Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.26
ZITO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Cannata, Gucciardi e Marano.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che:
l'onorevole Milazzo è in missione dal 4 al 5 marzo 2019;
l'onorevole Catalfamo sarà in missione dall'11 al 13 marzo 2019.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione relativa a dichiarazione sull'eventuale appartenenza
ad associazioni massoniche o similari
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 2, comma 1, della legge
regionale 12 ottobre 2018, n. 18, comunico che gli onorevoli
Catalfamo e Lo Curto hanno reso noto (rispettivamente con note
protocollate ai nn. 8073/AulaPG-TraspPG-SgalPG-SGPG e 8072/AulaPG-
TraspPG-SgalPG-SGPG entrambe del 21 novembre 2018) che non
intendono depositare alcuna dichiarazione sull'eventuale
appartenenza ad associazioni massoniche o similari.
L'Assemblea ne prende atto.
Indirizzo di saluto agli alunni dell'Istituto comprensorio
Corvino di Augusta
PRESIDENTE. Prima di procedere con il II punto dell'ordine del
giorno, porgo il saluto del Parlamento agli alunni dell'Istituto
comprensorio Corvino di Augusta, autorizzati ad assistere alla
seduta d'Aula.
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno,
di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica Salute
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
Salute .
L'Assessore per la salute è presente.
Si passa all'interrogazione n. 32 «Iniziative per fronteggiare
l'attuale sospensione dell'attività operatoria presso il reparto di
chirurgia dell'ospedale Barone Lombardo' di Canicattì», a firma
dell'onorevole Di Mauro.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
alla luce di quanto accaduto oggi con la chiusura del reparto di
Chirurgia dell'Ospedale Barone Lombardo a causa della carenza di
personale medico, determina per tutto il territorio gravi
conseguenze per la salute dei cittadini di Canicattì e per tutto il
bacino di utenza che gravita sulla struttura del nosocomio;
l'Amministrazione locale aveva già da tempo attenzionata ai
vertici provinciali dell'ASP agrigentina le carenze del personale
medico e per la quale nei mesi scorsi si erano chieste risposte
chiare e certe;
considerato che:
le promesse di nuove assunzioni ad integrazione dello scarso
organico operante all'interno della struttura, non hanno trovato un
seguito riportando, di fatto, ad uno stato di emergenza
difficilmente gestibile;
il reparto da quanto si apprende dalle notizie di stampa sarà
temporaneamente sospeso per dieci giorni a causa dell'assenza di
una figura apicale;
in realtà, nel nosocomio il primario manca da agosto e adesso è
andato in malattia un altro medico che eseguiva interventi;
tale chiusura anche se temporanea nelle sue intenzioni, andrà a
creare notevoli disagi alla popolazione che ha come punto di
riferimento il presidio di Canicattì e anche lo stesso pronto
soccorso sarà costretto a trasferire i pazienti verso altre
strutture intasando il servizio di emergenza e urgenza con
l'utilizzo delle autoambulanze e del personale per i trasferimenti;
rilevato che all'Asp di Agrigento, a cui come è noto spettano i
profili organizzativi, riteniamo competa a provvedere celermente a
colmare questo gap di assistenza nei confronti della cittadinanza;
per sapere:
quali iniziative intendano assumere per ripristinare nel più breve
tempo possibile l'apertura del reparto;
quali iniziative intendano assumere con la massima urgenza per
fare chiarezza sull'attuale situazione e per sollecitare soluzioni
immediate e definitive a questa ennesima emergenza;
ove lo ritengano opportuno ripristinare l'attività del reparto,
attraverso la mobilità d'urgenza o il comando di un'altra unità
Dirigente Chirurgo, per coprire l'assenza per malattia di un medico
precedentemente assegnato».
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Assessore, per questa interrogazione è stato chiesto lo
svolgimento con urgenza e la risposta per iscritto.
Assessore, ha consegnato la risposta agli Uffici?
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, la risposta è
qui. Posso intervenire?
PRESIDENTE. Va bene, la illustri brevemente.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
parlamentari, prima di iniziare la risposta alle interrogazioni che
sono presentate al Governo, a nome del Governo della Regione,
ritengo corretto, opportuno e giusto, esprimere i sentimenti di
cordoglio del Presidente della Regione e di tutto il Governo per la
scomparsa di padre Vincenzo Sorce che, fin dal 1980, ha avviato
un'attività importantissima a sostegno di comunità giovanili, di
recupero, nell'ambito sanitario e socio-sanitario e, soprattutto, a
sostegno di migliaia e migliaia di giovani che sono rimaste vittime
della droga e dell'alcool.
Il Governo della Regione che ha avuto occasione di collaborazione,
anche recente, con padre Sorce, si unisce al cordoglio dei suoi
familiari e si fa interprete del sentimento di cordoglio di tutti i
siciliani nei confronti di una personalità che ha dedicato la sua
vita agli ultimi. L'ha fatto in una Terra difficile come la Sicilia
ma l'ha fatto anche in Africa ed in Sudamerica.
Venendo alla risposta all'interrogazione dell'onorevole Di Mauro,
devo premettere che il Servizio del Dipartimento Pianificazione
Strategica, nel mese di aprile del 2018, ha chiesto all'Azienda
Sanitaria Provinciale di Agrigento di fornire puntuali informazioni
riguardo agli interventi attuati, al fine di superare le criticità
riguardanti l'unità operativa complessa di chirurgia generale del
Presidio Ospedaliero di Canicattì.
L'Azienda Sanitaria ha fornito riscontro tramite la competente
Direzione Strategica Aziendale, fornendo rassicurazioni circa il
superamento delle criticità che avevano condotto alla sospensione
dell'attività operatoria presso il reparto di chirurgia. Criticità
che erano, allora, dovute a carenze di natura organizzativa e di
personale.
In particolare, la Direzione Aziendale ha riferito che non è mai
stata disposta la chiusura del reparto di chirurgia ma, soltanto,
una temporanea, e per soli 3 giorni, sospensione dell'attività dei
ricoveri programmati, ciò al fine di procedere alla rimodulazione
del reparto in ragione del riordino della Rete Ospedaliera,
intervenuta, allora, con il Decreto Assessoriale n. 629 del 2017,
poi, sostituito dal Decreto Assessoriale n. 22 del 2019.
La Direzione dell'Azienda Sanitaria Provinciale ha, inoltre,
comunicato di avere garantito, sempre, una corretta copertura
assistenziale H24, anche attraverso turni in regime di
incentivazione e che, a decorrere dal 1 gennaio 2018, con il
conferimento dell'incarico di responsabile del reparto al dottore
Mario Zanchi, sono state rispettate tutte le attività sia in regime
di emergenza che programmate.
In tal senso, ha comunicato che, nei primi mesi del 2018, tutte le
attività di reparto sono state mantenute e che, al mese di maggio
2018, risultavano registrati 181 ricoveri ordinari, 199 ricoveri in
day surgery e 11 in day hospital, senza sottacere l'intervento di
288 esami endoscopici per lo screening dei tumori del colon e 150
interventi di chirurgia minore.
Da ultimo, devo aggiungere che, il recente Decreto Assessoriale n.
22 dell'11 gennaio 2019 ha adottato la nuova Rete Ospedaliera della
Regione siciliana, ove è stata confermata la classificazione, a suo
tempo prevista, per il Presidio Ospedaliero Lombardo Barone' di
Canicattì, con un aumento, tuttavia, di 26 posti letto, rispetto a
quanto previsto nella rete ospedaliera adottata con Decreto n. 629
nel 2017. L'adozione del documento di programmazione comporterà,
com'è ovvio, la riorganizzazione delle strutture ospedaliere e la
loro rifunzionalizzazione anche attraverso l'avvio delle procedure
concorsuali a copertura del fabbisogno di personale.
PRESIDENTE. L'interrogante si dichiara soddisfatto.
Si passa all'interpellanza n. 17 «Politiche di immunizzazione
tramite vaccinazione», a firma dell'onorevole Foti e degli altri
onorevoli del Movimento Cinque Stelle.
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale e Assessore per la salute,
premesso che:
il 31 luglio scorso la Camera dei Deputati ha approvato in via
definitiva la legge n. 119/2017, di conversione con modificazioni
del Decreto Legge 7 giugno 2017 n. 73, recante Disposizioni urgenti
in materia di prevenzione vaccinale;
tale legge ha dichiarato obbligatorie, per i minori di età
compresa tra 0 e 16 anni e per i minori stranieri non accompagnati,
le seguenti dieci vaccinazioni: anti-poliomelitica, antidifterica,
anti-tetanica, anti- epatite B, antipertosse, anti-Hemophilus
influenzae tipo b, antimorbillo, anti-rosolia, anti-parotite,
antivaricella;
l'assolvimento dei suddetti obblighi vaccinali costituisce
condizione necessaria e vincolante ai fini dell'accesso agli asilo
nido e alle scuole dell'infanzia;
considerato che:
l' art. 34 della Costituzione italiana sancisce che: 'la scuola è
aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto
anni, è obbligatoria e gratuita';
ferma restando l'utilità delle vaccinazioni quale strumento di
prevenzione di alcune patologie infettive, stabilire obblighi
sanitari è un atto che richiede da parte del legislatore la massima
cautela ed il massimo equilibrio giuridico, in quanto occorre
cercare di realizzare il giusto bilanciamento tra la libertà di
scelta personale e la necessità di salvaguardia della sicurezza
sanitaria del resto della popolazione;
l'approccio più rispettoso ed equilibrato a tale questione
dovrebbe essere quello della condivisione tra medico e
paziente/genitore, all'interno di un percorso di alleanza
terapeutica;
un provvedimento così impegnativo come la legge di cui sopra,
finalizzata a far fronte al calo delle vaccinazioni registrato
negli ultimi anni, avrebbe dovuto essere coniugato con un
approfondito confronto coi cittadini e con le famiglie, in una
prospettiva di fiducia e di comunicazione efficace ed aperta e con
un adeguata campagna di informazione in grado di fornire ai
genitori gli strumenti per una scelta consapevole;
valutato che:
le disposizioni della L. 119/2017 in tema di frequenza scolastica
dell'infanzia non siano lo strumento idoneo per perseguire le
finalità della legge si propone che la scelta di precludere la
frequenza delle scuole dell'infanzia ai minori non vaccinati non
sia il metodo corretto per affrontare una questione non solo di
carattere sanitario, ma anche di natura socio-culturale;
la legge in oggetto comporta il rischio di esclusione
dall'inserimento precoce nel sistema di istruzione per una fascia
consistente di bambine e bambini dai 3 ai 6 anni che, solo se
appartenenti a famiglie agiate, potranno altrimenti confluire nel
sistema privato; che, diversamente, tali minori perderanno
un'opportunità formativa indispensabile per il loro futuro di
studenti e cittadini;
né la legge né le successive circolari fanno esplicito riferimento
all'imposizione del divieto di frequenza, affermando invece che la
vaccinazione costituisce un requisito relativo all'accesso; che,
conseguentemente, se il decisore politico ha intenzione di
escludere dalla frequenza dalla scuola d'infanzia i bambini non
vaccinati ma regolarmente iscritti e accettati, già a partire
dall'anno scolastico 2017/2018 egli debba affermarlo esplicitamente
assumendosene tutte le responsabilità;
per conoscere se ritengano opportuno:
assumere tutte le iniziative ritenute opportune affinché possano
essere superate le criticità della legge n. 119/2017 nella parte
riguardante le misure coercitive e le relative sanzioni, ance al
fine di garantire a tutti i bambini e alle loro famiglie la
possibilità di esercitare a pieno il diritto all'istruzione;
adoperarsi affinché tutti i minori non vaccinati ma regolarmente
iscritti e accettati possano giungere a conclusione dell'anno
scolastico 2017/2018 senza alcuna interruzione del servizio né di
continuità educativa, nel rispetto di quanto sancito dalla
Costituzione italiana;
continuare, avvalendosi delle ASP territoriali nel percorso
finalizzato ad istituire ed avviare campagne di informazione circa
la prevenzione vaccinale».
Onorevole Foti, la vuole illustrare?
L'onorevole Foti è assente. Qualche altro collega del Movimento
Cinque Stelle vuole illustrarla?
Nessuno. Ha facoltà di parlare l'assessore per la salute, Razza,
per fornire la risposta.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
parlamentari, in riscontro ai contenuti dell'interpellanza
dell'onorevole Foti, in via preliminare, devo rappresentare che il
Decreto legislativo n. 73 del 7 giugno 2017, convertito nella legge
31 luglio 2017, n.119 ha previsto l'obbligo delle vaccinazioni come
da calendario vaccinale regionale per la frequenza della scuola da
zero a sedici anni di età ed il divieto, a far data dal 30 aprile
2018, per i bambini da zero a cinque anni, di frequenza della
scuola dell'infanzia qualora non correttamente vaccinati.
Mentre per i soggetti da sei a sedici anni, confliggendo l'obbligo
delle vaccinazioni con l'obbligo scolastico, la legge 119/2017 ha
disposto, per i soggetti non correttamente vaccinati, ripetuti
contatti finalizzati all'adesione consapevole alle vaccinazioni
proposte ed in alternativa, come extrema ratio, una sanzione
amministrativa e la collocazione in sezioni in cui non deve essere
superata la presenza di due soggetti non vaccinati per classe.
L'emanazione della legge in argomento è stata la conseguenza, come
atto necessitato, della continua e progressiva disaffezione alle
vaccinazioni, unico vero strumento di prevenzione primaria.
Conseguenza quest'ultima delle ingerenze sempre più pressanti da
parte dei gruppi no vax la cui responsabilità è apparsa quella di
avere condotto campagne contro l'uso di vaccinazione per ragioni
non supportate da evidenze scientifiche. Ciò ha contribuito -
malgrado noi - a determinare la ricomparsa di malattie infettive
fino a poco tempo fa dimenticate.
L'obbligo di vaccinazione, quindi, è stato evidentemente
giustificato da un lato dall'esigenza di fare fronte alla
recrudescenza di alcune malattie e dall'altro, dalla parimenti
evidente esigenza di favorire il raggiungimento di coperture
adeguate di vaccinazione fino al 95 per cento al fine di garantire
i pochi cittadini non suscettibili alla vaccinazione.
Tutto ciò premesso devo relazionare al Parlamento quanto segue.
L'introduzione delle vaccinazioni è stato uno degli interventi di
sanità pubblica più importanti dell'umanità. Essa ha, infatti,
determinato una notevole riduzione della suscettibilità delle
infezioni e dei costi sanitari e sociali legati alle malattie
infettive ed agli eventuali esiti mortali o invalidanti.
In Italia l'offerta delle vaccinazioni si è evoluta, nel corso
degli anni, parallelamente al progredire delle conoscenze tecnico-
scientifiche e delle condizioni socio-economiche del Paese, in
relazione allo sviluppo del rapporto medico-paziente.
In passato l'obbligatorietà e la gratuità delle vaccinazioni hanno
rappresentato uno strumento per garantire l'uniformità di offerta
alla popolazione al fine di evitare, per quanto possibile,
situazioni di disparità nell'accesso ai servizi, agli interventi di
tipo preventivo, in attuazione dei principi di precauzione e
universalità di accesso ai servizi sanitari.
Sebbene negli ultimi quindici anni sia stato intrapreso un
percorso culturale per un approccio alle vaccinazioni, incluse
quelle raccomandate, che mirava all'adesione consapevole e
volontaria da parte dei cittadini di tale strumento preventivo, da
intendersi quale possibilità e diritto di essere protetti da
malattie per le quali fossero disponibili vaccini efficaci e
sicuri, solo a partire dal 2013 si è registrato un progressivo
trend in diminuzione alle vaccinazioni sia obbligatorie che
raccomandate.
Tale fenomeno ha determinato un calo della copertura vaccinale al
di sotto del 95 per cento, soglia raccomandata dalla OMS per la
cosiddetta immunità di gregge' per proteggere cioè indirettamente
anche coloro che per motivi di salute non possono essere vaccinati.
Questa tendenza trova la sua spiegazione anche nella diminuzione
della diffusione delle malattie prevenibili con i vaccini che ha
comportato una ridotta percezione della gravità delle medesime ed
uno speculare aumento della fiducia nei confronti della medicina
alternativa, anche per effetto del diffondersi di teorie del tutto
prive di fondamento giuridico e scientifico che mirano ad
enfatizzare l'entità e la frequenza degli eventi avversi per la
vaccinazione.
Particolarmente preoccupanti sono stati i dati di copertura
vaccinale per morbillo e rosolia che hanno perso, addirittura,
cinque punti percentuali fra il 2013 e il 2015, passando dal 90,4
per cento all'85,3 per cento e comportando anche un danno per
l'immagine del nostro Paese che, impegnato dal 2003 in un Piano
globale di eliminazione del morbillo e della rosolia, cui ha
aderito anche la nostra Regione, ha rischiato di fare fallire tale
Piano atteso che il presupposto per dichiarare l'eliminazione di
una malattia infettiva dall'Organizzazione Mondiale della Salute è
che tutti i Paesi membri ne siano dichiarati liberi.
Nella Regione siciliana i dati di copertura vaccinale per il
morbillo, al 31 dicembre 2017, si sono ulteriormente ridotti e la
media regionale dell'85,6 per cento, al di sotto della media
nazionale che risultava essere il 91,68 per cento, è dovuta
principalmente ai cali di coperture registrate nella provincia di
Catania e nella provincia di Messina, territori in cui è in corsa,
da alcuni anni, una epidemia di morbillo con numerosi casi gravi e
alcuni decessi.
Ancora nella nostra Regione si è registrato, negli ultimi mesi, un
preoccupante aumento del numero dei casi di morbillo, oltre alla
ricomparsa di malattie riscontrate, per il momento, solo
episodicamente e in forme meno serie che in passato e ad un aumento
dei casi di malattie infettive in fasce di età diverse da quelle
classiche.
Alla luce di quanto esposto è stato necessario adottare misure
urgenti, idonee ad estendere e rendere effettivi gli obblighi
vaccinali vigenti, anche in conformità al principio di precauzione
secondo cui in presenza di un'alternativa che presenti un rischio
per la salute il decisore pubblico deve optare per la soluzione che
consenta di neutralizzare o minimizzare tale rischio.
Questo provvedimento ultimo si inserisce in un panorama più ampio
ed articolato che prevede una strategia multicomponente già
definita nei suoi elementi cardine dal Piano nazionale di
prevenzione 2017-2019 e che include tra gli altri: interventi di
comunicazione per la popolazione, di formazione specifica e
aggiornamento continuo in vaccinologia degli operatori sanitari già
a partire dai corsi universitari dell'area sanitaria, il
completamento della informatizzazione delle anagrafi vaccinali a
livello regionale e la costruzione di un'anagrafe nazionale.
Lo Stato ha il dovere di garantire la tutela della salute di tutti
i cittadini, sia salvaguardando l'individuo malato che la necessità
di cure; sia tutelando l'individuo sano.
L'articolo 32 della Costituzione sancisce infatti che la
Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto
dell'individuo e interesse della collettività e garantisce cure
gratuite agli indigenti .
Alcune malattie infettive presentano la caratteristica di potere
essere prevenute e uno degli interventi più efficaci e sicuri nella
sanità pubblica per la loro prevenzione primaria è rappresentato
dalla vaccinazione.
L'obiettivo dei programmi di prevenzione vaccinale è, infatti,
quello di conferire uno stato di protezione a quei soggetti sani
che, per alcune condizioni epidemiologiche di salute, occupazionali
o comportamentali, sono esposti al pericolo di contrarre
determinate infezioni, nonché quello di ottenere la riduzione e,
quando possibile, l'eradicazione, di alcune malattie infettive per
le quali non esiste una terapia o che possano essere causa di gravi
complicazioni.
Pertanto, l'introduzione delle vaccinazioni ha consentito nel
tempo di ridurre la diffusione di alcune malattie gravi e mortali
o, addirittura, di eliminarle sebbene, paradossalmente, sia proprio
il successo delle vaccinazioni a creare problemi nella loro
accettazione poiché la diminuzione di frequenza di queste malattie
prevenibili ha portato ad una diminuzione di percezione della loro
gravità.
Al fine di impostare la corretta strategia preventiva non è
sufficiente avere a disposizione un vaccino sicuro ed efficace ma è
anche indispensabile conoscere il meccanismo di diffusione
dell'agente causale e le esistenti situazioni epidemiologiche anche
in termini di monitoraggio delle varianti circolanti sul territorio
e per adottare procedure operative e specifiche strategie mirate a
ridurre significativamente i soggetti suscettibili nella comunità
considerata.
Non va inoltre dimenticata la necessità di valutare il rischio
infettivo nei viaggi all'estero e la disponibilità dei vaccini o
profilassi per le malattie potenzialmente contraibili in tali
situazioni.
Gli strumenti a disposizione per valutare sia il grado di
protezione della popolazione contro alcune malattie trasmissibili,
sia l'efficacia dei relativi programmi di immunizzazione sono
rappresentati dalla misurazione periodica delle coperture
vaccinali, dai dati di notifica delle malattie prevenibili con la
vaccinazione stessa nonché dall'identificazione dei ceppi che hanno
causato la malattia.
Tali strumenti si inseriscono in un quadro maggiormente ampio in
termini di sanità pubblica, di offerta delle vaccinazioni, le quali
devono essere sicure ed efficaci e rispondere ad un rapporto costo-
efficacia favorevole che dipende, tra gli altri, dalla riduzione
della morbosità di una data malattia e dal costo corrispondente del
programma di prevenzione.
A tale proposito, ai fini della valutazione delle potenzialità e
dei limiti di un vaccino, nel contesto della situazione
epidemiologica clinica, economica ed organizzativa del nostro
Paese, di notevole rilevanza appare lo strumento dell'Health
Tecnology Assessment che si configura come un ponte tra il mondo
scientifico e quello politico decisionale, andando a valutare le
caratteristiche di una patologia, i fattori di costo diretto ed
indiretto che la malattia induce nonché i possibili benefici che
potrebbero derivare dalla strategia vaccinale.
Quanto rappresentato sicuramente evidenzia la validità dello
strumento legislativo in parola.
Si aggiunga in ultimo che l'Assessorato della Salute della Regione
siciliana, in conformità all'obiettivo perseguito dalla normativa
vigente, ha condotto un'importante attività di sensibilizzazione
mediante campagna sui principali mezzi di comunicazione finalizzata
a favorire una più ampia adesione consapevole alla vaccinazione.
Anche le Aziende del Servizio Sanitario Regionale, su indicazione
dell'Assessorato, sono state sollecitate in questa direzione perché
siamo fermamente convinti che la prevenzione vaccinale costituisca
il più valido strumento di azione.
PRESIDENTE. Nessuno chiede di intervenire.
CAPPELLO. Signor Presidente, non chiede se gli interpellanti sono
soddisfatti, non sono soddisfatti?
PRESIDENTE. Ma l'onorevole Foti non c'è
CAPPELLO. Sono anch'io firmatario dell'interpellanza e mi dichiaro
insoddisfatto della risposta.
PRESIDENTE. Insoddisfatto, va bene.
Si passa all'interpellanza n. 55 «Chiarimenti circa la figura
professionale di autista-soccorritore 118», a firma degli onorevoli
Cannata, Mancuso, Genovese, Calderone, Gallo.
L'onorevole Cannata non è in Aula. Gli onorevoli Mancuso e
Genovese neanche. Gli onorevoli Calderone e Gallo non intendono
illustrarla. Pertanto, ha facoltà di parlare l'assessore per la
salute, Razza, per fornire la risposta.
RAZZA, assessore per la salute. Grazie, signor Presidente, lascerò
anche copia della risposta scritta all'interrogazione, come mi è
stato rappresentato nella mattinata di oggi dall'onorevole Cannata,
che è la prima firmataria dell'interrogazione alla quale ho
provveduto anche a consegnarne copia.
In riscontro all'interpellanza in oggetto devo evidenziare quanto
segue.
Il profilo professionale dell'autista-soccorritore in Italia non è
mai stato istituito. L'accordo del 22 maggio 2003, recante linee
guida su formazione ed aggiornamento ed addestramento permanente
del personale operante nel sistema di emergenza-urgenza, dispone
che il personale volontario dipendente di pertinenza delle
organizzazioni di cui all'articolo 5, commi 2 e 3 del decreto del
Presidente della Repubblica 27 marzo 1992, inclusi gli autisti, che
svolge la sua attività sui mezzi di soccorso di base avanzati del
sistema 118 deve essere in possesso della qualifica di
soccorritore. Tale qualifica viene conferita dopo la frequenza ed
il superamento di un apposito corso, secondo modalità di
svolgimento e verifiche da stabilirsi a livello regionale. Il
soccorritore deve possedere inoltre le conoscenze di base e le
capacità utili per l'espletamento delle attività inerenti il
trasporto ordinario per conto del Servizio Sanitario Nazionale
secondo programmi, modalità di svolgimento e verifiche da
stabilirsi a livello regionale.
Le Regioni ed il Ministero della salute hanno lavorato per
l'istituzione del profilo professionale senza, tuttavia,
raggiungere, fino ad oggi, un accordo. Infatti, con nota protocollo
n. 8980 del 21 febbraio 2014 il Ministero della salute ha
comunicato al coordinatore della Commissione salute della
Conferenza delle Regioni che la proposta ministeriale di
istituzione del profilo non era stata condivisa da tutte le Regioni
e che la figura dell'autista-soccorritore risulta istituita solo
nelle regioni Veneto e Val d'Aosta in virtù di specifiche leggi
regionali, a suo tempo, valutate dal Ministero della salute
rispettose del riparto di competenza. Per le rimanenti Regioni e
Province autonome si rappresenta la necessità di attivare le idonee
procedure di corretto utilizzo del personale assunto come autista
che, ai sensi dell'ordinamento vigente, non può prestare ausilio al
personale sanitario addetto al soccorso.
Infine, con riferimento all'istituzione della figura di
soccorritore auspicata da diverse Regioni si rappresenta una forte
perplessità di quest'amministrazione, riferendosi al Ministero
della salute di allora, ferma restando la disponibilità di un
approfondimento nel merito.
Con riferimento al personale in servizio presso la S.E.U.S. 118
con funzioni di autista-soccorritore, la disciplina di riferimento
è quella contenuta all'articolo 10 del Decreto assessoriale 25
marzo 2004 recante linee guida per la formazione del personale
medico operante nel servizio emergenza-urgenza sanitaria S.E.U.S.
118 .
Nello specifico la Regione siciliana nel biennio 2011-2012, a
seguito degli accordi organizzativi stipulati con i decreti dei
dirigenti generali n. 224 dell'11 febbraio 2011 e n. 842 del 16
maggio 2011 tra l'Assessorato della Salute, Dipartimento Attività
Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico, il CEFPAS, le Aziende
Sanitarie Provinciali di Palermo, Messina, Agrigento,
Caltanissetta, Enna, Siracusa e Trapani e la S.E.U.S. 118, si è
proceduto alla riqualificazione di 400 autisti in soccorritori-
operatori socio-sanitari, ai sensi di quanto previsto dall'accordo
Stato-Regioni del 22 febbraio 2001.
Si aggiunga, inoltre, che nell'ambito del progetto la simulazione
per il governo clinico, la qualità e la sicurezza delle cure
affidato al CEFPAS dall'Assessorato regionale della salute, sono
stati realizzati 163 corsi di BLS-D che hanno visto destinatari
2.842 autisti-soccorritori, 66 corsi di trauma base destinati a
1.386 operatori tra cui anche gli autisti-soccorritori.
Infine, col decreto del dirigente generale n. 901 del 25 marzo
2015 è stata affidata alla S.E.U.S S.p.A. la realizzazione di 100
corsi di formazione teorico-pratici su comunicazioni in emergenza,
aspetti tecnico-operativi relazionali e personali, che ha visto
come destinatari, nell'anno 2016, 2.883 autisti soccorritori.
L'Assessorato della Salute, com'è noto, pone grande attenzione nei
confronti di questo profilo professionale, tanto da sostenere e
promuovere periodicamente attività di formazione e aggiornamento.
E' noto, altresì, che è oggetto di attuale valutazione
dell'Assessorato, oltre che l'organizzazione di nuove attività di
formazione, utile a promuovere i superiori livelli di assistenza,
anche l'opportunità di intervenire, in modo organico, nella
ridefinizione di questa figura professionale.
Devo, da ultimo, aggiungere che in tutti gli incontri che
l'Assessorato ha tenuto con i rappresentanti delle organizzazioni
sindacali nell'ambito della fase di riorganizzazione del servizio
delle emergenze-urgenze in Sicilia, è pervenuta altresì la
richiesta di attendere la definizione del tavolo nazionale perché,
mentre chi parla risponde all'interpellanza dell'onorevole Cannata,
vi è in atto una contrattazione tra le parti sociali ed il Governo
per addivenire nell'ambito dei nuovi profili contrattuali ad
inserire proprio la qualifica di autista-soccorritore. Sicché i due
tavoli è ragionevole che procedano parallelamente: quello per la
individuazione della figura sul piano nazionale e quello per la
riorganizzazione del servizio sul piano regionale.
PRESIDENTE. I parlamentari sottoscrittori dell'interpellanza non
sono presenti in Aula, quindi, si passa all'interrogazione n. 293
«Potenziamento degli organici dei distretti sanitari, con
particolare riferimento a quelli di Adrano e Paternò (CT)», a firma
degli onorevoli Bulla e Zitelli:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
i distretti sanitari della Regione siciliana sono lo strumento
territoriale strutturato per consolidare e migliorare i servizi a
tutela della salute;
nella provincia di Catania i 9 distretti sanitari riescono con
fatica a soddisfare le richieste di cura che provengono dalla
cittadinanza, a causa dei tempi d'attesa e della carenza cronica di
personale;
sottolineato che:
i distretti sanitari di Paternò, che include i comuni di Belpasso
e Ragalna e di Adrano, che include i comuni di Biancavilla, Santa
Maria di Licodia, sembrano essere particolarmente in affanno
rispetto al numero di utenti che fruiscono dei servizi
territoriali;
la carenza di organico è la nota più dolente, soprattutto nei mesi
estivi, quando la turnazione feriale riduce ancora di più il numero
di addetti ai servizi, ma che persiste durante tutto l'anno;
per sapere:
se intendano porre rimedio alla cronica carenza di organico dei
distretti di Adrano e Paternò, in considerazione della riduzione di
personale dovuta ai pensionamenti, alle mobilità e alla turnazione
feriale degli addetti;
quale sia la programmazione dei distretti sanitari affinché per il
futuro si possa prevedere un piano più razionale di distribuzione
delle risorse umane a tutela e salvaguardia del diritto alla salute
della nostra comunità».
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Ha facoltà di parlare l'assessore per la salute, Razza, per
fornire la risposta.
RAZZA, assessore per la salute. Grazie Presidente, rispondo
all'interrogazione dell'onorevole Giovanni Bulla, in relazione al
potenziamento degli organici nei distretti sanitari con riferimento
particolare al distretto sanitario di Adrano e di Paternò.
L'Azienda Sanitaria Provinciale di Catania, con nota che mi è
stata inviata in data 8 ottobre 2018, ha riscontrato la richiesta
di chiarimenti relativi all'esigenza di potenziamento degli
organici dei distretti sanitari oggetto dell'interrogazione.
L'Azienda ha riferito che, al fine di migliorare i servizi sanitari
distrettuali, è stato previsto un incremento significativo, in
pianta organica, del personale medico e del comparto dei distretti
sanitari, in conformità a quanto definito dalle linee assessoriali
che regolano la materia. Specificamente: per il distretto sanitario
di Paternò è previsto un aumento della dotazione organica di 5
dirigenti medici e di 10 infermieri professionali. Rispetto
all'attuale situazione, quindi, che conta 7 dirigenti medici e 14
infermieri professionali, entro il 2020, che è il termine finale
del Piano triennale del fabbisogno, allo stato vigente, opereranno
nel distretto di Paternò 12 dirigenti medici e 24 infermieri
professionali.
Per quanto in relazione, invece, al distretto sanitario di Adrano,
rispetto agli attuali dirigenti medici è previsto l'incremento di
n. 3 unità e di n. 7 unità di infermieri professionali. Entro il
2020, anche in questo caso, opereranno nel distretto sanitario di
Adrano n. 11 Dirigenti medici e n. 18 infermieri professionali, a
fronte degli attuali 8 e 11.
L'incremento del personale per come descritto, si pone in linea
con l'intento perseguito dal Governo di migliorare i servizi resi
sul territorio. Tale impegno sarà funzionale, in particolar modo,
al riordino complessivo delle cure primarie ed all'incremento
dell'offerta orientata, in particolare con quanto riguarda la presa
in carico dei pazienti cronici e dei pazienti fragili.
Ovviamente tutto questo si inserirà anche nell'ambito del secondo
step al quale lavora il Governo, che è la definizione della rete
dei territori che segue la riorganizzazione della rete sanitaria
per la quale riorganizzazione, mi fa piacere comunicare al
Parlamento, che si sono già tenute tre riunioni con l'agenzia
nazionale dei sistemi sanitari regionali, e che si prevede la
definizione del documento di programmazione entro il mese di maggio
di quest'anno.
PRESIDENTE. Grazie assessore, l'onorevole Bulla si ritiene
soddisfatto?
BULLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BULLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, io
conosco bene la sua persona e la sua sensibilità per quanto
riguarda l'assessorato che lei dirige, però le voglio dire che la
gente non può aspettare il 2020. Oggi, per il diritto alla salute,
le persone hanno la necessità di avere i servizi territoriali
subito, non nel 2020, quindi io le chiedo, assessore, di provvedere
con i tempi dovuti subito, ad ottemperare a quanto richiesto, cioè
la pianta organica può aspettare, ma i servizi alla salute dei
cittadini non possono aspettare.
Quindi, se si fa una ricognizione sul personale, può essere
trasferito per mobilità il personale medico, paramedico ed
amministrativo per garantire questi servizi che sono essenziali per
la tutela della salute dei cittadini, non solo del territorio di
Adrano del distretto di Adrano e del distretto di Paternò, ma penso
che tutti i distretti della provincia di Catania soffrono questa
carenza di personale. Ancora oggi, caro assessore, con la quota 100
molti medici, paramedici vanno in pensione, questo problema si
accentuerà da qui a qualche mese, quindi io le chiedo di provvedere
insieme appunto ai vertici dell'Asp di Catania, ad attuare subito
una soluzione per questa problematica che riguarda i cittadini
della Sicilia, i cittadini della provincia di Catania, per quanto
riguarda la loro salute.
PRESIDENTE. Onorevole Bulla, è soddisfatto o parzialmente?
BULLA. Sono soddisfatto per quanto riguarda l'impegno che sono
sicuro l'Assessore metterà, ma non sono soddisfatto per quanto
comunicato dai vertici dell'Asp.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 308 Chiarimenti in
merito alla governance dell'Istituto Giuseppe Giglio di Cefalù
(PA) . Ne do lettura:
Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
il 17 gennaio 2003 nasceva La Fondazione Istituto San Raffaele G.
Giglio di Cefalù, uno dei primi
modelli in Italia di sperimentazione pubblica-privata per la
gestione di un ospedale pubblico, secondo quanto previsto
dall'articolo 9 bis della legge n. 502 del 1992, attraverso una
joint venture tra la Regione siciliana, il Comune di Cefalù,
l'Azienda USL 6 di Palermo, oggi Asp, e la Fondazione San Raffaele
del Monte Tabor di Milano;
la Fondazione de qua era stata costituita con l'obiettivo di
trasformare l'ospedale Giuseppe Giglio in centro di eccellenza, di
ricerca, di alta specializzazione a prevalenza oncologica ma non
esclusiva, attraverso il trasferimento del know-how dal San
Raffaele di Milano. Nata anche con lo scopo di ridurre la mobilità
sanitaria passiva dalla Sicilia verso altre regioni, come per il
San Raffaele di Milano, anche a Cefalù, la mission è indirizzata su
tre direttrici: clinica, ricerca e formazione;
ai vertici della Fondazione siedeva un consiglio di
amministrazione composto da cinque membri, tre di nomina pubblica e
due di nomina privata. Il direttore generale è nominato dal
Consiglio di Amministrazione su designazione del San Raffaele di
Milano;
ultimata questa sperimentazione, il Consiglio di Amministrazione
veniva commissariato e l'Assessore regionale per la salute nominava
Commissario il dottor Antonino Mangiacavallo; il 24 dicembre 2013,
la Giunta Regionale approva con delibera le modifiche allo statuto
della Fondazione,nominando a far data dal 1 gennaio 2014,
commissario straordinario il dott. Giuseppe Ferrara, già direttore
sanitario dell'ospedale di Cefalù (funzione che ha mantenuto ad
interim, il dr. Ferrara ha cessato le funzioni di Commissario
straordinario in data 13.05.2015 con l'insediamento del Consiglio
di Amministrazione e del presidente, dott. Giovanni Albano;
rilevato che:
il presidente della Fondazione, con il nuovo Statuto, viene
designato dal presidente della Regione e i soci fondatori della
Fondazione che ha assunto la denominazione di Istituto G. Giglio di
Cefalù sono la Regione siciliana, il Comune di Cefalù, l'Asp di
Palermo, a cui si aggiungo i nuovi l'ARNAS Civico G. Di Cristina
Benfratelli di Palermo e l'Azienda Ospedaliera Ospedali riuniti
Villa Sofia
- Cervello di Palermo;
lo scorso 4 aprile con delibera della Giunta della Regione
siciliana numero 156 è stato approvato un atto di indirizzo che
ridisegna la governance della Fondazione Giglio con la fuoriusciuta
dal board dell'Arnas Civico e dell'Azienda Villa Sofia Cervello e
l'apertura a un partner privato;
lo scorso 14 aprile, all'indomani della delibera, la Fp Cgil ha
inviato una lettera in Assessorato alla sede di piazza Ottavio
Ziino chiedend o un incontro all'assessore regionale per la salute;
nella suddetta lettera si dice che 'Per due anni il Cda del Giglio
è stato senza il direttore amministrativo e da sei mesi senza il
direttore sanitario';
nella stessa lettera si aggiunge inoltre che 'l'adozione di atti
unilaterali ha generato un clima di malessere organizzativo, che ha
determinato sempre più incomprensioni fra e con il personale,
disfunzioni nell'assistenza ai pazienti ricoverati, attriti tra le
diverse figure sanitarie';
appreso:
il recente episodio, riportato dalla stampa, sulla mancanza delle
garze laparotomiche che ha determinato la temporanea chiusura della
sala operatoria e sui ritardi diagnostici, di oltre 2 mesi, con
conseguente ritardo terapeutico dovuto alla insufficiente presenza
di personale medico nel servizio di anatomia patologica;
che la Fp CGL indica tra le disfunzioni 'il mancato rinnovo del
parco tecnologico, ormai obsoleto, con particolare riferimento alle
apparecchiature di radiodiagnostica e di medicina nucleare. La Pet
risulta ferma da oltre 3 mesi per un guasto tecnico. E rimane un
dato di fatto grave la carenza di medici e infermieri, aggravata
dalla fuga di professionalità, la cui responsabilità risiede
nell'organizzazione del lavoro che avviene senza una preventiva
consultazione con le rappresentanze sindacali, malgrado le numerose
richieste d'incontro rimaste inevase';
che nella succitata lettera si legge che la Fp CGL inoltre
contesta l'elargizione, 'immotivata e non concordata con le
organizzazioni sindacali, nel corso di questi ultimi anni, di
numerosi assegni ad personam, nonostante le criticità di bilancio e
l'esubero di personale amministrativo';
per sapere:
per quale motivo nella delibera di Giunta dello scorso 4 aprile si
scriva, a proposito di criteri e requisiti del Presidente, del Cda,
che non dovranno essere esaustivamente considerati in possesso dei
req uisiti professionali e accademici. Con le conseguenze di
conoscere, pertanto, quali altri requisiti saranno allora
richiesti;
se corrisponde al vero la notizia secondo la quale all'interno del
'Giglio' operino 140 amministravi quando in realtà ve ne sarebbe
bisogno di appena un terzo;
se corrisponda al vero il dato secondo il quale ci sarebbe una
fuga di anestesisti e che per questo arrivino dal policlinico,
pagati profumatamente dalla Fondazione con circa 1.200 euro per
dieci ore di servizio;
quanto si spenda per consulenze di anatomia patologica e quali
siano i tempi di consegna dei referti citoistologici;
quali unità operative del 'Giglio' non abbiano un medico
responsabile, con incarico quinquennale, ma vengano invero affidate
n ella gestione a dei facenti funzione con incarichi di pochi mesi
che non garantiscono, per questo, la continuità della
programmazione sanitaria.
Ha facoltà di parlare l'assessore per la salute per la rispondere
all'interrogazione.
RAZZA, assessore per la salute. Grazie, Presidente, signori
deputati, rispondo all'interrogazione dell'onorevole Figuccia che
avanza una richiesta di chiarimenti in merito alla governance
dell'Istituto Giuseppe Giglio di Cefalù.
Con Decreto assessoriale n. 1128 del 19/6/18 l'assessore per la
salute ha provveduto alla nomina di un Commissario ad acta presso
la Fondazione Giglio di Cefalù, al fine di garantire l'approvazione
delle modifiche statutarie che erano state decise dalla Giunta
regionale con la delibera n. 156 del 4/4/18.
Nella predetta delibera sono state effettuate alcune consistenti
modifiche statutarie, come da atto notarile Modifica dello Statuto
di Fondazione repertorio n. 4320 raccolta 3386 del 22/6/18, in
particolare l'articolo 8, punto 3) del modificato Statuto,
relativamente agli organi della Fondazione recita che: I
componenti del Consiglio di Amministrazione devono essere in
possesso di documentati requisiti di indipendenza, di elevata
professionalità e di onorabilità, nonché di qualificata competenza
ed esperienza gestionale, economica e/o giuridica. In particolare,
tali componenti saranno scelti, nel rispetto delle previsioni di
cui al D.Lgs. 39 dell'8/04/2013, tra coloro che sono in possesso
dei requisiti previsti dall'art. 19, comma 6, del D.Lgs. 165 del
2001, e altresì tra coloro che abbiano ricoperto, per almeno un
intero mandato non inferiore a un triennio, incarichi analoghi a
quelli oggetto di nomina presso enti del Sistema Sanitario
Nazionale, o con lo stesso integrati o accreditati, e presso
soggetti, pubblici o privati, aventi finalità coincidenti con
quelle di cui al precedente articolo 2. Ovvero, che siano stati
inquadrati, per almeno dieci anni, con funzioni di responsabilità
di articolazioni organizzative presso pubbliche amministrazioni che
svolgano attività assistenziali, enti di diritto privato in
controllo pubblico, non ché società aventi fatturato annuo non
inferiore a quello risultante dalla media degli ultimi tre bilanci
di esercizio della Fondazione.
Potranno essere, altresì, nominati i soggetti di cui all'art. 3
delle L.R. 20/06/1997 n. 19, come modificato dall'art. 81 comma 2
della L.R. 8/05/2018 n. 8, ovvero coloro che siano in possesso dei
requisiti previsti per la nomina a Direttore generale.
In merito al numero del personale amministrativo, che opera
all'interno della Fondazione, si allega la Tabella C - e metterò a
disposizione dell'onorevole interrogante - Profilo professionale
del personale tecnico amministrativo, alla data del 31/10/2016 che
è stata inviata dalla Fondazione Giglio al Servizio 1 di questo
Assessorato.
Quanto alle altre richieste, contenute nell'interrogazione, circa
la cosiddetta fuga di anestesisti, costi delle consulenze di
anatomia patologica, i tempi di consegna dei referti cito-
istologici e sui medici responsabili, in carico alle unità
operative della Fondazione, sono in corso ulteriori approfondimenti
con il Presidente della Fondazione, che è stato destinatario di un
adeguato intervento da parte dell'Assessorato.
Mi si consenta, in ultimo, di dire che sulla Fondazione Giglio di
Cefalù l'intervento del Governo della Regione, è stato un
intervento particolarmente significativo. Lo è stato perché,
notoriamente il fallimento della sperimentazione che aveva portato
al rapporto con la struttura milanese, che aveva iniziato il
percorso a Cefalù, insieme alla Fondazione Giglio, ha avuto le note
vicende che tutto il Parlamento conosce, ma soprattutto perché,
nell'ambito di una ristrutturazione sostanziale e dell'affidamento
di una missione nell'ambito di una strategia complessiva di
presenza del Sistema sanitario regionale, l'intervento che la
Regione ha cercato di porre in essere uno stato di riordino della
Fondazione dal punto di vista statutario, e di individuazione delle
procedure, finalmente procedure aperte alla evidenza pubblica, per
dare alla fondazione un partner ulteriore sul quale poter
continuare a costruire la propria azione nell'ambito del territorio
della Regione, non dimenticando mai che si è deciso, nella passata
esperienza di Governo di dare alla Fondazione Giglio l'assetto
istituzionale di una Fondazione di partecipazione.
Faccio riferimento, non soltanto alla delibera adottata dalla
giunta di Governo, ma faccio riferimento anche all'intervento sullo
statuto e alla previsione di una procedura di evidenza pubblica,
per l'individuazione di un partner privato, perché non sfuggirà
alla memoria di chi ha maggiori ricordi sui metodi con i quali, in
Regione, si è dato luogo a rapporti convenzionali con soggetti
privati per ricordare che, proprio di recente, l'autorità nazionale
anticorruzione - con una nota che è stata inoltrata alla Ragione
quasi a un anno di distanza da quella opportuna decisione presa dal
Governo, lo scorso anno - ha richiamato la necessità assoluta
affinché si faccia ricorso alle procedura di evidenza pubblica per
l'individuazione delle forme di partnership privata, anche quando
si riferiscono ad una Fondazione che, ancorché partente da un
impianto di Fondazione di diritto privato, in realtà opera con una
partecipazione piena di soggetti di diritto pubblico.
Volevo chiarire questo aspetto, perché alla Fondazione Giglio di
Cefalù il Governo della Regione affida un compito molto importante,
che è il compito di utilizzare al meglio la propria natura di
fondazione di partecipazione, cui partecipano enti pubblici per
contribuire in maniera significativa alla riduzione della mobilità
passiva per un verso ed allo stimolo della mobilità attiva
dall'altro verso.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, si ritiene soddisfatto?
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, mi
ritengo soddisfatto intanto per come il Governo ha,
tempestivamente, in maniera decisa affrontato la questione. Una
questione che, evidentemente, aveva troppi punti di criticità, una
serie di zone grigie, definiamole così, dove si annidavano aspetti
che, evidentemente, andavano non solo affrontati ma con
determinazione anche in alcuni casi davvero rimossi. Una Fondazione
che da quel 17 gennaio 2003 nasceva come Istituto di
sperimentazione in una partnership pubblica e privata che avrebbe
messo al centro del comprensorio di Cefalù l'opportunità di veder
garantito quel diritto alla salute in chiave innovativa come sino a
quel momento, probabilmente, non era possibile immaginare in quel
comprensorio.
Quando io feci l'interrogazione, che mi fu sollecitata dal
Territorio, anche da alcune testate giornalistiche on-line di quel
comprensorio, si faceva riferimento, ovviamente, non soltanto al
malessere organizzativo da cui si prende spunto per
l'interrogazione, ma si faceva riferimento alla grande difficoltà
di accesso a servizi sanitari rispetto ai quali, ovviamente, la
popolazione si aspettava prestazioni di eccellenza che non
arrivavano e, di fronte a quel malessere organizzativo, posto in
essere anche da alcune organizzazioni sindacali, ovviamente, si
entrava addirittura in una condizione di disagio, di malessere e di
disapprovazione quando quegli aspettavi si sposavano poi con alcuni
episodi che divennero episodi di cronaca, che vedeva tristemente
protagonista quella struttura sanitaria.
Ricorderete l'episodio delle garze che portarono ad una, seppure
temporanea, comunque chiusura della sala operatoria, nonché sugli
infiniti ritardi diagnostici. Ecco, rispetto a questi aspetti,
penso che l'assessore, e per questo mi ritengo soddisfatto
dall'analisi che viene fatta ma, soprattutto, dal modo in cui si
punta ad individuare la soluzione, intanto parla finalmente e credo
che al Governo vada riconosciuto questo merito di individuazione di
procedura di evidenza pubblica, per far riferimento ad una
partnership privata che non poteva continuare ad essere rinviata
con quel sistema di macchiette, perché di questo si è trattato,
quando a quel tempo nel Governo precedente si continuava a
procedere in quella direzione.
Finalmente mi sembra che, almeno su questo aspetto, si voglia
porre fine a quella che è stato un vero e proprio fallimento,
assessore Razza, di quella sperimentazione con la struttura
milanese, un fallimento assessore Razza, rispetto al quale noi
dobbiamo voltare pagina. Mi sembra che il Governo Musumeci lo stia
facendo, ovviamente, mi riservo di approfondire alcuni aspetti.
Lei rimandava alla tabella allegata che adesso, subito dopo il mio
intervento, ovviamente le chiederò, perché si possa finalmente
intervenire a partire dagli approfondimenti sulla Governance, ma
andando avanti per garantire quel diritto alla salute che un ampio
territorio non soltanto della Regione siciliana, perché quella
struttura di eccellenza nel tempo è diventata e potrà continuare ad
esserlo, se noi poniamo le giuste attenzioni per cittadini che si
spostano ogni tanto da altre Regioni del Nord verso la Sicilia.
Perché spesso si parla di sprechi parlando della sanità regionale,
ma non si considera come tante di quelle di multinazionali
accreditate, non certo siciliane, hanno le loro sedi in Regioni
come quella del Veneto, della Lombardia, dell'Emilia Romagna, e lì
si annidano invece degli sprechi che, ovviamente, incassano le
risorse che arrivano dai contribuenti siciliani.
Ecco, se noi rispetto alla struttura di Cefalù, rispetto al San
Raffaele, riusciamo ad invertire la rotta, io sono certo che i
siciliani tutti ce ne saranno profondamente grati.
Quindi, io mi ritengo soddisfatto ma, come ho detto, mi riservo di
approfondire le tabelle, grazie.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 402 "Formazione del
personale adibito alla produzione, preparazione, confezionamento,
manipolazione, trasporto, somministrazione e vendita di alimenti";
ne do lettura:
Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
mediante il Decreto del 19/02/2018, pubblicato nella GURS del
09/03/2018 l'Assessore Regionale alla Salute ha definito i criteri
e le procedure per la formazione del personale adibito alla
produzione, preparazione, confezionamento, manipolazione,
trasporto, somministrazione e vendita di alimenti;
in particolare, mediante l'art. 7 del decreto veniva affermato
che: è necessario che tra il personale docente sia compreso sempre
un medico specialista in Igiene e Medicina Preventiva e un medico
veterinario specialista in Ispezione degli Alimenti di Origine
Animale;
alcuni ordini professionali ( biologi e tecnologi alimentari)
hanno impugnato il decreto nella parte in cui preferiva alcune
figure rispetto ad altre ed il Tribunale Amministrativo, mediante
ordinanza cautelare 488/2018, ha sospeso il provvedimento
impugnato, ordinando all'amministrazione un riesame dello stesso;
senonché, l'Assessorato alla Salute, in luogo di ottemperare
all'ordinanza proposta, ha ritenuto sospendere l'intero decreto, in
attesa della trattazione del merito;
considerato che:
giova premettere che la finalità del decreto oggi sospeso mirava a
consentire ad alcune figure professionali di poter svolgere la
funzione di formatori nel settore alimentare;
si riporta, sul punto, uno stralcio del decreto del 19/02/2018,
oggi sospeso:
'Considerato che la riforma universitaria ha portato alla
creazione di nuove figure professionali che hanno titolo ad essere
inserite tra il personale docente e che possano essere esentati
dall'obbligo formativo di cui al presente decreto;
Considerato che sempre più frequentemente viene richiesta la
possibilità di prevedere la formazione a distanza (FAD) in
sostituzione di quella residenziale anche per il personale adibito
alla produzione, preparazione, confezionamento, manipolazione,
trasporto, somministrazione e vendita di alimenti';
atteso che:
oggi, per effetto della sospensione integrale del decreto,
avvenuta non osservando il provvedimento cautelare citato, si
determina quanto segue:
l'attività di formazione del personale impegnato nel settore viene
svolta dai formatori storici, ciò arrecando pregiudizio alle nuove
figure professionali (a cui viene inibita tale percorso
professionale);
non viene data la possibilità di svolgere la formazione a
distanza;
esposizione ad azioni risarcitorie, per perdita di chances, da
parte di tutti i professionisti che per effetto del decreto sospeso
non hanno avuto ingresso nel mondo dei formatori;
per sapere per quali ragioni codesto Assessorato non intende
ottemperare all'ordinanza cautelare 488/2018, previo annullamento
del decreto del 09/07/2018, così interrompendo il pregiudizio
potenziale nel quale è stata trascinata la Regione siciliana.
Ha la facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
RAZZA, assessore per la salute. Grazie signor Presidente. Rispondo
all'interrogazione dell'onorevole Tommaso Calderone, in relazione
alla formazione del personale adibito alla produzione,
preparazione, confezionamento, manipolazione, trasporto,
somministrazione e vendita di alimenti.
Intanto, particolarmente, lo ringrazio per avere toccato un tema
che, quando si affrontano le rubriche della salute, quello della
qualità dei cibi, dell'alimentazione e della modalità di gestione
dei processi non sempre risulta di primaria attualità ed in questo
caso, anche grazie all'intervento dell'onorevole interrogante, ci
consente di aprire una finestra su questa vicenda.
Con Decreto Assessoriale n. 275 del 19/02/2018, è stato approvato
l'Allegato tecnico inerente criteri e procedure per la formazione
del personale adibito alla produzione, preparazione,
confezionamento, manipolazione, trasporto, somministrazione e
vendita di alimenti. Avverso tale decreto ha proposto ricorso
innanzi al TAR di Palermo l'ordine nazionale dei biologi, basandone
i contenuti su presunte forme di discriminazione di natura
professionale tra i ricorrenti e le figure professionali
obbligatorie previste nel team formativo dall'Allegato tecnico al
Decreto.
Anche l'ordine dei tecnologi alimentari di Sicilia e Sardegna,
ripercorrendo fondamentalmente le stesse motivazioni dell'ordine
dei biologi, ha proposto ricordo al TAR Catania richiedendo la
modifica del Decreto nella parte in cui non prevede la figura del
tecnologo alimentare tra il personale docente obbligatorio.
Un ulteriore ricorso è pendente al TAR Palermo ed è stato proposto
dall'Associazione CAT Consulenza e Formazione, con sede in Milazzo,
le cui motivazioni sono basate sulle modalità di erogazione della
formazione in modalità FAD.
L'ordinanza n. 488/2018 del Tribunale Amministrativo Regionale di
Palermo, che si è pronunciato sul ricorso proposto dall'ordine
nazionale dei biologi, ha disposto la sospensione dell'efficacia
del provvedimento impugnato ai fini di un'attività di riesame da
parte dell'Amministrazione, fissando per la trattazione di merito
del ricorso la seconda udienza pubblica nel mese di maggio 2019. In
merito a quanto rappresentato dagli interroganti, l'Assessorato per
la salute ha dato esecuzione, e non poteva che essere così,
all'ordinanza del TAR Palermo, il quale nell'accogliere il ricorso
presentato aveva sospeso l'efficacia del provvedimento impugnato ai
fini dell'attività di riesame.
Per quanto sopra, sono state attivate le interlocuzioni necessarie
con l'Avvocatura Distrettuale dello Stato al fine di proporre un
provvedimento che possa superare le criticità oggetto dei ricorsi.
Per tale ragione è in corso di adozione il provvedimento di
modifica del Decreto Assessoriale 275/2018 che prevede: la
rimodulazione dei criteri per l'individuazione dei formatori
evitando la previsione obbligatoria nell'ambito del gruppo docente
di ogni attività formativa; della figura del medico specialista in
igiene e medicina preventiva e del medico veterinario specialista
in ispezione di alimenti di origine animale.
Tale soluzione appare condivisibile, atteso che il giudice
amministrativo concedendo la sospensione ha ritenuto ad un primo
esame che i motivi di censura dedotti nel ricorso dei biologi
apparissero assistiti da un sufficiente fumus boni iuris e quindi,
ad avviso dell'Amministrazione, è apparso necessario ancorché utile
non fare attendere ai ricorrenti la pronuncia di un giudizio di
merito di primo grado, ma assumere ad esito del giudizio cautelare,
le competenti attività.
L'Avvocatura dello Stato, espressamente interpellata sulla
possibilità di proporre un appello cautelare avverso l'ordinanza,
aveva fatto presente che un'eventuale iniziativa risulterebbe
sfavorevole per l'Amministrazione, potendosi tradurre anche in un
ingiustificato aggravio di oneri connessi alla condanna alle spese
all'esito del gravame.
Parimenti, un'ulteriore modifica per la formazione a distanza con
soluzioni che possano superare alcuni dei motivi che stanno alla
base del ricorso proposto anche dall'Associazione consulenze e
formazione di Milazzo, senza svilire i principi sui quali il
provvedimento di decreto assessoriale, era stato concepito.
In particolare si è pensato di consentire, nella logica della
semplificazione delle attività che per la formazione erogate in
modalità FAD, cioè la formazione a distanza, che anche l'esecuzione
del testo finale possa essere effettuata nella medesima modalità e
parimenti di non limitare espressamente al territorio regionale
siciliano la validità degli attestati rilasciati ai sensi del
presente decreto.
Le proposte di modifica, in buona sostanza, tengono conto non
soltanto dell'iter che si è determinato innanzi al Tribunale
amministrativo regionale ma anche delle giuste aspettative dei
portatori di interessi che avevano presentato ricorso avverso il
provvedimento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Calderone per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, sì, mi ritengo pienamente soddisfatto e grazie assessore
per le dotte delucidazioni.
Era ed è un problema molto delicato, e salutiamo veramente con
soddisfazione tutta l'attività postuma che è stata avanzata e posta
in essere dall'assessorato, perché così si eviteranno tanti
problemi tecnici e, soprattutto, tante pretese risarcitorie.
Quindi, mi ritengo pienamente soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 100 Interventi per
limitare il fenomeno del randagismo , dell'onorevole Siragusa ed
altri.
Ne do lettura:
Al Presidente della Regione, all'Assessore per la salute e
all'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
premesso che:
nella notte tra il 22 e 23 settembre c.a., nella frazione di
Madonnuzza, Petralia Soprana, sono state rivenute numerose carcasse
di cani randagi che, secondo le ricostruzioni pervenute, sono stati
avvelenati deliberatamente;
il fenomeno del randagismo nel Comune di Petralia Soprana è sempre
più diffuso e conosciuto da tempo. Infatti, l'amministrazione
madonita è stata più volte contattata, anche attraverso i canali
PEC ufficiali, da diverse associazioni animaliste al fine di porre
le necessarie azioni di messa in sicurezza sia degli animali sia
dei cittadini;
ritenuto che:
nonostante le numerose segnalazioni, non vi è stato alcun
intervento da parte dell'Amministrazione, così come previsto dagli
obblighi in capo ai Comuni disciplinati dalla legge quadro in
materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo;
ai sensi dell'art. 14 della L. R. n. 15 del 3/7/2000 i comuni
singoli o associati, direttamente o in convenzione con enti,
privati o associazioni protezionistiche o animalistiche iscritte
all'Albo regionale provvedano alla cattura dei cani vaganti con
sistema indolore e senza ricorrere all'uso di tagliole, di bocconi
avvelenati o di pungoli;
quanto sopra detto rientra fra le competenze del Sindaco nella
qualità di autorità sanitaria locale nonché di Ufficiale di
Governo;
atteso che in relazione al fenomeno del randagismo, negli ultimi
anni, si è assistito ad un vero e proprio processo di
intensificazione del problema, le cui cause sono da imputare sia ad
una sempre maggiore azione dell'uomo che immette sul territorio
(abbandono) una quantità di cani sia ad una normativa di settore
che non produce, di fatto, gli effetti necessari alla risoluzione
del problema;
per conoscere:
se ritengano di avviare le opportune verifiche attraverso le ASP
per accertare la provenienza dei cani avvelenati;
se abbiano intenzione di avviare un'ispezione al Comune di
Petralia Soprana per verificare se tutti gli adempimenti previsti
dalla legge regionale n. 15 del 3/7/2000 sono stati rispettati;
se, per porre reale rimedio alla grave piaga del randagismo,
intendano avviare una reale riforma di ammodernamento della legge
regionale 3 luglio 2000, n. 15.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per la salute per fornire la
risposta.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, rispondo all'interpellanza dell'onorevole Siragusa in
relazione agli interventi per limitare il fenomeno del randagismo.
Il servizio ispettivo del Dipartimento delle Autonomie Locali, con
nota prot. 17346 del 26 novembre 2018, ha chiesto al comune di
Petralia Soprana, cui si riferiva l'interpellanza, specifica
relazione in merito a quanto richiesto.
Il comune, con nota dell'11 dicembre 2018, ha riscontrato
chiarendo di aver attivato presso il comune un sistema di controllo
del fenomeno del randagismo, provvedendo ogni qualvolta vi fossero
segnalazioni in merito alla presenza di cani randagi, ad effettuare
appositi sopralluoghi con l'eventuale cattura e ricovero presso il
canile comprensoriale di Isnello.
Allo stato attuale sono ricoverati presso detta struttura, a
carico del comune, n. 11 cani per una spesa complessiva a carico
dell'ente pari a 20.730,00 euro.
Il comune ha, altresì, comunicato di aver avviato iniziative
finalizzate alla sensibilizzazione per favorire l'adozione dei cani
presenti sul territorio attraverso la proficua collaborazione
avviata con il servizio veterinario dell'ASP, provvedendo, altresì,
alla microcippatura degli animali.
Quanto ai fatti oggetto dell'interpellanza relativi al
ritrovamento di carcasse di animali, vittime di sospetto
avvelenamento, nella notte tra il 22 ed il 23 settembre il comune e
l'ufficio veterinario dell'ASP hanno provveduto ad effettuare il
sopralluogo oltre che ad avviare i dovuti accertamenti. Il comune,
infine, ha comunicato che circa gli animali ritrovati, è stato
accertato non fossero randagi, ma di proprietà privata.
Quanto alla richiesta di quali provvedimenti il Governo intenda
assumere al fine di fronteggiare il fenomeno del randagismo si
rappresenta che, nell'ambito delle azioni per il contrasto al
fenomeno del randagismo a seguito della rimodulazione dei Progetti
di piano sanitario regionale 2016 e 2017, sono state reperite le
risorse per due milioni di euro da destinare ai progetti di
sterilizzazione che le Aziende sanitarie provinciali hanno già
fatto pervenire e della cui valutazione si è occupato un apposito
gruppo di lavoro istituito presso il Dipartimento Attività
Sanitarie dell'assessorato per la Salute.
Aggiungo, inoltre, che, a sostegno dei Comuni della Regione
Siciliana è stato istituito, al fine di affrontare il fenomeno di
cui trattasi, un apposito fondo a cui i Comuni sprovvisti possono
attingere per progetti relativi all'edificazione di nuovi canili.
Si rimanda all'ultima legge di stabilità regionale, la n. 8 dell'8
maggio 2018 che, al comma 8 dell'articolo 99, ha destinato 20.000
migliaia di euro per la realizzazione di rifugi sanitari da parte
dei comuni singoli ed associati delle città metropolitane.
Da ultimo, appare opportuno richiamare la delibera della Giunta
del 19 dicembre 2018, con la quale il Governo della Regione ha
deliberato, coerentemente a quanto disciplinato dalla normativa
regionale, le linee guida per la prevenzione ed il contrasto al
fenomeno del randagismo.
Mi fa piacere, inoltre, comunicare che il lavoro che ha
determinato il gruppo per la valutazione dei progetti sui 2 milioni
di euro, che erano stati stanziati dal Governo della Regione, ha
fatto sì che, già, molte aziende sanitarie provinciali potessero
implementare le attività di microchippatura e le attività di
sterilizzazione dei cani.
L'azienda provinciale sanitaria di Catania, in collaborazione con
tutti i comuni del territorio della provincia, ha iniziato questo
percorso lo scorso lunedì. A cascata in queste settimane,
provvederanno tutte le aziende sanitarie provinciali.
Si è detto, ovviamente, anche negli incontri con le associazioni
che si occupano di tutelare gli animali, che il monitoraggio sulle
linee guida dovrà essere costante e che, ad un anno dall'entrata in
vigore delle linee guida, si potrà fare un primo bilancio per
verificare se esse hanno raggiunto gli obiettivi prefissati o se
meritano un intervento modificativo.
Da ultimo, e davvero in conclusione, esiste, da parte della
Commissione attivata da questo Parlamento, un'attività di riordino
della materia in punto di revisione legislativa ed a quella, dopo
la sua approvazione, si farà riferimento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Siragusa, per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
SIRAGUSA. Signor Presidente, prendo atto della risposta
dell'Assessore ed è un prendo atto che vorrebbe essere anche di
incoraggiamento per il Governo, è un tendente al sono
soddisfatto .
Non entro nel merito delle linee guida. C'è, fortunatamente, uno
step fra un anno, per verificare qual è il risultato, perché,
oggettivamente, in questo momento, sembrano tante bellissime idee
ma, che vanno, anche, spesso, in contraddizione tra di loro. Ma non
è questo il tema.
Il tema, invece, è proprio quello della Commissione randagismo.
Vorrei dare anch'io una buona notizia a lei ed all'Aula.
La Commissione randagismo, egregiamente presieduta dall'onorevole
Calderone, che è appena uscito, oggi, ha esitato il testo e mandato
in Commissione bilancio il testo definitivo per la valutazione.
E l'invito al Governo, per diventare veramente un sono
soddisfatto , ovviamente, è a farsi carico di quello che -
certamente lo sappiamo, lo sappiamo tutti quanti - è il peso
economico che dovrà questa legge sostenere. E, quindi, trasformare
questa presa d'atto in un sono soddisfatto è difendete e fate
in modo che questa legge non muoia in Commissione bilancio, ma,
diventi legge della Regione siciliana, facendo tutto quello che il
Governo deve fare per dare l'adeguato sostegno economico a questa
legge.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 453 Notizie in merito
agli esiti degli accertamenti ispettivi, a seguito del decesso
della signora G.G. presso l'U.O. di Cardiochirurgia del P.O.
Papardo di Messina . Ne do lettura:
Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
con nota prot. n. 37996/PG del 21 dicembre 2017 la Direzione
Strategica dell'Azienda sanitaria di Siracusa - con riferimento
all'assistenza prestata alla Sig.ra G. G., sia presso la UOC di
Cardiologia ed UTIC del P.O. di Avola, sia presso la UOC di
Cardiologia con UTIC ed Emodinamica Interventistica Cardiovascolare
del P.O. Umberto I di Siracusa, rispettivamente dal 5 all'11
novembre 2017 e dal 13 al 29 novembre 2017 - ha trasmesso due
relazioni, redatte dai due Direttori delle UOC interessate, dando
cognizione, altresì, del successivo ricovero della stessa presso
I'U.O. di Cardiochirurgia del P.O. Papardo di Messina, dal 4
dicembre 2017 fino al momento del decesso, occorso il 13 dicembre
2017;
con nota prot. n. 96182/831/AI/DASOE del 22 dicembre 2017 è stato
chiesto al Commissario del PO Papardo di Messina di trasmettere una
dettagliata relazione, corredata da documentazione sul percorso
assistenziale assicurato alla de cuius;
contemporaneamente, con nota prot. n. 96184/8311AI/DASOE del 22
dicembre 2017 è stata richiesta all'Asp di Siracusa e P.O. Papardo
di Messina copia della relativa documentazione clinica;
considerato che:
con propria nota prot. n. 660 1/831/Al/DASOE del 24 gennaio u.s.
sono stati incaricati per l'attività di verifica ispettiva un
Dirigente Medico Cardio-Anestesista, un Dirigente Medico Cardiologo
e un Dirigente Medico Cardiochirurgo, in servizio presso Strutture
sanitarie pubbliche di altri territori non ricadenti in quello
oggetto della verifica, i quali, in data 6 febbraio u.s., hanno
prodotto la relazione finale;
alla luce di quanto prima esposto, in relazione ai dati in nostro
possesso, risulta una corretta gestione clinica della paziente. L'
unica criticità sarebbe legata al non trasferimento della paziente
dalla UTIC di Siracusa alla Cardiochirurgia di Messina; infatti,
viene dimessa a domicilio in data 29/11/2017 in accettabili
condizioni di compenso emodinamico , asintomatica per angor dispnea
mentre giunge dopo appena 5 giorni alla cardiochirurgia di Messina
in precarie condizioni cliniche generali (NYHA III). Sarebbe stato
più opportuno che la paziente proseguisse un percorso assistenziale
protetto date le comorbilità presenti e il vizio valvolare severo
palesato;
rilevato che sulla base di quanto rappresentato, relativamente al
percorso assistenziale assicurato alla Sig.ra G. G., presso l'UTIC
del P.O. Umberto l di Siracusa, sembrano potersi individuare
profili di criticità;
per sapere:
se ci sia stata comunicazione tra cardiologi clinici e
cardiochirurghi al fine di ottimizzare i percorsi clinico-
terapeutici delle cardiopatie;
se non risultasse utile collegare ciascuna delle cardiologie
ospedaliere ad una delle 6 cardiochirurgie presenti nel territorio
regionale.
Ha facoltà di parlare l'assessore Razza per fornire la risposta.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, rispetto a
questo tema specifico, l'ufficio di diretta collaborazione
dell'assessorato regionale ha disposto un'ispezione che è stata
condotta il 6 febbraio 2018, ed avente inizio alle ore 9.30. Poiché
gli atti conseguenti all'accesso ispettivo sono stati trasmessi
all'autorità giudiziaria, consegnerò gli esiti in forma scritta.
PRESIDENTE. A proposito di questa interrogazione, c'era una
seconda parte, Assessore, che era relativa all'opportunità di
collegare ciascuna delle cardiologie ospedaliere ad una delle 6
cardiochirurgie presenti sul territorio regionale. Su questa parte,
ritiene di proseguire in un'iniziativa di questo tipo?
RAZZA, assessore per la salute. Sì, signor Presidente,
assolutamente sì. Fa parte del documento di riordino della rete
ospedaliera ma, soprattutto, dei tavoli tecnici istituiti nelle
reti tempo-dipendenti e il mandato che abbiamo dato, a valle del
documento che ha approvato la Rete ospedaliera, l'Assessorato
regionale ha preso impegno con il Ministero della salute di portare
ad una revisione delle tre reti tempo-dipendenti.
Per cui, immediatamente dopo la pubblicazione del decreto, ho dato
luogo all'istituzione dei nuovi tre tavoli all'interno dei quali
non vi è dubbio che anche l'auspicio contenuto nell'interrogazione
diventerà oggetto di programmazione.
PRESIDENTE. Grazie, mi ritengo soddisfatto.
Si passa all'interpellanza n. 113 Riduzione delle liste di attesa
per accedere al Centro di riabilitazione equestre Selinon di
Castelvetrano (TP) , a firma degli onorevoli Tancredi ed altri.
Onorevoli colleghi, mi riferisce l'Assessore che questa
interpellanza è pervenuta recentemente, così come l'interpellanza
n. 125 e le interrogazione n. 609 e n. 678. Per queste
interpellanze e interrogazioni l'Assessore si riserva di dare
opportuno riscontro.
L'Assessore su queste intende dare comunicazione all'Aula.
RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
RAZZA, assessore per la salute. Presidente, sono in grado di
rispondere a tutte le interrogazioni per il supporto conoscitivo
che la funzione di indirizzo, di controllo e di programmazione
determina.
L'istruttoria dei servizi, essendo in alcuni casi nemmeno
pervenuta la delega del Presidente della Regione alla risposta, è
presupposto essenziale affinché i servizi possano condurre
un'istruttoria.
Nessuna difficoltà quindi per rispondere a tutte le interrogazioni
e per trattarne compiutamente il contenuto.
Riserverò in ogni caso la trasmissione di una risposta scritta
contenente l'istruttoria del servizio, perché è il modo più
corretto di dare agli onorevoli interroganti, non soltanto il punto
di vista dell'organismo assessoriale, ma anche la documentazione
tecnica da parte degli uffici.
PRESIDENTE. Assessore, la risposta a queste tre interrogazioni la
daremo in un'altra seduta d'Aula. Abbiamo terminato l'attività
ispettiva per oggi.
L'Aula è rinviata a domani, 6 marzo 2019, alle ore 16.00, con la
Rubrica Beni culturali'.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
SCHILLACI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto della
presenza dell'Assessore per riferire che avevo presentato a
novembre un'interrogazione sul Policlinico Paolo Giaccone di
Palermo, in merito al disservizio circa la telefonia.
Il Polo ospedaliero, anche Polo universitario, che ha più di dieci
Dipartimenti, 2.500 persone che vi lavorano e con più di 400.000
visite l'anno, ha un disservizio nella telefonia. I lavoratori,
all'interno del Policlinico, da un Dipartimento all'altro devono
comunicare con propri telefoni cellulari personali.
Avevo presentato questa interrogazione a fine novembre e ad oggi
non abbiamo notizie.
Volevo, Assessore, che si prendesse carico di questo problem,a in
quanto c'è un problema fra la telefonia master e quelle
periferiche, per capire cosa sia successo.
PRESIDENTE. Assessore, alle interrogazioni alle quali non ha
risposto aggiunga anche questa dell'onorevole Schillaci.
CIANCIO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, approfitto della presenza
dell'Assessore, ma vorrei chiedere anche a lei, Presidente, o agli
Uffici, un chiarimento su un'interrogazione che ho presentato a
dicembre, ma non a dicembre 2018, bensì a dicembre 2017, sulla
quale non ho avuto ancora risposta.
Siccome ci sono all'ordine del giorno
PRESIDENTE. In questa Legislatura?
CIANCIO. Sì, Presidente, in questa Legislatura
Posso prendere anche quelle a cui non hanno risposto della scorsa
legislatura, ma non sarebbe giusto nei confronti dell'Assessore.
PRESIDENTE. Siccome la Legislatura si è insediata giorno 15
dicembre.
CIANCIO. Ce ne sono tante senza risposta
Si tratta di una interrogazione, esattamente la n. 7, stata
trasmessa al Governo il 30 gennaio 2018, Verifica delle condizioni
igienico-sanitarie dell'ospedale Vittorio Emanuele di Catania .
Nel frattempo l'ospedale è stato chiuso, però almeno una risposta.
Questo era più un chiarimento da parte degli Uffici che altro.
Invece, approfitto nuovamente della presenza dell'Assessore per
chiedere: siccome siamo alla fatidica data, o comunque al fatidico
mese di marzo 2019, che era - se ricorda bene - il mese di
inaugurazione dell'Ospedale San Marco di Catania.
Considerato che, in una apposita riunione della VI Commissione,
l'Assessore aveva confermato, così come gli Uffici stessi, che il
cronoprogramma prevedeva una apertura della neonatologia, se non
sbaglio, o comunque di alcuni reparti, entro il mese di marzo,
vorrei capire se è confermato questo cronoprogramma, quando è
prevista l'apertura del Pronto soccorso e, in generale,
aggiornamenti, onde evitare di chiedere un ulteriore audizione in
Commissione ma, ovviamente qualora l'assessore abbia gli elementi
per rispondere adesso, sapere gli aggiornamenti sull'ospedale San
Marco di Catania.
ZITO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto anch'io
della presenza dell'Assessore Razza per porre alcuni quesiti.
Assessore, con l'interrogazione n. 558, del 15 novembre 2018,
avevo posto alcuni quesiti per quanto riguarda i pedagogisti
all'interno delle Aziende ospedaliere, perché spesse queste figure
non sono previste in pianta organica, però allo stesso tempo sono
previste in tutto quello che riguarda, per esempio, l'autismo.
Quindi c'è una forte contrapposizione.
Io vorrei chiederle se ha avuto modo, appunto, di prendere visione
di questa interrogazione, perché giustamente loro non rientrano
neanche nei processi di stabilizzazione, né come pedagogisti, né
come, ad esempio, educatori che potrebbe essere un modo come
poterli stabilizzare.
Quindi le chiedo una accelerazione per quanto riguarda la risposta
a questa interrogazione.
Stesso problema emerge anche per quanto riguarda la
stabilizzazione degli ingegneri.
Noi sappiamo che questo non è previsto nella madia, però allo
stesso tempo abbiamo un personale sempre più esiguo, sempre più
precario, perché quelli di ruolo stanno andando in pensione e
quindi, da questo punto di vista, si stava cercando di trovare una
strada per trovare una soluzione.
Sulla PMA, invece, le volevo chiedere se è stata fatta la
rimodulazione di quelle somme che c'era stato detto erano rimaste
ad alcune aziende ospedaliere assegnate, mi pare nel 2014 o nel
2015, quindi ridistribuire in quelle aziende ospedaliere pubbliche,
e sottolineo pubbliche, che invece hanno espletato il servizio.
Chiudo parlando dell'ospedale di Noto. Dal 2010, purtroppo, è
stata dichiarata la sua morte. Non si è riusciti, né il Governo
Crocetta, né questo Governo, a dare il giusto ristoro ad un
Territorio che, soprattutto nel periodo estivo, è pieno di turisti,
quindi pieno di persone, pieno di potenziali utenti.
Il problema è che ancora non c'è nessuna soluzione.
Si era paventata anche una sorta di soluzione con le cliniche
private, spostandone alcune lì, ma anche questo mi pare che non sia
avvenuto.
Quindi, noi cosa abbiamo ottenuto? Che nel territorio siracusano
non abbiamo ancora un ospedale vero provinciale, e lei lo sa
benissimo, e su questo c'è una nostra mozione depositata per
cercare di prevedere anche un progetto per il nuovo ospedale di
Siracusa come di secondo livello, ma allo stesso tempo ci stanno
chiudendo quelle quattro strutture che abbiamo, vedi Noto.
Ecco perché le chiedo maggiore attenzione per quanto riguarda
questo presidio, per trovare una soluzione anche che sia privata,
come era stato preventivato spostando quello che c'è.
Concludo, invece, chiedendo all'assessore Grasso - assessore
approfitto anche della sua presenza - per sapere se i decreti delle
quote di riparto sia per le accise ENEL, sia per quanto riguarda le
somme stanziate in finanziaria per le province, se queste a breve
termine possono essere erogate, perché c'è gente che non ha lo
stipendio, non prende lo stipendio da novembre. Grazie.
PRESIDENTE. Scusate, ma il dibattito non è a domanda risponde'.
Si calendarizzano le interrogazioni, lei chiede quali sono le
interrogazioni Ha posto tre quesiti per tre interrogazioni e vuole
risposte seduta stante. No, per un'organizzazione dei lavori
Altrimenti noi qui stiamo a domanda e risposta' che non è quello
che dobbiamo fare.
Hanno chiesto di parlare gli onorevoli Cappello, Zafarana e
l'ultimo l'onorevole Lupo. Dopodiché, siccome siamo all'articolo
83, che prevede trenta minuti di interventi, ciascuno di cinque
minuti, con l'onorevole Lupo chiudiamo gli interventi.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cappello, ai sensi dell'articolo
83. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Grazie. Signor Presidente, Assessori, colleghi,
cittadini, io, per conto del Gruppo, desideravo rivolgermi a lei e
rappresentare, diciamo, una preoccupazione molto, a mia avviso,
fondata, poi la Signoria Vostra riterrà di rispondermi come meglio
crede.
Vede, da martedì scorso, dal giorno durante il quale abbiamo
tenuto la Conferenza stampa, il Gruppo parlamentare del Movimento
Cinque Stelle, non abbiamo più avuto notizie, a parte le Agenzie di
stampa da parte del Presidente Miccichè.
Ecco, non siamo riusciti più a trovarlo nel Palazzo, tra i
corridoi, nelle stanze, in Commissione e siamo seriamente
preoccupati. Siccome dalla stampa avevamo appreso, in un primo
momento, che aveva dato mandato ai suoi legali di proporre querela
contro il Gruppo parlamentare, poi, successivamente quando
probabilmente avrà parlato con i suoi legali ha rettificato questa
dichiarazione, e anziché querelarci, così com'era scritto e quindi
si presupponeva l'attribuzione di un reato, ha dato mandato di
proporre un esposto, e quindi chiedere all'Autorità Giudiziaria se
il comportamento tenuto dal Movimento Cinque Stelle durante quella
Conferenza Stampa, costituisse un reato.
Per carità, diciamo, è una sua scelta. Abbiamo parlato l'altra
volta di uno strappo istituzionale però, signor Presidente, mi
creda lei che è nell'Ufficio di Presidenza - l'avrei chiesto al mio
collega Cancelleri - che purtroppo è dovuto andare via, ecco se
potesse darci qualche notizia sulla presenza fisica del Presidente
Miccichè o quanto meno, visto che il Presidente Musumeci ci ha
abituato alla sua assenza, oramai siamo assuefatti, sappiamo che
non viene, sappiamo che il suo luogo, lui frequenta l'Aula quando
c'è la finanziaria e poi, voglio dire, fa altre scelte, però noi ci
teniamo al Presidente Miccichè e vorremmo che fosse con noi
presente anche durante queste giornate. Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. L'onorevole Miccichè è presente, lei lo avrà visto
diverse volte presiedere, quindi non è assolutamente assente, anzi,
in questa Legislatura in termini di presenza ha assicurato sempre
la sua persona che è qui a dirigere i lavori dell'Assemblea. Per il
resto, credo che ci sia tempo per potere procedere ad eventuale
querela. Credo che ci siano 90 giorni. Se lei vuole avere risposta
stasera, stasera la risposta non la può avere.
ZAFARANA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Zafarana. Assessore, siccome sono
state formulate diverse richieste, lei intende rispondere oggi,
oppure in una prossima seduta in cui tratteremo altre
interrogazioni, perché mi dicono gli Uffici che ce ne sono circa
altre 70, quindi questo era uno stralcio.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, per le
interrogazioni, anche per rispetto delle altre che non erano poste
in calendario, eviterei di rispondere, risponderò a tutte insieme.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Zafarana.
ZAFARANA. Signor Presidente, Assessore, colgo l'occasione di
vederla qui in Aula rispondere appunto sulla Rubrica salute per
proporre un tema che più volte è stato oggetto, sia della
Commissione salute che anche di quest'Aula, perché durante la
discussione dei documenti contabili della materia finanziaria ho
provato con emendamento, chiaramente per quelli che sono gli
strumenti nelle nostre competenze, a sostenere quella che è la
buona carica della presa in carico territoriale del budget di
salute.
Per chi non lo sapesse questa è una pratica che, in Emilia
Romagna, in Lombardia, in quelle che noi riteniamo ed anche a buon
diritto, essere le Regioni che sono più sensibili al sentire e alla
proposizione di risposte concrete sul sociale, in particolar modo
per quanto riguarda la disabilità mentale, sono questi dei modelli,
questo è un modello che già ha avuto grande spinta e grande
realizzazione, tant'è che anche a livello ministeriale c'è grossa
sensibilità proprio su questa pratica.
Con un mio emendamento ho provato, chiaramente sostenuto, ma anche
in maniera allargata da tutta la Commissione, ad individuare un
margine di azione ed anche una prospettiva, una riserva economica
per poterlo sostenere, ancorché - diciamo così - le ASP possono
utilizzare questo strumento in essere, ma qualora vi sia
individuata una minima percentuale nel loro tetto di spesa per
ciascuna ASP, questo può essere sicuramente di incoraggiamento,
perché sappiamo che il tipo di trattamento intensivo di risposta,
come offerta, alla disabilità mentale, come risposta quindi di
salute, è un tipo di approccio valido.
Ma al tempo stesso esistono anche altri modi: un tipo di approccio
estensivo ed un tipo di approccio che in questa formulazione,
attraverso la progettualità ed attraverso l'individuazione di
percorsi di lavoro che quindi portano la persona ad una sempre
maggiore autonomia, indipendenza tramite appunto - perché no - il
lavoro ed il far rimanere la persona all'interno delle reti sociali
sia familiari, amicali che di relazione.
Io penso che possa discendere soltanto qualcosa di positivo da un
potenziamento di questo tipo di progettualità, e spererei da parte
di questo Governo, da parte del suo Assessorato e da parte della
sua persona, in termini proprio di azione e di indirizzo politico,
che lei possa sostenere questa modalità e questo approccio per
dare, nel senso della guaribilità sempre maggiore, ai nostri
fruitori siciliani uno spettro di interventi quanto più possibile
ampio e adeguato come risposta alle varie esigenze, chiaramente
possibilmente nei prossimi appuntamenti finanziari, parlo quindi
del disegno di legge collegato e parlo quindi delle prossime
attività di tipo legislativo. Grazie.
LUPO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi, il
PD ha presentato 15 interrogazioni parlamentari, fra interrogazioni
ed interpellanze, sulla Rubrica Salute . Purtroppo oggi non
abbiamo avuto risposta a nessuna di queste. A dire il vero, alcune
sono con risposta in Commissione, altre sono con risposta in Aula.
Io voglio ricordare al Governo che entro 60 giorni ha l'obbligo di
rispondere, e comunque entro 90 dall'interrogazione, quanto meno
chiediamo di anticipare la risposta scritta al primo firmatario.
Presidente, se è possibile, so che l'Assemblea Regionale e gli
Uffici in particolare pongono la massima attenzione rispetto
all'attività degli atti ispettivi, ma invito il Governo ad una
maggiore attenzione, anche perché ho riscontrato che, per esempio,
una interrogazione del 19 aprile del 2018 che riguarda, credo, la
rubrica Salute , ancora non è stata neppure assegnata da parte del
Governo, e certamente non è responsabilità dell'Aula.
Colgo l'occasione della presenza dell'Assessore per la salute,
anche per invitarlo ad una verifica più attenta e magari poi potrò
anche fornire l'appunto preciso rispetto alle interrogazioni ed
alle interpellanze con preghiera di trattazione urgente a questo
punto, visto che parliamo di atti ispettivi presentati ormai più di
un anno fa. Grazie.
PRESIDENTE. Assessore Razza, mi pare che ci sia una richiesta da
diversi Gruppi parlamentari di una accelerazione in ordine alle
risposte che il Governo deve dare a proposito di interrogazioni ed
interpellanze. Se lei è d'accordo, io suggerirei marted�� prossimo
di programmare i lavori, considerato che domani proseguiremo con la
rubrica Beni culturali .
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 6
marzo 2019, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I - Comunicazioni
II - Svolgimento, ai sensi dell'Articolo 159, comma 3, del
Regolamento Interno, di interrogazioni e di interpellanze della
Rubrica: Beni culturali e identità siciliana (V. allegato)
La seduta è tolta alle ore 17.50
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le Attività produttive
N. 502 - Chiarimenti sulla mancata adozione del provvedimento
di gestione commissariale della Cooperativa di Abitazione Ardenia
s.c.r.l. con sede legale a Comiso (RG).
Firmatari: Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
- da parte dell'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità
N. 289 - Messa in sicurezza della Penisola Magnisi (SR).
Firmatari: Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Mangiacavallo
Matteo; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciancio Gianina;
Zito Stefano; Cappello Francesco; Foti Angela; Trizzino Giampiero;
Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Palmeri Valentina; Marano
Jose; Zafarana Valentina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Foti Angela; Pagana Elena; Sunseri Luigi
- da parte dell'Assessore per il territorio e l'ambiente
N. 391 - Chiarimenti sull'esclusione del Comune di Mazara del
Vallo dal PO FESR 2014/2020 Asse 5, azione 5.1.1.
Firmatari: Tancredi Sergio; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di
Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Marano Jose; Pagana Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio;
Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
Con nota prot. n. 57410/IN.17 del 15 novembre 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per il territorio.
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni saranno pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di disegni di legge inviati alle
competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Opendata (n. 485)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 27 febbraio 2019.
- Norme per il cambio d'intitolazione di vie e piazze dei comuni
siciliani in favore delle vittime dell'occupazione dei Savoia in
Sicilia (n. 486)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 27 febbraio 2019.
Parere V.
- Istituzione di un organo competente per le politiche e gli
affari aerospaziali regionali (n. 490)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 27 febbraio 2019.
- Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47 (n. 499)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 27 febbraio 2019.
BILANCIO (II)
- Norme per favorire l'indipendenza energetica del popolo
siciliano (n. 484)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 27 febbraio 2019.
Parere III.
- Interventi per la promozione del modello economico dell'economia
circolare ed
Istituzione dell'osservatorio regionale euro-mediterraneo
sull'economia circolare
(OREMEC) (n. 488)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 27 febbraio 2019.
Parere III.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Norme in materia di raccolta, coltivazione, commercio e tutela
del consumo dei tartufi nella Regione siciliana (n. 496)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 27 febbraio 2019.
- Norme in materia di raccolta, coltivazione, commercio e tutela
del consumo dei tartufi nella Regione Siciliana (n. 501)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 27 febbraio 2019.
- Tutela dei Consumatori e degli Utenti - Programmazione -
Associazioni dei Consumatori (n. 505)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 27 febbraio 2019.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Interventi per realizzazione e la diffusione dei servizi di
accesso Wi-Fi (Wireless Fidelity) gratuiti ed aperti (n. 489)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 27 febbraio 2019.
- Valorizzazione e tutela delle aree agricole e contenimento del
consumo del suolo (n. 495)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 27 febbraio 2019.
Parere I e III.
- Misure per il potenziamento dei servizi della motorizzazione
civile sul territorio regionale (n. 502)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 27 febbraio 2019.
Parere I.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Norme per l'istituzione dei Poli Museali e dei Luoghi della
Cultura (n. 500)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 27 febbraio 2019.
- Riqualificazioni artistiche delle aree pubbliche (n. 504)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 27 febbraio 2019.
- Istituzione del Sistema regionale della formazione professionale
(n. 506)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 27 febbraio 2019.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Iniziative a favore dei minori che frequentano nidi e micronidi
(n. 497)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 27 febbraio 2019.
- Riordino del settore dell'assistenza nelle aree pediatriche (n.
503)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 27 febbraio 2019.
RANDAGISMO
- Modifiche legge regionale 3 luglio 2000, n. 15 Istituzione
dell'anagrafe canina e norme per la tutela degli animali da
affezione e la prevenzione del randagismo (n. 498)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 27 febbraio 2019.
Comunicazione di pareri resi dalle competenti Commissioni
BILANCIO (II)
- Rimodulazione interventi del Patto per lo Sviluppo della Regione
siciliana (Patto per il Sud) finanziati con le risorse del FSC
2014/2020 - Area tematica 2 Ambiente' e Area tematica 6
Rafforzamento della capacità istituzionale' - Aggiornamento elenco
interventi deliberazione della Giunta regionale n. 301 del 10
settembre 2016 P.O. FESR Sicilia 2014/2020 - Modifiche (n. 39/II-
UE).
Reso in data 21 febbraio 2019.
Inviato in data 27 febbraio 2019.
- Programma di sviluppo rurale (PSR) Sicilia 2014/2020 - Versione
5.0 con modifiche approvate dal Comitato di Sorveglianza con le
procedure scritte n. 1 del 7 marzo 2018 e n. 2 del 2 luglio 2018
nonché, con la modifica di cui alla Decisione C(2018) 8342 final
del 3 dicembre 2018 della Commissione Europea. Approvazione (n.
40/II-UE).
Reso in data 21 febbraio 2019.
Inviato in data 27 febbraio 2019.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Schema di Regolamento ai sensi dell'articolo 12 comma 4 dello
Statuto regionale. Disposizioni attuative del comma 5 dell'articolo
1 della legge regionale 10 luglio 2018, n. 10. Istituto regionale
per il credito agevolato' - Apprezzamento (n. 34/II-III).
Reso in data 22 gennaio 2019.
Inviato in data 28 febbraio 2019.
UNIONE EUROPEA (UE)
- Rimodulazione interventi del Patto per lo Sviluppo della Regione
siciliana (Patto per il Sud) finanziati con le risorse del FSC
2014/2020 - Area tematica 2 Ambiente' e Area tematica 6
Rafforzamento della capacità istituzionale' - Aggiornamento elenco
interventi deliberazione della Giunta regionale n. 301 del 10
settembre 2016 P.O. FESR Sicilia 2014/2020 - Modifiche (n. 39/II-
UE).
Reso in data 29 gennaio 2019.
Inviato in data 27 febbraio 2019.
- Programma di sviluppo rurale (PSR) Sicilia 2014/2020 - Versione
5.0 con modifiche approvate dal Comitato di Sorveglianza con le
procedure scritte n. 1 del 7 marzo 2018 e n. 2 del 2 luglio 2018
nonché, con la modifica di cui alla Decisione C(2018) 8342 final
del 3 dicembre 2018 della Commissione Europea. Approvazione (n.
40/II-UE).
Reso in data 23 gennaio 2019.
Inviato in data 27 febbraio 2019.
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 709 - Risoluzione della vertenza Blutec di Termini Imerese
(PA).
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Lupo Giuseppe
N. 710 - Chiarimenti in merito alle opere censite nell'elenco -
anagrafe delle opere incompiute.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Di Paola Nunzio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 718 - Progetti di realizzazione di un porto turistico nel
Comune di Leni, Isola di Salina.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta in Commissione presentate:
N. 707 - Chiarimenti in merito al Piano territoriale del Parco
dell'Etna e alla tutela della sua integrità.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 714 - Realizzazione di una centrale di biomasse/biogas da
realizzare sul territorio del Comune di Sciacca nella contrada
'Schuncipani'.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Catanzaro Michele
Le interrogazioni saranno inviate al Governo ed alle competenti
Commissioni.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 706 - Chiarimenti in merito al recupero della spiaggia e del
bosco di Eraclea Minoa (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 708 - Trasferimento alla Resais S.p.A. dei lavoratori delle
II.PP.A.B.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 711 - Riconoscimento di ratei pensionistici integrativi ai
dipendenti degli ex Consorzi per l'Area di sviluppo Industriale
posti in quiescenza.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 712 - Procedure di formazione in materia di allattamento
al seno.
- Assessore Salute
Fava Claudio
N. 713 - Ripristino del manto stradale della SP35 e della SP47.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 715 - Istituzione degli ecomusei della Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 716 - Interventi urgenti per i disagi causati dalla caduta
della cenere vulcanica all'aeroporto Fontanarossa di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Papale Alfio
N. 717 - Chiarimenti su un presunto abuso edilizio nel Comune di
Santa Croce Camerina (RG).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
N. 151 - Criticità riscontrate nel territorio regionale ed in
particolare nell'agrigentino in merito al piano di dimensionamento
della rete scolastica.
- Assessore Istruzione e Formazione
Fava Claudio
N. 152 - Chiarimenti sullo stato di attuazione dell'articolo
21 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 istitutivo della
'Banca della Terra di Sicilia'.
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Catanzaro Michele; Lupo Giuseppe
N. 153 - Notizie sull'annunziata riforma dei procedimenti
amministrativi della Regione.
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Lupo Giuseppe
N. 154 - Progetto di semplificazione, razionalizzazione ed
efficientamento dei processi amministrativi della Regione.
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Lupo Giuseppe
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si intendono
accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 223 - Riclassificazione del nuovo ospedale di Siracusa.
Milazzo Giuseppe; Cannata Rossana; Savona Riccardo; Mancuso
Michele; Gallo Riccardo; Pellegrino Stefano; Calderone Tommaso
A.; Genovese Luigi; Papale Alfio; Ragusa Orazio
Presentata il 25/02/19
N. 224 - Dichiarazione dello stato di calamità naturale per i
danni provocati al comparto delle zone colpite dal ciclone 'XAVER'
il 23 e 24 febbraio 2019.
Pagana Elena; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano
Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Presentata il 25/02/19
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
Risposte scritte ad interrogazioni