Presidenza del vicepresidente Cancelleri
La seduta è aperta alle ore 16.16
ZITO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Sull'ordine dei lavori
MILAZZO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, per agevolare lei e i Siciliani le
volevo chiedere se d'ora in avanti i verbali li date per letti,
visto che mediamente perdiamo dodici, tredici minuti, venti minuti
e sono ventimila euro solo per leggere i verbali. E' un peccato
Poi quando lei passa le carte mediamente perdiamo dai tre ai
quattro minuti e sono altri quattromila euro. Potremmo risparmiare
per ogni seduta almeno ventiseimila, ventisettemila euro che
sperperiamo per leggere queste carte Se poi ci possiamo sbrigare,
possiamo cominciare a chiudere l'Assemblea, così appena finiamo ce
ne andiamo subito subito e risparmiamo
Un'ultima cosa, signor Presidente. Se possiamo votare l'ordine del
giorno in blocco, così ci sbrighiamo subito e diamo tutto per
discusso. Votiamo subito, tanto siamo tutti una cosa Votiamo come
dite voi, basta che votiamo subito così risparmiamo, signor
Presidente
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Milazzo, per il suo fondamentale
contributo alla discussione.
SUNSERI. Ma l'intervento non era sull'ordine dei lavori, signor
Presidente?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non apro un dibattito su questa
cosa, il Parlamento è un'istituzione seria e non permetto di
dibattere e di continuare su queste linee. Non intendo avallare
queste situazioni.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
Gucciardi.
L'Assemblea ne prende atto.
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e di interpellanze della rubrica:
Territorio e ambiente
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno
«Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
Interno, di interrogazioni e di interpellanze della rubrica:
Territorio e ambiente ».
Si procede con la discussione dell'interpellanza n. 7 Revoca in
autotutela della nomina del Direttore generale dell'Arpa Sicilia ,
a firma degli onorevoli Palmeri ed altri.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
la legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 ed in particolare l'art.
90, ha istituito l'Agenzia Regionale per la Protezione
dell'Ambiente (ARPA Sicilia);
con D.A. n. 165/Gab. dell'1 giugno 2005, è stato approvato il
Regolamento di organizzazione dell'ARPA Sicilia con il quale si
stabilisce che il Direttore Generale è nominato dall'Assessore
Regionale del Territorio e dell'Ambiente dopo aver esperito una
selezione, tra soggetti in possesso di una comprovata esperienza in
materia di protezione ambientale e che siano in possesso di
esperienza almeno quinquennale di Direttore Tecnico o
Amministrativo in enti, aziende, strutture pubbliche o private,
svolta nei dieci anni precedenti la pubblicazione dell'avviso;
visti:
l'avviso pubblico per il conferimento dell'incarico di Direttore
Generale dell'ARPA Sicilia, pubblicato per estratto nella G.U.R.S.
del 26/5/2017 n. 6 - Serie Speciale concorsi e nella G.U.R.I. del
9/6/2017 n. 43 - Serie speciale;
il D.A. n. 222/Gab. del 12 luglio 2017, con il quale è stata
istituita la commissione di valutazione delle istanze presentate in
esito alla pubblicazione dell'avviso approvato con DA n 141/gab
del 19/5/2017;
il D.A. n. 254/GAB, con il quale sono stati approvati i lavori
della Commissione di valutazione istituita con D.A. n. 222/Gab. del
12 luglio 2017 e l'elenco dei candidati idonei al conferimento
dell'incarico di Direttore Generale dell'ARPA Sicilia, e dei
candidati non idonei al conferimento dell'incarico;
il D.A. n. 263/Gab. del 2 agosto 2017, con il quale viene nominato
DG dell'Arpa Sicilia il dott. Francesco Carmelo Vazzana a decorrere
dal 14 agosto 2017;
considerato che:
gli artt. 3 e 97 della Costituzione garantiscono i principi di
ragionevolezza, imparzialità e buon andamento della pubblica
amministrazione, va da se che le regole di un pubblico concorso per
l'accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si basino
sull'imparzialità al fine di garantire il buon andamento della
pubblica amministrazione;
l'ARPA Sicilia è parte integrante del sistema nazionale a rete per
la protezione dell'ambiente, in collegamento con le altre agenzie
regionali, che costituiscono il sistema dei controlli ambientali
del Paese con al centro l'Istituto per la protezione e la ricerca
ambientale (ISPRA), con l'obiettivo di assicurare omogeneità ed
efficacia all'esercizio dell'azione conoscitiva e di controllo
pubblico della qualità dell'ambiente a supporto delle politiche di
sostenibilità ambientale e di prevenzione sanitaria a tutela della
salute pubblica;
l'ARPA assicura il monitoraggio dello stato dell'ambiente e della
sua evoluzione; il controllo delle fonti e dei fattori di
inquinamento; esercita attività di ricerca, di trasmissione ai
diversi livelli istituzionali e di diffusione al pubblico
dell'informazione ambientale; svolge il compito di supporto tecnico-
scientifico per l'esercizio di funzioni amministrative in materia
ambientale, nonché per il coordinamento degli interventi per la
tutela della salute e dell'ambiente; compie attività istruttoria
per il rilascio di autorizzazioni e per l'irrogazione di sanzioni,
nel rispetto delle competenze degli altri enti previste dalla
normativa vigente; esegue attività di supporto nell'individuazione,
descrizione e quantificazione del danno ambientale;
l'autonomia e l'indipendenza dell'Arpa sono stabilite dalla legge
del 21 gennaio 19994, n.61, che assegna all'Agenzia un ruolo terzo
in quanto supporto tecnico-scientifico esperto e competente alle
decisioni di policy;
all'Arpa spetta il compito di fornire le misure, le informazioni e
le valutazioni che consentono di comprendere quello che accade,
nonché compiere le verifiche e indicare le condizioni che
garantiscono la correttezza dell'esercizio delle attività che
possono creare nocumento ai beni pubblici, in quanto Ente tecnico a
supporto del decisore politico, per fornire tutte le informazioni
necessarie ad assumere le migliori decisioni, per questo è
necessario assicurare un elevato livello di competenze e di
indipendenza;
le attività demandate all'ARPA Sicilia di controllo, monitoraggio
e di protezione dell'ambiente, sono costituzionalmente garantite
dai principi contenuti dagli articoli 9, 32, 41 e 44, posti a
presidio della protezione dell'ambiente e dei diritti fondamentali
della persona, che possono essere soddisfatti solamente da
un'Agenzia, autorevole e indipendente;
la commissione di valutazione delle istanze di cui al D.A. n.
254/GAB, non è stata composta da esperti indipendenti esterni e
qualificati in materia di protezione ambientale, così come è stato
garantito nelle altre regioni italiane per effettuare la selezione
dei candidati idonei, al fine di garantire l'indipendenza e la
comprovata esperienza in materia di protezione dell'ambiente;
negli atti pubblicati sul sito istituzionale dall'Assessore
Regionale del Territorio e dell'ambiente non sono esplicitati e
resi noti i criteri e le modalità di selezione con le quali la
Commissione nominata con D.A. n. 222/Gab. del 12 luglio 2017, ha
provveduto ad escludere ed includere nella lista degli idonei i
candidabili alla nomina del DG Arpa Sicilia;
nel D.A. n. 263/Gab. del 2 agosto 2017, pubblicato sul sito
istituzionale, con il quale è stato nominato DG dell'Arpa Sicilia
il dott. Francesco Carmelo Vazzana, non è allegato alcun curriculum
dell'interessato e che nel decreto non sono indicati analiticamente
i titoli specifici a supporto delle motivazione della nomina, in
relazione a quanto stabilito dall'ordinamento, e cioè, il possesso
di una comprovata esperienza in materia di protezione ambientale, e
di una esperienza almeno quinquennale di Direttore Tecnico o
Amministrativo, inoltre, la declaratoria contenuta nel D.A. 263-
2/8/2017, è scarna e priva di argomentazioni, oltre ad essere
carente sotto il profilo dell'indicazioni delle specifiche
competenze possedute dal prescelto, nel decreto si indica come
aspetto distintivo a supporto della nomina, il solo e semplice
possesso della laurea in Chimica, difatti, si legge il Dott.
Francesco Carmelo Vazzana, in possesso di laurea in Chimica
industriale, particolarmente idonea per il ruolo da svolgere;
rilevato che:
il Dott. Francesco Carmelo Vazzana, risulta essere titolare e
amministratore unico dal 2005 della società a fini di lucro pH3
Engineering S.r.l. con sede in Messina che risulta affidataria di
incarichi conferiti da amministrazioni pubbliche, dalla regione, da
enti regionali, da comuni e da strutture commissariali;
le attività professionali ed economiche della SRL pH3 Engineering
S.r.l. sono soggette all'esercizio del controllo e del monitoraggio
dell'ARPA Sicilia;
il dott. Francesco Vazzana ha ricoperto solo per poche settimane
il ruolo di Presidente dell'Ente Parco Regionale delle Madonie,
insufficienti a dimostrare l'esperienza in materia di protezione
ambientale, e che le altre attività curriculari si connotano come
consulente o consulente e sostituto dell'ex Assessore Croce,
quest'ultima nell'ambito della struttura commissariale decisa con
DPCM del 10/12/2010, ma attività queste che non sono in alcuna
misura assimilabili al ruolo di Direttore Tecnico o Amministrativo;
le attività curriculari del dott. Francesco Carmelo Vazzana si
caratterizzano, come si legge nel CV scaricabile dal sito del
Ministero dell'ambiente, per ruoli di consulenza o ruoli di surroga
politica e non già di Direttore Tecnico o Amministrativo;
evidenziato che:
il rapporto contrattuale di consulenza stilato dal dottor
Francesco Carmelo Vazzana, in base DPCM del 10/12/2010, riguarda un
periodo che va dal 12 marzo 2014 (Decreto n.126/2014), al 31 maggio
2015, (Decreto n. 269/2015) e che la procedura per la nomina del
direttore generale dell'ARPA Sicilia è stata avviata con decreto
D.A. n. 141/GAB. del 19 maggio 2017, e cioè, meno di due anni dalla
chiusura del rapporto contrattuale tra la regione e l'interessato,
termine necessario per poter partecipare al bando come stabilito
dal D.Lgs. 8 aprile 2013 n 39 in materia di inconferibilità e di
incompatibilità di incarichi pubblici;
sono intercorsi meno di due anni di interruzione contrattuale
anche nel caso dei lavori di messa in sicurezza della discarica di
RSU in località Sant'Agata comune di San Filippo del Melo (ME),
solo in data 24 luglio 2015 si è concluso il rapporto di
contrattuale tra la regione e la società pH3 Engineering Srl;
sono intercorsi meno di due anni di interruzione contrattuale
anche nel caso di Rinziano, difatti il 18 dicembre 2015 con DDS n.
2510, il dipartimento regionale dell'acqua e dell'energia
provvedeva a liquidare le fatture alla pH3 Engineering srl, per la
direzione dei lavori di Messa in sicurezza per la discarica in
contrada Rinziano nel comune di Caltavuturo (PA);
con decreto n.126 a firma Croce il dottor Francesco Carmelo
Vazzana, in base DPCM del 10/12/2010, è nominato consulente e
sostituto dell'ex assessore Croce a partire dal 12 marzo 2014 e con
decreto n. 162 del 31 marzo, mentre il dott. Vazzana risultava
sostituto dell'assessore, veniva liquidata la prestazione fornita
alla struttura commissariale dalla pH3 Engineering Srl, di cui il
dottor Vazzana è amministratore unico;
dal Cv della società del dr. Vazzana non emerge in alcun modo la
comprovata esperienza di protezione ambientale ma una comprovata
esperienza nel gestire quale amministratore unico della propria
società a fini di lucro, la pH3 Engineering Srl, che è cosa ben
diversa dal possedere una comprovata esperienza in campo di
protezione ambientale o di direttore tecnico o amministrativo.
preso in esame che per i motivi di cui sopra, in data
20/09/2017, è stato trasmesso con raccomandata esposto denuncia in
relazione alla procedura concorsuale e di nomina del Direttore
Generale di cui al concorso indetto con decreto D.A. n. 141/GAB.
del 19 maggio 2017, dall'ex assessore regionale al Territorio e
all'Ambiente Croce;
attestato che:
in data 2 agosto 2017, l'assessore regionale al territorio e
ambiente, ha emesso il decreto di nomina del dottor Vazzana a DG di
Arpa Sicilia, senza acquisire la dichiarazione di inconferibilità e
incandidabilità in base a quanto stabilito dall'art.20, comma 1 del
D.Lgs 39/2013;
la dichiarazione di inconferibilità e incandidabilità è stata
sottoscritta dal dottor Vazzana in data successiva il 16/08/2017 ed
indirizzata al Direttore dell'U.O.C. SA4 di Arpa Sicilia;
il dott. Vazzana, ha reso la dichiarazione ai sensi del D.Lgs
39/2013, solamente ai fini dell'assenza di cause di inconferibilità
(artt. 3-4- 7), OMETTENDO nella dichiarazione l'assenza di causa
d'incompatibilità (artt.9-11-12-13), nonostante il format contenuto
nella modulistica della Regione siciliana per ricoprire la carica
di Direttore Generale.
per questi ulteriori motivi aggiuntivi, in data 13 Dicembre 2017,
è stato depositato un secondo esposto denuncia in relazione alla
procedura concorsuale e di nomina del Direttore Generale di cui al
concorso indetto con decreto D.A. n. 141/GAB. del 19 maggio 2017,
dall'ex assessore regionale al Territorio e all'Ambiente;
ricordato che in data 16 Dicembre 2017, la scrivente prima
firmataria, ha fatto pervenire al Presidente della regione
siciliana formale istanza di annullamento in autotutela del D.A. n.
263/Gab. 02/08/2017 e, conseguentemente, l'annullamento in
autotutela della nomina del Direttore Generale dell'Arpa Sicilia,
con ogni conseguenza di legge.
per conoscere se non ritengano opportuno, per l'evidente carenza
dei requisiti posseduti da Francesco Carmelo Vazzana, previsti dal
D.A. n. 165/Gab. dell'1 giugno 2005 per la nomina del Direttore
generale dell'Arpa Sicilia, per il conflitto d'interessi tra
Francesco Carmelo Vazzana e la sua società con la regione Sicilia e
l'ARPA Sicilia e in applicazione della legge Severino, D. Lgs. 8
aprile 2013 n 39, in materia di inconferibilità e di
incompatibilità di incarichi pubblici, di revocare in autotutela il
D.A. n. 263/Gab. del 2 agosto 2017 con il quale è stato nominato
Direttore Generale dell'Arpa Sicilia il dott. Francesco Carmelo
Vazzana a decorrere dal 14 agosto 2017.».
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Cordaro per
rispondere all'interpellanza.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, con riferimento all'interpellanza dell'onorevole
Palmeri, la numero 7 del 15 gennaio 2018, il contenuto
dell'interpellanza in oggetto ha già costituito oggetto di analoga
richiesta della deputata Palmeri e di altri deputati del Gruppo
parlamentare Movimento Cinque Stelle, datata 16 dicembre 2017, alla
quale il sottoscritto assessore ha già fornito riscontro con la
relazione n. 837/Gab del 13 marzo 2018, allegato 1, che si rende
disponibile e che è a disposizione degli onorevoli deputati, ma che
in quella sede noi abbiamo già allegato e quindi è certamente a
loro conoscenza.
Successivamente l'onorevole Palmeri ad altri deputati ha ribadito
e confermato in data 4 aprile 2018 la richiesta di annullamento in
autotutela della nomina del dottore Vazzana quale direttore
generale dell'Arpa. A tale nota ha fatto seguito un'ulteriore
relazione del sottoscritto, la numero 1493 del 2 maggio 2018, che
si rende disponibile anch'essa e con la quale sono stati
puntualmente riscontrati tutti i rilievi ulteriormente ribaditi
dall'onorevole interpellante.
La Commissione di valutazione delle istanze di partecipazione alla
selezione pubblica, nominata con decreto assessoriale n. 222 del 12
luglio 2017, è stata costituita dal dirigente generale comandante
del corpo forestale dottor Fabrizio Viola, agronomo, dal dirigente
generale del dipartimento urbanistica dottor Carmelo Frittitta,
agronomo, dal funzionario direttivo dell'Ufficio di diretta
collaborazione dell'Assessore pro tempore, dottoressa Agata Rubino,
laureata in scienze politiche ed in economia aziendale, revisore
dei conti.
Nessuna norma, a parere dello scrivente, prevede una composizione
della Commissione con esperti esterni e i soggetti nominati erano e
sono in possesso della qualificazione sopra indicata per lo
svolgimento dell'incarico loro assegnato.
Non è ravvisabile in alcuna norma regolatrice delle procedure
selettive o concorsuali la pubblicità di verbali della Commissione,
in questi ultimi sono riportate le attività valutative condotte
alla stregua dei criteri prefissati e resi pubblici nell'avviso
della selezione pubblica che sono sottratti alla pubblicità. Tali
attività possono, ai sensi delle vigenti leggi, ben costituire
oggetto di accesso agli atti da parte di altri aspiranti essendo
fondata la titolarità del diritto di accesso alla qualità di
candidato.
La pubblicazione degli elenchi di idonei è invece avvenuta
successivamente al provvedimento con cui l'amministrazione ha
approvato i lavori della Commissione, il decreto assessoriale n.
254 del 2 agosto 2017. Per tutto ciò che concerne il possesso dei
titoli del dott. Francesco Carmelo Vazzana, la sua qualificazione e
la compatibilità rispetto all'incarico di Direttore generale
dell'Arpa, si rinvia alle relazioni rese disponibili appunto agli
allegati 1 e 2 che sono in possesso degli Uffici specificando che
tutta la documentazione a corredo dei titoli dichiarati e di
quant'altro, è disponibile e consultabile presso l'Assessore
Territorio e all'Ambiente.
E in ogni caso tutta la documentazione è stata richiesta e
consegnata per indagine di polizia giudiziaria e da ultimo anche al
responsabile della prevenzione della corruzione e per la
trasparenza della Regione per il successivo inoltro all'Anac, non
ricorrono pertanto le condizioni per procedere all'annullamento
d'ufficio del provvedimento di nomina come richiesto.
PRESIDENTE. Onorevole Palmeri, è soddisfatta della risposta?
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, non ci
riteniamo soddisfatti perché queste note segnalazioni che abbiamo
inviato a suo tempo al Governo che già sono abbastanza datate, sono
passati diversi mesi, da quello che io ricordo non erano puntuali,
non entravano pienamente nel merito dei quesiti posti e dei rilievi
che erano posti in oggetto che erano numerosi.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 168 Chiarimenti sulla
discarica Valanghe d'Inverno, sita nel comune di Motta S.
Anastasia , a firma degli onorevoli Marano ed altri.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, e all'Assessore per la salute, premesso che:
la discarica di Contrada Tiritì del Comune di Motta Sant'Anastasia
risulta essere stata autorizzata, per le sue attività la prima
volta il 16 settembre 1983, la proprietà della ditta era di Proto-
Pappalardo;
il 24 aprile 2006 la proprietaria Pappalardo Nunzia donò la ditta
ai figli che, contestualmente, la trasformarono in società a
responsabilità limitata denominata Oikos srl, successivamente in
data 14 giugno 2007 la Oikos srl si trasformò in società per
azioni, Oikos spa;
nel 1997 la tipologia dei rifiuti autorizzati per la discarica
comprendeva esclusivamente rifiuti urbani, assimilati e fanghi di
depurazione;
in una nota del 2007 della ditta Oikos in risposta alla Usl di
Catania, si faceva notare che erano già presenti un nuovo impianto
di recupero energetico del biogas ed una nuova struttura per la
frantumazione degli inerti, tali decisioni, di fatto, ampliarono la
discarica;
nel tempo i terreni ricadenti in Contrada Valanghe sono stati
oggetto di richieste di autorizzazioni, la ditta Oikos aveva
richiesto (poi autorizzata) quell'area come ampliamento della
discarica di contrada Tiritì. In essa il recupero del biogas è
stato effettuato fino al dicembre 2011 da ditta terza e dalla ditta
Oikos in data non determinata, ma successiva a novembre 2011;
ad oggi, la discarica di Contrada Tiritì del Comune di Motta
Sant'Anastasia si espande per una superficie di trenta ettari,
accogliendo i rifiuti di diciannove comuni e da molti anni l'intera
zona è interessata da forti emissioni odorigene;
considerato che:
il laboratorio mobile di olfattometria dell'Università di Catania,
con tre recettori, due dei quali nel centro abitato di Misterbianco
ed uno nel centro abitato di Motta Sant'Anastasia, dal 6 luglio
2016 al 25 luglio 2016, per una durata di 19 giorni, ha condotto
uno studio sulla qualità dell'aria. È stata rilevata la variazione
ricorrente della concentrazione di metano nelle ore notturne e
nelle prime ore del mattino. Le oscillazioni di concentrazione
rilevate sono comprese tra i valori di 2.5 e 10 volte la
concentrazione media del fondo naturale;
il Consiglio di Gustizia amministrativa della Regione siciliana,
come scrive il quotidiano La Repubblica on line dell'11 aprile
2017, ha messo fine alla partita delle autorizzazioni per la
discarica gestita da Oikos a Motta Sant'Anastasia infatti il
collegio ha dato il via libera ambientale alla struttura, che potrà
dunque continuare a lavorare;
valutato che:
la legge del 28 dicembre 2015 n.221 (c.d.collegato ambientale )
all' art. 9 prevede la VIS, valutazione di impatto sulla salute
definendola: una combinazione di procedure, metodi e strumenti con
i quali si possono stimare gli effetti potenziali sulla salute di
una popolazione di una politica, piano o progetto e la
distribuzione di tali effetti all' interno della popolazione. La
VIS così intesa è una metodologia finalizzata a favorire, nei
processi di valutazione/ decisione, le alternative a minor impatto
ambientale;
in fase di avvio del procedimento per richiesta di rinnovo AIA
alla Oikos SPA complesso Valanghe d'Inverno è stata inviata dal
dipartimento regionale Servizio 7 Autorizzazioni impianti gestione
rifiuti- AIA, una comunicazione al Comune di Motta S.
Anastasia a partecipare alla conferenza con le Autorità interessate
per il giorno 03/05/2018 .In data 02/05/2018 è stata votata alla
unanimità dal Consiglio comunale di Motta S. Anastasia una
richiesta di VIS relativa agli effetti sulla salute della
popolazione dovuta alla presenza della discarica nel territorio del
Comune, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 9 della legge
2015, n.221;
per sapere:
se siano a conoscenza della situazione sopra descritta e quali
iniziative di competenza intendano intraprendere per far fronte al
grave inquinamento determinato dalle forti emissioni odorigene e
dalla presenza di concentrazioni rilevanti di metano nell'ambiente
dei comuni Misterbianco e Motta Sant'Anastasia;
quali iniziative intendano intraprendere per mettere in sicurezza
la discarica di contrada Tiritì e le zone circostanti sottoposte ad
elevato inquinamento ambientale e se non ritengono di promuovere un
intervento del Comando dei Carabinieri per la tutela dell'ambiente,
per verificare il grado di alterazione ambientale dell'area;
se non intendano valutare se sussistano i presupposti per,
eventualmente, avviare un'indagine epidemiologica che coinvolga la
popolazione dei comuni di Motta Sant'Anastasia e di Misterbianco
per controllare l'incidenza dei fattori inquinanti sullo stato di
salute di tutti i cittadini».
Ha facoltà di parlare l'assessore Cordaro per fornire la risposta.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, con la legge n. 9 del 2013 l'AIA,
Autorizzazione Integrata Ambientale, sui rifiuti è stata trasferita
come competenza all'Assessorato per l'Energia, Dipartimento Acqua e
rifiuti.
A seguito della delega alla risposta sull'interrogazione n. 168
dell'8 maggio 2018 attribuita al sottoscritto, si rappresenta
quanto già riferito con la nota n. 5566/GAB del 3 ottobre 2018
dall'assessore regionale all'Energia.
In data 17 settembre 2013 l'Oikos Spa, gestore della discarica
alla quale ci si riferisce, ha richiesto il rinnovo del decreto
assessoriale n. 221 emanato dal Dipartimento Territorio Ambiente
nel 2009 a quella data ancora competente al rilascio.
Il Dipartimento Acque e rifiuti con decreto del Dirigente
generale n. 1143 del 22 luglio 2014 ha denegato il rinnovo
dell'Aia, provvedimento che è stato impugnato avanti al Giudice
amministrativo dall'Oikos Spa.
In data 10 aprile 2017 il Consiglio di Giustizia amministrativa ha
emesso una sentenza di annullamento del decreto Dirigente generale
n. 1143 del 22 luglio 2014 con cui era stato negato il rinnovo
dell'Aia per cui la procedura si è riattivata per l'ottenimento del
rinnovo per l'esercizio della discarica.
Circa l'avvenuta prosecuzione dell'ammancamento la nota
dell'Assessorato Energia richiamato l'art. 29 octies, comma 11, del
decreto legislativo 152/2006 Testo Unico Ambientale , che prevede
che fino alla pronuncia dell'Autorità competente in merito al
riesame il gestore continua l'attività sulla base
dell'autorizzazione in suo possesso. Per cui, la OIKOS S.p.A.
riceve i rifiuti nelle more della definizione del procedimento di
rinnovo dell'autorizzazione predetta, in continuità con quanto
richiesto il 17/9/2013 e con la sentenza del CGA che obbliga il
Dipartimento Acque e Rifiuti a riprendere la procedura di rinnovo
richiesta della Ditta.
Circa la rappresentata alterazione delle matrici ambientali,
l'Assessorato competente, come confermato anche dalla nota ARPA n.
49155 dell'8/10/2018, già fornita all'Onorevole interrogante in
allegato alla nota prot. n. 4134 del 29/10/2018, fermo restando che
le attività di controllo portate avanti dagli Enti preposti ad oggi
non hanno evidenziato sforamenti dei valori tabellari previsti per
legge, la Regione, al fine di scongiurare il problema del cattivo
odore ha disposto l'autorizzazione all'abbancamento della sola
frazione secca dei rifiuti, la cui emissione odorigena è pressoché
nulla.
Con sentenza del CGA n. 125 del 2018 è stata pure annullato il
provvedimento interdittivo prefettizio emesso nei confronti della
OIKOS S.p.A. provvedimento che inibiva alla ditta l'iscrizione ne
nell'elenco dei fornitori/prestatori di servi ed esecutori di
lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa operanti
nei settori esposti a maggiori rischi, previsto dalla legge
190/2012 e dal DPCM 18/04/2013.
Nello scorso mese di giugno è stato trasmesso dall'OIKOS il nuovo
progetto aggiornato rispetto al quale si è svolta la conferenza dei
servizi ed è in corso l'esame da parte dell'ARPA.
PRESIDENTE. Onorevole Marano, si dichiara soddisfatta?
MARANO. No.
PRESIDENTE. Non si dichiara soddisfatta.
Si passa all'interpellanza n. 59 Verifiche sull'operato
dell'Amministrazione comunale del Comune di Tremestieri Etneo , a
firma degli onorevoli Foti ed altri.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana, premesso che:
nella seconda metà anni 90, il Consiglio comunale di Tremestieri
Etneo (CT) approva le 'indicazioni ai progettisti', in base alle
quali nell'anno 2002, con delibera del commissario ad acta, viene
adottato un primo PRG del comune;
l'amministrazione comunale, però, si oppone al PRG commissariale,
anche attraverso ricorso al TAR;
nell'anno 2004, sulla base di rilievi tecnici, la Regione rinvia
il PRG al comune di Tremestieri, per una rielaborazione parziale
dello stesso;
nell'anno 2005, sopraggiunge un Accordo in 14 punti fra
progettisti e Amministrazione , il quale produce quello che di
fatto è un nuovo PRG, attraverso un procedimento che però non vedrà
mai la partecipazione del consiglio comunale;
il nuovo PRG, negli anni, verrà rielaborato più volte. La versione
del 2007 aggredisce perfino le fasce di rispetto boschive, che poi,
a seguito di un studio agricolo forestale del 2010, verranno
ripristinate;
nell'anno 2010 si attesta l'ultima versione del PRG del comune di
Tremestieri, che, nel febbraio 2011, il nuovo Commissario ad acta
adotterà con Delibera n. 1/2011;
visto che:
con D.D.G 265/DRU del 16 novembre 2012, il Dipartimento regionale
dell'Urbanistica approva con 'modifiche, stralci e prescrizioni' il
PRG del Comune;
dalla lettura di tale D.D.G n. 265/2012 risulta evidente la
sostanziale bocciatura dell'impostazione che sta alla base del PRG
del comune;
tale evidenza risulta lampante già dalle premesse: il
Dipartimento, infatti, boccia finanche l'impostazione del Piano
rielaborato, in quanto esso si regge sulla base di un inesistente
incremento demografico;
si legge, infatti: ( ) Alla luce di detti dati, l'incremento
demografico che il Piano rielaborato ipotizza nel ventennio 2005-
2025 (6.500 abitanti per un totale di 27.666 abitanti) non appare
attendibile. Di conseguenza, la struttura del Piano ( )non trova
valide giustificazioni, perseguendo in quella logica di consumo di
suolo che investe la quasi totalità del territorio comunale ( ) non
compatibile, anche, con i vincoli di tutela paesaggistici presenti
nell'intero territorio comunale (D.D.G. DRU n. 265/2012);
è bene ricordare che i vincoli citati risultano apposti su tutto
il territorio comunale, con l'eccezione del quartiere di
Canalicchio, con Decreto Assessoriale del 17 marzo 1978. Ed è ben
strano che la Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Catania possa aver
espresso parere favorevole a ciò che il Consiglio Regionale
dell'Urbanistica definisce - di fatto - uno scempio del territorio.
Come vedremo, la Soprintendenza esprimerà nuovamente il suo parere
favorevole sul medesimo utilizzo delle medesime aree;
segnatamente, con D.D.G n. 265/2012 sono oggetto di stralci,
modifiche e prescrizioni:
numerosi comparti edilizi;
molte 'aree artigianali e commerciali';
il progetto di città (sprawl-città diffusa);
l'intero progetto di reticolo viario, in quanto (...) tutto il
sistema della mobilità va incontro a default già prefigurabili fin
da adesso che non sono compatibili con un moderno e razionale
sistema circolatorio.;
l'area 167 o ERP o zona C7, nonché nuovi insediamenti nella
frazione Piano (indicate con C6), con relative infrastrutture, in
quanto interessano aree rurali di pregio che presentano i caratteri
che hanno determinato l'apposizione del vincolo paesaggistico e
quindi il riconoscimento di valore del territorio. ; e altro.
(D.D.G n. 265/201). Per l'utilizzo di quelle aree, la
Soprintendenza di Catania aveva espresso parere favorevole;
considerato che:
a seguito delle disposizioni contenute nel D.D.G. n.265/2012, così
come prescritto dall'art. 4 dello stesso, i progettisti incaricati
dal Comune, dopo ben quattro anni, dichiarano di avere apportato le
modifiche e le correzioni richieste agli elaborati di Piano;
ad una analisi dei documenti presentati, tuttavia, ci si rende
subito conto che le correzioni apportate riguardano unicamente le
Tavole grafiche, le quali, incredibilmente, restano accompagnate da
una Relazione che conferma, anziché correggere, le impostazioni e i
contenuti del PRG del 2010. La discrepanza tra le Tavole grafiche e
la Relazione che le accompagna risulta evidente e incomprensibile;
nonostante, infatti, con determina del responsabile del VII
direzione del Comune di Tremestieri Etneo n.70 del 14 giugno 2016,
si prendesse atto dell'avvenuto adeguamento al D.D.G n.265/2012, la
Relazione al PRG nei punti salienti lo contraddice;
in particolare:
in merito alla previsione di incremento demografico, a pag. 16
della Relazione viene confermato il dato di 27.666 abitanti, già
definito inattendibile dal D.D.G. n.265/2012, e nonostante
dall'anno 2011 ad oggi, anno dopo anno, il numero di abitanti ha
visto solo ulteriori decrementi;
per ciò che riguarda il reticolo viario, integralmente bocciato
dal D.D.G. n.265/2012, a pag. 10 della Relazione si legge: Nel PRG
viene, intanto, confermata la linea strategica dello schema di
massima che ritiene indispensabile la creazione di un anello viario
(circonvallazione n.d.r.) ( ) Esso costituirà, nello stesso tempo,
il nuovo asse attorno al quale viene ricostituito il nuovo tessuto
urbanizzato che si porrà: a) al suo interno, mediante nuovi
quartieri residenziali a bassa densità abitativa( );
i quartieri residenziali di cui alla relazione, non sono altro che
i sopramenzionati comparti edilizi , zone C1, in modello sprawl,
bocciati al punto 5 del D.D.G. n.265/2012, nei confronti dei quali
il D.D.G prescriveva: Inoltre, la proposta di edilizia estensiva a
bassa densità rafforza un modello periferico di sprawl che continua
a perpetrare il modello insediativo della periferia, dando luogo ad
un ibrido che non è città, non è paese e non è campagna, ma un
insieme indifferenziato di nastri asfaltati e lotti che contengono
costruzioni edilizie, aree ex agricole e di risulta, ma che si pone
in contrasto con quanto contenuto nel D.A. del 17 marzo 1978, con
cui è stato apposto il vincolo paesaggistico, che rimanda ad
un'edilizia compatta, con precise regole morfologiche e che è
intessuta di rapporti e relazioni spaziali;
considerato che:
la discrepanza fra le tavole grafiche e la Relazione di
accompagnamento al PRG, insieme agli atti e le azioni poste in
essere dall'attuale amministrazione comunale, testimoniano la
volontà della stessa di agire in totale continuità con il progetto
di PRGdel 2010, portato avanti attraverso sequenze di atti e
varianti . Perfino, le fasce di rispetto boschive vengono
aggredite, attraverso una variante di cui si parlerà di seguito, in
totale spregio delle disposizioni di legge in materia;
l'incongruenza tra i documenti di accompagnamento al PRG viene
evidenziata ancora di più ove si consideri che la realizzazione
della Circonvallazione, prevista nell'attuale Relazione (anello
viario), pur non essendo rappresentata nelle tavole grafiche, è
oggetto di finanziamenti del Patto per il Sud , ed è rimasta,
nonostante la bocciatura, nel Piano triennale OO.PP. del comune di
Tremestieri;
secondo quanto descritto nell'attuale relazione, infatti, essa
costituisce: ( ) il nuovo asse attorno al quale viene ricostituito
il nuovo tessuto urbanizzato, cioè il fulcro del progetto di città
ostinatamente perseguito dall'amministrazione, nonostante le
opposte valutazioni inserite nel D.D.G n. 265/2012 e nonostante si
ponga in contrasto con quanto contenuto nelle disposizioni
contenute nel citato decreto assessoriale del 17 marzo 1978;
attorno all'anello viario, circonvallazione, secondo la Relazione,
dovranno sorgere le zone D, cioè zone artigianali e commerciali;
tali zone sono calcolate, nella Relazione, commisurando il
dimensionamento non al reale fabbisogno, ma alle richieste avanzate
dagli operatori privati all'amministrazione e, come non bastasse,
lasciando ampio margine per quelle che dovranno soddisfare il
fabbisogno futuro.;
sul punto si evidenzia, però, che il D.D.G. n. 265 del 2012, su
dodici aree D previste nel PRG 2010, ne approvava solo tre, in più
precisando su queste che : I progetti dovranno essere redatti nel
rispetto dei caratteri morfologici e paesaggistici dei luoghi e più
precisamente: a) la tutela e la conservazione degli elementi
strutturanti l'ordito e la maglia rurale storica quali muri a
secco, terrazzamenti, elementi architettonici, manufatti storici,
stradelle, sentieri, saie, aree boscate, macchie, esemplari arborei
isolati; b) il mantenimento delle quote esistenti del terreno, in
modo che gli insediamenti, evitando sbancamenti e movimenti bruschi
che alterino il luogo, si collochino adagiandosi sul terreno sì da
seguirne l'andamento e non cancellare glielementi
morfocaratterizzanti.;
a tal proposito, con determina dirigenziale n.15 del 28- 06-2017,
su proposta dell'amministrazione comunale e senza che il consiglio
comunale si sia mai espresso, sono state avviate le procedure per
l'insediamento di aree da destinare all'attività commerciale
artigianale all'interno della fascia di rispetto cimiteriale, che
per questo dovrà essere ridotta;
atteso che:
l'anello viario, circonvallazione, travolge perfino numerosi beni
storici. La perimetrazione del Centro storico, infatti, appare
insufficiente, in violazione delle prescrizioni del D.D.G. n.
265/12 e delle norme imperative in materia, e sembra che non voglia
interferire con il sistema viario e con i nuovi insediamenti
previsti nel PRG del 2010, senza alcuna considerazione dei vincoli
paesaggistici e delle disposizioni in materia di Beni Culturali;
essa non considera, infatti, la presenza di edifici e manufatti
rurali storici degni di conservazione e valorizzazione;
a tal proposito c'è da rilevare, altresì, che molti dei beni
storici del comune di Tremestieri non sono stati individuati come
tali in nessun PRG, perché mai circoscritti, né come zone A , né
come zone A1 e quindi non hanno trovato spazio neppure nelle
considerazioni del D.D.G n.251/2012, non venendo dunque indicate.
Ne consegue, dunque, che, oltre alle negative considerazioni
tecniche espresse dal D.D.G. n.265/12 circa l'impatto del sistema
stradale sul territorio, il Dipartimento non ha potuto tenere conto
dei beni storici, in un ottica di salvaguardia;
ad ulteriore riprova di quanto detto, si rileva che il tracciato
dell'anello viario (circonvallazione) previsto dal PRG 2010,
confermato nell'attuale Relazione, ma non presente nelle tavole
grafiche, e il progetto della circonvallazione presentato
ripetutamente dall'attuale sindaco alla stampa, risultano
sovrapponibili: in entrambi i tracciati almeno una rotonda è posta
fra ville ottocentesche, antichi palmenti e una chiesa secentesca
(Madonna dell'Idria). In particolare uno dei palmenti verrebbe
integralmente abbattuto, posto esattamente al centro dell'innesto
del tronco della circonvallazione che si dirige a sud;
sul punto, si ricorda, la Circolare ARTA 3/2000 (citata nel D.D.G
n. 265/2012), la quale chiarisce inequivocabilmente:
ancora più misconosciuti, sono in generale, nella prassi della
pianificazione comunale i nuclei storici diffusi nel territorio,
dei quali andrebbero identificate e tutelate anche le aree di
pertinenza inedificate. Parafrasando gli indirizzi delle Linee
Guida del Ptpr in termini urbanistici, è indispensabile affermare
che la perimetrazione del centro storico deve essere considerata
come invariante e non come scelta di progetto. Si perviene
all'individuazione e alla perimetrazione del centro storico come
zona A con una apposita ricerca storica sulle origini e
sull'evoluzione dell'insediamento che tenga conto anche della
formazione e delle trasformazioni del patrimonio edilizio. Una
ulteriore fonte di documentazione è costituita dalle mappe del
Catasto grafico di epoca borbonica (1830-1850 circa) [Allegato G],
in possesso dell'Assessorato Regionale dei Beni Culturali, da
integrare con la documentazione costituita dalle prime planimetrie
catastali redatte dopo l'avvento dello stato unitario (fine 800,
primi decenni del 900). In ogni caso, non si possono escludere e la
consultazione degli archivi locali e i riscontri sul campo. I
nuclei storici o insediamenti storici puntuali sono rilevabili e
perimetrabili mediante lo studio dei processi di antropizzazione
del territorio documentati attraverso planimetrie a carattere
territoriale, contenute nel catasto grafico di epoca borbonica di
cui sopra, e la consultazione della cartografia storica IGM in
scala 1/50.000 o in scala 1/25.000 redatta in epoca post-unitaria.
Al raggiungimento di tali obiettivi offrono un notevole contributo
anche le indicazioni contenute nelle schede CSU redatte dalle
Soprintendenze e gli elenchi allegati;
l'attuale perimetrazione del Centro Storico del comune di
Tremestieri, invece, risulta limitata a una lingua ai margini della
strada principale;
è evidente che una corretta perimetrazione del centro storico,
secondo le disposizioni di legge, avrebbe dovuto includere non solo
una zona A (centro storico propriamente detto) molto più ampia, ma
avrebbe dovuto ricomprendere anche nuclei, zone e aree storiche
sparsi nel territorio;
pur non esaustivo, con protocollo n. 8264 del 28 marzo 2017, è
stato depositato dalla consigliera comunale, Simona Pulvirenti,
presso il Comune di Tremestieri, un dossier completo di
documentazione fotografica, il quale individua alcune delle
evidenze storiche non rilevate in nessuna delle versioni del PRG;
preso atto che:
sembra agli scriventi che, dopo aver salvaguardato la
circonvallazione, i successivi e ulteriori atti compiuti
dall'attuale amministrazione siano tutti diretti e abbiano lo scopo
di riprodurre in toto quelle numerose parti di PRG che sono state
oggetto di stralcio in base al D.D.G. n. 265/12, e lo strumento
utilizzato per fare ciò ha il nome di piani particolareggiati di
riqualificazione;
tali piani di riqualificazione, a detta degli attuali
amministratori, si sarebbero resi necessari per adeguare il PRG
alle prescrizioni del D.D.G n. 265/12, nella parte che dispone che:
le zone C5 , C9 e G sono da disattendere e dovranno essere
ristudiate mediante la predisposizione di piani
particolareggiati, volti alla riqualificazione urbanistica di detti
nuclei edificati ( );
purtroppo, però, l'ambito di riqualificazione individuato dal
consiglio comunale con delibera n. 30 del 3 luglio del 2017, avente
ad oggetto Atto di indirizzo politico per la predisposizione di una
variante allo strumento urbanistico vigente, per la redazione di
piani particolareggiati di riqualificazione urbanistica e di
un'area ARP (rectius area ERP), accompagnata da uno striminzito e
decontestualizzato spezzone del D.D.G n. 265/2012, ricomprende non
soltanto le ex aree C5, C9 e G, ma include perfino aree
precedentemente destinate a comparti edilizi bocciati dal D.D.G.
n265/2012;
con tale strumento, ebbene, si produce una vera e propria
rivoluzione del territorio comunale: si giustifica con esso, ad
esempio, l inserimento di una nuova e ulteriore area commerciale,
zona D, ulteriore rispetto addirittura alle aree commerciali già
previste nel PRG 2010; si avviano le procedure per ridurre la
fascia di rispetto cimiteriale e, come nello schema di PRG
risalente addirittura al 2007, si aggrediscono ancora una volta le
fasce di rispetto boschive e quelle aree rurali di pregio che
presentano i caratteri che hanno determinato l'apposizione del
vincolo paesaggistico e quindi il riconoscimento di valore del
territorio;
tutto ciò viene previsto nonostante il D.D.G n.265/2012,
ricordiamo ancora una volta, contesti l'impostazione
sovradimensionata del PRG 2010, richieda un ridimensionare delle
zone D e valuti negativamente, per la generalità delle zone C, il
modello di città che invece viene ripreso e prospettato all'interno
dell'attuale relazione;
la riqualificazione investe, ancora una volta. l'intero territorio
comunale sottoposto a vincolo paesaggistico e ha ottenuto il parere
favorevole della Soprintendenza ai BB.CC.AA.;
preso atto che:
tanto l'attuale amministrazione persegue pervicacemente la
realizzazione del PRG del 2010 che, nell'ambito della delibera
n.30/2017, viene persino prevista una zona di Edilizia Residenziale
Popolare (ERP, zona 167) esattamente nello stesso punto in cui era
stata individuata dal Commissario ad acta nel 2011, nonostante:
a) il D.D.D n. 265/12 avesse stralciato tale area e le relative
infrastrutture, in quanto interessano aree rurali di pregio che
presentano i caratteri che hanno determinato l'apposizione del
vincolo paesaggistico e quindi il riconoscimento di valore del
territorio;
b) nelle Tavole grafiche, quelle sì adeguate al D.D.G n. 265/2012,
all'interno della zona ERP prevista dalla variante, sia presente
una zona di Verde agricolo di grande valore naturalistico, ora
completamente sparita;
occorre tenere presente inoltre che, al contrario di quanto
asserito dal sindaco nel suo atto di indirizzo prot. 11001 del 29-
12-2016, avente per oggetto Variante allo strumento
urbanistico, piani di recupero e aree 167 , le aree 167 non si
individuano sulla base delle richieste delle cooperative edilizie ,
ma sulla base di precisi parametri stabiliti dall'art. 3 delle
Legge n. 167 /1962 e successiva circolare esplicativa n. 4555 del
27 settembre 1963, la quale precisa che:
La determinazione del fabbisogno delle aree deve essere condotta
con criteri che, sulla base di dati analitici e di accurate
indagini, giustifichino l'attendibilità delle previsioni. Tali
criteri sono rimessi al giudizio dell'autorità comunale, in
rapporto alle singole e varie situazioni. Tuttavia allo scopo di
fornire una direttiva di carattere generale, alla quale normalmente
i comuni dovranno riferirsi, viene qui appresso illustrato un
metodo generale per la predetta determinazione del fabbisogno.
Anzitutto, si dovrà partire dallo studio del prevedibile incremento
della popolazione nel periodo decennale stabilito dalla legge. A
tal fine occorrerà rilevare la media degli incrementi annui
dell'ultimo decennio e metterla a raffronto con la media degli
incrementi annui più recenti (esempio: quelli verificatisi
nell'ultimo triennio), così da riscontrare se gli incrementi siano
in progresso - e cioè superiori alla media del decennio decorso -
ovvero in regresso;
addirittura l'Area ERP viene prevista esattamente nella zona in
cui il Consiglio Regionale per l'Urbanistica l'aveva bocciata, in
quanto presenta le caratteristiche che hanno indotto
all'attribuzione del vincolo paesaggistico sull'intero territorio
comunale. Il paesaggio sottoposto a tutela e già salvaguardato dal
Consiglio Regionale per l'Urbanistica (anziché dalla
Soprintendenza) viene nuovamente aggredito nella sua totalità con
il parere favorevole della Soprintendenza;
la variante di cui si è ampiamente detto, veniva presentata al
consiglio comunale, dietro richiesta di chiarimenti da parte della
consigliera comunale Simona Pulvirenti, come fosse semplicemente
uno studio. Si riporta, infatti, la risposta alle legittime
richieste della consigliera da parte del responsabile della VII
direzione, geom. Naccarato, il quale, sulla deliberazione n.
30/2017, con nota prot. 17070 del 23-06-2017, letta anche in
consiglio comunale, testualmente affermava che l'atto non è
altro che, un mero mandato a svolgere attività di studio per un
nuovo atto di riqualificazione urbanistica. Dunque, studio o
variante?
la differenza non appare di poco conto: se la delibera rappresenta
un mandato per un'attività di studio, non si pongono problemi di
incompatibilità per oggetto dei consiglieri. Tuttavia, così, come
spiegato, non è;
nella stessa nota, sempre su richiesta di chiarimenti della
consigliera comunale, e relativamente alle tavole grafiche allegate
alla delibera n. 30, il geom. Naccarato asserisce che l'ambito di
revisione riportato nelle tavole allegate alla proposta de quo (le
tavole allegate alla variante n.d.r.) è stato inserito sulla scorta
dell'aerofotogrammetria fornita dall'assessorato risalente all'anno
2014;
l'affermazione del geom. Naccarato non appare però supportata da
una verifica delle mappe e dello stato dei luoghi: infatti, a Piano
Tremestieri , in via Etnea a est di Piazza Regina Margherita e a
sud di via delle Sciare, in cartografia allegata alla delibera si
attesta l'esistenza di un anello stradale che abbraccia due
parcheggi e una zona B , tuttavia, le mappe di Google aggiornate al
2017 dimostrano che l'anello stradale non esiste e neppure i due
parcheggi, ma ci si trova in aperta campagna. Esiste, invero, un
parcheggio in altra zona, Frazione di Piano, che risulta privo di
qualsiasi documentazione e autorizzazione, sebbene più volte sia
stata pubblicizzata la sua apertura dallo stesso sindaco Rando
sulla sua pagina istituzionale;
ancora, a sud del Cimitero, a tagliare le aree D3 indicate nella
cartografia allegata alla delibera, è indicato un asse stradale
molto ampio, con un raccordo su via Guglielmino lato est. Anche in
quest'area, le mappe di google aggiornate al 2017 descrivono un
paesaggio diverso, privo di strada e fotografano, anche in questo
caso, un bellissimo territorio di campagna;
visto che:
con Delibera della Giunta Regionale n 29 del 21 Gennaio 2017,
nell'ambito del Patto per lo sviluppo della Sicilia è stato ammesso
a finanziamento il progetto Circonvallazione Nord del Comune di
Tremestieri Etneo per un importo pari a euro 6.950.000,00;
con nota n 53034 del 25.09.2017, il Dipartimento per la
Protezione Civile comunica che i comuni interessati avevano
assicurato la cantierabilità degli interventi;
la Circonvallazione Nord, essendo stata stralciata - insieme a
tutta la viabilità - dal Piano Regolatore, non poteva essere allo
stadio di cantierabile. Nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche,
infatti, lo stadio progettuale era indicato in preliminare;
la Circonvallazione, quindi, viene impropriamente inserita in una
proposta delibera di Variante dello strumento Urbanistico ai sensi
del V comma dell'art.5 della L.Reg. n. 28 del 22/12/1999 (PUC) il
cui iter, tutt'ora, non è compiuto;
vale giusto la pena di segnalare che la delibera in questione
(47/2017) risulta essere in continuità di un procedimento in realtà
chiuso con il diniego da parte dell'Assessorato al Territorio e
Ambiente con nota n 5377 del 26.01.2011. Circostanza per la quale
è stato depositato esposto querela presso la Procura della
Repubblica di Catania;
ciononostante, sono già stati affidati diversi incarichi (con
conseguente spesa pubblica dalla finalità incerta) per finalizzare
il progetto, pur in assenza di previsione urbanistica che li
giustificherebbe;
peraltro, con delibera del Consiglio comunale n.6 del 07.02.2018 è
stato approvato un emendamento al Piano Triennale OO.PP. Ancora in
fase di studio di fattibilità (quindi ancora ben lungi dalla
cantierabilità l'importo di previsione per la realizzazione della
Circonvallazione è lievitato a euro 9.172.490,65;
l'intervento è stato, quindi, suddiviso in due stralci di cui il
primo di euro 6.950.000,00 (l'importo esatto del finanziamento) e
il secondo (senza alcuna copertura) di euro 2.222.490,65;
il finanziamento autorizzato, quindi, riguarderebbe la
realizzazione di uno stralcio dell'opera pari ai 2/3 del suo intero
e priva, pertanto, di qualunque possibile utilizzo per le finalità
di via di fuga . E ciò benché il nostro sistema, al fine di evitare
gli sprechi di denaro pubblico in caso di cambi di progetto,
richieda il finanziamento dell'intera opera;
con nota prot.10930 del 08/06/2017, la Soprintendenza dava parere
favorevole condizionato alla Variante dello strumento
Urbanistico ai sensi del V comma dell'art.5 della L.Reg. n. 28 del
22/12/1999, contenuta nella delibera n. 47 del 10 ottobre 2017,
sulla base della Relazione Paesaggista e delle cartografie
presentate del Comune di Tremestieri Etneo (All.2), così come si
evince dalle Premesse del Testo della Proposta della delibera 47
del 10 ottobre 2017;
ancora una volta le cartografie allegate e la Relazione de quo non
presentano, ebbene, l'effettivo stato dei luoghi;
a mero titolo esemplificativo, nella Tavola 2- Strade e Parcheggi
esistenti e di previsione contenuta nella delibera n. 47 del 10
ottobre 2017, sono state marcate in rosso due aree in cui dalla
cartografia non sembrano esserci elementi rilevanti;
in realtà è presente una Chiesetta del XVII secolo consacrata a
San Vito e segnalata con il caratteristico cartello turistico
giallo apposto dalla Soprintendenza ai BB.CC.AA. Tale manufatto
storico, purtroppo, verrebbe interessato dalle aree pedonali della
via Etnea;
a ciò si aggiunga che gli edifici che si affaccerebbero su una
delle rotonde della Circonvallazione sono segnatamente due ville e
diversi palmenti ottocenteschi, nonché un'altra Chiesetta del XVII
secolo consacrata alla Madonna dell'Idria, anche questa segnalata
dal caratteristico cartello turistico giallo apposto dalla
Soprintendenza ai BB.CC.AA. e vengono ad essere irrimediabilmente
interessati dalla circonvallazione;
il reale stato dei luoghi si può facilmente evincere, laddove non
fosse possibile effettuare un sopralluogo, dalla Relazione
dell'Ufficio Tecnico di Tremestieri Etneo, protocollo 14010
dell'11/08/2006, che aveva, fra i destinatari, anche la
Soprintendenza;
di contro, si rileva altresì, che le cartografie riportano
manufatti che, nella realtà, non esistono, come nel caso delle due
marcature blu segnate nella Tavola 2 - Strade e parcheggi esistenti
e di previsione : infatti gli assi viari indicati come esistenti,
non esistono nella realtà;
dalle documentazione appena citata, ne deriva dunque che appare
errata l'affermazione, contenuta nella Relazione paesaggistica
sopracitata secondo cui i beni isolati più vicini agli interventi
disterebbero oltre un chilometro dalle aree interessate;
la costruzione di una simile opera, oltre ai danni appena
menzionati, provocherebbe inoltre la distruzione di torrette,
rasole, terrazzamenti e muri a secco, da sempre presenti sul
territorio;
la variante, inoltre, nella disattenzione della Soprintendenza, si
pone in assoluto contrasto con il vincolo paesaggistico, per come
rilevato dal consiglio regionale dell'Urbanistica, posto con
Decreto Assessoriale del 17 marzo 1978 e ancora vigente;
appreso infine che:
nella nota integrativa del bilancio previsionale 2018-2020, si
dichiara che: Inoltre si ritiene opportuno segnalare che la
maggiore previsione di gettito Imu prevista nel bilancio 2019-2020
tiene conto della nota della settima direzione prot. 164-29 del 19
giugno 2017, con la quale si ritiene verosimile l'approvazione
della variante urbanistica delle ex zone C5-C9-G;
si ricorda che il D.D.G 265/2012 prevedeva sul punto che tali
varianti avrebbero dovuto effettuare una ( ) preventiva e
dettagliata analisi sull'edilizia esistente per conoscerne la
consistenza, lo stato di conservazione, la regolarità della
costruzione, l'iter dell'eventuale istanza di sanatoria edilizia;
analoga analisi verrà effettuata in ordine alle attrezzature e
servizi pubblici presenti; dovrà essere indicata la natura di detti
insediamenti, distinguendo quelli residenziali da quelli utilizzati
saltuariamente (casa di villeggiatura, seconde case, ecc.); dovrà
strutturarsi un'adeguata previsione di spazi ed attrezzature
pubbliche da standard, da attuarsi anche secondo principi
perequativi, dimensionati per gli abitanti effettivamente
insediabili;
anche questa variante, ebbene, investe l'intero territorio
comunale, ponendosi in contrasto con i vincoli paesaggistici
sopramenzionati e anche su questa variante la Soprintendenza ha
espresso il suo parere favorevole;
per conoscere alla luce delle considerazioni sopra riportate,
tutte documentabili, se il Governo regionale intenda intraprendere
tutte le azioni di propria competenza, compreso l'avvio di un
indagine Ispettiva, al fine di sottoporre l'operato
dell'amministrazione comunale del comune di Tremestieri Etneo a
verifica della reale conformità del PRG e delle relative varianti
alle prescrizione inserite nel D.D.G 265/DRU del 16 novembre 2012,
alla normativa in materia di tutela dei beni culturali e delle aree
sottoposte a vincolo paesaggistico».
L'onorevole Foti non è presente, comunque ci sono gli altri
firmatari.
Ha facoltà di parlare l'Assessore Cordaro per fornire la risposta.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. La legge
attribuisce all'Assessorato regionale Territorio e Ambiente e
segnatamente al Dipartimento urbanistica la competenza relativa
all'approvazione dei piani regolatori generali adottati dai comuni:
Non è assegnato invero alcun altro compito relativo alla corretta
gestione dei piani stessi se non nei limiti dei poteri di vigilanza
che questa Assessorato può esercitare sullo svolgimento
dell'attività edilizia comunale.
La corretta osservanza delle prescrizioni assessoriali sullo
strumento urbanistico costituisce un preciso adempimento dovuto dai
comuni, cui è demandata la piena responsabilità della fedele
stesura degli elaborati di piano rispetto a quanto approvato da
questo Assessorato.
Il Decreto Dirigenziale urbanistica di approvazione del piano
regolatore generale è l'atto conclusivo del complesso iter attivato
con l'adozione del piano da parte del Comune e con la trasmissione
della proposta questo Assessorato, unitamente ai prescritti pareri
preliminari, all'adozione stessa.
Le eventuali correzioni apportate con il Decreto Dirigenziale
approvativo non possono variare gli elaborati adottati dal
Consiglio comunale o dal Commissario ad acta, ma i documenti
progettuali, planimetrie, norme tecniche di attuazione, regolamento
edilizio, devono essere adeguati affinché le prescrizioni, gli
stralci e le modifiche assessoriali possano risultare di univoca
lettura per gli uffici tecnici e per l'utenza.
Sulla relazione tecnica che costituisce un mero documento di
accompagnamento del piano proposto dal Comune a motivazione delle
scelte pianificatori adottate, il dipartimento urbanistica non
prescrive alcuna modifica e/o prescrizione.
Fatte le superiori premesse l'inserimento nel piano triennale
delle opere pubbliche della Circonvallazione, anello viario citata
nell'interpellanza, stiamo parlando ovviamente del comune di
Tremestieri Etneo, dimostra esclusivamente la volontà
dell'Amministrazione comunale di programmare un'opera di interesse
pubblico che per la sua realizzazione, ovviamente, dovrà seguire le
procedure di variante del vigente PRG da sottoporre successivamente
all'approvazione del Dipartimento urbanistica anche in
considerazione della decadenza dei vincoli preordinati
all'esproprio.
La Determina dirigenziale n. 15/2017 del Comune di Tremestieri
Etneo, afferisce invece alla preliminare attivazione delle
procedure di acquisizione del parere dell'ASP, finalizzate alla
successiva assunzione della variante urbanistica di riduzione della
fascia di rispetto cimiteriale e di localizzazione di aree da
destinare a zona commerciale, a norma dell'art. 338 del Testo Unico
Leggi Sanitarie (R.D. 27 luglio 1934, n. 1265), variante che dovrà
essere in ogni caso sottoposta all'esame e successiva
determinazione del Dipartimento Urbanistico.
Come è noto il Consiglio Comunale è organo sovrano nelle scelte di
pianificazione urbanistica comunale, e pertanto il Dipartimento
Urbanistica di questo Assessorato non può intervenire nel merito
dell'atto di indirizzo di cui alla delibera n. 30 del 30 luglio
2017 che rappresenta una direttiva per gli Uffici Comunali a
predisporre gli atti e gli elaborati di varianti urbanistiche da
sottoporre, successivamente alla adozione da parte del Consiglio
Comunale, all'approvazione di questo Dipartimento.
PRESIDENTE. C'è qualcuno che chiede di intervenire? No.
Capogruppo Cappello, si dichiara soddisfatto dalla risposta?
CAPPELLO. Ne prendo atto.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 60 "Paventata
autorizzazione alle trivellazioni per la ricerca di sali sodici e
potassici nella valle del fiume Platani", a firma degli onorevoli
Mangiacavallo ed altri.
Ne do lettura:
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:
nei giorni scorsi è stata diffusa dagli organi di informazione la
notizia del rilascio, da parte dell'Assessorato del territorio e
dell'ambiente, di una concessione di trivellazione per la ricerca
di Sali sodici e potassici nella valle del Fiume Platani;
come risulta dal sito istituzionale dell'Assessorato, non è stata
rilasciata alcuna concessione ma è stata avviata la procedura di
assoggettabilità ambientale V.I.A. ex d.lgs. 152/2006 e s.m.i.,
registrata con protocollo AG33 VIAR4 General Mining Research Italy,
Comune di RIBERA, pubblicazione del 10.4.18;
considerato che:
aprendo la documentazione ivi allegata, è presente solamente
l'istanza prodotta dalla società de qua e una sintesi non tecnica;
seppur obbligatori, non risultano pubblicati i seguenti documenti:
progetti completi, Studio preliminare, avvisi, Valutazioni di
Incidenza e studi geologici;
è la stessa società General Mining Research Italy srl, ritenendo
che la documentazione contenesse segreti tecnici o commerciali, ad
aver richiesto di non pubblicare sul sito informatico gli elaborati
tecnici;
tuttavia, la sintesi non tecnica consta di sole 6 pagine, in cui
la società descrive (con sole 4 righe) il programma dei lavori:
rilievi geologici di superficie; campionamenti di acque e rocce da
sottoporre ad analisi geochimiche di laboratorio; indagini
geofisiche tramite sondaggi elettrici; perforazioni di ricerca (n.1
o 2) con finalità di conoscenza e studio di sottosuolo;
l'istante dichiara che eviterà 'durante la fase di indagine le
aree più sensibili', senza approfondire relativi parametri e
metodologie, dovendoci basare fiduciariamente sulle affermazioni di
quest'ultima circa l'assenza di impatti significativi e senza
potere svolgere alcuna forma di verifica;
posto che ai sensi dell'art. 19, comma 3 e 4, d.lgs. 152/2006 e
s.m.i.:
c.3: L'autorità competente comunica per via telematica a tutte le
Amministrazioni e a tutti gli enti territoriali potenzialmente
interessati l'avvenuta pubblicazione della documentazione nel
proprio sito web;
c.4: entro e non oltre quarantacinque giorni dalla comunicazione
di cui al comma 3, chiunque abbia interesse può prendere visione,
sul sito web, dello studio preliminare ambientale e della
documentazione a corredo, presentando le proprie osservazioni
all'autorità competente;
dal sito internet dell'Assessorato mancano le informazioni minime,
previste per legge, necessarie al fine di consentire la
partecipazione ai soggetti interessati;
nello specifico risultano assenti: l'indicazione degli uffici ove
potere prendere visione della documentazione cartacea, la data
ultima in cui presentare le osservazioni, l'indirizzo e-mail,
l'indirizzo di posta elettronica certificata e quello fisico a cui
inviarle;
pacifico è il diritto dei cittadini, garantito dalla legge, di
valutare in maniera indipendente se ci siano effettivamente degli
impatti sul territorio da parte delle loro indagini;
altrettanto pacifico è che tale diritto venga negato dalla
secretazione di tutta la documentazione essenziale del
procedimento;
dirimente in merito diviene quanto disposto dal Ministero
dell'Ambiente: 'È facoltà del proponente indicare, nell'ambito
dell'istanza, la documentazione o parte di essa da non pubblicare
per ragioni di segreto industriale o commerciale in modo da
garantire la tutela della riservatezza. La DVA, verificate le
ragioni del proponente, accoglie o respinge motivatamente la
richiesta soppesando l'interesse alla riservatezza con l'interesse
pubblico all'accesso alle informazioni.';
visto che:
dalle osservazioni rese dal WWF, in data 23.9.17, in merito alla
richiesta di Permesso di ricerca per Sali potassici e alcalini
Eraclea' in territorio dei comuni di Ribera e Cattolica Eraclea',
ai fini della assoggettabilità a VIA ai sensi dell'art. 20 del
D.Lgs 152/06 e s.m.i., presentata dalla General Mining Research
Italy srl, si apprende che: Nella regione in studio, della
superficie di 9,62 kmq (ha 962), l'area non soggetta a vincoli è
poco meno di un decimo Per il resto il territorio presenta regimi
vincolistici di diversa natura in ragione della specificità
naturalistica e paesaggistica dei diversi areali che devono perciò
essere preservati da episodi anche minimi di impatti ambientali.
Nella zona perimetrata dalle ricerche si evidenziano diverse aree
con tutela di livello 3 il cui regime normativo, introdotto dal
Piano Paesaggistico Provinciale, li salvaguarda, per il rilevante
pregio ambientale, da qualsiasi attività di ricerca che non sia
finalizzata al potenziamento dell'ecosistema vegetale, alla
salvaguardia idrogeologica ed al mantenimento dell'habitat con le
relative funzioni ecologiche. Sono, altresì, presenti aree soggette
a vincoli forestali ai sensi del D.lgs. 227/01 laddove si
evidenziano corridoi ecologici di importanza naturalistica ed
ecosistemica la cui salvaguardia permette la conservazione degli
habitat e delle specie presenti indispensabili per l'equilibrio
ambientale e per l'integrità dei siti. Per non parlare del Fiume
Platani Alico e del suo paesaggio fluviale ricco di torrenti e di
corsi d'acqua che devono essere tutelati con le loro fasce di
rispetto di 150 metri così come prescritto dal Codice dei Beni
Culturali e del Paesaggio ai sensi dell'art.142 del D.lgs. 42/2004.
Sempre nell'area d'interesse ricadono case ed immobili con aspetti
aventi valori estetici tradizionali e memoria storica, nonché siti
con minerali, fossili e singolarità geologiche significative
unitamente ad ambiti con percorsi panoramici e spazi di belvedere
che offrono al pubblico spettacoli di vera bellezza naturale che
oltre ad essere incompatibili con miniere e forme estrattive sono
sottoposte al vincolo paesaggistico secondo l'art. 136 del D.lgs.
42/2004. Inoltre, esistono diverse aree già censite dall'ARTA come
siti interessati da dissesti idrogeologici e perciò inserite nel
Piano per l'Assetto Idrogeologico (PAI) con pericolosità P 2. Con
il risultato che si presentano vincolati e quindi impossibilitati
ad accogliere indagini geognostiche dirette ed indirette. In alcune
zone non protette, per altro alquanto limitate, verrebbero eseguite
una o due perforazioni con profondità compresa tra i 50 ed i 600
metri dal p.c. con la possibilità - non è da escludere - di
esecuzione contemporanea di più sondaggi di diverse caratteristiche
tecniche specie nelle aree dove è possibile un ritrovamento di
strati mineralizzati a profondità modesta' (vedi pag. 11
Cronoprogramma Attività di Ricerca). Senza dire che perforazioni
così profonde potrebbero avere ripercussioni sulle falde acquifere
di fondo, con riverberi negativi sull'equilibrio idrogeologico
sotterraneo. Con la conseguenza che per motivi esclusivamente
mercantili vengano ad aversi nell'insieme, per produzione di sterri
e riporti, ripercussioni ed incidenze negative i cui riflessi
cadrebbero sullo stato di conservazione dei valori naturali
tutelati in tutto quel vasto territorio dichiarato dai Comuni di
Ribera e Cattolica Eraclea a vocazione turistica. Un territorio,
dunque, che merita assoluta protezione in quanto considerato tra i
più fertili della provincia agrigentina proprio perché interessato
da colture intensive di alta qualità tra le quali spiccano per
importanza economica e commerciale la pregiata Arancia di Ribera
che di recente ha ottenuto - unica in Europa - il riconoscimento di
Arancia a Denominazione di Origine Controllata (D.O.P.). E poi
ancora le Olive della varietà
Biancolilla', il cui cultivar rientra nella Indicazione Geografica
Protetta (I.G.P.) e la famosissima Fragolina di Ribera' che per la
sua fragranza è stata sempre motivo di vanto territoriale,
riconosciuta anche come Presidio Slow Food. Altro motivo di
preoccupazione è costituito dalla elevata vicinanza del territorio
d'interesse dall'area S.I.C. Foce del Magazzolo, Foce del Platani,
Capo Bianco, Torre Salsa', che proprio nell'imboccatura della foce
del fiume Platani si espande in un corridoio ecologico di
particolare rilievo per i siti di Natura 2000', che trovandosi a
poche centinaia di metri a valle non può che risentire in modo
pesante da eventuali attività estrattive di monte. In ultimo, si
sottolinea la estrema vicinanza della perimetrazione riguardante il
progetto che nella sua porzione di sud-est quasi ingloba il
Laghetto Gorgo, ricadente nel territorio del comune di Montallegro,
conosciuto tra le prime oasi naturalistiche dell'Isola, attrezzato
per le visite guidate e l'accesso del pubblico a cura della
L.I.P.U. Nello specifico, trattasi di un bacino artificiale
completamente rinaturalizzato (di proprietà di ESA-Ente di sviluppo
agricolo), comprendente diverse tipologie ambientali, che ormai è
diventato luogo di svernamento e stazionamento di innumerevoli
specie di volatili fra i quali spiccano Cormorani, Svassi,
Moriglioni, Morette, Aironi cenerini, Garzette, Nitticore e
numerose altre specie. Per quanto sopra esposto, si ritiene che il
progetto debba essere assoggettato alle più rigorose valutazioni di
impatto ambientale, che per le motivazioni sopra esposte non
potranno che risultare ostative alla ricerca per Sali potassici e
alcalini Eraclea' in territorio dei comuni di Ribera e Cattolica
Eraclea.';
per conoscere se intendano adoperarsi per revocare la procedura di
secretazione in parola e sospendere in autotutela la procedura di
verifica di assoggettabilità V.I.A. per manifesta lesione dei
diritti fondamentali ed inalienabili dei cittadini ad essere
informati ed a partecipare al procedimento ambientale».
Ha facoltà di parlare l'Assessore Cordaro per fornire la risposta.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Nella valle del
fiume Platani è stata avanzata una richiesta di permesso di ricerca
di sali sodici e potassici per una campagna di indagini geofisiche,
cioè di una fase di ricerca per avere contezza della stratigrafia
dei terreni interessati dalla prospezione allo scopo di verificare
l'esistenza e la quantità dei sali potassici ed alcalini presenti
nell'aria, per la verifica dell'economicità di un loro eventuale
sfruttamento.
L'attenzione ambientale è comunque elevata tanto che, a
prescindere dalla procedibilità dell'istanza per l'autorizzazione a
tale prospezione, è stata effettuata la pubblicazione dello studio
preliminare ambientale nel sito web che ha consentito, entro
quarantacinque giorni successivi, la presentazione di eventuali
osservazioni da chiunque ne avesse interesse. In ogni caso,
rispetto alla richiesta dal progetto, deve essere effettuata una
complessa valutazione di compatibilità ambientale attraverso
l'espressione, ai sensi dell'articolo 19 D.Lgs. 152/2007 (Testo
Unico Ambientale) di un giudizio della commissione tecnica
specialistica per la via dell'Assessorato regionale territorio e
ambiente.
La documentazione necessaria perché la commissione si esprima
sulla compatibilità ambientale, risulta depositata presso
l'Assessorato il 30 maggio 2018, ma la commissione a tutt'oggi non
si è ancora espressa. In ogni caso, tutte le valutazioni della
commissione vengono pubblicate nella specifica rubrica del sito
istituzionale dell'Assessorato territorio e ambiente. Si tratta di
una campagna di indagini geofisiche, cioè di una fase di ricerca
per avere contezza della stratigrafia dei terreni interessati dalla
prospezione allo scopo di verificare l'esistenza e la quantità dei
sali sodici e potassici presenti nell'aria, per la verifica
dell'economicità di un loro eventuale sfruttamento.
PRESIDENTE. Mi dicono gli Uffici che la risposta è unificata con
l'interpellanza n. 65. Allora, ha la facoltà di intervenire
l'onorevole Lupo, che tra l'altro è il primo firmatario.
LUPO. Se è possibile, l'interpellanza n. 65 trattarla alla fine in
attesa che arrivi l'onorevole Catanzaro che ha seguito direttamente
l'interpellanza.
PRESIDENTE. Assolutamente sì.
Onorevole Capello, si ritiene soddisfatto?
CAPPELLO. Ne prendo atto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 337 Chiarimenti in
merito al progetto di ampliamento del deposito di oli minerali nel
comune di Misilmeri (PA) , degli onorevoli Trizzino, Siragusa,
Campo, Cancelleri, Cappello, De Luca, Di Caro, Di Paola, Foti,
Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Shillaci, Sunseri,
Ciancio, Tancredi, Zafarana e Zito.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
nel territorio del comune di Misilmeri, in contrada
Pagliarazzi,insiste da diversi anni l'attività industriale,
intestata alla ditta Cancascì Petroli s.r.l., avente ad oggetto il
deposito di carburante;
nel gennaio 2018, la ditta Cancascì Petroli s.r.l. ha presentato
al Comune di Misilmeri, Ufficio Tecnico, un progetto di ampliamento
del piazzale di manovra del deposito, con conseguente variante allo
strumento urbanistico, nonché di aumento della capacità dei
serbatoi di stoccaggio;
l'area interessata dal suddetto progetto ha, allo stato attuale,
destinazione urbanistica prevalentemente agricola;
ad oggi sono stati depositati presso il SUE/SUAP del comune di
Misilmeri unicamente la valutazione sottoscritta dal comando
provinciale dei Vigili del Fuoco di Palermo, con le relative
prescrizioni, e la nota dell'agenzie delle dogane e dei monopoli;
sembra che non vi sia alcun parere dell'Assessorato regionale
competente e delle autorità sanitarie in merito all'ampliamento del
deposito;
considerato che:
l'attività industriale de qua, sorgendo nelle immediate vicinanze
di numerose abitazioni civili, arreca notevole disagio ai
residenti, sia per la continua sosta dei mezzi pesanti sulla
limitrofa strada provinciale, sia per le emissioni acustiche dovute
all'erogazione di carburante e all'attivazione dei dispositivi di
sicurezza (sensori di parcheggio) di cui sono dotate le
autocisterne;
nel mese di novembre 2017 si è verificato un cospicuo sversamento
accidentale di liquidi non meglio specificati, confluiti poi in una
caditoia posta sulla strada provinciale e collegata ad un viadotto
ubicato su un terreno di proprietà di terzi e che, verosimilmente
sfocia nel fiume Eleuterio;
nei terreni sottostanti al deposito si registra il passaggio di
condutture delle acque che dall'impianto di automazione del
potabilizzatore di Risalaimi conduce al centro abitato di
Misilmeri;
è di tutta evidenza l'elevato rischio di inquinamento idrico e
ambientale cui risulta costantemente esposta l'area sulla insiste
il deposito;
al fine di monitorare i rischi connessi allo svolgimento della
suddetta attività, e per scongiurare il rischio di ulteriori e
irreversibili danni, si è costituito un comitato civico che
sollecita costantemente interventi da parte dell'amministrazione
comunale, volti alla verifica della situazione ambientale
nell'area;
per sapere:
se l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente non
ritenga necessario valutare attentamente l'opportunità di un
ulteriore ampliamento dello stabilimento della ditta Cancascì
Petroli s.r.l., tenuto conto del rischio ambientale che da ciò
deriverebbe, in aggiunta alle già precarie condizioni sanitarie in
cui versa il territorio interessato;
quali siano state le cause dello sversamento verificatosi nel
novembre 2017 e quale tipologia di liquido sia fuoriuscito;
se e quali danni all'ambiente circostante abbia causato tale
sversamento;
se l'Arpa sia stata debitamente informata dell'accaduto;
quali siano le attuali condizioni ambientali della zona
interessata».
Ha facoltà di parlare l'assesore Cordaro per fornire la risposta.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Dell'evento di
cui all'interrogazione all'oggetto verificatosi nel novembre 2017,
è stata data notizia ad Arpa Sicilia dalla Ditta Cancascì Petroli
s.r.l. stessa ed è stata trasmessa anche la documentazione relativa
al piano di messa in sicurezza ed emergenza attuato dalla ditta per
far fronte allo sversamento accidentale.
Inoltre il 13.12.2017 l'Agenzia ha effettuato un controllo con
prelievo campione di acque del fiume Leuterio in contrada Valle dei
Conti come richiesto dal comune di Ficarazzi dal quale non è mersa
alcuna particolare anomalia.
Il 25.8.2016 la ditta ha presentato la relazione tecnica
conclusiva di fine lavori di messa in sicurezza ai sensi dell'art.
249, D.L. 152/06, Testo Unico dell'Ambiente.
Ad ogni buon fine, si rappresenta che il bacino del fiume Leuterio
nel suo complesso tra asta principale ed affluenti comprende 5
corpi idrici significativi per il monitoraggio delle acque ai sensi
della direttiva 2000/60. Solo uno dei quali l'R1903701, dalla
sorgente alla confluenza con Vallone Acque dei Masi, è stato
valutato nel 2015 per la definizione dello stato ecologico e
chimico, il cui giudizio è risultato essere buono.
L'agenzia ha già in programma l'esecuzione di un nuovo
monitoraggio sul corpo idrico ed avvierà una prima valutazione
sugli altri corpi idrici significativi.
In tal modo potrà essere verificato se l'evento del novembre 2017
ha determinato un peggioramento dello stato di qualità delle acque
del corpo idrico nonché lo stato di qualità degli altri 4 corpi
idrici.
Nel fiume Leuterio vengono inoltre scaricate le acque reflue
dell'impianto del comune di Marineo e del Comune di Misilmeri e dai
controlli effettuati dall'agenzia è accaduto che di sia trattato
anche di acque non adeguatamente depurate.
La presenza di attività stagionali nell'area di studio, l'aumento
popolazione nel periodo estivo e scarichi di acque di vegetazione,
incide poi ulteriormente, sulla qualità delle acque del fiume
Leuterio.
Delle suddette attività di controllo è stata data puntuale
informazione alle amministrazioni attive e, se del caso,
all'autorità giudiziaria.
In ogni caso, la competenza è del dipartimento acque e rifiuti
dell'assessorato regionale per l'energia. Per ciò che concerne la
parte urbanistica si rappresenta che il dipartimento urbanistica
dell'assessorato ha espresso il parere favorevole n. 4 del
21.12019, ai sensi dell'art. 37, ultimo comma della legge regionale
n. 10 del 2000 che si rende disponibile all'ampliamento del
deposito di oli minerali per il potenziamento dei serbatoi e
relativo piazzarle di manovra alla ditta Levantoil S.r.L,,
subentrata alla Ditta Cancascì Petroli.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, fantastica questa
Assemblea, Presidente, perché noi il giorno prima denunciamo
l'assenteismo e l'improduttività di questa Assemblea, il giorno
dopo la maggioranza risponde, praticamente con un'assenza quasi
totale e l'opposizione con un'assenza quasi totale.
Come se non bastasse oggi sono stato ripreso perché non avevo la
cravatta In questo Parlamento gli indagati, i condannati e gli
arrestati possono tranquillamente avere il proprio posto
all'interno dell'Assemblea, chi non ha la cravatta è in difficoltà
e deve mettersela perfino sotto il maglione
Ritorno sul tema che è la cosa più importante invece. Assessore,
io non sono convinto della sua risposta per un motivo semplice, non
so se lei o il suo Dipartimento è mai andata a vedere dove hanno
fatto richiesta per l'ampliamento della Cancascì Petroli?
Glielo chiedo perché si tratta veramente di una cosa assurda
Stanno richiedendo un ampliamento della propria attività in un'area
che è vicinissima a delle abitazioni, dove ci stanno bambini,
famiglie intere che hanno investito dei soldi e per cui hanno il
diritto di stare lì in un ambiente sano dove poter vivere
serenamente.
Al contrario, quello che stanno facendo e la invito veramente ad
andare con il Dipartimento con i tecnici a capire cosa si sta
facendo: stanno continuando ad ampliare quello che già oggi non va
bene, perché c'è un traffico di merci, di camion che praticamente
sostano lungo la statale, attraversano la città o un rumore
continuo. Gli odori sono molto agri, l'ampliamento è veramente
eccessivo, e ritengo che sia veramente doveroso da parte del
Dipartimento del suo Assessorato vagliare bene la richiesta fatta
dall'azienda, la Cancascì Petroli, e capire se effettivamente
questa cosa, all'interno di un centro abitato, con le vicinanze di
abitazioni dove ci stanno dei bambini e delle famiglie sia più o
meno congruo.
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, mi pare di capire che quindi la
risposta non è soddisfacente.
Riguardo alla cravatta, io ho una personale convinzione: questo
Parlamento si è nel tempo dotato di un Regolamento interno che
prevede l'utilizzo della cravatta in Aula e, quindi, di un decoro
istituzionale, al di là poi delle sue considerazioni che
chiaramente non faccio della Presidenza, rimane il fatto che questa
parificazione al Senato - e lì mi posso trovare d'accordo con lei e
con tanti altri che magari sostengono questa cosa - andrebbe fatta
anche per altri aspetti, non solo per la cravatta. Guardando oggi
al Senato, c'è qualche diversità nei confronti della Sicilia, tema
forse più caro quello dei vitalizi e quant'altro. Ma comunque,
andiamo avanti.
Si passa all'interpellanza n. 89 Divulgazione dei rilievi di
inquinamento di acque e aria nell'agrigentino , a firma degli
onorevoli Mangiacavallo e altri.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
con legge n. 61/1994, venivano istituite le Agenzie regionali
della protezione dell'ambiente A.R.P.A.;
con legge regionale n. 6/2001, venivano implementate le
competenze conferite all'Agenzia regionale per la protezione
ambiente (A.R.P.A.);
ai sensi dell'art. 18 del d.lgs. n. 155/2010: 'Le amministrazioni
e gli altri enti che esercitano le funzioni previste dal presente
decreto assicurano, per quanto di competenza, l'accesso del
pubblico e la diffusione al pubblico delle seguenti informazioni:
a) le informazioni relative alla qualità dell'aria ambiente
previste all'allegato XVI;
b) le decisioni con le quali sono concesse o negate le deroghe
previste all'articolo 9, comma 10;
c) i piani di qualità dell'aria previsti all'articolo 9 e
all'articolo 13 e le misure di cui all'articolo 9, comma 2, e di
cui all'articolo 13, comma 2;
d) i piani di azione previsti all'articolo 10;
e) le autorità e gli organismi titolari dei compiti tecnici di cui
all'articolo 17e-bis) i progetti approvati previsti
dall'articolo 3, comma 3, e dall'articolo 5, comma 6 (1); e-ter) la
documentazione di cui all'allegato III, paragrafo 5;
per l'accesso alle informazioni si applica il decreto legislativo
n. 195/2005. Per la diffusione al pubblico si utilizzano la
radiotelevisione, la stampa, le pubblicazioni, i pannelli
informativi, le reti informatiche o altri strumenti di adeguata
potenzialità e di facile accesso, senza oneri aggiuntivi per il
pubblico. Le informazioni diffuse al pubblico devono essere
aggiornate e precise e devono essere rese in forma chiara e
comprensibile. I piani e un documento riepilogativo delle misure di
cui al comma 1, lettera c), devono essere, in tutti i casi,
pubblicati su pagina web. E' assicurato, nei modi previsti
dall'articolo 9 del decreto legislativo n. 32/2010, l'accesso del
pubblico ai servizi di per le informazioni di cui al presente
articolo che ricadano tra i dati territoriali disciplinati dal
predetto decreto e che siano prodotti e gestiti in conformità allo
stesso';
con d. Assessoriale (Territorio e ambiente) n. 97/2012,
denominato 'Zonizzazione e classificazione del territorio della
Regione Siciliana ai fini della Qualità dell'Aria per la protezione
della salute umana, in attuazione D.Lgs. 13 agosto 2010 n. 155,
venivano determinate le zone di riferimento su cui provvedere alle
rilevazioni ex per multis di CO, SO2 ed NO2;
rilevato che:
allo stato, sul sito istituzionale dell'Agenzia regionale per la
protezione dell'ambiente, non compaiono le rilevazioni degli
elementi inquinanti delle acque(eccezion fatta per il fiume platani
e l'invaso del Castello di Bivona in fase di rilevazione),
dell'aria e dei rilevatori dell'inquinamento elettromagnetico,
per il territorio del libero consorzio di Agrigento;
nel corso della scorsa legislatura, senza alcun riscontro, sono
state sollevate le medesime problematiche, a mezzo interpellanza n.
365 presentata dall'odierno interpellante;
per conoscere:
quali iniziative, intendano assumere al fine di obbligare
l'agenzia regionale per la protezione dell'Ambiente a pubblicare su
proprio sito istituzionale i rilevamenti degli elementi inquinanti
delle acque e dell'aria del territorio del libero Consorzio di
Comuni di Agrigento;
in subordine, cosa intendano fare al fine di chiarire i motivi
per cui le menzionate rilevazioni non vengono pubblicate o sul
perché non vengano poste in essere.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Cordaro per fornire
la risposta.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, mi consenta una battuta di 30 secondi, prima di entrare
nel merito anche di questa interrogazione. Evidentemente, sono
sfortunato io perché, nonostante l'opposizione sia tutta presente,
tutti gli interroganti delle mie interrogazioni sono tutti assenti,
ma sarà una sfortuna personale; ne prendo atto.
Allora, l'ARPA Sicilia effettua il monitoraggio delle acque dolci
superficiali, destinate alla produzione di acqua potabile in
prossimità delle opere di presa. Sulla base delle limiti previsti
dalla norma art. 80 D.Lgs. più volte richiamato 152/06) specifici
per ogni classe, attribuita al corpo idrico monitorato, viene
valutata la conformità alla classificazione. In particolare
l'invaso Castello, seppure ancora in via di classificazione è stato
monitorato sin dal 2011 ed è sempre risultato non conforme alla
classe A3. In particolare nel 2017, per il valore del COD al quale,
tuttavia, si aggiunge nel 2017 anche la non conformità per la
conducibilità. Il COD è l'unico parametro che potrebbe essere
derogabile. Pertanto, così come stabilità dal comma 4 dell'articolo
80 del D.Lgs. 152/06, tali acque potrebbero essere utilizzate, in
via eccezionale, solo qualora non sia possibile ricorrere ad altre
fonti di approvvigionamento e a condizione che le acque siano
sottoposte ad opportuno trattamento che consenta di rispettare le
norme di qualità delle acque destinate al consumo umano . La causa
dei superamenti per tale invaso dovrebbe essere ricercata sia nelle
pressioni diffuse (quali quelle agricole) e sia in quelle puntuali
(quali quelle riferite al sistema fognario e depurativo). I
risultati del monitoraggio delle acque superficiali (fiumi ed
invasi), ai sensi della Direttiva 2000/60, ricadenti nel territorio
della provincia di Agrigento, sono stati pubblicati sul sito di
ARPA Sicilia. Per quanto concerne il monitoraggio della qualità
dell'aria, si rappresenta che ARPA Sicilia adempie agli obblighi di
informazione al pubblico, ai sensi dell'art. 18 del D.Lgs.
155/2010: pubblicazione del bollettino giornaliero; pubblicazione
con frequenza annuale dei dati di concentrazioni medio orario
registrate dagli analizzatori in continuo di inquinanti gassosi e
di particolato; pubblicazione con frequenza annuale degli
indicatori di qualità dell'aria elaborati ai sensi del D.Lgs.
155/2010; pubblicazione degli indicatori di qualità dell'aria
determinati tramite modellistica Chimere; pubblicazioni con
frequenza annuale sul proprio sito istituzionale dello stato della
qualità dell'aria nella Regione Siciliana. Sul sito ARPA Sicilia
sono inoltre disponibili i documenti dell'inventario dell'emissione
aggiornata all'anno 2012 e del Piano Regionale di Tutela della
Qualità dell'Aria approvato con Delibera della Giunta n. 268/2018.
Nel territorio di Agrigento, il Libero Consorzio di Agrigento (ex
Provincia) aveva una rete di monitoraggio che non è più operativa
da marzo 2013 (giusto appunto da quando sono state chiuse le
province).
Il Progetto di razionalizzazione del monitoraggio della qualità
dell'aria in Sicilia ed il relativo programma di valutazione,
approvato con D.D.G. n. 449 del 10 giugno 2014, a seguito del
visto di conformità alle disposizioni del Decreto Legislativo n.
155/2010 da parte del Ministero al Territorio, prevede 4 stazioni
nella provincia di Agrigento, 3 di nuova realizzazione - che sono a
Porto Empedocle, AG-Centro e AG-ASP - e il revamping della stazioni
di AG, cioè Agrigento-Monserrato.
Attualmente, al fine di sopperire alle carenze di acquisizione di
dati, due dei laboratori mobili di ARPA Sicilia sono stati dedicati
al monitoraggio della Qualità dell'Aria in sostituzione delle
stazioni fisse non ancora realizzate.
In particolare i due laboratori mobili sono operativi da giugno
2016 nel Comune di Porto Empedocle (AG) e da febbraio 2017 nel
Comune di Agrigento presso l'ASP di Agrigento posizionato
nell'ubicazione prevista per la stazione fissa nel PdV.
I dati di monitoraggio, sia nel 2016 per la sola stazione di Porto
Empedocle che nel 2017 per entrambe le stazioni, non hanno mostrato
superamenti dei valori limite fissati dal Decreto Legislativo n.
155/2010. L'unico superamento riscontrato è quello del valore
obiettivo a lungo termine per la protezione della salute (OLT)
dell'ozono e per la protezione della vegetazione (AOT40) registrati
nella stazione di Agrigento accanto all'ASP.
Per tale obiettivo la norma non prevede il termine temporale entro
cui lo stesso debba essere raggiunto, pertanto lo stesso non
costituisce un mancato rispetto della normativa vigente.
Relativamente alla richiesta di informazioni sui campi
elettromagnetici, i dati annuali relativi all'attività di
monitoraggio e controllo riguardanti tutto il territorio regionale,
in accordo con quanto previsto dal Decreto Legislativo n. 195/2005,
aggregati per provincia, sono consultabili all'interno del capitolo
Agenti fisici dell'Annuario dei dati ambientali, pubblicato sul
sito dell'Agenzia.
In particolare nel Comune di Agrigento, nel corso del 2017, sono
stati effettuati 12 controlli su sorgenti a radio frequenza ed
eseguite 26 misure con strumentazione a banda larga. Dei 12
controlli 4 sono stati eseguiti in luoghi in cui si applica il
limite di 20 V/m ed i restanti 8 in luoghi in cui è prevista una
permanenza prolungata ed in cui si applica il limite di 6 V/m.
Le misure effettuate non hanno evidenziato superamenti dei limiti
previsti dalla legge.
Nel Comune di Agrigento sono stati eseguiti 3 monitoraggi su
sorgenti a radiofrequenza SRB, una a seguito di un esposto
effettuato da cittadini e due su richiesta della polizia
municipale.
L'attività è stata condotta per un totale di 2.904 ore utilizzando
centraline posizionate su balconi di civile abitazione. Le misure
effettuate non hanno evidenziato superamenti dei limiti previsti
dalla legge.
Infine, nel Comune di Agrigento non sono state pianificate o
richieste attività di monitoraggio e controllo su sorgenti a
bassissima frequenza, quali elettrodotti o cabine di
trasformazione.
Sempre nel 2018 in tutta la provincia sono stati rilasciati 1
parere per un elettrodotto e 18 pareri per installazione/modifica
di impianti SRB, di cui 16 favorevoli e due non favorevoli.
PRESIDENTE. Qualcuno dei proponenti vuole intervenire? Il
Capogruppo?
CAPPELLO. Ne prendo atto.
PRESIDENTE. Ne prende atto.
L'onorevole Catanzaro non è ancora arrivato. Spostiamo
l'interpellanza n. 65 alla prossima volta che l'Assessore ci darà
disponibilità?
LUPO. Chiedo che sia trasformata in risposta scritta.
PRESIDENTE. Verrà inviata come risposta scritta.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, volevo semplicemente dire, a scanso di
equivoci, chiaramente i proponenti devono essere obbligatoriamente
presenti, altrimenti sia le interrogazioni che le interpellanze
decadono e, mentre le interrogazioni diventano a risposta scritta
le interpellanze invece decadono completamente. Per cui se oggi le
abbiamo svolte evidentemente sono presenti gli interpellanti e
anche gli interroganti.
Bene, colleghi abbiamo finito la seduta di oggi.
Assessore Cordaro, senza chiaramente alimentare i toni di polemica
- e lo dico già da ora non faccio intervenire nessuno, quindi non
me ne vogliate colleghi - leggo da canali non istituzionali, ma dai
social, che il Presidente della Regione forse sarebbe voluto
intervenire a margine dell'Aula sul tema dei vitalizi. Mi pare di
capire dalla sua assenza che non intende farlo. Benissimo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. A me questo non
risulta, semmai ero in attesa di comprendere dall'Assemblea se sul
tema ci fossero novità, perché per quanto ci riguarda la Giunta
PRESIDENTE. Per favore, un po' di attenzione. Prego, Assessore,
continui e poi continuiamo ancora con l'interpellanza.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Dicevo che non
mi risulta.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 65 Ricerca di sali
potassici ed alcalini nel territorio dei Comuni di Cattolica
Eraclea e Ribera (AG) , per la quale voleva intervenire l'onorevole
Catanzaro.
Ne do lettura:
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:
in data 11 agosto 2017, la società General Mining Research Italy
s.r.l. di Perugia ha trasmesso all'ARTA la richiesta di permesso di
ricerca per sali potassici ed alcalini ai fini dell'avvio della
procedura di verifica di assoggettabilità a VIA, ai sensi dell'art.
19 del D. Lgs. n.152/2006 e s.m.i.;
l'area interessata dalla richiesta di permesso ricade nel
territorio dei Comuni di Cattolica Eraclea e Ribera ed è estesa
quasi 1.000 ettari;
con nota n. 31532 del 21 maggio 2018, l'ARTA ha comunicato la
procedibilità dell'istanza e disposto la pubblicazione sul sito web
dell'amministrazione della documentazione e dello studio
preliminare ambientale trasmessi dal proponente; dalla suddetta
data decorre il termine di 45 giorni entro i quali, ai sensi
dell'art. 19, c. 4, del D.Lgs. n.152/06 e s.m.i. possono essere
presentate osservazioni da parte di chiunque vi abbia interesse;
considerato che:
il programma di ricerca è relativo ad un territorio che presenta
vincoli di diversa natura per circa il 90% della sua estensione ed
è limitrofo alla foce del fiume Platani;
in particolare, sono presenti diverse aree con tutela di livello 3
introdotta col Piano paesaggistico provinciale, per cui qualsiasi
attività che non sia di potenziamento dell'ecosistema vegetale e di
mantenimento dell'habitat non può essere assentita;
vi sono, inoltre, porzioni di territorio sottoposte a vincolo
forestale ai sensi del D.Lgs. 227/01 per la presenza di corridoi
ecologici di importanza naturalistica ai fini dell'equilibrio
ambientale, nonché siti con valori estetici tradizionali o con
singolarità geologiche sottoposte a tutela;
nei pressi del territorio interessato dal permesso di ricerca vi
è, poi, l'area S.I.C. Foce del Magazzolo, Foce del Platani, Capo
Bianco, Torre Salsa , e il Laghetto Gorgo, un bacino artificiale
completamente rinaturalizzato e diventato una delle prime zone
umide della Sicilia, luogo di svernamento e stazionamento di
numerose specie di volatili;
sono presenti, altresì, siti già censiti dall'ARTA e inseriti nel
Piano per l'Assetto idrogeologico (PAI) con grado di pericolosità
geomorgologica di livello 2 (P 2);
ritenuto che il permesso di ricerca prevede indagini geognostiche
tramite l'esecuzione di perforazioni fino a 600 metri di
profondità, sondaggi elettrici e meccanici geostratigrafici che non
si conciliano con le numerose esigenze di tutela del territorio sin
qui esposte, nonché con l'elevata vocazione turistica ed agricola
di tutto il comprensorio;
per conoscere se:
non ritengano che il permesso di ricerca citato in premessa e
l'eventuale attività estrattiva che ne può conseguire possano
costituire motivo di grave pregiudizio per la salvaguardia di un
territorio in massima parte sottoposto a vincoli;
non ritengano, conseguentemente, di dovere procedere al rigetto
della richiesta di permesso di ricerca, impedendo il sorgere di un
sito minerario in un territorio così ricco di valenze ambientali,
naturalistiche e geologiche».
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto la
ringrazio per avere accantonato attendendomi. Su questa
interpellanza che è stata presentata un bel po' di mesi fa, cioè 9
mesi fa, un argomento che per la provincia di Agrigento, secondo me
anche per la Sicilia intera, perché è un argomento importante, mi
ha visto procedere nell'immediato sull'interpellanza.
Presumo anche che qualche altro mio collega abbia sostenuto questa
interpellanza, ed è un tema abbastanza delicato ed è per questo che
vorrei chiedere lumi all'Assessore Cordaro, se mi da un attimo di
attenzione, ovviamente leggendomi poi la risposta scritta.
Volevo dirle assessore Cordaro che l'ARTA ha dato il via libera
circa la possibilità di effettuare la ricerca per un eventuale
coltivazione di Sali potassici in un'area che ricade in prossimità
di due Comuni, che sarebbero quello di Cattolica Eraclea e il
Comune di Ribera. Proprio in quei Comuni dove li c'è la foce del
fiume Platani.
Ovviamente, lei che conosce, non soltanto il territorio di
Palermo, ma anche quello di Agrigento, capisce bene e comprende che
quella è proprio un'area di una straordinaria bellezza
naturalistica e che li quel posto bisognerebbe sfruttarlo per i
fini turistici e di sicuro non trivellarlo. Ovviamente li è inutile
che lo nascondo è anche un territorio che produce su un settore
primario che è l'agricoltura, produce quello che è l'arancia DOP di
Ribera e anche l'oliva della Biancolilla. Quindi in tal senso io
volevo chiederle se sia giusto proseguire con l'iter autorizzato o
forse più generale la posizione del Governo e capire se il Governo
è favorevole su quel posto per le trivellazioni. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Cordaro per fornire
la risposta.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente, intanto desidero premettere che tutte le argomentazioni
di carattere tecnico-giuridico svolte per l'interpellanza n. 60
sono da richiamare con riferimento alla interpellanza n. 65.
Nello specifico ritengo di dovere aggiungere quanto segue:
Nell'area dei comuni di Ribera e Cattolica Eraclea, per circa 1000
ettari è stata avanzata nell'agosto del 2017 una richiesta di
permesso di ricerca di sali potassici ed alcalini per una campagna
di indagini geofisiche, cioè di una fase di ricerca per avere
contezza della stratigrafia dei terreni interessati dalla
prospezione, allo scopo di verificare l'esistenza e la quantità di
sali potassici ed alcalini presenti nell'area, per la verifica
dell'economicità di un loro eventuale sfruttamento.
L'attenzione ambientale è comunque elevata, tanto che, a
prescindere dalla procedibilità dell'istanza, per l'autorizzazione
di tali prospezioni, è stata effettuata la pubblicazione dello
studio preliminare ambientale nel sito web che ha consentito, entro
i 45 giorni successivi, la presentazione di eventuali osservazioni
da chiunque ne avesse interesse.
In ogni caso, rispetto alle richieste ed al progetto, deve essere
effettuata una complessa valutazione di compatibilità ambientale
attraverso l'espressione, ai sensi dell'articolo 19 del decreto
legislativo del Testo unico ambientale, di un giudizio della
Commissione tecnica specialistica per la VIA dell'assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente.
La documentazione necessaria perché la Commissione si esprimesse
sulla compatibilità ambientale risulta depositata presso
l'assessorato che ho l'onore di presiedere in data 30 maggio 2018,
ma la Commissione, a tutt'oggi, non si è ancora espressa.
In ogni caso, tutte le valutazioni della Commissione vengono
pubblicate nella specifica rubrica sul sito istituzionale
dell'assessorato del territorio e dell'ambiente .
Quindi, attendiamo che la Commissione - considerato che di ricerca
si tratta e non di altro - si esprima, perché, evidentemente, la
Commissione è terza, è un organo tecnico-scientifico, quindi
rispetto alla competenza di quella Commissione l'autorità politica
che pure dà l'indirizzo, ma non in questo caso, non potrà che
prenderne atto e, quindi, comunicarlo all'Aula.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, intanto ringrazio l'assessore
Cordaro per avere dato risposta alla mia interpellanza. Siccome lì
il problema, secondo me, è un problema che sussiste e che dobbiamo
attenzionare, a questo punto mi affido all'articolo 151 del
Regolamento per trasformare la nostra interpellanza in mozione e,
quindi, chiedo anche su questo argomento un dibattito in Aula.
Questa, Presidente, è la mia richiesta. Perché l'argomento ha
bisogno di essere trattato in maniera corposa con un dibattito.
PRESIDENTE. La tratteremo come mozione. Darà lei indicazione,
chiaramente, al suo Capogruppo di farla calendarizzare
nell'apposita Conferenza dei Capigruppo.
CAPPELLO. Chiedo di parlare su questo tema, perché noi abbiamo una
interpellanza e vogliamo trasformarla in mozione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, non sono l'autore materiale di questa
interpellanza che reca come primo firmatario l'onorevole
Mangiacavallo e secondo l'onorevole Di Caro, ai quali è tanto caro
il tema delle trivellazioni nei territori dai quali provengono.
È ovvio ed evidente che, per quanto si possa prendere atto della
risposta di questo assessore, essa stessa risulta assolutamente
insoddisfacente e certamente sarebbe più utile che questa
interpellanza, a questo punto, attesa l'insoddisfazione derivante
dalla risposta, venisse trasformata in mozione, ai sensi della
norma del Regolamento citata pocanzi dal collega che mi ha
preceduto, e che l'Aula venisse impegnata in una discussione seria
su questo tema, e che poi anche in maniera urgente impegnasse il
Governo nel senso indicato dalle interpellanze che il Gruppo
parlamentare che mi ha preceduto, rappresentato dall'onorevole Lupo
e il Gruppo parlamentare che rappresento io, impegnassero il
Governo in tal senso. Pertanto chiediamo che la nostra
interpellanza n. 60 venga trasformata in mozione e di questa venga
affrontata la trattazione urgente.
PRESIDENTE. Onorevole De Domenico, deve intervenire su questo
tema?
DE DOMENICO. No.
PRESIDENTE. Allora un attimo, mi perdoni, così do una risposta al
collega, Presidente del Gruppo.
Onorevole Cappello, non è possibile trasformare questa
interpellanza in mozione, per il semplice motivo che non vi siete
dichiarati insoddisfatti, ma avete preso atto della risposta, per
cui la risposta è chiaramente presa.
Quello che invece le dico - io sono dalla parte del Regolamento,
che in questo caso è il mio unico faro - è che però questo problema
si può risolvere: presentate una identica mozione e quando ci sarà
la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, chiaramente
verrà trattata e lei si impegnerà, in quanto Capogruppo, a farla
calendarizzare per trattarla nella seduta apposita in cui verrà
trattata anche l'interpellanza n. 65.
Sull'ordine dei lavori
DE DOMENICO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo fare
notare - e voglio approfittare del fatto che c'è l'onorevole
Cordaro - volevo evidenziare la situazione mortificante in cui ci
troviamo ad operare, perché dopo circa tre mesi si sono discussi in
queste due giornate gli atti ispettivi.
Ora, visto che disegni di legge non se ne discutono, si fa altra
attività, l'unico spazio di manovra che ha un deputato è quello di
presentare delle interrogazioni, piuttosto che interpellanze o
altro. Io dico che è mortificante che si risponda a
un'interrogazione dopo che passano cinque o sei mesi. Ora, o ci
diamo una regolata o non ha senso: dite non ne presentate più
interpellanze o interrogazioni, perché tanto non vi rispondiamo.
Io ho presentato nell'ultimo anno 21 interrogazioni. Non ne è
stata discussa ancora una in Aula Non ho avuto una risposta, e
spesso si trattava di argomenti urgenti che meritavano di essere
affrontati, o quanto meno di avere una risposta.
Io ritengo che la dignità di un parlamentare richieda che questo
argomento venga affrontato una volta per tutte seriamente,
calendarizzando ogni settimana la discussione delle interrogazioni
e degli altri atti ispettivi presentati dai deputati, perché
altrimenti ce lo dite e ce ne andiamo a casa prima.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Domenico. Onorevoli colleghi, la
questione sollevata da questo intervento è una questione ovviamente
seria e io ringrazio il collega per averla sollevata.
In questi giorni abbiamo trattato interrogazioni anche del gennaio
2018. Mi ritrovo ovviamente qui, in veste di Presidente di questo
Parlamento, a dirvi però una cosa: dovete invitare maggiormente i
vostri Capigruppo a chiedere in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari più spazi per discutere questi argomenti. A
quel punto avremo il metro di quanto sono veloci gli Uffici degli
Assessorati a dare risposte concrete.
Il tema è stato che solitamente il martedì si dedica la prima ora
alle risposte alle attività ispettive; è stata sospesa perché
ovviamente c'è stata una lunghissima sessione di bilancio che non
ha permesso di espletare queste funzioni. Ritorniamo. Però torno a
ripetere: fatevi, e me ne farò carico anche io, in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, di fare presente al Presidente
Miccichè di dare più spazi di discussione e quindi più tempo per
dare questo tipo di risposte. Solo successivamente, quando avremo
acclarato che gli Assessorati sono lenti nel dare risposte, potremo
fare un invito di questo tipo al Governo. In questo momento non
posso purtroppo estendere quello che è stato il suo invito
nell'intervento.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Grazie, signor Presidente. Purtroppo, come lei diceva, la
sessione di bilancio ha sottratto tempo allo svolgimento degli atti
ispettivi. Quindi io credo che dobbiamo riprendere la buona
abitudine di dedicare, comunque in linea generale, la prima ora di
tutte le sedute allo svolgimento delle interrogazioni e delle
interpellanze, ovviamente utilizzando a pieno, se possibile,
qualche seduta parlamentare in più anche in giorni abitualmente non
utilizzati per approvare disegni di legge, per dedicare l'adeguato
spazio al dibattito parlamentare per l'attività ispettiva:
interpellanze, interrogazioni, ma anche per le mozioni, perché
anche sulle mozioni parlamentari c'è un ritardo gravissimo.
E, se rispetto ad una mozione parlamentare il Parlamento non è
messo nelle condizioni di pronunciarsi eventualmente impegnando in
una direzione piuttosto che in un'altra il Governo, è chiaro che il
Governo va avanti, e quando il Governo va avanti, come sta
avvenendo sul tema delle trivellazioni, un pronunciamento dell'Aula
può perfino essere tardivo.
Allora, davvero noi sollecitiamo all'Ufficio di Presidenza, lo
faremo in occasione della prossima Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, la dovuta attenzione sul tema, e ci avvarremo
anche della facoltà prevista dall'articolo 143 del Regolamento
interno di segnalare alla Presidenza lo svolgimento di
interrogazioni urgenti, in questo caso chiedendone anche
l'iscrizione all'ordine del giorno della seduta successiva.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, faccio suo l'invito, le ripeto, come
Presidenti dei Gruppi parlamentari fatevi avanti, fatevi sentire
maggiormente in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
in maniera tale da avere più spazi di discussione. Io lo farò
chiaramente anche con il Presidente del mio Gruppo parlamentare.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
CAPPELLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
cittadini, oggi è una giornata particolare, secondo me, per
quest'Assemblea Regionale Siciliana, perché si è consumato un
gravissimo strappo istituzionale fra questo Parlamento, questo
Gruppo parlamentare e un Presidente dell'Assemblea regionale
siciliana, Gianfranco Micciché, che leggo da Facebook, avere dato
mandato ai propri legali di querelare per vilipendio all'Assemblea
Regionale Siciliana, il Gruppo parlamentare del Movimento Cinque
Stelle, addirittura sostenendo che - com'è noto alla cronaca, il
Movimento Cinque Stelle ieri ha tenuto una conferenza stampa -
durante la conferenza stampa, il Movimento Cinque Stelle avrebbe
dato all'opinione pubblica, in pasto all'opinione pubblica, cifre
false sui costi del Parlamento siciliano.
Chiede inoltre, sempre Gianfranco Miccichè, ad uno dei componenti
del Movimento Cinque Stelle, che fa parte dell'Ufficio di
Presidenza, l'onorevole Stefano Zito, di dimettersi dal Consiglio
di Presidenza dell'Assemblea perché, conoscendo il bilancio, non
può continuare a dire falsità. Continua il Presidente
dell'Assemblea non posso consentire al Movimento Cinque Stelle di
continuare a massacrare quotidianamente l'istituzione'.
Vede, signor Presidente, lo dico da Presidente del Gruppo
parlamentare, avremmo preferito un atto di coraggio piuttosto che
un atto di viltà da parte del Presidente Miccichè e che, invece di
nascondersi al quarto piano delle sue segrete stanze, fosse venuto
oggi in Assemblea a dirci in faccia, direttamente, quello che pensa
di noi Perché quello che pensa di noi è quello che pensa dei
siciliani
Quest'Assemblea - lo abbiamo detto urbi et orbi - è un'Assemblea
improduttiva Dove il Regolamento non viene rispettato, dove non si
contano le assenze dei deputati, siamo in un'eterna sessione di
bilancio e questa è una vergogna Altro, signor Presidente
Cancelleri, dire i capigruppo, i capigruppo', signor Presidente,
lei sa da quanto non si tiene una Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari che programmi i lavori? Io non lo so più.
Perché sono mesi che non veniamo convocati per programmare i
lavori, sono mesi che l'unica cosa che siamo chiamati a fare è
rinviare norme di carattere economico e finanziario, che alla fine
non conducono a nulla.
Allora io potrei aggiungere altre cose che ho appreso dai
giornali, perché siamo stati definiti farabutti', i componenti del
Gruppo parlamentare Movimento Cinque Stelle sono stati definiti,
solo per avere fatto il proprio dovere e avere fatto un'operazione
di verità all'opinione pubblica, sono stati definiti farabutti'. E
non aggiungo altro.
Allora io dico da questa tribuna, che mi onora, perché rappresento
insieme ai miei colleghi quella fetta del popolo siciliano che ci
ha voluto qui: caro Presidente Miccichè, ci quereli pure, lo
faccia, ci ha perso tempo, ma dopo faccia un'altra cosa, si
dimetta, perché lei è indegno di rappresentare questi parlamentari
ed è indegno di rappresentare il popolo siciliano
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Premetto, signor Presidente, che questo dibattito non
farà bene a nessuno, non farà bene a nessuno, però siccome ci siamo
messi ormai tutti di buon grado a farci del male, facciamolo
Io posso dire che i dati che sono stati spiegati, illustrati dal
Movimento Cinque Stelle, pure io mi permetto di dire e non penso
che sia lesa maestà, per noi sono più che discutibili, più che
discutibili, sono, al mio paese diciamo sballati .
Basti pensare, io me lo sono segnato, il costo del Parlamento,
dell'Aula, non del Palazzo, perché quando dite che questo Palazzo
costa più della Casa Bianca io posso dire che l'uomo che governa la
Casa Bianca sicuramente è più potente del Presidente Micciché, ma
questo Palazzo è molto più importante persino della Casa Bianca,
perché è un Palazzo storico e monumentale che ospita turisti, e che
guadagna soldini con i turisti che entrano, e quel dato voi non
l'avete citato, il costo del Palazzo monumentale lo avete inglobato
alla politica: il costo dell'Assemblea è 15 milioni 200 venti mila
euro e per ogni deputato è 18 mila euro al mese, questo è il
calcolo che noi abbiamo fatto, quindi, tutti i numeri che voi date
io vi dico che sono sballati e falsi .
Certamente volete detto che c'è il dolo? Politicamente c'è il dolo
perché, non avendo più a che cosa appigliarvi, ora avete uscito
questa cosa, la sappiamo, l'avete detta, sono andato a cercare
agenzie di otto anni fa, è da otto anni che dite la stessa cosa,
però c'è un elemento di novità, ve lo dico simpaticamente, non
siete più Cinque Stelle , siete Due Stelle perché sull'ambiente
vi siete rimangiati quello che avete detto, sull'immunità vi siete
rimangiati quello che avete detto, sul numero dei mandati vi siete
rimangiati quello che avete detto, siete diventati più che un
Cinque Stelle un B&B , una cosa un po' più bassa
Ma io vi conosco e ho rapporti con ognuno di voi, siete persone
rispettabilissime e onestissime, quando la buttiamo in politica
ognuno fa parte di uno schieramento e voi aviti a campari , io lo
capisco, noi pure però, noi abbiamo il dovere di difendere quello
che c'è da difendere, cioè la faccia di un Palazzo che già da ieri
sera viene massacrato e veniamo presi tutti, non pensate, tutti...
Perché tre giorni fa c'è stato un bel pezzo su LiveSicilia che,
per quanto mi riguarda ha citato voi, e ha illustrato una serie di
dati, io non li commento, perché non mi schiero dalla parte di
quelli che giocano alla macelleria mediatica, però l'opinione
pubblica, la stampa tutti massacra perché oggi conviene parlare di
quello che voi avete uscito come dato, tre giorni fa quello che
hanno uscito su di voi, non è un clima, non è un argomento che
premia nessuno. Sicuramente sarete premiati per le battaglie che
avete fatto, condivisibili non condivisibili, i grandi successi, la
legge sulle province impugnate, l'acqua, tutte le cose me li
ricordo, il modello Crocetta, e vi hanno premiato e vi hanno
rimandato di nuovo all'opposizione.
Parlate sempre di maggioranza, maggioranza, nessuno qua può venire
a solennemente giurare che noi abbiamo una maggioranza numerica per
potere garantire al Presidente Musumeci di portare avanti il
proprio programma, non esiste, non c'è. Se io avessi la
maggioranza, avrei il coraggio di fare tutto ciò che abbiamo
promesso ai siciliani, non ce l'abbiamo, vorrei averla, ho sentito
dire proprio la forma mentis che è sbagliata, abbiamo sprecato
troppo tempo, abbiamo tolto troppo tempo a causa della Finanziaria,
cioè la legge madre, drammatica, drammatica più che mai nella
storia di questa Regione, non potevamo quadrare i conti, ci siamo
fermati, ci avete chiesto, anche il Partito Democratico di dare un
segnale a tutti, ci siamo fermati, questo è l'andazzo, dopodiché
mille euro a minuto perché che siamo a cottimo? Che è fabbrica? Che
siamo nella catena di montaggio e ci divertiamo magari a fare copia
e incolla? Chi presenta più disegni di legge o un deputato solo
perché ne presenta uno disegno di legge, è per forza un poco di
buono rispetto a uno che ne presenta dieci? Io non penso che la
politica si possa schematizzare su uno, tre o trecento.
E' il giudizio degli elettori che poi vi premierà o ci
penalizzerà. Sicuramente penso che Miccichè non ha ingiuriato
nessuno, perché i dati che escono dall'Ufficio di Presidenza, dove
voi siete ampiamente rappresentati, è un fatto di lealtà, l'avreste
potuto dare al vostro Capogruppo, questo dice Miccichè, e ci
potevate fare taglio e cucito in tutto ciò che volete, ma proprio
il componente dell'Ufficio di Presidenza deve accusare il bilancio
dell'Assemblea?
Questo è il senso di quello che ha voluto dire il Presidente
Miccichè e io lo sposo in pieno, c'era qualunque altro deputato che
poteva dire nel bilancio possiamo tagliare ancora, possiamo fare,
ma non il componente dell'Ufficio di Presidenza che la sa come
funziona. E' possibile controllare i minuti dell'Assemblea? Chi
può fermare ora che ci sono comunicazioni? Che è un costo in più.
Finisco Presidente e la ringrazio, solo dicendo: la politica deve
essere ben altra cosa, confrontiamoci sugli argomenti, e forse
qualche cosa su cui rispondere l'abbiamo, ma non certamente né
sull'onorabilità, né sull'onestà, perché ho sentito dire poco fa
indagati, condannati, i condannati sono in tutti i Gruppi
parlamentari di questa Assemblea.
Gli indagati? Io sono un garantista sempre, sempre e comunque.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Milazzo. Onorevole Foti aveva
chiesto di intervenire. Mi perdoni. Glielo chiedo perché ho chiara
la visione. L'argomento del suo intervento riguarda il Presidente
Micciché?
FOTI. No.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.
FOTI. Ma volendo, Presidente, se me lo chiede. Sto scherzando, mi
perdoni.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, le ho fatto la domanda, ora esplicito.
Non amo che si parli di persone che non sono in Aula, e non amo che
il Presidente dell'Assemblea venga richiamato da interventi.
Legittimamente il capogruppo di una forza politica, che oggi è la
più rappresentata qui in Parlamento, ma oggi, numericamente è anche
delle poche presenti pure, mi chiede di parlare e va bene, replica
il capogruppo di maggioranza, che in questo caso fa da contraltare,
non vorrei aprire un dibattito però sul Presidente che non c'è.
Quando il Presidente sarà presente, sarà in grado di dire la sua e
lo richiamerete, e lo richiameremo nei dovuti modi parlamentari.
Oggi non mi posso permettere di aprire una discussione di questo
tipo.
FOTI. Grazie del chiarimento, Presidente, ma l'argomento mi ha
vista adeguatamente rappresentata dall'onorevole Cappello, quindi
non era mia intenzione aggiungere altro.
Vorrei, rivolgendomi al Governo, raccomandare agli assessori
presenti e anche pregandoli di riportare questa questione anche ai
loro colleghi assenti, che per quanto riguarda la variazione del
bilancio che abbiamo esitato più o meno a metà dicembre, lì in
quell'articolato c'erano alcune norme, tra cui una che riguarda i
dipendenti della IPAB, che vedeva spostare le somme imputate da un
capitolo in un altro, e proprio per superare la questione che pare
abbi impedito nella scorsa legislatura di erogare il piccolissimo
contributo che l'Assemblea regionale si era sentita di potere
mettere nel capitolo già nella finanziaria, il famoso milione e
sette.
Bene, ad oggi nessuna struttura ha ricevuto quella somma che, se
pur non totalmente risarcitoria di quello che di cui avrebbero
bisogno, e comunque qualcosa di importantissimo, perché sono somme
vincolate agli stipendi e voi capite bene, ognuno nel proprio
territorio conosce il dramma che stanno vivendo questi lavoratori.
Ora, chiaramente in queste settimane mi sono interfacciata sia con
l'Assessorato al bilancio che a quello alla famiglia, e con la
famiglia si sta cercando di superare la questione relativa al DURC,
pagato o non pagato, questione che avevamo discusso e che avete in
qualche modo, si è impedito nella riscrittura dell'emendamentone di
scrivere che non era assoggettato all'accertamento del DURC quel
contributo, perché era legge, e quindi una legge non si ribadisce
in una legge, eppure ancora c'erano chiarimenti da fare e sto
cercando di farli, sperando che si vada a buon fine.
Ma il problema è che il riaccertamento, con la riapertura del
sistema dei pagamenti, ancora è al palo, perché mi dicono
dall'Assessorato al bilancio non tutti i Dipartimenti di tutti gli
Assessorati hanno risposto. Assessore Bandiera, uno per tutti,
anche dall'Assessorato all'agricoltura purtroppo ci sono ritardi, e
questo comporta per l'Assessorato al bilancio di non poter avere un
quadro completo, trasmettere alla Giunta la delibera con cui si
riapre il sistema dei pagamenti.
Quindi, un ritardo che sta diventando davvero imbarazzante, perché
siamo a febbraio inoltrato, anzi siamo a fine febbraio, e ancora si
attende che vengano liberate delle somme che sono pane per alcuni
lavoratori. Siamo in buona compagnia perché anche le somme disposte
dal comma 52, mi pare, 56 dell'articolo 2, quello dei risparmi
della CUC, che l'assessore Razza aveva disposto come disponibili
sulle prestazioni di carattere assistenziale sanitario, erogate
nelle IPAB, sono ferme al palo anche quelle. Quindi, di tutto
quello sbracciarsi in variazione di bilancio, ancora sulle tavole
di queste persone non è arrivato nulla.
Altra cosa che vorrei fare notare, nella finanziaria, dove ad un
certo punto la maggioranza presente ha garantito quella maggioranza
in Aula precisa precisa per il Governo, dove gli emendamenti
dell'opposizione sono stati cilindrati da un certo momento in poi,
ce n'era uno che serviva semplicemente a fare una correzione.
Quindi, comunico che per quest'anno i soldi, sempre pochi, sono
stati messi nello stesso capitolo sbagliato in cui l'anno scorso
alla fine ci hanno detto che non erano riusciti a spendere.
Infatti, avevo spostato la variazione di una Tabella che metteva il
milione e sette anziché sulla legge 71, sulla legge 65. Non so se
nella Variazione ci sarà la buona volontà da parte della
Commissione di ripescare degli emendamenti e fare degli
aggiustamenti, ma io sono qui a dirlo e non mancherò di ribadirlo.
Per quanto riguarda il lavoro, io voglio veramente pregare la
Commissione bilancio, il Governo e il nuovo assessore quando verrà
in Aula, di volere prendere, allacciarsi le scarpe belle strette e
fare finalmente, dare al Parlamento, il via libera per esitare la
riforma delle IPAB, che sarebbe l'elemento qualificante.
Non è una questione né di Governo, né di Parlamento, è un disegno
di legge trasversale, però se non c'è evidentemente un input da
parte del Governo, noi moriremo di nulla, moriremo di sedute, di
interrogazioni, che presentiamo noi stessi per carità, le risposte
a volte sono esaustive o insignificanti, però ci vorrebbe qualcosa
di sostanzioso.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo terminato la discussione
di tutti punti e sono terminati gli interventi. Pertanto, la seduta
è rinviata a martedì, 5 marzo 2019, alle ore 16.00, con il seguente
ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Salute (V. allegato)
La seduta è tolta alle ore 17.34
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Comunicazione di impugnativa del Presidente del Consiglio dei
Ministri
Si comunica che il Presidente del Consiglio dei Ministri, con
ricorso del 16 febbraio 2019, ha impugnato la legge regionale 16
dicembre 2018, n. 24 Variazione al bilancio di previsione della
Regione per l'esercizio finanziario 2018 e per il triennio 2018-
2020. Disposizioni varie , e precisamente l'articolo 2, comma 28 e
l'articolo 3, comma 9, per violazione degli articoli 9, secondo
comma, 117, primo comma, 117, secondo comma, lettera m), 117,
secondo comma, lettera s), 117, terzo comma e 118 della
Costituzione.
Copia del ricorso è consultabile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.