Presidenza del Presidente Ardizzone
LO GIUDICE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Per richiamo al Regolamento
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
chiarire, avrei voluto farlo ieri sera perché l'intervento del
Presidente dell'Assemblea, a seguito di un comunicato fatto a nome
mio, dove si asseriva che io, dopo un mese, ancora non avevo avuto
- avendo richiesto un mese prima l'accesso agli atti e spero che
per un deputato richiedere l'accesso agli atti non sia lesa
maestà per nessuno, è uno dei compiti che noi abbiamo come
deputati - e ho visto subito che lei era un po' preso , perché una
richiesta di accesso agli atti alla sua Presidenza non l'ha presa
bene.
Ebbene, per onore di questo Parlamento vi dico come sono andate le
cose: il 26 settembre del 2013 io ho fatto una richiesta di accesso
agli atti riguardante la Fondazione Federico II.
In data 14 ottobre 2013, il direttore generale mi invia una
comunicazione, che ieri sera il Presidente correttamente ha letto,
in cui mi diceva che sul sito internet avrei trovato tutto.
Non è così: sul sito non si trova niente.
Lei, Presidente, ieri ha detto che sul sito c'è l'elenco del
personale, bene, io fino ad oggi non l'ho trovato questo elenco del
personale. E quando il direttore generale mi ha mandato la lettera,
dove si diceva che sul sito c'erano lo statuto e l'atto
costitutivo, non si trovava né l'uno né l'altro. Ne è prova che la
segretaria del direttore, via e-mail, mi ha mandato lo statuto e
l'atto costitutivo.
Perché ho inviato una ulteriore lettera al direttore? Poiché io
non mi accontentavo che mi desse il numero totale del personale, 44
unità, ma ho chiesto di avere l'elenco dei 44 più tutti i rapporti
di qualunque genere intrattenuti dalla Fondazione Federico II.
Io non credo di avere fatto nulla di anomalo. Forse lei,
Presidente, pensa che quel comunicato stampa, per quello che lei ha
scritto, che io non ho detto da questo pulpito, e cioè che dopo
trenta giorni ancora non avevo avuto la documentazione richiesta, è
un atto grave.
Se lei fa l'inversione delle due voci, non cambia niente: dopo un
mese io non ho avuto l'elenco del personale e per me è una cosa
grave Proprio per quello che lei ha detto all'atto del suo
insediamento, che questo Palazzo era di cristallo
Lei forse non ha capito, lei ha fatto un Palazzo di cristalli
opachi, perché non si vede niente
Allora se lei comprova - perché ancora ad oggi non l'ho ricevuto -
se farà vedere che questo Palazzo è di cristallo, io gliene darò
atto, ma dia disposizioni che mi mandino i documenti.
Poi lei ha parlato di un colloquio che io avrei avuto con
l'onorevole Forgione, ma o se l'è sognato o l'onorevole Forgione mi
ha visto in fotografia e ha detto che ha parlato con la mia
fotografia? Perché io con lui non ho parlato Io conosco chi è
l'onorevole Forgione, ma non ho parlato mai con lui, né tanto meno
lui con me Tant'è vero che io sono in buona fede e ho cercato di
far intervenire il vicepresidente vicario, questo sì; ha parlato il
vicepresidente vicario della mia lamentela con Forgione, ma non che
questi ha parlato con me.
Signor Presidente, per favore, si aggiorni, non dia delle
inesattezze e non mi dia della persona scorretta nei suoi
confronti. Io la rispetto perché l'ho votata, e non solo per
questo, perché oggi rappresenta la più alta carica di questo
Parlamento. Ma non dica cose che io non ho mai detto. Voglio i
documenti Io voglio i documenti.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Greco, l'onorevole Forgione le sta
rispondendo per l'ennesima volta.
GRECO GIOVANNI. Ma quale ennesima volta?
PRESIDENTE Anche a seguito della lettera che lei ha scritto
ringraziando l'onorevole Forgione. Probabilmente gliel'avrà scritta
qualche segretaria.
GRECO GIOVANNI. No, io l'ho scritta la lettera
PRESIDENTE. E allora lei ha ringraziato l'onorevole.
GRECO GIOVANNI. Ma mi ha ascoltato durante l'intervento?
PRESIDENTE. Bene, allora non vi siete solo scritti, avete pure
parlato. Avete parlato attraverso interposta persona. L'importante
è parlarsi nella vita. Non avete parlato verbalmente, probabilmente
vi siete intesi, non intesi l'importate è avviare un dialogo.
La ringrazio del suo prezioso contributo in perfetta linea con
quanto questa Presidenza ha sempre dichiarato. Le documentazioni
sono a disposizione non solo sua, ma di tutti coloro che ne fanno
richiesta, e soprattutto richiesta da parte dei cittadini. Ogni
cittadino sarà messo nelle condizioni di conoscere tutto quello che
riguarda non solo questo Palazzo, ma anche la Fondazione Federico
II.
GRECO GIOVANNI. Lei ieri sera ha detto che sul sito c'è l'elenco
del personale
PRESIDENTE. Onorevole Greco, la prego di mantenere un tono consono
all'Aula.
GRECO GIOVANNI. Infatti, lei ieri sera ha usato questo: un tono
consono all'Aula Lei è bravo a parlare
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Salvatore Cascio, Oddo e
Anselmo sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazione del programma-calendario dei lavori parlamentari
PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, riunitasi il 30 ottobre 2013, sotto la presidenza del
Presidente dell'ARS, onorevole Ardizzone, alla presenza dei
Vicepresidenti dell'Assemblea, onorevoli Venturino e Pogliese, e
con la partecipazione dell'Assessore per l'economia, ha deliberato
all'unanimità il seguente programma-calendario dei lavori
parlamentari:
AULA
L'Aula terrà seduta:
oggi, mercoledì 30 ottobre 2013, per la discussione degli
argomenti già iscritti all'ordine del giorno, e per l'iscrizione,
all'ordine del giorno dell'Aula, dei seguenti altri disegni di
legge: disegno di legge nn. 304-8-280/A Norme per la promozione
ed il sostegno delle imprese dell'informazione locale ; disegni di
legge n. 275/A Condizioni di trasporto pubblico locale e sanzioni
amministrative ; disegno di legge nn. 351/A Tutela e
valorizzazione delle risorse genetiche Born in Sicily' per
l'agricoltura e l'alimentazione ;
giovedì 31 ottobre (mattina), per il seguito della discussione;
martedì 5 novembre e per la relativa settimana, per la discussione
del disegno di legge sulle variazioni di bilancio, quale priorità
assoluta; ed inoltre, per la discussione dei disegni di legge
individuati come prioritari per l'esame in Commissione, e più sotto
indicati.
Con riferimento alla discussione del disegno di legge sulle
variazioni di bilancio, in considerazione della cennata assoluta
priorità, la II Commissione legislativa permanente Bilancio è
autorizzata da subito a riunirsi anche in concomitanza con i lavori
d'Aula, atteso che la tempestiva, celere approvazione del suddetto
provvedimento legislativo è propedeutica alla predisposizione e
presentazione, da parte del Governo, dei disegni di legge di
bilancio e finanziaria, rispetto ai quali è stato dichiarato
formale impegno di imminente deposito da parte dell'Assessore per
l'economia, dopo espressa unanime richiesta della Conferenza dei
Capigruppo.
Nella stessa giornata di martedì (5 novembre) saranno, inoltre,
discusse le seguenti mozioni: n. 80 (Collegamenti ferroviari in
Sicilia); n. 196 (Rifinanziamento l.r. n. 23/2008 in favore del
settore industriale in Sicilia); n. 113 (Aree militari dismesse);
n. 130 (Agricoltura urbana); n. 183 (Offerta sanitaria pubblica e
privata in Sicilia); n. 135 (Semplificazione Pubblica
Amministrazione).
Nella medesima settimana saranno poi trattate le ulteriori
seguenti mozioni: n. 153 (IVA su prestazioni di servizi socio-
sanitari ed educativi cooperative sociali); n. 186 (Credito
d'imposta); n. 177 (IPAB); n. 197 (Laboratori di analisi); nonché
mozioni, di imminente presentazione, concernenti, rispettivamente,
l'ANSALDO e gli interventi per garantire l'assistenza alle persone
in condizioni di disagio.
COMMISSIONI
Le Commissioni daranno priorità all'esame dei seguenti disegni di
legge:
- disegno di legge concernente le variazioni di bilancio;
- disegno di legge n. 541 (accesso al credito per gli imprenditori
vittime di estorsione);
- disegno di legge n. 450 (accoglienza immigrati), che sarà
esaminato, con priorità, in uno a tutti gli altri disegni di legge
in materia di immigrazione;
- disegno di legge n. 428 (doppia preferenza di genere) che, dopo
lo stralcio della norma finanziaria all'esame della II Commissione
legislativa permanente, potrà essere reiscritto all'ordine del
giorno dell'Assemblea;
- disegni di legge in materia di pagamento delle tasse
automobilistiche;
- disegni di legge in materia di prima casa;
- disegni di legge sulla doppia scheda elettorale per l'elezione
dell'Assemblea regionale siciliana;
- disegni di legge di sostegno alle attività produttive (a seguito
di stralcio della norma finanziaria all'esame della II Commissione
legislativa permanente);
- disegni di legge in materia di semplificazione amministrativa.
E' stato infine convenuto che la Presidenza dell'Assemblea, ai
fini dell'ottimale programmazione dei lavori parlamentari,
predisporrà, a partire dalla prossima Conferenza dei Capigruppo, un
programma dei lavori relativo al periodo di due mesi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Indirizzo di saluto ad una delegazione della scuola media Don
Giuseppe Rizzo di Baucina
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, porgo con piacere il saluto alla
scuola media Don Giuseppe Rizzo di Baucina. Sono presenti i
componenti del Baby Consiglio accompagnati dal baby-sindaco
Leonardo Lo Cascio. Auguri per un futuro roseo e per un impegno
anche nelle pubbliche amministrazioni.
costituzionale da proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi
dell'articolo 41 ter, comma 2 dello Statuto recante 'Modifiche dello
Statuto della Regione siciliana aventi ad oggetto disposizioni in
materia di ripudio della mafia a tutela dei diritti fondamentali
dei cittadini, delle libertà civili, politiche, economiche e sociali.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge «Schema di progetto di legge
costituzionale da proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi
dell'articolo 41 ter, comma 2 dello Statuto recante 'Modifiche
dello Statuto della Regione siciliana aventi ad oggetto
disposizioni in materia di ripudio della mafia a tutela dei diritti
fondamentali dei cittadini, delle libertà civili, politiche,
economiche e sociali'» (223/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge «Schema di progetto di legge
costituzionale da proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi
dell'articolo 41 ter, comma 2 dello Statuto recante 'Modifiche
dello Statuto della Regione siciliana aventi ad oggetto
disposizioni in materia di ripudio della mafia a tutela dei diritti
fondamentali dei cittadini, delle libertà civili, politiche,
economiche e sociali'» (n. 223/A), posto al numero 1).
Invito i componenti la I Commissione, Affari Istituzionali , a
prendere posto nel relativo banco.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Malafarina, per
svolgere la relazione.
MALAFARINA, relatore. Signor Presidente, Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, devo dire che forse la prima Commissione non ha
molta fortuna, anche se oggi è giustificata dal fatto che c'è
l'esame delle variazioni di bilancio nella competente commissione,
per cui diversi appartenenti alla prima Commissione sono impegnati
altrove.
Devo dire che neanche questo disegno di legge ha avuto troppa
fortuna, visto che è stato presentato addirittura il 20 febbraio
2013 e che va in discussione ben dopo otto mesi.
E' un disegno di legge presentato dal Governo, dal Presidente
della Regione, e credo che sia un'occasione storica per ridare alla
Sicilia quella dignità che da anni e anni si è persa.
Il testo, così come esitato dalla prima Commissione, sul quale
preannuncio la presentazione di un emendamento, recita:
«Art. 1.
1. All'articolo 1 dello Statuto della Regione, approvato con Regio
Decreto Legislativo 15 maggio 1946, n. 455, dopo il comma 1 sono
aggiunti i seguenti:
1 bis. La Sicilia ripudia la mafia e tutte le altre organizzazioni
criminali quali strumento di violenza contro i diritti fondamentali
dei cittadini e contro le libertà civili, politiche, economiche e
sociali.
1 ter. E' compito della Regione conformare tutta la propria
legislazione, la disciplina delle elezioni e delle cause di
ineleggibilità e di incompatibilità, l'organizzazione degli uffici
e degli enti regionali e locali, la spesa pubblica, il governo del
territorio, le regole del mercato del lavoro, i criteri per le
nomine, gli appalti e i contratti al fine di prevenire e rimuovere
gli impedimenti ed ostacoli che la mafia oppone al primato della
legge ed all'imparzialità e al buon andamento della pubblica
amministrazione».
Come ho già detto, io ho il grande onore di relazionare su questo
disegno di legge, nel quale si riaffermano i princìpi che
producono, in rango costituzionale, la volontà dei cittadini e,
attraverso questo Parlamento, di un intero popolo, che rinnega con
forza ogni forma di prevaricazione mafiosa e vuole la Sicilia
libera da quell'infamia che da decenni la etichetta come omertosa
e collusa con un sistema criminale che ha fatto della
prevaricazione e dell'illecito un sistema di vita, imponendo ai più
deboli ogni sorta di abuso .
Si condanna e si ripudia non solo la mafia in quanto
organizzazione criminale che ha insanguinato la Sicilia, ma anche e
soprattutto i suoi metodi. Metodi attraverso i quali si
estrinsecano atteggiamenti che hanno costituito l'humus culturale
delle organizzazioni mafiose, organizzazioni che hanno insanguinato
la Sicilia e condizionato la vita dei cittadini e hanno compresso
le libertà costituzionalmente garantite, fino a comprimere la
stessa libertà di libera espressione del pensiero e di impresa
attraverso l'intimidazione, costringendo i cittadini a vivere nella
paura e nell'omertà.
Si condanna ogni forma di prevaricazione, e quindi di violenza,
non solo fisica, ma anche e soprattutto morale, attraverso la quale
questa scellerata forma di criminalità ritiene di esercitare un
potere al di sopra della legge e della volontà democratica di un
popolo e che oppone al primato della legge quello della violenza e
della prevaricazione per il proprio ingiusto arricchimento e per
esercitare un potere iniquo e vergognoso ai danni dei più
elementari diritti dei cittadini.
Il rigetto della violenza non sarebbe completo se accanto alla
repulsione e alla condanna della prevaricazione mafiosa non si
rinnegasse e condannasse ogni altra forma di prevaricazione,
soprattutto quella di una discriminazione che emargina i soggetti
più deboli per appartenenza sociale, sesso o religione.
Si riafferma con forza il valore di un principio costituzionale
che la Sicilia, terra di immigrati e oggi frontiera dell'Europa,
accoglie i più deboli in fuga da guerra e fame e rinnega e condanna
assieme alla mafia ogni violenza commessa ai danni dei più umili.
Si traduce in legge il comune sentire di un popolo che nei
millenni ha fatto dell'accoglienza e dell'integrazione il proprio
stile di vita, mutuando dalla cultura greca la socialità e il
rispetto dell'ospite e che, da terra di conquista, ha sempre
reagito e riaffermato il valore della libertà e della propria
libera autodeterminazione.
Quindi, accanto al rigetto della mafia e dei suoi metodi, di
quell'infamia che ha relegato la Sicilia in un limbo di inciviltà,
si pone anche il rigetto di ogni forma di discriminazione per
riaffermare con forza la cultura e i valori che un popolo
quotidianamente pratica.
La semplice affermazione di solenni princìpi da sola non è
sufficiente ad eliminare il fenomeno criminale della mafia. La
mafia vive nell'ombra dell'incertezza, nelle pieghe del diritto e
nell'incapacità della pubblica amministrazione di darsi regole
certe e chiare, di praticare una vera legalità trasparente e
generale. La distorsione del diritto e la sua costante violazione
sono alla base del fenomeno mafioso che vive non solo di
prevaricazione ma anche di complicità, favorite dalla farraginosità
della macchina burocratica, delle sue inadempienze, delle sue
storture.
E' necessario, indispensabile, introdurre i princìpi già
individuati dalla dottrina amministrativa di imparzialità,
trasparenza, efficienza e meritocrazia per ostacolare e rimuovere
l'azione dei poteri criminali.
E' necessario diffondere fra i giovani la cultura della legalità,
rafforzando quel comune sentire che ne avverte la necessità per
conoscere e applicare i propri diritti.
Nessuno può illudersi che le dichiarazioni di principio che non
siano accompagnate da strumenti e da ferree volontà possono essere
rimedi taumaturgici. Occorre che la Regione applichi il contrasto
alla criminalità e che i criminali sappiano che saranno chiamati a
rispondere non solo alla legge ma anche ai siciliani che,
attraverso la costituzione in giudizio, non solo chiedono un
risarcimento simbolico, ma pretendono giuste pene per chi
compromette il diritto e la dignità di tutti.
Per questo io colgo l'occasione per preannunciare - cosa che già
ho fatto - la presentazione di un disegno di legge che semplifichi
le attività amministrative, perché sono convinto che senza una
semplificazione delle leggi, senza una loro rigida applicazione e
una verifica del diritto, la Sicilia non troverà mai uno spazio
proprio di legalità.
Infatti, è un sistema, il nostro, in cui si sono annidate grandi
complicità e inefficienze, in cui uno Stato distratto non ha avuto
la capacità di intervenire con la determinazione e la chiarezza
necessarie, che ha creato un mostro da mille teste alimentato solo
da una ferrea determinazione, di arricchirsi attraverso
l'intimidazione e la prevaricazione.
I siciliani sono le prime vittime della mafia e sono i primi che
si sono ribellati a questo infame capestro' rivendicando il
diritto alla libertà e alla dignità.
Per elencare le vittime di questa infinita strage di gente che per
ideali e impegno ha perso la vita, o di semplici e ignari cittadini
occorrerebbero ore. Non voglio dimenticare, non voglio fare torto a
nessuno, ma voglio ricordare a questa Assemblea che nella tragedia
che ha insanguinato la Sicilia dal dopoguerra in poi, e anche
prima, fra le vittime della mafia si trovano giornalisti, sindaci,
segretari politici, segretari di partito, segretari delle camere di
lavoro, preti, magistrati, carabinieri e poliziotti. E accanto a
queste vittime, che avevano un ruolo sociale o politico, ci sono
ancor prima tutte le decine e decine di imprenditori, commercianti
e semplici cittadini che hanno subìto violenze quotidiane vivendo
nell'inferno della paura e della sopraffazione.
Dietro ad ogni vittima, ed è la cosa più tragica, ci sono le
tragedie di quelli che sono rimasti; sono le tragedie di quelli che
sono privi di sostentamento e che, come spesso accade per i
testimoni di giustizia, sono costretti a fuggire dalla Sicilia per
garantirsi una sopravvivenza. E tanti siciliani, troppi, sono stati
costretti a vivere senza avere risposte e senza avere garantita
giustizia. Per tutte le vittime basta ricordare Dalla Chiesa,
Cassarà, Borsellino, Falcone, Rostagno, Libero Grassi, Don Pino
Puglisi, Pio La Torre che ha calpestato i tappeti di quest'Aula e
ha parlato da questi microfoni.
Ma in questo elenco di vittime ci sono le vittime più importanti,
le più grandi, quelle che appartengono a tutti quanti noi.
Appartengono a noi e ai nostri figli e sono quelle che ogni giorno,
inconsapevolmente forse, ci portiamo addosso. E queste vittime sono
la libertà e la dignità.
Accanto a queste vittime c'è l'inferno quotidiano di gente che
vive male la propria socialità perché in Sicilia si è annidata la
cultura del sospetto, di stereotipi che accompagnano i siciliani e
che vilipendono ancora di più quelli che la vita l'hanno persa per
difendere i princìpi di libertà e di democrazia.
Signor Presidente, i diritti dei siciliani sono stati scritti col
sangue dei siciliani che sono, nello stesso tempo, vittime e
carnefici di sé stessi. Questa Assemblea avrà la possibilità di
ristabilire una verità, di ribadire che i siciliani non sono solo
mafia, anzi, che le prime vittime della mafia sono proprio i
siciliani, e ristabilire una semplice regola di diritto di
democrazia col dire che anche la politica ha fatto un grande
percorso di giustizia e di legalità che riafferma questi valori.
Ci sono sicuramente resistenze e zone grigie che sostengono e
condividono gli interessi criminali e proprio per questo bisogna
dare una svolta alla Sicilia, bisogna affermare con grande forza
che siamo contro la mafia, contro i mafiosi, contro i corrotti e
contro ogni accondiscendente silenzio, che siamo e vogliamo essere
un popolo libero che decide dei propri destini, che siamo contro
ogni discriminazione e senza tolleranza per ogni prevaricazione,
che la legalità è un principio, un diritto e un dovere per l'intera
Sicilia. Questo lo dobbiamo ai siciliani e ai nostri figli, e
soprattutto lo dobbiamo a noi stessi, perché la dignità delle
istituzioni e di questa Assemblea è stata compromessa per troppo
tempo e troppo a lungo. Lo dobbiamo per ridare dignità ad un intero
popolo che ha vissuto di eroi e non di diritti e che da troppo
tempo attende diritti e giustizia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Malafarina, per la relazione
corposa, articolata e abbastanza significativa. Io aggiungerei tra
le vittime elencate anche Piersanti Mattarella, insieme a Pio La
Torre, come deputato che è stato presente in quest'Aula e come
Presidente della Regione.
Personalità contrapposte sul piano politico, ma - parlo di La
Torre e di Mattarella - con un unico obiettivo: fare il loro dovere
fino in fondo e per fare il loro dovere hanno pagato a costo della
vita.
Ricordo a me stesso una conferenza sull'agricoltura che si tenne a
Villa Igea, alla presenza del Presidente della Regione Piersanti
Mattarella, Pio La Torre pronunciò delle parole fortissime contro
il sistema regionale di governo dell'agricoltura. Secondo alcuni
studiosi e alcuni storici, possiamo dire adesso, essendo passati
tanti anni, che in quel momento si sancì la morte di Piersanti
Mattarella e di Pio La Torre, perché Piersanti Mattarella diede
ragione a Pio La Torre.
Quindi, lei ha ricordato le tante vittime illustri, lei ha svolto
un excursus più che significativo, e da parte di questa Presidenza
é più che condivisibile lo spirito di questo disegno di legge.
L'importante è che ciascuno di noi non si fermi all'enunciazione
del principio pensando che si possa avere la coscienza a posto solo
nell'approvare questo disegno di legge o nel promuovere questo
disegno di legge. Ognuno di noi può avere la coscienza a posto se
fa il proprio dovere fino in fondo. Grazie, grazie di cuore,
onorevole Malafarina.
Dichiaro aperta la discussione generale.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli
colleghi, interverrò brevemente.
Dopo avere ascoltato la presentazione del collega Malafarina, non
desidero entrare nel merito del tema - cosa che mi riservo di fare
in altra sede, se necessario anche in questa stessa sessione -, ma
desidero sollevare un problema, una questione di metodo. E non
entro nel merito dell'iniziativa del Presidente Crocetta illustrata
dall'onorevole Malafarina, perché in linea di principio non
possiamo non essere d'accordo, con tutte le riserve che ho già
manifestato al relatore e che non avrò difficoltà ad evidenziare in
quest'Aula.
Ho il dovere di dirle, signor Presidente, che questo disegno di
legge non è stato mai sottoposto all'esame della Commissione
parlamentare Antimafia perché in origine, quando venne avviata la
procedura, la commissione non era stata ancora costituita e
insediata.
Ritengo, comunque, che si poteva porre rimedio successivamente, ma
una svista, forse, degli uffici, o altra valutazione che non mi
permetto di contestare hanno ritenuto che la Commissione Antimafia
non abbia potuto finora occuparsi di questo disegno di legge.
Pertanto io non solo rivendico il diritto, se riconosciuto
legittimo, non sul piano sostanziale ma sul piano procedurale, di
poter consentire alla Commissione Antimafia di esaminare il disegno
di legge e credo che l'onorevole Malafarina, che di quella
Commissione fa parte autorevolmente, non avrà nessuna difficoltà,
ma pongo anche un problema di metodo molto più vasto.
Qui si tratta di operare una modifica della nostra Carta
Costituzionale, si tratta di apportare una integrazione
all'articolo 1 dello Statuto della Regione siciliana.
Allora io mi chiedo, e non so se altri colleghi condivideranno
questa mia richiesta, nel momento in cui da più parti si avverte
l'esigenza di mettere mano allo Statuto di questa Regione, nel
momento in cui lei, signor Presidente, nel suo discorso di
insediamento ha richiamato la opportunità di discutere della nostra
Carta istituzionale, perché non aprire un ragionamento complessivo
sulla revisione dello Statuto siciliano, sulle possibili modifiche
che questo Parlamento vorrebbe apportare, inserendo in questo
contesto la proposta di legge presentata dall'onorevole Presidente
assieme ad altri disegni di legge, suscettibili di approfondimento,
che potrebbero finalmente soddisfare e porre fine a questo ampio
dibattito che da diversi anni si porta avanti sulla opportunità di
adeguare il nostro Statuto?
Non ho bisogno di ricordare a lei, signor Presidente e ai colleghi
più anziani di questa Assemblea, come due o tre legislatura fa,
credo nella legislatura 2001-2006, venne istituita una apposita
Commissione per la revisione dello Statuto affidata alla saggia,
sagace ed esperiente presidenza dell'onorevole Vincenzo Leanza.
Vennero elaborate alcune proposte in maniera articolata, in
maniera organica. Poi, l'interruzione della legislatura, forse per
scadenza naturale, credo non abbia consentito nella legislatura
successiva di poter riprendere il dibattito.
Allora, perché non portare all'esame della Conferenza dei
capigruppo il dibattito sulla revisione dello Statuto prendendo lo
spunto dal disegno di legge dell'onorevole Crocetta e dalle
considerazioni che, con grande sobrietà e serenità, ci ha
rassegnato l'onorevole Malafarina? E, in subordine, io chiedo che
questo disegno di legge possa essere rinviato alla prima
Commissione, alla quale poi spetterà il compito di trasmetterlo
alla Commissione parlamentare Antimafia, affinché questa possa
esprimere le proprie valutazioni dopo un attento esame e un
dibattito come sempre aperto, appassionato, leale, libero e
sincero, come abbiamo finora fatto.
Credo che argomenti così seri come il ripudio alla mafia e la
modifica dello Statuto meriterebbero maggiore attenzione, minore
superficialità, minore fretta e un ragionamento molto più organico
e strutturato che consentirebbe a questa Assemblea di intestarsi,
in questa legislatura e sotto la sua presidenza, un capitolo
assolutamente condiviso da vari settori d'Aula e certamente seguito
con estremo interesse dall'opinione pubblica siciliana. In questo
senso formalizzo, anche come presidente della Commissione
Antimafia, la richiesta che ho appena illustrato.
PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, lei mi pone dinanzi ad una
opzione: l'una, costituire una Commissione che si occupi dello
Statuto; l'altra, interessare la Commissione Antimafia almeno in
ordine a questo specifico disegno di legge.
Ad onor del vero, questo è uno dei primi disegni di legge proposti
dal Governo regionale nel mese di febbraio, quando ancora non era
stata costituita la Commissione Antimafia.
Di questo si tratta, non era stato un modo per bypassare la
Commissione Antimafia; tutt'altro.
Siccome si tratta di un argomento rispetto al quale non c'è motivo
di avere opinioni diverse, si può raggiungere lo stesso risultato
magari scrivendolo in maniera diversa, ed é chiaro che occorre un
approfondimento. E considerato che abbiamo aspettato tanto
l'insediamento della nuova Commissione e che dobbiamo in qualche
modo recuperare il tempo perduto, quindi col consenso della
Commissione e dell'Aula io invierei il disegno di legge per un
parere alla Commissione Antimafia, senza però toglierlo dal
calendario dei lavori nel senso che la relazione è stata resa e il
disegno di legge è già stato incardinato, confidando che la
Commissione, entro la prossima settimana, possa esprimere un
proprio apprezzamento.
Darò il termine per gli emendamenti successivamente al parere
espresso dalla Commissione Antimafia.
MUSUMECI. E per la revisione dello Statuto?
PRESIDENTE. E' chiaro. Qui si vuole enunciare un principio e -
ripeto le parole dell'onorevole Malafarina - non ci dobbiamo solo
soffermare sull'enunciazione del principio.
Ripeto, dobbiamo arrivare a questo obiettivo. Se parliamo di
revisione dello Statuto, che è un argomento molto più complesso, è
chiaro che noi prendemmo molto più tempo.
Onorevole Musumeci, in questa fase io sarei per la subordinata nel
senso che, col consenso della Commissione e dell'Aula, trasmetterei
il disegno di legge alla Commissione Antimafia per un parere.
Voglio però sottolineare che, nel momento in cui questo disegno di
legge è stato assegnato, giustamente e legittimamente, alla prima
Commissione, la Commissione Antimafia non era ancora stata
istituita, perché l'abbiamo fatto successivamente con
l'approvazione di un ordine del giorno.
Però, obiettivamente, non ci sono motivi del contendere.
Pertanto, col consenso dell'Aula potremmo adottare questa
soluzione.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, questo testo contiene dei princìpi
fondamentali che, ovviamente, vanno rispettati anche in assenza di
una legge: è chiaro che c'è il rifiuto della mafia da parte
dell'Assemblea, del Parlamento e di tutti i siciliani. Sulla base
della richiesta dell'onorevole Musumeci, io proporrei, se il
presidente della Commissione Antimafia è d'accordo, di fare invece
una riunione congiunta delle due Commissioni per esaminare il
testo. Così, alla luce anche della rielaborazione o dei contributi
che la Commissione Antimafia vuol apportare, si risolve il
problema.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha
facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, non ho nessuna difficoltà ad
accogliere la proposta dell'onorevole Rinaldi.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
L'onorevole Cracolici, d'intesa con l'onorevole Musumeci, si farà
promotore di una riunione congiunta e per riportare il disegno di
legge in Aula entro la prossima settimana.
Resta inteso che la relazione è stata svolta e che il disegno di
legge è assolutamente incardinato.
La Presidenza auspica un dibattito serrato da parte di tutta
l'Aula.
regionale 20 aprile 1976, n. 35
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge «Modifiche alla legge regionale
20 aprile 1976, n. 35» (nn. 127-30/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge
«Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35» (nn. 127-
30/A), posto al numero 2).
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Siragusa per svolgere
la relazione.
SIRAGUSA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
legge regionale n. 35 del 1976 stabilisce la disciplina per la
nomina di amministratori e rappresentanti della Regione negli
organi di amministrazione attiva e di controllo di enti di diritto
pubblico, in organi di controllo giurisdizionali, prevedendo che
tali nomine siano sottoposte al parere preventivo della Commissione
legislativa permanente per le questioni istituzionali. La legge
disciplina, altresì, il procedimento per l'espressione del parere.
Il presente disegno di legge, attraverso la modifica della legge
regionale n. 35 del 1976, ha lo scopo di rafforzare il ruolo della
Commissione parlamentare competente a valutare le nomine e le
designazioni governative, nell'esercizio delle funzioni di
controllo dell'azione dell'esecutivo, manifestata attraverso il
potere di nomina.
Le modifiche introdotte riguardano diversi aspetti del
procedimento, attinenti al termine per l'espressione del parere da
parte della Commissione, alla disciplina dei casi di richiesta di
parere con urgenza, alla maggioranza richiesta per esprimere il
parere contrario. Infine, si introduce una norma specifica
riguardante le nomine di dipendenti regionali, attualmente non
sottoposte al parere della Commissione parlamentare.
Con riferimento al termine entro il quale deve essere reso il
parere, la normativa vigente prevede che la Commissione si esprima
entro quarantacinque giorni dalla richiesta, ridotti a quindici nei
casi di urgenza. Il testo proposto prevede l'ampliamento del
termine per i casi di urgenza a trenta giorni, garantendo così alla
Commissione la possibilità di esaminare in modo più compiuto il
merito della richiesta. Si impone, inoltre, al Governo di
individuare specificatamente le ragioni dell'urgenza, al fine di
porre fine alla prassi di giustificare l'urgenza con formule di
rito legate alla funzionalità dell'ente.
Il disegno di legge in esame prevede, altresì, la sospensione
della decorrenza del termine nel periodo antecedente lo svolgimento
delle elezioni regionali, politiche ed europee. In particolare, il
termine è sospeso dal quarantacinquesimo giorno prima delle
votazioni e riprende a decorrere immediatamente dopo le
consultazioni. In tal modo si intende, da una parte, evitare che il
Governo proceda a nomine durante la campagna elettorale e,
dall'altra, consentire alla Commissione una valutazione più serena
delle scelte governative.
La legge regionale numero 35 del 1976, nel testo vigente, prevede
che per esprimere il parere contrario è necessaria una maggioranza
qualificata pari a due terzi dei componenti della Commissione.
Questa disposizione comporta una palese incongruenza: infatti,
l'eventuale deliberazione di parere contrario adottata dalla
maggioranza dei componenti della Commissione ma che sia inferiore
ai due terzi non produce effetto, seppure la decisione sia
rappresentativa della posizione prevalente in seno all'organo
parlamentare. Al fine di eliminare tale incongruenza, il testo
proposto prevede che per l'espressione del parere contrario sia
sufficiente la maggioranza assoluta dei componenti della
Commissione, in luogo della maggioranza di due terzi.
Infine, si prevede l'obbligo di dare comunicazione alla
Commissione delle nomine relative ai dirigenti e funzionari
dell'amministrazione regionale. E' necessario, infatti, fornire
all'Assemblea un'adeguata e completa informazione su tutta
l'attività governativa, impegnando il Presidente della Regione, la
Giunta regionale e gli Assessori regionali a dare contezza anche di
quelle nomine riguardanti dipendenti della Regione, per le quali
non è richiesto il parere preventivo della Commissione.
Per le motivazioni sopra evidenziate, si auspica una sollecita
approvazione del presente disegno di legge.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Per il rinvio del disegno di legge in Commissione ai sensi
dell'art. 121 quater,
comma 2, del Regolamento interno
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando si
discutono norme che disciplinano le regole di funzionamento delle
Istituzioni io credo che non ci si possa porre in posizione di
maggioranza o di minoranza. Le regole sono regole e valgono per
tutti, indipendentemente dal fatto che in un particolare momento
storico ciascuno può essere alla maggioranza o all'opposizione.
E poiché la regola che riguarda la maggioranza per le nomine
appartiene a quella categoria di norme che deve avere una
maggioranza diffusa all'interno dell'Aula, a prescindere da quelle
che sono le attuali posizioni, signor Presidente - e mi rivolgo
anche alla Commissione - ritengo che sia più corretto e più giusto
un approfondimento di questo testo che disciplina un argomento
delicato.
Per questa ragione ritengo necessario un ritorno del disegno di
legge in Commissione, peraltro costituita nuovamente da pochissimi
giorni, con una nuova formazione e un nuovo assetto, affinché possa
approfondire l'argomento e portare in Aula un testo che abbia una
condivisione assolutamente diffusa, senza equivoci e senza dubbi.
Pertanto, signor Presidente, formalizzo la richiesta di rinvio del
disegno di legge in prima Commissione legislativa permanente per un
approfondimento ai sensi dell'articolo 121 quater, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Gucciardi ha
formalizzato una richiesta ai sensi dell'articolo 121 quater del
Regolamento, in quanto presidente di Gruppo parlamentare.
Invito un oratore a favore e uno contro ad intervenire sulla
proposta di rinvio.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, il disegno di legge
nn. 127-30/A é rinviato in prima Commissione con l'accordo unanime
dell'Assemblea e sarà reiscritto all'ordine del giorno
dell'Assemblea trascorsi quindici giorni.
Resta così stabilito.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
siciliano, sui progetti di legge costituzionali NN. A.S. 42 E A.S.
363 concernenti modifiche dello Statuto della Regione in materia di
procedure per la modifica dello Statuto medesimo
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
siciliano, sui progetti di legge costituzionali nn. A.S. 42 E A.S.
363 concernenti modifiche dello Statuto della Regione in materia di
procedure per la modifica dello Statuto medesimo. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
VISTI i disegni di legge costituzionale A.S. n. 42 Modifiche agli
statuti delle regioni ad autonomia speciale, concernenti la
procedura per la modificazione degli statuti medesimi ,
d'iniziativa dei senatori Zeller e Berger, e A.S. n. 363 Modifiche
agli statuti delle regioni ad autonomia speciale concernenti la
procedura per la modificazione degli statuti medesimi ,
d'iniziativa dei senatori Palermo, Zeller, Berger, Laniece,
Fravezzi, Panizza e Nencini;
PRESO ATTO che la modifica proposta nei predetti disegni di legge,
di identico contenuto, conferisce all'Assemblea regionale un
maggiore ruolo, rispetto alla vigente disciplina, nel procedimento
di modifica dello Statuto, attraverso la previsione dell'intesa
sulle modifiche statutarie approvate in prima deliberazione dal
Parlamento della Repubblica, e della possibilità di diniego
all'intesa sulle suddette modifiche con deliberazione adottata a
maggioranza di due terzi dei componenti;
RITENUTO che lo strumento dell'intesa, in sostituzione del parere
attualmente previsto dall'articolo 41 ter dello Statuto, consente
un rafforzamento della posizione dell'Assemblea, che è in tal modo
posta su un piano di parità nei confronti dello Stato;
CONSIDERATO l'esame preliminare svolto dalla I Commissione sui
suddetti disegni di legge ed il parere favorevole espresso dalla
stessa nella seduta n. 40 del 30 luglio 2013;
ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto,
ESPRIME PARERE FAVOREVOLE
sull'articolo 1 del disegno di legge costituzionale A.S. n. 42 e
sull'articolo 1 del disegno di legge costituzionale A.S. n. 363».
CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è il
terzo disegno di legge che entra in Aula proveniente dalla
Commissione che da qualche giorno presiedo.
Però, non avendo contribuito alla elaborazione e alla definizione
del parere, mi limito in questo momento a sostituire la relatrice
che era stata nominata, l'onorevole Anselmo, che ha predisposto una
relazione scritta per sostenere il parere della prima Commissione,
favorevole ai due testi sui quali dobbiamo esprimere parere
obbligatorio, su un'iniziativa parlamentare del Senato della
Repubblica da parte di alcuni senatori, in riferimento alle
modifiche delle procedure ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3,
dello Statuto della Regione.
I progetti di legge costituzionali di identico contenuto, A.S. 42
e A.S. 363, intervengono sul procedimento di revisione dello
Statuto attraverso la modifica del predetto comma 3 dell'articolo
41 ter. L'attuale disciplina prevede che l'Assemblea entro due mesi
esprima un parere, non avente natura vincolante, su progetti di
modifica dello Statuto di iniziativa governativa o parlamentare.
I disegni di legge in esame, invece, prevedono che l'Assemblea
regionale debba esprimere l'intesa sui progetti di modifiche
statutarie approvati in prima deliberazione dal Parlamento.
Si prevede, inoltre, che l'Assemblea entro tre mesi possa
esprimere il diniego all'intesa, con delibera adottata a
maggioranza dei due terzi dei componenti, e che solo in mancanza di
espresso diniego le Camere possano procedere all'approvazione della
legge costituzionale.
La proposta rafforza, quindi, il ruolo dell'Assemblea nel
procedimento di revisione dello Statuto, garantendo alla stessa il
potere di esprimere un'intesa sul testo già approvato in prima
lettura dal Parlamento, in sostituzione del semplice parere
previsto dalla vigente disciplina.
I disegni di legge attenuano in parte il paradosso per il quale la
natura costituzionale dello Statuto delle regioni speciali, che
costituisce una garanzia fondamentale della loro autonomia, si è
tradotta, a seguito della riforma costituzionale del 1999, in una
disparità di trattamento rispetto alle regioni ordinarie per quanto
riguarda il procedimento di revisione statutaria.
Per queste ultime, infatti, il nuovo testo dell'articolo 123 della
Costituzione prevede che lo Statuto sia approvato e modificato con
legge regionale; lo Statuto delle Regioni ad autonomia
differenziata, invece, può essere modificato anche unilateralmente
da parte dello Stato.
Con la modifica proposta la Regione, attraverso lo strumento
dell'intesa, è posta sullo stesso piano dello Stato e con una
maggioranza qualificata può interrompere il procedimento di
revisione statutaria avviato dal Parlamento della Repubblica.
Inoltre, la previsione che la delibera per il diniego dell'intesa
sia adottata a maggioranza dei due terzi dell'Assemblea regionale,
assicura che le scelte relative alla revisione dello Statuto siano
espressione di un'ampia convergenza tra le forze politiche
rappresentate in Assemblea.
Si ritiene, dunque, che l'Assemblea debba esprimere parere
favorevole ai progetti di legge costituzionali nn. A.S. 42 e A.S.
363 secondo la proposta di parere elaborata dalla prima Commissione
legislativa.
PRESIDENTE. Non essendoci interventi, pongo in votazione il parere
sui progetti di legge costituzionali nn. A.S. 42 e A.S. 363
concernenti modifiche dello Statuto della Regione in materia di
procedure per la modifica dello Statuto medesimo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, mercoledì 30
ottobre 2013, alle ore 18.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
- Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
libertà civili, politiche, economiche e sociali'. (n. 223/A)
(Seguito)
Relatore: on. Malafarina
III - Discussione dei disegni di legge:
1) - Norme per la promozione ed il sostegno delle imprese
dell'informazione locale (nn. 304-8-280/A)
Relatore: on. Lentini
2) - Condizioni di trasporto pubblico locale e sanzioni
amministrative (n. 275/A)
Relatore: on. Tamajo
3) - Tutela e valorizzazione delle risorse genetiche Born in
Sicily' per l'agricoltura e l'alimentazione (n. 351/A)
Relatore: on. Marziano
La seduta è tolta alle ore 17.57
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli