Presidenza del vicepresidente Pogliese
LO GIUDICE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, do il preavviso di trenta minuti al fine
delle eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che
dovessero avere luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lo Sciuto, Ferreri e
Cancelleri sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
III-623/A 'acquisto dei servizi delle società partecipate'
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Seguito della discussione del disegno di legge «Acquisto di
servizi
dalle società partecipate» (579-607 Stralcio III-623/A)
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
nn. 579-607 Stralcio III-623/A Acquisto di servizi dalle società
partecipate , posto al numero 1).
Onorevoli colleghi, poiché la Commissione competente non è
presente in aula, sospendo la seduta ed avverto che riprenderà alle
ore 17.15.
(La seduta, sospesa alle ore 16.52, è ripresa alle ore 17.16)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Sull'ordine dei lavori
LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto della
presenza dell'assessore per l'economia per rappresentare una
situazione incresciosa che si sta verificando negli enti locali: da
maggio i precari che sono presso gli Enti locali non ricevono,
praticamente, le somme per gli stipendi. In queste condizioni molti
comuni non riescono più a pagare, altri stanno andando in dissesto
e d'altra parte gli enti locali non ricevono nemmeno le somme per
quanto riguarda le trimestralità ordinarie perché sono state date
pochissime somme fra un acconto della prima e della seconda rata.
Spero che l'assessore ci dia qualche notizia anche sul Patto di
stabilità e che venga data priorità ai pagamenti di questi precari.
Io credo, comunque, che questa vicenda, anche oggi all'ordine del
giorno, vada vista nel complesso delle situazioni, perché se è vero
che questi sono per lo più stipendi abbiamo una situazione -
Assessore non so se mi segue - d'incertezza per quanto riguarda
tutti i precari degli Enti locali e tutti gli altri precari, per
cui la questione dovrebbe essere vista nel complesso ed
unitariamente. Siamo per il bilancio 2014, non è stata data
all'Aula alcuna scheda tecnica di questo disegno di legge e credo
che ci sia il tempo per approfondire l'argomento e per unificare
anche tutto ciò che riguarda la proroga degli Enti locali, anche
perché ci sono dichiarazioni, che poi vengono smentite dal Governo
nazionale, sulla possibilità di pensionamenti o non pensionamenti,
il tutto sta che l'Aula non ha una cognizione vera di qual è la
situazione in questo momento.
Quindi, suggerirei, oltre di avere una richiesta per quanto
riguarda questa questione, che ci sia la possibilità di aver
riscontri concreti per quanto riguarda i precari degli Enti locali
e dall'altra parte di vedere complessivamente tutta la materia del
personale per l'anno 2014 e 2015.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, il suo intervento, assolutamente
condivisibile, non è pertinente con la richiesta di intervento
sull'ordine dei lavori.
III-623/A 'acquisto dei servizi delle società partecipate'
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Seguito della discussione del disegno di legge Acquisto di
servizi dalle società partecipate (579-607 Stralcio III-623/A)
PRESIDENTE Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge numeri 579-607 Stralcio III-623/A «Acquisto di servizi dalle
società partecipate», posto al numero 1).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ricordo che durante la precedente seduta si era già svolta la
relazione da parte del relatore, onorevole Vinciullo, e che il
termine per la presentazione degli emendamenti era stato fissato a
lunedì 18 novembre 2013, alle ore 16.00.
Dichiaro aperta la discussione generale.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire e lo farò brevemente, sempre sull'ordine dei lavori ma
per giustificare anche l'intervento dell'onorevole Laccoto.
Signor Presidente, non è che l'intervento dell'onorevole Laccoto
sulla questione precari non sia attinente all'ordine dei lavori e
le spiego: non le sfuggirà che stiamo affrontando oggi, dovremmo
affrontare oggi, una spesa di ben 61 milioni di euro sul triennale,
peraltro e, quindi, una spesa che potrebbe essere e dovrà essere
prevista ed affrontata in finanziaria mentre, rispetto alla
situazione in cui versano i precari, non si ravvisa uguale
interesse, uguale urgenza da parte del Governo al fine di
presentare un disegno di legge che dia intanto certezza per la
proroga e per una possibilità di sistemazione. Quindi, non è che
l'intervento dell'onorevole Laccoto fosse fuori tema, tendeva a
puntualizzare che si intravede una fretta del Governo, fuori luogo,
in questo caso, mentre non c'è uguale fretta per risolvere un
problema che, invece, è gravissimo.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per chiedere all'Assessore per l'economia alcune notizie relative
alla SAS.
Perché sto intervenendo? Perché presso la segreteria mi è
pervenuta una nota dei lavoratori, i quali affermano che lei con
una nota ha chiesto al Commissario di pagare tutte le società e,
quindi, tutti i debiti che avevano, ad esempio luce, telefono e
così via, e queste somme sono state prese dal TFR.
Io chiedo all'Assessore Bianchi se esiste questa nota - anche se
penso che non possa esistere - che cosa sta facendo il Commissario
per pagare il TFR ai lavoratori, perché se abbiamo fatto questa SAS
è perché dovevamo migliorare i servizi e non far perdere diritti ai
lavoratori, quindi considerato che stiamo discutendo di questo
argomento le chiedo di avere notizie confortanti relativamente ai
lavoratori.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
intervengo semplicemente per dire che questa è una delibera
certamente molto importante che coinvolge migliaia di lavoratori.
Ritengo sia opportuno, fondamentale che l'assessore spieghi le
motivazioni per le quali si arriva a questa delibera e dopodiché
chiedo al Presidente dell'Assemblea di concedere quelle due, tre
giornate di tempo per decidere in piena serenità, in quanto questa
legge coinvolge oltre 2.500 lavoratori, quindi, stiamo attenti
perché, altrimenti, gli atti successivi saranno quelli che portano
al preavviso di licenziamento.
Ritengo che l'assessore debba dire realmente come stanno le cose,
debba fugare tutti i dubbi possibili ed immaginabili, dopodiché
vedremo di fare il punto della situazione; se sarà necessario si
potrà anche andare in Aula martedì per votare questo disegno di
legge con convinzione, con coscienza, con serietà e soprattutto
senza compromettere il futuro di tantissima gente e, ovviamente, di
servizi.
PRESIDENTE. Onorevole Leanza, credo che la sua sia una proposta
assolutamente ragionevole, quindi, pregherei l'assessore Bianchi di
intervenire.
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, le considerazioni fino ad ora emerse mi inducono a
ritenere che la proposta di un rimando alla prossima settimana
della decisione finale su questo disegno di legge possa ovviamente
essere accolta in uno spirito pieno di condivisione delle scelte
tra Assemblea e Governo.
Però, ci tengo a ribadire, in primo luogo, l'urgenza e la
rilevanza di questo provvedimento. Parliamo di un provvedimento
che, innanzitutto, non destina nuova spesa, sia chiaro; si tratta
di risorse che erano già previste dalla precedente finanziaria ed
accantonate nei Fondi globali per gli anni successivi perché stiamo
parlando esclusivamente di autorizzare la Società Servizi Ausiliari
Sicilia a rinnovare il contratto da cui dipende la possibilità
lavorativa di alcune migliaia di persone che, in considerazione
dell'articolo 4 del D.L. 95 del 2012, come sapete, prevedeva al 31
dicembre 2013 una serie di interventi a società partecipate che ne
modificavano le caratteristiche anche di servizi alla Regione.
Questo aveva indotto a prevedere la scadenza del contratto SAS per
l'erogazione di servizi che vi ricordo riguarda sia servizi in
favore della Regione sia in favore del servizio sanitario che,
quindi, andavano in scadenza il 31.12.2013.
Il problema che abbiamo di fronte - e qui dobbiamo dare una
risposta in tempi rapidi - è dare una certezza alla società sulla
possibilità di mantenere in essere i lavoratori impiegati in quella
società perché, in presenza di una scadenza al 31.12.2013 dei
contratti di servizio in essere, gli organi di gestione della
società stessa devono inevitabilmente provvedere a comunicare ai
lavoratori una sorta di preavviso di licenziamento in quanto, non
avendo più certezza di ciò che avverrà dall'1 gennaio in poi,
sarebbe un atto consequenziale che questa società dovrebbe
assumere.
Qui, iniziativa del Governo è esclusivamente quella di prorogare
il contratto, garantire che i contratti dei lavoratori non vengano
interrotti e, nella proroga del contratto, vi sottolineo che la
norma prevede due elementi qualitativi: uno riguarda un'immediata
riduzione del costo del contratto valutabile in più di 2 milioni di
euro, già previsti, ma vi segnalo in particolare, proprio alla luce
di quanto detto dall'onorevole Formica riguardo ad eventuali
ulteriori riduzioni di costo previsti, proprio perché non vogliamo
pregiudicare la possibilità di conseguire ulteriore riduzione di
costo, c'è il comma 3 del disegno di legge che prevede proprio una
sorta di clausola volta a prevedere modifiche delle condizioni
contrattuali in essere al momento del rinnovo attuale così da
potere conseguire ulteriori riduzioni in corso.
Si tratta di uno stanziamento importante, però, come vi dicevo,
innanzitutto inferiore rispetto a quello previsto fino ad oggi e
secondo me, in secondo luogo, vanno sottolineati i rischi di un
ritardo in questa decisione.
Io sono assolutamente d'accordo e concordo sull'esigenza di fare
un approfondimento e metto immediatamente a disposizione sia il mio
Gabinetto sia gli uffici della ragioneria che hanno predisposto il
disegno di legge, quindi, saranno preposti alla definizione del
contratto, di illustrare i contenuti del contratto però, torno a
sottolinearvi l'esigenza che questa decisione venga assunta in
termini che consentano la prosecuzione del contratto di lavoro dei
lavoratori in essere.
Quante volte in questi giorni, in sede di discussione delle
variazioni di bilancio, abbiamo richiamato il tema della
salvaguardia dei livelli occupazionali, su cui ci rifacciamo per
molte delle scelte che assumiamo in quest'Aula. Noi non possiamo
trascurare che questi duemila lavoratori devono avere certezze
prima della fine dell'anno, perché prendere tempo o fare una
battaglia politica su un tema così rilevante rischia di esporre
duemila persone, duemila famiglie ad un incertezza sul proprio
futuro, con un problema gestionale di chi è chiamato a gestire la
società che ha difficoltà a mantenere in essere contratti di
lavoro, nel momento in cui viene a scadere un contratto, peraltro
perfettamente coerente con la disciplina delle società in house,
perché la società STAS presenta tutte le caratteristiche per fare
questo in un obiettivo di contenimento dei costi che stiamo
operando ed anche noi, per come è scritto il comma, ci stiamo
impegnando a rafforzare, nel corso della vigenza del contratto.
Però, vorrei sottolineare l'esigenza che su questo disegno di
legge, pur acconsentendo ad una sua proroga ai primi giorni della
prossima settimana non si possa andare oltre.
E' intendimento, quindi, del Governo nei primi giorni della
prossima settimana approvare questo disegno di legge perché abbiamo
un obbligo, quello di dare certezze agli amministratori della
società, di dare certezza alle famiglie interessate da questo
servizio e siamo consapevoli che stiamo facendo quanto più
possibile si può fare in un'ottica di riduzione e contenimento dei
costi.
Un'ultima considerazione riguardo agli interventi degli onorevoli
Laccoto e Formica, che riguardano più in generale la situazione
finanziaria della Regione. Approfitto dell'Aula per informarvi
sullo stato della nostra interlocuzione con il Ministero
dell'economia, perché abbiamo avviato un proficuo scambio di
opinioni, nel corso di quest'ultima settimana, con riferimento al
patto di stabilità.
Siamo finalmente pervenuti ad un sostanziale accordo tra Regione e
Ministero dell'economia, che formalizzeremo nelle prossime ore ed è
un'interpretazione del patto di stabilità che, se da un lato
garantisce al Ministero dell'economia, e quindi al Governo
nazionale, il conseguimento da parte della Regione dei suoi target,
in termini di riduzione di spesa, dall'altro ci garantisce
sostanzialmente la capacità di copertura delle spese previste per
il 2013.
Si sta provvedendo, pertanto, come Assessorato, a sbloccare
progressivamente i pagamenti che avevamo bloccato per effetto delle
difficoltà sul patto di stabilità e, rispondendo specificamente
all'onorevole Laccoto, nella nostra lista di priorità c'è in testa
il tema dei trasferimenti ai comuni, dove abbiamo già definito gli
spazi di patto di stabilità aggiuntivi necessari. Ed anche sul
fronte della liquidità, posso tranquillizzare i tanti comuni
italiani, per quanto possibile, che entro la fine della settimana
si procederà ad un'ulteriore erogazione di risorse finanziarie per
qualche decina di milioni - attorno ai 30 - 40 milioni di euro -
che potranno essere trasferiti sia in termini di spazio di patto
sia in termini di erogazione finanziaria ai comuni che in tal modo
possono far fronte all'emergenza dei precari.
Ringrazio per l'osservazione che mi ha consentito di informare
l'Assemblea sullo stato dei lavori.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
l'intervento dell'Assessore Bianchi ha chiarito lo spirito di
questa legge, che va in favore di tutti i lavoratori che in questo
momento si trovano in alcune società partecipate della Regione che
confluiranno nella SAS.
Qualcuna di queste, addirittura, è in liquidazione, per cui anche
i commissari o i consigli di amministrazioni delle società non sono
in grado di pagare gli stipendi. Se non facciamo questo passo - e
chiedo anche ai colleghi di riflettere su questo - rischiamo di non
pagare gli stipendi ai lavoratori, non è un problema di società, è
un problema dei lavoratori all'interno delle società partecipate
che andranno a confluire in questa società SAS.
Pertanto, prego i colleghi, se c'è qualche dubbio, di rinviare la
trattazione a martedì, ed esaminiamo con attenzione questa proposta
di legge.
Viceversa, se è chiara a tutti, io sarei per procedere
direttamente all'approvazione.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in
merito a questa vicenda perché, pur ritenendo assolutamente nobile
e necessario un provvedimento come quello che stiamo discutendo, a
mio avviso rischiamo, per risolvere il problema, di penalizzarlo,
ed entro subito nel merito della questione. Con questa norma non
stiamo facendo altro che, in assenza di un bilancio di previsione,
di una legge di bilancio, in assenza di una legge finanziaria,
prevedere ed impegnare delle somme per il 2014 ed il 2015.
L'assessore ha detto che non trattasi di una spesa o di una nuova
spesa, ed è vero, ma sotto un profilo sostanziale, non è vero sotto
un profilo formale.
Perché, sotto un profilo formale, con questa norma stiamo facendo
una legge finanziaria, stiamo cioè anticipando una legge di
stabilità per gli anni a venire, e non lo si può fare, purtroppo -
o meglio temo che non lo si possa fare - non sono io un organo di
controllo ma, secondo me, ci sono vari profili che rischiano di
cozzare con un vaglio preventivo.
Colgo di buon grado l'intento dell'assessore di rinviare questo
disegno di legge, perché è vero che ci sono duemila persone circa
che rischiano di essere messe in mezzo alla strada, ma è
altrettanto vero che si potrebbe, eventualmente, apportare qualche
modifica, così come era stato promesso dall'assessore, ma ne
avevamo anche parlato in Commissione bilancio, in merito al disegno
di legge di stabilità o, così come è stato detto anche da qualche
partito che sostiene la maggioranza sino ad oggi, che sarebbe
opportuno fare questo.
Diversamente possiamo, poichè trattasi di spesa frazionabile,
perché sono dei servizi che rendono, che vengono resi alla Regione,
nel momento in cui andremo ad approvare l'esercizio provvisorio -
perché mi pare che ormai per la tempistica andiamo per il secondo
anno verso l'esercizio provvisorio - dovremo prevedere per un mese,
due mesi, tre o quattro mesi la proroga di questo contratto alla
società e, quindi, garantire per uno, due, tre mesi l'occupazione
di queste persone.
Io non sto qua a dire che è stato l'articolo 4 della legge 95 del
2012, che è stato ritenuto incostituzionale dalla sentenza del
luglio scorso della Corte Costituzionale, altrimenti avremmo avuto
difficoltà addirittura ad operare in house. Questo è un problema
che abbiamo superato l'estate scorsa, oggi abbiamo un ulteriore
problema, oggi il problema che io pongo al Governo è se possiamo
anticipare, in assenza di una legge finanziaria e di una legge di
bilancio, somme e spese per gli anni 2014 - 2015. Io ho dei dubbi.
Noi abbiamo presentato un emendamento soppressivo, che però
potremmo anche ritirare, perché ha ragione l'onorevole Cordaro
quando dice che non dobbiamo creare un ulteriore disoccupato a
Palermo e in Sicilia. Attenzione però; non vorremmo poi che
facciamo una norma che non sia efficace.
Queste sono le mie considerazioni, che faccio preventivamente, non
per fare un'opposizione ostruzionistica, assolutamente, è nel mio
intento, eventualmente, di rivedere il concetto; sull'emendamento
soppressivo è molto sintetizzato il mio pensiero, per cui, che ben
vengano queste 72, o 96 ore di riflessione. Cerchiamo, però, di
capire se è una norma che può procedere, che può essere efficace,
che può funzionare, o se è una norma che mette a repentaglio
l'occupazione di queste persone.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per chiedere all'assessore il motivo per cui, dopo un anno che i
lavoratori sono passati in questa società, non sono stati pagati i
TFR.
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, leggendo
questo disegno di legge, mi è venuta in mente una cosa. Nella
consiliatura 2005/2008 sono stato consigliere a Catania e lì, come
forse in tantissime città della Sicilia, c'è una società che si
chiama Multiservizi.
Questa Società Multiservizi, per un periodo di tempo, nel 2006, ha
iniziato a fare delle gare per la pulizia, per il giardinaggio ed
altro in Sardegna ed in Friuli Venezia Giulia, e le ha vinte.
Titoli sui giornali, specialmente sul nostro quotidiano locale La
Sicilia : La Multiservizi ha vinto la gara a Cagliari ; La
Multiservizi ha vinto la gara a Trento e quant'altro.
Alla fine mi sono messo a leggere i bilanci. Nella città di
Catania, un'ora di giardinaggio costava tra 22/25 euro; a Cagliari
costava 12/14 euro. Allora, con i soldi dei catanesi, perché il
comune di Catania pagava più di 20 milioni di euro all'anno, noi
regalavamo o partecipavamo in parte ad un servizio del genere per
gli abitanti di Cagliari o di Treviso.
Allora, assessore, in questa materia ci vuole un poco di fantasia.
Lei è un grande assessore, un valente assessore. Qualcuno dice -
non so se è vero o no - che lei è al top degli assessori di questa
Regione. Può darsi che sia vero. Io, però, la invito ad un po' di
fantasia. Non possiamo sempre ripercorrere le stesse cose. Noi
avevamo un compito due anni fa, quel compito va bene per il 2013,
per il 2014 e per il 2015. Non è così, assessore.
Lei deve mettere in atto un poco di fantasia e tutta la sua
professionalità in questo settore, perché non so se si può fare, ma
se noi decidessimo di mettere a gara i servizi che fa questa
società, penso che qualcosa la risparmieremmo. Non intaccheremmo la
produttività, non intaccheremmo i posti di lavoro, ma sicuramente
la stella cometa di questa Regione deve essere quella del
risparmio, dell'occupazione e deve essere anche di fare i servizi,
di farli più giusti possibile o meglio possibile.
Io non ho visto ancora le carte, ma non vorrei, assessore, che se
poi in questa società dobbiamo pagare il consiglio di
amministrazione, le consulenze, il collegio dei revisori e
quant'altro, va a finire che un'ora di lavoro di signori, che sono
sicuramente dei valenti lavoratori, ci costa dai 20 a 40 euro, e
questo non lo possiamo sopportare.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, quando
si vuol coprire un provvedimento o quando non si vuole fare
chiarezza, allora si tirano in ballo gli stipendi delle persone.
L'assessore Bianchi, da quando è in Sicilia ma penso anche prima,
si interessa di conti, fa di conto, e ovviamente nessuno meglio di
lui sa che la situazione del nostro bilancio è a dir poco critica,
soprattutto in presenza di una mole imponente di tagli che negli
ultimi anni si sono abbattuti sulla nostra Regione.
Quindi l'assessore Bianchi ha contezza esatta del fatto che noi
siamo ridotti, non al lumicino perché lo abbiamo superato, ma siamo
andati oltre la riduzione al lumicino.
Allora non si può venire qui e dirci che è un problema di
stipendi, perché se è un problema di stipendi le posso assicurare,
assessore, che nessuno in questa Aula, né di maggioranza, né di
opposizione porrà in essere mai provvedimenti tali da mettere a
rischio lo stipendio di chicchessia, fosse anche l'ultimo arrivato,
l'ultimo dipendente, l'ultimo collaborante di questa Regione.
Perché non è giusto, non è onesto, ed anzi ci opporremmo con tutte
le forze.
Però, assessore, gli si sta chiedendo , si sta chiedendo al
governo, proprio per salvaguardare gli stipendi, di approfondire un
conteggio fatto così, senza entrare nel merito. Prevediamo 61
milioni di euro per circa 2000 mila persone, saranno 1800, 1900.
Per esempio, l'intero servizio 118 con le 240 ambulanze, con le
consulenze, con gli affitti per 3100 e più persone, costava 92
milioni di euro. Allora, com'è possibile, in presenza di società
che si occupavano solo di pulizia, andare a prevedere di spendere
61 milioni?
Allora, facciamo una revisione, perché possibilmente, guardando
bene le carte e salvaguardando comunque il giusto lavoro e la
giusta retribuzione di quegli operai, facciamo in modo che si abbia
un risparmio, non neghiamo oggi ai poveracci il pane e l'acqua,
perché questo e quello che sta accadendo con i provvedimenti che
prendiamo, e garantiamo le brioche ad altri.
Quindi un attimo di riflessione proprio perché lei sa, meglio di
tutti noi, che andiamo incontro a tempi duri, andiamo incontro a
tempi in cui dovremo effettuare e stiamo continuando ad effettuare
tagli dolorosi. Risparmiare per esempio il 10 per cento, significa
6 milioni di euro e tutti noi sappiamo che abbiamo dovuto tagliare
contributi anche ad associazioni - e mi riferisco ai ciechi - ma
potrei parlare di associazioni culturali importanti, famose, eppure
abbiamo dovuto tagliare. Non possiamo poi con leggerezza prevedere
un monte spesa di questa portata senza i necessari approfondimenti.
Quindi, proprio per evitare di mettere a repentaglio gli stipendi,
rinviamo la trattazione a martedì. Lei, assessore, alla luce di
quello che è stato detto in quest'Aula, anche modestamente con il
suggerimento che le ho dato io, faccia una rivisitazione vera delle
spese, perché altrimenti, con un provvedimento che non passa in
Aula, rischiamo di far perdere lo stipendio ai lavoratori. Del
resto, se il provvedimento viene approvato oggi o martedì, o fra
quindici giorni non cambia nulla, sono d'accordo con lei che entro
il 31 dicembre quel provvedimento lo dobbiamo approvare, e questo è
l unico limite invalicabile per la salvaguardia dello stipendio dei
lavoratori.
Quindi abbiamo il tempo di fare ulteriori approfondimenti e
tornare in Aula martedì, e non ci sarà nessuno dei 90 deputati che
oserà schierarsi contro i lavoratori. Mi pare che è un modo giusto,
corretto, di approcciarsi ad un problema di queste dimensioni, in
un momento difficile come quello che stiamo vivendo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo che in maniera unanime si
sia manifestata da parte dell'Assemblea la volontà di approfondire
ulteriormente l'argomento e rinviare la trattazione a martedì.
BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, la disponibilità all'approfondimento c'è sempre. Intanto
ho fatto dei conti, e si tratta di 1970 dipendenti su 60 milioni
euro, il che vuol dire meno di 30 mila euro lordi a testa. Non
parliamo di cifre così diverse da quelle medie che applica un
contratto collettivo nazionale di lavoro di polizia. Si richiamava
prima il tema dei pagamenti dei consigli di amministrazione, delle
consulenze; come sapete abbiamo equiparato tutti i costi dei
consigli di amministrazione con un massimo di 40 mila euro lordi;
per quanto riguarda le consulenze, le società partecipate possono
fare solo una consulenza. Ovviamente, il controllo va sempre fatto
e va approfondito però, va dato atto che questo Governo ha già
portato avanti alcune azioni precise in termine di riduzione di
costi.
Il fabbisogno finanziario è calcolato sulla base dei costi dei
contratti collettivi di lavoro e sulla base delle entità delle
persone che sono già in disponibilità perché, ovviamente, dobbiamo
avere il contratto di servizio su questo, ma saranno comunque
verificate tutte le osservazioni fatte, anche sul TFR che è un tema
su cui noi abbiamo vigilanza ma che, ovviamente, attiene alla
gestione, per cui risponderà chi fa la gestione. Noi non abbiamo
dato nessun indirizzo di prelevare le risorse dal TFR per pagare le
bollette, ma è chiaro che anche le società partecipate devono
pagare le bollette come tutti gli altri. C'è comunque una attenta
verifica e controllo sui costi, e questo lo approfondiremo, però,
ripeto, attiene la gestione e riguarda la responsabilità degli
amministratori, ma su questo mi riprometto di fare un
approfondimento più specifico, come ci è stato richiesto.
Pertanto, pur accogliendo tutte le considerazioni, ribadisco che
noi metteremo a disposizione tutte le carte disponibili però -
ripeto - non è un problema di utilizzo dei dipendenti chissà per
fare cosa, è il prendere atto di una situazione in cui noi non ci
possiamo permettere di arrivare a scadenza del contratto, quindi il
rinnovo deve avvenire prima della scadenza del contratto.
Il 31 dicembre era una data per noi non derogabile, perché c'era
ancora l'articolo 4. Io so perfettamente che è stato superato dalla
normativa vigente, però dobbiamo dare una risposta. Quindi,
accogliamo la richiesta di un approfondimento e di un rinvio alla
prossima settimana.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Sull'ordine dei lavori.
NICOTRA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NICOTRA. Signor Presidente, volevo solo invitare la Presidenza e i
colleghi tutti ad osservare un minuto di raccoglimento per i morti
della Sardegna.
Commemorazione delle vittime della grave alluvione avvenuto in
Sardegna
PRESIDENTE. Credo che sia una richiesta assolutamente pertinente e
quindi invito l'Assemblea ad un minuto di raccoglimento per i morti
dell'alluvione della Sardegna.
(L'Aula osserva un minuto di silenzio)
Seguito della discussione del disegno di legge
«Acquisto di servizi dalle società partecipate» (579-
607 Stralcio III-623/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo il votazione il passaggio
all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Non sorgendo osservazioni, l'esame del disegno di legge nn. 579-
607 Stralcio III-623/A è rinviato a martedì prossimo.
Si rinvia, altresì, anche l'esame del disegno di legge n. 304-
280/A Norme per la promozione e il sostegno delle imprese di
formazione locale .
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lentini, Zafarana e Grasso
sono in congedo per oggi..
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Discussione della mozione n. 225 «Impegni del Governo della
Regione
per la salvaguardia dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza»
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa alla discussione della
mozione numero 225 Impegni del Governo della Regione per la
salvaguardia dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza , degli
onorevoli degli onorevoli La Rocca Ruvolo, Anselmo, Cascio F.,
Germanà, Sorbello, Assenza, Alongi, Lentini, Ciancio, Zafarana, Lo
Giudice, Lo Sciuto, Miccichè, Laccoto, Turano, Oddo, Tamajo,
Gianni, Currenti, Ferrandelli, Milazzo Antonella, Raia, Figuccia,
Falcone, Grasso, Dipasquale, Mangiacavallo, Lantieri, Siragusa,
Zito, Formica, Fazio, Marziano, Cimino, Ferreri, Lombardo, Ioppolo,
Firetto, D'Agostino, Barbagallo, La Rocca, Palmeri, Vinciullo,
Digiacomo, Cracolici, Fontana, Musumeci, Pogliese, Di Mauro,
Arancio, Malafarina, Maggio, Rinaldi, Picciolo, Cirone, Greco G.,
Di Giacinto, Dina, Savona, Coltraro, Federico, Cancelleri,
Venturino, Trizzino, Foti, Gucciardi, Cascio S., Cordaro, Fiorenza,
Sudano, Leanza.
Ne do lettura:
«L' Assemblea regionale siciliana
PREMESSO CHE:
la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo (Convention on the
Rights of the Child), approvata dall'Assemblea generale delle
Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata dall'Italia con
legge 27 maggio 1991, n. 176, enuncia per la prima volta che i
diritti fondamentali devono essere riconosciuti e garantiti a tutti
i bambini e a tutte le bambine del mondo;
la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, firmata a Parigi il
10 dicembre 1948, per la prima volta nella storia dell'umanità,
riguarda senza distinzioni tutte le persone del mondo e sancisce
l'esistenza di diritti di cui ogni essere umano deve poter godere
per la sola ragione di essere al mondo;
la Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e
delle Libertà Fondamentali (CEDU), redatta dal Consiglio d'Europa e
firmata a Roma il 4 novembre 1950, adotta misure volte ad
assicurare la garanzia collettiva di alcuni diritti enunciati nella
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani;
l'art. 44 della Convenzione ONU sui Diritti del fanciullo prevede
che ogni Stato sottoponga al Comitato sui Diritti del fanciullo
rapporti sui provvedimenti adottati per dare effetto ai diritti
riconosciuti nella Convenzione medesima e sui progressi realizzati
per il godimento di tali diritti;
la legge 12 luglio 2011, n. 112, ha istituito l'Autorità garante
per l'infanzia e l'adolescenza al fine di assicurare la piena
attuazione e la tutela degli interessi delle persone di minore età;
in Sicilia con la legge regionale 10 agosto 2012, n. 47, è stata
istituita l'Autorità Garante per l'infanzia e l'adolescenza, alla
cui nomina non si è ancora provveduto;
l'associazione Save the Children Italia ONLUS ha sensibilizzato
tutti i Consigli regionali perché dedicassero una seduta
all'approfondimento dello stato della condizione dei minori che
vivono nella Regione, al fine di rendere le tematiche dell'infanzia
e dell'adolescenza una priorità dell'agenda politica regionale;
CONSIDERATO CHE:
il 20 novembre, data di approvazione della suddetta Convenzione
internazionale da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni
Unite, si celebra la Giornata Internazionale dei Diritti
dell'Infanzia e dell'Adolescenza;
anche in Italia, il 20 novembre è stato proclamato giornata
nazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, giusta
legge 23 dicembre 1997, n. 451, che ha istituito la Commissione
parlamentare per l'infanzia e l'Osservatorio nazionale per
l'infanzia;
la crisi economica di questi ultimi anni ha aggravato
ulteriormente la condizione di marginalità e fragilità di un numero
sempre maggiore di minori, come risulta dai dati pubblicati da Save
the Children nell' 'Atlante dell'Infanzia (a rischio)', che
contiene un'ampia rassegna di indicatori e mappe sull'infanzia e
sull'adolescenza, con particolare attenzione alle aree del rischio;
la campagna 'Allarme Infanzia' promossa da Save the Children
denuncia il 'furto di futuro' ai danni delle giovani generazioni,
causando mancanza di prospettive, speranze ed opportunità;
l'Italia è tra i Paesi OCSE con un tasso di povertà relativa tra i
bambini molto elevato: il 15% vive, infatti, in famiglie con
reddito inferiore alla media nazionale e - con un dato ancor più
preoccupante che riguarda la povertà assoluta - con oltre un
milione di minori nel 2012 che vivono in condizioni di assoluta
povertà;
le Regioni e le Province autonome - a seguito della legge 8
novembre 2000, n. 328, 'Legge quadro per la realizzazione del
sistema integrato di interventi e servizi sociali' e della riforma
del Titolo V, parte II, della Costituzione, avvenuta con legge
costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 - hanno acquisito un ruolo
determinante nell'ambito delle politiche sociali, e quindi anche
nel promuovere la tutela delle persone di minore età presenti nei
propri territori;
la Regione siciliana ha dato attuazione ai principi della legge n.
328 del 2000 con legge regionale 14 aprile 2009, n. 5, al fine di
rendere effettiva l'integrazione socio-sanitaria;
i minori in condizioni di povertà relativa nel 2011 in Sicilia
erano il 42,3%, contro una media nazionale del 17,6%, e che tale
percentuale pone la Sicilia in fondo alla classifica delle Regioni
italiane, con una performance nettamente peggiore anche rispetto
alle altre Regioni del Mezzogiorno (Calabria 34,7%, Puglia 33,3%,
Campania 31,2%);
i minori siciliani sono in possesso di un background scolastico
molto basso: 25 giovani su 100 abbandonano gli studi superiori e si
ritrovano con la sola licenza media (+15% rispetto all'obiettivo
europeo del 10%), e che è in crescita la disaffezione allo studio,
anche fra ragazzi senza particolari carenze affettive, relazionali
o economiche;
in Sicilia la presenza di alunni di origine straniera è inferiore
rispetto ad altre Regioni, ma comunque in costante aumento ed ha
raggiunto il 2,5% nell'anno scolastico 2011/2012 (era dello 0,5%
nell'anno scolastico 2001/2002). I minori stranieri non
accompagnati, segnalati al Ministero del lavoro e politiche sociali
in Sicilia al 30 settembre 2013, erano 2.151, di cui 596
irreperibili. I dati forniti dal Ministero dell'interno -
Dipartimento Pubblica sicurezza a Save the Children in qualità di
partner del progetto 'Praesidium' rilevano 6.556 minori stranieri
sbarcati in Sicilia nel periodo compreso dall'1 gennaio al 31
ottobre 2013, di cui 3.929 minori stranieri non accompagnati. I
minori non accompagnati che arrivano via mare sono minori che
rischiano la vita, come hanno purtroppo dimostrato i naufragi di
recente verificatisi al largo delle coste di Lampedusa,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a dare piena attuazione ai principi della Convenzione ONU sui
diritti dell'infanzia e dell'adolescenza;
a rendere disponibili, per il tramite dell'Osservatorio permanente
sulle famiglie, dati aggiornati sulla condizione dei minori
presenti nella Regione, in modo da predisporre adeguate politiche;
a provvedere in tempi brevi alla nomina del Garante regionale per
i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, giusta legge regionale
n. 47 del 2012;
a sostenere programmi e progetti volti a proteggere e tutelare i
minori a rischio nella Regione, con particolare riferimento al
contrasto alla povertà minorile, alla prevenzione della dispersione
scolastica, all'educazione dei giovani ed al corretto uso delle
nuove tecnologie;
a promuovere politiche di contrasto alla pedo-pornografia ed allo
sfruttamento del lavoro minorile;
ad affrontare la criticità dei minori stranieri non accompagnati,
cui è necessario garantire tutela nel quadro dei diritti
fondamentali, e non agire solo in una prospettiva emergenziale;
a garantire a tutte le presunte persone di minore età un servizio
di prima assistenza che faccia fronte, anche prima
dell'identificazione, ai loro bisogni primari e al loro
collocamento in una struttura adeguata nelle more della definizione
delle operazioni di identificazione». (225)
Onorevoli colleghi, nella giornata odierna, il 20 novembre, si
celebra la giornata internazionale dei diritti dell'infanzia e
dell'adolescenza, quindi credo che sia il giorno più adatto per
affrontare questa importante tematica.
Invito l'onorevole La Rocca Ruvolo, prima firmataria della
mozione, ad illustrarla.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
discussione della mozione 225 cade appunto nella giornata
internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
Premesso che la convenzione dell'ONU sui diritti dell'infanzia e
dell'adolescenza il 20 novembre del 1989 ha approvato per la prima
volta che i diritti fondamentali devono essere riconosciuti e
garantiti a tutti i bambini e a tutte le bambine del mondo, voglio
dire che in 20 anni sono stati salvati 90 milioni di bambini. Però,
ad oggi, 6 milioni e seicento mila, quindi 18 mila bambini al
giorno, di età inferiore ai cinque anni, continuano a morire per
cause prevedibili, e quando diciamo cause prevedibili mi riferisco
per esempio alla poliomielite, di cui vengono colpiti bambini
siriani proprio in questi giorni.
E' di questa mattina la notizia di quanti bimbi sbarcati dalla
Siria a Lampedusa che sono colpiti da scabbia e poliomielite fino a
morirci.
Visto che il 20 novembre si celebra la Giornata Internazionale dei
Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza e che anche in Italia, per
la medesima giornata, è stato proclamato Giorno nazionale dei
diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
Malgrado la crisi economica di questi ultimi anni ha aggravato le
situazioni di tanti, anche le condizioni dei bambini versano in
condizioni di marginalità e fragilità in un numero sempre maggiore.
Visto che la Regione siciliana ha dato attuazione ai principi
della Legge 328 del 2000, con la legge regionale 14 del 2009 n. 5
per rendere effettiva l'integrazione socio sanitaria dei bambini.
Non voglio snocciolare molti dati, ma diciamo che tra le diverse
criticità che vengono evidenziate c'è la situazione dei minori
stranieri, bambini e bambine, nati e cresciuti in Italia e privi di
cittadinanza italiana, per cui su questo forse dovremmo un attimo
pronunciarci.
Visto che ben diversa ed altrettanto complessa è la questione dei
minori stranieri non accompagnati, per esempio risultano essere
7.545 al 31 dicembre 2012 i minori presenti nel nostro territorio
Italiano. Dico alcuni dati.
L'Italia è tra i paesi OCSE con un tasso di povertà relativa fra i
bambini molto elevata, il 15% infatti vive in famiglia con redditi
inferiori alla media nazionale. In Italia sono oltre due milioni le
persone di minore età che vivono in famiglie povere, ed ancora più
preoccupante il dato che riguarda la povertà assoluta, si è fissato
nell'ordine di 653 mila nel 2010, di 723 mila nel 2011 e di oltre
un milione di minori nel 2012 che vivono in condizioni di assoluta
povertà, povertà che è data non solo dalla esclusione sociale e
discriminazione, che sono le cause principali, ma a queste si
aggiungono anche le cause legate al tasso di abbandono scolastico,
che è superiore alla media europea.
In Italia quasi un giovane su cinque nella fascia di età tra i 18
ed i 24 è fermo alla licenza media e non svolge altri percorsi di
formazione professionale. Le risorse destinate alla scuola sono ai
livelli più bassi d'Europa, non voglio citare le percentuali, però
rimane fermo anche il problema del servizio di asilo nido, quale
strumento di conciliazione per consentire alle madri di entrare nel
mondo del lavoro.
Un altro dato preoccupante riguarda invece le Regioni che hanno un
ruolo determinante nel promuovere la tutela delle persone di età
minore nei propri territori. Vediamo un attimo in Sicilia quale è
lo stato dell'arte: nel 2011 erano quasi 940 mila i minori nella
nostra Sicilia, il 18,7% dell'intera popolazione residente sul
territorio, di cui circa il 3% stranieri.
La Regione Siciliana non è tra le regioni in cui risulta operativo
l'Osservatorio regionale dell'infanzia e nonostante sia stato
istituito un Osservatorio permanente sulle famiglie, questo non ha
disponibili i dati aggiornati.
In Sicilia non è mai stato nominato neanche il Garante regionale
per l'infanzia e l'adolescenza, come previsto dalla Legge Regionale
47 del 2012.
Noi, nella nostra mozione - vado verso la conclusione però prima
voglio dare un dato - noi nella mozione e ringrazio i colleghi per
averla firmata quasi tutti, chiediamo intanto di dare piena
attuazione ai principi della convenzione ONU sui diritti
dell'infanzia e dell'adolescenza, a rendere disponibile per il
tramite dell'Osservatorio permanente sulle famiglie, dati
aggiornati sulla condizione dei minori presenti in Regione, in modo
da predisporre adeguate politiche; a provvedere, in tempi brevi,
alla nomina di un garante regionale per i diritti dell'infanzia
giusta la legge regionale 47 che citavo prima; a sostenere
programmi e progetti volti a proteggere e tutelare i minori a
rischio nella Regione, in particolare con riferimento al contrasto
alla povertà minorile, alla prevenzione della dispersione
scolastica, all'educazione dei giovani e al corretto uno delle
nuove tecnologie; a promuovere politiche di contrasto alla pedo-
pornografia e allo sfruttamento del lavoro minorile di qualunque
tipo; ad affrontare la criticità dei minori stranieri non
accompagnati cui è necessario garantire tutela nel quadro dei
diritti fondamentali e non agire solo in una prospettiva di
emergenza, l'ultimo caso di Lampedusa per esempio; a garantire a
tutte le presunte persone di minore età un servizio di prima
assistenza che faccia fronte, anche prima dell'identificazione, ai
bisogni primari degli stessi e il collocamento in una struttura
adeguata nelle more della definizione delle operazioni di
identificazione.
Tornando al Garante, voglio sottolineare che questa figura è
istituita presso la Presidenza della Regione e denominata Garante
al fine di garantire e promuovere la piena attuazione dei diritti
riconosciuti alle persone minori in età dalla Convenzione sui
diritti del fanciullo, la legge appunto del 27 maggio del 1991.
Il Garante svolge la propria attività in piena autonomia, c'è qui
l'assessore, poi ci dirà come mai non è stato ancora nominato
questo garante nella nostra Regione, e con indipendenza di giudizio
e valutazione e non è sottoposto ad alcuna forma di controllo
gerarchico o funzionale.
Il Garante svolge funzioni che sono fondamentali per tutelare
l'infanzia, vigila sull'applicazione nel territorio regionale della
Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre, giornata che
stiamo celebrando, vigila sui fenomeni di esclusione sociale, di
discriminazione dei bambini e degli adolescenti per motivi di
sesso, di appartenenza etnica e/o religiosa.
Il Garante favorisce ogni iniziativa utile al riconoscimento del
valore e della dignità dei minori, esprime pareri e formula
proposte, collabora con altri soggetti istituzionali alla raccolta
elaborazione di dati relativi all'infanzia e alla adolescenza,
promuove e sostiene forme di partecipazione dei bambini, ma - cosa
che mi sembra importante - promuove iniziative per la tutela del
diritto del bambino all'integrità fisica, in particolare per la
prevenzione e la protezione dai rischi di espianto di organi, di
mutilazioni genitali femminile, di abuso sessuale, di sfruttamento
pornografico in relazione alle disposizioni della legge del 3
agosto del 1998.
In questi anni, anche nella nostra Regione, i casi di bambini che
vengono sfruttati, di adolescenti che vengono sfruttati non solo
nel mondo del lavoro, ma in quello della prostituzione, della
pedopornografia, come diceva il collega Malafarina quando gli ho
proposto di firmare la mozione, ai semafori per pulire vetri o
chiedere l'elemosina, ecco sono tutte modalità che andrebbero
salvaguardate a trecentosessanta gradi.
A questo si aggiunge la presenza degli stranieri sia di età
inferiore ai diciotto anni, sia di età superiore a questa.
Di fronte a tutta la problematica di questa giornata, che non
dovrebbe essere soltanto una giornata celebrativa e basta, bisogna
interrogarsi e capire come Regione cosa stiamo facendo e
soprattutto quando pensiamo di mettere in atto questo Osservatorio
permanente e quando verrà nominato questo Garante. Questo è un po'
il motivo di questa mozione di oggi.
CIRONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, credo che
l'occasione sia molto utile per incardinare, dentro quest'Aula, un
percorso che se oggi ha un momento e un motivo di riflessione alta,
come sosteneva la collega, presentando la mozione sottoscritta da
quasi tutti i parlamentari, tuttavia questa giornata deve
concludersi, credo, non solo con le riflessioni, le conclusioni che
al dibattito darà l'Assessore, ma anche probabilmente con un
percorso che in questa Aula si definisce.
Rispetto a quanto sosteneva la collega La Rocca Ruvolo, voglio
sottolineare che i dati siciliani, ma questo non sfugge certamente
ai miei colleghi, sono di estrema preoccupazione, nel senso che
siamo il fanalino di coda in una serie di questioni, da quella
della povertà minorile, che è un dato pesantissimo che ci cade
sulla testa nel senso, che si registrano povertà minorile del 42,3%
misurata al 2011, a quello della dispersione, dell'abbandono
scolastico - e mi dispiace che l'Assessore Scilabra non sia in Aula
perché questo è una dato che evidentemente attiene alla sua rubrica
- alla questione che come diceva la collega riguarda oggi questo
dato che non possiamo più considerare emergenziale, ma strutturale
della condizione della Sicilia, dell'accoglienza dei minori
stranieri non accompagnati. Per non dire alla quantità e alla
qualità dei media che sono supporto fondamentali per l'infanzia e
per le famiglie. Quindi, il quadro è certamente complesso ed è
certamente difficile da affrontare.
Credo che dall'incontro di questa sera dovremmo riuscire, oltre
che a sostenere la attivazione dell'avviso per la ricerca del
Garante regionale per l'infanzia, legge che è stata approvata nella
precedente legislatura, dovremmo uscire anche dandoci una via, in
qualche modo, da perseguire per quanto attiene la necessità di
costruire una sorta di piano regionale per l'infanzia, perché solo
da un'azione programmatoria, costante nel tempo, credo che possiamo
dare a questo tipo di problematiche una risposta seria ed efficace.
Si diceva, e anche nella mozione viene sottolineato, che
nonostante sia stato istituito con legge numero 10 del 2003 e con
decreto assessoriale del 31 marzo 2004, l'Osservatorio permanente
sulla famiglia non ha ancora fornito, o comunque noi non ne siamo
in possesso, dati che ci consentano di costruire, appunto, un
percorso concreto.
Credo che vada sollecitato, vada messo in condizione di offrire a
questa Aula i dati che ci servono e questi dati debbono essere
offerti per una riflessione ampia alla Commissione legislativa
Salute' perché da lì, mettendo insieme tutte le competenze che sul
campo si debbano mettere una accanto all'altra, possa venire fuori
almeno, come dire, un iter, un piano, una bozza di piano che, in
modo forse un po' ardito, chiamo Piano regionale per l'infanzia, ma
mi piacerebbe lavorare su questo ambito, appunto, sapendo che step
by step procediamo in direzione di integrare cose che in modo
credo eccellente l'assessore Bonafede sta mettendo in campo perché
vi è un'azione avviata dall'Assessorato, ma anche con una
iniziativa d'Aula dei parlamentari che sia portata a sollecitare
ciò che in questo campo si deve fare.
Vorrei ricordare anche a questa Presidenza, perché è con questa
Presidenza che questo organismo ha rapporti costanti, l'attività
che svolge il CORECOM in materia di tutela dei minori. Qualcuno
ricorderà che il CORECOM è il braccio strumentale siciliano della
cosiddetta Agenzia di garanzia per la comunicazione.
Ebbene, il CORECOM si è assunto il compito, appunto, di occuparsi
dei minori, lo sta facendo osservando direttive, leggi e delibere,
vorremmo capire però un po' meglio in che termini sta sviluppando
la sua azione, se vi sono state segnalazioni da parte di utenti e
associazioni delle quali si sta facendo carico e, vorremmo sapere,
se - come era nei suoi compiti - ha attivato un monitoraggio a
carattere periodico sulle emittenti televisive tali da darci un
quadro aggiornato della comunicazione esatta nei confronti
dell'infanzia.
Credo che, quindi, ci siano cose, come dire, fondative che possono
aiutarci ad uscire fuori da un atteggiamento che considero
precario, non del tutto positivo nella gestione dei temi
dell'infanzia da parte della nostra Regione.
E' un tema che ci trasciniamo certamente non da questa
legislatura, ma anche dalle precedenti; nell'altra legislatura si
fece uno sforzo che era quello di individuare nella figura del
Garante regionale una figura chiave per attivare politiche più
incisive rispetto al tema stesso e credo che su questo vi siano
ritardi che vadano colmati, ma credo che dobbiamo assumere la
capacità di trasversalizzare il tema dell'infanzia nei vari
assessorati competenti, quindi non solo politiche sociali, ma anche
istruzione e se mi permettete anche funzione pubblica per quanto
attiene al ruolo centrale che gli enti locali devono avere in
questo tema. Se questo non faremo, anche questa giornata si unirà a
tutte le altre che sono state celebrate anche negli anni passati,
non lascerà traccia e anzi lascerà sulla nostra testa un giudizio
negativo dei siciliani.
PRESIDENTE. Non essendoci altri interventi, dichiaro chiusa la
discussione generale.
Ha facoltà di parlare l'assessore Bonafede per la replica.
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, in premessa, voglio
leggere un documento che riassume alcuni dei temi che sono oggetto
della mozione per poi commentare rispetto agli interventi che ci
sono stati alcune puntualizzazioni.
La corposa presenza nel territorio della Regione siciliana di
minori stranieri per effetto degli sbarchi che hanno interessato in
maniera considerevole le nostre coste, a partire dal mese di
maggio, con picchi nei mesi di luglio e agosto, ha fatto si che
l'Assessorato ha ritenuto di dovere, per la prima volta rispetto al
passato, intervenire con un proprio progetto di governance
dell'intero sistema di presa in carico dei minori.
Come è noto nella nostra Regione insistono n. 328 comunità
alloggio destinate all'accoglienza dei minori, la cui
caratteristica varia a seconda dell'accreditamento, per quanto ogni
comunità è caratterizzata da moduli di 10 posti.
In tale contesto, quindi, la tutela dei minori istituzionalizzati
nella nostra Regione, raggiunge livelli di complessità rapportati
in numeri molto alti. Al 30 settembre, infatti, soli i minori
stranieri non accompagnati, d'ora in poi li chiamerò MSNA',
risulta essere 2151 che si aggiungono, ovviamente, al numero dei
minori già oggetto d'intervento dell'Autorità giudiziaria.
Il quadro appena rappresentato impone, dunque, un approccio che
vede le comunità alloggio come una delle forme di tutela del
minore, ma non l'unica.
Infatti l'Assessorato, riprendendo un dialogo serrato con le
Autorità giudiziarie competenti per prossimità nel distretto di
Palermo, sta puntando, in maniera consistente, all'implementazione
dei casi di affido alle famiglie, in ragione sia di una maggiore
integrazione del minore all'interno di un contesto familiare
certamente più idoneo a venire incontro alle esigenze del minore
stesso e dall'altro, in ragione del superamento naturale di quella
che è e deve essere una condizione: l'accoglienza nella comunità
alloggio soltanto temporanea.
L'Assessorato, al fine di qualificare e rinnovare il sistema dei
servizi regionali per la tutela dei minori, sta procedendo alla
verifica ed integrazione, tra i 55 distretti socio sanitari, delle
informazioni necessarie in ordine agli Uffici di Servizio Sociale
di ogni Comune, ai Centri o Servizi per l'Affido e all'Albo delle
famiglie affidatarie, attraverso la compilazione e restituzione di
schede elaborate del servizio sede dell'Assessorato.
Ad oggi hanno risposto soltanto il 20% dei 390 comuni destinatari
della verifica.
Non vi è dubbio, quindi, che a legislazione vigente è compito
esclusivo dei comuni prendere in carico il minore che si trovi
nelle condizioni per accedere appunto al sistema di protezione.
La presenza massiccia, come già detto, dei minori stranieri non
accompagnati, in conseguenza degli sbarchi degli ultimi mesi ha, di
fatto, creato una fortissima criticità in capo ai comuni chiamati,
loro malgrado, a dovere prendere in carico e ottemperare alle
obbligazioni finanziarie delle Comunità alloggio presso le quali
detti minori sono stati ricoverati.
L'Amministrazione regionale, in tale quadro così complesso, ha da
un lato attivato tutto quanto necessario per rivendicare nei
confronti del Governo nazionale un riconoscimento economico
adeguato a far fronte all'accoglienza adeguata nei confronti di
detti minori, essendo ormai, come è noto, conclusa al 31 dicembre
2012, l'esperienza emergenziale denominata Emergenza Nord Africa .
Analogamente, però, ha ritenuto dovere intervenire, attraverso una
direttiva in via di emanazione, nei confronti dei sindaci i cui
comuni ospitano strutture residenziali per minori iscritti
all'albo, di cui alla legge regionale 22/86, affinché gli stessi
sindaci si facciano parte dirigente e comunichino la presa in
carico di detti minori al competente Ministero del lavoro e delle
politiche sociali che ha destinato, nel 2013, la complessiva somma
di cinque milioni di euro.
I dati che, ad oggi, il Ministero del lavoro ci consegna - con
riguardo alla utilizzazione di dette risorse - vedono la Sicilia
presente soltanto con trecentosessantacinque segnalazioni di minori
stranieri non accompagnati, a fronte della presenza sopra rilevata,
di almeno 2.251 soggetti.
Occorre, quindi, ed è quello che l'Assessorato sta portando avanti
con fatica, fare comprendere ai sindaci della nostra Regione che è
necessario attivare tutte le linee finanziarie disponibili per
affrontare e meglio risolvere il problema dei minori stranieri, non
accompagnati.
Nel frattempo questa Amministrazione ha promosso e continua a
promuovere, a livello nazionale, una forte campagna di pressione
per l'implementazione del fondo destinato ai minori stranieri non
accompagnati e perché tale fondo assuma la condizione strutturale
di periodica annuale assegnazione superando il carattere della
episodicità che fino ad oggi lo ha connotato.
Grazie a questo il primo risultato è che nella legge di stabilità
del 2014 è stato presentato un emendamento che vede il fondo
cifrato in 50 milioni di euro, che ci si augura venga approvato dai
due rami del Parlamento.
Sempre nell'ambito del settore dei minori stranieri non
accompagnati, la Regione sta partecipando ad un importante
sperimentazione condotta dal Ministero del lavoro in collaborazione
con il Ministero dell'interno per la messa a punto di un sistema
informativo per la tracciabilità del minore, di ogni minore
straniero non accompagnato.
La città individuata come sede per la prima sperimentazione è la
città di Siracusa, per la quale dal 5 dicembre partirà la
sperimentazione.
Nel quadro, invece, delle più ampie politiche per i minori e delle
strategie destinate ad un reinserimento del minore all'interno
della famiglia, accanto alle iniziative per l'implementazione
dell'affido di cui già detto, occorre rappresentare che
l'Assessorato ha aderito anche alla sperimentazione del modello di
intervento P.I.P.P.I, il cui acronimo vuol dire Programma di
interventi per la prevenzione dell'istituzionalizzazione , le cui
linee guida sono state approvate dal Ministero del lavoro e delle
politiche sociali, direzione generale per l'inclusione e le
politiche sociali.
Tale programma intensivo, a breve e medio termine (18-24 mesi) è
indirizzato al contrasto della istituzionalizzazione dei bambini
nella fascia di età compresa tra 0 e 11 anni e costituisce un
approccio strutturato di prese in carico del nucleo familiare,
capace di ridurre significativamente rischi di allontanamento del
bambino dal nucleo familiare di origine.
La Regione siciliana, in funzione della popolazione residente
nella fascia d'età 0-11 anni, ha la facoltà di proporre quattro
distretti finanziabili, fermo restando la possibilità di indicarne
un numero superiore, specificandone la preferenza, che potranno
essere finanziati laddove non si utilizzassero tutte le risorse
disponibili.
L'Assessorato ha già attivato le procedure necessarie alla
individuazione tra i 55 distretti, quelli che saranno rispondenti
ai requisiti previsti ed in breve, sarà in grado di procedere alla
sperimentazione così come previsto dal progetto.
A livello centrale, invece, a supporto di tutte le strategie che
hanno come punto di riferimento il minore, si è ritenuto di dovere
dotare l'Assessorato di uno strumento consultivo-tecnico di
supporto alle decisioni dell'Assessore, attraverso l'istituzione
del team regionale per l'infanzia e l'adolescenza il cui acronimo è
T.R.I.A..
Il team che rappresenta il punto centrale di collegamento con gli
altri organismi regionali, quali l'Osservatorio permanente sulla
famiglia, l'Osservatorio regionale per il contrasto alla violenza
di genere, il Centro regionale per il contrasto delle
discriminazioni, tutte in fase di costituzione, riattivazione, è
destinato a supportare l'assessorato nella predisposizione del
Piano regionale per l'infanzia, l'Adolescenza e i giovani, negli
interventi di sensibilizzazione e promozione della conoscenza dei
diritti dell'infanzia, nell'attività di programmazione in tutte le
politiche, nella tutela dell'infanzia e dell'adolescenza e,
soprattutto, nella predisposizione del Piano regionale per
l'infanzia, l'adolescenza e i giovani, il tutto ovviamente in una
logica di raccordo con le politiche nazionali, internazionali
destinate al settore.
Infine, si rammenta che la Regione Sicilia ha sperimentato e
continua ad implementare il sistema delle adozioni internazionali,
su cui ha potuto registrare risultati considerati unanimemente
meritevoli di essere dichiarati una buona prassi, tanto da essere
riconosciuti come il modello Sicilia .
Con riferimento, infine, alle politiche di contrasto alla
pedopornografia ed alla violenza sui minori si rammentano i
risultati che si sono sin qui ottenuti, con il sostegno economico
dell'Amministrazione regionale con il Telefono Arcobaleno e il
Telefono Azzurro, che rappresentano ormai punti di riferimento
consolidati e riconosciuti a livello regionale e nazionale.
Mi sembra, però, opportuno - visto che gli interventi dei deputati
me ne danno spunto - inserire alcune cose che non sono state dette,
ma che mi sembrano sostanziali anche nella costruzione di un
progetto unitario destinato alla tutela ed alla valorizzazione
delle politiche per l'infanzia.
Prima fra tutte quella che finalmente è stata oggi assegnata alla
I commissione, il disegno di legge che ci mette al pari col resto
dell'Italia e che colma più di trent'anni di distanza - 1979 è
l'ultima data - e che finalmente ci permetterà di strutturare i
servizi integrati destinati all'infanzia, cioè i micro asili nido.
Questa legge è importante perché è assolutamente in linea con i
principi della 328 e, finalmente, vede il tessuto dei servizi
destinati alla micro infanzia come un tessuto connettivo che non
serve soltanto alla formazione, ma anche all'educazione dei bambini
da 0 a 36 mesi.
Questa legge ci permetterà, laddove riusciremo a portarla a
compimento, di ottenere anche una premialità, che incrementerà i
128 milioni che, come tutti noi sappiamo, sono stati destinati dal
PAC per le stesse strutture che ad oggi sono oggetto di grande
lavoro e progettazione da parte dei distretti socio-sanitari.
Proprio di questa mattina una riunione nella Prefettura di Palermo
che ha visto insieme assistenza tecnica posta in essere dal
Ministero dell'interno e l'assistenza tecnica che Sicilia, che si è
candidata al Ministero dell'interno, è riuscita ad ottenere in
affiancamento e che ci porta ad assicurare che, il 14 dicembre,
tutti i distretti socio-sanitari che stanno lavorando potranno dire
di essere inseriti all'interno di questo progetto, grande progetto
di finanziamento dei micro asili nido.
Un'altra cosa importante, che mi pareva di avere esaustivamente
detto, che colgo l'occasione per precisare che cosa è PIPPI.
Questo progetto è importante, e la Regione immediatamente ne ha
percepito l'occasione perché scade ora, perché è in linea con
l'idea che questo Governo ed io ritengo di voler portare avanti in
tema di affido di adozione.
Ritengo che le nuove povertà sempre di più spogliano le famiglie,
spesso assolutamente fragili, rispetto a questo dato, alla
sottrazione dei minori perché non ci sono le risorse familiari
economiche per portare avanti la crescita dei propri figli.
Questo progetto PIPPI è un progetto che viene incontro a questo
bisogno, perché prende in carico la famiglia, tutela il nucleo
familiare, lo educa e lo riaccompagna affinché si rinsaldi questo
legame naturale, ma anche un regime di salubrità all'interno del
proprio nucleo familiare ed è in linea anche con questa volontà che
abbiamo che è frutto di tanti incontri col Tribunale per i minori,
sto parlando in particolare del distretto di Palermo, Agrigento e
Trapani, e che cerca sempre di più di mettere in rete il sistema
degli affidi dei comuni della Sicilia che, ad oggi, si è dimostrato
non efficace, lo abbiamo visto nell'occasione della tragedia di
Lampedusa, quando tantissime famiglie avrebbero voluto
probabilmente in affido questi bambini e la mancanza di una
struttura organizzata, che fa riferimento a tutti i comuni della
Sicilia, non ha permesso l'immediata risoluzione.
All'interno di questo, voglio cogliere l'invito ad un tema
estremamente grave che è quello della considerazione che oltre
alla fragilità di questi minori che si vedono o sottratti alle loro
famiglie perché provengono da un distacco dei paesi di origine e
dai loro genitori oppure perché sono diventati orfani durante
questo viaggio, oltre alla perdita degli affetti, a volte, si
assiste ad un fatto terribile, che sappiamo esiste, per il quale
vorremmo cercare di intervenire, proprio attraverso questi
strumenti che sono l'Osservatorio sull'infanzia: la tratta degli
organi. E' una cosa che esiste e che porta spesso neanche a
conoscere le entità di quanti di questi minori vengono persi perché
vengono sottoposti o alla tratta destinata ad implementare il
mercato della pedopornografia, ma anche questa cosa terribile che
rivela come l'essere umano sia veramente capace di cose che
probabilmente non sono neanche parte del regno animale.
Proprio per questo, voglio rassicurare tutti. Il Garante per
l'infanzia è stato già da me segnalato in Giunta ed è oggetto oggi,
sto aspettando la ricezione della documentazione da parte del
soggetto che io, di concerto, chiaramente, con il Presidente della
Regione, credo di avere intercettato, perché il soggetto che deve
andare a svolgere questo compito deve possedere tutte le
caratteristiche previste.
E quelli che precedentemente avevo pensato di individuare hanno
declinato l'invito. Fra questi, ed è giusto che lo ricordi, perché
fa parte di quest'Osservatorio sull'infanzia, c'è Fortunato Di
Noto, che tutti conosciamo, che ha deciso di non accettare il ruolo
di Garante, quando gli era stato, in prima battuta, proposto,
perché lui si occupa dell'Associazione Meter e non avrebbe potuto
svolgere il suo compito pienamente.
All'interno di questo Osservatorio poi c'è un magistrato per i
minori, che è una donna e c'è un rappresentante di Save the
Children.
Stiamo cercando di fare il nostro dovere. Proprio per questo mi
pare giusto concludere facendo alcune osservazioni.
Sull'Osservatorio sulla famiglia stiamo reinsediando, visto che le
cariche erano scadute e la stessa cosa stiamo facendo anche per
l'Osservatorio destinato al contrasto della violenza di genere.
Per quello che riguarda la necessità di dare a questi giovani, mi
ha colpito la frase che è stata estrapolata da Save the Children
riguardo ai minori. E' vero, questa società sta operando un furto
di futuro per le nuove generazioni, però, se vogliamo veramente
distogliere i nostri giovani, anche dall'abuso della tecnologia di
questi sistemi multimediali che, sempre di più, li isolano e li
trasportano all'interno di una realtà che, appunto, non esiste
perché virtuale, dobbiamo dare loro, intanto, un modello, un
modello educativo.
Per fare questo, dobbiamo cercare di assicurargli lo studio. E'
giustissimo quello che poco fa si è detto. La scuola ha un valore
importantissimo. E' la prima agenzia educativa; è il primo luogo
dove il bambino impara a socializzare; è, quindi, l'introduzione
nel meccanismo della società.
Ed al tempo stesso, vorremmo cercare di far sì che, attraverso
questi programmi della Comunità europea 2014/2020, si possa
intravedere per questi minori, che diventeranno, un giorno, gli
adulti del domani, l'opportunità di intercettare il mondo del
lavoro.
Mi sto riferendo, in particolare, al programma del Garante, che è
destinato anche ai net, che ci vede, oggi - visto che il programma
durerà più di quattro anni, durerà sei anni - in un'azione
sperimentale; dobbiamo cercare di far sì che questo processo di
rieducare al lavoro possa riconfigurare per i minori di oggi, che
diventeranno i giovani di domani, un processo che non li sottragga,
come sempre sostengo io, alla loro terra, per riuscire ad affermare
le proprie aspirazioni.
Un'altra cosa che mi pare corretto dire, che è all'interno del
bando sui beni confiscati alla mafia: ho particolarmente
valorizzato quelle azioni che dovrebbero essere destinatarie, poi,
delle funzioni degli stessi beni, che sono oggetto di finanza, per
i comuni che ne hanno fatto richiesta, perché ho caratterizzato
alcune della azioni, destinandole ai minori stranieri non
accompagnati e quindi anche alle mamme, che so che hanno minori con
sé oppure al dopo di noi' che una cosa credo che rappresenti un
dovere per la collettività.
Dopo di noi' ci ricordiamo tutti che sono quelle strutture che si
prendono in carica dopo la morte dei genitori dei diversamente
abili, oppure centri di anti-violenza, perché non dimentichiamo che
dove c'è la violenza nei confronti della donna c'è sempre la
violenza nei confronti del minore.
Mi pare di avere detto abbastanza. Non so se dimentico qualcosa.
Un'ultima frase: mi piace ricordare che forse veramente questo
Parlamento - poco fa ho visto un grande rispetto e una grande
concentrazione nel momento di silenzio in cui ci si ricordava di
coloro che sono morti - penso che veramente la Green Economy si
debba occupare di cercare di recuperare tutto ciò che di
distruttivo la società della tecnologia ha composto nei confronti
di questo meraviglioso globo terracqueo che oggi vive delle
disfunzioni al suo interno. Disfunzioni climatiche portano
incredibilmente nel terzo millennio alla morte, perché ci sono
nubifragi, in luoghi dove prima c'era un clima temperato.
Allora veramente penso che la rivoluzione che questo Parlamento e
questo Governo stanno cercando di portare avanti sia una
rivoluzione culturale, in cui finalmente si fanno le cose, in un
clima di collaborazione, in un clima di condivisione. Mi piace
ricordare questa frase che ho appuntato, una frase di don Sturzo,
che ovviamente leggo spesso: le rivoluzioni sono figlie di idee e
di sentimenti; sono sempre prive di interessi, laddove l'interesse
non dico, dico sempre io l'interesse sovrano, l'interesse generale
della collettività.
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Per dichiarazione di voto
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiaramente
sono a favore della mozione ma intervengo per due ovvi motivi:
intanto, per fare appello alla Presidenza perché, da un comunicato
stampa, ho saputo che la Fondazione Federico II si occupa pure di
dispersione scolastica. Una cosa bellissima. Vorrei sapere se fra
gli scopi sociali della Fondazione vi è pure quella di occuparsi
della dispersione scolastica. Poi volevo dire all'assessore, che mi
sembra, me ne scuso se lei lo ha detto, ma volevo attenzionarle i
finanziamenti della legge numero 285.
Lei sa che la città di Palermo e la città di Catania hanno questi
fondi e che se non riusciamo a essere vigilanti e magari a fare una
certa pressione, lei sa quanto ci aiuta questa legge a dare dei
servizi proprio sull'argomento che stiamo trattando e quanto è
importante. Grazie.
LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio
l'assessore per le risposte che ha dato, però volevo puntualizzare
due cose: la prima riguarda sempre il suo assessorato, cioè volevo
puntualizzare l'attenzione sul fatto che in Sicilia la spesa pro
capite da parte dei Comuni per le famiglie e minori è di 72 euro,
un livello di aiuti sociale tra i più bassi d'Italia a fronte, ad
esempio, dei 282 dell'Emilia Romagna e dei 119 della media
nazionale.
Allora questo perchè lo dico? perché se ancora una volta oggi è
solo una giornata celebrativa, quella mozione non lo avrei dovuto
neanche presentare.
Se invece oggi rappresenta un impegno nei confronti di questa
realtà, che veramente langue, una realtà triste, allora, forse
oggi, qualche impegno qui bisogna assumerselo o portare avanti.
Mi dispiace che l'assessore Scilabra sia andata via perché c'erano
anche altri due assessorati coinvolti, a mio modo di vedere. Uno
era quello dell'istruzione e l'altro, forse, del territorio e
ambiente. Altro dato allarmante per la nostra Regione, infatti, è
il fatto che 25 giovani su 100 abbandonano gli studi superiori.
Qualcuno prima di me parlava di dispersione scolastica. Questo è un
fatto gravissimo, perché a questo viene collegato, sembra non
c'entri, anche l'inquinamento che non è solo, parafrasando il
termine, basta un inquinamento ambientale che qui per esempio sono
oltre 61 mila i minori residenti in aree altamente inquinate.
Quando parliamo di inquinate parliamo non soltanto di territori
dove vi sono impianti siderurgici, chimici, petrolchimici e aree
portuali, ma c'è anche l'inquinamento mafioso e questo è un altro
problema grosso.
Centosessantamila minori nella nostra Regione risiedono in comuni
sciolti per mafia. E' ovvio che vivendo, respirando quest'aria,
questo è un inquinamento mafioso che ha poi le sue ripercussioni
sui comportamenti di questi ragazzini che magari in tenera età
hanno già adottato linguaggi che non sono consoni alla loro età.
Quindi questo, secondo me, è un dato fondamentale.
In pratica volevo dire ai colleghi presenti, e ringrazio chi fino
alla fine sta restando, qui il punto non è soltanto parlare di
minori che arrivano da altre parti del mondo ed è ovvio che la
nostra Isola, Lampedusa, nello specifico, ma le nostre coste sono
posti di frontiera per cui tutto quello che riguarda il fenomeno
dell'immigrazione, e durante la presentazione della mozione ho
detto per esempio che bisogna anche qui fare qualcosa per quei
minori stranieri, per quei bimbi stranieri che nascono nel nostro
territorio. Questi in qualche modo sono figli, diventano figli di
questa terra. Questa quindi è un'altra cosa. Sono d'accordo con il
motto dell'Unicef di oggi Io come tu, mai nemici per la pelle .
Questa è una cosa che innanzitutto dovremmo capire noi, comprendere
noi adulti e poi trasmettere ai piccoli. Però oggi mi premeva
sottolineare che dobbiamo anche fare riferimento in questa giornata
ai piccoli siciliani, ai minori della nostra Regione.
Inoltre, perché dicevo l'assessore Scilabra? per la dispersione
scolastica e per un altro lato terrificante che riguarda in pratica
gli edifici scolastici. Da noi su 3.355 edifici scolastici, 2.006
sono stati costruiti nel periodo compreso tra il 1945 e il 1980,
cioè questo vuol dire che abbiamo anche istituti fatiscenti. Allora
è ovvio che quando non ci sono le condizioni - sono d'accordo nel
dire che lo stimolo allo studio non ti viene dall'edificio, però
anche quello fa la sua parte -, se abbiamo istituti fatiscenti,
come fanno questi ragazzi?
E' una percentuale alta, altissima. Ancora una volta siamo i primi
in Italia per quanto riguarda competenze e stimoli culturali. Il
65,2 per cento dei nostri ragazzi non ha mai letto un libro
nell'ultimo anno. Un dato altissimo. Molto superiore alla media
nazionale che è del 42 per cento.
Allora, investire sui giovani significa prendere atto di questi
problemi e cercare quanto meno di portarne avanti uno, magari oggi
saranno state esposte dieci questioni diverse, ma almeno una di
queste questioni dovrebbe essere portata avanti. Il Garante poi non
è solo un nome ma deve essere operativo come lavoro. Ecco, questa
è un po' l'aggiunta che volevo mettere alla sua risposta,
assessore.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Rocca.
Do la parola all'assessore Bonafede per una brevissima
precisazione.
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Sono favorevole su tutto, quindi è una precisazione di
condivisione.
PRESIDENTE. Col parere favorevole del Governo pongo in votazione
la mozione numero 225. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Avverto che, in assenza degli assessori competenti, i punti IV,
V, VI e VII sono rinviati
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
Presidenza del vicepresidente Pogliese
PICCIOLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, in merito alla mozione numero 183,
sottoscritta da un gran numero di parlamentari, ho piacere di
comunicare all'Aula che, grazie anche alla firma e ai contenuti
della stessa, l'assessore Lucia Borsellino oggi in commissione ci
ha informato del provvedimento di Giunta che, recependo per intero
la parte espositiva della mozione e in parte la raccomandazione al
Governo, l'ha fatta propria e quindi sia nel contenuto che nelle
cifre che nei dati che nelle indicazioni che la maggioranza
dell'Aula che ha sottoscritto la mozione stessa aveva già espresso.
Pertanto, la ritengo superata. La ritengo ritirata con la
raccomandazione che il Parlamento, la commissione e il Presidente
Di Giacomo qui in Aula vigilino sui contenuti della stessa, che
vengano poi pedissequamente ripresi nella nuova rete ospedaliera,
nel riordino della rete ospedaliera che sarà in discussione in
commissione la prossima settimana.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni la mozione n. 183 si intende
superata, quindi viene espunta dall'ordine del giorno della
prossima seduta.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente onorevoli colleghi, desideravo
comunicare che il mio Gruppo parlamentare, nella giornata di ieri,
ha depositato formalmente un disegno di legge col quale si intende
abrogare la legge numero 7 del 2013, per capirci la legge che
prevede i liberi consorzi dei comuni, quindi la proroga della
gestione commissariale.
Il disegno di legge che ha avuto la firma di altri colleghi
deputati, a parte i miei colleghi Formica e Ioppolo, Falcone,
Cordaro, Grasso, Fontana, Lantieri, Greco Giovanni e altri colleghi
che hanno manifestato l'intenzione di firmarla e sottoscrivere,
vuole in buona sostanza porre riparo alla gravissima volontà
espressa dal Governo prima e dall'Aula dopo a proposito della
cosiddetta abrogazione delle province, la soppressione delle
province, che non è mai avvenuta e la condizione di stallo nella
quale il Governo ha costretto milioni di siciliani a vivere.
Il nostro disegno di legge, signor Presidente, non mi soffermo
perché non è questo il momento per farlo, intende chiedere al
Governo di fissare fra il 15 aprile e il 30 giugno prossimo la data
delle elezioni per il rinnovo degli organi di gestione delle nove
province regionali.
Gli organi di gestione si prevedono nel nostro disegno di legge
pressoché dimezzati; prevede il disegno di legge una Giunta formata
da quattro soli assessori per le province la cui popolazione legale
non supera i 500 mila abitanti e di sei assessori per le province
con popolazione superiore.
Il consiglio provinciale è previsto di 15 consiglieri membri per
le province con popolazione non superiore ai 500 mila abitanti e di
20 membri per le province con popolazione superiore a questo dato.
L'indennità è sostanzialmente un rimborso spese per i consiglieri
legata anche alla effettiva partecipazione alle riunioni degli
organi istituzionali.
Noi prevediamo, signor Presidente, che questo disegno di legge
debba necessariamente rimettere ordine a una materia sulla quale si
è agito con irresponsabile superficialità; intendiamo evidenziare
come a distanza di 40 giorni dall'entrata in vigore della legge sui
liberi consorzi ancora il tema non sia stato neppure affrontato in
Commissione; vogliamo evidenziare come le proposte emerse dalla
Giunta di Governo abbiano suscitato unanime dissenso nelle
periferie della nostra Regione, a cominciare dai sindaci, e come la
Corte dei Conti abbia fermamente, formalmente e in maniera
assolutamente ineccepibile, dichiarato che la soppressione delle
province non comporterebbe alcun risparmio per l'erario pubblico.
Per queste ragioni, restiamo fermamente convinti che il Parlamento
siciliano debba necessariamente porre fine a questa indecorosa
pagina, frutto di una estemporaneità, che non si coniuga con il
senso di responsabilità e lo spirito istituzionale che deve avere
un Governatore e le chiediamo, signor Presidente, di volere
procedere celermente, nei limiti in cui le sarà possibile, ad
incardinare il nostro disegno di legge perché entro la prossima
primavera, qualora l'Aula dovesse farlo proprio nella sua
maggioranza, si possa tornare a restituire a quattro milioni di
siciliani il diritto di esprimere i loro rappresentanti, in una
provincia che avrà soltanto competenze decentrate dalla provincia,
una provincia agile, una provincia sottoposta a seria cura
dimagrante, dove il costo degli organi gestionali non sarà più un
alibi capace di reggere, perché abbiamo dimostrato che le province,
così come le abbiamo immaginate, potranno costare alla Regione
250/300 mila euro l'anno, che potrebbero essere persino ancora
ridotti, se all'attenzione dell'Aula dovessero maturare proposte
migliorative.
Assessore, lei poco fa ci ricordava che Sturzo diceva che le
rivoluzioni sono frutto di sentimenti .
Bene, la soppressione della provincia è frutto di una rivoluzione,
ma non dettata dal sentimento, dettata dal risentimento, dalla
irresponsabilità, da una approssimazione che mi creda non aiuterà
questa Sicilia ad uscire fuori dal tunnel nel quale per colpa di
tanti, e non di uno, siamo stati costretti, ma che adesso per colpa
di uno e non di tanti ci costringe a restarvi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Musumeci.
La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari si
confronterà sulla calendarizzazione di questo disegno di legge di
grande valenza.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 26 novembre
2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Pogliese
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Acquisto di servizi dalle società partecipate. (nn. 579-607
Stralcio III-623/A) (Seguito)
Relatore: on. Vinciullo
2) - Norme per la promozione ed il sostegno delle imprese
dell'informazione locale. (nn. 304-8-280/A) (Seguito)
Relatore: on. Lentini
III - Discussione della mozione:
N. 153 - Iniziative per mantenere l'IVA al 4% per le
prestazioni di servizi socio-sanitari ed educativi
resi dalle cooperative sociali.
(18 luglio 2013)
LO SCIUTO-GRECO G.-FIGUCCIA-LOMBARDO-DI
MAURO-FEDERICO-FIORENZA
IV - Discussione della mozione:
N. 186 - Iniziative per il rilascio di garanzie
fideiussorie da parte dell'IRFIS - FinSicilia s.p.a.
in favore delle imprese siciliane presenti nelle
graduatorie di ammissione sui benefici di contributi
assegnati dai bandi regionali a valere dei fondi P.O.-
FES e P.O.-FERS.
(30 settembre 2013)
LA ROCCA-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-
CIANCIO-FERRERI- FOTI-MANGIACAVALLO-
PALMERI-SIRAGUSA-TANCREDI-TRIZZINO-
ZAFARANA-ZITO
V - Discussione della mozione:
N. 177 - Stipula di convenzione o protocollo d'intesa tra
la Regione siciliana ed istituti di credito per
l'erogazione di anticipazioni di tesoreria alle IPAB.
(19 settembre 2013)
FOTI-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-
FERRERI-LA ROCCA- MANGIACAVALLO-PALMERI-
SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI-ZAFARANA-ZITO-
FIORENZA
La seduta è tolta alle ore 18.54
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli