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Resoconto d'Aula della Seduta n. 102 di mercoledì 27 febbraio 2019
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   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                   La seduta è aperta alle ore 16.16

   ZITO,  segretario,  dà lettura del processo verbale  della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.


                        Sull'ordine dei lavori

   MILAZZO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor Presidente, per agevolare lei e  i  Siciliani  le
  volevo  chiedere  se d'ora in avanti i verbali li date  per  letti,
  visto  che mediamente perdiamo dodici, tredici minuti, venti minuti
  e  sono  ventimila euro solo per leggere i verbali. E' un  peccato
  Poi  quando  lei  passa le carte mediamente  perdiamo  dai  tre  ai
  quattro  minuti e sono altri quattromila euro. Potremmo risparmiare
  per  ogni  seduta  almeno  ventiseimila,  ventisettemila  euro  che
  sperperiamo per leggere queste carte  Se poi ci possiamo  sbrigare,
  possiamo cominciare a chiudere l'Assemblea, così appena finiamo  ce
  ne andiamo subito subito e risparmiamo
   Un'ultima cosa, signor Presidente. Se possiamo votare l'ordine del
  giorno  in  blocco,  così ci sbrighiamo subito e  diamo  tutto  per
  discusso. Votiamo subito, tanto siamo tutti una cosa  Votiamo  come
  dite  voi,  basta  che  votiamo  subito  così  risparmiamo,  signor
  Presidente

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Milazzo, per il  suo  fondamentale
  contributo alla discussione.

   SUNSERI.  Ma  l'intervento non era sull'ordine dei lavori,  signor
  Presidente?

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, non apro un dibattito  su  questa
  cosa,  il  Parlamento  è un'istituzione seria  e  non  permetto  di
  dibattere  e  di  continuare su queste linee. Non intendo  avallare
  queste situazioni.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
  Gucciardi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
     interno, di interrogazioni e di interpellanze della rubrica:
                         Territorio e ambiente

       PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  all'ordine  del  giorno
  «Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  Interno,  di  interrogazioni  e  di  interpellanze  della  rubrica:
   Territorio e ambiente ».
   Si  procede con la discussione dell'interpellanza n. 7  Revoca  in
  autotutela della nomina del Direttore generale dell'Arpa  Sicilia ,
  a firma degli onorevoli Palmeri ed altri.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   la  legge  regionale 3 maggio 2001, n. 6 ed in particolare  l'art.
  90,   ha   istituito   l'Agenzia  Regionale   per   la   Protezione
  dell'Ambiente (ARPA Sicilia);

   con  D.A.  n.  165/Gab. dell'1 giugno 2005, è stato  approvato  il
  Regolamento  di organizzazione dell'ARPA Sicilia con  il  quale  si
  stabilisce  che  il  Direttore Generale è  nominato  dall'Assessore
  Regionale  del  Territorio e dell'Ambiente dopo aver  esperito  una
  selezione, tra soggetti in possesso di una comprovata esperienza in
  materia  di  protezione  ambientale e  che  siano  in  possesso  di
  esperienza   almeno   quinquennale   di   Direttore    Tecnico    o
  Amministrativo  in  enti, aziende, strutture pubbliche  o  private,
  svolta nei dieci anni precedenti la pubblicazione dell'avviso;

   visti:

   l'avviso  pubblico per il conferimento dell'incarico di  Direttore
  Generale  dell'ARPA Sicilia, pubblicato per estratto nella G.U.R.S.
  del  26/5/2017 n. 6 - Serie Speciale concorsi e nella G.U.R.I.  del
  9/6/2017 n. 43 - Serie speciale;

   il  D.A.  n.  222/Gab. del 12 luglio 2017, con il  quale  è  stata
  istituita la commissione di valutazione delle istanze presentate in
  esito  alla  pubblicazione dell'avviso approvato con DA n   141/gab
  del 19/5/2017;

   il  D.A.  n. 254/GAB, con il quale sono stati approvati  i  lavori
  della Commissione di valutazione istituita con D.A. n. 222/Gab. del
  12  luglio  2017  e l'elenco dei candidati idonei  al  conferimento
  dell'incarico  di  Direttore  Generale  dell'ARPA  Sicilia,  e  dei
  candidati non idonei al conferimento dell'incarico;

   il D.A. n. 263/Gab. del 2 agosto 2017, con il quale viene nominato
  DG dell'Arpa Sicilia il dott. Francesco Carmelo Vazzana a decorrere
  dal 14 agosto 2017;

   considerato che:

   gli  artt.  3  e 97 della Costituzione garantiscono i principi  di
  ragionevolezza,  imparzialità  e  buon  andamento  della   pubblica
  amministrazione, va da se che le regole di un pubblico concorso per
  l'accesso  agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si  basino
  sull'imparzialità  al  fine di garantire il  buon  andamento  della
  pubblica amministrazione;

   l'ARPA Sicilia è parte integrante del sistema nazionale a rete per
  la  protezione dell'ambiente, in collegamento con le altre  agenzie
  regionali,  che  costituiscono il sistema dei controlli  ambientali
  del  Paese con al centro l'Istituto per la protezione e la  ricerca
  ambientale  (ISPRA),  con l'obiettivo di assicurare  omogeneità  ed
  efficacia  all'esercizio  dell'azione conoscitiva  e  di  controllo
  pubblico della qualità dell'ambiente a supporto delle politiche  di
  sostenibilità ambientale e di prevenzione sanitaria a tutela  della
  salute pubblica;

   l'ARPA assicura il monitoraggio dello stato dell'ambiente e  della
  sua  evoluzione;  il  controllo  delle  fonti  e  dei  fattori   di
  inquinamento;  esercita  attività di ricerca,  di  trasmissione  ai
  diversi   livelli  istituzionali  e  di  diffusione   al   pubblico
  dell'informazione ambientale; svolge il compito di supporto tecnico-
  scientifico per l'esercizio di funzioni amministrative  in  materia
  ambientale,  nonché per il coordinamento degli  interventi  per  la
  tutela  della  salute e dell'ambiente; compie attività  istruttoria
  per  il rilascio di autorizzazioni e per l'irrogazione di sanzioni,
  nel  rispetto  delle  competenze degli altri  enti  previste  dalla
  normativa vigente; esegue attività di supporto nell'individuazione,
  descrizione e quantificazione del danno ambientale;

   l'autonomia e l'indipendenza dell'Arpa sono stabilite dalla  legge
  del  21 gennaio 19994, n.61, che assegna all'Agenzia un ruolo terzo
  in  quanto  supporto tecnico-scientifico esperto e competente  alle
  decisioni di policy;

   all'Arpa spetta il compito di fornire le misure, le informazioni e
  le  valutazioni  che consentono di comprendere quello  che  accade,
  nonché   compiere  le  verifiche  e  indicare  le  condizioni   che
  garantiscono  la  correttezza  dell'esercizio  delle  attività  che
  possono creare nocumento ai beni pubblici, in quanto Ente tecnico a
  supporto  del  decisore politico, per fornire tutte le informazioni
  necessarie  ad  assumere  le  migliori  decisioni,  per  questo   è
  necessario  assicurare  un  elevato  livello  di  competenze  e  di
  indipendenza;

   le  attività demandate all'ARPA Sicilia di controllo, monitoraggio
  e  di  protezione dell'ambiente, sono costituzionalmente  garantite
  dai  principi  contenuti dagli articoli 9, 32, 41  e  44,  posti  a
  presidio  della protezione dell'ambiente e dei diritti fondamentali
  della   persona,  che  possono  essere  soddisfatti  solamente   da
  un'Agenzia, autorevole e indipendente;

   la  commissione  di valutazione delle istanze di cui  al  D.A.  n.
  254/GAB,  non  è stata composta da esperti indipendenti  esterni  e
  qualificati in materia di protezione ambientale, così come è  stato
  garantito  nelle altre regioni italiane per effettuare la selezione
  dei  candidati  idonei, al fine di garantire  l'indipendenza  e  la
  comprovata esperienza in materia di protezione dell'ambiente;

   negli   atti  pubblicati  sul  sito  istituzionale  dall'Assessore
  Regionale  del  Territorio e dell'ambiente non sono  esplicitati  e
  resi  noti  i  criteri e le modalità di selezione con le  quali  la
  Commissione  nominata con D.A. n. 222/Gab. del 12 luglio  2017,  ha
  provveduto  ad  escludere ed includere nella lista degli  idonei  i
  candidabili alla nomina del DG Arpa Sicilia;

   nel  D.A.  n.  263/Gab.  del 2 agosto 2017,  pubblicato  sul  sito
  istituzionale,  con il quale è stato nominato DG dell'Arpa  Sicilia
  il dott. Francesco Carmelo Vazzana, non è allegato alcun curriculum
  dell'interessato e che nel decreto non sono indicati analiticamente
  i  titoli  specifici a supporto delle motivazione della nomina,  in
  relazione a quanto stabilito dall'ordinamento, e cioè, il  possesso
  di una comprovata esperienza in materia di protezione ambientale, e
  di  una  esperienza  almeno quinquennale  di  Direttore  Tecnico  o
  Amministrativo, inoltre, la declaratoria contenuta  nel  D.A.  263-
  2/8/2017,  è  scarna  e priva di argomentazioni,  oltre  ad  essere
  carente  sotto  il  profilo  dell'indicazioni     delle  specifiche
  competenze  possedute  dal prescelto, nel decreto  si  indica  come
  aspetto  distintivo  a supporto della nomina, il  solo  e  semplice
  possesso  della  laurea  in Chimica, difatti,  si  legge  il  Dott.
  Francesco  Carmelo  Vazzana,  in  possesso  di  laurea  in  Chimica
  industriale, particolarmente idonea per il ruolo da svolgere;

   rilevato che:

   il  Dott.  Francesco Carmelo Vazzana, risulta  essere  titolare  e
  amministratore  unico dal 2005 della società a fini  di  lucro  pH3
  Engineering  S.r.l. con sede in Messina che risulta affidataria  di
  incarichi conferiti da amministrazioni pubbliche, dalla regione, da
  enti regionali, da comuni e da strutture commissariali;

   le  attività professionali ed economiche della SRL pH3 Engineering
  S.r.l. sono soggette all'esercizio del controllo e del monitoraggio
  dell'ARPA Sicilia;

   il  dott.  Francesco Vazzana ha ricoperto solo per poche settimane
  il  ruolo  di  Presidente dell'Ente Parco Regionale delle  Madonie,
  insufficienti  a dimostrare l'esperienza in materia  di  protezione
  ambientale,  e che le altre attività curriculari si connotano  come
  consulente  o  consulente  e  sostituto  dell'ex  Assessore  Croce,
  quest'ultima nell'ambito della struttura commissariale  decisa  con
  DPCM  del  10/12/2010, ma attività queste che non  sono  in  alcuna
  misura assimilabili al ruolo di Direttore Tecnico o Amministrativo;

   le  attività  curriculari del dott. Francesco Carmelo  Vazzana  si
  caratterizzano,  come  si  legge nel CV scaricabile  dal  sito  del
  Ministero dell'ambiente, per ruoli di consulenza o ruoli di surroga
  politica e non già di Direttore Tecnico o Amministrativo;

   evidenziato che:

   il   rapporto  contrattuale  di  consulenza  stilato  dal   dottor
  Francesco Carmelo Vazzana, in base DPCM del 10/12/2010, riguarda un
  periodo che va dal 12 marzo 2014 (Decreto n.126/2014), al 31 maggio
  2015,  (Decreto n. 269/2015) e che la procedura per la  nomina  del
  direttore  generale dell'ARPA Sicilia è stata avviata  con  decreto
  D.A. n. 141/GAB. del 19 maggio 2017, e cioè, meno di due anni dalla
  chiusura  del rapporto contrattuale tra la regione e l'interessato,
  termine  necessario per poter partecipare al bando  come  stabilito
  dal D.Lgs. 8 aprile 2013 n  39  in materia di inconferibilità e  di
  incompatibilità di incarichi pubblici;

   sono  intercorsi  meno  di  due anni di interruzione  contrattuale
  anche nel caso dei lavori di messa in sicurezza della discarica  di
  RSU  in  località Sant'Agata comune di San Filippo del  Melo  (ME),
  solo  in  data  24  luglio  2015  si  è  concluso  il  rapporto  di
  contrattuale tra la regione e la società pH3 Engineering Srl;

   sono  intercorsi  meno  di  due anni di interruzione  contrattuale
  anche nel caso di Rinziano, difatti il 18 dicembre 2015 con DDS  n.
  2510,   il   dipartimento  regionale  dell'acqua   e   dell'energia
  provvedeva a liquidare le fatture alla pH3 Engineering srl, per  la
  direzione  dei  lavori di Messa in sicurezza per  la  discarica  in
  contrada Rinziano nel comune di Caltavuturo (PA);

   con  decreto  n.126  a  firma Croce il  dottor  Francesco  Carmelo
  Vazzana,  in  base  DPCM  del 10/12/2010, è nominato  consulente  e
  sostituto dell'ex assessore Croce a partire dal 12 marzo 2014 e con
  decreto  n.  162  del 31 marzo, mentre il dott.  Vazzana  risultava
  sostituto  dell'assessore, veniva liquidata la prestazione  fornita
  alla  struttura commissariale dalla pH3 Engineering Srl, di cui  il
  dottor Vazzana è amministratore unico;

   dal  Cv della società del dr. Vazzana non emerge in alcun modo  la
  comprovata  esperienza di protezione ambientale ma  una  comprovata
  esperienza  nel  gestire quale amministratore unico  della  propria
  società  a  fini di lucro, la pH3 Engineering Srl, che è  cosa  ben
  diversa  dal  possedere  una  comprovata  esperienza  in  campo  di
  protezione ambientale o di direttore tecnico o amministrativo.

   preso  in   esame   che  per  i motivi  di   cui  sopra,  in  data
  20/09/2017, è stato trasmesso con raccomandata esposto denuncia  in
  relazione  alla  procedura concorsuale e di  nomina  del  Direttore
  Generale  di  cui al concorso indetto con decreto D.A. n.  141/GAB.
  del  19  maggio 2017, dall'ex assessore regionale al  Territorio  e
  all'Ambiente Croce;

   attestato che:

   in  data  2  agosto 2017, l'assessore regionale  al  territorio  e
  ambiente, ha emesso il decreto di nomina del dottor Vazzana a DG di
  Arpa Sicilia, senza acquisire la dichiarazione di inconferibilità e
  incandidabilità in base a quanto stabilito dall'art.20, comma 1 del
  D.Lgs 39/2013;

   la  dichiarazione  di  inconferibilità e incandidabilità  è  stata
  sottoscritta dal dottor Vazzana in data successiva il 16/08/2017 ed
  indirizzata al Direttore dell'U.O.C. SA4 di Arpa Sicilia;

   il  dott.  Vazzana, ha reso la dichiarazione ai  sensi  del  D.Lgs
  39/2013, solamente ai fini dell'assenza di cause di inconferibilità
  (artt.  3-4- 7), OMETTENDO nella dichiarazione l'assenza  di  causa
  d'incompatibilità (artt.9-11-12-13), nonostante il format contenuto
  nella  modulistica della Regione siciliana per ricoprire la  carica
  di Direttore Generale.

   per  questi ulteriori motivi aggiuntivi, in data 13 Dicembre 2017,
  è  stato  depositato un secondo esposto denuncia in relazione  alla
  procedura concorsuale e di nomina del Direttore Generale di cui  al
  concorso  indetto con decreto D.A. n. 141/GAB. del 19 maggio  2017,
  dall'ex assessore regionale al Territorio e all'Ambiente;

   ricordato  che  in  data  16 Dicembre  2017,  la  scrivente  prima
  firmataria,   ha  fatto  pervenire  al  Presidente  della   regione
  siciliana formale istanza di annullamento in autotutela del D.A. n.
  263/Gab.   02/08/2017   e,  conseguentemente,   l'annullamento   in
  autotutela  della nomina del Direttore Generale dell'Arpa  Sicilia,
  con ogni conseguenza di legge.

   per  conoscere se non ritengano opportuno, per l'evidente  carenza
  dei  requisiti posseduti da Francesco Carmelo Vazzana, previsti dal
  D.A.  n.  165/Gab. dell'1 giugno 2005 per la nomina  del  Direttore
  generale  dell'Arpa  Sicilia,  per  il  conflitto  d'interessi  tra
  Francesco Carmelo Vazzana e la sua società con la regione Sicilia e
  l'ARPA  Sicilia e in applicazione della legge Severino, D.  Lgs.  8
  aprile   2013   n    39,  in  materia  di  inconferibilità   e   di
  incompatibilità di incarichi pubblici, di revocare in autotutela il
  D.A.  n.  263/Gab. del 2 agosto 2017 con il quale è stato  nominato
  Direttore  Generale  dell'Arpa Sicilia il dott.  Francesco  Carmelo
  Vazzana a decorrere dal 14 agosto 2017.».

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'Assessore  Cordaro   per
  rispondere all'interpellanza.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,   con   riferimento  all'interpellanza   dell'onorevole
  Palmeri,   la   numero  7  del  15  gennaio  2018,   il   contenuto
  dell'interpellanza in oggetto ha già costituito oggetto di  analoga
  richiesta  della  deputata Palmeri e di altri deputati  del  Gruppo
  parlamentare Movimento Cinque Stelle, datata 16 dicembre 2017, alla
  quale  il  sottoscritto assessore ha già fornito riscontro  con  la
  relazione  n. 837/Gab del 13 marzo 2018, allegato 1, che  si  rende
  disponibile e che è a disposizione degli onorevoli deputati, ma che
  in  quella  sede noi abbiamo già allegato e quindi è  certamente  a
  loro conoscenza.
   Successivamente l'onorevole Palmeri ad altri deputati ha  ribadito
  e  confermato in data 4 aprile 2018 la richiesta di annullamento in
  autotutela  della  nomina  del  dottore  Vazzana  quale   direttore
  generale  dell'Arpa.  A  tale  nota ha fatto  seguito  un'ulteriore
  relazione  del sottoscritto, la numero 1493 del 2 maggio 2018,  che
  si   rende  disponibile  anch'essa  e  con  la  quale  sono   stati
  puntualmente  riscontrati  tutti i rilievi  ulteriormente  ribaditi
  dall'onorevole interpellante.
   La Commissione di valutazione delle istanze di partecipazione alla
  selezione pubblica, nominata con decreto assessoriale n. 222 del 12
  luglio  2017, è stata costituita dal dirigente generale  comandante
  del  corpo forestale dottor Fabrizio Viola, agronomo, dal dirigente
  generale  del  dipartimento urbanistica dottor  Carmelo  Frittitta,
  agronomo,   dal  funzionario  direttivo  dell'Ufficio  di   diretta
  collaborazione dell'Assessore pro tempore, dottoressa Agata Rubino,
  laureata  in  scienze politiche ed in economia aziendale,  revisore
  dei conti.
   Nessuna  norma, a parere dello scrivente, prevede una composizione
  della Commissione con esperti esterni e i soggetti nominati erano e
  sono  in  possesso  della  qualificazione  sopra  indicata  per  lo
  svolgimento dell'incarico loro assegnato.
   Non  è  ravvisabile  in alcuna norma regolatrice  delle  procedure
  selettive o concorsuali la pubblicità di verbali della Commissione,
  in  questi  ultimi  sono riportate le attività valutative  condotte
  alla  stregua  dei  criteri prefissati e resi pubblici  nell'avviso
  della  selezione pubblica che sono sottratti alla pubblicità.  Tali
  attività  possono,  ai  sensi delle vigenti leggi,  ben  costituire
  oggetto  di  accesso agli atti da parte di altri aspiranti  essendo
  fondata  la  titolarità  del diritto di  accesso  alla  qualità  di
  candidato.
   La  pubblicazione  degli  elenchi  di  idonei  è  invece  avvenuta
  successivamente  al  provvedimento  con  cui  l'amministrazione  ha
  approvato  i  lavori della Commissione, il decreto assessoriale  n.
  254  del 2 agosto 2017. Per tutto ciò che concerne il possesso  dei
  titoli del dott. Francesco Carmelo Vazzana, la sua qualificazione e
  la   compatibilità  rispetto  all'incarico  di  Direttore  generale
  dell'Arpa,  si rinvia alle relazioni rese disponibili appunto  agli
  allegati  1 e 2 che sono in possesso degli Uffici specificando  che
  tutta  la  documentazione  a corredo dei  titoli  dichiarati  e  di
  quant'altro,  è  disponibile  e  consultabile  presso   l'Assessore
  Territorio e all'Ambiente.
   E  in  ogni  caso  tutta la documentazione  è  stata  richiesta  e
  consegnata per indagine di polizia giudiziaria e da ultimo anche al
  responsabile   della  prevenzione  della  corruzione   e   per   la
  trasparenza  della Regione per il successivo inoltro all'Anac,  non
  ricorrono  pertanto  le  condizioni per procedere  all'annullamento
  d'ufficio del provvedimento di nomina come richiesto.

   PRESIDENTE. Onorevole Palmeri, è soddisfatta della risposta?

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, non  ci
  riteniamo  soddisfatti perché queste note segnalazioni che  abbiamo
  inviato a suo tempo al Governo che già sono abbastanza datate, sono
  passati  diversi mesi, da quello che io ricordo non erano puntuali,
  non entravano pienamente nel merito dei quesiti posti e dei rilievi
  che erano posti in oggetto che erano numerosi.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 168  Chiarimenti  sulla
  discarica  Valanghe  d'Inverno,  sita  nel  comune  di   Motta   S.
  Anastasia , a firma degli onorevoli Marano ed altri.
    Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente, e all'Assessore per la salute, premesso che:

   la discarica di Contrada Tiritì del Comune di Motta Sant'Anastasia
  risulta  essere  stata autorizzata, per le sue  attività  la  prima
  volta  il 16 settembre 1983, la proprietà della ditta era di Proto-
  Pappalardo;

   il  24 aprile 2006 la proprietaria Pappalardo Nunzia donò la ditta
  ai  figli  che,  contestualmente, la  trasformarono  in  società  a
  responsabilità  limitata denominata Oikos srl,  successivamente  in
  data  14  giugno  2007  la Oikos srl si trasformò  in  società  per
  azioni, Oikos spa;

   nel  1997  la  tipologia dei rifiuti autorizzati per la  discarica
  comprendeva esclusivamente rifiuti urbani, assimilati e  fanghi  di
  depurazione;

   in  una  nota del 2007 della ditta Oikos in risposta alla  Usl  di
  Catania,  si faceva notare che erano già presenti un nuovo impianto
  di  recupero  energetico del biogas ed una nuova struttura  per  la
  frantumazione degli inerti, tali decisioni, di fatto, ampliarono la
  discarica;

   nel  tempo  i  terreni ricadenti in Contrada Valanghe  sono  stati
  oggetto  di  richieste  di autorizzazioni,  la  ditta  Oikos  aveva
  richiesto  (poi  autorizzata)  quell'area  come  ampliamento  della
  discarica  di  contrada Tiritì. In essa il recupero  del  biogas  è
  stato effettuato fino al dicembre 2011 da ditta terza e dalla ditta
  Oikos in data non determinata, ma successiva a novembre 2011;

   ad  oggi,  la  discarica di Contrada Tiritì del  Comune  di  Motta
  Sant'Anastasia  si  espande per una superficie  di  trenta  ettari,
  accogliendo i rifiuti di diciannove comuni e da molti anni l'intera
  zona è interessata da forti emissioni odorigene;

   considerato che:

   il laboratorio mobile di olfattometria dell'Università di Catania,
  con tre recettori, due dei quali nel centro abitato di Misterbianco
  ed  uno  nel centro abitato di Motta Sant'Anastasia, dal  6  luglio
  2016  al  25 luglio 2016, per una durata di 19 giorni, ha  condotto
  uno  studio sulla qualità dell'aria. È stata rilevata la variazione
  ricorrente  della  concentrazione di metano nelle  ore  notturne  e
  nelle  prime  ore  del mattino. Le oscillazioni  di  concentrazione
  rilevate  sono  comprese  tra  i  valori  di  2.5  e  10  volte  la
  concentrazione media del fondo naturale;

   il  Consiglio di Gustizia amministrativa della Regione  siciliana,
  come  scrive  il  quotidiano La Repubblica on line  dell'11  aprile
  2017,  ha  messo  fine  alla partita delle  autorizzazioni  per  la
  discarica  gestita  da  Oikos  a Motta  Sant'Anastasia  infatti  il
  collegio ha dato il via libera ambientale alla struttura, che potrà
  dunque continuare a lavorare;

   valutato che:

   la  legge  del 28 dicembre 2015 n.221 (c.d.collegato ambientale  )
  all'  art.  9  prevede la VIS, valutazione di impatto sulla  salute
  definendola: una combinazione di procedure, metodi e strumenti  con
  i  quali si possono stimare gli effetti potenziali sulla salute  di
  una   popolazione  di  una  politica,  piano  o   progetto   e   la
  distribuzione  di tali effetti all' interno della  popolazione.  La
  VIS  così  intesa  è una metodologia finalizzata  a  favorire,  nei
  processi di valutazione/ decisione, le alternative a minor  impatto
  ambientale;

   in  fase  di  avvio del procedimento per richiesta di rinnovo  AIA
  alla  Oikos  SPA complesso Valanghe d'Inverno è stata  inviata  dal
  dipartimento regionale Servizio 7 Autorizzazioni impianti  gestione
  rifiuti-   AIA,   una   comunicazione    al  Comune  di  Motta   S.
  Anastasia a partecipare alla conferenza con le Autorità interessate
  per  il  giorno 03/05/2018 .In data 02/05/2018 è stata votata  alla
  unanimità  dal  Consiglio  comunale  di  Motta  S.  Anastasia   una
  richiesta   di  VIS  relativa  agli  effetti  sulla  salute   della
  popolazione dovuta alla presenza della discarica nel territorio del
  Comune,  ai  sensi di quanto previsto dall'articolo 9  della  legge
  2015, n.221;

   per sapere:

   se  siano  a conoscenza della situazione sopra descritta  e  quali
  iniziative di competenza intendano intraprendere per far fronte  al
  grave  inquinamento determinato dalle forti emissioni  odorigene  e
  dalla  presenza di concentrazioni rilevanti di metano nell'ambiente
  dei comuni Misterbianco e Motta Sant'Anastasia;

   quali  iniziative intendano intraprendere per mettere in sicurezza
  la discarica di contrada Tiritì e le zone circostanti sottoposte ad
  elevato inquinamento ambientale e se non ritengono di promuovere un
  intervento del Comando dei Carabinieri per la tutela dell'ambiente,
  per verificare il grado di alterazione ambientale dell'area;

   se  non  intendano  valutare  se  sussistano  i  presupposti  per,
  eventualmente, avviare un'indagine epidemiologica che coinvolga  la
  popolazione  dei  comuni di Motta Sant'Anastasia e di  Misterbianco
  per  controllare l'incidenza dei fattori inquinanti sullo stato  di
  salute di tutti i cittadini».

   Ha facoltà di parlare l'assessore Cordaro per fornire la risposta.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, con la legge n. 9 del 2013  l'AIA,
  Autorizzazione Integrata Ambientale, sui rifiuti è stata trasferita
  come competenza all'Assessorato per l'Energia, Dipartimento Acqua e
  rifiuti.
   A  seguito della delega alla risposta sull'interrogazione  n.  168
  dell'8  maggio  2018  attribuita al  sottoscritto,  si  rappresenta
  quanto  già  riferito con la nota n. 5566/GAB del  3  ottobre  2018
  dall'assessore regionale all'Energia.
   In  data  17  settembre 2013 l'Oikos Spa, gestore della  discarica
  alla  quale  ci si riferisce, ha richiesto il rinnovo  del  decreto
  assessoriale  n.  221 emanato dal Dipartimento Territorio  Ambiente
  nel 2009 a quella data ancora competente al rilascio.
     Il  Dipartimento  Acque  e  rifiuti con  decreto  del  Dirigente
  generale  n.  1143  del  22  luglio 2014  ha  denegato  il  rinnovo
  dell'Aia,  provvedimento che è stato impugnato  avanti  al  Giudice
  amministrativo dall'Oikos Spa.
   In data 10 aprile 2017 il Consiglio di Giustizia amministrativa ha
  emesso  una sentenza di annullamento del decreto Dirigente generale
  n.  1143  del  22 luglio 2014 con cui era stato negato  il  rinnovo
  dell'Aia per cui la procedura si è riattivata per l'ottenimento del
  rinnovo per l'esercizio della discarica.
   Circa   l'avvenuta   prosecuzione   dell'ammancamento   la    nota
  dell'Assessorato Energia richiamato l'art. 29 octies, comma 11, del
  decreto  legislativo 152/2006  Testo Unico Ambientale , che prevede
  che  fino  alla  pronuncia dell'Autorità competente  in  merito  al
  riesame    il    gestore    continua    l'attività    sulla    base
  dell'autorizzazione  in suo possesso.  Per  cui,  la  OIKOS  S.p.A.
  riceve  i rifiuti nelle more della definizione del procedimento  di
  rinnovo  dell'autorizzazione predetta,  in  continuità  con  quanto
  richiesto  il  17/9/2013 e con la sentenza del CGA che  obbliga  il
  Dipartimento Acque e Rifiuti a riprendere la procedura  di  rinnovo
  richiesta della Ditta.
   Circa  la  rappresentata  alterazione  delle  matrici  ambientali,
  l'Assessorato competente, come confermato anche dalla nota ARPA  n.
  49155  dell'8/10/2018,  già fornita all'Onorevole  interrogante  in
  allegato alla nota prot. n. 4134 del 29/10/2018, fermo restando che
  le attività di controllo portate avanti dagli Enti preposti ad oggi
  non  hanno evidenziato sforamenti dei valori tabellari previsti per
  legge,  la Regione, al fine di scongiurare il problema del  cattivo
  odore  ha  disposto  l'autorizzazione all'abbancamento  della  sola
  frazione  secca dei rifiuti, la cui emissione odorigena è pressoché
  nulla.
   Con  sentenza  del CGA n. 125 del 2018 è stata pure  annullato  il
  provvedimento  interdittivo prefettizio emesso nei confronti  della
  OIKOS  S.p.A. provvedimento che inibiva alla ditta l'iscrizione  ne
  nell'elenco  dei  fornitori/prestatori di  servi  ed  esecutori  di
  lavori  non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa  operanti
  nei  settori  esposti  a  maggiori  rischi,  previsto  dalla  legge
  190/2012 e dal DPCM 18/04/2013.
   Nello  scorso mese di giugno è stato trasmesso dall'OIKOS il nuovo
  progetto aggiornato rispetto al quale si è svolta la conferenza dei
  servizi ed è in corso l'esame da parte dell'ARPA.

   PRESIDENTE. Onorevole Marano, si dichiara soddisfatta?

   MARANO. No.

   PRESIDENTE. Non si dichiara soddisfatta.
   Si   passa   all'interpellanza  n.  59    Verifiche   sull'operato
  dell'Amministrazione comunale del Comune di Tremestieri  Etneo ,  a
  firma degli onorevoli Foti ed altri.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  e  all'Assessore  per i  beni  culturali  e  l'identità
  siciliana, premesso che:

   nella  seconda metà anni 90, il Consiglio comunale di  Tremestieri
  Etneo  (CT) approva le 'indicazioni ai progettisti', in  base  alle
  quali  nell'anno 2002, con delibera del commissario ad acta,  viene
  adottato un primo PRG del comune;

   l'amministrazione comunale, però, si oppone al PRG  commissariale,
  anche attraverso ricorso al TAR;

   nell'anno  2004, sulla base di rilievi tecnici, la Regione  rinvia
  il  PRG  al comune di Tremestieri, per una rielaborazione  parziale
  dello stesso;

   nell'anno   2005,  sopraggiunge  un  Accordo  in  14   punti   fra
  progettisti  e  Amministrazione , il quale produce  quello  che  di
  fatto è un nuovo PRG, attraverso un procedimento che però non vedrà
  mai la partecipazione del consiglio comunale;

   il nuovo PRG, negli anni, verrà rielaborato più volte. La versione
  del 2007 aggredisce perfino le fasce di rispetto boschive, che poi,
  a  seguito  di  un  studio agricolo forestale  del  2010,  verranno
  ripristinate;

   nell'anno 2010 si attesta l'ultima versione del PRG del comune  di
  Tremestieri, che, nel febbraio 2011, il nuovo Commissario  ad  acta
  adotterà con Delibera n. 1/2011;

   visto che:

   con  D.D.G 265/DRU del 16 novembre 2012, il Dipartimento regionale
  dell'Urbanistica approva con 'modifiche, stralci e prescrizioni' il
  PRG del Comune;

   dalla  lettura  di  tale  D.D.G n. 265/2012  risulta  evidente  la
  sostanziale bocciatura dell'impostazione che sta alla base del  PRG
  del comune;

   tale   evidenza   risulta   lampante  già   dalle   premesse:   il
  Dipartimento,  infatti,  boccia finanche l'impostazione  del  Piano
  rielaborato,  in quanto esso si regge sulla base di un  inesistente
  incremento demografico;

   si  legge,  infatti:  (  ) Alla luce di detti  dati,  l'incremento
  demografico  che il Piano rielaborato ipotizza nel ventennio  2005-
  2025  (6.500 abitanti per un totale di 27.666 abitanti) non  appare
  attendibile.  Di conseguenza, la struttura del Piano (  )non  trova
  valide giustificazioni, perseguendo in quella logica di consumo  di
  suolo che investe la quasi totalità del territorio comunale ( ) non
  compatibile, anche, con i vincoli di tutela paesaggistici  presenti
  nell'intero territorio comunale (D.D.G. DRU n. 265/2012);

   è  bene ricordare che i vincoli citati risultano apposti su  tutto
  il   territorio   comunale,  con  l'eccezione  del   quartiere   di
  Canalicchio, con Decreto Assessoriale del 17 marzo 1978. Ed  è  ben
  strano  che  la Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Catania  possa  aver
  espresso  parere  favorevole  a  ciò  che  il  Consiglio  Regionale
  dell'Urbanistica definisce - di fatto - uno scempio del territorio.
  Come  vedremo, la Soprintendenza esprimerà nuovamente il suo parere
  favorevole sul medesimo utilizzo delle medesime aree;

   segnatamente,  con  D.D.G  n. 265/2012 sono  oggetto  di  stralci,
  modifiche e prescrizioni:
   numerosi comparti edilizi;
   molte 'aree artigianali e commerciali';
   il progetto di città (sprawl-città diffusa);
   l'intero  progetto di reticolo viario, in quanto  (...)  tutto  il
  sistema della mobilità va incontro a default già prefigurabili  fin
  da  adesso  che  non  sono compatibili con un moderno  e  razionale
  sistema circolatorio.;
   l'area  167  o  ERP  o  zona C7, nonché nuovi  insediamenti  nella
  frazione  Piano (indicate con C6), con relative infrastrutture,  in
  quanto interessano aree rurali di pregio che presentano i caratteri
  che  hanno  determinato l'apposizione del vincolo  paesaggistico  e
  quindi  il  riconoscimento di valore del  territorio.  ;  e  altro.
  (D.D.G   n.   265/201).  Per  l'utilizzo   di   quelle   aree,   la
  Soprintendenza di Catania aveva espresso parere favorevole;

   considerato che:

   a seguito delle disposizioni contenute nel D.D.G. n.265/2012, così
  come  prescritto dall'art. 4 dello stesso, i progettisti incaricati
  dal Comune, dopo ben quattro anni, dichiarano di avere apportato le
  modifiche e le correzioni richieste agli elaborati di Piano;

   ad  una  analisi dei documenti presentati, tuttavia, ci  si  rende
  subito  conto che le correzioni apportate riguardano unicamente  le
  Tavole grafiche, le quali, incredibilmente, restano accompagnate da
  una Relazione che conferma, anziché correggere, le impostazioni e i
  contenuti del PRG del 2010. La discrepanza tra le Tavole grafiche e
  la Relazione che le accompagna risulta evidente e incomprensibile;

   nonostante,  infatti,  con  determina  del  responsabile  del  VII
  direzione del Comune di Tremestieri Etneo n.70 del 14 giugno  2016,
  si prendesse atto dell'avvenuto adeguamento al D.D.G n.265/2012, la
  Relazione al PRG nei punti salienti lo contraddice;

   in particolare:
   in  merito  alla previsione di incremento demografico, a  pag.  16
  della  Relazione viene confermato il dato di 27.666  abitanti,  già
  definito   inattendibile  dal  D.D.G.  n.265/2012,   e   nonostante
  dall'anno  2011 ad oggi, anno dopo anno, il numero di  abitanti  ha
  visto solo ulteriori decrementi;
   per  ciò  che riguarda il reticolo viario, integralmente  bocciato
  dal  D.D.G. n.265/2012, a pag. 10 della Relazione si legge: Nel PRG
  viene,  intanto,  confermata la linea strategica  dello  schema  di
  massima che ritiene indispensabile la creazione di un anello viario
  (circonvallazione n.d.r.) ( ) Esso costituirà, nello stesso  tempo,
  il  nuovo asse attorno al quale viene ricostituito il nuovo tessuto
  urbanizzato  che  si  porrà:  a) al  suo  interno,  mediante  nuovi
  quartieri residenziali a bassa densità abitativa( );
   i quartieri residenziali di cui alla relazione, non sono altro che
  i  sopramenzionati comparti edilizi , zone C1, in  modello  sprawl,
  bocciati al punto 5 del D.D.G. n.265/2012, nei confronti dei  quali
  il D.D.G prescriveva: Inoltre, la proposta di edilizia estensiva  a
  bassa densità rafforza un modello periferico di sprawl che continua
  a perpetrare il modello insediativo della periferia, dando luogo ad
  un  ibrido  che  non è città, non è paese e non è campagna,  ma  un
  insieme  indifferenziato di nastri asfaltati e lotti che contengono
  costruzioni edilizie, aree ex agricole e di risulta, ma che si pone
  in  contrasto con quanto contenuto nel D.A. del 17 marzo 1978,  con
  cui  è  stato  apposto  il vincolo paesaggistico,  che  rimanda  ad
  un'edilizia  compatta,  con precise regole  morfologiche  e  che  è
  intessuta di rapporti e relazioni spaziali;

   considerato che:

   la   discrepanza  fra  le  tavole  grafiche  e  la  Relazione   di
  accompagnamento  al  PRG, insieme agli atti e le  azioni  poste  in
  essere  dall'attuale  amministrazione  comunale,  testimoniano   la
  volontà  della stessa di agire in totale continuità con il progetto
  di  PRGdel  2010,  portato avanti attraverso  sequenze  di  atti  e
  varianti   .  Perfino,  le  fasce  di  rispetto  boschive   vengono
  aggredite, attraverso una variante di cui si parlerà di seguito, in
  totale spregio delle disposizioni di legge in materia;

   l'incongruenza  tra i documenti di accompagnamento  al  PRG  viene
  evidenziata  ancora  di più ove si consideri che  la  realizzazione
  della  Circonvallazione,  prevista nell'attuale  Relazione  (anello
  viario),  pur  non essendo rappresentata nelle tavole  grafiche,  è
  oggetto  di  finanziamenti del Patto per il Sud  ,  ed  è  rimasta,
  nonostante la bocciatura, nel Piano triennale OO.PP. del comune  di
  Tremestieri;

   secondo  quanto descritto nell'attuale relazione,  infatti,   essa
  costituisce: ( ) il  nuovo asse attorno al quale viene ricostituito
  il  nuovo tessuto urbanizzato, cioè il fulcro del progetto di città
  ostinatamente   perseguito  dall'amministrazione,   nonostante   le
  opposte valutazioni inserite nel D.D.G n. 265/2012 e nonostante  si
  ponga   in   contrasto  con  quanto  contenuto  nelle  disposizioni
  contenute nel citato decreto assessoriale del 17 marzo 1978;

   attorno all'anello viario, circonvallazione, secondo la Relazione,
  dovranno sorgere le zone D, cioè zone artigianali e commerciali;

   tali  zone  sono  calcolate,  nella  Relazione,  commisurando   il
  dimensionamento non al reale fabbisogno, ma alle richieste avanzate
  dagli  operatori privati all'amministrazione e, come non  bastasse,
  lasciando  ampio  margine  per quelle che  dovranno  soddisfare  il
  fabbisogno futuro.;

   sul  punto si evidenzia, però, che il D.D.G. n. 265 del  2012,  su
  dodici aree D previste nel PRG 2010, ne approvava solo tre, in  più
  precisando  su queste che : I progetti dovranno essere redatti  nel
  rispetto dei caratteri morfologici e paesaggistici dei luoghi e più
  precisamente:  a)  la  tutela  e  la conservazione  degli  elementi
  strutturanti  l'ordito  e la maglia rurale  storica  quali  muri  a
  secco,  terrazzamenti, elementi architettonici, manufatti  storici,
  stradelle, sentieri, saie, aree boscate, macchie, esemplari arborei
  isolati;  b) il mantenimento delle quote esistenti del terreno,  in
  modo che gli insediamenti, evitando sbancamenti e movimenti bruschi
  che alterino il luogo, si collochino adagiandosi sul terreno sì  da
  seguirne     l'andamento     e    non    cancellare     glielementi
  morfocaratterizzanti.;

   a  tal proposito, con determina dirigenziale n.15 del 28- 06-2017,
  su  proposta dell'amministrazione comunale e senza che il consiglio
  comunale  si sia mai espresso, sono state avviate le procedure  per
  l'insediamento  di  aree  da  destinare  all'attività   commerciale
  artigianale  all'interno della fascia di rispetto cimiteriale,  che
  per questo dovrà essere ridotta;

   atteso che:

   l'anello viario, circonvallazione, travolge perfino numerosi  beni
  storici.  La  perimetrazione del Centro  storico,  infatti,  appare
  insufficiente,  in  violazione delle  prescrizioni  del  D.D.G.  n.
  265/12 e delle norme imperative in materia, e sembra che non voglia
  interferire  con  il  sistema viario e  con  i  nuovi  insediamenti
  previsti nel PRG del 2010, senza alcuna considerazione dei  vincoli
  paesaggistici e delle disposizioni in materia di Beni Culturali;

   essa  non  considera, infatti, la presenza di edifici e  manufatti
  rurali storici degni di conservazione e valorizzazione;

   a  tal  proposito  c'è da rilevare, altresì, che  molti  dei  beni
  storici  del comune di Tremestieri non sono stati individuati  come
  tali  in nessun PRG, perché mai circoscritti, né come zone A  ,  né
  come  zone  A1  e  quindi non hanno trovato  spazio  neppure  nelle
  considerazioni  del D.D.G n.251/2012, non venendo dunque  indicate.
  Ne  consegue,  dunque,  che,  oltre  alle  negative  considerazioni
  tecniche  espresse dal D.D.G. n.265/12 circa l'impatto del  sistema
  stradale sul territorio, il Dipartimento non ha potuto tenere conto
  dei beni storici, in un ottica di salvaguardia;

   ad  ulteriore riprova di quanto detto, si rileva che il  tracciato
  dell'anello  viario  (circonvallazione)  previsto  dal  PRG   2010,
  confermato  nell'attuale Relazione, ma non  presente  nelle  tavole
  grafiche,   e   il   progetto  della  circonvallazione   presentato
  ripetutamente   dall'attuale   sindaco   alla   stampa,   risultano
  sovrapponibili: in entrambi i tracciati almeno una rotonda è  posta
  fra  ville  ottocentesche, antichi palmenti e una chiesa secentesca
  (Madonna  dell'Idria).  In particolare uno  dei  palmenti  verrebbe
  integralmente  abbattuto, posto esattamente al centro  dell'innesto
  del tronco della circonvallazione che si dirige a sud;

   sul  punto, si ricorda, la Circolare ARTA 3/2000 (citata nel D.D.G
  n. 265/2012), la quale chiarisce inequivocabilmente:
   ancora  più  misconosciuti, sono in generale, nella  prassi  della
  pianificazione  comunale i nuclei storici diffusi  nel  territorio,
  dei  quali  andrebbero identificate e tutelate  anche  le  aree  di
  pertinenza  inedificate.  Parafrasando gli  indirizzi  delle  Linee
  Guida  del  Ptpr in termini urbanistici, è indispensabile affermare
  che  la  perimetrazione del centro storico deve essere  considerata
  come  invariante  e  non  come  scelta  di  progetto.  Si  perviene
  all'individuazione  e alla perimetrazione del centro  storico  come
  zona   A   con  una  apposita  ricerca  storica  sulle  origini   e
  sull'evoluzione  dell'insediamento  che  tenga  conto  anche  della
  formazione  e  delle  trasformazioni del patrimonio  edilizio.  Una
  ulteriore  fonte  di documentazione è costituita  dalle  mappe  del
  Catasto grafico di epoca borbonica (1830-1850 circa) [Allegato  G],
  in  possesso  dell'Assessorato Regionale  dei  Beni  Culturali,  da
  integrare  con la documentazione costituita dalle prime planimetrie
  catastali  redatte dopo l'avvento dello stato unitario  (fine  800,
  primi decenni del 900). In ogni caso, non si possono escludere e la
  consultazione  degli  archivi locali e i  riscontri  sul  campo.  I
  nuclei  storici o insediamenti storici puntuali sono  rilevabili  e
  perimetrabili  mediante lo studio dei processi  di  antropizzazione
  del  territorio  documentati  attraverso  planimetrie  a  carattere
  territoriale, contenute nel catasto grafico di epoca  borbonica  di
  cui  sopra,  e  la consultazione della cartografia storica  IGM  in
  scala  1/50.000 o in scala 1/25.000 redatta in epoca post-unitaria.
  Al  raggiungimento di tali obiettivi offrono un notevole contributo
  anche  le  indicazioni  contenute nelle schede  CSU  redatte  dalle
  Soprintendenze e gli elenchi allegati;

   l'attuale   perimetrazione  del  Centro  Storico  del  comune   di
  Tremestieri, invece, risulta limitata a una lingua ai margini della
  strada principale;

   è  evidente  che  una corretta perimetrazione del centro  storico,
  secondo le disposizioni di legge, avrebbe dovuto includere non solo
  una zona A (centro storico propriamente detto) molto più ampia,  ma
  avrebbe  dovuto  ricomprendere anche nuclei, zone e  aree  storiche
  sparsi nel territorio;

   pur  non  esaustivo, con protocollo n. 8264 del 28 marzo  2017,  è
  stato  depositato  dalla consigliera comunale,  Simona  Pulvirenti,
  presso   il   Comune  di  Tremestieri,  un  dossier   completo   di
  documentazione  fotografica,  il  quale  individua   alcune   delle
  evidenze storiche non rilevate in nessuna delle versioni del PRG;

   preso atto che:

   sembra   agli   scriventi   che,  dopo   aver   salvaguardato   la
  circonvallazione,  i  successivi e  ulteriori        atti  compiuti
  dall'attuale amministrazione siano tutti diretti e abbiano lo scopo
  di  riprodurre in toto quelle numerose parti di PRG che sono  state
  oggetto  di  stralcio in base al D.D.G. n. 265/12, e  lo  strumento
  utilizzato  per  fare ciò ha il nome di piani particolareggiati  di
  riqualificazione;

   tali   piani   di   riqualificazione,  a   detta   degli   attuali
  amministratori,  si sarebbero resi necessari per  adeguare  il  PRG
  alle prescrizioni del D.D.G n. 265/12, nella parte che dispone che:
  le  zone  C5  ,  C9  e  G sono da disattendere  e  dovranno  essere
  ristudiate     mediante     la     predisposizione     di     piani
  particolareggiati, volti alla riqualificazione urbanistica di detti
  nuclei edificati ( );

   purtroppo,  però,  l'ambito  di riqualificazione  individuato  dal
  consiglio comunale con delibera n. 30 del 3 luglio del 2017, avente
  ad oggetto Atto di indirizzo politico per la predisposizione di una
  variante  allo strumento urbanistico vigente, per la  redazione  di
  piani  particolareggiati  di  riqualificazione  urbanistica  e   di
  un'area  ARP (rectius area ERP), accompagnata da uno striminzito  e
  decontestualizzato spezzone del D.D.G n. 265/2012, ricomprende  non
  soltanto  le  ex  aree  C5,  C9  e  G,  ma  include  perfino   aree
  precedentemente  destinate a comparti edilizi bocciati  dal  D.D.G.
  n265/2012;

   con  tale  strumento,  ebbene,  si  produce  una  vera  e  propria
  rivoluzione  del territorio comunale: si giustifica  con  esso,  ad
  esempio,  l  inserimento di una nuova e ulteriore area commerciale,
  zona  D,  ulteriore rispetto addirittura alle aree commerciali  già
  previste  nel  PRG  2010; si avviano le procedure  per  ridurre  la
  fascia  di  rispetto  cimiteriale  e,  come  nello  schema  di  PRG
  risalente addirittura al 2007, si aggrediscono ancora una volta  le
  fasce  di  rispetto  boschive e quelle aree rurali  di  pregio  che
  presentano  i  caratteri  che hanno determinato  l'apposizione  del
  vincolo  paesaggistico  e quindi il riconoscimento  di  valore  del
  territorio;

   tutto   ciò   viene  previsto  nonostante  il  D.D.G   n.265/2012,
  ricordiamo    ancora    una    volta,    contesti    l'impostazione
  sovradimensionata  del PRG 2010, richieda un  ridimensionare  delle
  zone  D e valuti negativamente, per la generalità delle zone C,  il
  modello di città che invece viene ripreso e prospettato all'interno
  dell'attuale relazione;

   la riqualificazione investe, ancora una volta. l'intero territorio
  comunale sottoposto a vincolo paesaggistico e ha ottenuto il parere
  favorevole della Soprintendenza ai BB.CC.AA.;

   preso atto che:

   tanto   l'attuale   amministrazione  persegue  pervicacemente   la
  realizzazione  del  PRG  del 2010 che, nell'ambito  della  delibera
  n.30/2017, viene persino prevista una zona di Edilizia Residenziale
  Popolare (ERP, zona 167) esattamente nello stesso punto in cui  era
  stata individuata dal Commissario ad acta nel 2011, nonostante:
   a)  il  D.D.D n. 265/12 avesse stralciato tale area e le  relative
  infrastrutture,  in quanto interessano aree rurali  di  pregio  che
  presentano  i  caratteri  che hanno determinato  l'apposizione  del
  vincolo  paesaggistico  e quindi il riconoscimento  di  valore  del
  territorio;
   b) nelle Tavole grafiche, quelle sì adeguate al D.D.G n. 265/2012,
  all'interno  della zona ERP prevista dalla variante,  sia  presente
  una  zona  di  Verde  agricolo di grande valore naturalistico,  ora
  completamente sparita;

   occorre  tenere  presente  inoltre che,  al  contrario  di  quanto
  asserito dal sindaco nel suo atto di indirizzo prot. 11001 del  29-
  12-2016,  avente    per   oggetto      Variante   allo    strumento
  urbanistico,  piani di recupero e aree 167 , le  aree  167  non  si
  individuano sulla base delle richieste delle cooperative edilizie ,
  ma  sulla  base  di precisi parametri stabiliti dall'art.  3  delle
  Legge  n. 167 /1962 e successiva circolare esplicativa n. 4555  del
  27 settembre 1963, la quale precisa che:
   La  determinazione del fabbisogno delle aree deve essere  condotta
  con  criteri  che,  sulla  base di dati  analitici  e  di  accurate
  indagini,  giustifichino  l'attendibilità  delle  previsioni.  Tali
  criteri  sono  rimessi  al  giudizio  dell'autorità  comunale,   in
  rapporto  alle singole e varie situazioni. Tuttavia allo  scopo  di
  fornire una direttiva di carattere generale, alla quale normalmente
  i  comuni  dovranno  riferirsi, viene qui  appresso  illustrato  un
  metodo  generale  per  la predetta determinazione  del  fabbisogno.
  Anzitutto, si dovrà partire dallo studio del prevedibile incremento
  della  popolazione nel periodo decennale stabilito dalla  legge.  A
  tal  fine  occorrerà  rilevare  la  media  degli  incrementi  annui
  dell'ultimo  decennio e metterla a raffronto  con  la  media  degli
  incrementi   annui   più  recenti  (esempio:  quelli   verificatisi
  nell'ultimo triennio), così da riscontrare se gli incrementi  siano
  in  progresso - e cioè superiori alla media del decennio decorso  -
  ovvero in regresso;

   addirittura  l'Area ERP viene prevista esattamente nella  zona  in
  cui  il Consiglio Regionale per l'Urbanistica l'aveva bocciata,  in
  quanto    presenta   le   caratteristiche   che    hanno    indotto
  all'attribuzione  del vincolo paesaggistico sull'intero  territorio
  comunale. Il paesaggio sottoposto a tutela e già salvaguardato  dal
  Consiglio    Regionale    per    l'Urbanistica    (anziché    dalla
  Soprintendenza) viene nuovamente aggredito nella sua  totalità  con
  il parere favorevole della Soprintendenza;

   la  variante  di cui si è ampiamente detto, veniva  presentata  al
  consiglio comunale, dietro richiesta di chiarimenti da parte  della
  consigliera  comunale Simona Pulvirenti, come  fosse  semplicemente
  uno  studio.  Si  riporta,  infatti,  la  risposta  alle  legittime
  richieste  della  consigliera da parte del responsabile  della  VII
  direzione,  geom.  Naccarato,  il  quale,  sulla  deliberazione  n.
  30/2017,  con  nota  prot.  17070 del 23-06-2017,  letta  anche  in
  consiglio  comunale, testualmente affermava che  l'atto      non  è
  altro  che, un mero  mandato  a svolgere attività di studio per  un
  nuovo  atto  di  riqualificazione  urbanistica.  Dunque,  studio  o
  variante?

   la differenza non appare di poco conto: se la delibera rappresenta
  un  mandato  per un'attività di studio, non si pongono problemi  di
  incompatibilità per oggetto dei consiglieri. Tuttavia,  così,  come
  spiegato, non è;

   nella  stessa  nota,  sempre  su richiesta  di  chiarimenti  della
  consigliera comunale, e relativamente alle tavole grafiche allegate
  alla  delibera n. 30, il geom. Naccarato asserisce che l'ambito  di
  revisione riportato nelle tavole allegate alla proposta de quo  (le
  tavole allegate alla variante n.d.r.) è stato inserito sulla scorta
  dell'aerofotogrammetria fornita dall'assessorato risalente all'anno
  2014;

   l'affermazione del geom. Naccarato non appare però  supportata  da
  una verifica delle mappe e dello stato dei luoghi: infatti, a Piano
  Tremestieri  , in via Etnea a est di Piazza Regina Margherita  e  a
  sud  di via delle Sciare, in cartografia allegata alla delibera  si
  attesta  l'esistenza  di  un  anello  stradale  che  abbraccia  due
  parcheggi e una zona B , tuttavia, le mappe di Google aggiornate al
  2017  dimostrano che l'anello stradale non esiste e neppure  i  due
  parcheggi,  ma ci si trova in aperta campagna. Esiste,  invero,  un
  parcheggio in altra zona, Frazione di Piano, che risulta  privo  di
  qualsiasi  documentazione e autorizzazione, sebbene più  volte  sia
  stata  pubblicizzata  la sua apertura dallo  stesso  sindaco  Rando
  sulla sua pagina istituzionale;

   ancora,  a sud del Cimitero, a tagliare le aree D3 indicate  nella
  cartografia  allegata alla delibera, è indicato  un  asse  stradale
  molto ampio, con un raccordo su via Guglielmino lato est. Anche  in
  quest'area,  le  mappe di google aggiornate al 2017  descrivono  un
  paesaggio  diverso, privo di strada e fotografano, anche in  questo
  caso, un bellissimo territorio di campagna;

   visto che:

   con  Delibera  della Giunta Regionale n  29 del 21  Gennaio  2017,
  nell'ambito del Patto per lo sviluppo della Sicilia è stato ammesso
  a  finanziamento il progetto Circonvallazione Nord  del  Comune  di
  Tremestieri Etneo per un importo pari a euro 6.950.000,00;

   con  nota  n   53034  del  25.09.2017,  il  Dipartimento  per   la
  Protezione  Civile  comunica  che  i  comuni  interessati   avevano
  assicurato la cantierabilità degli interventi;

   la  Circonvallazione Nord, essendo stata stralciata  -  insieme  a
  tutta  la viabilità - dal Piano Regolatore, non poteva essere  allo
  stadio  di cantierabile. Nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche,
  infatti, lo stadio progettuale era indicato in preliminare;

   la  Circonvallazione, quindi, viene impropriamente inserita in una
  proposta delibera di Variante dello strumento Urbanistico ai  sensi
  del  V comma dell'art.5 della L.Reg. n. 28 del 22/12/1999 (PUC)  il
  cui iter, tutt'ora, non è compiuto;

   vale  giusto  la  pena di segnalare che la delibera  in  questione
  (47/2017) risulta essere in continuità di un procedimento in realtà
  chiuso  con  il diniego da parte dell'Assessorato al  Territorio  e
  Ambiente con nota n  5377 del 26.01.2011. Circostanza per la  quale
  è   stato  depositato  esposto  querela  presso  la  Procura  della
  Repubblica di Catania;

   ciononostante,  sono  già stati affidati  diversi  incarichi  (con
  conseguente  spesa pubblica dalla finalità incerta) per finalizzare
  il  progetto,  pur  in  assenza di previsione  urbanistica  che  li
  giustificherebbe;

   peraltro, con delibera del Consiglio comunale n.6 del 07.02.2018 è
  stato approvato un emendamento al Piano Triennale OO.PP. Ancora  in
  fase  di  studio  di  fattibilità (quindi ancora  ben  lungi  dalla
  cantierabilità  l'importo di previsione per la realizzazione  della
  Circonvallazione è lievitato a euro 9.172.490,65;

   l'intervento è stato, quindi, suddiviso in due stralci di  cui  il
  primo  di euro 6.950.000,00 (l'importo esatto del finanziamento)  e
  il secondo (senza alcuna copertura) di euro 2.222.490,65;

   il    finanziamento   autorizzato,   quindi,   riguarderebbe    la
  realizzazione di uno stralcio dell'opera pari ai 2/3 del suo intero
  e  priva, pertanto, di qualunque possibile utilizzo per le finalità
  di via di fuga . E ciò benché il nostro sistema, al fine di evitare
  gli  sprechi  di  denaro  pubblico in caso di  cambi  di  progetto,
  richieda il finanziamento dell'intera opera;

   con  nota prot.10930 del 08/06/2017, la Soprintendenza dava parere
  favorevole   condizionato   alla       Variante   dello   strumento
  Urbanistico ai sensi del V comma dell'art.5 della L.Reg. n. 28  del
  22/12/1999,  contenuta nella delibera n. 47 del  10  ottobre  2017,
  sulla   base   della  Relazione  Paesaggista  e  delle  cartografie
  presentate  del Comune di Tremestieri Etneo (All.2), così  come  si
  evince  dalle Premesse del Testo della Proposta della  delibera  47
  del 10 ottobre 2017;

   ancora una volta le cartografie allegate e la Relazione de quo non
  presentano, ebbene, l'effettivo stato dei luoghi;

   a  mero titolo esemplificativo, nella Tavola 2- Strade e Parcheggi
  esistenti  e di previsione contenuta nella delibera n.  47  del  10
  ottobre  2017, sono state marcate in rosso due aree  in  cui  dalla
  cartografia non sembrano esserci elementi rilevanti;

   in  realtà  è presente una Chiesetta del XVII secolo consacrata  a
  San  Vito  e  segnalata  con il caratteristico  cartello  turistico
  giallo  apposto  dalla Soprintendenza ai BB.CC.AA.  Tale  manufatto
  storico, purtroppo, verrebbe interessato dalle aree pedonali  della
  via Etnea;

   a  ciò  si aggiunga che gli edifici che si affaccerebbero  su  una
  delle rotonde della Circonvallazione sono segnatamente due ville  e
  diversi palmenti ottocenteschi, nonché un'altra Chiesetta del  XVII
  secolo  consacrata alla Madonna dell'Idria, anche questa  segnalata
  dal   caratteristico  cartello  turistico  giallo   apposto   dalla
  Soprintendenza  ai  BB.CC.AA. e vengono ad essere irrimediabilmente
  interessati dalla circonvallazione;

   il  reale stato dei luoghi si può facilmente evincere, laddove non
  fosse   possibile   effettuare  un  sopralluogo,  dalla   Relazione
  dell'Ufficio   Tecnico  di  Tremestieri  Etneo,  protocollo   14010
  dell'11/08/2006,   che   aveva,  fra  i   destinatari,   anche   la
  Soprintendenza;

   di  contro,  si  rileva  altresì,  che  le  cartografie  riportano
  manufatti che, nella realtà, non esistono, come nel caso delle  due
  marcature blu segnate nella Tavola 2 - Strade e parcheggi esistenti
  e  di  previsione : infatti gli assi viari indicati come esistenti,
  non esistono nella realtà;

   dalle  documentazione appena citata, ne deriva dunque  che  appare
  errata  l'affermazione,  contenuta  nella  Relazione  paesaggistica
  sopracitata  secondo cui i beni isolati più vicini agli  interventi
  disterebbero oltre un chilometro dalle aree interessate;

   la  costruzione  di  una  simile  opera,  oltre  ai  danni  appena
  menzionati,  provocherebbe  inoltre  la  distruzione  di  torrette,
  rasole,  terrazzamenti  e  muri a secco,  da  sempre  presenti  sul
  territorio;

   la variante, inoltre, nella disattenzione della Soprintendenza, si
  pone  in assoluto contrasto con il vincolo paesaggistico, per  come
  rilevato  dal  consiglio  regionale  dell'Urbanistica,  posto   con
  Decreto Assessoriale del 17 marzo 1978 e ancora vigente;

   appreso infine che:

   nella  nota  integrativa del bilancio previsionale  2018-2020,  si
  dichiara  che:  Inoltre  si  ritiene  opportuno  segnalare  che  la
  maggiore  previsione di gettito Imu prevista nel bilancio 2019-2020
  tiene conto della nota della settima direzione prot. 164-29 del  19
  giugno  2017,  con  la  quale si ritiene verosimile  l'approvazione
  della variante urbanistica delle ex zone C5-C9-G;

   si  ricorda  che  il D.D.G 265/2012 prevedeva sul punto  che  tali
  varianti   avrebbero  dovuto  effettuare  una  (  )  preventiva   e
  dettagliata  analisi  sull'edilizia  esistente  per  conoscerne  la
  consistenza,  lo  stato  di  conservazione,  la  regolarità   della
  costruzione,  l'iter dell'eventuale istanza di sanatoria  edilizia;
  analoga  analisi  verrà effettuata in ordine  alle  attrezzature  e
  servizi pubblici presenti; dovrà essere indicata la natura di detti
  insediamenti, distinguendo quelli residenziali da quelli utilizzati
  saltuariamente (casa di villeggiatura, seconde case,  ecc.);  dovrà
  strutturarsi   un'adeguata  previsione  di  spazi  ed  attrezzature
  pubbliche   da   standard,  da  attuarsi  anche  secondo   principi
  perequativi,   dimensionati   per   gli   abitanti   effettivamente
  insediabili;

   anche   questa  variante,  ebbene,  investe  l'intero   territorio
  comunale,  ponendosi  in  contrasto  con  i  vincoli  paesaggistici
  sopramenzionati  e  anche su questa variante la  Soprintendenza  ha
  espresso il suo parere favorevole;

   per  conoscere  alla  luce delle considerazioni  sopra  riportate,
  tutte  documentabili, se il Governo regionale intenda intraprendere
  tutte  le  azioni  di propria competenza, compreso  l'avvio  di  un
  indagine    Ispettiva,    al   fine   di    sottoporre    l'operato
  dell'amministrazione  comunale del comune di  Tremestieri  Etneo  a
  verifica  della reale conformità del PRG e delle relative  varianti
  alle  prescrizione inserite nel D.D.G 265/DRU del 16 novembre 2012,
  alla normativa in materia di tutela dei beni culturali e delle aree
  sottoposte a vincolo paesaggistico».

   L'onorevole  Foti  non  è presente, comunque  ci  sono  gli  altri
  firmatari.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore Cordaro per fornire la risposta.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  La  legge
  attribuisce  all'Assessorato  regionale  Territorio  e  Ambiente  e
  segnatamente  al  Dipartimento urbanistica la  competenza  relativa
  all'approvazione dei piani regolatori generali adottati dai comuni:
  Non  è  assegnato invero alcun altro compito relativo alla corretta
  gestione dei piani stessi se non nei limiti dei poteri di vigilanza
  che   questa   Assessorato   può   esercitare   sullo   svolgimento
  dell'attività edilizia comunale.
   La  corretta  osservanza  delle  prescrizioni  assessoriali  sullo
  strumento urbanistico costituisce un preciso adempimento dovuto dai
  comuni,  cui  è  demandata  la  piena responsabilità  della  fedele
  stesura  degli  elaborati di piano rispetto a quanto  approvato  da
  questo Assessorato.
   Il  Decreto  Dirigenziale urbanistica di  approvazione  del  piano
  regolatore generale è l'atto conclusivo del complesso iter attivato
  con  l'adozione del piano da parte del Comune e con la trasmissione
  della  proposta questo Assessorato, unitamente ai prescritti pareri
  preliminari, all'adozione stessa.
   Le  eventuali  correzioni  apportate con il  Decreto  Dirigenziale
  approvativo   non  possono  variare  gli  elaborati  adottati   dal
  Consiglio  comunale  o  dal Commissario ad  acta,  ma  i  documenti
  progettuali, planimetrie, norme tecniche di attuazione, regolamento
  edilizio,  devono  essere adeguati affinché  le  prescrizioni,  gli
  stralci  e  le modifiche assessoriali possano risultare di  univoca
  lettura per gli uffici tecnici e per l'utenza.
   Sulla  relazione  tecnica che costituisce  un  mero  documento  di
  accompagnamento  del piano proposto dal Comune a motivazione  delle
  scelte  pianificatori  adottate, il  dipartimento  urbanistica  non
  prescrive alcuna modifica e/o prescrizione.
   Fatte  le  superiori  premesse l'inserimento nel  piano  triennale
  delle  opere pubbliche della Circonvallazione, anello viario citata
  nell'interpellanza,  stiamo  parlando  ovviamente  del  comune   di
  Tremestieri    Etneo,    dimostra   esclusivamente    la    volontà
  dell'Amministrazione comunale di programmare un'opera di  interesse
  pubblico che per la sua realizzazione, ovviamente, dovrà seguire le
  procedure di variante del vigente PRG da sottoporre successivamente
  all'approvazione    del   Dipartimento   urbanistica    anche    in
  considerazione    della   decadenza   dei    vincoli    preordinati
  all'esproprio.
   La  Determina  dirigenziale n. 15/2017 del Comune  di  Tremestieri
  Etneo,   afferisce   invece  alla  preliminare  attivazione   delle
  procedure  di  acquisizione del parere dell'ASP,  finalizzate  alla
  successiva assunzione della variante urbanistica di riduzione della
  fascia  di  rispetto  cimiteriale e di localizzazione  di  aree  da
  destinare a zona commerciale, a norma dell'art. 338 del Testo Unico
  Leggi  Sanitarie (R.D. 27 luglio 1934, n. 1265), variante che dovrà
  essere   in   ogni   caso   sottoposta   all'esame   e   successiva
  determinazione del Dipartimento Urbanistico.
   Come è noto il Consiglio Comunale è organo sovrano nelle scelte di
  pianificazione  urbanistica comunale, e  pertanto  il  Dipartimento
  Urbanistica  di questo Assessorato non può intervenire  nel  merito
  dell'atto  di  indirizzo di cui alla delibera n. 30 del  30  luglio
  2017  che  rappresenta  una direttiva per  gli  Uffici  Comunali  a
  predisporre  gli  atti e gli elaborati di varianti urbanistiche  da
  sottoporre,  successivamente alla adozione da parte  del  Consiglio
  Comunale, all'approvazione di questo Dipartimento.

   PRESIDENTE. C'è qualcuno che chiede di intervenire? No.
   Capogruppo Cappello, si dichiara soddisfatto dalla risposta?

   CAPPELLO. Ne prendo atto.

   PRESIDENTE.   Si   passa  all'interpellanza   n.   60   "Paventata
  autorizzazione alle trivellazioni per la ricerca di sali  sodici  e
  potassici  nella valle del fiume Platani", a firma degli  onorevoli
  Mangiacavallo ed altri.
   Ne do lettura:

   «All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   nei giorni scorsi è stata diffusa dagli organi di informazione  la
  notizia  del  rilascio, da parte dell'Assessorato del territorio  e
  dell'ambiente, di una concessione di trivellazione per  la  ricerca
  di Sali sodici e potassici nella valle del Fiume Platani;

   come  risulta dal sito istituzionale dell'Assessorato, non è stata
  rilasciata  alcuna concessione ma è stata avviata la  procedura  di
  assoggettabilità  ambientale V.I.A. ex d.lgs.  152/2006  e  s.m.i.,
  registrata con protocollo AG33 VIAR4 General Mining Research Italy,
  Comune di RIBERA, pubblicazione del 10.4.18;

   considerato che:

   aprendo  la  documentazione  ivi allegata,  è  presente  solamente
  l'istanza prodotta dalla società de qua e una sintesi non tecnica;

   seppur obbligatori, non risultano pubblicati i seguenti documenti:
  progetti  completi,  Studio  preliminare,  avvisi,  Valutazioni  di
  Incidenza e studi geologici;

   è  la  stessa società General Mining Research Italy srl, ritenendo
  che la documentazione contenesse segreti tecnici o commerciali,  ad
  aver richiesto di non pubblicare sul sito informatico gli elaborati
  tecnici;

   tuttavia, la sintesi non tecnica consta di sole 6 pagine,  in  cui
  la  società  descrive (con sole 4 righe) il programma  dei  lavori:
  rilievi geologici di superficie; campionamenti di acque e rocce  da
  sottoporre   ad   analisi  geochimiche  di  laboratorio;   indagini
  geofisiche tramite sondaggi elettrici; perforazioni di ricerca (n.1
  o 2) con finalità di conoscenza e studio di sottosuolo;

   l'istante  dichiara che eviterà 'durante la fase  di  indagine  le
  aree  più  sensibili',  senza  approfondire  relativi  parametri  e
  metodologie, dovendoci basare fiduciariamente sulle affermazioni di
  quest'ultima  circa  l'assenza  di impatti  significativi  e  senza
  potere svolgere alcuna forma di verifica;

   posto  che  ai sensi dell'art. 19, comma 3 e 4, d.lgs. 152/2006  e
  s.m.i.:
   c.3: L'autorità competente comunica per via telematica a tutte  le
  Amministrazioni  e  a  tutti  gli enti territoriali  potenzialmente
  interessati  l'avvenuta  pubblicazione  della  documentazione   nel
  proprio sito web;
   c.4:  entro  e non oltre quarantacinque giorni dalla comunicazione
  di  cui  al comma 3, chiunque abbia interesse può prendere visione,
  sul   sito  web,  dello  studio  preliminare  ambientale  e   della
  documentazione  a  corredo,  presentando  le  proprie  osservazioni
  all'autorità competente;

   dal sito internet dell'Assessorato mancano le informazioni minime,
  previste   per   legge,  necessarie  al  fine  di   consentire   la
  partecipazione ai soggetti interessati;

   nello specifico risultano assenti: l'indicazione degli uffici  ove
  potere  prendere  visione della documentazione  cartacea,  la  data
  ultima  in  cui  presentare  le osservazioni,  l'indirizzo  e-mail,
  l'indirizzo di posta elettronica certificata e quello fisico a  cui
  inviarle;

   pacifico  è  il diritto dei cittadini, garantito dalla  legge,  di
  valutare  in maniera indipendente se ci siano effettivamente  degli
  impatti sul territorio da parte delle loro indagini;

   altrettanto  pacifico  è  che  tale  diritto  venga  negato  dalla
  secretazione   di   tutta   la   documentazione   essenziale    del
  procedimento;

   dirimente   in  merito  diviene  quanto  disposto  dal   Ministero
  dell'Ambiente:  'È  facoltà  del proponente  indicare,  nell'ambito
  dell'istanza,  la documentazione o parte di essa da non  pubblicare
  per  ragioni  di  segreto  industriale o  commerciale  in  modo  da
  garantire  la  tutela  della riservatezza. La  DVA,  verificate  le
  ragioni  del  proponente,  accoglie  o  respinge  motivatamente  la
  richiesta  soppesando l'interesse alla riservatezza con l'interesse
  pubblico all'accesso alle informazioni.';

   visto che:

   dalle  osservazioni rese dal WWF, in data 23.9.17, in merito  alla
  richiesta  di  Permesso di ricerca per Sali  potassici  e  alcalini
  Eraclea'  in territorio dei comuni di Ribera e Cattolica  Eraclea',
  ai  fini  della  assoggettabilità a VIA ai sensi dell'art.  20  del
  D.Lgs  152/06  e  s.m.i., presentata dalla General Mining  Research
  Italy  srl,  si  apprende  che:  Nella  regione  in  studio,  della
  superficie  di 9,62 kmq (ha 962), l'area non soggetta a  vincoli  è
  poco  meno di un decimo  Per il resto il territorio presenta regimi
  vincolistici  di  diversa  natura  in  ragione  della   specificità
  naturalistica e paesaggistica dei diversi areali che devono  perciò
  essere  preservati  da episodi anche minimi di impatti  ambientali.
  Nella  zona perimetrata dalle ricerche si evidenziano diverse  aree
  con  tutela  di  livello 3 il cui regime normativo, introdotto  dal
  Piano  Paesaggistico Provinciale, li salvaguarda, per il  rilevante
  pregio  ambientale, da qualsiasi attività di ricerca  che  non  sia
  finalizzata   al   potenziamento  dell'ecosistema  vegetale,   alla
  salvaguardia idrogeologica ed al mantenimento dell'habitat  con  le
  relative funzioni ecologiche. Sono, altresì, presenti aree soggette
  a   vincoli  forestali  ai  sensi  del  D.lgs.  227/01  laddove  si
  evidenziano  corridoi  ecologici  di  importanza  naturalistica  ed
  ecosistemica  la  cui salvaguardia permette la conservazione  degli
  habitat  e  delle  specie presenti indispensabili per  l'equilibrio
  ambientale  e per l'integrità dei siti. Per non parlare  del  Fiume
  Platani Alico e del suo paesaggio fluviale ricco di torrenti  e  di
  corsi  d'acqua  che devono essere tutelati con  le  loro  fasce  di
  rispetto  di  150  metri così come prescritto dal Codice  dei  Beni
  Culturali e del Paesaggio ai sensi dell'art.142 del D.lgs. 42/2004.
  Sempre  nell'area d'interesse ricadono case ed immobili con aspetti
  aventi valori estetici tradizionali e memoria storica, nonché  siti
  con   minerali,  fossili  e  singolarità  geologiche  significative
  unitamente  ad ambiti con percorsi panoramici e spazi di  belvedere
  che  offrono  al pubblico spettacoli di vera bellezza naturale  che
  oltre  ad essere incompatibili con miniere e forme estrattive  sono
  sottoposte  al vincolo paesaggistico secondo l'art. 136 del  D.lgs.
  42/2004. Inoltre, esistono diverse aree già censite dall'ARTA  come
  siti  interessati da dissesti idrogeologici e perciò  inserite  nel
  Piano  per l'Assetto Idrogeologico (PAI) con pericolosità P 2.  Con
  il  risultato  che si presentano vincolati e quindi impossibilitati
  ad accogliere indagini geognostiche dirette ed indirette. In alcune
  zone non protette, per altro alquanto limitate, verrebbero eseguite
  una  o  due perforazioni con profondità compresa tra i 50 ed i  600
  metri  dal  p.c.  con  la possibilità - non è  da  escludere  -  di
  esecuzione contemporanea di più sondaggi di diverse caratteristiche
  tecniche  specie  nelle aree dove è possibile  un  ritrovamento  di
  strati   mineralizzati  a  profondità  modesta'   (vedi   pag.   11
  Cronoprogramma  Attività di Ricerca). Senza dire  che  perforazioni
  così  profonde potrebbero avere ripercussioni sulle falde acquifere
  di  fondo,  con  riverberi  negativi sull'equilibrio  idrogeologico
  sotterraneo.  Con  la  conseguenza che  per  motivi  esclusivamente
  mercantili vengano ad aversi nell'insieme, per produzione di sterri
  e  riporti,  ripercussioni ed incidenze  negative  i  cui  riflessi
  cadrebbero  sullo  stato  di  conservazione  dei  valori   naturali
  tutelati  in tutto quel vasto territorio dichiarato dai  Comuni  di
  Ribera  e  Cattolica Eraclea a vocazione turistica. Un  territorio,
  dunque, che merita assoluta protezione in quanto considerato tra  i
  più  fertili della provincia agrigentina proprio perché interessato
  da  colture  intensive di alta qualità tra le  quali  spiccano  per
  importanza  economica e commerciale la pregiata Arancia  di  Ribera
  che di recente ha ottenuto - unica in Europa - il riconoscimento di
  Arancia  a  Denominazione di Origine Controllata  (D.O.P.).  E  poi
  ancora le Olive della varietà
   Biancolilla', il cui cultivar rientra nella Indicazione Geografica
  Protetta (I.G.P.) e la famosissima Fragolina di Ribera' che per  la
  sua   fragranza  è  stata  sempre  motivo  di  vanto  territoriale,
  riconosciuta  anche  come  Presidio  Slow  Food.  Altro  motivo  di
  preoccupazione è costituito dalla elevata vicinanza del  territorio
  d'interesse dall'area S.I.C. Foce del Magazzolo, Foce del  Platani,
  Capo  Bianco, Torre Salsa', che proprio nell'imboccatura della foce
  del  fiume  Platani  si  espande  in  un  corridoio  ecologico   di
  particolare  rilievo per i siti di Natura 2000', che  trovandosi  a
  poche  centinaia  di metri a valle non può che  risentire  in  modo
  pesante  da  eventuali attività estrattive di monte. In ultimo,  si
  sottolinea la estrema vicinanza della perimetrazione riguardante il
  progetto  che  nella  sua  porzione di  sud-est  quasi  ingloba  il
  Laghetto Gorgo, ricadente nel territorio del comune di Montallegro,
  conosciuto  tra le prime oasi naturalistiche dell'Isola, attrezzato
  per  le  visite  guidate  e l'accesso del  pubblico  a  cura  della
  L.I.P.U.   Nello  specifico,  trattasi  di  un  bacino  artificiale
  completamente rinaturalizzato (di proprietà di ESA-Ente di sviluppo
  agricolo), comprendente diverse tipologie ambientali, che  ormai  è
  diventato  luogo  di  svernamento e stazionamento  di  innumerevoli
  specie   di  volatili  fra  i  quali  spiccano  Cormorani,  Svassi,
  Moriglioni,   Morette,  Aironi  cenerini,  Garzette,  Nitticore   e
  numerose altre specie. Per quanto sopra esposto, si ritiene che  il
  progetto debba essere assoggettato alle più rigorose valutazioni di
  impatto  ambientale,  che  per  le motivazioni  sopra  esposte  non
  potranno  che risultare ostative alla ricerca per Sali potassici  e
  alcalini  Eraclea' in territorio dei comuni di Ribera  e  Cattolica
  Eraclea.';

   per conoscere se intendano adoperarsi per revocare la procedura di
  secretazione  in parola e sospendere in autotutela la procedura  di
  verifica  di  assoggettabilità V.I.A.  per  manifesta  lesione  dei
  diritti  fondamentali  ed  inalienabili  dei  cittadini  ad  essere
  informati ed a partecipare al procedimento ambientale».

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Cordaro per fornire la risposta.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Nella valle del
  fiume Platani è stata avanzata una richiesta di permesso di ricerca
  di sali sodici e potassici per una campagna di indagini geofisiche,
  cioè  di  una fase di ricerca per avere contezza della stratigrafia
  dei  terreni interessati dalla prospezione allo scopo di verificare
  l'esistenza  e la quantità dei sali potassici ed alcalini  presenti
  nell'aria,  per  la verifica dell'economicità di un loro  eventuale
  sfruttamento.
   L'attenzione   ambientale  è  comunque  elevata   tanto   che,   a
  prescindere dalla procedibilità dell'istanza per l'autorizzazione a
  tale  prospezione, è stata effettuata la pubblicazione dello studio
  preliminare  ambientale  nel  sito web  che  ha  consentito,  entro
  quarantacinque  giorni  successivi, la presentazione  di  eventuali
  osservazioni  da  chiunque  ne  avesse  interesse.  In  ogni  caso,
  rispetto  alla  richiesta dal progetto, deve essere effettuata  una
  complessa   valutazione  di  compatibilità  ambientale   attraverso
  l'espressione,  ai  sensi dell'articolo 19 D.Lgs.  152/2007  (Testo
  Unico   Ambientale)  di  un  giudizio  della  commissione   tecnica
  specialistica  per la via dell'Assessorato regionale  territorio  e
  ambiente.
   La  documentazione  necessaria perché la  commissione  si  esprima
  sulla   compatibilità   ambientale,   risulta   depositata   presso
  l'Assessorato il 30 maggio 2018, ma la commissione a tutt'oggi  non
  si  è  ancora  espressa. In ogni caso, tutte le  valutazioni  della
  commissione  vengono pubblicate nella specifica  rubrica  del  sito
  istituzionale dell'Assessorato territorio e ambiente. Si tratta  di
  una  campagna di indagini geofisiche, cioè di una fase  di  ricerca
  per avere contezza della stratigrafia dei terreni interessati dalla
  prospezione allo scopo di verificare l'esistenza e la quantità  dei
  sali  sodici  e  potassici  presenti  nell'aria,  per  la  verifica
  dell'economicità di un loro eventuale sfruttamento.

   PRESIDENTE.  Mi dicono gli Uffici che la risposta è unificata  con
  l'interpellanza  n.  65.  Allora,  ha  la  facoltà  di  intervenire
  l'onorevole Lupo, che tra l'altro è il primo firmatario.

   LUPO. Se è possibile, l'interpellanza n. 65 trattarla alla fine in
  attesa che arrivi l'onorevole Catanzaro che ha seguito direttamente
  l'interpellanza.

   PRESIDENTE. Assolutamente sì.
   Onorevole Capello, si ritiene soddisfatto?

   CAPPELLO. Ne prendo atto.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 337   Chiarimenti  in
  merito al progetto di ampliamento del deposito di oli minerali  nel
  comune  di  Misilmeri  (PA) , degli onorevoli  Trizzino,  Siragusa,
  Campo,  Cancelleri,  Cappello, De Luca, Di Caro,  Di  Paola,  Foti,
  Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Shillaci,  Sunseri,
  Ciancio, Tancredi, Zafarana e Zito.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   nel    territorio   del   comune   di   Misilmeri,   in   contrada
  Pagliarazzi,insiste   da   diversi  anni  l'attività   industriale,
  intestata alla ditta Cancascì Petroli s.r.l., avente ad oggetto  il
  deposito di carburante;

   nel  gennaio 2018, la ditta Cancascì Petroli s.r.l. ha  presentato
  al Comune di Misilmeri, Ufficio Tecnico, un progetto di ampliamento
  del piazzale di manovra del deposito, con conseguente variante allo
  strumento  urbanistico,  nonché  di  aumento  della  capacità   dei
  serbatoi di stoccaggio;

   l'area  interessata dal suddetto progetto ha, allo stato  attuale,
  destinazione urbanistica prevalentemente agricola;

   ad  oggi  sono stati depositati presso il SUE/SUAP del  comune  di
  Misilmeri  unicamente  la  valutazione  sottoscritta  dal   comando
  provinciale  dei  Vigili  del Fuoco di  Palermo,  con  le  relative
  prescrizioni, e la nota dell'agenzie delle dogane e dei monopoli;

   sembra  che  non  vi  sia alcun parere dell'Assessorato  regionale
  competente e delle autorità sanitarie in merito all'ampliamento del
  deposito;

   considerato che:

   l'attività industriale de qua, sorgendo nelle immediate  vicinanze
  di   numerose  abitazioni  civili,  arreca  notevole   disagio   ai
  residenti,  sia  per  la  continua sosta dei  mezzi  pesanti  sulla
  limitrofa strada provinciale, sia per le emissioni acustiche dovute
  all'erogazione  di carburante e all'attivazione dei dispositivi  di
  sicurezza   (sensori  di  parcheggio)  di  cui   sono   dotate   le
  autocisterne;

   nel  mese di novembre 2017 si è verificato un cospicuo sversamento
  accidentale di liquidi non meglio specificati, confluiti poi in una
  caditoia  posta sulla strada provinciale e collegata ad un viadotto
  ubicato  su  un terreno di proprietà di terzi e che, verosimilmente
  sfocia nel fiume Eleuterio;

   nei  terreni  sottostanti al deposito si registra il passaggio  di
  condutture  delle  acque  che  dall'impianto  di  automazione   del
  potabilizzatore   di  Risalaimi  conduce  al  centro   abitato   di
  Misilmeri;

   è  di  tutta evidenza l'elevato rischio di inquinamento  idrico  e
  ambientale  cui risulta costantemente esposta l'area sulla  insiste
  il deposito;

   al  fine  di  monitorare i rischi connessi allo svolgimento  della
  suddetta  attività,  e per scongiurare il rischio  di  ulteriori  e
  irreversibili  danni,  si  è  costituito  un  comitato  civico  che
  sollecita  costantemente  interventi da parte  dell'amministrazione
  comunale,   volti   alla   verifica  della  situazione   ambientale
  nell'area;

   per sapere:

   se  l'Assessore  regionale  per il  territorio  e  l'ambiente  non
  ritenga  necessario  valutare  attentamente  l'opportunità  di   un
  ulteriore  ampliamento  dello  stabilimento  della  ditta  Cancascì
  Petroli  s.r.l.,  tenuto conto del rischio ambientale  che  da  ciò
  deriverebbe, in aggiunta alle già precarie condizioni sanitarie  in
  cui versa il territorio interessato;

   quali  siano  state  le cause dello sversamento  verificatosi  nel
  novembre 2017 e quale tipologia di liquido sia fuoriuscito;

   se  e  quali  danni  all'ambiente circostante abbia  causato  tale
  sversamento;

   se l'Arpa sia stata debitamente informata dell'accaduto;

   quali   siano   le  attuali  condizioni  ambientali   della   zona
  interessata».

   Ha facoltà di parlare l'assesore Cordaro per fornire la risposta.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Dell'evento  di
  cui  all'interrogazione all'oggetto verificatosi nel novembre 2017,
  è  stata  data notizia ad Arpa Sicilia dalla Ditta Cancascì Petroli
  s.r.l. stessa ed è stata trasmessa anche la documentazione relativa
  al piano di messa in sicurezza ed emergenza attuato dalla ditta per
  far fronte allo sversamento accidentale.
   Inoltre  il  13.12.2017 l'Agenzia  ha effettuato un controllo  con
  prelievo campione di acque del fiume Leuterio in contrada Valle dei
  Conti  come richiesto dal comune di Ficarazzi dal quale non è mersa
  alcuna particolare anomalia.
   Il   25.8.2016  la  ditta  ha  presentato  la  relazione   tecnica
  conclusiva di fine lavori di messa in sicurezza ai sensi  dell'art.
  249, D.L. 152/06, Testo Unico dell'Ambiente.
   Ad ogni buon fine, si rappresenta che il bacino del fiume Leuterio
  nel  suo  complesso  tra asta principale ed affluenti  comprende  5
  corpi idrici significativi per il monitoraggio delle acque ai sensi
  della  direttiva  2000/60.  Solo uno dei  quali  l'R1903701,  dalla
  sorgente  alla  confluenza con Vallone  Acque  dei  Masi,  è  stato
  valutato  nel  2015  per  la definizione dello  stato  ecologico  e
  chimico, il cui giudizio è risultato essere buono.
   L'agenzia   ha  già  in  programma  l'esecuzione   di   un   nuovo
  monitoraggio  sul  corpo idrico ed avvierà  una  prima  valutazione
  sugli altri corpi idrici significativi.
   In  tal modo potrà essere verificato se l'evento del novembre 2017
  ha  determinato un peggioramento dello stato di qualità delle acque
  del  corpo  idrico nonché lo stato di qualità degli altri  4  corpi
  idrici.
   Nel  fiume  Leuterio  vengono inoltre scaricate  le  acque  reflue
  dell'impianto del comune di Marineo e del Comune di Misilmeri e dai
  controlli  effettuati dall'agenzia è accaduto che di  sia  trattato
  anche di acque non adeguatamente depurate.
   La  presenza di attività stagionali nell'area di studio, l'aumento
  popolazione  nel periodo estivo e scarichi di acque di vegetazione,
  incide  poi  ulteriormente, sulla qualità  delle  acque  del  fiume
  Leuterio.
   Delle  suddette  attività  di  controllo  è  stata  data  puntuale
  informazione   alle  amministrazioni  attive  e,   se   del   caso,
  all'autorità giudiziaria.
   In  ogni  caso, la competenza è del dipartimento acque  e  rifiuti
  dell'assessorato regionale per l'energia. Per ciò che  concerne  la
  parte  urbanistica  si rappresenta che il dipartimento  urbanistica
  dell'assessorato  ha  espresso  il  parere  favorevole  n.  4   del
  21.12019, ai sensi dell'art. 37, ultimo comma della legge regionale
  n.  10  del  2000  che  si  rende disponibile  all'ampliamento  del
  deposito  di  oli  minerali  per il potenziamento  dei  serbatoi  e
  relativo   piazzarle  di  manovra  alla  ditta  Levantoil   S.r.L,,
  subentrata alla Ditta Cancascì Petroli.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, fantastica  questa
  Assemblea,  Presidente,  perché  noi  il  giorno  prima  denunciamo
  l'assenteismo  e  l'improduttività di questa Assemblea,  il  giorno
  dopo  la  maggioranza risponde, praticamente con  un'assenza  quasi
  totale e l'opposizione con un'assenza quasi totale.
   Come  se non bastasse oggi sono stato ripreso perché non avevo  la
  cravatta   In  questo Parlamento gli indagati, i condannati  e  gli
  arrestati   possono   tranquillamente  avere   il   proprio   posto
  all'interno dell'Assemblea, chi non ha la cravatta è in  difficoltà
  e deve mettersela perfino sotto il maglione
   Ritorno  sul tema che è la cosa più importante invece.  Assessore,
  io non sono convinto della sua risposta per un motivo semplice, non
  so  se  lei o il suo Dipartimento è mai andata a vedere dove  hanno
  fatto richiesta per l'ampliamento della Cancascì Petroli?
   Glielo  chiedo  perché si tratta veramente di  una  cosa  assurda
  Stanno richiedendo un ampliamento della propria attività in un'area
  che  è   vicinissima  a delle abitazioni, dove ci  stanno  bambini,
  famiglie  intere che hanno investito dei soldi e per cui  hanno  il
  diritto  di  stare  lì  in  un  ambiente  sano  dove  poter  vivere
  serenamente.
   Al  contrario, quello che stanno facendo e la invito veramente  ad
  andare  con  il  Dipartimento con i tecnici a capire  cosa  si  sta
  facendo: stanno continuando ad ampliare quello che  già oggi non va
  bene,  perché  c'è un traffico di merci, di camion che praticamente
  sostano  lungo  la  statale, attraversano  la  città  o  un  rumore
  continuo.  Gli  odori  sono molto agri, l'ampliamento  è  veramente
  eccessivo,  e  ritengo  che sia veramente  doveroso  da  parte  del
  Dipartimento  del suo Assessorato vagliare bene la richiesta  fatta
  dall'azienda,  la  Cancascì  Petroli, e  capire  se  effettivamente
  questa cosa, all'interno di un centro abitato, con le vicinanze  di
  abitazioni dove ci stanno dei bambini e delle famiglie  sia  più  o
  meno congruo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Sunseri, mi pare di capire  che  quindi  la
  risposta non è soddisfacente.
   Riguardo  alla  cravatta, io ho una personale convinzione:  questo
  Parlamento  si  è  nel tempo dotato di un Regolamento  interno  che
  prevede  l'utilizzo della cravatta in Aula e, quindi, di un  decoro
  istituzionale,   al   di  là  poi  delle  sue  considerazioni   che
  chiaramente non faccio della Presidenza, rimane il fatto che questa
  parificazione al Senato - e lì mi posso trovare d'accordo con lei e
  con  tanti altri che magari sostengono questa cosa - andrebbe fatta
  anche  per altri aspetti, non solo per la cravatta. Guardando  oggi
  al  Senato, c'è qualche diversità nei confronti della Sicilia, tema
  forse  più  caro  quello dei vitalizi e quant'altro.  Ma  comunque,
  andiamo avanti.
   Si  passa  all'interpellanza n. 89  Divulgazione  dei  rilievi  di
  inquinamento  di  acque  e aria nell'agrigentino ,  a  firma  degli
  onorevoli Mangiacavallo e altri.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   con  legge  n.  61/1994, venivano istituite le  Agenzie  regionali
  della protezione dell'ambiente A.R.P.A.;

   con   legge   regionale  n.  6/2001,  venivano   implementate   le
  competenze   conferite  all'Agenzia  regionale  per  la  protezione
  ambiente (A.R.P.A.);

   ai  sensi dell'art. 18 del d.lgs. n. 155/2010: 'Le amministrazioni
  e  gli  altri enti che esercitano le funzioni previste dal presente
  decreto  assicurano,  per  quanto  di  competenza,  l'accesso   del
  pubblico e la diffusione al pubblico delle seguenti informazioni:

   a)  le  informazioni  relative  alla  qualità  dell'aria  ambiente
  previste all'allegato XVI;

   b)  le  decisioni con le quali sono concesse o negate  le  deroghe
  previste all'articolo 9, comma 10;

   c)  i  piani  di  qualità  dell'aria  previsti  all'articolo  9  e
  all'articolo 13 e le misure di cui all'articolo 9, comma  2,  e  di
  cui all'articolo 13, comma 2;

   d) i piani di azione previsti all'articolo 10;

   e) le autorità e gli organismi titolari dei compiti tecnici di cui
  all'articolo   17e-bis)    i    progetti      approvati    previsti
  dall'articolo 3, comma 3, e dall'articolo 5, comma 6 (1); e-ter) la
  documentazione di cui all'allegato III, paragrafo 5;

   per  l'accesso alle informazioni si applica il decreto legislativo
  n.  195/2005.  Per  la  diffusione al  pubblico  si  utilizzano  la
  radiotelevisione,   la   stampa,  le  pubblicazioni,   i   pannelli
  informativi,  le  reti informatiche o altri strumenti  di  adeguata
  potenzialità  e  di facile accesso, senza oneri aggiuntivi  per  il
  pubblico.  Le  informazioni  diffuse  al  pubblico  devono   essere
  aggiornate  e  precise  e  devono essere rese  in  forma  chiara  e
  comprensibile. I piani e un documento riepilogativo delle misure di
  cui  al  comma  1,  lettera c), devono essere,  in  tutti  i  casi,
  pubblicati  su  pagina  web.  E'  assicurato,  nei  modi   previsti
  dall'articolo  9 del decreto legislativo n. 32/2010, l'accesso  del
  pubblico  ai  servizi di per le informazioni  di  cui  al  presente
  articolo  che  ricadano  tra i dati territoriali  disciplinati  dal
  predetto decreto e che siano prodotti e gestiti in conformità  allo
  stesso';

   con   d.   Assessoriale  (Territorio  e  ambiente)   n.   97/2012,
  denominato  'Zonizzazione e classificazione  del  territorio  della
  Regione Siciliana ai fini della Qualità dell'Aria per la protezione
  della  salute  umana, in attuazione D.Lgs. 13 agosto 2010  n.  155,
  venivano determinate le zone di riferimento su cui provvedere  alle
  rilevazioni ex per multis di CO, SO2 ed NO2;

   rilevato che:

   allo  stato, sul sito istituzionale dell'Agenzia regionale per  la
  protezione  dell'ambiente,  non  compaiono  le  rilevazioni   degli
  elementi inquinanti delle acque(eccezion fatta per il fiume platani
  e  l'invaso  del  Castello  di  Bivona  in  fase  di  rilevazione),
  dell'aria  e dei rilevatori dell'inquinamento     elettromagnetico,
  per il territorio del libero consorzio di Agrigento;

   nel  corso  della scorsa legislatura, senza alcun riscontro,  sono
  state sollevate le medesime problematiche, a mezzo interpellanza n.
  365 presentata dall'odierno interpellante;

   per conoscere:

   quali   iniziative,  intendano  assumere  al  fine  di   obbligare
  l'agenzia regionale per la protezione dell'Ambiente a pubblicare su
  proprio  sito istituzionale i rilevamenti degli elementi inquinanti
  delle  acque  e  dell'aria del territorio del libero  Consorzio  di
  Comuni di Agrigento;

   in  subordine,  cosa intendano fare al fine di chiarire  i  motivi
  per  cui  le  menzionate rilevazioni non vengono pubblicate  o  sul
  perché non vengano poste in essere.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Cordaro per  fornire
  la risposta.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, mi consenta una battuta di 30 secondi, prima di entrare
  nel  merito  anche  di  questa interrogazione. Evidentemente,  sono
  sfortunato io perché, nonostante l'opposizione sia tutta  presente,
  tutti gli interroganti delle mie interrogazioni sono tutti assenti,
  ma sarà una sfortuna personale; ne prendo atto.
   Allora, l'ARPA Sicilia effettua il monitoraggio delle acque  dolci
  superficiali,  destinate  alla  produzione  di  acqua  potabile  in
  prossimità  delle opere di presa. Sulla base delle limiti  previsti
  dalla  norma art. 80 D.Lgs. più volte richiamato 152/06)  specifici
  per  ogni  classe,  attribuita al corpo  idrico  monitorato,  viene
  valutata   la   conformità  alla  classificazione.  In  particolare
  l'invaso Castello, seppure ancora in via di classificazione è stato
  monitorato  sin  dal 2011 ed è sempre risultato non  conforme  alla
  classe A3. In particolare nel 2017, per il valore del COD al quale,
  tuttavia,  si  aggiunge  nel 2017 anche la non  conformità  per  la
  conducibilità.  Il  COD  è l'unico parametro  che  potrebbe  essere
  derogabile. Pertanto, così come stabilità dal comma 4 dell'articolo
  80  del D.Lgs. 152/06, tali acque  potrebbero essere utilizzate, in
  via  eccezionale, solo qualora non sia possibile ricorrere ad altre
  fonti  di  approvvigionamento e a condizione  che  le  acque  siano
  sottoposte  ad opportuno trattamento che consenta di rispettare  le
  norme  di qualità delle acque destinate al consumo umano . La causa
  dei superamenti per tale invaso dovrebbe essere ricercata sia nelle
  pressioni diffuse (quali quelle agricole) e sia in quelle  puntuali
  (quali  quelle  riferite  al  sistema  fognario  e  depurativo).  I
  risultati  del  monitoraggio  delle acque  superficiali  (fiumi  ed
  invasi), ai sensi della Direttiva 2000/60, ricadenti nel territorio
  della  provincia di Agrigento, sono stati pubblicati  sul  sito  di
  ARPA  Sicilia.  Per quanto concerne il monitoraggio  della  qualità
  dell'aria, si rappresenta che ARPA Sicilia adempie agli obblighi di
  informazione  al  pubblico,  ai  sensi  dell'art.  18  del   D.Lgs.
  155/2010:  pubblicazione del bollettino giornaliero;  pubblicazione
  con  frequenza  annuale  dei  dati di concentrazioni  medio  orario
  registrate dagli analizzatori in continuo di inquinanti  gassosi  e
  di   particolato;   pubblicazione  con  frequenza   annuale   degli
  indicatori  di  qualità dell'aria elaborati  ai  sensi  del  D.Lgs.
  155/2010;  pubblicazione  degli  indicatori  di  qualità  dell'aria
  determinati   tramite  modellistica  Chimere;   pubblicazioni   con
  frequenza annuale sul proprio sito istituzionale dello stato  della
  qualità  dell'aria nella Regione Siciliana. Sul sito  ARPA  Sicilia
  sono inoltre disponibili i documenti dell'inventario dell'emissione
  aggiornata  all'anno  2012 e del Piano Regionale  di  Tutela  della
  Qualità dell'Aria approvato con Delibera della Giunta n. 268/2018.
   Nel  territorio di Agrigento, il Libero Consorzio di Agrigento (ex
  Provincia)  aveva una rete di monitoraggio che non è più  operativa
  da  marzo  2013  (giusto appunto da quando  sono  state  chiuse  le
  province).
   Il  Progetto  di razionalizzazione del monitoraggio della  qualità
  dell'aria  in  Sicilia  ed  il relativo programma  di  valutazione,
  approvato  con  D.D.G. n. 449 del 10 giugno  2014,  a  seguito  del
  visto  di  conformità alle disposizioni del Decreto Legislativo  n.
  155/2010  da parte del Ministero al Territorio, prevede 4  stazioni
  nella provincia di Agrigento, 3 di nuova realizzazione - che sono a
  Porto Empedocle, AG-Centro e AG-ASP - e il revamping della stazioni
  di AG, cioè Agrigento-Monserrato.
   Attualmente, al fine di sopperire alle carenze di acquisizione  di
  dati, due dei laboratori mobili di ARPA Sicilia sono stati dedicati
  al  monitoraggio  della  Qualità dell'Aria  in  sostituzione  delle
  stazioni fisse non ancora realizzate.
   In  particolare i due laboratori mobili sono operativi  da  giugno
  2016  nel  Comune  di Porto Empedocle (AG) e da febbraio  2017  nel
  Comune   di   Agrigento  presso  l'ASP  di  Agrigento   posizionato
  nell'ubicazione prevista per la stazione fissa nel PdV.
   I dati di monitoraggio, sia nel 2016 per la sola stazione di Porto
  Empedocle che nel 2017 per entrambe le stazioni, non hanno mostrato
  superamenti  dei valori limite fissati dal Decreto  Legislativo  n.
  155/2010.  L'unico  superamento riscontrato  è  quello  del  valore
  obiettivo  a  lungo  termine per la protezione della  salute  (OLT)
  dell'ozono e per la protezione della vegetazione (AOT40) registrati
  nella stazione  di Agrigento accanto all'ASP.
   Per tale obiettivo la norma non prevede il termine temporale entro
  cui  lo  stesso  debba  essere raggiunto, pertanto  lo  stesso  non
  costituisce un mancato rispetto della normativa vigente.
   Relativamente   alla   richiesta   di   informazioni   sui   campi
  elettromagnetici,   i   dati  annuali  relativi   all'attività   di
  monitoraggio e controllo riguardanti tutto il territorio regionale,
  in accordo con quanto previsto dal Decreto Legislativo n. 195/2005,
  aggregati per provincia, sono consultabili all'interno del capitolo
   Agenti  fisici  dell'Annuario dei dati ambientali, pubblicato  sul
  sito dell'Agenzia.
   In  particolare nel Comune di Agrigento, nel corso del 2017,  sono
  stati  effettuati  12 controlli su sorgenti a  radio  frequenza  ed
  eseguite  26  misure  con strumentazione  a  banda  larga.  Dei  12
  controlli  4  sono stati eseguiti in luoghi in cui  si  applica  il
  limite  di  20 V/m ed i restanti 8 in luoghi in cui è prevista  una
  permanenza prolungata ed in cui si applica il limite di 6 V/m.
   Le  misure effettuate non hanno evidenziato superamenti dei limiti
  previsti dalla legge.
   Nel  Comune  di  Agrigento sono stati eseguiti  3  monitoraggi  su
  sorgenti  a  radiofrequenza  SRB,  una  a  seguito  di  un  esposto
  effettuato   da   cittadini  e  due  su  richiesta  della   polizia
  municipale.
   L'attività è stata condotta per un totale di 2.904 ore utilizzando
  centraline posizionate su balconi di civile abitazione.  Le  misure
  effettuate  non  hanno evidenziato superamenti dei limiti  previsti
  dalla legge.
   Infine,  nel  Comune  di Agrigento non sono  state  pianificate  o
  richieste  attività  di  monitoraggio e  controllo  su  sorgenti  a
  bassissima    frequenza,   quali   elettrodotti   o    cabine    di
  trasformazione.
   Sempre  nel  2018  in tutta la provincia sono stati  rilasciati  1
  parere   per un elettrodotto e 18 pareri per installazione/modifica
  di impianti SRB, di cui 16 favorevoli e due non favorevoli.

   PRESIDENTE.   Qualcuno  dei  proponenti  vuole   intervenire?   Il
  Capogruppo?

   CAPPELLO. Ne prendo atto.

   PRESIDENTE. Ne prende atto.
   L'onorevole   Catanzaro   non   è   ancora   arrivato.   Spostiamo
  l'interpellanza n. 65 alla prossima volta che l'Assessore  ci  darà
  disponibilità?

   LUPO. Chiedo che sia trasformata in risposta scritta.

   PRESIDENTE. Verrà inviata come risposta scritta.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli  colleghi,  volevo  semplicemente  dire,  a  scanso   di
  equivoci,  chiaramente i proponenti devono essere obbligatoriamente
  presenti,  altrimenti  sia le interrogazioni che  le  interpellanze
  decadono e,  mentre le interrogazioni diventano a risposta  scritta
  le  interpellanze invece decadono completamente. Per cui se oggi le
  abbiamo  svolte  evidentemente sono presenti  gli  interpellanti  e
  anche gli interroganti.
   Bene, colleghi abbiamo finito la seduta di oggi.
   Assessore Cordaro, senza chiaramente alimentare i toni di polemica
  -  e  lo dico già da ora non faccio intervenire nessuno, quindi non
  me ne vogliate colleghi - leggo da canali non istituzionali, ma dai
  social,  che  il  Presidente  della Regione  forse  sarebbe  voluto
  intervenire a margine dell'Aula sul tema dei vitalizi. Mi  pare  di
  capire dalla sua assenza che non intende farlo. Benissimo.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. A me questo non
  risulta, semmai ero in attesa di comprendere dall'Assemblea se  sul
  tema ci fossero novità, perché per quanto ci riguarda la Giunta

   PRESIDENTE.  Per  favore, un po' di attenzione. Prego,  Assessore,
  continui e poi continuiamo ancora con l'interpellanza.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Dicevo che  non
  mi risulta.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interpellanza n. 65   Ricerca  di  sali
  potassici  ed  alcalini  nel territorio  dei  Comuni  di  Cattolica
  Eraclea e Ribera (AG) , per la quale voleva intervenire l'onorevole
  Catanzaro.
   Ne do lettura:

   «All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   in  data 11 agosto 2017, la società General Mining Research  Italy
  s.r.l. di Perugia ha trasmesso all'ARTA la richiesta di permesso di
  ricerca  per  sali  potassici ed alcalini ai fini dell'avvio  della
  procedura di verifica di assoggettabilità a VIA, ai sensi dell'art.
  19 del D. Lgs. n.152/2006 e s.m.i.;

   l'area   interessata  dalla  richiesta  di  permesso  ricade   nel
  territorio  dei Comuni di Cattolica Eraclea e Ribera  ed  è  estesa
  quasi 1.000 ettari;

   con  nota  n.  31532 del 21 maggio 2018, l'ARTA ha  comunicato  la
  procedibilità dell'istanza e disposto la pubblicazione sul sito web
  dell'amministrazione   della   documentazione   e   dello    studio
  preliminare  ambientale  trasmessi dal proponente;  dalla  suddetta
  data  decorre  il  termine di 45 giorni entro  i  quali,  ai  sensi
  dell'art.  19,  c. 4, del D.Lgs. n.152/06 e s.m.i.  possono  essere
  presentate osservazioni da parte di chiunque vi abbia interesse;

   considerato che:

   il  programma di ricerca è relativo ad un territorio che  presenta
  vincoli di diversa natura per circa il 90% della sua estensione  ed
  è limitrofo alla foce del fiume Platani;

   in particolare, sono presenti diverse aree con tutela di livello 3
  introdotta  col Piano paesaggistico provinciale, per cui  qualsiasi
  attività che non sia di potenziamento dell'ecosistema vegetale e di
  mantenimento dell'habitat non può essere assentita;

   vi  sono,  inoltre,  porzioni di territorio sottoposte  a  vincolo
  forestale  ai sensi del D.Lgs. 227/01 per la presenza  di  corridoi
  ecologici  di  importanza  naturalistica  ai  fini  dell'equilibrio
  ambientale,  nonché  siti con valori estetici  tradizionali  o  con
  singolarità geologiche sottoposte a tutela;

   nei  pressi del territorio interessato dal permesso di ricerca  vi
  è,  poi,  l'area S.I.C. Foce del Magazzolo, Foce del Platani,  Capo
  Bianco,  Torre  Salsa , e il Laghetto Gorgo, un bacino  artificiale
  completamente  rinaturalizzato e diventato  una  delle  prime  zone
  umide  della  Sicilia,  luogo  di svernamento  e  stazionamento  di
  numerose specie di volatili;

   sono presenti, altresì, siti già censiti dall'ARTA e inseriti  nel
  Piano  per  l'Assetto idrogeologico (PAI) con grado di pericolosità
  geomorgologica di livello 2 (P 2);

   ritenuto  che il permesso di ricerca prevede indagini geognostiche
  tramite   l'esecuzione  di  perforazioni  fino  a  600   metri   di
  profondità, sondaggi elettrici e meccanici geostratigrafici che non
  si conciliano con le numerose esigenze di tutela del territorio sin
  qui  esposte, nonché con l'elevata vocazione turistica ed  agricola
  di tutto il comprensorio;

   per conoscere se:

   non  ritengano  che il permesso di ricerca citato  in  premessa  e
  l'eventuale  attività  estrattiva che  ne  può  conseguire  possano
  costituire  motivo di grave pregiudizio per la salvaguardia  di  un
  territorio in massima parte sottoposto a vincoli;

   non  ritengano, conseguentemente, di dovere procedere  al  rigetto
  della richiesta di permesso di ricerca, impedendo il sorgere di  un
  sito  minerario in un territorio così ricco di valenze  ambientali,
  naturalistiche e geologiche».

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intanto  la
  ringrazio   per   avere   accantonato   attendendomi.   Su   questa
  interpellanza che è stata presentata un bel po' di mesi fa, cioè  9
  mesi fa, un argomento che per la provincia di Agrigento, secondo me
  anche  per la Sicilia intera, perché è un argomento importante,  mi
  ha visto procedere nell'immediato sull'interpellanza.
   Presumo anche che qualche altro mio collega abbia sostenuto questa
  interpellanza, ed è un tema abbastanza delicato ed è per questo che
  vorrei  chiedere lumi all'Assessore Cordaro, se mi da un attimo  di
  attenzione, ovviamente leggendomi poi la risposta scritta.
   Volevo  dirle assessore Cordaro che l'ARTA ha dato il  via  libera
  circa  la  possibilità di effettuare la ricerca  per  un  eventuale
  coltivazione di Sali potassici in un'area che ricade in  prossimità
  di  due  Comuni,  che sarebbero quello di Cattolica  Eraclea  e  il
  Comune  di Ribera. Proprio in quei Comuni dove li c'è la  foce  del
  fiume Platani.
   Ovviamente,  lei  che  conosce,  non  soltanto  il  territorio  di
  Palermo, ma anche quello di Agrigento, capisce bene e comprende che
  quella   è   proprio   un'area   di  una   straordinaria   bellezza
  naturalistica  e  che li quel posto bisognerebbe sfruttarlo  per  i
  fini turistici e di sicuro non trivellarlo. Ovviamente li è inutile
  che  lo  nascondo è anche un territorio che produce su  un  settore
  primario che è l'agricoltura, produce quello che è l'arancia DOP di
  Ribera  e  anche l'oliva della Biancolilla. Quindi in tal senso  io
  volevo chiederle se sia giusto proseguire con l'iter autorizzato  o
  forse  più generale la posizione del Governo e capire se il Governo
  è favorevole su quel posto per le trivellazioni. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Cordaro per  fornire
  la risposta.

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie,
  Presidente, intanto desidero premettere che tutte le argomentazioni
  di  carattere  tecnico-giuridico svolte per l'interpellanza  n.  60
  sono da richiamare con riferimento alla interpellanza n. 65.
   Nello   specifico  ritengo  di  dovere  aggiungere  quanto  segue:
   Nell'area dei comuni di Ribera e Cattolica Eraclea, per circa 1000
  ettari  è  stata  avanzata nell'agosto del 2017  una  richiesta  di
  permesso  di ricerca di sali potassici ed alcalini per una campagna
  di  indagini  geofisiche, cioè di una fase  di  ricerca  per  avere
  contezza   della   stratigrafia  dei  terreni   interessati   dalla
  prospezione, allo scopo di verificare l'esistenza e la quantità  di
  sali  potassici  ed alcalini presenti nell'area,  per  la  verifica
  dell'economicità di un loro eventuale sfruttamento.
   L'attenzione   ambientale  è  comunque  elevata,  tanto   che,   a
  prescindere  dalla procedibilità dell'istanza, per l'autorizzazione
  di  tali  prospezioni,  è stata effettuata la  pubblicazione  dello
  studio preliminare ambientale nel sito web che ha consentito, entro
  i  45 giorni successivi, la presentazione di eventuali osservazioni
  da chiunque ne avesse interesse.
   In  ogni caso, rispetto alle richieste ed al progetto, deve essere
  effettuata  una  complessa valutazione di compatibilità  ambientale
  attraverso  l'espressione, ai sensi dell'articolo  19  del  decreto
  legislativo  del  Testo  unico ambientale,  di  un  giudizio  della
  Commissione  tecnica  specialistica  per  la  VIA  dell'assessorato
  regionale del territorio e dell'ambiente.
   La  documentazione necessaria perché la Commissione si  esprimesse
  sulla    compatibilità   ambientale   risulta   depositata   presso
  l'assessorato che ho l'onore di presiedere in data 30 maggio  2018,
  ma la Commissione, a tutt'oggi, non si è ancora espressa.
   In  ogni  caso,  tutte  le valutazioni della  Commissione  vengono
  pubblicate   nella   specifica  rubrica  sul   sito   istituzionale
  dell'assessorato del territorio e dell'ambiente .
   Quindi, attendiamo che la Commissione - considerato che di ricerca
  si  tratta  e non di altro - si esprima, perché, evidentemente,  la
  Commissione  è  terza,  è  un  organo  tecnico-scientifico,  quindi
  rispetto  alla competenza di quella Commissione l'autorità politica
  che  pure  dà  l'indirizzo, ma non in questo caso,  non  potrà  che
  prenderne atto e, quindi, comunicarlo all'Aula.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.   Signor  Presidente,  intanto  ringrazio   l'assessore
  Cordaro per avere dato risposta alla mia interpellanza. Siccome  lì
  il  problema, secondo me, è un problema che sussiste e che dobbiamo
  attenzionare,  a  questo  punto  mi  affido  all'articolo  151  del
  Regolamento per trasformare la nostra interpellanza in  mozione  e,
  quindi,  chiedo  anche su questo argomento un  dibattito  in  Aula.
  Questa,  Presidente,  è  la mia richiesta.  Perché  l'argomento  ha
  bisogno di essere trattato in maniera corposa con un dibattito.

   PRESIDENTE.  La  tratteremo come mozione.  Darà  lei  indicazione,
  chiaramente,    al   suo   Capogruppo   di   farla   calendarizzare
  nell'apposita Conferenza dei Capigruppo.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare su questo tema, perché noi abbiamo una
  interpellanza e vogliamo trasformarla in mozione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO. Signor Presidente, non sono l'autore materiale di questa
  interpellanza   che   reca   come  primo   firmatario   l'onorevole
  Mangiacavallo e secondo l'onorevole Di Caro, ai quali è tanto  caro
  il tema delle trivellazioni nei territori dai quali provengono.
   È  ovvio ed evidente che, per quanto si possa prendere atto  della
  risposta  di  questo  assessore, essa stessa risulta  assolutamente
  insoddisfacente   e  certamente  sarebbe  più  utile   che   questa
  interpellanza,  a questo punto, attesa l'insoddisfazione  derivante
  dalla  risposta,  venisse trasformata in mozione,  ai  sensi  della
  norma  del  Regolamento  citata  pocanzi  dal  collega  che  mi  ha
  preceduto, e che l'Aula venisse impegnata in una discussione  seria
  su  questo  tema, e che poi anche in maniera urgente impegnasse  il
  Governo  nel  senso  indicato  dalle interpellanze  che  il  Gruppo
  parlamentare che mi ha preceduto, rappresentato dall'onorevole Lupo
  e  il  Gruppo  parlamentare  che rappresento  io,  impegnassero  il
  Governo   in   tal  senso.  Pertanto  chiediamo   che   la   nostra
  interpellanza n. 60 venga trasformata in mozione e di questa  venga
  affrontata la trattazione urgente.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De Domenico, deve  intervenire  su  questo
  tema?

   DE DOMENICO. No.

   PRESIDENTE. Allora un attimo, mi perdoni, così do una risposta  al
  collega, Presidente del Gruppo.
   Onorevole   Cappello,   non   è   possibile   trasformare   questa
  interpellanza in mozione, per il semplice motivo che non  vi  siete
  dichiarati  insoddisfatti, ma avete preso atto della risposta,  per
  cui la risposta è chiaramente presa.
   Quello  che  invece le dico - io sono dalla parte del Regolamento,
  che in questo caso è il mio unico faro - è che però questo problema
  si  può risolvere: presentate una identica mozione e quando ci sarà
  la  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  chiaramente
  verrà  trattata e lei si impegnerà, in quanto Capogruppo,  a  farla
  calendarizzare  per trattarla nella seduta apposita  in  cui  verrà
  trattata anche l'interpellanza n. 65.


                        Sull'ordine dei lavori

   DE DOMENICO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo fare
  notare  -  e  voglio  approfittare del fatto  che  c'è  l'onorevole
  Cordaro - volevo evidenziare la situazione mortificante in  cui  ci
  troviamo ad operare, perché dopo circa tre mesi si sono discussi in
  queste due giornate gli atti ispettivi.
   Ora,  visto che disegni di legge non se ne discutono, si fa  altra
  attività, l'unico spazio di manovra che ha un deputato è quello  di
  presentare  delle  interrogazioni, piuttosto  che  interpellanze  o
  altro.   Io   dico   che  è  mortificante   che   si   risponda   a
  un'interrogazione dopo che passano cinque o sei  mesi.  Ora,  o  ci
  diamo  una  regolata  o non ha senso: dite non  ne  presentate  più
  interpellanze o interrogazioni, perché tanto non vi rispondiamo.
   Io  ho  presentato nell'ultimo anno 21 interrogazioni.  Non  ne  è
  stata  discussa  ancora una in Aula  Non ho avuto una  risposta,  e
  spesso  si  trattava di argomenti urgenti che meritavano di  essere
  affrontati, o quanto meno di avere una risposta.
   Io  ritengo che la dignità di un parlamentare richieda che  questo
  argomento   venga  affrontato  una  volta  per  tutte   seriamente,
  calendarizzando ogni settimana la discussione delle  interrogazioni
  e  degli  altri  atti  ispettivi presentati  dai  deputati,  perché
  altrimenti ce lo dite e ce ne andiamo a casa prima.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Domenico. Onorevoli colleghi,  la
  questione sollevata da questo intervento è una questione ovviamente
  seria e io ringrazio il collega per averla sollevata.
   In questi giorni abbiamo trattato interrogazioni anche del gennaio
  2018.  Mi ritrovo ovviamente qui, in veste di Presidente di  questo
  Parlamento,  a dirvi però una cosa: dovete invitare maggiormente  i
  vostri  Capigruppo  a  chiedere in Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari  più spazi per discutere questi  argomenti.  A
  quel  punto avremo il metro di quanto sono veloci gli Uffici  degli
  Assessorati a dare risposte concrete.
   Il  tema è stato che solitamente il martedì si dedica la prima ora
  alle  risposte  alle  attività ispettive; è  stata  sospesa  perché
  ovviamente c'è stata una lunghissima sessione di bilancio  che  non
  ha permesso di espletare queste funzioni. Ritorniamo. Però torno  a
  ripetere:  fatevi, e me ne farò carico anche io, in Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, di fare presente al Presidente
  Miccichè  di dare più spazi di discussione e quindi più  tempo  per
  dare  questo tipo di risposte. Solo successivamente, quando  avremo
  acclarato che gli Assessorati sono lenti nel dare risposte, potremo
  fare  un  invito di questo tipo al Governo. In questo  momento  non
  posso  purtroppo  estendere  quello  che  è  stato  il  suo  invito
  nell'intervento.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Grazie, signor Presidente. Purtroppo, come lei  diceva,  la
  sessione di bilancio ha sottratto tempo allo svolgimento degli atti
  ispettivi.  Quindi  io  credo  che  dobbiamo  riprendere  la  buona
  abitudine di dedicare, comunque in linea generale, la prima ora  di
  tutte  le  sedute  allo  svolgimento delle interrogazioni  e  delle
  interpellanze,  ovviamente  utilizzando  a  pieno,  se   possibile,
  qualche seduta parlamentare in più anche in giorni abitualmente non
  utilizzati  per approvare disegni di legge, per dedicare l'adeguato
  spazio   al   dibattito  parlamentare  per  l'attività   ispettiva:
  interpellanze,  interrogazioni, ma anche  per  le  mozioni,  perché
  anche sulle mozioni parlamentari c'è un ritardo gravissimo.
   E,  se  rispetto ad una mozione parlamentare il Parlamento  non  è
  messo nelle condizioni di pronunciarsi eventualmente impegnando  in
  una direzione piuttosto che in un'altra il Governo, è chiaro che il
  Governo  va  avanti,  e  quando  il Governo  va  avanti,  come  sta
  avvenendo sul tema delle trivellazioni, un pronunciamento dell'Aula
  può perfino essere tardivo.
   Allora,  davvero  noi sollecitiamo all'Ufficio di  Presidenza,  lo
  faremo  in  occasione della prossima Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari, la dovuta attenzione sul tema, e ci avvarremo
  anche  della  facoltà  prevista dall'articolo 143  del  Regolamento
  interno   di   segnalare   alla  Presidenza   lo   svolgimento   di
  interrogazioni   urgenti,   in  questo   caso   chiedendone   anche
  l'iscrizione all'ordine del giorno della seduta successiva.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lupo, faccio suo l'invito, le ripeto,  come
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari fatevi avanti, fatevi  sentire
  maggiormente  in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
  in  maniera  tale  da avere più spazi di discussione.  Io  lo  farò
  chiaramente anche con il Presidente del mio Gruppo parlamentare.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   CAPPELLO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  cittadini,  oggi  è  una  giornata  particolare,  secondo  me,  per
  quest'Assemblea  Regionale Siciliana,  perché  si  è  consumato  un
  gravissimo  strappo  istituzionale fra  questo  Parlamento,  questo
  Gruppo   parlamentare  e  un  Presidente  dell'Assemblea  regionale
  siciliana,  Gianfranco Micciché, che leggo da Facebook, avere  dato
  mandato  ai propri legali di querelare per vilipendio all'Assemblea
  Regionale  Siciliana, il Gruppo parlamentare del  Movimento  Cinque
  Stelle,  addirittura sostenendo che - com'è noto alla  cronaca,  il
  Movimento  Cinque  Stelle ieri ha tenuto una  conferenza  stampa  -
  durante  la  conferenza stampa, il Movimento Cinque Stelle  avrebbe
  dato  all'opinione pubblica, in pasto all'opinione pubblica,  cifre
  false sui costi del Parlamento siciliano.
   Chiede  inoltre, sempre Gianfranco Miccichè, ad uno dei componenti
  del   Movimento  Cinque  Stelle,  che  fa  parte  dell'Ufficio   di
  Presidenza,  l'onorevole Stefano Zito, di dimettersi dal  Consiglio
  di  Presidenza  dell'Assemblea perché, conoscendo il bilancio,  non
  può   continuare   a   dire   falsità.   Continua   il   Presidente
  dell'Assemblea  non posso consentire al Movimento Cinque Stelle  di
  continuare a massacrare quotidianamente l'istituzione'.
   Vede,   signor  Presidente,  lo  dico  da  Presidente  del  Gruppo
  parlamentare,  avremmo preferito un atto di coraggio piuttosto  che
  un  atto di viltà da parte del Presidente Miccichè e che, invece di
  nascondersi al quarto piano delle sue segrete stanze, fosse  venuto
  oggi in Assemblea a dirci in faccia, direttamente, quello che pensa
  di  noi   Perché  quello che pensa di noi è quello  che  pensa  dei
  siciliani
   Quest'Assemblea - lo abbiamo detto urbi et orbi -  è  un'Assemblea
  improduttiva  Dove il Regolamento non viene rispettato, dove non si
  contano  le  assenze dei deputati, siamo in un'eterna  sessione  di
  bilancio   e  questa  è  una  vergogna   Altro,  signor  Presidente
  Cancelleri,  dire  i capigruppo, i capigruppo', signor  Presidente,
  lei  sa  da  quanto non si tiene una Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari che programmi i lavori?  Io  non  lo  so  più.
  Perché  sono  mesi  che  non veniamo convocati  per  programmare  i
  lavori,  sono  mesi che l'unica cosa che siamo chiamati  a  fare  è
  rinviare norme di carattere economico e finanziario, che alla  fine
  non conducono a nulla.
   Allora  io  potrei  aggiungere  altre  cose  che  ho  appreso  dai
  giornali, perché siamo stati definiti  farabutti', i componenti del
  Gruppo  parlamentare Movimento Cinque Stelle sono  stati  definiti,
  solo  per avere fatto il proprio dovere e avere fatto un'operazione
  di verità all'opinione pubblica, sono stati definiti  farabutti'. E
  non aggiungo altro.
   Allora io dico da questa tribuna, che mi onora, perché rappresento
  insieme ai miei colleghi quella fetta del popolo siciliano  che  ci
  ha  voluto  qui:  caro  Presidente Miccichè, ci  quereli  pure,  lo
  faccia,  ci  ha  perso  tempo, ma dopo  faccia  un'altra  cosa,  si
  dimetta,  perché lei è indegno di rappresentare questi parlamentari
  ed è indegno di rappresentare il popolo siciliano

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Premetto,  signor Presidente, che questo  dibattito  non
  farà bene a nessuno, non farà bene a nessuno, però siccome ci siamo
  messi ormai tutti di buon grado a farci del male, facciamolo
   Io  posso dire che i dati che sono stati spiegati, illustrati  dal
  Movimento  Cinque Stelle, pure io mi permetto di dire e  non  penso
  che  sia  lesa  maestà, per noi sono più che discutibili,  più  che
  discutibili, sono, al mio paese diciamo  sballati .
   Basti  pensare,  io me lo sono segnato, il costo  del  Parlamento,
  dell'Aula,  non del Palazzo, perché quando dite che questo  Palazzo
  costa più della Casa Bianca io posso dire che l'uomo che governa la
  Casa  Bianca sicuramente è più potente del Presidente Micciché,  ma
  questo  Palazzo è molto più importante persino della  Casa  Bianca,
  perché è un Palazzo storico e monumentale che ospita turisti, e che
  guadagna  soldini con i turisti che entrano, e quel  dato  voi  non
  l'avete citato, il costo del Palazzo monumentale lo avete inglobato
  alla  politica: il costo dell'Assemblea è 15 milioni 200 venti mila
  euro  e  per  ogni  deputato è 18 mila euro al mese,  questo  è  il
  calcolo che noi abbiamo fatto, quindi, tutti i numeri che voi  date
  io vi dico che sono  sballati  e  falsi .
   Certamente volete detto che c'è il dolo? Politicamente c'è il dolo
  perché,  non  avendo più a che cosa appigliarvi, ora  avete  uscito
  questa  cosa,  la  sappiamo, l'avete detta, sono andato  a  cercare
  agenzie  di  otto anni fa, è da otto anni che dite la stessa  cosa,
  però  c'è  un  elemento di novità, ve lo dico  simpaticamente,  non
  siete  più  Cinque Stelle , siete  Due Stelle  perché sull'ambiente
  vi  siete rimangiati quello che avete detto, sull'immunità vi siete
  rimangiati quello che avete detto, sul numero dei mandati vi  siete
  rimangiati  quello  che avete detto, siete  diventati  più  che  un
   Cinque Stelle  un  B&B , una cosa un po' più bassa
   Ma  io  vi conosco e ho rapporti con ognuno di voi, siete  persone
  rispettabilissime  e  onestissime, quando la buttiamo  in  politica
  ognuno fa parte di uno schieramento e voi  aviti a campari , io  lo
  capisco,  noi pure però, noi abbiamo il dovere di difendere  quello
  che  c'è da difendere, cioè la faccia di un Palazzo che già da ieri
  sera viene massacrato e veniamo presi tutti, non pensate, tutti...
   Perché  tre  giorni fa c'è stato un bel pezzo su LiveSicilia  che,
  per quanto mi riguarda ha citato voi, e ha illustrato una serie  di
  dati,  io  non  li commento, perché non mi schiero dalla  parte  di
  quelli  che  giocano  alla  macelleria mediatica,  però  l'opinione
  pubblica, la stampa tutti massacra perché oggi conviene parlare  di
  quello  che  voi avete uscito come dato, tre giorni fa  quello  che
  hanno  uscito  su  di voi, non è un clima, non è un  argomento  che
  premia  nessuno. Sicuramente sarete premiati per le  battaglie  che
  avete fatto, condivisibili non condivisibili, i grandi successi, la
  legge  sulle  province impugnate, l'acqua,  tutte  le  cose  me  li
  ricordo,  il  modello  Crocetta, e vi hanno  premiato  e  vi  hanno
  rimandato di nuovo all'opposizione.
   Parlate sempre di maggioranza, maggioranza, nessuno qua può venire
  a solennemente giurare che noi abbiamo una maggioranza numerica per
  potere  garantire  al  Presidente Musumeci  di  portare  avanti  il
  proprio   programma,  non  esiste,  non  c'è.  Se  io   avessi   la
  maggioranza,  avrei  il  coraggio di fare  tutto  ciò  che  abbiamo
  promesso ai siciliani, non ce l'abbiamo, vorrei averla, ho  sentito
  dire  proprio  la  forma mentis che è sbagliata,  abbiamo  sprecato
  troppo tempo, abbiamo tolto troppo tempo a causa della Finanziaria,
  cioè  la  legge  madre, drammatica, drammatica più  che  mai  nella
  storia  di questa Regione, non potevamo quadrare i conti, ci  siamo
  fermati, ci avete chiesto, anche il Partito Democratico di dare  un
  segnale  a  tutti, ci siamo fermati, questo è l'andazzo,  dopodiché
  mille euro a minuto perché che siamo a cottimo? Che è fabbrica? Che
  siamo nella catena di montaggio e ci divertiamo magari a fare copia
  e  incolla?  Chi presenta più disegni di legge o un  deputato  solo
  perché  ne  presenta uno disegno di legge, è per forza un  poco  di
  buono  rispetto a uno che ne presenta dieci? Io non  penso  che  la
  politica si possa schematizzare su uno, tre o trecento.
   E'   il  giudizio  degli  elettori  che  poi  vi  premierà  o   ci
  penalizzerà.  Sicuramente  penso che  Miccichè  non  ha  ingiuriato
  nessuno, perché i dati che escono dall'Ufficio di Presidenza,  dove
  voi siete ampiamente rappresentati, è un fatto di lealtà, l'avreste
  potuto  dare  al  vostro Capogruppo, questo  dice  Miccichè,  e  ci
  potevate  fare taglio e cucito in tutto ciò che volete, ma  proprio
  il  componente dell'Ufficio di Presidenza deve accusare il bilancio
  dell'Assemblea?
   Questo  è  il  senso  di quello che ha voluto dire  il  Presidente
  Miccichè e io lo sposo in pieno, c'era qualunque altro deputato che
  poteva  dire nel bilancio possiamo tagliare ancora, possiamo  fare,
  ma  non  il  componente dell'Ufficio di Presidenza che la  sa  come
  funziona.  E'  possibile controllare i minuti dell'Assemblea?   Chi
  può fermare ora che ci sono comunicazioni? Che è un costo in più.
   Finisco Presidente e la ringrazio, solo dicendo: la politica  deve
  essere  ben  altra  cosa, confrontiamoci sugli argomenti,  e  forse
  qualche  cosa  su  cui rispondere l'abbiamo, ma non  certamente  né
  sull'onorabilità, né sull'onestà, perché ho sentito  dire  poco  fa
  indagati,  condannati,  i  condannati  sono  in  tutti   i   Gruppi
  parlamentari di questa Assemblea.
   Gli indagati? Io sono un garantista sempre, sempre e comunque.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Milazzo.  Onorevole  Foti   aveva
  chiesto di intervenire. Mi perdoni. Glielo chiedo perché ho  chiara
  la  visione. L'argomento del suo intervento riguarda il  Presidente
  Micciché?

   FOTI. No.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.

   FOTI. Ma volendo, Presidente, se me lo chiede. Sto scherzando,  mi
  perdoni.

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, le ho fatto la domanda, ora esplicito.
  Non amo che si parli di persone che non sono in Aula, e non amo che
  il   Presidente  dell'Assemblea  venga  richiamato  da  interventi.
  Legittimamente il capogruppo di una forza politica, che oggi  è  la
  più rappresentata qui in Parlamento, ma oggi, numericamente è anche
  delle  poche presenti pure, mi chiede di parlare e va bene, replica
  il capogruppo di maggioranza, che in questo caso fa da contraltare,
  non vorrei aprire un dibattito però sul Presidente che non c'è.
   Quando il Presidente sarà presente, sarà in grado di dire la sua e
  lo  richiamerete,  e lo richiameremo nei dovuti modi  parlamentari.
  Oggi  non  mi posso permettere di aprire una discussione di  questo
  tipo.

   FOTI.  Grazie  del chiarimento, Presidente, ma l'argomento  mi  ha
  vista  adeguatamente rappresentata dall'onorevole Cappello,  quindi
  non era mia intenzione aggiungere altro.
   Vorrei,  rivolgendomi  al  Governo,  raccomandare  agli  assessori
  presenti e anche pregandoli di riportare questa questione anche  ai
  loro  colleghi  assenti, che per quanto riguarda la variazione  del
  bilancio  che  abbiamo esitato più o meno a metà  dicembre,  lì  in
  quell'articolato c'erano alcune norme, tra cui una che  riguarda  i
  dipendenti della IPAB, che vedeva spostare le somme imputate da  un
  capitolo in un altro, e proprio per superare la questione che  pare
  abbi  impedito nella scorsa legislatura di erogare il  piccolissimo
  contributo  che  l'Assemblea regionale si  era  sentita  di  potere
  mettere  nel  capitolo già nella finanziaria, il famoso  milione  e
  sette.
   Bene,  ad oggi nessuna struttura ha ricevuto quella somma che,  se
  pur  non  totalmente risarcitoria di quello che  di  cui  avrebbero
  bisogno, e comunque qualcosa di importantissimo, perché sono  somme
  vincolate  agli  stipendi  e voi capite bene,  ognuno  nel  proprio
  territorio  conosce il dramma che stanno vivendo questi lavoratori.
  Ora, chiaramente in queste settimane mi sono interfacciata sia  con
  l'Assessorato  al  bilancio che a quello alla famiglia,  e  con  la
  famiglia si sta cercando di superare la questione relativa al DURC,
  pagato o non pagato, questione che avevamo discusso e che avete  in
  qualche modo, si è impedito nella riscrittura dell'emendamentone di
  scrivere  che non era assoggettato all'accertamento del  DURC  quel
  contributo,  perché era legge, e quindi una legge non si  ribadisce
  in  una  legge,  eppure ancora c'erano chiarimenti da  fare  e  sto
  cercando di farli, sperando che si vada a buon fine.
   Ma  il  problema  è che il riaccertamento, con la  riapertura  del
  sistema  dei  pagamenti,  ancora  è  al  palo,  perché  mi   dicono
  dall'Assessorato al bilancio non tutti i Dipartimenti di tutti  gli
  Assessorati  hanno  risposto. Assessore Bandiera,  uno  per  tutti,
  anche dall'Assessorato all'agricoltura purtroppo ci sono ritardi, e
  questo comporta per l'Assessorato al bilancio di non poter avere un
  quadro  completo, trasmettere alla Giunta la delibera  con  cui  si
  riapre il sistema dei pagamenti.
   Quindi, un ritardo che sta diventando davvero imbarazzante, perché
  siamo a febbraio inoltrato, anzi siamo a fine febbraio, e ancora si
  attende  che vengano liberate delle somme che sono pane per  alcuni
  lavoratori. Siamo in buona compagnia perché anche le somme disposte
  dal  comma  52,  mi pare, 56 dell'articolo 2, quello  dei  risparmi
  della  CUC,  che l'assessore Razza aveva disposto come  disponibili
  sulle  prestazioni  di carattere assistenziale  sanitario,  erogate
  nelle  IPAB,  sono  ferme al palo anche quelle.  Quindi,  di  tutto
  quello  sbracciarsi in variazione di bilancio, ancora sulle  tavole
  di queste persone non è arrivato nulla.
   Altra  cosa che vorrei fare notare, nella finanziaria, dove ad  un
  certo punto la maggioranza presente ha garantito quella maggioranza
  in  Aula  precisa  precisa  per il Governo,  dove  gli  emendamenti
  dell'opposizione sono stati cilindrati da un certo momento in  poi,
  ce  n'era  uno  che  serviva semplicemente a fare  una  correzione.
  Quindi,  comunico  che per quest'anno i soldi, sempre  pochi,  sono
  stati  messi  nello stesso capitolo sbagliato in cui l'anno  scorso
  alla  fine  ci  hanno  detto  che non erano  riusciti  a  spendere.
  Infatti, avevo spostato la variazione di una Tabella che metteva il
  milione e sette anziché sulla legge 71, sulla legge 65. Non  so  se
  nella   Variazione  ci  sarà  la  buona  volontà  da  parte   della
  Commissione   di   ripescare  degli  emendamenti   e   fare   degli
  aggiustamenti, ma io sono qui a dirlo e non mancherò di ribadirlo.
   Per  quanto  riguarda  il lavoro, io voglio veramente  pregare  la
  Commissione bilancio, il Governo e il nuovo assessore quando  verrà
  in Aula, di volere prendere, allacciarsi le scarpe belle strette  e
  fare  finalmente, dare al Parlamento, il via libera per esitare  la
  riforma delle IPAB, che sarebbe l'elemento qualificante.
   Non  è una questione né di Governo, né di Parlamento, è un disegno
  di  legge  trasversale, però se non c'è evidentemente un  input  da
  parte  del  Governo, noi moriremo di nulla, moriremo di sedute,  di
  interrogazioni, che presentiamo noi stessi per carità, le  risposte
  a  volte sono esaustive o insignificanti, però ci vorrebbe qualcosa
  di sostanzioso.


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, abbiamo terminato la  discussione
  di tutti punti e sono terminati gli interventi. Pertanto, la seduta
  è rinviata a martedì, 5 marzo 2019, alle ore 16.00, con il seguente
  ordine del giorno:

    I -COMUNICAZIONI

    II -SVOLGIMENTO,  AI  SENSI  DELL'ARTICOLO  159,  COMMA  3,   DEL
       REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
       RUBRICA:  Salute  (V. allegato)

                   La seduta è tolta alle ore 17.34

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

     Comunicazione di impugnativa del Presidente del Consiglio dei
                               Ministri

   Si  comunica  che  il Presidente del Consiglio dei  Ministri,  con
  ricorso  del  16 febbraio 2019, ha impugnato la legge regionale  16
  dicembre  2018,  n. 24  Variazione al bilancio di previsione  della
  Regione  per  l'esercizio finanziario 2018 e per il triennio  2018-
  2020. Disposizioni varie , e precisamente l'articolo 2, comma 28  e
  l'articolo  3,  comma 9, per violazione degli articoli  9,  secondo
  comma,  117,  primo  comma, 117, secondo comma,  lettera  m),  117,
  secondo   comma,  lettera  s),  117,  terzo  comma  e   118   della
  Costituzione.

   Copia  del  ricorso è consultabile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.