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Resoconto d'Aula della Seduta n. 101 di martedì 26 febbraio 2019
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   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                   La seduta è aperta alle ore 15.23

   ZITO, segretario, dà lettura del processo verbale delle sedute  n.
  98  del  31gennaio-1-11-12-13-14-15 febbraio 2019 che, non sorgendo
  osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.   Il  mio  particolare  apprezzamento  al  segretario,
  onorevole Zito.
   Avverto che il processo verbale della seduta precedente sarà posto
  a  disposizione  degli onorevoli deputati che intendano   prenderne
  visione e sarà considerato approvato, in assenza di osservazioni in
  contrario, al termine della presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
  Trizzino
   .
   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Cafeo è in missione in  data
  odierna.

    L'Assemblea ne prende atto.

        Comunicazione di trasmissione di statuto di Intergruppo
                             parlamentare

   PRESIDENTE. Informo che, con nota del 19 febbraio 2019,  pervenuta
  alla  Presidenza dell'Assemblea in pari data e protocollata  al  n.
  1451/AULAPG  del  21  febbraio successivo,  l'onorevole  Alessandro
  Aricò ha trasmesso - allegando relativa documentazione - lo Statuto
  dell'Intergruppo  Continuità territoriale e sviluppo infrastrutture
  e  Ponte  sullo Stretto , sottoscritto oltre che dallo  stesso  on.
  Aricò,  anche dagli onorevoli Galluzzo, Assenza, Savarino, Zitelli,
  Amata,  Catalfamo,  Galvagno,  Genovese,  Bulla,  Dipasquale  e  De
  Domenico.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Copia  integrale della suddetta documentazione trovasi  depositata
   presso il Servizio Lavori d'Aula.

       Comunicazione di decreto di nomina ad Assessore regionale

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota prot. n. 7419 del 21  febbraio
  2019,   pervenuta  alla  Segreteria  generale  in   pari   data   e
  protocollata  al  n.  1472/AulaPG-SGPG del  22  febbraio  2019,  la
  Segreteria  generale  della Presidenza della Regione  ha  trasmesso
  copia  del decreto presidenziale n. 28/Area 1 /S.G. del 20 febbraio
  2019,  di  nomina del dott. Antonio Scavone ad Assessore  regionale
  preposto  all'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche
  sociali  e  del  lavoro e contestuale cessazione dalla  carica  del
  precedente  Assessore  regionale  preposto  al  predetto  ramo   di
  Amministrazione.
    Invito il deputato segretario a darne lettura.

   ZITO, segretario:
                          «REGIONE  SICILIANA
                             IL  PRESIDENTE

   D.P. N. 28/Area 1 /S.G.

   VISTO  lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO  in  particolare l'articolo 9 dello Statuto, come sostituito
  dall'articolo  1,  comma 1, lett. f) della legge costituzionale  31
  gennaio  2001,  n.  2,  che, nel prevedere l'elezione  a  suffragio
  universale  e diretto del Presidente della Regione, gli attribuisce
  il  potere  di  nominare  e  revocare  gli  Assessori  tra  cui  un
  Vicepresidente che lo sostituisce in caso di assenza o impedimento;

   VISTA  la  Legge  Regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  Legge  Regionale 15 maggio 2000, n.  10,  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTA  la  Legge  Regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e  successive
  modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
  al   Titolo   II   che   rimodulano  l'apparato   ordinamentale   e
  organizzativo della Regione Siciliana;

   VISTA  la  Legge Costituzionale 7 febbraio 2013, n.  2  "Modifiche
  all'articolo 3 dello Statuto della Regione Siciliana, in materia di
  riduzione   dei   deputati  dell'Assemblea   Regionale   Siciliana.
  Disposizioni transitorie";

   VISTO  il Decreto Presidenziale 14 giugno 2016, n. 12 "Regolamento
  di attuazione del Titolo II della Legge regionale 16 dicembre 2008,
  n.  19.  Rimodulazione degli assetti organizzativi dei Dipartimenti
  Regionali di cui all'articolo 49, comma 1, della legge regionale  7
  maggio  2015,  n.  9.  Modifica del decreto  del  Presidente  della
  Regione   18   gennaio  2013,  n.  6  e  successive   modifiche   e
  integrazioni";

   VISTO  il Decreto Presidenziale 1 settembre 2017, n. 444/Serv.  4-
  S.G. concernente la ripartizione dei seggi dell'Assemblea Regionale
  Siciliana   ai   collegi  provinciali  in  base  alla   popolazione
  residente;

   VISTO  il Decreto Presidenziale 1 settembre 2017, n. 445/Serv.  4-
  S.G.  concernente  la convocazione dei comizi  per  l'elezione  del
  Presidente  della  Regione e dei deputati dell'Assemblea  Regionale
  Siciliana per la XVII legislatura;

   VISTO  l'atto  del  18  novembre 2017 della Corte  di  Appello  di
  Palermo  - Ufficio Centrale Regionale per l'Elezione del Presidente
  della Regione e dell'Assemblea Regionale Siciliana (elezioni del  5
  novembre  2017)  con il quale l'On.le Sebastiano Musumeci  è  stato
  proclamato   eletto  alle  cariche  di  Presidente  della   Regione
  Siciliana e di Deputato dell'Assemblea Regionale Siciliana;

   VISTO  il  Decreto  Presidenziale n. 643  del  29  novembre  2017,
  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana  del  5
  dicembre 2017 - Parte I - n. 53, di costituzione del Governo  della
  Regione  Siciliana  - XVII Legislatura, di nomina  degli  Assessori
  regionali    con   le   relative   preposizioni   ai   vari    rami
  dell'Amministrazione  regionale e successivi decreti  presidenziali
  integrativi e modificativi del Governo della Regione;

   VISTO  in particolare, l'articolo 1 del sopra specificato  Decreto
  Presidenziale n. 643/2017 con il quale, tra gli altri, la  dott.ssa
  Maria   Ippolito   è   stata  nominata  Assessore   regionale   con
  preposizione   all'Assessorato  regionale  della  famiglia,   delle
  politiche sociali e del lavoro;

   VISTA  la nota prot. n. 3407 del 20 febbraio 2019 dell'Ufficio  di
  Gabinetto  del Presidente della Regione, alla quale  è  acclusa  la
  lettera  di  dimissioni irrevocabili da parte della dott.ssa  Maria
  Ippolito  dalla carica di Assessore regionale per la  famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro;

   RITENUTO di accogliere tali dimissioni;

   RITENUTO  di nominare il Dott. Antonio Scavone, nato a Catania  il
  16    novembre   1956,   Assessore   regionale   con   preposizione
  all'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e
  del lavoro;

                             D E C R E T A

                                ART. 1

   Per  quanto  in  premessa specificato la dott.ssa  Maria  Ippolito
   cessa dalla carica di Assessore regionale preposto all'Assessorato
   regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro.

                                ART. 2

   Contestualmente alla cessazione dalla carica di cui all'articolo 1
   il  dott. Antonio Scavone, nato a Catania il 16 novembre  1956,  è
   nominato   Assessore  regionale  con preposizione  all'Assessorato
   regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro.

                                ART. 3

   L'Assunzione  delle  funzioni  da parte  dell'Assessore  regionale
   nominato  con  il  presente  decreto  è  subordinata  alla  previa
   acquisizione   del   provvedimento   di   aspettativa   rilasciato
   dall'Amministrazione di appartenenza.

                                ART. 4

   Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
   Regione  Siciliana e nel sito internet della Regione siciliana  ai
   sensi dell'art. 68, comma 4, della legge regionale 12 agosto 2014,
   n. 21.

   Palermo, lì 20 febbraio 2019

  Il Presidente

  MUSUMECI»

   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, prima di passare allo svolgimento
   delle   interrogazioni   e  delle  interpellanze   della   Rubrica
    Istruzione  e formazione professionale , ha chiesto  di  parlare,
   sull'ordine dei lavori, l'onorevole Cracolici.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi volevo  soltanto
  chiedere  che  l'interrogazione n. 291,  a  mia  firma  come  primo
  firmatario,  a  cui dovrebbe rispondere l'assessore Lagalla,  possa
  essere trasformata in risposta scritta poiché non potrò partecipare
  per  l'intera  seduta,  dovendomi  allontanare.  Quindi  chiedo  la
  cortesia  di trasformarla in risposta scritta e farla pervenire  al
  mio indirizzo istituzionale.

   PRESIDENTE. Onorevole, se l'Assessore non ha nulla in contrario  e
  se  lei  non ha nulla in contrario, possiamo svolgerla anche adesso
  così può partecipare alla discussione.

   CRACOLICI. Se lo può fare, sì.

   PRESIDENTE.  Non credo che i colleghi abbiano nulla in  contrario,
  quindi la anticipiamo.

    formazione'

   Svolgimento  di  interrogazioni e di interpellanze della  Rubrica:
   Istruzione e formazione professionale

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  si  procede,  quindi,  con   il
  prelievo   della  interrogazione  numero  291   Chiarimenti   sulle
  modalità di assegnazione delle risorse a valere sull'avviso 2/2018
  a firma degli onorevoli Cracolici, Lupo, Aancio, Barbagallo, Cafeo,
  Catanzaro,   De   Domenico,   Dipasquale,    Gucciardi,   Lantieri,
  Sammartino.

   Ne do lettura:

   «All'Assessore  per  l'istruzione e la  formazione  professionale,
  premesso che:

   l'avviso  n.  2 del 2018 disponeva che gli enti accreditati  sulla
  base  dei profili indicati dall'amministrazione regionale, potevano
  presentare  un  numero di percorsi formativi pari ad  una  quantità
  finanziaria sino al limite di una volta e mezzo del migliore ricavo
  annuo del precedente quinquennio all'avviso;

   i  potenziali  allievi potevano informaticamente,  a  seguito  dei
  profili individuati dagli enti, candidarsi per svolgere le attività
  formative sino a 5 adesioni per lo stesso candidato;

   gli  allievi,  a decorrere dal 6 giugno e sino al 26 giugno,  cosi
  come  previsto  dal  DDG n. 2387 del 05/06/2018,  avrebbero  dovuto
  formalizzare presso gli enti, che si erano proposti per  l'attività
  formativa, perfezionare l'adesione  in preiscrizione;

   a  loro  volta, gli enti, preso atto della richiesta  sottoscritta
  dagli  allievi,  procedere  alla richiesta  di  prenotazione  delle
  risorse  finanziarie sulla base dei requisiti minimi di  almeno  15
  allievi per ogni corso;

   il  medesimo  avviso, dava possibilità agli enti di richiedere  la
  prenotazione delle risorse finanziarie per diversi corsi, ancorché,
  gli  allievi  fossero sempre gli stessi, poiché, lo  stesso  avviso
  disponeva che ogni allievo poteva prescriversi in cinque corsi;

   considerato che:

   il  DDG  n.  2387  del  05/06/2018 è stato  pubblicato  il  giorno
  antecedente  alla  possibilità  di  procedere  alla  preiscrizione,
  ancorché siano state fatte variazioni a chiarimento pubblicate  con
  successivi DDDDGG;

   l'ente,   dalle  ore  12  del  6/06/2018,  poteva  contestualmente
  procedere  alla  richiesta di accantonamento delle  risorse  per  i
  corsi  che  venivano  proposti, in  coerenza  con  le  adesioni  al
  catalogo formative e sino al 26 giugno 2018, quale data di scadenza
  del  bando  di  selezione. Tale scadenza  era  relativa,  sia  agli
  allievi per perfezionare la preiscrizione che per gli enti al  fine
  di richiedere l'accantonamento risorse;

   ritenuto che:

   tale  procedura ha finito per determinare un vantaggio per  quegli
  enti che, utilizzando gli stessi allievi in 5 corsi distinti, hanno
  proceduto alla richiesta di finanziamento prima di altri,  per  poi
  modificare i nomi degli allievi in data successiva dalla  richiesta
  di accantonamento risorse;

   detta  procedura  ha determinato, oltre che dubbi di  legittimità,
  una  palese  disparità nei confronti di quegli enti che  una  volta
  esaurito  il  budget di prenotazione (circa la metà  delle  risorse
  finanziarie  richieste) rischiano di non poter effettuare  attività
  formative  poiché  il budget è stato interamente  utilizzato  dagli
  enti   che   hanno   perfezionato   la   composizione   dei   corsi
  successivamente  alla  richiesta  di  prenotazione  delle   risorse
  medesime;

   rilevato  che lo stesso Avviso 02/2018 così come indicato all'art.
  9  punto  4,  non prevede la pubblicazione degli enti ammessi  alle
  successive  fasi  e  quindi al finanziamento. Obbliga  invece,  che
  entro  i 30 giorni successivi dalla chiusura del bando di selezione
  (26 giugno 2018) l'ente, dovrà completare le procedure di selezione
  (inclusi   eventuali  test,  prove  di  selezione   e   definizione
  graduatorie)  e che entro i 45 giorni, sempre, dalla  chiusura  del
  bando  di  selezione,  pena  la  decadenza  della  riserva  per  la
  specifica  edizione,  l'Ente  deve  completare  l'iter  istruttorio
  propedeutico  all'emanazione del provvedimento di  concessione  del
  contributo da parte dell'Amministrazione dopo le verifiche di rito;

   per sapere:

   se  in  questo  iter  procedurale utilizzato dall'assessorato  non
  vengano  ravvisate incongruenze da poter determinare il rischio  di
  un  ennesimo  flop  dell'avvio dell'attività formativa  per  l'anno
  formativo 2018/2019;

   se  non  ritenga  che occorra, prima della prosecuzione  dell'iter
  istruttorio,  pubblicare  l'elenco  degli  enti  che  hanno  agito,
  ancorché la procedura formalmente non lo vietava, distinguendo  gli
  enti  che  hanno avanzato la richiesta di finanziamento senza  aver
  modificato  successivamente  i nomi dei  corsisti,  da  quelli  che
  invece   hanno   modificato  successivamente  alla   richiesta   di
  prenotazione delle risorse i nomi degli allievi, procedendo a  dare
  priorità al finanziamento ai primi;

   quali  azioni  siano state intraprese per garantire  la  sicurezza
  informatica visto che tutta la procedura di assegnazione dei  fondi
  pubblici   si  è  svolta  esclusivamente  attraverso   un   portale
  informatico e che nel corso della gestione delle procedure si  sono
  determinati  anomalie  tecniche tali da  necessitare  interventi  e
  proroghe;

   quali  ragioni  abbiano,  inoltre,  condotto  l'Amministrazione  a
  decidere di informare gli Enti assegnatari delle ipotetiche risorse
  finanziarie  esclusivamente a mezzo Pec senza l'applicazione  delle
  norme sulla trasparenza degli atti amministrativi;

   quali  azioni  urgenti  si  intendano, infine,  intraprendere  per
  scongiurare  di  fatto, alla luce di quanto esposto,  l'ipotesi  di
  innumerevoli ricorsi che bloccherebbero nuovamente il settore della
  formazione, da ormai troppo tempo ingessato, permettendo invero  il
  reinserimento dei lavoratori del settore.»

   Ha facoltà di parlare l'Assessore per l'istruzione e la formazione
  professionale, professore Lagalla.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor     Presidente,    onorevoli    deputati.    In    relazione
  all'interrogazione dell'onorevole Cracolici, mi  riferisco  che  la
  modalità  seguita da alcuni enti di utilizzare gli  stessi  allievi
  per  procedere alla richiesta di accantonamento delle risorse  fino
  ad  un  numero  massimo  di 5 edizioni, non  ha  determinato,  come
  eventualmente   ipotizzato  nella  interrogazione,  disparità   nei
  confronti  degli altri enti proponenti che non hanno  proceduto  in
  analogo modo come ampiamente documentato nell'ambito della faq  2.1
  Edizione  riserva delle risorse che precisa  ai sensi dell'articolo
  5,  comma  4, articolo 9.3, comma 1, comma 3 e comma 8, dell'avviso
  le   prenotazioni  delle somme relative ai corsi  per  i  quali,  a
  seguito  di  rinuncia  da  parte dei  soggetti  iscritti  ad  altri
  percorsi  il  numero  dei candidati preiscritti  abbia  subito  una
  riduzione   al   di   sotto  dei  15,  determina   la   decadenza .
  Conseguentemente le risorse resisi disponibili in corrispondenza di
  una   delle   riserve,  area  profilo,  provincia,  ecc,   previste
  dall'articolo 9, punto 1, dell'avviso potranno essere  prenotate  a
  favore   di   soggetti  proponenti  secondo  il   relativo   ordine
  cronologico.
   Inoltre,  ai  sensi del punto 6, dell'articolo 9, punto  3,  dello
  stesso  avviso 2/2018 in fase di iscrizione l'allievo  conferma  la
  propria  iscrizione  e,  specificamente, la rinuncia  ad  eventuali
  altre preiscrizioni.
     In  base a quanto evidenziato risulta chiaro che la procedura  è
  garantita dalle evenienze prefigurate nel corso dell'interrogazione
  e,  pertanto,  tale  modalità  non  risulta  lesiva  del  legittimo
  interesse   dei  soggetti  proponenti  anche  perché   il   sistema
  informatico  ha  automaticamente cassato i  duplicati  per  cui  un
  allievo risulta legittimato a poter partecipare, alla fine, solo ad
  un corso.
     In  tal  senso  si rappresenta che anche il Tar,  con  ordinanza
  00920/2018, in sede cautelare ha respinto la domanda di sospensione
  dell'esecuzione  del provvedimento di conclusione del  procedimento
  di  riserva  finanziaria con il quale non  è  stata  confermata  la
  riserva poiché, testualmente, il ricorso ad un primo sommario esame
  non  appare sorretto da sufficienti profili di fondatezza  tali  da
  farne  ipotizzare  un esito favorevole nel merito,  atteso  che  la
  sottoscrizione  da  parte  di almeno 15  allievi  delle  rispettive
  domande  di  partecipazione al corso, ai sensi  del  DPR  445/2000,
  costituisce  elemento essenziale della domanda di  finanziamento  e
  non  una  irregolarità  formale sanabile a  mezzo  del  ricorso  al
  soccorso istruttorio. In esito alle procedure oggi concluse non  si
  sono di fatto riscontrate criticità rispetto a quanto paventato sul
  punto con la interrogazione dell'onorevole Cracolici.
   Con  rifermento, invece, alla procedura informatica si precisa che
  l'Amministrazione  ha posto in essere tutte  le  procedure  atte  a
  garantire la sicurezza informatica della stessa, ponendo in  essere
  anche una continuativa attività di monitoraggio e salvaguardia  dei
  dati  che  ha  determinato  in caso di  rilevazione  di  situazioni
  critiche la tempestiva adozione di opportune azioni correttive.
   A tal proposito si precisa, tra l'altro, che il D.D.C. 2387, del 5
  giugno 2018, chiarisce che, ai fini del corretto assolvimento delle
  procedure  di selezione da parte dei soggetti destinatari  e  degli
  enti  erogatori dei servizi formativi non sarebbero stati presi  in
  considerazione  dall'Amministrazione i moduli  di  preiscrizioni  o
  iscrizioni   degli   allievi   non  prodotti   direttamente   dalla
  piattaforma   informatica  regionale  dedicata  all'avviso   2/2018
  successivamente alla candidatura dei soggetti destinatari.
   Per  quanto  attiene all'applicazione dei principi di  trasparenza
  degli atti amministrativi, si rappresenta che al solo fine di  dare
  riscontro   alla   richiesta  conoscitiva  delle   parti   sociali,
  associazioni  datoriali e sindacali, sullo stato delle  istruttorie
  in  corso,  in  data 7 settembre è stato pubblicato  sul  sito  del
  Dipartimento  un elenco degli esiti istruttori di  conferma  o  non
  conferma delle risorse finanziarie.
   In  ultimo,  mi piace evidenziare che l'Avviso 2 ha consentito  la
  ripartenza del comparto della Formazione professionale, a tutt'oggi
  si  registrano circa 800 corsi decretati, la stragrande maggioranza
  dei  quali  già  avviati, così garantendo sia il reinserimento  dei
  lavoratori iscritti all'albo, almeno parzialmente, e dei formatori,
  che  l'offerta formativa che oggi ha dato la possibilità  ad  oltre
  dodicimila   giovani  di  frequentare  gratuitamente   i   relativi
  percorsi.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di intervenire l'onorevole  Cracolici  per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi  considero
  soddisfatto   dalla   risposta   anche   perché   è   chiaro    che
  l'interrogazione riguarda un provvedimento fatto a giugno del 2018,
  siamo   a   febbraio   del  2019  e,  come  giustamente   ricordava
  l'assessore, i corsi sono partiti.
   Io  credo  però, assessore, che al di là della puntuale  risposta,
  ancorché  c'è  un  passaggio che ho bisogno di leggere  meglio  nel
  momento  in  cui  vedrò  la  risposta scritta,  a  proposito  della
  decadenza  per  quegli  enti che hanno ridotto  sotto  i  quindici,
  significa  che dentro i quindici potevano sostituire, ed è,  credo,
  questo   l'aspetto  che  io  ho  voluto  mettere  in  risalto   con
  l'interrogazione,  proprio perché, a mio avviso, quella  procedura,
  chiaramente che è stata valutata, presentava un punto di crisi  del
  sistema.
    Cioè un ente avendo trenta allievi, diciamo, potenziali e dovendo
  partecipare a cinque corsi, bastava far ruotare i trenta nei cinque
  corsi,  in  realtà  erano  5-6  quelli che  avrebbero  partecipato,
  prenotare  la  spesa e poi cambiare i dieci che si  sovrapponevano,
  spero  di  no, mi auguro di no, lei continua a dirmi di no,  io  mi
  auguro  per tutti noi, no, nel senso che questo aspetto  ha  creato
  una  certa attenzione da parte degli enti, come è naturale che sia,
  non  c'è  avviso  della Regione siciliana che  non  goda,  diciamo,
  l'attenzione dei giudici amministrativi, della Guardia di  Finanza,
  immagino che anche questo avrà avuto tutte le attenzioni

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Lo abbiamo mandato noi alla Ragioneria.

   CRACOLICI. Ecco, io mi auguro a maggiore tutela di tutti che siano
  state,  diciamo, non rispettate le regole della trasparenza, perché
  su questo non ho dubbi, ma che anche involontariamente le procedure
  scelte non abbiano finito per favorire i furbetti.
   Questo  era  il senso dell'interrogazione: il Governo mi  assicura
  che  questo provvedimento non ha generato quello che io temevo,  ne
  prendo atto e sono contento per tutti noi.

   PRESIDENTE. Riprendiamo dall'inizio del fascicolo.
   Si  passa  all'interpellanza n. 6:  Ripristino  dei  finanziamenti
  dedicati  ai  convitti annessi alle istituzioni  scolastiche  della
  Regione , a firma degli onorevoli Campo ed altri.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  l'economia  e
  all'Assessore  per  l'istruzione  e  la  formazione  professionale,
  premesso che:

   l'Assessorato   regionale  dell'istruzione  e   della   formazione
  professionale   annualmente  destina  un   finanziamento   dedicato
  specificamente   ai  quattro  Convitti  annessi  alle   istituzioni
  scolastiche,  siti in Modica, Sciacca, Caltanissetta e  Giarre,  al
  fine  di  sostenere le spese di funzionamento e di  vitto  per  gli
  alunni convittori e semi convittori;

   il  finanziamento è imputato sul capitolo 373314 relativo al fondo
  destinato al funzionamento amministrativo e didattico delle  scuole
  materne,  elementari, medie, licei classici, scientifici,  istituti
  magistrali,  istituti  tecnici,  istituti  professionali,  istituti
  d'arte  e  licei artistici statali, di cui alla L.R. 6/2000  art.7,
  L.R. 8/2000 art.29, L.R. 5/2014 art.4 e L.R. 3/2016 art.20, che per
  gli esercizi finanziari 2017 e 2018 ammonta ad euro 25.225.000,00;

   tale  finanziamento  con  D.D.S. n.  1858  del  22/04/2016  veniva
  determinato in euro 724,27 per ogni alunno in regime convittuale  e
  in euro 292,29 per ogni alunno in regime semi convittuale;

   con  il successivo D.A. 5620 del 18/07/2017 il contributo è  stato
  rideterminato in euro 453,24 per ogni alunno in regime  convittuale
  ed euro 183,32 per ogni alunno in regime semi convittuale;

   il  D.D.G.  n.  5685 del 21/07/2017 che impegna le  spese  per  il
  funzionamento delle Istituzioni scolastiche statali in Sicilia  per
  l'anno  scolastico 2016/2017 assegna ai convitti le relative  somme
  così come sopra rideterminate;

   rilevato che con il recente D.D.G. n. 8457 del 22 novembre 2017  i
  Convitti  sono  stati  esclusi  dagli  impegni  per  le  spese   di
  funzionamento   amministrativo  e   didattico   delle   Istituzioni
  Scolastiche statali di ogni ordine e grado funzionanti  in  Sicilia
  per l'anno scolastico 2017/2018;

   considerato che:

   tali   finanziamenti  risultano  indispensabili  per  la  gestione
  convittuale, in particolar modo per sostenere le spese relative  al
  pranzo e alla cena degli alunni convittori e semi convittori;

   i convitti non possiedono fondi alternativi da cui attingere;

   ai convitti non sono pervenute comunicazioni formali preventive né
  da  parte  dell'Assessorato regionale all'Istruzione  né  da  parte
  dell'Ufficio  Scolastico Regionale relative al venir meno  di  tali
  finanziamenti,  propedeutiche e necessarie per permettere  loro  di
  ponderare sull'attivazione o meno del servizio offerto;

   visto che:

   la  soppressione del finanziamento equivale concretamente  ad  una
  disposizione di chiusura dei Convitti annessi siciliani, nonostante
  il servizio di qualità fornito agli alunni in termini di formazione
  e di qualità della vita;

   la  chiusura  di  un convitto annesso comporta  da  una  parte  la
  lesione al diritto allo studio di molti alunni disagiati dal  punto
  di  vista economico, e dall'altra la perdita di posti di lavoro  di
  circa   25-30  unità  di  personale  scolastico  per  ogni  singolo
  convitto,    tra   educatori,   cuochi,   infermieri,    assistenti
  amministrativi, custodi e collaboratori scolastici;

   per conoscere:

   le motivazioni per le quali abbiano ritenuto di dovere escludere i
  quattro convitti annessi alle istituzioni scolastiche dai fondi del
  capitolo  n. 373314, operando in tal modo una scelta che condannerà
  i convitti alla chiusura;

   se  non  ravvisino la necessità di dovere con la  massima  urgenza
  procedere  al  ripristino del predetto finanziamento,  al  fine  di
  consentire  ai  convitti di poter proseguire il  servizio  fornito,
  almeno per l'anno scolastico in corso;

   se  non  ritengano  opportuno attivarsi  il  prima  possibile  per
  coinvolgere  e dialogare con le direzioni scolastiche dei  convitti
  sulle future prospettive di finanziamento .

   PRESIDENTE.  Onorevole  Campo, se la vuole  illustrare  ha  cinque
  minuti di tempo, altrimenti se vuole ascoltare l'Assessore poi  può
  intervenire in replica.

   CAMPO. Chiedo di parlare per illustrare l'interpellanza.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessore  Lagalla
  questa  interpellanza  urgente, da me  definita  così  quando  l'ho
  presentata, è stata caricata il 9 gennaio 2018, quindi era  urgente
  ben  tredici mesi or sono, e mi veniva sollecitata a gran  voce  da
  quattro  province,  quella  di  Ragusa,  Caltanissetta,  Catania  e
  Agrigento  sia  dal  personale scolastico che dagli  alunni  e  dai
  genitori  proprio per il disagio che si stava venendo a  creare  in
  quel momento.
   Io  all'epoca ero appena insediata, al mio primo mandato e quindi,
  forse ingenuamente pensavo che urgente avrebbe implicato, non  dico
  dopo qualche giorno, ma almeno dopo qualche settimana, per lo meno,
  prima che si fosse concluso l'anno scolastico. Che cosa chiedevo in
  questa  interpellanza? All'improvviso, senza nessuna  comunicazione
  da  parte  sia dell'assessorato che sia dall'ufficio di  competenza
  regionale  era  stato  tagliato drasticamente,  anzi  completamente
  tolto  il  contributo  ai  nostri 4 Convitti  regionali  quello  di
  Modica, di Sciacca, di Giarre e di Caltanissetta.
   Questo,   ovviamente,  ha  lasciato  praticamente   il   personale
  scolastico  in attesa di capire se dovere continuare il servizio  o
  meno,   perché  questo  era  l'unico  contributo  che  i   convitti
  ricevevano e quindi si rischiava la chiusura immediata, ed il danno
  era  non  solo quello di lasciare a casa circa trenta  persone  fra
  personale  scolastico  ed  altro e, quindi,  licenziare  centoventi
  persone  ma anche il disagio causato agli alunni, perché i Convitti
  facevano  fronte  a  tutte le fasce deboli  della  popolazione  che
  potevano permettersi gli studi ed inoltre garantivano anche a tutti
  quegli  studenti  non  residenti, fuori  sede,  la  possibilità  di
  continuare  a  studiare  e, quindi, limitavano  di  gran  lunga  la
  dispersione scolastica.
   Ecco,  all'improvviso, questo contributo è venuto meno, io  voglio
  ricordare un po' lo storico. Noi avevamo un contributo iniziale  di
  724  Euro  per  ogni alunno convittore e 292 Euro   per  ogni  semi
  convittore.
   Successivamente con un decreto assessoriale viene  ridotto  a  453
  Euro per i convittori e 183 Euro  per i semi convittori. Se non ché
  il  22  novembre 2018 viene all'improvviso tagliato  senza  nessuna
  comunicazione ai dirigenti scolastici.
   Ecco,  io  avevo detto che era urgente, mi è arrivata la  risposta
  dell'assessore  Lagalla  che  si è fatta  attendere  il  13  luglio
  scorso, dove mi dice che le risorse erano state ristabilite per  un
  pari  di 500 Euro a convittore e 250 Euro per semi convittore  però
  non mi è chiara, assessore, una cosa. Questo contributo di fatto  è
  stato  diminuito  e,  se è sì, di quanto? Vorrei  capire  perché  a
  distanza di tredici mesi sicuramente la situazione sarà stata presa
  in  considerazione, però vorrei capire qual è l'attuale  situazione
  di questi convitti.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'Assessore  per  fornire  la
  risposta.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Grazie,    signor   Presidente,   in   merito   alle   osservazioni
  all'onorevole interpellante confermo che i decreti assessoriali  ai
  quali  la  stessa  ha  fatto riferimento fino  all'azzeramento  del
  contributo ai convitti annessi alle istituzioni scolastiche  che  è
  quello  a  cui fa riferimento erano stati operati, nella precedente
  legislatura,    dall'Amministrazione   in   carica,    fino    alla
  cancellazione  dello stesso contributo per l'anno scolastico  2017-
  2018.
   Il  Governo si è insediato com'è noto a dicembre 2017,  cioè  dopo
  l'azzeramento  del  relativo Capitolo e chi vi parla,  nel  decreto
  assessoriale 2011 del 24 maggio 2018, relativo alla redistribuzione
  delle  risorse  di  funzionamento  agli  istituti  scolastici   sul
  territorio   regionale,   nel  rivedere   e   nel   rimodulare   la
  distribuzione  delle  stesse risorse, ha determinato  in  relazione
  alle  esigenze di tutti gli ordini e gradi gli istituti  scolastici
  una  ripartizione anche per i convitti e semi convitti annessi agli
  istituti scolastici stessi.
   Di  fatto,  noi oggi abbiamo un'assegnazione forfetaria  per  ogni
  scuola   con  convitto  e  semi  convitto  pari  a  400   Euro   ed
  un'assegnazione aggiuntiva per ogni allievo convittore di 500  Euro
  ed  un'assegnazione aggiuntiva per ogni allievo  semiconvittore  di
  250  Euro, che vengono maggiorate di ulteriori 20 Euro nel caso  di
  convittori disabili.
   Ad  oggi,  questa  è  la  situazione,  sulla  legge  di  stabilità
  recentemente approvata da quest'Aula, da questo Parlamento.
   La dotazione finanziaria del capitolo è stata confermata a livello
  di  quella dell'anno precedente, quindi 27 milioni e 500 mila euro.
  E' presumibile che questo ci consentirà di confermare, non credo in
  misura  aggiuntiva  ma,  certamente, in misura  analoga  anche  per
  l'anno   2018/2019,  le  stesse  determinazioni  già  adottate   in
  precedenza.

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole   Campo   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta.

   CAMPO. Mi dichiaro soddisfatta.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione n.  39   Chiarimenti  e
  servizi  sullo  stato di aggiornamento dell'anagrafe  dell'edilizia
  scolastica  e  sulla  sicurezza  degli  edifici ,  a  firma   degli
  onorevoli Siragusa ed altri.
   Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per i beni culturali e
  l'identità  siciliana  e  all'Assessore  per  l'istruzione   e   la
  formazione professionale, visto che:

   l'art.    7   della   legge   23/96   attribuisce   al   Ministero
  dell'Istruzione, Università e Ricerca la realizzazione  e  la  cura
  dell'Anagrafe  Nazionale dell'Edilizia Scolastica,  articolata  per
  regioni e diretta ad accertare la consistenza, la situazione  e  la
  funzionalità  del  relativo patrimonio, al  fine  di  attivare  uno
  strumento  conoscitivo  fondamentale  per  i  diversi  livelli   di
  programmazione del settore;

   la circolare n. 16 del 17 Luglio 2007, Prot. N. 2524 del 17 Luglio
  2007,  del  Servizio  VII - U.O. XV P.I. del Dipartimento  Pubblica
  Istruzione dell'allora Assessorato dei Beni Culturali, Ambientali e
  della  Pubblica  Istruzione disegna una situazione  del  patrimonio
  scolastico   regionale  che  presenta  ancora  molteplici   carenze
  relative  sia alla qualità delle strutture sia a quei requisiti  di
  igiene,  sicurezza ed agibilità che renderebbero le  strutture  del
  patrimonio scolastico presente all'interno della Regione siciliana,
  idonee all'uso;

   considerato che:

   il  certificato  di  agibilità assicura il rispetto  di  tutte  le
  normative  tecniche  a  cui  l'immobile  deve  ottemperare  ed   in
  particolare  assicura, fra l'altro, la regolarità della costruzione
  dal  punto  di vista igienico-sanitario, della sicurezza sismica  e
  della conformità alla legge degli impianti tecnologici;

   il  mancato possesso di tale certificato rappresenta un fattore di
  rischio  ed  un pericolo per la sicurezza di alunni,  insegnanti  e
  personale che operano all'interno delle strutture facenti parte del
  patrimonio scolastico sito all'interno del territorio della Regione
  siciliana;

   considerato che:

   l'ultimo  programma  triennale di edilizia  scolastica  risale  al
  triennio 2007-2009;

   in  data  3  Ottobre  2012  è stato approvato  dal  Consiglio  dei
  Ministri,  un programma di edilizia scolastica in attuazione  della
  risoluzione   parlamentare  2  Agosto  2012,   AC   8-00143   delle
  Commissioni   V  e  VII  della  Camera  dei  Deputati   (13A00091),
  pubblicato sulla G.U. del 9 Gennaio 2012 che prevede per la  nostra
  Regione  interventi  su  10 strutture scolastiche  con  un  impegno
  economico di circa 1,2 milioni di Euro;

   per sapere:

   quale  sia  lo  stato di aggiornamento dell'Anagrafe dell'edilizia
  scolastica regionale;

   quale sia lo stato di rispetto delle normative in tema di edilizia
  scolastica nei Comuni della Regione;

   quale  sia il livello informativo del Governo Regionale sul numero
  di  scuole  che non risultino in possesso di tutti i  requisiti  di
  sicurezza, le autorizzazioni, le concessioni e le agibilità imposti
  dalla legge;

   quali  iniziative si intendano adottare al fine di  monitorare  ed
  avere  una  costante informazione sullo stato di messa in sicurezza
  ed  adeguamento alle disposizioni di legge in tema di  agibilità  e
  sicurezza   delle   strutture  scolastiche  siti  all'interno   del
  territorio regionale;

   quali  provvedimenti si intendano adottare al fine di adeguare  le
  strutture  adibite ad edilizia scolastica presenti  sul  territorio
  della  Regione  ai requisiti, anche minimi, di sicurezza  richiesti
  dalla normativa vigente.»

   Ha facoltà di parlare l'assessore Lagalla per fornire la risposta.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente,  la  materia posta a  base  dell'interrogazione
  dell'onorevole  Siragusa  merita un'approfondita  risposta  ed  una
  ricostruzione     delle    procedure    relative    all'istituzione
  dell'anagrafe regionale dell'edilizia scolastica, in relazione alla
  particolare criticità della materia legata alla sicurezza  ed  alla
  qualità strutturale del nostro patrimonio di edilizia scolastica.
   Diciamo  che,  lo  stato di aggiornamento dell'anagrafe  regionale
  dell'edilizia  scolastica  fa parte  di  un  sistema  nazionale  di
  anagrafi gestito dalle Regioni, raccordate a livello nazionale  con
  il ministero dell'istruzione, delle università e della ricerca.
   Le  singole  anagrafi  sono aggiornate sulla  base  dei  parametri
  stabiliti dalla Conferenza Stato-Regioni del 2014 e sono aggiornate
  a  cura degli enti locali proprietari o gestori dei singoli edifici
  scolastici, specificamente dalle amministrazioni comunali fino alla
  scuola  secondaria  di  primo  grado  e  dalle  ex  amministrazioni
  provinciali  o  città metropolitane per quanto riguarda  le  scuole
  secondarie di secondo grado.
   Con  specifico  riferimento all'anagrafe dell'edilizia  scolastica
  della  Regione siciliana, ARES, l'attuale sistema è gestito on-line
  su  piattaforma telematica, acquisito in riuso, ai sensi del codice
  dell'amministrazione digitale dalla Regione Toscana, sulla base  di
  apposita convenzione sottoscritta nel novembre 2014.
   La  collegata  attività  di assistenza tecnica  ha  consentito  il
  recupero  dei  dati dei singoli edifici scolastici,  l'avvio  della
  piattaforma,  la  formazione dei tecnici degli enti  locali  e  dei
  funzionari, nonché il successivo lavoro di aggiornamento.
   La  quasi totalità dei comuni e delle ex province ha proceduto  ad
  individuare  un  referente interno all'amministrazione,  ovviamente
  comunicato  al  servizio  11   dell'assessorato   che  provvede  ad
  aggiornare le informazioni relative ai singoli edifici scolastici.
   Grazie   ai  ripetuti  solleciti  ed  all'attività  di  assistenza
  prestata  in  favore degli enti locali, i comuni  hanno  provveduto
  all'aggiornamento  della  situazione dei singoli  edifici.  Ciò  ha
  consentito  che la percentuale delle schede aggiornate sul  portale
  ARES  con  bollino  verde,  su un totale  di  circa  4.200  edifici
  scolastici censiti, sia passato dal 15% del 2016 all'attuale 83,5%.
   Il   completamento  dell'aggiornamento  è,  ovviamente,  obiettivo
  necessario,  poiché  consentirà  di  effettuare  un'ulteriore   più
  corretta  pianificazione delle risorse sulla base delle priorità  e
  delle criticità. E per assicurare il trasferimento delle risorse da
  parte  dello  Stato  che, come stabilito dalla legge  n.  107/2015,
  verranno  concesse  anche in funzione della percentuale  di  schede
  aggiornate contenute nell'anagrafe regionale.
   Se  poi  voglia  considerarsi  più  adeguatamente  il  tema  della
  sicurezza  degli edifici scolastici, si rappresenta che,  al  netto
  delle  informazioni ancora da acquisire da parte degli enti locali,
  la situazione presenta note criticità legate all'età degli edifici,
  alla   necessità   di   ulteriore  accertamento   della   sicurezza
  antisismica ed all'adeguamento delle norme antincendio di una parte
  consistente del nostro patrimonio edilizio.
   Tali   criticità,  tuttavia,  non  costituiscono  una  peculiarità
  esclusiva della Regione Siciliana, ma costituiscono un dato diffuso
  al livello nazionale, che risente anche della carenza delle risorse
  destinate   nel  tempo  all'adeguamento  del  patrimonio   edilizio
  scolastico.   Tuttavia,  negli  ultimi   anni   si   è   registrata
  un'inversione  di  tendenza, che ha fatto  registrare  un  graduale
  percorso di avvicinamento di messa in sicurezza degli edifici.
   Il   già   citato   Servizio   XI  dell'assessorato,   consapevole
  dell'urgenza  della  messa in sicurezza degli edifici,  ha,  da  un
  lato,  evidenziato le specificità regionali nell'ambito dei  tavoli
  nazionali sui criteri di ripartizione delle risorse dal momento che
  buona  parte  del  territorio  regionale  è  classificato  in  zone
  sismiche  ad alto rischio (1 e 2) e che l'età degli edifici  fa  sì
  che  lo  stesso  non  risulti  adeguato  ai  criteri  di  sicurezza
  stabiliti  nel  tempo  dalle norme tecniche  antisismiche  e  dalla
  normativa antincendio ed impiantistica.
   Sono  stati promossi, a questo proposito, specifici tavoli tecnici
  con  il  Dipartimento  regionale  della  Protezione  civile  ed  il
  Dipartimento regionale tecnico, nonché ancor più di recente con  la
  direzione  regionale del Corpo nazionale dei Vigili del  fuoco,  al
  fine  di  coordinare  le  iniziative necessarie  per  la  messa  in
  sicurezza degli edifici scolastici.
   Al  tema  della messa in sicurezza sono state destinate specifiche
  risorse,  su iniziativa dell'assessorato con i fondi Po FESR  2014-
  2020,  infatti  con decreto dirigenziale 5654 del 19/7/17  è  stato
  approvato  un  Avviso pubblico per l'assegnazione di  contributi  a
  regia  regionale, per un importo complessivo di 25 milioni di euro,
  per  l'esecuzione  delle verifiche tecniche finalizzate,  sia  alla
  valutazione   del  rischio  sismico  degli  edifici  scolastici   e
  all'aggiornamento della relativa mappatura, nonché  alla  redazione
  dei  progetti di adeguamento simico predisposti sulla base dei dati
  emersi dai predetti accertamenti.
   Più  di recente con Decreto del Dirigente Generale n. 1448 del  20
  aprile  2018  è  stato  approvato l'Avviso pubblico  per  la  nuova
  programmazione  degli interventi in materia di edilizia  scolastica
  per  il  triennio 2018-2020, in attuazione dell'art.  10  del  D.L.
  12/9/13,  n. 204, convertito in legge dell'8/11/13 n. 128,  recante
  misure urgenti in materia di Istruzione, Università e Ricerca.
   Tale  avviso è prioritariamente orientato alla messa in  sicurezza
  degli   edifici   scolastici  dal  punto   di   vista   sismico   e
  impiantistico,   anche   sulla  base  di   quanto   precedentemente
  concordato  in  sede  di  Conferenza Stato e  Regioni.  Le  risorse
  disponibili per tali obiettivo sono quelle che derivano dal PO FESR
  Sicilia 2014-2020, Azione 10.7.1, pari a circa 82 milioni di  euro,
  che  si  sommano alle risorse assegnate dal MIUR in questo  momento
  quantificabili in circa 140 milioni di euro.
   Appare  opportuno evidenziare che questi ultimi bandi  sono  stati
  gestiti  tramite piattaforma ARES, che consente di  semplificare  e
  digitalizzare la procedura di presentazione delle istanze da  parte
  degli  enti  locali, nonché l'incrocio dei dati tra le informazioni
  fornite  dagli  enti richiedenti ed i dati anagrafici  in  possesso
  della   Regione,   in  quanto,  ai  fini  della  partecipazione   è
  obbligatoriamente richiesto l'aggiornamento dei dati relativi  allo
  stato dei singoli edifici.
   Si  sottolinea, infine, che LA legge di stabilità regionale 8/5/18
  n.  8,  ha stanziato specifiche risorse per potenziare e migliorare
  il  sistema  dell'anagrafe dell'edilizia scolastica,  coerentemente
  con  le  direttive  impartite dal MIUR, nonché  specifiche  risorse
  destinate  al  finanziamento di interventi urgenti di  manutenzione
  straordinaria  per  eventuali situazioni di rischio  risultanti  da
  eventi   imprevisti   ed  imprevedibili  che  possono   verificarsi
  nell'ambito di edifici scolastici di enti locali che si trovino  da
  parte loro impossibilitati a provvedere con fondi propri.
   In   allegato   alla   risposta  scritta   all'interrogazione   è,
  ovviamente, allegato un report dal quale possono desumersi  i  dati
  più  significativi  riportati dal portale  ARES  aggiornato  al  31
  dicembre u.s.

   SIRAGUSA. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'interrogazione n. 41  Iniziative
  urgenti  al fine di garantire la sicurezza e la funzionalità  degli
  edifici   scolastici  in  Sicilia ,  si  intende  trasformata   con
  richeista  di risposta scritta, in quanto l'onorevole Cafeo  non  è
  presente.
   Si  passa  all'interpellanza  n. 17  Politiche  di  immunizzazione
  tramite vaccinazione  a firma degli onorevoli Foti ed altri.
   Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'istruzione e  la
  formazione professionale e Assessore per la salute, premesso che:

   il  31  luglio scorso la Camera dei Deputati ha approvato  in  via
  definitiva  la  legge n. 119/2017, di conversione con modificazioni
  del Decreto Legge 7 giugno 2017 n. 73, recante Disposizioni urgenti
  in materia di prevenzione vaccinale;

   tale  legge  ha  dichiarato obbligatorie,  per  i  minori  di  età
  compresa tra 0 e 16 anni e per i minori stranieri non accompagnati,
  le seguenti dieci vaccinazioni: anti- poliomelitica, antidifterica,
  anti-tetanica,  anti-  epatite  B, antipertosse,  anti-  Hemophilus
  influenzae   tipo  b,  antimorbillo,  anti-rosolia,  anti-parotite,
  antivaricella;

   l'assolvimento   dei   suddetti  obblighi  vaccinali   costituisce
  condizione necessaria e vincolante ai fini dell'accesso agli  asilo
  nido e alle scuole dell'infanzia;

   considerato che:

   l'  art. 34 della Costituzione italiana sancisce che: la scuola  è
  aperta  a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno  otto
  anni, è obbligatoria e gratuita [ ];

   ferma  restando  l'utilità delle vaccinazioni quale  strumento  di
  prevenzione  di  alcune  patologie  infettive,  stabilire  obblighi
  sanitari è un atto che richiede da parte del legislatore la massima
  cautela  ed  il  massimo equilibrio giuridico,  in  quanto  occorre
  cercare  di  realizzare il giusto bilanciamento tra la  libertà  di
  scelta  personale  e la necessità di salvaguardia  della  sicurezza
  sanitaria del resto della popolazione;

   l'approccio  più  rispettoso  ed  equilibrato  a  tale   questione
  dovrebbe   essere   quello   della  condivisione   tra   medico   e
  paziente/genitore,   all'interno  di  un   percorso   di   alleanza
  terapeutica;

   un  provvedimento  così impegnativo come la legge  di  cui  sopra,
  finalizzata  a  far  fronte al calo delle  vaccinazioni  registrato
  negli   ultimi  anni,  avrebbe  dovuto  essere  coniugato  con   un
  approfondito  confronto coi cittadini e con  le  famiglie,  in  una
  prospettiva di fiducia e di comunicazione efficace ed aperta e  con
  un  adeguata  campagna  di informazione  in  grado  di  fornire  ai
  genitori gli strumenti per una scelta consapevole;

   valutato che:

   le  disposizioni della L. 119/2017 in tema di frequenza scolastica
  dell'infanzia  non  siano  lo strumento idoneo  per  perseguire  le
  finalità  della  legge si propone che la scelta  di  precludere  la
  frequenza  delle scuole dell'infanzia ai minori non  vaccinati  non
  sia  il  metodo corretto per affrontare una questione non  solo  di
  carattere sanitario, ma anche di natura socio-culturale;

   la   legge   in   oggetto  comporta  il  rischio   di   esclusione
  dall'inserimento precoce nel sistema di istruzione per  una  fascia
  consistente  di  bambine e bambini dai 3 ai 6  anni  che,  solo  se
  appartenenti  a famiglie agiate, potranno altrimenti confluire  nel
  sistema   privato;   che,  diversamente,  tali  minori   perderanno
  un'opportunità  formativa indispensabile  per  il  loro  futuro  di
  studenti e cittadini;

   né la legge né le successive circolari fanno esplicito riferimento
  all'imposizione del divieto di frequenza, affermando invece che  la
  vaccinazione  costituisce un requisito relativo  all'accesso;  che,
  conseguentemente,  se  il  decisore  politico  ha   intenzione   di
  escludere  dalla frequenza dalla scuola d'infanzia  i  bambini  non
  vaccinati  ma  regolarmente iscritti e  accettati,  già  a  partire
  dall'anno scolastico 2017/2018 egli debba affermarlo esplicitamente
  assumendosene tutte le responsabilità;

   per conoscere se ritengano opportuno:

   assumere  tutte le iniziative ritenute opportune affinché  possano
  essere  superate le criticità della legge n. 119/2017  nella  parte
  riguardante  le misure coercitive e le relative sanzioni,  ance  al
  fine  di  garantire  a  tutti i bambini e  alle  loro  famiglie  la
  possibilità di esercitare a pieno il diritto all'istruzione;

   adoperarsi  affinché tutti i minori non vaccinati ma  regolarmente
  iscritti  e  accettati  possano giungere  a  conclusione  dell'anno
  scolastico 2017/2018 senza alcuna interruzione del servizio  né  di
  continuità   educativa,  nel  rispetto  di  quanto  sancito   dalla
  Costituzione italiana;

   continuare,  avvalendosi  delle  ASP  territoriali  nel   percorso
  finalizzato ad istituire ed avviare campagne di informazione  circa
  la prevenzione vaccinale».

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Lagalla per fornire la risposta.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, con l'onorevole Foti  della
  contingenza  della  normativa  nazionale  e  dei  relativi  termini
  fissati  dalla stessa norma per l'adeguamento di tutti  gli  alunni
  alle  prescrizioni  in  materia  di  obbligo  vaccinale,  ci  siamo
  confrontati,  e  la  sintesi, che ovviamente  trova  anche  traccia
  scritta,  è legata al rispetto che questa Amministrazione regionale
  ha  avuto ed ha mantenuto, rispetto alle previsioni della legge  n.
  119  del  2017  operando d'intesa con l'Assessorato regionale  alla
  salute  e con l'Ufficio scolastico regionale, nonché con gli ambiti
  provinciali dello stesso Ufficio scolastico regionale.
   E'  noto,  tra l'altro, anche all'interpellante, che  in  data  12
  marzo 2018, chi vi parla aveva emanato apposita direttiva, prot. N.
  751  del  Gabinetto,  con  la  quale in relazione  alla  cosiddetta
  procedura  semplificata  di cui all'articolo  3  bis  del  decreto,
  nonché all'articolo 18 ter del Decreto legislativo n. 148 del 2017,
  davamo  tempo  fino  al 30 marzo immediatamente successivo  per  il
  superamento  di  quelle  situazioni di  congestione  che  si  erano
  oggettivamente determinate presso i centri vaccinali dell'Isola.
   Debbo  dire  che, da allora ad oggi non abbiamo avuto segnalazioni
  specifiche  né dagli ambiti provinciali, né dall'Ufficio scolastico
  regionale,  di  condizioni di difficoltà o di disagio  tanto  degli
  allievi, quanto delle famiglie, quanto di inadempienza formale agli
  obblighi previsti per legge. Quindi direi che ad oggi la situazione
  è  assolutamente,  per  quanto  ci riguarda,  dal  punto  di  vista
  formale,  ma vorrei dire anche sostanziale, sotto controllo,  anche
  perché  non  si segnalano focolai epidemici che possano mettere  in
  discussione   il   successo  dell'effetto  gregge  della   campagna
  vaccinale  a  cui  i  nostri  allievi,  i  nostri  studenti,   sono
  obbligatoriamente sottoposti.

   FOTI. Mi dichiaro soddisfatta.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, l'interpellanza n.  21,  a  firma
  dell'onorevole Fava, in realtà è di competenza dell'Assessorato  al
  lavoro   e   quindi   verrà  discussa  con  il   nuovo   Assessore.
  L'interpellanza n. 23, a firma degli onorevoli Foti, Cancelleri  ed
  altri appartiene invece all'Assessorato delle Attività produttive.
   Si  passa  all'interpellanza n. 50  Iniziative  a  sostegno  degli
  alunni  diversamente  abili , a firma degli onorevoli  Siragusa  ed
  altri.
   Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione  professionale,  premesso  che  anche  quest'anno  si  è
  riproposta   l'ormai  annosa  questione  della  definizione   degli
  organici  della  scuola che, alla luce delle decisioni  attualmente
  prese dal MIUR e dall'Ufficio scolastico regionale, soprattutto per
  quanto  riguarda  i  posti di sostegno in Sicilia,  compromette  la
  continuità  didattica degli alunni diversamente abili e  delude  le
  legittime aspettative dei docenti siciliani;

   considerato che:

   come  rilevato dalle organizzazioni sindacali della scuola  ed  in
  particolare  dall  Flc Cgil Sicilia. In Sicilia  cresce  il  numero
  degli  alunni diversamente abili, mentre non crescono i posti degli
  insegnanti  di  sostegno in organico di diritto.  La  copertura  di
  queste  cattedre sarà affidata come sempre all'organico  in  deroga
  assegnato in estate;

   in particolare, l'Ufficio scolastico regionale ha fatto sapere che
  il numero degli alunni disabili è in aumento di 724 unità, passando
  da  24.939  a 25.663. A fronte di questo però il Ministero  non  ha
  disposto  un  numero  maggiore di posti nell'organico  di  diritto,
  rimasto  invariato  a 11.506 unità. Una scelta  che  non  segue  lo
  stesso  criterio  utilizzato  dal  Ministero,  in  occasione  della
  definizione dell'organico comune, che ha visto un ridimensionamento
  dei  posti  in  corrispondenza alla diminuzione  della  popolazione
  scolastica;

   inoltre,   va  sottolineato  che  più  della  metà  degli   alunni
  diversamente abili siciliani sono gravi (art. 3 comma  3  ex  Legge
  104).  Circostanza  che dovrebbe fare propendere l'amministrazione,
  in  maniera  ancora  più  decisa, per una scelta  che  assicuri  la
  continuità  didattica, viste le maggiori difficoltà incontrate  sia
  dagli  alunni  che  dai docenti nel costruire una  relazione  e  un
  affiatamento  educativo  adeguati. Le  scelte  fatte,  invece,  non
  garantiscono  all'alunno  diversamente abile  di  avere  lo  stesso
  insegnante  con  il  quale aveva già avviato un percorso  didattico
  l'anno  precedente.  Allo stesso tempo viene  impedito  il  rientro
  definitivo anche dei docenti specializzati di ruolo al Nord Italia;

   peraltro, va considerato che grazie ad un accordo fatto per l'anno
  scolastico  2016/17  e in ottemperanza alle sentenze  dei  giudici,
  molti   docenti   messi  in  ruolo  al  Nord,   benché   privi   di
  specializzazione,   hanno  avuto  modo  di   rientrare   attraverso
  l'assegnazione dei posti di sostegno, poiché il numero dei  docenti
  specializzati in Sicilia è inferiore rispetto ai posti disponibili.
  Per  lo stesso motivo hanno ricevuto l'incarico anche centinaia  di
  precari  specializzati  e di precari senza titolo.  Nel  dettaglio,
  durante quell'anno, su 5.000 posti in deroga in Sicilia circa 3.000
  sono stati ricoperti da docenti specializzati, immessi in ruolo  al
  Nord,  tornati in assegnazione provvisoria sui medesimi  posti  che
  avevano ricoperto da anni come precari. I restanti 2.000 sono stati
  ricoperti  da  circa  1.200  docenti  specializzati  precari  delle
  graduatorie  ad  esaurimento  e delle  graduatorie  d'istituto,  da
  quelli   di   ruolo  non  specializzati,  tornati  in  Sicilia   in
  assegnazione   provvisoria,  da  quelli  non  specializzati   delle
  graduatorie  d'istituto e addirittura da docenti non abilitati  che
  hanno presentato domanda di messa a disposizione;

   è innegabile quindi che il problema fondamentale risulta essere il
  numero  carente dei docenti specializzati di sostegno in Sicilia  e
  in  tutto  il  Paese. Un problema che resterà tale  anche  dopo  il
  termine  del  percorso  di abilitazione svolto  dai  nuovi  docenti
  specializzati (TFA), che si concluderà nel mese di giugno.  Per  il
  prossimo  anno  scolastico, secondo quanto comunicato  per  le  vie
  informali  dall'Ufficio  scolastico regionale  alle  organizzazioni
  sindacali,   arriveranno  a  circa  7.000  i  posti   di   sostegno
  dell'organico in deroga. Ad oggi ci sono i margini per un  parziale
  e  temporaneo rimedio al problema, visto che è in corso al MIUR  il
  confronto  sul contratto della mobilità annuale sulle utilizzazioni
  e  assegnazioni  provvisorie,  attraverso  il  quale  garantire  la
  qualità   professionale   dell'intervento   didattico,   la   piena
  occupazione dei docenti precari specializzati, il parziale  rientro
  dei  docenti  di  ruolo  al  Nord privi di  specializzazione  (come
  sancito  da recenti sentenze) e l'assegnazione di incarichi annuali
  per  i  precari  siciliani non specializzati.  E'  incomprensibile,
  quindi,  il motivo per il quale il MIUR continui a non stabilizzare
  gli organici di sostegno sul diritto, perpetuando una situazione di
  precarietà  e  indeterminatezza che penalizza la scuola  siciliana,
  gli  studenti  diversamente abili, i docenti e tutto  il  personale
  scolastico;

   per conoscere se intendano:

   farsi portavoce presso il governo nazionale, in particolare presso
  il  MIUR,  dei disagi vissuti dagli alunni diversamente abili,  dai
  docenti e da tutto il personale scolastico;

   chiedere,   in   via  provvisoria,  anche  per   i   docenti   non
  specializzati  per  le  attività di  sostegno,  la  possibilità  di
  ottenere  l'assegnazione  provvisoria  sui  posti  rimanenti,  dopo
  l'accantonamento dei posti necessari per tutto il personale docente
  provvisto  del  titolo  di specializzazione presente  in  tutte  le
  graduatorie;

   chiedere,  in  via  definitiva, di procedere alla  stabilizzazione
  degli  organici di sostegno in deroga nell'organico di diritto,  al
  fine  di  consentire anche agli studenti siciliani l'esercizio  del
  diritto   alla  continuità  didattica  ed  il  conseguente  rientro
  definitivo dei circa 3.000 docenti specializzati immessi  di  ruolo
  al   Nord  Italia,  ma  annualmente  in  servizio  in  Sicilia   in
  assegnazione  provvisoria,  proprio  in  virtù  dei   7.000   posti
  dell'organico in deroga;

   nel  contempo,  di  avviare  ulteriori corsi  di  specializzazione
  abilitanti  alle  attività di sostegno, per colmare  la  differenza
  esistente tra posti disponibili e docenti specializzati».

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Lagalla per fornire la risposta.

      LAGALLA,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.  Onorevoli  colleghi,  è  del  tutto  formale  anche
  l'interpellanza  n.  50  dell'onorevole Siragusa,  e  ricade  sensu
  strictiori   nella  competenza  dell'Assessorato  regionale   della
  famiglia,  delle politiche sociali e del lavoro, ancorché  con  una
  stranezza  normativa gli aspetti che riguardano tanto il  trasporto
  degli  studenti, quanto la gestione degli studenti  disabili,  sono
  sottratti   alla  diretta  competenza  dell'Assessorato   regionale
  dell'istruzione  e  della  formazione  professionale   e   ricadono
  rispettivamente nelle prerogative operative dell'Assessorato  delle
  autonomie  locali  e, come già detto, nella parte della  disabilità
  dell'Assessorato della famiglia.
   Già  questa osservazione rende contezza della discrasia  di  fondo
  che  si  determina  nella  gestione delle  previsioni  della  legge
  regionale  che  affida 19.150 milioni sul capitolo  183355,  affida
  alla  competenza dell'Assessorato della famiglia che delega  le  ex
  province  e  città metropolitane ai servizi di trasporto  convitto,
  semiconvitto,   igienico-personali,   comunicazioni   e    attività
  extrascolastiche per gli alunni portatori di diverse abilità.
   Tuttavia,  pur  non  essendo  di  diretta  pertinenza  del  nostro
  Assessorato,  la  tematica  ha costituito  oggetto  di  particolare
  attenzione  da parte del nostro ramo di Amministrazione,  anche  in
  relazione  alle diverse segnalazioni di disfunzione  e  di  ritardi
  che,   per   difetti  di  programmazione  da  un  lato,  difficoltà
  burocratiche  dall'altro, penalizzano oggettivamente  gli  studenti
  portatori di diverse abilità rispetto agli ordinari studenti  delle
  nostre scuole e del nostro sistema scolastico.
   La  problematica ha dunque un impatto reale e confermo l'esistenza
  di talune criticità.
   Si   sono  realizzati  preliminari  tavoli  tecnici  succeduti  da
  incontri tematici, comunque ritengo utile segnalare che sulla  base
  di   queste  considerazioni  il  disegno  di  legge  di  iniziativa
  governativa,  n. 304 18 luglio 2018, già esitato dalla  Commissione
  di  merito  e  inviato  alla Commissione  Bilancio'  lo  scorso  28
  novembre - legge sul diritto allo studio - ha previsto all'articolo
  16  una disposizione volta a disciplinare gli interventi rivolti ai
  soggetti con disabilità o con bisogni educativi speciali,  al  fine
  di  promuovere e sostenere gli interventi diretti a garantire, come
  erogazione,   finalmente   puntuale  e   continuativa,   la   piena
  realizzazione    della   persona,   il   diritto    all'istruzione,
  all'apprendimento  e alla paritaria inclusione degli  studenti  con
  disabilità certificata, ai sensi dell'articolo 3 della legge n. 104
  del  1992  o  con  bisogni educativi speciali ovvero  con  disturbi
  specifici dell'apprendimento ovvero ancora con disturbi da  deficit
  di   attenzione  e  iperattività  e  perfino  con  disturbi   della
  deglutizione in soggetti disfagici.
   Stante     la     rilevanza     delle    problematiche     oggetto
  dell'interpellanza,  si assicura quindi la più ampia  disponibilità
  ed  ulteriore disponibilità in ordine alla valutazione di  proposte
  utili  in condivisione con gli altri rami di amministrazione,  alle
  cui   sfere   di   competenze,  in  atto,  sono  più   direttamente
  riconducibili le tematiche segnalate.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Siragusa,  mi   pare   di   capire   che
  l'interpellanza è di competenza dell'Assessore per la famiglia.
   Ringrazio l'Assessore per gli elementi utili che ci ha fornito, ma
  la  ricalendarizziamo  dopo,  quando ci  sarà  l'Assessore  per  lo
  svolgimento della rubrica relativa all'Assessorato della famiglia.
   L'interrogazione  n.  291  è  stata  già  svolta  con  l'onorevole
  Cracolici.
   Si  passa all'interpellanza n. 87  Percorso pubblico di formazione
  a  ipovedenti  e  non  vedenti,  con  l'ottenimento  di  un  titolo
  abilitante , a firma degli onorevoli Ciancio ed altri.
   Ne do lettura:

   Al Presidente della Regione, premesso che:

   presso   l'Istituto  Tecnico  Regionale  cui  è  stato   accorpato
  l'Istituto  Professionale per l'Industria e  l'Artigianato  Tommaso
  Ardizzone  Gioeni  , ospitato all'interno del locali  dell'Istituto
  per  Ciechi  Ardizzone  Gioeni  (trattasi  di  due  amministrazioni
  distinte   e   separate),   dopo  la   chiusura   del   corso   per
  massofisioterapista  non  vedente,  è  rimasto  attivo   il   corso
  triennale  di  qualifica  professionale per Operatore  Segretariale
  Amministrativo che rilascia, al termine del percorso scolastico, un
  diploma di qualifica abilitante alla professione;

   con  D.D.G.  n. 241 del 26 gennaio 2018 il Dipartimento  regionale
  dell'istruzione  e  della  formazione  professionale  ha   revocato
  progressivamente  a  decorrere dalla  classe  prima  a  conclusione
  dell'anno  scolastico  2017-18 lo status di scuola  paritaria  alla
  scuola  secondaria di secondo grado istituto professionale  servizi
  commerciali,   con   sede  in  Catania  via  Etnea   595,   gestita
  dall'Istituto tecnico regionale F.Morvillo di Catania con  sede  in
  Catania in via Biancavilla 10;

   visti:

   l'art. 24 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti  delle
  persone  con  disabilità (ratificata e resa  esecutiva  nel  nostro
  ordinamento  con  legge 3 marzo 2009, n. 18), che  alla  lettera  c
  sancisce   come   le  Parti  Contraenti  debbano   assicurare   che
  l'istruzione  delle persone, ed in particolare dei bambini  ciechi,
  sordi  o  sordociechi, sia erogata nei linguaggi, nelle modalità  e
  con  i mezzi di comunicazione più appropriati per l'individuo e  in
  ambienti  che  ottimizzino il progresso scolastico  e  lo  sviluppo
  sociale,  dovendo  gli Stati aderenti adottare  quelle  misure  che
  assicureranno  che le persone con disabilità possano avere  accesso
  all'istruzione    postsecondaria    generale,    alla    formazione
  professionale, all'istruzione per adulti e alla formazione continua
  lungo  tutto l'arco della vita senza discriminazioni e  sulla  base
  dell'eguaglianza con gli altri. (art. 24 c.5);

   l'art. 27 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea
  che sancisce il principio secondo cui l'Unione riconosce e rispetta
  il  diritto  dei  disabili  di  beneficiare  di  misure  intese   a
  garantirne l'autonomia, l'inserimento sociale e professionale e  la
  partecipazione alla vita della comunità;

   la  legge  5  febbraio 1992, n. 104 (Leggequadro per l'assistenza,
  l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate),  in
  particolare   l'art.  8  lett.  a,  d,  f,  che   sottolinea   come
  l'inserimento  e l'integrazione sociale della persona  handicappata
  si   realizzano  mediante:  interventi  di  carattere  socio-psico-
  pedagogico, di assistenza sociale e sanitaria a domicilio, di aiuto
  domestico  e di tipo economico ai sensi della normativa vigente,  a
  sostegno della persona handicappata e del nucleo familiare in cui è
  inserita  (lett.  a) [con] provvedimenti che rendano  effettivi  il
  diritto  all'informazione e il diritto allo  studio  della  persona
  handicappata, con particolare riferimento alle dotazioni didattiche
  e  tecniche, ai programmi, a linguaggi specializzati, alle prove di
  valutazione   e   alla  disponibilità  di  personale  appositamente
  qualificato,  docente  e non docente (lett.  d)  e  misure  atte  a
  favorire  la  piena  integrazione nel mondo del  lavoro,  in  forma
  individuale  o  associata, e la tutela del posto  di  lavoro  anche
  attraverso incentivi diversificati (lett. f);

   la Costituzione italiana, che impone all'azione amministrativa, ex
  art.  3.  Co.2  Cost di rimuovere gli ostacoli di  natura  sociale,
  politica, economica che impediscono l'effettiva partecipazione  del
  cittadino alla società e al lavoro;

   considerato che:

   secondo  la  giurisprudenza costituzionale (Corte Cost.  sent.  n.
  275/2016 Corte Cost. sent. n. 70/2010,) , il diritto all'istruzione
  dei  disabili  è  un  diritto soggettivo perfetto,  incomprimibile,
  anche alla luce di presunte ragioni di risparmio di spesa pubblica;

   il  diritto  all'istruzione  di soggetti  svantaggiati  e  deboli,
  titolari   ex  art.  38  c.3  Cost.  della  pretesa  giuridicamente
  rilevante  a poter usufruire per realizzare le finalità  ex  art  3
  co.2  Cost.  di  un percorso di istruzione pubblica  che  giunga  a
  compimento con il rilascio di diplomi e attestazioni aventi  valore
  legale, riconosciuti ad ogni effetto nel nostro ordinamento  e  che
  permettano  a tali soggetti di accedere al mondo del  lavoro  e  di
  partecipare alla vita nella comunità in posizione di autonomia e di
  parità con i soggetti normodotati;

   preso atto che:

   l'Assessorato Istruzione e formazione professionale sta, di fatto,
  impedendo  di  acquisire un titolo abilitante alla  professione  di
  centralinista agli alunni ipovedenti e non vedenti i quali, adesso,
  dovranno  recarsi presso istituti privati o perdere la  possibilità
  di accedere a una via per la formazione professionalizzante;

   non  esiste  altro  tipo  di formazione  professionale  di  natura
  pubblica che consenta l'avviamento al lavoro di studenti ipovedenti
  e  non  vedenti, se non con grave impegno economico per gli  aventi
  diritto;

   da  un  lato  si è eliminato un importante servizio formativo,  ma
  dall'altro la Regione continua a finanziare con ingenti somme corsi
  di formazione non professionalizzanti presso istituti privati;

   per conoscere se non ritengano opportuno porre in essere tutte  le
  iniziative  utili al fine di evitare la sospensione di un  servizio
  pubblico  che da contenuto al diritto alla formazione al  lavoro  e
  all'avviamento  alla  professione o, in  subordine,  a  revocare  i
  provvedimenti che hanno soppresso in modo progressivo lo status  di
  parità  scolastica agli istituti che si occupano  di  garantire  il
  diritto alla formazione professionale alle categorie di cui sopra».

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Lagalla per fornire la risposta.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Onorevoli colleghi, l'interpellanza dell'onorevole Ciancio  fa,  in
  particolare,     riferimento    alla    situazione    dell'Istituto
  professionale per l'industria e artigianato per ciechi T. Ardizzone
  Gioeni di Catania, istituito con legge regionale del 3 luglio 1954,
  ai  sensi  del  decreto assessoriale n. 343  del  31  agosto  2000,
  divenuto  succursale  dell'istituto tecnico regionale  Morvillo  di
  Catania.
   Quest'ultimo, con ulteriore decreto dirigenziale del  22  dicembre
  2011  è  stato  aperto a tutti, e quindi non solo  a  soggetti  non
  vedenti  o  ipovedenti,  con gli indirizzi formativi  di  operatore
  amministrativo segretariale e di operatore del benessere.
   Con  ulteriore decreto dirigenziale n. 2478 dell'11  maggio  2015,
  atteso  che gli indirizzi di studio di cui sopra non erano conformi
  al  nuovo  ordinamento scolastico dettato dalla cosiddetta  riforma
  Gelmini ,  D.P.R. 15 marzo 2010, è stato previsto  che  a  parziale
  rettifica dei precedenti decreti dirigenziali a decorrere dall'anno
  scolastico 2011/2012 il corso di studi presso l'istituto di Catania
  andasse  a  confluire  nel  nuovo  indirizzo  di  studio   Istituto
  professionale servizi commerciali .
   Né  poteva  essere altrimenti, atteso che le scuole  differenziali
  risultano  normativamente soppresse da tempo, sia per  gli  effetti
  della  legge n. 118/1971 che già prevedeva che l'istruzione dovesse
  avvenire nelle classi normali della scuola pubblica, salvo  i  casi
  in  cui i soggetti fossero affetti da gravi deficienze intellettive
  o  menomazioni fisiche di tale gravità da impedire o rendere  molto
  difficoltoso l'apprendimento o l'inserimento nelle predetti  classi
  normali.
   Inoltre, la Legge n. 517 del 4 agosto 1977, prescriveva che  nella
  scuola  media  di generale fruizione dovessero essere  già  attuate
  forme di integrazione a favore degli alunni portatori di handicap -
  allora si diceva - con l'impiego di insegnanti specializzati.
   Il  percorso  normativo ha trovato definitiva conclusione  con  la
  Legge   quadro   n. 104 del 1992, legge  quadro  per  l'assistenza,
  l'integrazione sociale ed i diritti delle persone handicappate  ed,
  in  particolare,  con  l'articolo 43 che ha abolito  esplicitamente
  tutte  le scuole classi differenziali, estendendo così a tutti  gli
  studenti le previsioni iniziali della Legge n. 517/1977.
   Si   rappresenta,  tuttavia,  che  l'Istituto  tecnico   regionale
  Francesca   Morvillo  di  Catania  non  è  soggetto  giuridicamente
  estraneo  alla  Regione siciliana, ma ne è ente strumentale,  tanto
  che  non  ha  propria  personalità  giuridica,  ma  solo  autonomia
  gestionale   contabile,  ai  sensi  dell'articolo  6  della   legge
  regionale n. 6/2000.
   Istituito  con  legge regionale dell'1 agosto  1953,  n.  43  come
  scuola professionale femminile e di magistero per la donna, è stato
  negli  anni  trasformato, per effetto delle  normative  di  cui  ho
  detto,  sino a diventare scuola paritaria ai sensi dell'articolo  1
  della  Legge  10  marzo 2000, n. 62 recante  Norme  per  la  parità
  scolastica  e disposizioni sull'istruzione , secondo  il  quale  il
  sistema nazionale d'istruzione è costituito dalle scuole statali  e
  dalle scuola paritarie private e di pertinenza degli enti locali, e
  su  questa  ultima fattispecie ricade proprio l'istituto del  quale
  l'interpellante si interessa.
   Proprio  perché  titolare  della scuola,  l'Amministrazione  della
  Regione siciliana provvede al reclutamento del personale di ruolo e
  non  di  ruolo,  tanto  che i ricorrenti sono  dipendenti  a  tempo
  determinato o indeterminato o della Regione siciliana,  alle  spese
  di  funzionamento e alla programmazione dei corsi  di  studio,  che
  comunque  non  possono sostituirsi quelli, non  possono  sostituire
  quelli delle scuole statali in termini ordinamentali.
   In  questo  ambito,  considerato che il costo  di  studi  Istituto
  Professionale  -  Servizi commerciali era frequentato  da  soli  10
  alunni,  di cui 4 nella classe prima, due nella seconda, due  nella
  terza e uno ciascuno nella quarta e nella quinta, si è ritenuto  di
  sopprimerlo.
   Al fine di consentire agli studenti già frequentanti di completare
  il  corso  di  studi  nelle scuole statali,  la  chiusura  è  stata
  comunque realizzata progressivamente e, cioè, mantenendo in  essere
  la scuola fino alla conclusione dell'esame di maturità degli ultimi
  alunni che oggi frequentano la prima classe.
   Pertanto,   gli   alunni  già  frequentanti  non  avranno   nessun
  pregiudizio  alla  chiusura della scuola.  Resta  chiaro  però  che
  l'Istituto  potrà  continuare a funzionare, in  analogia  a  quanto
  avviene  per esempio per l'Istituto per ciechi Flora e Salamone  di
  Palermo, per quelle attività di sostegno, di accompagnamento  e  di
  educazione   extra  ordinamentale  nelle  ore  pomeridiane   o   in
  sostituzione,  ma non in analogia nelle ore diurne per  i  soggetti
  ciechi e ipovedenti.
   In  ogni  caso  gli  studenti di Catania che con ridotta  capacità
  visiva  o  ipovedenti che si trovino a frequentare  il  primo  anno
  della  scuola  secondaria  di secondo  grado,  saranno  chiamati  a
  scegliere   una  qualsiasi  altra  scuola  statale   o   paritaria,
  richiedendo,  in  quanto  portatore  di  inabilità  certificata  il
  previsto   sostegno  ai  sensi  della  Legge  n.104   del    92   e
  dell'articolo 127 del Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297.
   Alla  luce di quanto sopra ritengo quindi conclusivamente  che  le
  iniziative poste in essere, non solo siano in linea con  i  profili
  normativi attuali, ma garantiscano il pieno diritto alla formazione
  professionale  alle  categorie oggetto di  interpellanza  anche  il
  relazione  alla  possibilità dell'impegno extra scolastico  che  lo
  stesso istituto può essere chiamato ad assolvere.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Ciancio   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'assessore.

   CIANCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  io  non
  posso  ritenermi soddisfatta della risposta anche perché su  questo
  tema,  che è stato oggetto anche di una audizione che abbiamo fatto
  anche in Quinta Commissione, ed è emerso che l'unico motivo che,  a
  parte  i  motivi  tecnici che bene ha spiegato l'assessore,  ma  un
  motivo  prevalente per cui si è deciso di chiudere questo corso,  è
  quello economico.
   Quindi, sacrificare un diritto fondamentale di questi ragazzi  per
  motivi  economici non mi sembra una cosa degna di un paese  civile.
  Anche  perché sul numero degli iscritti, o dei potenziali iscritti,
  ci  sono diversi dat,i perché giustamente il dirigente che è venuto
  in  Commissione  ha portato come giustificazione  quella  di  avere
  poche  richieste,  erano  uno o due studenti,  però  è  anche  vero
  assessore che altri studenti, che non erano neanche di Catania,  ma
  del bacino della parte orientale siciliana, hanno rinunciato a fare
  l'iscrizione  proprio  in vista di questa incertezza  e  di  questa
  chiusura  del  corso,  quindi  non  sapremo  mai  se  gli  studenti
  sarebbero rimasti uno o due o piuttosto dieci.
   Questo  non  lo  possiamo sapere, adesso però  prendo  atto  della
  risposta dell'assessore, pur non essendone soddisfatta.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 338   Chiarimenti  in
  merito  ai prepensionamenti dei formatori professionali ,  a  firma
  degli onorevoli Marano ed altri.
   Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'istruzione e  la
  formazione  professionale  e  all'Assessore  per  la  famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   la  rilevanza  del sistema formativo quale strumento  di  sostegno
  all'inserimento   lavorativo  trova  ampio  riscontro   a   livello
  culturale  e nelle normative di garanzia allo studio e di  sostegno
  alla  formazione.  In Sicilia la normativa di  riferimento  per  la
  formazione  professionale è la legge regionale n.24 del 1976.  Essa
  prevede l'obbligo costituzionale in capo alla Regione siciliana  di
  rendere  il servizio della formazione professionale ai cittadini  i
  attraverso  l'emanazione,  su  base annuale,  del  Piano  regionale
  dell'offerta formativa, come previsto dall' art. 5, comma  1  della
  legge.  Il secondo comma riconosce in capo alla Regione la  facoltà
  di  approvazione  anche di piani pluriennali finanziati  anche  con
  fondi  europei.  La  legge inoltre prevede la  formazione  di  albi
  professionali  dai quali attingere per l'attività  di  insegnamento
  delle  varie  discipline.  Con  la  legge  845/78,  inoltre,  viene
  introdotta   una   normativa  organica  in  materia,   comprendente
  disposizioni  relative ai disabili, si sottolinea che  spetta  alle
  Regioni:

   la promozione di interventi idonei di assistenza psico-pedagogica,
  tecnica e sanitaria nei confronti degli allievi affetti da disturbi
  del comportamento o da menomazioni fisiche o sensoriali al fine  di
  assicurare  loro il completo inserimento nell'attività formativa  e
  favorirne l'integrazione sociale (art. 3, comma 1, lett. a);

   la qualificazione professionale degli invalidi e dei disabili,

   gli  interventi  necessari  ad assicurare  loro  il  diritto  alla
  formazione  professionale e tutte le iniziative  formative  dirette
  alla  rieducazione professionale di lavoratori divenuti invalidi  a
  causa di infortuni o malattie;

   con  la  legge delega n. 53/03, l'obbligo scolastico  e  formativo
  sono stati ampliati e ridefiniti nel diritto/dovere all' istruzione
  ed alla formazione per almeno 12 anni, ovvero sino al conseguimento
  di una qualifica professionale entro il 18  anno di età;

   considerato  che il Governo Lombardo e il Governo  Crocetta  hanno
  attuato   una  politica  scellerata  nell'ambito  della  formazione
  eludendo  l'applicazione  della legge  regionale  n.  24  del  1976
  attraverso  provvedimenti amministrativi che hanno  determinato  la
  lesione  di  diritti in essa tutelati. La reiterata elusione  della
  legge  e  la  mancata approvazione di piani formativi ha comportato
  l'omessa  erogazione  del servizio di formazione  professionale  in
  danno ai beneficiari. Inoltre ha determinato, a danno di tutti  gli
  operatori, iscritti all'Albo istituito ai sensi dell'art 14  l.  r.
  n.24 del 1976, la lesione delle posizioni giuridiche dei lavoratori
  poste   a   garanzia  della  continuità  lavorativa  e  retributiva
  contemplata  nell' art. 2 della legge regionale n.25 del  1993  con
  conseguenti  licenziamenti e collocazioni in cassa integrazione  in
  deroga;

   valutato che:

   il  settore della formazione siciliana è stato oggetto di scandali
  legati  a distrazione di fondi della formazione per scopi personali
  e  clientelari come accertato in inchieste giudiziarie e tutto  ciò
  ha determinato la paralisi e la crisi del settore formativo;

   il  personale che gravita intorno alla formazione professionale  è
  di circa 5700 unità (dato ultimo censimento maggio 2018 da detrarre
  1600 sportellisti, quindi ne restano poco più di 4000) e dunque  il
  governo  regionale  avrebbe  previsto  delle  operazioni   per   lo
  sfoltimento  della  platea  dei formatori  per  porre  ordine  alla
  questione.  Infatti  l'elenco dei formatori avrebbe  dovuto  essere
  affiancato  da  un  piano di prepensionamenti e di  incentivi  alla
  fuoriuscita  dal  settore, per snellire i numeri. In  un'intervista
  del  2016  l'allora  Assessore  alla  Formazione,  Bruno  Marziano,
  dichiarava  di avere individuato due percorsi per rimettere  ordine
  alla questione dei formatori in Sicilia. Il piano avrebbe previsto,
  da  un  lato, il prepensionamento per i nati dal 1951 e il  1953  a
  carico  dello Stato ( Ape social) dall' altro, per i  nati  tra  il
  1954 e il '56 un prepensionamento a carico della Regione attraverso
  lo  stanziamento  di 50 milioni di euro. Con avviso,  il  Dirigente
  generale  del  dipartimento della formazione della Regione  Sicilia
  manifesta  interesse  a  conoscere la situazione  contributiva  dei
  lavoratori iscritti all'albo, di cui al DDG n.3386 del 23/09/2016 e
  n.7324  del  29/11/2016,  che  ai  sensi  della  normativa  vigente
  raggiungeranno   nei  prossimi  quattro  anni  i  requisiti   della
  pensione.   Viene   prevista  una  misura   straordinaria   per   i
  prepensionamenti con invito a presentare entro il 30 Agosto 2017 la
  certificazione necessaria per avviare l'iter. Circa 1400 dovrebbero
  rientrare  all' interno di questa misura contemplata nel  piano  di
  crisi della Regione;

   appreso che:

   a  fronte  della richiesta di 2257 proposte formative     avanzate
  dagli   enti,  l'attuale  disponibilità  finanziaria  permette   di
  attivare  circa  1050  percorsi  formativi  pari  al  46.5%   delle
  richieste  pervenute alla chiusura di partecipazione  al  bando  di
  selezione.   (comunicato  prot.  43401  del  28.06.18  Dipartimento
  istruzione e formazione a firma del Prof. Roberto La Galla). Dunque
  possono   trovare   l'inserimento  lavorativo  circa   2000   unità
  escludendo circa 2500 operatori;

   l'Assessore Lagalla ha dichiarato che: 'Della parte restante, 2500
  operatori, si può fare ricorso al prepensionamento (intorno a  1400
  unità) e alla riqualificazione del personale';

   tenuto  conto  che in data 10 aprile 2018 con delibera  di  Giunta
  regionale n. 166 è stato previsto di attivare un'interlocuzione con
  il  Governo  per  individuare le modalità operative  e  procedurali
  necessarie ad estendere degli strumenti di pensionamento anticipato
  (  Ape  e Ape social) al personale di cui alla l.r. n.24/76 e dell'
  elenco unico istituito con l.r. n.8/2016;

   per  sapere i tempi necessari a risolvere la questione che già  da
  troppo  tempo  pone  in  situazione di incertezza  economica  molti
  operatori della formazione siciliana».

   Ha   facoltà   di  parlare  l'Assessore  Lagalla  per   rispondere
  all'interrogazione.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  L'argomento   che   pone   l'onorevole  Marano   è,   notoriamente,
  all'attenzione   del  Governo  regionale,  sin   dalla   precedente
  legislatura, e ha trovato ulteriore conferma, in termini di impegno
  della  stessa  attività di Governo, nel corso  del  primo  anno  di
  lavoro di questa nuova legislatura.
   La  materia,  evidentemente,  però si  è  del  tutto  recentemente
  modificata,  perché  mentre  nella fase  preliminare,  gestita  dal
  precedente  Governo  alla ricerca della possibilità  di  conformare
  questa proposta alle previsioni dell'APE Social, in particolare - e
  quindi  in  anticipazione - le intervenute  modifiche  dell'assetto
  pensionistico  e  previdenziale con  le  più  recenti  disposizioni
  governative  ci  hanno portato anche a verificare  la  possibilità,
  rispetto   al   bacino  complessivo  degli  iscritti  all'albo   ad
  esaurimento,  a verificare i numeri effettivi di persone  che,  tra
  APE   Social,  e  quindi  con  una  erogazione  personale  di  tipo
  economico,   ovvero  in   quota  100 ,  cioè   sulla   base   delle
  sopravvenute  evidenze normative, potessero sul dato anagrafico  in
  nostro possesso, pervenire a questo tipo di obiettivo.
   Bene,  debbo  dire  che, potenzialmente le unità complessive,  che
  sono  nate fino al 1956 risultano circa 1227 e quelle nate fino  al
  1958 sfiorano le 1700 unità.
   Abbiamo,  però, sottoposto da un lato alla disponibilità, saggiato
  la  disponibilità - già con la precedente legislatura - di  persone
  disponibili ad entrare, eventualmente in APE Social, e  rispetto  a
  queste  hanno  dato  una loro disponibilità 406 unità,  ad  aderire
  volontariamente a questo percorso, mentre sul monte complessivo  di
  1700 persone, nate fino al 1958, abbiamo approfondito un momento di
  studio  con l'INPS, con la sede regionale dell'INPS che ha saggiato
  la  percentuale  possibile, sommando il  dato  anagrafico,  da  noi
  fornito  col  dato previdenziale, evidentemente, in possesso  della
  banca   dati  dello  stesso  Istituto  Nazionale  della  Previdenza
  Sociale.
   Bene, il risultato non è confortante  Non è confortante, nel senso
  che  è  prevista  una  fuoriuscita, per i nativi  fino  al  1958  e
  tutt'ora in servizio e che abbiano  quota 100  - ferma restando  la
  possibilità  di adesione volontaria all'APE Social per  i  440  già
  censiti - che non è superiore al 6 per cento.
   Quindi  questo  accade  perché,  evidentemente  la  anzianità   di
  contribuzione, prevedendo molti anni di interruzione  più  dei  tre
  previsti  al  massimo  per i contributi figurativi,  espone  invece
  contributi  figurativi per numerosi anni, e quindi,  evidentemente,
  non consente di raggiungere utilmente la  quota 100 .
   Ecco    perché,    i   sistemi   di   eventuale   fuoriuscita    e
  decongestionamento dell'albo a parte i circa due mila operatori che
  già  sono rientrati nella formazione attraverso l'Avviso 2 potranno
  esodare da questo stesso albo attraverso il ricorso a più forme  di
  fuoriuscita  che  sono, in questo momento, allo studio  del  tavolo
  promosso dal Ministero del lavoro delle politiche sociali  e  dello
  sviluppo economico a Roma, i cui lavori sono stati aggiornati dallo
  scorso fine di gennaio a data imminente da fissarsi da parte  dello
  stesso  Ministero per la continuazione degli accordi  che,  come  è
  noto,  anche all'onorevole interrogante diciamo non possono  essere
  autonomamente assunti dall'amministrazione regionale che non ha, in
  materia  previdenziale  e pensionistica, evidentemente,  competenza
  esclusiva  riconducendosi  questa, evidentemente,  alla  competenza
  statuale.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Marano   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   MARANO. Mi ritengo soddisfatta.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 386  Chiarimenti  sullo
  stato   di  aggiornamento  dell'anagrafe  dell'edilizia   e   sulla
  sicurezza  degli  edifici  scolastici in  Sicilia ,  dell'onorevole
  Figuccia.
   Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   a  settembre  riapriranno le scuole e non tutte  le  strutture  in
  Sicilia sono sicure e necessiterebbero di alcuni interventi;

   la circolare n. 16 del 17 Luglio 2007, Prot. N. 2524 del 17 Luglio
  2007,  del  Servizio  VII - U.O. XV P.I. del Dipartimento  Pubblica
  Istruzione dell'allora Assessorato dei Beni Culturali, Ambientali e
  della  Pubblica  Istruzione, disegna una situazione del  patrimonio
  scolastico   regionale  che  presenta  ancora  molteplici   carenze
  relative  sia alla qualità delle strutture sia a quei requisiti  di
  igiene,  sicurezza ed agibilità che renderebbero le  strutture  del
  patrimonio scolastico presente all'interno della Regione siciliana,
  idonee all'uso;

   considerato che:

   il  certificato  di  agibilità assicura il rispetto  di  tutte  le
  normative  tecniche  a  cui  l'immobile  deve  ottemperare  ed   in
  particolare  assicura, fra l'altro, la regolarità della costruzione
  dal  punto  di vista igienico-sanitario, della sicurezza sismica  e
  della conformità alla legge degli impianti tecnologici;

   il  mancato possesso di tale certificato rappresenta un fattore di
  rischio  ed  un pericolo per la sicurezza di alunni,  insegnanti  e
  personale che operano all'interno delle strutture facenti parte del
  patrimonio scolastico sito all'interno del territorio della Regione
  siciliana;

   controllare la situazione non è un semplice atto burocratico  e  a
  volte  il  responso  dei  tecnici  porta  alla  chiusura.  Il  caso
  emblematico  è  quello di Messina dove su 108 plessi comunali,  tra
  asili,  Elementari  e Medie soltanto due hanno  il  certificato  di
  vulnerabilità sismica;

   allo  stato  attuale  sarebbe  veramente  inopportuno  che  l'anno
  scolastico  inizi perché si riscontri che tutti i Comuni  siciliani
  abbiano   effettuato   le   verifiche  di  vulnerabilità   sismica,
  approfittando  di  questi  giorni di  chiusura  delle  scuole,  per
  conoscerne le reali condizioni di sicurezza;

   tenuto conto che ai sensi dell'art. 18 comma 3 D. Lgs. 81/2008,  i
  Comuni   sono  tenuti  a  rilasciare  la  documentazione   inerente
  l'osservanza  delle norme di sicurezza degli edifici  scolastici  e
  precisamente     le    certificazioni     attestanti l'idoneità dei
  locali   scolastici:  Certificato  di  agibilità;  certificato   di
  rispondenza  alla  normativa  antisismica  (art.  28  della   Legge
  64/1974)  ed    eventuali  interventi  di adeguamento/miglioramento
  sismico   previsti  dall'NTC  del  2008;  certificato  di  collaudo
  statico;
   certificato attestante l'indicatore di vulnerabilità sismica  (con
  documentazione  relativa  al  metodo  di  calcolo  dell'indice   di
  vulnerabilità fornita dall'ente che ha eseguito la verifica);
   certificato  igienico-sanitario; visure e  planimetrie  catastali;
  progetto  e  dichiarazione di conformità degli impianti realizzati;
  dichiarazione di assenza di barriere architettoniche ai sensi della
  Legge 104/1992 e ss.mm.ii.; dichiarazione di conformità dei vetri e
  vetrate;

   per sapere:

   quale  sia  lo  stato di aggiornamento dell'Anagrafe dell'edilizia
  scolastica regionale;

   se   siano   stati  già  effettuati  i  richiesti  interventi   di
  manutenzione straordinaria;

   se  sia  stato  predisposto un piano di  Protezione  Civile  e  un
  calendario  di  esercitazioni per l'anno scolastico  2018/2019  per
  evacuazioni in caso di calamità naturali;

   quale sia lo stato di rispetto delle normative in tema di edilizia
  scolastica   nei  Comuni  della  Regione;  quale  sia  il   livello
  informativo  del  Governo Regionale sul numero di  scuole  che  non
  risultino  in  possesso  di  tutti i  requisiti  di  sicurezza,  le
  autorizzazioni, le concessioni e le agibilità imposti dalla legge;

   quali iniziative si intendano adottare allo scopo di monitorare ed
  avere  una  costante informazione sullo stato di messa in sicurezza
  ed  adeguamento alle disposizioni di legge in tema di  agibilità  e
  sicurezza   delle   strutture  scolastiche  siti  all'interno   del
  territorio regionale;

   quali  provvedimenti si intendano adottare al fine di adeguare  le
  strutture  adibite ad edilizia scolastica presenti  sul  territorio
  della  Regione  ai requisiti, anche minimi, di sicurezza  richiesti
  dalla normativa vigente».

   Ha   facoltà   di  parlare  l'assessore  Lagalla  per   rispondere
  all'interrogazione.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente, onorevoli deputati, la risposta  è  in  qualche
  modo,  diciamo, collegata e vorrei dire in larga misura  ripetitiva
  di  quella già resa precedentemente sullo stesso argomento, se  non
  ricordo  male, per interrogazione a firma dell'onorevole  Siragusa,
  però   ne  ripeto  i  tratti  essenziali  a  favore  dell'onorevole
  interrogante,  onorevole Figuccia, che peraltro amplia  lo  spettro
  delle  sue richieste nella interrogazione medesima, perché oltre  a
  chiedere   quale  sia  lo  stato  di  aggiornamento   dell'anagrafe
  dell'edilizia  scolastica regionale si pone altri  interrogativi  e
  cioè  se  siano  già  stati  effettuati i necessari  interventi  di
  manutenzione straordinaria, se sia stato predisposto  un  piano  di
  protezione  civile e un calendario di esercitazioni  per  eventuali
  evacuazioni  in caso di calamità naturale, quale sia  lo  stato  di
  rispetto  delle normative in tema di edilizia scolastica  da  parte
  dei  Comuni e degli enti locali, e quale sia il livello informativo
  del  governo  regionale sul numero di scuole che non  risultino  in
  possesso   di   tutti   i  requisiti  di  sicurezza   compreso   le
  autorizzazioni, le concessioni e le agibilità imposte dalla  legge.
  Naturalmente  chiede quali iniziative e provvedimenti si  intendano
  adottare  ai  fini  del relativo monitoraggio e  degli  auspicabili
  adeguamenti.  In relazione ai numerosi quesiti posti dall'onorevole
  Figuccia, posso rappresentare per sintesi quanto segue.
   L'anagrafe  dell'edilizia scolastica, come ho già  avuto  modo  di
  dire,  è aggiornata fino a contenere i dati relativi a circa  l'85%
  del patrimonio edilizio scolastico siciliano che, come è noto, è di
  pertinenza dei Comuni fino alla scuola secondaria di primo grado ed
  è  di  pertinenza dell'ex Province e delle Città metropolitane  per
  quanto,  invece, riguarda gli istituti superiori cioè gli  istituti
  secondari  di secondo grado. In allegato alla risposta scritta  che
  viene  fornita  all'onorevole interrogante è, ovviamente,  allegata
  una  tabella  dalla quale potrà desumere tutti  i  dati  che  fanno
  riferimento  ai  numeri complessivi e allo stato di conoscenza  che
  l'amministrazione regionale ha rispetto all'aggiornamento dei  dati
  relativi  ai  singoli  istituti scolastici.  Per  quanto  riguarda,
  invece, l'esecuzione degli interventi di manutenzione straordinaria
  necessari  per ottenere l'agibilità il Dipartimento, attraverso  il
  Servizio  XI,  ha  provveduto a finanziare  vari  interventi  sugli
  edifici scolastici, interventi proposti dagli enti locali a seguito
  di  emanazione  di  specifici  avvisi  pubblici  nei  limiti  delle
  finalità  indicate dal MIUR e delle risorse disponibili  tanto  per
  trasferimento statale quanto a valere sul Po-FESR 2014-2020.
   Tra  gli interventi sono stati ricompresi anche gli interventi  di
  manutenzione      straordinaria     finalizzati     all'ottenimento
  dell'agibilità. In particolare con l'ultimo avviso pubblico emanato
  dal   nostro   Assessorato  nel  corso  del  2018  ai  fini   della
  programmazione  nazionale  2018-2020  sono  stati  fissati  criteri
  restrittivi  nell'erogazione delle risorse  subordinando  questi  e
  quindi  la concessione dei finanziamenti alla contestuale messa  in
  sicurezza  sismica o all'acquisizione del certificato di  agibilità
  degli   edifici   scolastici.  Questo  per  non   incorrere   nella
  malaugurata ipotesi di apportare apparenti migliorie a  istituti  o
  strutture delle quali non siano state preventivamente accertate  le
  condizioni  di  staticità e di risposta in termini di vulnerabilità
  sismica.
   Per quanto riguarda l'esistenza di un piano di protezione civile e
  di un calendario di esercitazioni per l'anno scolastico 2018-2019 è
  necessario  al  riguardo ricondurre alla specifica  competenza  del
  Dipartimento  regionale della Protezione civile, con il  quale  per
  altro  il Dipartimento sta lavorando ad un progetto di condivisione
  delle  informazioni  relative  all'anagrafe  scolastica  ciò  anche
  tenuto  conto  che  gli edifici scolastici costituiscono  ai  sensi
  della  delibera di Giunta di Governo n. 408 del 19 dicembre 2003  e
  successive modifiche e integrazioni, strutture ritenute rilevanti e
  strategiche ai fini degli interventi in caso di calamità  naturale.
  In   particolare  il  Dipartimento  della  Protezione   civile   ha
  dimostrato particolare attenzione alla tematica anche in  relazione
  al  posizionamento  di questi stessi istituti  scolastici  in  zona
  sismica 1 e 2 per circa il 90% del numero complessivo degli edifici
  scolastici esistenti in Sicilia.
   Per  ciò  che  concerne  il rispetto delle normative  in  tema  di
  edilizia  scolastica i dati riportati nell'Ares per gli edifici  di
  proprietà  dei comuni e delle ex province forniscono  uno  spaccato
  delle  situazioni esistenti su scala regionale che  evidenziano  la
  necessità  di  provvedere all'adeguamento di un numero  elevato  di
  edifici  scolastici  per  ciò che attiene  il  conseguimento  della
  certificazione   antisismica,   la   certificazione   delle   norme
  antincendio  e  la  sicurezza sui luoghi di lavoro.  I  riferimenti
  normativi  riportati nella tabella risultano in parte obsoleti  dal
  momento  che  rispetto all'anno di avvio della  prima  anagrafe  le
  norme  nel frattempo sono state oggetto di modifiche e integrazioni
  per  cui,  ad esempio, per quanto riguarda la tutela ai  luoghi  di
  lavoro  l'Ares  fa riferimento al decreto legislativo  n.  626  del
  1994,  mentre  in  realtà  è oggi necessario  fare  riferimento  al
  decreto legislativo n. 81 del 2008.
   Per  quanto riguarda il numero di scuole che attualmente  presenta
  elementi  di  criticità circa il possesso di tutti i  requisiti  di
  sicurezza,   comprese  le  autorizzazioni,   le   concessioni,   le
  certificazioni,  le agibilità imposte da legge è  desumibile  dalla
  stessa   tabella  e  i  suddetti  dati  ovviamente  devono   essere
  ulteriormente  monitorati  e  verificati.  Per  questa  ragione  il
  Dipartimento, proseguendo in un percorso già avviato negli anni, ha
  avviato un progetto di collaborazione e interscambio di dati con le
  altre pubbliche amministrazioni regionali e statali, in particolare
  i Vigili del fuoco, Asp, Ufficio scolastico regionale, Dipartimento
  già   citato   della   Protezione  civile  e   Dipartimento   delle
  Infrastrutture mirato alla condivisione delle informazioni Ares.
   È  stata ulteriormente realizzata una cabina di regia di crisi sul
  sistema  dell'edilizia scolastica che si riunirà  ulteriormente  il
  prossimo 6 marzo, ma nel frattempo, evidentemente, non sono mancati
  gli  interventi di programmazione delle attività, per come  ho  già
  ricordato,  sia ai fini dell'accertamento della sicurezza  sismica,
  sia  ai fini della determinazione dei piani di sicurezza, anche  in
  mancanza   della  certificazione  antincendio  e,  ovviamente,   di
  programmazione degli interventi strutturali dei riqualificazione  a
  valere sul piano triennale 2018-2020.
   Per  quanto  riguarda  l'adeguamento delle  strutture  adibite  ad
  edilizia  scolastica  presenti  sul  territorio  della  Regione  in
  relazione  alla  vetustà del patrimonio edilizio  questo,  come  ho
  appena  ricordato,  fa  parte di un programma  nazionale  di  lungo
  periodo,   che   richiede  ingenti  risorse   economiche   ed   una
  programmazione che, ovviamente, non potrà esaurirsi al  solo  piano
  triennale 2018-2020 tant'è che il piano straordinario di  messa  in
  sicurezza  degli edifici scolastici nelle zone a rischio sismico  e
  la  messa  in sicurezza degli edifici dal punto di vista sismico  è
  stato  calcolato dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti
  in circa 13 miliardi di euro su base nazionale.
   Partendo  dalle situazioni di criticità individuate, come  ho  già
  ricordato, sono stati avviati vari programmi di finanziamento ed  a
  tutt'oggi noi ancora utilizziamo in aggiunta alle nuove risorse PO-
  FESR    14/20    anche   risorse   rinvenienti   dalla   precedente
  programmazione 2015-2017. Resta, comunque - e questo  è  importante
  ricordarlo - in capo ai proprietari degli immobili, comuni  ed  ex-
  province  la  tutela della sicurezza pubblica e  la  responsabilità
  della   manutenzione   ordinaria,  straordinaria   degli   istituti
  scolastici  perché  si è dovuto più volte lamentare  che  incidenti
  relati  alla caduta, al distacco di calcinacci di intonaci  o  alla
  caduta  di  soffitti fossero legati a condizioni banali di  incuria
  manutentiva a partire dalla semplice disostruzione dei pluviali sui
  terrazzi  di  copertura  all'inizio di  ogni  anno  scolastico.  E'
  certamente  vero  che  esiste  un  grande  problema,  più  che   di
  sicurezza,  di certificazione della sicurezza, ma esiste  anche  un
  grande  imperdonabile problema di incuria della banale e quotidiana
  manutenzione  alla  quale  devono  provvedere,  come  preposti,   i
  dirigenti  scolastici  e, come i responsabili  degli  immobili,  le
  autonomie  locali. E' chiaro che per la Sicilia esiste un  problema
  aggiuntivo   che   fa  riferimento  alla  crisi   economica   delle
  amministrazione provinciali ancor di più che a quella  dei  comuni,
  però,   è   altrettanto  vero  che  questo  andrà   risolto   nella
  interlocuzione  generale  che  il Governo  sta  mantenendo  con  le
  autonomie  locali  in materia di trasferimento delle  risorse  oggi
  penalizzate  anche da quel prelievo forzoso che lo  Stato  esercita
  sulle  già  magre  finanze  delle ex  amministrazioni  provinciali.
  Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Figuccia   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho assolutamente
  ascoltato   con  grande  attenzione  la  relazione,   la   risposta
  all'interrogazione e ricordo come eravamo esattamente nel  mese  di
  agosto quando chiamai al telefono l'assessore Lagalla a seguito  di
  alcuni  fatti  che  stavano interessando, in quel periodo,  diverse
  scuole del territorio regionale. Era esattamente la fase in cui tra
  le tante vicende una spiccava tra le altre ed era quella del comune
  di  Messina, ricorderà l'assessore, dove si verificava che  su  108
  plessi comunali, tra asili, elementari e medie, soltanto due  -  e,
  certamente,  non  era una responsabilità di chi  a  quel  ruolo  di
  assessore era arrivato da qualche mese - avevano il certificato  di
  vulnerabilità sismica.
   Ecco,  da qui, nacque l'idea di quell'atto ispettivo, rispetto  al
  quale  mi  sento  di voler evidenziare, onorevole  Assenza,  alcuni
  aspetti  che  riguardano alcune delle considerazioni  appena  fatte
  dall'assessore Lagalla che, da una parte, rimandano al  tema  delle
  certificazioni  ma,  che,  dall'altra,  rimandano  al  tema   delle
  responsabilità,  al  tema  dell'incuria  che,  talvolta,  coinvolge
  quelle amministrazioni che dovrebbero adempiere allo svolgimento di
  alcuni   lavori,   e  talvolta  anche  semplici,   cioè   di   mera
  manutenzione.  Parlava l'assessore di calcinacci che  vengono  giù,
  sotto  l'incuria  e  di fronte all'inerzia,  non  solo  degli  enti
  gestori,  ai  quali, è vero, vengono fatti tagli nei  trasferimenti
  ma, talvolta, anche di fronte a quasi l'impossibilità di reagire da
  parte degli stessi dirigenti scolastici.
   Ed allora, da qui quell'interrogazione.
   Ho  ascoltato,  e  sono pienamente soddisfatto degli  aspetti  che
  riguardano   lo  stato  predisposto  rispetto,  ad  esempio,   agli
  interventi     di     manutenzione     straordinaria,      rispetto
  all'aggiornamento dell'anagrafe dell'edilizia scolastica regionale,
  rispetto al numero di scuole che non risultano in possesso di tutti
  i  requisiti, ma, su alcuni aspetti, mi chiedo, assessore, se non è
  il  caso  di  dare  un  segnale forte da parte  di  questo  Governo
  regionale?
   A  quel  tempo, ricordo le socializzai l'avvio di quella campagna,
  che  venne  fatta, tra l'altro, senza costi, che  era  la  campagna
  delle  3 S: Scuole, Sicure in Sicilia .
   Mi  chiedo  se, facendo riferimento al piano triennale  2018/2020,
  rispondendo  all'appello che arriva da parte  degli  alunni,  degli
  insegnanti,  dei dirigenti scolastici, che va oltre il  tema  della
  manutenzione e, che riguarda, invece, il tema della prevenzione, se
  non sia il caso, quanto meno su quelle zone sismiche 1 e 2, con  il
  coinvolgimento e la partnership del dipartimento protezione civile,
  se  non sia il caso di predisporre un piano di protezione civile  e
  rilanciare, investendo anche delle risorse finanziarie,  assessore,
  sul tema della prevenzione.
   Credo  che  questo noi lo dobbiamo ai nostri cittadini. Questo  lo
  dobbiamo  alle  famiglie,  lo  dobbiamo  a  chiunque  si  pone  nei
  confronti delle istituzioni nella condizione di affidare quanto  ha
  di  più caro. Perché fino a quando non succede nulla, viva Dio, ma,
  purtroppo, i fatti ci raccontano come può accadere quello  che  non
  avremmo mai immaginato potesse accadere, che crolli un ponte o  che
  venga giù un costone.
   Credo   che   questo  Governo  abbia  chiaro  il   sistema   della
  distribuzione  delle  responsabilità. Giusto vigilare  sul  sistema
  dell'assunzione  di  responsabilità da parte  delle  province,  dei
  liberi  consorzi  e  dei  comuni ma,  altresì,  giusto,  necessario
  investire risorse in prevenzione.
   Questo, quindi, le chiedo, assessore. Non è una   ora siamo,  qua,
  in  tema  di  collegato, non è una marchetta,  non  è  una  cosa  a
  beneficio  di  un  comune  o  di una provincia  ma,  investiamo  in
  prevenzione sulla sicurezza dei nostri figli che portiamo a scuola.
   Per  il  resto,  mi ritengo pienamente soddisfatto dell'intervento
  che ha fatto l'assessore, con grande competenza e precisione.

   PRESIDENTE.  Si  passa ad un'interpellanza  n.  129:   Notizie  in
  merito  ai  ritardi nell'erogazione dei buoni libro  per  gli  anni
  scolastici  2015/2016, 2016/2017, 2017/2018 e 2018/2019 ,  a  firma
  degli onorevoli Zafarana ed altri.
   Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   l'art.  27  della  legge n. 448 del 23.12.1998 prevede  specifiche
  misure per la fornitura gratuita o semigratuita dei libri di  testo
  in   favore  degli  alunni  che  adempiono  all'obbligo  scolastico
  provenienti da famiglie in condizioni di disagio economico;

   la medesima norma prevede che la Regione disciplini le modalità di
  ripartizione  ai  Comuni  dei finanziamenti  previsti  al  fine  di
  consentire  agli  stessi la materiale erogazione delle  somme  agli
  aventi diritto;

   considerato che:

   la  norma  sopra richiamata è finalizzata a garantire  il  diritto
  allo studio degli studenti delle scuole dell'obbligo, disponendo un
  contributo per le famiglie in difficoltà economica;

   alcuni  comuni del territorio Regionale, ad oggi, non hanno ancora
  erogato   le  somme  stanziate  per  l'anno  scolastico  2015/2016-
  2016/2017-2017/2018- 2018/2019;

   atteso che:

   il  Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca, ha
  emesso  i decreti dipartimentali che prevedono la ripartizione  dei
  fondi  tra le regioni per il c.d. buono libri per l'anno scolastico
  2018/2019  già nel primo trimestre dell'anno, potendosi considerare
  concluso  l'iter  di  deliberazione  di  competenza  dello   stesso
  Ministero;

   per l'anno  scolastico  2017/2018 l'Amministrazione  Regionale  ha
  comunicato l'attivazione delle procedure ai Sindaci dei Comuni solo
  con  circolare dell'Assessorato dell'Istruzione e della  Formazione
  Professionale  -  Dipartimento dell'Istruzione e  della  Formazione
  Professionale  -  Servizio allo Studio, Buono Scuola  e  Assistenza
  Svantaggiati  n. 1 del 26/02/2018, a oltre cinque mesi  dall'inizio
  dell'anno scolastico di riferimento;

   le  procedure, secondo le scadenze indicate nella circolare  sopra
  citata, si sono protratte ben oltre la fine dell'anno scolastico di
  riferimento;

   considerato inoltre che:

   l'indefinito prolungarsi dei tempi per la materiale erogazione dei
  fondi agli aventi diritto finisce inevitabilmente per vanificare la
  stessa  ratio della previsione normativa di sostegno alle  famiglie
  maggiormente  svantaggiate, ledendo il  fondamentale  diritto  allo
  studio dei giovani siciliani;

   per   conoscere  lo  stato  di  avanzamento  delle  procedure   di
  erogazione  del  c.d. buono libri per l'anno scolastico  2018/2019,
  indicando  nel  dettaglio  quali comuni  siciliani  ancora  debbano
  ricevere detto trasferimento per gli anni scolastici precedenti».

   Ha   facoltà   di  parlare  l'assessore  Lagalla  per   rispondere
  all'interpellanza.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor   Presidente,  onorevoli  deputati,  ha  pienamente  ragione
  l'interrogante  nel lamentare dei ritardi non sempre giustificabili
  nell'erogazione  dei  buoni libro che vengono  riservati  non  alle
  scuole  primarie che ne hanno diritto erga omnes, quanto in  questa
  fattispecie  trattiamo la erogazione di contributi per il  sostegno
  all'acquisto di libri a studenti con bisogno economico, e quindi il
  fatto  che  il  buono  venga conferito con  ritardo  rispetto  alla
  erogazione  anticipata per il loro acquisto, rappresenta  da  parte
  mia  una chiara ed evidente disfunzione rispetto a quanto invece  i
  cittadini  dovrebbero legittimamente attendere, è stato per  questo
  che  fin  dal mio insediamento ho provveduto prima di ogni  cosa  a
  sollecitare  la  definizione delle pratiche di  riconoscimento  dei
  buoni  libro che ancora diciamo ritardavano rispetto alle  scadenze
  naturali, e mi è stato spiegato dagli Uffici anche che il ritardo è
  legato  alla  circostanza del modello gestionale  della  procedura,
  particolarmente farraginosa e complessa, in altri termini ogni anno
  il  dipartimento dell'istruzione al fine di erogare  il  contributo
  relativo alla fornitura gratuita o semi gratuita dei libri di testo
  destinato  agli  studenti delle scuole secondarie,  il  cui  nucleo
  familiare  abbia un indicatore di situazione economica  equivalente
  ISSE pari o inferiore a  . 10.632,94 emana ogni anno scolastico una
  circolare  indirizzata  a  tutti i comuni della  Sicilia,  dettando
  dettagliate procedure per la raccolta dei dati e per la  successiva
  elaborazione  del  piano di riparto nominativo per  ciascuno  degli
  aventi diritto. Nella considerazione che lo stesso piano di riparto
  viene  elaborato sulla base dei dati trasmessi da  tutti  i  comuni
  della  regione che assumono l'onere decentrato di questo  funzione,
  entro  le  date  indicate nelle rispettive  circolari,  emerge  con
  costante  frequenza che le stesse non vengano quasi mai rispettate,
  motivo  per  il  quale  si  verificano  notevoli  ritardi  tali  da
  costringere l'amministrazione ad effettuare continui solleciti.
   In  relazione  alle  procedure di erogazione per  il  buono  libri
  relativo agli anni scolastici cui si riferisce l'interpellanza,  si
  comunica  che  per l'anno scolastico 2015/16 sono  stati  posti  in
  essere  tutta una serie di provvedimenti a partire dalla  circolare
  che  chiedeva la distribuzione del 4 maggio 2016, e quindi già  con
  ritardo  rispetto all'inizio dell'anno scolastico, ma è  necessario
  prima   conoscere  quale  è  il  trasferimento  economico  che   in
  quell'anno era pari a   21.144.937,00, in data 15 novembre  2017  è
  stata   trasmessa   finalmente   alla   ragioneria   centrale   del
  dipartimento  i  mandati  di pagamento a favore  dei  comuni  della
  regione,  quindi su 2015-2016 l'assessorato ha esitato in  data  15
  novembre  non  sappiamo  ovviamente quando  poi  i  comuni  abbiano
  ribaltato sui cittadini aventi diritto evidentemente queste  stesse
  somme.
   Per l'anno scolastico 2016/2017 la circolare è del 17 maggio 2017.
  L'impegno economico complessivo è di 19 milioni 615 mila 117 euro e
  la  trasmissione alla ragioneria centrale con i mandati  definitivi
  di  pagamento è stata trasmessa ai comuni in data 18 ottobre  2018.
  Quindi  dal  18 ottobre 2018 l'Assessorato ha esitato  le  pratiche
  relative al 2016/2017.
   Infine,  per  quanto  riguarda  l'anno  scolastico  2017/2018   la
  circolare  è  del  26 febbraio 2018, apprezzerà l'interrogante  che
  abbiamo  già  anticipato di tre mesi la circolare  comunicativa  ai
  comuni,  lo  stanziamento  riferito è stato  molto  più  basso  nel
  2017/2018  da  parte  dello  Stato,  6  milioni  746.683   soggetto
  eventualmente  ad  ulteriori  integrazioni  da  parte  dello  Stato
  stesso,  però a tutt'oggi nonostante fosse stato fissato il termine
  al  15  giugno  2018, a tutt'oggi non tutti i comuni della  Sicilia
  hanno ottemperato.
   Sono state inviate le note di sollecito ed è ragionevole prevedere
  che  l'erogazione possa essere definita entro il primo semestre  di
  quest'anno,  cioè  con  circa  4 mesi  di  anticipo  rispetto  alla
  abituale scadenza.
   Per  l'anno scolastico 2018/2019 abbiamo già emanato la  circolare
  in  data  13  febbraio. Lo stanziamento è di 17 milioni  521.171  e
  poiché  la  procedura si è dimostrata alquanto  farraginosa  stiamo
  maturando la possibilità di modificare la procedura stessa.  Avremo
  un  incontro  proprio la prossima settimana con l'Associazione  dei
  librai italiani per potere verificare se si potrà, in qualche modo,
  non  solo accelerare il tutto ma anche fare in modo che non vi  sia
  un  esborso diretto di somme da parte delle famiglie per soddisfare
  il diritto allo studio dei propri figli ma utilizzare uno strumento
  di rimborso alle librerie dopo l'attribuzione dei libri stessi, dei
  volumi di studio agli studenti.
   Quindi,   la   problematica  è  all'attenzione  del   Governo,   è
  all'attenzione  dell'Assessorato.  Naturalmente  avrò  piacere   di
  riferire  ulteriormente all'interpellante l'esito dei contatti  che
  sono   in  corso  con  l'organizzazione  di  categoria  dei  librai
  italiani.

   PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 104  Misure  urgenti  in
  ordine  alla  ridefinizione  dei rapporti  tra  UNIPA  e  Consorzio
  universitario di Agrigento , firma degli onorevoli Mangiacavallo ed
  altri.
   Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   in data 31/05/2017, in attuazione dell'art. 21, comma 8 della l.r.
  17  marzo  2016,  n. 3, veniva approvato un protocollo  di  intesa,
  siglato  dall'assessore regionale per l'istruzione e la  formazione
  professionale,  dall'assessore  regionale  per  l'economia  e   dai
  rettori delle università di Catania, Palermo e Messina; il medesimo
  protocollo veniva poi approvato con D.A. n. 3926 del 9 giugno 2017;

   il   protocollo   ridefiniva  le  modalità  di  concessione    dei
  contributi  ai  consorzi universitari, i criteri  di  riparto  e  i
  rapporti    economico-finanziari   tra   università   e   consorzi,
  stabilendone  altresì  la governance e gli  obiettivi  dell'offerta
  formativa;

   considerato che:

   trascorso poco più di un anno dall'approvazione del protocollo  di
  intesa,  con  D.A. n. 3294 del 24/07/2018 veniva approvata  la  sua
  modifica,  sottoscritta in data 10/07/2018 dall'assessore regionale
  per  l'istruzione  e  la  formazione professionale,  dall'assessore
  regionale  all'economia e dai rettori delle università di  Catania,
  Palermo e Messina;

   in data 27/06/2018 veniva approvata la proposta legislativa di cui
  all'art. 4 del disegno di legge n. 231, Stralcio I/A di riforma  di
  talune  disposizioni  in  materia  di  consorzi  universitari   che
  attribuiva espressamente le funzioni di presidente del consiglio di
  amministrazione  dei medesimi consorzi ad un componente  di  nomina
  regionale;

   a  seguito  della  modifica dell'art. 2 del protocollo  di  intesa
  intervenuta,  come  si è detto, con il citato decreto  assessoriale
  del 2018, le università non assumono più la governance dei consorzi
  mediante   la   maggioranza  dei  componenti   del   consiglio   di
  amministrazione;

   rilevato  che nel citato D.A. del 24 luglio 2018 si legge  che  le
  parti  si  impegnano  a definire la nuova governance  dei  consorzi
  universitari, prevedendo una composizione a tre membri, di cui  uno
  in  rappresentanza  dell'università e uno in  rappresentanza  degli
  enti  consorziati,  ai  quali si aggiunge il presidente  di  nomina
  regionale;

   preso atto che:

   alla  luce del nuovo D.A. n. 3294 del 24/07/2018, che vede  fra  i
  suoi  sottoscrittori l'attuale assessore regionale per l'istruzione
  e  la formazione professionale, On. Prof. R. Lagalla, appare quanto
  mai necessario ridefinire i rapporti fra l'università di Palermo  e
  il consorzio universitario di Agrigento;

   a  seguito  del  D.A.  con il quale è stata  ridefinita  la  nuova
  governance dei consorzi universitari, la nomina del Presidente  del
  C.d.A. in carica, Prof. M. Busetta, appare ormai superata;

   sembrerebbe  essere  stata  raggiunta  un'intesa  fra  l'assessore
  regionale   per   l'istruzione  e  la   formazione   professionale,
  l'assessore regionale all'economia e l'università di Palermo per la
  rimodulazione  dei  rapporti  fra  UNIPA  E  CUA  e   il   rilancio
  dell'offerta  formativa, unitamente alla riapertura  dei  corsi  di
  laurea;

   per  conoscere quali provvedimenti intendano adottare al  fine  di
  garantire in tempi brevi la nomina del presidente del consiglio  di
  amministrazione  del  consorzio  universitario   di   Agrigento   e
  rilanciare l'offerta formativa sul territorio agrigentino».

   Ha   facoltà   di  parlare  l'assessore  Lagalla  per   rispondere
  all'interpellanza.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Molto  brevemente, nel rispondere all'interpellanza  dell'onorevole
  Mangiacavallo  si rappresenta che in adempimento alle  disposizioni
  di  cui  al  decreto  assessoriale n.  3294  del  24  luglio  2018,
  l'Assemblea  dei soci del Consorzio universitario di  Agrigento  ha
  effettivamente approvato le modifiche statutarie così come previste
  nello stesso decreto. Ma non ha concluso a tutt'oggi le modalità  e
  completato a tutt'oggi tutte le modalità di passaggio dalla vecchia
  alla nuova governance.
   Alla  luce  di  quanto  sopra,  ai  fini  della  designazione  del
  Presidente di nomina regionale si rende necessario che il  predetto
  consorzio  proceda  alla  definizione  di  tutte  le  modalità   di
  attuazione dello Statuto, come già sollecitato dagli uffici in  tal
  senso.
   Ho   motivo  di  rassicurare  l'onorevole  Mangiacavallo  che   il
  riscontro  da  parte del consorzio è pervenuto  per  via  informale
  rassicurando  sulla piena attuazione dei provvedimenti  di  propria
  competenza.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Mangiacavallo non mi pare di  vederlo  in
  Aula. L'onorevole Campo si dichiara soddisfatta?

   CAMPO. Prendo atto della risposta.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 499  Chiarimenti  circa
  la  selezione di tirocinanti post laurea da impiegare negli  uffici
  della Regione siciliana , degli onorevoli Lupo ed altri.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore per l'istruzione  e
  la  formazione professionale, premesso che da notizie di stampa  si
  apprende  che  il  Presidente  della Regione  e  in  indirizzo,  in
  collaborazione con i 4 atenei dell'isola, avrebbero  intenzione  di
  procedere  alla selezione di giovani laureati in materie giuridiche
  ed  economiche  per  tirocini  post laurea  presso  i  dipartimenti
  regionali  anche per supportarli nella istruttoria dei  progetti  a
  valere sui fondi comunitari;

   per sapere:

   l'obiettivo che si intenda perseguire con tale percorso;

   quali  siano  le  modalità attraverso le quali  si  perverrà  alla
  selezione  dei giovani laureati, quali siano i requisiti richiesti,
  i  criteri di selezione e il numero dei giovani che saranno avviati
  e per quanto tempo;

   se  sarà  emanato un avviso pubblico, se sia stata effettuata  una
  quantificazione dei costi economici e con quali risorse si  intenda
  coprirli;

   quale  ruolo svolgeranno le Università siciliane nell'ambito della
  selezione  e  in quali Dipartimenti regionali saranno  destinati  i
  giovani e come verranno utilizzati;

   quali  iniziative  ritengano  utili  al  fine  di  scongiurare  il
  rischio  che  la  suddetta  selezione si  risolva  nella  creazione
  dell'ennesima sacca di precariato, prima ancora che si sia  avviata
  a  conclusione  la  stabilizzazione  di  tutti  i  precari  storici
  dell'isola;

   se   non  si  ritenga  opportuno,  nel  contempo,  procedere  alla
  riqualificazione  del personale regionale in servizio  al  fine  di
  potenziare la capacità amministrativa dei Dipartimenti interessati;

   se  la  Regione  siciliana  intenda  procedere  ad  assunzioni  di
  personale».

   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Si  rappresenta  che  a  seguito delle  verifiche  dell'istruttoria
  presso gli uffici interessati è stato emanato l'avviso 26/2018  per
  l'attivazione di percorsi orientati a rafforzare l'occupabilità  di
  giovani   laureati   nella   Pubblica  Amministrazione   regionale,
  pubblicato  sul  sito  del  Dipartimento  istruzione  e  formazione
  professionale e sul sito ufficiale del Fondo sociale europeo.
   Con  il  predetto avviso 26/2018 si intende sostenere  nell'ambito
  del  Programma FSE l'attivazione di percorsi per l'occupabilità  di
  giovani  laureati  interessati  ad un'esperienza  lavorativa  nella
  Pubblica  Amministrazione regionale nel cui ambito  è  previsto  lo
  svolgimento  di un tirocinio extra curriculare per l'inserimento  o
  il  reinserimento  lavorativo presso i dipartimenti  della  Regione
  siciliana localizzati nel distretto di Palermo.
   Al  riguardo,  è  stato  previsto il  pieno  coinvolgimento  delle
  Università  siciliane al fine di agevolare la  realizzazione  delle
  esperienze  formative  e professionali in  grado  di  rafforzare  i
  livelli di occupabilità e di ampliare le opportunità di inserimento
  dei giovani laureati residenti in Sicilia.
   Nello specifico, le finalità dell'avviso sono così sintetizzabili:
   consentire  ai  giovani  laureati  di  integrare  la  preparazione
  acquisita  negli  studi  universitari con competenze  di  interesse
  trasversale delle pubbliche amministrazioni.
   Ampliare in questo modo le opportunità di inserimento lavorativo.
   Per il conseguimento delle suddette finalità l'avviso sostiene  la
  realizzazione di un percorso così articolato:
   1)   formazione   iniziale   rivolta   all'approfondimento   delle
  conoscenze     riguardanti    l'azione     amministrativa     nelle
  amministrazioni regionali;
   2) definizione del piano formativo individuale;
   3)  formazione  on job attraverso attività di tirocinio  presso  i
  dipartimenti della Regione siciliana nelle aree disciplinari  nelle
  quali si è rilevato un gap positivo di competenze in relazione alle
  attività   strategiche   dell'Amministrazione   e   dell'evoluzione
  dell'organizzazione del lavoro pubblico;
   4)  formazione  avanzata,  a  termine  del  percorso,  sull'azione
  amministrativa   delle  Amministrazioni  regionali   nel   contesto
  nazionale ed europeo con verifica finale delle conoscenze acquisite
  e  delle  esperienze maturate durante il percorso di  formazione  e
  tirocinio.
   Il  percorso, nel cui ambito si prevede l'attuazione di un periodo
  di  tirocinio  nell'Amministrazione regionale, non si configura  in
  alcun  modo  come  rapporto  di lavoro dipendente  con  la  Regione
  siciliana ma esso rappresenta piuttosto una rilevante esperienza di
  formazione utile anche in funzione di una preparazione a successivi
  e   diversi   esami  di  concorso  per  l'accesso  della   Pubblica
  Amministrazione.
   I   soggetti   proponenti  sono  identificati   nelle   Università
  riconosciute dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della
  ricerca con sede legale in Sicilia.
   Le  Università assumeranno quindi il ruolo e i compiti di soggetti
  beneficiari e opereranno la programmazione delle attività formative
  e la selezione dei potenziali destinatari.
   Le   risorse,  finalizzate  al  sostegno  dei  percorsi   di   cui
  all'avviso,  ammontano  complessivamente in  questa  fase  ad  euro
  2.674.000,00 e sono individuate a valere sull'Asse 1 -  occupazione
  -  del  PO  FSE Sicilia 2014-2020. L'Amministrazione si riserva  la
  possibilità di finanziare l'avviso anche a valere sulle risorse del
  Piano  straordinario per il lavoro in Sicilia - opportunità giovani
  -  o  sulle  risorse  a  valere sul Piano  di  Azione  e  Coesione,
  Programma  operativo  complementare POC  Aggiornamento  di  cui  al
  decreto dirigenziale n. 107 del 6 marzo 2017.
   I   destinatari  della  proposte  progettuali  devono   possedere,
  all'atto  della presentazione della domanda, i requisiti  che  sono
  fissati in relazione alle procedure di selezione a valere sul Fondo
  Sociale Europeo:
   età non superiore ai 35 anni;
   residenza in Sicilia da almeno 12 mesi;
   laurea  magistrale  o  specialistica o di vecchio  ordinamento  in
  settori  coerenti con gli ambiti disciplinari previsti con un  voto
  di laurea minimo pari a 105 su 110;
   conoscenza della lingua inglese comprovata dall'avere sostenuto  e
  superato  un  esame  di lingua inglese presso  l'università  o  dal
  possesso di certificazione almeno di livello A2;
   essere disoccupati o inoccupati ai sensi della normativa vigente.
   Sono  esclusi  i soggetti che pur in possesso dei requisiti  sopra
  descritti,  sono coinvolti in altre misure formative o di  politica
  attiva del lavoro finanziate con risorse pubbliche.
   Le  università  che  risulteranno beneficiarie dei  finanziamenti,
  sulla  base della proposta formativa alla quale hanno già  risposto
  per  effetto  dell'avviso 26, dovranno selezionare 110 destinatari,
  in   relazione  agli  ambiti  disciplinari  di  interesse:  scienze
  giuridiche  e  politico-sociali, scienze economiche  e  statistiche
  gestionali,  scienze ingegneristiche e architettura,  altri  ambiti
  disciplinari   garantendo  procedure  di  selezione  improntate   a
  trasparenza, imparzialità e pubblicità.
   I  candidati  che  rispondono  ai  requisiti  di  accesso  saranno
  selezionati  dalle Università beneficiarie sulla base dei  seguenti
  criteri di selezione:
   -  voto di laurea prevedendo un punteggio crescente per ogni  voto
  superiore  al  105,  valorizzando in particolare  il  conseguimento
  della laurea con 110/100 cum laude;
   -  riconoscimento di punteggi crescenti rispetto al solo  possesso
  della  laurea nel caso di possesso di master di II livello inerente
  l'ambito   disciplinare,  abilitazione  alla  professione  inerente
  l'ambito disciplinare, titolo di dottorato di ricerca conseguito in
  Italia o presso Università straniere dell'Unione europea. Il titolo
  di  dottorato  dovrà  essere maggiormente valorizzato  rispetto  al
  master  o  all'abilitazione  professionale  così  da  affermare  il
  maggiore valore aggiunto di conoscenza e competenze in possesso  di
  questo  titolo  di  III  livello  della  formazione  universitaria;
  riconoscimento della conoscenza della lingua inglese  con  punteggi
  crescenti commisurata dal possesso di certificazione della lingua a
  partire dal livello B1 fino al livello C2;
   - riconoscimento di conoscenza eventuale di altre lingue straniere
  certificate col livello pari ad almeno B1.
   Le  Università beneficiarie a parità di punteggio nelle  prove  di
  selezione  dei  candidati,  che non prevedono  -  ovviamente  -  né
  colloquio,  né  prova scritta ma soltanto valutazione  per  titoli,
  dovranno prevedere che l'accesso al percorso per l'occupabilità sia
  assegnato  al candidato col reddito ISEE più basso e  a  parità  di
  punteggio  e  reddito  ISEE  l'accesso  al  percorso  dovrà  essere
  assegnato ad un candidato donna, nel caso in cui i candidati  siano
  entrambe donne si preferirà la candidata più giovane in età.
   Il percorso formativo sarà strutturato, come già accennato, con un
  corso  di formazione iniziale presso l'Università beneficiaria  del
  finanziamento  di  introduzione alle attività amministrative  delle
  Regioni   composto  da  moduli  di  insegnamento  su  materie   che
  contribuiscono   a   favorire  un  più  agevole   inserimento   dei
  destinatari nel sistema regionale; definizione del piano  formativo
  individuale,  con  riguardo al tirocinio  che  ciascuno  allievo  o
  allieva dovrà svolgere presso la Regione, definito di intesa tra la
  componente   universitaria  e  il  tutor  del  soggetto  ospitante;
  formazione sul lavoro on job, attraverso attività di tirocinio  per
  durata di 12 mesi presso i Dipartimenti della Regione siciliana.
   Ad ogni allievo o allieva tirocinante sarà mensilmente corrisposta
  dal  beneficiario  Università una indennità  di  partecipazione  al
  tirocinio  pari  a 1.145 euro o/e fino a 1.600 euro  mensili  lordi
  (Irpef  e  Irap  inclusi) a seconda della  distanza  del  luogo  di
  residenza  dalla  sede del soggetto ospitante.  A  conclusione  del
  corso  di  formazione avanzato di restituzione sistematizzazione  e
  approfondimento delle conoscenze e competenze acquisite  nel  corso
  del  tirocinio, articolato in moduli di insegnamento con una  prova
  finale  finalizzata a misurare gli apprendimenti appresi nel  corso
  del periodo di tirocinio regionale.
   Per  il  solo periodo del corso di formazione iniziale  e  finale,
  verrà   riconosciuta  agli  allievi  una  indennità  di   frequenza
  giornaliera  pari  a  10  euro in relazione  alla  presenza,  fermo
  restando  che l'indennità di partecipazione al tirocinio è prevista
  solo per i 12 mesi di frequenza nei dipartimenti regionali.
   Come per tutti gli avvisi a valere sul fondo sociale europeo, ogni
  ulteriore  informazione in ordine alla modalità di  partecipazione,
  presentazione   dell'istanza  e  valutazione  della   stessa   sarà
  consultabile direttamente sul sito istituzionale del dipartimento.
   È  chiaro  che a conclusione della valutazione, che  è  in  corso,
  delle  proposte formulate dalla Università, l'Assessorato procederà
  poi  ad  utilizzare le stesse università ad esitare, sulla base  di
  queste  linee  guida  evidentemente, i bandi di  selezione  per  le
  figure   di  laureati  identificate  per  ciascuna  università   di
  riferimento.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo per dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, mi ritengo
  soddisfatto della risposta direi precisa e puntuale.
   Trovo  interessante questo esempio di collaborazione  tra  Regione
  siciliana  e  Università della nostra Regione a favore  dei  nostri
  giovani  laureati, quindi spero che per tutti questi giovani  possa
  essere una esperienza altrettanto positiva.
   Desidero richiamare un momento la sua attenzione sul fatto che  le
  ultime  due domande della mia interrogazione in realtà sono rivolte
  all'assessore  per  le  autonomie locali e  la  funzione  pubblica,
  perché  nell'ambito della stessa interrogazione chiedo  se  non  si
  ritenga  opportuno,  nel contempo, procedere alla  riqualificazione
  del  personale  regionale  in servizio al  fine  di  potenziare  la
  capacità  amministrativa  dei  dipartimenti  interessati   e,   per
  l'ultimo  punto,  se  la  Regione siciliana  intenda  procedere  ad
  assunzione di personale.
   Quindi,  se  possibile,  chiedo che questa interrogazione  per  le
  ultime  due  domande venga comunque mantenuta e trasferita  per  la
  risposta  all'assessore  per  le autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica.

   PRESIDENTE.  Va  bene, onorevole Lupo, verrà,  se  non  interviene
  delega prima, verrà ricalendarizzata quando ci sarà l'Assessore per
  le  autonomie  locali  e  la funzione pubblica  per  la  parte  che
  riguarda, appunto, gli ultimi due quesiti.
   Si passa all'interpellanza n. 112  Modifica del D.A. n. 3955 del 7
  settembre    2018   circa   il   funzionamento   delle   Conferenze
  provinciali , a firma dell'onorevole Lupo.
   Ne do lettura:

   «All'Assessore  per  l'istruzione e la  formazione  professionale,
  premesso che:

   con   D.A.   n.  3955  del  7  settembre  2018,  l'Assessore   per
  l'Istruzione  e  la  formazione  professionale  ha  disciplinato  i
  criteri  cui  devono  attenersi  le  Conferenze  provinciali  nella
  predisposizione del piano di dimensionamento della rete  scolastica
  per l' a.s. 2019/2020;

   le  Conferenze  provinciali, ai sensi dell'art. 3  della  l.r.  24
  febbraio 2000, n. 6, sono organismi cui compete la definizione  dei
  piani  di dimensionamento delle rete scolastica nel rispetto  degli
  indirizzi preventivamente adottati dall'Assessore per l'Istruzione;

   il  comma 2 dell'art. 3 della l.r. 24 febbraio 2000, n. 6  dispone
  che  la  Conferenza  provinciale è composta  dal  Presidente  della
  provincia  regionale,  dal  sindaco  del  comune  capoluogo,  da  5
  rappresentanti del personale scolastico docente e non  docente,  da
  un   rappresentante  dei  genitori  e  uno  degli   studenti,   dal
  Provveditore  agli  studi, dal presidente del Consiglio  scolastico
  provinciale  ed, infine 'da 7 sindaci eletti, con voto  limitato  a
  due,  dall'assemblea  dei  sindaci della  Provincia  convocata  dal
  Presidente della provincia regionale';

   dalla  lettura  della norma si evince, in modo  chiaro,  che  i  7
  sindaci,  tutti ugualmente legittimati a partecipare alle  riunioni
  della  Conferenza  provinciale  e  a  votare  le  deliberazioni  di
  competenza,  sono scelti tramite elezione in seno ad  un  organismo
  appositamente  costituito,  cioè  l'assemblea  dei  sindaci   della
  provincia  convocata  dal  presidente della  provincia,  nel  quale
  ciascuno dei sindaci può esprimere un massimo di due preferenze;

   considerato che:

   tale  interpretazione, cui si accede peraltro agevolmente, è stata
  accolta e messa in pratica sin dall'entrata in vigore della  legge,
  18   anni   orsono,  ma  è  oggi  inopinatamente  ribaltata   dalle
  disposizioni dell'art. 3 del D.A. citato in premessa;

   infatti,  si  legge  nel decreto che 'occorre  ribadire  che  alle
  Conferenze   provinciali  è  prevista  dalla  suddetta   norma   la
  partecipazione  di n. 7 sindaci, eletti annualmente  dall'Assemblea
  dei  Sindaci,  con  un'espressione  di  voto  (seppur  7  presenti)
  limitato a numero 2 voti';

   in  sostanza,  l'inciso del comma 2 dell'art. 3  l.r.  6/2000  con
  voto limitato a due viene erroneamente riferito, non già al momento
  della votazione per la scelta dei sindaci che, in rappresentanza di
  tutti i sindaci della provincia, si siederanno in Conferenza, ma al
  momento in cui l'organismo è già costituito e perfezionato in tutte
  le sue componenti e, apprestandosi a deliberare, può farlo solo con
  2 voti espressi dai 7 sindaci presenti;

   viene  da  chiedersi cosa ci facciano in Conferenza  gli  altri  5
  sindaci  eletti, ma anche come vengano scelti i 2 che hanno diritto
  di voto;

   ritenuto che:

   il   comma  2  dell'art.  3  in  discussione  disciplina  solo  ed
  esclusivamente  la composizione della Conferenza  provinciale,  con
  l'elencazione dei soggetti chiamati a farne parte e le modalità  di
  scelta  all'interno delle comunità o istituzioni di provenienza,  e
  in nessun modo si occupa del suo funzionamento o delle modalità con
  le quali sono adottate le deliberazioni;

   si  tratta, con tutta evidenza, di una interpretazione che rinnega
  lo spirito della norma, unicamente rivolto a conferire ad un organo
  collegiale adeguata rappresentatività a quel territorio  nel  quale
  le scelte andranno ad incidere;

   per  conoscere  se non ritenga di doversi procedere alla  modifica
  dell'art.  3  del  D.A. n. 3955 del 7 settembre  2018  al  fine  di
  restituire il diritto al voto a tutti i componenti delle Conferenze
  provinciali di cui all'art. 3 della l.r. 6/2000, secondo la lettura
  della norma e l'interpretazione consolidatasi negli anni».

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, credo che l'interpellanza sia  superata
  perché  è  intervenuta una norma interpretativa che ha  risolto  il
  problema alla fonte; quindi, credo che quest'Aula ha già provveduto
  a rispondere nel migliore dei modi.

   PRESIDENTE. Allora la consideriamo superata.
   Si  passa all'interpellanza n. 115  Sicurezza sismica della scuola
  'Maria  Teresa  di Calcutta' di Tremestieri Etneo  (CT) ,  a  firma
  degli  onorevoli  Foti, Cancelleri,  Campo, Cappello,  Ciancio,  De
  Luca,  Marano,  Di Caro, Di Paola, Mangiacavallo, Palmeri,  Pagana,
  Pasqua,  Schillaci, Siragusa, Sunseri, Trizzino, Tancredi, Zafarana
  e Zito.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
  e  la  mobilità  e all'Assessore per l'istruzione e  la  formazione
  professionale, premesso che:

   il  Comune  di Tremestieri etneo (Catania), al fine di  completare
  l'attuazione  del  piano di edilizia economica  e  popolare  (PEEP)
  Ravanusa (approvato con delibere n. 111 del 13 dicembre 1990  e  n.
  51  del  24  luglio  1991),  ha attivato i  propri  uffici  tecnici
  (ufficio  di PRG, piano regolatore generale) per la costruzione  di
  una  scuola  elementare di 15 aule in località Ravanusa,  vista  la
  facoltà  concessa  dalla  legge n. 167  del  1962  in  ordine  alla
  modifica di strumenti urbanistici in vigore;

   la  modifica del piano, consentita dalla legge, viene ultimata una
  volta realizzate e collaudate le opere di urbanizzazione secondaria
  (come   le  scuole).  Compiuto  tale  adempimento  il  Comune   può
  rilasciare   i   certificati   di   abitabilità   e   regolarizzare
  l'assegnazione degli alloggi e il pieno possesso;

   le  aree cedute dalle 17 cooperative al fine di realizzare il PEEP
  Ravanusa consentono l'insediamento di circa 1.500 nuovi abitanti;

   considerato che:

   il  lotto  destinato ad accogliere la struttura è sito su  di  una
  faglia tettonica del monte Etna;

   uno  studio  del  1988 dell'ingegner Francesco Novelli  intitolato
  Pericolosità  e  rischio sismico e vulcanico del  territorio  Etneo
  riporta   la  carta  morfotettonica  del  monte  Etna  individuando
  precisamente la faglia, denominata Cavolo dal nome della  località,
  che, peraltro, era conosciuta sin dall'anno 1381;

   una  relazione  geologica redatta, su incarico  del  sindaco,  dal
  dottor  Fabrizio Manciagli, corredata da rapporto tecnico di  prova
  svolto dalla società Geo Check Srl prospezioni geofisiche (prot. n.
  6149 del 2 aprile 2005), dimostra inequivocabilmente la presenza di
  una  faglia  sismogenetica attiva all'interno del  lotto  destinato
  alla costruzione della scuola elementare, proprio al di sotto delle
  strutture portanti dell'edificio scolastico;

   acquisito  tale rapporto agli atti del procedimento, il  dirigente
  dell'ufficio di PRG del Comune ha proposto al dirigente del Settore
  opere  pubbliche la revoca in autotutela di tutti gli atti relativi
  all'appalto  dei lavori di costruzione di una scuola elementare  in
  località  Ravanusa (prot. n. 603/VII del 14 marzo 2005)  in  quanto
  dall'analisi  degli  elaborati costituenti lo  studio  geologico  e
  dalle  risultanze delle indagini geologiche e geognostiche  risulta
  presente  nel  terreno una faglia sismogenetica attiva  individuata
  inequivocabilmente al di sotto delle strutture portanti in  cemento
  armato della scuola in oggetto;

   la   richiesta  della  revoca  non  ha  avuto  seguito  da   parte
  dell'ufficio interpellato;

   nonostante i rilievi sismici confermati dai numerosi documenti  la
  scuola elementare è stata inaugurata in data 20 settembre 2010;

   per  conoscere  se non ritengano opportuno attivarsi,  nell'ambito
  delle  proprie  competenze,  affinché  si  intraprendano  tutte  le
  opportune  iniziative  per  garantire  la  sicurezza  dell'edificio
  scolastico  assicurando  l'incolumità  degli  studenti  e  se   non
  vogliano  altresì  attivarsi al fine di esortare  l'amministrazione
  locale   a   prevedere   un  intervento  di  messa   in   sicurezza
  dell'edificio per il conclamato rischio sismico».

   Ha  facoltà  di parlare l'assessore Lagalla per  fornire  la
  risposta.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor Presidente, abbiamo già avuto modo di esprimere come il tema
  della  sicurezza  di  edifici scolastici rientri  tra  le  priorità
  dell'Assessorato e sono state anche evidenziate le risorse messe  a
  disposizione dell'Amministrazione regionale sia attraverso i  fondi
  extra     regionali,     sia    attraverso     il     trasferimento
  dell'amministrazione statale.
   La  interpellante si riferisce, in particolare, alla Scuola  Maria
  Teresa di Calcutta di Tremestieri Etneo per la quale, agli atti del
  Servizio XI dell'Assessorato regionale dell'istruzione non  risulta
  alla  data,  almeno,  della  stessa  interpellanza  che  sia  stata
  prodotta  alcuna istanza di rifinanziamento neanche con riferimento
  all'ultimo  aggiornamento del programma triennale  e  che,  quindi,
  soltanto  da questo punto di vista, non sono previste,  sulla  base
  delle  graduatorie in possesso e delle istruttorie fin  qui  svolte
  dagli  uffici,  specifici  interventi  su  quella  scuola.  Mentre,
  invece, su quello stesso comune l'ente proprietario, cioè il Comune
  ha   richiesto   e  ottenuto  l'inserimento,  nella  programmazione
  triennale 2015-2018 un intervento di ristrutturazione della  scuola
  materna Garden Park per complessivi 606.202,00 euro, e l'intervento
  posso dare comunicazione essere stato recentemente finanziato.
   Quindi, diciamo, non è previsto in questo momento alcun intervento
  specifico  richiesto dal Comune sulla scuola e, comunque, ricadendo
  questa scuola all'interno della aree etnee recentemente colpite  da
  eventi sismici, è stata comunque sicuramente oggetto di verifiche e
  di   controllo  di  agibilità  da  parte  del  Dipartimento   della
  Protezione  civile,  con  il  quale siamo  stati  costantemente  in
  contatto,  fino  a farci segnalare dallo stesso Dipartimento  della
  Protezione  civile tutti gli edifici scolastici di aree colpite  da
  eventi  sismici che avessero riportato lievi, medi o gravi danni  a
  seguito delle stesse circostanze avverse.
   Tra  l'altro, su questo abbiamo ottenuto tanto, com'è  noto  anche
  all'interpellante, è stato ottenuto un finanziamento  straordinario
  per entrambi gli eventi, quello precedente e quello più recente del
  26   dicembre   ultimo   scorso,   un   complessivo   finanziamento
  ministeriale  di 1 milione e 100 mila nella prima volta  e  di  882
  mila euro nella seconda occasione, che cubano complessivi 2 milioni
  di  euro  e che comprendono un elenco di scuole, in particolare  di
  quell'area,  che è stato predisposto dalla Protezione civile  e  da
  noi inoltrato al Ministero per il relativo finanziamento.
   Quindi,  nessun impegno ordinario richiesto dal Comune. Se censito
  dalla  Protezione civile destinatario, evidentemente, di interventi
  di riqualificazione dei danni subìti.

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà  di  parlare   l'onorevole   Foti   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   FOTI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore,   il
  territorio etneo sullo scorcio del 2018 è stato colpito  da  eventi
  sismici  e,  come  lei  ricordava, a livello nazionale  sono  stati
  concessi  degli  aiuti  per  il  ripristino  delle  condizioni   di
  agibilità, ancorché parecchi di questi edifici non sono antisismici
  perché costruiti in periodi precedenti.
   Questo è un aiuto importante. E' un aiuto importante il fatto  che
  si siano semplificati gli iter amministrativi e burocratici, già  a
  partire  dallo  scorso  agosto  con  vari  decreti,  accordi  e  il
  passaggio dell'anagrafe ha senz'altro dato una mano.
   Però, nello specifico, io chiedo all'Assessore anche con ulteriore
  documentazione eventualmente a supporto, il caso di questo edificio
  perché  lei ha correttamente detto l'area etnea è stata interessata
  da  particolari controlli, però vorrei capire se parliamo dell'area
  del  cratere  del terremoto del 26 dicembre mi pare si riferisca  a
  una serie di Comuni sul lato est dell'Etna e non, in particolare, a
  quello di Tremestrieri.
   E,  quindi,  se  poi anche successivamente perché, chiaramente,  è
  poco ortodosso che io in questo momento chieda una integrazione,  e
  poi  se  ha avuto modo lui direttamente di leggere il testo  perché
  questo  edificio si trova su una faglia che proprio passa sotto  le
  strutture  portanti,  quindi è chiaro  che  in  una  condizione  di
  terremoto  lieve non desta preoccupazioni però gli studi  geologici
  evidenziano  come  si trovi proprio sopra una  lesione  del  suolo,
  quindi  una  faglia,  e  questo, se  pur  magari  ai  tecnici  che,
  sicuramente,  avete  interpellato  non  desta  preoccupazione,  per
  quanto  riguarda  i  genitori questo fatto, che  è  noto  perché  è
  riportato  anche  da  articoli di stampa  ed  è  chiaro  che  tutti
  vorremmo che fossero smentiti ma quando gli articoli girano e  sono
  così  pieni  di dovizia di particolari creano molta preoccupazione,
  se  sia stato fatto proprio un sopralluogo in questo edificio o sia
  stata  fatta  una scheda Aedes proprio perché non si trova  né  nel
  comune  di Aci Sant'Antonio, Aci Catena, Acireale ma un po' diciamo
  più a sud, quindi fuori da quello che viene definito il cratere del
  terremoto.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente, onorevoli deputati, molto brevemente, ringrazio
  l'onorevole  Foti.  Naturalmente, faremo, insieme  alla  Protezione
  civile,   l'accertamento  ulteriore  e  specifico  e   mi   riservo
  ovviamente di riferire all'onorevole.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interpellanza  n.  133   Verifica   di
  congruità  delle spese sostenute dall'Ersu Catania per i canoni  di
  locazione  delle residenze universitarie , a firma degli  onorevoli
  Ciancio,   Cancelleri,  Cappello,  Foti,  Mangiacavallo,   Palmeri,
  Siragusa,  Trizzino, Zafarana, Zito, Tancredi, Sunseri,  Schillaci,
  Di Caro, Campo, Di Paola, Marano, Pagana, De Luca, Pasqua.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore per l'istruzione  e
  la formazione professionale, premesso che:

   gli  Enti  regionali  per il diritto allo studio  (E.R.S.U.)  sono
  stati  istituiti dalla legge regionale 25 novembre 2002,  n.20,  in
  numero  corrispondente a quello degli Atenei siciliani, nei  Comuni
  in cui questi hanno sede;

   secondo  l'art.7,  comma 3, l.r. 20/2002 tali enti  'sono  persone
  giuridiche  di  diritto  pubblico  dotate  di  proprio  patrimonio,
  autonomia amministrativa e gestionale e di personale individuato ai
  sensi dell'articolo 20 e operano sotto l'indirizzo, la vigilanza ed
  il controllo dell'Assessorato regionale della pubblica istruzione';

   viene  poi  disposto,  al  quarto comma dell'art.7  l.r.cit.,  che
  ciascun ente istituisce in ognuna delle province regionali  ove  ha
  sede  il  consorzio  universitario  uno  sportello  periferico  per
  garantire,  agli  studenti  che ne hanno  diritto,  gli  interventi
  previsti   dalla  legge  stessa  e  che  tale  ufficio  è   gestito
  direttamente  dall'Ente  regionale  per  il  diritto  allo   studio
  universitario (E.R.S.U.) territorialmente competente;

   visto che:

   tra  i  fini statutari dell'ente vi è quello di garantire adeguati
  servizi  agli  studenti, quali ad esempio servizi di  ristorazione,
  borse di studio, residenze universitarie, contributi alla mobilità,
  ecc.;

   l'ente  Catanese  vanta  754  posti letto,  dislocati  in  diverse
  strutture che insistono nel territorio del comune di Catania e  non
  solo, sia pubbliche che private;

   i  costi annuali di un posto letto variano molto a seconda che  la
  struttura sia di proprietà dell'ente o in affitto;

   anche  comparando i costi delle sole strutture in affitto  saltano
  all'occhio notevoli differenze di costo medio per posto letto;

   considerato che:

   da  un esame della documentazione sui canoni di locazione allegata
  al  bilancio pluriennale 2018- 20 dell'Ersu, risulta che  la  spesa
  annuale  media(tra quelle al di sopra dei 4000 euro)  per  ciascuno
  dei posti letto oggetto della locazioni ammonta a:
   euro 8.312 mila per la Residenza Musco (32 posti letto);
   euro 8.070 Residenza Ortigia (25 posti letto);
   euro 5.547 per la Residenza Ardizzone Gioeni (25 posti letto);
   euro 5.373 per la Residenza ToscanoScuderi (36 posti letto);
   euro 4.200, per la residenza Verona (38 posti letto);
   euro 4.349 e per la Residenza La Castillett (18 posti letto);

   ritenuto che:

   il  costo medio di queste strutture appare sproporzionato rispetto
  al servizio offerto;

   a  parità  di  spesa  sarebbe  meglio elargire  agli  studenti  un
  contributo in denaro che permetterebbe loro di scegliere  e  pagare
  autonomamente il proprio alloggio;

   così  facendo  si  riuscirebbero a coprire molti  più  studenti  e
  sostenere economicamente gran parte dei fuori sede;

   per conoscere:

   se  non  ritengano necessario avviare le opportune  interlocuzioni
  con il commissario straordinario dell'Ersu, al fine di rivedere  il
  sistema  delle  residenze universitarie, revocando i  contratti  di
  locazione,  ove  possibile,  e non rinnovandoli  qualora  siano  in
  scadenza;

   se,  in  subordine,  non ritengano opportuno utilizzare  le  somme
  risultanti  da eventuali dismissioni per incrementare i  contributi
  in  denaro agli studenti lasciandoli liberi di scegliere l'alloggio
  più congeniale alle loro esigenze».

   CIANCIO. Chiedo di  parlare per illustrare l'interpellanza.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  siamo
  alla  fine,  però questa è una interrogazione alla quale  io  tengo
  moltissimo perché parliamo sempre in quest'Aula dei problemi legati
  alla scarsezza di finanziamenti o di trasferimenti agli enti per il
  diritto  allo studio, però se poi andiamo ad analizzare  un  po'  i
  dati  e le spese di questi enti ci sono alcune cose che non tornano
  o che, secondo me, si potrebbero migliorare.
   Io  mi riferisco, ovviamente oggetto dell'interrogazione sono  gli
  alloggi  per  gli  studenti,  quindi  le  residenze  universitarie.
  Ebbene,  l'Ersu  di  Catania, ovviamente  io  ho  fatto  un  lavoro
  sull'Ersu  di Catania, ma è un lavoro che si potrebbe  estendere  a
  tutti  gli  atenei siciliani, spende 2.532.000,00  euro  l'anno  di
  residenze, almeno per il 2018, il triennio 2018-2019-2020.
   Ora,  se  andiamo  a vedere le singole voci che compongono  questa
  somma,  vediamo che ci sono residenze che costano, per esempio  per
  32  posti  letto,  123.000,00 euro come canone di locazione  e  ben
  142.000,00  euro di utenze; o ancora la residenza Gioeni  25  posti
  letto,  62.000,00 euro di canone di locazione e 77.000,00  euro  di
  utenze.   Ancora  Ortigia:  45.000,00  euro.  In  questo  caso   la
  sproporzione  è notevole: 45.000,00 euro di canone di  locazione  e
  155.000,00 euro di utenze.
   Questo  si  traduce, poi, in un costo totale letto che, nel  primo
  caso, è 8.312,00 euro, nel secondo di 5.574,00 euro, nel terzo caso
  8.070,00  euro. Assessore: 8.312,00 euro sono 692,00 euro  al  mese
  per un posto letto.
   È  una  somma,  secondo me, spropositata rispetto al servizio  che
  viene  erogato. Con la stessa cifra, se noi erogassimo direttamente
  il  contributo  economico  ai ragazzi  ne  potremmo  sostenere  tre
  alloggi studenteschi. Questo è un contratto che scade nel 2019,  mi
  riferisco  alla residenza Musco, e mi auguro, questa interrogazione
  vuole  proprio puntare l'attenzione sul fatto che secondo me questo
  contratto non deve essere assolutamente rinnovato.
   Sull'Ardizzone, è la seconda volta che lo citiamo oggi, sembra una
  cosa   ma per sgombrare il campo da equivoci io non ce l'ho con  il
  commissario,  per  carità, non è una questione personale,  però  ci
  sono alcune cose che, devo dire, non tornano.
   Ripeto,  lui è stato molto disponibile anche quanto ho chiesto  la
  documentazione, me l'ha fornita, però che il commissario  dell'Ipab
  Ardizzone Gioeni sia anche dipendente di un ente che paga l'affitto
  all'Ipab non è illegittimo, per carità, ma secondo me è inopportuno
  o comunque si creano dei meccanismi e si può pensare che l'istituto
  Ipab  stia risanando la situazione disastrosa del proprio  bilancio
  con soldi pubblici.
   Nel  caso  dell'Ersu  parliamo di quei  posti  letto  che  costano
  annualmente  5.574  euro, significa 464 euro al  mese.  Da  questi,
  facendo un calcolo così, molto veloce, potremmo ricavare almeno due
  contributi in denaro per i ragazzi. Anche questo non so se  scadeva
  nel 2018, non so se è stato rinnovato. Tra l'altro un contratto che
  partiva nel 2016, mi dicono, però chiaramente sarà mia cura e anche
  lo   scopo  dell'interrogazione  capire  se  è  vero  che  è  stato
  sottoscritto senza impegno di spesa. Mi dicono anche che  prevedeva
  un  adeguamento  delle strutture dell'Ipab che  dovevano  avere  la
  certificazione  antisismica  e il contratto  prevedeva  che  l'Ipab
  facesse questo tipo di lavori, anche questo è da verificare  se  si
  sono adeguati a questi lavori.
   Ci  sono 25 posti letto, gli studenti in questa struttura sono 22,
  quindi  ci sono, facciamoci il conto, 5.500 euro per tre,  15  mila
  euro,  saranno poca roba, per carità, ma sono sempre soldi pubblici
  che  potrebbero  andare  per altri fini che  noi  buttiamo  non  si
  capisce dove.
   Ora  la  domanda  che  io  faccio  all'Assessore  è:  è  possibile
  continuare  a sostenere questi affitti e queste somme  per  servizi
  che  potrebbero  costare  molto meno e soprattutto  potrebbero,  se
  erogati  in maniera diversa, soddisfare molti più studenti rispetto
  a quello che fanno adesso?
   Ultima cosa, ripeto facciamo uno studio sul costo medio dei  posti
  letto  a  Catania, a Messina, a Palermo, vediamo  quanto  costa  ed
  eroghiamo  quella cifra, vedrete che riusciremo a triplicare  forse
  la platea di beneficiari di queste borse, di questi servizi.
   Detto questo, ovviamente mi aspetto un'attenzione particolare,  ma
  vedo  che  annuisce  quindi  è d'accordo  con  me,  però  una  cosa
  importante  è  che  questo  tipo  di  problematiche  finalmente  le
  affrontino  i  consigli di amministrazione. Assessore,  abbiamo  la
  legge,  finalmente, possiamo procedere al rinnovo dei  consigli  di
  amministrazione  anche perché determinate cose che  sono  palesi  e
  sotto gli occhi di tutti, magari, con un consiglio di cinque e  non
  di  una  sola  persona non si verificherebbero più.  Quindi  esorto
  anche  il Governo a procedere immediatamente e a dare seguito  alla
  legge che abbiamo approvato qualche giorno fa.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'Assessore  per  rispondere
  all'interpellanza.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente, mi consente di ringraziare l'onorevole  Ciancio
  perché condividiamo insieme molte riflessioni, ma vorrei dire anche
  molte preoccupazioni perché se è vero come è vero che gli enti  per
  il  diritto  allo studio, enti strumentali della Regione siciliana,
  sono   dotati   evidentemente   di  un'autonomia   decisionale   ed
  amministrativa normativamente fissata, è altrettanto vero che  essi
  sono  chiamati  a  svolgere  una funzione particolarmente  delicata
  verso strati sensibili della popolazione giovanile.
   Devo  dire  che,  proprio  partendo  dalle  riflessioni  che  già,
  superficialmente  o  a  prima  vista,  facevano  intuire  disparità
  comportamentali tra i vari Ersu della Sicilia con una non raggiunta
  parità  di  comportamenti tale da garantire parità  di  opportunità
  agli studenti, ho richiesto, dopo alcuni incontri, una relazione su
  tutti   gli   aspetti  gestionali,  normativi,   patrimoniali,   di
  manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili, di  benefici
  erogati agli studenti, a tutti gli Ersu.
   Questa  risposta,  questo  riscontro è giunto  qualche  giorno  fa
  all'Assessorato e stiamo provvedendo a ricostruire comparativamente
  questa  situazione fermo restando, ovviamente, che  l'erogazione  a
  favore di questi enti, in questi ultimi due anni, si è incrementata
  ed  ha  consentito di erogare un numero di borse  di  studio  molto
  superiore  sia  in  termini percentuali, che  in  termini  assoluti
  rispetto  a quelli erogati negli ultimi anni. Ma è vero quello  che
  dice   l'onorevole  Ciancio  perché,  l'ottimizzazione  di   alcune
  previsioni  e di alcune procedure, probabilmente, consentirebbe  di
  ampliare ulteriormente le risorse utilmente spendibili ed erogabili
  a  favore di benefici diretti a sostegno degli studenti bisognosi e
  meritevoli  perché  dobbiamo dire che la  Costituzione  protegge  i
  bisognosi ma li protegge in funzione del merito e, questo mi  piace
  ricordarlo anche a vantaggio di chi ci ascolta.
   Per  quanto riguarda la specifica situazione dell'Ersu di  Catania
  sulla  quale  ci  viene richiesta una verifica di congruità  per  i
  canoni  di  locazione,  è  ovvio che la verifica  di  congruità  si
  intende  già  assunta nel momento in cui, procedendo alla  ratifica
  formale di un rapporto contrattuale da parte di un ente pubblico, è
  necessario  acquisire  e  produrre il  preventivo  accertamento  di
  congruità da parte della competente Agenzia per il territorio o  da
  strutture  equivalenti però, è altrettanto vero  che  nel  caso  di
  strutture  in  affitto  con  i privati i  costi  per  posto  letto,
  evidentemente, sono fortemente influenzati, non solo e soltanto dal
  costo,  quanto dalla ripartizione di questo costo per il numero  di
  posti  letto il che, evidentemente, ci fa dire con estrema facilità
  che  occorre  favorire  o la disponibilità di singoli  appartamenti
  auto gestiti dagli studenti che possono, evidentemente, abbattere i
  costi  o,  in  caso di strutture fornite di servizi, evidentemente,
  invece,  avere  delle  strutture con   un  numero  di  posti  letto
  sufficienti   ad   aver   un  punto  di   break-even   che   ricada
  fondamentalmente  nella  forbice  del  singolo  beneficio   erogato
  individualmente  allo  studente. Non  sempre  è  così.  L'onorevole
  Ciancio lo ha evidenziato, io mi permetto di sottolinearlo.
   E'  altrettanto  vero,  però, che gli  edifici,  in  alcuni  casi,
  condotti  in locazione, non solo hanno difficoltà a raggiungere  il
  punto di break-even in relazione al numero dei letti che sono  resi
  disponibili,  ma  alcuni non hanno del tutto attuato  l'adeguamento
  alle procedure di sicurezza e su questo, evidentemente, noi abbiamo
  proposto un richiamo assolutamente importante, anche nella  memoria
  della  tragica vicenda del terremoto dell'Aquila, dove fu per prima
  una residenza universitaria a crollare per effetto del terremoto.
   E'  chiaro  che più esiguo, comunque, è il numero di posti  letto,
  evidentemente,  peggiore  è il rapporto costo-beneficio  perché  il
  canone  diventa insostenibile per posto letto, anche se tollerabile
  in valore assoluto.
   Per  questo, abbiamo già disposto che l'Ersu di Catania  avvii  le
  procedure  per  non rinnovare tali contratti di locazione.  L'Ersu,
  pertanto,  è  alla  ricerca  di nuovi immobili,  con  una  capacità
  ricettiva  di  partenza non inferiore ad 80  posti  letto,  con  un
  rapporto  costo-beneficio adeguato, al fine di garantire i principi
  di economicità ed il rispetto delle vigenti normative in materia di
  sicurezza antisismica e di sicurezza in generale.
   Per  quanto  attiene, invece, le residenze di proprietà  dell'ente
  Cittadella,  Oberdan  e San Marzano, i costi  sostenuti  risultano,
  sostanzialmente, in linea con gli standard di mercato.
   Infine,  per completezza, per quanto attiene l'ex Hotel Costa,  si
  segnala  che l'Ersu è nella fase di chiusura di un contenzioso  che
  si  protrae  dal  2009 e che, una volta chiusa  la  transazione  in
  corso,  peraltro,  autorizzata con parere positivo  dall'Avvocatura
  distrettuale  di Catania, potrà rendere disponibili  ulteriori  300
  posti letti che si aggiungeranno all'attuale offerta.
   Da   ultimo,  è  chiaro  che,  per  quanto  concerne,  l'eventuale
  riutilizzo  di somme derivanti da dismissione di alcune  residenze,
  l'Assessorato approfondirà l'interlocuzione con l'Ersu di  Catania,
  al  fine  di  valutare, finalmente, l'opportunità di  erogare  agli
  studenti  contributi  diretti  che  consentano  loro  di  scegliere
  individualmente alloggio o residenze private.
   E' altrettanto chiaro e, su questo, voglio rassicurare l'onorevole
  Ciancio - che sa quanto starmi a cuore i problemi dell'università e
  della  residenzialità universitaria - sul fatto che noi, al  di  là
  dell'imminente  costituzione  dei consigli  di  amministrazione  e,
  anzi, forse, proprio per questo, intendiamo pervenire a delle linee
  guida regionali che fissino le forbici all'interno delle quali, per
  tutte  le  varie  funzioni di competenza  degli  Ersu,  gli  stessi
  possano  muoversi  in autonomia perché è chiaro  che  non  possiamo
  immaginare  che si eroghino alcuni servizi a Palermo e  non  li  si
  eroghino a Catania; non possiamo immaginare che un costo per  posto
  letto,  razione  materie e per effetto del numero  di  posti  letto
  complessivi,  costi 800 euro in un posto e 150 euro  in  un  altro,
  perché  le risorse vengono ripartite, come l'onorevole interrogante
  sa,  in  proporzione  al numero della popolazione  studentesca,  al
  numero  dell'utenza  ma,  è chiaro che, rispetto  a  quella  fetta,
  l'utenza deve avere le stesse opportunità di acquisizione.
   Ecco perché ringrazio l'onorevole Ciancio per il quesito, ma posso
  rassicurare  che,  non  solo  daremo  veloce  adempimento,   appena
  pubblicata,   alla  normativa  sul  ripristino  dei   consigli   di
  amministrazione,  ma  continueremo a  monitorare,  con  costante  e
  pervicace  attenzione,  le modalità di gestione  amministrativa  di
  ciascun  ente per il diritto allo studio che insista nella  Regione
  siciliana.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Ciancio   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   CIANCIO. Mi dichiaro soddisfatta.


   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  abbiamo  concluso  il   corposo
  allegato di oggi della Rubrica dell'assessore Lagalla.
   Onorevoli  colleghi, abbiamo avuto la disponibilità dell'assessore
  Cordaro   e, pertanto, la seduta è rinviata a domani, mercoledì  27
  febbraio 2019, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

    I -COMUNICAZIONI

    II -SVOLGIMENTO,  AI  SENSI  DELL'ARTICOLO  159,  COMMA  3,  DEL
       REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
       RUBRICA:  Territorio e ambiente  (V. allegato)

                   La seduta è tolta alle ore 18.11

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte  scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   -  da  parte  dell'Assessore per lo sviluppo rurale  e  la  pesca
  mediterranea

   N.  465  -  Interventi  a  sostegno degli operatori  agricoli  del
  settore biologico.
   Firmatari:   Pagana  Elena;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;   Campo
  Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di
  Caro  Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
  Marano  Jose; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
  Siragusa  Salvatore;  Sunseri Luigi;  Tancredi   Sergio;   Trizzino
  Giampiero;  Zafarana Valentina; Zito Stefano
   - Con nota prot. n. 59355/IN.17 del 26 novembre 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'agricoltura.

   -  Da  parte  dell'Assessore  per i beni  culturali  e  l'identità
  siciliana:

   N.  571 - Trasferimento del quadro 'Polittico di San Gregorio'  di
  Antonello   da   Messina   nell'ambito   delle  iniziative   legate
  all'evento 'Palermo  capitale  della cultura'.
   Firmatari: De Domenico Francesco; Lupo Giuseppe; Arancio  Giuseppe
  Concetto; Dipasquale Emanuele.

   -  Da  parte dell'Assessore per l'energia e i servizi di  pubblica
  utilità:

   N.  268  -  Interventi  per garantire la tutela  ambientale  della
  frazione di Sant'Ambrogio nel comune di Cefalù (PA).
   Firmatari: Figuccia Vincenzo
   -  Con  nota prot. n. 43782/IN.17 del 10 agosto 2018 il Presidente
  della  Regione ha delegato l'Assessore per l'energia.  -  Con  nota
  prot.  n.  3001/Gab del 9 agosto 2018 l'Assessore per il territorio
  ha eccepito la propria incompetenza.

   - Da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità:

   N.  411 - Chiarimenti in ordine alla dotazione finanziaria per  il
  risanamento delle aree degradate di Messina.
   Firmatari: Zafarana Valentina; Schillaci Roberta; Tancredi Sergio;
  Di  Paola  Nunzio; Di Caro Giovanni; Trizzino Giampiero; Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Pasqua Giorgio; Marano Jose; Cappello  Francesco;
  Mangiacavallo   Matteo;  Siragusa  Salvatore;  Palmeri   Valentina;
  Sunseri  Luigi;  Zito Stefano; De Luca Antonino;  Ciancio  Gianina;
  Pagana Elena; Campo Stefania; Foti Angela
   - Con nota prot. n. 56942/IN.17 del 13 novembre 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture.

   N.  547  -  Problematiche inerenti al contratto  di  servizio  con
  Trenitalia spa con particolare riferimento alla corsa metropolitana
  Ficarazzi/Palermo.
   Firmatari: Aricò Alessandro.

   -  Da  parte  dell'Assessore  per  l'istruzione  e  la  formazione
  professionale

   N. 471 - Conferenza internazionale sulla Libia.
   Firmatari:De  Domenico Francesco; Lupo Giuseppe; Arancio  Giuseppe
  Concetto; Dipasquale Emanuele
   - Con nota prot. n. 58428/IN.17 del 21 novembre 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione.

   (*)  Le  risposte alle suddette interrogazioni saranno  pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   - Riqualificazioni artistiche delle aree pubbliche (n. 504).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato  dagli  onorevoli  Pasqua,
  Campo,  Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di  Paola,
  Foti,  Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Schillaci, Siragusa,
  Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito il 19 febbraio 2019.

   -   Tutela  dei  Consumatori  e  degli  Utenti  -Programmazione  -
  Associazioni dei Consumatori (n. 505).
   Di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Foti,
  Cancelleri, Campo, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro,  Di  Paola,
  Mangiacavallo, Di Paola, Marano, Palmeri, Pagana Pasqua, Schillaci,
  Siragusa,  Sunseri,  Trizzino, Tancredi,  Zafarana  e  Zito  il  19
  febbraio 2019.

   - Istituzione del Sistema regionale della formazione professionale
  (n. 506).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Sammartino,
  Arancio,  Barbagallo,  Cafeo, Catanzaro,  Cracolici,  De  Domenico,
  Dipasquale Gucciardi, Lantieri e Lupo il 19 febbraio 2019.

   - Istituzione della  Strada degli Scrittori  (n. 507).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Dipasquale,
  Lupo,   Arancio,  Barbagallo,  Cafeo,  Catanzaro,   Cracolici,   De
  Domenico, Gucciardi, Lantieri e Sammartino il 19 febbraio 2019.

   -  Disegno  di  legge  voto  da  sottoporre  al  Parlamento  della
  Repubblica,  ai  sensi  dell'articolo  18  dello  Statuto,  recante
  disposizioni in materia di legalizzazione della coltivazione, della
  lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati  (n.
  508).
   Di  iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Campo,
  Cancelleri,   Cappello,   Ciancio,   Sunseri,   Foti,   Di    Caro,
  Mangiacavallo,  Palmeri,  Siragusa, Tancredi,  Trizzino,  Zafarana,
  Zito,  Pagana, A. De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci  il
  19 febbraio 2019.

   -  Modifica alla legge regionale 6 marzo 1976, n. 25  Disposizioni
  per  i  centri  interaziendali  per  l'addestramento  professionale
  nell'industria  (n. 509).
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito, Campo,
  Cancelleri,  Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di  Paola,  Foti,
  Mangiacavallo,   Marano,   Pagana,  Palmeri,   Pasqua,   Schillaci,
  Siragusa,  Sunseri, Tancredi, Trizzino e Zafarana  il  19  febbraio
  2019.

       Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Consorzi  ASI  di Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta  e
  Gela - Incarico di Commissario liquidatore (n. 44/I).
   Reso in data 21 febbraio 2019.
   Inviato in data 22 febbraio 2019.

                       Annunzio di interpellanza

   N.  150  -  Nomina  del  consiglio  di  amministrazione  dell'Ente
  autonomo regionale 'Teatro di Messina'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;  Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia   fatto  alcuna  dichiarazione,  l'interpellanza  si  intende
  accettata  e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere  svolta
  al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   N. 221 - Realizzazione del nuovo ospedale di Siracusa.
   Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina;  Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci  Roberta;  Di
  Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   Presentata il 21/02/19

   N.  222  - Risorse per le coltivazioni vitivinicole colpite  dalle
  alluvioni.
   Sunseri  Luigi;  Cancelleri  Giovanni Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina;  Zito  Stefano; Tancredi Sergio; Schillaci  Roberta;  Di
  Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   Presentata il 21/02/19

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

                  Risposte scritte ad interrogazioni