Presidenza del Presidente Ardizzone
LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Alongi, Cirone, Coltraro,
Dipasquale e Falcone sono in congedo per oggi.
L'Assembla ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Foti è autorizzata a recarsi
in missione dal 6 al 9 novembre 2013 e che l'onorevole Raia è
autorizzata a recarsi in missione dal 7 al 9 novembre 2013.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per i Beni Culturali e l'Identità
Siciliana:
N. 777 - Recepimento della legge n. 534 del 1996 in materia di
contributi alle istituzioni culturali.
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio (Con nota prot. n. 34483/IN.16
dell'11/07/2013, il Presidente della Regione ha delegato
l'Assessore per i beni culturali e identità siciliana).
N. 788 - Chiarimenti sulla mancata assunzione da parte della
società partecipata 'Beni culturali s.p.a' dei lavoratori dell'ex
CoGe.Ma.
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1088 - Applicazione di tariffe agevolate a favore dei residenti
nella Regione siciliana per l'ingresso ai siti culturali.
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi;
Currenti Carmelo; Ciaccio Giorgio.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1383 - Iniziative volte a rideterminare le sedi di osservatorio
di area interessate ai progetti di contrasto ai fenomeni della
dispersione scolastica nella provincia di Caltanissetta.
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Arancio Giuseppe Concetto
N. 1384 - Gestione del fenomeno di immigrazione clandestina in
Sicilia.
- Presidente Regione
Firmatari: Panepinto Giovanni; Gucciardi Baldassare; Milazzo
Antonella Maria
N. 1385 - Iniziative per favorire la finanza di progetto e il
rilancio del comparto edile.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Falcone Marco
N. 1388 - Chiarimenti sul ruolo dell'Autorità di gestione in
merito all'attuazione del P.O. FSE nell'ambito della programmazione
2014-2020.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni Carlo; Trizzino
Giampiero; Mangiacavallo Matteo; Zito Stefano; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Foti Angela; Ferreri Vanessa;
Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Cappello Francesco; Zafarana
Valentina
N. 1390 - Notizie sulla mancata applicazione dell'art. 22 della
legge regionale n. 98 del 1981.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1391 - Chiarimenti sulla mancata applicazione in provincia di
Siracusa della legge regionale 6 aprile 1996,n. 16, in merito alla
soppressione dei limiti di età per il contingente distrettuale
antincendio.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Risorse agricole ed alimentari
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1386 - Notizie in ordine alla mancata attivazione del Trauma
Center di Caltanissetta.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Miccichè Gianluca Antonello; Turano Girolamo; Firetto
Calogero; La Rocca Ruvolo Margherita; Sorbello Giuseppe
N. 1387 - Chiarimenti sulle criticità della governance dei bacini
idrografici della Sicilia.
- Presidente Regione
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio
N. 1389 - Chiarimenti circa la realizzazione di centrale solare
tra i Comuni di Mazara del Vallo e Marsala (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Fazio Girolamo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 123 - Chiarimenti urgenti in merito alla costruzione di nuovi
impianti crematori in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 124 - Notizie sulla nomina dei componenti del Co.Re.Com.
- Presidente Regione
Firmatari: Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Zafarana Valentina;
Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Palmeri
Valentina; Foti Angela; La Rocca Claudia; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 205 Iniziative urgenti in favore dei precari in Sicilia ,
degli onorevoli Figuccia Vincenzo; Di Mauro Giovanni; Federico
Giuseppe; Fiorenza Dino; Lo Sciuto Giovanni; Lombardo Salvatore
Federico; Greco Giovanni, presentata il 29 ottobre 2013;
numero 206 Interventi per garantire l'assistenza alle persone che
vivono in condizioni di disagio e per assicurare la continuità
lavorativa dei lavoratori OSA, OSS e ADEST , degli onorevoli
D'Asero Antonino; Milazzo Giuseppe; Assenza Giorgio; Alongi Pietro;
Cascio Francesco; Falcone Marco; Fontana Vincenzo; Germanà Antonino
Salvatore; Pogliese Salvatore Domenico; Vinciullo Vincenzo,
presentata il 30 ottobre 2013;
numero 207 Misure urgenti per il polo industriale Ansaldo Breda
di Carini (PA) , degli onorevoli La Rocca Claudia; Cancelleri
Giovanni Carlo; Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero;
Zafarana Valentina; Zito Stefano, presentata il 31 ottobre 2013;
numero 208 Riconversione turistica dell'area industriale di
Termini Imerese (PA) , degli onorevoli Ciaccio Giorgio; Cancelleri
Giovanni Carlo; Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciancio
Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano, presentata il 31 ottobre 2013.
Avverto che le mozioni testé annunziate, ad eccezione delle
mozioni nn. 206-207 che sono state già calendarizzate dalla
Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari, saranno
demandate, a norma dell'art. 153 del Regolamento interno, alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per la
determinazione della relativa data di discussione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge «Tutela e
valorizzazione delle risorse genetiche Born in Sicily' per
l'agricoltura e l'alimentazione» (351/A)
PRESIDENTE Si passa al punto secondo dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Tutela e valorizzazione delle risorse genetiche Born in Sicily'
per l'agricoltura e l'alimentazione» (351/A), posto al numero 2).
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Invito gli Assistenti parlamentari a distribuire il fascicolo
degli emendamenti.
Dichiaro aperta la discussione generale.
Nel fascicolo distribuito non sono compresi gli emendamenti che la
Presidenza ha dovuto dichiarare inammissibili, ai sensi
dell'articolo 111 del Regolamento, così come modificato di recente,
il quale preclude la presentazione in Aula di contenuti nuovi che
non siano stati valutati in Commissione.
Nel caso specifico si tratta di proposte che pure hanno una loro
rilevanza e meritano di essere approfondite ed esaminate.
Invito i proponenti di quegli emendamenti, gli onorevoli Firetto,
Assenza, Maggio, Musumeci, Cimino, Pogliese, ad assumere specifiche
iniziative legislative che possano essere esaminate in tempi brevi
dalla Commissione e successivamente dall'Aula.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Finalità
1. La Regione, nell'ambito delle politiche di sviluppo, promozione
e salvaguardia degli agroecosistemi e delle produzioni di qualità,
favorisce e promuove la tutela delle risorse genetiche autoctone di
interesse agrario, forestale e zootecnico del territorio regionale,
relativamente a specie, razze, varietà, popolazioni, cultivar,
ecotipi e cloni per i quali esistano interessi dal punto di vista
economico, scientifico, ambientale, culturale, specialmente, anche
se non esclusivamente, se a rischio di erosione genetica.
2. La Regione, ai sensi dell'articolo 3 della legge 6 aprile 2004,
n. 101 (Ratifica ed esecuzione del Trattato internazionale sulle
risorse fitogenetiche per l'alimentazione e l'agricoltura del 3
novembre 2001), tutela e valorizza il patrimonio culturale di
saperi, tecniche e consuetudini legate all'agrobiodiversità che le
comunità rurali hanno storicamente acquisito e mantenuto.
3. La Regione promuove e garantisce l'utilizzazione collettiva del
patrimonio di razze e varietà locali ovvero delle risorse genetiche
autoctone, attraverso la Rete di conservazione, tutela e
salvaguardia di cui all'articolo 8 della presente legge.
4. La Regione assume iniziative dirette e favorisce iniziative
pubbliche e private volte alla conservazione, tutela e
valorizzazione delle varietà e razze locali di interesse agrario,
con particolare riguardo per quelle a rischio di erosione.
5. La Regione, per il tramite dell'Assessorato regionale per le
risorse agricole e alimentari, attua appositi programmi
d'intervento, stabilisce e incentiva le attività e le iniziative di
cui all'articolo 11 della presente legge, ne determina i criteri e
le modalità di attuazione».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.1 Al comma 4 dopo
le parole a rischio' aggiungere erosione ed' , a firma degli
onorevoli Grasso e Cordaro.
GRASSO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Definizioni ed ambiti applicativi
l. Ai fini della presente legge sono considerate razze e varietà
locali e di seguito denominate risorse genetiche:
a) specie, razze, varietà, cultivar, popolazioni, ecotipi e cloni
originari del territorio siciliano con specifica documentazione;
b) specie, razze, varietà, cultivar, popolazioni, ecotipi e cloni
che, seppure di origine esterna al territorio siciliano, siano
stati introdotti da almeno cinquanta anni nel territorio siciliano
e risultino integrati tradizionalmente nell'agricoltura o
nell'allevamento siciliano;
c) risorse genetiche derivanti da quelle indicate alle lettere a)
e b) per attività di selezione semplice senza interventi di
incrocio;
d) risorse genetiche di cui alla lettera a) attualmente scomparse
dal territorio regionale e conservate in orti botanici,
allevamenti, istituti sperimentali, banche del germoplasma
pubbliche o private, università e centri di ricerca, anche di altre
regioni o paesi, per le quali esista un interesse a favorirne la
reintroduzione.
2. Ai fini della presente legge valgono le definizioni contenute
nell'articolo 2 del Trattato internazionale sulle risorse
fitogenetiche per l'alimentazione e l'agricoltura del 3 novembre
2001. Per coltivazione in situ si intende anche la conservazione
delle risorse genetiche in azienda (on farm).
3. Ai fini della presente legge, per ambito locale si intende la
parte del territorio regionale in cui è o è stata presente una
determinata risorsa genetica. Ai fini della conservazione e tutela
delle risorse genetiche, si intende l'intero territorio regionale,
comprese le isole minori.
4. Ai fini della presente legge non possono essere considerate in
alcun modo le risorse genetiche che derivano, direttamente o
indirettamente, da attività di modificazione del corredo
cromosomico attraverso tecniche di ingegneria genetica e, in
generale, di biologia molecolare.
5. Il decreto attuativo di cui all'articolo 11 definisce i criteri
in base ai quali le risorse genetiche di cui al comma l del
presente articolo possono essere definite a rischio di erosione
genetica. Il medesimo decreto definisce e regola tutti gli aspetti
connessi alla catalogazione del patrimonio regionale e agli
interventi regionali che ne promuovono il mantenimento e la
diffusione attraverso specifico piano operativo.
6. Il Repertorio volontario regionale di cui all'articolo 5
comprende, in specifiche sezioni, l'elenco delle risorse genetiche
regionali con i riferimenti alle caratteristiche e ai centri di
conservazione pubblici e privati in cui sono reperibili.
7. La Commissione tecnico-scientifica di cui all'articolo 7
esprime parere in merito all'iscrizione o alla cancellazione delle
risorse genetiche nel Repertorio volontario regionale e in merito
all'assegnazione dello status di Agricoltore custode di cui
all'articolo 9.'».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 2.2 Al comma 1 dopo
le parole risorse genetiche' aggiungere proprie del centro
generico del Mediterraneo' , a firma degli onorevoli Grasso e
Cordaro.
GRASSO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Sicilia da
millenni è il vertice di tutte le civiltà che si affacciano sul
Mediterraneo. Ha rivestito un ruolo di contenitore, espansore e
miglioratore delle risorse genetiche proprio del Mare Nostrum.
Nella storia il Mediterraneo è sempre stato un arenale vocato alla
protezione delle risorse genetiche in quanto quando nasconde per
epidemie, eventi naturali e quant'altro, rimaneva senza, si
riforniva dirimpetto, vedi anche quello che dice Virgilio: la
esatta collocazione della nostra Isola è il centro genetico del
Mediterraneo , così come da sempre identificato dalla scienza
ufficiale.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Signor Presidente, io più che di centro parlerei di patrimonio
genetico', perché centro' dà l'idea di una struttura, mentre qua
credo voglia essere riferito
PRESIDENTE. l'onorevole Grasso sta presentando un subemendamento:
Patrimonio genetico del Mediterraneo'.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Centro' richiama sempre ad un concetto burocratico. Invece della
parola centro' che dà l'idea quasi di un centro burocratico,
sarebbe bene sostituire la parola centro' con patrimonio'.
PRESIDENTE. L'emendamento quindi rimane così come formulato.
Il parere del Governo?
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.2. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.2 degli onorevoli Firetto.
Comunico che allo stesso è stato presentato il subemendamento
2.1.1 a firma dell'onorevole Firetto.
Il parere del Governo?
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 2.1.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.1, così come modificato. Il
parere del Governo?
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Patrimonio delle risorse genetiche
1. Fatto salvo il diritto di proprietà degli agricoltori su ogni
pianta o animale iscritti nel Repertorio volontario regionale di
cui all'articolo 5, la Regione riconosce il patrimonio di
conoscenze, innovazioni e pratiche delle comunità locali rilevanti
per la conservazione e la valorizzazione delle diversità biologiche
presenti nel territorio, ne promuove una più vasta applicazione
anche con il consenso dei detentori di tale patrimonio, favorendo
l'equa ripartizione dei benefici derivanti dall'utilizzazione di
tali conoscenze, innovazioni e pratiche all'interno delle medesime
comunità locali, in attuazione dell'articolo 8j della Convenzione
di Rio sulla Biodiversità del 1992 ratificata con legge 14 febbraio
1994, n. 124 e dell'articolo 9 del Trattato Internazionale sulle
risorse fitogenetiche per l'alimentazione e l'agricoltura del 3
novembre 2001.
2. Ai fini di cui al comma 1, l'Assessorato regionale delle
risorse agricole e alimentare è autorizzato ad attivare, anche in
concorso con enti locali, associazioni ed altri organismi,
specifiche iniziative di carattere organizzativo per il recupero e
la conservazione della memoria storica legata alla biodiversità di
interesse agrario.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Linee d'intervento
1. L' Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari,
sentito il parere della Commissione tecnico-scientifica di cui
all'articolo 7, approva linee di intervento per le attività
inerenti alla tutela e alla valorizzazione delle risorse genetiche
di interesse agrario.
2. Sulla base delle linee di intervento di cui al comma l,
l'Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari
esercita la propria attività di tutela e valorizzazione delle
risorse genetiche ed in particolare:
a) provvede allo studio e al censimento su tutto il territorio
regionale della biodiversità animale e vegetale di razze e varietà
locali di interesse agrario;
b) favorisce le iniziative, pubbliche o private, tendenti a
preservare e ricostituire le risorse genetiche, a diffonderne la
conoscenza, il rispetto, l'uso e a valorizzarne i prodotti;
c) assume direttamente iniziative organizzative volte alla tutela
e alla valorizzazione delle risorse genetiche, comprese iniziative
di conservazione on farm;
d) predispone ogni azione utile all'avvio delle procedure per
l'iscrizione delle proprie risorse nei sistemi di certificazione
nazionale e sviluppa le procedure indispensabili per il
potenziamento del sistema vivaistico regionale cominciando, ove
previsto da norme nazionali, dalla conservazione delle fonti
primarie;
e) favorisce ogni forma di aggregazione tra i produttori anche
attraverso agevolazioni e vantaggi nell'accesso a formule di
sostegno alla produzione e alla promozione secondo le vigenti
normative;
f) favorisce ogni forma di collaborazione con gli enti locali,
amministrazioni comunali, organismi territoriali a qualsiasi titolo
riconosciuti dall'Amministrazione regionale, finalizzata alla
condivisione degli obiettivi di tutela e valorizzazione e
all'individuazione di percorsi comuni in favore dei produttori.
3. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, l'Assessorato regionale delle risorse agricole e
alimentari:
a) istituisce il Repertorio volontario regionale di cui
all'articolo 5;
b) nomina la Commissione tecnico-scientifica di cui all'articolo
7.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«CAPO II
Repertorio Volontario Regionale
e altri strumenti di conservazione, tutela e
salvaguardia
Art. 5.
Repertorio volontario regionale delle risorse genetiche
1. Al fine di consentire la tutela delle varietà e razze locali, è
istituito il Repertorio volontario regionale delle risorse
genetiche, suddiviso in sezione animale e vegetale, al quale sono
iscritti razze, varietà, popolazioni, ecotipi e cloni di interesse
regionale di cui all'articolo 2.
2. La sezione animale del Repertorio è disciplinata in
coordinamento con la normativa nazionale vigente relativa ai libri
genealogici o registri anagrafici istituiti per le singole razze.
3. La sezione vegetale del Repertorio tiene conto di quanto
previsto dalla normativa vigente in materia di Registri nazionali
per i comparti arboreo e sementiero.
4. Il Repertorio regionale è organizzato secondo criteri e
caratteristiche che consentano l'omogeneità e la confrontabilità
con analoghi strumenti esistenti a livello nazionale e
internazionale. A tal fine sono adottati i parametri stabiliti
dalle Linee guida per la conservazione in situ, on farm ed ex situ
della biodiversità vegetale, zootecnica e microbica di interesse
agrario, approvate dal Ministero delle Politiche agricole,
alimentari e forestali e pubblicate nella Gazzetta ufficiale della
Repubblica italiana n. 171 del 24 luglio 2012.
5. Il Repertorio volontario regionale è istituito con decreto
dell'Assessore regionale per le risorse agricole e alimentari ed è
pubblico e consultabile anche sul sito web istituzionale
dell'Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Iscrizione al Repertorio volontario regionale
1. Enti e istituzioni scientifiche, enti pubblici, associazioni,
organizzazioni private e singoli cittadini possono fare proposte di
iscrizione delle specie, delle razze e delle varietà di cui
all'articolo 2 al Repertorio volontario regionale. Alla proposta di
iscrizione è allegata una scheda tecnica corredata dalla
documentazione completa a supporto per ciascuna risorsa genetica,
secondo quanto stabilito dal decreto attuativo di cui all'articolo
11.
2. Ai fini dell'iscrizione al Repertorio volontario regionale, le
risorse genetiche di cui all'articolo 2 devono essere
identificabili per un numero minimo di caratteri definiti per ogni
singola entità secondo le Linee guida di cui all'articolo 5 comma
4.
3. L'iscrizione nel Repertorio volontario regionale è gratuita ed
è eseguita con decreto dell'Assessore regionale per le risorse
agricole e alimentari, previa acquisizione del parere della
Commissione tecnico-scientifica di cui all'articolo 7. Il parere
della Commissione è obbligatorio ma non vincolante.
4. Il Repertorio è tenuto dall'Ufficio competente in materia
vivaistica presso l'Assessorato regionale delle risorse agricole e
alimentari.
5. Il materiale iscritto nel Repertorio volontario regionale può
essere cancellato con decreto dell'Assessore regionale per le
risorse agricole e alimentari, previo parere motivato Commissione
tecnico-scientifica di cui all'articolo 7, qualora vengano meno i
requisititi di cui all'articolo 2.
6. Il Repertorio volontario regionale è sottoposto a verifica ed
aggiornamento almeno ogni due anni.»
Comunico che all'articolo 6 è stato presentato dalla Commissione
l'emendamento 6.1. E' un emendamento tecnico. Il parere del
Governo?
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Commissione tecnico-scientifica
1. E' istituita la Commissione tecnico-scientifica quale organo
consultivo e propositivo.
2. La Commissione tecnico-scientifica ha il compito di:
a) esprimere parere sull'iscrizione e la cancellazione delle
varietà locali nel Repertorio regionale volontario, in base ai
criteri definiti dal decreto di attuazione di cui all'articolo 11;
b) esprimere parere sulle linee di intervento della Regione di cui
all'articolo 4;
c) determinare i criteri per l'individuazione degli agricoltori
custodi.
3. La Commissione tecnico-scientifica è composta da:
a) un dirigente dell'Assessorato regionale delle risorse agricole
e alimentari, competente in materia di risorse genetiche, con
funzioni di coordinamento;
b) due componenti del Dipartimento regionale competente in
materia;
c) quattro esperti del mondo scientifico ed accademico competenti
in materia di risorse genetiche vegetali ed animali in agricoltura;
d) un rappresentante del mondo vivaistico;
e) un rappresentante degli Agricoltori custodi di cui alla Misura
214/2 B del Piano di sviluppo rurale Sicilia 2007/2013.
4. La nomina della Commissione tecnico-scientifica è di competenza
dell'Assessore regionale per le risorse agricole e alimentari. La
partecipazione ai lavori della Commissione è a titolo gratuito e da
essa non deriva altresì alcuna forma di rimborso.
5. La Commissione tecnico-scientifica resta in carica per cinque
anni e può essere revocata con decreto dell'Assessore regionale per
le risorse agricole e alimentari.
6. L'Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari
fornisce, attraverso i propri uffici, il necessario supporto
tecnico-operativo per il funzionamento della Commissione tecnico-
scientifica.
7. I criteri e le modalità per l'applicazione di quanto previsto
dal presente articolo sono definiti con il decreto di attuazione di
cui all'articolo 11.»
Comunico che all'articolo 7 sono stati presentati diversi
emendamenti.
Si passa all'emendamento 7.1 della Commissione: Al comma 3,
lettera b) sostituire le parole: competente in materia con
degli interventi strutturali per l'agricoltura .
Il parere del Governo?
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.2 della Commissione. Il parere del
Governo?
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.5, degli onorevoli Pogliese ed altri,
che così recita:. Al comma 3, lettera e), dopo le parole del piano
di sviluppo rurale e sociale 2007-2013 aggiungere: Indicato
dalle organizzazioni professionali agricole .
Onorevole Pogliese, può specificare il significato di cosa si
intende per organizzazioni professionali agricole?
POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si riferisce alle
organizzazioni di categoria del comparto agricolo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio una
premessa, io non ho seguito bene il testo, quindi, potrei anche
dire una sciocchezza, però leggo qui: un rappresentante degli
agricoltori custodi di cui alla misura 214/2 B, nel piano di
sviluppo rurale 2007-2013 . Quindi, è un rappresentate di custodi
di quella misura che fra un mese e mezzo non c'è più Vorrei
capire, se utilizziamo il meccanismo del PSR, fra un mese e mezzo
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Invece di ancorarlo al PSR 2007-2013, parliamo genericamente dei
piani di sviluppo rurale e quindi della misura di agricoltura.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, formalizziamo queste richieste con
degli emendamenti o subemendamenti.
LENTINI, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, signor Assessore, riguardo alle organizzazioni,
mi riferisco all'emendamento 7.5, per quanto riguarda le
organizzazioni professionali agricole o organizzazioni di categoria
agricole
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, questa questione in effetti me
l'hanno posta gli uffici: che cosa si intende per organizzazione
professionale agricola?
Anche se noi non lo vogliamo emendare, però quello che lei,
assessore, dichiara al microfono fa parte del verbale e, quindi,
anche ai fini dell'interpretazione, per non dare adito poi a delle
interpretazioni estensive o restrittive in base a chi lo legge.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Signor Presidente, onorevoli deputati, l'attività viene definita
dal Consiglio nazionale economia lavoro e contempla questa
organizzazione di categoria.
PRESIDENTE. Sì, infatti gli uffici mi suggeriscono, al fine di
evitare questioni interpretative dopo, di specificare proprio con
riferimento alle organizzazioni riconosciute dal CNEL.
In attesa che la Commissione elabori il subemendamento,
accantoniamo l'emendamento 7.5.
Si passa all'emendamento 7.3, a firma della Commissione. Il parere
del Governo?
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole Lentini gli Uffici evidenziano, che più riconosciuti,
rappresentati nel CNEL.
Si riprende l'esame dell'emendamento 7.5. Comunico che allo stesso
è stato presentato il subemendamento 7.5.1: Dopo le parole del
piano di sviluppo rurale Sicilia' cassare 2007/2013 e aggiungere
dopo le parole organizzazione professionale agricola le parole
rappresentati nel CNEL' . Si fa riferimento alle organizzazioni
professionali agricole rappresentate nel CNEL.
Il parere del Governo?
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 7.5 come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 7 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Rete di conservazione e salvaguardia delle
risorse genetiche autoctone
1. La Regione opera direttamente nell'azione di conservazione
delle risorse genetiche di cui all'articolo 2 attraverso i Centri
di conservazione a regia regionale con la collaborazione della rete
dei vivai regionali e della rete dei laboratori regionali di
certificazione e di sicurezza alimentare.
2. Al fine di garantire la salvaguardia mediante la conservazione
ex situ delle risorse genetiche di cui all'articolo 2,
l'Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari può
individuare soggetti pubblici e privati di comprovata esperienza
nel settore e dotati di idonee strutture tecnico-organizzative cui
affidare, a titolo gratuito, la tutela e la conservazione ex situ
delle risorse genetiche iscritte nel Repertorio regionale
volontario.
3. L'affidamento e le modalità di funzionamento delle strutture
per la conservazione ex situ sono disciplinate dal decreto di cui
all'articolo 11.
4. I soggetti di cui al comma 2 svolgono ogni attività utile a
salvaguardare il materiale conservato da qualsiasi forma di
contaminazione, alterazione e distruzione.
5. L'Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari
istituisce e coordina la Rete di conservazione e salvaguardia delle
risorse genetiche, di seguito denominata Rete , e svolge ogni
attività diretta a mantenere in vita le risorse genetiche a rischio
di estinzione, attraverso la conservazione in situ, on farm o ex
situ del materiale genetico di interesse regionale di cui
all'articolo 2 e a incentivarne la circolazione.
6. La protezione e la conservazione delle risorse genetiche
autoctone di interesse agrario, iscritte nel Repertorio volontario
regionale di cui all'articolo 5, si attua mediante la Rete, di cui
al comma 5, gestita e coordinata dall'Assessorato regionale delle
risorse agricole e alimentari, cui possono aderire le province, i
comuni, le comunità montane, gli enti parco, gli istituti
sperimentali, i centri di ricerca, le università, le associazioni,
gli agricoltori singoli od in forma associata che siano in possesso
dei requisiti previsti dal decreto di attuazione di cui
all'articolo 11.
7. Gli enti pubblici che hanno avuto accesso finanziamenti mirati
alla costituzione di Centri pubblici di conservazione della
biodiversità attraverso misure relative alla programmazione
comunitaria per gli anni 2000/2006, 2007/2013 e successivi hanno
l'obbligo di aderire alla Rete.
8. La Rete si occupa della conservazione in situ, on farm o ex
situ del materiale genetico di interesse regionale di cui
all'articolo 2 e favorisce la moltiplicazione di tale materiale al
fine di renderlo disponibile agli operatori agricoli che ne
facciano richiesta, sia per la coltivazione sia per la selezione ed
il miglioramento.
9. L'Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari
predispone ogni due anni gli elenchi, su base provinciale, dei siti
in cui avviene la conservazione ai sensi del comma 2 e li trasmette
ai comuni interessati i quali provvedono all'informazione
relativamente all'esistenza dei siti stessi.
10. Gli agricoltori custodi inseriti nella Rete possono scambiare
le sementi o i materiali di propagazione da loro prodotti per ogni
singola entità iscritta nel Repertorio volontario regionale.
11. Il registro pubblico informatizzato delle risorse genetiche
presenti nelle strutture che si occupano di conservazione ex situ,
consultabile anche attraverso strumenti informatici e telematici, è
tenuto presso il competente Dipartimento dell'Assessorato regionale
delle risorse agricole ed alimentari.
12. Dall'applicazione del presente articolo non scaturiscono nuovi
o maggiori oneri a carico del bilancio della Regione».
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
8.1. Il parere del Governo?
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.2 della Commissione. Il parere del
Governo?
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.8, degli onorevoli Pogliese ed altri:
Dopo il comma 6 aggiungere il 6 bis. Il parere del Governo?
CARTABELLOTTA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e
la pesca mediterranea. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.8. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.4, della Commissione. Il parere del
Governo?
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.6, della Commissione: Sopprimere il
comma 12 . Il parere del Governo.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 8 come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Agricoltori custodi
1. Ai fini della presente legge si definisce Agricoltore custode'
l'agricoltore che provvede alla conservazione in azienda, in situ,
on farm e/o ex situ, delle risorse genetiche iscritte nel
Repertorio volontario regionale di cui all'articolo 5.
2. L'Agricoltore custode:
a) provvede alla messa in sicurezza della singola risorsa genetica
proteggendola e salvaguardandola da qualsiasi forma di
contaminazione, alterazione o distruzione;
b) diffonde la conoscenza e la coltivazione delle risorse
genetiche di cui è custode, attenendosi ai principi di cui alla
presente legge;
c) promuove la diffusione delle conoscenze culturali e agronomiche
relative alle risorse genetiche in conservazione, partecipando ad
iniziative regionali di educazione alimentare poste in essere
dall'Amministrazione regionale;
d) effettua il rinnovo dei semi di specie erbacee e ortive
conservate ex situ.
3. L'incarico di Agricoltore custode è conferito, su richiesta
dell'interessato, a seguito dell'iscrizione, previo parere della
Commissione tecnico-scientifica, in un elenco pubblico gestito dal
Dipartimento regionale competente in materia di agricoltura e
consultabile anche attraverso strumenti informatici e telematici.
4. La propagazione e/o riproduzione di risorse genetiche
effettuate da Agricoltori custodi avviene presso le zone originarie
di prelievo o quelle riconosciute come tradizionali luoghi di
presenza della coltivazione.
5. Fanno parte di diritto dell'elenco degli Agricoltori custodi
gli agricoltori che hanno avuto accesso alla Misura 214/2 azione B
del Piano di sviluppo rurale Sicilia 2007/2013 e che, pertanto,
mantengono campi di conservazione dell'agrobiodiversità di
interesse agrario.
6. L'Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari
stabilisce, attraverso il decreto di attuazione di cui all'articolo
11, le limitazioni di specie, varietà, razze ed ecotipi nonché i
riferimenti quantitativi in termini di superficie o numero di capi
che possono dar luogo ad agevolazioni finalizzate ad incentivare
l'azione di conservazione e di mantenimento delle risorse genetiche
di cui all'articolo 2».
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
9.1. Il parere del Governo?
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, al comma 5 viene di nuovo
specificata la misura del piano di sviluppo rurale Sicilia
2007/2013. Volevo chiedere all'Assessore se l'aveva attenzionato.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Uniformiamoci a quanto fatto prima: cassiamo 2007/2013.
PRESIDENTE. Dobbiamo scrivere l'emendamento in che termini? Perché
gli Uffici dicono che eventualmente dovrebbe saltare tutto il comma
5.
Sospendo la seduta per un minuto per raccordarci da un punto di
vista tecnico.
(La seduta, sospesa alle ore 16.49, è ripresa alle ore 16.50)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, l'osservazione dell'onorevole Cancelleri si
intende ritirata..
Pongo in votazione l'articolo 9 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Circolazione e moltiplicazione di
materiale genetico
1. Al fine di consentire il recupero, il mantenimento e la
riproduzione delle risorse genetiche vegetali di cui alla presente
legge, i soggetti affidatari della tutela e conservazione ex situ
delle risorse genetiche vegetali di cui all'articolo 8, gli
agricoltori custodi di cui all'articolo 9, gli istituti
sperimentali, i centri di ricerca e le università che intendono
svolgere attività di riproduzione e moltiplicazione di materiale
genetico devono attenersi alle normative in materia fitosanitaria e
di qualità del materiale da propagazione e alle norme vigenti in
materia.
2. Al fine di garantire un uso durevole delle risorse genetiche è
consentita, tra gli aderenti alla Rete, di cui all'articolo 8, la
circolazione, senza scopo di lucro, in ambito locale, di una modica
quantità di materiale genetico, volta al recupero, al mantenimento
e alla riproduzione di varietà locali a rischio di estinzione e
iscritte nel Registro volontario regionale, di cui all'articolo 5.
3. Con il decreto di attuazione, di cui all'articolo 11, è
definita la modica quantità con riferimento al comparto vegetale ed
animale».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Decreto di attuazione
1. Entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, con
decreto dell'Assessorato regionale delle risorse agricole e
alimentari, previo parere della Commissione tecnico-scientifica,
sono emanate le disposizioni di attuazione della presente legge.
2. Nel decreto di attuazione sono individuati:
a) i criteri in base ai quali le risorse genetiche di cui
all'articolo 2 sono considerate a rischio di erosione genetica ai
sensi di quanto previsto dalle Linee guida per la conservazione in
situ, on farm ed ex situ della biodiversità vegetale, zootecnica e
microbica di interesse agrario, approvate dal Ministero delle
Politiche agricole, alimentari e forestali e pubblicate nella
Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 171 del 24/7/2012;
b) le modalità e le procedure per l'iscrizione al Repertorio
volontario regionale delle risorse genetiche di cui all'articolo 5;
c) le modalità di funzionamento della Commissione tecnico-
scientifica di cui all'articolo 7 e i criteri in base ai quali la
medesima Commissione esprime parere sull'iscrizione e la
cancellazione dal Repertorio volontario regionale;
d) le modalità di funzionamento delle strutture per la
conservazione ex situ di cui all'articolo 8, comma 2, e le modalità
di affidamento delle attività di conservazione alle stesse;
e) l'articolazione delle iniziative regionali volte a favorire la
produzione agraria legata all'agrobiodiversità;
f) le procedure per la gestione della filiera vivaistica
finalizzate a rendere disponibile materiale vegetale legato
all'agrobiodiversità per impianti specializzati ai sensi delle
norme vigenti;
g) le procedure relative alla certificazione di prodotto e di
processo attraverso la rete dei laboratori regionali all'uopo
accreditati;
h) le procedure per la realizzazione dei disciplinari di
produzione e/o allevamento e/o trasformazione agroalimentare per i
prodotti dell'agrobiodiversità da avviare a certificazione;
i) i criteri per il conferimento dell'incarico di conservazione in
situ o on farm agli agricoltori custodi, i compiti a essi demandati
e le modalità di eventuali agevolazioni;
l) i requisiti richiesti per i soggetti di cui all'articolo 8,
comma 2 per l'adesione alla Rete;
m) la modica quantità con riferimento alla singola varietà di cui
all'articolo l0 comma 2;
n) le modalità di attuazione del programma operativo di cui ai
commi successivi.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per le risorse agricole e
alimentari è adottato un programma operativo annuale per la
realizzazione di attività e iniziative mediante il quale la
Regione:
a) promuove e provvede allo studio e al censimento su tutto il
territorio regionale dell'agrobiodiversità animale e vegetale;
b) favorisce le iniziative, di carattere sia pubblico sia privato,
volte a conservare la biodiversità di interesse agrario, a
diffondere le conoscenze e le innovazioni per l'uso e la
valorizzazione di materiali e prodotti autoctoni, la cui tutela è
garantita dalla presente legge;
c) assume direttamente iniziative specifiche atte alla tutela, al
miglioramento, alla moltiplicazione e alla valorizzazione delle
risorse genetiche autoctone;
d) prevede specifiche iniziative per incentivare gli agricoltori
inseriti nella Rete di cui all'articolo 8.
4. I programmi operativi annuali sono attuati dall'Assessorato
regionale delle risorse agricole e alimentari attraverso i propri
uffici competenti per materia».
All'articolo 11 sono stati presentati diversi emendamenti.
Si passa all'emendamento 11.2 della Commissione.
Il parere del Governo?
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Signor Presidente, volevo rappresentare che, spesso, in presenza di
altre normative i Regolamenti hanno allungato l'entrata in
attuazione della legge. Se però prevedere dei Regolamenti ai fini
della normativa è meglio che prevedere dei decreti attuativi su
questo mi rimetto alla Commissione.
PRESIDENTE. Ai fini della celerità della procedura, l'Assessore
invita a soprassedere su questo emendamento.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari. Noi
abbiamo visto leggi che restano poi bloccate per la lungaggine
burocratica che prevede un Regolamento.
LENTINI, vicepresidente della Commissione. La Commissione ritira
l'emendamento 11.2.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.4, a firma degli onorevoli Cancelleri
ed altri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi prego di
prestare un po' di attenzione a quello che è l'emendamento.
Leggo testualmente la lettera f) dell'articolo 11: le procedure
per la gestione della filiera vivaistica finalizzate a rendere
disponibile materiale vegetale legato all'agrobiodiversità per
impianti specializzati ai sensi delle norme vigenti . Sembrerebbe
che si sta, in qualche modo, gettando la base per autorizzare delle
colture che poi potrebbero andare a produrre attraverso cicli
sostenuti dai sensi di legge ma che comunque vanno contro materie
ambientali, per esempio centrali biomasse, quindi andare a produrre
delle particolari, vengono proprio chiamate materiale vegetale
proprio per essere adoperato.
Volevo capire se l'Assessore intendeva questo e comunque
appoggiare l'emendamento che dice ad esclusione di quelli che
prevedono trattamenti termici , per sgombrare il campo da quello
che potrebbe essere un possibile dubbio o una errata
interpretazione del comma.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CARTABELLOTTA, assessore per e risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della
Commissione, pongo in votazione l'emendamento 11.4. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, in ordine all'emendamento 11.2 che sulla base
delle dichiarazioni fatte dall'Assessore abbiamo sollecitato il
ritiro da parte della Commissione, gli uffici mi stanno
evidenziando un problema di carattere procedurale sulla competenza,
sul decreto e sul Regolamento, perché è sicuro che si aggrava il
procedimento, però il regolamento è quello che è previsto dalla
legge per dare attuazione poi alla normativa, quindi non si può
fare con decreto. Per evitare impugnative, quindi invito la
Commissione a ripristinare l'emendamento 11.2.
Pongo, pertanto, in votazione l'emendamento 11.2. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 11.3, degli onorevoli Cancelleri ed
altri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor presidente, l'articolo 11, comma 2, lettere g)
ed h) in un disegno di legge che prevede l'istituzione di un elenco
per andare ad iscrivere tutti i prodotti che in qualche modo fanno
parte della nostra agrobiodiversità regionale stonano in qualche
modo perché vanno, invece, a normare le procedure relative alle
certificazioni di prodotti, nella lettera g), e alle procedure per
la realizzazione di disciplinari di produzioni, di allevamento e di
trasformazione agroalimentare.
Sembrano due aspetti che con il disegno di legge poco hanno a che
vedere e che io invito invece l'Assessore a volere destinare a
qualche cosa di più specifico e più ampio.
Per cui, se ci fosse la sua approvazione a volere stralciare
queste due lettere non sarebbe sbagliato.
CALTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari. Il
Governo è favorevole perché introduce degli elementi di
disciplinare che è bene affrontare in un'altra normativa.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
Pongo in votazione l'emendamento 11.3. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 11.6, degli onorevoli Grasso e Cordaro.
Comunico che allo stesso è stato presentato il subemendamento
11.6.1 a firma degli onorevoli Grasso e Cordaro.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, era stato anche subemendato perché per
il riconoscimento, per la identificazione, per la tracciabilità
della biodiversità autoctona l'esame spetta a chi? Alla Regione? A
quegli istituti che sono preposti e riconosciuti.
L'avevamo presentato come istituto però è stato subemendato perché
non c'è solo questo ma è stato concordato con l'Assessore.
LENTINI, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente, noi
abbiamo soppresso la lettera g) e la lettera h) che parla delle
procedure relative alla certificazione del prodotto. Mi sembra che
questo emendamento decada.
CALTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari. Qui
siamo nella sfera della individuazione del DNA che poi altro non fa
che dare l'impronta genetica al Born in Sicily'.
LENTINI, vicepresidente della Commissione. Va bene.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CALTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 11.6.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Preciso che questo subemendamento era interamente sostitutivo
dell'emendamento 11.6.
Pongo in votazione l'articolo 11 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Tutela internazionale
1. La Regione tutela gli interessi legittimi derivanti
dall'attuazione della presente legge in tutte le sedi nazionali e
internazionali».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13.
Norme in materia di Istituto regionale del vino e
dell'olio'
1. Alla legge regionale 18 luglio 1959, n. 64 e successive
modifiche e integrazioni sono apportate le seguenti modifiche:
a) al primo comma dell'articolo 1 le parole Istituto regionale
del vino e dell'olio sono sostituite dalle seguenti: Istituto
regionale vini e agroalimentare di Sicilia ;
b) dopo il comma 1-bis dell'articolo 2 è inserito il seguente: 1-
ter. L'Istituto svolge altresì le attività di valorizzazione,
promozione, certificazione, ricerca e innovazione nelle filiere
agroalimentari di Sicilia, comprese quelle ittiche. .
2. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, l'Assessore regionale per le risorse agricole e
alimentari, ai sensi dell'articolo 9 della legge regionale 18
luglio 1959, n. 64 e successive modifiche ed integrazioni, e su
proposta dell'Istituto, provvede all'adeguamento dello statuto
dell'Istituto.
3. Dall'applicazione del presente articolo non scaturiscono nuovi
o maggiori oneri a carico del bilancio della regione e
all'espletamento dei nuovi compiti si provvede con le attuali
assegnazione del vigente bilancio».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti: 13.1,
soppressivo dell'articolo, degli onorevoli Assenza, Germanà,
Fontana e Pogliese, e 13.4, anch'esso soppressivo dell'articolo,
degli onorevoli Cancelleri, e tutti i deputati del Movimento 5
Stelle.
Si passa all'emendamento 13.1.
Onorevole Assenza, desidera illustrarlo.
ASSENZA. No.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Contrario perché l'articolo 13 mira ad attribuire all'Istituto
regionale dell'olio e del vino, che in materia è stato uno degli
istituti che ha meglio valorizzato il Born in Sicily', nel campo
ovviamente del vino e dell'olio, la competenza anche per le altre
filiere in maniera tale da attribuire all'Istituto le funzioni già
svolte per il vino e l'olio anche per le altre produzioni e per
mettere i produttori
Io, alla fine dell'approvazione della legge, caro Presidente,
vorrò distribuire tutto ciò che è l'atlante del Born in Sicily' in
termini di produzioni che già ci sono; che senso ha privare il
produttore di lenticchia di Villalba di opportunità che, in realtà,
vengono date al produttore di vino e olio. Quindi, il parere del
Governo è contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione. Favorevole a quanto
detto dall'Assessore non all'abrogazione dell'Istituto.
CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 13.4.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, intervengo visto che il mio Gruppo
parlamentare ha presentato lo stesso emendamento di alcuni
parlamentari del PDL proprio per spiegare il perché.
Il disegno di legge del Born in Sicily' va a creare, finalmente,
sull'agro biodiversità, come dicevo ieri in quest'Aula, introduce
finalmente delle parole nuove e va, quindi, a creare una mappatura
di quelle che sono le eccellenze siciliane anche dal punto di vista
storico delle nostre sementi.
Risulta particolarmente fuori luogo, invece, l'articolo 13 che va
in qualche modo a mettere in campo l'accorpamento all'interno
dell'Istituto regionale del vino e dell'olio, facendolo diventare
l'Istituto regionale del vino e dell'agroalimentare di Sicilia,
andandogli a dare delle particolarità che, in questo momento, sono
in capo a tutti i consorzi di ricerca siciliani.
Ora, non è un segreto che il nostro Gruppo parlamentare persegua
l'idea dell'accorpamento e chiaramente potrebbe anche essere
d'accordo, però, a fronte di un approfondimento, di un disegno di
legge che venga portato in Aula e che non può essere licenziato con
un semplice articolo ma deve essere in qualche modo di più ampia
discussione. Per cui chiediamo all'Assessore di stralciare questo
articolo perché poco ha a che vedere col Born in Sicily' in
Sicilia.
PRESIDENTE. Ciò non rientra più tra le competenze dell'Assessore
perché è passato dalla Commissione.
LENTINI. Il collega la pensa diversamente
PRESIDENTE. Lei è in minoranza in questo momento.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, io non sono intervenuto prima perché,
evidentemente, non c'è molto da spiegare in un emendamento che è
solamente abrogativo di una previsione, però visto il parere
negativo del Governo, ritengo di soffermarmi sul perché assieme ad
alcuni colleghi del PDL, ma credo che questa è l'opinione
dell'intero Gruppo, abbiamo chiesto l'abrogazione di questo
articolo.
Noi crediamo che questo articolo sia un fuor d'opera nel testo,
cioè prevedere l'accentramento solo nell'Istituto della vite e del
vino come unico ente preposto in Sicilia anche per tutto il settore
agroalimentare, compreso anche il settore della pesca, crediamo che
significhi - con una modifica assolutamente inopportuna in un testo
viceversa volto a valorizzare i nostri prodotti in senso lato -
voler attribuire ad un ente solo queste funzioni peraltro
importantissime ed enormemente accresciute con questo disegno di
legge.
Noi metteremmo, in un solo colpo, fuori gioco e renderemmo inutili
tutti i consorzi, anche universitari, di ricerca che hanno svolto
in Sicilia più che meritatamente il loro compito; daremmo ad un
Istituto, che finora si è occupato solo della tutela dell'olio e
del vino, competenza per qualsiasi prodotto agricolo e ciò
significa creare un moloch' assoluto che viene ad essere
fagocitato di tutta una serie di competenze che riteniamo estranee.
Poi, abbiamo una legge che è abbastanza organica, che si svolge
attraverso un percorso ben costruito dall'articolo 1 all'articolo
12, chiudiamo con l'articolo 13 introducendo un qualcosa che non
c'entra nulla con tutta la previsione normativa precedente. Quindi,
se dobbiamo creare qualcosa di nuovo, allora ,sopprimiamo anche
l'Istituto della vite e del vino e creiamo un ente ad hoc, creato
da questo disegno di legge, altrimenti creiamo figli e figliastri,
ci avventuriamo in un epoca in cui già ne soffriamo abbastanza in
chissà quale dietrologia, però, tante volte, siamo noi stessi
quelli che danno vita a determinati retropensieri. Quindi, insisto
perché l'Aula voti l'abrogazione di questo articolo 13 che nulla ha
a che vedere - ripeto per l'ennesima volta - con lo spirito della
legge che, invece, trovo per il resto ampiamente condivisibile.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ero intervenuto
già ieri su questa legge, peraltro leggendo solo il titolo ed
apprezzando la volontà che c'è alla base di questo disegno di legge
di cominciare a mettere in campo i primi interventi che adeguino la
nostra produzione agroalimentare ai tempi moderni, a questa
economia globalizzata e riteniamo che, comunque, pur con tutti i
limiti, questo sia un primo timido intervento per cercare di
adeguare il nostro apparato produttivo, soprattutto agricolo ed
agroalimentare, preservare le nostre guilty partitiche', le nostre
specie.
Però, Presidente, non può non stupire che all'interno di questa
legge venga catapultato questo articolo 13 che è figlio di una
volontà di agire al di fuori di qualsiasi programmazione, come
invece si dovrebbe fare, soprattutto in un momento come questo dove
ci si riempie tanto la bocca di programmazione e soprattutto di
spending review.
Ora, non vedo cosa c'entra tutto questo con la programmazione e
con un concetto di rivisitazione della spesa regionale, che è
urgentissimo anche alla luce delle risorse che bisogna risparmiare
per poter dare certezza ad una serie di categorie che, altrimenti,
non avranno alcuna possibilità di certezza, vedi i precari per
esempio e, quindi, ritengo che il mantenimento, la previsione prima
ed il mantenimento di questo articolo 13 nulla hanno a che vedere
con la legge, con lo spirito di cui parlavamo prima.
Allora, se è giusto riordinare la materia non si può intervenire a
spizzichi e bocconi infilando qui questo articolo che, per carità
potrebbe essere pure giusto che all'Istituto della vite e del vino
siano date più competenze, ma per fare questo bisogna intervenire
sulla vera e propria foresta di enti che hanno compiti che si
sovrappongono l'un l'altro e che disperdono in una miriade di
rivoli di spesa i fondi della Regione, fondi che non ci sono più.
E, siccome, sarebbe invece utile che questa legge avesse la
possibilità di avere dei capitoli di spesa per la promozione anche
del prodotto siciliano, allora, prima di intervenire con questo
articolo 13 ritengo che bisognerebbe programmare, ritengo che
bisognerebbe riordinare.
Quindi, invito il Governo a dare parere favorevole, affinché
questo articolo venga stralciato, venga ritirato e si ripresenti,
sempre da parte del Governo anche in tempi brevi, nell'ottica di
una rivisitazione di tutti gli enti, che sono decine e decine, che
si occupano della stessa materia. Allora, avrebbe un senso.
Così, mi ha dato l'impressione, che questa legge è stata fatta per
questo articolo. Io avendo letto oggi la legge dà l'impressione che
la legge, l'intera legge, sia stata fatta per l'articolo 13.
L'impressione che se ne ricava è questa, signor Presidente, e non è
ammissibile.
Si faccia una seria programmazione, si rivisiti tutta la materia
ed alla fine è anche giusto e siamo d'accordo che ci siano
maggiori e nuove competenze unificate, accentrate in un ente che
abbia anche le risorse necessarie e che si occupi di questo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Signor Presidente, signori onorevoli, sono disponibile ad
accogliere l'invito però parto da una riflessione. Nel momento in
cui si vuole utilizzare uno strumento attualmente esistente, che è
stato riconosciuto ed accreditato senza oneri aggiuntivi, domani
spiegheremo al produttore di lenticchia di Villalba per cui sul
vino l'istituto può operare, sulla lenticchia no. Non voglio
aggiungere altro.
FORMICA. Il Governo faccia un emendamento e cancelli tutti gli
altri enti che si sovrappongono.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari. Il
Governo qua non ha posto il problema che altri enti non debbano
esistere o non debbano funzionare.
Io ieri ho ascoltato con tanto interesse l'intervento
dell'onorevole Musumeci il quale ha invitato il Governo ad
intervenire su una selva di enti. Oggi il problema è completamente
diverso.
Io alla fine dell'approvazione della legge distribuirò qua tutte
quelle che sono le produzioni che fanno parte del Born in Sicily'.
Oggi ci ritroviamo produzioni come il vino e l'olio a cui viene
data l'opportunità di certificarsi, produzioni come la lenticchia
di Villalba o il cavolo di Acitrezza che, invece, non possono avere
alcun tipo di prospettiva perché non c'è la possibilità da parte
dell'ente.
PRESIDENTE. Quindi, l'invito che le ha rivolto l'onorevole
Formica, che c'era un invito ad uno stralcio, così evitiamo di
abrogare con l'approvazione degli emendamenti.
FORMICA. Lo ripresentate in finanziaria e fate un minimo di
rivisitazione degli altri enti.
PRESIDENTE. Allora, lei è d'accordo ad un'ipotesi di stralcio.
Quindi, non lo abroghiamo, stralciamo questo articolo e lo inviamo
con l'accordo di tutta l'Aula alla Commissione per una
rielaborazione in un disegno di legge successivo.
Così resta stabilito.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
aggiuntivi: A2 a firma della Commissione; A5 a firma degli
onorevoli Musumeci ed altri ed A1 a firma degli onorevoli Vinciullo
ed altri.
Si passa all'emendamento aggiuntivo A2: dall'attuazione delle
disposizioni di cui alla presente legge non possono derivare nuovi
o maggiori oneri a carico del bilancio della Regione ed ai relativi
adempimenti si provvede con le risorse umane, finanziarie e
strumentali disponibili a legislazione vigente . Il parere del
Governo?
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A5: nel titolo sostituire le parole
Born in Sicily' con di origine tipicamente siciliana' .
IOPPOLO. Chiedo di intervenire per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
l'emendamento predisposto dal nostro Gruppo ma firmato anche da
altri colleghi parlamentari, da un altro collega parlamentare in
particolare, non vuole rappresentare il tentativo della ricerca
sempre e comunque, perché non è nel nostro stile di tentativi di
correzione delle norme. Però, risponde pur comprendendo la
esterofilia che sul punto l'Assessore ha voluto imprimere, un po'
anche stravagante del titolo della legge e poi di una previsione
dello stesso titolo in una norma con un neologismo diciamo di
lingua anglofila, ma vuole rappresentare un richiamo, signor
Presidente dell'Assemblea, alla buona tecnica legislativa, alla
buona tecnica normativa, che non prevede e che anzi respinge,
rigetta, riferimenti in lingue straniere nelle norme che approviamo
e pubblichiamo.
Del resto, signor Presidente dell'Assemblea, onorevoli colleghi,
la lingua italiana è così ricca di espressioni, di sfumature, di
vocaboli che si presta assolutamente a potere rappresentare e
significare lo stesso concetto che con l'allocuzione Born in
Sicily' si vorrebbe sottolineare.
Noi abbiamo proposto quella invece che troverebbe nella
definizione di origine tipicamente siciliana' la giusta traduzione
anzi la fissazione del concetto attraverso parole italiane ed
espressione italiana ancora più efficace, soprattutto nel momento
in cui parliamo di recupero della nostra identità ed anzi nella
relazione della legge si fa richiamo più di una volta al recupero
delle nostre tradizioni e soprattutto delle nostre caratteristiche
più significative e, vorrei dire, più intimamente connesse alla
tradizione siciliana.
Le chiedo, signor Presidente, di non autorizzare questo tipo di
definizione. Chiedo ai colleghi di non aprire un taglio che di qui
a qualche tempo non sappiamo dove potrebbe portarci. Di questo
passo potremmo persino scrivere testi interamente in lingua
straniera e non mi sembra assolutamente il caso.
Chiedo un attimo di attenzione su questo nostro emendamento che mi
sembra richiamare alla buona tecnica normativa e legislativa
l'intera Assemblea.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, avevo
letto con grande attenzione la relazione che accompagnava il testo
presentato dal Governo e, poi, approvato dalla Commissione. Avevo
apprezzato di questo testo, ad esempio, laddove l'excursus
culturale e dove si parlava di cultura, popoli, civiltà, evoluzione
culturale, ricco patrimonio artistico, archeologico e così via.
Potevo immaginare che, poi, alla fine, si ricorresse a un termine
desunto dalla lingua greca o dalla lingua latina. Ma che si
ricorresse ad un barbarismo - perché quando parliamo di Born in
Sicily' si tratta esclusivamente di un barbarismo - per portare a
compimento un testo di legge, credo che non l'avrebbe immaginato
nessuno.
Vorrei ricordare che anche in inglese il termine Sicily' è nome
proprio di regione e quindi va scritto maiuscolo, nel senso che
nemmeno usando il termine inglese, Sicilia può essere scritto in
minuscolo.
Ciò detto, a chi va in qualche modo applicata questa legge di
tutela e di valorizzazione delle risorse genetiche? Solo a chi
abita oltre le Alpi o anche alla zia Peppina che va al mercato e
che certamente non andrà a chiedere di avere il pomodoro Born in
Sicily', ma andra' a chiedere un prodotto coltivato o allevato in
Sicilia. D'altra parte mi sembra anche anomalo il fatto che
nell'approvare una legge che va a tutelare i prodotti tipici della
nostra tradizione agricola si debba andare a ricorrere ad un
termine inglese.
Quindi, questo che è il più antico Parlamento d'Europa, quindi del
mondo, che è un Parlamento ancora più antico, per essere chiaro, di
quello inglese, credo che non possa oggi assolutamente accettare
l'idea di potere approvare un disegno di legge con le indicazioni
Born in Sicily' ripeto, Sicily scritto in maiuscolo, però. Di
conseguenza, dobbiamo necessariamente, a mio modesto avviso, o
accettare la proposta dell'onorevole Musumeci o quella che ho
formulato io, cioè coltivati o allevati in Sicilia' e caso mai tra
parentesi - per venire incontro a questa richiesta di esterofilia
che ci porta alla perdita purtroppo della nostra identità -
indicare Born in Sicily'.
Credo che faremo un lavoro importante, anche perché, veda,
ritornando sempre all'introduzione che è stata fatta a questo
disegno di legge, si parla che la Sicilia è stata nella storia
crocevia di popoli, civiltà e culture. Abbiamo conosciuto tutte le
dominazioni, tranne quella inglese, per cui il riferimento alla
cultura inglese nulla ha a che fare, dice l'onorevole Musumeci, no,
sì perché i Normanni che sono l'unico motivo per cui stiamo
insieme, partirono lo stesso anno per conquistare l'Inghilterra con
Guglielmo il conquistatore e, poi, già erano in Sicilia da qualche
decennio precedente. Né l'esperienza brevissima di Lord Bentinck o
del secondo conflitto mondiale ci possono spingere a pensare che la
presenza inglese sul territorio siciliano, al di là di Nelson, sia
stata così lunga tanto da poterci spingere oggi nel predisporre un
testo legislativo dove si usa un termine inglese. Per cui, sarei
dell'idea, se il Governo è d'accordo, di accettare sempre quella
che è una buona prassi dei parlamenti nazionali di non usare
termini stranieri. Voi ve lo immaginate se in Inghilterra vanno a
parlare di un prodotto tipico inglese dicendo che poi è nato in
Inghilterra, non userebbero mai un termine, diciamo, un barbarismo
nel loro caso.
Quindi, l'invito a questo Parlamento è di introdurre la buona
prassi dei termini del lessico italiano e poi fra parentesi
possiamo benissimo indicare il termine Born in Sicily'.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vinciullo anche per le sue lezioni
in termini di storia, anche se dovremmo fare una precisazione: per
qualche tempo abbiamo avuto il protettorato inglese sul regno
borbonico però, non voglio aprire un dibattito su questo. Ha dato
spunto a tante reminiscenze storiche. Parlando del marsala, se noi
parliamo di prodotto, anche la sua diffusione è dovuta agli inglesi
che lo hanno apprezzato.
VENTURINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Verrebbe da dire basta con questo show in off. Io ho
molto apprezzato gli interventi che mi hanno preceduto, però,
francamente, credo che si stiaa un po' eccedendo in questa cosa del
nome, fermo restando che è chiaro che una dicitura, una scritta in
italiano alla fine deve essere importante. Ieri, proprio lei,
onorevole Musumeci, parlava dell'importanza della promozione dei
nostri prodotti che in questa legge ha trovato poco risalto, che
non c'è affatto e che invece dovremmo attenzionare.
Per cui, mi permetto di dire con tutto il rispetto
MUSUMECI. Una legge che tuteli la genetica
VENTURINO. Ecco, allora, direi di fare un passo Capisco la
differenza e apprezzo la sua Sono due cose diverse, però, voglio
dire, piuttosto che perderci in queste cose potremmo mettere una
soluzione salomonica, dove Born in Sicily rimane com'è e sotto
potremmo mettere: coltivate e allevate in Sicilia'. Cioè da un
lato mantenere questo Born, che poi potrebbe essere un indirizzo
per quella campagna di promozione che dovremmo attuare e che,
sicuramente, non può non tenere in considerazione la lingua più
usata nel commercio che, chiaramente è l'inglese.
Per cui potrebbe essere una soluzione salomonica, in questo senso,
però, ovviamente, lascio all'Aula la decisione.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
in questa vicenda legata al nome non mi attarderei più di tanto,
anche se devo dire mi fa specie questa - come chiamarla - polemica,
diatriba.
Io sono, e lo affermo fin da subito, favorevole alla dizione Born
in Sicily , non tanto e non solo perché questo disegno di legge si
deve certamente rivolgere all'agricoltore custode, per carità, che
magari non avrà fatto studi classici o non avrà particolare
dimestichezza con l'inglese, ma perché credo che dobbiamo, a
partire dal nome che diamo a questa legge, cominciare a respirare
un'aria diversa, cominciare a darci un taglio diverso, sforzarci
cioè di immaginare che il nostro obiettivo non può essere limitato
alla Sicilia - amico, onorevole Vinciullo - perché se oggi
utilizziamo un termine e lo facciamo correntemente come Made in
Italy', questo non significa che la gente oggi si chieda che cosa
vuol dire. Potrebbe ben dirsi: fatto in Italia'. Però, ci sono
alcune dizioni che ormai sono entrate nel linguaggio comune ed al
mio amico avvocato Ioppolo, insigne avvocato e giurista, ricordo
che termini come Common law' o civil law', sono entrati nel
linguaggio giuridico comune.
Ecco, non vorrei fare la fine dei francesi che ancora memori del
Re Sole, e acqua ne è passata tanta sotto i ponti, si attardano a
chiamare il tie-break' nel tennis ancora jeu décisif' per
dimostrare che sono i primi nel mondo.
Allora, per me l'articolo più importante di questa legge è
l'articolo che parla di tutela nazionale ed internazionale;
immaginare che i nostri prodotti debbono arrivare a Rometta
piuttosto che a Priolo, significa non avere capito niente, non
soltanto sotto il profilo del merito della legge al netto della
straordinarietà di questi due territori che ho nominato, ma
significa soprattutto non avere capito che restare qua, un paio
d'ore a fare la questione sul Born in Sicily' o sui prodotti
tipicamente siciliani, credo che ai siciliani stessi interessi
davvero poco.
Io sono per il Born in Sicily', come sono per il Made in Italy',
come sono per l'utilizzazione di un linguaggio che sia
immediatamente riconosciuto internazionalmente, ed è per questa
ragione - convinto come sono che anche i nostri agricoltori, che
non sono stupidi, capiranno cosa significa Born in Sicily' -
voterò, mio malgrado, nonostante la stima nei confronti di coloro
che hanno presentato l'emendamento, insieme a tutto il Gruppo
parlamentare, contro questo emendamento affinché rimanga la dizione
Born in Sicily'.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Signor Presidente, onorevoli deputati, all'inizio della discussione
ho spiegato un po' anche le ragioni perché ho voluto presentare
questo disegno di legge.
Noi partiamo da Archestrato di Gela del 367 A.C. che insegnava
l'arte della gastronomia, ma oggi, la normativa sul tipico si
rifà a 25 anni fa.
Il Born fa riferimento ad un concetto generato dalla terra,
generato dall'allevamento; non dimentichiamo che sul concetto del
fatto o del tipico , si sono consumate le cose più assurde.
Invito tutti a leggere le questioni dell'arancia rossa di alcuni
succhi tipici, dove l'arancia rossa è diventata il succo della
cocciniglia spremuta. Allora il Born , anche per il fatto che
questa legge vuole guardare ad una proiezione internazionale del
prodotto agroalimentare siciliano, ma che soprattutto vuole mettere
insieme una serie di identità di fatti e di luoghi - dalle pesche
di Bivona, ai pomodorini di Pachino, ecc.. - vuole essere un
concetto innovativo.
Ho chiesto al Presidente di chiedere una deroga rispetto a ciò che
è stato usato fino ad ora. Capisco che utilizzare un termine
inglese può non essere accettato, ma non dimentichiamo che
l'inglese non è più la lingua della sola Inghilterra, l'inglese è
una lingua che si parla ..
MUSUMECI. Ma non è la lingua del Parlamento siciliano?
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Certo, onorevole Musumeci, il Parlamento è sovrano e quindi decide
il Parlamento. Posso solo dire che verrebbe snaturato il concetto
del disegno di legge.
Ho accettato l'invito del Presidente Ardizzone sulla mancata
certificazione, perché lo porteremmo in una fase successiva, però
snaturare la legge mi pare veramente assurdo.
PRESIDENTE. In effetti il Born è già un marchio. L'assessore, in
ogni luogo dove è andato, in ogni fiera, ha già parlato di un Born
in Sicily , e noi abbiamo bisogno pure di vendere i nostri
prodotti.
Onorevole Musumeci, l'onorevole Ioppolo, come sempre, ha fatto un
intervento abbastanza puntuale richiamando alla tecnica
legislativa. In effetti c'è una circolare che vieterebbe
l'introduzione nelle leggi di termini stranieri, francesi, inglesi
e quant'altro, ma è una circolare, e dal mio punto di vista, su
questa vicenda è importante innovare.
Mi fanno notare gli Uffici che se noi dovessimo scrivere
coltivate ed allevate in Sicilia , verrebbe snaturato il concetto
di genetico, perché noi possiamo coltivare e allevare in Sicilia le
banane, che notoriamente non sono siciliane. Ad ogni modo, pongo in
votazione l'emendamento ed il Parlamento, che è sovrano, deciderà
il da farsi
Pongo in votazione l'emendamento A5. Il Parere della Commissione.
LENTINI, vicepresidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento A1 è precluso.
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la votazione finale del disegno di legge
avverrà successivamente, perché vorrei inaugurare una nuova
procedura, che è quella di dare la possibilità agli Uffici di
effettuare un coordinamento del testo ancor prima della votazione
finale.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Si passa al III punto dell'ordine del giorno: discussione della
mozione n. 130 Interventi per promuovere la diffusione e la
valorizzazione dell'agricoltura urbana'.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
TAMAJO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo sapere per
quale motivo non stiamo procedendo con il disegno di legge n.
275/A, posto all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevole Tamajo, non è presente in Aula l'assessore
di riferimento e neppure il Presidente della Commissione. Pertanto
non mi sembra opportuno procedere.
Ad ogni modo, non c'è nessuna difficoltà, eventualmente, ad
incardinarla.
VENTURINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, volevo chiederle il motivo che l'ha
indotta a sospendere la votazione finale della legge n. 351/A.
PRESIDENTE. Onorevole Venturino, ribadisco che stiamo inaugurando
una nuova procedura. Tenuto conto dell'esigenza di approvare
immediatamente i disegni di legge, al fine di evitare che sorgano
poi problemi di coordinamento, diamo agli Uffici la possibilità di
verificare il testo ed eventualmente presentare emendamenti, ai
sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno.
Sospendo la seduta per raccordarci sul percorso da fare, tenuto
conto che la Commissione Bilancio ha esitato le variazioni di
bilancio, ma non sono ancora pervenute in Aula le cosiddette
schede allegate .
(La seduta, sospesa alle ore 17,42, è ripresa alle ore 17.49)
La seduta è ripresa.
Sull'ordine dei lavori
TAMAJO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, riformulo la mia richiesta di sapere
per quale motivo non stiamo procedendo alla discussione del disegno
di legge n. 275/A.
PRESIDENTE. Onorevole Tamajo, glielo ribadisco.
La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari stabilisce un
calendario dei lavori. Ieri, quando il disegno di legge doveva
essere incardinato, era presente l'assessore di riferimento ma non
il relatore, tant'è che avevamo concertato, con l'accordo dei
componenti della Commissione, di farlo illustrare all'onorevole
Figuccia, il quale, garbatamente ha riferito di essersi raccordato
con il relatore indicato dalla Commissione, chiedendo il rinvio a
martedì.
Adesso non è presente l'assessore di riferimento ma il disegno di
legge rimane comunque iscritto all'ordine del giorno.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione della mozione n. 130 Interventi per promuovere la
diffusione
e la valorizzazione dell'agricoltura urbana
PRESIDENTE . Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 130 Interventi per promuovere la
diffusione e la valorizzazione dell'agricoltura urbana a firma
degli onorevoli, Nicotra, Leanza, Lentini, Sammartino, Sudano e
Ruggirello. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
l'esperienza della c.d. 'agricoltura urbana', che consiste nello
svolgimento di attività colturali nell'ambito di aree urbane, si è
da tempo diffusa in diversi Paesi d'Europa e del Mondo e riscontra
un crescente interesse anche a livello nazionale e regionale: le
colture in ambiente urbanizzato, sovente indicati come 'orti
urbani' (ancorché le attività agricole ivi praticate non siano solo
quelle orticole ma si estendano a colture arbore e ed altre
attività), sono ormai parte del paesaggio e del tessuto urbano di
centinaia di città;
l'agricoltura urbana è portatrice di molteplici e rilevanti
benefici per le città e le comunità insediate, tanto sul piano
sociale ed economico quanto su quello della corretta e razionale
gestione del territorio;
sul piano sociale gli orti permettono lo svolgimento di attività
che coinvolgono e valorizzano tutti gli strati della popolazione e,
in particolare, le fasce più deboli: un esempio concreto è
l'affidamento di aree a gruppi di pensionati (che possono così
dedicarsi ad un'attività che li impegna positivamente e favorisce
la socializzazione) o soggetti in condizione di disagio e/o
marginalità sociale o ancora l'utilizzo per finalità educative,
didattiche e terapeutiche o, infine, la diffusione in ogni contesto
sociale di una pratica dal valore perfino ricreativo che impegna
utilmente ed intelligentemente il tempo libero;
sul piano economico le attività agricole urbane possono
rappresentare un'interessante fonte di integrazione al reddito o,
perfino, di occupazione produttiva, elementi entrambi
particolarmente rilevanti e significativi nell'attuale contesto di
grave crisi economica ed occupazionale;
sul piano urbanistico l'agricoltura urbana permette l'utilizzo
razionale e sostenibile di vaste aree inutilizzate (spesso inserite
in contesti urbanistici critici di periferia o semiperiferia),
sottratte così al degrado e ad eventuali interessi speculativi, e
diviene, in pratica, un vero e proprio strumento di valorizzazione
e manutenzione del territorio (curare e mettere a coltura le aree
comporta peraltro la riduzione dei rischi di dissesto idrogeologico
e degli incendi);
in ultimo, non certo per importanza, sul piano ambientale gli orti
permettono di realizzare produzioni agro-alimentari sostenibili
(per ricorrere ad un'espressione oggi fortunata, a 'chilometri
zero') che possono trovare ottimo riscontro sui mercati locali;
CONSIDERATO che:
nonostante l'avvio di alcune esperienze pilota e la crescente
attenzione nel dibattito sociale e politico, la materia
dell'agricoltura urbana non risulta oggetto di apposita disciplina
e nemmeno esistono adeguati strumenti per favorirne la diffusione;
accanto alle ormai limitate realtà di attività agricola da reddito
in area urbana (tutt'ora presenti in diversi contesti urbani e
meritevoli di tutela) occorre sostenere in parallelo l'utilizzo
sociale delle aree inutilizzate;
la Regione, nell'ambito delle proprie competenze, può certamente
intraprendere un'organica e coordinata azione a sostegno
dell'agricoltura urbana, tanto intervenendo sulla disciplina
urbanistica quanto prevedendo appositi strumenti di agevolazione e
supporto, anche mediante la programmazione e l'impiego di fondi di
provenienza extraregionale all'uopo idonei (in particolare PO PSR
per le attività propriamente di carattere agricolo, FESR per la
realizzazione di eventuali opere infrastrutturali e FSE per
interventi di carattere formativo e sociale connessi),
impegna il Governo della Regione
ad adottare, previa consultazione con le rappresentanze dei
Comuni, delle associazioni di categoria ed ambientaliste, un piano
per la promozione dell'agricoltura urbana;
ad adottare, nell'ambito della vigente programmazione e, a
fortiori, in vista della nuova programmazione 2014/2020, tutti gli
atti occorrenti all'impiego di fondi di provenienza extraregionale
all'uopo idonei per sostenere la diffusione ed il consolidamento
delle attività agricole nei contesti urbani e peri-urbani, con
particolare attenzione alle attività finalizzate ad una fruizione
sociale delle aree;
ad adottare ogni altra utile iniziativa volta a promuovere lo
sviluppo e la diffusione dell'agricoltura urbana in Sicilia, coi
correlati benefici urbanistici, ambientali, economici e sociali».
(130)
Onorevoli colleghi, non avendo alcuno dei firmatari chiesto di
parlare e di illustrare la mozione invito l'assessore Cartabellotta
a esprimere il suo parere.
CARTABELLOTTA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e
la pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli deputati, il
Governo condivide la mozione e dobbiamo dire che, rispetto alla
nuova programmazione comunitaria, stiamo cercando di fare un passo
avanti. Il territorio regionale era stato classificato in aree A)
urbane, B) intensive, C) parzialmente in ritardo e D) totalmente in
ritardo; le aree A), quelle urbane, erano state completamente
escluse dall'intervento ed abbiamo posto alla Commissione il tema
dell'agricoltura urbana perché su città come Palermo, Catania o
Messina rappresenta sicuramente un elemento molto importante.
Ricordiamo che una delle produzioni Born in Sicily il mandarino
tardivo di Ciaculli, grava proprio attorno ad un'area che è zona
urbana.
Allora, questa mozione intravede questo spirito, presente anche
nella normativa comunitaria, e per questo il Governo la accoglie ed
in questo senso già con il Comune di Palermo è stato sottoscritto
il primo accordo per la valorizzazione dell'agricoltura nelle aree
urbane che potrà seguire, a ruota, anche con le altre città in
maniera tale che si venga a valorizzare sia il verde urbano,
attraverso le azioni che può mettere in campo l'azienda foreste,
come l'iniziativa che stiamo facendo nel parco della Favorita, sia
nelle aree agricole in maniera tale che questa filiera corta possa
svilupparsi sempre di più.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 130. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Tutela e valorizzazione delle risorse genetiche Born in Sicily'
per l'agricoltura e l'alimentazione» (n. 351/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Tutela e valorizzazione delle risorse
genetiche Born in Sicily' per l'agricoltura e l'alimentazione» (n.
351/A).
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 117.1,
ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa quindi alla votazione finale del disegno di legge.
VINCIULLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. La richiesta non è appoggiata.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Tutela e valorizzazione delle risorse generiche Born in Sicily'
per l'agricoltura e l'alimentazione» (351/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio palese
nominale del disegno di legge «Tutela e valorizzazione delle risorse
generiche Born in Sicily' per l'agricoltura e l'alimentazione».
(351/A) .Indìco la votazione per scrutinio palese nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese
nominale:
Presenti 56
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 50
Contrari 1
Astenuti 5
(L'Assemblea approva)
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Signor Presidente, onorevoli deputati, vi omaggio di Born in
Sicily da leggere e, prima di Natale, ovviamente, passeremo a
qualche degustazione più concreta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, un po' di attenzione: formalmente,
le variazioni di bilancio non sono corredate dalle schede. Da un
punto di vista formale, quindi, diciamo che la delibera legislativa
che riguarda le variazioni di bilancio non è completa, per cui noi
non la possiamo incardinare stasera. Sicuramente, si potrà
incardinare domani, quindi non è inserita all'ordine del giorno per
questo fatto formale ed è chiaro che domani si troverà il modo per
incardinare il disegno di legge sulle variazioni di bilancio.
Informo che mi è pervenuta una nota a firma congiunta dei
Presidenti della I Commissione legislativa, onorevole Cracolici, e
della Commissione Antimafia, onorevole Musumeci, con la quale mi
evidenziano l'esigenza di avere concesso da questa Presidenza un
ulteriore margine di tempo perché si possa addivenire ad una
soluzione condivisa sul disegno di legge n. 223/A, posto al decimo
punto dell'ordine del giorno, che è in trattazione congiunta nelle
due Commissioni.
Non sorgendo osservazioni, stabilisco di accordare un termine di
ulteriori 30 giorni.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno.
GIANNI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo soltanto
perché facevo una riflessione in questi giorni: l'immigrazione
ormai è diventato un esodo biblico; il problema ci sta
attanagliando in maniera pesante. Le risorse che stiamo mettendo su
questo problema sono enormi. Mi sono chiesto due cose:
innanzitutto, perché il Presidente della Regione non è chiamato a
fare il Commissario straordinario per questo problema così pesante
che abbisogna, a mio avviso, della Protezione Civile? Inoltre, mi
sono chiesto se i controlli sanitari sono all'altezza perché
sappiamo che il numero così grande di immigrati può portare
all'interno anche qualche elemento infettato che infetta gli altri.
Sappiamo che c'è in giro la tubercolosi, c'è in giro l'HIV, l'HCV e
tantissime altre malattie che sono di facile diffusione.
So che alcuni punti e alcune posizioni di accoglienza hanno subito
dei gravi problemi dal punto di vista sanitario. Sarebbe opportuno,
signor Presidente, che questa Assemblea richiedesse al Governo
nazionale un'attenzione maggiore, a partire dalla nomina del
Presidente della Regione a Commissario straordinario e, in più, che
l'accordo Stato-Regione prevedesse un intervento più efficiente e
più puntuale in ordine alle questioni sanitarie, oltre che al
sovrappopolamento.
In questi giorni ho fatto più volte richiamo, richiesta,
sollecito, su questo punto e ho fatto anche qualche proposta: le
IPAB siciliane potrebbero diventare dei centri di accoglienza e di
formazione; il Governo regionale, in accordo con quello nazionale,
potrebbe fare un'intesa con la Comunità europea e con i paesi
frontalieri per formare quante più persone possibili per riportarli
al loro Paese o anche avviarli in Europa.
Credo che su questo punto quest'Assemblea abbia il dovere di
fermarsi a riflettere e a formulare qualche proposta più attenta e
più puntuale. Grazie.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 7
novembre 2013, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Norme per la promozione ed il sostegno delle imprese
dell'informazione locale (nn. 304-8-280/A) (Seguito)
Relatore: on. Lentini
2) - Condizioni di trasporto pubblico locale e sanzioni
amministrative (n. 275/A)
Relatore: on. Tamajo
III - Discussione della mozione:
N. 183 - Tutela e rilancio dell'offerta sanitaria pubblica
e privata in Sicilia
(26 settembre 2013)
PICCIOLO-IOPPOLO-NICOTRA-PANARELLO-
SAVONA-LACCOTO-D'ASERO-PANEPINTO-RINALDI-
RUGGIRELLO-ODDO-DIGIACOMO-FALCONE-
FORZESE-GRECO G.-VINCIULLO-CASCIO S.-
ALLORO-ARANCIO-ASSENZA-COLTRARO-DI
GIACINTO-FAZIO-FERRANDELLI-FIRETTO-
FONTANA-GRASSO-GRECO M.-LANTIERI-LO
GIUDICE- MALAFARINA-MUSUMECI-TAMAJO-
VULLO-GERMANA'
IV - Discussione della mozione:
N. 135 - Verifica e monitoraggio dello stato di attuazione
della legge regionale 5 aprile 2011, n. 5, in materia
di semplificazione della Pubblica Amministrazione
(26 giugno 2013)
LOMBARDO-DI MAURO-FEDERICO-FIGUCCIA-
GRECO G.-FIORENZA -LO SCIUTO
V - Discussione della mozione:
N. 153 - Iniziative per mantenere l'IVA al 4% per le
prestazioni di servizi socio-sanitari ed educativi
resi dalle cooperative sociali
(18 luglio 2013)
LO SCIUTO-GRECO G.-FIGUCCIA-LOMBARDO-DI
MAURO-FEDERICO-FIORENZA
VI - Discussione della mozione:
N. 186 - Iniziative per il rilascio di garanzie
fideiussorie da parte dell'IRFIS - FinSicilia s.p.a.
in favore delle imprese siciliane presenti nelle
graduatorie di ammissione sui benefici di contributi
assegnati dai bandi regionali a valere dei fondi P.O.-
FES e P.O.-FERS
(30 settembre 2013)
LA ROCCA-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-
CIANCIO-FERRERI- FOTI-MANGIACAVALLO-
PALMERI-SIRAGUSA-TANCREDI-TRIZZINO-
ZAFARANA-ZITO
VII - Discussione della mozione:
N. 177 - Stipula di convenzione o protocollo d'intesa tra
la Regione siciliana ed istituti di credito per
l'erogazione di anticipazioni di tesoreria alle IPAB
(19 settembre 2013)
FOTI-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-
FERRERI-LA ROCCA- MANGIACAVALLO-PALMERI-
SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI-ZAFARANA-ZITO-
FIORENZA
VIII -Discussione della mozione:
N. 197 - Soluzione delle criticità dei laboratori di
analisi nel territorio siciliano
(15 ottobre 2013)
ZITO-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-
FERRERI-FOTI-LA ROCCA-MANGIACAVALLO-
PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI -
ZAFARANA
IX - Discussione del disegno di legge:
- Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
libertà civili, politiche, economiche e sociali'. (n. 223/A)
(Seguito)
Relatore: on. Malafarina
La seduta è tolta alle ore 18.07
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO 1
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Beni culturali e identità siciliana»
FERRANDELLI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali e l'identità siciliana, premesso che:
il Commissario dello Stato ha impugnato l'articolo 74 e il
relativo allegato 2 della Finanziaria 2013 che prevedeva
l'erogazione di contributi a enti e associazioni;
tra le motivazioni, il Commissario sottolinea che 'Né dal testo
della norma, che contiene con il rinvio all'allegato 2 un mero
elenco di destinatari e di importi ripartiti, né dai lavori
preparatori della legge, come prima prospettato, emerge la ratio
giustificatrice di ogni caso concreto non risultando pertanto che
l'Assemblea regionale abbia osservato criteri obiettivi e
trasparenti nella scelta dei beneficiari dei contributi. La norma,
secondo quanto affermato da codesta Corte su un caso similare
deciso con sentenza n. 137 del 2009, si risolve in un percorso
privilegiato per la distribuzione di contributi in denaro, con
prevalenza degli interessi di taluni soggetti collettivi rispetto a
quelli, parimenti meritevoli di tutela, di altri enti esclusi, ed a
scapito quindi dell'interesse generale';
gli Istituti culturali costituiscono centri di ricerca e di
promozione culturale e rappresentano elementi essenziali di
pluralismo culturale. Essi offrono infatti alla comunità sociale un
vero servizio, che va sostenuto e valorizzato, assicurando loro la
possibilità di operare secondo i princìpi, costituzionalmente
riconosciuti, dell'autonomia e della libertà;
in Sicilia gli Istituti culturali rappresentano un settore di
particolare rilevanza, in virtù della loro importanza quali
significativi centri di studio, di approfondimento, di promozione
culturale e di lotta alla mafia;
c'è la necessità di provvedere immediatamente alla
regolamentazione di tale settore;
considerato che:
per gli Istituti che documentino attività di conservazione,
valorizzazione, ricerca, elaborazione culturale e formazione di
particolare interesse pubblico, ponendo a disposizione per tal fine
anche un patrimonio museale, bibliografico, archivistico,
cinematografico, musicale e audiovisivo, le norme nazionali
prevedono l'inserimento in una tabella valevole per tre anni;
il settore è disciplinato dalla legge nazionale n. 534 del 17
ottobre 1996, dalla circolare n. 16 del 4 febbraio 2002 e dalla
circolare n. 107 del 27 dicembre 2012 che sostituisce l'art. 4
della circolare n.16 del 4 febbraio 2002, che prevedono requisiti e
modalità per l'accesso ai contributi erogati dallo Stato, e dalla
circolare n. 108 del 27 dicembre 2012 che prevede specifici
contributi per convegni e pubblicazioni inedite;
per sapere se vista l'impugnativa del Commissario dello Stato,
riguardante il settore degli Istituti culturali, non ritengano
opportuno e urgente avviare le procedure di recepimento della legge
nazionale n. 534 del 17 ottobre 1996, della circolare n. 16 del 4
febbraio 2002 e della circolare n. 107 del 27 dicembre 2012, che
sostituisce l'art. 4 della circolare n. 16 del 4 febbraio 2002, che
prevedono requisiti e modalità per l'accesso ai contributi erogati
dallo Stato, e della circolare n. 108 del 27 dicembre 2012 che
prevede specifici contributi per convegni e pubblicazioni inedite».
(777)
Risposta. -«In riferimento all'interrogazione in oggetto, si
premette che gli istituti culturali interessati, in possesso dei
requisiti richiesti, possono accedere ai contributi del Ministero
per i Beni e le Attività culturali, come da circolare 27 dicembre
2012 n. 107 Norme per l'ammissione ai contributi statali previsti
dall'art. 8 della L. 17 ottobre 1996, n. 534, recante Nuove norme
per l'erogazione di contributi statali alle istituzioni culturali.
In seguito alla pubblicazione della L.R. 16/2013 Modifiche
all'art. 128 della L.R. 12 maggio 2010, n. 11 e s.m.i. , che
abolisce di fatto la Tabella H, la nuova misura prevede da parte
della Regione la predisposizione di un bando al quale possono
partecipare tutti quegli enti, fondazioni e associazioni in
possesso dei requisiti per beneficiare di fondi pubblici.
Inoltre, con Deliberazione n. 304 del 27/08/2013, la Giunta
Regionale ha approvato lo schema di avviso pubblico per la
manifestazione di interesse alla concessione, da parte della
Regione siciliana, di un sostegno economico sotto forma di
contributo, individuando nel contempo i Dipartimenti regionali
coinvolti settorialmente. Detto avviso è stato pubblicato sulla
GURS del 6 settembre 2013 e ad oggi è scaduto. Per quanto riguarda
le associazioni e fondazioni che per area tematica fanno
riferimento a questo Assessorato, allo stato attuale una
Commissione appositamente nominata sta valutando scrupolosamente le
istanze pervenute al fine di giungere, entro il 5 novembre
prossimo, all'attribuzione di un punteggio per ogni istituto o
associazione e alla stima dell'ammontare del contributo
teoricamente necessario. Come da bando, «in sede di finanziamento,
il contributo, in ragione del riparto della dotazione complessiva
prevista dalla L.R. n. 16/2013, con decreto dell'Assessore
dell'Economia, previa delibera della Giunta Regionale, potrà essere
modulato in misura proporzionale alle risorse assegnate e al
punteggio ottenuto».
L'Assessore
Mariarita
Sgarlata
ZITO-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-FERRERI-FOTI-LA ROCCA-
MANGIACAVALLO-PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI-ZAFARANA. -
«All'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana,
premesso che:
la Co.Ge.Ma. (Compagnia generale del magnesio) inizia la
produzione nel 1974 a Priolo Gargallo (SR).
il 31/05/2003 viene determinata la chiusura dello stabilimento ed
il conseguente licenziamento dei lavoratori;
i lavoratori vennero inseriti nel progetto P.A.R.I., Programma per
il reimpiego di lavoratori svantaggiati;
i lavoratori sono andati avanti grazie ad una mobilità in deroga
che potrebbe non essere più rinnovata;
considerato che:
- la Giunta regionale, con deliberazione n. 121 dell'8 marzo 2006,
riporta nelle premesse come: nella menzionata nota n. 24442/2006
l'assessorato regionale dei beni culturali ed ambientali e della
pubblica istruzione, rappresenta che con nota n. 238 del 23
febbraio 2006 il comitato regionale per il lavoro, l'occupazione e
le politiche sociali, ha chiesto di esaminare la possibilità che
per il lavoratore della società Co.Ge.Ma. possa destinarsi la
misura di intervento individuata per i lavoratori ex Spadafora, ex
Miraglia, ex Mediconf, ex Cometest, ex Privilegio, ex ITM ;
sulla delibera si legge: 'di convenire circa l'opportunità del
miglioramento dell'apertura di setti siti (archeologici) attraverso
l'utilizzo dei lavoratori ex Spadafora, ex Miraglia, ex Mediconf,
ex Cometest, ex Privilegio, ex ITM, per 20 ore settimanali per 6
mesi, utilizzando a tal fine le somme sul capitolo 376546
relativamente alle quali non sono ancora sorte obbligazioni; di
dare mandato al competente assessorato regionale ai beni culturali
ed ambientali e della pubblica istruzione di valutare la
possibilità di destinare ai lavoratori Co.Ge.Ma. la misura di
intervento individuata per gli altri lavoratori sopra menzionati.';
la Giunta regionale, nelle premesse della deliberazione n. 29
dell'21 febbraio 2007, evidenzia come: 'vista la nota n. 16118 del
20 febbraio 2007 con la quale l'assessorato regionale dei beni
culturali ed ambientali e della pubblica istruzione, dopo aver
richiamato il contenuto e le disposizioni di cui alle citate
deliberazioni della giunta regionale concernenti i lavoratori in
argomento, rappresentata dai commi 460 e 461 della citata legge n
296/2006 dispongono che la società sviluppo s.p.a., nell'ambito
della predisposizione entro il 31 marzo 2007 del piano di riordino
e di dismissione delle proprie partecipazioni societarie nei
settori non strategici di attività, prevedeva entro il 30 giugno
2007 la cessione delle partecipazioni di minoranza acquisite,
procedendo per le società regionali d'intesa con le regioni
interessate, anche tramite la cessione a titolo gratuito alle
stesse regioni o altre amministrazioni pubbliche delle rispettive
partecipazioni.';
'Nella predetta nota n.16118/2007 l'assessorato regionale dei beni
culturali, nel comunicare che l'assessore ha già provveduto a
richiedere per l'esercizio finanziario 2007 l'appostamento delle
risorse necessarie sule pertinenze del capitolo 367546 del bilancio
regionale, nelle more dell'auspicata acquisizione delle quote
societarie e dell'attivazione di un nuovo rapporto negoziale di
affidamento dei servizi, manifesta l'esigenza di procedere, agli
stessi patti e condizioni, ad un ulteriore proroga [di tre mesi]
del contratto di servizio con la Beni Culturali s.p.a. nel cui
alveo siano altresì prorogati i contratti a termine stipulati con
lavoratori della società in argomento.' (...) 'l'assessore
regionale per i beni culturali rappresenta, altresì, che le misure
di intervento sopra individuate possono essere estese ai lavoratori
della società Co.Ge.Ma. di cui alla richiamata deliberazione della
giunta regionale n.121/2006';
vi è una proroga fino al 30 giugno 2007 del contratto di servizio
con Beni Culturali s.p.a. che si estende anche ai lavoratori della
società Co.Ge.Ma;
visto che:
il 2 febbraio 2012 viene presentata una interrogazione a firma
dell'on. Vinciullo sulla 'Mancata assunzione dei lavoratori ex
Co.Ge.Ma. di Siracusa da parte della beni Culturali s.p.a.'. Tale
interrogazione pare non abbia avuto nessuna risposta da parte
dell'assessorato competente;
molti lavoratori sono andati in pensione e che quelli rimasti nel
'limbo' della mobilità in deroga sono circa una decina;
per sapere se non ritengano opportuno:
chiarire come mai non siano state avviate le procedure per le
assunzioni nella Beni culturali s.p.a., a 20 ore settimanali, come
previsto dalle delibere di Giunta regionale n. 121 dell'8 marzo
2006 e n. 29 del 21 febbraio 2007;
definire quanti altri ex lavoratori (come definito nella
deliberazione n. 121 dell'8 marzo 2006), concorsisti o precari,
siano in attesa di essere assegnati al settore dei BB.CC. o della
Ricezione turistica;
definire quali siano le iniziative che questo Assessorato intende
intraprendere per l'inserimento nei BB.CC. dei pochissimi
lavoratori ex Co.Ge.Ma. rimasti». (788)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione in oggetto e sulla
base delle notizie trasmesse dal Dipartimento con nota prot. n.
47596 del 14.10.2013, si rappresenta quanto segue.
In ottemperanza alle deliberazioni della giunta regionale n. 121
dell'8 marzo 2006 e n. 29 del 21 febbraio 2007 questo Dipartimento,
con nota n. 28532 del 22.03.2007, ha trasmesso alla società Beni
Culturali spa un elenco contenente i nominativi di n. 5 lavoratori
della ex CO.GE.MA. per l'avvio delle procedure di assunzione, di
cui alla nota prot. n. 238 del 23.02.2006 del Comitato Regionale
per il Lavoro della Presidenza, l'occupazione e le politiche
sociali. In particolare, nella nota del Comitato in ultimo citata,
si faceva esplicito riferimento alla necessità, messa in risalto
dalle OO.SS., di destinare la misura di intervento già individuata
per i lavoratori ex Spatafora esclusivamente ai 5 lavoratori ex
COGEMA in mobilità da due anni ai quali era a quella data scaduto
il trattamento di mobilità.
In data 07.06.2007, con nota prot. n.5750 la società Beni
Culturali spa ha comunicato al Dipartimento BB.CC. l'avvenuta
assunzione dei lavoratori di cui si è detto.
Per ulteriori chiarimenti si allegano in copia la nota della
Presidenza prot.n. 238 del 23.02.2006 e quella del Dipartimento
BB.CC. prot. n. 28532 del 22.03.2007».
L'Assessore
Mariarita
Sgarlata
(L'allegato alla risposta é disponibile presso l'archivio del
Servizio Lavori d'Aula)
IOPPOLO-MUSUMECI-FORMICA-CURRENTI-CIACCIO. - «Al Presidente della
Regione e all'Assessore regionale per i beni culturali e
dell'identità siciliana, premesso che:
l'articolo 7, comma 4 della legge regionale n. 17 del 28 dicembre
2004 dispone che 'l'Assessore regionale per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione, con cadenza triennale,
sentito il Comitato di cui al comma 3 dell'articolo 9 della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche e
integrazioni, determina con proprio decreto le tariffe d'ingresso
ai musei, gallerie, aree archeologiche, parchi, giardini e siti
monumentali, sulla base di criteri economici, tenuto conto delle
particolari condizioni delle diverse fasce di utenze';
le tariffe d'ingresso vigenti sono quelle determinate con Decreto
Assessoriale n. 19 del 17 maggio 2010, successivamente modificato
ed integrato dai Decreti Assessoriali n. 21 dell'1 giugno 2010 e n.
1565 del 2 luglio 2012;
in particolare, il Decreto Assessoriale di cui sopra ha stabilito
l'applicazione di una tariffa agevolata, del costo di 1, solo per i
visitatori residenti nelle rispettive province in cui ricadono i
siti, escludendo qualsiasi vantaggio per i residenti in Sicilia;
ritenuto che appare e sarebbe assai opportuno stabilire
l'applicazione di una tariffa agevolata, altresì, per tutti i
visitatori residenti nella regione Sicilia al fine del
raggiungimento, almeno, delle seguenti finalità:
a) favorire la conoscenza e la frequentazione dei prestigiosi e
inestimabili siti culturali isolani;
b) promuovere la divulgazione e diffusione del fascino e dei
contenuti del vastissimo giacimento culturale siciliano, attraverso
la narrazione di chi sente di doverlo conoscere e approfondire e,
questi, non può che essere principalmente e prioritariamente il
cittadino residente e dimorante in Sicilia;
c) promuovere sviluppo del turismo interno come volàno e
moltiplicatore di quello nazionale, europeo e mondiale che, solo,
può essere immaginato e incentivato attraverso la consapevolezza di
un'intera popolazione del proprio tesoro materiale e immateriale
che viene definito: cultura, storia, tradizione e capacità di
tramandarlo e trasferirlo a chi ancora non lo conosce o, come
purtroppo accade, non lo ha ancora visitato e conosciuto;
per sapere se non si ritenga opportuno, in sede di prossima
revisione delle tariffe d'ingresso presso musei, gallerie, aree
archeologiche, parchi, giardini e siti monumentali, stabilire
l'applicazione di una tariffa agevolata, pari al 50% di quella
ordinaria, per i visitatori residenti nell'intero territorio della
regione Sicilia, al fine di favorire la conoscenza e la
frequentazione dei detti siti culturali e, più in generale, lo
sviluppo del turismo». (1088)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«Con riferimento all'interrogazione in oggetto e sulla
scorta della nota prot. n. 47400 del 10/10/2013 trasmessa dal
Dipartimento, si riferisce che l'U.E., ha condannato l'Italia per
le tariffe agevolate in favore di cittadini e residenti con una
espressa pronunzia della Corte di Giustizia Europea del 16.01.2003.
La Corte ha stabilito infatti che una normativa nazionale o
regionale, così come un regolamento tariffario di un ente locale,
di uno stato membro che comporti una riduzione dei biglietti di
ingresso a musei, gallerie, siti archeologici, giardini e palazzi
monumentali rivolta esclusivamente ai residenti e ai cittadini
italiani configura una forma di discriminazione fra i cittadini
europei. Risulta dalla giurisprudenza della Corte che il principio
di parità di trattamento, del quale l'art. 49 CE è specifica
espressione, vieta non soltanto le discriminazioni palesi basate
sulla cittadinanza, ma anche qualsiasi forma di discriminazione
dissimulata che, mediante il ricorso ad altri criteri distintivi
produca, in pratica, lo stesso risultato. Inoltre, le
considerazioni di ordine economico avanzate dalla Repubblica
italiana in sede di giudizio presso la Corte europea, relative a
motivi di coerenza fiscale, ovvero che i residenti attraverso il
pagamento delle tasse partecipano alla gestione dei siti culturali,
sono state ritenute egualmente incompatibili con il diritto
comunitario, dal momento che non esiste un nesso diretto tra
l'imposizione delle tasse e l'onere del costo di gestione dei
luoghi della cultura.
Pertanto, questo Assessorato ha dato mandato al Comitato per la
determinazione dei biglietti di ingresso a musei, gallerie, siti
archeologici, giardini e palazzi monumentali regionali di avviare
l'analisi sullo stato di fatto dei biglietti d'ingresso ad oggi
istituiti a livello regionale per uniformarla alle normative
europee.
La Scrivente rimane disponibile per ogni eventuale ulteriore
chiarimento».
L'Assessore
Mariarita
Sgarlata
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. N. 351/A TUTELA E VALORIZZAZIONE DELLE
RISORSE GENETICHE BORN IN SICILY' PER L'AGRICOLTURA E
L'ALIMENTAZIONE .
All'articolo 2:
Emendamento 2.2:
Al comma 1 dopo le parole risorse genetiche aggiungere proprie
del centro genetico del mediterraneo:
Subemendamento 2.1.1:
Sostituire le parole la Regione con le parole l'Assessorato
regionale per le risorse agricole e alimentari - Dipartimento
degli interventi strutturali per l'agricoltura .
Emendamento 2.1:
Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:
4. La Regione procede, entro un anno dalla data di entrata in
vigore della presente legge, alla realizzazione di una mappa
dell'intero territorio regionale per una migliore, omogenea e più
diretta identificazione e caratterizzazione degli ambiti locali
di cui al comma 3.
All'articolo 6:
Emendamento 6.1:
Al comma 4, dopo le parole il repertorio aggiungere
volontario regionale .
All'articolo 7:
Emendamento 7.1:
Al comma 3, lettera b) sostituire le parole competente in
materia con degli interventi strutturali per l'agricoltura .
Emendamento 7.2:
Al comma 3, lettera d) sostituire la parola mondo con
settore .
Emendamento 7.3:
I commi 4 e 5 sono sostituiti dal seguente:
4. La nomina e la revoca della Commissione tecnico-scientifica
sono di competenza dell'Assessore regionale per le risorse
agricole e alimentari. La commissione resta in carica cinque
anni. La partecipazione ai lavori della Commissione è gratuita e
da essa non deriva alcuna forma di rimborso.
Subemendamento 7.5.1:
Dopo le parole del Piano di sviluppo rurale Sicilia cassare
2007/2013 e aggiungere dopo le parole Organizzazioni
Professionali Agricole le parole rappresentate nel CNEL
Emendamento 7.5:
Al comma 3, lettera e) dopo le parole del Piano di sviluppo
rurale Sicilia 2007/2013 aggiungere indicato dalle
Organizzazioni Professionali Agricole .
All'articolo 8:
Emendamento 8.1:
Sostituire la rubrica con la seguente: Conservazione ex situ.
Rete di conservazione e salvaguardia delle risorse genetiche
autoctone
Emendamento 8.2:
Al comma 5, dopo le parole risorse genetiche aggiungere
autoctone
Emendamento 8.8:
Dopo il comma 6 aggiungere il 6 bis:
La rete regionale si collega ed interagisce con la rete
nazionale ed in particolare con il Consiglio per la ricerca e la
sperimentazione in agricoltura (C.R.A.) quale soggetto di
coordinamento a livello nazionale fra il Ministero delle
politiche agricole e forestali (MIPAF) e le regioni, per le
attività di cui alla presente legge .
Emendamento 8.4:
Al comma 11 sostituire le parole il competente Dipartimento
dell'Assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari
con il Dipartimento regionale degli interventi strutturali per
l'agricoltura
Emendamento 8.6:
Sopprimere il comma 12.
All'articolo 9:
Emendamento 9.1:
Al comma 3 sostituire le parole dal Dipartimento regionale
competente in materia di agricoltura con dal Dipartimento
regionale degli interventi strutturali per l'agricoltura
All'articolo 11:
Emendamento 11.2:
Il comma 1 è sostituito dal seguente:
1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 12 dello
Statuto speciale della Regione, previo parere della Commissione
tecnico-scientifica di cui all'articolo 7, sono disciplinate le
modalità di attuazione della presente legge.
Emendamento 11.4:
Al comma 2, lettera f) dopo le parole impianti specializzati
aggiungere le parole , ad esclusione di quelli che prevedono i
trattamenti termici, .
Emendamento 11.3:
Al comma 2 sopprimere le lettere g) ed h).
Subemendamento 11.6.1 (interamente sostitutivo dell'emendamento
11.6):
All'articolo 11, comma 2, lettera g) è aggiunta la seguente
lettera g1)
g1) le procedure relative all'identificazione, tutela e
tracciabilità della biodiversità autoctona attraverso l'esame del
DNA ad opera degli Istituti riconosciuti.
Emendamenti articoli aggiuntivi:
Emendamento A.2:
Aggiungere il seguente articolo:
Art . - 1. Dall'attuazione delle disposizioni di cui alla
presente legge non possono derivare nuovi o maggiori oneri a
carico del bilancio della Regione e ai relativi adempimenti si
provvede con le risorse umane, finanziarie e strumentali
disponibili a legislazione vigente.
Emendamenti ai sensi dell'art. 117 R.I.:
Emendamento 117.1:
- All'articolo 7, comma 3, lett. e) cassare le parole di cui
alla Misura 214/2 B del Piano di sviluppo rurale Sicilia
2007/2013 .
- All'articolo 7, dopo il comma 3, aggiungere il seguente: In
sede di prima applicazione della presente legge, il rappresentante
di cui alla lettera e) del comma 3 è individuato tra i soggetti di
cui al comma 5 dell'articolo 9 .