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Resoconto d'Aula della Seduta n. 89 di martedì 05 novembre 2013
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   LO GIUDICE, dà lettura dei processi verbali delle sedute nn. 87  e
  88 del 30 ottobre 2013 che, non sorgendo osservazioni, si intendono
  approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  il  Presidente do il preavviso di trenta minuti  al  fine
  delle  eventuali  votazioni mediante procedimento  elettronico  che
  dovessero avere luogo nel corso della seduta.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo gli  onorevoli:  Tamajo,
  Cirone, Panepinto, Ciancio e Anselmo per oggi; Foti e Ciaccio dal 5
  all'8 novembre 2013; Federico per la corrente settimana.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Vullo è autorizzato a recarsi
  in missione dal 6 al 9 novembre 2013.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per le Infrastrutture e la Mobilità:

   N.  769 - Chiarimenti circa l'erogazione da parte della Regione di
  87,7  milioni  di  euro da destinare al completamento  della  linea
  tramviaria della città di Palermo.
   Firmatari:  Ioppolo  Giovanni;  Musumeci  Nello;  Formica   Santi;
  Currenti  Carmelo (Con nota prot. n. 34479 dell'11 luglio 2013,  il
  Presidente   della   Regione  ha  delegato   l'Assessore   per   le
  infrastrutture e la mobilità).

   N.  1065 - Interventi per garantire le condizioni di sicurezza  ed
  il  transito  della viabilità di contrada Cerasa in  territorio  di
  Monreale (PA).
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   da parte dell'Assessore per l'Istruzione e la Formazione:

   N. 601 - Sicurezza nelle scuole siciliane.
   Firmatari:  Ioppolo  Giovanni;  Musumeci  Nello;  Formica   Santi;
  Currenti Carmelo; Ruggirello Paolo (Con nota prot. n. 28208  del  5
  giugno  2013,  il Presidente della Regione ha delegato  l'Assessore
  regionale per la istruzione e la formazione professionale).

   N.  1082 - Provvedimenti per arginare la dispersione scolastica in
  Sicilia.
   Firmatari:Vinciullo Vincenzo; Ciaccio Giorgio

   N. 1254 - Notizie sui trasferimenti all'ERSU delle somme destinate
  alle borse di studio.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   - da parte dell'Assessore per la Salute:

   N. 556 - Chiarimenti sull'AIAS onlus di Augusta (SR).
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri  Vanessa;
  Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina;   Siragusa  Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Venturino
  Antonio; Zafarana Valentina

   N. 782 - Chiarimenti sulla nomina e costituzione delle Commissioni
  mediche  per l'accertamento dell'invalidità civile presso l'Azienda
  sanitaria provinciale di Palermo.
   Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  884  -  Notizie circa la riduzione del servizio di elisoccorso
  presso la postazione di Caltanissetta.
   Firmatario: Miccichè Gianluca Antonello
   N.  945  - Ripristino delle cucine dell'ospedale Gravina  e  Santo
  Pietro di Caltagirone (CT).
   Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello

   N.  1058  -  Chiarimenti sui centri di riabilitazione  per  minori
  affetti  da  disabilità della provincia di Palermo con  particolare
  riferimento al Centro di riabilitazione 'Villa Nave'.
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Ciaccio Giorgio

   -   da  parte  dell'Assessore  per  il  Turismo,  lo  Sport  e  lo
  Spettacolo:

   N.  853  -  Notizie in merito al progetto 'Sicily Pass'  e  misure
  volte al miglioramento del turismo in Sicilia.
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Foti Angela;  Ferreri
  Vanessa;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;
  Zito  Stefano  (Con nota prot. n. 2478 del 25/07/2013,  l'Assessore
  per i beni culturali ha eccepito la propria incompetenza).

   N.  1184  -  Notizie in merito al contributo per  l'organizzazione
  degli internazionali di tennis femminili di Palermo, WTA tour 2014.
   Firmatari:   Lombardo  Salvatore  Federico;  Di  Mauro   Giovanni;
  Figuccia  Vincenzo;  Greco  Giovanni; Federico  Giuseppe;  Fiorenza
  Dino; Lo Sciuto Giovanni.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico dell'odierna seduta.

             Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
  legge:

   -  Sala  del  commiato  e  casa  funebre.   Modifiche  alla  legge
  regionale 17 agosto 2010,  n. 18'. (n. 609)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Assenza  in
  data 30 ottobre 2013.

    Annunzio di presentazione di disegno di legge e di contestuale
                                 invio
                      alla competente Commissione

   PRESIDENTE. Comunico il disegno di legge presentato e inviato alla
  competente Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Norme per l'accoglienza e la tutela dei diritti dei rifugiati e
  delle persone straniere migranti in Sicilia. (n. 608)
   di iniziativa parlamentare, presentato il 30 ottobre 2013, inviato
  il 4 novembre 2013.
   parere V e VI.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico i disegni di legge inviati  alle  competenti
  Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Trasferimento  competenze  in  materia  di  ordine  pubblico  e
  sicurezza ambientale e del personale nel CFS. (n. 570)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 4 novembre 2013, parere III
  e IV.

   - Norme sull'ordinamento degli enti locali. Indennità e gettoni di
  presenza  dei  consiglieri comunali e circoscrizionali,  componenti
  degli organi assembleari delle unioni dei Comuni e componenti degli
  organi assembleari dei consorzi tra enti locali. Oneri per permessi
  retribuiti   di  consiglieri  di  enti  locali.  Eleggibilità   dei
  consiglieri  comunali.  Soppressione delle  commissioni  consiliari
  permanenti. (n. 583)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 4 novembre 2013.

   -  Norme  in  materia  di  commissariamento  di  enti  ed  aziende
  sottoposte a qualunque titolo al controllo ed alla vigilanza  della
  Regione. (n. 606)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 4 novembre 2013.

                    BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)

   - Norme in materia finanziaria e variazioni di bilancio per l'anno
  2013. (n. 607)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 4 novembre 2013.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Adozione  del  marchio  di qualità con indicazione  di  origine
   Qualità Sicilia . (n. 594)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 4 novembre 2013, parere UE.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Istituzione delle Biobanche di ricerca in Sicilia. (n. 585)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 4 novembre 2013.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -  l'onorevole Anthony Emanuele Barbagallo, ha chiesto di  apporre
  la  propria firma al disegno di legge n. 531  Norme per il recupero
  e  la  valorizzazione  del patrimonio storico-culturale e dei  siti
  legati alla Seconda guerra mondiale in Sicilia ;

   -  l'onorevole Vincenzo Figuccia, ha chiesto di apporre la propria
  firma   ai  disegni  di  legge  n.  516   Istituzione  dell'Agenzia
  regionale  per l'istruttoria, l'assistenza ed il finanziamento  dei
  beni  confiscati alla criminalità organizzata in Sicilia  e n.  567
   Norme regolamentatrici delle  modalità gestionali, organizzative e
  di  funzionamento dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale  della
  Sicilia  A. Mirri' .

              Comunicazione di ritiro di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Giovanni  Lo  Sciuto,  ha
  ritirato il disegno di legge n. 595  Modifica della legge regionale
  23 marzo 2010 n. 6:  Norme per il sostegno dell'attività edilizia e
  la  riqualificazione del patrimonio edilizio' , presentato in  data
  22 ottobre 2013.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  1367  -  Notizie  sulle  cause dello  sversamento  di  liquidi
  industriali  all'interno della raffineria Isab di  Priolo  Gargallo
  (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Salute
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.   1368   -   Notizie   sul  mancato  inizio   dei   lavori   di
  riqualificazione  della  Penisola Magnisi,  nel  comune  di  Priolo
  Gargallo (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1369 - Ripresa dei lavori di riqualificazione del Porto grande
  di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1375  -  Chiarimenti in merito ai criteri di  selezione  delle
  istanze  per  il  sostegno  delle  spese  di  realizzazione   delle
  manifestazioni turistiche promosse ai sensi del comma  2  dell'art.
  39 della l.r. n. 2 del 2002.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Ruggirello Paolo.

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:
   N.  1372 - Riassegnazione in via programmatica di fondi per il SIN
  di  Priolo-Augusta per la messa in sicurezza della falda acquifera,
  vincolati  alla  stipula  di un Accordo di programma  quadro  (APQ)
  'rafforzato'.
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmataria: Cirone Maria in Di Marco.

   L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo  e  alla
  competente Commissione.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  1370  -  Notizie  sull'  erogazione  del  contributo  previsto
  dall'art.  66  della  legge regionale n. 2 del  2002  al  Consorzio
  universitario della provincia di Ragusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Economia
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Assenza Giorgio

   N.  1371  -  Chiarimenti sulla modalità di  nomina  del  Direttore
  generale  dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della  Sicilia
  'A. Mirri' di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri  Vanessa;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  1373  - Notizie circa l'utilizzo di un finanziamento regionale
  concesso  al Comune di Aci Catena per  la ristrutturazione  dell'ex
  Convento dei Cappuccini adibito a sede municipale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Nicotra Raffaele Giuseppe

   N.  1374  - Interventi finalizzati alla riattivazione dei  servizi
  sanitari nel comune di San Cono (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Ioppolo  Giovanni;  Musumeci  Nello;  Formica   Santi;
  Currenti Carmelo

   N.  1376 - Interventi a sostegno delle aziende agricole colpite da
  danni da fauna selvatica.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari: Assenza Giorgio.

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.  120 - Corretta applicazione della riforma prevista dalla  l.r.
  14  aprile 2009, n. 5 in ragione delle peculiarità geografiche  del
  territorio della provincia di Agrigento.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero;  Zafarana
  Valentina

   N.  121  - Piena applicazione della legge regionale n. 3 del  2012
  'Norme per il contrasto e la prevenzione della violenza di genere'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Firmatari: La Rocca Claudia; Ciaccio Giorgio; Cancelleri  Giovanni
  Carlo;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  122 - Interventi per assicurare l'accesso dei disabili uditivi
  ai    più   moderni   ausili   protesici   per   la   comunicazione
  interpersonale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Lentini  Salvatore; Cascio Salvatore;  Leanza  Nicola;
  Nicotra  Raffaele  Giuseppe;  Ruggirello  Paolo;  Sammartino  Luca;
  Sudano Valeria.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con nota  pervenuta  alla  Presidenza
  dell'Assemblea il 31 ottobre 2013 e protocollata al n. 11994/AULAPG
  del  5  novembre  successivo,  l'on. Gucciardi,  nella  qualità  di
  Capogruppo, ha trasmesso copia della nota prot. n. 38/RIS.,  datata
  8  ottobre  2013,  con la quale il Presidente  della  Regione,  on.
  Rosario  Crocetta,  dichiara  di  aderire  al  Gruppo  parlamentare
   Partito Democratico .
   Pertanto,  a  decorrere  dal  31  ottobre  2013,  l'on.  Crocetta,
  entrando  a  far parte del Gruppo del PD, cessa contestualmente  di
  appartenere al Gruppo parlamentare  Il Megafono - Lista Crocetta .

   Onorevoli   colleghi,  per  quanto  riguarda  il   secondo   punto
  dell'ordine  del giorno: Seguito della discussione del  disegno  di
  legge  n.  223/A   Schema  di progetto di legge  costituzionale  da
  proporre  al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo  41
  ter,  comma 2 dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto  della
  Regione  siciliana  aventi ad oggetto disposizioni  in  materia  di
  ripudio   della  mafia  a  tutela  dei  diritti  fondamentali   dei
  cittadini, delle libertà civili, politiche, economiche e sociali' ,
  nella  seduta precedente, ci siamo chiariti che si debbono  riunire
  congiuntamente le due Commissioni, la I e la Commissione Antimafia,
  pertanto il secondo punto all'ordine del giorno è rinviato.

   promozione ed il sostegno delle imprese dell'informazione locali'

   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Discussione del disegno di legge  Norme per la promozione ed il
    sostegno delle imprese dell'informazione locale  (304-8-280/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  terzo punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione dei disegni di legge. Si procede con la discussione del
  disegno  di  legge   Norme per la promozione ed il  sostegno  delle
  imprese  dell'informazione  locale   (nn.  304-8-280/A),  posto  al
  numero 1).
   Invito   i   componeti  la  III  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Prima  di dare la parola all'onorevole Lentini ricordo che  quando
  fisseremo i termini per la presentazione degli emendamenti a questo
  disegno  di  legge  bisogna  tenere  presente  come  è  già   stato
  evidenziato  dagli  Uffici  e  confermato  nell'apposita   riunione
  tecnica  con  il Governo, che lo stesso Governo si era impegnato  a
  presentare  gli  emendamenti  di  riformulazione  della   copertura
  finanziaria del testo. Gli stessi appena presentati saranno inviati
  dalla  Presidenza ai sensi dell'articolo 13 del Regolamento interno
  alla  Commissione  Bilancio' che dovrà esprimere il proprio  parere
  entro 24 ore.
   Invito l'onorevole Lentini a svolgere la relazione.

   LENTINI,  vicepresidente  e  relatore. Grazie  Signor  Presidente.
  Onorevoli colleghi, vi invito a seguire con attenzione la relazione
  che  sto per rendervi in quanto riferita al testo per come perviene
  dall'attento  esame  compiuto nelle Commissioni parlamentari,  dove
  peraltro è stato modificato significatamene in taluni suoi  aspetti
  sebbene non nei suoi principi e nelle sue finalità.
   Il  pluralismo  nel  sistema informativo  costituisce  un  cardine
  essenziale   per  la  democrazia:  senza  un'informazione   libera,
  plurale,   vicina  alle  specificità  ed  alle  problematiche   del
  territorio, è impossibile per i cittadini formarsi una opinione  ed
  esercitare   pienamente  il  diritto-dovere   alla   partecipazione
  democratica ed al controllo sull'operato delle Istituzioni. In  una
  parola  il  sistema dell'informazione è vitale per assicurare  quel
  diritto  a   conoscere per deliberare' che è fondamento  stesso  di
  qualsiasi sistema democratico.
   Nel  rispetto  del  principio di democrazia che  vige  nel  nostro
  Paese, un sistema dell'informazione libero e pluralista diventa  di
  vitale importanza, come dettato dall'articolo 21 della Costituzione
  italiana  che  sancisce e disciplina la libertà di  espressione  ed
  informazione. In tal senso la Corte costituzionale con la  sentenza
  n.  105  del  15 giugno 1972 ha ribadito come esista  un  interesse
  generale all'informazione che implica, in democrazia, pluralità  di
  fonti  d'informazione e assenza di ingiustificati ostacoli  legali,
  anche  temporanei, alla circolazione delle notizie  e  delle  idee.
  Accanto  alle  grandi  emittenti e testate nazionali,  spesso  poco
  attente  allo  specifico  della realtà siciliana  e  lontane  dalla
  quotidianità dei problemi vissuti dai cittadini, e sovente  inclini
  a  rincorrere  stereotipi  ed  esempi  negativi  che  sviliscono  e
  deformano la realtà, hanno operato ed operano sul territorio decine
  e  decine  di  piccole  imprese editoriali radio-televisive,  della
  carta  stampata e dei cosiddetti nuovi media. Si tratta  di  realtà
  importantissime   sotto   molteplici  aspetti:   assicurano   spazi
  informativi ad ogni posizione politica, raccontano delle quotidiane
  problematiche   vissute  nel  territorio,  svolgono   un'importante
  funzione  di documentazione di quanto avviene nelle realtà  locali,
  permettono  alle  piccole e medie imprese di propagandare  le  loro
  attività,  sviluppando e mantenendo un mercato locale e,  dato  non
  ultimo  per  importanza, garantiscono un'occupazione  produttiva  a
  centinaia di lavoratori fra giornalisti, tecnici ed altro personale
  dell'indotto. A mero titolo di esempio, con riferimento  alle  sole
  televisioni private locali, si parla di oltre 100 imprese  e  2.500
  dipendenti  fra  questi  giornalisti e  tecnici  senza  considerare
  l'indotto.
   Purtroppo,   le  imprese  dell'informazione  locale   vivono   una
  pesantissima  crisi per ragioni diverse, tra le quali la  difficile
  contingenza  economica  e  lo  sforzo finanziario  cui  sono  state
  sottoposte le emittenti radiotelevisive a seguito della transizione
  tecnologica  dalla trasmissione analogica al  digitale  terrestre'.
  Quasi quotidianamente si apprende della chiusura di testate e/o  di
  drammatici   ridimensionamenti  dell'organico,  con   le   evidenti
  disastrose ricadute sugli operatori e le loro famiglie, la  pratica
  dispersione   di  un  patrimonio  tecnico,  di  esperienze   e   di
  documentazione  e, in ultima analisi, col concreto rischio  di  una
  vera e propria  desertificazione' dell'offerta informativa.
   In  mancanza  di un'organica disciplina a livello statale,  spetta
  alle  Regioni  adottare  interventi che permettano  al  settore  di
  superare  il  momento  di  crisi e avviare  un  ciclo  virtuoso  di
  rilancio: sono già diverse le Regioni che hanno adottato o sono  in
  procinto   di   adottare  provvedimenti  a  sostegno  del   sistema
  dell'informazione locale. In tal senso la Sicilia, anche in ragione
  delle  peculiarità  del  territorio e della debolezza  del  sistema
  economico  che  alimenta la raccolta pubblicitaria, non  può  certo
  esimersi  dall'assumere  provvedimenti  che  vadano  incontro  alle
  problematiche delle imprese dell'informazione locale.
   Del  resto, con la riforma del Titolo V della Costituzione  e,  in
  particolare,  dell'articolo 117, la materia dell'ordinamento  della
  comunicazione   è   stata  inserita  fra  quelle   a   legislazione
  concorrente,  dando  espressamente  competenza  alle   Regioni   di
  intervenire   nel  rispetto  del  quadro  normativo   nazionale   e
  comunitario.  Non  è infatti un caso che il legislatore  regionale,
  pur  rimanendo vincolato al quadro dettato dalla normativa statale,
  abbia già effettuato rilevanti interventi a riguardo: l'istituzione
  del Co.Re.Com., ai sensi dell'articolo 101 della legge regionale 26
  marzo   2002  n.  2,  quale  organo  di  consulenza  dell'Assemblea
  regionale  siciliana  e  del Governo regionale,  si  pone  in  tale
  direzione.
   Si  propone perciò di attivare strumenti che permettano  ai  media
  locali  sia di superare le obiettive difficoltà contingenti sia  di
  programmare    nuovi    investimenti,   garantendo    l'innovazione
  tecnologica  e  di  prodotto  e  il complessivo  rafforzamento  del
  sistema.
   L'articolo  1  reca  previsioni di  ordine  generale  sancendo  il
  riconoscimento e la promozione, da parte della Regione,  del  ruolo
  fondamentale svolto dal sistema dell'informazione locale.
   L'articolo  2  contiene  le definizioni relative  ai  beneficiari,
  individuati  nelle  piccole e medie imprese,  con  sede  legale  ed
  operativa  sul  territorio regionale e che sullo  stesso  producano
  almeno il 60 per cento del fatturato.
   L'articolo  3  individua le modalità d'intervento:  contributi  in
  conto interesse; prestazioni di garanzie per il finanziamento degli
  investimenti;  incentivi  per  il  consolidamento  delle  passività
  onerose che sono importanti per il settore.
   L'articolo  4  precisa i requisiti per l'accesso  ai  benefici:  a
  tutela  degli  operatori e della qualità dei  servizi  offerti,  le
  imprese  dovranno risultare in regola coi pagamenti delle spettanze
  ai   lavoratori  e  degli  oneri  previdenziali  ed  assistenziali,
  disporre  di una stabile organizzazione con una redazione  composta
  da     giornalisti     iscritti    all'ordine    e     regolarmente
  contrattualizzati.
   L'articolo  5  individua  le tipologie d'intervento,  regolate  in
  dettaglio dai successivi articoli.
   L'articolo  6  disciplina  quindi la concessione di contributi  in
  conto  interessi e la prestazione di garanzie per le operazioni  di
  finanziamento delle imprese dell'informazione locale destinate agli
  investimenti.
   L'articolo  7  regola  la  concessione  di  contributi  in   conto
  interesse  per  i  mutui stipulati dalle imprese  dell'informazione
  locale per il consolidamento anche delle passività onerose.
   A  riguardo  dello strumento della  prestazione  di  garanzie   va
  peraltro  fatto  rilevare  come, in parallelo,  potranno  utilmente
  essere  attivati altri strumenti, già esistenti e finanziati (fondo
  Jeremie con quota regionale del 40/45 per cento).
   L'articolo 8 disciplina la revoca dei benefici che conseguirà alla
  perdita  dei  requisiti  ovvero alla  mancata  realizzazione  degli
  impegni assunti.
   L'articolo  9  concerne  programmi di comunicazione  istituzionale
  promossi  e finanziati dalla Regione sui temi, le decisioni  e  gli
  atti  di  competenza e sul loro processo formativo. Gli  interventi
  dovranno avere carattere di obiettività e assicurare eguale accesso
  alle  diverse  posizioni politiche, tramite un'apposita  disciplina
  che sarà dettata dal Co.Re.Com Sicilia.
   L'articolo  10  individua  i requisiti  che  devono  possedere  le
  società  che svolgono servizi di rassegna stampa per conto di  enti
  pubblici  in  Sicilia e cioè la registrazione  presso  il  registro
  stampa  e/o  il  registro  operatori della  comunicazione  (Roc)  e
  l'essere  in  possesso di autorizzazione da parte della Federazione
  nazionale editori giornali (Fieg).
   L'articolo  11  sostituisce  l'articolo  4  comma  6  della  legge
  regionale 12 luglio 2011, n. 12 prevedendo che gli enti del settore
  pubblico  regionale abbiano l'obbligo di assicurare  la  diffusione
  dell'informazione     dell'attività     istituzionale      mediante
  pubblicazione per estratto, a scelta della stazione appaltante,  su
  due quotidiani a diffusione nazionale, su due quotidiani a maggiore
  diffusione  locale  del luogo ove si eseguono  i  lavori  e  su  un
  periodico  a  diffusione regionale. Il secondo  comma  individua  i
  requisiti delle predette testate.
   L'articolo  12  prevede  al comma 1 che le imprese  d'informazione
  locale  di  qualsiasi  dimensione possano beneficiare  d'interventi
  attivati, secondo la procedura prevista all'articolo 60 della legge
  regionale  6  agosto  2009,  n.  9,  anche  mediante  contratti  di
  programma regionali.
   L'articolo 13 contiene norme attuative degli interventi.
   A  riguardo va puntualizzato, come richiamato dal comma 3, che gli
  interventi  di  cui  alla presente legge non  pongono  problemi  di
  compatibilità  con  gli  interventi previsti  dalla  Legge  9/2009,
  articoli  30  bis  e  47, in quanto gli stessi sono  finalizzati  a
  sostenere    singole   produzioni   editoriali,   con   particolare
  riferimento alla promozione turistica e culturale.
   L'articolo   14   reca  la  norma  di  salvaguardia   comunitaria,
  garantendo che gli interventi si svolgano in piena coerenza con  la
  vigente  disciplina in materia di sostegno alle imprese,  come  del
  resto già previsto in precedenti interventi legislativi (ad esempio
  la   legge  regionale  n.  23  del  2008,  in  materia  di  imprese
  industriali).
   In conclusione, nel ringraziarvi per l'attenzione prestata, voglio
  in  questa sede rendere merito ai proponenti ed a tutti i  colleghi
  che,  a  vario titolo, hanno contribuito a migliorare questo  testo
  che  sono  la  Commissione  III   Attività  produttive'  nonché  la
  Commissione  Bilancio' che sono state attivamente coinvolte.
   Sono  stati  coinvolti  anche i sindacati e  le  imprese,  quindi,
  abbiamo   concretizzato   quello  che   deve   essere   il   giusto
  riconoscimento, la giusta via virtuosa che possa finalmente portare
  benefici all'informazione locale.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   CORDARO. Signor Presidente, non possiamo rinviarla all'articolo 1?

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, rinviamo la discussione  generale
  all'articolo  1,  ciò  significa (questo ci  viene  incontro  anche
  tecnicamente, onorevole Cordaro), considerato anche sulla  base  di
  quello  che  ho  preannunciato, che il Governo si era  impegnato  a
  presentare  un emendamento per la relativa copertura finanziaria  e
  che,  quindi, l'emendamento dovrà essere trasmesso alla Commissione
   Bilancio',  anche in considerazione che abbiamo le  variazioni  di
  bilancio,  occorrerà  qualche giorno in  più;  quindi  rinviamo  la
  discussione  generale all'articolo 1, pertanto  c'è  tempo  per  la
  presentazione  degli emendamenti fino alla fine  della  discussione
  generale.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   intervengo
  semplicemente  per  dire  che  sono  assolutamente  d'accordo   sul
  percorso  che  lei ha pianificato inizialmente;  il  Governo  si  è
  impegnato  in  Commissione   Bilancio'  ed  in  III  Commissione  a
  presentare  degli emendamenti in modo da completare  la  copertura,
  perché  la  copertura c'è, ma va completata. Io le  chiedo  questo:
  facciamo  la  discussione  generale e presentiamo  gli  emendamenti
  lunedì  pomeriggio,  martedì,  in modo  tale  che  se  ci  sono  le
  condizioni,  da  qui  a  venerdì, a sabato, a  lunedì,  a  martedì,
  possiamo entrare nel merito e possiamo anche esitare delle leggi e,
  quindi, andare avanti.

   PRESIDENTE.  Il  ragionamento è corretto.  Quando  dicevo  che  la
  proposta  dell'onorevole  Cordaro ci viene  incontro,  è  perché  a
  termini  di  Regolamento, una volta chiusa la discussione  generale
  gli   emendamenti  possono  essere  presentati   sotto   forma   di
  subemendamenti;  noi  non  abbiamo emendamenti,  e  questo  sarebbe
  comunque  già un fatto positivo, per questo dicevo di  rinviare  la
  presentazione  degli emendamenti fino a quando non si  chiuderà  la
  discussione generale.
   Noi  invitiamo  il  Governo a presentare - chiedo  agli  onorevoli
  Lentini e Marziano di seguirmi nel ragionamento - l'emendamento  di
  copertura  il prima possibile, e comunque non oltre il  venerdì  di
  questa settimana, e rinviamo la discussione generale del disegno di
  legge,  fissando  il  termine  per presentare  gli  emendamenti,  a
  martedì prossimo.

   pubblico locale e sanzioni amministrative

   Presidenza del Presidente Ardizzone


  Discussione del disegno di legge n. 275/A  Condizioni di trasporto
              pubblico locale e sanzioni amministrative

   PRESIDENTE.  Si  passa alla discussione del disegno  di  legge  n.
  275/A    Condizioni  di  trasporto  pubblico  locale   e   sanzioni
  amministrative  , posto al numero 2).
   Onorevoli  colleghi,  poichè  il  relatore  della  Commissione   è
  assente, l'esame del disegno di legge è rinviato.

   delle risorse genetiche Born in Sicily per l'agricoltura
   e l'alimentazione.

   Presidenza del Presidente Ardizzone


  Discussione del disegno di legge n. 351/A  Tutela e valorizzazione
     delle risorse genetiche  Born in Sicily' per l'agricoltura e
                           l'alimentazione

   PERSIDENTE.  Si  passa alla discussione del disegno  di  legge  n.
  351/A   Tutela  e valorizzazione delle risorse genetiche   Born  in
  Sicily' per l'agricoltura e l'alimentazione  , posto al numero 3).
   Invito   i   componenti  la  III  Commissione  a  prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Invito il relatore, onorevole Marziano, a svolgere la relazione.

   MARZIANO,  presidente  e relatore. Signor   Presidente,  onorevoli
  colleghi, questo �� un disegno di legge frutto del lavoro congiunto,
  della  proposta dell'Assessore per l'agricoltura e  del  lavoro  di
  approfondimento,  delle  modifiche  migliorative  fatte  dalla  III
  Commissione. Le norme, quindi, elaborate su proposta dell'Assessore
  regionale  per  le  risorse  agricole ed  alimentari,  muovono  dal
  presupposto  che  la  Sicilia  debba tutelare  le  proprie  risorse
  genetiche  e  puntare,  per  lo sviluppo del  comparto  alimentare,
  sull'agro biodiversità, la quale costituisce uno degli aspetti  più
  rilevanti  della  biodiversità,  tema,  quest'ultimo,  praticamente
  sconosciuto  dai non addetti ai lavori fino al 1992; da  allora,  a
  conclusione  della conferenza ONU a Rio de Janeiro, la biodiversità
  è stata percepita nella sua importanza strategica per lo sviluppo.
   La  riduzione degli ecosistemi naturali, i cambiamenti  climatici,
  la diffusione su larga scala di varietà con base generica ristretta
  infatti,   hanno  determinato  una  riduzione  della   biodiversità
  attraverso  l'estinzione di diverse specie e  una  forte  riduzione
  della variabilità genetica intraspecifica.
   La  Sicilia  è  stata nella storia crocevia di popoli,  civiltà  e
  culture  e  la sua evoluzione culturale, testimoniata da  un  ricco
  patrimonio   artistico,   archeologico,  architettonico,   museale,
  letterario, paesaggistico ed ambientale, hanno fatto dell'Isola  un
  serbatoio  prezioso da cui attingere le risorse genetiche naturali,
  per  diversificare le produzioni enologiche, vegetali ed animali  e
  già queste tracce ci sono nei trattati a partire dal IV secolo A.C.
   La  forte spinta all'intensivizzazione delle colture ha portato al
  rischio  di  estinzione  di  tantissime varietà  coltivate  fino  a
  qualche   decennio  fa,  cioè  si  privilegiava  la   coltura   più
  redditizia,  quella con più mercato rispetto a quelle  che  avevano
  meno mercato e meno redditività.
   Le   esigenze  dell'agroindustria  hanno  causato  la  perdita  di
  variabilità  qualitativa  dei  prodotti  agricoli  e,  quindi,  dei
  derivati  industriali, con l'omologazione del  gusto' e la  perdita
  del  tradizionale  legame fra territorio,  tradizioni  e  abitudini
  alimentari.
   Oggi,  le  migliori produzioni siciliane di qualità -  vini,  oli,
  frutta, ortaggi, formaggi, cereali e carni - sono ancorate  ad  una
  biodiversità  differenziata  e  non  omologata  che  ne  esalta  le
  caratteristiche  qualitative  e  coniuga  la  conservazione   delle
  risorse  genetiche  con  la  qualificazione  delle  imprese  e  dei
  prodotti.
   Tutto  ciò  è  strategico dopo quarant'anni di  politica  agricola
  comunitaria  di  stoccaggio del grano, del  burro  e  della  carne,
  distillazione  del vino e distruzione delle arance e  delle  pesche
  unitamente  ad  un' esasperazione produttiva con il sostegno  della
  chimica e della tecnologia dannosa per l'ambiente.
   L'agroalimentare  è  quindi  risorto  dalle  sue  ceneri  puntando
  sull'identità  di  gusti e sapori, troppo a lungo standardizzati  e
  omologati.
   Il   prodotto  Born  in  Sicily,  nato  in  Sicilia,  deve  essere
  considerato, in primo luogo, un prodotto culturale.
   La  Sicilia  ha  puntato  al recupero ed alla  salvaguardia  delle
  risorse genetiche, finalizzandola non solo alla creazione di  musei
  di  genetica, ma all'utilizzazione economica ed alle prospettive di
  mercato.
   L'agricoltura  basata  sulla  biodiversità  è  quella  che  meglio
  interpreta  il modello europeo multifunzionale dell'agricoltura  di
  qualità delle produzioni, sostenibilità ambientale e turismo rurale
  ed ecocompatibile.
   La   Sicilia   è,  e  può  ancor  più  diventare,  un  laboratorio
  all'avanguardia  nel  quale  prodotti  autoctoni  ed  importati  si
  contaminano,   attraverso   diverse  stratificazioni   storiche   e
  culturali,  senza soluzione di continuità. E' il caso dei  vini  di
  Sicilia  ottenuti con le migliori varietà autoctone (Nero  d'Avola,
  Grillo, Insolia, Nerello Mascalese, Moscato di Noto), degli oli  di
  pregio  Biancolilla  e  Nocellara, del pane nero  di  Castelvetrano
  realizzato  con  una  vecchia varietà di grano,  la  Tumminia,  che
  adesso  sta  tornando  in auge da parte di alcuni  produttori,  dei
  prosciutti  e  salumi del maiale nero dei Nebrodi  e  dei  formaggi
  ottenuti a partire da vacche Modicane e Cinisare.
   Il  comune  denominatore  è la qualità dei  prodotti,  la  varietà
  genetica,  l'ambiente e la tecnica di coltivazione  che  rendono  i
  prodotti  di Sicilia ricchi di odori, colori e sapori.  In  qualche
  modo,  aggiungo una mia considerazione, se riusciamo ad attirare  i
  turisti grazie alle pietre, dobbiamo cercare di fidelizzarli grazie
  agli odori, ai sapori ed ai colori della nostra Sicilia.
   Alla  luce  di  queste  considerazioni, le norme  proposte  mirano
  innanzitutto a rafforzare le attività di salvaguardia delle risorse
  genetiche  regionali  ed  a  tutelarne  la  qualità  per   renderla
  riconoscibile  e  difenderla dalla concorrenza sleale  di  prodotti
  scadenti  e  dall'agropirateria,  nell'ottica  di  trasformare   la
  tracciabilità  da  operazione meramente  logistica  a  concetto  di
  identità certa che investe l'intera filiera.
   Il  disegno  di legge attribuisce, quindi, senza nuovi o  maggiori
  oneri   per  il  bilancio  della  Regione,  una  serie  di  compiti
  all'Assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari  tra
  cui  in  primo luogo la tenuta del Repertorio volontario  regionale
  delle  risorse genetiche, istituito al fine di consentire la tutela
  delle  varietà  e  razze locali e suddiviso in  sezione  animale  e
  vegetale.  Istituzioni scientifiche, enti pubblici,  organizzazioni
  private e singoli cittadini possono fare proposte di inserimento di
  specie e razze nel repertorio.
   Nel  sistema  di  tutela  così  delineato  particolare  importanza
  assumono la figura dell'Agricoltore custode - definito all'articolo
  9  come  colui  che  provvede alla conservazione in  azienda  delle
  risorse genetiche iscritte nel Repertorio volontario regionale -  e
  la  Rete  di  conservazione e salvaguardia delle risorse  genetiche
  autoctone che svolge ogni attività diretta a mantenere in  vita  le
  risorse  genetiche  a rischio di estinzione e  alla  quale  possono
  aderire  province, liberi consorzi - quando si chiameranno così  -,
  comuni,  comunità  montane,   enti  parco,  istituti  sperimentali,
  centri  di ricerca, università, associazioni e agricoltori  singoli
  od in forma associata.
   Penso,  signor  Presidente e onorevoli colleghi,  che  con  questo
  disegno  di legge si rende un buon servizio alla nostra agricoltura
  ed  ai nostri agricoltori che credono nel Born in Sicily, nel  nato
  in Sicilia, nel nostro patrimonio genetico.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Marziano  per  la  sua  esaustiva
  relazione appassionata e convinta.
   Dichiaro aperta la discussione generale.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  disegno  di
  legge è molto interessante perché finalmente si stanno introducendo
  dei  nuovi  argomenti che entrano finalmente dalla porta principale
  per  mano  dell'Assessore,  quindi  del  Governo,  all'interno   di
  quest'Aula   e   si   parla  finalmente  di   biodiversità,   lotta
  all'agropirateria,  si  parla  in  qualche  modo  di  cominciare  a
  valorizzare quelle che sono le nostre eccellenze: l'enograstronomia
  e  la qualità dell'alimentazione per le quali siamo famosi in tutto
  il mondo.
   Il  disegno  di legge è stato battezzato dalla III Commissione  in
  maniera molto positiva soprattutto anche per il grande impegno  che
  l'assessore  Cartabellotta  ha profuso nell'approfondimento,  nella
  presenza  in Commissione ed anche per la qualità personale  che  ha
  messo  per affrontare quelle che erano le asperità che si  potevano
  presentare,   di  volta  in  volta,  e  di  questo   lo   ringrazio
  personalmente e gliene do atto.
   Credo  che  vada  anche nella direzione più  giusta  ed  opportuna
  rispetto  ad  un  altro  disegno di legge che  stiamo  portando  in
  Commissione che è quello della nascita di un marchio siciliano  che
  possa  dare a tutti i prodotti della nostra Terra un unico  binario
  per  poter correre e soprattutto per poter combattere quella che  è
  stata,  per  troppi anni, una contraffazione ed una  falsificazione
  dei nostri prodotti.
   Il Born in Sicily, il made in Sicily, il nato in Sicilia, fatto in
  Sicilia, chiamiamolo come vogliamo, in italiano on in inglese,  non
  cambia  molto,  è  qualcosa che ci rende unici al  mondo  ed  è  un
  marchio  a cui tutti tendono e che tutti vogliono utilizzare  nelle
  maniere   lecite   e   anche  nelle  maniere   illecite.   Dobbiamo
  salvaguardarlo  come  uno  dei  maggiori  monumenti  regionali  che
  abbiamo  perché  è  quello che darà possibilità a  chi,  in  questo
  momento,  si  occupa di agricoltura e lo fa in maniera sapiente  di
  poter riuscire ancora a continuare in quell'opera, in quel lavoro e
  come  Parlamento regionale, come legislatori, dobbiamo  dare  tutte
  queste possibilità.
   Quindi,   bene   questo  disegno  di  legge   e   soprattutto   un
  ringraziamento all'Assessore che, in questo caso, quando è  pane al
  pane e vino al vino , bisogna darglielo e gliene diamo atto.

   FIORENZA. Chiedo di palare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIORENZA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signori
  assessori, intervengo per esprimere il mio plauso relativamente  ad
  un  disegno  di legge che ho letto con molta attenzione  e  che  ho
  seguito  anche  con molta attenzione durante il suo  percorso,  che
  l'assessore  ha  condotto  sapientemente insieme  alla  Commissione
  relativa.
   È  un disegno di legge che per un siciliano rappresenta un modello
  non  solo  interno, ma è un modello di esportazione. Anche,  e  non
  solo   esclusivamente,  per  i  siciliani  che  vivono  il   nostro
  territorio,  ma  mi  rivolgo  anche  al  pensiero  dei  milioni  di
  siciliani  che  vivono,  perché costretti a  farlo  da  generazioni
  anche,  al  di  fuori  del territorio stesso.  E  mi  riferisco  ai
  siciliani   d'America,  ai  siciliani  d'Australia,  ai   siciliani
  d'Europa,  che  quando  vedranno un  prodotto  marchiato   Born  In
  Sicily ,  un prodotto  BIS , cosiddetto simpaticamente, avranno  un
  riferimento ancora di collegamento con il loro territorio.
   E questo vuol dire sviluppo economico, mantenimento di un'identità
  culturale   che   evidentemente  cerca  di  non  smarrirsi,   anche
  attraverso   l'acquisto  di  un  prodotto  che   viene   ovviamente
  manifatturato in Sicilia.
   È  giusto  ciò che l'assessore ha anticipato in forma privata,  ma
  che è stata comunque esternata dal collega Cancelleri, poco fa; non
  bisogna  soffermasi  solo  ed esclusivamente  alla  tutela  e  alla
  conservazione del prodotto genetico, animale o vegetale.  Il  passo
  successivo  può  non  essere  altro che  quello  della  tutela  del
  prodotto  che viene fuori dalla varietà della Cultivar,  del  tonno
  Iblea, oppure della vacca siciliana, o così via.
   Il  prodotto  genetico  va  tutelato e  va  conservato,  ma  vanno
  tutelati anche i prodotti che da essi ne derivano, sia vegetali sia
  animali. Mi riferisco al vario tipo di grano: è stato citato quello
  di  Tumminia, ma si potrebbe ricordare quello della Ruscello; se ne
  potrebbero  citare tantissimi altri. Dal grano si fa  il  pane,  si
  fanno  tantissimi  altri prodotti che riguardano il  beverage,  che
  riguardano quello alimentare, e su questo ovviamente il marchio DOC
  siciliano  è un passo successivo che i siciliani si attendono,  sia
  come   sviluppo  economico,  sia  come  mantenimento  dell'identità
  culturale siciliana autoctona che ancora vive in Sicilia,  e  anche
  all'estero.
   Quindi  un  plauso e un complimento all'assessore ed  ai  colleghi
  della  Commissione che hanno voluto darci oggi un esempio,  fattivo
  peraltro,  transpartitico e figuriamoci  chi  è  stato  eletto  nel
  Partito  dei Siciliani se non può non essere soddisfatto di  questo
  tipo di atteggiamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Musumeci.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  signori  del
  Governo,  solo alcune brevi considerazioni dettate anche dalla  mia
  ormai  non  più  nascosta passione per l'agricoltura,  che  è  nota
  all'assessore  Cartabellotta, al quale va  il  mio  plauso  per  lo
  spirito col quale ha voluto predisporre questo disegno di leggo.
   Faccio  alcune considerazioni, signor assessore: è una  sfida  che
  lei  ha  voluto lanciare perché lei imbocca una strada  ancora  non
  praticata in Italia, se non da pochissime altre Regioni, ed  è  una
  strada che una volta imboccata bisogna percorrere per intero.
   Allora  mi  chiedo: quando parliamo della identità della  filiera,
  abbiamo  il dovere per esempio di riflettere sulla presenza  ancora
  oggi,  soprattutto in alcuni comparti, di passaggi  e  di  soggetti
  parassitari che di fatto speculano sul sudore e sul sacrificio  dei
  produttori  favorendo, con una complicità non  sempre  larvata,  le
  grandi distribuzioni.
   Mi  chiedo, una volta imboccata questa strada, il Governo  intende
  aprire  un ragionamento con la grande distribuzione organizzata  in
  Sicilia che non utilizza o non sempre utilizza prodotti nostri  per
  capire   se   c'è  la  possibilità  di  ospitare,  con  ragionevole
  percentuale   e  con  condizioni  accettabili,  una   parte   della
  produzione di pregio delle nostre campagne?
   Signor  Assessore, a fronte di questa sfida che in un certo  senso
  riorganizza l'assetto dell'Amministrazione regionale, in materia di
  agricoltura  -  tanto  è  vero che lei vuole modificare  l'Istituto
  regionale  per  la vite ed il vino - attribuendole i nuovi  compiti
  legati all'agroalimentare, si è chiesto il Governo se ha ancora una
  funzione e una logica l'esistenza dell'Ente sviluppo agricolo?
     Più  volte in quest'Aula, nelle passate legislature, mi  risulta
  sia    stata    affrontata   l'ipotesi   di   volerlo   sopprimere,
  salvaguardando  le  alte professionalità  che  nel  tempo  si  sono
  consolidate   all'interno   di  quell'ente,   nato   nell'immediato
  dopoguerra  e le cui funzioni obiettivamente sono ormai superate  e
  in gran parte assorbite dallo stesso Assessorato.
   E   allora   perché  non  trasformare  l'ESA  in  un  dipartimento
  dell'Assessorato regionale all'agricoltura?
   Domanda  che  mi  sento di poter porre al Governo:  alla  luce  di
  questa  riorganizzazione  innovativa che  punta  alla  salvaguardia
  della  biodiversità, alla sua tutela, alla sua salvaguardia,  si  è
  chiesto il Governo se abbia ancora ragione di esistere, ad esempio,
  l'Istituto  sperimentale per l'agrumicoltura o per la granicoltura?
  Enti  che hanno svolto una funzione preziosa per 60-70 anni  ma  la
  cui  utilità  in  questo  momento mi sento  di  dovere  mettere  in
  discussione  con  lo  stesso principio con  il  quale  lei,  signor
  Assessore,  ha  messo  in discussione l'utilità  dell'Istituto  per
  l'incremento  ippico,  a  me caro non perché  appartenga  alla  mia
  provincia  di provenienza ma perché esso ha conferito al patrimonio
  genetico  degli  equini in Sicilia ruoli di  rilievo  nel  panorama
  nazionale ed internazionale per quanto riguarda alcune razze  ormai
  che  possiamo considerare autoctone. Perché non metter mano  a  una
  riforma   degli   enti   che   orbitano   attorno   all'Assessorato
  agricoltura,   riqualificandone  il  personale,  salvaguardando   i
  livelli  occupazionali ma concentrandoli in un  unico  organismo  e
  alcuni   di   questi   dipendenti,  se  sufficientemente   formati,
  potrebbero  anche supportare il nuovo oneroso impegno dell'Istituto
  regionale  per  la  vite e il vino e l'agroalimentare?  E,  infine,
  signor Assessore - e concludo, signor Presidente - la tutela  e  la
  salvaguardia dell'agroalimentare non basta;  un prodotto vegetale o
  animale  va  innanzitutto salvaguardato ma se non viene  conosciuto
  non diventerà mai una risorsa economica.
   Nel  disegno  di legge che lei egregiamente ha elaborato,  non  mi
  sembra  essere  stata  dedicata particolare attenzione  alla  parte
  relativa alla promozione che, in Italia ed all'estero, non può  più
  essere  affidata ai criteri che abbiamo imparato a conoscere  negli
  ultimi anni.
   Un prodotto va promosso nelle grandi fiere, nelle grandi borse; va
  promosso   anche  attraverso  rapporti  bilaterali  che,  peraltro,
  l'Unione europea consente alla Regione di potere sottoscrivere  con
  i  paesi  transfrontalieri,  ma  anche  con  le  grandi  democrazie
  occidentali ed europee.
   Un  prodotto  va salvaguardato nella sua biodiversità,  nella  sua
  identità  genetica, ma va anche promosso, va anche fatto conoscere.
  Io vengo dalla provincia più agrumetata d'Italia che è la provincia
  di  Catania,  che lei ben conosce, e lei sa benissimo,  con  quanta
  difficoltà, l'arancia rossa di Sicilia, unica al mondo, trova spazi
  perché,  non essendo conosciuta la proprietà specifica dell'arancia
  rossa, il consumatore preferisce attingere all'arancia bionda,  che
  arriva   dalla   Spagna  o  arriva  col  sistema   perverso   della
  triangolazione, da Israele o dal Marocco, piuttosto che  acquistare
  l'arancia  rossa  che  per le antocianine e  per  alcune  proprietà
  antiossidanti  viene  considerato un  prodotto,  assolutamente,  da
  consigliare nelle terapie anticancerogene.
   Per  queste ragioni, signor assessore, il mio Gruppo si ripromette
  di  formalizzare,  nei  tempi che la Presidenza  vorrà  accordarci,
  alcuni emendamenti migliorativi, esprimendo l'apprezzamento per  lo
  spirito  col  quale l'assessore Cartabellotta ha  voluto  porre  in
  termini seri un problema che credo possa rappresentare l'inizio  di
  una  riforma radicale del sistema della filiera e possa  restituire
  al  produttore,  ed  anche agli altri soggetti  che  della  filiera
  diventano parte attiva, il ruolo che, finora, le perverse leggi del
  mercato hanno loro impedito di avere riconosciuto.

   PRESIDENE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole   Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.   Signor  Presidente,  signori  del  Governo,   onorevoli
  colleghi,  indubbiamente,  oggi, è una pagina  abbastanza  positiva
  perché  viene  posto in discussione un disegno di legge  che  viene
  attuato  nella direzione giusta, ossia quella di tutelare i  nostri
  prodotti  agricoli, per cui, evidentemente, sin da  ora,  sia  pure
  riservandomi  di  presentare qualche emendamento, annuncio  il  mio
  voto  senz'altro  favorevole a questo  disegno  di  legge  che,  in
  effetti,  mi  sembra  un po' carente solo dal punto  di  vista  dei
  controlli.
   Possiamo fare tutte le norme di principio che vogliamo, ma se  poi
  non   mettiamo   in  essere  le  dovute  attività   di   controllo,
  continueremo  ad assistere, anche per i prodotti dotati  di  questo
  marchio,   di   quello  viene  ad  esso  nel  campo,   soprattutto,
  dell'ortofrutta, dove entrano dall'estero quantità ingenti,  oppure
  nel  campo,  ed  è  una cosa ancora più grave,  dei  cereali,  dove
  entrano  dall'estero  quantità ingenti di prodotti  che,  come  per
  magia,  una  volta  entrati in Italia, con un  semplice  cambio  di
  etichetta, diventano prodotti italiani o addirittura siciliani.  E,
  quindi,  da  questo punto di vista, si deve cercare di  mettere  in
  atto  tutte le iniziative necessarie per rendere stringenti  questi
  controlli a tutela dei nostri marchi.
   E,  poi,  approfitto  dell'occasione perché vi  sono  anche  degli
  adempimenti  di natura burocratica molto semplici, in mancanza  dei
  quali, però, si paralizzano o si danneggiano alcune attività.
   Ho  presentato qualche tempo fa un'interrogazione, tutt'ora  senza
  risposta,  che  non è neanche all'ordine del giorno, ma  approfitto
  della  presenza  dell'assessore  e  mi  ricollego  agli  interventi
  dell'onorevole  Marziano  e  degli altri  onorevoli  che  mi  hanno
  preceduto:  per esempio, in tema di tutela delle nostre professioni
  cerealicole  e  in particolare del grano in Sicilia, purtroppo,  da
  oltre due anni, manca l'integrazione della Commissione che è presso
  la Camera di Commercio di Enna che cura il bottino dei cereali.
   Questa  mancanza significa che il prezzo in Sicilia  si  determina
  non  si sa bene in base a che cosa, evidentemente non a favore  dei
  produttori agricoli, ma a favore delle industrie di trasformazione,
  sulla base di medie che compaiono  nei giornali, non si sa bene  in
  base  a che cosa, in mancanza dell'unico organo deputato per  legge
  regionale ad indicare questo prezzo.
   Quindi  inviterei ad adottare immediatamente tutte  le  iniziative
  necessarie  per  rendere  funzionante questo  organismo  presso  la
  Camera  di  Commercio  di  Enna perché  stiamo  assistendo  ad  una
  continua  e  devastante riduzione dei prezzi  alla  produzione  del
  nostro  grano  duro e ciò  anche qui in mancanza di controlli,  che
  permetta   attraverso  l'ingresso  nei  nostri  porti  di  quantità
  industriali di cereali provenienti da altre regioni del  mondo  con
  tutti  i  rischi  connessi  anche  in  termini  di  salute,  stante
  l'assenza di qualsiasi controllo per quanto riguarda il trattamento
  con  antiparassitari,  spesso anche di  natura  pericolosa  per  la
  salute umana.
   Sono  questi  piccoli accorgimenti, i controlli  innanzitutto,  il
  fornire  gli organi preposti della necessaria operatività  che  può
  consentire  quanto  meno ai nostri agricoltori di  continuare,  non
  dico a chi sa cosa, ma quanto meno a sopravvivere.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l   onorevole  Fazio.  Ne  ha
  facoltà.
   FAZIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io mi  associo
  un  po' ai complimenti per quanto riguarda l'iniziativa. A dire  il
  vero ho un modo diverso di vedere sicuramente il comparto agricolo,
  agroalimentare,  introducendo  sicuramente  delle  figure   o   dei
  meccanismi  del tutto innovativi. Ma inviterei l'Assessore  a  fare
  una  riflessione, a mio avviso sicuramente molto  più  adeguata:  i
  complimenti  che effettivamente le sono stati tributati  dovrebbero
  indurla, forse superato il momento, cosiddetto  di approvazione del
  disegno di legge , a osare di più.
   E  per  osare  di più intendo una riflessione per quanto  riguarda
  sicuramente  una  serie di istituti che sono presenti  nell'ambito,
  appunto,  nella  Sicilia  nel  comparto  agricolo,  per  vedere  se
  effettivamente   questi  istituti  risultano  adeguati,   risultano
  sicuramente  coerenti  con  gli  obiettivi  che  la  Regione  si  è
  prefissata,  soprattutto se risultano ancora  in  qualche  modo  in
  grado  di  svolgere le funzioni per cui in qualche modo sono  stati
  immaginati.
   Credo, Assessore, che non basti e non sia sufficiente cambiare  il
  nome ad un istituto per ridare funzionalità e forse giustificazione
  della  sua  presenza, se non viene rivitalizzato e soprattutto  non
  vengono   indicati   quali   sono   gli   obiettivi   precisi   che
  necessariamente devono essere perseguiti.
   Chi  parla  sa  benissimo che proviene dal comparto e sinceramente
  con  amarezza ha constatato che, negli ultimi periodi, negli ultimi
  anni,  molte funzioni che prima in qualche modo venivano svolte  in
  maniera egregia, man mano si sono in qualche modo dissolte.
   Dissolte  perché  credo che le persone che in qualche  modo  hanno
  svolto  o  sono state individuate a svolgere alcune funzioni  hanno
  pensato  più  ad  interessi di parte che agli interessi  collettivi
  appunto o della stessa Sicilia.
   Ecco  perché non posso non invitarla perché credo che troppe volte
  questo  Parlamento è stato chiamato a svolgere  le  funzioni  o  ad
  intervenire, per esempio, per quanto riguarda l'Esa, e  la  domanda
  è: ancora ragion d'essere?
   Dobbiamo  necessariamente ad finanziare  gli  aspetti  prettamente
  occupazionali oppure dobbiamo fare uno sforzo maggiore di  guardare
  o  di  introdurre dei meccanismi affinché in qualche modo  venga  a
  giustificarsi  la  presenza  e  soprattutto  il  costo  di   questi
  organismi. Credo che lei saprà cogliere il senso delle mie parole e
  lo  tradurrà  sicuramente in iniziative concrete, comprendendo  che
  purtroppo  la  politica,  tante volte, è opaca  e  soprattutto  non
  guarda  con  lungimiranza obiettivi sicuramente  ragguardevoli  che
  riguardano in maniera particolare l'utilizzo delle risorse  che  la
  Sicilia in qualche modo presenta nel modo migliore possibile.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, anch'io
  esprimo  il  mio  apprezzamento  per  questa  iniziativa.  E'   una
  iniziativa  opportuna quanto mai necessaria e quanto  mai  urgente.
  Siamo stati gli unici, come Regione Sicilia, che potevamo avere  un
  grande vantaggio dalla internazionalizzazione dei mercati, vista la
  grandissima  varietà  e specificità dei nostri prodotti  autoctoni,
  delle  nostre  Cultivar , e soprattutto del clima molto  favorevole
  che  abbiamo  e,  invece,  per l'inerzia,  per  l'inefficacia,  per
  l'inefficienza dimostrata o per l'indifferenza o per l'ignoranza  o
  per  la  mancanza di tutela che, in tutti questi lunghissimi  anni,
  abbiamo  avuto  nei  confronti della nostra  Regione,  oggi,  siamo
  veramente la Cenerentola del mondo per quanto riguarda le  capacità
  di  sviluppo  e  di  affermazione sul mercato dei  nostri  prodotti
  agricoli.
   Non sto qui a ricordare le grandissime polemiche che ci sono state
  e  che  continuano  ad esserci ancora oggi per quanto  riguarda  la
  mancata   tutela   delle  produzioni  siciliane   a   causa   delle
  importazioni  selvagge nel campo del settore  degli  agrumi,  dalle
  importazioni  del  Marocco,  a quelle del  Brasile,  attraverso  il
  passaggio  più o meno fraudolento e fittizio di importazioni  degli
  Stati membri dell'Europa, vedi le arance brasiliane che arrivano in
  Olanda  e diventano  Made in Europe , come se fossero prodotti  qui
  in  Europa  e  tutto questo ovviamente a scapito  della  produzione
  siciliana.
   Non  è,  però, solo al campo degli agrumi, pure essi importanti  e
  fondamentali, che ci dobbiamo fermare, perché già questo è stato un
  colpo  mortale  che è stato inflitto alle nostre produzioni,  visto
  che  come tutti sappiamo, fino ad una ventina di anni fa, la nostra
  Regione  era  una dei principali leader sul mercato  europeo  degli
  agrumi. Se voi 20 anni fa andavate in Europa in qualsiasi piazza  o
  mercato  europeo  vi  trovavate, dai mercatini locali  alle  grandi
  superficie  e  ai  grandi  supermercati,  il  mandarino   siciliano
  piuttosto  che  il  limone  siciliano  piuttosto  che  il   tarocco
  siciliano. Beh, se voi andate ora in qualsiasi piazza d'Europa,  in
  qualsiasi  mercato  d'Europa, in qualsiasi  bottega  d'Europa,  non
  troverete  più un mandarino siciliano o un limone siciliano  o  una
  arancia tarocco, che pure sarebbe un vanto della nostra produzione.
   E  questa  è  stata la grande omissione, il grande attacco  che  è
  stato portato al nostro comparto produttivo dalla mancata difesa, a
  livello nazionale, degli interessi del Meridione d'Italia.
   Questo è stato valido per il grano duro che non producono certo in
  Padania  ma  che produciamo noi ed è una grande eccellenza  e  che,
  come tutti sappiamo, sul mercato spunta a prezzi del tutto uguali o
  inferiori a quelli del grano tenero o di poco superiori, adesso non
  so  gli ultimi prezzi quali sono, ma non c'è un termine di paragone
  fra i due prodotti, eppure è così.
   Allora,  una  norma che tuteli i nostri vini pregiati,  la  nostra
  produzione vinicola, i nostri prodotti oleari pregiati,  il  nostro
  olio  d'oliva pregiato, i nostri prodotti agricoli in  genere,  che
  sono  figli  della grande cultura e della nostra grande tradizione,
  appunto  per privilegiare il  Born in Sicily', il  Made in  Sicily'
  che  è  fondamentale anche perché oggi nel mondo,  soprattutto  nel
  mondo  sviluppato, c'è una richiesta di specificità, di  produzioni
  tipiche, che dobbiamo evadere e che farebbe la nostra fortuna. Solo
  un  mercato  come quelle statunitense, infatti, solo quel  mercato,
  non  solo  accorderebbe l'intera produzione siciliana  in  tutti  i
  settori,   da   quello   oleario  a  quello  vinicolo,   a   quello
  agroalimentare  in  genere, mi riferisco ai  formaggi  o  ad  altre
  produzioni tipiche siciliane, lo assorbirebbe per intero ma sarebbe
  lo  sbocco  naturale perché, con la globalizzazione che appiattisce
  tutto  e  che  ha  reso  tutto uguale, la  fame  di  specificità  è
  aumentata e, per questi prodotti che possono rappresentare un segno
  di  efficienza, di efficacia, di particolarità, di saper  fare,  di
  antiche  tradizioni la conquista di questi mercati sarebbe  di  una
  facilità  immensa se ci fossero le leggi necessarie a tutela,  come
  fanno  tutte  le  Regioni, perché le altre Regioni si  difendono  -
  eccome  si  difendono  -  con delle normative  a  protezione  ed  a
  valorizzazione dei propri prodotti.
   E'  la cosa che dobbiamo fare noi. Lo diciamo ormai da tanti anni:
  anzichè mille interventi, spesso a pioggia, spesso inutili, anziché
  mille  istituti  di  ricerca  in tutti i  settori,  centralizziamo,
  armonizziamo  gli interventi in maniera specifica ed otterremo  due
  risultati, cioè una grande efficacia nel risparmio e, quindi, in un
  momento di difficoltà come questo avere le risorse concentrate solo
  nei  settori  che  servono,  e  l'efficienza,  perché  avere  tante
  istituzioni che si occupano della stessa cosa significa non  averne
  nessuna,  perché  nessuna ha la grandezza e la capacità  di  essere
  competitiva  per  la  promozione,  la  ricerca,  l'innovazione,  la
  tecnologia e, soprattutto, un'unica regia mirata, finalizzata  alla
  promozione su tutti i mercati dei nostri prodotti, perché non hanno
  rivali   e   -   ripeto  -  basterebbe  un  solo  mercato,   quello
  statunitense,  anzi  metà  di  quello statunitense,  per  assorbire
  l'intera  produzione  siciliana in tutti  i  settori  ed  a  prezzi
  notevolmente   superiori,  quindi,  da  questo  punto   di   vista,
  remunerativi per quanto riguarda la nostra agricoltura ed i  nostri
  agricoltori.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  sicuramente  va  fatto un plauso all'assessore ed alla  Commissione
  per  il  disegno  di  legge  che è giunto  in  Aula  e  che  stiamo
  discutendo.
   Mi   pongo,  però, un problema ed anche un riflessione in  maniera
  sommessa perché il disegno di legge lo sto leggendo adesso.
   Con  questo disegno di legge, qualora venisse approvato,  cosa  si
  vuole tutelare? qual è lo scopo?
   Si vuole tutelare la pianta, si vuole tutelare la biodiversità, si
  vuole  tutelare  l'agroalimentare, si farà  una  certificazione.  E
  questa  è una prima fase, cioè la tutela di quello che noi dobbiamo
  custodire, dalla pianta ma poi c'è la seconda fase che è la  tutela
  del prodotto.
   Ma  in  questa fase l'autocertificazione - sarò carente io  -  chi
  sono  gli enti che sono preposti a stabilire che il suino nero  dei
  Nebrodi  è  un  suino doc - sto facendo un'analisi  così  -  perché
  possibilmente  leggiamo che c'è un repertorio volontario  eccetera,
  però vale per tutti? Ci sono degli enti? Chi li istituisce? Come si
  arriva alla certificazione?
   E  poi ce ne è un'altra che, secondo me, deve essere agganciata  a
  questa  che  è  quella della produzione, cioè  della  garanzia  del
  prodotto. Se noi tuteliamo e preserviamo ad esempio la menta ma, se
  accanto  al  prodotto,  quindi, se accanto alla  pianta  che  viene
  riconosciuto che ha proprietà medicinali non si affianca la ricerca
  perché  poi possa svilupparsi e possa orientarsi anche nel  settore
  farmaceutico  o  la  menta può essere utilizzata  sia  nel  settore
  farmaceutico (mi si dice) ma ci deve essere affiancata  sicuramente
  oltre  a  preservare la pianta, poi anche al prodotto e all'utilità
  del prodotto o alla filiera alimentare.
   Poi  un  altro  aspetto, vorrei dire che, una volta  stabilita  la
  tutela  del  prodotto e della filiera bisogna  che  venga  tutelato
  anche  il  produttore.  Il  produttore  significa  che  il  piccolo
  agricoltore che deve anche sopravvivere di quello che produce e  di
  quello che coltiva deve essere garantito perché, nel momento in cui
  entra   nella   fase   della  distribuzione,   se   non   c'è   una
  semplificazione, perché oggi - lei sa meglio di me caro assessore -
  chi  vende,  un buon agricoltore che produce il prodotto  caseario,
  non  riesce  a piazzarlo sul mercato perché non riesce a  competere
  con  la grande distribuzione perché nel momento in cui deve mettere
  in vendita il prodotto ha bisogno di tante di quelle autorizzazioni
  e di costi così esorbitanti che tutto diventa pura enunciazione.
   Quindi, forse andrebbe un po' ampliato o se c'è la possibilità  di
  presentare  degli  emendamenti, perché dal  preservare  la  pianta,
  l'albero  si  passi poi anche alla tutela di quello che  la  pianta
  produce e del prodotto.

   VENTURINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURINO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  signori  del
  governo, è chiaro che dagli interventi che abbiamo seguito fino  ad
  ora   non   si  può  che  ribadire  l'apprezzamento  nei  confronti
  dell'assessore per avere portato in questa Assemblea un disegno  di
  legge  sicuramente importante perché, al di là di tutto, si cominci
  a  parlare  dell'agricoltura  siciliana  come  una  possibilità  di
  sviluppo  economico  serio, quindi, mi associo ai  complimenti  che
  sono stati fatti.
   Però,  attenzione, non giudichiamo questa legge come un  punto  di
  arrivo, è soltanto un punto di inizio.
   Questa  legge per avere una valenza vera ha bisogno  adesso  -  lo
  sottolineava  poco  fa  l'onorevole Formica  -  di  altre  leggi  a
  sostegno  di  questa per poter fare in modo che  in  brand  Sicilia
  diventi veramente qualcosa di importante.
   A tal proposito un'osservazione appropriata l'ha fatta l'onorevole
  Musumeci  e  cioè in questa legge non c'è molto spazio  per  quanto
  riguarda la promozione di questi prodotti.
   Noi  in  Sicilia,  caro  assessore, lei lo  sa  perché  ci  stiamo
  avvicinando   all'Expo   2015   che  proprio   sull'aspetto   della
  nutrizione,  delle  diete,  eccetera,  si  fonda,  noi   nel   2015
  parteciperemo all'Expo.
   Quale  migliore occasione in quella circostanza, partendo  già  da
  una  legge  come  questa, per poter portare  il  marchio  siciliano
  all'interno di una grandissima vetrina come quella.
   Cosa voglio dire in poche parole? Dobbiamo veramente cominciare  a
  pensare  a creare un brand siciliano e non avere paura di investire
  nell'immagine del prodotto siciliano, altrimenti, se  non  facciamo
  questo  -  l'Expo sarà il primo banco di prova in  questo  senso  -
  questa  legge  sarà  fine  a  se stessa.  Faccio  riferimento,  nel
  passato,  da semplice cittadino, mi sono ritrovato a partecipare  a
  diverse  fiere,  e  girando negli stand,  da  una  parte  c'era  un
  prodotto siciliano che aveva un certo logo, dieci metri più giù  un
  altro ancora, non si capiva mai se eravamo ancora all'interno di un
  padiglione che parlava di Sicilia o no.
   Lei  sa  benissimo a cosa mi riferisco. Adesso bisogna  veramente,
  fatta  questa  legge,  che  è un primo passo  importante  per  fare
  dell'agricoltura siciliana un volàno di economia serio,  cominciamo
  anche  a  investire nella produzione del nostro brand,  per  potere
   invadere  il mercato e poter quindi, da questa risorsa incredibile
  di   cui   disponiamo,   poter  trarre   vantaggio   per   sviluppi
  occupazionali importanti, sappiamo benissimo di quanto questa terra
  ne abbia bisogno.

   NICOTRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   NICOTRA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io nel  rivolgere
  il  mio  plauso  all'Assessore, ritengo che questo, Assessore,  sia
  finalmente una cosa importante per questa terra, ma sia il punto di
  partenza  di  tante  cose  che debbono essere  messe  in  atto  per
  evidenziare come si deve i nostri prodotti.
   Oggi  dico  che anche l'Italia sta prendendo posizione  sulle  sue
  tipicità, che sono più volte contraffatte in tutto il mondo, perché
  noi  siamo  bravi, gli italiani in genere e la Sicilia con  le  sue
  peculiarità, a fare prodotti d'eccellenza ma non a tutelarli. Se vi
  è  capitato  -  penso che tanti di voi l'avranno vista  -  l'ultima
  trasmissione  di   Striscia la notizia   che  ha  fatto  vedere  il
  concentrato che viene dalla Cina e dal Giappone, che viene  portato
  in  Campania  diluito e poi con il marchio Italia  viene  esportato
  nuovamente. Siamo all'assurdo
   Le  nostre  specificità,  che  valgono  molto,  vengono  purtroppo
  disperse  in  questa maniera. Disperdere queste nostre  specificità
  significa  disperdere  tanti posti di  lavoro  di  cui,  in  questo
  momento,  l'Italia  ha  bisogno; non  possiamo  permettercelo.  Noi
  dobbiamo valorizzare i nostri prodotti tipici.
   Ritengo che sia doveroso - prosit Assessore - questo dimostra  che
  lei è veramente uno di quei tecnici, voluto da Crocetta, che grazie
  alla sua esperienza, ha saputo  dove mettere le mani .
   Per  quanto  concerne  la  promozione,  è  fuori  dubbio  che   la
  promozione non può essere solo ed esclusivamente, Assessore, i  tre
  per  sei nelle strade della nostra terra, che ne ha spesi tanti  di
  soldi  inutili,  non  può essere la promozione dell'arancia  rossa,
  indicata  a  tante   Miss  che in estate si  fanno  col  contributo
  dell'agricoltura, sponsorizzando l'arancia rossa.
   Noi dobbiamo essere bravi anche nella ricerca e nella collocazione
  sui  mercati, nei mercati che avevamo e, purtroppo, abbiamo  perso.
  Quei  mercati che valorizzavano il nostro prodotto tipico  come  il
   tarocco ,  che  solo  la Sicilia è in grado  di  produrre,  grazie
  all'opera  del nostro Etna; su queste cose noi dobbiamo sicuramente
  puntare.  Sono certo che abbiamo imboccato una strada  giusta.  Non
  possiamo,  però, pensare che questa strada possa essere interrotta,
  e non ancor di più sponsorizzata.
   Ritengo  che  ci  siano  le  condizioni.  Abbiamo  le  peculiarità
  necessarie,  abbiamo parlato dell'arancia ma anche  del  grano:  la
  Sicilia è considerata uno dei tanti  granai  d'Italia, e abbiamo il
  nostro  vino  che è sempre più di qualità, abbiamo capito  che  non
  dovevamo  fare  più  vino  di quantità ma  di  qualità,  ci  stiamo
  riuscendo  e tutte queste importanti opere che i nostri agricoltori
  stanno  facendo  con tanti sacrifici non possono  essere  disperse.
  Andiamo  avanti,  guardiamo questa legge che è stata  già  vagliata
  dalla  terza  Commissione, se ci sono altri importanti articoli  da
  rivedere,  li rivedremo assieme in quest'Aula che ha apprezzato  il
  suo lavoro.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Cartabellotta.

   CARTABELLOTTA,  Assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Signor  Presidente,  signori deputati,  innanzitutto  ringrazio  il
  relatore perché ha condensato in pochi minuti un lungo percorso che
  abbiamo fatto in Commissione Attività produttive.
   Io  mi  auguro, Presidente, che lei riesca a nominare questa legge
  così come l'abbiamo scritta, c'è una parola inglese in un testo che
  è  una  legge regionale, ma il  born  non è un fatto casuale  o  da
  inglesismo,  il   born   è  la parola inglese  che  costituisce  il
  concetto di generare una pianta, generare un animale, che non è una
  questione  indifferente.  Non  si può  neanche  trasformare,  forse
  richiama il concetto della genesi.
   Vi devo dire che è una legge che non guarda nel senso tradizionale
  i  sistemi  di qualità delle cose, ma guarda alla Sicilia,  e  l'ho
  voluto  citare nella relazione, perché in questa terra oggi vediamo
  tutte  le scuole del  gambero rosso , quelle di  slow food   ma  in
  Sicilia nel 367 Avanti Cristo c'era la scuola di enogastronomia  di
  Archestrato di Gela che andava ad insegnare a Siracusa e  tutto  il
  Mediterraneo veniva qui ad apprendere queste nozioni.
   La  Sicilia  è  l'unica terra dove si uniscono climi  e  suoli  di
  cinque  continenti,  basti pensare che cadono  2000  millimetri  ad
  Antillo,  mi pare che qui c'è qualcuno del messinese, e  i  200  di
  Licata.  E' una terra che riesce a partorire questi climi e  quindi
  anche  tante diversità, ma soprattutto una terra dove tutte  queste
  specie vegetali e animali  born in Sicily , sono il frutto di tutte
  le  dominazioni della storia, di tutta la gente che nella storia ha
  frequentato la Sicilia e ha frequentato il Mediterraneo.
   Allora,  quando noi andiamo a prospettare tutte queste  produzioni
  perché  le riconduciamo al trattato delle risorse fitogenetiche  di
  Rio  de  Janeiro, del 1992, quando si pensava, però, che  il  mondo
  fosse  più  incline  a  mangiare  fette  biscottate,  hamburger   e
  sottilette,   perché   la   cultura  Americana   era   la   cultura
  dell'omologazione non era la cultura della diversità e  la  cultura
  della  differenziazione,  perché  quando  l'Unione  Europea  allora
  faceva  una serie di regole che spingevano fuori le produzioni  dal
  mercato,   noi  non  avevamo  l'interesse  a  fare   il   nero   di
  Castelvetrano,  che è il pane nero fatto con la tumminia,  il  nero
  dei Nebrodi che era il maiale, o il nero d'Avola che era il vino, o
  l'ape  nera  sicula o la lenticchia nera di Enna,  che  sono  tutte
  quelle  produzioni accomunate dal nero ma che sono  legate  ad  una
  identità,  perché allora c'erano le politiche che  ci  portavano  a
  fare  il  Trebbiano  toscano che dovevamo  distillare,  c'erano  le
  politiche che ci portavano a fare il maiale Landrace o Large  White
  piuttosto che quello nero dei Nebrodi.
   La  riscoperta del gusto, la cultura della diversità del  cibo  ha
  rimesso  in pista tutti questi elementi e, guarda caso, è diventata
  anche   il   motivo  dominante  dell'Expo  2015,   che   non   sarà
  l'esposizione  dei marchi, ma sarà l'esposizione  dei  territori  e
  delle  culture. E, quindi qui, anche in questa direzione, l'accordo
  che  ho  voluto  promuovere  con  i Comuni,  chiamato   profeta  in
  patria ,  non  è per mettere un ulteriore elemento di   riflessione
  religiosa ,  ma  perché  se ogni comune  non  diventa  il  profondo
  sostenitore  di  questo  prodotto, in una logica  che  deve  essere
  territoriale e internazionale, noi resteremo al palo; la Sicilia ha
  almeno  100-150  Comuni che danno il nome a produzioni  e,  quindi,
  sono ancora di più il frutto di questa terra e di questa cultura.
   L'elemento cardine della legge è l'agricoltore-custode proprio per
  dare all'agricoltore quel ruolo, quella responsabilità, in un mondo
  che, purtroppo, vede sempre di più posizioni dominanti.
   L'agricoltore-custode   è  quello  che  potrà   difendere   queste
  produzioni  che saranno alla fine registrate; l'agricoltore-custode
  è  quello  che  potrà  evitare  - perché  questa  legge  consentirà
  l'inserimento in un albo di carattere regionale ma che avrà  tutela
  internazionale  -  che tutta questa biodiversità  siciliana  domani
  possa  essere presa da sementiere, multinazionali e quant'altro  ed
  inserita in proprie produzioni, magari poi con il brevetto OGM, che
  è  quello  che  si dice poco in giro, è quello che  poi  alla  fine
  consente  il  passaggio da una proprietà vegetale ad una  proprietà
  industriale e, quindi, finiremmo un giorno per comprare e pagare le
  royalty  a  qualcuno  che avrà preso il gene dell'arancia  rossa  e
  l'avrà messo nelle proprie arance.
   Tutto questo, è chiaro, va raccordato con politiche di promozione,
  ma utilizzeremo questo disegno di legge e la legge per tutte quelle
  che  saranno le risorse del piano di sviluppo rurale 2014-2020. Una
  promozione che non guarda ovviamente solo alla cartellonistica,  ma
  guarda sicuramente anche all'individuazione dei born in Sicily, non
  le   piante,  gli  animali,  ma  tutti  quei  siciliani,   da   due
  generazioni, si contano circa ventimilioni di siciliani  sparsi  in
  tutti il mondo.
   Una  volta mi trovavo a Nuova Delhi e ad un  certo punto ho  visto
  l'insegna  Darios, mi sono fermato pensando di fare una fotografia.
  In  realtà poi lì trovai un certo Dario Tumino di Scoglitti,  Santa
  Croce  di  Camerina  che  aveva aperto  un  ristorante  di  origine
  siciliana.  Per  dire come i born in Sicily, diffusi  in  tutto  il
  mondo, siano veramente tanti e sicuramente colgo l'occasione  visto
  che  mi  è  stato sollecitato questo disegno di legge  riunisce  un
  principio   di   impresa   con   un  principio   di   conservazione
  dell'ambiente  che  è la tutela delle risorse  genetiche  e  quindi
  potrà  sicuramente  fare  tanto in questa direzione,  una  finalità
  viene prevista dall'Istituto della vite e del vino che potrà,  come
  oggi  certifica  vini,  certificare anche le altre  produzioni,  in
  maniera tale che noi riusciamo a dare a produttori di lenticchie  e
  ai  produttori  di  fagioli  quelle  che  sono  le  possibilità  di
  certificazioni  già  offerte ai produttori di vino  realizzando  un
  vantaggio  competitivo,  ma sicuramente il  Governo  presenterà  un
  disegno  di  legge di riordino degli enti perché è chiaro  che  per
  ognuno  va, non solo analizzata la funzione storica, ma soprattutto
  la funzione dell'attualità.
   E'  chiaro  che  di  alcuni  enti non possiamo  parlarne  solo  ed
  esclusivamente in termini di welfare, l'agricoltura  attuale  e  la
  crisi  economica non consentono più di affrontare le  problematiche
  di  certi  enti  solo  ed esclusivamente per  il  fatto  che  danno
  determinati stipendi.
   Bisogna  avere  la  capacità di convertire in strumenti  reali  di
  servizio  questi enti in maniera tale che si possano raggiungere  i
  concetti  generali di questo born in Sicily che  non  va  visto  da
  solo,  ma  assieme  agli  altri quattro disegni  di  legge  che  ho
  presentato  e  che sono all'esame della Commissione, uno  su  tutti
  quello sulla legalità e giustizia nelle filiere agroalimentari.
   Per la prima volta può uscire dalla Sicilia l'idea di contenere le
  posizioni dominanti in agricoltura.
   Sappiamo  tutti  quanto  l'agricoltore  è  l'anello  debole  della
  filiera.  L'approvazione  di  questo disegno  di  legge  che  vuole
  portare  alla  costituzione di un osservatorio  reale,  su  prezzi,
  qualità  e  prodotti,  può  sicuramente essere  uno  strumento,  ma
  soprattutto  voglio ricordare a tutta l'Aula che il  modo  migliore
  per  qualificare  le  nostre produzioni, la nostra  agricoltura,  è
  sapere chi siamo, il born in Sicily porterà alla certificazione che
  sappiamo  chi  siamo,  toglierà  tutte  le  furberie  possibili  ed
  immaginabili  perché  alla  fine  tutti  i  prodotti  che  si  sono
  scommessi con l'avere identità siciliana, alla fine sono quelli che
  hanno i migliori risultati di mercato.
   Quelli che ancora continuano nell'ambiguità tra il prodotto  fatto
  in  Sicilia  e  il  prodotto fatto in Messico, i limoni  dell'altro
  giorno  ne  sono  la reale prova evidente, per cui  un  limone  del
  Messico  può arrivare a casa mia e al bar dell'Assemblea regionale,
  solo  in  quel  modo con la conoscenza delle produzioni  siciliane,
  avremo  sicuramente la possibilità di evitare quelle che provengono
  dalle altre parti.

   PRESIDENTE.  Non sono stati presentati fino adesso emendamenti  ma
  sono stati preannunciati.
   A   termini  di  Regolamento,  lo  ribadisco  a  me  stesso,   gli
  emendamenti che possono essere presentati debbono essere  corredati
  dalla firma del Capogruppo o da quattro parlamentari.
   Lasciamo tecnicamente aperta la discussione generale per  dare  la
  possibilità  ai singoli deputati di presentare gli emendamenti  con
  il  supporto di altre tre firme o eventualmente del capogruppo fino
  alle ore diciannove..
   Quindi  tecnicamente la discussione generale rimane aperta fino  a
  quando  rivieremo l'Aula per trattare questo disegno di legge.  Gli
  emendamenti  verranno  trasmessi stasera stessa  alla  Commissione,
  quindi  gradiremmo  anche la presenza dell'assessore  per  fare  un
  disegno di legge abbastanza omogeneo, per approvarlo possibilmente,
  se ci sono le condizioni, domani sera.
   Quindi  il  termine  per  presentare  gli  emendamenti,  se  siamo
  d'accordo, fino alle ore 19.00.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Marco  Lucio  Forzese  ha
  chiesto di essere considerato in congedo per le sedute dei giorni 5
  e 6.
   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione di decreto di nomina di componente di commissione

   PRESIDENTE. Comunico che su richiesta del capogruppo del Movimento
  Cinque  Stelle,  considerate  anche  le  dimissioni  dell'onorevole
  Salvatore  Siragusa dalla Commissione per l'esame  delle  questioni
  concernenti l'attività dell'Unione Europea, ho formulato un decreto
  con  il  quale  l'onorevole Sergio Tancredi è  nominato  componente
  della   Commissione   per   l'esame  delle  questioni   concernenti
  l'attività   dell'Unione  Europea  in  sostituzione  dell'onorevole
  Siragusa, che è dimissionario. Ne do lettura:

                         «Repubblica  Italiana
                         ASSEMBLEA  REGIONALE  SICILIANA


                             I L    P R E S I D E N T E

   VISTE   le  dimissioni  dell'onorevole  Salvatore  Siragusa  dalla
  Commissione  per  l'esame  delle questioni  concernenti  l'attività
  dell'Unione europea, pervenute alla Presidenza il 24 ottobre 2013;

   CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;

   VISTA  la designazione  del Gruppo parlamentare  Movimento  Cinque
  Stelle ,  al quale l'on. Siragusa  appartiene;

   VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,

                             D E C R E T A

   l'onorevole   Sergio   TANCREDI  è   nominato   componente   della
  Commissione  per  l'esame  delle questioni  concernenti  l'attività
  dell'Unione   europea,   in   sostituzione   dell'on.le   Siragusa,
  dimissionario».

   Onorevoli colleghi, prima di passare all'ordine del giorno di oggi
  pomeriggio, invito gli assessori Borsellino, Vancheri e  Bartolotta
  -  li ringrazio per l'estrema puntualità di stamattina, si è aperta
  una  nuova  stagione  stamattina,  in  termini  positivi,  sia  per
  l'Assemblea, sia per i rapporti fra l'Assemblea e il Governo  -  ad
  essere puntuali perché proseguiremo oggi pomeriggio con gli atti di
  indirizzo,  e  comunque  con  l'attività  ispettiva  dei  rami   di
  pertinenza dei singoli assessori.

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata  ad  oggi,  martedì  5
  novembre 2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


  I   - Comunicazioni

  II   - Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Norme per la promozione ed il sostegno delle imprese
               dell'informazione locale  (nn. 304-8-280/A) (Seguito)

               Relatore: on. Lentini

            2)  -   Tutela e valorizzazione delle risorse genetiche  Born in
               Sicily' per l'agricoltura e l'alimentazione  (n. 351/A) (Seguito)

               Relatore: on. Marziano

            3)  -  Condizioni di trasporto pubblico locale e sanzioni
               amministrative  (n. 275/A)

               Relatore: on. Tamajo

  III   -  Discussione della mozione:
       N. 80  Iniziative  concernenti i collegamenti ferroviari  in
             Sicilia
      (27 marzo 2013)
                             FAZIO-GUCCIARDI-LO SCIUTO-MILAZZO A. -
                                    ODDO-PALMERI-RUGGIRELLO -TURANO

  IV   - Discussione della mozione:
       N. 196  Rifinanziamento della legge 16 dicembre 2008, n. 23,
             in favore del settore industriale in Sicilia
       (15 ottobre 2013)
                                     FAZIO-GIANNI-VENTURINO-ASSENZA

  V   - Discussione della mozione:

       N. 113   Iniziative urgenti per ottenere la restituzione  al
             demanio   regionale   delle  aree  militari   dismesse
             presenti nel territorio della Regione siciliana
       (17 maggio 2013)
                                      ZAFARANA-CANCELLERI-TRIZZINO-
                               MANGIACAVALLO-ZITO-CIACCIO-SIRAGUSA-
                          TANCREDI- CIANCIO-FOTI- FERRERI- PALMERI-
                                                 LA ROCCA- CAPPELLO

  VI   - Discussione della mozione:
       N. 130    Interventi  per  promuovere  la  diffusione  e  la
             valorizzazione dell'agricoltura urbana
       (13 giugno 2013)
                          NICOTRA-LEANZA-LENTINI-SAMMARTINO-SUDANO-
                                                         RUGGIRELLO

  VII   -  Discussione della mozione:
       N. 183   Tutela e rilancio dell'offerta sanitaria pubblica e
             privata in Sicilia
       (26 settembre 2013)
                                PICCIOLO-IOPPOLO-NICOTRA-PANARELLO-
                          SAVONA-LACCOTO-D'ASERO-PANEPINTO-RINALDI-
                                 RUGGIRELLO-ODDO-DIGIACOMO-FALCONE-
                              FORZESE-GRECO G.-VINCIULLO-CASCIO S.-
                                 ALLORO-ARANCIO-ASSENZA-COLTRARO-DI
                                GIACINTO-FAZIO-FERRANDELLI-FIRETTO-
                                FONTANA-GRASSO-GRECO M.-LANTIERI-LO
                               GIUDICE- MALAFARINA-MUSUMECI-TAMAJO-
                                                     VULLO-GERMANA'

  VIII   -  Discussione della mozione:
       N. 135   Verifica  e monitoraggio dello stato di  attuazione
             della  legge regionale 5 aprile 2011, n. 5, in materia
             di  semplificazione della Pubblica Amministrazione
       (26 giugno 2013)
                                   LOMBARDO - DI MAURO - FEDERICO -
                                 FIGUCCIA - GRECO G.- FIORENZA - LO
                                                             SCIUTO

  IX   - Discussione del disegno di legge:

         - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
             Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
             dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
             siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
             della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
             libertà civili, politiche, economiche e sociali'.  (n. 223/A)
             (Seguito)

               Relatore: on. Malafarina

                   La seduta è tolta alle ore 13.53

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

                  Risposte scritte ad interrogazioni
                  Rubrica «Infrastrutture e mobilità»

   IOPPOLO  -  MUSUMECI - FORMICA - CURRENTI. - «Al Presidente  della
  Regione  e  all'Assessore  per  le infrastrutture  e  la  mobilità,
  premesso che:

   sono in corso nella città di Palermo i lavori per la realizzazione
  di una rete di linee tramviarie composta da tre diverse tratte;

   la realizzazione dell'opera, di assoluta importanza strategica per
  la   mobilità  nella  Città,  venne  affidata  dall'AMAT  (stazione
  appaltante)  ad  una  A.T.I. (con capofila l'impresa  SIS)  per  un
  importo  pari  a  216  milioni di euro,  da  coprirsi  con  risorse
  regionali, statali e comunitarie;

   i  lavori,  iniziati nel 2006, non sono ancora conclusi e  l'opera
  rischia realmente di diventare una delle tante 'incompiute';

   infatti,   l'impresa   SIS,  denunciando  una   grave   situazione
  finanziaria e imputandola ai mancati pagamenti da parte  dell'AMAT,
  considera reale l'ipotesi di dovere chiudere i cantieri  e  di  non
  rinnovare la proroga del contratto (in imminente scadenza);

   il Comune di Palermo, di contro, contesta alla SIS di avere svolto
  lavori  non  previsti dal contratto (sulla vicenda è in  corso  una
  indagine  della Procura) e di non essere nelle condizioni di  poter
  anticipare  ulteriori somme per pagamenti alla SIS  se  la  Regione
  Siciliana  non  procederà ad erogare i finanziamenti già  stanziati
  per l'opera;

   nel  corso della realizzazione dell'opera, in effetti, si  è  resa
  necessaria una perizia di variante, pari a 88 milioni di euro,  che
  dovrebbe  consentirne il completamento ed lavori ivi previsti  sono
  già  stati, in parte, realizzati dall'impresa SIS mediante  proprie
  anticipazioni finanziarie;

   la  perizia di variante, approvata sia dal Ministero dei Trasporti
  che   dalla   Regione,  non  ha  concluso  ancora   il   suo   iter
  amministrativo;

   la  Regione  ha  stanziato la somma di euro 87,7  milioni  per  il
  completamento  dell'opera,  ma non ha ancora  provveduto  alla  sua
  effettiva erogazione;

   ritenuto che:

   sarebbe  di  inaudita gravità che il contenzioso apertosi  tra  il
  Comune di Palermo e l'AMAT, da un lato, e l'impresa SIS dall'altro,
  possa  evolvere in una prossima sospensione dei lavori  e,  quindi,
  nella  chiusura dei cantieri ove prestano lavoro attualmente  circa
  120   unità   o,  addirittura,  compromettere  definitivamente   la
  realizzazione di un'opera di fondamentale importanza,  già  costata
  circa 150 milioni di euro;

   è  assolutamente urgente e non più procrastinabile che la  Regione
  rimuova  tutti  gli  ostacoli di natura  amministrativa,  quale  la
  definitiva  approvazione  della  perizia  di  variante,   che   non
  consente,  ad  oggi,  l'erogazione  di  risorse,  già  allo   scopo
  stanziate,   pari  a  87,7  milioni  di  euro,  in   considerazione
  dell'evidenza che ciò permetterebbe il proseguimento dei lavori  ed
  il completamento dell'opera;

   per  sapere  se  il  Governo regionale non ritenga  necessario  ed
  urgente  erogare le risorse già stanziate, pari a 87,7  milioni  di
  euro,  per consentire che i lavori per la realizzazione della linea
  tramviaria  della città di Palermo non siano sospesi e che  l'opera
  sia  portata  a  compimento, evitando così che la  stessa,  la  cui
  importanza strategica è del tutto evidente, non entri tristemente a
  far parte dello scandaloso elenco delle tante 'incompiute'». (769)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -«Con riferimento all'interrogazione  n.  769  a  firma
  dell'On.le Ioppolo Giovanni, si rappresenta quanto segue.
   A  seguito dell'approvazione tecnica, dell'1 agosto 2012, da parte
  del  Ministero dei Trasporti del  Progetto esecutivo  in  variante'
  del  Sistema tram Città di Palermo e la successiva approvazione  da
  parte  della Commissione Regionale dei Lavori Pubblici,  notificata
  al competente Dipartimento regionale delle infrastrutture, mobilità
  e  trasporti con nota del 9 gennaio 2013, è stata sottoscritta  dal
  Sindaco  del Comune di Palermo e dallo scrivente nella  qualità  di
  Assessore regionale alle Infrastrutture ed alla Mobilità,  apposita
  convenzione.
   Successivamente,  detta convenzione è stata approvata  con  D.D.S.
  del  26  aprile  2013 registrato alla Corte dei Conti  in  data  25
  maggio 2013.
   A  seguito  di  quanto  precedentemente esposto,  il  Dipartimento
  regionale  delle Infrastrutture, della mobilità e dei trasporti  ha
  disposto,  con  D.D.G. n. 1586 del 13 giugno 2013  registrato  alla
  Corte  dei Conti in data 11 luglio 2013, l'impegno della  somma  di
  euro 87.797.670,00 a valere sulla linea di intervento 1.1.1.1.  del
  PO FESR Sicilia 2007/2013.
   L'AMAT,  nella  qualità di ente appaltante, in data 16.07.2013  ha
  redatto un primo atto integrativo, che ha riguardato principalmente
  la   presa   d'atto  del  nuovo  quadro  economico  ed   il   nuovo
  cronoprogramma dei lavori.
   A   seguito  della  richiesta  dell'Amministrazione  comunale   di
  Palermo,  prot.  n.  627215  del  24.07.2013,  integrata  con  nota
  dell'AMAT   prot.  n.  1009/D.P.S./Tram-307  del   30.07.2013,   di
  erogazione  della  somma  di  meuro 50, il  Dipartimento  regionale
  Infrastrutture,  Mobilità  e Trasporti  ha  emesso  in  favore  del
  Sindaco,  nella  qualità  di Funzionario  Delegato  del  Comune  di
  Palermo,  l'O.A.  n. 1/2013 pari a meuro 50 sul capitolo  di  spesa
  876416 a valere sui fondi comunitari, precedentemente impegnati per
  il cofinanziamento dell'infrastruttura in argomento.
   L'attuazione  di  tale processo è stato notificato  al  Comune  di
  Palermo con nota prot. n. 102901 del 07.08.2013.
   In  data  19.09.2013  la superiore somma è stata  acquisita  nella
  disponibilità di bilancio del Comune di Palermo.
   A  fronte  dell'importo  dell'ordine di accreditamento  emesso  da
  questa  Amministrazione, il Comune di Palermo, in data  25.09.2013,
  ha   provveduto  al  pagamento  di  euro  20.365.040,39  in  favore
  dell'AMAT,  mentre un ulteriore pagamento è in fase di  definizione
  per circa meuro 13.
   Premesso che, sul sopra citato ordine di accreditamento, residuano
  ancora somme, per i restanti meuro 37,7 circa, non è pervenuta,  ad
  oggi, richiesta di accreditamento da parte del Comune di Palermo».

                                                         L'Assessore
                                                      Dott.  Antonino
                                         Bartolotta

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   in  data  odierna, un evento franoso ha comportato la chiusura  al
  transito  della rete stradale di contrada Cerasa del territorio  di
  Monreale;

   a  seguito  dell'evento,  la Provincia  Regionale  di  Palermo  ha
  proceduto a transennare l'area;
   considerato che:

   all'interno di contrada Cerasa insistono diverse aziende  agricole
  e zootecniche;

   a  causa della chiusura dell'asse viario, le predette aziende sono
  impossibilitate  a  svolgere  le proprie  attività  in  quanto  non
  riescono ad accedere sui luoghi;

   la chiusura dell'arteria stradale inevitabilmente provocherà danni
  alle  aziende  agricole  perché  impossibilitate  a  trasportare  i
  prodotti  e  a  far  fronte  alla cura  degli  animali  all'interno
  dell'azienda;

   notevoli conseguenze verranno a ricadere anche sui cittadini;

   ritenuto che:

   la   chiusura  determina  danni  alle  aziende  e  alle   attività
  commerciali del territorio;

   occorre  garantire e assicurare le condizioni di  sicurezza  della
  rete stradale e di quella di contrada Cerasa;

   infine, necessario intervenire con urgenza e immediatezza  per  il
  ripristino della viabilità di contrada Cerasa;

   per  sapere  se  non  ritengano opportuno,  alla  luce  di  quanto
  indicato:

   intervenire  per garantire la riapertura della strada di  Contrada
  Cerasa in territorio di Monreale;

   adottare ogni opportuno provvedimento per assicurare le condizioni
  di sicurezza del predetto asse viario;

   adottare provvedimenti per evitare danni alle attività agricole  e
  disagi  ai cittadini in conseguenza della chiusura della strada  di
  Contrada Cerasa». (1065)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta. -«In ordine all'interrogazione indicata in oggetto ed  a
  seguito  di  elementi forniti dal Servizio del  Dipartimento  delle
  Infrastrutture,  della  Mobilità e dei  Trasporti,  competente  per
  materia, si rappresenta quanto segue.
   In    via    preliminare   si   fa   presente   che   dal    testo
  dell'interrogazione non si evince se trattasi di strada provinciale
  o comunale.
   Tuttavia,  appare  opportuno rappresentare che questo  Assessorato
  non  dispone  in atto di risorse regionali per il finanziamento  di
  strade  provinciali,  comunali  o interprovinciali,  di  contro  ha
  esclusivamente,  con  riferimento  alla  viabilità  secondaria,  la
  gestione dei fondi PO FESR 2007/2013 (meuro 103) linea d'intervento
  1.1.4.1  di  riqualifica funzionale della viabilità secondaria'  di
  competenza  provinciale,  mediante interventi  inseriti  nei  Piani
  Provinciali   di   adeguamento  e  gestione  della   viabilità   di
  competenza,  redatti  dalle province ai sensi  dell'art.  1,  comma
  1152, della L. 296/2006.
   La suddetta Linea d'intervento prevede risorse aggiuntive rispetto
  a  quelle  dello  Stato che si ricorda ha destinato  alle  Province
  regionali meuro 350.
   Si  ritiene opportuno, infine, evidenziare che dalla consultazione
  del  piano presentato dalla Provincia regionale di Palermo  non  si
  rileva alcun intervento per garantire le condizioni di sicurezza ed
  il  transito  della viabilità di contrada Cerasa in  territorio  di
  Monreale».

                                                   L'Assessore

   Dott. Antonino Bartolotta

            Rubrica «Istruzione e formazione professionale»

   IOPPOLO  -  MUSUMECI  -  FORMICA -  CURRENTI  -  RUGGIRELLO.  -«Al
  Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture e  la
  mobilità   e   all'Assessore  per  l'istruzione  e  la   formazione
  professionale, premesso che il Piano straordinario per la messa  in
  sicurezza degli edifici scolastici, finanziato dal Ministero  delle
  Infrastrutture   del  Governo  Monti  (pubblicato   su   G.U.   del
  09/01/2013)  ha  previsto, per la Regione siciliana,  la  messa  in
  sicurezza  di  appena dieci edifici scolastici  in  relazione  alla
  previsione   del  complessivo  numero  di  989  manufatti   ubicati
  sull'intero territorio nazionale (a titolo esemplificativo: 330  in
  Lombardia, 121 nel Lazio, 100 in Emilia Romagna, ecc.);

   considerato  l'assai  esiguo (rectius: insignificante)  numero  di
  edifici  scolastici  siciliani  presi  in  considerazione  dal  già
  menzionato   Piano  straordinario,  oltre  a  destare  giustificata
  meraviglia  il  fatto che tra di essi non ve  ne  sia  nemmeno  uno
  ricadente  sul  territorio  del Comune di  Messina  e/o  della  sua
  Provincia  pur  essendo  questo, come è notorio  ed  oggettivo,  ad
  altissimo rischio sismico, idrogeologico e territoriale, in genere,
  appare  lecito chiedersi se per il distratto Governo  nazionale  le
  scuole  siciliane siano tutte in perfette condizioni  di  sicurezza
  antisismica,   infrastrutturale  e   impiantistica   ovvero,   come
  maggiormente  probabile,  vi sia stata carenza  di  segnalazione  e
  progettuale da parte dei competenti organi e uffici regionali;

   per sapere quali concrete e urgenti iniziative intenda adottare il
  Governo  regionale al fine di porre rimedio ,nel  più  breve  tempo
  possibile,  alla  clamorosa  lacuna  in  cui  è  incorso  il  Piano
  nazionale  straordinario  per la messa in sicurezza  degli  edifici
  scolastici   e,   in   tal   modo,   tentare   di   evitare   danni
  consequenziali». (601)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Perviene agli Uffici di diretta collaborazione di questo Assessore
  l'interrogazione n. 601 a firma dell'On. Ioppolo, con la  quale  si
  chiede  allo  scrivente  Assessorato  di  conoscere  quali  urgenti
  iniziative intenda adottare il Governo regionale al fine  di  porre
  rimedio,  nel più breve tempo possibile, alla clamorosa  lacuna  in
  cui  è  incorso il Piano nazionale straordinario per  la  messa  in
  sicurezza  degli  edifici scolastici e, in  tal  modo,  tentare  di
  evitare danni consequenziali.
   In merito alla tematica de qua, si evidenzia, preliminarmente, che
  la  materia  rientra  tra le competenze del Dipartimento  regionale
  Protezione  Civile,  come d'altronde rilevato anche  dall'Assessore
  delle  infrastrutture  e  della mobilita (cui  l'interrogazione  in
  oggetto era congiuntamente indirizzata), con nota n. 52273/Gab  del
  17.06.2013.
   Nondimeno,   dai   dati  relativi  allo  stato  di   aggiornamento
  dell'Anagrafe dell'edilizia scolastica regionale relativi  all'anno
  scolastico 2011/2012 (come si evince dalla documentazione  recepita
  dal sistema informatico del Ministero della Pubblica Istruzione), è
  possibile   specificare  la  presenza  di   n.   1001   Istituzioni
  scolastiche e di n. 3415 Edifici scolastici.
   Di  tali  plessi,  purtroppo, i dati  in  possesso  consentono  di
  conoscere  solo in parte le condizioni dei requisiti  di  sicurezza
  ed il rispetto della normativa vigente.
   Tuttavia,   questo  Assessore  si  è  attivato,  anche  attraverso
  attività  di coordinamento con l'Ufficio Scolastico regionale,  per
  reperire  dalle amministrazioni competenti, comuni e  province  (ex
  art. 3, comma 1, lett. A e B della Legge 11 gennaio 1996, n. 23), i
  dati  necessari  per  l'aggiornamento  dell'Anagrafe  dell'edilizia
  scolastica.
   Nondimeno, in materia di edilizia scolastica si evidenzia che sono
  state  portate a conclusione le procedure, ferme da tempo, previste
  dalla  Legge  11  gennaio 1996, n. 23, art.4 - Piano  regionale  di
  finanziamento  - Annualità 2009 - Quarto triennio di programmazione
  2007/2009,  con  l'invito  ai  beneficiari  all'aggiornamento   dei
  progetti  ammessi a finanziamento per un importo complessivo  degli
  interventi  di   29.678.060,36 per n. 57 interventi.  La  quota  di
  compartecipazione regionale pari a    10.603.748,18 a carico  delle
  Regione  Siciliana, è stata suddivisa in   7.108.611,52  ai  comuni
  per  le scuole del I ciclo, ed   3.495.136,66 alle Province per  le
  scuole del II ciclo.
   Sempre  in  materia  di  edilizia scolastica  è  stato  pubblicato
  l'avviso  pubblico  per manifestazione di interesse-  Obiettivi  di
  Servizio  -  Delibera  CIPE  79/2012  al  fine  di  finanziare:  la
  costruzione  e  il  completamento  di  edifici  scolastici   e   la
  costruzione di spazi da destinare agli impianti sportivi di base  o
  polivalenti;  le  ristrutturazioni e le manutenzioni  straordinarie
  dirette ad adeguare gli edifici scolastici e le relative pertinenze
  alle  norme  vigenti  in  materia di agibilità  e  sicurezza  delle
  strutture,    incluso   l'adeguamento   dei   relativi    impianti,
  l'eliminazione  delle barriere architettoniche, e la  realizzazione
  di sistemi di antifurto e antintrusione.
   Le  risorse  finanziarie saranno reperite nell'ambito del  riparto
  dei  fondi previsti dalla Delibera CIPE n. 79 dell'11/07/2012,  che
  prevede  una  assegnazione pari ad   3.392.558,00  derivante  dalle
  risorse dei Premi Intermedi, oltre ad una ulteriore somma (in  fase
  di  definizione),  ammontante ad   29.772.624,00,  derivante  dalla
  ripartizione delle Risorse Residue.
   Si  interverrà  per:  interventi da realizzare  in  aree  a  forte
  rischio di marginalità socio-economica , come indicato nella  mappa
  Allegato  1 della Circolare del MIUR prot. n. 11666 del 31/07/2012;
   strutture sedi di scuole danneggiate e/o rese inagibili  ricadenti
  su   aree   dichiarate  in  stato  calamità  naturale   nell'ultimo
  decennio,  mediante apposite ordinanze del Presidente del Consiglio
  di Ministri;  interventi da realizzare in realtà territoriali i cui
  organi  elettivi  sono  stati  sciolti per  infiltrazione  mafiosa
  nell'ultimo  decennio,  ai  sensi  dell'art.  143  del  D.  L.   vo
  18.08.2000, n. 267.
   Si  è poi proceduto alla pubblicazione dell'avviso pubblico per la
  realizzazione di interventi per l'edilizia scolastica di  cui  alla
  Deliberazione  CIPE n. 94/2012 per il finanziamento  di  interventi
  pari a circa 40 milioni di euro  relativi a:
   -  costruzione o completamento di edifici scolastici adibiti o  da
  adibire  ad uso scolastico, in particolare al fine di eliminare  le
  locazioni   a  carattere  oneroso,  i  doppi  turni  di   frequenza
  scolastica,  e l'utilizzazione impropria di stabili che  non  siano
  riadattabili.
     -  ristrutturazioni  e  manutenzioni  straordinarie  dirette  ad
  adeguare  gli edifici scolastici alle norme vigenti in  materia  di
  agibilità,  sicurezza delle strutture e degli impianti,  igiene  ed
  eliminazione delle barriere architettoniche;
    - realizzazione di nuovi impianti sportivi di base o polivalenti,
  eventualmente di uso comune a più scuole.
   In  attuazione del  Decreto del Fare  (Legge n. 98, del  9  agosto
  2013)  è stato pubblicato il bando per il finanziamento (16 milioni
  di   euro)  di  interventi  di  messa  in  sicurezza,  manutenzione
  straordinaria, con particolare riferimento alla eliminazione  della
  presenza   di  amianto  negli  edifici  scolastici  degli  immobili
  scolastici degli enti locali siciliani».

                                                    L'Assessore
                                                         N. Scilabra

   VINCIULLO  - CIACCIO. -«Al Presidente della Regione, all'Assessore
  per  la  famiglia, le politiche sociali e il lavoro,  all'Assessore
  per  l'istruzione  e  la  formazione  professionale,  premesso  che
  nonostante  la  legge 30 del 2000 imponga l'obbligo dell'istruzione
  fino  al  quindicesimo  anno d'età, il fenomeno  della  dispersione
  scolastica in Sicilia è in continua crescita;

   premesso  ancora che il termine dispersione scolastica  indica  un
  prematuro  allontanamento  dal percorso formativo  con  conseguenze
  negative non solo per quel che riguarda la formazione professionale
  ma anche per lo sviluppo della persona nel suo insieme. Nel termine
  sono  compresi  anche i fenomeni delle ripetenze,  delle  frequenze
  irregolari e dei ritardi rispetto all'età scolare;

   accertato  che la Strategia di Lisbona aveva posto, come  uno  dei
  cinque  obiettivi europei da raggiungere entro il  2010  nel  campo
  dell'istruzione e della formazione, la riduzione al  10  per  cento
  della  quota  di  giovani che lasciano la scuola  senza  essere  in
  possesso  di  un  adeguato titolo di studio. In Italia,  purtroppo,
  l'obiettivo  che  non è stato raggiunto nel 2010 è  stato  comunque
  riproposto nell'ambito della Strategia Europa 2020;

   ritenuto che la scelta di non proseguire gli studi, spesso  indice
  di  un disagio sociale che si concentra nelle aree meno sviluppate,
  non  è assente neanche nelle regioni più prospere, e che in Sicilia
  si  è ancora lontani dagli obiettivi europei: nel 2011 la quota  di
  giovani che ha interrotto precocemente gli studi è pari al 18,2 per
  cento;

   appreso  che  solo nel corso di quest'anno scolastico  sono  stati
  denunciati  a Monreale e nei comuni vicini, Altofonte, Piana  degli
  Albanesi, San Cipirello e Santa Cristina Gela, perché non mandavano
  i  propri  figli  a  scuola, 137 genitori e  la  denuncia  riguarda
  l'assenza   dai   banchi  di  143  alunni  in  età  dell'istruzione
  obbligatoria;

   ritenuto  che questi numeri fotografano una situazione di  degrado
  nella  quale  a  perderci  sono sempre i più  deboli,  cioè  i  più
  piccoli,   denotano  un  fenomeno  in  crescita,  se  è  vero   che
  esattamente  un anno fa, nello stesso comprensorio, per  lo  stesso
  motivo la denuncia era scattata per 103 persone;

   verificato  che  il  trend è già tristemente noto  in  quanto,  in
  alcuni  contesti  sociali,  si mira alla semplice  alfabetizzazione
  primaria,  avvertita  come necessaria al  vivere  quotidiano  e  si
  rinuncia  già a quella secondaria a fronte, in molti  casi,  di  un
  impiego in nero;

   per  sapere se non ritengano opportuno, alla luce del fatto che  i
  ragazzi,  di  fronte all'insuccesso scolastico, fuggono  e  che  le
  famiglie  non  sono  sempre  in grado  di  prendere  provvedimenti,
  avviare  azioni incisive con l'aiuto dei fondi comunitari a  questo
  scopo  destinati  promuovendo  un  piano  regionale  finalizzato  a
  ridurre  questo  devastante  fenomeno  particolarmente  sentito  in
  Sicilia». (1082)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -«Perviene  agli  Uffici di diretta  collaborazione  di
  questo  Assessore  la  interrogazione  n.  1082  a  firma  dell'On.
  Vinciullo  con  la  quale si chiede allo scrivente  Assessorato  di
  conoscere  se non si ritenga opportuno avviare azioni incisive  con
  l'aiuto   dei   fondi  comunitari  destinati  al   fenomeno   della
  dispersione  scolastica, promuovendo un piano regionale finalizzato
  a ridurre questo devastante fenomeno.
   La  problematica prospettata è oggetto di attenzione da  parte  di
  questo Assessorato al fine di innalzare, nel triennio 2013-2015,  i
  livelli  di  istruzione  della  popolazione  scolastica  siciliana,
  contrastare  il  fenomeno  dell'abbandono  scolastico  e   favorire
  l'inclusione   di   giovani   immigrati,   promuovendo,   in   aree
  territoriali  a  rischio  di dispersione scolastica  e  a  devianza
  giovanile,   interventi   volti  a   potenziare   i   processi   di
  apprendimento e sviluppo di competenze degli studenti  delle scuole
  primarie  e  secondarie di primo grado e del  primo  biennio  degli
  istituti tecnici professionali.
   Al  fine  di  sostenere il diritto allo studio si sono confermati,
  nonostante le grosse difficoltà economiche in cui versa la  Regione
  siciliana,  i  trasferimenti dell'anno precedente  a  favore  delle
  scuole di ogni ordine e grado.
   Si è prestata molta attenzione all'attività di carattere normativo
  per  consentire  alla nostra regione di avere una  legislazione  in
  materia  di  istruzione  attuale e adeguato alle  nuovi  necessità,
  attraverso  l'istituzione  di appositi tavoli  tecnici  paritetici,
  composti  da  rappresentanti del mondo accademico, e rappresentanti
  degli studenti e del mondo della ricerca scientifica.
   In tal senso vuole evidenziarsi la presentazione della proposta di
  legge per l'Anagrafe scolastica degli studenti di cui la Sicilia  è
  ancora priva, nonché la predisposizione della proposta di legge per
  la riforma del diritto allo studio in Sicilia, sia per le scuole di
  ogni  ordine e grado sia  per l'Università,  che porti a sistema  i
  diversi  provvedimenti di legge già operanti in forma frammentaria,
  che rilanci tutte le azioni necessarie ad assicurare l'abbattimento
  del  tasso di dispersione scolastica, degli abbandoni, che sostenga
  la frequenza ed il successo formativo degli studenti e degli adulti
  fuoriusciti dal ciclo istruzione, anche in una visione di  Lifelong
  Learning .
   Nondimeno,   l'Assessore  si  sta  attivando,  alla   luce   delle
  previsioni  contenute  nell'art. 7 del decreto-legge  12  settembre
  2013  n. 104, in sede di  Conferenza permanente per i rapporti  tra
  lo  Stato,  le  regioni e le province autonome di   Trento   e   di
  Bolzano  per la determinazione: degli  obiettivi  (che  contemplano
  soluzioni  innovative  e  percorsi  specifici)  per  gli   studenti
  maggiormente  esposti  al  rischio  di  abbandono  scolastico;  dei
  criteri  di  selezione delle scuole in cui realizzare il  Programma
  di didattica integrativa che contempla  tra l'altro, ove possibile,
  il  prolungamento dell'orario  scolastico  per gruppi di  studenti,
  con  particolare riferimento alla scuola primaria ed infine,  della
  definizione  delle  modalità di  assegnazione  delle  risorse  alle
  istituzioni  scolastiche nell'ambito della  spesa  autorizzata  per
  dette  finalità:  3,6  milioni di euro per l'anno  2013   ed   11,4
  milioni  di   euro  per  l'anno 2014, oltre alle  risorse  previste
  nell'ambito  di finanziamenti di programmi europei e internazionali
  per  finalità coerenti».

                                                    L'Assessore
                                                                   N.
                                                    Scilabra

   VINCIULLO.  -  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per
  l'istruzione e la formazione professionale, premesso che l'ERSU  ha
  provveduto alla pubblicazione del nuovo bando per l'assegnazione di
  2.760  borse  di  studio,  di  cui 260  riservate  a  studenti  con
  particolari esigenze;

   preso   atto  che  sono  oltre  quattromila  le  domande  ricevute
  dall'ERSU e si prevede possano arrivare a quota diecimila entro  la
  data di scadenza;

   tenuto  conto che attraverso l'istituzione di un apposito  sito  e
  l'introduzione   dell'obbligo   di  presentazione   delle   domande
  esclusivamente tramite web, l'Ersu è riuscita a velocizzare  l'iter
  burocratico eliminando del tutto l'odioso e lento sistema cartaceo;

   visto che ad oggi, la Regione siciliana non ha ancora provveduto a
  trasferire all'Ersu le somme necessarie al pagamento delle borse di
  studio a copertura del bando;

   considerato che ulteriori e ingiustificati ritardi da parte  della
  Regione,  non  solo  vanificherebbero ogni  impegno  e  innovazione
  apportati  dall'Ersu  al  fine  di  agevolare  i  richiedenti,  nel
  rispetto della trasparenza, ma creerebbe non pochi problemi per  la
  definizione  delle graduatorie attinenti all'anno accademico  2013-
  2014;

   per sapere se:

   siano a conoscenza di quanto sopra esposto;

   non  ritengano  utile  e  necessario  procedere  con  urgenza   al
  trasferimento  delle somme presso l'ERSU, al fine di  tutelare  gli
  studenti e garantire loro il diritto allo studio». (1254)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -«Perviene  agli  Uffici di diretta  collaborazione  di
  questo   Assessore  l'interrogazione  n.  01254  a  firma  dell'On.
  Vinciullo, con la quale si chiede allo scrivente Assessorato se non
  si   ritenga   utile  e  necessario  procedere   con   urgenza   al
  trasferimento  delle somme presso l'ERSU, al fine di  tutelare  gli
  studenti e garantire loro il diritto allo studio.
   In  merito alla tematica de qua, si evidenzia preliminarmente come
  siano   stati   incrementati  i  trasferimenti,  in  controtendenza
  rispetto  al  passato, agli Atenei siciliani per il  riconoscimento
  delle  borse  di  studio e si è proceduto al pagamento  dei  debiti
  pregressi  dell'Amministrazione  regionale,  talvolta  annosi,  nei
  confronti   degli  Enti  Regionali  per  il  Diritto  allo   Studio
  Universitario (EE.RR.SS.UU.) di Catania, Enna, Messina e Palermo.
   La  somma di   24.560.628,42 che il Miur, attraverso i criteri  di
  riparto  del Fondo di Intervento Integrativo 2012 (art. 16 D.P.C.M.
  9  aprile 2001) ha assegnato all'Amministrazione regionale, è stata
  interamente erogata: il primo acconto di   7.818.568,00,  impegnato
  con  D.D.G.  n.  2206  del 31.05.2013; il saldo,  ammontante  ad
  16.742.060,42, impegnato con D.D.G. n. 3936 dell'11.09.2013.

                                                    L'Assessore
                                                                   N.
                                                    Scilabra

                           Rubrica «Salute»

   ZITO-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-FERRERI-FOTI-LA    ROCCA-
  MANGIACAVALLO-PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-VENTURINO-ZAFARANA.-
  «All'Assessore per la salute, premesso che:

   alcuni  giorni  or  sono, esattamente il 10 gennaio  2013,  20  ex
  dipendenti dell'AIAS Onlus di Augusta hanno segnalato al Presidente
  della  Regione siciliana ed al signor Assessore per la  salute  una
  gravissima  situazione di illegalità che sarebbero  state  commesse
  sia  dall'AIAS di Augusta e Melilli che dalla ASP di  Siracusa  che
  hanno trasferito al Consorzio Siciliano di Riabilitazione (CSR)  di
  Catania, che sarebbe una Srl, tanto le strutture che il personale e
  le    convenzioni    per   l'effettuazione   di   trattamenti    di
  riabilitazione;

   questa  'operazione' ha leso non solo gli interessi di  moltissimi
  lavoratori,  ma  ha violato numerose normative in merito,  causando
  anche un danno pubblico rilevante;

   i  dipendenti ex AIAS sono stati trattati come 'ramo di impresa' e
  sono stati licenziati dall'AIAS e riassunti dal CSR ex novo come se
  non  avessero  mai  lavorato prima, con un  danno  rilevante  e  la
  perdita di diritti previsti per legge;

   considerato che:

   nella  lettera  inviata  dai lavoratori al Presidente  Crocetta  e
  all'Assessore Borsellino, si legge quanto segue:

   'Tutto  ha  inizio  con il commissariamento della  struttura  AIAS
  ONLUS Augusta e Melilli da parte del presidente nazionale AIAS Ing.
  Francesco  Lo  Trovato.  In qualità  di  presidente       nazionale
  dell'associazione, nomina commissario della stessa, un uomo di  sua
  fiducia,  il  rag. Giovanni Brullo. Spiegheremo dopo il  motivo  di
  tale premessa.
   Tale  commissariamento dura circa 10 anni. Per statuto  nazionale,
  il  commissariamento delle strutture AIAS ha la durata di un  anno,
  ma  evidentemente la regola forse non era applicabile per la nostra
  struttura  e  come dipendenti allora non ne capivamo il  motivo.  A
  distanza  di  tempo possiamo affermare di averlo capito  benissimo,
  visto  che  già  era stato tutto pianificato a tavolino.  Nel  2008
  viene  costituito  il  nuovo consiglio d'amministrazione  che  vede
  eletto  presidente  lo stesso commissario (sig Giovanni  Brullo)  e
  come  tesoriere il figlio del presidente del CSR di CT e Presidente
  AIAS Nazionale ing. F. Lo Trovato.
   Da  una  situazione solida che la struttura aveva agli  inizi  del
  commissariamento,   si  è  passati  a  una  situazione   debitoria,
  determinata  a  nostro avviso da una gestione poco chiara,  che  ha
  portato  la stessa ad un dissesto economico tale da non  poter  più
  far   fronte   (a   loro   dire)  al  proseguimento   dell'attività
  riabilitativa, cosi facendo ne hanno programmato la fine, lasciando
  i  debiti accumulati. La struttura AIAS, in verità, con la scusa di
  non  avere il DURC per debiti pregressi con l'INPS, ha ceduto,  con
  la  compiacenza delle istituzioni o quantomeno di alcuni  dirigenti
  che  ne  fanno  parte,  la  struttura riabilitativa   al  Consorzio
  Siciliano  di Riabilitazione (Soc. Cons. a.r.l.) che fa  capo  allo
  stesso  ing.  Lo  Trovato.  Tutto  questo  con  atto  notarile   di
  discutibile dubbio.
   In  questo  modo  si  sono  liberati in un  sol  colpo  di  debiti
  pregressi  sia  con il personale dipendente che è stato  licenziato
  per  chiusura attività, che con l'istituto previdenziale (4 milioni
  di  euro  circa). In uno dei molteplici incontri sindacali  che  si
  sono  tenuti  per  risolvere la questione, il Presidente  nazionale
  dell'AIAS  ha  incaricato il presidente del  CSR  di  CT  (cioè  se
  stesso)  di  risolvere  la  controversia e  con  accordo  sindacale
  alquanto  subdolo  si  è assunto l'onere di assumere  il  personale
  tutto ex-novo, negando ogni diritto legato all'anzianità di lavoro,
  al  TFR,  alla contrattazione decentrata, e quant'altro attiene  un
  regolare Trasferimento d'Azienda (art.2112 cc), accordo che non  ha
  rispettato  le  reali intenzioni dei dipendenti che con  referendum
  aziendale hanno bocciato la proposta.
   Noi  Lavoratori, alcuni dei quali dipendenti AIAS da  molti  anni,
  abbiamo  voluto  invece perseguire la via della  legalità,  facendo
  valere  le  nostre ragioni nelle opportune sedi, ed  abbiamo  fatto
  emergere  più  volte che questo tipo di manovra è alquanto  ambigua
  perché  nonostante  si  è  voluto far  credere  che  a  gestire  la
  riabilitazione fosse un nuovo soggetto, ancora oggi il CSR continua
  a  lavorare  ed utilizzare mezzi e strutture che sono di  proprietà
  dell'AIAS   senza  alcuna  contropartita  economica.  Il  consiglio
  d'amministrazione AIAS formatosi nel 2008 ha posto in  liquidazione
  l'AIAS  (che  si  ricorda  essere una  ONLUS)  e  l'AIAS  nazionale
  attraverso  il  suo presidente ha nominato commissario  liquidatore
  l'avvocato  G. Di Quattro (presidente CORESI-AIAS ) che allo  stato
  dell'arte  non ha attivato nessuna procedura. Mentre in materia  di
  convenzioni  l'anomalia  sta anche nel fatto  che  non  sono  state
  rispettate le normative di legge, i decreti e i regolamenti emanati
  dell'Assessorato regionale alla salute';

   la lettera continua definendo altri punti:

   'L'ASP 8 di SR con la compiacenza di alcuni suoi responsabili,  ha
  invece dato in deroga il servizio riabilitativo al CSR con scadenza
  al  31/12/2012  così  come dichiarato nei  verbali  di  Prefettura,
  permettendo  che l'AIAS diventasse una scatola vuota  da  dove  non
  potere attingere niente e lasciando di fatto i lavoratori in  balia
  degli  eventi. Noi ci chiediamo come dipendenti che  fine  farà  la
  convenzione dopo il 31/12/2012;
   La  vicenda  ha  assunto nel tempo aspetti  grotteschi  in  quanto
  l'Istituzione preposta all'assegnazione delle Convenzioni Sanitarie
  (ASP  di  SR),  potrebbe decidere (o per quanto ne sappiamo  lo  ha
  forse  già  fatto) di dare le Convenzioni che prima erano dell'AIAS
  di  Augusta  e Melilli al C.S.R. come soggetto ex-novo, consapevole
  che  ad  oggi  lo  stesso CSR non rispetta e ha mai rispettato  sin
  dall'origine  gli  standard  funzionali  che  sono  la  prerogativa
  essenziale per l' acquisizione della convenzione.
   La  situazione  è  aggravata dal fatto che  l'ASP  8  di  Siracusa
  sembrerebbe   avere   favorito   il   C.S.R.   non   prendendo   in
  considerazione  le  altre  strutture riabilitative  presenti  nella
  provincia  (non comprendendo quale sia il motivo e a  quale  scopo)
  permettendo  una  truffa  ai  danni  dell'INPS,  visto  che  l'AIAS
  lascerebbe debiti insoluti per diversi milioni di euro,  mentre  la
  giusta  via da percorrere sarebbe stata quella di fare un  regolare
  bando  di gara con cui assegnare la convenzione qualora l'AIAS  non
  fosse stata più in grado di proseguire il servizio riabilitativo';

   tutto  quanto  è scritto nella lettera va verificato  urgentemente
  per comprendere se sono solo illazioni o c'è un fondamento reale  e
  obiettivamente riscontrabile;

   per sapere se non ritenga opportuno effettuare controlli in merito
  e  come  pensi  di tutelare i lavoratori danneggiati,  sanzionando,
  qualora siano rilevate, le eventuali irregolarità commesse da Aias,
  CSR ed ASP di Siracusa». (556)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «In riferimento all'interrogazione parlamentare citata
  in oggetto, con la quale si chiedono chiarimenti sull'AIAS Onlus di
  Augusta,  si fornisce il carteggio acquisito in allegato alla  nota
  prot.  26346 del 15 luglio 2013 dell'ASP di Siracusa, che riscontra
  esaustivamente le questioni poste nel citato atto ispettivo».

                                                        L'Assessore
                                                   Dr.ssa       Lucia
                                              Borsellino

   (Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
  Servizio Lavori d'Aula)

   SIRAGUSA  - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI  -
  FOTI  - LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - TANCREDI - TRIZZINO  -
  ZAFARANA - ZITO. - «All'Assessore per la salute, premesso che:

   con deliberazione n. 889 del 19.11.2010, il Direttore generale pro
  tempore, dott. S. Cirignotta, dell'Azienda sanitaria provinciale di
  Palermo,   ha   indetto  avviso  pubblico  per  il  rinnovo   delle
  Commissioni mediche per  l'accertamento dell'invalidità civile;

   i  termini di partecipazione al suddetto bando sono stati riaperti
  con  Deliberazione n. 91 del 3.02.2011, con la quale  il  Direttore
  generale  ha,  altresì, indetto l'avviso pubblico per la  copertura
  dei posti di segretario delle predette Commissioni mediche;

   con  deliberazione n. 111 del 7.2.2012, il Direttore  Generale  ha
  nuovamente   istituito  e  nominato  le  Commissioni  mediche   per
  l'accertamento dell'invalidità civile. Tale provvedimento è  stato,
  invero, revocato con successiva deliberazione n. 146 del 23.2.2012,
  a seguito della quale l'Azienda sanitaria provinciale ha finalmente
  pubblicato  l'elenco  dei  candidati  in  possesso  dei   requisiti
  richiesti;

   con  avviso  pubblicato in data 15.5.2012, il  Direttore  generale
  dell'ASP  Palermo  ha  riaperto il termine di  partecipazione  alla
  selezione  per 'Segretari delle Commissioni mediche',  riaprendo  i
  termini  dell'avviso  già emanato in data 3 febbraio  2011,  a  sua
  volta indicato quale 'riapertura' del precedente avviso di cui alla
  deliberazione n. 889 del 19 novembre 2010;

   considerato che:

   l'ASP  ha,  quindi,  assimilato la  figura  del  segretario  delle
  Commissioni  mediche  per  l'accertamento  dell'invalidità  civile,
  prevista   dall'articolo  1,  comma  2,  del   D.M.   n.   387/1991
  ('Regolamento  di esecuzione' alla L. n. 295/1990),  a  quella  dei
  componenti le stesse Commissioni, adottando il medesimo  bando  per
  il  conferimento  delle funzioni di supporto  amministrativo  (come
  tali, fisiologicamente attribuite ai dipendenti a tempo pieno delle
  stesse Aziende unità sanitarie locali) a 'esterni' e, cioè, creando
  dal  nulla  la figura del segretario componente di Commissione  cui
  conferire  apposito  incarico pubblico. Tale figura,  infatti,  non
  risulta istituita e/o disciplinata da nessuna norma, neppure  dalla
  disciplina vigente, la richiamata legge 15 ottobre 1990, n. 295;

   la  Deliberazione n. 10 del 6.9.2012, pubblicata in data  9.9.2012
  del   Commissario   straordinario  dell'ASP  Palermo,   sembrerebbe
  illegittima per violazione della norma dell'art. 1, comma 2,  della
  L.  n 295/1990, altresì in relazione al disposto dell'art. 1, comma
  2,  del  D.M.  n.  387/1991 (recante 'norme  di  coordinamento  per
  l'esecuzione  delle disposizioni contenute nella legge  15  ottobre
  1990,  n.  295, in materia di accertamento dell'invalidità civile',
  c.d. Regolamento di esecuzione della stessa legge), nella parte  in
  cui,  come  sopra detto, esclude dall'esercizio delle  funzioni  di
  segreteria    delle   Commissioni   mediche   per    l'accertamento
  dell'Invalidità  civile i dipendenti delle unità sanitarie  locali.
  L'art.  1, comma 2, del D.M. n. 387/1991, stabilisce, infatti,  che
  la  commissione medica U.S.L. per l'espletamento dei  suoi  compiti
  amministrativi  si  avvale  di  apposita  segreteria   formata   da
  personale  dipendente  dell'unità  sanitaria  locale.  É,   dunque,
  evidente  l'espressa contrarietà a norma di legge - in questo  caso
  costituita  da  disposizione ministeriale, attuativa  della  L.  n.
  295/1990  e,  comunque, determinante l'invalidità del provvedimento
  impugnato  -  della  Deliberazione  del  Commissario  Straordinario
  dell'ASP,  il  quale  esclude  immotivatamente  e,  in  ogni  caso,
  illegittimamente, la partecipazione dei dipendenti delle unità  e/o
  periferiche   delle   Aziende  sanitarie  locali   alla   procedura
  selettiva. Le Commissioni mediche vengono all'uopo dotate di uffici
  di  segreteria  composti  da  dipendenti  dell'Amministrazione.  La
  suddetta  norma è, quindi, ostativa alla pubblicazione di un  bando
  per   la   nomina  dei  'segretari'  di  Commissione   medica   per
  l'accertamento dell'invalidità civile, in quanto obbliga  l'Azienda
  ad  avvalersi  del  personale già in servizio presso  le  strutture
  sanitarie medesime;

   nel  senso  della  naturale applicazione  della  succitata  norma,
  peraltro,   già  il  parere  reso,  a  suo  tempo,  dall'Avvocatura
  distrettuale   dello  Stato,  su  quesito  posto   dall'Assessorato
  regionale  alla Sanità e le relative conclusioni assessoriali,  per
  cui,  correttamente, sussiste l'opportunità di costituire 'ove  non
  ancora  esistente, in ciascuna U.S.L. (...) un apposito Ufficio  di
  segreteria che, nell'offrire il necessario supporto operativo  alla
  stessa',  impieghi quelle unità amministrative dipendenti  ritenute
  valide a curare sia l'istruttoria preliminare delle pratiche sia la
  loro  fase conclusiva'. L'assessorato osservava pertanto  che  tale
  Ufficio,   (...)   possibilmente  coordinato  da  un   responsabile
  amministrativo  (...)  potenziato  negli  organici  e   dotato   di
  attrezzature necessarie nonché di adeguate possibilità  economiche,
  deve  utilizzare personale a tempo pieno dal momento che su di esso
  dovranno  ricadere  tutti  quei  lavori  preparatori  e  conclusivi
  considerati di supporto alle attività delle commissioni,  chiosando
  'questo  Assessorato,  in base a quanto affermato  dall'Avvocatura,
  non  può che uniformarsi al parere della stessa e confermare  (...)
  le  conclusioni  alle  quali il suddetto  organismo  è  pervenuto'.
  L'Avvocatura riterrebbe dunque che il segretario non può far  parte
  delle  commissioni  mediche, dal momento che la commissione  medica
  U.S.L.  risulta  composta  unicamente da sanitari  che  pronunciano
  collegialmente con l'intervento di almeno 3 membri, senza necessità
  di  assistenza di un segretario, dal momento che la legge  non  gli
  affida   compiti   di  verbalizzazione,  riservando  giuridicamente
  quest'ultimi  solo alla commissione e consentendo al segretario  di
  apprestare esclusivamente quelle attività amministrative necessarie
  perché la stessa possa funzionare;

   il Tar Sicilia - Palermo, con sentenza n. 906/2001, nell'escludere
  che  i  dipendenti  delle  ASL potessero vantare  un  diritto  alla
  ridesignazione quali segretari delle Commissioni per  l'invalidità,
  ha  tuttavia  ribadito  che i predetti organismi  si  avvalgono  di
  appositi  Uffici  di  Segreteria composti da  personale  dipendente
  delle  strutture sanitarie. Gli impiegati ASL non sono, quindi,  in
  alcun  modo  titolari  di  un  diritto soggettivo  alla  riconferma
  all'interno delle segreterie, ma vantano una posizione di interesse
  pretensivo    alla   legittimità   dell'operato   della    Pubblica
  Amministrazione, ossia di interesse legittimo;

   la  L.  n.  295/1990  e  il  relativo  Regolamento  di  esecuzione
  risulterebbero,   altresì,  violati  nella   misura   in   cui   la
  deliberazione n. 10/2012 del Commissario straordinario inserisce la
  figura  del  'segretario tra i componenti di  ciascuna  Commissione
  medica  per  l'accertamento dell'invalidità civile.  Gli  artt.  1,
  comma  2, della Legge e 1, comma 2, del Decreto prevedono, infatti,
  che 'Nell'ambito di ciascuna unità sanitaria locale' operino 'una o
  più commissioni mediche (...) composte da un medico specialista  in
  medicina  legale  che  assume le funzioni di presidente  e  da  due
  medici  di  cui uno scelto prioritariamente tra gli specialisti  in
  medicina del lavoro (...)'. I componenti degli organi collegiali in
  parola   sono,   pertanto,  esclusivamente  i   dirigenti   medici,
  dipendenti  o  convenzionati della ASL, in possesso dei  titoli  di
  specializzazione  contemplati dalla legge. Di  tali  organismi  non
  fanno  parte gli addetti alle funzioni di segreteria, i quali  sono
  dipendenti  delle  Aziende sanitarie locali e  non  possono  essere
  selezionati dall'esterno;

   la  deliberazione  n. 10/2012 del Commissario Straordinario  della
  ASP  6  Palermo sembrerebbe, inoltre, affetta da eccesso di  potere
  insito  nella  contraddittorietà  tra  diverse  proposizioni  della
  motivazione.  La preminenza accordata al criterio fiduciario  e  la
  considerazione rivolta alla 'delicatezza della materia' da trattare
  e  dell'incarico  da  assolvere dovrebbero, infatti,  coerentemente
  condurre    ad   ammettere,   o   quantomeno   a   non    escludere
  apoditticamente, la partecipazione alla
   selezione dei dipendenti della ASP (...) 'in servizio (...)  nelle
  unità  deputate a trattare le pratiche afferenti all'attività delle
  Commissioni in questione', stante l'evidente acquisizione, da parte
  dei dipendenti ASL, dell'esperienza necessaria alla trattazione  di
  tutti   i  relativi  compiti.  La  deliberazione  n.  10/2012   del
  Commissario    straordinario    ASP    esclude,    al    contrario,
  inopinatamente, i dipendenti delle Aziende sanitarie  locali  dalle
  nomine  a 'segretario' delle Commissioni mediche per l'accertamento
  dell'invalidità civile;

   appare  chiaro  che  i compiti inerenti la gestione  di  tutte  le
  pratiche   decise  dalle  Commissioni  mediche  per  l'accertamento
  dell'invalidità  civile debbano essere affidate ad appositi  Uffici
  di segreteria, espressamente previsti dall'art. 1, comma 2 del D.M.
  n.  387/1991 (attuativo della L. n. 295/1990) in quanto formati  da
  personale dipendente delle ASL;

   ritenuto  che emergono dubbi circa la legittimità della procedura,
  tale  da  poter  mettere  in  questione  la  corretta  e  legittima
  operatività    delle   'Commissioni   invalidità',   col    rischio
  dell'instaurarsi   di  contenziosi  e  di  determinare   un   grave
  disservizio nei confronti degli utenti;

   per sapere:

   quali  iniziative  il Governo intenda adottare  per  garantire  la
  corretta  applicazione  della  vigente  disciplina  in  materia  di
  Commissioni  mediche  per  l'accertamento  dell'invalidità   civile
  presso l'Azienda sanitaria provinciale di Palermo;

   se  il  Governo  intenda intervenire affinché  venga  revocata  la
  procedura  di  selezione per l'inesistente figura di  'segretario',
  riconducendo  alle  esistenti  segreterie  i  compiti  di  supporto
  amministrativo». (782)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «In riscontro all'interrogazione citata in oggetto con
  la  quale si chiedono chiarimenti sulla nomina e costituzione delle
  Commissioni  mediche  per  l'accertamento  dell'invalidità   civile
  presso  l'ASP  di  Palermo, si riportano le  delucidazioni  fornite
  dalla  predetta Azienda con la nota prot. 2912 del 13  agosto  2013
  che ad ogni buon fine si allega.
   Preliminarmente   l'ASP  di  Palermo  precisa  che   le   predette
  Commissioni  mediche  sono  state costituite  in  coerenza  con  la
  normativa nazionale e regionale riportata nella nota stessa.
   Relativamente  alle  modalità  di  individuazione   del   supporto
  amministrativo   delle   predette   Commissioni,    l'Azienda    ha
  sottolineato  che,  per l'espletamento delle funzioni  connesse,  è
  stato   pubblicato  l'Avviso  di  reclutamento  della  figura   del
  segretario,  il  cui compenso, insieme a quello dei  componenti,  è
  fissato dall'art. 73 della legge 11 maggio 1993 n. 15.
   Tale  avviso,  pubblicato sul sito aziendale il  15  maggio  2012,
  finalizzato alla formazione dell'elenco degli idonei, è  riservato,
  contrariamente     a    quanto    segnalato    nell'interrogazione,
  esclusivamente  ai dipendenti dell'ASP. Esso infatti  riporta:   Al
  presente avviso possono partecipare dipendenti dell'ASP di  Palermo
  appartenenti al ruolo amministrativo Cat. B - Bs - C - D - Ds e del
  ruolo  tecnico del CED , non prevedendo esclusioni per  coloro  che
  già precedentemente avevano svolto tale funzione».

                                                        L'Assessore
                                                   Dr.ssa       Lucia
                                              Borsellino

   (Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
  Servizio Lavori d'Aula)

   MICCICHE'. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   il  servizio  di elisoccorso risulta essenziale per  garantire  un
  intervento rapido, efficiente e sicuro nelle situazioni d'emergenza
  sanitaria, rivelandosi spesso determinante per la sopravvivenza dei
  pazienti;

   il servizio è stato espletato su 4 postazioni operative, attive 24
  ore  al  giorno  (Palermo,  Messina,  Caltanissetta  e  Lampedusa),
  un'altra  operativa  12 ore (Catania) ed un'ulteriore,  sempre  con
  operatività sulle 12 ore, sita a Pantelleria (quest'ultima  gestita
  tramite un mezzo a carico della Protezione Civile);

   con D.D.G. n. 0148/13 del 22.01.2013 è stata indetta una procedura
  di  gara per l'affidamento del servizio, per un periodo di ben nove
  anni,  il  cui  disciplinare ha previsto la riduzione del  servizio
  presso  la  sede  di  Caltanissetta,  con  12  ore  di  operatività
  giornaliera in luogo delle 24;

   si   apprende   che,  pochi  giorni  or  sono,  si   è   proceduto
  all'affidamento  provvisorio del servizio  rendendo  immediatamente
  operativa  la  riduzione del servizio stesso  sulla  postazione  di
  Caltanissetta;

   considerato che:

   la  postazione  elisoccorso di Caltanissetta serve  un  vastissimo
  bacino  d'utenza,  corrispondente all'intera  Sicilia  centrale,  e
  risulta  quella  che  ha  realizzato  fin  qui  il  maggior  numero
  d'interventi  notturni,  anche  in ragione  delle  peculiarità  del
  territorio servito, certamente meno attrezzato in termini di  unità
  specializzate nella gestione delle emergenze gravi e  più  distante
  dai grandi centri ospedalieri delle aree metropolitane;

   in   ogni   caso,  pare  inaccettabile  che  la  comprensibile   e
  condivisibile  esigenza di limitazione dei costi si  risolva  nella
  pratica  soppressione,  per le centinaia di migliaia  di  cittadini
  delle  province di Caltanissetta, Agrigento ed Enna, di un servizio
  indispensabile  per  assicurare un  reale  e  rapido  accesso  alle
  prestazioni salva-vita;

   il   mantenimento   del   servizio  h.24   sulla   postazione   di
  Caltanissetta   comporterebbe  costi  del   tutto   sostenibili   e
  l'Assessorato ha, in ogni caso, la possibilità tecnica e  giuridica
  di  individuare soluzioni diverse per assicurare, senza  spesa,  il
  medesimo risultato;

   per sapere:

   quale  sia lo stato dell'arte dell'affidamento e per quali  motivi
  non  si  sia stata prevista fin dall'inizio la funzionalità 'h  24'
  della  postazione di Caltanissetta, anche in ragione dell'oggettiva
  collocazione in una posizione strategica rispetto all'intera isola;

   se  e  quali  iniziative  s'intenda  assumere  per  addivenire  al
  ripristino  del servizio sulle 24 ore della sede di elisoccorso  di
  Caltanissetta,  garantendo ai cittadini della Sicilia  centrale  un
  eguale  diritto di accesso ad un servizio essenziale per assicurare
  un adeguato intervento nelle situazioni di emergenza». (884)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  - «In riscontro all'interrogazione segnata in  oggetto,
  con  la  quale  sono state chieste notizie circa la  riduzione  del
  servizio  di  elisoccorso presso la postazione di Caltanissetta  si
  precisa   che,   a  seguito  delle  disposizioni  impartite   dalla
  scrivente, il competente Ufficio di questo Assessorato ha impartito
  disposizioni per la prosecuzione del Servizio di elisoccorso  sulla
  base  HEMS  di Caltanissetta con l'operatività in H24  fino  al  31
  dicembre  2013  e  comunque  sino al conseguimento  della  completa
  funzionalità  del  punto  nascita  da  riattivarsi  sull'isola   di
  Pantelleria».

                                                        L'Assessore
                                                   Dr.ssa       Lucia
                                              Borsellino

   IOPPOLO - MUSUMECI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
  per la salute, premesso che:

   il  servizio di ristorazione interna dell'ospedale Gravina e Santo
  Pietro di Caltagirone è stato, da sempre e sino a qualche tempo fa,
  espletato   con   efficienza  tramite   il   personale   dipendente
  specializzato e le cucine in dotazione allo stesso; da alcuni  mesi
  tale  servizio  interno è stato sospeso a causa di una  non  meglio
  specificata inagibilità del locale ove sono collocate dette cucine,
  siti  nella  struttura  distaccata  di  Santo  Pietro  recentemente
  ristrutturata con impegno di spesa di circa 10 milioni di euro;

   in seguito alla sospensione del servizio interno, l'ASP di Catania
  ha affidato, con urgenza, il servizio di somministrazione dei pasti
  per  i  malati  ad  una ditta esterna; almeno  dal  mese  di  marzo
  dell'anno  corrente,  il personale medico ed i  pazienti  segnalano
  agli  organi  competenti gravi inadempienze  nell'espletamento  del
  servizio  quali, solo per citare le più macroscopiche,  quantità  e
  cottura dei pasti insufficiente, scarsa igiene degli alimenti e del
  loro  confezionamento, qualità scadente delle  materie  prime,  non
  corrispondenza quantitativa tra pasti richiesti e pasti consegnati,
  orari di consegna non rispettati;

   giorno  3  del  mese  in  corso, gli  uffici  ispettivi  dell'ASP,
  finalmente  intervenuti,  hanno riscontrato  l'esistenza  di  gravi
  problemi igienico sanitari nel servizio fornito dalla ditta  a  suo
  tempo incaricata e lo stesso è stato, dunque, affidato dall'ASP  di
  Catania, in via provvisoria e urgente, ad altre ditte;

   ciò  nonostante,  i  disservizi continuano e sembrano  aggravarsi,
  tanto  è  vero che proprio ieri gli anziani ospiti dell'IPAB  Santa
  Maria  di Gesù, ai quali i pasti sono serviti il tramite l'Ospedale
  di Caltagirone, sono rimasti privi della prima colazione;

   ciò  premesso, e considerato che ripristinare il servizio  interno
  di  fornitura dei pasti, tramite le cucine dell'Ospedale Gravina  e
  Santo Pietro di Caltagirone, eventualmente intervenendo con urgenza
  onde   ripristinare   l'agibilità   del   locale   ove   insistono,
  rappresenterebbe un sicuro vantaggio sia per l'ASP di  Catania  che
  sosterrebbe  dei  costi notevolmente inferiori  rispetto  a  quelli
  attualmente  affrontati per la esternalizzazione del servizio  che,
  ciò  che più importa, per i pazienti dell'ospedale e per gli ospiti
  della Casa di riposo Santa Maria di Gesù i quali usufruirebbero  di
  un  servizio  che per anni è stato regolare in termini qualitativi,
  quantitativi ed igienici;

   per  sapere  se  non  si ritenga necessario ed  urgente  impartire
  precise  direttive  alla  dirigenza dell'ASP  di  Catania  affinché
  intervenga per ripristinare la funzionalità dei locali che ospitano
  le  cucine dell'Ospedale Gravina e Santo Pietro di Caltagirone,  in
  modo  che  il  servizio di fornitura dei pasti per i degenti  dello
  stesso e per gli ospiti dell'IPAB Santa Maria di Gesù sia espletato
  con gli strumenti ed il personale interno all'ospedale, considerati
  i  disservizi manifestatesi, i notevoli costi attualmente sostenuti
  e  la  regolarità in termini qualitativi, quantitativi ed  igienici
  che  ha  contraddistinto  per  anni  il  servizio  di  ristorazione
  dell'Ospedale Gravina e Santo Pietro». (945)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In  riferimento  ai  contenuti  dell'interrogazione
  citata  in  oggetto,  con la quale si chiede  il  ripristino  delle
  cucine  presidio Santo Pietro di Caltagirone (CT)  si  fornisce  la
  relazione  prot. 106825 del 25 settembre 2013 resa dal  Commissario
  straordinario  dell'ASP di Catania, che riscontra esaustivamente  i
  punti evidenziati nell'atto ispettivo specificato in oggetto».
                                                        L'Assessore
                                                   Dr.ssa       Lucia
                                              Borsellino

   (Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
  Servizio Lavori d'Aula)

   VINCIULLO.  - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  la
  salute,  premesso  che  i  centri di riabilitazione  per  i  minori
  rappresentano un punto di riferimento necessario per chi soffre  di
  disabilità  e  necessità  di continue cure  e  assistenza,  e  che,
  pertanto,  si  tratta di strutture di sostegno  alle  famiglie  con
  minori disabili, categorie socialmente deboli;

   considerato che le strutture operano in convenzione;

   rilevato  che  non  sono  state erogate le  somme  spettanti  alle
  predette strutture;

   considerato,   altresì,   che   il  mancato   pagamento   potrebbe
  determinare un rischio per l'erogazione del servizio sanitario  con
  ripercussioni sul diritto alla salute dei minori disabili;

   visto  che  la Regione tutela e garantisce il diritto alla  salute
  dei cittadini;

   per sapere se:

   le  strutture di riabilitazione minorile (e nel caso Villa Nave di
  Palermo)  non abbiano ricevuto le somme di denaro per  il  servizio
  erogato;

   non  ritengano  opportuno  intervenire al  fine  di  garantire  il
  servizio in favore dei minori disabili;

   il servizio verrà sospeso o interrotto». (1058)

   Risposta.  - «In riscontro all'interrogazione segnata in  oggetto,
  con  la quale sono stati chiesti chiarimenti in ordine al pagamento
  delle prestazioni ai centri di riabilitazione per minori affetti da
  disabilità  della provincia di Palermo con particolare  riferimento
  al  Centro di riabilitazione Villa Nave si rappresenta che l'ASP di
  Palermo ha fatto sapere che tutte le strutture convenzionate  hanno
  ricevuto  il saldo del 1  e 2  trimestre 2013 e per il 3  trimestre
  un acconto pari all'85%.

                                                        L'Assessore
                                                   Dr.ssa       Lucia
                                              Borsellino

                 Rubrica «Turismo, Sport e Spettacolo»

   LA  ROCCA  - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO  -  FOTI  -
  FERRERI  - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TANCREDI - TRIZZINO
  -ZAFARANA - ZITO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per
  il  turismo, lo sport e lo spettacolo e all'Assessore  per  i  beni
  culturali e l'identità siciliana, premesso che durante il 1   Forum
  sul  Turismo in Sicilia, è sorta la necessità di promuovere,  fuori
  dal  territorio  della  Regione, il marchio 'Sicilia',  utilizzando
  strumenti  unici  quali un portale dedicato al turismo  aggiornato,
  organizzato e

   funzionante  ed  una  card unica, allo scopo di  evitare  code  ai
  botteghini, prevedere scontistiche nonché 'coccolare' il turista;

   rilevato che:

   nel  corso  dell'anno  2012 è partito il progetto  'Sicily  Pass',
  all'indirizzo  di rete www.sicilypass.it, inserito all'interno  del
  Circuito   del   Mito,  organizzato  e  promosso   dall'Assessorato
  Regionale Turismo, Sport e Spettacolo;

   il suddetto progetto è stato realizzato a valere sui fondi PO FESR
  2007/2013, linea d'intervento 3.3.1.A;

   l'iniziativa prevedeva che la card gratuita consentisse ai turisti
  e  ai  cittadini  di  Palermo di accedere  ad  esclusivi  sconti  e
  promozioni  su ospitalità, trasporti, tesori culturali e artistici,
  attività ricettive e spettacoli;

   considerato  che  il  progetto  risulta  essere  attualmente   non
  funzionante;

   per  sapere se non ritengano opportuno recuperare e migliorare  il
  progetto, espandendolo nell'ambito dell'intero territorio siciliano
  ed  aumentando  i  servizi offerti ai turisti in maniera  organica,
  prendendo  spunto o emulando le realtà funzionanti in altri  Paesi,
  come l'OsloPass, che copre l'ingresso gratuito in più di 30 musei e
  attrazioni,  trasporto pubblico gratis in città, oltre a  parcheggi
  comunali  gratuiti, visite guidate a piedi, sconti su tour guidati,
  sul  biglietto per il parco divertimenti Tusenfryd, sul  simulatore
  sci,  e  su  noleggio  sci e anche sconti in  alcuni  ristoranti  e
  negozi.   La  card,  inoltre,  come  avviene  anche  nel   progetto
  LondonPass,  potrebbe prevedere varie formule, come la  distinzione
  fra  pass  per adulti e ragazzi, con mezzi di trasporto  inclusi  o
  senza  ovvero una validità della carta con scelta fra 48, 70 e  120
  ore, come ad esempio avviene per la Stockholm Card». (853)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.    -    «Si   anticipa   il   testo    della    risposta
  all'interrogazione  in  oggetto,  ai  sensi   dell'art.   144   del
  regolamento interno dell'ARS.
   Con  l'interrogazione  n.  853 - Notizie  in  merito  al  progetto
   Sicily  Pass'  e  misure  volte al miglioramento  del  turismo  in
  Sicilia,  l'On.le La Rocca ha formulato un quesito,  al  Presidente
  della  Regione,  all'Assessore  per  il  turismo,  lo  sport  e  lo
  spettacolo  e  all'Assessore  per i  beni  culturali  e  l'identità
  siciliana,   inerente  la  necessità  di  promuovere,   fuori   dal
  territorio   della  Regione,  il  marchio   Sicilia',   utilizzando
  strumenti  unici, quali un portale dedicato al turismo  aggiornato,
  organizzato e funzionante ed una card unica.
   L'interrogante evidenzia che nel corso dell'anno 2012 il  progetto
   Sicily   Pass',  all'indirizzo  di  rete  www.sicilypass.it,   già
  inserito  all'interno del Circuito del Mito, organizzato e promosso
  dall'Assessorato  regionale Turismo, Sport  e  Spettacolo  è  stato
  realizzato a valere sui fondi PO FESR 2007/2013, linea d'intervento
  3.3.1.A.
   Il  progetto, prendendo spunto o emulando le realtà funzionanti in
  altri  Paesi, prevedeva che la card gratuita consentisse ai turisti
  e  ai  cittadini  di  Palermo di accedere  ad  esclusivi  sconti  e
  promozioni  su ospitalità, trasporti, tesori culturali e artistici,
  attività  ricettive e spettacolo, aumentando i servizi  offerti  ai
  turisti in maniera organica.
   La   card,   inoltre,  potrebbe  prevedere  varie  formule,   come
  l'ingresso  gratuito in più di 30 musei e attrazioni, il  trasporto
  pubblico  gratis  in  città, oltre a parcheggi  comunali  gratuiti,
  visite  guidate a piedi, sconti su tour guidati, sul biglietto  per
  il  parco  divertimenti, sul simulatore sci, e su  noleggio  sci  e
  anche sconti in alcuni ristoranti e ancora la distinzione fra  pass
  per adulti e ragazzi, con mezzi di trasporto inclusi o senza ovvero
  una validità della carta con scelta fra 48, 70 e 120 ore.
   Alla  luce  della  soprarichiamata  analisi,  considerato  che  il
  progetto risulta essere attualmente non funzionante, l'interrogante
  chiede  di  conoscere  se  non si ritiene  opportuno  recuperare  e
  migliorare   il  progetto,  espandendolo  nell'ambito   dell'intero
  territorio siciliano.
   In  ordine  all'interrogazione parlamentare si rappresenta  quanto
  segue.
   Il   Progetto    Sicily  Pass',  com'è  noto,  è  stato   definito
  nell'ambito   delle  attività  correlate  allo  svolgimento   della
  manifestazione    Il   Circuito  del  Mito   2011/2012    con   uno
  stanziamento complessivo di euro 40.000,00, ma la cui esecuzione  è
  stata  sospesa,  in  seguito  alla  determinazione  delle  autorità
  comunitarie, insieme alla sospensione dell'operatività della  linea
  d'intervento  interessata  (3.3.1.A)  e,  conseguentemente,   della
  stipula dei contratti relativi al suo programma.
   Ciò  premesso, non si può non concordare con l'interrogante  sulla
  potenziale efficacia del progetto, attraverso l'istituzione di  una
  card  turistica,  ai fini di un accrescimento dei flussi  turistici
  per  la  Sicilia,  attesa peraltro la più che opportuna  estensione
  della  card,  in  atto  nelle intenzioni  limitata  alla  città  di
  Palermo, a tutto il territorio isolano.
   L'esperienza  al  riguardo, di altre importanti realtà  turistiche
  italiane  ed europee, tra cui quelle citate dall'interrogante,  non
  può  non  costituire  un  elemento  positivo  che  spinge  in  tale
  direzione, soprattutto in un momento di crisi economica  globale  e
  di riduzione del potere d' acquisto delle famiglie.
   E'  intendimento  di  questa  Amministrazione  rilanciare,  previa
  rimodulazione,  l'originario  progetto  della   Sicily   Pass'   da
  realizzarsi,  nell'ambito  delle risorse  finanziarie  disponibili,
  mediante procedure ad evidenza pubblica; l'idea è di una card per i
  turisti  che consenta un accesso facilitato ed anche economicamente
  conveniente  ai  siti di maggiore interesse, di  qualsiasi  natura,
  culturale  e/o  naturalistica  e  comunque  d'interesse  turistico,
  contribuendo  -  nell'ottica  di una complessiva  politica  per  il
  rilancio del turismo in Sicilia - a sostenere i tour operator nella
  formulazione dei pacchetti turistici, invogliando i turisti con uno
  strumento  che  renda  più  appetibile  la  fruizione  dei   tesori
  architettonici,  museali,  ambientali,  archeologici,  oggetto   di
  massima valorizzazione da parte del Governo regionale.
   L'idea  potrebbe  svilupparsi anche attraverso  il  coinvolgimento
  dell'iniziativa  economica privata, dando  luogo  ad  una  rete  di
  imprese  che,  operando  nei diversi settori  interessati,  possano
  riscontrare un'utilità nella sponsorizzazione dell'iniziativa,  con
  conseguente riduzione del ricorso ai fondi pubblici per il sostegno
  della stessa».

                                                         L'Assessore
                                                              Michela
                                              Stancheris

   LOMBARDO  - DI MAURO - FIGUCCIA - GRECO G.- FEDERICO - FIORENZA  -
  LO  SCIUTO.- «Al Presidente della Regione ed all'Assessore  per  il
  turismo, lo sport e lo spettacolo, premesso che:

   la  Women's Tennis Association (WTA) è l'associazione che riunisce
  le  giocatrici  professioniste di tennis  di  tutto  il  mondo  che
  organizza  e  gestisce  i tornei tennistici  femminili,  compilando
  settimanalmente    la    classifica   mondiale    delle    tenniste
  professioniste ( Ranking WTA );

   i  tornei  WTA  International di tennis sono una  nuova  categoria
  istituita all'interno della Women's Tennis Association per la prima
  volta  in  occasione  del  WTA  Tour 2009  che  ha  rimpiazzato  le
  precedenti Tier III e Tier IV, mentre le vecchie categorie Tier I e
  Tier II sono state rimpiazzate dai Tornei WTA Premier;

   il  circuito è composto da 31 tornei tra i quali: ASB  Classic  di
  Auckland,  Copa  Sony Ericsson Colsanitas di Bogota, Internationaux
  de   Strasbourg  di  Strasburgo,  Nurnberger  Versicherungscup   di
  Norimberga,  GDF  SUEZ  Grand  Prix  di  Budapest,  Citi  Open   di
  Washington D.C., Hansol Korea Open di Seul, HP Open di Osaka,  BGL-
  BNP   Paribas   Open  Lexembourg  di  Lussemburgo,  Qatar   Airways
  Tournament of Champions di Sofia;

   tutti  i  tornei,  ad  eccezione di Bali e  Birmingham,  hanno  32
  giocatrici partecipanti al torneo singolare, 32 per il doppio e  16
  per le qualificazioni al singolare;

   ogni  anno,  con  scelte lungimiranti dei governi  precedenti,  la
  Regione siciliana ha concesso un contributo di diverse migliaia  di
  euro  in favore del Country Time Club di Palermo, nella qualità  di
  organizzatore degli Internazionali di Tennis femminili di  Palermo,
  unica  location italiana dei WTA International, così consentendo  e
  garantendo  l'organizzazione di quest'importante  evento  sportivo,
  tra i pochi a carattere internazionale rimasti in Sicilia;

   purtroppo,  come denunciato da Giorgio Cammarata,  presidente  del
  Country  Time  Club  di  Palermo, a  pochi  giorni  dalla  chiusura
  dell'edizione 2013, vi è un forte rischio di cessione della licenza
  per  carenza  di  fondi  e contributi sicché potrebbe  non  tenersi
  l'edizione del luglio 2014;

   considerato che:

   la  tappa palermitana del torneo WTA è una vetrina prestigiosa che
  la Sicilia non può farsi sfuggire in quanto consente di accendere i
  riflettori su Palermo (e sulla Sicilia) che da oltre vent'anni, per
  una  settimana,  si  trasforma nella capitale mondiale  del  tennis
  femminile;

   in  un  momento  di forte crisi per il settore alberghiero  e,  in
  generale,  per  il turismo, l'organizzazione di tornei  sportivi  a
  carattere internazionale contribuisce a rilanciare l'immagine della
  Sicilia  nel  mondo,  richiamando  l'attenzione  di  centinaia   di
  migliaia   di  appassionati,  italiani  e  stranieri,  sul   nostro
  capoluogo (oltre alle migliaia di presenze a Palermo, si pensi  che
  la  finale  dell'ultima  edizione 2013, Errani  -  Vinci,  è  stata
  seguita,  soltanto  in Italia, da oltre 500.000 telespettatori  sul
  canale Supertennis TV);

   a  fine  mese, a New York, durante gli Open Usa, sarà  stilato  il
  calendario delle prove del WTA Tour 2014, ma ci sarà tempo  sino  a
  novembre per eventuali variazioni di sedi;

   è  necessario  scongiurare  il rischio della  cancellazione  della
  tappa  siciliana  dal  calendario della WTA Tour  2014  perché  ciò
  potrebbe  cagionare  un  notevole  danno  d'immagine  ed  un  danno
  economico, tanto diretto quanto indiretto, per la nostra Regione;

   per sapere se:

   il  Governo  regionale  intenda, così come già  fatto  negli  anni
  passati,  concedere un contribuito economico al fine di  consentire
  l'organizzazione  dell'edizione del 2014  degli  Internazionali  di
  Tennis femminili di Palermo e, in caso di risposta affermativa,  in
  che misura intenda contribuire;

   sia  vero  che  il Presidente della Regione o l'assessore  per  il
  turismo, lo sport e lo spettacolo siano stati più volte sollecitati
  per  un  incontro ovvero contattati, anche a mezzo missive e  posta
  elettronica, dai rappresentanti del Country Time Club di Palermo e,
  in  caso di risposta affermativa, per quali ragioni si sia ritenuto
  opportuno non dare seguito alcuno». (1184)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.    -«Si    trasmette    il    testo    della    risposta
  all'interrogazione  in  oggetto,  ai  sensi   dell'art.   144   del
  regolamento interno dell'ARS.

   Con  l'interrogazione n. 1184  Notizie in merito al contributo per
  l'organizzazione  degli  Internazionali  di  tennis  femminili   di
  Palermo,  WTA Tour 2014  l'On.le Lombardo ha formulato un  quesito,
  al  Presidente  della Regione ed all'Assessore per il  turismo,  lo
  sport  e  lo  spettacolo, premettendo l'importanza  ed  il  risalto
  internazionale  della  Women's  Tennis  Association  (WTA),   quale
  associazione che riunisce le giocatrici professioniste di tennis di
  tutto  il  mondo,  che  organizza e  gestisce  i  torni  tennistici
  femminili  e  i  tornei  WTA International di  tennis  quale  nuova
  categoria  istituita all'interno della Women's  Tennis  Association
  per la prima volta in occasione del WTA Tour 2009.
   L'interrogante richiama l'attenzione sul contributo concesso  ogni
  anno  dalla  Regione siciliana in favore del Country Time  Club  di
  Palermo,  nella  qualità di organizzatore degli  Internazionali  di
  tennis  femminili  di  Palermo, unica  location  italiana  dei  WTA
  International; evidenzia che in un momento di forte  crisi  per  il
  settore alberghiero e, i generale, per il turismo, l'organizzazione
  di  tornei  sportivi  a  carattere  internazionale  contribuisce  a
  rilanciare   l'immagine  della  Sicilia  nel   mondo,   richiamando
  l'attenzione di centinaia di migliaia di appassionati,  italiani  e
  stranieri, sul nostro capoluogo.
   Ribadita   la   necessità   di  scongiurare   il   rischio   della
  cancellazione  della tappa siciliana dal calendario  del  WTA  Tour
  2014 perché ciò potrebbe cagionare un notevole danno d'immagine  ed
  un danno economico, per la nostra Regione, l'interrogante chiede di
  sapere  se  il  Governo regionale intenda concedere  un  contributo
  economico al fine di consentire l'organizzazione dell'edizione  del
  2014  degli Internazionali di tennis femminili di Palermo e in  che
  misura  intenda  contribuire; se sia vero che il  Presidente  della
  Regione  o  l'Assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo
  siano   stati   più  volte  sollecitati  per  un  incontro   ovvero
  contattati,  anche  a  mezzo  missive  e  posta  elettronica,   dai
  rappresentanti  del  Country Time Club di Palermo  e,  in  caso  di
  risposta  affermativa, per quali ragioni si sia ritenuto  opportuno
  non dare seguito alcuno.
   In  ordine  all'interrogazione parlamentare si rappresenta  quanto
  segue.
   L'interrogazione in oggetto, seppur presentata in data  5  agosto,
  risulta  trasmessa al Governo regionale solo in data 24  settembre,
  data  in  cui l'edizione 2013 del Torneo si era già conclusa  senza
  alcun  contributo  da  parte dell'Assessorato  Turismo,  stante  la
  mancata  presentazione  di  un'istanza in  tal  senso,  secondo  le
  prescrizioni  di cui alla circolare n. 12609 del 23.05.13,  recante
   Integrazioni  alla  circolare  29598  del  28  dicembre   2011   e
  riapertura  dei  termini  di cui alla circolare  medesima,  per  la
  presentazione  delle  istanze  per  il  sostegno  delle  spese   di
  realizzazione delle Manifestazioni turistiche promosse ai sensi del
  2   comma dell'art. 39 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2  e
  successive   modifiche  ed  integrazioni .  Ci  si  riferisce,   in
  particolare, alla prescrizione secondo la quale  I contributi  sono
  diretti  esclusivamente ai comuni siciliani Le istanze -  anche  se
  già  presentate  -  non  conformi  alle  superiori  indicazioni   o
  presentate  da soggetti diversi dai Comuni, singoli o  in  raccordo
  tra loro, verranno archiviate senza ulteriore comunicazione .
   Com'è  noto  il  Comune  di  Palermo non aveva  presentato  alcuna
  istanza  che facesse riferimento all'edizione palermitana 2013  del
  WTA,  con la conseguente oggettiva impossibilità di poter procedere
  a  qualsivoglia forma di finanziamento della stessa,  mancandone  i
  presupposti.
   Con  riferimento al contributo economico che avrebbe dovuto essere
  finalizzato   all'organizzazione  dell'edizione  del   2014   degli
  Internazionali  di  tennis femminili, l'ADS Country  Time  Club  di
  Palermo   aveva   presentato  istanza   per   il   sostegno   della
  manifestazione XXVII Internazionali di tennis di Palermo -  Palermo
  5-13 luglio 2014.
   La  circolare 29598 del 28.12.2011, che ha finora disciplinato  le
  procedure e modalità di presentazione delle istanze per il sostegno
  alle   spese   di  realizzazione  delle  Manifestazioni  turistiche
  promosse ai sensi del comma 2 dell'art. 39 della legge regionale 26
  marzo  2002,  n.  2  e successive modifiche ed integrazioni  fissa,
  infatti,  al  31  maggio dell'anno precedente  il  termine  per  la
  presentazione  delle istanze di finanziamento della  manifestazione
  in argomento.
   Tuttavia  tale  formulazione  non  avrebbe,  comunque,  consentito
  all'Amministrazione di poter impegnare finanziamenti  prima  ancora
  di conoscere gli stanziamenti in Bilancio con i quali è autorizzata
  a  concederli:  il  rispetto delle regole impone di  assicurare  un
  finanziamento  unicamente  in  presenza  della  relativa  copertura
  finanziaria certa e non presunta o presumibile.
   A  ciò  si  aggiunga  l'intervenuta  sospensione  della  linea  di
  finanziamento  europeo,  nonché in ultimo,  ma  non  in  ordine  di
  importanza,  le  criticità  già emerse nel  corso  delle  verifiche
  amministrativo-contabili rispetto ai contributi erogati sulla linea
  di  intervento  PO  FESR  2007-2013,  che  potrebbero  condurre  al
  recupero  parziale  o  totale delle somme già  erogate,  ed  ancora
  l'esistenza di un contenzioso pendente sulla procedura relativa  al
  finanziamento concesso per l'anno 2012.
   Evidenti  perplessità sarebbero, pertanto, sorte circa l'eventuale
  finanziamento  di attività ed eventi nei confronti di  un  soggetto
  che è controparte in un contenzioso con il Dipartimento del turismo
  e che, peraltro, risulta passibile di un recupero di somme concesse
  negli anni precedenti.
   Infine,  tengo a precisare che non mi sono mai sottratta a nessuna
  richiesta  di  incontro, bensì ho privilegiato che  si  portasse  a
  compimento  un'attività  del Dipartimento  scevra  da  qualsivoglia
  ingerenza  di  carattere  politico,  stante  anche  le  sopracitate
  peculiarità  delle procedure di finanziamento che hanno interessato
  l'Associazione in argomento».

                                                        L'Assessore
                                                              Michela
                                              Stancheris