Presidenza del vicepresidente Venturino
LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo: gli onorevoli Musumeci,
Tamajo e Vullo per oggi; l'onorevole Lo Giudice per i giorni 15 e
16 ottobre 2013, Raia per cinque giorni a decorrere dal 15 ottobre
2013;
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che:
- l'onorevole Ferrandelli è autorizzato a recarsi in missione il
23 ottobre 2013:
- gli onorevoli Musumeci e Figuccia sono autorizzati a recarsi in
missione a Bruxelles, per motivi istituzionali, il 16 e 17 ottobre
2013.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'Istruzione e la Formazione
professionale:
N. 271 - Chiarimenti in merito al funzionamento degli ERSU e alla
mancata assegnazione delle figure di direttore nelle sedi di
Palermo, Catania e Messina.
Firmatario: Cracolici Antonello
N. 455 - Iniziative per l'accorpamento in un unico istituto dei
due licei artistici presenti nella città di Catania e per la
razionalizzazione della rete scolastica.
Firmatario: Vullo Gianfranco
N. 643 - Notizie in merito ai paventati licenziamenti nel settore
della formazione professionale.
Firmatari: Alloro Mario; Panepinto Giovanni (Nella seduta n. 34
del 17 aprile 2013 l'Assemblea ha preso atto della richiesta
dell'on. Panepinto di apporre la firma all'atto ispettivo. Con nota
prot. n. 28109 del 5 giugno 2013, il Presidente della Regione ha
delegato l'Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale).
- da parte dell'Assessore per la Salute:
N. 664 - Verifiche ispettive presso l'ASP di Trapani in relazione
alle procedure di aggiudicazione del servizio di supporto
logistico.
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Abrogazione articoli 1, 2, 3 e 4 della legge regionale 5 Giugno
1989, n. 12. (n. 573)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Foti,
Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, La Rocca,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana e
Zito in data 8 ottobre 2013.
- Modifiche alla normativa sulle aree protette. (n. 574)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 9 ottobre 2013.
- Norme in materia di semplificazione amministrativa, modifiche
alla legge regionale 5 aprile 2011 n. 5. (n. 575)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Malafarina,
Di Giacinto, Di Pasquale, Coltraro e Oddo in data 9 ottobre 2013.
- Modifiche alla L.R. Sicilia 10 agosto 2012 n. 47. Istituzione
dell'Autorità Garante per l'infanzia e l'adolescenza e
dell'Autorità Garante della persona con disabilità. In particolare
al CAPO I Istituzione dell'Autorità Garante per l'Infanzia e
l'Adolescenza (artt. 1-5). (n. 576)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Venturino in
data 9 ottobre 2013.
- Disciplina della figura del massofisioterapista. (n. 577)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Barbagallo in
data 9 ottobre 2013.
- Norme per promuovere l'educazione alimentare, la valorizzazione
delle produzioni agroalimentari biologiche, tradizionali e tipiche
locali e per la qualificazione dei servizi di ristorazione
collettiva. (n. 578)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Rinaldi in
data 9 ottobre 2013.
- Istituzione in Sicilia dei cimiteri per animali d'affezione. (n.
580)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Pogliese,
Assenza, Falcone, Vinciullo, Milazzo e Alongi in data 9 ottobre
2013.
- Istituzione della commissione temporanea per la verifica della
vulnerabilità sismica degli edifici pubblici. (n. 581)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Pogliese,
Assenza, Falcone, Vinciullo, Milazzo e Alongi in data 9 ottobre
2013.
- Incentivi alla residenzialità dei giovani laureati siciliani.
(n. 582)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Pogliese,
Assenza, Falcone, Vinciullo, Milazzo e Alongi in data 9 ottobre
2013.
- Norme sull'ordinamento degli Enti Locali. Indennità e gettoni di
presenza dei Consiglieri Comunali e circoscrizionali, componenti
degli organi assembleari delle unioni dei Comuni e componenti degli
organi assembleari dei consorzi tra Enti Locali. Oneri per permessi
retribuiti di consiglieri di Enti Locali. Eleggibilità dei
Consiglieri Comunali. Soppressione delle Commissioni consiliari
permanenti. (n. 583)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Fazio in data
11 ottobre 2013.
- Agevolazione nella locazione abitativa per le famiglie con basso
reddito nella Regione. (n. 584)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Gianni
Giuseppe in data 11 ottobre 2013.
- Istituzione delle Biobanche di Ricerca in Sicilia. (n. 585)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Oddo, Di
Giacinto, Coltraro, Dipasquale, Malafarina, Dina, Lo Giudice e
Fontana in data 11 ottobre 2013.
Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegno di
legge
alla competente Commissione
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
presentato ed inviato alla Commissione:
BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)
- Disposizioni finanziarie urgenti e variazioni al bilancio della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2013. Riordino
dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia. (n. 579)
di iniziativa governativa, presentato il 9 ottobre 2013, inviato
il 10 ottobre 2013.
parere I, III, IV, V e VI.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Disposizioni in materia di acquisizione dei dati inerenti l'uso
di sostanze stupefacenti e/o psicotrope da parte dei parlamentari
eletti all'Assemblea regionale siciliana. (n. 559)
di iniziativa parlamentare, inviato l'8 ottobre 2013.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Modifiche ed integrazioni all'articolo 55 della legge
regionale 6 aprile 1996, n. 16: Riordino della legislazione in
materia forestale e tutela della vegetazione . (n. 558)
di iniziativa parlamentare, inviato l'8 ottobre 2013.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Norme regolamentatrici delle modalità gestionali, organizzative
e di funzionamento dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della
Sicilia A. Mirri . (n. 567)
di iniziativa parlamentare, inviato l'8 ottobre 2013.
Comunicazione di ritiro di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Anthony Emanuele Barbagallo,
con nota prot. n. 11041/SG.LEG.PG. del 9 ottobre 2013, ha ritirato
il disegno di legge n. 560 Disciplina della figura del
massofisioterapista presentato in data 30 settembre 2013.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico la richiesta di parere pervenuta ed assegnata
alla Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere. (n.
23/I).
pervenuto in data 9 ottobre 2013, inviato in data 11 ottobre 2013.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Ambiente e
territorio' (IV), nella seduta n. 71 dell'8 ottobre 2013, ha
approvato la risoluzione: Misure urgenti da adottare avverso i
distacchi delle utenze idriche in provincia di Agrigento ad opera
del gestore Girgenti Acque S.p.A' (6/IV).
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LANTIERI, segretario: (i testi delle interrogazioni sono
riportati in allegato)
N. 1310 - Chiarimenti circa la corretta manutenzione straordinaria
dell'area di S. Sebastianello (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1311 - Notizie su un decreto ingiuntivo della Provincia
regionale di Siracusa circa mancati trasferimenti finanziari della
Regione.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1312 - Armonizzazione degli adempimenti amministrativi in
ordine alla verifica preventiva dell'interesse archeologico.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1316 - Chiarimenti circa i criteri utilizzati per la
concessione di contributi per manifestazioni turistiche.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Falcone Marco
N. 1325 - Chiarimenti circa l'assegnazione in Sicilia dei posti di
servizio civile nazionale.
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio
N. 1326 - Opportune iniziative allo scopo di garantire le adeguate
figure professionali agli uffici del Servizio prevenzione e
sicurezze negli ambienti di lavoro in seno alle ASP.
- Assessore Salute
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio.
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione: (i testi delle
interrogazioni sono riportati in allegato)
N. 1315 - Azioni finalizzate a una tempestiva erogazione dei
finanziamenti alle scuole siciliane.
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Cirone Maria in Di Marco; Maggio Maria Leonarda;
Milazzo Antonella Maria; Panarello Filippo
N. 1319 - Notizie in merito all'organizzazione della rete post-
acuzie nella provincia di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Gianni Giuseppe
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo e alle competenti Commissioni.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
LANTIERI, segretario: (i testi delle interrogazioni sono
riportati in allegato)
N. 1308 - Interventi urgenti a seguito della sospensione delle
attività del mercato ittico di Porticello in territorio di Santa
Flavia (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
N. 1309 - Chiarimenti su modifiche al funzionigramma societario da
parte del Collegio dei sindaci della società partecipata Parco
scientifico e tecnologico della Sicilia (PSTS).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Foti Angela; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Miccichè Gianluca Antonello;
Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi
Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 1313 - Chiarimenti riguardo la mancata istituzione della zona
franca urbana (ZFU) di Partinico (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi
Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 1314 - Iniziative da assumere presso il Governo nazionale per
una revisione dei tempi di affidamento dei lavori sulle strutture
scolastiche.
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1318 - Iniziative per mettere a bando progetti di
implementazione dei servizi assistenziali proposti dalle II.PP.A.B
siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Foti Angela; Ferreri Vanessa; Zito Stefano; Ciancio
Gianina; Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; La Rocca Claudia; Trizzino Giampiero; Mangiacavallo
Matteo; Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina; Tancredi Sergio;
Palmeri Valentina
N. 1320 - Precisazioni in merito alla gestione dell'appalto
pubblico per il servizio di raccolta rifiuti nel comune di Floridia
(SR).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1321 - Verifica in ordine al liquame fuoriuscito da alcune
tubazioni nel vallone Monachella sito a Priolo Gargallo (SR).
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1322 - Azioni a salvaguardia del personale in servizio al 31
dicembre 2012 presso gli ATO rifiuti della Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Lo Sciuto Giovanni; Greco Giovanni; Figuccia Vincenzo;
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Federico Giuseppe
N. 1323 - Provvedimenti da assumere per assicurare la continuità
operativa degli sportelli multifunzionali e i relativi livelli
occupazionali.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Lo Sciuto Giovanni; Greco Giovanni; Figuccia Vincenzo;
Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Fiorenza Dino;
Federico Giuseppe
N. 1324 - Chiarimenti circa la dismissione del pacchetto azionario
detenuto dalla Regione nella Mediterranea Holding s.p.a.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Fazio Girolamo
N. 1327 - Notizie sui controlli ambientali nell'area di Gela (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano.
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interpellanze presentate.
LANTIERI, segretario: (i testi delle interpellanze sono
riportati in allegato)
N. 105 - Notizie sulla mancata impugnazione, avanti la Corte
Costituzionale, della legislazione nazionale di riordino della
geografia giudiziaria in Italia.
- Presidente Regione
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi;
Currenti Carmelo
N. 106 - Interventi per il ripristino del servizio medico di
emergenza-urgenza nel comune di Menfi (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Cascio Salvatore
N. 107 - Iniziative per l'incentivazione della cotonicoltura in
Sicilia, con particolare riferimento al cotone raccolto nella piana
di Gela.
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 108 - Modifica dell'accordo ANCI-CONAI circa la produzione di
imballaggi.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo;
Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
N. 109 - Istituzione delle zone a burocrazia zero in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatari: Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo;
Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 110 - Chiarimenti circa la prosecuzione dei servizi erogati
dalla società 'Sicilia e-servizi Venture' e salvaguardia dei
relativi livelli occupazionali.
- Presidente Regione
Firmatario: Figuccia Vincenzo.
PRESIDENTE. Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno
annunzio senza che il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le
interpellanze si intendono accettate e saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate.
LANTIERI, segretario: (i testi delle interpellanze sono
riportati in allegato)
- numero 189 Iniziative urgenti a livello nazionale e comunitario
per rispondere all'emergenza umanitaria legata ai flussi migratori
nel Mediterraneo , degli onorevoli Sammartino Luca; Di Giacinto
Giovanni; Picciolo Giuseppe; Cascio Salvatore; Coltraro
Giambattista; Dipasquale Emanuele; Forzese Marco Lucio; Greco
Marcello; Leanza Nicola; Lentini Salvatore; Lo Giudice Salvatore;
Malafarina Antonio; Nicotra Raffaele Giuseppe; Oddo Salvatore;
Ruggirello Paolo; Savona Riccardo; Sudano Carmela Valeria Maria;
Tamajo Edmondo, presentata il 4 ottobre 2013;
- numero 190 Iniziative urgenti finalizzate alla realizzazione di
interventi di miglioramento dei livelli di apprendimento della
popolazione scolastica siciliana , degli onorevoli Zafarana
Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Trizzino Giampiero;
Mangiacavallo Matteo; Zito Stefano; Ciaccio Giorgio; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti Angela; Ferreri
Vanessa; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Cappello Francesco,
presentata il 7 ottobre 2013;
- numero 191 Chiarimenti urgenti in ordine alla messa in
liquidazione della Società 'Sicilia e-servizi s.p.a.' e sul
programma di informatizzazione della Regione siciliana , degli
onorevoli Cordaro Salvatore; Clemente Roberto Saverio; Lantieri
Annunziata Luisa; Grasso Bernadette Felice, presentata il 9 ottobre
2013;
- numero 192 Iniziative per contrastare la riduzione dei posti
letto per acuti nel servizio sanitario regionale , degli onorevoli
Digiacomo Giuseppe; Marziano Bruno; Raia Concetta; Arancio Giuseppe
Concetto, presentata il 9 ottobre 2013;
- numero 193 Modifica dell'art. 9 del decreto assessoriale dell'8
agosto 2013, in materia di agriturismo , degli onorevoli Foti
Angela; Zafarana Valentina; Ciancio Gianina; Palmeri Valentina;
Zito Stefano; Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;
Ciaccio Giorgio; La Rocca Claudia; Trizzino Giampiero;
Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio;
Ferreri Vanessa, presentata il 10 ottobre 2013;
- numero 194 Iniziative urgenti per scongiurare gravi disfunzioni
nel servizio idrico integrato e l'eventuale conseguente emergenza
igienico-sanitaria nella provincia di Palermo , degli onorevoli
Palmeri Valentina; Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito
Stefano, presentata il 10 ottobre 2013;
- numero 195 Interventi atti a contrastare la diffusione dei
focolai di 'blue tongue' e a sostenere economicamente le aziende
danneggiate dal contagio della malattia , degli onorevoli
Ruggirello Paolo; Sammartino Luca; Sudano Carmela Valeria Maria;
Cascio Salvatore; Leanza Nicola; Lentini Salvatore; Nicotra
Raffaele Giuseppe; Oddo Salvatore, presentata l'11 ottobre 2013.
PRESIDENTE. Avverto che le mozioni testé annunziate saranno
demandate, a norma dell'art. 153 del Regolamento interno, alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per la
determinazione della relativa data di discussione.
Comunicazione di ritiro di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta via email il 14
ottobre 2013 e protocollata al n. 11253/AULAPG del 15 ottobre
successivo, l'onorevole Marcello Greco ha ritirato l'interrogazione
n. 1317, in quanto di identico contenuto alla n. 1290, a firma
dello stesso deputato.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa alla I Commissione legislativa
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, alle ore 12.00 di lunedì 14
ottobre u.s. è scaduto il termine, più volte prorogato da questa
Presidenza, perché i Presidenti di Gruppo parlamentare richiesti
provvedessero alle designazioni sostitutive dei componenti
dimissionari della I Commissione legislativa permanente Affari
Istituzionali .
Poiché tale termine è decorso, ancora una volta, infruttuosamente
e poiché la Commissione in questione risulta a tutt'oggi priva del
suo quorum strutturale (almeno la metà più uno dei suoi
componenti), la stessa non può dirsi giuridicamente esistente e,
pertanto, occorre procedere alla rimozione di tale perdurante
situazione di stallo istituzionale.
Ragion per cui, così come pacificamente emerso ed acclarato in
sede di Commissione per il Regolamento, da ultimo svoltasi,
sussistono i requisiti regolamentari per l'avvio delle procedure di
cui all'art. 38, comma 1, del Regolamento interno dell'Assemblea
regionale siciliana, tese al rinnovo integrale della suddetta
Commissione.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, abbiamo ricevuto un fax dall'ufficio
dell'assessore per le attività produttive, dottoressa Vancheri, che
informa che l'assessore sta per arrivare. Considerato che abbiamo
all'ordine del giorno alcune mozioni, credo sia necessaria la sua
presenza in Aula per trattarle.
Sospendo, quindi, la seduta per consentire al rappresentante del
Governo di giungere in Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 17.06, è ripresa alle ore 17.31)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avevamo sospeso l'Aula aspettando
l'arrivo dell'assessore Vancheri che, come vedete, non è ancora
arrivata. Abbiamo provato a contattarla, ma non ho notizie, per cui
non trovo giusto tenervi qui in Aula ad aspettare l'arrivo
dell'assessore, che non sappiamo se arriverà o meno.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
PALMERI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche se non è un
punto all'ordine del giorno vorrei segnalare a questa Assemblea una
situazione urgente afferente il servizio idrico della provincia di
Palermo, per la quale venerdì abbiamo presentato una mozione e un
ordine del giorno al Presidente Ardizzone, che lo ha esaminato e ci
ha fornito una ricevuta.
Questa mozione e questo ordine del giorno vorrebbero portare
l'attenzione sulla situazione di APS (Acque Potabili Siciliane) che
gestisce e si occupa del servizio idrico di 52 comuni siciliani.
Domani ci sarà un incontro con diversi sindaci, APS, il
commissario liquidatore, il commissario della provincia, i
sindacati, si discuterà e probabilmente c'è il rischio di un
fallimento, visto che APS si trova in pre-fallimento.
Per scongiurare una situazione di deficit idrico, di carenze anche
igienico-sanitarie, visto che si gestiscono i depuratori e varie
altre infrastrutture, abbiamo chiesto, fra le altre cose, in
questo ordine del giorno di potere sospendere tutte le procedure
fallimentari visto che in commissione di merito stiamo discutendo
la nuova legge sul servizio idrico, quindi stiamo per evitare
disservizi in tutta la provincia per ben 52 comuni. Abbiamo chiesto
una sospensione di queste procedure.
PRESIDENTE. Onorevole Palmeri, la ringrazio per avere portato a
conoscenza dell'intera Assemblea questo problema. E' chiaro che
personalmente mi farò portavoce di questo suo messaggio nei
confronti dell'assessore Marino che credo sia l'assessore preposto
per cercare di trovare una soluzione al problema da lei presentato
in Aula.
D'ASERO. Chiedo di parlare a norma dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il gruppo
parlamentare PDL che ho l'onore di rappresentare ha manifestato con
grande amarezza uno stato di disagio per il mancato rispetto
istituzionale che in questa Aula viene pervicacemente portato
avanti dal Governo con la continua assenza sia del presidente sia
degli assessori. E' un fatto grave sull'impegno assunto dal
Presidente Crocetta di venire a riferire in Aula e quindi a questo
Parlamento, al di là delle posizioni dei singoli e del rispetto
della persona, e quindi di un rispetto diretto alla persona, e
ritengo che ci sia un rispetto istituzionale che bisogna invocare.
Su questo argomento ritengo che da parte di tutti ci sia una
sottovalutazione del problema, perché non è possibile che davanti
all'impegno solenne assunto in Conferenza dei capigruppo, il
Presidente Crocetta abbia chiesto di poter riferire all'Aula sullo
stato di crisi del suo stesso Governo e sulla crisi della
maggioranza in frantumi, il giorno 3 di ottobre, e non essendo egli
disponibile per tale data ci chiese di spostare di una settimana,
dal 3 al 10 di ottobre, questo momento di incontro, e la
sensibilità di ognuno di noi ci ha resi disponibili ad accogliere
immediatamente tale richiesta.
E dunque, oggi, è veramente un fatto grave che non ci sia alcuna
risposta.
Il Presidente Ardizzone, in un incontro informale con i
capigruppo, ha detto di avere ricevuto una telefonata che gli
chiedeva di spostare tale incontro.
Io ritengo che anche in questo senso la Presidenza dell'Assemblea
- quindi, anche lei, signor Presidente - deve attivarsi per una
iniziativa che tenda a salvaguardare quel rispetto che l'Aula
merita. Non è possibile assistere in maniera quasi rassegnata,
impunemente, a questo stato di cose; non è possibile assistere e
per giunta avere il dito puntato contro da parte di illustri
soggetti esterni a questa Assemblea, come se l'Assemblea non
compiesse il proprio dovere
Io ritengo che sia giunto il momento di essere più decisi, di
prendere in maniera seria ogni iniziativa utile a determinare un
giusto rapporto di rispetto istituzionale fra il Governo e
l'Assemblea regionale siciliana; cosa che oggi, di fatto, non
esiste. Anzi, questo tipo di rapporto trova una forte
mortificazione nel constatare questa costante assenza che diventa
un fatto di mancato rispetto.
A questa assenza si aggiunge il grande vuoto operativo del
Governo.
Non è possibile ancora pensare che si possa liquidare con un
comunicato stampa del Presidente della Regione che, probabilmente,
sono venuti a cessare i motivi di contrasto tra il Governatore e il
PD come se ciò appartenesse ad una partita da giocare in casa
nostra, tra virgolette, una partita da giocare in Parlamento e
quindi su questo va fatta chiarezza in maniera seria, atteso che in
atto il Governo non c'è ma i problemi ci sono. Esistono i problemi
gravi che tutti conosciamo: il lavoro, la burocrazia, il credito,
la programmazione 2014/2020 ancora da definire.
Tutta una serie di motivi che devono spingerci ad ogni iniziativa
utile per evitare che si determini una grande conflittualità, pure
istituzionale.
VINCIULLO. Chiedo di parlare a norma dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che la
Presidenza, nella gestione collegiale del Presidente e dei due
vicepresidenti - non voglio assolutamente addebitare a lei l'intera
responsabilità - abbia delle responsabilità gravissime nella
gestione di quest'Aula nell'ultimo mese.
Da quando siamo tornati dalle ferie in quest'Aula si è fatto poco,
non siamo riusciti a dare risposte concrete ai siciliani. Non
possiamo continuare così perché il discredito totale ricade su
questa Assemblea. Non possiamo continuare a dare l'impressione di
riunirci per poi non fare nulla e tornarcene a casa. Io torno a
casa mortificato perché, guardando i miei figli, do loro la
certezza che sono venuto qui per non fare nulla E così non si può
più continuare.
Signor Presidente, non è più una questione politica, ormai è una
questione morale
Da giorni vado sostenendo che dobbiamo evitare di fare una mozione
di sfiducia.
Dobbiamo cercare invece di portare a compimento alcuni impegni
precisi, che sono quelli di impegnare totalmente i fondi che la
Comunità europea ci ha affidato, in modo da riuscire a portare a
casa gli 800 milioni di euro per l'edilizia sanitaria, di
predisporre la programmazione 2014/2020 per poi decidere se
andarcene a casa o continuare questa esperienza parlamentare.
Ma che significato avrebbe dare fiducia a un Governo che non si
presenta in Aula? Che significato avrebbe sforzarsi di sfidare la
pubblica opinione, come ho fatto io, per l'idea che la Sicilia
viene prima dei nostri destini politici se poi veniamo in
quest'Aula e il Governo non si presenta?
Signor Presidente, le chiedo di verificare col Segretario generale
se è possibile stasera dare vita a una mozione di censura nei
confronti del Governo, perché non è possibile che su dodici
assessori non si presenti nessuno Non è possibile che con
centinaia di interrogazioni, di mozioni e di ordini del giorno, noi
non si possa operare
In maniera provocatoria, signor Presidente, la invito a mettere in
discussione stasera un ordine del giorno che io ed alcuni
parlamentari del Movimento Cinque Stelle abbiamo presentato a
proposito degli insegnanti di sostegno e dei ragazzi diversamente
abili che in Sicilia, tutti i giorni, vedono scippati i propri
insegnanti di sostegno da un Governo nazionale che pensa che
privando i nostri figli diversamente abili degli insegnanti di
sostegno si possano risolvere i problemi del bilancio dello Stato.
E questo in attesa dell'arrivo del Governo, in attesa che si possa
discutere sulla vicenda legata all'ente Porto di Messina, che mi
pare di capire spinge l'assessore troppo spesso ad assentarsi
Non giustifichi l'assenza, signor Presidente; l'altra sera eravamo
in Aula, eravamo nelle condizioni di poter discutere questa mozione
e di votarla.
In attesa della presenza del Governo, io la invito dunque a
mettere in discussione tutti gli ordini del giorno depositati e, in
particolar modo, questo che riguarda una cosa importantissima,
riguarda il futuro dei bambini e delle bambine siciliane
diversamente abili che sono stati privati, anche per questo anno
scolastico, del proprio insegnante di sostegno.
Sarebbe un modo per occuparci di una cosa importante, sarebbe un
modo di occuparci di una cosa seria. E, fra le altre cose, proprio
perché manca il Governo siamo nelle condizioni di poter operare.
Presidente, non mi dica, dopo avere consultato gli uffici di
questa Assemblea, che non è possibile farlo perché tra il fare
nulla e andarcene a casa rubando, anche stasera, lo stipendio
invece di produrre qualcosa nell'interesse della Sicilia, credo che
questa sia la strada migliore, la strada maestra che dobbiamo
seguire In questi giorni, tanti solòni si alzano e prendono a
schiaffi da ogni parte questo Parlamento A questi solòni dico e
consiglio di guardare come e perché questa Assemblea non riesce a
produrre, e prima di prendere a randellate quelli fuori casa, di
guardare a casa propria se quelli che li rappresentano sono nelle
condizioni di mettere questo Parlamento nelle condizioni di
operare.
Questo facile moralismo rivolto sempre nei confronti degli altri;
questo facile moralismo che ci spinge a giudicare sempre gli altri;
questo facile moralismo che ci spinge a vedere la pagliuzza negli
occhi degli altri e a non vedere la trave che acceca i nostri
occhi, credo sia una cosa, cari colleghi, che non dobbiamo più
permettere a nessuno. Per questi motivi, signor Presidente, a
prescindere dalla presenza del Governo, stasera la invito ad andare
avanti e a mettere in discussione, per una eventuale approvazione,
tutti gli ordini del giorno già presentati.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vinciullo, per il suo intervento.
Io ho apprezzato una buona parte del suo intervento, ma non la
prima parte quando lei sostiene che questa Presidenza nell'ultimo
mese ha lavorato male. Noi abbiamo provato in tutti i modi, tant'è
vero che, convocando l'Aula, abbiamo cercato di mantenere la
dignità di questo Parlamento.
Se poi il Governo non si è presentato per le diverse ragioni, che
di volta in volta sono state qui spiegate, questo, mi lasci dire,
non è colpa della Presidenza.
Noi abbiamo più volte sollecitato il Governo ad essere presente in
Aula, non ultimo la settimana scorsa dopo l'intervento
dell'onorevole Grasso. Io stesso ho fatto pervenire una lettera al
presidente Crocetta. E' chiaro che noi possiamo essere responsabili
per i nostri atteggiamenti, non possiamo essere responsabili per
gli atteggiamenti del Governo. Per cui, condivido gran parte del
suo intervento, nel senso che è vero che questo Parlamento
nell'ultimo mese è stato in qualche modo delegittimato nelle sue
funzioni, ma non condivido l'attribuzione di queste colpe alla
Presidenza di questa Assemblea.
CORDARO. Chiedo di parlare a norma dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo vivendo una
situazione che non credo abbia precedenti. Chi ha parlato prima di
me, i colleghi che mi hanno preceduto, hanno già rassegnato a lei,
signor Presidente e all'Aula, il disagio di chi, come me, continua
a credere in questa Istituzione nonostante questo Governo.
Lo dico con estrema consapevolezza perché, Presidente Venturino,
lei oggi svolge questo ruolo.
E' assolutamente inconcepibile che il Presidente della Regione,
dopo che una Conferenza dei capigruppo alla sua presenza, ha
stabilito un dibattito d'Aula, mandi una lettera dicendo che,
siccome probabilmente ha risolto i suoi dissidi col partito che,
non si capisce, se di riferimento o cosa, allora, qualora ci
dovesse essere un dibattito, questo è rinviato sine die.
Ma, a questo punto, il vulnus non lo crea il Presidente della
Regione, a questo punto il vulnus, se c'è, lo crea la Presidenza
dell'Assemblea in quanto la Presidenza dell'Assemblea non può
permettere un atteggiamento e una condotta di questo genere,
Presidente Venturino.
Pertanto, siccome io conosco il senso delle istituzioni e di
questo Ufficio di Presidenza, vi prego, vi invito caldamente, e
questo è il primo punto del mio intervento, a volere ripristinare
le regole democratiche e il senso delle istituzioni che ancora
qualcuno qui ritiene, in quest'Aula, nonostante la decadenza di
questi tempi, di poter continuare a tutelare.
Secondo punto. Dalla ripresa dei lavori questo Parlamento ha
esitato un solo disegno di legge di iniziativa parlamentare e
basta. Dal mese di luglio attendiamo le variazioni di bilancio,
condizione necessaria e credo non sufficiente per iniziare a
parlare di quelle risposte che i siciliani attendono.
Altro che abolizione delle province. Altro che spot trasformati in
flop.
Dobbiamo cominciare a parlare di temi che riguardino lo sviluppo e
il lavoro.
Ebbene, oggi il Governo non ha ascoltato neanche l'invito del
presidente degli industriali.
Mi pare che oggi fosse invitato l'assessore Vancheri. Mi pare che
l'assessore Vancheri rappresenti un certo mondo, o ricordo male? E
allora, siccome mi capita di confondermi perchè in questo
sdoppiamento di personalità c'è qualcuno in questo momento in
Sicilia che pensa di potere fare maggioranza e opposizione, Governo
e opposizione allo stesso tempo, io credo sia arrivato il momento
di decidere quello che vogliamo fare.
Presidente Venturino, io credo che il dibattito in Aula col
Presidente Crocetta sia assolutamente necessario e imprescindibile,
e chi parla di ribaltone in questi giorni o è ignorante o è in
malafede, perché qui non c'è niente da ribaltare per la semplice
ragione che il Presidente Crocetta in Aula non ha mai avuto una
maggioranza Quindi, cosa dobbiamo ribaltare Né, d'altro canto - e
lo voglio dire con estrema chiarezza - posso farmi dettare l'agenda
politica dagli amici del Movimento Cinque Stelle che, appena
qualche mese addietro, inauguravano il modello Sicilia eleggendo
lei, vicepresidente Venturino a quella carica prestigiosa, e appena
qualche mese addietro hanno votato la legge finanziaria del
Presidente Crocetta. E mi fa specie che nel centro-destra ci sia
qualcuno che voglia farsi dettare l'agenda politica dal Movimento
Cinque Stelle.
Sarebbe più opportuno, a mio avviso, fare un ragionamento interno,
ma è imprescindibile che il Presidente Crocetta venga in Aula e ci
spieghi che cosa vuole fare. Se egli ci dirà che non vuole fare
niente o non verrà addirittura in Aula, non ci resterà che
prenderne atto perché l'atteggiamento di responsabilità, signor
Presidente, onorevoli colleghi, che abbiamo voluto inaugurare è un
atteggiamento di responsabilità che è legato per un verso alla
spesa dei Fondi europei - e a questo proposito, abbiamo una data di
fronte a noi, che è quella del 31 dicembre -, ma d'altro canto,
vorremmo anche avere una interlocuzione per comprendere in concreto
di cosa stiamo parlando.
E allora, la presenza delle gentili rappresentanti del Governo,
che ringrazio, mi impedisce di concludere il mio intervento con un
atteggiamento plateale. Avrei concluso il mio intervento occupando
le poltrone del Governo, ma vedo che sono ben occupate, e quindi a
questo punto con i colleghi Milazzo, Clemente ed altri avremmo
occupato i banchi del Governo per fare in modo che queste sedie non
diventassero da fredde che sono state a gelide, volevamo tenerle un
poco in caldo.
Signor Presidente, garantisca il ripristino delle regole
democratiche.
Il dibattito non è un fatto privato fra il Presidente Crocetta e
il PD. Il dibattito è un fatto istituzionale, stabilito dalla
Conferenza dei capigruppo insieme al Presidente della Regione, e va
svolto nella prima seduta utile.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, è chiaro che il disagio che ha lei
e che ha questa Assemblea lo ha pure questa Presidenza. Però lei sa
anche meglio di me - avendo, tra l'altro, più esperienza del
sottoscritto, perché è qui da un po' più di tempo - che noi abbiamo
provato tutto quello che era possibile fare per invitare il
Governatore ad essere presente nelle sedute d'Aula; purtroppo, devo
dirle che non ci sono degli strumenti giuridici che possano imporre
la presenza del Governo, mentre invece se questa Assemblea avesse
già da tempo approvato la legge statutaria, forse oggi avremmo
potuto avere uno strumento in più per meglio capire, organizzare i
rapporti tra Assemblea e Governo. Pertanto, probabilmente, un
passaggio di questo genere deve essere fatto anche a priori.
Detto questo, condividendo il disagio che lei ha e che l'intera
Assemblea ha, andiamo avanti, visto che è arrivato l'assessore
Vancheri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare a norma dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, più
volte negli interventi che mi hanno preceduto c'è stato spazio per
la critica dell'assenza, soprattutto per quell'assenza di giorno 10
ottobre scorso che, concordata in Conferenza dei capigruppo, doveva
portare qui il Presidente della Regione a parlare della sua
maggioranza, ma soprattutto ad esporre le prospettive di sviluppo a
breve, medio e lungo termine per la nostra Regione, perché era
normale, in questo momento di grande frizione politica all'interno
di quest'Aula, che ci fosse anche un raccordo dal punto di vista
programmatico. Ciò non è avvenuto, non avviene più da parecchio
tempo che ci sia la presenza del Presidente della Regione in Aula.
Chiaramente, spesso vengono rivolti appelli alla Presidenza, quindi
alla sua persona, alla persona dell'onorevole Giovanni Ardizzone,
affinché questo finisca; ma, purtroppo, questa assenza viene
reiterata, viene reiterata più volte e la colpa non è imputabile
all'Ufficio di Presidenza, non è imputabile a nessuno, è imputabile
semplicemente alla persona che in Aula non viene.
Adesso, data questa prolungata assenza, visto che quando si parla
si vuole parlare con qualcuno e guardarlo in faccia, mi sono
permesso di portare una foto ricordo del Presidente Crocetta, in
maniera tale che così riesco anche a capire qual è il senso di
questo Governo regionale e qual è la persona alla quale parlo, alla
quale rivolgo le mie critiche, così lo ricordo anche a voi, ricordo
a tutti voi il viso, il volto, i tratti somatici del nostro
Presidente della Regione. Mi sembra una cosa importante.
Qui stiamo vivendo un momento di grande impasse, gli interventi
che mi hanno preceduto hanno detto tutti un'unica verità: siamo
fermi, siamo fermi come Parlamento, siamo fermi nella possibilità
di dare risposte concrete ai cittadini siciliani
CRACOLICI. Signor Presidente, faccia togliere la fotografia del
Presidente Crocetta.
CANCELLERI propongo, quindi, se i colleghi sono d'accordo, di
mettere la foto direttamente nel posto che gli compete, così tutti
possono vederla.
Questo è un momento che non riusciremo a superare facilmente, e
chiaramente non va bene, non va bene perché purtroppo quest'Aula è
chiamata a fare le leggi per la Sicilia, è chiamata a fare i
provvedimenti che devono farci uscire dalla crisi. Invece la
risposta governativa, che dovrebbe essere quella del timoniere che
comunque, in qualche modo, guida questa nave, è quella di un
Parlamento lasciato a ratificare proroghe, a ratificare leggi che,
spesso, sono state assolutamente non sufficienti. Perché abbiamo
fatto il doppio voto di genere, che nulla ha a che fare con la
ripresa delle nostre aziende e delle nostre imprese; abbiamo fatto
le norme su incompatibilità e incandidabilità; abbiamo fatto
qualche altra legge di proroga dei precari, di proroga di ATO; ma
niente è stato in qualche modo rivolto allo sviluppo economico.
Noi non stiamo aspettando. Questo Parlamento sta cercando di
autodeterminarsi, però veniamo spesso bloccati perché manca il
Governo, perché mancano gli assessori, perché non si possono
discutere le mozioni, perché non si possono incardinare i disegni
di legge.
Ebbene, siamo stanchi, siamo stanchi e chiediamo alla Presidenza
di prendere le dovute posizioni perché il Parlamento possa andare
avanti.
Tanti disegni di legge buoni e di qualità sono ferme nelle
Commissioni. Io chiedo che vengano portati immediatamente in Aula,
con la presenza o meno di questo Governo, perché non ci interessa.
Noi dobbiamo dare risposte ai cittadini e non alla presenza o
all'assenza di qualcuno che, considerato il fatto che non è
presente, devo dedurre che se ne infischia del malessere della
popolazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ne approfitto e
non mi attarderò sull'assenza del presidente Crocetta, come
giustamente i miei colleghi hanno fatto fino a qualche momento fa,
però vorrei utilizzare questo pulpito perché la Presidenza rivolga
un appello all'assessore Valenti e, specificatamente al direttore
Morale e pure alla Ragioneria generale, perché qualche giorno fa il
presidente Crocetta ha incontrato i sindaci dei comuni della
Sicilia, 390 sindaci, a cui ha garantito massimo sostegno, a cui ha
garantito la massima disponibilità e, invece, a distanza di circa
dieci mesi dall'inizio dell'anno, questo Governo regionale non è
riuscito a dare ai comuni siciliani più del 60 per cento, in
termine di trasferimenti finanziari, della prima tranche, del primo
acconto, della prima trimestralità del 2012. Questa cifra equivale
all'8,6 per cento rispetto ai finanziamenti che la legge
finanziaria regionale del 2013 prevede per i Comuni dell'Isola. E'
un dato allarmante.
Oggi i Comuni non sono più nelle condizioni di pagare gli stipendi
e, non soltanto gli stipendi ai dipendenti, ma di non pagare più i
fornitori, i servizi, di non garantire più i servizi essenziali.
Allora, in maniera sommessa devo fare un richiamo, ma nel contempo
faccio una constatazione.
Vedo due assessori, due giovani assessori, belle anche,
attenzione, così come le vediamo nelle foto e ormai sono solite
apparire su facebook in foto in compagnia, sorridenti, quando
invece ci sono tanti disoccupati che non sono così sorridenti,
quando ci sono tante pubbliche aziende che si trovano in
difficoltà, tante piccole e medie aziende, assessore Vancheri, che
chiedono qualche altra cosa oltre al sorriso. Il sorriso è anche
importante, ci riempie i cuori e riempie i volti, alcune volte,
quando proviene da volti gentili. Però, presidente Venturino,
quando vediamo l'assessore per il turismo in una foto che non fa
ridere, ma che è molto ridicola, quella foto fa vergogna al
Parlamento siciliano. E' una vergogna, caro Presidente, e lei deve
richiamare l'assessore, perché questi atteggiamenti offendono il
nostro Parlamento che è la più antica istituzione d'Europa e noi da
parlamentari gradiamo, anzi esigiamo rispetto, non per noi ma per i
siciliani. E se una segretaria che non è stata eletta offende le
istituzioni, noi siamo stati eletti ed esigiamo rispetto.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, non ho visto le foto perché non
vado su facebook, quindi non ne ho idea. Prima di andare avanti,
volevo comunque tranquillizzare l'onorevole Falcone perché
l'argomento che ha esposto nella prima parte del suo intervento era
già stato sollevato durante l'ultima seduta dall'onorevole Grasso,
la quale, subito dopo, mi aveva invitato a far pervenire un ordine
del giorno, che poi non fu presentato e che immediatamente la
Presidenza ha provveduto a fare recapitare all'assessore Valenti,
nonché al presidente Crocetta.
Per cui, il problema da lei sottoposto oggi è già stato
attenzionato da questa Presidenza e stiamo aspettando di avere
risposte sia da parte del Governatore Crocetta che dell'assessore
Valenti.
E' iscritto a parlare l'onorevole Giuseppe Milazzo. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei
voluto astenermi dal fare questo intervento, però i componenti, i
rappresentanti delle opposizioni
Signor Presidente, le vorrei ricordare che poco fa è stato
talmente puntuale da
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi pregherei di lasciare perdere
facebook per un paio di minuti e di prestare attenzione
all'intervento dell'onorevole Milazzo.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, è successo che, dopo
l'annuncio di una mozione di sfiducia da parte del Movimento Cinque
Stelle c'è una corsa, in ordine sparso, ad assumere posizioni
variegate. Io mi permetto di invitare i componenti delle minoranze
a sospendere questa gara a chi la spara più grossa, rispetto a chi
si deve fare del male prima - e diciamocelo con onestà, ognuno di
questi amici delle minoranze che la spara più grossa rispetto a chi
deve fare più male a se stesso, perché siamo componenti delle
minoranze - e, quanto meno, non so se contrastare Crocetta qualora
iniziasse un percorso distorto rispetto al programma che ha
presentato ai siciliani, ma almeno lanciare un messaggio di
coesione all'interno delle minoranze.
Mi riferisco ad un fatto, Presidente. L'onorevole Cordaro ha
espresso una volontà, ne ha espressa anche una l'onorevole
Vinciullo. Ebbene io non ho posizioni da esprimere, ma ritengo che
in passato le minoranze, in presenza di leggi utili per la Sicilia,
e comunque con atteggiamento responsabile, hanno dato il proprio
contributo.
Intanto, bisogna partire da un atteggiamento responsabile, poi
invito le minoranze a ritrovare un percorso condiviso - lo dico
chiaramente a titolo personale -, e visto che ci dobbiamo fare del
male e ognuno deve sparare, voglio sparare anch'io la mia idea
salvifica per la Sicilia.
Certo, non posso seguire la posizione del Movimento Cinque Stelle,
perché assume una posizione politica, e se uno non vuole sfiduciare
il Presidente della Regione fa questa azione, presenta in modo
solitario la mozione di sfiducia.
Se si vuole iniziare un percorso di riflessione affinché il
Presidente della Regione cominci col venire in Aula a spiegarci
cosa è successo, allora le opposizioni, le minoranze si devono
sedere e riflettere insieme sul percorso condiviso da adottare
tutti insieme. Se si andrà in ordine sparso, Presidente, si perderà
il Parlamento, perché - oggi abbiamo visto l'impegno degli
assessori presenti - se gli assessori si assentano è perché forse,
e dovremmo avere il dubbio, il Parlamento comincia a perdere di
autorevolezza; presentiamo solo istanze autolesioniste per il
Parlamento.
Ma vi rendete conto che si parla ogni giorno su come dobbiamo
farci del male e non si parla, invece, dei problemi reali della
Sicilia?
E, allora, dico ai presidenti dei Gruppi parlamentari delle
minoranze, con quelli della maggioranza ci abbiamo perso la
speranza ormai, di fermarsi perché è un gioco che rischia di essere
un gioco al massacro. Ritrovate una linea condivisa e
rappresentiamola tutti insieme in Parlamento a questo Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, noi
certo richiediamo che il Presidente della Regione sia qui presente
- magari tutta la Giunta, perché due assessori non sono sufficienti
- per ascoltare tutto e il contrario di tutto, tutto ciò che
un'Aula, una sede così prestigiosa, giustamente deve affrontare,
prenderne atto e tutto ciò che appartiene al dibattito sicuramente
non di un'Aula prestigiosa, ma di luoghi diversi che non mi va di
menzionare proprio per non offendere l'Aula. Certo, uno che dopo
vent'anni, nonostante la sua giovane esperienza politica, arriva in
Parlamento si aspetta chissà che cosa, la possibilità di entrare
nel merito di cose concrete e siccome, caro Presidente, a produrre
il nulla siamo specialmente noi parlamentari, cerchiamo poi l'alibi
e l'alibi è il Presidente della Regione. Cari colleghi, quanti
disegni di legge abbiamo preparato? Quanti disegni di legge abbiamo
approvato? Andate a vedere; decine, forse qualche centinaio e per
colpa nostra, solo nostra; non c'entra il Governo.
Qui dobbiamo presentare una mozione di sfiducia a noi stessi che
non riusciamo a determinare nulla. Dove sono le leggi sullo
sviluppo? Io non ne ho vista una in Aula, non ho avuto la
possibilità di votarla
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Dipasquale, se dobbiamo andare avanti
in questo modo, non credo ne usciremo.
Onorevoli colleghi, onorevole Gucciardi, non riesco a sentire ciò
che dice l'onorevole Dipasquale. Vi pregherei di tenere il tono
della voce più basso, perché non si riesce ad ascoltare.
DIPASQUALE. La ringrazio, Presidente, non si preoccupi, non
riusciranno a disturbare né il mio intervento né lei ad ascoltarmi
perché siamo abituati, nonostante la giovane esperienza, anche a
questo. Io penso che prima di accusare il Presidente della Regione
- ci sta richiamare lui e gli assessori ad una maggiore presenza,
ad una maggiore attenzione, anche se, tutto sommato, una presenza
c'è - però non possiamo pretendere che per le mozioni o per gli
ordini del giorno ci sia sempre il Presidente della Regione. Per
gli atti importanti è fondamentale che ci sia almeno un assessore,
lo condivido, è fondamentale, ma se non produciamo le leggi per lo
sviluppo, per i disoccupati, per la crescita, per tutto ciò che
volete è perché non siamo in grado di farlo.
Noi non siamo un Parlamento che viene bloccato dal Presidente
Crocetta.
Qui ci troviamo, purtroppo, ad avere due linee di condotta in
questa Regione: una è del Governo, un presidente che porta avanti
le sue idee, un presidente che lavora per rinnovare la Sicilia, un
presidente che sta facendo la sua parte, ovviamente non
dimentichiamo che non è trascorso neanche un anno dall'inizio della
legislatura ma, comunque, a mio modo di vedere, la Sicilia che sta
cambiando, almeno nell'immaginario collettivo; dall'altra parte,
c'é un Parlamento che produce disegni di legge, buoni intenti,
voglia di lavorare, ma quando dobbiamo concretizzare, cari amici,
non concretizziamo nulla. Allora, io non voglio fare il difensore
d'ufficio perché non mi interessa e il presidente Crocetta non ne
ha bisogno, però dico che ben venga l'invito ad una maggiore
partecipazione. Intanto, ringrazio gli assessori presenti. Ben
venga questo invito, però non scarichiamo le responsabilità
dell'Assemblea, le responsabilità della non agibilità e della non
produttività parlamentare sul Presidente Crocetta e sul Governo
regionale.
Questo non c'entra, la responsabilità è tutta nostra.
Amici capigruppo, mi rivolgo a voi, dobbiamo prendere una, due,
tre o quattro leggi, le più importanti, e portarle avanti. Il
Presidente della Regione non c'entra nulla
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, intervengo
solo un minuto perché poi vorrei che iniziassero i lavori
concretamente. Mi accodo a quanto detto dall'onorevole Cordaro
qualche seduta fa. Vorremmo capire che fine fanno i nostri atti
ispettivi, perché corre voce - e qui me ne danno conferma - che da
mesi rimangono nell'etere, sul sito, ma non hanno alcuna efficacia
perché pare che il Presidente Crocetta non li invii agli assessori.
Allora, se sono cose inefficaci, ditelo, cosicché noi non li
produrremo più. Non prendiamo in giro i cittadini che ci vengono a
trovare per raccontarci e chiederci spiegazioni, perchè loro stessi
non riescono ad avere informazioni in quanto la pubblica
Amministrazione della trasparenza fa uno slogan, ogni cittadino
dovrebbe avere accesso agli atti pubblici, e allora si rivolgono a
noi e noi produciamo altrettanto inutili atti perché non vengono
neppure trasmessi agli Assessorati che poi, quando vengono
incaricati di relazionare, si prendono altro tempo, altri sei -
sette mesi.
Insomma, io e i miei colleghi abbiamo ricevuto circa il dieci per
cento di risposte alle richieste che abbiamo fatto e, quindi, o ci
rivolgiamo all'oracolo, alla foto, sperando in messaggi subliminali
per avere le risposte oppure che il Presidente si dia una mossa ad
inviare gli atti ispettivi agli Assessorati e a farci avere
risposte rapide.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha
facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei voluto
sollevare questo problema di fronte al presidente Crocetta ma, non
potendolo fare, visto che dovrei rivolgermi alla trasmissione
televisiva Chi l'ha visto , lo faccio alla vostra presenza.
In particolare, si tratta della delibera di Giunta numero
42686/K4/2 del 18 settembre scorso.
Il presidente Crocetta ha trasmesso al presidente Ardizzone una
richiesta di parere su una deliberazione del 27 agosto scorso
relativa alla designazione del dottor Giuseppe Antoci a presidente
del Parco dei Nebrodi. In merito a questa richiesta, ovviamente, la
prima Commissione non si è potuta riunire perché è dimissionaria e,
quindi, il parere è passato in automatico.
A tal proposito chiediamo che la questione relativa alla prima
Commissione venga risolta al più presto per evitare problematiche
di questo tipo.
Riferendomi, invece, alla designazione del dottor Giuseppe Antoci,
sull'argomento la fonte normativa è la legge 98 del 1981 che, al
comma 2 dell'articolo 9 bis, recita testualmente: «Il Presidente è
nominato con decreto del Presidente della Regione, previa delibera
della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente, ed è scelto fra persone che si siano
particolarmente distinte nella salvaguardia dell'ambiente e che
siano in possesso dei titoli culturali o professionali adeguati».
Ebbene, dall'esame del curriculum allegato non si evince alcuna
preparazione specifica nell'ambito delle problematiche ambientali e
della tutela dell'ambiente; anzi, si nota che non sono dichiarati
dei titoli culturali relativi al prestigioso incarico che si
vorrebbe andare a ricoprire, tanto che ad esempio l'attività svolta
nella Scuola Ufficiali o presso istituti di credito non sembrano
adatti anche se, ovviamente, sono del tutto apprezzabili, ma non
vedo che tipo di affinità ci possa essere con un titolo di questo
genere. Fra l'altro non si evince neanche questa selezione, questa
scelta fra diverse persone che si doveva fare, appunto, in base
alla legge che ho precedentemente letto.
Manca totalmente nel curriculum del dottor Antoci l'attività nella
salvaguardia dell'ambiente che deve essere abbinata ai titoli
culturali e professionali.
Inoltre, dulcis in fundo, pare che il dottor Antoci, come si
evince da un articolo di Sicilia Parchi , sia un fedelissimo di
Crocetta, candidato al Senato nelle file del Megafono; pertanto
vedo tutto ciò come uno schiaffo alle normali decisioni, alle
normali scelte che si dovrebbero fare in cose così importanti come
la tutela dell'ambiente e mi auguro che, prima o poi, finalmente si
prenda la difesa dell'ambiente in questa Terra così martoriata e
delegittimata.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha
facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, finalmente da
qualche minuto in Aula c'è un attimino di tranquillità, non perché
stia parlando io ma perché da qualche minuto l'Aula si è quietata e
sta prestando attenzione. A me sembra di assistere veramente ad un
dibattito surreale perché, di fronte, a ciò che sta succedendo in
Sicilia ogni giorno, di fronte a scandali cha hanno devastato la
Sicilia, di fronte a manciugghie infinite, come dice il
presidente Crocetta, da questi microfoni non si spende una sola
parola per esecrare un sistema clientelare e delinquenziale che ha
sperperato le risorse dei siciliani, che le ha devastate, che le ha
tradotte solo in malaffare e in corruzione. Si accusa il presidente
Crocetta di non essere in questa Aula come se stesse a Saint Moritz
a sciare o alle Maldive a fare i bagni. Non mi risulta.
Mi risulta, invece, che il presidente Crocetta lavori.
Secondo qualcuno lavora anche male, in modo distratto, in modo
confuso, probabilmente sta cominciando a mettere le mani in ciò che
è necessario per la Sicilia.
Si dice che quest'Aula non sia in grado di lavorare se non c'è
l'input del Governo.
Cari colleghi, avete perfettamente ragione. Avete perfettamente
ragione in tanti; non si è in grado di lavorare, se non c'è
qualcuno che dice all'Aula che cosa si deve fare.
CORDARO. Questo non lo accetto. Esco dall'Aula
MALAFARINA. Esca, onorevole Cordaro, per carità.
Io non vedo da questa Aula una presentazione di un disegno di
legge che possa migliorare, in qualche modo, la vita dei siciliani.
E non voglio ricordare che uno dei pochi disegni di legge
presentati è stato presentato la settimana scorsa dal Gruppo del
Megafono sulla semplificazione amministrativa. Semplificazione
amministrativa che serve solo ed esclusivamente a ridurre il peso
della burocrazia sulle famiglie e sulle imprese siciliane, ad
evitare un apparato che costa tantissimo, che blocca tantissimo e
che non produce risultati.
Mi dispiace che l'onorevole Cordaro si sia allontanato, ma
inviterei tutti quanti noi a riflettere sulle cose che si possono
fare. Si può semplicemente delegiferare anziché continuare a
legiferare.
Ci sono strati archeologici di norme che impediscono il normale
vivere della gente, che per una qualsiasi attività produttiva
impiega secoli prima di arrivare ad una conclusione.
C'è un finanziamento alle imprese che può essere assolutamente e
tranquillamente deliberato ed approvato dal Parlamento, spero anche
su input del Governo, ma sono delle cose che si possono fare con
piena, totale e assoluta tranquillità e velocità e non si troverà
mai in disaccordo un Governo che non chiede niente di più e niente
di meglio che una collaborazione del Parlamento, un aiuto del
Parlamento, perché i problemi della Sicilia sono tanti, perché
l'eredità del passato è molto pesante, perché la situazione
economica italiana oggi prevede ulteriori tagli nei trasferimenti
dello Stato alle Regioni o ai Comuni, perché avremmo bisogno di
verificare che cosa e come vengono spesi i soldi nella sanità che
rappresenta il 50 e passa per cento del bilancio regionale. E qua
mi si viene a discutere se il dottor Antoci abbia o non abbia le
qualità? Perché Antoci, povero lui, candidato nel Megafono,
obiettivamente non avrebbe alcun titolo per essere scelto? Non si
guarda alle capacità delle persone, si guarda all'appartenenza,
quando altre persone che non erano appartenenti al Megafono ma che
hanno avuto le capacità, guarda caso, sono passate inosservate, nel
silenzio totale.
In tutto ciò invito quest'Aula a fare mente locale, ad esaminare
quali siano i provvedimenti che si possono adottare e a collaborare
efficacemente col Governo senza aspettare che le decisioni piovano
dall'alto. Credo ci sia la più ampia e totale autonomia
legislativa; credo che delegiferare sia fattibile; credo che
trovare i sistemi per svelare e condannare il malaffare sia compito
di quest'Aula; credo che con un clima diverso anche il presidente
Crocetta sarebbe più di frequente in quest'Aula se trovasse quella
giusta collaborazione, quel giusto terreno in cui potersi
confrontare serenamente con l'Aula ed in cui poter avere un
supporto.
Presidente, ho presentato questo disegno di legge sulla
semplificazione amministrativa che può essere una tappa importante
nella vita dei siciliani e vorrei che fosse trattato con urgenza.
Vorrei che fosse trattato con urgenza perché l'articolato è
complesso, lungo, prevede una serie di semplificazioni obbligatorie
per le Amministrazioni regionali e comunali, prevede un sistema di
controlli, prevede di sveltire la burocrazia regionale, prevede la
possibilità di una difesa del suolo, prevede una razionalizzazione
delle risorse. Quindi, il mio appello è: se l'Aula non ha nulla da
fare, cominciamo a discutere di un disegno di legge che possa, e
potrà, dare qualche cosa da fare.
PRESIDENTE. Ricordo a tutti gli onorevoli colleghi che, più volte,
ho sottolineato come alcune cose arrivano in Aula prima ed altre
più tardi in quanto tutto viene programmato dalla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, per cui se ci sono delle
urgenze sono certo che la Conferenza saprà farsene carico e
portarle in Aula quanto prima.
E' iscritto a parlare l'onorevole Gianni. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Ma poi li faremo parlare gli assessori?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, dopo l'intervento dell'onorevole
Gianni darò la parola anche all'onorevole Di Mauro che si è
iscritto, dopodiché chiuderemo gli interventi e apriremo la
discussione sulle mozioni all'ordine del giorno.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, il collega
Cracolici sa che questo dibattito non è inutile. Qui ci siamo
confusi, ciascuno di noi, in quello che è il ruolo: c'è una
maggioranza, o dovrebbe esserci una maggioranza, c'è una
opposizione, c'è il Governo che dovrebbe produrre leggi e il
Parlamento che deve produrre leggi.
Qualche volta capita che il Parlamento e le Commissioni producano
delle leggi e restino in attesa che gli assessori di competenza
diano il quadretto economico, com'è avvenuto per la legge
sull'amianto, quando abbiamo aspettato quattro mesi. Abbiamo
suggerito al Governo di rifinanziare la legge 23, siamo tutti
d'accordo, intanto potrebbe fare questo. Abbiamo suggerito al
Governo di intrattenere un rapporto forte con la Lukoil', della
quale non abbiamo più notizie.
In questo momento, signor Presidente, non dovremmo occuparci di
scandali, non siamo un organo giudiziario, collega Malafarina,
degli scandali se ne occupano la Procura, i Carabinieri, la
Polizia.
Noi dobbiamo occuparci di e preoccuparci di fare il lavoro.
Qui bisogna sapere che cosa dobbiamo fare.
Siccome il collega Dipasquale si vuole dimettere perché si è fatto
la sfiducia da solo, e non ha ben chiaro il quadro e le cose che
dice, io capisco che dobbiamo essere tutti amici del Presidente,
che il Presidente e il Governo siano impegnati, però c'è un limite
a tutto.
Questo Parlamento ha già esitato due leggi che sono state fatte
dai colleghi del Movimento Cinque Stelle, ci sono altre due leggi
ferme nelle Commissioni perché aspettano gli assessori competenti,
sanità, ambiente e bilancio, con la legge sull'amianto che è
importantissima.
Ci sono altre leggi che sono ferme nelle Commissioni, perché
spesso non sono presenti gli assessori o non ci sono i dirigenti
delle materie in discussione. Senza nulla togliere al lavoro che
fanno gli assessori, il Presidente della Regione non viene qui a
farci una cortesia.
Il dibattito politico prevede che il Presidente della Regione
venga e riferisca Poi noi votiamo, come maggioranza o come
opposizione, e ciascuno si assume le responsabilità del caso.
Anche se questo momento, caro collega Di Pasquale, è talmente
grave che qui dovremmo parlare di come impostare la prossima azione
amministrativa perché ci sono migliaia di persone che stanno
morendo di fame Se ci fermiamo a vedere come fare a pagare lo
stipendio di queste migliaia di persone e a trovare anche il lavoro
a quelli che ce lo richiedono, forse avremo fatto il nostro dovere
anziché giocare con le schermaglie, poiché siamo alla schermaglia
politico-teatrale.
Penso che sarebbe più opportuno fermarsi e assumersi le proprie
responsabilità
Il Presidente della Regione che viene eletto attraverso il voto
dei candidati delle liste che lo hanno appoggiato sa che ha una
storia da completare con chi lo ha appoggiato. Non è il Presidente
eletto direttamente dal popolo, così come avviene oggi per i
sindaci.
La cosa più grave è che a livello nazionale, regionale e locale,
ci sono delle leggi elettorali che ci hanno messo all'angolo. Non
c'è più la politica. C'è uno che all'improvviso viene eletto
sindaco, impazzisce e per cinque anni te lo devi sopportare, perché
non c'è più la politica
E così avviene a livello nazionale, tutti i camerieri, i segretari
e quant'altro diventano deputati, non c'è più il raccordo con la
base; a livello regionale il Presidente della Regione viene eletto,
con questa cosa di nominare gli assessori tecnici - si chiamano
così perché non sono eletti - e, di fatto, espropria le
caratteristiche e le priorità del Parlamento Io credo che noi,
caro collega Di Pasquale, dobbiamo fermarci su questo, fermiamoci a
vedere come dobbiamo risolvere i problemi di chi aspetta una
risposta: i dipendenti delle province, gli impiegati delle
controllate, delle partecipate.
Nessuno qui è contro il Presidente della Regione. L'altro giorno
l'ho difeso sul fotovoltaico nelle serre di Gela, ma qui bisogna
essere chiari: o noi siamo chiari o è preferibile firmare quella
mozione di sfiducia e andarcene a casa.
DI PASQUALE. La firmerò anch'io dopo avere visto la sua firma,
onorevole Gianni. Anche se io sosterrò sempre il Presidente della
Regione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei, per un
momento, tornare indietro di qualche anno e ritornare ai tempi in
cui il Governo della Regione siciliana era retto prima da Cuffaro e
poi da Lombardo e, a proposito di questi due Governi, ricordo come
fosse ora le richieste che venivano formulate dall'opposizione per
una convocazione urgente del Presidente della Regione affinché egli
riferisse in questo Parlamento l'evoluzione politica che si era
verificata qualche giorno prima: le opposizioni, giustamente,
formulavano una richiesta al Presidente della Regione affinché
questi in Aula potesse rendere conto e ragione della sua azione
politica. Quei Presidenti, anche per una forma di correttezza
istituzionale e di buone relazioni nel rapporto tra Governo e
Parlamento, venivano qui in Aula a riferire e si apriva un
dibattito.
CRACOLICI. E se ne andavano
DI MAURO. Riferivano in Aula e si svolgeva un adeguato dibattito
Non c'era la conclusione con un voto perché questo non è previsto
dal nostro Regolamento, ma comunque c'era un dibattito franco che -
mi consentirà l'onorevole Cracolici, che sottolinea le mie
considerazioni - consentiva un momento di democrazia matura: un
Presidente della Regione viene in Aula e riferisce in Aula.
Oggi le opposizioni hanno chiesto più volte, in sede di Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, di far sì che il Presidente
della Regione venisse in Aula a riferire e a rendere conto e
ragione di quelli che sono stati gli ultimi passaggi circa il suo
rapporto con i partiti che lo hanno sostenuto in campagna
elettorale.
Allorquando questo non si fa, c'è una lesione della democrazia;
c'è una lesione dell'attività di questo Parlamento; c'è una lesione
nel rapporto fra Governo e Parlamento; c'è una lesione di quello
che è il rapporto fra un presidente della Regione che è stato
eletto direttamente dal popolo accompagnato da una legge elettorale
che prevede l'effetto trascinamento. E un presidente, che è stato
eletto con appena il 14 per cento dei voti validi, ha il dovere
politico e, me lo lasci dire, anche morale - perché qui si tratta
anche di un dovere morale -, di relazionare al Parlamento.
Stasera, signor Presidente dell'Assemblea, come lei vedrà, c'è il
silenzio assoluto del PD perché la difficoltà non è tanto nel
Presidente della Regione, ma è tanto nel Presidente della Regione
quanto nel Partito Democratico che dovrebbe essere il fulcro di
questa maggioranza, mentre così non è.
Allora, altri discorsi credo che siano inutili. Io credo che il
Presidente dell'Assemblea abbia il dovere di far sì che il
Presidente della Regione, nel più breve tempo possibile, venga qui
e affronti il Parlamento. Nessuno gli chiederà cose strane, gli
chiederemo conto e ragione di quello che è il quadro politico che
esiste in questo momento. Tenga presente che tutto questo è utile e
funzionale anche perché ci avviciniamo alle variazioni di bilancio
e all'approvazione del bilancio.
Non siamo dinanzi a momenti politici, alla vigilia delle ferie
estive, ad esempio, o ad un momento assolutamente ininfluente
rispetto alle questioni che questa Regione deve affrontare, e che
sono importanti, quali quelle, ad esempio, della modernizzazione di
questa struttura.
Io credo che, al di là delle considerazioni varie che tutti quanti
abbiamo fatto, il Presidente dell'Assemblea abbia il dovere, così
come gli assessori presenti qui, di riferire al Presidente della
Regione, per evitare gesti eclatanti da parte dei parlamentari di
opposizione, di riferire l'urgenza con cui questo Parlamento
ritiene vada definito un percorso chiaro, trasparente, e che possa
rendere edotti anche i siciliani della situazione politica di
questo Governo.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, così come poco fa avevo
sottolineato all'onorevole Cordaro, che in linea di massima ha
fatto un intervento simile al suo, almeno nei contenuti, ribadisco
che, personalmente, ho scritto più volte al Governatore
sollecitando più volte la necessità della presenza del Governo in
Aula. Qui, basterebbe approvare la legge statutaria che disciplini
la presenza del Governo in Aula non solo dal punto di vista
politico e morale, ma pure dal punto di vista del Regolamento
interno, per cui se noi riuscissimo finalmente ad approvare la
legge statutaria che regolamenti i rapporti fra Governo ed
Assemblea, probabilmente riusciremmo a superare questa impasse.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione della mozione n. 64 «Soppressione dell'ente porto di
Messina
e rilancio della Zona Falcata'»
PRESIDENTE. Si passa al quarto punto dell'ordine del giorno:
Votazione della mozione n. 64 «Soppressione dell'ente porto di
Messina e rilancio della Zona Falcata'», degli onorevoli
Panarello, Laccoto, Greco Marcello e Marziano, della quale era
stata data lettura nella seduta precedente.
ZAFARANA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
cittadini, vorrei fare soltanto un breve inciso per ribadire un
concetto: a chi dice che questo Parlamento non lavora perché siamo
noi a non lavorare, lo invito a guardare i numeri. Andate a vedere
le presenza in Aula, andate a vedere le presenze in Commissione, e
vedremo chi lavora e chi no.
Io voglio in questo momento fare la dichiarazione di voto per
quanto riguarda la mozione presentata in relazione alla
soppressione dell'ente Porto di Messina. La questione che
affrontiamo in questo momento non può essere liquidata sic et
simpliciter col voto di una mozione che sembra sostenersi - per chi
l'ha letta, nel senso che possa sembrare così - su argomentazioni
deboli e direi anche est modus in rebus, questa storia di occasioni
perdute per la città di Messina arriva ancora una volta oggi in
Aula, perché le si metta fine una volta per tutte con una semplice
mozione, ed è pertanto il modo che ci turba. Queste sono le
ragioni: chi oggi sa dire in prospettiva, sul medio e lungo
termine, dati alla mano, quale futuro può avere la città di
Messina? Chi oggi sa dire per quanto riguarda la fattibilità
giuridica, la convenienza economica, le ipotesi di realizzazione
sostenibile, inclusiva e intelligente nel solco dell'impatto
ambientale e sociale? E di questo strumento della Zona Falcata che
cosa deve essere per Messina?
Non riteniamo opportuno il modo con cui ancora se ne discute in
questa Aula e in città, molto vicino - mi si permetta - alle
superficiali conversazioni da bar simili alla faziosità esclusiva
delle appartenenze calcistiche: per me va bene o questo o quello. A
questo modo di fare noi opponiamo la libertà dell'analisi della
questione con i piedi ben saldi nella storia, consci di ciò che è
stato e di ciò che non è avvenuto: chi debba gestire le aree che
per Statuto sono di proprietà del demanio regionale, chi debba
riscuotere i canoni concessori, chi debba operare nella
preziosissima area della falce, a tutt'oggi negata ai messinesi,
non può essere risolto così, da una mozione.
Diciamo no a questo modus operandi e proponiamo all'assessore di
condividere la proposta di un impegno, in Commissione III Attività
Produttive' e in Commissione IV Territorio e Ambiente', a
convocare in audizione esperti urbanisti, economisti e tutte le
parti interessate, enti locali, associazioni di cittadini,
l'amministrazione locale, per esplicitare in base alle competenze,
studi di previsione e fattibilità e proposte allo scopo di
alimentare un serio dibattito politico e pubblico, perché se noi
siamo eletti non ci deve mai sfiorare la possibilità che la delega
data dal mandato elettorale e che deve essere costantemente rimessa
nelle mani dei cittadini, soprattutto in situazioni di scelte
importanti come questa, ci esautori dal confronto con i cittadini e
con le prospettive di realizzazione di bene comune e di
distribuzione condivisa delle ricchezze materiali e immateriali.
E vado a declinare i nostri interrogativi sulla mozione.
Fattibilità giuridica. In merito alla considerazione secondo la
quale la possibilità di realizzare il Punto Franco all'interno del
Porto di Messina è assolutamente improponibile , sulla quale
abbiamo espresso i nostri dubbi già in precedenza, potremmo
discutere, un'affermazione piuttosto vaga, se spostare un Punto
Franco, se è possibile sfruttarne una porzione ridotta così da
tirarne fuori interamente la Real Cittadella, permettendo così al
territorio messinese e siciliano di non perdere gli eventuali
vantaggi derivanti dall'istituzione di un Punto Franco e al
contempo alla Zona Falcata di Messina di venire risanata come da
tempo si attende.
Convenienza economica, basata su previsioni di studio ad opera di
organismi terzi.
È facendo un esercizio di umiltà che in questo intervento, per
evitare che qualcuno, fuori e dentro quest'Aula, possa pensare che
il Movimento Cinque Stelle voglia fare la parte di chi pensa di
avere la verità e le certezze in tasca, le soluzioni a tutto, ci
siamo limitati a porci delle domande in merito alle motivazioni
fondanti di questa mozione, senza esprimere conclusioni assolute ed
inconfutabili. Perché riteniamo che tutta la questione necessiti di
maggiori approfondimenti, non politici, ma tecnici prima di tutto.
È davvero impossibile pensare ad un Punto Franco diverso da quello
che comunemente viene individuato con container di merci e gru che
li muovono freneticamente, pensando invece ad attività che si
svolgano nel segno della sostenibilità e del rispetto ambientale? È
davvero impossibile modificarne i confini così da liberare la Real
Cittadella, come già detto? È davvero impossibile trovare una
soluzione che abbia come fine la distribuzione delle ricchezze e
delle opportunità, dato che sempre di soldi pubblici si parla? E se
impossibile non fosse, quali sarebbero le probabili ricadute di
questo strumento nel tessuto socio-economico del territorio
messinese e siciliano? Quali i vantaggi? Quali gli svantaggi? Qual
è il migliore destino di quest'area? Qual è la vocazione di quel
territorio? Quali sono le effettive previsioni di sviluppo, sia
esso turistico, economico, storico e culturale? E se vocazione
turistica deve essere quale turismo vogliamo? Se l'area deve essere
restituita alla cittadinanza, sotto quali forme? Attraverso quali
valorizzazioni concrete del patrimonio esistente? E se dobbiamo
riappropriarci del nostro mare e della vocazione culturale di quel
territorio, non dobbiamo altrettanto rivolgere il nostro sguardo a
tutto il tratto di mare negato - sì il mare della città di Messina
è negato -, che dal torrente Annunziata arriva al porto di
Tremestieri? Chi conosce Messina sa bene che il mare è
inaccessibile, a causa di una serie di opere scollegate tra loro
fino al porto vero e proprio. Vi sono aree la cui competenza è
sicuramente da ridiscutere, come piazza Campo delle Vettovaglie,
viale della Libertà, la passeggiata a mare, corso Vittorio Emanuele
III, l'area ex gasometro, la fiera campionaria.
E non si dica strumentalmente che ci mettiamo in mezzo ad
interrompere ancora il disarticolato e debole processo di sviluppo
per Messina e la Sicilia: se una pausa, ribadisco, pausa di
riflessione, si richiede, è per dare voce a chi finora voce non ha
avuto e mai è stato interpellato, perché, come si dice nella
mozione: le organizzazioni sindacali e imprenditoriali messinesi
hanno sollecitato il superamento dell'attuale situazione per
consentire una gestione adeguata delle attività portuali . Bene,
avremmo voluto vedere il verbale di questa seduta o comunque
qualche citazione, attualmente mi pare che però in questa
definizione della mozione non ho visto la parola cittadini'.
Comunque, sarò ripetitiva, l'Amministrazione pubblica non può e
non deve, nell'ottica del servizio, considerare la Zona Falcata se
non come un bene che sia assolutamente generale e all'interno del
quale gli interessi sono di tutti.
E vorrei ancora dire una cosa, che abbiamo ripetuto
precedentemente nella richiesta fatta il 2 ottobre. Vorremmo dire,
inoltre, che ad oggi esistono sistemi di pianificazione urbana, è
possibile lavorare secondo sistemi top-down, oltre che a processi
bottom-up. E' ciò che si chiama sussidiarietà, niente di
impossibile o fantascientifico. In tutta Europa si parla di
urbanistica peer-to-peer e community planning e si attivano sedi
formali ed informali di confronto e orientamento come tavoli
sociali, laboratori di quartiere, cabine di regia, piani
strategici. Dobbiamo essere sempre noi a distinguerci per
l'assoluta chiusura alla partecipazione della cittadinanza
decidendo anche oggi della abolizione di un ente in quest'Aula
senza consultare nessuno?
Vogliamo entrare nel futuro oppure vogliamo rimanere ancorati ai
modi di operare tipici della casta politico-economica che
caratterizza il nostro Paese da almeno cinquant'anni?
E allora, non crediamo che attualmente a tutte queste domande
esistano le risposte, soprattutto che siano risposte certe,
esaurienti e di prospettiva che l'argomento invece merita. Né
riteniamo che una questione del genere possa essere liquidata da
una mozione parlamentare basata probabilmente più su preconcetti
che su dati oggettivi. Ed è per questo che chiediamo quella
soluzione di partecipazione nelle aule delle Commissioni IV e III
oltre che, mi si permetta essendocene la possibilità ad oggi,
richiediamo una partecipazione dei cittadini della città di
Messina, perché ritengo che oggi sia possibile farlo per le novità
intervenute con i nuovi esiti elettorali.
Se al termine di questo periodo di studio e dibattito pubblico,
che sia congruo alla complessità dell'argomento ma limitato e
definito nel tempo - ribadisco limitato e definito -, le
conclusioni tecniche dovessero portare nella direzione dello
scioglimento dell'Ente autonomo portuale di Messina, il Movimento
Cinque Stelle non esiterà a prenderne atto ed a collaborare per
porre fine, finalmente, con la soluzione più giusta a questa
querelle che dura da decenni.
So che per questa Aula questo intervento potrebbe risultare
incomprensibile e lontano dalle corde di voi deputati, però nel
dizionario del Movimento Cinque Stelle questo non comincia con la
A', comincia con la P', e la prima parola è partecipazione .
PANARELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto di
tutte le sottolineature blu e rosse che ha fatto la collega
Zafarana sulla mozione. Vorrei dire alla collega Zafarana ed ai
colleghi presenti che non si tratta di un tema che è nato ieri e
che ha bisogno di tutti quegli elementi che ha ricordato la collega
Zafarana, che non hanno niente a che vedere con l'ente Porto di
Messina.
Il futuro della città, della Zona Falcata, dell'affaccio a mare, e
così via dicendo, è un tema che non ha nulla a che vedere con
l'ente Porto di Messina. Mi dispiace di essere così drastico, ma ho
considerato anche offensivo da parte della collega Zafarana il tono
che ha usato per sottolineare le presunte inadempienze di una
mozione parlamentare che, com'è noto, richiama una vicenda che sta
in questo Parlamento, sui giornali, nel confronto politico, da
almeno quindici anni.
Vorrei ricordare che, proprio in quel periodo emerse il dato della
inadeguatezza dell'ente Porto di Messina perché in tutta Italia si
sono fatte le autorità portuali che non sono composte da privati
che rapinano il territorio, sono istituzioni statali che hanno, a
proposito di partecipazione, le rappresentanze delle categoria dei
settori e degli enti che sono chiamati tutti a collaborare per
utilizzare al meglio le attività portuali - poi ci saranno quelli
che operano bene e quelli che operano male, per carità, come
avviene dappertutto -, ma qua non stiamo parlando che si chiude
l'ente Porto e la gestione delle aree portuali viene accaparrata da
qualcuno. A parte il fatto, e vorrei ricordarlo alla collega
Zafarana, che il piano regolatore delle aree portuali, che è un
obbligo delle autorità portuali, viene esitato se c'è il parere
positivo del Comune di cui fa parte quell'area portuale. Non è che
va alla Regione o allo Stato, senza che l'Amministrazione comunale,
il consiglio comunale, i cittadini che sono chiamati, anche in quel
caso, a concorrere per legge e non perché qualcuno li vuole
coinvolgere. I Piani regolatori prevedono anche l'intervento
diretto dei cittadini.
Tutte queste cose io le ho date per scontate, pensavo che in
un'Aula parlamentare tutta questa materia fosse preliminare,
dopodiché la mozione vuole semplicemente rispondere ad un tema.
Io nella mozione ho semplificato, ho parlato degli imprenditori,
dei sindacati, delle forze sociali, ma devo dire che a quella
riunione in prefettura che richiamavo nella mozione, promossa dal
prefetto, c'era il Comune di Messina, rappresentato allora dal
commissario, la provincia regionale di Messina, rappresentata dal
presidente dell'epoca, la Camera di commercio che era rappresentata
dal presidente dell'epoca: tutte queste istituzioni e forze sociali
hanno considerato utile venire a capo di una vicenda che ha
impoverito la città di Messina e ha pregiudicato la possibilità che
ogni istituzione pubblica si assumesse le proprie responsabilità di
fronte ai cittadini di Messina.
Ecco perché io non entro neanche nel merito, e l'ho detto
illustrando la mozione. La collega Zafarana non c'era e, quindi,
ovviamente non era obbligata a leggere il resoconto parlamentare.
La questione che riguarda la titolarità delle aree che a me
sembrava conclusa con la sentenza che cito, può essere riaperta in
qualunque momento da parte della Regione che ha tutto il diritto,
senza utilizzare l'ente porto, di rivendicare la titolarità delle
aree, a parte il fatto che la Regione non è esclusa dalla gestione
delle autorità portuali perché il presidente dell'autorità portuale
è nominato dal ministro competente di concerto col presidente della
Regione.
Si intende che in quella sede ci debba essere la collaborazione di
tutti gli enti; lì c'è la presenza del Comune di Messina e di tutti
gli altri soggetti che sono titolati a farlo. Qua di questo stiamo
parlando. Fra l'altro, ho detto in quella circostanza, e lo
ribadisco e lo vorrei dire garbatamente alla collega Zafarana, qui
si tratta di sopprimere un ente inutile che ha solo un dipendente
comandato e che ha un commissario, con le spese che ciò comporta.
Di questo si tratta.
Il futuro del porto di Messina, il futuro della città di Messina è
quello che definiranno gli amministratori di Messina, la classe
dirigente di Messina, in un rapporto, spero positivo, con il
Governo della Regione.
Oggi c'è il Presidente Crocetta a Messina e una parte della Giunta
per affrontare anche questi temi, ma non c'entra niente con la
soppressione di un ente assolutamente inutile che non ha nessuna
possibilità di dettare alcuna indicazione positiva nei confronti
delle questioni, pure importanti, che ha richiamato la collega
Zafarana. Questo è il tema della mozione, scusate se la mozione è
di una sola pagina che non fa richiami dotti, ma io penso che in un
Parlamento, a proposito di un tema di cui si parla da quindici
anni, non ci sia bisogno di fare citazioni dotte o di riempirla di
chissà quali contenuti. Penso che l'attività parlamentare si possa
semplificare anche attraverso questioni poste in termini diretti e
senza creare confusione, retroscena e dietrologie, e il Parlamento
può impegnare solo il Governo, che poi decide come procedere. Penso
che tutte le questioni che sono state citate, il punto franco, la
titolarità delle aree. ..
PRESIDENTE. Onorevole Panarello, la invito a concludere.
PANARELLO. Ha ragione, signor Presidente, e chiudo, siano
implicitamente demandate alla titolarità che il Governo della
Regione, fino a prova contraria, ha su tutta questa materia,
compreso il fatto che ha la responsabilità di tenere in piedi o
meno l'ente Porto di Messina, perché questo è il tema che abbiamo
di fronte: se sopprimere finalmente un ente inutile in Sicilia o
invece lasciarlo vivacchiare ancora per altri vent'anni, perché di
questo si tratta, e modestamente la mozione vuole porre questo
problema.
Presidenza del vicepresidente Venturino
VINCIULLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, l'onorevole Panarello con l'intelligenza e la passione
che tutti gli riconosciamo ha posto con grande enfasi un tema che
questa Assemblea avrebbe già dovuto affrontare negli anni, nel
senso che è da anni che si discute se è il caso di sopprimere
l'Ente Autonomo Portuale di Messina o se mantenere questo
carrozzone, così come è stato detto. E anche dall'intervento della
collega Zafarana è emersa la volontà del Gruppo che l'onorevole
rappresenta, di giungere alla soppressione dell'Ente Autonomo
Portuale di Messina.
Però c'è un problema che riguarda la procedura che deve essere
utilizzata per sopprimere tale ente.
Premesso che il 90 per cento dei deputati qui presenti, su questo
argomento ben poco conosciamo, e quindi siamo chiamati ad esprimere
un parere su un argomento che alla maggior parte di noi è
sconosciuto, un argomento che, per essere chiari, a Messina hanno
cominciato ad affrontare all'indomani del terremoto del 1908,
perché
PANARELLO. L'Ente porto non c'era ancora, onorevole Vinciullo.
PRESIDENTE. Lasciamo completare l'intervento dell'onorevole
Vinciullo, per favore.
VINCIULLO. Un motivo per cui questa Assemblea non dovrebbe
esprimersi, perché non conosciamo i temi. Dicevo che già
all'indomani del terremoto di Messina si pose questo problema,
tanto è vero che già nel 1912, non negli anni 50, si istituì una
commissione che portò così alla ripartizione della cosiddetta Zona
Falcata, per essere chiari in tre zone, quindi stiamo parlando di
un tema che dal 1912 è oggetto di una commissione istituita ad hoc
e che ha portato negli anni ad avere aspri contrasti. Per cui vero
è quello che dice l'onorevole Panarello che c'è una sentenza dei
giudici civili, soltanto di primo grado, favorevole alla Port
Authority, ma è anche vero che c'è una sentenza definitiva del CGA,
che invece è favorevole all'Ente Autonomo Portuale di Messina.
Non solo, ma ci troviamo, come giustamente ricordava l'onorevole
Formica, con una legge, la 191 del 15 marzo 1951, che istituì il
Punto Franco di Messina, e possiamo oggi con una mozione rendere
inoperativa una legge? Mi pare di no.
L'assessore meglio di me sa che c'è l'obbligo del rispetto della
gerarchia delle fonti: una mozione non può sopprimere una legge,
fra l'altro una legge nazionale.
Ci troviamo di fronte anche ad un decreto del Presidente della
Regione siciliana; vi ricordo che c'è stata pure una sentenza
dell'Alta Corte di giustizia, prima che venisse sciolta e le sue
competenze passassero alla Corte Costituzionale. Su questo
argomento, quindi, ci sono tanti aspetti non conosciuti da
quest'Assemblea; ma, nello stesso tempo, c'è la necessità,
sostenuta dall'onorevole Panarello, di giungere allo scioglimento
dell'ente.
Cosa dico io? Siccome nella vita bisogna sempre essere moderati,
non bisogna mai far prevalere le proprie ragioni ma dovrebbero
prevalere le ragioni del diritto, dico una cosa semplice:
l'onorevole Bernardette Grasso, insieme all'onorevole Luisa
Lantieri, hanno depositato in questa legislatura un disegno di
legge sulla soppressione dell'Ente autonomo portuale di Messina.
Allora, potremmo fare così: porre un limite, cioè, se entro
novembre la Commissione competente non porterà questo disegno di
legge all'esame dell'Aula, potremo votare e approvare o bocciare la
mozione; se, invece, il disegno di legge viene portato in Aula,
potremo discuterlo e, quindi, procedere alla soppressione
dell'ente, alla chiusura dell'Ente autonomo portuale di Messina, su
cui tutti concordiamo nel dire che è un carrozzone e che non può
rimanere in vita.
Però è anche vero che dobbiamo preservare il punto franco, se ha
ancora una funzione dal punto di vista dello sviluppo della città
di Messina.
Ciò posto - lo dico per l'onorevole Panarello, che mi fa piacere
sia ritornato, e mi appello al suo senso di responsabilità, alla
conoscenza che ha della macchina di quest'Assemblea, anche
superiore alla mia - dobbiamo arrivare ad un risultato, che è la
soppressione dell'Ente porto.
Abbiamo questo disegno di legge; non possiamo delegare solo il
Governo a gestire una vicenda così complessa per una città, come
quella di Messina, che diventerà una delle tre città metropolitane
della Sicilia e che, in più, deve tutti i giorni confrontarsi con
la città metropolitana di Reggio Calabria, sicuramente più
importante e consistente di Messina.
Allora, arriviamo alla soppressione dell'ente porto, ma
arriviamoci attraverso la partecipazione, coinvolgendo il sindaco,
il commissario della provincia, i sindacati, le associazioni di
categoria.
Se, anziché delegare solo ed esclusivamente il Governo, arriviamo
alla soppressione partecipata dell'Ente autonomo porto di Messina,
cosa cambia?
Peraltro, secondo me, il Governo non ha nemmeno i requisiti di
legge per poterlo fare.
Per questo, onorevole Panarello, mi rivolgo ancora una volta a
lei. Le chiedo una moratoria; di concordare con noi la possibilità
di rinviare alla prima settimana di dicembre la discussione di
questa mozione per vedere se entro quella data la commissione, che
verrà individuata dal Presidente dell'Assemblea, sarà stata in
grado di esaminare il disegno di legge dell'onorevole Grasso e
dell'onorevole Lantieri, a cui possibilmente se ne potrà aggiungere
un altro che lei presenterà, in maniera tale che lo scioglimento
dell'ente autonomo non sia un fatto di imperio, che viene imposto
alla città di Messina, ma sia un fatto ragionato, un fatto
concordato, partecipato, un fatto in cui tutti e soprattutto questo
Parlamento, attraverso la commissione che verrà individuata, saprà
cosa stiamo facendo, cosa stiamo votando e quale sarà il futuro
della città di Messina che, ripeto, è una delle città più
sfortunate non solo dell'Isola, ma dell'Italia, per le condizioni
economiche in cui versa, è una città che sta per diventare
metropolitana, lo diventa in una situazione di inferiorità rispetto
a Reggio Calabria. Non creiamo ulteriori motivi di contrasto
all'interno della città, della provincia.
Cerchiamo, invece, di elaborare un progetto di eventuale
soppressione dell'ente concordato.
Sia la città di Messina, e non quest'Assemblea, a stabilire il
proprio destino e il proprio futuro; sia la città di Messina ad
aiutarci ad approvare una legge che vada nell'interesse dei
cittadini.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
ringrazio l'onorevole Vinciullo per avere ricordato che la
sottoscritta, già nel mese di aprile, aveva presentato un disegno
di legge finalizzato alla soppressione dell'ente Porto.
Devo dire che la mozione presentata dall'onorevole Panarello ed
altri mi trova concorde perché il disegno di legge da me presentato
insieme all'onorevole Lantieri si prefigge proprio la soppressione
dell'ente Porto, ritenendo che tutti i problemi relativi allo
sviluppo di Messina, alla Zona Falcata e quant'altro sicuramente
non dipendono e non sono legati al mantenimento dell'ente Porto che
oggi non è altro, nel momento in cui si parla di spending review,
che un ente inutile.
D'altra parte, quest'Aula già in altre legislature si è posta il
problema.
Perché ho presentato un disegno di legge? Perché sappiamo che la
mozione è un atto di indirizzo ed è un impegno che il Governo può
prendere o può anche dilazionare. Il disegno di legge, invece, una
legge dà certezza. Oggi, in un momento di riflessione, perché la
città di Messina, il Comune di Messina, gli amministratori, nessuno
pensa di volere ledere gli interessi o lo sviluppo della città, il
disegno di legge sicuramente prevede una partecipazione e non
delega, perché ultimamente abbiamo solo delegato e presentato
mozioni. Ci sono, dunque, dei disegni di legge. Tra l'altro, il
presidente della commissione competente è l'onorevole Trizzino, del
Movimento Cinque Stelle, per cui può in maniera celere
calendarizzare il disegno di legge in commissione ed esitarlo per
l'Aula. Da aprile siamo arrivati ad ottobre - quindi la mozione per
me è valida -, non posso fare altro che rafforzare quello che era
il mio disegno di legge. Può essere anche valida la proposta
dell'onorevole Vinciullo perché darebbe la possibilità di un
momento di riflessione e quindi di audizione per arrivare, a mio
avviso, e questo è quello che io intendevo, sempre alla
soppressione dell'ente Porto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per le attività
produttive.
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli deputati, per quanto riguarda questa annosa vicenda
dell'Ente autonomo portuale di Messina, la scorsa settimana avevo
comunicato che il Governo avrebbe atteso un paio di giorni per
ufficializzare e comunicare la determinazione finale.
Stante tutte le affermazioni che l'onorevole Zafarana - e in
questo concordo sia con l'onorevole Zafarana, ma anche con
l'onorevole Panarello, in quanto sono comunque delle cose
importantissime e, a mio avviso queste realtà, che sono molto
futuribili per la città di Messina e importanti comunque, possono
esistere al di là della presenza o non presenza dell'Ente autonomo
portuale di Messina, perché comunque analizzo quelli che sono i
dati storici - di fatto, da quando esiste questo Ente non è mai
successo niente di produttivo e quando il Governo, o piuttosto
l'Assemblea regionale siciliana, se ne è interessato, è stato
sempre sul lo si chiude, non lo si chiude .
Io inviterei, quindi, a fare una riflessione responsabile di
quello che è successo dalla istituzione di questo Ente fino ad
oggi. E' anche vero che si è parlato sempre del fatto che il punto
franco poteva essere un'occasione, però sappiamo benissimo che non
è stato mai strutturato in termini giuridici e quindi collegato con
l'ordinamento comunitario, pertanto di fatto questo punto franco
non ha avuto mai la sua validità. Stante tutte queste valutazioni
storiche, come le definisco io, e comunque considerato pure che - e
questa non è una cosa da sottoconsiderare - la Regione fa parte
dell'autorità portuale di Messina e dobbiamo ricordarci pure che la
Regione ha richiesto allo Stato la presenza dell'autorità portuale
di Messina, ecco, l'idea è che progettare per lo sviluppo nella
città di Messina significa comunque progettare in modo integrato,
utilizzando tutti quegli enti, piuttosto che realtà, piuttosto che
imprese, ma che siano delle presenze attive, che siano degli
organismi che possono realmente concorrere nello sviluppo di questa
città, importantissimo specialmente in questo settore.
Apro questa parentesi perché comunque sono d'accordo con quello
che ho sentito dire.
Questa è anche la posizione del Governo che riconosce l'importanza
strategica dello sviluppo della città di Messina, così come avrebbe
forse in passato riconosciuto una strategia ma, ahimé, non è che
adesso dobbiamo nasconderci dietro un dito. Nessun Governo si è
mai interessato di collegare a questo ente una vera e propria
strategia di sviluppo. E, comunque, attenzione, oggi viviamo in un
momento storico particolare, per cui dobbiamo anche considerare
qual è in termini di tempo, la tempistica, essere realisti in
questo senso significa considerare la fattibilità di quello che
queste parole rappresentano. Questo semplicemente per aprire una
parentesi, anche perché il Governo - vi ricordo - il precedente
Governo aveva già approvato una delibera di Giunta per la
soppressione di questo ente; una delibera di Giunta che poi è stata
bloccata.
Quest'altro Governo, il Governo attuale del Presidente Crocetta,
ha fatto dei commissariamenti perché non potevamo lasciare l'ente
senza nessuna guida e vi assicuro che dai commissariamenti non è
mai uscito niente di interessante perché comunque la situazione non
è dinamica, è statica, per non dire che è inesistente e comunque,
dal punto di vista tecnico, questo ente in questo momento è una
sorta di incombenza per la Regione perché sono dei costi
aggiuntivi.
Considerato poi anche il discorso del CGA, piuttosto che della
sentenza del TAR, questo è un altro aspetto che non viene chiuso.
Dopo che il Governo decide di avviare la messa in liquidazione di
questo ente, garantendo però i diritti che la Regione ha, quindi la
titolarità delle aree in capo alla Regione, questo non toglie la
scelta del Governo di mettere in liquidazione l'Ente autonomo
portuale di Messina. Questa è la posizione del Governo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 64. Il parere del
Governo?
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione della mozione n. 93 «Interventi a sostegno delle
piccole e medie imprese siciliane titolari di emittenti televisive
locali per il rafforzamento tecnologico organizzativo e la
transizione al sistema digitale terrestre»
PRESIDENTE. Si passa al quinto punto all'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 93 «Interventi a sostegno delle
piccole e medie imprese siciliane titolari di emittenti televisive
locali per il rafforzamento tecnologico organizzativo e la
transizione al sistema digitale terrestre», a firma degli onorevoli
Grasso, Cimino, Firetto, Lantieri, Gianni. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
il passaggio dalla tradizionale televisione analogica terrestre
alla televisione digitale terrestre, TDT o DTT, anche in Italia, si
realizza a seguito del recepimento nell'ordinamento, di norme e
raccomandazioni comunitarie in materia. Le stesse prevedevano che
il 2012 avrebbe rappresentato il termine ultimo per tutti i Paesi
membri dell'Unione entro il quale si sarebbe dovuto effettuare il
passaggio alla piattaforma digitale;
originariamente, in Italia il cosiddetto 'switch off', cioè il
termine previsto per la conversione, era fissato, ai sensi della
legge n. 66 del 2001, al 31 dicembre 2006; tale termine fu in
seguito spostato, in un primo momento, alla fine del 2008 ed infine
entro il 2012; il 4 luglio 2012 è la data in cui l'Italia ha
completato il cosiddetto passaggio al digitale terrestre;
la Costituzione italiana riconosce, tutela e promuove la liberta
di espressione e di stampa, nell'accezione più ampia del termine
stesso;
nel tempo, l'esigenza di garantire maggiore indipendenza e
pluralismo all'informazione ha favorito la nascita, prima, di
numerose testate giornalistiche e, con lo svilupparsi delle nuove
tecnologie, la creazione di tantissime emittenti televisive a
livello nazionale, regionale e locale;
in Sicilia, la nascita di emittenti televisive è stata importante
anche nei numeri, tant'è che in atto operano oltre 200 emittenti,
le quali garantiscono pluralismo d'informazione e occupazione per
circa 2.000 (duemila) addetti;
per poter continuare a trasmette, le emittenti locali hanno dovuto
sostenere ingenti costi al fine di adeguarsi al passaggio alla
nuova piattaforma digitale, costi dai quali è difficile rientrare
anche a causa della grave crisi economica che ha avuto notevole
ricadute sul settore: infatti, c'è un notevole calo delle commesse
pubblicitarie; questa voce in passato rappresentava la maggiore
fonte di reddito per le emittenti;
CONSIDERATO che:
in assenza di un'organica disciplina a livello statale, spetta
alla Regione porre in essere misure e interventi che permettano al
settore di superare la grave crisi ed avviare, allo stesso tempo,
una fase di rafforzamento tecnologico e organizzativo, in grado di
garantire, inoltre, sostegno economico per i costi sostenuti per il
passaggio alla piattaforma digitale richiede;
la Sicilia, con l'istituzione del Co.Re.Com. (Comitato Regionale
per le Comunicazioni), previsto ai sensi dell'articolo 101 della
legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, quale organo di consulenza
dell'Assemblea regionale siciliana e del Governo regionale, ha
assunto proprie competenze in materia, sempre nel rispetto delle
norme nazionali;
diverse Regioni, tra cui la Puglia, il Veneto, la Toscana la
Calabria, etc., hanno attivato con bandi, nell'ambito dei
rispettivi POR FERS 2007 - 2013, linee d'intervento per dare
sostegno economico delle PMI titolari di emittenti televisive
locali, operanti nel proprio ambito regionale, che hanno effettuato
il passaggio alla piattaforme digitale terrestre;
ATTESO che:
annualmente lo Stato eroga, a mezzo bando, contributi economici
previsti dalla legge n. 448 del 1998 e dal decreto ministeriale 5
novembre 2004, n. 292, in favore delle emittenti locali; infatti,
sulla G.U.R.I. n. 14 del 17 gennaio 2013, è stato pubblicato, a
cura del Ministero dello Sviluppo Economico, il D.M. 15 ottobre
2012 relativo ai contributi per l'anno 2012;
i contributi di cui sopra vengono erogati a seguito delle
formulazione di apposite graduatorie regionali, redatte a seguito
della presentazione delle istanze delle emittenti locali; tuttavia
la grave crisi in cui versa il settore dell'emittenza televisiva
non consente a tutte le emittenti operanti sul territorio regionale
di mantenere i requisiti previsti per poter partecipare al bando;
RITENUTO che:
la tutela della libertà, dell'indipendenza e del pluralismo dei
mezzi di comunicazione e informazione, con particolare riferimento
alla emittenti televisive locali, è un dovere precipuo dell'azione
di governo;
le emittenti locali, attraverso la quotidiana attività, svolta sul
territorio a contatto con la gente, raccontando le storie di vita,
i fatti di cronaca, descrivendo il territorio, rappresentano ormai
un patrimonio culturale da salvaguardare,
impegna il Governo della Regione
ad individuare, nell'ambito dei vari Assi del POR FERS Sicilia
2007 - 2013, linee d'intervento utili al fine di prevedere misure a
sostegno delle PMI siciliane, operanti nel territorio della
Regione, titolari di emittenti televisive locali, prevedendo,
inoltre, un sostegno alle spese sostenute dalle stesse per il
passaggio al sistema digitale terrestre». (93)
Invito l'onorevole Grasso ad illustrare la mozione.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, mi ero
distratta perché ormai con queste mozioni avevamo perso le
speranze, ma anche con i fondi comunitari credo si siano perse le
speranze. Si tratta di un tema abbastanza importante e delicato,
quello oggetto della mozione, perché riguarda gli interventi a
sostegno delle piccole e medie imprese siciliane titolari di
emittenti televisive locali per il rafforzamento tecnologico
organizzativo e la transizione al sistema digitale terrestre . In
un momento in cui l'editoria e i mezzi di informazione vivono una
profonda crisi, vi sono in Sicilia circa 100 emittenti televisive
locali che, attraverso il loro lavoro quotidiano e meticoloso,
garantiscono dando voce ai territori un pluralismo sempre più
necessario.
Le televisioni sono state costrette, attraverso una legge, al
passaggio dal sistema analogico al sistema digitale. Per un tale
investimento sono state costrette a sborsare ingenti somme di
denaro utili all'adeguamento loro imposto dallo Stato dal momento
che non è stata lasciata loro alcuna alternativa. In questo senso e
a sostegno di tutte le emittenti televisive locali, tutte le altre
regioni d'Italia - dico tutte le altre regioni d'Italia - hanno
opportunamente, come tra l'altro previsto dalle linee di intervento
dettate dalla Comunità europea, supportato l'adeguamento
tecnologico promulgando dei bandi e attingendo alle risorse
comunitarie.
In taluni casi le regioni, addirittura, sono intervenute
direttamente attraverso risorse dei propri bilanci. La Sicilia, che
figura tra le regioni col più alto numero di piccole e medie
imprese titolari di emittenti private, purtroppo, ancora una volta
è rimasta indifferente, inerte, tra l'inerzia dell'inerzia, mi sia
concesso dire, richiamando come ormai accade quasi ogni giorno il
disimpegno automatico dei fondi comunitari, anche per questo
settore. Insomma, una ciclicità vichiana che continua a ripetersi
tra un annuncio e l'altro.
Il Veneto, solo per fare un esempio, nel bando predisposto ha
addirittura previsto per l'elaborazione dei progetti tecnici
l'installazione e il collaudo degli apparati, un rimborso pari al
100 per cento della spesa ammissibile. Altri bandi - e sono tutti
qua e possono essere sottoposti all'attenzione dei colleghi - sono
delle Regioni Toscana, Calabria, Puglia, Lombardia ed Emilia
Romagna.
Ora, in un momento in cui qui in Sicilia c'è un problema
occupazionale, proprio le emittenti private danno voce ai
territori, sono fra l'altro libere più di quanto lo possa essere
l'informazione nazionale o qualche informazione regionale, che la
Sicilia non solo non preveda nel bilancio regionale, perché non ha
i fondi, la possibilità di erogare finanziamenti, ma preclude pure
la possibilità per queste televisioni di avere le risorse
attraverso i fondi comunitari previsti appositamente per il
rinnovo, è veramente qualcosa , altro che parlare di comunicazione,
di informazione, o di mantenere i livelli occupazionali
Chiedo, quindi, un forte impegno al Governo perché veda nella
rimodulazione, se ancora è possibile fare rimodulazione, o se
effettivamente stanno tornando tutti i fondi indietro.
Qui non faccio un altro appello al Governo per quanto riguarda
tutti i fondi comunitari.
L'altro giorno ho sentito il direttore Falgares e francamente sono
preoccupata, amareggiata e, credetemi, veramente desolata perché
questa Regione sta mandando a mare cinque anni di progettazione da
parte dei territori. Come vogliamo parlare di sviluppo, come
vogliamo parlare di economia, quando tutti i progetti previsti dai
PIST stanno tornando indietro?
Posso assicurarvi che non se ne parla neanche per la prossima
programmazione.
Ai colleghi che prima dicevano che il Parlamento non lavora nelle
commissioni, dico che nelle commissioni ci sono i disegni di legge,
ma non possono andare avanti perché mancano i titoli di spesa. Il
10 dicembre chiude la tesoreria, chiude la cassa regionale e qui
ancora non si parla di variazioni di bilancio.
Ma vogliamo avere tutti quanti, e pure il Governo, un sussulto di
responsabilità?
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Marziano. Ne ha
facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non posso che
essere d'accordo con tutte le considerazioni che ha svolto finora
la collega Grasso sul fatto che la Sicilia non ha provveduto, uso
il passato prossimo, ad approvare una legge che tenesse conto che
nel passaggio tra l'analogico e il digitale tutte le aziende
dell'informazione, tutte le strutture informative, televisive e
radiofoniche (spesso sono le stesse società) hanno dovuto
affrontare costi notevoli; hanno dovuto spesso indebitarsi;
qualcuno di queste non ha retto l'urto del passaggio alla nuova
tecnologia.
Però penso di poter dire alla collega Grasso e agli altri colleghi
che da stasera possiamo essere fiduciosi perché, nelle scorse
settimane, la terza Commissione legislativa ha approvato un disegno
di legge di iniziativa parlamentare, primo firmatario il collega
Leanza, ma ci sono parecchi altri deputati e adesso non ricordo il
nome di tutti.
Questo disegno di legge interviene proprio su tutte le questioni
che ha sollevato la collega Grasso.
Intanto è un disegno di legge-quadro che prefigura la possibilità
di utilizzo di una serie di misure dei fondi europei sia nel campo
della formazione del personale, prevede tutte le figure
professionali del mondo dell'informazione che possono avvalersi di
questi fondi, non solo, ma proprio perché volevamo, i presentatori
e la commissione, tenere conto di quella platea di emittenti, le
piccole e medie emittenti, in commissione il disegno di legge ha
subìto una serie di emendamenti che ne hanno allargato la platea.
Dalle grosse concentrazioni di emittenti televisive i benefici sono
stati estesi anche alle emittenti piccole e medie, quelle cioè che
garantiscono l'informazione diffusa nel territorio. Il disegno di
legge ha subito qualche ritardo in Commissione Bilancio perché
prevedeva delle somme del bilancio regionale e quindi ci sono
state delle difficoltà per reperire queste somme.
So per certo, ne ha parlato oggi ufficiosamente il presidente
della commissione, che il disegno di legge è stato esitato dalla
commissione e dovrebbe arrivare in Aula al più presto. Penso che
sia uno di quei disegni di legge di iniziativa parlamentare che
caratterizza, valorizza il ruolo di questo Parlamento. Infine, non
dobbiamo dimenticare che questo mondo deve poter accedere
all'utilizzo dei fondi Jeremie e Jessica per i quali non è stato
speso ancora un solo euro.
Le due banche che hanno la titolarità dell'istruzione delle
pratiche, la Banca Nazionale del Lavoro e Unicredit, sostengono di
non avere ricevuto nessuna richiesta di finanziamento.
Ci sono 400 milioni di fondi dei siciliani che sono bloccati: 200
circa al servizio degli enti locali, dei comuni in particolar modo,
e 220 milioni di euro al servizio del sistema della piccola e media
impresa che sono inutilizzati. Allora, ci dobbiamo porre il
problema, e approfitto della presenza di tre assessori, di come
stimolare le due banche titolari dei due fondi, ma anche il sistema
delle imprese, gli enti locali, all'utilizzo di questi fondi. E'
delittuoso lasciarli inutilizzati.
La legge sull'editoria consente alle imprese di spingere per
l'utilizzo di questi fondi che sono una dotazione finanziaria
significativa.
Penso di poter dire che la mozione presentata dai colleghi si
integra perfettamente nel percorso legislativo che la commissione
ha fatto nel disegno di legge e che prevede il finanziamento.
L'obiettivo è lo stesso: sostenere, aiutare la piccola emittenza
televisiva a sopportare lo sforzo del passaggio dall'analogico al
digitale. L'obiettivo è lo stesso; lo strumento è diverso.
L'obiettivo è aiutare il nostro sistema dell'informazione
radiotelevisiva a superare la difficoltà creata nel passaggio
dall'analogico al digitale. Sono assolutamente d'accordo, ma c'è
questa novità di rilievo che dovrebbe arrivare in Aula nei prossimi
giorni.
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli deputati, mi ricollego a quanto detto dall'onorevole
Grasso e dall'onorevole Marziano per dire che avevamo già risposto
ad una interrogazione dell'onorevole Fontana e poi ad una
dell'onorevole Musumeci.
Il 9 luglio 2013, gli onorevoli deputati avevano fatto una
interrogazione chiedendo se nel POR 2007-2013 erano stati inseriti
degli interventi a supporto delle aziende radiofoniche e
radiotelevisive.
Il Dipartimento Attività produttive ha fatto una ricerca
all'interno di tutte le linee che non sono mai state attivate,
poiché dovete sapere che all'interno del Dipartimento ci sono delle
linee, compreso quella dell'e-commerce, che non era mai stata
attivata. Abbiamo fatto questa ricerca, così come l'abbiamo fatta
per rintracciare la linea sull'e-commerce ma, ahimè, per quanto
riguarda le linee a supporto di questo tipo di imprese, non c'era
niente. Quindi non è mai stato pensato di inserire un intervento a
favore di queste ed evidentemente qualcuno ha pensato che ci
sarebbe stato il passaggio al digitale. Poi abbiamo comunque
rilevato dei dati dalla Corecom, così come abbiamo comunque portato
avanti i lavori, insieme alla segreteria tecnica del Bilancio,
proprio perché eravamo al corrente che c'era anche questo lavoro in
commissione; quindi, questo intervento legislativo a supporto di
queste imprese.
Rispetto alla notizia che avevamo dato il 9 luglio 2013, dalla
nostra ricerca siamo arrivati a questo punto. Infatti il
Dipartimento risponde dicendo che, ad integrazione della nota
precedente di pari oggetto, che è appunto questa del luglio 2013,
in cui confermavamo che non esistevano delle linee specifiche a
supporto di queste imprese, segue: «Nella considerazione che il
numero delle imprese radiotelevisive dai dati recuperati in nostro
possesso si aggira intorno alle 110 imprese».
Questo perché lo abbiamo specificato, perché nel disegno di legge
n. 304 si parla di emittenti radiotelevisive-radiofoniche, ma si
parla in modo più fluido e più ampio anche di altre aziende che
appartengono al settore della comunicazione perché c'è appunto
anche l'azienda che si occupa dei web piuttosto che l'azienda
dell'editoria, che lavorano nel settore del cartaceo.
Il disegno di legge n. 304 copre questo settore in modo più ampio.
E abbiamo scritto che il disegno di legge n. 304 si rivolge ad una
platea più ampia e fluida, la cui quantificazione non può che
essere approssimativa; che occorre sostenere le aziende del settore
in esame per favorirne lo sviluppo tecnologico volto
all'innovazione degli impianti nonché al potenziamento del sistema
dell'informazione locale e allo sviluppo di nuovi contenuti e
servizi su reti digitali; che occorre favorire l'aggregazione in
termini operativi delle aziende in esame, attraverso la promozione
di distretti produttivi dedicati o di reti di impresa, che
garantirebbero alle aziende un rafforzamento strutturale che
consentirebbe di sostenere al meglio la concorrenza dei grossi
gruppi televisivi; che occorre sostenere il miglioramento, la
valorizzazione e l'aggiornamento professionale dei dipendenti.
Considerata l'entità della platea a cui l'iniziativa legislativa
si indirizza, si ritiene che una dotazione congrua possa stimarsi
intorno ai 15 milioni di euro da reperire dalle economie conseguite
dall'Obiettivo 5.1.1 e dall'Obiettivo 4.1.2 della programmazione
2007-2013; quindi, come linee da cui possiamo rimodulare. Avremmo
individuato queste due linee. Però, attenzione, in tal senso,
occorre che il Dipartimento Programmazione si esprima
sull'effettiva possibilità di dedicare le risorse sopra individuate
al settore in esame.
Nell'esprimere, comunque, grosse perplessità sulla tempistica, si
evidenzia che l'iniziativa legislativa in esame potrebbe trovare
capienza in termini di risorse nell'ambito della programmazione dei
fondi comunitari per il periodo 2014-2020 in fase di redazione e
compilazione.
Faccio una sintesi proprio per andare al nocciolo della nostra
discussione.
Se, da una parte, abbiamo trovato le linee, da un'altra parte ci
potrebbe essere l'opportunità di tentare la rimodulazione; ma in
questo, purtroppo, siamo sempre collegati con la tempistica che,
come voi stessi avete detto, laddove stiamo scongiurando in alcuni
casi il disimpegno, i tempi non ci aiutano sicuramente. Però, visto
che è giusto che grazie a questo intervento legislativo e
all'attenzione che l'Assemblea ha voluto dare a questo importante
settore imprenditoriale, dobbiamo comunque pensare a strutturare,
organizzare il prossimo futuro con una programmazione. Peraltro,
abbiamo voluto parlare di reti di imprese e distretti perché la
realtà di una rete di imprese che lavorano nello stesso settore ha
adesso il diritto di essere riconosciuta anche in termini di
presenza, quindi di politica distrettuale e imprenditoriale, in
modo tale da non dimenticare di inserirla negli interventi con la
prossima programmazione.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione. Pongo in votazione la
mozione n. 93.
Il parere del Governo?
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Favorevole, ma
sempre nei limiti degli strumenti nella nuova programmazione.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Discussione della mozione n. 123 «Ripristino del gettito derivante
dalle operazioni effettuate in via telematica dalle imprese di
revisione riconosciute ed autorizzate ad operare, nel territorio
siciliano, dalla competente Amministrazione regionale»
PRESIDENTE. Si passa al sesto punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 123 «Ripristino del gettito derivante
dalle operazioni effettuate in via telematica dalle imprese di
revisione riconosciute ed autorizzate ad operare, nel territorio
siciliano, dalla competente Amministrazione regionale», degli
onorevoli Grasso ed altri.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
con il Decreto Legislativo 11 settembre 2000, n. 296, 'Norme di
attuazione dello Statuto speciale della regione siciliana recanti
modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della
Repubblica 17 dicembre 1953, n. 1113, in materia di comunicazioni e
trasporti' sono state trasferite alla regione Siciliana le
competenza in materia di comunicazioni e di trasporti regionali di
qualsiasi genere, comprese quindi le competenze in materia di
Motorizzazione;
anche in funzione delle nuove competenze di cui al Decreto
legislativo 11 settembre 2000, n. 296, nell'ambito di un programma
di informatizzazione degli uffici della Sicilia, l'Assessorato
regionale del turismo, dei trasporti e delle comunicazioni, ha
realizzato iniziative volte a semplificare e migliorare le
procedure di pagamento ed accertamento delle entrate dei diritti di
motorizzazione mediante la l'informatizzazione della riscossione
degli stessi;
con D.D.G. 886 /Serv.7 TR del 24 dicembre 2002 sono stati
istituiti i conti correnti postali, intestati alla Regione
siciliana - Dipartimento Trasporti e Comunicazioni, su cui far
affluire i versamenti derivanti dalle operazioni tecniche e tecnico-
amministrative effettuate dagli Uffici Provinciali della
Motorizzazione Civile della Sicilia, allo stesso tempo venivano
individuati i capitoli dello stato di previsione delle entrate del
bilancio della Regione Siciliana, sui quali far confluire le somme
riscosse;
nello stesso periodo, anche il Ministero dei trasporti -
Dipartimento dei trasporti terrestri, aveva avviato un analogo
percorso di informatizzazione del sistema di pagamento stipulando
una convenzione in esclusiva con Poste italiane S.p.A., convenzione
alla quale la Regione siciliana non ha aderito, avendo peraltro
affidato nell'ambito della convenzione di cassa assegnata per bando
di gara ad evidenza pubblica al Banco di Sicilia/Unicredit nello
specifico anche il sistema telematico di riscossione dei diritti di
motorizzazione con effetti vincolanti in termini contrattuali;
nel 2007 l'amministrazione regionale sollecitava il Ministero a
fornire il programma applicativo per la connessione del sistema
info-telematico regionale a quello nazionale, sennonché tale
richiesta non ha avuto esito in quanto, il Ministero dell'economia
e delle finanze ha riconosciuto spettanti alla Regione le sole
imposte di bollo gravanti sulle operazioni svolte in Sicilia ma ha
ritenuto fondata la tesi del Ministero delle infrastrutture in
merito alla spettanza allo Stato dei 'diritti' sulle operazioni
effettuate in via telematica, utilizzando il sistema informatico
del Ministero, dalle imprese di revisione riconosciute ed
autorizzate ad operare nel territorio siciliano, dalla competente
amministrazione regionale;
ATTESO che:
con ricorso notificato al Ministero dei trasporti, in persona del
Ministro stesso e presso l'Avvocatura generale dello Stato il 18
aprile 2008 e depositato il 28 aprile 2008, la Regione siciliana ha
sollevato in riferimento all'art. 36 dello Statuto speciale, agli
artt. 2 e 4 del D.P.R. 26 luglio 1965, n. 1074 (Norme di attuazione
dello Statuto della Regione Siciliana in materia finanziaria) e gli
artt. 1, 2- bis, 2-ter, 2-quater del D.P.R. 17 dicembre 1953, n.
1113 (Norme di attuazione dello Statuto della Regione Siciliana in
materia di comunicazione e trasporti) - conflitto di attribuzione
nei confronti dello Stato in relazione alla nota n. 0014656 emessa
dal Ministero dei trasporti, Dipartimento dei trasporti terrestri,
affari generali e pianificazione generale dei trasporti in data 14
febbraio 2008;
con Ordinanza n. 409 del 2009 la Corte Costituzionale, a causa di
un vizio di notifica,(in quanto il ricorso era stato notificato
solo al Ministero dei trasporti in persona del Ministro pro-
tempore, presso il Ministero e all'Avvocatura generale dello Stato,
e non al Presidente del Consiglio dei Ministri) ha dichiarato
inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione proposto
dalla Regione siciliana nei confronti dello stato in relazione alla
nota n. 0014656, emessa dal Ministero dei trasporti, Dipartimento
trasporti terrestri, personale affari generali e pianificazione
generale dei trasporti del 14 febbraio 2008;
la Regione siciliana ha proposto ulteriore ricorso innanzi la
Corte Costituzionale sollevando conflitto di attribuzione avverso
la nota del Ministero dell'economia e delle finanze, Dipartimento
ragioneria generale dello Stato - Ispettorato generale per la
Finanza delle pubbliche amministrazioni - Ufficio IX del 24 ottobre
2008, n. 0111774, con la quale viene affermata la spettanza allo
Stato delle entrate relative alle operazioni di motorizzazione
effettuate in Sicilia;
con delibera della Giunta regionale n. 297 del 6 agosto 2009, il
Presidente della Regione pro tempore è stato autorizzato a proporre
ricorso contro il Presidente del consiglio dei Ministri pro tempore
per la per la risoluzione del conflitto di attribuzione insorto fra
la Regione siciliana e lo Stato per effetto dei seguenti
provvedimenti:
decreto dirigenziale del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti - Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i
sistemi informativi e statistici 10 luglio 2009, prot. n. 0003662;
circolare 10 luglio 2009, prot. R.U. 70058 dello stesso
Dipartimento del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,
di attuazione del suindicato decreto dirigenziale n. 3662/2009;
decreto del Ministro dei trasporti 5 marzo 2008, n. 66T, in quanto
allegato alla circolare 10 luglio 2009, prot. R.U. 70058;
in relazione alla implicita affermazione della spettanza allo
Stato delle entrate relative alle operazioni di motorizzazione
effettuate dai centri privati di revisione dei veicoli operanti in
Sicilia ed effettuate in via telematica utilizzando il sistema
informatico del Ministero e della minacciata sospensione dei
collegamenti telematici in caso di mancato versamento dei diritti;
con riferimento ai citati ricorsi, la difesa dello Stato ha
eccepito, in via preliminare, l'inammissibilità del conflitto, per
omessa impugnazione della nota 14 febbraio 2008, n. 0014656, del
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con la quale per la
prima volta era stata espressa la posizione dell'Amministrazione
statale in ordine alla spettanza allo Stato delle entrate relative
alle operazioni di motorizzazione di cui si discute, dovendosi
considerare, invece, gli atti impugnati meramente confermativi;
in realtà della nota 14 febbraio 2008, n. 0014656 del Ministero
delle Infrastrutture e dei Trasporti era stata impugnata con il
ricorso del 18.04.2008, iscritto al n. 7/2008 del registro
conflitti tra enti, dichiarato inammissibile, per le motivazioni
anzidette, dalla Corte Costituzionale, per un vizio di notifica,
con la decisione n. 409/2008;
con ricorso notificato il 23 novembre 2009 e depositato il 27
novembre successivo (r. confl. enti n. 13 del 2009), il Presidente
del Consiglio dei Ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura
generale dello Stato ha sollevato - in riferimento agli artt. 114,
120 e 117, primo comma, Cost. (quest'ultimo per il tramite della
Direttiva CE del Consiglio 29 aprile 1999, n. 1999/37/CE, relativa
ai documenti di immatricolazione dei veicoli), al principio di
leale collaborazione, nonché all'art. 36 dello statuto speciale e
agli artt. 1, commi 2 e 4, e 2-ter del D.P.R. n. 1113 del 1953 -
conflitto di attribuzione nei confronti della Regione siciliana, in
relazione ai seguenti atti: a) il decreto del dirigente generale
del Dipartimento regionale trasporti e comunicazioni e del
ragioniere generale della Ragioneria generale della Regione
siciliana del 28 luglio 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana del 21 agosto 2009, parte I, n. 39, con il
quale viene dato 'incarico all'Istituto Cassiere di provvedere a
partire dal 17 agosto 2009 oltre che al rilascio della ricevuta
dell'avvenuto pagamento anche al rilascio del tagliando di
revisione secondo le vigenti specifiche, integrato con
l'intestazione Regione siciliana - Dipartimento comunicazioni e
trasporti'; b) la circolare dell'Assessorato del turismo, delle
comunicazioni e dei trasporti del 18 agosto 2009, n. 5, pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana del 28 agosto
2009, parte I, n. 40, con cui si da attuazione al suddetto decreto,
definendo, tra l'altro, le caratteristiche dei tagliandi di
revisione emessi e illustrando le modalità di accesso al servizio
di verifica dell'autenticità dei tagliandi di revisione emessi
dalle imprese di autoriparazione aventi sede in Sicilia, dandone
comunicazione, tra l'altro, alle forze di polizia; c) la nota del
dirigente generale del Dipartimento regionale trasporti e
comunicazioni della Regione siciliana del 25 agosto 2009,
protocollo n. 471, con cui viene comunicato al Ministero dei
trasporti il contenuto dei suddetti provvedimenti e si richiede al
Ministero stesso un incontro al fine di stabilire le modalità
operative concernenti la 'necessaria integrazione' dei dati
relativi alle revisioni effettuate in Sicilia dalle imprese di
autoriparazione 'con quelli contenuti nel data base nazionale';
PRESO ATTO che:
la Corte Costituzionale con sentenza n. 369/2010 del 15.12.2010 ha
dichiarato inammissibili i ricorsi per conflitto di attribuzione
proposti dalla Regione siciliana nei confronti dello Stato, in
relazione:
a) alla nota del Ministero dell'economia e delle finanze,
Dipartimento ragioneria generale dello Stato - Ispettorato generale
per la finanza delle pubbliche amministrazioni - Ufficio IX, del 24
ottobre 2008, n. 0111774;
b) al decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti -
Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi
informativi e statistici del 10 luglio 2009, n. 0003662;
c) alla circolare del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti - Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i
sistemi informativi e statistici del 10 luglio 2009, R.U. 70058;
d) al decreto del Ministro dei trasporti del 5 marzo 2008, n. 66T;
e) alla nota del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del
14 settembre 2009, n. 75/RC.;
senza entrare nel merito della questione sollevata dalla Regione
siciliana, ritenendo gli atti impugnati meramente confermativi
della nota 14 febbraio 2008, n. 0014656, del Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti;
nell'ambito della stessa sentenza, la Corte costituzionale ha
dichiarato che non spetta alla Regione siciliana il potere di
stabilire in concreto le modalità operative e i protocolli di
funzionamento del sistema informativo indicato dall'art. 2-ter del
decreto del Presidente della Repubblica 17 dicembre 1953, n. 1113
(Norme di attuazione dello Statuto della Regione siciliana in
materia di comunicazioni e trasporti); annullando di conseguenza:
a) il decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale
trasporti e comunicazioni e del ragioniere generale della
Ragioneria generale della Regione siciliana del 28 luglio 2009;
b) la circolare dell'Assessorato del turismo, delle comunicazioni
e dei trasporti del 18 agosto 2009, n. 5;
c) la nota del dirigente generale del Dipartimento regionale
trasporti e comunicazioni della Regione siciliana del 25 agosto
2009, protocollo n. 471;
CONSIDERATO che:
con la sentenza n. 369/2010 del 15.12.2010, la Corte
Costituzionale non abbia, nel merito, stabilito a chi spettassero
le imposte e i diritti sulle operazioni effettuate in via
telematica dalle imprese di revisione riconosciuti ed autorizzati
ad operare dall'amministrazione regionale, in quanto tale
fattispecie era oggetto del ricorso con il quale la Regione
siciliana aveva sollevato in riferimento all'art. 36 dello Statuto
speciale, agli artt. 2 e 4 del D.P.R. 26 luglio 1965, n. 1074
(Norme di attuazione dello Statuto della Regione Siciliana in
materia finanziaria) e gli artt. 1, 2- bis, 2-ter, 2-quater del
D.P.R. 17 dicembre 1953, n. 1113 (Norme di attuazione dello Statuto
della Regione Siciliana in materia di comunicazione e trasporti) -
conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato in relazione
alla nota n. 0014656 emessa dal Ministero dei trasporti,
Dipartimento dei trasporti terrestri, affari generali e
pianificazione generale dei trasporti in data 14 febbraio 2008,
dichiarato inammissibile per difetto di notifica ed
inspiegabilmente non riproposto;
RITENUTE fondate le ragioni sostenute dalla Regione siciliana,
così come per ultimo con la nota, dell'Assessorato regionale delle
infrastrutture e della mobilità prot. 36097 del 18 aprile 2013,
inviata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per cui
il gettito, non indifferente, derivante dalle operazioni effettuate
in via telematica dalle imprese di revisione riconosciute ed
autorizzate ad operare nel territorio siciliano, dalla competente
amministrazione regionale, spetti di diritto e in applicazione
dello Statuto alla Regione,
impegna il Governo della Regione
a voler individuare e percorrere tutte le iniziative utili al fine
di ripristinare l'introito nel bilancio della Regione siciliana del
gettito derivante dalle operazioni effettuate in via telematica
dalle imprese di revisione riconosciute ed autorizzate ad operare
nel territorio siciliano, dalla competente amministrazione
regionale». (123)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Grasso per illustrarla.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, manca l'assessore
per l'economia e quindi preparatevi perché questa mozione tratta un
argomento abbastanza delicato che attiene a due assessorati,
Infrastrutture ed Economia, in quanto si tratta del mancato
introito del gettito derivante dalle revisioni e che il Governo
dovrebbe richiedere al Parlamento nazionale.
Pertanto, al posto di illustrare la mozione, se voi ritenete che
si possa discutere stasera. In realtà, la mozione è abbastanza
delicata e si riferisce ad un tema molto serio .
PRESIDENTE. Mi scusi se la interrompo, onorevole Grasso, ma stavo
proprio leggendo il testo della mozione e direi che se gli
assessori Vancheri e Scilabra, presenti in Aula, sono d'accordo,
possiamo eventualmente rinviare la discussione della mozione a
domani, cercando di avere anche la presenza in Aula dell'assessore
per l'economia al fine di ottenere una discussione più approfondita
ed entrare nel merito della stessa.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
GRASSO. Signor Presidente, io glielo avevo detto in premessa e,
tra le altre cose, questa è una mozione che ci trasciniamo dai
primi giorni di settembre.
Ho già svolto un intervento su questo e lei sa qual è il mio
pensiero.
VINCIULLO. Signor Presidente, ma se l'assessore ritiene di potere
rispondere alla mozione.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, la Presidenza ha già avuto
un'intesa con l'assessore Vancheri e con l'onorevole Grasso.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 16
ottobre 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
libertà civili, politiche, economiche e sociali'. (n. 223/A)
2) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
III - Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
siciliano, sui progetti di legge costituzionali nn. A.S. 42 e A.S.
363 concernenti modifiche dello Statuto della Regione in materia di
procedure per la modifica dello Statuto medesimo
IV - Discussione della mozione:
N. 123 - Ripristino nel bilancio regionale del gettito
derivante dalle operazioni effettuate in via
telematica dalle imprese di revisione riconosciute ed
autorizzate ad operare, nel territorio siciliano,
dalla competente amministrazione regionale.
(28 maggio 2013)
GRASSO - LANTIERI - FIRETTO - FIGUCCIA
La seduta è tolta alle ore 19.34
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO 1
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Istruzione e formazione professionale»
CRACOLICI. -«All'Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale, premesso che gli Ersu versano in una difficile
condizione amministrativa e di funzionamento e in particolare le
sedi di Palermo, Catania e Messina; specificamente, nelle suddette
sedi, mancano i direttori da più di un anno;
considerato che:
la legge regionale n. 9 del 2012 all'art. 6 stabilisce che i
direttori degli ERSU, nelle more dell'espletamento dei concorsi di
cui al comma 1 dell'articolo 14 della legge regionale 25 novembre
2002 n. 20 sono nominati 'su proposta del Dirigente generale del
Dipartimento regionale dell'istruzione e della formazione
professionale';
il dirigente generale, in data 8 giugno 2012, ha emanato un bando
per il conferimento degli incarichi basandosi sui criteri indicati
nel D.D.G n. 2439 del 13 maggio 2010, previsti per l'attribuzione
delle posizioni dirigenziali del Dipartimento Istruzione;
rilevato che:
la graduatoria si trova da mesi presso la Direzione del
Dipartimento Istruzione e non viene dato seguito senza alcuna
motivazione;
il provvedimento non è mai stato revocato e pertanto la sua
mancata adozione rischia di configurare una condizione di
illegittimità e di assenza di regole;
ritenuto che l'Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale ha sollevato più volte la necessità di giungere
all'approvazione di una nuova legge sul diritto allo studio
universitario e certamente ciò non si coniuga con l'assenza dei
ruoli previsti per la guida degli enti che dovrebbero garantire
questo diritto;
per sapere:
quali ragioni abbiano impedito ed impediscano ad oggi di dare
corso conseguentemente al bando, alla graduatoria già stilata
relativamente alla copertura delle postazioni dirigenziali e se ciò
non configuri una condizione di illegittimità;
se non ritenga necessario e urgente adottare ogni misura
prevista allo scopo di garantire lo sblocco della graduatoria
e assicurare prioritariamente il regolare funzionamento degli
ERSU». (271)
Risposta. -«Perviene agli Uffici di diretta collaborazione di
questo Assessorato l'interrogazione n. 271 a firma dell'onorevole
Antonello Cracolici, il quale chiede chiarimenti circa il
funzionamento degli ERSU e la mancata assegnazione delle figure di
Direttore nelle sedi di Palermo, Catania e Messina.
In merito alla problematica de qua si rappresenta che questo
Assessore ha predisposto una specifica direttiva, indirizzata al
Dipartimento regionale dell'Istruzione e della Formazione
professionale per il perfezionamento delle procedure per il
reclutamento delle figure direttoriali attivate dal Dirigente
Generale con bando dell'8 giugno 2012.
Tanto si rappresenta a codesto illustrissimo Parlamento e si resta
a disposizione per altri eventuali chiarimenti od integrazioni».
L'Assessore
N.
Scilabra
VULLO. -«All'Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale, premesso che:
l'Assessorato regionale Istruzione e formazione professionale ha
avviato da tempo una serie di accorpamenti tra le scuole siciliane;
i criteri di razionalizzazione subordinano il mantenimento
dell'autonomia di un'istituzione scolastica alla presenza di almeno
900 studenti iscritti;
tenuto conto che:
a Catania esistono due Licei artistici, intitolati rispettivamente
ad Emilio Greco e Mimì Lazzaro, con circa 670 e 500 allievi;
i dati degli ultimi anni mostrano una tendenza al mantenimento
degli attuali livelli di iscrizione, che dovrebbe consentire alle
due scuole di superare insieme il migliaio di studenti;
per sapere:
quali iniziative l'Assessorato stia adottando per garantire il
logico e funzionale accorpamento dei due Licei artistici catanesi;
quali ulteriori criteri siano stati eventualmente previsti ai fini
della razionalizzazione della rete scolastica in Sicilia;
se si intendano formulare giudizi prognostici circa l'aumento o la
diminuzione delle iscrizioni ad ogni istituto, sulla base dei dati
statistici degli ultimi anni». (455)
Risposta. -«Perviene agli Uffici di diretta collaborazione di
questo Assessore l'interrogazione n. 00455 a firma dell'onorevole
Gianfranco Vullo con la quale si chiede allo scrivente Assessorato
di conoscere quali iniziative si stiano adottando per garantire il
logico e funzionale accorpamento dei Licei artistici catanesi
Emilio Greco e Mimì Lazzaro; quali ulteriori criteri siano stati
eventualmente previsti ai fini della razionalizzazione della rete
scolastica in Sicilia; se si intendano formulare giudizi
prognostici circa l'aumento o la diminuzione delle iscrizioni ad
ogni istituto sulla base di dati statistici recenti.
In merito alle problematiche prospettate, si rappresenta quanto
segue.
I Licei artistici catanesi Emilio Greco e Mimì Lazzaro non sono
stati oggetto di accorpamento poiché tale operazione avrebbe potuto
comportare anche in prospettiva, il soprannumero dei docenti dei
due licei ed il conseguente problema del loro impiego presso altri
istituti.
In ordine, poi, a quali ulteriori criteri siano stati
eventualmente previsti ai fini della razionalizzazione della rete
scolastica in Sicilia, si evidenzia che, come indicato dall'art.
12, comma 1, lett. C del Decreto Legge 12 settembre 2013, n. 104
(che ha apportato modifiche all'articolo 19 del decreto-legge 6
luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15
luglio 2011, n. 111), al fine di consentire l'ottimale
dimensionamento delle istituzioni scolastiche e la programmazione
degli organici: I criteri per l'individuazione delle istituzioni
scolastiche ed educative sede di dirigenza scolastica e di
direttore dei servizi generali e amministrativi sono definiti con
accordo in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, fermi restando gli
obiettivi finanziari di cui ai commi 5 e 5-bis, come modificati
dalla legge 12 novembre 2011, n. 183, su proposta del Ministero
dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con
il Ministero dell'economia e delle finanze .
Di conseguenza, nell'ambito dei posti disponibili di dirigenza
attribuiti dallo Stato, sarà possibile determinare in ambito locale
le sedi cui assegnare la dirigenza, in conformità ai criteri
stabiliti in sede di Conferenza unificata Stato-Regioni.
Infine, riguardo ad eventuali giudizi prognostici circa l'aumento
o la diminuzione delle iscrizioni sulla base di dati statistici
recenti, lo scrivente Assessorato, pur non in possesso dei dati
inerenti al trend' del singolo istituto, evidenzia un sensibile
decremento delle iscrizioni sul territorio regionale: 266.031 unità
nell'a.s. 2008-2009 a fronte di 247.441 unità nell'a.s. 2012/2013
(dati forniti dal MIUR)».
L'Assessore
N.
Scilabra
ALLORO - PANEPINTO. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore
per l'istruzione e la formazione professionale, premesso che:
la Commissione di indagine sulla formazione professionale,
istituita in seno a questa Assemblea regionale siciliana nella
scorsa legislatura, ha riscontrato che il settore della FP in
Sicilia occupa circa 7.500 dipendenti a tempo indeterminato ed
almeno altrettanti lavoratori a tempo determinato, oltre
all'indotto costituito dai prestatori di servizi e forniture;
in questi giorni, le Associazioni degli Enti di Formazione
Professionale e le OO.SS. del settore hanno comunicato l'avvio
delle procedure di licenziamento collettivo dei lavoratori
dipendenti a tempo indeterminato del comparto, indicando ad oggi,
in base alle procedure già avviate, un numero di esuberi che supera
le 2.000 unità di personale e dichiarando che il numero di che
trattasi è inevitabilmente destinato ad accrescersi;
le Associazioni degli Enti di Formazione Professionale e le OO.SS.
fanno discendere i licenziamenti dall'annunciata volontà del
Governo della Regione di non finanziare il secondo anno di attività
formativa dell'Avviso 20/2011 e di predisporre un nuovo Avviso
pubblico la cui copertura sarebbe da ricercare nel 'Piano Giovani';
le parti sociali lamentano, altresì, la vaghezza del Governo nella
descrizione degli strumenti che dovrebbero garantire nel periodo di
'vacatio' tra la fine delle attività finanziate dall'Avviso 20 (7
giugno 2013) e il finanziamento di nuove attività in base
all'annunciato nuovo Avviso pubblico a valere sul Piano Giovani',
gli strumenti di politica attiva del lavoro necessari a mantenere i
livelli occupazionali e retributivi dei lavoratori del comparto;
la preoccupazione degli operatori del settore e l'allarme sociale
sono acuiti dallo scenario caratterizzato dagli annunciati atti di
revoca dell'accreditamento e dalle dichiarazioni dell'Assessore al
ramo inerenti la revisione stessa dei criteri di accreditamento
degli Enti, nonché dal recente avvio di un organico processo di
riforma della FP in Sicilia (condotto mediante l'attivazione di
tavoli di concertazione), i cui contenuti non sono ancora
delineati;
l'Avviso 20/2011 prevedeva l'articolazione di un programma di
interventi formativi di durata triennale;
il Dirigente Generale del Dipartimento Formazione pro tempore,
dott. Ludovico Albert, in audizione in data 9 aprile 2013 presso la
II Commissione legislativa di questa Assemblea regionale siciliana,
ha espressamente dichiarato che le risorse necessarie a garantire
copertura finanziaria per il secondo anno dell'Avviso 20 sono state
appostate nel c.d. Piano Giovani Sicilia', specificando altresì
che la terza annualità andrebbe finanziata a valere sulla nuova
Programmazione comunitaria;
invero, nell'Ambito Occupabilità (par. 4.1, pag. 24) del Documento
approvato dalla Giunta regionale - Deliberazione n. 215 del
21.06.2012, risultano appostati per attività di
Orientamento/Formazione 286,00 milioni di euro, la cifra esatta per
garantire la seconda annualità dell'Avviso 20;
nel medesimo Documento, al par. 6 (pag. 44) Modalità di
Attuazione' sono stabilite le regole della Governance del
Programma, laddove si legge, tra gli altri, oltre al ruolo
dell'Autorità di Gestione FSE della Sicilia, di un Comitato di
Direzione con il compito di '...proporre eventuali revisioni degli
ambiti e priorità di intervento oltre che eventuali rimodulazioni
finanziarie e, ove necessario, ridefinizione delle sue risorse
finanziarie';
ancora nel citato Documento, in tema di 'Sistema di Attuazione e
Gestione' (pag. 45) è scritto che le procedure di attuazione del
Programma '...sono molto simili a quelle previste dai Regolamenti
comunitari per l'attuazione dei Programmi cofinanziati dai Fondi
Strutturali, ma depurate dagli obblighi di comunicazione alla
Commissione Europea';
l'Assessore per la Formazione, in data 28 febbraio 2013, ha
sottoscritto un Accordo Quadro tra la Regione siciliana e Italia
Lavoro Spa, nel quale si stabilisce che Italia Lavoro svolgerà
un'ampia gamma di attività di assistenza tecnica in favore della
Regione siciliana e nel quale (art. 6) è stabilito che 'Il presente
accordo non comporta oneri finanziari a carico delle parti. Gli
eventuali successivi accordi ed impegni di natura economica saranno
decisi in sede di Gruppo di Coordinamento e formalizzati con atti
separati...';
per sapere:
i tempi previsti per la redazione, pubblicazione e definizione
degli atti di approvazione della graduatoria dei partecipanti e
della notifica ai vincitori del Decreto di finanziamento del citato
nuovo Avviso Pubblico a valere sul 'Piano Giovani';
le modalità concrete di salvaguardia dei livelli occupazionali e
retributivi dei lavoratori dipendenti del comparto della FP a far
data dal termine della attività finanziate dall'Avviso 20 e nelle
more del termine previsto per la conclusione delle procedure di
finanziamento del nuovo Avviso Pubblico del 'Piano Giovani';
se esistano e quali siano gli atti comprovanti di aver esperito
tutte le procedure, nell'ambito delle prerogative concesse dal
Piano Giovani' all'Autorità di Gestione del FSE della Sicilia ed al
Comitato di Direzione del Piano Giovani, atte a verificare se sia
possibile finanziare con risorse del Piano, la seconda annualità
dell'Avviso 20/2011 e in base a quali risultanze, laddove ve ne
siano, l'Autorità di Gestione FSE ritenga che non si debba
finanziare la seconda annualità dell'Avviso 20;
quale ruolo e quali risorse finanziarie saranno demandate a Italia
Lavoro Spa nell'ambito delle attività del 'Piano Giovani' e con
quali procedure amministrative le stesse saranno attribuite». (643)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«Perviene agli Uffici di diretta collaborazione di
questo Assessore l'interrogazione parlamentare n. 643 a firma
dell'onorevole Mario Alloro, il quale chiede chiarimenti circa i
paventati licenziamenti nel settore della formazione professionale
nonché sulla seconda annualità dell'Avviso 20 e dell'attuazione del
c.d. Piano Giovani'.
In merito a tale problematica si rappresenta quanto segue.
La salvaguardia dei livelli occupazionali degli operatori della
Formazione professionale occupa un ruolo prioritario nell'agenda
politica dell'Esecutivo regionale, e fin dall'insediamento di
questo Assessore sono state adottate misure ordinate a migliorare
il sistema della formazione professionale, soprattutto a garanzia
dei lavoratori e degli utenti del settore.
Il 15 maggio 2013 questo Assessore ha diramato una circolare con
la quale sollecitava gli enti e lavoratori a presentare
all'Assessorato tutta la documentazione utile per aggiornare l'Albo
del personale docente e non docente della Formazione professionale
assunto con contratto a tempo indeterminato prima del 31.12.2008.
L'Albo non veniva aggiornato dal 1995. In data 10 settembre 2013 è
stato pubblicato sul sito del Dipartimento regionale
dell'Istruzione e della Formazione professionale l'aggiornamento
provvisorio dell'Albo. Il 25 settembre sono scaduti i termini per
presentare osservazioni (rettifiche, integrazioni, nuovi
inserimenti) all'aggiornamento provvisorio ed i tecnici
dell'Assessorato sono già al lavoro per la predisposizione
dell'Albo definitivo.
L'Albo costituisce uno strumento per garantire certezza giuridica
agli operatori della Formazione professionale, tanto da
rappresentare il bacino esclusivo dal quale gli enti gestori
dovranno reclutare il proprio personale ai fini della
partecipazione agli Avvisi diramati dall'Amministrazione regionale
nel settore della Formazione.
La prima applicazione pratica di questo principio la avremo nei
prossimi giorni quando sarà sottoposta alla Giunta di Governo la
proposta di garantire la continuità dei percorsi formativi nonché
dell'attività lavorativa degli operatori, degli enti cui è stato
revocato l'accreditamento.
Analoga delibera verrà adottata per la garanzia lavorativa degli
operatori licenziati iscritti all'ALBO.
Per quanto riguarda la seconda annualità dell'Avviso 20, questo
Assessore ha adottato gli atti di indirizzo per la riedizione delle
attività corsuali erogate nella prima annualità formativa, a
seguito dell'emanazione del decreto d'impegno ministeriale relativo
ai 286 milioni di Euro, fondi afferenti alla Priorità III
Formazione Giovani del "Piano straordinario per l'occupazione in
Sicilia: opportunità giovani" (c.d. piano Giovani).
In particolare, con 2 separate direttive (la n. 45555 e dell'8
luglio 2013 e la n. 2695 del 18 settembre 2013) pubblicate nel sito
del Dipartimento, gli enti gestori sono stati ufficialmente
sollecitati a ripresentare i progetti corsuali della prima
annualità, afferenti alle 3 filiere che contraddistinguono il
medesimo Avviso 20, e precisamente, le linee FORGIO (Formazione
Giovani), FAS (Formazione Ambiti Speciali) e FP (Formazione
Permanente), tenuto conto del rispetto dei principi e delle
condizioni del Piano Giovani (quali la fascia d'età, 19-35 anni,
interessata), nonché di altre disposizioni finalizzate a
razionalizzare i costi (riduzione complessiva del 10% del budget
rispetto a quello dell'annualità precedente), a garantire il
personale occupato (obbligo di mantenere gli indici occupazionali e
di reclutare il personale dall'Albo del personale docente e non
docente assunto a tempo indeterminato entro il 31.12.2008 in corso
di approvazione, duplice conto corrente per i flussi finanziari,
uno esclusivamente dedicato alle spese di gestione, l'altro alle
spese del personale), ed a rendere più efficace, efficiente e
trasparente il sistema della formazione professionale
(sottoscrizione del patto d'integrità).
Altre misure a tutela dei lavoratori sono state assunte con la
recente delibera di giunta n. 200/2013, la quale ha esteso agli
enti gestori di attività formative la portata applicativa della
circolare dell'INPS n. 54/2012, che consente alla nostra
amministrazione di sostituirsi al datore di lavoro (l'ente gestore)
per il diretto pagamento delle spettanze contributive all'INPS, ed
ha adottato importanti misure per la semplificazione dei
procedimenti, quali l'immediato svincolo delle polizze fideiussorie
una volta accertata la materiale esecuzione della prestazione
lavorativa, l'acquisizione della documentazione antimafia
esclusivamente alle condizioni e nei limiti previsti dal d.lgs
159/11 e il divieto della c.d. cessione di ramo d'azienda, che
impedisce agli enti gestori di compiere operazioni che in maniera
diretta od indiretta comportino la cessione ad altri soggetti dei
propri pacchetti formativi o di singole attività corsuali.
Nell'ottica del miglioramento del sistema della Formazione
professionale si colloca la riforma dell'accreditamento.
Sono stati infatti radicalmente rivisti i criteri di
convenzionamento degli enti, con la finalità di garantire che i
progetti formativi vengano erogati da soggetti altamente
specializzati e dotati di ogni requisito di ordine morale, tecnico
ed economico-finanziario inducendo gli stessi all'innalzamento
della qualità della docenza, a dotarsi di strutture, strumenti e
metodologie didattiche innovative, adeguate alle esigenze formative
e nel rispetto delle normative vigenti. Il nuovo sistema consentirà
il controllo e il costante monitoraggio degli enti accreditati e la
verifica della permanenza dei requisiti.
Nessuna risorsa finanziaria, infine, è trasferita ad ITALIALAVORO,
che presta la propria assistenza tecnica per le misure e gli
interventi relativi al Piano G.
Tanto si rappresenta a codesto illustrissimo Parlamento e si resta
a disposizione per eventuali altri chiarimenti od integrazioni».
L'Assessore
N.
Scilabra
Rubrica «Salute»
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI
- LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO -
VENTURINO - ZAFARANA. - «All'Assessore per la salute, premesso che:
con atto del Direttore Generale dell'Azienda ospedaliera S.Antonio
Abate di Trapani n. 29 del 19/01/2009, in esecuzione del piano di
programmazione di fabbisogno del personale 2009-2010, fu indetto
pubblico concorso per titoli finalizzato alla assunzione di n.134
unità di personale ausiliario specializzato di cui n. 79 già
precedentemente immessi in servizio più 10 da immettere e, per le
restanti unità non coperte (45), per un totale, appunto, di n.134
posti, da attingere alla graduatoria pubblicata dall'Azienda
Sanitaria Provinciale di Trapani in data 24 ottobre 2011;
con deliberazione esecutiva del Direttore Generale dell'AUSL di
Trapani n. 950 del 16/04/2009 esecutiva fu indetto avviso di
selezione pubblica, per titoli, integrata da prova di idoneità per
assunzioni a tempo determinato per il profilo professionale
'ausiliario specializzato cat. A';
con deliberazione n. 245 del 27 ottobre 2009 del Direttore
Generale dell'allora A.U.S.L. n. 9 di Trapani, immediatamente
esecutiva, fu disposta, presso l'ex azienda ospedaliera S. Antonio
Abate, l'assunzione di n. 10 unità di personale ausiliario
specializzato e la relativa stabilizzazione;
la graduatoria degli idonei, pubblicata in data 24 ottobre 2011,
ai sensi dell'art. 3, comma 87 della legge finanziaria 2008
all'epoca vigente, rimane efficace per un termine di tre anni dalla
data di pubblicazione della delibera di approvazione, e cioè fino
al 23 ottobre 2014;
con deliberazione del D.G. dell'ASP di Trapani n. 5496 dell'1
dicembre 2011, immediatamente esecutiva, fu disposta la 'procedura
aperta per l'affidamento del servizio di supporto logistico e dei
servizi integrativi da svolgere presso i presidi ospedalieri
dell'Asp di Trapani...';
con deliberazione del D.G. della medesima ASP di Trapani n. 2627
del 4 giugno 2012, immediatamente esecutiva, furono approvati i
verbali di gara procedendo all'aggiudicazione della fornitura
all'Associazione temporanea di imprese A.T.I P.F.E.S./PA -
Manutencoop Facility Management S.P.A. per la spesa complessiva di
euro 5.017.109,76 oltre IVA per 4 anni;
considerato che:
lo svolgimento della predetta gara di appalto ha avuto un iter non
privo di sospensioni, rettifiche, esclusioni temporanee di imprese
partecipanti, nomina di commissione ad hoc' per la valutazione
delle giustificazioni apportate dai soggetti esclusi e successiva
accettazione delle predette giustificazioni;
da parte degli aventi diritto inseriti nella graduatoria di cui
sopra, sono stati presentati n. 2 esposti al Procuratore della
Repubblica di Trapani, oltre che alla Procura della Corte dei Conti
della Regione siciliana;
in seguito all'accesso agli atti, l'acquisizione della
documentazione relativa alla citata gara d'appalto risulta ancora
incompleta;
per sapere se non ritenga opportuno:
effettuare delle verifiche approfondite presso l'Asp di Trapani,
allo scopo di accertare, nell'interesse dell'Amministrazione, se la
procedura di aggiudicazione del servizio sia stata svolta in
maniera strettamente aderente alle norme di legge e formalmente e
sostanzialmente corretta;
verificare se la sostanziale diversità del servizio appaltato
rispetto al ruolo ed alle funzioni del personale ausiliario
inserito ancora nella graduatoria, tuttavia in vigore, sia idoneo a
coprire il fabbisogno di personale di cui al Piano di
programmazione di fabbisogno di personale 2009-2010 e a rendere un
servizio rispondente ai criteri di puntualità, efficienza, ed
economicità per il buon andamento dell'Amministrazione dell'Asp e
nell'interesse di essa». (664)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione segnata in oggetto,
con la quale sono stati chiesti chiarimenti circa le procedure di
aggiudicazione del servizio di supporto logistico presso l'ASP di
Trapani, si fornisce la relazione prot. 36455 del 16 luglio 2013 a
firma del Commissario straordinario della predetta Azienda,
acquisita in relazione ad analoga interpellanza parlamentare, che
riscontra esaustivamente i punti evidenziati nell'atto ispettivo in
argomento».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino
Relazione prot. 36455
«Si riscontra la nota sopra evidenziata per rappresentare quanto
segue.
Con interpellanza n. 36 del 9/4/2013, a firma di diversi deputali
regionali, si chiede a
codesto Assessorato di verificare:
I. Se la procedura per l'affidamento del servizio di supporto
logistico e dei servizi integrativi da svolgere presso i Presidi
ospedalieri dell'A.S.P. di Trapani, gara indetta con deliberazione
del Direttore generale n. 4100 del 14/9/2011 ...sia stata svolta
in maniera strettamente aderente alle norme di legge sia dal punto
di vista sostanziale che formale ;
2. Se il ricorso al sevizio appaltato, data la
...diversità rispetto al ruolo ed alle
funzioni del personale ausiliario inserito ancora nella
graduatoria... aziendale, sia coerente con i criteri di
efficienza,economicità e buonandamento dell'Amministrazione A.S.P.
e con l'interesse della stessa.
Riguardo al primo punto, lo scrivente non può che confermare
l'assoluta legittimità degli atti di gara, relativamente ai quali
non pende alcun tipo di giudizio amministrativo.
In merito al secondo punto si osserva, innanzitutto, che i
sottoscrittori dell'interpellanza danno atto che l'ausiliario
specializzato svolge in un'Azienda sanitaria compiti diversi da
quelli oggetto del servizio di "supporto logistico e servizi
integrativi" di cui si tratta.
Altra questione è se l'esternalizzazione di tale servizio è
coerente con il principio di Buon andamento, di cui all'art. 97
della Costituzione.
Su tale punto questa Amministrazione non può che ribadire quanto
già ampiamente ripetutamente riferito sia al Collegio Sindacale
(rif. nota prot. n. 31634/DA del 16/5/2012, allegata in copia) che
all'Assemblea Regionale Siciliana, VI Commissione legislativa -
Servizi sociali e sanitari.
Lo scrivente, infatti, in seguito ad interrogazione parlamentare
dell'onorevole Giulia ADAMO e richiesta di audizione
dell'onorevole Paolo RUGGIRELLO, il giorno 6/12/2011, alle ore 11,
ha ampiamente riferito alla VI Commissione legislativa - Servizio
sociali e sanitari riguardo ad ogni aspetto dell' appalto esterno
al quale fanno riferimento i sottoscrittori dell'interpellanza in
oggetto. Tutto quanto allora riferito ed i documenti in quella sede
prodotti sono agli atti della VI Commissione legislativa.
Ad ogni modo, di seguito si rassegna una rapida sintesi di quanto
già detto e scritto.
L'esternalizzazione in ambito pubblico si colloca tra le varie
modalità operative con cui ordinariamente l'Amministrazione attiva
persegue i fini che l'Ordinamento giuridico le affida. Essa si
concretizza in diversi modi, in particolare, attraverso
l'affidamento di interi ambiti di attività e/o funzioni, anche
primarie, a terzi soggetti che agiscono secondo logiche manageriali
di impronta esclusivamente privatistica. La letteratura al riguardo
è copiosa e, senza eccezioni, favorevolmente orientata al fenomeno
dell'outsourcing, inteso da tutti come uno strumento di
razionalizzazione delle attività delle pubbliche amministrazioni e
di ottimizzazione delle limitate risorse disponibili.
A sostegno di tale posizione, si richiama uno studio
(Esternalizzazione di attività e servizi nella Pubblica
Amministrazione) condotto dal Dipartimento della Funzione Pubblica
- Ufficio per l'Innovazione nella Pubblica Amministrazione insieme
all'Università degli Studi di Roma Tor Vergata - Dipartimento
degli Studi sull'Impresa (rinvenibile sul sito
www.funzionepubblica.gov.it), dove l'esternalizzazione di servizi e
di specifiche funzioni viene definito come "...uno strumento in
grado di ottimizzare l'uso delle risorse umane ed economiche a
disposizione, nonché di velocizzare i tempi di erogazione dei
servizi al cittadino ".
Un altro studio del Dipartimento della Funzione Pubblica Guida
all'esternalizzazione di servizi ed attività strumentali nella
pubblica Amministrazione , in maniera ancor più netta, considera
l'outsourcing come fattore di successo di una Pubblica
Amministrazione, in quanto da esso derivano innumerevoli benefici,
che di seguito si riassumono:
·superamento di alcune rigidità legate ai limiti imposti dalla
vigente normativa in materia
di nuove assunzioni;
·la possibilità di riqualificazione e/o reimpiego del personale
dipendente verso diversi ambiti di attività ritenuti maggiormente
strategici;
·la flessibilità dei servizi affidati in outsourcing rispetto alle
reali e mutevoli esigenze aziendali:
·l'opportunità, quindi, di concentrare attenzioni e risorse su
attività essenziali, liberando risorse, soprattutto umane, da
attività meno rilevanti, permettendo all'Azienda di concentrare,
ottimizzandole, tutte le risorse su ciò che sa e, soprattutto, deve
fare meglio, trasferendo su un fornitore legittimamente selezionato
l'onere di svolgere attività non determinanti rispetto alla mission
aziendale, cioè attività che non determinano alcun vantaggio
competitivo;
·la possibilità di disporre in tempo reale di articolate
informazioni sulla qualità, sui risultati e sui costi dei servizi
esternalizzati;
·la definizione di un corrispettivo o contrattuale vincolato ad un
risultato o performance e flessibile, ossia commisurato alle
effettive e mutevoli esigenze aziendali, superando così l'evidente
svantaggio del sovraccarico di notevoli costi incomprimibili, quali
tipicamente sono i costi del personale dipendente.
Altra interessante pubblicazione alla quale si rinvia è:
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della
Funzione Pubblica "L'esternalizzazione strategica nelle
Amministrazioni Pubbliche , manuale della collana ANALISI E
STRUMENTI PER L'INNOVAZIONE - Rubbettino Editore, anno 2006.
Proprio nella prospettiva sopra delineata si è concretamente mossa
questa Amministrazione.
In particolare, per quanto riguarda i vincoli imposti in materia
di nuove assunzioni, si ricorda che, con D.A. n. 1868/2010,
l'Assessorato regionale della Salute ha fornito le linee guida per
la rideterminazione delle dotazioni organiche delle aziende
sanitarie siciliane sulla base dell'analisi del fabbisogno di
personale, stabilendo appositi standard per alcuni profili
professionali sanitari. Per effetto di tale provvedimento, la
dotazione organica dell'ASP di Trapani è stata ridimensionata da
4.104 posti (quelli provenienti dalle due ex aziende sanitarie
soppresse) a 3.665 posti (numero invalicabile fissato con il
suddetto D.A.). Da ciò la necessità di rideterminare in termini
qualitativi la dotazione organica complessiva così ridotta ed in
particolare la necessità di confermare, per il profilo ausiliario
specializzato, tanti posti quanto erano i dipendenti in servizio a
tempo indeterminato al 31/8/2009. In altri termini,
l'Amministrazione ha dovuto operare una precisa scelta strategica
volta a favorire, nella rideterminazione di numeri relativi ai
singoli profili professionali, quelle qualifiche, eminentemente
appartenenti al ruolo sanitario, la cui attività caratterizzata da
alti contenuti tecnico professionali, corrisponde alla missione
istituzionale (core business) dell'Ente medesimo. E l'operatore
appartenente al profilo professionale di ausiliario specializzato,
ruolo tecnico, svolge sicuramente funzioni non tipiche e relative
ad attività a basso contenuto professionale.
La dotazione organica (adottata con deliberazione del Direttore
generale n. 447 del 14/2/2011) è stata poi approvata
dall'Assessorato regionale della Salute con D.A. n. 457/11 del
15/3/2011.
A proposito della flessibilità dei servizi esternalizzati e della
possibilità di adeguarne l'articolazione in ragione delle reali
esigenze aziendali, si fa presente, ad esempio, che il presidio
ospedaliero Abele Ajello' di Mazara del Vallo rimarrà chiuso per
oltre diciotto mesi durane i quali lo stesso sarà complessivamente
ristrutturato. Ebbene, in forza della norma di cui all'art. 16 del
capitolato speciale d'appalto relativo al sevizio supporto
logistico e servizi integrativi, che di seguito si riporta:
L'Azienda, in ragione delle proprie valutazioni ed esigenze
organizzative, logistiche e funzionali, si riserva espressamente il
diritto:
- di sospendere, ridurre o sopprimere taluni servizi in
qualsiasi momento senza che l'impresa possa
pretendere indennità di sorta;
- di apportare variazioni all'elenco delle sedi e strutture
interessate dai servizi, fermo restando l'ambito territoriale
coincidente con la provincia di Trapani;
- di apportare ogni tipo di variazioni all'articolazione
oraria giornaliera e quantitativa dei servizi nonchè
all'attivazione, dismissione o innovazione dei servizi
mediante modalità organizzative funzionali diverse .
L'Azienda conseguirà significative economie rispetto all'ipotesi
in cui i servizi in oggetto anziché esternalizzati fossero gestiti
in house mediante l'impiego di personale dipendente.
L'esternalizzazione di servizi di supporto logistico, portierato,
facchinaggio e giardinaggio si è basata, quindi, sulla concreta
valutazione complessiva del portafoglio' delle attività di
competenza di questa Azienda sanitaria, dunque sulla verifica di
coerenza di queste attività con la specifica mission aziendale
degli interessi pubblici specificamente affidati alle proprie cure
e del reale contesto operativo».
IL COMMISSARIO STRAORDINARIO
Dr. Fabrizio De Nicola
N.B.:
Per gli allegati, vedi
www.ars.sicilia.it/attidicontrollo/interrogazioni/rispostascritta/a
ttiallegati
ALLEGATO 2
Interrogazioni
(con richiesta di risposta orale)
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che:
il 30 maggio 2013, l'Area Soprintendenza Beni Culturali ed
Ambientali, Servizio Beni Architettonici, Paesaggistici, Naturali,
Naturalistici, Urbanistici, Unità Operativa V - Patrimonio
Architettonico di Siracusa, approvava il progetto esecutivo per la
manutenzione straordinaria dell'area di S. Sebastianello compresa
fra il palazzo Senatorio ed il palazzo Comunale di via Minerva, per
l'importo complessivo di euro 156.540,82;
preso atto che nelle autorizzazioni si prevedeva 'il mantenimento
del piccolo giardino inglobato tra le mura';
tenuto conto che il progetto presentato dal Comune e approvato
dalla Soprintendenza di Siracusa, prevedeva la 'liberazione mirata
dell'area di alcune essenze infestanti, il mantenimento degli
arbusti spontanei presenti tali da definire la caratteristica
spontanea e naturale del luogo, la collocazione di un ampio sedile,
realizzato con blocchi di pietra lavica di varia misura, disposto
sotto le fronde degli alberi spontanei e considerato come un ambito
dove è possibile sostare all'ombra delle fronde nelle calde ore
estive';
considerato che si affermava ed attestava che il piccolo giardino
murato 'manterrà la peculiarità di un luogo nascosto e pieno di
fascino, in cui si può apprezzare la varietà delle essenze, pur
mantenendo un indole di luogo recondito, ombreggiato e fresco';
visto che invece le piante sono state tutte sradicate per far
posto ad una distesa di sabbia, ghiaia e cemento nel lontano maggio
2002;
per sapere se siano a conoscenza delle problematica esposta e,
soprattutto, quali provvedimenti l'Assessorato al ramo intenda
assumere per far rispettare la decisione assunta dalla
Soprintendenza di Siracusa». (1310)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica e all'Assessore per l'economia,
premesso che la Provincia regionale di Siracusa, con delibera di
Giunta Provinciale, aveva attivato le procedure finalizzate ad
assumere a tempo indeterminato n. 331 unità di personale precario,
già titolare di un contratto di diritto privato presso l'Ente;
preso atto che, successivamente, la Provincia regionale di
Siracusa ha richiesto alla Regione siciliana - Assessorato
regionale della famiglia e delle politiche sociali e del lavoro -
il contributo regionale previsto in favore degli Enti Locali che
avessero provveduto a stabilizzare, mediante stipula di contratti a
tempo indeterminato, il personale già titolare di contratto a tempo
determinato;
tenuto conto che:
l'Ente in questione ha proceduto, in data 30/12/2010,
all'assunzione di detto personale, maturando così il diritto al
contributo in misura pari a complessive 30.046.000,00, da erogarsi
in cinque annualità per un importo di 6.009.000,00 ad anno;
il Presidente pro tempore della Provincia regionale di Siracusa,
con nota del 29/12/2010, prot. gen. n. 171171, ha richiesto
l'accreditamento delle somme a carico della Regione siciliana, pari
al 90% della spesa;
considerato che:
ad oggi, l'accredito delle suddette somme non è stato effettuato e
l'Ente ha regolarmente corrisposto le retribuzioni ai dipendenti
stabilizzati, comprensive della quota regionale;
con ricorso per decreto ingiuntivo, l'Ente Provincia ha chiesto
alla Regione siciliana il rimborso della somma di 9.707.177,00 euro
(anno 2011 e fino ad agosto 2012) per somme anticipate a seguito
dell'attivazione delle procedure per assumere a tempo determinato
331 unità di personale precario;
nel frattempo, sono maturati gli ulteriori crediti alla data
odierna;
accertato, inoltre, che la Provincia regionale di Siracusa, sempre
nei confronti della Regione siciliana - Assessorato dei Lavori
pubblici, è creditrice di 1.314.848,00 euro per lavori finanziati e
per i quali le relative somme non sono state ad oggi trasferite;
tenuto, altresì, conto che la Provincia vanta un credito nei
confronti del Ministero dell'Interno di complessivi 16.601.540,00 a
titolo di omessi trasferimenti erariali dovuti per legge dallo
Stato nei confronti della Provincia, di cui 1.733.658,00 euro per
trasferimenti ordinari e consolidati relativi all'ex comunità
montana e 14.867.881,00 euro per contributi ordinari perequativi e
consolidati;
per sapere:
se siano a conoscenza delle problematiche esposte precedentemente;
quali provvedimenti intendano adottare al fine di definire il
contenzioso aperto con la Provincia regionale di Siracusa e
riconoscere alla stessa quanto dovutole per impegni pregressi
assunti». (1311)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana e all'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità, premesso che il Codice degli Appalti, all'art. 95,
verifica preventiva dell'interesse archeologico in sede di progetto
preliminare, prevede che 'ai fini dell'applicazione dell'articolo
28, comma 4, del codice dei beni culturali e del paesaggio di cui
al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, per le opere
sottoposte all'applicazione delle disposizioni del presente codice
in materia di appalti di lavori pubblici, le stazioni appaltanti
trasmettono al soprintendente territorialmente competente, prima
dell'approvazione, copia del progetto preliminare dell'intervento o
di uno stralcio di esso sufficiente ai fini archeologici, ivi
compresi gli esiti delle indagini geologiche e archeologiche
preliminari secondo quanto disposto dal regolamento, con
particolare attenzione ai dati di archivio e bibliografici
reperibili, all'esito delle ricognizioni volte all'osservazione dei
terreni, alla lettura della geomorfologia del territorio, nonché,
per le opere a rete, alle foto interpretazioni';
preso atto che:
le stazioni appaltanti raccolgono ed elaborano tale documentazione
mediante i dipartimenti archeologici delle università, ovvero
mediante i soggetti in possesso di diploma di laurea e
specializzazione in archeologia o di dottorato di ricerca in
archeologia;
ai relativi oneri si provvede ai sensi dell'articolo 93, comma 7,
del codice sugli appalti e relativa disciplina regolamentare;
tenuto conto che presso il Ministero per i beni e le attività
culturali è istituito un apposito elenco, reso accessibile a tutti
gli interessati, degli istituti archeologici universitari e dei
soggetti in possesso della necessaria qualifica;
accertato che il soprintendente, 'qualora, sulla base degli
elementi trasmessi e delle ulteriori informazioni disponibili,
ravvisi l'esistenza di un interesse archeologico nelle aree oggetto
di progettazione, può richiedere motivatamente, entro il termine di
novanta giorni dal ricevimento del progetto preliminare ovvero
dello stralcio di cui al comma 1, la sottoposizione dell'intervento
alla procedura prevista dai commi 6 e seguenti';
per sapere se:
siano a conoscenza di quanto esposto in premessa;
quali interventi intendano adottare al fine di uniformare le
condotte amministrative di tutte le Soprintendenze all'art. 95 del
richiamato Codice sugli appalti». (1312)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, lo
sport e lo spettacolo, premesso che in data 23 maggio u.s. è stata
emanata una circolare che, richiamandone una precedente e,
precisamente la 29598 del 28.12.2011, prevede, ex art. 39, secondo
comma della l.r. 2/2002, il finanziamento di manifestazioni ed
iniziative turistiche tese alla promozione nonchè allo sviluppo ed
incremento dei flussi turistici in Sicilia;
considerato che la suddetta direttiva era indirizzata alle società
in house della Regione, ad Enti e fondazioni, EE.LL., Associazioni
e altre realtà che avessero finalità turistiche, sportive,
culturali e così via;
preso atto che anche a causa delle generalizzate difficoltà
finanziarie, sono state numerosissime le istanze pervenute in
Assessorato dirette ad ottenere un contributo;
tenuto conto che la richiamata circolare del 2011 prevede che le
superiori istanze siano valutate da una apposita commissione di
valutazione che, apprezzando la validità dei progetti, è tenuta a
assegnare un punteggio;
preso atto altresì che numerosi Enti ed Associazioni, ma anche
EE.LL., pur avendo presentato progetti validi, non hanno visto
accolte le loro proposte;
visto che questo Governo, sin dalla sua nascita, si è sempre
proclamato assertore dei princìpi di trasparenza e legalità;
per sapere:
quali siano stati i criteri che hanno guidato l'azione
dell'Amministrazione regionale nel giudizio di concessione dei
detti contributi;
la motivazione per cui numerosi richiedenti non abbiano ricevuto
alcun riscontro, sebbene presentatori di validi progetti;
se sia stato appurato che tra i progetti esclusi ve ne siano
alcuni che hanno ottenuto una valutazione favorevole della
Commissione;
l'elenco dettagliato dei beneficiari, con la motivazione posta a
fondamento della superiore concessione, nonché con l'entità
finanziaria dello specifico singolo contributo, unitamente
all'elenco degli esclusi, con la relativa motivazione;
il responsabile o i responsabili del procedimento che hanno
validato la regolarità delle procedure amministrative poste in
essere». (1316)
FALCONE
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,
premesso che:
in Sicilia sono stati assegnati 712 posti di servizio civile
nazionale a fronte di 1500 assegnati lo scorso anno;
le disponibilità sopra indicate sono state comunicate in una
riunione dal Dirigente del Servizio Civile, tenutasi in data
10/09/2013, presso l'Assessorato regionale della Famiglia - Settore
3, ai responsabili degli enti che gestiscono i progetti di servizio
civile;
rilevato che:
l'Assessorato in oggetto chiamato a partecipare alla Conferenza
Stato-Regioni, in merito alla ripartizione del numero di volontari
da assegnare appunto alle Regioni, non risulterebbe presente dai
verbali dell'incontro e ciò avrebbe determinato l'impossibilità di
ricontrattare' il numero di volontari da far convergere alla
Sicilia;
la Sicilia è al vertice della graduatoria per numero di enti
iscritti all'albo, per numero di progetti presentati e per numero
di aspiranti volontari che ogni anno presentano istanza di
partecipazione ai progetti di servizio civile;
le regioni del Nord, anche in ragione dell'assenza della Sicilia
nella fase di assegnazione, hanno ottenuto un numero maggiore di
posti;
il terzo settore, ed in particolare il servizio civile,
costituisce uno dei settori sul quale far leva per rideterminare
una crescita economica e sociale, a partire dalla varietà e
tipologia e dei servizi da rendere alla collettività;
per sapere:
se risponda al vero che la Sicilia non abbia partecipato agli
incontri nazionali relativi alle assegnazioni dei posti del
servizio civile nazionale, determinando conseguentemente in sede di
contrattazione un basso numero di posti assegnati rispetto all'anno
precedente;
quali iniziative possibili si intendano intraprendere al fine di
determinare una giusta assegnazione alla Sicilia dei posti di
servizio civile nazionale». (1325)
FERRANDELLI
«All'Assessore per la salute, premesso che:
le ASP, tra le funzioni svolte, hanno anche quella di effettuare
controlli in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi del
D.lgs. 81/2008 (già D.lgs. 626/1994);
all'interno delle 9 ASP sono stati strutturati degli uffici
chiamati SPRESAL (Servizio Prevenzione e Sicurezze negli Ambienti
di Lavoro) e il precedente Governo regionale ha adottato il Piano
Regionale Straordinario per la sicurezza in Edilizia ed in
Agricoltura 2010-2012;
l'attuazione del succitato Piano prevedeva il potenziamento degli
SPRESAL con adeguate figure professionali in grado di ispezionare
le aziende;
considerato che:
allo scopo di rendere più efficace l'azione degli SPRESAL con
personale qualificato, in ottemperanza ai contenuti del Piano, sono
stati assunti nelle singole ASP tecnici della prevenzione,
ingegneri e medici;
nel 2012 è stato perseguito l'obiettivo di controllare 622
cantieri edili e 113 aziende agricole con importanti risultati sul
piano della salvaguardia e della garanzia per i lavoratori
impegnati in quelle strutture;
rilevato che:
i contratti dei professionisti, posti in essere secondo il Piano
per il rafforzamento degli SPRESAL, non erano a carico delle
singole ASP ma rientravano negli stanziamenti che l'Assessorato
alla salute aveva vincolato all'adozione del Piano regionale
sopracitato;
alcuni contratti nella Provincia di Palermo sono andati in
scadenza, nonostante il Piano avesse previsto un impegno
finanziario per altri due anni, nella direzione del mantenimento in
funzione delle professionalità inserite negli SPRESAL;
in altre realtà provinciali viene garantita la continuità del
servizio reso, contrariamente a Palermo, dove l'ASP ha deciso
l'interruzione dei contratti in seno allo SPRESAL di sua
pertinenza;
per sapere quali ragioni abbiano impedito all'ASP di Palermo di
far proseguire l'attività dei professionisti impegnati nell'azione
resa dal proprio SPRESAL, contrariamente alle altre ASP e se non
ritenga opportuno porre in essere ogni iniziativa idonea a
garantire continuità ed efficienza a questi Uffici, anche alla luce
dei risultati sinora ottenuti». (1326)
FERRANDELLI
Interrogazioni
(con richiesta di risposta in Commissione)
«All'Assessore per l'istruzione e la formazione professionale,
premesso che ad inizio dell'anno scolastico 2013-2014 avrebbero
dovuto pervenire i seguenti finanziamenti:
dotazione ordinaria per il funzionamento amministrativo e
didattico - Annualità 2013 - Cap. 3733314;
finanziamento per la manutenzione ordinaria degli edifici della
scuola dell'obbligo ex L.r. n. 15/88 - Annualità 2012 e 2013;
rilevato che ad oggi tali somme non risultano assegnate;
considerato l'imbarazzo e i disservizi che tale ritardo comporta
per le locali autorità scolastiche;
per sapere quali ragioni ostacolino l'attribuzione dei suddetti
fondi e quali misure intenda adottare per accelerare le attività
del competente ufficio dell'Assessorato dell'istruzione e della
formazione professionale». (1319)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza in
Commissione)
CIRONE - MAGGIO - MILAZZO A. - PANARELLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la salute,
premesso che:
il diritto alla salute è sancito dalla nostra Costituzione e che
lo stato della sanità, in particolare nel settore della
riabilitazione, nella provincia siracusana, ha raggiunto negli
ultimi anni limiti intollerabili e che spesso strutture
all'avanguardia restano nel limbo amministrativo in attesa
dell'autorizzazione sanitaria regionale;
i cittadini della provincia siracusana non possono vedere
garantito il diritto alla salute per la specifica branca di
riabilitazione, ed è importante notare che la riabilitazione è una
disciplina che prevede tempi di degenza molto lunghi, per cui
l'ipotesi che un soggetto si sposti anche di 300 km dal suo
domicilio, espone, per periodi non certo brevi, ad evidenti
ulteriori sofferenze non solo i pazienti ma anche i loro familiari;
rilevato che:
la Casa di Cura Villa Aurelia sita in Siracusa, è una struttura
sanitaria di indispensabile beneficio per il territorio, essendo la
stessa autorizzata all'esercizio dell'attività di ricovero per un
totale di 80 posti letto ad indirizzo riabilitativo, già nel
lontano anno 2005, e che dopo anni di contenziosi nel 2010, a
seguito di sentenza amministrativa del CGA viene, infine
accreditata;
ad oggi la Casa di Cura Villa Aurelia non è stata ancora
contrattualizzata dall'ASP di Siracusa generando di fatto una
situazione che ha danneggiato ulteriormente la provincia aretusea
privandola dell'assistenza sanitaria;
considerato che:
l'ASP di Siracusa non sta provvedendo alla stipula dell'accordo
contrattuale ex art. 8 quinquies per le prestazioni riabilitative
di pertinenza di Villa Aurelia, a dispetto dell'insufficienza di
strutture di ricovero per la riabilitazione nel territorio
provinciale e delle reiterate istanze avanzate dalla stessa
struttura, la quale è stata costretta a ulteriori richieste in sede
giudiziaria, che seppur interlocutorie risultano positive per il
ricorrente;
i tassi di utilizzo indicati dall'ASP di Siracusa a legittimazione
del diniego sono quantomeno sbalorditivi, basta infatti guardare il
dato del P.O. Rizza comunicato al 95,55% e che invece il tasso di
utilizzo dei posti letto fissato nel Piano sanitario nazionale è
pari al 70 - 75%, cioè percentuali molto più basse di quelle
evidenziate dall'ASP;
gli abitanti della provincia di Siracusa ammontano a 402.840, e
che a seguito della L. 135/12, la strategia nazionale di spending
review ha imposto la riduzione a n. 3 p.l./1000 abitanti per acuti
e 0,7 p.l./1000 abitanti per la riabilitazione: a Siracusa
sarebbero, quindi necessari 282 posti letto;
per sapere:
quali siano le motivazioni per cui ad oggi l'ASP di Siracusa non
abbia proceduto alla contrattualizzazione della casa di cura Villa
Aurelia di Siracusa anche alla luce del fatto che l'Assessore per
la salute pro tempore, in passato, ha tenuto un comportamento del
tutto difforme per un'identica vicenda avvenuta nella provincia di
Catania e che ha visto l'incremento dell'aggregato economico di
riferimento a seguito di una sentenza della giustizia
amministrativa in favore dell'Associazione Cenacolo Cristo Re, che
risulta tutt'oggi regolarmente contrattualizzata;
se non ritengano impropri i dati forniti dall'ASP di Siracusa,
anche in sede giudiziaria, a confutazione della necessità di nuovi
posti letto dedicati alla riabilitazione e dell'ottimale utilizzo
delle risorse pubbliche a ciò destinate;
quale sia lo stato dell'arte della rete post acuzie nella
provincia aretusea e quali siano i soggetti titolati alle nuove
contrattualizzazioni per posti di riabilitazione». (1319)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)
GIANNI
Interrogazioni
(con richiesta di risposta scritta)
«Al Presidente della Regione; all'Assessore per le attività
produttive, all'Assessore per le risorse agricole e alimentari e
all'Assessore per la famiglia e le politiche sociali e il lavoro,
premesso che:
il Comune di Santa Flavia, con ordinanza del ordinanza del Sindaco
n. 162 del 10 settembre 2013, applicando il principio generale di
precauzione, a tutela della salute pubblica, ha ordinato la
sospensione dell'attività del mercato ittico di Porticello, a
decorrere dal 10/09/2013 e fino al 30/09/2013;
visto:
il R.D. 1265 del 1934;
l'art. 32 della legge 833/78;
i regolamenti comunitari CE 852 e 853 del 2004 e succ.
modificazioni nonchè il n. 178 del 2002 e successive modificazioni;
l'art. 50 e 54 del D. Lgs. 267/2000;
l'ordinamento regionale enti locali;
lo statuto del Comune di Santa Flavia;
la diffida sindacale n. 15175 del 06/09/2013;
considerato che:
in data 18/03/2013 è stato pubblicato il bando di gara per
l'assegnazione di n. 12 posteggi al mercato ittico di Porticello ai
sensi dell'art. 21 del vigente regolamento del Mercato Ittico;
a seguito di verbale di gara sono stati assegnati dieci posteggi
alle seguenti ditte: Ema SRL, Alimar SRL, Europesca Porticello SAS,
Picone Sea Food SNC, Sorrentino Pesca SRL, Mancino Casimiro, Agata
Pesca SRL, Blu Maris SRL, Porticello Fish; Alioto Francesca;
in data 09/05/2013, si è svolta, con la presenza delle Forze di
vigilanza locali e degli stessi titolari di posteggio, una
conferenza di servizio per la regolamentazione delle vendite presso
il Mercato Ittico volta a limitare il fenomeno dell'abusivismo
nelle ore antecedenti e susseguenti l'apertura dei cancelli del
mercato;
con nota n. 10844 del 19/06/2013, l'agente di P. M. Tutino,
distaccato presso il mercato ittico di Porticello per i servizi di
vigilanza, rappresentava già l'infruttuoso tentativo di limitare il
fenomeno dell'abusivismo commerciale;
da un esame dei fogli d'asta del mese di luglio e agosto si
evincerebbe una commercializzazione limitata all'interno del
mercato ittico, confermando implicitamente l'anticipo dell'orario
di commercializzazione alle ore notturne prima dell'apertura del
mercato ittico, determinando di conseguenza nei fatti un danno
finanziario alle casse comunali e mettendo a rischio la salute dei
cittadini, considerato l'utilizzo del suolo stradale cittadino
quale luogo di scambio;
per effetto della commercializzazione fuori mercato si è creato,
nella gestione dei rifiuti un ulteriore danno, con aggravio di
spese, a causa di un giornaliero pattume, in notevoli quantità,
sparso per tutto il piano Stenditore;
sono stati elevati diversi verbali, con conseguente sanzione
amministrativa, per commercializzazione di prodotti ittici fuori
mercato negli orari precedenti l'orario di apertura;
il vigente regolamento mercato ittico di Porticello all'art. 24
prevede la revoca delle assegnazioni di posteggio rientrando il
comportamento tenuto dai titolari di posteggio nella fattispecie
dei casi c), d), e), f), g), h) e j);
preso atto che:
con diffida sindacale n. 15175 del 06/09/2013 le ditte titolari di
posteggio sono state diffidate tassativamente ad effettuare la
commercializzazione dei prodotti ittici freschi, e senza alcuna
deroga, all'interno della sala vendite del mercato ittico di
Porticello, osservando scrupolosamente l'orario di vendita e
modalità di scarico prodotti di cui all'Ordinanza Sindacale n. 151
del 05/07/2013 e demandando alla Polizia Municipale di relazionare
analiticamente e giornalmente le risultanze della stessa;
con relazione degli agenti di P. M. prot. 15239 del 07/09/2013 e
15324 del 10/09/2013, si constata la totale inosservanza della
diffida citata, testimoniando la parziale inutilizzazione della
sala vendite del mercato ittico, perpetuando di conseguenza il
rischio della salute dei cittadini per l'utilizzo del suolo
stradale cittadino quale luogo di scambio dei prodotti ittici,
contravvenendo alle più elementari norme sulla sicurezza
alimentare;
dalle stesse relazioni si legge con evidenza la pratica dei
titolari di posteggio di trasferire solo piccole partite al mercato
'continuando però a vendere abusivamente tutto il restante prodotto
all'esterno del mercato ittico', determinando nei fatti anche una
potenziale commistione di prodotti ittici contaminati con prodotti
regolarmente immessi all'interno del mercato ittico;
nella relazione n. 15324 del 10/09/2013 gli agenti di polizia
municipale dichiarano inoltre di non potere accettare le bollette
di vendita - per effetto di immissione di prodotti ittici di comodo
all'interno della sala vendite - al fine di evitare la possibile
legalizzazione di vendite fuori mercato;
a seguito dei fatti appena descritti, come già premesso, il Comune
di Santa Flavia, con ordinanza del Sindaco n. 162 del 10.09.13,
applicando il principio generale di precauzione, a tutela della
salute pubblica, ha ordinato la sospensione dell'attività del
mercato ittico di Porticello, a decorrere dal 10/09/2013 e fino al
30/09/2013.
rilevato che:
da un esame generale della vicenda, si configurerebbe un danno
all'erario comunale, infrazione al regolamento mercatale, punibile
con la sospensione/revoca della concessione, infrazioni sanitarie
di cui ai citati regolamenti CE n. 852 e 853 del 2004 e successive
modifiche e infrarossi, nonché 178/02 e successive modifiche e
integrazioni, infrazione alle norme sulla tracciabilità dei
prodotti ittici e infrazioni di natura fiscale;
lungo il perimetro portuale di Porticello è stato installato, ed è
operativo da mesi, un sistema di videosorveglianza a circuito
chiuso che risulta sprovvisto del software di registrazione.
L'implementazione con un software probabilmente avrebbe fatto luce
sugli illeciti commessi in ordine alle vendite non regolari, e
avrebbe svolto il ruolo di deterrente ai furti, ormai datati, di
attrezzature, carburante, pescato, nonché di due barche da pesca,
questi ultimi accaduti a luglio e agosto di quest'anno;
per sapere:
se il Governo intenda verificare se siano stati effettuati
controlli dall'Ispettore al lavoro territoriale, dal momento che
non è da escludere che le ditte commissionarie, probabilmente,
oltre alle infrazioni appena citate, abbiano commesso anche
illeciti in materia di previdenza del lavoro e assicurative;
quali interventi il Governo intenda adottare nel Mercato Ittico di
Porticello, frazione in cui la criminalità sempre più
frequentemente approfitta di una crescente assenza di controllo del
territorio da parte dello Stato, assenza che ha determinato una
escalation di illeciti di qualsiasi natura;
se il Governo intenda colmare una storica lacuna presente a
Porticello, derivata dal fatto che il Mercato Ittico di Porticello
è, probabilmente l'unico in Italia, sprovvisto sia di presidio
sanitario che di commissione mercatale di nomina prefettizia;
se il Governo intenda sollecitare presso gli organi competenti
l'implementazione di un software di registrazione al sistema di
videosorveglianza a circuito chiuso presente lungo il perimetro del
porto di Porticello». (1308)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
SIRAGUSA - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI -
FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - TANCREDI - TRIZZINO -
ZAFARANA - ZITO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia, visto
lo Statuto della Società Parco Scientifico e Tecnologico della
Sicilia (PSTS, Società Consortile per Azioni partecipata dalla
Regione Siciliana, nei confronti della quale, la Regione, come
predisposto dall'articolo 14 dello Statuto, svolge attività di
direzione, coordinamento e controllo;
visto altresì il verbale della riunione del Consiglio di
Amministrazione, n. 180 dell' 1 agosto 2013, riunitosi per
deliberare, tra gli altri punti all'ordine del giorno, la
rimodulazione del funzionigramma della Società;
considerato che:
da quanto messo a verbale, risulta che il consiglio di
amministrazione ha all'unanimità approvato lo schema rimodulato di
funzionigramma della società, che prevedeva una riorganizzazione in
termini di funzioni, ruoli ed attività; successivamente comunicato
dal Presidente del Consiglio di amministrazione in data 9 agosto
2013;
da informazioni ricevute, sembrerebbe che il Collegio Sindacale,
con documento a firma del suo Presidente, con un illegittimo atto
d'imperio, ha apportato sostanziali modifiche all'organigramma
approvato dal Consiglio di amministrazione in data 1 agosto 2013,
come riportato sul verbale della riunione del CdA, n. 180;
preso atto che ai sensi dall'art. 2403 del Codice Civile, il
Collegio Sindacale vigila sull'osservanza della legge e dello
Statuto, sul rispetto dei princìpi di corretta amministrazione ed
in particolare sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo,
amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo
concreto funzionamento; e che l'art. 2403-bis del Codice Civile
riconosce al Collegio Sindacale poteri di ispezione e controllo non
prescrivendo nulla sulla possibilità di sostituirsi arbitrariamente
al Consiglio di Amministrazione al quale è esclusivamente demandata
la gestione dell'impresa attraverso operazioni di ordinaria e
straordinaria amministrazione necessarie per l'attuazione
dell'oggetto sociale, così come previsto, peraltro, dall'art. 30
dello Statuto Societario;
considerato che:
tale atto d'imperio, teso a modificare di fatto l'organigramma
legittimamente approvato dall'organo di gestione preposto, lede
fortemente le prerogative del Consiglio di Amministrazione;
per sapere se non ritengano opportuno, considerata la
partecipazione azionaria di maggioranza ed il potere di direzione,
coordinamento e controllo della Regione siciliana sulla Società in
oggetto, porre in essere tutte le misure necessarie affinché le
decisioni del Consiglio di Amministrazioni, unico organo di
gestione previsto dallo Statuto, siano le sole dotate di cogenza, e
allo stesso tempo far luce su eventuali abusi di potere perpetrati
dal Collegio Sindacale attraverso atti tendenti ad un'indebita
sostituzione all'Organo amministrativo». (1309)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
CANCELLERI - FOTI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - LA
ROCCA - MANGIACAVALLO - MICCICHE' - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO -
TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
in un grave periodo di crisi economica è obbligo della politica e
delle amministrazioni trovare soluzioni concrete, mettendo a
disposizione ed attuando tutti quei provvedimenti utili al fine di
aiutare le imprese;
nel Rapporto Sicilia 2012 dell'Osservatorio Economico consultabile
dal sito dell'Unione Camere di Commercio Sicilia, è possibile
rilevare che solo nel primo trimestre del 2012 sono state aperte
209 procedure concorsuali;
l'80% circa delle suddette procedure sono 'fallimenti' e che i
movimenti e tassi occupazionali previsti dalle imprese nel solo
2012, registrano un -2,2%;
secondo notizie di stampa, negli ultimi 5 anni, si è registrata la
chiusura di oltre 20 mila imprese siciliane;
l'istituzione delle Zone Franche Urbane, in un momento come
questo, potrebbe rappresentare un valido sostegno alle attività
produttive presenti nel territorio siciliano, grazie alle
agevolazioni fiscali previste;
dalla Delibera di Giunta n. 133/2013, si evince che il Comune di
Partinico non rientra tra quei comuni in cui è stata ammessa
l'istituzione delle ZFU;
appare alquanto singolare l'esclusione in esame, poiché durante la
campagna elettorale delle ultime amministrative, risalenti a pochi
mesi fa, il Presidente della Regione in persona, affermava con
fermezza che tra le grandi opportunità per Partinico, per le quali
l'Amministrazione regionale ha lavorato con il Sindaco uscente e
poi rieletto, 'abbiamo finanziato per Partinico il piano per la
Zona Franca Urbana, che partirà dai primi di luglio e consentirà
alle imprese che si insediano qui a Partinico, di non pagare per 5
anni le tasse ed i contributi per i lavoratori e per gli altri 5
anni di pagare il 50%';
rilevato che:
la Delibera CIPE 05/2008, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.
131 del 6.06.2008 provvede ad elencare i requisiti per la
candidatura e selezione delle Zone Franche Urbane in Italia;
i suddetti requisiti risultano essere:
1. Dimensione demografica minima di 25 mila abitanti (fonte da
utilizzare: ISTAT popolazione residente, 2006). 2. Tasso di
disoccupazione comunale superiore alla media nazionale nell' anno
2005. L'indicatore da utilizzare è il valore corrispondente al
Sistema Locale del lavoro che comprende il comune nel cui
territorio ricade la ZFU (Fonte: ISTAT Indagine sulla forza lavoro
2005);
la stessa delibera dispone inoltre che: 'Le ZFU devono avere una
dimensione demografica minima di 7.500 abitanti, ferma restando la
soglia massima di 30 mila abitanti, fissata dalla legge. L'ampiezza
demografica delle ZFU è misurata attraverso l'utilizzo di dati
ISTAT del Censimento 2001. La popolazione residente nelle aree
interessate dalle agevolazioni previste dalle ZFU non potrà
superare il 30% del totale della popolazione residente nell'area
urbana interessata (fonte: ISTAT 2006). Inoltre, il tasso di
disoccupazione nelle aree proposte come ZFU dovrà risultare
superiore alla media comunale (fonte: Censimento 2001)';
considerato che:
il Comune di Partinico (Pa) è in possesso dei criteri di
ammissibilità previsti dalla delibera CIPE 05/2008;
nello specifico, vi è una popolazione minima superiore ai 25 mila
abitanti ed un tasso di disoccupazione comunale superiore alla
media nazionale dell'anno 2005 (il Comune di Partinico registra un
tasso del 32,44%);
l'Amministrazione comunale di Partinico, nel presentare l'istanza
nel 2008, ha presumibilmente commesso un grossolano errore nella
delimitazione dell'area destinata a zfu, comprendendo il 93,7%
della quota di popolazione, rispetto al 30% previsto dalla
delibera, venendo di conseguenza escluso dalla lista dei comuni
beneficiari;
nonostante il Comune di Bagheria sia stato analogamente escluso
dalla graduatoria del 2008 per le medesime ragioni, è riuscito a
rientrare in graduatoria, grazie alla possibilità prevista dal
dettato dell'articolo 67 della l.r. 11/2010;
nonostante il Comune di Palermo non risulti né tra quelli ammessi
né tra quelli esclusi dalla graduatoria del 2008, sia 'Palermo-
Brancaccio' che 'Palermo-Porto' sono state ammesse tra le ZFU
previste dalla delibera di giunta 133/2013, avvalendosi sempre del
suddetto articolo;
il comma 5 dell'art. 67 della lr 11/2010 prevede che non possono
essere finanziate più di quattro zfu per provincia;
dalla Delibera di Giunta n. 133 del 3 aprile 2013 sono ammesse,
nella provincia di Palermo, le Zone Franche Urbane di Termini
Imerese, Bagheria, Palermo Brancaccio e 'Palermo-Porto';
l'ammissione delle sopra citate zone alle agevolazioni previste
per le ZFU è da considerare un fattore sicuramente positivo e
necessario, al fine di consentire il rilancio delle economie
locali;
per sapere se:
l'Amministrazione regionale intenda tener fede agli impegni presi
con la popolazione partinicese, trovando la necessaria copertura
finanziaria per l'istituzione della ZFU nel territorio comunale di
Partinico;
non ritengano opportuno chiarire le ragioni che hanno portato
all'ammissione della ZFU a Bagheria, 'Palermo-Brancaccio' e
'Palermo-Porto' e alla esclusione di Partinico, nonché specificare
se quest'ultimo abbia presentato istanza di ammissione alla luce
del sopra citato art. 67 della l.r. 11/2010». (1313)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
LA ROCCA - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI -
FOTI - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA - ZITO
«All'Assessore per l'istruzione e la formazione professionale,
premesso che:
l'art. 18 del Decreto Legge 21 giugno 2013, n. 69, così come
modificato nella legge di conversione 9 agosto 2013, n. 98, ed in
particolare i commi 8 ter e 8 quater, ha stanziato delle risorse
'Al fine di attuare misure urgenti in materia di riqualificazione e
di messa in sicurezza delle istituzioni scolastiche statali, con
particolare riferimento a quelle in cui è stata censita la presenza
di amianto, nonché di garantire il regolare svolgimento del
servizio scolastico';
ai sensi della tabella 1 annessa al decreto, sul totale di
150.000.000 di euro, la somma di 16.000.000 è assegnata alla
Regione siciliana;
il medesimo articolo prevede che l'assegnazione è effettuata con
decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della
ricerca entro il 30 ottobre 2013 sulla base delle graduatorie
presentate dalle regioni entro il 15 ottobre 2013, e che 'A tal
fine, gli enti locali presentano alle regioni entro il 15 settembre
2013 progetti esecutivi immediatamente cantierabili di messa in
sicurezza, ristrutturazione e manutenzione straordinaria degli
edifici scolastici';
il comma 8-quinquies del suddetto articolo recita che 'Il mancato
affidamento dei lavori di cui al comma 8-quater entro il 28
febbraio 2014 comporta la revoca dei finanziamenti';
considerato che:
la Regione siciliana, in attuazione delle disposizioni nazionali,
ha emanato apposito decreto di attuazione, a firma dell'Assessore
regionale Nelli Scilabra, in data 04/09/2013, cioè a soli 11 giorni
di distanza dalla scadenza del termine imposto dal decreto
cosiddetto del 'Fare';
le istanze devono essere corredate, come anticipato dalla norma
nazionale, dal progetto esecutivo, munito di tutti i visti, le
autorizzazioni e i pareri richiesti dalla vigente normativa, nonché
dallo stralcio del programma triennale delle opere pubbliche da cui
si evinca l'inserimento dell'intervento proposto;
visto che facendo una breve ricerca è possibile notare le date in
cui sono stati emanati i decreti delle varie regioni, in cui si
palesano tempi ristrettissimi per la presentazione dei sopra citati
progetti esecutivi, ad esempio:
Decreto Sicilia 4 settembre 2013, Decreto Campania 10 settembre
2013, Decreto Lombardia 6 settembre 2013, Decreto Veneto 28 agosto
2013, Decreto Piemonte 27 agosto 2013,Decreto Sardegna 12 settembre
2013;
per sapere se:
sia stata effettuata una stima delle scuole siciliane che abbiano
la necessità di accedere ai finanziamenti in oggetto;
quante delle suddette avessero, in effetti, progetti esecutivi già
in essere;
non ritengano opportuno interloquire con il Governo nazionale, al
fine di rivedere le scadenze, concedendo agli Enti locali un tempo
adeguato per poter partecipare al bando di finanziamento che
rappresenta un'occasione importante, anche in considerazione dei
sempre minori trasferimenti statali e regionali che i Comuni sono
costretti a subire». (1314)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
LA ROCCA - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI -
FOTI - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA - ZITO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la salute e
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,
premesso che:
la legge n. 328/2000 recante i principi generali del sistema
integrato di interventi e servizi sociali, prevede lo stanziamento
di fondi regionali per il miglioramento e l'implementazione dei
servizi assistenziali proposti dalle II.PP.A.B.;
sulla base del dettato normativo, in passato sono stai emanati,
con apposita delibera di Giunta di Governo, dei bandi per il
finanziamento di tali opere;
considerato che l'indizione di tali bandi si è fermata all'anno
trascorso (2012) non avendo per l'anno corrente nulla ancora
disposto;
per sapere se non ritengano opportuno, sulla scia degli anni
passati, indire un nuovo bando per l'anno 2013 per il finanziamento
di progetti di miglioramento dei servizi gestiti dalle II.PP.A.B.
al fine di permetterne la loro implementazione a tutto vantaggio
degli utenti di tali strutture pubbliche». (1318)
FOTI - FERRERI - ZITO - CIANCIO - CAPPELLO - CANCELLERI - CIACCIO
- LA ROCCA - TRIZZINO - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - ZAFARANA -
TANCREDI - PALMERI
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, all'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità, premesso che:
la gestione dei rifiuti a Floridia (SR) è svolta da anni dalla
PROSAT;
l'ultimo bando si è svolto nel 2003, con assegnazione dell'appalto
per un periodo di cinque anni alla sopramenzionata ditta, con
scadenza al 31 dicembre 2008;
nel 2009, si è provveduto a rinnovare per ulteriori due anni
l'appalto alla Prosat, con scadenza dicembre 2010. Anche negli anni
successi vi, si è provveduto a rinnovare di anno in anno il
contratto di appalto alla stessa Prosat, senza mai indire un nuovo
bando. L'ultimo rinnovo scadrà a dicembre 2013;
probabilmente il contratto verrà rinnovato in quanto l'Ordinanza
Commissariale n. 151 del 14 novembre 2011 prevede che il 'soggetto
attuatore' organizzi un programma organico di gestione della
raccolta rifiuti a livello provinciale (sono passati quasi due
anni, e bisognerebbe verificare se qualcosa è stato fatto). Nelle
more, il contratto può essere rinnovato di anno in anno;
considerato che:
in tutti i contratti è previsto che: 'L'A.C. si riserva di
rescindere il contratto nel caso in cui non si raggiunga la
percentuale di raccolta differenziata dal 20% al 30% per motivi
imputabili ad una inefficiente gestione del servizio di raccolta
differenziata da parte del Consorzio stesso'. In tutti questi
anni, la raccolta differenziata è stata stabilmente sotto il 5%,
con conseguente applicazione di penali a carico del Comune per
quanto riguarda i costi di conferimento in discarica (come da
decreto regionale n. 250 del 29 dicembre 2000);
la suddetta penale, per l'anno 2012, è ammontata a 62.777 euro;
le spese di trasporto, come da capitolato speciale d'appalto, pag.
14, sono calcolate nella misura di 16 centesimi per tonnellata, per
ogni chilometro percorso. Nel C.S.A. si legge: 'Nel caso in cui
l'Amministrazione comunale durante lo svolgimento del servizio di
raccolta R.S.U. avesse la necessità di trasferire i rifiuti dalla
propria discarica presso viciniore o viceversa, la Ditta ha
l'obbligo di ottemperare a tale servizio. Il corrispettivo del
trasporto determinato in euro 0.16 per ogni tonnellata di rifiuto
trasportato per ogni chilometro percorso senza null'altro a
pretendere da parte dell'impresa aggiudicatrice';
già dalla prima determinazione del 2007 relativa alla discarica di
Costa Gigia, dove ancora si conferisce, tale corrispettivo non
risulta rispettato;
nella Determinazione n. 256/ 923 del 28-12-2007 del Servizio
Tecnico si legge: 'Oggetto: Impegno di spesa e liquidazione fattura
n. 74 al consorzio Prosat per trasporto r.s.u del comune di
Floridia presso discariche diverse da quella comunale,
vista la fattura n. 75 del 20/11/2007 di 25.866,50 di cui 2.351,50
per IVA al 10%, emessa del Consorzio PROSAT e relativa al servizio
aggiuntivo di trasporto RSU presso discariche diverse da quelle
comunale per il mese di ottobre 2007';
va evidenziato che Costa Gigia dista 23 chilometri da Floridia. Il
conferimento medio è di 800 tonnellate al mese. Anche considerando
1.000 tonnellate in quel mese, applicando quanto previsto dal CSA,
si avrebbe avuto un costo di: 1.000 x 0,16 x 23 = 3.680, contro i
quasi 26.000 fatturati. Tutto ciò si è ripetuto fino ai giorni
nostri, anche per i conferimenti effettuati presso altre discariche
per cui sono state applicate condizioni economiche difformi da
quanto previsto nel capitolato;
nel C.S.A., all'art. 10, 'Proprietà dei rifiuti raccolti e
relativa destinazione' si legge: 'i rifiuti oggetto del presente
appalto conferiti al servizio di raccolta ordinario (rifiuti solidi
urbani e rifiuti speciali assimilati) sono di proprietà
dell'amministrazione comunale, vengono prelevati dalla ditta
appaltatrice e conferiti allo smaltimento finale che la stessa
amministrazione indicherà, nel rispetto della legislazione vigente.
Fanno eccezione i materiali recuperati (carta, cartone, vetro,
metalli, alluminio, ferro, plastica), i costi e/o benefici spettano
alla ditta appaltatrice. I costi di smaltimento delle Pile,
Farmaci, T e/o F sono a carico della ditta appaltatrice';
fino al mese di novembre 2012, il Comune ha pagato, su
determinazione dell'Ingegnere Capo, le spese per il trasferimento
dei suddetti rifiuti presso altre discariche. Tali spese sono
ammontate, per il 2011, a 61.478 per 378 tonnellate di raccolta
differenziata, e per il 2012, a 42.240 per 404 tonnellate;
da un'analisi del capitolato d'appalto, sono emersi i seguenti
impegni a carico della ditta appaltatrice:
1) per l'espletamento dei servizi è previsto un impiego
complessivo di sacchi fornito dalla ditta pari a ca. 365.000 su
base annua. Le caratteristiche del sacco dovranno essere approvate
dal comune. Il sacco dovrà essere distribuito dalla ditta ai
singoli utenti con mobilità da concordare con il comune. (Ma sembra
che tali sacchetti non siano stati mai consegnati);
2) Servizio ritiro rifiuti ingombranti: il servizio prevede
l'intervento di una squadra specifica con l'utilizzo del cassonato
gruato per il ritiro di tali tipologie di rifiuti presso le utenze
che ne fanno richiesta.
Il servizio verrà effettuato con le seguenti modalità:
- Servizio attivo due volte la settimana (2/7);
- Periodo di massima attesa: 48 ore;
- Numero di chiamate minimo: 25 su base settimanale. Istituzione
di un numero verde gratuito' con il compito di raccogliere e
smistare le richieste degli utenti, che sarà reso pubblico
attraverso un'incisiva campagna di pubblicizzazione.
Non risulta, tuttavia, attivato il numero verde gratuito per la
segnalazione del ritiro dei rifiuti ingombranti, così come non
risulta attivato il servizio del ritiro rifiuti ingombranti. Per
tale inadempienza, è previsto l'addebito di una penale di 200 per
ogni giorno di mancata attivazione del numero verde. Si parla di
una mancata contestazione che ha comportato (a parte la non
attivazione del servizio per la cittadinanza), il mancato incasso
per il Comune della penale, pari a oltre 70.000 l'anno;
3) Raccolta rifiuti pericolosi:
il servizio riguarda le seguenti tipologie di rifiuti urbani
pericolosi: batterie e pile esauste;
prodotti e relativi contenitori etichettati con la lettera T'
(tossico) e/o F' (facilmente o estremamente infiammabile);
prodotti farmaceutici inutilizzati o scaduti;
la ditta dovrà fornire e gestire i seguenti contenitori:
Contenitori Pile 20 I: 10 (dieci)
Contenitori Farmaci 130 I: 7 (sette) Contenitori T e/o F 130 I: 7
(sette)
l'onere per l'espletamento del servizio di cui alla presente
lettera E) è compreso in appalto;
pare non risultino installati i contenitori per la raccolta dei
rifiuti speciali pericolosi (pile, farmaci, etc.). Come da tabulati
allegati, la raccolta è pari a zero (ciò vuol dire che finisce
tutto in discarica, con tutto ciò che ne consegue);
4) gestione rapporti con la clientela:
entro 7 giorni dalla data di consegna dei servizi, la ditta
appaltatrice, si obbliga ad attrezzare uno sportello dotato di
telefono, fax e numero verde gratuito a disposizione degli utenti
del Comune di Floridia. Tale sportello deve essere aperto tutti i
giorni (esclusi i giorni festivi) almeno nella fascia oraria dalle
9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 a lle 17:00. In particolare lo
sportello dovrà:
- gestire le richieste di informazioni provenienti dai cittadini;
- ricevere le prenotazioni dei servizi individuali (raccolta
ingombranti, ecc.) da parte dell'utenza;
- distribuire il materiale promozionale e informativo per gli
utenti;
Come già detto, tale servizio non è fornito;
5) le acque reflue prodotte dal lavaggio dei contenitori stradali
dovranno essere smaltite presso depuratori autorizzati, gli oneri
di smaltimento delle acque reflue rimangono a carico della ditta
appaltatrice. Sul punto, sono stati richiesti i formulari
attestanti la tempistica e la regolarità delle operazioni svolte,
ma non sono stati forniti;
6) nella Tabella sottostante è evidenziata la competenza dei costi
e/o benefici tra la ditta appaltatrice e il Comune per le singoli
frazioni merceologiche:
Frazione merceologica Costo e/o beneficio per
Costo e/o
beneficio
il comune per la
ditta
appaltatrice
Rifiuto indifferenziato SI
NO
Beni Durevoli (Pericolosi e non) SI
NO
Pile, Farmaci, T e/o F NO
SI
Acque di lavaggio NO
SI
Materiali recuperabili (cartacei, NO
SI
vetro, metalli, alluminio plastica)
la tabella sopra riportata, non lascia adito a dubbi sui soggetti
sui quali ricadono i costi e i benefici delle varie frazioni
merceologi che interessate dal contratto di appalto;
7) art. 17, Penalità:
Per l'inosservanza delle prescrizioni contenute nel presente
capitolato che non costituiscano causa di decadenza (vedi art. 25)
previa contestazione scritta da parte del comune di Floridia,
sentite le motivazioni della ditta appaltatrice, potranno essere
applicate le seguenti penalità:
'la violazione degli obblighi contrattuali, rilevata con le
modalità già indicate, sarà contestata alla ditta interessata per
iscritto, anche a mezzo telefax, con l'indicazione della penalità
applicabile e con l'invito a far pervenire, entro 7 giorni dalla
ricezione, eventuali giustificazioni a discarico. La
giustificazione, presentata entro il termine indicato, potrà essere
accolta con la revoca della contestazione, oppure respinta con la
comminazione della penale, ad insindacabile giudizio del comune di
Floridia. In caso di mancata presentazione della giustificazione
entro il termine indicato, sarà applicata dal comune di Floridia la
penale a carico della ditta senza ulteriori comunicazioni. Alla
ditta sarà comunicato mensilmente un riepilogo delle penali
irrogatele ed il relativo importo verrà trattenuto a primo
pagamento utile successivo. Il contratto potrà essere risolto
allorquando l'inosservanza delle prescrizioni contrattuali da parte
della ditta sarà considerata dal comune di Floridia inadempienza
grave, così come previsto al Titolo I II, Art. 25'. Il Comune ha il
diritto/dovere di controllare il corretto svolgimento del servizio;
8) Titolo IV. CORRISPETTIVO A CORPO PER I SERVIZI OGGETTO
DELL'APPALTO (BASE DI GARA)
(importi IVA
inclusa)
Riferimento Servizio
Importo
(euro/ann
o)
Lettera A) Raccolta RIFIUTI SOLIDI URBANI
520.100
(o indifferenziati)
Lettera B) Raccolta VETRO e LATTINE
12.660
(Multimateriale)
Lettera C) Raccolta carta e cartone
12.460
Lettera D) + Raccolta ingombranti + Pronto
12.660
I) intervento
Lettera E) Raccolta rifiuti pericolosi
6.100
Lettera F) + Lavaggio contenitori stradali
62.320
G)
Lettera H) Spazzamento integrato, pulizia
523.700
mercati (comprendenti i Servizi speciali in occasione di
fiere,
sagre, cerimonie pubbliche) e lavaggio piazze.
Totale corrispettivo a corpo onnicomprensivo per 1.150.000
l'esecuzione dei servizi programmati previsti all'interno del
Capitolato Speciale d'appalto (BASE DI GARA)
tutti i servizi previsti nel C.S.A. rappresentano delle voci di
costo per le quali il Comune fa pagare i cittadini, senza che
questi ultimi ne traggano beneficio;
complessivamente, il mancato controllo ha comportato per il Comune
maggiori spese per l'anno 2012 per un importo stimabile in 230.614,
così ripartiti:
a) Maggiori costi di trasporto in discarica 130.237 euro
b) Penali per mancato raggiungimento obiettivo raccolta
differenziata 62.777 euro
c) Costi non dovuti per il trasporto della raccolta differenziata
42.240 euro (61.478 per il 2011)
d) Servizi non erogati (o erogati parzialmente) e pagati per
intero:
- Raccolta vetro e lattine 9.495 euro (obiettivo minimo 20%,
realizzato 5%)
- Raccolta carta e cartone 9.345 euro (obiettivo minimo 20%,
realizzato 5%)
- Raccolta ingombranti + pronto intervento 12.660 euro (servizio
non fornito)
- Raccolta rifiuti pericolosi 6.100 euro (servizio non fornito)
se si replicassero gli stessi numeri per i 10 anni di gestione,
parliamo di un addebito per le tasche dei cittadini, di oltre
2.000.000 di euro;
visto che:
- in un articolo de 'La Sicilia' del 5 settembre 2013 si legge:
'Positivi i risultati del progetto Floridia è differente', avviato
dal Comune nel marzo scorso con la collaborazione del Consorzio
Prosat, dell'associazione Metamorfosi e di Legambiente.
Una campagna di sensibilizzazione per incrementare la raccolta
differenziata ha avuto riscontri concreti in città. Dal confronto
di aprile e maggio 2012 con i rispettivi del 2013 è emerso un
incremento del 50% della raccolta. In particolare nell'aprile 2012
sono state raccolte 20.320 tonnellate di rifiuti, nell'aprile di
quest'anno 29.3 40.
Per quanto riguarda i rifiuti solidi urbani si è registrato un
decremento del 10%. Il dato positivo può essere attribuito a
diverse motivazioni. La modifica dei giorni di conferimento della
differenziata per il servizio del porta a porta nel centro storico
ha permesso di organizzare e razionalizzare meglio il conferimento
dell'indifferenziato nelle altre giornate. Anche l'apertura il
sabato mattina del Centro comunale di raccolta ha dato la
possibilità a tanti lavoratori di conferire la differenziata in un
giorno prefestivo. Unica nota dolente - ha spiegato l'assessore -
il tanto atteso ripristino della pesatrice elettronica, che
consente ai cittadini attraverso le schede magnetiche, in maniera
trasparente, di aver rendicontato sulla bolletta lo sgravio della
Tarsu';
le differenze tra le dichiarazioni fatte dall'assessore del comune
di Floridia (SR) sull'articolo de 'La Sicilia' e i dati raccolti
sono evidenti;
per sapere se non ritengano:
1) di verificare i criteri adottati e i calcoli effettuati per
stabilire i costi di trasporto degli RSU;
2) di verificare come mai l'Amministrazione comunale, avendo
bloccato i pagamenti relativi al costo di trasporto della raccolta
differenziata in quanto non dovuti, non ha provveduto a richiedere
il rimborso delle somme indebitamente pagate per gli anni 2011 e
2012;
3) di verificare se, a fronte delle inadempienze sopra esposte,
siano state applicate le sanzioni previste dal capitolato
d'appalto;
4) di verificare se il mancato raggiungimento degli obiettivi di
raccolta differenziata, che comporta un aggravio dei costi di
conferimento, possa essere configurato come un danno erariale per
il quale il Comune possa rivalersi nei confronti della ditta
appaltatrice e di chi fosse preposto ai controlli, e non ha svolto
il suo compito;
5) di verificare l'effettiva applicazione del protocollo relativo
alla pulizia dei cassonetti e allo smaltimento delle acque reflue,
fornendo idonea documentazione». (1320)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO FERRERI - FOTI -
LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:
l'interrogazione prende spunto da denunce da parte dei cittadini
priolesi che avendo terreni limitrofi all'area di cui al vallone
Monachella hanno trovato una parte di terra piena di liquame nero e
maleodorante;
in quell'area era situato un oleodotto che collegava il
petrolchimico da una zona all'altra, mai bonificata;
considerato che:
giorno 22 agosto il signor Christian Bosco ed il padre Sebastiano
si trovavano nel vallone Monachella ed hanno assistito ad uno
spettacolo agghiacciante: circa dieci-quindici metri di terreno
erano pieni di una sostanza nera, dall'odore tipico del catrame.
Pietre e terra erano nere, mentre l'acqua mostrava una consistenza
oleosa. Gli stessi prontamente hanno fatto le foto e avvertito le
forze dell'ordine;
giorno 24 agosto, la zona in questione è stata posta sotto
sequestro dopo l'inchiesta avviata da tali Christian e Sebastiano
Bosco. Giorno 29 agosto, dopo un'azione combinata del Gruppo
Socialista e dei Cinque Stelle di Priolo, a cui hanno partecipato
Christian Bosco, Sebastiano Bosco, Teresa Lauria, Giorgio Pasqua e
il Deputato Regionale Stefano Zito,è stato constatato che la
sostanza nera è proseguita per altri cinquanta metri circa. Giorno
1 settembre si trovavano piccoli residui di tale sostanza a circa
150 metri;
la zona in cui è stata trovata l'amara sorpresa si trova a circa
50 metri dall'acquedotto comunale sito in via dell'Acquedotto, tra
contrada Monachella e contrada Porrazzaro;
la zona si trova a 150 metri da un istituto scolastico ed
un'università;
da giorno 22 agosto a oggi pare non sia stato fatto niente per
arginare il fenomeno;
la stagione estiva sta terminando e le piogge potrebbero portare
il liquame fino a mare;
la stessa cosa era già accaduta nel 1991 nello stesso condotto, ma
nessuno è mai intervenuto;
per sapere se non ritenga:
di disporre la verifica del liquame fuoriuscito e l'immediata
bonifica dell'area inquinata;
di sanzionare i colpevoli secondo il principio: ' chi inquina
paga', in base alla direttiva 2004/35/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 21 aprile 2004, in tema di responsabilità
ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno
ambientale». (1321)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO -FERRERI - FOTI -
LA ROCCA - MANGIACAVALLO- PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI
- ZAFARANA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che, al 30/09/2013, verranno
messi in liquidazione gli ATO e che, di fatto, dall'1 ottobre 2013
se il Governo regionale non interverrà con precise indicazioni nei
confronti dei commissari liquidatori o dei sindaci dei Comuni,
circa tredicimila lavoratori, tra operatori ecologici e personale
amministrativo, si troveranno senza lavoro;
considerato che:
con la legge regionale 8 aprile 2010, n. 9, è stato previsto che
gli enti territoriali ricadenti in ciascun ATO si organizzino in
S.R.R. (società per la regolazione del servizio gestione rifiuti) e
dopo la legge regionale 9 gennaio 2013, n. 3, all'art. 1 comma 2 si
è introdotto l'art. 5, comma 2 ter della legge 9/2010, consentendo
di fatto una sorta di gestione diretta del servizio raccolta
rifiuti da parte dei comuni attraverso l'introduzione del soggetto
intermedio ARO (area raccolta ottimale), consentendo, appunto, ai
comuni singoli che superano i cinquemila (5.000) abitanti di
procedere direttamente ovvero in forme associate all'affidamento
esterno del servizio di smistamento, e raccolta rifiuti;
con la costituzione delle S.R.R. con la legge regionale n. 9 del
2010, all'art. 7 è stato previsto che tutto il personale in
servizio negli ATO al 31/12/2009 transitasse di fatto nelle nuove
S.R.R., considerato peraltro che in data 06/09/2013 è stato siglato
un accordo trilaterale tra Governo regionale, sindacati dei
lavoratori ed associazioni datoriali del settore ambientale proprio
per la salvaguardia dei livelli occupazionali, garantendo tutto il
personale assunto fino al 31/12/2012;
per sapere se l'Assessore al ramo e per esso il Governo regionale,
considerata la scadenza del 30 settembre 2013, intendano
evidenziare quali siano le immediate iniziative che vogliano
intraprendere per garantire tutto il personale in servizio al
31/12/12 presso gli ATO della Sicilia per evitare che si crei altra
disoccupazione». (1322)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
LO SCIUTO-GRECO G.-FIGUCCIA-LOMBARDO-DI MAURO-FIORENZA-FEDERICO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che il 30/09/2013 scadono gli
Avvisi comunitari 1 e 2 del 2010 riguardanti gli sportelli
multifunzionali che si occupano delle politiche attive del lavoro,
attività di orientamento e formazione;
considerato che:
si tratta di azioni obbligatorie per legge che devono essere
garantite dalla Regione siciliana ai cittadini (soggetti percettori
di ammortizzatori sociali in deroga);
il 7 giugno 2013 il Governo regionale, in un incontro con i
sindacati e gli enti gestori, si era impegnato a prorogare le
attività degli sportelli multifunzionali e che, ad oggi, nessuna
iniziativa è stata intrapresa dal Governo per dare risposte
concrete a detti lavoratori;
per sapere:
quali iniziative vogliano intraprendere per garantire la
continuità operativa degli sportelli multifunzionali ed evitare che
altri 1.850 lavoratori possano perdere il proprio posto di lavoro».
(1323)
LO SCIUTO-GRECO G.-FIGUCCIA-LOMBARDO-DI MAURO-FIORENZA-FEDERICO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia,
all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che la
Regione siciliana detiene il 43,02 per cento del pacchetto
azionario della Mediterranea Holding spa;
rilevato che dai dati dell'Ufficio statistica del Dipartimento
Economia della Regione, pubblicati nella relazione sullo stato
dell'economia in Sicilia nel 2012, emerge che la Regione ha
investito la somma di 4,68 milioni di euro nella Mediterranea
Holding spa;
considerato che la Regione siciliana, con deliberazione della
Giunta regionale n. 105 del 15/03/2013, ha disposto il recesso del
socio Regione, invocando l'art. 20, comma 1, della l.r. 12 maggio
2010, n. 11;
per sapere:
la destinazione della somma di 4,68 milioni di euro investiti
nella Mediterranea Holding spa;
l'elenco di tutti i soci della Mediterranea Holding spa e se gli
stessi abbiano partecipazioni azionarie in altre società aventi lo
stesso oggetto sociale della Mediterranea Holding spa;
se gli altri soci abbiano versato l'intera quota del capitale
sociale dagli stessi detenuto;
quali iniziative la Regione siciliana abbia posto in essere per
dare attuazione alla deliberazione n. 105 del 15 marzo 2013».
(1324)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FAZIO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
l'area geografica coincidente con la piana di Gela, come è stato
sottolineato più volte da più parti, è una delle aree più soggette
ad inquinamento ambientale di tutto il territorio siciliano;
l'area in questione è stata oggetto di un Piano di risanamento
ambientale redatto ed autorizzato dal Ministero dell'Ambiente
risalente al 1995, per il quale erano stati stanziati 40 miliardi
delle vecchie lire, ma purtroppo di tale Piano, che potremmo
definire fantasma', ancora oggi, a quasi vent'anni di distanza, non
si è avuto notizia o segni di realizzazione;
contestualmente, con il trascorrere degli anni senza che si sia
preso provvedimento alcuno, la percentuale di bambini nati con
malformazioni è aumentata in maniera esponenziale, diventando
superiore di sei volte rispetto alla media nazionale;
dopo tanti anni di disagio, la Procura di Gela ha deciso di aprire
un'indagine sul nesso di causalità che intercorre tra le
malformazioni e l'inquinamento della zona, al fine di ottenere
delle risposte al costante interrogativo sulle concrete motivazioni
che fanno di Gela il territorio in cui i casi di malformazione sono
più comuni che nel resto d'Italia;
secondo i risultati di alcune indagini sui cibi della zona, a Gela
sembrerebbe essere inquinato tutto: dall'acqua agli ortaggi, al
cibo con cui viene allevato il bestiame; l'alto tasso di
malformazioni genetiche sarebbe infatti dovuto ai distruttori
endocrini, elementi derivati dalle sostanze inquinanti simili a
quelle emesse dal petrolchimico: dotate di un potenziale micidiale,
esse sono in grado di attaccare il tessuto provocando le
malformazioni neonatali, ovviamente tutto ciò è da valutare
attraverso il nesso causale, ossia provare a livello scientifico, e
quindi giudiziario, che i tumori e le malformazioni genetiche
derivano dall'inquinamento prodotto dal petrolchimico;
considerato che:
negli ultimi mesi, si sono verificati due pesanti sversamenti di
petrolio proveniente dal petrolchimico, uno la notte tra il 3 ed il
4 giugno, ed uno il 13 settembre;
riguardo lo sversamento del 4 giugno, lo stesso Presidente della
Regione Rosario Crocetta dichiarava: 'L'ennesimo episodio di
sversamento a mare di petrolio proveniente dalla raffineria di
Gela, all'indomani di una giunta di governo che proprio a Gela ha
stabilito di potenziare nelle aree industriali siciliane le
strutture di prevenzione sanitaria e cura sulle malattie tipiche
dell'industrializzazione, obbliga il governo della Regione ad
elevare il livello di soglia dei controlli da effettuare in quei
siti', lo stesso Presidente proseguiva affermando che 'Da tempo,
per Gela, sono state concesse le autorizzazioni ambientali,
regionali e nazionali, necessarie per rafforzare la sicurezza degli
impianti. L'Eni ha sempre assicurato che tali investimenti
sarebbero stati realizzati al più presto possibile, mentre non si
riesce ad avere un cronoprogramma preciso';
rilevato che:
l'ARPA, l'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale,
investita della questione inquinamento a Gela, ha puntato l'indice
contro i vertici della raffineria, denunciando un'alta
concentrazione di sostanze inquinanti nell'aria, in quanto a
seguito dei rilevamenti di due centraline è stato possibile
confermare una particolare presenza di benzene, toluene, xileni ed
idrocarburi non metanici;
sempre secondo la recente relazione dell'Arpa, che sarebbe stata
inviata anche alla Procura, sono emersi valori di concentrazione
degli inquinanti nettamente superiori rispetto a quelli normalmente
registrati: tali dati sono scaturiti dall'attività di monitoraggio
della qualità dell'aria effettuata da due centraline in
particolare, quelle installate presso il parcheggio Agip e l'ex
autoparco comunale;
a seconda della correlazione tra i dati di concentrazione nelle
particolari fasce orarie e la provenienza dei venti, i tecnici
dell'Arpa sono giunti alla conclusione che in generale
'l'inquinamento proviene dall'area del petrolchimico di Gela', le
centraline hanno incriminato il perimetro che include l'area dove
insiste il petrolchimico nel periodo compreso tra maggio e giugno
di quest'anno;
i dati in questione, naturalmente, prima di essere confermati,
dovranno essere oggetto di un'ulteriore verifica in cui potrebbero
entrare in gioco altri fattori di responsabilità sull'inquinamento
nell'atmosfera oltre all'attività delle ciminiere del colosso
energetico Eni;
atteso che:
fonti interne all'ARPA di Caltanissetta, riferiscono che la
struttura dispone di esigue risorse a disposizione, è dotata di
poche unità e che il personale destinato alle attività di Gela è
costituito da una sola unità e ciò ha naturalmente comportato
un'inefficienza nei controlli anche sui siti SIC;
non si ritiene risolutiva la proposta di costituire un organismo
terzo, in quanto basterebbe dotare gli uffici esistenti delle
risorse necessarie;
il Sindaco di Gela, durante la seduta numero 47 della IV
Commissione legislativa permanente dell'ARS, tenutasi a Gela il
18/06/2013, affermava che nella zona qualificata come SIC non viene
effettuato alcun controllo per la mancanza di centraline che
effettuino il monitoraggio, e tra le altre anomalie ricordava la
procedura di infrazione comunitaria per i depuratori ed il mancato
utilizzo di somme ingenti stanziate per la bonifica dei luoghi;
il dott. Piva, direttore dell'ASP di Gela, affermava durante la
seduta che i propri uffici sono stati i primi ad eseguire i
controlli nella zona dello sversamento di giugno e che si tratta di
un'area che non è stata mai balenabile, lamentando la mancanza di
risorse da destinare per la prevenzione;
il dott. Farruggia, responsabile servizio veterinaria dell'ASP,
mostrava infine un quadro preoccupante riguardo i controlli fatti
nei prodotti ittici nel 2009 e nel 2010, affermando poi che non si
sono effettuati ulteriori verifiche per la cronica mancanza di
risorse e contestualmente chiedeva interventi immediati al Governo;
per sapere:
con che frequenza e da chi vengano effettuati i controlli
ambientali nel territorio e nel mare circostante a Gela;
quando siano stati effettuati gli ultimi controlli e quali siano i
risultati ottenuti;
quali azioni intendano intraprendere per far fronte ad una
situazione di inquinamento ambientale che sembra essere
completamente fuori controllo e che ha reso il territorio in
questione praticamente invivibile». (1327)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
TRIZZINO - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI - CIACCIO - CIANCIO -
ZAFARANA - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - PALMERI - FOTI LA
ROCCA - ZITO
Interpellanze
«Al Presidente della Regione, premesso che:
con la legge delega n. 148 del 2011, il Governo nazionale ha
profondamente inciso, modificandoli, sugli assetti territoriali
giudiziari della nostra Nazione e, in nome di una sciagurata ed
ininfluente politica di c.d. revisione della spesa, ha soppresso
trentuno Tribunali, quasi sempre ignorando con sistematica
pervicacia l'importanza che tali presidi di legalità rivestivano
nella attività di contrasto e di lotta alla criminalità comune e/o
organizzata;
la Regione siciliana ha visto cadere la scure dei tagli sui
Tribunali di Nicosia, Modica e Mistretta, tre uffici giudiziari
sempre in prima linea nel contrasto alla criminalità mafiosa e
distintisi per funzionalità ed efficienza, pur nella oggettiva
carenza di dotazione di mezzi, strutture e personale, nei vari
settori della amministrazione della giustizia;
preso atto che la cancellazione dei ricordati Tribunali determina
non solo la scomparsa di indispensabili presidi di legalità e si
riverbera negativamente sulle vaste comunità così deprivate, ma
costringe i cittadini utenti ad estenuanti spostamenti per
raggiungere le nuove sedi giudiziarie;
considerato che:
l'inopportuna e dannosa iniziativa legislativa dello Stato (forse
ormai soltanto, participio passato del verbo essere), peraltro
palesemente lesiva della autonomia regionale poiché per precisa
prerogativa dello Statuto speciale (la Sicilia aveva il diritto di
essere investita della delicata questione e di esprimere il proprio
ineludibile parere), avrebbe già meritato giusta e rigorosa
impugnazione avanti la Corte Costituzionale per conflitto di
attribuzione, così come hanno ritenuto di fare altre ben nove
regioni italiane, a statuto ordinario e a statuto speciale;
come da prassi oramai consolidata, il Presidente della Regione non
ha dato seguito ai suoi innumerevoli proclami sulla necessità di
fronteggiare e contrastare l'inconcepibile disegno normativo
nazionale, lasciando di fatto soli cittadini comuni, avvocati e
magistrati che si opponevano allo smantellamento dei presidii di
legalità;
per conoscere:
quali siano i motivi per i quali il Governo della Regione
siciliana non abbia impugnato, davanti alla Corte Costituzionale,
la legge delega n. 148 del 2011 che ha modificato l'intera
geografia giudiziaria italiana e, per quanto di competenza, quella
siciliana;
se non ritenga urgentissimo dare mandato ai competenti uffici
della Regione di redigere ricorso avanti la Consulta o di
intervenire formalmente nei giudizi promossi dalle altre nove
regioni italiane». (105)
(Gli interpellanti chiedono lo svolgimento con urgenza)
IOPPOLO-MUSUMECI-FORMICA-CURRENTI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
nell'ambito della struttura di soccorso sanitario è stata
attivata, presso l'abitato di Menfi, una postazione di servizio
(PTE) con assistenza di personale medico ed infermieristico,
integrata con la presenza dell'ambulanza del servizio '118', in
grado di assicurare un immediato ed adeguato intervento nei casi di
emergenza-urgenza sanitaria;
recentemente, nell'ambito dei provvedimenti assunti
dall'Assessorato regionale della Salute, è stato previsto un
declassamento' del PTE di Menfi, che perderebbe totalmente il
servizio medico ed infermieristico;
atteso che:
la postazione PTE serve un territorio vasto ed articolato, che
presenta peraltro rilevanti tassi di incidenza di emergenze cerebro
e cardio-vascolari e traumatologiche, anche connessi all'intensa
attività agricola e turistica del territorio;
la 'demedicalizzazione' comporta, di tutta evidenza, un grave
pregiudizio rispetto alla funzionalità ed efficienza dei servizi di
emergenza nell'area di Menfi, che certamente non possono essere
compensati dal previsto aumento degli autisti soccorritori, con una
riduzione della capacità di tempestivo intervento nei casi più
gravi e complessi, suscettibile di risolversi in esiti tragici;
per conoscere se si ritenga di procedere immediatamente ad una
riconsiderazione delle scelte assunte, mantenendo il servizio
medico ed infermieristico del PTE di Menfi, assicurando un adeguato
dispositivo di soccorso capace di intervenire correttamente e con
successo rispetto alle emergenze sanitarie del territorio». (106)
(L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)
CASCIO S.
«All'Assessore per e risorse agricole e alimentari, premesso che i
sottoscritti interroganti già, in data 15 aprile 2013, presentato
l'interrogazione N 666 Interventi finalizzati all'adozione e
all'incentivazione della cotonicoltura in Sicilia;
rilevato che:
come denunciato da numerose fonti stampa, il cotone raccolto nella
Piana di Gela, nell'ambito di un progetto sperimentale coordinato
dalla Facoltà di Agraria dell'università del Mediterraneo di Reggio
Calabria, in collaborazione con l'Ente di sviluppo agricolo ed
alcuni ricercatori e tecnici dell'Ateneo di Catania, rischia di
finire al macero;
si tratta di una raccolta record - oltre 50 quintali di cotone per
ettaro - che potrebbe essere distrutta perché la Regione siciliana
non ha ancora provveduto ad avviare presso l'UE le pratiche di
richiesta per la reintroduzione del cotone e la conseguente
registrazione dello stesso nel piano colturale nazionale;
in mancanza di questo fondamentale passaggio - che permetterebbe
la coltivazione legale del cotone in Italia, ed in particolare nel
territorio di Gela, particolarmente adatto per la produzione di
cotone, sia per la natura del terreno che per le condizioni
ambientali - il progetto, durato tre anni, rischia di andare in
fumo, vanificando gli sforzi delle università e soprattutto
deludendo le aspettative degli agricoltori gelesi, che vedono in
questa sperimentazione una strada per risollevare l'economia e
l'immagine locale;
considerato che:
la holding svizzera, Anderul, di cui fanno parte anche
imprenditori tessili della zona di Biella, ha lasciato intendere,
infatti, la possibilità di investire 5 milioni di euro nella Piana
di Gela per dare impulso alla filiera del cotone e trasformare la
fibra in filato pregiato. Un investimento totalmente privato che
non necessiterebbe di finanziamenti pubblici;
la holding Anderul ha finanziato interamente il terzo anno di
sperimentazione del progetto dell'Università del Mediterraneo;
è evidente che tale progetto rappresenta una preziosa opportunità
per un territorio come quello gelese, in cui tanti agricoltori
sarebbero pronti a partecipare alla scommessa sull' oro bianco dal
momento che quella sull' oro nero , il petrolio, dopo mezzo secolo
si è polverizzata;
i campioni di cotone raccolti quest'anno saranno inviati in Spagna
per determinare la qualità della fibra, già definita otti ma dai
periti, mentre i semi saranno analizzati in Italia per stabilirne
il contenuto in olio e proteine. Questi potrebbero, però, essere
gli ultimi risultati del progetto.
per sapere come vengano valutati i fatti espressi e se, nel
rispetto delle competenze istituzionali, non si ritenga che la
Regione Siciliana debba urgentemente trasmettere alle competenti
istituzioni UE la richiesta di reintroduzione del cotone affinché
si proceda alla conseguente registrazione dello stesso nel piano
colturale nazionale, considerato l'impatto positivo che tale
coltivazione può avere nella economia regionale siciliana». (107)
LA ROCCA - CANCELLERI - CIACCIO - CAPPELLO - CIANCIO - FERRERI -
FOTI - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA - ZITO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, considerato che:
gli imballaggi costituiscono il 35-40% in peso e il 55-60% in
volume della spazzatura che si produce ogni anno in Italia e se
guardiamo specificatamente alla Sicilia queste percentuali
potrebbero essere maggiori. Per ogni imballaggio prodotto e immesso
nel mercato, il produttore versa ai consorzi un contributo
denominato CAC (Contributo Ambientale Conai) che dovrebbe essere
trasferito ai comuni quando l'imballaggio, passando per la raccolta
differenziata, viene riconsegnato ai consorzi. Sono cifre
importanti, che dovrebbero essere destinate a coprire i costi di
raccolta e, se ben utilizzate, contribuire concretamente a
diminuire la bolletta dei cittadini;
delle centinaia di milioni di euro all'anno che vengono incassati
dal Sistema Conai, solo poco più di un terzo viene girato ai Comuni
e queste risorse spesso non entrano neppure nelle casse comunali
poiché vengono in gran parte utilizzate per pagare le piattaforme
private che si occupano delle preselezione di tali flussi;
per quanto riguarda la produzione di imballaggi si sta assistendo
ad un aumento della loro complessità che determina delle criticità
di gestione, dalla fase di corretta differenziazione nelle case
fino a quelle successive di raccolta-selezione-riciclo. Soprattutto
per quanto riguarda la plastica sono le stesse associazioni di
riciclatori, come Plastic Recyclers Europe, che identificano in un
marketing orientato soprattutto all'impatto estetico, a discapito
della riciclabilità, una possibile minaccia al raggiungimento degli
obiettivi di riciclo europei;
visto che in Italia è stato costituito il sistema Conai -
Consorzi, filiera che si attribuisce il merito di aver introdotto
il Contributo ambientale (CAC) più basso d'Europa. Nonostante tale
vantaggio per i produttori italiani di imballaggi, che avrebbe
dovuto rendere meno costosi almeno i prodotti alimentari nazionali
su cui incide moltissimo il costo dell'imballaggio, l'Italia è
diventata in pochi anni uno dei paesi europei con l'indice di
livello dei prezzi (PLI) più elevato in Europa. Parallelamente le
tariffe per la raccolta dei rifiuti urbani in Italia, su cui
incidono in particolare i costi della raccolta degli imballaggi, è
invece aumentato in media del 57% nel solo periodo 2001-2010. Il
contributo ambientale in Italia è oggi mediamente quattro volte
inferiore rispetto agli altri Pesi europei e l'incidenza del CAC
sul costo finale dei prodotti al consumo è irrisoria (in media lo
0,01% del prezzo di vendita);
per conoscere se non ritengano opportuno:
adoperarsi con tutti i propri mezzi per costituire un tavolo
tecnico con tutti i comuni (ANCI) per rimodulare seriamente
l'accordo quadro ANCI-CONAI, in particolare stilando un documento
che rimoduli i seguenti punti:
- contributo ambientale CONAI (CAC);
- modalità di verifica della qualità del materiale conferito;
- il parziale riconoscimento dei maggiori oneri della RD ai Comuni
da parte del CONAI;
- estendere e riconoscere ai comuni i contributi per tutti i
materiali plastici effettivamente riciclabili;
- eliminare qualsiasi voce di spesa del sistema CONAI destinato
all'incenerimento». (108)
(Gli interpellanti chiedono lo svolgimento con urgenza)
CIACCIO - CANCELLERI - MANGIACAVALLO - CAPPELLO - CIANCIO -
FERRERI - FOTI - LA ROCCA - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO -
TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che:
l'articolo 1, commi 340 e seguenti, della legge n. 296 del 2006,
così come modificato dall'articolo 2, comma 561, della legge n. 244
del 2007, ha previsto l'istituzione di zone franche urbane (ZFU),
aree di dimensione minima prestabilita dove si concentrano
programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e micro
imprese;
al contempo detta disposizione di legge ha istituito nello stato
di previsione del Ministero dello sviluppo economico un apposito
fondo, con una dotazione di 50 milioni di euro per il finanziamento
di programmi di intervento da realizzarsi nelle ZFU;
peraltro, nel decreto legge n. 78 del 2010, convertito in legge n.
122 del 2010, all'articolo 43 è prevista l'istituzione delle zone a
burocrazia zero, nelle quali, ove coincidenti con le ZFU, è
prevista l'erogazione di contributi in conto capitale diretti alle
imprese, in luogo delle esenzioni fiscali previste con le ZFU;
considerato che:
il provvedimento contenuto nella legge n. 122 del 2010 dà forma
all'ennesimo sistema di aiuti tradizionali, senza alcuna
indicazione nelle disposizioni legislative che offrano ai sindaci
incaricati criteri di erogazione, e stravolge la ratio delle ZFU,
ovvero creare una fiscalità di vantaggio che incoraggi
l'imprenditoria in aree disagiate del Meridione;
nell'articolo 43, comma 2, lettera b), del decreto legge n. 78 del
2010, convertito in legge n. 122 del 2010, è previsto difatti che
'ove la zona a burocrazia zero coincida, nelle regioni Abruzzo,
Campania, Basilicata, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia,
con una delle zone franche urbane individuate nella delibera CIPE 8
maggio 2009, n. 14 (...), le risorse previste per tali zone franche
urbane sono utilizzate dal sindaco territorialmente competente per
la concessione di contributi diretti alle nuove iniziative
produttive avviate nelle zone a burocrazia zero';
per conoscere se non ritengano opportuno in questa fase
particolarmente difficile per l'economia siciliana adoperarsi in
qualsiasi modo per:
1) rapportarsi col Governo nazionale, ai fini della individuazione
delle zone a burocrazia zero, e in che modo intendano coinvolgere
in tale processo le amministrazioni locali;
2) attivarsi nei confronti del Governo stesso per sensibilizzare
quest'ultimo in ordine alle zone franche urbane ed alla necessità
che i finanziamenti ad esse relativi vengano sbloccati e la loro
norma istitutiva mantenga la sua vigenza ed acquisisca effettività,
attraverso l'adozione degli opportuni provvedimenti attuativi;
3) rappresentare con forza al Governo nazionale l'opportunità che
le zone a burocrazia zero non siano sostitutive delle zone franche
urbane, ma siano individuate come strumento ulteriore incentivo per
l'attivazione di investimenti, chiedendo altresì al Governo di
attivarsi, anche in sede europea, per incrementare le opportunità
offerte dalla fiscalità di vantaggio, quale strumento per la
promozione dello sviluppo nei territori svantaggiati o in ritardo».
(109)
(Gli interpellanti chiedono lo svolgimento con urgenza)
CIACCIO - CANCELLERI - MANGIACAVALLO - CAPPELLO - CIANCIO -
FERRERI - FOTI - LA ROCCA - PALMERI - SIRAGUSA- TRIZZINO - TANCREDI
- ZAFARANA - ZITO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
si è appreso che la società 'Sicilia e-Servizi Spa' al 51% della
Regione con capitale pubblico ha richiesto l'emissione di un
decreto ingiuntivo nei confronti della Regione stessa, per
l'importo di 81 milioni di euro;
tale richiesta fa seguito ad un'altra analoga, che la società
'Sicilia e-Servizi Venture' dove lavorano dal 2007 75 dipendenti,
ha fatto avverso la consorella pubblica;
a seguito della mancanza di liquidità di cassa, ai dipendenti
della società è stato corrisposto a fine settembre soltanto il 65%
dello stipendio, senza alcuna comunicazione preventiva né ai
diretti interessati né alle Organizzazioni sindacali;
la società Sicilia e-Servizi Venture fornisce in atto alla Regione
siciliana diversi servizi, software ed help-desk, tra cui alcuni
certamente indispensabili per il buon funzionamento della macchina
amministrativa e per la fornitura di servizi ai cittadini; tra
questi è opportuno ricordare: gestione posta elettronica Regione
siciliana, mandati di pagamento, gestione e conduzione della
postazioni di lavoro informatiche, gestione delle presenze in quasi
tutti gli Assessorati, gestione dell'applicativo con cui operano le
Aziende Sanitarie, gestione dei Medici in convenzione con il SSN,
Portale web della Regione;
ritenuto che:
il livello e la tipologia dei servizi offerti da Sicilia e-Servizi
Venture è tale che non è pensabile che gli stessi servizi vengano
interrotti nemmeno per un giorno, onde evitare situazioni di caos
gestionale facilmente immaginabili in contesti tanto delicati come
quello della sanità;
la situazione descritta in premessa dimostra l'assoluta confusione
che regna in questo momento rispetto al ruolo e alla funzionalità
di Sicilia e-Servizi Venture, così come le cifre dimostrano che il
mancato o parziale pagamento dello stipendio ai lavoratori non sarà
certamente lo strumento che permetterà di recuperare le perdite
accumulate né di risolvere il contenzioso in atto;
ciononostante, in questo momento e nonostante la vicenda sia più
volte balzata agli onori della cronaca, sembra che proprio i
lavoratori, assunti dai privati della Venture e formati per
svolgere questo lavoro, siano gli unici a pagare il conto di una
passata gestione certamente da monitorare e da sottoporre ad
attente verifiche;
per conoscere:
come si intenda garantire, anche in via cautelare, che il
contenzioso in atto non finisca col gravare esclusivamente sulle
spalle dei lavoratori, che peraltro fino ad oggi si sono astenuti
da qualsiasi forma di protesta, consci della responsabilità
derivante dall'eventuale interruzione dei servizi resi;
quale soluzione intenda prospettare nel breve e nel lungo periodo
tanto per la prosecuzione dei servizi quanto per garantire i
livelli occupazionali, tenuto conto del fatto che la convenzione
con la società è in scadenza all'ormai prossimo 23 dicembre e che
certamente non è pensabile, come già detto, una interruzione dei
servizi anche per un solo giorno». (110)
FIGUCCIA
Mozioni
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
i fenomeni migratori in direzione delle coste della Sicilia e
delle sue isole minori, 'porte' dell'Europa, assumono ogni giorno
proporzioni sempre più grandi e sfociano, purtroppo spessissimo, in
catastrofi di dimensioni drammatiche;
il Canale di Sicilia sta diventando un gigantesco cimitero di
donne, uomini e bambini che, in fuga da guerre, carestie e
dittature, invece di coronare la speranza in una vita migliore in
Europa, trovano la morte per la fame, il freddo e le malattie cui
sono esposti lungo la 'traversata', per i naufragi cui vanno
facilmente incontro i 'barconi' e, non da ultimo, per l'azione
deliberata e criminale dei trafficanti che lucrano sulla loro
disperazione;
da ultimo, tra il 2 ed il 3 di ottobre 2013, l'isola di Lampedusa
è stata sconvolta dall'ennesima tragedia e che tale episodio,
sebbene appena l'ultimo in ordine di tempo, è stato tra i più
drammatici per le dimensioni che ha avuto e per l'orrore
determinatosi di fronte al macabro ritrovamento di centinaia di
corpi senza vita nel mare intorno all'isola;
il protrarsi della guerra civile in Siria, unita all'instabilità
politica dell'intero Nord Africa ed alle croniche piaghe che
affliggono l'Africa sub-sahariana, continuano ad alimentare un
flusso di disperati, che, verosimilmente, non verrà affatto a
diminuire, lasciando presagire purtroppo il possibile ripetersi di
episodi drammatici e, comunque, una situazione sempre più
difficile;
CONSIDERATO che:
di fronte alle dimensioni ed alla drammaticità della situazione
appare evidente l'inadeguatezza delle politiche adottate a livello
comunitario e statale rispetto al fenomeno migratorio nel
Mediterraneo, sia per quanto riguarda l'intercettazione ed il
primo soccorso, sia per quanto riguarda la successiva fase di
accoglienza;
la Sicilia si ritrova, sovente, a dover affrontare praticamente da
sola un'emergenza che va al di là delle proprie capacità,
confortata solo dallo spirito di sacrificio dei soccorritori e del
volontariato e dall'umanità delle popolazioni locali, ma priva
delle risorse strumentali ed economiche indispensabili per
assicurare un'adeguata risposta alle emergenze logistiche,
sanitarie e di sicurezza connesse all'accoglienza e, tantomeno,
idonee a prevenire il ripetersi di tragedie;
particolarmente sotto pressione risulta essere l'isola di
Lampedusa che, in ragione della sua posizione, è particolarmente
investita dall'emergenza e che, per le evidenti difficoltà
logistiche connesse alla sua natura di piccola isola distante dalla
terraferma, si trova in una condizione di costante emergenza che
minaccia continuamente di sfociare in ulteriori incontrollabili
disastri;
le ripetute dichiarazioni d'intenti della politica nazionale
appaiono sterili ed ipocrite nella misura in cui non sono seguite
da interventi concreti, immediati e di livello proporzionato alla
dimensione della catastrofe umanitaria in corso;
ancor più forte emerge l'inadeguatezza di una strategia europea
nei confronti del problema migratorio, che sembra delegare la
gestione del fenomeno alla sola 'frontiera' meridionale, ignorando
egoisticamente come la questione, nei suoi numerosi e
rilevantissimi risvolti umanitari, economici, sociali e politici,
debba riguardare l'intera comunità;
occorre un complessivo ripensamento dell'approccio rispetto ai
fenomeni migratori, come peraltro autorevolmente richiamato da Sua
Santità Papa Francesco, che focalizzi l'attenzione sulla
solidarietà, il rispetto della vita e della dignità umana e la
prevenzione delle condizioni che portano migliaia di disperati ad
accettare rischi e sofferenze per sfuggire a condizioni
insostenibili nei paesi di provenienza,
ESPRIME
a nome dell'intera popolazione siciliana, i propri sentimenti di
costernazione e profonda sofferenza per l'immane tragedia
verificatasi e la propria sincera vicinanza e solidarietà alle
vittime ed alle loro famiglie,
impegna il Governo della Regione
ad assumere iniziative immediate e decise nei confronti del
Governo nazionale perché:
1) proceda, nell'immediato, al rafforzamento degli strumenti in
campo, anche impegnando le forze armate e le più moderne dotazioni
tecnologiche in loro possesso nel compito d'intercettazione,
ricognizione e primo soccorso dei migranti, prevenendo il ripetersi
di tragedie in mare;
2) predisponga ed implementi subito un piano straordinario di
interventi per rispondere alle esigenze sanitarie, logistiche e di
accoglienza dei migranti, avuto riguardo anche alla peculiare
condizione delle isole minori ed alle difficoltà di ordine
finanziario e strumentale della Regione e degli enti locali;
3) assicuri un adeguato supporto, anche economico, alle comunità
che si trovano ad accogliere i migranti, anche in considerazione
delle difficoltà che gli sbarchi determinano per l'economia locale;
4) promuova una convocazione straordinaria del Consiglio europeo
dedicata alle problematiche dell'immigrazione e che preveda
l'adozione di misure eccezionali e concrete, con una piena
assunzione di responsabilità, anche in termini economici, da par te
dell'intera Europa;
5) ad aprire una serrata interlocuzione a livello nazionale e
comunitario affinché si realizzi una strategia di lungo respiro,
efficace e concreta rispetto ai fenomeni migratori, centrata sul
rispetto della persona e sulla solidarietà, la prevenzione delle
cause, il contrasto alle organizzazioni criminali che lucrano sulla
disperazione e la realizzazione di politiche di accoglienza ed
integrazione». (189)
SAMMARTINO - DI GIACINTO - PICCIOLO - CASCIO S.- COLTRARO -
DIPASQUALE - FORZESE - GRECO M.- LEANZA - LENTINI - LO GIUDICE -
MALAFARINA - NICOTRA - ODDO - RUGGIRELLO - SAVONA - SUDANO - TAMAJO
«L'Assemblea regionale siciliana
VISTA la Raccomandazione n. 962 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 18 dicembre 2006, relativa a 'competenze chiave per
l'apprendimento permanente';
PREMESSO CHE, in ossequio ai principi sanciti nella
raccomandazione su indicata, appare oltremodo necessario promuovere
il raggiungimento di più elevate e più diffuse competenze/capacità
di apprendimento, con azioni indirizzate, in particolar modo, agli
alunni appartenenti a categorie svantaggiate e a rischio di
marginalità sociale, attraverso il rafforzamento e l'integrazione
delle politiche nazionali con gli interventi regionali in favore di
una maggiore attrattività della scuola e del miglioramento della
qualità del servizio scolastico e di istruzione, in generale, anche
sulla scorta di una costante attività di concertazione tra Stato e
Regione siciliana;
CONSIDERATO CHE:
le suddette finalità possono essere realizzate attraverso la
definizione di una strategia basata sui seguenti obiettivi:
attivare interventi volti a favorire il successo scolastico,
riferito soprattutto a soggetti con disabilità e a rischio di
marginalità sociale;
sostenere l'innalzamento della qualità della scuola in Sicilia,
con la promozione di specifiche attività, anche di carattere
didattico, e di interventi strutturali per l'adeguamento e la
creazione di luoghi di apprendimento favorevoli, con particolare
riguardo alle scuole delle piccole isole;
rafforzare il sistema dell'istruzione e formazione nella Regione e
favorire l'innovazione didattica, anche attraverso azioni di
potenziamento dell'uso delle nuove tecnologie, dei contenuti
digitali e delle nuove modalità di organizzazione degli ambienti di
apprendimento connessi;
migliorare l'insegnamento della matematica, delle scienze, della
tecnologia e delle competenze in lettura nella scuola siciliana, in
linea con quanto stabilito nel piano d'azione regionale per gli
obiettivi di servizio;
per il raggiungimento degli obiettivi sopra indicati appare
necessario coinvolgere gli istituti scolastici, in via prioritaria
quelli collegati ai centri territoriali risorse per l'handicap, i
quali, in rete con le istituzioni scolastiche impegnate in attività
di supporto e recupero nei confronti di alunni diversamente abili e
a rischio di marginalità sociale, saranno promotori di attività di
carattere sperimentale e di rinforzo degli insegnamenti curricolari
per garantire il successo scolastico e, in generale, favorire la
coesione sociale del territorio di riferimento,
impegna il Governo della Regione
a promuovere - a valere sulle risorse dell'Asse IV Capitale Umano
del POR Sicilia FSE - iniziative di ampliamento dell'offerta
formativa e di carattere extra-curriculare rivolte ad utenza con
disabilità e a rischio di marginalità sociale, anche attraverso il
Programma Operativo Nazionale FESR 'Ambienti per l'apprendimento' e
il Programma Operativo Regionale FSE 2007-2013 per la parte non
utilizzata nell'anno scolastico 2012/2013;
ai fini del coordinamento e programmazione delle suddette
iniziative, a promuovere - entro il tempo strettamente necessario -
la costituzione di un comitato paritetico tra MIUR e Regione
siciliana (presieduto dall'Assessore regionale competente e
composto dal dirigente generale del Dipartimento Pubblica
istruzione della Regione siciliana, da due componenti designati
dalla Regione e da tre componenti nominati dal Ministro) per
realizzare gli obbiettivi di cui ai precedenti punti;
a ricorrere, altresì, - per garantire una maggiore qualità e
assicurare il raggiungimento degli obiettivi sopraindicati -
all'utilizzo del personale specializzato con esperienza pluriennale
in materia di disabilità e recupero di soggetti a rischio di
marginalità sociale e di ulteriore personale con professionalità
nell'ambito della lingua italiana, delle lingue straniere e della
matematica/scienza, individuato nelle graduatorie ad esaurimento,
con utilizzo in via prioritaria (in ossequio all'osservanza delle
disposizioni relative all'utilizzo delle risorse del fondo sociale
europeo) di personale docente e amministrativo, tecnico e
ausiliario (ATA) iscritto nelle graduatorie ad esaurimento previste
dall'articolo 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre
2006, n. 296, e nelle graduatorie permanenti di cui all'art. 554
del decreto legislativo n. 297/94, nonché nelle graduatorie ad
esaurimento riguardanti il profilo di collaboratore scolastico e
negli elenchi provinciali ad esaurimento per i profili
professionali nell'area B di cui al D.M. n. 75/2001». (190)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO - MANGIACAVALLO - - ZITO -
CIACCIO - SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO - FOTI - FERRERI - PALMERI
- LA ROCCA - CAPPELLO
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
in data 18 novembre 2002 veniva pubblicato un bando per la scelta
di un socio per la costituzione di una società denominata Società
euromediterranea per lo sviluppo dell'informazione avente ad
oggetto lo svolgimento delle attività informatiche di competenza
delle amministrazioni regionali ed al quale affidare la
realizzazione della piattaforma telematica integrata della Regione
siciliana ai sensi dell'articolo 78 della legge regionale n. 6 del
3 maggio 2001;
ai sensi della succitata disciplina, con bando approvato con
d.d.g. n. 206 dell'11 marzo 2005, si avviava la procedura
selettiva, in forme assimilabili a quelle dell'appalto concorso,
per l'individuazione del socio di minoranza della società;
aggiudicatario della gara per l'individuazione del socio
minoritario risultava l'RTI, costituito tra le imprese AtosOrigin
s.p.a. (oggi Engineering.lt s.p.a.) e Accenture s.p.a.;
successivamente, in data 20 dicembre 2005, tra la Regione
siciliana (all'epoca con Sicilia e-Innovazione) e la società
privata 'Sicilia E-Servizi Venture s.c.r.l.', appositamente
costituita dall'RTI di imprese AtosOrigin s.p.a. (oggi
Engineering.lt s.p.a.) e Accenture s.p.a., si costituiva la società
mista a prevalente partecipazione pubblica denominata 'Sicilia e
Servizi s.p.a', con capitale intestato per il 51% alla 'Sicilia e-
Innovazione s.p.a.' (oggi Regione siciliana) e per il restante 49%
al socio privato di minoranza;
la gestione delle attività di cui all'art.78 è stata formalmente
affidata a Sicilia e-Servizi spa con la Convenzione Quadro del
30.6.2006, successivamente sostituita con una nuova Convenzione
Quadro del 27.5.2007 (oggi vigente), previo parere dell'Ufficio
Legislativo e Legale della Regione n. 20013/305.2006.11 del
29.11.2006;
l'aggiudicatario RTI della suddetta procedura ristretta di gara si
obbligava, in conformità a quanto prestabilito nel suddetto bando
pubblico di selezione del socio di minoranza, oltre che alla
costituzione della predetta società mista a cui affidare forniture,
servizi e lavori per la realizzazione della cosiddetta 'Società
dell'Informazione' della Regione siciliana, al necessario graduale
trasferimento di conoscenze e personale appositamente formato ed
addestrato, al fine di strutturare e rendere efficace ed autonoma
la società Sicilia e-Servizi s.p.a.;
in sede di riordino delle società partecipate dalla Regione, in
data 30.9.2008, con la delibera n. 222, la Giunta di Governo ha
approvato, su proposta del Ragioniere Generale (nota prot. n. 38331
del 21.7.2008), una prima ipotesi di riordino, nella quale, per
quanto interessa la fattispecie, è stato espressamente sancito il
mantenimento della società Sicilia e-Servizi spa in considerazione
dell'oggetto sociale dedicato, dei vincoli negoziali esistenti con
il socio di minoranza e della rilevanza dell'attività di
informatizzazione dell'Amministrazione e dell'intero territorio
regionale, anzi addirittura ne sono state ampliate le competenze a
seguito della dismissione della società Sicilia e-Innovazione spa;
CONSIDERATO che:
il riordino delle partecipate è stato affrontato dal legislatore
regionale solo due anni dopo con l'art. 20 della legge n. 11 del
12.5.2010;
in particolare, nel citato articolo 20, sono state individuate
quattordici aree strategiche: 'a) trasporti pubblici; b) servizi
ausiliari; c) promozione dell'immagine della Sicilia, della
cultura, dell'attività turistica e dell'artigianato; d) sviluppo e
innovazione; e) attività informatiche e I.C.T della Regione; f)
gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale; g)
servizi di emergenza sanitaria; h) servizi di riscossione dei
tributi; i) credito; j) ricerca; k) attività di captazione e/o
accumulo e/o potabilizzazione e/o adduzione di acqua di interesse
regionale; l) settore agroalimentare; m) salvaguardia del
territorio e dell'ambiente; n) energia'. Con lo stesso articolo di
legge è stato dato mandato 'all'Assessore regionale per l'economia
di adottare, con proprio decreto, previo parere vincolante della
Commissione legislativa Bilancio dell'Assemblea regionale, le
necessarie iniziative affinché ad ogni area strategica individuata
dal comma 2 corrisponda una sola società a totale o maggioritaria
partecipazione regionale o una sola impresa pubblica, ponendo in
atto le procedure necessarie alla dismissione delle partecipazioni
strategicamente non rilevanti per il perseguimento dei fini
istituzionali della Regione';
in esecuzione all'art. 20 della legge regionale n. 11/2010
l'Assessore per l'economia ha così istruito ed elaborato la
proposta definitiva per il riordino delle partecipate
sottoponendola (come prescritto dall'art. 20) alla Commissione
legislativa Bilancio dell'ARS per il prescritto parere obbligatorio
e vincolante; nella suddetta proposta, la società Sicilia e-Servizi
spa risulta titolare unico dell'Area Strategica attività
informatiche e I.C.T della Regione;
la proposta dell'Assessore per l'economia è stata successivamente
esaminata ed approvata dalla Commissione legislativa Bilancio
dell'ARS nella seduta del n. 245 del 21.6.2011;
in coerenza al suddetto parere, l'Assessore per l'economia, a
conclusione del processo di riordino voluto dal legislatore
regionale con l'art. 20 della legge regionale n. 11/2010, ha
emanato il decreto n. 1720 del 28 settembre (da coordinare con le
disposizioni di cui al DA n. 2333 del 23.11.2011) dal quale, per
quanto interessa la fattispecie in esame, si evince il definitivo
mantenimento della società Sicilia e-Servizi spa per l'area
strategica attività informatiche e I.C.T della Regione con la
seguente motivazione 'è mantenuta la società Sicilia e-Servizi spa
dotata di un management adeguato agli obiettivi strategici della
Regione nel settore e di personale reclutato nel rispetto dell'art.
18 della legge 133/2008 il cui andamento gestionale e le relative
attività verranno puntualmente verificate dai competenti uffici del
Dipartimento Regionale Bilancio e Tesoro - Ragioneria Generale. La
società dovrà dare tempestiva esecuzione alle determinazioni
assunte dal socio Regione in esito agli approfondimenti in atto,
anche in sede parlamentare, sui contratti di servizio ed assicurare
la massima informazione al socio pubblico sul conseguimento dei
fini sociali e le economicità conseguite dall'amministrazione
mediante il ricorso al modulo organizzativo del partenariato
pubblico-privato';
in armonia al Piano di Riordino, adottato ex art.20 della legge
regionale n. 11/2010, durante l'assemblea dei soci del 27.9.2011,
convocata per impartire al c.d.a., la Regione (in qualità di socio
di maggioranza) ha dato mandato al c.d.a. societario di strutturare
la società in modo da pervenire ad un sua completa autonomia
organizzativa e funzionale quanto meno per lo svolgimento delle
attività relative alla gestione e conduzione;
RILEVATO che:
in data 23/09/2013 su richiesta del Presidente della Regione
veniva celebrata una assemblea straordinaria della società Sicilia
e-Servizi S.p.A., avente ad oggetto:
messa in liquidazione della società ai sensi dell'art. 2484, 1
co. n. 6, c.c.;
nomina del liquidatore;
determinazione del compenso del liquidatore;
criteri in base ai quali dovrà svolgersi la liquidazione;
nella stessa seduta l'assemblea ha deliberato la messa in
liquidazione volontaria della Società;
la società:
non ha mai chiuso in perdita alcun esercizio finanziario;
non ha mai fruito di alcun trasferimento di risorse economiche
pubbliche in qualsivoglia forma (denaro, beni, servizi, patrimonio,
aumento di capitale);
non è finanziariamente o economicamente indebitata;
nessuna contestazione è mai stata sollevata in merito alle
forniture ed alle fatturazioni della società da parte del cliente
Regione siciliana, tanto che la fidejussione (del valore di
ventimilioni di euro) posta a garanzia del rispetto delle
obbligazioni assunte dalla stessa non è mai stata escussa dalla
Amministrazione Regionale; semmai le uniche difficoltà operative ed
amministrative (mancata attivazione delle DD.LL., mancata
esecuzione dei collaudi, ritardi nei pagamenti, ecc.) sono
inequivocabilmente ed oggettivamente imputabili solo al cliente
Regione siciliana;
la messa in liquidazione della società sta esponendo i soci, tra
cui la Regione siciliana in primis, alle seguenti criticità:
stante l'attuale e cospicua inadempienza nei pagamenti verso i
fornitori, causati esclusivamente dal rilevante ritardo nei
pagamenti da parte del cliente Regione siciliana (più di 800 giorni
oltre lo scaduto), si è generata una serie di aggressioni
giudiziarie sotto forma di 'esecuzioni', con considerevole aggravio
di costi da interessi e spese processuali, per non dire della
altamente probabile conseguenza fallimentare sulla società. E ciò
in quanto, nonostante la messa in liquidazione volontaria sia
evento fisiologico della vita della società stessa, è inevitabile
che la decisione di porla in liquidazione comporta una sorta di
'allarme' presso tutti gli operatori commerciali che già avevano
linee contrattuali ovvero che entrano ora in rapporto con la
Società stessa; con le conseguenze che ne derivano, in materia di
attivazione dei crediti in termini certamente differenti e ridotti
rispetto a quanto accade normalmente;
discontinuità operativa nella fornitura dei servizi strategici per
l'Amministrazione regionale;
il probabile avvio di un contenzioso di massa da parte del
personale SISEV che chiamerà in solido SIESE (oltre cento
contenziosi stimati in aggiunta agli attuali cinquanta già
incardinati nei confronti di entrambi le società);
generazione di sopravvenienze passive, non previste, per eventuale
esodazione del personale SIESE con un ammontare stimato di oltre
duemilioni di euro;
la mera notizia giornalistica della messa in liquidazione della
società sta determinando una serie considerevole di richieste di
saldo fatture (servizi e forniture ordinate su formale incarico del
cliente Regione siciliana), solleciti di pagamento in forma
diffidatoria e inviti ad ottemperare ai piani di rientro (pena la
risoluzione degli stessi) per un ammontare pari ad alcuni milioni
di euro, oltre ad alcuni decreti ingiuntivi per somme di notevole
importo;
in ragione di quanto sopra premesso e viste le inconfutabili
risultanze di uno stato di salute aziendale assolutamente sano ed
attivo sia sotto il profilo economico che finanziario e
patrimoniale (a parte le 'criticità' - in precedenza evidenziate -
imputabili esclusivamente alle inadempienze della Regione), è
apparsa palesemente illogica e ingiustificabile, oltre che del
tutto immotivata, la messa in liquidazione della società.
Considerato, inoltre che l'on. Presidente della Regione ha
probabilmente abusato nel determinare la liquidazione di una
società nata per volontà espressa dell'Assemblea regionale
siciliana, che in nessun modo e con nessun atto l'ha autorizzata a
procedere in tal senso, avendo semmai di converso espresso con
propri atti normativi la chiara volontà del mantenimento e del
potenziamento della Società,
impegna il Governo della Regione
a riconsiderare i suoi propositi e desistere dall'intento
liquidatorio, stante che lo stesso ha probabilmente palesi profili
di illegittimità oltre che di illogicità;
ad adoperarsi per l'immediata necessaria ripresa della operatività
della società e del processo di strutturazione della stessa,
bruscamente interrotto dalla messa in liquidazione nonché di altri
atti di governo mirati alla scientifica 'ingessatura' operativa,
economica ed organizzativa di Sicilia e-Servizi s.p.a.;
a chiarire pienamente quali siano le fonti normative e principi
istituzionali ai quali si è riferita nello scavalcare, con ogni
evidenza, le competenze dell'Assemblea regionale siciliana, unica
istituzione deputata a normare e decidere in merito a detta
questione;
a chiarire in sede parlamentare quali siano le tutele messe in
atto dall'Amministrazione regionale, a protezione del vasto ed
importante patrimonio informatico della Regione siciliana fino ad
oggi gestito dalla società Sicilia e-Servizi S.p.A., e quali siano
le tutele a garanzia della continuità di fornitura dei servizi
informatici per la Regione siciliana attualmente garantiti dalla
Società;
ad adoperarsi affinché si creino reali tutele da parte
dell'Amministrazione regionale, a protezione dei livelli
occupazionali e professionali venutisi a formare in anni di
operatività della società e del suo terzo nominato Sicilia e-
Servizi Venture, stante che la Regione siciliana, per il tramite
della sua società, ha ingentemente investito nella formazione di
detto personale altamente qualificato». (191)
CORDARO - CLEMENTE - LANTIERI - GRASSO
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
la spesa sanitaria totale (pubblica e privata) in Italia nel
decennio 2002-2012 in rapporto al PIL è scesa dal -21,5% al -24,1%
rispetto alla media continentale della spesa procapite nei primi 14
Stati europei (dati Eurostat);
nell'ambito nazionale la spesa sanitaria totale procapite vede la
Sicilia al penultimo posto (dati 2012 Ministero Salute) tra le
regioni italiane con una spesa sanitaria pro-capite annua di 2.134
ben lontana dai 2.956 del Trentino Alto Adige o dai 2.890 del
Friuli Venezia Giulia che guidano tale classifica nazionale;
le misure e gli effetti conseguiti del Piano di rientro e
qualificazione del Sistema sanitario regionale nonché dei Programmi
Operativi di prosecuzione per il triennio 2010/12 ed ancora per il
triennio 2013/15 hanno assicurato da circa tre anni e manterranno
il conseguimento di un sostanziale equilibrio economico
dell'organizzazione sanitaria siciliana;
il pareggio contabile è stato conseguito anche mediante l'aggravio
del carico fiscale sui contribuenti siciliani per addizionali IRAP
ed IRPEF (elevate alla massima aliquota consentita dalla normativa
tributaria) volte al ripianamento dei deficit sanitari degli anni
pregressi per cui, oggi, tale incremento della tassazione appare
non più vincolato dalle motivazioni che lo hanno determinato poiché
i relativi flussi finanziari vanno a coprire altri versanti
deficitari del bilancio della Regione;
le stringenti direttive ministeriali ed i piani di rientro hanno
anche imposto misure di riduzione e di riorganizzazione
dell'offerta dei servizi sanitari che non pochi disagi hanno
causato all'utenza, in particolare nelle aree territoriali
periferiche ed orograficamente svantaggiate anche in relazione ai
servizi ospedalieri;
sostanzialmente quindi può affermarsi che oggi il S.S.R. è in
equilibrio finanziario ma non è più in condizione di subire altri
depauperamenti dell'offerta sanitaria che non siano motivati da
logiche di efficientamento e di riqualificazione migliorativa
dell'offerta piuttosto che da mere esigenze ragionieristiche;
per ciò che concerne in particolare la rete dei posti letto per
acuti, negli anni dal 2009 al 2012, è già stata imposta dal
Ministero della salute una riduzione del 13,3% che ha comportato la
riconversione di 1.819 posti letto da acuti in post acuti (da
16.857 p.l. per acuti si è passati a 15.038) che ha portato il
rapporto di p.l. acuti/1.000 abitanti in Sicilia a 3,1, per cui è
stato sostanzialmente conseguito il limite standard fissato dalla
L. 135/12 (legge Balduzzi) pari a 3,0 p.l./1000 abitanti;
restano ancora da attivare in Sicilia 1.792 p.l. di
riabilitazione/lungodegenza poiché rispetto ai 3.500 p.l. previsti
dal Programma Operativo 2010/12 ne sono stati attivati soltanto
1.818;
raffrontando il dato attuale dei p.l. per acuti in Sicilia
(3,1/1000) con quello analogo ad esempio del Veneto (3,7/1000)
preso a riferimento in quanto è la regione con il numero di
abitanti prossimo a quello siciliano, emerge una disparità di
trattamento che appare ingiustificata anche alla stregua dei flussi
di mobilità passiva extraregionale e dello stesso dato che emerge
per talune province della Sicilia (ad es. Agrigento ove vi è un
rapporto di 2,4 p.l./1000 abitanti);
CONSIDERATO che l'Assessore regionale per la salute ha
recentemente preannunciato in VI Commissione legislativa all'A.R.S.
che nelle prossime settimane esaminerà la richiesta di parere
afferente il Programma Operativo 2013/15 estrapolando la rete
ospedaliera regionale ed i relativi tagli di posti letto cui
l'Assessorato sta lavorando predisponendo una selezione dei reparti
ospedalieri con conseguente previsione di ulteriori tagli di p.l.
sia per il settore pubblico che per quello privato;
-
RITENUTO che:
per le motivazioni espresse in premessa appare non ammissibile né
condivisibile ogni ipotesi di ulteriori tagli alle rete regionale
dei posti letto per acuti - atteso che è già stato conseguito lo
standard di 3p.l./1000 abitanti - e che pertanto gli orientamenti
riduttivi del Governo in tale materia non sono né giustificati né
accettabili sotto i profili della esigenza economica o politica né
tanto meno dei servizi sanitari ed ospedalieri, fatti salvi gli
obiettivi di riqualificazione e di riconversione della rete dei
posti letto;
ogni taglio ulteriore dei posti letto produce effetti a catena sul
versante occupazionale, aziendale ed in genere sull'economia
siciliana in un momento congiunturale ancora particolarmente
difficile e segnato da dati allarmanti sia per la caduta dei
livelli occupazionali che del reddito disponibile,
impegna il Governo della Regione e per esso l'Assessore per la
salute
a non adottare provvedimenti volti all'ulteriore riduzione dei
posti letto per acuti nella rete ospedaliera pubblica e privata in
Sicilia». (192)
DIGIACOMO - MARZIANO - RAIA - ARANCIO
«L'Assemblea regionale siciliana
RILEVATO che il D.A. delle risorse agricole dello 8 agosto 2013,
pubblicato in GURS parte prima n. 40 del 30 agosto 2013,
riguardante 'disposizioni in materia di agriturismo' all'art. 9
prevede che: 'nelle aziende agrituristiche con allevamenti annessi
è consentita la macellazione di: pollame, lagomorfi e piccola
selvaggina fino ad un massimo di 30 UBE/ anno (1 UBE n. 200 polli o
125 conigli); suini ed ovicaprini di età inferiore ai sei mesi, ai
sensi dell'art. 13 del R.D. 20 dicembre 1928 n. 3298, fino ad un
massimo di 30 UBE/ anno (1 UBE n. 20 agnelli/capretti/ suini). La
macellazione degli animali di cui al precedente comma deve avvenire
nel rispetto del benessere animale e deve essere effettuata
esclusivamente da persone che abbiano un adeguato livello di
competenza. Le macellazioni devono essere svolte in ambienti idonei
e in presenza del veterinario dell'A.S.P. territorialmente
competente. I sottoprodotti devono essere smaltiti ai sensi del
regolamento CE n. 1069/09. Le carni e i prodotti derivati sono
destinati al consumo esclusivo degli ospiti dell'azienda
agrituristica o alla vendita diretta in azienda dal produttore al
consumatore o ad altri esercizi, compresi quelli di ristorazione,
siti nella provincia o nelle province limitrofe. Il giorno e l'ora
delle macellazioni deve essere concordata con il servizio
veterinario dell'A.S.P. competente';
CONSIDERATO che:
secondo il regolamento attuativo del titolo II della legge
regionale 16 dicembre 2008, n. 19, riguardante la rimodulazione
degli assetti organizzativi dei dipartimenti regionali di cui al
decreto del Presidente della Regione 5 dicembre 2009, n. 12, e
pubblicato in GURS n. 10 del 2013, è stata attribuita competenza
sull'igiene e sicurezza alimentare al Servizio 4 del Dipartimento
Attività Sanitarie ed Osservatorio Epidemiologico dell'Assessorato
Salute;
per le ragioni su esposte il decreto in oggetto dovrebbe essere
condiviso con il Dipartimento competente dell'Assessorato Salute,
per lo meno per ciò che riguarda l'aspetto relativo alla
macellazione e distribuzione del prodotto presso la medesima
provincia o province limitrofe, nonché per ciò che attiene alle
disposizioni relative ai controlli veterinari, e non di pertinenza
esclusiva dell'Assessorato delle risorse agricole ed alimentari;
VISTO che nonostante le previsioni normative si è provveduto
comunque all'emissione del presente decreto e che pertanto questo
andrebbe considerato illegittimo poiché mancante di una organica e
puntuale regolamentazione dell'attività in questione, quale quella
della macellazione in loco, vendita e distribuzione, che per la sua
importanza richiederebbe un maggior controllo igienico-sanitario da
parte dei medici veterinari dell'ASP competente, la cui attività a
sua volta andrebbe retribuita sulla base del numero di capi
macellati, nonché di un maggior controllo nella circolazione del
prodotto finito nella provincia e nelle province limitrofe,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per le risorse agricole ed alimentari
ad adeguarsi alle disposizioni di cui al regolamento attuativo del
titolo II della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19,
riguardante la rimodulazione degli assetti organizzativi dei
dipartimenti regionali di cui al decreto del Presidente della
Regione 5 dicembre 2009, n. 12, e venga pertanto modificato l'art.
9 del D.A. delle risorse agricole dell' 8 agosto 2013, pubblicato
in GURS parte prima n. 40 del 30 agosto 2013, riguardante
'disposizioni in materia di agriturismo' e che venga quindi
opportunamente regolata la materia con la partecipazione del
competente Servizio 4 del Dipartimento Attività Sanitarie ed
Osservatorio Epidemiologico presso l'Assessorato Salute». (193)
FOTI - ZAFARANA - CIANCIO - PALMERI - ZITO - CAPPELLO - CANCELLERI
- CIACCIO - LA ROCCA - TRIZZINO - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA -
FERRERI
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che Acque Potabili Siciliane (APS), la società
aggiudicataria nel 2007 della gara indetta per la gestione del
servizio idrico integrato nell'Ambito Territoriale Ottimale di
Palermo che si occupa della gestione e dell'erogazione del servizio
idrico integrato in 52 Comuni della provincia di Palermo, è in
stato di pre-fallimento;
CONSIDERATO che:
il Tribunale di Palermo, con decreto depositato in data 8 febbraio
2012, ha ammesso Acque Potabili Siciliane S.p.A. alla procedura di
amministrazione straordinaria disponendo che la gestione fosse
affidata al commissario giudiziale avv. Antonio Casilli fino alla
nomina del commissario straordinario, nomina che il Ministero delle
Attività Produttive, con decreto del 10 febbraio 2012, ha
confermato nella persona dell'avv. Antonio Casilli quale
commissario straordinario;
allo stesso è stata affidata la gestione della società, allo scopo
di garantire la continuità della gestione del servizio idrico
integrato nella provincia di Palermo, la salvaguardia occupazionale
e la ricerca di una seria e concreta prospettiva di recupero
dell'equilibrio economico dell'attività imprenditoriale;
l'amministrazione straordinaria ha ridotto considerevolmente le
perdite ma non ha risolto gli squilibri di bilancio provocati da
reti vetuste, costo dell'acqua all'ingrosso esagerato e una
propensione da parte degli utenti all'approvvigionamento 'fantasma'
e all'insolvenza con minori entrate da parte della società;
inoltre, il piano d'ambito si è rivelato poco attendibile,
specialmente nella parte dell'entrate, in quanto prevedeva una
continua crescita dei volumi venduti che in realtà non solo non è
avvenuta ma oggi si è contratta,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità
a predisporre per l'ATO 1 PALERMO le seguenti azioni:
1) mantenimento di un unico gestore che massimizzi le economie di
scala e minimizzi i costi;
2) realizzazione di un unico ATO idrico che favorisca la
solidarietà tra Comuni ricchi e Comuni più poveri sia in termini di
risorsa idrica che di risorse finanziarie;
3) revisione del piano d'ambito che verifichi i reali investimenti
necessari;
4) revisione della crescita dei consumi d'acqua nell'ambito;
5) revisione del contratto di somministrazione d'acqua
all'ingrosso sottoscritto con Siciliacque SpA;
6) adozione di un piano straordinario su depurazione e qualità
delle acque da stralciare dal piano d'ambito e da finanziare con la
fiscalità generale;
7) previsione della revisione e riduzione drastica dei costi della
Segreteria tecnica dell'ATO 1 Palermo;
a chiedere, inoltre, al fine di scongiurare il caos nella gestione
del SII e scongiurare problematiche di ordine igienico-sanitario,
in provincia di Palermo, di garantire la continuità del servizio e
di salvaguardare il patrimonio tecnico e umano di APS:
1) la sospensione del procedimento di fallimento di APS fino
all'approvazione del testo di legge sul SII attualmente in via di
definizione nella IV Commissione legislativa permanente di questa
Assemblea regionale;
2) l'acquisizione di APS a patrimonio regionale e la
trasformazione della stessa in ente di diritto pubblico;
3) la salvaguardia dei livelli occupazionali e le professionalità
tecniche acquisite;
4) la rinegoziazione delle tariffe dell'acqua all'ingrosso». (194)
PALMERI - MANGIACAVALLO -CANCELLERI- CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO
- FERRERI - FOTI - LA ROCCA - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA - ZITO
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
la 'blue tongue', conosciuta anche come febbre catarrale degli
ovini, è una malattia infettiva degli ovini che si trasmette
attraverso le punture di moscerini ematofagi del genere Cullicoides
e può provocare la morte dei piccoli ruminanti ma non è
trasmissibile all'uomo;
il 3 settembre 2013 il centro di referenza nazionale per la febbre
catarrale degli ovini ha accertato in Sicilia la positività
sierologica nei confronti del virus BT sierotipo 1, lo stesso
sierotipo coinvolto negli ultimi focolai in Sardegna;
dalla data di conferma del primo focolaio è stata convocata
l'unità di crisi regionale al fine di concordare le strategie di
lotta più efficaci per il controllo della malattia caratterizzata
da alta capacità di diffusione del patogeno nei soggetti presenti
in allevamento;
l'area considerata a rischio si estende tra le province di Palermo
e Trapani attorno alle quali è stata già istituita una zona di
protezione all'interno della quale è vietata ogni tipo di
movimentazione da vita del bestiame recettivo;
CONSIDERATO che:
la diffusione della malattia è legata al ciclo
biologico degli insetti vettori che, sfruttando il vento e le
correnti, possono coprire grosse distanze in poco tempo;
l'attività degli insetti vettori diminuisce quando la temperatura
scende al di sotto dei 12 C, ma per una drastica riduzione della
popolazione è necessario che la temperatura scenda sotto 0 C
le condizioni climatiche della Sicilia rendono particolarmente
lungo il periodo stagionale in cui la malattia può diffondersi, e
quindi c'è il rischio
che prima che si raggiunga la temperatura critica per il vettore
biologico, la malattia si diffonda lungo la costa tirrenica;
potrebbero contrarre l'infezione e venire a morte circa 10.000
capi negli allevamenti presenti nelle province di Trapani, Palermo
e Messina, per i quali non è previsto alcun indennizzo;
il blocco delle movimentazioni potrebbe incidere negativamente sul
reddito degli allevatori di ovi-caprini e bovini,
impegna il Governo della Regione
ad intraprendere tutte le iniziative necessarie per fronteggiare
con immediatezza un problema che intacca gravemente l'economia
delle aziende zootecniche siciliane, già compromessa dalla crisi
che colpisce la nostra Regione, e predisporre gli interventi
preventivi necessari per contrastare la diffusione della malattia;
a stanziare le risorse finanziarie adeguate a sostenere
economicamente le aziende danneggiate dal contagio del virus della
'blue tongue' e dalle misure adottate per contrastare l'epidemia,
accordando un contributo per il mancato reddito e per l'indennizzo
dei capi morti». (195)
RUGGIRELLO - SAMMARTINO - SUDANO - CASCIO S. -
LEANZA - LENTINI - NICOTRA - ODDO