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Resoconto d'Aula della Seduta n. 91 di mercoledì 06 novembre 2013
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

     PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli  Alongi, Cirone,  Coltraro,
  Dipasquale e Falcone sono in congedo per oggi.

   L'Assembla ne prende atto.

                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Foti è autorizzata a  recarsi
  in  missione  dal  6  al 9 novembre 2013 e che l'onorevole  Raia  è
  autorizzata a recarsi in missione dal 7 al 9 novembre 2013.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da  parte  dell'Assessore  per i Beni  Culturali  e  l'Identità
  Siciliana:

   N.  777  -  Recepimento della legge n. 534 del 1996 in materia  di
  contributi alle istituzioni culturali.
   Firmatario:  Ferrandelli Fabrizio (Con nota prot.  n.  34483/IN.16
  dell'11/07/2013,   il   Presidente  della   Regione   ha   delegato
  l'Assessore per i beni culturali e identità siciliana).

   N.  788  -  Chiarimenti sulla mancata assunzione  da  parte  della
  società  partecipata 'Beni culturali s.p.a' dei lavoratori  dell'ex
  CoGe.Ma.
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N. 1088 - Applicazione di tariffe agevolate a favore dei residenti
  nella Regione siciliana per l'ingresso ai siti culturali.
   Firmatari:  Ioppolo  Giovanni;  Musumeci  Nello;  Formica   Santi;
  Currenti Carmelo; Ciaccio Giorgio.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N. 1383 - Iniziative volte a rideterminare le sedi di osservatorio
  di  area  interessate ai progetti di contrasto  ai  fenomeni  della
  dispersione scolastica nella provincia di Caltanissetta.
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Arancio Giuseppe Concetto

   N.  1384  -  Gestione  del fenomeno di immigrazione clandestina in
  Sicilia.
   - Presidente Regione
   Firmatari:  Panepinto  Giovanni;  Gucciardi  Baldassare;   Milazzo
  Antonella Maria

   N.  1385  -  Iniziative per favorire la finanza di progetto  e  il
  rilancio del comparto edile.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  1388  -  Chiarimenti sul ruolo dell'Autorità  di  gestione  in
  merito all'attuazione del P.O. FSE nell'ambito della programmazione
  2014-2020.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari:  Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni  Carlo;  Trizzino
  Giampiero;  Mangiacavallo Matteo; Zito Stefano; Siragusa Salvatore;
  Tancredi  Sergio;  Ciaccio Giorgio; Foti Angela;  Ferreri  Vanessa;
  Palmeri  Valentina; La Rocca Claudia; Cappello Francesco;  Zafarana
  Valentina

   N.  1390  - Notizie sulla mancata applicazione dell'art. 22  della
  legge regionale n. 98 del 1981.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1391 - Chiarimenti sulla mancata applicazione in provincia  di
  Siracusa della legge regionale 6 aprile 1996,n. 16, in merito  alla
  soppressione  dei  limiti  di età per il  contingente  distrettuale
  antincendio.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Risorse agricole ed alimentari

   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  1386  - Notizie in ordine alla mancata attivazione del  Trauma
  Center di Caltanissetta.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Miccichè Gianluca Antonello; Turano Girolamo;  Firetto
  Calogero; La Rocca Ruvolo Margherita; Sorbello Giuseppe
   N.  1387 - Chiarimenti sulle criticità della governance dei bacini
  idrografici della Sicilia.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio

   N.  1389  - Chiarimenti circa la realizzazione di centrale  solare
  tra i Comuni di Mazara del Vallo e Marsala (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Fazio Girolamo

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.  123 - Chiarimenti urgenti in merito alla costruzione di  nuovi
  impianti crematori in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N. 124 - Notizie sulla nomina dei componenti del Co.Re.Com.
   - Presidente Regione
   Firmatari:  Ciaccio Giorgio; Cancelleri  Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio; Ciancio Gianina; Zafarana  Valentina;
  Ferreri  Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Palmeri
  Valentina; Foti Angela; La Rocca Claudia; Trizzino Giampiero;  Zito
  Stefano.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero  205  Iniziative urgenti in favore dei precari in Sicilia ,
  degli  onorevoli  Figuccia  Vincenzo; Di Mauro  Giovanni;  Federico
  Giuseppe;  Fiorenza  Dino; Lo Sciuto Giovanni;  Lombardo  Salvatore
  Federico; Greco Giovanni, presentata il 29 ottobre 2013;

   numero 206  Interventi per garantire l'assistenza alle persone che
  vivono  in  condizioni  di disagio e per assicurare  la  continuità
  lavorativa  dei  lavoratori  OSA, OSS  e  ADEST ,  degli  onorevoli
  D'Asero Antonino; Milazzo Giuseppe; Assenza Giorgio; Alongi Pietro;
  Cascio Francesco; Falcone Marco; Fontana Vincenzo; Germanà Antonino
  Salvatore;   Pogliese   Salvatore  Domenico;  Vinciullo   Vincenzo,
  presentata il 30 ottobre 2013;

   numero  207  Misure urgenti per il polo industriale Ansaldo  Breda
  di  Carini  (PA) ,  degli  onorevoli La Rocca  Claudia;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo; Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti  Angela;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano, presentata il 31 ottobre 2013;

   numero  208   Riconversione  turistica  dell'area  industriale  di
  Termini  Imerese (PA) , degli onorevoli Ciaccio Giorgio; Cancelleri
  Giovanni  Carlo; Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco;  Ciancio
  Gianina;  Ferreri  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano, presentata il 31 ottobre 2013.

   Avverto  che  le  mozioni  testé annunziate,  ad  eccezione  delle
  mozioni  nn.  206-207  che  sono  state  già  calendarizzate  dalla
  Conferenza   dei   Presidenti  dei  gruppi  parlamentari,   saranno
  demandate,  a  norma  dell'art. 153 del Regolamento  interno,  alla
  Conferenza   dei   Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari   per   la
  determinazione della relativa data di discussione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


       Seguito della discussione del disegno di legge «Tutela e
      valorizzazione delle risorse genetiche  Born in Sicily' per
               l'agricoltura e l'alimentazione» (351/A)

    PRESIDENTE   Si  passa al punto secondo dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Tutela  e valorizzazione delle risorse genetiche  Born in  Sicily'
  per l'agricoltura e l'alimentazione» (351/A), posto al numero 2).
   Invito  i componenti la III Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Invito  gli  Assistenti  parlamentari a distribuire  il  fascicolo
  degli emendamenti.
   Dichiaro aperta la discussione generale.
   Nel fascicolo distribuito non sono compresi gli emendamenti che la
  Presidenza   ha   dovuto   dichiarare   inammissibili,   ai   sensi
  dell'articolo 111 del Regolamento, così come modificato di recente,
  il  quale preclude la presentazione in Aula di contenuti nuovi  che
  non siano stati valutati in Commissione.
   Nel  caso specifico si tratta di proposte che pure hanno una  loro
  rilevanza e meritano di essere approfondite ed esaminate.
   Invito  i proponenti di quegli emendamenti, gli onorevoli Firetto,
  Assenza, Maggio, Musumeci, Cimino, Pogliese, ad assumere specifiche
  iniziative legislative che possano essere esaminate in tempi  brevi
  dalla Commissione e successivamente dall'Aula.
   Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione  generale e pongo in votazione il  passaggio  all'esame
  degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
                               «Art. 1.
                               Finalità

   1. La Regione, nell'ambito delle politiche di sviluppo, promozione
  e  salvaguardia degli agroecosistemi e delle produzioni di qualità,
  favorisce e promuove la tutela delle risorse genetiche autoctone di
  interesse agrario, forestale e zootecnico del territorio regionale,
  relativamente  a  specie,  razze, varietà,  popolazioni,  cultivar,
  ecotipi  e cloni per i quali esistano interessi dal punto di  vista
  economico, scientifico, ambientale, culturale, specialmente,  anche
  se non esclusivamente, se a rischio di erosione genetica.

   2. La Regione, ai sensi dell'articolo 3 della legge 6 aprile 2004,
  n.  101  (Ratifica ed esecuzione del Trattato internazionale  sulle
  risorse  fitogenetiche per l'alimentazione e  l'agricoltura  del  3
  novembre  2001),  tutela  e valorizza il  patrimonio  culturale  di
  saperi, tecniche e consuetudini legate all'agrobiodiversità che  le
  comunità rurali hanno storicamente acquisito e mantenuto.

   3. La Regione promuove e garantisce l'utilizzazione collettiva del
  patrimonio di razze e varietà locali ovvero delle risorse genetiche
  autoctone,   attraverso   la  Rete  di  conservazione,   tutela   e
  salvaguardia di cui all'articolo 8 della presente legge.

   4.  La  Regione  assume iniziative dirette e favorisce  iniziative
  pubbliche   e   private   volte  alla   conservazione,   tutela   e
  valorizzazione  delle varietà e razze locali di interesse  agrario,
  con particolare riguardo per quelle a rischio di erosione.

   5.  La  Regione, per il tramite dell'Assessorato regionale per  le
  risorse   agricole   e   alimentari,   attua   appositi   programmi
  d'intervento, stabilisce e incentiva le attività e le iniziative di
  cui all'articolo 11 della presente legge, ne determina i criteri  e
  le modalità di attuazione».

   Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.1  Al comma 4 dopo
  le  parole   a  rischio' aggiungere  erosione ed' , a  firma  degli
  onorevoli Grasso e Cordaro.

   GRASSO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                   Definizioni ed ambiti applicativi

   l.  Ai  fini della presente legge sono considerate razze e varietà
  locali e di seguito denominate risorse genetiche:

   a)  specie, razze, varietà, cultivar, popolazioni, ecotipi e cloni
  originari del territorio siciliano con specifica documentazione;

   b)  specie, razze, varietà, cultivar, popolazioni, ecotipi e cloni
  che,  seppure  di  origine esterna al territorio  siciliano,  siano
  stati  introdotti da almeno cinquanta anni nel territorio siciliano
  e   risultino   integrati   tradizionalmente   nell'agricoltura   o
  nell'allevamento siciliano;
   c)  risorse genetiche derivanti da quelle indicate alle lettere a)
  e  b)  per  attività  di  selezione semplice  senza  interventi  di
  incrocio;

   d)  risorse genetiche di cui alla lettera a) attualmente scomparse
  dal   territorio   regionale  e  conservate   in   orti   botanici,
  allevamenti,   istituti   sperimentali,  banche   del   germoplasma
  pubbliche o private, università e centri di ricerca, anche di altre
  regioni  o  paesi, per le quali esista un interesse a favorirne  la
  reintroduzione.

   2.  Ai  fini della presente legge valgono le definizioni contenute
  nell'articolo   2   del  Trattato  internazionale   sulle   risorse
  fitogenetiche  per l'alimentazione e l'agricoltura del  3  novembre
  2001.  Per  coltivazione in situ si intende anche la  conservazione
  delle risorse genetiche in azienda (on farm).

   3.  Ai fini della presente legge, per ambito locale si intende  la
  parte  del  territorio regionale in cui è o è stata   presente  una
  determinata risorsa genetica. Ai fini della conservazione e  tutela
  delle  risorse genetiche, si intende l'intero territorio regionale,
  comprese le isole minori.

   4.  Ai fini della presente legge non possono essere considerate in
  alcun  modo  le  risorse  genetiche che  derivano,  direttamente  o
  indirettamente,   da   attività  di   modificazione   del   corredo
  cromosomico  attraverso  tecniche  di  ingegneria  genetica  e,  in
  generale, di biologia molecolare.

   5. Il decreto attuativo di cui all'articolo 11 definisce i criteri
  in  base  ai  quali  le risorse genetiche di cui  al  comma  l  del
  presente  articolo  possono essere definite a rischio  di  erosione
  genetica. Il medesimo decreto definisce e regola tutti gli  aspetti
  connessi  alla  catalogazione  del  patrimonio  regionale  e   agli
  interventi  regionali  che  ne  promuovono  il  mantenimento  e  la
  diffusione attraverso specifico piano operativo.

   6.  Il  Repertorio  volontario regionale  di  cui  all'articolo  5
  comprende, in specifiche sezioni, l'elenco delle risorse  genetiche
  regionali  con i riferimenti alle caratteristiche e  ai  centri  di
  conservazione pubblici e privati in cui sono reperibili.

   7.  La  Commissione  tecnico-scientifica  di  cui  all'articolo  7
  esprime parere in merito all'iscrizione o alla cancellazione  delle
  risorse  genetiche nel Repertorio volontario regionale e in  merito
  all'assegnazione  dello  status  di  Agricoltore  custode  di   cui
  all'articolo 9.'».

   Comunico che è stato presentato l'emendamento 2.2  Al comma 1 dopo
  le  parole   risorse  genetiche'  aggiungere   proprie  del  centro
  generico  del  Mediterraneo' , a firma  degli  onorevoli  Grasso  e
  Cordaro.

   GRASSO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  la  Sicilia  da
  millenni  è  il  vertice di tutte le civiltà che si affacciano  sul
  Mediterraneo.  Ha  rivestito un ruolo di contenitore,  espansore  e
  miglioratore  delle  risorse genetiche proprio  del  Mare  Nostrum.
  Nella storia il Mediterraneo è sempre stato un arenale vocato  alla
  protezione  delle risorse genetiche in quanto quando  nasconde  per
  epidemie,  eventi  naturali  e  quant'altro,  rimaneva  senza,   si
  riforniva  dirimpetto,  vedi anche quello che  dice  Virgilio:   la
  esatta  collocazione  della nostra Isola è il centro  genetico  del
  Mediterraneo ,   così  come  da sempre identificato  dalla  scienza
  ufficiale.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Signor  Presidente,  io più che di centro parlerei  di   patrimonio
  genetico',  perché  centro' dà l'idea di una struttura, mentre  qua
  credo voglia essere riferito

   PRESIDENTE.  l'onorevole Grasso sta presentando un subemendamento:
   Patrimonio genetico del Mediterraneo'.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
   Centro'  richiama sempre ad un concetto burocratico. Invece  della
  parola   centro'  che  dà  l'idea quasi di un  centro  burocratico,
  sarebbe bene sostituire la parola  centro' con  patrimonio'.

    PRESIDENTE. L'emendamento quindi rimane così come formulato.
   Il parere del Governo?

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LENTINI, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.2. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.2 degli onorevoli Firetto.
   Comunico  che  allo  stesso è stato presentato il   subemendamento
  2.1.1 a firma dell'onorevole Firetto.
   Il parere del Governo?

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LENTINI, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione il subemendamento  2.1.1.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Pongo in votazione l'emendamento 2.1, così come modificato.   Il
  parere del Governo?

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LENTINI, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 2 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
                               «Art. 3.
                  Patrimonio delle risorse genetiche

   1.  Fatto salvo il diritto di proprietà degli agricoltori su  ogni
  pianta  o  animale iscritti nel Repertorio volontario regionale  di
  cui   all'articolo  5,  la  Regione  riconosce  il  patrimonio   di
  conoscenze, innovazioni e pratiche delle comunità locali  rilevanti
  per la conservazione e la valorizzazione delle diversità biologiche
  presenti  nel  territorio, ne promuove una più  vasta  applicazione
  anche  con  il consenso dei detentori di tale patrimonio, favorendo
  l'equa  ripartizione  dei benefici derivanti dall'utilizzazione  di
  tali  conoscenze, innovazioni e pratiche all'interno delle medesime
  comunità  locali, in attuazione dell'articolo 8j della  Convenzione
  di Rio sulla Biodiversità del 1992 ratificata con legge 14 febbraio
  1994,  n.  124 e dell'articolo 9 del Trattato Internazionale  sulle
  risorse  fitogenetiche per l'alimentazione e  l'agricoltura  del  3
  novembre 2001.

   2.  Ai  fini  di  cui  al comma 1, l'Assessorato  regionale  delle
  risorse  agricole e alimentare è autorizzato ad attivare, anche  in
  concorso   con  enti  locali,  associazioni  ed  altri   organismi,
  specifiche iniziative di carattere organizzativo per il recupero  e
  la  conservazione della memoria storica legata alla biodiversità di
  interesse agrario.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
                               «Art. 4.
                          Linee d'intervento

   1.  L'  Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari,
  sentito  il  parere  della Commissione tecnico-scientifica  di  cui
  all'articolo  7,  approva  linee  di  intervento  per  le  attività
  inerenti  alla tutela e alla valorizzazione delle risorse genetiche
  di interesse agrario.

   2.  Sulla  base  delle linee di intervento  di  cui  al  comma  l,
  l'Assessorato  regionale  delle  risorse  agricole   e   alimentari
  esercita  la  propria  attività di tutela  e  valorizzazione  delle
  risorse genetiche ed in particolare:

   a)  provvede  allo studio e al censimento su tutto  il  territorio
  regionale della biodiversità animale e vegetale di razze e  varietà
  locali di interesse agrario;

   b)  favorisce  le  iniziative, pubbliche  o  private,  tendenti  a
  preservare  e  ricostituire le risorse genetiche, a diffonderne  la
  conoscenza, il rispetto, l'uso e a valorizzarne i prodotti;

   c)  assume direttamente iniziative organizzative volte alla tutela
  e  alla valorizzazione delle risorse genetiche, comprese iniziative
  di conservazione on farm;

   d)  predispone  ogni  azione utile all'avvio delle  procedure  per
  l'iscrizione  delle proprie risorse nei sistemi  di  certificazione
  nazionale   e   sviluppa   le  procedure  indispensabili   per   il
  potenziamento  del  sistema vivaistico regionale  cominciando,  ove
  previsto  da  norme  nazionali,  dalla  conservazione  delle  fonti
  primarie;

   e)  favorisce  ogni forma di aggregazione tra i  produttori  anche
  attraverso  agevolazioni  e  vantaggi  nell'accesso  a  formule  di
  sostegno  alla  produzione  e alla promozione  secondo  le  vigenti
  normative;

   f)  favorisce  ogni forma di collaborazione con gli  enti  locali,
  amministrazioni comunali, organismi territoriali a qualsiasi titolo
  riconosciuti   dall'Amministrazione  regionale,  finalizzata   alla
  condivisione   degli  obiettivi  di  tutela  e   valorizzazione   e
  all'individuazione di percorsi comuni in favore dei produttori.

   3.  Entro  novanta giorni dalla data di entrata  in  vigore  della
  presente  legge, l'Assessorato regionale delle risorse  agricole  e
  alimentari:

   a)   istituisce   il  Repertorio  volontario  regionale   di   cui
  all'articolo 5;

   b)  nomina  la Commissione tecnico-scientifica di cui all'articolo
  7.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «CAPO II
                    Repertorio Volontario Regionale
             e altri strumenti di conservazione, tutela e
                             salvaguardia

                               Art.  5.
        Repertorio volontario regionale delle risorse genetiche

   1. Al fine di consentire la tutela delle varietà e razze locali, è
  istituito   il   Repertorio  volontario  regionale  delle   risorse
  genetiche,  suddiviso in sezione animale e vegetale, al quale  sono
  iscritti  razze, varietà, popolazioni, ecotipi e cloni di interesse
  regionale di cui all'articolo 2.

   2.   La   sezione   animale  del  Repertorio  è  disciplinata   in
  coordinamento con la normativa nazionale vigente relativa ai  libri
  genealogici o registri anagrafici istituiti per le singole razze.

   3.  La  sezione  vegetale del Repertorio  tiene  conto  di  quanto
  previsto  dalla normativa vigente in materia di Registri  nazionali
  per i comparti arboreo e sementiero.

   4.  Il  Repertorio  regionale  è  organizzato  secondo  criteri  e
  caratteristiche  che consentano l'omogeneità e  la  confrontabilità
  con   analoghi   strumenti  esistenti   a   livello   nazionale   e
  internazionale.  A  tal  fine sono adottati i  parametri  stabiliti
  dalle Linee guida per la conservazione in situ, on farm ed ex  situ
  della  biodiversità vegetale, zootecnica e microbica  di  interesse
  agrario,   approvate   dal  Ministero  delle  Politiche   agricole,
  alimentari e forestali e pubblicate nella Gazzetta ufficiale  della
  Repubblica italiana n. 171 del 24 luglio 2012.

   5.  Il  Repertorio  volontario regionale è istituito  con  decreto
  dell'Assessore regionale per le risorse agricole e alimentari ed  è
  pubblico   e   consultabile  anche  sul  sito   web   istituzionale
  dell'Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
             Iscrizione al Repertorio volontario regionale

   1.  Enti  e istituzioni scientifiche, enti pubblici, associazioni,
  organizzazioni private e singoli cittadini possono fare proposte di
  iscrizione  delle  specie,  delle razze  e  delle  varietà  di  cui
  all'articolo 2 al Repertorio volontario regionale. Alla proposta di
  iscrizione   è   allegata  una  scheda  tecnica   corredata   dalla
  documentazione  completa a supporto per ciascuna risorsa  genetica,
  secondo  quanto stabilito dal decreto attuativo di cui all'articolo
  11.

   2.  Ai fini dell'iscrizione al Repertorio volontario regionale, le
  risorse   genetiche   di   cui   all'articolo   2   devono   essere
  identificabili per un numero minimo di caratteri definiti per  ogni
  singola  entità secondo le Linee guida di cui all'articolo 5  comma
  4.

   3.  L'iscrizione nel Repertorio volontario regionale è gratuita ed
  è  eseguita  con  decreto dell'Assessore regionale per  le  risorse
  agricole  e  alimentari,  previa  acquisizione  del  parere   della
  Commissione  tecnico-scientifica di cui all'articolo 7.  Il  parere
  della Commissione è obbligatorio ma non vincolante.

   4.  Il  Repertorio  è  tenuto dall'Ufficio competente  in  materia
  vivaistica presso l'Assessorato regionale delle risorse agricole  e
  alimentari.

   5.  Il materiale iscritto nel Repertorio volontario regionale  può
  essere  cancellato  con  decreto dell'Assessore  regionale  per  le
  risorse  agricole e alimentari, previo parere motivato  Commissione
  tecnico-scientifica di cui all'articolo 7, qualora vengano  meno  i
  requisititi di cui all'articolo 2.

   6.   Il Repertorio volontario regionale è sottoposto a verifica ed
  aggiornamento almeno ogni due anni.»

   Comunico  che all'articolo 6 è stato presentato dalla  Commissione
  l'emendamento  6.1.  E'  un  emendamento  tecnico.  Il  parere  del
  Governo?

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 6 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
                    Commissione tecnico-scientifica

   1.  E'  istituita la Commissione tecnico-scientifica quale  organo
  consultivo e propositivo.

   2. La Commissione tecnico-scientifica ha il compito di:

   a)  esprimere  parere  sull'iscrizione e  la  cancellazione  delle
  varietà  locali  nel Repertorio regionale volontario,  in  base  ai
  criteri definiti dal decreto di attuazione di cui all'articolo 11;

   b) esprimere parere sulle linee di intervento della Regione di cui
  all'articolo 4;

   c)  determinare  i criteri per l'individuazione degli  agricoltori
  custodi.

   3. La Commissione tecnico-scientifica è composta da:

   a)  un dirigente dell'Assessorato regionale delle risorse agricole
  e  alimentari,  competente  in materia di  risorse  genetiche,  con
  funzioni di coordinamento;

   b)   due  componenti  del  Dipartimento  regionale  competente  in
  materia;

   c)  quattro esperti del mondo scientifico ed accademico competenti
  in materia di risorse genetiche vegetali ed animali in agricoltura;

   d) un rappresentante del mondo vivaistico;

   e)  un rappresentante degli Agricoltori custodi di cui alla Misura
  214/2  B del Piano di sviluppo rurale Sicilia 2007/2013.

   4. La nomina della Commissione tecnico-scientifica è di competenza
  dell'Assessore  regionale per le risorse agricole e alimentari.  La
  partecipazione ai lavori della Commissione è a titolo gratuito e da
  essa non deriva altresì alcuna forma di rimborso.

   5.  La  Commissione tecnico-scientifica resta in carica per cinque
  anni e può essere revocata con decreto dell'Assessore regionale per
  le risorse agricole e alimentari.

   6.  L'Assessorato  regionale delle risorse agricole  e  alimentari
  fornisce,  attraverso  i  propri  uffici,  il  necessario  supporto
  tecnico-operativo  per il funzionamento della Commissione  tecnico-
  scientifica.

   7.  I  criteri e le modalità per l'applicazione di quanto previsto
  dal presente articolo sono definiti con il decreto di attuazione di
  cui all'articolo 11.»

   Comunico   che  all'articolo  7  sono  stati  presentati   diversi
  emendamenti.
   Si  passa  all'emendamento  7.1 della Commissione:   Al  comma  3,
  lettera  b)    sostituire le parole:  competente  in  materia   con
   degli interventi strutturali per l'agricoltura .
   Il parere del Governo?

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione.Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 7.2 della Commissione. Il parere del
  Governo?

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENE.  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 7.5, degli onorevoli Pogliese ed  altri,
  che così recita:. Al comma 3, lettera e), dopo le parole  del piano
  di  sviluppo  rurale  e sociale 2007-2013  aggiungere:     Indicato
  dalle organizzazioni professionali agricole .
   Onorevole  Pogliese,  può specificare il significato  di  cosa  si
  intende per organizzazioni professionali agricole?

   POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si riferisce alle
  organizzazioni di categoria del comparto agricolo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  faccio  una
  premessa,  io  non ho seguito bene il testo, quindi,  potrei  anche
  dire  una  sciocchezza,  però leggo qui:  un  rappresentante  degli
  agricoltori  custodi  di cui alla misura  214/2  B,  nel  piano  di
  sviluppo  rurale 2007-2013 . Quindi, è un rappresentate di  custodi
  di  quella  misura  che fra un mese e mezzo  non  c'è  più   Vorrei
  capire, se utilizziamo il meccanismo del PSR, fra un mese e mezzo

      CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e  alimentari.
  Invece  di  ancorarlo al PSR 2007-2013, parliamo genericamente  dei
  piani di sviluppo rurale e quindi della misura di agricoltura.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, formalizziamo queste richieste con
  degli emendamenti o subemendamenti.

   LENTINI, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI,  vicepresidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, signor Assessore, riguardo alle organizzazioni,
  mi   riferisco  all'emendamento  7.5,   per  quanto   riguarda   le
  organizzazioni professionali agricole o organizzazioni di categoria
  agricole

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, questa questione  in  effetti  me
  l'hanno  posta  gli uffici: che cosa si intende per  organizzazione
  professionale agricola?
   Anche  se  noi  non  lo vogliamo emendare, però  quello  che  lei,
  assessore,  dichiara al microfono fa parte del verbale  e,  quindi,
  anche  ai fini dell'interpretazione, per non dare adito poi a delle
  interpretazioni  estensive o restrittive in base a chi lo legge.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Signor  Presidente, onorevoli deputati, l'attività  viene  definita
  dal   Consiglio  nazionale  economia  lavoro  e  contempla   questa
  organizzazione di categoria.

   PRESIDENTE.  Sì, infatti gli uffici mi suggeriscono,  al  fine  di
  evitare  questioni interpretative dopo, di specificare proprio  con
  riferimento alle organizzazioni riconosciute dal CNEL.
   In   attesa   che    la  Commissione  elabori  il  subemendamento,
  accantoniamo l'emendamento 7.5.
   Si passa all'emendamento 7.3, a firma della Commissione. Il parere
  del Governo?

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevole  Lentini  gli Uffici evidenziano, che più  riconosciuti,
  rappresentati nel CNEL.
   Si riprende l'esame dell'emendamento 7.5. Comunico che allo stesso
  è  stato  presentato il subemendamento 7.5.1:  Dopo le parole   del
  piano  di  sviluppo rurale Sicilia' cassare  2007/2013 e aggiungere
  dopo  le parole  organizzazione professionale agricola   le  parole
   rappresentati  nel  CNEL' . Si fa riferimento alle  organizzazioni
  professionali agricole rappresentate nel CNEL.
   Il parere del Governo?

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 7.5  come  modificato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 7 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
              Rete di conservazione e salvaguardia delle
                      risorse genetiche autoctone

   1.  La  Regione  opera direttamente nell'azione  di  conservazione
  delle  risorse genetiche di cui all'articolo 2 attraverso i  Centri
  di conservazione a regia regionale con la collaborazione della rete
  dei  vivai  regionali  e  della rete dei  laboratori  regionali  di
  certificazione e di sicurezza alimentare.

   2.  Al fine di garantire la salvaguardia mediante la conservazione
  ex   situ   delle   risorse  genetiche  di  cui   all'articolo   2,
  l'Assessorato  regionale delle risorse agricole  e  alimentari  può
  individuare  soggetti  pubblici e privati di comprovata  esperienza
  nel  settore e dotati di idonee strutture tecnico-organizzative cui
  affidare, a titolo gratuito, la tutela e la conservazione  ex  situ
  delle   risorse   genetiche  iscritte  nel   Repertorio   regionale
  volontario.

   3.  L'affidamento e le modalità di funzionamento  delle  strutture
  per  la conservazione ex situ sono disciplinate dal decreto di  cui
  all'articolo 11.

   4.  I  soggetti di cui al comma 2 svolgono ogni attività  utile  a
  salvaguardare  il  materiale  conservato  da  qualsiasi  forma   di
  contaminazione, alterazione e distruzione.

   5.  L'Assessorato  regionale delle risorse agricole  e  alimentari
  istituisce e coordina la Rete di conservazione e salvaguardia delle
  risorse  genetiche,  di seguito denominata  Rete ,  e  svolge  ogni
  attività diretta a mantenere in vita le risorse genetiche a rischio
  di  estinzione, attraverso la conservazione in situ, on farm  o  ex
  situ   del  materiale  genetico  di  interesse  regionale  di   cui
  all'articolo 2 e a incentivarne la circolazione.

   6.  La  protezione  e  la  conservazione delle  risorse  genetiche
  autoctone  di interesse agrario, iscritte nel Repertorio volontario
  regionale di cui all'articolo 5, si attua mediante la Rete, di  cui
  al  comma 5, gestita e coordinata dall'Assessorato regionale  delle
  risorse  agricole e alimentari, cui possono aderire le province,  i
  comuni,   le  comunità  montane,  gli  enti  parco,  gli   istituti
  sperimentali,  i centri di ricerca, le università, le associazioni,
  gli agricoltori singoli od in forma associata che siano in possesso
  dei   requisiti   previsti  dal  decreto  di  attuazione   di   cui
  all'articolo 11.

   7.  Gli enti pubblici che hanno avuto accesso finanziamenti mirati
  alla   costituzione  di  Centri  pubblici  di  conservazione  della
  biodiversità   attraverso  misure  relative   alla   programmazione
  comunitaria  per  gli anni 2000/2006, 2007/2013 e successivi  hanno
  l'obbligo di aderire alla Rete.

   8.  La  Rete si occupa della conservazione in situ, on farm  o  ex
  situ   del  materiale  genetico  di  interesse  regionale  di   cui
  all'articolo 2 e favorisce la moltiplicazione di tale materiale  al
  fine  di  renderlo  disponibile  agli  operatori  agricoli  che  ne
  facciano richiesta, sia per la coltivazione sia per la selezione ed
  il miglioramento.

   9.  L'Assessorato  regionale delle risorse agricole  e  alimentari
  predispone ogni due anni gli elenchi, su base provinciale, dei siti
  in cui avviene la conservazione ai sensi del comma 2 e li trasmette
  ai   comuni   interessati   i  quali  provvedono   all'informazione
  relativamente all'esistenza dei siti stessi.

   10.  Gli agricoltori custodi inseriti nella Rete possono scambiare
  le  sementi o i materiali di propagazione da loro prodotti per ogni
  singola entità iscritta nel Repertorio volontario regionale.

   11.  Il  registro pubblico informatizzato delle risorse  genetiche
  presenti nelle strutture che si occupano di conservazione ex  situ,
  consultabile anche attraverso strumenti informatici e telematici, è
  tenuto presso il competente Dipartimento dell'Assessorato regionale
  delle risorse agricole ed alimentari.

   12. Dall'applicazione del presente articolo non scaturiscono nuovi
  o maggiori oneri a carico del bilancio della Regione».

   Comunico  che  è stato presentato dalla Commissione  l'emendamento
  8.1. Il parere del Governo?

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 8.2 della Commissione.  Il  parere  del
  Governo?

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 8.8, degli onorevoli Pogliese ed  altri:
   Dopo il comma 6 aggiungere il 6 bis. Il parere del Governo?

   CARTABELLOTTA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e
  la pesca mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LENTINI, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.8. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 8.4, della Commissione. Il  parere  del
  Governo?

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 8.6, della Commissione:  Sopprimere  il
  comma 12 . Il parere del Governo.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 8 come emendato. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
                          Agricoltori custodi

   1. Ai fini della presente legge si definisce  Agricoltore custode'
  l'agricoltore che provvede alla conservazione in azienda, in  situ,
  on   farm  e/o  ex  situ,  delle  risorse  genetiche  iscritte  nel
  Repertorio volontario regionale di cui all'articolo 5.

   2. L'Agricoltore custode:

   a) provvede alla messa in sicurezza della singola risorsa genetica
  proteggendola   e   salvaguardandola   da   qualsiasi   forma    di
  contaminazione, alterazione o distruzione;

   b)   diffonde  la  conoscenza  e  la  coltivazione  delle  risorse
  genetiche  di cui è custode, attenendosi ai principi  di  cui  alla
  presente legge;

   c) promuove la diffusione delle conoscenze culturali e agronomiche
  relative  alle risorse genetiche in conservazione, partecipando  ad
  iniziative  regionali  di  educazione alimentare  poste  in  essere
  dall'Amministrazione regionale;

   d)  effettua  il  rinnovo  dei semi di  specie  erbacee  e  ortive
  conservate ex situ.

   3.  L'incarico  di Agricoltore custode è conferito,  su  richiesta
  dell'interessato,  a seguito dell'iscrizione, previo  parere  della
  Commissione tecnico-scientifica, in un elenco pubblico gestito  dal
  Dipartimento  regionale  competente in  materia  di  agricoltura  e
  consultabile anche attraverso strumenti informatici e telematici.

   4.   La   propagazione  e/o  riproduzione  di  risorse   genetiche
  effettuate da Agricoltori custodi avviene presso le zone originarie
  di  prelievo  o  quelle  riconosciute come tradizionali  luoghi  di
  presenza della coltivazione.

   5.  Fanno  parte di diritto dell'elenco degli Agricoltori  custodi
  gli agricoltori che hanno avuto accesso alla Misura 214/2 azione  B
  del  Piano  di  sviluppo rurale Sicilia 2007/2013 e che,  pertanto,
  mantengono   campi   di   conservazione  dell'agrobiodiversità   di
  interesse agrario.

   6.  L'Assessorato  regionale delle risorse agricole  e  alimentari
  stabilisce, attraverso il decreto di attuazione di cui all'articolo
  11,  le  limitazioni di specie, varietà, razze ed ecotipi nonché  i
  riferimenti quantitativi in termini di superficie o numero di  capi
  che  possono  dar luogo ad agevolazioni finalizzate ad  incentivare
  l'azione di conservazione e di mantenimento delle risorse genetiche
  di cui all'articolo 2».

   Comunico  che  è stato presentato dalla Commissione  l'emendamento
  9.1. Il parere del Governo?

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  al  comma  5  viene   di   nuovo
  specificata  la  misura  del  piano  di  sviluppo  rurale   Sicilia
  2007/2013. Volevo chiedere all'Assessore se l'aveva attenzionato.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Uniformiamoci a quanto fatto prima: cassiamo 2007/2013.

   PRESIDENTE. Dobbiamo scrivere l'emendamento in che termini? Perché
  gli Uffici dicono che eventualmente dovrebbe saltare tutto il comma
  5.
   Sospendo  la seduta per un minuto per raccordarci da un  punto  di
  vista tecnico.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.49, è ripresa alle ore 16.50)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi,  l'osservazione dell'onorevole Cancelleri  si
  intende ritirata..
   Pongo  in  votazione  l'articolo 9 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
                   Circolazione e moltiplicazione di
                          materiale genetico

   1.  Al  fine  di  consentire il recupero,  il  mantenimento  e  la
  riproduzione delle risorse genetiche vegetali di cui alla  presente
  legge,  i soggetti affidatari della tutela e conservazione ex  situ
  delle  risorse  genetiche  vegetali  di  cui  all'articolo  8,  gli
  agricoltori   custodi   di  cui  all'articolo   9,   gli   istituti
  sperimentali,  i  centri di ricerca e le università  che  intendono
  svolgere  attività di riproduzione e moltiplicazione  di  materiale
  genetico devono attenersi alle normative in materia fitosanitaria e
  di  qualità  del materiale da propagazione e alle norme vigenti  in
  materia.

   2. Al fine di garantire un uso durevole delle risorse genetiche  è
  consentita, tra gli aderenti alla Rete, di cui all'articolo  8,  la
  circolazione, senza scopo di lucro, in ambito locale, di una modica
  quantità  di materiale genetico, volta al recupero, al mantenimento
  e  alla  riproduzione di varietà locali a rischio di  estinzione  e
  iscritte nel Registro volontario regionale, di cui all'articolo 5.

   3.  Con  il  decreto  di  attuazione, di cui  all'articolo  11,  è
  definita la modica quantità con riferimento al comparto vegetale ed
  animale».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Art. 11.
                         Decreto di attuazione

   1. Entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, con
  decreto   dell'Assessorato  regionale  delle  risorse  agricole   e
  alimentari,  previo  parere della Commissione  tecnico-scientifica,
  sono emanate le disposizioni di attuazione della presente legge.

   2. Nel decreto di attuazione sono individuati:

   a)  i  criteri  in  base  ai  quali le risorse  genetiche  di  cui
  all'articolo 2 sono considerate a rischio di erosione  genetica  ai
  sensi di quanto previsto dalle  Linee guida per la conservazione in
  situ, on farm ed ex situ della biodiversità vegetale, zootecnica  e
  microbica  di  interesse  agrario, approvate  dal  Ministero  delle
  Politiche  agricole,  alimentari e  forestali  e  pubblicate  nella
  Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 171 del 24/7/2012;

   b)  le  modalità  e  le procedure per l'iscrizione  al  Repertorio
  volontario regionale delle risorse genetiche di cui all'articolo 5;

   c)   le  modalità  di  funzionamento  della  Commissione  tecnico-
  scientifica di cui all'articolo 7 e i criteri in base ai  quali  la
  medesima   Commissione   esprime  parere   sull'iscrizione   e   la
  cancellazione dal Repertorio volontario regionale;

   d)   le   modalità  di  funzionamento  delle  strutture   per   la
  conservazione ex situ di cui all'articolo 8, comma 2, e le modalità
  di affidamento delle attività di conservazione alle stesse;

   e)  l'articolazione delle iniziative regionali volte a favorire la
  produzione agraria legata all'agrobiodiversità;

   f)   le   procedure  per  la  gestione  della  filiera  vivaistica
  finalizzate   a  rendere  disponibile  materiale  vegetale   legato
  all'agrobiodiversità  per  impianti specializzati  ai  sensi  delle
  norme vigenti;

   g)  le  procedure relative alla certificazione di  prodotto  e  di
  processo  attraverso  la  rete  dei laboratori  regionali  all'uopo
  accreditati;

   h)   le  procedure  per  la  realizzazione  dei  disciplinari   di
  produzione e/o allevamento e/o trasformazione agroalimentare per  i
  prodotti dell'agrobiodiversità da avviare a certificazione;

   i) i criteri per il conferimento dell'incarico di conservazione in
  situ o on farm agli agricoltori custodi, i compiti a essi demandati
  e le modalità di eventuali agevolazioni;

   l)  i  requisiti  richiesti per i soggetti di cui all'articolo  8,
  comma 2 per l'adesione alla Rete;

   m)  la modica quantità con riferimento alla singola varietà di cui
  all'articolo l0 comma 2;

   n)  le  modalità di attuazione del programma operativo di  cui  ai
  commi successivi.

   3. Con decreto dell'Assessore regionale per le risorse agricole  e
  alimentari  è  adottato  un  programma  operativo  annuale  per  la
  realizzazione  di  attività  e  iniziative  mediante  il  quale  la
  Regione:

   a)  promuove  e provvede allo studio e al censimento su  tutto  il
  territorio regionale dell'agrobiodiversità animale e vegetale;

   b) favorisce le iniziative, di carattere sia pubblico sia privato,
  volte  a  conservare  la  biodiversità  di  interesse  agrario,   a
  diffondere  le  conoscenze  e  le  innovazioni  per  l'uso   e   la
  valorizzazione di materiali e prodotti autoctoni, la cui  tutela  è
  garantita dalla presente legge;

   c)  assume direttamente iniziative specifiche atte alla tutela, al
  miglioramento,  alla  moltiplicazione e alla  valorizzazione  delle
  risorse genetiche autoctone;

   d)  prevede  specifiche iniziative per incentivare gli agricoltori
  inseriti nella Rete di cui all'articolo 8.

   4.  I  programmi  operativi annuali sono attuati  dall'Assessorato
  regionale delle risorse agricole e alimentari attraverso  i  propri
  uffici competenti per materia».

   All'articolo 11 sono stati presentati diversi emendamenti.
   Si passa all'emendamento 11.2 della Commissione.
   Il parere del Governo?

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Signor Presidente, volevo rappresentare che, spesso, in presenza di
  altre   normative  i  Regolamenti  hanno  allungato  l'entrata   in
  attuazione della legge. Se però prevedere dei Regolamenti  ai  fini
  della  normativa  è meglio che prevedere dei decreti  attuativi  su
  questo mi rimetto alla Commissione.

   PRESIDENTE.  Ai  fini della celerità della procedura,  l'Assessore
  invita a soprassedere su questo emendamento.

   CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari. Noi
  abbiamo  visto  leggi che restano poi bloccate  per  la  lungaggine
  burocratica che prevede un Regolamento.

   LENTINI,  vicepresidente della Commissione. La Commissione  ritira
  l'emendamento 11.2.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 11.4, a firma degli onorevoli Cancelleri
  ed altri.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  vi  prego  di
  prestare un po' di attenzione a quello che è l'emendamento.
   Leggo  testualmente la lettera f) dell'articolo 11:  le  procedure
  per  la  gestione  della filiera vivaistica finalizzate  a  rendere
  disponibile  materiale  vegetale  legato  all'agrobiodiversità  per
  impianti  specializzati ai sensi delle norme vigenti .  Sembrerebbe
  che si sta, in qualche modo, gettando la base per autorizzare delle
  colture  che  poi  potrebbero andare a  produrre  attraverso  cicli
  sostenuti  dai sensi di legge ma che comunque vanno contro  materie
  ambientali, per esempio centrali biomasse, quindi andare a produrre
  delle  particolari,  vengono proprio chiamate  materiale  vegetale
  proprio per essere adoperato.
   Volevo   capire  se  l'Assessore  intendeva  questo   e   comunque
  appoggiare  l'emendamento  che dice  ad esclusione  di  quelli  che
  prevedono  trattamenti termici , per sgombrare il campo  da  quello
  che   potrebbe   essere   un  possibile   dubbio   o   una   errata
  interpretazione del comma.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CARTABELLOTTA,  assessore  per e risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere  favorevole  del  Governo   e   della
  Commissione,  pongo  in  votazione  l'emendamento   11.4.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, in ordine all'emendamento 11.2  che sulla base
  delle  dichiarazioni  fatte dall'Assessore abbiamo  sollecitato  il
  ritiro   da   parte  della  Commissione,  gli  uffici   mi   stanno
  evidenziando un problema di carattere procedurale sulla competenza,
  sul  decreto e sul Regolamento, perché è sicuro che si  aggrava  il
  procedimento,  però il regolamento è quello che  è  previsto  dalla
  legge  per  dare attuazione poi alla normativa, quindi non  si  può
  fare  con  decreto.  Per  evitare  impugnative,  quindi  invito  la
  Commissione a ripristinare l'emendamento 11.2.
   Pongo,   pertanto,   in  votazione  l'emendamento  11.2.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  11.3, degli  onorevoli  Cancelleri  ed
  altri.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor presidente, l'articolo 11, comma 2,  lettere g)
  ed h) in un disegno di legge che prevede l'istituzione di un elenco
  per  andare ad iscrivere tutti i prodotti che in qualche modo fanno
  parte  della nostra agrobiodiversità regionale stonano  in  qualche
  modo  perché  vanno, invece, a normare le procedure  relative  alle
  certificazioni di prodotti, nella lettera g), e alle procedure  per
  la realizzazione di disciplinari di produzioni, di allevamento e di
  trasformazione agroalimentare.
   Sembrano due aspetti che con il disegno di legge poco hanno a  che
  vedere  e  che io invito invece l'Assessore a volere  destinare   a
  qualche cosa di più specifico e più ampio.
   Per  cui,  se  ci  fosse la sua approvazione a  volere  stralciare
  queste due lettere non sarebbe sbagliato.

   CALTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.  Il
  Governo   è   favorevole  perché  introduce   degli   elementi   di
  disciplinare che è bene affrontare  in un'altra normativa.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LENTINI, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 11.3. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 11.6, degli onorevoli Grasso e Cordaro.
  Comunico  che  allo  stesso  è stato presentato  il  subemendamento
  11.6.1 a firma degli onorevoli Grasso e Cordaro.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, era stato anche subemendato perché  per
  il  riconoscimento,  per la identificazione, per  la  tracciabilità
  della biodiversità autoctona l'esame spetta a chi? Alla Regione?  A
  quegli istituti che sono preposti e riconosciuti.
   L'avevamo presentato come istituto però è stato subemendato perché
  non c'è solo questo ma è stato concordato con l'Assessore.

   LENTINI, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,  noi
  abbiamo  soppresso la lettera g) e la lettera h)  che  parla  delle
  procedure relative alla certificazione del prodotto. Mi sembra  che
  questo  emendamento decada.

   CALTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari. Qui
  siamo nella sfera della individuazione del DNA che poi altro non fa
  che dare l'impronta  genetica al  Born in Sicily'.

   LENTINI, vicepresidente della Commissione. Va bene.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CALTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LENTINI, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il subemendamento  11.6.1.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Preciso  che  questo  subemendamento era  interamente  sostitutivo
  dell'emendamento 11.6.
   Pongo in  votazione l'articolo 11 nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                               «Art. 12.
                              Tutela internazionale

   1.   La   Regione   tutela  gli  interessi   legittimi   derivanti
  dall'attuazione della presente legge in tutte le sedi  nazionali  e
  internazionali».
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                               «Art. 13.
          Norme in materia di  Istituto regionale del vino e
                              dell'olio'

   1.  Alla  legge  regionale  18 luglio 1959,  n.  64  e  successive
  modifiche e integrazioni sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  primo comma dell'articolo 1 le parole  Istituto  regionale
  del  vino  e  dell'olio  sono sostituite dalle seguenti:   Istituto
  regionale vini e agroalimentare di Sicilia ;

   b) dopo il comma 1-bis dell'articolo 2 è inserito il seguente:  1-
  ter.  L'Istituto  svolge  altresì le  attività  di  valorizzazione,
  promozione,  certificazione, ricerca e  innovazione  nelle  filiere
  agroalimentari di Sicilia, comprese quelle ittiche. .

   2.  Entro  novanta giorni dalla data di entrata  in  vigore  della
  presente  legge,  l'Assessore regionale per le risorse  agricole  e
  alimentari,  ai  sensi  dell'articolo 9 della  legge  regionale  18
  luglio  1959,  n. 64 e successive modifiche ed integrazioni,  e  su
  proposta  dell'Istituto,  provvede  all'adeguamento  dello  statuto
  dell'Istituto.

   3.  Dall'applicazione del presente articolo non scaturiscono nuovi
  o   maggiori   oneri  a  carico  del  bilancio  della   regione   e
  all'espletamento  dei  nuovi compiti si  provvede  con  le  attuali
  assegnazione del vigente bilancio».

   Comunico  che sono stati presentati i seguenti emendamenti:  13.1,
  soppressivo   dell'articolo,  degli  onorevoli  Assenza,   Germanà,
  Fontana  e  Pogliese, e 13.4, anch'esso soppressivo  dell'articolo,
  degli  onorevoli  Cancelleri, e tutti i deputati  del  Movimento  5
  Stelle.
   Si passa all'emendamento 13.1.
   Onorevole Assenza, desidera illustrarlo.

   ASSENZA. No.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Contrario  perché  l'articolo 13 mira  ad  attribuire  all'Istituto
  regionale  dell'olio e del vino, che in materia è stato  uno  degli
  istituti  che ha meglio valorizzato il  Born in Sicily', nel  campo
  ovviamente del vino e dell'olio, la competenza anche per  le  altre
  filiere in maniera tale da attribuire all'Istituto le funzioni  già
  svolte  per  il vino e l'olio anche per le altre produzioni  e  per
  mettere i produttori
   Io,  alla  fine  dell'approvazione della legge,  caro  Presidente,
  vorrò distribuire tutto ciò che è l'atlante del  Born in Sicily' in
  termini  di  produzioni che già ci sono; che senso  ha  privare  il
  produttore di lenticchia di Villalba di opportunità che, in realtà,
  vengono  date al produttore di vino e olio. Quindi, il  parere  del
  Governo è contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LENTINI,  vicepresidente della Commissione.  Favorevole  a  quanto
  detto dall'Assessore non all'abrogazione dell'Istituto.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 13.4.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, intervengo visto che il mio  Gruppo
  parlamentare  ha  presentato  lo  stesso  emendamento   di   alcuni
  parlamentari del PDL proprio per spiegare il perché.
    Il disegno di legge del  Born in Sicily' va a creare, finalmente,
  sull'agro  biodiversità, come dicevo ieri in quest'Aula,  introduce
  finalmente delle parole nuove e va, quindi, a creare una  mappatura
  di quelle che sono le eccellenze siciliane anche dal punto di vista
  storico delle nostre sementi.
   Risulta particolarmente fuori luogo, invece, l'articolo 13 che  va
  in  qualche  modo  a  mettere  in campo l'accorpamento  all'interno
  dell'Istituto  regionale del vino e dell'olio, facendolo  diventare
  l'Istituto  regionale  del vino e dell'agroalimentare  di  Sicilia,
  andandogli a dare delle particolarità che, in questo momento,  sono
  in capo a tutti i consorzi di ricerca siciliani.
   Ora,   non è un segreto che il nostro Gruppo parlamentare persegua
  l'idea  dell'accorpamento   e  chiaramente  potrebbe  anche  essere
  d'accordo,  però, a fronte di un approfondimento, di un disegno  di
  legge che venga portato in Aula e che non può essere licenziato con
  un  semplice articolo ma deve essere in qualche modo di  più  ampia
  discussione.  Per cui chiediamo all'Assessore di stralciare  questo
  articolo  perché  poco  ha a che vedere col   Born  in  Sicily'  in
  Sicilia.

   PRESIDENTE.  Ciò non rientra più tra le competenze  dell'Assessore
  perché è passato dalla Commissione.

   LENTINI. Il collega la pensa diversamente

   PRESIDENTE. Lei è in minoranza in questo momento.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, io non sono intervenuto prima  perché,
  evidentemente,  non c'è molto da spiegare in un emendamento  che  è
  solamente  abrogativo  di  una previsione,  però  visto  il  parere
  negativo del Governo, ritengo di soffermarmi sul perché assieme  ad
  alcuni   colleghi  del  PDL,  ma  credo  che  questa  è  l'opinione
  dell'intero  Gruppo,  abbiamo  chiesto  l'abrogazione   di   questo
  articolo.
   Noi  crediamo che questo articolo sia un fuor d'opera  nel  testo,
  cioè prevedere l'accentramento solo nell'Istituto della vite e  del
  vino come unico ente preposto in Sicilia anche per tutto il settore
  agroalimentare, compreso anche il settore della pesca, crediamo che
  significhi - con una modifica assolutamente inopportuna in un testo
  viceversa  volto a valorizzare i nostri prodotti in  senso  lato  -
  voler   attribuire  ad  un  ente  solo  queste  funzioni   peraltro
  importantissime  ed enormemente accresciute con questo  disegno  di
  legge.
   Noi metteremmo, in un solo colpo, fuori gioco e renderemmo inutili
  tutti  i consorzi, anche universitari, di ricerca che hanno  svolto
  in  Sicilia  più che meritatamente il loro compito; daremmo  ad  un
  Istituto,  che finora si è occupato solo della tutela  dell'olio  e
  del   vino,  competenza  per  qualsiasi  prodotto  agricolo  e  ciò
  significa   creare  un   moloch'  assoluto  che  viene  ad   essere
  fagocitato di tutta una serie di competenze che riteniamo estranee.
   Poi,  abbiamo una legge che è abbastanza organica, che  si  svolge
  attraverso  un percorso ben costruito dall'articolo 1  all'articolo
  12,  chiudiamo con l'articolo 13 introducendo un qualcosa  che  non
  c'entra nulla con tutta la previsione normativa precedente. Quindi,
  se  dobbiamo  creare  qualcosa di nuovo, allora ,sopprimiamo  anche
  l'Istituto  della vite e del vino e creiamo un ente ad hoc,  creato
  da  questo disegno di legge, altrimenti creiamo figli e figliastri,
  ci  avventuriamo in un epoca in cui già ne soffriamo abbastanza  in
  chissà  quale  dietrologia, però, tante  volte,  siamo  noi  stessi
  quelli  che danno vita a determinati retropensieri. Quindi, insisto
  perché l'Aula voti l'abrogazione di questo articolo 13 che nulla ha
  a  che  vedere - ripeto per l'ennesima volta - con lo spirito della
  legge che, invece, trovo per il resto ampiamente condivisibile.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ero  intervenuto
  già  ieri  su  questa legge, peraltro leggendo solo  il  titolo  ed
  apprezzando la volontà che c'è alla base di questo disegno di legge
  di cominciare a mettere in campo i primi interventi che adeguino la
  nostra   produzione  agroalimentare  ai  tempi  moderni,  a  questa
  economia  globalizzata e riteniamo che, comunque, pur con  tutti  i
  limiti,  questo  sia  un  primo timido intervento  per  cercare  di
  adeguare  il  nostro apparato produttivo, soprattutto  agricolo  ed
  agroalimentare, preservare le nostre  guilty partitiche', le nostre
  specie.
   Però,  Presidente, non può non stupire che all'interno  di  questa
  legge  venga  catapultato questo articolo 13 che è  figlio  di  una
  volontà  di  agire  al  di fuori di qualsiasi programmazione,  come
  invece si dovrebbe fare, soprattutto in un momento come questo dove
  ci  si  riempie  tanto la bocca di programmazione e soprattutto  di
  spending review.
   Ora,  non  vedo cosa c'entra tutto questo con la programmazione  e
  con  un  concetto  di rivisitazione della spesa  regionale,  che  è
  urgentissimo anche alla luce delle risorse che bisogna  risparmiare
  per  poter dare certezza ad una serie di categorie che, altrimenti,
  non  avranno  alcuna possibilità di certezza, vedi  i  precari  per
  esempio e, quindi, ritengo che il mantenimento, la previsione prima
  ed  il  mantenimento di questo articolo 13 nulla hanno a che vedere
  con la legge, con lo spirito di cui parlavamo prima.
   Allora, se è giusto riordinare la materia non si può intervenire a
   spizzichi e bocconi  infilando qui questo articolo che, per carità
  potrebbe essere pure giusto che all'Istituto della vite e del  vino
  siano  date  più competenze, ma per fare questo bisogna intervenire
  sulla  vera  e  propria foresta di enti che hanno  compiti  che  si
  sovrappongono  l'un  l'altro e che disperdono  in  una  miriade  di
  rivoli  di spesa i fondi della Regione, fondi che non ci sono  più.
  E,  siccome,  sarebbe  invece  utile che  questa  legge  avesse  la
  possibilità di avere dei capitoli di spesa per la promozione  anche
  del  prodotto  siciliano, allora, prima di intervenire  con  questo
  articolo  13  ritengo  che  bisognerebbe programmare,  ritengo  che
  bisognerebbe riordinare.
   Quindi,  invito  il  Governo  a dare parere  favorevole,  affinché
  questo  articolo venga stralciato, venga ritirato e si  ripresenti,
  sempre  da  parte del Governo anche in tempi brevi, nell'ottica  di
  una  rivisitazione di tutti gli enti, che sono decine e decine, che
  si occupano della stessa materia. Allora, avrebbe un senso.
   Così, mi ha dato l'impressione, che questa legge è stata fatta per
  questo articolo. Io avendo letto oggi la legge dà l'impressione che
  la  legge,  l'intera  legge, sia stata  fatta  per  l'articolo  13.
  L'impressione che se ne ricava è questa, signor Presidente, e non è
  ammissibile.
   Si  faccia una seria programmazione, si rivisiti tutta la  materia
  ed  alla  fine  è  anche  giusto e siamo d'accordo   che  ci  siano
  maggiori  e nuove competenze unificate, accentrate in un  ente  che
  abbia anche le risorse necessarie e che si occupi di questo.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Signor   Presidente,   signori  onorevoli,  sono   disponibile   ad
  accogliere  l'invito però parto da una riflessione. Nel momento  in
  cui si vuole utilizzare uno strumento attualmente esistente, che  è
  stato  riconosciuto  ed accreditato senza oneri aggiuntivi,  domani
  spiegheremo  al produttore di lenticchia di Villalba  per  cui  sul
  vino  l'istituto  può  operare, sulla  lenticchia  no.  Non  voglio
  aggiungere altro.

   FORMICA.  Il  Governo faccia un emendamento e cancelli  tutti  gli
  altri enti che si sovrappongono.

   CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.  Il
  Governo  qua  non ha posto il problema che altri enti  non  debbano
  esistere o non debbano funzionare.
   Io   ieri   ho   ascoltato   con  tanto   interesse   l'intervento
  dell'onorevole  Musumeci  il  quale  ha  invitato  il  Governo   ad
  intervenire  su una selva di enti. Oggi il problema è completamente
  diverso.
   Io  alla fine dell'approvazione della legge distribuirò qua  tutte
  quelle che sono le produzioni che fanno parte del  Born in Sicily'.
  Oggi  ci  ritroviamo produzioni come il vino e l'olio a  cui  viene
  data  l'opportunità di certificarsi, produzioni come la  lenticchia
  di Villalba o il cavolo di Acitrezza che, invece, non possono avere
  alcun  tipo di prospettiva perché non c'è la possibilità  da  parte
  dell'ente.

   PRESIDENTE.   Quindi,  l'invito  che  le  ha  rivolto  l'onorevole
  Formica,  che  c'era un invito ad uno stralcio,  così  evitiamo  di
  abrogare con l'approvazione degli emendamenti.

   FORMICA.  Lo  ripresentate in finanziaria  e  fate  un  minimo  di
  rivisitazione degli altri enti.

   PRESIDENTE.  Allora,  lei è d'accordo ad un'ipotesi  di  stralcio.
  Quindi,  non lo abroghiamo, stralciamo questo articolo e lo inviamo
  con   l'accordo   di   tutta  l'Aula  alla  Commissione   per   una
  rielaborazione in un disegno di legge successivo.
   Così resta stabilito.
   Comunico   che  sono  stati  presentati  i  seguenti   emendamenti
  aggiuntivi:  A2  a  firma  della  Commissione;  A5  a  firma  degli
  onorevoli Musumeci ed altri ed A1 a firma degli onorevoli Vinciullo
  ed altri.
   Si  passa  all'emendamento aggiuntivo A2:   dall'attuazione  delle
  disposizioni di cui alla presente legge non possono derivare  nuovi
  o maggiori oneri a carico del bilancio della Regione ed ai relativi
  adempimenti  si  provvede  con  le  risorse  umane,  finanziarie  e
  strumentali  disponibili  a legislazione vigente .  Il  parere  del
  Governo?

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento A5:  nel titolo  sostituire  le  parole
   Born in Sicily' con  di origine tipicamente siciliana' .

   IOPPOLO. Chiedo di intervenire per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessore,
  l'emendamento  predisposto dal nostro Gruppo ma  firmato  anche  da
  altri  colleghi  parlamentari, da un altro collega parlamentare  in
  particolare,  non  vuole rappresentare il tentativo  della  ricerca
  sempre  e  comunque, perché non è nel nostro stile di tentativi  di
  correzione   delle  norme.  Però,  risponde  pur  comprendendo   la
  esterofilia che sul punto l'Assessore ha voluto imprimere,  un  po'
  anche  stravagante del titolo della legge e poi di  una  previsione
  dello  stesso  titolo  in una norma con un  neologismo  diciamo  di
  lingua  anglofila,  ma  vuole  rappresentare  un  richiamo,  signor
  Presidente  dell'Assemblea, alla buona  tecnica  legislativa,  alla
  buona  tecnica  normativa, che non prevede  e  che  anzi  respinge,
  rigetta, riferimenti in lingue straniere nelle norme che approviamo
  e  pubblichiamo.
   Del  resto, signor Presidente dell'Assemblea, onorevoli  colleghi,
  la  lingua  italiana è così ricca di espressioni, di sfumature,  di
  vocaboli  che  si  presta  assolutamente a potere  rappresentare  e
  significare  lo  stesso  concetto che con  l'allocuzione   Born  in
  Sicily' si vorrebbe sottolineare.
      Noi   abbiamo  proposto  quella  invece  che  troverebbe  nella
  definizione  di origine tipicamente siciliana' la giusta traduzione
  anzi  la  fissazione  del concetto attraverso  parole  italiane  ed
  espressione  italiana ancora più efficace, soprattutto nel  momento
  in  cui  parliamo di recupero della nostra identità ed  anzi  nella
  relazione  della legge si fa richiamo più di una volta al  recupero
  delle  nostre tradizioni e soprattutto delle nostre caratteristiche
  più  significative  e, vorrei dire, più intimamente  connesse  alla
  tradizione siciliana.
   Le  chiedo, signor Presidente, di non autorizzare questo  tipo  di
  definizione. Chiedo ai colleghi di non aprire un taglio che di  qui
  a  qualche  tempo  non sappiamo dove potrebbe portarci.  Di  questo
  passo   potremmo  persino  scrivere  testi  interamente  in  lingua
  straniera e non mi sembra assolutamente il caso.
   Chiedo un attimo di attenzione su questo nostro emendamento che mi
  sembra  richiamare  alla  buona  tecnica  normativa  e  legislativa
  l'intera Assemblea.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, avevo
  letto  con grande attenzione la relazione che accompagnava il testo
  presentato  dal Governo e, poi, approvato dalla Commissione.  Avevo
  apprezzato   di  questo  testo,  ad  esempio,  laddove   l'excursus
  culturale e dove si parlava di cultura, popoli, civiltà, evoluzione
  culturale,  ricco patrimonio artistico, archeologico  e  così  via.
  Potevo  immaginare che, poi, alla fine, si ricorresse a un  termine
  desunto  dalla  lingua  greca o dalla  lingua  latina.  Ma  che  si
  ricorresse  ad un barbarismo - perché quando parliamo di   Born  in
  Sicily'  si tratta esclusivamente di un barbarismo - per portare  a
  compimento  un  testo di legge, credo che non l'avrebbe  immaginato
  nessuno.
   Vorrei  ricordare che anche in inglese il termine  Sicily' è  nome
  proprio  di  regione e quindi va scritto maiuscolo, nel  senso  che
  nemmeno  usando il termine  inglese, Sicilia può essere scritto  in
  minuscolo.
   Ciò  detto,  a  chi va in qualche modo applicata questa  legge  di
  tutela  e  di valorizzazione delle risorse genetiche?  Solo  a  chi
  abita  oltre le Alpi o anche alla zia Peppina che va al  mercato  e
  che certamente non andrà a chiedere di avere  il pomodoro  Born  in
  Sicily',  ma andra' a chiedere un prodotto coltivato o allevato  in
  Sicilia.  D'altra  parte  mi  sembra anche  anomalo  il  fatto  che
  nell'approvare una legge che va a tutelare i prodotti tipici  della
  nostra  tradizione  agricola si debba  andare  a  ricorrere  ad  un
  termine inglese.
   Quindi, questo che è il più antico Parlamento d'Europa, quindi del
  mondo, che è un Parlamento ancora più antico, per essere chiaro, di
  quello  inglese,  credo che non possa oggi assolutamente  accettare
  l'idea  di  potere approvare un disegno di legge con le indicazioni
   Born   in  Sicily' ripeto, Sicily scritto in maiuscolo, però.   Di
  conseguenza,  dobbiamo  necessariamente, a mio  modesto  avviso,  o
  accettare  la  proposta dell'onorevole Musumeci  o  quella  che  ho
  formulato io, cioè  coltivati o allevati in Sicilia' e caso mai tra
  parentesi  -  per venire incontro a questa richiesta di esterofilia
  che  ci  porta  alla  perdita purtroppo  della  nostra  identità  -
  indicare  Born in Sicily'.
   Credo  che  faremo  un  lavoro  importante,  anche  perché,  veda,
  ritornando  sempre  all'introduzione che è  stata  fatta  a  questo
  disegno  di  legge,  si parla che la Sicilia è stata  nella  storia
  crocevia di popoli, civiltà e culture. Abbiamo conosciuto tutte  le
  dominazioni,  tranne  quella inglese, per cui il  riferimento  alla
  cultura inglese nulla ha a che fare, dice l'onorevole Musumeci, no,
  sì  perché  i  Normanni  che sono l'unico  motivo  per  cui  stiamo
  insieme, partirono lo stesso anno per conquistare l'Inghilterra con
  Guglielmo il conquistatore e, poi, già erano in Sicilia da  qualche
  decennio precedente. Né l'esperienza brevissima di Lord Bentinck  o
  del secondo conflitto mondiale ci possono spingere a pensare che la
  presenza inglese sul territorio siciliano, al di là di Nelson,  sia
  stata così lunga tanto da poterci spingere oggi nel predisporre  un
  testo  legislativo dove si usa un termine inglese. Per  cui,  sarei
  dell'idea,  se  il Governo è d'accordo, di accettare sempre  quella
  che  è  una  buona  prassi dei parlamenti nazionali  di  non  usare
  termini  stranieri. Voi ve lo immaginate se in Inghilterra vanno  a
  parlare  di un prodotto tipico inglese dicendo che poi  è  nato  in
  Inghilterra, non userebbero mai un termine, diciamo, un  barbarismo
  nel loro caso.
   Quindi,  l'invito  a  questo Parlamento è di introdurre  la  buona
  prassi  dei  termini  del  lessico italiano  e  poi  fra  parentesi
  possiamo benissimo indicare il termine  Born in Sicily'.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Vinciullo anche per le sue  lezioni
  in  termini di storia, anche se dovremmo fare una precisazione: per
  qualche  tempo  abbiamo  avuto il protettorato  inglese  sul  regno
  borbonico però, non voglio aprire un dibattito su questo.  Ha  dato
  spunto a tante reminiscenze storiche. Parlando del marsala, se  noi
  parliamo di prodotto, anche la sua diffusione è dovuta agli inglesi
  che lo hanno apprezzato.

   VENTURINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURINO.  Verrebbe da dire basta con questo show in off.  Io  ho
  molto  apprezzato  gli  interventi che mi  hanno  preceduto,  però,
  francamente, credo che si stiaa un po' eccedendo in questa cosa del
  nome, fermo restando che è chiaro che una dicitura, una scritta  in
  italiano  alla  fine  deve essere importante.  Ieri,  proprio  lei,
  onorevole  Musumeci, parlava dell'importanza della  promozione  dei
  nostri  prodotti che in questa legge ha trovato poco  risalto,  che
  non c'è affatto e che invece dovremmo attenzionare.
   Per cui,  mi permetto di dire con tutto il rispetto

   MUSUMECI. Una legge che tuteli la genetica

   VENTURINO.  Ecco,  allora,  direi di fare  un  passo   Capisco  la
  differenza  e apprezzo la sua  Sono due cose diverse, però,  voglio
  dire,  piuttosto che perderci in queste cose potremmo  mettere  una
  soluzione  salomonica, dove  Born in Sicily  rimane com'è  e  sotto
  potremmo  mettere:  coltivate e allevate in Sicilia'.  Cioè  da  un
  lato  mantenere questo Born, che poi  potrebbe essere un  indirizzo
  per  quella  campagna  di promozione che dovremmo  attuare  e  che,
  sicuramente,  non può non tenere in considerazione  la  lingua  più
  usata nel commercio che, chiaramente è l'inglese.
   Per cui potrebbe essere una soluzione salomonica, in questo senso,
  però, ovviamente, lascio all'Aula la decisione.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
  in  questa  vicenda legata al nome non mi attarderei più di  tanto,
  anche se devo dire mi fa specie questa - come chiamarla - polemica,
  diatriba.
   Io sono, e lo affermo fin da subito, favorevole alla dizione  Born
  in  Sicily , non tanto e non solo perché questo disegno di legge si
  deve certamente rivolgere all'agricoltore custode, per carità,  che
  magari  non  avrà  fatto  studi classici  o  non  avrà  particolare
  dimestichezza  con  l'inglese,  ma perché  credo  che  dobbiamo,  a
  partire  dal nome che diamo a questa legge, cominciare a  respirare
  un'aria  diversa,  cominciare a darci un taglio diverso,  sforzarci
  cioè  di immaginare che il nostro obiettivo non può essere limitato
  alla  Sicilia  -  amico,  onorevole  Vinciullo  -  perché  se  oggi
  utilizziamo  un termine e lo facciamo correntemente come   Made  in
  Italy',  questo non significa che la gente oggi si chieda che  cosa
  vuol  dire.  Potrebbe ben dirsi:  fatto in Italia'. Però,  ci  sono
  alcune dizioni che ormai sono entrate nel linguaggio comune  ed  al
  mio  amico  avvocato Ioppolo, insigne avvocato e giurista,  ricordo
  che  termini  come   Common law' o  civil law',  sono  entrati  nel
  linguaggio giuridico comune.
   Ecco,  non vorrei fare la fine dei francesi che ancora memori  del
  Re  Sole, e acqua ne è passata tanta sotto i ponti, si attardano  a
  chiamare  il   tie-break'  nel  tennis  ancora   jeu  décisif'  per
  dimostrare che sono i primi nel mondo.
   Allora,  per  me  l'articolo  più importante  di  questa  legge  è
  l'articolo   che  parla  di  tutela  nazionale  ed  internazionale;
  immaginare  che  i  nostri  prodotti  debbono  arrivare  a  Rometta
  piuttosto  che  a  Priolo, significa non avere capito  niente,  non
  soltanto  sotto  il profilo del merito della legge al  netto  della
  straordinarietà  di  questi  due  territori  che  ho  nominato,  ma
  significa  soprattutto non avere capito che restare  qua,  un  paio
  d'ore  a  fare  la questione sul  Born in Sicily'  o  sui  prodotti
  tipicamente  siciliani,  credo che ai  siciliani  stessi  interessi
  davvero poco.
   Io sono per il  Born in Sicily', come sono per il  Made in Italy',
  come   sono   per   l'utilizzazione  di  un  linguaggio   che   sia
  immediatamente  riconosciuto internazionalmente, ed  è  per  questa
  ragione  -  convinto come sono che anche i nostri agricoltori,  che
  non  sono  stupidi,  capiranno cosa significa  Born  in  Sicily'  -
  voterò,  mio malgrado, nonostante la stima nei confronti di  coloro
  che  hanno  presentato l'emendamento, insieme  a  tutto  il  Gruppo
  parlamentare, contro questo emendamento affinché rimanga la dizione
   Born in Sicily'.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Signor Presidente, onorevoli deputati, all'inizio della discussione
  ho  spiegato  un  po' anche le ragioni perché ho voluto  presentare
  questo disegno di legge.
   Noi  partiamo  da Archestrato di Gela del 367 A.C.  che  insegnava
  l'arte  della  gastronomia, ma oggi, la normativa sul   tipico   si
  rifà a 25 anni fa.
   Il   Born   fa  riferimento ad un concetto generato  dalla  terra,
  generato  dall'allevamento; non dimentichiamo che sul concetto  del
   fatto   o  del   tipico , si sono consumate le cose  più  assurde.
  Invito  tutti a leggere le questioni dell'arancia rossa  di  alcuni
  succhi  tipici,  dove l'arancia rossa è diventata  il  succo  della
  cocciniglia  spremuta. Allora il  Born , anche  per  il  fatto  che
  questa  legge  vuole guardare ad una proiezione internazionale  del
  prodotto agroalimentare siciliano, ma che soprattutto vuole mettere
  insieme  una serie di identità di fatti e di luoghi - dalle  pesche
  di  Bivona,  ai  pomodorini di Pachino, ecc..  -  vuole  essere  un
  concetto innovativo.
   Ho chiesto al Presidente di chiedere una deroga rispetto a ciò che
  è  stato  usato  fino  ad  ora. Capisco che utilizzare  un  termine
  inglese  può  non  essere  accettato,  ma  non  dimentichiamo   che
  l'inglese  non è più la lingua della sola Inghilterra, l'inglese  è
  una lingua che si parla ..

   MUSUMECI. Ma non è la lingua del Parlamento siciliano?

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Certo,  onorevole Musumeci, il Parlamento è sovrano e quindi decide
  il  Parlamento. Posso solo dire che verrebbe snaturato il  concetto
  del disegno di legge.
   Ho  accettato  l'invito  del Presidente  Ardizzone  sulla  mancata
  certificazione,  perché lo porteremmo in una fase successiva,  però
  snaturare la legge mi pare veramente assurdo.

   PRESIDENTE. In effetti il  Born  è già un marchio. L'assessore, in
  ogni luogo dove è andato, in ogni fiera, ha già parlato di un  Born
  in  Sicily ,  e  noi  abbiamo bisogno  pure  di  vendere  i  nostri
  prodotti.
   Onorevole Musumeci, l'onorevole Ioppolo, come sempre, ha fatto  un
  intervento    abbastanza   puntuale   richiamando   alla    tecnica
  legislativa.   In   effetti  c'è  una  circolare   che   vieterebbe
  l'introduzione nelle leggi di termini stranieri, francesi,  inglesi
  e  quant'altro, ma è una circolare, e dal mio punto  di  vista,  su
  questa vicenda è importante innovare.
   Mi   fanno  notare  gli  Uffici  che  se  noi  dovessimo  scrivere
   coltivate ed allevate in Sicilia , verrebbe snaturato il  concetto
  di genetico, perché noi possiamo coltivare e allevare in Sicilia le
  banane, che notoriamente non sono siciliane. Ad ogni modo, pongo in
  votazione  l'emendamento ed il Parlamento, che è sovrano,  deciderà
  il da farsi
   Pongo in votazione l'emendamento A5. Il Parere della Commissione.

   LENTINI, vicepresidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento A1 è precluso.
   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                               «Art. 14.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  la votazione finale  del  disegno  di  legge
  avverrà   successivamente,  perché  vorrei  inaugurare  una   nuova
  procedura,  che  è  quella di dare la possibilità  agli  Uffici  di
  effettuare  un coordinamento del testo ancor prima della  votazione
  finale.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Si  passa  al III punto dell'ordine del giorno: discussione  della
  mozione  n.  130   Interventi per promuovere  la  diffusione  e  la
  valorizzazione dell'agricoltura urbana'.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   TAMAJO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo sapere  per
  quale  motivo  non  stiamo procedendo con il disegno  di  legge  n.
  275/A, posto all'ordine del giorno.

   PRESIDENTE.  Onorevole Tamajo, non è presente in Aula  l'assessore
  di  riferimento e neppure il Presidente della Commissione. Pertanto
  non mi sembra opportuno procedere.
   Ad  ogni  modo,  non  c'è  nessuna difficoltà,  eventualmente,  ad
  incardinarla.

   VENTURINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURINO. Signor Presidente, volevo chiederle il motivo che  l'ha
  indotta a sospendere la votazione finale della legge n. 351/A.

   PRESIDENTE.  Onorevole Venturino, ribadisco che stiamo inaugurando
  una  nuova  procedura.  Tenuto  conto  dell'esigenza  di  approvare
  immediatamente i disegni di legge, al fine di evitare  che  sorgano
  poi problemi di coordinamento, diamo agli Uffici la possibilità  di
  verificare  il  testo ed eventualmente presentare  emendamenti,  ai
  sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno.

   Sospendo  la  seduta per raccordarci sul percorso da fare,  tenuto
  conto  che  la  Commissione Bilancio ha esitato  le  variazioni  di
  bilancio,  ma  non  sono  ancora pervenute in  Aula  le  cosiddette
   schede allegate .

     (La seduta, sospesa alle ore 17,42, è ripresa alle ore 17.49)

   La seduta è ripresa.
                        Sull'ordine dei lavori

   TAMAJO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.  Signor Presidente, riformulo la mia richiesta  di  sapere
  per quale motivo non stiamo procedendo alla discussione del disegno
  di legge n. 275/A.

   PRESIDENTE. Onorevole Tamajo, glielo ribadisco.
   La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari stabilisce un
  calendario  dei  lavori. Ieri, quando il disegno  di  legge  doveva
  essere incardinato, era presente l'assessore di riferimento ma  non
  il  relatore,  tant'è  che avevamo concertato,  con  l'accordo  dei
  componenti  della  Commissione, di farlo  illustrare  all'onorevole
  Figuccia,  il quale, garbatamente ha riferito di essersi raccordato
  con  il relatore indicato dalla Commissione, chiedendo il rinvio  a
  martedì.
   Adesso non è presente l'assessore di riferimento ma il disegno  di
  legge rimane comunque iscritto all'ordine del giorno.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Discussione della mozione n. 130  Interventi per promuovere la
                              diffusione
             e la valorizzazione dell'agricoltura urbana

   PRESIDENTE  .  Si  passa  al  III punto  dell'ordine  del  giorno:
   Discussione  della mozione n. 130  Interventi  per  promuovere  la
  diffusione  e  la valorizzazione dell'agricoltura urbana   a  firma
  degli  onorevoli,  Nicotra, Leanza, Lentini, Sammartino,  Sudano  e
  Ruggirello. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   l'esperienza  della c.d. 'agricoltura urbana', che consiste  nello
  svolgimento di attività colturali nell'ambito di aree urbane, si  è
  da  tempo diffusa in diversi Paesi d'Europa e del Mondo e riscontra
  un  crescente  interesse anche a livello nazionale e regionale:  le
  colture  in  ambiente  urbanizzato,  sovente  indicati  come  'orti
  urbani' (ancorché le attività agricole ivi praticate non siano solo
  quelle  orticole  ma  si  estendano a colture  arbore  e  ed  altre
  attività), sono ormai parte del paesaggio e del tessuto  urbano  di
  centinaia di città;

   l'agricoltura  urbana  è  portatrice  di  molteplici  e  rilevanti
  benefici  per  le  città e le comunità insediate, tanto  sul  piano
  sociale  ed  economico quanto su quello della corretta e  razionale
  gestione del territorio;

   sul  piano sociale gli orti permettono lo svolgimento di  attività
  che coinvolgono e valorizzano tutti gli strati della popolazione e,
  in  particolare,  le  fasce  più  deboli:  un  esempio  concreto  è
  l'affidamento  di  aree a gruppi di pensionati  (che  possono  così
  dedicarsi  ad un'attività che li impegna positivamente e  favorisce
  la  socializzazione)  o  soggetti  in  condizione  di  disagio  e/o
  marginalità  sociale  o ancora l'utilizzo per  finalità  educative,
  didattiche e terapeutiche o, infine, la diffusione in ogni contesto
  sociale  di  una pratica dal valore perfino ricreativo che  impegna
  utilmente ed intelligentemente il tempo libero;

   sul   piano   economico  le  attività  agricole   urbane   possono
  rappresentare un'interessante fonte di integrazione al  reddito  o,
  perfino,    di    occupazione   produttiva,    elementi    entrambi
  particolarmente rilevanti e significativi nell'attuale contesto  di
  grave crisi economica ed occupazionale;

   sul  piano  urbanistico l'agricoltura urbana  permette  l'utilizzo
  razionale e sostenibile di vaste aree inutilizzate (spesso inserite
  in  contesti  urbanistici  critici di periferia  o  semiperiferia),
  sottratte  così al degrado e ad eventuali interessi speculativi,  e
  diviene,  in pratica, un vero e proprio strumento di valorizzazione
  e  manutenzione del territorio (curare e mettere a coltura le  aree
  comporta peraltro la riduzione dei rischi di dissesto idrogeologico
  e degli incendi);

   in ultimo, non certo per importanza, sul piano ambientale gli orti
  permettono  di  realizzare  produzioni agro-alimentari  sostenibili
  (per  ricorrere  ad  un'espressione oggi fortunata,  a  'chilometri
  zero') che possono trovare ottimo riscontro sui mercati locali;

   CONSIDERATO che:

   nonostante  l'avvio  di alcune esperienze pilota  e  la  crescente
  attenzione   nel   dibattito  sociale  e   politico,   la   materia
  dell'agricoltura urbana non risulta oggetto di apposita  disciplina
  e nemmeno esistono adeguati strumenti per favorirne la diffusione;
   accanto alle ormai limitate realtà di attività agricola da reddito
  in  area  urbana  (tutt'ora presenti in diversi contesti  urbani  e
  meritevoli  di  tutela) occorre sostenere in  parallelo  l'utilizzo
  sociale delle aree inutilizzate;

   la  Regione, nell'ambito delle proprie competenze, può  certamente
  intraprendere   un'organica   e  coordinata   azione   a   sostegno
  dell'agricoltura   urbana,  tanto  intervenendo  sulla   disciplina
  urbanistica quanto prevedendo appositi strumenti di agevolazione  e
  supporto, anche mediante la programmazione e l'impiego di fondi  di
  provenienza extraregionale all'uopo idonei (in particolare  PO  PSR
  per  le  attività propriamente di carattere agricolo, FESR  per  la
  realizzazione  di  eventuali  opere  infrastrutturali  e  FSE   per
  interventi di carattere formativo e sociale connessi),

                   impegna il Governo della Regione

   ad  adottare,  previa  consultazione  con  le  rappresentanze  dei
  Comuni, delle associazioni di categoria ed ambientaliste, un  piano
  per la promozione dell'agricoltura urbana;

   ad  adottare,  nell'ambito  della  vigente  programmazione  e,   a
  fortiori, in vista della nuova programmazione 2014/2020, tutti  gli
  atti  occorrenti all'impiego di fondi di provenienza extraregionale
  all'uopo  idonei  per sostenere la diffusione ed il  consolidamento
  delle  attività  agricole nei contesti urbani  e  peri-urbani,  con
  particolare  attenzione alle attività finalizzate ad una  fruizione
  sociale delle aree;

   ad  adottare  ogni altra utile iniziativa volta  a  promuovere  lo
  sviluppo  e  la diffusione dell'agricoltura urbana in Sicilia,  coi
  correlati  benefici urbanistici, ambientali, economici e  sociali».
  (130)

   Onorevoli  colleghi,  non avendo alcuno dei firmatari  chiesto  di
  parlare e di illustrare la mozione invito l'assessore Cartabellotta
  a esprimere il suo parere.

   CARTABELLOTTA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e
  la  pesca  mediterranea. Signor Presidente, onorevoli deputati,  il
  Governo  condivide  la mozione e dobbiamo dire che,  rispetto  alla
  nuova  programmazione comunitaria, stiamo cercando di fare un passo
  avanti.  Il territorio regionale era stato classificato in aree  A)
  urbane, B) intensive, C) parzialmente in ritardo e D) totalmente in
  ritardo;  le  aree  A),  quelle urbane, erano  state  completamente
  escluse  dall'intervento ed abbiamo posto alla Commissione il  tema
  dell'agricoltura  urbana perché su città come  Palermo,  Catania  o
  Messina  rappresenta  sicuramente  un  elemento  molto  importante.
  Ricordiamo  che una delle produzioni  Born in Sicily  il  mandarino
  tardivo  di Ciaculli, grava proprio attorno ad un'area che  è  zona
  urbana.
   Allora,  questa  mozione intravede questo spirito, presente  anche
  nella normativa comunitaria, e per questo il Governo la accoglie ed
  in  questo  senso già con il Comune di Palermo è stato sottoscritto
  il  primo accordo per la valorizzazione dell'agricoltura nelle aree
  urbane  che  potrà seguire, a ruota, anche con le  altre  città  in
  maniera  tale  che  si  venga a valorizzare sia  il  verde  urbano,
  attraverso  le  azioni che può mettere in campo l'azienda  foreste,
  come l'iniziativa che stiamo facendo nel parco della Favorita,  sia
  nelle  aree agricole in maniera tale che questa filiera corta possa
  svilupparsi sempre di più.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 130. Chi è favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   «Tutela e valorizzazione delle risorse genetiche  Born in Sicily'
            per l'agricoltura e l'alimentazione» (n. 351/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del   disegno  di  legge  «Tutela  e  valorizzazione  delle  risorse
  genetiche  Born in Sicily' per l'agricoltura e l'alimentazione»  (n.
  351/A).
   Comunico  che è stato presentato dal Governo l'emendamento  117.1,
  ai  sensi  dell'articolo 117 del Regolamento interno. Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si passa quindi alla votazione finale del disegno di legge.

   VINCIULLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. La richiesta non è appoggiata.

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   «Tutela e valorizzazione delle risorse generiche  Born in Sicily'
             per l'agricoltura e l'alimentazione» (351/A)

    PRESIDENTE   Si  passa alla votazione finale per scrutinio  palese
  nominale del disegno di legge «Tutela e valorizzazione delle risorse
  generiche   Born  in  Sicily' per l'agricoltura e  l'alimentazione».
  (351/A) .Indìco la votazione per scrutinio palese nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese
  nominale:

   Presenti           56
   Votanti            56
   Maggioranza        29
   Favorevoli         50
   Contrari            1
   Astenuti            5

                         (L'Assemblea approva)

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Signor  Presidente,  onorevoli deputati, vi  omaggio  di   Born  in
  Sicily   da  leggere  e, prima di Natale, ovviamente,  passeremo  a
  qualche degustazione più concreta.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, un po' di attenzione: formalmente,
  le  variazioni di bilancio non sono corredate dalle schede.  Da  un
  punto di vista formale, quindi, diciamo che la delibera legislativa
  che  riguarda le variazioni di bilancio non è completa, per cui noi
  non   la  possiamo  incardinare  stasera.  Sicuramente,  si   potrà
  incardinare domani, quindi non è inserita all'ordine del giorno per
  questo fatto formale ed è chiaro che domani si troverà il modo  per
  incardinare il disegno di legge sulle variazioni di bilancio.
   Informo  che  mi  è  pervenuta  una nota  a  firma  congiunta  dei
  Presidenti della I Commissione legislativa, onorevole Cracolici,  e
  della  Commissione Antimafia, onorevole Musumeci, con la  quale  mi
  evidenziano  l'esigenza di avere concesso da questa  Presidenza  un
  ulteriore  margine  di  tempo perché si  possa  addivenire  ad  una
  soluzione condivisa sul disegno di legge n. 223/A, posto al  decimo
  punto  dell'ordine del giorno, che è in trattazione congiunta nelle
  due Commissioni.
   Non  sorgendo osservazioni, stabilisco di accordare un termine  di
  ulteriori 30 giorni.

     Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno.

   GIANNI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo soltanto
  perché  facevo  una  riflessione in questi  giorni:  l'immigrazione
  ormai   è   diventato  un  esodo  biblico;  il  problema   ci   sta
  attanagliando in maniera pesante. Le risorse che stiamo mettendo su
  questo   problema   sono  enormi.  Mi  sono   chiesto   due   cose:
  innanzitutto, perché il Presidente della Regione non è  chiamato  a
  fare  il Commissario straordinario per questo problema così pesante
  che  abbisogna, a mio avviso, della Protezione Civile? Inoltre,  mi
  sono  chiesto  se  i  controlli sanitari  sono  all'altezza  perché
  sappiamo  che  il  numero  così grande  di  immigrati  può  portare
  all'interno anche qualche elemento infettato che infetta gli altri.
  Sappiamo che c'è in giro la tubercolosi, c'è in giro l'HIV, l'HCV e
  tantissime altre malattie che sono di facile diffusione.
   So che alcuni punti e alcune posizioni di accoglienza hanno subito
  dei gravi problemi dal punto di vista sanitario. Sarebbe opportuno,
  signor  Presidente,  che  questa Assemblea richiedesse  al  Governo
  nazionale  un'attenzione  maggiore,  a  partire  dalla  nomina  del
  Presidente della Regione a Commissario straordinario e, in più, che
  l'accordo  Stato-Regione prevedesse un intervento più efficiente  e
  più  puntuale  in  ordine alle questioni sanitarie,  oltre  che  al
  sovrappopolamento.
   In   questi   giorni  ho  fatto  più  volte  richiamo,  richiesta,
  sollecito,  su questo punto e ho fatto anche qualche  proposta:  le
  IPAB siciliane potrebbero diventare dei centri di accoglienza e  di
  formazione; il Governo regionale, in accordo con quello  nazionale,
  potrebbe  fare  un'intesa con la Comunità europea  e  con  i  paesi
  frontalieri per formare quante più persone possibili per riportarli
  al loro Paese o anche avviarli in Europa.
   Credo  che  su  questo punto quest'Assemblea abbia  il  dovere  di
  fermarsi a riflettere e a formulare qualche proposta più attenta  e
  più puntuale. Grazie.

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  domani,  giovedì  7
  novembre 2013, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   I  -  Comunicazioni

   II  - Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Norme per la promozione ed il sostegno delle imprese
               dell'informazione locale  (nn. 304-8-280/A) (Seguito)

               Relatore: on. Lentini

            2)  -  Condizioni di trasporto pubblico locale e sanzioni
               amministrative  (n. 275/A)

               Relatore: on. Tamajo

   III  - Discussione della mozione:
       N. 183  -  Tutela e rilancio dell'offerta sanitaria pubblica
             e privata in Sicilia
       (26 settembre 2013)
                                PICCIOLO-IOPPOLO-NICOTRA-PANARELLO-
                          SAVONA-LACCOTO-D'ASERO-PANEPINTO-RINALDI-
                                 RUGGIRELLO-ODDO-DIGIACOMO-FALCONE-
                              FORZESE-GRECO G.-VINCIULLO-CASCIO S.-
                                 ALLORO-ARANCIO-ASSENZA-COLTRARO-DI
                                GIACINTO-FAZIO-FERRANDELLI-FIRETTO-
                                FONTANA-GRASSO-GRECO M.-LANTIERI-LO
                               GIUDICE- MALAFARINA-MUSUMECI-TAMAJO-
                                                     VULLO-GERMANA'
   IV -  Discussione della mozione:
       N. 135  -  Verifica e monitoraggio dello stato di attuazione
             della  legge regionale 5 aprile 2011, n. 5, in materia
             di  semplificazione della Pubblica Amministrazione
       (26 giugno 2013)
                               LOMBARDO-DI MAURO-FEDERICO-FIGUCCIA-
                                       GRECO G.-FIORENZA -LO SCIUTO
   V  -  Discussione della mozione:
       N. 153  -   Iniziative  per mantenere l'IVA  al  4%  per  le
             prestazioni  di  servizi socio-sanitari  ed  educativi
             resi dalle cooperative sociali
        (18 luglio 2013)
                            LO SCIUTO-GRECO G.-FIGUCCIA-LOMBARDO-DI
                                            MAURO-FEDERICO-FIORENZA

   VI -  Discussione della mozione:
       N. 186    -    Iniziative  per  il  rilascio   di   garanzie
             fideiussorie  da parte dell'IRFIS - FinSicilia  s.p.a.
             in  favore  delle  imprese  siciliane  presenti  nelle
             graduatorie  di ammissione sui benefici di  contributi
             assegnati dai bandi regionali a valere dei fondi P.O.-
             FES e P.O.-FERS
       (30 settembre 2013)
                              LA ROCCA-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-
                               CIANCIO-FERRERI- FOTI-MANGIACAVALLO-
                                PALMERI-SIRAGUSA-TANCREDI-TRIZZINO-
                                                      ZAFARANA-ZITO
   VII - Discussione della mozione:
       N. 177  -   Stipula di convenzione o protocollo d'intesa tra
             la  Regione  siciliana  ed  istituti  di  credito  per
             l'erogazione di anticipazioni di tesoreria alle IPAB
        (19 settembre 2013)
                          FOTI-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-
                           FERRERI-LA ROCCA- MANGIACAVALLO-PALMERI-
                          SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI-ZAFARANA-ZITO-
                                                           FIORENZA
   VIII -Discussione della mozione:
       N. 197   -   Soluzione  delle criticità  dei  laboratori  di
             analisi nel territorio siciliano
       (15 ottobre 2013)
                          ZITO-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-
                               FERRERI-FOTI-LA ROCCA-MANGIACAVALLO-
                               PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI -
                                                           ZAFARANA
   IX - Discussione del disegno di legge:

         - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
             Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
             dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
             siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
             della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
             libertà civili, politiche, economiche e sociali'.  (n. 223/A)
             (Seguito)

               Relatore: on. Malafarina

                   La seduta è tolta alle ore 18.07

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO 1

                  Risposte scritte ad interrogazioni

             Rubrica «Beni culturali e identità siciliana»

   FERRANDELLI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  i
  beni culturali e l'identità siciliana, premesso che:

   il  Commissario  dello  Stato  ha impugnato  l'articolo  74  e  il
  relativo   allegato   2  della  Finanziaria  2013   che   prevedeva
  l'erogazione di contributi a enti e associazioni;

   tra  le  motivazioni, il Commissario sottolinea che 'Né dal  testo
  della  norma,  che contiene con il rinvio all'allegato  2  un  mero
  elenco  di  destinatari  e  di importi  ripartiti,  né  dai  lavori
  preparatori  della legge, come prima prospettato, emerge  la  ratio
  giustificatrice di ogni caso concreto non risultando  pertanto  che
  l'Assemblea   regionale  abbia  osservato   criteri   obiettivi   e
  trasparenti nella scelta dei beneficiari dei contributi. La  norma,
  secondo  quanto  affermato da codesta Corte  su  un  caso  similare
  deciso  con  sentenza n. 137 del 2009, si risolve  in  un  percorso
  privilegiato  per  la distribuzione di contributi  in  denaro,  con
  prevalenza degli interessi di taluni soggetti collettivi rispetto a
  quelli, parimenti meritevoli di tutela, di altri enti esclusi, ed a
  scapito quindi dell'interesse generale';

   gli  Istituti  culturali  costituiscono centri  di  ricerca  e  di
  promozione   culturale  e  rappresentano  elementi  essenziali   di
  pluralismo culturale. Essi offrono infatti alla comunità sociale un
  vero servizio, che va sostenuto e valorizzato, assicurando loro  la
  possibilità  di  operare  secondo  i  princìpi,  costituzionalmente
  riconosciuti, dell'autonomia e della libertà;

   in  Sicilia  gli Istituti culturali rappresentano  un  settore  di
  particolare  rilevanza,  in  virtù  della  loro  importanza   quali
  significativi  centri di studio, di approfondimento, di  promozione
  culturale e di lotta alla mafia;

   c'è    la    necessità    di   provvedere   immediatamente    alla
  regolamentazione di tale settore;

   considerato che:

   per  gli  Istituti  che  documentino  attività  di  conservazione,
  valorizzazione,  ricerca, elaborazione culturale  e  formazione  di
  particolare interesse pubblico, ponendo a disposizione per tal fine
  anche   un   patrimonio   museale,   bibliografico,   archivistico,
  cinematografico,  musicale  e  audiovisivo,  le   norme   nazionali
  prevedono l'inserimento in una tabella valevole per tre anni;

   il  settore  è disciplinato dalla legge nazionale n.  534  del  17
  ottobre  1996, dalla circolare n. 16 del 4 febbraio  2002  e  dalla
  circolare  n.  107  del 27 dicembre 2012 che sostituisce  l'art.  4
  della circolare n.16 del 4 febbraio 2002, che prevedono requisiti e
  modalità per l'accesso ai contributi erogati dallo Stato,  e  dalla
  circolare  n.  108  del  27  dicembre 2012  che  prevede  specifici
  contributi per convegni e pubblicazioni inedite;

   per  sapere  se vista l'impugnativa del Commissario  dello  Stato,
  riguardante  il  settore  degli Istituti culturali,  non  ritengano
  opportuno e urgente avviare le procedure di recepimento della legge
  nazionale n. 534 del 17 ottobre 1996, della circolare n. 16  del  4
  febbraio  2002 e della circolare n. 107 del 27 dicembre  2012,  che
  sostituisce l'art. 4 della circolare n. 16 del 4 febbraio 2002, che
  prevedono requisiti e modalità per l'accesso ai contributi  erogati
  dallo  Stato,  e  della circolare n. 108 del 27 dicembre  2012  che
  prevede specifici contributi per convegni e pubblicazioni inedite».
  (777)

   Risposta.  -«In  riferimento  all'interrogazione  in  oggetto,  si
  premette  che  gli istituti culturali interessati, in possesso  dei
  requisiti  richiesti, possono accedere ai contributi del  Ministero
  per  i  Beni e le Attività culturali, come da circolare 27 dicembre
  2012  n.  107 Norme per l'ammissione ai contributi statali previsti
  dall'art.  8 della L. 17 ottobre 1996, n. 534, recante Nuove  norme
  per l'erogazione di contributi statali alle istituzioni culturali.
   In  seguito  alla  pubblicazione  della  L.R.  16/2013   Modifiche
  all'art.  128  della  L.R. 12 maggio 2010, n.  11  e  s.m.i. ,  che
  abolisce  di fatto la Tabella H, la nuova misura prevede  da  parte
  della  Regione  la  predisposizione di un bando  al  quale  possono
  partecipare  tutti  quegli  enti,  fondazioni  e  associazioni   in
  possesso dei requisiti per beneficiare di fondi pubblici.
   Inoltre,  con  Deliberazione  n. 304  del  27/08/2013,  la  Giunta
  Regionale  ha  approvato  lo  schema  di  avviso  pubblico  per  la
  manifestazione  di  interesse  alla  concessione,  da  parte  della
  Regione  siciliana,  di  un  sostegno  economico  sotto  forma   di
  contributo,  individuando  nel contempo  i  Dipartimenti  regionali
  coinvolti  settorialmente. Detto avviso è  stato  pubblicato  sulla
  GURS  del 6 settembre 2013 e ad oggi è scaduto. Per quanto riguarda
  le   associazioni  e  fondazioni  che  per  area   tematica   fanno
  riferimento   a   questo  Assessorato,  allo  stato   attuale   una
  Commissione appositamente nominata sta valutando scrupolosamente le
  istanze  pervenute  al  fine  di  giungere,  entro  il  5  novembre
  prossimo,  all'attribuzione di un punteggio  per  ogni  istituto  o
  associazione   e   alla   stima   dell'ammontare   del   contributo
  teoricamente  necessario. Come da bando, «in sede di finanziamento,
  il  contributo, in ragione del riparto della dotazione  complessiva
  prevista   dalla   L.R.  n.  16/2013,  con  decreto  dell'Assessore
  dell'Economia, previa delibera della Giunta Regionale, potrà essere
  modulato  in  misura  proporzionale alle  risorse  assegnate  e  al
  punteggio ottenuto».

                                                        L'Assessore
                                                        Mariarita
                                                   Sgarlata

   ZITO-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-FERRERI-FOTI-LA ROCCA-
   MANGIACAVALLO-PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI-ZAFARANA.       -
  «All'Assessore  per  i  beni  culturali  e  l'identità   siciliana,
  premesso che:

   la   Co.Ge.Ma.  (Compagnia  generale  del  magnesio)   inizia   la
  produzione nel 1974 a Priolo Gargallo (SR).

   il  31/05/2003 viene determinata la chiusura dello stabilimento ed
  il conseguente licenziamento dei lavoratori;

   i lavoratori vennero inseriti nel progetto P.A.R.I., Programma per
  il reimpiego di lavoratori svantaggiati;

   i  lavoratori sono andati avanti grazie ad una mobilità in  deroga
  che potrebbe non essere più rinnovata;

   considerato che:

   - la Giunta regionale, con deliberazione n. 121 dell'8 marzo 2006,
  riporta  nelle premesse come:  nella menzionata nota n.  24442/2006
  l'assessorato  regionale dei beni culturali ed ambientali  e  della
  pubblica  istruzione,  rappresenta che  con  nota  n.  238  del  23
  febbraio 2006 il comitato regionale per il lavoro, l'occupazione  e
  le  politiche  sociali, ha chiesto di esaminare la possibilità  che
  per  il  lavoratore  della società Co.Ge.Ma.  possa  destinarsi  la
  misura di intervento individuata per i lavoratori ex Spadafora,  ex
  Miraglia, ex Mediconf, ex Cometest, ex Privilegio, ex ITM ;

   sulla  delibera  si  legge: 'di convenire circa l'opportunità  del
  miglioramento dell'apertura di setti siti (archeologici) attraverso
  l'utilizzo  dei lavoratori ex Spadafora, ex Miraglia, ex  Mediconf,
  ex  Cometest, ex Privilegio, ex ITM, per 20 ore settimanali  per  6
  mesi,   utilizzando  a  tal  fine  le  somme  sul  capitolo  376546
  relativamente  alle  quali non sono ancora sorte  obbligazioni;  di
  dare  mandato al competente assessorato regionale ai beni culturali
  ed   ambientali  e  della  pubblica  istruzione  di   valutare   la
  possibilità  di  destinare ai lavoratori  Co.Ge.Ma.  la  misura  di
  intervento individuata per gli altri lavoratori sopra menzionati.';

   la  Giunta  regionale, nelle premesse della  deliberazione  n.  29
  dell'21 febbraio 2007, evidenzia come: 'vista la nota n. 16118  del
  20  febbraio  2007  con la quale l'assessorato regionale  dei  beni
  culturali  ed  ambientali e della pubblica  istruzione,  dopo  aver
  richiamato  il  contenuto  e le disposizioni  di  cui  alle  citate
  deliberazioni  della giunta regionale concernenti i  lavoratori  in
  argomento, rappresentata dai commi 460 e 461 della citata  legge  n
  296/2006  dispongono  che la società sviluppo  s.p.a.,  nell'ambito
  della  predisposizione entro il 31 marzo 2007 del piano di riordino
  e  di  dismissione  delle  proprie  partecipazioni  societarie  nei
  settori  non strategici di attività, prevedeva entro il  30  giugno
  2007  la  cessione  delle  partecipazioni di  minoranza  acquisite,
  procedendo  per  le  società  regionali  d'intesa  con  le  regioni
  interessate,  anche  tramite la cessione  a  titolo  gratuito  alle
  stesse  regioni o altre amministrazioni pubbliche delle  rispettive
  partecipazioni.';

   'Nella predetta nota n.16118/2007 l'assessorato regionale dei beni
  culturali,  nel  comunicare che l'assessore  ha  già  provveduto  a
  richiedere  per  l'esercizio finanziario 2007 l'appostamento  delle
  risorse necessarie sule pertinenze del capitolo 367546 del bilancio
  regionale,  nelle  more  dell'auspicata  acquisizione  delle  quote
  societarie  e  dell'attivazione di un nuovo rapporto  negoziale  di
  affidamento  dei  servizi, manifesta l'esigenza di procedere,  agli
  stessi  patti e condizioni, ad un ulteriore proroga [di  tre  mesi]
  del  contratto  di servizio con la Beni Culturali  s.p.a.  nel  cui
  alveo  siano altresì prorogati i contratti a termine stipulati  con
  lavoratori   della   società  in  argomento.'  (...)   'l'assessore
  regionale per i beni culturali rappresenta, altresì, che le  misure
  di intervento sopra individuate possono essere estese ai lavoratori
  della  società Co.Ge.Ma. di cui alla richiamata deliberazione della
  giunta regionale n.121/2006';

   vi  è una proroga fino al 30 giugno 2007 del contratto di servizio
  con  Beni Culturali s.p.a. che si estende anche ai lavoratori della
  società Co.Ge.Ma;

   visto che:

   il  2  febbraio 2012 viene presentata una interrogazione  a  firma
  dell'on.  Vinciullo  sulla 'Mancata assunzione  dei  lavoratori  ex
  Co.Ge.Ma.  di Siracusa da parte della beni Culturali s.p.a.'.  Tale
  interrogazione  pare  non  abbia avuto nessuna  risposta  da  parte
  dell'assessorato competente;

   molti lavoratori sono andati in pensione e che quelli rimasti  nel
  'limbo' della mobilità in deroga sono circa una decina;

   per sapere se non ritengano opportuno:

   chiarire  come  mai non siano state avviate le  procedure  per  le
  assunzioni nella Beni culturali s.p.a., a 20 ore settimanali,  come
  previsto  dalle  delibere di Giunta regionale n. 121  dell'8  marzo
  2006 e n. 29 del 21 febbraio 2007;

   definire   quanti  altri  ex  lavoratori  (come   definito   nella
  deliberazione  n.  121 dell'8 marzo 2006), concorsisti  o  precari,
  siano  in attesa di essere assegnati al settore dei BB.CC. o  della
  Ricezione turistica;

   definire quali siano le iniziative che questo Assessorato  intende
  intraprendere   per   l'inserimento  nei  BB.CC.   dei   pochissimi
  lavoratori ex Co.Ge.Ma. rimasti». (788)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «In riferimento all'interrogazione in oggetto e  sulla
  base  delle  notizie trasmesse dal Dipartimento con nota  prot.  n.
  47596 del 14.10.2013, si rappresenta quanto segue.
   In  ottemperanza alle deliberazioni della giunta regionale n.  121
  dell'8 marzo 2006 e n. 29 del 21 febbraio 2007 questo Dipartimento,
  con  nota  n. 28532 del 22.03.2007, ha trasmesso alla società  Beni
  Culturali  spa un elenco contenente i nominativi di n. 5 lavoratori
  della  ex  CO.GE.MA. per l'avvio delle procedure di assunzione,  di
  cui  alla  nota prot. n. 238 del 23.02.2006 del Comitato  Regionale
  per  il  Lavoro  della  Presidenza, l'occupazione  e  le  politiche
  sociali. In particolare, nella nota del Comitato in ultimo  citata,
  si  faceva  esplicito riferimento alla necessità, messa in  risalto
  dalle  OO.SS., di destinare la misura di intervento già individuata
  per  i  lavoratori ex Spatafora esclusivamente ai 5  lavoratori  ex
  COGEMA  in mobilità da due anni ai quali era a quella data  scaduto
  il trattamento di mobilità.
   In  data  07.06.2007,  con  nota  prot.  n.5750  la  società  Beni
  Culturali  spa  ha  comunicato  al Dipartimento  BB.CC.  l'avvenuta
  assunzione dei lavoratori di cui si è detto.
   Per  ulteriori  chiarimenti si allegano in  copia  la  nota  della
  Presidenza  prot.n.  238 del 23.02.2006 e quella  del  Dipartimento
  BB.CC. prot. n. 28532 del 22.03.2007».

                                                        L'Assessore
                                                        Mariarita
                                                   Sgarlata

   (L'allegato  alla  risposta é disponibile  presso  l'archivio  del
  Servizio Lavori d'Aula)

   IOPPOLO-MUSUMECI-FORMICA-CURRENTI-CIACCIO. - «Al Presidente  della
  Regione   e   all'Assessore  regionale  per  i  beni  culturali   e
  dell'identità siciliana, premesso che:

   l'articolo 7, comma 4 della legge regionale n. 17 del 28  dicembre
  2004  dispone  che 'l'Assessore regionale per i beni  culturali  ed
  ambientali  e  per  la pubblica istruzione, con cadenza  triennale,
  sentito  il Comitato di cui al comma 3 dell'articolo 9 della  legge
  regionale   27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   e
  integrazioni,  determina con proprio decreto le tariffe  d'ingresso
  ai  musei,  gallerie, aree archeologiche, parchi, giardini  e  siti
  monumentali,  sulla base di criteri economici, tenuto  conto  delle
  particolari condizioni delle diverse fasce di utenze';

   le  tariffe d'ingresso vigenti sono quelle determinate con Decreto
  Assessoriale  n. 19 del 17 maggio 2010, successivamente  modificato
  ed integrato dai Decreti Assessoriali n. 21 dell'1 giugno 2010 e n.
  1565 del 2 luglio 2012;

   in  particolare, il Decreto Assessoriale di cui sopra ha stabilito
  l'applicazione di una tariffa agevolata, del costo di 1, solo per i
  visitatori  residenti nelle rispettive province in cui  ricadono  i
  siti, escludendo qualsiasi vantaggio per i residenti in Sicilia;

   ritenuto   che   appare   e  sarebbe  assai  opportuno   stabilire
  l'applicazione  di  una tariffa agevolata,  altresì,  per  tutti  i
  visitatori   residenti   nella  regione   Sicilia   al   fine   del
  raggiungimento, almeno, delle seguenti finalità:

   a)  favorire  la conoscenza e la frequentazione dei prestigiosi  e
  inestimabili siti culturali isolani;

   b)  promuovere  la  divulgazione e diffusione del  fascino  e  dei
  contenuti del vastissimo giacimento culturale siciliano, attraverso
  la  narrazione di chi sente di doverlo conoscere e approfondire  e,
  questi,  non  può  che essere principalmente e prioritariamente  il
  cittadino residente e dimorante in Sicilia;

   c)   promuovere  sviluppo  del  turismo  interno  come  volàno   e
  moltiplicatore di quello nazionale, europeo e mondiale  che,  solo,
  può essere immaginato e incentivato attraverso la consapevolezza di
  un'intera  popolazione del proprio tesoro materiale  e  immateriale
  che  viene  definito:  cultura, storia, tradizione  e  capacità  di
  tramandarlo  e  trasferirlo a chi ancora non  lo  conosce  o,  come
  purtroppo accade, non lo ha ancora visitato e conosciuto;

   per  sapere  se  non  si ritenga opportuno, in  sede  di  prossima
  revisione  delle  tariffe d'ingresso presso musei,  gallerie,  aree
  archeologiche,  parchi,  giardini  e  siti  monumentali,  stabilire
  l'applicazione  di una tariffa agevolata, pari  al  50%  di  quella
  ordinaria, per i visitatori residenti nell'intero territorio  della
  regione   Sicilia,  al  fine  di  favorire  la  conoscenza   e   la
  frequentazione  dei  detti siti culturali e, più  in  generale,  lo
  sviluppo del turismo». (1088)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. -«Con riferimento all'interrogazione in oggetto e  sulla
  scorta  della  nota  prot.  n. 47400 del 10/10/2013  trasmessa  dal
  Dipartimento, si riferisce che l'U.E., ha condannato  l'Italia  per
  le  tariffe  agevolate in favore di cittadini e residenti  con  una
  espressa pronunzia della Corte di Giustizia Europea del 16.01.2003.
  La  Corte  ha  stabilito  infatti che  una  normativa  nazionale  o
  regionale,  così come un regolamento tariffario di un ente  locale,
  di  uno  stato  membro che comporti una riduzione dei biglietti  di
  ingresso  a musei, gallerie, siti archeologici, giardini e  palazzi
  monumentali  rivolta  esclusivamente ai residenti  e  ai  cittadini
  italiani  configura una forma di discriminazione  fra  i  cittadini
  europei.  Risulta dalla giurisprudenza della Corte che il principio
  di  parità  di  trattamento, del quale l'art.  49  CE  è  specifica
  espressione,  vieta non soltanto le discriminazioni  palesi  basate
  sulla  cittadinanza,  ma anche qualsiasi forma  di  discriminazione
  dissimulata  che,  mediante il ricorso ad altri criteri  distintivi
  produca,   in   pratica,   lo   stesso   risultato.   Inoltre,   le
  considerazioni  di  ordine  economico  avanzate  dalla   Repubblica
  italiana  in sede di giudizio presso la Corte europea,  relative  a
  motivi  di  coerenza fiscale, ovvero che i residenti attraverso  il
  pagamento delle tasse partecipano alla gestione dei siti culturali,
  sono   state  ritenute  egualmente  incompatibili  con  il  diritto
  comunitario,  dal  momento  che non esiste  un  nesso  diretto  tra
  l'imposizione  delle  tasse e l'onere del  costo  di  gestione  dei
  luoghi della cultura.
   Pertanto,  questo Assessorato ha dato mandato al Comitato  per  la
  determinazione  dei biglietti di ingresso a musei,  gallerie,  siti
  archeologici, giardini e palazzi monumentali regionali  di  avviare
  l'analisi  sullo  stato di fatto dei biglietti d'ingresso  ad  oggi
  istituiti  a  livello  regionale  per  uniformarla  alle  normative
  europee.

   La  Scrivente  rimane  disponibile per  ogni  eventuale  ulteriore
  chiarimento».

                                                        L'Assessore
                                                        Mariarita
                                                   Sgarlata

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO  DELLA SEDUTA

   DISEGNO  DI  LEGGE  N.  N.  351/A  TUTELA E  VALORIZZAZIONE  DELLE
  RISORSE   GENETICHE    BORN   IN  SICILY'   PER   L'AGRICOLTURA   E
  L'ALIMENTAZIONE .

     All'articolo 2:

   Emendamento 2.2:

   Al comma 1 dopo le parole  risorse genetiche  aggiungere  proprie
   del centro genetico del mediterraneo:

   Subemendamento 2.1.1:

   Sostituire  le  parole  la Regione  con le parole   l'Assessorato
   regionale  per  le risorse agricole e alimentari  -  Dipartimento
   degli interventi strutturali per l'agricoltura .

   Emendamento 2.1:

   Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:

    4.  La  Regione procede, entro un anno dalla data di entrata  in
   vigore  della  presente legge, alla realizzazione  di  una  mappa
   dell'intero territorio regionale per una migliore, omogenea e più
   diretta  identificazione e caratterizzazione degli ambiti  locali
   di cui al comma 3.

     All'articolo 6:

   Emendamento 6.1:

   Al   comma   4,   dopo  le  parole   il  repertorio    aggiungere
    volontario regionale .

     All'articolo 7:

   Emendamento 7.1:

   Al  comma  3,  lettera  b) sostituire le  parole   competente  in
   materia  con  degli interventi strutturali per l'agricoltura .

   Emendamento 7.2:

   Al   comma  3,  lettera  d)  sostituire  la  parola   mondo   con
    settore .

   Emendamento 7.3:

   I commi 4 e 5 sono sostituiti dal seguente:

   4.  La  nomina  e la revoca della Commissione tecnico-scientifica
   sono  di  competenza  dell'Assessore  regionale  per  le  risorse
   agricole  e  alimentari. La commissione resta  in  carica  cinque
   anni. La partecipazione ai lavori della Commissione è gratuita  e
   da essa non deriva alcuna forma di rimborso.

   Subemendamento 7.5.1:

   Dopo  le  parole   del Piano di sviluppo rurale Sicilia   cassare
    2007/2013    e   aggiungere  dopo  le   parole    Organizzazioni
   Professionali Agricole  le parole  rappresentate nel CNEL

   Emendamento 7.5:

   Al  comma  3,  lettera e) dopo le parole  del Piano  di  sviluppo
   rurale    Sicilia    2007/2013    aggiungere    indicato    dalle
   Organizzazioni Professionali Agricole .

     All'articolo 8:

   Emendamento 8.1:

   Sostituire  la rubrica con la seguente:  Conservazione  ex  situ.
   Rete  di  conservazione  e salvaguardia delle  risorse  genetiche
   autoctone

   Emendamento 8.2:

   Al  comma  5,  dopo  le  parole   risorse  genetiche   aggiungere
    autoctone

   Emendamento 8.8:

   Dopo il comma 6 aggiungere il 6 bis:

    La  rete  regionale  si  collega  ed  interagisce  con  la  rete
   nazionale ed in particolare con il Consiglio per la ricerca e  la
   sperimentazione  in  agricoltura  (C.R.A.)  quale   soggetto   di
   coordinamento   a  livello  nazionale  fra  il  Ministero   delle
   politiche  agricole  e forestali (MIPAF) e  le  regioni,  per  le
   attività di cui alla presente legge .

   Emendamento 8.4:

   Al  comma  11  sostituire  le parole  il competente  Dipartimento
   dell'Assessorato regionale delle risorse agricole ed  alimentari
   con   il Dipartimento regionale degli interventi strutturali  per
   l'agricoltura

   Emendamento 8.6:

   Sopprimere il comma 12.

     All'articolo 9:

   Emendamento 9.1:

   Al  comma  3  sostituire  le parole  dal  Dipartimento  regionale
   competente  in  materia  di agricoltura   con   dal  Dipartimento
   regionale degli interventi strutturali per l'agricoltura

     All'articolo 11:

   Emendamento 11.2:

   Il comma 1 è sostituito dal seguente:

    1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
   legge,  con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 12  dello
   Statuto  speciale della Regione, previo parere della  Commissione
   tecnico-scientifica di cui all'articolo 7, sono  disciplinate  le
   modalità di attuazione della presente legge.

   Emendamento 11.4:

   Al  comma  2,  lettera f) dopo le parole  impianti specializzati
   aggiungere  le parole  , ad esclusione di quelli che prevedono  i
   trattamenti termici, .

   Emendamento 11.3:

   Al comma 2 sopprimere le lettere g) ed h).

   Subemendamento 11.6.1 (interamente sostitutivo dell'emendamento
   11.6):

   All'articolo 11, comma 2, lettera g) è aggiunta la seguente
   lettera g1)

   g1)   le   procedure  relative  all'identificazione,   tutela   e
   tracciabilità della biodiversità autoctona attraverso l'esame del
   DNA ad opera degli Istituti riconosciuti.

     Emendamenti articoli aggiuntivi:

   Emendamento A.2:

   Aggiungere il seguente articolo:

    Art .  -  1.  Dall'attuazione delle  disposizioni  di  cui  alla
   presente  legge  non possono derivare nuovi o  maggiori  oneri  a
   carico  del  bilancio della Regione e ai relativi adempimenti  si
   provvede   con  le  risorse  umane,  finanziarie  e   strumentali
   disponibili a legislazione vigente.

     Emendamenti ai sensi dell'art. 117 R.I.:

   Emendamento 117.1:

   -  All'articolo  7, comma 3, lett. e) cassare le parole   di  cui
   alla  Misura  214/2  B  del  Piano  di  sviluppo  rurale  Sicilia
   2007/2013 .

     -  All'articolo 7, dopo il comma 3, aggiungere il seguente:   In
  sede  di prima applicazione della presente legge, il rappresentante
  di  cui alla lettera e) del comma 3 è individuato tra i soggetti di
  cui al comma 5 dell'articolo 9 .