Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
BARBAGALLO, segretario, dà lettura del processo verbale delle
sedute nn. 84 e 85 che, non sorgendo osservazioni, si intendono
approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo: l'onorevole Digiacomo
per oggi; l'onorevole Marziano per il 29 e 30 ottobre 2013.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ruggirello è autorizzato a
recarsi in missione nei giorni 29 e 30 ottobre 2013.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le Infrastrutture e la Mobilità:
N. 1045 - Interventi per il ripristino della viabilità della
strada provinciale Montelepre 1 (PA).
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Ciaccio Giorgio
N. 1054 - Interventi urgenti per la messa in sicurezza e per il
ripristino della viabilità sulla S.P. 20 Monreale - San Giuseppe
Jato (PA) e iniziative a sostegno delle attività di impresa
compromesse dalle limitazioni al sistema di transito.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Norme per la tutela della popolazione dall'inquinamento
elettromagnetico generato da impianti di telecomunicazione e
radiotelevisivi. (n. 601)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli D'Asero,
Alongi, Assenza, Cascio Francesco, Falcone, Fontana, Germanà,
Milazzo, Pogliese e Vinciullo in data 24 ottobre 2013.
- Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base
dei centri storici. (n. 602)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Dipasquale,
Coltraro, Di Giacinto, Malafarina e Oddo in data 24 ottobre 2013.
- Norme in materia di diritto al lavoro dei soggetti audiolesi ed
ipovedenti. (n. 603)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lo Giudice,
Picciolo e Tamajo in data 24 ottobre 2013.
- Prevenzione delle malattie cardiovascolari in età pediatrica.
(n. 604)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lo Giudice,
Picciolo e Tamajo in data 24 ottobre 2013.
- Riperimetrazione del Parco dell'Etna. (n. 605)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli D'Asero,
Assenza, Alongi, Germanà, Milazzo Giuseppe, Sudano e Barbagallo in
data 24 ottobre 2013.
- Norme in materia di commissariamento di enti ed aziende
sottoposte a qualunque titolo al controllo ed alla vigilanza della
Regione. (n. 606)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli
Mangiacavallo, Cancelleri, Ciaccio, Ciancio, Cappello, Ferreri,
Foti, La Rocca, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zito e
Zafarana in data 24 ottobre 2013.
- Norme in materia finanziaria e variazioni di bilancio per l'anno
2013. (n. 607)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Falcone,
Vinciullo, D'Asero, Pogliese, Assenza, Cascio Francesco, Milazzo,
Alongi, Germanà e Fontana in data 25 ottobre 2013.
Annunzio di presentazione e contestuale invio di disegni di legge
alle competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati alla
Commissioni Affari Istituzionali (I):
- Nuovo ordinamento dei servizi socio-educativi per l'infanzia.
(n. 597)
di iniziativa parlamentare, presentato il 22 ottobre 2013, inviato
il 25 ottobre 2013.
parere V e VI.
- Istituzione del gruppo europeo di cooperazione territoriale
(GECT) Macroregione Basso Tirreno. (n. 599)
di iniziativa parlamentare, presentato il 22 ottobre 2013, inviato
il 25 ottobre 2013, parere III, V E UE.
- Liquidazione dell'Istituto regionale per l'integrazione dei
diversamente abili di Sicilia e trasferimento dei compiti e del
personale all'Istituto per ciechi Opere riunite Florio e Salamone.
(n. 600)
di iniziativa parlamentare, presentato il 23 ottobre 2013, inviato
il 25 ottobre 2013, parere V E VI.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Norme di salvaguardia dei servizi che le Province regionali
siciliane devono garantire al territorio di loro competenza nelle
more di attuazione delle previsioni cui all'art. 1, comma 1, della
legge regionale n. 7 del 27 marzo 2013 recante Norme transitorie
per l'istituzione dei liberi Consorzi comunali . (n. 549)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013.
- Integrazioni e modifiche alla legge regionale 19 settembre 2012,
n. 50, in materia di quoziente familiare. (n. 551)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013, parere VI.
- Superamento del blocco delle assunzioni per i vincitori del
concorso per 97 A.T. restauratori e la loro definitiva immissione
in ruolo. (n. 553)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013, parere V.
- Norme per la previsione della doppia scheda per l'elezione del
sindaco e per la costituzione del seggio unico. (n. 561)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013.
- Equiparazione delle norme regionali alla legislazione nazionale
in tema di incompatibilità all'ufficio di deputato regionale. (n.
563)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013.
- Norme in materia di revisori dei conti. (n. 587)
di iniziativa parlamentare, inviato il 22 ottobre 2013.
- Attuazione dell'articolo 9, terzo comma, dello Statuto della
Regione siciliana. (n. 590)
di iniziativa parlamentare, inviato il 22 ottobre 2013.
- Disposizioni in materia di elezioni primarie. (n. 592)
di iniziativa parlamentare, inviato il 25 ottobre 2013.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Accesso al credito d'esercizio IRCAC degli imprenditori che
denunciano richieste estorsive ai sensi dell'articolo 3 della legge
regionale del 20.11.2008, n. 15. (n. 541)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013, parere
ANTIMAFIA.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Nuova legge urbanistica. (n. 540)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013.
- Interventi per il recupero e la riqualificazione delle aree e
degli immobili ferroviari dismessi o inutilizzati finalizzati alla
sostenibilità ambientale nonché alla realizzazione di aree di
interscambio modale. (n. 547)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013.
- Provvedimenti per favorire la ripresa dell'attività edilizia, il
raggiungimento degli scopi sociali delle cooperative edilizie,
l'accesso al credito delle cooperative e delle imprese ed il
recupero del patrimonio edilizio esistente con particolare riguardo
dei centri storici nella Regione Sicilia. (n. 550)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013, parere
III.
- Istituzione del servizio volontario di vigilanza ecologica. (n.
562)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013, parere I.
- Agevolazione nella locazione abitativa per le famiglie con basso
reddito nella Regione. (n. 584)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013, parere V.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Anagrafe scolastica regionale. (n. 535)
di iniziativa governativa, inviato il 23 ottobre 2013.
- Norme relative al personale dell'ente Fiera di Messina. (n. 552)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013.
- Sistema bibliotecario regionale integrato. (n. 564)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013, parere I.
- Incentivi alla residenzialità dei giovani laureati siciliani.
(n. 582)
di iniziativa parlamentare, inviato il 22 ottobre 2013, parere
III.
- Sistema regionale per la ricerca e l'innovazione. (n. 588)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013, parere
III.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Norme in materia di assistenza farmaceutica sul territorio. (n.
589)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013.
- Norme in materia di macellazione di ovini e caprini nelle
aziende zootecniche e agrituristiche. (n. 593)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 ottobre 2013, parere III
E UE.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che:
- l'onorevole Marcello Greco, con nota prot. n. 11539/SG.LEG.PG.
del 23 ottobre 2013, ha chiesto di apporre la propria firma al
disegno di legge n. 531: Norme per il recupero e la valorizzazione
del patrimonio storico-culturale e dei siti legati alla Seconda
guerra mondiale in Sicilia ;
- l'onorevole Anthony Emanuele Barbagallo, con nota prot. n.
11695/SG.LEG.PG. del 28 ottobre 2013, ha chiesto di apporre la
propria firma al disegno di legge n. 504: Finanziamento degli
Istituti superiori di studi musicali ex Istituti musicali
pareggiati della Regione siciliana .
Comunicazione di elezione dell'Ufficio di Presidenza della
I Commissione legislativa permanente Affari Istituzionali'
PRESIDENTE. Comunico che, nella seduta n. 50 del 24 ottobre 2013,
la Commissione legislativa permanente Affari Istituzionali' (I) ha
proceduto all'elezione dell'Ufficio di Presidenza, che risulta così
composto:
Presidente: on. Antonello CRACOLICI;
Vicepresidenti: on. Vincenzo FIGUCCIA, on. Alice ANSELMO;
Segretario: on. Salvatore SIRAGUSA;
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Cultura,
formazione, lavoro' (V), nella seduta n. 104 del 23 ottobre 2013,
ha approvato la risoluzione: Indirizzo in ordine ai requisiti di
partecipazione ai cantieri di servizio' (17/V).
Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della Giunta
regionale n. 275 del 30 luglio 2013 relativa a: P.O. FESR Sicilia
2007/2013 - Documento Requisiti di ammissibilità e Criteri di
selezione' in attuazione del PAC 1 - Adozione definitiva .
La predetta delibera è stata trasmessa ai sensi dell'articolo 50
comma 3 della legge regionale n. 9/2009 alla II Commissione
legislativa e alla Commissione per l'esame delle questioni
concernenti l'attività dell'Unione Europea.
Copia della stessa è disponibile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1355 - Notizie circa l'assunzione dei soggetti disabili tramite
selezione interna tra i lavoratori socialmente utili.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Panepinto Giovanni
N. 1357 - Chiarimenti circa l'esposizione dell'Auriga di Mozia
presso il Museum of Art di Cleveland (Usa).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Milazzo Antonella Maria
N. 1358 - Interventi a favore del comparto dei materiali lapidei
di pregio a seguito dell'introduzione e sovrapposizione del Piano
forestale regionale al vigente Piano cave.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Ruggirello Paolo
N. 1361 - Iniziative a tutela del pomodorino con marchio IGP.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1362 - Installazione di impianti fonoassorbenti sulla strada
statale 124 nei pressi del comune di Palazzolo Acreide (Sr).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1363 - Notizie circa l'attuale destinazione dei fondi ex legge
n. 60 del 1965.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Lentini Salvatore
N. 1364 - Chiarimenti circa l'interpretazione concernente la
soppressione della figura del direttore generale nella sola
Provincia regionale di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1366 - Interventi volti ad eliminare la notevole presenza
nell'aria di idrocarburi in provincia di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Salute
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 1356 - Notizie sull'avvio di iniziative di interesse per il
mondo della scuola, dello sport e del terzo settore da parte della
Provincia regionale di Palermo.
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio.
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo e alla competente Commissione.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1353 - Interventi urgenti per l'erogazione delle somme inerenti
al buono scuola 2013.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Cordaro Salvatore; Grasso Bernadette Felice; Clemente
Roberto Saverio; Lantieri Annunziata Luisa; Cimino Michele
N. 1354 - Interventi urgenti per la bonifica del Parco di Monte
Catalfano di Bagheria (PA).
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: La Rocca Claudia; Siragusa Salvatore; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio
Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
N. 1359 - Notizie sulla ventilata chiusura della stazione di
Comiso e sul contratto pluriennale con Rete ferroviaria italiana
s.p.a.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Assenza Giorgio
N. 1360 - Chiarimenti circa il bando Piani di sviluppo di filiera
- Seconda fase, di cui al P.O. FESR Sicilia 2007/2009.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Pogliese Salvatore Domenico
N. 1365 - Notizie in merito alla realizzazione degli interventi
strutturali in Sicilia.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Di Giacinto Giovanni; Dipasquale Emanuele
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 115 - Istituzione di centri specializzati per il trattamento
dei disturbi del comportamento alimentare (DCA).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi;
Currenti Carmelo
N. 116 - Notizie sull'albo unico regionale con l'elenco dei
professionisti per l'affidamento di incarichi professionali.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri
Valentina; Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Tancredi
Sergio; Ciaccio Giorgio; Zito Stefano; Ciancio Gianina; Zafarana
Valentina; Ferreri Vanessa; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
La Rocca Claudia
N. 117 - Chiarimenti sulle società partecipate della Regione
siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Economia
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
- Assessore Salute
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatari: Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo;
Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 118 - Iniziative per porre rimedio ai fenomeni di abuso
edilizio nel comune di Taormina (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo;
Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 119 - Recupero di Villa Miraglia sita nel Parco dei Nebrodi.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo;
Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 202 Iniziative per la candidatura congiunta dei comuni di
Mineo (CT) e Lampedusa (AG) al premio Nobel per la pace , degli
onorevoli Falcone Marco; D'Asero Antonino; Pogliese Salvatore
Domenico; Vinciullo Vincenzo; Assenza Giorgio, presentata il 18
ottobre 2013;
numero 203 Iniziative urgenti per scongiurare la chiusura del
Centro Telespazio di Scanzano (PA) , degli onorevoli Figuccia
Vincenzo; Greco Giovanni; Lo Sciuto Giovanni; Di Mauro Giovanni,
presentata il 22 ottobre 2013;
numero 204 Verifica della presenza di gas radon indoor negli
edifici utilizzati da enti pubblici e privati e osservanza dei
criteri di legge negli interventi edilizi di nuova edificazione ,
degli onorevoli Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano, presentata il 24 ottobre 2013.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di apposizione di firma a interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta il 22 ottobre 2013 e
protocollata al n. 11614/AULAPG del 24 ottobre successivo,
l'onorevole Ciaccio ha chiesto di apporre la firma
all'interpellanza n. 113.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, poiché sono in corso riunioni di Gruppi
parlamentari, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà alle ore
12.00.
(La seduta sospesa alle ore 11.16, è ripresa alle ore
12.09)
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Per un richiamo al Regolamento
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare per un richiamo al
Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, lei sa che non è uno
strumento per approfittare e dire quattro cose a piacere e, quindi,
le chiedo la cortesia, così come ho chiesto per un richiamo al
Regolamento, di concedermi il tempo che mi spetta.
Signor Presidente, chiedo la sua attenzione perché quanto avvenuto
in I Commissione e quanto è stato consentito da parte di questa
Assemblea è un fatto veramente grave ed istituzionalmente
scorretto.
Sotto il profilo istituzionale e personale mi rivolgo ai colleghi
che più volte hanno lamentato l'operato del presidente Forzese e
più volte sono stato chiamato a garantire una certa operazione di
carattere istituzionale per arrivare al rinnovo della Commissione,
e non certo attraverso il mio capogruppo. Sono stato più volte
chiamato, dai componenti di quella Commissione, a livello personale
ed ho onorato un percorso che era stato concordato in Commissione.
Avere consentito, con un colpo di mano, che in ventiquattro ore un
parlamentare di questa Assemblea non fosse stato messo nelle
condizioni fisiche di potere partecipare ai lavori della
Commissione Affari istituzionali è una cosa scorretta.
E a tal proposito, signor Presidente, io mi permetto di ricordare
l'articolo 3 del Regolamento che vieta ai componenti dell'Assemblea
di fare parte di più di due Commissioni e l'articolo 62 bis, di cui
vorrei dare lettura
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, la invito a concludere. Abbiamo
compreso il suo intervento
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, capisco la sua fretta, ma qui
si è avallato un fatto grave Non è possibile che, a norma di
Regolamento e di Statuto, un parlamentare non faccia parte di
nessuna Commissione.
Io ero componente naturale di quella Commissione e dovevo esservi
inserito d'ufficio, ma avete nominato, non membro in mia
sostituzione, l'onorevole Assenza, ma lo avete nominato quale
componente effettivo: ne viene fuori una violazione del Regolamento
che il fatto che il sottoscritto, allo stato attuale, non fa parte
di alcuna Commissione parlamentare. Questa è una violazione del
Regolamento e, precisamente, dell'articolo 62 bis.
Per concludere, io chiedo che di questo mio intervento venga data
espressa e chiara dicitura nel processo verbale e che, questo
verbale, venga inviato alla Commissione per il Regolamento perché
ritengo che la I Commissione, nella sua attuale composizione, debba
essere invalidata. Un euro che venga assegnato rispetto alla
funzione della carica di presidente, segretario o vicepresidente, è
un palese danno all'erario perché in quella Commissione doveva
essere assegnato d'ufficio l'onorevole Milazzo.
Il Regolamento è chiaro: quando decade un componente, due
componenti o si azzera la Commissione e altri componenti sono già
assegnati ad altre Commissioni, il Presidente procede
all'assegnazione d'ufficio ed il capogruppo non ha il potere di
cancellare un parlamentare nelle sue prerogative. Questa è la mia
interpretazione, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, la vicenda della I Commissione è
nota a tutti ed è più che chiusa. Chiaramente, lei sta
evidenziando l'esigenza giusta e legittima di fare parte, almeno,
di una Commissione e, come la sua, c'è la posizione di altri
deputati, almeno di un altro deputato, mi riferisco all'onorevole
Forzese. E' chiaro che questa Presidenza se ne dovrà fare carico
unitamente ai capigruppo. Ricordo che sono i capigruppo la fase di
interlocuzione diretta per quel che riguarda l'assegnazione dei
singoli componenti nelle Commissioni con la Presidenza.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione della mozione n. 200 Sfiducia al Presidente della
Regione
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'ordine del giorno reca:
«Discussione della mozione n. 200 Sfiducia al Presidente della
Regione », a firma degli onorevoli Cancelleri ed altri.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che in data 28 ottobre 2012 si sono svolte le elezioni
per il rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana e l'elezione
diretta del Presidente della Regione. L'esito della suddetta
consultazione elettorale ha indicato nell'attuale Presidente
Crocetta il vincitore, senza però garantirgli una maggioranza
ampia, stabile ed autonoma. Già dal momento stesso della formazione
del Governo si sono manifestate tensioni e fratture con i partiti
che hanno composto la maggioranza elettorale del Presidente
Crocetta, in particolare tra chi voleva un Governo politico, i
partiti e chi un Governo tecnico, il Presidente Crocetta. Questo ha
fatto si che fin dall'inizio della legislatura non sia mai stata
presente una maggioranza numerica chiara e definita dando vita ad
un continuo 'transito' di deputati dall'opposizione elettorale alla
maggioranza e da un partito ad un altro;
RILEVATO il progressivo e costante deterioramento dei rapporti tra
il principale partito della maggioranza che, in teoria, dovrebbe
sostenere il Presidente Crocetta ed il Presidente stesso, un
rapporto che ha donato ai siciliani un'intera estate in cui l'unico
argomento presente nell'agenda politica è stato se vi dovesse
essere un rimpasto o meno, dimostrando la totale incapacità di
questo Governo e del suo Presidente in particolare a dialogare con
la sua stessa maggioranza e con il partito di cui egli stesso,
sostiene di esserne un dirigente;
ATTESO che fin dall'insediamento di questa presidenza la Sicilia
ha appreso delle scelte politiche, delle iniziative legislative e
delle intenzioni del Governo, non nella sede principe
dell'Assemblea regionale siciliana, laddove spesso i lavori sono
stati bloccati per la costante, perdurante ed ingiustificata
assenza degli Assessori e del Presidente, ma attraverso le
'comparsate' televisive dell'On. Crocetta nei talk-show e nei
programmi di intrattenimento o attraverso le sue conferenza stampa,
sminuendo e mortificando i lavori parlamentari ed in sostanza tutto
il popolo siciliano che l'Assemblea regionale siciliana
rappresenta;
PRESO ATTO dell'ostinato, perdurante e protervo metodo di 'pseudo-
governo' che sembra il solo al quale il Presidente Crocetta sia
ispirato: quello dei continui annunci pubblici, più o meno
sensazionali, volti comunque esclusivamente a colpire la pubblica
opinione, ai quali, poi, non segue alcun provvedimento formale e
normativo in grado di incidere sugli aspetti concreti e,
soprattutto, di rinnovare e riformare i singoli settori della vita
pubblica siciliana; anche i pochi, occasionali e sporadici
interventi che hanno interessato alcuni gangli della attività
amministrativa della Regione, si sono allo stato quasi
sistematicamente ed esclusivamente risolti in dichiarazioni dal
sapore vagamente speculativo delle lodevoli e benemerite iniziative
giudiziarie intraprese dalla magistratura siciliana, cui va il
plauso dei sottoscrittori della presente mozione, senza che il
governo della Regione abbia mai mostrato di avere una idea
articolata e traducibile in legge al fine di profondamente
revisionare e riformare i settori interessati dalle indagini
medesime (come nel campo della formazione professionale), talune
delle quali iniziate e promosse già da alcuni anni e, di certo, in
epoca precedente alle elezioni del 28 ottobre 2012;
CONSIDERATO che:
da un'analisi del Documento di Programmazione Economica e
Finanziaria per gli anni 2014-2017, inviato nei giorni scorsi dal
Governo regionale, nel quale viene testualmente indicato: 'In un
clima economico nazionale ed internazionale marcatamente negativo,
l'economia siciliana, afflitta da gravi problemi strutturali, sta
attraversando una delle crisi peggiori degli ultimi decenni. Il
segnale più evidente è stato il deciso cedimento della domanda
interna, sia dalla parte dei consumi delle famiglie, che hanno
subito pienamente la progressiva riduzione dei redditi disponibili
e la flessione dell'occupazione, sia per quanto riguarda gli
investimenti, che risultano fortemente condizionati dalle pessime
prospettive del mercato e dalle difficoltà di accesso al
credito...', si riscontra la totale assenza di una reale capacità
del Governo nell'affrontare tale crisi attraverso azioni che siano
in grado di dare risposte concrete ai disoccupati, ai precari, ai
lavoratori, agli imprenditori piccoli e medi, ai commercianti, ai
professionisti, agli agricoltori, agli studenti, agli artigiani
siciliani ed in generale ai cittadini tutti, azioni che non vadano
sempre oltre a estemporanee proroghe degli status esistenti; in
buona sostanza manca totalmente una seria politica di sviluppo
economico, di contenimento della spesa pubblica e di sostegno alle
imprese ed al reddito delle famiglie siciliane;
a fronte di una situazione così grave, l'impegno del Governo è
volto quasi esclusivamente all'effettuazione di nuove nomine ed
incarichi di sottogoverno al punto da disattendere un ordine del
giorno votato alla unanimità dall'Aula che impegnava il Governo a
provvedere immediatamente alla sospensione delle nomine dell'IRSAP,
in attesa dell'imminente approvazione di una legge che ne regolava
la governance ed ottenendo come conseguenza il blocco dei lavori
per quasi due mesi della I Commissione legislativa permanente
'Affari Istituzionali' a causa delle dimissioni di 11 componenti su
15;
OSSERVATO come non vi sia settore, ambito di azione, articolazione
della società siciliana che non abbia visto aggravarsi in questo
ultimo anno la propria condizione di crisi e, talvolta, di
disperazione; solo inadempienze e omissioni gravi da parte del
Governatore. Enti locali, agricoltura e zootecnia, industria,
servizi, infrastrutture, turismo, rifiuti, formazione, beni
culturali, sanità versano in uno stato di vera e propria
prostrazione mentre incessanti, sistematiche, numerose e largamente
illegittime sono state le nomine nel 'bosco e sottobosco del
potere' regionale. Valga, a mero titolo esemplificativo, richiamare
nel presente atto parlamentare le seguenti due questioni:
a) la tanto promossa abolizione delle province che, in attesa di
una riforma ancora tutta da costruire, in atto ha prodotto soltanto
confusione ed un esclusivo vantaggio delle nomine dei commissari
quasi tutti, se non tutti, di pura e disinteressata fede
crocettiana, mentre non si ha ancora notizia di un organico e
razionale disegno di legge in grado di tradurre in realtà operativa
il frettoloso e troppo disinvolto solito annuncio;
b) la procedura per la nomina dei nuovi direttori generali del le
aziende sanitarie, le nove provinciali e le otto ospedaliere. Anche
in subjecta materia, a fronte delle declamate buone intenzioni
volte a dotare il sistema sanitario regionale di nuove e,
possibilmente, migliori energie per gestire l'importante comparto,
ad oggi regna sovrana la confusione e la contraddizione di una
procedura tortuosa e, in gran parte, illegittima che, n on è
necessario essere profeti per affermarlo, produrrà una quantità di
contenziosi amministrativi, mentre continuano le gestioni
commissariali straordinarie;
DENUNCIATO che durante la campagna elettorale l'allora candidato
Rosario Crocetta ha più volte promesso la revoca di tutte le
autorizzazioni che avrebbero ed hanno permesso la costruzione del
MUOS (Mobile User Objective System) presso la base militare USA in
Contrada Ulmo nel Comune di Niscemi (CL). In seguito
all'insediamento quale Presidente della Regione siciliana nulla è
stato compiuto da Crocetta, neanche dopo l'approvazione
all'unanimità l'8 gennaio 2013 della mozione numero 2, che
impegnava il Governo ad adottare ogni utile iniziativa finalizzata
alla revoca delle autorizzazioni rilasciate per l'inizio dei lavori
di realizzazione del sistema MUOS, le autorizzazioni vengono
sospese in base all'art. 21 quater, comma 2, l. 241/1990. In
seguito al blocco da parte del Gruppo Parlamentare del Movimento 5
Stelle della votazione del DPEF 2013 con la richiesta di annullare
o revocare attraverso un parere pro veritate inviato dal presidente
della IV Commissione legislativa permanente 'Ambiente e Territorio'
all'Avv. Stefano Polizzotto, il Presidente Crocetta provvede alla
revoca in autotutela ai sensi dell'art. 21 quinquies, comma 1, l.
241/1990 delle suddette autorizzazioni. A seguito del ricorso al
Consiglio di giustizia amministrativa, presentato dal Governo
nazionale, un giorno prima della sentenza e sulla scorta della
relazione ISS, il Presidente Crocetta provvede alla revoca della
revoca delle autorizzazioni, dando di fatto il via libera al
completamento dei lavori, dimostrando di fatto una totale
indifferenza nei confronti della salute dei cittadini siciliani ed
della loro volontà che la Sicilia sia terra di pace;
SOTTOLINEATO che 'tra le situazioni più disastrose è da segnalare
quella relativa ai fondi comunitari, che vede la Regione siciliana
in immane ritardo nella emanazione dei bandi e nell'attuazione
della spesa, a tal punto da rischiare una delle più colossali
decisioni di disimpegno automatico da parte della Comunità europea
delle somme messe a disposizione e finora non sottoposte né a
programmazione, né a bando, né tanto meno ad impegno ed erogazione,
con gravissimo danno per le attività economiche siciliane, specie
nei settori dell'agricoltura, del turismo, dei beni culturali.'
Questo paragrafo è stato preso dalla mozione di sfiducia n. 341,
presentata al Presidente Lombardo, in data 9 febbraio 2012, la cosa
è ovviamente voluta per sottolineare con forza che nulla è cambiato
da allora, se non appunto, il Presidente della Regione siciliana,
che ha però mantenuto, anche in questo settore di vitale importanza
per l'economia e per lo sviluppo siciliano, un legame molto forte
con il passato, non evidenziando mai una reale volontà di rottura
con le logiche che hanno portato la Sicilia ad essere tra le ultime
regioni europee in fatto di utilizzo dei fondi comunitari;
PRESO ATTO che, nonostante le numerose emergenze in atto nella
nostra Regione, nonostante l'impegno da parte del Gruppo
parlamentare del Movimento 5 Stelle di indicare al Presidente della
Regione punti programmatrici su cui confrontarsi e concentrarsi per
avviare un concreto e possibile percorso di riforma e di rilancio
economico nell'isola, il Governo non ha dato seguito a nessuna
delle suddette richieste, provvedendo anzi su alcune questioni,
come rifiuti ed energia ad emanare o valutare provvedimenti che
vanno in direzione diametralmente opposta agli interessi dei
siciliani tutelando invece ben identificabili interessi
particolari. A titolo di esempio, era stata proposta la
partecipazione dei cittadini alla revisione del Piano energetico ed
Ambientale della Regione siciliana attraverso una proposta
strutturata oltre che dal Gruppo parlamentare del Movimento 5
Stelle, anche dal FRED (Forum Regionale Energia Distribuita) e dal
CETRI (Circolo Europeo Terza Rivoluzione Industriale). A parole il
Presidente Crocetta si è mostrato interessato, nei fatti, come
spesso accade non si è mai verificato alcun tipo di impegno
ufficiale da parte del Governo;
CONSIDERATO:
essere rimasto privo di qualsivoglia riscontro l'invito, rivolto a
Crocetta dai deputati del Gruppo parlamentare 'Lista Musumeci', di
presentazione e illustrazione in Aula di un serio programma di
misure anticicliche, in grado di fronteggiare la gravissima crisi
economica nella quale è piombata la Sicilia, i cui dati tendenziali
sono ragguardevolmente più negativi rispetto a quelli di altre
regioni meridionali dell'Eurozona e, in tal guisa, offrire un
concreto piano di rilancio della economia dell'Isola in tutte le
sue variegate articolazioni;
essersi, del pari, il Presidente Crocetta, sottratto ad ogni
naturale e indispensabile confronto con il Parlamento, sede propria
nella quale riferire in ordine alla crisi politica che, di fatto,
paralizza da mesi ogni e qualsiasi attività amministrativa e di
governo della Regione, con il quale volontario, consapevole e
offensivo comportamento ha dimostrato di avere in sommo dispregio
il principio di democrazia rappresentativa del popolo siciliano che
vede nella Assemblea Regionale Siciliana la massima espressione ed
estrinsecazione;
TENUTO CONTO che l'aspetto più preoccupante risiede nella
oggettiva impossibilità di individuare la volontà e capacità del
Presidente Crocetta, e della sua fragile composizione di Governo,
di invertire la tendenza e la rotta dell'Esecutivo al fine di
recuperare spazi di credibilità politica in direzione dei cittadini
siciliani per un verso, di efficienza amministrativa di tutti gli
Assessorati regionali, depositari della sana capacità di spesa, di
incidenza legislativa al fine di dotare la regione di legislazione
di settore, finalizzata al riordino e alla riforma proficua di
tutti i gangli della vita sociale e civile della Sicilia;
VALUTATO che, in questo particolare momento storico per la Sicilia
e per i siciliani, è più dannoso continuare e perseverare con un
Governo i cui interessi primari non coincidono con quelli dei
cittadini e del popolo siciliano, piuttosto che ricorrere
nuovamente alla urne e riuscire finalmente a dare ai siciliani un
Governo che ponga i cittadini al centro della propria azione
politica ed amministrativa,
VISTO l'art. 10 dello Statuto della Regione siciliana
ESPRIME SFIDUCIA NEI CONFRONTI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE».
(200)
CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-FALCONE-FERRERI-FORMICA-FOTI-
IOPPOLO-LA ROCCA-MANGIACAVALLO-MUSUMECI-PALMERI-SIRAGUSA TANCREDI-
TRIZZINO-ZAFARANA-ZITO
Comunico all'Assemblea quanto già anticipato ai Presidenti dei
Gruppi, e cioè che questa Presidenza, ai sensi degli artt. 154
bis, commi 2 e 3, 158, comma 2, e 103, comma 5, del Regolamento
interno dell'A.R.S., ha determinato i tempi (massimi) di intervento
complessivamente spettanti a ciascun Gruppo parlamentare, secondo
il seguente riparto:
- PD, M5S, PDL e UDC 45 minuti per Gruppo;
- ART 4, PDS, DRS, MEGAFONO, GS-PID,
LISTA MUSUMECI e MISTO 30 minuti per Gruppo.
I tempi di cui sopra, complessivamente spettanti a ciascun
Gruppo parlamentare, potranno essere ripartiti fra uno o più
oratori all'interno del medesimo Gruppo.
Per quanto concerne gli eventuali deputati c.d. dissenzienti
rispetto alle posizioni ufficiali dei rispettivi Gruppi di
appartenenza, essi potranno intervenire in sede di dichiarazione
di voto, ai sensi del combinato disposto degli artt. 154 bis, commi
2 e 3, e 121 quinquies, comma 3, Reg. int. A.R.S.
Dichiaro aperta la discussione generale ed invito uno dei
presentatori, ove lo ritenga, ad illustrarla per un tempo non
superiore a trenta minuti (art. 154 bis, commi 1 e 3, Reg. int.
A.R.S.).
Quindi, dichiaro aperta la discussione generale ed invito uno dei
presentatori se lo ritenga ad illustrarla per un tempo non
superiore a trenta minuti in base all'articolo 154 bis comma 1 ter
del Regolamento interno dell'Assemblea.
Invito i colleghi parlamentari per quanto possibile di stare
seduti ognuno al proprio posto e di evitare di gironzolare per i
banchi e soprattutto di evitare interlocuzioni dirette con i
singoli componenti del Governo.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor presidente, onorevoli colleghi, Presidente
della Regione, Assessori, è tempo per me di fare qualcosa che avrei
dovuto fare molto tempo fa: mettere fine alla vostra presenza e
permanenza in questo posto che avete disonorato, disprezzandone
tutte le virtù e profanato con la vostra assenza. Siete un gruppo
fazioso, nemici del buon governo, banda di mercenari, e
scambiereste il vostro Paese come Esaù per un piatto di
lenticchie.
Siete diventati intollerabilmente odiosi per una intera Regione.
Il popolo vi aveva scelto per riparare le ingiustizie, siete voi
ora l'ingiustizia.
Basta Portate via la vostra chincaglieria luccicante e chiudete
la porta a chiave. In nome di Dio, andatevene
Sembra scritto appositamente per questa mozione di oggi, invece
sono le parole che Oliver Cromwell nel 1653 pronuncia alla Camera
dei Comuni in Inghilterra, proprio per mettere fine a quel
Parlamento disastroso che aveva messo in campo la Rivoluzione
inglese.
Qui si apre chiaramente adesso la discussione più vera, più
importante. Stamattina si sono già susseguite un paio di
dichiarazione che sono veramente interessanti e le vorrei
analizzare assieme all'Aula per poi andare ad approfondire il testo
della mozione.
Stamattina il Presidente Crocetta ha detto che il Movimento 5
stelle è quello che fa i proclami. Allora, vorrei leggere e
condividere con tutta l'Aula, con i cittadini che ci stanno
seguendo grazie alla diretta streaming quelle che invece secondo me
sono i proclami di un anno perché oggi è il 29 ottobre ed lo stesso
29 ottobre che ha incoronato, in qualche modo dato al Presidente
Crocetta l'investitura di Presidente della Regione ha seguito
dell'esito delle urne elettorali.
Il 31 ottobre 2012, pochi giorni dopo, dice: taglierò il mio
stipendio, almeno della metà, ritengo immorali questi stipendi
della politica . Salvo poi venirci a raccontare qui in Aula che i
suoi soldi sono affari suoi e quello che dichiara in televisione
non è oggetto di discussione in quest'Aula, perché sono queste le
sue parole. Quando si va in televisione nell'esercizio della
funzione del proprio mandato credo che sia oggetto di discussione
di quest'Aula, e come
Il 10 novembre niente più auto assegnata agli Assessori e
dirigenti ma un parco di vetture in cash sharing . Non è avvenuto
assolutamente: le auto blu sono la norma, addirittura notizie ci
danno assessori che vanno all'università, a fare colazione tutto il
resto, ma queste sono cronache giornalistiche che non devo essere
io poi a presentare a quest'Aula.
Sempre il 10 novembre Le 13 partecipate alla Regione continuano a
creare debiti, queste chiuderanno subito e tutte le competenze
verranno trasferite ai capi dipartimento della Regione . E questo è
anche un bel proclama del 10i novembre.
Il 5 marzo ancora: Abbiamo istituito i Trinacria bond' ; segue
una dichiarazione abbastanza lunga, che vi risparmio, ma un
ragionamento sui Trinacria bond chiaramente va fatto, cioè questa
idea di creare un debito per i Governi e le generazioni future che
fortunatamente è rimasto soltanto un proclama ma che chiaramente
avrebbe visto, secondo me, almeno in quest'Aula e almeno da parte
nostra una dura e una seria battaglia nei confronti di quella che
sicuramente era una misura economica da folli, era una follia nuda
e cruda.
Continuiamo ancora. Il 14 marzo e il 27 marzo si susseguono queste
dichiarazioni: In relazione alle notizie stampa relative
all'Assessore Zichichi per essere chiari lo stesso non deve
abbondare l'incarico assessoriale . Dopo qualche giorno dice:
Zichichi? Ma era sempre a Ginevra , cioè di fatto lo scarica.
Quindi, a distanza di poco più di dieci giorni cambia
direttamente. E anche questo è un bel proclama.
Questo del 17 marzo secondo me è veramente bello: La Fiat resti a
Termini Imerese, i finanziatori li trovo io . Evidentemente, non li
avrà trovati perché la Fiat mi pare che a Termini Imerese non
campeggia più da qualche tempo.
Il 26 luglio: La misura delle tasse è colma, l'aumento
addizionale IRPEF in questo momento non è praticabile . Il 29
luglio: Alla fine ci siamo resi conto che non c'è scelta:
l'aumento dell'addizionale IRPEF è confermato , e rimane anche lì.
Il 12 agosto: Il Parlamento siciliano approva la legge sulle
incompatibilità più severa che esiste in Italia, ecco entra
finalmente il concetto di socio sulle incompatibilità . Il 21
agosto: Non capisco il clamore che si sia sollevato sulla legge
siciliana in materia di ineleggibilità recentemente approvata, il
Commissario ha solo richiesto di omettere la parola socio .
Il 17 settembre 2013, questa ha il gusto un po' di questo
ventennio berlusconiano che abbiamo avuto: Questa è la Giunta
migliore dal dopo guerra in poi .
Non mi soffermerei neanche su quella dichiarazione dell'11 luglio
2013, nella quale viene elogiata la proposta della Commissione
speciale sul recepimento del Decreto Monti, addirittura finisce
dicendo che il Governo aderisce alla proposta della Commissione che
considera anche propria, perché dice che finalmente si sono
introdotti i criteri. Ecco, quel disegno di legge uscito dalla
Commissione speciale, non ho problemi chiaramente a dirlo perché
più volte lo abbiamo già detto pubblicamente, è una truffa ai danni
dei siciliani perché non fissa un tetto massimo, non recepisce il
Decreto Monti perché non lo menziona mai e tutta una serie di
situazioni.
Allora, visto che qualche tempo fa, il 12 agosto, proprio in
quest'Aula, mi veniva detto e mi veniva risposto alle mie
indicazioni proprio dal Presidente della Regione che se avessimo
avuto il coraggio, una legge la dovevamo fare, noi lo abbiamo avuto
il coraggio, gli emendamenti li abbiamo proposti e sono stati
chiaramente bocciati, li ripresenteremo in Aula e a quel punto io
spero e credo, se le parole hanno un peso e sono vere che poi
vengano seguite dai fatti e che, quindi, anche lo stesso Presidente
della Regione voti gli emendamenti del Movimento 5 Stelle che vanno
proprio nella direzione nella quale lui stesso ci aveva indicato e
che non sono chiaramente quelli del disegno di legge uscito dalla
spending review.
La mozione di sfiducia parte da un'idea di quello che abbiamo
fatto in quest'anno. Gli ultimi tre mesi, ad esempio, ci hanno
portato a vivere questa telenovela proprio in prima persona, siamo
stati come gli abbonati della rai, quelli che pagano il canone,
abbiamo avuto chiaramente un posto in prima fila, rispetto a questa
telenovela bellissima che ci ha dato la possibilità di seguire i
dissidi, questa sit com Tre cuori in affitto nel momento in cui
c'è il Presidente della Regione, la sua Giunta e gli Assessori e il
Partito democratico. Tutti a tirarsi la giacchetta perché volevano
avere un rimpasto, avere un posto o qualcosa.
Sono passati tre mesi, durante i quali abbiamo letto
costantemente, ogni giorno, che c'erano ripensamenti, che non si
sarebbe potuto più fare un Governo, che non si sarebbe potuto più
sostenere questo Governo se non ci fossero stati dei rimpasti, che
gli Assessori non dovevano essere più tecnici ma politici, si è
addirittura invocata la spending review per dire che se i deputati
fossero diventati assessori si sarebbero anche risparmiati dei
soldi.
Insomma, di tutto e di più Cose che hanno interessato tantissimo
i siciliani, soprattutto i precari, i forestali, i disoccupati, le
persone che non hanno una prospettiva lavorativa. Tutte queste cose
li avranno gratificati perché nell'esercizio della loro crisi
giornaliera, con molta probabilità, avranno trovato conforto in
quelle parole, conforto in quei litigi perché si saranno ritrovati
a pensare che c'era un Governo regionale, un Parlamento siciliano
che stava pensando ai loro problemi e stava pensando a come
risolverli. Questa è, chiaramente, una parentesi ironica del mio
commento.
La costruzione della maggioranza. La costruzione della
maggioranza di questo Governo è avvenuta ovviamente col goniometro,
a tavolino. Con queste squadrette di antica memoria - sono un
geometra, le squadrette di Vittorio Martini si usavano con la
china per tracciare delle linee - ed è stato così, si è proceduto a
limare gli altri Gruppi per crearne di nuovi. Sono nati nuovi
Gruppi parlamentari, inesistenti all'atto dell'elezione, sono nati
Gruppi come DRS, Articolo 4 ed altri.
Ognuno di noi, chiaramente, ha la legittimità ed anche la
possibilità di creare tutti i Gruppi parlamentari che vuole, non
vado contro la nascita di quelle inclinazioni politiche, con tutto
rispetto; però, mi pare di capire che sia stata una costruzione
della maggioranza a tavolino: laddove non c'erano i numeri,
laddove si poteva andare a mettere in disparte qualcun altro e
c'era la possibilità.
Sono intervenute persone anche esterne a questo Parlamento
regionale. Abbiamo visto, sul campo, intervenire personaggi
importanti anche della mia provincia, persone di un certo calibro,
blasonate, che hanno, in qualche modo, messo in piedi questi Gruppi
andandosi a chiamare volta per volta personaggi, ad uno ad uno,
degli altri Gruppi parlamentari e andandoli a smontare cioè
togliendo pezzi al PDL, al PD, all'UDC perché così era meglio,
perché così era dividere, così era meglio per governare, così era
meglio per controllare.
Nascita di Gruppi parlamentari che hanno rappresentato soltanto la
possibilità di andare a chiedere qualcosa riconducibile ad
interessi personali. Non sono nati questi Gruppi per una cognizione
politica che potesse dare a questo Governo un'ossatura, una
struttura, una spina vertebrale dritta e che gli permettesse di
camminare libero da condizionamenti.
Avrei preferito, come Gruppo parlamentare, anziché presentare una
mozione di sfiducia, mi sarebbe piaciuto, ad esempio, sfruttare
questo giorno anche se - come si può notare - la mozione di
sfiducia ci ha dato la possibilità di avere l'Aula al completo,
sembra il giorno della proclamazione, Presidente Ardizzone, quando
eravamo tutti presenti, forse ne dovremmo presentare una a
settimana per avere modo di confrontarci ed essere tutti qui
presenti.
Come Gruppo parlamentare avremmo avuto la voglia di confrontarci
su temi programmatici, su temi di sviluppo socio-economico
importanti. Cominciare, ad esempio, ad esternare quelle che sono le
progettualità sull'emergenza rifiuti che riguarda la Sicilia. Ci
sono grandi possibilità lavorative e grandi possibilità di sviluppo
economico.
Molti Paesi, molte regioni anche italiane ma possiamo guardare, in
generale, all'Europa o anche al resto del mondo, al settore dei
rifiuti che hanno fatto diventare delle risorse, creando posti di
lavoro, ricchezze, economie e soprattutto un ambiente più pulito.
Queste realtà possono essere duplicate. Non serve avere grandi
idee in questo campo perché la maggior parte dei processi di
trattamento dei rifiuti virtuosi sono già tutti in campo, sono
visitabili. Ci sono impianti anche in Italia che possono visitarsi
senza problemi. Più volte lo abbiamo chiesto, sia al Presidente
della Regione, all'Assessore competente in materia e più volte ci
sono state rimbalzate date piuttosto la prossima settimana, il
prossimo mese.
Sono passati chiaramente i giorni, le settimane e i mesi e a
visitare questi impianti che era, se volete, un'umile proposta di
un Gruppo di parlamentari, però, era sicuramente una proposta
programmatica, non era chiaramente una mozione di sfiducia, però
potremmo anche pensare a quella che è l'idea del Fondo per il
microcredito che viene realizzato con una parte di fondi regionali
e con una parte di restituzione degli stipendi dei parlamentari.
Perché bisogna aspettare una legge che dica che i parlamentari
devono guadagnare la metà, quando già c'è una possibilità pratica
che ognuno di noi, chi se la sente, può in qualche modo prendere
una parte dei propri soldi e versarla in quel fondo, in quel fondo
che è all'ARS. Poi, chiaramente, se qualcuno lo volesse, visto che
ci sono stati vari proclami, possiamo anche fornire l'IBAN. Se non
siete pratici di Internet ve lo mandiamo via SMS.
E' importante questo ragionamento. E' importante perché ogni volta
si fa sempre lo stesso discorso Ah, se ci fosse il dimezzamento
degli stipendi, anche noi potremmo essere una Regione virtuosa come
le regioni
Ma non serve. Per fare una scelta bisogna semplicemente volerla
fare, altrimenti mi vieni a dire che non vuoi farla e trovi
semplicemente il pretesto che la legge ti impone di guadagnare
troppo.
In realtà non è così. Si possono creare anche altre forme.
Lo sviluppo economico della nostra Terra. Una possibilità di
andare a valutare maggiormente quelli che sono gli investimenti
strutturali, infrastrutturali, quello che dovrebbe essere l'appeal
che dovremmo creare per le aziende che vogliono venire ad
investire.
In Svizzera, nel Cantone Ticino, ad esempio, manager mandati
direttamente dall'amministrazione pubblica vanno ad incontrare le
nostre aziende del nord, e vi posso già dire che stanno cominciando
ad incontrare anche le nostre aziende del sud, perché già nelle
zone industriali di Caltanissetta, di Agrigento ed altre, girano
queste persone che fanno una proposta concreta. Dicono signori noi
vi proponiamo un piano infrastrutturale: vi diamo un lotto di
terreno, vi costruiamo un capannone, vi diamo tutti gli oneri di
urbanizzazione, quindi allaccio a reti fognarie, idriche, di gas,
corrente elettrica e telefono con dotazione internet, e ve lo diamo
gratuitamente se venite ad aprire da noi e, se assumete il 50 per
cento di operai che sono svizzeri, per cinque anni non pagate le
tasse. Se invece assumete per il 100 per cento, per quindici anni
non pagate le tasse.
E le nostre aziende fanno le valigie e se ne vanno. Solo un pazzo,
infatti, resterebbe in questa Terra a queste condizioni, alle
condizioni in cui oggi facciamo lavorare le nostre aziende con una
burocrazia che invece di essere amica è nemica e con una
amministrazione regionale che invece di dotare fondi per aiutare le
imprese, per aiutare le aziende, si tiene i soldi nel cassetto. Ed
è pratica ed è logica ed è abbastanza risaputa la storia, per
esempio, del credito di imposta che prima viene bloccato perché
mancava il sito Internet perché si era guastato un server. Poi la
gara di appalto era stata vinta da due aziende che non avevano
capito il perché, cosa dovevano fare e tutte e due hanno
praticamente sviluppato la stessa parte lasciando la parte di
appalto di una delle due sguarnita.
E si è perso ancora tempo. Poi si è infilata la fideiussione
bancaria e di 1.184 aziende soltanto 15 hanno avuto la possibilità
di accedere al credito di imposta ed erano aziende che avevano
anticipato soldi perché avevano assunto 20.000 soggetti
svantaggiati.
Qualche giorno fa una di queste 15 aziende che era riuscita a
percepire il credito d'imposta mi scrive una mail e mi sono messo
praticamente a ridere perché ho detto ma guarda un po' .
Mi scriveva che l'unico modo per avere una fideiussione era stata
quella di rivolgersi ad una banca svizzera perché in Italia, in
Sicilia, non aveva trovato alcuna possibilità di fargli la
fideiussione.
Sono queste le cose che ci fanno capire che è un momento in cui
dovremmo guardare maggiormente allo sviluppo economico e, invece,
stiamo impantanando le nostre aziende. Ed è questo quello che mi fa
rabbia perché potremmo mettere in campo una serie di azioni date e
nate anche da quest'Aula con il contributo delle idee di tutti i
Gruppi parlamentari - non soltanto di una parte - perché le idee
che sono gratis, le idee che sono di tutti, servono per migliorare
il futuro di questa Terra e non è possibile che una parte politica
non le regali ad una altra parte politica che governa semplicemente
perché non lo vuole fare. Ma è ancora peggio che la parte politica
che governa non le chieda queste idee a chi invece sta
all'opposizione ed è questo quello che mi fa rabbia.
Non voglio vivere in una terra governata da qualcuno che è
autoreferenziale; voglio contribuire al cambiamento.
E, signori, il Movimento Cinque Stelle ci ha provato e ci ha
provato in qualunque modo. Il nostro tentativo è sotto gli occhi di
tutti. E' nato il modello Sicilia', che poi in qualche modo è
stato giornalisticamente stravolto nel proprio senso, ma era quella
l'idea. Ed era quella l'idea che, probabilmente, non era soltanto
del Movimento Cinque Stelle, ma il modello Sicilia' poteva essere
un modo nuovo di fare politica rispetto ad un modello nazionale, ma
anche - permettetemi di dirlo - ad un livello europeo, ad un
livello mondiale, dove un Parlamento tutto, compreso di parte
governativa e di parte di opposizione, si rende conto che fa un
passo indietro rispetto ai propri colori politici e regala a questa
terra cinque anni, dieci anni di sviluppo economico, che possano
dare la possibilità di guardare avanti con serenità, perché se i
cittadini vivranno meglio questo sarà merito di tutti, nessuno
escluso.
Continuo ancora a pensare queste cose; noi del Movimento Cinque
Stelle continuiamo ancora a pensare queste cose. Purtroppo, però,
non le vediamo messe in campo. Purtroppo, invece, vediamo molta
pachidermia nel movimento regionale, vediamo molta pachidermia
nella possibilità di sviluppare nuove attrattive dal punto di vista
economico e, soprattutto, vediamo molta miseria e molta fame in
giro.
La gente non chiede più il favore al deputato regionale per avere
in cambio un posto di lavoro. La gente ai deputati regionali chiede
riforme, chiede serenità per il futuro, chiede la possibilità di
tornare di nuovo a sorridere, chiede pane. Chiede solo pane.
Questa mozione di sfiducia l'hanno firmata i precari, i
disoccupati, perché la sua rivoluzione non gli ha dato un lavoro e
neanche la prospettiva di poterglielo dare. L'hanno firmata le
famiglie, i genitori, i padri e le madri perché la sua rivoluzione
non permetterà ai loro figli di rimanere qui a lavorare.
Questa mozione di sfiducia l'hanno firmata le imprese, le piccole
e medie imprese, gli agricoltori, gli allevatori, i commercianti e
tutto il mondo produttivo, perché la sua rivoluzione non ha portato
loro nessuna misura di sostegno per il rilancio economico.
E l'hanno firmata i giovani, gli anziani e tutti coloro che si
aspettavano una Sicilia nuova, una Sicilia che per la prima volta
potesse diventare la prima della classe e che, soprattutto, avesse
un Governo capace di dare risposte veloci alla crisi, veloci come
il morso della crisi stessa.
Oggi voglio fare anche appello a chi dovrà votare questa mozione e
mi rivolgo chiaramente ai colleghi dell'Aula. Signori, qui da
questo scranno, si sono susseguiti parecchi interventi, spesso
anche molto critici nei confronti dell'azione governativa. Però,
oggi in campo c'è una mozione di sfiducia. E penso che chi non vota
la mozione di sfiducia perde - almeno - il diritto di lamentarsi;
perde - almeno - il diritto di salire qui sopra e dire che questo
Governo non va bene, perché immediatamente dopo salirò qui facendo
notare che, quando era il momento di votare la mozione di sfiducia,
non lo si è fatto. Delle due l'una. Mi sembra un ragionamento
logico e spero che sia anche condivisibile da parte vostra.
Noi siamo un movimento di pace. Siamo entrati collaborativi - l'ho
espresso poco fa e credo di essere stato abbastanza chiaro - e
quindi nessuno potrà mai negare che abbiamo provato in questo corso
dell'anno a cambiare l'idea del fare politica in Sicilia.
Però, alle nostre domande, alle nostre proposte - che spesso sono
state fatte anche in maniera cartacea e nelle sedute delle riunioni
- le uniche risposte che abbiamo avuto sono state sempre rinvii e
silenzi.
Concludo con una frase che appartiene credo alla nostra cultura
italiana e che in qualche modo può dire quello che è lo stato
d'animo di chi ha proposto, di chi ha firmato e di chi ha voluto
che si portasse in discussione in quest'Aula anche la mozione di
sfiducia: l'uomo mite porge sempre l'altra guancia, ma anche gli
uomini miti di guance ne hanno solo due .
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi chiedo di venirmi incontro per
quanto riguarda i tempi assegnati a disposizione di ogni gruppo.
Ciascun Gruppo mi ha fatto pervenire un elenco, ciascun Gruppo, per
cui già penso che tra di voi ci sia stata una divisione dei minuti
a disposizione
MILAZZO Giuseppe. Ma io non sono stato inserito in nessun Gruppo.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, lei oggi è particolarmente
irrequieto; lei è stato inserito tanto è che quando si è avvicinato
il suo Presidente di Gruppo parlamentare ho detto che la tenevo in
considerazione qui dentro. E' chiaro che quando le darò la parola,
eventualmente per primo, lei non si potrà prendere quarantacinque
minuti.
E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, non so
se ridere o piangere oggi. Sinceramente sono rimasto molto deluso
dall'intervento dell'onorevole Cancelleri.
Mi sarei aspettato che il Governo Crocetta fosse criticato per le
cose che non avrebbe fatto, non per le cose che ha detto che non
ha, tra l'altro in modo assolutamente marginale, potuto realizzare.
Ma questo non significa che le cose che ha detto non andrà a
realizzarle; è un qualcosa che chiaramente necessita di tempo, di
intelligenza, di forza, di coesione politica.
Vede, onorevole Cancellieri: oggi mi sento tanto Cyrano de
Bergerac e se non fosse perché magari poi mi direste che ho il naso
lungo e dico bugie, dico subito che forse sarò Cyrano ma lei è
Pinocchio; Pinocchio con un naso estremamente lungo perché, da
questo scanno, lei ha detto un sacco di bugie. Ha detto un sacco di
bugie per una semplice ragione: perché al Movimento Cinque Stelle
nella primissima fase di quest'Aula era stata chiesta la
partecipazione ad un progetto di cambiamento. Era stata chiesta,
realizzando quel famoso modello Sicilia di cui mi sento un
protagonista, la possibilità di cambiare, di cambiare questo
sistema politico, amministrativo, morale della Sicilia che ci ha
portato in questa condizione. E ci ha portato in questa condizione,
non per colpa di un Governo che si è appena insediato e oggi è il
loro compleanno, il nostro compleanno; auguri ai componenti del
Governo e auguri anche a quest'Aula.
Questo compleanno poteva essere celebrato forse in modo diverso.
Invece, oggi si propone una mozione di sfiducia nei confronti di un
Governo che, per la prima volta nella storia della Sicilia, sta
realizzando e vuole realizzare un profondo cambiamento della vita
dei siciliani. Vuole realizzare quella giustizia sociale, quella
trasparenza, quella democrazia e quella lotta alla mafia che, per
anni, nessuno ha mai posto all'attenzione e vuole realizzare nella
trasparenza, nella legalità, nell'impegno, un cambiamento che i
siciliani attendono, che attendono da troppi anni.
Mi sarei aspettato una mozione di sfiducia nei confronti di un
Presidente come Cuffaro, che ha portato a termine il suo mandato o
quasi, o di altri che si sono succeduti. Non mi sarei mai aspettato
una mozione di sfiducia contro un Presidente come Crocetta, un
Presidente che ha fatto della sua vita, della sua storia, e delle
sue azioni, azioni coerenti con quello che dice, la sua ragione di
vita.
Vedete, in tante cose c'è una profonda differenza tra quello che
si dice e quello che si fa.
Quello che si dice siamo in grado tutti quanti di dirlo, di
rappresentarlo, di fare chiacchiere e voi fate chiacchiere,
onorevole Cancelleri. E poi c'è una seconda fase, dove il pensiero
si traduce in azione; c'è quella fase dove si sta demolendo un
sistema clientelare affaristico e mafioso che ha ridotto la Sicilia
in mutande. Ma le mutande della Sicilia servono appena, appena a
coprire le vergogne. Servono a coprire le vergogne di una Regione
che da cinquant'anni ha sperperato soldi, ha buttato via risorse,
ha illuso la gente, ha creato clientele e quant'altro.
Certe volte, mi meraviglio pure di Bossi, il quale dice che
abbiamo diciottomila forestali. Lui non è bene informato; la
Sicilia ha più di centomila dipendenti, tra formazione, forestale,
antincendio, sanità, dipendenti regionali, partecipate e
quant'altro.
Questa Regione ha centomila dipendenti, con la complicità della
politica che negli anni ha assunto in modo clientelare migliaia e
migliaia di persone.
E voi pensate che Crocetta si vesta con un mantello a stelle da
mago Merlino, magari fa la Fata Turchina con la bacchetta magica,
all'improvviso nel giro di dieci mesi, improvvisamente cambia la
Sicilia e realizza quello per cui ci siamo spesi e vi vogliamo
spendere? E' una pia illusione.
Gli assessori non saranno bravi, non saranno delle cime, ma sono
delle persone che hanno onestà intellettuale, che hanno competenza
e che, soprattutto
(brusio in Aula)
il discorso è riferito a coloro i quali accusano questa squadra
di Governo di non avere delle competenze.
So che le hanno, essendo a contatto con gli assessori, e so con
quanto impegno, con quanta dedizione e capacità continuano a
gestire una situazione disastrosa. Sarebbe stato facile gestire
delle situazioni non complicate, non oberate da due miliardi di
deficit e non portati avanti.
Onorevole Cancelleri, qua quello che si discute è un sistema,
sistema che vede contrapposta una voglia di cambiamento, un sistema
che difende questo cambiamento, e voi, difendete questo
cambiamento?
Voi non difendete il cambiamento, non difendete la rivoluzione ma
continuate a perseverare nella stessa identica politica di sempre.
Siete i portatori sani, forse, di interessi inconfessati,
inconfessabili. Avete fatto una battaglia su un ente, sull'IRSAP,
andando a sacrificare la storia di un uomo e di una struttura che
vuole rimettere ordine nella mangiuglia' generalizzata, di quello
che sta succedendo.
Siamo di fronte a uno sfascio economico e morale e vogliamo
operare contro questo fallimento; vogliamo ricostituire le basi per
lo sviluppo, per ricreare le condizioni di occupazione, per avere
una progettualità contro malaffare e corruzione.
Vorremmo che non si sperperasse, che non si buttasse via la vita
delle giovani generazioni; basta vedere quelle che sono le
condizioni attuali delle migrazioni dalla Sicilia verso l'esterno
per rendersi conto che la Sicilia si sta impoverendo in termini di
risorse, di cervelli, e che manda via i ragazzi dopo avere
impiegato risorse per farli studiare. Sono delle vite che vengono
spezzate, che vengono allontanate.
Il progetto politico del Presidente Crocetta, il progetto politico
del Megafono è chiaro. E' chiaro che c'è un progetto contro la
corruzione ed il malaffare, contro i poteri criminali che hanno
condizionato la vita dei Siciliani ed hanno piegato il sistema ai
propri interessi e non agli interessi collettivi.
Ma da lei non ho sentito una sola parola contro mafia, malaffare e
corruzione.
Ho sentito, solo ed esclusivamente, l'elenco delle cose che ha
detto il Presidente Crocetta e lei ha fatto, solo ed
esclusivamente, degli spot. Ad un progetto di cambiamento, a voi
era stato chiesto di contribuire con idee, con progetti, di
scommettervi e, lei sa benissimo, quante volte ed in quante
circostanze ci siamo parlati. Sa benissimo che, un lunedì sera,
siamo stati, io ed il Presidente Crocetta, nel vostro Gruppo a
parlare delle cose che si dovevano fare per cambiare la Sicilia. E
lei, l'indomani mattina, ha fatto una conferenza stampa, con
l'onorevole D'Asero, in cui attaccava l'onorevole Crocetta.
E a che gioco stiamo giocando? A che gioco giochiamo? Avete paura
di affrontare i problemi, di affrontare la legalità, di fare il
cambiamento?
In questo dobbiamo essere chiari. Dobbiamo sapere da che parte
stanno i partiti, da che parte sta la politica, da che parte state
anche voi altri.
La mia storia, la storia del Presidente Crocetta, quello che si è
fatto per riportate dignità e legalità in questa Terra è una
dimostrazione delle cose che si vogliono fare. Non sono le parole
che contano ma sono i fatti. Ed i fatti sono quelli che stanno alle
spalle della nostra storia e di quello che stiamo cercando di
realizzare con centomila difficoltà, con centomila resistenze, con
una burocrazia elefantiaca che ostacola lo sviluppo di questa
Terra.
Sta passando, inosservato e sotto silenzio, un disegno di legge,
esitato in I Commissione, quando c'era la I Commissione, che
modifica, radicalmente e profondamente, l'articolo 1, dello Statuto
siciliano, legge di valore costituzionale, approvata dall'Assemblea
Costituente nel 1946, dove si dice, per la prima volta nella storia
della Sicilia, che i Siciliani sono contro la mafia ed i metodi
mafiosi.
E' un fatto storico che mai era stato portato avanti, che oggi il
Presidente Crocetta ha presentato. E questo passa sotto silenzio,
come se fosse questione di ogni giorno cambiare lo Statuto della
Sicilia e dichiararsi apertamente contro la mafia e le illegalità.
Non applichiamo una strategia mediatica dove, con le nuotate, con
le mascherate, raccogliamo consensi. Cerchiamo di dare una risposta
ai cittadini. Cerchiamo di dare risposte ai cittadini e cerchiamo
di farlo rispettando la nostra storia.
Voi cogliete dalla protesta, ed in quest'Aula pensate di
raccogliere, fuori da quest'Aula, consenso con la protesta. I
Siciliani, la gente, sono stufi, sono stanchi di proteste inutili,
di fango sulle istituzioni e sull'Italia. Sono stanchi, siamo
stanchi, di gente che svilisce anche la voglia di fare le cose.
Noi siamo persone che si sono impegnate per realizzare un ideale,
per portarlo avanti, per fare un cambiamento. Il cambiamento
incomincia dall'abolizione delle province, dalle città
metropolitane, dalla doppia preferenza di genere, dal non avere
licenziato alcuno.
Voi mi venite a dire che, qua, i precari ed i forestali
sottoscrivono una mozione. Ditemi quanti precari e quanti forestali
sono stati licenziati da questo Governo, che ha fatto i salti
mortali per reperire le risorse e per garantire a tutti dignità e
futuro.
E si sta impegnando fino allo spasimo per reperire dalle voragini
di bilancio che hanno lasciato i soldi necessari per mandare avanti
coloro i quali sono stati illusi, coloro ai quali sono stati
posnegati i diritti nel passato. Perché un precario, che prende 800
euro al mese e non è stabilizzato, e questo Parlamento - i Governi
precedenti hanno perso delle grandi occasioni - è un cittadino che
non ha diritti, è un cittadino che è stato illuso dalla politica
per un tozzo di pane a cui è stato negato il sacrosanto diritto di
avere dignità, stabilità e futuro.
E questo è quello a cui vorremmo poter rimediare. Ridare alla
gente, una buona volta per tutte, dignità, futuro e diritti. È una
scommessa che ogni giorno portiamo avanti fra centomila difficoltà;
è una scommessa che riguarda anche una questione morale della
politica. Una questione morale della politica che non si limita
solo ed esclusivamente al taglio degli stipendi, perché ci sono,
non solo i tagli degli stipendi in campo, ma atteggiamenti e
connivenze criminali che devono essere troncate e devono essere
troncate una buona volta per tutte. Non possiamo continuare ad
essere contemporaneamente giudici e nello stesso tempo denunciati e
indagati nel valutare alcune persone.
Morale avrebbe voluto che magari ci fosse stato un po' di
astensione, un po' di buon senso e allontanarsi dai luoghi dove in
quel momento si discuteva di persone in contrapposizione tra di
loro, a torto o a ragione.
Ma, e qua chiudo, dobbiamo capire qual è la sfida. Qual è la vera
sfida di questo Parlamento, di questo Governo, di questa Assemblea.
E la vera sfida è quella di capire chi e da quale parte sta.
La vera sfida è quella di realizzare un cambiamento nelle cose,
nella mentalità, nella politica e nella morale.
Io non ho mai fatto politica in vita mia ma sono abituato ad
ascoltare la gente. E sono abituato ad ascoltare la gente in tante
circostanze, anche durante gli interrogatori. Ma tra la gente che
viene da me ci sono due categorie di persone: persone che si
avvicinano alla politica per chiedere raccomandazioni, per chiedere
posti, per chiedere sottogoverno - e sono in tanti - e ci sono
persone che si avvicinano per chiedere giustizia, per avere la
soddisfazione di un'Amministrazione, di uno Stato che dia loro
certezze, che dia loro sviluppo, che dia loro la possibilità di
crescere i figli.
Questa è la mia opzione, la mia opzione è quella di garantire,
come ho sempre fatto in vita mia, i cittadini nei loro diritti, di
rendere una buona volta per tutte questa macchina amministrativa,
questa macchina politica, garante dei diritti della gente e non
dispensatore di clientele.
Piccolo, modesto il disegno di legge che è stato presentato sulla
semplificazione amministrativa. Penso che abbia colto il senso
delle cose che si vogliono realizzare. Le cose che si vogliono
realizzare sono proprio quelle del cambiamento, del tutelare la
gente nei loro diritti e nel loro futuro.
Questo era un invito che vi era stato rivolto e a cui non avete
voluto contribuire. Voi protestate ma non volete assumervi la
responsabilità. La protesta, infatti, lascia sempre una via di fuga
e voi preferite fuggire di fronte alle vostre responsabilità.
PRESIDENTE. Onorevole Malafarina, le faccio presente che a favore
del suo Gruppo sono rimasti solo undici minuti che si dovranno
ripartire in quattro, che vanno aumentando. Così spieghiamo anche
il significato del contingentamento dei tempi.
E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha facoltà.
Faccio presente che l'onorevole Formica ha fatto pervenire una
nota con la quale mi si comunica che il tempo a disposizione verrà
ripartito solo fra lei e l'onorevole Ioppolo.
MUSUMECI. Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli
colleghi, mi auguro di non dovere suscitare le reazioni del collega
Ioppolo se dovessi approfittare del tempo per sottrarlo al suo
spazio.
Entro subito nel vivo del tema per dire che questa mozione,
presentata da noi, dai colleghi del Movimento cinque stelle e
sottoscritta dal collega Falcone, rappresenta una sorta di macigno
lanciato nella palude delle complicità trasversali in cui sembra
essersi impantanata questa Assemblea.
Questa mozione è l'unica boccata d'ossigeno che riesco a potere
immaginare nell'asfissia dell'indifferenza che sembra avere avvolto
questa navata pagana .
Questa nostra mozione tende a dare dignità alla politica; tende a
riportare al centro del dibattito il Parlamento; tende a definire
il perimetro di una maggioranza, se ancora una maggioranza c'è, che
non è, comunque, più quella di un anno fa; questa mozione diventa
l'unica speranza per migliaia e migliaia di siciliani che si
sentono delusi, mortificati e avviliti.
Eppure lei, signor Presidente Crocetta, nei confronti di questa
mozione ha avuto parole non certo improntate ad analisi e a
significato politico; ha detto che questa mozione è il frutto di
una inquietudine, quasi di una collera non appagata di due
sfidanti, Cancelleri ed il sottoscritto, che non si sono rassegnati
alla sconfitta del 28 ottobre, lo abbiamo letto sui giornali. È
una sorta di rivincita morale contro un Presidente che ha vinto
alla grande e che in questo anno ha dato corso, pratica, anima e
corpo alla rivoluzione per la quale era stato votato.
Questa mozione, signori, è l'epilogo naturale di un percorso
definito e tracciato dallo stesso Presidente Crocetta; è il
percorso che il Presidente della Regione ha voluto indicare nella
sua proterva determinazione allorquando ha pensato di potere
sfidare la logica più naturale e pura della politica a fronte di un
Parlamento che chiedeva soltanto il diritto al confronto e la
risposta era: nessuno se ne andrà a casa, tanto torneranno in 70 e
molti saranno convinti di essere tra i 20 che non torneranno più.
Caduta di stile la mia, Presidente Crocetta? Caduta di stile
quella del collega Cancelleri?
Caduta di stile del suo Governo, Presidente, del suo Governo che
non viene in Aula, caduta di stile del suo Governo che non va in
Commissione; caduta di stile del suo Governo che non risponde a
centinaia di interrogazioni; caduta di stile del suo Governo che
disattende decine di mozioni votate all'unanimità da quest'Aula
Caduta di stile di un Governo che avrebbe dovuto sentire il
bisogno, dopo quello che è accaduto negli ultimi mesi, di
accelerare e sollecitare un confronto con il Parlamento per
rassegnare la logica di una guerra furibonda e di una violenza
delle ingiurie che non ha pari nella storia degli ultimi anni in
questo Palazzo.
La sfiducia, Presidente Crocetta, prima di averla tolta da noi
dell'opposizione gliel'ha tolta il suo partito; lei è stato
sfiduciato dal suo partito quello nel quale mantiene la tessera,
quello che ha dovuto rincorrerla in campagna elettorale.
Sono volati stracci e piatti è accaduto quello che non doveva
accadere in una politica rivoluzionaria e noi in silenzio,
opposizione, e noi sbigottiti e perplessi avremmo potuto speculare
su quella rissa senza aggettivi e, invece, siamo rimasti in
silenzio, sperando che lei potesse riportare il dibattito in una
logica di confronto interno.
Nessuno intervenga a gamba tesa sulle vicende del Partito
Democratico ammoniva giustamente il collega Baldo Gucciardi in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari capi gruppo e
nessuno è intervenuto in gamba tesa nelle vicende interne del
Partito democratico.
Tutti potremmo essere oggetto di risse interne, di incomprensioni,
possono anche volare qualche volta i piatti, sperando che non siano
da collezione, possono persino volare gli stracci, per cui non ci
interessa sapere e capire se qualcuno ha detto a Crocetta di essere
un cabarettista o un Masaniello' solo e dall'altro canto sentirsi
dire di non volere essere, Crocetta, il pupo' di nessuno e di non
volere accettare la logica statalista di un Partito Democratico che
pensa soltanto a rifilare personaggi chiacchierati e a imporre
poltrone senza il consenso del capo dell'esecutivo. Cracolici ha
fatto le strette intese ha detto fra le altre cose il Presidente
Crocetta, dall'altra parte si è risposto con dovizia di
particolari.
Non ci interessava e non ci è interessata la rissa interna, ma nel
momento in cui il 23 settembre il Partito Democratico dichiara di
uscire dalla maggioranza, nel momento in cui il 23 settembre il
Partito Democratico dichiara di togliere la sfiducia al Presidente
Crocetta, no, non è più una vicenda interna? No, a quel punto il
Parlamento ha il diritto di sapere se questo Governo ha ancora una
maggioranza, non è più una rissa dettata da facili incomprensioni.
In questi mesi - ha dichiarato Lupo, segretario regionale del
partito di Crocetta - in questi mesi Crocetta si è occupato di
costruire il suo partito che di governare la Sicilia, quando poi ci
ha pensato ha fatto guai oltre a distribuire centinaia di incarichi
di sottogoverno a gente del suo partito.
Non lo ha detto l'opposizione Presidente Crocetta, lo ha detto il
numero uno del suo partito e Cracolici, autorevole esponente del
suo partito e di questa Assemblea, ha detto con chiara evidenza che
Crocetta non può pensare di andare avanti come ha fatto in questi
mesi. La luna di miele con i siciliani mi sembra finito, il
cambiamento rischia di restare una predica più che una pratica .
Non sono parole dell'opposizione, sono parole di esponenti del suo
partito e ancora incalza Lupo, non ci riconosciamo più nell'azione
del governo Crocetta, non ci sentiamo più vincolati a sostenere
l'azione di un Governo che sta commettendo errori gravi che si
ripercuoteranno sui siciliani .
La sfiducia gliel'ha tolta il suo partito, Presidente Crocetta,
altro che caduta di stile da parte dell'opposizione
Lei in quel momento avrebbe dovuto chiedere al Presidente
Ardizzone la convocazione dell'Aula e riferire qui in Parlamento,
non certo per rintuzzare le velleità di una opposizione aggressiva
che quando ha visto la sfiducia da parte del suo partito non ha
brindato e non perché è astemia.
L'opposizione è rimasta responsabile, in attesa di un segnale,
anzi il segnale è arrivato da parte nostra, il sottoscritto ha
dichiarato se Crocetta si sente in ostaggio della sua maggioranza,
se Crocetta crede di essere ricattato dal suo partito, venga in
Aula, indichi due, tre punti emergenziali per fare uscire la
Sicilia dal pantano e noi, se fa un appello istituzionale,
sosterremo i suoi due, tre, obiettivi, non con le larghe o strette
intese in cambio di niente, soltanto nell'interesse dei siciliani.
Avremmo dovuto, in quel momento, confrontarci con un Presidente
che era stato sfiduciato con aggettivi non certo improntati a
comprensione ed apprezzamenti e lei, invece, ha preferito snobbare
il Parlamento, Presidente Crocetta, nella ricerca disperata,
quotidiana di una tregua con il suo partito e mentre lei duettava
con gli esponenti del suo partito, rimpasto sì, rimpasto no,
deputati in giunta sì, deputati in giunta no, dopo le europee sì,
dopo le europee no, SVIMEZ usciva con il rapporto implacabile e
drammatico sulle condizioni del mezzogiorno della Sicilia nel 2013;
il Prodotto interno lordo che continua a crollare registrando un
meno 4,3 per cento; gli investimenti precipitati, nel 2012 persi
nell'isola 38 mila posti di lavoro; il rischio di una povertà che
minaccia un terzo delle famiglie siciliane; la incapacità di spesa
della Regione, sia nel corrente che nel conto capitale; i fondi
strutturali che continuano a restare inutilizzati o utilizzati
male.
E' lo SVIMEZ che parla non l'opposizione, e a fronte di questo
quadro allarmante arrivano i giudizi degli operatori sociali, delle
parti sociali, la CGIL, il sindacato di sinistra, non la UGL, dice
con il suo Segretario: al Governo Crocetta vogliamo dire che la
luna di miele con i siciliani volge al termine, è arrivato il
momento di dare risposte e di trovare soluzioni concrete ai
problemi , lo dice il Segretario generale della CGIL in Sicilia; la
Repubblica che non si può certo considerare un quotidiano vicino al
centro destra scrive: il Governo Crocetta ha stabilito un rapporto
privilegiato con il Palazzo di Giustizia , bene, se si scoprono
irregolarità queste vanno denunciate, ma una amministrazione che
guarda lontano non può limitarsi e deve domandare la regolarità del
proprio apparato burocratico ad un organo esterno sì, ma deve anche
attivarsi attraverso un'azione di prevenzione in grado di rimuovere
sul nascere procedure malavitose all'interno dei propri uffici, se
non lo fa non risolve alla radice il problema di una cattiva
gestione amministrativa.
Presidente Crocetta c'è tanta sete di legalità in questa Isola,
devastata da affaristi e da spregiudicati spesso in combutta con
delinquenti e mafiosi. C'è tanta sete di legalità in questa Isola,
ma c'è anche tanta fame, c'è tanta fame, la sua coraggiosa azione
di denuncia del malaffare politico, della quale non ho difficoltà a
darle atto pubblicamente, da sola non è bastata, non poteva
bastare, non può bastare.
La Sicilia chiede legalità e sviluppo; la Sicilia chiede crescita
e legalità; la Sicilia chiede di essere normalizzata, bisogna
promuovere gli investimenti, sostenere le filiere produttive,
elevare la competitività, tutelare i lavoratori delle attività
dirette e indotte, chiedere a Roma di riprogrammare i Fondi
strutturali del 2007/2013, chiedere a Roma di definire il programma
dei prossimi sei anni, serviva una politica per la riqualificazione
urbana, serviva una politica per lo sviluppo delle aree interne,
bisognava puntare sulle infrastrutture e sulla logistica, bisognava
dismettere il patrimonio immobiliare della Regione e, invece, nulla
di tutto questo, Presidente, lei ha pensato che l'unico male
fossero le Province, doveva togliere il cancro del costo degli
organi gestionali e, invece, di togliere il cancro ha eliminato il
malato e, oggi, mentre mancano sessanta giorni all'entrata in
vigore della legge sui Liberi consorzi dei Comuni, non c'è uno
straccio di proposta in Commissione, mentre i dipendenti regionali
continuano a reclamare il diritto a conoscere il loro futuro.
La proposta che avete portato in Commissione, è una proposta
impraticabile, inaccettabile come inaccettabile è quella sulle
Città metropolitane che voleva mortificare l'istituto autonomistico
degli enti locali e avete dovuto ritirarlo dopo otto giorni. Perché
tanta improvvisazione? Perché tanta fretta? Perché tanta voglia di
annunciare? Perché?
Per un anno avete condannato all'incertezza precari, forestali,
operatori della formazione, avete condannato al patibolo del
sospetto dirigenti e funzionari di questa Regione, alcuni collusi,
altri persone perbene, desiderosi soltanto di essere motivati.
Lei avrebbe dovuto fare la rivoluzione delle nomine dando spazio
al merito, al di là delle appartenenze. In dieci mesi, cento nomine
tutte improntate al merito.
Faccio soltanto alcuni esempi: Giuseppe Antoci, commissario del
Parco dei Nebrodi, un naturalista, direte voi, no un ex candidato
al Senato del Megafono, partito di Crocetta.
Marisa Mazzaglia, presidente del Parco dell'Etna, voi mi direte
una vulcanologa, no, assessore del Megafono nel comune di Nicolosi.
(applausi)
Francesco Calanna, commissario dell'Ente di Sviluppo Agricolo, voi
mi direte un agronomo, esperto in scienze forestali, no, ex
deputato del Partito Democratico.
Saro Faraci del Consorzio Autostrade Siciliane, voi mi direte un
ingegnere trasportista, un esperto di infrastrutture, no, soltanto
il Presidente della pallavolo di Gela, amico del Presidente
Crocetta.
Quale rivoluzione, Presidente, quale rivoluzione, avete fatto in
un anno le cose peggiori e le avete fatte nel modo migliore
Lei è lo stregone che la gente ha votato, stanca dei medici
incompetenti che hanno ridotto questa Regione all'osso
Lei è lo stregone che i siciliani hanno scelto al posto dei medici
tradizionali che, al capezzale di questa Isola, sempre più
anoressica, l'hanno resa assolutamente impraticabile.
Lei è un uomo affetto da isteria autoreferenziale.
Lei è affetto da delirio da immagine.
Lei è malato del complesso di Mosè , vuol dettare le tavole del
presente e del futuro.
Lei sa donare la gioia dell'amicizia ad un mafioso incallito,
seppure per convertirlo sulla generosa strada della legalità, e sa
infliggere cocenti umiliazioni ad un deputato incensurato che col
mafioso, però, ci ha solo parlato al telefono, il che non lo
assolve del grave fatto.
Lei ha deciso di essere un uomo solo, Presidente Crocetta, ha
deciso di chiudersi nel fortino, pronto a lanciare frecce di fuoco
contro chiunque si avvicini al suo sito.
Lei ha questa pulsione irrefrenabile di dovere guardare tutto con
sospetto.
Lei ha deciso di essere un uomo solo, impegnato a distribuire
granoturco biologico alle colombe e di disseminare polpette
avvelenate ai falchi oltranzisti, dimenticando che in questa
voliera di umana fauna selvatica non sono né le colombe né i falchi
il suo problema, ma gli avvoltoi, pronti ad addensarsi sulle carni
ancora vive di un Presidente che deve elargire prebende.
Lei, Presidente Crocetta, ha deciso di essere un uomo solo al
timone di una nave logora e consunta che imbarca acqua da tutte le
parti, non ha una rotta, non ha una meta.
Lei è un uomo solo, Presidente Crocetta, che vive in una
solitudine affollata di opportunisti, di estranei, di saltabanchi,
di accattoni, di questuanti, di mestieranti della politica che oggi
affrontano attese estenuanti nella sua anticamera esattamente come
ieri facevano con Lombardo, l'altro ieri con Cuffaro e prima ancora
con il potente di turno.
Lei è un uomo abile e astuto come una volpe, ma ha la paura di un
coniglio. Con quell'aria sorniona con cui guarda i deputati che si
alternano in questa tribuna, con quell'aria sorniona da gatto
acquiescente lei finge le fusa, ma è pronto a muovere il primo
graffio quando se ne presenta l'opportunità.
In questa Terra dalle mille contraddizioni, in questa Sicilia
bigotta e libertina, in questa Sicilia dissacrante e ruffiana, lei
Presidente Crocetta resta, come direbbe Tano Laterza, l'ultimo
fedele interprete di Pirandello uno, nessuno, centomila .
Lei continua a restare chiuso nella Bastiglia, ma non dimentichi
che Luigi XVI aveva sottovalutato la rivolta del popolo convinto
che fosse una inquietudine contingente ed era una sanguinosa
rivoluzione e quel sovrano finì come finì, politicamente parlando
si intende.
Lei si deve augurare, Presidente, che a fronte della sua
rivoluzione a parole i siciliani non facciano la rivoluzione con i
fatti, perché quando i siciliani la rivoluzione la fanno con lo
stomaco diventano pericolosi, diventano inquietanti e i siciliani
sono stanchi di un Governo immobile; sono stanchi di un Governo che
non sa decidere; sono stanchi di un Governo che si affida soltanto
ai proclami.
Con questa mozione noi, oggi, abbiamo ridato un minimo di speranza
a chi crede che questo Governo immobile possa andarsene a casa.
Sull'esito, e concludo Presidente, non ci facciamo illusioni e non
per un nobile principio politico, e non per una riflessione
meditata e sofferta della politica con la P maiuscola, no, no,
sull'esito del voto di questa mozione noi non ci facciamo alcuna
illusione soltanto per un fatto di istinto di sopravvivenza,
soltanto per la tutela di un diritto fisiologico.
Nessun tacchino si augura che il Natale arrivi in anticipo e tutti
gli agnelli vorrebbero che la Pasqua venisse cancellata dal
calendario liturgico.
Noi non sappiamo quanto durerà questo Governo Crocetta, quattro
ore, quattro mesi, quattro anni, non lo sappiamo, sappiamo di
certo che quando Crocetta avrà lasciato Palazzo d'Orleans
rimarranno in Sicilia le macerie.
Rimarranno le macerie che si sovrapporranno a quelle lasciate
dalle precedenti gestioni; rimarranno i segni di una gestione
fallimentare; rimarrà nei siciliani la delusione di una rivoluzione
annunciata, la rabbia di una fiducia tradita.
Noi con la mozione di sfiducia vorremmo che questa stagione,
Presidente Crocetta, si concludesse oggi, il resto lo decideranno i
deputati di quest'Aula obbedendo alla loro coscienza, dinnanzi a
Dio e dinnanzi al popolo siciliano. Grazie.
(Applausi)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel rispetto delle
regole democratiche che il Parlamento deve esaltare non ho nulla da
eccepire sulla mozione che alcuni componenti di questa Assemblea
hanno voluto attivare, ritenendo di rispondere alle aspettative di
una parte dei loro elettori.
E' certamente giusto dare spazio alla base e farsi portavoce del
loro sentire, siamo qui a rappresentare il popolo e la propensione
all'ascolto, spesso non adeguatamente profusa, ci impone di non
sottovalutare la percezione che la gente ha di ciò che produciamo
nei palazzi delle massime istituzioni, ma proprio per il ruolo
affidatoci, si intesta a noi la responsabilità di capire le ragioni
del malcontento, suggerire possibili soluzioni e, soprattutto,
salvaguardare il bene comune, che non può essere messo a rischio da
iniziative di portata dirompente.
Caro Presidente, che ha parlato in maniera appassionata, posso
dirle che il Partito Democratico sì ha avuto al suo interno fasi di
critiche, ma le ha avute solo per rilanciare l'azione del Governo,
non già per arrivare a una soluzione di sfiducia che certamente non
servirebbe al popolo siciliano, alla Regione, a tutti coloro che
aspettano soluzioni vere da questo nostro Parlamento e da questo
nostro Governo.
Io apprezzo la passione che lei ha messo, ma avrei pure apprezzato
che questo dibattito, oggi, fosse per trovare insieme quelle
soluzioni che mancano alla nostra Sicilia.
Siamo in un momento in cui c'è un malessere diffuso nella Regione,
aggravato da una crisi finanziaria senza precedenti e di ciò
ciascuno è consapevole.
A fronte di questo disagio, porre oggi un problema di brusca
interruzione nell'azione di Governo sarebbe un imperdonabile e
folle risultato di cui non si gioverebbe alcuno, componenti
compresi.
Nel giudizio colpevolizzante di una situazione che inevitabilmente
si aggraverebbe, saremmo tutti accomunati, per un verso o per
l'altro, sarebbe soltanto un regalo, un'insperata occasione,
proprio a chi - caro Presidente - ha contribuito a determinare
questo stato di cose. Mi riferisco alle forze che sono state
ininterrottamente al timone in questa Regione dal 1994, senza aver
fatto nulla per correggere la rotta e metterci al riparo dal
collasso.
Ad appena un anno dall'elezione del Presidente Crocetta, nessuno
potrà addebitargli le colpe di tale malessere che ha cause antiche
e recenti, tutte comunque più datate rispetto all'avvento
dell'attuale esecutivo, cui invece va dato atto di aver intrapreso
un percorso di cambiamento che merita di essere sostenuto ancor più
ora che le difficoltà finanziarie ci espongono a forte rischio.
Ci sono state scelte coraggiose come l'abolizione delle Province.
Veda, sono modi anche di vedere, ma l'abolizione delle Province,
di cui noi siamo stati i precursori, che noi abbiamo sostenuto con
forza come gruppo del Partito Democratico, quel disegno di legge
ora viene ad essere copiato anche dal Governo nazionale, un Governo
nazionale sostenuto dai due maggiori partiti, il Partito
Democratico e il Popolo della Libertà, ma anche Unione dei
Democratici Cristiani, e ritornerò sull'argomento.
La cancellazione della tabella H Da anni arrivavamo
all'approvazione della Finanziaria e del Bilancio sempre all'ultimo
secondo, nell'ultima notte, nel mattino, quando dovevamo - ognuno
per conto proprio - rivendicare i contributi all'uno o all'altro
ente di nostra pertinenza o sponsorizzato da noi. Bene, quest'anno
per la prima volta c'è stato il coraggio di togliere la tabella H)
ed anche questo è un risultato positivo.
La trasparenza nel settore della formazione Bene, vedremo poi il
prosieguo quale sarà, ma questo è sicuramente un risultato
fortemente positivo.
E poi l'attenzione alle tematiche sociali del precariato e non
solo.
Dunque, c'è un giudizio che può essere dato positivo fin qui.
Dobbiamo però guardare al futuro che pone una serie di incognite.
Allora è doveroso interrogarci se siamo attrezzati ad affrontare
la sfida, dal federalismo fiscale all'impiego della spesa
comunitaria, che continua a vedere la Sicilia in forte ritardo.
L'inventiva dimostrata da Crocetta su alcune cose, ha giovato
anche mediaticamente all'immagine complessiva di una regione che
vuole cambiare passo. E allora bisogna sfruttare anche l'immagine
che ha dato il Presidente Crocetta di questa Regione, per essere in
questo momento tutti uniti e rivendicare a Roma l'allentamento del
patto di stabilità.
Noi sappiamo quale è la verità: noi, se non abbiamo l'allentamento
del patto di stabilità, non riusciremo a sbloccale la spesa. Noi in
questo momento abbiamo la spesa degli enti locali bloccata, il
contributo agli enti locali bloccato, le spese di alcuni
assessorati bloccate, non riusciamo a contribuire con le nostre
risorse a fare sbloccare le spese dei fondi europei e tutto questo
io credo che dovrebbe responsabilmente farci in questo momento
pensare e unire, per dire a Roma tutti insieme noi non possiamo
soffocare', noi siamo una Regione debole, noi abbiamo problemi
sociali, abbiamo il più alto grado di disoccupazione, abbiamo il
più altro grado di povertà in Sicilia e, certamente, questo non può
essere addebitato ad un anno di gestione del Governo Crocetta.
Veda, questa mozione di sfiducia non può essere presentata ad un
anno di vita del Presidente del Governo Crocetta, avremmo gradito
che queste riflessioni fossero fatte più avanti, perché io credo
che il Presidente Crocetta abbia voluto con le sue esternazioni,
con il suo modo anche eclettico - diciamolo pure - cercare di
rompere con il passato e ha rotto alcune vicende, alcune vicende
importanti che certamente portano alla trasparenza.
Ma dopo un anno di annunci, di fatti, sicuramente bisogna guardare
ora alla fase due, che è la fase della programmazione. Occorre
passare subito a quella fase due, operosa e fattiva, che alimenti e
che incoraggi l'economia.
Battere i pugni a Roma, come dicevo, per allentare la morsa del
soffocante patto di stabilità. Veda, noi abbiamo gravi problemi che
affliggono la nostra società, abbiamo un problema di come
affrontare la prossima finanziaria ed il prossimo bilancio, abbiamo
il problema di come affrontare il nodo dei precari che è stato
ribaltato a questa Regione, abbiamo il problema di come affrontare
le tematiche sociali, abbiamo il problema di come rilanciare
l'azione per quanto riguarda la ripresa economica, abbiamo il
problema della semplificazione, problema già affrontato da questa
giunta, ma che deve essere meglio calato nell'ambito degli
assessorati.
Noi non possiamo - io mi riferisco ad una battuta fatta anche dal
deputato Cancellieri - assistere a bandi che vengono ritardati
perché poi c'è il problema del bonus e quindi graviamo questi bandi
con le fideiussioni o altro, ma tutto questo, in un momento di
grave situazione economica, sociale per la Sicilia ci deve imporre
di essere tutti uniti nel rivendicare, tutta l'Assemblea, rispetto
a quelli che possono essere anche i poteri di un Governo, che con
la riforma delle elezione del Presidente della Regione sicuramente
ha creato alcuni disequilibri, diciamolo, nel rapporto Aula-Governo
e nel rapporto Governo-Aula.
Ma tutto questo lo si fa con grande senso di responsabilità,
bisogna interpretare le ragioni politiche, bisogna interpretare
quali sono in questo momento le istanze della base.
Ma se vi è un forte malcontento, vi è anche l'esigenza, da parte
della gente, di vederci uniti.
Parlare oggi di mozione di sfiducia, non può avere un senso perché
la gente aspetta da noi risposte e la mozione di sfiducia,
sicuramente, non può dare risposte, anzi aggraverebbe la situazione
di gravità in cui versa questa Regione. Ci metterebbe alla berlina
rispetto al Governo nazionale e rispetto a quelli che sono i
sacrifici fin ora fatti. Mi riferisco, per esempio, alla Sanità.
Nei tempi passati noi sforavamo di un miliardo il deficit
programmato rispetto all'azione. Abbiamo ottenuto risultati. Ora
bisogna rilanciare, per esempio, con la riorganizzazione della rete
ospedaliera che non può essere più fermata, che deve essere subito
lanciata, perché in questo momento, c'è tutto bloccato.
Ma allora perché non affrontare i temi veri su cui noi dovremmo
confrontarci. La mozione di sfiducia non risolve tutte queste
tematiche, ci porta ad essere ad una situazione di fermo per un
anno e questa Sicilia la povertà non se la può più permettere.
Dobbiamo sicuramente guardare all'opera due, all'opera di
programmazione, mi sarei aspettato, anche, un dibattito su quelle
che devono essere le scelte per i fondi europei, mi sarei
aspettato, anche, un dibattito su quello che deve essere
l'allentamento del patto di stabilità, ma non già possiamo
giustificare, oggi, una mozione di sfiducia che non fa bene a
nessuno.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi abbiamo avuto
gli interventi dell'onorevole Musumeci e dell'onorevole Cancelleri
che hanno illustrato la mozione...
PRESIDENTE. L'onorevole Musumeci non ha illustrato, rientra nei
trenta minuti.
DI MAURO. E' intervenuto, era uno dei firmatari della mozione,
unitamente all'onorevole Cancelleri. Credo che sia opportuno, anche
perché molti di noi attendono un intervento del Presidente della
Regione, potere ascoltarlo...
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro .
DI MAURO. Le sto dicendo la mia opinione che credo sia corretta
istituzionalmente e in relazione al dibattito che si deve svolgere.
Se lei immagina che ci possa essere un dibattito in cui tutti
parlano, poi il Presidente fa le sue dichiarazioni e poi si vota,
credo che non sia un dibattito che vada nella maniera regolare.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Di Mauro, eventualmente i
Capigruppo si possono riservare di intervenire in sede di
dichiarazioni di voto, perché si dibatte la mozione di sfiducia,
non si dibatte quello che dirà il Presidente della Regione; in sede
di dichiarazione di voto lei ha ragione.
DI MAURO. Credo che sia importante quello che ho detto.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, alla fine della discussione
generale, interverrà il Presidente della Regione, poi ci saranno le
dichiarazioni di voto e si voterà.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende la discussione della mozione numero 200 Sfiducia al
Presidente della Regione
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, fuori dall'Aula.
E' chiaro che vi è interesse e, personalmente, intervengo con
interesse e anche con un minimo di soddisfazione in questo
dibattito che, dello stesso, mi ha visto, ancorché successivo
protagonista.
Intervengo con interesse proprio perché questo dibattito, noi come
Popolo della Libertà', avevamo ipotizzato di rinviarlo ad altra
data, di rinviarlo di qualche mese, perché ritenevamo necessario
che, un argomento così delicato, meritasse un maggiore raccordo,
una maggiore collaborazione una maggiore sinergia, tra tutte quelle
parti dell'opposizione che volessero attivare e attuare una
proposta che non fosse soltanto di contrasto ma anche di proposta.
Successivamente, i colleghi del Movimento Cinque Stelle, il Gruppo
della Lista Musumeci, hanno inteso, comunque, procedere, ed ad un
certo punto, quell'atto parlamentare rischiava di bloccarsi,
diciamo per un incidente di percorso.
Dinanzi, quindi, ad un bilanciamento, che era necessario fare, tra
gli interessi di un Governo, che noi riteniamo assolutamente
fallimentare, assolutamente inadeguato, e quelli, invece, di una
parte, o di più parti dell'opposizione che, sebbene non avvezzi ad
uno spirito di collaborazione e di sintesi, bene, abbiamo voluto e,
personalmente, ho voluto abbracciare questa seconda tesi, questa
seconda posizione, la posizione di chi oggi contrasta un soggetto
istituzionale che, purtroppo, ahimè, si pone in contrasto nei
confronti di questa Sicilia.
Certo, non ci facciamo particolare illusioni, l'ha detto bene
l'onorevole Musumeci. Riteniamo, però, che questo atto parlamentare
possa aprire ad un dibattito, un dibattito più volte preannunciato
dal Presidente Crocetta ed altrettante volte disatteso, un
dibattito promesso ed altrettante volte negato. Ecco perché, ha
ragione l'onorevole Laccoto quando dice che era giusto, era
necessario, magari, discutere, ma dinanzi all'inerzia, alla
protervia ed alla boria di un governatore che, purtroppo, ancora, a
distanza di un anno, non ha dimostrato Ora, qua, non voglio
parlare dei suoi assessori, l'ha fatto il suo braccio destro, forse
in una quasi ispirazione freudiana, a dire, ad esprimere un
giudizio, ahimè, disarmante, ma non sono certamente io che lo
rassegno a quest'Aula ed alla Sicilia intera.
E' chiaro, ritenevamo necessario che si potesse aprire un
dibattito. Un dibattito in un momento particolarmente difficile, un
dibattito che si apre quando fuori da questo Palazzo c'è una
situazione veramente drammatica. C'è una disoccupazione giovanile
che ha superato il 50%. C'è una disoccupazione, che riguarda gli
under 50, che raggiunge cifre da capogiro: quelle persone che sono
troppo vecchie per essere reintrodotte nel mercato del lavoro e
sono troppo giovani per andare in pensione.
Una situazione sicuramente devastante, una situazione che
meriterebbe di essere affrontata con tenacia, con impegno, con
efficienza ed efficacia, da parte di questo Governo che avrebbe
dovuto fare la rivoluzione. Ed, invece, cosa succede?
Si dice che abbiamo ricondotto la spesa corrente agli anni 2000,
cioè noi prima spendevamo, sino a qualche tempo fa, circa 20
miliari di euro, ora ne spendiamo, come spesa corrente, poco più di
15 miliardi che, se da un punto di vista della revisione della
spesa, è anche giusto, dall'altro lato, la cosa più grave è quella
che abbiamo ricollocato la spesa in conto capitale agli anni '88,
'90, cioè quello che noi spendevamo nel '90 lo spendiamo adesso.
Vi do soltanto una cifra, e non l'ho detta io, è una cifra data
dal Presidente Crocetta e dall'assessore Bianchi, l'anno scorso,
quando hanno presentato la relazione sul DPEF. Una relazione che
diceva che, nell'anno 2012, abbiamo avuto in Sicilia 2.026 gare
d'appalto per una cifra, per una spesa, per un investimento
complessivo di un miliardo 608 milioni.
Sapete quanto abbiamo speso quest'anno? L'UREGA ha comunicato che
al 31 agosto 2013, abbiamo speso appena 130 milioni di euro in
questa Sicilia che sta affondando, in questa Sicilia che si trova
in una situazione di tragicità, sapete quante gare sono state
effettuate nella Provincia di Enna? Una sola Per un milione e
seicentomila euro, è una vergogna È una vergogna non perché lo
dice l'opposizione, è una vergogna perché un mese fa il dirigente
generale della programmazione è venuto in Commissione Bilancio a
dirci che la spesa comunitaria è al palo.
Ne cito una, assessore al territorio, il suo assessorato ha speso
appena il sette per cento dei fondi comunitari; questo dà la cifra
chiara di quello che rappresenta oggi il Governo Crocetta.
E dove sono le infrastrutture, i lavori pubblici? È chiaro, come
si fa a rilanciare un mercato del lavoro quando il privato non
investe, il pubblico non spende, non soltanto la spesa corrente -
che magari ci potrebbe stare - ma poi non riesce nemmeno ad
immettere nel mercato la spesa in conto capitale, per i lavori
pubblici, per le infrastrutturazioni, pubbliche e private, per il
sostegno alle imprese non dico quelle grandi, non faccio
riferimento a Termini Imerese, onorevole Cancelleri, troppa grazia,
ma mi riferisco alla piccola e media impresa.
Nessun intervento per le politiche attive sul lavoro.
E allora sono queste le considerazioni che ci hanno portato a fare
una riflessione seria, una riflessione attenta, una riflessione che
ci vede oggi assolutamente contrastare questo Governo, in maniera
molto chiara, nelle posizioni molto chiare.
E non sto qua a dire gli annunci, non sto qua a dire che questo
Governo è stato il Governo dei proclami a cui non ha fatto seguire
poi i fatti. Magari i propositi sono stati interessanti, ma poi i
fatti non ci sono stati.
Questo è il Governo che, da un lato, giustamente, invoca
l'antimafia, invoca la criminalità organizzata, grida al malaffare;
e se è giusto, da un certo punto di vista, procedere a sanzionare
chi nella formazione professionale ha sbagliato, chi nella
formazione professionale ha dimostrato atteggiamenti
delinquenziali, ma dall'altro lato dobbiamo trovare una proposta
per questa gente, per questo settore. Dobbiamo creare
immediatamente un'agenzia regionale, dobbiamo selezionare,
individuare i percorsi corsuali che diventano utili, necessari, per
l'inserimento nel mercato del lavoro dei nostri giovani. Dobbiamo
evitare che si possa, però, ipotizzare di assegnare a dei potentati
economici magari la formazione professionale, perché altrimenti
oggi abbiamo dieci mila persone allo sbando, che stiamo pagando per
non far lavorare, che stiamo pagando e ci costano di più senza dare
un servizio utile alla nostra Sicilia.
E lo abbiamo fatto anche con gli sportelli, assessori.
Millesettecento persone. Ma era necessario procedere a raggiungere
un accordo che avevamo concordato il 26 settembre?
In queste ore questi signori vengono pagati pur non lavorando e
queste sono le vergogne di questa Sicilia. E questa responsabilità
di chi è? La vogliamo ricollocare ai Governi precedenti? O la
vogliamo ricollocare a qualche Governo che diceva, ho sentito, il
grande sforamento della sanità. Certo, mi verrebbe di chiedere con
quale Governo oggi sta quell'assessore alla sanità, di chi è capo
della segreteria tecnica, di quale assessore è e di quale Governo,
oggi dove si trova colui che fece lo sforamento della sanità
pubblica siciliana.
Questo lo dobbiamo chiedere al Presidente Crocetta. E così ancora,
un Governo assolutamente assente, un Governo che - e vado verso la
conclusione Presidente - dinanzi ai gravi problemi della Sicilia
C'era un problema, un problema con la più importante compagnia di
trasporto aerea, l'unica siciliana- E cosa fa il Governo? Manda uno
spot e dice metteremo le ali ai nostri autobus dell'AST , senza
curarsi che all'AST dovremo prima pensare ad una cura di
ristrutturazione, perché è impensabile che oggi noi paghiamo, oltre
al contributo ordinario sul trasporto pubblico locale, anche 28
milioni di euro sulle casse dei cittadini e dei siciliani.
Potrei parlare delle inesistenti politiche attive sul lavoro,
delle politiche sul turismo, che forse servono ad una sola turista
siciliana ma non a tutti gli altri, a nessun altro. Potrei parlare
della legge sui rifiuti e della legge sull'acqua che sono rimaste
al palo, potremmo anche dire che noi censuriamo pesantemente che un
grande impulso televisivo comportava, ad un certo momento, la
cancellazione ex abrupto di una istituzione sovracomunale senza
dare l'alternativa: noi riteniamo che l'abolizione delle province,
sic et simpliciter, rappresenti un disinvestimento istituzionale
pericoloso.
Io concludo dicendo che questo Governo in questi ultimi tre mesi,
hanno detto bene il presidente Musumeci ed il presidente Cancelleri
quando hanno detto che in questi ultimi tre mesi abbiamo potuto
assistere soltanto a tensioni, fibrillazioni, rancori e ad
affermazioni rancorose del Presidente verso eminenti esponenti del
Partito Democratico, ad altre risposte altrettanto piccate di
questi esponenti nei confronti del Presidente.
E poi abbiamo assistito a quel valzer di assessori: assessori che
escono, assessori che entrano, assessori che sono a bagnomaria,
non tutti.
E chiaro che queste situazioni allarmino la Sicilia perché si
trova in una situazione di difficoltà e perché pretende buon
Governo.
E se da un lato dobbiamo procedere verso la censura di
atteggiamenti e comportamenti criminali, dall'altro lato questo
Governo è stato chiamato per governare la Sicilia.
Concludo dicendo che noi del Popolo della Libertà, del partito che
vuole stare e che sta nel centrodestra, vogliamo ribadire che siamo
assolutamente alternativi a questo Governo e lo siamo nei fatti: lo
siamo perché siamo stati in grado di dimostrare serietà e
responsabilità quando siamo stati chiamati a farlo, con le nostre
proposte sulle varie norme - non ultima la manovra finanziaria di
qualche giorno fa -, lo faremo sulla legge per il superamento delle
province, sulla legge sull'acqua e su quella sui rifiuti, materia
che ancora rimane al palo, come abbiamo detto.
Vogliamo dire, con grande serietà, che noi lo abbiamo fatto con
onestà nei confronti, innanzitutto, di chi ci ha votato e di chi ci
ha collocato - giustamente, io dico - all'opposizione per un
compito di proposta e di controllo. Ed è per questo che noi non
faremo sconti ma rimarremo qua sempre custodi della correttezza e
della chiarezza delle posizioni.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, le devo fare presente che nel suo
Gruppo si sono iscritte a parlare ben sei persone e lei ha
impegnato ben 15 minuti sui 45 a disposizione del Gruppo. Quindi,
per precisazione per gli interventi successivi, è un problema tutto
interno al Gruppo.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, interveniamo oggi
per una discussione su una mozione che è stata presentata dai
colleghi del Movimento Cinque Stelle, dal Gruppo dell'onorevole
Musumeci e dall'onorevole Falcone.
È una mozione in cui si discute su tutta una serie di cose che
sono state individuate nella stessa mozione.
Devo dire, peraltro, signor Presidente, che nell'ambito di questo
Parlamento era stata avanzata, da un'altra parte dell'opposizione,
una richiesta al Presidente della Regione formulata in sede di
Conferenza dei Capigruppo a proposito di una discussione, che
sollecitavamo dopo l'ampio dibattito, svoltosi sulla stampa
siciliana, in cui veniva avviato un confronto serrato e molto
contrastato tra il Partito Democratico e il Presidente della
Regione.
Un contrasto che non verteva sulle cose da fare ma verteva
semplicemente sull'occupazione dei posti di governo da parte di
alcuni parlamentari senza indicare peraltro la strada che doveva
essere seguita da questo futuro governo. Un dibattito che poco ha
interessato i siciliani ma che ha impegnato tutti noi in questa
estate a leggere questo dibattito, a leggere questo confronto e
rispetto - come diceva poc'anzi l'onorevole Musumeci ma lo voglio
ribadire - le opposizioni sono state silenziose, rispettose, ma
avevano chiesto con forza ed era stato stabilito dal Presidente
della regione un tale giovedì perché si svolgesse una discussione
in questo Parlamento, sullo stato di salute del governo presieduto
dal Presidente Crocetta.
Credo che fosse un esempio di democrazia, un comportamento
assolutamente ragionevole, un atteggiamento che in passato è stato
seguito da diversi presidenti della Regione, proprio perché ci
fosse in questa Aula la chiarezza dei comportamenti e la chiarezza
del comportamento che un governo deve tenere in un momento così
difficile come quello che sta attraversando sia lo Stato sia la
Regione.
Dico questo perché avendo con determinazione - me lo lasci dire -
il Presidente della Regione rifiutato questo dibattito, oggi ci ha
spinti qui a trattare una mozione di sfiducia.
Lo facciamo nonostante, devo dire, un mio particolare
convincimento che è quello che scaturisce dal fatto che, dopo dieci
mesi dall'insediamento del Governo, in realtà è problematico
parlare di mozione di sfiducia perchè se fossimo stati in un
consiglio comunale o provinciale, qualunque fosse stato, noi
sappiamo che c'è una legge elettorale siciliana per gli Enti locali
che impedisce prima dei due anni di presentare mozioni di sfiducia.
Qui questo non è impedito e devo riconoscere che un governo deve
avere il tempo di muoversi, adeguarsi di organizzarsi, di conoscere
un po' le cose che bisogna fare.
Il Presidente si è rifiutato, il Presidente ci ha spinti con molta
franchezza alla trattazione di questa mozione, perché si è
rifiutato - lo ripeto ancora una volta - di compiere questo atto di
democrazia, questo atto di confronto in Parlamento con le
opposizioni, con la sua stessa maggioranza; il Presidente della
Regione è più proclive ai monologhi ma non è proclive a quello che
può essere - lasciatemelo dire - anche un bagno di umiltà'
rispetto ad un Parlamento, rispetto ad una regione come la Sicilia,
che consta di 5 milioni e 500 mila abitanti, i cui cittadini hanno
diritto di sapere se in questo Parlamento c'è un governo che è
rappresentativo di una maggioranza o un governicchio che non è tale
e che ha bisogno di una assunzione di responsabilità particolare da
parte del Presidente.
Voglio ricordare al Presidente della Regione che lui è stato
eletto senza una maggioranza che non è cosa da poco. Sin dalle
prime battute abbiamo visto che mancava, di fatto, una maggioranza.
Il Presidente - lo devo riconoscere - forse senza tanto concorso da
parte sua, si è trovato dietro la porta una serie di colleghi che
hanno voluto partecipare a costruire questa maggioranza.
Il Presidente della Regione si è trovato improvvisamente, nel giro
di 20 giorni, un mese massimo, di fronte ad una maggioranza - me lo
lasci dire, Presidente - numerica, non di qualità, non di sostanza,
non di progetto politico. Dietro la sua persona si sono organizzati
gruppi di persone che hanno costruito anche gruppi parlamentari
raccogliticci al fine di dare un sostegno apparentemente numerico
nel tentativo, credo, di avere ritorni di natura personale.
Il Governo e il Presidente della Regione hanno dato vita ad un
governo tecnico o come dice ingenuamente - me lo lasci dire -
l'onorevole Malafarina, un governo in cui forse i tecnici non sono
una cima; io direi una cosa diversa, noi abbiamo chiamato tecnico'
ma imprudentemente, perché in realtà questo è un governo fatto di
persone di sua fiducia, di fiducia del Presidente della Regione, di
suoi amici ed è un comportamento che io riconosco possibile: il
Presidente della Regione ha vinto le elezioni e ha ritenuto di
fidarsi e di affidarsi ad una serie di supporti scelti
personalmente nel convincimento che questa fosse la soluzione. E'
sua la scelta, è sua la determinazione, è lui che deve rendere
conto all'elettorato e su questo punto di vista io non ho nulla da
dire, vedremo quali sono i risultati di questo Governo e vedremo
quelle cose che sono state fatte fino ad oggi.
Un dato è certo: non c'è un rapporto fiduciario col Pd soprattutto
e non c'è un rapporto fiduciario con la sua maggioranza tant'è
che non ha voluto utilizzare nella composizione della sua Giunta
parlamentari della sua presunta maggioranza. Forse, non vuole
essere disturbato nell'attività di Giunta, non so quale possano
essere le sue valutazioni, vuoi o non vuoi una cosa è certa: in
altri tempi, qualora si ricorreva a un Governo tecnico, si veniva
in Aula a spiegare le ragioni della composizione di un Governo
tecnico e non di un Governo fatto di soggetti politici appartenenti
a questo Parlamento. Si fa così nel Governo nazionale, si è fatto
così anche nel Governo di questa Regione negli anni passati. Questo
non è avvenuto e credo che sia questa una lesione - me lo lasci
dire, Presidente - della democrazia. Lui ha il diritto di
scegliere le persone che ritiene, ma non ha il diritto di ledere un
diritto che è quello di una rappresentanza politica.
In questi giorni abbiamo assistito a un passaggio politico in cui
comunque una certa correzione è stata posta in essere, a proposito
della presidenza della Prima Commissione. E' stato eletto il
Presidente Cracolici e, ovviamente, con un accordo che ha compreso
anche il Presidente Crocetta.
Ma veniamo alla sostanza delle cose. La prima domanda che voglio
fare al Presidente della Regione è la seguente: io vorrei capire se
il Presidente della Regione ha ben chiaro quello che lo Stato un
anno fa ha fatto nei confronti delle regioni di Italia e
soprattutto nei confronti della Regione siciliana allorquando ha
deciso di invertire una linea di conduzione di quello che è stato
il rapporto Stato-Regione imprimendo un salasso alla Regione
siciliana di due miliardi di euro che sarà una misura standard per
i prossimi bilanci nazionali. Noi abbiamo avuto una decurtazione di
quelle che sono le nostre capacità finanziarie di ben due miliardi
di euro.
Tutto questo mette a repentaglio i conti e non è soltanto un
problema del Governo Crocetta, credo che sia un problema della
Sicilia, un problema di questo Parlamento e il modo come il
Presidente della Regione sta affrontando questa situazione non
credo sia un metodo convincente e, soprattutto, un metodo che possa
dare prospettiva a questa Regione.
Allora, io credo che sia arrivato il momento, al di là della
mozione, al di là di quello che sarà l'esito e, come giustamente
diceva poc'anzi un collega, sappiamo tutti qual è l'esito, tant'è
che noi avevamo sollecitato una parte dell'opposizione ad una
discussione sulla mozione, ad un confronto aperto, un confronto in
cui il Presidente della Regione sarebbe venuto in Aula a dirci: Ho
bisogno che ci sia la responsabilità da parte di tutti , perché gli
argomenti sono così importanti per salvare la Sicilia e i siciliani
da una crisi che è irreversibile continuando a non avere da parte
del Governo alcuna azione concreta per resistere a queste
difficoltà.
Io credo che noi dobbiamo cominciare ad esaminare quello che ha
fatto il Governo fino ad oggi e lo possiamo annoverare con una
elencazione: le assenze sovente degli Assessori in Aula, le nomine
molto dettagliate del sottogoverno che rispondono tutte ad una
logica ben precisa e soprattutto - me lo lasci dire - l'impotenza
di questo Governo regionale rispetto ad una questione che è
drammatica: la questione dei precari. E spiace che l'onorevole
D'Alia abbia scoperto ora che la Regione negli anni passati non ha
adempiuto a quelli che erano i propri compiti e cioè quello di fare
in modo che gli enti locali procedessero ai concorsi.
Forse, però, l'onorevole D'Alia non conosce la crisi in cui
versano i Comuni della Sicilia. E'un fatto notorio la crisi che
c'è E l'idea che non ci sia un Governo della Regione che ponga con
forza sul tavolo della politica nazionale il dramma di 22 mila
persone che sono soltanto a carico del bilancio della Regione e a
carico del bilancio degli enti locali. Fa specie soprattutto che
questo Governo non possa immaginare una norma che determini l'onere
soltanto a carico degli enti locali e, quindi, della Regione
siciliana e la possibilità - me lo lasci dire, signor Presidente -
che è quella di dovere soltanto derogare e consentire alla Regione
di potere procedere a quella che è una stabilizzazione vera, reale,
senza che ci sia da parte del Governo nazionale una sorta di
capestro per cui si fa una norma ma di fatto questa norma per
quanto riguarda la questione siciliana è applicabile.
Il Ministro della funzione pubblica conosce benissimo le tematiche
di questa Regione e degli enti locali ed è giusto che il Presidente
della Regione si faccia carico responsabilmente della sua azione
politica.
Ma veniamo ad altri comportamenti che il Governo ha assunto. La
vicenda del MUOS lascia il segno sulla improvvisazione con cui il
Presidente della Regione si è lasciato andare in campagna
elettorale, promettendo cose impossibili non solo perché non aveva
letto le carte, ma lasciando intendere al suo popolo, il popolo
della sinistra, che lui avrebbe impedito questo.
La questione dell'eolico, Assessore, che credo non si sia
conclusa. Credo sia corretto da parte del Governo presentare un
disegno di legge in quest'Aula in cui si sospenda qualsiasi
procedura amministrativa in attesa che vengano adottati
provvedimenti amministrativi, che lei ha citato, di recepimento
delle direttive nazionali, perché solo così in quest'Aula ci potrà
essere chiarezza fra chi vuole l'eolico e chi non lo vuole.
Lei ha citato dei decreti ministeriali che non c'erano ai tempi
del Governo Lombardo ma solo nella seconda fase, dopo il 2010. Il
Governo Lombardo insediò la Commissione, questa Commissione, di
fatto, non concluse i lavori. Oggi, c'è la possibilità di
concludere i lavori, sono trascorsi dieci mesi ed i lavori a cui
lei ha dato corso non si sono conclusi. L'idea che ci possano
essere le Conferenze di servizio che vanno ancora avanti ci fa
preoccupare perché riteniamo che sulla vicenda dell'eolico ci sia,
sostanzialmente, una valorizzazione di risorse di imprenditori, non
certamente siciliani perché è difficile che ci siano imprenditori
siciliani che abbiano diritto di accesso al sistema bancario.
E poi, per la questione della mafia. Voi pensate realmente che
possono esistere tutti questi impianti, che nessuno tocca, in cui
nessuno compie attentati se non c'è la provvidenza di qualcuno che
tutela questi impianti?
Allora, dobbiamo cercare, Presidente della Regione e Assessore per
l'energia, di assumere una linea politica decisa: un disegno di
legge che il Governo presenti all'Aula e che sospenda ogni
autorizzazione, altrimenti noi rischiamo - come detto
dall'Assessore per l'energia in Aula - di continuare a procedere in
via amministrativa e a rilasciare provvedimenti in sede di
Conferenze di servizi che hanno valore e carattere autorizzatorio.
Andando avanti. Voglio fare riferimento alle dichiarazioni rese
pubbliche, a proposito della trattativa conclusa con lo Stato
sull'articolo 37 dello Statuto. Il Presidente della Regione si è
reso conto che quanto ha dichiarato andava in controtendenza
rispetto a quella che era la sua idea proprio nel momento in cui ha
capito che, in realtà, non aveva fatto gli interessi della Regione
siciliana - e lì ammetto la buona fede, non c'è dubbio, ammetto la
buona fede - soltanto quando a seguito di un incontro che definiamo
riservato' con la delegazione dei parlamentari del PD, in sede
romana, gli è stato spiegato e illustrato che le osservazioni che
venivano mosse da più parti non solo erano fondate, ma si trattava
di osservazioni reali su una vicenda che vedeva naufragare il sogno
di tanti siciliani che per tanti anni hanno immaginato con
l'articolo 37 di potere ottenere risorse aggiuntive in Sicilia.
L'utilizzo dei fondi dell'articolo 38 dello Statuto. Stendiamo un
velo pietoso Fondi per l'investimento per 60 e più anni sono stati
trasformati in fondi per pagamento di servizi.
La decisione sui punti nascita. C'è un incomprensibile indirizzo
positivo a rimuovere l'ostacolo che scaturisce in sede di
Conferenza Stato-Regione sul tema dei punti nascita, in cui era
presente l'assessore per la sanità, in cui la Regione autonomamente
decide per Nicosia e Mistretta.
Non abbiamo ancora compreso quali sono le ragioni per cui questi
due centri sono stati autorizzati ancora a proseguire l'attività
dei punti nascita, cosa che invece non è consentita in tante altre
realtà in cui non toccano 500 nascite, forse ne toccano 480, però
il Governo ha ritenuto di privilegiare Nicosia e Mistretta.
Veniamo al DPEF del 2013. L'Assessore ricorderà, l'assessore
Bianchi, che testualmente recitava: Non c'è un DPEF perché siamo
in ritardo, siamo in grandi difficoltà, dobbiamo correre, dobbiamo
presentare uno straccio di documento, qualunque esso sia, è un atto
formale. Sull'effettiva concretezza lo faremo praticamente con il
nuovo documento di programmazione finanziaria , ma fino ad oggi
gli atti che sono stati posti in essere, a proposito del Documento
di programmazione economico finanziaria che è stato esaminato
nell'anno corrente, è un documento che non dice nulla se non - e
questo ci tengo a ribadirlo - un apprezzamento per quanto fatto in
precedenza sulla sanità. In questo senso c'è il raggiungimento di
un obiettivo che la Sicilia è l'unica, è la prima Regione d'Italia
ad avere avuto un riconoscimento a proposito del rientro della
sanità.
Ricordiamo i due straordinari disegni di legge che hanno
modificato l'economia siciliana: l'abolizione della provincia e la
preferenza di genere. Due cose di cui il presidente della Regione
ne ha fatto una battaglia ed ha ritenuto che queste potessero
mutare la storia di questa terra.
Non voglio soffermarmi molto su una serie di annunci che ha fatto
il Presidente. Ma ce ne sono due su cui io credo che il Presidente
della Regione debba spiegarci.
Una è quella dell'AST. Non è una banalità quella che dice il
Presidente della Regione quando afferma che vorrebbe trasformare
una compagnia che è idonea in questo momento, con tutti i debiti
che ha, al trasporto su gomme in una compagnia aerea. Dobbiamo
capire che cosa voleva dire il Presidente della Regione. Vogliamo
capire se il Presidente della Regione è a conoscenza di quanti beni
immobili e di quanti beni mobili ha questa società, del processo di
valorizzazione che è previsto in una legge del 2004 dei beni
immobili che sono di proprietà della Regione, delle società della
Regione e vorremmo capire, altresì, cosa intendeva dire a proposito
dei bond regionali che sembra caduta nel dimenticatoio, ma credo
che da un momento all'altro ce la troveremo di fronte e ci
auguriamo che non sia una esperienza similare a tante altre del
passato che questa Assemblea - ahimè - ha dovuto approvare.
Riscontriamo positivamente la sua azione contro il malaffare anche
se registriamo le dichiarazioni del procurato della Corte dei
Conti, Agueci, il quale ha detto: Sì, va bene, ci portate tutto
questo malloppo di carte, però il Governo è ben altra cosa .
Lasciamo perdere le dichiarazioni, alcune sulla mafia. L'ultima è
dell'altro giorno: l'ipotesi che ci possa essere dietro l'incidente
la mano della mafia. Non so se il Presidente lo ha detto
consapevole di quello diceva o se è stata una battuta captata da
chi era vicino e l'ha trasmessa alla comunicazione dei siti
internet. Sarebbe veramente sconvolgente pensare che il Presidente
abbia questo convincimento.
Allora, cosa vorremmo suggerire al Presidente della Regione?
Vorremmo suggerire al Presidente della Regione un cambio di marcia:
l'eliminazione degli enti inutili, l'avvio urgente di
ridimensionamento dei posti in pianta organica della sanità, la
riforma della Formazione, l'approvazione della legge sui consorzi
per evitare la proroga dei commissari e un dibattito in Aula sulla
programmazione dei fondi del 2014, l'unica vera risorsa di cui
dispone la Regione siciliana.
Vedrà, Presidente, che se verrà in Aula con proposte concrete
certamente troverà ampia convergenza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, Governo, oggi io ho deciso di scrivere il mio
intervento, intanto per stare nei limiti, ma soprattutto per
spiegare le ragioni che poi mi porteranno a prendere l'una o
l'altra decisione.
Purtroppo, prendiamo atto di essere qui anche quest'oggi, come
ormai accade da parecchio tempo, a recitare l'ennesimo canovaccio
orchestrato dagli onorevoli colleghi del Movimento 5 Stelle.
Certo, non starò qui ad operare in difesa del Governo regionale,
del quale anzi contesto vigorosamente l'operato, la totale assenza
di programmazione, la mancata prospettiva di sviluppo - almeno fino
a questo momento - per una terra che ha fame e che di certo non
chiede brioche.
Allo stesso modo, però, non intendo in alcun modo prestare il
fianco sostenendo la mozione degli onorevoli a 5 Stelle, perché si
realizzi il loro desiderio di ottenere ad ogni costo qualche giorno
di visibilità mediatica, magari, chissà, per illudere o recuperare
il consenso di quello stesso elettorato che hanno già deluso due
settimane dopo la loro elezione.
Perché è così cari colleghi Voi sapete che avete deluso il vostro
elettorato e oggi cercate di recuperare il rapporto. E vi dico
perché. Perché nella vita politica ci vuole coerenza, coerenza con
quanto si è detto in pre-campagna elettorale e coerenza con i
comportamenti successivi al momento dell'elezione. E siccome voi
siete giovani assai intelligenti - e questo lo credo davvero e vi
stimo - vi invito, con la stessa convinzione, a rileggere la
definizione di ciò che è machiavellico e di ciò che è
machiavelliano e di operarne la corretta distinzione.
Vedete, chi fa dell'antipolitica il proprio vessillo,
coerentemente con quanto sostenuto in campagna elettorale non può
poi comodamente sedersi nei salottini di Palazzo dei Normanni e
scegliersi e spartirsi, di concerto con il Governo e la
maggioranza, presidenze di Commissioni, vicepresidenze e ruoli di
sottosegretariato; perché è questo quello che si è consumato nei
giorni successivi al nostro insediamento ed è questo quello che si
è consumato in maniera incoerente con quanto sostenuto dal
Movimento 5 Stelle durante la campagna elettorale. E ve lo dice una
persona che di coerenza ne ha.
La sottoscritta, coerentemente con quanto aveva detto in campagna
elettorale, nel momento in cui non si sono verificate le condizioni
perché qui si potesse trovare un accordo - e il Presidente
Ardizzone ne è testimone - ha rifiutato la, anche se era un gesto
istituzionale, ma fatto direttamente dal Presidente Ardizzone alla
sottoscritta, proprio perché in dissenso con il Governo, ha
rifiutato di fare parte della Commissione del Regolamento. Allo
stesso modo il Movimento 5 Stelle avrebbe dovuto chiedere all'Aula,
in quanto movimento, di avere delle Commissioni o di avere delle
presidenze; invece questo non è avvenuto.
Voi avreste dovuto oggi, per essere credibili, prima di presentare
la mozione - e mi avreste forse trovato d'accordo - vi sareste
dovuti dimettere da Presidenti e Vicepresidenti di Commissione; e
allora forse la seduta odierna avrebbe avuto un senso.
Ma il Governo all'inizio vi ha assecondato, vi ha rincorso. Ho
visto parecchi deputati del PD che al momento del voto circolavano
fra i vostri banchi. Vi ha corteggiato e, se vogliamo, voi colleghi
del Movimento 5 Stelle avete ceduto alle lusinghe, dimostrando di
rappresentare altro che l'antipolitica Ma il peggio della
politica. Ma cosa dico il peggio? Il peggio del peggio
E non incantate nessuno nel non definirvi politici, dal momento
che la politica - quella onesta, quella vera, quella con la P
maiuscola - vuole dire realizzare, non distruggere. E' l'arte del
possibile, è così, tutta la vita è politica, voi quindici
compresi.
Sempre a voi 5 Stelle mi rivolgo con le parole dell'autorevole
politologo Giovanni Sartori, che definisce in modo chiaro quello
che, a mio parere, bene rappresenta la struttura del vostro
movimento.
Ascoltate bene: La demagogia è l'arte del trascinare le masse e
incantarle che, secondo Aristotele, porta alla oligarchia o alla
tirannide. In ogni caso, indico un mobilitare dall'alto che non ha
nulla da spartire con la democrazia come potere attivato dal
basso .
Purtroppo, voi siete proprio, e sempre voi, i principali
corresponsabili dell'inoperosità del Governo e di questa
maggioranza. Avete voluto e sostenuto l'abolizione delle province
senza tuttavia procedere prima ad una ragionata pianificazione dei
trasferimenti delle competenze ad altri enti, così producendo una
serie di disservizi che hanno colpito, come spesso accade in questi
casi, sempre le fasce più deboli.
Mi riferisco ai servizi per i disabili, per esempio quelli di
trasporto ed assistenza, che prima venivano demandati alle province
regionali, le quali, non da ultimo, non sono neppure in grado ormai
di effettuare la manutenzione ordinaria delle strade provinciali,
ovviamente non avendo i soldi necessari per poterlo fare. E
frattanto i commissari nominati hanno tempo di andare alla ricerca
disperata di somme, nel tentativo legittimo di assicurare quanto
meno il dovuto pagamento di dipendenti.
Oggi, oggi, proprio oggi, in questo momento vi sono disabili che
non sanno come raggiungere le loro scuole, perché la provincia non
può loro assicurare il servizio, perché le cooperative hanno
cessato di lavorare Io questo oggi mi sarei aspettata di
discutere E mi sarei altresì aspettata che la Commissione Bilancio
fosse stata riunita, perché i comuni non possono pagare gli
stipendi, perché la Regione ha superato il Patto di stabilità,
perché i comuni il 30 novembre non possono chiudere i bilanci
perché rischiano il pre-dissesto, non qui a perdere tempo dopo due
mesi di inoperosità, perché abbiamo dovuto assistere ad una
fantomatica crisi tra il PD che reclamava poltrone non avute e la
presidenza di questo Governo
Però, non posso sicuramente sostenere l'azione del Movimento 5
Stelle, perché la mozione di sfiducia non porta a nulla e la loro
azione e questo modo di presentare l'azione la mozione di sfiducia
non porta a nulla.
E allora, colleghi, se pure oggi l'opera del Governo e della
maggioranza, perché è impensabile dimenticare oggi la
responsabilità del PD in quest'Aula, che ha saputo bloccare
l'attività istituzionale per beghe interne a quest'Aula da un mese,
o per oltre un mese, tutto il mese di novembre, seppure questa
opera è stata deludente, almeno fino a questo momento, non si può
pensare di privare una Regione, in un momento così drammatico per
la Sicilia, del proprio Governo minandone la già poco equilibrata
stabilità amministrativa. Questo sarebbe da sprovveduti se non
addirittura da folli, e ve lo dice una che siede all'opposizione e
che intende rimanere coerente nella pratica di quanto professato.
Pertanto, sarebbe pi�� utile oggi invece di una mozione che sa di
esibizionismo, e lo sappiamo tutti non v'è saggezza
nell'esibizionismo, sarebbe più utile dicevo dare una scossa
ulteriore a questo Governo ed al suo Presidente.
Poiché si profila un quadriennio che potrebbe, anzi dovrebbe
essere importante, io piuttosto che sfiduciare preferisco
denunciare le numerose carenze che hanno fin qui caratterizzato le
azioni di Governo e maggioranza. E non mi risparmio nel criticare
con forza l'incapacità di programmazione e pianificazione. Quando
parliamo, ad esempio, dei fondi comunitari dobbiamo avere chiaro
che questi costituiscono al momento l'unica risorsa che
consentirebbe la ripresa immediata dell'economia, ma che ancora non
ha prodotto alcun effetto.
Si sta mandando al macero tutta la programmazione 2005, 2007 e
2013 e lo sappiamo tutti e lo sa con consapevolezza il Governo. E
siccome a me interessa lo sviluppo di questa terra ed a me
interessa lo sviluppo della Sicilia e lo sviluppo dei territori,
perché i territori hanno programmato, hanno messo in campo
progettualità e oggi non possono essere destinati a morire ed
accusati i comuni di essere ladroni o spendaccioni.
Io non lo continuo più l'intervento perché a me preme oggi,
carissimo signor assessore, parlare dei fondi comunitari e dei
famosi PAC.
E allora, è giusto che quest'Aula sappia l'avanzamento della spesa
dei fondi strutturali e, in particolare, lo stato di attuazione del
piano azione e coesione, il cosiddetto PAC, definito dal
Dipartimento regionale della programmazione nei mesi di ottobre e
novembre 2012 e, quindi, ad un anno esatto da adesso e con la regia
di questo stesso Governo e Governatore appena insediatosi.
Dai documenti che definiscono le procedure di utilizzo delle
risorse concernenti gli interventi finanziati nell'ambito del PAC
emerge che l'attivazione delle risorse del PAC dovrà avvenire
mediante quota non definita di anticipazione da parte dello Stato
centrale e successiva certificazione delle spese da parte della
Regione. Ciò significa che la Regione dovrà anticipare le somme.
Si chiede, pertanto, se questa Amministrazione si sta adoperando
per stanziare tali risorse finanziarie in bilancio e quindi
attivare la spesa.
E in riferimento all'imminente ciclo di programmazione 2014-2020,
si rileva la necessità di avere delle delucidazioni circa le
questioni sia di carattere generale che di carattere specifico,
come quelle esposte.
Il negoziato tra Unione Europea, livello nazionale Stato-Regione è
già giunto alla quantificazione delle risorse da destinare ai vari
fondi: FESR, FSE, FEASR e FEP. Per la Sicilia si richiede di
conoscere l'entità finanziaria. E' stato già sciolto il nodo
centrale per la integrazione delle politiche circa la struttura
monofondo e plurifondo dei programmi? Qual è il disegno complessivo
delle politiche territoriali del ciclo programmatico 2014-2020?
Si chiede, pertanto, di informare l'Aula circa l'attivazione per
la definizione del PIOFERS.
Quale ruolo deterrà la Regione siciliana rispetto allo Stato
centrale, alla luce del disegno che vedrà l'imminente nascita
dell'Agenzia per la coesione territoriale; perché, non dobbiamo
dimenticare che fra pochi giorni, verrà convertito il decreto del
fare. E nel decreto del fare vi è contenuta la nascita di questa
Agenzia, che avrà un solo scopo e la Sicilia non è in grado di
spendere i fondi comunitari. E così come ha fatto in questi mesi
avrà l'intenzione di toglierceli. Questo è quello che noi oggi
dobbiamo discutere e mi sarei aspettata una seduta dove noi
dovevamo e avessimo potuto parlare di questi problemi, dei problemi
veramente che interessano alla Sicilia e allo sviluppo della
Sicilia.
Non voglio più sottrarre tempo al mio Capogruppo. Non mi pronuncio
sulle mie dichiarazioni di voto. Noi, insieme all'onorevole
Lantieri, ci riserviamo, dopo l'intervento del Presidente Crocetta,
di esprimere la dichiarazione di voto e la nostra opinione in
merito anche alla mozione di sfiducia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
cittadini, caro onorevole Grasso, se noi non credessimo fino in
fondo al valore della politica come servizio civile, se ci fossimo
accontentati di recitare un ruolo che non ci si addice e che,
forse, a lei avrebbe fatto comodo, ossia quello dello spettatore, o
peggio, del complice, se avessimo voluto assistere al gioco delle
parti, come quello interpretato più volte da quasi tutte le forze
politiche presenti in questo Parlamento, le assicuro e vi assicuro
che non ci saremmo mai avventurati in un atto politico così serio e
grave qual è la mozione di sfiducia.
Se noi non credessimo nel valore della partecipazione, della
proposizione, se non credessimo nelle parole rivoluzione e
cambiamento, sono certo che nessuno ci avrebbe mai riconosciuto
quel valore aggiunto che è stato definito dai media come modello
Sicilia che è stato ed è appannaggio esclusivo dell'agire e del
modo di fare politica del Movimento 5 Stelle.
Un modello che, lungi dall'essere consociativo, è stato il nostro
- e ribadisco - il nostro faro che ci ha guidati con mano sicura
sino a questa giornata che, sono certo, nessuno di noi riuscirà a
dimenticare e che forse ha, almeno per me, la stessa carica emotiva
di quando ci siamo insediati.
Ebbene, caro onorevole Grasso, il popolo siciliano non ci ha
votato e consentito di rappresentarlo in questo prestigioso
Parlamento per essere eguali a chi già, da molte legislature, siede
su questi banchi. Il popolo siciliano ci ha investiti dell'obbligo
morale innanzitutto di essere diversi ed essere diversi per noi ha
un solo significato: fare gli interessi dei siciliani, dei
siciliani tutti, di quanti ci hanno votato e di quanti vi hanno
votato e l'hanno votata. E credetemi, non è retorica, quando si
proviene dal mondo del lavoro, ossia dal mondo reale, la retorica è
l'ultima delle esercitazioni cui si viene abituati.
Un modello, quello Sicilia, che ha stupito tutti perché per la
prima volta una forza politica che è nata nelle piazze e nei
banchetti si è avventurata nell'operazione politica di votare le
buone proposte, di non fare differenza tra la destra e la sinistra,
perché è oltre.
Avremmo voluto un Governo diverso. Avremmo voluto, innanzitutto,
un Governo di Siciliani per i Siciliani, in grado non solo di
tenere testa al Governo nazionale, difendendosi dal falso
federalismo, difendendosi da provvedimenti di economia improbi e
nefasti, ma un Governo di Siciliani all'altezza della propria
storia e delle aspettative dei Siciliani tutti.
Un Governo di Siciliani coraggioso e guerriero, pronto e non
disponibile a barattare ciò che il nostro Statuto contiene e che
nessun governante è mai riuscito a mettere in pratica: mi riferisco
all'articolo 37, ed all'articolo 21 innanzitutto.
Ho visto, invece, un Governo dimesso che col cappello in mano,
prima a Roma e poi a Bruxelles, non ha saputo fare altro che
raccogliere le briciole. Un Governo che ha elemosinato denaro che
non sa e non ha saputo spendere. Un Governo che non ha saputo
liberarsi di un senso di colpa, forse per l'imbarazzo di essere
sostenuto da forze politiche cui va attribuita la compartecipazione
del fallimento in cui ci troviamo: forte con i deboli e debole con
i forti.
Ma vi posso assicurare che essere Siciliani non è un colpa e lo
rivendico con orgoglio.
Un Governo che ha messo in pratica una politica affetta da
mediocre provincialismo, privo di una sua identità, di una
progettualità che, come tutti i politicanti che provengono dal
paese, ha approfittato delle amicizie a Roma ed a Bruxelles, per
sbandierare insignificanti successi, lasciando, dunque, che i
Siciliani continuino ad essere strozzati dalla morsa di regole
italiane ed europee, come il patto di stabilità, il fiscal compact
o altre misure atte solo a far sì che la Sicilia rimanga inclusa a
vita, per l'Europa, nell'ambito delle aree sottosviluppate.
Siciliani a Roma che condannano Siciliani in Sicilia, come se
quello di cui parlano ci fosse provenuto dal cielo o, peggio, come
se quelle regole fossero imposte da leggi divine non create ad arte
da uomini.
Ed allora, se proprio deve essere così, visto che, comunque, la
Comunità ci assegna dei fondi, gli unici euro di cui la Sicilia può
disporre, avremmo voluto un Governo immediatamente pronto a
correggere le storture del passato, in grado non di spendere per
spendere, ma in grado di progettare per fare investimenti, di
quelli veri, concreti, in grado di creare lavoro, di quello buono.
Un Governo all'altezza dell'Europa, un Governo che ambisse ed
ambisca a considerare la Sicilia come il centro del Mediterraneo.
Ed invece la Sicilia, è sì, per questo Governo, il centro del
Mediterraneo, ma ha una centralità tutta rivolta ad uso e consumo
da un lato della guerra, e mi riferisco al MUOS, e mi dispiace, ma
non essere riusciti ad imporsi, non averlo rifiutato con tutte le
proprie forze, avere utilizzata anche quella battaglia, ad uso e
consumo, delle campagne elettorali, equivale ad essere complici dei
governi precedenti, il primo fra tutti quello Lombardo, che insieme
all'insigne camerata La Russa ci hanno lasciato un'eredità di morte
ed un futuro di guerre.
Siamo il centro del Mediterraneo perché è dalla Sicilia che si
muoveranno i comandi per i giovani in tutto il mondo. Siamo al
centro del Mediterraneo perché se non riusciremo a fermare le
guerre, la nostra Isola finirà col diventare il più grande ghetto
del mondo, oltre che la più grande piattaforma militare del mondo.
E' il cane che si morde la coda.
Ed il Presidente Crocetta non ha fatto nulla per evitare questa
spirale. Sarebbe stato sufficiente insistere nella volontà di
fermare la costruzione del MUOS e, da lì, costruire un'operazione
diplomatica internazionale che avrebbe visto i Siciliani promotori
di pace, a partire dal Mediterraneo e, dunque, nel mondo.
Una politica fatta di atti concreti, credibili, responsabile, a
cui nessuno può o deve dire che fare.
Un Governo regionale, dunque, protagonista in Italia e nel mondo.
Un Governo regionale padrone in casa propria, fatto di Siciliani
per i Siciliani, a favore dei Siciliani. Questa deve essere la
nostra specialità. E' per questo che abbiamo uno Statuto speciale.
E' per questo che ci chiamiamo Regione siciliana. E, purtroppo, la
realtà è diversa.
Siamo al centro del Mediterraneo e, dunque, al centro dei
conflitti, ma come meri spettatori.
Obbediamo acriticamente agli ordini che provengono da Roma.
Obbediamo acriticamente agli ordini che provengono dall'Europa.
Obbediamo acriticamente agli ordini che provengono dagli Americani.
Ed a furia di obbedire, ci siamo abituati a non avere alcun ruolo
in Italia e nel mondo. E ci avete insegnato l'arte dell'obbedienza,
ma non certo quella della rassegnazione.
Siamo al centro del Mediterraneo e delle guerre siamo vittime
indirette. Siamo pieni di centri di accoglienza che di accoglienza
non hanno proprio nulla. Del resto un Governo che non sa accogliere
innanzitutto i Siciliani, che in questo momento storico, purtroppo,
sono gli ultimi in graduatoria per ricchezze e primi per povertà,
come pretendiamo di accogliere poveri disperati in fuga dalle terre
di guerra?
Roma ci impose il CARA di Mineo, grande business nazionale quello
dei richiedenti asilo. Non una parola da parte del nostro
governatore dopo il suo insediamento e, nel frattempo, senza un
piano di emergenza e senza una politica per l'immigrazione,
Siciliani e migranti condividono la stessa sorte: i primi destinati
ai cantieri dei disoccupati per tre mesi o, comunque, fino alle
elezioni europee e dopo di nuovo la fame; i secondi invece a morire
prima ancora di sbarcare sulla nostra Terra.
E così le tensioni tra Siciliani e Siciliani per un posto di
lavoro, tra extracomunitari stessi e tra questi ultimi ed i
Siciliani, sono destinate a crescere senza misura. E più è grande
la vostra indifferenza verso la povertà tutta, perché la povertà
non conosce centro di distinzione di razza, più aumenta il senso di
ingiustizia, di abbandono e di isolamento da parte dei siciliani
che si sentono abbandonati e lasciati soli. Primi fra tutti ad
affrontare le emergenze delle grandi migrazioni, primi fra tutti i
conti con una bomba ad orologeria come quella della CARA di Mineo
Eppure in questo contesto perché non cercare l'intervento
dell'Europa? Perché limitarsi ad aspettare? Perché lasciare che le
spire del razzismo permeino gli incolpevoli siciliani che sono
chiamati anche questa volta a subire il tutto?
L'unica risposta che appare, e che è evidente a tutti i siciliani,
è che sono loro, i siciliani, i veri ultimi, i diseredati, gli
abbandonati da tutti, dalle istituzioni, dalla politica, dal
Governo regionale che aveva promesso la rivoluzione, e così per
tutto il resto. Mi riferisco ai forestali, ai precari di ogni
genere e tipo, del resto è un sistema che avete creato ad arte,
sfido chiunque in quest'Aula a smentirmi. Una delle più grandi
illusioni della storia della nostra terra
Siete riusciti a mettere disoccupati contro inoccupati, persone
che per colpa vostra e della vostra miopia ed ingordigia non hanno
chance e come invisibili si apprestano a fare le valigie.
Vedete, noi abbiamo bisogno di un Governo che, da un lato, cerchi
di correggere le storture di un percorso che non ha futuro, ma che
abbia il coraggio di dire in faccia a tutti che il mito della
sistemazione non esiste, che è una fiaba che si sono inventati che
del voto dei precari ne hanno fatto la ragione della loro presenza
in Parlamento per farsi eleggere, ovviamente.
Un Governo che sia onesto ma anche determinato nel chiedere con
forza al Governo nazionale che nessuno, ripeto, nessuno, qui in
Sicilia debba restare indietro, e quando dico nessuno mi riferisco
anche alla stragrande maggioranza dei siciliani di cui il nostro
Parlamento non si occupa, ossia disoccupati ed inoccupati.
Un Governo dalla parte degli ultimi, che abbia l'onestà ed il
coraggio di chiedere, cominciando ad esempio dai propri dirigenti -
la Regione siciliana ha il più alto numero di dirigenti in Italia,
e forse nel mondo - innanzitutto un sacrificio in nome di un patto
fra le generazioni, un patto per il lavoro che, togliendo un po' a
tutti coloro che hanno, dia un po' di quelle risorse a chi ne ha
poche o a chi non ha affatto.
Un Governo che abbia nel proprio cuore i siciliani, non come
clienti a cui chiedere il voto, ma come una comunità grande e
solidale. Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora, ci
vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la
capacità di colpire esose ed intollerabili privilegi.
Ha avuto questo Governo la capacità di colpire gli esosi ed
intollerabili privilegi di cui parlava Enrico Berlinguer? Ha avuto
la capacità di chiedere innanzitutto alla classe dirigente che lo
sostiene, ed è presente in questo Parlamento, di abolire i
privilegi? Ha avuto la capacità questo Governo di fare la stessa
domanda a se stesso?
Le cronache affermano il contrario. Da dicembre ad oggi non avete
rinunciato ad un solo centesimo del vostro stipendio, non avete
rinunciato ad una sola auto blu, non avete rinunciato a dispensare
incarichi e nomine financo a chi ne aveva e ne ha più di una.
Avete invece rinunciato ad applicare la legge, avete rinunciate a
fare le leggi, avete rinunciato a pretendere i diritti della nostra
Isola, avete rinunciato a far valere i diritti dei siciliani.
La Sicilia ha bisogno di una visione strategica per uscire dalla
crisi; la Sicilia ha bisogno di un Governo che non annunci, ma
dimostri coi fatti, la propria discontinuità con il passato; un
Governo che punti tutte le risorse su poche cose da fare ma
strategiche per lo sviluppo dell'Isola e che abbiano un effetto
moltiplicatore negli investimenti. Investire nelle infrastrutture
attraverso l'uso dei fondi strutturali, che nel passato sono andati
tra mille rivoli, potrebbero essere convogliati in opere
strategiche.
Certamente il collegamento della Sicilia con il Continente per la
realizzazione dell'elettrodotto di Terna, secondo il percorso
segnato con l'approvazione della nostra mozione. Sarebbe infatti
inutile produrre energia rinnovabile se non abbiamo la possibilità
di trasportarla.
Puntare sul trasporto ferroviario sia delle merci sia delle
persone. Oggi la rete è praticamente inesistente.
Il sistema portuale è altrettanto strategico per
l'internazionalizzazione delle imprese. Talvolta per spedire a
Tunisi occorre arrivarci via Genova. È pensabile ciò?
Inoltre, come è possibile che dopo avere investito soldi per
l'aeroporto di Comiso, strategico per tutta l'area, ci si rassegna
a farlo tagliare fuori dal piano nazionale .
Insomma, per farla breve, manca una politica industriale ed una
visione strategica della direzione che deve assumere lo sviluppo
economico di questa terra.
Queste ultime non sono parole mie, sono le parole degli economisti
e degli industriali veri, quelli che non fanno parte della
conventicola che vi sostiene, che in modo impietoso bocciano
l'azione sua e del Governo tutto.
Onorevoli colleghi, abbiamo l'onore ed il grande onere di
rappresentare quella maggioranza di siciliani che vogliono tutto e
subito perché sono stanchi di attendere invano annunci, promesse e
impegni disonorati. E se tutto e subito non è possibile, allora
vogliamo vedere nei fatti che il cambiamento è possibile e l'unica
possibilità è quella che sta in una visione concreta, vera e
tangibile di un grande progetto di rilancio che miri ad includere e
non ad escludere, che abbia nei siciliani la ragione di una
ritrovata coesione di popolo e non di classi sociali fatte
scontrare per dividere ed imperare.
Siamo quelli che rappresentano la maggioranza di quanti la
politica non ha saputo dare risposte, quelli che quando sono
fortunati hanno la sveglia alle 6 del mattino a prescindere da
quello che succede qui dentro.
Siamo quelli che parlano con i giovani, con quanti hanno il
desiderio di un futuro migliore e di quelli che attendono un
lavoro, ma anche di quelli che, dopo avere lavorato una vita, hanno
il desiderio di un lavoro per i propri figli e di una pensione per
la propria vecchiaia.
E lo siamo per il semplice motivo che è dal mondo del lavoro che
ciascuno di noi 14 proviene e che, terminata questa esperienza, al
mondo del lavoro faremo ritorno per chi, dei 14, ha la fortuna di
averlo.
Siamo quelli che non avranno una seconda chance e che nemmeno la
vogliono: per cui o le cose le cambiamo adesso o di certo, dopo il
Movimento cinque stelle, nessuna speranza di futuro potrà essere
immaginata da nessuno.
Siamo quelli che vi manderanno a casa, a partire da questo
Governo, perché almeno da lì riuscirete a fare meno danni di quello
che i vostri stessi buoni propositi non vi permettono di fare.
Siamo solo in 14 qui dentro, ma in diverse centinaia di migliaia
lì fuori e mi creda, credetemi, come scriveva Victor Hugo nulla è
al mondo più potente quanto un'idea della quale sia giunto il
momento : e questa idea si chiama Movimento cinque stelle Sicilia.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo. Cercherò
di essere telegrafico e di attenermi scrupolosamente all'ordine del
giorno odierno, ovverosia trattare l'argomento che abbiamo
iscritto.
In verità credo che quest'Aula non aveva bisogno di trattare una
mozione di sfiducia, e non capisco come mai l'onorevole Cancelleri
e l'onorevole Musumeci, che sono stati due candidati - che sono
arrivati in quest'Aula - che si sono contrapposti al presidente
della Regione, abbiano commesso un simile errore.
Oggi vi era la necessità di trattare un argomento, che era un
dibattito politico sulla situazione politica; che c'azzecca , come
avrebbe detto Di Pietro, la mozione di sfiducia, presidente
Cracolici?
Voglio difendere il presidente Crocetta perché a parti inverse
avrei fatto la stessa cosa. A distanza di dieci mesi presentare una
mozione di sfiducia, significa volere ledere le prerogative di un
Governo che ha cinque anni di tempo per amministrare e portare
avanti la propria azione. Il che non significa non essere scontenti
dell'azione di Governo perché noi abbiamo raccolto una serie di
lamentele, da parte di tutti, riguardanti una insufficiente
penetrazione dell'azione di Governo in alcuni segmenti.
Per esempio, se si fosse trattato meglio il tema dello sviluppo e
se si fossero messe all'ordine del giorno quelle leggi che
avrebbero dato più slancio all'economia della Sicilia, oggi, forse,
quest'Aula avrebbe fatto valutazioni diverse.
E questo lo dico, signor Presidente, perché non giudico un Governo
dal numero degli assessori o dalle macchine che utilizzano. Giudico
un Governo da quello che produce e, se dovessi giudicare il Governo
per le dichiarazioni che ha reso il partito del presidente della
Regione, dovrei esprimere un giudizio critico.
Ma io faccio parte di un partito che ha una linea politica: quella
di sostenere il presidente della Regione con il quale ricerchiamo
un dialogo per far partire un modo nuovo di fare politica e uno
sviluppo organico ed omogeneo di tutto il territorio siciliano.
Allora anticipo sin da subito, non ho bisogno di fare nessuna
dichiarazione, che voterò contro la mozione di sfiducia, perché la
ritengo un errore nei tempi per le ragioni che ho indicato e nei
modi per gli argomenti che ho sentito, però ritengo, signor
Presidente dell'assemblea, che non si può utilizzare lo strumento
della mozione di sfiducia per costringere l'Aula ad un dibattito su
una situazione politica che merita un approfondimento. Questo non
deve capitare a distanza di dieci mesi dall'elezione; oggi una
mozione si sarebbe giustificata se ci fossero stati dei fatti
gravissimi, ma inutile dire che questi fatti non solo non ci sono,
ma il Governo si è comportato con opera meritoria quando ha
affrontato i temi che meritavano di essere affrontati, sui quali,
signor Presidente dell'assemblea, chiedo a lei questa volta, di
essere il garante dei dibattiti parlamentari, sul malfunzionamento
della macchina burocratica, politica e amministrativa della Regione
che ha determinato sperpero e ruberie. Non per questo, signor
Presidente, si può oggi mettere all'ordine del giorno una mozione
di sfiducia. Certo il Regolamento lo prevede ed era giusto farlo,
ma la politica si deve assumere la responsabilità di sapere cosa
vota e per chi vota.
Ho concluso; non entro nel merito del dibattito delle cose che non
vanno. Spero di poter sentire presto dalle conclusioni del
Presidente della Regione di calendarizzare tutte le leggi che
servono per migliorare la qualità della vita dei siciliani, per
garantire quella ricchezza, che ogni giorno sempre di più, ahimè,
diventa povertà, per garantire quello sviluppo di cui questa terra
ha bisogno.
Al presidente Cancelleri e al presidente Musumeci, dico che non è
un fatto personale, che la mozione di sfiducia così come impostata
nei tempi e nei modi non può che essere rigettata ma non per una
questione ideologica di appartenenza ad una maggioranza, ma perché
uno strumento sbagliato nei tempi e nei modi che merita di essere
rigettato.
Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Venturino, del
Gruppo Misto.
Ricordo che si sono già divisi i minuti all'interno del Gruppo. Ne
ha facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
brevissimo. Non ho preparato nessun discorso; non pensavo di
intervenire ma dopo quello che ho sentito e visto credo che un
intervento da parte mia sia doveroso.
Doveroso perché, come sapete, sono entrato in quest'Assemblea come
Movimento Cinque Stelle.
Quando siamo stato eletti e siamo entrati qua dentro per portare
gli interessi dei cittadini all'interno di questa Assemblea.
Oggi invece ho visto un Movimento Cinque Stelle che in pochi mesi
è cambiato, diventare qualcosa altro, anche nel portavoce
dell'onorevole Cancelleri, qualcosa di diverso. Non ho mai sentito
e non avrei mai pensato di sentire un collega, ex Cinque Stelle,
fare un discorso così populista e demagogico, privo di qualsiasi
concretezza, privo di qualsiasi attenzione nei confronti di questi
cittadini che dovremmo proteggere qua dentro.
Dico, soltanto per un attimo, mi chiedo se questa mozione che
tutti quanti sappiamo essere una sceneggiata - e probabilmente per
questo presentata dall'onorevole Cancelleri, che per mesi è stato
qui in prima fila a guardare, forse oggi vuole essere protagonista
di qualche sceneggiata - vorrei sapere solo per un attimo se questa
mozione passasse cosa succederebbe a quei migliaia di cittadini
fuori, che oggi aspettano, ancora di vedere come si arrivi ad
approvare una variazione di bilancio per dare risposte serie,
parliamo di pane, diceva qualcuno; vorrei capire che cosa se questa
mozione passasse, potrebbe accadere fuori.
Come l'onorevole Cancelleri andrebbe a giustificare ai cittadini,
migliaia diceva poco fa l'onorevole Cappello? Mi risulta che la
base ha votato per questa mozione nel numero di 928, non sono un
migliaio.
Se questo migliaia di attivisti su Internet possono giustificare
oggi un atteggiamento così incosciente, da parte del Movimento
Cinque Stelle che qua dentro dovrebbe rappresentare gli interessi
dei cittadini, mi chiedo se questo sia un atteggiamento corretto.
Si è passato da una citazione di Victor Hugo etc. ma io citerei più
che altro Chinù.
Un esercizio di stile quello di oggi molto sterile che non porta
da nessuna parte; stiamo perdendo altro tempo. Io più volte mi sono
trovato presiedendo questa assemblea in estrema difficoltà a dover
giustificare l'assenza del Governo ed è per questo che chiedo ai
miei onorevoli colleghi di mettere mano subito alla legge
statutaria, subito al Regolamento, per prendere provvedimenti
adeguati qualora il Governo dovesse continuare un atteggiamento,
come dire, non proprio rispettoso nei confronti di
quest'Assemblea. E questo è un altro tipo di discorso.
Ma certo da qui arrivare ad una mozione di sfiducia in un momento
così delicato da parte della nostra terra, dei nostri concittadini,
è un atto assolutamente populista, demagogico tipico da Cinque
Stelle.
Quando poco fa l'onorevole Cappello diceva: a Roma eccetera ci
chiedono , bene, a Roma, i siciliani non uccidono i siciliani; a
Roma siamo stati quando ero ancora Cinque Stelle , lo sapevamo
già, ne avevamo parlato, caro onorevole Cappello, noi eravamo il
primo partito ma cosa abbiamo fatto da primo partito? Siamo saliti
sui tetti.
Non credo che questo sia il modo di operare. Siamo stati votati -
e mi riferisco adesso all'onorevole Grasso - e siamo diventati
prima forza politica in questa Sicilia, quindi, era doveroso
parlare e patteggiare, se vogliamo usare questo termine, delle
cariche istituzionali perché eravamo il partito - movimento, fate
voi - che aveva vinto le elezioni, non potevamo stare a guardare.
Ed è per questo che giustamente abbiamo ottenuto una
vicepresidenza, abbiamo ottenuto la Presidenza della Commissione
Ambiente, abbiamo avuto altre cariche istituzionali, perché noi
onorevole Grasso eravamo la forza politica più importante di questo
territorio.
Oggi non so se le cose stanno più in questo modo, perché l'operato
del Movimento Cinque Stelle si è rivelato assolutamente
insignificante dal punto di vista della risposta ai cittadini.
Ecco perché ho sentito il bisogno di intervenire, perché non
posso, da cittadino che ha votato il Movimento Cinque Stelle, che è
stato eletto nel Movimento Cinque Stelle, tollerare un
atteggiamento assolutamente inconcludente, dettato da azioni
farneticanti di un leader che non può essere più leader di questo
Movimento, secondo me, ed io auguro ed auspico che immediatamente
qualcuno del Movimento Cinque Stelle si tolga un po' il prosciutto
dagli occhi per cominciare veramente a lavorare per quei cittadini
che credono e dovrebbero rappresentare all'interno dell'Assemblea.
Per cui questa di oggi non è altro che un'ennesima perdita di
tempo. E' una perdita di tempo perché ci stiamo avvicinando al 31
dicembre e ancora una volta grazie a questa mozione del tutto
inopportuna in questa fase e sono certo che - anche il Presidente
Musumeci è d'accordo - la mozione è importante è un atto politico
importante ma in questa fase probabilmente inopportuna perché
avevamo delle necessità più importanti a cui dover porre la nostra
attenzione. Magari più avanti era il caso di poterla ripresentare,
concludo, perché questa ulteriore perdita di tempo ci porterà al 31
dicembre con la stessa fretta dell'anno scorso poi a trovarci di
fronte a una finanziaria qualcosa e fare un'altra nottata per poi
magari approvare degli emendamenti delle cose di cui magari con la
fretta non avremo capito abbastanza.
Per quanto mi riguarda e già lo faccio se vuole, signor
Presidente, come dichiarazione di voto, dico che non voterò questa
mozione che francamente è una baggianata, è soltanto una boutade di
tipo populistico che il Movimento Cinque Stelle poteva, se fosse
rimasto quello che era alle origini, evitare tranquillamente.
PRESIDENTE. Stiamo chiudendo il primo giro. Vedo che ognuno di voi
mi fa segnali di fumo, che vuole intervenire. Stiamo chiudendo il
primo giro di interventi con l'onorevole Picciolo e a seguire,
articolo quattro. Poi ripartiamo con l'onorevole Cordaro; già il
suo Gruppo, onorevole Cordaro, è intervenuto. Siete un unico
Gruppo. Ripartiamo subito dopo l'intervento dell'onorevole Picciolo
e articolo quattro. Non c'è sospensione. Poi so che l'onorevole
Picciolo vorrà fare alla fine una rinuncia importante.
E' iscritto a parlare l'onorevole Picciolo. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, vede,
signor Presidente, una mozione di sfiducia può avere logiche e
finalità diverse, sconfiggere l'avversario magari sfruttando le
momentanee difficoltà oppure costruire nuovi scenari, lavorare per
prospettive politiche alternative e unitarie e non mi sembra
proprio questo il caso di questa mozione di sfiducia.
Ora, chiediamo, come Democratici Riformisti, che questa mozione
manchi delle condizioni minime perché sia accettabile e
praticabile politicamente. Innanzitutto, perché parliamo di un
Governo che si è insediato appena un anno fa, trovando una
situazione disastrosa dei conti delle Finanze regionali e essendo
stato investito da un mandato popolare e ha diritto di governare la
Sicilia per tutto il suo mandato, di poter espletare la sua azione
politica durante il quinquennio per cui è stato proposto dagli
elettori.
Un anno oggi, 365 giorni, sono ben poca cosa per affrontare le
situazioni critiche che richiedono anni, direi lustri, per essere
risolti.
Il no della sfiducia dai DR, pertanto, non è un atto di cieca e
servile lealtà ma risponde ad un ragionamento politico. Questa
mozione di sfiducia, non me ne vorranno gli amici CinqueStelle',
non serve alla Sicilia. Serve per lanciare un dibattito, per aprire
una riflessione ma probabilmente lo strumento utilizzato non è
quello congruo.
E' ora di immaginare percorsi diversi, strade nuove, mettere mano
ad un proficuo ed intenso lavoro di riforme e di buon governo della
nostra Terra.
Semmai questa può essere per il Presidente Crocetta, che è sempre
bravo a recuperare da situazioni sfavorevoli a lui in situazione
proposititive, un'occasione per aprire un dialogo con tutti.
E gliel'ho sempre manifestato in questi mesi: non c'è stata mai
una distinzione fra maggioranza e opposizione. Ha cercato sempre,
in modo costruttivo, un dialogo con tutti. E oggi i temi, signor
Presidente, erano tutti sul tavolo.
Abbiamo i problemi dei rifiuti, dell'energia, delle autonomie
locali, dell'attuazione dei propositi autonomisti, della
semplificazione burocratica, dell'energia, del mercato del lavoro.
Dobbiamo chiedere a te, Presidente, a noi Parlamento, di aprire una
stagione delle riforme riservandola a creare un'agenda nuova per la
Sicilia, un'agenda del fare.
Questo vogliono da noi siciliani. Basta chiacchiere. Siamo pronti,
come movimento politico, ma credo come gran parte di maggioranza di
questo Parlamento - non me ne voglia l'amico Musumeci - non come
tacchini né come agnelli ma come gente consapevole del mandato
ricevuto, siamo pronti a dare il nostro contributo. Lo facciamo
spontaneamente, lo facciamo per obbligo istituzionale, lo facciamo
per obbligo morale perché riteniamo di essere stati votati per
portare avanti questo nostro progetto politico.
E' il momento stesso, la situazione congiunturale che chiede alla
politica di attivarsi per non produrre vuoti di potere, che
potrebbero essere nocivi per l'opinione pubblica, e creare invece
spazi di Governo con indirizzo politico programmatico.
Dobbiamo riprendere a ragionare e riprendere in mano un confronto
per evitare la dichiarazione di fallimento della politica stessa.
Mi piace per un attimo immaginare gli scenari che si aprirebbero
con l'approvazione della mozione di sfiducia: una crisi di Governo
al buio, lo scioglimento dell'ARS, nuove elezioni. Mentre nel Paese
si percorre una strada opposta: larghe intese, convergenze, ci si
impegna a risolvere le grandi emergenze compresa quella della
Sicilia, dei precari, della lotta al precariato.
E' possibile che questa nostra Terra vada sempre a cercare
scorciatoie, strade sdrucciolevoli, situazioni anacronistiche e non
abbia il coraggio di affrontare la drammaticità delle scelte che la
stanno caratterizzando?
I siciliani ci hanno chiesto una sola cosa cioè governare e
governare bene.
Non so se il Presidente Crocetta in un anno abbia potuto dare il
meglio di se, certamente ci ha messo tutto se stesso, ha messo la
faccia, ha messo una squadra di Governo che, responsabile e
cosciente, sta affrontando con lui i temi della Sicilia.
Mi permetto di definire - amici del Movimento Cinque Stelle',
amico Musumeci, mio maestro di vita e di cultura, come amo
definirti - questa mozione come un frutto fuori stagione, fuori da
questa stagione politica. Un atto forte anche temerario e
politicamente poco conveniente.
Con questo spirito, con questo sentimento, votiamo no ad una
mozione di sfiducia ma non ad un confronto aperto, quello lo
vogliamo, quello è il sale della terra, il sale della politica,
quello è quanto ci chiedono i cittadini: un confronto aperto e
leale ma certamente una fase di confronto aperto in cui prevalgano
le idee e la politica del fare, non altre logiche.
Se la gente percepirà, come sta percependo oggi tristemente, la
politica come qualcosa di inutile, la politica stessa finirà per
essere travolta e delegittimata.
È questo quello che stiamo rischiando oggi.
Dobbiamo sentire questo come una grande responsabilità che ci
obbliga, ci interroga ad andare avanti, ad essere maggiormente
costruttivi, a convincerci che è il tempo di lavorare sodo per dare
una speranza ai tanti siciliani che aspettano da noi risposte e
proposte convincenti.
Fiducia, dunque, al presidente Crocetta - no sfiducia - nelle
istituzioni e negli uomini.
E con questo mio intervento, proprio nella logica della fiducia e
della praticità, i Democratici Riformisti concludono i loro minuti
a disposizioni mettendoli a sua disposizione, onorevole Presidente
dell'Assemblea.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sammartino. Ne ha
facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, è
trascorso il primo anno dalla nostra elezione, momento che segna
l'inizio di una nuova pagina nella politica regionale che si
contraddistingue per la rottura degli schemi convenzionali fra
dialettica politica e rapporto tra le Istituzioni, su come si
affrontano le problematiche regionali nei confronti di una società
sempre più disfiziata e delusa da una politica che negli ultimi
anni ne ha provocato l'allontanamento.
L'innovazione parte dunque sin dai primi atti di questo Governo,
quando per la sua precisa volontà - Governatore - rompendo ogni
schema dettato dalla consuetudine, ha voluto che nei ruoli
istituzionali, assegnati di solito all'opposizione, venissero
eletti cittadini del Movimento Cinque
Stelle, e non l'opposizione tradizionalmente riconosciuta.
Da qui nasce il modello Sicilia che lei, Governatore, ha
esportato alla ribalta dell'opinione pubblica nazionale, iniziando
gradualmente a ricostruire quell'immagine di Sicilia che si era
persa da tempo, accreditandosi, sin da questa fase, come il
rottamatore e l'ideatore della Rivoluzione.
Rivoluzione - sì - che parte ridando credibilità alla nostra
Isola, che purtroppo per molti, e per l'opinione pubblica nazionale
ed internazionale, è stata vista come la Terra del sistema del
malaffare, offuscando, per colpa di pochi, l'intera classe
dirigente.
Classe dirigente che, invece, deve tornare ad avere rispetto delle
Istituzioni e che deve credere che tutto possa ripartire dall'arte
nobile della politica, unico strumento che può ascoltare i veri
bisogni della gente e rispondere con azioni concrete.
Sin dall'inizio, ha messo in atto tutti quei provvedimenti
propedeutici e necessari affinché la Rivoluzione prendesse forma,
destrutturando e trasformando la macchina burocratica regionale,
ricostruendola a sua immagine e somiglianza della sua idea di
Governo, capace, come credo, di apportare le riforme decisive per
la crescita e lo sviluppo della Sicilia.
I siciliani oggi guardano con attenzione a questo modello di
Sicilia e si aspettano da parte di tutti noi grande senso di
responsabilità. Responsabilità che oggi ci porta a non poter
nascondere il grande dramma che vive la nostra gente nel dovere
affrontare, in maniera purtroppo sempre più evidente,
l'irrefrenabile crollo del mercato del lavoro, l'aumento
percentuale dei giovani disoccupati, la mancanza della tutela delle
fasce più deboli, che a noi chiedono semplicemente speranza.
Ed è proprio in questo momento che la Sicilia di tutto avrebbe
bisogno tranne che di polemiche del teatrino della politica e,
men che meno, di una mozione di sfiducia, presentata per lo più dai
cittadini - caro onorevole Cancelleri - come piace a voi essere
chiamati, ma per me restate e siete colleghi di questo Parlamento
nel rispetto delle Istituzioni e nel rispetto di chi ci ha votato
per rappresentare le Istituzioni. Gli stessi cittadini con i
quali nella massima lealtà abbiamo condiviso un percorso comune,
fatto di proposte e di battaglie, che a volte, purtroppo, non hanno
avuto buon esito. Di certo non per mancanza di volontà politica, ma
le battaglie ideologiche non possono scavalcare fondamenti
giuridici, perché il senso di responsabilità impone ad un
Governatore ed al suo Governo, che ama la sua Terra, di non andare
incontro ad un default causato da risarcimenti milionari che
nessuno comprenderebbe, come, ad esempio, la vicenda del MUOS,
dove, dopo averci tutti sensibilizzati, siamo stati obbligati ad
una battuta d'arresto, vincolati ad una serie di autorizzazioni
legittimamente e amministrativamente supportate.
Pertanto il Presidente e la sua Giunta non potevano che prenderne
atto, onorevole Cancelleri.
Mentre capisco che alcune delle firme apposte alla mozione di
sfiducia provengano da quei colleghi che hanno avuto un'idea di
Governo diversa dalla sua e che, sin dall'inizio, si sono collocati
all'opposizione, oggi, per me, diventa incomprensibile determinare
cosa sia accaduto e cosa abbia segnato la rottura del cosiddetto
modello Sicilia .
Non posso che augurarmi che si possa ripartire ritrovando la
stessa sintonia con i colleghi del Movimento Cinque Stelle, per
attraversare insieme le numerose insidie, onorevole Cancelleri,
generate da una vera rivoluzione di sistema .
Insidie che non sempre si manifestano o provengono dall'esterno,
ma che spesso, purtroppo, sono dettate dai giochi della bassa
politica e da chi, pur di stare arroccato nella propria piccola
posizione di potere, dimentica le motivazioni per le quali il
popolo siciliano ci ha eletti, cioè per difendere e dare dignità
alle tante famiglie, giovani e donne della nostra Terra.
Per questo non posso che chiedere ai miei colleghi che fanno parte
dei partiti che sostengono la maggioranza, di non continuare a
cercare personalismi o primati, ma di lavorare fattivamente e
sinergicamente in tempi brevi e certi su almeno quattro o cinque
temi che possano creare sviluppo e crescita sociale.
I partiti che fanno parte di questa maggioranza hanno tutti pari
dignità (a differenza di quello che qualcuno crede e dice) e mi
auguro - caro Governatore - che si comprenda, una volta per tutte,
che la Tua e la Nostra Rivoluzione passa attraverso atti dove
ognuno di noi possa e debba incidere sull'azione innovatrice di
questo Governo.
E' per tali ragioni che il mio appello in quest'Aula si rivolge
anche a tutti i Gruppi che oggi non fanno parte della maggioranza,
perché si possa, con questo voto di oggi, capire quali
rassicurazioni poter dare ad una Terra e ad un popolo che oggi non
hanno bisogno di tatticismi ma di certezze; andiamo incontro allo
strumento finanziario ed al destino di migliaia di precari
siciliani che gridano stabilità ed è per questo che oggi, alla
luce del sole, tutti possano comprendere chi è accanto a te e chi
invece ti si oppone.
Per tutto quello che ho detto annuncio il voto contrario alla
mozione di sfiducia da parte del Gruppo parlamentare Articolo 4.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, Onorevole Presidente della Regione,
signori assessori, onorevoli colleghi, in questo tempo drammatico
per la Sicilia e per i siciliani, quello che mi preme sottolineare
nella premessa di questo mio intervento, è quanto sia oggi
difficile, complicato, affermare un principio: il principio della
tenuta della ragione.
Ciò che più manca - a mio parere - in questo tempo, nella classe
dirigente e in chi ha responsabilità di Governo e responsabilità
istituzionale è soprattutto il senso della responsabilità pubblica
della parola.
Sono questi due concetti, la tenuta della ragione e la
responsabilità pubblica della parola, ai quali io ho provato
quotidianamente, e proverò anche oggi, ad ispirarmi e richiamarmi,
e che spesso non ho ritrovato e non ritrovo in chi svolge ruoli
istituzionali anche prestigiosi.
Per andare al tema odierno, la mozione di sfiducia che ci
apprestiamo a trattare è stata presentata dai colleghi del
Movimento 5 Stelle.
Il 10 novembre 2012 Beppe Grillo, leader del Movimento Cinque
Stelle diceva che i quindici deputati grillino in Sicilia
sostengono i provvedimenti della Giunta e del Governo Crocetta a
partire dal DPF, quindi dal documento di programmazione economica e
finanziaria, perché, sanciva Beppe Grillo, il modello Sicilia è
meraviglioso.
Il modello Sicilia Presidente Crocetta era stato inaugurato da
lei, in alleanza con il Movimento Cinque Stelle, ed era tanto
meraviglioso che aveva portato il Movimento Cinque Stelle, con i
voti di una parte della sua maggioranza, ad eleggere il vice
Presidente Vicario di questa Assemblea Regionale nella persona
dell'onorevole Venturino, e un Presidente di Commissione
importante, come quella Territorio ed Ambiente, che ha la
titolarità di decidere anche - e se sfuggiva allora, non sfuggirà
oggi ai colleghi del Movimento Cinque Stelle - a quali disegni di
legge dare la priorità, o quale magari lasciare nel dimenticatoio,
ne ricordo uno per tutti, quello sull'Ente Porto dell'onorevole
Grasso che attende ancora di essere esitato.
Qualche tempo addietro, dopo avere ricordato che voi appena il 30
aprile di quest'anno avevate votato la legge più importante in
assoluto, che è a disposizione dell'Aula, e cioè avevate votato
favorevolmente la legge Finanziaria, mentre noi opposizione di
centro destra, per carità di patria, ci eravamo astenuti, ho
definito il vostro modus operandi come quello di guastatori a
convenienza .
E se pur vi concedo il beneficio della buona fede, dovuta anche
alla mancanza di esperienza, perché nessuno dalle nostre parte si
dice nasce insignatu , e tanto meno senza alcuna voglia di falsi
moralismi, è chiaro che in una circostanza come questa non posso,
in ragione di quanto da voi detto allora, e di quanto da voi
proposto oggi, che richiamare con forza il concetto della
responsabilità pubblica della parola.
Per non dire, proprio a proposito di questi due concetti - tenuta
della ragione e responsabilità pubblica della parola - del balletto
indecoroso, amici del PD, che è stato posto in essere dal vostro
Gruppo parlamentare e dal vostro Partito in un anno, un anno
dall'insediamento del Presidente della Regione, anno nel quale si è
detto tutto ed il contrario di tutto su voi, sul vostro rapporto
col Governo, e sul vostro rapporto col Presidente della Regione.
Siamo passati dagli Osanna del 24 dicembre 2012, forse perché
era vigilia di Natale, il mio amico capo gruppo Gucciardi
sosteneva: il PD sosterrà Crocetta con tutte le nostre forze . Per
omettere tutto il resto, e tutti gli altri interventi, si è passato
da quella vigilia di Natale, festa di pace, alle dichiarazioni del
Segretario regionale Lupo che ha definito il Presidente Crocetta un
cabarettista.
Il Presidente Crocetta ha detto che Lupo è come Berlusconi, non mi
pare che possa essere un complimento nel vostro Partito, ed ha
anche ribadito, per rispondere con estrema chiarezza che non
sarebbe stato e non sarà mai il pupo di nessuno.
Ebbene, a quel punto, ed era il 23 settembre del 2013, tutti i
giornali all'unisono decretarono che i democratici avevano di fatto
sfiduciato il Governatore dopo nove mesi. Il tempo di un parto,
Presidente, evidentemente un parto andato male. E però come vedete,
in questi accadimenti che hanno distinto questa prima parte di
legislatura, nell'era rivoluzionaria del Presidente Crocetta c'è
poco, sia di tenuta della ragione che di responsabilità pubblica
della parola.
E allora, Presidente, in questo mondo di pazzi - mi si passi
questa frase - il nostro Gruppo parlamentare è rimasto opposizione
responsabile nell'esclusivo interesse dei siciliani.
Noi non siamo in Giunta, Presidente, neanche con assessori a
mezzadria, né ci saremo, non abbiamo direttori generali, non
abbiamo Capi di Gabinetto, non partecipiamo con esterni ai
Gabinetti, non partecipiamo, né parteciperemo ai sottogoverni
regionali.
Noi, da opposizione responsabile, non ci siamo mai venduti come
hanno fatto altri, e chi parla di ribaltone - quando si affrontano
in maniera cristallina,tematiche che riguardano il Governo della
cosa pubblica, in questo momento storico - è ignorante, o in
malafede, per la semplice ragione che non c'è nulla da ribaltare,
visto che il Governo Crocetta, non ha mai avuto una maggioranza in
Aula e quindi non si comprenderebbe quale maggioranza ci sarebbe da
ribaltare.
Noi da opposizione responsabile le abbiamo chiesto, e rivendico
sotto questo profilo la primogenitura, durante una conferenza
stampa di tutti i Capi Gruppo dell'opposizione, compreso il
Movimento Cinque Stelle, le abbiamo chiesto pubblicamente di
concordare un'agenda delle priorità per la Sicilia. Lo abbiamo
fatto ormai circa tre mesi fa, non abbiamo avuto Presidente,
nessuna risposta
Dopo nove mesi, ma non solo, a causa di questo Governo, Presidente
Crocetta, ci tocca considerare che la Sicilia è in ginocchio: nulla
sul lavoro e sulla disoccupazione giovanile, nulla sulle imprese,
il credito di imposta è rimasto una pia illusione. Il grave rischio
di non poter risolvere il problema dei precari con un tavolo che si
è interrotto, e che spero fortemente il Governo vorrà riattivare.
Il pericolo esiziale è di perdere in tutto o in parte i fondi
europei, danno irreparabile per il futuro della Sicilia. I nostri
comuni sono costretti a tagliare sulle spese fondamentali, sui
servi essenziali (sanità, scuola, trasporti, disabilità). Su tutto
questo il nostro popolo attende delle risposte.
Quando parlo del nostro popolo non mi riferisco ai dieci soliti
codardi che, sui giornali on line usano l'anonimato per dispensare
ingiurie e minacce, mi rivolgo al popolo siciliano, al popolo
siciliano moderato, mi rivolgo al popolo siciliano di centro
destra, al popolo delle partita Iva, al popolo di coloro che
lavorano e pagano le tasse, al popolo dei precari, al popolo di chi
spesso, invano, attende risposte da una pubblica amministrazione,
quasi sempre prigioniera di lungaggini infinite.
Tutto questo, gli annunci del Presidente, assai spesso rimasti
spot, qualche volta diventati flop, l'incapacità di molti assessori
del suo Governo, la crisi drammatica della Sicilia, l'assenza di
una strategia che faccia ripartire la nostra Terra, il rischio
ormai più che concreto di perdere i fondi europei, in tutto o in
parte, tutto questo meriterebbe ampiamente un voto di sfiducia.
Qui, oggi, però, Presidente e colleghi, non è in discussione la
vita del suo Governo, nei confronti del quale noi esprimiamo un
giudizio negativo. E' in ballo il destino della Sicilia, il futuro
delle giovani generazioni, il futuro dei nostri figli. E,
d'altronde, Presidente dell'Assemblea, la distinzione tra il
dibattito e la dichiarazione di voto serve proprio a distinguere le
due fasi.
Al dibattito seguiranno le dichiarazioni del Presidente della
Regione e, dunque, le dichiarazioni di voto dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari; attendiamo di ascoltarla Presidente, non
perché lei ci seduca, come testualmente la invitò a fare nei
confronti del Movimento Cinque Stelle ad inizio legislatura
l'onorevole Cancelleri, ma per comprendere se lei ha finalmente
chiara la drammaticità del momento in Sicilia e come il suo Governo
intenda, eventualmente, affrontarla.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, farò il mio breve intervento, anche per
coerenza rispetto alle mie valutazioni sull'inutilità della seduta
d'Aula di oggi.
Pur rispettando, ovviamente, le prerogative dei deputati, più che
dei Gruppi, che hanno presentato la mozione di sfiducia, la ritengo
una seduta inutile, tempo sottratto a quest'Aula, che oggi avrebbe
potuto discutere dei problemi veri della Sicilia e che, invece,
discute di una mozione di sfiducia che è stata ordinata da Grillo.
Questa è la verità, non confessata neanche da parte dei deputati
del Movimento Cinque Stelle che, qui, hanno svolto le loro
argomentazioni, continuando a discutere della validità di un
modello Sicilia che non si capisce perché con la mozione di
sfiducia, invece, qui, oggi stesso, stanno sotterrando.
E la verità di questa scelta è che, pur condividendo, molti
deputati, forse tutti, del Movimento Cinque Stelle, l'utilità di un
confronto democratico con le forze di maggioranza, col Governo
della Regione, sui problemi veri della Sicilia, tutto ciò gli è
stato, letteralmente, proibito dal leader del loro Movimento, che
risponde al nome di Beppe Grillo, che ha l'esigenza di dimostrare
al Paese che il suo Partito non si contamina mai con scelte di
Governo, né da una parte né dall'altra.
In realtà, con questa scelta, il Movimento Cinque Stelle, di
fatto, ha assunto la decisione di prendere le distanze dal Governo
Crocetta, per schiacciarsi su una posizione di opposizione
irresponsabile che, in Sicilia, così come a Roma, non produce
nulla, diventando i primi sostenitori di un'azione di retroguardia,
di paralisi, rispetto al cambiamento che, invece, in Sicilia,
vogliamo davvero realizzare.
Ed allora, credo che questo sia il punto politico vero della
questione che i Siciliani devono valutare, conoscere, e che noi
dobbiamo tenere presente anche per proseguire quest'esperienza di
cambiamento di cui la Sicilia ha tanto bisogno. E tutto ciò dopo
meno di un anno dall'insediamento del Presidente della Regione.
Onorevoli colleghi, in quest'Aula, abbiamo approvato una legge che
prevede la possibilità di sfiduciare i sindaci dei comuni dopo
almeno due anni dal loro insediamento, perché abbiamo stimato, che
per fare una valutazione compiuta del lavoro svolto da una Giunta
di Governo, quello sia un tempo sufficiente, necessario, per
potere, appunto, esprimere un giudizio politico definitivamente
contrario e, quindi, proporre una mozione di sfiducia.
Qui siamo a pochi mesi, non solo dall'insediamento del Governo, ma
direi a poche settimane da quando il Movimento Cinque Stelle
inneggiava, sostenendo l'azione di cambiamento del Presidente
Crocetta.
E in queste settimane cosa è cambiato? E' cambiato solo che il
guru Grillo ha scomunicato l'esperienza del modello Sicilia ,
della possibilità di stabilire un confronto positivo tra il Governo
Crocetta e tutte le forze parlamentari.
Io ho apprezzato, lo dico senza infingimenti, il senso di
responsabilità, la capacità di proposta, di analisi, di molti
parlamentari di opposizione in queste settimane e in questi mesi, e
penso che abbiamo dimostrato tutti insieme di avere la capacità di
valorizzare le proposte migliori che sono state avanzate in
quest'Aula dai parlamentari, a prescindere dalla forza politica di
appartenenza.
Penso che noi su questa strada dobbiamo continuare a lavorare.
Piuttosto che discutere di una mozione di sfiducia sottoscritta da
deputati che qui, oggi, sono intervenuti nel motivarla dicendo cose
esattamente opposte, l'uno rispetto all'altro, ed entrando in
contrasto perfino su cose molto concrete.
Abbiamo ascoltato il presidente della Commissione Antimafia,
onorevole Musumeci, che argomentava sulla necessità di produrre il
rilancio di un piano di investimenti - su questo ovviamente penso
tutti noi siamo d'accordo - per sviluppare il mondo dell'impresa.
Ma abbiamo anche sentito l'onorevole Cancelleri dire che è pazzo un
imprenditore che decide oggi di venire ad investire in Sicilia.
Affermazione che certamente non mi trova per niente d'accordo.
E delle due l'una, o facciamo un forte appello agli investitori e
alle imprese per creare nuove opportunità di crescita e di sviluppo
produttivo in Sicilia, o sosteniamo che è un pazzo chi pretende di
venire ad investire in Sicilia.
Esattamente il contrario. Eppure sono i due principali firmatari
della stessa mozione di sfiducia, che non esprimono un progetto
comune, un progetto politico comune per questa Regione, così come
abbiamo ascoltato il Presidente del gruppo Movimento Cinque Stelle,
Cancelleri, sostenere l'esigenza di andare oltre le Province che,
giustamente, sono state soppresse per accelerarne la riforma - e io
su questo sono d'accordo - ma abbiamo ascoltato anche il Presidente
Musumeci dire che invece le Province non andavano soppresse.
Anche questa è una palese contraddizione.
E come se non bastasse, anche sul piano più strettamente politico,
abbiamo sentito - direi giustamente - l'onorevole Cancelleri,
criticare il trascorso ventennio berlusconiano, e abbiamo anche
sentito l'onorevole Falcone accodarsi alle ragioni della mozione di
sfiducia del Movimento Cinque Stelle, che invece ha criticato il
modello berlusconiano che Falcone ha sostenuto negli ultimi
vent'anni. Tutto è il contrario di tutto. Questa è la verità.
Per questo dico che questa è una mozione di sfiducia che è perfino
complicato spiegare nelle proprie valutazioni fatte da chi, qui, ha
tentato di argomentarle ai siciliani, e che ha un'unica vera
ragione, che il Presidente del gruppo Movimento Cinque Stelle,
Beppe Grillo, sostanzialmente, deve dare un segnale al Paese,
dimostrando che in Sicilia non si collabora col Governo Crocetta.
Io credo che questo sia un errore, un errore molto grave, che
certamente non possono pagare i siciliani, ed è un errore che noi
non possiamo assolutamente condividere, ma proponiamo una soluzione
esattamente diversa, anche rispetto ai problemi che tutti sappiamo
essere assolutamente veri e reali qui in Sicilia: la crisi, la
disoccupazione, il tema del precariato, la necessità di portare
avanti le riforme di cui la Sicilia ha bisogno. Ma la soluzione non
è una mozione di sfiducia al Governo.
Vedete, anche io tutti i giorni ascolto cittadini, cittadine,
lavoratori, lavoratrici, giovani e meno giovani che chiedono alla
politica siciliana di mettere una marcia in più, che chiedono il
rafforzamento dell'azione di Governo per risolvere i loro problemi.
Nessuno mi chiede le elezioni anticipate, perché c'è la convinzione
profonda che le elezioni anticipate certamente non risolverebbero
quei problemi dei cittadini.
E allora la soluzione non è la sfiducia del Governo che porterebbe
ad un danno forte per il Governo e per la Sicilia come le elezioni
anticipate. La soluzione è rafforzare l'azione di Governo, affinché
il Governo possa meglio rispondere ai bisogni della Sicilia.
Ho sentito anche il tentativo di alcuni di strumentalizzare
politicamente, in questa fase, il dibattito che è in corso, il
chiarimento che è in corso, fra il Partito Democratico e il
Presidente della Regione.
Capisco anche che, per chi non ha cultura democratica, perfino il
confronto interno ad un partito non sia facilmente distinguibile
rispetto ad una rissa; la nostra non è una rissa, è un confronto
avviato, un chiarimento in corso per mettere, ancor meglio, il
Governo della Regione nelle condizioni di rispondere ai bisogni
veri della Sicilia, convinti come siamo che serva anche una
maggiore sinergia tra l'azione di Governo, i Gruppi parlamentari
che hanno vinto le elezioni e sono espressione della maggioranza, i
partiti che insieme al Presidente della Regione hanno vinto le
elezioni, grazie al Presidente della Regione, e il Presidente della
Regione che ha vinto le elezioni grazie ai partiti che lo hanno
sostenuto.
Questa è la proposta del Partito Democratico che democraticamente
stiamo discutendo nei nostri organismi, nel confronto con il
Presidente della Regione e che, certamente, porterà a soluzioni che
saranno positive per la Sicilia stessa.
Credo che sia necessario rilanciare il programma con cui Rosario
Crocetta ha vinto le elezioni in Sicilia, accelerare il percorso
delle riforme, i liberi consorzi dei comuni al posto delle
province, rilanciare la riforma dell'acqua pubblica, che mi auguro
quanto prima possa arrivare in quest'Aula perché è uno dei temi più
sentiti dai siciliani e che penso, più di qualsiasi altro, forse,
caratterizza il programma di Governo di Rosario Crocetta in materia
di servizi pubblici.
E non dimentichiamo che il Movimento Cinque Stelle presiede la IV
Commissione Ambiente e territorio , con un proprio deputato,
l'onorevole Trizzino, che ha la responsabilità di presiedere quella
Commissione accelerando i lavori affinché questa riforma possa,
quanto prima, arrivare in Aula.
Ricordiamo pure che il Movimento Cinque Stelle non ha disdegnato
di coprire alcune poltrone all'interno dell'Assemblea regionale
siciliana subito dopo l'insediamento dell'Assemblea, poltrone di
presidenti, di vicepresidenti, di segretari delle Commissioni
parlamentari, cosa che non trovo scandalosa; trovo, invece,
scandaloso che chi ha deciso di ricoprire queste poltrone poi,
strumentalmente, critichi altri partiti che, invece, ricoprirebbero
quelle stesse poltrone che loro attualmente ricoprono.
Più che di poltrone bisogna parlare di responsabilità di Governo,
di responsabilità che si assumono all'interno delle istituzioni
parlamentari avendo rispetto tutti, reciprocamente, per il lavoro
che qui viene svolto, pur mantenendo un distinguo di valutazioni
politiche perché così è normale che possa essere.
Credo sia necessario rilanciare le proposte per il lavoro, per
l'occupazione, per lo sviluppo, per i fondi comunitari, al fine di
utilizzarli presto e bene, affrontare insieme, anche nel rapporto
con il Governo nazionale e con il Parlamento nazionale, l'emergenza
dei lavoratori precari dei comuni della Sicilia.
Credo che per i comuni, oggi, sia stato un danno che qui non si
siano discusse, ad esempio, le variazioni di bilancio, che ci
avrebbero messo nelle condizioni di destinare ai comuni della
Sicilia risorse aggiuntive affinché possano svolgere i servizi che
devono erogare a vantaggio dei cittadini ed ha fatto bene il
presidente regionale dell'Associazione nazionale dei comuni
italiani, oggi, a stigmatizzare il fatto che questa seduta,
purtroppo, produce un ritardo che è dannoso e negativo per i comuni
della nostra Regione.
Credo che avremmo fatto bene, e faremmo bene, e questa è una mia
precisa richiesta, ad affrontare il tema dell'emergenza migranti,
della tragedia di Lampedusa; non possiamo rassegnarci al fatto che
sia difficile trovare soluzioni e credo che il Parlamento siciliano
ed il Governo della Regione debbano assumere un'iniziativa forte
nei confronti delle istituzioni nazionali e comunitarie - bene ha
fatto il presidente Crocetta ad incontrare il presidente del
Parlamento europeo -, ma credo che questa debba essere una
responsabilità da condividere collettivamente, tutti insieme, al di
là delle appartenenze politiche.
Concludo, so che domani è prevista la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari; ritengo che sia quella la sede
istituzionale in cui i Gruppi parlamentari debbano sviluppare un
confronto utile e positivo affinché quest'Assemblea regionale, già
a partire dalle prossime sedute, possa davvero entrare nel merito
delle riforme istituzionali, economiche e sociali di cui la Sicilia
ha bisogno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
A seguire l'onorevole Pogliese, l'onorevole Anselmo, l'onorevole
Di Pasquale, poi riaggiorneremo il calendario degli interventi.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, intanto
volevo esprimere la mia contentezza perché un'Aula così piena con
tutti gli Assessori presenti è una cosa davvero rara.
Vorrei ricordare all'onorevole Lupo che se i lavori sono stati
bloccati per settimane, per mesi, rallentati dall'assenza di
deputati o assessori, questa cosa non è imputabile a noi come
Gruppo perché siamo abbastanza presenti, quindi discutere la
mozione può essere un'occasione per incontrarsi dopo mesi che non
ci si vede, dopo che non vedevamo il presidente Crocetta dal 13
agosto, dopo che abbiamo appreso dai giornali che lei, onorevole
Lupo, ha avuto qualche problema con lui, ha lanciato anche delle
accuse abbastanza pesanti che l'onorevole Musumeci ci ha illustrato
e che non vorrei ripetervi.
Ed è un miracolo anche che, in questi giorni in cui si avvicinava
la mozione, la gara degli spot, degli slogan che poi erano flop, si
è fatta sentire, quindi, ci siamo accorti che abbiamo una spesa
farmaceutica da monitorare, è sembrato che il discorso incalzasse,
che si acceleri la rivoluzione, quindi, ben vengano le mozioni,
facciamone una ogni due mesi così ci diamo un ritmo più incalzante
e forse dagli spot si potrà passare alle cose più concrete.
Con grande tristezza, oggi, ho sentito attribuire ai caselli di
Cassibile le accuse infamanti di essere coinvolti con la malavita
organizzata e con la mafia. Alla fantasia non c'è limite; va bene
che il Presidente stava parlando con dei giornalisti stranieri,
quindi, magari non hanno capito bene, però attribuire questo,
invece di dire che ci sono stati degli ingegneri incapaci, qualcuno
fuori di testa che ha pensato di costruire quelle gabbie in cui
passano altre migliaia di siciliani, quindi, rispetto per il
Presidente ed i colleghi della scorta che hanno avuto l'incidente,
ci mancherebbe, ma da lì passano un sacco di siciliani ogni giorno
e nessuno si era preoccupato di segnalare la cosa, a parte
l'onorevole Zito che, purtroppo
Se suona il telefono è Beppe, ma riagganciate; sapete noi ci
sentiamo continuamente, lui mi dice cosa fare, cosa non fare,
insomma non siamo abituati a queste gerarchie, noi, mi dispiace
dirvelo, non riceviamo telefonate dall'alto, quindi, non ci potete
applicare certi modelli perché non li conosciamo.
Saranno state poche persone che hanno cliccato per scegliere se
fare la mozione o non farla, ma di certo è qualcosa di inedito che
non appartiene ai partiti, di solito i clik arrivano dall'alto, noi
saranno stati in pochi, ma almeno non provenivano da due o tre
persone, era una bella base e dopo un'Assemblea molto partecipata e
vi devo dire che, purtroppo, anche persone che non so se sono stati
elettori del Movimento Cinque Stelle, forse neanche mi conoscono,
in quanto ancora abbiamo delle facce anonime e così vogliamo
rimanere: cittadini come gli altri.
Ebbene, ovunque si vada dal barbiere, dal macellaio, dal
fruttivendolo, non vedo facce contente, ma no contente perché le
persone dopo un anno potevano aspettarsi di avere più soldi in
tasca, più certezze; lo sappiamo non esistono maghi, ma avere la
percezione che qualcosa stia cambiando, e mi rivolgo non a quelli
che hanno firmato, ma a quelli che non hanno firmato. Ebbene, se
voi avete la percezione dal di dentro, visto che avete questo
rapporto privilegiato con il Presidente - ogni tanto avete qualche
scaramuccia, ve ne dite quattro, però ora avete fatto pace, subito
dopo le nomine della Commissione Affari Istituzionali e subito dopo
non so che cos'altro -, ora che andate d'accordo, se voi avete la
percezione e vi assumete la responsabilità che continuare così
porterà un beneficio a quelli che hanno i figli disabili e non
hanno i trasporti, a quelli che a mezzanotte facevano corteo
davanti al palazzo d'Orleans ed a tutte le persone che, in questi
mesi, abbiamo visto lì sotto e quelli che non abbiamo visto perché
non hanno le risorse per venire qui, se pensate che state lavorando
per il loro bene, continuiamo così.
L'onorevole Malafarina, che non è presente, prima, ha detto una
frase che mi ha sconcertato cioè che gli assessori non sono delle
cime , beh, ci si deve riprendere dal sentire queste cose. Sono
certa che gli assessori si spaccano in quattro dal lavoro, che
hanno trovato di tutto e di più, ma il problema è: hanno la forza e
la libertà di ribellarsi alle schifezze che trovano oppure devono
fare dei tagli dove potrebbero lasciare stare e lasciare stare
tranquille delle zone d'ombra.
Il problema non è se sono capaci o non sono capaci, è se sono
liberi di fare, perché vedere dove ci sono schifezze è facile per
tutti, il problema è, poi, riuscire ad essere efficaci, quindi, se
voi pensate che stiamo andando in questa direzione, oggi, abbiamo
perso una giornata, la mettiamo in conto insieme alle decine che
gli altri ci avete fatto perdere, questo è semmai il primo spreco
che facciamo se lo considerate uno spreco, ma se voi pensate che
non stiamo invertendo la rotta non sarà una chiamata alle urne a
fare morire la Sicilia, non sarà richiamare le persone alle urne
che ci farà indietreggiare e, quindi, un atto di responsabilità,
non sarà questo a farci perdere i soldi della Comunità Europea
perché già a questo siamo stati bravissimi come Parlamento, come
Governo eccetera, già ci stanno pensando loro a non potere
riportare nei ranghi una situazione che era già a pezzi.
Poi, insomma, avevo preso tanti appunti, i tacchini che hanno
paura del Natale, poi dopo ne riparleremo e, poi, tante volte ci
avete detto che abbiamo accettato delle poltrone. Noi abbiamo
accettato delle poltrone che ci spettavano da Regolamento perché
anche le opposizioni, se qualcuno lo ha dimenticato, hanno il loro
ruolo, però vi ricordo, carissimi onorevoli, che siamo stati gli
unici che, spontaneamente, tranne l'errore madornale, abbiamo
rinunciato a quei soldi e non li abbiamo messi per fare beneficenza
nel nostro Paese, li abbiamo restituiti all'Assemblea Regionale.
Infatti, sia l'onorevole Zito, che l'onorevole Trizzino, insomma
gli altri che sono sottosegretari di qualcos'altro hanno firmato
per rinunciare a quell'emolumento che gli spettava in più, perché
già riteniamo che fare il Deputato sia un onore e non riteniamo che
occorra mettere altri soldi, a parte quelli che tratteniamo e che
mettiamo, poi, nel Fondo del Microcredito.
Visto che c'è l'occasione e non li vedo spesso e poi ho concluso,
l'unica nota, vorrei sollecitare gli Assessori, l'assessore
Bonafede ad intraprendere finalmente, in effetti, mi ossessionano
con la legge sulle IPAB, 1.700 persone. Voi il 30 novembre avete
fatto una delibera, però domani fa un anno e già il disegno di
legge, non so se l'avete confrontato e, quindi, se ci sarà
opportunità datevi una mossa, altrimenti lo faremo noi
ANSELMO. Ma, se votiamo la sfiducia
FOTI. Onorevole Anselmo, questa ironia non ci sta per niente,
stiamo parlando di 1.700 persone che aspettano da un anno. Ho
concluso, signor Presidente.
PRESIDENTE . E' iscritto a parlare l'onorevole Pogliese. Ne ha
facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, sarò
estremamente sintetico, ma mi sembrava assolutamente doveroso
intervenire in un momento molto importante di questa legislatura
quale certamente è la presentazione di una mozione di sfiducia nei
confronti del Presidente della Regione che, al di là dell'esito, al
di là dell'approvazione o meno di questo importante documento
politico, è assolutamente sintomatico per testimoniare il giudizio
complessivo che gran parte dell'opinione pubblica, che qui è
rappresentata dai proponenti di questa mozione, non soltanto da
essi, esprime nei confronti di Crocetta e del suo Governo.
Chi vi parla fa parte di un Gruppo parlamentare che, come è stato
ricordato dall'onorevole Falcone, dopo un'articolata riunione
decise di fare un appello ai proponenti di quella mozione di
sfiducia, al Movimento Cinque Stelle, alla Lista Musumeci,
chiedendo che venisse posticipata soltanto di qualche mese, laddove
avevamo già espresso un giudizio positivo nel merito della mozione
ma, laddove avevamo, altresì, espresso l'opportunità di rinviarla
successivamente all'approvazione del bilancio, della finanziaria e
della nuova programmazione europea.
Una volta che quell'appello non è stato accolto, era assolutamente
fisiologico che il Gruppo parlamentare del PDL sottoscrivesse in
pieno ciò che è stato riportato all'interno di quella mozione.
Aggiungerò alcune riflessioni dopo una dovuta premessa. Sono
perfettamente consapevole - mi spiace che non ci sia il Presidente
della Regione - che oggi, più di ieri, sia difficile governare la
nostra Regione, è il momento più emergenziale come è puntualmente
testimoniato dagli ultimi dati esternati dallo SVIMEZ, di cui ha
parlato anche l'onorevole Musumeci.
Ciò che ha caratterizzato questo primo anno di governo Crocetta è
assolutamente evidente.
Questo primo anno di governo Crocetta si è caratterizzato
esclusivamente per la politica degli annunci, delle enunciazioni di
principio, di proclami, di propositi - più o meno condivisibili -
ma a cui non sono mai seguiti atti parlamentari, iniziative
legislative, atti amministrativi. Il più delle volte, con battute
ad effetto, troppo spesso sopra le righe, senza che a questi
seguissero atti parlamentari o amministrativi.
L'agenda politica è stata dettata dalla partecipazione a qualche
talk show televisivo, a qualche dichiarazione che è stata esternata
durante qualche talk show televisivo anche nazionale, penso a
quanto accaduto da Giletti quando Crocetta ha sconfessato se
stesso, laddove avviò il percorso di eliminazione delle province
regionali, a distanza di qualche giorno, di quanto disse in
pubblici comizi, durante convegni organizzati nella sua provincia e
nelle altre province siciliane in cui parlava esattamente un
linguaggio opposto, ovvero mirante a rafforzare le competenze delle
province, certamente, non ad immaginare l'eliminazione delle
stesse.
Basti pensare alle vagheggianti dichiarazioni in merito alla
necessità di creare una compagnia aerea siciliana, mettendo le ali
agli autobus dell'AST senza benzina, senza risorse per potere
sostituire i pezzi di ricambio a causa di negligenze, non certo
dell'AST, ma della Regione siciliana.
CRACOLICI. Ma si vola con le ali
POGLIESE. Basti pensare, onorevole Cracolici, alle dichiarazioni
relative al MUOS.
Chi vi parla - e lo dico con chiarezza - pur avendo condiviso e
sottoscritto alcuni documenti parlamentari, mi riferisco ad alcune
mozioni che sono state approvate da quest'Aula, in questa e
nell'ultima legislatura, miranti a chiedere la revoca delle
autorizzazioni, una volta pervenuto il parere dell'Istituto
superiore della sanità, sono fermamente convinto che non ci fosse
strada diversa rispetto a quella imboccata dal Governo regionale.
In questo, probabilmente, sono in dissenso rispetto a ciò che
pensano i miei amici del Movimento Cinque Stelle.
Ciò premesso, credo non sia condivisibile ciò che ha
caratterizzato i mesi precedenti di quel famoso parere, di quella
famosa data, il 18 luglio 2013, quando pervenne questo parere
dell'Istituto superiore della sanità. Ovvero, mi riferisco alle
puntuali dichiarazioni che il presidente Crocetta ha esternato
laddove, cito testualmente, disse: Gli americani si rassegnino,
devono passare sul mio cadavere. Il MUOS non si farà mai e facendo
anche immaginare un rischio concreto alla sua incolumità per colpa
degli agenti della CIA o di qualche esponente della mafia
siciliana.
E, tutto questo, anche in occasioni ufficiali in cui bisognava
parlare di tutto fuorché del MUOS di Niscemi.
Mi riferisco a ciò che è accaduto a Gela, il 10 luglio 2013, data
in cui si sono tenute manifestazioni di commemorazione per i caduti
dello sbarco del 1943, in cui accadde un grave incidente
diplomatico. O a tutto ciò che è accaduto in merito al tanto
agognato articolo 37 del nostro Statuto, quello che sancisce, per
intenderci, il diritto per la nostra Regione di incassare le tasse
delle società aventi sede legale altrove, operanti nella nostra
Terra. Una battaglia storica in applicazione ad un articolo del
nostro Statuto mai vinta da nessun Governo e che Crocetta,
nell'aprile del 2013, sbandierò come grande vittoria del suo
Governo.
Anche il sottoscritto, insieme a molti altri colleghi
dell'opposizione, quando lessero quel lancio ANSA espressero una
valutazione assolutamente positiva. Crocetta è riuscito a fare ciò
che altri non erano riusciti a fare.
Ma quando, poi, abbiamo letto il testo del decreto legge 35 dell'8
aprile 2013, ebbene abbiamo scoperto l'ennesimo bluff di Crocetta e
della sua Giunta laddove l'articolo 11, cito testualmente: In
attuazione dello Statuto è attribuito alla Regione siciliana il
gettito delle imposte sui redditi prodotti dalle imprese
industriali e commerciali aventi sede legale fuori il territorio
regionale per 48 milioni per il 2013, per 49.2 per il 2014, per
52.8 per il 2015.
Ebbene, l'articolo successivo, all'interno di questo decreto
legge, la copertura di queste esigue somme viene determinata
attraverso minori trasferimenti dovuti dallo Stato centrale,
esattamente fino a concorrenza dei 49 milioni, dei 50.2 e dei 52.8.
Questo è l'ennesimo bluff coerente con il percorso tracciato da
questo Governo in questi ultimi dodici mesi.
Per non parlare poi, e mi avvio alla conclusione, delle
entusiastiche dichiarazioni con cui ha accompagnato la nomina di
due grandi personalità del mondo culturale, scientifico siciliano.
Mi riferisco a Franco Battiato ed Antonino Zichichi che, poi, in
realtà, si sono caratterizzati esclusivamente per alcune
discutibili dichiarazioni sulle donnine in Parlamento o su
Archimede , che non hanno prodotto assolutamente nulla o per
meglio dire, parafrasando Zichichi che hanno prodotto il nulla
cosmico all'interno di due strutture di fondamentale importanza
per la nostra Regione quali certamente sono l'Assessorato al
turismo ed ai beni culturali.
Non è che sia andato meglio con il sostituto di Battiato, ma credo
che ciò che è accaduto in quei primi quattro mesi dell'esperienza
Crocetta sia assolutamente evidente a tutti.
Per non parlare poi della costante assenza da parte di molti
Assessori della sua Giunta durante i lavori parlamentari che hanno
paralizzato i lavori di questa Assemblea.
Per non parlare poi di alcuni atti di indirizzo approvati
all'unanimità da questo Parlamento che, molte volte, sono stati
assolutamente disattesi. Penso alla vicenda dell'IRSAP che ha
determinato la paralisi della I Commissione e successivamente
dell'Aula per oltre due mesi.
Ecco perché credo che questa mozione non può non essere votata e
mi auguro, comunque, che, al di là dell'esito finale della stessa,
possa produrre un effetto positivo ovvero che da domani si possa
cambiare rotta. Ne va dell'interesse della nostra Terra a cui il
presidente Crocetta dichiara puntualmente di essere visceralmente
legato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Anselmo. Ne ha
facoltà.
ANSELMO. Signor Presidente, Governo, Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, sarò concisa perché molto è già stato detto.
Vorrei partire proprio dall'ultimo intervento della collega,
onorevole Foti.
La mia non era ironia. Però, certo mi stranizza che un deputato
che oggi presenta una mozione di sfiducia e che è qui in Aula per
dire a questo Governo sostanzialmente: hai fallito, devi andartene
a casa', contestualmente, mentre sostiene da questo scranno la
mozione di sfiducia, chiede al Governo l'aiuto per le IPAB.
E poi rammento - onorevole Foti - che i 1.700 operatori delle IPAB
non sono un suo appannaggio; il Governo già se n'è occupato.
L'assessore Bonafede ha istituito dei tavoli tecnici, ha pensato
al riordino delle IPAB e il disegno di legge è già stato
presentato - mi corregga Assessore se sbaglio - alla Giunta per il
successivo iter.
Quindi, il Governo lavora e questo potrebbe aprire la lista delle
cose che questo Governo ha fatto; perché oggi siamo qui, sono qui,
a lamentarsi tutti di ciò che questo Governo non ha fatto. Potremmo
iniziare dall'elenco delle cose che ha fatto, ma perderemmo tempo.
Perché credetemi, onorevoli colleghi, in un momento così delicato,
credo che, oggi, stiamo rubando del tempo, stiamo rubando del tempo
agli assessori, al nostro Presidente della Regione e anche a tutti
noi; con tutto il rispetto per il dibattito parlamentare che fino
ad ora ho attenzionato ed ho seguito gli interventi con grande
interesse, mi permetto di ricordare, soprattutto ai colleghi
sfiducianti che abbiamo da fare cose ben più importanti che
discutere di ciò che non si è fatto fino ad ora.
Certo un'espressione è ricorrente e comune a tutti gli interventi:
l'interesse dei siciliani. L'interesse dei siciliani che, qui,
viene messo al primo posto; non c'è un solo intervento in cui
l'interesse dei siciliani non è stato menzionato e non è stato
messo al primo posto del nostro obiettivo e del nostro lavoro qui
in Aula.
E, allora, chiedo - proprio nell'interesse dei siciliani - perché
non torniamo nelle Commissioni a lavorare per loro? Perché in Aula
non discutiamo tutti i disegni di legge, sia quelli governativi,
sia quelli presentati da illustri colleghi che sono in quest'Aula,
che tanto potrebbero cambiare la nostra Terra e che, oggi, sono
bloccati in Commissione perché siamo in una empasse da cui non
riusciamo ad uscire.
Per esempio so che ci sono tanti disegni di leggi dell'assessore
Cartabellotta bloccati nelle Commissioni di competenza e quello è
un Assessorato importante per lo sviluppo della nostra Terra.
E, allora, oggi, qua, non abbiamo l'opportunità di dire a questo
Governo: hai fallito, vai a casa'. Io voglio girare la cosa in
positivo. Sono abituata a vedere il bicchiere mezzo pieno. Io
voglio dire che, qui, oggi, abbiamo l'opportunità, invece, di
chiedere al Governo di starci più vicini che mai, di non andarsene
e di continuare la rivoluzione che il presidente Crocetta ha
iniziato e che abbiamo sostenuto tutti in campagna elettorale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
Onorevole Dipasquale, le faccio presente che il suo Gruppo ha a
disposizione undici minuti e ho iscritti a parlare del suo Gruppo
anche gli onorevoli Coltraro, Oddo e chiaramente il Capogruppo.
Quindi, regolatevi fra di voi, perché gli uffici hanno disposizione
che al compimento dei trenta minuti non vi è più la possibilità di
intervenire.
DIPASQUALE. Già ci siamo regolati e ringrazio i colleghi per
avermi ceduto il loro spazio.
Signor Presidente, Assessori, grazie anzitutto per la vostra
presenza. Onorevoli colleghi, dieci mesi fa è iniziata l'attività
politica di questo Governo e di questa maggioranza.
Avevamo trovato una Sicilia con una situazione finanziaria
disastrosa e devo dire che grazie all'assessore per l'economia -
che io dico ce lo ha mandato il cielo, l'ho detto già più di una
volta - siamo riusciti a chiudere un bilancio che non poteva
essere chiuso. Siamo riusciti a chiudere una finanziaria che aveva
un miliardo di euro di buco e non sono chiacchiere.
Noi eravamo davanti al fallimento della Sicilia ed abbiamo avuto
la possibilità, e questo lo dico davvero perché vedete, chi parla
non ha ricevuto niente, né da questo Presidente, né da questo
Governo
(Brusìo dai banchi dell'Aula)
DIPASQUALE. e vedete cari amici, forse qualcuno scambia l'Aula per
il bar. Io ho troppo rispetto dell'Aula per accettare questo tipo
di provocazioni. Io sfido chiunque a salire qui e da questo
pulpito dire cosa io ho ricevuto. Io ho messo in discussione il
futuro politico. Mi sono dimesso da sindaco, candidandomi in una
lista dove non avevo neanche il 5 per cento e l'ho fatto perché ho
creduto in quest'uomo e l'ho fatto senza avere nulla, oggi, il
sottoscritto, per accordo scritto poteva ricoprire il ruolo nei
banchi del Governo, cosa che non ho voluto, cosa che non mi
interessa, cosa che, mi permetto di dire, cari colleghi, che il
sottoscritto non ha né ruoli nel gruppo né ruoli in Commissione.
Nulla. Quindi parlo da uomo libero. Quando il sottoscritto ritiene
davvero di avere avuto una grande fortuna nell'avere avuto un
assessore per l'economia che ha messo in condizione di salvare la
propria terra, un assessore che ha lasciato la sua famiglia, che
con grandi sacrifici, venendo qui per garantire
(Brusìo dai banchi dell'Aula)
DIPASQUALE. Presidente, è davvero impossibile intervenire in
questo contesto.
Mi dispiace perché io ho seguito tutti con estremo silenzio e con
grande tolleranza.
Ritengo che sia stata importante una finanziaria che ha permesso
il taglio del 20 per cento delle spese di funzionamento. Questa è
la finanziaria che è stata fatta da questo Governo e che è stata
fatta da questo assessore.
Un'altra cosa. Lo dico da ex sindaco. Il patto di stabilità
verticale, mi permetto di dire che proprio nel primo intervento che
ho fatto in quest'Aula era presente l'Assessore agli Enti Locali,
ricorda assessore quando le dissi scadrà il termine per poter fare
il patto di stabilità verticale, interveniamo? . L'avete fatto, lo
ha avviato l'assessore per l'economia in collaborazione con gli
Enti Locali ed è diventata realtà, cosa che i sindaci chiedevano e
volevano da tempo.
Io ho un grande sentimento di riconoscenza nei confronti
dell'Assessore Bartolotta, perché grazie al suo impegno,
finalmente, la provincia di Ragusa che non ha un metro di
autostrada, un metro, vergogna, di autostrada, grazie all'appalto
della Siragusa-Gela, amici non sono chiacchiere, leggete le
delibere, leggete le gazzette, è in appalto, e 184 milioni di euro
di cui 54 milioni di euro verranno appaltati entro il 31 di
dicembre.
Questi sono fatti compiuti, cari amici, che non può nascondere
nessuno insieme alla Caltanissetta il primo tratto, per 499 milioni
di euro, insieme alla Palermo-Agrigento per 296 milioni di euro.
Mi permetto di fare qualche accenno perché i minuti sono troppo
pochi, ma non potevo perdere il piacere di ascoltare l'onorevole
Malafarina e quindi molto tempo lo abbiamo concesso a lui.
Così come ringrazio l'assessore Sgarlata che grazie alla
dichiarazione fatta con il Presidente della Regione, faccio
riferimento ai soldi POIN, sbloccati nel maggio 2013, con il
ministro Trigidio, siamo riusciti a sbloccare risorse per 21
milioni di euro avremo alla fine un gettito e la possibilità di
utilizzo per 114 milioni di euro, soldi che sono già in appalto vi
faccio un esempio, il convento di Iesu, a Ragusa, per settemilioni
di euro è già in appalto all'UREGA, quindi, fatti concreti e questo
in dieci mesi.
Ringrazio il lavoro svolto dall'assessore Bonafede, con
l'istituzione dei cantieri di servizio, guardate che già i Comuni
stanno raccogliendo le istanze per dare un minimo di risposta a
quelle che sono le esigenze principali, quelle fondamentali.
L'intervento fatto dall'assessore per il turismo che deve anche
girare, onorevole Falcone, però è finito, non è come prima che
giravano con figli, nipoti, nonni, amici, delegazioni a carico
della Regione, gratis. Non a carico nostro. Non a carico nostro
E lo fanno nell'interesse della nostra terra Smettiamola questa
ironia sciocca, banale che non serve a nessuno.
Grazie per i cinquantuno milioni di euro per l'edilizia sportiva,
grazie per l'aeroporto di Comiso.
Chiacchiere erano. Fermo, bloccato. Quanti saranno gli aeroporti
che si apriranno in Italia. Quanti? Quanti se ne apriranno? Lo
vedremo alla fine dei cinque anni. L'aeroporto funziona e grazie al
presidente Crocetta e grazie all'assessore al turismo e grazie
all'assessore Bartolotta e alcuni interventi che hanno fatto
velocemente, è diventato una realtà, così come quello che è stato
fatto alla sanità.
Non vi dimenticate lo scandalo dei pannoloni, non vi dimenticate
la riforma, non vi dimenticate l'ultimo intervento che è stato
fatto. Non dimenticate il taglio con la politica legata, se non al
malaffare che sicuramente c'era anche, almeno alla buona creanza.
Oggi tutto questo c'è, così come il lavoro fatto dal territorio
ed ambiente' che non è vero che le somme della comunità europea
utilizzate sono del 5 per cento.
Leggetele le carte, 136 milioni di euro su 230, ma quali carte
leggete? Il 60 per cento della spesa, è giusto o no?
Leggetele e guardate che avrete difficoltà, mi rendo conto, a
trovare quelli che sono gli elementi, forse su questo, e
perdonatemi assessori, cercate di dare maggiore comunicazione. Io
me le cerco su internet, però aiutatemi anche in questo.
Così come la formazione, il lavoro che ha fatto l'assessore
Scilabra che, nonostante la giovanissima età, ha sin da subito
dimostrato determinazione e forza e, insieme al presidente
Crocetta, un taglio a quello che era il malaffare in Sicilia.
Ha fatto un taglio a quella che era un'azione clientelare. Senza
guardare nessuno, e quando dico nessuno, nessuno, neanche le
persone più vicine.
Si può pensare di sfiduciare un presidente della Regione che viene
considerato un riferimento positivo dallo scenario nazionale, dai
mass-media internazionali e noi qui lo sfiduciamo perché è un
presidente di Regione che si occupa di slogan perché fa solo spot e
non è vero, perché è un presidente della Regione che non ha nulla a
che fare con il malaffare.
Nessuno di voi qui dentro si può alzare, venire qui e accusare il
presidente Crocetta ed il suo Governo, di essere interprete di
azioni criminali, criminose e chissà che cosa.
Mai abbiamo avuto questa visibilità all'esterno di un presidente
serio.
Mai l'abbiamo avuto. Quindi, sicuramente, cari amici, c'è qualcosa
che non va.
Io lo dico con rammarico perché ho molta stima del Movimento
Cinque Stelle' e di tutto il gruppo dei ragazzi e ritengo che ci
sia dietro un'azione rivolta a strumentalizzare il vostro operato e
non ve ne state rendendo conto.
Perché, questa azione di rinnovamento della Sicilia, è troppo
banale mettere in discussione un presidente della Regione dopo un
anno. E' troppo sciocco.
Quali sono le logiche? Di tutto si viene a sentire. Cos'è un
problema della vecchia Confindustria, contro la nuova
Confindustria, della Confindustria che non denunziava, rispetto a
quella che denunzia, rispetto a quella che manda fuori coloro che
non rispettano le regole perché c'è chi dice che questa mozione
sia nata proprio a Caltanissetta. C'è chi dice che questa mozione è
frutto del potere, ed è il frutto della stanza dei bottoni che
questo Governo sta combattendo e con cui sta lottando.
Mi aspetto e mi aspettavo cosa diversa ma attendo ancora che si
vadano ad individuare alcuni punti chiari ben determinati e su
questo si chieda al Governo tempi chiari, certi affinché si possano
determinare...
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare l'onorevole Fazio, a seguire
gli onorevoli Raia, Zito, Giovanni Greco e Ragusa. Questo è il
calendario degli interventi in base ai minuti a disposizione. I
minuti assegnati ad ogni Gruppo verranno tutti consumati.
FAZIO. Signor Presidente, sarò abbastanza breve e soprattutto
eviterò di ripetermi.
Credo che nell'ambito degli interventi che si sono susseguiti
sicuramente è difficile per la cittadinanza comprendere chi ha
torto e chi ragione. Dove sta la parte del torto e dove sta la
parte della ragione.
Ho ascoltato un intervento che mi ha preceduto e che ha definito
questa di oggi inutile'. Credo che, sostanzialmente, se questo è
un dibattito inutile, penso che lo sia stato tutta una serie di
altri dibattiti e incontri che si sono susseguiti negli ultimi
giorni, negli ultimi mesi dopo le ferie.
E ce lo dobbiamo dire chiaramente, non per colpa del Parlamento.
Quante volte l'Assemblea è stata aperta e chiusa per diverse
motivazioni anche e soprattutto per la mancanza degli assessori,
ovviamente, all'adunanza.
Non sono tra coloro i quali intende accusare il Presidente della
Regione e questo Governo di tutti i mali che attualmente
attraversano la Sicilia. Credo che siano distribuibili nell'ambito
dei governi che ci hanno preceduto e che però la situazione si è
aggravata sempre più fino a diventare quasi un cancro difficile, in
qualche modo, da eliminare.
E' vero, ci aspettavamo dal Presidente della Regione che
sicuramente si è presentato agli elettori che per questo lo hanno
premiato, in quanto un presidente del cambiamento, della svolta,
sinceramente devo ritenere che l'attività fino a questo momento
svolta, non ha soddisfatto non solo me, ma credo la maggior parte
dei siciliani, non fosse altro perché, credo, che la situazione che
stiamo attraversando è una situazione straordinaria e straordinario
deve essere l'impegno da parte del Governo a risolvere i problemi
che ogni giorno sono agli occhi di tutti.
I siciliani si aspettano una maggiore attenzione ai loro problemi.
I siciliani si aspettano un'Amministrazione regionale che sia più
efficiente e che invece rimane inerte nell'ambito delle diverse
problematiche che vengono affrontate.
Che dire della situazione della sanità? Che dire laddove la
maggior parte dei dipendenti della sanità ormai è diventata quasi
precaria, come è possibile immaginare un servizio efficiente se a
costoro non si danno assicurazioni per quanto riguarda il loro
futuro?
L'ultimo provvedimento è l'ulteriore proroga alle tante proroghe
che francamente sono state assentite in quest'Amministrazione.
Che dire di una serie di istituzioni che non hanno funzionato e
non continuano a funzionare eppure c'era stato l'impegno da parte
del Presidente della Regione, in persona, di importanti riforme,
cosiddette epocali. Mi riferisco alla riforma degli IACP, non ne
abbiamo saputo più niente. Io credo che sia necessario veramente un
maggiore impegno, forse più concreto di quanto effettivamente sia
stato fatto.
Ciò nonostante, nonostante la mia posizione critica, vorrei, io
credo di essere stato eletto per rappresentare il territorio, i
miei concittadini, per svolgere il lavoro di cui sono stato
chiamato in maniera molto più proficua di quanto lo sto svolgendo e
non per colpa mia, e credo che, nonostante la posizione critica,
non penso e non sono tra coloro i quali quella prospettata oggi sia
la soluzione al problema e per diverse ragioni, alcune delle quali
sicuramente evidenziate.
Ritengo che sia troppo presto, dieci mesi, un termine del tutto
insufficiente per comprendere se effettivamente ci sia la voglia
del cambiamento e ci sia l'impegno concreto e fattivo.
Credo che necessita di una maggiore fiducia affinché in qualche
modo possa veramente concretizzare quello che ha prospettato,
quello che ha anticipato, quello che ha promesso e che lo renda poi
attuativo.
Non posso non evidenziare, per ultimo, la mia posizione critica
per quanto riguarda la riforma della Provincia che ha, a mio
avviso, aggravato la già situazione critica e grave delle
istituzioni, mandando nel panico tantissimi dipendenti pubblici e
che oggi, a distanza di pochi mesi dal termine, normativamente
previsto, non ha visto nessuna iniziativa di carattere concreta per
comprendere come si intende affrontare il tema e il problema.
Da ultimo, onorevole Presidente, io credo che molti problemi lei
li affronti in termini sommari e approssimativi. Mi ha sorpreso, e
lo dirò nei prossimi giorni, il documento da lei presentato che si
chiama Documento di Programmazione Economico e Finanziaria. L'ho
visto redatto semplicemente e solamente per farlo. Da quel
documento non si evince un cavolo'. Non si riesce a comprendere
quale tipo di programmazione si intende portare avanti e
soprattutto qual è il programma concreto di questa Amministrazione.
Mi piacerà sicuramente ascoltarla, Presidente, perché io le dirò
perché
CROCETTA, presidente della Regione. Mi ha rimproverato.
FAZIO. No, non l'ho rimproverata, non mi permetterei mai, sono una
persona pacifica, nonostante mi dicono che sia, francamente, un
impulsivo, però le assicuro che non mi permetto mai di riprovare
nessuno.
Aspetto le sue riposte, aspetto il suo impegno.
Però, onorevole Presidente, guardi che ho partecipato con lei a
una conferenza dei Capigruppo dove lei ha assicurato la presenza
degli assessori e poi nei fatti non se n'è fatto più niente. La
vorremmo, i siciliani la vorrebbero. Sicuramente è molto più
coerente tra le cose che dice e le cose che fa. Vorremmo un
Presidente sicuramente molto più attivo e molto più fattivo. Non ci
deluda, non deluda i siciliani, sarebbe veramente grave.
Aspetto, ovviamente, il suo intervento e poi mi riservo per quanto
riguarda le dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per quanto riguarda il gruppo
Misto non ci sono altri iscritti a parlare, quindi di fatto il
gruppo Misto rinuncia ai ventiquattro minuti che aveva, ancora, a
disposizione.
E' iscritto a parlare l'onorevole Raia. Ne ha facoltà.
RAIA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, assessori, ho solo pochissimo tempo a mia
disposizione e quindi devo concentrare il più possibile il mio
intervento. Ma vorrei sottolineare alcuni passaggi che per me sono
assolutamente importanti. Primo: ma veramente pensate, colleghi
che avete presentato la mozione di sfiducia, che il Governo
Crocetta in un tempo ristrettissimo, dal 5 dicembre 2012, da quando
ci siamo insediati prestando giuramento, doveva risolvere il
disastro creato dai tanti governi precedenti e affrontare
un'eredità difficilissima, testimoniata anche dal giudizio di
parifica del rendiconto 2012?
Veramente pensavate che la macchina amministrativa regionale,
ingessata e incrostata per com'è, avesse potuto in un attimo
risvegliarsi, rimettendo in moto un'economia che oggi arranca?
Pensavate che sarebbe stato possibile risollevarsi, in soli dieci
mesi, da una profonda crisi economica che attanaglia,
profondamente, la nostra Regione, con tante imprese che chiudono,
migliaia di famiglie che soffrono - di cui il 29 per cento vive in
condizioni di povertà - coi giovani, le donne, i tanti che perdono
il posto di lavoro?
Questo Governo, pur con tante difficoltà e inesperienza, è
riuscito a invertire una rotta, intervenendo sugli sprechi,
sull'illegalità, sulle ruberie, di cui purtroppo la Regione non è
esente.
Avrei preferito, oggi, - ognuno sceglie come interpretare il
proprio ruolo di politico e parlamentare - non parlare di sfiducia,
ma di come affrontare le tante emergenze che affliggono la Sicilia;
il lavoro che manca, i giovani che vanno via, i precari che
rischiano di perdere il proprio posto di lavoro, la programmazione
dei Fondi europei, di come fare muro contro chi invece pensa che
nulla sia cambiato; avrei preferito una discussione franca sulla
crisi economica, e di come quest'Aula avrebbe aiutato e potrebbe
aiutare il Governo della Regione.
Stiamo discutendo, invece, di una mozione di sfiducia che non
porterà a nulla, a nulla perché neanche loro credono che questo sia
lo strumento migliore per potere risolvere i tanti problemi che
stiamo vivendo; nemmeno loro credono che una crisi al buio sia
quello che serva alla nostra Regione.
Noi lo sappiamo - dobbiamo saperlo tutti - che nessuno si salva
dal giudizio della gente, né la maggioranza, allorquando non svolga
il proprio dovere, e sono convinta che questa maggioranza lo farà,
né tantomeno l'opposizione, che pensa di essere immune da
responsabilità.
Mi chiedo, a cosa serve la mozione di sfiducia, oggi?. Serve a
dimostrare che non esiste un modello Sicilia cui fare
riferimento, a dimostrare a Roma che siamo capaci di essere
autonomi o, peggio ancora, serve solo a fare propaganda e ad avere
qualche minuto di scena mediatica regionale e nazionale.
Cari colleghi, forse avete bruciato l'unica carta politica che
avevate a vostra disposizione, anche perché le somme, solitamente,
si tirano alla fine, mentre oggi non siamo neanche a un quarto del
percorso cominciato. Non vi è dubbio che la maggioranza oggi sia
più coesa, stringendosi attorno al suo presidente per rilanciare
l'azione politica e amministrativa di Governo, per affrontare le
tante emergenze che affliggono la nostra Regione.
E' stato ripreso da chi è intervenuto che sia stato il PD ad avere
sfiduciato il suo Presidente, quanto di più falso non poteva essere
detto. Voglio ricordare a chi sostiene ciò, che la dialettica
all'interno dello stesso partito del Presidente, non solo è
legittima, ma è anche una ricchezza; e non è stato certamente il PD
ad avere bloccato i lavori di quest'Aula.
Noi siamo i primi a desiderare che questo Governo affronti meglio
e più celermente le varie emergenze, quali il lavoro, gli
investimenti che scarseggiano, la crisi economica e sociale, che è
oggi pesantissima, ma non c'è dubbio che questo Presidente della
Regione abbia invertito la marcia, iniziando a scoperchiare questo
vaso di Pandora esistente in molti gangli della nostra Regione.
Questo è il primo Governo della Regione che si sta distinguendo
per la lotta all'illegalità e agli sprechi, partendo dalla
formazione e dal turismo, arrivando alla sanità. E qui bisogna
essere ancora più coraggiosi. Una terapia d'urto che deve servire
ad eliminare incrostazioni preesistenti, clientele e malaffare, che
hanno fatto sì che la Sicilia arrivasse ad accumulare un debito di
5 miliardi di euro. Questa è la cifra del mal governo e dei governi
precedenti che tutti noi siamo costretti a pagare.
Questo Governo è stato in grado di portare a casa riforme
importanti: dall'abolizione delle province, cosa di cui si sta
parlando solo adesso, seriamente, a livello nazionale; dalla legge
sulla doppia preferenza di genere, sulla quale abbiamo fatto
veramente tanto e che tanti consigli comunali, in tutta la Sicilia
è ricca di donne e quindi di un contributo importante; dai rifiuti
o dall'acqua, spero che presto esca dalla IV Commissione, o altro
ancora in pochi mesi.
Ma non basta. Con più sinergia, in un ritrovato dialogo, vanno
messi in campo azioni per il rilancio economico della Sicilia, per
portare avanti un nuovo patto per il lavoro e lo sviluppo.
La Sicilia ed i siciliani - cari colleghi - ci chiedono di
governare, e di governare bene, non come nelle passate legislature,
chi c'era ovviamente, ci chiedono il cambiamento, le riforme,
l'innovazione e la sburocratizzazione', nel contempo ci chiedono
speranza e futuro per questa terra martoriata, in cui i giovani
possano vivere, lavorare, realizzare i propri sogni, in cui tanti
che soffrono la crisi, le famiglie, i lavoratori che perdono il
posto di lavoro, le imprese che chiudono, si sentano meno soli e
che vedono nell'azione di Governo un punto di riferimento certo.
Il presidente Crocetta rappresenta tutto ciò e noi siamo convinti
che solo con lui il cambiamento è possibile, solo con questa
maggioranza, così come è possibile far cambiare il volto a questa
nostra bella Sicilia, molto spesso rappresentata in maniera
distorta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, Presidente Crocetta, assessori, colleghi,
ho sentito molti interventi, alcuni molto fantasiosi, è ovvio che
molti, soprattutto della maggioranza che appoggia questo Governo,
non possono capire perché stiamo sfiduciando il Governo Crocetta,
anche perché non viene in Aula. Basta vedere ogni volta le foto
dell'Aula, che spesso e volentieri io faccio, e si vedono che ci
sono questi tristi tesserini messi nei propri posti, ma non c'è
nessuno della maggioranza. E' ovvio che la maggioranza non sa
quello che fa il Governo Crocetta, perché il Governo non viene, non
può sapere neanche perché lo stiamo sfiduciando.
Per quanto riguarda le dichiarazioni dell'onorevole Lupo per
quanto riguarda Grillo è molto fantasioso, non so se le ha lette su
Cioè o su Novella 2000 o su Topolino, ancora questo non è chiaro,
l'unica cosa che è chiara è che ha passato un'intera estate, lui e
la sua maggioranza, a litigare per quelli che potrebbero essere gli
assessorati politici, perché l'emergenza della Regione siciliana
sono le poltrone, che sono importantissime. E il bello è gli
irresponsabili siamo noi, forse c'è qualche dubbio.
Per quanto riguarda, invece, le proposte, onorevole Malafarina,
vorrei ricordare che abbiamo dato circa cento pagine di proposte,
risposte zero, neanche mezza paginetta, un rigo, a qualcosa.
L'unica cosa che ci è stato proposto, invece, è se volevamo entrare
nel Governo e quindi se volevamo qualche poltrona da assessore, ma
noi abbiamo declinato tranquillamente perché non ci interessa. A
noi interessa avere le persone migliori nei posti migliori, ma
questo ancora non avviene.
Ho sentito altre cose fantasiose sulla tabella H', prendendosi
meriti dicendo: finalmente questo Governo ha tolto questa tabella
H' . Sicuramente sarà perché, appunto, rimangono solo i tesserini
inseriti, forse qualcuno non si ricorda che avevano votato tutti
positivamente, tranne noi e la lista Musumeci - che è sempre
coerente in quello che dice - ma poi questa tabella H' è passata
ed è stato il Commissario dello Stato, quindi è lui che dobbiamo
ringraziare, non il Governo Crocetta.
Sarebbero tante le cose da dire. Passiamo a quello che riguarda
più la mia Commissione. Commissione in cui non c'è mai nessuno
perché su quindici componenti spesso siamo in cinque e infatti
continuo a non capire come facciano a giudicare questo Governo se
non si presentano.
Ma andiamo avanti. L'immobilismo devastante perché per delle linee
guida abbiamo dovuto aspettare luglio che uscissero
dall'assessorato e poi sono arrivate alla firma dopo due, tre mesi,
questo ancora non si capisce.
Per quanto riguarda l'assistenza domiciliare integrata vediamo che
viene gente a raccontarci cose assurde in Commissione, arrivano
dossier agli assessorati, però, non so perché, non si muove nulla
nonostante le tante lamentele.
Poi parliamo del trasporto dei disabili anche lì lasciati a piedi.
Poi vogliamo parlare dei pronto soccorso? I pronto soccorso in
questo momento stanno scoppiando, basta che qualcuno di voi, invece
di rimanere nella propria segreteria politica a cercare poltrone
inizi a girare un po' per gli ospedali o appunto nei pronto
soccorso, per vedere che per entrare a fare un controllo, una
visita o quant'altro, passano sei, dodici se non ventiquattro ore.
Non lo vedo il Presidente Crocetta ma proprio lui ha visitato
quello che è il pronto soccorso di Siracusa e si è reso conto, in
prima persona, di che cosa è il pronto soccorso di Siracusa.
L'ha visitato perché ormai come è fatto notorio che la mafia non
mette più bombe ma costruisce caselli in mezzo all'autostrada per
fare attentati al Presidente.
Bene, torniamo però a questo casello mafioso, diciamo, che era lì.
Ma la mafia la vede veramente ovunque il Presidente della Regione,
però chissà perché non la vede nelle interrogazioni che
presentiamo. Ad esempio, nell'interrogazione n. 750 del 13 maggio
2013 dove parliamo di infiltrazioni mafiose, in cui citiamo la
relazione del Prefetto Franceschelli per lo scioglimento di Augusta
per mafia, c'è scritto che c'è una cooperativa che dovrebbe essere
convenzionata con l'Asp dove i proprietari sono i parenti di un
famosissimo boss.
Benissimo, ancora sto aspettando la risposta di questa
interrogazione, ma ce ne sono altre per quanto riguarda le
infiltrazioni mafiosi.
Ma allora che cosa facciamo, solo l'antimafia sui giornali o
vogliamo fare l'antimafia seria?
Perché se vogliamo fare l'antimafia sui giornali allora siamo
tutti bravissimi; se vogliamo avere il coraggio allora questa è una
cosa molto più complessa.
Per quanto riguarda la sanità, la si vuole migliorare soltanto con
le nomine perché ricordiamoci che quando nominiamo persone
sbagliate facciamo danni grossissimi alla salute della gente,
perché si vedono articoli su giornali, giornali online di quello
che succede con le nomine clientelari, anche perché non si fanno
più concorsi per primari.
Se vogliamo vedere se veramente la rivoluzione è in atto, perché
ripeto non so se rivoluzione o devastazione, basta andare a vedere
se sono diminuite le liste d'attesa, se il malato in questo momento
riesce, se va tutto bene, se gli ospedali vanno bene e invece no.
Ora abbiamo avuto anche quello che è il DPEF in commissione
sanità, un DPEF bellissimo, parte penso che sia copia incolla del
2009, perché ho trovato un documento, un DPEF degli anni passati,
che rispecchiava per quanto riguarda l'informatizzazione molti
punti che sono stati rivisti nel 2013.
Allora, mi riferisco soprattutto all'assessore Borsellino, in
questo caso. Evitiamo di dare milioni di euro a Sicilia e-Servizi
quando si potrebbe dare qualche migliaio di euro invece a qualche
studente o ricercatore di informatica, un ingegnere informatico che
sicuramente riuscirebbe ad informatizzare con qualche decina di
migliaia di euro tutto il sistema della sanità siciliana e senza
manciugghia come dice un noto Presidente di Regione.
Per quanto riguarda le risoluzioni e le mozioni ormai sappiamo
tutti che ci sono due scuse per fermare il lavoro e il lavoro delle
commissioni si ferma con la copertura finanziaria e in Commissione
sanità si ferma anche per i comitati etici.
C'è un disegno di legge, primo firmatario l'onorevole Ioppolo sul
metodo Di Bella ma si è arenato non si sa dove.
Per quanto riguarda dove trovare soldi, sulla sanità è facile.
Basta chiedere ai commissari straordinari, ai direttori sanitari,
ai direttori amministrativi dove sta il marcio se lo vogliono dire,
perché se non lo vogliono dire è ovvio che non si troverà mai
nulla. Proprio la settimana scorsa s'è parlato di spesa
farmaceutica in Commissione Sanità ed ho portato un articolo di
Sudpress dove si parlava di un vice-Questore che appunto aveva
fatto già delle prime ispezioni ad alcune farmacie catanesi e si
evidenziavano una serie di reati gravissimi.
Benissimo, perché non si parte da lì? C'è una persona che ha
capito qual è il meccanismo, e fatto sta che questa persona, fra
parentesi, è stata presa, è stata rimossa, perché offriva ricovero
ad alcuni cani randagi che disturbavano il quartiere. Quindi,
capisco che il problema non è la spesa farmaceutica ma sono i
randagi in questa terra. E' questa la sanità che vogliamo? Ditemi
voi se chi si muove rischia di bruciarsi. Ma passiamo ad un altro
argomento. Presento una interpellanza per quanto riguarda la
gestione della tubercolosi a Siracusa, mi risponde l'ASP con una
lettera dove le ultime tre righe sottolineate sono fantastiche. Si
chiede infine di conoscere se oltre al dottore Rossitto Salvatore,
le informazioni epidemiologiche riportate sul comunicato del
Movimento Cinque Stelle, sono state riferite anche da altre fonti e
quali . Al fine di vagliare la solidità scientifica o per sapere
chi è che mi aveva passato le informazioni?
E allarmato vado da un Commissario straordinario, quindi da un
uomo messo da questo Governo, chiedo spiegazioni e mi dice no sono
io che ho interpretato male . Vengono in Commissione il 26
settembre a parlare, vengono i vertici dell'ASP, alcuni personaggi
dell'AIPO, compreso anche il dott. Rossitto, il 26 di settembre,
attenzione, e il 27 di settembre mi fanno il provvedimento
disciplinare perché avrei riferito cose contro la propria azienda.
Mi ricorda qualcosa, 30'anni, 20'anni fa. Cos'è il punirne uno per
educarne cento? E' questa la rivoluzione di questo Governo? Cioè
chi parla con noi, ma se queste persone non parlano con noi che
siamo lì ad ascoltare quali sono i problemi delle aziende
sanitarie, quali sono i problemi, ma con chi devono parlare?
E' questo che io vorrei capire, ma questo ancora non si affronta.
Ora un'altra cosa che voglio capire è: perché chi tocca la sanità,
rischia di bruciarsi Assessore? Perché questo non lo riesco a
capire. Ad oggi non riesco a capire. E ad oggi non c'è stato un
intervento. Su questo Governo si stanno cominciando ad allungare
ombre che a me non piacciono ed io credevo, e lei credeva, in
questo Governo. Ecco perché stiamo sfiduciando questo Governo;
perché non abbiamo visto le risposte che invece la gente merita. Se
lei comincerà a cambiare qualcosa veramente, troverà degli alleati,
altrimenti da oggi le nostre strade si dividono.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zito. E' iscritto a parlare
l'onorevole Greco Giovanni. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, prima di iniziare il mio intervento, volevo chiedere al
Presidente se dopo 4 minuti per cortesia mi interrompe perché debbo
dare la possibilità al mio collega di fare il suo intervento.
Dicevo, prima di iniziare il mio intervento, volevo fare qualche
puntualizzazione. Debbo ringraziare l'onorevole Presidente
Musumeci, il quale nel suo intervento ha messo in evidenza quello
che per noi Assemblea è una cosa importante. Forse nessuno se n'è
accorto ma perdere la centralità del Parlamento, per noi Deputati,
è perdere tutto.
Signor Presidente, la debbo ringraziare perché abbiamo un
Presidente di Assemblea che invece di vedere che il suo Parlamento,
il Parlamento cui noi lo abbiamo votato a guidarlo, non funziona,
perché dopo diverse, reiterate denunzie, noi della quinta
Commissione abbiamo detto che il fatto che gli assessori non
vengono in Commissione è una cosa gravissima. Questo ammazza il
rapporto che c'è fra le Commissioni ed il Governo.
Dobbiamo discutere se dobbiamo sfiduciare il nostro Presidente
della Regione. E ringrazio i grillini - il Movimento Cinque Stelle
- che ci danno la possibilità di iniziare e di avere un dibattito
sull'attività del Governo, che non credo che con questa mozione
andremo a sfiduciare.
Semmai, da questo confronto, penso che il Presidente della
Regione farà tesoro di tutte le critiche che hanno fatto i miei
colleghi in questo momento.
Lo sapete perché, secondo me, non andiamo bene in questa
Assemblea? Perché sin dall'inizio non c'è traccia di una
maggioranza e di una opposizione. I cardini di una democrazia sono
i due ruoli, maggioranza e opposizione. Quando c'è una vera
maggioranza e c'è una vera opposizione si fanno tutte le buone
leggi per il popolo siciliano.
Per cui, noi siamo stati eletti qua per fare tutti gli interessi
del popolo siciliano.
E, credetemi, lo abbiamo visto subito, all'atto dell'insediamento
della XVI legislatura, che mancava una maggioranza. E' questo il
grave problema.
In quella occasione ho posto tre problemi al Governatore. Fare
subito un tavolo di crisi, perché già era negli occhi di tutti: il
risultato delle elezioni ci doveva dire, ci ha fatto capire che la
gente dei politici non ne vuole sapere. E non è che non ne vuole
sapere per lo stipendio che prendiamo, Presidente Ardizzone; lei va
su tutte le televisioni dicendo che dobbiamo subito recepire il
Decreto Monti, come se la panacea di tutti i mali fosse il
recepimento del Decreto Monti. No.
Siamo tutti per una buona politica; siamo tutti perché ognuno di
noi deve ridursi lo stipendio.
Ma, attenzione, non è che riducendoci il nostro stipendio si
risolvono i problemi. Si risolvono i problemi se lei ha la capacità
di eliminare le spese discrezionali; se lei aveva la capacità di
non fare cambiare il Segretario Generale: abbiamo mandato un
personaggio in gamba a 57 anni in pensione. Ci sono lavoratori che
a 67 anni ancora non maturano la pensione.
PRESIDENTE. La ringrazio per darmi la possibilità per ribadire,
non quella che è la mia posizione personale ma che è l'obbligo di
legge che il Decreto Monti va recepito, senza se e senza ma, a
decorrere dall'1 gennaio 2014.
Non è una scelta discrezionale e chi è che ha letto il Decreto
Monti sa che si tratta di una riforma di carattere economico-
sociale e noi non ci possiamo sottrarre a questo dovere giuridico
e, a mio avviso, anche e soprattutto etico.
E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia presenza e
questo intervento è a testimonianza di una scelta politica che il
mio partito già fece un po' di tempo fa.
Abbiamo scelto di condividere questo percorso con il Presidente
Crocetta perché abbiamo capito che poteva essere, ed è, la persona
giusta per questa esperienza di Governo.
Certo, questa mozione di sfiducia poteva anche essere rimandata ma
per tutta una serie di motivi. Penso che dovremmo occuparci un po'
di più della questione siciliana e non perdere una giornata per una
esperienza che poi, alla fine, non darà niente a nessuno.
Il momento del Movimento Cinque Stelle ha avuto una grande
opportunità a livello nazionale e non ha saputo cogliere quello che
i suoi elettori gli avevano offerto e cioè di governare e di
aiutare la nostra Nazione.
E' stata una esperienza, penso, un po' obsoleta di starsene fuori
senza contribuire, nel bene e nel male, a portare avanti quella che
è una esperienza politica pesante vista la condizione economica-
finanziaria che vive la Nazione, che vive il nostro Paese.
Forse oggi era meglio portare in Aula le variazioni di bilancio
che sono indispensabili per portare avanti la macchina
amministrativa ed economica di questa Regione, senza dimenticare
che a Ragusa ci sono le mamme coraggio che davanti alla Provincia
regionale si sono incatenate perché i loro figli non hanno la
possibilità di avere un servizio adeguato.
E allora è importante parlare di variazioni di bilancio e non di
sfiducia, una sfiducia fuori luogo; è troppo presto per tirare le
somme su un Governo che ha appena iniziato, da un anno o forse.
Caro assessore Borsellino, lo sa che da Modica è partita una
manifestazione importante per le staminali? Cinquemila persone in
collegamento con Catania e Palermo chiedono aiuto e sostegno per le
staminali.
Penso che questo sia l'argomento con cui bisogna occupare il
nostro tempo prezioso se volete; è di questo che bisogna parlare in
Aula, in Assemblea, al Governo, perché tante famiglie sono in stato
di bisogno, in uno stato di disagio e l'Aula non può permettersi il
lusso di perdere un giorno intero a parlare e vedere interventi,
oltretutto, alcuni anche fuori luogo.
Che senso ha parlare di un'azione di questo tipo a un anno di
Governo; ma la valutazione per i sindaci viene fatta dopo due anni
e mezzo e a un Governo regionale si viene a chiedere il conto dopo
un anno? Ma di cosa vogliamo parlare?
Sento dire a qualcuno: ma questi Assessori forse non sono molto
bravi . Ma di che parliamo? Ogni Assessore ci mette il proprio
stile, la propria vita, il proprio impegno, la propria umanità.
Posso testimoniare che è gente in gamba, valida che ad oggi ha
fatto l'interesse della Sicilia e di questo Governo, perché
personalmente ho condiviso con loro esperienze sul territorio:
dalla sanità alla famiglia, dal turismo all'agricoltura, dai beni
culturali a oltre e anche gli enti locali.
Ma di cosa parliamo? Ma cosa vorremmo fare e realizzare? Per fare
le cose bisogna sentirsi impegnati e lavorare nell'interesse della
gente, perché se non c'è l'interesse, se c'è solo interesse a
dissacrare e a distruggere tutto quello che si può e che è stato
fatto in questo rapidissimo tempo, è facilissimo distruggere tutto.
Oggi la parte più difficile è costruire, perché non ci sono fondi,
perché non c'è la possibilità di spendere; è fin troppo facile
avere soldi in cassa e spendere.
Oggi inizia una nuova storia; è una rivoluzione culturale perché
penso ai ponti europei; finalmente e grazie a Dio, qualcuno ci ha
detto che c'è una reimpostazione al contrario: prima venivano
mandati i progetti a Palermo e poi magari non venivano esaminati
perché non erano completi; oggi che chiediamo ai Comuni, che questo
Governo chiede ai Comuni e chi ne ha voglia ed interesse di emanare
delle guide per poi fare i progetti comunitari per cercare di non
perdere fondi comunitari.
Il Patto di stabilità ma su queste cose bisogna confrontarsi
perché il patto di stabilità sta bloccando l'economia siciliana,
altro che mozione di sfiducia, altro che perdere tempo.
La 328, l'Assessorato alla famiglia - e lo vede impegnato - deve
continuare, i cantieri di servizio, i cantieri di lavoro, sono
delle spinte che certamente non toglieranno la disoccupazione
siciliana ma sono le spinte che serviranno a dare respiro alla
nostra Isola.
Ci sono famiglie, ci sono donne e uomini disoccupati. E' a loro
che bisogna pensare, altro che mozione di sfiducia e sentiamoci
impegnati e non soltanto perché la gente non va nelle Commissioni;
sentiamoci impegnati a portare progetti seri per questa Isola, per
questa Terra.
Il Governo Crocetta è una scommessa che interessa e deve
interessare tutti, perché se fallisce il Governo Crocetta per
questa terra non ci sarà futuro e non lo dico perché sono del PD,
lo dico perché sono dell'UDC, perché abbiamo capito come gente
moderata che questa è la vera scommessa del futuro, perché si parla
di Patto per i sindaci.
Ma quando parliamo di Patto per i sindaci in quest'Aula, quando
spieghiamo qual è la sua importanza e perché Crocetta va con
trecento sindaci a Bruxelles, perché ci va? Per un viaggio? No, ci
va per ratificare il Patto per i sindaci che è la rivoluzione vera
, culturale che aspetta questa terra.
Cominciamo a formare i nostri amministratori in tutta la nostra
Sicilia; cominciamo a far capire quanto è importante il Patto per i
sindaci; cominciamo a far capire che si fa agricoltura in modo
diverso; cominciamo a far capire che per fare agricoltura c'è
bisogno di essere competitivi, cominciamo a spiegare ai nostri
addetti ai lavori che se non si fa adesso la rivoluzione completa
di cultura e di mentalità e di modernismo saremo condannati a
vivere sempre un ruolo che è quello della Sicilia del passato, e la
rifiutiamo con certezza, con onestà intellettuale diciamo che siamo
pronti a cogliere questa grande sfida con Crocetta.
Grazie, Presidente e buon lavoro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha
facoltà. A seguire, gli onorevoli Ferrandelli, Fontana, Palmeri,
Lentini e Sorbello.
CIMINO. Onorevole Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente
della Regione, assessori, colleghi, ritengo che la giornata di oggi
debba farci riflettere sul perché, ad un anno di lavoro, di impegno
di un Governo e di un Presidente della Regione, si pensa di
proporre una mozione di sfiducia anziché pensare come poter creare
le condizioni per fare squadra e far vincere al Governo e
all'Assemblea le partite importanti e difficili rispetto alle
politiche nazionali e rispetto alle politiche europee.
Qui, oggi, in questa Assemblea, abbiamo visto uno spettacolo di
attacchi ed uno spettacolo anche di apprezzamenti a favore del
Governo e chi anche contro il Governo. Devo dirvi che mi sarei
aspettato, ad un anno di attività del Governo Crocetta, la
possibilità, rispetto ai diversi Gruppi parlamentari presenti, di
affrontare le tematiche dei bisogni della Sicilia come sono state
affrontate: con l'aiuto dei propri ministri di riferimento, dei
propri sottosegretari di riferimento, per creare le condizioni di
fare squadra, rispetto ad una Regione che invece è abbandonata a se
stessa e che qualcuno vuole creare le condizioni, ancor di più, di
destabilizzare per creare la protesta in Sicilia, non pensando
invece di affrontare le argomentazioni vere o il Governo nazionale
o con le politiche europee.
L'onorevole Musumeci ha citato i dati SVIMEZ, che sono dati
preoccupanti anche perché riscontrano come nel Sud del nostro Paese
per il 2014 è prevista una crescita dello 0,1 percento e quindi per
la Sicilia la situazione è ancora più drammatica.
Ma oggi noi dovremmo avere, invece, la possibilità di poter dire
finalmente . Perché siccome la storia della nostra Regione ha
sempre visto un Presidente della Regione e un Governo regionale
collegato simmetricamente con il Governo del Paese, dai tempi della
Democrazia Cristiana così come ai tempi del Partito Socialista,
così come nell'esperienza berlusconiana con i presidenti di regione
che si sono susseguiti in questo Parlamento, con una variabile,
guarda caso, che rispetto a quei Governi del passato vi era, nella
maggioranza, una forte presenza di un partito territoriale che
bloccava lo sviluppo della Sicilia e lo sviluppo del Sud. E
qualsiasi battaglia che anche io ho potuto portare avanti da
assessore, in quel periodo, all'Economia, riscontravo le difficoltà
di interloquire con una maggioranza che vedeva le riforme in mano a
Calderoli e l'economia in mano a Tremonti.
Oggi abbiamo l'opportunità che questa Regione ha un Presidente
della Regione dello stesso colore politico del Presidente del
Consiglio dei Ministri e, addirittura, il Presidente del Consiglio
dei Ministri lavora su un piano di stabilità, una stabilità che è
importante per mantenere i conti del Paese in ordine e noi invece,
in Sicilia, vogliamo l'instabilità, anzi addirittura, pretendiamo
nuove elezioni.
Io non mi sento, come il collega che mi ha preceduto Nello
Dipasquale, di difendere gli assessori tout court. Mi sento di
dire, però, che passato un periodo di rodaggio, che bisogna
sostenere con maggiore forza e con maggiore attenzione le battaglie
del presidente Crocetta che non può essere lasciato solo e che ha
la necessità di avere un rapporto forte, grazie a voi, con
l'Assemblea e con il Governo del nostro Paese.
Così come in un periodo della passata legislatura mi preoccupavo
che l'attuale vicepremier del nostro Paese potesse essere candidato
a premier da Maroni o da Calderoni, un agrigentino che veniva
sponsorizzato come premier da Calderoli e Maroni, mi preoccupa,
sebbene lo stimo, che il collega Bianchi venga difeso da un
sottosegretario e da un viceministro del partito e non venga
sostenuto ed apprezzato da quest'Aula e dal suo territorio, perché
proprio il nostro interlocutore, la nostra forza di mediazione, di
contrapposizione deve potere essere quella
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, ha finito il suo tempo. E'
iscritto a parlare l'onorevole Ferrandelli.
FERRANDELLI. Signor presidente, onorevoli colleghi, in maniera
rapida, potremmo sintetizzare il nostro pensiero con una battuta,
potremmo dire, anche in maniera molto simpatica, che questa mozione
di sfiducia vada rottamata. Vada rottamata perché non c'è più senso
nel continuare in questa partita. Noi vediamo quello che sta
accadendo a livello nazionale, in cui c'è Beppe Grillo che cerca di
curare l'emorragia dei voti del Movimento 5 Stelle, così come
stiamo vedendo in Trentino, che attacca il Presidente della
Repubblica, addirittura chiedendo l'impeachment e qui l'omologa
posizione del Movimento 5 Stelle ripresenta, per bloccare questa
emorragia di consensi, chiaramente, la mozione di sfiducia.
Chi vi parla non ha anche lesinato critiche, critiche sempre
costruttive, per fare l'interesse dei siciliani per cercare di
portare avanti delle riforme, ma non critiche sfasciste come questa
mozione che è targata Movimento 5 Stelle ed anche di pezzi del
centrodestra. Un centrodestra che, ormai, è allo sfascio, senza
riferimenti nazionali, senza riferimenti regionali che cerca di
guadagnare centralità nel dibattito politico, non a partire dalle
questioni, ma a partire da quelle che possono essere operazioni
mediatiche che riportano alla ribalta queste posizioni.
Su questo non possiamo starci e soprattutto il nostro partito è
un partito che ha una grande vocazione maggioritaria. Una vocazione
di chi vuole fare le riforme, di chi vuole tenere dei confronti
anche alti, accesi nei toni, se è necessario, ma sempre per potere
tentare di incidere.
Noi stiamo adunando, così come è stato ricordato, dal Governo
regionale, vorremo spegnere soltanto le candeline, ma non spegnere
le speranze del popolo siciliano.
Su questo vorremmo che ritornasse in quest'Aula, con molti dei
compagni d'Aula che abbiamo conosciuto in questi mesi, la
centralità dei temi.
Con voi del Movimento 5 Stelle abbiamo amato anche confrontarci
su tante cose. Tante battaglie le abbiamo condotte insieme. Ci
siamo occupati del Ponte sullo Stretto, ci siamo occupati di
tematiche ambientali e credo che sulla centralità di questi temi
dobbiamo ritornare a portare il confronto all'interno di
quest'Aula, senza fare baraonde, senza fare sfascio, senza cercare
altri tipi di visibilità.
I temi che sono quelli che interessano alle persone, sapete,
neanche noi abbiamo condiviso anche la tenuta di questi ultimi
mesi, anche all'interno del nostro partito; abbiamo una grande
stagione congressuale che ci sta consegnando un altro partito, un
partito diverso, fatto di persone che si stanno iscrivendo, che si
stanno mettendo in ballo, in discussione, ma che vogliono che si
governi e che si incida.
Di certo, dopo aver voluto fortemente un governo regionale di
centrosinistra, non possiamo perdere questo appuntamento con la
storia non imponendoci con le riforme, non imponendoci sui temi
concreti che possono portare il territorio in un'altra direzione.
Dobbiamo far capire, anche ad altri, che lo scontro va fatto sui
temi e non sulle poltrone e, dobbiamo dire che il futuro del
Partito Democratico non è un futuro diverso dal futuro di Crocetta
e del suo governo.
E' un futuro che ci appartiene e quindi dobbiamo provare a
scandire insieme i passi.
Ed è questo il motivo per il quale non possiamo sostenere questa
ondata mediatica di una mozione di sfiducia che ha questi fini e,
se è vero che noi dobbiamo trovare anche una sintesi su questo, se
il mio amico Cancellieri citava Cromwell, io potrei chiudere
citando di nuovo l'intervento del Presidente della Repubblica,
Napolitano, dicendo che a chi fa queste affermazioni non gliene
frega niente dei problemi della gente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fontana, che non è
presente in Aula.
E' iscritto a parlare l'onorevole Giuseppe Milazzo. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, Assessori, onorevoli colleghi, la questione che oggi noi
stiamo dibattendo in quest'Aula non è se sfiduciare il Presidente
della Regione, ma se inseguire il Movimento Cinque Stelle nella
propria battaglia mediatica.
E' solo questa la questione
Io non le voterò la fiducia, Presidente Crocetta, certamente no.
Non sono abilitato. Gli elettori mi hanno messo in un altro posto
ed io rimarrò correttamente là. Ma oggi, chi ha finto
inesorabilmente verso la trattazione di questa mozione di sfiducia,
certamente farà un sacco di autogol.
Innanzitutto, Presidente Crocetta, i siciliani fra poche ore
prenderanno atto della certificazione formale che lei in quest'Aula
parlamentare ha la fiducia, ha la maggioranza dell'Aula. E questo è
un errore, un grave errore.
Abbiamo spinto verso il suicidio. Abbiamo dato a lei un
rafforzamento, siamo stati in grado di ricompattarvi. Se fossi
stato io a guidare la riflessione all'interno delle opposizioni,
certamente avrei proposto di farli cucinare ancora nel loro
brodo , come si dice. Perché se noi non avessimo fatto invasione di
campo mentre voi stavate litigando sotto gli occhi di tutti, forse
la cosa sarebbe degenerata, e vi posso garantire, da siciliano, che
non avete dato uno spettacolo edificante del dibattito, seppur
legittimo e democratico.
Invece, cosa abbiamo fatto? Abbiamo portato in Aula la mozione di
sfiducia ed ora, fra poche ore, quando verrà respinta, ne
prenderemo tutti atto.
Presidente Crocetta, lei ha troppi amici in quest'Aula. Le voglio
dare un consiglio. Ci tratti da opposizione e si metta a discutere
delle cose da fare rispetto al programma che ha presentato ai
siciliani con la sua maggioranza. Faccia chiarezza.
Da questo documento, che è la mozione di sfiducia, tragga questo
insegnamento. Lei è il Presidente della Regione e certamente deve
discutere con tutti sul terreno delle riforme, però lei è il
Presidente della Regione, lei ha la sua maggioranza e da questa
parte c'è l'opposizione, non ci sono gli amici del bar.
Lei deve aiutare l'Assemblea e non la deve illudere perché ci sono
parlamentari che poi assumono atteggiamenti ambigui e un po' di
spazio se lo creano, e la colpa è sua.
Lei doveva venire in Aula dieci giorni fa per partecipare al
dibattito ed allora avrebbe neutralizzato la farsa di questa
mozione di sfiducia. E sarebbe certamente più dignitoso per noi se
lei ci trattasse solamente da opposizione.
Non si può sentire l'intervento dell'onorevole Di Pasquale; io lo
rispetto a livello personale, però penso di avere fatto di più io
per Ragusa Ibla con il mio emendamento da cinquemilioni di euro- e
lei lo ricorderà - che questo Governo.
Certamente, capisco le difficoltà economiche in cui versa la
Regione, però non si può fare questa elencazione, fare le
pagelline degli assessori, è mortificante per tutti.
Signor Presidente, per quanto riguarda il Movimento Cinque Stelle,
non si può chiedere solidarietà parlamentare un po' sì e un po' no.
Sulla vicenda Forzese sono stati così bravi da avere messo là il
suo braccio armato, che è l'onorevole Cracolici - io li devo
ringraziare -, sono stati bravi e hanno accettato anche il
Segretario della Commissione. Non è niente, ma certamente un
Partito che presenta una mozione di sfiducia non deve partecipare a
nessuna votazione e a nessuna spartizione di cariche in nessuno
organismo di questa Assemblea. E continuo: il modello Sicilia , la
legge parentopoli, hanno garantito loro il numero in Aula, non
certamente io.
Sono stati abbandonati dall'onorevole Venturino, e non entro nel
merito, ma lo hanno selezionato loro, lo hanno messo loro in lista,
non certo l'ho selezionata io la candidatura dell'onorevole
Venturino. Loro hanno il loro sistema di scelta e ora il Movimento
Cinque Stelle vuole la stampella.
Io sono del PDL, un partito all'interno del quale, in questo
momento, c'è un dibattito forte, se stare con chi tradisce, con chi
vota la decadenza. Io non voterò la mozione di sfiducia del
Movimento Cinque Stelle, lo stesso partito che fra una settimana,
fra dieci giorni, fra venti giorni voterà la decadenza di Silvio
Berlusconi, proponendola con voto palese, portando al massacro
questo Paese con uno scontro senza fine. Certamente non mi
uniformerò al Movimento Cinque Stelle, non lo inseguirò nella loro
battaglia mediatica. Non sono abilitato, signor Presidente, né a
sostenere il Presidente Crocetta né a sostenere il Movimento Cinque
Stelle. Sono abilitato a rispondere ai miei elettori, che sanno con
quanta difficoltà tento di fare il parlamentare in quest'Aula,
avversato da tutto e da tutti, e permettetemi di dire che prima di
pensare al Presidente Crocetta devo pensare a come espletare il mio
mandato, avendo contro un sistema che è incancrenito all'interno di
questa Assemblea. E poi veniamo a dire che non vogliamo il 174, ma
chi se ne frega . Apriamo invece l'Assemblea a un confronto,
apriamo ai Parlamentari giovani, giovani di presenza in quest'Aula,
non giovani d'età, diamo spazio alle nuove idee. E invece cosa si
fa, si manda fumo negli occhi.
Signor Presidente, questa mozione di sfiducia è una farsa, e non
sarà approvata. Poco fa un autorevole parlamentare, che non citerò
per non fare pubblicità occulta, diceva: ma lo vedete il clima, io
mi ricordo che per la mozione di sfiducia del Presidente Cuffaro
non si muoveva niente, c'era un Aula concentrata, solennemente
impegnata là su un argomento così serio , e lo sa perché c'è questo
scherzo, si entra, si esce, perché lo sanno, e chi ha spinto sulla
mozione di sfiducia saprà che più tardi si riceverà il boomerang
dei siciliani che già pensano: ma quando la voteranno mai la
mozione di sfiducia che se ne andranno a casa . Hanno spinto perché
non c'erano i voti e avete fatto questo altro regalo al Presidente
della Regione.
E invece qual era la terapia? Lasciarlo governare. I siciliani, al
di là di chi voterà o di chi non voterà, lo sanno che cosa è stato
fatto e che cosa non è stato fatto, le promesse che non sono state
mantenute. Voi invece gridate speranza a un progetto politico che
già era tramontato.
E allora Presidente, come un colpo di teatro si è portata questa
mozione di sfiducia, io, se fosse determinante il mio voto,
onorerei il mio mandato con gli elettori, certamente contribuirei a
mandare a casa l'onorevole Crocetta, ma siccome è una farsa
annuncio che non parteciperò al voto, non darò la fiducia, ma non
sosterrò nemmeno il Movimento Cinque Stelle che fa il bello e il
cattivo tempo e, certamente, io non mi presterò a questa cosa,
preferisco andare a casa e seguire il voto da casa mia, mi sembra
molto più serio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha
facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, assessori, nel corso di questo primo anno di
legislatura ci siamo sempre posti in maniera propositiva,
collaborativa, senza personalismi, tatticismi, ambiguità, non per
scopi mediatici, ma nel solo interesse dei cittadini. Abbiamo
consegnato tante proposte al Presidente, alcune di queste, ahimè,
si sarebbero già potute realizzare così come alcuni gravi errori si
sarebbero potuti benissimo evitare, ma mi spiegherò meglio.
Una delle tante proposte che abbiamo consegnato al Presidente era,
ad esempio, la rielaborazione del Piano energetico regionale
siciliano attraverso quattro convegni e una piattaforma web, quindi
per costruire un modello di energia distribuito per la Sicilia, da
costruire in modo condiviso e partecipato da tutti i cittadini. Una
proposta semplice, quindi, per aggiornare i dati energetici, le
norme di riordino delle competenze, la definizione degli obiettivi
da raggiungere: come risposta abbiamo avuto soltanto belle parole,
ma nessuna risposta concreta.
Siamo convinti che la rielaborazione del Piano energetico vada
attuata, non nelle segrete stanze degli amici, ma attraverso una
consultazione pubblica on-line, incontri, conferenze tematiche,
approfondimenti, tenendo conto della collettività, attraverso il
dialogo costruttivo con tutte le parti interessate, con le
istituzioni, con i partenariati economico-sociali, con i cittadini.
Abbiamo registrato da parte del Governo, purtroppo, una precisa
volontà di non confrontarsi, dopo mesi di risposte sollecitate e
mai ricevute.
Oltre a ciò, signor Presidente, continuate a utilizzare e
prolungare le consulenze a questi fantomatici esperti esterni
all'amministrazione, che adesso si sono trasformati in una
meravigliosa cabina di regia (meravigliosa ovviamente solo per
chi ne fa parte, visto che ci costano circa quattromila euro al
mese ciascuno). Se avevate bisogno di esperti nel settore, avreste
dovuto utilizzare degli esperti provenienti da una selezione
accreditata, ovvero da una pubblica selezione, come ad esempio il
Uat, invece di reclutare consulenti esterni, amici di amici, che
fuoriescono da qualsiasi controllo, con il compito di gestire un
progetto di spesa di 30 milioni di euro per lo start-up del Patto
dei sindaci .
Ciliegina sulla torta, come abbiamo visto anche in Commissione nel
DPEF, al posto di destinare cospicue somme per i cittadini in un
fondo di garanzia per l'accesso al credito per la piccola e media
impresa, questo fondo è stato destinato per le ESCO . Il
Presidente ha ben pensato che la priorità per la Sicilia e i
siciliani fossero queste famose Energy service company , società
che effettuano interventi finalizzati a migliorare l'efficienza
energetica nelle pubbliche amministrazioni, assumendo su di sé il
rischio d'impresa . Si corre il rischio, con una gestione così
dirigistica messa in piedi dal Presidente, di favorire non le
piccole e medie imprese, o di fare arricchire il territorio locale,
ma di favorire delle multinazionali estere, che spalmerebbero per
decenni - anche per trentenni - dei costi enormi e ingenti per le
pubbliche amministrazioni, dato che per auto garantirsi hanno
bisogno di un fondo della Regione; qualcosa certo non torna.
Che dire poi di tutti i nostri atti bloccati alla firma del
Presidente? Se ha difficoltà a firmare tutti i nostri atti, che
deleghi qualcuno
Ci sono atti addirittura non pervenuti, che gli Assessorati, per
poterli trattare e passarli ai servizi competenti, prendono
manualmente dal sito dell'Assemblea Regionale Siciliana. Questo è
il caso, ad esempio, di una mia interrogazione, precisamente la
numero 753 sui fondi CIPE per la provincia di Catania, 610 milioni
di euro che dovevano andare agli impianti fognari e depurativi.
Questo atto è stato smarrito. Abbiamo sollecitato diverse volte la
risposta, perché questi soldi richiedevano un vincolo, degli atti
giuridicamente vincolanti da parte della Regione entro il mese di
giugno; non solo non abbiamo avuto risposta, ma l'atto è stato
anche smarrito. Nella Regione dove questi fondi per la depurazione
scarseggiano, si perdono inoltre anche gli atti.
Alla luce di questi elementi non possiamo continuare ad appoggiare
questo Governo, un Governo che deve prendere atto, ma soprattutto
questo Governo deve prendere atto che, mentre la Sicilia affonda,
non si pone a servizio dei cittadini, ma dei poteri forti e così
non va.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, vorrei
fare un breve intervento sul Decreto Monti, che lei ha ben detto
che dal primo di gennaio verrà approvato.
Ma veda, quello che disturba la gente, quello che è veramente un
problema serio, quello che è vergognoso, non è tanto quello che sta
facendo questo Parlamento, perché a quanto pare alla gente importa
poco, ma è pensare che un giornalista guadagna da un milione a tre
milioni l'anno, che un giornalista di nome Fazio guadagna 5 milioni
di euro l'anno e pensare che i responsabili delle Società
partecipate nazionali guadagno la media di 5-6-7 milioni l'anno.
Si parla solo dell'antipolitica della politica, del fatto che noi
politici tutto il giorno siamo in giro per cercare di portare
benefici e cercare di trovare la strada maestra.
Signor Presidente Crocetta, le critiche che si rivolgono a questo
Governo mi sembrano assurde, a neanche un anno - perché oggi è il
compleanno di questo Parlamento, della XVI legislatura - nessuno di
noi può sicuramente avanzare contro il Governo brutte proposte,
perché non è pensabile.
Il Governo precedente ha lasciato solo ed esclusivamente le
macerie. Pensate che il Governatore della passata legislatura ha
nominato più di 1.000 consulenti, e l'abbiamo dovuto bloccare con
una legge blocca-nomine, perché ancora fino al giorno della sua
uscita, delle sue dimissioni, sicuramente ne avrebbe nominati
altri.
Cosa ha fatto questo Governo in dieci mesi? Ha evidenziato il
problema che hanno gli ATO rifiuti, i quali hanno presentato un
debito di 900 milioni di debiti; ha lavorato affinché finalmente la
formazione professionale avesse la giusta indicazione, affinché al
precariato, dopo 25 anni, si dica basta, e si ci sta lavorando con
l'aiuto del Governo nazionale; sta lavorando affinché alla
categoria dei forestali, finalmente, si metta un punto. E finiamola
con il fatto che queste persone devono essere utilizzate sotto la
campagna elettorale, perché questo a me non sembra poco,
considerato quello che ha fatto il passato Governo.
Sono passati dieci mesi, certo possiamo lavorare, possiamo fare
tante cose, il Governo deve essere sicuramente con il Parlamento,
sono due realtà che si devono incontrare spesso; bisogna dire agli
assessori che le attività parlamentari sono importanti, e non
possono non rispondere alle numerose interrogazioni che arrivano da
questo Parlamento, perché questo Parlamento vuole sapere come vanno
alcune cose.
C'è una sanità che funziona poco, ha un assessore molto perbene,
una persona educatissima, una persona che lavora dalla mattina alla
sera - e lo dico perché lo sento - ma purtroppo ci sono persone, ci
sono dirigenti che non l'aiutano affatto. Ci sono i dirigenti delle
ASP che anziché lavorare si prendono il pensiero della spending
review per fare capire all'esterno che stanno risparmiando solo
perché aspettano di essere rinominati.
Assessore Borsellino non è possibile che un manager dell'ASP che
ha firmato migliaia di delibere, come Cirignotta, oggi viene qua a
denigrare o a sbandierare su tutti i giornali, è impossibile.
Onorevoli colleghi, la responsabilità di questa legislatura non è
solo del Governo, dell'opposizione, della maggioranza ma è di tutti
noi che ogni giorno sappiamo i problemi che dobbiamo affrontare.
Vedete, se c'è una continuità tra una legislatura e l'altra, se
c'è una concomitanza, se c'è un lavoro che effettua questo Governo,
questa legislatura, se lo ritrovano i deputati nella prossima
legislatura. Ed ecco che avviene la continuità ed è la Sicilia che
funziona, la Sicilia delle imprese, la Sicilia degli inoccupati, ai
quali è impossibile non dare attenzione.
Non è possibile che ancora abbiamo precari da venticinque anni,
non è possibile che non sappiamo valutare il turismo, i beni
culturali, i nostri gioielli che ci invidiano in tutta Italia, in
tutto il mondo.
Vedete, il Presidente Crocetta di marcio ne sta debellando, e ve
lo dice uno che conosce bene il territorio. Si possono anche
commettere degli errori, sicuramente è umano sbagliare, ma questo
Governo ce la sta mettendo tutta.
Oggi oserei dire che la maggioranza è cambiata; oggi c'è una
maggioranza, c'è un partito, un movimento che hanno dato e che
danno senza aver ricevuto nulla e senza chiedere nulla hanno dato
il sano apporto affinché questo Governo possa dare le giuste
risposte per lo sviluppo di questa grande nostra società.
Signor Presidente, il popolo che non lavora attende con fiducia la
politica che produce. Oggi abbiamo bisogno di ripartire
obbligatoriamente, non ci possiamo fermare.
Dobbiamo fare subito i decreti legge, le proposte per lo sviluppo,
far decollare immediatamente gli assessorati con il personale
qualificato e volenteroso, perché è facile segnalare una persona e
metterla agli Uffici di gabinetto solo per recepire o percepire
quel plus di denaro ultra che può rendere felice la propria
famiglia.
No, signori miei Oggi se c'è la crisi, c'è la crisi per tutti,
non per qualcuno e quindi chi è dirottato a lavorare, chi chiede di
andare a lavorare in questi settori dell'amministrazione, deve solo
ed esclusivamente produrre.
Fuori i cittadini piangono e non piangono solo quelli che non
lavorano, perché oggi abbiamo pure il problema di chi lavora, non
abbiamo la possibilità e stiamo perdendo pure questo, stiamo
perdendo le risorse di chi lavora. Oggi ci sono tanti cittadini che
aspettano le norme di attuazione che riguardano alcune legge e noi
ancora perdiamo tempo.
Io sono stato promotore della legge sugli over 50, che dopo tre
anni ancora deve essere attuata, ancora non abbiamo dato la
possibilità ad una persona che dopo trenta anni ha perso il lavoro,
che dopo trenta anni, ancora cinquantenne, è stato assunto eppure
per loro c'è una riserva del venti per cento.
Sono tante le cose che vogliamo dire, che vogliamo fare con il
Presidente della Regione e con il suo Governo; noi vogliamo
partecipare, vogliamo essere utili alla vita della società ed
aiutare finalmente lo sviluppo.
Se qualcuno pensa che qua dentro non ha colpe, vi assicuro che non
è così, perché dall'esterno non esiste l'opposizione, non esiste la
maggioranza, siamo tutti politici che non sappiamo fare, che ognuno
pensa per sé e per le proprie famiglie, siamo politici che non
diamo sicuramente certezza di un futuro migliore, e mettere fine al
precariato è veramente una cosa importante, oltre la dignità porta
pure sviluppo. Pensate, ad esempio, alla Sanità.
Assessore Borsellino, la Sanità ancora aspetta dei progetti,
dobbiamo qualificare il personale, ci sono ad esempio gli OSS che
aspettano. Io ho fatto pure un interrogazione sui defibrillatori,
che sono importanti nell'intera Isola, che sono importanti nelle
spiagge in estate, sono importanti nelle attività sportive, sono
importanti in qualsiasi punto della vita, in qualsiasi angolo del
territorio dove c'è un ospedale, dove c'è un ambulatorio. Ancora
aspettiamo il defibrillatore.
Organizzare il personale della forestale, l'abbiamo detto,
pensiamo ad esempio, Presidente, pensare anche a un piccolo e
modesto assegno per quelle famiglie che hanno perso il lavoro, per
gli inoccupati in primis, che hanno prole a carico e che non sono
in condizioni di comprare un semplice libro ai propri figli per
mandarli a scuola, considerato che oggi non esiste più il buono
libro. Quindi, queste sono piccole cose, non possiamo distruggere
la famiglia. La famiglia è un punto fondamentale per questa
società.
Bisognerebbe utilizzare bene il personale, ad esempio della ex
Social-Trinacria, i PIP, che, se utilizzati bene potrebbero essere
una grande risorsa. Io sono un dipendente regionale, e mi ricordo
che l'ultimo concorso è stato fatto venti anni fa, quindi,
ovviamente, questo personale serve, può essere utilizzato per la
manutenzione o per tanto altro, ma teniamolo così Tanto qualcuno
dovrà andare a chiedere i voti Perché lo dobbiamo trasferire
oppure gli dobbiamo fare prendere qualche oretta di straordinario.
Io penso che questa Sicilia, con il suo Parlamento e con il suo
Governo, può farcela benissimo, se c'è convinzione e se c'è
celerità. Altrimenti, mi auguro mai, conteremo i morti. Non
scherzo, fuori si parla già di morti, abbiamo iniziato, già sono
morti tre padri di famiglia. E allora lavoriamo insieme,
maggioranza e opposizione, sì perché l'opposizione deve essere
opposizione - diceva bene l'onorevole Milazzo - ma l'opposizione
deve fare opposizione. Devo vedere il sangue dell'opposizione.
Quello che dobbiamo fare lo sappiamo tutti, ognuno per quello che
riguarda, deve interpretare la politica di maggioranza e la
politica di opposizione. Quindi lavoriamo insieme, e se qualcuno
pensa, in quest'Aula, che la colpa è sempre degli altri, sarà
perseguitato, Presidente, non lei, ma chi non fa il proprio dovere
sarà perseguitato, sicuramente la maledizione arriverà, quella
divina.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sorbello. Ne ha
facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevole Presidente, Assessori,
onorevoli colleghi, a distanza di un anno ci attardiamo, in questa
Aula, in un dibattito sul resoconto, più che altro non parlerò
della mozione di sfiducia ma del percorso che questo Governo ha
fatto in questo lasso di tempo, un lasso di tempo che è molto
limitato, stringato, in cui, questo Governo, si è messo in campo,
si è scommesso su due strade parallele che sono la strada di
combattere il malaffare e la strada di iniziare un nuovo percorso
di rivoluzione amministrativa, legislativa.
E dobbiamo dare atto che questo Governo è stato antesignano:
quando parliamo di province, di consorzi di comuni, di quell'altro
problema importante che è l'acqua pubblica, la riconversione da
acqua privata ad acqua pubblica, dalle fonti rinnovabili, dai primi
passi per il risanamento di un bilancio che è, sostanzialmente, un
bilancio che guarda solo alla spesa corrente, un bilancio impegnato
al cento per cento con la spesa corrente, un bilancio che,
diversamente da quello che ha detto stamattina, l'onorevole
Malafarina, finanzia circa 200 mila dipendenti e non 100 mila - se
facciamo la somma dei dipendenti regionali, dei dipendenti della
Sanità e di tutto il precariato, infatti, ci attestiamo ai 200 mila
dipendenti -, di un bilancio che ha subito anche una nota pesante
da parte del Presidente della Corte dei Conti, quando si parlava di
questo protrarsi, di questo capitolo iscritto di residui attivi sin
dal 2002.
Allora, qualche risultato si è ottenuto in merito a quel settore
della formazione, della spesa farmaceutica. Mi dispiace che non ci
sia nessuno qui in Aula. Preferirei, allora, concludere questo mio
intervento perché la Sanità, questa rivisitazione della spesa
farmaceutica deve essere accompagnata, anche, da una rivisitazione
nel settore dell'accreditamento delle strutture. Questo è un altro
malaffare della Sanità in Sicilia - l'assessore Borsellino si è
allontanato - ma questo è un altro malaffare di questa Regione.
Gli accreditamenti fatti negli ultimi lustri o nell'ultimo lustro,
la dicono già lunga su chi è stato accreditato e sulle forme di
come sono state accreditate queste strutture.
E' stato disarticolato un sistema, in questi settori, che,
sicuramente, procurerà delle economie che andranno a beneficio per
rivedere e sanare i buchi di bilancio.
Certo, dobbiamo dire anche che c'è una nota dolente in tutto
questo percorso, ed è la nota dolente delle nomine, di nomine fatti
a tutti i livelli, nei sottogoverni, in tutti gli Enti. Qualche
giorno fa mi veniva l'idea che questo Governo avesse assunto ciò
che è un atto deleterio, come l'imperatore che aveva nominato
senatore il proprio cavallo, procedendo di questo passo, con tutte
queste nomine che sono state fatte dall'avvio di questo Governo ad
oggi e mi auguro che non si prosegua su questo percorso perché
sarebbe veramente deleterio.
A questo Parlamento cosa interessa ed a me personalmente, al
Gruppo di cui faccio parte; ci interessano le regole, vogliamo
capire queste nomine, si deve capire e deve essere chiaro a tutti
quali sono le regole che portano alle nomine, a queste nomine di
amici, di candidati, di amici degli amici, di portaborse, di tutto
ciò che si è fatto e che si prevede si voglia fare, perché fino ad
oggi questo Governo ha fatto nomine solo ed esclusivamente per
qualche appannaggio ma comincio a preoccupami quando parleremo di
nomine dei responsabili della sanità, quando parleremo delle nomine
del Genio Civile, perché lì ci sono responsabilità che non possono
essere sottaciute e ci sono ruoli che non possono essere assunti
da gente che non ha una professionalità specifica.
Quando non ci sono le regole, quando c'è carenza di regole,
sostanzialmente, ognuno può esprimere ed esprime e resta con le
proprie perplessità ma, oggi, parliamo di un percorso.
Questo è un banco di prova, è una battuta d'arresto necessaria,
molto probabilmente sarà salutare perché questo Governo dovrà
raggiungere, a breve scadenza e in tempi molto stretti, quattro,
cinque punti importanti che passano attraverso la semplificazione
amministrativa, che passano attraverso l'adozione di una norma per
quanto riguarda le Città metropolitane ed i consorzi dei Comuni,
che passano attraverso l'attivazione e l'accelerazione
dell'istituzione delle SRR, del Piano energetico, di un piano che
guarda allo sviluppo che si può attuare per le fonti rinnovabili,
che passano attraverso delle norme che saranno vitali e salutari
per questa nostra Regione e per la pubblica Amministrazione, prima
fra tutte quella dell'acqua pubblica, in discussione ancora presso
la IV Commissione.
Mi auguro che nell'arco di un tempo relativamente breve questa
norma possa approdare in quest'Aula al fine di potere evitare il
business che era stato autorizzato negli anni scorsi da parte dei
Governi precedenti procurando un salasso non indifferente ai
cittadini di questa Regione.
Oltre a quello dell'acqua pubblica, mi auguro anche che il
processo per la gestione dei rifiuti, che ha prodotto, ad oggi, un
debito - su cui poi la Regione è dovuta intervenire per le
anticipazioni ai Comuni - di oltre un miliardo, possa approdare
anche in quest'Aula la norma definitiva o in via amministrativa da
parte dell'Assessorato per l'energia per quanto riguarda la
gestione degli impianti e la gestione del servizio legato ai
rifiuti in Sicilia.
E mi avvio alle conclusioni con l'augurio e l'auspicio che fra
qualche mese raggiungeremo, che quest'Aula potrà dare un sollievo
alla popolazione siciliana con il voto di questi importanti
strumenti legislativi che, sicuramente, agevoleranno il percorso
degli enti locali e della Regione stessa, prima fra tutte la
semplificazione amministrativa.
Grazie, signor Presidente. Mi auguro che questa battuta d'arresto
funga da monito per il Presidente della Regione e per gli Assessori
affinché nell'arco di qualche mese si possano raggiungere questi
obiettivi che molti ci siamo prefissi e che negli interventi che si
sono succeduti da stamattina a questa sera sono stati ampiamente
illustrati.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che il
Presidente della Regione abbia ritenuto, come suo solito, esaurita
la pazienza di ascoltare gli interventi dei deputati. E' nel suo
stile, conferma il grande rispetto che ha avuto e continua ad avere
per quest'Aula che, però, per espressione di alcuni di questi
componenti, non esita operazioni, mi permetterete il termine, di
vero e proprio lecchinaggio .
Io voterò con convinzione la mozione di sfiducia che alcuni
colleghi hanno ritenuto di presentare. Non spero che quest'Aula
abbia il sussulto di dignità che, pure a parole, la quasi totalità
dei componenti di quest'Aula ha nei corridoi e nei colloqui
privati, di totale sfiducia nei confronti di questo Governo,
altrettanto coraggio non dimostri e non dimostrerà evidentemente,
in Aula.
Io ho vissuto sempre del mio lavoro e andare a casa non mi fa
assolutamente paura. Questo voglio dirlo a chiare lettere nei
confronti di tanti e di persone che hanno ritenuto anche di
insinuare il dubbio di una benché minima correttezza anche nei
Gruppi dell'opposizione.
Questo dubbio, oggi, il PDL lo smentisce categoricamente votando
convintamente contro questo Governo. Ma del resto spiegatemi voi un
solo motivo perché dovremmo dare fiducia ad un Governo che non ha
risolto alcuno dei problemi della Sicilia, che li ha aggravati in
maniera esponenziale, che ha pensato bene di commissariare l'Isola;
ormai i commissari si sprecano, forse non ne hanno più, li devono
cercare nelle retrovie. E commissari scelti in base a che cosa?
L'onorevole Musumeci è stato chiarissimo negli esempi che ha testé
riferito: altro che cambiamento, siamo nel solco della peggiore
politica, della politica che mira all'occupazione perenne e
perpetua di ogni posizione di potere.
E, allora, perché dovremmo votare la fiducia? Per un senso di
stabilità fine a se stesso? La stabilità che non produce nulla
significa stagnazione e la stagnazione produce solo recessione in
ogni campo: nel campo dell'economia, nel campo dell'agricoltura,
nel campo dell'artigianato, nel campo della piccola e media
impresa. Nessuna politica efficace del medio credito.
Si è riusciti a sbagliare anche gli atti più semplici. Non so se
qualcuno di voi si è occupato della fantasmagorica vicenda della
cassa integrazione in deroga . Quel verbale demenziale del 12
febbraio che, così com'era scritto alla presenza del Governo, con
la rappresentanza, purtroppo, anche delle organizzazioni sindacali
ha, di fatto, escluso centinaia di lavoratori e decine di imprese
della possibilità di usufruire di quello strumento indispensabile
per mesi.
E che dire dei prestiti bloccati perché non veniva emanata una
circolare esplicativa o perché non si forniva al direttore il
potere di firma per sbloccare i mandati?
E voi venite a dire che avete fatto bene per la Sicilia?
Questo bene non lo ha visto nessuno. Non lo ha visto nessuno
tranne i soliti interessati. E poi abbiamo assistito al peggiore
gioco delle parti: la lite esterna, la lite sui giornali, il
conciliabolo notturno. Il conciliabolo notturno che non sappiamo
quali risvolti avrà, oppure li possiamo solo immaginare.
E, allora, basta. Basta con la politica spettacolo e qui non me ne
vogliano gli amici del Movimento 5 Stelle.
Io ho definito in quest'Aula il provvedimento abolizione delle
province, la legge Giletti-Crocetta-Cancelleri , e non ho
sbagliato. Perché in quella occasione non si è abolita la
Provincia, si è abolita la posizione democratica, il governo delle
Province e si sono abolite, cosa gravissima, le funzioni,
soprattutto in materia sociale, che le Province svolgevano.
Allora, onorevole Ragusa, lei non ha ragione di venire qui a
denunziare le mamme coraggio che si incatenano davanti alla
Provincia di Ragusa perché i loro figli disabili da mesi che non
hanno il trasporto per andare a frequentare le aule scolastiche.
Quanto ritiene che questo Governo meriti la fiducia? Non ha diritto
di parola in questo senso. Qui si è ricorso, addirittura, alle
figure angeliche: c'è qualcuno che è stato definito un angelo
disceso dal cielo , che sa quali miracoli mostrare. C'è stata
addirittura la minaccia di una maledizione divina per chi oserebbe
mettere in discussione la bontà di quest'azione salvifica di cui
nessuno si è accorto in Sicilia.
E, allora, basta con gli spot, basta con le giunte itineranti nei
vari comuni, nelle Province che costano decine di milioni alla
collettività. Basta con l'eliminazione di tutti i diritti per la
povera gente.
Basta Basta veramente Ridiamo dignità a quest'Aula.
Ho assistito, addirittura, a chi si lamentava perché oggi staremmo
perdendo tempo.
Signor Presidente, mi perdoni, quest'Aula ha perso mesi, senza che
fosse presente un solo Assessore in Aula, senza che ci sia stata la
possibilità di affrontare un solo tema.
E noi perderemmo, oggi, tempo
(Applausi)
Il tempo, quando si tratta di questioni democratiche che
interessano la collettività, non si perde mai
Io invito gli amici, i colleghi ad esternare pubblicamente ciò che
dicono in privato, perché pubblicamente, ognuno, di noi, si deve
assumere le sue responsabilità ed io non voglio associarmi alla
responsabilità di chi, per undici mesi, perché di questo si tratta,
nulla ha fatto per la Sicilia e, temiamo, nulla riuscirà a fare nel
prossimo futuro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Sciuto. A seguire
gli onorevoli Zafarana e Fontana.
CRACOLICI. Signor Presidente, quanti iscritti a parlare ci sono
ancora?
PRESIDENTE. Ci sono gli ultimi tre. Poi ho sentito informalmente i
capigruppo. Rinunciano ai minuti a disposizione per intervenire,
successivamente, in sede di dichiarazione di voto.
LO SCIUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra
abbastanza evidente, in questo momento, quello che è il rapporto
fra Governo e Parlamento.
Mi sembra che neanche oggi, in questo momento particolare della
nostra vita democratica, una parte del Governo abbia rispetto nei
confronti di questo Parlamento. Non c'è nessuno.
Ed è quello che accade, in maniera costante, anche nelle
Commissioni. Questo Parlamento non ha un confronto politico con il
Governo. Forse perché manca la cultura politica, onorevole
Musumeci.
Vedete, quando si ha una formazione politica si capiscono i
problemi e, allora, si affrontano in maniera seria.
Non voglio entrare nel merito della presentazione che ha fatto il
Movimento Cinque Stelle sulla mozione, forse è giusta, ma sono
sbagliati i tempi e neanche voglio entrare nel merito alla diaspora
che c'è all'interno del PD.
Mi sembra chiaro che, anche da parte del PD, è stata fatta una
critica forte nei confronti dell'incapacità amministrativa di
alcuni Assessori di questo Governo. E' un fatto palese che è emerso
durante il dibattito di questi ultimi mesi.
Ritengo, però, che la Sicilia, in questo momento, signor
presidente, stia vivendo un momento disastroso.
Io non ho alcun tipo di contrapposizione, ma ritengo che ci siano
delle cose abbastanza palesi: la disoccupazione che aumenta, il
flusso migratorio che, in questo ultimo anno, è aumentato e si
parla di giovani laureati, si parla di 50 mila siciliani che
lasciano la Sicilia. Non c'è un piano per rilanciare l'agricoltura,
il commercio e il turismo. Non c'è una strategia che porti allo
sviluppo della nostra Sicilia. E' mancata una politica energetica
regionale. Abbiamo le coste più lunghe nella Sicilia e non abbiamo
un piano regionale portuale. Manca una politica sociale e,
sicuramente, non la possiamo risolvere, signor Presidente, con i
cantieri di lavoro.
Si dà una risposta che non è adeguata. Manca ed è mancata una
politica per il nostro patrimonio archeologico. Basti pensare che
da circa un anno la Regione Sicilia che ha il 30 per cento del
patrimonio archeologico italiano, non ha nei siti archeologici,
servizi aggiuntivi e non possiamo dare risposte concrete ed una
giusta ospitalità nei confronti dei turisti.
Diciamolo, ma quale politica ha portato avanti questo Governo?
Questi sono i fatti concreti. Non si parla di pesca. Abbiamo la
prima marineria d'Italia e non c'è una politica attiva per la
pesca.
Cosa abbiamo fatto? Abbiamo abolito le province, con la
conseguenza che lasceremo dal primo gennaio tutte le province nello
sconforto.
Io quello che dico questa sera l'ho detto tanto tempo fa. Vedete,
nel momento in cui aboliamo le province, il 95-96 per cento delle
spese delle province sono spese incomprimibili perché si occupano
di servizi, si occupano delle spese dei dipendenti e non le
possiamo tagliare senza che ci sia una norma che ci tutela a
livello nazionale.
E, dal primo gennaio, ci troveremo con le difficoltà per garantire
le nostre scuole, l'assistenza ai bambini disabili, l'assistenza
alla comunicazione e tutto ciò che le province fanno.
Allora, questo non può essere una politica da premiare. Allora, è
importante che questo Governo prenda coscienza di ciò che è
successo. E la coscienza deve essere presa subito perché non c'è
tempo. Occorre una legge sulla formazione professionale che
garantisca i lavoratori con la legge 24 del 1976, ma nello stesso
tempo è giusto che sia ancorato al mondo del lavoro, ma non
possiamo permetterci di perdere ciò che abbiamo, in maniera
costante, da tanti anni.
Ritengo sia importante uscire da questo guado, perché finisca la
politica degli annunci e inizi la politica del fare. Da questo
punto di vista attenderemo le dichiarazioni del presidente
Crocetta, dopodiché per quello che mi riguarda con il mio Gruppo ci
esprimeremo con il voto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zafarana. Il
Movimento cinque stelle ha ancora sette minuti. So che l'onorevole
Zafarana si è raccordata con l'onorevole Siragusa.
ZAFARANA. Signor Presidente, Giunta, onorevoli colleghi,
cittadini, nonostante il numero degli argomenti sia numeroso e
siano tutti temi a noi cari, mi soffermerò soltanto su alcune
questioni peculiari. Vado a fare un brainstorming: cultura,
formazione e lavoro, i fondamenti della società, a detta di
chiunque. Ma nulla finora di concreto è stato fatto.
E abbiamo cercato, invano, nelle trame e nei gangli delle carte di
interpretare una linea politica che non c'è.
Cosa avete fatto passare da quest'Aula in merito all'attuale
situazione del precariato siciliano e in ordine al più generale
problema di occupazione dei giovani? Proroghe e proroghe e mai
alcun atto di concreta razionalizzazione pensata e strutturata del
fenomeno è stato assunto da questo Governo in un anno. Non è un
mistero, infatti, che l'unico strumento nuovo, volto ad incentivare
gli investimenti nel mondo del lavoro, volto anche a creare nuovi
posti di lavoro, sia il nostro Fondo per il Microcredito alla
piccola e media impresa.
Eppure gli strumenti ed il tempo, Presidente della Regione - che
attualmente è ancora assente in Aula - ed il suo Governo li avete
avuti. Durante la campagna elettorale l'abbiamo sentita ribadire,
più volte, che avrebbe speso i fondi della Comunità europea. Ma a
giugno veniamo bacchettati dalla Commissione europea perché ancora
abbiamo cento milioni al mese da spendere che, però, ad oggi sono
come una grandinata nel deserto su un terreno non fertile.
Cosa è stata negli anni la formazione professionale fatte salve
poche enclave? E' stato soltanto un sistema criminale, di intricati
rapporti di malaffare e mirati allo scopo di distrarre ingenti
somme di denaro pubblico per scopi personali. E questo è pacifico
Lei ci dirà, Presidente, che proprio durante la sua Presidenza,
quindi da un anno a questa parte, ci sono stati i migliori
risultati dal punto di vista giudiziario. Giudiziario, ribadisco e,
quindi, è questo il punto debole del suo racconto. I successi sono
giudiziari, non suoi perché se vuole raccontarci che grazie a lei
ed alle sue denunce si sono accesi i riflettori sul malaffare della
formazione dovremmo pensare di essere di fronte ad un pessimo
cantastorie. Perché il settore della formazione professionale in
Sicilia, a Messina, a Catania, a Palermo, a Caltanissetta è in mano
ai partiti da decenni e non è certo lei ad avere scoperchiato un
vaso di Pandora che in realtà conteneva solo il segreto di
Pulcinella. E a favore di chi poi?
In quasi un anno di scandali pressoché giornalieri le rotazioni
hanno solo rallentato le procedure amministrative mantenendo figure
nei posti dirigenziali dell'apparato burocratico dell'Assessorato
alla formazione e non solo, lì dove erano come già espressione del
precedente Governo.
E le leggi, Presidente? Le leggi non si rispettano, né si
abrogano. Si bypassano abilmente mediante provvedimenti
amministrativi. E mi riferisco alla legge 24 del 1976, non
rispettata, all'applicazione difforme dell'articolo 4 del DPR 207
del 2010 e dell'articolo 5 del DPR 207 del 2010, in favore, l'uno
degli enti ed a discapito degli operatori della formazione, per
carità quelli legittimamente assunti entro il 31 dicembre 2008. E,
ancora, la riforma Scilabra, l'aspettiamo
Abbiamo ancora nei nostri capitoli il buono libro, trentasette
milioni, più trentasette milioni, più diciotto che fanno novantadue
milioni bloccati. Perché? E, ancora, mi chiedo perché l'articolo 79
della finanziaria relativo alla formazione venne sottratto al
dibattito d'Aula. Forse perché stava creando insanabili fratture in
questa maggioranza che non è una maggioranza? Dov'è il piano per
l'offerta formativa di quest'anno e dell'anno scorso?
E ancora il DPEF, lo abbiamo letto. E cosa abbiamo trovato?
Riqualificazione del personale, riduzione dei costi, trasparenza,
adeguamento al quadro europeo ed assicurazione di qualità
all'ECVET, il tutto condito da espressioni che vi riecheggiano un
neoliberismo che quando si parla di istruzione e formazione è
assolutamente improprio e che sulle vostre labbra è assolutamente
inusitato e improprio
Ma in concreto, andiamo avanti, che cosa è stato fatto? Andiamo a
vedere l'accreditamento. Abbiamo atteso lungamente questa delibera
numero 200 e, poi, cosa scopriamo relativamente all'accreditamento
degli enti? Che non possono avere l'accreditamento gli enti che
abbiano liti pendenti o contenziosi con l'Amministrazione . Un
indirizzo illegale ed illegittimo. Si parla di una riforma ma si
tratterebbe soltanto della modalità per salvare alcune
illegittimità commesse da molti all'interno dell'Assessorato,
vecchi e nuovi Assessori, dirigenti e funzionari e ribaltare la
responsabilità su alcuni enti di formazione al fine di creare caos
nel sistema.
Ma vengo alla conclusione. Le risorse sono poche, mal distribuite
e la Sicilia è un'Isola povera. Abbiamo una media nazionale di
povertà che si attesta, quella italiana al dodici per cento, la
nostra al trenta per cento.
Un Governo degno di tale nome dovrebbe dare un forte segnale di
discontinuità bloccando l'assistenzialismo e mettendo in atto
piuttosto eque e concrete affidabili riforme di sostegno al
reddito.
Oggi, a Roma, il Movimento Cinque Stelle presenta il disegno di
legge per il sostegno al reddito. Questo noi lo portiamo avanti e
siamo coerenti con le nostre azioni. Questo Paese ha bisogno di
qualcosa di più di un palazzo, ha bisogno di speranza e questa
Giunta l'ha puntualmente delusa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fontana. Ne ha
facoltà. Ha a disposizione 5 minuti e 38 secondi.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di essere
sintetico e, quindi, di fare poche riflessioni in merito ad un
argomento che, francamente, sentiamo tutto anche se questa mozione
di sfiducia arriva, per noi, in un momento che, francamente, non
era quello giusto. Ma non possiamo perdere questa opportunità, non
possiamo perdere questa occasione per non criticare questo Governo
per tutte le cose che, purtroppo, non ha portato avanti e che non
ha saputo portare avanti.
Sappiamo tutti che ha ereditato una Sicilia in condizioni
drammatiche con le imprese in grandi difficoltà, con un precariato
che ha dimensioni enormi, con le famiglie che sono in grande
sofferenza, con una povertà che aumenta sempre di più, con una
disoccupazione che ha superato per quanto riguarda i giovani il
cinquanta per cento ma, francamente, non vedo alcun segnale da
parte di questo Governo, un segnale positivo di speranza.
Io credo che i siciliani, oggi, veramente hanno perso anche la
speranza per un futuro migliore.
Ho sentito parlare questa sera anche di modello Sicilia. Ma quale
modello? Io francamente non ho visto alcun modello. Un modello è
qualcosa da imitare, da sostenere. Io, francamente, non vedo alcun
modello, l'unico apprezzamento che posso fare a questo Governo è
quello che, in tutti i modi, ha cercato un'azione di moralizzazione
che, francamente, c'è stata perché ho visto che sono state
scoperchiate tante pentole e, quindi, tante cose sono state messe a
nudo e questo va a merito di questo Governo e di questo Presidente.
Ma al di là di quest'azione contro il malaffare e la corruzione,
francamente, non ho visto nulla e certamente non si può vivere solo
di azione contro la corruzione ed il malaffare.
Io credo che la Sicilia abbia bisogno di ben altro, io credo che
la Sicilia abbia bisogno di un'azione forte di sviluppo in favore
delle famiglie, in favore dei giovani, in favore dei disoccupati,
in favore di tutti coloro i quali hanno bisogno di un sostegno.
Spesso si sono portati avanti anche dei progetti, come quello
dell'abolizione delle province, che personalmente trovo
farneticante, un progetto che non porterà alcun utile dal punto di
vista finanziario, e molti scompensi. Molte province sono oggi in
grandissima difficoltà, vorrei parlare in particolare della mia
provincia, quella di Agrigento, dove ci sono state difficoltà
persino a pagare gli stipendi dei dipendenti.
Porto l'esempio dell'Istituto musicale Toscanini che è stato
faticosamente portato avanti negli ultimi vent'anni ed è cresciuto
parecchio, ma adesso rischia di chiudere; anche il Consorzio
universitario di Agrigento è in grandissima difficoltà, perché
dipende dai trasferimenti finanziari degli enti consorziati, la
provincia è l'ente che maggiormente ha trasferito risorse per il
funzionamento di questo consorzio, che è il nostro fiore
all'occhiello; e tanti altri progetti che rischiano di morire
insieme alle province.
Chiedo ancora una volta a questo Governo di riflettere sulla
questione delle province, e spero che si renda conto di poter fare
qualche passo indietro per evitare di far morire le Province che, a
mio parere, sono degli enti intermedi che hanno una loro validità
nel territorio, degli enti di riferimenti territoriale di area
vasta che svolgono una funzione indispensabile.
Del resto anche le relative competenze dovranno essere mantenute
in qualsiasi modo e, pertanto, non credo che ci sia questo aggravio
finanziario che è stato sbandierato, non credo che ci sarà nessun
risparmio sulle province.
Vorrei parlare anche di sanità, che mi riguarda direttamente in
quanto membro della relativa Commissione; devo dire che anche nella
sanità il Governo non ha le idee chiare sul da farsi, è da gennaio
che si parla della nomina dei nuovi direttori generali: questo
Governo ha già cambiato parecchie volte direzione, sui metodi,
sulle griglie, sulle scelte, sui curriculati, sugli adeguati; una
confusione enorme che, ancora oggi, a distanza di otto mesi, non ci
lascia capire come agirà il Governo sulla nomina dei nuovi
Direttori generali. Si continua con i Commissari, anche loro in uno
stato di precarietà, quindi non in condizione di prendere delle
decisioni, non avendo certezza del da farsi nel tempo. Questa
situazione li rende deboli e li porta a non assumersi alcuna
responsabilità.
PRESIDENTE. Onorevole Fontana., i tempo a sua disposizione si è
concluso. Abbiamo contingentato i tempi della discussione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Avrà modo di parlare dopo l'intervento dell'onorevole
Siragusa.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
telegrafico. Intervengo per ricordare all'onorevole Venturino che
egli si è trovato miracolato della carica e dell'onore della
vicepresidenza di questa prestigiosa Assemblea, proprio grazie a
quel simbolo che ha tanto vituperato nel suo intervento odierno,
parlando di baggianate, di populismo, di aver perso quelli che sono
i valori emotivi per cui più di trecentomila siciliani ci hanno
dato il loro voto portandoci qui.
Onorevole Venturino, noi quei valori e quei motivi non li abbiamo
persi, infatti continuiamo a restituire il 70 per cento delle
nostre indennità, lei può dire lo stesso?
Lei ha resistito solo un mese, poi è fuggito dai suoi obblighi
elettorali, perché?
Lei non ha completamente idea di cosa sia il M5S, e non può
permettersi di usare il noi quando parla del Movimento, perché i
nostri sono valori che non le appartengono. Lei è stato il nostro
errore, la nostra più grande sciagura, la nostra vergogna.
Quando il Presidente Musumeci ha parlato di tacchini'
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Crocetta, non è riferito a lei ma
all'onorevole Venturino.
Per fatto personale
VENTURINO. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, giusto per replicare all'onorevole
Siragusa che parla di vergogna, sicuramente è vero, ho frainteso il
Movimento Cinque Stelle, ma credo che questo fraintendimento abbia
coinvolto i 300 mila che avevano votato il Movimento Cinque Stelle
che, sono certo, se andassimo a votare non voterebbero più questo
Movimento ed è per questa ragione che forse a livello nazionale
qualcuno sta spingendo per votare, oggi, senza una riforma
elettorale seria di questo nome, sto parlando di un leader del
Movimento 5 Stelle che, quando abbiamo iniziato la campagna
elettorale parlava in un certo modo e che oggi spinge il Movimento
5 Stelle ad assumere atteggiamenti diversi, perché hanno capito di
avere disatteso ampiamente quelle che erano le istanze per cui il
Movimento Cinque Stelle nasceva e le istanze per cui quelli come
me, miracolati, e di miracolati, mi creda, nel Movimento Cinque
Stelle ce ne sono parecchi, alcuni anche qui, non si vede tanto il
neon attorno alla testa, ma se spegniamo la luce qualcuno si vedrà
chiaramente.
Di questo essere miracolati bisogna poi vedere chi e come è stato
miracolato, è disponibile.
Per quanto riguarda l'ennesimo attacco sulla rendicontazione,
anche su questo faremo luce ben presto, perché mi risulta che
qualcuno ha cominciato a fare qualche passo indietro, ma questo è
un altro discorso, e siccome oggi parliamo di una mozione di
sfiducia, non mi voglio prestare alle accuse tipiche da facebook
dei mie ex colleghi, per cui lasciamo e proseguiamo e stendiamo un
velo.
(Proteste da parte del Gruppo parlamentare M5S)
Riprende la discussione della mozione numero 200
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo chiuso la discussione
generale, ringrazio i Capigruppo che hanno rinunciato e fatto
rinunciare ai propri deputati di riferimento i minuti che erano
ancora a disposizione, riservandosi loro di intervenire in sede di
dichiarazione di voto.
In quella sede è chiaro che interverranno i Capigruppo; si può
intervenire solo se si è dissenzienti rispetto alla linea del
Gruppo.
Con il Gruppo Misto ci intenderemo, vista la particolarità del
Gruppo Misto, una volta che si sospenderà per pochi minuti l'Aula a
seguito dell'intervento del Presidente della Regione. Quindi invito
il Presidente, onorevole Crocetta, ad intervenire.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
parlamentari, non sono fra coloro che dimostrano sprezzo nei
confronti di una mozione di sfiducia, o che danno persino per
scontato il risultato nell'Aula, sottovalutandola, e mostrando
sprezzo nei confronti anche dei parlamentari che l'hanno promossa.
Sono un uomo che rispetta le Istituzioni, e proprio perché le
rispetta dà il significato che deve avere.
Qualcuno ha scomodato Dio, vi chiedo sinceramente di non farlo,
perché scomodare Dio per questioni che attengono le nostre visioni
della politica credo che sia un po' troppo, però visto che l'avete
fatto anch'io lo vorrei fare citando un salmo della Bibbia, che non
ho bisogno di leggere, e che dice Eccomi, sia fatta la tua
volontà , visto che avete scomodato Dio è con questa logica che mi
presento e con la logica che il Parlamento sovrano decide attorno a
questioni che attengono le sue prerogative, poiché previste dalla
legge, e che sicuramente non sono allineate al senso ed
all'evoluzione che hanno avuto le leggi in questi anni in Italia;
perché noi siamo passati da un sistema che era proporzionale, che
decideva l'elezione del Presidente all'interno del Parlamento, che
nominava gli assessori per quote, per cui gli assessori erano
nominati dai vari partiti, ricevevano la fiducia e secondo chi
prendeva la fiducia veniva eletto e rispondeva a quel partito.
Invece, a Governi che rispondono al Presidente, anche qui
sinceramente non capisco cosa interessa alle opposizioni se i miei
assessori sono tecnici, politici, c'è stato in qualche intervento
chi ha detto: i politici capiscono le cose, gli assessori non
capiscono . E' il presidente che risponde dell'indirizzo unitario
del Governo ed attiene al presidente, secondo la prerogativa delle
leggi, scegliere gli assessori.
Questo metodo ha difficoltà a carburare in un sistema che era
abituato, e quindi è anche normale che poi rispetto alle
maggioranze che possono avere determinati vari presidenti, si possa
determinare questo.
Non mi verrete a dire che io sono stato l'unico presidente della
storia della Sicilia o nella storia d'Italia che non ha avuto
problemi su questo terreno con le sue maggioranze. Vorrei citare il
governo precedente, l'altro ancora e i governi di tutto il paese,
che hanno queste caratteristiche, perché c'è da un lato la
legittima esigenza dei partiti a rappresentarsi e, dall'altro,
invece il principio, oggi nuovo, della responsabilità degli atti
del governo che fanno capo al Presidente della Regione. Poi la
politica sceglie un principio di mutualità rispetto a queste
esigenze: in America, vi voglio rappresentare, i governatori
vengono eletti in modo completamente disgiunto dai partiti, non c'è
nessun rapporto. Vi voglio rappresentare che i sindaci vengono
eletti in modo completamente disgiunto dai partiti.
Quando parliamo di scontri, eccetera, mettiamo in gioco
valutazioni della politica, idee della politica, con la differenza
che io non credo di avere il verbo infuso o penso di avere una
ragione, penso di avere un'opinione, e penso di essermi presentato
a queste elezioni con queste opinioni, con il programma che ho
presentato, e con il programma che in parte ho attuato e sto
attuando e queste elezioni le ho vinte.
Allora se noi non partiamo da questo presupposto che è il rispetto
dei reciproci ruoli per cui quando l'onorevole Milazzo mi diceva
lei non ci corteggi , io non ho mai corteggiato nessuno ed anche
con il Movimento Cinque Stelle e con l'opposizione di centrodestra
ho avuto un rapporto esclusivamente corretto e basato su un solo
presupposto, proponendo sin dall'inizio quel accordo istituzionale
che era per fare le riforme che è stato sistematicamente non
rifiutato, si è risposto col nì e si è risposto col nì nella
logica partitica di un'idea.
Alla fine questo governo ha solo grane e allora pensano: a noi
chi ce lo fa fare, scegliamo la politica dell'opposizione, perché
questa politica dell'opposizione ci da dei vantaggi .
Io vi assicuro che dai sondaggi che ho e dai rapporti che sono
scientifici e dal rapporto che ho con la gente vedo una discrepanza
tra ciò che pensa la politica o alcuni blog online e quello che
pensa la gente di questa terra, che vede finalmente riaccendere la
speranza, una speranza che io non attribuisco, soltanto alla mia
azione o all'azione del mio governo, ma ad un modo corretto,
istituzionale di confronto che si era avviato in questi mesi e che
è stato bruscamente interrotto, non da me.
Quel confronto che giudicava gli avversari politici non dei nemici
ma degli interlocutori.
Quel confronto che ha dato origine ad una mia presa di posizione,
e che quando si formò quell'accordo istituzionale che era basato
tra il centrodestra e il centrosinistra e scartava i grillini' e
le forze di centro, mi ha portato a dire io non ci sto perché
ritengo che tutte le forze politiche in Parlamento debbano avere
una rappresentanza istituzionale.
Guardate che non mi conveniva fare quel ragionamento, mi sarebbe
convenuto una pacificazione che mi assicurava questo, eppure io non
ho rinunciato al principio di legittimità democratica e che i
grillini' dovessero avere un ruolo, che lo dovesse avere perfino
l'MPA, che lo dovesse avere la lista Musumeci, perché io credo
nella democrazia come valore e credo nel pluralismo come valore.
Sui grillini è un capitolo a parte perché io vorrei capire che
quando Grillo veniva nel 2006 nella mia città in una manifestazione
pubblica, diceva ai gelesi non ve lo meritate un Sindaco così, non
lo potete capire . Oppure mi chiamava, nel 2008, ad una
manifestazione a Palermo, e diceva l'unico politico per cui vale
la pena di venire in Sicilia . E vabbé, ridete. Perché voi avete
riso tutta la serata. Questo significa anche come tenete in
considerazione la mozione di sfiducia e come tenete in
considerazione le esigenze del Parlamento, per questo io vi posso
portare le videocamere di questi interventi, compresi i cachet che
prendeva il vostro dirigente di partito, ma non lo faccio per una
questione di stile, perché voi siete gli inquisitori dei conti
altrui. Non appartiene al mio stile politico intervenire con
questa bassezza. E vi farò i conti anche di quanto guadagna
Crocetta, giusto per far capire come siano sballati i vostri conti
e come siete al di fuori della realtà. Come siete completamente al
di fuori. Perché dire Crocetta guadagna più di Obama io
guadagno al netto della riduzione che ho operato, rispetto
MUSUMECI. Lasci stare, onorevole Presidente.
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevole Musumeci, mi perdoni
ma è il mio intervento e il taglio lo decido io. Siccome sono cose
che poi si dicono al di fuori dell'Aula, si strumentalizzano.
Crocetta guadagna più di Obama . Con la differenza che quello è
lo stipendio veramente al netto delle spese, dei rimborsi, di
elicotteri, gli staff, e così via e tutti i rendiconti spesa,
etc etc che ha Obama, e invece, il nostro è uno stipendio molto
più articolato che io spiegherò, così finalmente facciamo chiarezza
anche di fronte al popolo siciliano, è giustizia perfino nei
confronti del Parlamento.
La mia retribuzione netta è 2500 euro in più, dopo il ribasso che
io ho operato della mia indennità di presidente di 2500 euro al
mese. Mi darete atto che qualche rischio in più rispetto ai
parlamentari io lo corro per cui mi sono fatto un assicurazione
sulle mie responsabilità, che non sono indifferenti, che dovrò
pagare per tutta la mia vita. Quindi, anche quando io sarò
pensionato, e con la sfiducia sicuramente guadagnerò anche
pochissimo, praticamente io continuerò a pagare vita natural
durante, tanto che oggi un giornalista mi ha fatto una battuta:
speriamo che campi poco, così almeno non paghi molta
assicurazione , dovrò pagare un assicurazione infinita.
Quindi, giudicate se questi 2500 euro non sono assorbiti dai
costi. Ma io non lo voglio dire. Guadagno 2500 euro in più al mese.
Andiamo alla sostanza. L'indennità parlamentare lorda è di 10.700
mila euro. Così glielo dite ai cittadini quanto guadagnano i
parlamentari, finalmente. Invece di fare scandalismo quando non vi
accorgete dei costi reali della politica. Perché quando si fa
politica con approssimazione si fa danno al Paese Dicevo, 10.700
mila euro lorde al mese. Diaria lorda, 3500 euro. Guardate che vi
sto rendicontando tutto. Contributo al mio partito, 1500 euro al
mese. Poi naturalmente c'è anche il Megafono, qualche spesa pure lì
ci sarà, no? Visto che come dice l'onorevole Cracolici sono bigamo.
Io non sono solo bigamo, sono pure poligamo.
(Brusìo dai banchi dell'Aula)
Posso avere il piacere di completare un argomento che, finalmente,
darà anche soddisfazione a voi?
Andiamo avanti. Quindi, al netto, considerato quello stipendio,
diaria, indennità parlamentare, sono 7.400 euro. La diaria, tra
l'altro, non è, nel mio caso, proprio un compenso perché, il
presidente della Regione e gli assessori non hanno pagate le
missioni quando vanno in giro per la Sicilia., tanto è vero che,
in una interrogazione dell'onorevole D'Asero, mi chiedeva se, in
campagna elettorale, io mi ero fatto pagare le missioni
D'ASERO. Io non lo ricordo.
CROCETTA, presidente della Regione. Sì Una lettera, gliela
ricordo. Gli ho dovuto rispondere che il problema non si poneva per
il semplice motivo che le missioni del Governo non sono
pagate...scusi era dell'onorevole Assenza, pardon.
Non sono pagate per il semplice motivo che non è prevista
l'indennità di missione.
La differenza è che io le spese di missione, in tutta la Sicilia,
li spendo.
Io vi ricordo che, salvo impegni istituzionali, sono 6 giorni o
anche 7 giorni nell'attività lavorativa, normale: o venendo a
Palermo, anche di sabato e domenica, o andando in giro per
iniziative istituzionali.
Spesso mi fermo a dormire negli alberghi, spesso mi capita di
mangiare nei ristoranti, anzi quasi sempre, e di spendere,
realmente, questa indennità per un quantum che non so
quantificare. Quando invito giornalisti, altre persone, o facciamo
alla romana o pago regolarmente io, senza toccarle da spese di
rappresentanza ed istituzionali, come vi dimostrerò.
Anche quando sono spese di rappresentanza o istituzionali, non ho
mai pagato un pranzo, salvo quando sono venuti ministri o
delegazioni estere.
Per quanto riguarda i costi del rimborso del portaborse, io spendo
per il compenso 1.500,00 euro, regolarmente assunto, e 606,00 euro
di contributi, 475,00 euro al mese per l'affitto della mia
segreteria a Gela, senza contare che la Polizia mi ha imposto, in
quella segreteria, di mettere allarme, vetri anti - kalashnikov
che ho fatto a spese mie e che non gravano su quelle spese. Ed
impianti di video-sorveglianza, collegati con la Questura.
Spese di telefono di circa 200,00 euro al mese. Ho una serie di
spese per iniziative varie, ho calcolato per circa 1.000,00 euro al
mese, in questi mesi, per partecipazioni a convegni, iniziative di
partito o inviti in televisione che, sicuramente, non ho messo fra
le missioni del presidente, ma ho pagato di tasca mia.
Ho speso, come contributi documentati a iniziative politiche,
1.500,00 euro al mese.
Per cui, ci sarebbe che, a fronte di 3.180,00 euro io ho speso,
mediamente, in questi mesi 5.581,00 euro, cioè 2.400,00 euro in più
rispetto a quello che mi si dà per il portaborse. Totale
l'indennità di funzione netta è di 2.400,00 euro totale. Il mio
stipendio netto è 7.495,00 euro al mese, ai quali debbo sottrarre
tutte le spese che io faccio per missioni in Sicilia, per pagarmi
l'affitto per stare a Palermo, perché non utilizzo l'alloggio di
servizio; sicuramente, significa che quello che resta netto della
mia attività sono 5.500,00 euro al mese.
Mi dica il Movimento Cinque Stelle a quanto devo scendere il mio
stipendio, se debbo guadagnare meno del mio segretario, meno
dell'usciere - con grandissimo rispetto - della Regione etc.
Quindi, la politica di revisione dei costi non può essere questa
bambinata: Mi autoriduco lo stipendio perché io non guadagno ,
queste sono spese che vi posso dare in modo tranquillo e ufficiale
e vi posso dare anche le pezze di appoggio.
Quindi, non ho fatto nessun falso, rispetto alla dichiarazione che
avrei ridotto, perché l'ho ridotto, solo che io quando ho detto la
cifra non sapevo realmente quale fosse il mio stipendio, se mi devo
ridurre della metà questi 5.500,00 euro, ditemi anche a quale ente
di beneficenza li dobbiamo dare e sei io devo guadagnare meno di un
operaio del Petrolchimico o meno di quando ero un lavoratore
dipendente.
Credo di avere qualche spesa in più rispetto a qualche cittadino
normale, perché nonostante la mia austerità qualche vestito me lo
debbo comprare, perché io non viaggerei normalmente in giacca e
cravatta.
(Brusìo dai banchi di destra)
CROCETTA, presidente della Regione. Io voglio chiudere questa
cosa definitivamente, la voglio chiudere, definitivamente, perché
sono stato vittima di una campagna di sciacallaggio su questo ed
alla quale non ho mai risposto.
Spese di rappresentanza: nel 2010 sono stati spesi 1.500.000,00
euro; nel 2011 ne sono stati spesi 1.700.000,00 di euro; nel 2012
813.000,00; nel 2013, quest'anno, abbiamo speso 43.000,00 euro, il
dato più basso dalla costituzione della Regione siciliana, e
potete controllare le cifre storiche.
Andiamo alle spese riservate: 240.000,00; 406.000,00; 200.000,00;
quest'anno sono stati spesi zero euro.
Risparmio sul compenso ai dirigenti, 20 per cento meno ai
dirigenti diretti un risparmio pari a 8.500.000,00 euro; sanità,
650.000,00 euro, e non conto tutte le partecipate che hanno avuto
una riduzione del 20 per cento.
Non è una polemica con il Parlamento, però, onestamente,
facciamola una riflessione, quando dite che questo Governo è
indietro rispetto al Parlamento, mi pare che io la riduzione dei
costi alla Regione l'ho avviata, ancora qui io sto aspettando che
mi venga ridotto lo stipendio, poi andremo in giro con il piattino,
pazienza, o taglieremo alcune cose. Quando non ci sarà il
portaborse lo taglieremo non è che ci strapperemo le vesti, però se
io posso utilizzare un collaboratore che può essere utile alla mia
attività, nel momento in cui la legge me lo consente quale
guadagno illecito avrei fatto? Giusto per dire questi scandalismi
che sono stati fatti anche per pubblicizzare questa mozione di
sfiducia, ed è stato anche il ragionamento dell'onorevole
Cancelleri, al primo punto.
Andiamo alle questioni di inattività di questo Governo, io sarò
breve su questo, anzi un ragionamento che è tutto politico, perché
qui di questo parliamo: voi pensate che in qualsiasi regione
d'Italia o in qualsiasi comune d'Italia o in qualsiasi Governo del
mondo non ci possa essere un motivo di attacco dicendo: c'è questa
situazione , non hai fatto questo .
Hai promesso che la FIAT non se ne doveva andare dalla Sicilia .
Io non ho promesso che la FIAT non se ne doveva andare. Ho detto
la FIAT non deve lasciare la Sicilia . E lo dico anche stasera. Ma
io non sono il capo della FIAT. E' il senso di una presa di
posizione che salvaguardi i lavoratori. Come li abbiamo
salvaguardati? Attraverso la cassa integrazione, firmata l'anno
scorso, quest'anno e garantendo questi lavoratori; quando questo
Governo si era insediato non avevano riconosciuta neanche la cassa
integrazione.
Abbiamo preso una posizione. E i primi investimenti? Già abbiamo
fatto un accordo di programma in cui ci sono i primi investimenti
nell'area di Termini Imerese.
Quindi, non è che partiamo dall'anno zero e non si è fatto nulla e
quindi non hai mantenuto l'impegno della FIAT , come se io fossi
Agnelli. Cioè io ancora oggi dico la FIAT non se ne deve andare e
non lo considero un'inutile promessa del Presidente, le chiacchiere
annunciate, i blog su Pinocchio, eccetera
Proprio ieri sera Grillo si difendeva in un'intervista dicendo
voi non ci dovete giudicare perché è pochi mesi che siamo stati
eletti ; invece, con altrettanta arroganza ci si permette di
giudicare.
Voi non avete fatto la mozione di sfiducia dopo che avete fatto
una serie di punti: dicci cosa hai fatto sulla spesa europea ,
dicci cosa hai fatto sugli enti di formazione , dicci cosa hai
fatto sulla sanità , dicci cosa hai fatto sugli appalti pubblici .
Non l'avete fatto questo.
Voi avete, prima, preparato la mozione di sfiducia, dette una
serie di cose che sono totalmente false, perché io vi dimostro che
il Governo ci aveva dato quest'anno un impegno sulla spesa europea
da raggiungere entro dicembre di un miliardo 548 milioni 887, noi
abbiamo certificato ad ottobre un miliardo 475 milioni e
praticamente ci mancano 73 milioni per raggiungere l'obiettivo di
quest'anno.
L'avete visto negli ultimi dieci anni raggiungere un obiettivo
così, quando siamo stati classificati nei livelli più bassi della
spesa europea? Siamo soddisfatti? No. Ma noi partiamo con 56 mesi
di ritardo rispetto all'inattività della spesa europea. Ora, se voi
pensate che qualcuno ha irriso su Michela Stancheris Superwoman, ma
non c'è Crocetta Superman , ma anche quello rivela semplicemente
una bacchettoneria diciamo della politica che vede, magari, dei
giovani freschi che mettono sul loro profilo Facebook, come fanno i
ragazzi, parlano della loro vita privata e si fanno fotografare, e
ciò che in genere è considerato una cosa innocente diventa
l'attacco: quanto è poco istituzionale l'assessore Stancheris ,
che era negli Stati Uniti non per scherzare ma per curarsi una
grave malattia e poteva difendersi benissimo per questo. Non era lì
per scherzare. Neppure ho il coraggio di annunciare qual è.
E però si può pensare di scherzare su tutto, si possono superare i
limiti umani persino della comprensione, perché non ha importanza:
la politica può immaginare tutto e l'opportunismo politico può
immaginare qualsiasi cosa. Può immaginare qualsiasi cosa perché la
politica è una guerra.
Guardate, sono io che sono deluso del Movimento Cinque Stelle,
perché pensavo che fosse un movimento che andasse al di là delle
logiche dei partiti. Pensavo che non scegliesse il politichese
per attaccare un Presidente. Guardate: fino ad aprile, lo stesso
Grillo ha parlato non voglio più legislazione, un governo
meraviglioso, un modello eccetera
Voglio capire cosa è cambiato negli ultimi quattro mesi, cosa
avrei fatto di tanto sciagurato negli ultimi quattro mesi rispetto
a giugno-luglio, per capirlo, sostanzialmente.
Ricordo quando il Movimento Cinque Stelle disse che ci aveva
consegnato un programma; io ve lo racconto, ai militanti e agli
onorevoli deputati Cinque Stelle, qui in quest'Aula, sono persino
testimoni, se esiste un minimo senso della verità delle cose.
Noi ci siamo incontrati dalle nove fino a mezzanotte. Mi hanno
presentato dei documenti, abbiamo detto che su questo costituiamo
dei gruppi di lavoro congiunti, per raggiungere obiettivi di quel
programma che ritenevo in parte accettabile, in parte buono,
condivisibile, in altri condiviso in parte, in altri non totalmente
condiviso.
L'indomani mattina, il Presidente del Gruppo parlamentare, dopo
avere fatto una discussione armoniosa con tutto il Movimento e con
tutti i parlamentari, contraddicendo il fatto che ci dovessimo dare
dei tempi per la verifica, è andato a fare una conferenza stampa
col centrodestra, in cui annunciava la presentazione della mozione
di sfiducia.
Chi ha rotto? Questi sono fatti. Cosa è intervenuto?
CANCELLERI. Non è vero.
CROCETTA, presidente della Regione. No, onorevole Cancelleri, non
può fare così perché questi sono fatti. Non è vero lo dici tu.
Allora sei bugiardo. Sei tu pinocchio, come scrivi tu nei tuoi
blog.
Sei tu pinocchio perché c'erano pure testimoni e te lo ha detto
pure l'onorevole Malafarina, nel suo intervento.
Cosa è intervenuto? L'unica cosa che è intervenuta è la vicenda
IRSAP. L'unica cosa che è intervenuta. Vicenda tutta nissena che ha
coinvolto in modo inconsapevole il Parlamento e che è riconducibile
agli scontri nei quali non entro nel merito perché non ne ho
l'abitudine.
Anche perché Gesù - visto che è stato molto citato - e Dio, la
Bibbia dicono i peggiori tra di voi saranno giudici .
Non mi sono permesso, in quelle vicende, di dire la mia opinione e
non la dico neanche adesso, semplicemente perché è un'opinione ed
un'opinione non è la verità. L'opinione è un punto di vista di
guardare le cose, ma è l'unico scontro che veramente abbiamo avuto.
L'unico scontro.
Non abbiamo avuto altri scontri.
Bene, un anno fa, se guardate le agenzie di rating,
declassificarono la Regione siciliana.
Voi potete presentare tutti i dati sull'occupazione. Vivevamo nel
Paese delle meraviglie. E' arrivato questo Crocetta sciagurato ed è
comparsa la Regione della corruzione, la Regione della
disoccupazione delle imprese, dell'agricoltura eccetera, eccetera.
Io sono il mostro. Io sono il mostro che in soli dieci mesi sarei
riuscito in questo capolavoro storico di distruggere una Regione
che era ridotta ai minimi termini e che nell'immaginario nazionale
ed internazione era considerata il cuore di ogni corruzione e di
ogni mafia.
Con otto presidenti della Regione finiti in carcere, in questi
anni, con tutto il resto. Dopodiché io sono lo sciagurato che
avrebbe ridotto, ma seriamente pensate che in questi dieci mesi, la
mia azione
Anche se io non avessi fatto semplicemente nulla, come affermate,
com'è che avrei prodotto questa accelerazione, questa distruzione,
questo caos infinito?
Avete sentito l'esigenza meramente politica, partitica. Siete
diventati partiti e politicanti come tutti gli altri. Non giudicate
sui fatti, giudicate su pregiudizio ideologico. Voi non potete
avere alleati perché puntate al governo maggioritario, in cui voi,
fra venti anni, trent'anni, quarant'anni, cinquant'anni, quando
vincerete le elezioni, governerete da soli.
Io sono per contaminarmi perché penso che la politica è il regno
delle realtà. E penso di contaminarmi, attraverso le alleanze che
sono le alleanze possibili e penso, persino, di contaminarmi con il
confronto con quelle opposizioni, quelle che non volete dialogare,
che avete rifiutato di dialogare, che lo continuate a fare perché
pensate che Crocetta prima o poi diventerà estremamente impopolare
e noi presentiamo l'alternativa.
Vi assicuro che le cose dalla percezione che ne ho io non stanno
così. Da quello che ho io. E allora se voi non ci credete facciamo
una bellissima legge come quella dei sindaci e poi si va a votare.
E vediamo poi chi ha i voti.
Sto ascoltando che questa maggioranza alle elezioni politiche è
andata avanti, rispetto ai voti regionali e di molto, alle elezioni
comunali; ha conquistato il settanta per cento dei comuni siciliani
dove si votava e che tutte le forze politiche che sostengono la mia
maggioranza sono andate avanti, mentre quelle che sono le
opposizioni sono andate indietro.
Mi dispiace perché non amo la sciagura di nessuno, compresi i
grillini che sono passati da dati in cui erano fortemente avanti.
Si pensa che prendere le distanze con il Governo che in realtà
aumenta consensi, normalmente se uno ci pensa un attimino, dovrebbe
dire forse è meglio che partecipiamo tutti noi ai processi di
riforma e i meriti ce li prendiamo tutti .
Non c'è stata una volta che abbiamo approvato una legge in cui il
Presidente della Regione ha detto è merito mio, è merito del
Governo .
Abbiamo abolito le province; non è merito del Governo, ma è merito
del Movimento Cinque Stelle. Scusate, siete diciassette e la
maggioranza l'hanno formata anche gli altri.
Anche questo è un modo partitocratico di intendere la politica.
Non voglio fare la ramanzina a nessuno. Lo dico dal punto di vista
di una persona che si sente veramente tradito da un Movimento in
cui crede e credeva. Poi voi siete una cosa diversa. Se fossimo
stati una cosa uguale ci saremmo candidati alle elezioni insieme.
Ma ci possono essere gli elementi comuni di una politica al di là
delle differenze politiche tra i gruppi parlamentari, ma non solo
con voi anche con gli altri. Veramente siamo differenti su tutto
dal punto di vista politico, oppure ci sono le coordinate che fanno
pensare che di fronte ad una situazione sciagurata e di crisi che
ha raggiunto la Regione siciliana forse la politica invece di
litigare e presentare una mozione di sfiducia, dovrebbe mettersi
insieme e fare le riforme per questa Sicilia?
Le province. Le province hanno avuto un taglio di centodieci
milioni di euro da parte dello Stato, quindi se non garantiscono i
servizi, non è sicuramente perché noi le abbiamo abolite perché non
sono abolite per niente. C'è la gestione commissariale però è molto
facile dire questo.
Capisco che questo lo si possa utilizzare come argomento di
propaganda, ma utilizzarlo in quest'Aula dove possiamo confrontare
i dati e dove tutti quanti abbiamo una visione adulta delle cose,
consapevole, sicuramente non funziona. Centodieci milioni di euro.
Mi dite come la Regione potrebbe intervenire a coprire il gap dello
Stato? Perché lo Stato ha deciso di abolire le province. Ha deciso
di tagliarle già di fatto limitando i trasferimenti a tutte le
province d'Italia che sono dovunque in difficoltà. Allora il
problema non è rallentare quel procedimento. Le province saranno in
difficoltà fino a quando noi le teniamo in piedi.
Ma se ci affrettiamo ad approvare i disegni di legge che abbiamo
presentato e quando avete detto che abbiamo cambiato le città, no
semplicemente perché abbiamo fatto una riunione con i presidenti
dei Gruppi parlamentari e siccome questo Governo non è arrogante,
ha fatto il confronto con i sindaci e, rispetto alla prima ipotesi
di governo, ha cambiato perché le persone intelligenti cambiano
idea, le persone democratiche cambiano idea, gli stolti insistono.
Per esempio, se fossi Letta, in questo momento, quando tutto il
Paese mi dice che la manovra è sbagliata, la correggerei, invece di
continuare a dire che è meravigliosa perché meravigliosa non è.
Questo è il mio modo di governare. Vi potrà apparire uno, nessuno,
centomila, ma io sono così e sono molto più autentico di quanto voi
pensiate perché non sono un'altra persona rispetto a quello che
dico; sono veramente quello che dico, perché, ed è questa la
difficoltà a volte di comprendersi, chissà quali marchingegni sta
facendo questo . Io, nel rapporto con il Movimento Cinque Stelle,
ho operato in assoluta e totale buonafede e nel rispetto di questi
ragazzi che facevano la loro prima esperienza politica e mi piaceva
che veniva questo elemento di novità. Però quando questi ragazzi
cominciano ad inciuciare una volta con questo gruppo, poi con
quell'altro gruppo, poi fanno le alleanze trasversali e dicono no,
né con questi né con quelli e invece poi scelgono alleanze, fanno
una mozione con una parte del centrodestra, chi è la mosca
cocchiera in questo caso? Perché la mosca cocchiera guida il bue ed
è convinta di guidarlo. Chi è in questo caso la mosca cocchiera che
guida il bue ed è convinta di guidarlo?
Ognuno di noi pensi, perché guardate, negli altri Paesi
democratici esiste la sfiducia progettuale, costruttiva laddove i
meccanismi elettivi non sono immediati. Sarebbe una cosa
consapevole e matura dire andiamo a votare perché c'è una ipotesi
di maggioranza subito, perché c'è un'ipotesi di maggioranza
alternativa immediatamente, c'è un cartello che si presenta alla
Regione per governare alternativamente e presenta .
Invece è lo sfascio. Non è quella mozione che dice beh, c'è un
Presidente che sta distruggendo la Sicilia - come non riuscirei a
capirlo francamente, ma dice questo può essere un limite tuo che
non capisci le cose - però dopo c'è un governo del sole, felice ;
invece ci sono tutti i problemi di prima, le complicazioni di un
centrodestra che deve articolarsi, che in questo momento ha una
crisi, che rispetto, di assestamento, di identità e che si deve
regolare, un Movimento Cinque Stelle che sicuramente non ha quello
sprint che aveva alle elezioni regionali, come dimostrano tutti gli
appuntamenti elettorali di questi mesi, dopodiché quale sarebbe la
soluzione?
Dei precari cosa ne sarebbe visto che il Parlamento nazionale non
ci ha aiutato in questa vicenda?
Dei fondi comunitari cosa ne sarebbe?
Della programmazione 2014 - 2019 cosa ne sarebbe?
Delle spese in investimenti cosa ne sarebbe?
Cosa ne sarebbe del rating della Regione? L'anno scorso proprio in
questo giorno è stata declassificata per l'ennesima volta la
Regione siciliana. Le agenzie di rating quest'anno, dopo un anno
esatto, per la prima volta hanno interrotto la declassificazione di
questa Regione e tutte le agenzie di rating hanno scritto testuale
per le buone pratiche del Governo in carica che ha cominciato a
pagare il debito e a risanare il bilancio . A qualcuno lo farà
sorridere, a quelli che non credono al rating, a quelli che non
credono al bilancio, ma sicuramente il centrodestra a queste cose
darà una certa importanza, no? Perché gliela danno le imprese,
gliela danno le banche, perché lo sapete che significa il rating:
significa non avere credito, significa non avere fiducia del
mercato negli investimenti e tutta una serie di cose.
Bene, la Regione per la prima volta non è a rischio di default
dopo un anno e non è un anno, guardate, perché il Governo si è
insediato il cinque di dicembre, si sono svolte le elezioni il
ventotto e il ventinove ottobre.
Ma vi sembra poco una Regione che era un continuo default, rischio
di fallimento, rischio di commissariamento. Ma avessimo fatto solo
questo e non le altre cose non avremmo persino detto che si sarebbe
concluso il programma di una legislatura. E la Corte dei Conti che
questa estate da l'attestato di pareggio sulla base della legge che
si presenta sulla manovra attuata dalla Giunta, allora neanche
fatta legge e che quindi abbiamo il giudizio di parificazione sulla
base delle azioni fatte. Questo non conta, non abbiamo fatto nulla.
Com'è che abbiamo operato due miliardi e mezzo di risparmio senza
tagliare un solo servizio? Quale miracolo è avvenuto? Siamo stati
veramente così inefficaci se è avvenuto questo?
Da dove li abbiamo presi questi soldi? Solo nell'anno scorso
abbiamo dovuto coprire un miliardo e duecento milioni di euro e un
miliardo effettivo di taglio di spesa nuovo, in relazione ai
bilanci precedenti.
Quando mi sono insediato c'erano i lavoratori forestali che non
venivano pagati da un anno davanti al Palazzo d'Orleans, i precari
che non potevano essere riconfermati, i lavoratori della Social
Trinacria che venivano con le molotov a Palazzo ed erano stati
illegalmente stabilizzati; dovevano costare quest'anno 48 milioni
di euro, invece ne costano di nuovo 20.
Erano stati assunti illegalmente, con 78 mafiosi (perché poi ci si
chiede se sia utile la lotta contro l'illegalità) che prendevano lo
stipendio in carcere, duemila, millecinquecento euro
Licenziare 78 mafiosi di Palermo, uno scherzetto di uno che ama il
palcoscenico e la notorietà, un cabarettista, solo per fare uno
spettacolo di cabaret.
Così come quando ho licenziato la moglie di Emmanuello, a Gela,
tutte scene.
O quando abbiamo revocato gli appalti alla Novamusa, perché da
anni doveva restituire 42 milioni di euro alla Regione che stanno
entrando nelle casse della Regione, e nessuno se ne accorgeva
Poi la riforma della Scilabra: noi quest'anno spendiamo 60 milioni
di euro in meno rispetto all'anno scorso per la formazione, senza
aver licenziato nessuno.
Il trasferimento degli sportelli funzionali al CIAPI, rispetto
invece agli enti, comporta una riduzione del 40% del costo, altri
30 milioni di euro, e così siamo arrivati a 70 milioni risparmiati.
Sapete quanto abbiamo speso sulla formazione? Questo lo dico che
la lotta alla mafia e alla corruzione non è sviluppo, è un'altra
cosa, perché non avere capito questo in Sicilia significa non aver
capito nulla, oppure si parla di orientamenti politici
completamente diversi, perché non riconoscere lo stretto legame
esistente tra corruzione e mancato sviluppo significa non avere
capito niente della Sicilia.
Sapete quant'era il costo, in tre anni, della formazione? Un
miliardo di euro. Facendolo in house costerebbe seicento milioni,
con un risparmio di quattrocento milioni. La Scilabra però è stata
lapidata, linciata, convocata ogni giorno, non compresa, quando
cercava di fare quella riforma. Anche oggi ho sentito parole a
difesa degli enti, di enti che rubano soldi pubblici; vi ricordo le
inchieste di Catania, Messina, Enna, Caltanissetta, ma non pensate
che Agrigento o Palermo stiano meglio. Diceva Pasolini: Io so, ma
non ho le prove ; io ho anche le prove.
Solo che a volte bisogna aspettare e ciò che tu hai previsto ed
anticipato; devi avere pazienza, devi avere pazienza, però vi
assicuro che quello che succederà sarà straordinario perché 30
denunce abbiamo presentato alle Procure, ma non solo sulla
formazione, su tutti i campi, su tutti i settori.
Che fa questo Governo?
Fa pulizia, recupera risorse, sulla sanità. Ora io dico: o qui
c'è una presa di posizione politica o qualcuno non legge i
giornali .
Proprio ieri abbiamo deliberato, non solo che abbiamo risparmiato,
voi sapete benissimo che quest'anno abbiamo risparmiato 100 milioni
di euro nella sanità senza tagliare servizi, anzi vogliamo riaprire
i punti nascita di Lampedusa, Pantelleria e Nicosia, perché non
riteniamo che le donne debbano morire perché si tagliano i servizi,
perché certe volte il parto è una cosa completamente imprevista e
non ci sono elicotteri che reggano, e che nelle zone più disagiate
bisogna finirla con queste logiche, la spesa si taglia solo
tagliando i servizi, si può tagliare in altri modi.
E noi l'abbiamo tagliata. Come?
Monitorando un po' meglio gli appalti, monitorando un po' meglio
la spesa. Quest'anno pensiamo di avere un incremento ulteriore di
30 milioni entro il 2013 semplicemente perché cominciamo a
controllare la spesa farmaceutica e l'anno prossimo prevediamo un
risparmio ulteriore di 165 milioni di euro esatti: 130 sulla spesa
farmaceutica e 35 milioni di euro sui servizi. Tagliati i servizi?
No, portiamo i servizi al costo medio che hanno in Italia e siccome
in Sicilia è il 3 per cento in più del resto d'Italia, o è l'Italia
che sbaglia o è la Sicilia che sbaglia. E si deve allineare alla
media nazionale; non c'è alcuna ragione che i servizi in Sicilia
costano di più. Abbassando quei costi, a parità di servizi, la
spesa farmaceutica noi siamo il Paese al mondo che più non è che è
Crocetta che ha prodotto questi dati, Crocetta li sta eliminando
questi dati, perché l'anno prossimo non potrà avvenire che si paga
sulla osteoporosi si ha il consumo più alto al mondo di farmaci o
di antibiotici o di alcuni prodotti antiallergici.
E che è la Sicilia? Sembra una Sicilia di malati, di
decalcificati, voglio dire grazie a Dio il sole ci fa uno dei
popoli più belli del mondo persino, ed invece se dovessimo guardare
i dati della sanità siciliana sembrerebbe un popolo di tisici.
E su questo come si opera? Semplice: eliminando il budget, quindi
non è che abbiamo fatto la denuncia, abbiamo fatto le denunce ed
alcuni saranno arrestati se hanno sbagliato, ma abbiamo fatto anche
le azioni, gli sportelli funzionali e gli enti di formazione dove
abbiamo trovato irregolarità non li abbiamo tenuti, qual è la
riforma della Scilabra? Che a questi è stato revocato
l'accreditamento. Non accadeva prima, guardate, non è che le
irregolarità si sono manifestate solo adesso. Vi sembra poco?
Questo cosa ci permetterà?
Guardate, mi prefiggo quest'anno un miliardo di euro di risparmio
sugli sprechi e la corruzione, sulla sanità, sulla formazione, su
tante altre spese, un miliardo di euro da tagliare nell'ambito
della corruzione e da destinare alla spesa sociale.
Quando dico spesa sociale non significa necessariamente
assistenzialismo; significa imprese, significa interventi a favore
delle aziende per assumere i disoccupati, perché è troppo bello,
perché non avete incentivato l'assunzione da parte delle imprese?
Unicamente perché il Commissario dello Stato non ce lo permetteva,
perché non c'era la legge nazionale, non c'erano neanche le
risorse, perché se le erano magnate il sistema delle cricche e
della corruzione , perché o li spendiamo in quel modo i soldi o li
spendiamo in un altro modo; non è che aumentano i soldi a
disposizione.
Quindi per partire nella riforma reale del sistema noi dobbiamo
necessariamente avere come obiettivo la ristrutturazione del
sistema deviato esistente e rifarne uno nuovo. Non esiste uno nuovo
dall'astratto, perché se noi non tocchiamo i privilegi non possiamo
parlare di nuovo.
Come glielo diamo l'aiuto alle imprese se i soldi se li è mangiati
la formazione, se li sono mangiati le industrie farmaceutiche in
combutta con una parte del sistema deviato della Regione?
Nessuno crederà seriamente che se noi consumiamo i farmaci di una
certa marca e di una certa azienda farmaceutica, che hanno i più
alti consumi mondiali, questo avviene chissà per quale motivo
strano. Avviene, semplicemente, perché qualcuno ci mangia , perché
qui sono individuate persino le marche delle categorie di farmaci.
Poi si dice che Crocetta è uno che spara nel mucchio. No, io non
sparo nel mucchio, e non mi pare che lo abbia mai fatto. Qualcuno
di voi ha ricevuto offese personali?
Ci sono molti casi che io abbia citato di inopportunità politica e
di contiguità? Poi, ognuno ha le sue opinioni
Sapete, io ho sempre ragione dopo, ma siccome sono uno che da anni
alcune vicende le segue, vi assicuro che normalmente non parlo mai
a sproposito.
Dicevo che la formazione era un po' acerba e mi pare che le
inchieste hanno dimostrato.
Si è eccepito che questa Presidenza, fra l'altro su imput
legislativo dell'Aula, avrebbe esagerato le spese per la
informazione. Ma voglio ricordare che io ho tagliato tre milioni di
euro per i giornalisti che erano stati assunti illegittimamente,
quindi capite bene che già il risparmio l'ho fatto, per
definizione.
Per quanto riguarda i due milioni di euro che sono stati inseriti
nei miei capitoli di bilancio, io vi ho già dimostrato quanto ho
risparmiato. Quei due milioni di euro corrispondono
all'informazione di tutti gli assessorati perché sono stati
tagliati in ogni assessorato e dati originali. Però sapete quante
erano le spese della comunicazione negli ultimi tre anni?
Centottantasei milioni di euro in tre anni.
Naturalmente lo stupore Questo Crocetta criminale che spende
due milioni di euro per l'informazione. Centottantasei milioni di
euro in tre anni nel sistema Giacchetto, nell'esistenza del sistema
delle agenzie che difendono qualche gruppo presente in aula, che
non è il centro-destra, che li sponsorizza persino
nell'immaginario.
Cominciate a vedere le fatture che sono state assegnate dal
sistema Giacchetto ad alcuni organi di informazione e cominciate a
scoprire le denuncie anonime. Comincerete a scoprire che hanno
matrici ben precise, ed interessi ben precisi. Naturalmente, è più
facile cavalcare l'esistente, ma qui il problema è rivoluzionario.
Io ho sentito anche qualcuno di voi che ha difeso - e mi riferisco
ai grillini -perfino questi poveri enti di formazione. Guardate, la
rivoluzione non si fa difendendo tutto ed il contrario di tutto. Io
sono coerente, e nessuno perderà il posto di lavoro.
Ho sentito chi diceva ah la Regione vuole stabilizzare i precari,
si devono fare le nuove assunzioni , e abbiamo scoperto l'acqua
calda che dobbiamo fare le nuove assunzioni.
Fatele voi le nuove assunzioni, io vi porto le delibere in
Parlamento e voi assumete, contro tutte le leggi che ci sono in
Italia che bloccano le assunzioni nella pubblica amministrazione,
nuovi giovani. Il risultato di questa linea sarà che i giovani non
si fanno assumere perché non ci sono le leggi, ed i precari
resteranno sempre ma forse neanche più precari perché rischiano poi
di essere espulsi.
In ordine alle infrastrutture, potrei continuare all'infinito, ma
non lo farò. Abbiamo fatto un accordo sulle ferrovie con un impegno
reale di spesa di due miliardi quattrocentoventisei milioni di
euro, che si doveva fare da dieci anni. Era pronto, solo che non si
faceva mai. Quindi, qualche merito ce l'avremmo, o no? C'erano
alcuni contenziosi che riguardavano la città di Catania, che noi
abbiamo volutamente estrapolato dall'accordo, proprio per impedire
che lo stesso si bloccasse. E nel progetto che noi abbiamo avviato
con le Ferrovie dello Stato, dall'aeroporto di Catania a quello di
Palermo, nella prima fase ci si impiegherà due ore e venti, e nel
progetto finale, in un decennio, ci si impiegherà un'ora e venti.
Naturalmente voi potrete dire che ha fatto questo Governo ? Ci
vorranno dieci anni. E perché, voi quando ci impieghereste? Voi al
Governo le ferrovie le realizzereste in quanti mesi? Con quali
risorse lo fareste?
Qui il problema non è la mozione di sfiducia, il problema è capire
se si bluffa oppure la responsabilità istituzionale esiste in
Sicilia. Perché io sono pronto ad andarmene a casa domani mattina,
per ricominciare la mia battaglia come ho fatto sempre, civile,
perché non ho interessi da tutelare e non sono affezionato a questo
stipendio, di cui ho dimostrato la consistenza. Sono pronto.
Eccomi sono pronto dice il salmo.
Ma qui il problema è di capire se tutti quanti non abbiamo subito
una sconfitta. Perché guardate, se un'esperienza si interrompe e
non funziona, non è che qui si può fare il capro espiatorio, è il
sistema che non funziona.
Per quanto riguarda il piano degli interventi per la sicurezza
stradale, abbiamo già interventi in gara per 184 milioni di euro
per la Siracusa - Gela (che effettivamente è la Rosolini-Modica);
360 milioni di euro per la Siracusa-Gela; Caltanissetta -
Agrigento, 499 milioni di euro in gara; Palermo-Agrigento 296
milioni di euro; interventi di riqualificazione urbana a favore dei
comuni, 106 milioni di euro.
Ma allora, prima di fare le mozioni di sfiducia e fare gli
interventi, si acquisiscono le carte, ma qui c'è una
disinformazione sia sul piano giornalistico - perché ormai leggete
solo LiveSicilia - e che degli atti del Governo.
Circa la mobilità urbana e i trasporti: inserimenti a Palermo nel
network comprensiva degli interessi nazionali; per quanto riguarda
gli aeroporti, intesa generale sul quadro infrastrutture;
riattivazione lavori tram di Palermo, in gara per 115 milioni di
euro; piano per il trasporto merci in Sicilia, 318 milioni di euro.
E tutto questo vuol dire che non abbiamo fatto nulla
Vi ricordate quando dicevate che eravamo dei criminali perché
facevamo le rotazioni e avremmo bloccato tutta la Regione? Un anno
fa, le pratiche di VIA/VAS all'Assessorato Territorio e Ambiente
erano 3500, bloccate da tre anni, noi abbiamo fatto quella cosa da
dittatori, despoti - sono stato pure denunciato da un dipendente -
e sapete in questo mese quante pratiche abbiamo esaminato? Quante
sono attualmente le pratiche inevase? Ad oggi 812. Quindi, a fronte
di 3500 pratiche, più 500 di nuovo sviluppo che sono state
regolarmente esaminate perché abbiamo scelto la via più
intelligente, da 3200 pratiche evase a fronte di 3500 bloccate.
Questo è un Governo che fa schifo Voi pensate che 3200 pratiche
di VIA/VAS non determinano lo sviluppo? Ma quando lo determinano lo
sviluppo? Informatevi con gli economisti. Dopo un anno cominciano a
produrre PIL, e dopo 2 anni cominciano a produrre occupazione,
perché il PIL lo producono appena si acquisiscono risorse dalle
banche, che significano entrate nell'economia. Il lavoro termina
appena il lavoro si fa. Se fossero state fatte tre anni fa, non
discuteremmo di questi dati.
Circa il Patto dei Sindaci , visto che io sono un ciarlone,
chiacchierone, che non rispetta i programmi, era una cosa che si
doveva fare dal 2008. Nel precedente Governo, quanti erano i
sindaci che avevano aderito? Bah, una decina? In questo anno, in
cui non abbiamo fatto nulla, noi abbiamo avuto 210 comuni che hanno
firmato, la settimana scorsa con me a Bruxelles, il Patto dei
Sindaci con l'Europa, che è niente Tre miliardi di euro di
investimenti, che a regime diventeranno cinque miliardi, che è l'1
per cento del PIL, e sono 45.000 posti di lavoro. Verranno domani?
Guardate, io queste cose miracolistiche di chi ha fatto la mozione
non ce l'ho
Spero che si faccia questa mozione, Crocetta se ne vada a casa e
venga, finalmente un Governo che, immediatamente mette i pannelli
solari in tutte le città. A proposito, lo studio energetico nel
Patto dei Sindaci non è vero che non lo abbiamo fatto, anzi lo
stiamo finanziando ai Comuni.
Anche su questo, informatevi prima di fare le critiche, del tipo:
la Regione aveva dei tecnici da mettere a disposizione per fare i
PEAS, undici non li ha assunti e assume tre consulenti esterni.
Sapete quanti PEAS si debbono fare? 210 Undici persone farebbero
gli studi energetici, i PEAS e i progetti esecutivi di 210 comuni?
Ma non bastano nemmeno per il comune di Catania?
Cosa dovranno fare quegli undici lo prevedeva il bando, ed è
l'unico motivo per cui non li abbiamo assunti nel frattempo. Li
assumeremo quando potranno assistere i comuni nella preparazione
dei PEAS e degli studi energetici che dovranno avere i loro
progettisti. Undici persone per tre milioni di abitanti fanno
ridere E, a regime, saranno tutti i comuni siciliani,
trecentottanta comuni circa
Il problema è che, quando si fanno le accuse, bisogna essere
preparati, bisogna studiare La politica non è una improvvisazione
Si studia Io ho aspettato di avere 50 anni per candidarmi come
sindaco. Prima c'era Occhetto che a 22 anni mi avrebbe fatto
eleggere come parlamentare, e gli ho detto: Non sono pronto,
perché sarei fagocitato E a 23 anni mi sono dimesso, quando sono
diventato Consigliere comunale a Gela, perché mi sentivo non
pronto.
Io ho messo avanti in questo Governo assessori giovani, studiano.
Studiano, e sono umili e non si rivolgono a questo Parlamento con
superbia. Quando sono invitati, vengono.
GRECO Giovanni. Non è vero.
CROCETTA, Presidente della Regione. Non è vero. Io non potrò
essere sicuramente presente, l'assessore Scilabra è stata proprio
la più presente in assoluto a proposito di una cosa che voleva fare
con la formazione, e cioè cacciare gli enti, risparmiare il
quaranta per cento della spesa e assumere tutti i lavoratori. Vi
convince? No, pazienza A noi si perché vogliamo risparmiare e
perché questi soldi li vogliamo dare ai giovani della Sicilia.
Su questo ci scontreremo, su questo ed altre questioni qualcuno
non potrà essere d'accordo, vuole sfiduciare questo Governo: lo
faccia Ma io prima di tutto debbo salvare l'onore e la coscienza
di non essere complice, dopodiché è inutile che dite. Il
Presidente non viene , perché se io dovessi venire tutti i giorni
in Parlamento finirei col non governare ed ho altri incarichi,
quando mi direte che la mia presenza è indispensabile io lo farò,
come l'ho sempre fatto quando è stata richiesta.
Ci sono state disfunzioni di comunicazione, lo capisco, abbiamo
deciso nell'ultima Giunta che ci sarà un Assessore di turno che
sarà sempre presente e che, comunque, garantirà la presenza del
Governo in qualsiasi momento. Non c'è Consiglio comunale in cui non
si accusa il Sindaco di non essere presente, di non essere gli
assessori presenti, di fare altro, ma questa non è gente che fa
altro, è gente che dalla mattina alla sera lavora e che ha un
compito diverso dal Parlamento, deve controllare la macchina
amministrativa, fare gli atti amministrativi che deve guardare
bene, quindi, non è che l'assenza significa mancato rispetto del
Parlamento, significa semplicemente che la mole di lavoro è tanta,
come vi dimostrerò dopo quando riceverete, alla fine del mio
intervento, il resoconto che spero vi servirà a valutare
serenamente la valenza della mozione, perché molte cose non vi sono
note, c'è un'assenza di comunicazione.
Sarebbe bello fare la relazione trimestrale delle attività di
Governo, per esempio, o semestrale, introduciamo dei metodi anche
nuovi, persino come si fa alla Camera con il question time che
diventa un punto di riferimento. Ma non è che io posso venire in
Parlamento, per fare che? Non perché al Parlamento non si fa nulla
ma, onestamente, ritenete che il Presidente della Regione fra gli
impegni che deve mantenere col Governo, Bruxelles, il controllo
delle attività, la presentazione degli atti può venire in
Parlamento sempre? Seriamente lo credete? Quando mai è accaduto con
gli altri Presidenti della Regione, e non è che gli hanno
presentato la mozione di sfiducia per questo dopo dieci mesi.
Se non avessimo lavorato lo potrei capire, ma io potrei continuare
all'infinito sulle questioni che abbiamo affrontato. Si dice, per
esempio, che noi non avremmo mai fatto niente per i rifiuti. Io vi
ricordo che l'anno scorso Palermo era piena di rifiuti, mezza
Sicilia era piena di rifiuti e adesso non lo è.
(Brusio in Aula)
Non lo è nell'emergenza. Questo non significa che la riforma ha
cambiato il sistema dei rifiuti, non si fa la differenziata, ma la
differenziata che non si è fatta in cinquant'anni, e il Governo
Crocetta l'avrebbe dovuta fare in dieci mesi.
Naturalmente in questo Parlamento abbiamo avuto la fortuna di
eleggere dei geni della rapidità e della velocità capaci di
raggiungere l'obiettivo rifiuti zero subito, come si fanno le
discariche, e sono quelli che hanno creato il sistema napoletano
che l'ha creato la camorra, e una parte dell'ecologismo diceva che
le discariche pubbliche non andavano fatte, come è successo in
questi anni, alla fine abbiamo solo cinque discariche, tutte
private. Noi diciamo invece che le discariche pubbliche di nuova
generazione vanno fatte e nel frattempo va perseguito l'obiettivo
rifiuti zero.
I comuni sono usciti dalle emergenza rifiuti perché noi abbiamo
fatto una semplice legge che permette la gestione diretta dei
comuni dei rifiuti; è niente? No, colpisce al cuore il centro degli
interessi mafiosi e consente ai comuni di liberarsi da quei
carrozzoni che sono state le società consortili dei rifiuti, che
hanno prodotto debiti incredibili alla Regione siciliana: si parla
di circa due miliardi di euro prodotti dagli ATO.
E allora i comuni hanno cominciato a gestire i propri rifiuti, le
discariche.
Siccome la perfezione non è nei progetti di questo Governo né può
essere umana, io dico, con molto realismo: siamo riusciti a far
uscire Palermo dall'emergenza? Sì, a Bellolampo non si produrrà
neanche percolato, perché c'è un impianto di nuova generazione che
lo smaltisce direttamente, che lo purifica, e quindi non inquina
più Bellolampo.
Noi vogliamo assicurare che i privati, nel frattempo, abbiano la
concorrenza, e abbiamo un piano serie di rifiuti. Onorevole
Cancelleri, io non è che non sono voluto venire a vedere quelle
discariche per chissà quale motivo. Perché, il giorno dopo che
avevamo deciso di andare a vedere le discariche lei mi ha detto che
avrebbe presentato la mozione di sfiducia. Non sono io che ho
interrotto il dialogo, noi sappiamo qual è la verità ed io non dico
mai bugie.
Avete poco da ridere, perché scherzate con le cose serie della
Sicilia. L'elezione mia non la temo, ve lo dico con estrema
sincerità, con il rispetto che ho di questo Parlamento, perché è
sempre una verifica democratica. Io non mi sono candidato per
chissà quali disegni, quali oscuri programmi, io ho dato in questi
mesi tutto me stesso.
Sono Uno, nessuno e centomila , amico onorevole Musumeci, io lo
considererei persino un complimento, perché come dice il Vangelo
miti come gli agnelli e astuti come i serpenti , e probabilmente
non sarei diventato neppure Presidente della Regione se insieme
alla mitezza non avessi messo l'astuzia.
Non lo considero affatto una cosa sbagliata, però è un'astuzia
sempre leale, che definisce i confini della lotta politica, che non
va mai oltre, che rispetta gli avversari, che non criminalizza gli
avversari, che considera gli altri una risorsa, persino gli
avversari, i nemici, perché non esiste il pensiero puro, perfetto,
e che ognuno di noi può avere anche ragione di crescita con
l'altro. E' questo processo, amici del Movimento Cinque Stelle, che
interrompete. Il processo di confrontarvi con l'altro, con l'altro
che non sta continuamente nelle vostre riunioni, che non sta nel
web, che magari sta nelle associazioni, che sta nei sindacati, che
non sta nelle aree metropolitane che voi non raggiungete, in quelle
aree che voi non toccate, e che sono la stragrande maggioranza
della popolazione.
Ed è qui che ci andiamo a confrontare su cosa sia la democrazia.
Guardate, io ho molto rispetto della vostra mozione di sfiducia,
però mi consentirete di dire che la considero veramente anti-
democratica perché frutto di un pregiudizio, non perché non può
essere presentata, ma perché è frutto di un pregiudizio al quale
do' il significato etimologico giudizio dato prima .
Avete deciso prima di giudicare e valutare. Come dice Cicerone nel
testo sull'amicizia, è la classica slealtà che non si perdona agli
amici , agli avversari si può perdonare perché appartiene al gioco
degli avversari. Io penso che anche gli avversari dovrebbero essere
leali e, in questo caso, cosa si consenta non lo so, perché non
riconoscono quello che si è fatto, non comprendono la necessità di
impegnarsi, interrompono un processo.
Io continuo ad urlare ancora qui, per l'ennesima volta, voce che
grida clamans in deserto che dice, praticamente, io sono per
l'incontro con tutti, sono per l'accordo istituzionale, non sono
per gli inciuci e non sono per le larghe intese . Sono per fare
insieme un percorso di crescita per la Sicilia.
Voi preferite la mozione di sfiducia, bene, io siccome sono
democratico mi rimetto al giudizio dell'Aula e dico eccomi sono
pronto , con quella preghiera che io recito, ve la dico unicamente
perché la recito ogni sera prima di dormire dico: Eccomi sono
pronto. Sia fatta la tua volontà e quando mi alzo al mattino gli
dico: Ti ringrazio, Signore che mi hai dato la gioia più bella.
Quella che continuo a vivere che nel mio caso non è proprio una
ragione senza motivazione.
(Applausi)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Presidente ha comunicato che
avrebbe voluto distribuire ai parlamentari il resoconto
dell'attività svolta dagli assessori. Ho autorizzato la
distribuzione.
Onorevoli colleghi è dalle ore 12 che lavoriamo, quindi sono sette
ore e mezzo ininterrotte di dibattito. Sospendo la seduta per un
quarto d'ora, però ci dobbiamo intendere su un passaggio. Noi
abbiamo dodici gruppi parlamentari.
In base a quanto prevede il Regolamento potrebbero intervenire
quindici minuti ciascuno, quindi, significa che parleremmo altre
quattro ore, e non è possibile.
Io faccio questa proposta: i Gruppi maggiori PD, Movimento Cinque
Stelle, PDL e UDC, parleranno per sette minuti e mezzo. Gli altri
Gruppi, Articolo 4, PDS, DRS, Megafono, Grande Sud, Lista Musumeci
e Misto, per cinque minuti. Per gli interventi in dissenso rispetto
ai Gruppi, due minuti e mezzo. Saremo categorici, così come abbiamo
fatto nel corso del dibattito, si sospenderà l'audio, nel momento
in cui si raggiungeranno i minuti a disposizione.
Non è facile il mio ruolo, onorevoli colleghi, devo farmi carico
delle esigenze di ciascun Gruppo, perciò vi prego di venirmi
incontro. E' vero che l'onorevole Ioppolo ha rinunciato a cinque
minuti che avevano ancora a disposizione, l'UDC ha rinunciato ad
oltre venti minuti, l'onorevole Grasso mi ha posto il problema che
sono un gruppo, ma rappresentano due gruppi, il Gruppo Misto sono
più soggetti. Rendiamoci conto che la situazione è complessa.
Onorevoli colleghi, la seduta riprenderà alle 19,45.
(La seduta, sospesa alle ore 19.29 è ripresa alle ore
19.50)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Se possiamo sollecitare la presenza del presidente
Crocetta e del Governo e prendere posto, gentilmente.
Onorevoli colleghi, in riapertura dei lavori, siccome sono il
massimo garante di ciò che avviene in quest'Aula, faccio presente
che c'è un'agenzia dell'Ansa, ma ritengo che l'Ansa non c'entri
assolutamente nulla, dove si fa riferimento ad un intervento che
avrebbe fatto l'onorevole Giovanni Greco in cui si dice, infine,
rivolgendosi sempre al presidente Ardizzone: Ha parlato di
trasparenza, a un mese dalla richiesta di accesso agli atti per
l'elenco di tutto il personale assunto nella Fondazione Federico
II, ancora non ho ricevuto alcuna risposta.
Questo perché Palazzo dei Normanni sarebbe dovuto diventare di
cristallo .
Ora, siccome, tranne che qualcuno non mi smentisca, questa
dichiarazione non è stata fatta in quest'Aula, chiedo che l'Aula ne
prenda atto perché se fosse stata fatta in Aula, avrei risposto al
deputato onorevole Greco, così come ho avuto modo di rispondere in
ordine al decreto Monti.
Questo mi dà l'occasione, invece, per evidenziare ciò che è
successo; dico ciò perché si fa riferimento ad un verbale d'Aula
che non è mai avvenuto ma, ripeto, l'agenzia Ansa non c'entra
niente perché è successiva ad un comunicato che il deputato
Giovanni Greco avrebbe fatto. Diventa, comunque, un fatto gravo
perché si fa riferimento e viene lasciata traccia di un intervento
di un deputato rispetto al quale il Presidente non avrebbe dato la
meritata risposta.
L'onorevole Greco fa riferimento ad una richiesta che avrebbe
rivolto a me e che, in effetti, ha rivolto a me, di avere accesso
agli atti.
E, allora, l'onorevole Greco, in data 27 settembre - debbo
evidenziare subito dopo la vicenda del decreto Monti, proprio il
giorno successivo, vicenda rispetto alla quale è nota la mia
posizione e quella dell'onorevole Greco - scrive: Il sottoscritto
onorevole Giovanni Greco, al fine di potere espletare attività
inerenti il proprio mandato parlamentare, chiede, con la presente,
di esaminare ed estrarre copia della documentazione integrale, in
carta libera, dei documenti amministrativi relativi alla Fondazione
Federico II e concernenti quanto di seguito elencato: atto
costitutivo, statuto, elenco del personale, data di assunzione e
tipologia contrattuale, relazione dettagliata sull'attività svolta
e sui progetti in corso di realizzazione .
Prontamente ho trasmesso la nota, come di dovere, all'ottimo
onorevole Francesco Forgione, il quale, a distanza di tre giorni,
ha così risposto, con nota protocollata 4040: Gentile onorevole
Greco, in merito alla richiesta da lei avanzata al presidente
Ardizzone, ritenendo estremamente positivo il suo interesse
istituzionale e la sua sensibilità culturale per la Fondazione che
ho la responsabilità di dirigere, mi permetto di rispondere ai
quesiti da lei posti.
L'atto costitutivo e lo Statuto della Fondazione sono atti
pubblici consultabili sia sul sito dell'ARS che su quello della
Fondazione, www.federicosecondo.org. I bilanci della Fondazione,
per volontà del presidente Ardizzone, da questa legislatura sono
pubblici e consultabili on line sui siti ARS e
www.federicosecondo.org. Quanto all'attività svolta dalla
Fondazione fino ad oggi oltre ai servizi aggiuntivi per la
fruizione turistica di Palazzo Reale e della Cappella Palatina, è
tutto documentato sul sito della Fondazione.
In relazione ai progetti futuri, il Comitato direttivo ha
approvato un piano di iniziative; entro la fine del 2013 sono già
programmate: la mostra di Ucchino e Fiamma, il convegno sul
settantesimo anniversario dello sbarco dell'esercito alleato in
Sicilia e un evento correlativo a mostra per il cinquantesimo
anniversario del film il Gattopardo di Luchino Visconti, ispirato
al nuovo romanzo di Tomasi di Lampedusa.
In merito al personale, la Fondazione consta di 44 dipendenti e
l'elenco le verrà fornito nei prossimi giorni. Ringraziandola
ancora per il suo interessamento, le porgo cordiali saluti .
Mi risulta che l'onorevole Forgione ha preso contatti con lei per
trasmetterle l'elenco di tutto il personale e lei ha detto che si
riteneva già soddisfatto.
Onorevole Cascio, capisco, lo so che è pubblico, basta andare a
vedere sotto chi è che sono.
Ma è chiaro che, siccome si fa riferimento ad un comunicato
supponendo che in quest'Aula siano state dette alcune cose, allora
rassicuro l'onorevole Greco - è noto a tutti qual è l'atteggiamento
di questa Presidenza, del Consiglio di Presidenza, del Comitato
direttivo della Fondazione Federico II - che noi stiamo rendendo
pubblico tutto.
Il personale è a conoscenza, e pur non avendo l'obbligo, abbiamo
concordato con l'onorevole Forgione, ci comportiamo come un ente di
diritto pubblico a tutti gli effetti, stante la natura giuridica un
poco controversa, che pubblicheremo anche i consulenti che sono
notevolmente diminuiti nel corso di questi anni.
Era mio dovere fare quest'intervento, ribadisco, perché si è fatto
riferimento, in un comunicato, ad un intervento che si sarebbe
tenuto in quest'Aula e questo è un fatto grave. Grazie.
GRECO Giovanni. Posso avere la possibilità di parlare? Per fatto
personale.
PRESIDENTE. No, non c'è alcun fatto personale. No, onorevole, non
le do la parola.
Se lei vuole creare l'incidente La mia posizione e la sua Lei ha
parlato di mancata trasparenza della Fondazione Federico II.
GRECO Giovanni. Lei ha fatto un comizio.
DI MAURO. L'onorevole Greco deve chiarire la sua posizione.
GRECO Giovanni. Mi dà la parola per chiarire ciò che è giusto
chiarire?
DI MAURO. Lo lasci chiarire.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro qua non c'è nulla da chiarire. Qua
c'è un comunicato ANSA dove si dice che l'onorevole Giovanni Greco
avrebbe attaccato questa Presidenza per mancata trasparenza e non è
assolutamente vero.
GRECO Giovanni. Sono sempre dello stesso avviso: lei non è
trasparente.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, lei interverrà ai sensi dell'articolo
83 del Regolamento interno. Io ho chiesto che l'Aula prenda atto
che l'onorevole Greco non ha fatto quelle dichiarazioni.
GRECO Giovanni. Lei non è corretto La smetta e faccia il suo
lavoro
PRESIDENTE. E, allora, ha chiesto di parlare per primo, per
rompere il ghiaccio, l'onorevole Cordaro. La ringrazio. Ha a
disposizione cinque minuti; li utilizzerà tutti, anche in nome e
per conto del Gruppo. Non mi mettete in difficoltà, perché il
Gruppo è unico. Avevo avuto una richiesta da parte dell'onorevole
Grasso.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
parlerò anche meno di cinque minuti, ma devo preannunziare che, per
correttezza, concluderò annunziando il voto per i deputati del
Cantiere Popolare. Se i colleghi del gruppo Grande Sud aderiranno
alla mia dichiarazione di voto, evidentemente, non interverranno,
in caso contrario, come lei ha preannunziato, per voto in dissenso
prenderanno la parola.
Non si tratta di rompere il ghiaccio, Presidente Ardizzone,
perché, vede, la mia posizione, la posizione del nostro Gruppo è
stata, da sempre, chiara, è stata da sempre trasparente e devo dire
che, in questo solco, abbiamo ascoltato con estremo interesse e con
grande attenzione l'intervento del Presidente Crocetta.
Nel suo intervento ha parlato di tante cose, in settantotto minuti
tante cose sono state dette, però signor Presidente, devo
rassegnare in questa occasione la mia delusione personale e
politica. Lo dico senza infingimenti, come sono abituato a fare. Il
Presidente ha parlato di risparmi, ma non ha parlato di
investimenti, non ha parlato di sviluppo, non ha parlato di lavoro
Il Presidente ha parlato di lotta alla mafia, e su questo versante
ci troverà sempre accanto, o davanti a lui. Ha parlato di pulizia
delle Istituzioni, e anche su questo versante ci troverà sempre al
suo fianco, non per nulla sono il primo firmatario di due disegni
di legge sotto il profilo della legalità ed anche dello sviluppo
con l'istituzione dell'Agenzia regionale per i beni confiscati,
che, spero, con l'insediamento del nuovo Presidente della I
Commissione trovi immediato esito, così come quello sulla creazione
del rating, delle imprese antimafia che tendono a favorire,
appunto, quelle imprese che denunziano il racket e che, dunque,
devono essere poste in una condizione di priorità rispetto
all'aggiudicazione dei lavori pubblici.
Rispetto a tutte queste cose, quindi, noi saremo sempre pronti e
sempre accanto al Presidente della Regione. Però, ci saremmo
aspettati, in questo intervento, da parte del Presidente Crocetta
di ascoltare non cosa ne sarebbe stato, ma cosa ne sarà.
Cosa ne sarà dei ventimila precari? Cosa ne sarà, come e dove è
finito il credito d'imposta? Cosa ne sarà dei fondi europei? Il
programma di investimenti europei 2014/2020 non parla più di opere
pubbliche: noi siamo fermi, ancora, al raddoppio del binario
Palermo-Catania.
Quel programma 2014/2020 parla di banda larga, parla di ricerca,
parla di cose rispetto alle quali noi rischiamo di essere in un
ritardo, ormai, incolmabile.
Noi ci saremmo aspettati che, oltre a parlare della formazione - e
su questo tema ancora una volta il Presidente ha ribadito che è una
partita tutta interna al PD, perché non riguarda certamente noi, ed
anche in questo caso, tutte le volte che farà pulizia noi saremo
accanto al Presidente Crocetta - il Presidente, così come avevo
chiesto nel mio intervento nel dibattito e in premessa, dicesse
quali erano i due, i cinque, i dieci disegni di legge che
sottoponeva al parere dei capigruppo tutti, e quale era l'agenda
politica che noi, da domani, avremmo preso in considerazione per
iniziare un percorso nuovo di cose concrete.
Questo non è accaduto Non abbiamo ricevuto una sola proposta e
abbiamo deciso, i deputati del Cantiere Popolare, di confermare il
solito stile che non riguarda né riguarderà mai attacchi personali;
il Presidente Crocetta ha detto: Io ho sempre ragione dopo ; ed io
me lo auguro, perché lei ha disegnato questa sera un'idea della
Sicilia che, però, oggi non vedo e per me il problema è ora ed in
questo senso confermo il giudizio negativo.
I deputati del Cantiere Popolare voteranno la sfiducia, non senza
sofferenza.
Siamo pronti, da domani, qualora la sfiducia non dovesse passare,
a riprendere quel confronto e qualora il Presidente dovesse
dimostrare concretamente di volerlo riaprire.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto. Ne ha
facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, assessori, onorevoli colleghi, credo che la mozione di
sfiducia, presentata dal Movimento Cinque Stelle e sottoscritta
anche dal Gruppo Musumeci, sia in questo momento un errore
politico. Un errore politico che va a minare la credibilità della
nostra Sicilia, in un momento in cui la credibilità politica della
Sicilia, a livello nazionale e internazionale, grazie al nostro
Presidente Crocetta, non ha mai avuto eguali.
Tra le premesse della presentazione della mozione si legge, tra
l'altro, il rapporto fra il Presidente e il suo Partito, il PD .
E' chiaro che trattasi del Partito dove il Presidente è stato da
sempre iscritto ed il tutto deve essere considerato quale normale
dialettica interna al PD; certo, una dialettica che poteva essere
tenuta un poco più riservata, ma è chiaro che nessuno in quest'Aula
e neanche fuori ha mai pensato che il PD potesse essere opposizione
all'ARS, al Governo Crocetta, tra l'altro una vicenda ormai
superata nei fatti.
E' pur vero che la situazione economica non aiuta né la Sicilia né
questo Governo, anche perché da parte del Governo e di questo
Parlamento è stata fatta una scelta ben precisa, quella di risanare
il bilancio regionale avendo il coraggio di non iscrivere in
bilancio, tra le entrate, poste che non sarebbero state mai
riscosse.
Ricordo a tutti noi che la battaglia politica ed amministrativa di
questi mesi fatta dal nostro Presidente contro il malaffare della
pubblica amministrazione regionale non ha guardato in faccia
nessuno, ne amici ne avversari.
La problematica della spesa comunitaria, che risultava essere di
molto in ritardo, le riforme a cui si è lavorato e si sta
lavorando, province, semplificazioni amministrative, acqua,
rifiuti, etc.
Siamo consapevoli di tutti i problemi della nostra Sicilia, che
sono tanti, e nessuno di noi pensa di risolverli con la bacchetta
magica, ma con il lavoro di tutti noi.
Abbiamo il dovere morale e politico di dare fiducia ed il giusto
tempo ad un uomo che, nell'interesse della propria Terra,
rischiando in prima persona anche la propria vita, ha le carte in
regola e la giusta determinazione per dare un futuro alla nostra
Sicilia.
Caro Presidente Musumeci, il suo intervento appassionato di poco
fa mi aveva quasi convinto, chiudendo gli occhi, a votare la
sfiducia, ma poi ho riaperto gli occhi ed ho visto una cosa che
sicuramente le macerie di cui lei parlava non sono certo da
addebitare né a questo Presidente e neanche a questo Governo. Per
tutte queste motivazioni, è chiaro che il Gruppo il Megafono non
voterà la sfiducia al Presidente Crocetta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Venturino. Ne ha
facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho già pensato
abbastanza - onorevole Musumeci - e per quello che è stato detto
prima del mio intervento ed anche in quello dell'onorevole Fazio,
credo che la nostra posizione sia abbastanza chiara, per cui non
voteremo questa mozione di sfiducia, che non riteniamo appropriata,
né nei tempi maturi, quindi chiaramente voteremo contro questa
mozione di sfiducia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza. Ne ha
facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
cinque minuti per dare le motivazioni per cui votiamo a favore del
Governo. Per quanto ci riguarda, stasera quello che è uscito è che
più che una mozione di sfiducia, alla fine, sarà una mozione di
fiducia nei confronti del Governo.
Io ritengo che la stessa mozione presentata dal Movimento 5 Stelle
e da altri colleghi dopo dieci mesi è assolutamente inusuale,
inopportuna, e non dà la possibilità di verificare il vero valore
del Governo. Visto che tutti quanti abbiamo citato la legge dei
sindaci, sappiamo perfettamente che per sfiduciare un sindaco ci
vogliono almeno due anni e mezzo. In due anni e mezzo si capisce se
un Governo sta facendo bene o male alla Sicilia e quindi, a quel
punto, sarebbe stato opportuno.
Io però penso, Presidente della Regione, che questa sia stata una
grande opportunità. Una opportunità importante per dire le cose che
sono state fatte, le cose che si vogliono fare, ciò che è stato
trovato e ciò che in qualche modo si è fatto e si farà nei prossimi
mesi.
Per fare questo però, per mantenere questo dibattito continuo con
i colleghi e con quest'Aula, sono convinto che lei, a prescindere
dai regolamenti parlamentari, ogni sei mesi debba fare una
relazione semestrale, come faceva quando era sindaco, in modo da
aprire un dibattito, di non avere paura di confrontarsi e di
mettere a disposizione del Parlamento tutto ciò che viene fatto.
Una grande occasione era, ed è, per pacificare la politica. Basta
più liti, basta ossessioni di potere, basta comunicati al vetriolo.
Penso che questa sia stata una buona occasione per mettere un po'
di pace, per mettere un po' di serenità, per chiamarci tutti alle
nostre responsabilità. E la nostra unica, assoluta, responsabilità
è governare bene e meglio la Sicilia e questo nell'interesse
complessivo e generale della nostra Terra.
Vede, Presidente Crocetta, giusto per parlare di problemi, oggi è
stato approvato al Parlamento nazionale, purtroppo, il decreto
sulla pubblica Amministrazione e con questo decreto, ritengo che
sarà complicato salvare i ventimila precari della nostra Terra.
Era stato avviato un comportamento virtuoso in cui il Governo
regionale, il Governo nazionale, i Partiti della maggioranza e
della minoranza, insieme avevano fatto gioco di squadra, ma alla
fine la Sicilia ha perso.
Io non credo assolutamente che con questo decreto si possano
neanche fare le proroghe. Mi auguro che non sia così, mi auguro di
sbagliarmi. E questo è un grandissimo problema per la nostra Terra.
Io penso che da stasera si debbano trovare tutte le soluzioni,
tutti insieme, per salvare ventimila posti di lavoro. Ventimila
posti di lavoro che, a livello nazionale, sono stati messi
assolutamente in discussione. Se era possibile, si è peggiorato il
punto di partenza e, quindi, da questo punto di vista, parliamo di
problemi concreti. Vediamo di trovare qua, onorevoli colleghi, il
punto di incontro da parte di tutti.
Il Movimento 5 Stelle, proprio su questi temi, aveva fatto
ostruzionismo, non aveva votato. Tra il dire ed il fare, come al
solito, c'è di mezzo il mare ed in questo caso c'è di mezzo anche
la coerenza.
Sui Fondi europei, diamo un'accelerazione, lo state già facendo,
ma in questo momento è importantissimo spendere e spendere bene la
parte residuale, e penso con grandissimo interesse ai fondi del
2014/2020. Là può nascere una grande opportunità per tutti noi.
Volevo dire tante altre cose, ma per dichiarazione di voto sulla
mozione di sfiducia ho soltanto 5 minuti.
Concludo, signor Presidente, rivolgendomi all'onorevole Zito, che
di tutto può parlare, ma le ombre sull'assessorato alla sanità,
sull'assessore Borsellino, francamente, mi sembrano eccessive.
Penso che l'assessorato alla sanità ha dimostrato in questo anno
di avere fatto un grandissimo lavoro, non solo nella trasparenza,
dove assolutamente è sicura e tranquilla, ma punto per punto, posto
per posto e non dimentichiamo che la sanità occupa il 50 per cento
del nostro bilancio. Quindi, parlare di ombre in una serata come
questa, e parlare di ombre sull'assessore alla sanità, mi sembra
assolutamente esagerato e non è assolutamente condivisibile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare, in dissenso, rispetto alle
dichiarazioni fatte dall'onorevole Cordaro, perché si tratta di un
gruppo composito, l'onorevole Grasso. Ne ha facoltà per due minuti
e mezzo.
GRASSO. Signor presidente, onorevoli colleghi, noi di Grande Sud,
dissentiamo dai colleghi del PID e, pur confermando la nostra
posizione critica nei confronti del governo, ho già esplicitato le
ragioni delle criticità relativamente alla spesa comunitaria. Se è
vero che nell'anno 2013 è stato raggiunto l'obiettivo, questo è
stato raggiunto dal PIOFERS, e sono state spostate il 30 per cento
delle somme sui PAC, per cui avete diminuito e, quindi, impegnato
le somme, ma queste non sono state spese. Ancora aspettiamo i PAC.
La nostra azione continuerà ad essere pungolosa e puntigliosa e
chiediamo, ancora al governo un atto di responsabilità, che cambi
rotta, perché i Comuni, proprio a proposito dei precari, hanno
completato, in ossequio a quanto previsto dalla legge, le procedure
di stabilizzazione e noi ci aspettiamo entro dicembre di ricevere
il contributo per quei Comuni virtuosi che l'hanno fatto e, quindi,
chiediamo che la Regione proceda e recuperi risorse.
Recuperare risorse, signor Presidente, significa tagliare società
partecipate, enti ed entarelli che finora sono serviti solo per
occupare posti e clientele.
Lì si possono recuperare un mare di risorse, però noi ci stiamo
mettendo la faccia. Nonostante, manteniamo la nostra posizione di
opposizione, perché non abbiamo pensato di fare inciuci, non
abbiamo mai chiesto nulla, non abbiamo mai rivendicato posti,
poltrone o quant'altro.
Nessuno può dire che, siccome noi votiamo la fiducia, da oggi non
possiamo criticare il governo, così come ha affermato l'onorevole
Cancelleri.
Noi criticheremo il governo tutte le volte che riteniamo di
criticarlo, ma oggi la Regione, questa Sicilia ha bisogno di avere
delle risposte concrete ed io, ripeto, così come ho detto poc'anzi,
mi sarei aspettata che questa giornata di lavoro fosse dedicata
all'approvazione della variazione di bilancio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Marcello Greco. Ne
ha facoltà.
GRECO Marcello. Signor Presidente, Presidente della Regione,
assessori, onorevoli colleghi, a nome del DRS pronuncio il voto
contrario alla mozione di sfiducia posta in essere dal Movimento
Cinque Stelle e dalla Lista Musumeci. Proprio io che ho criticato
questo Governo, soprattutto nella parte riguardante la formazione
ed il lavoro, l'ho criticato in maniera costruttiva, perché la
costruzione di un percorso deve essere fatta insieme e noi questo
discorso l'abbiamo compreso e capito, posso dire che da quelle
critiche oggi il Governo ha effettivamente posto in essere quelle
che sono le speranze del popolo siciliano.
Parlo della formazione, soprattutto. L'operato dell'assessore
Nelly Scilabra è certamente un operato che mira alla salvaguardia
dei posti di lavoro e non a quella macelleria sociale che si è
detta appunto nel passato. E questo noi lo continueremo a fare,
signor Presidente, nell'interesse sempre del popolo siciliano.
Debbo dire qualcosa che riguarda questa mozione di sfiducia.
Ahimè, il Gruppo del Movimento Cinque Stelle ha perso una grossa
occasione, che era quella di continuare a cercare di appoggiare le
riforme del Governo Crocetta. Tutto questo non è accaduto es il
volersi porre contro questo Governo ha dato la possibilità che da
questa mozione di sfiducia il Governo Crocetta esca ancora più
rafforzato ed ancor più forte.
Il voto che noi diamo è un voto contrario alla mozione di sfiducia
e, ripeto, saremo vigili e attenti affinché questo Governo possa
fare quelle riforme di cui ha parlato in questi dieci mesi di
amministrazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha
facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, Presidente della Regione, onorevoli
colleghi, assessori, la mozione l'ho sottoscritta e non potevo non
sottoscriverla. Una mozione presentata da un Gruppo parlamentare
che è diventata la mozione di almeno due Gruppi parlamentari e che
dopo il dibattito di stasera diventa la mozione di ampi settori di
questo Parlamento.
Il suo intervento, Presidente Crocetta, è durato settantotto
minuti, di cui trenta abbondanti per parlare di una questione che,
per la verità, se stava a cuore a lei, non poteva stare a cuore di
molti dentro questo Parlamento; le questioni economiche, le
questioni degli stipendi, certamente non sono un interesse alto
della politica.
Una mozione, consentitemi di dire, onorevoli colleghi, che ha già
vinto moralmente e che, se non vince numericamente, lo si deve
soltanto al fatto che dentro quest'Aula come fuori da quest'Aula, i
siciliani e gli italiani più largamente non sono abituati a fare
esattamente quello che dicono, perché nei conciliaboli, nei
corridoi, nelle commissioni, sono vastissimi i settori della
insoddisfazione e persino della insofferenza nei confronti di un
governo, presidente Crocetta, che annuncia proclami, intenzioni, ma
che non ha sviluppato una seria azione di governo e vorrei qui
introdurre il tema della questione morale siciliana e della lotta
per la legalità.
Per carità, come non essere d'accordo che va recuperata in Sicilia
una questione morale, che tutti dobbiamo sentirci impegnati
quotidianamente sul terreno della legalità, ma questa è la
precondizione essenziale, elementare, vorrei dire vitale, ma non è
ancora azione di governo.
L'azione di governo sono gli atti concreti e gli atti concreti,
Presidente Crocetta, non sono soltanto quelli dell'organo
monocratico, ma sono anche quelli della Giunta e sono anche e
soprattutto quelli dei singoli assessori. Sicché non è vero ciò che
dice il Presidente Crocetta circa la sua unicità di responsabilità,
perché questo può valere per i sindaci, un tempo valeva per i
presidenti delle Province, ma gli assessori regionali hanno un
potere proprio che è il potere di decretazione ed io vorrei
invertire stasera il rapporto che c'è stato fino a questo momento.
Molti colleghi che sono intervenuti contro la mozione, a
cominciare dall'onorevole Malafarina, l'onorevole Laccoto, lo
stesso avveduto onorevole Turano, gli onorevoli Venturino,
Dipasquale e Raia, hanno chiesto un rinvio, non hanno difeso
l'attività del Governo, hanno soltanto sottolineato e stigmatizzato
come la mozione sia intempestiva, cioè sia stata presentata troppo
presto. Mi fanno venire in mente certi avvocati di modesta levatura
i quali, nella incapacità di poter difendere con successo i propri
assistiti, chiedono continuamente un rinvio. Non andava rinviata la
mozione di sfiducia per una ragione molto semplice, che il
buongiorno si vede dal mattino .
A questo Governo la Sicilia chiedeva discontinuità, a questo
Governo la Sicilia e i siciliani chiedevano inversione di tendenza,
non i miracoli che nessun Governo potrebbe fare nel giro di dieci
mesi, di un anno e forse nemmeno di due e tre, ma un'inversione di
tendenza, sì. Questa inversione di tendenza non c'è stata in
nessuno dei settori.
Noi avevamo potuto compiere un appello e non è stato raccolto ed
un appello vogliamo lanciare invece al Governo Crocetta. Il
Presidente Crocetta ha parlato della storia dell'elezione diretta
in Sicilia, delle prerogative del Presidente, delle elezioni come
per i Comuni e le Province un tempo con la doppia scheda. Allora,
Presidente Crocetta, sostenga il disegno di legge che abbiamo
presentato come Lista Musumeci per introdurre la doppia scheda e lì
vedremo se le intenzioni del Governo, quelle dichiarate, sono vere
e sincere o un'ulteriore declamazione nel deserto.
PRESIDENTE. E'iscritto a parlare l'onorevole Firetto. Ne ha
facoltà.
FIRETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi è stato detto, ed è
condivisibile, che una mozione di sfiducia che arriva ad appena
dieci mesi dall'inizio di un cammino di governo, è inopportuna ed
irrituale. Dieci mesi or sono questo Governo si insediò in un
contesto economico e sociale inserito nel più ampio contesto
economico europeo, e vorrei dire mondiale, che raccontava di una
Sicilia gravemente impoverita all'interno delle singole famiglie,
gravemente impoverita all'interno delle istituzioni culturali della
nostra terra.
Eppure, dieci mesi di governo raccontano anche di una forte
discontinuità iniziata, avviata e non soltanto declamata, come
stasera ho sentito dire in qualche intervento di qualche collega,
intervenuto quasi a non volere non riconoscere una verità di fondo
che rappresenta certamente uno dei meriti più alti di questa
esperienza di governo, cioè l'essere riusciti a scoperchiare una
serie di pentole maleodoranti.
Ho letto l'intervento dell'onorevole Zafarana, si capiva che la
formazione in Sicilia era quello che poi è cominciato ad emergere.
Però vorrei dire che esperienze di governo ce ne sono state e mi
pare che si sia seguitato in quel triste cliché, e allora anche il
coraggio nel riconoscere i meriti di un'esperienza di Governo fanno
fare un salto di qualità al modo di atteggiarsi all'interno di
un'Aula parlamentare. Se colgo elementi di coerenza anche in coloro
che portano avanti una mozione di sfiducia, che ribadisco essere
irrituale e inopportuna, soprattutto nei tempi, non si possono non
disconoscere a questa esperienza di governo diversi meriti in
settori che sono strategici per la nostra terra.
Qualcuno ha parlato di sanità. L'essere riusciti ad andare avanti
nel piano di rientro in maniera rigida, intelligente, senza sconti,
non solo con il vezzo della denuncia ma anche con il vezzo di star
dentro ai conti, cercando di recuperare efficienza in un sistema
che per troppo tempo di efficienza non ne ha avuto; e quando meriti
di questo tenore si sono potuti ascrivere a Governi del recente
passato, ci sono stati altri aspetti, che erano invece aspetti di
governo di potere che, invece, hanno anche ucciso quegli stessi
meriti. Vorrei però che noi, in questa occasione che viene offerta
dai colleghi parlamentari, traessimo però non elementi di attacco,
né rischiamo anche noi di essere autoreferenziali, per cui facciamo
spallucce e tutto va bene per come va, perché è chiaro che noi in
questo breve cammino sappiamo che dobbiamo cogliere i segni di un
diverso modo di atteggiarsi anche all'interno della nostra
maggioranza, riuscire a colmare lacune, riuscire a colmare capacità
di comunicazione all'interno delle stesse aree della maggioranza e
di aree che invece sono sensibili all'idea del buon governo, perché
se ci limitassimo all'autoreferenzialità non avremmo colto il segno
di una provocazione, perché tale intendo questa mozione di
sfiducia.
Una provocazione che ci impone, però, di fare i conti con noi
stessi, e i conti con noi stessi dobbiamo farli perché abbiamo
dinanzi a noi una Sicilia che urla, qualcuno faceva riferimento al
tema dei precari, ad un'incapacità di crescita di questa terra,
avere il 58% di disoccupazione tra i giovani, qualcosa vorrà dire,
e sono queste sfide, le sfide che ci portano i numeri, i dati dello
Svimez, dati crudi con i quali dobbiamo assolutamente fare i conti.
Mentre scoperchiamo le pentole maleodoranti, dobbiamo fare i conti
su come riorganizziamo questa nostra terra.
Così sul settore turistico, assessore Stancheris, noi abbiamo
l'esigenza di muovere con immediatezza i primi passi su un piano
strategico per il turismo, di cui ci parla l'Enit, e dobbiamo
coglierlo questo monito, perché gridano gli imprenditori siciliani
di quel settore.
Dobbiamo cogliere un monito che è forte, quel paragone che ci
prende come un pugno in faccia, quello fra la Sicilia e le Baleari:
a parità, più o meno, di coste, le Baleari catturano cinque volte
più turisti della Sicilia.
Su questo noi dobbiamo fare i conti, dobbiamo inserirci dentro le
logiche dei distretti turistici e cercare di capire cosa non sta
funzionando, dobbiamo inserirci in un concetto di piano di mobilità
per comprendere come li facciamo arrivare, questi turisti in
Sicilia.
Sono temi che abbiamo davanti a noi, ed è chiaro che, se
funzionasse questa maggioranza che è uscita cristallizzata dalle
urne... e qui dobbiamo evitare di inseguire la stampa, i
siparietti, affermazioni al vetriolo contro questo o
quell'esponente del partito di un'area di Governo, non fa bene alla
Sicilia.
Questa occasione che ci dà il Movimento Cinque Stelle e la Lista
Musumeci deve essere un'occasione per noi, per fare un tagliando ,
perché dove siamo arrivati ci siamo arrivati e ne traiamo merito,
ma non c'è dubbio che noi possiamo fare di più e meglio. Se questa
rotta non l'abbiamo davanti, vorrà dire che questa non sarà
un'occasione per dare fiducia al Governo, rinsaldarlo nella sua
esperienza, ma sarà un'occasione mancata, perché tra sei mesi
racconteremo, invece, di uno sfilacciamento che, inevitabilmente,
sarà nelle cose, perché i temi che abbiamo davanti sono temi che
fanno tremare le vene ai polsi.
Sapere che non si riconosce neppure diversamente da quanto era
sembrato ieri con quell'emendamento al Senato, cioè due anni di
proroga, cioè la possibilità del bacino unico dei precari, cioè la
possibilità di andare in deroga al patto di stabilità, è la
soluzione per i precari? E' una via insieme a tante altre vie che
servono a superare il problema, ma se la Sicilia adesso viene
lasciata sola ed anche questa che sembrava una conquista, benché
non era soddisfacente per i precari, viene negata, è chiaro che i
mesi che abbiamo davanti per noi saranno mesi duri, per cui la
prossima finanziaria che poteva essere per noi la finanziaria in
cui per un momento mettevamo non da canto, ma mettevamo una sorta
non tanto di sordina, ma evitavamo quel carattere emergenziale di
una finanziaria per ragionare di sviluppo, per ragionare di
dinamiche di sviluppo di questa nostra Terra, ancora una volta ci
troveremo a ragionare su una finanziaria di emergenza e per fare
questo abbiamo bisogno il massimo della solidità politica, abbiamo
bisogno la solidità politica che ci faccia affrontare l'emergenza e
- concludo, Presidente - abbiamo bisogno di solidità politica per
affrontare i temi della crescita di questa nostra Terra.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, sono
molto contento del fatto che questa sera in Aula sia approdata
questa mozione e sono molto contento perché finalmente in
Parlamento, dopo diverse settimane di agonia, di dibattito, ahimè
strozzato, ahimè assente, finalmente siamo ritornati a parlare di
questioni concrete: della questione dei precari, che a fine anno
potremmo ritrovarci, ahimè, sotto il palazzo, dell'emergenza
rifiuti, sino a portare il Presidente Crocetta ad entrare nel
merito di questioni territoriali, sino ad entrare nel merito,
perché no, dell'emergenza rifiuti a Palermo e della vicenda
Bellolampo.
Certo sono rimasto perplesso, a tratti, quando ho ascoltato toni
apocalittici del tipo: In nome di Dio, dimettetevi , presidente
Cancelleri. Ma sono rimasto altrettanto perplesso quando ho
ascoltato la risposta del Presidente: Eccomi - ha detto - sia
fatta la tua volontà .
Bene, di fronte a questi toni avrei avuto persino la spinta ad
usare a mia volta un tono apocalittico, quasi ironico, rivolgendomi
non so a quale parte del Governo o del Parlamento in alternanza,
dicendo a qualcuno Esci da questo corpo , immaginando magari
qualcuno lievitare sui temi posti rispetto alle sacre scritture.
Ma questo non voglio farlo, voglio fermarmi sui temi legati alle
province, sui temi legati a riforme che abbiamo solo accennato,
quando abbiamo parlato, ad esempio, degli alberghi diffusi senza
poi essere però entrati nel merito della riforma organica del
turismo.
Abbiamo parlato, e siamo andati indietro di qualche mese nel
tempo, di modello Sicilia , di un modello, Presidente Crocetta,
che in effetti, evidentemente non esiste e, mi lasci dire non è mai
esistito, perché se di un modello Sicilia si deve parlare, a quello
si deve fare riferimento in Parlamento e parlando alla politica e
di politica, proprio ai toni che coinvolgono i gruppi parlamentari
e non a strane alchimie.
Al Presidente Crocetta vogliamo dire una cosa: Presidente io non
credo che a lei servano ruffiani, io non credo che le servano
soggetti pronti a cambiare parere da un momento all'altro, da
un'ala all'altra, io credo che siano più utili a lei, al suo
governo, al parlamento e ai siciliani, uomini e donne parlamentari
che sappiano tenere la schiena dritta con lealtà rispetto alle
scelte del governo.
Devo dirle Presidente che per dirla nel mio dialetto a me caro i
pirtusa si virinu a' squagghiata ra nivi e le dico altresì che
probabilmente dieci mesi sono stati un tempo troppo ridotto. Non me
ne vorranno i colleghi che hanno presentato la mozione ma davvero
sono stati un tempo troppo ridotto per non correre il rischio, in
una giornata come questa, di finire col perder tempo, perché alla
fine probabilmente i risultati di questa giornata li conosceremo a
breve e forse erano scontati, con rischi di farse, sceneggiate,
palchi e palchetti.
Io direi che, a questo punto, probabilmente, serve che
un'opposizione in questo parlamento rimanga, un'apposizione che
inchiodi ai temi del lavoro, dell'occupazione giovanile, dei
pericoli di perdere i fondi comunitari che ormai, ahimé, mi sembra
che si siano allontanati e siano una chimera.
Certo non possiamo non tener conto del fatto che alcuni temi sono
diventati un ricordo lontano: i Trinacria bond, la vicenda del
MUOS, la riduzione delle partecipate.
Concludo il mio intervento dicendo, signor Presidente che noi, in
modo leale, come abbiamo fatto dal primo momento, come partito dei
siciliani e coerentemente a tutto il lavoro fatto in parlamento
dall'opposizione, questa sera voteremo la sfiducia.
PRESIDENTE. Grazie, è chiara anche la posizione del suo gruppo.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto io
ritengo che oggi non sia stata una giornata inutile come alcuni
hanno detto. E' una giornata importante perché abbiamo riportato il
dibattito in aula, ed io direi: ci voleva una mozione di sfiducia
per arrivare a questo?
Probabilmente no. Però, perché questo? Perché ritengo che i
rapporti debbano essere sempre salvaguardati, garantiti, rapporti
umani, signor Presidente, ma anche rapporti politici, istituzionali
e, sicuramente, chi rappresenta una parte politica che pur essa
l'opposizione vada a mio avviso rispettata, tenuta in
considerazione per quella che è anche l'azione.
Noi siamo stati - e lo abbiamo sempre detto - una forza di
opposizione responsabile che ha sempre detto di essere disponibile
al confronto ma, evidentemente, questo significa anche avere una
richiesta specifica, quella del rispetto istituzionale, dove c'è un
parlamento regionale siciliano, dove c'è la presenza di chi ha il
consenso dei cittadini e deve dare pur conto ai cittadini nel senso
dell'impegno e della ipotesi di soluzione dei problemi.
Quindi, un momento di comunicazione e di confronto diventa un
fatto importante.
E noi, in questo nostro ruolo di opposizione, abbiamo, fin da
quando si è presentato in quest'Aula, Assessore Bianchi, il DPEF e
l'esercizio provvisorio abbiamo detto: Ma come? Un governo che è
ai primi passi doveva avere con un documento di programmazione un
momento di grande proposta .
Ahimé, questo non c'è stato perché c'è stata, invece, una
richiesta di quasi atto burocratico da sottoporre a quest'Assemblea
e c'è stata pure una prima finanziaria con un esercizio
provvisorio.
Allora, oggi noi assistiamo ad un fatto importante, la maggioranza
che sostiene il Governo, di fatto è implosa. C'è stato un momento
di grande scontro di questa telenovela' fra il governatore e il PD
che sicuramente non poteva e non può essere liquidata, Presidente,
come un fatto interno, un fatto di cosa nostra, nel senso di
rapporto fra partiti e fra parti che, invece, devono essere
politicamente e istituzionalmente evidenziati e chiariti in
quest'Aula.
In questo senso, io voglio sottolineare anche, quello che è stato,
signori colleghi e Presidente, anche uno scarso senso di rispetto
istituzionale da parte di alcuni assessori cosiddetti tecnici'.
Noi, sicuramente, riconosciamo che è un potere del Presidente la
scelta degli assessori ma riconosciamo, altresì, al Presidente, di
sollecitare un impegno che deve essere quello del rispetto
istituzionale degli Assessori nei confronti dei parlamentari e un
rispetto anche della presenza nella Istituzione Assemblea regionale
siciliana perché quando le sedute d'Aula non vengono tenute, e
sicuramente, non per colpa nostra, non possiamo regalare ai
cittadini e alla stampa la possibilità di una critica che, a volte,
ritengo immeritata per quest'Aula.
Allora, io dico che c'è bisogno, come dire, di portare avanti in
maniera seria il tema che ci sta a cuore che è quello di dire
davanti alle emergenze, abbiamo sempre detto, che c'è un impegno da
parte nostra, anche da potere evidenziare.
In questo, Presidente, dobbiamo dare merito alla sua azione che è
stata quella di scardinare un sistema che noi riteniamo vada
sicuramente modificato, ma che, davanti a questa ipotesi, che si è
avviata, c'è bisogno di un grande momento da sottolineare, il
Governo delle regole, nel senso che alla destrutturazione deve
seguire la ricostruzione, deve seguire il senso dell'impegno nel
rispetto di regole e regolamenti nelle rotazioni e in tutto ciò che
sono le varie fasi che si sono determinate.
Ma, davanti a questi problemi, io dico, però, sul problema che è
in atto, sul tappeto esiste, il problema della confusione con la
questione Province, il problema della Sanità dove, ad oggi, sul
tappeto esistono importanti momenti di patologia, parlando di
Sanità, i Direttori generali Commissari da più di un anno, il
principio delle prorogatio scadute da un anno, il pasticcio della
selezione per i nuovi Direttori generali, i problemi che incombono
e che sicuramente sulla Sanità esistono, dalle liste di attesa del
118, da tutte le questione ancora aperte, il problema dei precari
dove, caro Presidente, cari Assessori, io ritengo che, davanti
all'ipotesi che ha visto questa possibilità di avviare le
stabilizzazioni, ci giunge notizia che la Ragioneria generale dello
Stato evidenzia un problema che è quello di capire qual è la
programmazione, la razionalizzazione e il rapporto costo-servizio
che su questa realtà noi vogliamo evidenziare.
C'è un problema del credito, c'è il problema della formazione
dove, al di là della scomposizione dell'esistente, c'è da dire che
da un anno tanti operatori e tanto personale non viene pagato, deve
essere questo un problema su cui c'è una soluzione da attendere.
C'è un problema che riguarda anche il tema più generale, come
dicevo, del credito. Ma, allora, davanti a questi problemi, quale
deve essere e quale, secondo il nostro avviso, poteva essere una
reale risposta? Quelle che sono le idee per la crescita, per la
Sicilia; Creare le condizioni per utilizzare al meglio i fondi
comunitari, la nuova programmazione 2014-2020, sicuramente è un
tema su cui noi dobbiamo dare un segnale di grande svolta. Un
programma di sviluppo regionale che dovrà prevedere quale
posizionamento, caro Assessore alla Programmazione e al Bilancio,
in ambito mediterraneo, quale idea di sviluppo, quali strumenti,
processi e risorse per lo sviluppo, una strategia.
La Sicilia deve riprendere il suo ruolo all'interno del
Mediterraneo e determinare una reale piattaforma che pensi ai
trasporti, alla logistica, ai servizi di cultura, scambi,
innovazione e formazione.
In parole povere, un sistema produttivo che possa creare le nuove
condizioni perché la Sicilia diventi partner principale degli stati
del Mediterraneo, per poi pensare anche all'internazionalizzazione
per la creazione di partenariato, appunto, accompagnamento allo
sviluppo nei settori delle costruzioni, dell'agroalimentare, del
tecnologico e dell'energia, le infrastrutture in genere.
Con questo cosa voglio dire? Che c'è bisogno, anche, di aprire
alle nuove ipotesi di sviluppo. Il turismo, caro assessore, dove
noi abbiamo bisogno di una nuova ipotesi, una nuova proposta su
quella che deve essere questa forma integrata con ambiente, beni
culturali e agroalimentare.
Poi, per concludere, il piano delle infrastrutture porti,
autoporti, interporti e mercati agroalimentari, dove, anche lì,
bisogna capire quale integrazione realizzare.
Concludo dicendo qualcosa sui servizi pubblici locali: acqua,
rifiuti, energia e trasporti. Cosa su questo?
Noi abbiamo, sicuramente, una fase importante e delicata, noi
aspettavamo, anche in questa direzione, delle risposte più
concrete. Noi riteniamo, essendo opposizione, che questo Governo
non ha dato le risposte che la Sicilia si attende, e quindi il
gruppo del PDL vota a favore della mozione di sfiducia.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi., abbiamo
ascoltato, con interesse, la risposta del Presidente della Regione,
l'onorevole Crocetta, relativamente a tutto il dibattito che c'è
stato e, soprattutto, al tema cardine della serata, che era quello
della mozione di sfiducia.
Intanto, volevo precisare delle ovvietà, per me, però è giusto
ribadirle.
Presidente, lei può guadagnare quanto vuole. Noi non abbiamo mai
detto che lei debba guadagnare di meno. Il problema è che lo
dichiara lei che vuole dichiarare di meno e poi non lo fa Quindi,
noi le facciamo semplicemente notare l'incongruenza fra il dire e
il fare.
Dopo l'incontro - perché anche questo è oggetto di chiarimento -
che abbiamo avuto con il Presidente, che si è tenuto in data 30
luglio, in cui abbiamo consegnato un documento per il quale il
Presidente doveva darci, a seguito di uno studio, entro una
settimana una opinione personale sulla possibilità e fattibilità di
quello che noi avevamo proposto in quel documento abbastanza
descrittivo e programmatico, la risposta non c'è mai stata.
Però, mi permetta di dirle che, non è che non ci sia stata perché
poi noi il giorno dopo abbiamo fatto la conferenza stampa per la
mozione di sfiducia, perché nella conferenza che c'è stata
l'indomani (perché c'è stata ) noi abbiamo semplicemente ribadito
quello che abbiamo detto la sera prima anche davanti a lei, di
presenza, cioè che noi volevamo un'accelerazione delle riforme.
E, in quella fase, abbiamo ribadito, in quella conferenza stampa,
che non eravamo d'accordo con questo immobilismo, con questa
estrema lentezza da parte di questa giunta, di questo Governo
regionale, nelle riforme e, quindi, che volevamo un'accelerazione.
La conferenza stampa per la mozione di sfiducia è roba di qualche
giorno fa, è roba di ottobre.
Quindi, sono mesi diversi, momenti diversi; poi, traiamo le
conclusioni su chi dice falsità, su chi dice bugie e chi, invece,
racconta i fatti come sono andati.
Fra l'altro c'è anche l'avallo della cronaca, perché erano
presenti i giornalisti, e questo mi scagiona da qualunque altra
possibilità di dover intervenire in merito al tema.
Anche noi siamo per la lotta agli sprechi, al malaffare, che non
sono cose da poco, soprattutto in una regione come la nostra.
Anche noi, come gruppo parlamentare, facciamo numerosi esposti e
numerosi ne abbiamo fatti. C'è una piccola differenza, che a
margine di questo noi non facciamo, però, le conferenze stampa, non
ne diamo, evidentemente, il giusto risalto.
Se dovremo cominciare a comportarci come fa il Governatore della
Regione, potremo, anche noi, cominciare a fare le conferenze stampa
dicendo: Abbiamo scoperto questo, abbiamo scoperto quell'altro .
In realtà non è questo il ruolo della politica Il ruolo della
politica è quello di controllare e denunciare. Poi è la
Magistratura che, in maniera sapiente e con il giusto piglio, fa le
proprie indagini, va assolutamente a fondo e prende le dovute
misure e contromisure a termini di legge.
E questo, se avesse letto la mozione di sfiducia - perché nel suo
intervento di 78 minuti ha dato evidenza che non ha letto
minimamente la mozione di sfiducia - c'è scritto e leggo
testualmente le dichiarazioni dal sapore vagamente speculativo,
delle lodevoli e benemerite iniziative giudiziarie intraprese dalla
Magistratura siciliana cui va il plauso dei sottoscrittori della
presente mozione .
In questa mozione - e si evince che non l'ha letta - non c'è
scritto minimamente nessun passaggio sulla situazione dei soldi,
degli stipendi, perché non è questo il motivo per cui noi abbiamo
presentato la mozione di sfiducia; come non c'è scritta neanche
tutta la situazione degli incontri, non c'è scritto minimanente
niente.
Noi qui le chiediamo i rapporti con la maggioranza; noi qui le
chiediamo il perché ci sia stata una costruzione di questa
maggioranza fatta a tavolino con il goniometro; noi qui le
chiediamo le assenze e i proclami; noi qui le chiediamo perché
abbia fatto dell'attività ispettiva della Magistratura un suo
cavallo di battaglia come se l'avesse condotte lei le indagini; noi
qui le chiediamo perché nel Documento di programmazione economica e
finanziaria del 2014-2017 si ci esprime, non andando a valutare
quelli che possono essere i veri interventi, in maniera fiacca; noi
qui le chiediamo del perché non ci sono misure per gli enti locali,
per l'agricoltura, la zootecnica, l'industria, i servizi, le
infrastrutture, il turismo, i rifiuti, la formazione, i beni
culturali, la sanità; noi qui le chiediamo per il Muos; noi qui le
chiediamo per le nomine dei dirigenti sanitari; noi qui le
chiediamo per l'abolizione delle province perché la riforma si è
bloccata; noi qui le chiediamo tante altre cose che lei nel suo
intervento non ha minimamente preso in considerazione e mi
dispiace.
Mi dispiace perché ha dato quella sensazione di una persona che ha
sfuggito o che, probabilmente, non ha avuto il tempo di leggere
perché, come dice lei ha lavorato, ci sta anche bene, non torniamo
indietro, ci ha convinto quel suo discorso, ci ha convinto talmente
tanto a continuare su questa strada che la mozione di sfiducia è
l'unica cosa possibile da sostenere questa sera.
Con i minuti che mi rimangono a disposizione faccio un breve
excursus relativamente agli interventi che si sono succeduti prima
e, quindi, chiaramente dico che il Movimento Cinque Stelle voterà
la sfiducia.
Molti dicono che questo tempo si poteva utilizzare per discutere
meglio, intanto la mozione di sfiducia ha portato in Aula tutti i
presenti come il giorno della proclamazione e se prendiamo
l'impegno, da parte di tutti, a rivederci, non dico molto, ma
almeno una volta al mese in questa formazione così numerose
potremmo anche parlare d'altro e parlare di programmi.
Non è sicuramente il momento di denigrare, non è in atto una
inutile, superficiale... non è una perdita di tempo visto che negli
ultimi tre mesi per l'assenza del Governo molte leggi e molte
mozioni non si sono né potute incardinare né, tanto meno,
discutere. Ma questo non lo dico io lo dice la cronaca, lo dice la
cronaca giornalistica che riporta sedute che durano venti minuti
con dieci minuti di lettura del verbale della seduta precedente e
dieci minuti dove qualcuno intempestivamente interviene mangiandosi
quei dieci minuti a disposizione e poi l'Aula viene chiusa. Questo
è quello a cui abbiamo assistito nelle ultime sedute.
Io credo che anche stasera abbiamo dato dimostrazione che questa
maggioranza non è coesa, non può essere considerata tale, perché
gli interventi che ci sono stati a favore della mozione hanno detto
in linee chiare che questo Governo non è soddisfacente nelle linee
programmatiche, nelle linee di intervento ma quelli che sono
intervenuti contro la mozione di sfiducia non hanno parlato bene
dell'attività governativa, si sono limitati anzi a dire questa
elezione intempestiva, come ricordava bene l'onorevole Ioppolo, ma
il Governo dovrebbe fare questo, dovrebbe fare quell'altro, quindi,
di fatto, stanno condannando.
Allora, permettetemi di dirlo e probabilmente sarò anche un po'
insinuante, come lo è stato l'onorevole Dipasquale nel suo
intervento, che chi stasera non vota la mozione di sfiducia profuma
di Bostik, profuma di colla, quella con la quale si è incollato il
didietro alla poltrona che non vuole lasciare.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, Presidente della Regione, Assessori,
onorevoli colleghi, nonostante sia l'ultimo intervento non posso
non manifestare il grande stupore che questa vicenda mi ha fatto
vivere e mi sta facendo vivere, di questa mozione di sfiducia a un
Presidente della Regione da appena un anno dal suo insediamento a
dieci mesi poco più di inizio della legislatura.
Una vicenda dai contorni quasi surreali, frutto di una dimensione
che ho definito quasi misteriosa, inconscia e comunque certamente
legata da considerazioni razionali. Una iniziativa che testimonia
come questa mozione di sfiducia esprima davvero una frattura con la
realtà da parte di chi l'ha pensata e proposta. Sfiduciare un
Presidente eletto ad appena un anno dall'elezione, come dicevo,
presupporrebbe colpe gravissime, motivazioni inconfutabili, ed
invece, guardando al merito della mozione che oggi abbiamo
lungamente trattato, ci siamo accorti che, nonostante la buona
volontà che ognuno può metterci e ci ha messo, essa non contiene
alcun elemento che possa neanche lontanamente motivare un atto così
estremo e definitivo, cioè mettere in discussione, dopo appena un
anno - ribadisco - la volontà del popolo sovrano che ha eletto
Rosario Crocetta, Presidente della Regione.
Si comincia con l'evidenziare la mancanza di una maggioranza
numerica, chiara e definita così letteralmente; ma questo,
onorevoli colleghi, vuol dire contestare la volontà dei siciliani
che hanno voluto un anno fa Crocetta Presidente, pur non dando alla
coalizione elettorale che lo ha sostenuto la maggioranza in questo
Parlamento.
Crocetta è Presidente per volontà del popolo, che è sovrano
sempre, onorevoli colleghi del Movimento 5 Stelle, anche quando le
scelte del popolo sovrano non sono esattamente quelle che ciascuno
di noi avrebbe auspicato.
Poi, è contestata nella mozione la presenza del Presidente
Crocetta nei programmi di intrattenimento, nelle reti di
comunicazione e di informazione. Ebbene, al riguardo io sento
invece di ringraziare il Presidente Crocetta per avere fatto sì che
in questi mesi i mezzi di comunicazione, non soltanto nazionali ma
anche internazionali, parlassero della Sicilia in termini
finalmente positivi, di una Sicilia in cui le istituzioni, anche
grazie al Presidente Crocetta, sono oramai baluardi riconosciuti
contro la mafia ed il malaffare.
Né mi sembra una buona ragione per sfiduciare il Presidente eletto
dal popolo sovrano, la riforma delle province prima sostenuta,
cavalcata, anche mediaticamente, e fortemente sostenuta dalla
stragrande maggioranza di colleghi che hanno sottoscritto questa
mozione di sfiducia, oggi incomprensibilmente pentiti per una
battaglia che, dicevo, avevano sostenuto, peraltro con merito,.
In una parola, la fragilità e l'inconsistenza delle ragioni della
sfiducia mi sembrano tanto palesi ed evidenti che, anche dopo avere
ascoltato questo lunghissimo e per tratti estenuante dibattito, non
si comprendono davvero i motivi che hanno spinto ad un atto così
estremo i presentatori. Ci sembra davvero ingiusto ed
incomprensibile addebitare la responsabilità al Presidente della
Regione della crisi strutturale che ci inchioda, con le sue radici
che affondano in un passato recente e meno recente.
La verità è dunque che questa improvvisata mozione di sfiducia,
singolare ed innaturale persino nell'alleanza che in essa si è
concretizzata dalla misura esatta che, o non esiste da parte dei
promotori consapevolezza dello stato vero in cui ci si trova ad un
anno esatto delle elezioni del Presidente Crocetta, oppure dietro
questa immotivatissima mozione ci sono ragioni tutte interne al
movimento, pur giustificate, direi quasi il tentativo frettoloso di
archiviare, o forse meglio cancellare l'esperienza che aveva fatto
parlare l'Italia intera di modello Sicilia .
In questa Sicilia ereditata in ginocchio, con il bilancio stuprato
da un passato troppo pesante, è proprio grottesco pensare di
scaricare su di un Presidente eletto da appena un anno, colpe
antiche e recenti, un disastro ereditato da decenni di dissennata
deriva, non solo gestionale e di governo ma anche legislativa ed
istituzionale.
Lei non è solo, Presidente Crocetta. Questa Sicilia ha bisogno di
un Presidente come lei, pur tra tante difficoltà, talvolta anche di
rapporto con il suo partito, ma lei che ha osato ciò che finora
nessuno aveva osato in questa regione, almeno negli ultimi anni,
lei non è solo signor Presidente
Questa Sicilia ha ancora bisogno di un Presidente che continui a
smontare, pezzo per pezzo, un sistema spesso perverso ed incrostato
di mafia e di malaffare, che continui a combattere il ricatto delle
mille burocrazie sotterrane, valorizzando al tempo stesso le
tantissime esperienze e competenze della burocrazia regionale, che
pur ci sono. Lei non è solo signor Presidente E questa è solo una
parte del duro lavoro da continuare insieme a questo Parlamento,
consapevoli che i risultati non saranno fino in fondo soddisfacenti
se Presidente e Parlamento, se forze sociali e mondo delle
professioni, se imprese e lavoratori, se maggioranze e opposizioni,
se burocrazie e forze politiche non saranno insieme all'altezza
della sfida titanica che i tempi che viviamo ci hanno lanciato,
hanno lanciato alla legislatura in corso.
Onorevoli colleghi, prima si esce da questa fase e meglio sarà per
tutti. Una democrazia matura è fatta di incontri ed anche di
scontri, di consensi e di dissensi, di dialoghi e di confronti ma
mai di rifiuto del confronto, di silenzio, di fuga, di ricerca di
scorciatoie senza uscita. Una mozione di sfiducia come quella oggi
in discussione è il contrario, è proprio la negazione del
confronto, della sana dialettica democratica, onorevoli colleghi,
un atto di resa, una fuga precipitosa dalle responsabilità che ogni
parlamentare ha verso il popolo sovrano.
Questa mozione è dunque l'opposto di ciò che serve oggi alla
Sicilia, ed in questo invito ad una straordinaria unità, ad una
fase politica straordinaria, non c'è certamente la volontà di
sopprimere le differenze e le originalità che diversificano le
posizioni in questo Parlamento. Quindi, altro che sfiducia, signor
Presidente Altro che fuga Altro che resa
Oggi ci è stato chiesto, invece, di fare un passo avanti deciso e
netto e sono certo che il Parlamento stasera lo farà con chiarezza
e nettezza non votando la mozione di sfiducia al Presidente
Crocetta, votare la quale equivarrebbe a sfiduciare, non Crocetta,
ma gli elettori, il popolo sovrano che esattamente un anno fa lo ha
eletto Presidente della Regione.
Lei, Presidente, non è solo e non rimarrà solo Per tutto questo,
e nel pieno rispetto del popolo sovrano cui ognuno di noi deve far
riferimento, annuncio il voto contrario del Gruppo del PD alla
mozione di sfiducia presentata oggi in questo Parlamento
PRESIDENTE. Invito gli onorevoli colleghi a prendere posto poiché
si procederà alla votazione per appello nominale. Chiarisco il
significato del voto: chi vota sì vota a favore della mozione di
sfiducia nei confronti del Presidente della Regione, chi vota no,
vota contro la mozione. E' fatta salva la facoltà di dichiarare la
propria astensione.
Invito il deputato segretario a procedere all'appello nominale ed
invito, altresì, ciascun deputato ad esprimere il proprio voto in
maniera chiara.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione per appello nominale della mozione n. 200 Sfiducia al
Presidente della Regione'
BARBAGALLO, segretario (procede all'appello nominale)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per appello scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 77
Maggioranza 46
Favorevoli 31
Contrari 46
Astenuti 0
(L'Assemblea non approva)
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevole Presidente,
onorevoli colleghi, nel dichiararmi soddisfatto del risultato, e
nel ringraziare i parlamentari che hanno dimostrato senso di
responsabilità, che hanno deciso di non sconvolgere il percorso
della vita sociale e amministrativa della Regione, ritengo,
comunque, che sia una pagina dolorosa che noi abbiamo vissuto.
Credo che abbiamo il dovere di governare e di non fuggire dalla
nostre responsabilità. Ci troviamo sicuramente di fronte ad una
fase non facile della vita economica e sociale, non solo della
Sicilia, ma dell'Italia, dell'Europa e, sicuramente, le vicende
regionali non sono indipendenti da quello che avviene a livello più
generale. Abbiamo il dovere di governare e di dare delle risposte,
perché per questo ci hanno eletto i siciliani. Bisogna dare
immediatamente il via ad una discussione franca, veloce, serena,
che riguardi immediatamente i disegni di legge che noi abbiamo già
presentati in relazione alla variazione di bilancio, per dare una
risposta ai tanti problemi dei comuni in particolare.
La questione della semplificazione amministrativa, delle aree
metropolitane, le città metropolitane, il problema della
transizione delle province e dei liberi consorzi dei comuni. Stiamo
preparando anche il testo unico sulle attività produttive che
vorremmo inviare preventivamente anche alla consultazione, prima
che venga approvato, dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, una
consultazione che ovviamente dovrà essere spedita, entro una
settimana. Dopodiché se non arrivano osservazioni, adotteremo quel
testo, e anche la preparazione, come stiamo facendo, sulla legge
per lo sviluppo.
Credo che ci siano tutte le condizioni per ripartire e governare
con serenità. Mi dispiace che le opposizioni non abbiano accolto il
mio invito ad un accordo istituzionale ampio sulle riforme. Questo,
ovviamente, è anche per me un momento di sofferenza, di dolore,
però credo che una considerazione politica su tutto questo deve
avvenire, perché se ci si deve trovare nel Governo di fronte
all'agguato continuo di mettere fibrillazioni e paralisi, non
andremo sicuramente avanti. Però questo c'è stato e devo prendere
atto che all'ennesima apertura del Presidente, c'è stata l'ennesima
chiusura.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato un
ordine del giorno diretto a questa Presidenza dell'Assemblea per
quello che riguarda l'introduzione dello strumento del question
time nella programmazione dei lavori parlamentari. E' notorio che
gli atti di indirizzo politico non possono essere rivolti alla
Presidenza dell'Assemblea, però, obiettivamente, questo è un ordine
del giorno più che condivisibile, e mi impegno a portarlo in
Commissione Regolamento. L'onorevole Cascio Salvatore sa, peraltro,
essendo stato per un certo periodo componente del Consiglio di
Presidenza, come abbiamo più volte affrontato questo tema e come mi
sembra più che opportuno. Quindi ringrazio il primo firmatario
onorevole Cascio Salvatore e la gran parte dei sottoscrittori di
quest'ordine del giorno.
Onorevoli colleghi, così come concordato, domani alle ore 12.00,
si terrà la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
E' chiaro che, a seguito della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari si potrà procedere ad incardinare eventualmente
nuovi disegni di legge già pronti per l'Aula. Così come è chiaro a
tutti che la priorità consiste nell'approvazione delle variazioni
di bilancio.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 30
ottobre 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
libertà civili, politiche, economiche e sociali'. (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
2) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
III - Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
siciliano, sui progetti di legge costituzionali nn. a.s. 42 e a.s.
363 concernenti modifiche dello Statuto della Regione in materia di
procedure per la modifica dello Statuto medesimo
Relatore: on. Anselmo
La seduta è tolta alle ore 21.29
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Infrastrutture e mobilità»
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
la strada provinciale Montelepre 1 che collega i comuni di
Montelepre, Giardinello, Torretta, Carini e Monreale al capoluogo
siciliano, nei giorni scorsi è stata chiusa a seguito di una frana
che ha provocato la caduta di alcuni massi;
la SP Montelepre 1 era già chiusa per tre chilometri, adesso verrà
totalmente bloccata;
considerato che la SP rappresenta un'importante asse viario
indicato dalla protezione civile Provinciale quale unica via di
fuga in casi di emergenze;
il blocco della strada pregiudica la viabilità di un vasto
territorio già compromesso dalla chiusura della SS 186;
ritenuto che la chiusura della SP Montelepre 1 determina disagi ai
cittadini e ai pendolari che per motivi di lavoro o di studio si
recano a Palermo;
accertato che la chiusura comporta anche danni alle attività
produttive della zona dove ricadono aziende agricole e imprese e
l'isolamento di un vastissimo territorio;
per sapere:
quali provvedimenti abbiano adottato o intendano adottare per
garantire le condizioni di sicurezza della SP Montelepre 1 e per
eliminare le cause di pericolo;
se il Governo della Regione intenda adottare provvedimento per
migliorare l'asse viario che collega i Comuni di Monreale,
Torretta, Montelepre Giardinello e Carini;
se non ritengano di dovere chiedere l'intervento della Protezione
civile al fine di garantire il ripristino della viabilità». (1045)
Risposta. - In ordine all'interrogazione indicata in oggetto ed a
seguito di elementi forniti dal Servizio del Dipartimento delle
Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti, competente per
materia, si rappresenta quanto segue.
Con legge regionale n. 9/86 sono state istituite le province
regionali. L'art. 13 della stessa legge Funzioni amministrative
dispone che nell'ambito delle funzioni di programmazione, di
indirizzo e di coordinamento spettanti alla Regione, la provincia
regionale provvede, tra le altre, alla costruzione e manutenzione
della rete stradale regionale, intraregionale, provinciale,
intercomunale, rurale e di bonifica e delle ex trazzere, rimanendo
assorbita ogni competenza di altri enti sulle suindicate opere.
Tuttavia, questo Assessorato, con riferimento alla viabilità
secondaria, ha la gestione dei fondi del PO FESR 2007/2013 (meuro
82,5) linea d'intervento 1.1.4.1 di riqualifica funzionale della
viabilità secondaria di competenza provinciale. Gli interventi per
poter essere selezionati devono essere previsti nei Piani
Provinciali redatti dalle Province ai sensi dell'art. 1, comma
1152, della legge 296/2006, sulla base delle linee guida approvate
dalla Giunta di Governo con delibera n. 174 del 22/23 luglio 2008.
Gli interventi del Piano sono stati gerarchizzati secondo un ben
preciso ordine di priorità.
Lo Stato (MIT) ha finanziato gli interventi dal n. 1 al n. 28, tra
i quali Intervento di messa in sicurezza della S.P. n. 1 di
Montelepre. Tratto Montelepre - Partinico dell'importo di euro
1.800.000,00 (priorità 22).
La Regione Siciliana nell'ambito del PO FESR 2007/2013 Linea
d'intervento 1.1.4.1 ha finanziato gli interventi dal n. 29 al n.
36 della seconda annualità, tra i quali l'intervento S.P. n. 3 bis
di Torretta (priorità n. 33) dell'importo di euro 1.800.000,00.
Si ritiene opportuno inoltre evidenziare che dalla consultazione
del piano presentato dalla Provincia regionale di Palermo si rileva
n. 1 intervento con priorità n. 57 sulla S.P. 1 di Giardinello, che
non è stato presentato dalla Provincia di Palermo per
l'ammissibilità perché le risorse non sono sufficienti per
finanziare tutti i progetti, secondo l'ordine di priorità, previsti
nel Piano.
Al di fuori delle predette risorse, questo Assessorato non dispone
attualmente di altre risorse proprie del bilancio regionale e/o
extraregionale da potere destinare, sempre con le procedure di
evidenza pubblica, agli interventi sulle strade provinciali.
Ciò premesso, sarà cura dello scrivente informare, per quanto di
competenza, il Dipartimento regionale di Protezione Civile».
L'Assessore
Dott.
Antonino Bartolotta
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
la strada provinciale 20 che collega la città di Monreale (PA) a
San Giuseppe Jato e all'intero comprensorio, è stata chiusa al
transito a seguito di un evento franoso;
la predetta situazione oltre a determinare un pericolo per la
pubblica incolumità causa anche forme di disagio ai cittadini e
alle attività aziendali e commerciali del comprensorio;
ritenuto che il Presidente della Regione ha dichiarato che la
Giunta di Governo procederà alla dichiarazione dello stato di
calamità per la zona di Sciacca e Ribera a seguito del crollo di
una parte del Ponte Verdura;
considerato, dunque, che per le stesse ragioni dovrebbe essere
garantita anche la messa in sicurezza dell'asse viario della SP 20
nonché l'avvio dei lavori per il ripristino della viabilità;
visto che occorre tutelare e garantire la pubblica incolumità ed
evitare l'isolamento delle comunità a causa del perdurante stato di
chiusura di numerosi assi viari;
per sapere:
se non ritengano opportuno adottare ogni provvedimento in via
d'urgenza per garantire la messa in sicurezza della SP 20 e per
avviare i lavori di ripristino della viabilità;
quali provvedimenti il Governo della Regione intenderà adottare
per assicurare le condizioni di sicurezza delle strade e per
tutelare la pubblica incolumità da rischi e pericoli per la vetustà
del sistema viario e per garantire le attività economiche e
produttive colpite dallo stato di chiusura del transito». (1054)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - In ordine all'interrogazione indicata in oggetto ed a
seguito di elementi forniti dal Servizio del Dipartimento delle
Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti, competente per
materia, si rappresenta quanto segue.
Con legge regionale n. 9/86 sono state istituite le province
regionali. L'art. 13 della stessa legge Funzioni amministrative
dispone che nell'ambito delle funzioni di programmazione, di
indirizzo e di coordinamento spettanti alla Regione, la provincia
regionale provvede, tra le altre, alla costruzione e manutenzione
della rete stradale regionale, intraregionale, provinciale,
intercomunale, rurale e di bonifica e delle ex trazzere, rimanendo
assorbita ogni competenza di altri enti sulle suindicate opere.
Tuttavia, questo Assessorato, con riferimento alla viabilità
secondaria, ha la gestione dei fondi del PO FESR 2007/2013 (meuro
82,5) linea d'intervento 1.1.4.1 di riqualifica funzionale della
viabilità secondaria di competenza provinciale. Gli interventi per
poter essere selezionati devono essere previsti nei Piani
Provinciali redatti dalle Province ai sensi dell'art. 1, comma
1152, della legge 296/2006, sulla base delle linee guida approvate
dalla Giunta di Governo con delibera n. 174 del 22/23 luglio 2008.
Gli interventi del Piano sono stati gerarchizzati secondo un ben
preciso ordine di priorità.
Lo Stato (MIT) ha finanziato gli interventi dal n. 1 al n. 28, e
la Regione Siciliana nell'ambito del PO FESR 2007/2013 Linea
d'intervento 1.1.4.1 ha finanziato gli interventi dal n. 29 al n.
36 della seconda annualità. Con tali risorse sono stati finanziati
interventi sulla S.P. n. 20, oggetto dell'interrogazione di cui
trattasi.
Si ritiene opportuno inoltre evidenziare che dalla consultazione
del piano presentato dalla Provincia regionale di Palermo non si
rilevano interventi sulla S.P. n. 20.
Al di fuori delle predette risorse, questo Assessorato non dispone
attualmente di altre risorse proprie del bilancio regionale e/o
extraregionale da potere destinare, sempre con le procedure di
evidenza pubblica, agli interventi sulle strade provinciali.
Ciò premesso, sarà cura dello scrivente informare per quanto di
competenza il Dipartimento regionale di Protezione Civile».
L'Assessore
Dott.
Antonino Bartolotta