Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 92 di giovedì 07 novembre 2013
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Leanza e  Sudano  sono  in
  congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione di decreto di nomina di componente di Commissione

   PRESIDENTE. Comunico che, con decreto n. 258 del 6 novembre  2013,
  l'onorevole  Giuseppe  Milazzo  è  nominato  componente   della   I
  Commissione   legislativa  permanente  Affari   istituzionali,   in
  sostituzione dell'onorevole Assenza, dimissionario.
   Do lettura del predetto decreto:

                   «ASSEMBLEA  REGIONALE  SICILIANA

                      I L    P R E S I D E N T E

     VISTE  le  dimissioni  dell'onorevole Giorgio  Assenza  dalla  I
  Commissione legislativa permanente Affari istituzionali,  pervenute
  alla Presidenza il 5 novembre 2013;

   CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;

   VISTA  la  designazione   del  Gruppo parlamentare   Popolo  della
  Libertà - verso il PPE   al quale l'onorevole Assenza appartiene;

   VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,

                             D E C R E T A

   l'onorevole  Giuseppe  MILAZZO  è  nominato  componente  della   I
  Commissione   legislativa  permanente  Affari   istituzionali,   in
  sostituzione dell'onorevole Assenza, dimissionario.

   Il  presente decreto sarà comunicato all'Assemblea».


   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Discussione della mozione n. 197   Soluzioni della criticità
          dei laboratori di analisi nel territorio siciliano

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in considerazione della  richiesta
  dell'assessore per la salute, dottoressa Borsellino,  di  discutere
  adesso  una  mozione  di  sua competenza,  dovendo  successivamente
  partecipare  ad  una  riunione  di  Giunta,  propongo  di   passare
  all'ottavo punto dell'ordine.
   Resta così stabilito.
   Si  passa  all'ottavo  punto dell'ordine del  giorno:  Discussione
  della  mozione numero 197  Soluzione delle criticità dei laboratori
  di   analisi  nel  territorio  siciliano ,  degli  onorevoli  Zito,
  Cancelleri,  Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti,  La  Rocca,
  Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   VISTO che:

   dall'1   gennaio  1998 ad oggi gli specialisti  accreditati  hanno
  erogato  prestazioni  in  ottemperanza al  Nomenclatore  Tariffario
  Regionale  di  cui  al  D.  A.  N.  24059  dell'11  dicembre  1997,
  pubblicato  sulla  GURS n. 4, parte prima,  del  24  gennaio  1998,
  contenente  le  tariffe  per  la  remunerazione  delle  prestazioni
  specialistiche, comprese quelle di laboratorio;

   la  predisposizione  del  D.  A. n. 24059  si  rese  a  suo  tempo
  necessaria per superare e scongiurare l'applicazione delle  tariffe
  contenute  nel  cosiddetto Decreto Bindi del  22  luglio  1996  che
  comportava una decurtazione media del 25-30% rispetto alle  tariffe
  allora  in  vigore,  e  risalenti  al  1991.  Alla  stessa  maniera
  operarono molte altre Regioni, dotandosi di un proprio Nomenclatore
  Tariffario;

   le  citate  tariffe, ferme dunque dal 1997, in sedici  anni  hanno
  goduto di una rivalutazione del 1,7% a far data dall'1 gennaio  del
  2004, ma di contro da alcuni anni vengono rendicontate alle ASP con
  lo sconto del 20%;

   dall'1 giugno 2013, infatti, la Regione siciliana ha adottato tout
  court  il  nuovo  nomenclatore tariffario,  cosiddetto  'Balduzzi',
  contenuto  nel  Decreto del Ministero della Salute del  18  ottobre
  2012, pubblicato sulla GURI n. 23 del 28-01-2013 - Suppl. Ordinario
  n. 8, che comporta un abbattimento del 42-44% delle tariffe fino ad
  allora vigenti nella nostra Regione e risalenti al 1997  ;

   appare di tutta evidenza l'irragionevole follia di un nomenclatore
  contenente  tariffe assolutamente antieconomiche, anacronistiche  e
  scriteriate.   In   altre   parole  si   tratterebbe   di   tariffe
  inapplicabili, in quanto costringerebbero e, stante la  situazione,
  costringeranno  le strutture al fallimento, non potendo  continuare
  ad  erogare  prestazioni di laboratorio, tanto meno prestazioni  di
  qualità;

   considerando  poi  che le stesse tariffe si applicherebbero  anche
  alle  strutture  pubbliche,  non si riesce  a  capire  come  queste
  potranno  far  fronte  ad  un eventuale  aumento  di  richiesta  di
  prestazioni  e ad una contestuale diminuzione delle tariffe,  fermi
  restando i costi da sostenere con i fornitori ;

   ma quand'anche venisse meno il tariffario Balduzzi, ricordiamo che
  l'Assessore  Borsellino,  con  D.A.  0170/13  del  28/01/2013,   ha
  riesumato  il vecchio nomenclatore 'Bindi', peggiore del  Balduzzi,
  sancendone la vigenza nonché la retroattività a far data dal  2008,
  e  richiedendo, pertanto, la restituzione delle somme già percepite
  dalle strutture, pari alla differenza fra il tariffario regionale e
  il  Bindi  per  il periodo dal 2008 al 2013. E in quest'ottica  già
  alcune  ASP  stanno effettuando trattenute del 15% sugli emolumenti
  mensili già abbattuti del 42%;

   in  base a quanto sopra, riassumiamo le seguenti riflessioni e  lo
  scenario finale che si prospetterà:

   le  tariffe  del nomenclatore regionale, attualmente abrogato  dal
  'Balduzzi',  se  appena  congrue nel 1997,  oggi,  considerando  la
  svalutazione, il passaggio all'euro, la mancata rivalutazione ISTAT
  come la legge vorrebbe, lo sconto del 20% applicato, l'aumento  dei
  costi  delle apparecchiature e dei materiali, l'aumento  del  costo
  del  lavoro, risultano già ben poco remunerative se non, in  alcuni
  casi, antieconomiche;

   con  l'abbattimento delle stesse di un ulteriore 42% è fin  troppo
  ovvio che si va ben al di sotto del mero costo di produzione;

   pare  che sarà inevitabile il fallimento per molte strutture,  con
  tutte le conseguenze del caso;

   si  perderanno in Sicilia, già così pesantemente caratterizzata da
  un   drammatico  elevato  tasso  di  disoccupazione,  migliaia   di
  ulteriori  posti  di  lavoro, dato che il  comparto  dà  lavoro  in
  maniera poco visibile ma con forte incidenza;

   verrà   via   via  meno  l'assistenza  assicurata   da   strutture
  capillarmente presenti sul territorio, che oggi erogano  l'80%  del
  totale delle prestazioni rese;

   laddove   qualcuno   mantenesse   l'assistenza   in   regime    di
  accreditamento verrebbero certamente meno i più elementari standard
  di qualità e sarebbe altresì lecito ipotizzare di peggio;

   aumenterà paradossalmente la spesa sanitaria, considerato  che  le
  stesse  prestazioni  erogate nella struttura pubblica  costano  3-4
  volte di più;

   si   allungheranno  a  dismisura  le  liste  di  attesa,  in  atto
  inesistenti   presso   le  strutture  specialistiche        private
  accreditate e contrattualizzate;

   il sistema pubblico, che oggi eroga solo il 20% delle prestazioni,
  non  potrà assicurare i fabbisogni quali-quantitativi di assistenza
  specialistica di Laboratorio;

   si accenderanno innumerevoli contenziosi di varia fattispecie,

    impegna il Governo della Regione e per esso l'Assessore per la
                                salute

   in  attesa della sentenza del TAR Lazio sul tariffario del Decreto
  Balduzzi che verrà pronunciata    il  03-12-2013, a provvedere:
   all'immediata   sospensione  del  tariffario,  del   provvedimento
  assessoriale  D.A.  0170/13  del 28/01/2013  oltre  al  blocco  del
  rientro delle somme dovute del 15% dal 2007-2011;

   all'istituzione  di un tavolo tecnico, anche successivamente  alla
  sentenza  del  TAR  Lazio  sul  tariffario  del  Decreto  Balduzzi,
  prevista per il 03-12-2013;

   alla  predisposizione e conseguente emanazione  di  una  specifica
  normativa  che regolamenti il settore e preveda garanzie di  regole
  certe  per  una  corretta  assistenza  sanitaria  specialistica  ai
  cittadini siciliani.» (197)

   ZITO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori   in
  Commissione abbiamo avuto più occasioni di sentire quelle che  sono
  state  le  criticità,  abbiamo audito più volte i  laboratori  e  i
  rappresentanti  di  laboratori  di  analisi  e  sono  emerse  tante
  criticità.
   Hanno riferito che si sono ritrovati a passare da un tariffario ad
  un altro, dal tariffario  Bindi' al tariffario  Balduzzi', e in più
  condannati  a  pagare  il  pregresso venendosi  a  trovare  in  una
  situazione di crisi immediata e tempestiva.
   Questa  risoluzione non serve ad altro che a perdere  meno  tempo,
  forse  questo  è  riconducibile ad una  mia  colpa  poiché   andava
  presentata  un  poco prima, il fatto è che siamo  in  attesa  della
  sentenza  del  TAR Lazio, che dovrebbe essere verosimilmente  il  3
  dicembre, proprio su quello che è il tariffario  Balduzzi'.
   Quello  che si chiede in questa mozione è di sospendere, in questo
  momento,  l'applicazione di questo tariffario, in attesa di  quella
  sentenza  che  dirà se questo tariffario  Balduzzi'  andrà  bene  o
  meno.
   Allo  stesso tempo, cosa importante di questa mozione, è istituire
  un  tavolo  tecnico  continuo, anche  se  dovesse  andare  male  la
  sentenza  del TAR, dove sia i laboratori che l'Assessorato  possano
  trovare  un punto di incontro per evitare che il comparto  vada  in
  crisi.
   L'ultimo aspetto riguarda l'assenza di una legge-quadro per quanto
  riguardano  i  laboratori di analisi e le anticipo, assessore,  che
  già  sto lavorando in merito, però sarebbe opportuno che il Governo
  inizi  a lavorare anche su questo tema per normare non solo  questo
  comparto,  manca una  legge quadro in generale, ma anche su  quelli
  che  sono i laboratori privati ad oggi, quindi,  trovare una  legge
  quadro che possa disciplinare da qui in poi questa categoria.
   Per  il  resto,  sa  benissimo - poiché  se  ne  è  parlato  nelle
  audizioni  - quali siano i problemi principali, è emerso  anche  un
  aspetto  che  nella  mozione  non è esplicitata,  ma  che  tengo  a
  ricordare ed ossia che ci era stato denunciato che i laboratori  di
  analisi pubblici spesso costano 3-4 volte quelli privati ed  è  una
  vicenda  sulla  quale,  più  volte, le  ho  chiesto  chiarimenti  e
  verifiche relativamente a queste affermazioni.
   Oggi  siamo  qui per avere una proroga di un mese e,  soprattutto,
  per  cominciare  a  sedersi in un unico tavolo  e  discutere  sulla
  risoluzione  dei problemi e come inquadrarli in una  legge  che  li
  disciplini.

   PRESIDENTE.  Dichiaro aperta la discussione sulla  mozione  appena
  illustrata.
   Non   essendoci  iscritti  a  parlare,  ha  facoltà   di   parlare
  l'assessore Borsellino.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  la  storia  dei laboratori è una storia  particolarmente
  complessa  perché  questi,  rispetto  alle  strutture  che  erogano
  prestazioni  specialistiche  convenzionate  sul  territorio,   sono
  sicuramente gli erogatori più numerosamente presenti sul territorio
  regionale.  Ricordiamo  che alla fine del 2010  erano  presenti  in
  Sicilia   oltre  660  laboratori  d'analisi,  numero  assolutamente
  elevato  che,  da un'analisi delle prestazioni eseguite  da  questi
  erogatori,  documentava sicuramente un numero  piuttosto  basso  di
  volumi  di  prestazioni/anno  per  oltre  il  50  per  cento  delle
  strutture presenti.

   Un  processo  di riqualificazione della medicina di laboratorio  è
  stato  già  imposto dal legislatore nazionale con un'intesa  Stato-
  Regioni  che  è stata recepita con più provvedimenti amministrativi
  da parte dell'Assessorato che ha portato ad una rivisitazione della
  rete  dei laboratori pubblica e privata già a partire dal piano  di
  rientro 2007-2009.
   Con  il  programma operativo di prosecuzione del piano di rientro,
  per  il  successivo  triennio, questo processo è  proseguito  e  ha
  portato ad una contrazione di queste strutture a 443,  questo è  il
  numero attualmente presente di strutture private sul territorio.
   A  parte questa premessa di tipo strutturale e organizzativo, si è
  profilata poi la necessità di attuare quella che era una sentenza -
  già  passata in giudicato in primo e secondo grado - sulla base  di
  un  contenzioso innescato dalle medesime strutture che  ha  portato
  l'Assessorato,  inevitabilmente, in  esecuzione  di  una  pronuncia
  giurisdizionale ad adottare il decreto cosiddetto   Bindi   per  il
  breve   periodo   intercorrente  dalla  pronuncia  della   sentenza
  all'introduzione  del decreto cosiddetto  Balduzzi ,  avvenuta  dal
  primo giugno di quest'anno.
   Il  disagio  alimentatosi all'interno della categoria  è  compreso
  dall'amministrazione nella misura in cui le tariffe nazionali  sono
  di  valore,  per la medicina di laboratorio, sicuramente  inferiore
  rispetto  al tariffario regionale da cui provenivamo, è chiaro  che
  sono  state ascoltate e oggetto di numerosi incontri tecnici presso
  l'amministrazione, si è provato a trovare delle soluzioni  tecniche
  che  potessero compensare questa differenza di valore, ma la  legge
  nazionale   impedisce  alle  Regioni  di  potere  attuare   tariffe
  regionali difformi dal tariffario nazionale.
   Sappiamo  anche  che  c'è  stata  una  sospensiva  del  tariffario
  nazionale   avanti  il  TAR  Lazio,  che  come  è  stato  ricordato
  dall'onorevole  Zito, verrà pronunziata il  3  dicembre,  per   cui
  parlare di sospensione, così come ci chiede la mozione, quasi  alla
  vigilia   della  pronuncia  del  TAR  Lazio,  mi  sembra   alquanto
  rischioso,  anche  nella considerazione che le trattenute  mensili,
  che  vengono in questo momento operate sui laboratori,  per  quanto
  riguarda le somme che sarebbero state corrisposte in relazione alle
  vecchie tariffe regionali, adesso non più in vigore, sono somme che
  l'amministrazione è tenuta a richiedere, se non fosse altro  perché
  ha l'obbligo di dare luogo all'accertamento delle entrate.
   Ricordiamo  tutti che uno dei primi articoli della finanziaria  di
  quest'anno  faceva leva proprio su queste entrate  per  potere  poi
  determinare   la   chiusura  del  bilancio  regionale.   Noi   come
  amministrazione al ramo, abbiamo l'obbligo dell'accertamento  delle
  entrate, quindi, fino a quando non ci sarà una pronuncia definitiva
  sulla  vigenza e sulla congruità dei valori tariffari previsti  dal
  tariffario   Balduzzi', io ritengo che non ci siano  i  presupposti
  normativi  per potere determinare in questo momento una sospensione
  dei decreti assessoriali in vigore. Grazie.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole  Forzese è  in  congedo  per
  oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

    Discussione della mozione n. 197  Soluzioni della criticità dei
                              laboratori
                 di analisi nel territorio siciliano

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione la mozione n. 197. Il  parere  del
  Governo?

   BORSELLINO, assessore per la salute. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del vicepresidente Venturino


    Discussione della mozione n. 135 «Verifica e monitoraggio dello
  stato di attuazione della legge 5 aprile 2011, n. 5, in materia di
            semplificazione della Pubblica Amministrazione»

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  quarto punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione della mozione numero 135 «Verifica e monitoraggio dello
  stato  di attuazione della legge regionale 5 aprile 2011, n. 5,  in
  materia di  semplificazione della Pubblica Amministrazione»,  degli
  onorevoli  Lombardo,  Di  Mauro,  Federico,  Figuccia,  Greco   G.,
  Fiorenza e Lo Sciuto.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   gli organi di stampa e l'opinione pubblica, giustamente, lodano il
  Governo Letta per il varo di un corposo decreto legge, ribattezzato
  cd.  'Decreto del fare', che contiene una serie di misure volte  al
  rilancio    dell'economia   del   Paese,   anche   attraverso    la
  semplificazione  burocratica  e  lo  snellimento  del  rapporto  di
  cittadini  e imprese con la pubblica amministrazione;

   in  particolare, nel 'Decreto del fare', tra le misure a  sostegno
  delle  imprese, è introdotta una vera e propria  'multa'  a  carico
  delle    P.A.   in  ritardo  nella  conclusione  dei   procedimenti
  amministrativi, secondo cui,  se il titolare del potere sostitutivo
  (cioè chi subentra al funzionario ('ritardatario') non conclude  la
  procedura  entro i tempi  certi  previsti  dalla legge,  scatta  un
  risarcimento pari a 50 Euro  al giorno  fino a un  massimo di 2.000
  euro;

   RITENUTO che:

   la  Regione  siciliana,  con  legge  n.  5  del  5   aprile  2011,
  ispirandosi ai superiori principi di buon andamento, trasparenza ed
  imparzialità  della  P.A.,  si  è già  dotata  di  un  moderno  (ed
  all'avanguardia)  sistema  di  regole  concernenti   i   tempi   di
  conclusione  del  procedimento  amministrativo,  sancendo   precisi
  termini  massimi di durata per singola  tipologia  di  procedimento
  (salvo  espresse eccezioni), responsabilità e sanzioni   a   carico
  dei  dirigenti responsabili;

   nello  specifico, il comma 1 dell'articolo 2 della  cd.   'Riforma
  Chinnici',   sostituendo   l'articolo 2 della  legge  regionale  30
  aprile  1991, n. 10, recita che: 'Nei casi  in  cui le  leggi  o  i
  regolamenti  adottati ai sensi dei  commi   2  bis  e  2  ter   non
  prevedano un termine diverso, le pubbliche amministrazioni hanno il
  dovere   di  concludere  il procedimento entro il termine di trenta
  giorni. Tale termine decorre dall'inizio d'ufficio del procedimento
  o dal ricevimento della domanda se  il procedimento è ad iniziativa
  di  parte;  2  bis. Con decreto del Presidente  della  Regione   su
  proposta  dell'Assessore regionale competente,  le  amministrazioni
  regionali individuano i termini, non superiori a sessanta   giorni,
  entro   i   quali  deve essere concluso il procedimento. Gli  altri
  enti  di cui all'articolo 1 provvedono a fissare, secondo  i propri
  ordinamenti, i termini, non  superiori  a sessanta giorni,  per  la
  conclusione  del  procedimento  2 ter. Nei  casi  in  cui,   tenuto
  conto   della   sostenibilità  dei   tempi   sotto    il    profilo
  dell'organizzazione  amministrativa, della  natura degli  interessi
  pubblici   tutelati   e   della   particolare    complessità    del
  procedimento,  siano  indispensabili  termini  maggiori  di  quelli
  indicati  nel comma 2 bis per la conclusione del procedimento,  gli
  stessi  sono individuati con decreto del Presidente della  Regione,
  su  proposta  dell'Assessore regionale competente di  concerto  con
  l'Assessore  regionale  per  le  autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica.  I  termini  previsti non possono   comunque  superare  i
  centocinquanta giorni.
   Analogamente,  gli  altri  enti di cui   all'articolo   1  possono
  determinare, secondo i  propri  ordinamenti,  termini non superiori
  a  centocinquanta giorni per la conclusione del procedimento. 3. Il
  termine  per  la  conclusione del procedimento è  reso pubblico con
  mezzi  idonei   e,  in ogni  caso, è  immediatamente  pubblicizzato
  attraverso  i  siti   web  delle  singole  amministrazioni.  4.  Il
  termine  per  la  conclusione del procedimento  può essere  sospeso
  dall'amministrazione  procedente  per  l'acquisizione  di   pareri,
  secondo  quanto previsto dalla  disciplina generale in materia,  e,
  per  una  sola  volta  e fino ad un massimo di trenta  giorni,  per
  l'acquisizione    di  informazioni,  documenti   o   certificazioni
  relativi   a fatti, stati o qualità che risultino necessari  e  che
  non  siano già in possesso della stessa amministrazione procedente.
  4  bis. Nell'ipotesi di mancata conclusione del procedimento  entro
  il  termine  previsto,  devono  essere  motivate  le   ragioni  del
  ritardo.   Ai   fini   della  verifica   di   quanto    addotto   a
  giustificazione  del  mancato rispetto del termine,   la   pubblica
  amministrazione costituisce nuclei ispettivi interni.  4  ter.   La
  mancata  o  la ritardata emanazione del provvedimento sono valutate
  al   fine   della  responsabilità  dirigenziale,  disciplinare   ed
  amministrativa    nonché    al    fine   dell'attribuzione    della
  retribuzione di risultato. I dati relativi al rispetto dei  termini
  di  conclusione   del   procedimento e all'ammontare  delle   somme
  corrisposte ai  sensi del comma 4 quater costituiscono parametri di
  valutazione  delle  performance delle amministrazioni  pubbliche  e
  della  qualità  dei servizi pubblici, anche ai  sensi   e   per  le
  finalità di cui al decreto legislativo 27 ottobre  2009, n.  150  e
  al  decreto   legislativo  20  dicembre 2009, n. 198. 4 quater.  Le
  pubbliche  amministrazioni sono tenute al  risarcimento  del  danno
  ingiusto  cagionato  in  conseguenza  dell'inosservanza,  dolosa  o
  colposa,  del  termine  per la conclusione del procedimento';

   come    noto,    ripetuti  ed  innumerevoli  casi  di   lungaggini
  burocratiche  nel  completamento  di  diversi  iter  amministrativi
  (quali,  ad  esempio,  il rilascio di semplici  autorizzazioni  per
  l'avvio   di   attività  d'impresa)   hanno    addirittura   spinto
  autorevoli economisti al punto di definire la burocrazia  regionale
  il 'vero cancro dell'economia dell'isola'; ciò perché una procedura
  amministrativa semplice, snella e veloce costituisce condicio  sine
  qua  non per il rilancio dell'economia della Regione,

                   impegna il Governo della Regione
       e per esso l'Assessore regionale per le autonomie locali
                        e la funzione pubblica

   ad    intraprendere  ogni  attività  ed  azione  finalizzata  alla
  verifica,   monitoraggio   e   vigilanza   circa   la   piena    ed
  incondizionata attuazione  di quanto sancito nella legge  regionale
  5  aprile   2011, n. 5, per assicurare e garantire la  conclusione,
  entro  i  termini  certi  ivi previsti,  di  tutti  i  procedimenti
  amministrativi,    così  tutelando  ed  agevolando   cittadini   ed
  imprese.» (135)

   LO SCIUTO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  SCIUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mozione  di
  cui  sono  firmatario è   Verifica e monitoraggio  dello  stato  di
  attuazione  della  legge  5  aprile  2011,  n.  5,  in  materia  di
  semplificazione della Pubblica Amministrazione .
   Con  questa mozione, la Regione siciliana, con legge n.  5  del  5
  aprile  2011, ispirandosi ai superiori principi di buon  andamento,
  trasparenza e di imparzialità della Pubblica Amministrazione, si  è
  già  dotata di un moderno sistema di regole concernenti i tempi  di
  conclusione  del  procedimento  amministrativo,  sancendo   precisi
  termini  massimi  di durata per singola tipologia di  procedimento,
  salvo sorprese eccezionali.
   Nello  specifico,  si  chiede di applicare,  come  previsto  dalla
   Riforma  Chinnici ,  che  le pubbliche  amministrazioni  hanno  il
  dovere  di  concludere il procedimento entro il termine  di  trenta
  giorni,  tale  termine  decorre dall'inizio del  recepimento  della
  domanda.
   Con   decreto   del   Presidente  della   Regione,   su   proposta
  dell'Assessore  regionale competente, le amministrazioni  regionali
  individuano  i  termini, non superiori a 60 giorni, entro  i  quali
  deve  essere  concluso il procedimento. Gli  altri  enti,   di  cui
  all'articolo 1, provvedono a fissare secondo il proprio ordinamento
  i termini non superiori a 60 giorni.
   Con  la  mozione  si  chiede  e  si impegna  il  Governo  affinché
  l'assessorato  regionale  per le autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica  intraprenda  ogni  attività  e  azione  finalizzata  alla
  verifica,  monitoraggio e vigilanza circa la pena ed incondizionata
  attuazione  di quanto sancito dalla legge regionale 5 aprile  2011,
  n.  5,  per  assicurare e garantire la conclusione entro i  termini
  previsti  di  tutti i procedimenti amministrativi così tutelando  e
  agevolando cittadini e imprese.

   PRESIDENTE.  Dichiaro aperta la discussione sulla  mozione  appena
  illustrata.
   Non   essendoci  iscritti  a  parlare,  ha  facoltà   di   parlare
  l'assessore Valenti.

   VALENTI, assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
  pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, preciso subito che
  il  Governo  è impegnato in questo momento in una forte  azione  di
  riordino    delle   procedure   amministrative,    proprio    nella
  consapevolezza  che  è  assolutamente  necessario  semplificare   i
  procedimenti amministrativi e garantire risposte in tempi certi  ai
  cittadini e alle imprese.
   Con la mozione numero  135 gli onorevoli interroganti chiedono che
  venga  intrapresa ogni attività e azione finalizzata  proprio  alla
  verifica,  monitoraggio e vigilanza di quanto previsto dalla  legge
  regionale del 5 aprile 2011, n. 5.
   Sia  nel  corso  del  2011  che del 2012  sono  stati  adottati  e
  pubblicati  sulla  G.U.R.S., nonché sul  sito  dell'amministrazione
  regionale,   quindi  sui  siti  web  di  ciascun  dipartimento,   i
  regolamenti attuativi proprio ai sensi dell'articolo 2, comma 2 bis
  e  2  ter  della  legge 5 del 2011 relativa a tutti i  dipartimenti
  regionali.
   Questi  regolamenti  contengono i procedimenti  amministrativi  di
  competenza  di  ciascuna  struttura  dipartimentale,  con  indicati
  termini  di  conclusioni fino a 60 giorni e fino a  150  giorni  se
  previsti da esplicite norme, leggi o regolamenti.
   Inoltre, l'amministrazione ha effettuato la ricognizione  di  ogni
  altro procedimento amministrativo i cui termini di conclusione sono
  minori  o  pari  a  trenta giorni. Tutti questi ultimi  sono  stati
  raccolti  in un'apposita tabella, denominata C, riportante  proprio
  questa ricognizione e anch'essi consultabili sul sito istituzionale
  alla pagina web di ciascun dipartimento.
   La  medesima legge regionale 5 del 2011, all'articolo 2,  comma  4
  bis,  al  fine  di  procedere al monitoraggio e alla  verifica  del
  rispetto dei termini di conclusione dei procedimenti amministrativi
  prevede  che  presso  ogni  dipartimento debbono  essere  istituiti
  appositi  nuclei  ispettivi  interni,  cui  è  demandata  anche  la
  verifica  del  rispetto dell'ordine cronologico  nella  trattazione
  delle pratiche.
   Con  successiva circolare del dipartimento della funzione pubblica
  sono  state fornite a tutti i dipartimenti regionali le indicazioni
  per  la  costituzione  di  questi nuclei,  che  ad  oggi  risultano
  costituiti in 20 dipartimenti su 28.
   Ai  sensi  di quanto previsto dall'articolo 16 della legge  5  del
  2011,  nei giorni scorsi la Giunta regionale, su proposta  mia,  ha
  approvato   il  disegno  di  legge   Disposizioni  in  materia   di
  semplificazione e accelerazione dei procedimenti amministrativi  al
  fine di agevolare lo sviluppo socio-economico; disegno di legge che
  è  appena  stato trasmesso qui in Aula e tendente, fra  l'altro,  a
  recepire  le norme introdotte in campo nazionale con il  cosiddetto
   Decreto  del  fare ,  che è stato citato proprio  dagli  onorevoli
  firmatari,  e che prevedono sanzioni anche peculiari nei  confronti
  dei  dirigenti e dei funzionari della pubblica amministrazione  che
  ritardano  l'emanazione di provvedimenti a favore  di  cittadini  e
  imprese, per un valore di 30 euro giornaliere per il ritardo e fino
  a un massimo di euro 2000 a titolo di risarcimento.
   Leggo proprio il passaggio del disegno di legge, articolo 3, comma
  1:   Trovano applicazione nel territorio della Regione siciliana le
  disposizioni  in  materia di indennizzo per  mero  ritardo  di  cui
  all'articolo  28  del D.L. 21 giugno 2013, n.  68,  convertito  con
  modificazione dall'articolo 1, comma 1, della legge 9 agosto  2013,
  n. 98 e successive modifiche ed integrazioni.
   Resta,  comunque,  in pregiudicato il diritto al risarcimento  del
  danno  ingiusto cagionato dall'inosservanza, dolosa o colposa,  del
  termine di conclusione del procedimento .
   Inoltre,  sempre  nell'ambito della strategia  portata  avanti  da
  questo Governo, per quanto riguarda le attività produttive, dove in
  particolare   assumono  un  ruolo  fondamentale   i   processi   di
  semplificazione amministrativa e di riduzione degli oneri a  carico
  delle  imprese,  è stato anche approvato dalla Giunta,  proprio  la
  settimana scorsa, il disegno di legge relativo al Testo unico delle
  attività  produttive  che,  per  la  prima  volta,  introduce   una
  disciplina  organica  in materia di attività produttive,  ponendosi
  quale  unico  testo di riferimento per gli operatori economici  che
  operano nel territorio della Regione.
   In   particolare,  si  segnala,  ad  esempio,  che  l'articolo   1
  stabilisce con chiarezza, in applicazione della normativa ormai  da
  tempo  adottata a livello nazionale, che  l'iniziativa e l'attività
  economica  privata sono libere ed è permesso tutto ciò  che  non  è
  espressamente  vietato dalla presente legge ovvero da  altre  leggi
  nazionali  e  regionali .  Questa  norma,  di  fatto  già   attuata
  largamente nel nostro territorio nazionale, qui da noi non  trovava
  ancora applicazione.
   Viene   introdotto,  inoltre,  con  chiarezza,   all'interno   del
  territorio regionale, il principio sulla scorta del quale,  qualora
  non   ricorra  un'ipotesi  di  regime  autorizzatorio,   l'attività
  economica  può  essere  avviata tramite una  semplice  segnalazione
  certificata di inizio attività, la SCIA.
   E   ancora,  con  riferimento,  ad  esempio,  alla  procedura  per
  l'apertura di una medio, grande struttura di vendita è prevista  la
  necessità di un'autorizzazione rilasciata dal SUAP.
   Tuttavia,  al  fine di semplificare il procedimento amministrativo
  ed in linea con la normativa comunitaria, si prevede che, trascorsi
  rispettivamente   60   giorni   o  180   giorni   dalla   ricezione
  dell'istanza, la stessa si intende tacitamente accolta.
   Entrambi  i  disegni  di legge sono stati trasmessi  all'Assemblea
  regionale  siciliana  e  il Governo confida  molto  in  una  rapida
  approvazione  e pubblicazione degli stessi, perché  in  effetti  il
  combinato  disposto di entrambi contiene importanti novità  per  la
  sburocratizzazione    e    per    velocizzare    il    procedimento
  amministrativo.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  questa  mattina  in  sordina abbiamo trattato  un  argomento  molto
  delicato sulla semplificazione amministrativa.
   Considerato che  voglio svolgere bene il mio lavoro, voglio capire
  se l'assessore Valenti crede veramente a tutto quello che ha detto.
  Ci crede per davvero che la Pubblica Amministrazione in Sicilia non
  funziona  malissimo e lei ha presentato due disegni  di  legge  per
  farla funzionare bene?
   Perché  io  voglio  stare dalla parte dei  cittadini  che  non  ne
  possono più di una Pubblica Amministrazione che non governate,  che
  non fate funzionare.
   Assessore Valenti, lei deve fare una cosa per non sbagliare:  deve
  soltanto  girarsi  gli assessorati e vedere  i  commessi  che  sono
  davanti la porta e che non danno risposte ai cittadini.
   Lei   per   davvero  oggi  ritiene  di  poter  prendere  in   giro
  quest'Assemblea  sostenendo l'attivazione della procedure  per  far
  funzionare la pubblica amministrazione?
   Assessore  Valenti, valuti il mio intervento in maniera  positiva,
  seria e corretta, e si attivi per far funzionare le cose che lei sa
  bene  non  funzionano e  non se lo faccia dire con  questo  livore,
  perché  non c'è livore da me, c'è serietà e responsabilità,  ma  la
  stessa   serietà   la   metta   nella   gestione   del   suo   ramo
  d'amministrazione.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signore Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  il mio intervento richiama il tema della mozione e questa chiede se
  è  stata  data attuazione e applicazione alla legge, al di  là  dei
  disegni di legge che sono.
   Io, egregio assessore, le posso dire che non è così, perché ahimè,
  quello  che rappresentava l'onorevole Turano risponde alla  verità,
  ma  non risponde solo perché i commessi sono messi o meno, risponde
  perché  i  funzionari di taluni assessorati, cosa  più  grave,  non
  rispondono, perché non danno risposte.
   Voi  non  potete pensare che si emanano e si pretende poi che  gli
  Enti locali emanano e rispondono nei termini, pena la decadenza.
   Il  problema serio è che la legge emanata, che è la legge Chinnici
  ed  altri,  devono  essere,  prima  di  ogni  cosa,  rispettate   e
  soprattutto  far sì che questa semplificazione venga attuata  prima
  dalla  Regione  e  oggi non è così. Quindi,  cominciamo  a  fare  i
  controlli ispettivi negli uffici degli assessorati.
   Altro problema, a proposito di semplificazione amministrativa e di
  SCIA,  veda  che  purtroppo tra l'enunciazione  e  la  pratica,  mi
  dispiace  sempre  dire la stessa parola,  fra il  predicato  ed  il
  praticato  non vi è una sinergia.
   Lei  sa,  il povero cittadino, l'agricoltore, chiunque  deve  oggi
  aprire  o  avviare,  fare intrapresa deve richiedere  almeno  dieci
  autorizzazioni  in dieci uffici diversi, significa che  deve  stare
  dieci  mesi, quindi, già oggi sarebbe possibile, se solo si dessero
  degli  indirizzi, far sì che ci siano delle conferenza di  servizio
  per  dare attuazione, altrimenti abbiamo voglia di approvare  leggi
  come  Born in Sicily  per i marchi e per quant'altro, se poi da qui
  alle filiere la gente poi si scoraggia.
   C'è  una Sicilia ed un'economia bloccata dalla burocrazia, ma  non
  dai  disegni di legge che devono ancora ulteriormente semplificare,
  ma da quelle stesse norme che ci sono e che non semplificano.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor   Presidente, onorevoli colleghi,  discutere  oggi
  dello  stato  di  attuazione di una legge che, di  fatto,  dovrebbe
  semplificare  l'attività  della  Pubblica  Amministrazione  in   un
  momento  in  cui,  tra  qualche  giorno,  discuteremo  anche  delle
  variazioni   di  bilancio  in  questa  Aula,  deve   poter   essere
  l'opportunità di chiarire anche l'attività di trasparenza  rispetto
  agli  atti  amministrativi  ed  agli atti  economico-contabili  del
  nostro Governo regionale.
   Perché non è pensabile che ancora oggi i cittadini sono soggiogati
  dal  cosiddetto Patto di stabilità o sono soggiogati da un bilancio
  della  Regione  che  a volte viene oscurato e a volte  viene  reso,
  invece, operativo.
   Semplificare vuol dire anche dare trasparenza rispetto alle spese,
  alle  iniziative  economiche che la Regione  siciliana  attiva  nel
  territorio e rispetto alle risposte a quegli utenti che, di  fatto,
  hanno   la  necessità  di  vedere  chiudere  i  propri  conti   con
  l'amministrazione regionale.
   Quindi,  con  questo dibattito e con la fase delle  variazioni  di
  bilancio,  bisogna anche chiarire l'attività di  trasparenza  e  di
  operatività  dell'Assessorato  bilancio  rispetto  alle  iniziative
  economiche  della  nostra  Regione, perché  non  è  corretto  avere
  imprenditori  che  hanno operato per la Regione siciliana  che  non
  possono  prendere  le  risorse o perché, addirittura,  il  bilancio
  della Regione non è operativo, rispetto a ciò che l'Assemblea  vota
  e diventa immediatamente esecutivo, noi dobbiamo poter fornire quei
  dati  di  trasparenza  e  di  semplificazione  affinché  quei  dati
  economici  siano dati reali e non dati virtuali come purtroppo  sta
  avvenendo in questi giorni.

   PRESIDENTE.  Non  ci  sono  altri  deputati  iscritti  a  parlare,
  dichiaro chiusa la discussione.
   Pongo in votazione la mozione n. 135. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata  ad  oggi,  giovedì  7
  novembre 2013, alle ore 12.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I  -  Comunicazioni

   II -  Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Disposizioni finanziarie urgenti e variazioni al bilancio
               della Regione per l'anno finanziario 2013. Disposizioni varie.
               (nn. 579-607/A)

               Relatore: on. Dina

            2)  -   Norme per la promozione ed il sostegno delle imprese
               dell'informazione locale.  (nn. 304-8-280/A) (Seguito)

               Relatore: on. Lentini

            3)  -  Condizioni di trasporto pubblico locale e sanzioni
               amministrative.  (n. 275/A)

               Relatore: on. Tamajo

   III -  Discussione della mozione:
       N. 153  -   Iniziative  per mantenere l'IVA  al  4%  per  le
             prestazioni  di  servizi socio-sanitari  ed  educativi
             resi dalle cooperative sociali
       (18 luglio 2013)
                            LO SCIUTO-GRECO G.-FIGUCCIA-LOMBARDO-DI
                                            MAURO-FEDERICO-FIORENZA

   IV -  Discussione della mozione:
       N. 186    -    Iniziative  per  il  rilascio   di   garanzie
             fideiussorie  da parte dell'IRFIS - FinSicilia  s.p.a.
             in  favore  delle  imprese  siciliane  presenti  nelle
             graduatorie  di ammissione sui benefici di  contributi
             assegnati dai bandi regionali a valere dei fondi P.O.-
             FES e P.O.-FERS
       (30 settembre 2013)
                              LA ROCCA-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-
                               CIANCIO-FERRERI- FOTI-MANGIACAVALLO-
                                PALMERI-SIRAGUSA-TANCREDI-TRIZZINO-
                                                      ZAFARANA-ZITO

   V  -  Discussione della mozione:
       N. 177  -   Stipula di convenzione o protocollo d'intesa tra
             la  Regione  siciliana  ed  istituti  di  credito  per
             l'erogazione di anticipazioni di tesoreria alle IPAB
        (19 settembre 2013)
                          FOTI-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-
                           FERRERI-LA ROCCA- MANGIACAVALLO-PALMERI-
                          SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI-ZAFARANA-ZITO-
                                                           FIORENZA

   VI - Discussione della mozione:
       N. 183  -  Tutela e rilancio dell'offerta sanitaria pubblica
             e privata in Sicilia
       (26 settembre 2013)
                                PICCIOLO-IOPPOLO-NICOTRA-PANARELLO-
                          SAVONA-LACCOTO-D'ASERO-PANEPINTO-RINALDI-
                                 RUGGIRELLO-ODDO-DIGIACOMO-FALCONE-
                              FORZESE-GRECO G.-VINCIULLO-CASCIO S.-
                                 ALLORO-ARANCIO-ASSENZA-COLTRARO-DI
                                GIACINTO-FAZIO-FERRANDELLI-FIRETTO-
                                FONTANA-GRASSO-GRECO M.-LANTIERI-LO
                               GIUDICE- MALAFARINA-MUSUMECI-TAMAJO-
                                                     VULLO-GERMANA'

   VII - Discussione del disegno di legge:

         - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
             Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
             dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
             siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
             della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
             libertà civili, politiche, economiche e sociali'.  (n. 223/A)
             (Seguito)

               Relatore: on. Malafarina

                   La seduta è tolta alle ore 12.00

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli