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Resoconto d'Aula della Seduta n. 86 di martedì 29 ottobre 2013
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   BARBAGALLO,  segretario,  dà lettura del  processo  verbale  delle
  sedute  nn.  84 e 85 che, non sorgendo osservazioni,  si  intendono
  approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono in congedo: l'onorevole  Digiacomo
  per oggi; l'onorevole Marziano per il 29 e 30 ottobre 2013.

   L'Assemblea ne prende atto.
                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Ruggirello è  autorizzato  a
  recarsi in missione nei giorni 29 e 30 ottobre 2013.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per le Infrastrutture e la Mobilità:

   N.  1045  -  Interventi  per il ripristino della  viabilità  della
  strada provinciale Montelepre 1 (PA).
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Ciaccio Giorgio

   N.  1054 - Interventi urgenti per la messa in sicurezza e  per  il
  ripristino  della viabilità sulla S.P. 20 Monreale -  San  Giuseppe
  Jato  (PA)  e  iniziative  a  sostegno delle  attività  di  impresa
  compromesse dalle limitazioni al sistema di transito.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -   Norme   per  la  tutela  della  popolazione  dall'inquinamento
  elettromagnetico  generato  da  impianti  di  telecomunicazione   e
  radiotelevisivi. (n. 601)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  D'Asero,
  Alongi,  Assenza,  Cascio  Francesco,  Falcone,  Fontana,  Germanà,
  Milazzo, Pogliese e Vinciullo in data 24 ottobre 2013.
   -  Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di  base
  dei centri storici. (n. 602)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Dipasquale,
  Coltraro, Di Giacinto, Malafarina e Oddo in data 24 ottobre 2013.

   -  Norme in materia di diritto al lavoro dei soggetti audiolesi ed
  ipovedenti. (n. 603)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lo Giudice,
  Picciolo e  Tamajo in data 24 ottobre 2013.
   -  Prevenzione  delle malattie cardiovascolari in età  pediatrica.
  (n. 604)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lo Giudice,
  Picciolo e Tamajo in data 24 ottobre 2013.

   - Riperimetrazione del Parco dell'Etna. (n. 605)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  D'Asero,
  Assenza, Alongi, Germanà, Milazzo Giuseppe, Sudano e Barbagallo  in
  data 24 ottobre 2013.

   -  Norme  in  materia  di  commissariamento  di  enti  ed  aziende
  sottoposte a qualunque titolo al controllo ed alla vigilanza  della
  Regione. (n. 606)
   di    iniziativa    parlamentare   presentato   dagli    onorevoli
  Mangiacavallo,  Cancelleri,  Ciaccio, Ciancio,  Cappello,  Ferreri,
  Foti,  La  Rocca,  Palmeri, Siragusa, Tancredi,  Trizzino,  Zito  e
  Zafarana in data 24 ottobre 2013.

   - Norme in materia finanziaria e variazioni di bilancio per l'anno
  2013. (n. 607)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Falcone,
  Vinciullo,  D'Asero, Pogliese, Assenza, Cascio Francesco,  Milazzo,
  Alongi, Germanà e Fontana in data 25 ottobre 2013.

   Annunzio di presentazione e contestuale invio di disegni di legge
                      alle competenti Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati  alla
  Commissioni  Affari Istituzionali (I):

   -  Nuovo  ordinamento dei servizi socio-educativi per  l'infanzia.
  (n. 597)
   di iniziativa parlamentare, presentato il 22 ottobre 2013, inviato
  il 25 ottobre 2013.
   parere V e VI.

   -  Istituzione  del  gruppo  europeo di cooperazione  territoriale
  (GECT) Macroregione Basso Tirreno. (n. 599)
   di iniziativa parlamentare, presentato il 22 ottobre 2013, inviato
  il 25 ottobre 2013, parere III, V E UE.

   -  Liquidazione  dell'Istituto regionale  per  l'integrazione  dei
  diversamente  abili di Sicilia e trasferimento dei  compiti  e  del
  personale  all'Istituto per ciechi Opere riunite Florio e Salamone.
  (n. 600)
   di iniziativa parlamentare, presentato il 23 ottobre 2013, inviato
  il 25 ottobre 2013, parere V E VI.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico i disegni di legge inviati  alle  competenti
  Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Norme  di  salvaguardia dei servizi che le  Province  regionali
  siciliane  devono garantire al territorio di loro competenza  nelle
  more  di attuazione delle previsioni cui all'art. 1, comma 1, della
  legge  regionale n. 7 del  27 marzo 2013 recante  Norme transitorie
  per l'istituzione dei liberi Consorzi comunali . (n. 549)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013.
   - Integrazioni e modifiche alla legge regionale 19 settembre 2012,
  n. 50, in materia di quoziente familiare. (n. 551)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013, parere VI.

   -  Superamento  del blocco delle assunzioni per  i  vincitori  del
  concorso  per 97 A.T. restauratori e la loro definitiva  immissione
  in ruolo. (n. 553)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013, parere V.

   -  Norme per la previsione della doppia scheda per l'elezione  del
  sindaco e per la costituzione del seggio unico. (n. 561)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013.

   -  Equiparazione delle norme regionali alla legislazione nazionale
  in  tema di incompatibilità all'ufficio di deputato regionale.  (n.
  563)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013.

   - Norme in materia di revisori dei conti. (n. 587)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 22 ottobre 2013.

   -  Attuazione  dell'articolo 9, terzo comma, dello  Statuto  della
  Regione siciliana. (n. 590)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 22 ottobre 2013.

   - Disposizioni in materia di elezioni primarie. (n. 592)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 25 ottobre 2013.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Accesso  al  credito d'esercizio IRCAC degli  imprenditori  che
  denunciano richieste estorsive ai sensi dell'articolo 3 della legge
  regionale del 20.11.2008, n. 15. (n. 541)
   di  iniziativa  parlamentare, inviato il 23 ottobre  2013,  parere
  ANTIMAFIA.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   - Nuova legge urbanistica. (n. 540)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013.

   -  Interventi per il recupero e la riqualificazione delle  aree  e
  degli immobili ferroviari dismessi o inutilizzati finalizzati  alla
  sostenibilità  ambientale  nonché alla  realizzazione  di  aree  di
  interscambio modale. (n. 547)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013.

   - Provvedimenti per favorire la ripresa dell'attività edilizia, il
  raggiungimento  degli  scopi  sociali delle  cooperative  edilizie,
  l'accesso  al  credito  delle cooperative e  delle  imprese  ed  il
  recupero del patrimonio edilizio esistente con particolare riguardo
  dei centri storici nella Regione Sicilia. (n. 550)
   di  iniziativa  parlamentare, inviato il 23 ottobre  2013,  parere
  III.

   -  Istituzione del servizio volontario di vigilanza ecologica. (n.
  562)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013, parere I.

   - Agevolazione nella locazione abitativa per le famiglie con basso
  reddito nella Regione. (n. 584)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013, parere V.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   - Anagrafe scolastica regionale. (n. 535)
   di iniziativa governativa, inviato il 23 ottobre 2013.

   - Norme relative al personale dell'ente Fiera di Messina. (n. 552)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013.

   - Sistema bibliotecario regionale integrato. (n. 564)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013, parere I.

   -  Incentivi  alla residenzialità dei giovani laureati  siciliani.
  (n. 582)
   di  iniziativa  parlamentare, inviato il 22 ottobre  2013,  parere
  III.

   - Sistema regionale per la ricerca e l'innovazione. (n. 588)
   di  iniziativa parlamentare,  inviato il 23 ottobre  2013,  parere
  III.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Norme in materia di assistenza farmaceutica sul territorio. (n.
  589)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013.

   -  Norme  in  materia  di macellazione di ovini  e  caprini  nelle
  aziende zootecniche e agrituristiche. (n. 593)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013, parere III
  E UE.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -  l'onorevole  Marcello Greco, con nota prot. n. 11539/SG.LEG.PG.
  del  23  ottobre  2013, ha chiesto di apporre la propria  firma  al
  disegno di legge n. 531:  Norme per il recupero e la valorizzazione
  del  patrimonio  storico-culturale e dei siti legati  alla  Seconda
  guerra mondiale in Sicilia ;

   -  l'onorevole  Anthony Emanuele Barbagallo,  con  nota  prot.  n.
  11695/SG.LEG.PG.  del  28 ottobre 2013, ha chiesto  di  apporre  la
  propria  firma  al  disegno di legge n. 504:   Finanziamento  degli
  Istituti   superiori  di  studi  musicali  ex   Istituti   musicali
  pareggiati della Regione siciliana .
      Comunicazione di elezione dell'Ufficio di Presidenza della
      I Commissione legislativa permanente  Affari Istituzionali'

   PRESIDENTE. Comunico che, nella seduta n. 50 del 24 ottobre  2013,
  la Commissione legislativa permanente  Affari Istituzionali' (I) ha
  proceduto all'elezione dell'Ufficio di Presidenza, che risulta così
  composto:

   Presidente: on. Antonello CRACOLICI;
   Vicepresidenti: on. Vincenzo FIGUCCIA, on. Alice ANSELMO;
   Segretario: on. Salvatore SIRAGUSA;

   L'Assemblea ne prende atto.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la Commissione  legislativa   Cultura,
  formazione,  lavoro' (V), nella seduta n. 104 del 23 ottobre  2013,
  ha  approvato la risoluzione:  Indirizzo in ordine ai requisiti  di
  partecipazione ai cantieri di servizio' (17/V).

         Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della Giunta
  regionale n. 275 del 30 luglio 2013 relativa a:  P.O. FESR  Sicilia
  2007/2013  -  Documento  Requisiti di ammissibilità  e  Criteri  di
  selezione' in attuazione del PAC 1 - Adozione definitiva .

   La  predetta delibera è stata trasmessa ai sensi dell'articolo  50
  comma  3  della  legge  regionale n.  9/2009  alla  II  Commissione
  legislativa   e  alla  Commissione  per  l'esame  delle   questioni
  concernenti l'attività dell'Unione Europea.

   Copia  della stessa  è disponibile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N. 1355 - Notizie circa l'assunzione dei soggetti disabili tramite
  selezione interna tra i lavoratori socialmente utili.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   N.  1357  - Chiarimenti circa l'esposizione dell'Auriga  di  Mozia
  presso il Museum of Art di Cleveland (Usa).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Milazzo Antonella Maria

   N.  1358  - Interventi a favore del comparto dei materiali lapidei
  di  pregio a seguito dell'introduzione e sovrapposizione del  Piano
  forestale regionale al vigente Piano cave.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Ruggirello Paolo

   N. 1361 - Iniziative a tutela del pomodorino con marchio IGP.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1362  - Installazione di impianti fonoassorbenti sulla  strada
  statale 124 nei pressi del comune di Palazzolo Acreide (Sr).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1363 - Notizie circa l'attuale destinazione dei fondi ex legge
  n. 60 del 1965.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Lentini Salvatore

   N.  1364  -  Chiarimenti  circa l'interpretazione  concernente  la
  soppressione  della  figura  del  direttore  generale  nella   sola
  Provincia regionale di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1366  -  Interventi  volti ad eliminare la  notevole  presenza
  nell'aria di idrocarburi in provincia di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Salute
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo.

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  1356  - Notizie sull'avvio di iniziative di interesse  per  il
  mondo  della scuola, dello sport e del terzo settore da parte della
  Provincia regionale di Palermo.
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio.

   Avverto  che  l'interrogazione testé annunziata  sarà  inviata  al
  Governo e alla competente Commissione.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N. 1353 - Interventi urgenti per l'erogazione delle somme inerenti
  al buono scuola 2013.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari:  Cordaro Salvatore; Grasso Bernadette Felice;  Clemente
  Roberto Saverio; Lantieri Annunziata Luisa; Cimino Michele

   N.  1354  - Interventi urgenti per la bonifica del Parco di  Monte
  Catalfano di Bagheria (PA).
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari:   La  Rocca  Claudia;  Siragusa  Salvatore;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;   Ciancio
  Gianina;  Ferreri  Vanessa;  Foti  Angela;  Mangiacavallo   Matteo;
  Palmeri  Valentina;  Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero;  Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   N.  1359  -  Notizie  sulla ventilata chiusura della  stazione  di
  Comiso  e  sul contratto pluriennale con Rete ferroviaria  italiana
  s.p.a.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Assenza Giorgio

   N.  1360 - Chiarimenti circa il bando Piani di sviluppo di filiera
  - Seconda fase, di cui al P.O. FESR Sicilia 2007/2009.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Pogliese Salvatore Domenico

   N.  1365  -  Notizie in merito alla realizzazione degli interventi
  strutturali in Sicilia.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari: Di Giacinto Giovanni; Dipasquale Emanuele

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.  115  -  Istituzione di centri specializzati per il trattamento
  dei disturbi del comportamento alimentare (DCA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Ioppolo  Giovanni;  Musumeci  Nello;  Formica   Santi;
  Currenti Carmelo
   N.  116  -  Notizie  sull'albo unico regionale  con  l'elenco  dei
  professionisti per  l'affidamento di  incarichi professionali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari:   Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Palmeri
  Valentina;  Mangiacavallo  Matteo;  Cappello  Francesco;   Tancredi
  Sergio;  Ciaccio  Giorgio; Zito Stefano; Ciancio Gianina;  Zafarana
  Valentina; Ferreri Vanessa; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
  La Rocca Claudia

   N.  117  -  Chiarimenti  sulle società partecipate  della  Regione
  siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Economia
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   - Assessore Salute
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatari:    Ciaccio   Giorgio;   Cancelleri   Giovanni    Carlo;
  Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  118  -  Iniziative  per porre rimedio  ai  fenomeni  di  abuso
  edilizio nel comune di Taormina (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:    Ciaccio   Giorgio;   Cancelleri   Giovanni    Carlo;
  Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N. 119 - Recupero di Villa Miraglia sita nel Parco dei Nebrodi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:    Ciaccio   Giorgio;   Cancelleri   Giovanni    Carlo;
  Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero 202  Iniziative per la candidatura congiunta dei comuni  di
  Mineo  (CT)  e  Lampedusa (AG) al premio Nobel per la pace ,  degli
  onorevoli  Falcone  Marco;  D'Asero  Antonino;  Pogliese  Salvatore
  Domenico;  Vinciullo Vincenzo; Assenza Giorgio,  presentata  il  18
  ottobre 2013;

   numero  203   Iniziative urgenti per scongiurare la  chiusura  del
  Centro  Telespazio  di  Scanzano (PA) ,  degli  onorevoli  Figuccia
  Vincenzo;  Greco  Giovanni; Lo Sciuto Giovanni; Di Mauro  Giovanni,
  presentata il 22 ottobre 2013;

   numero  204   Verifica della presenza di gas  radon  indoor  negli
  edifici  utilizzati  da enti pubblici e privati  e  osservanza  dei
  criteri  di  legge negli interventi edilizi di nuova edificazione ,
  degli  onorevoli  Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri  Vanessa;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano, presentata il 24 ottobre 2013.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

         Comunicazione di apposizione di firma a interpellanza

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta il 22 ottobre 2013  e
  protocollata   al  n.  11614/AULAPG  del  24  ottobre   successivo,
  l'onorevole    Ciaccio   ha   chiesto   di   apporre    la    firma
  all'interpellanza n. 113.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi,  poiché  sono in  corso  riunioni  di  Gruppi
  parlamentari, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà alle ore
  12.00.

         (La seduta sospesa alle ore 11.16, è ripresa alle ore
                                12.09)

                  Presidenza del Presidente Ardizzone

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                    Per un richiamo al Regolamento

   MILAZZO   Giuseppe.  Chiedo  di  parlare  per   un   richiamo   al
  Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.  Signor  Presidente,  lei  sa  che  non  è  uno
  strumento per approfittare e dire quattro cose a piacere e, quindi,
  le  chiedo  la  cortesia, così come ho chiesto per un  richiamo  al
  Regolamento, di concedermi il tempo che mi spetta.
   Signor Presidente, chiedo la sua attenzione perché quanto avvenuto
  in  I  Commissione e quanto è stato consentito da parte  di  questa
  Assemblea   è   un   fatto  veramente  grave  ed  istituzionalmente
  scorretto.
   Sotto  il profilo istituzionale e personale mi rivolgo ai colleghi
  che  più  volte hanno lamentato l'operato del presidente Forzese  e
  più  volte sono stato chiamato a garantire una certa operazione  di
  carattere  istituzionale per arrivare al rinnovo della Commissione,
  e  non  certo  attraverso il mio capogruppo. Sono stato  più  volte
  chiamato, dai componenti di quella Commissione, a livello personale
  ed ho onorato un percorso che era stato concordato in Commissione.
   Avere consentito, con un colpo di mano, che in ventiquattro ore un
  parlamentare  di  questa  Assemblea non  fosse  stato  messo  nelle
  condizioni   fisiche  di  potere  partecipare   ai   lavori   della
  Commissione  Affari istituzionali  è una cosa scorretta.
   E  a tal proposito, signor Presidente, io mi permetto di ricordare
  l'articolo 3 del Regolamento che vieta ai componenti dell'Assemblea
  di fare parte di più di due Commissioni e l'articolo 62 bis, di cui
  vorrei dare lettura

   PRESIDENTE.  Onorevole  Milazzo, la invito a  concludere.  Abbiamo
  compreso il suo intervento

   MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, capisco la sua fretta, ma qui
  si  è  avallato  un fatto grave  Non è possibile che,  a  norma  di
  Regolamento  e  di  Statuto, un parlamentare non  faccia  parte  di
  nessuna Commissione.
   Io  ero componente naturale di quella Commissione e dovevo esservi
  inserito   d'ufficio,  ma  avete  nominato,  non  membro   in   mia
  sostituzione,  l'onorevole  Assenza, ma  lo  avete  nominato  quale
  componente effettivo: ne viene fuori una violazione del Regolamento
  che  il fatto che il sottoscritto, allo stato attuale, non fa parte
  di  alcuna  Commissione parlamentare. Questa è una  violazione  del
  Regolamento e, precisamente, dell'articolo 62 bis.
   Per  concludere, io chiedo che di questo mio intervento venga data
  espressa  e  chiara  dicitura nel processo verbale  e  che,  questo
  verbale,  venga inviato alla Commissione per il Regolamento  perché
  ritengo che la I Commissione, nella sua attuale composizione, debba
  essere  invalidata.  Un  euro  che venga  assegnato  rispetto  alla
  funzione della carica di presidente, segretario o vicepresidente, è
  un  palese  danno  all'erario perché in quella  Commissione  doveva
  essere assegnato d'ufficio l'onorevole Milazzo.
     Il  Regolamento  è  chiaro:  quando decade  un  componente,  due
  componenti o si azzera la Commissione e altri componenti  sono  già
  assegnati    ad   altre   Commissioni,   il   Presidente    procede
  all'assegnazione d'ufficio ed il capogruppo non  ha  il  potere  di
  cancellare un parlamentare nelle sue prerogative. Questa è  la  mia
  interpretazione, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevole Milazzo, la vicenda della I  Commissione  è
  nota   a  tutti  ed  è  più  che  chiusa.  Chiaramente,   lei   sta
  evidenziando  l'esigenza giusta e legittima di fare parte,  almeno,
  di  una  Commissione  e,  come la sua, c'è la  posizione  di  altri
  deputati,  almeno di un altro deputato, mi riferisco  all'onorevole
  Forzese.  E'  chiaro che questa Presidenza se ne dovrà fare  carico
  unitamente ai capigruppo. Ricordo che sono i capigruppo la fase  di
  interlocuzione  diretta  per quel che riguarda  l'assegnazione  dei
  singoli componenti nelle Commissioni con la Presidenza.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


    Discussione della mozione n. 200  Sfiducia al Presidente della
                               Regione

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  l'ordine  del   giorno   reca:
  «Discussione  della  mozione n. 200  Sfiducia al  Presidente  della
  Regione », a firma degli onorevoli Cancelleri ed altri.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO  che in data 28 ottobre 2012 si sono svolte  le  elezioni
  per  il  rinnovo  dell'Assemblea regionale siciliana  e  l'elezione
  diretta  del  Presidente  della  Regione.  L'esito  della  suddetta
  consultazione   elettorale  ha  indicato  nell'attuale   Presidente
  Crocetta  il  vincitore,  senza però  garantirgli  una  maggioranza
  ampia, stabile ed autonoma. Già dal momento stesso della formazione
  del  Governo si sono manifestate tensioni e fratture con i  partiti
  che   hanno  composto  la  maggioranza  elettorale  del  Presidente
  Crocetta,  in  particolare tra chi voleva un  Governo  politico,  i
  partiti e chi un Governo tecnico, il Presidente Crocetta. Questo ha
  fatto  si  che fin dall'inizio della legislatura non sia mai  stata
  presente una maggioranza numerica chiara e definita dando  vita  ad
  un continuo 'transito' di deputati dall'opposizione elettorale alla
  maggioranza e da un partito ad un altro;

   RILEVATO il progressivo e costante deterioramento dei rapporti tra
  il  principale  partito della maggioranza che, in teoria,  dovrebbe
  sostenere  il  Presidente  Crocetta ed  il  Presidente  stesso,  un
  rapporto che ha donato ai siciliani un'intera estate in cui l'unico
  argomento  presente  nell'agenda politica è  stato  se  vi  dovesse
  essere  un  rimpasto  o meno, dimostrando la totale  incapacità  di
  questo Governo e del suo Presidente in particolare a dialogare  con
  la  sua  stessa  maggioranza e con il partito di cui  egli  stesso,
  sostiene di esserne un dirigente;

   ATTESO  che fin dall'insediamento di questa presidenza la  Sicilia
  ha  appreso delle scelte politiche, delle iniziative legislative  e
  delle   intenzioni   del   Governo,   non   nella   sede   principe
  dell'Assemblea regionale siciliana, laddove spesso  i  lavori  sono
  stati  bloccati  per  la  costante,  perdurante  ed  ingiustificata
  assenza  degli  Assessori  e  del  Presidente,  ma  attraverso   le
  'comparsate'  televisive  dell'On. Crocetta  nei  talk-show  e  nei
  programmi di intrattenimento o attraverso le sue conferenza stampa,
  sminuendo e mortificando i lavori parlamentari ed in sostanza tutto
  il   popolo   siciliano   che   l'Assemblea   regionale   siciliana
  rappresenta;

   PRESO ATTO dell'ostinato, perdurante e protervo metodo di 'pseudo-
  governo'  che  sembra il solo al quale il Presidente  Crocetta  sia
  ispirato:  quello  dei  continui  annunci  pubblici,  più  o   meno
  sensazionali, volti comunque esclusivamente a colpire  la  pubblica
  opinione,  ai quali, poi, non segue alcun provvedimento  formale  e
  normativo   in  grado  di  incidere  sugli  aspetti   concreti   e,
  soprattutto, di rinnovare e riformare i singoli settori della  vita
  pubblica   siciliana;  anche  i  pochi,  occasionali  e   sporadici
  interventi  che  hanno  interessato alcuni  gangli  della  attività
  amministrativa   della   Regione,  si   sono   allo   stato   quasi
  sistematicamente  ed  esclusivamente risolti in  dichiarazioni  dal
  sapore vagamente speculativo delle lodevoli e benemerite iniziative
  giudiziarie  intraprese dalla magistratura  siciliana,  cui  va  il
  plauso  dei  sottoscrittori della presente mozione,  senza  che  il
  governo  della  Regione  abbia  mai  mostrato  di  avere  una  idea
  articolata   e  traducibile  in  legge  al  fine  di  profondamente
  revisionare  e  riformare  i  settori  interessati  dalle  indagini
  medesime  (come  nel campo della formazione professionale),  talune
  delle quali iniziate e promosse già da alcuni anni e, di certo,  in
  epoca precedente alle elezioni del 28 ottobre 2012;

   CONSIDERATO che:

   da   un'analisi  del  Documento  di  Programmazione  Economica   e
  Finanziaria per gli anni 2014-2017, inviato nei giorni  scorsi  dal
  Governo  regionale, nel quale viene testualmente indicato:  'In  un
  clima  economico nazionale ed internazionale marcatamente negativo,
  l'economia  siciliana, afflitta da gravi problemi strutturali,  sta
  attraversando  una  delle crisi peggiori degli ultimi  decenni.  Il
  segnale  più  evidente  è stato il deciso cedimento  della  domanda
  interna,  sia  dalla  parte dei consumi delle famiglie,  che  hanno
  subito  pienamente la progressiva riduzione dei redditi disponibili
  e  la  flessione  dell'occupazione, sia  per  quanto  riguarda  gli
  investimenti,  che risultano fortemente condizionati dalle  pessime
  prospettive   del  mercato  e  dalle  difficoltà  di   accesso   al
  credito...',  si riscontra la totale assenza di una reale  capacità
  del  Governo nell'affrontare tale crisi attraverso azioni che siano
  in  grado di dare risposte concrete ai disoccupati, ai precari,  ai
  lavoratori,  agli imprenditori piccoli e medi, ai commercianti,  ai
  professionisti,  agli  agricoltori, agli studenti,  agli  artigiani
  siciliani ed in generale ai cittadini tutti, azioni che non  vadano
  sempre  oltre  a estemporanee proroghe degli status  esistenti;  in
  buona  sostanza  manca  totalmente una seria politica  di  sviluppo
  economico, di contenimento della spesa pubblica e di sostegno  alle
  imprese ed al reddito delle famiglie siciliane;

   a  fronte  di una situazione così grave, l'impegno del  Governo  è
  volto  quasi  esclusivamente all'effettuazione di nuove  nomine  ed
  incarichi  di sottogoverno al punto da disattendere un  ordine  del
  giorno  votato alla unanimità dall'Aula che impegnava il Governo  a
  provvedere immediatamente alla sospensione delle nomine dell'IRSAP,
  in  attesa dell'imminente approvazione di una legge che ne regolava
  la  governance ed ottenendo come conseguenza il blocco  dei  lavori
  per  quasi  due  mesi  della I Commissione  legislativa  permanente
  'Affari Istituzionali' a causa delle dimissioni di 11 componenti su
  15;

   OSSERVATO come non vi sia settore, ambito di azione, articolazione
  della  società siciliana che non abbia visto aggravarsi  in  questo
  ultimo  anno  la  propria  condizione  di  crisi  e,  talvolta,  di
  disperazione;  solo  inadempienze e omissioni gravi  da  parte  del
  Governatore.  Enti  locali,  agricoltura  e  zootecnia,  industria,
  servizi,   infrastrutture,  turismo,  rifiuti,   formazione,   beni
  culturali,  sanità  versano  in  uno  stato  di  vera   e   propria
  prostrazione mentre incessanti, sistematiche, numerose e largamente
  illegittime  sono  state  le nomine nel  'bosco  e  sottobosco  del
  potere' regionale. Valga, a mero titolo esemplificativo, richiamare
  nel presente atto parlamentare le seguenti due questioni:

   a)  la tanto promossa abolizione delle province che, in attesa  di
  una riforma ancora tutta da costruire, in atto ha prodotto soltanto
  confusione  ed  un esclusivo vantaggio delle nomine dei  commissari
  quasi   tutti,  se  non  tutti,  di  pura  e  disinteressata   fede
  crocettiana,  mentre  non si ha ancora notizia  di  un  organico  e
  razionale disegno di legge in grado di tradurre in realtà operativa
  il frettoloso e troppo disinvolto solito annuncio;

   b)  la procedura per la nomina dei nuovi direttori generali del le
  aziende sanitarie, le nove provinciali e le otto ospedaliere. Anche
  in  subjecta  materia,  a fronte delle declamate  buone  intenzioni
  volte  a  dotare  il  sistema  sanitario  regionale  di  nuove   e,
  possibilmente, migliori energie per gestire l'importante  comparto,
  ad  oggi  regna  sovrana la confusione e la contraddizione  di  una
  procedura  tortuosa  e,  in gran parte, illegittima  che,  n  on  è
  necessario essere profeti per affermarlo, produrrà una quantità  di
  contenziosi   amministrativi,   mentre   continuano   le   gestioni
  commissariali straordinarie;

   DENUNCIATO  che durante la campagna elettorale l'allora  candidato
  Rosario  Crocetta  ha  più volte promesso la  revoca  di  tutte  le
  autorizzazioni  che avrebbero ed hanno permesso la costruzione  del
  MUOS (Mobile User Objective System) presso la base militare USA  in
  Contrada   Ulmo   nel   Comune   di  Niscemi   (CL).   In   seguito
  all'insediamento quale Presidente della Regione siciliana  nulla  è
  stato   compiuto   da   Crocetta,   neanche   dopo   l'approvazione
  all'unanimità  l'8  gennaio  2013  della  mozione  numero  2,   che
  impegnava  il Governo ad adottare ogni utile iniziativa finalizzata
  alla revoca delle autorizzazioni rilasciate per l'inizio dei lavori
  di  realizzazione  del  sistema  MUOS,  le  autorizzazioni  vengono
  sospese  in  base  all'art. 21 quater, comma  2,  l.  241/1990.  In
  seguito al blocco da parte del Gruppo Parlamentare del Movimento  5
  Stelle  della votazione del DPEF 2013 con la richiesta di annullare
  o revocare attraverso un parere pro veritate inviato dal presidente
  della IV Commissione legislativa permanente 'Ambiente e Territorio'
  all'Avv.  Stefano Polizzotto, il Presidente Crocetta provvede  alla
  revoca in autotutela ai sensi dell'art. 21 quinquies, comma  1,  l.
  241/1990  delle suddette autorizzazioni. A seguito del  ricorso  al
  Consiglio  di  giustizia  amministrativa,  presentato  dal  Governo
  nazionale,  un  giorno prima della sentenza e  sulla  scorta  della
  relazione  ISS, il Presidente Crocetta provvede alla  revoca  della
  revoca  delle  autorizzazioni, dando di  fatto  il  via  libera  al
  completamento   dei  lavori,  dimostrando  di  fatto   una   totale
  indifferenza nei confronti della salute dei cittadini siciliani  ed
  della loro volontà che la Sicilia sia terra di pace;

   SOTTOLINEATO che 'tra le situazioni più disastrose è da  segnalare
  quella  relativa ai fondi comunitari, che vede la Regione siciliana
  in  immane  ritardo  nella emanazione dei bandi  e  nell'attuazione
  della  spesa,  a  tal  punto da rischiare una delle  più  colossali
  decisioni di disimpegno automatico da parte della Comunità  europea
  delle  somme  messe  a disposizione e finora non  sottoposte  né  a
  programmazione, né a bando, né tanto meno ad impegno ed erogazione,
  con  gravissimo danno per le attività economiche siciliane,  specie
  nei  settori  dell'agricoltura, del turismo, dei  beni  culturali.'
  Questo  paragrafo è stato preso dalla mozione di sfiducia  n.  341,
  presentata al Presidente Lombardo, in data 9 febbraio 2012, la cosa
  è ovviamente voluta per sottolineare con forza che nulla è cambiato
  da  allora,  se non appunto, il Presidente della Regione siciliana,
  che ha però mantenuto, anche in questo settore di vitale importanza
  per  l'economia e per lo sviluppo siciliano, un legame molto  forte
  con  il  passato, non evidenziando mai una reale volontà di rottura
  con le logiche che hanno portato la Sicilia ad essere tra le ultime
  regioni europee in fatto di utilizzo dei fondi comunitari;

   PRESO  ATTO  che, nonostante le numerose emergenze in  atto  nella
  nostra   Regione,   nonostante  l'impegno  da  parte   del   Gruppo
  parlamentare del Movimento 5 Stelle di indicare al Presidente della
  Regione punti programmatrici su cui confrontarsi e concentrarsi per
  avviare  un concreto e possibile percorso di riforma e di  rilancio
  economico  nell'isola,  il Governo non ha dato  seguito  a  nessuna
  delle  suddette  richieste, provvedendo anzi su  alcune  questioni,
  come  rifiuti  ed  energia ad emanare o valutare provvedimenti  che
  vanno  in  direzione  diametralmente  opposta  agli  interessi  dei
  siciliani    tutelando   invece   ben   identificabili    interessi
  particolari.   A   titolo  di  esempio,  era  stata   proposta   la
  partecipazione dei cittadini alla revisione del Piano energetico ed
  Ambientale   della  Regione  siciliana  attraverso   una   proposta
  strutturata  oltre  che  dal Gruppo parlamentare  del  Movimento  5
  Stelle, anche dal FRED (Forum Regionale Energia Distribuita) e  dal
  CETRI (Circolo Europeo Terza Rivoluzione Industriale). A parole  il
  Presidente  Crocetta  si è mostrato interessato,  nei  fatti,  come
  spesso  accade  non  si  è mai verificato  alcun  tipo  di  impegno
  ufficiale da parte del Governo;

   CONSIDERATO:

   essere rimasto privo di qualsivoglia riscontro l'invito, rivolto a
  Crocetta dai deputati del Gruppo parlamentare 'Lista Musumeci',  di
  presentazione  e  illustrazione in Aula di un  serio  programma  di
  misure  anticicliche, in grado di fronteggiare la gravissima  crisi
  economica nella quale è piombata la Sicilia, i cui dati tendenziali
  sono  ragguardevolmente più negativi rispetto  a  quelli  di  altre
  regioni  meridionali  dell'Eurozona e, in  tal  guisa,  offrire  un
  concreto  piano di rilancio della economia dell'Isola in  tutte  le
  sue variegate articolazioni;

   essersi,  del  pari,  il Presidente Crocetta,  sottratto  ad  ogni
  naturale e indispensabile confronto con il Parlamento, sede propria
  nella  quale riferire in ordine alla crisi politica che, di  fatto,
  paralizza  da  mesi ogni e qualsiasi attività amministrativa  e  di
  governo  della  Regione,  con il quale  volontario,  consapevole  e
  offensivo  comportamento ha dimostrato di avere in sommo  dispregio
  il principio di democrazia rappresentativa del popolo siciliano che
  vede nella Assemblea Regionale Siciliana la massima espressione  ed
  estrinsecazione;

   TENUTO   CONTO  che  l'aspetto  più  preoccupante  risiede   nella
  oggettiva  impossibilità di individuare la volontà e  capacità  del
  Presidente  Crocetta, e della sua fragile composizione di  Governo,
  di  invertire  la  tendenza e la rotta dell'Esecutivo  al  fine  di
  recuperare spazi di credibilità politica in direzione dei cittadini
  siciliani  per un verso, di efficienza amministrativa di tutti  gli
  Assessorati regionali, depositari della sana capacità di spesa,  di
  incidenza  legislativa al fine di dotare la regione di legislazione
  di  settore,  finalizzata al riordino e alla  riforma  proficua  di
  tutti i gangli della vita sociale e civile della Sicilia;

   VALUTATO che, in questo particolare momento storico per la Sicilia
  e  per  i siciliani, è più dannoso continuare e perseverare con  un
  Governo  i  cui  interessi primari non coincidono  con  quelli  dei
  cittadini   e   del  popolo  siciliano,  piuttosto  che   ricorrere
  nuovamente  alla urne e riuscire finalmente a dare ai siciliani  un
  Governo  che  ponga  i  cittadini al centro  della  propria  azione
  politica ed amministrativa,

   VISTO l'art. 10 dello Statuto della Regione siciliana

   ESPRIME  SFIDUCIA  NEI  CONFRONTI DEL PRESIDENTE  DELLA  REGIONE».
  (200)

    CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-FALCONE-FERRERI-FORMICA-FOTI-
   IOPPOLO-LA ROCCA-MANGIACAVALLO-MUSUMECI-PALMERI-SIRAGUSA TANCREDI-
                                               TRIZZINO-ZAFARANA-ZITO

   Comunico  all'Assemblea quanto già anticipato  ai  Presidenti  dei
  Gruppi,  e  cioè che questa Presidenza,  ai sensi degli artt.   154
  bis,  commi 2 e 3,  158,   comma 2, e 103, comma 5, del Regolamento
  interno dell'A.R.S., ha determinato i tempi (massimi) di intervento
  complessivamente  spettanti a ciascun Gruppo parlamentare,  secondo
  il seguente  riparto:

       -  PD, M5S, PDL e UDC    45 minuti per Gruppo;

       -  ART 4, PDS, DRS, MEGAFONO,  GS-PID,
         LISTA MUSUMECI e MISTO   30 minuti per Gruppo.

   I  tempi  di  cui  sopra,  complessivamente spettanti   a  ciascun
  Gruppo  parlamentare, potranno essere  ripartiti   fra  uno  o  più
  oratori  all'interno del medesimo Gruppo.
   Per  quanto  concerne  gli  eventuali deputati  c.d.  dissenzienti
  rispetto   alle  posizioni  ufficiali  dei  rispettivi  Gruppi   di
  appartenenza,   essi potranno intervenire in sede di  dichiarazione
  di voto, ai sensi del combinato disposto degli artt. 154 bis, commi
  2 e 3, e 121 quinquies, comma 3, Reg. int. A.R.S.
   Dichiaro  aperta  la  discussione  generale  ed  invito  uno   dei
  presentatori,  ove lo ritenga, ad illustrarla   per  un  tempo  non
  superiore  a  trenta minuti (art. 154 bis, commi 1 e 3,  Reg.  int.
  A.R.S.).
   Quindi, dichiaro aperta la discussione generale ed invito uno  dei
  presentatori  se  lo  ritenga  ad  illustrarla  per  un  tempo  non
  superiore a trenta minuti in base all'articolo 154 bis comma 1  ter
  del Regolamento interno dell'Assemblea.
   Invito  i  colleghi  parlamentari per quanto  possibile  di  stare
  seduti  ognuno al proprio posto e di evitare di gironzolare  per  i
  banchi  e  soprattutto  di  evitare interlocuzioni  dirette  con  i
  singoli componenti del Governo.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  Presidente
  della Regione, Assessori, è tempo per me di fare qualcosa che avrei
  dovuto  fare  molto tempo fa: mettere fine alla vostra  presenza  e
  permanenza  in  questo  posto che avete disonorato,  disprezzandone
  tutte  le virtù e  profanato con la vostra assenza. Siete un gruppo
  fazioso,   nemici   del  buon  governo,  banda  di   mercenari,   e
  scambiereste  il  vostro  Paese  come  Esaù  per   un   piatto   di
  lenticchie.
   Siete  diventati intollerabilmente odiosi per una intera  Regione.
  Il  popolo  vi aveva scelto per riparare le ingiustizie, siete  voi
  ora l'ingiustizia.
   Basta   Portate via la vostra chincaglieria luccicante e  chiudete
  la porta a chiave. In nome di Dio, andatevene
   Sembra  scritto appositamente per questa mozione di  oggi,  invece
  sono  le parole che Oliver Cromwell nel 1653 pronuncia alla  Camera
  dei  Comuni  in  Inghilterra,  proprio  per  mettere  fine  a  quel
  Parlamento  disastroso  che aveva messo  in  campo  la  Rivoluzione
  inglese.
   Qui  si  apre  chiaramente  adesso la discussione  più  vera,  più
  importante.  Stamattina  si  sono  già  susseguite   un   paio   di
  dichiarazione  che  sono  veramente  interessanti   e   le   vorrei
  analizzare assieme all'Aula per poi andare ad approfondire il testo
  della mozione.
   Stamattina  il  Presidente Crocetta ha detto che  il  Movimento  5
  stelle  è  quello  che  fa  i proclami. Allora,  vorrei  leggere  e
  condividere  con  tutta  l'Aula, con  i  cittadini  che  ci  stanno
  seguendo grazie alla diretta streaming quelle che invece secondo me
  sono i proclami di un anno perché oggi è il 29 ottobre ed lo stesso
  29  ottobre  che ha incoronato, in qualche modo dato al  Presidente
  Crocetta  l'investitura  di Presidente  della  Regione  ha  seguito
  dell'esito delle urne elettorali.
   Il  31  ottobre  2012, pochi giorni dopo, dice:  taglierò  il  mio
  stipendio,  almeno  della  metà, ritengo immorali  questi  stipendi
  della  politica . Salvo poi venirci a raccontare qui in Aula che  i
  suoi  soldi  sono affari suoi e quello che dichiara in  televisione
  non  è oggetto di discussione in quest'Aula, perché sono queste  le
  sue  parole.  Quando  si  va  in televisione  nell'esercizio  della
  funzione  del proprio mandato credo che sia oggetto di  discussione
  di quest'Aula, e come
   Il  10  novembre  niente  più  auto  assegnata  agli  Assessori  e
  dirigenti ma un parco di vetture in  cash sharing . Non è  avvenuto
  assolutamente:  le auto blu sono la norma, addirittura  notizie  ci
  danno assessori che vanno all'università, a fare colazione tutto il
  resto,  ma queste sono cronache giornalistiche che non devo  essere
  io poi a presentare a quest'Aula.
   Sempre il 10 novembre  Le 13 partecipate alla Regione continuano a
  creare  debiti,  queste chiuderanno subito e  tutte  le  competenze
  verranno trasferite ai capi dipartimento della Regione . E questo è
  anche un bel proclama del 10i novembre.
   Il  5  marzo ancora:  Abbiamo istituito i  Trinacria bond' ; segue
  una  dichiarazione  abbastanza  lunga,  che  vi  risparmio,  ma  un
  ragionamento sui  Trinacria bond  chiaramente va fatto, cioè questa
  idea di creare un debito per i Governi e le generazioni future  che
  fortunatamente  è rimasto soltanto un proclama ma  che  chiaramente
  avrebbe  visto, secondo me, almeno in quest'Aula e almeno da  parte
  nostra  una dura e una seria battaglia nei confronti di quella  che
  sicuramente era una misura economica da folli, era una follia  nuda
  e cruda.
   Continuiamo ancora. Il 14 marzo e il 27 marzo si susseguono queste
  dichiarazioni:    In   relazione  alle  notizie   stampa   relative
  all'Assessore  Zichichi  per  essere  chiari  lo  stesso  non  deve
  abbondare  l'incarico  assessoriale .  Dopo  qualche  giorno  dice:
   Zichichi?  Ma  era sempre a Ginevra  , cioè di fatto  lo  scarica.
  Quindi,    a   distanza  di  poco  più  di  dieci   giorni   cambia
  direttamente. E anche questo è un bel proclama.
   Questo del 17 marzo secondo me è veramente bello:  La Fiat resti a
  Termini Imerese, i finanziatori li trovo io . Evidentemente, non li
  avrà  trovati  perché  la Fiat mi pare che a  Termini  Imerese  non
  campeggia più da qualche tempo.
   Il   26   luglio:   La  misura  delle  tasse  è  colma,  l'aumento
  addizionale  IRPEF  in  questo momento non è  praticabile .  Il  29
  luglio:   Alla  fine  ci  siamo resi  conto  che  non  c'è  scelta:
  l'aumento dell'addizionale IRPEF è confermato ,  e rimane anche lì.
   Il  12  agosto:   Il Parlamento siciliano approva la  legge  sulle
  incompatibilità  più  severa  che  esiste  in  Italia,  ecco  entra
  finalmente  il  concetto  di socio sulle  incompatibilità .  Il  21
  agosto:   Non capisco il clamore che si sia sollevato  sulla  legge
  siciliana  in materia di ineleggibilità recentemente approvata,  il
  Commissario ha solo richiesto di omettere la parola socio .
   Il  17  settembre  2013,  questa ha il  gusto  un  po'  di  questo
  ventennio  berlusconiano che abbiamo avuto:   Questa  è  la  Giunta
  migliore dal dopo guerra in poi .
   Non  mi soffermerei neanche su quella dichiarazione dell'11 luglio
  2013,  nella  quale  viene elogiata la proposta  della  Commissione
  speciale  sul  recepimento del Decreto Monti,  addirittura  finisce
  dicendo che il Governo aderisce alla proposta della Commissione che
  considera  anche  propria,  perché  dice  che  finalmente  si  sono
  introdotti  i  criteri. Ecco, quel disegno di  legge  uscito  dalla
  Commissione  speciale, non ho problemi chiaramente a  dirlo  perché
  più volte lo abbiamo già detto pubblicamente, è una truffa ai danni
  dei  siciliani perché non fissa un tetto massimo, non recepisce  il
  Decreto  Monti  perché non lo menziona mai e  tutta  una  serie  di
  situazioni.
   Allora,  visto  che  qualche tempo fa, il 12  agosto,  proprio  in
  quest'Aula,  mi  veniva  detto  e  mi  veniva  risposto  alle   mie
  indicazioni  proprio dal Presidente della Regione che  se  avessimo
  avuto il coraggio, una legge la dovevamo fare, noi lo abbiamo avuto
  il  coraggio,  gli  emendamenti li abbiamo proposti  e  sono  stati
  chiaramente  bocciati, li ripresenteremo in Aula e a quel punto  io
  spero  e  credo,  se le parole hanno un peso e sono  vere  che  poi
  vengano seguite dai fatti e che, quindi, anche lo stesso Presidente
  della Regione voti gli emendamenti del Movimento 5 Stelle che vanno
  proprio nella direzione nella quale lui stesso ci aveva indicato  e
  che  non sono chiaramente quelli del disegno di legge uscito  dalla
  spending review.
   La  mozione  di  sfiducia parte da un'idea di quello  che  abbiamo
  fatto  in  quest'anno. Gli ultimi tre mesi, ad  esempio,  ci  hanno
  portato a vivere questa telenovela proprio in prima persona,  siamo
  stati  come  gli abbonati della rai, quelli che pagano  il  canone,
  abbiamo avuto chiaramente un posto in prima fila, rispetto a questa
  telenovela  bellissima che ci ha dato la possibilità di  seguire  i
  dissidi,  questa sit com  Tre cuori in affitto  nel momento in  cui
  c'è il Presidente della Regione, la sua Giunta e gli Assessori e il
  Partito  democratico. Tutti a tirarsi la giacchetta perché volevano
  avere un rimpasto, avere un posto o qualcosa.
   Sono   passati   tre   mesi,  durante  i   quali   abbiamo   letto
  costantemente, ogni giorno, che c'erano ripensamenti,  che  non  si
  sarebbe  potuto più fare un Governo, che non si sarebbe potuto  più
  sostenere questo Governo se non ci fossero stati dei rimpasti,  che
  gli  Assessori  non dovevano essere più tecnici ma politici,  si  è
  addirittura invocata la spending review per dire che se i  deputati
  fossero  diventati  assessori si sarebbero  anche  risparmiati  dei
  soldi.
   Insomma,  di tutto e di più  Cose che hanno interessato tantissimo
  i  siciliani, soprattutto i precari, i forestali, i disoccupati, le
  persone che non hanno una prospettiva lavorativa. Tutte queste cose
  li  avranno  gratificati  perché nell'esercizio  della  loro  crisi
  giornaliera,  con  molta probabilità, avranno trovato  conforto  in
  quelle  parole, conforto in quei litigi perché si saranno ritrovati
  a  pensare  che c'era un Governo regionale, un Parlamento siciliano
  che  stava  pensando  ai  loro problemi e  stava  pensando  a  come
  risolverli.  Questa è, chiaramente, una parentesi ironica  del  mio
  commento.
   La   costruzione   della   maggioranza.   La   costruzione   della
  maggioranza di questo Governo è avvenuta ovviamente col goniometro,
  a  tavolino.  Con  queste squadrette di antica memoria  -  sono  un
  geometra,  le  squadrette di  Vittorio Martini si  usavano  con  la
  china per tracciare delle linee - ed è stato così, si è proceduto a
  limare  gli  altri  Gruppi per crearne di nuovi.  Sono  nati  nuovi
  Gruppi parlamentari, inesistenti all'atto dell'elezione, sono  nati
  Gruppi come DRS, Articolo 4 ed altri.
   Ognuno  di  noi,  chiaramente,  ha  la  legittimità  ed  anche  la
  possibilità  di creare tutti i Gruppi parlamentari che  vuole,  non
  vado  contro la nascita di quelle inclinazioni politiche, con tutto
  rispetto;  però,  mi pare di capire che sia stata  una  costruzione
  della  maggioranza  a  tavolino: laddove   non  c'erano  i  numeri,
  laddove  si  poteva andare a mettere in disparte  qualcun  altro  e
  c'era la possibilità.
   Sono   intervenute  persone  anche  esterne  a  questo  Parlamento
  regionale.   Abbiamo  visto,  sul  campo,  intervenire   personaggi
  importanti anche della mia provincia, persone di un certo  calibro,
  blasonate, che hanno, in qualche modo, messo in piedi questi Gruppi
  andandosi  a  chiamare volta per volta personaggi, ad uno  ad  uno,
  degli  altri  Gruppi  parlamentari  e  andandoli  a  smontare  cioè
  togliendo  pezzi  al PDL, al PD, all'UDC perché  così  era  meglio,
  perché  così era dividere, così era meglio per governare, così  era
  meglio per controllare.
   Nascita di Gruppi parlamentari che hanno rappresentato soltanto la
  possibilità   di  andare  a  chiedere  qualcosa  riconducibile   ad
  interessi personali. Non sono nati questi Gruppi per una cognizione
  politica  che  potesse  dare  a  questo  Governo  un'ossatura,  una
  struttura,  una  spina vertebrale dritta e che gli  permettesse  di
  camminare libero da condizionamenti.
   Avrei preferito, come Gruppo parlamentare, anziché presentare  una
  mozione  di  sfiducia, mi sarebbe piaciuto, ad  esempio,  sfruttare
  questo  giorno  anche  se  - come si può notare  -  la  mozione  di
  sfiducia  ci  ha dato la possibilità di avere l'Aula  al  completo,
  sembra  il giorno della proclamazione, Presidente Ardizzone, quando
  eravamo  tutti  presenti,  forse  ne  dovremmo  presentare  una   a
  settimana  per  avere  modo di confrontarci  ed  essere  tutti  qui
  presenti.
   Come  Gruppo  parlamentare avremmo avuto la voglia di confrontarci
  su   temi   programmatici,  su  temi  di  sviluppo  socio-economico
  importanti. Cominciare, ad esempio, ad esternare quelle che sono le
  progettualità  sull'emergenza rifiuti che riguarda la  Sicilia.  Ci
  sono grandi possibilità lavorative e grandi possibilità di sviluppo
  economico.
   Molti Paesi, molte regioni anche italiane ma possiamo guardare, in
  generale,  all'Europa o anche al resto del mondo,  al  settore  dei
  rifiuti  che hanno fatto diventare delle risorse, creando posti  di
  lavoro, ricchezze, economie e soprattutto un ambiente più pulito.
   Queste  realtà  possono essere duplicate. Non serve  avere  grandi
  idee  in  questo  campo  perché la maggior parte  dei  processi  di
  trattamento  dei  rifiuti virtuosi sono già tutti  in  campo,  sono
  visitabili. Ci sono impianti anche in Italia che possono  visitarsi
  senza  problemi.  Più volte lo abbiamo chiesto, sia  al  Presidente
  della  Regione, all'Assessore competente in materia e più volte  ci
  sono  state  rimbalzate  date piuttosto la prossima  settimana,  il
  prossimo mese.
   Sono  passati  chiaramente i giorni, le settimane e  i  mesi  e  a
  visitare  questi impianti che era, se volete, un'umile proposta  di
  un  Gruppo  di  parlamentari, però, era  sicuramente  una  proposta
  programmatica,  non era chiaramente una mozione di  sfiducia,  però
  potremmo  anche  pensare a quella che è l'idea  del  Fondo  per  il
  microcredito che viene realizzato con una parte di fondi  regionali
  e con una parte di restituzione degli stipendi dei parlamentari.
   Perché  bisogna  aspettare una legge che dica che  i  parlamentari
  devono  guadagnare la metà, quando già c'è una possibilità  pratica
  che  ognuno  di noi, chi se la sente, può in qualche modo  prendere
  una  parte dei propri soldi e versarla in quel fondo, in quel fondo
  che  è all'ARS. Poi, chiaramente, se qualcuno lo volesse, visto che
  ci  sono stati vari proclami, possiamo anche fornire l'IBAN. Se non
  siete pratici di Internet ve lo mandiamo via SMS.
   E' importante questo ragionamento. E' importante perché ogni volta
  si  fa  sempre  lo stesso discorso  Ah, se ci fosse il dimezzamento
  degli stipendi, anche noi potremmo essere una Regione virtuosa come
  le regioni
   Ma  non  serve. Per fare una scelta bisogna semplicemente  volerla
  fare,  altrimenti  mi  vieni a dire che  non  vuoi  farla  e  trovi
  semplicemente  il  pretesto che la legge ti  impone  di  guadagnare
  troppo.
   In realtà non è così. Si possono creare anche altre forme.
   Lo  sviluppo  economico  della nostra Terra.  Una  possibilità  di
  andare  a  valutare maggiormente quelli che sono  gli  investimenti
  strutturali, infrastrutturali, quello che dovrebbe essere  l'appeal
  che  dovremmo  creare  per  le  aziende  che  vogliono  venire   ad
  investire.
   In  Svizzera,  nel  Cantone  Ticino, ad esempio,  manager  mandati
  direttamente  dall'amministrazione pubblica vanno ad incontrare  le
  nostre aziende del nord, e vi posso già dire che stanno cominciando
  ad  incontrare  anche le nostre aziende del sud, perché  già  nelle
  zone  industriali di Caltanissetta, di Agrigento ed  altre,  girano
  queste persone che fanno una proposta concreta. Dicono  signori noi
  vi  proponiamo  un  piano infrastrutturale: vi diamo  un  lotto  di
  terreno,  vi costruiamo un capannone, vi diamo tutti gli  oneri  di
  urbanizzazione, quindi allaccio a reti fognarie, idriche,  di  gas,
  corrente elettrica e telefono con dotazione internet, e ve lo diamo
  gratuitamente se venite ad aprire da noi e, se assumete il  50  per
  cento  di  operai che sono svizzeri, per cinque anni non pagate  le
  tasse.  Se invece assumete per il 100 per cento, per quindici  anni
  non pagate le tasse.
   E le nostre aziende fanno le valigie e se ne vanno. Solo un pazzo,
  infatti,  resterebbe  in  questa Terra a  queste  condizioni,  alle
  condizioni in cui oggi facciamo lavorare le nostre aziende con  una
  burocrazia  che  invece  di  essere  amica  è  nemica  e  con   una
  amministrazione regionale che invece di dotare fondi per aiutare le
  imprese, per aiutare le aziende, si tiene i soldi nel cassetto.  Ed
  è  pratica  ed  è  logica ed è abbastanza risaputa la  storia,  per
  esempio,  del  credito di imposta che prima viene  bloccato  perché
  mancava il sito Internet perché si era guastato un server.  Poi  la
  gara  di  appalto  era stata vinta da due aziende che  non  avevano
  capito  il  perché,  cosa  dovevano  fare  e  tutte  e  due   hanno
  praticamente  sviluppato  la stessa parte  lasciando  la  parte  di
  appalto di una delle due sguarnita.
   E  si  è  perso  ancora tempo. Poi si è infilata  la  fideiussione
  bancaria  e di 1.184 aziende soltanto 15 hanno avuto la possibilità
  di  accedere  al  credito di imposta ed erano aziende  che  avevano
  anticipato   soldi   perché   avevano   assunto   20.000   soggetti
  svantaggiati.
   Qualche  giorno  fa una di queste 15 aziende che  era  riuscita  a
  percepire  il credito d'imposta mi scrive una mail e mi sono  messo
  praticamente a ridere perché ho detto  ma guarda un po' .
   Mi  scriveva che l'unico modo per avere una fideiussione era stata
  quella  di  rivolgersi ad una banca svizzera perché in  Italia,  in
  Sicilia,  non  aveva  trovato  alcuna  possibilità  di  fargli   la
  fideiussione.
   Sono  queste le cose che ci fanno capire che è un momento  in  cui
  dovremmo  guardare maggiormente allo sviluppo economico e,  invece,
  stiamo impantanando le nostre aziende. Ed è questo quello che mi fa
  rabbia perché potremmo mettere in campo una serie di azioni date  e
  nate  anche da quest'Aula con il contributo delle idee di  tutti  i
  Gruppi  parlamentari - non soltanto di una parte - perché  le  idee
  che  sono gratis, le idee che sono di tutti, servono per migliorare
  il  futuro di questa Terra e non è possibile che una parte politica
  non le regali ad una altra parte politica che governa semplicemente
  perché  non lo vuole fare. Ma è ancora peggio che la parte politica
  che   governa  non  le  chieda  queste  idee  a  chi   invece   sta
  all'opposizione ed è questo quello che mi fa rabbia.
   Non  voglio  vivere  in  una terra governata  da  qualcuno  che  è
  autoreferenziale; voglio contribuire al cambiamento.
   E,  signori,  il  Movimento Cinque Stelle ci ha provato  e  ci  ha
  provato in qualunque modo. Il nostro tentativo è sotto gli occhi di
  tutti.  E'  nato  il  modello Sicilia', che poi in qualche  modo  è
  stato giornalisticamente stravolto nel proprio senso, ma era quella
  l'idea.  Ed era quella l'idea che, probabilmente, non era  soltanto
  del  Movimento Cinque Stelle, ma il  modello Sicilia' poteva essere
  un modo nuovo di fare politica rispetto ad un modello nazionale, ma
  anche  -  permettetemi  di dirlo - ad un  livello  europeo,  ad  un
  livello  mondiale,  dove  un Parlamento tutto,  compreso  di  parte
  governativa  e di parte di opposizione, si rende conto  che  fa  un
  passo indietro rispetto ai propri colori politici e regala a questa
  terra  cinque anni, dieci anni di sviluppo economico,  che  possano
  dare  la possibilità di guardare avanti con serenità, perché  se  i
  cittadini  vivranno  meglio questo sarà merito  di  tutti,  nessuno
  escluso.
   Continuo  ancora  a pensare queste cose; noi del Movimento  Cinque
  Stelle  continuiamo ancora a pensare queste cose. Purtroppo,  però,
  non  le  vediamo messe in campo. Purtroppo, invece,  vediamo  molta
  pachidermia  nel  movimento  regionale, vediamo  molta  pachidermia
  nella possibilità di sviluppare nuove attrattive dal punto di vista
  economico  e,  soprattutto, vediamo molta miseria e molta  fame  in
  giro.
   La  gente non chiede più il favore al deputato regionale per avere
  in cambio un posto di lavoro. La gente ai deputati regionali chiede
  riforme,  chiede serenità per il futuro, chiede la  possibilità  di
  tornare di nuovo a sorridere, chiede pane. Chiede solo pane.
   Questa   mozione  di  sfiducia  l'hanno  firmata  i   precari,   i
  disoccupati, perché la sua rivoluzione non gli ha dato un lavoro  e
  neanche  la  prospettiva di poterglielo dare.  L'hanno  firmata  le
  famiglie,  i genitori, i padri e le madri perché la sua rivoluzione
  non permetterà ai loro figli di rimanere qui a lavorare.
   Questa  mozione di sfiducia l'hanno firmata le imprese, le piccole
  e  medie imprese, gli agricoltori, gli allevatori, i commercianti e
  tutto il mondo produttivo, perché la sua rivoluzione non ha portato
  loro nessuna misura di sostegno per il rilancio economico.
   E  l'hanno  firmata i giovani, gli anziani e tutti coloro  che  si
  aspettavano  una Sicilia nuova, una Sicilia che per la prima  volta
  potesse diventare la prima della classe e che, soprattutto,  avesse
  un  Governo capace di dare risposte veloci alla crisi, veloci  come
  il morso della crisi stessa.
   Oggi voglio fare anche appello a chi dovrà votare questa mozione e
  mi  rivolgo  chiaramente  ai colleghi dell'Aula.  Signori,  qui  da
  questo  scranno,  si  sono susseguiti parecchi  interventi,  spesso
  anche  molto  critici nei confronti dell'azione governativa.  Però,
  oggi in campo c'è una mozione di sfiducia. E penso che chi non vota
  la  mozione  di sfiducia perde - almeno - il diritto di lamentarsi;
  perde  - almeno - il diritto di salire qui sopra e dire che  questo
  Governo  non va bene, perché immediatamente dopo salirò qui facendo
  notare che, quando era il momento di votare la mozione di sfiducia,
  non  lo  si  è  fatto. Delle due l'una. Mi sembra  un  ragionamento
  logico e spero che sia anche condivisibile da parte vostra.
   Noi siamo un movimento di pace. Siamo entrati collaborativi - l'ho
  espresso  poco  fa e credo di essere stato abbastanza  chiaro  -  e
  quindi nessuno potrà mai negare che abbiamo provato in questo corso
  dell'anno a cambiare l'idea del fare politica in Sicilia.
   Però, alle nostre domande, alle nostre proposte - che spesso  sono
  state fatte anche in maniera cartacea e nelle sedute delle riunioni
  -  le uniche risposte che abbiamo avuto sono state sempre rinvii  e
  silenzi.
   Concludo  con  una frase che appartiene credo alla nostra  cultura
  italiana  e  che  in qualche modo può dire quello che  è  lo  stato
  d'animo  di chi ha proposto, di chi ha firmato e di chi  ha  voluto
  che  si  portasse in discussione in quest'Aula anche la mozione  di
  sfiducia:   l'uomo mite porge sempre l'altra guancia, ma anche  gli
  uomini miti di guance ne hanno solo due .

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi chiedo di venirmi incontro  per
  quanto  riguarda i tempi assegnati a disposizione di  ogni  gruppo.
  Ciascun Gruppo mi ha fatto pervenire un elenco, ciascun Gruppo, per
  cui  già penso che tra di voi ci sia stata una divisione dei minuti
  a disposizione

   MILAZZO Giuseppe. Ma io non sono stato inserito in nessun Gruppo.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Milazzo,  lei  oggi   è   particolarmente
  irrequieto; lei è stato inserito tanto è che quando si è avvicinato
  il  suo Presidente di Gruppo parlamentare ho detto che la tenevo in
  considerazione qui dentro. E' chiaro che quando le darò la  parola,
  eventualmente  per primo, lei non si potrà prendere  quarantacinque
  minuti.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, non so
  se  ridere o piangere oggi. Sinceramente sono rimasto molto  deluso
  dall'intervento dell'onorevole Cancelleri.
   Mi  sarei aspettato che il Governo Crocetta fosse criticato per le
  cose  che non avrebbe fatto, non per le cose che ha detto  che  non
  ha, tra l'altro in modo assolutamente marginale, potuto realizzare.
   Ma  questo  non  significa che le cose che ha detto  non  andrà  a
  realizzarle; è un qualcosa che chiaramente necessita di  tempo,  di
  intelligenza, di forza, di coesione politica.
   Vede,  onorevole  Cancellieri:  oggi  mi  sento  tanto  Cyrano  de
  Bergerac e se non fosse perché magari poi mi direste che ho il naso
  lungo  e  dico bugie, dico subito che forse sarò Cyrano  ma  lei  è
  Pinocchio;  Pinocchio  con un naso estremamente  lungo  perché,  da
  questo scanno, lei ha detto un sacco di bugie. Ha detto un sacco di
  bugie  per una semplice ragione: perché al Movimento Cinque  Stelle
  nella   primissima  fase  di  quest'Aula  era  stata   chiesta   la
  partecipazione  ad un progetto di cambiamento. Era  stata  chiesta,
  realizzando  quel  famoso  modello  Sicilia  di  cui  mi  sento  un
  protagonista,  la  possibilità  di  cambiare,  di  cambiare  questo
  sistema  politico, amministrativo, morale della Sicilia che  ci  ha
  portato in questa condizione. E ci ha portato in questa condizione,
  non  per colpa di un Governo che si è appena insediato e oggi è  il
  loro  compleanno,  il nostro compleanno; auguri ai  componenti  del
  Governo e auguri anche a quest'Aula.
   Questo  compleanno poteva essere celebrato forse in modo  diverso.
  Invece, oggi si propone una mozione di sfiducia nei confronti di un
  Governo  che,  per la prima volta nella storia della  Sicilia,  sta
  realizzando e vuole realizzare un profondo cambiamento  della  vita
  dei  siciliani.  Vuole realizzare quella giustizia sociale,  quella
  trasparenza, quella democrazia e quella lotta alla mafia  che,  per
  anni,  nessuno ha mai posto all'attenzione e vuole realizzare nella
  trasparenza,  nella legalità, nell'impegno, un  cambiamento  che  i
  siciliani attendono, che attendono da troppi anni.
   Mi  sarei  aspettato una mozione di sfiducia nei confronti  di  un
  Presidente come Cuffaro, che ha portato a termine il suo mandato  o
  quasi, o di altri che si sono succeduti. Non mi sarei mai aspettato
  una  mozione  di  sfiducia contro un Presidente come  Crocetta,  un
  Presidente che ha fatto della sua vita, della sua storia,  e  delle
  sue azioni, azioni coerenti con quello che dice, la sua ragione  di
  vita.
   Vedete,  in tante cose c'è una profonda differenza tra quello  che
  si dice e quello che si fa.
   Quello  che  si  dice  siamo in grado tutti quanti  di  dirlo,  di
  rappresentarlo,  di  fare  chiacchiere  e  voi  fate   chiacchiere,
  onorevole Cancelleri. E poi c'è una seconda fase, dove il  pensiero
  si  traduce  in  azione; c'è quella fase dove si sta  demolendo  un
  sistema clientelare affaristico e mafioso che ha ridotto la Sicilia
  in  mutande. Ma le mutande della Sicilia servono appena,  appena  a
  coprire  le vergogne. Servono a coprire le vergogne di una  Regione
  che  da  cinquant'anni ha sperperato soldi, ha buttato via risorse,
  ha illuso la gente, ha creato clientele e quant'altro.
   Certe  volte,  mi  meraviglio pure di Bossi,  il  quale  dice  che
  abbiamo  diciottomila  forestali. Lui  non  è  bene  informato;  la
  Sicilia  ha più di centomila dipendenti, tra formazione, forestale,
  antincendio,   sanità,   dipendenti   regionali,   partecipate    e
  quant'altro.
   Questa  Regione  ha centomila dipendenti, con la complicità  della
  politica  che negli anni ha assunto in modo clientelare migliaia  e
  migliaia di persone.
   E  voi  pensate che Crocetta si vesta con un mantello a stelle  da
  mago  Merlino, magari fa la Fata Turchina con la bacchetta  magica,
  all'improvviso  nel giro di dieci mesi, improvvisamente  cambia  la
  Sicilia  e  realizza quello per cui ci siamo spesi  e  vi  vogliamo
  spendere? E' una pia illusione.
   Gli  assessori non saranno bravi, non saranno delle cime, ma  sono
  delle  persone che hanno onestà intellettuale, che hanno competenza
  e che, soprattutto

                           (brusio in Aula)

    il  discorso è riferito a coloro i quali accusano questa  squadra
  di Governo di non avere delle competenze.
   So  che  le hanno, essendo a contatto con gli assessori, e so  con
  quanto  impegno,  con  quanta dedizione  e  capacità  continuano  a
  gestire  una  situazione disastrosa. Sarebbe stato  facile  gestire
  delle  situazioni non complicate, non oberate da  due  miliardi  di
  deficit e non portati avanti.
   Onorevole  Cancelleri,  qua quello che si discute  è  un  sistema,
  sistema che vede contrapposta una voglia di cambiamento, un sistema
  che   difende   questo   cambiamento,  e  voi,   difendete   questo
  cambiamento?
   Voi non difendete il cambiamento, non difendete la rivoluzione  ma
  continuate a perseverare nella stessa identica politica di  sempre.
  Siete   i   portatori  sani,  forse,  di  interessi   inconfessati,
  inconfessabili.  Avete fatto una battaglia su un ente,  sull'IRSAP,
  andando  a sacrificare la storia di un uomo e di una struttura  che
  vuole rimettere ordine nella  mangiuglia'  generalizzata, di quello
  che sta succedendo.
   Siamo  di  fronte  a  uno sfascio economico e  morale  e  vogliamo
  operare contro questo fallimento; vogliamo ricostituire le basi per
  lo  sviluppo, per ricreare le condizioni di occupazione, per  avere
  una progettualità contro malaffare e corruzione.
   Vorremmo che non si sperperasse, che non si buttasse via  la  vita
  delle  giovani  generazioni;  basta  vedere  quelle  che  sono   le
  condizioni  attuali delle migrazioni dalla Sicilia verso  l'esterno
  per rendersi conto che la Sicilia si sta impoverendo in termini  di
  risorse,  di  cervelli,  e  che manda  via  i  ragazzi  dopo  avere
  impiegato risorse per  farli studiare. Sono delle vite che  vengono
  spezzate, che vengono allontanate.
   Il progetto politico del Presidente Crocetta, il progetto politico
  del  Megafono  è  chiaro. E' chiaro che c'è un progetto  contro  la
  corruzione  ed  il malaffare, contro i poteri criminali  che  hanno
  condizionato la vita dei Siciliani ed  hanno piegato il sistema  ai
  propri interessi e non agli interessi collettivi.
   Ma da lei non ho sentito una sola parola contro mafia, malaffare e
  corruzione.
   Ho  sentito,  solo ed esclusivamente, l'elenco delle cose  che  ha
  detto   il   Presidente  Crocetta  e  lei   ha   fatto,   solo   ed
  esclusivamente,  degli spot. Ad un progetto di cambiamento,  a  voi
  era  stato  chiesto  di  contribuire con  idee,  con  progetti,  di
  scommettervi  e,  lei  sa  benissimo, quante  volte  ed  in  quante
  circostanze  ci  siamo parlati. Sa benissimo che, un  lunedì  sera,
  siamo  stati,  io ed il Presidente Crocetta, nel vostro  Gruppo   a
  parlare delle cose che si dovevano fare per cambiare la Sicilia.  E
  lei,  l'indomani  mattina,  ha fatto  una  conferenza  stampa,  con
  l'onorevole D'Asero, in cui attaccava l'onorevole Crocetta.
   E  a che gioco stiamo giocando? A che gioco giochiamo? Avete paura
  di  affrontare i problemi, di affrontare la legalità,  di  fare  il
  cambiamento?
   In  questo  dobbiamo essere chiari. Dobbiamo sapere da  che  parte
  stanno i partiti, da che parte sta la politica, da che parte  state
  anche voi altri.
   La mia storia, la storia del Presidente Crocetta, quello che si  è
  fatto  per  riportate  dignità e legalità in  questa  Terra  è  una
  dimostrazione delle cose che si vogliono fare. Non sono  le  parole
  che contano ma sono i fatti. Ed i fatti sono quelli che stanno alle
  spalle  della  nostra  storia e di quello che  stiamo  cercando  di
  realizzare con centomila difficoltà, con centomila resistenze,  con
  una  burocrazia  elefantiaca che ostacola  lo  sviluppo  di  questa
  Terra.
   Sta  passando, inosservato e sotto silenzio, un disegno di  legge,
  esitato  in  I  Commissione, quando c'era  la  I  Commissione,  che
  modifica, radicalmente e profondamente, l'articolo 1, dello Statuto
  siciliano, legge di valore costituzionale, approvata dall'Assemblea
  Costituente nel 1946, dove si dice, per la prima volta nella storia
  della  Sicilia, che i Siciliani sono contro la mafia  ed  i  metodi
  mafiosi.
   E'  un fatto storico che mai era stato portato avanti, che oggi il
  Presidente  Crocetta ha presentato. E questo passa sotto  silenzio,
  come  se  fosse questione di ogni giorno cambiare lo Statuto  della
  Sicilia e dichiararsi apertamente contro la mafia e le illegalità.
   Non  applichiamo una strategia mediatica dove, con le nuotate, con
  le mascherate, raccogliamo consensi. Cerchiamo di dare una risposta
  ai  cittadini. Cerchiamo di dare risposte ai cittadini e  cerchiamo
  di farlo rispettando la nostra storia.
   Voi   cogliete  dalla  protesta,  ed  in  quest'Aula  pensate   di
  raccogliere,  fuori  da quest'Aula, consenso  con  la  protesta.  I
  Siciliani, la gente, sono stufi, sono stanchi di proteste  inutili,
  di  fango  sulle  istituzioni e sull'Italia.  Sono  stanchi,  siamo
  stanchi, di gente che svilisce anche la voglia di fare le cose.
   Noi  siamo persone che si sono impegnate per realizzare un ideale,
  per  portarlo  avanti,  per  fare un  cambiamento.  Il  cambiamento
  incomincia    dall'abolizione   delle   province,    dalle    città
  metropolitane,  dalla doppia preferenza di genere,  dal  non  avere
  licenziato alcuno.
   Voi  mi  venite  a  dire  che,  qua,  i  precari  ed  i  forestali
  sottoscrivono una mozione. Ditemi quanti precari e quanti forestali
  sono  stati  licenziati da questo Governo, che  ha  fatto  i  salti
  mortali  per reperire le risorse e per garantire a tutti dignità  e
  futuro.
   E  si sta impegnando fino allo spasimo per reperire dalle voragini
  di bilancio che hanno lasciato i soldi necessari per mandare avanti
  coloro  i  quali  sono  stati illusi, coloro ai  quali  sono  stati
  posnegati i diritti nel passato. Perché un precario, che prende 800
  euro  al mese e non è stabilizzato, e questo Parlamento - i Governi
  precedenti hanno perso delle grandi occasioni - è un cittadino  che
  non  ha  diritti, è un cittadino che è stato illuso dalla  politica
  per un tozzo di pane a cui è stato negato il sacrosanto diritto  di
  avere dignità, stabilità e futuro.
   E  questo  è  quello a cui vorremmo poter rimediare.  Ridare  alla
  gente, una buona volta per tutte, dignità, futuro e diritti. È  una
  scommessa che ogni giorno portiamo avanti fra centomila difficoltà;
  è  una  scommessa  che  riguarda anche una questione  morale  della
  politica.  Una  questione morale della politica che non  si  limita
  solo  ed  esclusivamente al taglio degli stipendi, perché ci  sono,
  non  solo  i  tagli  degli stipendi in campo,  ma  atteggiamenti  e
  connivenze  criminali che devono essere troncate  e  devono  essere
  troncate  una  buona  volta per tutte. Non possiamo  continuare  ad
  essere contemporaneamente giudici e nello stesso tempo denunciati e
  indagati nel valutare alcune persone.
   Morale  avrebbe  voluto  che magari  ci  fosse  stato  un  po'  di
  astensione, un po' di buon senso e allontanarsi dai luoghi dove  in
  quel  momento  si discuteva di persone in contrapposizione  tra  di
  loro, a torto o a ragione.
   Ma,  e qua chiudo, dobbiamo capire qual è la sfida. Qual è la vera
  sfida di questo Parlamento, di questo Governo, di questa Assemblea.
  E la vera sfida è quella di capire chi e da quale parte sta.
   La  vera  sfida è quella di realizzare un cambiamento nelle  cose,
  nella mentalità, nella politica e nella morale.
   Io  non  ho  mai  fatto politica in vita mia ma sono  abituato  ad
  ascoltare la gente. E sono abituato ad ascoltare la gente in  tante
  circostanze, anche durante gli interrogatori. Ma tra la  gente  che
  viene  da  me  ci  sono due categorie di persone:  persone  che  si
  avvicinano alla politica per chiedere raccomandazioni, per chiedere
  posti,  per  chiedere sottogoverno - e sono in tanti -  e  ci  sono
  persone  che  si avvicinano per chiedere giustizia,  per  avere  la
  soddisfazione  di  un'Amministrazione, di uno Stato  che  dia  loro
  certezze,  che  dia loro sviluppo, che dia loro la  possibilità  di
  crescere i figli.
   Questa  è  la  mia opzione, la mia opzione è quella di  garantire,
  come ho sempre fatto in vita mia, i cittadini nei loro diritti,  di
  rendere  una  buona volta per tutte questa macchina amministrativa,
  questa  macchina politica, garante dei diritti della  gente  e  non
  dispensatore di clientele.
   Piccolo, modesto il disegno di legge che è stato presentato  sulla
  semplificazione  amministrativa. Penso che  abbia  colto  il  senso
  delle  cose  che  si vogliono realizzare. Le cose che  si  vogliono
  realizzare  sono  proprio quelle del cambiamento, del  tutelare  la
  gente nei loro diritti e nel loro futuro.
   Questo  era un invito che vi era stato rivolto e a cui  non  avete
  voluto  contribuire.  Voi  protestate ma non  volete  assumervi  la
  responsabilità. La protesta, infatti, lascia sempre una via di fuga
  e voi preferite fuggire di fronte alle vostre responsabilità.

   PRESIDENTE. Onorevole Malafarina, le faccio presente che a  favore
  del  suo  Gruppo  sono rimasti solo undici minuti che  si  dovranno
  ripartire  in quattro, che vanno aumentando. Così spieghiamo  anche
  il significato del contingentamento dei tempi.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha facoltà.
   Faccio  presente  che l'onorevole Formica ha fatto  pervenire  una
  nota  con la quale mi si comunica che il tempo a disposizione verrà
  ripartito solo fra lei e l'onorevole Ioppolo.

   MUSUMECI.   Signor  Presidente,  signori  del  Governo,  onorevoli
  colleghi, mi auguro di non dovere suscitare le reazioni del collega
  Ioppolo  se  dovessi approfittare del tempo per  sottrarlo  al  suo
  spazio.
   Entro  subito  nel  vivo  del tema per dire  che  questa  mozione,
  presentata  da  noi,  dai colleghi del Movimento  cinque  stelle  e
  sottoscritta dal collega Falcone, rappresenta una sorta di  macigno
  lanciato  nella palude delle complicità trasversali in  cui  sembra
  essersi impantanata questa Assemblea.
   Questa  mozione è l'unica boccata d'ossigeno che riesco  a  potere
  immaginare nell'asfissia dell'indifferenza che sembra avere avvolto
  questa  navata pagana .
   Questa nostra mozione tende a dare dignità alla politica; tende  a
  riportare  al centro del dibattito il Parlamento; tende a  definire
  il perimetro di una maggioranza, se ancora una maggioranza c'è, che
  non  è,  comunque, più quella di un anno fa; questa mozione diventa
  l'unica  speranza  per  migliaia e migliaia  di  siciliani  che  si
  sentono delusi, mortificati e avviliti.
   Eppure  lei, signor Presidente Crocetta, nei confronti  di  questa
  mozione  ha  avuto  parole  non certo improntate  ad  analisi  e  a
  significato  politico; ha detto che questa mozione è il  frutto  di
  una  inquietudine,  quasi  di  una  collera  non  appagata  di  due
  sfidanti, Cancelleri ed il sottoscritto, che non si sono rassegnati
  alla  sconfitta del 28 ottobre, lo  abbiamo letto sui  giornali.  È
  una  sorta  di rivincita morale contro un Presidente che  ha  vinto
  alla  grande e che in questo anno ha dato corso, pratica,  anima  e
  corpo alla rivoluzione per la quale era stato votato.
   Questa  mozione,  signori, è l'epilogo  naturale  di  un  percorso
  definito  e  tracciato  dallo  stesso  Presidente  Crocetta;  è  il
  percorso  che il Presidente della Regione ha voluto indicare  nella
  sua  proterva  determinazione  allorquando  ha  pensato  di  potere
  sfidare la logica più naturale e pura della politica a fronte di un
  Parlamento  che  chiedeva soltanto il diritto  al  confronto  e  la
  risposta era: nessuno se ne andrà a casa, tanto torneranno in 70  e
  molti saranno convinti di essere tra i 20 che non torneranno più.
   Caduta  di  stile  la mia, Presidente Crocetta?  Caduta  di  stile
  quella del collega Cancelleri?
   Caduta  di stile del suo Governo, Presidente, del suo Governo  che
  non  viene in Aula, caduta di stile del suo Governo che non  va  in
  Commissione;  caduta di stile del suo Governo che  non  risponde  a
  centinaia  di interrogazioni; caduta di stile del suo  Governo  che
  disattende  decine di mozioni votate all'unanimità  da  quest'Aula
  Caduta  di  stile  di  un  Governo che avrebbe  dovuto  sentire  il
  bisogno,  dopo  quello  che  è  accaduto  negli  ultimi  mesi,   di
  accelerare  e  sollecitare  un  confronto  con  il  Parlamento  per
  rassegnare  la  logica di una guerra furibonda e  di  una  violenza
  delle  ingiurie che non ha pari nella storia degli ultimi  anni  in
  questo Palazzo.
   La  sfiducia,  Presidente Crocetta, prima di averla tolta  da  noi
  dell'opposizione  gliel'ha  tolta  il  suo  partito;  lei  è  stato
  sfiduciato  dal suo partito quello nel quale mantiene  la  tessera,
  quello che ha dovuto rincorrerla in campagna elettorale.
   Sono  volati  stracci e piatti è accaduto quello  che  non  doveva
  accadere   in  una  politica  rivoluzionaria  e  noi  in  silenzio,
  opposizione, e noi sbigottiti e perplessi avremmo potuto  speculare
  su  quella  rissa  senza  aggettivi e,  invece,  siamo  rimasti  in
  silenzio,  sperando che lei potesse riportare il dibattito  in  una
  logica di confronto interno.
    Nessuno  intervenga  a  gamba  tesa  sulle  vicende  del  Partito
  Democratico   ammoniva giustamente il collega  Baldo  Gucciardi  in
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  capi  gruppo  e
  nessuno  è  intervenuto  in gamba tesa nelle  vicende  interne  del
  Partito democratico.
   Tutti potremmo essere oggetto di risse interne, di incomprensioni,
  possono anche volare qualche volta i piatti, sperando che non siano
  da  collezione, possono persino volare gli stracci, per cui non  ci
  interessa sapere e capire se qualcuno ha detto a Crocetta di essere
  un cabarettista o un  Masaniello' solo e dall'altro canto  sentirsi
  dire di non volere essere, Crocetta, il  pupo' di nessuno e di  non
  volere accettare la logica statalista di un Partito Democratico che
  pensa  soltanto  a rifilare personaggi chiacchierati  e  a  imporre
  poltrone  senza il consenso del capo dell'esecutivo.  Cracolici  ha
  fatto  le  strette intese  ha detto fra le altre cose il Presidente
  Crocetta,   dall'altra  parte  si  è  risposto   con   dovizia   di
  particolari.
   Non ci interessava e non ci è interessata la rissa interna, ma nel
  momento  in cui il 23 settembre il Partito Democratico dichiara  di
  uscire  dalla  maggioranza, nel momento in cui il 23  settembre  il
  Partito  Democratico dichiara di togliere la sfiducia al Presidente
  Crocetta,  no, non è più una vicenda interna? No, a quel  punto  il
  Parlamento ha il diritto di sapere se questo Governo ha ancora  una
  maggioranza,  non è più una rissa dettata da facili incomprensioni.
     In  questi  mesi - ha dichiarato Lupo, segretario regionale  del
  partito  di  Crocetta - in questi mesi Crocetta si  è  occupato  di
  costruire il suo partito che di governare la Sicilia, quando poi ci
  ha pensato ha fatto guai oltre a distribuire centinaia di incarichi
  di sottogoverno a  gente del suo partito.
   Non lo ha detto l'opposizione Presidente Crocetta, lo ha detto  il
  numero  uno del suo partito e  Cracolici, autorevole esponente  del
  suo partito e di questa Assemblea, ha detto con chiara evidenza che
  Crocetta  non può pensare di andare avanti come ha fatto in  questi
  mesi.   La  luna  di  miele con i siciliani mi  sembra  finito,  il
  cambiamento  rischia di restare una predica più che  una  pratica .
  Non  sono parole dell'opposizione, sono parole di esponenti del suo
  partito e ancora incalza Lupo,  non ci riconosciamo più nell'azione
  del  governo  Crocetta, non ci sentiamo più vincolati  a  sostenere
  l'azione  di  un Governo che sta commettendo errori  gravi  che  si
  ripercuoteranno sui siciliani .
   La  sfiducia  gliel'ha tolta il suo partito, Presidente  Crocetta,
  altro che caduta di stile da parte dell'opposizione
   Lei   in  quel  momento  avrebbe  dovuto  chiedere  al  Presidente
  Ardizzone  la convocazione dell'Aula e riferire qui in  Parlamento,
  non  certo per rintuzzare le velleità di una opposizione aggressiva
  che  quando  ha visto la sfiducia da parte del suo partito  non  ha
  brindato e non perché è astemia.
   L'opposizione  è  rimasta responsabile, in attesa di  un  segnale,
  anzi  il  segnale  è arrivato da parte nostra, il  sottoscritto  ha
  dichiarato  se Crocetta si sente in ostaggio della sua maggioranza,
  se  Crocetta  crede di essere ricattato dal suo partito,  venga  in
  Aula,  indichi  due,  tre punti emergenziali  per  fare  uscire  la
  Sicilia  dal  pantano  e  noi,  se fa   un  appello  istituzionale,
  sosterremo i suoi due, tre, obiettivi, non con le larghe o  strette
  intese in cambio di niente, soltanto nell'interesse dei siciliani.
   Avremmo  dovuto, in quel  momento, confrontarci con un  Presidente
  che  era  stato  sfiduciato con aggettivi non  certo  improntati  a
  comprensione ed apprezzamenti e lei, invece,  ha preferito snobbare
  il   Parlamento,  Presidente  Crocetta,  nella  ricerca  disperata,
  quotidiana di una tregua con il suo partito e  mentre lei  duettava
  con  gli  esponenti  del  suo partito, rimpasto  sì,  rimpasto  no,
  deputati  in giunta sì, deputati in giunta no, dopo le europee  sì,
  dopo  le  europee no, SVIMEZ usciva con il rapporto  implacabile  e
  drammatico sulle condizioni del mezzogiorno della Sicilia nel 2013;
  il   Prodotto interno lordo che continua a crollare registrando  un
  meno  4,3  per cento; gli investimenti precipitati, nel 2012  persi
  nell'isola  38 mila posti di lavoro; il rischio di una povertà  che
  minaccia un terzo delle famiglie siciliane; la incapacità di  spesa
  della  Regione,  sia nel corrente che nel conto capitale;  i  fondi
  strutturali  che  continuano a restare  inutilizzati  o  utilizzati
  male.
   E'  lo  SVIMEZ che parla non l'opposizione, e a fronte  di  questo
  quadro allarmante arrivano i giudizi degli operatori sociali, delle
  parti sociali, la CGIL, il sindacato di sinistra, non la UGL,  dice
  con  il  suo Segretario:  al Governo Crocetta vogliamo dire che  la
  luna  di  miele  con i siciliani volge al termine,  è  arrivato  il
  momento  di  dare  risposte  e  di trovare  soluzioni  concrete  ai
  problemi , lo dice il Segretario generale della CGIL in Sicilia; la
  Repubblica che non si può certo considerare un quotidiano vicino al
  centro destra scrive:  il Governo Crocetta ha stabilito un rapporto
  privilegiato  con il Palazzo di Giustizia , bene,  se  si  scoprono
  irregolarità  queste  vanno denunciate, ma una amministrazione  che
  guarda lontano non può limitarsi e deve domandare la regolarità del
  proprio apparato burocratico ad un organo esterno sì, ma deve anche
  attivarsi attraverso un'azione di prevenzione in grado di rimuovere
  sul nascere procedure malavitose all'interno dei propri uffici,  se
  non  lo  fa  non  risolve alla radice il problema  di  una  cattiva
  gestione amministrativa.
   Presidente  Crocetta c'è tanta sete di legalità in  questa  Isola,
  devastata  da  affaristi e da spregiudicati spesso in combutta  con
  delinquenti e mafiosi. C'è tanta sete di legalità in questa  Isola,
  ma  c'è  anche tanta fame, c'è tanta fame, la sua coraggiosa azione
  di denuncia del malaffare politico, della quale non ho difficoltà a
  darle  atto  pubblicamente,  da sola  non  è  bastata,  non  poteva
  bastare, non può bastare.
   La  Sicilia chiede legalità e sviluppo; la Sicilia chiede crescita
  e  legalità;  la  Sicilia  chiede di essere  normalizzata,  bisogna
  promuovere  gli  investimenti,  sostenere  le  filiere  produttive,
  elevare  la  competitività,  tutelare i lavoratori  delle  attività
  dirette  e  indotte,  chiedere  a Roma  di  riprogrammare  i  Fondi
  strutturali del 2007/2013, chiedere a Roma di definire il programma
  dei prossimi sei anni, serviva una politica per la riqualificazione
  urbana,  serviva una politica per lo sviluppo delle  aree  interne,
  bisognava puntare sulle infrastrutture e sulla logistica, bisognava
  dismettere il patrimonio immobiliare della Regione e, invece, nulla
  di  tutto  questo,  Presidente, lei ha  pensato  che  l'unico  male
  fossero  le  Province, doveva togliere il cancro  del  costo  degli
  organi gestionali e, invece, di togliere il cancro ha eliminato  il
  malato  e,  oggi,  mentre mancano sessanta  giorni  all'entrata  in
  vigore  della  legge sui Liberi consorzi dei Comuni,  non  c'è  uno
  straccio  di proposta in Commissione, mentre i dipendenti regionali
  continuano a reclamare il diritto a conoscere il loro futuro.
   La  proposta  che  avete portato in Commissione,  è  una  proposta
  impraticabile,  inaccettabile  come inaccettabile  è  quella  sulle
  Città metropolitane che voleva mortificare l'istituto autonomistico
  degli enti locali e avete dovuto ritirarlo dopo otto giorni. Perché
  tanta improvvisazione? Perché tanta fretta? Perché tanta voglia  di
  annunciare? Perché?
   Per  un  anno avete condannato all'incertezza precari,  forestali,
  operatori  della  formazione,  avete  condannato  al  patibolo  del
  sospetto  dirigenti e funzionari di questa Regione, alcuni collusi,
  altri persone perbene, desiderosi soltanto di essere motivati.
   Lei  avrebbe dovuto fare la rivoluzione delle nomine dando  spazio
  al merito, al di là delle appartenenze. In dieci mesi, cento nomine
  tutte improntate al merito.
   Faccio  soltanto  alcuni esempi: Giuseppe Antoci, commissario  del
  Parco dei Nebrodi, un naturalista,  direte voi,  no un ex candidato
  al Senato del Megafono, partito di Crocetta.
   Marisa  Mazzaglia, presidente del Parco dell'Etna, voi  mi  direte
  una vulcanologa, no, assessore del Megafono nel comune di Nicolosi.

                              (applausi)

   Francesco Calanna, commissario dell'Ente di Sviluppo Agricolo, voi
  mi  direte  un  agronomo,  esperto in  scienze  forestali,  no,  ex
  deputato del Partito Democratico.
   Saro  Faraci del Consorzio Autostrade Siciliane, voi mi direte  un
  ingegnere trasportista, un esperto di infrastrutture, no,  soltanto
  il  Presidente  della  pallavolo  di  Gela,  amico  del  Presidente
  Crocetta.
   Quale  rivoluzione, Presidente, quale rivoluzione, avete fatto  in
  un anno le cose peggiori e le avete fatte nel modo migliore
   Lei  è  lo  stregone  che la gente ha votato,  stanca  dei  medici
  incompetenti che hanno ridotto questa Regione all'osso
   Lei è lo stregone che i siciliani hanno scelto al posto dei medici
  tradizionali  che,  al  capezzale  di  questa  Isola,  sempre   più
  anoressica, l'hanno resa assolutamente impraticabile.
   Lei è un uomo affetto da isteria autoreferenziale.
   Lei è affetto da delirio da immagine.
   Lei  è malato del  complesso di Mosè , vuol dettare le tavole  del
  presente e del futuro.
   Lei  sa  donare  la  gioia dell'amicizia ad un mafioso  incallito,
  seppure per convertirlo sulla generosa strada della legalità, e  sa
  infliggere cocenti umiliazioni ad un deputato incensurato  che  col
  mafioso,  però,  ci  ha solo parlato al telefono,  il  che  non  lo
  assolve del grave fatto.
   Lei  ha  deciso  di essere un uomo solo, Presidente  Crocetta,  ha
  deciso di chiudersi nel fortino, pronto a lanciare frecce di  fuoco
  contro chiunque si avvicini al suo sito.
   Lei  ha questa pulsione irrefrenabile di dovere guardare tutto con
  sospetto.
   Lei  ha  deciso  di essere un uomo solo, impegnato  a  distribuire
  granoturco  biologico  alle  colombe  e  di  disseminare   polpette
  avvelenate  ai  falchi  oltranzisti,  dimenticando  che  in  questa
  voliera di umana fauna selvatica non sono né le colombe né i falchi
  il  suo problema, ma gli avvoltoi, pronti ad addensarsi sulle carni
  ancora vive di un Presidente che deve elargire prebende.
   Lei,  Presidente  Crocetta, ha deciso di essere un  uomo  solo  al
  timone di una nave logora e consunta che imbarca acqua da tutte  le
  parti, non ha una rotta, non ha una meta.
   Lei  è  un  uomo  solo,  Presidente  Crocetta,  che  vive  in  una
  solitudine  affollata di opportunisti, di estranei, di saltabanchi,
  di accattoni, di questuanti, di mestieranti della politica che oggi
  affrontano attese estenuanti nella sua anticamera esattamente  come
  ieri facevano con Lombardo, l'altro ieri con Cuffaro e prima ancora
  con il potente di turno.
   Lei è un uomo abile e astuto come una volpe, ma ha la paura di  un
  coniglio. Con quell'aria sorniona con cui guarda i deputati che  si
  alternano  in  questa  tribuna, con quell'aria  sorniona  da  gatto
  acquiescente  lei  finge le fusa, ma è pronto a  muovere  il  primo
  graffio quando se ne presenta l'opportunità.
   In  questa  Terra  dalle mille contraddizioni, in  questa  Sicilia
  bigotta e libertina, in questa Sicilia dissacrante e ruffiana,  lei
  Presidente  Crocetta  resta, come direbbe  Tano  Laterza,  l'ultimo
  fedele interprete di Pirandello  uno, nessuno, centomila .
   Lei  continua a restare chiuso nella Bastiglia, ma non  dimentichi
  che  Luigi  XVI aveva sottovalutato la rivolta del popolo  convinto
  che  fosse  una  inquietudine contingente  ed  era  una  sanguinosa
  rivoluzione e  quel sovrano finì come finì, politicamente  parlando
  si intende.
   Lei   si  deve  augurare,  Presidente,  che  a  fronte  della  sua
  rivoluzione a parole i siciliani non facciano la rivoluzione con  i
  fatti,  perché quando i siciliani la rivoluzione la  fanno  con  lo
  stomaco  diventano pericolosi, diventano inquietanti e i  siciliani
  sono stanchi di un Governo immobile; sono stanchi di un Governo che
  non  sa decidere; sono stanchi di un Governo che si affida soltanto
  ai proclami.
   Con questa mozione noi, oggi, abbiamo ridato un minimo di speranza
  a chi crede che questo Governo immobile possa andarsene a casa.
   Sull'esito, e concludo Presidente, non ci facciamo illusioni e non
  per  un  nobile  principio  politico, e  non  per  una  riflessione
  meditata  e  sofferta della politica con la P  maiuscola,  no,  no,
  sull'esito  del  voto di questa mozione noi non ci facciamo  alcuna
  illusione  soltanto  per  un  fatto di  istinto  di  sopravvivenza,
  soltanto per la tutela di un diritto fisiologico.
   Nessun tacchino si augura che il Natale arrivi in anticipo e tutti
  gli  agnelli  vorrebbero  che  la  Pasqua  venisse  cancellata  dal
  calendario liturgico.
   Noi  non  sappiamo quanto durerà questo Governo Crocetta,  quattro
  ore,  quattro  mesi,  quattro anni, non  lo sappiamo,  sappiamo  di
  certo   che   quando  Crocetta  avrà  lasciato  Palazzo   d'Orleans
  rimarranno in Sicilia le macerie.
   Rimarranno  le  macerie che si sovrapporranno  a  quelle  lasciate
  dalle  precedenti  gestioni; rimarranno i  segni  di  una  gestione
  fallimentare; rimarrà nei siciliani la delusione di una rivoluzione
  annunciata, la rabbia di una fiducia tradita.
   Noi  con  la  mozione  di sfiducia vorremmo che  questa  stagione,
  Presidente Crocetta, si concludesse oggi, il resto lo decideranno i
  deputati  di quest'Aula obbedendo alla loro coscienza,  dinnanzi  a
  Dio e dinnanzi al popolo siciliano. Grazie.
                              (Applausi)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel rispetto delle
  regole democratiche che il Parlamento deve esaltare non ho nulla da
  eccepire  sulla  mozione che alcuni componenti di questa  Assemblea
  hanno voluto attivare, ritenendo di rispondere alle aspettative  di
  una parte dei loro elettori.
   E'  certamente giusto dare spazio alla base e farsi portavoce  del
  loro sentire,  siamo qui a rappresentare il popolo e la propensione
  all'ascolto,  spesso non adeguatamente profusa, ci  impone  di  non
  sottovalutare  la percezione che la gente ha di ciò che  produciamo
  nei  palazzi  delle massime istituzioni, ma proprio  per  il  ruolo
  affidatoci, si intesta a noi la responsabilità di capire le ragioni
  del  malcontento,  suggerire possibili  soluzioni  e,  soprattutto,
  salvaguardare il bene comune, che non può essere messo a rischio da
  iniziative di portata dirompente.
   Caro  Presidente,  che ha parlato in maniera  appassionata,  posso
  dirle che il Partito Democratico sì ha avuto al suo interno fasi di
  critiche, ma le ha avute solo per rilanciare l'azione del  Governo,
  non già per arrivare a una soluzione di sfiducia che certamente non
  servirebbe  al popolo siciliano, alla Regione, a tutti  coloro  che
  aspettano  soluzioni vere da questo nostro Parlamento e  da  questo
  nostro Governo.
   Io apprezzo la passione che lei ha messo, ma avrei pure apprezzato
  che  questo  dibattito,   oggi,  fosse per trovare  insieme  quelle
  soluzioni che mancano alla nostra Sicilia.
   Siamo in un momento in cui c'è un malessere diffuso nella Regione,
  aggravato  da  una  crisi finanziaria senza precedenti  e   di  ciò
  ciascuno è consapevole.
   A  fronte  di  questo  disagio, porre oggi un problema  di  brusca
  interruzione  nell'azione  di Governo sarebbe  un  imperdonabile  e
  folle  risultato  di  cui  non  si  gioverebbe  alcuno,  componenti
  compresi.
   Nel giudizio colpevolizzante di una situazione che inevitabilmente
  si  aggraverebbe,  saremmo tutti accomunati, per  un  verso  o  per
  l'altro,   sarebbe  soltanto  un  regalo,  un'insperata  occasione,
  proprio  a  chi  - caro Presidente - ha contribuito  a  determinare
  questo  stato  di  cose. Mi riferisco alle  forze  che  sono  state
  ininterrottamente al timone in questa Regione dal 1994, senza  aver
  fatto  nulla  per  correggere la rotta e  metterci  al  riparo  dal
  collasso.
   Ad  appena un anno dall'elezione del Presidente Crocetta,  nessuno
  potrà  addebitargli le colpe di tale malessere che ha cause antiche
  e   recenti,    tutte  comunque  più  datate  rispetto  all'avvento
  dell'attuale esecutivo, cui invece va dato atto di aver  intrapreso
  un percorso di cambiamento che merita di essere sostenuto ancor più
  ora che le difficoltà finanziarie ci espongono a forte rischio.
   Ci sono state scelte coraggiose come l'abolizione delle Province.
   Veda,  sono modi anche di vedere, ma l'abolizione delle  Province,
  di  cui noi siamo stati i precursori, che noi abbiamo sostenuto con
  forza  come gruppo del Partito Democratico, quel disegno  di  legge
  ora viene ad essere copiato anche dal Governo nazionale, un Governo
  nazionale   sostenuto   dai  due  maggiori  partiti,   il   Partito
  Democratico  e  il  Popolo  della  Libertà,  ma  anche  Unione  dei
  Democratici Cristiani, e ritornerò sull'argomento.
   La   cancellazione   della   tabella   H    Da   anni   arrivavamo
  all'approvazione della Finanziaria e del Bilancio sempre all'ultimo
  secondo,  nell'ultima notte, nel mattino, quando dovevamo -  ognuno
  per  conto  proprio - rivendicare i contributi all'uno o  all'altro
  ente  di nostra pertinenza o sponsorizzato da noi. Bene, quest'anno
  per la prima volta c'è stato il coraggio di togliere la tabella  H)
  ed anche questo è un risultato positivo.
   La  trasparenza nel settore della formazione  Bene, vedremo poi il
  prosieguo   quale  sarà,  ma  questo  è  sicuramente  un  risultato
  fortemente positivo.
   E  poi  l'attenzione alle tematiche sociali del precariato  e  non
  solo.
   Dunque,  c'è  un  giudizio che può essere dato positivo  fin  qui.
  Dobbiamo però guardare al futuro che pone una serie di incognite.
   Allora  è  doveroso interrogarci se siamo attrezzati ad affrontare
  la   sfida,   dal  federalismo  fiscale  all'impiego  della   spesa
  comunitaria, che continua a vedere la Sicilia in forte ritardo.
   L'inventiva  dimostrata  da Crocetta su alcune  cose,  ha  giovato
  anche  mediaticamente all'immagine complessiva di una  regione  che
  vuole  cambiare passo. E allora bisogna sfruttare anche  l'immagine
  che ha dato il Presidente Crocetta di questa Regione, per essere in
  questo momento tutti uniti e rivendicare a Roma l'allentamento  del
  patto di stabilità.
   Noi sappiamo quale è la verità: noi, se non abbiamo l'allentamento
  del patto di stabilità, non riusciremo a sbloccale la spesa. Noi in
  questo  momento  abbiamo la spesa degli enti  locali  bloccata,  il
  contributo   agli  enti  locali  bloccato,  le  spese   di   alcuni
  assessorati  bloccate, non riusciamo a contribuire  con  le  nostre
  risorse a fare sbloccare le spese dei fondi europei e tutto  questo
  io  credo  che  dovrebbe responsabilmente farci in  questo  momento
  pensare  e  unire, per dire a Roma tutti insieme  noi non  possiamo
  soffocare',  noi  siamo una Regione debole,  noi  abbiamo  problemi
  sociali,  abbiamo il più alto grado di disoccupazione,  abbiamo  il
  più altro grado di povertà in Sicilia e, certamente, questo non può
  essere addebitato ad un anno di gestione del Governo Crocetta.
   Veda,  questa mozione di sfiducia non può essere presentata ad  un
  anno  di  vita del Presidente del Governo Crocetta, avremmo gradito
  che  queste riflessioni fossero fatte più avanti, perché  io  credo
  che  il  Presidente Crocetta abbia voluto con le sue  esternazioni,
  con  il  suo  modo anche eclettico - diciamolo pure  -  cercare  di
  rompere  con  il passato e ha rotto alcune vicende, alcune  vicende
  importanti che certamente portano alla trasparenza.
   Ma dopo un anno di annunci, di fatti, sicuramente bisogna guardare
  ora  alla  fase  due,  che è la fase della programmazione.  Occorre
  passare subito a quella fase due, operosa e fattiva, che alimenti e
  che incoraggi l'economia.
   Battere  i  pugni a Roma, come dicevo, per allentare la morsa  del
  soffocante patto di stabilità. Veda, noi abbiamo gravi problemi che
  affliggono  la  nostra  società,  abbiamo  un  problema   di   come
  affrontare la prossima finanziaria ed il prossimo bilancio, abbiamo
  il  problema  di come affrontare il nodo dei precari  che  è  stato
  ribaltato  a questa Regione, abbiamo il problema di come affrontare
  le  tematiche  sociali,  abbiamo il  problema  di  come  rilanciare
  l'azione  per  quanto  riguarda la ripresa  economica,  abbiamo  il
  problema  della semplificazione, problema già affrontato da  questa
  giunta,  ma  che  deve  essere  meglio  calato  nell'ambito   degli
  assessorati.
   Noi  non possiamo - io mi riferisco ad una battuta fatta anche dal
  deputato  Cancellieri  -  assistere a bandi che  vengono  ritardati
  perché poi c'è il problema del bonus e quindi graviamo questi bandi
  con  le  fideiussioni o altro, ma tutto questo, in  un  momento  di
  grave  situazione economica, sociale per la Sicilia ci deve imporre
  di  essere tutti uniti nel rivendicare, tutta l'Assemblea, rispetto
  a  quelli che possono essere anche i poteri di un Governo, che  con
  la  riforma delle elezione del Presidente della Regione sicuramente
  ha creato alcuni disequilibri, diciamolo, nel rapporto Aula-Governo
  e nel rapporto Governo-Aula.
   Ma  tutto  questo  lo  si fa con grande senso  di  responsabilità,
  bisogna  interpretare  le ragioni politiche,  bisogna  interpretare
  quali sono in questo momento le istanze della base.
   Ma  se  vi è un forte malcontento, vi è anche l'esigenza, da parte
  della gente, di vederci uniti.
   Parlare oggi di mozione di sfiducia, non può avere un senso perché
  la  gente  aspetta  da  noi  risposte e  la  mozione  di  sfiducia,
  sicuramente, non può dare risposte, anzi aggraverebbe la situazione
  di  gravità in cui versa questa Regione. Ci metterebbe alla berlina
  rispetto  al  Governo  nazionale e rispetto a  quelli  che  sono  i
  sacrifici fin ora fatti. Mi riferisco, per esempio, alla Sanità.
   Nei  tempi  passati  noi  sforavamo  di  un  miliardo  il  deficit
  programmato  rispetto all'azione. Abbiamo ottenuto  risultati.  Ora
  bisogna rilanciare, per esempio, con la riorganizzazione della rete
  ospedaliera che non può essere più fermata, che deve essere  subito
  lanciata, perché in questo momento, c'è tutto bloccato.
   Ma  allora  perché non affrontare i temi veri su cui noi  dovremmo
  confrontarci.  La  mozione  di sfiducia non  risolve  tutte  queste
  tematiche,  ci porta ad essere ad una situazione di  fermo  per  un
  anno e questa Sicilia la povertà non se la può più permettere.
   Dobbiamo   sicuramente  guardare  all'opera  due,   all'opera   di
  programmazione, mi sarei aspettato, anche, un dibattito  su  quelle
  che  devono  essere  le  scelte  per  i  fondi  europei,  mi  sarei
  aspettato,   anche,  un  dibattito  su  quello  che   deve   essere
  l'allentamento  del  patto  di  stabilità,  ma  non  già   possiamo
  giustificare,  oggi, una mozione di sfiducia  che  non  fa  bene  a
  nessuno.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi abbiamo avuto
  gli  interventi dell'onorevole Musumeci e dell'onorevole Cancelleri
  che hanno illustrato la mozione...

   PRESIDENTE.  L'onorevole Musumeci non ha illustrato,  rientra  nei
  trenta minuti.

   DI  MAURO.  E'  intervenuto, era uno dei firmatari della  mozione,
  unitamente all'onorevole Cancelleri. Credo che sia opportuno, anche
  perché  molti  di noi attendono un intervento del Presidente  della
  Regione, potere ascoltarlo...

   PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro .

   DI  MAURO.  Le sto dicendo la mia opinione che credo sia  corretta
  istituzionalmente e in relazione al dibattito che si deve svolgere.
  Se  lei  immagina  che ci possa essere un dibattito  in  cui  tutti
  parlano,  poi il Presidente fa le sue dichiarazioni e poi si  vota,
  credo che non sia un dibattito che vada nella maniera regolare.

   PRESIDENTE.  La  ringrazio, onorevole Di  Mauro,  eventualmente  i
  Capigruppo  si  possono  riservare  di  intervenire  in   sede   di
  dichiarazioni  di voto, perché si dibatte la mozione  di  sfiducia,
  non si dibatte quello che dirà il Presidente della Regione; in sede
  di dichiarazione di voto lei ha ragione.

   DI MAURO. Credo che sia importante quello che ho detto.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di  Mauro,  alla  fine  della  discussione
  generale, interverrà il Presidente della Regione, poi ci saranno le
  dichiarazioni di voto e si voterà.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Riprende la discussione della mozione numero 200  Sfiducia al
                       Presidente della Regione

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente della Regione, fuori dall'Aula.
   E'  chiaro  che  vi è interesse e, personalmente,  intervengo  con
  interesse  e  anche  con  un  minimo  di  soddisfazione  in  questo
  dibattito  che,  dello  stesso, mi ha  visto,  ancorché  successivo
  protagonista.
   Intervengo con interesse proprio perché questo dibattito, noi come
   Popolo  della Libertà', avevamo ipotizzato di rinviarlo  ad  altra
  data,  di  rinviarlo di qualche mese, perché ritenevamo  necessario
  che,  un  argomento così delicato, meritasse un maggiore  raccordo,
  una maggiore collaborazione una maggiore sinergia, tra tutte quelle
  parti  dell'opposizione  che  volessero  attivare  e  attuare   una
  proposta che non fosse soltanto di contrasto ma anche di proposta.
   Successivamente, i colleghi del Movimento Cinque Stelle, il Gruppo
  della  Lista Musumeci, hanno inteso, comunque, procedere, ed ad  un
  certo   punto,  quell'atto  parlamentare  rischiava  di  bloccarsi,
  diciamo per un incidente di percorso.
   Dinanzi, quindi, ad un bilanciamento, che era necessario fare, tra
  gli  interessi  di  un  Governo, che  noi  riteniamo  assolutamente
  fallimentare,  assolutamente inadeguato, e quelli, invece,  di  una
  parte, o di più parti dell'opposizione che, sebbene non avvezzi  ad
  uno spirito di collaborazione e di sintesi, bene, abbiamo voluto e,
  personalmente,  ho voluto abbracciare questa seconda  tesi,  questa
  seconda  posizione, la posizione di chi oggi contrasta un  soggetto
  istituzionale  che,  purtroppo, ahimè, si  pone  in  contrasto  nei
  confronti di questa Sicilia.
   Certo,  non  ci  facciamo particolare illusioni, l'ha  detto  bene
  l'onorevole Musumeci. Riteniamo, però, che questo atto parlamentare
  possa  aprire ad un dibattito, un dibattito più volte preannunciato
  dal   Presidente  Crocetta  ed  altrettante  volte  disatteso,   un
  dibattito  promesso ed altrettante volte negato.  Ecco  perché,  ha
  ragione  l'onorevole  Laccoto  quando  dice  che  era  giusto,  era
  necessario,   magari,  discutere,  ma  dinanzi  all'inerzia,   alla
  protervia ed alla boria di un governatore che, purtroppo, ancora, a
  distanza  di  un  anno,  non ha dimostrato  Ora,  qua,  non  voglio
  parlare dei suoi assessori, l'ha fatto il suo braccio destro, forse
  in  una  quasi  ispirazione freudiana,  a  dire,  ad  esprimere  un
  giudizio,  ahimè,  disarmante, ma non sono  certamente  io  che  lo
  rassegno a quest'Aula ed alla Sicilia intera.
   E'   chiaro,  ritenevamo  necessario  che  si  potesse  aprire  un
  dibattito. Un dibattito in un momento particolarmente difficile, un
  dibattito  che  si  apre  quando fuori da questo  Palazzo  c'è  una
  situazione  veramente drammatica. C'è una disoccupazione  giovanile
  che  ha  superato il 50%. C'è una disoccupazione, che riguarda  gli
  under 50, che raggiunge cifre da capogiro: quelle persone che  sono
  troppo  vecchie per essere reintrodotte nel mercato  del  lavoro  e
  sono troppo giovani per andare in pensione.
   Una   situazione   sicuramente  devastante,  una  situazione   che
  meriterebbe  di  essere affrontata con tenacia,  con  impegno,  con
  efficienza  ed  efficacia, da parte di questo Governo  che  avrebbe
  dovuto fare la rivoluzione. Ed, invece, cosa succede?
   Si  dice che abbiamo ricondotto la spesa corrente agli anni  2000,
  cioè  noi  prima  spendevamo, sino a qualche  tempo  fa,  circa  20
  miliari di euro, ora ne spendiamo, come spesa corrente, poco più di
  15  miliardi  che,  se da un punto di vista della  revisione  della
  spesa,  è anche giusto, dall'altro lato, la cosa più grave è quella
  che  abbiamo ricollocato la spesa in conto capitale agli anni  '88,
  '90, cioè quello che noi spendevamo nel '90 lo spendiamo adesso.
   Vi  do  soltanto una cifra, e non l'ho detta io, è una cifra  data
  dal  Presidente  Crocetta e dall'assessore Bianchi, l'anno  scorso,
  quando  hanno  presentato la relazione sul DPEF. Una relazione  che
  diceva  che,  nell'anno 2012, abbiamo avuto in Sicilia  2.026  gare
  d'appalto  per  una  cifra,  per una  spesa,  per  un  investimento
  complessivo di un miliardo 608 milioni.
   Sapete quanto abbiamo speso quest'anno? L'UREGA ha comunicato  che
  al  31  agosto 2013, abbiamo speso appena 130 milioni  di  euro  in
  questa  Sicilia che sta affondando, in questa Sicilia che si  trova
  in  una  situazione  di tragicità, sapete quante  gare  sono  state
  effettuate  nella  Provincia di Enna? Una sola  Per  un  milione  e
  seicentomila  euro, è una vergogna  È una vergogna  non  perché  lo
  dice  l'opposizione, è una vergogna perché un mese fa il  dirigente
  generale  della programmazione è venuto in Commissione  Bilancio  a
  dirci che la spesa comunitaria è al palo.
   Ne  cito una, assessore al territorio, il suo assessorato ha speso
  appena il sette per cento dei fondi comunitari; questo dà la  cifra
  chiara di quello che rappresenta oggi il Governo Crocetta.
   E  dove sono le infrastrutture, i lavori pubblici? È chiaro,  come
  si  fa  a  rilanciare un mercato del lavoro quando il  privato  non
  investe,  il pubblico non spende, non soltanto la spesa corrente  -
  che  magari  ci  potrebbe  stare - ma poi  non  riesce  nemmeno  ad
  immettere  nel  mercato la spesa in conto capitale,  per  i  lavori
  pubblici, per le infrastrutturazioni, pubbliche e private,  per  il
  sostegno   alle  imprese  non  dico  quelle  grandi,   non   faccio
  riferimento a Termini Imerese, onorevole Cancelleri, troppa grazia,
  ma mi riferisco alla piccola e media impresa.
   Nessun intervento per le politiche attive sul lavoro.
   E allora sono queste le considerazioni che ci hanno portato a fare
  una riflessione seria, una riflessione attenta, una riflessione che
  ci  vede  oggi assolutamente contrastare questo Governo, in maniera
  molto chiara, nelle posizioni molto chiare.
   E  non  sto qua a dire gli annunci, non sto qua a dire che  questo
  Governo  è stato il Governo dei proclami a cui non ha fatto seguire
  poi  i fatti. Magari i propositi sono stati interessanti, ma poi  i
  fatti non ci sono stati.
   Questo   è  il  Governo  che,  da  un  lato,  giustamente,  invoca
  l'antimafia, invoca la criminalità organizzata, grida al malaffare;
  e  se  è giusto, da un certo punto di vista, procedere a sanzionare
  chi   nella  formazione  professionale  ha  sbagliato,  chi   nella
  formazione     professionale     ha    dimostrato     atteggiamenti
  delinquenziali,  ma dall'altro lato dobbiamo trovare  una  proposta
  per   questa   gente,   per   questo   settore.   Dobbiamo   creare
  immediatamente   un'agenzia   regionale,   dobbiamo    selezionare,
  individuare i percorsi corsuali che diventano utili, necessari, per
  l'inserimento  nel mercato del lavoro dei nostri giovani.  Dobbiamo
  evitare che si possa, però, ipotizzare di assegnare a dei potentati
  economici  magari  la formazione professionale,  perché  altrimenti
  oggi abbiamo dieci mila persone allo sbando, che stiamo pagando per
  non far lavorare, che stiamo pagando e ci costano di più senza dare
  un servizio utile alla nostra Sicilia.
      E   lo  abbiamo  fatto  anche  con  gli  sportelli,  assessori.
  Millesettecento persone. Ma era necessario procedere a  raggiungere
  un accordo che avevamo concordato il 26 settembre?
   In  queste  ore questi signori vengono pagati pur non lavorando  e
  queste  sono le vergogne di questa Sicilia. E questa responsabilità
  di  chi  è?  La  vogliamo ricollocare ai Governi precedenti?  O  la
  vogliamo  ricollocare a qualche Governo che diceva, ho sentito,  il
  grande sforamento della sanità. Certo, mi verrebbe di chiedere  con
  quale  Governo oggi sta quell'assessore alla sanità, di chi è  capo
  della  segreteria tecnica, di quale assessore è e di quale Governo,
  oggi  dove  si  trova  colui che fece lo  sforamento  della  sanità
  pubblica siciliana.
   Questo lo dobbiamo chiedere al Presidente Crocetta. E così ancora,
  un  Governo assolutamente assente, un Governo che - e vado verso la
  conclusione  Presidente - dinanzi ai gravi problemi della  Sicilia
  C'era  un problema, un problema con la più importante compagnia  di
  trasporto aerea, l'unica siciliana- E cosa fa il Governo? Manda uno
  spot  e  dice  metteremo le ali ai nostri autobus dell'AST ,  senza
  curarsi   che  all'AST  dovremo  prima  pensare  ad  una  cura   di
  ristrutturazione, perché è impensabile che oggi noi paghiamo, oltre
  al  contributo  ordinario sul trasporto pubblico locale,  anche  28
  milioni di euro sulle casse dei cittadini e dei siciliani.
   Potrei  parlare  delle inesistenti politiche  attive  sul  lavoro,
  delle  politiche sul turismo, che forse servono ad una sola turista
  siciliana ma non a tutti gli altri, a nessun altro. Potrei  parlare
  della  legge sui rifiuti e della legge sull'acqua che sono  rimaste
  al palo, potremmo anche dire che noi censuriamo pesantemente che un
  grande  impulso  televisivo comportava, ad  un  certo  momento,  la
  cancellazione  ex  abrupto di una istituzione  sovracomunale  senza
  dare  l'alternativa: noi riteniamo che l'abolizione delle province,
  sic  et  simpliciter, rappresenti un disinvestimento  istituzionale
  pericoloso.
   Io  concludo dicendo che questo Governo in questi ultimi tre mesi,
  hanno detto bene il presidente Musumeci ed il presidente Cancelleri
  quando  hanno  detto che in questi ultimi tre mesi  abbiamo  potuto
  assistere  soltanto  a  tensioni,  fibrillazioni,  rancori   e   ad
  affermazioni rancorose del Presidente verso eminenti esponenti  del
  Partito  Democratico,  ad  altre risposte  altrettanto  piccate  di
  questi esponenti nei confronti del Presidente.
   E  poi abbiamo assistito a quel valzer di assessori: assessori che
  escono,  assessori  che entrano, assessori che sono  a  bagnomaria,
  non tutti.
   E  chiaro  che  queste situazioni allarmino la Sicilia  perché  si
  trova  in  una  situazione di difficoltà  e  perché  pretende  buon
  Governo.
   E   se  da  un  lato  dobbiamo  procedere  verso  la  censura   di
  atteggiamenti  e  comportamenti criminali, dall'altro  lato  questo
  Governo è stato chiamato per governare la Sicilia.
   Concludo dicendo che noi del Popolo della Libertà, del partito che
  vuole stare e che sta nel centrodestra, vogliamo ribadire che siamo
  assolutamente alternativi a questo Governo e lo siamo nei fatti: lo
  siamo  perché  siamo  stati  in  grado  di  dimostrare  serietà   e
  responsabilità quando siamo stati chiamati a farlo, con  le  nostre
  proposte  sulle varie norme - non ultima la manovra finanziaria  di
  qualche giorno fa -, lo faremo sulla legge per il superamento delle
  province,  sulla legge sull'acqua e su quella sui rifiuti,  materia
  che ancora rimane al palo, come abbiamo detto.
   Vogliamo  dire, con grande serietà, che noi lo abbiamo  fatto  con
  onestà nei confronti, innanzitutto, di chi ci ha votato e di chi ci
  ha  collocato  -  giustamente, io dico  -  all'opposizione  per  un
  compito  di  proposta e di controllo. Ed è per questo che  noi  non
  faremo  sconti ma rimarremo qua sempre custodi della correttezza  e
  della chiarezza delle posizioni.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, le devo fare presente che  nel  suo
  Gruppo  si  sono  iscritte  a parlare ben  sei  persone  e  lei  ha
  impegnato  ben 15 minuti sui 45 a disposizione del Gruppo.  Quindi,
  per precisazione per gli interventi successivi, è un problema tutto
  interno al Gruppo.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, interveniamo oggi
  per  una  discussione  su una mozione che è  stata  presentata  dai
  colleghi  del  Movimento Cinque Stelle, dal  Gruppo  dell'onorevole
  Musumeci e dall'onorevole Falcone.
   È  una  mozione in cui si discute su tutta una serie di  cose  che
  sono state individuate nella stessa mozione.
   Devo  dire, peraltro, signor Presidente, che nell'ambito di questo
  Parlamento  era stata avanzata, da un'altra parte dell'opposizione,
  una  richiesta  al Presidente della Regione formulata  in  sede  di
  Conferenza  dei  Capigruppo a proposito  di  una  discussione,  che
  sollecitavamo  dopo  l'ampio  dibattito,  svoltosi   sulla   stampa
  siciliana,  in  cui  veniva avviato un confronto  serrato  e  molto
  contrastato  tra  il  Partito Democratico  e  il  Presidente  della
  Regione.
   Un  contrasto  che  non  verteva sulle cose  da  fare  ma  verteva
  semplicemente  sull'occupazione dei posti di governo  da  parte  di
  alcuni  parlamentari senza indicare peraltro la strada  che  doveva
  essere  seguita da questo futuro governo. Un dibattito che poco  ha
  interessato  i  siciliani ma che ha impegnato tutti noi  in  questa
  estate  a  leggere questo dibattito, a leggere questo  confronto  e
  rispetto  - come diceva poc'anzi l'onorevole Musumeci ma lo  voglio
  ribadire  -  le  opposizioni sono state silenziose, rispettose,  ma
  avevano  chiesto  con forza ed era stato stabilito  dal  Presidente
  della  regione un tale giovedì perché si svolgesse una  discussione
  in  questo Parlamento, sullo stato di salute del governo presieduto
  dal Presidente Crocetta.
   Credo  che  fosse  un  esempio  di  democrazia,  un  comportamento
  assolutamente ragionevole, un atteggiamento che in passato è  stato
  seguito  da  diversi presidenti della Regione,  proprio  perché  ci
  fosse  in questa Aula la chiarezza dei comportamenti e la chiarezza
  del  comportamento che un governo deve tenere in  un  momento  così
  difficile  come quello che sta attraversando sia lo  Stato  sia  la
  Regione.
   Dico questo perché avendo con determinazione - me lo lasci dire  -
  il  Presidente della Regione rifiutato questo dibattito, oggi ci ha
  spinti qui a trattare una mozione di sfiducia.
   Lo   facciamo   nonostante,   devo  dire,   un   mio   particolare
  convincimento che è quello che scaturisce dal fatto che, dopo dieci
  mesi  dall'insediamento  del  Governo,  in  realtà  è  problematico
  parlare  di  mozione  di sfiducia perchè se  fossimo  stati  in  un
  consiglio  comunale  o  provinciale,  qualunque  fosse  stato,  noi
  sappiamo che c'è una legge elettorale siciliana per gli Enti locali
  che impedisce prima dei due anni di presentare mozioni di sfiducia.
  Qui  questo  non è impedito e devo riconoscere che un governo  deve
  avere il tempo di muoversi, adeguarsi di organizzarsi, di conoscere
  un po' le cose che bisogna fare.
   Il Presidente si è rifiutato, il Presidente ci ha spinti con molta
  franchezza  alla  trattazione  di  questa  mozione,  perché  si   è
  rifiutato - lo ripeto ancora una volta - di compiere questo atto di
  democrazia,  questo  atto  di  confronto  in  Parlamento   con   le
  opposizioni,  con  la sua stessa maggioranza; il  Presidente  della
  Regione è più proclive ai monologhi ma non è proclive a quello  che
  può  essere  -  lasciatemelo  dire - anche   un  bagno  di  umiltà'
  rispetto ad un Parlamento, rispetto ad una regione come la Sicilia,
  che  consta di 5 milioni e 500 mila abitanti, i cui cittadini hanno
  diritto  di  sapere se in questo Parlamento c'è un  governo  che  è
  rappresentativo di una maggioranza o un governicchio che non è tale
  e che ha bisogno di una assunzione di responsabilità particolare da
  parte del Presidente.
   Voglio  ricordare  al Presidente della Regione  che  lui  è  stato
  eletto  senza  una maggioranza che non è cosa da  poco.  Sin  dalle
  prime battute abbiamo visto che mancava, di fatto, una maggioranza.
  Il Presidente - lo devo riconoscere - forse senza tanto concorso da
  parte  sua, si è trovato dietro la porta una serie di colleghi  che
  hanno voluto partecipare a costruire questa maggioranza.
   Il Presidente della Regione si è trovato improvvisamente, nel giro
  di 20 giorni, un mese massimo, di fronte ad una maggioranza - me lo
  lasci dire, Presidente - numerica, non di qualità, non di sostanza,
  non di progetto politico. Dietro la sua persona si sono organizzati
  gruppi  di  persone  che hanno costruito anche gruppi  parlamentari
  raccogliticci  al fine di dare un sostegno apparentemente  numerico
  nel tentativo, credo, di avere ritorni di natura personale.
   Il  Governo  e il Presidente della Regione hanno dato vita  ad  un
  governo  tecnico  o come dice ingenuamente - me  lo  lasci  dire  -
  l'onorevole Malafarina, un governo in cui forse i tecnici non  sono
  una cima; io direi una cosa diversa, noi abbiamo chiamato  tecnico'
  ma  imprudentemente, perché in realtà questo è un governo fatto  di
  persone di sua fiducia, di fiducia del Presidente della Regione, di
  suoi  amici  ed  è un comportamento che io riconosco possibile:  il
  Presidente  della  Regione ha vinto le elezioni e  ha  ritenuto  di
  fidarsi   e   di   affidarsi  ad  una  serie  di  supporti   scelti
  personalmente  nel convincimento che questa fosse la soluzione.  E'
  sua  la  scelta,  è sua la determinazione, è lui che  deve  rendere
  conto all'elettorato e su questo punto di vista io non ho nulla  da
  dire,  vedremo quali sono i risultati di questo Governo  e  vedremo
  quelle cose che sono state fatte fino ad oggi.
   Un dato è certo: non c'è un rapporto fiduciario col Pd soprattutto
  e  non  c'è  un rapporto fiduciario con la sua  maggioranza  tant'è
  che  non  ha voluto utilizzare nella composizione della sua  Giunta
  parlamentari  della  sua  presunta maggioranza.  Forse,  non  vuole
  essere  disturbato nell'attività di Giunta, non  so  quale  possano
  essere  le  sue valutazioni, vuoi o non vuoi una cosa è  certa:  in
  altri  tempi, qualora si ricorreva a un Governo tecnico, si  veniva
  in  Aula  a  spiegare le ragioni della composizione di  un  Governo
  tecnico e non di un Governo fatto di soggetti politici appartenenti
  a  questo Parlamento.  Si fa così nel Governo nazionale, si è fatto
  così anche nel Governo di questa Regione negli anni passati. Questo
  non  è  avvenuto e credo che sia questa una lesione - me  lo  lasci
  dire,  Presidente  -  della  democrazia.   Lui  ha  il  diritto  di
  scegliere le persone che ritiene, ma non ha il diritto di ledere un
  diritto che è quello di una rappresentanza politica.
    In questi giorni abbiamo assistito a un passaggio politico in cui
  comunque  una certa correzione è stata posta in essere, a proposito
  della  presidenza  della  Prima Commissione.  E'  stato  eletto  il
  Presidente Cracolici e, ovviamente, con un accordo che ha  compreso
  anche il Presidente Crocetta.
   Ma  veniamo alla sostanza delle cose. La prima domanda che  voglio
  fare al Presidente della Regione è la seguente: io vorrei capire se
  il  Presidente della Regione ha ben chiaro quello che lo  Stato  un
  anno  fa  ha  fatto  nei  confronti  delle  regioni  di  Italia   e
  soprattutto  nei confronti della Regione siciliana  allorquando  ha
  deciso  di invertire una linea di conduzione di quello che è  stato
  il  rapporto  Stato-Regione  imprimendo  un  salasso  alla  Regione
  siciliana di due  miliardi di euro che sarà una misura standard per
  i prossimi bilanci nazionali. Noi abbiamo avuto una decurtazione di
  quelle che sono  le nostre capacità finanziarie di ben due miliardi
  di euro.
   Tutto  questo  mette a repentaglio i conti e  non  è  soltanto  un
  problema  del  Governo Crocetta, credo che sia  un  problema  della
  Sicilia,  un  problema  di questo Parlamento  e  il  modo  come  il
  Presidente  della  Regione sta affrontando  questa  situazione  non
  credo sia un metodo convincente e, soprattutto, un metodo che possa
  dare prospettiva a questa Regione.
   Allora,  io  credo che sia arrivato il momento,  al  di  là  della
  mozione,  al  di là di quello che sarà l'esito e, come  giustamente
  diceva  poc'anzi un collega, sappiamo tutti qual è l'esito,  tant'è
  che  noi  avevamo  sollecitato una parte  dell'opposizione  ad  una
  discussione sulla mozione, ad un confronto aperto, un confronto  in
  cui il Presidente della Regione sarebbe venuto in Aula a dirci:  Ho
  bisogno che ci sia la responsabilità da parte di tutti , perché gli
  argomenti sono così importanti per salvare la Sicilia e i siciliani
  da  una crisi che è irreversibile continuando a non avere da  parte
  del   Governo  alcuna  azione  concreta  per  resistere  a   queste
  difficoltà.
   Io  credo che noi dobbiamo cominciare ad esaminare quello  che  ha
  fatto  il  Governo  fino ad oggi e lo possiamo annoverare  con  una
  elencazione: le assenze sovente degli Assessori in Aula, le  nomine
  molto  dettagliate  del sottogoverno che rispondono  tutte  ad  una
  logica  ben  precisa e soprattutto - me lo lasci dire - l'impotenza
  di  questo  Governo  regionale rispetto  ad  una  questione  che  è
  drammatica:  la  questione dei precari. E  spiace  che  l'onorevole
  D'Alia abbia scoperto ora che la Regione negli anni passati non  ha
  adempiuto a quelli che erano i propri compiti e cioè quello di fare
  in modo che gli enti locali procedessero ai concorsi.
   Forse,  però,   l'onorevole D'Alia  non conosce la  crisi  in  cui
  versano  i  Comuni della Sicilia. E'un fatto notorio la  crisi  che
  c'è  E l'idea che non ci sia un Governo della Regione che ponga con
  forza  sul  tavolo della politica nazionale il dramma  di  22  mila
  persone che sono soltanto a carico del bilancio della Regione  e  a
  carico  del bilancio degli enti locali.  Fa specie soprattutto  che
  questo Governo non possa immaginare una norma che determini l'onere
  soltanto  a  carico  degli  enti locali e,  quindi,  della  Regione
  siciliana e la possibilità - me lo lasci dire, signor Presidente  -
  che  è quella di dovere soltanto derogare e consentire alla Regione
  di potere procedere a quella che è una stabilizzazione vera, reale,
  senza  che  ci  sia  da parte del Governo nazionale  una  sorta  di
  capestro  per  cui  si fa una norma ma di fatto  questa  norma  per
  quanto riguarda la questione siciliana è applicabile.
   Il Ministro della funzione pubblica conosce benissimo le tematiche
  di questa Regione e degli enti locali ed è giusto che il Presidente
  della  Regione si faccia carico responsabilmente della  sua  azione
  politica.
   Ma  veniamo  ad altri comportamenti che il Governo ha assunto.  La
  vicenda del MUOS lascia il segno sulla improvvisazione con  cui  il
  Presidente   della  Regione  si  è  lasciato  andare  in   campagna
  elettorale, promettendo cose impossibili non solo perché non  aveva
  letto  le  carte, ma lasciando intendere al suo popolo,  il  popolo
  della sinistra, che lui avrebbe impedito questo.
   La   questione  dell'eolico,  Assessore,  che  credo  non  si  sia
  conclusa.  Credo  sia corretto da parte del Governo  presentare  un
  disegno  di  legge  in  quest'Aula in  cui  si  sospenda  qualsiasi
  procedura   amministrativa   in   attesa   che   vengano   adottati
  provvedimenti  amministrativi, che lei ha  citato,  di  recepimento
  delle  direttive nazionali, perché solo così in quest'Aula ci potrà
  essere chiarezza fra chi vuole l'eolico e chi non lo vuole.
   Lei  ha  citato dei decreti ministeriali che non c'erano ai  tempi
  del  Governo Lombardo ma solo nella seconda fase, dopo il 2010.  Il
  Governo  Lombardo  insediò la Commissione, questa  Commissione,  di
  fatto,  non  concluse  i  lavori.  Oggi,  c'è  la  possibilità   di
  concludere  i lavori, sono trascorsi dieci mesi ed i lavori  a  cui
  lei  ha  dato  corso non si sono conclusi. L'idea  che  ci  possano
  essere  le  Conferenze di servizio che vanno ancora  avanti  ci  fa
  preoccupare perché riteniamo che sulla vicenda dell'eolico ci  sia,
  sostanzialmente, una valorizzazione di risorse di imprenditori, non
  certamente  siciliani perché è difficile che ci siano  imprenditori
  siciliani che abbiano diritto di accesso al sistema bancario.
   E  poi,  per  la questione della mafia. Voi pensate realmente  che
  possono esistere tutti questi impianti, che nessuno tocca,  in  cui
  nessuno compie attentati se non c'è la provvidenza di qualcuno  che
  tutela questi impianti?
   Allora, dobbiamo cercare, Presidente della Regione e Assessore per
  l'energia,  di  assumere una linea politica decisa: un  disegno  di
  legge  che  il  Governo  presenti  all'Aula  e  che  sospenda  ogni
  autorizzazione,   altrimenti   noi   rischiamo   -    come    detto
  dall'Assessore per l'energia in Aula - di continuare a procedere in
  via  amministrativa  e  a  rilasciare  provvedimenti  in  sede   di
  Conferenze di servizi che hanno valore e carattere autorizzatorio.
   Andando  avanti.  Voglio fare riferimento alle dichiarazioni  rese
  pubbliche,  a  proposito della trattativa  conclusa  con  lo  Stato
  sull'articolo 37 dello Statuto. Il Presidente della  Regione  si  è
  reso  conto  che  quanto  ha  dichiarato andava  in  controtendenza
  rispetto a quella che era la sua idea proprio nel momento in cui ha
  capito  che, in realtà, non aveva fatto gli interessi della Regione
  siciliana - e lì ammetto la buona fede, non c'è dubbio, ammetto  la
  buona fede - soltanto quando a seguito di un incontro che definiamo
   riservato'  con la delegazione dei parlamentari del  PD,  in  sede
  romana,  gli è stato spiegato e illustrato che le osservazioni  che
  venivano  mosse da più parti non solo erano fondate, ma si trattava
  di osservazioni reali su una vicenda che vedeva naufragare il sogno
  di  tanti  siciliani  che  per  tanti  anni  hanno  immaginato  con
  l'articolo 37 di potere ottenere risorse aggiuntive in Sicilia.
   L'utilizzo dei fondi dell'articolo 38 dello Statuto. Stendiamo  un
  velo pietoso  Fondi per l'investimento per 60 e più anni sono stati
  trasformati in fondi per pagamento di servizi.
   La  decisione sui punti nascita. C'è un incomprensibile  indirizzo
  positivo  a  rimuovere  l'ostacolo  che  scaturisce  in   sede   di
  Conferenza  Stato-Regione sul tema dei punti nascita,  in  cui  era
  presente l'assessore per la sanità, in cui la Regione autonomamente
  decide per Nicosia e Mistretta.
   Non  abbiamo ancora compreso quali sono le ragioni per cui  questi
  due  centri  sono stati autorizzati ancora a proseguire  l'attività
  dei  punti nascita, cosa che invece non è consentita in tante altre
  realtà  in cui non toccano 500 nascite, forse ne toccano 480,  però
  il Governo ha ritenuto di privilegiare Nicosia e Mistretta.
   Veniamo  al  DPEF  del  2013. L'Assessore  ricorderà,  l'assessore
  Bianchi,  che testualmente recitava:  Non c'è un DPEF perché  siamo
  in  ritardo, siamo in grandi difficoltà, dobbiamo correre, dobbiamo
  presentare uno straccio di documento, qualunque esso sia, è un atto
  formale. Sull'effettiva concretezza lo faremo praticamente  con  il
  nuovo  documento di programmazione finanziaria ,  ma fino  ad  oggi
  gli  atti che sono stati posti in essere, a proposito del Documento
  di  programmazione  economico finanziaria  che  è  stato  esaminato
  nell'anno corrente, è un documento che non dice nulla se  non  -  e
  questo ci tengo a ribadirlo - un apprezzamento per quanto fatto  in
  precedenza  sulla sanità. In questo senso c'è il raggiungimento  di
  un  obiettivo che la Sicilia è l'unica, è la prima Regione d'Italia
  ad  avere  avuto  un riconoscimento a proposito del  rientro  della
  sanità.
   Ricordiamo  i  due  straordinari  disegni  di  legge   che   hanno
  modificato l'economia siciliana: l'abolizione della provincia e  la
  preferenza  di genere. Due cose di cui il presidente della  Regione
  ne  ha  fatto  una  battaglia ed ha ritenuto che  queste  potessero
  mutare la storia di questa terra.
   Non  voglio soffermarmi molto su una serie di annunci che ha fatto
  il  Presidente. Ma ce ne sono due su cui io credo che il Presidente
  della Regione debba spiegarci.
   Una  è  quella  dell'AST. Non è una banalità quella  che  dice  il
  Presidente  della  Regione quando afferma che vorrebbe  trasformare
  una  compagnia che è idonea in questo momento, con tutti  i  debiti
  che  ha,  al  trasporto su gomme in una compagnia  aerea.  Dobbiamo
  capire  che cosa voleva dire il Presidente della Regione.  Vogliamo
  capire se il Presidente della Regione è a conoscenza di quanti beni
  immobili e di quanti beni mobili ha questa società, del processo di
  valorizzazione  che  è  previsto in una legge  del  2004  dei  beni
  immobili  che sono di proprietà della Regione, delle società  della
  Regione e vorremmo capire, altresì, cosa intendeva dire a proposito
  dei  bond regionali  che sembra caduta nel dimenticatoio, ma  credo
  che  da  un  momento  all'altro ce la  troveremo  di  fronte  e  ci
  auguriamo  che  non sia una esperienza similare a tante  altre  del
  passato che questa Assemblea - ahimè - ha dovuto approvare.
   Riscontriamo positivamente la sua azione contro il malaffare anche
  se  registriamo  le  dichiarazioni del procurato  della  Corte  dei
  Conti,  Agueci, il quale ha detto:  Sì, va bene, ci  portate  tutto
  questo malloppo di carte, però il Governo è ben altra cosa .
   Lasciamo perdere le dichiarazioni, alcune sulla mafia. L'ultima  è
  dell'altro giorno: l'ipotesi che ci possa essere dietro l'incidente
  la  mano  della  mafia.  Non  so  se  il  Presidente  lo  ha  detto
  consapevole  di quello diceva o se è stata una battuta  captata  da
  chi  era  vicino  e  l'ha  trasmessa alla  comunicazione  dei  siti
  internet.  Sarebbe veramente sconvolgente pensare che il Presidente
  abbia questo convincimento.
   Allora,  cosa  vorremmo  suggerire al  Presidente  della  Regione?
  Vorremmo suggerire al Presidente della Regione un cambio di marcia:
  l'eliminazione   degli   enti   inutili,   l'avvio    urgente    di
  ridimensionamento  dei posti in pianta organica  della  sanità,  la
  riforma  della Formazione, l'approvazione della legge sui  consorzi
  per  evitare la proroga dei commissari e un dibattito in Aula sulla
  programmazione  dei  fondi del 2014, l'unica vera  risorsa  di  cui
  dispone la Regione siciliana.
   Vedrà,  Presidente,  che se verrà in Aula  con  proposte  concrete
  certamente troverà ampia convergenza.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli colleghi, Governo, oggi io  ho deciso di scrivere il  mio
  intervento,  intanto  per  stare nei  limiti,  ma  soprattutto  per
  spiegare  le  ragioni  che poi mi porteranno  a  prendere  l'una  o
  l'altra decisione.
   Purtroppo,  prendiamo atto di essere qui  anche  quest'oggi,  come
  ormai  accade da parecchio tempo, a recitare l'ennesimo  canovaccio
  orchestrato dagli onorevoli colleghi del Movimento 5 Stelle.
   Certo,  non  starò qui ad operare in difesa del Governo regionale,
  del  quale anzi contesto vigorosamente l'operato, la totale assenza
  di programmazione, la mancata prospettiva di sviluppo - almeno fino
  a  questo  momento - per una terra che ha fame e che di  certo  non
  chiede brioche.
   Allo  stesso  modo, però, non intendo in alcun  modo  prestare  il
  fianco sostenendo la mozione degli onorevoli a 5 Stelle, perché  si
  realizzi il loro desiderio di ottenere ad ogni costo qualche giorno
  di  visibilità mediatica, magari, chissà, per illudere o recuperare
  il  consenso di quello stesso elettorato che hanno già  deluso  due
  settimane dopo la loro elezione.
   Perché è così cari colleghi  Voi sapete che avete deluso il vostro
  elettorato  e  oggi cercate di recuperare il rapporto.  E  vi  dico
  perché. Perché nella vita politica ci vuole coerenza, coerenza  con
  quanto  si  è  detto in pre-campagna elettorale e  coerenza  con  i
  comportamenti  successivi al momento dell'elezione. E  siccome  voi
  siete giovani assai intelligenti - e questo lo credo davvero  e  vi
  stimo  -  vi  invito,  con la stessa convinzione,  a  rileggere  la
  definizione   di  ciò  che  è  machiavellico  e  di   ciò   che   è
  machiavelliano e di operarne la corretta distinzione.
   Vedete,    chi   fa   dell'antipolitica   il   proprio   vessillo,
  coerentemente con quanto sostenuto in campagna elettorale  non  può
  poi  comodamente sedersi nei salottini di Palazzo  dei  Normanni  e
  scegliersi   e  spartirsi,  di  concerto  con  il  Governo   e   la
  maggioranza, presidenze di Commissioni, vicepresidenze e  ruoli  di
  sottosegretariato; perché è questo quello che si  è  consumato  nei
  giorni successivi al nostro insediamento ed è questo quello che  si
  è   consumato  in  maniera  incoerente  con  quanto  sostenuto  dal
  Movimento 5 Stelle durante la campagna elettorale. E ve lo dice una
  persona che di coerenza ne ha.
   La  sottoscritta, coerentemente con quanto aveva detto in campagna
  elettorale, nel momento in cui non si sono verificate le condizioni
  perché  qui  si  potesse  trovare un  accordo  -  e  il  Presidente
  Ardizzone ne è testimone - ha rifiutato la, anche se era  un  gesto
  istituzionale, ma fatto direttamente dal Presidente Ardizzone  alla
  sottoscritta,  proprio  perché  in  dissenso  con  il  Governo,  ha
  rifiutato  di  fare  parte della Commissione del Regolamento.  Allo
  stesso modo il Movimento 5 Stelle avrebbe dovuto chiedere all'Aula,
  in  quanto  movimento, di avere delle Commissioni o di avere  delle
  presidenze; invece questo non è avvenuto.
   Voi avreste dovuto oggi, per essere credibili, prima di presentare
  la  mozione  -  e mi avreste forse trovato d'accordo -  vi  sareste
  dovuti  dimettere da Presidenti e Vicepresidenti di Commissione;  e
  allora forse la seduta odierna avrebbe avuto un senso.
   Ma  il  Governo all'inizio vi ha assecondato, vi ha  rincorso.  Ho
  visto  parecchi deputati del PD che al momento del voto circolavano
  fra i vostri banchi. Vi ha corteggiato e, se vogliamo, voi colleghi
  del  Movimento 5 Stelle avete ceduto alle lusinghe, dimostrando  di
  rappresentare  altro  che  l'antipolitica   Ma  il   peggio   della
  politica. Ma cosa dico il peggio? Il peggio del peggio
   E  non  incantate nessuno nel non definirvi politici, dal  momento
  che  la  politica  - quella onesta, quella vera, quella  con  la  P
  maiuscola  - vuole dire realizzare, non distruggere. E' l'arte  del
  possibile,   è  così,  tutta  la  vita  è  politica,  voi  quindici
  compresi.
   Sempre  a  voi  5  Stelle mi rivolgo con le parole dell'autorevole
  politologo  Giovanni Sartori, che definisce in modo  chiaro  quello
  che,  a  mio  parere,  bene  rappresenta la  struttura  del  vostro
  movimento.
   Ascoltate bene:  La demagogia è l'arte del trascinare le  masse  e
  incantarle  che, secondo Aristotele, porta alla oligarchia  o  alla
  tirannide. In ogni caso, indico un mobilitare dall'alto che non  ha
  nulla  da  spartire  con  la democrazia come  potere  attivato  dal
  basso .
   Purtroppo,   voi  siete  proprio,  e  sempre  voi,  i   principali
  corresponsabili   dell'inoperosità  del   Governo   e   di   questa
  maggioranza.  Avete voluto e sostenuto l'abolizione delle  province
  senza tuttavia procedere prima ad una ragionata pianificazione  dei
  trasferimenti  delle competenze ad altri enti, così producendo  una
  serie di disservizi che hanno colpito, come spesso accade in questi
  casi, sempre le fasce più deboli.
   Mi  riferisco  ai  servizi per i disabili, per esempio  quelli  di
  trasporto ed assistenza, che prima venivano demandati alle province
  regionali, le quali, non da ultimo, non sono neppure in grado ormai
  di  effettuare la manutenzione ordinaria delle strade  provinciali,
  ovviamente  non  avendo  i  soldi necessari  per  poterlo  fare.  E
  frattanto i commissari nominati hanno tempo di andare alla  ricerca
  disperata  di  somme, nel tentativo legittimo di assicurare  quanto
  meno il dovuto pagamento di dipendenti.
   Oggi,  oggi, proprio oggi, in questo momento vi sono disabili  che
  non  sanno come raggiungere le loro scuole, perché la provincia non
  può  loro  assicurare  il  servizio, perché  le  cooperative  hanno
  cessato  di  lavorare   Io  questo  oggi  mi  sarei  aspettata   di
  discutere  E mi sarei altresì aspettata che la Commissione Bilancio
  fosse  stata  riunita,  perché  i comuni  non  possono  pagare  gli
  stipendi,  perché  la  Regione ha superato il Patto  di  stabilità,
  perché  i  comuni  il  30 novembre non possono chiudere  i  bilanci
  perché rischiano il pre-dissesto, non qui a perdere tempo dopo  due
  mesi  di  inoperosità,  perché  abbiamo  dovuto  assistere  ad  una
  fantomatica crisi tra il PD che reclamava poltrone non avute  e  la
  presidenza di questo Governo
   Però,  non  posso sicuramente sostenere l'azione del  Movimento  5
  Stelle,  perché la mozione di sfiducia non porta a nulla e la  loro
  azione  e questo modo di presentare l'azione la mozione di sfiducia
  non porta a nulla.
   E  allora,   colleghi, se pure oggi l'opera del  Governo  e  della
  maggioranza,   perché   è   impensabile   dimenticare    oggi    la
  responsabilità  del  PD  in  quest'Aula,  che  ha  saputo  bloccare
  l'attività istituzionale per beghe interne a quest'Aula da un mese,
  o  per  oltre  un  mese, tutto il mese di novembre, seppure  questa
  opera  è stata deludente, almeno fino a questo momento, non si  può
  pensare  di privare una Regione, in un momento così drammatico  per
  la  Sicilia,  del proprio Governo minandone la già poco equilibrata
  stabilità  amministrativa. Questo sarebbe  da  sprovveduti  se  non
  addirittura da folli, e ve lo dice una che siede all'opposizione  e
  che intende rimanere coerente nella pratica di quanto professato.
   Pertanto, sarebbe pi�� utile oggi invece di una mozione che  sa  di
  esibizionismo,   e   lo   sappiamo   tutti   non    v'è    saggezza
  nell'esibizionismo,  sarebbe  più  utile  dicevo  dare  una  scossa
  ulteriore a questo Governo ed al suo Presidente.
   Poiché  si  profila  un  quadriennio che potrebbe,  anzi  dovrebbe
  essere   importante,   io   piuttosto  che  sfiduciare   preferisco
  denunciare le numerose carenze che hanno fin qui caratterizzato  le
  azioni  di  Governo e maggioranza. E non mi risparmio nel criticare
  con  forza l'incapacità di programmazione e pianificazione.  Quando
  parliamo,  ad  esempio, dei fondi comunitari dobbiamo avere  chiaro
  che   questi   costituiscono  al  momento   l'unica   risorsa   che
  consentirebbe la ripresa immediata dell'economia, ma che ancora non
  ha prodotto alcun effetto.
   Si  sta  mandando al macero tutta la programmazione 2005,  2007  e
  2013 e lo sappiamo tutti  e lo sa con consapevolezza il Governo.  E
  siccome  a  me  interessa  lo sviluppo di  questa  terra  ed  a  me
  interessa  lo  sviluppo della Sicilia e lo sviluppo dei  territori,
  perché  i  territori  hanno  programmato,  hanno  messo  in   campo
  progettualità  e  oggi  non possono essere destinati  a  morire  ed
  accusati i comuni di essere ladroni o spendaccioni.
   Io  non  lo  continuo più l'intervento perché  a  me  preme  oggi,
  carissimo  signor  assessore,  parlare dei fondi comunitari  e  dei
  famosi PAC.
   E allora, è giusto che quest'Aula sappia l'avanzamento della spesa
  dei fondi strutturali e, in particolare, lo stato di attuazione del
  piano   azione   e  coesione,  il  cosiddetto  PAC,  definito   dal
  Dipartimento regionale della programmazione nei mesi di  ottobre  e
  novembre 2012 e, quindi, ad un anno esatto da adesso e con la regia
  di questo stesso Governo e Governatore appena insediatosi.
   Dai  documenti  che  definiscono le procedure  di  utilizzo  delle
  risorse  concernenti gli interventi finanziati nell'ambito del  PAC
  emerge  che  l'attivazione delle risorse  del  PAC  dovrà  avvenire
  mediante  quota non definita di anticipazione da parte dello  Stato
  centrale  e  successiva certificazione delle spese da  parte  della
  Regione. Ciò significa che la Regione dovrà anticipare le somme.
   Si  chiede,  pertanto, se questa Amministrazione si sta adoperando
  per  stanziare  tali  risorse  finanziarie  in  bilancio  e  quindi
  attivare la spesa.
   E  in riferimento all'imminente ciclo di programmazione 2014-2020,
  si  rileva  la  necessità  di avere delle  delucidazioni  circa  le
  questioni  sia  di  carattere generale che di carattere  specifico,
  come quelle esposte.
   Il negoziato tra Unione Europea, livello nazionale Stato-Regione è
  già  giunto alla quantificazione delle risorse da destinare ai vari
  fondi:  FESR,  FSE,   FEASR e FEP. Per la Sicilia  si  richiede  di
  conoscere  l'entità  finanziaria. E'  stato  già  sciolto  il  nodo
  centrale  per  la integrazione delle politiche circa  la  struttura
  monofondo e plurifondo dei programmi? Qual è il disegno complessivo
  delle politiche territoriali del ciclo programmatico 2014-2020?
   Si  chiede, pertanto, di informare l'Aula circa l'attivazione  per
  la definizione del PIOFERS.
   Quale  ruolo  deterrà  la Regione siciliana  rispetto  allo  Stato
  centrale,  alla  luce  del  disegno che vedrà  l'imminente  nascita
  dell'Agenzia  per  la coesione territoriale; perché,  non  dobbiamo
  dimenticare  che fra pochi giorni, verrà convertito il decreto  del
  fare.  E  nel decreto del fare vi è contenuta la nascita di  questa
  Agenzia,  che  avrà un solo scopo e la Sicilia non è  in  grado  di
  spendere  i  fondi comunitari. E così come ha fatto in questi  mesi
  avrà  l'intenzione  di toglierceli. Questo è quello  che  noi  oggi
  dobbiamo  discutere  e  mi  sarei aspettata  una  seduta  dove  noi
  dovevamo e avessimo potuto parlare di questi problemi, dei problemi
  veramente  che  interessano  alla Sicilia  e  allo  sviluppo  della
  Sicilia.
   Non voglio più sottrarre tempo al mio Capogruppo. Non mi pronuncio
  sulle   mie  dichiarazioni  di  voto.  Noi,  insieme  all'onorevole
  Lantieri, ci riserviamo, dopo l'intervento del Presidente Crocetta,
  di  esprimere  la  dichiarazione di voto e la  nostra  opinione  in
  merito anche alla mozione di sfiducia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO.   Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli   colleghi,
  cittadini,   caro onorevole Grasso, se noi non credessimo  fino  in
  fondo  al valore della politica come servizio civile, se ci fossimo
  accontentati  di  recitare un ruolo che non ci  si  addice  e  che,
  forse, a lei avrebbe fatto comodo, ossia quello dello spettatore, o
  peggio,  del complice, se avessimo voluto assistere al gioco  delle
  parti,  come quello interpretato più volte da quasi tutte le  forze
  politiche presenti in questo Parlamento, le assicuro e vi  assicuro
  che non ci saremmo mai avventurati in un atto politico così serio e
  grave qual è la mozione di sfiducia.
   Se  noi  non  credessimo  nel valore della  partecipazione,  della
  proposizione,   se  non  credessimo  nelle  parole  rivoluzione   e
  cambiamento,  sono  certo che nessuno ci avrebbe  mai  riconosciuto
  quel  valore  aggiunto che è stato definito dai media come  modello
  Sicilia  che  è stato ed è appannaggio esclusivo dell'agire  e  del
  modo di fare politica del Movimento 5 Stelle.
   Un modello che,  lungi dall'essere consociativo, è stato il nostro
  -  e  ribadisco - il nostro faro che ci ha guidati con mano  sicura
  sino  a questa giornata che, sono certo, nessuno di noi riuscirà  a
  dimenticare e che forse ha, almeno per me, la stessa carica emotiva
  di quando ci siamo insediati.
   Ebbene,  caro  onorevole Grasso, il popolo  siciliano  non  ci  ha
  votato   e  consentito  di  rappresentarlo  in  questo  prestigioso
  Parlamento per essere eguali a chi già, da molte legislature, siede
  su  questi banchi. Il popolo siciliano ci ha investiti dell'obbligo
  morale innanzitutto di essere diversi ed essere diversi per noi  ha
  un   solo  significato:  fare  gli  interessi  dei  siciliani,  dei
  siciliani  tutti, di quanti ci hanno votato e di  quanti  vi  hanno
  votato  e  l'hanno votata. E credetemi, non è retorica,  quando  si
  proviene dal mondo del lavoro, ossia dal mondo reale, la retorica è
  l'ultima delle esercitazioni cui si viene abituati.
   Un  modello,  quello Sicilia, che ha stupito tutti perché  per  la
  prima  volta  una  forza politica che è nata nelle  piazze   e  nei
  banchetti  si è avventurata nell'operazione politica di  votare  le
  buone proposte, di non fare differenza tra la destra e la sinistra,
  perché è oltre.
   Avremmo  voluto un Governo diverso. Avremmo voluto,  innanzitutto,
  un  Governo  di  Siciliani per i Siciliani, in grado  non  solo  di
  tenere   testa  al  Governo  nazionale,  difendendosi   dal   falso
  federalismo,  difendendosi da provvedimenti di economia  improbi  e
  nefasti,  ma  un  Governo  di Siciliani all'altezza  della  propria
  storia e delle aspettative dei Siciliani tutti.
   Un  Governo  di  Siciliani coraggioso e guerriero,  pronto  e  non
  disponibile  a barattare ciò che il nostro Statuto contiene  e  che
  nessun governante è mai riuscito a mettere in pratica: mi riferisco
  all'articolo 37, ed all'articolo 21 innanzitutto.
   Ho  visto,  invece, un Governo dimesso che col cappello  in  mano,
  prima  a  Roma  e  poi a Bruxelles, non ha saputo  fare  altro  che
  raccogliere le briciole. Un Governo che ha elemosinato  denaro  che
  non  sa  e  non  ha saputo spendere. Un Governo che non  ha  saputo
  liberarsi  di  un senso di colpa, forse per l'imbarazzo  di  essere
  sostenuto da forze politiche cui va attribuita la compartecipazione
  del  fallimento in cui ci troviamo: forte con i deboli e debole con
  i forti.
   Ma  vi posso assicurare che essere Siciliani non è un colpa  e  lo
  rivendico con orgoglio.
   Un  Governo  che  ha  messo  in pratica una  politica  affetta  da
  mediocre  provincialismo,  privo  di  una  sua  identità,  di   una
  progettualità  che,  come tutti i politicanti  che  provengono  dal
  paese,  ha  approfittato delle amicizie a Roma ed a Bruxelles,  per
  sbandierare  insignificanti  successi,  lasciando,  dunque,  che  i
  Siciliani  continuino  ad essere strozzati dalla  morsa  di  regole
  italiane ed europee, come il patto di stabilità, il fiscal  compact
  o  altre misure atte solo a far sì che la Sicilia rimanga inclusa a
  vita, per l'Europa, nell'ambito delle aree sottosviluppate.
   Siciliani  a  Roma  che condannano Siciliani in Sicilia,  come  se
  quello di cui parlano ci fosse provenuto dal cielo o, peggio,  come
  se quelle regole fossero imposte da leggi divine non create ad arte
  da uomini.
   Ed  allora,  se proprio deve essere così, visto che, comunque,  la
  Comunità ci assegna dei fondi, gli unici euro di cui la Sicilia può
  disporre,  avremmo  voluto  un  Governo  immediatamente  pronto   a
  correggere  le storture del passato, in grado non di  spendere  per
  spendere,  ma  in  grado  di progettare per fare  investimenti,  di
  quelli veri, concreti, in grado di creare lavoro, di quello buono.
   Un  Governo  all'altezza dell'Europa, un Governo  che  ambisse  ed
  ambisca  a  considerare la Sicilia come il centro del Mediterraneo.
  Ed  invece  la  Sicilia, è sì, per questo Governo,  il  centro  del
  Mediterraneo, ma ha una centralità tutta rivolta ad uso  e  consumo
  da  un lato della guerra, e mi riferisco al MUOS, e mi dispiace, ma
  non  essere riusciti ad imporsi, non averlo rifiutato con tutte  le
  proprie  forze, avere utilizzata anche quella battaglia, ad  uso  e
  consumo, delle campagne elettorali, equivale ad essere complici dei
  governi precedenti, il primo fra tutti quello Lombardo, che insieme
  all'insigne camerata La Russa ci hanno lasciato un'eredità di morte
  ed un futuro di guerre.
   Siamo  il  centro del Mediterraneo perché è dalla Sicilia  che  si
  muoveranno  i  comandi per i giovani in tutto il  mondo.  Siamo  al
  centro  del  Mediterraneo  perché se non riusciremo  a  fermare  le
  guerre,  la nostra Isola finirà col diventare il più grande  ghetto
  del  mondo, oltre che la più grande piattaforma militare del mondo.
  E' il cane che si morde la coda.
     Ed  il Presidente Crocetta non ha fatto nulla per evitare questa
  spirale.  Sarebbe  stato  sufficiente insistere  nella  volontà  di
  fermare  la  costruzione del MUOS e, da lì, costruire un'operazione
  diplomatica internazionale che avrebbe visto i Siciliani  promotori
  di pace, a partire dal Mediterraneo e, dunque, nel mondo.
   Una  politica  fatta di atti concreti, credibili, responsabile,  a
  cui nessuno può o deve dire che fare.
   Un Governo regionale, dunque, protagonista in Italia e nel mondo.
   Un  Governo regionale padrone in casa propria, fatto di  Siciliani
  per  i  Siciliani, a favore dei Siciliani. Questa  deve  essere  la
  nostra  specialità. E' per questo che abbiamo uno Statuto speciale.
  E'  per questo che ci chiamiamo Regione siciliana. E, purtroppo, la
  realtà è diversa.
     Siamo  al  centro  del Mediterraneo e,  dunque,  al  centro  dei
  conflitti, ma come meri spettatori.
   Obbediamo  acriticamente  agli  ordini  che  provengono  da  Roma.
  Obbediamo  acriticamente  agli ordini che  provengono  dall'Europa.
  Obbediamo acriticamente agli ordini che provengono dagli Americani.
    Ed a furia di obbedire, ci siamo abituati a non avere alcun ruolo
  in Italia e nel mondo. E ci avete insegnato l'arte dell'obbedienza,
  ma non certo quella della rassegnazione.
   Siamo  al  centro  del Mediterraneo e delle guerre  siamo  vittime
  indirette.  Siamo pieni di centri di accoglienza che di accoglienza
  non hanno proprio nulla. Del resto un Governo che non sa accogliere
  innanzitutto i Siciliani, che in questo momento storico, purtroppo,
  sono  gli  ultimi in graduatoria per ricchezze e primi per povertà,
  come pretendiamo di accogliere poveri disperati in fuga dalle terre
  di guerra?
   Roma  ci impose il CARA di Mineo, grande business nazionale quello
  dei   richiedenti  asilo.  Non  una  parola  da  parte  del  nostro
  governatore  dopo  il suo insediamento e, nel frattempo,  senza  un
  piano  di  emergenza  e  senza  una  politica  per  l'immigrazione,
  Siciliani e migranti condividono la stessa sorte: i primi destinati
  ai  cantieri  dei disoccupati per tre mesi o, comunque,  fino  alle
  elezioni europee e dopo di nuovo la fame; i secondi invece a morire
  prima ancora di sbarcare sulla nostra Terra.
   E  così  le  tensioni tra Siciliani e Siciliani per  un  posto  di
  lavoro,  tra  extracomunitari stessi  e  tra  questi  ultimi  ed  i
  Siciliani, sono destinate a crescere senza misura. E più  è  grande
  la  vostra  indifferenza verso la povertà tutta, perché la  povertà
  non conosce centro di distinzione di razza, più aumenta il senso di
  ingiustizia,  di abbandono e di isolamento da parte  dei  siciliani
  che  si  sentono abbandonati e lasciati soli. Primi  fra  tutti  ad
  affrontare le emergenze delle grandi migrazioni, primi fra tutti  i
  conti con una bomba ad orologeria come quella della CARA di Mineo
   Eppure   in   questo  contesto  perché  non  cercare  l'intervento
  dell'Europa? Perché limitarsi ad aspettare? Perché lasciare che  le
  spire  del  razzismo  permeino gli incolpevoli siciliani  che  sono
  chiamati anche questa volta a subire il tutto?
   L'unica risposta che appare, e che è evidente a tutti i siciliani,
  è  che  sono  loro, i siciliani, i veri ultimi, i  diseredati,  gli
  abbandonati  da  tutti,  dalle  istituzioni,  dalla  politica,  dal
  Governo  regionale che aveva promesso la rivoluzione,  e  così  per
  tutto  il  resto.  Mi riferisco ai forestali, ai  precari  di  ogni
  genere  e  tipo, del resto è un sistema che avete creato  ad  arte,
  sfido  chiunque  in quest'Aula a smentirmi. Una  delle  più  grandi
  illusioni della storia della nostra terra
   Siete  riusciti  a mettere disoccupati contro inoccupati,  persone
  che  per colpa vostra e della vostra miopia ed ingordigia non hanno
  chance e come invisibili si apprestano a fare le valigie.
   Vedete, noi abbiamo bisogno di un Governo che, da un lato,  cerchi
  di  correggere le storture di un percorso che non ha futuro, ma che
  abbia  il  coraggio  di dire in faccia a tutti che  il  mito  della
  sistemazione non esiste, che è una fiaba che si sono inventati  che
  del  voto dei precari ne hanno fatto la ragione della loro presenza
  in Parlamento per farsi eleggere, ovviamente.
   Un  Governo  che sia onesto ma anche determinato nel chiedere  con
  forza  al  Governo nazionale che nessuno, ripeto, nessuno,  qui  in
  Sicilia  debba restare indietro, e quando dico nessuno mi riferisco
  anche  alla stragrande maggioranza dei siciliani di cui  il  nostro
  Parlamento non si occupa, ossia disoccupati ed inoccupati.
   Un  Governo  dalla parte degli ultimi, che abbia  l'onestà  ed  il
  coraggio di chiedere, cominciando ad esempio dai propri dirigenti -
  la  Regione siciliana ha il più alto numero di dirigenti in Italia,
  e  forse nel mondo - innanzitutto un sacrificio in nome di un patto
  fra le generazioni, un patto per il lavoro che, togliendo un po'  a
  tutti  coloro che hanno, dia un po' di quelle risorse a chi  ne  ha
  poche o a chi non ha affatto.
   Un  Governo  che  abbia nel proprio cuore i  siciliani,  non  come
  clienti  a  cui  chiedere il voto, ma come una  comunità  grande  e
  solidale.  Quando si chiedono sacrifici alla gente che  lavora,  ci
  vuole  un  grande consenso, una grande credibilità  politica  e  la
  capacità di colpire esose ed intollerabili privilegi.
   Ha  avuto  questo  Governo la capacità di  colpire  gli  esosi  ed
  intollerabili privilegi di cui parlava Enrico Berlinguer? Ha  avuto
  la  capacità di chiedere innanzitutto alla classe dirigente che  lo
  sostiene,  ed  è  presente  in  questo  Parlamento,  di  abolire  i
  privilegi?  Ha avuto la capacità questo Governo di fare  la  stessa
  domanda a se stesso?
   Le  cronache affermano il contrario. Da dicembre ad oggi non avete
  rinunciato  ad  un solo centesimo del vostro stipendio,  non  avete
  rinunciato  ad una sola auto blu, non avete rinunciato a dispensare
  incarichi e nomine financo a chi ne aveva e ne ha più di una.
   Avete invece rinunciato ad applicare la legge, avete rinunciate  a
  fare le leggi, avete rinunciato a pretendere i diritti della nostra
  Isola, avete rinunciato a far valere i diritti dei siciliani.
   La  Sicilia ha bisogno di una visione strategica per uscire  dalla
  crisi;  la  Sicilia ha bisogno di un Governo che  non  annunci,  ma
  dimostri  coi  fatti, la propria discontinuità con il  passato;  un
  Governo  che  punti  tutte le risorse su  poche  cose  da  fare  ma
  strategiche  per  lo sviluppo dell'Isola e che abbiano  un  effetto
  moltiplicatore  negli investimenti. Investire nelle  infrastrutture
  attraverso l'uso dei fondi strutturali, che nel passato sono andati
  tra   mille   rivoli,  potrebbero  essere  convogliati   in   opere
  strategiche.
    Certamente il collegamento della Sicilia con il Continente per la
  realizzazione  dell'elettrodotto  di  Terna,  secondo  il  percorso
  segnato  con  l'approvazione della nostra mozione. Sarebbe  infatti
  inutile  produrre energia rinnovabile se non abbiamo la possibilità
  di trasportarla.
   Puntare  sul  trasporto  ferroviario sia  delle  merci  sia  delle
  persone. Oggi la rete è praticamente inesistente.
   Il    sistema    portuale    è    altrettanto    strategico    per
  l'internazionalizzazione  delle imprese.  Talvolta  per  spedire  a
  Tunisi occorre arrivarci via Genova. È pensabile ciò?
   Inoltre,  come  è  possibile che dopo avere  investito  soldi  per
  l'aeroporto di Comiso, strategico per tutta l'area, ci si  rassegna
  a farlo tagliare fuori dal piano nazionale .
   Insomma,  per farla breve, manca una politica industriale  ed  una
  visione  strategica della direzione che deve assumere  lo  sviluppo
  economico di questa terra.
   Queste ultime non sono parole mie, sono le parole degli economisti
  e  degli  industriali  veri,  quelli  che  non  fanno  parte  della
  conventicola  che  vi  sostiene, che  in  modo  impietoso  bocciano
  l'azione sua e del Governo tutto.
   Onorevoli  colleghi,  abbiamo  l'onore  ed  il  grande  onere   di
  rappresentare quella maggioranza di siciliani che vogliono tutto  e
  subito perché sono stanchi di attendere invano annunci, promesse  e
  impegni  disonorati.  E se tutto e subito non è  possibile,  allora
  vogliamo vedere nei fatti che il cambiamento è possibile e  l'unica
  possibilità  è  quella  che  sta in una visione  concreta,  vera  e
  tangibile di un grande progetto di rilancio che miri ad includere e
  non  ad  escludere,  che  abbia nei siciliani  la  ragione  di  una
  ritrovata  coesione  di  popolo  e  non  di  classi  sociali  fatte
  scontrare per dividere ed imperare.
   Siamo  quelli  che  rappresentano  la  maggioranza  di  quanti  la
  politica  non  ha  saputo  dare risposte, quelli  che  quando  sono
  fortunati  hanno  la sveglia alle 6 del mattino  a  prescindere  da
  quello che succede qui dentro.
   Siamo  quelli  che  parlano con i giovani,  con  quanti  hanno  il
  desiderio  di  un  futuro  migliore e di quelli  che  attendono  un
  lavoro, ma anche di quelli che, dopo avere lavorato una vita, hanno
  il  desiderio di un lavoro per i propri figli e di una pensione per
  la propria vecchiaia.
   E  lo siamo per il semplice motivo che è dal mondo del lavoro  che
  ciascuno di noi 14 proviene e che, terminata questa esperienza,  al
  mondo  del lavoro faremo ritorno per chi, dei 14, ha la fortuna  di
  averlo.
   Siamo  quelli che non avranno una seconda chance e che nemmeno  la
  vogliono: per cui o le cose le cambiamo adesso o di certo, dopo  il
  Movimento  cinque stelle, nessuna speranza di futuro  potrà  essere
  immaginata da nessuno.
   Siamo  quelli  che  vi  manderanno a casa,  a  partire  da  questo
  Governo, perché almeno da lì riuscirete a fare meno danni di quello
  che i vostri stessi buoni propositi non vi permettono di fare.
   Siamo  solo in 14 qui dentro, ma in diverse centinaia di  migliaia
  lì fuori e mi creda, credetemi, come scriveva Victor Hugo  nulla  è
  al  mondo  più  potente quanto un'idea della quale  sia  giunto  il
  momento : e questa idea si chiama Movimento cinque stelle Sicilia.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo.  Cercherò
  di essere telegrafico e di attenermi scrupolosamente all'ordine del
  giorno   odierno,  ovverosia  trattare  l'argomento   che   abbiamo
  iscritto.
   In  verità credo che quest'Aula non aveva bisogno di trattare  una
  mozione  di sfiducia, e non capisco come mai l'onorevole Cancelleri
  e  l'onorevole Musumeci, che sono stati due candidati  -  che  sono
  arrivati  in  quest'Aula - che si sono contrapposti  al  presidente
  della Regione, abbiano commesso un simile errore.
   Oggi  vi  era la necessità di trattare un argomento,  che  era  un
  dibattito politico sulla situazione politica;  che c'azzecca , come
  avrebbe  detto  Di  Pietro,  la  mozione  di  sfiducia,  presidente
  Cracolici?
   Voglio  difendere il presidente Crocetta perché  a  parti  inverse
  avrei fatto la stessa cosa. A distanza di dieci mesi presentare una
  mozione di sfiducia, significa volere ledere le prerogative  di  un
  Governo  che  ha  cinque anni di tempo per amministrare  e  portare
  avanti la propria azione. Il che non significa non essere scontenti
  dell'azione  di Governo perché noi abbiamo raccolto  una  serie  di
  lamentele,   da  parte  di  tutti,  riguardanti  una  insufficiente
  penetrazione dell'azione di Governo in alcuni segmenti.
   Per esempio, se si fosse trattato meglio il tema dello sviluppo  e
  se  si  fossero  messe  all'ordine  del  giorno  quelle  leggi  che
  avrebbero dato più slancio all'economia della Sicilia, oggi, forse,
  quest'Aula avrebbe fatto valutazioni diverse.
   E questo lo dico, signor Presidente, perché non giudico un Governo
  dal numero degli assessori o dalle macchine che utilizzano. Giudico
  un Governo da quello che produce e, se dovessi giudicare il Governo
  per  le  dichiarazioni che ha reso il partito del presidente  della
  Regione, dovrei esprimere un giudizio critico.
   Ma io faccio parte di un partito che ha una linea politica: quella
  di  sostenere il presidente della Regione con il quale  ricerchiamo
  un  dialogo  per far partire un modo nuovo di fare politica  e  uno
  sviluppo  organico  ed  omogeneo di tutto il territorio  siciliano.
  Allora  anticipo  sin  da subito, non ho bisogno  di  fare  nessuna
  dichiarazione, che  voterò contro la mozione di sfiducia, perché la
  ritengo  un errore nei tempi per le ragioni che ho indicato  e  nei
  modi  per  gli  argomenti  che  ho sentito,  però  ritengo,  signor
  Presidente  dell'assemblea, che non si può utilizzare lo  strumento
  della mozione di sfiducia per costringere l'Aula ad un dibattito su
  una  situazione politica che merita un approfondimento. Questo  non
  deve  capitare  a  distanza di dieci mesi dall'elezione;  oggi  una
  mozione  si  sarebbe  giustificata se ci fossero  stati  dei  fatti
  gravissimi, ma inutile dire che questi fatti non solo non ci  sono,
  ma  il  Governo  si  è  comportato con opera  meritoria  quando  ha
  affrontato  i temi che meritavano di essere affrontati, sui  quali,
  signor  Presidente dell'assemblea, chiedo a lei  questa  volta,  di
  essere  il garante dei dibattiti parlamentari, sul malfunzionamento
  della macchina burocratica, politica e amministrativa della Regione
  che  ha  determinato  sperpero e ruberie. Non  per  questo,  signor
  Presidente,  si può oggi mettere all'ordine del giorno una  mozione
  di  sfiducia. Certo il Regolamento lo prevede ed era giusto  farlo,
  ma  la  politica si deve assumere la responsabilità di sapere  cosa
  vota e per chi vota.
   Ho concluso; non entro nel merito del dibattito delle cose che non
  vanno.  Spero  di  poter  sentire  presto  dalle  conclusioni   del
  Presidente  della  Regione di calendarizzare  tutte  le  leggi  che
  servono  per  migliorare la qualità della vita dei  siciliani,  per
  garantire  quella ricchezza, che ogni giorno sempre di più,  ahimè,
  diventa povertà, per garantire quello sviluppo di cui questa  terra
  ha bisogno.
   Al presidente Cancelleri e al presidente Musumeci, dico che non  è
  un  fatto personale, che la mozione di sfiducia così come impostata
  nei  tempi e nei modi non può che essere rigettata ma non  per  una
  questione ideologica di appartenenza ad una maggioranza, ma  perché
  uno  strumento sbagliato nei tempi e nei modi che merita di  essere
  rigettato.
   Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Venturino,  del
  Gruppo Misto.
   Ricordo che si sono già divisi i minuti all'interno del Gruppo. Ne
  ha facoltà.

   VENTURINO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    sarò
  brevissimo.  Non  ho  preparato nessun  discorso;  non  pensavo  di
  intervenire  ma  dopo quello che ho sentito e visto  credo  che  un
  intervento da  parte mia sia doveroso.
   Doveroso perché, come sapete, sono entrato in quest'Assemblea come
  Movimento Cinque Stelle.
   Quando  siamo stato eletti e siamo entrati qua dentro per  portare
  gli interessi dei cittadini all'interno di questa Assemblea.
   Oggi  invece ho visto un Movimento Cinque Stelle che in pochi mesi
  è   cambiato,   diventare  qualcosa  altro,  anche  nel   portavoce
  dell'onorevole Cancelleri, qualcosa di diverso. Non ho mai  sentito
  e  non  avrei mai pensato di sentire un collega, ex Cinque  Stelle,
  fare  un  discorso così populista e demagogico, privo di  qualsiasi
  concretezza, privo di qualsiasi attenzione nei confronti di  questi
  cittadini che dovremmo proteggere qua dentro.
   Dico,  soltanto  per  un attimo, mi chiedo se questa  mozione  che
  tutti quanti sappiamo essere una sceneggiata - e probabilmente  per
  questo  presentata dall'onorevole Cancelleri, che per mesi è  stato
  qui  in prima fila a guardare, forse oggi vuole essere protagonista
  di qualche sceneggiata - vorrei sapere solo per un attimo se questa
  mozione  passasse  cosa succederebbe a quei migliaia  di  cittadini
  fuori,  che  oggi  aspettano, ancora di vedere come  si  arrivi  ad
  approvare  una  variazione  di bilancio per  dare  risposte  serie,
  parliamo di pane, diceva qualcuno; vorrei capire che cosa se questa
  mozione passasse, potrebbe accadere fuori.
   Come  l'onorevole Cancelleri andrebbe a giustificare ai cittadini,
  migliaia  diceva poco fa l'onorevole Cappello? Mi  risulta  che  la
  base  ha  votato per questa mozione nel numero di 928, non sono  un
  migliaio.
   Se  questo  migliaia di attivisti su Internet possono giustificare
  oggi  un  atteggiamento così incosciente, da  parte  del  Movimento
  Cinque  Stelle che qua dentro dovrebbe rappresentare gli  interessi
  dei  cittadini,  mi chiedo se questo sia un atteggiamento corretto.
  Si è passato da una citazione di Victor Hugo etc. ma io citerei più
  che altro  Chinù.
   Un  esercizio di stile quello di oggi molto sterile che non  porta
  da nessuna parte; stiamo perdendo altro tempo. Io più volte mi sono
  trovato presiedendo questa assemblea in estrema difficoltà a  dover
  giustificare  l'assenza del Governo ed è per questo che  chiedo  ai
  miei   onorevoli  colleghi  di  mettere  mano  subito  alla   legge
  statutaria,  subito  al  Regolamento,  per  prendere  provvedimenti
  adeguati  qualora  il Governo dovesse continuare un  atteggiamento,
  come   dire,    non   proprio   rispettoso    nei   confronti    di
  quest'Assemblea. E questo è un altro tipo di discorso.
   Ma  certo da qui arrivare ad una mozione di sfiducia in un momento
  così delicato da parte della nostra terra, dei nostri concittadini,
  è  un  atto  assolutamente populista, demagogico tipico  da  Cinque
  Stelle.
   Quando  poco  fa l'onorevole Cappello diceva:  a Roma eccetera  ci
  chiedono ,  bene, a Roma, i siciliani non uccidono i  siciliani;  a
  Roma  siamo  stati quando ero ancora  Cinque Stelle ,  lo  sapevamo
  già,  ne  avevamo parlato, caro onorevole Cappello, noi eravamo  il
  primo  partito ma cosa abbiamo fatto da primo partito? Siamo saliti
  sui tetti.
    Non credo che questo sia il modo di operare. Siamo stati votati -
  e  mi  riferisco  adesso all'onorevole Grasso - e  siamo  diventati
  prima  forza  politica  in  questa Sicilia,  quindi,  era  doveroso
  parlare  e  patteggiare, se vogliamo usare  questo  termine,  delle
  cariche  istituzionali perché eravamo il partito - movimento,  fate
  voi  -  che aveva vinto le elezioni, non potevamo stare a guardare.
  Ed   è   per   questo   che   giustamente  abbiamo   ottenuto   una
  vicepresidenza,  abbiamo ottenuto la Presidenza  della  Commissione
  Ambiente,  abbiamo  avuto altre cariche istituzionali,  perché  noi
  onorevole Grasso eravamo la forza politica più importante di questo
  territorio.
   Oggi non so se le cose stanno più in questo modo, perché l'operato
  del   Movimento   Cinque   Stelle  si  è   rivelato   assolutamente
  insignificante dal punto di vista della risposta ai cittadini.
   Ecco  perché  ho  sentito  il bisogno di intervenire,  perché  non
  posso, da cittadino che ha votato il Movimento Cinque Stelle, che è
  stato   eletto   nel   Movimento  Cinque   Stelle,   tollerare   un
  atteggiamento  assolutamente  inconcludente,  dettato   da   azioni
  farneticanti di un leader che non può essere più leader  di  questo
  Movimento,  secondo me, ed io auguro ed auspico che  immediatamente
  qualcuno  del Movimento Cinque Stelle si tolga un po' il prosciutto
  dagli  occhi per cominciare veramente a lavorare per quei cittadini
  che credono e dovrebbero rappresentare all'interno dell'Assemblea.
   Per  cui  questa  di oggi non è altro che un'ennesima  perdita  di
  tempo. E' una perdita di tempo perché ci stiamo avvicinando  al  31
  dicembre  e  ancora  una volta grazie a questa  mozione  del  tutto
  inopportuna in questa fase  e sono certo che - anche il  Presidente
  Musumeci  è d'accordo - la mozione è importante è un atto  politico
  importante  ma  in  questa  fase probabilmente  inopportuna  perché
  avevamo delle necessità più importanti a cui dover porre la  nostra
  attenzione.  Magari più avanti era il caso di poterla ripresentare,
  concludo, perché questa ulteriore perdita di tempo ci porterà al 31
  dicembre  con la stessa fretta dell'anno scorso poi a  trovarci  di
  fronte  a una finanziaria qualcosa e fare un'altra nottata per  poi
  magari approvare degli emendamenti delle cose di cui magari con  la
  fretta non avremo capito abbastanza.
   Per   quanto  mi  riguarda  e  già  lo  faccio  se  vuole,  signor
  Presidente, come dichiarazione di voto, dico che non voterò  questa
  mozione che francamente è una baggianata, è soltanto una boutade di
  tipo  populistico che il Movimento Cinque Stelle poteva,  se  fosse
  rimasto quello che era alle origini, evitare tranquillamente.

   PRESIDENTE. Stiamo chiudendo il primo giro. Vedo che ognuno di voi
  mi  fa segnali di fumo, che vuole intervenire. Stiamo chiudendo  il
  primo  giro  di interventi con l'onorevole Picciolo  e  a  seguire,
  articolo  quattro. Poi ripartiamo con l'onorevole Cordaro;  già  il
  suo  Gruppo,  onorevole  Cordaro, è  intervenuto.  Siete  un  unico
  Gruppo. Ripartiamo subito dopo l'intervento dell'onorevole Picciolo
  e  articolo  quattro. Non c'è sospensione. Poi so  che  l'onorevole
  Picciolo vorrà fare alla fine una rinuncia importante.
   E' iscritto a  parlare l'onorevole Picciolo. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  vede,
  signor  Presidente,  una mozione di sfiducia può  avere  logiche  e
  finalità  diverse,  sconfiggere l'avversario magari  sfruttando  le
  momentanee difficoltà oppure costruire nuovi scenari, lavorare  per
  prospettive  politiche  alternative e  unitarie  e  non  mi  sembra
  proprio questo il caso di questa mozione di sfiducia.
   Ora,  chiediamo, come Democratici Riformisti, che  questa  mozione
  manchi   delle   condizioni  minime  perché   sia   accettabile   e
  praticabile  politicamente. Innanzitutto,  perché  parliamo  di  un
  Governo  che  si  è  insediato appena  un  anno  fa,  trovando  una
  situazione disastrosa dei conti delle Finanze regionali  e  essendo
  stato investito da un mandato popolare e ha diritto di governare la
  Sicilia per tutto il suo mandato, di poter espletare la sua  azione
  politica  durante  il  quinquennio per cui è stato  proposto  dagli
  elettori.
   Un  anno  oggi,  365 giorni, sono ben poca cosa per affrontare  le
  situazioni  critiche che richiedono anni, direi lustri, per  essere
  risolti.
   Il  no  della sfiducia dai DR, pertanto, non è un atto di cieca  e
  servile  lealtà  ma  risponde ad un ragionamento  politico.  Questa
  mozione  di  sfiducia, non me ne vorranno gli amici  CinqueStelle',
  non serve alla Sicilia. Serve per lanciare un dibattito, per aprire
  una  riflessione  ma probabilmente lo strumento  utilizzato  non  è
  quello congruo.
   E'  ora di immaginare percorsi diversi, strade nuove, mettere mano
  ad un proficuo ed intenso lavoro di riforme e di buon governo della
  nostra Terra.
   Semmai  questa può essere per il Presidente Crocetta, che è sempre
  bravo  a  recuperare da situazioni sfavorevoli a lui in  situazione
  proposititive, un'occasione per aprire un dialogo con tutti.
   E  gliel'ho sempre manifestato in questi mesi: non c'è  stata  mai
  una  distinzione fra maggioranza e opposizione. Ha cercato  sempre,
  in  modo  costruttivo, un dialogo con tutti. E oggi i temi,  signor
  Presidente, erano tutti sul tavolo.
   Abbiamo  i  problemi  dei rifiuti, dell'energia,  delle  autonomie
  locali,   dell'attuazione   dei   propositi   autonomisti,    della
  semplificazione burocratica, dell'energia, del mercato del  lavoro.
  Dobbiamo chiedere a te, Presidente, a noi Parlamento, di aprire una
  stagione delle riforme riservandola a creare un'agenda nuova per la
  Sicilia, un'agenda del fare.
   Questo vogliono da noi siciliani. Basta chiacchiere. Siamo pronti,
  come movimento politico, ma credo come gran parte di maggioranza di
  questo  Parlamento - non me ne voglia l'amico Musumeci -  non  come
  tacchini  né  come  agnelli ma come gente consapevole  del  mandato
  ricevuto,  siamo  pronti a dare il nostro contributo.  Lo  facciamo
  spontaneamente, lo facciamo per obbligo istituzionale, lo  facciamo
  per  obbligo  morale perché riteniamo di essere  stati  votati  per
  portare avanti questo nostro progetto politico.
   E'  il momento stesso, la situazione congiunturale che chiede alla
  politica  di  attivarsi  per  non produrre  vuoti  di  potere,  che
  potrebbero  essere nocivi per l'opinione pubblica, e creare  invece
  spazi di Governo con indirizzo politico programmatico.
   Dobbiamo  riprendere a ragionare e riprendere in mano un confronto
  per evitare la dichiarazione di fallimento della politica stessa.
   Mi  piace  per un attimo immaginare gli scenari che si aprirebbero
  con  l'approvazione della mozione di sfiducia: una crisi di Governo
  al buio, lo scioglimento dell'ARS, nuove elezioni. Mentre nel Paese
  si  percorre una strada opposta: larghe intese, convergenze, ci  si
  impegna  a  risolvere  le grandi emergenze  compresa  quella  della
  Sicilia, dei precari, della lotta al precariato.
   E'  possibile  che  questa  nostra Terra  vada  sempre  a  cercare
  scorciatoie, strade sdrucciolevoli, situazioni anacronistiche e non
  abbia il coraggio di affrontare la drammaticità delle scelte che la
  stanno caratterizzando?
   I  siciliani  ci  hanno  chiesto una sola cosa  cioè  governare  e
  governare bene.
   Non  so se il Presidente Crocetta in un anno abbia potuto dare  il
  meglio  di se, certamente ci ha messo tutto se stesso, ha messo  la
  faccia,  ha  messo  una  squadra di  Governo  che,  responsabile  e
  cosciente, sta affrontando con lui i temi della Sicilia.
   Mi  permetto  di  definire - amici del  Movimento Cinque  Stelle',
  amico  Musumeci,  mio  maestro  di vita  e  di  cultura,  come  amo
  definirti - questa mozione come un frutto fuori stagione, fuori  da
  questa   stagione  politica.  Un  atto  forte  anche  temerario   e
  politicamente poco conveniente.
   Con  questo  spirito, con questo sentimento,  votiamo  no  ad  una
  mozione  di  sfiducia  ma  non ad un confronto  aperto,  quello  lo
  vogliamo,  quello  è il sale della terra, il sale  della  politica,
  quello  è  quanto  ci chiedono i cittadini: un confronto  aperto  e
  leale  ma certamente una fase di confronto aperto in cui prevalgano
  le idee e la politica del fare, non altre logiche.
   Se  la  gente percepirà, come sta percependo oggi tristemente,  la
  politica  come qualcosa di inutile, la politica stessa  finirà  per
  essere travolta e delegittimata.
   È questo quello che stiamo rischiando oggi.
   Dobbiamo  sentire  questo come una grande  responsabilità  che  ci
  obbliga,  ci  interroga  ad andare avanti, ad  essere  maggiormente
  costruttivi, a convincerci che è il tempo di lavorare sodo per dare
  una  speranza  ai tanti siciliani che aspettano da noi  risposte  e
  proposte convincenti.
   Fiducia,  dunque,  al presidente Crocetta - no  sfiducia  -  nelle
  istituzioni e negli uomini.
   E  con questo mio intervento, proprio nella logica della fiducia e
  della  praticità, i Democratici Riformisti concludono i loro minuti
  a  disposizioni mettendoli a sua disposizione, onorevole Presidente
  dell'Assemblea.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Sammartino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAMMARTINO.  Signor  Presidente, Governo,  onorevoli  colleghi,  è
  trascorso  il primo anno dalla nostra elezione, momento  che  segna
  l'inizio  di  una  nuova  pagina nella politica  regionale  che  si
  contraddistingue  per  la  rottura degli schemi  convenzionali  fra
  dialettica  politica  e  rapporto tra le Istituzioni,  su  come  si
  affrontano le problematiche regionali nei confronti di una  società
  sempre  più  disfiziata  e delusa da una politica che negli  ultimi
  anni ne ha provocato l'allontanamento.
   L'innovazione  parte dunque sin dai primi atti di questo  Governo,
  quando  per  la  sua precisa volontà - Governatore - rompendo  ogni
  schema  dettato  dalla  consuetudine,  ha  voluto  che  nei   ruoli
  istituzionali,  assegnati  di  solito  all'opposizione,   venissero
  eletti  cittadini  del Movimento Cinque
  Stelle, e non l'opposizione tradizionalmente riconosciuta.
   Da  qui  nasce  il   modello  Sicilia  che  lei,  Governatore,  ha
  esportato  alla ribalta dell'opinione pubblica nazionale, iniziando
  gradualmente  a ricostruire quell'immagine di Sicilia  che  si  era
  persa  da  tempo,  accreditandosi, sin  da  questa  fase,  come  il
   rottamatore  e l'ideatore della Rivoluzione.
   Rivoluzione  -  sì  -  che parte ridando credibilità  alla  nostra
  Isola, che purtroppo per molti, e per l'opinione pubblica nazionale
  ed  internazionale,  è stata vista come la Terra  del  sistema  del
  malaffare,   offuscando,  per  colpa  di  pochi,  l'intera   classe
  dirigente.
   Classe dirigente che, invece, deve tornare ad avere rispetto delle
  Istituzioni e che deve credere che tutto possa ripartire  dall'arte
  nobile  della  politica, unico strumento che può ascoltare  i  veri
  bisogni della gente e rispondere con azioni concrete.
   Sin  dall'inizio,  ha  messo  in  atto  tutti  quei  provvedimenti
  propedeutici  e necessari affinché la Rivoluzione prendesse  forma,
  destrutturando  e  trasformando la macchina burocratica  regionale,
  ricostruendola  a  sua immagine e somiglianza  della  sua  idea  di
  Governo,  capace, come credo, di apportare le riforme decisive  per
  la crescita e lo sviluppo della Sicilia.
   I  siciliani  oggi  guardano con attenzione a  questo  modello  di
  Sicilia  e  si  aspettano da parte di tutti  noi  grande  senso  di
  responsabilità.  Responsabilità che  oggi  ci  porta  a  non  poter
  nascondere  il  grande dramma che vive la nostra gente  nel  dovere
  affrontare,    in   maniera   purtroppo   sempre   più    evidente,
  l'irrefrenabile   crollo   del  mercato   del   lavoro,   l'aumento
  percentuale dei giovani disoccupati, la mancanza della tutela delle
  fasce più deboli, che a noi chiedono semplicemente speranza.
   Ed  è  proprio  in questo momento che la Sicilia di tutto  avrebbe
  bisogno  tranne che di polemiche del  teatrino della  politica   e,
  men che meno, di una mozione di sfiducia, presentata per lo più dai
   cittadini  - caro onorevole Cancelleri - come piace a  voi  essere
  chiamati,  ma per me restate e siete colleghi di questo  Parlamento
  nel  rispetto delle Istituzioni e nel rispetto di chi ci ha  votato
  per  rappresentare  le Istituzioni. Gli stessi   cittadini   con  i
  quali  nella  massima lealtà abbiamo condiviso un percorso  comune,
  fatto di proposte e di battaglie, che a volte, purtroppo, non hanno
  avuto buon esito. Di certo non per mancanza di volontà politica, ma
  le   battaglie   ideologiche  non  possono  scavalcare   fondamenti
  giuridici,  perché  il  senso  di  responsabilità  impone   ad   un
  Governatore ed al suo Governo, che ama la sua Terra, di non  andare
  incontro  ad  un  default  causato da  risarcimenti  milionari  che
  nessuno  comprenderebbe, come, ad esempio,  la  vicenda  del  MUOS,
  dove,  dopo  averci tutti sensibilizzati, siamo stati obbligati  ad
  una  battuta  d'arresto, vincolati ad una serie  di  autorizzazioni
  legittimamente e amministrativamente supportate.
   Pertanto  il Presidente e la sua Giunta non potevano che prenderne
  atto, onorevole Cancelleri.
   Mentre  capisco  che alcune delle firme apposte  alla  mozione  di
  sfiducia  provengano da quei colleghi che hanno  avuto  un'idea  di
  Governo diversa dalla sua e che, sin dall'inizio, si sono collocati
  all'opposizione, oggi, per me, diventa incomprensibile  determinare
  cosa  sia  accaduto e cosa abbia segnato la rottura del  cosiddetto
   modello Sicilia .
   Non  posso  che  augurarmi  che si possa ripartire  ritrovando  la
  stessa  sintonia  con i colleghi del Movimento Cinque  Stelle,  per
  attraversare  insieme  le numerose insidie,  onorevole  Cancelleri,
  generate da una vera  rivoluzione di sistema .
   Insidie  che  non sempre si manifestano o provengono dall'esterno,
  ma  che  spesso,  purtroppo, sono dettate dai giochi  della   bassa
  politica   e  da chi, pur di stare arroccato nella propria  piccola
  posizione  di  potere, dimentica le motivazioni  per  le  quali  il
  popolo  siciliano ci ha eletti, cioè per difendere e  dare  dignità
  alle tante famiglie, giovani e donne della nostra Terra.
   Per questo non posso che chiedere ai miei colleghi che fanno parte
  dei  partiti  che  sostengono la maggioranza, di non  continuare  a
  cercare  personalismi  o  primati, ma di  lavorare  fattivamente  e
  sinergicamente  in tempi brevi e certi su almeno quattro  o  cinque
  temi che possano creare sviluppo e crescita sociale.
   I  partiti che fanno parte di questa maggioranza hanno tutti  pari
  dignità  (a  differenza di quello che qualcuno crede e dice)  e  mi
  auguro  - caro Governatore - che si comprenda, una volta per tutte,
  che  la  Tua  e  la Nostra Rivoluzione passa attraverso  atti  dove
  ognuno  di  noi  possa e debba incidere sull'azione innovatrice  di
  questo Governo.
   E'  per  tali ragioni che il mio appello in quest'Aula si  rivolge
  anche  a tutti i Gruppi che oggi non fanno parte della maggioranza,
  perché   si   possa,  con  questo  voto  di  oggi,   capire   quali
  rassicurazioni poter dare ad una Terra e ad un popolo che oggi  non
  hanno  bisogno di tatticismi ma di certezze; andiamo incontro  allo
  strumento  finanziario  ed  al  destino  di  migliaia  di   precari
  siciliani  che gridano  stabilità  ed è per questo che  oggi,  alla
  luce  del sole, tutti possano comprendere chi è accanto a te e  chi
  invece ti si oppone.
   Per  tutto  quello  che ho detto annuncio il voto  contrario  alla
  mozione di sfiducia da parte del Gruppo parlamentare Articolo 4.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, Onorevole Presidente  della  Regione,
  signori  assessori, onorevoli colleghi, in questo tempo  drammatico
  per  la Sicilia e per i siciliani, quello che mi preme sottolineare
  nella  premessa  di  questo  mio  intervento,  è  quanto  sia  oggi
  difficile,  complicato, affermare un principio: il principio  della
  tenuta della ragione.
   Ciò  che più manca - a mio parere - in questo tempo, nella  classe
  dirigente  e  in  chi ha responsabilità di Governo e responsabilità
  istituzionale è soprattutto il senso della responsabilità  pubblica
  della parola.
   Sono   questi  due  concetti,  la  tenuta  della  ragione   e   la
  responsabilità  pubblica  della parola,  ai  quali  io  ho  provato
  quotidianamente, e proverò anche oggi, ad ispirarmi e  richiamarmi,
  e  che  spesso  non ho ritrovato e non ritrovo in chi svolge  ruoli
  istituzionali anche prestigiosi.
   Per  andare  al  tema  odierno, la  mozione  di  sfiducia  che  ci
  apprestiamo  a  trattare  è  stata  presentata  dai  colleghi   del
  Movimento 5 Stelle.
   Il  10  novembre  2012 Beppe Grillo, leader del  Movimento  Cinque
  Stelle   diceva  che  i  quindici  deputati  grillino  in   Sicilia
  sostengono  i provvedimenti della Giunta e del Governo  Crocetta  a
  partire dal DPF, quindi dal documento di programmazione economica e
  finanziaria, perché, sanciva Beppe Grillo, il  modello  Sicilia   è
  meraviglioso.
   Il   modello Sicilia  Presidente Crocetta era stato inaugurato  da
  lei,  in  alleanza  con il Movimento Cinque Stelle,  ed  era  tanto
  meraviglioso  che aveva portato il Movimento Cinque Stelle,  con  i
  voti  di  una  parte  della sua maggioranza, ad  eleggere  il  vice
  Presidente  Vicario  di  questa Assemblea Regionale  nella  persona
  dell'onorevole   Venturino,   e  un   Presidente   di   Commissione
  importante,  come  quella  Territorio  ed  Ambiente,  che   ha   la
  titolarità  di decidere anche - e se sfuggiva allora, non  sfuggirà
  oggi  ai colleghi del Movimento Cinque Stelle - a quali disegni  di
  legge  dare la priorità, o quale magari lasciare nel dimenticatoio,
  ne  ricordo  uno  per tutti, quello sull'Ente Porto  dell'onorevole
  Grasso che attende ancora di essere esitato.
   Qualche tempo addietro, dopo avere ricordato che voi appena il  30
  aprile  di  quest'anno avevate votato la legge  più  importante  in
  assoluto,  che  è a disposizione dell'Aula, e cioè  avevate  votato
  favorevolmente  la  legge Finanziaria, mentre  noi  opposizione  di
  centro  destra,  per  carità di patria,  ci  eravamo  astenuti,  ho
  definito  il  vostro modus operandi come quello  di   guastatori  a
  convenienza .
   E  se  pur vi concedo il beneficio della buona fede, dovuta  anche
  alla  mancanza di esperienza, perché nessuno dalle nostre parte  si
  dice   nasce insignatu , e tanto meno senza alcuna voglia di  falsi
  moralismi,  è chiaro che in una circostanza come questa non  posso,
  in  ragione  di  quanto da voi detto allora, e  di  quanto  da  voi
  proposto   oggi,  che  richiamare  con  forza  il  concetto   della
  responsabilità pubblica della parola.
   Per  non dire, proprio a proposito di questi due concetti - tenuta
  della ragione e responsabilità pubblica della parola - del balletto
  indecoroso,  amici del PD, che è stato posto in essere  dal  vostro
  Gruppo  parlamentare  e dal vostro Partito  in  un  anno,  un  anno
  dall'insediamento del Presidente della Regione, anno nel quale si è
  detto  tutto  ed il contrario di tutto su voi, sul vostro  rapporto
  col Governo, e sul vostro rapporto col Presidente della Regione.
   Siamo  passati dagli  Osanna  del 24 dicembre 2012,  forse  perché
  era   vigilia  di  Natale,  il  mio  amico  capo  gruppo  Gucciardi
  sosteneva:  il PD sosterrà Crocetta con tutte le nostre forze . Per
  omettere tutto il resto, e tutti gli altri interventi, si è passato
  da  quella vigilia di Natale, festa di pace, alle dichiarazioni del
  Segretario regionale Lupo che ha definito il Presidente Crocetta un
  cabarettista.
   Il Presidente Crocetta ha detto che Lupo è come Berlusconi, non mi
  pare  che  possa  essere un complimento nel vostro Partito,  ed  ha
  anche  ribadito,  per  rispondere con  estrema  chiarezza  che  non
  sarebbe stato e non sarà mai il pupo di nessuno.
   Ebbene,  a  quel punto, ed era il 23 settembre del 2013,  tutti  i
  giornali all'unisono decretarono che i democratici avevano di fatto
  sfiduciato  il Governatore dopo nove mesi. Il tempo  di  un  parto,
  Presidente, evidentemente un parto andato male. E però come vedete,
  in  questi  accadimenti che hanno distinto questa  prima  parte  di
  legislatura,  nell'era rivoluzionaria del Presidente  Crocetta  c'è
  poco,  sia  di tenuta della ragione che di responsabilità  pubblica
  della parola.
   E  allora,  Presidente, in questo mondo di pazzi  -  mi  si  passi
  questa  frase - il nostro Gruppo parlamentare è rimasto opposizione
  responsabile nell'esclusivo interesse dei siciliani.
   Noi  non  siamo  in Giunta, Presidente, neanche  con  assessori  a
  mezzadria,  né  ci  saremo,  non abbiamo  direttori  generali,  non
  abbiamo  Capi  di  Gabinetto,  non  partecipiamo  con  esterni   ai
  Gabinetti,  non  partecipiamo,  né  parteciperemo  ai  sottogoverni
  regionali.
   Noi,  da  opposizione responsabile, non ci siamo mai venduti  come
  hanno  fatto altri, e chi parla di ribaltone - quando si affrontano
  in  maniera  cristallina,tematiche che riguardano il Governo  della
  cosa  pubblica,  in  questo momento storico -  è  ignorante,  o  in
  malafede,  per la semplice ragione che non c'è nulla da  ribaltare,
  visto che il Governo Crocetta, non ha mai avuto una maggioranza  in
  Aula e quindi non si comprenderebbe quale maggioranza ci sarebbe da
  ribaltare.
   Noi  da  opposizione responsabile le abbiamo chiesto, e  rivendico
  sotto  questo  profilo  la primogenitura,  durante  una  conferenza
  stampa  di  tutti  i  Capi  Gruppo  dell'opposizione,  compreso  il
  Movimento  Cinque  Stelle,  le  abbiamo  chiesto  pubblicamente  di
  concordare  un'agenda  delle priorità per la  Sicilia.  Lo  abbiamo
  fatto  ormai  circa  tre  mesi fa, non  abbiamo  avuto  Presidente,
  nessuna risposta
   Dopo nove mesi, ma non solo, a causa di questo Governo, Presidente
  Crocetta, ci tocca considerare che la Sicilia è in ginocchio: nulla
  sul  lavoro e sulla disoccupazione giovanile, nulla sulle  imprese,
  il credito di imposta è rimasto una pia illusione. Il grave rischio
  di non poter risolvere il problema dei precari con un tavolo che si
  è  interrotto, e che spero fortemente il Governo vorrà  riattivare.
  Il  pericolo  esiziale è di perdere in tutto o  in  parte  i  fondi
  europei,  danno irreparabile per il futuro della Sicilia. I  nostri
  comuni  sono  costretti  a tagliare sulle spese  fondamentali,  sui
  servi  essenziali (sanità, scuola, trasporti, disabilità). Su tutto
  questo il nostro popolo attende delle risposte.
   Quando  parlo  del nostro popolo non mi riferisco ai dieci  soliti
  codardi  che, sui giornali on line usano l'anonimato per dispensare
  ingiurie  e  minacce,  mi rivolgo al popolo  siciliano,  al  popolo
  siciliano  moderato,  mi  rivolgo al  popolo  siciliano  di  centro
  destra,  al  popolo  delle partita Iva, al  popolo  di  coloro  che
  lavorano e pagano le tasse, al popolo dei precari, al popolo di chi
  spesso,  invano,  attende risposte da una pubblica amministrazione,
  quasi sempre prigioniera di lungaggini infinite.
   Tutto  questo,  gli annunci del Presidente, assai  spesso  rimasti
  spot, qualche volta diventati flop, l'incapacità di molti assessori
  del  suo  Governo, la crisi drammatica della Sicilia, l'assenza  di
  una  strategia  che  faccia ripartire la nostra Terra,  il  rischio
  ormai  più che concreto di perdere i fondi europei, in tutto  o  in
  parte, tutto questo meriterebbe ampiamente un voto di sfiducia.
   Qui,  oggi,  però, Presidente e colleghi, non è in discussione  la
  vita  del  suo  Governo, nei confronti del quale noi esprimiamo  un
  giudizio negativo. E' in ballo il destino della Sicilia, il  futuro
  delle   giovani  generazioni,  il  futuro  dei  nostri  figli.   E,
  d'altronde,  Presidente  dell'Assemblea,  la  distinzione  tra   il
  dibattito e la dichiarazione di voto serve proprio a distinguere le
  due fasi.
   Al  dibattito  seguiranno le dichiarazioni  del  Presidente  della
  Regione  e,  dunque,  le dichiarazioni di voto dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari;  attendiamo  di  ascoltarla  Presidente,  non
  perché  lei  ci  seduca, come testualmente la  invitò  a  fare  nei
  confronti   del  Movimento  Cinque  Stelle  ad  inizio  legislatura
  l'onorevole  Cancelleri, ma per comprendere se  lei  ha  finalmente
  chiara la drammaticità del momento in Sicilia e come il suo Governo
  intenda, eventualmente, affrontarla.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor   Presidente,  signor  Presidente  della   Regione,
  onorevoli  colleghi,  farò  il  mio  breve  intervento,  anche  per
  coerenza rispetto alle mie valutazioni sull'inutilità della  seduta
  d'Aula di oggi.
   Pur  rispettando, ovviamente, le prerogative dei deputati, più che
  dei Gruppi, che hanno presentato la mozione di sfiducia, la ritengo
  una  seduta inutile, tempo sottratto a quest'Aula, che oggi avrebbe
  potuto  discutere dei problemi veri della Sicilia  e  che,  invece,
  discute di una mozione di sfiducia che è stata ordinata da Grillo.
   Questa  è  la verità, non confessata neanche da parte dei deputati
  del  Movimento  Cinque  Stelle  che,  qui,  hanno  svolto  le  loro
  argomentazioni,  continuando  a  discutere  della  validità  di  un
   modello  Sicilia   che non si capisce perché  con  la  mozione  di
  sfiducia, invece, qui, oggi stesso, stanno sotterrando.
   E  la  verità  di  questa  scelta è che, pur  condividendo,  molti
  deputati, forse tutti, del Movimento Cinque Stelle, l'utilità di un
  confronto  democratico  con le forze di  maggioranza,  col  Governo
  della  Regione, sui problemi veri della Sicilia, tutto  ciò  gli  è
  stato,  letteralmente, proibito dal leader del loro Movimento,  che
  risponde  al nome di Beppe Grillo, che ha l'esigenza di  dimostrare
  al  Paese  che  il suo Partito non si contamina mai con  scelte  di
  Governo, né da una parte né dall'altra.
   In  realtà,  con  questa scelta, il Movimento  Cinque  Stelle,  di
  fatto,  ha assunto la decisione di prendere le distanze dal Governo
  Crocetta,   per  schiacciarsi  su  una  posizione  di   opposizione
  irresponsabile  che,  in Sicilia, così come  a  Roma,  non  produce
  nulla, diventando i primi sostenitori di un'azione di retroguardia,
  di  paralisi,  rispetto  al cambiamento che,  invece,  in  Sicilia,
  vogliamo davvero realizzare.
   Ed  allora,  credo  che questo sia il punto  politico  vero  della
  questione  che i Siciliani devono valutare, conoscere,  e  che  noi
  dobbiamo  tenere presente anche per proseguire quest'esperienza  di
  cambiamento  di cui la Sicilia ha tanto bisogno. E tutto  ciò  dopo
  meno di un anno dall'insediamento del Presidente della Regione.
   Onorevoli colleghi, in quest'Aula, abbiamo approvato una legge che
  prevede  la  possibilità di sfiduciare i sindaci  dei  comuni  dopo
  almeno due anni dal loro insediamento, perché abbiamo stimato,  che
  per  fare una valutazione compiuta del lavoro svolto da una  Giunta
  di  Governo,  quello  sia  un  tempo sufficiente,  necessario,  per
  potere,  appunto,  esprimere un giudizio  politico  definitivamente
  contrario e, quindi, proporre una mozione di sfiducia.
   Qui siamo a pochi mesi, non solo dall'insediamento del Governo, ma
  direi  a  poche  settimane  da quando il  Movimento  Cinque  Stelle
  inneggiava,  sostenendo  l'azione  di  cambiamento  del  Presidente
  Crocetta.
   E  in  queste settimane cosa è cambiato? E' cambiato solo  che  il
   guru   Grillo  ha scomunicato l'esperienza del  modello  Sicilia ,
  della possibilità di stabilire un confronto positivo tra il Governo
  Crocetta e tutte le forze parlamentari.
   Io  ho  apprezzato,  lo  dico  senza  infingimenti,  il  senso  di
  responsabilità,  la  capacità di proposta,  di  analisi,  di  molti
  parlamentari di opposizione in queste settimane e in questi mesi, e
  penso che abbiamo dimostrato tutti insieme di avere la capacità  di
  valorizzare  le  proposte  migliori  che  sono  state  avanzate  in
  quest'Aula dai parlamentari, a prescindere dalla forza politica  di
  appartenenza.
   Penso  che  noi su questa strada dobbiamo continuare  a  lavorare.
  Piuttosto che discutere di una mozione di sfiducia sottoscritta  da
  deputati che qui, oggi, sono intervenuti nel motivarla dicendo cose
  esattamente  opposte,  l'uno rispetto  all'altro,  ed  entrando  in
  contrasto perfino su cose molto concrete.
   Abbiamo  ascoltato  il  presidente  della  Commissione  Antimafia,
  onorevole Musumeci, che argomentava sulla necessità di produrre  il
  rilancio  di un piano di investimenti - su questo ovviamente  penso
  tutti  noi  siamo d'accordo - per sviluppare il mondo dell'impresa.
  Ma abbiamo anche sentito l'onorevole Cancelleri dire che è pazzo un
  imprenditore  che  decide oggi di venire ad investire  in  Sicilia.
  Affermazione che certamente non mi trova per niente d'accordo.
   E  delle due l'una, o facciamo un forte appello agli investitori e
  alle imprese per creare nuove opportunità di crescita e di sviluppo
  produttivo in Sicilia, o sosteniamo che è un pazzo chi pretende  di
  venire ad investire in Sicilia.
   Esattamente  il contrario. Eppure sono i due principali  firmatari
  della  stessa  mozione di sfiducia, che non esprimono  un  progetto
  comune,  un progetto politico comune per questa Regione, così  come
  abbiamo ascoltato il Presidente del gruppo Movimento Cinque Stelle,
  Cancelleri,  sostenere l'esigenza di andare oltre le Province  che,
  giustamente, sono state soppresse per accelerarne la riforma - e io
  su questo sono d'accordo - ma abbiamo ascoltato anche il Presidente
  Musumeci dire che invece le Province non andavano soppresse.
   Anche questa è una palese contraddizione.
   E come se non bastasse, anche sul piano più strettamente politico,
  abbiamo  sentito  -  direi  giustamente -  l'onorevole  Cancelleri,
  criticare  il  trascorso ventennio berlusconiano, e  abbiamo  anche
  sentito l'onorevole Falcone accodarsi alle ragioni della mozione di
  sfiducia  del  Movimento Cinque Stelle, che invece ha criticato  il
  modello  berlusconiano  che  Falcone  ha  sostenuto  negli   ultimi
  vent'anni. Tutto è il contrario di tutto. Questa è la verità.
   Per questo dico che questa è una mozione di sfiducia che è perfino
  complicato spiegare nelle proprie valutazioni fatte da chi, qui, ha
  tentato  di  argomentarle ai siciliani,  e  che  ha  un'unica  vera
  ragione,  che  il  Presidente del gruppo Movimento  Cinque  Stelle,
  Beppe  Grillo,  sostanzialmente, deve dare  un  segnale  al  Paese,
  dimostrando che in Sicilia non si collabora col Governo Crocetta.
   Io  credo  che  questo sia un errore, un errore molto  grave,  che
  certamente non possono pagare i siciliani, ed è un errore  che  noi
  non possiamo assolutamente condividere, ma proponiamo una soluzione
  esattamente diversa, anche rispetto ai problemi che tutti  sappiamo
  essere  assolutamente  veri e reali qui in Sicilia:  la  crisi,  la
  disoccupazione,  il  tema del precariato, la necessità  di  portare
  avanti le riforme di cui la Sicilia ha bisogno. Ma la soluzione non
  è una mozione di sfiducia al Governo.
   Vedete,  anche  io  tutti i giorni ascolto  cittadini,  cittadine,
  lavoratori,  lavoratrici, giovani e meno giovani che chiedono  alla
  politica  siciliana di mettere una marcia in più, che  chiedono  il
  rafforzamento dell'azione di Governo per risolvere i loro problemi.
  Nessuno mi chiede le elezioni anticipate, perché c'è la convinzione
  profonda  che  le elezioni anticipate certamente non risolverebbero
  quei problemi dei cittadini.
   E allora la soluzione non è la sfiducia del Governo che porterebbe
  ad  un danno forte per il Governo e per la Sicilia come le elezioni
  anticipate. La soluzione è rafforzare l'azione di Governo, affinché
  il Governo possa meglio rispondere ai bisogni della Sicilia.
   Ho  sentito  anche  il  tentativo di  alcuni  di  strumentalizzare
  politicamente,  in questa fase, il dibattito che  è  in  corso,  il
  chiarimento  che  è  in  corso, fra il  Partito  Democratico  e  il
  Presidente della Regione.
   Capisco anche che, per chi non ha cultura democratica, perfino  il
  confronto  interno  ad un partito non sia facilmente  distinguibile
  rispetto  ad  una rissa; la nostra non è una rissa, è un  confronto
  avviato,  un  chiarimento in corso per mettere,  ancor  meglio,  il
  Governo  della  Regione nelle condizioni di rispondere  ai  bisogni
  veri  della  Sicilia,  convinti come  siamo  che  serva  anche  una
  maggiore  sinergia  tra l'azione di Governo, i Gruppi  parlamentari
  che hanno vinto le elezioni e sono espressione della maggioranza, i
  partiti  che  insieme al Presidente della Regione  hanno  vinto  le
  elezioni, grazie al Presidente della Regione, e il Presidente della
  Regione  che  ha vinto le elezioni grazie ai partiti che  lo  hanno
  sostenuto.
   Questa  è la proposta del Partito Democratico che democraticamente
  stiamo  discutendo  nei  nostri organismi,  nel  confronto  con  il
  Presidente della Regione e che, certamente, porterà a soluzioni che
  saranno positive per la Sicilia stessa.
   Credo  che sia necessario rilanciare il programma con cui  Rosario
  Crocetta  ha  vinto le elezioni in Sicilia, accelerare il  percorso
  delle  riforme,  i  liberi  consorzi  dei  comuni  al  posto  delle
  province, rilanciare la riforma dell'acqua pubblica, che mi  auguro
  quanto prima possa arrivare in quest'Aula perché è uno dei temi più
  sentiti  dai siciliani e che penso, più di qualsiasi altro,  forse,
  caratterizza il programma di Governo di Rosario Crocetta in materia
  di servizi pubblici.
   E  non dimentichiamo che il Movimento Cinque Stelle presiede la IV
  Commissione   Ambiente  e  territorio , con  un  proprio  deputato,
  l'onorevole Trizzino, che ha la responsabilità di presiedere quella
  Commissione  accelerando i lavori affinché  questa  riforma  possa,
  quanto prima, arrivare in Aula.
   Ricordiamo  pure che il Movimento Cinque Stelle non ha  disdegnato
  di  coprire  alcune  poltrone all'interno dell'Assemblea  regionale
  siciliana  subito dopo l'insediamento dell'Assemblea,  poltrone  di
  presidenti,  di  vicepresidenti,  di  segretari  delle  Commissioni
  parlamentari,  cosa  che  non  trovo  scandalosa;  trovo,   invece,
  scandaloso  che  chi  ha deciso di ricoprire queste  poltrone  poi,
  strumentalmente, critichi altri partiti che, invece, ricoprirebbero
  quelle stesse poltrone che loro attualmente ricoprono.
   Più  che di poltrone bisogna parlare di responsabilità di Governo,
  di  responsabilità  che si assumono all'interno  delle  istituzioni
  parlamentari avendo rispetto tutti, reciprocamente, per  il  lavoro
  che  qui  viene svolto, pur mantenendo un distinguo di  valutazioni
  politiche perché così è normale che possa essere.
   Credo  sia  necessario rilanciare le proposte per il  lavoro,  per
  l'occupazione, per lo sviluppo, per i fondi comunitari, al fine  di
  utilizzarli  presto e bene, affrontare insieme, anche nel  rapporto
  con il Governo nazionale e con il Parlamento nazionale, l'emergenza
  dei lavoratori precari dei comuni della Sicilia.
   Credo  che per i comuni, oggi, sia stato un danno che qui  non  si
  siano  discusse,  ad  esempio, le variazioni di  bilancio,  che  ci
  avrebbero  messo  nelle  condizioni di destinare  ai  comuni  della
  Sicilia risorse aggiuntive affinché possano svolgere i servizi  che
  devono  erogare  a  vantaggio dei cittadini ed  ha  fatto  bene  il
  presidente   regionale  dell'Associazione  nazionale   dei   comuni
  italiani,  oggi,  a  stigmatizzare  il  fatto  che  questa  seduta,
  purtroppo, produce un ritardo che è dannoso e negativo per i comuni
  della nostra Regione.
   Credo  che avremmo fatto bene, e faremmo bene, e questa è una  mia
  precisa  richiesta, ad affrontare il tema dell'emergenza  migranti,
  della tragedia di Lampedusa; non possiamo rassegnarci al fatto  che
  sia difficile trovare soluzioni e credo che il Parlamento siciliano
  ed  il  Governo della Regione debbano assumere un'iniziativa  forte
  nei  confronti delle istituzioni nazionali e comunitarie - bene  ha
  fatto  il  presidente  Crocetta  ad incontrare  il  presidente  del
  Parlamento  europeo  -,  ma  credo  che  questa  debba  essere  una
  responsabilità da condividere collettivamente, tutti insieme, al di
  là delle appartenenze politiche.
   Concludo,  so  che domani è prevista la Conferenza dei  Presidenti
  dei   Gruppi   parlamentari;  ritengo  che  sia  quella   la   sede
  istituzionale  in cui i Gruppi parlamentari debbano  sviluppare  un
  confronto utile e positivo affinché quest'Assemblea regionale,  già
  a  partire dalle prossime sedute, possa davvero entrare nel  merito
  delle riforme istituzionali, economiche e sociali di cui la Sicilia
  ha bisogno.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
   A  seguire  l'onorevole Pogliese, l'onorevole Anselmo, l'onorevole
  Di Pasquale, poi riaggiorneremo il calendario degli interventi.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  intanto
  volevo  esprimere la mia contentezza perché un'Aula così piena  con
  tutti gli Assessori presenti è una cosa davvero rara.
   Vorrei  ricordare  all'onorevole Lupo che se i lavori  sono  stati
  bloccati  per  settimane,  per  mesi,  rallentati  dall'assenza  di
  deputati  o  assessori,  questa cosa non è imputabile  a  noi  come
  Gruppo  perché  siamo  abbastanza  presenti,  quindi  discutere  la
  mozione  può essere un'occasione per incontrarsi dopo mesi che  non
  ci  si  vede, dopo che non vedevamo il presidente Crocetta  dal  13
  agosto,  dopo  che abbiamo appreso dai giornali che lei,  onorevole
  Lupo,  ha  avuto qualche problema con lui, ha lanciato anche  delle
  accuse abbastanza pesanti che l'onorevole Musumeci ci ha illustrato
  e che non vorrei ripetervi.
   Ed  è un miracolo anche che, in questi giorni in cui si avvicinava
  la mozione, la gara degli spot, degli slogan che poi erano flop, si
  è  fatta  sentire, quindi, ci siamo accorti che abbiamo  una  spesa
  farmaceutica da monitorare, è sembrato che il discorso  incalzasse,
  che  si  acceleri la rivoluzione, quindi, ben vengano  le  mozioni,
  facciamone  una ogni due mesi così ci diamo un ritmo più incalzante
  e forse dagli spot si potrà passare alle cose più concrete.
   Con  grande  tristezza, oggi, ho sentito attribuire ai caselli  di
  Cassibile  le accuse infamanti di essere coinvolti con la  malavita
  organizzata e con la mafia. Alla fantasia non c'è limite;  va  bene
  che   il  Presidente stava parlando con dei giornalisti  stranieri,
  quindi,  magari  non  hanno capito bene,  però  attribuire  questo,
  invece di dire che ci sono stati degli ingegneri incapaci, qualcuno
  fuori  di  testa che ha pensato di costruire quelle gabbie  in  cui
  passano  altre  migliaia  di siciliani,  quindi,  rispetto  per  il
  Presidente  ed i colleghi della scorta che hanno avuto l'incidente,
  ci  mancherebbe, ma da lì passano un sacco di siciliani ogni giorno
  e  nessuno  si  era  preoccupato di  segnalare  la  cosa,  a  parte
  l'onorevole Zito che, purtroppo
   Se  suona  il  telefono è Beppe, ma riagganciate;  sapete  noi  ci
  sentiamo  continuamente,  lui mi dice cosa  fare,  cosa  non  fare,
  insomma  non  siamo abituati a queste gerarchie, noi,  mi  dispiace
  dirvelo, non riceviamo telefonate dall'alto, quindi, non ci  potete
  applicare certi modelli perché non li conosciamo.
   Saranno  state poche persone che hanno cliccato per  scegliere  se
  fare la mozione o non farla, ma di certo è qualcosa di inedito  che
  non appartiene ai partiti, di solito i clik arrivano dall'alto, noi
  saranno  stati in pochi, ma almeno non provenivano  da  due  o  tre
  persone, era una bella base e dopo un'Assemblea molto partecipata e
  vi devo dire che, purtroppo, anche persone che non so se sono stati
  elettori  del Movimento Cinque Stelle, forse neanche mi  conoscono,
  in  quanto  ancora  abbiamo delle facce  anonime  e  così  vogliamo
  rimanere: cittadini come gli altri.
   Ebbene,   ovunque  si  vada  dal  barbiere,  dal  macellaio,   dal
  fruttivendolo,  non vedo facce contente, ma no contente  perché  le
  persone  dopo  un anno potevano aspettarsi di avere  più  soldi  in
  tasca,  più certezze; lo sappiamo non esistono maghi, ma  avere  la
  percezione  che qualcosa stia cambiando, e mi rivolgo non a  quelli
  che  hanno  firmato, ma a quelli che non hanno firmato. Ebbene,  se
  voi  avete  la  percezione dal di dentro, visto  che  avete  questo
  rapporto privilegiato con il Presidente - ogni tanto avete  qualche
  scaramuccia, ve ne dite quattro, però ora avete fatto pace,  subito
  dopo le nomine della Commissione Affari Istituzionali e subito dopo
  non  so che cos'altro -, ora che andate d'accordo, se voi avete  la
  percezione  e  vi  assumete la responsabilità che  continuare  così
  porterà  un  beneficio a quelli che hanno i figli  disabili  e  non
  hanno  i  trasporti,  a  quelli che a  mezzanotte  facevano  corteo
  davanti  al palazzo d'Orleans ed a tutte le persone che, in  questi
  mesi,  abbiamo visto lì sotto e quelli che non abbiamo visto perché
  non hanno le risorse per venire qui, se pensate che state lavorando
  per il loro bene, continuiamo così.
   L'onorevole  Malafarina, che non è presente, prima, ha  detto  una
  frase  che mi ha sconcertato cioè che gli assessori non sono  delle
   cime ,  beh, ci si deve riprendere dal sentire queste  cose.  Sono
  certa  che  gli  assessori si spaccano in quattro dal  lavoro,  che
  hanno trovato di tutto e di più, ma il problema è: hanno la forza e
  la  libertà di ribellarsi alle schifezze che trovano oppure  devono
  fare  dei  tagli  dove potrebbero lasciare stare e  lasciare  stare
  tranquille delle zone d'ombra.
     Il  problema non è se sono capaci o non sono capaci, è  se  sono
  liberi  di fare, perché vedere dove ci sono schifezze è facile  per
  tutti, il problema è, poi, riuscire ad essere efficaci, quindi,  se
  voi  pensate che stiamo andando in questa direzione, oggi,  abbiamo
  perso  una  giornata, la mettiamo in conto insieme alle decine  che
  gli  altri ci avete fatto perdere, questo è semmai il primo  spreco
  che  facciamo se lo considerate uno spreco, ma se voi  pensate  che
  non  stiamo invertendo la rotta non sarà una chiamata alle  urne  a
  fare  morire la Sicilia, non sarà richiamare le persone  alle  urne
  che  ci  farà  indietreggiare e, quindi, un atto di responsabilità,
  non  sarà  questo  a farci perdere i soldi della  Comunità  Europea
  perché  già  a questo siamo stati bravissimi come Parlamento,  come
  Governo  eccetera,  già  ci  stanno  pensando  loro  a  non  potere
  riportare nei ranghi una situazione che era già a pezzi.
   Poi,  insomma,  avevo preso tanti appunti,  i tacchini  che  hanno
  paura  del Natale, poi dopo ne riparleremo e, poi, tante  volte  ci
  avete  detto  che  abbiamo accettato delle  poltrone.  Noi  abbiamo
  accettato  delle  poltrone che ci spettavano da Regolamento  perché
  anche le opposizioni, se qualcuno lo ha dimenticato, hanno il  loro
  ruolo,  però vi ricordo, carissimi onorevoli, che siamo  stati  gli
  unici  che,  spontaneamente,  tranne  l'errore  madornale,  abbiamo
  rinunciato a quei soldi e non li abbiamo messi per fare beneficenza
  nel nostro Paese, li abbiamo restituiti all'Assemblea Regionale.
   Infatti,  sia l'onorevole Zito, che l'onorevole Trizzino,  insomma
  gli  altri  che sono sottosegretari di qualcos'altro hanno  firmato
  per  rinunciare  a quell'emolumento che gli spettava in più, perché
  già riteniamo che fare il Deputato sia un onore e non riteniamo che
  occorra mettere altri soldi, a parte quelli che tratteniamo  e  che
  mettiamo, poi, nel Fondo del Microcredito.
   Visto  che c'è l'occasione e non li vedo spesso e poi ho concluso,
  l'unica   nota,  vorrei  sollecitare  gli  Assessori,   l'assessore
  Bonafede  ad  intraprendere finalmente, in effetti, mi ossessionano
  con  la  legge sulle IPAB, 1.700 persone. Voi il 30 novembre  avete
  fatto  una  delibera, però domani fa un anno e già  il  disegno  di
  legge,  non  so  se  l'avete confrontato  e,  quindi,  se  ci  sarà
  opportunità datevi una mossa, altrimenti lo faremo noi

   ANSELMO. Ma, se votiamo la sfiducia

   FOTI.  Onorevole  Anselmo, questa ironia non ci  sta  per  niente,
  stiamo  parlando  di 1.700 persone che aspettano  da  un  anno.  Ho
  concluso, signor Presidente.

   PRESIDENTE  .  E' iscritto a parlare l'onorevole Pogliese.  Ne  ha
  facoltà.

   POGLIESE.  Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,  sarò
  estremamente  sintetico,  ma  mi  sembrava  assolutamente  doveroso
  intervenire  in  un momento molto importante di questa  legislatura
  quale certamente è la presentazione di una mozione di sfiducia  nei
  confronti del Presidente della Regione che, al di là dell'esito, al
  di  là  dell'approvazione  o  meno di questo  importante  documento
  politico, è assolutamente sintomatico per testimoniare il  giudizio
  complessivo  che  gran  parte dell'opinione  pubblica,  che  qui  è
  rappresentata  dai proponenti di questa mozione,  non  soltanto  da
  essi, esprime nei confronti di Crocetta e del suo Governo.
   Chi  vi parla fa parte di un Gruppo parlamentare che, come è stato
  ricordato  dall'onorevole  Falcone,  dopo  un'articolata   riunione
  decise  di  fare  un  appello ai proponenti di  quella  mozione  di
  sfiducia,   al  Movimento  Cinque  Stelle,  alla  Lista   Musumeci,
  chiedendo che venisse posticipata soltanto di qualche mese, laddove
  avevamo  già espresso un giudizio positivo nel merito della mozione
  ma,  laddove avevamo, altresì, espresso l'opportunità di  rinviarla
  successivamente all'approvazione del bilancio, della finanziaria  e
  della nuova programmazione europea.
   Una volta che quell'appello non è stato accolto, era assolutamente
  fisiologico  che  il Gruppo parlamentare del PDL sottoscrivesse  in
  pieno ciò che è stato riportato all'interno di quella mozione.
   Aggiungerò  alcune  riflessioni dopo  una  dovuta  premessa.  Sono
  perfettamente consapevole - mi spiace che non ci sia il  Presidente
  della  Regione - che oggi, più di ieri, sia difficile governare  la
  nostra  Regione, è il momento più emergenziale come è  puntualmente
  testimoniato dagli ultimi dati esternati dallo SVIMEZ,  di  cui  ha
  parlato anche l'onorevole Musumeci.
   Ciò che ha caratterizzato questo primo anno di governo Crocetta  è
  assolutamente evidente.
   Questo   primo  anno  di  governo  Crocetta  si  è  caratterizzato
  esclusivamente per la politica degli annunci, delle enunciazioni di
  principio,  di proclami, di propositi - più o meno condivisibili  -
  ma  a  cui  non  sono  mai  seguiti atti  parlamentari,  iniziative
  legislative, atti amministrativi. Il più delle volte,  con  battute
  ad  effetto,  troppo  spesso sopra le righe,  senza  che  a  questi
  seguissero atti parlamentari o amministrativi.
   L'agenda  politica è stata dettata dalla partecipazione a  qualche
  talk show televisivo, a qualche dichiarazione che è stata esternata
  durante  qualche  talk  show televisivo anche  nazionale,  penso  a
  quanto  accaduto  da  Giletti  quando Crocetta  ha  sconfessato  se
  stesso,  laddove avviò il percorso di eliminazione  delle  province
  regionali,  a  distanza  di  qualche giorno,  di  quanto  disse  in
  pubblici comizi, durante convegni organizzati nella sua provincia e
  nelle  altre  province  siciliane in  cui  parlava  esattamente  un
  linguaggio opposto, ovvero mirante a rafforzare le competenze delle
  province,  certamente,  non  ad  immaginare  l'eliminazione   delle
  stesse.
   Basti  pensare  alle  vagheggianti dichiarazioni  in  merito  alla
  necessità di creare una compagnia aerea siciliana, mettendo le  ali
  agli  autobus  dell'AST  senza benzina, senza  risorse  per  potere
  sostituire  i  pezzi di ricambio a causa di negligenze,  non  certo
  dell'AST, ma della Regione siciliana.

   CRACOLICI. Ma si vola con le ali

   POGLIESE.  Basti pensare, onorevole Cracolici, alle  dichiarazioni
  relative al MUOS.
   Chi  vi  parla - e lo dico con chiarezza - pur avendo condiviso  e
  sottoscritto alcuni documenti parlamentari, mi riferisco ad  alcune
  mozioni  che  sono  state  approvate da  quest'Aula,  in  questa  e
  nell'ultima  legislatura,  miranti  a  chiedere  la  revoca   delle
  autorizzazioni,   una  volta  pervenuto  il  parere   dell'Istituto
  superiore della sanità, sono fermamente convinto che non  ci  fosse
  strada diversa rispetto a quella imboccata dal Governo regionale.
   In  questo,  probabilmente, sono in dissenso rispetto  a  ciò  che
  pensano i miei amici del Movimento Cinque Stelle.
   Ciò   premesso,   credo   non  sia  condivisibile   ciò   che   ha
  caratterizzato i mesi precedenti di quel famoso parere,  di  quella
  famosa  data,  il  18  luglio 2013, quando pervenne  questo  parere
  dell'Istituto  superiore della sanità. Ovvero,  mi  riferisco  alle
  puntuali  dichiarazioni  che il presidente  Crocetta  ha  esternato
  laddove,  cito  testualmente, disse:  Gli americani si  rassegnino,
  devono passare sul mio cadavere. Il MUOS non si farà mai  e facendo
  anche  immaginare un rischio concreto alla sua incolumità per colpa
  degli   agenti  della  CIA  o  di  qualche  esponente  della  mafia
  siciliana.
   E,  tutto  questo, anche in occasioni ufficiali in  cui  bisognava
  parlare di tutto fuorché del MUOS di Niscemi.
   Mi  riferisco a ciò che è accaduto a Gela, il 10 luglio 2013, data
  in cui si sono tenute manifestazioni di commemorazione per i caduti
  dello   sbarco  del  1943,  in  cui  accadde  un  grave   incidente
  diplomatico.  O  a  tutto ciò che è accaduto  in  merito  al  tanto
  agognato  articolo 37 del nostro Statuto, quello che sancisce,  per
  intenderci, il diritto per la nostra Regione di incassare le  tasse
  delle  società  aventi sede legale altrove, operanti  nella  nostra
  Terra.  Una  battaglia storica in applicazione ad un  articolo  del
  nostro  Statuto  mai  vinta  da  nessun  Governo  e  che  Crocetta,
  nell'aprile  del  2013,  sbandierò come  grande  vittoria  del  suo
  Governo.
   Anche   il   sottoscritto,   insieme  a   molti   altri   colleghi
  dell'opposizione,  quando lessero quel lancio ANSA  espressero  una
  valutazione assolutamente positiva. Crocetta è riuscito a fare  ciò
  che altri non erano riusciti a fare.
   Ma quando, poi, abbiamo letto il testo del decreto legge 35 dell'8
  aprile 2013, ebbene abbiamo scoperto l'ennesimo bluff di Crocetta e
  della  sua  Giunta  laddove l'articolo 11, cito  testualmente:   In
  attuazione  dello  Statuto è attribuito alla Regione  siciliana  il
  gettito   delle   imposte  sui  redditi  prodotti   dalle   imprese
  industriali  e  commerciali aventi sede legale fuori il  territorio
  regionale   per 48 milioni per il 2013, per 49.2 per il  2014,  per
  52.8 per il 2015.
   Ebbene,  l'articolo  successivo,  all'interno  di  questo  decreto
  legge,  la  copertura  di  queste esigue  somme  viene  determinata
  attraverso  minori  trasferimenti  dovuti  dallo  Stato   centrale,
  esattamente fino a concorrenza dei 49 milioni, dei 50.2 e dei 52.8.
   Questo  è  l'ennesimo bluff coerente con il percorso tracciato  da
  questo Governo in questi ultimi dodici mesi.
   Per   non  parlare  poi,  e  mi  avvio  alla  conclusione,   delle
  entusiastiche dichiarazioni con cui ha accompagnato  la  nomina  di
  due  grandi personalità del mondo culturale, scientifico siciliano.
  Mi  riferisco a Franco Battiato ed Antonino Zichichi che,  poi,  in
  realtà,   si   sono   caratterizzati  esclusivamente   per   alcune
  discutibili  dichiarazioni  sulle   donnine   in  Parlamento  o  su
   Archimede ,  che  non  hanno prodotto assolutamente  nulla  o  per
  meglio  dire,  parafrasando Zichichi che hanno prodotto  il   nulla
  cosmico   all'interno  di due strutture di fondamentale  importanza
  per  la  nostra  Regione  quali certamente  sono  l'Assessorato  al
  turismo ed ai beni culturali.
   Non è che sia andato meglio con il sostituto di Battiato, ma credo
  che  ciò  che è accaduto in quei primi quattro mesi dell'esperienza
  Crocetta sia assolutamente evidente a tutti.
   Per  non  parlare  poi della costante assenza da  parte  di  molti
  Assessori della sua Giunta durante i lavori parlamentari che  hanno
  paralizzato i lavori di questa Assemblea.
   Per  non  parlare  poi  di  alcuni  atti  di  indirizzo  approvati
  all'unanimità  da  questo Parlamento che, molte volte,  sono  stati
  assolutamente  disattesi.  Penso alla  vicenda  dell'IRSAP  che  ha
  determinato  la  paralisi  della  I Commissione  e  successivamente
  dell'Aula per oltre due mesi.
   Ecco  perché credo che questa mozione non può non essere votata  e
  mi  auguro, comunque, che, al di là dell'esito finale della stessa,
  possa  produrre un effetto positivo ovvero che da domani  si  possa
  cambiare  rotta. Ne va dell'interesse della nostra Terra a  cui  il
  presidente  Crocetta dichiara puntualmente di essere  visceralmente
  legato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Anselmo.  Ne  ha
  facoltà.

   ANSELMO.  Signor  Presidente, Governo, Presidente  della  Regione,
  onorevoli colleghi, sarò concisa perché molto è già stato detto.
   Vorrei  partire  proprio  dall'ultimo  intervento  della  collega,
  onorevole Foti.
   La  mia  non era ironia. Però, certo mi stranizza che un  deputato
  che  oggi presenta una mozione di sfiducia e che è qui in Aula  per
  dire a questo Governo sostanzialmente:  hai fallito, devi andartene
  a  casa',  contestualmente, mentre sostiene da  questo  scranno  la
  mozione di sfiducia, chiede al Governo l'aiuto per le IPAB.
   E poi rammento - onorevole Foti - che i 1.700 operatori delle IPAB
  non sono un suo appannaggio; il Governo già se n'è occupato.
   L'assessore Bonafede ha istituito dei tavoli tecnici,  ha  pensato
  al  riordino  delle  IPAB   e  il disegno  di  legge  è  già  stato
  presentato - mi corregga Assessore se sbaglio - alla Giunta per  il
  successivo iter.
   Quindi, il Governo lavora e questo potrebbe aprire  la lista delle
  cose  che questo Governo ha fatto; perché oggi siamo qui, sono qui,
  a lamentarsi tutti di ciò che questo Governo non ha fatto. Potremmo
  iniziare dall'elenco delle cose che ha fatto, ma perderemmo tempo.
   Perché credetemi, onorevoli colleghi, in un momento così delicato,
  credo che, oggi, stiamo rubando del tempo, stiamo rubando del tempo
  agli  assessori, al nostro Presidente della Regione e anche a tutti
  noi;  con tutto il rispetto per il dibattito parlamentare che  fino
  ad  ora  ho  attenzionato ed ho seguito gli interventi  con  grande
  interesse,  mi  permetto  di  ricordare,  soprattutto  ai  colleghi
  sfiducianti  che  abbiamo  da  fare cose  ben  più  importanti  che
  discutere di ciò che non si è fatto fino ad ora.
   Certo un'espressione è ricorrente e comune a tutti gli interventi:
  l'interesse  dei  siciliani. L'interesse dei  siciliani  che,  qui,
  viene  messo  al  primo posto; non c'è un solo  intervento  in  cui
  l'interesse  dei siciliani non è stato menzionato  e  non  è  stato
  messo  al primo posto del nostro obiettivo e del nostro lavoro  qui
  in Aula.
   E,  allora, chiedo - proprio nell'interesse dei siciliani - perché
  non  torniamo nelle Commissioni a lavorare per loro? Perché in Aula
  non  discutiamo  tutti i disegni di legge, sia quelli  governativi,
  sia  quelli presentati da illustri colleghi che sono in quest'Aula,
  che  tanto  potrebbero cambiare la nostra Terra e che,  oggi,  sono
  bloccati  in  Commissione perché siamo in una empasse  da  cui  non
  riusciamo ad uscire.
   Per  esempio  so che ci sono tanti disegni di leggi dell'assessore
  Cartabellotta bloccati nelle Commissioni di competenza e  quello  è
  un Assessorato importante per lo sviluppo della nostra Terra.
   E,  allora, oggi, qua, non abbiamo l'opportunità di dire a  questo
  Governo:   hai fallito, vai a casa'. Io voglio girare  la  cosa  in
  positivo.  Sono  abituata  a vedere il bicchiere  mezzo  pieno.  Io
  voglio  dire  che,  qui,  oggi, abbiamo l'opportunità,  invece,  di
  chiedere  al Governo di starci più vicini che mai, di non andarsene
  e  di  continuare  la  rivoluzione che il  presidente  Crocetta  ha
  iniziato e che abbiamo sostenuto tutti in campagna elettorale.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.
   Onorevole  Dipasquale, le faccio presente che il suo Gruppo  ha  a
  disposizione undici minuti e ho iscritti a parlare del  suo  Gruppo
  anche  gli  onorevoli Coltraro, Oddo e chiaramente  il  Capogruppo.
  Quindi, regolatevi fra di voi, perché gli uffici hanno disposizione
  che al compimento dei trenta minuti non vi è più la possibilità  di
  intervenire.

   DIPASQUALE.  Già  ci  siamo regolati e ringrazio  i  colleghi  per
  avermi ceduto il loro spazio.
   Signor  Presidente,  Assessori, grazie  anzitutto  per  la  vostra
  presenza.  Onorevoli colleghi, dieci mesi fa è iniziata  l'attività
  politica di questo Governo e di questa maggioranza.
   Avevamo   trovato  una  Sicilia  con  una  situazione  finanziaria
  disastrosa  e  devo dire che grazie all'assessore per l'economia  -
  che  io  dico ce lo ha mandato il cielo, l'ho detto già più di  una
  volta  -   siamo  riusciti a chiudere un bilancio  che  non  poteva
  essere chiuso. Siamo riusciti a chiudere una finanziaria che  aveva
  un miliardo di euro di buco e non sono chiacchiere.
   Noi  eravamo davanti al fallimento della Sicilia ed abbiamo  avuto
  la possibilità, e questo lo dico  davvero perché  vedete, chi parla
  non  ha  ricevuto  niente, né da questo Presidente,  né  da  questo
  Governo
                     (Brusìo dai banchi dell'Aula)

   DIPASQUALE. e vedete cari amici, forse qualcuno scambia l'Aula per
  il  bar. Io ho troppo rispetto dell'Aula per accettare questo  tipo
  di  provocazioni.  Io  sfido chiunque a salire  qui   e  da  questo
  pulpito  dire  cosa io ho ricevuto. Io ho messo in  discussione  il
  futuro  politico. Mi sono dimesso da sindaco, candidandomi  in  una
  lista dove non avevo neanche il 5 per cento e l'ho fatto perché  ho
  creduto  in  quest'uomo e l'ho fatto senza avere  nulla,  oggi,  il
  sottoscritto,  per accordo scritto poteva ricoprire  il  ruolo  nei
  banchi  del  Governo,  cosa che non ho  voluto,  cosa  che  non  mi
  interessa,  cosa che, mi permetto di dire,  cari colleghi,  che  il
  sottoscritto  non ha né ruoli nel  gruppo né ruoli in  Commissione.
  Nulla.  Quindi parlo da uomo libero. Quando il sottoscritto ritiene
  davvero  di  avere  avuto una grande fortuna  nell'avere  avuto  un
  assessore  per l'economia che ha messo in condizione di salvare  la
  propria  terra, un assessore che ha lasciato la sua  famiglia,  che
  con grandi sacrifici,  venendo  qui per garantire

                     (Brusìo dai banchi dell'Aula)

   DIPASQUALE.   Presidente,  è  davvero impossibile  intervenire  in
  questo contesto.
   Mi  dispiace perché io ho seguito tutti con estremo silenzio e con
  grande tolleranza.
   Ritengo  che sia stata importante una finanziaria che ha  permesso
  il  taglio del 20 per cento delle spese di funzionamento. Questa  è
  la  finanziaria che è stata fatta da questo Governo e che  è  stata
  fatta da questo assessore.
   Un'altra  cosa.  Lo  dico da ex sindaco.  Il  patto  di  stabilità
  verticale, mi permetto di dire che proprio nel primo intervento che
  ho  fatto in quest'Aula era presente l'Assessore agli Enti  Locali,
  ricorda assessore quando le dissi  scadrà il termine per poter fare
  il  patto di stabilità verticale, interveniamo? . L'avete fatto, lo
  ha  avviato  l'assessore per l'economia in collaborazione  con  gli
  Enti Locali ed è diventata realtà, cosa che i sindaci chiedevano  e
  volevano da tempo.
   Io   ho  un  grande  sentimento  di  riconoscenza   nei  confronti
  dell'Assessore   Bartolotta,  perché   grazie   al   suo   impegno,
  finalmente,  la  provincia  di  Ragusa  che  non  ha  un  metro  di
  autostrada,  un metro, vergogna, di autostrada, grazie  all'appalto
  della  Siragusa-Gela,  amici  non  sono  chiacchiere,  leggete   le
  delibere, leggete le gazzette, è in appalto, e  184 milioni di euro
  di  cui  54  milioni  di euro verranno appaltati  entro  il  31  di
  dicembre.
   Questi  sono  fatti compiuti, cari amici, che non  può  nascondere
  nessuno insieme alla Caltanissetta il primo tratto, per 499 milioni
  di euro, insieme alla Palermo-Agrigento per 296 milioni di euro.
   Mi  permetto  di fare qualche accenno perché i minuti sono  troppo
  pochi,  ma   non potevo perdere il piacere di ascoltare l'onorevole
  Malafarina e quindi molto tempo lo abbiamo concesso  a lui.
   Così   come  ringrazio  l'assessore   Sgarlata  che  grazie   alla
  dichiarazione  fatta  con  il  Presidente  della  Regione,   faccio
  riferimento  ai  soldi  POIN,  sbloccati nel maggio  2013,  con  il
  ministro  Trigidio,  siamo  riusciti a  sbloccare  risorse  per  21
  milioni  di  euro avremo alla fine un gettito e la  possibilità  di
  utilizzo per 114 milioni di euro, soldi che sono già in appalto  vi
  faccio  un esempio, il convento di Iesu, a Ragusa, per settemilioni
  di euro è già in appalto all'UREGA, quindi, fatti concreti e questo
  in dieci mesi.
   Ringrazio   il   lavoro   svolto  dall'assessore   Bonafede,   con
  l'istituzione dei cantieri di servizio, guardate che già  i  Comuni
  stanno  raccogliendo le istanze per dare un minimo  di  risposta  a
  quelle che sono le esigenze principali, quelle fondamentali.
   L'intervento fatto dall'assessore per il  turismo che  deve  anche
  girare,  onorevole Falcone, però è finito, non  è  come  prima  che
  giravano  con  figli,  nipoti, nonni, amici, delegazioni  a  carico
  della Regione, gratis. Non a carico nostro. Non a carico nostro
   E  lo  fanno nell'interesse della nostra terra  Smettiamola questa
  ironia sciocca, banale che non serve a nessuno.
   Grazie  per i cinquantuno milioni di euro per l'edilizia sportiva,
  grazie per l'aeroporto di Comiso.
   Chiacchiere  erano. Fermo, bloccato. Quanti saranno gli  aeroporti
  che  si  apriranno  in Italia. Quanti? Quanti se ne  apriranno?  Lo
  vedremo alla fine dei cinque anni. L'aeroporto funziona e grazie al
  presidente  Crocetta  e grazie all'assessore al  turismo  e  grazie
  all'assessore  Bartolotta  e  alcuni  interventi  che  hanno  fatto
  velocemente, è diventato una realtà, così come quello che  è  stato
  fatto alla sanità.
   Non  vi  dimenticate lo scandalo dei pannoloni, non vi dimenticate
  la  riforma,  non vi dimenticate l'ultimo intervento  che  è  stato
  fatto. Non dimenticate il taglio con la politica legata, se non  al
  malaffare che sicuramente c'era anche, almeno alla buona creanza.
   Oggi  tutto questo c'è, così come il lavoro fatto dal   territorio
  ed  ambiente'  che  non è vero che le somme della comunità  europea
  utilizzate sono del 5 per cento.
   Leggetele  le  carte, 136 milioni di euro su 230, ma  quali  carte
  leggete? Il 60 per cento della spesa, è giusto o no?
   Leggetele  e  guardate che avrete difficoltà, mi  rendo  conto,  a
  trovare   quelli  che  sono  gli  elementi,  forse  su  questo,   e
  perdonatemi  assessori, cercate di dare maggiore comunicazione.  Io
  me le cerco su internet, però aiutatemi anche in questo.
   Così  come  la  formazione,  il lavoro che  ha  fatto  l'assessore
  Scilabra  che,  nonostante la giovanissima età, ha  sin  da  subito
  dimostrato   determinazione  e  forza  e,  insieme  al   presidente
  Crocetta, un taglio a quello che era il malaffare in Sicilia.
   Ha  fatto un taglio a quella che era un'azione clientelare.  Senza
  guardare  nessuno,  e  quando  dico nessuno,  nessuno,  neanche  le
  persone più vicine.
   Si può pensare di sfiduciare un presidente della Regione che viene
  considerato  un riferimento positivo dallo scenario nazionale,  dai
  mass-media  internazionali  e noi qui lo  sfiduciamo  perché  è  un
  presidente di Regione che si occupa di slogan perché fa solo spot e
  non è vero, perché è un presidente della Regione che non ha nulla a
  che fare con il malaffare.
    Nessuno di voi qui dentro si può alzare, venire qui e accusare il
  presidente  Crocetta  ed il suo Governo, di  essere  interprete  di
  azioni criminali, criminose e chissà che cosa.
   Mai  abbiamo avuto questa visibilità all'esterno di un  presidente
  serio.
   Mai l'abbiamo avuto. Quindi, sicuramente, cari amici, c'è qualcosa
  che non va.
   Io  lo  dico  con  rammarico perché ho molta stima del   Movimento
  Cinque  Stelle' e di tutto il gruppo dei ragazzi e ritengo  che  ci
  sia dietro un'azione rivolta a strumentalizzare il vostro operato e
  non ve ne state rendendo conto.
   Perché,  questa  azione di rinnovamento della  Sicilia,  è  troppo
  banale  mettere in discussione un presidente della Regione dopo  un
  anno. E' troppo sciocco.
   Quali  sono  le  logiche? Di tutto si viene a  sentire.  Cos'è  un
  problema    della   vecchia   Confindustria,   contro   la    nuova
  Confindustria, della Confindustria che non denunziava,  rispetto  a
  quella  che denunzia, rispetto a quella che manda fuori coloro  che
  non   rispettano  le regole perché c'è chi dice che questa  mozione
  sia nata proprio a Caltanissetta. C'è chi dice che questa mozione è
  frutto  del  potere,  ed è il frutto della stanza dei  bottoni  che
  questo Governo sta combattendo e con cui sta lottando.
   Mi  aspetto e mi aspettavo cosa diversa ma attendo ancora  che  si
  vadano  ad  individuare alcuni punti chiari ben  determinati  e  su
  questo si chieda al Governo tempi chiari, certi affinché si possano
  determinare...

   PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare l'onorevole Fazio,  a  seguire
  gli  onorevoli Raia, Zito, Giovanni Greco e  Ragusa.  Questo  è  il
  calendario  degli  interventi in base ai minuti a  disposizione.  I
  minuti assegnati ad ogni  Gruppo verranno tutti consumati.

   FAZIO.  Signor  Presidente, sarò abbastanza  breve  e  soprattutto
  eviterò di ripetermi.
   Credo  che  nell'ambito degli interventi che  si  sono  susseguiti
  sicuramente  è  difficile per la cittadinanza  comprendere  chi  ha
  torto  e  chi  ragione. Dove sta la parte del torto e dove  sta  la
  parte della ragione.
   Ho  ascoltato un intervento che mi ha preceduto e che ha  definito
  questa  di oggi  inutile'. Credo che, sostanzialmente, se questo  è
  un  dibattito  inutile, penso che lo sia stato tutta una  serie  di
  altri  dibattiti  e  incontri che si sono susseguiti  negli  ultimi
  giorni, negli ultimi mesi dopo le ferie.
   E  ce  lo dobbiamo dire chiaramente, non per colpa del Parlamento.
  Quante  volte  l'Assemblea  è stata aperta  e  chiusa  per  diverse
  motivazioni  anche e soprattutto per la mancanza  degli  assessori,
  ovviamente, all'adunanza.
   Non  sono tra coloro i quali intende accusare il Presidente  della
  Regione   e   questo  Governo  di  tutti  i  mali  che  attualmente
  attraversano la Sicilia. Credo che siano distribuibili  nell'ambito
  dei  governi che ci hanno preceduto e che però la situazione  si  è
  aggravata sempre più fino a diventare quasi un cancro difficile, in
  qualche modo,  da eliminare.
   E'   vero,  ci  aspettavamo  dal  Presidente  della  Regione   che
  sicuramente si è presentato agli elettori che per questo  lo  hanno
  premiato,   in quanto un presidente del cambiamento, della  svolta,
  sinceramente  devo ritenere che l'attività fino  a  questo  momento
  svolta,  non ha soddisfatto non solo me, ma credo la maggior  parte
  dei siciliani, non fosse altro perché, credo, che la situazione che
  stiamo attraversando è una situazione straordinaria e straordinario
  deve  essere l'impegno da parte del Governo a risolvere i  problemi
  che ogni giorno sono agli occhi di tutti.
   I siciliani si aspettano una maggiore attenzione ai loro problemi.
  I  siciliani si aspettano un'Amministrazione regionale che sia  più
  efficiente  e  che invece rimane inerte nell'ambito  delle  diverse
  problematiche che vengono affrontate.
   Che  dire  della  situazione della sanità?  Che  dire  laddove  la
  maggior parte dei dipendenti della sanità ormai  è diventata  quasi
  precaria, come è possibile immaginare un servizio efficiente  se  a
  costoro  non  si danno  assicurazioni per quanto riguarda  il  loro
  futuro?
   L'ultimo  provvedimento è l'ulteriore proroga alle tante  proroghe
  che francamente sono state assentite in quest'Amministrazione.
   Che  dire  di una serie di istituzioni che non hanno funzionato  e
  non  continuano a funzionare eppure c'era stato l'impegno da  parte
  del  Presidente  della Regione, in persona, di importanti  riforme,
  cosiddette  epocali. Mi riferisco alla riforma degli IACP,  non  ne
  abbiamo saputo più niente. Io credo che sia necessario veramente un
  maggiore  impegno, forse più concreto di quanto effettivamente  sia
  stato fatto.
   Ciò  nonostante, nonostante la mia posizione critica,  vorrei,  io
  credo  di  essere stato eletto per rappresentare il  territorio,  i
  miei  concittadini,  per   svolgere il lavoro  di  cui  sono  stato
  chiamato in maniera molto più proficua di quanto lo sto svolgendo e
  non  per  colpa mia, e credo che, nonostante la posizione  critica,
  non penso e non sono tra coloro i quali quella prospettata oggi sia
  la soluzione al problema e per diverse ragioni,  alcune delle quali
  sicuramente evidenziate.
   Ritengo  che sia troppo presto, dieci mesi,  un termine del  tutto
  insufficiente  per comprendere se effettivamente ci sia  la  voglia
  del cambiamento e ci sia l'impegno concreto e fattivo.
   Credo  che  necessita di una maggiore fiducia affinché in  qualche
  modo  possa  veramente  concretizzare quello  che  ha  prospettato,
  quello che ha anticipato, quello che ha promesso e che lo renda poi
  attuativo.
   Non  posso  non evidenziare, per ultimo, la mia posizione  critica
  per  quanto  riguarda  la riforma della Provincia  che  ha,  a  mio
  avviso,   aggravato  la  già  situazione  critica  e  grave   delle
  istituzioni, mandando nel panico tantissimi dipendenti  pubblici  e
  che  oggi,  a  distanza  di pochi mesi dal termine,  normativamente
  previsto, non ha visto nessuna iniziativa di carattere concreta per
  comprendere come si intende affrontare il tema e il problema.
   Da  ultimo, onorevole Presidente, io credo che molti problemi  lei
  li affronti in termini sommari e approssimativi. Mi ha sorpreso,  e
  lo  dirò nei prossimi giorni, il documento da lei presentato che si
  chiama  Documento  di Programmazione Economico e Finanziaria.  L'ho
  visto  redatto  semplicemente  e  solamente  per  farlo.  Da   quel
  documento  non  si evince un  cavolo'. Non si riesce a  comprendere
  quale   tipo  di  programmazione  si  intende  portare   avanti   e
  soprattutto qual è il programma concreto di questa Amministrazione.
  Mi  piacerà sicuramente ascoltarla, Presidente, perché io  le  dirò
  perché

   CROCETTA, presidente della Regione. Mi ha rimproverato.

   FAZIO. No, non l'ho rimproverata, non mi permetterei mai, sono una
  persona  pacifica,  nonostante mi dicono che sia,  francamente,  un
  impulsivo,  però le assicuro che non mi permetto mai  di  riprovare
  nessuno.
   Aspetto le sue riposte, aspetto il suo impegno.
   Però,  onorevole Presidente, guardi che ho partecipato con  lei  a
  una  conferenza dei Capigruppo dove lei ha assicurato  la  presenza
  degli  assessori e poi nei fatti non se n'è fatto  più  niente.  La
  vorremmo,  i  siciliani  la vorrebbero.  Sicuramente  è  molto  più
  coerente  tra  le  cose  che dice e le cose  che  fa.  Vorremmo  un
  Presidente sicuramente molto più attivo e molto più fattivo. Non ci
  deluda, non deluda i siciliani, sarebbe veramente grave.
   Aspetto, ovviamente, il suo intervento e poi mi riservo per quanto
  riguarda le dichiarazioni di voto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, per quanto  riguarda  il  gruppo
  Misto  non  ci sono altri iscritti a parlare, quindi  di  fatto  il
  gruppo  Misto rinuncia ai ventiquattro minuti che aveva, ancora,  a
  disposizione.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Raia. Ne ha facoltà.

   RAIA.  Signor  Presidente,  onorevole  Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  assessori, ho solo  pochissimo  tempo  a  mia
  disposizione  e  quindi devo concentrare il più  possibile  il  mio
  intervento. Ma vorrei sottolineare alcuni passaggi che per me  sono
  assolutamente  importanti. Primo:  ma veramente  pensate,  colleghi
  che  avete  presentato  la  mozione di  sfiducia,  che  il  Governo
  Crocetta in un tempo ristrettissimo, dal 5 dicembre 2012, da quando
  ci  siamo  insediati   prestando giuramento,  doveva  risolvere  il
  disastro   creato  dai  tanti  governi  precedenti   e   affrontare
  un'eredità  difficilissima,  testimoniata  anche  dal  giudizio  di
  parifica del rendiconto 2012?
   Veramente  pensavate  che  la macchina  amministrativa  regionale,
  ingessata  e  incrostata  per com'è, avesse  potuto  in  un  attimo
  risvegliarsi, rimettendo in moto un'economia che oggi arranca?
   Pensavate che sarebbe stato possibile risollevarsi, in soli  dieci
  mesi,   da   una   profonda   crisi   economica   che   attanaglia,
  profondamente, la nostra Regione, con tante imprese  che  chiudono,
  migliaia di famiglie che soffrono - di cui il 29 per cento vive  in
  condizioni di povertà -  coi giovani, le donne, i tanti che perdono
  il posto di lavoro?
   Questo  Governo,  pur  con  tante  difficoltà  e  inesperienza,  è
  riuscito   a  invertire  una  rotta,  intervenendo  sugli  sprechi,
  sull'illegalità, sulle ruberie, di cui purtroppo la Regione  non  è
  esente.
   Avrei  preferito,  oggi,  - ognuno sceglie  come  interpretare  il
  proprio ruolo di politico e parlamentare - non parlare di sfiducia,
  ma di come affrontare le tante emergenze che affliggono la Sicilia;
  il  lavoro  che  manca,  i giovani che vanno  via,  i  precari  che
  rischiano  di perdere il proprio posto di lavoro, la programmazione
  dei  Fondi  europei, di come fare muro contro chi invece pensa  che
  nulla  sia  cambiato; avrei preferito una discussione franca  sulla
  crisi  economica, e di come quest'Aula avrebbe aiutato  e  potrebbe
  aiutare il Governo della Regione.
   Stiamo  discutendo,  invece, di una mozione di  sfiducia  che  non
  porterà a nulla, a nulla perché neanche loro credono che questo sia
  lo  strumento  migliore per potere risolvere i tanti  problemi  che
  stiamo  vivendo; nemmeno loro credono che una  crisi al  buio   sia
  quello che serva alla nostra Regione.
   Noi  lo  sappiamo - dobbiamo saperlo tutti - che nessuno si  salva
  dal giudizio della gente, né la maggioranza, allorquando non svolga
  il proprio dovere,  e sono convinta che questa maggioranza lo farà,
  né   tantomeno  l'opposizione,  che  pensa  di  essere  immune   da
  responsabilità.
   Mi  chiedo,  a cosa serve la mozione di sfiducia, oggi?.  Serve  a
  dimostrare   che   non  esiste  un   modello  Sicilia    cui   fare
  riferimento,  a  dimostrare  a Roma  che  siamo  capaci  di  essere
  autonomi o, peggio ancora, serve solo a fare propaganda e ad  avere
  qualche minuto di scena mediatica regionale e nazionale.
   Cari  colleghi,  forse avete bruciato l'unica carta  politica  che
  avevate  a vostra disposizione, anche perché le somme, solitamente,
  si  tirano alla fine, mentre oggi non siamo neanche a un quarto del
  percorso  cominciato. Non vi è dubbio che la maggioranza  oggi  sia
  più  coesa,  stringendosi attorno al suo presidente per  rilanciare
  l'azione  politica e amministrativa di Governo, per  affrontare  le
  tante emergenze che affliggono la nostra Regione.
   E' stato ripreso da chi è intervenuto che sia stato il PD ad avere
  sfiduciato il suo Presidente, quanto di più falso non poteva essere
  detto.  Voglio  ricordare a chi sostiene  ciò,  che  la  dialettica
  all'interno  dello  stesso  partito  del  Presidente,  non  solo  è
  legittima, ma è anche una ricchezza; e non è stato certamente il PD
  ad avere bloccato i lavori di quest'Aula.
   Noi  siamo i primi a desiderare che questo Governo affronti meglio
  e   più  celermente  le  varie  emergenze,  quali  il  lavoro,  gli
  investimenti che scarseggiano, la crisi economica e sociale, che  è
  oggi  pesantissima, ma non c'è dubbio che questo  Presidente  della
  Regione abbia invertito la marcia, iniziando a scoperchiare  questo
   vaso di Pandora  esistente in molti gangli della nostra Regione.
   Questo  è  il  primo Governo della Regione che si sta distinguendo
  per   la  lotta  all'illegalità  e  agli  sprechi,  partendo  dalla
  formazione  e  dal turismo, arrivando alla sanità.  E  qui  bisogna
  essere  ancora più coraggiosi. Una terapia d'urto che deve  servire
  ad eliminare incrostazioni preesistenti, clientele e malaffare, che
  hanno fatto sì che la Sicilia arrivasse ad accumulare un debito  di
  5 miliardi di euro. Questa è la cifra del mal governo e dei governi
  precedenti che tutti noi siamo costretti a pagare.
   Questo  Governo  è  stato  in  grado di  portare  a  casa  riforme
  importanti:  dall'abolizione delle province, cosa  di  cui  si  sta
  parlando solo adesso, seriamente, a livello nazionale; dalla  legge
  sulla  doppia  preferenza  di genere,  sulla  quale  abbiamo  fatto
  veramente tanto e che tanti consigli comunali, in tutta la  Sicilia
  è  ricca di donne e quindi di un contributo importante; dai rifiuti
  o  dall'acqua, spero che presto esca dalla IV Commissione, o  altro
  ancora in pochi mesi.
     Ma  non basta. Con più sinergia, in un ritrovato dialogo,  vanno
  messi in campo azioni per il rilancio economico della Sicilia,  per
  portare avanti un nuovo patto per il lavoro e lo sviluppo.
   La  Sicilia  ed  i  siciliani - cari colleghi  -  ci  chiedono  di
  governare, e di governare bene, non come nelle passate legislature,
  chi  c'era  ovviamente,  ci  chiedono il cambiamento,  le  riforme,
  l'innovazione e la  sburocratizzazione', nel contempo  ci  chiedono
  speranza  e  futuro per questa terra martoriata, in cui  i  giovani
  possano  vivere, lavorare, realizzare i propri sogni, in cui  tanti
  che  soffrono  la crisi, le famiglie, i lavoratori che  perdono  il
  posto  di lavoro, le imprese che chiudono, si sentano meno  soli  e
  che vedono nell'azione di Governo un punto di riferimento certo.
   Il  presidente Crocetta rappresenta tutto ciò e noi siamo convinti
  che  solo  con  lui  il cambiamento è possibile,  solo  con  questa
  maggioranza, così come è possibile far cambiare il volto  a  questa
  nostra   bella  Sicilia,  molto  spesso  rappresentata  in  maniera
  distorta.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.

   ZITO. Signor Presidente, Presidente Crocetta, assessori, colleghi,
  ho  sentito molti interventi, alcuni molto fantasiosi, è ovvio  che
  molti,  soprattutto della maggioranza che appoggia questo  Governo,
  non  possono capire perché stiamo sfiduciando il Governo  Crocetta,
  anche  perché  non viene in Aula. Basta vedere ogni volta  le  foto
  dell'Aula,  che spesso e volentieri io faccio, e si vedono  che  ci
  sono  questi tristi tesserini messi nei propri posti,  ma  non  c'è
  nessuno  della  maggioranza. E' ovvio che la  maggioranza   non  sa
  quello che fa il Governo Crocetta, perché il Governo non viene, non
  può sapere neanche perché lo stiamo sfiduciando.
   Per  quanto  riguarda  le  dichiarazioni dell'onorevole  Lupo  per
  quanto riguarda Grillo è molto fantasioso, non so se le ha lette su
  Cioè  o  su Novella 2000 o su Topolino, ancora questo non è chiaro,
  l'unica cosa che è chiara è che ha passato un'intera estate, lui  e
  la sua maggioranza, a litigare per quelli che potrebbero essere gli
  assessorati  politici, perché l'emergenza della  Regione  siciliana
  sono  le  poltrone, che sono importantissime.  E  il  bello  è  gli
  irresponsabili siamo noi, forse c'è qualche dubbio.
   Per  quanto  riguarda, invece, le proposte, onorevole  Malafarina,
  vorrei  ricordare che abbiamo dato circa cento pagine di  proposte,
  risposte  zero,  neanche  mezza paginetta,  un  rigo,  a  qualcosa.
  L'unica cosa che ci è stato proposto, invece, è se volevamo entrare
  nel Governo e quindi se volevamo qualche poltrona da assessore,  ma
  noi  abbiamo  declinato tranquillamente perché non ci interessa.  A
  noi  interessa  avere le persone migliori nei  posti  migliori,  ma
  questo ancora non avviene.
   Ho  sentito  altre cose fantasiose sulla tabella  H',  prendendosi
  meriti  dicendo:  finalmente questo Governo ha tolto questa tabella
   H' .  Sicuramente sarà perché, appunto, rimangono solo i tesserini
  inseriti,  forse qualcuno non si ricorda  che avevano votato  tutti
  positivamente,  tranne  noi e la lista  Musumeci  -  che  è  sempre
  coerente  in quello che dice - ma poi questa tabella  H' è  passata
  ed  è  stato  il Commissario dello Stato, quindi è lui che dobbiamo
  ringraziare, non il Governo Crocetta.
   Sarebbero  tante le cose da dire. Passiamo a quello  che  riguarda
  più  la  mia  Commissione. Commissione in cui non c'è  mai  nessuno
  perché  su  quindici componenti spesso siamo in  cinque  e  infatti
  continuo  a non capire come facciano a giudicare questo Governo  se
  non si presentano.
   Ma andiamo avanti. L'immobilismo devastante perché per delle linee
  guida    abbiamo    dovuto   aspettare   luglio    che    uscissero
  dall'assessorato e poi sono arrivate alla firma dopo due, tre mesi,
  questo ancora non si capisce.
   Per quanto riguarda l'assistenza domiciliare integrata vediamo che
  viene  gente  a  raccontarci cose assurde in Commissione,  arrivano
  dossier  agli assessorati, però, non so perché, non si muove  nulla
  nonostante le tante lamentele.
   Poi parliamo del trasporto dei disabili anche lì lasciati a piedi.
   Poi  vogliamo  parlare dei pronto soccorso? I pronto  soccorso  in
  questo momento stanno scoppiando, basta che qualcuno di voi, invece
  di  rimanere  nella propria segreteria politica a cercare  poltrone
  inizi  a  girare  un  po' per gli ospedali  o  appunto  nei  pronto
  soccorso,  per  vedere  che per entrare a fare  un  controllo,  una
  visita o quant'altro, passano sei, dodici se non ventiquattro ore.
   Non  lo  vedo  il Presidente Crocetta ma proprio lui  ha  visitato
  quello  che è il pronto soccorso di Siracusa e si è reso conto,  in
  prima persona, di che cosa è il pronto soccorso di Siracusa.
   L'ha  visitato perché ormai come è fatto notorio che la mafia  non
  mette  più bombe ma costruisce caselli in mezzo all'autostrada  per
  fare attentati al Presidente.
   Bene, torniamo però a questo casello mafioso, diciamo, che era lì.
   Ma la mafia la vede veramente ovunque il Presidente della Regione,
  però   chissà   perché   non  la  vede  nelle  interrogazioni   che
  presentiamo. Ad esempio, nell'interrogazione n. 750 del  13  maggio
  2013  dove  parliamo di infiltrazioni mafiose, in  cui  citiamo  la
  relazione del Prefetto Franceschelli per lo scioglimento di Augusta
  per  mafia, c'è scritto che c'è una cooperativa che dovrebbe essere
  convenzionata  con l'Asp dove i proprietari sono i  parenti  di  un
  famosissimo boss.
   Benissimo,   ancora   sto  aspettando  la   risposta   di   questa
  interrogazione,  ma  ce  ne  sono  altre  per  quanto  riguarda  le
  infiltrazioni mafiosi.
   Ma  allora  che  cosa facciamo, solo l'antimafia  sui  giornali  o
  vogliamo fare l'antimafia seria?
   Perché  se  vogliamo  fare l'antimafia sui giornali  allora  siamo
  tutti bravissimi; se vogliamo avere il coraggio allora questa è una
  cosa molto più complessa.
   Per quanto riguarda la sanità, la si vuole migliorare soltanto con
  le   nomine  perché  ricordiamoci  che  quando  nominiamo   persone
  sbagliate  facciamo  danni  grossissimi alla  salute  della  gente,
  perché  si  vedono articoli su giornali, giornali online di  quello
  che  succede con le nomine clientelari, anche perché non  si  fanno
  più concorsi per primari.
   Se  vogliamo vedere se veramente la rivoluzione è in atto,  perché
  ripeto  non so se rivoluzione o devastazione, basta andare a vedere
  se sono diminuite le liste d'attesa, se il malato in questo momento
  riesce, se va tutto bene, se gli ospedali vanno bene e invece no.
   Ora  abbiamo  avuto  anche quello che è  il  DPEF  in  commissione
  sanità,  un DPEF bellissimo, parte penso che sia copia incolla  del
  2009,  perché ho trovato un documento, un DPEF degli anni  passati,
  che  rispecchiava  per  quanto riguarda  l'informatizzazione  molti
  punti che sono stati rivisti nel 2013.
   Allora,  mi  riferisco  soprattutto all'assessore  Borsellino,  in
  questo  caso. Evitiamo di dare milioni di euro a Sicilia  e-Servizi
  quando  si potrebbe dare qualche migliaio di euro invece a  qualche
  studente o ricercatore di informatica, un ingegnere informatico che
  sicuramente  riuscirebbe ad informatizzare con  qualche  decina  di
  migliaia  di euro tutto il sistema della sanità siciliana  e  senza
  manciugghia come dice un noto Presidente di Regione.
   Per  quanto  riguarda le risoluzioni e le mozioni  ormai  sappiamo
  tutti che ci sono due scuse per fermare il lavoro e il lavoro delle
  commissioni  si ferma con la copertura finanziaria e in Commissione
  sanità si ferma anche per i comitati etici.
   C'è  un disegno di legge, primo firmatario l'onorevole Ioppolo sul
  metodo Di Bella ma si è arenato non si sa dove.
   Per  quanto  riguarda dove trovare soldi, sulla sanità  è  facile.
  Basta  chiedere ai  commissari straordinari, ai direttori sanitari,
  ai direttori amministrativi dove sta il marcio se lo vogliono dire,
  perché  se  non  lo vogliono dire è ovvio che non  si  troverà  mai
  nulla.   Proprio   la  settimana  scorsa  s'è  parlato   di   spesa
  farmaceutica   in Commissione Sanità ed ho portato un  articolo  di
  Sudpress  dove  si  parlava di un vice-Questore che  appunto  aveva
  fatto  già delle prime ispezioni ad alcune farmacie catanesi  e  si
  evidenziavano una serie di reati gravissimi.
   Benissimo,  perché  non si parte da lì? C'è  una  persona  che  ha
  capito  qual  è il meccanismo, e fatto sta che questa persona,  fra
  parentesi, è stata presa, è stata rimossa, perché offriva  ricovero
  ad  alcuni  cani  randagi che disturbavano  il  quartiere.  Quindi,
  capisco  che  il  problema non è la spesa farmaceutica  ma  sono  i
  randagi  in questa terra. E' questa la sanità che vogliamo?  Ditemi
  voi  se chi si muove rischia di bruciarsi. Ma passiamo ad un  altro
  argomento.  Presento  una  interpellanza  per  quanto  riguarda  la
  gestione  della tubercolosi a Siracusa, mi risponde l'ASP  con  una
  lettera dove le ultime tre righe sottolineate sono fantastiche.  Si
  chiede  infine di conoscere se oltre al dottore Rossitto Salvatore,
  le   informazioni  epidemiologiche  riportate  sul  comunicato  del
  Movimento Cinque Stelle, sono state riferite anche da altre fonti e
  quali .  Al  fine di vagliare la solidità scientifica o per  sapere
  chi è che mi aveva passato le informazioni?
   E  allarmato  vado da un Commissario straordinario, quindi  da  un
  uomo messo da questo Governo, chiedo spiegazioni e mi dice  no sono
  io  che  ho  interpretato  male .  Vengono  in  Commissione  il  26
  settembre  a parlare, vengono i vertici dell'ASP, alcuni personaggi
  dell'AIPO,  compreso anche il dott. Rossitto, il 26  di  settembre,
  attenzione,  e  il  27  di  settembre  mi  fanno  il  provvedimento
  disciplinare perché avrei riferito cose contro la propria  azienda.
  Mi  ricorda qualcosa, 30'anni, 20'anni fa. Cos'è il punirne uno per
  educarne   cento? E' questa la rivoluzione di questo Governo?  Cioè
  chi  parla  con noi, ma se queste persone non parlano con  noi  che
  siamo   lì  ad  ascoltare  quali  sono  i  problemi  delle  aziende
  sanitarie, quali sono i problemi, ma con chi devono parlare?
   E'  questo che io vorrei capire, ma questo ancora non si affronta.
  Ora  un'altra cosa che voglio capire è: perché chi tocca la sanità,
  rischia  di  bruciarsi Assessore? Perché questo  non  lo  riesco  a
  capire.  Ad  oggi non riesco a capire. E ad oggi non c'è  stato  un
  intervento.  Su questo Governo si stanno cominciando  ad  allungare
  ombre  che  a  me  non piacciono ed io credevo, e lei  credeva,  in
  questo  Governo.  Ecco  perché stiamo sfiduciando  questo  Governo;
  perché non abbiamo visto le risposte che invece la gente merita. Se
  lei comincerà a cambiare qualcosa veramente, troverà degli alleati,
  altrimenti da oggi le nostre strade si dividono.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Zito.  E'  iscritto   a   parlare
  l'onorevole Greco Giovanni. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  signori
  assessori, prima di iniziare il mio intervento, volevo chiedere  al
  Presidente se dopo 4 minuti per cortesia mi interrompe perché debbo
  dare la possibilità al mio collega di fare il suo intervento.
   Dicevo,  prima di iniziare il mio intervento, volevo fare  qualche
  puntualizzazione.   Debbo   ringraziare   l'onorevole    Presidente
  Musumeci,  il quale nel suo intervento ha messo in evidenza  quello
  che  per noi Assemblea è una cosa importante. Forse nessuno se  n'è
  accorto  ma perdere la centralità del Parlamento, per noi Deputati,
  è perdere tutto.
   Signor   Presidente,  la  debbo  ringraziare  perché  abbiamo   un
  Presidente di Assemblea che invece di vedere che il suo Parlamento,
  il  Parlamento cui noi lo abbiamo votato a guidarlo, non  funziona,
  perché   dopo   diverse,  reiterate  denunzie,  noi  della   quinta
  Commissione  abbiamo  detto  che il fatto  che  gli  assessori  non
  vengono  in  Commissione è una cosa gravissima. Questo  ammazza  il
  rapporto che c'è fra le Commissioni ed il Governo.
   Dobbiamo  discutere  se dobbiamo sfiduciare il  nostro  Presidente
  della  Regione. E ringrazio i grillini - il Movimento Cinque Stelle
  -  che  ci danno la possibilità di iniziare e di avere un dibattito
  sull'attività  del  Governo, che non credo che con  questa  mozione
  andremo a sfiduciare.
     Semmai,  da  questo  confronto, penso che  il  Presidente  della
  Regione  farà  tesoro di tutte le critiche che hanno fatto  i  miei
  colleghi in questo momento.
   Lo  sapete  perché,  secondo  me,   non  andiamo  bene  in  questa
  Assemblea?   Perché  sin  dall'inizio  non  c'è  traccia   di   una
  maggioranza e di una opposizione. I cardini di una democrazia  sono
  i  due  ruoli,  maggioranza  e opposizione.  Quando  c'è  una  vera
  maggioranza  e  c'è una vera opposizione si fanno  tutte  le  buone
  leggi per il popolo siciliano.
   Per  cui,  noi siamo stati eletti qua per fare tutti gli interessi
  del popolo siciliano.
   E,  credetemi, lo abbiamo visto subito, all'atto dell'insediamento
  della  XVI  legislatura, che mancava una maggioranza. E' questo  il
  grave problema.
   In  quella  occasione ho posto tre problemi al  Governatore.  Fare
  subito un tavolo di crisi, perché già era negli occhi di tutti:  il
  risultato delle elezioni ci doveva dire, ci ha fatto capire che  la
  gente  dei politici non ne vuole sapere. E non è che non  ne  vuole
  sapere per lo stipendio che prendiamo, Presidente Ardizzone; lei va
  su  tutte  le  televisioni dicendo che dobbiamo subito recepire  il
  Decreto  Monti,  come  se  la panacea di  tutti  i  mali  fosse  il
  recepimento del Decreto Monti. No.
   Siamo  tutti per una buona politica; siamo tutti perché ognuno  di
  noi deve ridursi lo stipendio.
   Ma,  attenzione,  non  è che riducendoci il  nostro  stipendio  si
  risolvono i problemi. Si risolvono i problemi se lei ha la capacità
  di  eliminare le spese discrezionali; se lei aveva la  capacità  di
  non  fare  cambiare  il  Segretario Generale:  abbiamo  mandato  un
  personaggio in gamba a 57 anni in pensione. Ci sono lavoratori  che
  a 67 anni ancora non maturano la pensione.

   PRESIDENTE.  La ringrazio per darmi la possibilità  per  ribadire,
  non  quella che è la mia posizione personale ma che è l'obbligo  di
  legge  che  il Decreto Monti va recepito, senza se e  senza  ma,  a
  decorrere dall'1 gennaio 2014.
   Non  è  una  scelta discrezionale e chi è che ha letto il  Decreto
  Monti  sa  che  si  tratta di una riforma di  carattere  economico-
  sociale  e  noi non ci possiamo sottrarre a questo dovere giuridico
  e, a mio avviso, anche e soprattutto etico.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia presenza  e
  questo  intervento è a testimonianza di una scelta politica che  il
  mio partito già fece un po' di tempo fa.
   Abbiamo  scelto di condividere questo percorso con  il  Presidente
  Crocetta perché abbiamo capito che poteva essere, ed è, la  persona
  giusta per questa esperienza di Governo.
   Certo, questa mozione di sfiducia poteva anche essere rimandata ma
  per  tutta una serie di motivi. Penso che dovremmo occuparci un po'
  di più della questione siciliana e non perdere una giornata per una
  esperienza che poi, alla fine, non darà niente a nessuno.
   Il  momento  del  Movimento  Cinque Stelle  ha  avuto  una  grande
  opportunità a livello nazionale e non ha saputo cogliere quello che
  i  suoi  elettori  gli avevano offerto e cioè  di  governare  e  di
  aiutare la nostra Nazione.
   E' stata una esperienza, penso, un po' obsoleta di starsene  fuori
  senza contribuire, nel bene e nel male, a portare avanti quella che
  è  una  esperienza politica pesante vista la condizione  economica-
  finanziaria che vive la Nazione, che vive il nostro Paese.
   Forse  oggi  era meglio portare in Aula le variazioni di  bilancio
  che   sono   indispensabili   per  portare   avanti   la   macchina
  amministrativa  ed  economica di questa Regione, senza  dimenticare
  che  a  Ragusa ci sono le mamme coraggio che davanti alla Provincia
  regionale  si  sono  incatenate perché i loro figli  non  hanno  la
  possibilità di avere un servizio adeguato.
   E  allora è importante parlare di variazioni di bilancio e non  di
  sfiducia,  una sfiducia fuori luogo; è troppo presto per tirare  le
  somme su un Governo che ha appena iniziato, da un anno o forse.
   Caro  assessore  Borsellino, lo sa che da  Modica  è  partita  una
  manifestazione importante per le staminali? Cinquemila  persone  in
  collegamento con Catania e Palermo chiedono aiuto e sostegno per le
  staminali.
   Penso  che  questo  sia l'argomento con cui  bisogna  occupare  il
  nostro tempo prezioso se volete; è di questo che bisogna parlare in
  Aula, in Assemblea, al Governo, perché tante famiglie sono in stato
  di bisogno, in uno stato di disagio e l'Aula non può permettersi il
  lusso  di  perdere un giorno intero a parlare e vedere  interventi,
  oltretutto, alcuni  anche fuori luogo.
   Che  senso  ha parlare di un'azione di questo tipo a  un  anno  di
  Governo; ma la valutazione per i sindaci viene fatta dopo due  anni
  e  mezzo e a un Governo regionale si viene a chiedere il conto dopo
  un anno? Ma di cosa vogliamo parlare?
   Sento  dire a qualcuno:  ma questi Assessori forse non sono  molto
  bravi .  Ma  di  che parliamo? Ogni Assessore ci mette  il  proprio
  stile, la propria vita, il proprio impegno, la propria umanità.
   Posso  testimoniare che è gente in gamba, valida che  ad  oggi  ha
  fatto  l'interesse  della  Sicilia  e  di  questo  Governo,  perché
  personalmente  ho  condiviso  con loro esperienze  sul  territorio:
  dalla  sanità alla famiglia, dal turismo all'agricoltura, dai  beni
  culturali a oltre e anche gli enti locali.
   Ma  di cosa parliamo? Ma cosa vorremmo fare e realizzare? Per fare
  le  cose bisogna sentirsi impegnati e lavorare nell'interesse della
  gente,  perché  se  non c'è l'interesse, se c'è  solo  interesse  a
  dissacrare  e a distruggere tutto quello che si può e che  è  stato
  fatto in questo rapidissimo tempo, è facilissimo distruggere tutto.
   Oggi la parte più difficile è costruire, perché non ci sono fondi,
  perché  non  c'è  la possibilità di spendere; è fin  troppo  facile
  avere soldi in cassa e spendere.
   Oggi  inizia una nuova storia; è una rivoluzione culturale  perché
  penso  ai ponti europei; finalmente e grazie a Dio, qualcuno ci  ha
  detto  che  c'è  una  reimpostazione al contrario:  prima  venivano
  mandati  i  progetti a Palermo e poi magari non venivano  esaminati
  perché non erano completi; oggi che chiediamo ai Comuni, che questo
  Governo chiede ai Comuni e chi ne ha voglia ed interesse di emanare
  delle  guide per poi fare i progetti comunitari per cercare di  non
  perdere fondi comunitari.
   Il  Patto  di  stabilità  ma su queste cose  bisogna  confrontarsi
  perché  il  patto di stabilità sta bloccando l'economia  siciliana,
  altro che mozione di sfiducia, altro che perdere tempo.
   La  328, l'Assessorato alla famiglia - e lo vede impegnato -  deve
  continuare,  i  cantieri di servizio, i cantieri  di  lavoro,  sono
  delle  spinte  che  certamente  non toglieranno  la  disoccupazione
  siciliana   ma  sono le spinte che serviranno a dare  respiro  alla
  nostra Isola.
   Ci  sono famiglie, ci sono donne e uomini disoccupati. E'  a  loro
  che  bisogna  pensare, altro che mozione di sfiducia  e  sentiamoci
  impegnati  e non soltanto perché la gente non va nelle Commissioni;
  sentiamoci impegnati a portare progetti seri per questa Isola,  per
  questa Terra.
   Il   Governo  Crocetta  è  una  scommessa  che  interessa  e  deve
  interessare  tutti,  perché se fallisce  il  Governo  Crocetta  per
  questa  terra non ci sarà futuro e non lo dico perché sono del  PD,
  lo  dico  perché  sono dell'UDC, perché abbiamo capito  come  gente
  moderata che questa è la vera scommessa del futuro, perché si parla
  di Patto per i sindaci.
   Ma  quando  parliamo di Patto per i sindaci in quest'Aula,  quando
  spieghiamo  qual  è  la  sua importanza e perché  Crocetta  va  con
  trecento sindaci a Bruxelles, perché ci va? Per un viaggio? No,  ci
  va per ratificare il Patto  per i sindaci che è la rivoluzione vera
  , culturale che aspetta questa terra.
   Cominciamo  a formare i nostri amministratori in tutta  la  nostra
  Sicilia; cominciamo a far capire quanto è importante il Patto per i
  sindaci;  cominciamo  a far capire che si fa  agricoltura  in  modo
  diverso;  cominciamo  a  far capire che per  fare  agricoltura  c'è
  bisogno  di  essere  competitivi, cominciamo a spiegare  ai  nostri
  addetti  ai lavori che se non si fa adesso la rivoluzione  completa
  di  cultura  e  di  mentalità e di modernismo saremo  condannati  a
  vivere sempre un ruolo che è quello della Sicilia del passato, e la
  rifiutiamo con certezza, con onestà intellettuale diciamo che siamo
  pronti a cogliere questa grande sfida con Crocetta.
   Grazie, Presidente e buon lavoro.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Cimino.  Ne  ha
  facoltà.  A  seguire, gli onorevoli Ferrandelli, Fontana,  Palmeri,
  Lentini e Sorbello.

   CIMINO.  Onorevole Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente
  della Regione, assessori, colleghi, ritengo che la giornata di oggi
  debba farci riflettere sul perché, ad un anno di lavoro, di impegno
  di  un  Governo  e  di  un Presidente della Regione,  si  pensa  di
  proporre una mozione di sfiducia anziché pensare come poter  creare
  le  condizioni  per  fare  squadra  e  far  vincere  al  Governo  e
  all'Assemblea  le  partite  importanti e  difficili  rispetto  alle
  politiche nazionali e rispetto alle politiche europee.
   Qui,  oggi,  in questa Assemblea, abbiamo visto uno spettacolo  di
  attacchi  ed  uno spettacolo anche di apprezzamenti  a  favore  del
  Governo  e  chi anche contro il Governo. Devo dirvi  che  mi  sarei
  aspettato,  ad  un  anno  di  attività  del  Governo  Crocetta,  la
  possibilità,  rispetto ai diversi Gruppi parlamentari presenti,  di
  affrontare  le tematiche dei bisogni della Sicilia come sono  state
  affrontate:  con  l'aiuto dei propri ministri di  riferimento,  dei
  propri  sottosegretari di riferimento, per creare le condizioni  di
  fare squadra, rispetto ad una Regione che invece è abbandonata a se
  stessa e che qualcuno vuole creare le condizioni, ancor di più,  di
  destabilizzare  per  creare la protesta in  Sicilia,  non  pensando
  invece  di affrontare le argomentazioni vere o il Governo nazionale
  o con le politiche europee.
   L'onorevole  Musumeci  ha  citato i dati  SVIMEZ,  che  sono  dati
  preoccupanti anche perché riscontrano come nel Sud del nostro Paese
  per il 2014 è prevista una crescita dello 0,1 percento e quindi per
  la Sicilia la situazione è ancora più drammatica.
   Ma  oggi noi dovremmo avere, invece, la possibilità di poter  dire
   finalmente .  Perché  siccome la storia della  nostra  Regione  ha
  sempre  visto  un  Presidente della Regione e un Governo  regionale
  collegato simmetricamente con il Governo del Paese, dai tempi della
  Democrazia  Cristiana  così come ai tempi del  Partito  Socialista,
  così come nell'esperienza berlusconiana con i presidenti di regione
  che  si  sono  susseguiti in questo Parlamento, con una  variabile,
  guarda caso, che rispetto a quei Governi del passato vi era,  nella
  maggioranza,  una  forte  presenza di un partito  territoriale  che
  bloccava  lo  sviluppo  della Sicilia e  lo  sviluppo  del  Sud.  E
  qualsiasi  battaglia  che  anche io ho  potuto  portare  avanti  da
  assessore, in quel periodo, all'Economia, riscontravo le difficoltà
  di interloquire con una maggioranza che vedeva le riforme in mano a
  Calderoli e l'economia in mano a Tremonti.
   Oggi  abbiamo  l'opportunità che questa Regione ha  un  Presidente
  della  Regione  dello  stesso colore politico  del  Presidente  del
  Consiglio  dei Ministri e, addirittura, il Presidente del Consiglio
  dei  Ministri lavora su un piano di stabilità, una stabilità che  è
  importante per mantenere i conti del Paese in ordine e noi  invece,
  in  Sicilia,  vogliamo l'instabilità, anzi addirittura, pretendiamo
  nuove elezioni.
   Io  non  mi  sento,  come  il collega che mi  ha  preceduto  Nello
  Dipasquale,  di  difendere gli assessori tout court.  Mi  sento  di
  dire,  però,  che  passato  un periodo  di  rodaggio,  che  bisogna
  sostenere con maggiore forza e con maggiore attenzione le battaglie
  del  presidente Crocetta che non può essere lasciato solo e che  ha
  la  necessità  di  avere  un  rapporto forte,  grazie  a  voi,  con
  l'Assemblea e con il Governo del nostro Paese.
     Così come in un periodo della passata legislatura mi preoccupavo
  che l'attuale vicepremier del nostro Paese potesse essere candidato
  a  premier  da  Maroni  o da Calderoni, un agrigentino  che  veniva
  sponsorizzato  come  premier da Calderoli e Maroni,  mi  preoccupa,
  sebbene  lo  stimo,  che  il collega Bianchi  venga  difeso  da  un
  sottosegretario  e  da  un viceministro del  partito  e  non  venga
  sostenuto ed apprezzato da quest'Aula e dal suo territorio,  perché
  proprio il nostro interlocutore, la nostra forza di mediazione,  di
  contrapposizione deve potere essere quella

     PRESIDENTE.  Onorevole  Cimino,  ha  finito  il  suo  tempo.  E'
  iscritto a parlare l'onorevole Ferrandelli.

     FERRANDELLI. Signor presidente, onorevoli colleghi,  in  maniera
  rapida,  potremmo sintetizzare il nostro pensiero con una  battuta,
  potremmo dire, anche in maniera molto simpatica, che questa mozione
  di sfiducia vada rottamata. Vada rottamata perché non c'è più senso
  nel  continuare  in  questa partita. Noi  vediamo  quello  che  sta
  accadendo a livello nazionale, in cui c'è Beppe Grillo che cerca di
  curare  l'emorragia  dei voti del Movimento  5  Stelle,  così  come
  stiamo  vedendo  in  Trentino,  che  attacca  il  Presidente  della
  Repubblica,  addirittura chiedendo l'impeachment  e  qui  l'omologa
  posizione  del Movimento 5 Stelle ripresenta,  per bloccare  questa
  emorragia di consensi, chiaramente, la mozione di sfiducia.
     Chi  vi  parla  non ha anche lesinato critiche, critiche  sempre
  costruttive,  per  fare l'interesse dei siciliani  per  cercare  di
  portare avanti delle riforme, ma non critiche sfasciste come questa
  mozione  che  è targata Movimento 5 Stelle ed anche  di  pezzi  del
  centrodestra.  Un  centrodestra che, ormai, è allo  sfascio,  senza
  riferimenti  nazionali, senza riferimenti regionali  che  cerca  di
  guadagnare  centralità nel dibattito politico, non a partire  dalle
  questioni,  ma  a  partire da quelle che possono essere  operazioni
  mediatiche che riportano alla ribalta queste posizioni.
     Su questo non possiamo starci e soprattutto il nostro partito  è
  un partito che ha una grande vocazione maggioritaria. Una vocazione
  di  chi  vuole  fare le riforme, di chi vuole tenere dei  confronti
  anche  alti, accesi nei toni, se è necessario, ma sempre per potere
  tentare di incidere.
     Noi  stiamo  adunando, così come è stato ricordato, dal  Governo
  regionale, vorremo spegnere soltanto le candeline, ma non  spegnere
  le speranze del popolo siciliano.
     Su  questo vorremmo che ritornasse in quest'Aula, con molti  dei
  compagni   d'Aula  che  abbiamo  conosciuto  in  questi  mesi,   la
  centralità dei temi.
     Con  voi del Movimento 5 Stelle abbiamo amato anche confrontarci
  su  tante  cose.  Tante battaglie le abbiamo condotte  insieme.  Ci
  siamo  occupati  del  Ponte sullo Stretto,  ci  siamo  occupati  di
  tematiche  ambientali e credo che sulla centralità di  questi  temi
  dobbiamo   ritornare   a  portare  il  confronto   all'interno   di
  quest'Aula, senza fare baraonde, senza fare sfascio, senza  cercare
  altri tipi di visibilità.
     I  temi  che  sono quelli che interessano alle persone,  sapete,
  neanche  noi  abbiamo condiviso anche la tenuta  di  questi  ultimi
  mesi,  anche  all'interno del nostro partito;  abbiamo  una  grande
  stagione  congressuale che ci sta consegnando un altro partito,  un
  partito diverso, fatto di persone che si stanno iscrivendo, che  si
  stanno  mettendo in ballo, in discussione, ma che vogliono  che  si
  governi e che si incida.
     Di  certo,  dopo aver voluto fortemente un governo regionale  di
  centrosinistra,  non  possiamo perdere questo appuntamento  con  la
  storia  non  imponendoci con le riforme, non imponendoci  sui  temi
  concreti che possono portare il territorio in un'altra direzione.
   Dobbiamo  far capire, anche ad altri, che lo scontro va fatto  sui
  temi  e  non  sulle  poltrone e, dobbiamo dire che  il  futuro  del
  Partito  Democratico non è un futuro diverso dal futuro di Crocetta
  e del suo governo.
   E'  un  futuro  che  ci  appartiene e quindi  dobbiamo  provare  a
  scandire insieme i passi.
   Ed  è  questo il motivo per il quale non possiamo sostenere questa
  ondata  mediatica di una mozione di sfiducia che ha questi fini  e,
  se  è vero che noi dobbiamo trovare anche una sintesi su questo, se
  il  mio  amico  Cancellieri  citava Cromwell,  io  potrei  chiudere
  citando  di  nuovo  l'intervento del Presidente  della  Repubblica,
  Napolitano,  dicendo  che a chi fa queste affermazioni  non  gliene
  frega niente dei problemi della gente.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fontana, che  non  è
  presente in Aula.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Giuseppe Milazzo. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe. Signor Presidente, onorevole  Presidente  della
  Regione,  Assessori, onorevoli colleghi, la questione che oggi  noi
  stiamo  dibattendo in quest'Aula non è se sfiduciare il  Presidente
  della  Regione,  ma se inseguire il Movimento Cinque  Stelle  nella
  propria battaglia mediatica.
   E' solo questa la questione
   Io  non le voterò la fiducia, Presidente Crocetta, certamente  no.
  Non  sono abilitato. Gli elettori mi hanno messo in un altro  posto
  ed   io   rimarrò  correttamente  là.  Ma  oggi,   chi   ha   finto
  inesorabilmente verso la trattazione di questa mozione di sfiducia,
  certamente farà un sacco di autogol.
   Innanzitutto,  Presidente  Crocetta, i  siciliani  fra  poche  ore
  prenderanno atto della certificazione formale che lei in quest'Aula
  parlamentare ha la fiducia, ha la maggioranza dell'Aula. E questo è
  un errore, un grave errore.
   Abbiamo  spinto  verso  il  suicidio.  Abbiamo  dato  a   lei   un
  rafforzamento,  siamo  stati in grado di  ricompattarvi.  Se  fossi
  stato  io  a  guidare la riflessione all'interno delle opposizioni,
  certamente  avrei  proposto  di  farli  cucinare  ancora  nel  loro
  brodo , come si dice. Perché se noi non avessimo fatto invasione di
  campo  mentre voi stavate litigando sotto gli occhi di tutti, forse
  la cosa sarebbe degenerata, e vi posso garantire, da siciliano, che
  non  avete  dato  uno spettacolo edificante del  dibattito,  seppur
  legittimo e democratico.
   Invece, cosa abbiamo fatto? Abbiamo portato in Aula la mozione  di
  sfiducia  ed  ora,  fra  poche  ore,  quando  verrà  respinta,   ne
  prenderemo tutti atto.
   Presidente Crocetta, lei ha troppi amici in quest'Aula. Le  voglio
  dare  un consiglio. Ci tratti da opposizione e si metta a discutere
  delle  cose  da  fare rispetto al programma che  ha  presentato  ai
  siciliani con la sua maggioranza. Faccia chiarezza.
   Da  questo documento, che è la mozione di sfiducia, tragga  questo
  insegnamento.  Lei è il Presidente della Regione e certamente  deve
  discutere  con  tutti  sul terreno delle riforme,  però  lei  è  il
  Presidente  della  Regione, lei ha la sua maggioranza e  da  questa
  parte c'è l'opposizione, non ci sono gli amici del bar.
   Lei deve aiutare l'Assemblea e non la deve illudere perché ci sono
  parlamentari che poi assumono atteggiamenti ambigui  e  un  po'  di
  spazio se lo creano, e la colpa è sua.
   Lei  doveva  venire  in Aula dieci giorni fa  per  partecipare  al
  dibattito  ed  allora  avrebbe neutralizzato  la  farsa  di  questa
  mozione di sfiducia. E sarebbe certamente più dignitoso per noi  se
  lei ci trattasse solamente da opposizione.
   Non si può sentire l'intervento dell'onorevole Di Pasquale; io  lo
  rispetto a livello personale, però penso di avere fatto di  più  io
  per Ragusa Ibla con il mio emendamento da cinquemilioni di euro-  e
  lei lo ricorderà - che questo Governo.
   Certamente,  capisco  le difficoltà economiche  in  cui  versa  la
  Regione,  però  non  si  può  fare  questa  elencazione,  fare   le
   pagelline  degli assessori, è mortificante per tutti.
   Signor Presidente, per quanto riguarda il Movimento Cinque Stelle,
  non si può chiedere solidarietà parlamentare un po' sì e un po' no.
  Sulla  vicenda Forzese sono stati così bravi da avere messo  là  il
  suo  braccio  armato,  che è l'onorevole Cracolici  -  io  li  devo
  ringraziare  -,  sono  stati  bravi  e  hanno  accettato  anche  il
  Segretario  della  Commissione. Non  è  niente,  ma  certamente  un
  Partito che presenta una mozione di sfiducia non deve partecipare a
  nessuna  votazione  e a nessuna spartizione di cariche  in  nessuno
  organismo di questa Assemblea. E continuo: il  modello Sicilia , la
  legge  parentopoli,  hanno garantito loro il numero  in  Aula,  non
  certamente io.
   Sono  stati abbandonati dall'onorevole Venturino, e non entro  nel
  merito, ma lo hanno selezionato loro, lo hanno messo loro in lista,
  non   certo  l'ho  selezionata  io  la  candidatura  dell'onorevole
  Venturino. Loro hanno il loro sistema di scelta e ora il  Movimento
  Cinque Stelle vuole la stampella.
   Io  sono  del  PDL,  un partito all'interno del quale,  in  questo
  momento, c'è un dibattito forte, se stare con chi tradisce, con chi
  vota  la  decadenza.  Io  non voterò la  mozione  di  sfiducia  del
  Movimento  Cinque Stelle, lo stesso partito che fra una  settimana,
  fra  dieci  giorni, fra venti giorni voterà la decadenza di  Silvio
  Berlusconi,  proponendola  con voto palese,  portando  al  massacro
  questo  Paese  con  uno  scontro  senza  fine.  Certamente  non  mi
  uniformerò al Movimento Cinque Stelle, non lo inseguirò nella  loro
  battaglia  mediatica. Non sono abilitato, signor Presidente,  né  a
  sostenere il Presidente Crocetta né a sostenere il Movimento Cinque
  Stelle. Sono abilitato a rispondere ai miei elettori, che sanno con
  quanta  difficoltà  tento  di fare il parlamentare  in  quest'Aula,
  avversato da tutto e da tutti, e permettetemi di dire che prima  di
  pensare al Presidente Crocetta devo pensare a come espletare il mio
  mandato, avendo contro un sistema che è incancrenito all'interno di
  questa Assemblea. E poi veniamo a dire che non vogliamo il 174,  ma
  chi  se  ne  frega .  Apriamo invece l'Assemblea  a  un  confronto,
  apriamo ai Parlamentari giovani, giovani di presenza in quest'Aula,
  non  giovani d'età, diamo spazio alle nuove idee. E invece cosa  si
  fa, si manda fumo negli occhi.
   Signor Presidente, questa mozione di sfiducia è una farsa,  e  non
  sarà  approvata. Poco fa un autorevole parlamentare, che non citerò
  per non fare pubblicità occulta, diceva:  ma lo vedete il clima, io
  mi  ricordo  che per la mozione di sfiducia del Presidente  Cuffaro
  non  si  muoveva  niente,  c'era un Aula concentrata,  solennemente
  impegnata là su un argomento così serio , e lo sa perché c'è questo
  scherzo, si entra, si esce, perché lo sanno, e chi ha spinto  sulla
  mozione  di  sfiducia saprà che più tardi si riceverà il  boomerang
  dei  siciliani  che  già pensano:  ma quando la  voteranno  mai  la
  mozione di sfiducia che se ne andranno a casa . Hanno spinto perché
  non  c'erano i voti e avete fatto questo altro regalo al Presidente
  della Regione.
   E invece qual era la terapia? Lasciarlo governare. I siciliani, al
  di  là di chi voterà o di chi non voterà, lo sanno che cosa è stato
  fatto  e che cosa non è stato fatto, le promesse che non sono state
  mantenute.  Voi invece gridate speranza a un progetto politico  che
  già era tramontato.
   E  allora Presidente, come un colpo di teatro si è portata  questa
  mozione  di  sfiducia,  io,  se fosse  determinante  il  mio  voto,
  onorerei il mio mandato con gli elettori, certamente contribuirei a
  mandare  a  casa  l'onorevole Crocetta,  ma  siccome  è  una  farsa
  annuncio che non parteciperò al voto, non darò la fiducia,  ma  non
  sosterrò  nemmeno il Movimento Cinque Stelle che fa il bello  e  il
  cattivo  tempo  e, certamente, io non mi presterò  a  questa  cosa,
  preferisco andare a casa e seguire il voto da casa mia,  mi  sembra
  molto più serio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Palmeri.  Ne  ha
  facoltà.

   PALMERI.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi, assessori, nel corso di questo primo  anno  di
  legislatura   ci   siamo  sempre  posti  in  maniera   propositiva,
  collaborativa, senza personalismi, tatticismi, ambiguità,  non  per
  scopi  mediatici,  ma  nel solo interesse  dei  cittadini.  Abbiamo
  consegnato  tante proposte al Presidente, alcune di queste,  ahimè,
  si sarebbero già potute realizzare così come alcuni gravi errori si
  sarebbero potuti benissimo evitare, ma mi spiegherò meglio.
   Una delle tante proposte che abbiamo consegnato al Presidente era,
  ad  esempio,  la  rielaborazione  del  Piano  energetico  regionale
  siciliano attraverso quattro convegni e una piattaforma web, quindi
  per costruire un modello di energia distribuito per la Sicilia,  da
  costruire in modo condiviso e partecipato da tutti i cittadini. Una
  proposta  semplice,  quindi, per aggiornare i dati  energetici,  le
  norme  di riordino delle competenze, la definizione degli obiettivi
  da  raggiungere: come risposta abbiamo avuto soltanto belle parole,
  ma nessuna risposta concreta.
   Siamo  convinti  che la rielaborazione del Piano  energetico  vada
  attuata,  non  nelle segrete stanze degli amici, ma attraverso  una
  consultazione  pubblica  on-line, incontri,  conferenze  tematiche,
  approfondimenti,  tenendo conto della collettività,  attraverso  il
  dialogo  costruttivo  con  tutte  le  parti  interessate,  con   le
  istituzioni, con i partenariati economico-sociali, con i cittadini.
   Abbiamo  registrato da parte del Governo, purtroppo,  una  precisa
  volontà  di  non confrontarsi, dopo mesi di risposte sollecitate  e
  mai ricevute.
   Oltre  a  ciò,  signor  Presidente,  continuate  a  utilizzare   e
  prolungare  le  consulenze  a  questi fantomatici  esperti  esterni
  all'amministrazione,  che  adesso  si  sono  trasformati   in   una
   meravigliosa   cabina di regia (meravigliosa ovviamente  solo  per
  chi  ne  fa parte, visto che ci costano circa quattromila  euro  al
  mese  ciascuno). Se avevate bisogno di esperti nel settore, avreste
  dovuto  utilizzare  degli  esperti  provenienti  da  una  selezione
  accreditata, ovvero da una pubblica selezione, come ad  esempio  il
  Uat,  invece di reclutare consulenti esterni, amici di  amici,  che
  fuoriescono  da qualsiasi controllo, con il compito di  gestire  un
  progetto di spesa di 30 milioni di euro per lo start-up del   Patto
  dei sindaci .
   Ciliegina sulla torta, come abbiamo visto anche in Commissione nel
  DPEF,  al posto di destinare cospicue somme per i cittadini  in  un
  fondo  di garanzia per l'accesso al credito per la piccola e  media
  impresa,  questo  fondo  è  stato  destinato  per  le   ESCO .   Il
  Presidente  ha  ben  pensato che la priorità per  la  Sicilia  e  i
  siciliani  fossero queste famose  Energy service company ,  società
  che  effettuano  interventi finalizzati a  migliorare  l'efficienza
  energetica nelle pubbliche amministrazioni, assumendo su di  sé  il
   rischio  d'impresa . Si corre il rischio, con  una  gestione  così
  dirigistica  messa  in piedi dal Presidente,  di  favorire  non  le
  piccole e medie imprese, o di fare arricchire il territorio locale,
  ma  di favorire delle multinazionali estere, che spalmerebbero  per
  decenni - anche per trentenni - dei costi enormi e ingenti  per  le
  pubbliche  amministrazioni,  dato che  per  auto  garantirsi  hanno
  bisogno di un fondo della Regione; qualcosa certo non torna.
   Che  dire  poi  di  tutti i nostri atti bloccati  alla  firma  del
  Presidente?  Se  ha difficoltà a firmare tutti i nostri  atti,  che
  deleghi qualcuno
   Ci  sono atti addirittura non pervenuti, che gli Assessorati,  per
  poterli   trattare  e  passarli  ai  servizi  competenti,  prendono
  manualmente dal sito dell'Assemblea Regionale Siciliana.  Questo  è
  il  caso,  ad  esempio, di una mia interrogazione, precisamente  la
  numero  753 sui fondi CIPE per la provincia di Catania, 610 milioni
  di euro che dovevano andare agli impianti fognari e depurativi.
   Questo atto è stato smarrito. Abbiamo sollecitato diverse volte la
  risposta,  perché questi soldi richiedevano un vincolo, degli  atti
  giuridicamente vincolanti da parte della Regione entro il  mese  di
  giugno;  non  solo non abbiamo avuto risposta, ma  l'atto  è  stato
  anche  smarrito. Nella Regione dove questi fondi per la depurazione
  scarseggiano, si perdono inoltre anche gli atti.
   Alla luce di questi elementi non possiamo continuare ad appoggiare
  questo  Governo, un Governo che deve prendere atto, ma  soprattutto
  questo  Governo deve prendere atto che, mentre la Sicilia  affonda,
  non  si  pone a servizio dei cittadini, ma dei poteri forti e  così
  non va.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  vorrei
  fare  un  breve intervento sul Decreto Monti, che lei ha ben  detto
  che dal primo di gennaio verrà approvato.
   Ma  veda, quello che disturba la gente, quello che è veramente  un
  problema serio, quello che è vergognoso, non è tanto quello che sta
  facendo  questo Parlamento, perché a quanto pare alla gente importa
  poco, ma è pensare che un giornalista guadagna da un milione a  tre
  milioni l'anno, che un giornalista di nome Fazio guadagna 5 milioni
  di   euro  l'anno  e  pensare  che  i  responsabili  delle  Società
  partecipate nazionali guadagno la media di 5-6-7 milioni l'anno.
   Si  parla solo dell'antipolitica della politica, del fatto che noi
  politici  tutto  il  giorno siamo in giro per  cercare  di  portare
  benefici e cercare di trovare la strada maestra.
   Signor  Presidente Crocetta, le critiche che si rivolgono a questo
  Governo mi sembrano assurde, a neanche un anno - perché oggi  è  il
  compleanno di questo Parlamento, della XVI legislatura - nessuno di
  noi  può  sicuramente avanzare contro il Governo  brutte  proposte,
  perché non è pensabile.
   Il  Governo  precedente  ha  lasciato solo  ed  esclusivamente  le
  macerie.  Pensate che il Governatore della passata  legislatura  ha
  nominato  più di 1.000 consulenti, e l'abbiamo dovuto bloccare  con
  una  legge  blocca-nomine, perché ancora fino al giorno  della  sua
  uscita,  delle  sue  dimissioni, sicuramente  ne  avrebbe  nominati
  altri.
   Cosa  ha  fatto  questo Governo in dieci mesi? Ha  evidenziato  il
  problema  che  hanno gli ATO rifiuti, i quali hanno  presentato  un
  debito di 900 milioni di debiti; ha lavorato affinché finalmente la
  formazione professionale avesse la giusta indicazione, affinché  al
  precariato, dopo 25 anni, si dica basta, e si ci sta lavorando  con
  l'aiuto   del  Governo  nazionale;  sta  lavorando  affinché   alla
  categoria dei forestali, finalmente, si metta un punto. E finiamola
  con  il fatto che queste persone devono essere utilizzate sotto  la
  campagna   elettorale,  perché  questo  a  me  non   sembra   poco,
  considerato quello che ha fatto il passato Governo.
   Sono  passati  dieci mesi, certo possiamo lavorare, possiamo  fare
  tante  cose,  il Governo deve essere sicuramente con il Parlamento,
  sono  due realtà che si devono incontrare spesso; bisogna dire agli
  assessori  che  le  attività parlamentari sono  importanti,  e  non
  possono non rispondere alle numerose interrogazioni che arrivano da
  questo Parlamento, perché questo Parlamento vuole sapere come vanno
  alcune cose.
   C'è  una  sanità che funziona poco, ha un assessore molto perbene,
  una persona educatissima, una persona che lavora dalla mattina alla
  sera - e lo dico perché lo sento - ma purtroppo ci sono persone, ci
  sono dirigenti che non l'aiutano affatto. Ci sono i dirigenti delle
  ASP  che  anziché lavorare si prendono il pensiero  della  spending
  review  per  fare  capire all'esterno che stanno risparmiando  solo
  perché aspettano di essere rinominati.
   Assessore  Borsellino non è possibile che un manager dell'ASP  che
  ha firmato migliaia di delibere, come Cirignotta, oggi viene qua  a
  denigrare o a sbandierare su tutti i giornali, è impossibile.
   Onorevoli colleghi, la responsabilità di questa legislatura non  è
  solo del Governo, dell'opposizione, della maggioranza ma è di tutti
  noi che ogni giorno sappiamo i problemi che dobbiamo affrontare.
   Vedete,  se  c'è una continuità tra una legislatura e l'altra,  se
  c'è una concomitanza, se c'è un lavoro che effettua questo Governo,
  questa  legislatura,  se  lo ritrovano i  deputati  nella  prossima
  legislatura. Ed ecco che avviene la continuità ed è la Sicilia  che
  funziona, la Sicilia delle imprese, la Sicilia degli inoccupati, ai
  quali è impossibile non dare attenzione.
   Non  è  possibile che ancora abbiamo precari da venticinque  anni,
  non  è  possibile  che non sappiamo valutare  il  turismo,  i  beni
  culturali,  i nostri gioielli che ci invidiano in tutta Italia,  in
  tutto il mondo.
   Vedete, il Presidente Crocetta di marcio ne sta debellando,  e  ve
  lo  dice  uno  che  conosce bene il territorio.  Si  possono  anche
  commettere degli errori, sicuramente è umano sbagliare,  ma  questo
  Governo ce la sta mettendo tutta.
   Oggi  oserei  dire  che la maggioranza è cambiata;  oggi  c'è  una
  maggioranza,  c'è  un partito, un movimento che hanno  dato  e  che
  danno  senza aver ricevuto nulla e senza chiedere nulla hanno  dato
  il  sano  apporto  affinché questo Governo  possa  dare  le  giuste
  risposte per lo sviluppo di questa grande nostra società.
   Signor Presidente, il popolo che non lavora attende con fiducia la
  politica   che   produce.  Oggi  abbiamo   bisogno   di   ripartire
  obbligatoriamente, non ci possiamo fermare.
   Dobbiamo fare subito i decreti legge, le proposte per lo sviluppo,
  far  decollare  immediatamente  gli assessorati  con  il  personale
  qualificato e volenteroso, perché è facile segnalare una persona  e
  metterla  agli  Uffici di gabinetto solo per recepire  o  percepire
  quel  plus  di  denaro  ultra  che può rendere  felice  la  propria
  famiglia.
   No,  signori miei  Oggi se c'è la crisi, c'è la crisi  per  tutti,
  non per qualcuno e quindi chi è dirottato a lavorare, chi chiede di
  andare a lavorare in questi settori dell'amministrazione, deve solo
  ed esclusivamente produrre.
   Fuori  i  cittadini piangono e non piangono solo  quelli  che  non
  lavorano,  perché oggi abbiamo pure il problema di chi lavora,  non
  abbiamo  la  possibilità  e  stiamo perdendo  pure  questo,  stiamo
  perdendo le risorse di chi lavora. Oggi ci sono tanti cittadini che
  aspettano le norme di attuazione che riguardano alcune legge e  noi
  ancora perdiamo tempo.
   Io  sono  stato promotore della legge sugli over 50, che dopo  tre
  anni  ancora  deve  essere  attuata, ancora  non  abbiamo  dato  la
  possibilità ad una persona che dopo trenta anni ha perso il lavoro,
  che  dopo trenta anni, ancora cinquantenne, è stato assunto  eppure
  per loro c'è una riserva del venti per cento.
   Sono  tante  le cose che vogliamo dire, che vogliamo fare  con  il
  Presidente  della  Regione  e  con il  suo  Governo;  noi  vogliamo
  partecipare,  vogliamo  essere utili alla  vita  della  società  ed
  aiutare finalmente lo sviluppo.
   Se qualcuno pensa che qua dentro non ha colpe, vi assicuro che non
  è così, perché dall'esterno non esiste l'opposizione, non esiste la
  maggioranza, siamo tutti politici che non sappiamo fare, che ognuno
  pensa  per  sé  e per le proprie famiglie, siamo politici  che  non
  diamo sicuramente certezza di un futuro migliore, e mettere fine al
  precariato è veramente una cosa importante, oltre la dignità  porta
  pure sviluppo. Pensate, ad esempio, alla Sanità.
   Assessore  Borsellino,  la  Sanità ancora  aspetta  dei  progetti,
  dobbiamo qualificare il personale, ci sono ad esempio gli  OSS  che
  aspettano.  Io  ho fatto pure un interrogazione sui defibrillatori,
  che  sono  importanti nell'intera Isola, che sono importanti  nelle
  spiagge  in  estate, sono importanti nelle attività sportive,  sono
  importanti  in qualsiasi punto della vita, in qualsiasi angolo  del
  territorio  dove  c'è un ospedale, dove c'è un ambulatorio.  Ancora
  aspettiamo il defibrillatore.
   Organizzare   il  personale  della  forestale,  l'abbiamo   detto,
  pensiamo  ad  esempio, Presidente, pensare anche  a  un  piccolo  e
  modesto assegno per quelle famiglie che hanno perso il lavoro,  per
  gli  inoccupati in primis, che hanno prole a carico e che non  sono
  in  condizioni  di comprare un semplice libro ai propri  figli  per
  mandarli  a  scuola, considerato che oggi non esiste più  il  buono
  libro.  Quindi, queste sono piccole cose, non possiamo  distruggere
  la  famiglia.  La  famiglia  è  un punto  fondamentale  per  questa
  società.
   Bisognerebbe  utilizzare bene il personale, ad  esempio  della  ex
  Social-Trinacria, i PIP, che, se utilizzati bene potrebbero  essere
  una  grande risorsa. Io sono un dipendente regionale, e mi  ricordo
  che  l'ultimo  concorso  è  stato  fatto  venti  anni  fa,  quindi,
  ovviamente,  questo personale serve, può essere utilizzato  per  la
  manutenzione  o per tanto altro, ma teniamolo così  Tanto  qualcuno
  dovrà  andare  a  chiedere i voti  Perché  lo  dobbiamo  trasferire
  oppure gli dobbiamo fare prendere qualche oretta di straordinario.
   Io  penso che questa Sicilia, con il suo Parlamento e con  il  suo
  Governo,  può  farcela  benissimo, se  c'è  convinzione  e  se  c'è
  celerità.  Altrimenti,  mi  auguro  mai,  conteremo  i  morti.  Non
  scherzo,  fuori si parla già di morti, abbiamo iniziato,  già  sono
  morti   tre   padri  di  famiglia.  E  allora  lavoriamo   insieme,
  maggioranza  e  opposizione, sì perché  l'opposizione  deve  essere
  opposizione  -  diceva bene l'onorevole Milazzo - ma  l'opposizione
  deve fare opposizione. Devo vedere il sangue dell'opposizione.
   Quello che dobbiamo fare lo sappiamo tutti, ognuno per quello  che
  riguarda,  deve  interpretare  la  politica  di  maggioranza  e  la
  politica  di  opposizione. Quindi lavoriamo insieme, e se  qualcuno
  pensa,  in  quest'Aula,  che la colpa è sempre  degli  altri,  sarà
  perseguitato, Presidente, non lei, ma chi non fa il proprio  dovere
  sarà  perseguitato,  sicuramente la  maledizione  arriverà,  quella
  divina.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Sorbello.  Ne  ha
  facoltà.
   SORBELLO.  Signor  Presidente,  onorevole  Presidente,  Assessori,
  onorevoli colleghi, a distanza di un anno ci attardiamo, in  questa
  Aula,  in  un  dibattito sul resoconto, più che altro  non  parlerò
  della  mozione  di sfiducia ma del percorso che questo  Governo  ha
  fatto  in  questo  lasso di tempo, un lasso di tempo  che  è  molto
  limitato,  stringato, in cui, questo Governo, si è messo in  campo,
  si  è  scommesso  su  due strade parallele che sono  la  strada  di
  combattere  il malaffare e la strada di iniziare un nuovo  percorso
  di rivoluzione amministrativa, legislativa.
      E  dobbiamo  dare atto che questo Governo è stato  antesignano:
  quando  parliamo di province, di consorzi di comuni, di quell'altro
  problema  importante  che è l'acqua pubblica, la  riconversione  da
  acqua privata ad acqua pubblica, dalle fonti rinnovabili, dai primi
  passi per il risanamento di un bilancio che è, sostanzialmente,  un
  bilancio che guarda solo alla spesa corrente, un bilancio impegnato
  al  cento  per  cento  con  la  spesa corrente,  un  bilancio  che,
  diversamente  da  quello  che  ha  detto  stamattina,   l'onorevole
  Malafarina, finanzia circa 200 mila dipendenti e non 100 mila -  se
  facciamo  la  somma dei dipendenti regionali, dei dipendenti  della
  Sanità e di tutto il precariato, infatti, ci attestiamo ai 200 mila
  dipendenti  -, di un bilancio che ha subito anche una nota  pesante
  da parte del Presidente della Corte dei Conti, quando si parlava di
  questo protrarsi, di questo capitolo iscritto di residui attivi sin
  dal 2002.
   Allora,  qualche risultato si è ottenuto in merito a quel  settore
  della formazione, della spesa farmaceutica. Mi dispiace che non  ci
  sia  nessuno qui in Aula. Preferirei, allora, concludere questo mio
  intervento  perché  la  Sanità, questa  rivisitazione  della  spesa
  farmaceutica  deve essere accompagnata, anche, da una rivisitazione
  nel  settore dell'accreditamento delle strutture. Questo è un altro
  malaffare  della Sanità in Sicilia  - l'assessore Borsellino  si  è
  allontanato -  ma questo è un altro malaffare di questa Regione.
   Gli accreditamenti fatti negli ultimi lustri o nell'ultimo lustro,
  la  dicono  già lunga su chi è stato accreditato e sulle  forme  di
  come sono state accreditate queste strutture.
   E'  stato  disarticolato  un  sistema,  in  questi  settori,  che,
  sicuramente, procurerà delle economie che andranno a beneficio  per
  rivedere e sanare i buchi di bilancio.
   Certo,  dobbiamo  dire  anche che c'è una nota  dolente  in  tutto
  questo percorso, ed è la nota dolente delle nomine, di nomine fatti
  a  tutti  i  livelli, nei sottogoverni, in tutti gli Enti.  Qualche
  giorno  fa  mi veniva l'idea che questo Governo avesse assunto  ciò
  che  è  un  atto  deleterio, come l'imperatore che  aveva  nominato
  senatore il proprio cavallo, procedendo di questo passo, con  tutte
  queste nomine che sono state fatte dall'avvio di questo Governo  ad
  oggi  e   mi  auguro che non si prosegua su questo percorso  perché
  sarebbe veramente deleterio.
   A  questo  Parlamento  cosa interessa ed a  me  personalmente,  al
  Gruppo  di  cui  faccio parte; ci interessano le  regole,  vogliamo
  capire  queste nomine, si deve capire e deve essere chiaro a  tutti
  quali  sono le regole che portano alle nomine, a queste  nomine  di
  amici, di candidati, di amici degli amici, di portaborse, di  tutto
  ciò che si è fatto e che si prevede si voglia fare, perché  fino ad
  oggi  questo  Governo  ha fatto nomine solo ed  esclusivamente  per
  qualche  appannaggio ma comincio a preoccupami quando parleremo  di
  nomine dei responsabili della sanità, quando parleremo delle nomine
  del  Genio Civile, perché lì ci sono responsabilità che non possono
  essere  sottaciute  e ci sono ruoli che non possono essere  assunti
  da gente che non ha una professionalità specifica.
   Quando  non  ci  sono  le regole, quando c'è  carenza  di  regole,
  sostanzialmente, ognuno può esprimere ed esprime  e  resta  con  le
  proprie perplessità ma, oggi, parliamo di un percorso.
   Questo  è  un  banco di prova, è una battuta d'arresto necessaria,
  molto  probabilmente  sarà  salutare perché  questo  Governo  dovrà
  raggiungere,  a  breve scadenza e in tempi molto stretti,  quattro,
  cinque  punti importanti  che passano attraverso la semplificazione
  amministrativa, che passano attraverso l'adozione di una norma  per
  quanto  riguarda le Città metropolitane ed i consorzi  dei  Comuni,
  che    passano    attraverso   l'attivazione   e    l'accelerazione
  dell'istituzione delle SRR, del Piano energetico, di un  piano  che
  guarda  allo  sviluppo che si può attuare per le fonti rinnovabili,
  che  passano attraverso delle norme che saranno vitali  e  salutari
  per  questa nostra Regione e per la pubblica Amministrazione, prima
  fra  tutte quella dell'acqua pubblica, in discussione ancora presso
  la IV Commissione.
   Mi  auguro  che nell'arco di un tempo relativamente  breve  questa
  norma  possa approdare in quest'Aula al fine di potere  evitare  il
  business  che era stato autorizzato negli anni scorsi da parte  dei
  Governi  precedenti  procurando  un  salasso  non  indifferente  ai
  cittadini di questa Regione.
   Oltre  a  quello  dell'acqua pubblica,  mi  auguro  anche  che  il
  processo per la gestione dei rifiuti, che ha prodotto, ad oggi,  un
  debito  -  su  cui  poi  la  Regione è dovuta  intervenire  per  le
  anticipazioni  ai  Comuni - di oltre un miliardo,  possa  approdare
  anche in quest'Aula la norma definitiva o in via amministrativa  da
  parte  dell'Assessorato  per  l'energia  per  quanto  riguarda   la
  gestione  degli  impianti  e la gestione  del  servizio  legato  ai
  rifiuti in Sicilia.
   E  mi  avvio alle conclusioni con l'augurio e l'auspicio  che  fra
  qualche  mese raggiungeremo, che quest'Aula potrà dare un  sollievo
  alla  popolazione  siciliana  con  il  voto  di  questi  importanti
  strumenti  legislativi che, sicuramente, agevoleranno  il  percorso
  degli  enti  locali  e della Regione stessa,  prima  fra  tutte  la
  semplificazione amministrativa.
   Grazie,  signor Presidente. Mi auguro che questa battuta d'arresto
  funga da monito per il Presidente della Regione e per gli Assessori
  affinché  nell'arco  di qualche mese si possano raggiungere  questi
  obiettivi che molti ci siamo prefissi e che negli interventi che si
  sono  succeduti da stamattina a  questa sera sono stati  ampiamente
  illustrati.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che il
  Presidente della Regione abbia ritenuto, come suo solito,  esaurita
  la  pazienza di ascoltare gli interventi dei deputati. E'  nel  suo
  stile, conferma il grande rispetto che ha avuto e continua ad avere
  per  quest'Aula  che,  però, per espressione di  alcuni  di  questi
  componenti,  non esita operazioni, mi permetterete il  termine,  di
  vero e proprio  lecchinaggio .
   Io  voterò  con  convinzione la mozione  di  sfiducia  che  alcuni
  colleghi  hanno  ritenuto di presentare. Non spero  che  quest'Aula
  abbia  il sussulto di dignità che, pure a parole, la quasi totalità
  dei  componenti  di  quest'Aula ha  nei  corridoi  e  nei  colloqui
  privati,  di  totale  sfiducia  nei confronti  di  questo  Governo,
  altrettanto  coraggio non dimostri e non dimostrerà  evidentemente,
  in Aula.
   Io  ho  vissuto sempre del mio lavoro e andare a casa  non  mi  fa
  assolutamente  paura.  Questo voglio dirlo  a  chiare  lettere  nei
  confronti  di  tanti  e  di  persone che hanno  ritenuto  anche  di
  insinuare  il  dubbio  di una benché minima correttezza  anche  nei
  Gruppi dell'opposizione.
   Questo  dubbio, oggi, il PDL lo smentisce categoricamente  votando
  convintamente contro questo Governo. Ma del resto spiegatemi voi un
  solo  motivo perché dovremmo dare fiducia ad un Governo che non  ha
  risolto  alcuno dei problemi della Sicilia, che li ha aggravati  in
  maniera esponenziale, che ha pensato bene di commissariare l'Isola;
  ormai  i commissari si sprecano, forse non ne hanno più, li  devono
  cercare nelle retrovie. E commissari scelti in base a che cosa?
   L'onorevole Musumeci è stato chiarissimo negli esempi che ha testé
  riferito:  altro  che cambiamento, siamo nel solco  della  peggiore
  politica,  della  politica  che  mira  all'occupazione  perenne   e
  perpetua di ogni posizione di potere.
   E,  allora,  perché dovremmo votare la fiducia? Per  un  senso  di
  stabilità  fine  a  se stesso? La stabilità che non  produce  nulla
  significa  stagnazione e la stagnazione produce solo recessione  in
  ogni  campo:  nel  campo dell'economia, nel campo dell'agricoltura,
  nel  campo  dell'artigianato,  nel  campo  della  piccola  e  media
  impresa. Nessuna politica efficace del medio credito.
   Si  è riusciti a sbagliare anche gli atti più semplici. Non so  se
  qualcuno  di  voi si è occupato della fantasmagorica vicenda  della
   cassa  integrazione  in deroga . Quel verbale  demenziale  del  12
  febbraio  che, così com'era scritto alla presenza del Governo,  con
  la  rappresentanza, purtroppo, anche delle organizzazioni sindacali
  ha,  di  fatto, escluso centinaia di lavoratori e decine di imprese
  della  possibilità di usufruire di quello strumento  indispensabile
  per mesi.
   E  che  dire  dei prestiti bloccati perché non veniva emanata  una
  circolare  esplicativa  o  perché non si forniva  al  direttore  il
  potere di firma per sbloccare i mandati?
   E voi venite a dire che avete fatto bene per la Sicilia?
   Questo  bene  non  lo ha visto nessuno. Non lo  ha  visto  nessuno
  tranne  i  soliti interessati. E poi abbiamo assistito al  peggiore
  gioco  delle  parti:  la  lite esterna, la lite  sui  giornali,  il
  conciliabolo  notturno. Il conciliabolo notturno che  non  sappiamo
  quali risvolti avrà, oppure li possiamo solo immaginare.
   E, allora, basta. Basta con la politica spettacolo e qui non me ne
  vogliano gli amici del Movimento 5 Stelle.
   Io  ho  definito  in quest'Aula il provvedimento abolizione  delle
  province,  la  legge   Giletti-Crocetta-Cancelleri ,   e   non   ho
  sbagliato.  Perché  in  quella  occasione  non  si  è  abolita   la
  Provincia, si è abolita la posizione democratica, il governo  delle
  Province   e  si  sono  abolite,  cosa  gravissima,  le   funzioni,
  soprattutto in materia sociale, che le Province svolgevano.
   Allora,  onorevole  Ragusa, lei non ha ragione  di  venire  qui  a
  denunziare  le   mamme  coraggio  che si  incatenano  davanti  alla
  Provincia  di Ragusa perché i loro figli disabili da mesi  che  non
  hanno  il  trasporto per andare a frequentare le aule  scolastiche.
  Quanto ritiene che questo Governo meriti la fiducia? Non ha diritto
  di  parola  in  questo senso. Qui si è ricorso,  addirittura,  alle
  figure  angeliche:  c'è qualcuno che è stato  definito   un  angelo
  disceso  dal  cielo ,  che sa quali miracoli  mostrare.  C'è  stata
  addirittura la minaccia di una maledizione divina per chi  oserebbe
  mettere  in discussione la bontà di quest'azione salvifica  di  cui
  nessuno si è accorto in Sicilia.
   E,  allora, basta con gli spot, basta con le giunte itineranti nei
  vari  comuni,  nelle Province che costano decine  di  milioni  alla
  collettività.  Basta con l'eliminazione di tutti i diritti  per  la
  povera gente.
   Basta  Basta veramente  Ridiamo dignità a quest'Aula.
   Ho assistito, addirittura, a chi si lamentava perché oggi staremmo
  perdendo tempo.
   Signor Presidente, mi perdoni, quest'Aula ha perso mesi, senza che
  fosse presente un solo Assessore in Aula, senza che ci sia stata la
  possibilità di affrontare un solo tema.
   E noi perderemmo, oggi, tempo

                              (Applausi)

   Il   tempo,  quando  si  tratta  di  questioni  democratiche   che
  interessano la collettività, non si perde mai
   Io invito gli amici, i colleghi ad esternare pubblicamente ciò che
  dicono  in privato, perché pubblicamente, ognuno, di noi,  si  deve
  assumere  le  sue  responsabilità ed io non voglio associarmi  alla
  responsabilità di chi, per undici mesi, perché di questo si tratta,
  nulla ha fatto per la Sicilia e, temiamo, nulla riuscirà a fare nel
  prossimo futuro.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Sciuto. A seguire
  gli onorevoli Zafarana e Fontana.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, quanti iscritti a parlare  ci  sono
  ancora?

   PRESIDENTE. Ci sono gli ultimi tre. Poi ho sentito informalmente i
  capigruppo.  Rinunciano ai minuti a disposizione  per  intervenire,
  successivamente, in sede di dichiarazione di voto.

   LO  SCIUTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  sembra
  abbastanza  evidente, in questo momento, quello che è  il  rapporto
  fra Governo e Parlamento.
   Mi  sembra  che neanche oggi, in questo momento particolare  della
  nostra  vita democratica, una parte del Governo abbia rispetto  nei
  confronti di questo Parlamento. Non c'è nessuno.
   Ed   è  quello  che  accade,  in  maniera  costante,  anche  nelle
  Commissioni. Questo Parlamento non ha un confronto politico con  il
  Governo.   Forse  perché  manca  la  cultura  politica,   onorevole
  Musumeci.
   Vedete,  quando  si  ha  una formazione politica  si  capiscono  i
  problemi e, allora, si affrontano in maniera seria.
   Non voglio entrare nel merito della presentazione che ha fatto  il
  Movimento  Cinque  Stelle sulla mozione, forse è  giusta,  ma  sono
  sbagliati i tempi e neanche voglio entrare nel merito alla diaspora
  che c'è all'interno del PD.
   Mi  sembra  chiaro che, anche da parte del PD, è stata  fatta  una
  critica  forte  nei  confronti  dell'incapacità  amministrativa  di
  alcuni Assessori di questo Governo. E' un fatto palese che è emerso
  durante il dibattito di questi ultimi mesi.
   Ritengo,   però,  che  la  Sicilia,  in  questo  momento,   signor
  presidente, stia vivendo un momento disastroso.
   Io  non ho alcun tipo di contrapposizione, ma ritengo che ci siano
  delle  cose  abbastanza palesi: la disoccupazione che  aumenta,  il
  flusso  migratorio che, in questo ultimo anno,  è  aumentato  e  si
  parla  di  giovani  laureati, si parla di  50  mila  siciliani  che
  lasciano la Sicilia. Non c'è un piano per rilanciare l'agricoltura,
  il  commercio  e il turismo. Non c'è una strategia che  porti  allo
  sviluppo  della nostra Sicilia. E' mancata una politica  energetica
  regionale. Abbiamo le coste più lunghe nella Sicilia e non  abbiamo
  un   piano  regionale  portuale.  Manca  una  politica  sociale  e,
  sicuramente,  non la possiamo risolvere, signor Presidente,  con  i
  cantieri di lavoro.
   Si  dà  una  risposta che non è adeguata. Manca ed è  mancata  una
  politica  per il nostro patrimonio archeologico. Basti pensare  che
  da  circa  un  anno la Regione Sicilia che ha il 30 per  cento  del
  patrimonio  archeologico italiano, non ha  nei  siti  archeologici,
  servizi  aggiuntivi e non possiamo dare risposte  concrete  ed  una
  giusta ospitalità nei confronti dei turisti.
   Diciamolo,  ma  quale politica ha portato avanti  questo  Governo?
  Questi  sono  i fatti concreti. Non si parla di pesca.  Abbiamo  la
  prima  marineria  d'Italia e non c'è una  politica  attiva  per  la
  pesca.
   Cosa   abbiamo  fatto?  Abbiamo  abolito  le  province,   con   la
  conseguenza che lasceremo dal primo gennaio tutte le province nello
  sconforto.
   Io  quello che dico questa sera l'ho detto tanto tempo fa. Vedete,
  nel  momento in cui aboliamo le province, il 95-96 per cento  delle
  spese  delle province sono spese incomprimibili perché si  occupano
  di  servizi,  si  occupano  delle spese dei  dipendenti  e  non  le
  possiamo  tagliare  senza che ci sia una  norma  che  ci  tutela  a
  livello nazionale.
   E, dal primo gennaio, ci troveremo con le difficoltà per garantire
  le  nostre  scuole, l'assistenza ai bambini disabili,  l'assistenza
  alla comunicazione e tutto ciò che le province fanno.
   Allora, questo non può essere una politica da premiare. Allora,  è
  importante  che  questo  Governo prenda  coscienza  di  ciò  che  è
  successo.  E la coscienza deve essere presa subito perché  non  c'è
  tempo.  Occorre  una  legge  sulla  formazione  professionale   che
  garantisca  i lavoratori con la legge 24 del 1976, ma nello  stesso
  tempo  è  giusto  che  sia ancorato al mondo  del  lavoro,  ma  non
  possiamo  permetterci  di  perdere  ciò  che  abbiamo,  in  maniera
  costante, da tanti anni.
   Ritengo  sia importante uscire da questo guado, perché finisca  la
  politica  degli  annunci e inizi la politica del fare.   Da  questo
  punto   di   vista  attenderemo  le  dichiarazioni  del  presidente
  Crocetta, dopodiché per quello che mi riguarda con il mio Gruppo ci
  esprimeremo con il voto.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Zafarana.   Il
  Movimento  cinque stelle ha ancora sette minuti. So che l'onorevole
  Zafarana si è raccordata con l'onorevole Siragusa.

   ZAFARANA.   Signor   Presidente,   Giunta,   onorevoli   colleghi,
  cittadini,  nonostante  il numero degli argomenti  sia  numeroso  e
  siano  tutti  temi  a  noi cari, mi soffermerò soltanto  su  alcune
  questioni  peculiari.  Vado  a  fare  un  brainstorming:   cultura,
  formazione  e  lavoro,  i  fondamenti della  società,  a  detta  di
  chiunque. Ma nulla finora di concreto è stato fatto.
   E abbiamo cercato, invano, nelle trame e nei gangli delle carte di
  interpretare una linea politica che non c'è.
   Cosa  avete  fatto  passare da quest'Aula  in  merito  all'attuale
  situazione  del  precariato siciliano e in ordine al  più  generale
  problema  di  occupazione dei giovani? Proroghe e  proroghe  e  mai
  alcun atto di concreta razionalizzazione pensata e strutturata  del
  fenomeno  è stato assunto da questo Governo in un anno.  Non  è  un
  mistero, infatti, che l'unico strumento nuovo, volto ad incentivare
  gli  investimenti nel mondo del lavoro, volto anche a creare  nuovi
  posti  di  lavoro,  sia  il nostro Fondo per il  Microcredito  alla
  piccola e media impresa.
   Eppure gli strumenti ed il tempo, Presidente della Regione  -  che
  attualmente è ancora assente in Aula - ed il suo Governo  li  avete
  avuti.  Durante la campagna elettorale l'abbiamo sentita  ribadire,
  più  volte, che avrebbe speso i fondi della Comunità europea. Ma  a
  giugno  veniamo bacchettati dalla Commissione europea perché ancora
  abbiamo  cento milioni al mese da spendere che, però, ad oggi  sono
  come una grandinata nel deserto su un terreno non fertile.
   Cosa  è  stata negli anni la formazione professionale fatte  salve
  poche enclave? E' stato soltanto un sistema criminale, di intricati
  rapporti  di  malaffare e mirati allo scopo  di  distrarre  ingenti
  somme di denaro pubblico per scopi personali. E questo è pacifico
   Lei  ci  dirà, Presidente, che proprio durante la sua  Presidenza,
  quindi  da  un  anno  a  questa parte, ci  sono  stati  i  migliori
  risultati dal punto di vista giudiziario. Giudiziario, ribadisco e,
  quindi, è questo il punto debole del suo racconto. I successi  sono
  giudiziari, non suoi perché se vuole raccontarci che grazie  a  lei
  ed alle sue denunce si sono accesi i riflettori sul malaffare della
  formazione  dovremmo  pensare di essere di  fronte  ad  un  pessimo
  cantastorie.  Perché il settore della formazione  professionale  in
  Sicilia, a Messina, a Catania, a Palermo, a Caltanissetta è in mano
  ai  partiti  da decenni e non è certo lei ad avere scoperchiato  un
  vaso  di  Pandora  che  in  realtà conteneva  solo  il  segreto  di
  Pulcinella. E a favore di chi poi?
   In  quasi  un anno di scandali pressoché giornalieri le  rotazioni
  hanno solo rallentato le procedure amministrative mantenendo figure
  nei  posti  dirigenziali dell'apparato burocratico dell'Assessorato
  alla formazione e non solo, lì dove erano come già espressione  del
  precedente Governo.
   E  le  leggi,  Presidente?  Le leggi  non  si  rispettano,  né  si
  abrogano.    Si    bypassano   abilmente   mediante   provvedimenti
  amministrativi.  E  mi  riferisco  alla  legge  24  del  1976,  non
  rispettata, all'applicazione difforme dell'articolo 4 del  DPR  207
  del  2010 e dell'articolo 5 del DPR 207 del 2010, in favore,  l'uno
  degli  enti  ed  a discapito degli operatori della formazione,  per
  carità quelli legittimamente assunti entro il 31 dicembre 2008.  E,
  ancora, la riforma Scilabra, l'aspettiamo
   Abbiamo  ancora  nei  nostri capitoli il buono libro,  trentasette
  milioni, più trentasette milioni, più diciotto che fanno novantadue
  milioni bloccati. Perché? E, ancora, mi chiedo perché l'articolo 79
  della  finanziaria  relativo  alla formazione  venne  sottratto  al
  dibattito d'Aula. Forse perché stava creando insanabili fratture in
  questa  maggioranza che non è una maggioranza? Dov'è il  piano  per
  l'offerta formativa di quest'anno e dell'anno scorso?
   E  ancora  il  DPEF,  lo  abbiamo letto. E cosa  abbiamo  trovato?
  Riqualificazione  del personale, riduzione dei costi,  trasparenza,
  adeguamento   al  quadro  europeo  ed  assicurazione   di   qualità
  all'ECVET,  il tutto condito da espressioni che vi riecheggiano  un
  neoliberismo  che  quando  si parla di istruzione  e  formazione  è
  assolutamente  improprio e che sulle vostre labbra è  assolutamente
  inusitato e improprio
   Ma in concreto, andiamo avanti, che cosa è stato fatto? Andiamo  a
  vedere  l'accreditamento. Abbiamo atteso lungamente questa delibera
  numero  200 e, poi, cosa scopriamo relativamente all'accreditamento
  degli  enti? Che  non possono avere l'accreditamento gli  enti  che
  abbiano  liti  pendenti  o contenziosi con  l'Amministrazione .  Un
  indirizzo  illegale ed illegittimo. Si parla di una riforma  ma  si
  tratterebbe   soltanto   della   modalità   per   salvare    alcune
  illegittimità   commesse  da  molti  all'interno  dell'Assessorato,
  vecchi  e  nuovi Assessori, dirigenti e funzionari e  ribaltare  la
  responsabilità su alcuni enti di formazione al fine di creare  caos
  nel sistema.
   Ma  vengo alla conclusione. Le risorse sono poche, mal distribuite
  e  la  Sicilia  è un'Isola povera. Abbiamo una media  nazionale  di
  povertà  che  si attesta, quella italiana al dodici per  cento,  la
  nostra al trenta per cento.
   Un  Governo  degno di tale nome dovrebbe dare un forte segnale  di
  discontinuità  bloccando  l'assistenzialismo  e  mettendo  in  atto
  piuttosto  eque  e  concrete  affidabili  riforme  di  sostegno  al
  reddito.
   Oggi,  a  Roma, il Movimento Cinque Stelle presenta il disegno  di
  legge  per il sostegno al reddito. Questo noi lo portiamo avanti  e
  siamo  coerenti con le nostre azioni. Questo Paese  ha  bisogno  di
  qualcosa  di  più  di un palazzo, ha bisogno di speranza  e  questa
  Giunta l'ha puntualmente delusa.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Fontana.  Ne  ha
  facoltà. Ha a disposizione 5 minuti e 38 secondi.

   FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di essere
  sintetico  e,  quindi, di fare poche riflessioni in  merito  ad  un
  argomento che, francamente, sentiamo tutto anche se questa  mozione
  di  sfiducia  arriva, per noi, in un momento che, francamente,  non
  era  quello giusto. Ma non possiamo perdere questa opportunità, non
  possiamo perdere questa occasione per non criticare questo  Governo
  per  tutte le cose che, purtroppo, non ha portato avanti e che  non
  ha saputo portare avanti.
   Sappiamo   tutti  che  ha  ereditato  una  Sicilia  in  condizioni
  drammatiche con le imprese in grandi difficoltà, con un  precariato
  che  ha  dimensioni  enormi, con le famiglie  che  sono  in  grande
  sofferenza,  con  una povertà che aumenta sempre di  più,  con  una
  disoccupazione  che ha superato per quanto riguarda  i  giovani  il
  cinquanta  per  cento ma, francamente, non vedo  alcun  segnale  da
  parte di questo Governo, un segnale positivo di speranza.
   Io  credo  che i siciliani, oggi, veramente hanno perso  anche  la
  speranza per un futuro migliore.
   Ho  sentito parlare questa sera anche di modello Sicilia. Ma quale
  modello?  Io francamente non ho visto alcun modello. Un  modello  è
  qualcosa da imitare, da sostenere. Io, francamente, non vedo  alcun
  modello,  l'unico apprezzamento che posso fare a questo  Governo  è
  quello che, in tutti i modi, ha cercato un'azione di moralizzazione
  che,  francamente,  c'è  stata  perché  ho  visto  che  sono  state
  scoperchiate tante pentole e, quindi, tante cose sono state messe a
  nudo e questo va a merito di questo Governo e di questo Presidente.
  Ma  al  di  là di quest'azione contro il malaffare e la corruzione,
  francamente, non ho visto nulla e certamente non si può vivere solo
  di azione contro la corruzione ed il malaffare.
   Io  credo che la Sicilia abbia bisogno di ben altro, io credo  che
  la  Sicilia abbia bisogno di un'azione forte di sviluppo in  favore
  delle  famiglie, in favore dei giovani, in favore dei  disoccupati,
  in favore di tutti coloro i quali hanno bisogno di un sostegno.
   Spesso  si  sono  portati avanti anche dei progetti,  come  quello
  dell'abolizione    delle   province,   che   personalmente    trovo
  farneticante, un progetto che non porterà alcun utile dal punto  di
  vista  finanziario, e molti scompensi. Molte province sono oggi  in
  grandissima  difficoltà, vorrei parlare in  particolare  della  mia
  provincia,  quella  di  Agrigento, dove ci  sono  state  difficoltà
  persino a pagare gli stipendi dei dipendenti.
   Porto  l'esempio dell'Istituto musicale  Toscanini   che  è  stato
  faticosamente portato avanti negli ultimi vent'anni ed è  cresciuto
  parecchio,  ma  adesso  rischia  di chiudere;  anche  il  Consorzio
  universitario  di  Agrigento  è in grandissima  difficoltà,  perché
  dipende  dai  trasferimenti finanziari degli enti  consorziati,  la
  provincia  è l'ente che maggiormente ha trasferito risorse  per  il
  funzionamento   di  questo  consorzio,  che  è  il   nostro   fiore
  all'occhiello;  e  tanti  altri progetti che  rischiano  di  morire
  insieme alle province.
   Chiedo  ancora  una  volta a questo Governo  di  riflettere  sulla
  questione delle province, e spero che si renda conto di poter  fare
  qualche passo indietro per evitare di far morire le Province che, a
  mio  parere, sono degli enti intermedi che hanno una loro  validità
  nel  territorio,  degli enti di riferimenti  territoriale  di  area
  vasta che svolgono una funzione indispensabile.
   Del  resto  anche le relative competenze dovranno essere mantenute
  in qualsiasi modo e, pertanto, non credo che ci sia questo aggravio
  finanziario  che è stato sbandierato, non credo che ci sarà  nessun
  risparmio sulle province.
   Vorrei  parlare  anche di sanità, che mi riguarda direttamente  in
  quanto membro della relativa Commissione; devo dire che anche nella
  sanità  il Governo non ha le idee chiare sul da farsi, è da gennaio
  che  si  parla  della nomina dei nuovi direttori  generali:  questo
  Governo  ha  già  cambiato parecchie volte direzione,  sui  metodi,
  sulle  griglie, sulle scelte, sui curriculati, sugli adeguati;  una
  confusione enorme che, ancora oggi, a distanza di otto mesi, non ci
  lascia  capire  come  agirà  il  Governo  sulla  nomina  dei  nuovi
  Direttori generali. Si continua con i Commissari, anche loro in uno
  stato  di  precarietà, quindi non in condizione di  prendere  delle
  decisioni,  non  avendo  certezza del da farsi  nel  tempo.  Questa
  situazione  li  rende  deboli e li porta  a  non  assumersi  alcuna
  responsabilità.

   PRESIDENTE. Onorevole  Fontana., i tempo a sua disposizione  si  è
  concluso. Abbiamo contingentato i tempi della discussione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Avrà modo di parlare dopo l'intervento dell'onorevole
  Siragusa.

   SIRAGUSA.    Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,    sarò
  telegrafico.  Intervengo per ricordare all'onorevole Venturino  che
  egli  si  è  trovato  miracolato  della carica e  dell'onore  della
  vicepresidenza  di questa prestigiosa Assemblea, proprio  grazie  a
  quel  simbolo  che ha tanto vituperato nel suo intervento  odierno,
  parlando di baggianate, di populismo, di aver perso quelli che sono
  i  valori  emotivi per cui più di trecentomila siciliani  ci  hanno
  dato il loro voto portandoci qui.
   Onorevole Venturino, noi quei valori e quei motivi non li  abbiamo
  persi,  infatti  continuiamo a restituire il  70  per  cento  delle
  nostre indennità, lei può dire lo stesso?
   Lei  ha  resistito solo un mese, poi è fuggito dai  suoi  obblighi
  elettorali, perché?
   Lei  non  ha  completamente idea di cosa sia il  M5S,  e  non  può
  permettersi di usare il  noi  quando parla del Movimento, perché  i
  nostri  sono valori che non le appartengono. Lei è stato il  nostro
  errore, la nostra più grande sciagura, la nostra vergogna.
   Quando il Presidente Musumeci ha parlato di  tacchini'

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente, chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Crocetta,  non  è  riferito   a   lei   ma
  all'onorevole Venturino.

                          Per fatto personale

   VENTURINO. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURINO.  Signor Presidente, giusto per replicare  all'onorevole
  Siragusa che parla di vergogna, sicuramente è vero, ho frainteso il
  Movimento Cinque Stelle, ma credo che questo fraintendimento  abbia
  coinvolto i 300 mila che avevano votato il Movimento Cinque  Stelle
  che,  sono certo, se andassimo a votare non voterebbero più  questo
  Movimento  ed  è  per questa ragione che forse a livello  nazionale
  qualcuno  sta  spingendo  per  votare,  oggi,  senza  una   riforma
  elettorale  seria  di questo nome, sto parlando di  un  leader  del
  Movimento  5  Stelle  che,  quando  abbiamo  iniziato  la  campagna
  elettorale parlava in un certo modo e che oggi spinge il  Movimento
  5  Stelle ad assumere atteggiamenti diversi, perché hanno capito di
  avere  disatteso ampiamente quelle che erano le istanze per cui  il
  Movimento  Cinque Stelle nasceva e le istanze per cui  quelli  come
  me,  miracolati,  e di miracolati, mi creda, nel  Movimento  Cinque
  Stelle ce ne sono parecchi, alcuni anche qui, non si vede tanto  il
  neon  attorno alla testa, ma se spegniamo la luce qualcuno si vedrà
  chiaramente.
   Di  questo essere miracolati bisogna poi vedere chi e come è stato
  miracolato, è disponibile.
   Per  quanto  riguarda  l'ennesimo attacco  sulla  rendicontazione,
  anche  su  questo  faremo luce ben presto, perché  mi  risulta  che
  qualcuno  ha cominciato a fare qualche passo indietro, ma questo  è
  un  altro  discorso,  e siccome oggi parliamo  di  una  mozione  di
  sfiducia,  non mi voglio prestare alle accuse tipiche  da  facebook
  dei mie ex colleghi, per cui lasciamo e proseguiamo e stendiamo  un
  velo.

            (Proteste da parte del Gruppo parlamentare M5S)

           Riprende la discussione della mozione numero 200


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, abbiamo  chiuso  la  discussione
  generale,  ringrazio  i  Capigruppo che hanno  rinunciato  e  fatto
  rinunciare  ai  propri deputati di riferimento i minuti  che  erano
  ancora a disposizione, riservandosi loro di intervenire in sede  di
  dichiarazione di voto.
   In  quella sede è chiaro che interverranno i Capigruppo;   si  può
  intervenire  solo  se  si è dissenzienti rispetto  alla  linea  del
  Gruppo.
   Con  il  Gruppo  Misto ci intenderemo, vista la particolarità  del
  Gruppo Misto, una volta che si sospenderà per pochi minuti l'Aula a
  seguito dell'intervento del Presidente della Regione. Quindi invito
  il Presidente, onorevole Crocetta, ad intervenire.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  parlamentari,  non  sono  fra  coloro che  dimostrano  sprezzo  nei
  confronti  di  una  mozione di sfiducia, o che  danno  persino  per
  scontato  il  risultato  nell'Aula, sottovalutandola,  e  mostrando
  sprezzo nei confronti anche dei parlamentari che l'hanno promossa.
   Sono  un  uomo  che rispetta le Istituzioni, e proprio  perché  le
  rispetta dà il significato che deve avere.
   Qualcuno  ha scomodato Dio, vi chiedo sinceramente di  non  farlo,
  perché  scomodare Dio per questioni che attengono le nostre visioni
  della  politica credo che sia un po' troppo, però visto che l'avete
  fatto anch'io lo vorrei fare citando un salmo della Bibbia, che non
  ho  bisogno  di  leggere,  e che dice  Eccomi,  sia  fatta  la  tua
  volontà , visto che avete scomodato Dio è con questa logica che  mi
  presento e con la logica che il Parlamento sovrano decide attorno a
  questioni  che attengono le sue prerogative, poiché previste  dalla
  legge,   e   che  sicuramente  non  sono  allineate  al  senso   ed
  all'evoluzione che hanno avuto le leggi in questi anni  in  Italia;
  perché  noi siamo passati da un sistema che era proporzionale,  che
  decideva l'elezione del Presidente all'interno del Parlamento,  che
  nominava  gli  assessori  per quote, per cui  gli  assessori  erano
  nominati  dai  vari partiti, ricevevano  la fiducia e  secondo  chi
  prendeva  la  fiducia veniva eletto e rispondeva  a  quel  partito.
  Invece,   a  Governi  che  rispondono  al  Presidente,  anche   qui
  sinceramente non capisco cosa interessa alle opposizioni se i  miei
  assessori  sono tecnici, politici, c'è stato in qualche  intervento
  chi  ha  detto:    i politici capiscono le cose, gli assessori  non
  capiscono  . E' il presidente che risponde dell'indirizzo  unitario
  del  Governo ed attiene al presidente, secondo la prerogativa delle
  leggi, scegliere gli assessori.
   Questo  metodo  ha difficoltà a carburare in un  sistema  che  era
  abituato,   e  quindi  è  anche  normale  che  poi  rispetto   alle
  maggioranze che possono avere determinati vari presidenti, si possa
  determinare questo.
   Non  mi verrete a dire che io sono stato l'unico presidente  della
  storia  della  Sicilia o nella storia d'Italia  che  non  ha  avuto
  problemi su questo terreno con le sue maggioranze. Vorrei citare il
  governo  precedente, l'altro ancora e i governi di tutto il  paese,
  che  hanno  queste  caratteristiche,  perché  c'è  da  un  lato  la
  legittima  esigenza  dei  partiti a rappresentarsi  e,  dall'altro,
  invece  il  principio, oggi nuovo, della responsabilità degli  atti
  del  governo  che  fanno capo al Presidente della Regione.  Poi  la
  politica  sceglie  un  principio di  mutualità  rispetto  a  queste
  esigenze:   in  America,  vi  voglio rappresentare,  i  governatori
  vengono eletti in modo completamente disgiunto dai partiti, non c'è
  nessun  rapporto.  Vi voglio rappresentare che  i  sindaci  vengono
  eletti in modo completamente disgiunto dai partiti.
   Quando   parliamo   di  scontri,  eccetera,  mettiamo   in   gioco
  valutazioni della politica, idee della politica, con la  differenza
  che  io  non  credo di avere il verbo infuso o penso di  avere  una
  ragione,  penso di avere un'opinione, e penso di essermi presentato
  a  queste  elezioni con queste opinioni, con il  programma  che  ho
  presentato,  e  con  il programma che in parte  ho  attuato  e  sto
  attuando e queste elezioni le ho vinte.
   Allora se noi non partiamo da questo presupposto che è il rispetto
  dei  reciproci ruoli per cui quando l'onorevole Milazzo  mi  diceva
   lei  non ci corteggi , io non ho mai corteggiato nessuno ed  anche
  con  il Movimento Cinque Stelle e con l'opposizione di centrodestra
  ho  avuto un rapporto esclusivamente corretto e basato su  un  solo
  presupposto,  proponendo sin dall'inizio quel accordo istituzionale
  che  era  per  fare  le  riforme che è stato  sistematicamente  non
  rifiutato,  si è risposto col  nì  e si è risposto col   nì   nella
  logica partitica di un'idea.
   Alla  fine questo governo ha solo grane e allora pensano:   a  noi
  chi  ce  lo fa fare, scegliamo la politica dell'opposizione, perché
  questa politica dell'opposizione ci da dei vantaggi .
   Io  vi  assicuro che dai sondaggi che ho e dai rapporti  che  sono
  scientifici e dal rapporto che ho con la gente vedo una discrepanza
  tra  ciò  che pensa la politica o alcuni blog online e  quello  che
  pensa la gente di questa terra, che vede finalmente riaccendere  la
  speranza,  una speranza che io non attribuisco, soltanto  alla  mia
  azione  o  all'azione  del mio governo, ma  ad  un  modo  corretto,
  istituzionale di confronto che si era avviato in questi mesi e  che
  è stato bruscamente interrotto, non da me.
   Quel confronto che giudicava gli avversari politici non dei nemici
  ma degli interlocutori.
   Quel  confronto che ha dato origine ad una mia presa di posizione,
  e  che  quando si formò  quell'accordo istituzionale che era basato
  tra  il centrodestra e il centrosinistra e scartava i  grillini'  e
  le  forze  di  centro, mi ha portato a dire  io non ci sto   perché
  ritengo  che  tutte le forze politiche in Parlamento debbano  avere
  una rappresentanza istituzionale.
   Guardate  che non mi conveniva fare quel ragionamento, mi  sarebbe
  convenuto una pacificazione che mi assicurava questo, eppure io non
  ho  rinunciato  al principio di legittimità democratica  e   che  i
   grillini'  dovessero avere un ruolo, che lo dovesse avere  perfino
  l'MPA,  che  lo  dovesse avere la lista Musumeci, perché  io  credo
  nella democrazia come valore e credo nel pluralismo come valore.
   Sui  grillini  è un capitolo a parte perché io vorrei  capire  che
  quando Grillo veniva nel 2006 nella mia città in una manifestazione
  pubblica, diceva ai gelesi  non ve lo meritate un Sindaco così, non
  lo   potete  capire .  Oppure  mi  chiamava,  nel  2008,   ad   una
  manifestazione a Palermo, e diceva  l'unico politico per  cui  vale
  la  pena  di venire in Sicilia . E vabbé, ridete. Perché voi  avete
  riso  tutta  la  serata.  Questo significa  anche  come  tenete  in
  considerazione   la  mozione  di  sfiducia   e   come   tenete   in
  considerazione le esigenze del Parlamento, per questo io  vi  posso
  portare le videocamere di questi interventi, compresi i cachet  che
  prendeva il vostro dirigente di partito, ma non lo faccio  per  una
  questione  di  stile,  perché voi siete gli inquisitori  dei  conti
  altrui.   Non  appartiene  al mio stile  politico  intervenire  con
  questa  bassezza.  E  vi  farò i conti  anche  di  quanto  guadagna
  Crocetta, giusto per far capire come siano sballati i vostri  conti
  e  come siete al di fuori della realtà. Come siete completamente al
  di  fuori.  Perché  dire   Crocetta guadagna  più  di  Obama     io
  guadagno al netto della riduzione che ho operato, rispetto

   MUSUMECI. Lasci stare, onorevole Presidente.

   CROCETTA, presidente della Regione. Onorevole Musumeci, mi perdoni
  ma è  il mio intervento e il taglio lo decido io. Siccome sono cose
  che  poi  si  dicono  al  di fuori dell'Aula, si  strumentalizzano.
   Crocetta guadagna più di Obama  . Con la differenza che  quello  è
  lo  stipendio  veramente  al netto delle spese,  dei  rimborsi,  di
  elicotteri,  gli  staff,  e così via e tutti  i  rendiconti  spesa,
  etc etc   che  ha Obama, e invece, il nostro è uno stipendio  molto
  più articolato che io spiegherò, così finalmente facciamo chiarezza
  anche  di  fronte  al  popolo siciliano, è  giustizia  perfino  nei
  confronti del Parlamento.
   La  mia retribuzione netta è 2500 euro in più, dopo il ribasso che
  io  ho  operato della mia indennità di presidente di 2500  euro  al
  mese.  Mi  darete  atto  che qualche rischio  in  più  rispetto  ai
  parlamentari  io  lo corro per cui mi sono fatto  un  assicurazione
  sulle  mie  responsabilità, che non sono  indifferenti,  che  dovrò
  pagare  per  tutta  la  mia  vita. Quindi,  anche  quando  io  sarò
  pensionato,   e  con  la  sfiducia  sicuramente  guadagnerò   anche
  pochissimo,  praticamente  io  continuerò  a  pagare  vita  natural
  durante, tanto che oggi un giornalista mi ha fatto una battuta:
  speriamo   che   campi   poco,  così   almeno   non   paghi   molta
  assicurazione , dovrò pagare un assicurazione infinita.
   Quindi,  giudicate  se  questi 2500 euro non  sono  assorbiti  dai
  costi. Ma io non lo voglio dire. Guadagno 2500 euro in più al mese.
  Andiamo  alla sostanza. L'indennità parlamentare lorda è di  10.700
  mila  euro.  Così  glielo  dite ai cittadini  quanto  guadagnano  i
  parlamentari, finalmente. Invece di fare scandalismo quando non  vi
  accorgete  dei  costi  reali della politica. Perché  quando  si  fa
  politica  con approssimazione si fa danno al Paese  Dicevo,  10.700
  mila euro lorde al mese. Diaria lorda,  3500 euro. Guardate che  vi
  sto  rendicontando tutto. Contributo al mio partito, 1500  euro  al
  mese. Poi naturalmente c'è anche il Megafono, qualche spesa pure lì
  ci sarà, no? Visto che come dice l'onorevole Cracolici sono bigamo.
  Io non sono solo bigamo, sono pure poligamo.

                     (Brusìo dai banchi dell'Aula)

   Posso avere il piacere di completare un argomento che, finalmente,
  darà anche soddisfazione a voi?
   Andiamo  avanti.  Quindi, al netto, considerato quello  stipendio,
  diaria,  indennità parlamentare, sono 7.400 euro.  La  diaria,  tra
  l'altro,  non  è,  nel  mio caso, proprio un  compenso  perché,  il
  presidente  della  Regione  e gli assessori  non  hanno  pagate  le
  missioni  quando vanno in giro per la Sicilia.,  tanto è vero  che,
  in  una interrogazione dell'onorevole D'Asero,  mi chiedeva se,  in
  campagna elettorale, io mi ero fatto pagare le missioni

   D'ASERO. Io non lo ricordo.

     CROCETTA,  presidente  della Regione. Sì   Una  lettera,  gliela
  ricordo. Gli ho dovuto rispondere che il problema non si poneva per
  il   semplice  motivo  che  le  missioni  del  Governo   non   sono
  pagate...scusi era  dell'onorevole Assenza, pardon.
   Non  sono  pagate  per  il  semplice motivo  che  non  è  prevista
  l'indennità di missione.
   La differenza  è che io le spese di missione, in tutta la Sicilia,
  li spendo.
   Io  vi  ricordo che, salvo impegni istituzionali, sono 6 giorni  o
  anche  7  giorni nell'attività lavorativa,  normale:  o  venendo  a
  Palermo,  anche  di  sabato  e domenica,  o  andando  in  giro  per
  iniziative istituzionali.
   Spesso  mi  fermo a dormire negli alberghi, spesso  mi  capita  di
  mangiare   nei  ristoranti,  anzi  quasi  sempre,  e  di  spendere,
  realmente,   questa   indennità  per  un  quantum   che   non    so
  quantificare. Quando invito giornalisti, altre persone, o  facciamo
   alla  romana  o pago regolarmente io, senza toccarle da  spese  di
  rappresentanza ed istituzionali,  come vi dimostrerò.
    Anche quando sono spese di rappresentanza o istituzionali, non ho
  mai  pagato  un  pranzo,  salvo  quando  sono  venuti  ministri   o
  delegazioni estere.
   Per quanto riguarda i costi del rimborso del portaborse, io spendo
  per il compenso 1.500,00 euro, regolarmente assunto,  e 606,00 euro
  di  contributi,  475,00  euro  al  mese  per  l'affitto  della  mia
  segreteria  a Gela, senza contare che la Polizia mi ha imposto,  in
  quella  segreteria,  di mettere allarme, vetri anti  -  kalashnikov
  che  ho  fatto  a spese mie e che non gravano su quelle  spese.  Ed
  impianti di video-sorveglianza, collegati con la Questura.
   Spese  di  telefono di circa 200,00 euro al mese. Ho una serie  di
  spese per iniziative varie, ho calcolato per circa 1.000,00 euro al
  mese, in questi mesi, per partecipazioni a convegni, iniziative  di
  partito o inviti in televisione che, sicuramente, non ho messo  fra
  le missioni del presidente, ma ho pagato di tasca mia.
   Ho  speso,  come  contributi documentati a  iniziative  politiche,
  1.500,00 euro al mese.
   Per  cui,  ci sarebbe che, a fronte di 3.180,00 euro io ho  speso,
  mediamente, in questi mesi 5.581,00 euro, cioè 2.400,00 euro in più
  rispetto  a  quello  che  mi  si  dà  per  il   portaborse.  Totale
  l'indennità  di  funzione netta è di 2.400,00 euro totale.  Il  mio
  stipendio  netto è 7.495,00 euro al mese,  ai quali debbo sottrarre
  tutte  le spese che io faccio per missioni in Sicilia, per  pagarmi
  l'affitto  per stare a Palermo,  perché non utilizzo l'alloggio  di
  servizio;  sicuramente,  significa che quello che resta netto della
  mia attività sono 5.500,00 euro al mese.
   Mi  dica il Movimento Cinque Stelle a quanto devo scendere il  mio
  stipendio,  se  debbo  guadagnare meno  del  mio  segretario,  meno
  dell'usciere - con grandissimo rispetto - della Regione etc.
   Quindi,  la politica di revisione dei costi non può essere  questa
  bambinata:   Mi  autoriduco lo stipendio perché io non  guadagno  ,
  queste  sono spese che vi posso dare in modo tranquillo e ufficiale
  e vi posso dare anche le pezze di appoggio.
   Quindi, non ho fatto nessun falso, rispetto alla dichiarazione che
  avrei ridotto, perché l'ho ridotto, solo che io quando ho detto  la
  cifra non sapevo realmente quale fosse il mio stipendio, se mi devo
  ridurre della metà questi 5.500,00 euro, ditemi anche a quale  ente
  di beneficenza li dobbiamo dare e sei io devo guadagnare meno di un
  operaio  del  Petrolchimico  o meno di  quando  ero  un  lavoratore
  dipendente.
   Credo  di  avere qualche spesa in più rispetto a qualche cittadino
  normale, perché nonostante la mia austerità qualche vestito  me  lo
  debbo  comprare, perché io non viaggerei normalmente  in  giacca  e
  cravatta.

                     (Brusìo dai banchi di destra)

   CROCETTA,  presidente  della Regione.  Io voglio  chiudere  questa
  cosa  definitivamente, la voglio chiudere, definitivamente,  perché
  sono  stato vittima di una campagna di sciacallaggio su  questo  ed
  alla quale non ho mai risposto.
   Spese  di  rappresentanza: nel 2010 sono stati spesi  1.500.000,00
  euro;  nel 2011 ne sono stati spesi 1.700.000,00 di euro; nel  2012
  813.000,00; nel 2013, quest'anno,  abbiamo speso 43.000,00 euro, il
  dato  più  basso  dalla  costituzione della Regione  siciliana,   e
  potete controllare le cifre storiche.
   Andiamo  alle spese riservate: 240.000,00; 406.000,00; 200.000,00;
  quest'anno sono stati spesi zero euro.
   Risparmio  sul  compenso  ai  dirigenti,  20  per  cento  meno  ai
  dirigenti  diretti un risparmio pari a  8.500.000,00 euro;  sanità,
  650.000,00 euro,  e non conto tutte le partecipate che hanno  avuto
  una  riduzione del 20 per cento.
   Non   è   una  polemica  con  il  Parlamento,  però,  onestamente,
  facciamola  una  riflessione, quando  dite  che  questo  Governo  è
  indietro  rispetto al Parlamento, mi pare che io la  riduzione  dei
  costi  alla Regione l'ho avviata, ancora qui io sto aspettando  che
  mi venga ridotto lo stipendio, poi andremo in giro con il piattino,
  pazienza,  o  taglieremo  alcune  cose.   Quando  non  ci  sarà  il
  portaborse lo taglieremo non è che ci strapperemo le vesti, però se
  io  posso utilizzare un collaboratore che può essere utile alla mia
  attività,   nel  momento  in  cui la legge  me  lo  consente  quale
  guadagno  illecito avrei fatto? Giusto per dire questi  scandalismi
  che  sono  stati  fatti anche per pubblicizzare questa  mozione  di
  sfiducia,    ed   è  stato  anche  il  ragionamento  dell'onorevole
  Cancelleri,  al primo punto.
   Andiamo  alle questioni di inattività di questo Governo,  io  sarò
  breve  su questo, anzi un ragionamento che è tutto politico, perché
  qui  di  questo  parliamo:  voi pensate che  in  qualsiasi  regione
  d'Italia o in qualsiasi comune d'Italia o in qualsiasi Governo  del
  mondo non ci possa essere un motivo di attacco dicendo:  c'è questa
  situazione ,  non hai fatto questo .
   Hai promesso che la FIAT non se ne doveva andare dalla Sicilia .
   Io  non ho promesso che la FIAT non se ne doveva andare. Ho  detto
   la FIAT non deve lasciare la Sicilia . E lo dico anche stasera. Ma
  io  non  sono  il  capo della FIAT. E' il senso  di  una  presa  di
  posizione   che   salvaguardi  i  lavoratori.   Come   li   abbiamo
  salvaguardati?  Attraverso  la cassa integrazione,  firmata  l'anno
  scorso,  quest'anno e garantendo questi lavoratori;  quando  questo
  Governo si era insediato non avevano riconosciuta neanche la  cassa
  integrazione.
   Abbiamo  preso una posizione. E i primi investimenti? Già  abbiamo
  fatto  un  accordo di programma in cui ci sono i primi investimenti
  nell'area di Termini Imerese.
   Quindi, non è che partiamo dall'anno zero e non si è fatto nulla e
  quindi   non hai mantenuto l'impegno della FIAT , come se io  fossi
  Agnelli. Cioè io ancora oggi dico  la FIAT non se ne deve andare  e
  non lo considero un'inutile promessa del Presidente, le chiacchiere
  annunciate, i blog su Pinocchio, eccetera
   Proprio  ieri  sera  Grillo si difendeva in un'intervista  dicendo
   voi  non  ci dovete giudicare perché è pochi mesi che siamo  stati
  eletti ;  invece,  con  altrettanta arroganza  ci  si  permette  di
  giudicare.
   Voi  non  avete fatto la mozione di sfiducia dopo che avete  fatto
  una  serie  di  punti:  dicci cosa hai fatto sulla spesa  europea ,
   dicci  cosa hai fatto sugli enti di formazione ,  dicci  cosa  hai
  fatto sulla sanità ,  dicci cosa hai fatto sugli appalti pubblici .
  Non l'avete fatto questo.
   Voi  avete,  prima,  preparato la mozione di sfiducia,  dette  una
  serie di cose che sono totalmente false, perché io vi dimostro  che
  il  Governo ci aveva dato quest'anno un impegno sulla spesa europea
  da  raggiungere entro dicembre di un miliardo 548 milioni 887,  noi
  abbiamo   certificato  ad  ottobre  un  miliardo  475   milioni   e
  praticamente  ci mancano 73 milioni per raggiungere l'obiettivo  di
  quest'anno.
   L'avete  visto  negli ultimi dieci anni raggiungere  un  obiettivo
  così,  quando siamo stati classificati nei livelli più bassi  della
  spesa  europea? Siamo soddisfatti? No. Ma noi partiamo con 56  mesi
  di ritardo rispetto all'inattività della spesa europea. Ora, se voi
  pensate che qualcuno ha irriso su Michela Stancheris Superwoman, ma
  non  c'è   Crocetta Superman , ma anche quello rivela semplicemente
  una  bacchettoneria diciamo della politica che  vede,  magari,  dei
  giovani freschi che mettono sul loro profilo Facebook, come fanno i
  ragazzi, parlano della loro vita privata e si fanno fotografare,  e
  ciò  che  in  genere  è  considerato  una  cosa  innocente  diventa
  l'attacco:   quanto  è poco istituzionale l'assessore  Stancheris ,
  che  era  negli  Stati Uniti non per scherzare ma per  curarsi  una
  grave malattia e poteva difendersi benissimo per questo. Non era lì
  per scherzare. Neppure ho il coraggio di annunciare qual è.
   E però si può pensare di scherzare su tutto, si possono superare i
  limiti  umani persino della comprensione, perché non ha importanza:
  la  politica  può  immaginare tutto e l'opportunismo  politico  può
  immaginare qualsiasi cosa. Può immaginare qualsiasi cosa perché  la
  politica è una guerra.
   Guardate,  sono  io che sono deluso del Movimento  Cinque  Stelle,
  perché  pensavo che fosse un movimento che andasse al di  là  delle
  logiche  dei  partiti. Pensavo che non scegliesse il   politichese
  per  attaccare un Presidente. Guardate: fino ad aprile,  lo  stesso
  Grillo   ha  parlato   non  voglio  più  legislazione,  un  governo
  meraviglioso, un modello eccetera
   Voglio  capire  cosa  è cambiato negli ultimi quattro  mesi,  cosa
  avrei  fatto di tanto sciagurato negli ultimi quattro mesi rispetto
  a giugno-luglio, per capirlo, sostanzialmente.
   Ricordo  quando  il  Movimento Cinque Stelle disse  che  ci  aveva
  consegnato  un  programma; io ve lo racconto, ai militanti  e  agli
  onorevoli  deputati Cinque Stelle, qui in quest'Aula, sono  persino
  testimoni, se esiste un minimo senso della verità delle cose.
   Noi  ci  siamo incontrati dalle nove fino a mezzanotte.  Mi  hanno
  presentato  dei documenti, abbiamo detto che su questo  costituiamo
  dei  gruppi di lavoro congiunti, per raggiungere obiettivi di  quel
  programma  che  ritenevo  in  parte accettabile,  in  parte  buono,
  condivisibile, in altri condiviso in parte, in altri non totalmente
  condiviso.
   L'indomani  mattina, il Presidente del Gruppo  parlamentare,  dopo
  avere fatto una discussione armoniosa con tutto il Movimento e  con
  tutti i parlamentari, contraddicendo il fatto che ci dovessimo dare
  dei  tempi  per la verifica, è andato a fare una conferenza  stampa
  col  centrodestra, in cui annunciava la presentazione della mozione
  di sfiducia.
   Chi ha rotto? Questi sono fatti. Cosa è intervenuto?

   CANCELLERI. Non è vero.

   CROCETTA, presidente della Regione. No, onorevole Cancelleri,  non
  può  fare  così perché questi sono fatti. Non è vero  lo  dici  tu.
  Allora  sei  bugiardo. Sei tu pinocchio, come scrivi  tu  nei  tuoi
  blog.
   Sei  tu  pinocchio perché c'erano pure testimoni e te lo ha  detto
  pure l'onorevole Malafarina, nel suo intervento.
   Cosa  è  intervenuto? L'unica cosa che è intervenuta è la  vicenda
  IRSAP. L'unica cosa che è intervenuta. Vicenda tutta nissena che ha
  coinvolto in modo inconsapevole il Parlamento e che è riconducibile
  agli  scontri  nei  quali  non entro nel merito perché  non  ne  ho
  l'abitudine.
   Anche  perché Gesù - visto che è stato molto citato -  e  Dio,  la
  Bibbia dicono  i peggiori tra di voi saranno giudici .
   Non mi sono permesso, in quelle vicende, di dire la mia opinione e
  non  la dico neanche adesso, semplicemente perché è un'opinione  ed
  un'opinione  non  è la verità. L'opinione è un punto  di  vista  di
  guardare le cose, ma è l'unico scontro che veramente abbiamo avuto.
  L'unico scontro.
   Non abbiamo avuto altri scontri.
   Bene,   un   anno   fa,   se  guardate  le  agenzie   di   rating,
  declassificarono la Regione siciliana.
   Voi  potete presentare tutti i dati sull'occupazione. Vivevamo nel
  Paese delle meraviglie. E' arrivato questo Crocetta sciagurato ed è
  comparsa   la   Regione   della  corruzione,   la   Regione   della
  disoccupazione delle imprese, dell'agricoltura eccetera, eccetera.
   Io  sono il mostro. Io sono il mostro che in soli dieci mesi sarei
  riuscito  in  questo capolavoro storico di distruggere una  Regione
  che  era ridotta ai minimi termini e che nell'immaginario nazionale
  ed  internazione era considerata il cuore di ogni corruzione  e  di
  ogni mafia.
   Con  otto  presidenti della Regione finiti in carcere,  in  questi
  anni,  con  tutto  il resto. Dopodiché io sono  lo  sciagurato  che
  avrebbe ridotto, ma seriamente pensate che in questi dieci mesi, la
  mia azione
   Anche  se io non avessi fatto semplicemente nulla, come affermate,
  com'è  che avrei prodotto questa accelerazione, questa distruzione,
  questo caos infinito?
   Avete  sentito  l'esigenza  meramente politica,  partitica.  Siete
  diventati partiti e politicanti come tutti gli altri. Non giudicate
  sui  fatti,  giudicate su pregiudizio ideologico.  Voi  non  potete
  avere alleati perché puntate al governo maggioritario, in cui  voi,
  fra  venti  anni,  trent'anni, quarant'anni, cinquant'anni,  quando
  vincerete le elezioni, governerete da soli.
   Io  sono per contaminarmi perché penso che la politica è il  regno
  delle  realtà. E penso di contaminarmi, attraverso le alleanze  che
  sono le alleanze possibili e penso, persino, di contaminarmi con il
  confronto  con quelle opposizioni, quelle che non volete dialogare,
  che  avete rifiutato di dialogare, che lo continuate a fare  perché
  pensate  che Crocetta prima o poi diventerà estremamente impopolare
  e noi presentiamo l'alternativa.
   Vi  assicuro che le cose dalla percezione che ne ho io non  stanno
  così.  Da quello che ho io. E allora se voi non ci credete facciamo
  una  bellissima legge come quella dei sindaci e poi si va a votare.
  E vediamo poi chi ha i voti.
   Sto  ascoltando che questa maggioranza alle elezioni  politiche  è
  andata avanti, rispetto ai voti regionali e di molto, alle elezioni
  comunali; ha conquistato il settanta per cento dei comuni siciliani
  dove si votava e che tutte le forze politiche che sostengono la mia
  maggioranza  sono  andate  avanti,  mentre  quelle  che   sono   le
  opposizioni sono andate indietro.
   Mi  dispiace  perché  non amo la sciagura di nessuno,  compresi  i
  grillini  che sono passati da dati in cui erano fortemente  avanti.
  Si  pensa  che  prendere le distanze con il Governo che  in  realtà
  aumenta consensi, normalmente se uno ci pensa un attimino, dovrebbe
  dire   forse  è  meglio che partecipiamo tutti noi ai  processi  di
  riforma e i meriti ce li prendiamo tutti .
   Non c'è stata una volta che abbiamo approvato una legge in cui  il
  Presidente  della  Regione ha detto  è merito  mio,  è  merito  del
  Governo .
   Abbiamo abolito le province; non è merito del Governo, ma è merito
  del  Movimento  Cinque  Stelle. Scusate,  siete  diciassette  e  la
  maggioranza l'hanno formata anche gli altri.
   Anche  questo  è un modo partitocratico di intendere la  politica.
  Non  voglio fare la ramanzina a nessuno. Lo dico dal punto di vista
  di  una  persona che si sente veramente tradito da un Movimento  in
  cui  crede  e credeva. Poi voi siete una cosa diversa.  Se  fossimo
  stati una cosa uguale ci saremmo candidati alle elezioni insieme.
   Ma  ci possono essere gli elementi comuni di una politica al di là
  delle  differenze politiche tra i gruppi parlamentari, ma non  solo
  con  voi  anche con gli altri. Veramente siamo differenti su  tutto
  dal punto di vista politico, oppure ci sono le coordinate che fanno
  pensare  che di fronte ad una situazione sciagurata e di crisi  che
  ha  raggiunto  la  Regione siciliana forse la  politica  invece  di
  litigare  e  presentare una mozione di sfiducia, dovrebbe  mettersi
  insieme e fare le riforme per questa Sicilia?
   Le  province.  Le  province hanno avuto un  taglio  di  centodieci
  milioni di euro da parte dello Stato, quindi se non garantiscono  i
  servizi, non è sicuramente perché noi le abbiamo abolite perché non
  sono abolite per niente. C'è la gestione commissariale però è molto
  facile dire questo.
   Capisco  che  questo  lo  si possa utilizzare  come  argomento  di
  propaganda,  ma utilizzarlo in quest'Aula dove possiamo confrontare
  i  dati e dove tutti quanti abbiamo una visione adulta delle  cose,
  consapevole, sicuramente non funziona. Centodieci milioni di  euro.
  Mi dite come la Regione potrebbe intervenire a coprire il gap dello
  Stato?  Perché lo Stato ha deciso di abolire le province. Ha deciso
  di  tagliarle  già di fatto limitando i trasferimenti  a  tutte  le
  province  d'Italia  che  sono dovunque  in  difficoltà.  Allora  il
  problema non è rallentare quel procedimento. Le province saranno in
  difficoltà fino a quando noi le teniamo in piedi.
   Ma  se  ci affrettiamo ad approvare i disegni di legge che abbiamo
  presentato e quando avete detto che abbiamo cambiato le  città,  no
  semplicemente  perché abbiamo fatto una riunione con  i  presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari e siccome questo Governo non è arrogante,
  ha  fatto il confronto con i sindaci e, rispetto alla prima ipotesi
  di  governo,  ha  cambiato perché le persone intelligenti  cambiano
  idea, le persone democratiche cambiano idea, gli stolti insistono.
   Per  esempio, se fossi Letta, in questo momento, quando  tutto  il
  Paese mi dice che la manovra è sbagliata, la correggerei, invece di
  continuare a dire che è meravigliosa perché meravigliosa non è.
   Questo è il mio modo di governare. Vi potrà apparire uno, nessuno,
  centomila, ma io sono così e sono molto più autentico di quanto voi
  pensiate  perché non sono un'altra persona rispetto  a  quello  che
  dico;  sono  veramente  quello che dico, perché,  ed  è  questa  la
  difficoltà a volte di comprendersi,  chissà quali marchingegni  sta
  facendo  questo . Io, nel rapporto con il Movimento Cinque  Stelle,
  ho  operato in assoluta e totale buonafede e nel rispetto di questi
  ragazzi che facevano la loro prima esperienza politica e mi piaceva
  che  veniva  questo elemento di novità. Però quando questi  ragazzi
  cominciano  ad   inciuciare  una volta con questo gruppo,  poi  con
  quell'altro gruppo, poi fanno le alleanze trasversali e dicono  no,
  né  con questi né con quelli e invece poi scelgono alleanze,  fanno
  una  mozione  con  una  parte  del centrodestra,  chi  è  la  mosca
  cocchiera in questo caso? Perché la mosca cocchiera guida il bue ed
  è convinta di guidarlo. Chi è in questo caso la mosca cocchiera che
  guida il bue ed è convinta di guidarlo?
   Ognuno   di   noi  pensi,  perché  guardate,  negli  altri   Paesi
  democratici esiste la sfiducia progettuale, costruttiva  laddove  i
  meccanismi   elettivi  non  sono  immediati.   Sarebbe   una   cosa
  consapevole e matura dire  andiamo a votare perché c'è una  ipotesi
  di   maggioranza  subito,  perché  c'è  un'ipotesi  di  maggioranza
  alternativa  immediatamente, c'è un cartello che si  presenta  alla
  Regione per governare alternativamente e presenta .
   Invece  è lo sfascio. Non è quella mozione che dice  beh,  c'è  un
  Presidente  che sta distruggendo la Sicilia - come non riuscirei  a
  capirlo  francamente, ma dice questo può essere un limite  tuo  che
  non  capisci le cose - però dopo c'è un governo del sole,  felice ;
  invece  ci sono tutti i problemi di prima, le complicazioni  di  un
  centrodestra  che deve articolarsi, che in questo  momento  ha  una
  crisi,  che  rispetto, di assestamento, di identità e che  si  deve
  regolare, un Movimento Cinque Stelle che sicuramente non ha  quello
  sprint che aveva alle elezioni regionali, come dimostrano tutti gli
  appuntamenti elettorali di questi mesi, dopodiché quale sarebbe  la
  soluzione?
   Dei  precari cosa ne sarebbe visto che il Parlamento nazionale non
  ci ha aiutato in questa vicenda?
   Dei fondi comunitari cosa ne sarebbe?
   Della programmazione 2014 - 2019 cosa ne sarebbe?
   Delle spese in investimenti cosa ne sarebbe?
   Cosa ne sarebbe del rating della Regione? L'anno scorso proprio in
  questo  giorno  è  stata  declassificata per  l'ennesima  volta  la
  Regione  siciliana. Le agenzie di rating quest'anno, dopo  un  anno
  esatto, per la prima volta hanno interrotto la declassificazione di
  questa  Regione e tutte le agenzie di rating hanno scritto testuale
   per  le  buone pratiche del Governo in carica che ha cominciato  a
  pagare  il  debito  e a risanare il bilancio . A qualcuno  lo  farà
  sorridere,  a  quelli che non credono al rating, a quelli  che  non
  credono  al bilancio, ma sicuramente il centrodestra a queste  cose
  darà  una  certa  importanza, no? Perché gliela danno  le  imprese,
  gliela  danno le banche, perché lo sapete che significa il  rating:
  significa  non  avere  credito, significa  non  avere  fiducia  del
  mercato negli investimenti e tutta una serie di cose.
   Bene,  la  Regione per la prima volta non è a rischio  di  default
  dopo  un  anno  e non è un anno, guardate, perché il Governo  si  è
  insediato  il  cinque di dicembre, si sono svolte  le  elezioni  il
  ventotto e il ventinove ottobre.
   Ma vi sembra poco una Regione che era un continuo default, rischio
  di  fallimento, rischio di commissariamento. Ma avessimo fatto solo
  questo e non le altre cose non avremmo persino detto che si sarebbe
  concluso il programma di una legislatura. E la Corte dei Conti  che
  questa estate da l'attestato di pareggio sulla base della legge che
  si  presenta  sulla  manovra attuata dalla Giunta,  allora  neanche
  fatta legge e che quindi abbiamo il giudizio di parificazione sulla
  base delle azioni fatte. Questo non conta, non abbiamo fatto nulla.
  Com'è  che abbiamo operato due miliardi e mezzo di risparmio  senza
  tagliare  un solo servizio? Quale miracolo è avvenuto? Siamo  stati
  veramente così inefficaci se è avvenuto questo?
   Da  dove  li  abbiamo  presi questi soldi? Solo  nell'anno  scorso
  abbiamo dovuto coprire un miliardo e duecento milioni di euro e  un
  miliardo  effettivo  di  taglio di spesa  nuovo,  in  relazione  ai
  bilanci precedenti.
   Quando  mi sono insediato c'erano i lavoratori forestali  che  non
  venivano pagati da un anno davanti al Palazzo d'Orleans, i  precari
  che  non  potevano essere riconfermati, i lavoratori  della  Social
  Trinacria  che  venivano con le molotov a Palazzo  ed  erano  stati
  illegalmente stabilizzati; dovevano costare quest'anno  48  milioni
  di euro, invece ne costano di nuovo 20.
   Erano stati assunti illegalmente, con 78 mafiosi (perché poi ci si
  chiede se sia utile la lotta contro l'illegalità) che prendevano lo
  stipendio in carcere, duemila,  millecinquecento euro
   Licenziare 78 mafiosi di Palermo, uno scherzetto di uno che ama il
  palcoscenico  e la notorietà, un cabarettista, solo  per  fare  uno
  spettacolo di cabaret.
   Così  come quando ho licenziato la moglie di Emmanuello,  a  Gela,
  tutte scene.
   O  quando  abbiamo revocato gli appalti alla Novamusa,  perché  da
  anni  doveva restituire 42 milioni di euro alla Regione che  stanno
  entrando nelle casse della Regione, e nessuno se ne accorgeva
   Poi la riforma della Scilabra: noi quest'anno spendiamo 60 milioni
  di  euro in meno rispetto all'anno scorso per la formazione,  senza
  aver licenziato nessuno.
   Il  trasferimento  degli sportelli funzionali al  CIAPI,  rispetto
  invece  agli enti, comporta una riduzione del 40% del costo,  altri
  30 milioni di euro, e così siamo arrivati a 70 milioni risparmiati.
   Sapete quanto abbiamo speso sulla formazione?  Questo lo dico  che
  la  lotta  alla mafia e alla corruzione non è sviluppo, è  un'altra
  cosa, perché non avere capito questo in Sicilia significa non  aver
  capito   nulla,   oppure   si   parla  di   orientamenti   politici
  completamente  diversi, perché non riconoscere  lo  stretto  legame
  esistente  tra  corruzione e mancato sviluppo significa  non  avere
  capito niente della Sicilia.
   Sapete  quant'era  il  costo, in tre anni,  della  formazione?  Un
  miliardo di euro. Facendolo  in house  costerebbe seicento milioni,
  con  un risparmio di quattrocento milioni. La Scilabra però è stata
  lapidata,  linciata,  convocata ogni giorno, non  compresa,  quando
  cercava  di  fare  quella riforma. Anche oggi ho sentito  parole  a
  difesa degli enti, di enti che rubano soldi pubblici; vi ricordo le
  inchieste di Catania, Messina, Enna, Caltanissetta, ma non  pensate
  che  Agrigento o Palermo stiano meglio. Diceva Pasolini: Io so,  ma
  non ho le prove ; io ho anche le prove.
   Solo  che  a volte bisogna aspettare e ciò che tu hai previsto  ed
  anticipato;  devi  avere  pazienza, devi avere  pazienza,  però  vi
  assicuro  che  quello  che succederà sarà straordinario  perché  30
  denunce  abbiamo  presentato  alle  Procure,  ma  non  solo   sulla
  formazione, su tutti i campi, su tutti i settori.
   Che fa questo Governo?
   Fa  pulizia, recupera risorse, sulla sanità. Ora io dico:   o  qui
  c'è  una  presa  di  posizione politica  o  qualcuno  non  legge  i
  giornali .
   Proprio ieri abbiamo deliberato, non solo che abbiamo risparmiato,
  voi sapete benissimo che quest'anno abbiamo risparmiato 100 milioni
  di euro nella sanità senza tagliare servizi, anzi vogliamo riaprire
  i  punti  nascita di Lampedusa, Pantelleria e Nicosia,  perché  non
  riteniamo che le donne debbano morire perché si tagliano i servizi,
  perché  certe volte il parto è una cosa completamente imprevista  e
  non  ci sono elicotteri che reggano, e che nelle zone più disagiate
  bisogna  finirla  con  queste logiche,  la  spesa  si  taglia  solo
  tagliando i servizi, si può tagliare in altri modi.
   E noi l'abbiamo tagliata. Come?
   Monitorando un po' meglio gli appalti, monitorando un  po'  meglio
  la  spesa. Quest'anno pensiamo di avere un incremento ulteriore  di
  30  milioni  entro  il  2013  semplicemente  perché  cominciamo   a
  controllare  la spesa farmaceutica e l'anno prossimo prevediamo  un
  risparmio ulteriore di 165 milioni di euro esatti: 130 sulla  spesa
  farmaceutica e 35 milioni di euro sui servizi. Tagliati i  servizi?
  No, portiamo i servizi al costo medio che hanno in Italia e siccome
  in Sicilia è il 3 per cento in più del resto d'Italia, o è l'Italia
  che  sbaglia  o è la Sicilia che sbaglia. E si deve allineare  alla
  media  nazionale; non c'è alcuna ragione che i servizi  in  Sicilia
  costano  di  più. Abbassando quei costi, a parità  di  servizi,  la
  spesa farmaceutica noi siamo il Paese al mondo che più  non è che è
  Crocetta  che  ha prodotto questi dati, Crocetta li sta  eliminando
  questi dati, perché l'anno prossimo non potrà avvenire che si paga
  sulla  osteoporosi si ha il consumo più alto al mondo di farmaci  o
  di antibiotici o di alcuni prodotti antiallergici.
   E   che   è   la  Sicilia?  Sembra  una  Sicilia  di  malati,   di
  decalcificati,  voglio dire grazie a Dio il  sole  ci  fa  uno  dei
  popoli più belli del mondo persino, ed invece se dovessimo guardare
  i dati della sanità siciliana sembrerebbe un popolo di tisici.
   E  su questo come si opera? Semplice: eliminando il budget, quindi
  non  è  che abbiamo fatto la denuncia, abbiamo fatto le denunce  ed
  alcuni saranno arrestati se hanno sbagliato, ma abbiamo fatto anche
  le  azioni, gli sportelli funzionali e gli enti di formazione  dove
  abbiamo  trovato  irregolarità non li abbiamo  tenuti,  qual  è  la
  riforma   della   Scilabra?   Che  a  questi   è   stato   revocato
  l'accreditamento.  Non  accadeva prima,  guardate,  non  è  che  le
  irregolarità  si  sono  manifestate solo adesso.  Vi  sembra  poco?
  Questo cosa ci permetterà?
   Guardate,  mi prefiggo quest'anno un miliardo di euro di risparmio
  sugli  sprechi e la corruzione, sulla sanità, sulla formazione,  su
  tante  altre  spese,  un miliardo di euro da  tagliare  nell'ambito
  della corruzione e da destinare alla spesa sociale.
   Quando   dico   spesa   sociale   non  significa   necessariamente
  assistenzialismo; significa imprese, significa interventi a  favore
  delle  aziende  per assumere i disoccupati, perché è troppo  bello,
  perché  non avete incentivato l'assunzione da parte delle  imprese?
  Unicamente  perché il Commissario dello Stato non ce lo permetteva,
  perché  non  c'era  la  legge nazionale,  non  c'erano  neanche  le
  risorse,  perché   se le erano magnate il sistema delle  cricche  e
  della corruzione , perché o li spendiamo in quel modo i soldi o  li
  spendiamo  in  un  altro  modo; non  è  che  aumentano  i  soldi  a
  disposizione.
   Quindi  per  partire nella riforma reale del sistema noi  dobbiamo
  necessariamente  avere  come  obiettivo  la  ristrutturazione   del
  sistema deviato esistente e rifarne uno nuovo. Non esiste uno nuovo
  dall'astratto, perché se noi non tocchiamo i privilegi non possiamo
  parlare di nuovo.
   Come glielo diamo l'aiuto alle imprese se i soldi se li è mangiati
  la  formazione,  se li sono mangiati le industrie farmaceutiche  in
  combutta con una parte del sistema deviato della Regione?
   Nessuno crederà seriamente che se noi consumiamo i farmaci di  una
  certa  marca e di una certa azienda farmaceutica, che hanno  i  più
  alti  consumi  mondiali,  questo avviene chissà  per  quale  motivo
  strano. Avviene, semplicemente, perché qualcuno ci  mangia , perché
  qui sono individuate persino le marche delle categorie di farmaci.
   Poi  si dice che Crocetta è uno che spara nel mucchio. No, io  non
  sparo  nel mucchio, e non mi pare che lo abbia mai fatto.  Qualcuno
  di voi ha ricevuto offese personali?
   Ci sono molti casi che io abbia citato di inopportunità politica e
  di contiguità? Poi, ognuno ha le sue opinioni
   Sapete, io ho sempre ragione dopo, ma siccome sono uno che da anni
  alcune vicende le segue, vi assicuro che normalmente non parlo  mai
  a sproposito.
   Dicevo  che  la  formazione era un po' acerba e  mi  pare  che  le
  inchieste hanno dimostrato.
   Si  è  eccepito  che  questa  Presidenza,  fra  l'altro  su  imput
  legislativo   dell'Aula,  avrebbe  esagerato  le   spese   per   la
  informazione. Ma voglio ricordare che io ho tagliato tre milioni di
  euro  per  i  giornalisti che erano stati assunti illegittimamente,
  quindi   capite  bene  che  già  il  risparmio  l'ho   fatto,   per
  definizione.
   Per  quanto riguarda i due milioni di euro che sono stati inseriti
  nei  miei  capitoli di bilancio, io vi ho già dimostrato quanto  ho
  risparmiato.    Quei    due   milioni   di    euro    corrispondono
  all'informazione  di  tutti  gli  assessorati  perché  sono   stati
  tagliati  in ogni assessorato e dati originali. Però sapete  quante
  erano   le  spese  della  comunicazione  negli  ultimi  tre   anni?
  Centottantasei milioni di euro in tre anni.
   Naturalmente  lo stupore  Questo  Crocetta criminale   che  spende
  due  milioni di euro per l'informazione. Centottantasei milioni  di
  euro in tre anni nel sistema Giacchetto, nell'esistenza del sistema
  delle  agenzie che difendono qualche gruppo presente in  aula,  che
  non    è    il   centro-destra,   che   li   sponsorizza    persino
  nell'immaginario.
   Cominciate  a  vedere  le  fatture che sono  state  assegnate  dal
  sistema Giacchetto ad alcuni organi di informazione e cominciate  a
  scoprire  le  denuncie anonime. Comincerete a  scoprire  che  hanno
  matrici ben precise, ed interessi ben precisi. Naturalmente, è  più
  facile cavalcare l'esistente, ma qui il problema è rivoluzionario.
   Io ho sentito anche qualcuno di voi che ha difeso - e mi riferisco
  ai grillini -perfino questi poveri enti di formazione. Guardate, la
  rivoluzione non si fa difendendo tutto ed il contrario di tutto. Io
  sono coerente, e nessuno perderà il posto di lavoro.
   Ho sentito chi diceva  ah la Regione vuole stabilizzare i precari,
  si  devono  fare  le nuove assunzioni , e abbiamo scoperto  l'acqua
  calda che dobbiamo fare le nuove assunzioni.
   Fatele  voi  le  nuove  assunzioni, io vi  porto  le  delibere  in
  Parlamento  e voi assumete, contro tutte le leggi che  ci  sono  in
  Italia  che  bloccano le assunzioni nella pubblica amministrazione,
  nuovi giovani. Il risultato di questa linea sarà che i giovani  non
  si  fanno  assumere  perché non ci sono  le  leggi,  ed  i  precari
  resteranno sempre ma forse neanche più precari perché rischiano poi
  di essere espulsi.
   In  ordine alle infrastrutture, potrei continuare all'infinito, ma
  non lo farò. Abbiamo fatto un accordo sulle ferrovie con un impegno
  reale  di  spesa  di due miliardi quattrocentoventisei  milioni  di
  euro, che si doveva fare da dieci anni. Era pronto, solo che non si
  faceva  mai.  Quindi, qualche merito ce l'avremmo,  o  no?  C'erano
  alcuni  contenziosi che riguardavano la città di Catania,  che  noi
  abbiamo  volutamente estrapolato dall'accordo, proprio per impedire
  che  lo stesso si bloccasse. E nel progetto che noi abbiamo avviato
  con le Ferrovie dello Stato, dall'aeroporto di Catania a quello  di
  Palermo, nella prima fase ci si impiegherà due ore e venti,  e  nel
  progetto  finale, in un decennio, ci si impiegherà un'ora e  venti.
  Naturalmente  voi  potrete dire  che ha fatto questo  Governo ?  Ci
  vorranno dieci anni. E perché, voi quando ci impieghereste? Voi  al
  Governo  le  ferrovie le realizzereste in quanti  mesi?  Con  quali
  risorse lo fareste?
   Qui il problema non è la mozione di sfiducia, il problema è capire
  se  si  bluffa  oppure  la responsabilità istituzionale  esiste  in
  Sicilia.  Perché io sono pronto ad andarmene a casa domani mattina,
  per  ricominciare  la mia battaglia come ho fatto  sempre,  civile,
  perché non ho interessi da tutelare e non sono affezionato a questo
  stipendio,  di  cui  ho  dimostrato la  consistenza.  Sono  pronto.
   Eccomi sono pronto  dice il salmo.
   Ma  qui il problema è di capire se tutti quanti non abbiamo subito
  una  sconfitta. Perché guardate, se un'esperienza si  interrompe  e
  non  funziona, non è che qui si può fare il capro espiatorio, è  il
  sistema che non funziona.
   Per  quanto  riguarda il piano degli interventi per  la  sicurezza
  stradale,  abbiamo già interventi in gara per 184 milioni  di  euro
  per  la  Siracusa - Gela (che effettivamente è la Rosolini-Modica);
  360   milioni  di  euro  per  la  Siracusa-Gela;  Caltanissetta   -
  Agrigento,  499  milioni  di  euro in gara;  Palermo-Agrigento  296
  milioni di euro; interventi di riqualificazione urbana a favore dei
  comuni, 106 milioni di euro.
   Ma  allora,  prima  di  fare le mozioni di  sfiducia  e  fare  gli
  interventi,   si   acquisiscono  le   carte,   ma   qui   c'è   una
  disinformazione sia sul piano giornalistico - perché ormai  leggete
  solo LiveSicilia - e che degli atti del Governo.
   Circa la mobilità urbana e i trasporti: inserimenti a Palermo  nel
  network  comprensiva degli interessi nazionali; per quanto riguarda
  gli   aeroporti,   intesa   generale  sul  quadro   infrastrutture;
  riattivazione  lavori tram di Palermo, in gara per 115  milioni  di
  euro; piano per il trasporto merci in Sicilia, 318 milioni di euro.
  E tutto questo vuol dire che non abbiamo fatto nulla
   Vi  ricordate  quando  dicevate che eravamo dei  criminali  perché
  facevamo le rotazioni e avremmo bloccato tutta la Regione? Un  anno
  fa,  le  pratiche di VIA/VAS all'Assessorato Territorio e  Ambiente
  erano 3500, bloccate da tre anni, noi abbiamo fatto quella cosa  da
  dittatori, despoti - sono stato pure denunciato da un dipendente  -
  e  sapete in questo mese quante pratiche abbiamo esaminato?  Quante
  sono attualmente le pratiche inevase? Ad oggi 812. Quindi, a fronte
  di  3500  pratiche,  più  500  di nuovo  sviluppo  che  sono  state
  regolarmente   esaminate  perché  abbiamo   scelto   la   via   più
  intelligente, da 3200 pratiche evase a fronte di 3500 bloccate.
   Questo  è  un Governo che fa schifo  Voi pensate che 3200 pratiche
  di VIA/VAS non determinano lo sviluppo? Ma quando lo determinano lo
  sviluppo? Informatevi con gli economisti. Dopo un anno cominciano a
  produrre  PIL,  e  dopo  2 anni cominciano a produrre  occupazione,
  perché  il  PIL  lo producono appena si acquisiscono risorse  dalle
  banche,  che  significano entrate nell'economia. Il lavoro  termina
  appena  il  lavoro si fa. Se fossero state fatte tre anni  fa,  non
  discuteremmo di questi dati.
   Circa  il   Patto  dei Sindaci , visto che io  sono  un  ciarlone,
  chiacchierone, che non rispetta i programmi, era una  cosa  che  si
  doveva  fare  dal  2008.  Nel precedente Governo,  quanti  erano  i
  sindaci  che avevano aderito? Bah, una decina? In questo  anno,  in
  cui non abbiamo fatto nulla, noi abbiamo avuto 210 comuni che hanno
  firmato,  la  settimana  scorsa con me a Bruxelles,  il  Patto  dei
  Sindaci  con  l'Europa,  che è niente   Tre  miliardi  di  euro  di
  investimenti, che a regime diventeranno cinque miliardi, che è  l'1
  per  cento del PIL, e sono 45.000 posti di lavoro. Verranno domani?
  Guardate, io queste cose miracolistiche di chi ha fatto la  mozione
  non ce l'ho
   Spero  che si faccia questa mozione, Crocetta se ne vada a casa  e
  venga,  finalmente un Governo che, immediatamente mette i  pannelli
  solari  in  tutte le città. A proposito, lo studio  energetico  nel
  Patto  dei  Sindaci non è vero che non lo abbiamo  fatto,  anzi  lo
  stiamo finanziando ai Comuni.
   Anche  su questo, informatevi prima di fare le critiche, del tipo:
  la  Regione aveva dei tecnici da mettere a disposizione per fare  i
  PEAS,  undici  non  li ha assunti e assume tre consulenti  esterni.
  Sapete  quanti PEAS si debbono fare? 210  Undici  persone farebbero
  gli  studi energetici, i PEAS e i progetti esecutivi di 210 comuni?
  Ma non bastano nemmeno per il comune di Catania?
   Cosa  dovranno  fare quegli undici lo prevedeva  il  bando,  ed  è
  l'unico  motivo  per cui non li abbiamo assunti nel  frattempo.  Li
  assumeremo  quando  potranno assistere i comuni nella  preparazione
  dei  PEAS  e  degli  studi energetici che  dovranno  avere  i  loro
  progettisti.  Undici  persone per tre  milioni  di  abitanti  fanno
  ridere    E,   a   regime,  saranno  tutti  i   comuni   siciliani,
  trecentottanta comuni circa
   Il  problema  è  che,  quando si fanno le accuse,  bisogna  essere
  preparati, bisogna studiare  La politica non è una improvvisazione
  Si  studia   Io  ho aspettato di avere 50 anni per candidarmi  come
  sindaco.  Prima  c'era  Occhetto che a 22  anni  mi  avrebbe  fatto
  eleggere  come  parlamentare, e gli ho  detto:   Non  sono  pronto,
  perché sarei fagocitato   E a 23 anni mi sono dimesso, quando  sono
  diventato  Consigliere  comunale a  Gela,  perché  mi  sentivo  non
  pronto.
   Io  ho messo avanti in questo Governo assessori giovani, studiano.
  Studiano,  e sono umili e non si rivolgono a questo Parlamento  con
  superbia. Quando sono invitati, vengono.

   GRECO Giovanni. Non è vero.

   CROCETTA,  Presidente  della Regione. Non è  vero.  Io  non  potrò
  essere  sicuramente presente, l'assessore Scilabra è stata  proprio
  la più presente in assoluto a proposito di una cosa che voleva fare
  con  la  formazione,  e  cioè cacciare  gli  enti,  risparmiare  il
  quaranta  per  cento della spesa e assumere tutti i lavoratori.  Vi
  convince?  No,  pazienza  A noi si perché  vogliamo  risparmiare  e
  perché questi soldi li vogliamo dare ai giovani della Sicilia.
   Su  questo  ci scontreremo, su questo ed altre questioni  qualcuno
  non  potrà  essere d'accordo, vuole sfiduciare questo  Governo:  lo
  faccia   Ma io prima di tutto debbo salvare l'onore e la  coscienza
  di   non  essere  complice,  dopodiché  è  inutile  che  dite.   Il
  Presidente non viene , perché se io dovessi venire tutti  i  giorni
  in  Parlamento  finirei col non governare ed  ho  altri  incarichi,
  quando  mi direte che la mia presenza è indispensabile io lo  farò,
  come l'ho sempre fatto quando è stata richiesta.
   Ci  sono  state disfunzioni di comunicazione, lo capisco,  abbiamo
  deciso  nell'ultima Giunta che ci sarà un Assessore  di  turno  che
  sarà  sempre  presente e che, comunque, garantirà la  presenza  del
  Governo in qualsiasi momento. Non c'è Consiglio comunale in cui non
  si  accusa  il  Sindaco di non essere presente, di non  essere  gli
  assessori  presenti, di fare altro, ma questa non è  gente  che  fa
  altro,  è  gente che dalla mattina alla sera lavora  e  che  ha  un
  compito  diverso  dal  Parlamento,  deve  controllare  la  macchina
  amministrativa,  fare  gli atti amministrativi  che  deve  guardare
  bene,  quindi, non è che l'assenza significa mancato  rispetto  del
  Parlamento, significa semplicemente che la mole di lavoro è  tanta,
  come  vi  dimostrerò  dopo quando riceverete,  alla  fine  del  mio
  intervento,   il  resoconto  che  spero  vi  servirà   a   valutare
  serenamente la valenza della mozione, perché molte cose non vi sono
  note, c'è un'assenza di comunicazione.
   Sarebbe  bello  fare la relazione trimestrale  delle  attività  di
  Governo,  per esempio, o semestrale, introduciamo dei metodi  anche
  nuovi,  persino come si fa alla Camera con il  question  time   che
  diventa  un punto di riferimento. Ma non è che io posso  venire  in
  Parlamento, per fare che? Non perché al Parlamento non si fa  nulla
  ma,  onestamente, ritenete che il Presidente della Regione fra  gli
  impegni  che  deve mantenere col Governo, Bruxelles,  il  controllo
  delle   attività,  la  presentazione  degli  atti  può  venire   in
  Parlamento sempre? Seriamente lo credete? Quando mai è accaduto con
  gli  altri  Presidenti  della  Regione,  e  non  è  che  gli  hanno
  presentato la mozione di sfiducia per questo dopo dieci mesi.
   Se non avessimo lavorato lo potrei capire, ma io potrei continuare
  all'infinito sulle questioni che abbiamo affrontato. Si  dice,  per
  esempio, che noi non avremmo mai fatto niente per i rifiuti. Io  vi
  ricordo  che  l'anno  scorso Palermo era piena  di  rifiuti,  mezza
  Sicilia era piena di rifiuti e adesso non lo è.

                           (Brusio in Aula)

   Non  lo  è nell'emergenza. Questo non significa che la riforma  ha
  cambiato il sistema dei rifiuti, non si fa la differenziata, ma  la
  differenziata  che non si è fatta in cinquant'anni,  e  il  Governo
  Crocetta l'avrebbe dovuta fare in dieci mesi.
   Naturalmente  in  questo Parlamento abbiamo avuto  la  fortuna  di
  eleggere  dei  geni  della  rapidità e  della  velocità  capaci  di
  raggiungere  l'obiettivo  rifiuti zero subito,  come  si  fanno  le
  discariche,  e  sono quelli che hanno creato il sistema  napoletano
  che  l'ha creato la camorra, e una parte dell'ecologismo diceva che
  le  discariche  pubbliche non andavano fatte, come  è  successo  in
  questi  anni,  alla  fine  abbiamo solo  cinque  discariche,  tutte
  private.  Noi diciamo invece che le discariche pubbliche  di  nuova
  generazione  vanno fatte e nel frattempo va perseguito  l'obiettivo
  rifiuti zero.
   I  comuni  sono usciti dalle emergenza rifiuti perché noi  abbiamo
  fatto  una  semplice  legge che permette la  gestione  diretta  dei
  comuni dei rifiuti; è niente? No, colpisce al cuore il centro degli
  interessi  mafiosi  e  consente ai  comuni  di  liberarsi  da  quei
  carrozzoni  che sono state le società consortili dei  rifiuti,  che
  hanno  prodotto debiti incredibili alla Regione siciliana: si parla
  di circa due miliardi di euro prodotti dagli ATO.
   E  allora i comuni hanno cominciato a gestire i propri rifiuti, le
  discariche.
   Siccome la perfezione non è nei progetti di questo Governo né  può
  essere  umana,  io dico, con molto realismo: siamo riusciti  a  far
  uscire  Palermo  dall'emergenza? Sì, a Bellolampo non  si  produrrà
  neanche percolato, perché c'è un impianto di nuova generazione  che
  lo  smaltisce direttamente, che lo purifica, e quindi  non  inquina
  più Bellolampo.
   Noi  vogliamo assicurare che i privati, nel frattempo, abbiano  la
  concorrenza,  e  abbiamo  un  piano  serie  di  rifiuti.  Onorevole
  Cancelleri,  io  non è che non sono voluto venire a  vedere  quelle
  discariche  per  chissà quale motivo. Perché, il  giorno  dopo  che
  avevamo deciso di andare a vedere le discariche lei mi ha detto che
  avrebbe  presentato  la mozione di sfiducia. Non  sono  io  che  ho
  interrotto il dialogo, noi sappiamo qual è la verità ed io non dico
  mai bugie.
   Avete  poco  da ridere, perché scherzate con le cose  serie  della
  Sicilia.  L'elezione  mia  non la temo,  ve  lo  dico  con  estrema
  sincerità,  con il rispetto che ho di questo Parlamento,  perché  è
  sempre  una  verifica  democratica. Io non mi  sono  candidato  per
  chissà  quali disegni, quali oscuri programmi, io ho dato in questi
  mesi tutto me stesso.
   Sono   Uno, nessuno e centomila , amico onorevole Musumeci, io  lo
  considererei  persino un complimento, perché come dice  il  Vangelo
   miti  come  gli agnelli e astuti come i serpenti , e probabilmente
  non  sarei  diventato neppure Presidente della Regione  se  insieme
  alla mitezza non avessi messo l'astuzia.
   Non  lo  considero affatto una cosa sbagliata, però  è  un'astuzia
  sempre leale, che definisce i confini della lotta politica, che non
  va  mai oltre, che rispetta gli avversari, che non criminalizza gli
  avversari,  che  considera  gli  altri  una  risorsa,  persino  gli
  avversari, i nemici, perché non esiste il pensiero puro,  perfetto,
  e  che  ognuno  di  noi  può avere anche ragione  di  crescita  con
  l'altro. E' questo processo, amici del Movimento Cinque Stelle, che
  interrompete. Il processo di confrontarvi con l'altro, con  l'altro
  che  non  sta continuamente nelle vostre riunioni, che non sta  nel
  web, che magari sta nelle associazioni, che sta nei sindacati,  che
  non sta nelle aree metropolitane che voi non raggiungete, in quelle
  aree  che  voi  non  toccate, e che sono la stragrande  maggioranza
  della popolazione.
   Ed è qui che ci andiamo a confrontare su cosa sia la democrazia.
   Guardate,  io ho molto rispetto della vostra mozione di  sfiducia,
  però  mi  consentirete  di dire che la considero  veramente   anti-
  democratica   perché frutto di un pregiudizio, non perché  non  può
  essere  presentata, ma perché è frutto di un pregiudizio  al  quale
  do' il significato etimologico  giudizio dato prima .
   Avete deciso prima di giudicare e valutare. Come dice Cicerone nel
  testo sull'amicizia,  è la classica slealtà che non si perdona agli
  amici , agli avversari si può perdonare perché appartiene al  gioco
  degli avversari. Io penso che anche gli avversari dovrebbero essere
  leali  e,  in questo caso, cosa si consenta non lo so,  perché  non
  riconoscono quello che si è fatto, non comprendono la necessità  di
  impegnarsi, interrompono un processo.
   Io  continuo ad urlare ancora qui, per l'ennesima volta, voce  che
  grida   clamans in deserto  che dice, praticamente,   io  sono  per
  l'incontro  con tutti, sono per l'accordo istituzionale,  non  sono
  per  gli  inciuci e non sono per le larghe intese . Sono  per  fare
  insieme un percorso di crescita per la Sicilia.
   Voi  preferite  la  mozione di sfiducia,  bene,  io  siccome  sono
  democratico  mi rimetto al giudizio dell'Aula e dico   eccomi  sono
  pronto ,  con quella preghiera che io recito, ve la dico unicamente
  perché  la  recito  ogni sera prima di dormire dico:   Eccomi  sono
  pronto.  Sia fatta la tua volontà  e quando mi alzo al mattino  gli
  dico:   Ti  ringrazio, Signore che mi hai dato la gioia più  bella.
  Quella  che  continuo a vivere  che nel mio caso non è proprio  una
  ragione senza motivazione.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, il Presidente ha  comunicato  che
  avrebbe   voluto   distribuire   ai   parlamentari   il   resoconto
  dell'attività   svolta   dagli   assessori.   Ho   autorizzato   la
  distribuzione.
   Onorevoli colleghi è dalle ore 12 che lavoriamo, quindi sono sette
  ore  e  mezzo ininterrotte di dibattito. Sospendo la seduta per  un
  quarto  d'ora,  però  ci dobbiamo intendere su  un  passaggio.  Noi
  abbiamo dodici gruppi parlamentari.
   In  base  a  quanto prevede il Regolamento potrebbero  intervenire
  quindici  minuti  ciascuno, quindi, significa che parleremmo  altre
  quattro ore, e non è possibile.
   Io  faccio questa proposta: i Gruppi maggiori PD, Movimento Cinque
  Stelle,  PDL e UDC, parleranno per sette minuti e mezzo. Gli  altri
  Gruppi,  Articolo 4, PDS, DRS, Megafono, Grande Sud, Lista Musumeci
  e Misto, per cinque minuti. Per gli interventi in dissenso rispetto
  ai Gruppi, due minuti e mezzo. Saremo categorici, così come abbiamo
  fatto  nel corso del dibattito, si sospenderà l'audio, nel  momento
  in cui si raggiungeranno i minuti a disposizione.
   Non  è  facile il mio ruolo, onorevoli colleghi, devo farmi carico
  delle  esigenze  di  ciascun Gruppo, perciò  vi  prego  di  venirmi
  incontro.  E' vero che l'onorevole Ioppolo ha rinunciato  a  cinque
  minuti  che  avevano ancora a disposizione, l'UDC ha rinunciato  ad
  oltre venti minuti, l'onorevole Grasso mi ha posto il problema  che
  sono  un gruppo, ma rappresentano due gruppi, il Gruppo Misto  sono
  più soggetti. Rendiamoci conto che la situazione è complessa.
   Onorevoli colleghi, la seduta riprenderà alle 19,45.

         (La seduta, sospesa alle ore 19.29 è ripresa alle ore
                                19.50)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE   Se possiamo sollecitare la presenza  del  presidente
  Crocetta e del Governo e prendere posto, gentilmente.
   Onorevoli  colleghi,  in riapertura dei lavori,  siccome  sono  il
  massimo  garante di ciò che avviene in quest'Aula, faccio  presente
  che  c'è  un'agenzia dell'Ansa, ma ritengo che l'Ansa  non  c'entri
  assolutamente  nulla, dove si fa riferimento ad un  intervento  che
  avrebbe  fatto  l'onorevole Giovanni Greco in cui si dice,  infine,
  rivolgendosi  sempre  al  presidente  Ardizzone:   Ha  parlato   di
  trasparenza,  a un mese dalla richiesta di accesso  agli  atti  per
  l'elenco  di  tutto il personale assunto nella Fondazione  Federico
  II, ancora non ho ricevuto alcuna risposta.
   Questo  perché  Palazzo dei Normanni sarebbe dovuto  diventare  di
  cristallo .
   Ora,  siccome,  tranne  che  qualcuno  non  mi  smentisca,  questa
  dichiarazione non è stata fatta in quest'Aula, chiedo che l'Aula ne
  prenda atto perché se fosse stata fatta in Aula, avrei risposto  al
  deputato onorevole Greco, così come ho avuto modo di rispondere  in
  ordine al decreto Monti.
   Questo  mi  dà  l'occasione, invece, per  evidenziare  ciò  che  è
  successo;  dico  ciò perché si fa riferimento ad un verbale  d'Aula
  che  non  è  mai  avvenuto ma, ripeto, l'agenzia Ansa  non  c'entra
  niente  perché  è  successiva  ad un  comunicato  che  il  deputato
  Giovanni  Greco  avrebbe fatto. Diventa, comunque, un  fatto  gravo
  perché  si fa riferimento e viene lasciata traccia di un intervento
  di  un deputato rispetto al quale il Presidente non avrebbe dato la
  meritata risposta.
   L'onorevole  Greco  fa  riferimento ad una richiesta  che  avrebbe
  rivolto  a me e che, in effetti, ha rivolto a me, di avere  accesso
  agli atti.
   E,  allora,  l'onorevole  Greco, in  data  27  settembre  -  debbo
  evidenziare  subito dopo la vicenda del decreto Monti,  proprio  il
  giorno  successivo,  vicenda rispetto alla  quale  è  nota  la  mia
  posizione  e quella dell'onorevole Greco - scrive:  Il sottoscritto
  onorevole  Giovanni  Greco,  al fine di potere  espletare  attività
  inerenti  il proprio mandato parlamentare, chiede, con la presente,
  di  esaminare ed estrarre copia della documentazione integrale,  in
  carta libera, dei documenti amministrativi relativi alla Fondazione
  Federico  II  e  concernenti  quanto  di  seguito  elencato:   atto
  costitutivo,  statuto, elenco del personale, data di  assunzione  e
  tipologia contrattuale, relazione dettagliata sull'attività  svolta
  e sui progetti in corso di realizzazione .
   Prontamente  ho  trasmesso  la nota, come  di  dovere,  all'ottimo
  onorevole  Francesco Forgione, il quale, a distanza di tre  giorni,
  ha  così  risposto, con nota protocollata 4040:  Gentile  onorevole
  Greco,  in  merito  alla  richiesta da lei avanzata  al  presidente
  Ardizzone,   ritenendo  estremamente  positivo  il  suo   interesse
  istituzionale e la sua sensibilità culturale per la Fondazione  che
  ho  la  responsabilità di dirigere, mi permetto  di  rispondere  ai
  quesiti da lei posti.
   L'atto  costitutivo  e  lo  Statuto  della  Fondazione  sono  atti
  pubblici  consultabili sia sul sito dell'ARS che  su  quello  della
  Fondazione,  www.federicosecondo.org. I bilanci  della  Fondazione,
  per  volontà  del presidente Ardizzone, da questa legislatura  sono
  pubblici    e    consultabili   on   line   sui    siti    ARS    e
  www.federicosecondo.org.   Quanto   all'attività    svolta    dalla
  Fondazione  fino  ad  oggi  oltre  ai  servizi  aggiuntivi  per  la
  fruizione  turistica di Palazzo Reale e della Cappella Palatina,  è
  tutto documentato sul sito della Fondazione.
   In   relazione  ai  progetti  futuri,  il  Comitato  direttivo  ha
  approvato un piano di iniziative; entro la fine del 2013  sono  già
  programmate:  la  mostra  di  Ucchino e  Fiamma,  il  convegno  sul
  settantesimo  anniversario dello sbarco  dell'esercito  alleato  in
  Sicilia  e  un  evento  correlativo a mostra per  il  cinquantesimo
  anniversario  del film il Gattopardo di Luchino Visconti,  ispirato
  al nuovo romanzo di Tomasi di Lampedusa.
   In  merito  al personale, la Fondazione consta di 44 dipendenti  e
  l'elenco  le  verrà  fornito  nei prossimi  giorni.  Ringraziandola
  ancora per il suo interessamento, le porgo cordiali saluti .
   Mi  risulta che l'onorevole Forgione ha preso contatti con lei per
  trasmetterle l'elenco di tutto il personale e lei ha detto  che  si
  riteneva già soddisfatto.
   Onorevole  Cascio, capisco, lo so che è pubblico, basta  andare  a
  vedere sotto chi è che sono.
   Ma  è  chiaro  che,  siccome si fa riferimento  ad  un  comunicato
  supponendo che in quest'Aula siano state dette alcune cose,  allora
  rassicuro l'onorevole Greco - è noto a tutti qual è l'atteggiamento
  di  questa  Presidenza, del Consiglio di Presidenza,  del  Comitato
  direttivo  della  Fondazione Federico II - che noi stiamo  rendendo
  pubblico tutto.
   Il  personale è a conoscenza, e pur non avendo l'obbligo,  abbiamo
  concordato con l'onorevole Forgione, ci comportiamo come un ente di
  diritto pubblico a tutti gli effetti, stante la natura giuridica un
  poco  controversa,  che pubblicheremo anche i consulenti  che  sono
  notevolmente diminuiti nel corso di questi anni.
   Era mio dovere fare quest'intervento, ribadisco, perché si è fatto
  riferimento,  in  un comunicato, ad un intervento  che  si  sarebbe
  tenuto in quest'Aula e questo è un fatto grave. Grazie.

   GRECO  Giovanni. Posso avere la possibilità di parlare? Per  fatto
  personale.

   PRESIDENTE. No, non c'è alcun fatto personale. No, onorevole,  non
  le do la parola.
   Se lei vuole creare l'incidente  La mia posizione e la sua  Lei ha
  parlato di mancata trasparenza  della Fondazione Federico II.

   GRECO Giovanni. Lei ha fatto un comizio.

   DI MAURO. L'onorevole Greco deve chiarire la sua posizione.

   GRECO  Giovanni.  Mi dà la parola per chiarire ciò  che  è  giusto
  chiarire?

   DI MAURO. Lo lasci chiarire.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro qua non c'è nulla da chiarire.  Qua
  c'è  un comunicato ANSA dove si dice che l'onorevole Giovanni Greco
  avrebbe attaccato questa Presidenza per mancata trasparenza e non è
  assolutamente vero.

   GRECO  Giovanni.  Sono  sempre dello  stesso  avviso:  lei  non  è
  trasparente.

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, lei interverrà ai sensi dell'articolo
  83  del  Regolamento interno. Io ho chiesto che l'Aula prenda  atto
  che l'onorevole Greco non ha fatto quelle dichiarazioni.

   GRECO  Giovanni.  Lei non è corretto  La smetta e  faccia  il  suo
  lavoro

   PRESIDENTE.  E,  allora,  ha chiesto di  parlare  per  primo,  per
  rompere  il  ghiaccio,  l'onorevole Cordaro.  La  ringrazio.  Ha  a
  disposizione cinque minuti; li utilizzerà tutti, anche  in  nome  e
  per  conto  del  Gruppo.  Non mi mettete in difficoltà,  perché  il
  Gruppo  è  unico. Avevo avuto una richiesta da parte dell'onorevole
  Grasso.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  io
  parlerò anche meno di cinque minuti, ma devo preannunziare che, per
  correttezza,  concluderò annunziando il voto  per  i  deputati  del
  Cantiere  Popolare. Se i colleghi del gruppo Grande Sud  aderiranno
  alla  mia  dichiarazione di voto, evidentemente, non interverranno,
  in  caso contrario, come lei ha preannunziato, per voto in dissenso
  prenderanno la parola.
   Non  si  tratta  di  rompere  il ghiaccio,  Presidente  Ardizzone,
  perché,  vede, la mia posizione, la posizione del nostro  Gruppo  è
  stata, da sempre, chiara, è stata da sempre trasparente e devo dire
  che, in questo solco, abbiamo ascoltato con estremo interesse e con
  grande attenzione l'intervento del Presidente Crocetta.
   Nel suo intervento ha parlato di tante cose, in settantotto minuti
  tante   cose  sono  state  dette,  però  signor  Presidente,   devo
  rassegnare  in  questa  occasione  la  mia  delusione  personale  e
  politica. Lo dico senza infingimenti, come sono abituato a fare. Il
  Presidente   ha  parlato  di  risparmi,  ma  non  ha   parlato   di
  investimenti, non ha parlato di sviluppo, non ha parlato di lavoro
   Il Presidente ha parlato di lotta alla mafia, e su questo versante
  ci  troverà sempre accanto, o davanti a lui. Ha parlato di  pulizia
  delle Istituzioni, e anche su questo versante ci troverà sempre  al
  suo  fianco, non per nulla sono il primo firmatario di due  disegni
  di  legge  sotto il profilo della legalità ed anche dello  sviluppo
  con  l'istituzione  dell'Agenzia regionale per i  beni  confiscati,
  che,  spero,  con  l'insediamento  del  nuovo  Presidente  della  I
  Commissione trovi immediato esito, così come quello sulla creazione
  del  rating,  delle  imprese  antimafia  che  tendono  a  favorire,
  appunto,  quelle imprese che denunziano il racket  e  che,  dunque,
  devono   essere  poste  in  una  condizione  di  priorità  rispetto
  all'aggiudicazione dei lavori pubblici.
   Rispetto  a tutte queste cose, quindi, noi saremo sempre pronti  e
  sempre  accanto  al  Presidente della  Regione.  Però,  ci  saremmo
  aspettati,  in questo intervento, da parte del Presidente  Crocetta
  di ascoltare non cosa ne sarebbe stato, ma cosa ne sarà.
   Cosa  ne sarà dei ventimila precari? Cosa ne sarà, come e  dove  è
  finito  il  credito d'imposta? Cosa ne sarà dei fondi  europei?  Il
  programma di investimenti europei 2014/2020 non parla più di  opere
  pubbliche:  noi  siamo  fermi, ancora,  al  raddoppio  del  binario
  Palermo-Catania.
   Quel  programma 2014/2020 parla di banda larga, parla di  ricerca,
  parla  di  cose rispetto alle quali noi rischiamo di essere  in  un
  ritardo, ormai, incolmabile.
   Noi ci saremmo aspettati che, oltre a parlare della formazione - e
  su questo tema ancora una volta il Presidente ha ribadito che è una
  partita tutta interna al PD, perché non riguarda certamente noi, ed
  anche  in  questo caso, tutte le volte che farà pulizia noi  saremo
  accanto  al  Presidente Crocetta - il Presidente, così  come  avevo
  chiesto  nel  mio  intervento nel dibattito e in premessa,  dicesse
  quali  erano  i  due,  i  cinque, i  dieci  disegni  di  legge  che
  sottoponeva  al parere dei capigruppo tutti, e quale  era  l'agenda
  politica  che  noi, da domani, avremmo preso in considerazione  per
  iniziare un percorso nuovo di cose concrete.
   Questo  non  è accaduto  Non abbiamo ricevuto una sola proposta  e
  abbiamo deciso, i deputati del Cantiere Popolare, di confermare  il
  solito stile che non riguarda né riguarderà mai attacchi personali;
  il Presidente Crocetta ha detto:  Io ho sempre ragione dopo ; ed io
  me  lo  auguro,  perché lei ha disegnato questa sera un'idea  della
  Sicilia che, però, oggi non vedo e per me il problema è ora  ed  in
  questo senso confermo il giudizio negativo.
   I  deputati del Cantiere Popolare voteranno la sfiducia, non senza
  sofferenza.
   Siamo  pronti, da domani, qualora la sfiducia non dovesse passare,
  a  riprendere  quel  confronto  e  qualora  il  Presidente  dovesse
  dimostrare concretamente di volerlo riaprire.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto.  Ne  ha
  facoltà.

   DI   GIACINTO.  Signor  Presidente,  onorevole  Presidente   della
  Regione,  assessori, onorevoli colleghi, credo che  la  mozione  di
  sfiducia,  presentata  dal Movimento Cinque Stelle  e  sottoscritta
  anche  dal  Gruppo  Musumeci,  sia  in  questo  momento  un  errore
  politico.  Un errore politico che va a minare la credibilità  della
  nostra Sicilia, in un momento in cui la credibilità politica  della
  Sicilia,  a  livello nazionale e internazionale, grazie  al  nostro
  Presidente Crocetta, non ha mai avuto eguali.
   Tra  le  premesse della presentazione della mozione si legge,  tra
  l'altro,  il rapporto fra il Presidente e il suo Partito, il PD .
   E'  chiaro che trattasi del Partito dove il Presidente è stato  da
  sempre  iscritto ed il tutto deve essere considerato quale  normale
  dialettica  interna al PD; certo, una dialettica che poteva  essere
  tenuta un poco più riservata, ma è chiaro che nessuno in quest'Aula
  e neanche fuori ha mai pensato che il PD potesse essere opposizione
  all'ARS,  al  Governo  Crocetta,  tra  l'altro  una  vicenda  ormai
  superata nei fatti.
   E' pur vero che la situazione economica non aiuta né la Sicilia né
  questo  Governo,  anche perché da parte del  Governo  e  di  questo
  Parlamento è stata fatta una scelta ben precisa, quella di risanare
  il  bilancio  regionale  avendo il coraggio  di  non  iscrivere  in
  bilancio,  tra  le  entrate,  poste che  non  sarebbero  state  mai
  riscosse.
   Ricordo a tutti noi che la battaglia politica ed amministrativa di
  questi  mesi fatta dal nostro Presidente contro il malaffare  della
  pubblica  amministrazione  regionale  non  ha  guardato  in  faccia
  nessuno, ne amici ne avversari.
   La  problematica della spesa comunitaria, che risultava essere  di
  molto  in  ritardo,  le  riforme a cui  si  è  lavorato  e  si  sta
  lavorando,   province,   semplificazioni   amministrative,   acqua,
  rifiuti, etc.
   Siamo  consapevoli di tutti i problemi della nostra  Sicilia,  che
  sono  tanti, e nessuno di noi pensa di risolverli con la  bacchetta
  magica, ma con il lavoro di tutti noi.
   Abbiamo  il dovere morale e politico di dare fiducia ed il  giusto
  tempo   ad  un  uomo  che,  nell'interesse  della  propria   Terra,
  rischiando in prima persona anche la propria vita, ha le  carte  in
  regola  e  la giusta determinazione per dare un futuro alla  nostra
  Sicilia.
   Caro  Presidente Musumeci, il suo intervento appassionato di  poco
  fa  mi  aveva  quasi  convinto, chiudendo gli occhi,  a  votare  la
  sfiducia,  ma  poi ho riaperto gli occhi ed ho visto una  cosa  che
  sicuramente  le  macerie  di  cui lei parlava  non  sono  certo  da
  addebitare  né a questo Presidente e neanche a questo Governo.  Per
  tutte  queste  motivazioni, è chiaro che il Gruppo il Megafono  non
  voterà la sfiducia al Presidente Crocetta.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Venturino.  Ne  ha
  facoltà.

   VENTURINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho già  pensato
  abbastanza  - onorevole Musumeci - e per quello che è  stato  detto
  prima  del mio intervento ed anche in quello dell'onorevole  Fazio,
  credo  che la nostra posizione sia abbastanza chiara, per  cui  non
  voteremo questa mozione di sfiducia, che non riteniamo appropriata,
  né  nei  tempi  maturi, quindi chiaramente voteremo  contro  questa
  mozione di sfiducia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Leanza.  Ne  ha
  facoltà.

   LEANZA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  solo
  cinque minuti per dare le motivazioni per cui votiamo a favore  del
  Governo. Per quanto ci riguarda, stasera quello che è uscito è  che
  più  che  una mozione di sfiducia, alla fine, sarà una  mozione  di
  fiducia nei confronti del Governo.
   Io ritengo che la stessa mozione presentata dal Movimento 5 Stelle
  e  da  altri  colleghi  dopo dieci mesi è  assolutamente  inusuale,
  inopportuna, e non dà la possibilità di verificare il  vero  valore
  del  Governo.  Visto che tutti quanti abbiamo citato la  legge  dei
  sindaci,  sappiamo perfettamente che per sfiduciare un  sindaco  ci
  vogliono almeno due anni e mezzo. In due anni e mezzo si capisce se
  un  Governo sta facendo bene o male alla Sicilia e quindi,  a  quel
  punto, sarebbe stato opportuno.
   Io  però penso, Presidente della Regione, che questa sia stata una
  grande opportunità. Una opportunità importante per dire le cose che
  sono  state  fatte, le cose che si vogliono fare, ciò che  è  stato
  trovato e ciò che in qualche modo si è fatto e si farà nei prossimi
  mesi.
   Per  fare questo però, per mantenere questo dibattito continuo con
  i  colleghi  e con quest'Aula, sono convinto che lei, a prescindere
  dai   regolamenti  parlamentari,  ogni  sei  mesi  debba  fare  una
  relazione  semestrale, come faceva quando era sindaco, in  modo  da
  aprire  un  dibattito,  di non avere paura  di  confrontarsi  e  di
  mettere a disposizione del Parlamento tutto ciò che viene fatto.
   Una  grande occasione era, ed è, per pacificare la politica. Basta
  più liti, basta ossessioni di potere, basta comunicati al vetriolo.
  Penso  che questa sia stata una buona occasione per mettere un  po'
  di  pace, per mettere un po' di serenità, per chiamarci tutti  alle
  nostre  responsabilità. E la nostra unica, assoluta, responsabilità
  è  governare  bene  e  meglio la Sicilia  e  questo  nell'interesse
  complessivo e generale della nostra Terra.
   Vede, Presidente Crocetta, giusto per parlare di problemi, oggi  è
  stato  approvato  al  Parlamento nazionale, purtroppo,  il  decreto
  sulla  pubblica Amministrazione e con questo decreto,  ritengo  che
  sarà complicato salvare i ventimila precari della nostra Terra.
   Era  stato  avviato un comportamento virtuoso in  cui  il  Governo
  regionale,  il  Governo nazionale, i Partiti  della  maggioranza  e
  della  minoranza, insieme avevano fatto gioco di squadra,  ma  alla
  fine la Sicilia ha perso.
   Io  non  credo  assolutamente che con questo  decreto  si  possano
  neanche fare le proroghe. Mi auguro che non sia così, mi auguro  di
  sbagliarmi. E questo è un grandissimo problema per la nostra Terra.
   Io  penso  che  da stasera si debbano trovare tutte le  soluzioni,
  tutti  insieme,  per salvare ventimila posti di  lavoro.  Ventimila
  posti  di  lavoro  che,  a  livello  nazionale,  sono  stati  messi
  assolutamente in discussione. Se era possibile, si è peggiorato  il
  punto di partenza e, quindi, da questo punto di vista, parliamo  di
  problemi  concreti. Vediamo di trovare qua, onorevoli colleghi,  il
  punto di incontro da parte di tutti.
   Il  Movimento  5  Stelle,  proprio su  questi  temi,  aveva  fatto
  ostruzionismo, non aveva votato. Tra il dire ed il  fare,  come  al
  solito,  c'è di mezzo il mare  ed in questo caso c'è di mezzo anche
  la coerenza.
   Sui  Fondi europei, diamo un'accelerazione, lo state già  facendo,
  ma  in questo momento è importantissimo spendere e spendere bene la
  parte  residuale, e penso con grandissimo interesse  ai  fondi  del
  2014/2020. Là può nascere una grande opportunità per tutti noi.
   Volevo  dire tante altre cose, ma per dichiarazione di voto  sulla
  mozione di sfiducia ho soltanto 5 minuti.
   Concludo, signor Presidente, rivolgendomi all'onorevole Zito,  che
  di  tutto  può  parlare, ma le ombre sull'assessorato alla  sanità,
  sull'assessore Borsellino, francamente, mi sembrano eccessive.
   Penso  che l'assessorato alla sanità ha dimostrato in questo  anno
  di  avere  fatto un grandissimo lavoro, non solo nella trasparenza,
  dove assolutamente è sicura e tranquilla, ma punto per punto, posto
  per  posto e non dimentichiamo che la sanità occupa il 50 per cento
  del  nostro  bilancio. Quindi, parlare di ombre in una serata  come
  questa,  e  parlare di ombre sull'assessore alla sanità, mi  sembra
  assolutamente esagerato e non è assolutamente condivisibile.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare, in dissenso,  rispetto  alle
  dichiarazioni fatte dall'onorevole Cordaro, perché si tratta di  un
  gruppo  composito, l'onorevole Grasso. Ne ha facoltà per due minuti
  e mezzo.

   GRASSO. Signor presidente, onorevoli colleghi, noi di Grande  Sud,
  dissentiamo  dai  colleghi  del PID e, pur  confermando  la  nostra
  posizione critica nei confronti del governo, ho già esplicitato  le
  ragioni delle criticità relativamente alla spesa comunitaria. Se  è
  vero  che  nell'anno 2013 è stato raggiunto l'obiettivo,  questo  è
  stato  raggiunto dal PIOFERS, e sono state spostate il 30 per cento
  delle  somme sui PAC, per cui avete diminuito e, quindi,  impegnato
  le somme, ma queste non sono state spese. Ancora aspettiamo i PAC.
   La  nostra  azione continuerà ad essere pungolosa e puntigliosa  e
  chiediamo, ancora al governo un atto di responsabilità,  che  cambi
  rotta,  perché  i  Comuni, proprio a proposito dei  precari,  hanno
  completato, in ossequio a quanto previsto dalla legge, le procedure
  di  stabilizzazione e noi ci aspettiamo entro dicembre di  ricevere
  il contributo per quei Comuni virtuosi che l'hanno fatto e, quindi,
  chiediamo che la Regione proceda e recuperi risorse.
   Recuperare risorse, signor Presidente, significa tagliare  società
  partecipate, enti ed  entarelli  che finora sono serviti  solo  per
  occupare posti e clientele.
   Lì  si  possono recuperare un mare di risorse, però noi ci  stiamo
  mettendo  la faccia. Nonostante, manteniamo la nostra posizione  di
  opposizione,  perché  non  abbiamo pensato  di  fare  inciuci,  non
  abbiamo  mai  chiesto  nulla, non abbiamo  mai  rivendicato  posti,
  poltrone o quant'altro.
   Nessuno può dire che, siccome noi votiamo la fiducia, da oggi  non
  possiamo  criticare il governo, così come ha affermato  l'onorevole
  Cancelleri.
   Noi  criticheremo  il  governo tutte le  volte  che  riteniamo  di
  criticarlo, ma oggi la Regione, questa Sicilia ha bisogno di  avere
  delle risposte concrete ed io, ripeto, così come ho detto poc'anzi,
  mi  sarei  aspettata che questa giornata di lavoro  fosse  dedicata
  all'approvazione della variazione di bilancio.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Marcello  Greco.  Ne
  ha facoltà.

   GRECO  Marcello.  Signor  Presidente,  Presidente  della  Regione,
  assessori,  onorevoli colleghi, a nome del DRS  pronuncio  il  voto
  contrario  alla mozione di sfiducia posta in essere  dal  Movimento
  Cinque  Stelle e dalla Lista Musumeci. Proprio io che ho  criticato
  questo  Governo, soprattutto nella parte riguardante la  formazione
  ed  il  lavoro,  l'ho criticato in maniera costruttiva,  perché  la
  costruzione di un percorso deve essere fatta insieme e  noi  questo
  discorso  l'abbiamo  compreso e capito, posso dire  che  da  quelle
  critiche  oggi il Governo ha effettivamente posto in essere  quelle
  che sono le speranze del popolo siciliano.
   Parlo  della  formazione,  soprattutto.  L'operato  dell'assessore
  Nelly  Scilabra è certamente un operato che mira alla  salvaguardia
  dei  posti di lavoro e non a quella  macelleria sociale  che  si  è
  detta  appunto  nel passato. E questo noi lo continueremo  a  fare,
  signor Presidente, nell'interesse sempre del popolo siciliano.
   Debbo  dire  qualcosa  che riguarda questa  mozione  di  sfiducia.
  Ahimè,  il  Gruppo del Movimento Cinque Stelle ha perso una  grossa
  occasione, che era quella di continuare a cercare di appoggiare  le
  riforme  del  Governo Crocetta. Tutto questo non è accaduto  es  il
  volersi porre contro questo Governo ha dato la possibilità  che  da
  questa  mozione  di sfiducia il Governo Crocetta  esca  ancora  più
  rafforzato ed ancor più forte.
   Il voto che noi diamo è un voto contrario alla mozione di sfiducia
  e,  ripeto,  saremo vigili e attenti affinché questo Governo  possa
  fare  quelle  riforme  di cui ha parlato in questi  dieci  mesi  di
  amministrazione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ioppolo.  Ne  ha
  facoltà.

   IOPPOLO.  Signor  Presidente, Presidente della Regione,  onorevoli
  colleghi, assessori, la mozione l'ho sottoscritta e non potevo  non
  sottoscriverla.  Una  mozione presentata da un Gruppo  parlamentare
  che  è diventata la mozione di almeno due Gruppi parlamentari e che
  dopo il dibattito di stasera diventa la mozione di ampi settori  di
  questo Parlamento.
   Il  suo  intervento,  Presidente Crocetta,  è  durato  settantotto
  minuti, di cui trenta abbondanti per parlare di una questione  che,
  per la verità, se stava a cuore a lei, non poteva stare a cuore  di
  molti  dentro  questo  Parlamento;  le  questioni  economiche,   le
  questioni  degli  stipendi, certamente non sono un  interesse  alto
  della politica.
   Una  mozione, consentitemi di dire, onorevoli colleghi, che ha già
  vinto  moralmente  e che, se non vince numericamente,  lo  si  deve
  soltanto al fatto che dentro quest'Aula come fuori da quest'Aula, i
  siciliani  e gli italiani più largamente non sono abituati  a  fare
  esattamente  quello  che  dicono,  perché  nei  conciliaboli,   nei
  corridoi,  nelle  commissioni,  sono  vastissimi  i  settori  della
  insoddisfazione  e persino della insofferenza nei confronti  di  un
  governo, presidente Crocetta, che annuncia proclami, intenzioni, ma
  che  non  ha  sviluppato una seria azione di governo e  vorrei  qui
  introdurre  il tema della questione morale siciliana e della  lotta
  per la legalità.
   Per carità, come non essere d'accordo che va recuperata in Sicilia
  una   questione  morale,  che  tutti  dobbiamo  sentirci  impegnati
  quotidianamente  sul  terreno  della  legalità,  ma  questa  è   la
  precondizione essenziale, elementare, vorrei dire vitale, ma non  è
  ancora azione di governo.
   L'azione  di  governo sono gli atti concreti e gli atti  concreti,
  Presidente   Crocetta,   non  sono  soltanto   quelli   dell'organo
  monocratico,  ma  sono anche quelli della Giunta  e  sono  anche  e
  soprattutto quelli dei singoli assessori. Sicché non è vero ciò che
  dice il Presidente Crocetta circa la sua unicità di responsabilità,
  perché  questo  può  valere per i sindaci, un tempo  valeva  per  i
  presidenti  delle  Province, ma gli assessori  regionali  hanno  un
  potere  proprio  che  è  il  potere di decretazione  ed  io  vorrei
  invertire stasera il rapporto che c'è stato fino a questo momento.
   Molti   colleghi  che  sono  intervenuti  contro  la  mozione,   a
  cominciare  dall'onorevole  Malafarina,  l'onorevole  Laccoto,   lo
  stesso   avveduto   onorevole  Turano,  gli  onorevoli   Venturino,
  Dipasquale  e  Raia,  hanno  chiesto un rinvio,  non  hanno  difeso
  l'attività del Governo, hanno soltanto sottolineato e stigmatizzato
  come  la mozione sia intempestiva, cioè sia stata presentata troppo
  presto. Mi fanno venire in mente certi avvocati di modesta levatura
  i  quali, nella incapacità di poter difendere con successo i propri
  assistiti, chiedono continuamente un rinvio. Non andava rinviata la
  mozione  di  sfiducia  per  una  ragione  molto  semplice,  che  il
   buongiorno si vede dal mattino .
   A  questo  Governo  la  Sicilia chiedeva discontinuità,  a  questo
  Governo la Sicilia e i siciliani chiedevano inversione di tendenza,
  non  i  miracoli che nessun Governo potrebbe fare nel giro di dieci
  mesi, di un anno e forse nemmeno di due e tre, ma un'inversione  di
  tendenza,  sì.  Questa  inversione di tendenza  non  c'è  stata  in
  nessuno dei settori.
   Noi  avevamo potuto compiere un appello e non è stato raccolto  ed
  un  appello  vogliamo  lanciare  invece  al  Governo  Crocetta.  Il
  Presidente  Crocetta ha parlato della storia dell'elezione  diretta
  in  Sicilia, delle prerogative del Presidente, delle elezioni  come
  per  i  Comuni e le Province un tempo con la doppia scheda. Allora,
  Presidente  Crocetta,  sostenga il disegno  di  legge  che  abbiamo
  presentato come Lista Musumeci per introdurre la doppia scheda e lì
  vedremo se le intenzioni del Governo, quelle dichiarate, sono  vere
  e sincere o un'ulteriore declamazione nel deserto.

   PRESIDENTE.  E'iscritto  a  parlare  l'onorevole  Firetto.  Ne  ha
  facoltà.

   FIRETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi è stato detto, ed è
  condivisibile,  che una mozione di sfiducia che  arriva  ad  appena
  dieci  mesi dall'inizio di un cammino di governo, è inopportuna  ed
  irrituale.  Dieci  mesi or sono questo Governo  si  insediò  in  un
  contesto  economico  e  sociale inserito  nel  più  ampio  contesto
  economico  europeo, e vorrei dire mondiale, che raccontava  di  una
  Sicilia  gravemente impoverita all'interno delle singole  famiglie,
  gravemente impoverita all'interno delle istituzioni culturali della
  nostra terra.
   Eppure,  dieci  mesi  di governo raccontano  anche  di  una  forte
  discontinuità  iniziata,  avviata e non  soltanto  declamata,  come
  stasera  ho sentito dire in qualche intervento di qualche  collega,
  intervenuto quasi a non volere non riconoscere una verità di  fondo
  che  rappresenta  certamente uno dei  meriti  più  alti  di  questa
  esperienza  di  governo, cioè l'essere riusciti a scoperchiare  una
  serie di pentole maleodoranti.
   Ho  letto l'intervento dell'onorevole Zafarana, si capiva  che  la
  formazione in Sicilia era quello che poi è cominciato ad  emergere.
  Però  vorrei dire che esperienze di governo ce ne sono state  e  mi
  pare che si sia seguitato in quel triste cliché, e allora anche  il
  coraggio nel riconoscere i meriti di un'esperienza di Governo fanno
  fare  un  salto  di qualità al modo di atteggiarsi  all'interno  di
  un'Aula parlamentare. Se colgo elementi di coerenza anche in coloro
  che  portano  avanti una mozione di sfiducia, che ribadisco  essere
  irrituale e inopportuna, soprattutto nei tempi, non si possono  non
  disconoscere  a  questa  esperienza di governo  diversi  meriti  in
  settori che sono strategici per la nostra terra.
   Qualcuno ha parlato di sanità. L'essere riusciti ad andare  avanti
  nel piano di rientro in maniera rigida, intelligente, senza sconti,
  non  solo con il vezzo della denuncia ma anche con il vezzo di star
  dentro  ai conti,  cercando di recuperare efficienza in un  sistema
  che per troppo tempo di efficienza non ne ha avuto; e quando meriti
  di  questo  tenore si sono potuti ascrivere a Governi  del  recente
  passato,  ci sono stati altri aspetti, che erano invece aspetti  di
  governo  di  potere che, invece, hanno anche ucciso  quegli  stessi
  meriti.  Vorrei però che noi, in questa occasione che viene offerta
  dai  colleghi parlamentari, traessimo però non elementi di attacco,
  né rischiamo anche noi di essere autoreferenziali, per cui facciamo
  spallucce e tutto va bene per come va, perché è chiaro che  noi  in
  questo breve cammino sappiamo che dobbiamo cogliere i segni  di  un
  diverso   modo  di  atteggiarsi  anche  all'interno  della   nostra
  maggioranza, riuscire a colmare lacune, riuscire a colmare capacità
  di comunicazione all'interno delle stesse aree della maggioranza  e
  di aree che invece sono sensibili all'idea del buon governo, perché
  se ci limitassimo all'autoreferenzialità non avremmo colto il segno
  di   una  provocazione,  perché  tale  intendo  questa  mozione  di
  sfiducia.
   Una  provocazione che ci impone, però, di fare  i  conti  con  noi
  stessi,  e  i  conti con noi stessi dobbiamo farli  perché  abbiamo
  dinanzi a noi una Sicilia che urla, qualcuno faceva riferimento  al
  tema  dei  precari, ad un'incapacità di crescita di  questa  terra,
  avere  il 58% di disoccupazione tra i giovani, qualcosa vorrà dire,
  e sono queste sfide, le sfide che ci portano i numeri, i dati dello
  Svimez, dati crudi con i quali dobbiamo assolutamente fare i conti.
   Mentre scoperchiamo le pentole maleodoranti, dobbiamo fare i conti
  su come riorganizziamo questa nostra terra.
   Così  sul  settore  turistico, assessore Stancheris,  noi  abbiamo
  l'esigenza  di muovere con immediatezza i primi passi su  un  piano
  strategico  per  il  turismo, di cui ci parla  l'Enit,  e  dobbiamo
  coglierlo  questo monito, perché gridano gli imprenditori siciliani
  di quel settore.
   Dobbiamo  cogliere  un monito che è forte, quel  paragone  che  ci
  prende come un pugno in faccia, quello fra la Sicilia e le Baleari:
  a  parità, più o meno, di coste, le Baleari catturano cinque  volte
  più turisti della Sicilia.
   Su  questo noi dobbiamo fare i conti, dobbiamo inserirci dentro le
  logiche  dei distretti turistici e cercare di capire cosa  non  sta
  funzionando, dobbiamo inserirci in un concetto di piano di mobilità
  per  comprendere  come  li  facciamo arrivare,  questi  turisti  in
  Sicilia.
   Sono  temi  che  abbiamo  davanti a  noi,  ed  è  chiaro  che,  se
  funzionasse  questa  maggioranza che è uscita cristallizzata  dalle
  urne...   e  qui  dobbiamo  evitare  di  inseguire  la  stampa,   i
  siparietti,    affermazioni   al   vetriolo   contro    questo    o
  quell'esponente del partito di un'area di Governo, non fa bene alla
  Sicilia.
   Questa occasione che ci dà il Movimento Cinque Stelle  e la  Lista
  Musumeci deve essere un'occasione per noi, per fare un  tagliando ,
  perché  dove siamo arrivati ci siamo arrivati e ne traiamo  merito,
  ma  non c'è dubbio che noi possiamo fare di più e meglio. Se questa
  rotta  non  l'abbiamo  davanti, vorrà  dire  che  questa  non  sarà
  un'occasione  per  dare fiducia al Governo, rinsaldarlo  nella  sua
  esperienza,  ma  sarà  un'occasione mancata, perché  tra  sei  mesi
  racconteremo,  invece, di uno sfilacciamento che,  inevitabilmente,
  sarà  nelle cose, perché i temi che abbiamo davanti sono  temi  che
  fanno tremare le vene ai polsi.
   Sapere  che  non si riconosce neppure diversamente da  quanto  era
  sembrato  ieri con quell'emendamento al Senato, cioè  due  anni  di
  proroga, cioè la possibilità del bacino unico dei precari, cioè  la
  possibilità  di  andare  in  deroga al patto  di  stabilità,  è  la
  soluzione per i precari? E' una via insieme a tante altre  vie  che
  servono  a  superare  il problema, ma se la  Sicilia  adesso  viene
  lasciata  sola  ed anche questa che sembrava una conquista,  benché
  non  era soddisfacente per i precari, viene negata, è chiaro che  i
  mesi  che  abbiamo davanti per noi saranno mesi duri,  per  cui  la
  prossima  finanziaria che poteva essere per noi la  finanziaria  in
  cui  per un momento mettevamo non da canto, ma mettevamo una  sorta
  non  tanto di sordina, ma evitavamo quel carattere emergenziale  di
  una  finanziaria  per  ragionare  di  sviluppo,  per  ragionare  di
  dinamiche di sviluppo di questa nostra Terra, ancora una  volta  ci
  troveremo  a ragionare su una finanziaria di emergenza e  per  fare
  questo  abbiamo bisogno il massimo della solidità politica, abbiamo
  bisogno la solidità politica che ci faccia affrontare l'emergenza e
  -  concludo, Presidente - abbiamo bisogno di solidità politica  per
  affrontare i temi della crescita di questa nostra Terra.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,  sono
  molto  contento  del  fatto che questa sera in Aula  sia  approdata
  questa   mozione  e  sono  molto  contento  perché  finalmente   in
  Parlamento,  dopo diverse settimane di agonia, di dibattito,  ahimè
  strozzato,  ahimè assente, finalmente siamo ritornati a parlare  di
  questioni  concrete: della questione dei precari, che a  fine  anno
  potremmo   ritrovarci,  ahimè,  sotto  il  palazzo,  dell'emergenza
  rifiuti,  sino  a  portare il Presidente Crocetta  ad  entrare  nel
  merito  di  questioni  territoriali, sino ad  entrare  nel  merito,
  perché  no,  dell'emergenza  rifiuti  a  Palermo  e  della  vicenda
  Bellolampo.
   Certo  sono rimasto perplesso, a tratti, quando ho ascoltato  toni
  apocalittici  del  tipo:  In nome di Dio, dimettetevi ,  presidente
  Cancelleri.  Ma  sono  rimasto  altrettanto  perplesso  quando   ho
  ascoltato  la  risposta del Presidente:  Eccomi - ha  detto  -  sia
  fatta la tua volontà  .
   Bene,  di  fronte a questi toni avrei avuto persino la  spinta  ad
  usare a mia volta un tono apocalittico, quasi ironico, rivolgendomi
  non  so  a  quale parte del Governo o del Parlamento in alternanza,
  dicendo  a  qualcuno   Esci  da questo corpo ,  immaginando  magari
  qualcuno lievitare sui temi posti rispetto alle sacre scritture.
   Ma  questo non voglio farlo, voglio fermarmi sui temi legati  alle
  province,  sui  temi legati a riforme che abbiamo  solo  accennato,
  quando  abbiamo parlato, ad esempio, degli alberghi  diffusi  senza
  poi  essere  però  entrati nel merito della  riforma  organica  del
  turismo.
   Abbiamo  parlato,  e  siamo andati indietro di  qualche  mese  nel
  tempo,  di   modello Sicilia , di un modello, Presidente  Crocetta,
  che in effetti, evidentemente non esiste e, mi lasci dire non è mai
  esistito, perché se di un modello Sicilia si deve parlare, a quello
  si  deve fare riferimento in Parlamento e parlando alla politica  e
  di  politica, proprio ai toni che coinvolgono i gruppi parlamentari
  e non a strane alchimie.
   Al  Presidente Crocetta vogliamo dire una cosa: Presidente io  non
  credo  che  a  lei servano ruffiani, io non credo  che  le  servano
  soggetti  pronti  a  cambiare parere da un  momento  all'altro,  da
  un'ala  all'altra,  io credo che siano più  utili  a  lei,  al  suo
  governo,  al parlamento e ai siciliani, uomini e donne parlamentari
  che  sappiano  tenere  la schiena dritta con lealtà  rispetto  alle
  scelte del governo.
   Devo dirle Presidente che per dirla nel mio dialetto a me caro   i
  pirtusa  si  virinu a' squagghiata ra nivi  e le dico  altresì  che
  probabilmente dieci mesi sono stati un tempo troppo ridotto. Non me
  ne  vorranno i colleghi che hanno presentato la mozione ma  davvero
  sono  stati un tempo troppo ridotto per non correre il rischio,  in
  una  giornata come questa, di finire col perder tempo, perché  alla
  fine probabilmente i risultati di questa giornata li conosceremo  a
  breve  e  forse  erano scontati, con rischi di farse,  sceneggiate,
  palchi e palchetti.
   Io   direi   che,  a  questo  punto,  probabilmente,   serve   che
  un'opposizione  in  questo parlamento rimanga,  un'apposizione  che
  inchiodi  ai  temi  del  lavoro,  dell'occupazione  giovanile,  dei
  pericoli di perdere i fondi comunitari che ormai, ahimé, mi  sembra
  che si siano allontanati e siano una chimera.
   Certo non possiamo non tener conto del fatto che alcuni temi  sono
  diventati  un  ricordo lontano: i Trinacria bond,  la  vicenda  del
  MUOS, la riduzione delle partecipate.
   Concludo il mio intervento dicendo, signor Presidente che noi,  in
  modo leale, come abbiamo fatto dal primo momento, come partito  dei
  siciliani  e  coerentemente a tutto il lavoro fatto  in  parlamento
  dall'opposizione, questa sera voteremo la sfiducia.

   PRESIDENTE. Grazie, è chiara anche la posizione del suo gruppo.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto  io
  ritengo  che  oggi non sia stata una giornata inutile  come  alcuni
  hanno detto. E' una giornata importante perché abbiamo riportato il
  dibattito  in aula, ed io direi: ci voleva una mozione di  sfiducia
  per arrivare a questo?
   Probabilmente  no.  Però,  perché questo?  Perché  ritengo  che  i
  rapporti  debbano essere sempre salvaguardati, garantiti,  rapporti
  umani, signor Presidente, ma anche rapporti politici, istituzionali
  e,  sicuramente, chi rappresenta una parte politica  che  pur  essa
  l'opposizione   vada   a   mio   avviso   rispettata,   tenuta   in
  considerazione per quella che è anche l'azione.
   Noi  siamo  stati  -  e lo abbiamo sempre detto  -  una  forza  di
  opposizione  responsabile che ha sempre detto di essere disponibile
  al  confronto ma, evidentemente, questo significa anche  avere  una
  richiesta specifica, quella del rispetto istituzionale, dove c'è un
  parlamento regionale siciliano, dove c'è la presenza di chi  ha  il
  consenso dei cittadini e deve dare pur conto ai cittadini nel senso
  dell'impegno e della ipotesi di soluzione dei problemi.
   Quindi,  un  momento  di comunicazione e di confronto  diventa  un
  fatto importante.
   E  noi,  in  questo nostro ruolo di opposizione, abbiamo,  fin  da
  quando si è presentato in quest'Aula, Assessore Bianchi, il DPEF  e
  l'esercizio provvisorio abbiamo detto:  Ma come? Un governo  che  è
  ai  primi passi doveva avere con un documento di programmazione  un
  momento di grande proposta .
   Ahimé,  questo  non  c'è  stato  perché  c'è  stata,  invece,  una
  richiesta di quasi atto burocratico da sottoporre a quest'Assemblea
  e   c'è   stata  pure  una  prima  finanziaria  con  un   esercizio
  provvisorio.
   Allora, oggi noi assistiamo ad un fatto importante, la maggioranza
  che  sostiene il Governo, di fatto è implosa. C'è stato un  momento
  di grande scontro di questa  telenovela' fra il governatore e il PD
  che  sicuramente non poteva e non può essere liquidata, Presidente,
  come  un  fatto  interno, un fatto di cosa  nostra,  nel  senso  di
  rapporto  fra  partiti  e  fra  parti che,  invece,  devono  essere
  politicamente  e  istituzionalmente  evidenziati  e   chiariti   in
  quest'Aula.
   In questo senso, io voglio sottolineare anche, quello che è stato,
  signori  colleghi e Presidente, anche uno scarso senso di  rispetto
  istituzionale da parte di alcuni assessori cosiddetti  tecnici'.
   Noi,  sicuramente, riconosciamo che è un potere del Presidente  la
  scelta degli assessori ma riconosciamo, altresì, al Presidente,  di
  sollecitare  un  impegno  che  deve  essere  quello  del   rispetto
  istituzionale degli Assessori nei confronti dei parlamentari  e  un
  rispetto anche della presenza nella Istituzione Assemblea regionale
  siciliana  perché  quando le sedute d'Aula non  vengono  tenute,  e
  sicuramente,  non  per  colpa  nostra,  non  possiamo  regalare  ai
  cittadini e alla stampa la possibilità di una critica che, a volte,
  ritengo immeritata per quest'Aula.
   Allora,  io dico che c'è bisogno, come dire, di portare avanti  in
  maniera  seria  il  tema che ci sta a cuore che è  quello  di  dire
  davanti alle emergenze, abbiamo sempre detto, che c'è un impegno da
  parte nostra, anche da potere evidenziare.
   In questo, Presidente, dobbiamo dare merito alla sua azione che  è
  stata  quella  di  scardinare un sistema  che  noi  riteniamo  vada
  sicuramente modificato, ma che, davanti a questa ipotesi, che si  è
  avviata,  c'è  bisogno  di un grande momento  da  sottolineare,  il
  Governo  delle  regole,  nel senso che alla  destrutturazione  deve
  seguire  la  ricostruzione, deve seguire il senso dell'impegno  nel
  rispetto di regole e regolamenti nelle rotazioni e in tutto ciò che
  sono le varie fasi che si sono determinate.
   Ma,  davanti a questi problemi, io dico, però, sul problema che  è
  in  atto, sul tappeto esiste, il problema della confusione  con  la
  questione  Province, il problema della Sanità dove,  ad  oggi,  sul
  tappeto  esistono  importanti momenti  di  patologia,  parlando  di
  Sanità,  i  Direttori generali Commissari da più  di  un  anno,  il
  principio  delle prorogatio scadute da un anno, il pasticcio  della
  selezione  per i nuovi Direttori generali, i problemi che incombono
  e  che sicuramente sulla Sanità esistono, dalle liste di attesa del
  118,  da  tutte le questione ancora aperte, il problema dei precari
  dove,  caro  Presidente, cari Assessori, io  ritengo  che,  davanti
  all'ipotesi  che  ha  visto  questa  possibilità  di   avviare   le
  stabilizzazioni, ci giunge notizia che la Ragioneria generale dello
  Stato  evidenzia  un  problema che è quello di  capire  qual  è  la
  programmazione,  la razionalizzazione e il rapporto  costo-servizio
  che su questa realtà noi vogliamo evidenziare.
   C'è  un  problema  del credito, c'è il problema  della  formazione
  dove, al di là della scomposizione dell'esistente, c'è da dire  che
  da un anno tanti operatori e tanto personale non viene pagato, deve
  essere questo un problema su cui c'è una soluzione da attendere.
   C'è  un  problema  che riguarda anche il tema più  generale,  come
  dicevo,  del credito. Ma, allora, davanti a questi problemi,  quale
  deve  essere e quale, secondo il nostro avviso, poteva  essere  una
  reale  risposta?  Quelle che sono le idee per la crescita,  per  la
  Sicilia;  Creare  le condizioni per utilizzare al  meglio  i  fondi
  comunitari,  la  nuova programmazione 2014-2020, sicuramente  è  un
  tema  su  cui  noi  dobbiamo dare un segnale di grande  svolta.  Un
  programma   di   sviluppo  regionale  che  dovrà  prevedere   quale
  posizionamento, caro Assessore alla Programmazione e  al  Bilancio,
  in  ambito  mediterraneo, quale idea di sviluppo, quali  strumenti,
  processi e risorse per lo sviluppo, una strategia.
   La   Sicilia   deve  riprendere  il  suo  ruolo  all'interno   del
  Mediterraneo  e  determinare una reale  piattaforma  che  pensi  ai
  trasporti,   alla   logistica,  ai  servizi  di  cultura,   scambi,
  innovazione e formazione.
   In  parole povere, un sistema produttivo che possa creare le nuove
  condizioni perché la Sicilia diventi partner principale degli stati
  del  Mediterraneo, per poi pensare anche all'internazionalizzazione
  per  la  creazione  di partenariato, appunto, accompagnamento  allo
  sviluppo  nei  settori delle costruzioni, dell'agroalimentare,  del
  tecnologico e dell'energia, le infrastrutture in genere.
   Con  questo  cosa voglio dire? Che c'è bisogno, anche,  di  aprire
  alle  nuove  ipotesi di sviluppo. Il turismo, caro assessore,  dove
  noi  abbiamo  bisogno di una nuova ipotesi, una nuova  proposta  su
  quella  che  deve essere questa forma integrata con ambiente,  beni
  culturali e agroalimentare.
   Poi,   per  concludere,  il  piano  delle  infrastrutture   porti,
  autoporti,  interporti e mercati agroalimentari,  dove,  anche  lì,
  bisogna capire quale integrazione realizzare.
   Concludo  dicendo  qualcosa sui servizi  pubblici  locali:  acqua,
  rifiuti, energia e trasporti. Cosa su questo?
   Noi  abbiamo,  sicuramente, una fase importante  e  delicata,  noi
  aspettavamo,   anche  in  questa  direzione,  delle  risposte   più
  concrete.  Noi  riteniamo, essendo opposizione, che questo  Governo
  non  ha  dato  le risposte che la Sicilia si attende, e  quindi  il
  gruppo del PDL vota a favore della mozione di sfiducia.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi.,   abbiamo
  ascoltato, con interesse, la risposta del Presidente della Regione,
  l'onorevole  Crocetta, relativamente a tutto il dibattito  che  c'è
  stato  e, soprattutto, al tema cardine della serata, che era quello
  della mozione di sfiducia.
   Intanto,  volevo precisare delle ovvietà, per me,  però  è  giusto
  ribadirle.
   Presidente,  lei può guadagnare quanto vuole. Noi non abbiamo  mai
  detto  che  lei  debba guadagnare di meno. Il  problema  è  che  lo
  dichiara lei che vuole dichiarare di meno e poi non lo fa   Quindi,
  noi  le facciamo semplicemente notare l'incongruenza fra il dire  e
  il fare.
   Dopo  l'incontro - perché anche questo è oggetto di chiarimento  -
  che  abbiamo avuto con il Presidente, che si è tenuto  in  data  30
  luglio,  in  cui abbiamo consegnato un documento per  il  quale  il
  Presidente  doveva  darci,  a seguito  di  uno  studio,  entro  una
  settimana una opinione personale sulla possibilità e fattibilità di
  quello  che  noi  avevamo  proposto in  quel  documento  abbastanza
  descrittivo e programmatico, la risposta non c'è mai stata.
   Però,  mi permetta di dirle che, non è che non ci sia stata perché
  poi  noi il giorno dopo abbiamo fatto la conferenza stampa  per  la
  mozione  di  sfiducia,  perché  nella  conferenza  che  c'è   stata
  l'indomani  (perché c'è stata ) noi abbiamo semplicemente  ribadito
  quello  che  abbiamo detto la sera prima anche davanti  a  lei,  di
  presenza, cioè che noi volevamo un'accelerazione delle riforme.
   E,  in quella fase, abbiamo ribadito, in quella conferenza stampa,
  che  non  eravamo  d'accordo  con questo  immobilismo,  con  questa
  estrema  lentezza  da  parte di questa giunta,  di  questo  Governo
  regionale, nelle riforme e, quindi, che volevamo un'accelerazione.
   La  conferenza stampa per la mozione di sfiducia è roba di qualche
  giorno fa, è roba di ottobre.
   Quindi,  sono  mesi  diversi, momenti  diversi;  poi,  traiamo  le
  conclusioni  su chi dice falsità, su chi dice bugie e chi,  invece,
  racconta i fatti come sono andati.
   Fra  l'altro  c'è  anche  l'avallo  della  cronaca,  perché  erano
  presenti  i  giornalisti, e questo mi scagiona da  qualunque  altra
  possibilità di dover intervenire in merito al tema.
   Anche  noi siamo per la lotta agli sprechi, al malaffare, che  non
  sono cose da  poco, soprattutto in una regione come la nostra.
   Anche  noi, come gruppo parlamentare, facciamo numerosi esposti  e
  numerosi  ne  abbiamo  fatti. C'è una  piccola  differenza,  che  a
  margine di questo noi non facciamo, però, le conferenze stampa, non
  ne diamo, evidentemente, il giusto risalto.
   Se  dovremo cominciare a comportarci come fa il Governatore  della
  Regione, potremo, anche noi, cominciare a fare le conferenze stampa
  dicendo:  Abbiamo scoperto questo, abbiamo scoperto quell'altro .
   In  realtà  non è questo il ruolo della politica  Il  ruolo  della
  politica   è  quello  di  controllare  e  denunciare.  Poi   è   la
  Magistratura che, in maniera sapiente e con il giusto piglio, fa le
  proprie  indagini,  va assolutamente a fondo  e  prende  le  dovute
  misure e contromisure a termini di legge.
   E  questo, se avesse letto la mozione di sfiducia - perché nel suo
  intervento  di  78  minuti  ha  dato  evidenza  che  non  ha  letto
  minimamente  la  mozione  di  sfiducia  -  c'è  scritto   e   leggo
  testualmente   le  dichiarazioni dal sapore vagamente  speculativo,
  delle lodevoli e benemerite iniziative giudiziarie intraprese dalla
  Magistratura  siciliana cui va il plauso dei  sottoscrittori  della
  presente mozione .
   In  questa  mozione  - e si evince che non l'ha letta  -  non  c'è
  scritto  minimamente nessun passaggio sulla situazione  dei  soldi,
  degli  stipendi, perché non è questo il motivo per cui noi  abbiamo
  presentato  la  mozione di sfiducia; come non c'è  scritta  neanche
  tutta  la  situazione  degli incontri, non c'è scritto  minimanente
  niente.
   Noi  qui  le chiediamo i rapporti con la maggioranza; noi  qui  le
  chiediamo  il  perché  ci  sia  stata  una  costruzione  di  questa
  maggioranza  fatta  a  tavolino con  il   goniometro;  noi  qui  le
  chiediamo  le  assenze e i proclami; noi qui  le  chiediamo  perché
  abbia  fatto  dell'attività  ispettiva della  Magistratura  un  suo
  cavallo di battaglia come se l'avesse condotte lei le indagini; noi
  qui le chiediamo perché nel Documento di programmazione economica e
  finanziaria  del  2014-2017 si ci esprime, non andando  a  valutare
  quelli che possono essere i veri interventi, in maniera fiacca; noi
  qui le chiediamo del perché non ci sono misure per gli enti locali,
  per  l'agricoltura,  la  zootecnica,  l'industria,  i  servizi,  le
  infrastrutture,  il  turismo,  i rifiuti,  la  formazione,  i  beni
  culturali, la sanità; noi qui le chiediamo per il Muos; noi qui  le
  chiediamo  per  le  nomine  dei  dirigenti  sanitari;  noi  qui  le
  chiediamo  per l'abolizione delle province perché la riforma  si  è
  bloccata;  noi qui le chiediamo tante altre cose che  lei  nel  suo
  intervento  non  ha  minimamente  preso  in  considerazione  e   mi
  dispiace.
   Mi dispiace perché ha dato quella sensazione di una persona che ha
  sfuggito  o  che, probabilmente, non ha avuto il tempo  di  leggere
  perché,  come dice lei ha lavorato, ci sta anche bene, non torniamo
  indietro, ci ha convinto quel suo discorso, ci ha convinto talmente
  tanto  a continuare su questa strada  che la mozione di sfiducia  è
  l'unica cosa possibile da sostenere questa sera.
   Con  i  minuti  che mi rimangono a disposizione  faccio  un  breve
  excursus relativamente agli interventi che si sono succeduti  prima
  e,  quindi, chiaramente dico che il Movimento Cinque Stelle  voterà
  la sfiducia.
   Molti  dicono che questo tempo si poteva utilizzare per  discutere
  meglio,  intanto la mozione di sfiducia ha portato in Aula tutti  i
  presenti   come  il  giorno  della  proclamazione  e  se  prendiamo
  l'impegno,  da  parte di tutti, a rivederci,  non  dico  molto,  ma
  almeno  una  volta  al  mese  in questa  formazione  così  numerose
  potremmo anche parlare d'altro e parlare di programmi.
   Non  è  sicuramente il momento di denigrare, non  è  in  atto  una
  inutile, superficiale... non è una perdita di tempo visto che negli
  ultimi  tre  mesi  per l'assenza del Governo molte  leggi  e  molte
  mozioni  non  si  sono  né  potute  incardinare  né,  tanto   meno,
  discutere. Ma questo non lo dico io lo dice la cronaca, lo dice  la
  cronaca  giornalistica che riporta sedute che durano  venti  minuti
  con  dieci minuti di lettura del verbale della seduta precedente  e
  dieci minuti dove qualcuno intempestivamente interviene mangiandosi
  quei  dieci minuti a disposizione e poi l'Aula viene chiusa. Questo
  è quello a cui abbiamo assistito nelle ultime sedute.
   Io  credo che anche stasera abbiamo dato dimostrazione che  questa
  maggioranza  non è coesa, non può essere considerata  tale,  perché
  gli interventi che ci sono stati a favore della mozione hanno detto
  in  linee chiare che questo Governo non è soddisfacente nelle linee
  programmatiche,  nelle  linee  di intervento  ma  quelli  che  sono
  intervenuti  contro la mozione di sfiducia non hanno  parlato  bene
  dell'attività  governativa, si sono limitati  anzi  a  dire  questa
  elezione intempestiva, come ricordava bene l'onorevole Ioppolo,  ma
  il Governo dovrebbe fare questo, dovrebbe fare quell'altro, quindi,
  di fatto, stanno condannando.
   Allora,  permettetemi di dirlo e probabilmente sarò anche  un  po'
  insinuante,  come  lo  è  stato  l'onorevole  Dipasquale  nel   suo
  intervento, che chi stasera non vota la mozione di sfiducia profuma
  di  Bostik, profuma di colla, quella con la quale si è incollato il
  didietro alla poltrona che non vuole lasciare.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, Presidente della Regione, Assessori,
  onorevoli  colleghi, nonostante sia l'ultimo intervento  non  posso
  non   manifestare il grande stupore che questa vicenda mi ha  fatto
  vivere e mi sta facendo vivere, di questa mozione di sfiducia a  un
  Presidente  della Regione da appena un anno dal suo insediamento  a
  dieci mesi poco più di inizio della legislatura.
   Una  vicenda dai contorni quasi surreali, frutto di una dimensione
  che  ho  definito quasi misteriosa, inconscia e comunque certamente
  legata  da  considerazioni razionali. Una iniziativa che testimonia
  come questa mozione di sfiducia esprima davvero una frattura con la
  realtà  da  parte  di  chi l'ha pensata e proposta.  Sfiduciare  un
  Presidente  eletto  ad appena un anno dall'elezione,  come  dicevo,
  presupporrebbe  colpe  gravissime,  motivazioni  inconfutabili,  ed
  invece,   guardando  al  merito  della  mozione  che  oggi  abbiamo
  lungamente  trattato,  ci siamo accorti che,  nonostante  la  buona
  volontà  che  ognuno può metterci e ci ha messo, essa non  contiene
  alcun elemento che possa neanche lontanamente motivare un atto così
  estremo  e definitivo, cioè mettere in discussione, dopo appena  un
  anno  -  ribadisco - la volontà del popolo sovrano  che  ha  eletto
  Rosario Crocetta, Presidente della Regione.
   Si  comincia  con  l'evidenziare la mancanza  di  una  maggioranza
  numerica,   chiara  e  definita  così  letteralmente;  ma   questo,
  onorevoli  colleghi, vuol dire contestare la volontà dei  siciliani
  che hanno voluto un anno fa Crocetta Presidente, pur non dando alla
  coalizione elettorale che lo ha sostenuto la maggioranza in  questo
  Parlamento.
   Crocetta  è  Presidente  per volontà del  popolo,  che  è  sovrano
  sempre, onorevoli colleghi del Movimento 5 Stelle, anche quando  le
  scelte  del popolo sovrano non sono esattamente quelle che ciascuno
  di noi avrebbe auspicato.
   Poi,  è  contestata  nella  mozione  la  presenza  del  Presidente
  Crocetta   nei   programmi  di  intrattenimento,  nelle   reti   di
  comunicazione  e  di  informazione. Ebbene, al  riguardo  io  sento
  invece di ringraziare il Presidente Crocetta per avere fatto sì che
  in  questi mesi i mezzi di comunicazione, non soltanto nazionali ma
  anche   internazionali,  parlassero  della   Sicilia   in   termini
  finalmente  positivi, di una Sicilia in cui le  istituzioni,  anche
  grazie  al  Presidente Crocetta, sono oramai baluardi  riconosciuti
  contro la mafia ed il malaffare.
   Né mi sembra una buona ragione per sfiduciare il Presidente eletto
  dal  popolo  sovrano,  la riforma delle province  prima  sostenuta,
  cavalcata,  anche  mediaticamente,  e  fortemente  sostenuta  dalla
  stragrande  maggioranza di colleghi che hanno  sottoscritto  questa
  mozione  di  sfiducia,  oggi incomprensibilmente  pentiti  per  una
  battaglia che, dicevo, avevano sostenuto, peraltro con merito,.
   In  una parola, la fragilità e l'inconsistenza delle ragioni della
  sfiducia mi sembrano tanto palesi ed evidenti che, anche dopo avere
  ascoltato questo lunghissimo e per tratti estenuante dibattito, non
  si  comprendono davvero i motivi che hanno spinto ad un  atto  così
  estremo   i   presentatori.   Ci   sembra   davvero   ingiusto   ed
  incomprensibile  addebitare la responsabilità al  Presidente  della
  Regione della crisi strutturale che ci inchioda, con le sue  radici
  che affondano in un passato recente e meno recente.
   La  verità  è dunque che questa improvvisata mozione di  sfiducia,
  singolare  ed  innaturale persino nell'alleanza che in  essa  si  è
  concretizzata dalla misura esatta che, o non esiste  da  parte  dei
  promotori consapevolezza dello stato vero in cui ci si trova ad  un
  anno  esatto delle elezioni del Presidente Crocetta, oppure  dietro
  questa  immotivatissima mozione ci sono ragioni  tutte  interne  al
  movimento, pur giustificate, direi quasi il tentativo frettoloso di
  archiviare, o forse meglio cancellare l'esperienza che aveva  fatto
  parlare l'Italia intera di  modello Sicilia .
   In questa Sicilia ereditata in ginocchio, con il bilancio stuprato
  da  un  passato  troppo  pesante, è proprio  grottesco  pensare  di
  scaricare  su  di  un Presidente eletto da appena  un  anno,  colpe
  antiche  e  recenti, un disastro ereditato da decenni di dissennata
  deriva,  non  solo gestionale e di governo ma anche legislativa  ed
  istituzionale.
   Lei non è solo, Presidente Crocetta. Questa Sicilia ha bisogno  di
  un Presidente come lei, pur tra tante difficoltà, talvolta anche di
  rapporto  con  il suo partito, ma lei che ha osato ciò  che  finora
  nessuno  aveva osato in questa regione, almeno negli  ultimi  anni,
  lei non è solo signor Presidente
   Questa  Sicilia ha ancora bisogno di un Presidente che continui  a
  smontare, pezzo per pezzo, un sistema spesso perverso ed incrostato
  di mafia e di malaffare, che continui a combattere il ricatto delle
  mille  burocrazie  sotterrane,  valorizzando  al  tempo  stesso  le
  tantissime esperienze e competenze della burocrazia regionale,  che
  pur  ci sono. Lei non è solo signor Presidente  E questa è solo una
  parte  del  duro lavoro da continuare insieme a questo  Parlamento,
  consapevoli che i risultati non saranno fino in fondo soddisfacenti
  se  Presidente  e  Parlamento,  se  forze  sociali  e  mondo  delle
  professioni, se imprese e lavoratori, se maggioranze e opposizioni,
  se  burocrazie  e  forze politiche non saranno insieme  all'altezza
  della  sfida  titanica che i tempi che viviamo ci  hanno  lanciato,
  hanno lanciato alla legislatura in corso.
   Onorevoli colleghi, prima si esce da questa fase e meglio sarà per
  tutti.  Una  democrazia  matura è fatta di  incontri  ed  anche  di
  scontri,  di consensi e di dissensi, di dialoghi e di confronti  ma
  mai  di rifiuto del confronto, di silenzio, di fuga, di ricerca  di
  scorciatoie senza uscita. Una mozione di sfiducia come quella  oggi
  in   discussione  è  il  contrario,  è  proprio  la  negazione  del
  confronto,  della sana dialettica democratica, onorevoli  colleghi,
  un atto di resa, una fuga precipitosa dalle responsabilità che ogni
  parlamentare ha verso il popolo sovrano.
   Questa  mozione  è  dunque l'opposto di ciò che  serve  oggi  alla
  Sicilia,  ed  in questo invito ad una straordinaria unità,  ad  una
  fase  politica  straordinaria, non c'è  certamente  la  volontà  di
  sopprimere  le  differenze e le originalità  che  diversificano  le
  posizioni in questo Parlamento. Quindi, altro che sfiducia,  signor
  Presidente  Altro che fuga  Altro che resa
   Oggi ci è stato chiesto, invece, di fare un passo avanti deciso  e
  netto  e sono certo che il Parlamento stasera lo farà con chiarezza
  e  nettezza  non  votando  la  mozione di  sfiducia  al  Presidente
  Crocetta,  votare la quale equivarrebbe a sfiduciare, non Crocetta,
  ma gli elettori, il popolo sovrano che esattamente un anno fa lo ha
  eletto Presidente della Regione.
   Lei,  Presidente, non è solo e non rimarrà solo  Per tutto questo,
  e  nel pieno rispetto del popolo sovrano cui ognuno di noi deve far
  riferimento,  annuncio il voto contrario del  Gruppo  del  PD  alla
  mozione di sfiducia presentata oggi in questo Parlamento

   PRESIDENTE. Invito gli onorevoli colleghi a prendere posto  poiché
  si  procederà  alla  votazione per appello nominale.  Chiarisco  il
  significato  del voto: chi vota sì vota a favore della  mozione  di
  sfiducia  nei confronti del Presidente della Regione, chi vota  no,
  vota contro la mozione. E' fatta salva la facoltà di dichiarare  la
  propria astensione.
   Invito il deputato segretario a procedere all'appello nominale  ed
  invito,  altresì, ciascun deputato ad esprimere il proprio voto  in
  maniera chiara.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Votazione per appello nominale della mozione n. 200  Sfiducia al
                       Presidente della Regione'

   BARBAGALLO, segretario (procede all'appello nominale)

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per appello scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  77
   Maggioranza         46
   Favorevoli          31
   Contrari            46
   Astenuti              0

                       (L'Assemblea non approva)

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,   presidente   della  Regione.   Onorevole   Presidente,
  onorevoli  colleghi, nel dichiararmi soddisfatto del  risultato,  e
  nel  ringraziare  i  parlamentari che  hanno  dimostrato  senso  di
  responsabilità,  che  hanno deciso di non sconvolgere  il  percorso
  della   vita  sociale  e  amministrativa  della  Regione,  ritengo,
  comunque, che sia una pagina dolorosa che noi abbiamo vissuto.
   Credo  che  abbiamo il dovere di governare e di non fuggire  dalla
  nostre  responsabilità. Ci troviamo sicuramente di  fronte  ad  una
  fase  non  facile della vita economica e sociale,  non  solo  della
  Sicilia,  ma  dell'Italia, dell'Europa e, sicuramente,  le  vicende
  regionali non sono indipendenti da quello che avviene a livello più
  generale.  Abbiamo il dovere di governare e di dare delle risposte,
  perché  per  questo  ci  hanno eletto  i  siciliani.  Bisogna  dare
  immediatamente  il via ad una discussione franca,  veloce,  serena,
  che  riguardi immediatamente i disegni di legge che noi abbiamo già
  presentati in relazione alla variazione di bilancio, per  dare  una
  risposta ai tanti problemi dei comuni in particolare.
   La  questione  della  semplificazione amministrativa,  delle  aree
  metropolitane,   le   città  metropolitane,   il   problema   della
  transizione delle province e dei liberi consorzi dei comuni. Stiamo
  preparando  anche  il  testo unico sulle  attività  produttive  che
  vorremmo  inviare  preventivamente anche alla consultazione,  prima
  che  venga  approvato, dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  una
  consultazione  che  ovviamente  dovrà  essere  spedita,  entro  una
  settimana. Dopodiché se non arrivano osservazioni, adotteremo  quel
  testo,  e  anche la preparazione, come stiamo facendo, sulla  legge
  per lo sviluppo.
   Credo  che  ci siano tutte le condizioni per ripartire e governare
  con serenità. Mi dispiace che le opposizioni non abbiano accolto il
  mio invito ad un accordo istituzionale ampio sulle riforme. Questo,
  ovviamente,  è  anche per me un momento di sofferenza,  di  dolore,
  però  credo  che una considerazione politica su tutto  questo  deve
  avvenire,  perché  se  ci si deve trovare  nel  Governo  di  fronte
  all'agguato  continuo  di  mettere fibrillazioni  e  paralisi,  non
  andremo  sicuramente avanti. Però  questo c'è stato e devo prendere
  atto che all'ennesima apertura del Presidente, c'è stata l'ennesima
  chiusura.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato un
  ordine  del  giorno diretto a questa Presidenza dell'Assemblea  per
  quello  che  riguarda l'introduzione dello strumento  del  question
  time  nella programmazione dei lavori parlamentari. E' notorio  che
  gli  atti  di  indirizzo politico non possono essere  rivolti  alla
  Presidenza dell'Assemblea, però, obiettivamente, questo è un ordine
  del  giorno  più  che  condivisibile, e mi impegno  a  portarlo  in
  Commissione Regolamento. L'onorevole Cascio Salvatore sa, peraltro,
  essendo  stato  per un certo periodo componente  del  Consiglio  di
  Presidenza, come abbiamo più volte affrontato questo tema e come mi
  sembra  più  che  opportuno. Quindi ringrazio il  primo  firmatario
  onorevole  Cascio  Salvatore e la gran parte dei sottoscrittori  di
  quest'ordine del giorno.
   Onorevoli  colleghi, così come concordato, domani alle ore  12.00,
  si terrà la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   E'  chiaro  che,  a  seguito della Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari si potrà procedere ad incardinare eventualmente
  nuovi disegni di legge già pronti per l'Aula. Così come è chiaro  a
  tutti  che  la priorità consiste nell'approvazione delle variazioni
  di bilancio.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  30
  ottobre 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


  I   - Comunicazioni

  II   - Discussione dei disegni di legge:

          1)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
              Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
              dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
              siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
              della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
              libertà civili, politiche, economiche e sociali'.  (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

          2)  -   Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
              127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

  III   -  Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
   siciliano, sui progetti di legge costituzionali nn. a.s. 42 e a.s.
   363 concernenti modifiche dello Statuto della Regione in materia di
   procedure per la modifica dello Statuto medesimo

               Relatore: on. Anselmo

                   La seduta è tolta alle ore 21.29

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

                  Risposte scritte ad interrogazioni
                  Rubrica «Infrastrutture e mobilità»

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per   le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   la  strada  provinciale  Montelepre 1  che  collega  i  comuni  di
  Montelepre,  Giardinello, Torretta, Carini e Monreale al  capoluogo
  siciliano, nei giorni scorsi è stata chiusa a seguito di una  frana
  che ha provocato la caduta di alcuni massi;

   la SP Montelepre 1 era già chiusa per tre chilometri, adesso verrà
  totalmente bloccata;

   considerato  che  la  SP  rappresenta  un'importante  asse  viario
  indicato  dalla protezione civile Provinciale quale  unica  via  di
  fuga in casi di emergenze;

   il  blocco  della  strada  pregiudica la  viabilità  di  un  vasto
  territorio già compromesso dalla chiusura della SS 186;

   ritenuto che la chiusura della SP Montelepre 1 determina disagi ai
  cittadini  e ai pendolari che per motivi di lavoro o di  studio  si
  recano a Palermo;

   accertato  che  la  chiusura comporta anche  danni  alle  attività
  produttive  della zona dove ricadono aziende agricole e  imprese  e
  l'isolamento di un vastissimo territorio;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  abbiano adottato o  intendano  adottare  per
  garantire le condizioni di sicurezza della SP Montelepre  1  e  per
  eliminare le cause di pericolo;

   se  il  Governo  della Regione intenda adottare provvedimento  per
  migliorare  l'asse  viario  che  collega  i  Comuni  di   Monreale,
  Torretta, Montelepre Giardinello e Carini;

   se  non ritengano di dovere chiedere l'intervento della Protezione
  civile al fine di garantire il ripristino della viabilità». (1045)

   Risposta. - In ordine all'interrogazione indicata in oggetto ed  a
  seguito  di  elementi forniti dal Servizio del  Dipartimento  delle
  Infrastrutture,  della  Mobilità e dei  Trasporti,  competente  per
  materia, si rappresenta quanto segue.
   Con  legge  regionale  n. 9/86 sono state  istituite  le  province
  regionali.  L'art. 13 della stessa legge  Funzioni  amministrative
  dispone  che  nell'ambito  delle  funzioni  di  programmazione,  di
  indirizzo  e di coordinamento spettanti alla Regione, la  provincia
  regionale  provvede, tra le altre, alla costruzione e  manutenzione
  della   rete   stradale  regionale,  intraregionale,   provinciale,
  intercomunale, rurale e di bonifica e delle ex trazzere,  rimanendo
  assorbita ogni competenza di altri enti sulle suindicate opere.
   Tuttavia,  questo  Assessorato,  con  riferimento  alla  viabilità
  secondaria,  ha la gestione dei fondi del PO FESR 2007/2013  (meuro
  82,5)  linea d'intervento 1.1.4.1 di  riqualifica funzionale  della
  viabilità secondaria  di competenza provinciale. Gli interventi per
  poter   essere  selezionati  devono  essere  previsti   nei   Piani
  Provinciali  redatti  dalle Province ai sensi  dell'art.  1,  comma
  1152,  della legge 296/2006, sulla base delle linee guida approvate
  dalla  Giunta di Governo con delibera n. 174 del 22/23 luglio 2008.
  Gli  interventi del Piano sono stati gerarchizzati secondo  un  ben
  preciso ordine di priorità.
   Lo Stato (MIT) ha finanziato gli interventi dal n. 1 al n. 28, tra
  i  quali   Intervento di messa in sicurezza  della  S.P.  n.  1  di
  Montelepre.  Tratto  Montelepre - Partinico  dell'importo  di  euro
  1.800.000,00 (priorità 22).
   La  Regione  Siciliana  nell'ambito del PO  FESR  2007/2013  Linea
  d'intervento 1.1.4.1 ha finanziato gli interventi dal n. 29  al  n.
  36 della seconda annualità, tra i quali l'intervento  S.P. n. 3 bis
  di Torretta (priorità n. 33) dell'importo di euro 1.800.000,00.
   Si  ritiene  opportuno inoltre evidenziare che dalla consultazione
  del piano presentato dalla Provincia regionale di Palermo si rileva
  n. 1 intervento con priorità n. 57 sulla S.P. 1 di Giardinello, che
  non   è   stato   presentato  dalla  Provincia   di   Palermo   per
  l'ammissibilità   perché  le  risorse  non  sono  sufficienti   per
  finanziare tutti i progetti, secondo l'ordine di priorità, previsti
  nel Piano.
   Al di fuori delle predette risorse, questo Assessorato non dispone
  attualmente  di  altre risorse proprie del bilancio  regionale  e/o
  extraregionale  da  potere destinare, sempre con  le  procedure  di
  evidenza pubblica, agli interventi sulle strade provinciali.
   Ciò  premesso, sarà cura dello scrivente informare, per quanto  di
  competenza, il Dipartimento regionale di Protezione Civile».

                                                        L'Assessore
                                                                Dott.
                                         Antonino Bartolotta

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   la  strada provinciale 20 che collega la città di Monreale (PA)  a
  San  Giuseppe  Jato e all'intero comprensorio, è  stata  chiusa  al
  transito a seguito di un evento franoso;

   la  predetta  situazione oltre a determinare un  pericolo  per  la
  pubblica  incolumità causa anche forme di disagio  ai  cittadini  e
  alle attività aziendali e commerciali del comprensorio;

   ritenuto  che  il  Presidente della Regione ha dichiarato  che  la
  Giunta  di  Governo  procederà alla dichiarazione  dello  stato  di
  calamità  per la zona di Sciacca e Ribera a seguito del  crollo  di
  una parte del Ponte Verdura;

   considerato,  dunque,  che per le stesse ragioni  dovrebbe  essere
  garantita anche la messa in sicurezza dell'asse viario della SP  20
  nonché l'avvio dei lavori per il ripristino della viabilità;

   visto  che occorre tutelare e garantire la pubblica incolumità  ed
  evitare l'isolamento delle comunità a causa del perdurante stato di
  chiusura di numerosi assi viari;

   per sapere:

   se  non  ritengano  opportuno adottare ogni provvedimento  in  via
  d'urgenza  per garantire la messa in sicurezza della SP  20  e  per
  avviare i lavori di ripristino della viabilità;

   quali  provvedimenti il Governo della Regione  intenderà  adottare
  per  assicurare  le  condizioni di sicurezza  delle  strade  e  per
  tutelare la pubblica incolumità da rischi e pericoli per la vetustà
  del  sistema  viario  e  per  garantire le  attività  economiche  e
  produttive colpite dallo stato di chiusura del transito». (1054)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - In ordine all'interrogazione indicata in oggetto ed  a
  seguito  di  elementi forniti dal Servizio del  Dipartimento  delle
  Infrastrutture,  della  Mobilità e dei  Trasporti,  competente  per
  materia, si rappresenta quanto segue.
   Con  legge  regionale  n. 9/86 sono state  istituite  le  province
  regionali.  L'art. 13 della stessa legge  Funzioni  amministrative
  dispone  che  nell'ambito  delle  funzioni  di  programmazione,  di
  indirizzo  e di coordinamento spettanti alla Regione, la  provincia
  regionale  provvede, tra le altre, alla costruzione e  manutenzione
  della   rete   stradale  regionale,  intraregionale,   provinciale,
  intercomunale, rurale e di bonifica e delle ex trazzere,  rimanendo
  assorbita ogni competenza di altri enti sulle suindicate opere.
   Tuttavia,  questo  Assessorato,  con  riferimento  alla  viabilità
  secondaria,  ha la gestione dei fondi del PO FESR 2007/2013  (meuro
  82,5)  linea d'intervento 1.1.4.1 di  riqualifica funzionale  della
  viabilità secondaria  di competenza provinciale. Gli interventi per
  poter   essere  selezionati  devono  essere  previsti   nei   Piani
  Provinciali  redatti  dalle Province ai sensi  dell'art.  1,  comma
  1152,  della legge 296/2006, sulla base delle linee guida approvate
  dalla  Giunta di Governo con delibera n. 174 del 22/23 luglio 2008.
  Gli  interventi del Piano sono stati gerarchizzati secondo  un  ben
  preciso ordine di priorità.
   Lo  Stato (MIT) ha finanziato gli interventi dal n. 1 al n. 28,  e
  la  Regione  Siciliana  nell'ambito del  PO  FESR  2007/2013  Linea
  d'intervento 1.1.4.1 ha finanziato gli interventi dal n. 29  al  n.
  36  della seconda annualità. Con tali risorse sono stati finanziati
  interventi  sulla  S.P. n. 20, oggetto dell'interrogazione  di  cui
  trattasi.
   Si  ritiene  opportuno inoltre evidenziare che dalla consultazione
  del  piano presentato dalla Provincia regionale di Palermo  non  si
  rilevano interventi sulla S.P. n. 20.
   Al di fuori delle predette risorse, questo Assessorato non dispone
  attualmente  di  altre risorse proprie del bilancio  regionale  e/o
  extraregionale  da  potere destinare, sempre con  le  procedure  di
  evidenza pubblica, agli interventi sulle strade provinciali.
   Ciò  premesso, sarà cura dello scrivente informare per  quanto  di
  competenza il Dipartimento regionale di Protezione Civile».

                                                        L'Assessore
                                                                Dott.
                                         Antonino Bartolotta