Presidenza del vicepresidente Venturino
LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Leanza e Sudano sono in
congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreto di nomina di componente di Commissione
PRESIDENTE. Comunico che, con decreto n. 258 del 6 novembre 2013,
l'onorevole Giuseppe Milazzo è nominato componente della I
Commissione legislativa permanente Affari istituzionali, in
sostituzione dell'onorevole Assenza, dimissionario.
Do lettura del predetto decreto:
«ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
I L P R E S I D E N T E
VISTE le dimissioni dell'onorevole Giorgio Assenza dalla I
Commissione legislativa permanente Affari istituzionali, pervenute
alla Presidenza il 5 novembre 2013;
CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;
VISTA la designazione del Gruppo parlamentare Popolo della
Libertà - verso il PPE al quale l'onorevole Assenza appartiene;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
D E C R E T A
l'onorevole Giuseppe MILAZZO è nominato componente della I
Commissione legislativa permanente Affari istituzionali, in
sostituzione dell'onorevole Assenza, dimissionario.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea».
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione della mozione n. 197 Soluzioni della criticità
dei laboratori di analisi nel territorio siciliano
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in considerazione della richiesta
dell'assessore per la salute, dottoressa Borsellino, di discutere
adesso una mozione di sua competenza, dovendo successivamente
partecipare ad una riunione di Giunta, propongo di passare
all'ottavo punto dell'ordine.
Resta così stabilito.
Si passa all'ottavo punto dell'ordine del giorno: Discussione
della mozione numero 197 Soluzione delle criticità dei laboratori
di analisi nel territorio siciliano , degli onorevoli Zito,
Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti, La Rocca,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
VISTO che:
dall'1 gennaio 1998 ad oggi gli specialisti accreditati hanno
erogato prestazioni in ottemperanza al Nomenclatore Tariffario
Regionale di cui al D. A. N. 24059 dell'11 dicembre 1997,
pubblicato sulla GURS n. 4, parte prima, del 24 gennaio 1998,
contenente le tariffe per la remunerazione delle prestazioni
specialistiche, comprese quelle di laboratorio;
la predisposizione del D. A. n. 24059 si rese a suo tempo
necessaria per superare e scongiurare l'applicazione delle tariffe
contenute nel cosiddetto Decreto Bindi del 22 luglio 1996 che
comportava una decurtazione media del 25-30% rispetto alle tariffe
allora in vigore, e risalenti al 1991. Alla stessa maniera
operarono molte altre Regioni, dotandosi di un proprio Nomenclatore
Tariffario;
le citate tariffe, ferme dunque dal 1997, in sedici anni hanno
goduto di una rivalutazione del 1,7% a far data dall'1 gennaio del
2004, ma di contro da alcuni anni vengono rendicontate alle ASP con
lo sconto del 20%;
dall'1 giugno 2013, infatti, la Regione siciliana ha adottato tout
court il nuovo nomenclatore tariffario, cosiddetto 'Balduzzi',
contenuto nel Decreto del Ministero della Salute del 18 ottobre
2012, pubblicato sulla GURI n. 23 del 28-01-2013 - Suppl. Ordinario
n. 8, che comporta un abbattimento del 42-44% delle tariffe fino ad
allora vigenti nella nostra Regione e risalenti al 1997 ;
appare di tutta evidenza l'irragionevole follia di un nomenclatore
contenente tariffe assolutamente antieconomiche, anacronistiche e
scriteriate. In altre parole si tratterebbe di tariffe
inapplicabili, in quanto costringerebbero e, stante la situazione,
costringeranno le strutture al fallimento, non potendo continuare
ad erogare prestazioni di laboratorio, tanto meno prestazioni di
qualità;
considerando poi che le stesse tariffe si applicherebbero anche
alle strutture pubbliche, non si riesce a capire come queste
potranno far fronte ad un eventuale aumento di richiesta di
prestazioni e ad una contestuale diminuzione delle tariffe, fermi
restando i costi da sostenere con i fornitori ;
ma quand'anche venisse meno il tariffario Balduzzi, ricordiamo che
l'Assessore Borsellino, con D.A. 0170/13 del 28/01/2013, ha
riesumato il vecchio nomenclatore 'Bindi', peggiore del Balduzzi,
sancendone la vigenza nonché la retroattività a far data dal 2008,
e richiedendo, pertanto, la restituzione delle somme già percepite
dalle strutture, pari alla differenza fra il tariffario regionale e
il Bindi per il periodo dal 2008 al 2013. E in quest'ottica già
alcune ASP stanno effettuando trattenute del 15% sugli emolumenti
mensili già abbattuti del 42%;
in base a quanto sopra, riassumiamo le seguenti riflessioni e lo
scenario finale che si prospetterà:
le tariffe del nomenclatore regionale, attualmente abrogato dal
'Balduzzi', se appena congrue nel 1997, oggi, considerando la
svalutazione, il passaggio all'euro, la mancata rivalutazione ISTAT
come la legge vorrebbe, lo sconto del 20% applicato, l'aumento dei
costi delle apparecchiature e dei materiali, l'aumento del costo
del lavoro, risultano già ben poco remunerative se non, in alcuni
casi, antieconomiche;
con l'abbattimento delle stesse di un ulteriore 42% è fin troppo
ovvio che si va ben al di sotto del mero costo di produzione;
pare che sarà inevitabile il fallimento per molte strutture, con
tutte le conseguenze del caso;
si perderanno in Sicilia, già così pesantemente caratterizzata da
un drammatico elevato tasso di disoccupazione, migliaia di
ulteriori posti di lavoro, dato che il comparto dà lavoro in
maniera poco visibile ma con forte incidenza;
verrà via via meno l'assistenza assicurata da strutture
capillarmente presenti sul territorio, che oggi erogano l'80% del
totale delle prestazioni rese;
laddove qualcuno mantenesse l'assistenza in regime di
accreditamento verrebbero certamente meno i più elementari standard
di qualità e sarebbe altresì lecito ipotizzare di peggio;
aumenterà paradossalmente la spesa sanitaria, considerato che le
stesse prestazioni erogate nella struttura pubblica costano 3-4
volte di più;
si allungheranno a dismisura le liste di attesa, in atto
inesistenti presso le strutture specialistiche private
accreditate e contrattualizzate;
il sistema pubblico, che oggi eroga solo il 20% delle prestazioni,
non potrà assicurare i fabbisogni quali-quantitativi di assistenza
specialistica di Laboratorio;
si accenderanno innumerevoli contenziosi di varia fattispecie,
impegna il Governo della Regione e per esso l'Assessore per la
salute
in attesa della sentenza del TAR Lazio sul tariffario del Decreto
Balduzzi che verrà pronunciata il 03-12-2013, a provvedere:
all'immediata sospensione del tariffario, del provvedimento
assessoriale D.A. 0170/13 del 28/01/2013 oltre al blocco del
rientro delle somme dovute del 15% dal 2007-2011;
all'istituzione di un tavolo tecnico, anche successivamente alla
sentenza del TAR Lazio sul tariffario del Decreto Balduzzi,
prevista per il 03-12-2013;
alla predisposizione e conseguente emanazione di una specifica
normativa che regolamenti il settore e preveda garanzie di regole
certe per una corretta assistenza sanitaria specialistica ai
cittadini siciliani.» (197)
ZITO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori in
Commissione abbiamo avuto più occasioni di sentire quelle che sono
state le criticità, abbiamo audito più volte i laboratori e i
rappresentanti di laboratori di analisi e sono emerse tante
criticità.
Hanno riferito che si sono ritrovati a passare da un tariffario ad
un altro, dal tariffario Bindi' al tariffario Balduzzi', e in più
condannati a pagare il pregresso venendosi a trovare in una
situazione di crisi immediata e tempestiva.
Questa risoluzione non serve ad altro che a perdere meno tempo,
forse questo è riconducibile ad una mia colpa poiché andava
presentata un poco prima, il fatto è che siamo in attesa della
sentenza del TAR Lazio, che dovrebbe essere verosimilmente il 3
dicembre, proprio su quello che è il tariffario Balduzzi'.
Quello che si chiede in questa mozione è di sospendere, in questo
momento, l'applicazione di questo tariffario, in attesa di quella
sentenza che dirà se questo tariffario Balduzzi' andrà bene o
meno.
Allo stesso tempo, cosa importante di questa mozione, è istituire
un tavolo tecnico continuo, anche se dovesse andare male la
sentenza del TAR, dove sia i laboratori che l'Assessorato possano
trovare un punto di incontro per evitare che il comparto vada in
crisi.
L'ultimo aspetto riguarda l'assenza di una legge-quadro per quanto
riguardano i laboratori di analisi e le anticipo, assessore, che
già sto lavorando in merito, però sarebbe opportuno che il Governo
inizi a lavorare anche su questo tema per normare non solo questo
comparto, manca una legge quadro in generale, ma anche su quelli
che sono i laboratori privati ad oggi, quindi, trovare una legge
quadro che possa disciplinare da qui in poi questa categoria.
Per il resto, sa benissimo - poiché se ne è parlato nelle
audizioni - quali siano i problemi principali, è emerso anche un
aspetto che nella mozione non è esplicitata, ma che tengo a
ricordare ed ossia che ci era stato denunciato che i laboratori di
analisi pubblici spesso costano 3-4 volte quelli privati ed è una
vicenda sulla quale, più volte, le ho chiesto chiarimenti e
verifiche relativamente a queste affermazioni.
Oggi siamo qui per avere una proroga di un mese e, soprattutto,
per cominciare a sedersi in un unico tavolo e discutere sulla
risoluzione dei problemi e come inquadrarli in una legge che li
disciplini.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulla mozione appena
illustrata.
Non essendoci iscritti a parlare, ha facoltà di parlare
l'assessore Borsellino.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, la storia dei laboratori è una storia particolarmente
complessa perché questi, rispetto alle strutture che erogano
prestazioni specialistiche convenzionate sul territorio, sono
sicuramente gli erogatori più numerosamente presenti sul territorio
regionale. Ricordiamo che alla fine del 2010 erano presenti in
Sicilia oltre 660 laboratori d'analisi, numero assolutamente
elevato che, da un'analisi delle prestazioni eseguite da questi
erogatori, documentava sicuramente un numero piuttosto basso di
volumi di prestazioni/anno per oltre il 50 per cento delle
strutture presenti.
Un processo di riqualificazione della medicina di laboratorio è
stato già imposto dal legislatore nazionale con un'intesa Stato-
Regioni che è stata recepita con più provvedimenti amministrativi
da parte dell'Assessorato che ha portato ad una rivisitazione della
rete dei laboratori pubblica e privata già a partire dal piano di
rientro 2007-2009.
Con il programma operativo di prosecuzione del piano di rientro,
per il successivo triennio, questo processo è proseguito e ha
portato ad una contrazione di queste strutture a 443, questo è il
numero attualmente presente di strutture private sul territorio.
A parte questa premessa di tipo strutturale e organizzativo, si è
profilata poi la necessità di attuare quella che era una sentenza -
già passata in giudicato in primo e secondo grado - sulla base di
un contenzioso innescato dalle medesime strutture che ha portato
l'Assessorato, inevitabilmente, in esecuzione di una pronuncia
giurisdizionale ad adottare il decreto cosiddetto Bindi per il
breve periodo intercorrente dalla pronuncia della sentenza
all'introduzione del decreto cosiddetto Balduzzi , avvenuta dal
primo giugno di quest'anno.
Il disagio alimentatosi all'interno della categoria è compreso
dall'amministrazione nella misura in cui le tariffe nazionali sono
di valore, per la medicina di laboratorio, sicuramente inferiore
rispetto al tariffario regionale da cui provenivamo, è chiaro che
sono state ascoltate e oggetto di numerosi incontri tecnici presso
l'amministrazione, si è provato a trovare delle soluzioni tecniche
che potessero compensare questa differenza di valore, ma la legge
nazionale impedisce alle Regioni di potere attuare tariffe
regionali difformi dal tariffario nazionale.
Sappiamo anche che c'è stata una sospensiva del tariffario
nazionale avanti il TAR Lazio, che come è stato ricordato
dall'onorevole Zito, verrà pronunziata il 3 dicembre, per cui
parlare di sospensione, così come ci chiede la mozione, quasi alla
vigilia della pronuncia del TAR Lazio, mi sembra alquanto
rischioso, anche nella considerazione che le trattenute mensili,
che vengono in questo momento operate sui laboratori, per quanto
riguarda le somme che sarebbero state corrisposte in relazione alle
vecchie tariffe regionali, adesso non più in vigore, sono somme che
l'amministrazione è tenuta a richiedere, se non fosse altro perché
ha l'obbligo di dare luogo all'accertamento delle entrate.
Ricordiamo tutti che uno dei primi articoli della finanziaria di
quest'anno faceva leva proprio su queste entrate per potere poi
determinare la chiusura del bilancio regionale. Noi come
amministrazione al ramo, abbiamo l'obbligo dell'accertamento delle
entrate, quindi, fino a quando non ci sarà una pronuncia definitiva
sulla vigenza e sulla congruità dei valori tariffari previsti dal
tariffario Balduzzi', io ritengo che non ci siano i presupposti
normativi per potere determinare in questo momento una sospensione
dei decreti assessoriali in vigore. Grazie.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Forzese è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Discussione della mozione n. 197 Soluzioni della criticità dei
laboratori
di analisi nel territorio siciliano
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 197. Il parere del
Governo?
BORSELLINO, assessore per la salute. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione della mozione n. 135 «Verifica e monitoraggio dello
stato di attuazione della legge 5 aprile 2011, n. 5, in materia di
semplificazione della Pubblica Amministrazione»
PRESIDENTE. Si passa al quarto punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione numero 135 «Verifica e monitoraggio dello
stato di attuazione della legge regionale 5 aprile 2011, n. 5, in
materia di semplificazione della Pubblica Amministrazione», degli
onorevoli Lombardo, Di Mauro, Federico, Figuccia, Greco G.,
Fiorenza e Lo Sciuto.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
gli organi di stampa e l'opinione pubblica, giustamente, lodano il
Governo Letta per il varo di un corposo decreto legge, ribattezzato
cd. 'Decreto del fare', che contiene una serie di misure volte al
rilancio dell'economia del Paese, anche attraverso la
semplificazione burocratica e lo snellimento del rapporto di
cittadini e imprese con la pubblica amministrazione;
in particolare, nel 'Decreto del fare', tra le misure a sostegno
delle imprese, è introdotta una vera e propria 'multa' a carico
delle P.A. in ritardo nella conclusione dei procedimenti
amministrativi, secondo cui, se il titolare del potere sostitutivo
(cioè chi subentra al funzionario ('ritardatario') non conclude la
procedura entro i tempi certi previsti dalla legge, scatta un
risarcimento pari a 50 Euro al giorno fino a un massimo di 2.000
euro;
RITENUTO che:
la Regione siciliana, con legge n. 5 del 5 aprile 2011,
ispirandosi ai superiori principi di buon andamento, trasparenza ed
imparzialità della P.A., si è già dotata di un moderno (ed
all'avanguardia) sistema di regole concernenti i tempi di
conclusione del procedimento amministrativo, sancendo precisi
termini massimi di durata per singola tipologia di procedimento
(salvo espresse eccezioni), responsabilità e sanzioni a carico
dei dirigenti responsabili;
nello specifico, il comma 1 dell'articolo 2 della cd. 'Riforma
Chinnici', sostituendo l'articolo 2 della legge regionale 30
aprile 1991, n. 10, recita che: 'Nei casi in cui le leggi o i
regolamenti adottati ai sensi dei commi 2 bis e 2 ter non
prevedano un termine diverso, le pubbliche amministrazioni hanno il
dovere di concludere il procedimento entro il termine di trenta
giorni. Tale termine decorre dall'inizio d'ufficio del procedimento
o dal ricevimento della domanda se il procedimento è ad iniziativa
di parte; 2 bis. Con decreto del Presidente della Regione su
proposta dell'Assessore regionale competente, le amministrazioni
regionali individuano i termini, non superiori a sessanta giorni,
entro i quali deve essere concluso il procedimento. Gli altri
enti di cui all'articolo 1 provvedono a fissare, secondo i propri
ordinamenti, i termini, non superiori a sessanta giorni, per la
conclusione del procedimento 2 ter. Nei casi in cui, tenuto
conto della sostenibilità dei tempi sotto il profilo
dell'organizzazione amministrativa, della natura degli interessi
pubblici tutelati e della particolare complessità del
procedimento, siano indispensabili termini maggiori di quelli
indicati nel comma 2 bis per la conclusione del procedimento, gli
stessi sono individuati con decreto del Presidente della Regione,
su proposta dell'Assessore regionale competente di concerto con
l'Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica. I termini previsti non possono comunque superare i
centocinquanta giorni.
Analogamente, gli altri enti di cui all'articolo 1 possono
determinare, secondo i propri ordinamenti, termini non superiori
a centocinquanta giorni per la conclusione del procedimento. 3. Il
termine per la conclusione del procedimento è reso pubblico con
mezzi idonei e, in ogni caso, è immediatamente pubblicizzato
attraverso i siti web delle singole amministrazioni. 4. Il
termine per la conclusione del procedimento può essere sospeso
dall'amministrazione procedente per l'acquisizione di pareri,
secondo quanto previsto dalla disciplina generale in materia, e,
per una sola volta e fino ad un massimo di trenta giorni, per
l'acquisizione di informazioni, documenti o certificazioni
relativi a fatti, stati o qualità che risultino necessari e che
non siano già in possesso della stessa amministrazione procedente.
4 bis. Nell'ipotesi di mancata conclusione del procedimento entro
il termine previsto, devono essere motivate le ragioni del
ritardo. Ai fini della verifica di quanto addotto a
giustificazione del mancato rispetto del termine, la pubblica
amministrazione costituisce nuclei ispettivi interni. 4 ter. La
mancata o la ritardata emanazione del provvedimento sono valutate
al fine della responsabilità dirigenziale, disciplinare ed
amministrativa nonché al fine dell'attribuzione della
retribuzione di risultato. I dati relativi al rispetto dei termini
di conclusione del procedimento e all'ammontare delle somme
corrisposte ai sensi del comma 4 quater costituiscono parametri di
valutazione delle performance delle amministrazioni pubbliche e
della qualità dei servizi pubblici, anche ai sensi e per le
finalità di cui al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 e
al decreto legislativo 20 dicembre 2009, n. 198. 4 quater. Le
pubbliche amministrazioni sono tenute al risarcimento del danno
ingiusto cagionato in conseguenza dell'inosservanza, dolosa o
colposa, del termine per la conclusione del procedimento';
come noto, ripetuti ed innumerevoli casi di lungaggini
burocratiche nel completamento di diversi iter amministrativi
(quali, ad esempio, il rilascio di semplici autorizzazioni per
l'avvio di attività d'impresa) hanno addirittura spinto
autorevoli economisti al punto di definire la burocrazia regionale
il 'vero cancro dell'economia dell'isola'; ciò perché una procedura
amministrativa semplice, snella e veloce costituisce condicio sine
qua non per il rilancio dell'economia della Regione,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore regionale per le autonomie locali
e la funzione pubblica
ad intraprendere ogni attività ed azione finalizzata alla
verifica, monitoraggio e vigilanza circa la piena ed
incondizionata attuazione di quanto sancito nella legge regionale
5 aprile 2011, n. 5, per assicurare e garantire la conclusione,
entro i termini certi ivi previsti, di tutti i procedimenti
amministrativi, così tutelando ed agevolando cittadini ed
imprese.» (135)
LO SCIUTO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO SCIUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mozione di
cui sono firmatario è Verifica e monitoraggio dello stato di
attuazione della legge 5 aprile 2011, n. 5, in materia di
semplificazione della Pubblica Amministrazione .
Con questa mozione, la Regione siciliana, con legge n. 5 del 5
aprile 2011, ispirandosi ai superiori principi di buon andamento,
trasparenza e di imparzialità della Pubblica Amministrazione, si è
già dotata di un moderno sistema di regole concernenti i tempi di
conclusione del procedimento amministrativo, sancendo precisi
termini massimi di durata per singola tipologia di procedimento,
salvo sorprese eccezionali.
Nello specifico, si chiede di applicare, come previsto dalla
Riforma Chinnici , che le pubbliche amministrazioni hanno il
dovere di concludere il procedimento entro il termine di trenta
giorni, tale termine decorre dall'inizio del recepimento della
domanda.
Con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale competente, le amministrazioni regionali
individuano i termini, non superiori a 60 giorni, entro i quali
deve essere concluso il procedimento. Gli altri enti, di cui
all'articolo 1, provvedono a fissare secondo il proprio ordinamento
i termini non superiori a 60 giorni.
Con la mozione si chiede e si impegna il Governo affinché
l'assessorato regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica intraprenda ogni attività e azione finalizzata alla
verifica, monitoraggio e vigilanza circa la pena ed incondizionata
attuazione di quanto sancito dalla legge regionale 5 aprile 2011,
n. 5, per assicurare e garantire la conclusione entro i termini
previsti di tutti i procedimenti amministrativi così tutelando e
agevolando cittadini e imprese.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulla mozione appena
illustrata.
Non essendoci iscritti a parlare, ha facoltà di parlare
l'assessore Valenti.
VALENTI, assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, preciso subito che
il Governo è impegnato in questo momento in una forte azione di
riordino delle procedure amministrative, proprio nella
consapevolezza che è assolutamente necessario semplificare i
procedimenti amministrativi e garantire risposte in tempi certi ai
cittadini e alle imprese.
Con la mozione numero 135 gli onorevoli interroganti chiedono che
venga intrapresa ogni attività e azione finalizzata proprio alla
verifica, monitoraggio e vigilanza di quanto previsto dalla legge
regionale del 5 aprile 2011, n. 5.
Sia nel corso del 2011 che del 2012 sono stati adottati e
pubblicati sulla G.U.R.S., nonché sul sito dell'amministrazione
regionale, quindi sui siti web di ciascun dipartimento, i
regolamenti attuativi proprio ai sensi dell'articolo 2, comma 2 bis
e 2 ter della legge 5 del 2011 relativa a tutti i dipartimenti
regionali.
Questi regolamenti contengono i procedimenti amministrativi di
competenza di ciascuna struttura dipartimentale, con indicati
termini di conclusioni fino a 60 giorni e fino a 150 giorni se
previsti da esplicite norme, leggi o regolamenti.
Inoltre, l'amministrazione ha effettuato la ricognizione di ogni
altro procedimento amministrativo i cui termini di conclusione sono
minori o pari a trenta giorni. Tutti questi ultimi sono stati
raccolti in un'apposita tabella, denominata C, riportante proprio
questa ricognizione e anch'essi consultabili sul sito istituzionale
alla pagina web di ciascun dipartimento.
La medesima legge regionale 5 del 2011, all'articolo 2, comma 4
bis, al fine di procedere al monitoraggio e alla verifica del
rispetto dei termini di conclusione dei procedimenti amministrativi
prevede che presso ogni dipartimento debbono essere istituiti
appositi nuclei ispettivi interni, cui è demandata anche la
verifica del rispetto dell'ordine cronologico nella trattazione
delle pratiche.
Con successiva circolare del dipartimento della funzione pubblica
sono state fornite a tutti i dipartimenti regionali le indicazioni
per la costituzione di questi nuclei, che ad oggi risultano
costituiti in 20 dipartimenti su 28.
Ai sensi di quanto previsto dall'articolo 16 della legge 5 del
2011, nei giorni scorsi la Giunta regionale, su proposta mia, ha
approvato il disegno di legge Disposizioni in materia di
semplificazione e accelerazione dei procedimenti amministrativi al
fine di agevolare lo sviluppo socio-economico; disegno di legge che
è appena stato trasmesso qui in Aula e tendente, fra l'altro, a
recepire le norme introdotte in campo nazionale con il cosiddetto
Decreto del fare , che è stato citato proprio dagli onorevoli
firmatari, e che prevedono sanzioni anche peculiari nei confronti
dei dirigenti e dei funzionari della pubblica amministrazione che
ritardano l'emanazione di provvedimenti a favore di cittadini e
imprese, per un valore di 30 euro giornaliere per il ritardo e fino
a un massimo di euro 2000 a titolo di risarcimento.
Leggo proprio il passaggio del disegno di legge, articolo 3, comma
1: Trovano applicazione nel territorio della Regione siciliana le
disposizioni in materia di indennizzo per mero ritardo di cui
all'articolo 28 del D.L. 21 giugno 2013, n. 68, convertito con
modificazione dall'articolo 1, comma 1, della legge 9 agosto 2013,
n. 98 e successive modifiche ed integrazioni.
Resta, comunque, in pregiudicato il diritto al risarcimento del
danno ingiusto cagionato dall'inosservanza, dolosa o colposa, del
termine di conclusione del procedimento .
Inoltre, sempre nell'ambito della strategia portata avanti da
questo Governo, per quanto riguarda le attività produttive, dove in
particolare assumono un ruolo fondamentale i processi di
semplificazione amministrativa e di riduzione degli oneri a carico
delle imprese, è stato anche approvato dalla Giunta, proprio la
settimana scorsa, il disegno di legge relativo al Testo unico delle
attività produttive che, per la prima volta, introduce una
disciplina organica in materia di attività produttive, ponendosi
quale unico testo di riferimento per gli operatori economici che
operano nel territorio della Regione.
In particolare, si segnala, ad esempio, che l'articolo 1
stabilisce con chiarezza, in applicazione della normativa ormai da
tempo adottata a livello nazionale, che l'iniziativa e l'attività
economica privata sono libere ed è permesso tutto ciò che non è
espressamente vietato dalla presente legge ovvero da altre leggi
nazionali e regionali . Questa norma, di fatto già attuata
largamente nel nostro territorio nazionale, qui da noi non trovava
ancora applicazione.
Viene introdotto, inoltre, con chiarezza, all'interno del
territorio regionale, il principio sulla scorta del quale, qualora
non ricorra un'ipotesi di regime autorizzatorio, l'attività
economica può essere avviata tramite una semplice segnalazione
certificata di inizio attività, la SCIA.
E ancora, con riferimento, ad esempio, alla procedura per
l'apertura di una medio, grande struttura di vendita è prevista la
necessità di un'autorizzazione rilasciata dal SUAP.
Tuttavia, al fine di semplificare il procedimento amministrativo
ed in linea con la normativa comunitaria, si prevede che, trascorsi
rispettivamente 60 giorni o 180 giorni dalla ricezione
dell'istanza, la stessa si intende tacitamente accolta.
Entrambi i disegni di legge sono stati trasmessi all'Assemblea
regionale siciliana e il Governo confida molto in una rapida
approvazione e pubblicazione degli stessi, perché in effetti il
combinato disposto di entrambi contiene importanti novità per la
sburocratizzazione e per velocizzare il procedimento
amministrativo.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
questa mattina in sordina abbiamo trattato un argomento molto
delicato sulla semplificazione amministrativa.
Considerato che voglio svolgere bene il mio lavoro, voglio capire
se l'assessore Valenti crede veramente a tutto quello che ha detto.
Ci crede per davvero che la Pubblica Amministrazione in Sicilia non
funziona malissimo e lei ha presentato due disegni di legge per
farla funzionare bene?
Perché io voglio stare dalla parte dei cittadini che non ne
possono più di una Pubblica Amministrazione che non governate, che
non fate funzionare.
Assessore Valenti, lei deve fare una cosa per non sbagliare: deve
soltanto girarsi gli assessorati e vedere i commessi che sono
davanti la porta e che non danno risposte ai cittadini.
Lei per davvero oggi ritiene di poter prendere in giro
quest'Assemblea sostenendo l'attivazione della procedure per far
funzionare la pubblica amministrazione?
Assessore Valenti, valuti il mio intervento in maniera positiva,
seria e corretta, e si attivi per far funzionare le cose che lei sa
bene non funzionano e non se lo faccia dire con questo livore,
perché non c'è livore da me, c'è serietà e responsabilità, ma la
stessa serietà la metta nella gestione del suo ramo
d'amministrazione.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signore Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
il mio intervento richiama il tema della mozione e questa chiede se
è stata data attuazione e applicazione alla legge, al di là dei
disegni di legge che sono.
Io, egregio assessore, le posso dire che non è così, perché ahimè,
quello che rappresentava l'onorevole Turano risponde alla verità,
ma non risponde solo perché i commessi sono messi o meno, risponde
perché i funzionari di taluni assessorati, cosa più grave, non
rispondono, perché non danno risposte.
Voi non potete pensare che si emanano e si pretende poi che gli
Enti locali emanano e rispondono nei termini, pena la decadenza.
Il problema serio è che la legge emanata, che è la legge Chinnici
ed altri, devono essere, prima di ogni cosa, rispettate e
soprattutto far sì che questa semplificazione venga attuata prima
dalla Regione e oggi non è così. Quindi, cominciamo a fare i
controlli ispettivi negli uffici degli assessorati.
Altro problema, a proposito di semplificazione amministrativa e di
SCIA, veda che purtroppo tra l'enunciazione e la pratica, mi
dispiace sempre dire la stessa parola, fra il predicato ed il
praticato non vi è una sinergia.
Lei sa, il povero cittadino, l'agricoltore, chiunque deve oggi
aprire o avviare, fare intrapresa deve richiedere almeno dieci
autorizzazioni in dieci uffici diversi, significa che deve stare
dieci mesi, quindi, già oggi sarebbe possibile, se solo si dessero
degli indirizzi, far sì che ci siano delle conferenza di servizio
per dare attuazione, altrimenti abbiamo voglia di approvare leggi
come Born in Sicily per i marchi e per quant'altro, se poi da qui
alle filiere la gente poi si scoraggia.
C'è una Sicilia ed un'economia bloccata dalla burocrazia, ma non
dai disegni di legge che devono ancora ulteriormente semplificare,
ma da quelle stesse norme che ci sono e che non semplificano.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, discutere oggi
dello stato di attuazione di una legge che, di fatto, dovrebbe
semplificare l'attività della Pubblica Amministrazione in un
momento in cui, tra qualche giorno, discuteremo anche delle
variazioni di bilancio in questa Aula, deve poter essere
l'opportunità di chiarire anche l'attività di trasparenza rispetto
agli atti amministrativi ed agli atti economico-contabili del
nostro Governo regionale.
Perché non è pensabile che ancora oggi i cittadini sono soggiogati
dal cosiddetto Patto di stabilità o sono soggiogati da un bilancio
della Regione che a volte viene oscurato e a volte viene reso,
invece, operativo.
Semplificare vuol dire anche dare trasparenza rispetto alle spese,
alle iniziative economiche che la Regione siciliana attiva nel
territorio e rispetto alle risposte a quegli utenti che, di fatto,
hanno la necessità di vedere chiudere i propri conti con
l'amministrazione regionale.
Quindi, con questo dibattito e con la fase delle variazioni di
bilancio, bisogna anche chiarire l'attività di trasparenza e di
operatività dell'Assessorato bilancio rispetto alle iniziative
economiche della nostra Regione, perché non è corretto avere
imprenditori che hanno operato per la Regione siciliana che non
possono prendere le risorse o perché, addirittura, il bilancio
della Regione non è operativo, rispetto a ciò che l'Assemblea vota
e diventa immediatamente esecutivo, noi dobbiamo poter fornire quei
dati di trasparenza e di semplificazione affinché quei dati
economici siano dati reali e non dati virtuali come purtroppo sta
avvenendo in questi giorni.
PRESIDENTE. Non ci sono altri deputati iscritti a parlare,
dichiaro chiusa la discussione.
Pongo in votazione la mozione n. 135. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, giovedì 7
novembre 2013, alle ore 12.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Disposizioni finanziarie urgenti e variazioni al bilancio
della Regione per l'anno finanziario 2013. Disposizioni varie.
(nn. 579-607/A)
Relatore: on. Dina
2) - Norme per la promozione ed il sostegno delle imprese
dell'informazione locale. (nn. 304-8-280/A) (Seguito)
Relatore: on. Lentini
3) - Condizioni di trasporto pubblico locale e sanzioni
amministrative. (n. 275/A)
Relatore: on. Tamajo
III - Discussione della mozione:
N. 153 - Iniziative per mantenere l'IVA al 4% per le
prestazioni di servizi socio-sanitari ed educativi
resi dalle cooperative sociali
(18 luglio 2013)
LO SCIUTO-GRECO G.-FIGUCCIA-LOMBARDO-DI
MAURO-FEDERICO-FIORENZA
IV - Discussione della mozione:
N. 186 - Iniziative per il rilascio di garanzie
fideiussorie da parte dell'IRFIS - FinSicilia s.p.a.
in favore delle imprese siciliane presenti nelle
graduatorie di ammissione sui benefici di contributi
assegnati dai bandi regionali a valere dei fondi P.O.-
FES e P.O.-FERS
(30 settembre 2013)
LA ROCCA-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-
CIANCIO-FERRERI- FOTI-MANGIACAVALLO-
PALMERI-SIRAGUSA-TANCREDI-TRIZZINO-
ZAFARANA-ZITO
V - Discussione della mozione:
N. 177 - Stipula di convenzione o protocollo d'intesa tra
la Regione siciliana ed istituti di credito per
l'erogazione di anticipazioni di tesoreria alle IPAB
(19 settembre 2013)
FOTI-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-
FERRERI-LA ROCCA- MANGIACAVALLO-PALMERI-
SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI-ZAFARANA-ZITO-
FIORENZA
VI - Discussione della mozione:
N. 183 - Tutela e rilancio dell'offerta sanitaria pubblica
e privata in Sicilia
(26 settembre 2013)
PICCIOLO-IOPPOLO-NICOTRA-PANARELLO-
SAVONA-LACCOTO-D'ASERO-PANEPINTO-RINALDI-
RUGGIRELLO-ODDO-DIGIACOMO-FALCONE-
FORZESE-GRECO G.-VINCIULLO-CASCIO S.-
ALLORO-ARANCIO-ASSENZA-COLTRARO-DI
GIACINTO-FAZIO-FERRANDELLI-FIRETTO-
FONTANA-GRASSO-GRECO M.-LANTIERI-LO
GIUDICE- MALAFARINA-MUSUMECI-TAMAJO-
VULLO-GERMANA'
VII - Discussione del disegno di legge:
- Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
libertà civili, politiche, economiche e sociali'. (n. 223/A)
(Seguito)
Relatore: on. Malafarina
La seduta è tolta alle ore 12.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli