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Resoconto d'Aula della Seduta n. 87 di mercoledì 30 ottobre 2013
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   LO  GIUDICE,  segretario, dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                      Per richiamo al Regolamento

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  volevo
  chiarire,  avrei  voluto  farlo ieri sera perché  l'intervento  del
  Presidente dell'Assemblea, a seguito di un comunicato fatto a  nome
  mio,  dove si asseriva che io, dopo un mese, ancora non avevo avuto
  -  avendo  richiesto un mese prima l'accesso agli atti e spero  che
  per  un  deputato  richiedere l'accesso agli  atti  non  sia   lesa
  maestà   per  nessuno,  è  uno dei compiti  che  noi  abbiamo  come
  deputati - e ho visto subito che lei era un po'  preso , perché una
  richiesta  di accesso agli atti alla sua Presidenza non l'ha  presa
  bene.
   Ebbene, per onore di questo Parlamento vi dico come sono andate le
  cose: il 26 settembre del 2013 io ho fatto una richiesta di accesso
  agli atti riguardante la Fondazione Federico II.
   In  data  14  ottobre  2013, il direttore generale  mi  invia  una
  comunicazione, che ieri sera il Presidente correttamente ha  letto,
  in cui mi diceva che sul sito internet avrei trovato tutto.
   Non è così: sul sito non si trova niente.
   Lei,  Presidente,  ieri  ha detto che sul sito  c'è  l'elenco  del
  personale, bene, io fino ad oggi non l'ho trovato questo elenco del
  personale. E quando il direttore generale mi ha mandato la lettera,
  dove   si  diceva  che  sul  sito  c'erano  lo  statuto  e   l'atto
  costitutivo, non si trovava né l'uno né l'altro. Ne è prova che  la
  segretaria  del direttore, via e-mail, mi ha mandato lo  statuto  e
  l'atto costitutivo.
   Perché  ho  inviato una ulteriore lettera al direttore? Poiché  io
  non mi accontentavo che mi desse il numero totale del personale, 44
  unità,  ma ho chiesto di avere l'elenco dei 44 più tutti i rapporti
  di qualunque genere intrattenuti dalla Fondazione Federico II.
   Io  non  credo  di  avere  fatto  nulla  di  anomalo.  Forse  lei,
  Presidente, pensa che quel comunicato stampa, per quello che lei ha
  scritto,  che  io non ho detto da questo pulpito, e cioè  che  dopo
  trenta giorni ancora non avevo avuto la documentazione richiesta, è
  un atto grave.
   Se  lei fa l'inversione delle due voci, non cambia niente: dopo un
  mese  io  non ho avuto l'elenco del personale e per me è  una  cosa
  grave   Proprio  per  quello  che lei ha  detto  all'atto  del  suo
  insediamento, che questo Palazzo era di cristallo
   Lei  forse  non  ha capito, lei ha fatto un Palazzo  di  cristalli
  opachi, perché non si vede niente
   Allora se lei comprova - perché ancora ad oggi non l'ho ricevuto -
  se  farà  vedere che questo Palazzo è di cristallo, io gliene  darò
  atto, ma dia disposizioni che mi mandino i documenti.
   Poi  lei  ha  parlato  di  un colloquio che  io  avrei  avuto  con
  l'onorevole Forgione, ma o se l'è sognato o l'onorevole Forgione mi
  ha  visto  in  fotografia e ha detto che  ha  parlato  con  la  mia
  fotografia?  Perché io con lui non ho parlato   Io  conosco  chi  è
  l'onorevole Forgione, ma non ho parlato mai con lui, né tanto  meno
  lui  con me  Tant'è vero che io sono in buona fede e ho cercato  di
  far intervenire il vicepresidente vicario, questo sì; ha parlato il
  vicepresidente vicario della mia lamentela con Forgione, ma non che
  questi ha parlato con me.
   Signor  Presidente,  per  favore,  si  aggiorni,  non  dia   delle
  inesattezze  e  non  mi  dia  della  persona  scorretta  nei   suoi
  confronti.  Io  la  rispetto perché l'ho votata,  e  non  solo  per
  questo,  perché  oggi  rappresenta la più  alta  carica  di  questo
  Parlamento.  Ma  non dica cose che io non ho mai  detto.  Voglio  i
  documenti  Io voglio i documenti.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Greco, l'onorevole Forgione  le  sta
  rispondendo per l'ennesima volta.

   GRECO GIOVANNI. Ma quale ennesima volta?

   PRESIDENTE  Anche  a  seguito della lettera  che  lei  ha  scritto
  ringraziando l'onorevole Forgione. Probabilmente gliel'avrà scritta
  qualche segretaria.

   GRECO GIOVANNI.  No, io l'ho scritta la lettera

   PRESIDENTE. E allora lei ha ringraziato l'onorevole.

   GRECO GIOVANNI. Ma mi ha ascoltato durante l'intervento?

   PRESIDENTE.  Bene,  allora non vi siete solo scritti,  avete  pure
  parlato.  Avete parlato attraverso interposta persona. L'importante
  è parlarsi nella vita. Non avete parlato verbalmente, probabilmente
  vi siete intesi, non intesi l'importate è avviare un dialogo.
   La  ringrazio  del suo prezioso contributo in perfetta  linea  con
  quanto  questa  Presidenza ha sempre dichiarato. Le  documentazioni
  sono  a disposizione non solo sua, ma di tutti coloro che ne  fanno
  richiesta,  e  soprattutto richiesta da parte dei  cittadini.  Ogni
  cittadino sarà messo nelle condizioni di conoscere tutto quello che
  riguarda  non solo questo Palazzo, ma anche la Fondazione  Federico
  II.

   GRECO  GIOVANNI. Lei ieri sera ha detto che sul sito c'è  l'elenco
  del personale

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, la prego di mantenere un tono consono
  all'Aula.

   GRECO  GIOVANNI. Infatti, lei ieri sera ha usato questo:  un  tono
  consono all'Aula  Lei è bravo a parlare

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Salvatore Cascio,  Oddo  e
  Anselmo sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Comunicazione del programma-calendario dei lavori parlamentari

   PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, riunitasi il 30 ottobre 2013, sotto la presidenza del
  Presidente   dell'ARS,  onorevole  Ardizzone,  alla  presenza   dei
  Vicepresidenti dell'Assemblea, onorevoli Venturino  e  Pogliese,  e
  con  la partecipazione dell'Assessore per l'economia, ha deliberato
  all'unanimità   il   seguente   programma-calendario   dei   lavori
  parlamentari:

   AULA
   L'Aula terrà seduta:

   oggi,  mercoledì  30   ottobre  2013,  per  la  discussione  degli
  argomenti  già  iscritti all'ordine del giorno, e per l'iscrizione,
  all'ordine  del  giorno dell'Aula, dei seguenti  altri  disegni  di
  legge:  disegno di legge  nn. 304-8-280/A  Norme per la  promozione
  ed  il sostegno delle imprese dell'informazione locale ; disegni di
  legge  n. 275/A  Condizioni di trasporto pubblico locale e sanzioni
  amministrative ;   disegno   di   legge   nn.   351/A    Tutela   e
  valorizzazione  delle  risorse  genetiche   Born  in  Sicily'   per
  l'agricoltura e l'alimentazione ;

   giovedì 31 ottobre (mattina), per il seguito della discussione;

   martedì 5 novembre e per la relativa settimana, per la discussione
  del  disegno di legge sulle variazioni di bilancio, quale  priorità
  assoluta;  ed  inoltre, per la discussione  dei  disegni  di  legge
  individuati come prioritari per l'esame in Commissione, e più sotto
  indicati.

   Con  riferimento  alla  discussione del  disegno  di  legge  sulle
  variazioni  di  bilancio, in considerazione della cennata  assoluta
  priorità,  la  II Commissione legislativa permanente   Bilancio   è
  autorizzata da subito a riunirsi anche in concomitanza con i lavori
  d'Aula,  atteso che la tempestiva, celere approvazione del suddetto
  provvedimento  legislativo è propedeutica  alla  predisposizione  e
  presentazione,  da  parte  del Governo, dei  disegni  di  legge  di
  bilancio  e  finanziaria,  rispetto ai  quali  è  stato  dichiarato
  formale  impegno di imminente deposito da parte dell'Assessore  per
  l'economia,  dopo espressa unanime richiesta della  Conferenza  dei
  Capigruppo.
   Nella  stessa  giornata di martedì (5 novembre) saranno,  inoltre,
  discusse  le  seguenti mozioni: n. 80 (Collegamenti  ferroviari  in
  Sicilia);  n.  196 (Rifinanziamento l.r. n. 23/2008 in  favore  del
  settore  industriale in Sicilia); n. 113 (Aree militari  dismesse);
  n.  130 (Agricoltura urbana); n. 183 (Offerta sanitaria pubblica  e
  privata    in   Sicilia);   n.   135   (Semplificazione    Pubblica
  Amministrazione).
   Nella   medesima  settimana  saranno  poi  trattate  le  ulteriori
  seguenti  mozioni:  n. 153 (IVA su prestazioni  di  servizi  socio-
  sanitari   ed  educativi  cooperative  sociali);  n.  186  (Credito
  d'imposta);  n. 177 (IPAB); n. 197 (Laboratori di analisi);  nonché
  mozioni,  di imminente presentazione, concernenti, rispettivamente,
  l'ANSALDO e gli interventi per garantire l'assistenza alle  persone
  in condizioni di disagio.

   COMMISSIONI
   Le  Commissioni daranno priorità all'esame dei seguenti disegni di
  legge:
   - disegno di legge concernente le variazioni di bilancio;
   - disegno di legge n. 541 (accesso al credito per gli imprenditori
  vittime di estorsione);
   -  disegno  di  legge  n. 450 (accoglienza  immigrati),  che  sarà
  esaminato, con priorità, in uno a tutti gli altri disegni di  legge
  in materia di immigrazione;
   -  disegno di legge n. 428 (doppia preferenza di genere) che, dopo
  lo  stralcio della norma finanziaria all'esame della II Commissione
  legislativa  permanente,  potrà essere  reiscritto  all'ordine  del
  giorno dell'Assemblea;
   -   disegni   di  legge  in  materia  di  pagamento  delle   tasse
  automobilistiche;
   - disegni di legge in materia di prima casa;
   -  disegni  di legge sulla doppia scheda elettorale per l'elezione
  dell'Assemblea regionale siciliana;
   - disegni di legge di sostegno alle attività produttive (a seguito
  di  stralcio della norma finanziaria all'esame della II Commissione
  legislativa permanente);
   - disegni di legge in materia di semplificazione amministrativa.
   E'  stato  infine  convenuto che la Presidenza dell'Assemblea,  ai
  fini   dell'ottimale   programmazione  dei   lavori   parlamentari,
  predisporrà, a partire dalla prossima Conferenza dei Capigruppo, un
  programma dei lavori relativo al periodo di due mesi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Indirizzo di saluto ad una delegazione della scuola media Don
                       Giuseppe Rizzo di Baucina

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, porgo con piacere il saluto  alla
  scuola  media   Don  Giuseppe Rizzo  di Baucina.  Sono  presenti  i
  componenti   del  Baby  Consiglio  accompagnati  dal   baby-sindaco
  Leonardo  Lo  Cascio. Auguri per un futuro roseo e per  un  impegno
  anche nelle pubbliche amministrazioni.

  costituzionale da proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi
  dell'articolo 41 ter, comma 2 dello Statuto recante 'Modifiche dello
  Statuto della Regione siciliana aventi ad oggetto disposizioni in
  materia di ripudio della mafia a tutela dei diritti  fondamentali
  dei cittadini, delle libertà civili, politiche, economiche e sociali.

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Discussione del disegno di legge «Schema di progetto di legge
  costituzionale da proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi
    dell'articolo 41 ter, comma 2 dello Statuto recante 'Modifiche
        dello Statuto della Regione siciliana aventi ad oggetto
  disposizioni in materia di ripudio della mafia a tutela dei diritti
     fondamentali dei cittadini, delle libertà civili, politiche,
                    economiche e sociali'» (223/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  del  disegno di legge «Schema  di  progetto  di  legge
  costituzionale da proporre al Parlamento della Repubblica ai  sensi
  dell'articolo  41  ter,  comma 2 dello Statuto  recante  'Modifiche
  dello   Statuto   della  Regione  siciliana   aventi   ad   oggetto
  disposizioni in materia di ripudio della mafia a tutela dei diritti
  fondamentali  dei  cittadini,  delle  libertà  civili,   politiche,
  economiche e sociali'» (n. 223/A), posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la I Commissione,  Affari Istituzionali ,  a
  prendere posto nel relativo banco.
   Ha  facoltà  di  parlare  il relatore, onorevole  Malafarina,  per
  svolgere la relazione.

   MALAFARINA, relatore. Signor Presidente, Presidente della Regione,
  onorevoli colleghi, devo dire che forse la prima Commissione non ha
  molta  fortuna,  anche se oggi è giustificata  dal  fatto  che  c'è
  l'esame  delle variazioni di bilancio nella competente commissione,
  per  cui diversi appartenenti alla prima Commissione sono impegnati
  altrove.
   Devo  dire  che  neanche questo disegno di legge ha  avuto  troppa
  fortuna,  visto che è stato presentato addirittura il  20  febbraio
  2013 e che va in discussione ben dopo otto mesi.
   E'  un  disegno  di legge presentato dal Governo,  dal  Presidente
  della Regione, e credo che sia un'occasione storica per ridare alla
  Sicilia quella dignità che da anni e anni si è persa.
   Il  testo,  così come esitato dalla prima Commissione,  sul  quale
  preannuncio la presentazione di un emendamento, recita:
                              «Art. 1.
   1. All'articolo 1 dello Statuto della Regione, approvato con Regio
  Decreto  Legislativo 15 maggio 1946, n. 455, dopo il comma  1  sono
  aggiunti i seguenti:
   1 bis. La Sicilia ripudia la mafia e tutte le altre organizzazioni
  criminali quali strumento di violenza contro i diritti fondamentali
  dei  cittadini e contro le libertà civili, politiche, economiche  e
  sociali.
   1  ter.  E'  compito  della Regione conformare  tutta  la  propria
  legislazione,  la  disciplina  delle  elezioni  e  delle  cause  di
  ineleggibilità e di incompatibilità, l'organizzazione degli  uffici
  e  degli enti regionali e locali, la spesa pubblica, il governo del
  territorio,  le  regole del mercato del lavoro, i  criteri  per  le
  nomine,  gli appalti e i contratti al fine di prevenire e rimuovere
  gli  impedimenti ed ostacoli che la mafia oppone al  primato  della
  legge  ed  all'imparzialità  e  al buon  andamento  della  pubblica
  amministrazione».
   Come  ho già detto, io ho il grande onore di relazionare su questo
  disegno  di  legge,  nel  quale  si  riaffermano  i  princìpi   che
  producono,  in  rango costituzionale, la volontà dei  cittadini  e,
  attraverso questo Parlamento, di un intero popolo, che rinnega  con
  forza  ogni  forma  di prevaricazione mafiosa e  vuole  la  Sicilia
  libera  da quell'infamia che da decenni la etichetta come  omertosa
  e   collusa   con   un  sistema  criminale  che  ha   fatto   della
  prevaricazione e dell'illecito un sistema di vita, imponendo ai più
  deboli ogni sorta di abuso .
   Si   condanna   e  si  ripudia  non  solo  la  mafia   in   quanto
  organizzazione criminale che ha insanguinato la Sicilia, ma anche e
  soprattutto   i  suoi  metodi.  Metodi  attraverso   i   quali   si
  estrinsecano  atteggiamenti che hanno costituito l'humus  culturale
  delle organizzazioni mafiose, organizzazioni che hanno insanguinato
  la  Sicilia e condizionato la vita dei cittadini e hanno  compresso
  le  libertà  costituzionalmente garantite,  fino  a  comprimere  la
  stessa  libertà  di libera espressione del pensiero  e  di  impresa
  attraverso l'intimidazione, costringendo i cittadini a vivere nella
  paura e nell'omertà.
   Si  condanna  ogni forma di prevaricazione, e quindi di  violenza,
  non solo fisica, ma anche e soprattutto morale, attraverso la quale
  questa  scellerata forma di criminalità ritiene  di  esercitare  un
  potere  al di sopra della legge e della volontà democratica  di  un
  popolo e che oppone al primato della legge quello della violenza  e
  della  prevaricazione per il proprio ingiusto arricchimento  e  per
  esercitare  un  potere  iniquo  e  vergognoso  ai  danni  dei   più
  elementari diritti dei cittadini.
   Il  rigetto  della violenza non sarebbe completo se  accanto  alla
  repulsione  e  alla condanna della prevaricazione  mafiosa  non  si
  rinnegasse  e  condannasse  ogni  altra  forma  di  prevaricazione,
  soprattutto quella di una discriminazione che emargina  i  soggetti
  più deboli per appartenenza sociale, sesso o religione.
   Si  riafferma  con forza il valore di un principio  costituzionale
  che  la  Sicilia, terra di immigrati e oggi frontiera  dell'Europa,
  accoglie i più deboli in fuga da guerra e fame e rinnega e condanna
  assieme alla mafia ogni violenza commessa ai danni dei più umili.
   Si  traduce  in  legge  il comune sentire di  un  popolo  che  nei
  millenni  ha fatto dell'accoglienza e dell'integrazione il  proprio
  stile  di  vita,  mutuando dalla cultura greca la  socialità  e  il
  rispetto  dell'ospite  e  che, da terra  di  conquista,  ha  sempre
  reagito  e  riaffermato  il valore della libertà  e  della  propria
  libera autodeterminazione.
   Quindi,  accanto  al  rigetto della mafia e dei  suoi  metodi,  di
  quell'infamia che ha relegato la Sicilia in un limbo di  inciviltà,
  si  pone  anche  il  rigetto di ogni forma di  discriminazione  per
  riaffermare  con  forza  la  cultura  e  i  valori  che  un  popolo
  quotidianamente pratica.
   La  semplice  affermazione  di solenni  princìpi  da  sola  non  è
  sufficiente  ad  eliminare il fenomeno criminale  della  mafia.  La
  mafia  vive nell'ombra dell'incertezza, nelle pieghe del diritto  e
  nell'incapacità  della  pubblica amministrazione  di  darsi  regole
  certe  e  chiare,  di  praticare una vera  legalità  trasparente  e
  generale.  La distorsione del diritto e la sua costante  violazione
  sono  alla  base  del  fenomeno  mafioso  che  vive  non  solo   di
  prevaricazione ma anche di complicità, favorite dalla farraginosità
  della  macchina  burocratica,  delle sue  inadempienze,  delle  sue
  storture.
   E'   necessario,   indispensabile,  introdurre  i   princìpi   già
  individuati   dalla   dottrina  amministrativa   di   imparzialità,
  trasparenza, efficienza e meritocrazia per ostacolare  e  rimuovere
  l'azione dei poteri criminali.
   E'  necessario diffondere fra i giovani la cultura della legalità,
  rafforzando  quel  comune sentire che ne avverte la  necessità  per
  conoscere e applicare i propri diritti.
   Nessuno  può illudersi che le dichiarazioni di principio  che  non
  siano  accompagnate da strumenti e da ferree volontà possono essere
  rimedi  taumaturgici. Occorre che la Regione applichi il  contrasto
  alla criminalità e che i criminali sappiano che saranno chiamati  a
  rispondere  non  solo  alla  legge  ma  anche  ai  siciliani   che,
  attraverso  la  costituzione  in giudizio,  non  solo  chiedono  un
  risarcimento   simbolico,  ma  pretendono  giuste  pene   per   chi
  compromette il diritto e la dignità di tutti.
   Per  questo io colgo l'occasione per preannunciare - cosa che  già
  ho  fatto - la presentazione di un disegno di legge che semplifichi
  le  attività  amministrative, perché sono convinto  che  senza  una
  semplificazione delle leggi, senza una loro rigida  applicazione  e
  una  verifica  del diritto, la Sicilia non troverà mai  uno  spazio
  proprio di legalità.
   Infatti,  è un sistema, il nostro, in cui si sono annidate  grandi
  complicità e inefficienze, in cui uno Stato distratto non ha  avuto
  la  capacità  di intervenire con la determinazione e  la  chiarezza
  necessarie, che ha creato un mostro da mille teste alimentato  solo
  da   una   ferrea   determinazione,   di   arricchirsi   attraverso
  l'intimidazione e la prevaricazione.
   I  siciliani sono le prime vittime della mafia e sono i primi  che
  si  sono  ribellati  a  questo  infame  capestro'  rivendicando  il
  diritto alla libertà e alla dignità.
   Per elencare le vittime di questa infinita strage di gente che per
  ideali e impegno ha perso la vita, o di semplici e ignari cittadini
  occorrerebbero ore. Non voglio dimenticare, non voglio fare torto a
  nessuno,  ma voglio ricordare a questa Assemblea che nella tragedia
  che  ha  insanguinato la Sicilia dal dopoguerra  in  poi,  e  anche
  prima,  fra le vittime della mafia si trovano giornalisti, sindaci,
  segretari politici, segretari di partito, segretari delle camere di
  lavoro,  preti, magistrati, carabinieri e poliziotti. E  accanto  a
  queste  vittime, che avevano un ruolo sociale o politico,  ci  sono
  ancor  prima tutte le decine e decine di imprenditori, commercianti
  e  semplici cittadini che hanno subìto violenze quotidiane  vivendo
  nell'inferno della paura e della sopraffazione.
   Dietro  ad  ogni  vittima, ed è la cosa più tragica,  ci  sono  le
  tragedie di quelli che sono rimasti; sono le tragedie di quelli che
  sono  privi  di  sostentamento e che,  come  spesso  accade  per  i
  testimoni di giustizia, sono costretti a fuggire dalla Sicilia  per
  garantirsi una sopravvivenza. E tanti siciliani, troppi, sono stati
  costretti  a  vivere senza avere risposte e senza  avere  garantita
  giustizia.  Per  tutte  le  vittime basta ricordare  Dalla  Chiesa,
  Cassarà,  Borsellino, Falcone, Rostagno, Libero  Grassi,  Don  Pino
  Puglisi,  Pio La Torre che ha calpestato i tappeti di quest'Aula  e
  ha parlato da questi microfoni.
   Ma  in questo elenco di vittime ci sono le vittime più importanti,
  le  più  grandi,  quelle  che  appartengono  a  tutti  quanti  noi.
  Appartengono a noi e ai nostri figli e sono quelle che ogni giorno,
  inconsapevolmente forse, ci portiamo addosso. E queste vittime sono
  la libertà e la dignità.
   Accanto  a  queste vittime c'è l'inferno quotidiano di  gente  che
  vive  male la propria socialità perché in Sicilia si è annidata  la
  cultura del sospetto, di stereotipi che accompagnano i siciliani  e
  che  vilipendono ancora di più quelli che la vita l'hanno persa per
  difendere i princìpi di libertà e di democrazia.
   Signor Presidente, i diritti dei siciliani sono stati scritti  col
  sangue  dei  siciliani  che sono, nello  stesso  tempo,  vittime  e
  carnefici  di  sé stessi. Questa Assemblea avrà la  possibilità  di
  ristabilire una verità, di ribadire che i siciliani non  sono  solo
  mafia,  anzi,  che  le  prime vittime della mafia  sono  proprio  i
  siciliani,  e  ristabilire  una  semplice  regola  di  diritto   di
  democrazia  col  dire  che anche la politica  ha  fatto  un  grande
  percorso di giustizia e di legalità che riafferma questi valori.
   Ci  sono  sicuramente resistenze e zone grigie  che  sostengono  e
  condividono  gli interessi criminali e proprio per  questo  bisogna
  dare  una  svolta alla Sicilia, bisogna affermare con grande  forza
  che  siamo  contro la mafia, contro i mafiosi, contro i corrotti  e
  contro  ogni accondiscendente silenzio, che siamo e vogliamo essere
  un  popolo  libero che decide dei propri destini, che siamo  contro
  ogni  discriminazione  e senza tolleranza per ogni  prevaricazione,
  che la legalità è un principio, un diritto e un dovere per l'intera
  Sicilia.  Questo  lo  dobbiamo ai siciliani e ai  nostri  figli,  e
  soprattutto  lo  dobbiamo  a noi stessi, perché  la  dignità  delle
  istituzioni  e di questa Assemblea è stata compromessa  per  troppo
  tempo e troppo a lungo. Lo dobbiamo per ridare dignità ad un intero
  popolo  che  ha  vissuto di eroi e non di diritti e che  da  troppo
  tempo attende diritti e giustizia.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Malafarina,  per  la   relazione
  corposa, articolata e abbastanza significativa. Io aggiungerei  tra
  le  vittime elencate anche Piersanti Mattarella, insieme a  Pio  La
  Torre,  come  deputato che è stato presente in  quest'Aula  e  come
  Presidente della Regione.
   Personalità  contrapposte sul piano politico, ma  -  parlo  di  La
  Torre e di Mattarella - con un unico obiettivo: fare il loro dovere
  fino  in fondo e per fare il loro dovere hanno pagato a costo della
  vita.
   Ricordo a me stesso una conferenza sull'agricoltura che si tenne a
  Villa  Igea,  alla presenza del Presidente della Regione  Piersanti
  Mattarella,  Pio La Torre pronunciò delle parole fortissime  contro
  il  sistema  regionale di governo dell'agricoltura. Secondo  alcuni
  studiosi  e  alcuni storici, possiamo dire adesso, essendo  passati
  tanti  anni,  che  in quel momento si sancì la morte  di  Piersanti
  Mattarella  e  di  Pio La Torre, perché Piersanti Mattarella  diede
  ragione a Pio La Torre.
   Quindi, lei ha ricordato le tante vittime illustri, lei ha  svolto
  un  excursus più che significativo, e da parte di questa Presidenza
  é più che condivisibile lo spirito di questo disegno di legge.
   L'importante  è  che ciascuno di noi non si fermi all'enunciazione
  del principio pensando che si possa avere la coscienza a posto solo
  nell'approvare  questo  disegno di legge o  nel  promuovere  questo
  disegno  di legge. Ognuno di noi può avere la coscienza a posto  se
  fa  il  proprio  dovere  fino in fondo. Grazie,  grazie  di  cuore,
  onorevole Malafarina.
   Dichiaro aperta la discussione generale.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.   Signor   Presidente,  signori   assessori,   onorevoli
  colleghi, interverrò brevemente.
   Dopo avere ascoltato la presentazione del collega Malafarina,  non
  desidero entrare nel merito del tema - cosa che mi riservo di  fare
  in  altra sede, se necessario anche in questa stessa sessione -, ma
  desidero  sollevare un problema, una questione  di  metodo.  E  non
  entro nel merito dell'iniziativa del Presidente Crocetta illustrata
  dall'onorevole  Malafarina,  perché  in  linea  di  principio   non
  possiamo  non  essere d'accordo, con tutte le riserve  che  ho  già
  manifestato al relatore e che non avrò difficoltà ad evidenziare in
  quest'Aula.
   Ho  il  dovere di dirle, signor Presidente, che questo disegno  di
  legge  non  è  stato  mai  sottoposto all'esame  della  Commissione
  parlamentare Antimafia perché in origine, quando venne  avviata  la
  procedura,  la  commissione  non  era  stata  ancora  costituita  e
  insediata.
   Ritengo, comunque, che si poteva porre rimedio successivamente, ma
  una  svista, forse, degli uffici, o altra valutazione  che  non  mi
  permetto  di contestare hanno ritenuto che la Commissione Antimafia
  non abbia potuto finora occuparsi di questo disegno di legge.
   Pertanto  io  non  solo  rivendico  il  diritto,  se  riconosciuto
  legittimo,  non sul piano sostanziale ma sul piano procedurale,  di
  poter consentire alla Commissione Antimafia di esaminare il disegno
  di  legge  e  credo  che  l'onorevole  Malafarina,  che  di  quella
  Commissione  fa parte autorevolmente, non avrà nessuna  difficoltà,
  ma pongo anche un problema di metodo molto più vasto.
   Qui   si  tratta  di  operare  una  modifica  della  nostra  Carta
  Costituzionale,   si   tratta   di   apportare   una   integrazione
  all'articolo 1 dello Statuto della Regione siciliana.
   Allora  io  mi  chiedo, e non so se altri colleghi  condivideranno
  questa  mia  richiesta, nel momento in cui da più parti si  avverte
  l'esigenza  di  mettere mano allo Statuto di  questa  Regione,  nel
  momento  in  cui  lei,  signor  Presidente,  nel  suo  discorso  di
  insediamento ha richiamato la opportunità di discutere della nostra
  Carta  istituzionale, perché non aprire un ragionamento complessivo
  sulla  revisione dello Statuto siciliano, sulle possibili modifiche
  che  questo  Parlamento  vorrebbe apportare,  inserendo  in  questo
  contesto  la proposta di legge presentata dall'onorevole Presidente
  assieme ad altri disegni di legge, suscettibili di approfondimento,
  che  potrebbero finalmente soddisfare e porre fine a  questo  ampio
  dibattito che da diversi anni si porta avanti sulla opportunità  di
  adeguare il nostro Statuto?
   Non ho bisogno di ricordare a lei, signor Presidente e ai colleghi
  più  anziani  di  questa Assemblea, come due o tre legislatura  fa,
  credo  nella  legislatura 2001-2006, venne istituita  una  apposita
  Commissione  per la revisione dello Statuto affidata  alla  saggia,
  sagace ed esperiente presidenza dell'onorevole Vincenzo Leanza.
   Vennero  elaborate  alcune  proposte  in  maniera  articolata,  in
  maniera organica. Poi, l'interruzione della legislatura, forse  per
  scadenza  naturale,  credo non abbia consentito  nella  legislatura
  successiva di poter riprendere il dibattito.
   Allora,   perché  non  portare  all'esame  della  Conferenza   dei
  capigruppo il dibattito sulla revisione dello Statuto prendendo  lo
  spunto  dal  disegno  di  legge  dell'onorevole  Crocetta  e  dalle
  considerazioni  che,  con  grande  sobrietà  e  serenità,   ci   ha
  rassegnato  l'onorevole Malafarina? E, in subordine, io chiedo  che
  questo   disegno  di  legge  possa  essere  rinviato   alla   prima
  Commissione,  alla  quale poi spetterà il compito  di  trasmetterlo
  alla  Commissione  parlamentare Antimafia,  affinché  questa  possa
  esprimere  le  proprie  valutazioni dopo  un  attento  esame  e  un
  dibattito  come  sempre  aperto,  appassionato,  leale,  libero   e
  sincero, come abbiamo finora fatto.
   Credo  che  argomenti così seri come il ripudio alla  mafia  e  la
  modifica  dello  Statuto meriterebbero maggiore attenzione,  minore
  superficialità, minore fretta e un ragionamento molto più  organico
  e  strutturato che consentirebbe a questa Assemblea di  intestarsi,
  in  questa  legislatura  e  sotto la sua  presidenza,  un  capitolo
  assolutamente condiviso da vari settori d'Aula e certamente seguito
  con  estremo interesse dall'opinione pubblica siciliana. In  questo
  senso   formalizzo,   anche  come  presidente   della   Commissione
  Antimafia, la richiesta che ho appena illustrato.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Musumeci,  lei  mi  pone  dinanzi  ad  una
  opzione:  l'una,  costituire una Commissione che  si  occupi  dello
  Statuto;  l'altra, interessare la Commissione Antimafia  almeno  in
  ordine a questo specifico disegno di legge.
   Ad onor del vero, questo è uno dei primi disegni di legge proposti
  dal  Governo regionale nel mese di febbraio, quando ancora non  era
  stata costituita la Commissione Antimafia.
   Di  questo  si  tratta,  non era stato un modo  per  bypassare  la
  Commissione Antimafia; tutt'altro.
   Siccome si tratta di un argomento rispetto al quale non c'è motivo
  di  avere  opinioni diverse, si può raggiungere lo stesso risultato
  magari  scrivendolo in maniera diversa, ed é chiaro che occorre  un
  approfondimento.   E  considerato  che  abbiamo   aspettato   tanto
  l'insediamento  della nuova Commissione e che dobbiamo  in  qualche
  modo  recuperare  il  tempo  perduto,  quindi  col  consenso  della
  Commissione  e  dell'Aula io invierei il disegno di  legge  per  un
  parere  alla  Commissione  Antimafia,  senza  però  toglierlo   dal
  calendario dei lavori nel senso che la relazione è stata resa e  il
  disegno  di  legge  è  già  stato incardinato,  confidando  che  la
  Commissione,  entro  la  prossima  settimana,  possa  esprimere  un
  proprio apprezzamento.
   Darò  il  termine  per gli emendamenti successivamente  al  parere
  espresso dalla Commissione Antimafia.

   MUSUMECI. E per la revisione dello Statuto?

   PRESIDENTE.  E' chiaro. Qui si vuole enunciare un  principio  e  -
  ripeto  le parole dell'onorevole Malafarina - non ci dobbiamo  solo
  soffermare sull'enunciazione del principio.
   Ripeto,  dobbiamo  arrivare  a questo obiettivo.  Se  parliamo  di
  revisione dello Statuto, che è un argomento molto più complesso,  è
  chiaro che noi prendemmo molto più tempo.
   Onorevole Musumeci, in questa fase io sarei per la subordinata nel
  senso che, col consenso della Commissione e dell'Aula, trasmetterei
  il  disegno  di  legge alla Commissione Antimafia  per  un  parere.
  Voglio però sottolineare che, nel momento in cui questo disegno  di
  legge  è stato assegnato, giustamente e legittimamente, alla  prima
  Commissione,   la  Commissione  Antimafia  non  era  ancora   stata
  istituita,    perché    l'abbiamo   fatto    successivamente    con
  l'approvazione di un ordine del giorno.
   Però, obiettivamente, non ci sono motivi del contendere.
   Pertanto,   col   consenso  dell'Aula  potremmo  adottare   questa
  soluzione.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, questo testo contiene  dei  princìpi
  fondamentali che, ovviamente, vanno rispettati anche in assenza  di
  una  legge:  è  chiaro  che c'è il rifiuto  della  mafia  da  parte
  dell'Assemblea, del Parlamento e di tutti i siciliani.  Sulla  base
  della  richiesta  dell'onorevole  Musumeci,  io  proporrei,  se  il
  presidente della Commissione Antimafia è d'accordo, di fare  invece
  una  riunione  congiunta  delle due Commissioni  per  esaminare  il
  testo.  Così, alla luce anche della rielaborazione o dei contributi
  che  la  Commissione  Antimafia  vuol  apportare,  si  risolve   il
  problema.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole  Musumeci.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI.   Signor  Presidente,  non  ho  nessuna  difficoltà   ad
  accogliere la proposta dell'onorevole Rinaldi.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
   L'onorevole Cracolici, d'intesa con l'onorevole Musumeci, si  farà
  promotore  di una riunione congiunta e per riportare il disegno  di
  legge in Aula entro la prossima settimana.
   Resta  inteso che la relazione è stata svolta e che il disegno  di
  legge è assolutamente incardinato.
   La  Presidenza  auspica un dibattito serrato  da  parte  di  tutta
  l'Aula.

   regionale 20 aprile 1976, n. 35

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Discussione del disegno di legge «Modifiche alla legge regionale
                 20 aprile 1976, n. 35» (nn. 127-30/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla  discussione  del  disegno  di  legge
  «Modifiche  alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35»  (nn.  127-
  30/A), posto al numero 2).
   Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Siragusa per svolgere
  la relazione.

   SIRAGUSA,  relatore.  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  la
  legge  regionale  n. 35 del 1976 stabilisce la  disciplina  per  la
  nomina  di  amministratori  e rappresentanti  della  Regione  negli
  organi  di amministrazione attiva e di controllo di enti di diritto
  pubblico,  in  organi di controllo giurisdizionali, prevedendo  che
  tali nomine siano sottoposte al parere preventivo della Commissione
  legislativa  permanente  per le questioni istituzionali.  La  legge
  disciplina, altresì, il procedimento per l'espressione del parere.
   Il  presente disegno di legge, attraverso la modifica della  legge
  regionale n. 35 del 1976, ha lo scopo di rafforzare il ruolo  della
  Commissione  parlamentare competente a  valutare  le  nomine  e  le
  designazioni   governative,  nell'esercizio   delle   funzioni   di
  controllo  dell'azione  dell'esecutivo, manifestata  attraverso  il
  potere di nomina.
   Le   modifiche   introdotte   riguardano   diversi   aspetti   del
  procedimento, attinenti al termine per l'espressione del parere  da
  parte  della Commissione, alla disciplina dei casi di richiesta  di
  parere  con  urgenza, alla maggioranza richiesta per  esprimere  il
  parere   contrario.  Infine,  si  introduce  una  norma   specifica
  riguardante  le  nomine  di dipendenti regionali,  attualmente  non
  sottoposte al parere della Commissione parlamentare.
   Con  riferimento  al termine entro il quale deve  essere  reso  il
  parere,  la normativa vigente prevede che la Commissione si esprima
  entro quarantacinque giorni dalla richiesta, ridotti a quindici nei
  casi  di  urgenza.  Il  testo  proposto prevede  l'ampliamento  del
  termine per i casi di urgenza a trenta giorni, garantendo così alla
  Commissione  la  possibilità di esaminare in modo più  compiuto  il
  merito   della  richiesta.  Si  impone,  inoltre,  al  Governo   di
  individuare specificatamente le ragioni dell'urgenza,  al  fine  di
  porre  fine  alla prassi di giustificare l'urgenza con  formule  di
  rito legate alla funzionalità dell'ente.
   Il  disegno  di  legge in esame prevede, altresì,  la  sospensione
  della decorrenza del termine nel periodo antecedente lo svolgimento
  delle elezioni regionali, politiche ed europee. In particolare,  il
  termine  è  sospeso  dal  quarantacinquesimo  giorno  prima   delle
  votazioni   e   riprende   a  decorrere  immediatamente   dopo   le
  consultazioni. In tal modo si intende, da una parte, evitare che il
  Governo  proceda  a  nomine  durante  la  campagna  elettorale   e,
  dall'altra, consentire alla Commissione una valutazione più  serena
  delle scelte governative.
   La  legge regionale numero 35 del 1976, nel testo vigente, prevede
  che  per esprimere il parere contrario è necessaria una maggioranza
  qualificata  pari  a  due terzi dei componenti  della  Commissione.
  Questa  disposizione  comporta  una palese  incongruenza:  infatti,
  l'eventuale  deliberazione  di  parere  contrario  adottata   dalla
  maggioranza  dei componenti della Commissione ma che sia  inferiore
  ai  due  terzi  non  produce  effetto,  seppure  la  decisione  sia
  rappresentativa  della  posizione  prevalente  in  seno  all'organo
  parlamentare.  Al  fine  di eliminare tale incongruenza,  il  testo
  proposto  prevede  che per l'espressione del parere  contrario  sia
  sufficiente   la   maggioranza  assoluta   dei   componenti   della
  Commissione, in luogo della maggioranza di due terzi.
   Infine,   si   prevede   l'obbligo  di  dare  comunicazione   alla
  Commissione  delle  nomine  relative  ai  dirigenti  e   funzionari
  dell'amministrazione  regionale. E'  necessario,  infatti,  fornire
  all'Assemblea   un'adeguata  e  completa  informazione   su   tutta
  l'attività governativa, impegnando il Presidente della Regione,  la
  Giunta regionale e gli Assessori regionali a dare contezza anche di
  quelle  nomine riguardanti dipendenti della Regione, per  le  quali
  non è richiesto il parere preventivo della Commissione.
   Per  le  motivazioni sopra evidenziate, si auspica  una  sollecita
  approvazione del presente disegno di legge.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Per il rinvio del disegno di legge in Commissione ai sensi
                         dell'art. 121 quater,
                   comma 2, del Regolamento interno

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  quando   si
  discutono  norme che disciplinano le regole di funzionamento  delle
  Istituzioni  io  credo che non ci si possa porre  in  posizione  di
  maggioranza  o  di minoranza. Le regole sono regole e  valgono  per
  tutti,  indipendentemente dal fatto che in un  particolare  momento
  storico ciascuno può essere alla maggioranza o all'opposizione.
   E  poiché  la  regola che riguarda la maggioranza  per  le  nomine
  appartiene  a  quella  categoria  di  norme  che  deve  avere   una
  maggioranza diffusa all'interno dell'Aula, a prescindere da  quelle
  che  sono  le attuali posizioni, signor Presidente - e  mi  rivolgo
  anche  alla Commissione - ritengo che sia più corretto e più giusto
  un  approfondimento  di  questo testo che disciplina  un  argomento
  delicato.
   Per  questa  ragione ritengo necessario un ritorno del disegno  di
  legge  in Commissione, peraltro costituita nuovamente da pochissimi
  giorni, con una nuova formazione e un nuovo assetto, affinché possa
  approfondire l'argomento e portare in Aula un testo che  abbia  una
  condivisione assolutamente diffusa, senza equivoci e senza dubbi.
   Pertanto, signor Presidente, formalizzo la richiesta di rinvio del
  disegno di legge in prima Commissione legislativa permanente per un
  approfondimento  ai sensi dell'articolo 121 quater,  comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   l'onorevole   Gucciardi   ha
  formalizzato  una richiesta ai sensi dell'articolo 121  quater  del
  Regolamento, in quanto presidente di Gruppo parlamentare.
   Invito  un  oratore  a  favore e uno contro ad  intervenire  sulla
  proposta di rinvio.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, il disegno di legge
  nn.  127-30/A é rinviato in prima Commissione con l'accordo unanime
  dell'Assemblea   e   sarà   reiscritto   all'ordine   del    giorno
  dell'Assemblea trascorsi quindici giorni.
   Resta così stabilito.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


       Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
  siciliano, sui progetti di legge costituzionali NN. A.S. 42 E A.S.
  363 concernenti modifiche dello Statuto della Regione in materia di
           procedure per la modifica dello Statuto medesimo

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  terzo punto  dell'ordine  del  giorno:
  Parere,   ai  sensi  dell'art.  41  ter,  comma  3,  dello  Statuto
  siciliano, sui progetti di legge costituzionali nn. A.S. 42 E  A.S.
  363 concernenti modifiche dello Statuto della Regione in materia di
  procedure per la modifica dello Statuto medesimo. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   VISTI i disegni di legge costituzionale A.S. n. 42  Modifiche agli
  statuti  delle  regioni  ad  autonomia  speciale,  concernenti   la
  procedura   per   la   modificazione   degli   statuti   medesimi ,
  d'iniziativa dei senatori Zeller e Berger, e A.S. n. 363  Modifiche
  agli  statuti  delle regioni ad autonomia speciale  concernenti  la
  procedura   per   la   modificazione   degli   statuti   medesimi ,
  d'iniziativa   dei  senatori  Palermo,  Zeller,  Berger,   Laniece,
  Fravezzi, Panizza e Nencini;

   PRESO ATTO che la modifica proposta nei predetti disegni di legge,
  di   identico  contenuto,  conferisce  all'Assemblea  regionale  un
  maggiore  ruolo, rispetto alla vigente disciplina, nel procedimento
  di  modifica  dello  Statuto, attraverso la previsione  dell'intesa
  sulle  modifiche  statutarie approvate in prima  deliberazione  dal
  Parlamento  della  Repubblica,  e  della  possibilità  di   diniego
  all'intesa  sulle suddette modifiche con deliberazione  adottata  a
  maggioranza di due terzi dei componenti;

   RITENUTO che lo strumento dell'intesa, in sostituzione del  parere
  attualmente  previsto dall'articolo 41 ter dello Statuto,  consente
  un  rafforzamento della posizione dell'Assemblea, che è in tal modo
  posta su un piano di parità nei confronti dello Stato;

   CONSIDERATO  l'esame preliminare svolto dalla  I  Commissione  sui
  suddetti  disegni di legge ed il parere favorevole  espresso  dalla
  stessa nella seduta n. 40 del 30 luglio 2013;

   ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto,

                       ESPRIME PARERE FAVOREVOLE

   sull'articolo 1 del disegno di legge costituzionale A.S. n.  42  e
  sull'articolo 1 del disegno di legge costituzionale A.S. n. 363».
   CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  questo  è  il
  terzo  disegno  di  legge  che  entra  in  Aula  proveniente  dalla
  Commissione che da qualche giorno presiedo.
   Però,  non avendo contribuito alla elaborazione e alla definizione
  del  parere, mi limito in questo momento a sostituire la  relatrice
  che era stata nominata, l'onorevole Anselmo, che ha predisposto una
  relazione  scritta per sostenere il parere della prima Commissione,
  favorevole  ai  due  testi  sui  quali  dobbiamo  esprimere  parere
  obbligatorio,  su  un'iniziativa  parlamentare  del  Senato   della
  Repubblica  da  parte  di  alcuni  senatori,  in  riferimento  alle
  modifiche delle procedure ai sensi dell'articolo 41 ter,  comma  3,
  dello Statuto della Regione.
   I  progetti di legge costituzionali di identico contenuto, A.S. 42
  e  A.S.  363,  intervengono  sul procedimento  di  revisione  dello
  Statuto  attraverso la modifica del predetto comma 3  dell'articolo
  41 ter. L'attuale disciplina prevede che l'Assemblea entro due mesi
  esprima  un  parere, non avente natura vincolante, su  progetti  di
  modifica dello Statuto di iniziativa governativa o parlamentare.
   I  disegni  di  legge in esame, invece, prevedono che  l'Assemblea
  regionale  debba  esprimere  l'intesa  sui  progetti  di  modifiche
  statutarie approvati in prima deliberazione dal Parlamento.
   Si   prevede,  inoltre,  che  l'Assemblea  entro  tre  mesi  possa
  esprimere   il   diniego  all'intesa,  con  delibera   adottata   a
  maggioranza dei due terzi dei componenti, e che solo in mancanza di
  espresso diniego le Camere possano procedere all'approvazione della
  legge costituzionale.
   La   proposta  rafforza,  quindi,  il  ruolo  dell'Assemblea   nel
  procedimento di revisione dello Statuto, garantendo alla stessa  il
  potere  di  esprimere un'intesa sul testo già  approvato  in  prima
  lettura  dal  Parlamento,  in  sostituzione  del  semplice   parere
  previsto dalla vigente disciplina.
   I disegni di legge attenuano in parte il paradosso per il quale la
  natura  costituzionale  dello Statuto delle regioni  speciali,  che
  costituisce  una garanzia fondamentale della loro autonomia,  si  è
  tradotta, a seguito della riforma costituzionale del 1999,  in  una
  disparità di trattamento rispetto alle regioni ordinarie per quanto
  riguarda il procedimento di revisione statutaria.
   Per queste ultime, infatti, il nuovo testo dell'articolo 123 della
  Costituzione prevede che lo Statuto sia approvato e modificato  con
  legge   regionale;   lo   Statuto  delle   Regioni   ad   autonomia
  differenziata,  invece, può essere modificato anche unilateralmente
  da parte dello Stato.
   Con  la  modifica  proposta la Regione,  attraverso  lo  strumento
  dell'intesa,  è  posta sullo stesso piano dello  Stato  e  con  una
  maggioranza   qualificata  può  interrompere  il  procedimento   di
  revisione statutaria avviato dal Parlamento della Repubblica.
   Inoltre,  la previsione che la delibera per il diniego dell'intesa
  sia  adottata a maggioranza dei due terzi dell'Assemblea regionale,
  assicura che le scelte relative alla revisione dello Statuto  siano
  espressione   di  un'ampia  convergenza  tra  le  forze   politiche
  rappresentate in Assemblea.
   Si   ritiene,  dunque,  che  l'Assemblea  debba  esprimere  parere
  favorevole ai progetti di legge costituzionali nn. A.S. 42  e  A.S.
  363 secondo la proposta di parere elaborata dalla prima Commissione
  legislativa.

   PRESIDENTE. Non essendoci interventi, pongo in votazione il parere
  sui  progetti  di  legge costituzionali nn.  A.S.  42  e  A.S.  363
  concernenti  modifiche dello Statuto della Regione  in  materia  di
  procedure per la modifica dello Statuto medesimo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata ad  oggi,  mercoledì  30
  ottobre 2013, alle ore 18.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   I  -  Comunicazioni

   II -  Discussione del disegno di legge:

            - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
              Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
              dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
              siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
              della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
              libertà civili, politiche, economiche e sociali'.  (n. 223/A)
              (Seguito)

               Relatore: on. Malafarina

   III - Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Norme per la promozione ed il sostegno delle imprese
               dell'informazione locale  (nn. 304-8-280/A)

               Relatore: on. Lentini

            2)  -  Condizioni di trasporto pubblico locale e sanzioni
               amministrative  (n. 275/A)

               Relatore: on. Tamajo

            3)  -  Tutela e valorizzazione delle risorse genetiche  Born in
               Sicily' per l'agricoltura e l'alimentazione  (n. 351/A)

               Relatore: on. Marziano

                   La seduta è tolta alle ore 17.57

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli