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Resoconto d'Aula della Seduta n. 90 di martedì 05 novembre 2013
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  1380  - Chiarimenti circa l'accorpamento dell'Istituto  d'arte
  'Luigi Sturzo' di Caltagirone (CT) con altro Istituto scolastico.
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmataria: Raia Concetta

   N.  1381  -  Interventi finalizzati alla salvaguardia dei  livelli
  occupazionali del centro di ricerca Pfizer Italia di Catania.
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmataria: Raia Concetta

   N.  1382  - Notizie in merito alle anomalie gestionali riguardanti
  l'ERSU di Catania
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione

   Firmatario: Oddo Salvatore

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N. 1377 - Notizie relative alla qualità dell'aria nel quadrilatero
  industriale della provincia di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari: Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco;       Tancredi   Sergio;   Ciaccio   Giorgio;    Ciancio
  Gianina; Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;
  Siragusa  Salvatore;  Palmeri  Valentina;  Foti  Angela;  La  Rocca
  Claudia; Zito Stefano

   N.  1379  -  Notizie riguardo i riversamenti in  mare  dei  reflui
  fognari provenienti dall'impianto di depurazione di contrada Forgia
  e in località Custonaci (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;   Tancredi   Sergio; Ciaccio Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N. 1378 - Chiarimenti in merito al mancato rinnovo degli incarichi
  dei tecnici della prevenzione negli ambienti e nei luoghi di lavoro
  degli  ingegneri  per la prevenzione e sicurezza  presso  l'ASP  di
  Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Cordaro Salvatore; Ferrandelli Fabrizio

   L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo  e  alla
  competente Commissione.

  Comunicazione relativa all'Intergruppo parlamentare per i rapporti
                    tra Sicilia, Marocco e Tunisia

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota pervenuta alla  Presidenza  in
  data   12 agosto 2013 (protocollata al n. 9902/RAGPG-AULAPG  del  2
  settembre successivo),  l'onorevole Bernadette Grasso  ha  allegato
  il  verbale  della  riunione dell'Intergruppo  parlamentare  per  i
  rapporti   tra  Sicilia, Marocco e Tunisia del 6 agosto  2013,  nel
  corso   della   quale  è  stato  eletto,  quale  nuovo   Presidente
  dell'Intergruppo, la stessa onorevole Grasso.
      Nella  medesima  riunione,  inoltre,  è  stato  eletto,   quale
  Vicepresidente, l'onorevole Roberto Clemente.

    L'Assemblea ne prende atto.

     Copia  integrale  della  documentazione di  riferimento  trovasi
  depositata agli atti  del  Servizio  di Ragioneria  e del  Servizio
  Lavori d'Aula.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Discussione della mozione numero 80   Iniziative concernenti
                 i collegamenti ferroviari in Sicilia

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  terzo punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione  della  mozione  numero 80   Iniziative  concernenti  i
  collegamenti   ferroviari  in  Sicilia ,  degli  onorevoli   Fazio,
  Gucciardi, Lo Sciuto, Milazzo Antonella, Oddo, Palmeri, Ruggirello,
  Troisi.
   Ne do lettura:

                        «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:
   con  normativa  nazionale le competenze sui trasporti  sono  state
  trasferite  dallo  Stato  alle Regioni e  lo  stesso  provvedimento
  prevedeva  che,  ai  fini  dell'attuazione  del  trasferimento   di
  competenze,   si  sarebbe  dovuto  sottoscrivere  un   accordo   di
  programma;

   a  seguito  di un iter lunghissimo nel 2011 il precedente  Governo
  della  Regione  siciliana aveva dato l'assenso  ad  un  accordo  di
  massima,  che  prevedeva l'assegnazione di un budget di  circa  111
  milioni  di  euro  per la gestione dei collegamenti  ferroviari  in
  Sicilia;

   l'accordo  di  programma  era  stato sottoscritto  tra  Regione  e
  Ministro  delle Infrastrutture, ma l'iter si era bloccato,  per  la
  mancanza della firma da parte del Ministro dell'Economia;

   RILEVATO  che,  anche a seguito delle notizie sui possibili  tagli
  dei   collegamenti  ferroviari  in  Sicilia  ed  alle   conseguenti
  proteste, il 5 marzo scorso il Presidente della Regione Crocetta  e
  l'Assessore regionale Bartolotta hanno formalizzato una lettera  al
  Ministero,  esprimendo il proprio dissenso in merito  ai  paventati
  tagli  e  chiedendo  che  si  proceda  a  ridiscutere  gli  aspetti
  finanziari legati al trasferimento di competenze;

   CONSIDERATO  che il budget assentito consentirebbe  esclusivamente
  di  mantenere  i  collegamenti esistenti, ma non  di  prevedere  un
  potenziamento ed un adeguamento degli stessi, condizioni essenziali
  per un reale sviluppo del territorio siciliano;

   VISTO che in assenza della definizione dell'accordo di programma e
  dell'assegnazione dei fondi, la Regione siciliana non ha titolo per
  intraprendere alcuna forma di confronto con Trenitalia, al fine  di
  scongiurare il rischio di tagli dei collegamenti ferroviari,

                   impegna il Governo della Regione

   a sollecitare i Ministeri delle Infrastrutture e dell'Economia, al
  fine   di  definire  l'iter  dell'accordo  di  programma   per   il
  trasferimento  delle competenze sui collegamenti  ferroviari  dallo
  Stato  alla  Regione, rivedendo ed adeguando alle attuali  esigenze
  l'assegnazione del budget previsto». (80)

   FAZIO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO. Signor Presidente, faccio una premessa. E' una mozione  che
  è  stata  presentata nel mese di marzo 2013 e credo che, nonostante
  siano trascorsi diversi mesi dalla sua presentazione, la situazione
  non sia cambiata affatto.
   La mozione tende ad evidenziare come la normativa nazionale che ha
  effettuato il trasferimento delle competenze, per quanto riguarda i
  trasporti  dallo Stato alle Regioni, aveva previsto, in attuazione,
  appunto,  della  disciplina che dettava  questo  trasferimento,  un
  accordo   in  base  al  quale,  ovviamente,  le  Regioni  potessero
  esercitare  questa  funzione, che era stata loro  trasferita  dalla
  normativa  nazionale  e  che,  nell'ambito  dell'accordo,   venisse
  quantificato  il budget economico che, sulla base del trasferimento
  di  competenze  della  materia,  lo  Stato  affidava  alle  singole
  Regioni.
   Sorprendente  è  la  notizia  che quasi  tutte  le  Regioni  hanno
  individuato   il   budget  delle  risorse  economiche   ed   hanno,
  ovviamente, stipulato l'accordo convenzionale che gli consente,  in
  qualche modo, di essere partner nell'ambito, appunto, dei trasporti
  ferroviari  e, quindi, di dire la propria e, perché no, di  cercare
  di  immaginare  quale ipotesi di sviluppo, per quanto  riguarda  il
  trasporto su rotaia, potesse avvenire nel territorio regionale.
   Il  precedente  governo,  governo  Lombardo,  aveva  iniziato  una
  trattativa  che,  a dire il vero, aveva raggiunto anche  una  certa
  definitività,  tenuto  conto che erano stati quantificati,  se  non
  ricordo  male,  assessore, poi caso mai, mi corregga,  nell'ipotesi
  che ci possano essere delle imprecisioni, in 111 milioni di euro il
  budget   che  veniva assegnato alla Regione siciliana in attuazione
  del trasferimento della competenza per quanto riguarda, ovviamente,
  il trasporto su ferrovia.
   Ebbene,  nonostante, ovviamente, gli accordi quasi conclusi,  alla
  fine,  non  ha trovato attuazione, in dipendenza del fatto  che  il
  Ministero dell'economia non ha sottoscritto l'accordo sul quale  si
  era raggiunta l'intesa.
   Ad oggi, nonostante, le diverse sollecitazioni in tal senso nessun
  accordo  è  stato ancora raggiunto, motivo per cui  la  Sicilia,  a
  differenza da tutto il resto delle regioni, è da anni che non può e
  non  interviene affatto per quanto riguarda la politica  effettuata
  da  Trenitalia  nell'ambito del territorio  regionale,  per  quanto
  riguarda ovviamente i trasporti su rete ferrata.
   Ebbene,  è  inutile evidenziare come peraltro il  budget  comunque
  previsto  risulta  appena sufficiente a confermare  i  servizi  che
  attualmente Trenitalia assicura nell'ambito del settore regionale e
  che, quindi, non si è in grado neanche di immaginare un'ipotesi  di
  sviluppo.
   Ma  non  parliamo  di  ipotesi di sviluppo,  parliamo  almeno  del
  mantenimento di quello che effettivamente forse ci viene trasferito
  o bene o male abbiamo ereditato. Ma così non è, Assessore, e lei lo
  sa bene, tenuto conto che la politica di Trenitalia, in questi anni
  e  soprattutto nell'ultimo periodo, è stata improntata ad eliminare
  i  cosiddetti  rami secchi' e, quindi, a diminuire il disimpegno di
  carattere  economico e di risorse umane nell'ambito,  appunto,  del
  trasporto su ferrovia.
   E, quindi, la mozione, tende a sollecitare il Governo regionale  a
  definire,  una  volta  per tutte, e forse puntualmente  a  svolgere
  questa  competenza che la legge gli attribuisce che  è  appunto  il
  trasporto su ferrovia.
   Nell'ambito di questa mozione si innesta, e non può non innestarsi
  anche  una serie di interrogazioni che sono state fatte nel  tempo,
  tenuto   conto  dell'atteggiamento  del  comportamento   anche   di
  Trenitalia nell'ambito, appunto, del servizio di trasporto.
   Non  possiamo  dimenticare che sono pervenute tutta una  serie  di
  interrogazioni  in  attesa  del fatto che  Trenitalia,  invece,  di
  incentivare  e migliorare il servizio, addirittura, obiettivamente,
  lo soffoca fino ad arrivare ovviamente alla sua morte naturale. Che
  significa  la sua morte naturale? Significa, in qualche  modo,  che
  tutti   quegli   interventi  che  bene  o  male,  risultano   quasi
  obbligatori  non  vengono effettuati e, quindi, obiettivamente,  il
  servizio  poiché è reso in condizioni pessime, ovviamente,  diventa
  un  ramo secco'.
   Assessore, non so se lei sa, anche perché lei è molto più  giovane
  di  me,  ma nel 1974 diplomandomi e conseguendo la licenza liceale,
  mi sono iscritto all'università. Ci mettevo tre ore e mezzo, ed era
  un  viaggio da Trapani a Palermo, soprattutto la domenica sera, per
  poi essere presente lunedì mattina alle lezioni. Mettevo tre ore  e
  mezzo per fare appena 90 chilometri.
   Nel  2013  ci si mette tre ore e mezzo; questa per dirla lunga  di
  quanti  investimenti  sono  stati  fatti  per  quanto  riguarda  le
  ferrovie in Sicilia e come delle politiche cosiddette  scellerate',
  piuttosto  che incentivare il trasporto su ferrovia sono state,  in
  qualche  modo, attenzionate altre tipologie di trasporti quale  per
  esempio  quello su gomma, e questa la situazione in cui attualmente
  noi ci troviamo.
   Credo che tutto ciò sia del tutto illogico se ci confrontiamo  con
  altri  Paesi,  con  altri  territori che, invece,  hanno  investito
  sostanzialmente sulla rete ferroviaria perché ritenuta più  sicura,
  più veloce e quanto meno più economica.
   Qui  in  Sicilia,  forse, chissà perché, chissà qual  è  stata  la
  motivazione in base alla quale piuttosto che migliorare il servizio
  tramite  la rete ferroviaria invece si va ad incentivare sempre  di
  più, in ogni caso, invece, il trasporto su gomma.
   Ed  è  tra  l'altro  anche  di recente avvenimento  il  fatto  che
  addirittura Trenitalia intende eliminare la tratta ferrata Trapani-
  Palermo  in dipendenza del fatto che si sono verificati dei  crolli
  per  cui  una  parte  del trasferimento si  è  stati  costretti  ad
  effettuarlo tramite autobus e quindi, ovviamente, la conseguenza  è
  che non è più ripristinata la linea di collegamento Trapani-Palermo
  e  quindi, neanche le tre ore e mezzo che erano previste  sono  più
  sufficienti per potere raggiungere la città di Palermo.
   La  domanda  che  mi  faccio e che pongo anche  all'Aula  è:  come
  possiamo  noi immaginare di utilizzare al meglio le nostre  risorse
  che   segnatamente   non  può  non  essere  evidenziato   l'aspetto
  prettamente  turistico laddove, sostanzialmente, abbiamo  una  rete
  ferroviaria  fatiscente  risalente a  trent'anni  fa,  addirittura,
  obiettivamente,  non  in grado di svolgere le  funzioni  ordinarie.
  Sfido  io chiunque, specialmente gli stranieri che vengono  qui  in
  Sicilia,  a  visitare il nostro territorio ad  utilizzare  la  rete
  ferroviaria  per  potere  in  qualche  modo  muoversi  nel   nostro
  territorio;   lasciamo   stare   i   servizi,   l'accoglienza   ma,
  addirittura,  le  semplici informazioni,  com'è  immaginabile  che,
  invece, di investire com'era doveroso, com'era giusto, investire su
  un  mezzo di locomozione sicuramente all'avanguardia, invece, si  è
  preferito  optare  verso  altri mezzi di  trasporti  e  adesso  non
  abbiamo  quasi  nulla.  Basta guardare sostanzialmente  qual  è  la
  condizione  del  trasporto su gomma e passiamo ad altro  argomento,
  per comprendere che, obiettivamente, non abbiamo un piano razionale
  e  non  solo, non abbiamo neanche un piano integrato. Ciò significa
  avere   cognizione  di  come  potere  raggiungere  quella  località
  laddove,  in  qualche modo, questa località è  servita  dalla  rete
  ferroviaria, dal trasporto su gomma e anche dall'aeroporto.
   Basta  dire, e aggiungo ancora, che sono anni che nell'ambito  del
  nostro  territorio e della nostra provincia, pur avendo la presenza
  dell'aeroporto, pur avendo chiesto una fermata della linea  ferrata
  che  colleghi  il nostro aeroporto per essere servito  anche  dalla
  linea  ferrata,  sono anni che Trenitalia in qualche  modo,  adduce
  sempre dei pretesti e obiettivamente non viene effettuato.
   Io  non credo che questo si possa dire sviluppo, anzi per me è  un
  sottosviluppo,  perché basta guardare e recarsi  forse  nell'ambito
  dei  territori  oltre confine per guardare che noi siamo  da  Terzo
  Mondo e sempre di più e, anno dopo anno è andato sempre peggio.
   Lo  dicono  i pendolari, lo dice chi in qualche modo è  costretto,
  per  diverse  motivazioni,  ad  utilizzare  la  linea  ferrata,  le
  ferrovie,  il  trasporto  appunto tramite  Trenitalia,  nell'ambito
  appunto  del  servizio che viene effettuato e, quindi,  la  mozione
  oltre  a definire, ad invitare il Governo regionale, finalmente,  a
  prendere  possesso di questa competenza perché non ho capito  se  è
  uno   scarica  barile  laddove,  in  qualche  modo,  ancora  questa
  competenza  è  in capo allo Stato e, quindi, la Regione  si  adduce
  questa posizione e quindi, finalmente a svolgere questa funzione  e
  forse a razionalizzare o ad effettuare gli  interventi estremamente
  necessari se si vuole garantire un servizio quanto meno decente. In
  questo momento non è affatto decente, anzi - continuo a ripetere  -
  forse la Tunisia, il Marocco, di cui abbiamo parlato poco fa,  sono
  di gran lunga serviti in modo migliore del nostro.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  oggi si discute una mozione piuttosto importante perché riguarda il
  Piano  trasporti e tutto il sistema delle infrastrutture sia per  i
  collegamenti ferroviari che su gomma.
   La  mozione ricorda il percorso di trasferimento di competenze  in
  materia   di  gestione  dei  collegamenti  ferroviari  dal  livello
  centrale  alla  Regione e, dunque, dalla stipula del  contratto  di
  servizio,  quindi,  dall'accordo di programma,  per  arrivare  poi,
  successivamente, al contratto di servizi con Trenitalia.
   Accordo  di  programma  e  contratti  di  servizio  che  sono  gli
  strumenti  indispensabili per un rilancio del trasporto ferroviario
  da  orientarsi  ad  una  maggiore efficienza  e  ad  una  ragionata
  aderenza  alle  esigenze reali del territorio,  soprattutto  quello
  storicamente più isolato, per difficoltà orografiche o per  carenza
  di  collegamenti, sono, quindi, in forte ritardo di attuazione, dal
  2009,  rispetto  a  quanto già fatto dalle altre  regioni  e  dalle
  province autonome.
   Ancora, il susseguirsi dei tagli dei finanziamenti statali  lascia
  facile gioco a Trenitalia che, dal canto suo, continua a ridurre  i
  collegamenti  in  Sicilia sopprimendo intere linee,  con  i  disagi
  conseguenti alla popolazione siciliana sempre più isolata.
   Se  si continua così, da qui a due, tre anni la Sicilia sarà fuori
  da  ogni collegamento nazionale ed internazionale e sarà un dramma.
  E' un problema che la Regione deve cominciare a porsi sul serio.
   Si   ritiene,  quindi,  insostenibile  il  perdurare   di   questa
  situazione che mortifica i cittadini siciliani. L'esperienza comune
  è  quella di un generalizzato stato di abbandono, di scarsa qualità
  del  servizio, operato da treni vetusti ed inadeguati, quasi sempre
  in ritardo e sovraffollati.
   Altre  regioni  hanno stipulato l'accordo ed hanno sottoscritto  i
  contratti di servizio.
   Quindi,  cosa  si  chiede  alla Regione? Giustamente,  con  questa
  mozione,  si  chiede di sollecitare la stipula  del  contratto  ma,
  oltre  a  sollecitare tale stipula, credo che  la  Regione  Sicilia
  debba, nel contratto di servizio, chiedere che vengano inseriti dei
  chiari  impegni  per  il potenziamento del  servizio  da  parte  di
  Trenitalia e non solo per il mantenimento del servizio attuale,  di
  gran lunga insufficiente alla mobilità regionale.
     Un  elenco  puntuale dei nuovi investimenti bisogna chiedere  in
  termini  di  materiale rotabile, per sostituire  quello  vetusto  e
  degradato oggi in circolo, prevedendo sanzioni e penalità a  carico
  di  Trenitalia in caso di ritardi, sovraffollamenti per la  mancata
  informazione ai passeggeri e per la scarsa pulizia e decoro.
   A  completare il quadro, oggi disastroso, del trasporto  su  ferro
  c'è  da  considerare anche il trasporto pubblico  locale,  cioè  mi
  riferisco al trasporto extraurbano su gomma, che ha fin'ora operato
  in totale assenza di coordinamento con quello ferroviario.
   Mentre,  se  si  vuole  migliorare  la  qualità  della  vita   dei
  cittadini, rendendo reale ed effettiva l'accessibilità ai luoghi ed
  ai  servizi,  bisogna  puntare a sviluppare  servizi  di  trasporto
  intermodali,   efficienti   ed   aggiuntivi,   anche    realizzando
  l'integrazione tariffaria tra le diverse modalità di trasporto.
   Questo, Assessore, lei mi insegna che è quanto mai importante.  Io
  le  faccio  un esempio: lei vive in una provincia che è  la  stessa
  della  mia.  Con la soppressione qui è passato inosservato  -  come
  tante  cose  succedono in Sicilia - dei tribunali  di  Mistretta  e
  Sant'Agata  di  Militello per raggiungere  Patti,  lasciando  stare
  Rocca  di  Capri Leone che, chi ha la macchina, in venti minuti  vi
  arriva, ma chi parte da Mistretta e deve arrivare a Patti, o perché
  è  parte offesa o perché è testimone - le parlo di un servizio -  o
  perché  deve  recarsi al tribunale a Patti, deve prima  trovare  un
  mezzo  che  da  Mistretta lo porti a Sant'Agata, a Sant'Agata  deve
  aspettare  un  treno locale, arriva a Patti e lì  si  ferma  perché
  arriva a Patti marina e poi deve arrivare in tribunale.
   Ora, dico, è possibile che questa Regione, che questo Assessorato,
  che  questo Governo nel momento in cui il Governo nazionale con una
  legge e, poi, un ministro con un decreto decida la soppressione  di
  taluni  presidi giudiziari così importanti, lasci in  balia  di  se
  stessi  con  un costo enorme, con un costo aggiuntivo,  dipendenti,
  cittadini,  perché  non  c'è un sistema di trasporto  adeguato;  si
  danno  i contributi anche alle linee, alle autolinee ma ci si renda
  conto  che  è  necessario ed indispensabile che si fornisca  perché
  questi hanno un costo. Uno stipendio, metà dello stipendio se ne va
  in trasporto e non è più possibile, non è più pensabile, quindi,  è
  importante che si intervenga non solo con un accordo nel  contratto
  di servizio con Trenitalia perché Trenitalia, oggi, agisce a regime
  di monopolio e non può permettersi. Noi diciamo che abbiamo le reti
  obsolete ma credo che abbiamo le reti più lunge rispetto alle altre
  regioni.  Il  problema  è che non abbiamo i servizi,  che  non  c'è
  interesse verso la Sicilia.
   E  perché non c'è più interesse verso la Sicilia? Perché ormai  la
  Sicilia è rimasta tagliata fuori da ogni sistema e quando si faceva
  la  battaglia,  quando si parlava del Ponte sullo Stretto  che  gli
  ambientalisti  o  qualcuno non voleva, il  problema  della  mancata
  realizzazione del Ponte sullo Stretto ha fatto sì che  le  ferrovie
  in  Sicilia  non  investissero più perché  hanno  perso  interesse,
  tant'è  che  l'alta velocità è stata spostata dalla  Salerno-Reggio
  Calabria alla Bari-Napoli.
   Poi,  oltre  a  quello  che le ho detto e che  deve  essere  parte
  integrante e che la Sicilia e il Governo devono chiedere con  forza
  a  Trenitalia nella stipula del contratto di servizio, chiedo a che
  punto sia l'aggiornamento del Piano regionale dei trasporti e della
  mobilità,  piano  direttori  e piani attuativi  delle  modalità  di
  trasporto  che  costituisce condizioni ex ante alla  programmazione
  dei fondi comunitari PO FESR 2014/2020.
   Tale  piano  che  riporta gli indirizzi strategici  ed  interventi
  prioritari  del sistema di trasporto e della mobilità  generale  in
  Sicilia  è  datato giungo 2002 e dopo oltre dieci anni non  risulta
  ancora   aggiornato   alle  esigenze  attuali   della   popolazione
  siciliana.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.

   ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono firmatario della
  mozione  che  stiamo discutendo, l'onorevole Fazio l'ha  illustrata
  abbastanza eloquentemente.
   Credo  che  questa  mozione ci consenta di fare una  seppur  breve
  riflessione  sullo  stato  di  salute  dei  trasporti  in  Sicilia,
  complessivamente.
   Mi  pare che possiamo dire che fra le tante lacune che la politica
  siciliana  ha espresso negli ultimi anni, quella della mancanza  di
  una  politica nei trasporti sia una delle non meno gravi lacune che
  abbiamo evidenziato.
   Alcuni   errori   sono   riconducibili   al   Governo   nazionale,
  evidentemente,  perché  quando si è pensato  che  il  problema  dei
  trasporti in Sicilia passasse attraverso il Ponte sullo Stresso  ci
  si  è dimenticati di alcune questioni squisitamente matematiche  in
  sostanza,  che  il  Ponte  sullo  Stretto  avrebbe  consentito   di
  accorciare  l'attraversamento di questo braccio di  mare  di  pochi
  minuti quando da Messina a Trapani, in treno, occorrono sei ore.
   Questo  piccolo  dato  matematico può fare capire  quanto  si  sia
  ritardata e quante risorse inutili siano state buttate nel  settore
  dei trasporti in Sicilia.
   Sul  Ponte  sullo  Stretto voglio ricordare che,  addirittura,  ci
  saranno, probabilmente, degli sforzi finanziari che lo Stato  dovrà
  affrontare  per pagare delle penali che sarebbero state sufficienti
  per la realizzazione dell'opera.
   Ora,  i  firmatari  della mozione, non a caso, siamo  tutti  della
  provincia di Trapani, perché nella nostra provincia questa  vicenda
  assume toni ancora più gravi.
   Basta  avere  davanti l'immagine geografica  della  Sicilia  e  la
  collocazione  alla  punta  di  questa  provincia  per  capire  come
  quest'ultima   risulti  la  più  periferica  e   quella   che   sta
  maggiormente  pagando,  e  pagherà in futuro,  questi  problemi  di
  ritardo nel sistema dei trasporti.
   Al  problema  dei trasporti di natura ferroviaria,  oggetto  della
  mozione,  per noi, in provincia di Trapani, si aggiunge il problema
  del  trasporto aereo. L'aeroporto di Trapani-Birgi è una delle cose
  che  ha meglio funzionato in provincia di Trapani negli ultimi anni
  e,  oggi, è l'aeroporto che, in base a dati statistici, nell'ultimo
  anno  ha  registrato,  su base nazionale,  il  maggiore  numero  di
  passeggeri rispetto all'anno precedente.
   Noi  siamo di fronte alla possibilità che, all'improvviso,  questo
  aeroporto  ritorni ad essere una  cattedrale nel deserto .  Ricordo
  che,  non  molti  anni  fa, in questo aeroporto,  dove  al  massimo
  decollava  un  volo al giorno, c'erano i secchi sul  pavimento  per
  raccogliere l'acqua che cadeva dal tetto  La venuta della  Ryanair,
  in  questo  aeroporto,  ha  cambiato il volto  della  provincia  di
  Trapani; quando in una provincia si trasportano un milione e  mezzo
  di passeggeri all'anno, questa cambia il volto di una provincia.
   Alla  Ryanair  è,  attualmente, in scadenza il contratto;  se  non
  dovessimo rinnovarglielo, mancherebbero improvvisamente un  milione
  e  mezzo di turisti in provincia di Trapani. Se a questo sommiamo i
  dati  sulla crisi economica, capite la gravità di ciò di cui stiamo
  parlando, non è più un problema esclusivamente di trasporti, ma  di
  sopravvivenza economica di una provincia.
   Se  a questo sommiamo il problema ferroviario illustrato poc'anzi,
  capite  che  il rischio reale è di un isolamento totale  di  questa
  provincia  dal  resto  del  territorio, all'interno  di  un  quadro
  regionale che, come diceva l'onorevole Grasso, riguarda anche altre
  province.
   Questo  è,  molto brevemente, il quadro di riferimento all'interno
  del  quale  si  muove questa mozione. Credo che  questo  Governo  e
  questo  Parlamento,  nell'occasione odierna ma  non  solo,  debbano
  approvare questa mozione, che ha un forte significato politico,  ma
  occorre mettere in campo una politica dei trasporti che sia tra  le
  priorità  delle iniziative che il Governo dovrà assumere  nell'arco
  del prossimo anno.
   Su  questo  punto  il Governo dovrà portarci, nei  prossimi  mesi,
  qualche  proposta; oggi il Presidente è a Roma, come sappiamo,  per
  il problema dei precari,  problema grave e importante, lo sappiamo.
   Credo che la questione dei trasporti sia altrettanto fondamentale,
  su  cui  il  Governo  regionale deve aprire  un'interlocuzione,  un
  confronto col Governo nazionale, al pari del problema dei precari e
  di altre problematiche squisitamente finanziarie.
   Credo  che  nell'agenda  del Governo - e  questo  deve  essere  il
  significato  del  voto odierno, che spero unanime  -  debba  essere
  inserita  come  priorità l'attuazione di un'adeguata  politica  dei
  trasporti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, credo
  che  il tema relativo ai collegamenti ferroviari in Sicilia sia uno
  dei  temi  che è stato più volte trattato in quest'Aula, oltre  che
  tema  oggetto  di  decine e decine di interrogazioni  parlamentari,
  come può sicuramente attestare l'Assessore.
   Oggi, onorevole Fazio, viene sicuramente con grande interesse,  in
  Aula,   la   discussione  di  quest'iniziativa   che   riguarda   i
  collegamenti  ferroviari all'interno della nostra Isola,  perché  è
  chiaro  che  quando  noi  parliamo di  collegamenti  ferroviari  ci
  limitiamo e ci fermiamo sullo Stretto di Messina.
   Un  primo  dato è chiaro: viviamo in un contesto che è  totalmente
  sganciato dal resto dell'Europa e dal resto dell'Italia; se  per un
  istante  pensiamo che la Roma-Milano si percorre in due  ore  e  la
  Siracusa-Messina  in  tre  ore e 50  minuti,  quando  va  bene,  ci
  rendiamo  conto dello stato di ritardo notevole in cui,  purtroppo,
  le  Ferrovie  dello Stato - o come adesso si chiamano  -   sanno  e
  hanno condannato la Sicilia.
   Qual è, assessore, la motivazione per cui Ferrovie dello Stato  in
  Sicilia non ha più voluto investire e, anzi, la sua politica  si  è
  caratterizzata  per  un  taglio selvaggio di  quelle  che  sono  le
  stazioni,  i servizi, le cuccette, perfino le stazioni  dove  poter
  fare  i  biglietti, è dovuto al fatto che non è stato  mai  firmato
  questo Accordo di Programma tra la Regione Sicilia e Ferrovie dello
  Stato.
   In  questa  situazione,  è chiaro, di assoluta  pirateria  per  le
  Ferrovie  dello  Stato, hanno fatto quello che hanno  ritenuto  più
  opportuno e hanno inseguito solo ed esclusivamente quelli che erano
  i  loro interessi, trascurando quella che è la funzione sociale che
  le Ferrovie dello Stato devono svolgere; tanto è vero che se per un
  istante  guardiamo al numero di chilometri che abbiamo  oggi  è  un
  numero  assolutamente inferiore rispetto a quello che  avevamo  nel
  1932.
   Nel  resto d'Italia, per essere chiaro, le linee ferrate in questi
  anni,  dal Fascismo ad oggi, sono aumentate, sono più veloci,  sono
  state sicuramente migliorate.
   Nel nostro caso, non solo in Sicilia sono state diminuite di molto
  le  linee  ferrate,  ma addirittura non abbiamo subìto  nemmeno  la
  possibilità  di elettrificare alcune linee ferrate, se per  esempio
  pensiamo  che  la Siracusa-Ragusa continua ancora a funzionare  non
  ricorrendo all'elettrificazione, ma ricorrendo a sistemi  di  epoca
  umbertina, sostituendo al carbone il gasolio, non è cambiato nulla,
  è  cambiato solo ed esclusivamente;  né l'esperienza che era  stata
  fatta  -  lo  dico  questo per il collega Assenza,  che  so  essere
  particolarmente  attento   - del  trenino  del  barocco  ha  subìto
  quella integrazione e quell'aumento di utenti che doveva essere  un
  motivo di attrazione per il sud-est della Sicilia.
   Noi  sappiamo - e di questo devo dare atto all'Assessore - che  la
  Regione  Sicilia  sta  adesso intervenendo in  maniera  importante,
  significativa,  con  migliaia di investimenti in  euro  per  quanto
  riguarda la triangolazione Messina, Catania e Palermo, tutto ciò  a
  noi va bene, ma sono sforzi che fa la Regione Sicilia attingendo ai
  fondi della Comunità europea.
   Ci  interesserebbe  sapere cosa vogliono fare  le  Ferrovie  dello
  Stato  e  se  per  esempio questi  hanno pensato a come  conciliare
  questa  intermodalità che da Messina, attraverso Catania, arriva  a
  Palermo  e,  quindi, si ricongiunge con Messina, attraverso  l'alta
  velocità,  perché  almeno questo siamo riusciti a  difenderlo,   e,
  quindi,  il  corridoio non si fermerà a Bari, ma  arriverà  fino  a
  Palermo,  com'era  originariamente, che cosa  vuole  fare  Ferrovie
  dello Stato?
   Ad  esempio,  Ferrovie dello Stato ha pensato  come  collegare  il
  nuovo aeroporto di Comiso con l'alta velocità che dovremmo avere in
  Sicilia?  Ferrovie dello Stato ha pensato al porto  commerciale  di
  Pozzallo,  di Augusta, di Catania per metterlo in contatto  con  la
  ferrovia? Oppure Ferrovie dello Stato pensa soltanto di poter  dire
  un  giorno che è stata velocizzata la Catania-Messina-Palermo,  poi
  però  se  non ci sono utenti, perché  il rischio concreto è  questo
  Assessore,  che  non vi siano utenti, allora viene considerato   un
  ramo secco e si continua a tagliare.
   E'  un  po' come quello che avviene nella provincia di Siracusa  -
  stavo cercando di rimanere legato ad altre realtà territoriali - in
  cui  quasi  tutti  i treni sono stati tagliati: l'ultimo  parte  da
  Siracusa  alle  18.45, ma  coloro i quali smontano e  finiscono  di
  lavorare  alle 19.00 mi chiedo come facciano a prendere  il  treno;
  non   lo possono fare. Il risultato è che sono costretti a prendere
  la  macchina.  Ferrovie dello Stato lamenta il fatto che  le  linee
  ferrate  della Provincia di Siracusa non producono nessun  effetto.
  Avevamo,   perfino,  chiesto  di  aggiungere  una   sola   carrozza
  all'Intercity  delle  21.15,  ma ci dicono  che  nemmeno  questo  è
  possibile fare.
   C'è una stazione di testa che, per quanto riguarda la provincia di
  Siracusa, era costata 17 miliardi di lire e questa stazione resta e
  rimane  abbandonata a se stessa ed è diventata solo un  luogo  dove
  extracomunitari, spesso in lotta feroce fra di loro, hanno occupato
  un  sito  pubblico  ed  ora  perfino  le  forze  dell'ordine  hanno
  difficoltà  ad  andarci; per non parlare, poi,  della  stazione  di
  Avola dove la situazione è la stessa.
   Si era parlato della platea di lavaggio dove le ferrovie avrebbero
  dovuto  impiegare  persone, avrebbero dovuto  lavare  i  mezzi  che
  venivano  in provincia di Siracusa, che era una stazione di  testa,
  e, invece, così non è.
   Pertanto,   ben venga questa mozione e ringrazio ancora una  volta
  il  collega  Fazio  che, insieme a tutti gli altri,  l'ha  proposta
  affinché  questo  dibattito di oggi possa essere stimolo  per  lei,
  assessore, anche se so che non ce n'era bisogno, affinché incida in
  maniera  pressante  sulle Ferrovie dello Stato per  firmare  questo
  Accordo  di  programma e per firmare questo contratto  di  servizio
  che, solo se firmato, potrà dare ai siciliani dei diritti.
   Fino ad oggi abbiamo solo ed esclusivamente dei doveri, doveri  di
  venire  incontro  alle  richieste pressanti  delle  Ferrovie  dello
  Stato.  A  fronte  di  questi  doveri,  Ferrovie  dello  Stato   ha
  licenziato,  ha  chiuso tutte le stazioni, ha eliminato  una  serie
  pressoché  insormontabile di treni, dopo di che - dice  -  di   non
  avere  utenti,   ma  se  i  treni non partono  dalla  provincia  di
  Siracusa  o  dalla  provincia di Trapani, se i treni  non  sono  in
  collegamento con i porti, le merci che vengono prodotte,  penso  al
  ciliegino  della zona sud del sud est, come potrebbero  arrivare  a
  Milano?  Alla fine la gente è costretta necessariamente a ricorrere
  ai mezzi, ai trasporti su gomme.
   Per  cui,  da una parte Ferrovie dello Stato non fornisce servizi,
  dall'altra parte dice che la gente non prende il treno e più taglia
  più è chiaro che ci saranno sempre meno persone che svolgono questa
  funzione, ma Ferrovie dello Stato dimentica pure che il capitale di
  queste  ferrovie è interamente dei cittadini e che, quindi,  devono
  svolgere anche un servizio che sia di alto valore sociale cosa  che
  fino ad adesso non hanno fatto.
   Tra  le altre cose facendo una politica non solo così cieca e bara
  nei  confronti della Sicilia, ma inaugurando una politica veramente
  di  razzismo alla luce del sole, per cui si è investito  nel  resto
  d'Italia e soprattutto da  Roma in su, non si è investito  da  Roma
  in  giù  e   i risultati che abbiamo avuto sono sotto gli occhi  di
  tutti.
   Per questo motivo, assessore, considerato che mi pare di ricordare
  che  ci sono anche altre aziende che svolgono questo servizio e che
  negli  anni hanno dimostrato di essere interessati ad un  eventuale
  servizio   alternativo  a  quello  delle  Ferrovie   dello   Stato,
  bisognerebbe  costringerli  a firmare questo  protocollo  e  questo
  contratto  di  servizio e  nel caso non lo facessero  cominciare  a
  guardare  oltre  quei  servizi che ci  offrono  perché  quello  che
  abbiamo non solo è scadente, ma costa in maniera eccessiva a  tutti
  i siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questo  delle
  ferrovie  è un problema veramente rilevante per la nostra  Sicilia,
  in  particolare, mi duole dirlo, per la mia provincia, la provincia
  di Ragusa, che da questo aspetto è veramente la  Cenerentola'.
   Durante  questo  ultimo periodo, ma debbo dire,  purtroppo,  anche
  durante l'ultimo anno, Ferrovia dello Stato ha messo in essere  una
  politica  di progressiva dismissione di reti ferroviarie;  ormai  i
  treni  che circolano in provincia si possono contare nelle dita  di
  una   sola  mano  perché  due  già  sarebbero  troppe,  con   corse
  giornaliere  assolutamente sparute e che, poi, inevitabilmente,  si
  rivelano  quasi inutili perché, evidentemente, quando si attraversa
  la  nostra provincia in orari assurdi, è chiaro che non riescono  a
  raccogliere  e  garantire nemmeno il trasporto per i  pendolari  e,
  cosa ancora più grave, soprattutto per gli studenti pendolari.
   E'  avvenuto  di  recente, e fortunatamente si  è  momentaneamente
  bloccata,  un'operazione che io definirei - anzi ho già definito  -
  schizofrenica  ossia  da  un lato apriamo l'aeroporto  a  Comiso  e
  dall'altro  lato  smantelliamo la stazione ferroviaria;  so  che  è
  bloccata però, assessore, alle dieci di sera di venerdì 24 mi  sono
  dovuto   sedere  sui  binari  per  evitare  materialmente  che   le
  traversine  venissero divelte, non  me ne voglia, ci ho rimesso  un
  paio  di pantaloni, non è questo il problema, però abbiamo ottenuto
  qualcosa.
   Non  si può  essere in balìa delle decisioni che, notte tempo,  la
  RFI  decide di prendere e di adottare in balìa degli interessi  del
  territorio.
   Quello  è  uno dei punti di forza su cui si deve puntare,  se  c'è
  questo  aeroporto  dobbiamo garantire che la rete  ferroviaria  nel
  tratto  vicino  che va da Vittoria, Comiso e Ragusa  garantisca  il
  raggiungimento dell'aeroporto. Si tratta di pochissimi  chilometri,
  studiando  un  percorso che cerchi di impattare il  meno  possibile
  sull'edificato  può  permettere  tale  raggiungimento,  così   come
  altrettanto importante, come accennato dall'onorevole Vinciullo, il
  collegamento  col porto di Pozzallo, solo così si potrà  realizzare
  una  rete  intermodale di trasporti che è necessaria per il  futuro
  della nostra Isola.
   Ho  dovuto constatare - l'assessore ne è a conoscenza, ne  abbiamo
  parlato  più  volte in Commissione - che purtroppo  è  venuta  meno
  un'altra delle iniziative che aveva suscitato grande interesse  nel
  sud  est  della  nostra Isola, ossia il  Treno barocco'  che  aveva
  consentito una ripartenza del turismo in quella zone.
   Era un treno che faceva  fermate giornaliere nelle varie città che
  sono  l'esempio tipico del nostro Barocco, da Noto  fino  a  Ragusa
  Ibla,  e  che aveva portato migliaia di turisti nella nostra  zona;
  purtroppo  anche  quell'iniziativa  quest'anno  è  stata  soppressa
  nonostante  le  rassicurazioni  in  senso  contrario  da  parte  di
  Ferrovie.
   Invito  l'assessore  -  che  so essere  sensibilissimo  su  questo
  problema - ad intervenire con maggiore decisione, perché di  questo
  si  tratta, al fine di concludere finalmente questo nuovo contratto
  di  servizio e mettere i responsabili delle ferrovie dinnanzi a vie
  obbligate  che  consistono  nel dare un effettivo  impulso  ed  una
  ripartenza al nostro sistema di trasporti.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Bartolotta.

   BARTOLOTTA,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la   mobilità.
  Onorevoli deputati, accolgo in modo molto positivo la mozione che è
  stata   presentata  dall'onorevole  Fazio,  e  condivisa  da  altri
  deputati,  perché ci porta tutti insieme, Governo ed  Assemblea,  a
  riflettere su quanto sta accadendo.
   Non  sto  qui a dare una breve cronostoria di come stiano messi  i
  trasporti in Sicilia, perché lo sappiamo benissimo tutti, però devo
  dire che partiamo da una fase che è molto complicata.
   La  mozione attiene principalmente a quello che riguarda i servizi
  ferroviari  però ritengo che si inquadra in un contesto  molto  più
  complesso dei trasporti,  in generale, dell'intera Regione.
   Dico questo perché - come è stato ben osservato precedentemente  -
  siamo  di fronte ad un Piano regionale dei trasporti fermo al 2002,
  tutto  ciò  crea  effettivamente  complicazioni  nella  ripartenza,
  nell'assestare,  nel confermare un vero percorso di  pianificazione
  e,  quindi,  questo ci pone in enorme ritardo rispetto  alle  altre
  regioni.
   Andiamo su quello che è il punto della situazione, intanto bisogna
  distinguere  fra  quelle che sono le competenze che  dal  Ministero
  devono  transitare  alla Regione, per intenderci  ciò  che  prevede
  l'articolo 9 del decreto legislativo 422/97, e quindi ciò che  sono
  e   che   rappresentano   le  risorse   che   il   Ministero   alle
  Infrastrutture, di concerto con il MET, trasferirà alle Regioni per
  gestire  queste competenze; altra cosa è il contratto  di  servizio
  che  poi  noi  andremo  a  stipulare immediatamente  per  una  fase
  transitoria con il soggetto unico che è Trenitalia, successivamente
  nulla  vieta  alla  Regione Sicilia di andare  in  libera  gara  e,
  quindi, di aprire al mercato per cercare di selezionare l'operatore
  più concorrente e più conveniente per la nostra Regione.
   Sono  due i fatti importanti perché, da quando ci siamo insediati,
  da  quando  abbiamo riavviato un po' l'iter che, come  ricordo  era
  fermo  all'accordo di programma siglato nel 2011 e che valutava  in
  circa  111.535.000 euro quelle che erano le risorse  che  lo  Stato
  voleva trasferire alla Regione, è ovvio che noi siamo di fronte  ad
  una criticità finanziaria che si attesta all'incirca sui 10 milioni
  di  euro,  perché avevamo immaginato un contratto di  servizio  che
  valesse  121  milioni di euro per poter garantire 10.799.000   mila
  treni-chilometro percorso.
   Oggi  ci troviamo ad avere, addirittura, una previsione di risorse
  che   va  al  di  sotto  dei  111  milioni.  Abbiamo  avuto   delle
  interlocuzioni   sempre   continue   sia   col   Ministero    delle
  Infrastrutture che con il MET, domani stesso ci sarà  un  ulteriore
  incontro  a Roma con il dottor  Di Giambattista che ci darà i  dati
  concreti  perché io credo che se riuscissimo a confermare la  cifra
  di 111.535.000  euro potremmo anche tentare di firmare l'accordo di
  programma  che trasferisce le funzioni e le competenze  in  materia
  alla Regione, intervenendo, successivamente, con Trenitalia con una
  razionalizzazione di quelli che sono i servizi, in maniera tale  da
  poter colmare gli eventuali treni-chilometri in meno.
   Lo  dico perché probabilmente siamo in un contesto in cui  si  può
  razionalizzare,  in un contesto in cui credo, nonostante  ci  siano
  minori risorse, che la Regione Sicilia, con un adeguato programma e
  con  un adeguato Piano dei trasporti, possa garantire efficienza  e
  sicuramente qualità nel comparto.
   Dobbiamo  immaginare il prosieguo del nostro percorso nel  settore
  dei trasporti imperniato sicuramente ai principi di integrazione  e
  di intermodalità  infrastrutturale ed  è questo che stiamo facendo,
  perché  ci siamo accorti che ci sono molte sovrapposizioni  fra  il
  vettore  ferroviario ed il vettore gommato, quindi in uguali  fasce
  orarie  si  può  agire  meglio,  si può  attuare  una  politica  di
  integrazione  ed una politica che può ottimizzare il trasporto  nel
  suo complesso. E' quello che stiamo facendo.
   Rispondo all'onorevole Grasso e a qualche altro onorevole per dire
  che  sono  state  già depositate in segreteria di Giunta  le  linee
  guida  per il nuovo piano direttorio per i trasporti e la mobilità.
  Sono  quelle linee guida propedeutiche che ci porteranno ad  aprire
  la  concertazione con gli operatori del settore, con gli  operatori
  datoriali  e di categoria per ridefinire gli ambiti ed è questa  la
  cosa  più importante perché attualmente, come dicevo, abbiamo anche
  delle sovrapposizioni, ma addirittura dei contrasti fra vettori.
   Questo  ci  potrà permettere sicuramente di guardare al futuro  in
  maniera positiva e con una politica nuova nel settore dei trasporti
  che  non  miri solo a guardare il trasporto gommato ed il trasporto
  ferroviario, ma guardi anche ai porti, anche ai sideroportuali.
   Sa  bene  l'onorevole Assenza che con l'apertura di Comiso abbiamo
  una  nuova  realtà che stiamo attenzionando. Vero  è  che  Ferrovie
  probabilmente  agisce  in  maniera un po'  autonoma  a  volte,  noi
  cerchiamo  di  vigilare  in questa fase, cerchiamo  di  dare  delle
  direttive, ma tutt'altra cosa sarà nel momento in cui il  contratto
  è  tra le due parti: Regione e Trenitalia. E'ovvio, quindi, che  il
  nostro  potere  contrattuale  sarà ancora  più  incisivo  e  ancora
  maggiore.
   Dicevo,   quindi,  infrastrutturazione,  intermodale,  lo   stiamo
  facendo  per  Comiso con la bretella di collegamento  da  Modica  e
  Vittoria.  Lo stiamo facendo nell'area dello stretto con  la  nuova
  via Don Blasco che dovrebbe risolvere il famoso problema di cono di
  bottiglia.
   Insomma  siamo  di  fronte, credo, ad un'inversione  di  tendenza,
  questo  è  quello  che credo di poter rassegnare  a  tutti  voi  in
  maniera  molto sincera, dicendo che sicuramente l'obiettivo  finale
  che  è  quello di dare razionalità e migliorare i trasporti  non  è
  dietro  l'angolo, non sarà magari raggiunto fra qualche mese,  però
  quello   che  mi  sento  in  maniera  cosciente  di  dire   è   che
  un'inversione di tendenza ci sarà e c'è stata.
   Lo  vedremo nei prossimi giorni perché se già domani ci daranno un
  dato  concreto,  cioè  vale a dire quello che  il  Ministero  delle
  Infrastrutture,  di  concerto con il  MET,  conferma  la  cifra  di
  111.535.000  euro,  noi potremmo anche pensare  di  firmare  questo
  accordo di programma perché ci troveremmo di fronte probabilmente a
  soli  300  mila treni-chilometro nell'arco di un anno che  potremmo
  compensare  anche  con  una  rivisitazione  di  quelli   che   sono
  attualmente i servizi.
   E'  ovvio  che  questo  per quanto riguarda il  sottoscritto,  per
  quanto  riguarda l'assessorato, non sarà fatto in maniera  autonoma
  perché   mi  piace  condividere  quelle  che  poi  sono  le  scelte
  importanti  della  nostra Regione con questo Parlamento  e  con  le
  organizzazioni  di categoria, quindi se domani al Ministero  avremo
  conferma  di  questo dato avvierò immediatamente un tavolo  con  le
  organizzazioni  datoriali, con le organizzazioni di  categoria,  ma
  anche  con  i  gruppi parlamentari per capire se effettivamente  ci
  vogliamo  scommettere e se la Regione Sicilia si vuole  scommettere
  un  nuovo  percorso.  Perché, ripeto, le risorse  che  noi  abbiamo
  stimato sono e si attestano sui 121 milioni, ci permetterebbero  di
  pianificare un percorso più tranquillo.
   Dall'altro lato, abbiamo il Ministero che scende addirittura al di
  sotto  dei 100 milioni e, probabilmente, più andremo in avanti  con
  gli  anni e più scenderà la cifra. Quindi,  siamo di fronte  ad  un
  momento  importante  in cui la Regione effettivamente  si  trova  a
  scegliere in maniera ragionata e veloce.
   Concludo  dicendo che - è vero - probabilmente non siamo la  prima
  regione  d'Italia, ma vi posso dire che nel settore  ferroviario  e
  per quanto riguarda il parco macchine non siamo neanche l'ultima.
   Abbiamo  un  parco macchine che si attesta sui 15  anni,  c'è  una
  media  che va oltre 20 anni nell'arco di tutto quello che è poi  la
  nostra  Nazione e stiamo intervenendo con quello che è un acquisto,
  da  qui  a  breve verrà pubblicato il bando di gara, del  materiale
  rotabile, sono 60 milioni circa di materiale rotabile, la Regione è
  già destinataria di un finanziamento ad hoc da parte del Ministero,
  il   Dipartimento  ha  già predisposto gli atti  di  gara  e  nelle
  settimane  successive dovrebbe essere pubblicato il  bando  proprio
  per potere acquistare questo nuovo materiale rotabile.
   Questo  sarà sicuramente anche un fatto positivo perché  si  dovrà
  poi scommettere nella rivisitazione di tutti quelli che saranno poi
  i  servizi  in  addivenire,  stiamo ragionando  in  questi  termini
  sicuri, ripeto e concludo, che ovviamente il risultato non è dietro
  l'angolo,  ma  sicuramente  l'inversione  di  tendenza  e,  quindi,
  avviare  un  percorso che programmi e pianifichi allo stesso  tempo
  con  un  piano  dei  trasporti  regionali  che  punta,  in  maniera
  essenziale  ed inequivocabile, al principio di integrazione  tra  i
  vettori  ed  alla  intermodalità infrastrutturale credo  che  possa
  essere  la  marcia  in più per questo nuovo corso  e,  quindi,  per
  questo Governo e per la Regione Sicilia in generale.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

   FONTANA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessore,  il
  problema della mobilità in Sicilia è sempre stato un problema molto
  sentito ed avvertito da tutti noi proprio per un fatto legato ad un
  isolamento geografico cui noi ci ritroviamo, siamo ormai  l'estremo
  sud  dell'Europa, ma anche perché non c'è mai stata in Sicilia  una
  vera  programmazione,  mi  riferisco  soprattutto  alla  situazione
  intermodale della mobilità, quindi agli aeroporti, alle strade.
   Noi in questi anni abbiamo fatto tantissime battaglie anche da una
  postazione  diversa, ricordo la mia esperienza da Presidente  della
  Provincia  quando  portai  avanti  numerose  battaglie  sia   sulla
  viabilità, anzi soprattutto sulla viabilità, ma anche sul trasporto
  ferroviario e sul nuovo aeroporto che intendevamo realizzare  nella
  parte  centro  meridionale della Sicilia,  ma  il  vero  gap,  caro
  assessore,  è  stato  quello  che  non   c'è  mai  stata  una  vera
  programmazione, ma che le cose si sono sempre fatte soltanto per un
  patto  legato alle  tiratine delle giacche  oppure a  chi  in  quel
  momento  governava e, probabilmente, le scelte sono  state  più  di
  ordine campanilistico che non oggettive.
   Vorrei  fare  solo  un esempio che riguardano  i  cosiddetti  siti
  aeroportuali in Sicilia dove oggi, non me ne vogliano i colleghi di
  Trapani  e di Comiso, ma voglio soltanto fare un esempio, noi  oggi
  in  Sicilia  abbiamo quattro siti aeroportuali e due dei  quali  si
  trovano proprio molto vicini ai due poli importanti che sono quello
  di  Palermo e di Catania e mi riferisco esattamente a Trapani  e  a
  Comiso   e,   invece,  lasciamo  tutto  il  resto   della   Sicilia
  assolutamente scoperto.
   Quindi,  questo è il modo di governare in questa Terra, purtroppo,
  in  questi  anni, abbiamo assistito soltanto a delle  realizzazioni
  che  sono realizzazioni legate al sindaco di Vittoria che, ricordo,
  negli  anni   90 si andò ad incatenare a Palazzo Chigi e   l'allora
  Presidente  del Consiglio finanziò l'aeroporto di Comiso,  o  altre
  situazioni di questo tipo.
   Quindi   oggi,   veramente,  prendo  atto  dei   buoni   propositi
  dell'assessore  e mi auguro che siano confermati i 111  milioni  di
  euro a condizione, però, che ci sia una vera programmazione, che le
  cose  che  verranno fatte e realizzate in Sicilia, siano  legate  a
  vere  ed effettive necessità di questa Sicilia che in questi  anni,
  purtroppo,  dalle  Ferrovie  ha  subito  solo  dismissioni  e   non
  realizzazioni.
   E'  con  questo augurio che io, veramente, la ringrazio per quello
  che  lei ha detto e per i suoi propositi, sperando proprio che  poi
  questi  tavoli  funzionino  veramente  e  che  ci  sia  una   reale
  realizzazione  concreta  legata alla  effettiva  necessità  di  cui
  questa Terra, questa Sicilia ha bisogno.

   FAZIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  abbiamo
  ascoltato  ovviamente  il  suo intervento  e  mi  compiaccio  delle
  iniziative che, almeno dal punto di vista prettamente verbale,  lei
  si accinge ad affrontare.
   Non  posso  non  ricordare - anche perché da lei confermato  -  il
  fatto  che  noi  ereditiamo una situazione estremamente  difficile,
  complessa e complicata.
   Al  di  là  del raggiungimento dell'obiettivo che, a  mio  avviso,
  dovrà essere raggiunto, perché - mi ascolti - non è semplicemente e
  solamente  l'assegnazione del budget, ma è l'accordo  che  consente
  obiettivamente di qualificare parte della Regione siciliana che  in
  atto non è, e non è indifferente, perché sostanzialmente, in questo
  momento,  la  Regione siciliana fa da osservatrice nell'ambito  del
  proprio  territorio, senza aver alcuna voce in capitolo nell'ambito
  di alcuna minima programmazione e noon mi pare, obiettivamente, che
  questo sia corretto e giusto.
   Assessore, poi credo, che sia opportuno, in dipendenza  del  fatto
  che  lei  rappresenta la Sicilia, che i siciliani siano stanchi  di
  vedere una Italia divisa in due e continua ad essere divisa in due,
  perché,  se non si raggiunge e se non si recupera questo gap  e  la
  mobilità,  a  mio  avviso,  è  uno dei settori  fondamentali  dello
  sviluppo,  quando sento parlare di sviluppo e vedo, obiettivamente,
  un sistema mobilità talmente farraginoso, arretrato, costoso, com'è
  quello  siciliano penso che, semplicemente e solamente, la politica
  si riempie la bocca di parole e nient'altro.
   E  vero, dobbiamo recuperare il passato, dobbiamo anche recuperare
  credibilità  e  dobbiamo cercare, soprattutto,  di  imporci  e  non
  possiamo farlo nei momenti in cui ci disinteressiamo di quello  che
  assiduamente avviene da Roma in giù.
   Io  credo  che la Sicilia ha dei diritti che non gli  sono  stati,
  sino  a  questo momento, riconosciuti, forse  è arrivato il momento
  di cambiare rotta, anche lì di cambiare rotta.
   Io  credo  che i sistemi clientelari che hanno condotto le  scelte
  dissennate che sono state fatte dai governi che, bene o male, hanno
  immaginato   la   mobilità  siciliana   nei   termini   così   come
  effettivamente    avviene   del   tutto   irrazionale,    illogica,
  improduttiva  ed  estremamente  costosa,  bene,  anche  lì  bisogna
  metterci  mano,  con  energia e soprattutto con convinzione,  senza
  guardare  in  faccia  nessuno,  perché  sappiamo  benissimo  quanti
  interessi ci sono in gioco.
   Lo  abbiamo  visto soprattutto, anche di recente, semplicemente  e
  solamente  perché  la  Regione  aveva  chiesto  di  controllare   i
  chilometri.
   Sembra  una  cosa di poco conto, ma l'ente pubblico che  eroga  il
  contributo  per il servizio, se intende attuare una verifica  sulle
  modalità   attuative  del  servizio  stesso,  viene  immediatamente
  bloccato. Da lì percepiamo la posta in gioco, gli interessi, ma  io
  credo  che  dobbiamo cercare di guardare soprattutto agli interessi
  della collettività.
   Mi  auguro che le sue parole vengano poi tradotte in atti, il  che
  significa   concretamente  raggiungere  l'obiettivo  di   stipulare
  l'accordo e, finalmente, dare attuazione alle clausole che  saranno
  inserite nell'accordo stesso.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, non avendo alcun  altro  deputato
  chiesto di parlare, pongo in votazione la mozione n. 80  Iniziative
  concernenti i collegamenti ferroviari in Sicilia .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


         Discussione della mozione numero 196  Rifinanziamento
                 della legge 16 dicembre 2008, n. 23

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  quarto punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione  della mozione numero 196  Rifinanziamento della  legge
  16  dicembre  2008, n. 23, a firma degli onorevoli  Fazio,  Gianni,
  Venturino e Assenza.
   Ne do lettura:
                   «L'Assemblea regionale Siciliana

   Rilevato  che  le  imprese siciliane, a causa  della  grave  crisi
  economica  nazionale,  aggravata  ancor  di  più  dai  ritardi  nei
  pagamenti  dovuti  dalle  pubbliche amministrazione,  rischiano  il
  collasso,  con  conseguenze  pesantissime  sul  tessuto  economico-
  sociale dell'Isola;

   considerato  che  la  legge  16  dicembre  2008,  n.  23,  recante
  disposizioni  per favorire lo sviluppo del settore  industriale  in
  Sicilia  in  attuazione del programma operativo  Fondo  europeo  di
  sviluppo   regionale,  ha  rappresentato  una  importante   boccata
  d'ossigeno  per  le  imprese, prevedendo aiuti  agli  investimenti,
  promuovendo  l'imprenditoria giovanile e femminile,  contributi  in
  conto interessi per il consolidamento di passività onerose, fondi a
  gestione  separata,  prestiti partecipativi, nonché  sostegno  alla
  ricerca ed all'innovazione;

   visto che il rifinanziamento della legge 16 dicembre 2008, n.  23,
  potrebbe  risultare  fondamentale per sostenere  l'economia  ed  il
  tessuto socio - economico siciliano,

                   impegna il Governo della Regione
           e per esso l'Assessore per le attività produttive
                     e l'Assessore per l'economia

   a  valutare  la  possibilità  di rifinanziamento  della  legge  16
  dicembre 2008, n. 23».

   FAZIO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, la  ringrazio  per
  aver  voluto  inserire  all'ordine del  giorno  dell'Assemblea  due
  importanti   mozioni  che  sono  state  presentate   e   condivise,
  ovviamente, con altri colleghi.
   Mi  accingo  subito  ad  illustrare la  mozione  n.  196,  il  cui
  contenuto è abbastanza semplice.
   Ho   assistito,  da  parte  dell'Assessore  Vancheri,  a   diversi
  interventi  che si sono susseguiti in Aula per quanto  riguarda  il
  settore delle cosiddette piccole e medie imprese.
   Credo  che  sia  a  tutti noto quali siano le  condizioni  in  cui
  versano  le  imprese, le difficoltà di recupero  dei  crediti,  sia
  quelli vantati nei confronti della pubblica amministrazione, sia  -
  mi  consenta  -  anche  quelli vantati nei confronti  dei  privati,
  perché le difficoltà delle imprese continuano ad essere sicuramente
  molto più cospicue rispetto a quelle di un po' di tempo fa.
   La  crisi  economica, infatti, ha determinato  una  difficoltà  di
  esazione  dei crediti e ciò, ovviamente, a ricaduta, si  ripercuote
  nei  confronti di tutti i rapporti, ivi compresi anche l'ambito dei
  lavoratori  e  soprattutto  l'ambito dell'approvvigionamento  delle
  materie prime che consentono alle imprese di poter sopravvive.
   Abbiamo  avuto  l'esperienza della legge 23/2008 che concretamente
  ha dimostrato di essere stata un'ottima legge, perché è riuscita  a
  raggiungere alcuni obiettivi che si era prefissata, in primo  luogo
  quello  di  effettuare gli interventi di salvataggio  o  meglio  di
  ossigeno  nei  confronti delle imprese stesse. La  legge,  infatti,
  prevedeva  diversi  interventi, non solo la  possibilità  di  poter
  rinviare  l'esposizione debitoria ma addirittura di poter contrarre
  mutui  con gli istituti di credito con un intervento da parte della
  Regione nel pagamento del tasso di interesse.
   Questa  esperienza dovrebbe essere un tesoro per l'Amministrazione
  regionale,  senza immaginare di effettuare altri voli  pindarici  o
  ulteriori  interventi  laddove,  molto  più  semplicemente,   basta
  soltanto  l'introduzione di un articolo, se condiviso dal  Governo,
  che   possa   rifinanziare  l'intera  disciplina  o   parte   della
  disciplina.  Questa  è una scelta che il Governo  dovrà  effettuare
  sulla  base  di un'attività ricognitiva che il Governo  stesso  non
  potrà  che porre in essere per verificare che tipo di disponibilità
  economica  ha  da  assegnare  al comparto,  e  soprattutto  qual  è
  l'obiettivo che effettivamente si prefigge.
   Sono  convinto  che  il Governo non potrà non  condividere  questa
  iniziativa anche perché il tempo, in questo momento, è estremamente
  importante perché, laddove dovessimo intervenire, forse per  alcune
  aziende    sarebbe    troppo   tardi.   Se   invece    interveniamo
  tempestivamente, forse, riusciremmo a salvarne molte più di  quanto
  noi stessi immaginiamo.
   Ci  sono  tantissime imprese in difficoltà, per diversi  motivi  e
  diverse ragioni, e basterebbe un semplice nostro intervento per far
  sì  che  possano salvarsi e possano continuare la propria attività.
  Vorrei  spiegarle, anche se è del tutto inutile perché  lei  lo  sa
  bene,  cosa  significa  far sopravvivere  una  impresa  per  quanto
  riguarda  la ricaduta che questo determina nell'ambito del  tessuto
  sociale ed economico della nostra Regione.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'Assessore  alle  attività
  produttive, dott.ssa Vancheri, per rispondere alla mozione.

   VANCHERI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli   deputati,  ho  ascoltato  con  interesse   l'intervento
  dell'onorevole Fazio poiché riconosco che l'argomento rappresentato
  nel  suo  intervento sia di fondamentale importanza e  strettamente
  collegato  all'urgenza  nei  confronti  delle  imprese   che   oggi
  rischiano di morire.
   Desideravo innanzitutto aprire una parentesi di carattere generale
  anche  per  informare l'Aula di quelle che sono state  le  attività
  partite  dall'Assessorato che dirigo, anche in  collaborazione  con
  l'Assessorato  del  Bilancio,  che finora  hanno  messo  al  centro
  dell'attenzione questa problematica. Purtroppo devo anche dire che,
  pur  mettendo tanta forza e attenzione a questo problema,  dobbiamo
  anche  interagire  con delle barriere imposte anche  da  norme  che
  bloccano,  piuttosto  che da paletti imposti anche  in  termini  di
  accessibilità nei confronti delle stesse banche.
   Purtroppo  lo  scenario  è  molto complicato,  tanto  che  in  più
  occasioni, in più sedi, anche in qualche intervento fatto  in  Aula
  negli  scorsi  mesi, ho sempre sostenuto che sia importantissimo  e
  forse  urgentissimo,  adesso non più postergabile,  fare  un  piano
  industriale   a   cui  bisogna  subito  collegare   un   piano   di
  ingegnerizzazione  finanziaria. Quindi, studiare  bene  quelli  che
  devono essere gli strumenti a supporto del credito dell'impresa,  a
  supporto  del capitale circolante per le imprese, a supporto  degli
  investimenti, a supporto anche di quelle che sono le situazioni  di
  sovra  indebitamento  delle imprese che  oggi  rischiano  di  farle
  morire  completamente, nonostante molte abbiano un mercato, abbiano
  dei  prodotti di qualità ed abbiano delle potenzialità che  possono
  ancora  far puntare, con una giusta strategia aziendale, in mercati
  non solo nazionali ma anche internazionali.
   Quindi,  sono  assolutamente al corrente della gravità  di  questa
  situazione.
   Con  l'assessore Bianchi abbiamo subito individuato  un  problema,
  che  era  quello  collegato alla capacità  di  utilizzare  i  fondi
  strutturali  per  finanziare  dei fondi  rotativi  a  supporto  del
  capitale circolante delle imprese. Abbiamo fatto anche più incontri
  ed  il  risultato  di questi incontri è stato il lavoro  che  si  è
  attivato  per  capire fino a che punto la Regione siciliana,  nello
  stato attuale, potesse portare avanti questa idea.
   Un'idea  che,  per esempio, in Puglia si è trasformata  in  realtà
  concreta,  ma  anche in altre Regioni italiane,  piuttosto  che  in
  altre  Regioni  europee,  perché fino a qualche  anno  fa  i  fondi
  strutturali  non  potevano  essere  utilizzati  per  supportare  il
  capitale  circolante delle imprese. Invece la Comunità  europea  ha
  aperto  gli  occhi, almeno su questo versante, ed ha consentito  di
  poter  far  nascere  delle realtà collegate anche  con  i  Confidi,
  piuttosto  che  con i fondi rotativi collegati, e nel  nostro  caso
  potrebbe  essere anche l'IRFIS una realtà che può sostenere  questo
  tipo  di  ragionamento o, comunque, l'idea di realizzare un  fondo,
  nutrito  proprio  dai  fondi  strutturali,  che  non  crea   nessun
  disequilibrio  per  quanto  riguarda  il  bilancio  della  Regione.
  Avremmo anche individuato quelli che possono essere, per esempio, i
  fondi  Geremi,  piuttosto  che Gessica, quindi  trasformare  questi
  fondi  che  sono bloccati, congelati e che rischiano, peraltro,  la
  decertificazione.
   L'idea  era proprio quella di individuare, già in questo  momento,
  quelle  che  sono le disponibilità del POFER 2007/2013  che  ci  dà
  delle  vie  d'uscita, non delle ingenti somme ma  che  possono  far
  partire, comunque, uno strumento che possa dare un segnale concreto
  alle imprese.
   Dall'altra parte sappiamo benissimo che in finanziaria erano state
  presentate  delle  norme che garantivano il  pagamento  dei  debiti
  delle  Pubbliche Amministrazioni nei confronti delle imprese. Erano
  state  presentate anche altre norme che garantivano una modifica  a
  quelli che sono i tassi di interesse imposti per quanto riguarda le
  passività  onerose,  da impiegare sempre a supporto  delle  piccole
  imprese.
   Come  sapete  benissimo, il Commissario di  Stato,  purtroppo,  ha
  impugnato  gran  parte di questa parte che era già  stata  inserita
  nella  finanziaria, e quindi ci siamo bloccati, nel senso  che  non
  abbiamo  potuto  portare avanti le attività, così come  le  avevamo
  programmate.
   Questo  non  significa  che  ci  siamo  fermati,  anzi   In   modo
  particolare,  sapete  benissimo  che  si  sta  portando  avanti  la
  verifica  della  legge che riguarda i Confidi. Stiamo  intervenendo
  anche per quello che può essere ritenuto efficace in questo momento
  nella riprogrammazione e, comunque, un riordino di quelli che  sono
  gli strumenti come CRIAS e IRCAC. Ovviamente, parliamo di strumenti
  che   già  esistono,  dove  possiamo  intervenire  nel  riordinare,
  riprogrammare  attività che possono essere in  questo  momento  più
  interessanti per le imprese.
   Però,  l'idea di creare nuovi strumenti finanziari per  creare  la
  famosa linea di ingegnerizzazione finanziaria, questa è la novità.
   Io  spero  che queste, insieme ad altri importantissimi argomenti,
  siano  le  punte  di  discussione più  importanti  che  quest'Aula,
  insieme al governo, porterà avanti d'ora innanzi.
   Per  quanto  riguarda  la legge 23/2008,  che  è  l'oggetto  della
  mozione  in discussione, voi sapete benissimo che l'articolo  16  è
  relativo  proprio  alle  passività onerose  delle  imprese,  perché
  comunque  distingue  quelli  che  sono  i  finanziamenti  in  conto
  interesse,  da  dare  direttamente alle imprese  che  hanno  acceso
  questi  debiti  con  istituti di credito in convenzione  anche  con
  l'IRFIS,  e  il  discorso della creazione del fondo di  garanzia  a
  supporto  delle banche, che quindi interagiscono con  lo  stato  di
  crisi delle aziende per sovrindebitamento.
   Il  discorso è che l'articolo 8 della legge 23, scusate non era il
  16, richiama a sua volta l'articolo 16 della legge 32 che, ahimè, è
  quella  che in questo momento ci blocca. Perché l'articolo 8  della
  legge  23 ha una capienza finanziaria che è incardinata all'interno
  dell'IRFIS,  di  circa  21 milioni di euro per  quanto  riguarda  i
  contributi in conto interesse e circa 23 milioni di euro per quanto
  riguarda  invece la copertura finanziaria messa a disposizione  per
  il fondo garanzia, quindi per le banche.
   Il problema è che la legge 23 richiama appunto l'articolo 16 della
  legge  32  che impone il tasso massimo di interesse, e  voi  sapete
  benissimo  che  non possiamo fare il 3,56 per cento,  perché  è  un
  tasso che non riscontra nessun interesse da parte delle banche.
   Quindi, tutto ciò ha contribuito a non far fare le convenzioni con
  l'IRFIS,  come  se  noi  avessimo  un  fondo  capiente,  da  potere
  utilizzare  per  andare incontro a queste gravità, a  queste  gravi
  situazioni  collegate con le imprese però, per ovvi  motivi  legati
  all'ordinamento comunitario, che ci impone comunque di  considerare
  il  tasso di interesse in questo modo, non possiamo vendere  questo
  strumento  perché è considerato non appetibile. Non ci sono  banche
  che  sono state interessate finora a firmare le convenzioni, quindi
  fondi capienti non utilizzati.
   Qual  è  quindi l'intervento che potrebbe modificare,  o  comunque
  accelerare  la messa in atto di questo strumento importante  che  è
  collegato all'articolo 8 della legge 23? E' la bozza del disegno di
  legge  che  prevede, dal Bilancio, una modifica e quindi  eliminare
  l'idea  del  tasso massimo di interesse ma fare una  considerazione
  secondo il merito creditizio delle imprese.
   Questo  dovrebbe  far  cambiare idea alle banche,  che  dovrebbero
  essere  allora più interessate a firmare le convenzione e quindi  a
  collaborare  a  fare attivare questo strumento;  dall'altra  parte,
  comunque,  il  ragionamento di spostare dal paletto fisso  standard
  del  tasso  di  interesse imposto, riferito  anche  ai  settori  di
  riferimento  più i due punti che la Comunità europea ci  obbliga  a
  considerare.  Se, invece, annulliamo o modifichiamo  questa  parte,
  rendendola  secondo un criterio di merito creditizio,  riusciremmo,
  in  questo momento particolare, a poter far si che questo strumento
  possa essere utilizzato dalle stesse imprese.
   L'idea è questa, e quindi il problema, paradossalmente, non è  del
  rifinanziare  una  parte  che in questo  momento  è  potenzialmente
  finanziata, quanto sbloccare, dal punto di vista normativo,  questo
  strumento per renderlo più agevole.
   Questo  per  quanto riguarda la legge 23/2008. Ma la  stessa  cosa
  vale  anche  per altre realtà, e pertanto ritengo che  bisognerebbe
  intervenire  urgentemente  con questo  emendamento.  Personalmente,
  però, io spingo sempre a non intervenire rattoppando esigenza  dopo
  esigenza,  ma  prevedere una bella proposta che parta dal  Governo,
  che  parta  dall'Aula,  di  istituire quella  che  è  la  linea  di
  generalizzazione finanziaria della Sicilia. E prima  noi  riusciamo
  ad  incardinare i lavori sulle linee di credito e meglio riusciremo
  anche  a fare una buona programmazione sul 2014-2020, perché  anche
  lì,  parlare  del riparto delle somme che devono essere distribuite
  in  Sicilia,  individuare  quelli che sono  i  settori  strategici,
  individuare  le condizioni fondamentali, senza avere cognizione  di
  quelli che sono gli strumenti che possono essere utilizzati  e  che
  possono risolvere il problema delle imprese, a mio avviso significa
  continuare a parlare sempre del malato che sta per morire,  ma  non
  riusciamo  mai  a  trovare quella cura che possa,  non  dico  farlo
  guarire,  ma  allungargli la vita. Ed in questo momento  di  crisi,
  allungare  la  vita significa non far morire, e questo  è  il  caso
  delle imprese.
   Questo  è  l'aggiornamento che il Governo, in modo particolare  su
  questo punto, vuole comunicare.
   Altra  cosa che volevo aggiungere è che sulla questione del  fondo
  rotativo a supporto del capitale circolante non è venuta a  mancare
  la   nostra   intenzione   di   volerlo   creare,   anche   perché,
  ufficialmente, abbiamo fatto la proposta a luglio, in occasione del
  Comitato  di  sorveglianza, in cui era presente anche il  Direttore
  generale  della  Commissione europea che si  occupa  proprio  degli
  strumenti finanziari, lo stesso rappresentante della Commissione ha
  assolutamente  convenuto con noi sul fatto che si  può  creare  uno
  strumento  del  genere,  lo hanno fatto le altre  regioni,  fino  a
  qualche  anno fa non era possibile ma adesso lo è, e quindi avremmo
  anche l'appoggio da parte della Commissione della Comunità europea.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Considerata l'esposizione dell'assessore Vancheri  su
  una  materia  che  è estremamente complessa, non ritengo  opportuno
  procedere ad una votazione sulla mozione. Magari, onorevole  Fazio,
  il  Governo  potrebbe  accettarla come raccomandazione,  se  lei  è
  d'accordo.

   FAZIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  non  ci
  siano  problemi al riguardo. Però non posso non evidenziare  alcuni
  aspetti   che  mi  sembrano  in  qualche  modo  rilevanti,   perché
  l'Assessore Vancheri è intervenuta, a mio avviso, scoperchiando  un
  po'  la  pentola. Io credo che se le imprese ci ascoltano in questo
  momento percepiranno un paradosso a tutti gli effetti.
   Assessore,  lei  ha confermato che ci sono delle ingenti  somme  a
  disposizione  per  l'utilizzo e per gli  interventi  nei  confronti
  delle  imprese che attualmente non possono essere utilizzate  sulla
  base  di  una  normativa di carattere comunitario che,  in  qualche
  modo,  ha  trovato applicazione, motivo per cui non  si  interviene
  modificandola  e  utilizzando  un  altro  criterio  che  la  stessa
  Comunità  ha  previsto. Queste somme, ovviamente,  continueranno  a
  languire,  a  non  essere utilizzate nell'ambito della  controllata
  IRFIS.
   Comprende  benissimo  che  le imprese e gli  imprenditori,  se  ci
  ascoltano in questo momento, non possono non reagire, perché  è  un
  paradosso.  Ed  è  un paradosso quando organi intervengono  su  una
  fattispecie  cosiddetta creditizia dove, in qualche modo,  lanciano
  grida d'allarme.
   Mi  riferisco  a un intervento fatto dal Capo dello  Stato,  e  mi
  riferisco   anche   ad  un'altra  cosa  secondo   me   estremamente
  importante,  che  lei ben conosce, che è l'ultimo accordo  ABI,  il
  quale ancora non trova applicazione perché ovviamente le banche non
  l'hanno in alcun modo recepito e non l'hanno ancora attuato.
   Da  tutte le parti sentiamo grida di allarme che le imprese stanno
  languendo  e  che le conseguenze sono disastrose e noi,  con  molta
  approssimazione, comunichiamo che abbiamo delle somme che  potremmo
  utilizzare  ma non le utilizziamo perché una norma non consente  di
  utilizzarle.
   Presidente, obiettivamente, non mi interessa che l'Aula approvi la
  mozione,  e quindi sono d'accordo con la proposta da lei  avanzata,
  ma  chiedo,  e lo chiedo a nome di tutte le imprese, di  tutti  gli
  imprenditori, che l'assessore faccia presto perché ogni giorno  che
  passa   ci   sono  tante  imprese  che  moriranno  e  non  possiamo
  giustificare  il nostro ritardo o un eventuale nostro inadempimento
  con  il  fatto  che la normativa comunitaria non ci  consentiva  di
  poter   utilizzare  somme  quando  un'altra  normativa,   poi,   ci
  consentiva di utilizzarle.
   Presenti  subito  il disegno di legge che aveva  in  qualche  modo
  anticipato, e troverà un'Aula non solo che condividerà l'iniziativa
  ma la solleciterà, la sosterrà, la reclamerà.
   Io  credo  che  dobbiamo dare un po' di certezze,  che  non  siano
  semplicemente  vacue parole come effettivamente  abbiamo  fatto  in
  tutto questo tempo. Abbiamo bisogno di acquistare credibilità e per
  riacquistare  credibilità  le parole non  servono  più,  servono  i
  fatti.

   PRESIDENTE.   Assessore   Vancheri,  accetta   la   mozione   come
  raccomandazione?

   VANCHERI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli  deputati,  il Governo accetta la  mozione  n.  196  come
  raccomandazione.
   Volevo  anche precisare che, in effetti, l'emendamento  necessario
  per  modificare questo piccolo problema tecnico, che  definisco  un
  paletto dell'articolo 8 della legge n. 23/2008 è già pronto e verrà
  presentato a breve. Forse mi sono espressa male quando ho detto che
  già  stiamo intervenendo; questo ovviamente sarà un emendamento che
  verrà   presentato  dall'assessore  Bianchi  che,  come  ribadisco,
  insieme a me ha sotto la sua attenzione tutti questi argomenti  tra
  l'altro considerati prioritari.
   Volevo  anche  aggiungere che, peraltro,  questo  emendamento  che
  modificherebbe  l'articolo 8 della legge 23, è come  se  annullasse
  quel  vincolo dell'articolo 16 della legge n. 32, e potrebbe  anche
  essere  utilizzato  per  il  fondo  commercio.  Perché  voi  sapete
  benissimo  che  presso  l'IRFIS c'è anche il fondo  commercio,  che
  abbiamo  già  efficacemente  sbloccato  e  che  è  stato  già   ben
  utilizzato, lo stanno utilizzando specialmente i comuni alluvionati
  e  le  isole  minori,  ma anche lì abbiamo il problema  che,  molto
  spesso,   il cavallo non beve l'acqua  perché non ha la possibilità
  di  avere  quell'accordo con la banca, nel senso che  non  conviene
  alla banca fare arrivare l'impresa alla richiesta diretta.
   Quindi,  comunque,  questa  modifica  potrebbe  agevolarci   anche
  nell'ulteriore  sblocco del fondo commercio e voi capite  benissimo
  che  il  fondo commercio è collegato con il tessuto imprenditoriale
  micro-imprese   del  settore  commerciale  che  sono   quelle   che
  mantengono il tessuto economico vivo, in modo particolare dentro  i
  nostri centri storici.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la mozione è quindi accettata come
  raccomandazione  e chiaramente il dibattito d'Aula  è  da  auspicio
  perché  il Governo faccia presto, ma credo che su questo  siamo  in
  perfetta sintonia.

     Discussione della mozione numero 113  Iniziative urgenti per
   ottenere la restituzione al demanio regionale delle aree militari
       dismesse presenti nel territorio della Regione siciliana

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  quinto punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione  della  mozione  numero  113   Iniziative  urgenti  per
  ottenere  la restituzione al demanio regionale delle aree  militari
  dismesse presenti nel territorio della Regione siciliana , a  firma
  degli onorevoli Zafarana ed altri.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   nel  'libro bianco' del 2002 del Ministero della Difesa  al  punto
  '10.4.2  Casi particolari', viene espressamente stabilito  che  'Un
  trattamento  particolare  viene riservato  agli  immobili  militari
  situati nelle Regioni a Statuto Speciale e nelle province di Trento
  e Bolzano';

   in   forza  della  suddetta  disposizione,  con  l'emanazione  del
  D.P.C.M.  8  novembre 1995, sono stati trasferiti  alla  Regione  a
  Statuto  Speciale della Valle d'Aosta i 128 immobili facenti  parte
  dall'ex 'Vallo Alpino' ivi compresa la funivia del Monte Bianco;

   con  il  decreto legislativo 21 dicembre 1998, n. 495, sono  stati
  trasferiti  alle  Province Autonome di  Trento  e  Bolzano  i  beni
  immobili,  già  in  uso  alla Difesa, peraltro  mediante  procedure
  oltremodo  semplificate:  ossia  'tramite  la  firma  dei  relativi
  verbali di consegna da parte dei rappresentanti del Ministero delle
  Finanze/Dipartimento del Territorio, del Ministero della  Difesa  e
  delle  province interessate che danno titolo per l'intavolazione  e
  la  voltura  a favore delle province stesse degli immobili  di  cui
  trattasi';

   con  il  decreto  legislativo 24 aprile 2001, n. 237,  sono  stati
  trasferiti i beni immobili, non più utili alla Difesa, alla Regione
  a Statuto Speciale Friuli-Venezia Giulia;

   nel  suddetto 'libro bianco', in merito alla Regione siciliana,  è
  stato  stabilito un generico impegno, da parte del Ministero  della
  Difesa,  alla  individuazione  dei  beni  immobili  da  trasferire;
  attività a tutt'oggi sviluppata solo in minima parte;

   in particolare, la situazione del territorio del Comune di Messina
  è  estremamente critica a causa di insane scelte operate,  sin  dal
  1911,  attraverso  il  piano regolatore  della  ricostruzione  post
  terremoto c.d. 'Piano Borzì';

   invero,  in ordine al suddetto Piano, già in fase di approvazione,
  furono  avanzate  numerose censure da parte  dell'allora  Consiglio
  Superiore dei Lavori Pubblici;

   la   più   rilevante  condizionava  il  nulla  osta  al   rilascio
  dell'autorizzazione  alla dismissione di  tutte  le  aree  militari
  trovate  eccessive e sconvenienti in quanto privavano la  città  di
  Messina di numerose aree utili all'edificazione di alloggi  ad  uso
  civile;

   nonostante ciò, la condizione imposta dal Consiglio Superiore  dei
  Lavori  Pubblici  è stata totalmente disattesa e  moltissime  delle
  aree militari indicate furono impropriamente sottratte al legittimo
  esercizio dello jus edificandi dei proprietari;

   la  vastità  di  queste aree e la loro impropria localizzazione  è
  stata  la  genesi  di  molte depressioni  sociali  ed  urbanistiche
  (vedasi  la mancata integrazione all'organismo urbano del villaggio
  di  Camaro  che venne realizzato in posizione molto distante  dalla
  città  a  causa del fatto che tra il limite di questa  e  il  nuovo
  quartiere  popolare  vi  era  una vasta  area  militare  del  tutto
  inutile);

   da  un'analisi  complessiva del centro abitato di  Messina  emerge
  evidente  come le aree militari inserite all'interno  dello  stesso
  furono  numerosissime e sopratutto quanto queste ultime sottrassero
  spazi utili alla necessaria edificazione ad uso civile;

   in  questa  errata ottica di sviluppo urbano (prevista  dal  Piano
  Borzì)  fu intrapresa anche l'illogica scelta di destinare la  zona
  falcata  ad arsenale militare, compromettendo l'economia del  porto
  franco   e  rendendo  quest'area,  estremamente  significativa   ed
  identitaria per la città di Messina, totalmente avulsa dal contesto
  urbano, relegandola per oltre un secolo nelle condizioni di degrado
  in cui versa allo stato;

   CONSIDERATO che:

   l'1   novembre  2002  il  Comando militare marittimo  autonomo  in
  Sicilia,  ubicato  nella  falce  del  porto  di  Messina,  è  stato
  trasferito ad Augusta;

   l'area  una volta occupata dall'Ospedale militare, pari  a  11.000
  metri  quadri con una cubatura di 33.000 metri cubi, che  sorge  al
  centro  della città di Messina, allo stato è occupata, in modo  del
  tutto  privo  di  utilità  e  per nulla  consono,  da  un  semplice
  dipartimento  militare  di  medicina  legale  che  potrebbe  essere
  trasferito  in  uno  dei tanti immobili in possesso  del  Ministero
  della Difesa a Messina;

   l'ex Direzione di Artiglieria sita su una vastissima area a Camaro
  Inferiore non svolge più alcuna attività;

   risultano  abbandonate dal Ministero della  Difesa  oltre  100.000
  metri  quadrati  di terreno nonché quaranta costruzioni  presso  la
  contrada Campo Italia di Messina;

   il  demanio  regionale  non ha mai richiesto  al  Ministero  della
  difesa  il  trasferimento delle aree sopra indicate, nonostante  la
  previsione  dell'art.  32  dello Statuto Speciale  per  la  Regione
  siciliana  'I  beni  del  demanio dello Stato,  comprese  le  acque
  pubbliche  esistenti  nella Regione, sono assegnati  alla  Regione,
  eccetto  quelli che interessano la difesa dello Stato o servizi  di
  carattere generale';

   VISTI:

   l'art. 4 del D.P.R. 1 dicembre 1961, n. 1825, il quale recita: 'In
  attuazione dell'art. 33 dello Statuto della Regione siciliana  sono
  assegnati   alla  Regione  i  beni  patrimoniali  disponibili   ivi
  esistenti  alla  data di entrata in vigore dello  Statuto  medesimo
  nonché  quelli  indisponibili  ivi esistenti  alla  stessa  data  e
  indicati  nel secondo comma dell'art. 33 dello Statuto',  in  forza
  del  quale  il  Governo  della Regione  siciliana  rinunziava  alla
  restituzione  delle  aree  che sarebbero state  dismesse  in  epoca
  successiva alla data di approvazione dello Statuto;

   la  sentenza  della Corte Costituzionale n. 383 del  1991  con  la
  quale   è  stato  stabilito  il  principio  secondo  il  quale   il
  trasferimento  dei  beni  debba  avvenire  anche  quando  la  causa
  d'esclusione  venga a cessare in un momento successivo  all'entrata
  in vigore dello Statuto;

   RILEVATO  che,  in ossequio alla suddetta sentenza,  il  Ministero
  della  Difesa  deve  restituire al demanio della Regione  siciliana
  tutte le aree in cui sono stati dismessi i compiti di istituto; ciò
  prescindendo della data di effettiva dismissione,

                   impegna il Governo della Regione

   a chiedere al Governo nazionale, per il tramite della  Commissione
  paritetica  Stato-Regione siciliana, la modifica  dell'art.  4  del
  D.P.R. in ottemperanza alla sentenza della Corte Costituzionale  n.
  383  del  1991  e,  conseguentemente, ottenere la  restituzione  al
  demanio  regionale  di  tutte aree militari  ferroviarie  ed  anche
  quelle  utilizzate  per servizi di carattere generale  dismesse,  a
  prescindere dalla data della loro dismissione;

   a  predisporre  nell'immediato, direttamente o per  tramite  degli
  enti   locali,   un   piano  socio-urbanistico  di  valorizzazione,
  riabilitazione e riuso di detti beni, attualizzandone le funzioni e
  le   destinazioni   ad   usi  civici,  attraverso   interventi   di
  riqualificazione  ambientale  ed  urbana  che  contestualizzino  ed
  integrino tali strutture o aree con i tessuti urbani circostanti  e
  la loro vocazione». (113)

   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Zafarana  per  illustrare  la
  mozione.

   ZAFARANA.   Signor  Presidente,  Assessori,  onorevoli   colleghi,
  cittadini,  la  mozione che vengo ad illustrare è appunto  inerente
  alla restituzione al demanio regionale delle aree militari dismesse
  presenti sul territorio della Regione siciliana.
   Da  una  analisi  delle situazioni attualmente sul territorio  che
  rientrano  in  questa  fattispecie, mi faccio portavoce  in  questo
  momento delle esigenze della cittadinanza, di alcuni cittadini che,
  appunto,  fattisi  forza rispetto a quanto si vede  nel  territorio
  messinese  ma non soltanto potremmo anche annoverare le  situazioni
  del  territorio del Siracusano come l'area di Santa Panagia, l'area
  ammassamento  protezione civile, l'area aeronautica, oppure  ancora
  nel  Ragusano  e per arrivare nel mio territorio ma  mai  per  fare
  questioni di carattere territoriale tutte le aree dismesse che sono
  attualmente  e  l'area  dell'Ospedale militare  e  ancora  le  aree
  lasciate dal Comando militare marittimo autonomo in Sicilia.
   Ecco,  dal 1961 in poi, la Regione è stata chiamata ad avviare  un
  processo  di  richiesta  di quanto è nelle  sue  competenze  presso
  chiaramente la Conferenza Stato-Regioni, nel senso che queste aree,
  in  virtù  dell'articolo  32  e 33 del nostro  Statuto,  dovrebbero
  appunto, una volta dismesse, rientrare nelle nostre competenze.
   Ma perché questo?
   Perché  già  sul  territorio italiano  anche  altri  episodi  sono
  avvenuti a supporto di quanto noi riteniamo si debba fare anche con
  trattamenti  e  processi potremmo dire molto  più  semplici,  posso
  semplicemente annoverare qui quanto accaduto per i beni  trasferiti
  nel  1995  alla  Regione  a Statuto speciale  della  Valle  d'Aosta
  allorquando 128 immobili, facenti parte dell'ex Vallo Alpino,  sono
  stati trasmessi.
   Pertanto,  vado  ad  illustrare ancora  quanto  successo  per  gli
  immobili  trasferiti  alle Province autonome di  Trento  e  Bolzano
  semplicemente con dei verbali di consegna e ancora quanto  accaduto
  alla Regione a statuto speciale Friuli Venezia Giulia.
   Potremmo dire, pertanto, dei processi molto semplici - addirittura
  si parla di verbali di consegna  - che portano poi nelle competenze
  delle Regioni e quindi più vicine anche agli enti che gradualmente,
  per il principio di sussidiarietà sono più vicini ai cittadini,  le
  Regioni  che  dialogando  con gli enti  locali  possono  mettere  a
  disposizione della cittadinanza tutte queste aree.
   Andando  ad  analizzare quanto presente sul territorio  messinese,
  per  esempio  l'area  di  Campitalia, una  semplice  indagine,  una
  passeggiata, fa vedere un'area totalmente lasciata a se  stessa,  e
  la  gente  con cui ho avuto modo di parlare ha sempre lamentato  il
  fatto   che,   pur   avendo  associazioni,  centri   di   incontro,
  associazioni   culturali,   non  ha  spazi   a   disposizione   per
  incontrarsi, spazi per l'associazionismo.
   Perché  questi spazi devono rimanere ancora lasciati al degrado  e
  senza la possibilità di diventare punti di riferimento?
   Sappiamo  che  il tessuto sociale di ogni città, di  ogni  comune,
  allorquando dispone di aree finalizzate a questo, le fa proprie, se
  l'Amministrazione  locale  è  valida  e  virtuosa  e  le  mette   a
  disposizione.
   Sempre  in  difesa  della pubblicità, della messa  a  disposizione
  pubblica  di  questi  territori, riteniamo e chiediamo  all'attuale
  Giunta  di farsi portavoce, per quanto è nelle proprie possibilità,
  per  il  tramite  della  Commissione  paritetica  Stato  -  Regione
  siciliana, la modifica dell'articolo 4 del D.P.R. 1825 in virtù  di
  quanto  statuito  dalla sentenza della Corte Costituzionale  383/91
  che  fa  in  modo che questi beni dismessi possano rientrare  nelle
  competenze della Regione.
   La  suddetta  sentenza  stabilisce anche il principio  secondo  il
  quale il trasferimento di detti beni possa avvenire anche quando la
  causa  di  esclusione  venga a cessare  in  un  momento  successivo
  all'entrata in vigore dello Statuto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, gli onorevoli  Grasso,  La  Rocca
  Ruvolo, Venturino, Fazio, Musumeci dichiarano di apporre la propria
  firma alla mozione.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Dichiaro aperta la discussione generale.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor Presidente, ringrazio l'onorevole Zafarana  per  la
  mozione  brillantemente illustrata e credo che lei abbia  descritto
  il territorio dal quale proviene ma le assicuro che altri territori
  si trovano nella medesima situazione testé illustrata.
   Non riesco a capire perché la posizione della Regione siciliana  è
  diversa dalla posizione delle altre regioni a statuto speciale.
   Non  riesco  a  capire  nemmeno per quale  motivo  il  federalismo
  fiscale ha trovato una parziale attuazione ma ha trovato una totale
  attuazione il federalismo demaniale.
   Assessore,  nell'ambito  delle regioni  a  statuto  ordinario,  il
  federalismo  demaniale  ha  consentito soprattutto  alle  autonomie
  locali  di  potere  acquisire i beni demaniali  presenti  nel  loro
  territorio   e  quindi  far  sì  che  gli  stessi  da  improduttivi
  diventassero produttivi, inserendoli nel circuito dell'utilizzo  da
  parte della collettività.
   Non è cosa da poco, anzi.
   Non riesco a comprendere, - io ho la mentalità dell'imprenditore -
  quando l'imprenditore non è in grado di potere utilizzare al meglio
  il proprio patrimonio, non è un imprenditore.
   Quando una società non è in grado di poter utilizzare e di potere,
  in  qualche modo, mettere a circuito produttivo il patrimonio è una
  società  che, secondo me, è destinata al fallimento perché  bene  o
  male,  lei  mi  insegna -  non è vero che non ha un  costo  per  la
  collettività; hai voglia se ha un costo per la collettività  -  che
  questi  beni di cui, in qualche modo abbiamo descritto  in  maniera
  sommaria, hanno un costo per la collettività e hanno un costo molto
  di  più se, semplicemente, si pensa che se questi utilizzati, messi
  in  circuito,  diventerebbero  un volano  di  sviluppo  in  maniera
  impressionante.
   Non  sto lì a descriverle, assessore, che nell'ambito della  città
  di  Trapani che, le assicuro, ha mare a destra, ha mare a sinistra,
  ha  mare  di  fronte, ma proprio alle spalle sa cosa  si  trova  ad
  avere?  La bellezza di 50 ettari di terreno del demanio militare  e
  sa perché? Perché negli anni  40, e qua ci sono alcuni colleghi che
  lo possono testimoniare, esisteva un aeroporto dismesso.
   Dal  1940 50 ettari di terreno che sono destinati non si riesce  a
  capire  a  che  cosa, e comunque fanno parte del demanio  militare,
  del   tutto   inutilizzati,   anzi  obiettivamente   costituiscono,
  sicuramente, un intralcio a tutti gli effetti. Sa per che cosa sono
  stati  utilizzati recentemente? Almeno avevano una giustificazione:
  per farci volare i palloni, avevano una finalità.
   Ma  il costo per la collettività qual è stato? Quanto è stato?  E'
  indefinibile, indefinibile, quando obiettivamente lo stesso  Comune
  non  riesce  in  qualche  modo a realizzare  alcune  infrastrutture
  estremamente  importanti  quali, ad  esempio,  le  porto  un  altro
  esempio, la realizzazione dell'autoporto già finanziato dal  Comune
  di  Trapani  ma  reso impossibilitato a realizzarlo  in  dipendenza
  della    indisponibilità   dell'Ufficio   del    demanio    quando,
  obiettivamente,  non c'è alcuna collaborazione tra le  Istituzioni.
  Sa  perché? Convincere chi, in qualche modo, è seduto dietro ad  un
  tavolino  a  Roma, a vedere, forse, e a toccare con  mano  di  cosa
  stava  parlando  era  estremamente difficile e complicato.  E'  più
  facile  dire:   No, guardate siccome è un bene demaniale,  non  può
  essere utilizzato per questa finalità o, se volete, fate un'offerta
  e lo dovete necessariamente comprare . Assurdo  Assurdo
   Eppure   il  Comune  di  Trapani  ha  dovuto  rinunciare   ad   un
  finanziamento  per la realizzazione dell'autoporto quando  aveva  a
  disposizione il presupposto che era, l'area da potere realizzare. E
  che  dire di alcune aree cosiddette militari, ex caserme del  tutto
  abbandonate, totalmente abbandonate che costituiscono  un  pericolo
  per quanto riguarda la stessa collettività.
   Sa qual è stata la risposta dell'assessore? Quando io ho sollevato
  la  questione, mi è stato detto che bisogna valutare caso per caso.
  Eppure  una norma così come egregiamente è stata, in qualche  modo,
  evidenziata   dalla   collega  che   mi   ha   preceduto,   prevede
  espressamente   che   quando  i  beni  del   demanio   perdono   le
  caratteristiche  della  demanialità, sulla  base  della  disciplina
  Stato-Regione, bene, questi beni non possono che essere  trasferiti
  ovviamente al demanio o patrimonio della Regione stessa.
   Eppure  non  è  avvenuto  tutto  questo   Personalmente  ho  fatto
  un'esperienza che è stata estremamente negativa.
   Recentemente siamo riusciti ad ottenere il trasferimento a  favore
  della  Regione siciliana, sa di che cosa? Lei forse non era  ancora
  assessore. Della  colombaia'.
   E'  iniziato  un  procedimento cinque anni prima, perché  ci  sono
  voluti cinque anni.
    No, non è così. Perchè è vero che ci vuole un semplice verbale di
  consegna, collega Zafarana, ma per arrivare al verbale di  consegna
  ci sono voluti cinque anni prima che il bene venisse declassificato
  o   sclassificato' come dir si voglia al riguardo e  quindi  perché
  qualcuno  constati  che aveva perso i criteri e le  caratteristiche
  della cosiddetta demanialità e vi assicuro che era un patto notorio
  perché  era, sostanzialmente, un carcere e vi lascio immaginare  se
  aveva ancora i requisiti della demanialità.
   Eppure  ci  sono  voluti  cinque anni per avere  quel  verbale  di
  consegna  dallo Stato alla Regione siciliana. Ora speriamo  che  la
  Regione siciliana non lo faccia perdere perché sarebbe veramente un
  peccato.
   Lei ha sollevato una questione secondo me estremamente importante.
   Sono  anni  che  sento parlare di una valutazione  del  patrimonio
  immobiliare,  eppure  passano gli anni e vedo che,  invece,  questo
  patrimonio  immobiliare invece di essere utilizzato al  meglio,  di
  essere  fruito dalla collettività, viene completamente,  totalmente
  abbandonato e, non solo, con la beffa che la stessa collettività ne
  sopporta anche gli oneri economici.
   Io  credo che sarebbe il caso, forse, anche qui di parlare un  po'
  meno e di agire un po' di più. Vedere, ovviamente, caso per caso le
  convenienze  perché sapete cosa mi è stato detto, e  bisogna  stare
  attenti,  perché  poi  nel  momento in cui  viene  trasferito  alla
  Regione sarà la stessa  ad essere responsabile per eventuali azioni
  o  per  eventuali situazioni che si possono determinare nel momento
  in cui si diventa proprietario dell'immobile.
   Questo  potrebbe essere un accorgimento ma non potrebbe essere  un
  limite  per  il  quale  io  non divento proprietario  dell'immobile
  stesso.
   Mi  auguro  che  l'assessore voglia porre  attenzione  su   queste
  problematiche  perché credo sia estremamente importante.  Ma  credo
  che  non  possa  farlo da sola. E' necessario  che  lo  debba  fare
  congiuntamente,  unitamente,  sinergicamente  con  l'assessore   al
  bilancio, perché non può non condividere un percorso che veda in un
  primo  momento dare attuazione ad una normativa e, dall'altra parte
  valorizzare   questo   patrimonio  e,  perché   no,   eventualmente
  cedendolo.
   Voglio  ricordare  a  scanso  di  equivoci  che  non  è  vero  che
  automaticamente   bisogna  procedere  all'iscrizione   al   demanio
  regionale  perché se la norma prevede che non ha  più  i  requisiti
  della   demanialità,   basta  solamente   una   attestazione,   una
  certificazione, una verifica perché il bene possa  fare  parte  del
  cosiddetto  patrimonio indisponibile o eventualmente del patrimonio
  disponibile con la possibilità di alienarlo.
   Credo  che  su  questo  percorso forse bisogna  prestare  maggiore
  attenzione  più di fatto nel passato perché nel passato  non  si  è
  fatto un bel niente. Grazie.

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto di apporre la propria firma
  alla  mozione  in  discussione  gli onorevoli Ruggirello,  Nicotra,
  Lentini, Vinciullo e Cascio Salvatore.

   L'Assemblea ne prende atto.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore,
  naturalmente  condivido  lo  spirito  della  mozione  e  anche   le
  intenzioni e, naturalmente, voterò a favore. Chiederò alla  collega
  Zafarana,  ma anche all'assessore, di approfondire alcuni  aspetti,
  non  alla  collega Zafarana ma all'assessore. Alla collega Zafarana
  chiedo  che  nel  dispositivo c'è scritto anche ferroviario.  Credo
  abbiano un altro iter. Quindi di toglierla per evitare equivoci.
   Per  quanto riguarda, invece, il tema che non è affrontato per  la
  prima volta, non so se il collega Fazio si riferisse a questo, è un
  tema che è stato oggetto di confronto tra la Regione siciliana e lo
  Stato  nel corso degli anni ed ha trovato un limite nelle  sentenze
  della  Corte  costituzionale, che lo Statuto, come  è  noto,  nelle
  norme   di  attuazione  sono  norme  pattizie  che  devono   essere
  concordate  tra  lo Stato e la Regione siciliana, sia  le  sentenze
  della  Corte  costituzionale, mi risulta  anche  una  sentenza  del
  Consiglio  di  Stato, sostengono che il patrimonio del  demanio  di
  reciproca  competenza  sono  quelle  fissate,  al  momento,   dallo
  Statuto.
   Io  sono  dell'idea, come sollecita la mozione, che questo vincolo
  deve  essere  rimosso  come è stato rimosso  per  altre  regioni  a
  Statuto speciale.
   So  che la Commissione paritetica se ne è più volte occupata,  che
  era arrivata anche - diciamo così - ad una sorta di convergenza, ma
  non sono mai state attuate le disposizioni lì contenute.
   Io  chiedo all'assessore di recuperare, diciamo così, tutti questi
  aspetti  che,  ovviamente, attengono ad organi che  non  sono  alle
  dipendenze  della  Regione, perché nella Commissione  paritetica  i
  componenti nominati dalla Regione hanno  una loro vita autonoma, ed
  avviare  un  confronto con il Governo nazionale per  perseguire  la
  strada,  o  di  una conclusione pattizia, ma in  tempi  in  cui  il
  patrimonio   immobiliare,  collega  Fazio,   ancorché   non   molto
  produttivo, viene messo a bilancio, com'è noto, e probabilmente  il
  tema non sarà di semplicissima attuazione.
   Bisogna,  secondo me, operare - come suggerisce la mozione  -  sia
  per  recuperare i dati della Commissione paritetica, verificare  se
  lì  ci sono le condizioni per procedere, o altrimenti, chiedere  al
  Governo  nazionale, al Parlamento, anche utilizzando la delegazione
  parlamentare  siciliana  che, credo, dovrebbe  aiutarci  in  questo
  compito,  di  definire norme di attuazione per questo  aspetto  che
  superino il limite temporale previsto dallo Statuto.
   Perché è del tutto evidente che, in tante situazioni, tenuto conto
  che  soprattutto le aree a disposizione della marina militare  sono
  localizzati in zone molto importanti, molto appetibili dal punto di
  vista paesaggistico, dal punto di vista della fruibilità, sarebbero
  molto utili per la Regione ed anche per i comuni interessati.
   Perché,  immagino - non c'è scritto nella mozione, non  in  questi
  termini - un ragionamento per quanto riguarda l'uso di queste  aree
  ed anche la titolarità dovrebbe coinvolgere i comuni interessati.
   Nella  mozione è citata la situazione particolare di  Messina,  vi
  era  un  posto importante dal punto di vista militare e  quindi  ha
  molte  aree  pregiate di proprietà dello Stato e a questo  scopo  e
  adesso che lo Stato ha giustamente dismesso tante attività militari
  costituiscono uno spreco.
   Quindi,  è  materia importante che aiuta anche  il  Governo  della
  Regione  a definire meglio il proprio patrimonio ed anche  a  poter
  programmare  una fruizione più efficace dal punto  di  vista  degli
  interessi  della Sicilia, dei cittadini, della realtà  dove  queste
  aree  si  collocano perché vengano utilizzate adeguatamente  ed  in
  maniera positiva.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Innanzi tutto ringrazio l'onorevole Fazio e l'onorevole
  Panarello   per  le  considerazioni  rispetto  ad  un   tema   così
  importante.
   Una  parte,  diciamo,  che  era  sostanzialmente  anche  il  cuore
  pulsante  di  questa mozione che precedentemente non ho  illustrato
  per  ragioni  di concisione e appunto relativa alla possibilità  di
  predisporre dei piani socio-urbanistici di valorizzazione.
   Chiaramente  questo potrebbe andare in capo alla  Regione  e/o  ai
  comuni,  agli enti locali, ed in base al principio di sussidiarietà
  qualora questi, una volta avviate tutte le procedure - per carità -
  non  arrivino a predisporli, chiaramente, rimanere questa  missione
  in capo alla Regione.
   Perché  chiaramente,  non  facciamo  qui  il  ragionamento   della
  richiesta di territori che versano in condizioni sì di degrado e di
  abbandono,  per poi rimanere comunque in capo alla Regione  e  però
  nella stessa condizione.
   L'impegno  che  si  richiede è quello, comunque,  di  una  visione
  globale  rispetto alle problematiche del territorio e secondo  noi,
  secondo  i  cittadini  che hanno sollecitato  questa  mozione,  c'è
  proprio  la  richiesta di una visione più ampia, che  -  appunto  -
  voglia  andare  alla  valorizzazione di questi territori  che,  nel
  tempo,   hanno  anche  spezzato  il  cuore  di  alcune   dimensioni
  territoriali.  Faccio, purtroppo, riferimento  sempre  alla  realtà
  territoriale  in cui vivo. La predisposizione di aree  -  con  fini
  appunto  militari - nella città di Messina, a volte, ne ha  proprio
  spezzettato il tessuto sociale e territoriale.
   Pertanto, qualora si volesse, invece, dalle intenzioni del Governo
  ritornare  indietro  o  comunque avviare un nuovo  processo  questo
  potrebbe cancellare le cesure verificatesi ad oggi, anche perché  -
  come  sappiamo - non soltanto nel territorio messinese, ma su tutto
  il   territorio  regionale  c'è  una  grande  esigenza  di   spazi,
  esclusivamente  spazi  verdi,  un'esigenza  che  sembrerebbe  quasi
  suggerita  da  una visione sentimentalista, ma non è  così,  perché
  sappiamo che, se siamo qui dentro e se dobbiamo curare comunque  la
  prospettiva  di  sviluppo di questa Regione, non  possiamo  curarci
  esclusivamente  di  aspetti tecnici, e gli  aspetti  amministrativi
  devono  prendersi  carico di tutto lo sviluppo  del  cittadino.  E,
  pertanto,   rivolgendomi  all'Assessore  per   il    territorio   e
  l'ambiente,   mai  potrei trovare maggiore sensibilità  rispetto  a
  questo tema.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente.

   LO   BELLO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  Credo  che
  l'esposizione  fatta,  e ringrazio intanto  i  deputati  che  hanno
  apposto la firma a questo interessante suggerimento ed impegno  che
  si  vuol  fare assumere al Governo della Regione, credo che,  però,
  vadano fatte alcune precisazioni.
   La  materia  di cui trattasi - è chiaro a tutti - è di  competenza
  dell'Assessorato  per  l'economia  ma  essendo  in  questo  momento
  altrimenti impegnato, l'ho letta in questo momento e devo dire  che
  la   trovo   non   solo  interessante,  ma  assumo   l'impegno   di
  rappresentarla al Governo tutto, perché credo che, al  di   là  del
  nostro  demanio, che, come sapete,  si compone di demanio marittimo
  e  di  demanio della Regione, il demanio marittimo,  al  di  là  di
  alcune  foresterie di competenza dell'Assessorato del territorio  e
  ambiente,   tutto   l'altro  patrimonio  della  Regione   fa   capo
  all'Assessorato per l'economia.
     Credo che qui vengano contenute, intanto, due esigenze e vengano
  fatte  due richieste. Le due esigenze sono quelle di un superamento
  di  quello  che è il momento del passaggio, dell'individuazione  di
  tutti quei territori, quegli spazi, quelle strutture che, fatto  il
  censimento, queste strutture siano passate, al momento indicato, al
  patrimonio della Regione.
   Credo che il superamento, invece, dell'art. 4 del DPR n. 1825  del
  1961  possa  offrire  un'occasione, così come è bene  rappresentato
  dalla  presentatrice della mozione, in più per la Regione  Sicilia,
  però  questo  non in ragione di un aumento di proprietà  quanto  in
  ragione  di  una maggiore disponibilità di spazi che stanno  spesso
  dentro   le  città  e,  quando  stanno  fuori  dalle  città,   sono
  strategicamente, anche, utilizzabili.  Quindi, credo  che,  proprio
  per  le  ragioni  che  venivano  dette,  l'impegno  che  assumo   è
  certamente  di rappresentare al Governo della Regione un intervento
  in  Conferenza  Stato-Regioni,  da  un  lato,  per  il  superamento
  dell'articolo  di  cui parlavo prima, ma anche  per  una  sorta  di
  omologazione a quelli che sono stati, invece, interventi fatti  per
  altre regioni a Statuto speciale.
   La seconda questione, che era quella di dire: però non facciamo in
  modo  che  si  passi da uno stato di abbandono dello Stato  ad  uno
  stato di abbandono della Regione.
   Mi  pare di capire che questo sia anche - mi permetto di dire - il
  punto  centrale, perché qui il problema non è tanto  di  chi  è  la
  proprietà,  quanto qual è il fine e qual è l'utilizzazione  che  si
  vogliono fare di questi spazi o addirittura di queste strutture.
   Credo  che  anche qui vada fatta una differenza perchè non  sempre
  ciò  che è in capo alla Regione è abbandonato e non sempre  ciò che
  la Regione affida ai comuni invece viene valorizzato.
   Per  cui  c'è  bisogno, probabilmente, di una sorta di  censimento
  catastale  al  di  là di quella che è la richiesta del  superamento
  dell'art.  4 rispetto a beni che noi possiamo trovare interessanti,
  ora per la Regione, ora per i comuni, e non invece guardare a spazi
  che  potrebbero  essere o di nessuno interesse  o  addirittura  una
  sorta di costo in più.
   La  relatrice  faceva l'esempio degli spazi a Messina,  io  invece
  vorrei  fare  l'esempio di uno spazio esistente  ad  Agrigento.  In
  quella città c'è una proprietà della Regione, il Palacongressi, una
  struttura straordinaria, come credo non ce ne siano in Sicilia  per
  spazi legati alla congressistica che potrebbe essere uno sbocco per
  i  circuiti  turistici. Ebbene,  questa struttura  è  di  proprietà
  della  Regione e proprio per ovviare a quello che era uno stato  di
  non cura particolare, non di abbandono, è stato ceduto al Comune di
  Agrigento proprio perchè questa struttura potesse tornare a vivere.
  Invece  dobbiamo dire che da  un momento di agonia   si  è  passati
   alla  morte . Da un anno e mezzo questa struttura è chiusa  invece
  come  Regione vogliamo intervenire affinché torni a vivere   Quindi
  dobbiamo  fare  in modo che si individuino le strutture,  si  tenga
  conto  dell'esigenza e guardando alle indicazioni,  con  la  giusta
  osservazione  che  veniva fatta riguardo alle ferrovie,  credo  che
  strategicamente,   utilmente   ma   anche   socialmente   la   loro
  utilizzazione  debba  che  essere oggetto  di  una  delle  prossime
  Giunte. A tal riguardo preparerò una relazione specifica che  terrà
  conto di tutto l'iter legislativo, ma che terrà conto anche di  una
  possibile  mappatura dei beni che in questo momento  sono  in  capo
  all'uso militare.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, con  le  precisazioni  che  sono
  emerse  dal dibattito, se non ho compreso male onorevole Panarello,
  stralciando  la  parte relativa  a ferroviaria  perchè  sarebbe  un
  altro  contesto,  e con le precisazioni dell'onorevole Zafarana  in
  ordine al coinvolgimento da parte dei comuni, pongo in votazione la
  mozione n. 113:  Iniziative urgenti per ottenere la restituzione al
  demanio  regionale  delle  aree  militari  dismesse  presenti   nel
  territorio   della  Regione  siciliana ,  a  firma   dell'onorevole
  Zafarana ed altri.
   Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Si  passa  al VII punto dell'ordine del giorno: Discussione  della
  mozione n. 183  Tutela e rilancio dell'offerta sanitaria pubblica e
  privata in Sicilia , a firma degli onorevoli Picciolo ed altri.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   IOPPOLO. Chiedo di intervenire sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
  Governo,  io credo che sia opportuno in questo momento rinviare  la
  trattazione  della mozione testé annunciata, e sarebbe  già  motivo
  abbastanza  valido,  è  assente in Aula il primo  firmatario  della
  mozione,  ma  per  un'altra  e ancora  più  pregnante  ragione  che
  afferisce e attiene al dibattito di questi giorni, direi di  queste
  ore, con riferimento all'offerta sanitaria pubblica e privata nella
  nostra Regione.
   Non  sono  certamente  spenti gli echi  di  una  polemica  che  ha
  investito da un parte il Governo della  Regione e, dall'altra parte
  la  Commissione   Sanità'  che,  per  quanto  mi  risulta,  intende
  ritornare  nelle prossime ore, nei prossimi giorni su un  argomento
  che  sta  tenendo  campo anche sulla stampa sia  quella  edita  che
  quella on-line e che riguarda l'ex centro oncologico catanese.
   Credo  che  sia  assolutamente opportuno, mi riferisco  qui  e  mi
  rivolgo  anche all'assessore Borsellino, che l'Assemblea  regionale
  siciliana dedichi un'intera seduta alle questioni che riguardano la
  sanità, prima che venga portato - credo dovrebbe esser fatto  nelle
  prossime settimane - il piano di riordino della rete ospedaliera.
   Per  essere ancora più espliciti. Leggiamo di un ridimensionamento
  di  1.500 posti letto nel settore acuti e veniamo a conoscenza, per
  converso,  di  delibere  di Giunta, addirittura  di  decreti  forse
  repertoriati,  ma  non  pubblicati,  di  contratti   già   siglati,
  sottoscritti,  firmati  che,  quindi, producono,  non  possono  non
  produrre  effetti e, dall'altra parte, di riduzione di posti  letto
  mentre, con questi atti, si implementano posti letto.
   Io  credo,  signor  Presidente, che la  sanità  e  soprattutto  la
  rideterminazione della rete ospedaliera, meriti da parte dell'Aula,
  nella  sua  prestigiosa  unità su un argomento  così  importante  e
  fondamentale, un momento di riflessione molto più ampio  di  quello
  che potrebbe invece, stasera, svilupparsi attraverso la discussione
  di  questa mozione che, peraltro, è una mozione giovane,  è  appena
  del 23 settembre e, quindi, di poco più di un mese fa.
   Questo  è  un  invito  molto  accorato  che  le  rivolgo  -  anche
  concordandolo con il Presidente della Commissione, con i componenti
  della Commissione -, cioè dedicare, già a cominciare dalla prossima
  settimana, tra quindici giorni, una seduta d'Aula per dibattere  su
  questo tema.
   Non  mi sembra che, in questo momento, vi siano le condizioni,  in
  relazione alla gravità e all'importanza dell'argomento, per  potere
  procedere alla discussione.

   PRESIDENTE.  Se  non ci sono osservazioni, rimane  stabilito  che,
  d'intesa  con  il  presidente della Commissione Digiacomo,  con  il
  Governo  e  l'assessore Borsellino, ci sarà un  dibattito  apposito
  sulla sanità in Aula.
   Concorderò  con  il presidente Digiacomo un'eventuale  istruttoria
  preventiva in Commissione.
   Se  non  ci  sono  osservazioni sull'esigenza di  soprassedere  al
  dibattito odierno su questa mozione, resta così stabilito.
   Onorevoli   colleghi,  abbiamo  presente  anche  l'assessore   per
  l'agricoltura che, oggi, ha dato il meglio di sé con la  legge  sul
   Born in Sicily . Sappiamo che la II Commissione si riunirà da  qui
  a  poco;  alle  ore  19.00,  si è riaggiornata  sulla  base  di  un
  emendamento   alle  variazioni  di  bilancio  abbastanza   corposo,
  presentato proprio oggi dal Governo.
   Quindi,   è  opportuno  rinviare  a  domani.  Ringraziamo   ancora
  l'Assessore  per  l'agricoltura che era pronto  a  discutere  sulla
  mozione che riguarda il suo Assessorato.
   C'eravamo  detti, peraltro, che oggi, entro le ore 19.00,  scadeva
  il   termine  per  la  presentazione  degli  emendamenti.   Abbiamo
  impegnato pure la Commissione ed il presidente Marziano, ma  è  qui
  l'assessore Cartabellotta.
   Queste  ore  ci servono per fare una valutazione sugli emendamenti
  che  mi risulta siano stati presentati dall'onorevole Musumeci,  ma
  anche da parte di altri parlamentari.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   ZITO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, signori  Assessori,
  cittadini, volevo leggervi una cosa che mi è pervenuta proprio oggi
  da  parte  dell'ASP  8 di Siracusa che è molto interessante.  Nelle
  prime  cinque righe si legge:  la copiosa, incessante,  sistematica
  sequenza  di  richieste  di  accesso  agli  atti  esercitata  senza
  soluzione  di  continuità dalla S.V. sin dal suo insediamento,  che
  non  trova precedenti nella storia di questa Azienda, sta  mettendo
  davvero  a  dura  prova  gli  uffici ormai  impegnati  da  mesi  in
  un'estenuante  ricerca  di  atti   e  di  elaborazione  dati  e  di
  rivelazioni che rischia di intralciare le attività istituzionali ed
  il buon andamento della Pubblica Amministrazione .
   Questa  è  una risposta che viene da parte dell'ASP 8 di  Siracusa
  per una serie di richieste di accesso agli atti che io ho fatto. Ho
  fatto  la prima richiesta il 6 dicembre 2012, quindi è da  solo  11
  mesi  che  sto  aspettando una risposta, poi ci sono richieste  che
  aspettano da 10 mesi, da 9 mesi, 7 mesi, ma la cosa che chiedevo in
  queste  richieste è: in alcune gli atti di nomina,  quello  che  ci
  siamo  sempre detti in Commissione, Assessore, però a  quanto  pare
  non  vogliono  rispondere chissà perché; in  alcune  parlavo  degli
  spostamenti  del  personale soprattutto dai  riparti  agli  uffici;
  chiedevo  l'utilizzo delle strumentazioni tipo TAC, PET per  vedere
  se  effettivamente  il discorso dell'abbattimento  delle  liste  di
  attesa è dovuto alla mancanza di personale o perché forse non  sono
  utilizzate come dovrebbero; i provvedimenti disciplinari; tutta una
  serie di documenti.
   Ma  come  le  ho letto prima, a quanto pare, le mie richieste  non
  trovano  precedenti  nella  storia dell'ASP;  ciò  è  un  punto  di
  orgoglio per me, dopodiché le conclusioni sono proprio conclusioni:
   facendo   applicazione  dei  riportati  principi  alla   peculiare
  fattispecie in esame, si ritiene, pertanto, fatte salve le  istanze
  cui  è già stato dato riscontro in quanto ritenute ammissibili,  di
  non  potere  accogliere tutte le istanze presentate dalla  S.V.  in
  quanto  palesemente in contrasto con le norme e le  sentenze  sopra
  richiamate ,   perché mi riportano delle sentenze sulla  legge  241
  del 1990 che parlano del cittadino normale.
   E'  ovvio  che  qualunque cittadino non può alzarsi la  mattina  e
  fare  sempre le stesse richieste di accessi agli atti, però se  non
  le possiamo fare noi, assessore Borsellino, chi le dovrebbe fare? E
  io  in  qualità  di  vicepresidente a un'ASP non posso  farlo?  Chi
  dovrebbe fare una richiesta di accesso agli atti?
   Questa  cosa  è molto fantasiosa; non so da dove viene.  Oggi,  si
  doveva parlare di sanità pubblica e c'era anche una parte di sanità
  privata; una cosa è sicura - esula da questo discorso -, che  forse
  la   sanità  pubblica  la  si  sta  distruggendo  dall'interno  non
  dall'esterno.
   Poi, c'è qualcuno che ogni tanto vuole accendere un faro, una luce
  per  capire perché le cose vanno  male. Poi, possibilmente, non c'è
  nulla  nelle carte, non si trova assolutamente nulla, anzi le  cose
  vanno effettivamente bene, però le carte non ce le danno.
   E  se  non  ce  le  danno a noi parlamentari,  signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, a chi le dovrebbero dare queste carte?
   Secondo  me  siamo  ai limiti di uno scandalo   Io  più  volte  ho
  chiesto  ispezioni, ma a quanto pare non si muove  nulla.  Ciò  che
  dovevo dire l'ho detto; a lei le opportune considerazioni.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Zito, lei ha sollevato  un  problema  che,
  purtroppo, nel corso degli anni ci ha visto protagonisti; devo dire
  che  su  una  questione  era  presidente  Cascio  Francesco  e   io
  dall'altro lato quando sollevai la questione e fui costretto a fare
  un  atto  stragiudiziale  ai  sensi dell'articolo  328  del  Codice
  penale per avere copia degli atti. Era un atto grave.
   Quindi, raccolgo il suo intervento ai sensi dell'articolo  83;  mi
  farò  promotore  io  stesso per la tutela  e  la  salvaguardia  del
  diritto  dei parlamentari perché  lei ha detto bene il  richiamo  a
  quella sentenza non c'entra assolutamente niente, c'è un diritto di
  accesso diretto da parte dei parlamentari; devo dire con onestà che
  l'Assessore c'entra ben poco in questa questione, però, può fare da
  tramite con l'ASP di competenza.
   Ripeto, ce ne faremo carico come Presidenza dell'Assemblea con gli
  uffici perché venga rispettato questo diritto perché, le ribadisco,
  ero  al  suo posto da parlamentare, ho dovuto esercitare il diritto
  di   parlamentare,  notificando  l'atto  stragiudiziale  ai   sensi
  dell'articolo 328 del Codice penale in una questione analoga, nella
  quale  al  sottoscritto  non davano copia degli  atti.  Quindi,  la
  ringrazio per avere sollevato questa questione.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Colgo  l'occasione  che  ci  sia  in  Aula  l'assessore
  Borsellino, in merito

   PRESIDENTE.  Mi scusi, onorevole Falcone, se abbiamo rinviato  sul
  richiamo   al  Regolamento,  non  vorrei  che  approfittassimo   di
  discutere ai sensi dell'articolo 83 per parlare di sanità perché ci
  siamo  detti, se non ho compreso male, di fare una seduta  apposita
  vista l'importanza della questione.

   FALCONE.  Io  mi volevo soffermare su un aspetto specifico  socio-
  sanitario,  specificatamente il decreto  emesso  dall'Assessore  in
  data  2 settembre scorso, relativamente alla compartecipazione  per
  la  spesa sanitaria per i centri di riabilitazione, ex articolo  26
  della legge 833 del '78.
   Cosa  succede?  Che  fino a ieri, in sostanza,  questa  spesa  era
  caricata  in  un  aggregato  della sanità,  del  dipartimento  alla
  salute, per un costo di 156 milioni di euro, circa il 2 per  cento,
  forse  qualcosa  in  più ,di tutta la spesa  sanitaria.  Oggi,  con
  questo  decreto, abbiamo posto il 30 per cento a carico dei  comuni
  della  Sicilia, cioè prevediamo che la retta sarà pagata a  seguito
  di  questo decreto, per il 70 per cento dalle ASP e per il  30  per
  cento dai comuni.
   Una  cosa ancora più grave che questa retta dovrebbe essere pagata
  per  una  parte  anche dalle stesse famiglie che sono  titolari  di
  indennità  di  accompagnamento.  Che  significa?  Che  se  oggi  un
  genitore che ha un figlio, a semi convitto, in una struttura  dovrà
  pagare  le  470 euro che lo Stato gli riconosce quale indennità  di
  accompagnamento.
   Questo  decreto comporterà un grosso nocumento agli  enti  locali,
  perché  156  milioni  di euro, il 30 per cento  significa  sono  50
  milioni  di  euro  in  più agli enti locali già  provati  dal  peso
  finanziario  e dalla riduzione dei trasferimenti del 2013  e  2012,
  già effettuati da questo Governo.
   In  più,  se andiamo a vedere il decreto, questo dice che  le  ASP
  devono  anticipare  e poi devono rivalersi o  sui  comuni  o  sulle
  stesse  famiglie. Significa che rischiamo di mettere  in  ginocchio
  questi  centri  e di creare un contenzioso tra le ASP,  gli  stessi
  comuni  e  le  stesse famiglie che oggi vivono  un  grande  disagio
  familiare.
   Lo dico, Assessore, per chiederle di revocare in autotutela questo
  decreto; diversamente, in subordine, di procedere ad interagire con
  l'assessore  Bianchi affinché quei 50 milioni che  risparmiamo,  ma
  solo  formalmente, vengano trasferiti dall'Assessorato della salute
  all'Assessorato  delle autonomie locali, quindi, garantendo  questa
  ultima  trimestralità  agli Enti locali e nel 2014,  eventualmente,
  quei  50 milioni di euro li metteremo in capo al dipartimento  alle
  autonomie locali ritrasferendoli agli Enti locali, in maniera  tale
  da fare un'operazione a saldo invariato ed evitare che ci siano dei
  contenziosi tra le ASP e gli enti locali e tra le ASP e le famiglie
  che hanno un disagio o una disabilità familiare.
   Dico questo, assessore Borsellino, per evitare che domani possiamo
  anche  mettere  in  ginocchio  i  già,  anche  provati,  centri  di
  riabilitazione  che  hanno  subito dei tagli  nel  passato;  vorrei
  ricordare, che a seguito del piano di rientro, subirono quel taglio
  del  5 per cento che negli anni poi è aumentato dinanzi all'aumento
  dei costi e all'aumento del contratto collettivo dei lavoratori.

   IOPPOLO.  Chiedo  di  parlare  sulla comunicazione  dell'onorevole
  Zito.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi e  rappresentanti
  del   Governo,   in   maniera  molto  circoscritta,   sarebbe   una
  contraddizione,  del  resto, da parte mia se volessi  allargare  lo
  spettro dell'argomento.
   Io  ho  ricevuto, dalla cortesia dell'onorevole Zito,  notizie  di
  questa   nota  dell'Azienda  sanitaria  provinciale  di   Siracusa,
  direzione generale, qualche momento prima del suo intervento.
   L'ho letta attentamente e stentavo a credere ai miei occhi, signor
  Presidente,  e  qui  faccio appello anche e  soprattutto  alla  sua
  sensibilità di uomo del diritto, di giurista, perché è raro leggere
  in  quattro  facciate abbastanza fitte, onorevole Zito,  di  questa
  nota,  tante blasfeme eresie sul piano giuridico. La prima:  si  fa
  riferimento  alla legge nazionale del 1990, quando  l'accesso  agli
  atti,  in  Sicilia, è disciplinato dalla legge del 1991, la  numero
  142  quando, oltre che la legge numero 10, come poi modificata  nel
  2003;  si richiama una parte della giurisprudenza che è addirittura
  precedente all'entrata in vigore della norma malamente richiamata e
  si fa riferimento all'interesse giuridico tutelato all'accesso agli
  atti del cittadino in relazione ad un caso specifico, mentre qui la
  tutela  giuridica  sta  nello  status  di  colui  il  quale  chiede
  l'accesso  agli atti, cioè il deputato regionale che nell'esercizio
  di questa funzione ispettiva è addirittura pubblico ufficiale.
   Ma   c'è  di  più,  c'è  il  tentativo  di  comprimere  una  delle
  prerogative fondamentali del singolo deputato che è quella inerente
  l'attività  ispettiva perché l'accesso agli atti  è  prodromico,  è
  propedeutico,  è essenziale rispetto all'esercizio  della  funzione
  che   si   può   eventualmente  estrinsecare   nell'interrogazione,
  nell'interpellanza, nella mozione, nell'ordine  del  giorno,  nella
  proposta di legge.
   Quindi,  mi  sembra  davvero inaudito  e  non  può  passare,  caro
  onorevole  Zito e cari colleghi, sottosilenzio una nota  di  questo
  tipo  che, sicuramente, sarà stata scritta da qualcuno perché viene
  firmata  da un direttore sanitario che, magari, di queste questioni
  sarebbe  tenuto a saperne e a capirne ma, forse, ne sa e ne capisce
  di  meno e da un Commissario straordinario che, magari, tra qualche
  settimana  o tra qualche mese o tra qualche anno, visto i  tempi  a
  cui  ci  ha  abituato il governo Crocetta, potrebbe persino  essere
  promosso e diventare titolare e direttore generale.
   Mi  sembra,  invece, che questi siano elementi che debbano  essere
  tenuti in considerazione anche ai fini della valutazione, che è  la
  valutazione  concreta non quella attraverso i test psicologici  cui
  abbiamo sottoposto quasi 700 aspiranti manager.
   La   prego,   pertanto,  Presidente  e  prego  anche   l'assessore
  Borsellino  di  intervenire  e di intervenire  assai  energicamente
  perché questi scempi non si abbiano più a ripetere.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Ioppolo.  Già  l'ho  detto  e  lo
  confermo anche sulla base del suo autorevole intervento, interverrò
  direttamente,  c'è un precedente nella XV legislatura,  sulla  base
  degli interventi fatti dalla Presidenza dell'Assemblea, l'Assessore
  per la sanità precedente, l'assessore Massimo Russo, ordinò, ordinò
  è  proprio  il  termine esatto, ad un direttore di un ASP  di  dare
  tutti gli atti.
   Pensavo che il problema fosse palese, che non ci fossero equivoci,
  purtroppo  ci  scontriamo ancora con una certa  mentalità,  quindi,
  ringrazio l'onorevole Zito di avere sollevato questo problema,  che
  non è suo personale, ma che appartiene alla tutela ed al diritto di
  esercitare il ruolo di parlamentare fino in fondo.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor Presidente, Assessore, non interverrò su questioni
  della sanità perché si è detto che ci sarà un'apposita riunione.
   Se  dovessi  intervenire  sulla sanità  ricorderei  che  si  fanno
  concorsi  per  infermieri e, poi, magari  non  si  portano  avanti,
  magari si utilizzano mezzi diversi.
   Intervengo soltanto per chiedere all'Assessore se non ritenga  che
  sia arrivato il momento di eliminare questa farsa di commissari che
  vengono protratti di mese in mese e se non ritiene che sia il  caso
  di  dare  quell'autorevolezza e quell'autorità  ai  commissari  che
  possono nominare direttori generali, sanitari, medici e quant'altro
  per  cercare  di portare avanti il quadro sanitario che,  comunque,
  essendo un quadro difficile, ha bisogno di un'attenzione diversa.
   Presidente, la ringrazio per quanto farà - ho preso la parola solo
  per questo. All'Assessore, già in Commissione Sanità, ho chiesto  o
  di  nominare i direttori generali ora o di nominare commissari  per
  almeno un anno in modo tale da conferire quell'autorevolezza di cui
  hanno  bisogno  perché  vivendo alla giornata,  ogni  dirigente  di
  settore,  di  divisione, di dipartimento fa  quello  che  gli  pare
  perché non c'è chi lo governa ed indirizza.
   Sono  intervenuto per ringraziarla, Presidente, in ordine a quanto
  farà   alla  problematica  sollevata  dall'onorevole  Zito  e   per
  chiederle  se  potesse  fare  lo  stesso  intervento  per   qualche
  Assessore,  direttore,  che  quando è chiamato  in  Commissione  ha
  impegni, per spiegare loro che la funzione della Commissione  o  ha
  una sua logica o altrimenti è bene andarcene a casa.
   Non  siamo  qui,  infatti  , per prendere lo  stipendio.  Vorremmo
  sapere,  per  esempio,  come  ha  fatto  l'Assessore  per  i   beni
  culturali, quali criteri ha usato per nominare -  in opposizione  a
  quanto in precedenza aveva detto - i sovrintendenti, i dirigenti, i
  responsabili;  se  ritiene  che  un  agronomo  possa   parlare   di
  urbanistica, se ritiene che un archeologo possa parlare di ambiente
  o altre cose del genere.
   Non  siamo  riusciti ad avere l'assessore e il direttore  generale
  perché  impegnato  a  costruire  ticket  per  entrare  nelle   zone
  archeologiche,  che  obbligano il turista a prendere  un  biglietto
  unico, di 20-30 euro per visitare tutti i siti, anziché lasciare le
  cose  per  come stanno o in alternativa aggiungere ciò che  bisogna
  aggiungere.
   Se lei potesse, Presidente, nella sua autorevolezza, far sapere  e
  far   capire   agli   Assessori,  cosiddetti   tecnici',   che   il
  parlamentare  è  qui in rappresentanza di legittime  aspettative  e
  perché eletto dal popolo al quale deve riferire ciò che avviene.

   PRESIDENTE.  Onorevole Gianni, anche lei solleva un problema  che,
  purtroppo, si ripete nel corso degli anni.
   Già  è  stata  esitata  un'ipotesi di legge  di  attuazione  dello
  Statuto che riguarda i rapporti tra il Parlamento ed il Governo.
   Più  volte  siamo  intervenuti sul Governo per garantire  la  loro
  presenza   così   come,  dall'altro  lato,   dobbiamo   dire   che,
  personalmente,   incontrando  i  Presidenti   di   Commissione   ho
  evidenziato  l'esigenza di fare un calendario dei  lavori  in  modo
  tale che si mettano in condizione gli Assessori di intervenire  con
  una certa programmazione.
   Credo che il problema si risolverà nel raccordo Parlamento-Governo
  o,  a maggior ragione, Commissione-Governo, indipendentemente dalla
  legge.
   La  riprova  è  che da oggi penso che si sia avviato  un  percorso
  virtuoso   di  collaborazione  istituzionale  necessaria.   Abbiamo
  iniziato stamattina, abbiamo incardinato diversi disegni di  legge,
  qualcuno  è  già pronto per la votazione finale - mi  riferisco  al
  disegno  di legge sul  Born in Sicily' -, l'altro disegno di  legge
  che riguarda l'editoria sarà trattato la prossima settimana.
   Ritengo che siamo sulla strada giusta, però, colgo lo spunto  suo,
  onorevole  Gianni,  per vigilare sempre di più sulla  presenza  del
  Governo.
   So  che  è  irrituale,  però, chiedo all'assessore  Borsellino  di
  intervenire   almeno   limitatamente   alla   questione   sollevata
  dall'onorevole  Falcone,  perché riguarda un  decreto  sottoscritto
  dall'assessore qualche giorno fa che, obiettivamente, ha  sollevato
  delle  incertezze ma, mi risulta che l'Assessorato sia  intervenuto
  prontamente per fare chiarezza e, quindi, non c'è luogo migliore di
  quest'Aula  per  ribadire  qual  è  il  percorso  che  ha   avviato
  l'Assessorato alla salute.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, il decreto
  che  è  stato redatto ed adottato il 2 settembre è un provvedimento
  che si muove in linea di coerenza con la legge nazionale.
   In  realtà  il decreto del Presidente del Consiglio dei  Ministri,
  nel  2001,  già fissava le quote di compartecipazione della  diaria
  giornaliera  per  le  strutture  di riabilitazione.  Ahimè,  questo
  decreto del Consiglio dei Ministri non fu mai attuato in Sicilia  e
  l'unica norma che regolamentava i rapporti tra ASP e Comuni per  le
  strutture socio sanitarie che erogano prestazioni ad alta rilevanza
  sociale  e  sanitaria, era affidata alla legge 22/86 che  prevedeva
  già  questo meccanismo di anticipazione, addirittura, da parte  dei
  comuni  che,  poi,  potevano  esercitare  azioni  di  rivalsa   nei
  confronti delle ASP.
   Questo   provvedimento  disciplina  l'esatto  contrario   e   cioè
  l'anticipazione  delle somme da parte delle ASP in  modo  tale  che
  proprio  le strutture non vadano in sofferenza e possano  garantire
  una  continuità  nell'assistenza ai cittadini  per  poi  esercitare
  azioni di rivalsa nei confronti dei Comuni.
   Questo,  nelle  more che si definisca un nuovo impianto  normativo
  per l'integrazione socio-sanitaria. Peraltro, voglio precisare che,
  rispetto    a   questa   mancata   disciplina   delle   forme    di
  compartecipazione  per le rette giornaliere delle  strutture  socio
  sanitarie,  sono  intervenuti  anche  i  Ministeri  alla  salute  e
  all'economia che, con recenti pareri, hanno ammonito la Regione per
  non avere, in passato,  recepito questa norma il cui recepimento  è
  pregiudiziale ai fini dell'erogazione del 3 per cento delle risorse
  del  Fondo sanitario quale riconoscimento dell'avvenuto adempimento
  dei livelli essenziali di assistenza.
   In  parole  povere, noi, sostanzialmente, pagando  per  intero  la
  retta  con  quote di Fondo sanitario venivamo meno ad una  corretta
  forma di compartecipazione con aggravio della spesa tutta sul Fondo
  sanitario.
   Comprendo  benissimo  le preoccupazioni  legate  al  fatto  che  i
  Comuni,  sicuramente,  hanno delle condizioni economico-finanziarie
  meno  floride di quelle che può avere una ASP che quanto  meno  può
  contare  su  una certezza di finanziamento, ma proprio  per  questo
  abbiamo,  anche,  definito  una  direttiva  esplicativa  che   sarà
  adottata proprio in queste ore che, in qualche modo, farà chiarezza
  sull'argomento ma che, comunque, non determina da parte del sistema
  sanitario  un  venir  meno a quelli che sono  gli  obblighi  legati
  all'erogazione di questo livello essenziale di assistenza  qual  è,
  appunto, la riabilitazione estensiva sul territorio.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata  a  domani,
  mercoledì 6 novembre 2013, alle ore 16.00, con il seguente  ordine
  del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   I  -  Comunicazioni

   II -  Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Norme per la promozione ed il sostegno delle imprese
               dell'informazione locale  (nn. 304-8-280/A) (Seguito)

               Relatore: on. Lentini

            2) - Tutela e valorizzazione delle risorse genetiche  Born in
               Sicily' per l'agricoltura e l'alimentazione (n. 351/A) (Seguito))

               Relatore: on. Marziano

            3)  -  Condizioni di trasporto pubblico locale e sanzioni
               amministrative  (n. 275/A)

               Relatore: on. Tamajo

   III - Discussione della mozione:
       N. 130  -   Interventi  per promuovere la  diffusione  e  la
             valorizzazione dell'agricoltura urbana
       (13 giugno 2013)
                          NICOTRA-LEANZA-LENTINI-SAMMARTINO-SUDANO-
                                                         RUGGIRELLO

   IV  - Discussione della mozione:
       N. 183  -  Tutela e rilancio dell'offerta sanitaria pubblica
             e privata in Sicilia
       (26 settembre 2013)
                                PICCIOLO-IOPPOLO-NICOTRA-PANARELLO-
                          SAVONA-LACCOTO-D'ASERO-PANEPINTO-RINALDI-
                                 RUGGIRELLO-ODDO-DIGIACOMO-FALCONE-
                              FORZESE-GRECO G.-VINCIULLO-CASCIO S.-
                                 ALLORO-ARANCIO-ASSENZA-COLTRARO-DI
                                GIACINTO-FAZIO-FERRANDELLI-FIRETTO-
                                FONTANA-GRASSO-GRECO M.-LANTIERI-LO
                               GIUDICE- MALAFARINA-MUSUMECI-TAMAJO-
                                                     VULLO-GERMANA'
   V -   Discussione della mozione:
       N. 135  -  Verifica e monitoraggio dello stato di attuazione
             della  legge regionale 5 aprile 2011, n. 5, in materia
             di  semplificazione della Pubblica Amministrazione
       (26 giugno 2013)
                               LOMBARDO-DI MAURO-FEDERICO-FIGUCCIA-
                                       GRECO G.-FIORENZA -LO SCIUTO

   VI  - Discussione della mozione:
       N. 153  -   Iniziative  per mantenere l'IVA  al  4%  per  le
             prestazioni  di  servizi socio-sanitari  ed  educativi
             resi dalle cooperative sociali
        (18 luglio 2013)
                            LO SCIUTO-GRECO G.-FIGUCCIA-LOMBARDO-DI
                                            MAURO-FEDERICO-FIORENZA

   VII - Discussione della mozione:
       N. 186    -    Iniziative  per  il  rilascio   di   garanzie
             fideiussorie  da parte dell'IRFIS - FinSicilia  s.p.a.
             in  favore  delle  imprese  siciliane  presenti  nelle
             graduatorie  di ammissione sui benefici di  contributi
             assegnati dai bandi regionali a valere dei fondi P.O.-
             FES e P.O.-FERS
       (30 settembre 2013)
                              LA ROCCA-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-
                               CIANCIO-FERRERI- FOTI-MANGIACAVALLO-
                                PALMERI-SIRAGUSA-TANCREDI-TRIZZINO-
                                                      ZAFARANA-ZITO

   VIII - Discussione della mozione:
       N. 177  -   Stipula di convenzione o protocollo d'intesa tra
             la  Regione  siciliana  ed  istituti  di  credito  per
             l'erogazione di anticipazioni di tesoreria alle IPAB
        (19 settembre 2013)
                          FOTI-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-
                           FERRERI-LA ROCCA- MANGIACAVALLO-PALMERI-
                          SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI-ZAFARANA-ZITO-
                                                           FIORENZA
   IX - Discussione della mozione:
       N. 197   -   Soluzione  delle criticità  dei  laboratori  di
             analisi nel territorio siciliano
       (15 ottobre 2013)
                          ZITO-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-
                               FERRERI-FOTI-LA ROCCA-MANGIACAVALLO-
                                 PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI
                                                          -ZAFARANA

   X  -  Discussione del disegno di legge:

         - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
           Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
           dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
           siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
           della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
           libertà civili, politiche, economiche e sociali'.  (n. 223/A)
           (Seguito)

               Relatore: on. Malafarina

                   La seduta è tolta alle ore 19.01

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli