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Resoconto d'Aula della Seduta n. 9 di sabato 29 dicembre 2012
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   Presidenza del presidente Ardizzone


   PRESIDENTE. Avverto che del verbale della seduta precedente  verrà
  data lettura successivamente.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Rinaldi e Di Giacinto  sono
  in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Ardizzone


     «Autorizzazione per l'esercizio provvisorio per l'anno 2013,
                             disposizioni
                   diverse in materia di personale»

   PRESIDENTE.  Si passa al punto dell'ordine del giorno: Discussione
  di disegni di legge.
   Si   procede   con   l'esame  del  disegno  di   legge   n.   70/A
   Autorizzazione  per  l'esercizio  provvisorio  per  l'anno   2013,
  disposizioni diverse in materia di personale  posto al  numero  1).
  Invito   i   componenti  la  II  Commissione   a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ha  facoltà  di parlare il Presente della Commissione e  relatore,
  onorevole Dina, per svolgere la relazione.

   DINA,  Presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente,
  onorevoli colleghi, la predisposizione dell'unito disegno di  legge
  di  autorizzazione  all'esercizio provvisorio  del  bilancio  della
  Regione,   relativo  all'esercizio  finanziario  2013,  appare   un
  provvedimento necessario ed un atto di responsabilità da parte  del
  Governo e dell'Assemblea regionale siciliana, al fine di evitare il
  blocco  dell'attività  amministrativa, considerato  l'approssimarsi
  dell'inizio dell'esercizio finanziario 2013.
   La   proposta   che   la  Commissione  sottopone  all'approvazione
  dell'Aula,  contenuta nell'articolo 1, prevede  di  autorizzare  la
  gestione  provvisoria per quattro mesi e cioè  fino  al  30  aprile
  2013.
   Con  l'articolo  2  si  autorizzano  i  consorzi  di  bonifica  ad
  assicurare,  sino  al 30 aprile 2013, le garanzie occupazionali  di
  cui  all'articolo 7 della legge regionale n. 9/2012, in  favore  di
  operai, per fasce funzionali di 151 giorni, di 101 giorni e  di  51
  giorni.  Tali operai svolgono, congiuntamente agli operai  a  tempo
  indeterminato,  attività di manutenzione ordinaria e  straordinaria
  alle   infrastrutture  delle  reti  irrigue  e   partecipano   alla
  distribuzione delle risorse idriche nelle aziende agricole.
   A  tal  fine,  l'Assessorato regionale delle risorse  agricole  ed
  alimentari  è autorizzato, sino al 30 aprile 2013, a trasferire  su
  detti consorzi la somma di 3.600 migliaia di euro.
   Con l'articolo 3 è disposta la spesa di 6.177 migliaia di euro  in
  favore  dell'EAS  in liquidazione e degli enti  che  hanno  accolto
  personale  dell'EAS per far fronte, sino al 30  aprile  2013,  agli
  oneri connessi al pagamento dei relativi emolumenti.
   Con l'articolo 4 si autorizza la spesa, sino al 30 aprile 2013, di
  12.000  migliaia di euro per la finalità del comma 6  dell'articolo
  52 della legge regionale n. 11/2010, recante disposizioni in favore
  dei  soggetti coinvolti nei progetti  Emergenza Palermo . Ciò nelle
  more  del  riordino   delle materie di cui all'articolo  117  della
  Costituzione  nell'esercizio della potestà legislativa concorrente,
  al  fine  di  pervenire ad una legislazione regionale  organica  di
  misura a sostegno delle politiche attive del lavoro.
   Con l'articolo 5, infine, viene istituito un fondo di rotazione di
  intervento  straordinario  per i comuni  che  abbiano  attivato  le
  procedure  di predissesto, ai sensi del decreto legge n.  174/2012,
  convertito nella legge 213/2012, fissando i criteri di ripartizione
  tra  le  amministrazioni richiedenti e le modalità di  restituzione
  delle  somme  anticipate. La dotazione del fondo  è  stabilita  per
  l'anno 2013 in 40.000 migliaia di euro.
   Gli oneri del disegno di legge ammontano complessivamente a 62.356
  migliaia  di  euro,  di  cui  40.000  migliaia  di  euro  a  carico
  dell'esercizio finanziario 2012 e 22.356 migliaia di euro a  carico
  del bilancio per l'anno 2013.
   Detti  oneri  trovano copertura, rispettivamente, a  carico  delle
  disponibilità  del  capitolo 243313 (Fondo di rotazione  in  favore
  delle società degli ambiti territoriali ottimali) per il 2012  e  a
  carico dei fondi globali di parte corrente per il 2013.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   DI  MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo espresso
  in   Commissione  Bilancio  un  disegno  di  legge   di   esercizio
  provvisorio per quattro mesi e vogliamo che resti qui agli atti  la
  nostra posizione politica.
   Credo  che  in  questo momento di grande crisi, di  incertezza  su
  quello  che può essere il prodotto interno loro che questa  Regione
  tirerà  fuori, agire in una maniera così - mi permetto  di  dire  -
  senza regole,  un esercizio provvisorio approvato per un così lasso
  di  tempo,  credo  che possa mettere a rischio seriamente  i  conti
  della Regione.
   Abbiamo  il  dovere  di rispettare tutte le  norme  sul  patto  di
  stabilità.   Abbiamo  ascoltato  con  attenzione  l'Assessore   per
  l'Economia,  che  ha parlato di una difficoltà, che  obiettivamente
  c'è, che è quella della redazione di un bilancio e si è dovuta fare
  operando   dei   tagli   attraverso   riduzioni,   attraverso   una
  ricomposizione anche del bilancio e, ovviamente, stante il lasso di
  tempo  abbastanza ristretto, il tutto è avvenuto, ma  non  con  una
  certezza assoluta di quelle che sono le poste indicate in bilancio.
   In  ragione  proprio di questa difficoltà, in ragione proprio  del
  fatto che da qui a breve si svolgeranno - come tutti noi sappiamo -
  le  elezioni  nazionali, avevamo proposto, in sede  di  Commissione
  Bilancio,   un   esercizio  provvisorio  ristretto,  un   esercizio
  provvisorio ad un mese che non danneggiasse i conti successivi  dei
  prossimi  mesi e che, soprattutto, mettesse tutti quanti noi  nella
  responsabilità di essere qui impegnati tutto il mese di gennaio per
  l'approvazione di un bilancio che fosse definitivo.
   E'  stata  addotta  da  parte  del  Presidente  della  Regione   e
  dell'Assessore  una  serie  di giustificazioni,  anche  quelle  che
  riguardano  un  possibile tavolo di concertazione  con  il  Governo
  nazionale in ordine a quelle che potrebbero essere anche le risorse
  scaturenti  da  una eventuale applicazione, in tutto  o  in  parte,
  dell'articolo 37 dello Statuto.
   Credo  che  questo  possa  essere per tutti  noi  un  augurio,  un
  auspicio  se  lei riuscirà, Presidente della Regione,  ad  ottenere
  risorse  in questo senso. Ci abbiamo tentato in passato,  l'abbiamo
  fatto  anche  nel  Governo precedente, ma  i risultati  sono  stati
  assolutamente  negativi, perché ci è sembrato di parlare,  rispetto
  al  Governo  nazionale, ad un governo sordo e muto che non  ha  mai
  dato  alcuna  risposta. E' una storia vecchia, una  storia  che  si
  ripete da tanti anni e ritenere che in un poco tempo di tre mesi di
  potere riuscire ad ottenere un risultato mi sembra eccessivo.
   Allora,  la  cautela,  la ragionevolezza  era  quella  proprio  di
  approvare  un esercizio provvisorio limitato in un tempo ristretto,
  che  potesse consentire a tutti quanti di essere sereni  e  di  non
  dare  un  segnale  a  Roma - me lo lasci dire Presidente  -  di  un
  Parlamento e di un Governo che vuole andare spedito e con  assoluta
  indifferenza alle elezioni attraverso un esercizio provvisorio  che
  potrà essere gestito come ritiene il Governo.
   Credo  che  il Governo abbia tutt'altro che queste intenzioni,  ha
  senso  di  responsabilità, ma l'immagine che  diamo  all'esterno  è
  quella di non volere affrontare le questioni in maniera concreta  e
  in maniera determinata.
   Questo  è un auspicio che a lei, Presidente della Regione, rivolgo
  dall'Aula.  Se lei riterrà di presentare un emendamento  in  questo
  senso,  di  ridurre  l'esercizio provvisorio ad  un  mese,  troverà
  certamente  noi  d'accordo,  ma non  perché  vogliamo  impedire  al
  Governo  una  sua azione, ma perché riteniamo che  sia  corretto  e
  giusto  trasmettere  all'esterno - lo ripeto -  un'immagine  di  un
  Governo  che  vuole  fare le cose con senso concreto  e  con  senso
  compiuto  rispetto a quelle che saranno le effettive entrate  della
  Regione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ioppolo.  Ne  ha
  facoltà.

   IOPPOLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente   della  Regione  e  signori  componenti  della   Giunta
  regionale  di  governo, desidero, in esordio di questo  intervento,
  collegarmi  ad una annotazione che l'onorevole Di Mauro  ha  appena
  rassegnato all'Aula.
   L'onorevole  Di Mauro, nel sottolineare la durata della  richiesta
  dell'esercizio  provvisorio fino al 30 aprile,  ha  sostanzialmente
  voluto  dire che nulla cambia in questa XVI legislatura, in  questo
  esordio  della XVI legislatura, rispetto a quello che  è  stato  il
  costume, tante volte protratto nel tempo, tante volte ripetuto, del
  Governo della Regione siciliana.
   Non  si  riesce a programmare per tempo, non si riesce a  definire
  l'andamento   della   spesa  pubblica   per   tempo,   si   ricorre
  all'esercizio   provvisorio.  E  non   si   ricorre   all'esercizio
  provvisorio  per un mese, non si ricorre all'esercizio  provvisorio
  per  un  paio di mesi visti gli impegni concomitanti. No  Si dilata
  il  termine  e  il  tempo  dell'esercizio provvisorio  nel  massimo
  consentito dalla legge.
   E  poiché è persino banale che io richiami un concetto - ma  forse
  vale  la  pena  di  sottolinearlo  -  l'esercizio  provvisorio  non
  autorizza  la  spesa rispetto al bilancio dell'anno precedente,  ma
  rispetto ad una programmazione di spesa cioè ad un bilancio di  cui
  il  Governo  si  dota  e di cui, in questo momento,  il  Parlamento
  siciliano non conosce assolutamente nulla: né quali sono  le  linee
  di  indirizzo,  né  quali sono i dettagli della  spesa,  né  se  si
  ritiene  di  razionalizzare  la spesa  in  che  termini  e  in  che
  percentuale,  né  se si ritiene di spendere di più  in  un  settore
  piuttosto che in un altro della economia della vita pubblica, della
  vita sociale siciliana.
   E  la confessa lo stesso Governo questa sua impotenza e questa sua
  incapacità  di programmazione, almeno fino a questo momento  signor
  Presidente,  perché  nel  primo, secondo, terzo,  quarto  capoverso
  della  relazione  del Governo regionale noi leggiamo  che   occorre
  pertanto valorizzare i processi di programmazione che attivati  col
  disegno  di  legge bilancio annuale della Regione  per  l'esercizio
  finanziario  2013  e  la  legge  di  stabilità  per  l'anno   2013,
  richiedono una progressione di aggiornamento sulla quale  il  nuovo
  Governo  regionale  esprimerà  il  massimo  sforzo  nelle  prossime
  settimane .
   Non c'è bisogno di essere particolari esegeti dei testi per potere
  convenire che, quindi, questo tempo per esprimere il massimo sforzo
  il  Governo della Regione fino a questo momento non lo ha compiuto,
  lo  compierà  nelle prossime settimane. Ma nel mentre  le  prossime
  settimane  saranno sedici, diciotto settimane, i quattro  mesi,  il
  Governo  impegnerà somme, risorse in relazione ad un  bilancio  che
  nessuno  dei  novanta  componenti  di  questo  Parlamento  conosce,
  sottraendo  quindi  quelle risorse finanziarie, quegli  impegni  di
  spesa,  quegli  obblighi giuridici che assumerà con contratti,  con
  provvedimenti di ordine amministrativo, sottraendoli alla  funzione
  di indirizzo e di controllo di questo Parlamento.
   Ecco, questo è un altro aspetto della rivoluzione copernicana  che
  ci  è  stata assicurata in campagna elettorale e che, invece, viene
  puntualmente sconfessata ad ogni provvedimento; il primo poche  ore
  fa,  il secondo in questo momento e in questa fase. Ed allora,  non
  si  dica  che si tratta di un  New Deal  di un nuovo corso. Diciamo
  che  è  preferibile, che è più comodo, rimanere  supinamente  sugli
  andazzi   che   ci  sono  sempre  stati  o  che   ci   sono   stati
  ricorrentemente e ripetutamente  in quest'Aula.
   C'è  da dire onorevole Presidente della Regione che sarebbe  stato
  un  buon  segnale,  un  segnale positivo non  soltanto  per  l'Aula
  parlamentare ma per i 5 milioni di siciliani di poter dire:  sì,  è
  vero  le elezioni sono state il 28 ottobre, ci siamo insediati dopo
  10-15 giorni, abbiamo cominciato a lavorare, abbiamo bisogno ancora
  di   due,   tre   settimane.  Dateci,  consentiteci,  autorizzateci
  l'esercizio provvisorio per un mese e non invece per quattro  mesi.
  E  vedremo  poi  quali saranno i cambiamenti epocali  nel  bilancio
  della Regione, nella legge di stabilità che, fino a questo momento,
  non  conosce  il  Parlamento ed io ho forti dubbi che  non  conosca
  nemmeno  la Giunta, visto che ancora non ha trovato il tempo  -  lo
  farà nelle prossime settimane - per esprimere il massimo sforzo.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.

   ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me pare l'atto  che
  stasera  esitiamo  meriti qualche valutazione di  ordine  politico.
  Intanto,  il  Governo ha fatto  benissimo a chiedere  un  esercizio
  provvisorio  di  quattro mesi. Ricordo ai  colleghi  che  siamo  in
  campagna   elettorale  in  Italia  e  noi,  nonostante  l'Autonomia
  speciale di cui godiamo, facciamo parte di questo Paese. Credo  che
  nei  prossimi mesi sarà difficile confrontarsi con uno Stato  privo
  al momento di un Governo nazionale.
   Aggiungo  qualche  cosa in più alle cose dette  dall'onorevole  Di
  Mauro.  Auspichiamo  che il Governo che uscirà  dalle  urne  il  24
  febbraio  sia  un  Governo con il quale il  Governo  della  Regione
  siciliana  si potrà confrontare in maniera più ottimale  e  trovare
  maggiore  attenzione rispetto alle esigenze del nostro  territorio.
  Un   esercizio   provvisorio  più  corto  avrebbe,   probabilmente,
  determinato  l'esigenza  di una ulteriore proroga.  Sarebbe  stata,
  pertanto, una soluzione assolutamente ingiustificata.
   Per quanto concerne l'eventuale accusa a questo Governo di fare un
  utilizzo  di somme improprie in questo periodo, onorevole  Ioppolo,
  mi  pare  assolutamente risibile proprio per il taglio  che  questo
  Governo  ha dato alla sua politica nei primi passi. Credo  che  lei
  faccia  riferimento ad un'epoca e a un modo di concepire il Governo
  della  Regione e la fase pre-elettorale che era propria del  secolo
  scorso  e  della  precedente legislatura di questo  secolo.  Questo
  Governo - da questo punto di vista - ha la presunzione di ritenersi
  inattaccabile.
   Credo  che  dobbiamo aggiungere anche una seconda  riflessione  di
  natura politica: dare atto ai colleghi parlamentare del Movimento 5
  stelle  del  grande senso di responsabilità che hanno  mostrato  in
  sede  di Commissione  Bilancio . Questo è un dato politico che  non
  possiamo  sottacere, che va rilevato per la sua rilevanza politica.
  E'  di conforto per l'azione del Governo, dimostra che nel concreto
  dei singoli atti di Governo, così come il Presidente Crocetta aveva
  auspicato  fin dal momento dell'apertura di questa legislatura,  si
  registrano convergenze nell'interesse dei siciliani  al  di  là  di
  accordi e di logiche e coalizione e di steccati che avremmo  dovuto
  lasciare fuori all'indomani della campagna elettorale.
   Questo dato della Commissione  Bilancio  di questa sera è un  dato
  politico  e in questa sede diamo un giudizio positivo. Auspichiamo,
  anzi,  che  altre  forze  politiche qui dentro  rappresentate,  nei
  prossimi  giorni,  nei prossimi mesi, sugli  atti  che  il  Governo
  porterà  avanti e che non saranno atti che hanno tratti  ideologici
  ma   sono  atti  nell'interesse  della  Sicilia,  questo  tipo   di
  convergenza possa addirittura ulteriormente allargarsi.
   Stasera rileviamo che su un atto politicamente importante  qual  è
  questo  dell'esercizio  provvisorio la maggioranza  ed  il  Governo
  Crocetta  riscuotono  un consenso e un risultato  numerico  che  va
  molto al di là del dato elettorale uscito il 28 ottobre scorso.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente,  onorevole Presidente della  Regione,
  signori  Assessori,  onorevoli  colleghi,  assai  brevemente.   Noi
  abbiamo  vissuto nella scorsa legislatura l'esperienza  traumatica,
  onorevole Presidente Crocetta, degli esercizi provvisori  da  fatto
  straordinario ad accadimento naturale.
   Abbiamo  il  dovere di ricordare a lei, Presidente della  Regione,
  che  questa terra aspetta risposte immediate, serie e concrete  che
  non possono essere il frutto di un esercizio provvisorio.
   Abbiamo  anche il dovere, onorevole Presidente, di dirle  che  lei
  non ha bisogno di difensori d'ufficio, come il collega Oddo, che ha
  tutta  la  mia  simpatia ma che ha commesso un clamoroso  scivolone
  quando  ha  fatto  riferimento  alla passata  gestione  di  Governo
  dimenticando  che quel Governo è stato sorretto dal  PD  che  aveva
  perso  le  elezioni, che credo ad oggi sia bene o  male  lo  stesso
  partito del Presidente della Regione.
   Ma  io  voglio stare alla politica, presidente Crocetta.  Noi  per
  quattro anni durante la gestione Lombardo abbiamo avuto l'esercizio
  provvisorio  al  30 aprile e cioè quattro mesi, abbiamo  subìto  un
  Governo  regionale  che ad ottobre al massimo ha  chiuso  le  casse
  della  Regione e se lei Presidente Crocetta pensa, come  certamente
  sa,  che tra la pubblicazione della Finanziaria approvata e la  sua
  entrata in vigore, il processo si consumava non prima della metà di
  giugno ed a ottobre si chiudevano i cordoni della borsa in un tempo
  di recessione come quello che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo,
  la  Sicilia,  di fatto, invece che avere il tempo,  il  modo  e  il
  denaro  per  fare  investimenti e per mettere  sul  mercato  denaro
  fresco  che potesse attivare reddito vero e quindi lavoro vero,  ha
  di fatto lavorato per nutrire la recessione, perché quattro mesi di
  Finanziaria  su  dodici  significa che  l'esercizio  provvisorio  è
  diventato  normalità  e  che la possibilità di  fare  investimenti,
  finanziamenti,  attività economica e produttiva  vera  è  diventata
  l'eccezione.
   Allora,  Presidente  Crocetta, quando  lei  ci  spiega  che  vuole
  proporre  a  quest'Aula un esercizio provvisorio per  quattro  mesi
  noi,  purtroppo, dobbiamo constatare che non c'è intanto  sotto  il
  profilo  del tempo alcuna differenza dal Governo che l'ha preceduta
  e la cosa ci mette un po' in apprensione.
   Allora, io la invito, Presidente, ci spieghi perché quattro  mesi.
  Perché  se  ci sono ragioni politiche, ragioni economiche,  ragioni
  finanziarie, ragioni amministrative precise che militano in  questo
  senso,  noi ce ne faremo una ragione, altrimenti dovremo concludere
  che   dal   Governo  Lombardo  ad  oggi  sotto  il  profilo   della
  prospettazione all'Aula dell'esercizio provvisorio non  è  cambiato
  niente  e  in quel caso, chiaramente, il nostro voto non potrà  che
  essere contrario.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  è  chiaro  che  stasera  ci  aspettavamo   un
  esercizio  provvisorio diverso, perché l'esercizio provvisorio  che
  stiamo approvando inserisce due elementi che, secondo me, rischiano
  di  diventare caratterizzanti di questo Governo. Da un  lato  è  un
  esercizio  provvisorio che si espande nel tempo, cioè che  utilizza
  tutti  e  quattro  i  mesi  che  la legge  assegna  per  fatti  che
  dovrebbero essere di esclusiva straordinarietà, e dall'altro lato è
  un  esercizio provvisorio che inserisce una norma che di  esercizio
  provvisorio non ha nulla, una norma di legge finanziaria, una norma
  che  riguarda  un  intervento straordinario e che,  a  mio  avviso,
  inserisce  un elemento di disparità di trattamento che apre  ad  un
  precedente assolutamente inconsueto per questa Regione siciliana, e
  mi  riferisco all'articolo 5, la cosiddetta norma  salva  Messina .
  Nessuno  ha  nulla  da  dire  sulla necessità  di  intervenire  nei
  confronti  di  un  comune che sicuramente è in  difficoltà,  di  un
  comune  che  ha  delle  -  come dire -  criticità  finanziarie,  ma
  ciascuno  di noi in questa Aula, in questo Parlamento, sa bene  che
  sono  pochi  i  comuni dell'Isola che non si trovino in  difficoltà
  finanziaria,  e  per  due ordini di ragioni:  innanzitutto,  perché
  magari  nel  passato  c'era un andazzo diverso  rispetto  a  quello
  attuale  ma  anche  perché oggi i comuni che,  a  differenza  della
  Regione,  non vivono di finanza propria ma di finanza  derivata,  o
  sino  a  poco tempo fa vivevano di finanza derivata, si sono  visti
  tagliare  i loro trasferimenti, anche quei comuni che negli  ultimi
  anni  avevano operato una certa attività di risanamento e che oggi,
  a  causa dei trasferimenti statali e regioni, si trovano in  grande
  sofferenza finanziaria. Ma per questi enti nulla si intende fare in
  Commissione  bilancio; noi abbiamo chiesto  al  Governo,  ma  siamo
  rimasti inascoltati, che estendesse la norma a tutti questi  comuni
  che  si  trovano  in difficoltà, perché è chiaro  che  oggi  stiamo
  aiutando un comune ma arriveranno anche altri comuni a chiedere  la
  stessa cosa.
   Allora,  vorrei  focalizzare l'attenzione  su  un  intervento  che
  riguarda  ben 40 milioni di euro non uno o a due milioni  di  euro.
  Questo  bilancio doveva essere di lacrime e sangue, ma forse  potrà
  essere  di lacrime e sangue quando lo leggeremo, c'è stato soltanto
  qualche  spot  di  annunci,  c'è  stata  qualche  dichiarazione  di
  intenti,  ma  non  altro  ancora, e non c'è  dato  saperlo  sebbene
  qualcosa   la   potremo  comprendere  riguardo  ad  una   copertura
  finanziaria  per  questo  articolo 5, che è assolutamente  incerta.
  Ieri  in Commissione Bilancio abbiamo ascoltato il direttore  Lupo,
  il quale ha riferito alla Commissione che i Fondi erano stati tutti
  utilizzati,  oggi  invece  con assoluta disinvoltura  si  viene  in
  questa  stessa Commissione dicendo che i fondi ci sono.  Delle  due
  l'una.  Presidente Crocetta, l'inizio non è dei migliori, però  noi
  guardiamo  alla buona volontà. Noi non condividiamo  l'articolo  1,
  che  guarda  a quattro mesi per l'esercizio provvisorio  e  già  le
  preannuncio  -  ma  già  dopo di me il mio presidente,  l'onorevole
  Scoma, penso che lo dirà - che il voto del Popolo della libertà non
  può  essere favorevole rispetto a questo provvedimento.  E'  chiaro
  che  dimostra un andazzo non dei migliori e quando qualche  collega
  parlamentare  guarda agli anni passati - ha fatto bene  l'onorevole
  Cordaro  a ricordare che vi era una certa maggioranza - allora  qua
  dovremmo invertire la tendenza, e la tendenza la possiamo invertire
  e  avremmo potuto invertirla, se il disegno di legge sull'esercizio
  provvisorio fosse soltanto per un solo mese, perché è vero  -  come
  qualcuno  ha  detto  - che la Regione non ha  un  bilancio  ed  una
  finanza derivata, cioè non vive di trasferimenti, ma vive di forme,
  di soldi propri, risorse proprie tranne alcuni, quali ad esempio la
  sanità o altre.
   E'  chiaro  che  la Regione Sicilia avrebbe dovuto già  immaginare
  come  strutturare il proprio bilancio, e non l'ha  fatto.  Vogliamo
  ancora  aspettare,  vogliamo aspettare  e  posticipare  a  dopo  la
  campagna  elettorale perché non possiamo permetterci  il  lusso  di
  andare  fuori e dare delle comunicazioni che non sarebbero popolari
  o populiste come, purtroppo, fino a questo momento è stato fatto.
   Poi,  quando invece dovremo dire qual è la vera cifra per i comuni
  di  quest'Isola, qual è la vera cifra per i precari, qual è la vera
  cifra  per  i  forestali, qual è la vera cifra  di  cofinanziamento
  regionale per il servizio sanitario regionale, qual è la vera cifra
  che  è  stata già ridotta di sessanta milioni di euro per il  fondo
  sugli  investimenti degli enti locali (c'è una cifra  accostata  di
  appena 120 milioni rispetto ai 180), qual è la cifra per disabili e
  per  i  malati  mentali (la cui cifra è stata ridotta  da  10  a  5
  milioni di euro), ci accorgeremo che anche le categorie deboli sono
  state  toccate, eccome  Ma nessuno si è permesso - non me ne voglia
  il  Governo  -  di  pensare  che dovrebbe essere,  caro  Presidente
  Ardizzone,  alla  giusta  indennità,  l'indennità  degli  assessori
  tecnici.
   Lo  voglio  dire  in  maniera serena -  non  me  ne  vogliano  gli
  assessori  -  non è possibile che un assessore tecnico debba  avere
  l'indennità  del  Parlamentare e l'indennità di  assessore,  non  è
  possibile, partiamo da questi tagli e date voi il buon esempio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Scoma.  Ne  ha
  facoltà.

   SCOMA. Signor Presidente, onorevole Presidente Crocetta, onorevoli
  colleghi,  io sono qui ovviamente per consegnare al Parlamento,  ma
  soprattutto  al  Presidente  della  Regione,  il  nostro   dissenso
  sull'esercizio  provvisorio,  un esercizio  provvisorio  che,  come
  abbiamo  avuto modo di ascoltare in Commissione bilancio,  è  stato
  prorogato per quattro mesi.
   Siamo coscienti e consapevoli che quattro mesi sono tanti e chi mi
  ha preceduto, chi ha parlato prima di me ha espresso delle critiche
  a chi prima di lei, Presidente Crocetta, aveva per più anni, se non
  per  tutti  gli  anni, portato la Regione ad  avere  ogni  anno  un
  esercizio provvisorio di quattro mesi.
   Sappiamo benissimo che la crisi economica ha costretto il  Governo
  a  prendere del tempo prima di consegnare il bilancio, un  bilancio
  che,  come  abbiamo potuto vedere tra le righe, molto  velocemente,
  sarà  purtroppo  un  bilancio lacrime e  sangue,  un  bilancio  che
  colpirà  probabilmente, indiscriminatamente tutte le  categorie  e,
  soprattutto, le categorie più deboli.
   Certamente ci preoccupa - ma non è colpa del Governo -  che  tutte
  le  categorie dei precari sono oggetto anche loro di proroga  e  di
  proroga  a termine, che seguirà ovviamente l'esercizio provvisorio;
  anche lì dovremo provvedere ad un ulteriore proroga fino alla  fine
  dell'anno.
   Tutto  questo  pensiamo e speriamo che certamente un giorno  possa
  finire, possa portare ad una stabilizzazione annunciata da anni che
  invece  non è mai arrivata, ma per carità di questo non la vogliamo
  accusare, avremo tempo nei mesi a venire per trovare insieme  delle
  soluzioni.
   Oggi  però  sono  qui a dire che il mio partito, il  Popolo  della
  libertà,  non può certamente votare a favore di questo  disegno  di
  legge e si asterrà pertanto dal voto.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà

   D'ASERO.  Signor  presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  con
  grande   passione   su   questo  tema  del   bilancio,   e   quindi
  dell'esercizio   provvisorio,  perché   ritengo   che   l'Assemblea
  regionale siciliana, fra i momenti e le prerogative importanti,  ha
  sicuramente quello del bilancio e quindi della programmazione.
   La  necessità  di  determinare un momento diverso con  l'esercizio
  provvisorio  sicuramente rientra tra quelle che sono le possibilità
  in un momento in cui, giustamente, l'emergenza incombe e vi è stato
  poco  tempo  dall'insediamento del Governo. Però, in un momento  di
  emergenza,  io  ritengo che l'Assemblea debba poter  esercitare  un
  ruolo  e  una  funzione  che viene ad essere rappresentata  da  una
  capacità  di confronto di dibattito, attraverso la formulazione  di
  interventi che vedono come potere determinare, così come  ho  avuto
  modo  di  ascoltare dall'assessore al bilancio, una  qualificazione
  della   spesa,   una  riduzione  dell'andamento   anche   a   volte
  indiscriminato  di  una spesa che non ha un  rapporto  diretto  tra
  costi  e  servizio e di questo sicuramente c'è una fase importante.
  Però, al momento in cui le scelte vengono ad essere determinate  in
  maniera  unilaterale dal Governo perché noi, come  tutti  sappiamo,
  viviamo  una  fase in cui la tecnica contabile del  bilancio  della
  Regione  siciliana, di fatto determina una volontà del Governo  nel
  predisporre  nella bozza di bilancio, questo diventa il presupposto
  su   cui  l'Assemblea  deve  adeguarsi.  Perché  l'applicazione  in
  dodicesimi  dell'esercizio provvisorio del bilancio  formulato  dal
  Governo,  di fatto, è una presa d'atto e quindi c'è una scelta  che
  il  Governo realizza, sulla quale scelta l'Assemblea di conseguenza
  inciderà  in  maniera  ridotta perché in questo  caso  particolare,
  quando  già  vincoliamo un terzo della spesa, quindi un  terzo  del
  periodo,  sostanzialmente di fatto si definisce una impostazione  e
  quindi  nella  sostanza  anche in quello  che  dovrebbe  essere  il
  principio  del rispetto istituzionale fra assemblea e  governo.  Di
  fatto l'assemblea viene privata di una sua prerogativa e quindi  di
  una sua capacità di incidere in questo senso.
   Ora,  sicuramente  un esercizio provvisorio limitato  ad  un  mese
  avrebbe probabilmente dato la possibilità anche di avere quel tempo
  necessario  per predisporre un bilancio, un confronto  ancor  prima
  che  cominciasse  il  periodo elettorale, per poter  affrontare  un
  momento   in  cui  l'Assemblea  avrebbe  dato  un  suo  contributo;
  rinviando  questo tempo, questa data, nella sostanza si aggrava  la
  situazione  e,  in ultima analisi, non c'è un reale  coinvolgimento
  così  come  è  stato  in  tante  occasioni  sollecitato  pur  nella
  distinzione  dei  ruoli.  L'opposizione  ha  detto  che   c'è   una
  disponibilità  a  contribuire  e  a  dare  un  sostegno  a   quelle
  iniziative  che  nell'interesse generale possano  rappresentare  un
  momento  di  crescita  e  di inversione di  tendenza  della  nostra
  Regione siciliana.
   Concludo  dicendo  che  quest'A assemblea  ha  ben  chiaro  questo
  momento degli esercizi provvisori. E' stato un periodo negativo che
  ha  segnato  la  precedente  gestione  del  Governo  della  Regione
  siciliana, che sicuramente non ha portato bene per la nostra  terra
  ma  che  ha  determinato  un  momento di  negatività.  Siamo  tutti
  impegnati  a che si inverta questa tendenza e da parte  nostra  c'è
  sicuramente  una  grande disponibilità e volontà, però  il  Governo
  dimostri,  attraverso  i  fatti e non i proclami,  questo  tipo  di
  disponibilità.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  non  essendoci  più   deputati
  iscritti a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale e pongo
  in votazione il passaggio agli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                         (L'Assemblea approva)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
           Esercizio provvisorio del bilancio della Regione

   Il  Governo  della Regione è autorizzato, a norma dell'articolo  6
  della  legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive  modifiche
  ed  integrazioni, ad esercitare provvisoriamente, fino a quando non
  sarà  approvato  con legge regionale e comunque  non  oltre  il  30
  aprile 2013, il bilancio della Regione per l'anno finanziario 2013,
  secondo  gli stati di previsione dell'entrata e della spesa  ed  il
  relativo  disegno di legge nonché le note di variazioni  presentate
  all'Assemblea regionale.

   La  limitazione  per dodicesimi nell'assunzione  degli  impegni  e
  nell'effettuazione  dei pagamenti non si applica,  oltre  che  alle
  spese di cui all'ultimo comma dell'articolo 6 della legge regionale
  8  luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni,  alle
  spese  concernenti la realizzazione di programmi comunitari  nonché
  per  gli  interventi di cui all'articolo 5 e per gli  interventi  a
  valere  sul  fondo per le Autonomie locali relativi  all'erogazione
  del saldo della quarta trimestralità dell'anno 2012».

   Comunico che all'articolo 1 sono stati presentati dal Governo  gli
  emendamenti  1.1  e 1.2, due emendamenti di carattere  tecnico  che
  credo che abbiano bisogno di illustrazione.
   Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.
                            (E' approvato)

   Alla  votazione si sono astenuti i gruppi parlamentari PDL,  Lista
  Musumeci, Partito dei Siciliani - MPA, PID - Cantiere popolare.
   Si passa all'emendamento 1.2. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Alla  votazione si sono astenuti i gruppi parlamentari PDL,  Lista
  Musumeci, Partito dei Siciliani - MPA, PID - Cantiere popolare.
   Pongo in votazione l'articolo 1 così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Alla  votazione si sono astenuti i gruppi parlamentari PDL,  Lista
  Musumeci, Partito dei Siciliani - MPA, PID - Cantiere popolare.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
                Disposizioni per i Consorzi di bonifica

   1.  I  Consorzi di bonifica sono autorizzati ad assicurare,  anche
  parzialmente  e  comunque  nei  limiti  delle  risorse  finanziarie
  disponibili,  ed in ogni caso correlando la garanzia  occupazionale
  alla  superficie irrigua attraverso la mobilità obbligatoria tra  i
  consorzi  dei  soggetti  di cui al presente articolo,  le  garanzie
  occupazionali  di  cui  all'articolo 7  della  legge  regionale  16
  gennaio  2012,  n.  9, fino al 30 aprile 2013, nel  limite  massimo
  previsto  dalle rispettive normative. Per le finalità del  presente
  comma  l'Assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari
  è  autorizzato, fino al 30 aprile 2013, a trasferire ai consorzi di
  bonifica  la  somma  di 3.600 migliaia di euro.  I  relativi  oneri
  trovano  riscontro nell'esercizio provvisorio relativo al  bilancio
  di  previsione della Regione per l'anno 2013 - U.P.B.  4.2.1.5.2  -
  capitolo  215704 accantonamento 1001, autorizzato con  la  presente
  legge .

   2.   I  soggetti  attuatori  delle  ordinanze  nei  settori  della
  protezione  civile,  dei  rifiuti e dell'ambiente  sono  tenuti  ad
  avvalersi  dei  soggetti di cui al comma 1  con  priorità  rispetto
  all'utilizzazione di altro personale.

   Nelle ipotesi in cui il personale di cui al comma 1 sia utilizzato
  per le finalità delle ordinanze di cui al comma 2 o nell'ambito  di
  progetti  finanziati con fondi extraregionali, le relative  risorse
  sono versate nelle casse della Regione, con imputazione al bilancio
  dell'entrata».

   Non  essendo  stati  presentati emendamenti,  pongo  in  votazione
  l'articolo 2.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Alla  votazione si sono astenuti i gruppi parlamentari PDL,  Lista
  Musumeci, Partito dei Siciliani - MPA, PID - Cantiere popolare.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
            Disposizioni per l'Ente acquedotti siciliani in
                             liquidazione

   1.  In  favore dell'Ente acquedotti siciliani in liquidazione,  ai
  sensi dell'articolo 1 della legge regionale 31 maggio 2004, n. 9, è
  autorizzata, a titolo di compartecipazione destinata esclusivamente
  agli  oneri sostenuti per il personale, la spesa entro i limiti  di
  4752 migliaia di euro fino al  30 aprile 2013.

   2.  All'Istituto  regionale del vino e  dell'olio  è  concesso  un
  contributo  per  il  concorso  al  pagamento  degli  emolumenti  al
  personale proveniente dall'EAS in liquidazione, ai sensi del  comma
  2  quinquies dell'articolo 23 della legge regionale 27 aprile 1999,
  n.  10,  nella  misura massima di 69 migliaia di euro  fino  al  30
  aprile 2013.

   3.   All'Istituto  regionale  per  lo  sviluppo   delle   attività
  produttive  (IRSAP) è concesso un contributo, per  il  concorso  al
  pagamento  degli  emolumenti al personale proveniente  dall'EAS  in
  liquidazione, ai sensi del comma 2 quinquies dell'articolo 23 della
  legge  regionale  27 aprile 1999, n. 10, entro  i  limiti  di   369
  migliaia di euro fino 30 aprile 2013.

   4.  Agli  Enti  regionali per il diritto allo studio universitario
  della  Sicilia (ERSU) è concesso un contributo, per il concorso  al
  pagamento  degli  emolumenti al personale proveniente  dall'EAS  in
  liquidazione, ai sensi del comma 2 quinquies dell'articolo 23 della
  legge  regionale  27 aprile 1999, n. 10,  entro  i  limiti  di  987
  migliaia di euro fino al 30 aprile 2013.

   Gli oneri discendenti dal presente articolo, quantificati fino  al
  30  aprile  2013  in  6.177  migliaia di  euro,  trovano  riscontro
  nell'esercizio  provvisorio relativo  al   bilancio  di  previsione
  della  Regione per l'anno 2013 - U.P.B. 4.2.1.5.2 - capitolo 215704
  accantonamento 1001, autorizzato con la presente legge».

   Non  essendo  stati  presentati emendamenti,  pongo  in  votazione
  l'articolo 3.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Alla  votazione si sono astenuti i gruppi parlamentari PDL,  Lista
  Musumeci, Partito dei Siciliani - MPA, PID - Cantiere popolare.
   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4.
           Disposizioni in favore dei soggetti coinvolti nei
                     progetti  Emergenza Palermo'

   Nelle  more  del  riordino delle materie di cui  all'articolo  117
  della  Costituzione nell'esercizio della legislazione  concorrente,
  al  fine  di  pervenire ad una legislazione regionale  organica  di
  misure   a   sostegno  delle  politiche  attive   del   lavoro,   è
  autorizzata, fino al 30 aprile 2013, la spesa di 12.000 migliaia di
  euro  per  le  finalità  dell'articolo 52,  comma  6,  della  legge
  regionale 12 maggio 2010, n. 11, recante disposizioni in favore dei
  soggetti  coinvolti nei progetti  Emergenza Palermo'.  Il  relativo
  onere  trova  riscontro  nell'esercizio  provvisorio  relativo   al
  bilancio  di  previsione della Regione per  l'anno  2013  -  U.P.B.
  4.2.1.5.2 - capitolo 215704 accantonamento 1001, autorizzato con la
  presente legge».

   Non  essendo  stati  presentati emendamenti,  pongo  in  votazione
  l'articolo 4.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Alla  votazione si sono astenuti i gruppi parlamentari PDL,  Lista
  Musumeci, Partito dei Siciliani - MPA, PID - Cantiere popolare.
   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo 5.
              Interventi in favore dei Comuni che abbiano
  attivato la procedura di predissesto ai sensi del decreto legge n.
                               174/2012

   1.  Per  l'anno  2012  è istituito presso il Dipartimento  per  le
  Autonomie  locali un fondo di rotazione di intervento straordinario
  per  i  Comuni che abbiano attivato le procedure di predissesto  ai
  sensi  del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito  dalla
  legge 7 dicembre 2012, n. 213.

   2.  Possono accedere al fondo di cui al comma 1 i Comuni  soggetti
  al   patto   di   stabilità  interno  che  abbiano   già   ottenuto
  l'approvazione  del  piano  di  rientro  previsto   dalla   vigente
  normativa  e  che  presentino perduranti situazioni  di  squilibrio
  finanziario.

   3.  Ai  fini  del  comma 2 sono considerati Comuni con  perdurante
  situazione  di squilibrio finanziario, quelli che hanno violato  il
  patto  di stabilità interno nel biennio precedente all'anno in  cui
  viene fatta la richiesta di accesso al fondo.
   4.  In  caso  di  richieste eccedenti la dotazione del  fondo,  lo
  stesso   è   ripartito  tra  le  Amministrazioni   richiedenti   in
  proporzione   all'incidenza  relativa  della  richiesta   inoltrata
  rispetto al totale delle richieste approvate.

   5.  I  comuni  beneficiari restituiscono  le  somme  ottenute  nel
  quinquennio  successivo  con  rate  annuali  costanti  e  prive  di
  interessi.  Ciascun Comune può accedere al Fondo una sola  volta  e
  può  formulare  richiesta di dimensione non  superiore  all'80  per
  cento  di quanto riconosciuto ai sensi del decreto legge 10 ottobre
  2012,  n. 174, convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n.  213.  In
  caso  di mancanza o parziale restituzione delle somme previste  dal
  piano  di  ammortamento, la Regione è autorizzata a recuperare  gli
  importi  dovuti  attraverso riduzioni di  ammontare  corrispondente
  sulle somme a qualsiasi titolo dovute al Comune inadempiente.

   6.  La  dotazione del fondo è fissata in 40.000  migliaia di  euro
  per  l'anno  2012  cui si provvede mediante riduzione  della  spesa
  autorizzata  dall'articolo 3, comma 3,  della  legge  regionale  11
  maggio 2011, n. 7.

   7.  Il  Dipartimento  competente  è  autorizzato  ad  adottare   i
  provvedimenti  di  impegno derivanti dall'attuazione  del  presente
  articolo  entro sette giorni dall'entrata in vigore della  presente
  legge.

   8.  Nello  stato  di  previsione del bilancio  della  Regione  per
  l'esercizio  finanziario 2012 sono apportate le variazioni  di  cui
  all'annessa  tabella   A'  derivanti dall'attuazione  del  presente
  articolo.

   9.  Le previsioni di cui ai commi precedenti si applicano anche ai
  Comuni  che  hanno  già  dichiarato il dissesto  negli  ultimi  due
  esercizi finanziari nel rispetto della normativa vigente.
   Comunico  che all'articolo 5 sono stati presentati gli emendamenti
  nn. 5.1, 5.2 e 5.3».

   Comunico  che all'articolo 5 sono stati presentati gli emendamenti
  5.1  e  5.2, a firma degli onorevoli Falcone, Pogliese ed altro,  e
  l'emendamento 5.3 a firma dell'onorevole Cancelleri.
   Si passa all'emendamento 5.1. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Contrario   a
  maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 5.3. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Contrario   a
  maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 5.2. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Contrario   a
  maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 5 con l'annessa Tabella.

   DI MAURO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
        :
   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento  dagli  onorevoli Assenza,  Caputo,  Cascio  Salvatore,
  Clemente,  Cordaro, Currenti, Di Mauro, Falcone,  Figuccia,  Greco,
  Ioppolo Lo Sciuto, Musumeci, Ragusa, Ruggirello e Scoma, indìco  la
  votazione  per  scrutinio  segreto  dell'articolo  5  con   annessa
  Tabella.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            69
   Votanti             68
   Maggioranza         35
   Favorevoli          41
   Contrari            27

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6.
    Disposizioni relative alla campagna di meccanizzazione agricola

   1. L'ESA nelle more del processo di riorganizzazione dell'Ente,  è
  autorizzato ad assicurare anche parzialmente, e comunque nei limiti
  delle  risorse disponibili, fino al 30 aprile 2013, la campagna  di
  meccanizzazione  di  cui all'articolo 1 della  legge  regionale  31
  agosto 1998, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni.

   2.  Per  le  finalità del presente articolo l'Assessore  regionale
  delle  risorse  agricole  ed alimentari è autorizzato  fino  al  30
  aprile  2013  a  trasferire all'ESA la somma di 1.200  migliaia  di
  euro. I relativi oneri trovano riscontro nell'esercizio provvisorio
  relativo di bilancio di previsione della Regione per l'anno 2013  -
  UPB 4.2.1.5.2, cap. 215704 autorizzato con la presente legge».

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  assessori,  onorevoli  colleghi,  intervengo  più  che  altro   per
  formulare  una  richiesta. E' evidente come l'articolo  6,  che  ha
  rubriche  a  disposizione relative alla campagna di meccanizzazione
  agricola,  sia stato scritto in Commissione, perché nel disegno  di
  legge di iniziativa del Governo, il numero 70 del 29 dicembre 2012,
  l'articolato  si fermava all'articolo 5 e l'articolo 6  era  quello
  riguardante l'entrata in vigore della legge.
   A me preme, e credo possa interessare a molti componenti di questo
  Parlamento,  sapere se le disposizioni relative  alla  campagna  di
  meccanizzazione  agricola  che  comporta  un  trasferimento  di  un
  milione e 200 mila euro all'ESA, Ente di sviluppo agricolo, un ente
  del  quale  spesso si è parlato non certo per le oculate  gestioni,
  del  quale spesso si è parlato assimilandolo a quei carrozzoni  che
  appesantiscono  il  bilancio della Regione, un  ente  che  ha  come
  competenze   e   attribuzioni  che  sono  proprie  dell'Assessorato
  regionale dell'agricoltura, un autentico doppione. Nelle  more  del
  processo di riorganizzazione - è un ente che andrebbe sciolto, è un
  ente  che  andrebbe, come tanti altri, eliminato  dalla  faccia  di
  questa  Regione - la Regione intende trasferire un  milione  e  200
  mila euro.
   Mi  chiedo:  poiché nel disegno di legge di iniziativa governativa
  non  era previsto questo intervento - e qui la Commissione potrebbe
  darne  atto  - è stata inserita questa norma per iniziativa  di  un
  singolo parlamentare, di un gruppo parlamentare o perché alla  fine
  il  Governo  si  è  accorto tardivamente che  occorreva  trasferire
  all'Ente  di  sviluppo  agricolo (per la meccanizzazione  agricola,
  come  se  mancasse la meccanizzazione agricola ancora nelle  nostre
  aziende  agricole e nelle nostre campagne) un milione  e  200  mila
  euro?
   Se  il Governo si degnasse di dare delucidazioni a questo riguardo
  al Parlamento, ne sarei grato.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse agricole  ed  alimentari.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse agricole  ed  alimentari.
  Signor    Presidente,   onorevoli   deputati,   la   campagna    di
  meccanizzazione  e  nella fattispecie quelli  che  da  40  anni  si
  definiscono   trattoristi' sono un elemento fuori dalla  storia.  I
  trattoristi  furono inseriti per dimostrare che  bisognava  passare
  dal mulo al trattore.
   Negli  ultimi  anni,  più volte, si è provato a  sopprimere  l'ESA
  oppure  a  riqualificare l'Ente di sviluppo agricolo. Di  fatto,  i
  trattoristi sono sempre stati assunti ogni anno. L'anno  scorso  il
  Commissario dello Stato aveva sollevato un problema sostenendo  che
  la  spesa può essere concepibile solo per interventi e investimenti
  che  vanno nell'ottica di una riqualificazione di questo corpo  dei
  trattoristi ma soprattutto per lo svolgimento di funzioni che  sono
  state molto interessanti per la tutela del dissesto idrogeologico.
   In  particolar  modo l'ESA è intervenuta più volte a  Saponara,  è
  intervenuta  nel caso del Dirillo. Proprio in quest'ultimo  caso  è
  riuscito   con   80  mila  euro  a  realizzare  un  intervento   di
  manutenzione del territorio, quando il preventivo era almeno  di  3
  milioni e mezzo di euro.
   Quindi,  questo  articolo  serve -  nelle  more  del  processo  di
  riorganizzazione- quando si porterà la funzione dei trattoristi  da
  una  funzione squisitamente privatistica come era 40 anni fa ad una
  funzione di tipo pubblicistico - per la tutela, la salvaguardia dal
  dissesto  idrogeologico  perché  trattasi,  come  tanti  altri,  di
  precari  e  questi  sono precari trentennali, dal 1978-80  prestano
  servizio   all'ESA  e,  quindi,  per  evitare  una   disparità   di
  trattamento nei confronti degli altri precari, ci si è  accorti  in
  maniera ben precisa, attraverso l'iniziativa di un deputato che poi
  è stata fatta propria dal Governo, di evitare che fossero gli unici
  a non essere inseriti nel rinnovo dei precari.
   Il Governo si impegna, nei primi giorni dell'anno, a presentare un
  disegno   di  legge  di  riorganizzazione  perché  più   volte   il
  Commissario dello Stato ha pure ribadito che bisognava  far  pagare
  il  40  per  cento. Ma quando i trattoristi aravano il terreno  dei
  privati?  Se vanno a pulire il letto di un fiume, se vanno  a  fare
  della manutenzione idrogeologica è chiaro che non si tratterà di un
  intervento che richiede il cofinanziamento di nessuno.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 6.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  sono  astenuti  i  gruppi parlamentari  PDL,  Lista  Musumeci,
  Partito dei Siciliani - MPA, Pid - Cantiere popolare.
   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                                Art. 7
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della  Regione  ed  entrerà in vigore il giorno  stesso  della  sua
  pubblicazione.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   ZAFARANA. Chiedo di palare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente, signor  Presidente  della  Regione,
  signori  Assessori, onorevoli colleghi, per senso di responsabilità
  istituzionale  abbiamo deciso di votare favorevolmente  l'esercizio
  provvisorio  2013.  Tuttavia,  desideriamo  esprimere   il   nostro
  pensiero riguardo all'indirizzo dei fondi previsti dalla cosiddetta
  norma  salva comuni ,  salva Messina , in particolare, perché è  la
  mia città. Riteniamo che i criteri impostati per potere accedere al
  fondo   di   cui  al  comma  1  dell'esercizio  provvisorio   siano
  impossibili  da  rispettare per tutti i comuni  interessati  e,  in
  particolar  modo,  per quello di Messina il quale  si  trova  nella
  necessità di dovere stilare un piano di rientro dei debiti entro il
  31  dicembre,  cioè  in  meno di 48 ore,  atteso  che,  allo  stato
  attuale, non risulta alcun piano in merito deliberato dal consiglio
  comunale, così come prevede la normativa vigente.
   A  rendere  ancor  di  più utopistica questa ipotesi,  insiste  la
  circostanza  dell'assoluta inquantificabilità del  monte  debitorio
  dell'amministrazione comunale, essendo stato approvato un  bilancio
  di  previsione 2012 solo nella giornata di oggi e solo facendo fede
  ai  fondi  derivanti da questa norma salva enti per  di  più  senza
  avere  alcuna contezza dei debiti delle società partecipate di  cui
  il comune di Messina è socio.
   Riteniamo,  dunque,  che  questa  norma  altro  non  sia  che   un
   pannicello  caldo   nei  confronti della città  e  della  comunità
  messinese  intera.  Speriamo  che sia l'ultima  volta  che  ingenti
  risorse  non  vengano  destinate a creare  sviluppo  ma  a  coprire
  dissesti provocati dalle amministrazioni comunali.
   Se,  contestualmente, non si provvederà a ristrutturare le società
  partecipate  e  i  servizi  sociali, il dissesto  oggi  evitato  in
  extremis  si renderà certo. Il Movimento Cinque Stelle auspica  che
  alla    soluzione   tampone   seguano   interventi   programmatici,
  strutturali   e  il  doveroso  accertamento  delle  responsabilità.
  Grazie.


   Presidenza del presidente Ardizzone


   GRECO MARCELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  MARCELLO. Signor Presidente, onorevole Presidente Crocetta,
  assessori,   vi  ringrazio.  Onorevoli  colleghi,  io  debbo,   per
  dichiarazioni  di voto del Movimento per il Territorio,  contestare
  quanto detto dalla collega Zafarana, perché anch'io sono messinese,
  quindi,  ci  tengo particolarmente e volevo appunto ringraziare  il
  Presidente  Crocetta per questo intervento fatto nell'interesse  di
  una città.
   Non voglio entrare nel merito di chi sono le colpe, di chi sono le
  responsabilità  di  quello che si è fatto  nel  bene  o  nel  male,
  ritengo che sicuramente la politica è colpevole di quello che si  è
  fatto  a Messina, quindi senza guardare rosso, bianco o nero. Debbo
  contraddire la collega Zafarana.
   Io  sino  a  venti  giorni fa ero consigliere comunale  di  quella
  città,  mi  sono  dimesso perché ho preso un incarico  regionale  e
  debbo  dirle  che già il Ministero degli Interni  e  la  Corte  dei
  Conti, tutti gli organi preposti dal decreto  salva comuni', già  è
  stato  informato,  da  tempo, di questa situazione,  il  piano  dei
  debiti  è  stato regolarmente posto in essere, anche il  piano  dei
  debiti delle partecipate, quindi Messina è in pieno titolo a godere
  dei  benefici  di  cui al decreto legge salva  comuni  e  io  e  il
  Movimento per il Territorio esprimiamo il voto favorevole a  questa
  norma. Grazie.

   PRESIDENTE.  Non ci sono altri interventi. Prima di  passare  alla
  votazione  finale è stato presentato un ordine del giorno  che  sta
  per essere distribuito. Il primo firmatario è l'onorevole Caputo.
   L'ordine   del  giorno  impegna  il  Governo  della   Regione   ad
  intervenire  urgentemente  e  con misure  adeguate,  necessarie  ad
  evitare  che  il  comune  di  Monreale  possa  andare  in  dissesto
  finanziario.
   Il parere del Governo?

   BIANCHI,  assessore  per l'economia. Il Governo  lo  accetta  come
  raccomandazione.   Ovviamente,  non   possiamo   assumere   impegni
  finanziari.

   PRESIDENTE. Credo che l'onorevole Caputo sia soddisfatto.


   Presidenza del presidente Ardizzone


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Autorizzazione all'esercizio provvisorio per l'anno 2013 (n. 70/A)

   PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del   disegno   di  legge  n.  70/A  «Autorizzazione  all'esercizio
  provvisorio per l'anno 2013»
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti.  71
   Maggioranza          36
   Favorevoli              51
   Contrari                  12
   Astenuti                   8

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Germanà, Cascio Francesco e
  Fontana sono in congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Ardizzone


   Discussione del disegno di legge «Norme in materia di personale.
                   Disposizioni contabili» (n. 58/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'esame alla Discussione del  disegno  di
  legge   n.  58/A  «Norme  in  materia  di  personale.  Disposizioni
  contabili», posto al n. 2).
   Invito  i  componenti  la  V Commissione   a  prendere  posto  nel
  relativo banco.
   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Maggio  per  svolgere   la
  relazione.

   MAGGIO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente  dell'Assemblea,  onorevole  Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi, la commissione nel valutare  positivamente  la
  proposta  fatta  dal  Governo, rileva anche che bisogna  continuare
  nello sforzo che nel bilancio di previsione è evidente e che mostra
  una sensibilità da parte del Governo per un problema che non è solo
  un problema di ordine sociale, infatti, la proposta di prorogare  i
  contratti  dei  precari  a vario titolo e nelle  varie  fattispecie
  contrattuali  è una proposta che va anche nel segno una  attenzione
  forte ai servizi e alle attività da essi svolte.
   Però,  nel  valutare positivamente questa azione si  sollecita  la
  necessità che questo impegno continui nel tempo perché naturalmente
  sarà necessario, di fronte a quelle sollecitazioni che non solo  le
  parti politiche ma anche le parti sindacali continueranno a mettere
  in  atto,  perché finalmente si dia vita ad una legge  organica  in
  materia,  sapendo  sicuramente quali sono le difficoltà  di  ordine
  economico, a partire da quelle che aumenteranno per gli enti locali
  per  i mancati trasferimenti sia da parte di questo Governo che  da
  parte del Governo nazionale.
   La  sollecitazione che ci stimola questa scelta è quella  di  fare
  finalmente  giustizia con quella che è stata una  politica  becera,
  che   ha  condannato  nella  precarietà  migliaia  e  migliaia   di
  lavoratori  che,  finalmente,  dovrebbero  vedere  cessare   questa
  condizione   di  difficoltà  che  ha  significato,  e  continua   a
  significare per loro, anche precarietà nella vita; una politica che
  quando  avrebbe potuto non ha voluto dare serenità e non ha  voluto
  neanche dare stabilità ai servizi che essi svolgono.
   Noi  crediamo  che  questo  Governo  debba  assumere  l'onere   di
  recuperare quella credibilità che nel tempo ha perso nei  confronti
  del  Governo  nazionale, perché nell'opera di  stabilizzazione  che
  dobbiamo  mettere in atto certamente avremo bisogno di far  capire,
  ma  di  essere  credibili, nei confronti del Governo nazionale  per
  avere quell'aiuto che, nella specificità che migliaia e migliaia di
  precari rappresentano in questa Regione, abbisognano.
   Quindi, approviamo e, soprattutto, abbiamo aiutato nello sforzo il
  Governo perché si inauguri con questo disegno di legge una stagione
  diversa  in cui questo Governo sia anche capace, in maniera  forte,
  di  rivendicare  non  solo l'autonomia  ma  di  fare  in  modo  che
  l'autonomia  che  rivendica diventi anche autonomia  dal  punto  di
  vista  normativo,  in maniera tale che, nei confronti  del  Governo
  nazionale,  ci  sia  la  possibilità  non  solo  di  legiferare  in
  concorrenza  ma questa concorrenza sia fattiva e, soprattutto,  sia
  una  concorrenza che abbia riguardo forte a quella specificità  che
  ha bisogno finalmente di avere risposte.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Musumeci.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  signori  del
  Governo, noi siamo naturalmente favorevoli a restituire speranza  a
  questo  esercito di cittadini che hanno fatto da  carne da macello'
  per tanti decenni in questa Regione dove il consenso si è costruito
  costringendo i giovani ieri, oggi anziani, a coniugare i  verbi  al
  futuro.
   E, tuttavia, da questo disegno di legge - che io in commissione ho
  votato  favorevolmente  -  non emerge, sul  piano  concreto,  quale
  adozione,  quale  soluzione il Governo intende adottare  per  porre
  fine a questo lungo e inesorabile Calvario.
   Io  non so se il Governo è a conoscenza di una norma per la  quale
  richiamo  l'attenzione  del Presidente e dell'Assessore  competente
  affinché  possa  essere, ove mai non lo fosse  stato  nel  passato,
  oggetto di riflessione.
   Potrebbe  essere uno strumento per consentire al Governo e  quindi
  al  parlamento di tentare, magari intavolando un confronto  con  il
  Governo nazionale, di porre fine a questa vergognosa pagina per  la
  storia della politica sociale e del lavoro siciliana.
   Premesso che noi lavoreremo affinché la regione non abbia  più  un
  nuovo precario.
   Noi  lavoreremo perché venga riaffermato in Sicilia  il  principio
  che  nella  pubblica  amministrazione si entra  per  concorso.  Ciò
  premesso  non  possiamo assolutamente abbandonare al  loro  destino
  migliaia e migliaia di cittadini che sono diventati il pegno  umano
  nelle mani di qualche mascalzone della politica.
   Il  decreto legislativo 5 settembre 2001 n. 368, Attuazione  della
  direttiva   1999/70  del  Consiglio  dell'Unione  Europea,   recita
  testualmente  al  comma  4:   Quando si tratta  di  due  assunzioni
  successive a termine, intendendosi per tali quelle effettuate senza
  alcuna  soluzione di continuità, il rapporto di lavoro si considera
  a   tempo  indeterminato  dalla  data  di  stipulazione  del  primo
  contratto .  Qui appare chiaro l'intento sanzionatorio della  norma
  nei   confronti  dei  datori  di  lavoro  che  approfittano   delle
  assunzioni a tempo determinato.
   Ora  appare  fin  troppo chiaro che i precari  degli  Enti  locali
  siciliani  abbiano  più  di due assunzioni  successive  a  termine.
  Qualcuno potrebbe dire che questo tipo di contratto non può  essere
  approvato o applicato nel rapporto con la pubblica amministrazione.
  In questo senso, invece, ci conforta una consolidata giurisprudenza
  e  alcune  sentenze di reintegro nella scuola pubblica  di  precari
  licenziati  dalla Gelmini, basti fare riferimento ad  una  sentenza
  del Tribunale del Lavoro di Milano del 13 giugno 2011.
   A   nostro  avviso  sarebbe,  quindi,  sufficiente  una  circolare
  dell'assessorato  regionale  al lavoro  con  la  quale  imporre  la
  stabilizzazione in forza dell'articolo 5 del Decreto legge  n.  368
  del  2001  che  discende  da  una direttiva  europea  a  sua  volta
  conseguente ad una contrattazione sindacale europea, prevedendo  il
  commissariamento  ad acta per tutte quelle amministrazioni  che  si
  rileveranno inadempienti.
   La  mia e quella del mio gruppo è soltanto una proposta, un invito
  ad un confronto, ad una riflessione, si potrebbero acquisire pareri
  legali  o, comunque, confrontare questa nostra proposta ove già  il
  governo non l'avesse presa in considerazione con altre proposte che
  arriveranno  dal  Governo  stesso o  da  altri  settori  di  questo
  Parlamento.
   Concludo  Presidente  sottolineando come lo spirito  della  nostra
  iniziativa tende a porre fine a questo inesorabile esodo, a  questa
  attesa  estenuante  di chi ieri sperava di poter  trovare  già  una
  definitiva  capacità  di progettare il proprio  futuro  e  oggi  si
  ritrovano  anziani, nonni vivendo nella nella provvisorietà  di  un
  decreto,  di  un disegno di legge, di un provvedimento come  quello
  che  stasera  l'Assemblea si appresta a votare e che  noi  voteremo
  favorevolmente  che non fa onore alla istituzione  Regione  per  le
  responsabilità  pregresse che coinvolgono centro-destra  e  centro-
  sinistra  e  che,  certamente, non consente a  queste  migliaia  di
  nostri  concittadini di potere essere restituiti  alla  loro  piena
  dignità di lavoratori dipendenti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Vullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, come  ha  visto  io
  pago  lo scotto del noviziato, non sapevo se dovevo venire  qua  al
  banco per intervenire o altrimenti fermarmi.
   Veda,  signor  Presidente, signori assessori, onorevoli  deputati,
  questo  credo  che  negli ultimi vent'anni sia stato  il  tema  più
  importante  che  la Regione siciliana, il Governo o l'Assemblea  ha
  dovuto  affrontare.  Perché il tema più  importante?  Se  non  vado
  errato  sono  circa 20.000 dipendenti, forse anche più  di  20.000,
  questi  20.000  dipendenti  in questi  anni,  come  ha  detto  bene
  l'onorevole  Musumeci,  sono stati molte volte  palleggiati,  molte
  volte derisi, molte volte presi in giro, molte volte illusi.
   Credo  che  ci voglia uno sforzo di fantasia e le cose che  diceva
  qualche giorno fa il Presidente Crocetta io le condivido in maniera
  totale,  perché,  parliamoci chiaro,  in  questo  momento  noi  non
  possiamo  affrontare  una  spesa  enorme  per  stabilizzare  queste
  persone,  però, uno sforzo di fantasia, cioè a partire dai prossimi
  appalti  che  la  Regione  siciliana o  tutte  quelle  aziende  che
  appartengono  alla Regione siciliana, o a tutti quegli  enti,  alle
  ASP  e  così via di seguito, si potrebbe dare corso per far sì  che
  diverse  decine  e  centinaia  di dipendenti  vengano  stabilizzati
  perché  se  noi pensiamo che le casse regionali possano  soddisfare
  tutti  questi stipendi perché è chiaro che negli ultimi anni  tutti
  gli   enti,  sia  regionali  che  comunali,  sono  diventati  degli
  stipendifici  e, purtroppo, dico purtroppo, non ce lo possiamo  più
  permettere.
   Allora,  questo Governo, l'assessore che è un assessore giovane  e
  con  il  Presidente della Commissione onorevole  Marcello  Greco  e
  tutti i componenti della Commissione bisogna che vi sforziate e  ci
  sforziamo tutti quanti noi per inventare qualcosa di nuovo,  perché
  se  pensiamo che noi possiamo stabilizzare queste persone le stiamo
  illudendo, le stiamo mandando in pensione perché ci sono alcuni che
  è  da 20 anni che sono stabilizzati che hanno risolto i problemi di
  decine e decine di amministrazioni.
   Ci  sono amministrazioni nei vari comuni della nostra Regione  che
  sono  affidati a queste persone che vengono tutti i giorni trattati
  da  dipendenti  di  serie  B rispetto ai  loro  colleghi  che  sono
  individuati e trattati da dipendenti di serie A.
   Questa  è l'innovazione che il Governo Crocetta deve dare a questa
  gente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ciancio.  Ne  ha
  facoltà.
   Vi  ricordo  che  abbiamo 8 iscritti a parlare, 5 minuti  ciascuno
  sono  40  minuti,  per  cui vi invito a contenere  i  tempi,  se  è
  possibile.

   CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi saremo  nuovi,
  saremo  inesperti  e tutto quello che volete,  ma  se  il  modo  di
  legiferare, in questa Assemblea, è questo,  meglio non avere  alcun
  tipo di esperienza.
   Poco  fa  in  Commissione ed anche in Aula,  purtroppo,  ci  siamo
  trovati  a  votare in una situazione di totale caos, una situazione
  in  cui  non si capisce chi è favorevole, chi è contrario, a  cosa.
  Una situazione in cui si fa una conta superficiale e spesso errata.
  Una  situazione  in  cui, con la scusa dell'urgenza,  si  approvano
  emendamenti  per  i  quali  non si è avuto  nemmeno  un  minimo  di
  preavviso e le cui conseguenze si sconoscono. Una situazione in cui
  qualche collega è arrivato a dire:  va bene, dodici favorevoli, due
  assenti, due contrari, la somma fa sedici , scordandosi che, forse,
  in Commissione, siamo quindici
   Non  mi  interessa,  onestamente,  cosa  si  è  fatto  finora   o,
  addirittura, se si è sempre fatto così in questa Assemblea perché è
  questo  modo di fare che ha ridotto la Sicilia nello stato  in  cui
  siamo adesso.
   Ripeto, saremo inesperti ma nonostante tutto abbiamo fiducia nelle
  istituzioni  e  proviamo  un profondo  rispetto  per  le  cose  che
  facciamo.
   Non  ci  spaventa  restare qui a lavorare fino a tarda  notte,  di
  domenica,  a Capodanno, fino a mezzanotte, come volete,  perché  lo
  facciamo  per  spirito  di sacrificio e con un  profondo  senso  di
  responsabilità.
   Se  vogliamo  cambiare le cose, e faccio un appello al  presidente
  Greco   Marcello,   faccio   un   appello   anche   al   Presidente
  dell'Assemblea,  cominciamo  dalle  piccole  cose  e  cominciamo  a
  cambiare  alcune  deleterie  abitudini  che  questa  Assemblea   ha
  avallato per decenni.


   Presidenza del presidente Ardizzone


   GRECO Marcello. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Onorevole Greco Marcello, no, nessun fatto personale.
   Vorrei  ricordare a me stesso che la votazione per alzata e seduta
  è  prevista  dal Regolamento. E' il Regolamento che  ci  guida,  le
  votazioni  erano evidenti, non credo che ci sia stato da  parte  di
  questa  Presidenza, che  non è composta solo dallo stesso,  c'è  il
  deputato segretario, ma ci sono, soprattutto, gli Uffici e la conta
  è  stata fatta. Se si ritiene che ci sia stata un po' di confusione
  si  può  richiedere, in base al Regolamento, anche un altro sistema
  di voto.

   VINCIULLO. Non era riferito a lei, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Lo sto ricordando a me stesso. Siccome la votazione  è
  stata  più  che  evidente, non credo che ci siano  stati  da  parte
  dell'Assemblea, in generale, dubbi interpretativi  sul  sistema  di
  voto.


   Presidenza del presidente Ardizzone


   E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, più che
  un  intervento, ho un quesito che mi auguro che gli  assessori  per
  l'economia e per le autonomie locali mi soddisfino, cioè, se quello
  che  ormai  da qualche anno è una prassi in questo Parlamento  cioè
  prorogare   contratti   in  essere  si  sia   ripetuta   anche   in
  quest'occasione, se non ci sono nuove tipologie di  precariato  che
  entrano,  oggi, entrano in questo testo, perché altrimenti,  usando
  un  vocabolo caro all'onorevole Cracolici, ci sarebbe un vulnus.  E
  se si ritiene che una categoria che ha dato molto e continua a dare
  in   termini  di  produttività,  un  termine  non  sempre  in   uso
  nell'amministrazione   regionale,  che  il   personale   cosiddetto
  Saddetto   alla   valutazione   ambientale   e   alle   valutazioni
  strategiche   sia  effettivamente salvaguardato con  questa  norma,
  perché   credo  che  lasciare  alla  discrezionalità  di  qualunque
  direttore generale, dirigente generale sia qualche cosa che  cambia
  lo  scenario di questa fattispecie che, oggi, trattiamo.  E  vorrei
  essere  rassicurato in tal senso, prima di tutto che non  ci  siano
  altri  blocchi di precariato che trovino spazio in questa  legge  e
  che   vengano  tutelate  quelle  professionalità  che   oggi   sono
  importanti  in Sicilia, come in tutto il meridione, in  materia  di
  dissesto  idrogeologico,  in  materia  di  valutazione  di  impatto
  ambientale.
   Per  cui,  siccome  sono  atti parlamentari,  mi  farebbe  piacere
  conoscere  l'opinione  del Governo, degli  assessori  competenti  e
  chiedere, infine, la possibilità che, non più tardi del 31 mattina,
  arrivi  la circolare che, annualmente, viene emanata per consentire
  ai  comuni  la deliberazione per la prosecuzione non dei cosiddetti
   contrattisti'  ma  di tutto il resto del personale,  i  cosiddetti
   ASU'  cioè  quelli  che poi percepiscono l'indennità  direttamente
  dall'INPS.
   Se  possibile, Governo, avere risposte in tal senso,  al  fine  di
  lasciarne traccia nei verbali di questa seduta notturna.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Venturino.  Ne  ha
  facoltà.

   VENTURINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  voglio
  rubare molto tempo perché siamo in otto a parlare e come diceva  il
  Presidente  è  giusto non sprecare molto tempo, però  una  cosa  va
  detta.  E'  chiaro  che condividiamo pienamente la  relazione  resa
  dall'onorevole Maggio - facciamo parte della Commissione ed abbiamo
  condiviso  tantissime cose - ed è chiaro che in questo  momento  la
  priorità  è quella di salvaguardare, come l'ha definito l'onorevole
  Musumeci,  questo   esercito di precari' e, pertanto,  voteremo  in
  maniera favorevole.
   Però,  c'è  un problema. E' che questa emergenza con  cui  si  sta
  operando  in questo momento, emergenza che, ovviamente, deriva  dal
  fatto  che  siamo  andati  a votare il 28  ottobre,  poi  ci  siamo
  insediati  un  po'  tardi,  mettendo il Governo  in  condizione  di
  lavorare  in  fretta furia ed in maniera molto veloce,  presentarci
  una  serie  di  emendamenti  con tanti  riferimenti  a  leggi  che,
  chiaramente,  in poche ore, non era possibile valutare  pienamente.
  Un'emergenza  che,  probabilmente, poi  fa  anche  nascere  qualche
  perplessità su alcune cose.
   Vado subito al dunque perché il punto è proprio quello che sto per
  dire.  Questa fretta, può portare a volte a presentare alcune  cose
  che  fanno riflettere. Arrivo al punto. A noi era stato portato  un
  disegno di legge e nella prima stesura citava - parlando di precari
  -    i rapporti di lavoro in essere alla data del 30 novembre    e,
  ad  un  certo  punto,  citava    e  quelli  relativi  al  personale
  transitato  al  dipartimento regionale del lavoro '.  Facciamo  una
  piccola  indagine, leggiamo la relazione e vediamo che  con  questa
  dicitura si faceva riferimento, inizialmente, a sei unità,  per  un
  importo  di  circa  457  mila  euro, più  o  meno,  una  cifra  che
  chiaramente  non  credo  di potere attribuire  a  quelli  che  oggi
  chiamiamo precari.
   L'onorevole  Maggio può confermare che abbiamo molto dibattuto  su
  come  fare da 18, 24 ore, parlando di stipendi miseri. Ad un  certo
  punto viene fuori il numero di 6 unità e 457 mila euro. Io non sono
  bravo  in  matematica ma credo sia una cifra piuttosto consistente.
  Va detto, per inciso, che poi questi sei, non si sa come, diventano
  9.
   Quindi,   evidentemente,  c'è  stata  qualche  altra   assunzione.
  Facciamo  notare  questa  cosa  e, allora,  subito  la  Commissione
  recepisce   questa  nostra  sottolineatura,  accettano  il   nostro
  emendamento  e  ce  lo danno nella sede successiva  come  assorbito
  dalla  nuova formulazione. La nuova formulazione toglie  sì  quella
  frase - che si riferisce alle sei unità - ripeto sei unità per  457
  mila euro e parliamo di personale transitato da un ente soppresso -
  e   dice   che    i  contratti  di  lavoro  subordinato   a   tempo
  indeterminato '   e,   quindi,  inizia   in   maniera   molto   più
  omnicomprensiva, non va a specificare di che cosa stiamo  parlando.
  Quindi,  in  qualche modo, secondo noi e probabilmente sbaglieremo,
  riporta dentro queste sei unità.
   Presentiamo un altro emendamento nel quale scriviamo che  va  bene
  tutto,  fatta  eccezione per quelle sei unità. L'emendamento  viene
  recepito  dalla Commissione, viene votato 5 contro  4,  se  ricordo
  bene l'esito della votazione, va in Commissione Bilancio dove viene
  recepito  ed  esitato  e torna in Commissione.  Improvvisamente  il
  nostro  Presidente  dice che questa frase incidentale  deve  essere
  soppressa.
   Probabilmente, c'è qualche cosa che non va perché parlando con  la
  dottoressa mi ha detto che non è così, perché questo fa riferimento
  ai lavoratori del comma 1 dell'articolo 5.
   Se  è così, perché prima nasce in un modo, torna in un altro modo,
  poi  sparisce,  poi la stessa dottoressa, lo stesso assessore  dice
  che  è  un incidentale e non cambia nulla. Ma se non cambia  nulla,
  lasciamolo   Perché c'è un modo di arrivare a un   togliamolo'  che
  lascia   chiaramente   pensare.  Innanzitutto   era   stato   messo
  chiaramente prima, scompare in un modo e torna in un altro.
   Cosa  voglio  dire.  Chiaramente,  questa  emergenza  nella  quale
  lavoriamo,  una emergenza forse, non voglio dire voluta  da  questo
  Governo, ma un'emergenza nella quale la Sicilia si trova da diversi
  anni,  troppi,  e  che  ha creato quel precariato  di  cui  parlava
  l'onorevole Musumeci, probabilmente - nessuno me ne voglia, non  mi
  rivolgo  a nessuno dei presenti, sia chiaro - , è stato voluto  per
  creare quel bacino di voti che serviva a qualcuno per arrivare  poi
  dove doveva arrivare.
   Allora,  oggi, innanzitutto dobbiamo fare molta attenzione  quando
  presentiamo degli emendamenti, che poi con delle frasi che  possono
  essere  omesse,  alleggerite usando il  termine  della  dottoressa,
  comunque,  arrivano in un certo modo e sono un  chiaro  segnale  di
  qualcosa che forse non vuole cambiare del tutto.
   Noi  oggi  dobbiamo dare sì una risposta seria  ai  veri  precari,
  quelli  che sono qui fuori stanotte ad aspettare se domani  avranno
  non 600 euro, ma 700 euro ma, nello stesso tempo, in un periodo  di
  spending review, in un periodo di trasparenza, il nostro Presidente
  più  volte  ha  detto che questo deve essere un palazzo  di  vetro,
  ebbene, se non vogliamo che questo vetro si frantumi, prima  ancora
  di  cominciare a farci vedere da fuori, credo che su queste cose si
  debba essere più attenti.
   Non  è un fatto personale, sia chiaro. E' soltanto ridare a questa
  Assemblea quella trasparenza che vogliamo venga riacquistata  anche
  grazie al lavoro degli assessori, al lavoro del Governo.
   Concludo, sperando che questa emergenza finisca, che già da domani
  noi  tutti  ci  si  metta a lavorare per dare una legge  seria  sul
  lavoro, per fare uscire questa gente da un precariato che dal  1989
  ad  oggi  è  stato  esponenziale dal punto  di  vista  numerico  e,
  veramente,  ridare quella dignità, cui l'onorevole  Musumeci  prima
  faceva riferimento, ai lavoratori che devono essere liberi anche di
  poter  scegliere, di non essere più oggetto di ricatto da parte  di
  qualcuno.
   Per  quanto riguarda questo punto dopo ciò che ho detto, non posso
  fare  altro  che confermare che abbiamo ripresentato  l'emendamento
  che revoca quella soppressione che abbiamo trovato, a dir poco,  un
  po'  troppo esagerata visto che era stata votata, accettata e, poi,
  improvvisamente - non me ne voglia l'onorevole Dina -, riportata in
  Commissione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  sia
  utile  precisare, rispetto alle norme che sono contenute in  questo
  testo  del  disegno di legge, alcune cose e ciò al fine di  rendere
  esplicito  il  senso  con  il  quale il legislatore  siciliano,  se
  dovesse  essere  approvato questo testo, testo, intende  agire  nel
  rispetto dell'ordinamento dello Stato e della Regione.
   Sembra  una frase banale ed ovvia, se l'onorevole Di Mauro  me  lo
  consente,  ciò  che  sto  dicendo,  ma  credo  che  sia  necessario
  precisarlo perché stiamo trattando una materia che vorrei  avessimo
  tutti chiara. E' la prima volta che agiamo con un regime di proroga
  legando   la  proroga  all'utilizzo  in  dodicesimi  dell'esercizio
  finanziario, cioè stiamo prorogando per quattro mesi i rapporti  in
  essere,  secondo un'interpretazione che viene data  da  organi  che
  esercitano  un  controllo  nei  confronti  degli  atti  legislativi
  prodotti  da  questa Assemblea, ovvero il Commissario dello  Stato,
  che  recependo  la legge di stabilità che ancora non è  formalmente
  pubblicata  e,  che  introduce il principio di una  proroga  per  i
  rapporti  di  lavoro  in essere nella Pubblica amministrazione  per
  sette  mesi,  stabilisce  che comunque i  sette  mesi,  laddove  si
  applica  un sistema finanziario per dodicesimi, come nel  caso  che
  abbiamo  fatto poc'anzi, la proroga non può che essere connessa  al
  periodo  di vigenza contabile, come se fosse possibile che  dall'1
  maggio il bilancio della Regione di colpo non esista più.
   L'esercizio  provvisorio è una fattispecie che regola la  modalità
  di  programmazione  finanziaria per cui, comunque,  la  Regione  si
  dovrà dare uno strumento finanziario nel corso dell'anno 2013.
   Quindi, trovo discutibile questa scelta di ridurre a quattro  mesi
  il sistema delle proroghe. Chiaramente, non è un rilievo che faccio
  nei confronti del Governo ma è una questione che pongo nel rapporto
  tra  organi dello Stato che devono operare in un regime, come dire,
  di reciprocità e non di subordinazione.
   Perché dico ciò? Ieri è arrivato un testo, anche alla luce di  una
  serie  di rilievi, che presumeva che le proroghe previste potessero
  essere  esclusivamente quelle di cui all'articolo 5,  del  comma  1
  della  legge  26/2012, con esclusione dei lavoratori  di  cui  alla
  lettera d).
    E chi sono i lavoratori di cui alla lettera d)? Sono i lavoratori
  che, a differenza di altri, non hanno un rapporto di lavoro a tempo
  determinato,  quindi secondo la tipologia del  rapporto  di  lavoro
  subordinato,  ma  hanno un rapporto di lavoro con  una  fattispecie
  contrattuale, cosiddetta di contratto di collaborazione a progetto,
  i  CO.CO.PRO.,  malgrado  - ed è questa  una  anomalia  del  nostro
  ordinamento,  questo sì, colpa nostra, della Regione  -,  da  sette
  anni,  queste  persone svolgano un contratto  di  collaborazione  a
  progetto.
   Sino  ad  oggi non era ancora conosciuto un progetto  che  durasse
  sette anni, però in Sicilia siamo riusciti a stabilire un record di
  fatto.
   E  secondo un'interpretazione, quindi, che viene data, mi permetto
  di  contestarla, e lo faccio da questo podio, lo faccio  prima  non
  dopo,  proprio  perché deve essere chiaro che il  rapporto  tra  le
  istituzioni  deve  essere  improntato  alla  trasparenza  ed   alla
  correttezza  senza interpretazioni di parte o parziali delle  norme
  vigenti.
   La legge di stabilità, è vero che fa riferimento all'articolo 400,
  alla possibilità di proroga dei rapporti in essere per i lavoratori
  subordinati  ma, è anche vero, che all'articolo 147,  sempre  della
  legge  di  stabilità, si stabilisce che, pur in via eccezionale,  è
  consentita la proroga, e non il rinnovo, dei rapporti di lavoro  di
  collaborazione, e quindi, la stessa legge nazionale, stabilisce una
  fattispecie  diversa  da  quei lavoratori  subordinati  rispetto  a
  quelli  a progetto e, comunque, ne prevede una modalità di proroga,
  se pur con una serie di condizioni.
   Allora,  credo che qui l'articolo 1 di questo testo, così  come  è
  stato  modificato in Commissione, sostanzialmente cosa  dice  -  lo
  dico  anche ai colleghi che si sono un poco preoccupati -,  ebbene,
  dice che il regime di proroga, ai sensi delle disposizioni vigenti,
  quindi  anche  della  legge di stabilità che,  probabilmente,  sarà
  pubblicata  la prossima settimana, il regime di proroga si  applica
  ai   contratti  di  lavoro,  sia  di  tipo  subordinato,  ai  sensi
  dell'articolo 400, sia quei rapporti di collaborazione previsti dal
  147.
   Quindi,  il  legislatore siciliano, in applicazione di  una  legge
  dello  Stato,  rivendica il diritto che la  legge  dello  Stato  si
  applica in ogni sua parte, e non in una sola delle parti.
   Perché  dico ciò: noi abbiamo un problema a monte, poi  faremo  un
  dibattito sul precariato, le ragioni, la storia, ebbene, credo  che
  ci sia molta retorica anche su questa storia del precariato perché,
  poi, dovremmo anche dire una grande verità, chiamiamo precari molti
  lavoratori solo per comodità perché in tantissimi comuni ma,  anche
  nell'amministrazione regionale, questi lavoratori svolgono funzioni
  fondamentali  e quindi li svolgono in sostituzione di persone  che,
  una volta, forse, erano quelli a tempo indeterminato

   FALCONE. Sono precari.

   CRACOLICI. Lo so che sono precari, lo so che sono precari,  voglio
  dire soltanto che il regime del precariato, alla fine, alla lunga è
  servito anche a sfoltire dalle piante organiche degli enti pubblici
  una serie di persone che, nel tempo, erano di ruolo, sono andate in
  pensione  e  non  sono  stati  mai sostituite  nemmeno  nei  limiti
  previsti  dalle  leggi sul turn over, quindi è un  precariato  che,
  alla  fine,  è  diventato un precariato di comodo e, quindi,  credo
  che,  prima  o poi, dovremmo affrontare anche questo e  mettere  un
  punto rispetto a questo nodo.
   La cosa che, oggi, mi preme sottolineare, e chiudo, è che dobbiamo
  intenderci, questo lo dico, da questo podio, anche agli uffici  del
  Commissario  dello Stato: la Sicilia non ha abolito lo Statuto,  né
  la  Sicilia,  né  lo  Stato italiano ha abolito  lo  Statuto  della
  Regione, ci tentano in tanti modi, è un desiderio diffuso in questo
  Paese,  ma  non  è ancora abrogato, e siccome non  è  abrogato,  in
  materia  di  lavoro,  la  legislazione è di natura  concorrente  e,
  quindi,  la  Regione può operare seppure nei limiti e  nei  paletti
  fissati  dall'ordinamento dello Stato anche  con  una  legislazione
  specifica non in contrasto con quella nazionale.
   Allora, affermare come si sta, di fatto, affermando che le  uniche
  leggi  che  regolano il mercato del lavoro in Sicilia  sono  quelle
  dello  Stato,  questa  è una violazione delle norme  statutarie  e,
  quindi,  delle norme costituzionali, questo sì, è violazione  della
  Costituzione.
   Ho  voluto  fare  questo intervento, come dire, a  futura  memoria
  rispetto  a  futuri atti che qualcuno immagina di potere utilizzare
  rinviando, poi, a sedi giurisdizionali esterne alle istituzioni  la
  controversia di queste  questioni.
   Io  credo  che sulla pelle delle persone non si possa giocare,  lo
  dico  perché  tutti  abbiamo  ereditato  questa  storia,  l'abbiamo
  ereditata  noi deputati, l'ha ereditata il governo, l'ha  ereditata
  anche  il  Commissario dello Stato, che non può voltare  la  faccia
  come  se  tutto  ciò che c'era prima non lo riguardi;  siamo  tutti
  figli di una storia che altri hanno generato. Il problema è come si
  esce  da  questa storia e si esce nel rispetto delle norme e  della
  Costituzione, fino in fondo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.
   Onorevoli colleghi, mi raccomando la brevità, in quanto mentre  si
  svolgeva il dibattito ci sono state altre richieste di iscrizione a
  parlare.

   CAPUTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  signori   del
  Governo,  credo che un Governo come quello che è uscito dalle  urne
  non  più  tardi di un mese e mezzo fa, due mesi fa,  che  ha  fatto
  della  capacità  e della voglia di fare le riforme una  cavallo  di
  battaglia   debba  dimostrare  concretamente  di  farlo,  onorevole
  Presidente della Regione.
   Noi  ci saremmo aspettati un'inversione di tendenza anche da parte
  da parte di chi mi ha preceduto poca fa che, negli anni passati,  è
  stato  un sostenitore del precedente Governo, così come è stato  un
  sostenitore dell'attuale Governo.
   E   sentire   interventi  come  quello  di  qualche   minuto   fa,
  dimenticando  che  si è governato, a seguito di un  ribaltone,  per
  cinque   anni,  la  Sicilia,  lasciando  i  precari  nelle   stesse
  condizioni,  certamente, non è un ragionamento  che  ha  il  pregio
  della linearità.

   CRACOLICI. Non sai di cosa parli

   CAPUTO.  Come ha detto bene il presidente Musumeci sui  precari  è
  arrivato  il  momento di mettere la parola fine. E sono  su  questi
  argomenti, presidente Crocetta

   CRACOLICI. Non sai di cosa parli

   CAPUTO. Io so solo che ho la buona abitudine di stare zitto quando
  gli altri parlano

   CRACOLICI. Tu anche dopo dovresti stare zitto

   CAPUTO. Capisco che non è una dote che tutti possiamo mantenere in
  Aula, questione anche di nervi.
   E,  quindi,  onorevole  Presidente della Regione,  sono  questi  i
  provvedimenti che danno la caratteristica e distinguono l'ordinaria
  amministrazione   dalla   capacità  di  essere   protagonista   nel
  cambiamento vero della Sicilia.
   Un  Governo  come  il  suo  deve avere la  forza,  la  capacità  e
  l'autorevolezza di chiudere per sempre il capitolo del precariato e
  di  dare a questi giovani, che giovani non sono più, la certezza di
  avere  un futuro stabile che non può essere legato né alle proroghe
  né  alle  condizioni economiche degli enti presso i quali svolgono,
  da  oltre  un ventennio, con grande capacità e professionalità,  il
  loro lavoro.
   Presidente,   lei  esordisce  così  come  hanno   fatto   i   suoi
  predecessori, con l'ennesima proroga di tre mesi, di sei  mesi,  di
  otto mesi.
   Non  è  questo  il modo di governare, lei che intende distinguersi
  nella   capacità  e  nell'autorevolezza  di  affrontare   argomenti
  importanti in controtendenza si impegni, in quest'Aula, - e con lei
  l'Assessore  competente  -  a  portare  un  disegno  di  legge   di
  iniziativa  governativa che vada nella direzione  non  soltanto  di
  delocalizzare  i  precari  alle  imprese  che  utilizzano  i  fondi
  comunitari  attraverso  gare pubbliche,  perché  quella  non  è  la
  soluzione, perché quella rischia di creare un'incertezza ancora più
  grave di venticinque anni di presenza negli enti locali, comunali o
  regionali, e porti un disegno di legge che vada nella direzione  di
  dare  la  definitiva stabilizzazione agli oltre 18 mila  lavoratori
  degli  Enti  locali  che sono continuamente  chiamati  precari.  La
  precarietà  è un termine straordinario che noi abbiamo  trasformato
  nella ordinarietà dei provvedimenti legislativi.
   Questi sono gli atti che creano lo spartiacque fra la capacità  di
  essere  classe dirigente di una grande Regione o essere un  governo
  che si muove nel solco dell'ordinarietà dei precedenti.
   Se  lei,  Presidente, non porta in tempi brevi a questo Parlamento
  un  disegno  di  legge che vada nella direzione di  stabilizzare  i
  precari,  sarà il Parlamento a presentare un disegno di  legge  che
  determinerà anche la decisione di questo Governo. Lo dobbiamo  agli
  oltre  18  mila lavoratori che sperano che domani possano assurgere
  al rango di lavoratori come tutti gli altri.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO.  Signor presidente, onorevoli colleghi, abbiamo assistito
  questa sera ad una scena un po' teatrale.
   Io  credo  che  tutti siamo consapevoli di quali  siano  le  norme
  nazionali che regolano la materia, che non possiamo andare  addosso
  ai  Comuni proprio perché vi è una norma del Patto di stabilità non
  derogato se non in alcune circostanze. C'è una norma che agli  Enti
  locali impedisce quando si supera la spesa con il 51 per cento  del
  personale di non potere stabilizzare. C'è un problema previsto  ora
  dall'ultima norma nazionale e credo che non facciamo sicuramente un
  buon servizio a questi precari se noi non diciamo fino in fondo  la
  verità.
   Allora,  il problema sta non nel cercare di dare le responsabilità
  a un Governo nuovo che sicuramente non a responsabilità, o di darle
  a  questo  o  a  quello, dimenticando che questa è una  storia  che
  risale al 1988 e che sicuramente ha visto in quella fase, mentre il
  Governo  nazionale  dava  solo  un anno  di  proroga,  dare  queste
  proroghe elettorali di anno in anno.
   Il  problema  si può risolvere seriamente se tutto  il  Parlamento
  anche  con  una  legge voto chiede la deroga al Governo  nazionale,
  attraverso il Presidente della Regione, per potere superare  quelle
  due  questioni  che  sono insuperabili, quella cioè  del  Patto  di
  stabilità e quella della deroga del personale, perché noi  dobbiamo
  dirci fino in fondo che al nord hanno la cassa integrazione, qui in
  Sicilia abbiamo avuto il precariato negli Enti locali. La verità  è
  questa
   Noi  non  abbiamo tutte le somme che danno al nord  per  la  cassa
  integrazione;  noi  abbiamo  un problema  che  è  sociale,  ma  che
  diventato  un  problema  di una utilità indispensabile  per  l'Ente
  locale, perché chiaro che in questo periodo proprio per le mansioni
  addotte questo personale è sicuramente diventato indispensabile con
  funzioni non più derogabili negli Enti locali.
   Vedete,  la situazione è drammatica perché alcuni sindaci,  alcune
  Amministrazioni  in  questo squarcio proprio di  fine  anno  stanno
  facendo   delle   delibere,  delibere  di   stabilizzazione   anche
  rischiando  sulla  propria pelle in deroga a  quelle  che  sono  le
  condizioni previste dalla legge con il 51 per cento del personale e
  andando  anche  sotto,  praticamente, la mannaia  della  Corte  dei
  Conti.
   E'  chiaro  che  questo  è un problema, è  diventato  un  problema
  indifferibile e urgente e sicuramente noi questa proroga a  quattro
  mesi,  così  come diceva il mio collega, potevamo portala  a  sette
  mesi perché chiaramente la norma nazionale va vista nel complesso.
   Noi  abbiamo per il 2013 e il 2014 nel Fondo unico del  precariato
  le  somme  che  erano previste e, quindi, potevamo sicuramente  non
  limitarci ai quattro mesi. Ma questi quattro mesi devono servire al
  Governo regionale e  a tutto il Parlamento regionale siciliano,  al
  di  là  del  gioco  delle parti, perché su questo  sicuramente  non
  faremo  un  buon servizio al precariato di questi enti  locali  che
  sono  circa  20  mila forse, perché già hanno subìto  la  disparità
  quando  è  stato  stabilizzato il personale a livello  regionale  e
  quando  non è stato stabilizzato a livello di enti locali.  Allora,
  non   vi  era  il  patto  di  stabilità,  oggi  siamo  praticamente
  inchiodati  da queste norme che sono norme finanziarie e  quindi  a
  cui noi, purtroppo, dobbiamo in un certo senso sottostare.
   Ed  allora, facendo leva su quello che deve essere il proposito da
  parte  di  tutti,  prima  della Finanziaria noi  dobbiamo  tentare,
  attraverso  -  speriamo - un Governo nazionale sensibile  a  questa
  problematica di arrivare dopo i quattro mesi finalmente, a  trovare
  soluzioni  adeguate. Perché veda, signor Presidente,  io  condivido
  che non è una soluzione quella sicuramente di portare il precariato
  degli enti locali nel  privato perché sicuramente lì non avranno la
  garanzia di una stabilizzazione.
   Ed  allora, su questo tema, al di là della demagogia di  parte,  è
  chiaro che ci vuole una riflessione. Ci sono quattro mesi di tempo,
  non si arrivi all'ultimo secondo dell'ultima notte utile per potere
  esaminare  un  disegno di legge che sicuramente è di  un'importanza
  sociale importantissima per la Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà. Siccome è intervenuto più volte confido nella sua bontà  a
  contenere i tempi.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  soltanto  per
  rivendicare  il nostro contributo a questa approvazione  di  questa
  norma  che,  al  di  là di qualche commento fuori  dalle  righe  di
  qualche  collega, io credo sia una norma che di fatto  consente  ad
  una  platea  che  comunque  svolge una  funzione  importante  nella
  pubblica Amministrazione siciliana, di poter continuare la  propria
  opera, io dico, meritoria, checché qualcuno ne voglia dire, checché
  qualcuno oggi ne voglia fare strumento di becera demagogia.
   Oggi,  però,  dobbiamo dire che questa norma non nasceva  bene,  è
  stata  corretta,  è  stata corretta grazie  al  nostro  intervento,
  all'intervento che abbiamo fatto in Aula, in Commissione prima,  in
  Aula ora e l'abbiamo fatto quando si stava cercando di ridurre   il
  cofinaziamento ai comuni; l'abbiamo fatto quando i comuni  sotto  i
  15  mila abitanti si vedevano defalcato, ridotto il cofinanziamento
  dal 90 per cento al 65  per cento, quando i comuni superiori ai  15
  mila  abitanti si vedevano ridotto il cofinanziamento  dall'80  per
  cento  al 55 per cento e quando gli enti territoriali, consorzi  di
  bonifica,  Camere  di  commercio ex ASI, oggi  IRSAT,  si  vedevano
  ridotto dal 100 per cento al 75 per cento questo cofinanziamento.
   Ebbene,  l'abbiamo  fatto  perché  ritenevamo  che  i  comuni  non
  potessero  essere  messi  in  ginocchio  più  di  quanto  lo  sono.
  L'abbiamo  fatto  nella  consapevolezza  che  bisogna  da  un  lato
  salvaguardare   queste  categorie  deboli,  così  come   ha   detto
  opportunamente  il  Presidente  Crocetta,  dall'altro  lato   nella
  considerazione  che i comuni oggi sono al limite  del  crack,  come
  qualcuno  ha  detto  e giustamente riteniamo lei  è  là  Presidente
  Ardizzone, ha potuto dichiarare nel suo discorso di insediamento.
   Ebbene, oggi io credo che questo disegno di legge è un disegno  di
  legge  così, che stiamo approvando ma che non ha proprio nulla  poi
  di  meritorio  tranne  una norma come annuncio,  programmatica,  di
  principio che difficilmente a mio avviso sarà attuabile.
   Io avevo chiesto in Commissione che la stessa venisse espunta, non
  mi  è  stato  consentito.  Non voglio ripresentare  un  emendamento
  soppressivo perché non dobbiamo fare ostruzionismo, però credo  che
  l'articolo  2  che  riguarda queste disposizione   di  contenimento
  della spesa e che prevedrebbe, in un certo senso, l'utilizzo del 20
  per  cento  di questo personale in aziende private come  misura  di
  fuoriuscita è chiaro che è una concezione di mero principio, perché
  difficilmente  si potrà attuare questa norma, perché  questa  norma
  per  essere attuata ci vuole una norma di settore, perché una norma
  di  settore dovrebbe prevedere una graduatoria, dovrebbe  prevedere
  una selezione e, poi, alla fine, dovrebbe trovare anche il consenso
  della  controparte. Certo, giusta, importante e meritoria sotto  un
  profilo  di  principio,  difficilmente applicabile  poi  nella  sua
  realizzazione pratica.
   Ed  allora, è chiaro che questo disegno di legge per il quale  noi
  ci  sentiamo di esprimere un voto, sì, favorevole, e lo esprimiamo,
  come  Gruppo,  nella  considerazione che mettiamo  al  primo  posto
  l'uomo,  le donne, i lavoratori. E li mettiamo al primo  posto  non
  perché  qua  lo stiamo facendo per quattro  mesi, come qualcuno  ha
  voluto dire; ma perché negli anni passati per quanto tempo si  sono
  fatte  le  proroghe? Le proroghe si sono fatte limitate  nel  tempo
  all'esercizio   provvisorio.   Non   potevamo   allungarle    oltre
  l'esercizio provvisorio;  quindi, non è che poi è stato fatto tutto
  questo sforzo come è stato detto da qualcuno.
   E'  chiaro  che  noi  riteniamo, presidente Crocetta,  che  questa
  ancora  sia  una fase di rodaggio ed è giusto perché  lei  non  può
  arrivare  qua con la bacchetta magica a risolvere tutti i  problemi
  della  Sicilia,  assolutamente no  Non  lo  pretendiamo,  ma  siamo
  convinti   che  questo  Parlamento  debba  lavorare  nell'interesse
  collettivo.
   Da  parte di questa opposizione, che è un'opposizione costruttiva,
  non ci sarà mai ostruzionismo. Ci aspettiamo, però, segnali chiari,
  segnali  concreti, segnali costruttivi, anche dal Governo,  segnali
  che  da  gennaio  non  dovranno tardare ad  arrivare,  segnali  che
  possono     cambiare     la    struttura,     la     strutturazione
  dell'Amministrazione  regionale e che  possano  anche  guardare  ad
  un'idea produttiva dell'utilizzo dei fondi pubblici.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, Assessori, onorevoli  colleghi,  solo
  per  aggiungere  e  ricordare, ove possibile, al  Presidente  della
  Regione  che in questi giorni si è battuto affinché -  e  ha  fatto
  bene  -  non  si perdesse un posto di lavoro. Un precario  non  può
  perdere un posto di lavoro, anche perché in questo ultimo ventennio
  -  mi aggiungo alle parole dette dall'onorevole Musumeci ed altri -
  oltre il danno, la beffa
   Lei  deve considerare una cosa: ci sono articolisti, che sono nati
  nel  1988, che ancora ad oggi sono precari. Ci sono LSU,  che  sono
  nati  dopo, che sono stati stabilizzati. Questa è la vera  vergogna
  che c'è, carissimi colleghi
   E  poi  l'altra  vergogna ancora che nella  stessa  stanza,  nello
  stesso  ufficio,  nello stesso palazzo, troviamo  LSU  assunti  nel
  2006, cari colleghi del Movimento 5 Stelle, queste sono le vergogne
  di  questo Parlamento, non di questo Parlamento che spero cambi  le
  regole,  ma  di  quelli che ci hanno preceduto negli anni  passati,
  negli  anni scorsi, nell'ultimo ventennio, che chi è stato  assunto
  come  precario  nel  2006 lavora a 24 ore, quelli  che  sono  stati
  assunti  nel 2003, quindi tre anni prima (articolo 16), lavorano  a
  18 ore, carissimo Presidente. Questa è la vergogna
   Quando  due  persone  la  mattina alle 9.00  entrano  allo  stesso
  orario, uno lavora per 18 ore e l'altro lavora per 24 ore e  si  ha
  la  fatalità che chi lavora per 24 ore è entrato dopo e articolisti
  che sono quelli che sono quelli che sono.
   Il  Governo precedente con il Parlamento in primis, nella  passata
  legislatura, abbiamo approvato la legge regionale n.  24  del  2010
  che  dava  la  possibilità  ai comuni di assumere  e  stabilizzare,
  pagando per ulteriori cinque anni più cinque per la categoria C e D
  e  dieci  anni per la categoria A e B, di continuare a pagare  alla
  Regione siciliana il contributo che si elargisce per i comuni,  per
  il  90  per  cento a quelli del 2006 e quelli del 60 per cento  del
  2003.
   Io   mi  auguro,  per  le  battaglie  che  noi  abbiamo  fatto  in
  quest'Aula,   io   in  prima  persona  che  ero  Presidente   della
  Commissione   Lavoro ,  abbiamo  tutti  lavorato  affinché   questo
  problema si potesse risolvere, ma è impossibile perché dare oggi la
  possibilità  ai  tanti precari di lavorare a 36 ore è  impensabile,
  non  ci  sono  i quattrini e poi abbiamo il problema del  Patto  di
  stabilità. Però, è possibile un'altra cosa ed è fondamentale che ci
  pensiamo  un po' tutti. Se noi, ad esempio, pensassimo di inserirli
  nel  contesto  di stabilizzazione a 20, 22 ore, abbiamo  fatto  dei
  calcoli  qualche  anno fa, è possibile fare una  stabilizzazione  e
  diamo  intanto dignità a questi signori, e diamo la possibilità  di
  andare  in  banca e andare a recuperare qualche euro, possibilmente
  potrebbero chiedere anche un mutuo, oggi non gli viene riconosciuto
  perché è precario.
   Se  noi  diamo  la  possibilità di inserirli  nel  contesto  della
  stabilizzazione per 22 ore, nell'arco di questo quinquennio, signor
  Presidente,  lei possibilmente porterà a casa, e noi tutti,  questo
  Parlamento,  un  risultato non indifferente,  un  risultato  che  i
  precari ancora aspettano da questo Parlamento.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dina. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  perché
  chiamato in causa dal collega Venturino. Mi ero riproposto  di  non
  intervenire sui temi generali e così farò.
   Ritengo che le argomentazioni poste in essere dal collega sono  un
  po'  fuorvianti,  nel  senso che non ripercorrono  le  procedure  e
  quello  che  è  successo, non ripercorrono la  verità  delle  cose,
  perché  gli  atti  posti in essere hanno rispettato  regolamenti  e
  procedure  e, possibilmente, sono sfuggiti anche al collega  che  è
  attento nell'attività parlamentare.
   La  V  Commissione  aveva  esitato un disegno  di  legge  con  una
  impostazione,  con  un articolato ben preciso  che  è  arrivato  in
  Commissione   Bilancio   ed   è stato esaminato  per  la  copertura
  finanziaria.   In  quella  stessa  sede  diversi   deputati   hanno
  presentato   degli  emendamenti  di  merito  che  non  sono   stati
  apprezzati  dalla  Commissione  Bilancio  ma sono  stati  rimandati
  alla quinta commissione che ha ritenuto, nella presa d'atto finale,
  di apprezzarli e di inserirli nel testo.
   Questa  è la storia semplice, senza carenza di trasparenza,  senza
  tortuosità,  è  nei regolamenti ed è nella linearità dei  percorsi.
  Questo sul metodo, che è lineare e trasparente.
   Sul  merito,  ritengo si stava facendo una grossa discriminazione,
  perché  quando  lei  parla  di  ente che chiude  e  fa  riferimento
  all'Agenzia  per l'impiego, parliamo di un dipartimento  regionale,
  che  ancorché  cessante fa riferimento alla Regione siciliana,  sia
  che  si chiama Agenzia per l'impiego, o Dipartimento lavoro. Chi  è
  titolare  del rapporto è la Regione siciliana, quindi  parliamo  di
  lavoratori  che  sono  alla  stessa stregua  dei  tanti  lavoratori
  precari che sono oggetto delle norme attuali.
   Io  ritengo  che  venga fatta una prevaricazione non  considerando
  questi  soggetti dentro questa platea così come sempre  è  stato  e
  fino ad oggi è stato, tant'è che sono stati nel passato titolari di
  una  proroga,  sono stati vincitori di una selezione, sono  persone
  che  rientrano  nella  platea  dei precari.  Poi,  lei  avrà  anche
  evidenziato in questa platea ingegneri, laureati, geologi dentro la
  Protezione  civile.  Quindi, il precario non  è  solo  l'LSU  o  il
  precario degli enti locali che svolge quel ruolo e ha quel tipo  di
  retribuzione. Troverà anche gente con altra retribuzione. Su questo
  si potranno fare gli approfondimenti dovuti e si verificherà.
   Però,  per  legge  escludere  da un  processo  di  proroga  questi
  soggetti ancorché la loro proroga scadrebbe a maggio, introdurrebbe
  un  vulnus serio nel considerare questa platea fuori da un processo
  e  sarebbe  una  grande disparità di trattamento  al  contrario  di
  quello  che è stato fatto. E' disparità escluderli, non è disparità
  includerli dentro il processo.
   Per  cui,  rispetto  ad  eventuali  emendamenti  che  cercano   di
  ripristinare,  sarò  sicuramente  contrario  e  annuncio  il   voto
  contrario  agli  emendamenti che vanno nel senso di  creare  queste
  disparità laddove verranno proposte.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panarello.  Ne  ha
  facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso  che  una
  materia  così  delicata  che  ci accompagnerà  presumibilmente  per
  l'intera  legislatura, vada affrontata nel modo più  sobrio  e  più
  costruttivo  possibile. Partendo, per esempio, da  una  discussione
  che  probabilmente non andava fatta in questa circostanza, ma  sarà
  sicuramente  all'ordine del giorno nei lavori della  Commissione  e
  del Parlamento a partire da proposte che ogni Gruppo parlamentare o
  lo stesso Governo avanzerà in questo senso.
   Oggi, il Governo regionale responsabilmente - noi abbiamo avuto le
  elezioni il 28 ottobre, sembra cinque anni fa ma invece sono appena
  due  mesi  fa.  e  il  Parlamento che è quello che  legifera  si  è
  sostanzialmente insediato ieri. Quindi, immaginare  di  fare  norme
  più complesse in una settimana con la scadenza del 31 dicembre   mi
  pare del tutto velleitario.
   Non voglio usare aggettivi polemici. Ma vorrei richiamare tutti  i
  colleghi,  in particolare i colleghi del PDL e dell'opposizione  di
  centrodestra,  a considerare la complessità del tema e  soprattutto
  ad  avere  rispetto per quelle migliaia di persone che  vivono  una
  condizione di disagio e alle quali non possiamo propinare argomenti
  demagogici  che non modificano di un millimetro la loro  condizione
  attuale e neanche la loro prospettiva.
   Fra  l'altro, vorrei ricordare, che questo Parlamento anche  nella
  precedente legislatura - e lo vorrei ricordare al collega Caputo  -
  si  è  occupato  di  questa  materia.  Ha  cercato  di  predisporre
  strumenti   che  consentissero  gradualmente  una  prospettiva   di
  occupazione  stabile  per questi soggetti. Non  è  stato  possibile
  perché  nel frattempo il Governo nazionale, attraverso il  Ministro
  Brunetta,  aveva  modificato le norme a suo tempo nella  precedente
  legislatura  fatte  dal  Governo Prodi, che  hanno  sostanzialmente
  impedito   qualunque  processo  di  stabilizzazione.   Il   Governo
  Berlusconi  e il Ministro Brunetta hanno fatto le loro valutazioni,
  avranno avuto le loro ragioni. Ma questo è successo
   Quindi,  quando parliamo di queste cose, dobbiamo essere  precisi,
  perché altrimenti diciamo sciocchezze e, soprattutto, confondiamo i
  nostri  interlocutori  e  tra  di noi  non  ci  capiamo.  Questo  è
  intervenuto   nella  precedente  legislatura.   Perché   tutta   la
  Commissione   Lavoro ,  tutte  le forze  politiche  presenti  nella
  Commissione   Lavoro  avevano pensato, visto  che  in  Sicilia  c'è
  questo   problema,  una  normativa  che  consentisse   gradualmente
  l'immissione  in  ruolo  di questi soggetti.  Gradualmente,  perché
  immaginare   che   improvvisamente   immettiamo   nella    pubblica
  amministrazione 20 mila persone è assolutamente insensato
     E  io  voglio  dare atto al Presidente Crocetta di  avere  fatto
  quella norma che è stata criticata dal collega Falcone perché vuole
  segnalare a tutti, a difesa di questi lavoratori, che se si aprisse
  la   possibilità   di  un  uso  nel  privato  e   cioè   attraverso
  l'utilizzazione  di  fondo pubblici, fondi comunitari  e  così  via
  dicendo,  si potrebbe ridimensionare l'impatto di questa  massa  di
  persone. E' un modo per salvaguardare queste persone.
   Ora, se noi non capiamo questo o giochiamo su queste cose a chi la
  spara  più  grossa,  a chi stabilisce che questi lavoratori  devono
  essere  immessi subito in ruolo,  non avere un ventiquattro ore  ma
  piuttosto quarantotto e così via dicendo, forse ci tiriamo appresso
  qualche applauso, ma guardate che non modifichiamo di un millimetro
  la situazione e soprattutto la condizione di queste persone.
   Quindi,  io  pregherei tutti di ragionare su queste  cose  con  la
  massima  prudenza  possibile per costruire passo dopo  passo  nelle
  condizioni  date, in un contesto che è ostile, ostile  alla  storia
  che si è determinata in Sicilia, fuori dalla Sicilia, perché non la
  capiscano  molto  spesso  o, peggio ancora, viene  strumentalizzata
  dalle  altre istituzioni nazionali e nello stesso tempo, ragionando
  concretamente, sulle misure possibili per tutelare questi  soggetti
  e garantire loro una prospettiva.
   Io  penso  che  questo dobbiamo fare e lo dico richiamando  tutti,
  veramente, ad uno sforzo collettivo, il Governo per la parte di sua
  competenza,  ma  anche  l'intero Parlamento, perché  altrimenti  su
  questa  materia faremo bei dibattiti e faremo bei discorsi, ma  non
  aiuteremo queste persone non solo a non uscire da una condizione di
  difficoltà, ma neanche ad avere una prospettiva seria.

   PRESIDENTE.  Dichiaro  chiusa la discussione  generale.  Pongo  in
  votazione  il passaggio all'esame degli articoli. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
        Proroghe di contratti di personale a tempo determinato

   1.  I  contratti  di  lavoro subordinato a tempo  determinato,  in
  essere  alla data del 30 novembre 2012, eccezion fatta  per  quelli
  già  alle dipendenze dei Dipartimenti regionali soppressi, ai sensi
  dell'articolo 5, comma 1, della legge regionale 9 maggio  2012,  n.
  26,  ivi  compresi  i  soggetti  di  cui  alla  lettera  d)  previa
  trasformazione a domanda del contratto co.co.pro. in  contratto  di
  lavoro subordinato a tempo determinato per i contratti in essere al
  30  novembre  2012  con almeno cinque anni di  proroghe  di  legge,
  previo   accordo   decentrato  con  le   organizzazioni   sindacali
  rappresentative  del  settore interessato e previa  verifica  della
  imprescindibile esigenza del fabbisogno di risorse umane  da  parte
  dei  dirigenti generali, nel rispetto del combinato disposto  delle
  disposizioni  di cui alle leggi statali in materia  di  proroga  di
  rapporti  di lavoro presso le pubbliche amministrazioni  e  di  cui
  all'articolo 14, commi 24-bis e 24-ter del decreto legge 31  maggio
  2010,  n.  78, convertito con modificazioni dalla legge  30  luglio
  2010, n. 122 e successive modifiche ed integrazioni, sono prorogati
  fino  al 30 aprile 2013, con riserva di utilizzazione delle  stesse
  risorse umane anche da parte dei soggetti attuatori delle ordinanze
  nei  settori  della protezione civile, dei rifiuti e dell'ambiente,
  con priorità rispetto all'utilizzazione di personale non dipendente
  dalla Regione siciliana.

   2.  Per  le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, fino  al  30
  aprile  2013,  la  spesa complessiva nel limite  massimo  di  9.143
  migliaia  di euro. Il relativo onere trova riscontro nell'esercizio
  provvisorio   autorizzato   con  delibera   legislativa   approvata
  dall'Assemblea   regionale  siciliana  il             relativo   al
  bilancio  di  previsione della Regione per  l'anno  2013  -  U.P.B.
  4.2.1.5.2 - capitolo 215704 accantonamento 1001.

   3.  Nelle  ipotesi  in cui il personale di  cui  al  comma  1  sia
  utilizzato  per le finalità delle ordinanze richiamate al  medesimo
  comma,  le relative risorse sono versate nelle casse della Regione,
  con imputazione al bilancio dell'entrata».

   GRECO MARCELLO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  MARCELLO, presidente della Commissione.  Signor Presidente,
  onorevole  Presidente  della Regione, signori Assessori,  onorevoli
  colleghi, in via preliminare debbo ringraziare tutta la Commissione
   Lavoro  per la collaborazione e il grande aiuto che mi hanno  dato
  per redigere e portare in Aula il decreto legge con gli emendamenti
  approvati.
   Colleghi del Movimento 5 Stelle mi avete chiamato in causa e debbo
  dire ringrazio il collega Dina per il suo intervento, ma debbo dire
  che   effettivamente   l'intera  procedura  che   abbiamo   seguito
  dall'inizio,  nella prima parte e poi successivamente questa  sera,
  non   ci   sono  delle  irregolarità,  non  c'è  nulla  di  strano,
  l'emendamento in questione proveniva dalla Commissione   Bilancio ,
  con  il  parere  favorevole  del  Governo  l'abbiamo  approvato   a
  maggioranza, tra l'altro collega Venturino lei è anche uscito e non
  si è astenuto sulla questione, quindi  se problemi ci sono stati io
  le  do  atto, le posso chiedere anche scusa della problematica  che
  c'è  stata,   però  lei sa  nella politica, alla  fine,  contano  i
  numeri,  contano  le  decisioni  democratiche  e  quelle  decisioni
  democratiche  che  sono  appunto  i  numeri  debbono   essere   poi
  rispettati in democrazia.
   Quindi, io ritengo chiuso questo episodio e mi auguro che  per  il
  prosieguo non si debbano più  verificare episodi del genere.
   Onorevole  Presidente Crocetta, io mi rivolgo a lei  per  l'ottimo
  lavoro che fin qui ha fatto per questa gente per questa gente,  per
  i  precari,  che  la politica ha la responsabilità  principale,  la
  politica  partitica, quella politica che li ha inseriti  nel  mondo
  del lavoro per creare elementi di carattere elettorale e poi li  ha
  lasciati al loro destino.
   Allora,  è  la  politica  tutta intera,  e  questo  Parlamento  in
  particolare, a cercare di risolvere questi problemi, che - ripeto -
  sono  tantissimi,  perché  stabilizzare i  24  mila  precari  della
  Regione  Sicilia  sia quelli dell'impresa, sia quelli  del  settore
  pubblico,   certamente   non  sarà  facile,  onorevole   Presidente
  Crocetta.   Non   vorrei  trovare  che  fra  quattro   mesi,   dopo
  l'ultimatum,  dopo la fine dell'esercizio provvisorio di  bilancio,
  ci ritrovassimo a dover nuovamente ricorrere a uno strumento che  è
  quello  della  proroga,  che  da  troppo  tempo  viene  realizzato.
  Onorevole  Presidente  Crocetta, lei ha la possibilità  di  trovare
  quelle  risorse economiche e finanziarie che possano  servire  alla
  stabilizzazione dei precari, lei ha detto bene, abbiamo avuto  poco
  tempo  e  cercheremo  da ora in avanti di rispettare  i  tempi  per
  realizzare quello che si è detto. Ma non sarà facile, perché non  è
  facile  poter superare i problemi riguardanti il Commissario  dello
  Stato  che chiaramente, come ha fatto nel decreto legge che abbiamo
  sin qui discusso, dove ha tagliato un po' di tutto.
   Allora  le ribadisco, onorevole Presidente Crocetta, che lei  deve
  trovare  una soluzione anche a livello del Commissario dello  Stato
  perché  non  può  lo  Stato,  con il suo Commissario,  intervenire,
  tagliare e lapidare quello che si fa in questa Regione. Dice  bene,
  dobbiamo  applicare lo Statuto siciliano, l'articolo 37  ed  altri,
  però è anche vero che bisogna risolvere il problema giuridico della
  questione. Bene, c'è la Corte Costituzionale, e allora rivolgiamoci
  alla  Corte  Costituzionale per avere chiarezza, se è  possibile  o
  meno che il Commissario dello Stato possa intervenire su quelle che
  sono  le  norme che noi poniamo, e soprattutto le norme finanziarie
  che possono riguardare i precari.
   Questo è quello che il mio Movimento e questo Commissione tutta le
  chiede,  poter  combattere e poter realizzare  quelli  che  sono  i
  cambiamenti  di questa Regione. Noi ci contiamo e speriamo  che  al
  più presto questa legge sulla stabilità dei precari venga posta  in
  essere e possa essere realizzata. Mi auguro che questa sia l'ultima
  volta  che si possa parlare di proroga dei precari e che finalmente
  questa  gente  possa trovare quello che merita anche nell'interesse
  della politica, che possa dare appunto una risposta a questa gente.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Greco.
   Onorevoli  colleghi, dobbiamo fare il punto della  situazione  per
  comprendere    quanti   emendamenti   sono   arrivati    ai    fini
  dell'ammissibilità.
   Comunico che all'articolo 1 è stato presentato l'emendamento 1.1 a
  firma degli onorevoli Venturino e Cancelleri.
   Onorevoli colleghi, vorrei fare chiarezza su una questione  perché
  capisco l'intervento che era stato fatto precedentemente in  ordine
  alla discussione e alla confusione nel momento in cui si votano gli
  emendamenti.  Gli emendamenti portano dei numeri progressivi,  1.1,
  1.2,  1.3,  ma  ciò  non  significa che vengono  chiamati  in  base
  all'ordine progressivo, perché quest'ordine è dato sulla base della
  loro  presentazione; sono poi gli Uffici che distribuiscono  questi
  emendamenti sulla base degli articoli di riferimento. E' chiaro che
  un emendamento riferito ad un comma successivo, al comma 6 rispetto
  al  comma  5,  anche  se è stato presentato prima,  verrà  discusso
  successivamente.   Quindi,  vi  chiedo  di   prestare   particolare
  attenzione.
   Si passa all'emendamento 1.1.

   CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
        :
   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento  dagli onorevoli Cancelleri, Cappello,  Ciaccio,  Dina,
  Foti,  La  Rocca, Mangiacavallo, Siragusa, Trizzino, Troisi,  Zito,
  indìco la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            61
   Votanti             60
   Maggioranza         31
   Favorevoli          34
   Contrari            25
   Astenuto              1

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 1,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
          Disposizioni in materia di contenimento della spesa

   1.    Il    Governo   regionale   è   autorizzato    ad    emanare
  all'Amministrazione regionale ed agli Enti di  cui  all'articolo  1
  della  legge  regionale  30  aprile 1991,  n.10  le  direttive  che
  prevedano  la  stipula di apposite convenzioni  che  prevedano  una
  riserva   di  impiego  di  soggetti  appartenenti  al  bacino   del
  precariato di cui all'articolo 71 della legge regionale 28 dicembre
  2004,  n.  17  e  dei soggetti di cui all'articolo 52  della  legge
  regionale  12  maggio  2010, n. 11 e i soggetti  destinatari  delle
  garanzie   occupazionali  previste  dalla  legislazione   regionale
  vigente.

   2.  I soggetti utilizzatori di cui agli articoli 1 e 3 sono tenuti
  ad adottare, entro il 28 febbraio 2013,  un piano contenente misure
  di   razionalizzazione volte a conseguire un risparmio  strutturale
  annuo  non  inferiore al 20 per cento della spesa  complessivamente
  autorizzata dai medesimi articoli su base annua, al fine di ridurre
  corrispondentemente gli oneri a carico del bilancio regionale anche
  attraverso le modalità di seguito indicate:

   a)  attuazione  di  programmi  di riqualificazione  e  formazione,
  finalizzati  a favorire la  progressiva ricollocazione nel  sistema
  produttivo  privato, tenendo conto anche delle  misure  agevolative
  previste  dalla  legislazione nazionale  e  regionale  vigente  per
  favorire l'occupazione;

   b)  utilizzo  del  personale  di cui  al  presente  articolo,  ove
  compatibile  in  relazione  alle professionalità  richieste  e  nel
  rispetto della normativa comunitaria, nei  progetti a titolarità  o
  regia regionale, finanziati con risorse extraregionali;

   c) nuove o maggiori entrate strutturali;

   d) risparmi di spesa».

   Non  essendo  stati  presentati emendamenti,  pongo  in  votazione
  l'articolo 2.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Alla  votazione si sono astenuti i gruppi parlamentari PDL,  Lista
  Musumeci, Partito dei Siciliani - MPA, PID - Cantiere popolare.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
    Prosecuzione di rapporti del personale destinatario del regime
                              transitorio
                     dei lavori socialmente utili.

   1.  I  contratti  di  lavoro subordinato a tempo  determinato  del
  personale   destinatario  del  regime  transitorio  dei  lavoratori
  socialmente  utili, in scadenza nell'anno 2013 ed  in  essere  alla
  data  del  30  novembre  2012, previo  accordo  decentrato  con  le
  organizzazioni sindacali rappresentative del settore interessato  e
  permanendo  il  fabbisogno organizzativo e le  comprovate  esigenze
  istituzionali, volte ad assicurare i servizi già erogati dagli enti
  di  cui all'articolo 1 della legge regionale 30 aprile 1991,  n.10,
  nel  rispetto del combinato disposto delle disposizioni di cui alle
  leggi statali in materia di proroga di rapporti di lavoro presso le
  pubbliche amministrazioni e di cui all'articolo 14, commi 24-bis  e
  24-ter  del  decreto  legge 31 maggio 2010, n. 78,  convertito  con
  modificazioni  dalla  legge 30 luglio 2010,  n.  122  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, possono proseguire fino al  30  aprile
  2013  e,  comunque,  nei limiti degli stanziamenti  di  bilancio  a
  valere sulle disponibilità del Fondo unico per il precariato di cui
  al  combinato  disposto dell'articolo 71 della legge  regionale  28
  dicembre  2004,  n.  17,  dell'articolo 6,  comma  5,  della  legge
  regionale   9  maggio  2012,  n.  26  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, iscritto nel bilancio di previsione della Regione per
  l'anno  2013  di  cui  all'esercizio  provvisorio  autorizzato  con
  delibera  legislativa approvata dall'Assemblea regionale  siciliana
  il           .

   2. L'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali
  e  del lavoro è autorizzato a disporre, fino al 30 aprile 2013,  la
  prosecuzione  degli  interventi in  favore  dei  soggetti  in  atto
  impegnati  nelle attività socialmente utili di cui  all'articolo  1
  della  legge  regionale 5 novembre 2001, n. 17. Al relativo  onere,
  quantificato nel limite massimo di 12.104 migliaia di euro fino  al
  30  aprile  2013,  si  fa fronte nei limiti degli  stanziamenti  di
  bilancio  a  valere  sulle disponibilità del  Fondo  unico  per  il
  precariato  di  cui  al combinato disposto dell'articolo  71  della
  legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, dell'articolo 6, comma  5,
  della  legge regionale 9 maggio 2012, n. 26 e successive  modifiche
  ed  integrazioni, iscritto nel bilancio di previsione della Regione
  per  l'anno  2013 di cui all'esercizio provvisorio autorizzato  con
  delibera  legislativa approvata dall'Assemblea regionale  siciliana
  il           .

   3.   E'  autorizzata  sino  al  30  aprile  2013  la  prosecuzione
  dell'attività relativa ai soggetti utilizzati ai sensi  e  per  gli
  effetti di cui al comma 9 dell'articolo 51 della legge regionale 12
  maggio  2010,  n.  11.  Per  le  finalità  del  presente  comma   è
  autorizzata  la  spesa di 800 migliaia di euro. Il  relativo  onere
  trova riscontro nell'esercizio provvisorio autorizzato con delibera
  legislativa   approvata  dall'Assemblea  regionale   siciliana   il
                relativo al bilancio di previsione della Regione  per
  l'anno  2013  -  U.P.B. 4.2.1.5.2 capitolo 215704 -  Accantonamento
  1001».

   Non  essendo  stati  presentati emendamenti,  pongo  in  votazione
  l'articolo 3.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Alla  votazione si sono astenuti i gruppi parlamentari PDL,  Lista
  Musumeci, Partito dei Siciliani - MPA, PID - Cantiere popolare.
   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4.
        Proroghe di contratti relativi a personale del CEFPAS,
     degli enti parco,  delle camere di commercio  e dei Consorzi
                                  ASI

   1.  Il  Centro per la formazione permanente e l'aggiornamento  del
  personale  del  servizio sanitario (CEFPAS),  gli  enti  parco,  le
  camere  di  commercio,  industria, artigianato  ed  agricoltura,  i
  consorzi  per  le aree di sviluppo industriale, nel rispetto  delle
  disposizioni  di cui alle leggi statali in materia  di  proroga  di
  rapporti  di lavoro presso le pubbliche amministrazioni  e  di  cui
  all'articolo 14, commi 24-bis e 24-ter del decreto legge 31  maggio
  2010,  n.  78, convertito con modificazioni dalla legge  30  luglio
  2010,  n.  122   e  successive modifiche ed  integrazioni,  possono
  prorogare,  nei limiti delle rispettive disponibilità  finanziarie,
  fino  al  30 aprile 2013, i rapporti di lavoro in essere alla  data
  del 30 novembre 2012.

   2.  Per le finalità di cui al comma 1, l'Assessorato regionale del
  territorio e dell'ambiente è autorizzato, fino al 30 aprile 2013, a
  trasferire  agli  enti parco la somma di 107 migliaia  di  euro.  I
  relativi  oneri  trovano riscontro nel bilancio  pluriennale  della
  Regione  per il triennio 2012-2014 - U.P.B. 12.2.1.3.3 al  capitolo
  443305   trasferimenti  a  favore degli enti  parco  e  degli  enti
  gestori  delle riserve naturali, destinati al trattamento economico
  del  personale assunto per la gestione e la vigilanza dei parchi  e
  delle riserve».

   Comunico  che  sono stati presentati dal Governo  gli  emendamenti
  4.1. e 4.2.
   Si passa all'emendamento 4.2. Il parere della Commissione?

   GRECO MARCELLO. presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 4.1. Il parere della Commissione?

   GRECO MARCELLO. presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 4, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo 5.
                   Abrogazioni e modifiche di norme

   1.  L'articolo 9 della legge regionale 8 novembre 2007,  n.  21  è
  abrogato.

   2.  Il  termine per il rinnovo dei componenti le Commissioni delle
  sezioni provinciali dell'UREGA, già prorogato dall'articolo 3 della
  legge  regionale 11 aprile 2012, n. 23, è differito   al  30  marzo
  2013».

   Non  essendo  stati  presentati emendamenti,  pongo  in  votazione
  l'articolo 5.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Alla  votazione si sono astenuti i gruppi parlamentari PDL,  Lista
  Musumeci, Partito dei Siciliani - MPA, PID - Cantiere popolare.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della  Regione  ed  entrerà in vigore il giorno  stesso  della  sua
  pubblicazione.

   2.  Le  disposizioni  della  presente legge  producono  effetti  a
  decorrere dall'1 gennaio 2013.

   3.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Non  essendo  stati  presentati emendamenti,  pongo  in  votazione
  l'articolo 6.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Alla  votazione si sono astenuti i gruppi parlamentari PDL,  Lista
  Musumeci, Partito dei Siciliani - MPA, PID - Cantiere popolare.


   Presidenza del presidente Ardizzone


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge «
     Norme in materia di personale. Disposizioni contabili» (58/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di legge «Norme in materia di personale. Disposizioni
  contabili» (57/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  62
   Maggioranza         32
   Favorevoli          62

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Ardizzone


     Discussione del disegno di legge «Disposizioni in materia di
                   servizio idrico integrato» (57/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede con la discussione del disegno  di  legge
  Disposizioni in materia di servizio idrico integrato» (57/A), posto
  al numero 3).
   Invito  i  componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Ha  facoltà di parlare l'onorevole Palmeri, relatore, per svolgere
  la relazione.

   PALMERI,  relatore.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il
  presente  disegno di legge si propone di dettare norme  transitorie
  per  la  regolazione del servizio idrico, in attesa  che  entro  il
  termine di 6 mesi venga adottato una successiva legge regionale che
  rimoduli il servizio idrico.
   Una  prima parte del testo è dedicata al riconoscimento di  taluni
  principi  stigmatizzati nella formula dell'acqua  quale  patrimonio
  pubblico.  Si  autorizza la Regione nel rispetto  dei  principi  di
  sussidiarietà  differenziazione  ed  adeguatezza  ad   avviare   il
  processo di riattribuzione nelle funzioni esercitate dalle autorità
  di  ambito territoriale ottimale di cui agli articoli 148 e 202 del
  Decreto legislativo n. 152 del 2006.
   Come  regolata dal decreto del presidente della regione  7  agosto
  2001   in   attuazione  di  quanto  stabilito  dal   comma   186bis
  dell'articolo   2  della  legge  191  del  2009  che   prevede   la
  soppressione di tali Enti alla data del 31 dicembre 2012.
   Nel   procedere  alla  riorganizzazione  del  sistema  le  attuali
  autorità d'ambito territoriali vengono poste in liquidazione  e  si
  avvia il processo di revisione delle gestioni esistenti.
   Entro  sei mesi al completamento dell'attività di ricognizione  le
  funzioni delle predette autorità sono attribuiti ai comuni, i quali
  le esercitano in forma singola o associata.
   In  considerazione dei modelli individuati dal decreto legislativo
  267 del 2000.
   Si  rinvia  inoltre  alla successiva legge per la  disciplina  dei
  rapporti  giuridici attivi e passivi e dei rapporti  di  lavoro  in
  essere.
   Il  presente  disegno  di  legge  non  comporta  oneri  diretti  o
  indiretti per il bilancio della Regione siciliana.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione  generale e pongo in votazione il  passaggio  all'esame
  degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1.
              Disposizioni in materia di servizio idrico
                              integrato.

   1.  La  Regione  riconosce l'acqua quale  patrimonio  pubblico  da
  tutelare  e  trattare  in quanto risorsa limitata  di  alto  valore
  sociale,  ambientale,  culturale, economico e  sociale;  considera,
  altresì,  l'accesso  all'acqua quale diritto umano,  individuale  e
  collettivo  e  indirizza prioritariamente i propri  obiettivi  alla
  salvaguardia  dei  diritti  e delle aspettative  delle  generazioni
  future.

   2.   La  Regione,  nel  rispetto  dei  principi  di  sussidarietà,
  differenziazione ed adeguatezza, procede alla riattribuzione  delle
  funzioni  esercitate dalle Autorità di ambito territoriale ottimale
  di  cui  agli articoli 148 e 202 del decreto legislativo  3  aprile
  2006, n. 152 come regolate dal decreto del Presidente della Regione
  7  agosto 2001, in attuazione di quanto stabilito dal comma 186 bis
  dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191  e  successive
  modifiche ed integrazioni.

   3.   Il  territorio  regionale  è  riorganizzato  in  nove  ambiti
  territoriali  ottimali, su base provinciale, ai sensi dell'articolo
  147 del decreto legislativo 152/2006.

   4.  Al  fine  di  perseguire le preminenti finalità  di  interesse
  pubblico,  viene  avviato  il processo  di  riorganizzazione  della
  gestione  del  servizio idrico integrato negli Ambiti  Territoriali
  esistenti,  secondo principi di solidarietà ed equità.  Le  attuali
  Autorità  d'ambito territoriale ottimale sono poste in liquidazione
  dalla  data di entrata in vigore della presente legge. Le  funzioni
  di  commissario  straordinario e di liquidatore  sono  assunte  dai
  Presidenti   dei   consigli  di  amministrazione  delle   disciolte
  Autorità.   I  predetti  commissari  durano  in  carica   sino   al
  completamento   delle   attività  di  censimento   delle   gestioni
  preesistenti  e  di  verifica dello stato  dei  rapporti  giuridici
  attivi  e  passivi  e  comunque non oltre sei mesi  dalla  data  di
  entrata in vigore della presente legge.

   5.  Con  successiva legge regionale, da emanarsi  entro  sei  mesi
  dalla  data di entrata in vigore della presente legge, le  funzioni
  delle   Autorità  d'Ambito  sono  trasferite  ai  Comuni,  che   le
  esercitano  in forma singola o associata, con le modalità  previste
  dal  decreto  legislativo  18 agosto  2000,  n.  267,  senza  oneri
  aggiuntivi per la finanza pubblica. Con la medesima legge regionale
  sono disciplinate le modalità di successione nei rapporti giuridici
  attivi  e  passivi e le modalità di tutela dei rapporti  di  lavoro
  eventualmente in essere facenti capo alle Autorità d'Ambito.

   6.  Nelle more dell'approvazione della legge di cui al comma 5,  i
  comuni  che  non  hanno  consegnato gli  impianti  ai  gestori  del
  servizio idrico integrato, continuano la gestione diretta».

   Non  essendo  stati  presentati emendamenti,  pongo  in  votazione
  l'articolo 1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Alla  votazione si sono astenuti i gruppi parlamentari PDL,  Lista
  Musumeci, Partito dei Siciliani - MPA, PID - Cantiere popolare.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  pubblicazione..

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Non  essendo  stati  presentati emendamenti,  pongo  in  votazione
  l'articolo 2.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Alla  votazione si sono astenuti i gruppi parlamentari PDL,  Lista
  Musumeci, Partito dei Siciliani - MPA, PID - Cantiere popolare.


   Presidenza del presidente Ardizzone


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     «Disposizioni in materia di servizio idrico integrato» (57/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge «Disposizioni in materia di servizio  idrico
  integrato» (57/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  56
   Maggioranza         29
   Favorevoli          43
   Astenuti            13

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  bisogna  dare  atto  al  Parlamento  che  ha
  anticipato,  rispetto  al  31 dicembre,  l'approvazione  di  questi
  disegni di legge con la collaborazione di tutti.
   E' stato fatto un notevole sforzo. Io avevo detto che di notte non
  sarebbero  stati  approvati  disegni di  legge,  ma  abbiamo  fatto
  un'eccezione perché le Commissioni hanno fatto un ottimo lavoro,  e
  questo lo voglio mettere in evidenza
   La  seduta  è rinviata a martedì, 8 gennaio 2013, alle ore  16.00,
  preceduta  da una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  per  determinare  il nuovo programma dei lavori,  con  il  seguente
  ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Ardizzone


   I  -Comunicazioni
  II  - Discussione della mozione:

         N. 2 -     Iniziative  per  impedire  l'installazione  del
              sistema  militare  MUOS presso la  base  militare  di
              Niscemi (CL).

     La seduta è tolta alle ore 01.47 di domenica 30 dicembre 2012

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
              alle ore 03.30 di domenica 30 dicembre 2012

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA SEDUTA

  DISEGNO   DI   LEGGE  N.  70/A   AUTORIZZAZIONE  PER   L'ESERCIZIO
  PROVVISORIO  PER L'ANNO 2013. DISPOSIZIONI DIVERSE IN  MATERIA  DI
  PERSONALE .

     All'articolo 1:

   Emendamento 1.1

   All'articolo  1,  comma  1,  le parole   le  note  di  variazioni
   presentate all'Assemblea regionale  sono sostituite con le parole
    la  nota  di variazione connessa all'approvazione della presente
   legge   e  del  deliberato  legislativo   Norme  in  materia   di
   personale.   Disposizioni  contabili   approvato   dall'Assemblea
   Regionale.

    Emendamento 1.2

   Al comma 2 sono soppresse le parole  nonché per gli interventi di
   cui all'articolo 5 e

  DISEGNO  DI  LEGGE  N.  58/A   NORME IN  MATERIA  DI  PERSONALE.
  DISPOSIZIONI CONTABILI .

     All'articolo 1:

   Emendamento 1.1:

  Al  comma  1,  dopo le parole  30 novembre 2012  sono aggiunte  le
  seguenti   eccezion  fatta  per quelli  già  alle  dipendenze  dei
  Dipartimenti regionali soppressi ,

     All'articolo 4:

   Emendamento 4.2:

  Nella  rubrica sostituire le parole  Consorzi ASI  con  le  parole
   IRSAP .

   Al  comma  1  sostituire  le parole  I consorzi  per  le  aree  di
  sviluppo  industriale  con le parole  l'Istituto regionale  per  lo
  sviluppo delle attività produttive
   Emendamento 4.1:

  All'articolo 4, il comma 2 è sostituito dal seguente:  2.  Per  le
  finalità di cui al comma 1, l'Assessorato regionale del territorio
  e   dell'ambiente  è  autorizzato,  fino  al  30  aprile  2013,  a
  trasferire  agli enti parco la somma di 107 migliaia di  euro.  Il
  relativo   onere   trova   riscontro  nell'esercizio   provvisorio
  autorizzato  con  deliberato legislativo approvato  dall'Assemblea
  regionale  siciliana  il               relativo  al  bilancio   di
  previsione  della  Regione per l'anno 2013 - U.P.B.  12.2.1.3.3  -
  capitolo 443305'