Presidenza del vicepresidente Cancelleri
La seduta è aperta alle ore 15.23
ZITO, segretario, dà lettura del processo verbale delle sedute n.
98 del 31gennaio-1-11-12-13-14-15 febbraio 2019 che, non sorgendo
osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Il mio particolare apprezzamento al segretario,
onorevole Zito.
Avverto che il processo verbale della seduta precedente sarà posto
a disposizione degli onorevoli deputati che intendano prenderne
visione e sarà considerato approvato, in assenza di osservazioni in
contrario, al termine della presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
Trizzino
.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cafeo è in missione in data
odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di trasmissione di statuto di Intergruppo
parlamentare
PRESIDENTE. Informo che, con nota del 19 febbraio 2019, pervenuta
alla Presidenza dell'Assemblea in pari data e protocollata al n.
1451/AULAPG del 21 febbraio successivo, l'onorevole Alessandro
Aricò ha trasmesso - allegando relativa documentazione - lo Statuto
dell'Intergruppo Continuità territoriale e sviluppo infrastrutture
e Ponte sullo Stretto , sottoscritto oltre che dallo stesso on.
Aricò, anche dagli onorevoli Galluzzo, Assenza, Savarino, Zitelli,
Amata, Catalfamo, Galvagno, Genovese, Bulla, Dipasquale e De
Domenico.
L'Assemblea ne prende atto.
Copia integrale della suddetta documentazione trovasi depositata
presso il Servizio Lavori d'Aula.
Comunicazione di decreto di nomina ad Assessore regionale
PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot. n. 7419 del 21 febbraio
2019, pervenuta alla Segreteria generale in pari data e
protocollata al n. 1472/AulaPG-SGPG del 22 febbraio 2019, la
Segreteria generale della Presidenza della Regione ha trasmesso
copia del decreto presidenziale n. 28/Area 1 /S.G. del 20 febbraio
2019, di nomina del dott. Antonio Scavone ad Assessore regionale
preposto all'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche
sociali e del lavoro e contestuale cessazione dalla carica del
precedente Assessore regionale preposto al predetto ramo di
Amministrazione.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
ZITO, segretario:
«REGIONE SICILIANA
IL PRESIDENTE
D.P. N. 28/Area 1 /S.G.
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9 dello Statuto, come sostituito
dall'articolo 1, comma 1, lett. f) della legge costituzionale 31
gennaio 2001, n. 2, che, nel prevedere l'elezione a suffragio
universale e diretto del Presidente della Regione, gli attribuisce
il potere di nominare e revocare gli Assessori tra cui un
Vicepresidente che lo sostituisce in caso di assenza o impedimento;
VISTA la Legge Regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la Legge Regionale 15 maggio 2000, n. 10, e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la Legge Regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione Siciliana;
VISTA la Legge Costituzionale 7 febbraio 2013, n. 2 "Modifiche
all'articolo 3 dello Statuto della Regione Siciliana, in materia di
riduzione dei deputati dell'Assemblea Regionale Siciliana.
Disposizioni transitorie";
VISTO il Decreto Presidenziale 14 giugno 2016, n. 12 "Regolamento
di attuazione del Titolo II della Legge regionale 16 dicembre 2008,
n. 19. Rimodulazione degli assetti organizzativi dei Dipartimenti
Regionali di cui all'articolo 49, comma 1, della legge regionale 7
maggio 2015, n. 9. Modifica del decreto del Presidente della
Regione 18 gennaio 2013, n. 6 e successive modifiche e
integrazioni";
VISTO il Decreto Presidenziale 1 settembre 2017, n. 444/Serv. 4-
S.G. concernente la ripartizione dei seggi dell'Assemblea Regionale
Siciliana ai collegi provinciali in base alla popolazione
residente;
VISTO il Decreto Presidenziale 1 settembre 2017, n. 445/Serv. 4-
S.G. concernente la convocazione dei comizi per l'elezione del
Presidente della Regione e dei deputati dell'Assemblea Regionale
Siciliana per la XVII legislatura;
VISTO l'atto del 18 novembre 2017 della Corte di Appello di
Palermo - Ufficio Centrale Regionale per l'Elezione del Presidente
della Regione e dell'Assemblea Regionale Siciliana (elezioni del 5
novembre 2017) con il quale l'On.le Sebastiano Musumeci è stato
proclamato eletto alle cariche di Presidente della Regione
Siciliana e di Deputato dell'Assemblea Regionale Siciliana;
VISTO il Decreto Presidenziale n. 643 del 29 novembre 2017,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 5
dicembre 2017 - Parte I - n. 53, di costituzione del Governo della
Regione Siciliana - XVII Legislatura, di nomina degli Assessori
regionali con le relative preposizioni ai vari rami
dell'Amministrazione regionale e successivi decreti presidenziali
integrativi e modificativi del Governo della Regione;
VISTO in particolare, l'articolo 1 del sopra specificato Decreto
Presidenziale n. 643/2017 con il quale, tra gli altri, la dott.ssa
Maria Ippolito è stata nominata Assessore regionale con
preposizione all'Assessorato regionale della famiglia, delle
politiche sociali e del lavoro;
VISTA la nota prot. n. 3407 del 20 febbraio 2019 dell'Ufficio di
Gabinetto del Presidente della Regione, alla quale è acclusa la
lettera di dimissioni irrevocabili da parte della dott.ssa Maria
Ippolito dalla carica di Assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro;
RITENUTO di accogliere tali dimissioni;
RITENUTO di nominare il Dott. Antonio Scavone, nato a Catania il
16 novembre 1956, Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e
del lavoro;
D E C R E T A
ART. 1
Per quanto in premessa specificato la dott.ssa Maria Ippolito
cessa dalla carica di Assessore regionale preposto all'Assessorato
regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro.
ART. 2
Contestualmente alla cessazione dalla carica di cui all'articolo 1
il dott. Antonio Scavone, nato a Catania il 16 novembre 1956, è
nominato Assessore regionale con preposizione all'Assessorato
regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro.
ART. 3
L'Assunzione delle funzioni da parte dell'Assessore regionale
nominato con il presente decreto è subordinata alla previa
acquisizione del provvedimento di aspettativa rilasciato
dall'Amministrazione di appartenenza.
ART. 4
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Regione Siciliana e nel sito internet della Regione siciliana ai
sensi dell'art. 68, comma 4, della legge regionale 12 agosto 2014,
n. 21.
Palermo, lì 20 febbraio 2019
Il Presidente
MUSUMECI»
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di passare allo svolgimento
delle interrogazioni e delle interpellanze della Rubrica
Istruzione e formazione professionale , ha chiesto di parlare,
sull'ordine dei lavori, l'onorevole Cracolici.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi volevo soltanto
chiedere che l'interrogazione n. 291, a mia firma come primo
firmatario, a cui dovrebbe rispondere l'assessore Lagalla, possa
essere trasformata in risposta scritta poiché non potrò partecipare
per l'intera seduta, dovendomi allontanare. Quindi chiedo la
cortesia di trasformarla in risposta scritta e farla pervenire al
mio indirizzo istituzionale.
PRESIDENTE. Onorevole, se l'Assessore non ha nulla in contrario e
se lei non ha nulla in contrario, possiamo svolgerla anche adesso
così può partecipare alla discussione.
CRACOLICI. Se lo può fare, sì.
PRESIDENTE. Non credo che i colleghi abbiano nulla in contrario,
quindi la anticipiamo.
formazione'
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica:
Istruzione e formazione professionale
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si procede, quindi, con il
prelievo della interrogazione numero 291 Chiarimenti sulle
modalità di assegnazione delle risorse a valere sull'avviso 2/2018
a firma degli onorevoli Cracolici, Lupo, Aancio, Barbagallo, Cafeo,
Catanzaro, De Domenico, Dipasquale, Gucciardi, Lantieri,
Sammartino.
Ne do lettura:
«All'Assessore per l'istruzione e la formazione professionale,
premesso che:
l'avviso n. 2 del 2018 disponeva che gli enti accreditati sulla
base dei profili indicati dall'amministrazione regionale, potevano
presentare un numero di percorsi formativi pari ad una quantità
finanziaria sino al limite di una volta e mezzo del migliore ricavo
annuo del precedente quinquennio all'avviso;
i potenziali allievi potevano informaticamente, a seguito dei
profili individuati dagli enti, candidarsi per svolgere le attività
formative sino a 5 adesioni per lo stesso candidato;
gli allievi, a decorrere dal 6 giugno e sino al 26 giugno, cosi
come previsto dal DDG n. 2387 del 05/06/2018, avrebbero dovuto
formalizzare presso gli enti, che si erano proposti per l'attività
formativa, perfezionare l'adesione in preiscrizione;
a loro volta, gli enti, preso atto della richiesta sottoscritta
dagli allievi, procedere alla richiesta di prenotazione delle
risorse finanziarie sulla base dei requisiti minimi di almeno 15
allievi per ogni corso;
il medesimo avviso, dava possibilità agli enti di richiedere la
prenotazione delle risorse finanziarie per diversi corsi, ancorché,
gli allievi fossero sempre gli stessi, poiché, lo stesso avviso
disponeva che ogni allievo poteva prescriversi in cinque corsi;
considerato che:
il DDG n. 2387 del 05/06/2018 è stato pubblicato il giorno
antecedente alla possibilità di procedere alla preiscrizione,
ancorché siano state fatte variazioni a chiarimento pubblicate con
successivi DDDDGG;
l'ente, dalle ore 12 del 6/06/2018, poteva contestualmente
procedere alla richiesta di accantonamento delle risorse per i
corsi che venivano proposti, in coerenza con le adesioni al
catalogo formative e sino al 26 giugno 2018, quale data di scadenza
del bando di selezione. Tale scadenza era relativa, sia agli
allievi per perfezionare la preiscrizione che per gli enti al fine
di richiedere l'accantonamento risorse;
ritenuto che:
tale procedura ha finito per determinare un vantaggio per quegli
enti che, utilizzando gli stessi allievi in 5 corsi distinti, hanno
proceduto alla richiesta di finanziamento prima di altri, per poi
modificare i nomi degli allievi in data successiva dalla richiesta
di accantonamento risorse;
detta procedura ha determinato, oltre che dubbi di legittimità,
una palese disparità nei confronti di quegli enti che una volta
esaurito il budget di prenotazione (circa la metà delle risorse
finanziarie richieste) rischiano di non poter effettuare attività
formative poiché il budget è stato interamente utilizzato dagli
enti che hanno perfezionato la composizione dei corsi
successivamente alla richiesta di prenotazione delle risorse
medesime;
rilevato che lo stesso Avviso 02/2018 così come indicato all'art.
9 punto 4, non prevede la pubblicazione degli enti ammessi alle
successive fasi e quindi al finanziamento. Obbliga invece, che
entro i 30 giorni successivi dalla chiusura del bando di selezione
(26 giugno 2018) l'ente, dovrà completare le procedure di selezione
(inclusi eventuali test, prove di selezione e definizione
graduatorie) e che entro i 45 giorni, sempre, dalla chiusura del
bando di selezione, pena la decadenza della riserva per la
specifica edizione, l'Ente deve completare l'iter istruttorio
propedeutico all'emanazione del provvedimento di concessione del
contributo da parte dell'Amministrazione dopo le verifiche di rito;
per sapere:
se in questo iter procedurale utilizzato dall'assessorato non
vengano ravvisate incongruenze da poter determinare il rischio di
un ennesimo flop dell'avvio dell'attività formativa per l'anno
formativo 2018/2019;
se non ritenga che occorra, prima della prosecuzione dell'iter
istruttorio, pubblicare l'elenco degli enti che hanno agito,
ancorché la procedura formalmente non lo vietava, distinguendo gli
enti che hanno avanzato la richiesta di finanziamento senza aver
modificato successivamente i nomi dei corsisti, da quelli che
invece hanno modificato successivamente alla richiesta di
prenotazione delle risorse i nomi degli allievi, procedendo a dare
priorità al finanziamento ai primi;
quali azioni siano state intraprese per garantire la sicurezza
informatica visto che tutta la procedura di assegnazione dei fondi
pubblici si è svolta esclusivamente attraverso un portale
informatico e che nel corso della gestione delle procedure si sono
determinati anomalie tecniche tali da necessitare interventi e
proroghe;
quali ragioni abbiano, inoltre, condotto l'Amministrazione a
decidere di informare gli Enti assegnatari delle ipotetiche risorse
finanziarie esclusivamente a mezzo Pec senza l'applicazione delle
norme sulla trasparenza degli atti amministrativi;
quali azioni urgenti si intendano, infine, intraprendere per
scongiurare di fatto, alla luce di quanto esposto, l'ipotesi di
innumerevoli ricorsi che bloccherebbero nuovamente il settore della
formazione, da ormai troppo tempo ingessato, permettendo invero il
reinserimento dei lavoratori del settore.»
Ha facoltà di parlare l'Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale, professore Lagalla.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, onorevoli deputati. In relazione
all'interrogazione dell'onorevole Cracolici, mi riferisco che la
modalità seguita da alcuni enti di utilizzare gli stessi allievi
per procedere alla richiesta di accantonamento delle risorse fino
ad un numero massimo di 5 edizioni, non ha determinato, come
eventualmente ipotizzato nella interrogazione, disparità nei
confronti degli altri enti proponenti che non hanno proceduto in
analogo modo come ampiamente documentato nell'ambito della faq 2.1
Edizione riserva delle risorse che precisa ai sensi dell'articolo
5, comma 4, articolo 9.3, comma 1, comma 3 e comma 8, dell'avviso
le prenotazioni delle somme relative ai corsi per i quali, a
seguito di rinuncia da parte dei soggetti iscritti ad altri
percorsi il numero dei candidati preiscritti abbia subito una
riduzione al di sotto dei 15, determina la decadenza .
Conseguentemente le risorse resisi disponibili in corrispondenza di
una delle riserve, area profilo, provincia, ecc, previste
dall'articolo 9, punto 1, dell'avviso potranno essere prenotate a
favore di soggetti proponenti secondo il relativo ordine
cronologico.
Inoltre, ai sensi del punto 6, dell'articolo 9, punto 3, dello
stesso avviso 2/2018 in fase di iscrizione l'allievo conferma la
propria iscrizione e, specificamente, la rinuncia ad eventuali
altre preiscrizioni.
In base a quanto evidenziato risulta chiaro che la procedura è
garantita dalle evenienze prefigurate nel corso dell'interrogazione
e, pertanto, tale modalità non risulta lesiva del legittimo
interesse dei soggetti proponenti anche perché il sistema
informatico ha automaticamente cassato i duplicati per cui un
allievo risulta legittimato a poter partecipare, alla fine, solo ad
un corso.
In tal senso si rappresenta che anche il Tar, con ordinanza
00920/2018, in sede cautelare ha respinto la domanda di sospensione
dell'esecuzione del provvedimento di conclusione del procedimento
di riserva finanziaria con il quale non è stata confermata la
riserva poiché, testualmente, il ricorso ad un primo sommario esame
non appare sorretto da sufficienti profili di fondatezza tali da
farne ipotizzare un esito favorevole nel merito, atteso che la
sottoscrizione da parte di almeno 15 allievi delle rispettive
domande di partecipazione al corso, ai sensi del DPR 445/2000,
costituisce elemento essenziale della domanda di finanziamento e
non una irregolarità formale sanabile a mezzo del ricorso al
soccorso istruttorio. In esito alle procedure oggi concluse non si
sono di fatto riscontrate criticità rispetto a quanto paventato sul
punto con la interrogazione dell'onorevole Cracolici.
Con rifermento, invece, alla procedura informatica si precisa che
l'Amministrazione ha posto in essere tutte le procedure atte a
garantire la sicurezza informatica della stessa, ponendo in essere
anche una continuativa attività di monitoraggio e salvaguardia dei
dati che ha determinato in caso di rilevazione di situazioni
critiche la tempestiva adozione di opportune azioni correttive.
A tal proposito si precisa, tra l'altro, che il D.D.C. 2387, del 5
giugno 2018, chiarisce che, ai fini del corretto assolvimento delle
procedure di selezione da parte dei soggetti destinatari e degli
enti erogatori dei servizi formativi non sarebbero stati presi in
considerazione dall'Amministrazione i moduli di preiscrizioni o
iscrizioni degli allievi non prodotti direttamente dalla
piattaforma informatica regionale dedicata all'avviso 2/2018
successivamente alla candidatura dei soggetti destinatari.
Per quanto attiene all'applicazione dei principi di trasparenza
degli atti amministrativi, si rappresenta che al solo fine di dare
riscontro alla richiesta conoscitiva delle parti sociali,
associazioni datoriali e sindacali, sullo stato delle istruttorie
in corso, in data 7 settembre è stato pubblicato sul sito del
Dipartimento un elenco degli esiti istruttori di conferma o non
conferma delle risorse finanziarie.
In ultimo, mi piace evidenziare che l'Avviso 2 ha consentito la
ripartenza del comparto della Formazione professionale, a tutt'oggi
si registrano circa 800 corsi decretati, la stragrande maggioranza
dei quali già avviati, così garantendo sia il reinserimento dei
lavoratori iscritti all'albo, almeno parzialmente, e dei formatori,
che l'offerta formativa che oggi ha dato la possibilità ad oltre
dodicimila giovani di frequentare gratuitamente i relativi
percorsi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole Cracolici per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi considero
soddisfatto dalla risposta anche perché è chiaro che
l'interrogazione riguarda un provvedimento fatto a giugno del 2018,
siamo a febbraio del 2019 e, come giustamente ricordava
l'assessore, i corsi sono partiti.
Io credo però, assessore, che al di là della puntuale risposta,
ancorché c'è un passaggio che ho bisogno di leggere meglio nel
momento in cui vedrò la risposta scritta, a proposito della
decadenza per quegli enti che hanno ridotto sotto i quindici,
significa che dentro i quindici potevano sostituire, ed è, credo,
questo l'aspetto che io ho voluto mettere in risalto con
l'interrogazione, proprio perché, a mio avviso, quella procedura,
chiaramente che è stata valutata, presentava un punto di crisi del
sistema.
Cioè un ente avendo trenta allievi, diciamo, potenziali e dovendo
partecipare a cinque corsi, bastava far ruotare i trenta nei cinque
corsi, in realtà erano 5-6 quelli che avrebbero partecipato,
prenotare la spesa e poi cambiare i dieci che si sovrapponevano,
spero di no, mi auguro di no, lei continua a dirmi di no, io mi
auguro per tutti noi, no, nel senso che questo aspetto ha creato
una certa attenzione da parte degli enti, come è naturale che sia,
non c'è avviso della Regione siciliana che non goda, diciamo,
l'attenzione dei giudici amministrativi, della Guardia di Finanza,
immagino che anche questo avrà avuto tutte le attenzioni
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Lo abbiamo mandato noi alla Ragioneria.
CRACOLICI. Ecco, io mi auguro a maggiore tutela di tutti che siano
state, diciamo, non rispettate le regole della trasparenza, perché
su questo non ho dubbi, ma che anche involontariamente le procedure
scelte non abbiano finito per favorire i furbetti.
Questo era il senso dell'interrogazione: il Governo mi assicura
che questo provvedimento non ha generato quello che io temevo, ne
prendo atto e sono contento per tutti noi.
PRESIDENTE. Riprendiamo dall'inizio del fascicolo.
Si passa all'interpellanza n. 6: Ripristino dei finanziamenti
dedicati ai convitti annessi alle istituzioni scolastiche della
Regione , a firma degli onorevoli Campo ed altri.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia e
all'Assessore per l'istruzione e la formazione professionale,
premesso che:
l'Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione
professionale annualmente destina un finanziamento dedicato
specificamente ai quattro Convitti annessi alle istituzioni
scolastiche, siti in Modica, Sciacca, Caltanissetta e Giarre, al
fine di sostenere le spese di funzionamento e di vitto per gli
alunni convittori e semi convittori;
il finanziamento è imputato sul capitolo 373314 relativo al fondo
destinato al funzionamento amministrativo e didattico delle scuole
materne, elementari, medie, licei classici, scientifici, istituti
magistrali, istituti tecnici, istituti professionali, istituti
d'arte e licei artistici statali, di cui alla L.R. 6/2000 art.7,
L.R. 8/2000 art.29, L.R. 5/2014 art.4 e L.R. 3/2016 art.20, che per
gli esercizi finanziari 2017 e 2018 ammonta ad euro 25.225.000,00;
tale finanziamento con D.D.S. n. 1858 del 22/04/2016 veniva
determinato in euro 724,27 per ogni alunno in regime convittuale e
in euro 292,29 per ogni alunno in regime semi convittuale;
con il successivo D.A. 5620 del 18/07/2017 il contributo è stato
rideterminato in euro 453,24 per ogni alunno in regime convittuale
ed euro 183,32 per ogni alunno in regime semi convittuale;
il D.D.G. n. 5685 del 21/07/2017 che impegna le spese per il
funzionamento delle Istituzioni scolastiche statali in Sicilia per
l'anno scolastico 2016/2017 assegna ai convitti le relative somme
così come sopra rideterminate;
rilevato che con il recente D.D.G. n. 8457 del 22 novembre 2017 i
Convitti sono stati esclusi dagli impegni per le spese di
funzionamento amministrativo e didattico delle Istituzioni
Scolastiche statali di ogni ordine e grado funzionanti in Sicilia
per l'anno scolastico 2017/2018;
considerato che:
tali finanziamenti risultano indispensabili per la gestione
convittuale, in particolar modo per sostenere le spese relative al
pranzo e alla cena degli alunni convittori e semi convittori;
i convitti non possiedono fondi alternativi da cui attingere;
ai convitti non sono pervenute comunicazioni formali preventive né
da parte dell'Assessorato regionale all'Istruzione né da parte
dell'Ufficio Scolastico Regionale relative al venir meno di tali
finanziamenti, propedeutiche e necessarie per permettere loro di
ponderare sull'attivazione o meno del servizio offerto;
visto che:
la soppressione del finanziamento equivale concretamente ad una
disposizione di chiusura dei Convitti annessi siciliani, nonostante
il servizio di qualità fornito agli alunni in termini di formazione
e di qualità della vita;
la chiusura di un convitto annesso comporta da una parte la
lesione al diritto allo studio di molti alunni disagiati dal punto
di vista economico, e dall'altra la perdita di posti di lavoro di
circa 25-30 unità di personale scolastico per ogni singolo
convitto, tra educatori, cuochi, infermieri, assistenti
amministrativi, custodi e collaboratori scolastici;
per conoscere:
le motivazioni per le quali abbiano ritenuto di dovere escludere i
quattro convitti annessi alle istituzioni scolastiche dai fondi del
capitolo n. 373314, operando in tal modo una scelta che condannerà
i convitti alla chiusura;
se non ravvisino la necessità di dovere con la massima urgenza
procedere al ripristino del predetto finanziamento, al fine di
consentire ai convitti di poter proseguire il servizio fornito,
almeno per l'anno scolastico in corso;
se non ritengano opportuno attivarsi il prima possibile per
coinvolgere e dialogare con le direzioni scolastiche dei convitti
sulle future prospettive di finanziamento .
PRESIDENTE. Onorevole Campo, se la vuole illustrare ha cinque
minuti di tempo, altrimenti se vuole ascoltare l'Assessore poi può
intervenire in replica.
CAMPO. Chiedo di parlare per illustrare l'interpellanza.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Lagalla
questa interpellanza urgente, da me definita così quando l'ho
presentata, è stata caricata il 9 gennaio 2018, quindi era urgente
ben tredici mesi or sono, e mi veniva sollecitata a gran voce da
quattro province, quella di Ragusa, Caltanissetta, Catania e
Agrigento sia dal personale scolastico che dagli alunni e dai
genitori proprio per il disagio che si stava venendo a creare in
quel momento.
Io all'epoca ero appena insediata, al mio primo mandato e quindi,
forse ingenuamente pensavo che urgente avrebbe implicato, non dico
dopo qualche giorno, ma almeno dopo qualche settimana, per lo meno,
prima che si fosse concluso l'anno scolastico. Che cosa chiedevo in
questa interpellanza? All'improvviso, senza nessuna comunicazione
da parte sia dell'assessorato che sia dall'ufficio di competenza
regionale era stato tagliato drasticamente, anzi completamente
tolto il contributo ai nostri 4 Convitti regionali quello di
Modica, di Sciacca, di Giarre e di Caltanissetta.
Questo, ovviamente, ha lasciato praticamente il personale
scolastico in attesa di capire se dovere continuare il servizio o
meno, perché questo era l'unico contributo che i convitti
ricevevano e quindi si rischiava la chiusura immediata, ed il danno
era non solo quello di lasciare a casa circa trenta persone fra
personale scolastico ed altro e, quindi, licenziare centoventi
persone ma anche il disagio causato agli alunni, perché i Convitti
facevano fronte a tutte le fasce deboli della popolazione che
potevano permettersi gli studi ed inoltre garantivano anche a tutti
quegli studenti non residenti, fuori sede, la possibilità di
continuare a studiare e, quindi, limitavano di gran lunga la
dispersione scolastica.
Ecco, all'improvviso, questo contributo è venuto meno, io voglio
ricordare un po' lo storico. Noi avevamo un contributo iniziale di
724 Euro per ogni alunno convittore e 292 Euro per ogni semi
convittore.
Successivamente con un decreto assessoriale viene ridotto a 453
Euro per i convittori e 183 Euro per i semi convittori. Se non ché
il 22 novembre 2018 viene all'improvviso tagliato senza nessuna
comunicazione ai dirigenti scolastici.
Ecco, io avevo detto che era urgente, mi è arrivata la risposta
dell'assessore Lagalla che si è fatta attendere il 13 luglio
scorso, dove mi dice che le risorse erano state ristabilite per un
pari di 500 Euro a convittore e 250 Euro per semi convittore però
non mi è chiara, assessore, una cosa. Questo contributo di fatto è
stato diminuito e, se è sì, di quanto? Vorrei capire perché a
distanza di tredici mesi sicuramente la situazione sarà stata presa
in considerazione, però vorrei capire qual è l'attuale situazione
di questi convitti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la
risposta.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Grazie, signor Presidente, in merito alle osservazioni
all'onorevole interpellante confermo che i decreti assessoriali ai
quali la stessa ha fatto riferimento fino all'azzeramento del
contributo ai convitti annessi alle istituzioni scolastiche che è
quello a cui fa riferimento erano stati operati, nella precedente
legislatura, dall'Amministrazione in carica, fino alla
cancellazione dello stesso contributo per l'anno scolastico 2017-
2018.
Il Governo si è insediato com'è noto a dicembre 2017, cioè dopo
l'azzeramento del relativo Capitolo e chi vi parla, nel decreto
assessoriale 2011 del 24 maggio 2018, relativo alla redistribuzione
delle risorse di funzionamento agli istituti scolastici sul
territorio regionale, nel rivedere e nel rimodulare la
distribuzione delle stesse risorse, ha determinato in relazione
alle esigenze di tutti gli ordini e gradi gli istituti scolastici
una ripartizione anche per i convitti e semi convitti annessi agli
istituti scolastici stessi.
Di fatto, noi oggi abbiamo un'assegnazione forfetaria per ogni
scuola con convitto e semi convitto pari a 400 Euro ed
un'assegnazione aggiuntiva per ogni allievo convittore di 500 Euro
ed un'assegnazione aggiuntiva per ogni allievo semiconvittore di
250 Euro, che vengono maggiorate di ulteriori 20 Euro nel caso di
convittori disabili.
Ad oggi, questa è la situazione, sulla legge di stabilità
recentemente approvata da quest'Aula, da questo Parlamento.
La dotazione finanziaria del capitolo è stata confermata a livello
di quella dell'anno precedente, quindi 27 milioni e 500 mila euro.
E' presumibile che questo ci consentirà di confermare, non credo in
misura aggiuntiva ma, certamente, in misura analoga anche per
l'anno 2018/2019, le stesse determinazioni già adottate in
precedenza.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta.
CAMPO. Mi dichiaro soddisfatta.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 39 Chiarimenti e
servizi sullo stato di aggiornamento dell'anagrafe dell'edilizia
scolastica e sulla sicurezza degli edifici , a firma degli
onorevoli Siragusa ed altri.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, visto che:
l'art. 7 della legge 23/96 attribuisce al Ministero
dell'Istruzione, Università e Ricerca la realizzazione e la cura
dell'Anagrafe Nazionale dell'Edilizia Scolastica, articolata per
regioni e diretta ad accertare la consistenza, la situazione e la
funzionalità del relativo patrimonio, al fine di attivare uno
strumento conoscitivo fondamentale per i diversi livelli di
programmazione del settore;
la circolare n. 16 del 17 Luglio 2007, Prot. N. 2524 del 17 Luglio
2007, del Servizio VII - U.O. XV P.I. del Dipartimento Pubblica
Istruzione dell'allora Assessorato dei Beni Culturali, Ambientali e
della Pubblica Istruzione disegna una situazione del patrimonio
scolastico regionale che presenta ancora molteplici carenze
relative sia alla qualità delle strutture sia a quei requisiti di
igiene, sicurezza ed agibilità che renderebbero le strutture del
patrimonio scolastico presente all'interno della Regione siciliana,
idonee all'uso;
considerato che:
il certificato di agibilità assicura il rispetto di tutte le
normative tecniche a cui l'immobile deve ottemperare ed in
particolare assicura, fra l'altro, la regolarità della costruzione
dal punto di vista igienico-sanitario, della sicurezza sismica e
della conformità alla legge degli impianti tecnologici;
il mancato possesso di tale certificato rappresenta un fattore di
rischio ed un pericolo per la sicurezza di alunni, insegnanti e
personale che operano all'interno delle strutture facenti parte del
patrimonio scolastico sito all'interno del territorio della Regione
siciliana;
considerato che:
l'ultimo programma triennale di edilizia scolastica risale al
triennio 2007-2009;
in data 3 Ottobre 2012 è stato approvato dal Consiglio dei
Ministri, un programma di edilizia scolastica in attuazione della
risoluzione parlamentare 2 Agosto 2012, AC 8-00143 delle
Commissioni V e VII della Camera dei Deputati (13A00091),
pubblicato sulla G.U. del 9 Gennaio 2012 che prevede per la nostra
Regione interventi su 10 strutture scolastiche con un impegno
economico di circa 1,2 milioni di Euro;
per sapere:
quale sia lo stato di aggiornamento dell'Anagrafe dell'edilizia
scolastica regionale;
quale sia lo stato di rispetto delle normative in tema di edilizia
scolastica nei Comuni della Regione;
quale sia il livello informativo del Governo Regionale sul numero
di scuole che non risultino in possesso di tutti i requisiti di
sicurezza, le autorizzazioni, le concessioni e le agibilità imposti
dalla legge;
quali iniziative si intendano adottare al fine di monitorare ed
avere una costante informazione sullo stato di messa in sicurezza
ed adeguamento alle disposizioni di legge in tema di agibilità e
sicurezza delle strutture scolastiche siti all'interno del
territorio regionale;
quali provvedimenti si intendano adottare al fine di adeguare le
strutture adibite ad edilizia scolastica presenti sul territorio
della Regione ai requisiti, anche minimi, di sicurezza richiesti
dalla normativa vigente.»
Ha facoltà di parlare l'assessore Lagalla per fornire la risposta.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, la materia posta a base dell'interrogazione
dell'onorevole Siragusa merita un'approfondita risposta ed una
ricostruzione delle procedure relative all'istituzione
dell'anagrafe regionale dell'edilizia scolastica, in relazione alla
particolare criticità della materia legata alla sicurezza ed alla
qualità strutturale del nostro patrimonio di edilizia scolastica.
Diciamo che, lo stato di aggiornamento dell'anagrafe regionale
dell'edilizia scolastica fa parte di un sistema nazionale di
anagrafi gestito dalle Regioni, raccordate a livello nazionale con
il ministero dell'istruzione, delle università e della ricerca.
Le singole anagrafi sono aggiornate sulla base dei parametri
stabiliti dalla Conferenza Stato-Regioni del 2014 e sono aggiornate
a cura degli enti locali proprietari o gestori dei singoli edifici
scolastici, specificamente dalle amministrazioni comunali fino alla
scuola secondaria di primo grado e dalle ex amministrazioni
provinciali o città metropolitane per quanto riguarda le scuole
secondarie di secondo grado.
Con specifico riferimento all'anagrafe dell'edilizia scolastica
della Regione siciliana, ARES, l'attuale sistema è gestito on-line
su piattaforma telematica, acquisito in riuso, ai sensi del codice
dell'amministrazione digitale dalla Regione Toscana, sulla base di
apposita convenzione sottoscritta nel novembre 2014.
La collegata attività di assistenza tecnica ha consentito il
recupero dei dati dei singoli edifici scolastici, l'avvio della
piattaforma, la formazione dei tecnici degli enti locali e dei
funzionari, nonché il successivo lavoro di aggiornamento.
La quasi totalità dei comuni e delle ex province ha proceduto ad
individuare un referente interno all'amministrazione, ovviamente
comunicato al servizio 11 dell'assessorato che provvede ad
aggiornare le informazioni relative ai singoli edifici scolastici.
Grazie ai ripetuti solleciti ed all'attività di assistenza
prestata in favore degli enti locali, i comuni hanno provveduto
all'aggiornamento della situazione dei singoli edifici. Ciò ha
consentito che la percentuale delle schede aggiornate sul portale
ARES con bollino verde, su un totale di circa 4.200 edifici
scolastici censiti, sia passato dal 15% del 2016 all'attuale 83,5%.
Il completamento dell'aggiornamento è, ovviamente, obiettivo
necessario, poiché consentirà di effettuare un'ulteriore più
corretta pianificazione delle risorse sulla base delle priorità e
delle criticità. E per assicurare il trasferimento delle risorse da
parte dello Stato che, come stabilito dalla legge n. 107/2015,
verranno concesse anche in funzione della percentuale di schede
aggiornate contenute nell'anagrafe regionale.
Se poi voglia considerarsi più adeguatamente il tema della
sicurezza degli edifici scolastici, si rappresenta che, al netto
delle informazioni ancora da acquisire da parte degli enti locali,
la situazione presenta note criticità legate all'età degli edifici,
alla necessità di ulteriore accertamento della sicurezza
antisismica ed all'adeguamento delle norme antincendio di una parte
consistente del nostro patrimonio edilizio.
Tali criticità, tuttavia, non costituiscono una peculiarità
esclusiva della Regione Siciliana, ma costituiscono un dato diffuso
al livello nazionale, che risente anche della carenza delle risorse
destinate nel tempo all'adeguamento del patrimonio edilizio
scolastico. Tuttavia, negli ultimi anni si è registrata
un'inversione di tendenza, che ha fatto registrare un graduale
percorso di avvicinamento di messa in sicurezza degli edifici.
Il già citato Servizio XI dell'assessorato, consapevole
dell'urgenza della messa in sicurezza degli edifici, ha, da un
lato, evidenziato le specificità regionali nell'ambito dei tavoli
nazionali sui criteri di ripartizione delle risorse dal momento che
buona parte del territorio regionale è classificato in zone
sismiche ad alto rischio (1 e 2) e che l'età degli edifici fa sì
che lo stesso non risulti adeguato ai criteri di sicurezza
stabiliti nel tempo dalle norme tecniche antisismiche e dalla
normativa antincendio ed impiantistica.
Sono stati promossi, a questo proposito, specifici tavoli tecnici
con il Dipartimento regionale della Protezione civile ed il
Dipartimento regionale tecnico, nonché ancor più di recente con la
direzione regionale del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, al
fine di coordinare le iniziative necessarie per la messa in
sicurezza degli edifici scolastici.
Al tema della messa in sicurezza sono state destinate specifiche
risorse, su iniziativa dell'assessorato con i fondi Po FESR 2014-
2020, infatti con decreto dirigenziale 5654 del 19/7/17 è stato
approvato un Avviso pubblico per l'assegnazione di contributi a
regia regionale, per un importo complessivo di 25 milioni di euro,
per l'esecuzione delle verifiche tecniche finalizzate, sia alla
valutazione del rischio sismico degli edifici scolastici e
all'aggiornamento della relativa mappatura, nonché alla redazione
dei progetti di adeguamento simico predisposti sulla base dei dati
emersi dai predetti accertamenti.
Più di recente con Decreto del Dirigente Generale n. 1448 del 20
aprile 2018 è stato approvato l'Avviso pubblico per la nuova
programmazione degli interventi in materia di edilizia scolastica
per il triennio 2018-2020, in attuazione dell'art. 10 del D.L.
12/9/13, n. 204, convertito in legge dell'8/11/13 n. 128, recante
misure urgenti in materia di Istruzione, Università e Ricerca.
Tale avviso è prioritariamente orientato alla messa in sicurezza
degli edifici scolastici dal punto di vista sismico e
impiantistico, anche sulla base di quanto precedentemente
concordato in sede di Conferenza Stato e Regioni. Le risorse
disponibili per tali obiettivo sono quelle che derivano dal PO FESR
Sicilia 2014-2020, Azione 10.7.1, pari a circa 82 milioni di euro,
che si sommano alle risorse assegnate dal MIUR in questo momento
quantificabili in circa 140 milioni di euro.
Appare opportuno evidenziare che questi ultimi bandi sono stati
gestiti tramite piattaforma ARES, che consente di semplificare e
digitalizzare la procedura di presentazione delle istanze da parte
degli enti locali, nonché l'incrocio dei dati tra le informazioni
fornite dagli enti richiedenti ed i dati anagrafici in possesso
della Regione, in quanto, ai fini della partecipazione è
obbligatoriamente richiesto l'aggiornamento dei dati relativi allo
stato dei singoli edifici.
Si sottolinea, infine, che LA legge di stabilità regionale 8/5/18
n. 8, ha stanziato specifiche risorse per potenziare e migliorare
il sistema dell'anagrafe dell'edilizia scolastica, coerentemente
con le direttive impartite dal MIUR, nonché specifiche risorse
destinate al finanziamento di interventi urgenti di manutenzione
straordinaria per eventuali situazioni di rischio risultanti da
eventi imprevisti ed imprevedibili che possono verificarsi
nell'ambito di edifici scolastici di enti locali che si trovino da
parte loro impossibilitati a provvedere con fondi propri.
In allegato alla risposta scritta all'interrogazione è,
ovviamente, allegato un report dal quale possono desumersi i dati
più significativi riportati dal portale ARES aggiornato al 31
dicembre u.s.
SIRAGUSA. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'interrogazione n. 41 Iniziative
urgenti al fine di garantire la sicurezza e la funzionalità degli
edifici scolastici in Sicilia , si intende trasformata con
richeista di risposta scritta, in quanto l'onorevole Cafeo non è
presente.
Si passa all'interpellanza n. 17 Politiche di immunizzazione
tramite vaccinazione a firma degli onorevoli Foti ed altri.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale e Assessore per la salute, premesso che:
il 31 luglio scorso la Camera dei Deputati ha approvato in via
definitiva la legge n. 119/2017, di conversione con modificazioni
del Decreto Legge 7 giugno 2017 n. 73, recante Disposizioni urgenti
in materia di prevenzione vaccinale;
tale legge ha dichiarato obbligatorie, per i minori di età
compresa tra 0 e 16 anni e per i minori stranieri non accompagnati,
le seguenti dieci vaccinazioni: anti- poliomelitica, antidifterica,
anti-tetanica, anti- epatite B, antipertosse, anti- Hemophilus
influenzae tipo b, antimorbillo, anti-rosolia, anti-parotite,
antivaricella;
l'assolvimento dei suddetti obblighi vaccinali costituisce
condizione necessaria e vincolante ai fini dell'accesso agli asilo
nido e alle scuole dell'infanzia;
considerato che:
l' art. 34 della Costituzione italiana sancisce che: la scuola è
aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto
anni, è obbligatoria e gratuita [ ];
ferma restando l'utilità delle vaccinazioni quale strumento di
prevenzione di alcune patologie infettive, stabilire obblighi
sanitari è un atto che richiede da parte del legislatore la massima
cautela ed il massimo equilibrio giuridico, in quanto occorre
cercare di realizzare il giusto bilanciamento tra la libertà di
scelta personale e la necessità di salvaguardia della sicurezza
sanitaria del resto della popolazione;
l'approccio più rispettoso ed equilibrato a tale questione
dovrebbe essere quello della condivisione tra medico e
paziente/genitore, all'interno di un percorso di alleanza
terapeutica;
un provvedimento così impegnativo come la legge di cui sopra,
finalizzata a far fronte al calo delle vaccinazioni registrato
negli ultimi anni, avrebbe dovuto essere coniugato con un
approfondito confronto coi cittadini e con le famiglie, in una
prospettiva di fiducia e di comunicazione efficace ed aperta e con
un adeguata campagna di informazione in grado di fornire ai
genitori gli strumenti per una scelta consapevole;
valutato che:
le disposizioni della L. 119/2017 in tema di frequenza scolastica
dell'infanzia non siano lo strumento idoneo per perseguire le
finalità della legge si propone che la scelta di precludere la
frequenza delle scuole dell'infanzia ai minori non vaccinati non
sia il metodo corretto per affrontare una questione non solo di
carattere sanitario, ma anche di natura socio-culturale;
la legge in oggetto comporta il rischio di esclusione
dall'inserimento precoce nel sistema di istruzione per una fascia
consistente di bambine e bambini dai 3 ai 6 anni che, solo se
appartenenti a famiglie agiate, potranno altrimenti confluire nel
sistema privato; che, diversamente, tali minori perderanno
un'opportunità formativa indispensabile per il loro futuro di
studenti e cittadini;
né la legge né le successive circolari fanno esplicito riferimento
all'imposizione del divieto di frequenza, affermando invece che la
vaccinazione costituisce un requisito relativo all'accesso; che,
conseguentemente, se il decisore politico ha intenzione di
escludere dalla frequenza dalla scuola d'infanzia i bambini non
vaccinati ma regolarmente iscritti e accettati, già a partire
dall'anno scolastico 2017/2018 egli debba affermarlo esplicitamente
assumendosene tutte le responsabilità;
per conoscere se ritengano opportuno:
assumere tutte le iniziative ritenute opportune affinché possano
essere superate le criticità della legge n. 119/2017 nella parte
riguardante le misure coercitive e le relative sanzioni, ance al
fine di garantire a tutti i bambini e alle loro famiglie la
possibilità di esercitare a pieno il diritto all'istruzione;
adoperarsi affinché tutti i minori non vaccinati ma regolarmente
iscritti e accettati possano giungere a conclusione dell'anno
scolastico 2017/2018 senza alcuna interruzione del servizio né di
continuità educativa, nel rispetto di quanto sancito dalla
Costituzione italiana;
continuare, avvalendosi delle ASP territoriali nel percorso
finalizzato ad istituire ed avviare campagne di informazione circa
la prevenzione vaccinale».
Ha facoltà di parlare l'Assessore Lagalla per fornire la risposta.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, con l'onorevole Foti della
contingenza della normativa nazionale e dei relativi termini
fissati dalla stessa norma per l'adeguamento di tutti gli alunni
alle prescrizioni in materia di obbligo vaccinale, ci siamo
confrontati, e la sintesi, che ovviamente trova anche traccia
scritta, è legata al rispetto che questa Amministrazione regionale
ha avuto ed ha mantenuto, rispetto alle previsioni della legge n.
119 del 2017 operando d'intesa con l'Assessorato regionale alla
salute e con l'Ufficio scolastico regionale, nonché con gli ambiti
provinciali dello stesso Ufficio scolastico regionale.
E' noto, tra l'altro, anche all'interpellante, che in data 12
marzo 2018, chi vi parla aveva emanato apposita direttiva, prot. N.
751 del Gabinetto, con la quale in relazione alla cosiddetta
procedura semplificata di cui all'articolo 3 bis del decreto,
nonché all'articolo 18 ter del Decreto legislativo n. 148 del 2017,
davamo tempo fino al 30 marzo immediatamente successivo per il
superamento di quelle situazioni di congestione che si erano
oggettivamente determinate presso i centri vaccinali dell'Isola.
Debbo dire che, da allora ad oggi non abbiamo avuto segnalazioni
specifiche né dagli ambiti provinciali, né dall'Ufficio scolastico
regionale, di condizioni di difficoltà o di disagio tanto degli
allievi, quanto delle famiglie, quanto di inadempienza formale agli
obblighi previsti per legge. Quindi direi che ad oggi la situazione
è assolutamente, per quanto ci riguarda, dal punto di vista
formale, ma vorrei dire anche sostanziale, sotto controllo, anche
perché non si segnalano focolai epidemici che possano mettere in
discussione il successo dell'effetto gregge della campagna
vaccinale a cui i nostri allievi, i nostri studenti, sono
obbligatoriamente sottoposti.
FOTI. Mi dichiaro soddisfatta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'interpellanza n. 21, a firma
dell'onorevole Fava, in realtà è di competenza dell'Assessorato al
lavoro e quindi verrà discussa con il nuovo Assessore.
L'interpellanza n. 23, a firma degli onorevoli Foti, Cancelleri ed
altri appartiene invece all'Assessorato delle Attività produttive.
Si passa all'interpellanza n. 50 Iniziative a sostegno degli
alunni diversamente abili , a firma degli onorevoli Siragusa ed
altri.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che anche quest'anno si è
riproposta l'ormai annosa questione della definizione degli
organici della scuola che, alla luce delle decisioni attualmente
prese dal MIUR e dall'Ufficio scolastico regionale, soprattutto per
quanto riguarda i posti di sostegno in Sicilia, compromette la
continuità didattica degli alunni diversamente abili e delude le
legittime aspettative dei docenti siciliani;
considerato che:
come rilevato dalle organizzazioni sindacali della scuola ed in
particolare dall Flc Cgil Sicilia. In Sicilia cresce il numero
degli alunni diversamente abili, mentre non crescono i posti degli
insegnanti di sostegno in organico di diritto. La copertura di
queste cattedre sarà affidata come sempre all'organico in deroga
assegnato in estate;
in particolare, l'Ufficio scolastico regionale ha fatto sapere che
il numero degli alunni disabili è in aumento di 724 unità, passando
da 24.939 a 25.663. A fronte di questo però il Ministero non ha
disposto un numero maggiore di posti nell'organico di diritto,
rimasto invariato a 11.506 unità. Una scelta che non segue lo
stesso criterio utilizzato dal Ministero, in occasione della
definizione dell'organico comune, che ha visto un ridimensionamento
dei posti in corrispondenza alla diminuzione della popolazione
scolastica;
inoltre, va sottolineato che più della metà degli alunni
diversamente abili siciliani sono gravi (art. 3 comma 3 ex Legge
104). Circostanza che dovrebbe fare propendere l'amministrazione,
in maniera ancora più decisa, per una scelta che assicuri la
continuità didattica, viste le maggiori difficoltà incontrate sia
dagli alunni che dai docenti nel costruire una relazione e un
affiatamento educativo adeguati. Le scelte fatte, invece, non
garantiscono all'alunno diversamente abile di avere lo stesso
insegnante con il quale aveva già avviato un percorso didattico
l'anno precedente. Allo stesso tempo viene impedito il rientro
definitivo anche dei docenti specializzati di ruolo al Nord Italia;
peraltro, va considerato che grazie ad un accordo fatto per l'anno
scolastico 2016/17 e in ottemperanza alle sentenze dei giudici,
molti docenti messi in ruolo al Nord, benché privi di
specializzazione, hanno avuto modo di rientrare attraverso
l'assegnazione dei posti di sostegno, poiché il numero dei docenti
specializzati in Sicilia è inferiore rispetto ai posti disponibili.
Per lo stesso motivo hanno ricevuto l'incarico anche centinaia di
precari specializzati e di precari senza titolo. Nel dettaglio,
durante quell'anno, su 5.000 posti in deroga in Sicilia circa 3.000
sono stati ricoperti da docenti specializzati, immessi in ruolo al
Nord, tornati in assegnazione provvisoria sui medesimi posti che
avevano ricoperto da anni come precari. I restanti 2.000 sono stati
ricoperti da circa 1.200 docenti specializzati precari delle
graduatorie ad esaurimento e delle graduatorie d'istituto, da
quelli di ruolo non specializzati, tornati in Sicilia in
assegnazione provvisoria, da quelli non specializzati delle
graduatorie d'istituto e addirittura da docenti non abilitati che
hanno presentato domanda di messa a disposizione;
è innegabile quindi che il problema fondamentale risulta essere il
numero carente dei docenti specializzati di sostegno in Sicilia e
in tutto il Paese. Un problema che resterà tale anche dopo il
termine del percorso di abilitazione svolto dai nuovi docenti
specializzati (TFA), che si concluderà nel mese di giugno. Per il
prossimo anno scolastico, secondo quanto comunicato per le vie
informali dall'Ufficio scolastico regionale alle organizzazioni
sindacali, arriveranno a circa 7.000 i posti di sostegno
dell'organico in deroga. Ad oggi ci sono i margini per un parziale
e temporaneo rimedio al problema, visto che è in corso al MIUR il
confronto sul contratto della mobilità annuale sulle utilizzazioni
e assegnazioni provvisorie, attraverso il quale garantire la
qualità professionale dell'intervento didattico, la piena
occupazione dei docenti precari specializzati, il parziale rientro
dei docenti di ruolo al Nord privi di specializzazione (come
sancito da recenti sentenze) e l'assegnazione di incarichi annuali
per i precari siciliani non specializzati. E' incomprensibile,
quindi, il motivo per il quale il MIUR continui a non stabilizzare
gli organici di sostegno sul diritto, perpetuando una situazione di
precarietà e indeterminatezza che penalizza la scuola siciliana,
gli studenti diversamente abili, i docenti e tutto il personale
scolastico;
per conoscere se intendano:
farsi portavoce presso il governo nazionale, in particolare presso
il MIUR, dei disagi vissuti dagli alunni diversamente abili, dai
docenti e da tutto il personale scolastico;
chiedere, in via provvisoria, anche per i docenti non
specializzati per le attività di sostegno, la possibilità di
ottenere l'assegnazione provvisoria sui posti rimanenti, dopo
l'accantonamento dei posti necessari per tutto il personale docente
provvisto del titolo di specializzazione presente in tutte le
graduatorie;
chiedere, in via definitiva, di procedere alla stabilizzazione
degli organici di sostegno in deroga nell'organico di diritto, al
fine di consentire anche agli studenti siciliani l'esercizio del
diritto alla continuità didattica ed il conseguente rientro
definitivo dei circa 3.000 docenti specializzati immessi di ruolo
al Nord Italia, ma annualmente in servizio in Sicilia in
assegnazione provvisoria, proprio in virtù dei 7.000 posti
dell'organico in deroga;
nel contempo, di avviare ulteriori corsi di specializzazione
abilitanti alle attività di sostegno, per colmare la differenza
esistente tra posti disponibili e docenti specializzati».
Ha facoltà di parlare l'Assessore Lagalla per fornire la risposta.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Onorevoli colleghi, è del tutto formale anche
l'interpellanza n. 50 dell'onorevole Siragusa, e ricade sensu
strictiori nella competenza dell'Assessorato regionale della
famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, ancorché con una
stranezza normativa gli aspetti che riguardano tanto il trasporto
degli studenti, quanto la gestione degli studenti disabili, sono
sottratti alla diretta competenza dell'Assessorato regionale
dell'istruzione e della formazione professionale e ricadono
rispettivamente nelle prerogative operative dell'Assessorato delle
autonomie locali e, come già detto, nella parte della disabilità
dell'Assessorato della famiglia.
Già questa osservazione rende contezza della discrasia di fondo
che si determina nella gestione delle previsioni della legge
regionale che affida 19.150 milioni sul capitolo 183355, affida
alla competenza dell'Assessorato della famiglia che delega le ex
province e città metropolitane ai servizi di trasporto convitto,
semiconvitto, igienico-personali, comunicazioni e attività
extrascolastiche per gli alunni portatori di diverse abilità.
Tuttavia, pur non essendo di diretta pertinenza del nostro
Assessorato, la tematica ha costituito oggetto di particolare
attenzione da parte del nostro ramo di Amministrazione, anche in
relazione alle diverse segnalazioni di disfunzione e di ritardi
che, per difetti di programmazione da un lato, difficoltà
burocratiche dall'altro, penalizzano oggettivamente gli studenti
portatori di diverse abilità rispetto agli ordinari studenti delle
nostre scuole e del nostro sistema scolastico.
La problematica ha dunque un impatto reale e confermo l'esistenza
di talune criticità.
Si sono realizzati preliminari tavoli tecnici succeduti da
incontri tematici, comunque ritengo utile segnalare che sulla base
di queste considerazioni il disegno di legge di iniziativa
governativa, n. 304 18 luglio 2018, già esitato dalla Commissione
di merito e inviato alla Commissione Bilancio' lo scorso 28
novembre - legge sul diritto allo studio - ha previsto all'articolo
16 una disposizione volta a disciplinare gli interventi rivolti ai
soggetti con disabilità o con bisogni educativi speciali, al fine
di promuovere e sostenere gli interventi diretti a garantire, come
erogazione, finalmente puntuale e continuativa, la piena
realizzazione della persona, il diritto all'istruzione,
all'apprendimento e alla paritaria inclusione degli studenti con
disabilità certificata, ai sensi dell'articolo 3 della legge n. 104
del 1992 o con bisogni educativi speciali ovvero con disturbi
specifici dell'apprendimento ovvero ancora con disturbi da deficit
di attenzione e iperattività e perfino con disturbi della
deglutizione in soggetti disfagici.
Stante la rilevanza delle problematiche oggetto
dell'interpellanza, si assicura quindi la più ampia disponibilità
ed ulteriore disponibilità in ordine alla valutazione di proposte
utili in condivisione con gli altri rami di amministrazione, alle
cui sfere di competenze, in atto, sono più direttamente
riconducibili le tematiche segnalate.
PRESIDENTE. Onorevole Siragusa, mi pare di capire che
l'interpellanza è di competenza dell'Assessore per la famiglia.
Ringrazio l'Assessore per gli elementi utili che ci ha fornito, ma
la ricalendarizziamo dopo, quando ci sarà l'Assessore per lo
svolgimento della rubrica relativa all'Assessorato della famiglia.
L'interrogazione n. 291 è stata già svolta con l'onorevole
Cracolici.
Si passa all'interpellanza n. 87 Percorso pubblico di formazione
a ipovedenti e non vedenti, con l'ottenimento di un titolo
abilitante , a firma degli onorevoli Ciancio ed altri.
Ne do lettura:
Al Presidente della Regione, premesso che:
presso l'Istituto Tecnico Regionale cui è stato accorpato
l'Istituto Professionale per l'Industria e l'Artigianato Tommaso
Ardizzone Gioeni , ospitato all'interno del locali dell'Istituto
per Ciechi Ardizzone Gioeni (trattasi di due amministrazioni
distinte e separate), dopo la chiusura del corso per
massofisioterapista non vedente, è rimasto attivo il corso
triennale di qualifica professionale per Operatore Segretariale
Amministrativo che rilascia, al termine del percorso scolastico, un
diploma di qualifica abilitante alla professione;
con D.D.G. n. 241 del 26 gennaio 2018 il Dipartimento regionale
dell'istruzione e della formazione professionale ha revocato
progressivamente a decorrere dalla classe prima a conclusione
dell'anno scolastico 2017-18 lo status di scuola paritaria alla
scuola secondaria di secondo grado istituto professionale servizi
commerciali, con sede in Catania via Etnea 595, gestita
dall'Istituto tecnico regionale F.Morvillo di Catania con sede in
Catania in via Biancavilla 10;
visti:
l'art. 24 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle
persone con disabilità (ratificata e resa esecutiva nel nostro
ordinamento con legge 3 marzo 2009, n. 18), che alla lettera c
sancisce come le Parti Contraenti debbano assicurare che
l'istruzione delle persone, ed in particolare dei bambini ciechi,
sordi o sordociechi, sia erogata nei linguaggi, nelle modalità e
con i mezzi di comunicazione più appropriati per l'individuo e in
ambienti che ottimizzino il progresso scolastico e lo sviluppo
sociale, dovendo gli Stati aderenti adottare quelle misure che
assicureranno che le persone con disabilità possano avere accesso
all'istruzione postsecondaria generale, alla formazione
professionale, all'istruzione per adulti e alla formazione continua
lungo tutto l'arco della vita senza discriminazioni e sulla base
dell'eguaglianza con gli altri. (art. 24 c.5);
l'art. 27 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea
che sancisce il principio secondo cui l'Unione riconosce e rispetta
il diritto dei disabili di beneficiare di misure intese a
garantirne l'autonomia, l'inserimento sociale e professionale e la
partecipazione alla vita della comunità;
la legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Leggequadro per l'assistenza,
l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate), in
particolare l'art. 8 lett. a, d, f, che sottolinea come
l'inserimento e l'integrazione sociale della persona handicappata
si realizzano mediante: interventi di carattere socio-psico-
pedagogico, di assistenza sociale e sanitaria a domicilio, di aiuto
domestico e di tipo economico ai sensi della normativa vigente, a
sostegno della persona handicappata e del nucleo familiare in cui è
inserita (lett. a) [con] provvedimenti che rendano effettivi il
diritto all'informazione e il diritto allo studio della persona
handicappata, con particolare riferimento alle dotazioni didattiche
e tecniche, ai programmi, a linguaggi specializzati, alle prove di
valutazione e alla disponibilità di personale appositamente
qualificato, docente e non docente (lett. d) e misure atte a
favorire la piena integrazione nel mondo del lavoro, in forma
individuale o associata, e la tutela del posto di lavoro anche
attraverso incentivi diversificati (lett. f);
la Costituzione italiana, che impone all'azione amministrativa, ex
art. 3. Co.2 Cost di rimuovere gli ostacoli di natura sociale,
politica, economica che impediscono l'effettiva partecipazione del
cittadino alla società e al lavoro;
considerato che:
secondo la giurisprudenza costituzionale (Corte Cost. sent. n.
275/2016 Corte Cost. sent. n. 70/2010,) , il diritto all'istruzione
dei disabili è un diritto soggettivo perfetto, incomprimibile,
anche alla luce di presunte ragioni di risparmio di spesa pubblica;
il diritto all'istruzione di soggetti svantaggiati e deboli,
titolari ex art. 38 c.3 Cost. della pretesa giuridicamente
rilevante a poter usufruire per realizzare le finalità ex art 3
co.2 Cost. di un percorso di istruzione pubblica che giunga a
compimento con il rilascio di diplomi e attestazioni aventi valore
legale, riconosciuti ad ogni effetto nel nostro ordinamento e che
permettano a tali soggetti di accedere al mondo del lavoro e di
partecipare alla vita nella comunità in posizione di autonomia e di
parità con i soggetti normodotati;
preso atto che:
l'Assessorato Istruzione e formazione professionale sta, di fatto,
impedendo di acquisire un titolo abilitante alla professione di
centralinista agli alunni ipovedenti e non vedenti i quali, adesso,
dovranno recarsi presso istituti privati o perdere la possibilità
di accedere a una via per la formazione professionalizzante;
non esiste altro tipo di formazione professionale di natura
pubblica che consenta l'avviamento al lavoro di studenti ipovedenti
e non vedenti, se non con grave impegno economico per gli aventi
diritto;
da un lato si è eliminato un importante servizio formativo, ma
dall'altro la Regione continua a finanziare con ingenti somme corsi
di formazione non professionalizzanti presso istituti privati;
per conoscere se non ritengano opportuno porre in essere tutte le
iniziative utili al fine di evitare la sospensione di un servizio
pubblico che da contenuto al diritto alla formazione al lavoro e
all'avviamento alla professione o, in subordine, a revocare i
provvedimenti che hanno soppresso in modo progressivo lo status di
parità scolastica agli istituti che si occupano di garantire il
diritto alla formazione professionale alle categorie di cui sopra».
Ha facoltà di parlare l'Assessore Lagalla per fornire la risposta.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Onorevoli colleghi, l'interpellanza dell'onorevole Ciancio fa, in
particolare, riferimento alla situazione dell'Istituto
professionale per l'industria e artigianato per ciechi T. Ardizzone
Gioeni di Catania, istituito con legge regionale del 3 luglio 1954,
ai sensi del decreto assessoriale n. 343 del 31 agosto 2000,
divenuto succursale dell'istituto tecnico regionale Morvillo di
Catania.
Quest'ultimo, con ulteriore decreto dirigenziale del 22 dicembre
2011 è stato aperto a tutti, e quindi non solo a soggetti non
vedenti o ipovedenti, con gli indirizzi formativi di operatore
amministrativo segretariale e di operatore del benessere.
Con ulteriore decreto dirigenziale n. 2478 dell'11 maggio 2015,
atteso che gli indirizzi di studio di cui sopra non erano conformi
al nuovo ordinamento scolastico dettato dalla cosiddetta riforma
Gelmini , D.P.R. 15 marzo 2010, è stato previsto che a parziale
rettifica dei precedenti decreti dirigenziali a decorrere dall'anno
scolastico 2011/2012 il corso di studi presso l'istituto di Catania
andasse a confluire nel nuovo indirizzo di studio Istituto
professionale servizi commerciali .
Né poteva essere altrimenti, atteso che le scuole differenziali
risultano normativamente soppresse da tempo, sia per gli effetti
della legge n. 118/1971 che già prevedeva che l'istruzione dovesse
avvenire nelle classi normali della scuola pubblica, salvo i casi
in cui i soggetti fossero affetti da gravi deficienze intellettive
o menomazioni fisiche di tale gravità da impedire o rendere molto
difficoltoso l'apprendimento o l'inserimento nelle predetti classi
normali.
Inoltre, la Legge n. 517 del 4 agosto 1977, prescriveva che nella
scuola media di generale fruizione dovessero essere già attuate
forme di integrazione a favore degli alunni portatori di handicap -
allora si diceva - con l'impiego di insegnanti specializzati.
Il percorso normativo ha trovato definitiva conclusione con la
Legge quadro n. 104 del 1992, legge quadro per l'assistenza,
l'integrazione sociale ed i diritti delle persone handicappate ed,
in particolare, con l'articolo 43 che ha abolito esplicitamente
tutte le scuole classi differenziali, estendendo così a tutti gli
studenti le previsioni iniziali della Legge n. 517/1977.
Si rappresenta, tuttavia, che l'Istituto tecnico regionale
Francesca Morvillo di Catania non è soggetto giuridicamente
estraneo alla Regione siciliana, ma ne è ente strumentale, tanto
che non ha propria personalità giuridica, ma solo autonomia
gestionale contabile, ai sensi dell'articolo 6 della legge
regionale n. 6/2000.
Istituito con legge regionale dell'1 agosto 1953, n. 43 come
scuola professionale femminile e di magistero per la donna, è stato
negli anni trasformato, per effetto delle normative di cui ho
detto, sino a diventare scuola paritaria ai sensi dell'articolo 1
della Legge 10 marzo 2000, n. 62 recante Norme per la parità
scolastica e disposizioni sull'istruzione , secondo il quale il
sistema nazionale d'istruzione è costituito dalle scuole statali e
dalle scuola paritarie private e di pertinenza degli enti locali, e
su questa ultima fattispecie ricade proprio l'istituto del quale
l'interpellante si interessa.
Proprio perché titolare della scuola, l'Amministrazione della
Regione siciliana provvede al reclutamento del personale di ruolo e
non di ruolo, tanto che i ricorrenti sono dipendenti a tempo
determinato o indeterminato o della Regione siciliana, alle spese
di funzionamento e alla programmazione dei corsi di studio, che
comunque non possono sostituirsi quelli, non possono sostituire
quelli delle scuole statali in termini ordinamentali.
In questo ambito, considerato che il costo di studi Istituto
Professionale - Servizi commerciali era frequentato da soli 10
alunni, di cui 4 nella classe prima, due nella seconda, due nella
terza e uno ciascuno nella quarta e nella quinta, si è ritenuto di
sopprimerlo.
Al fine di consentire agli studenti già frequentanti di completare
il corso di studi nelle scuole statali, la chiusura è stata
comunque realizzata progressivamente e, cioè, mantenendo in essere
la scuola fino alla conclusione dell'esame di maturità degli ultimi
alunni che oggi frequentano la prima classe.
Pertanto, gli alunni già frequentanti non avranno nessun
pregiudizio alla chiusura della scuola. Resta chiaro però che
l'Istituto potrà continuare a funzionare, in analogia a quanto
avviene per esempio per l'Istituto per ciechi Flora e Salamone di
Palermo, per quelle attività di sostegno, di accompagnamento e di
educazione extra ordinamentale nelle ore pomeridiane o in
sostituzione, ma non in analogia nelle ore diurne per i soggetti
ciechi e ipovedenti.
In ogni caso gli studenti di Catania che con ridotta capacità
visiva o ipovedenti che si trovino a frequentare il primo anno
della scuola secondaria di secondo grado, saranno chiamati a
scegliere una qualsiasi altra scuola statale o paritaria,
richiedendo, in quanto portatore di inabilità certificata il
previsto sostegno ai sensi della Legge n.104 del 92 e
dell'articolo 127 del Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297.
Alla luce di quanto sopra ritengo quindi conclusivamente che le
iniziative poste in essere, non solo siano in linea con i profili
normativi attuali, ma garantiscano il pieno diritto alla formazione
professionale alle categorie oggetto di interpellanza anche il
relazione alla possibilità dell'impegno extra scolastico che lo
stesso istituto può essere chiamato ad assolvere.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ciancio per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'assessore.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io non
posso ritenermi soddisfatta della risposta anche perché su questo
tema, che è stato oggetto anche di una audizione che abbiamo fatto
anche in Quinta Commissione, ed è emerso che l'unico motivo che, a
parte i motivi tecnici che bene ha spiegato l'assessore, ma un
motivo prevalente per cui si è deciso di chiudere questo corso, è
quello economico.
Quindi, sacrificare un diritto fondamentale di questi ragazzi per
motivi economici non mi sembra una cosa degna di un paese civile.
Anche perché sul numero degli iscritti, o dei potenziali iscritti,
ci sono diversi dat,i perché giustamente il dirigente che è venuto
in Commissione ha portato come giustificazione quella di avere
poche richieste, erano uno o due studenti, però è anche vero
assessore che altri studenti, che non erano neanche di Catania, ma
del bacino della parte orientale siciliana, hanno rinunciato a fare
l'iscrizione proprio in vista di questa incertezza e di questa
chiusura del corso, quindi non sapremo mai se gli studenti
sarebbero rimasti uno o due o piuttosto dieci.
Questo non lo possiamo sapere, adesso però prendo atto della
risposta dell'assessore, pur non essendone soddisfatta.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 338 Chiarimenti in
merito ai prepensionamenti dei formatori professionali , a firma
degli onorevoli Marano ed altri.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
la rilevanza del sistema formativo quale strumento di sostegno
all'inserimento lavorativo trova ampio riscontro a livello
culturale e nelle normative di garanzia allo studio e di sostegno
alla formazione. In Sicilia la normativa di riferimento per la
formazione professionale è la legge regionale n.24 del 1976. Essa
prevede l'obbligo costituzionale in capo alla Regione siciliana di
rendere il servizio della formazione professionale ai cittadini i
attraverso l'emanazione, su base annuale, del Piano regionale
dell'offerta formativa, come previsto dall' art. 5, comma 1 della
legge. Il secondo comma riconosce in capo alla Regione la facoltà
di approvazione anche di piani pluriennali finanziati anche con
fondi europei. La legge inoltre prevede la formazione di albi
professionali dai quali attingere per l'attività di insegnamento
delle varie discipline. Con la legge 845/78, inoltre, viene
introdotta una normativa organica in materia, comprendente
disposizioni relative ai disabili, si sottolinea che spetta alle
Regioni:
la promozione di interventi idonei di assistenza psico-pedagogica,
tecnica e sanitaria nei confronti degli allievi affetti da disturbi
del comportamento o da menomazioni fisiche o sensoriali al fine di
assicurare loro il completo inserimento nell'attività formativa e
favorirne l'integrazione sociale (art. 3, comma 1, lett. a);
la qualificazione professionale degli invalidi e dei disabili,
gli interventi necessari ad assicurare loro il diritto alla
formazione professionale e tutte le iniziative formative dirette
alla rieducazione professionale di lavoratori divenuti invalidi a
causa di infortuni o malattie;
con la legge delega n. 53/03, l'obbligo scolastico e formativo
sono stati ampliati e ridefiniti nel diritto/dovere all' istruzione
ed alla formazione per almeno 12 anni, ovvero sino al conseguimento
di una qualifica professionale entro il 18 anno di età;
considerato che il Governo Lombardo e il Governo Crocetta hanno
attuato una politica scellerata nell'ambito della formazione
eludendo l'applicazione della legge regionale n. 24 del 1976
attraverso provvedimenti amministrativi che hanno determinato la
lesione di diritti in essa tutelati. La reiterata elusione della
legge e la mancata approvazione di piani formativi ha comportato
l'omessa erogazione del servizio di formazione professionale in
danno ai beneficiari. Inoltre ha determinato, a danno di tutti gli
operatori, iscritti all'Albo istituito ai sensi dell'art 14 l. r.
n.24 del 1976, la lesione delle posizioni giuridiche dei lavoratori
poste a garanzia della continuità lavorativa e retributiva
contemplata nell' art. 2 della legge regionale n.25 del 1993 con
conseguenti licenziamenti e collocazioni in cassa integrazione in
deroga;
valutato che:
il settore della formazione siciliana è stato oggetto di scandali
legati a distrazione di fondi della formazione per scopi personali
e clientelari come accertato in inchieste giudiziarie e tutto ciò
ha determinato la paralisi e la crisi del settore formativo;
il personale che gravita intorno alla formazione professionale è
di circa 5700 unità (dato ultimo censimento maggio 2018 da detrarre
1600 sportellisti, quindi ne restano poco più di 4000) e dunque il
governo regionale avrebbe previsto delle operazioni per lo
sfoltimento della platea dei formatori per porre ordine alla
questione. Infatti l'elenco dei formatori avrebbe dovuto essere
affiancato da un piano di prepensionamenti e di incentivi alla
fuoriuscita dal settore, per snellire i numeri. In un'intervista
del 2016 l'allora Assessore alla Formazione, Bruno Marziano,
dichiarava di avere individuato due percorsi per rimettere ordine
alla questione dei formatori in Sicilia. Il piano avrebbe previsto,
da un lato, il prepensionamento per i nati dal 1951 e il 1953 a
carico dello Stato ( Ape social) dall' altro, per i nati tra il
1954 e il '56 un prepensionamento a carico della Regione attraverso
lo stanziamento di 50 milioni di euro. Con avviso, il Dirigente
generale del dipartimento della formazione della Regione Sicilia
manifesta interesse a conoscere la situazione contributiva dei
lavoratori iscritti all'albo, di cui al DDG n.3386 del 23/09/2016 e
n.7324 del 29/11/2016, che ai sensi della normativa vigente
raggiungeranno nei prossimi quattro anni i requisiti della
pensione. Viene prevista una misura straordinaria per i
prepensionamenti con invito a presentare entro il 30 Agosto 2017 la
certificazione necessaria per avviare l'iter. Circa 1400 dovrebbero
rientrare all' interno di questa misura contemplata nel piano di
crisi della Regione;
appreso che:
a fronte della richiesta di 2257 proposte formative avanzate
dagli enti, l'attuale disponibilità finanziaria permette di
attivare circa 1050 percorsi formativi pari al 46.5% delle
richieste pervenute alla chiusura di partecipazione al bando di
selezione. (comunicato prot. 43401 del 28.06.18 Dipartimento
istruzione e formazione a firma del Prof. Roberto La Galla). Dunque
possono trovare l'inserimento lavorativo circa 2000 unità
escludendo circa 2500 operatori;
l'Assessore Lagalla ha dichiarato che: 'Della parte restante, 2500
operatori, si può fare ricorso al prepensionamento (intorno a 1400
unità) e alla riqualificazione del personale';
tenuto conto che in data 10 aprile 2018 con delibera di Giunta
regionale n. 166 è stato previsto di attivare un'interlocuzione con
il Governo per individuare le modalità operative e procedurali
necessarie ad estendere degli strumenti di pensionamento anticipato
( Ape e Ape social) al personale di cui alla l.r. n.24/76 e dell'
elenco unico istituito con l.r. n.8/2016;
per sapere i tempi necessari a risolvere la questione che già da
troppo tempo pone in situazione di incertezza economica molti
operatori della formazione siciliana».
Ha facoltà di parlare l'Assessore Lagalla per rispondere
all'interrogazione.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
L'argomento che pone l'onorevole Marano è, notoriamente,
all'attenzione del Governo regionale, sin dalla precedente
legislatura, e ha trovato ulteriore conferma, in termini di impegno
della stessa attività di Governo, nel corso del primo anno di
lavoro di questa nuova legislatura.
La materia, evidentemente, però si è del tutto recentemente
modificata, perché mentre nella fase preliminare, gestita dal
precedente Governo alla ricerca della possibilità di conformare
questa proposta alle previsioni dell'APE Social, in particolare - e
quindi in anticipazione - le intervenute modifiche dell'assetto
pensionistico e previdenziale con le più recenti disposizioni
governative ci hanno portato anche a verificare la possibilità,
rispetto al bacino complessivo degli iscritti all'albo ad
esaurimento, a verificare i numeri effettivi di persone che, tra
APE Social, e quindi con una erogazione personale di tipo
economico, ovvero in quota 100 , cioè sulla base delle
sopravvenute evidenze normative, potessero sul dato anagrafico in
nostro possesso, pervenire a questo tipo di obiettivo.
Bene, debbo dire che, potenzialmente le unità complessive, che
sono nate fino al 1956 risultano circa 1227 e quelle nate fino al
1958 sfiorano le 1700 unità.
Abbiamo, però, sottoposto da un lato alla disponibilità, saggiato
la disponibilità - già con la precedente legislatura - di persone
disponibili ad entrare, eventualmente in APE Social, e rispetto a
queste hanno dato una loro disponibilità 406 unità, ad aderire
volontariamente a questo percorso, mentre sul monte complessivo di
1700 persone, nate fino al 1958, abbiamo approfondito un momento di
studio con l'INPS, con la sede regionale dell'INPS che ha saggiato
la percentuale possibile, sommando il dato anagrafico, da noi
fornito col dato previdenziale, evidentemente, in possesso della
banca dati dello stesso Istituto Nazionale della Previdenza
Sociale.
Bene, il risultato non è confortante Non è confortante, nel senso
che è prevista una fuoriuscita, per i nativi fino al 1958 e
tutt'ora in servizio e che abbiano quota 100 - ferma restando la
possibilità di adesione volontaria all'APE Social per i 440 già
censiti - che non è superiore al 6 per cento.
Quindi questo accade perché, evidentemente la anzianità di
contribuzione, prevedendo molti anni di interruzione più dei tre
previsti al massimo per i contributi figurativi, espone invece
contributi figurativi per numerosi anni, e quindi, evidentemente,
non consente di raggiungere utilmente la quota 100 .
Ecco perché, i sistemi di eventuale fuoriuscita e
decongestionamento dell'albo a parte i circa due mila operatori che
già sono rientrati nella formazione attraverso l'Avviso 2 potranno
esodare da questo stesso albo attraverso il ricorso a più forme di
fuoriuscita che sono, in questo momento, allo studio del tavolo
promosso dal Ministero del lavoro delle politiche sociali e dello
sviluppo economico a Roma, i cui lavori sono stati aggiornati dallo
scorso fine di gennaio a data imminente da fissarsi da parte dello
stesso Ministero per la continuazione degli accordi che, come è
noto, anche all'onorevole interrogante diciamo non possono essere
autonomamente assunti dall'amministrazione regionale che non ha, in
materia previdenziale e pensionistica, evidentemente, competenza
esclusiva riconducendosi questa, evidentemente, alla competenza
statuale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Marano per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
MARANO. Mi ritengo soddisfatta.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 386 Chiarimenti sullo
stato di aggiornamento dell'anagrafe dell'edilizia e sulla
sicurezza degli edifici scolastici in Sicilia , dell'onorevole
Figuccia.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
a settembre riapriranno le scuole e non tutte le strutture in
Sicilia sono sicure e necessiterebbero di alcuni interventi;
la circolare n. 16 del 17 Luglio 2007, Prot. N. 2524 del 17 Luglio
2007, del Servizio VII - U.O. XV P.I. del Dipartimento Pubblica
Istruzione dell'allora Assessorato dei Beni Culturali, Ambientali e
della Pubblica Istruzione, disegna una situazione del patrimonio
scolastico regionale che presenta ancora molteplici carenze
relative sia alla qualità delle strutture sia a quei requisiti di
igiene, sicurezza ed agibilità che renderebbero le strutture del
patrimonio scolastico presente all'interno della Regione siciliana,
idonee all'uso;
considerato che:
il certificato di agibilità assicura il rispetto di tutte le
normative tecniche a cui l'immobile deve ottemperare ed in
particolare assicura, fra l'altro, la regolarità della costruzione
dal punto di vista igienico-sanitario, della sicurezza sismica e
della conformità alla legge degli impianti tecnologici;
il mancato possesso di tale certificato rappresenta un fattore di
rischio ed un pericolo per la sicurezza di alunni, insegnanti e
personale che operano all'interno delle strutture facenti parte del
patrimonio scolastico sito all'interno del territorio della Regione
siciliana;
controllare la situazione non è un semplice atto burocratico e a
volte il responso dei tecnici porta alla chiusura. Il caso
emblematico è quello di Messina dove su 108 plessi comunali, tra
asili, Elementari e Medie soltanto due hanno il certificato di
vulnerabilità sismica;
allo stato attuale sarebbe veramente inopportuno che l'anno
scolastico inizi perché si riscontri che tutti i Comuni siciliani
abbiano effettuato le verifiche di vulnerabilità sismica,
approfittando di questi giorni di chiusura delle scuole, per
conoscerne le reali condizioni di sicurezza;
tenuto conto che ai sensi dell'art. 18 comma 3 D. Lgs. 81/2008, i
Comuni sono tenuti a rilasciare la documentazione inerente
l'osservanza delle norme di sicurezza degli edifici scolastici e
precisamente le certificazioni attestanti l'idoneità dei
locali scolastici: Certificato di agibilità; certificato di
rispondenza alla normativa antisismica (art. 28 della Legge
64/1974) ed eventuali interventi di adeguamento/miglioramento
sismico previsti dall'NTC del 2008; certificato di collaudo
statico;
certificato attestante l'indicatore di vulnerabilità sismica (con
documentazione relativa al metodo di calcolo dell'indice di
vulnerabilità fornita dall'ente che ha eseguito la verifica);
certificato igienico-sanitario; visure e planimetrie catastali;
progetto e dichiarazione di conformità degli impianti realizzati;
dichiarazione di assenza di barriere architettoniche ai sensi della
Legge 104/1992 e ss.mm.ii.; dichiarazione di conformità dei vetri e
vetrate;
per sapere:
quale sia lo stato di aggiornamento dell'Anagrafe dell'edilizia
scolastica regionale;
se siano stati già effettuati i richiesti interventi di
manutenzione straordinaria;
se sia stato predisposto un piano di Protezione Civile e un
calendario di esercitazioni per l'anno scolastico 2018/2019 per
evacuazioni in caso di calamità naturali;
quale sia lo stato di rispetto delle normative in tema di edilizia
scolastica nei Comuni della Regione; quale sia il livello
informativo del Governo Regionale sul numero di scuole che non
risultino in possesso di tutti i requisiti di sicurezza, le
autorizzazioni, le concessioni e le agibilità imposti dalla legge;
quali iniziative si intendano adottare allo scopo di monitorare ed
avere una costante informazione sullo stato di messa in sicurezza
ed adeguamento alle disposizioni di legge in tema di agibilità e
sicurezza delle strutture scolastiche siti all'interno del
territorio regionale;
quali provvedimenti si intendano adottare al fine di adeguare le
strutture adibite ad edilizia scolastica presenti sul territorio
della Regione ai requisiti, anche minimi, di sicurezza richiesti
dalla normativa vigente».
Ha facoltà di parlare l'assessore Lagalla per rispondere
all'interrogazione.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, onorevoli deputati, la risposta è in qualche
modo, diciamo, collegata e vorrei dire in larga misura ripetitiva
di quella già resa precedentemente sullo stesso argomento, se non
ricordo male, per interrogazione a firma dell'onorevole Siragusa,
però ne ripeto i tratti essenziali a favore dell'onorevole
interrogante, onorevole Figuccia, che peraltro amplia lo spettro
delle sue richieste nella interrogazione medesima, perché oltre a
chiedere quale sia lo stato di aggiornamento dell'anagrafe
dell'edilizia scolastica regionale si pone altri interrogativi e
cioè se siano già stati effettuati i necessari interventi di
manutenzione straordinaria, se sia stato predisposto un piano di
protezione civile e un calendario di esercitazioni per eventuali
evacuazioni in caso di calamità naturale, quale sia lo stato di
rispetto delle normative in tema di edilizia scolastica da parte
dei Comuni e degli enti locali, e quale sia il livello informativo
del governo regionale sul numero di scuole che non risultino in
possesso di tutti i requisiti di sicurezza compreso le
autorizzazioni, le concessioni e le agibilità imposte dalla legge.
Naturalmente chiede quali iniziative e provvedimenti si intendano
adottare ai fini del relativo monitoraggio e degli auspicabili
adeguamenti. In relazione ai numerosi quesiti posti dall'onorevole
Figuccia, posso rappresentare per sintesi quanto segue.
L'anagrafe dell'edilizia scolastica, come ho già avuto modo di
dire, è aggiornata fino a contenere i dati relativi a circa l'85%
del patrimonio edilizio scolastico siciliano che, come è noto, è di
pertinenza dei Comuni fino alla scuola secondaria di primo grado ed
è di pertinenza dell'ex Province e delle Città metropolitane per
quanto, invece, riguarda gli istituti superiori cioè gli istituti
secondari di secondo grado. In allegato alla risposta scritta che
viene fornita all'onorevole interrogante è, ovviamente, allegata
una tabella dalla quale potrà desumere tutti i dati che fanno
riferimento ai numeri complessivi e allo stato di conoscenza che
l'amministrazione regionale ha rispetto all'aggiornamento dei dati
relativi ai singoli istituti scolastici. Per quanto riguarda,
invece, l'esecuzione degli interventi di manutenzione straordinaria
necessari per ottenere l'agibilità il Dipartimento, attraverso il
Servizio XI, ha provveduto a finanziare vari interventi sugli
edifici scolastici, interventi proposti dagli enti locali a seguito
di emanazione di specifici avvisi pubblici nei limiti delle
finalità indicate dal MIUR e delle risorse disponibili tanto per
trasferimento statale quanto a valere sul Po-FESR 2014-2020.
Tra gli interventi sono stati ricompresi anche gli interventi di
manutenzione straordinaria finalizzati all'ottenimento
dell'agibilità. In particolare con l'ultimo avviso pubblico emanato
dal nostro Assessorato nel corso del 2018 ai fini della
programmazione nazionale 2018-2020 sono stati fissati criteri
restrittivi nell'erogazione delle risorse subordinando questi e
quindi la concessione dei finanziamenti alla contestuale messa in
sicurezza sismica o all'acquisizione del certificato di agibilità
degli edifici scolastici. Questo per non incorrere nella
malaugurata ipotesi di apportare apparenti migliorie a istituti o
strutture delle quali non siano state preventivamente accertate le
condizioni di staticità e di risposta in termini di vulnerabilità
sismica.
Per quanto riguarda l'esistenza di un piano di protezione civile e
di un calendario di esercitazioni per l'anno scolastico 2018-2019 è
necessario al riguardo ricondurre alla specifica competenza del
Dipartimento regionale della Protezione civile, con il quale per
altro il Dipartimento sta lavorando ad un progetto di condivisione
delle informazioni relative all'anagrafe scolastica ciò anche
tenuto conto che gli edifici scolastici costituiscono ai sensi
della delibera di Giunta di Governo n. 408 del 19 dicembre 2003 e
successive modifiche e integrazioni, strutture ritenute rilevanti e
strategiche ai fini degli interventi in caso di calamità naturale.
In particolare il Dipartimento della Protezione civile ha
dimostrato particolare attenzione alla tematica anche in relazione
al posizionamento di questi stessi istituti scolastici in zona
sismica 1 e 2 per circa il 90% del numero complessivo degli edifici
scolastici esistenti in Sicilia.
Per ciò che concerne il rispetto delle normative in tema di
edilizia scolastica i dati riportati nell'Ares per gli edifici di
proprietà dei comuni e delle ex province forniscono uno spaccato
delle situazioni esistenti su scala regionale che evidenziano la
necessità di provvedere all'adeguamento di un numero elevato di
edifici scolastici per ciò che attiene il conseguimento della
certificazione antisismica, la certificazione delle norme
antincendio e la sicurezza sui luoghi di lavoro. I riferimenti
normativi riportati nella tabella risultano in parte obsoleti dal
momento che rispetto all'anno di avvio della prima anagrafe le
norme nel frattempo sono state oggetto di modifiche e integrazioni
per cui, ad esempio, per quanto riguarda la tutela ai luoghi di
lavoro l'Ares fa riferimento al decreto legislativo n. 626 del
1994, mentre in realtà è oggi necessario fare riferimento al
decreto legislativo n. 81 del 2008.
Per quanto riguarda il numero di scuole che attualmente presenta
elementi di criticità circa il possesso di tutti i requisiti di
sicurezza, comprese le autorizzazioni, le concessioni, le
certificazioni, le agibilità imposte da legge è desumibile dalla
stessa tabella e i suddetti dati ovviamente devono essere
ulteriormente monitorati e verificati. Per questa ragione il
Dipartimento, proseguendo in un percorso già avviato negli anni, ha
avviato un progetto di collaborazione e interscambio di dati con le
altre pubbliche amministrazioni regionali e statali, in particolare
i Vigili del fuoco, Asp, Ufficio scolastico regionale, Dipartimento
già citato della Protezione civile e Dipartimento delle
Infrastrutture mirato alla condivisione delle informazioni Ares.
È stata ulteriormente realizzata una cabina di regia di crisi sul
sistema dell'edilizia scolastica che si riunirà ulteriormente il
prossimo 6 marzo, ma nel frattempo, evidentemente, non sono mancati
gli interventi di programmazione delle attività, per come ho già
ricordato, sia ai fini dell'accertamento della sicurezza sismica,
sia ai fini della determinazione dei piani di sicurezza, anche in
mancanza della certificazione antincendio e, ovviamente, di
programmazione degli interventi strutturali dei riqualificazione a
valere sul piano triennale 2018-2020.
Per quanto riguarda l'adeguamento delle strutture adibite ad
edilizia scolastica presenti sul territorio della Regione in
relazione alla vetustà del patrimonio edilizio questo, come ho
appena ricordato, fa parte di un programma nazionale di lungo
periodo, che richiede ingenti risorse economiche ed una
programmazione che, ovviamente, non potrà esaurirsi al solo piano
triennale 2018-2020 tant'è che il piano straordinario di messa in
sicurezza degli edifici scolastici nelle zone a rischio sismico e
la messa in sicurezza degli edifici dal punto di vista sismico è
stato calcolato dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti
in circa 13 miliardi di euro su base nazionale.
Partendo dalle situazioni di criticità individuate, come ho già
ricordato, sono stati avviati vari programmi di finanziamento ed a
tutt'oggi noi ancora utilizziamo in aggiunta alle nuove risorse PO-
FESR 14/20 anche risorse rinvenienti dalla precedente
programmazione 2015-2017. Resta, comunque - e questo è importante
ricordarlo - in capo ai proprietari degli immobili, comuni ed ex-
province la tutela della sicurezza pubblica e la responsabilità
della manutenzione ordinaria, straordinaria degli istituti
scolastici perché si è dovuto più volte lamentare che incidenti
relati alla caduta, al distacco di calcinacci di intonaci o alla
caduta di soffitti fossero legati a condizioni banali di incuria
manutentiva a partire dalla semplice disostruzione dei pluviali sui
terrazzi di copertura all'inizio di ogni anno scolastico. E'
certamente vero che esiste un grande problema, più che di
sicurezza, di certificazione della sicurezza, ma esiste anche un
grande imperdonabile problema di incuria della banale e quotidiana
manutenzione alla quale devono provvedere, come preposti, i
dirigenti scolastici e, come i responsabili degli immobili, le
autonomie locali. E' chiaro che per la Sicilia esiste un problema
aggiuntivo che fa riferimento alla crisi economica delle
amministrazione provinciali ancor di più che a quella dei comuni,
però, è altrettanto vero che questo andrà risolto nella
interlocuzione generale che il Governo sta mantenendo con le
autonomie locali in materia di trasferimento delle risorse oggi
penalizzate anche da quel prelievo forzoso che lo Stato esercita
sulle già magre finanze delle ex amministrazioni provinciali.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Figuccia per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho assolutamente
ascoltato con grande attenzione la relazione, la risposta
all'interrogazione e ricordo come eravamo esattamente nel mese di
agosto quando chiamai al telefono l'assessore Lagalla a seguito di
alcuni fatti che stavano interessando, in quel periodo, diverse
scuole del territorio regionale. Era esattamente la fase in cui tra
le tante vicende una spiccava tra le altre ed era quella del comune
di Messina, ricorderà l'assessore, dove si verificava che su 108
plessi comunali, tra asili, elementari e medie, soltanto due - e,
certamente, non era una responsabilità di chi a quel ruolo di
assessore era arrivato da qualche mese - avevano il certificato di
vulnerabilità sismica.
Ecco, da qui, nacque l'idea di quell'atto ispettivo, rispetto al
quale mi sento di voler evidenziare, onorevole Assenza, alcuni
aspetti che riguardano alcune delle considerazioni appena fatte
dall'assessore Lagalla che, da una parte, rimandano al tema delle
certificazioni ma, che, dall'altra, rimandano al tema delle
responsabilità, al tema dell'incuria che, talvolta, coinvolge
quelle amministrazioni che dovrebbero adempiere allo svolgimento di
alcuni lavori, e talvolta anche semplici, cioè di mera
manutenzione. Parlava l'assessore di calcinacci che vengono giù,
sotto l'incuria e di fronte all'inerzia, non solo degli enti
gestori, ai quali, è vero, vengono fatti tagli nei trasferimenti
ma, talvolta, anche di fronte a quasi l'impossibilità di reagire da
parte degli stessi dirigenti scolastici.
Ed allora, da qui quell'interrogazione.
Ho ascoltato, e sono pienamente soddisfatto degli aspetti che
riguardano lo stato predisposto rispetto, ad esempio, agli
interventi di manutenzione straordinaria, rispetto
all'aggiornamento dell'anagrafe dell'edilizia scolastica regionale,
rispetto al numero di scuole che non risultano in possesso di tutti
i requisiti, ma, su alcuni aspetti, mi chiedo, assessore, se non è
il caso di dare un segnale forte da parte di questo Governo
regionale?
A quel tempo, ricordo le socializzai l'avvio di quella campagna,
che venne fatta, tra l'altro, senza costi, che era la campagna
delle 3 S: Scuole, Sicure in Sicilia .
Mi chiedo se, facendo riferimento al piano triennale 2018/2020,
rispondendo all'appello che arriva da parte degli alunni, degli
insegnanti, dei dirigenti scolastici, che va oltre il tema della
manutenzione e, che riguarda, invece, il tema della prevenzione, se
non sia il caso, quanto meno su quelle zone sismiche 1 e 2, con il
coinvolgimento e la partnership del dipartimento protezione civile,
se non sia il caso di predisporre un piano di protezione civile e
rilanciare, investendo anche delle risorse finanziarie, assessore,
sul tema della prevenzione.
Credo che questo noi lo dobbiamo ai nostri cittadini. Questo lo
dobbiamo alle famiglie, lo dobbiamo a chiunque si pone nei
confronti delle istituzioni nella condizione di affidare quanto ha
di più caro. Perché fino a quando non succede nulla, viva Dio, ma,
purtroppo, i fatti ci raccontano come può accadere quello che non
avremmo mai immaginato potesse accadere, che crolli un ponte o che
venga giù un costone.
Credo che questo Governo abbia chiaro il sistema della
distribuzione delle responsabilità. Giusto vigilare sul sistema
dell'assunzione di responsabilità da parte delle province, dei
liberi consorzi e dei comuni ma, altresì, giusto, necessario
investire risorse in prevenzione.
Questo, quindi, le chiedo, assessore. Non è una ora siamo, qua,
in tema di collegato, non è una marchetta, non è una cosa a
beneficio di un comune o di una provincia ma, investiamo in
prevenzione sulla sicurezza dei nostri figli che portiamo a scuola.
Per il resto, mi ritengo pienamente soddisfatto dell'intervento
che ha fatto l'assessore, con grande competenza e precisione.
PRESIDENTE. Si passa ad un'interpellanza n. 129: Notizie in
merito ai ritardi nell'erogazione dei buoni libro per gli anni
scolastici 2015/2016, 2016/2017, 2017/2018 e 2018/2019 , a firma
degli onorevoli Zafarana ed altri.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
l'art. 27 della legge n. 448 del 23.12.1998 prevede specifiche
misure per la fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo
in favore degli alunni che adempiono all'obbligo scolastico
provenienti da famiglie in condizioni di disagio economico;
la medesima norma prevede che la Regione disciplini le modalità di
ripartizione ai Comuni dei finanziamenti previsti al fine di
consentire agli stessi la materiale erogazione delle somme agli
aventi diritto;
considerato che:
la norma sopra richiamata è finalizzata a garantire il diritto
allo studio degli studenti delle scuole dell'obbligo, disponendo un
contributo per le famiglie in difficoltà economica;
alcuni comuni del territorio Regionale, ad oggi, non hanno ancora
erogato le somme stanziate per l'anno scolastico 2015/2016-
2016/2017-2017/2018- 2018/2019;
atteso che:
il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca, ha
emesso i decreti dipartimentali che prevedono la ripartizione dei
fondi tra le regioni per il c.d. buono libri per l'anno scolastico
2018/2019 già nel primo trimestre dell'anno, potendosi considerare
concluso l'iter di deliberazione di competenza dello stesso
Ministero;
per l'anno scolastico 2017/2018 l'Amministrazione Regionale ha
comunicato l'attivazione delle procedure ai Sindaci dei Comuni solo
con circolare dell'Assessorato dell'Istruzione e della Formazione
Professionale - Dipartimento dell'Istruzione e della Formazione
Professionale - Servizio allo Studio, Buono Scuola e Assistenza
Svantaggiati n. 1 del 26/02/2018, a oltre cinque mesi dall'inizio
dell'anno scolastico di riferimento;
le procedure, secondo le scadenze indicate nella circolare sopra
citata, si sono protratte ben oltre la fine dell'anno scolastico di
riferimento;
considerato inoltre che:
l'indefinito prolungarsi dei tempi per la materiale erogazione dei
fondi agli aventi diritto finisce inevitabilmente per vanificare la
stessa ratio della previsione normativa di sostegno alle famiglie
maggiormente svantaggiate, ledendo il fondamentale diritto allo
studio dei giovani siciliani;
per conoscere lo stato di avanzamento delle procedure di
erogazione del c.d. buono libri per l'anno scolastico 2018/2019,
indicando nel dettaglio quali comuni siciliani ancora debbano
ricevere detto trasferimento per gli anni scolastici precedenti».
Ha facoltà di parlare l'assessore Lagalla per rispondere
all'interpellanza.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, onorevoli deputati, ha pienamente ragione
l'interrogante nel lamentare dei ritardi non sempre giustificabili
nell'erogazione dei buoni libro che vengono riservati non alle
scuole primarie che ne hanno diritto erga omnes, quanto in questa
fattispecie trattiamo la erogazione di contributi per il sostegno
all'acquisto di libri a studenti con bisogno economico, e quindi il
fatto che il buono venga conferito con ritardo rispetto alla
erogazione anticipata per il loro acquisto, rappresenta da parte
mia una chiara ed evidente disfunzione rispetto a quanto invece i
cittadini dovrebbero legittimamente attendere, è stato per questo
che fin dal mio insediamento ho provveduto prima di ogni cosa a
sollecitare la definizione delle pratiche di riconoscimento dei
buoni libro che ancora diciamo ritardavano rispetto alle scadenze
naturali, e mi è stato spiegato dagli Uffici anche che il ritardo è
legato alla circostanza del modello gestionale della procedura,
particolarmente farraginosa e complessa, in altri termini ogni anno
il dipartimento dell'istruzione al fine di erogare il contributo
relativo alla fornitura gratuita o semi gratuita dei libri di testo
destinato agli studenti delle scuole secondarie, il cui nucleo
familiare abbia un indicatore di situazione economica equivalente
ISSE pari o inferiore a . 10.632,94 emana ogni anno scolastico una
circolare indirizzata a tutti i comuni della Sicilia, dettando
dettagliate procedure per la raccolta dei dati e per la successiva
elaborazione del piano di riparto nominativo per ciascuno degli
aventi diritto. Nella considerazione che lo stesso piano di riparto
viene elaborato sulla base dei dati trasmessi da tutti i comuni
della regione che assumono l'onere decentrato di questo funzione,
entro le date indicate nelle rispettive circolari, emerge con
costante frequenza che le stesse non vengano quasi mai rispettate,
motivo per il quale si verificano notevoli ritardi tali da
costringere l'amministrazione ad effettuare continui solleciti.
In relazione alle procedure di erogazione per il buono libri
relativo agli anni scolastici cui si riferisce l'interpellanza, si
comunica che per l'anno scolastico 2015/16 sono stati posti in
essere tutta una serie di provvedimenti a partire dalla circolare
che chiedeva la distribuzione del 4 maggio 2016, e quindi già con
ritardo rispetto all'inizio dell'anno scolastico, ma è necessario
prima conoscere quale è il trasferimento economico che in
quell'anno era pari a 21.144.937,00, in data 15 novembre 2017 è
stata trasmessa finalmente alla ragioneria centrale del
dipartimento i mandati di pagamento a favore dei comuni della
regione, quindi su 2015-2016 l'assessorato ha esitato in data 15
novembre non sappiamo ovviamente quando poi i comuni abbiano
ribaltato sui cittadini aventi diritto evidentemente queste stesse
somme.
Per l'anno scolastico 2016/2017 la circolare è del 17 maggio 2017.
L'impegno economico complessivo è di 19 milioni 615 mila 117 euro e
la trasmissione alla ragioneria centrale con i mandati definitivi
di pagamento è stata trasmessa ai comuni in data 18 ottobre 2018.
Quindi dal 18 ottobre 2018 l'Assessorato ha esitato le pratiche
relative al 2016/2017.
Infine, per quanto riguarda l'anno scolastico 2017/2018 la
circolare è del 26 febbraio 2018, apprezzerà l'interrogante che
abbiamo già anticipato di tre mesi la circolare comunicativa ai
comuni, lo stanziamento riferito è stato molto più basso nel
2017/2018 da parte dello Stato, 6 milioni 746.683 soggetto
eventualmente ad ulteriori integrazioni da parte dello Stato
stesso, però a tutt'oggi nonostante fosse stato fissato il termine
al 15 giugno 2018, a tutt'oggi non tutti i comuni della Sicilia
hanno ottemperato.
Sono state inviate le note di sollecito ed è ragionevole prevedere
che l'erogazione possa essere definita entro il primo semestre di
quest'anno, cioè con circa 4 mesi di anticipo rispetto alla
abituale scadenza.
Per l'anno scolastico 2018/2019 abbiamo già emanato la circolare
in data 13 febbraio. Lo stanziamento è di 17 milioni 521.171 e
poiché la procedura si è dimostrata alquanto farraginosa stiamo
maturando la possibilità di modificare la procedura stessa. Avremo
un incontro proprio la prossima settimana con l'Associazione dei
librai italiani per potere verificare se si potrà, in qualche modo,
non solo accelerare il tutto ma anche fare in modo che non vi sia
un esborso diretto di somme da parte delle famiglie per soddisfare
il diritto allo studio dei propri figli ma utilizzare uno strumento
di rimborso alle librerie dopo l'attribuzione dei libri stessi, dei
volumi di studio agli studenti.
Quindi, la problematica è all'attenzione del Governo, è
all'attenzione dell'Assessorato. Naturalmente avrò piacere di
riferire ulteriormente all'interpellante l'esito dei contatti che
sono in corso con l'organizzazione di categoria dei librai
italiani.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 104 Misure urgenti in
ordine alla ridefinizione dei rapporti tra UNIPA e Consorzio
universitario di Agrigento , firma degli onorevoli Mangiacavallo ed
altri.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
in data 31/05/2017, in attuazione dell'art. 21, comma 8 della l.r.
17 marzo 2016, n. 3, veniva approvato un protocollo di intesa,
siglato dall'assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale, dall'assessore regionale per l'economia e dai
rettori delle università di Catania, Palermo e Messina; il medesimo
protocollo veniva poi approvato con D.A. n. 3926 del 9 giugno 2017;
il protocollo ridefiniva le modalità di concessione dei
contributi ai consorzi universitari, i criteri di riparto e i
rapporti economico-finanziari tra università e consorzi,
stabilendone altresì la governance e gli obiettivi dell'offerta
formativa;
considerato che:
trascorso poco più di un anno dall'approvazione del protocollo di
intesa, con D.A. n. 3294 del 24/07/2018 veniva approvata la sua
modifica, sottoscritta in data 10/07/2018 dall'assessore regionale
per l'istruzione e la formazione professionale, dall'assessore
regionale all'economia e dai rettori delle università di Catania,
Palermo e Messina;
in data 27/06/2018 veniva approvata la proposta legislativa di cui
all'art. 4 del disegno di legge n. 231, Stralcio I/A di riforma di
talune disposizioni in materia di consorzi universitari che
attribuiva espressamente le funzioni di presidente del consiglio di
amministrazione dei medesimi consorzi ad un componente di nomina
regionale;
a seguito della modifica dell'art. 2 del protocollo di intesa
intervenuta, come si è detto, con il citato decreto assessoriale
del 2018, le università non assumono più la governance dei consorzi
mediante la maggioranza dei componenti del consiglio di
amministrazione;
rilevato che nel citato D.A. del 24 luglio 2018 si legge che le
parti si impegnano a definire la nuova governance dei consorzi
universitari, prevedendo una composizione a tre membri, di cui uno
in rappresentanza dell'università e uno in rappresentanza degli
enti consorziati, ai quali si aggiunge il presidente di nomina
regionale;
preso atto che:
alla luce del nuovo D.A. n. 3294 del 24/07/2018, che vede fra i
suoi sottoscrittori l'attuale assessore regionale per l'istruzione
e la formazione professionale, On. Prof. R. Lagalla, appare quanto
mai necessario ridefinire i rapporti fra l'università di Palermo e
il consorzio universitario di Agrigento;
a seguito del D.A. con il quale è stata ridefinita la nuova
governance dei consorzi universitari, la nomina del Presidente del
C.d.A. in carica, Prof. M. Busetta, appare ormai superata;
sembrerebbe essere stata raggiunta un'intesa fra l'assessore
regionale per l'istruzione e la formazione professionale,
l'assessore regionale all'economia e l'università di Palermo per la
rimodulazione dei rapporti fra UNIPA E CUA e il rilancio
dell'offerta formativa, unitamente alla riapertura dei corsi di
laurea;
per conoscere quali provvedimenti intendano adottare al fine di
garantire in tempi brevi la nomina del presidente del consiglio di
amministrazione del consorzio universitario di Agrigento e
rilanciare l'offerta formativa sul territorio agrigentino».
Ha facoltà di parlare l'assessore Lagalla per rispondere
all'interpellanza.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Molto brevemente, nel rispondere all'interpellanza dell'onorevole
Mangiacavallo si rappresenta che in adempimento alle disposizioni
di cui al decreto assessoriale n. 3294 del 24 luglio 2018,
l'Assemblea dei soci del Consorzio universitario di Agrigento ha
effettivamente approvato le modifiche statutarie così come previste
nello stesso decreto. Ma non ha concluso a tutt'oggi le modalità e
completato a tutt'oggi tutte le modalità di passaggio dalla vecchia
alla nuova governance.
Alla luce di quanto sopra, ai fini della designazione del
Presidente di nomina regionale si rende necessario che il predetto
consorzio proceda alla definizione di tutte le modalità di
attuazione dello Statuto, come già sollecitato dagli uffici in tal
senso.
Ho motivo di rassicurare l'onorevole Mangiacavallo che il
riscontro da parte del consorzio è pervenuto per via informale
rassicurando sulla piena attuazione dei provvedimenti di propria
competenza.
PRESIDENTE. L'onorevole Mangiacavallo non mi pare di vederlo in
Aula. L'onorevole Campo si dichiara soddisfatta?
CAMPO. Prendo atto della risposta.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 499 Chiarimenti circa
la selezione di tirocinanti post laurea da impiegare negli uffici
della Regione siciliana , degli onorevoli Lupo ed altri.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e
la formazione professionale, premesso che da notizie di stampa si
apprende che il Presidente della Regione e in indirizzo, in
collaborazione con i 4 atenei dell'isola, avrebbero intenzione di
procedere alla selezione di giovani laureati in materie giuridiche
ed economiche per tirocini post laurea presso i dipartimenti
regionali anche per supportarli nella istruttoria dei progetti a
valere sui fondi comunitari;
per sapere:
l'obiettivo che si intenda perseguire con tale percorso;
quali siano le modalità attraverso le quali si perverrà alla
selezione dei giovani laureati, quali siano i requisiti richiesti,
i criteri di selezione e il numero dei giovani che saranno avviati
e per quanto tempo;
se sarà emanato un avviso pubblico, se sia stata effettuata una
quantificazione dei costi economici e con quali risorse si intenda
coprirli;
quale ruolo svolgeranno le Università siciliane nell'ambito della
selezione e in quali Dipartimenti regionali saranno destinati i
giovani e come verranno utilizzati;
quali iniziative ritengano utili al fine di scongiurare il
rischio che la suddetta selezione si risolva nella creazione
dell'ennesima sacca di precariato, prima ancora che si sia avviata
a conclusione la stabilizzazione di tutti i precari storici
dell'isola;
se non si ritenga opportuno, nel contempo, procedere alla
riqualificazione del personale regionale in servizio al fine di
potenziare la capacità amministrativa dei Dipartimenti interessati;
se la Regione siciliana intenda procedere ad assunzioni di
personale».
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Si rappresenta che a seguito delle verifiche dell'istruttoria
presso gli uffici interessati è stato emanato l'avviso 26/2018 per
l'attivazione di percorsi orientati a rafforzare l'occupabilità di
giovani laureati nella Pubblica Amministrazione regionale,
pubblicato sul sito del Dipartimento istruzione e formazione
professionale e sul sito ufficiale del Fondo sociale europeo.
Con il predetto avviso 26/2018 si intende sostenere nell'ambito
del Programma FSE l'attivazione di percorsi per l'occupabilità di
giovani laureati interessati ad un'esperienza lavorativa nella
Pubblica Amministrazione regionale nel cui ambito è previsto lo
svolgimento di un tirocinio extra curriculare per l'inserimento o
il reinserimento lavorativo presso i dipartimenti della Regione
siciliana localizzati nel distretto di Palermo.
Al riguardo, è stato previsto il pieno coinvolgimento delle
Università siciliane al fine di agevolare la realizzazione delle
esperienze formative e professionali in grado di rafforzare i
livelli di occupabilità e di ampliare le opportunità di inserimento
dei giovani laureati residenti in Sicilia.
Nello specifico, le finalità dell'avviso sono così sintetizzabili:
consentire ai giovani laureati di integrare la preparazione
acquisita negli studi universitari con competenze di interesse
trasversale delle pubbliche amministrazioni.
Ampliare in questo modo le opportunità di inserimento lavorativo.
Per il conseguimento delle suddette finalità l'avviso sostiene la
realizzazione di un percorso così articolato:
1) formazione iniziale rivolta all'approfondimento delle
conoscenze riguardanti l'azione amministrativa nelle
amministrazioni regionali;
2) definizione del piano formativo individuale;
3) formazione on job attraverso attività di tirocinio presso i
dipartimenti della Regione siciliana nelle aree disciplinari nelle
quali si è rilevato un gap positivo di competenze in relazione alle
attività strategiche dell'Amministrazione e dell'evoluzione
dell'organizzazione del lavoro pubblico;
4) formazione avanzata, a termine del percorso, sull'azione
amministrativa delle Amministrazioni regionali nel contesto
nazionale ed europeo con verifica finale delle conoscenze acquisite
e delle esperienze maturate durante il percorso di formazione e
tirocinio.
Il percorso, nel cui ambito si prevede l'attuazione di un periodo
di tirocinio nell'Amministrazione regionale, non si configura in
alcun modo come rapporto di lavoro dipendente con la Regione
siciliana ma esso rappresenta piuttosto una rilevante esperienza di
formazione utile anche in funzione di una preparazione a successivi
e diversi esami di concorso per l'accesso della Pubblica
Amministrazione.
I soggetti proponenti sono identificati nelle Università
riconosciute dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della
ricerca con sede legale in Sicilia.
Le Università assumeranno quindi il ruolo e i compiti di soggetti
beneficiari e opereranno la programmazione delle attività formative
e la selezione dei potenziali destinatari.
Le risorse, finalizzate al sostegno dei percorsi di cui
all'avviso, ammontano complessivamente in questa fase ad euro
2.674.000,00 e sono individuate a valere sull'Asse 1 - occupazione
- del PO FSE Sicilia 2014-2020. L'Amministrazione si riserva la
possibilità di finanziare l'avviso anche a valere sulle risorse del
Piano straordinario per il lavoro in Sicilia - opportunità giovani
- o sulle risorse a valere sul Piano di Azione e Coesione,
Programma operativo complementare POC Aggiornamento di cui al
decreto dirigenziale n. 107 del 6 marzo 2017.
I destinatari della proposte progettuali devono possedere,
all'atto della presentazione della domanda, i requisiti che sono
fissati in relazione alle procedure di selezione a valere sul Fondo
Sociale Europeo:
età non superiore ai 35 anni;
residenza in Sicilia da almeno 12 mesi;
laurea magistrale o specialistica o di vecchio ordinamento in
settori coerenti con gli ambiti disciplinari previsti con un voto
di laurea minimo pari a 105 su 110;
conoscenza della lingua inglese comprovata dall'avere sostenuto e
superato un esame di lingua inglese presso l'università o dal
possesso di certificazione almeno di livello A2;
essere disoccupati o inoccupati ai sensi della normativa vigente.
Sono esclusi i soggetti che pur in possesso dei requisiti sopra
descritti, sono coinvolti in altre misure formative o di politica
attiva del lavoro finanziate con risorse pubbliche.
Le università che risulteranno beneficiarie dei finanziamenti,
sulla base della proposta formativa alla quale hanno già risposto
per effetto dell'avviso 26, dovranno selezionare 110 destinatari,
in relazione agli ambiti disciplinari di interesse: scienze
giuridiche e politico-sociali, scienze economiche e statistiche
gestionali, scienze ingegneristiche e architettura, altri ambiti
disciplinari garantendo procedure di selezione improntate a
trasparenza, imparzialità e pubblicità.
I candidati che rispondono ai requisiti di accesso saranno
selezionati dalle Università beneficiarie sulla base dei seguenti
criteri di selezione:
- voto di laurea prevedendo un punteggio crescente per ogni voto
superiore al 105, valorizzando in particolare il conseguimento
della laurea con 110/100 cum laude;
- riconoscimento di punteggi crescenti rispetto al solo possesso
della laurea nel caso di possesso di master di II livello inerente
l'ambito disciplinare, abilitazione alla professione inerente
l'ambito disciplinare, titolo di dottorato di ricerca conseguito in
Italia o presso Università straniere dell'Unione europea. Il titolo
di dottorato dovrà essere maggiormente valorizzato rispetto al
master o all'abilitazione professionale così da affermare il
maggiore valore aggiunto di conoscenza e competenze in possesso di
questo titolo di III livello della formazione universitaria;
riconoscimento della conoscenza della lingua inglese con punteggi
crescenti commisurata dal possesso di certificazione della lingua a
partire dal livello B1 fino al livello C2;
- riconoscimento di conoscenza eventuale di altre lingue straniere
certificate col livello pari ad almeno B1.
Le Università beneficiarie a parità di punteggio nelle prove di
selezione dei candidati, che non prevedono - ovviamente - né
colloquio, né prova scritta ma soltanto valutazione per titoli,
dovranno prevedere che l'accesso al percorso per l'occupabilità sia
assegnato al candidato col reddito ISEE più basso e a parità di
punteggio e reddito ISEE l'accesso al percorso dovrà essere
assegnato ad un candidato donna, nel caso in cui i candidati siano
entrambe donne si preferirà la candidata più giovane in età.
Il percorso formativo sarà strutturato, come già accennato, con un
corso di formazione iniziale presso l'Università beneficiaria del
finanziamento di introduzione alle attività amministrative delle
Regioni composto da moduli di insegnamento su materie che
contribuiscono a favorire un più agevole inserimento dei
destinatari nel sistema regionale; definizione del piano formativo
individuale, con riguardo al tirocinio che ciascuno allievo o
allieva dovrà svolgere presso la Regione, definito di intesa tra la
componente universitaria e il tutor del soggetto ospitante;
formazione sul lavoro on job, attraverso attività di tirocinio per
durata di 12 mesi presso i Dipartimenti della Regione siciliana.
Ad ogni allievo o allieva tirocinante sarà mensilmente corrisposta
dal beneficiario Università una indennità di partecipazione al
tirocinio pari a 1.145 euro o/e fino a 1.600 euro mensili lordi
(Irpef e Irap inclusi) a seconda della distanza del luogo di
residenza dalla sede del soggetto ospitante. A conclusione del
corso di formazione avanzato di restituzione sistematizzazione e
approfondimento delle conoscenze e competenze acquisite nel corso
del tirocinio, articolato in moduli di insegnamento con una prova
finale finalizzata a misurare gli apprendimenti appresi nel corso
del periodo di tirocinio regionale.
Per il solo periodo del corso di formazione iniziale e finale,
verrà riconosciuta agli allievi una indennità di frequenza
giornaliera pari a 10 euro in relazione alla presenza, fermo
restando che l'indennità di partecipazione al tirocinio è prevista
solo per i 12 mesi di frequenza nei dipartimenti regionali.
Come per tutti gli avvisi a valere sul fondo sociale europeo, ogni
ulteriore informazione in ordine alla modalità di partecipazione,
presentazione dell'istanza e valutazione della stessa sarà
consultabile direttamente sul sito istituzionale del dipartimento.
È chiaro che a conclusione della valutazione, che è in corso,
delle proposte formulate dalla Università, l'Assessorato procederà
poi ad utilizzare le stesse università ad esitare, sulla base di
queste linee guida evidentemente, i bandi di selezione per le
figure di laureati identificate per ciascuna università di
riferimento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, mi ritengo
soddisfatto della risposta direi precisa e puntuale.
Trovo interessante questo esempio di collaborazione tra Regione
siciliana e Università della nostra Regione a favore dei nostri
giovani laureati, quindi spero che per tutti questi giovani possa
essere una esperienza altrettanto positiva.
Desidero richiamare un momento la sua attenzione sul fatto che le
ultime due domande della mia interrogazione in realtà sono rivolte
all'assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
perché nell'ambito della stessa interrogazione chiedo se non si
ritenga opportuno, nel contempo, procedere alla riqualificazione
del personale regionale in servizio al fine di potenziare la
capacità amministrativa dei dipartimenti interessati e, per
l'ultimo punto, se la Regione siciliana intenda procedere ad
assunzione di personale.
Quindi, se possibile, chiedo che questa interrogazione per le
ultime due domande venga comunque mantenuta e trasferita per la
risposta all'assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Lupo, verrà, se non interviene
delega prima, verrà ricalendarizzata quando ci sarà l'Assessore per
le autonomie locali e la funzione pubblica per la parte che
riguarda, appunto, gli ultimi due quesiti.
Si passa all'interpellanza n. 112 Modifica del D.A. n. 3955 del 7
settembre 2018 circa il funzionamento delle Conferenze
provinciali , a firma dell'onorevole Lupo.
Ne do lettura:
«All'Assessore per l'istruzione e la formazione professionale,
premesso che:
con D.A. n. 3955 del 7 settembre 2018, l'Assessore per
l'Istruzione e la formazione professionale ha disciplinato i
criteri cui devono attenersi le Conferenze provinciali nella
predisposizione del piano di dimensionamento della rete scolastica
per l' a.s. 2019/2020;
le Conferenze provinciali, ai sensi dell'art. 3 della l.r. 24
febbraio 2000, n. 6, sono organismi cui compete la definizione dei
piani di dimensionamento delle rete scolastica nel rispetto degli
indirizzi preventivamente adottati dall'Assessore per l'Istruzione;
il comma 2 dell'art. 3 della l.r. 24 febbraio 2000, n. 6 dispone
che la Conferenza provinciale è composta dal Presidente della
provincia regionale, dal sindaco del comune capoluogo, da 5
rappresentanti del personale scolastico docente e non docente, da
un rappresentante dei genitori e uno degli studenti, dal
Provveditore agli studi, dal presidente del Consiglio scolastico
provinciale ed, infine 'da 7 sindaci eletti, con voto limitato a
due, dall'assemblea dei sindaci della Provincia convocata dal
Presidente della provincia regionale';
dalla lettura della norma si evince, in modo chiaro, che i 7
sindaci, tutti ugualmente legittimati a partecipare alle riunioni
della Conferenza provinciale e a votare le deliberazioni di
competenza, sono scelti tramite elezione in seno ad un organismo
appositamente costituito, cioè l'assemblea dei sindaci della
provincia convocata dal presidente della provincia, nel quale
ciascuno dei sindaci può esprimere un massimo di due preferenze;
considerato che:
tale interpretazione, cui si accede peraltro agevolmente, è stata
accolta e messa in pratica sin dall'entrata in vigore della legge,
18 anni orsono, ma è oggi inopinatamente ribaltata dalle
disposizioni dell'art. 3 del D.A. citato in premessa;
infatti, si legge nel decreto che 'occorre ribadire che alle
Conferenze provinciali è prevista dalla suddetta norma la
partecipazione di n. 7 sindaci, eletti annualmente dall'Assemblea
dei Sindaci, con un'espressione di voto (seppur 7 presenti)
limitato a numero 2 voti';
in sostanza, l'inciso del comma 2 dell'art. 3 l.r. 6/2000 con
voto limitato a due viene erroneamente riferito, non già al momento
della votazione per la scelta dei sindaci che, in rappresentanza di
tutti i sindaci della provincia, si siederanno in Conferenza, ma al
momento in cui l'organismo è già costituito e perfezionato in tutte
le sue componenti e, apprestandosi a deliberare, può farlo solo con
2 voti espressi dai 7 sindaci presenti;
viene da chiedersi cosa ci facciano in Conferenza gli altri 5
sindaci eletti, ma anche come vengano scelti i 2 che hanno diritto
di voto;
ritenuto che:
il comma 2 dell'art. 3 in discussione disciplina solo ed
esclusivamente la composizione della Conferenza provinciale, con
l'elencazione dei soggetti chiamati a farne parte e le modalità di
scelta all'interno delle comunità o istituzioni di provenienza, e
in nessun modo si occupa del suo funzionamento o delle modalità con
le quali sono adottate le deliberazioni;
si tratta, con tutta evidenza, di una interpretazione che rinnega
lo spirito della norma, unicamente rivolto a conferire ad un organo
collegiale adeguata rappresentatività a quel territorio nel quale
le scelte andranno ad incidere;
per conoscere se non ritenga di doversi procedere alla modifica
dell'art. 3 del D.A. n. 3955 del 7 settembre 2018 al fine di
restituire il diritto al voto a tutti i componenti delle Conferenze
provinciali di cui all'art. 3 della l.r. 6/2000, secondo la lettura
della norma e l'interpretazione consolidatasi negli anni».
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, credo che l'interpellanza sia superata
perché è intervenuta una norma interpretativa che ha risolto il
problema alla fonte; quindi, credo che quest'Aula ha già provveduto
a rispondere nel migliore dei modi.
PRESIDENTE. Allora la consideriamo superata.
Si passa all'interpellanza n. 115 Sicurezza sismica della scuola
'Maria Teresa di Calcutta' di Tremestieri Etneo (CT) , a firma
degli onorevoli Foti, Cancelleri, Campo, Cappello, Ciancio, De
Luca, Marano, Di Caro, Di Paola, Mangiacavallo, Palmeri, Pagana,
Pasqua, Schillaci, Siragusa, Sunseri, Trizzino, Tancredi, Zafarana
e Zito.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità e all'Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale, premesso che:
il Comune di Tremestieri etneo (Catania), al fine di completare
l'attuazione del piano di edilizia economica e popolare (PEEP)
Ravanusa (approvato con delibere n. 111 del 13 dicembre 1990 e n.
51 del 24 luglio 1991), ha attivato i propri uffici tecnici
(ufficio di PRG, piano regolatore generale) per la costruzione di
una scuola elementare di 15 aule in località Ravanusa, vista la
facoltà concessa dalla legge n. 167 del 1962 in ordine alla
modifica di strumenti urbanistici in vigore;
la modifica del piano, consentita dalla legge, viene ultimata una
volta realizzate e collaudate le opere di urbanizzazione secondaria
(come le scuole). Compiuto tale adempimento il Comune può
rilasciare i certificati di abitabilità e regolarizzare
l'assegnazione degli alloggi e il pieno possesso;
le aree cedute dalle 17 cooperative al fine di realizzare il PEEP
Ravanusa consentono l'insediamento di circa 1.500 nuovi abitanti;
considerato che:
il lotto destinato ad accogliere la struttura è sito su di una
faglia tettonica del monte Etna;
uno studio del 1988 dell'ingegner Francesco Novelli intitolato
Pericolosità e rischio sismico e vulcanico del territorio Etneo
riporta la carta morfotettonica del monte Etna individuando
precisamente la faglia, denominata Cavolo dal nome della località,
che, peraltro, era conosciuta sin dall'anno 1381;
una relazione geologica redatta, su incarico del sindaco, dal
dottor Fabrizio Manciagli, corredata da rapporto tecnico di prova
svolto dalla società Geo Check Srl prospezioni geofisiche (prot. n.
6149 del 2 aprile 2005), dimostra inequivocabilmente la presenza di
una faglia sismogenetica attiva all'interno del lotto destinato
alla costruzione della scuola elementare, proprio al di sotto delle
strutture portanti dell'edificio scolastico;
acquisito tale rapporto agli atti del procedimento, il dirigente
dell'ufficio di PRG del Comune ha proposto al dirigente del Settore
opere pubbliche la revoca in autotutela di tutti gli atti relativi
all'appalto dei lavori di costruzione di una scuola elementare in
località Ravanusa (prot. n. 603/VII del 14 marzo 2005) in quanto
dall'analisi degli elaborati costituenti lo studio geologico e
dalle risultanze delle indagini geologiche e geognostiche risulta
presente nel terreno una faglia sismogenetica attiva individuata
inequivocabilmente al di sotto delle strutture portanti in cemento
armato della scuola in oggetto;
la richiesta della revoca non ha avuto seguito da parte
dell'ufficio interpellato;
nonostante i rilievi sismici confermati dai numerosi documenti la
scuola elementare è stata inaugurata in data 20 settembre 2010;
per conoscere se non ritengano opportuno attivarsi, nell'ambito
delle proprie competenze, affinché si intraprendano tutte le
opportune iniziative per garantire la sicurezza dell'edificio
scolastico assicurando l'incolumità degli studenti e se non
vogliano altresì attivarsi al fine di esortare l'amministrazione
locale a prevedere un intervento di messa in sicurezza
dell'edificio per il conclamato rischio sismico».
Ha facoltà di parlare l'assessore Lagalla per fornire la
risposta.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, abbiamo già avuto modo di esprimere come il tema
della sicurezza di edifici scolastici rientri tra le priorità
dell'Assessorato e sono state anche evidenziate le risorse messe a
disposizione dell'Amministrazione regionale sia attraverso i fondi
extra regionali, sia attraverso il trasferimento
dell'amministrazione statale.
La interpellante si riferisce, in particolare, alla Scuola Maria
Teresa di Calcutta di Tremestieri Etneo per la quale, agli atti del
Servizio XI dell'Assessorato regionale dell'istruzione non risulta
alla data, almeno, della stessa interpellanza che sia stata
prodotta alcuna istanza di rifinanziamento neanche con riferimento
all'ultimo aggiornamento del programma triennale e che, quindi,
soltanto da questo punto di vista, non sono previste, sulla base
delle graduatorie in possesso e delle istruttorie fin qui svolte
dagli uffici, specifici interventi su quella scuola. Mentre,
invece, su quello stesso comune l'ente proprietario, cioè il Comune
ha richiesto e ottenuto l'inserimento, nella programmazione
triennale 2015-2018 un intervento di ristrutturazione della scuola
materna Garden Park per complessivi 606.202,00 euro, e l'intervento
posso dare comunicazione essere stato recentemente finanziato.
Quindi, diciamo, non è previsto in questo momento alcun intervento
specifico richiesto dal Comune sulla scuola e, comunque, ricadendo
questa scuola all'interno della aree etnee recentemente colpite da
eventi sismici, è stata comunque sicuramente oggetto di verifiche e
di controllo di agibilità da parte del Dipartimento della
Protezione civile, con il quale siamo stati costantemente in
contatto, fino a farci segnalare dallo stesso Dipartimento della
Protezione civile tutti gli edifici scolastici di aree colpite da
eventi sismici che avessero riportato lievi, medi o gravi danni a
seguito delle stesse circostanze avverse.
Tra l'altro, su questo abbiamo ottenuto tanto, com'è noto anche
all'interpellante, è stato ottenuto un finanziamento straordinario
per entrambi gli eventi, quello precedente e quello più recente del
26 dicembre ultimo scorso, un complessivo finanziamento
ministeriale di 1 milione e 100 mila nella prima volta e di 882
mila euro nella seconda occasione, che cubano complessivi 2 milioni
di euro e che comprendono un elenco di scuole, in particolare di
quell'area, che è stato predisposto dalla Protezione civile e da
noi inoltrato al Ministero per il relativo finanziamento.
Quindi, nessun impegno ordinario richiesto dal Comune. Se censito
dalla Protezione civile destinatario, evidentemente, di interventi
di riqualificazione dei danni subìti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Foti per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, il
territorio etneo sullo scorcio del 2018 è stato colpito da eventi
sismici e, come lei ricordava, a livello nazionale sono stati
concessi degli aiuti per il ripristino delle condizioni di
agibilità, ancorché parecchi di questi edifici non sono antisismici
perché costruiti in periodi precedenti.
Questo è un aiuto importante. E' un aiuto importante il fatto che
si siano semplificati gli iter amministrativi e burocratici, già a
partire dallo scorso agosto con vari decreti, accordi e il
passaggio dell'anagrafe ha senz'altro dato una mano.
Però, nello specifico, io chiedo all'Assessore anche con ulteriore
documentazione eventualmente a supporto, il caso di questo edificio
perché lei ha correttamente detto l'area etnea è stata interessata
da particolari controlli, però vorrei capire se parliamo dell'area
del cratere del terremoto del 26 dicembre mi pare si riferisca a
una serie di Comuni sul lato est dell'Etna e non, in particolare, a
quello di Tremestrieri.
E, quindi, se poi anche successivamente perché, chiaramente, è
poco ortodosso che io in questo momento chieda una integrazione, e
poi se ha avuto modo lui direttamente di leggere il testo perché
questo edificio si trova su una faglia che proprio passa sotto le
strutture portanti, quindi è chiaro che in una condizione di
terremoto lieve non desta preoccupazioni però gli studi geologici
evidenziano come si trovi proprio sopra una lesione del suolo,
quindi una faglia, e questo, se pur magari ai tecnici che,
sicuramente, avete interpellato non desta preoccupazione, per
quanto riguarda i genitori questo fatto, che è noto perché è
riportato anche da articoli di stampa ed è chiaro che tutti
vorremmo che fossero smentiti ma quando gli articoli girano e sono
così pieni di dovizia di particolari creano molta preoccupazione,
se sia stato fatto proprio un sopralluogo in questo edificio o sia
stata fatta una scheda Aedes proprio perché non si trova né nel
comune di Aci Sant'Antonio, Aci Catena, Acireale ma un po' diciamo
più a sud, quindi fuori da quello che viene definito il cratere del
terremoto.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, onorevoli deputati, molto brevemente, ringrazio
l'onorevole Foti. Naturalmente, faremo, insieme alla Protezione
civile, l'accertamento ulteriore e specifico e mi riservo
ovviamente di riferire all'onorevole.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 133 Verifica di
congruità delle spese sostenute dall'Ersu Catania per i canoni di
locazione delle residenze universitarie , a firma degli onorevoli
Ciancio, Cancelleri, Cappello, Foti, Mangiacavallo, Palmeri,
Siragusa, Trizzino, Zafarana, Zito, Tancredi, Sunseri, Schillaci,
Di Caro, Campo, Di Paola, Marano, Pagana, De Luca, Pasqua.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e
la formazione professionale, premesso che:
gli Enti regionali per il diritto allo studio (E.R.S.U.) sono
stati istituiti dalla legge regionale 25 novembre 2002, n.20, in
numero corrispondente a quello degli Atenei siciliani, nei Comuni
in cui questi hanno sede;
secondo l'art.7, comma 3, l.r. 20/2002 tali enti 'sono persone
giuridiche di diritto pubblico dotate di proprio patrimonio,
autonomia amministrativa e gestionale e di personale individuato ai
sensi dell'articolo 20 e operano sotto l'indirizzo, la vigilanza ed
il controllo dell'Assessorato regionale della pubblica istruzione';
viene poi disposto, al quarto comma dell'art.7 l.r.cit., che
ciascun ente istituisce in ognuna delle province regionali ove ha
sede il consorzio universitario uno sportello periferico per
garantire, agli studenti che ne hanno diritto, gli interventi
previsti dalla legge stessa e che tale ufficio è gestito
direttamente dall'Ente regionale per il diritto allo studio
universitario (E.R.S.U.) territorialmente competente;
visto che:
tra i fini statutari dell'ente vi è quello di garantire adeguati
servizi agli studenti, quali ad esempio servizi di ristorazione,
borse di studio, residenze universitarie, contributi alla mobilità,
ecc.;
l'ente Catanese vanta 754 posti letto, dislocati in diverse
strutture che insistono nel territorio del comune di Catania e non
solo, sia pubbliche che private;
i costi annuali di un posto letto variano molto a seconda che la
struttura sia di proprietà dell'ente o in affitto;
anche comparando i costi delle sole strutture in affitto saltano
all'occhio notevoli differenze di costo medio per posto letto;
considerato che:
da un esame della documentazione sui canoni di locazione allegata
al bilancio pluriennale 2018- 20 dell'Ersu, risulta che la spesa
annuale media(tra quelle al di sopra dei 4000 euro) per ciascuno
dei posti letto oggetto della locazioni ammonta a:
euro 8.312 mila per la Residenza Musco (32 posti letto);
euro 8.070 Residenza Ortigia (25 posti letto);
euro 5.547 per la Residenza Ardizzone Gioeni (25 posti letto);
euro 5.373 per la Residenza ToscanoScuderi (36 posti letto);
euro 4.200, per la residenza Verona (38 posti letto);
euro 4.349 e per la Residenza La Castillett (18 posti letto);
ritenuto che:
il costo medio di queste strutture appare sproporzionato rispetto
al servizio offerto;
a parità di spesa sarebbe meglio elargire agli studenti un
contributo in denaro che permetterebbe loro di scegliere e pagare
autonomamente il proprio alloggio;
così facendo si riuscirebbero a coprire molti più studenti e
sostenere economicamente gran parte dei fuori sede;
per conoscere:
se non ritengano necessario avviare le opportune interlocuzioni
con il commissario straordinario dell'Ersu, al fine di rivedere il
sistema delle residenze universitarie, revocando i contratti di
locazione, ove possibile, e non rinnovandoli qualora siano in
scadenza;
se, in subordine, non ritengano opportuno utilizzare le somme
risultanti da eventuali dismissioni per incrementare i contributi
in denaro agli studenti lasciandoli liberi di scegliere l'alloggio
più congeniale alle loro esigenze».
CIANCIO. Chiedo di parlare per illustrare l'interpellanza.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, siamo
alla fine, però questa è una interrogazione alla quale io tengo
moltissimo perché parliamo sempre in quest'Aula dei problemi legati
alla scarsezza di finanziamenti o di trasferimenti agli enti per il
diritto allo studio, però se poi andiamo ad analizzare un po' i
dati e le spese di questi enti ci sono alcune cose che non tornano
o che, secondo me, si potrebbero migliorare.
Io mi riferisco, ovviamente oggetto dell'interrogazione sono gli
alloggi per gli studenti, quindi le residenze universitarie.
Ebbene, l'Ersu di Catania, ovviamente io ho fatto un lavoro
sull'Ersu di Catania, ma è un lavoro che si potrebbe estendere a
tutti gli atenei siciliani, spende 2.532.000,00 euro l'anno di
residenze, almeno per il 2018, il triennio 2018-2019-2020.
Ora, se andiamo a vedere le singole voci che compongono questa
somma, vediamo che ci sono residenze che costano, per esempio per
32 posti letto, 123.000,00 euro come canone di locazione e ben
142.000,00 euro di utenze; o ancora la residenza Gioeni 25 posti
letto, 62.000,00 euro di canone di locazione e 77.000,00 euro di
utenze. Ancora Ortigia: 45.000,00 euro. In questo caso la
sproporzione è notevole: 45.000,00 euro di canone di locazione e
155.000,00 euro di utenze.
Questo si traduce, poi, in un costo totale letto che, nel primo
caso, è 8.312,00 euro, nel secondo di 5.574,00 euro, nel terzo caso
8.070,00 euro. Assessore: 8.312,00 euro sono 692,00 euro al mese
per un posto letto.
È una somma, secondo me, spropositata rispetto al servizio che
viene erogato. Con la stessa cifra, se noi erogassimo direttamente
il contributo economico ai ragazzi ne potremmo sostenere tre
alloggi studenteschi. Questo è un contratto che scade nel 2019, mi
riferisco alla residenza Musco, e mi auguro, questa interrogazione
vuole proprio puntare l'attenzione sul fatto che secondo me questo
contratto non deve essere assolutamente rinnovato.
Sull'Ardizzone, è la seconda volta che lo citiamo oggi, sembra una
cosa ma per sgombrare il campo da equivoci io non ce l'ho con il
commissario, per carità, non è una questione personale, però ci
sono alcune cose che, devo dire, non tornano.
Ripeto, lui è stato molto disponibile anche quanto ho chiesto la
documentazione, me l'ha fornita, però che il commissario dell'Ipab
Ardizzone Gioeni sia anche dipendente di un ente che paga l'affitto
all'Ipab non è illegittimo, per carità, ma secondo me è inopportuno
o comunque si creano dei meccanismi e si può pensare che l'istituto
Ipab stia risanando la situazione disastrosa del proprio bilancio
con soldi pubblici.
Nel caso dell'Ersu parliamo di quei posti letto che costano
annualmente 5.574 euro, significa 464 euro al mese. Da questi,
facendo un calcolo così, molto veloce, potremmo ricavare almeno due
contributi in denaro per i ragazzi. Anche questo non so se scadeva
nel 2018, non so se è stato rinnovato. Tra l'altro un contratto che
partiva nel 2016, mi dicono, però chiaramente sarà mia cura e anche
lo scopo dell'interrogazione capire se è vero che è stato
sottoscritto senza impegno di spesa. Mi dicono anche che prevedeva
un adeguamento delle strutture dell'Ipab che dovevano avere la
certificazione antisismica e il contratto prevedeva che l'Ipab
facesse questo tipo di lavori, anche questo è da verificare se si
sono adeguati a questi lavori.
Ci sono 25 posti letto, gli studenti in questa struttura sono 22,
quindi ci sono, facciamoci il conto, 5.500 euro per tre, 15 mila
euro, saranno poca roba, per carità, ma sono sempre soldi pubblici
che potrebbero andare per altri fini che noi buttiamo non si
capisce dove.
Ora la domanda che io faccio all'Assessore è: è possibile
continuare a sostenere questi affitti e queste somme per servizi
che potrebbero costare molto meno e soprattutto potrebbero, se
erogati in maniera diversa, soddisfare molti più studenti rispetto
a quello che fanno adesso?
Ultima cosa, ripeto facciamo uno studio sul costo medio dei posti
letto a Catania, a Messina, a Palermo, vediamo quanto costa ed
eroghiamo quella cifra, vedrete che riusciremo a triplicare forse
la platea di beneficiari di queste borse, di questi servizi.
Detto questo, ovviamente mi aspetto un'attenzione particolare, ma
vedo che annuisce quindi è d'accordo con me, però una cosa
importante è che questo tipo di problematiche finalmente le
affrontino i consigli di amministrazione. Assessore, abbiamo la
legge, finalmente, possiamo procedere al rinnovo dei consigli di
amministrazione anche perché determinate cose che sono palesi e
sotto gli occhi di tutti, magari, con un consiglio di cinque e non
di una sola persona non si verificherebbero più. Quindi esorto
anche il Governo a procedere immediatamente e a dare seguito alla
legge che abbiamo approvato qualche giorno fa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interpellanza.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, mi consente di ringraziare l'onorevole Ciancio
perché condividiamo insieme molte riflessioni, ma vorrei dire anche
molte preoccupazioni perché se è vero come è vero che gli enti per
il diritto allo studio, enti strumentali della Regione siciliana,
sono dotati evidentemente di un'autonomia decisionale ed
amministrativa normativamente fissata, è altrettanto vero che essi
sono chiamati a svolgere una funzione particolarmente delicata
verso strati sensibili della popolazione giovanile.
Devo dire che, proprio partendo dalle riflessioni che già,
superficialmente o a prima vista, facevano intuire disparità
comportamentali tra i vari Ersu della Sicilia con una non raggiunta
parità di comportamenti tale da garantire parità di opportunità
agli studenti, ho richiesto, dopo alcuni incontri, una relazione su
tutti gli aspetti gestionali, normativi, patrimoniali, di
manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili, di benefici
erogati agli studenti, a tutti gli Ersu.
Questa risposta, questo riscontro è giunto qualche giorno fa
all'Assessorato e stiamo provvedendo a ricostruire comparativamente
questa situazione fermo restando, ovviamente, che l'erogazione a
favore di questi enti, in questi ultimi due anni, si è incrementata
ed ha consentito di erogare un numero di borse di studio molto
superiore sia in termini percentuali, che in termini assoluti
rispetto a quelli erogati negli ultimi anni. Ma è vero quello che
dice l'onorevole Ciancio perché, l'ottimizzazione di alcune
previsioni e di alcune procedure, probabilmente, consentirebbe di
ampliare ulteriormente le risorse utilmente spendibili ed erogabili
a favore di benefici diretti a sostegno degli studenti bisognosi e
meritevoli perché dobbiamo dire che la Costituzione protegge i
bisognosi ma li protegge in funzione del merito e, questo mi piace
ricordarlo anche a vantaggio di chi ci ascolta.
Per quanto riguarda la specifica situazione dell'Ersu di Catania
sulla quale ci viene richiesta una verifica di congruità per i
canoni di locazione, è ovvio che la verifica di congruità si
intende già assunta nel momento in cui, procedendo alla ratifica
formale di un rapporto contrattuale da parte di un ente pubblico, è
necessario acquisire e produrre il preventivo accertamento di
congruità da parte della competente Agenzia per il territorio o da
strutture equivalenti però, è altrettanto vero che nel caso di
strutture in affitto con i privati i costi per posto letto,
evidentemente, sono fortemente influenzati, non solo e soltanto dal
costo, quanto dalla ripartizione di questo costo per il numero di
posti letto il che, evidentemente, ci fa dire con estrema facilità
che occorre favorire o la disponibilità di singoli appartamenti
auto gestiti dagli studenti che possono, evidentemente, abbattere i
costi o, in caso di strutture fornite di servizi, evidentemente,
invece, avere delle strutture con un numero di posti letto
sufficienti ad aver un punto di break-even che ricada
fondamentalmente nella forbice del singolo beneficio erogato
individualmente allo studente. Non sempre è così. L'onorevole
Ciancio lo ha evidenziato, io mi permetto di sottolinearlo.
E' altrettanto vero, però, che gli edifici, in alcuni casi,
condotti in locazione, non solo hanno difficoltà a raggiungere il
punto di break-even in relazione al numero dei letti che sono resi
disponibili, ma alcuni non hanno del tutto attuato l'adeguamento
alle procedure di sicurezza e su questo, evidentemente, noi abbiamo
proposto un richiamo assolutamente importante, anche nella memoria
della tragica vicenda del terremoto dell'Aquila, dove fu per prima
una residenza universitaria a crollare per effetto del terremoto.
E' chiaro che più esiguo, comunque, è il numero di posti letto,
evidentemente, peggiore è il rapporto costo-beneficio perché il
canone diventa insostenibile per posto letto, anche se tollerabile
in valore assoluto.
Per questo, abbiamo già disposto che l'Ersu di Catania avvii le
procedure per non rinnovare tali contratti di locazione. L'Ersu,
pertanto, è alla ricerca di nuovi immobili, con una capacità
ricettiva di partenza non inferiore ad 80 posti letto, con un
rapporto costo-beneficio adeguato, al fine di garantire i principi
di economicità ed il rispetto delle vigenti normative in materia di
sicurezza antisismica e di sicurezza in generale.
Per quanto attiene, invece, le residenze di proprietà dell'ente
Cittadella, Oberdan e San Marzano, i costi sostenuti risultano,
sostanzialmente, in linea con gli standard di mercato.
Infine, per completezza, per quanto attiene l'ex Hotel Costa, si
segnala che l'Ersu è nella fase di chiusura di un contenzioso che
si protrae dal 2009 e che, una volta chiusa la transazione in
corso, peraltro, autorizzata con parere positivo dall'Avvocatura
distrettuale di Catania, potrà rendere disponibili ulteriori 300
posti letti che si aggiungeranno all'attuale offerta.
Da ultimo, è chiaro che, per quanto concerne, l'eventuale
riutilizzo di somme derivanti da dismissione di alcune residenze,
l'Assessorato approfondirà l'interlocuzione con l'Ersu di Catania,
al fine di valutare, finalmente, l'opportunità di erogare agli
studenti contributi diretti che consentano loro di scegliere
individualmente alloggio o residenze private.
E' altrettanto chiaro e, su questo, voglio rassicurare l'onorevole
Ciancio - che sa quanto starmi a cuore i problemi dell'università e
della residenzialità universitaria - sul fatto che noi, al di là
dell'imminente costituzione dei consigli di amministrazione e,
anzi, forse, proprio per questo, intendiamo pervenire a delle linee
guida regionali che fissino le forbici all'interno delle quali, per
tutte le varie funzioni di competenza degli Ersu, gli stessi
possano muoversi in autonomia perché è chiaro che non possiamo
immaginare che si eroghino alcuni servizi a Palermo e non li si
eroghino a Catania; non possiamo immaginare che un costo per posto
letto, razione materie e per effetto del numero di posti letto
complessivi, costi 800 euro in un posto e 150 euro in un altro,
perché le risorse vengono ripartite, come l'onorevole interrogante
sa, in proporzione al numero della popolazione studentesca, al
numero dell'utenza ma, è chiaro che, rispetto a quella fetta,
l'utenza deve avere le stesse opportunità di acquisizione.
Ecco perché ringrazio l'onorevole Ciancio per il quesito, ma posso
rassicurare che, non solo daremo veloce adempimento, appena
pubblicata, alla normativa sul ripristino dei consigli di
amministrazione, ma continueremo a monitorare, con costante e
pervicace attenzione, le modalità di gestione amministrativa di
ciascun ente per il diritto allo studio che insista nella Regione
siciliana.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ciancio per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
CIANCIO. Mi dichiaro soddisfatta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo concluso il corposo
allegato di oggi della Rubrica dell'assessore Lagalla.
Onorevoli colleghi, abbiamo avuto la disponibilità dell'assessore
Cordaro e, pertanto, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 27
febbraio 2019, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Territorio e ambiente (V. allegato)
La seduta è tolta alle ore 18.11
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea
N. 465 - Interventi a sostegno degli operatori agricoli del
settore biologico.
Firmatari: Pagana Elena; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo
Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di
Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Marano Jose; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
- Con nota prot. n. 59355/IN.17 del 26 novembre 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'agricoltura.
- Da parte dell'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana:
N. 571 - Trasferimento del quadro 'Polittico di San Gregorio' di
Antonello da Messina nell'ambito delle iniziative legate
all'evento 'Palermo capitale della cultura'.
Firmatari: De Domenico Francesco; Lupo Giuseppe; Arancio Giuseppe
Concetto; Dipasquale Emanuele.
- Da parte dell'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità:
N. 268 - Interventi per garantire la tutela ambientale della
frazione di Sant'Ambrogio nel comune di Cefalù (PA).
Firmatari: Figuccia Vincenzo
- Con nota prot. n. 43782/IN.17 del 10 agosto 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia. - Con nota
prot. n. 3001/Gab del 9 agosto 2018 l'Assessore per il territorio
ha eccepito la propria incompetenza.
- Da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità:
N. 411 - Chiarimenti in ordine alla dotazione finanziaria per il
risanamento delle aree degradate di Messina.
Firmatari: Zafarana Valentina; Schillaci Roberta; Tancredi Sergio;
Di Paola Nunzio; Di Caro Giovanni; Trizzino Giampiero; Cancelleri
Giovanni Carlo; Pasqua Giorgio; Marano Jose; Cappello Francesco;
Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Palmeri Valentina;
Sunseri Luigi; Zito Stefano; De Luca Antonino; Ciancio Gianina;
Pagana Elena; Campo Stefania; Foti Angela
- Con nota prot. n. 56942/IN.17 del 13 novembre 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture.
N. 547 - Problematiche inerenti al contratto di servizio con
Trenitalia spa con particolare riferimento alla corsa metropolitana
Ficarazzi/Palermo.
Firmatari: Aricò Alessandro.
- Da parte dell'Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale
N. 471 - Conferenza internazionale sulla Libia.
Firmatari:De Domenico Francesco; Lupo Giuseppe; Arancio Giuseppe
Concetto; Dipasquale Emanuele
- Con nota prot. n. 58428/IN.17 del 21 novembre 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione.
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni saranno pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
- Riqualificazioni artistiche delle aree pubbliche (n. 504).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Pasqua,
Campo, Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di Paola,
Foti, Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Schillaci, Siragusa,
Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito il 19 febbraio 2019.
- Tutela dei Consumatori e degli Utenti -Programmazione -
Associazioni dei Consumatori (n. 505).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Foti,
Cancelleri, Campo, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di Paola,
Mangiacavallo, Di Paola, Marano, Palmeri, Pagana Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Trizzino, Tancredi, Zafarana e Zito il 19
febbraio 2019.
- Istituzione del Sistema regionale della formazione professionale
(n. 506).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Sammartino,
Arancio, Barbagallo, Cafeo, Catanzaro, Cracolici, De Domenico,
Dipasquale Gucciardi, Lantieri e Lupo il 19 febbraio 2019.
- Istituzione della Strada degli Scrittori (n. 507).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Dipasquale,
Lupo, Arancio, Barbagallo, Cafeo, Catanzaro, Cracolici, De
Domenico, Gucciardi, Lantieri e Sammartino il 19 febbraio 2019.
- Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
disposizioni in materia di legalizzazione della coltivazione, della
lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati (n.
508).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Campo,
Cancelleri, Cappello, Ciancio, Sunseri, Foti, Di Caro,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana,
Zito, Pagana, A. De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci il
19 febbraio 2019.
- Modifica alla legge regionale 6 marzo 1976, n. 25 Disposizioni
per i centri interaziendali per l'addestramento professionale
nell'industria (n. 509).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito, Campo,
Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di Paola, Foti,
Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino e Zafarana il 19 febbraio
2019.
Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Consorzi ASI di Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta e
Gela - Incarico di Commissario liquidatore (n. 44/I).
Reso in data 21 febbraio 2019.
Inviato in data 22 febbraio 2019.
Annunzio di interpellanza
N. 150 - Nomina del consiglio di amministrazione dell'Ente
autonomo regionale 'Teatro di Messina'.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si intende
accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta
al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 221 - Realizzazione del nuovo ospedale di Siracusa.
Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di
Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Presentata il 21/02/19
N. 222 - Risorse per le coltivazioni vitivinicole colpite dalle
alluvioni.
Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; Di
Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Presentata il 21/02/19
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
Risposte scritte ad interrogazioni