
  tanto  meno  dei servizi sanitari ed ospedalieri, fatti  salvi  gli
  obiettivi  di  riqualificazione e di riconversione della  rete  dei
  posti letto;

   ogni taglio ulteriore dei posti letto produce effetti a catena sul
  versante   occupazionale,  aziendale  ed  in  genere  sull'economia
  siciliana   in  un  momento  congiunturale  ancora  particolarmente
  difficile  e  segnato  da dati allarmanti sia  per  la  caduta  dei
  livelli occupazionali che del reddito disponibile,

    impegna il Governo della Regione e per esso l'Assessore per la
                                salute

   a  non  adottare provvedimenti volti all'ulteriore  riduzione  dei
  posti letto per acuti nella rete ospedaliera pubblica e privata  in
  Sicilia». (192)

                                DIGIACOMO - MARZIANO - RAIA - ARANCIO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   RILEVATO  che il D.A. delle risorse agricole dello 8 agosto  2013,
  pubblicato  in  GURS  parte  prima  n.  40  del  30  agosto   2013,
  riguardante  'disposizioni in materia di  agriturismo'  all'art.  9
  prevede  che: 'nelle aziende agrituristiche con allevamenti annessi
  è  consentita  la  macellazione di: pollame,  lagomorfi  e  piccola
  selvaggina fino ad un massimo di 30 UBE/ anno (1 UBE n. 200 polli o
  125 conigli); suini ed ovicaprini di età inferiore ai sei mesi,  ai
  sensi  dell'art. 13 del R.D. 20 dicembre 1928 n. 3298, fino  ad  un
  massimo  di 30 UBE/ anno (1 UBE n. 20 agnelli/capretti/ suini).  La
  macellazione degli animali di cui al precedente comma deve avvenire
  nel  rispetto  del  benessere  animale  e  deve  essere  effettuata
  esclusivamente  da  persone  che abbiano  un  adeguato  livello  di
  competenza. Le macellazioni devono essere svolte in ambienti idonei
  e   in   presenza   del  veterinario  dell'A.S.P.  territorialmente
  competente.  I sottoprodotti devono essere smaltiti  ai  sensi  del
  regolamento  CE  n.  1069/09. Le carni e i prodotti  derivati  sono
  destinati   al   consumo   esclusivo  degli   ospiti   dell'azienda
  agrituristica  o alla vendita diretta in azienda dal produttore  al
  consumatore  o  ad altri esercizi, compresi quelli di ristorazione,
  siti  nella provincia o nelle province limitrofe. Il giorno e l'ora
  delle   macellazioni  deve  essere  concordata  con   il   servizio
  veterinario dell'A.S.P. competente';

   CONSIDERATO che:

   secondo  il  regolamento  attuativo  del  titolo  II  della  legge
  regionale  16  dicembre 2008, n. 19, riguardante  la  rimodulazione
  degli  assetti organizzativi dei dipartimenti regionali di  cui  al
  decreto  del  Presidente della Regione 5 dicembre 2009,  n.  12,  e
  pubblicato  in  GURS n. 10 del 2013, è stata attribuita  competenza
  sull'igiene  e sicurezza alimentare al Servizio 4 del  Dipartimento
  Attività  Sanitarie ed Osservatorio Epidemiologico dell'Assessorato
  Salute;

   per  le  ragioni su esposte il decreto in oggetto dovrebbe  essere
  condiviso  con il Dipartimento competente dell'Assessorato  Salute,
  per   lo  meno  per  ciò  che  riguarda  l'aspetto  relativo   alla
  macellazione  e  distribuzione  del  prodotto  presso  la  medesima
  provincia  o  province limitrofe, nonché per ciò che  attiene  alle
  disposizioni relative ai controlli veterinari, e non di  pertinenza
  esclusiva dell'Assessorato delle risorse agricole ed alimentari;

   VISTO  che  nonostante  le previsioni normative  si  è  provveduto
  comunque  all'emissione del presente decreto e che pertanto  questo
  andrebbe considerato illegittimo poiché mancante di una organica  e
  puntuale regolamentazione dell'attività in questione, quale  quella
  della macellazione in loco, vendita e distribuzione, che per la sua
  importanza richiederebbe un maggior controllo igienico-sanitario da
  parte dei medici veterinari dell'ASP competente, la cui attività  a
  sua  volta  andrebbe  retribuita sulla  base  del  numero  di  capi
  macellati,  nonché di un maggior controllo nella  circolazione  del
  prodotto finito nella provincia e nelle province limitrofe,

                   impegna il Governo della Regione
     e per esso l'Assessore per le risorse agricole ed alimentari

   ad adeguarsi alle disposizioni di cui al regolamento attuativo del
  titolo   II  della  legge  regionale  16  dicembre  2008,  n.   19,
  riguardante  la  rimodulazione  degli  assetti  organizzativi   dei
  dipartimenti  regionali  di  cui al decreto  del  Presidente  della
  Regione 5 dicembre 2009, n. 12, e venga pertanto modificato  l'art.
  9  del  D.A. delle risorse agricole dell' 8 agosto 2013, pubblicato
  in  GURS  parte  prima  n.  40  del  30  agosto  2013,  riguardante
  'disposizioni  in  materia  di  agriturismo'  e  che  venga  quindi
  opportunamente  regolata  la  materia  con  la  partecipazione  del
  competente  Servizio  4  del  Dipartimento  Attività  Sanitarie  ed
  Osservatorio Epidemiologico presso l'Assessorato Salute». (193)

   FOTI - ZAFARANA - CIANCIO - PALMERI - ZITO - CAPPELLO - CANCELLERI
         - CIACCIO - LA ROCCA - TRIZZINO - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA -
                                                              FERRERI

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO   che   Acque  Potabili  Siciliane  (APS),   la   società
  aggiudicataria  nel  2007 della gara indetta per  la  gestione  del
  servizio  idrico  integrato nell'Ambito  Territoriale  Ottimale  di
  Palermo che si occupa della gestione e dell'erogazione del servizio
  idrico  integrato  in 52 Comuni della provincia di  Palermo,  è  in
  stato di pre-fallimento;

   CONSIDERATO che:

   il Tribunale di Palermo, con decreto depositato in data 8 febbraio
  2012, ha ammesso Acque Potabili Siciliane S.p.A. alla procedura  di
  amministrazione  straordinaria disponendo  che  la  gestione  fosse
  affidata  al commissario giudiziale avv. Antonio Casilli fino  alla
  nomina del commissario straordinario, nomina che il Ministero delle
  Attività   Produttive,  con  decreto  del  10  febbraio  2012,   ha
  confermato   nella   persona  dell'avv.   Antonio   Casilli   quale
  commissario straordinario;

   allo stesso è stata affidata la gestione della società, allo scopo
  di  garantire  la  continuità della gestione  del  servizio  idrico
  integrato nella provincia di Palermo, la salvaguardia occupazionale
  e  la  ricerca  di  una  seria e concreta prospettiva  di  recupero
  dell'equilibrio economico dell'attività imprenditoriale;

   l'amministrazione  straordinaria ha ridotto  considerevolmente  le
  perdite  ma  non ha risolto gli squilibri di bilancio provocati  da
  reti  vetuste,  costo  dell'acqua  all'ingrosso  esagerato  e   una
  propensione da parte degli utenti all'approvvigionamento 'fantasma'
  e all'insolvenza con minori entrate da parte della società;

   inoltre,  il  piano  d'ambito  si  è  rivelato  poco  attendibile,
  specialmente  nella  parte dell'entrate, in  quanto  prevedeva  una
  continua crescita dei volumi venduti che in realtà non solo  non  è
  avvenuta ma oggi si è contratta,

                   impegna il Governo della Regione
     e per esso l'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica
                                utilità

   a predisporre per l'ATO 1 PALERMO le seguenti azioni:

   1)  mantenimento di un unico gestore che massimizzi le economie di
  scala e minimizzi i costi;

   2)   realizzazione  di  un  unico  ATO  idrico  che  favorisca  la
  solidarietà tra Comuni ricchi e Comuni più poveri sia in termini di
  risorsa idrica che di risorse finanziarie;

   3) revisione del piano d'ambito che verifichi i reali investimenti
  necessari;

   4) revisione della crescita dei consumi d'acqua nell'ambito;

   5)   revisione   del   contratto   di   somministrazione   d'acqua
  all'ingrosso sottoscritto con Siciliacque SpA;

   6)  adozione  di un piano straordinario su depurazione  e  qualità
  delle acque da stralciare dal piano d'ambito e da finanziare con la
  fiscalità generale;

   7) previsione della revisione e riduzione drastica dei costi della
  Segreteria tecnica dell'ATO 1 Palermo;

   a chiedere, inoltre, al fine di scongiurare il caos nella gestione
  del  SII  e scongiurare problematiche di ordine igienico-sanitario,
  in provincia di Palermo, di garantire la continuità del servizio  e
  di salvaguardare il patrimonio tecnico e umano di APS:

   1)  la  sospensione  del procedimento di fallimento  di  APS  fino
  all'approvazione del testo di legge sul SII attualmente in  via  di
  definizione nella IV Commissione legislativa permanente  di  questa
  Assemblea regionale;

   2)   l'acquisizione   di   APS  a  patrimonio   regionale   e   la
  trasformazione della stessa in ente di diritto pubblico;

   3)  la salvaguardia dei livelli occupazionali e le professionalità
  tecniche acquisite;

   4) la rinegoziazione delle tariffe dell'acqua all'ingrosso». (194)

    PALMERI - MANGIACAVALLO -CANCELLERI- CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO
       - FERRERI - FOTI - LA ROCCA - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
                                                      ZAFARANA - ZITO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   la  'blue  tongue', conosciuta anche come febbre  catarrale  degli
  ovini,  è  una  malattia  infettiva degli ovini  che  si  trasmette
  attraverso le punture di moscerini ematofagi del genere Cullicoides
  e   può  provocare  la  morte  dei  piccoli  ruminanti  ma  non   è
  trasmissibile all'uomo;

   il 3 settembre 2013 il centro di referenza nazionale per la febbre
  catarrale  degli  ovini  ha  accertato  in  Sicilia  la  positività
  sierologica  nei  confronti del virus BT  sierotipo  1,  lo  stesso
  sierotipo coinvolto negli ultimi focolai in Sardegna;

   dalla  data  di  conferma  del primo focolaio  è  stata  convocata
  l'unità  di  crisi regionale al fine di concordare le strategie  di
  lotta  più  efficaci per il controllo della malattia caratterizzata
  da  alta  capacità di diffusione del patogeno nei soggetti presenti
  in allevamento;

   l'area considerata a rischio si estende tra le province di Palermo
  e  Trapani  attorno alle quali è stata già istituita  una  zona  di
  protezione  all'interno  della  quale  è  vietata  ogni   tipo   di
  movimentazione da vita del bestiame recettivo;

   CONSIDERATO che:

   la diffusione della malattia è legata al ciclo
   biologico  degli insetti vettori che, sfruttando  il  vento  e  le
  correnti, possono coprire grosse distanze in poco tempo;

   l'attività  degli insetti vettori diminuisce quando la temperatura
  scende  al di sotto dei 12  C, ma per una drastica riduzione  della
  popolazione è necessario che la temperatura scenda sotto 0  C

   le  condizioni  climatiche della Sicilia  rendono  particolarmente
  lungo  il periodo stagionale in cui la malattia può diffondersi,  e
  quindi c'è il rischio
   che  prima che si raggiunga la temperatura critica per il  vettore
  biologico, la malattia si diffonda lungo la costa tirrenica;

   potrebbero  contrarre l'infezione e venire a  morte  circa  10.000
  capi  negli allevamenti presenti nelle province di Trapani, Palermo
  e Messina, per i quali non è previsto alcun indennizzo;

   il blocco delle movimentazioni potrebbe incidere negativamente sul
  reddito degli allevatori di ovi-caprini e bovini,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  intraprendere tutte le iniziative necessarie per  fronteggiare
  con  immediatezza  un  problema che intacca  gravemente  l'economia
  delle  aziende zootecniche siciliane, già compromessa  dalla  crisi
  che  colpisce  la  nostra  Regione, e  predisporre  gli  interventi
  preventivi necessari per contrastare la diffusione della malattia;

   a   stanziare   le  risorse  finanziarie  adeguate   a   sostenere
  economicamente le aziende danneggiate dal contagio del virus  della
  'blue  tongue' e dalle misure adottate per contrastare  l'epidemia,
  accordando  un contributo per il mancato reddito e per l'indennizzo
  dei capi morti». (195)

                       RUGGIRELLO - SAMMARTINO - SUDANO - CASCIO S. -
                                    LEANZA - LENTINI - NICOTRA - ODDO