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Resoconto d'Aula della Seduta n. 99 di mercoledì 20 novembre 2013
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   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   LO  GIUDICE,  segretario, dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

       PRESIDENTE.  Ai  sensi  dell'articolo  127,  comma   9,   del
  Regolamento  interno,  do il preavviso di trenta  minuti  al  fine
  delle  eventuali  votazioni mediante procedimento elettronico  che
  dovessero avere luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli onorevoli  Lo  Sciuto,  Ferreri  e
  Cancelleri sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

   III-623/A 'acquisto dei servizi delle società partecipate'

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


      Seguito della discussione del disegno di legge «Acquisto di
                                servizi
        dalle società partecipate» (579-607 Stralcio III-623/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  nn.  579-607 Stralcio III-623/A  Acquisto di servizi dalle  società
  partecipate , posto al numero 1).
   Onorevoli  colleghi,  poiché  la  Commissione  competente  non   è
  presente in aula, sospendo la seduta ed avverto che riprenderà alle
  ore 17.15.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.52, è ripresa alle ore 17.16)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


                        Sull'ordine dei lavori

   LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto  della
  presenza  dell'assessore  per  l'economia  per  rappresentare   una
  situazione incresciosa che si sta verificando negli enti locali: da
  maggio  i  precari  che sono presso gli Enti locali  non  ricevono,
  praticamente, le somme per gli stipendi. In queste condizioni molti
  comuni  non riescono più a pagare, altri stanno andando in dissesto
  e  d'altra parte gli enti locali non ricevono nemmeno le somme  per
  quanto  riguarda le trimestralità ordinarie perché sono state  date
  pochissime  somme fra un acconto della prima e della seconda  rata.
  Spero  che  l'assessore ci dia qualche notizia anche sul  Patto  di
  stabilità e che venga data priorità ai pagamenti di questi precari.
   Io  credo, comunque, che questa vicenda, anche oggi all'ordine del
  giorno, vada vista nel complesso delle situazioni, perché se è vero
  che  questi  sono  per  lo più stipendi abbiamo  una  situazione  -
  Assessore  non  so se mi segue - d'incertezza per  quanto  riguarda
  tutti  i  precari degli Enti locali e tutti gli altri precari,  per
  cui   la   questione  dovrebbe  essere  vista  nel   complesso   ed
  unitariamente.  Siamo  per  il bilancio  2014,  non  è  stata  data
  all'Aula alcuna scheda tecnica di questo disegno di legge  e  credo
  che  ci  sia il tempo per approfondire l'argomento e per  unificare
  anche  tutto  ciò che riguarda la proroga degli Enti locali,  anche
  perché  ci sono dichiarazioni, che poi vengono smentite dal Governo
  nazionale,  sulla possibilità di pensionamenti o non pensionamenti,
  il  tutto  sta che l'Aula non ha una cognizione vera di qual  è  la
  situazione in questo momento.
   Quindi,  suggerirei,  oltre  di avere  una  richiesta  per  quanto
  riguarda  questa  questione,  che ci sia  la  possibilità  di  aver
  riscontri concreti per quanto riguarda i precari degli Enti  locali
  e dall'altra parte  di vedere complessivamente tutta la materia del
  personale per l'anno 2014 e 2015.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Laccoto, il suo intervento,  assolutamente
  condivisibile,  non  è  pertinente con la richiesta  di  intervento
  sull'ordine dei lavori.

   III-623/A 'acquisto dei servizi delle società partecipate'

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


      Seguito della discussione del disegno di legge  Acquisto di
    servizi dalle società partecipate (579-607 Stralcio III-623/A)

   PRESIDENTE  Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge  numeri 579-607 Stralcio III-623/A «Acquisto di servizi dalle
  società partecipate», posto al numero 1).
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ricordo  che  durante la precedente seduta si era  già  svolta  la
  relazione  da  parte del relatore, onorevole Vinciullo,  e  che  il
  termine per la presentazione degli emendamenti era stato fissato  a
  lunedì 18 novembre 2013, alle ore 16.00.
   Dichiaro aperta la discussione generale.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto  di
  intervenire e lo farò brevemente,  sempre sull'ordine dei lavori ma
  per giustificare anche l'intervento dell'onorevole Laccoto.
   Signor  Presidente, non è che l'intervento dell'onorevole  Laccoto
  sulla  questione precari non sia attinente all'ordine dei lavori  e
  le  spiego:  non le sfuggirà che stiamo affrontando oggi,  dovremmo
  affrontare oggi, una spesa di ben 61 milioni di euro sul triennale,
  peraltro  e,  quindi, una spesa che potrebbe essere e dovrà  essere
  prevista  ed  affrontata  in  finanziaria  mentre,  rispetto   alla
  situazione  in  cui  versano  i  precari,  non  si  ravvisa  uguale
  interesse,  uguale  urgenza  da  parte  del  Governo  al  fine   di
  presentare  un  disegno di legge che dia intanto  certezza  per  la
  proroga e per una possibilità di  sistemazione. Quindi, non  è  che
  l'intervento  dell'onorevole Laccoto fosse fuori  tema,  tendeva  a
  puntualizzare che si intravede una fretta del Governo, fuori luogo,
  in  questo  caso,  mentre non c'è uguale fretta  per  risolvere  un
  problema che, invece, è gravissimo.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  per  chiedere all'Assessore per l'economia alcune notizie  relative
  alla SAS.
   Perché  sto  intervenendo?  Perché  presso  la  segreteria  mi   è
  pervenuta  una nota dei lavoratori, i quali affermano che  lei  con
  una  nota  ha chiesto al Commissario di pagare tutte le società  e,
  quindi,  tutti  i debiti che avevano, ad esempio luce,  telefono  e
  così via, e queste somme sono state prese dal TFR.
   Io  chiedo all'Assessore Bianchi se esiste questa nota - anche  se
  penso  che non possa esistere - che cosa sta facendo il Commissario
  per pagare il TFR ai lavoratori, perché se abbiamo fatto questa SAS
  è perché dovevamo migliorare i servizi e non far perdere diritti ai
  lavoratori,  quindi   considerato che stiamo discutendo  di  questo
  argomento  le chiedo di avere notizie confortanti relativamente  ai
  lavoratori.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor  Assessore,
  intervengo  semplicemente  per  dire  che  questa  è  una  delibera
  certamente molto importante che coinvolge migliaia di lavoratori.
   Ritengo  sia  opportuno, fondamentale che l'assessore  spieghi  le
  motivazioni  per le quali si arriva a questa delibera  e  dopodiché
  chiedo  al Presidente dell'Assemblea di concedere quelle  due,  tre
  giornate di tempo per decidere in piena serenità, in quanto  questa
  legge  coinvolge  oltre  2.500 lavoratori, quindi,  stiamo  attenti
  perché,  altrimenti, gli atti successivi saranno quelli che portano
  al preavviso di licenziamento.
   Ritengo che l'assessore debba dire realmente come stanno le  cose,
  debba  fugare  tutti  i dubbi possibili ed immaginabili,  dopodiché
  vedremo  di  fare il punto della situazione; se sarà necessario  si
  potrà  anche  andare in Aula martedì per votare questo  disegno  di
  legge  con  convinzione, con coscienza, con serietà  e  soprattutto
  senza compromettere il futuro di tantissima gente e, ovviamente, di
  servizi.

   PRESIDENTE.  Onorevole Leanza, credo che la sua sia  una  proposta
  assolutamente ragionevole, quindi, pregherei l'assessore Bianchi di
  intervenire.

   BIANCHI,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  le  considerazioni fino ad  ora  emerse  mi  inducono  a
  ritenere  che  la  proposta  di un rimando alla prossima  settimana
  della  decisione finale su questo disegno di legge possa ovviamente
  essere  accolta in uno spirito pieno di condivisione  delle  scelte
  tra Assemblea e Governo.
   Però,  ci  tengo  a  ribadire,  in primo  luogo,  l'urgenza  e  la
  rilevanza  di  questo provvedimento. Parliamo di  un  provvedimento
  che,  innanzitutto, non destina nuova spesa, sia chiaro; si  tratta
  di  risorse che erano già previste dalla precedente finanziaria  ed
  accantonate nei Fondi globali per gli anni successivi perché stiamo
  parlando esclusivamente di autorizzare la Società Servizi Ausiliari
  Sicilia  a  rinnovare  il contratto da cui dipende  la  possibilità
  lavorativa  di  alcune migliaia di persone che,  in  considerazione
  dell'articolo 4 del D.L. 95 del 2012, come sapete, prevedeva al  31
  dicembre 2013 una serie di interventi a società partecipate che  ne
  modificavano le caratteristiche anche di servizi alla Regione.
   Questo aveva indotto a prevedere la scadenza del contratto SAS per
  l'erogazione  di  servizi che vi ricordo riguarda  sia  servizi  in
  favore  della  Regione  sia in favore del servizio  sanitario  che,
  quindi, andavano in scadenza il 31.12.2013.
   Il  problema  che  abbiamo di fronte - e  qui  dobbiamo  dare  una
  risposta  in tempi rapidi - è dare una certezza alla società  sulla
  possibilità di mantenere in essere i lavoratori impiegati in quella
  società  perché,  in  presenza di una scadenza  al  31.12.2013  dei
  contratti  di  servizio  in essere, gli organi  di  gestione  della
  società  stessa devono inevitabilmente provvedere a  comunicare  ai
  lavoratori  una sorta di preavviso di licenziamento in quanto,  non
  avendo  più  certezza di ciò che avverrà dall'1   gennaio  in  poi,
  sarebbe   un  atto  consequenziale  che  questa  società   dovrebbe
  assumere.
   Qui,  iniziativa del Governo è esclusivamente quella di  prorogare
  il  contratto, garantire che i contratti dei lavoratori non vengano
  interrotti  e,  nella proroga del contratto, vi sottolineo  che  la
  norma  prevede due elementi qualitativi: uno riguarda  un'immediata
  riduzione del costo del contratto valutabile in più di 2 milioni di
  euro, già previsti, ma vi segnalo in particolare, proprio alla luce
  di  quanto  detto  dall'onorevole  Formica  riguardo  ad  eventuali
  ulteriori riduzioni di costo previsti, proprio perché non  vogliamo
  pregiudicare  la possibilità di conseguire ulteriore  riduzione  di
  costo, c'è il comma 3  del disegno di legge che prevede proprio una
  sorta  di  clausola  volta a prevedere modifiche  delle  condizioni
  contrattuali  in  essere  al momento del rinnovo  attuale  così  da
  potere conseguire ulteriori riduzioni in corso.
   Si  tratta  di uno stanziamento importante, però, come vi  dicevo,
  innanzitutto inferiore rispetto a quello previsto fino  ad  oggi  e
  secondo  me, in secondo luogo, vanno  sottolineati i rischi  di  un
  ritardo in questa decisione.
   Io  sono assolutamente d'accordo e concordo  sull'esigenza di fare
  un approfondimento e metto immediatamente a disposizione sia il mio
  Gabinetto sia gli uffici della ragioneria che hanno predisposto  il
  disegno  di  legge, quindi, saranno preposti alla  definizione  del
  contratto,  di illustrare i contenuti del contratto però,  torno  a
  sottolinearvi  l'esigenza  che questa decisione  venga  assunta  in
  termini che consentano la prosecuzione del contratto di lavoro  dei
  lavoratori in essere.
   Quante  volte  in  questi  giorni, in sede  di  discussione  delle
  variazioni   di   bilancio,  abbiamo  richiamato  il   tema   della
  salvaguardia  dei livelli occupazionali, su cui ci  rifacciamo  per
  molte  delle  scelte che assumiamo in quest'Aula. Noi non  possiamo
  trascurare  che  questi  duemila lavoratori devono  avere  certezze
  prima  della  fine  dell'anno, perché prendere  tempo  o  fare  una
  battaglia  politica  su un tema così rilevante rischia  di  esporre
  duemila  persone,  duemila famiglie ad un  incertezza  sul  proprio
  futuro,  con un problema gestionale di chi è chiamato a gestire  la
  società  che  ha  difficoltà a mantenere  in  essere  contratti  di
  lavoro,  nel momento in cui viene a scadere un contratto,  peraltro
  perfettamente  coerente con la disciplina delle società  in  house,
  perché  la società STAS presenta tutte le caratteristiche per  fare
  questo  in  un  obiettivo  di contenimento  dei  costi  che  stiamo
  operando  ed  anche  noi, per come è scritto il  comma,  ci  stiamo
  impegnando a rafforzare, nel corso della vigenza del contratto.
   Però,  vorrei  sottolineare l'esigenza che su  questo  disegno  di
  legge,  pur acconsentendo ad una sua proroga ai primi giorni  della
  prossima settimana non si possa andare oltre.
   E'  intendimento,  quindi,  del Governo  nei  primi  giorni  della
  prossima settimana approvare questo disegno di legge perché abbiamo
  un  obbligo,  quello  di  dare certezze agli  amministratori  della
  società,  di  dare  certezza alle famiglie  interessate  da  questo
  servizio  e  siamo  consapevoli  che  stiamo  facendo  quanto   più
  possibile si può fare in un'ottica di riduzione e contenimento  dei
  costi.
   Un'ultima  considerazione riguardo agli interventi degli onorevoli
  Laccoto  e  Formica, che riguardano più in generale  la  situazione
  finanziaria  della  Regione. Approfitto  dell'Aula  per  informarvi
  sullo   stato   della  nostra  interlocuzione  con   il   Ministero
  dell'economia,  perché  abbiamo  avviato  un  proficuo  scambio  di
  opinioni,  nel corso di quest'ultima settimana, con riferimento  al
  patto di stabilità.
   Siamo finalmente pervenuti ad un sostanziale accordo tra Regione e
  Ministero dell'economia, che formalizzeremo nelle prossime ore ed è
  un'interpretazione  del  patto di stabilità  che,  se  da  un  lato
  garantisce   al  Ministero  dell'economia,  e  quindi  al   Governo
  nazionale, il conseguimento da parte della Regione dei suoi target,
  in   termini  di  riduzione  di  spesa,  dall'altro  ci  garantisce
  sostanzialmente la capacità di copertura delle spese  previste  per
  il 2013.
   Si  sta  provvedendo,  pertanto,  come  Assessorato,  a  sbloccare
  progressivamente i pagamenti che avevamo bloccato per effetto delle
  difficoltà  sul  patto  di stabilità e, rispondendo  specificamente
  all'onorevole Laccoto, nella nostra lista di priorità c'è in  testa
  il  tema dei trasferimenti ai comuni, dove abbiamo già definito gli
  spazi  di  patto di stabilità aggiuntivi necessari.  Ed  anche  sul
  fronte  della  liquidità,  posso  tranquillizzare  i  tanti  comuni
  italiani,  per quanto possibile, che entro la fine della  settimana
  si  procederà ad un'ulteriore erogazione di risorse finanziarie per
  qualche  decina di milioni - attorno ai 30 - 40 milioni di  euro  -
  che  potranno essere trasferiti sia in termini di spazio  di  patto
  sia  in termini di erogazione finanziaria ai comuni che in tal modo
  possono far fronte all'emergenza dei precari.
   Ringrazio  per  l'osservazione che mi ha consentito  di  informare
  l'Assemblea sullo stato dei lavori.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
  l'intervento  dell'Assessore Bianchi  ha  chiarito  lo  spirito  di
  questa  legge, che va in favore di tutti i lavoratori che in questo
  momento si trovano in alcune società partecipate della Regione  che
  confluiranno nella SAS.
   Qualcuna di queste, addirittura, è in liquidazione, per cui  anche
  i commissari o i consigli di amministrazioni delle società non sono
  in  grado di pagare gli stipendi. Se non facciamo questo passo -  e
  chiedo anche ai colleghi di riflettere su questo - rischiamo di non
  pagare gli stipendi ai lavoratori, non è un problema di società,  è
  un  problema  dei lavoratori all'interno delle società  partecipate
  che andranno a confluire in questa società SAS.
   Pertanto, prego i colleghi, se c'è qualche dubbio, di rinviare  la
  trattazione a martedì, ed esaminiamo con attenzione questa proposta
  di legge.
   Viceversa,   se   è  chiara  a  tutti,  io  sarei  per   procedere
  direttamente all'approvazione.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo  in
  merito  a questa vicenda perché, pur ritenendo assolutamente nobile
  e  necessario un provvedimento come quello che stiamo discutendo, a
  mio  avviso  rischiamo, per risolvere il problema, di penalizzarlo,
  ed  entro  subito nel merito della questione. Con questa norma  non
  stiamo  facendo altro che, in assenza di un bilancio di previsione,
  di  una  legge  di  bilancio, in assenza di una legge  finanziaria,
  prevedere ed impegnare delle somme per il 2014 ed il 2015.
   L'assessore ha detto che non trattasi di una spesa o di una  nuova
  spesa, ed è vero, ma sotto un profilo sostanziale, non è vero sotto
  un profilo formale.
   Perché,  sotto un profilo formale, con questa norma stiamo facendo
  una  legge  finanziaria,  stiamo  cioè  anticipando  una  legge  di
  stabilità per gli anni a venire, e non lo si può fare, purtroppo  -
  o  meglio temo che non lo si possa fare - non sono io un organo  di
  controllo  ma,  secondo me, ci sono vari profili che  rischiano  di
  cozzare con un vaglio preventivo.
   Colgo  di  buon grado l'intento dell'assessore di rinviare  questo
  disegno  di legge, perché è vero che ci sono duemila persone  circa
  che  rischiano  di  essere  messe  in  mezzo  alla  strada,  ma   è
  altrettanto vero che si potrebbe, eventualmente, apportare  qualche
  modifica,  così  come  era  stato promesso  dall'assessore,  ma  ne
  avevamo anche parlato in Commissione bilancio, in merito al disegno
  di  legge di stabilità o, così come è stato detto anche da  qualche
  partito  che  sostiene  la maggioranza sino ad  oggi,  che  sarebbe
  opportuno fare questo.
   Diversamente  possiamo,  poichè trattasi  di  spesa  frazionabile,
  perché sono dei servizi che rendono, che vengono resi alla Regione,
  nel  momento in cui andremo ad approvare l'esercizio provvisorio  -
  perché  mi pare che ormai per la tempistica andiamo per il  secondo
  anno verso l'esercizio provvisorio - dovremo prevedere per un mese,
  due  mesi,  tre o quattro mesi la proroga di questo contratto  alla
  società  e,  quindi, garantire per uno, due, tre mesi l'occupazione
  di queste persone.
   Io  non sto qua a dire che è stato l'articolo 4 della legge 95 del
  2012,  che  è  stato ritenuto incostituzionale dalla  sentenza  del
  luglio scorso della Corte Costituzionale, altrimenti avremmo  avuto
  difficoltà  addirittura ad operare in house. Questo è  un  problema
  che  abbiamo  superato l'estate scorsa, oggi abbiamo  un  ulteriore
  problema,  oggi il problema che io pongo al Governo è  se  possiamo
  anticipare, in assenza di una legge finanziaria e di una  legge  di
  bilancio, somme e spese per gli anni 2014 - 2015. Io ho dei dubbi.
   Noi  abbiamo  presentato  un  emendamento  soppressivo,  che  però
  potremmo  anche  ritirare,  perché ha ragione  l'onorevole  Cordaro
  quando  dice  che  non dobbiamo creare un ulteriore  disoccupato  a
  Palermo  e  in  Sicilia.  Attenzione però;  non  vorremmo  poi  che
  facciamo una norma che non sia efficace.
   Queste sono le mie considerazioni, che faccio preventivamente, non
  per  fare un'opposizione ostruzionistica, assolutamente, è nel  mio
  intento,  eventualmente, di rivedere il concetto;  sull'emendamento
  soppressivo è molto sintetizzato il mio pensiero, per cui, che  ben
  vengano  queste  72, o 96 ore di riflessione. Cerchiamo,  però,  di
  capire  se  è una norma che può procedere, che può essere efficace,
  che  può  funzionare,  o  se è una norma che  mette  a  repentaglio
  l'occupazione di queste persone.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  per  chiedere all'assessore il motivo per cui, dopo un anno  che  i
  lavoratori sono passati in questa società, non sono stati pagati  i
  TFR.

   VULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO.  Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, leggendo
  questo  disegno  di  legge, mi è venuta in mente  una  cosa.  Nella
  consiliatura 2005/2008 sono stato consigliere a Catania e lì,  come
  forse  in  tantissime città della Sicilia, c'è una società  che  si
  chiama Multiservizi.
   Questa Società Multiservizi, per un periodo di tempo, nel 2006, ha
  iniziato  a fare delle gare per la pulizia, per il giardinaggio  ed
  altro in Sardegna ed in Friuli Venezia Giulia, e le ha vinte.
   Titoli sui giornali, specialmente sul nostro quotidiano locale  La
  Sicilia :   La  Multiservizi ha vinto  la  gara  a  Cagliari ;   La
  Multiservizi ha vinto la gara a Trento  e quant'altro.
   Alla  fine  mi  sono  messo a leggere i bilanci.  Nella  città  di
  Catania,  un'ora di giardinaggio costava tra 22/25 euro; a Cagliari
  costava  12/14  euro. Allora, con i soldi dei catanesi,  perché  il
  comune  di  Catania pagava più di 20 milioni di euro all'anno,  noi
  regalavamo  o partecipavamo in parte ad un servizio del genere  per
  gli abitanti di Cagliari o di Treviso.
   Allora, assessore, in questa materia ci vuole un poco di fantasia.
  Lei  è  un grande assessore, un valente assessore. Qualcuno dice  -
  non  so se è vero o no - che lei è al top degli assessori di questa
  Regione. Può darsi che sia vero. Io, però, la invito ad un  po'  di
  fantasia.  Non  possiamo sempre ripercorrere le  stesse  cose.  Noi
  avevamo  un compito due anni fa, quel compito va bene per il  2013,
  per il 2014 e per il 2015. Non è così, assessore.
   Lei  deve  mettere  in atto un poco di fantasia  e  tutta  la  sua
  professionalità in questo settore, perché non so se si può fare, ma
  se  noi  decidessimo  di  mettere a gara i servizi  che  fa  questa
  società, penso che qualcosa la risparmieremmo. Non intaccheremmo la
  produttività,  non intaccheremmo i posti di lavoro, ma  sicuramente
  la   stella  cometa  di  questa  Regione  deve  essere  quella  del
  risparmio, dell'occupazione e deve essere anche di fare i  servizi,
  di farli più giusti possibile o meglio possibile.
   Io  non ho visto ancora le carte, ma non vorrei, assessore, che se
  poi   in   questa   società  dobbiamo  pagare   il   consiglio   di
  amministrazione,  le  consulenze,  il  collegio  dei   revisori   e
  quant'altro, va a finire che un'ora di lavoro di signori, che  sono
  sicuramente dei valenti lavoratori, ci costa dai 20 a  40  euro,  e
  questo non lo possiamo sopportare.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  quando
  si  vuol  coprire  un  provvedimento o quando  non  si  vuole  fare
  chiarezza, allora si tirano in ballo gli stipendi delle persone.
   L'assessore Bianchi, da quando è in Sicilia ma penso anche  prima,
  si  interessa di conti, fa di conto, e ovviamente nessuno meglio di
  lui  sa che la situazione del nostro bilancio è a dir poco critica,
  soprattutto  in presenza di una mole imponente di tagli  che  negli
  ultimi anni si sono abbattuti sulla nostra Regione.
   Quindi  l'assessore Bianchi ha contezza esatta del fatto  che  noi
  siamo ridotti, non al lumicino perché lo abbiamo superato, ma siamo
  andati oltre la riduzione al lumicino.
   Allora  non  si  può  venire qui e dirci  che  è  un  problema  di
  stipendi,  perché se è un problema di stipendi le posso assicurare,
  assessore,  che  nessuno in questa Aula, né di maggioranza,  né  di
  opposizione  porrà in essere mai provvedimenti tali  da  mettere  a
  rischio lo stipendio di chicchessia, fosse anche l'ultimo arrivato,
  l'ultimo dipendente, l'ultimo collaborante di questa Regione.
   Perché non è giusto, non è onesto, ed anzi ci opporremmo con tutte
  le forze.
   Però,  assessore,  gli  si sta chiedendo ,  si  sta  chiedendo  al
  governo, proprio per salvaguardare gli stipendi, di approfondire un
  conteggio  fatto  così,  senza entrare nel  merito.  Prevediamo  61
  milioni  di  euro per circa 2000 mila persone, saranno 1800,  1900.
  Per  esempio,  l'intero servizio 118 con le 240 ambulanze,  con  le
  consulenze,  con  gli  affitti per 3100 e più persone,  costava  92
  milioni  di  euro. Allora, com'è possibile, in presenza di  società
  che  si  occupavano solo di pulizia, andare a prevedere di spendere
  61 milioni?
   Allora,  facciamo  una revisione, perché possibilmente,  guardando
  bene  le  carte  e salvaguardando comunque il giusto  lavoro  e  la
  giusta retribuzione di quegli operai, facciamo in modo che si abbia
  un  risparmio,  non neghiamo oggi ai poveracci il pane  e  l'acqua,
  perché  questo  e quello che sta accadendo con i provvedimenti  che
  prendiamo, e garantiamo le brioche ad altri.
   Quindi  un attimo di riflessione proprio perché lei sa, meglio  di
  tutti  noi,  che andiamo incontro a tempi duri, andiamo incontro  a
  tempi  in cui dovremo effettuare e stiamo continuando ad effettuare
  tagli  dolorosi. Risparmiare per esempio il 10 per cento, significa
  6  milioni di euro e tutti noi sappiamo che abbiamo dovuto tagliare
  contributi  anche ad associazioni - e mi riferisco ai ciechi  -  ma
  potrei parlare di associazioni culturali importanti, famose, eppure
  abbiamo  dovuto tagliare. Non possiamo poi con leggerezza prevedere
  un monte spesa di questa portata senza i necessari approfondimenti.
   Quindi, proprio per evitare di mettere a repentaglio gli stipendi,
  rinviamo  la  trattazione a martedì. Lei, assessore, alla  luce  di
  quello  che è stato detto in quest'Aula, anche modestamente con  il
  suggerimento che le ho dato io, faccia una rivisitazione vera delle
  spese,  perché altrimenti, con un provvedimento che  non  passa  in
  Aula,  rischiamo  di  far perdere lo stipendio ai  lavoratori.  Del
  resto,  se il provvedimento viene approvato oggi o martedì,  o  fra
  quindici giorni non cambia nulla, sono d'accordo con lei che  entro
  il 31 dicembre quel provvedimento lo dobbiamo approvare, e questo è
  l unico limite invalicabile per la salvaguardia dello stipendio dei
  lavoratori.
   Quindi  abbiamo  il  tempo  di  fare ulteriori  approfondimenti  e
  tornare in Aula martedì, e non ci sarà nessuno dei 90 deputati  che
  oserà schierarsi contro i lavoratori. Mi pare che è un modo giusto,
  corretto,  di approcciarsi ad un problema di queste dimensioni,  in
  un momento difficile come quello che stiamo vivendo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, credo che in maniera  unanime  si
  sia  manifestata da parte dell'Assemblea la volontà di approfondire
  ulteriormente l'argomento e rinviare la trattazione a martedì.

   BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BIANCHI,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, la disponibilità all'approfondimento c'è sempre.  Intanto
  ho  fatto  dei conti, e si tratta di 1970 dipendenti su 60  milioni
  euro,  il  che  vuol dire meno di 30 mila euro lordi a  testa.  Non
  parliamo  di  cifre  così diverse da quelle medie  che  applica  un
  contratto  collettivo nazionale di lavoro di polizia. Si richiamava
  prima  il tema dei pagamenti dei consigli di amministrazione, delle
  consulenze;  come  sapete  abbiamo equiparato  tutti  i  costi  dei
  consigli  di amministrazione con un massimo di 40 mila euro  lordi;
  per  quanto riguarda le consulenze, le società partecipate  possono
  fare  solo una consulenza. Ovviamente, il controllo va sempre fatto
  e  va  approfondito però, va dato atto che questo  Governo  ha  già
  portato  avanti  alcune azioni precise in termine di  riduzione  di
  costi.
   Il  fabbisogno  finanziario è calcolato sulla base dei  costi  dei
  contratti  collettivi  di lavoro e sulla base  delle  entità  delle
  persone  che sono già in disponibilità perché, ovviamente, dobbiamo
  avere  il  contratto  di servizio su questo,  ma  saranno  comunque
  verificate tutte le osservazioni fatte, anche sul TFR che è un tema
  su  cui  noi  abbiamo  vigilanza ma che, ovviamente,  attiene  alla
  gestione,  per cui risponderà chi fa la gestione. Noi  non  abbiamo
  dato nessun indirizzo di prelevare le risorse dal TFR per pagare le
  bollette,  ma  è  chiaro  che anche le società  partecipate  devono
  pagare  le bollette come tutti gli altri. C'è comunque una  attenta
  verifica  e controllo sui costi, e questo lo approfondiremo,  però,
  ripeto,  attiene  la  gestione e riguarda la  responsabilità  degli
  amministratori,   ma   su   questo  mi  riprometto   di   fare   un
  approfondimento più specifico, come ci è stato richiesto.
   Pertanto,  pur accogliendo tutte le considerazioni, ribadisco  che
  noi  metteremo  a  disposizione tutte le carte disponibili  però  -
  ripeto  -  non è un problema di utilizzo dei dipendenti chissà  per
  fare  cosa, è il prendere atto di una situazione in cui noi non  ci
  possiamo permettere di arrivare a scadenza del contratto, quindi il
  rinnovo deve avvenire prima della scadenza del contratto.
   Il  31  dicembre era una data per noi non derogabile, perché c'era
  ancora l'articolo 4. Io so perfettamente che è stato superato dalla
  normativa  vigente,  però  dobbiamo  dare  una  risposta.   Quindi,
  accogliamo  la richiesta di un approfondimento e di un rinvio  alla
  prossima settimana.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


                        Sull'ordine dei lavori.

   NICOTRA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   NICOTRA. Signor Presidente, volevo solo invitare la Presidenza e i
  colleghi tutti ad osservare un minuto di raccoglimento per i  morti
  della Sardegna.
    Commemorazione delle vittime della grave alluvione avvenuto in
                               Sardegna

   PRESIDENTE. Credo che sia una richiesta assolutamente pertinente e
  quindi invito l'Assemblea ad un minuto di raccoglimento per i morti
  dell'alluvione della Sardegna.

                (L'Aula osserva un minuto di silenzio)

            Seguito della discussione del disegno di legge
         «Acquisto di servizi dalle società partecipate» (579-
                        607 Stralcio III-623/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, pongo il votazione  il  passaggio
  all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Non  sorgendo osservazioni, l'esame del disegno di legge nn.  579-
  607 Stralcio III-623/A è rinviato a martedì prossimo.
   Si  rinvia,  altresì, anche l'esame del disegno di legge  n.  304-
  280/A   Norme  per  la promozione e il sostegno  delle  imprese  di
  formazione locale .


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lentini, Zafarana e  Grasso
  sono in congedo per oggi..
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


      Discussione della mozione n. 225 «Impegni del Governo della
                                Regione
   per la salvaguardia dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza»

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa alla  discussione  della
  mozione  numero  225    Impegni del Governo della  Regione  per  la
  salvaguardia  dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza ,  degli
  onorevoli  degli  onorevoli La Rocca Ruvolo,  Anselmo,  Cascio  F.,
  Germanà, Sorbello, Assenza, Alongi, Lentini, Ciancio, Zafarana,  Lo
  Giudice,  Lo  Sciuto,  Miccichè,  Laccoto,  Turano,  Oddo,  Tamajo,
  Gianni,  Currenti, Ferrandelli, Milazzo Antonella, Raia,  Figuccia,
  Falcone,  Grasso,  Dipasquale, Mangiacavallo,  Lantieri,  Siragusa,
  Zito, Formica, Fazio, Marziano, Cimino, Ferreri, Lombardo, Ioppolo,
  Firetto,  D'Agostino,  Barbagallo, La  Rocca,  Palmeri,  Vinciullo,
  Digiacomo,  Cracolici,  Fontana,   Musumeci,  Pogliese,  Di  Mauro,
  Arancio,  Malafarina, Maggio, Rinaldi, Picciolo, Cirone, Greco  G.,
  Di   Giacinto,   Dina,  Savona,  Coltraro,  Federico,   Cancelleri,
  Venturino, Trizzino, Foti, Gucciardi, Cascio S., Cordaro, Fiorenza,
  Sudano, Leanza.
   Ne do lettura:

                   «L' Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO CHE:

   la  Convenzione ONU sui diritti del fanciullo (Convention  on  the
  Rights  of  the  Child),  approvata dall'Assemblea  generale  delle
  Nazioni  Unite  il  20 novembre 1989 e ratificata  dall'Italia  con
  legge  27  maggio 1991, n. 176, enuncia per la prima  volta  che  i
  diritti fondamentali devono essere riconosciuti e garantiti a tutti
  i bambini e a tutte le bambine del mondo;

   la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, firmata a Parigi il
  10  dicembre  1948,  per la prima volta nella storia  dell'umanità,
  riguarda  senza distinzioni tutte le persone del mondo  e  sancisce
  l'esistenza  di diritti di cui ogni essere umano deve poter  godere
  per la sola ragione di essere al mondo;

   la Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e
  delle Libertà Fondamentali (CEDU), redatta dal Consiglio d'Europa e
  firmata  a  Roma  il  4  novembre  1950,  adotta  misure  volte  ad
  assicurare la garanzia collettiva di alcuni diritti enunciati nella
  Dichiarazione Universale dei Diritti Umani;

   l'art.  44 della Convenzione ONU sui Diritti del fanciullo prevede
  che  ogni  Stato sottoponga al Comitato sui Diritti  del  fanciullo
  rapporti  sui  provvedimenti adottati per dare effetto  ai  diritti
  riconosciuti nella Convenzione medesima e sui progressi  realizzati
  per il godimento di tali diritti;

   la  legge 12 luglio 2011, n. 112, ha istituito l'Autorità  garante
  per  l'infanzia  e  l'adolescenza al fine di  assicurare  la  piena
  attuazione e la tutela degli interessi delle persone di minore età;

   in  Sicilia con la legge regionale 10 agosto 2012, n. 47, è  stata
  istituita  l'Autorità Garante per l'infanzia e l'adolescenza,  alla
  cui nomina non si è ancora provveduto;

   l'associazione  Save the Children Italia ONLUS  ha  sensibilizzato
  tutti   i   Consigli  regionali  perché  dedicassero   una   seduta
  all'approfondimento  dello stato della condizione  dei  minori  che
  vivono nella Regione, al fine di rendere le tematiche dell'infanzia
  e dell'adolescenza una priorità dell'agenda politica regionale;

   CONSIDERATO CHE:

   il  20  novembre, data di approvazione della suddetta  Convenzione
  internazionale  da  parte  dell'Assemblea  Generale  delle  Nazioni
  Unite,   si   celebra  la  Giornata  Internazionale   dei   Diritti
  dell'Infanzia e dell'Adolescenza;

   anche  in  Italia,  il  20  novembre è stato  proclamato  giornata
  nazionale  dei  diritti  dell'infanzia e  dell'adolescenza,  giusta
  legge  23  dicembre 1997, n. 451, che ha istituito  la  Commissione
  parlamentare   per  l'infanzia  e  l'Osservatorio   nazionale   per
  l'infanzia;

   la   crisi   economica  di  questi  ultimi   anni   ha   aggravato
  ulteriormente la condizione di marginalità e fragilità di un numero
  sempre maggiore di minori, come risulta dai dati pubblicati da Save
  the   Children  nell'  'Atlante  dell'Infanzia  (a  rischio)',  che
  contiene  un'ampia rassegna di indicatori e mappe  sull'infanzia  e
  sull'adolescenza, con particolare attenzione alle aree del rischio;

   la  campagna  'Allarme  Infanzia' promossa da  Save  the  Children
  denuncia  il  'furto di futuro' ai danni delle giovani generazioni,
  causando mancanza di prospettive, speranze ed opportunità;

   l'Italia è tra i Paesi OCSE con un tasso di povertà relativa tra i
  bambini  molto  elevato:  il 15% vive,  infatti,  in  famiglie  con
  reddito  inferiore alla media nazionale e - con un dato  ancor  più
  preoccupante  che  riguarda la povertà  assoluta  -  con  oltre  un
  milione  di  minori nel 2012 che vivono in condizioni  di  assoluta
  povertà;

   le  Regioni  e  le  Province autonome - a seguito  della  legge  8
  novembre  2000,  n.  328, 'Legge quadro per  la  realizzazione  del
  sistema  integrato di interventi e servizi sociali' e della riforma
  del  Titolo  V,  parte II, della Costituzione, avvenuta  con  legge
  costituzionale  18  ottobre 2001, n. 3 - hanno acquisito  un  ruolo
  determinante  nell'ambito delle politiche sociali, e  quindi  anche
  nel  promuovere la tutela delle persone di minore età presenti  nei
  propri territori;

   la Regione siciliana ha dato attuazione ai principi della legge n.
  328  del 2000 con legge regionale 14 aprile 2009, n. 5, al fine  di
  rendere effettiva l'integrazione socio-sanitaria;

   i  minori  in condizioni di povertà relativa nel 2011  in  Sicilia
  erano  il  42,3%, contro una media nazionale del 17,6%, e che  tale
  percentuale pone la Sicilia in fondo alla classifica delle  Regioni
  italiane,  con  una performance nettamente peggiore anche  rispetto
  alle  altre Regioni del Mezzogiorno (Calabria 34,7%, Puglia  33,3%,
  Campania 31,2%);

   i  minori  siciliani sono in possesso di un background  scolastico
  molto basso: 25 giovani su 100 abbandonano gli studi superiori e si
  ritrovano  con  la sola licenza media (+15% rispetto  all'obiettivo
  europeo  del 10%), e che è in crescita la disaffezione allo studio,
  anche  fra ragazzi senza particolari carenze affettive, relazionali
  o economiche;

   in  Sicilia la presenza di alunni di origine straniera è inferiore
  rispetto  ad altre Regioni, ma comunque in costante aumento  ed  ha
  raggiunto  il 2,5% nell'anno scolastico 2011/2012 (era  dello  0,5%
  nell'anno   scolastico   2001/2002).   I   minori   stranieri   non
  accompagnati, segnalati al Ministero del lavoro e politiche sociali
  in   Sicilia  al  30  settembre  2013,  erano  2.151,  di  cui  596
  irreperibili.   I  dati  forniti  dal  Ministero   dell'interno   -
  Dipartimento Pubblica sicurezza a Save the Children in  qualità  di
  partner  del progetto 'Praesidium' rilevano 6.556 minori  stranieri
  sbarcati  in  Sicilia nel periodo compreso dall'1   gennaio  al  31
  ottobre  2013,  di cui 3.929 minori stranieri non  accompagnati.  I
  minori  non  accompagnati che arrivano via  mare  sono  minori  che
  rischiano  la vita, come hanno purtroppo dimostrato i  naufragi  di
  recente verificatisi al largo delle coste di Lampedusa,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   a  dare  piena  attuazione ai principi della Convenzione  ONU  sui
  diritti dell'infanzia e dell'adolescenza;

   a rendere disponibili, per il tramite dell'Osservatorio permanente
  sulle   famiglie,  dati  aggiornati  sulla  condizione  dei  minori
  presenti nella Regione, in modo da predisporre adeguate politiche;

   a  provvedere in tempi brevi alla nomina del Garante regionale per
  i  diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, giusta legge regionale
  n. 47 del 2012;

   a  sostenere programmi e progetti volti a proteggere e tutelare  i
  minori  a  rischio  nella Regione, con particolare  riferimento  al
  contrasto alla povertà minorile, alla prevenzione della dispersione
  scolastica,  all'educazione dei giovani ed al  corretto  uso  delle
  nuove tecnologie;

   a  promuovere politiche di contrasto alla pedo-pornografia ed allo
  sfruttamento del lavoro minorile;

   ad  affrontare la criticità dei minori stranieri non accompagnati,
  cui   è   necessario  garantire  tutela  nel  quadro  dei   diritti
  fondamentali, e non agire solo in una prospettiva emergenziale;

   a  garantire a tutte le presunte persone di minore età un servizio
  di    prima    assistenza   che   faccia   fronte,   anche    prima
  dell'identificazione,   ai  loro  bisogni   primari   e   al   loro
  collocamento in una struttura adeguata nelle more della definizione
  delle operazioni di identificazione». (225)
   Onorevoli  colleghi, nella giornata odierna, il  20  novembre,  si
  celebra  la  giornata  internazionale dei diritti  dell'infanzia  e
  dell'adolescenza,  quindi credo che sia il giorno  più  adatto  per
  affrontare questa importante tematica.
   Invito  l'onorevole  La  Rocca  Ruvolo,  prima  firmataria   della
  mozione, ad illustrarla.

   LA   ROCCA  RUVOLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la
  discussione   della  mozione  225  cade  appunto   nella   giornata
  internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
   Premesso  che la convenzione dell'ONU sui diritti dell'infanzia  e
  dell'adolescenza il 20 novembre del 1989 ha approvato per la  prima
  volta  che  i  diritti  fondamentali devono essere  riconosciuti  e
  garantiti a tutti i bambini e a tutte le bambine del mondo,  voglio
  dire che in 20 anni sono stati salvati 90 milioni di bambini. Però,
  ad  oggi,  6  milioni e seicento mila, quindi 18  mila  bambini  al
  giorno,  di  età inferiore ai cinque anni, continuano a morire  per
  cause  prevedibili, e quando diciamo cause prevedibili mi riferisco
  per  esempio  alla  poliomielite, di cui  vengono  colpiti  bambini
  siriani proprio in questi giorni.
   E'  di  questa  mattina la notizia di quanti bimbi sbarcati  dalla
  Siria a Lampedusa che sono colpiti da scabbia e poliomielite fino a
  morirci.
   Visto che il 20 novembre si celebra la Giornata Internazionale dei
  Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza e che anche in Italia, per
  la  medesima  giornata,  è stato proclamato Giorno   nazionale  dei
  diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
   Malgrado la crisi economica di questi ultimi anni ha aggravato  le
  situazioni  di  tanti, anche le condizioni dei bambini  versano  in
  condizioni di marginalità e fragilità in un numero sempre maggiore.
   Visto  che  la  Regione siciliana ha dato attuazione  ai  principi
  della Legge 328 del 2000, con la legge regionale 14 del 2009  n.  5
  per rendere effettiva l'integrazione socio sanitaria dei bambini.
   Non  voglio snocciolare molti dati, ma diciamo che tra le  diverse
  criticità  che  vengono  evidenziate c'è la situazione  dei  minori
  stranieri, bambini e bambine, nati e cresciuti in Italia e privi di
  cittadinanza italiana, per cui su questo forse dovremmo  un  attimo
  pronunciarci.
   Visto che ben diversa ed altrettanto complessa è la questione  dei
  minori  stranieri  non accompagnati, per esempio  risultano  essere
  7.545  al  31 dicembre 2012 i minori presenti nel nostro territorio
  Italiano.  Dico alcuni dati.
   L'Italia è tra i paesi OCSE con un tasso di povertà relativa fra i
  bambini  molto elevata, il 15% infatti vive in famiglia con redditi
  inferiori alla media nazionale. In Italia sono oltre due milioni le
  persone di minore età che vivono in famiglie povere, ed ancora  più
  preoccupante il dato che riguarda la povertà assoluta, si è fissato
  nell'ordine di 653 mila nel 2010, di 723 mila nel 2011 e  di  oltre
  un  milione di minori nel 2012 che vivono in condizioni di assoluta
  povertà,  povertà  che è data non solo dalla esclusione  sociale  e
  discriminazione,  che  sono le cause principali,  ma  a  queste  si
  aggiungono  anche le cause legate al tasso di abbandono scolastico,
  che è superiore alla media europea.
   In  Italia quasi un giovane su cinque nella fascia di età tra i 18
  ed  i 24 è fermo alla licenza media e non svolge altri percorsi  di
  formazione professionale. Le risorse destinate alla scuola sono  ai
  livelli più bassi d'Europa, non voglio citare le percentuali,  però
  rimane  fermo anche il problema del servizio di asilo  nido,  quale
  strumento di conciliazione per consentire alle madri di entrare nel
  mondo del lavoro.
   Un altro dato preoccupante riguarda invece le Regioni che hanno un
  ruolo  determinante nel promuovere la tutela delle persone  di  età
  minore  nei propri territori. Vediamo un attimo in Sicilia quale  è
  lo  stato  dell'arte: nel 2011 erano quasi 940 mila i minori  nella
  nostra  Sicilia,  il  18,7% dell'intera popolazione  residente  sul
  territorio, di cui circa il 3% stranieri.
   La Regione Siciliana non è tra le regioni in cui risulta operativo
  l'Osservatorio  regionale  dell'infanzia  e  nonostante  sia  stato
  istituito un Osservatorio permanente sulle famiglie, questo non  ha
  disponibili i dati aggiornati.
   In  Sicilia non è mai stato nominato neanche il Garante  regionale
  per l'infanzia e l'adolescenza, come previsto dalla Legge Regionale
  47 del 2012.
   Noi,  nella nostra mozione - vado verso la conclusione però  prima
  voglio dare un dato -  noi nella mozione e ringrazio i colleghi per
  averla  firmata  quasi  tutti,  chiediamo  intanto  di  dare  piena
  attuazione   ai   principi  della  convenzione  ONU   sui   diritti
  dell'infanzia  e  dell'adolescenza, a rendere  disponibile  per  il
  tramite   dell'Osservatorio   permanente   sulle   famiglie,   dati
  aggiornati sulla condizione dei minori presenti in Regione, in modo
  da  predisporre adeguate politiche; a provvedere, in  tempi  brevi,
  alla  nomina  di  un garante regionale per i diritti  dell'infanzia
  giusta  la  legge  regionale  47  che  citavo  prima;  a  sostenere
  programmi  e  progetti volti a proteggere e  tutelare  i  minori  a
  rischio  nella Regione, in particolare con riferimento al contrasto
  alla   povertà   minorile,  alla  prevenzione   della   dispersione
  scolastica,  all'educazione dei giovani e  al  corretto  uno  delle
  nuove  tecnologie; a promuovere politiche di contrasto  alla  pedo-
  pornografia  e allo sfruttamento del lavoro minorile  di  qualunque
  tipo;   ad  affrontare  la  criticità  dei  minori  stranieri   non
  accompagnati  cui  è  necessario garantire tutela  nel  quadro  dei
  diritti  fondamentali  e  non  agire solo  in  una  prospettiva  di
  emergenza,  l'ultimo caso di Lampedusa per esempio; a  garantire  a
  tutte  le  presunte  persone di minore età  un  servizio  di  prima
  assistenza che faccia fronte, anche prima dell'identificazione,  ai
  bisogni  primari  degli stessi e il collocamento in  una  struttura
  adeguata   nelle  more  della  definizione  delle   operazioni   di
  identificazione.
   Tornando  al  Garante, voglio sottolineare  che  questa  figura  è
  istituita  presso la Presidenza della Regione e denominata  Garante
  al  fine  di garantire e promuovere la piena attuazione dei diritti
  riconosciuti  alle  persone  minori in età  dalla  Convenzione  sui
  diritti del fanciullo, la legge appunto del 27 maggio del 1991.
   Il  Garante svolge la propria attività in piena autonomia, c'è qui
  l'assessore,  poi  ci  dirà come mai non è  stato  ancora  nominato
  questo garante nella nostra Regione, e con indipendenza di giudizio
  e  valutazione  e  non è sottoposto ad alcuna  forma  di  controllo
  gerarchico o funzionale.
   Il  Garante  svolge  funzioni che sono fondamentali  per  tutelare
  l'infanzia, vigila sull'applicazione nel territorio regionale della
  Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre, giornata che
  stiamo  celebrando, vigila sui fenomeni di esclusione  sociale,  di
  discriminazione  dei  bambini e degli  adolescenti  per  motivi  di
  sesso, di appartenenza etnica e/o religiosa.
   Il  Garante favorisce ogni iniziativa utile al riconoscimento  del
  valore  e  della  dignità  dei minori,  esprime  pareri  e  formula
  proposte, collabora con altri soggetti istituzionali alla  raccolta
  elaborazione  di  dati relativi all'infanzia  e  alla  adolescenza,
  promuove e sostiene forme di partecipazione dei bambini, ma -  cosa
  che  mi  sembra importante - promuove iniziative per la tutela  del
  diritto  del  bambino all'integrità fisica, in particolare  per  la
  prevenzione  e la protezione dai rischi di espianto di  organi,  di
  mutilazioni  genitali femminile, di abuso sessuale, di sfruttamento
  pornografico  in  relazione alle disposizioni  della  legge  del  3
  agosto del 1998.
   In  questi anni, anche nella nostra Regione, i casi di bambini che
  vengono  sfruttati, di adolescenti che vengono sfruttati  non  solo
  nel  mondo  del  lavoro,  ma in quello della  prostituzione,  della
  pedopornografia, come diceva il collega Malafarina  quando  gli  ho
  proposto  di  firmare la mozione, ai semafori per  pulire  vetri  o
  chiedere  l'elemosina,  ecco  sono tutte  modalità  che  andrebbero
  salvaguardate a trecentosessanta gradi.
   A  questo  si  aggiunge  la presenza degli stranieri  sia  di  età
  inferiore ai diciotto anni, sia di età superiore a questa.
   Di  fronte  a  tutta la problematica di questa giornata,  che  non
  dovrebbe essere soltanto una giornata celebrativa e basta,  bisogna
  interrogarsi   e  capire  come  Regione  cosa  stiamo   facendo   e
  soprattutto quando pensiamo di mettere in atto  questo Osservatorio
  permanente e quando verrà nominato questo Garante. Questo è un  po'
  il motivo di questa mozione di oggi.

   CIRONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, credo  che
  l'occasione sia molto utile per incardinare, dentro quest'Aula,  un
  percorso che se oggi ha un momento e un motivo di riflessione alta,
  come  sosteneva la collega, presentando la mozione sottoscritta  da
  quasi   tutti   i  parlamentari,  tuttavia  questa  giornata   deve
  concludersi, credo, non solo con le riflessioni, le conclusioni che
  al  dibattito  darà  l'Assessore, ma  anche  probabilmente  con  un
  percorso che in questa Aula si definisce.
   Rispetto  a  quanto sosteneva la collega La Rocca Ruvolo,   voglio
  sottolineare che i dati siciliani, ma questo non sfugge  certamente
  ai  miei  colleghi, sono di estrema preoccupazione, nel  senso  che
  siamo  il  fanalino  di coda in una serie di questioni,  da  quella
  della  povertà  minorile, che è un dato pesantissimo  che  ci  cade
  sulla testa nel senso, che si registrano povertà minorile del 42,3%
  misurata  al  2011,  a  quello  della  dispersione,  dell'abbandono
  scolastico - e mi dispiace che l'Assessore Scilabra non sia in Aula
  perché questo è una dato che evidentemente attiene alla sua rubrica
  -   alla  questione che come diceva la collega riguarda oggi questo
  dato  che non possiamo più considerare emergenziale, ma strutturale
  della   condizione  della  Sicilia,  dell'accoglienza  dei   minori
  stranieri  non  accompagnati. Per non dire  alla  quantità  e  alla
  qualità  dei media che sono supporto fondamentali per l'infanzia  e
  per  le  famiglie. Quindi, il quadro è certamente  complesso  ed  è
  certamente difficile da affrontare.
   Credo  che  dall'incontro di questa sera dovremmo riuscire,  oltre
  che  a  sostenere  la attivazione dell'avviso per  la  ricerca  del
  Garante regionale per l'infanzia, legge che è stata approvata nella
  precedente legislatura, dovremmo uscire anche dandoci una  via,  in
  qualche  modo,  da perseguire per quanto attiene  la  necessità  di
  costruire una sorta di piano regionale per l'infanzia, perché  solo
  da un'azione programmatoria, costante nel tempo, credo che possiamo
  dare a questo tipo di problematiche una risposta seria ed efficace.
   Si   diceva,  e  anche  nella  mozione  viene  sottolineato,   che
  nonostante sia stato istituito con legge numero 10 del 2003  e  con
  decreto  assessoriale del 31 marzo 2004, l'Osservatorio  permanente
  sulla  famiglia non ha ancora fornito, o comunque noi non ne  siamo
  in  possesso,  dati  che ci consentano di  costruire,  appunto,  un
  percorso concreto.
   Credo che vada sollecitato, vada messo in condizione di offrire  a
  questa  Aula  i  dati che ci servono e questi dati  debbono  essere
  offerti  per  una  riflessione ampia alla  Commissione  legislativa
   Salute' perché da lì, mettendo insieme tutte le competenze che sul
  campo  si debbano mettere una accanto all'altra, possa venire fuori
  almeno,  come dire, un iter, un piano, una bozza di piano  che,  in
  modo forse un po' ardito, chiamo Piano regionale per l'infanzia, ma
  mi  piacerebbe lavorare su questo ambito, appunto, sapendo che step
  by  step   procediamo in direzione di integrare cose  che  in  modo
  credo  eccellente l'assessore Bonafede sta mettendo in campo perché
  vi   è  un'azione  avviata  dall'Assessorato,  ma  anche  con   una
  iniziativa  d'Aula dei parlamentari che sia portata  a  sollecitare
  ciò che in questo campo si deve fare.
   Vorrei  ricordare anche a questa Presidenza, perché è  con  questa
  Presidenza  che  questo organismo ha rapporti costanti,  l'attività
  che  svolge  il  CORECOM in materia di tutela dei minori.  Qualcuno
  ricorderà  che il CORECOM è il braccio strumentale siciliano  della
  cosiddetta Agenzia di garanzia per la comunicazione.
   Ebbene,  il CORECOM si è assunto il compito, appunto, di occuparsi
  dei minori, lo sta facendo osservando direttive,  leggi e delibere,
  vorremmo  capire però un po' meglio in che termini sta  sviluppando
  la  sua azione, se vi sono state segnalazioni da parte di utenti  e
  associazioni delle quali si sta facendo carico e, vorremmo  sapere,
  se  -  come  era  nei suoi compiti - ha attivato un monitoraggio  a
  carattere  periodico sulle emittenti televisive tali  da  darci  un
  quadro   aggiornato  della  comunicazione  esatta   nei   confronti
  dell'infanzia.
   Credo che, quindi, ci siano cose, come dire, fondative che possono
  aiutarci   ad  uscire  fuori  da  un  atteggiamento  che  considero
  precario,   non  del  tutto  positivo  nella  gestione   dei   temi
  dell'infanzia da parte della nostra Regione.
   E'   un   tema  che  ci  trasciniamo  certamente  non  da   questa
  legislatura,  ma anche dalle precedenti; nell'altra legislatura  si
  fece  uno  sforzo  che era quello di individuare nella  figura  del
  Garante  regionale  una  figura chiave per attivare  politiche  più
  incisive  rispetto al tema stesso e credo che su  questo  vi  siano
  ritardi  che  vadano  colmati, ma credo che  dobbiamo  assumere  la
  capacità  di  trasversalizzare  il  tema  dell'infanzia  nei   vari
  assessorati competenti, quindi non solo politiche sociali, ma anche
  istruzione  e se mi permettete anche funzione pubblica  per  quanto
  attiene  al  ruolo  centrale che gli enti locali  devono  avere  in
  questo tema. Se questo non faremo, anche questa giornata si unirà a
  tutte  le  altre che sono state celebrate anche negli anni passati,
  non  lascerà traccia e anzi lascerà sulla nostra testa un  giudizio
  negativo dei siciliani.

   PRESIDENTE.  Non essendoci altri interventi,  dichiaro  chiusa  la
  discussione generale.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Bonafede per la replica.

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, in premessa,  voglio
  leggere  un documento che riassume alcuni dei temi che sono oggetto
  della  mozione per poi commentare rispetto agli interventi  che  ci
  sono stati alcune puntualizzazioni.
   La  corposa  presenza  nel territorio della Regione  siciliana  di
  minori stranieri per effetto degli sbarchi che hanno interessato in
  maniera  considerevole  le nostre coste,  a  partire  dal  mese  di
  maggio,  con  picchi nei mesi di luglio e agosto, ha fatto  si  che
  l'Assessorato ha ritenuto di dovere, per la prima volta rispetto al
  passato,   intervenire  con  un  proprio  progetto  di   governance
  dell'intero sistema di presa in carico dei minori.
   Come  è  noto  nella  nostra  Regione insistono  n.  328  comunità
  alloggio   destinate   all'accoglienza   dei   minori,    la    cui
  caratteristica varia a seconda dell'accreditamento, per quanto ogni
  comunità è caratterizzata da moduli di 10 posti.
   In  tale contesto, quindi, la tutela dei minori istituzionalizzati
  nella  nostra Regione, raggiunge livelli di complessità  rapportati
  in  numeri  molto  alti. Al 30 settembre, infatti,  soli  i  minori
  stranieri  non  accompagnati, d'ora  in  poi  li  chiamerò   MSNA',
  risulta  essere 2151 che si aggiungono, ovviamente, al  numero  dei
  minori già oggetto d'intervento dell'Autorità giudiziaria.
   Il  quadro  appena rappresentato impone, dunque, un approccio  che
  vede  le  comunità  alloggio come una delle  forme  di  tutela  del
  minore, ma non l'unica.
   Infatti  l'Assessorato,  riprendendo un  dialogo  serrato  con  le
  Autorità  giudiziarie competenti per prossimità  nel  distretto  di
  Palermo,  sta puntando, in maniera consistente, all'implementazione
  dei  casi  di affido alle famiglie, in ragione sia di una  maggiore
  integrazione  del  minore  all'interno  di  un  contesto  familiare
  certamente  più idoneo a venire incontro alle esigenze  del  minore
  stesso  e dall'altro, in ragione del superamento naturale di quella
  che  è  e  deve essere una condizione: l'accoglienza nella comunità
  alloggio soltanto temporanea.
   L'Assessorato, al fine di qualificare e rinnovare il  sistema  dei
  servizi  regionali  per la tutela dei minori, sta  procedendo  alla
  verifica ed integrazione, tra i 55 distretti socio sanitari,  delle
  informazioni  necessarie in ordine agli Uffici di Servizio  Sociale
  di  ogni Comune, ai Centri o Servizi per l'Affido e all'Albo  delle
  famiglie affidatarie, attraverso la compilazione e restituzione  di
  schede elaborate del servizio sede dell'Assessorato.
   Ad  oggi hanno risposto soltanto il 20% dei 390 comuni destinatari
  della verifica.
   Non  vi  è  dubbio, quindi, che  a legislazione vigente è  compito
  esclusivo  dei  comuni prendere in carico il minore  che  si  trovi
  nelle condizioni per accedere appunto al sistema di protezione.
   La  presenza  massiccia, come già detto, dei minori stranieri  non
  accompagnati, in conseguenza degli sbarchi degli ultimi mesi ha, di
  fatto,  creato una fortissima criticità in capo ai comuni chiamati,
  loro  malgrado,  a  dovere prendere in carico  e  ottemperare  alle
  obbligazioni  finanziarie delle Comunità alloggio presso  le  quali
  detti minori sono stati ricoverati.
   L'Amministrazione regionale, in tale quadro così complesso, ha  da
  un  lato  attivato  tutto  quanto necessario  per  rivendicare  nei
  confronti   del  Governo  nazionale  un  riconoscimento   economico
  adeguato  a  far fronte all'accoglienza adeguata nei  confronti  di
  detti  minori, essendo ormai, come è noto, conclusa al 31  dicembre
  2012, l'esperienza emergenziale denominata  Emergenza Nord Africa .
   Analogamente, però, ha ritenuto dovere intervenire, attraverso una
  direttiva  in  via di emanazione, nei confronti dei sindaci  i  cui
  comuni   ospitano   strutture  residenziali  per  minori   iscritti
  all'albo,  di cui alla legge regionale 22/86, affinché  gli  stessi
  sindaci  si  facciano  parte dirigente e comunichino  la  presa  in
  carico  di detti minori al competente Ministero del lavoro e  delle
  politiche sociali che ha destinato, nel 2013, la complessiva  somma
  di cinque milioni di euro.
   I  dati  che, ad oggi, il Ministero del lavoro ci consegna  -  con
  riguardo  alla utilizzazione di dette risorse - vedono  la  Sicilia
  presente soltanto con trecentosessantacinque segnalazioni di minori
  stranieri non accompagnati, a fronte della presenza sopra rilevata,
  di almeno 2.251 soggetti.
   Occorre, quindi, ed è quello che l'Assessorato sta portando avanti
  con fatica, fare comprendere ai sindaci della nostra Regione che  è
  necessario  attivare  tutte  le linee finanziarie  disponibili  per
  affrontare e meglio risolvere il problema dei minori stranieri, non
  accompagnati.
   Nel  frattempo  questa Amministrazione ha promosso  e  continua  a
  promuovere,  a livello nazionale, una forte campagna  di  pressione
  per  l'implementazione del fondo destinato ai minori stranieri  non
  accompagnati  e perché tale fondo assuma la condizione  strutturale
  di  periodica  annuale assegnazione superando  il  carattere  della
  episodicità che fino ad oggi lo ha connotato.
   Grazie  a questo il primo risultato è che nella legge di stabilità
  del  2014  è  stato  presentato un emendamento che  vede  il  fondo
  cifrato in 50 milioni di euro, che ci si augura venga approvato dai
  due rami del Parlamento.
   Sempre   nell'ambito   del  settore  dei  minori   stranieri   non
  accompagnati,   la  Regione  sta  partecipando  ad  un   importante
  sperimentazione condotta dal Ministero del lavoro in collaborazione
  con  il  Ministero dell'interno per la messa a punto di un  sistema
  informativo  per  la  tracciabilità  del  minore,  di  ogni  minore
  straniero non accompagnato.
   La  città individuata come sede per la prima sperimentazione è  la
  città  di  Siracusa,  per  la  quale  dal  5  dicembre  partirà  la
  sperimentazione.
   Nel quadro, invece, delle più ampie politiche per i minori e delle
  strategie  destinate  ad  un reinserimento del  minore  all'interno
  della  famiglia,  accanto  alle  iniziative  per  l'implementazione
  dell'affido   di   cui   già  detto,  occorre   rappresentare   che
  l'Assessorato ha aderito anche alla sperimentazione del modello  di
  intervento  P.I.P.P.I,  il cui acronimo  vuol  dire   Programma  di
  interventi per la prevenzione dell'istituzionalizzazione ,  le  cui
  linee  guida sono state approvate dal Ministero del lavoro e  delle
  politiche  sociali,  direzione  generale  per  l'inclusione  e   le
  politiche sociali.
   Tale  programma intensivo, a breve e medio termine (18-24 mesi)  è
  indirizzato  al contrasto della istituzionalizzazione  dei  bambini
  nella  fascia  di  età compresa tra 0 e 11 anni  e  costituisce  un
  approccio  strutturato  di prese in carico  del  nucleo  familiare,
  capace  di ridurre significativamente rischi di allontanamento  del
  bambino dal nucleo familiare di origine.
   La  Regione  siciliana,  in funzione della  popolazione  residente
  nella  fascia  d'età 0-11 anni, ha la facoltà di  proporre  quattro
  distretti  finanziabili, fermo restando la possibilità di indicarne
  un  numero  superiore, specificandone la preferenza,  che  potranno
  essere  finanziati laddove non si utilizzassero  tutte  le  risorse
  disponibili.
   L'Assessorato  ha  già  attivato  le  procedure  necessarie   alla
  individuazione  tra i 55 distretti, quelli che saranno  rispondenti
  ai  requisiti previsti ed in breve, sarà in grado di procedere alla
  sperimentazione così come previsto dal progetto.
   A  livello centrale, invece, a supporto di tutte le strategie  che
  hanno  come punto di riferimento il minore, si è ritenuto di dovere
  dotare   l'Assessorato  di  uno  strumento  consultivo-tecnico   di
  supporto  alle  decisioni dell'Assessore, attraverso  l'istituzione
  del team regionale per l'infanzia e l'adolescenza il cui acronimo è
  T.R.I.A..
   Il  team che rappresenta il punto centrale di collegamento con gli
  altri  organismi  regionali, quali l'Osservatorio permanente  sulla
  famiglia,  l'Osservatorio regionale per il contrasto alla  violenza
  di   genere,   il   Centro  regionale  per   il   contrasto   delle
  discriminazioni,  tutte in fase di costituzione,  riattivazione,  è
  destinato  a  supportare  l'assessorato nella  predisposizione  del
  Piano  regionale per l'infanzia, l'Adolescenza e i  giovani,  negli
  interventi  di sensibilizzazione e promozione della conoscenza  dei
  diritti dell'infanzia, nell'attività di programmazione in tutte  le
  politiche,   nella  tutela  dell'infanzia  e  dell'adolescenza   e,
  soprattutto,   nella  predisposizione  del  Piano   regionale   per
  l'infanzia, l'adolescenza e i giovani, il  tutto ovviamente in  una
  logica  di  raccordo  con  le  politiche nazionali,  internazionali
  destinate al settore.
   Infine,  si  rammenta  che la Regione Sicilia  ha  sperimentato  e
  continua  ad implementare il sistema delle adozioni internazionali,
  su  cui  ha  potuto  registrare risultati considerati  unanimemente
  meritevoli di essere dichiarati una buona prassi, tanto  da  essere
  riconosciuti come  il modello Sicilia .
   Con   riferimento,  infine,  alle  politiche  di  contrasto   alla
  pedopornografia  ed  alla  violenza  sui  minori  si  rammentano  i
  risultati  che si sono sin qui ottenuti, con il sostegno  economico
  dell'Amministrazione  regionale con il  Telefono  Arcobaleno  e  il
  Telefono  Azzurro,  che rappresentano ormai  punti  di  riferimento
  consolidati e riconosciuti a livello regionale e nazionale.
   Mi sembra, però, opportuno - visto che gli interventi dei deputati
  me ne danno spunto - inserire alcune cose che non sono state dette,
  ma  che  mi  sembrano  sostanziali anche nella  costruzione  di  un
  progetto  unitario  destinato alla tutela  ed  alla  valorizzazione
  delle politiche per l'infanzia.
   Prima fra tutte quella che finalmente è stata oggi assegnata  alla
  I  commissione, il disegno di legge che ci mette al pari col  resto
  dell'Italia  e  che colma più di trent'anni di distanza  -  1979  è
  l'ultima  data  - e che finalmente ci permetterà di  strutturare  i
  servizi integrati destinati all'infanzia, cioè i micro asili nido.
   Questa  legge è importante perché è assolutamente in linea  con  i
  principi  della  328  e, finalmente, vede il  tessuto  dei  servizi
  destinati  alla micro infanzia come un tessuto connettivo  che  non
  serve soltanto alla formazione, ma anche all'educazione dei bambini
  da 0 a 36 mesi.
   Questa  legge  ci  permetterà, laddove  riusciremo  a  portarla  a
  compimento,  di  ottenere anche una premialità, che incrementerà  i
  128  milioni che, come tutti noi sappiamo, sono stati destinati dal
  PAC  per  le  stesse strutture che ad oggi sono oggetto  di  grande
  lavoro e progettazione da parte dei distretti socio-sanitari.
   Proprio di questa mattina una riunione nella Prefettura di Palermo
  che  ha  visto  insieme assistenza tecnica   posta  in  essere  dal
  Ministero dell'interno e l'assistenza tecnica che Sicilia, che si è
  candidata  al  Ministero dell'interno, è riuscita  ad  ottenere  in
  affiancamento  e  che ci porta ad assicurare che, il  14  dicembre,
  tutti i distretti socio-sanitari che stanno lavorando potranno dire
  di  essere inseriti all'interno di questo progetto, grande progetto
  di finanziamento dei micro asili nido.
   Un'altra  cosa  importante, che mi pareva di avere  esaustivamente
  detto,  che colgo l'occasione per precisare che cosa è PIPPI.
   Questo  progetto è importante, e la Regione immediatamente  ne  ha
  percepito  l'occasione  perché scade ora, perché  è  in  linea  con
  l'idea che questo Governo ed io ritengo di voler portare avanti  in
  tema di affido di adozione.
   Ritengo  che le nuove povertà sempre di più spogliano le famiglie,
  spesso   assolutamente  fragili,  rispetto  a  questo  dato,   alla
  sottrazione  dei  minori perché non ci sono  le  risorse  familiari
  economiche per portare avanti la crescita dei propri figli.
   Questo  progetto PIPPI è un progetto che viene incontro  a  questo
  bisogno,  perché  prende in carico la famiglia,  tutela  il  nucleo
  familiare,  lo educa e lo riaccompagna affinché si rinsaldi  questo
  legame  naturale, ma anche un regime di salubrità  all'interno  del
  proprio nucleo familiare ed è in linea anche con questa volontà che
  abbiamo  che è frutto di tanti incontri col Tribunale per i minori,
  sto  parlando in particolare del distretto di Palermo, Agrigento  e
  Trapani,  e  che cerca sempre di più di mettere in rete il  sistema
  degli affidi dei comuni della Sicilia che, ad oggi, si è dimostrato
  non  efficace,  lo abbiamo visto nell'occasione della  tragedia  di
  Lampedusa,    quando   tantissime   famiglie    avrebbero    voluto
  probabilmente  in  affido  questi bambini  e  la  mancanza  di  una
  struttura  organizzata, che fa riferimento a tutti i  comuni  della
  Sicilia, non ha permesso l'immediata risoluzione.
   All'interno  di  questo,  voglio  cogliere  l'invito  ad  un  tema
  estremamente  grave  che è quello della considerazione   che  oltre
  alla fragilità di questi minori che si vedono o sottratti alle loro
  famiglie  perché provengono da un distacco dei paesi di  origine  e
  dai  loro  genitori  oppure  perché sono diventati  orfani  durante
  questo  viaggio,  oltre alla perdita degli  affetti,  a  volte,  si
  assiste  ad un fatto terribile, che sappiamo esiste, per  il  quale
  vorremmo   cercare   di  intervenire,  proprio  attraverso   questi
  strumenti  che sono l'Osservatorio sull'infanzia: la  tratta  degli
  organi.  E'  una  cosa  che esiste e che  porta  spesso  neanche  a
  conoscere le entità di quanti di questi minori vengono persi perché
  vengono  sottoposti  o  alla tratta destinata  ad  implementare  il
  mercato  della pedopornografia, ma anche questa cosa terribile  che
  rivela  come  l'essere  umano  sia veramente  capace  di  cose  che
  probabilmente non sono neanche parte del regno animale.
   Proprio  per  questo,  voglio rassicurare tutti.  Il  Garante  per
  l'infanzia è stato già da me segnalato in Giunta ed è oggetto oggi,
  sto  aspettando  la  ricezione della documentazione  da  parte  del
  soggetto che io, di concerto, chiaramente, con il Presidente  della
  Regione,  credo di avere intercettato, perché il soggetto che  deve
  andare   a   svolgere  questo  compito  deve  possedere  tutte   le
  caratteristiche previste.
   E  quelli  che precedentemente avevo pensato di individuare  hanno
  declinato l'invito. Fra questi, ed è giusto che lo ricordi,  perché
  fa  parte  di  quest'Osservatorio sull'infanzia, c'è  Fortunato  Di
  Noto, che tutti conosciamo, che ha deciso di non accettare il ruolo
  di  Garante,  quando  gli  era stato, in prima  battuta,  proposto,
  perché  lui si occupa dell'Associazione Meter e non avrebbe  potuto
  svolgere il suo compito pienamente.
   All'interno  di  questo Osservatorio poi c'è un magistrato  per  i
  minori,  che  è  una  donna  e c'è un rappresentante  di  Save  the
  Children.
   Stiamo  cercando di fare il nostro dovere. Proprio per  questo  mi
  pare     giusto    concludere    facendo    alcune    osservazioni.
  Sull'Osservatorio sulla famiglia stiamo reinsediando, visto che  le
  cariche  erano  scadute e la stessa cosa stiamo facendo  anche  per
  l'Osservatorio destinato al contrasto della violenza di genere.
   Per quello che riguarda la necessità di dare a questi giovani,  mi
  ha  colpito  la frase che è stata estrapolata da Save the  Children
  riguardo  ai minori. E' vero, questa società sta operando un  furto
  di  futuro  per  le nuove generazioni, però, se vogliamo  veramente
  distogliere i nostri giovani, anche dall'abuso della tecnologia  di
  questi  sistemi multimediali che, sempre di più, li  isolano  e  li
  trasportano  all'interno  di una realtà che,  appunto,  non  esiste
  perché  virtuale,  dobbiamo  dare loro,  intanto,  un  modello,  un
  modello educativo.
   Per  fare  questo, dobbiamo cercare di assicurargli lo studio.  E'
  giustissimo quello che poco fa si è detto. La scuola ha  un  valore
  importantissimo. E' la prima agenzia educativa; è  il  primo  luogo
  dove  il  bambino impara a socializzare; è, quindi,  l'introduzione
  nel meccanismo della società.
   Ed  al  tempo  stesso, vorremmo cercare di far sì che,  attraverso
  questi  programmi  della  Comunità  europea  2014/2020,  si   possa
  intravedere  per questi minori, che diventeranno,  un  giorno,  gli
  adulti  del  domani,  l'opportunità di intercettare  il  mondo  del
  lavoro.
   Mi sto riferendo, in particolare, al programma del Garante, che  è
  destinato anche ai net,  che ci vede, oggi - visto che il programma
  durerà  più  di  quattro  anni, durerà  sei  anni  -  in  un'azione
  sperimentale;  dobbiamo cercare di far sì che  questo  processo  di
  rieducare  al lavoro possa riconfigurare per i minori di oggi,  che
  diventeranno i giovani di domani, un processo che non li sottragga,
  come sempre sostengo io, alla loro terra, per riuscire ad affermare
  le proprie aspirazioni.
   Un'altra  cosa  che mi pare corretto dire, che è  all'interno  del
  bando   sui   beni   confiscati  alla  mafia:  ho   particolarmente
  valorizzato quelle azioni che dovrebbero essere destinatarie,  poi,
  delle funzioni degli stessi beni, che sono oggetto di finanza,  per
  i  comuni  che  ne hanno fatto richiesta, perché ho  caratterizzato
  alcune   della   azioni,  destinandole  ai  minori  stranieri   non
  accompagnati e quindi anche alle mamme, che so che hanno minori con
  sé  oppure   al dopo di noi' che una cosa credo che rappresenti  un
  dovere per la collettività.
    Dopo di noi' ci ricordiamo tutti che sono quelle strutture che si
  prendono  in  carica  dopo la morte dei genitori  dei  diversamente
  abili, oppure centri di anti-violenza, perché non dimentichiamo che
  dove  c'è  la  violenza nei confronti della  donna  c'è  sempre  la
  violenza nei confronti del minore.
   Mi pare di avere detto abbastanza. Non so se dimentico qualcosa.
   Un'ultima  frase:  mi piace ricordare che forse  veramente  questo
  Parlamento  -  poco  fa ho visto un grande rispetto  e  una  grande
  concentrazione  nel momento di silenzio in cui ci si  ricordava  di
  coloro  che  sono morti - penso che veramente la Green  Economy  si
  debba   occupare  di  cercare  di  recuperare  tutto  ciò  che   di
  distruttivo  la società della tecnologia ha composto nei  confronti
  di  questo  meraviglioso  globo  terracqueo  che  oggi  vive  delle
  disfunzioni   al   suo  interno.  Disfunzioni  climatiche   portano
  incredibilmente  nel  terzo millennio alla morte,  perché  ci  sono
  nubifragi, in luoghi dove prima c'era un clima temperato.
   Allora veramente penso che la rivoluzione che questo Parlamento  e
  questo   Governo  stanno  cercando  di  portare  avanti   sia   una
  rivoluzione  culturale, in cui finalmente si fanno le cose,  in  un
  clima  di  collaborazione, in un clima di  condivisione.  Mi  piace
  ricordare  questa frase che ho appuntato, una frase di don  Sturzo,
  che  ovviamente leggo spesso: le rivoluzioni sono figlie di idee  e
  di  sentimenti; sono sempre prive di interessi, laddove l'interesse
  non  dico, dico sempre io l'interesse sovrano, l'interesse generale
  della collettività.


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


                       Per dichiarazione di voto

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiaramente
  sono  a  favore  della mozione ma intervengo per due  ovvi  motivi:
  intanto,  per fare appello alla Presidenza perché, da un comunicato
  stampa,  ho saputo che la Fondazione Federico II si occupa pure  di
  dispersione scolastica. Una cosa bellissima. Vorrei sapere  se  fra
  gli  scopi  sociali della Fondazione vi è pure quella di  occuparsi
  della dispersione scolastica. Poi volevo dire all'assessore, che mi
  sembra,  me ne scuso se lei lo ha detto, ma volevo attenzionarle  i
  finanziamenti della legge numero 285.
   Lei  sa che la città di Palermo e la città di Catania hanno questi
  fondi e che se non riusciamo a essere vigilanti e magari a fare una
  certa  pressione, lei sa quanto ci aiuta questa legge  a  dare  dei
  servizi  proprio  sull'argomento che stiamo trattando  e  quanto  è
  importante. Grazie.

   LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio
  l'assessore  per le risposte che ha dato, però volevo puntualizzare
  due  cose: la prima riguarda sempre il suo assessorato, cioè volevo
  puntualizzare l'attenzione sul fatto che in Sicilia  la  spesa  pro
  capite  da parte dei Comuni per le famiglie e minori è di 72  euro,
  un  livello di aiuti sociale tra i più bassi d'Italia a fronte,  ad
  esempio,  dei  282  dell'Emilia  Romagna  e  dei  119  della  media
  nazionale.
   Allora  questo perchè lo dico? perché se ancora una volta  oggi  è
  solo  una giornata celebrativa, quella mozione non lo avrei  dovuto
  neanche presentare.
    Se  invece  oggi rappresenta un impegno nei confronti  di  questa
  realtà,  che  veramente  langue, una realtà triste,  allora,  forse
  oggi, qualche impegno qui bisogna assumerselo o portare avanti.
   Mi dispiace che l'assessore Scilabra sia andata via perché c'erano
  anche  altri  due assessorati coinvolti, a mio modo di vedere.  Uno
  era  quello  dell'istruzione e l'altro,  forse,  del  territorio  e
  ambiente.  Altro dato allarmante per la nostra Regione, infatti,  è
  il  fatto  che  25 giovani su 100 abbandonano gli studi  superiori.
  Qualcuno prima di me parlava di dispersione scolastica. Questo è un
  fatto  gravissimo,  perché  a questo viene  collegato,  sembra  non
  c'entri,  anche  l'inquinamento che non  è  solo,  parafrasando  il
  termine, basta un inquinamento ambientale che qui per esempio  sono
  oltre 61 mila i minori residenti in aree altamente inquinate.
   Quando  parliamo di  inquinate  parliamo non soltanto di territori
  dove  vi sono impianti siderurgici, chimici, petrolchimici  e  aree
  portuali, ma c'è anche l'inquinamento mafioso e questo è  un  altro
  problema grosso.
   Centosessantamila minori nella nostra Regione risiedono in  comuni
  sciolti  per  mafia.  E' ovvio che vivendo, respirando  quest'aria,
  questo  è  un  inquinamento mafioso che ha poi le sue ripercussioni
  sui  comportamenti  di questi ragazzini che magari  in  tenera  età
  hanno  già  adottato linguaggi che non sono consoni alla loro  età.
  Quindi questo, secondo me,  è un dato fondamentale.
   In  pratica volevo dire ai colleghi presenti, e ringrazio chi fino
  alla  fine  sta  restando, qui il punto non è soltanto  parlare  di
  minori  che  arrivano da altre parti del mondo ed è  ovvio  che  la
  nostra  Isola, Lampedusa, nello specifico, ma le nostre coste  sono
  posti  di  frontiera per cui tutto quello che riguarda il  fenomeno
  dell'immigrazione,  e  durante la presentazione  della  mozione  ho
  detto  per  esempio  che bisogna anche qui fare qualcosa  per  quei
  minori  stranieri, per quei bimbi stranieri che nascono nel  nostro
  territorio. Questi in qualche modo sono figli, diventano  figli  di
  questa terra. Questa quindi è un'altra cosa. Sono d'accordo con  il
  motto  dell'Unicef di oggi  Io come tu, mai nemici per  la  pelle .
  Questa è una cosa che innanzitutto dovremmo capire noi, comprendere
  noi  adulti  e  poi trasmettere ai piccoli. Però  oggi  mi  premeva
  sottolineare che dobbiamo anche fare riferimento in questa giornata
  ai piccoli siciliani, ai minori della nostra Regione.
   Inoltre,   perché dicevo l'assessore Scilabra? per la  dispersione
  scolastica e per un altro lato terrificante che riguarda in pratica
  gli  edifici scolastici. Da noi su 3.355 edifici scolastici,  2.006
  sono  stati costruiti nel periodo compreso tra il 1945 e  il  1980,
  cioè questo vuol dire che abbiamo anche istituti fatiscenti. Allora
  è  ovvio che quando non ci sono le condizioni - sono d'accordo  nel
  dire  che  lo stimolo allo studio non ti viene dall'edificio,  però
  anche  quello  fa  la sua parte -, se abbiamo istituti  fatiscenti,
  come fanno questi ragazzi?
   E' una percentuale alta, altissima. Ancora una volta siamo i primi
  in  Italia  per quanto riguarda competenze e stimoli culturali.  Il
  65,2  per  cento  dei  nostri ragazzi non ha  mai  letto  un  libro
  nell'ultimo  anno.  Un dato altissimo. Molto superiore  alla  media
  nazionale che è del 42 per cento.
   Allora,  investire sui giovani significa prendere atto  di  questi
  problemi e cercare quanto meno di portarne avanti uno, magari  oggi
  saranno  state esposte dieci questioni diverse,  ma almeno  una  di
  queste questioni dovrebbe essere portata avanti. Il Garante poi non
  è  solo un nome ma deve essere operativo come lavoro.  Ecco, questa
  è   un  po'  l'aggiunta  che  volevo  mettere  alla  sua  risposta,
  assessore.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Rocca.
   Do   la   parola   all'assessore  Bonafede  per   una   brevissima
  precisazione.

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Sono  favorevole su tutto, quindi è  una  precisazione  di
  condivisione.

   PRESIDENTE.  Col parere favorevole del Governo pongo in  votazione
  la  mozione  numero  225.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Avverto  che,  in assenza degli assessori competenti, i punti  IV,
  V, VI e VII sono rinviati

      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   PICCIOLO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor Presidente, in merito alla mozione  numero  183,
  sottoscritta  da  un  gran numero di parlamentari,  ho  piacere  di
  comunicare  all'Aula che, grazie anche alla firma  e  ai  contenuti
  della  stessa, l'assessore Lucia Borsellino oggi in commissione  ci
  ha  informato del provvedimento di Giunta che, recependo per intero
  la  parte espositiva della mozione e in parte la raccomandazione al
  Governo,  l'ha fatta propria e quindi sia nel contenuto  che  nelle
  cifre  che  nei  dati  che  nelle indicazioni  che  la  maggioranza
  dell'Aula che ha sottoscritto la mozione stessa aveva già espresso.
   Pertanto,  la  ritengo  superata.  La  ritengo  ritirata  con   la
  raccomandazione che il Parlamento, la commissione e  il  Presidente
  Di  Giacomo  qui in Aula vigilino sui contenuti della  stessa,  che
  vengano  poi  pedissequamente ripresi nella nuova rete ospedaliera,
  nel  riordino  della rete ospedaliera che sarà  in  discussione  in
  commissione la prossima settimana.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni la mozione n. 183 si intende
  superata,  quindi  viene  espunta  dall'ordine  del  giorno   della
  prossima seduta.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.   Signor   Presidente  onorevoli  colleghi,   desideravo
  comunicare che il mio Gruppo parlamentare, nella giornata di  ieri,
  ha  depositato formalmente un disegno di legge col quale si intende
  abrogare  la  legge  numero 7 del 2013, per capirci  la  legge  che
  prevede  i  liberi  consorzi dei comuni, quindi  la  proroga  della
  gestione commissariale.
   Il  disegno  di  legge  che ha avuto la firma  di  altri  colleghi
  deputati,  a  parte  i  miei colleghi Formica e  Ioppolo,  Falcone,
  Cordaro, Grasso, Fontana, Lantieri, Greco Giovanni e altri colleghi
  che  hanno  manifestato l'intenzione di firmarla  e  sottoscrivere,
  vuole  in  buona  sostanza  porre riparo  alla  gravissima  volontà
  espressa  dal  Governo  prima e dall'Aula dopo  a  proposito  della
  cosiddetta  abrogazione  delle  province,  la  soppressione   delle
  province,  che non è mai avvenuta e la condizione di  stallo  nella
  quale il Governo ha costretto milioni di siciliani a vivere.
   Il  nostro  disegno di legge, signor Presidente, non  mi  soffermo
  perché  non  è  questo  il momento per farlo, intende  chiedere  al
  Governo di fissare fra il 15 aprile e il 30 giugno prossimo la data
  delle  elezioni per il rinnovo degli organi di gestione delle  nove
  province regionali.
   Gli  organi di gestione si prevedono nel nostro disegno  di  legge
  pressoché dimezzati; prevede il disegno di legge una Giunta formata
  da quattro soli assessori per le province la cui popolazione legale
  non  supera i 500 mila abitanti e di sei assessori per le  province
  con popolazione superiore.
   Il  consiglio provinciale è previsto di 15 consiglieri membri  per
  le province con popolazione non superiore ai 500 mila abitanti e di
  20 membri per le province con popolazione superiore a questo dato.
   L'indennità  è sostanzialmente un rimborso spese per i consiglieri
  legata  anche  alla  effettiva partecipazione alle  riunioni  degli
  organi istituzionali.
   Noi  prevediamo,  signor Presidente, che questo disegno  di  legge
  debba necessariamente rimettere ordine a una materia sulla quale si
  è  agito  con irresponsabile superficialità; intendiamo evidenziare
  come a distanza di 40 giorni dall'entrata in vigore della legge sui
  liberi consorzi ancora il tema non sia stato neppure affrontato  in
  Commissione;  vogliamo  evidenziare come le proposte  emerse  dalla
  Giunta   di  Governo  abbiano  suscitato  unanime  dissenso   nelle
  periferie della nostra Regione, a cominciare dai sindaci, e come la
  Corte   dei  Conti  abbia  fermamente,  formalmente  e  in  maniera
  assolutamente  ineccepibile, dichiarato che la  soppressione  delle
  province non comporterebbe alcun risparmio per l'erario pubblico.
   Per queste ragioni, restiamo fermamente convinti che il Parlamento
  siciliano  debba  necessariamente porre fine  a  questa  indecorosa
  pagina,  frutto  di una estemporaneità, che non si coniuga  con  il
  senso  di responsabilità e lo spirito istituzionale che deve  avere
  un  Governatore  e  le  chiediamo,  signor  Presidente,  di  volere
  procedere  celermente,  nei limiti in cui  le  sarà  possibile,  ad
  incardinare  il  nostro disegno di legge perché entro  la  prossima
  primavera,   qualora  l'Aula  dovesse  farlo  proprio   nella   sua
  maggioranza,  si  possa tornare a restituire a quattro  milioni  di
  siciliani  il  diritto di esprimere i loro rappresentanti,  in  una
  provincia  che avrà soltanto competenze decentrate dalla provincia,
  una   provincia  agile,  una  provincia  sottoposta  a  seria  cura
  dimagrante, dove il costo degli organi gestionali non sarà  più  un
  alibi capace di reggere, perché abbiamo dimostrato che le province,
  così  come  le  abbiamo immaginate, potranno costare  alla  Regione
  250/300  mila  euro  l'anno, che potrebbero essere  persino  ancora
  ridotti,  se  all'attenzione dell'Aula dovessero maturare  proposte
  migliorative.
   Assessore,  lei  poco fa ci ricordava che Sturzo  diceva  che   le
  rivoluzioni sono frutto di sentimenti .
   Bene, la soppressione della provincia è frutto di una rivoluzione,
  ma  non  dettata  dal  sentimento, dettata dal risentimento,  dalla
  irresponsabilità, da una approssimazione che mi creda  non  aiuterà
  questa  Sicilia ad uscire fuori dal tunnel nel quale per  colpa  di
  tanti, e non di uno, siamo stati costretti, ma che adesso per colpa
  di uno e non di tanti ci costringe a restarvi. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Musumeci.
   La   Conferenza   dei  Presidenti  dei  Gruppi   parlamentari   si
  confronterà sulla calendarizzazione di questo disegno di  legge  di
  grande valenza.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì,  26  novembre
  2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   I  -  Comunicazioni

   II -  Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Acquisto di servizi dalle società partecipate.  (nn. 579-607
               Stralcio III-623/A) (Seguito)

               Relatore: on. Vinciullo

            2)  -  Norme per la promozione ed il sostegno delle imprese
               dell'informazione locale.  (nn. 304-8-280/A) (Seguito)

               Relatore: on. Lentini

   III -  Discussione della mozione:
       N. 153  -   Iniziative  per mantenere l'IVA  al  4%  per  le
             prestazioni  di  servizi socio-sanitari  ed  educativi
             resi dalle cooperative sociali.
        (18 luglio 2013)
                            LO SCIUTO-GRECO G.-FIGUCCIA-LOMBARDO-DI
                                            MAURO-FEDERICO-FIORENZA

   IV  - Discussione della mozione:
       N. 186    -    Iniziative  per  il  rilascio   di   garanzie
             fideiussorie  da parte dell'IRFIS - FinSicilia  s.p.a.
             in  favore  delle  imprese  siciliane  presenti  nelle
             graduatorie  di ammissione sui benefici di  contributi
             assegnati dai bandi regionali a valere dei fondi P.O.-
             FES e P.O.-FERS.
       (30 settembre 2013)
                              LA ROCCA-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-
                               CIANCIO-FERRERI- FOTI-MANGIACAVALLO-
                                PALMERI-SIRAGUSA-TANCREDI-TRIZZINO-
                                                      ZAFARANA-ZITO

   V  -  Discussione della mozione:
       N. 177  -   Stipula di convenzione o protocollo d'intesa tra
             la  Regione  siciliana  ed  istituti  di  credito  per
             l'erogazione di anticipazioni di tesoreria alle IPAB.
        (19 settembre 2013)
                          FOTI-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-
                           FERRERI-LA ROCCA- MANGIACAVALLO-PALMERI-
                          SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI-ZAFARANA-ZITO-
                                                           FIORENZA
                   La seduta è tolta alle ore 18.54

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli