Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.24
TAMAJO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
Gucciardi.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Onorevoli colleghi, comunico che la seconda Commissione è
autorizzata a riunirsi.
Svolgimento ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
Interno di interrogazioni e interpellanze della rubrica Beni
culturali e identità siciliana
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
Interno di interrogazioni e interpellanze della rubrica Beni
culturali e identità siciliana .
Si procede con l'interpellanza n. 22 Notizie sull'istanza per il
rilascio del permesso di ricerca di idrocarburi nel golfo di Gela ,
a firma degli onorevoli Di Caro e altri.
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana, premesso che:
il 7 Maggio 2013 l'ENI Divisione Exploration & Production, ha
avviato le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale presso il
Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del Mare,
per il rilascio del decreto di compatibilità ambientale di un
permesso di ricerca di Idrocarburi denominato d 33 G.R.-.AG;
il programma dei lavori diviso in tre fasi prevede:
prima fase: studi geologici e geofisici e rielaborazione di 100 km
di dati sismici esistenti per la ricostruzione strutturale
dell'area e per l'individuazione di strutture di interesse
minerario;
seconda fase: acquisizione simica 3D di circa 200 km quadrati
volta alla definizione delle migliori strutture di interesse
minerario individuate nella prima fase di studio;
terza fase: sulla base dei risultati dell'interpretazione dei dati
geologici e geofisici condotti nelle fasi precedenti, sarà valutata
la possibilità di perforare un pozzo esplorativo della profondità
di circa 1.600 m dal fondo del mare;
presso il Ministero dell'Ambiente, avvalendosi della facoltà
prevista per legge di produrre osservazioni, durante la procedura
di VIA sono state depositate numerose osservazioni da parte di
cittadini, istituzioni, ed associazioni che hanno messo in luce
l'incompatibilità ambientale del programma dei lavori col delicato
ecosistema dei luoghi (ad es. incompatibilità del sistema di
rilievo sismico con la flora e la fauna marina, omissioni e vizi
procedurali, omessa valutazione dei rischi della fase di
coltivazione, etc;
nonostante le osservazioni presentate la Commissione Tecnica Via
del Ministero dell'Ambiente in data 06/06/14, 05/12/14 e 24/04/2015
esprimeva pareri n 1511 1671 e 1770 positivi con prescrizioni al
programma dei lavori;
in data 29/11/2017, la società avviava una nuova procedura di
Impatto Ambientale a seguito di riperimetrazione in riduzione
dell'area dell'istanza del permesso di ricerca in oggetto;
la società proponente dichiara di avere depositato la
documentazione per la pubblica consultazione dello Studio di
Impatto Ambientale presso i seguenti enti:
comuni di Licata, Butera, Gela, Acate, Vittoria, Ragusa, Santa
Croce Camerina;
provincie di Caltanissetta, Ragusa ed Agrigento;
dipartimento dei Beni Culturali e dell'identità Siciliana,
Soprintendenza del Mare;
assessorato Regionale Territorio e Ambiente, Dipartimento
Regionale dell'Ambiente, servizio 2 VAS/VIA;
il periodo in cui è possibile depositare le osservazioni del
pubblico è scaduto il 3 febbraio 2018, fatto salvo l'obbligo di
legge da parte della Regione Siciliana di esprimere proprio parere
non vincolante anche fuori da predetto termine;
per le attività estrattive al di fuori delle 12 miglia non sono
riconosciute royalty alla Regione Siciliana e per quelle esistenti
all'interno delle 12 miglia dalla costa queste ammontano a cifre
irrisorie. A titolo d'esempio il gettito delle royalty per il 2017
corrisposto alla Regione Siciliana per le attività estrattive in
mare è ammontato a soli 296.347,75 euro;
considerato che:
le attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi in mare sono
attività industriali ad alto rischio incompatibili con il fragile
ecosistema marino, con le attività di pesca e con la vocazione
turistica del territorio siciliano;
ai gravi rischi di incidente industriale ed alle disastrose
potenziali conseguenze per l'economia e l'ambiente siciliano, non
corrispondono vantaggi economici per la Regione siciliana;
per conoscere:
se abbiano effettivamente ricevuto lo Studio di Impatto Ambientale
dell'istanza di permesso di ricerca in oggetto nei termini e nei
modi previsti dalla normativa vigente e se gli stessi hanno
conseguentemente proceduto alla valutazione del SIA ed alla
produzione delle conseguenti osservazioni;
se abbiano intenzione di opporsi alla istanza di permesso di
ricerca in oggetto;
se abbiano intenzione di opporsi alle numerose istanze di ricerca
e coltivazione di idrocarburi e più in generale se vuole
intraprendere un opposizione politica e legale contro lo
sfruttamento petrolifero ed industriale del Canale di Sicilia
oggetto di numerosissime istanze e permessi di ricerca e
coltivazione di idrocarburi in mare». (22)
Ha facoltà di parlare l'Assessore Tusa per fornire la risposta.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor Presidente, onorevoli deputati, riguardo questa
interpellanza possiamo dire che, per quanto riguarda la competenza
dell'Assessorato per i beni culturali, che è una competenza che si
limita alla tutela dell'eventuale presenza di beni archeologici in
fondo al mare e quindi fondamentalmente di relitti, la
Soprintendenza del Mare ha da tempo dato le sue indicazioni sulle
iscrizioni che riguardano la prescrizione di effettuare tutta una
serie di indagini preventive onde evitare il rischio di
danneggiamenti a questo tipo di reperti. Però, siamo andati oltre
perché la Soprintendenza del Mare ha dato anche parere negativo
all'esecuzione di queste ricerche perché la competenza della
Soprintendenza del Mare è anche sul paesaggio marino.
Queste indagini, soprattutto in fase preventiva, utilizzando un
sistema che si chiama Ergan cioè l'induzione di terremoti sul fondo
del mare, determina degli sconvolgimenti nel benthos e, quindi, in
quella zona dove vive tutta una fauna e una flora particolare che
sono degli sconvolgimenti abbastanza disastrosi. Per cui, il parere
della Sovrintendenza del Mare è stato un parere negativo riguardo a
questo tipo di indagini.
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, si ritiene soddisfatto?
DI CARO. Parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 122 Interventi per la
conservazione e la tutela del Castello di Mussomeli (CL) , a firma
degli onorevoli Cancelleri ed altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni
culturali e l'identità siciliana, premesso che:
il Castello di Mussomeli, noto come castello manfredonico, è un
maniero che Manfredi III Chiaramonte fece erigere su un costone
roccioso tra il XIV e il XV, probabilmente sui resti di una
precedente roccaforte araba;
la fortezza, grazie ai pregressi restauri, è in buone condizioni
di conservazione ed è fruibile in tutte le sue stanze, sale,
cortili, atri;
il maniero rappresenta, per la sua soluzione architettonica,
un'opera di unica bellezza e costituisce per la comunità
mussomelese un simbolo in cui identificarsi e riconoscersi proprio
come suggerisce l'etimologia greca del termine 'sun ballo', mettere
insieme, far coincidere;
il bene architettonico è un forte attrattore turistico a cui si
ricollegano gli altri monumenti culturali presenti nel centro
cittadino di Mussomeli e costituisce il principale itinerario
turistico che offre la città;
appreso che:
organi di stampa hanno riportato la notizia che di recente è
avvenuto un nuovo crollo di massi dal costone roccioso del lato sud
est, sottostante i locali, scuderie, da poco restaurati e resi
fruibili;
i recenti crolli, dovuti alle infiltrazioni di acqua piovana,
fanno seguito a quelli già avvenuti nel 2014 e testimoniano
l'urgenza di un intervento conservativo;
l'area interessata è soggetta ad un rischio elevato di
pericolosità e si è assistito ad un ampliamento del fronte di
crollo per il quale occorrono interventi urgenti mirati alla
salvaguardia del bene ed a evitare qualsiasi danneggiamento;
è stato effettuato un sopralluogo, dopo i crolli del 2014, da
parte del personale del Genio civile di Caltanissetta, del
Dipartimento regionale della Protezione civile e dell'UTC del
Comune di Mussomeli da cui emerse 'una significativa evoluzione
cinematica del dissesto e in atto rimane in precario equilibrio una
grossa parete rocciosa completamente disconnessa dalla massa
rocciosa principale';
visto che:
l'area comprendente il territorio circostante il Castello
Manfredonico è stata dichiarata 'di notevole interesse pubblico'
con D.A. n. 5003 del 4 gennaio 2008;
l'ufficio tecnico del Comune di Mussomeli ha già elaborato il
progetto per la messa in sicurezza del costone roccioso
presentandolo alla Regione;
tenuto conto che:
l'art. 9 della Costituzione pone tra i principi fondamentali della
Repubblica la tutela del patrimonio storico e artistico della
Nazione;
l'art. 1 della legge regionale 1 agosto 1977 n. 80 assegna alla
Regione siciliana il compito di provvedere alla tutela del
patrimonio storicoculturale dell'Isola al fine della valorizzazione
e della più ampia fruizione possibile;
il decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 all'art. 1 co. 3
recita che 'lo Stato, le città metropolitane, le regioni, le
provincie e i comuni assicurano e sostengono la conservazione del
patrimonio culturale';
il decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 all'art. 27 recita
'Nel caso di assoluta urgenza possono essere effettuati gli
interventi provvisori indispensabili per evitare danni al bene
tutelato, purché ne sia data immediata comunicazione alla
soprintendenza, alla quale sono tempestivamente inviati i progetti
degli interventi definitivi per la necessaria autorizzazione';
il decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 all'art. 30 recita
'Lo Stato, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali nonché
ogni altro ente ed istituto pubblico hanno l'obbligo di garantire
la sicurezza e la conservazione dei beni culturali di loro
appartenenza';
il deterioramento, il danneggiamento e la distruzione di un
monumento di rilevante pregio è punito dall'art. 733 c.p. se 'dal
fatto deriva nocumento al patrimonio archeologico, artistico,
storico nazionale' e punisce anche la condotta omissiva;
l'art. 40 c.p. recita che 'chi non impedisce un evento dannoso che
si ha l'obbligo di impedire equivale a cagionarlo';
per sapere:
quali attività stiano ponendo in essere, ovvero intendano porre in
essere, per limitare le situazioni di rischio che ad oggi si sono
estese a tal punto da essere classificato come R4, cioè molto
elevato;
se intendano provvedere all'impiego di risorse finanziarie
finalizzate alla conservazione ed al restauro del maniero;
se, al fine di mantenere l'integrità e l'efficienza funzionale del
bene, intendano far suo il progetto di intervento elaborato
dall'UTC del Comune di Mussomeli o intenda procedere, per il
tramite della Soprintendenza, alla redazione di un progetto
esecutivo delle opere da effettuarsi;
se intendano finanziare gli interventi conservativi con risorse
previste dal Patto per il sud a valere su risorse FSC 2014-2020».
(122)
Ha facoltà di parlare l'Assessore Tusa per fornire la risposta.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor Presidente, onorevoli deputati, per quanto riguarda questa
interpellanza, devo precisare che il proprietario del bene è
l'Amministrazione comunale, quindi è l'Amministrazione comunale che
ha il principale compito di effettuare, mettere in atto quelle
opere di tutela del sito che vengono poi, ovviamente, controllate e
autorizzate dalla competente Soprintendenza.
Comunque vorrei precisare che trattasi di dissesti di carattere
naturale franoso, per cui la competenza è soprattutto non solo del
comune ma anche del Genio civile, noi come Soprintendenza non
interveniamo in problemi che riguardano dissesti franosi e
quant'altro.
Comunque, c'è da dire che c'è un progetto già finanziato per un
importo di 1.997.227,50 per il risanamento del costone che insiste
sul Castello. E, comunque, la Soprintendenza ha già fatto dei
sopralluoghi ed è pronta ad intervenire qualora questi dissesti
franosi naturali del costone roccioso danneggino il Castello
stesso. Se si verificasse questa eventualità, la Sovraintendenza è
pronta ad intervenire con interventi o di somma urgenza o
interventi strutturali.
PRESIDENTE. Il primo firmatario, l'onorevole Cancelleri, è
assente; l'onorevole Cappello è assente; onorevole Ciancio, si
ritiene soddisfatta della risposta dell'Assessore?
CIANCIO. Ne prendiamo atto.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 36 Gestione del Parco
archeologico di Solunto sito in Santa Flavia (PA) , a firma degli
onorevoli Siragusa ed altri.
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana e all'Assessore per il turismo, lo sport e lo
spettacolo, premesso che:
con Decreto del Presidente della Regione 11 luglio 2001 n. 6263 è
stato istituito il sistema dei parchi archeologici siciliani, ai
sensi dell'art. 20, 1 comma della legge regionale 3 novembre
2000, n. 20, che comprende le aree archeologiche tra le quali
Solunto;
con Decreto del Presidente della Regione n. 370 del 28 giugno 2010
veniva individuata l'area da istituire a Parco Archeologico di
Solunto (Santa Flavia);
con D.A. n. 2151 del 24/07/2013 è stata individuata l'area
costituente l'istituendo Parco Archeologico di Solunto, ricadente
nel territorio del comune di Santa Flavia, e che con successivo
decreto previsto dall'art. 2 dello stesso D.A. 2152, si prevede
l'istituzione del Parco archeologico così come previsto dal comma 7
dell'art. 20 della L.R. 20 del 3 novembre 2000;
visto che:
il Codice dei beni culturali e del paesaggio, Decreto legislativo,
testo coordinato 22/01/2004 n 42 dove cita:
all'art. 1, comma 2 così cita: 'La tutela e la valorizzazione del
patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria della
comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo
della cultura', e comma 3 'Lo Stato, le regioni, le città
metropolitane, le province e i comuni assicurano e sostengono la
conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica
fruizione e la valorizzazione';
all'art. 6 comma 1: 'La valorizzazione consiste nell'esercizio
delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette a
promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare
le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del
patrimonio stesso, anche da parte delle persone diversamente abili,
al fine di promuovere lo sviluppo della cultura. Essa comprende
anche la promozione ed il sostegno degli interventi di
conservazione del patrimonio culturale';
considerato che:
in data 2 febbraio 2018, durante un sopralluogo presso il sito
archeologico, abbiamo potuto constatare, al netto del riconosciuto
impegno profuso dal personale di amministrazione e gestione del
Parco, le pessime condizioni in cui versa il parco stesso. Dalla
precarietà degli immobili a servizio del parco, che costituiscono
l'Antiquarium padiglione A e B, con infiltrazioni d'acqua dai
tetti, vetrine dove sono esposti i reperti senza alcuna
illuminazione. Di un'ulteriore immobile acquisito con esproprio a
fine anni 90, e che nelle intenzioni dovrebbe rivestire il ruolo di
ufficio amministrativo e/o del personale, dove addirittura i tetti
per la gran parte sono caduti o mostrano pericolose crepe, immobile
che nel complesso è in condizioni di totale abbandono. Dalla
assoluta mancanza di un sistema antincendio, alle precarie
condizioni di sicurezza delle recinzioni lungo i versanti nord ed
intorno alla 'grande cisterna'; mancanza di brochure e materiale
promo-pubblicitario turistico, l'assenza di guide specializzate o
in alternative di audioguide, segnaletica descrittiva degli scavi
ormai illeggibile. Un precario servizio di vigilanza. Il personale
addetto alla manutenzione alloggiato in locali angusti e poco
salubri. Insufficiente cura delle aree verdi, nessun servizio
previsto per i diversamente abili, ad esempio montascale almeno per
poter accedere all'Antiquarium, la poca presenza dei turisti;
ritenuto che:
la valorizzazione del nostro patrimonio storico archeologico
rappresenterebbe una fonte di reddito, diretto, attraverso i
visitatori, ed indiretto, attraverso l'indotto turistico ad esso
collegato, ovvero, un volano economico di notevole importanza in
una regione attanagliata da una crisi economica insostenibile;
il sito archeologico si presenta in maniera poco consona alle
esigenze dei visitatori, senza guide cartacee o senza supporti
informatici che possano consentirne una migliore fruizione,
soprattutto se diversamente abili: se poi il visitatore è
straniero, ci troviamo davanti alla totale mancanza del benché
minimo supporto, niente interpreti, niente cataloghi multilingue,
niente traduttori multimediali;
gli immobili asserviti al sito archeologico che dovrebbero essere
il biglietto da visita del parco stesso che mostrano, in gran
parte, evidenti lacune nella manutenzione ordinaria e
straordinaria;
le gravi lacune nella gestione del Parco archeologico di Solunto,
come di altri siti in Sicilia, ledono l'immagine della stessa
regione Sicilia, etichettata spesso come esempio di inefficienza;
la Sicilia, dovrebbe essere, invero, una regione a spiccato
indirizzo turistico, avendo sul proprio territorio oltre il 70% dei
beni archeologici dell'Italia;
per conoscere:
cosa intendano fare per eliminare le criticità sottolineate e
porre rimedio a questa grave situazione;
come mai il sito archeologico di Solunto non sia stato
adeguatamente attrezzato e supportato;
quali azioni concrete si intendano mettere in atto affinché venga
garantita la fruibilità del Parco archeologico di Solunto e quali
azioni questo intendano compiere per adeguarne i servizi agli
standard qualitativi europei;
quali iniziative si intendano adottare per evitare che la Sicilia
dia di se stessa, anche in ambito turistico, l'ennesima immagine
negativa alle migliaia di turisti che si recano a visitarne
l'importante patrimonio archeologico». (36)
Ha facoltà di parlare l'Assessore Tusa per fornire la risposta.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana. In
effetti, devo constatare che la situazione dell'area archeologica
di Solunto, il parco archeologico di Solunto non è delle migliori.
Però, posso rassicurare l'Aula che a breve, penso la prossima
settimana, verrà decretato dal sottoscritto la istituzione del
Parco archeologico di Solunto.
Com'è noto, l'avvio dei parchi archeologici significa per i parchi
archeologici avere la possibilità di disporre di risorse autonome
e, quindi, potere intervenire all'interno del parco stesso,
eliminando tutta una serie di passaggi burocratici che spesso
rallentano quelli che sono gli interventi del dipartimento sulle
aree archeologiche.
Quindi, da parte mia c'è la rassicurazione che interverremo al più
presto per risolvere questi problemi che esistono sia nella zona
archeologica, ma soprattutto negli immobili destinati al museo con
degli interventi nel momento in cui creeremo il parco archeologico
di Solunto che sarà uno dei tre parchi della provincia di Palermo
che decreteremo la prossima settimana.
Gli altri parchi sono il Parco di Jato e il Parco di Himera.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Siragusa per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
SIRAGUSA. Signor Presidente, Assessore, lo dico da qua che mi
dichiaro soddisfatto. Potrebbe sembrare strana anche una risposta
così breve ma perché esattamente è quello che mi volevo sentire
dire.
Le due cose che lei ha detto sono la realtà, o meglio una è la
realtà cioè che il Parco è ridotto veramente molto male, e la
seconda, quella che ha prospettato, è l'unica soluzione praticabile
per far sì che questo Parco possa tornare a nascere per un
territorio che è quello di Santa Flavia, Bagheria e di tutta la
litoranea che collega i due territori che ha assolutamente bisogno
di un intervento in questo senso per portare quei turisti che
questo territorio si merita, quindi io sono soddisfatto della sua
risposta, ovviamente verificherò che tutta parta, che tutto
funzioni.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 153 Tutela e fruizione
della Villa Romana del Castellitto, nel territorio Ramacca (CT) ,
a firma dell'onorevole Barbagallo.
«All'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana,
premesso che:
nel territorio del Comune di Ramacca in provincia di Catania, in
contrada Castellitto, si trovano i resti di una Villa Romana con
pavimenti a mosaico costruita in età repubblicana (III sec. a.C);
l'area in questione costituisce solo una parte della 'Pars Urbana'
ovvero della residenza del dominus del tempo;
l'area è inserita in uno straordinario contesto archeologico
all'interno del quale figura anche una necropoli greca del primo
ellenismo (seconda metà del IV secolo a.c.);
a partire dall'inizio degli anni '70 del secolo scorso, sono state
avviate campagne di scavo che hanno interessato un'altura che
costituisce, con i suoi 560 m s.l.m, il principale rilievo di un
gruppo di colline che delimita i margini occidentali della Piana di
Catania;
allo scopo di promuovere e valorizzare in chiave storico-culturale
e turistica il sito archeologico suesposto, il Comune di Ramacca
nel 1998 ha riaperto il Museo cittadino ospitandovi reperti storici
e frammenti rinvenutivi;
considerato che:
l'area della Villa Romana del Castellitto è stata acquisita dalla
Regione Siciliana allo scopo di preservarla da atti vandalici che
potessero compromettere la valenza storica e archeologica di un
sito di straordinario interesse culturale e archeologico;
a fronte della acquisizione da parte della Regione Siciliana, si
continuano a registrare gravi atti di vandalismo tanto che la
responsabile della Soprintendenza di Catania ha provveduto a
inoltrare apposita denuncia all'Arma dei Carabinieri a seguito
degli ultimi atti vandalici perpetrati a danno della Villa;
i mosaici rinvenuti, peraltro di straordinario pregio
storico/archeologico, sono stati espiantati e ammassati sul terreno
adiacente la Villa senza alcuna salvaguardia considerato che
l'incarico afferente la custodia del sito conferito
dall'Assessorato regionale Beni culturali risulta scaduto;
il sito è, pertanto, esposto al degrado e all'incuria, cui si
somma la totale assenza di attività volte alla sua salvaguardia;
per sapere:
quali provvedimenti intenda assumere per garantire la sicurezza
del sito, procedendo con urgenza all'affidamento del servizio di
custodia, nonché al corretto restauro e alla catalogazione dei
mosaici rinvenuti presso la Villa Romana del Castellitto,
nell'ottica della sua fruizione in chiave culturale e turistica,
attraverso il rilancio del Museo Cittadino di Ramacca;
quali provvedimenti ritenga opportuni al fine del recupero e
rilancio, in funzione storico-archeologica di tutta l'area
archeologica interessata, ivi compresa la nomina di un ispettore
onorario gratuito». (153)
Ha facoltà di parlare l'Assessore Tusa per fornire la risposta.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana. In
effetti, in zona Castellitto, comune di Ramacca, insistono i resti
di una Villa Romana con superficie a mosaico che fu oggetto di
scavi alcuni anni fa. La zona è stata espropriata. Nella zona
insistono anche degli immobili residui della riforma agraria.
Purtroppo, recentemente questa zona è stata danneggiata da
interventi abusivi, da interventi,assolutamente illegittimi e
illegali, che sono stati immediatamente denunciati dalla
Sovraintendenza all'Autorità giudiziaria e, in particolare, al
Nucleo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri.
Ma non ci siamo fermati a questo perché siamo intervenuti
immediatamente. I lavori sono in corso con una perizia di urgenza
di 70, se non ricordo male, 70 mila euro per mettere in sicurezza
la zona, quindi ripristinare la recinzione dell'area, effettuare i
primi interventi di urgenza di restauro delle superficie mosaicate
parzialmente, per fortuna, poco danneggiate, e quindi per ridare
all'area un suo decoro di area archeologica che non è inserita
nelle aree archeologiche visitabili, ma che comunque è un'area
archeologica che a richiesta può essere visitata.
Ci siamo attivati anche con il Comune di Ramacca affinché venga
inserita nel circuito di visita che viene realizzato da una
cooperativa locale che si occupa già della gestione del museo
archeologico, del museo musicale di Ramacca e dell'area
archeologica della Torricella. Quindi, diciamo, che ormai, per
fortuna, abbiamo superato l'emergenza e posso assicurare che la
zona archeologica ha riacquistato quel decoro che aveva
precedentemente.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, Assessore, io prendo atto di quello
che è stato il suo intervento. Una parte dell'intervento la
prendiamo come auspicio perché noi a livello conoscitivo abbiamo
notizie diverse, cioè a noi risultano ancora i lavori non iniziati,
risulta sì l'impegno di spesa di 70.000 euro e l'auspicio è che ci
sia una maggiore solerzia per questo tipo d'interventi.
L'interrogazione praticamente di un anno fa, la Sovrintendenza
risulta che abbia impegnato la somma a fine anno, ancora oggi i
lavori non risultano iniziati per quello che è a nostra conoscenza
e pare che, addirittura, nelle ultime settimane ci sia stato un
ulteriore atto di vandalismo.
Prendiamo atto, però, di quella che è stata la volontà manifestata
dal Governo, cioè di valorizzare dal punto di vista turistico
questo sito. Prendiamo atto dei colloqui che speriamo siano sempre
più proficui con il Comune di Ramacca e ci dichiariamo parzialmente
soddisfatti facendo presente, Signor Presidente, che saremo
particolarmente vigili nel seguire l'iter di valorizzazione e
facciamo voti al Governo da questo punto di vista.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 61 Verifica delle
condizioni previste dall'art. 8, l. r. n. 20 del 2000 , a firma
degli onorevoli Magiacavallo ed altri.
«Al Presidente della Regione ed all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che:
la legge regionale n. 20 del 3.11.2000 disciplina 'l'istituzione
del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di
Agrigento. norme sull'istituzione del sistema dei parchi
archeologici in Sicilia', prevedendo all'articolo 8 la composizione
del Consiglio del Parco;
con decreto Assessoriale del 14.1.2016, Assessore Carlo Vermiglio,
veniva nominato il Dott. Campo quale Commissario straordinario
dell'ente parco Valle dei Templi: 'Art. 1 - Il dott. Bernardo
Campo, funzionario direttivo dei ruoli regionali, è nominato, ai
sensi del combinato disposto di cui all'art. 8, comma 1, lett. a)
della legge regionale 3 novembre 2000, n. 20 e s.m.i., e dell'art.
48, comma 7 della legge 28 dicembre 2004, n.17, Commissario
Straordinario con i compiti del Consiglio del Parco Archeologico e
Paesaggistico della Valle del Templi di Agrigento fino alla
ricostituzione dell'organo ordinario di amministrazione, e comunque
per un periodo non superiore a mesi sei';
da notizie apprese a mezzo stampa
(http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/valle-deitempli-bernardo-
campo-presidente-consiglio-22-marzo2018.html) il precedente
assessore Sgarbi annullava la revoca del decreto di nomina del
Dott. Campo, mantenendo lo stesso quale presidente del consiglio
dell'ente in parola;
da organigramma pubblicato
(https://www.parcovalledeitempli.it/?page id=1132) il Dott.
Bernardo Campo risulta ad oggi quale presidente del Consiglio del
parco;
considerato che come si legge dal decreto succitato, il dott.
Campo è funzionario direttivo e non dirigente dei ruoli regionali;
per conoscere:
sulla scorta delle suesposte argomentazioni, se intendano vagliare
la compatibilità dei titoli e qualifiche del Dott. Campo Bernardo
con i requisiti richiesti dall'art.8 l.r. 20/2000 per la nomina a
presidente del consiglio del parco;
laddove il Dott. Campo non rispetti tali requisiti, se intendano
revocare la nomina, procedendo ad altra nomina nel rispetto dei
dettami normativi». (61)
Ha facoltà di parlare l'Assessore Tusa per fornire la risposta.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Riguarda la corretta applicazione dell'articolo 167?
PRESIDENTE. No, la legge regionale 20 del 2000, articolo 8. Il
ruolo del dott. Bernardo Campo.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana. Anche
qui noi abbiamo fatto una verifica ed abbiamo, in effetti,
constatato che il Presidente del parco, Bernardo Campo, non ha i
requisiti per fare il presidente del parco, nel senso che la norma
dice che il presidente del parco deve essere un dirigente almeno di
seconda fascia della Regione siciliana, Campo non è un dirigente di
seconda fascia ma è un funzionario direttivo.
Per cui, anche qui posso assicurare che nell'arco di una
settimana, dieci giorni provvederò al rinnovo di tutte le cariche
del parco archeologico di Agrigento, dal presidente, al direttore,
al consiglio di amministrazione, ai due esperti che sono di
competenza del sottoscritto, la cui nomina è competenza del
sottoscritto e alla nomina di tre componenti senza diritto di voto
indicati da tre principali associazioni ambientalistiche e
culturali che sono Italia nostra, Lega ambiente e FAI.
Per cui, vi posso assicurare che nell'arco di una decina di giorni
massimo il parco di Agrigento avrà rinnovati i suoi vertici
interamente.
PRESIDENTE. Vi ritenete soddisfatti naturalmente.
Si passa all'interrogazione n. 387 Chiarimenti in ordine al
patrocinio della Regione siciliana a favore di una iniziativa della
loggia massonica Giordano Bruno , a firma degli onorevoli De Luca
ed altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana;
premesso che il Grande oriente d'Italia, istituita ritualmente il
20 giugno 1805 a Milano, è una delle più importanti logge a livello
nazionale, ed è guidata dal gran maestro Stefano Bisi. Ha sede a
Roma presso Villa del Vascello, sul Gianicolo, e al 2015
rappresentava la più numerosa comunione massonica italiana, con
circa 22.000 iscritti. La natura della Massoneria e delle sue
istituzioni è umanitaria, filosofica e morale: è un ordine
iniziatico i cui membri operano per l'elevazione morale e
spirituale dell'uomo e dell'umana famiglia;
rilevato che l'assessorato dei beni culturali e dell'identità
siciliana si occupa di promuovere la cultura siciliana nonché di
tutela, restauro, fruizione e valorizzazione del patrimonio
culturale siciliano di ordine architettonico, archeologico,
artistico, bibliografico e demoetnoantropologico;
considerato che:
l'assessorato in indirizzo ha deciso di patrocinare in data 23
agosto 2018, la visita guidata presso la sede di Termini Imerese,
in provincia di Palermo, della loggia massonica Giordano Bruno, che
fa parte della principale obbedienza italiana, il Grande Oriente
d'Italia;
il patrocinio della Regione Siciliana è anche apparso sulla
locandina ufficiale dell'evento, con tanto di logo della Regione
Siciliana, assessorato ai Beni culturali e dell'identità siciliana
, associato al simbolo del Grande Oriente d'Italia, nonché seguito
dai recapiti della Regione con mail, profilo Facebook e Twitter;
per sapere quali motivazioni abbiano condotto l'Assessorato a
patrocinare un evento che nulla ha a che vedere con l'identità
storica Siciliana, né con il patrimonio culturale Siciliano». (387)
Ha facoltà di parlare l'Assessore Tusa per fornire la risposta.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Innanzitutto, vorrei precisare che noi non abbiamo sponsorizzato
nessuna loggia massonica, ma abbiamo solamente dato il nostro
gradimento ad un'attività di un'associazione che si occupa di
cultura e di beni culturali che si chiama Abc Sicilia, la quale
fornisce un servizio culturale di grande pregio a mio avviso perché
concorre alla conoscenza di tutta una serie di siti poco noti
dell'intero territorio siciliano, organizzando visite guidate,
organizzando conferenze, organizzando eventi che portano alla
conoscenza di questi siti.
Nell'attività di questa associazione per l'estate scorsa, che
prevedeva 52 eventi e 52 visite, c'era anche la visita alla loggia
massonica di Termini Imerese.
Io non ritengo che autorizzare, sponsorizzare una visita ad una
loggia massonica significhi agevolare l'attività della Massoneria.
Se voi andate in paesi come l'Inghilterra, gli Stati Uniti, il
Canada, le logge massoniche sono visitate anche con pagamento di un
biglietto, addirittura. Quindi, la visita ad una loggia massonica,
a mio avviso non riveste dei caratteri di negatività, anzi, ritengo
che il popolo siciliano non sia così indietro culturalmente da non
saper distinguere il grano dall'olio, cioè da non sapere capire che
cos'è una loggia massonica e quindi il ruolo che la Massoneria ha
avuto nel passato. Ricordiamoci che Giuseppe Garibaldi e Mazzini
erano massoni ed il ruolo che invece ha avuto recentemente la
Massoneria di assoluta illegalità.
Quindi, ritengo che visitare una loggia massonica non significhi
aderire alla Massoneria, ma significa invece fare un servizio di
conoscenza a quella che è la nostra storia passate e presente.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Buongiorno Presidente, buongiorno colleghi, cittadini,
assessore Tusa, io non sono minimamente soddisfatto della sua
risposta e credo che non lo sia tutto il popolo siciliano,
soprattutto per le sue conclusioni quando ricorda che proprio
Garibaldi era massone, che partecipò a questo progetto di
riunificare l'Italia, peccato che se ne fregò e se ne fregarono
tutti nei 160 anni successivi, di unificare le condizioni degli
italiani, tanto più che l'Italia è stata fatta con i soldi della
Sicilia del sud Italia.
Ma lasciando perdere questi corsi e ricorsi storici, vede, quello
che io proprio non accetto è che la Regione siciliana si sia
sottomessa, a livello di immaginario collettivo, nel concedere il
patrocinio ad una loggia massonica e a vedere il simbolo
dell'Assemblea regionale siciliana, che - ve lo ricordo - non è il
vostro, voi non potete fare quello che volete col simbolo della
Regione siciliana, perché avete un'Aula ed un territorio a cui
rispondere.
Ma soprattutto, Assessore, lei non ha risposto ad una domanda, che
io a questo punto le faccio in maniera esplicita: la giornalista
Modica, di Repubblica , l'ha contattata e le ha chiesto come mai
lei ha concesso questo patrocinio. E su questo articolo di
Repubblica
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, lei deve limitarsi a dire se è
soddisfatto o non soddisfatto.
DE LUCA. Lo faccio subito. Questo articolo di Repubblica dice
che lei non ne sapeva nulla della concessione di questo patrocinio.
Ed allora, io credo che questo debba essere riferito all'Aula, e
per questo, anche per questo, oltre che per tutto quello che ha
detto, non mi ritengo assolutamente soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 97 Corretta
applicazione dell'art. 167 del D.Lgs. n. 42 del 2004 , a firma
dell'onorevole Barbagallo.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che:
l'art. 167 del D. Lgs. 42/2004 dispone che per alcune opere
abusive realizzate in aree sottoposte a vincolo paesaggistico, il
trasgressore è tenuto al pagamento di una somma equivalente al
maggiore importo tra il danno arrecato e il profitto conseguito
mediante la trasgressione. Si tratta di una sanzione pecuniaria da
destinare ad interventi di recupero dei valori ambientali lesi
dall'abuso stesso;
l'applicazione di tale normativa ha generato, nel tempo, qualche
dubbio in merito alla individuazione del soggetto passivo obbligato
al pagamento e alla trasmissibilità della sanzione agli eredi del
trasgressore o all'acquirente del bene;
con nota prot. 6641 del 7.02.18, il Dirigente Generale del
Dipartimento dei Beni culturali e dell'Identità siciliana ha
diramato istruzioni alle Soprintendenze dell'isola invitandole ad
uniformare la propria attività agli orientamenti del Consiglio di
giustizia amministrativa che ha accolto il principio della non
trasmissibilità dell'obbligazione agli eredi o a terzi cui il bene
sia stato ceduto, che sono e rimangono estranei al procedimento
sanzionatorio, ragion per cui l'Amministrazione non può comminare
l'ingiunzione di pagamento a soggetti estranei alla commissione
dell'abuso;
successivamente, il Dirigente del Servizio Tutela e Acquisizioni
dell'Assessorato BB. CC. ha mutato totalmente orientamento e, sulla
scorta non di un provvedimento definitivo ma di un'ordinanza del
TAR Sicilia emessa in sede cautelare, ha stabilito, inopinatamente,
con nota prot. 19310 del 27 aprile 2018 che, attesa la natura
permanente dell'abuso, obbligato al pagamento dell'indennità
risarcitoria ex art. 167 del Codice dei beni culturali non è più
soltanto colui che perpetrò la violazione, ma colui che risulta
essere il titolare della concessione edilizia in sanatoria;
la nota suddetta è in palese contrasto sia con la precedente nota
del Direttore generale del Dipartimento, dott.ssa Volpes, che con
la giurisprudenza consolidata del CGA, per cui ne deriva che le
somme incassate dalla Regione sono frutto di un titolo nullo e,
pertanto, inquadrabili come indebito arricchimento; non solo, ma la
nota prot. n. 19310, non dà contezza dell'istruttoria, della
motivazione e non ha i requisiti degli atti amministrativi di
natura provvedimentale;
per conoscere:
le ragioni per le quali non si persegua, quando ancora in vita,
l'autore dell'abuso;
le ragioni per le quali con un atto amministrativo di natura non
provvedimentale a firma del dirigente di servizio si rendano privi
di efficacia una circolare a firma del Direttore generale, nonché
l'orientamento ormai consolidato del Consiglio di Giustizia
amministrativa;
quali urgenti provvedimenti si intendano adottare al fine di
scongiurare l'adozione di ulteriori atti illegittimi in conseguenza
dell'indebita estensione delle sanzioni pecuniarie previste
dall'art. 167 del D. Lgs. 42/2004 a soggetti estranei alla
fattispecie;
se non ritengano che la fattispecie integri un'ipotesi di indebito
arricchimento da parte della Regione siciliana, e se non ritengono
di dover sanzionare il responsabile di una condotta amministrativa
illegittima». (97)
Intende illustrarla, onorevole Barbagallo?
BARBAGALLO. No.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Tusa per fornire la
risposta.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Allora, questa è una storia un po' più lunga. Io nella risposta
scritta ho spiegato quelli che sono stati i passaggi che si sono
susseguiti in questa vicenda.
Questa vicenda è ancora sub iudice perché, in atto, il CGA ha
chiesto di conoscere ulteriormente il parere dell'Ufficio
legislativo e legale della Regione siciliana che è stato chiesto
dal nostro dipartimento. Quindi, la situazione posso dire che è
ancora, diciamo, non chiara, nel senso che noi abbiamo il dovere di
attenerci a quelle che sono le sentenze della giustizia
amministrativa.
La giustizia amministrativa com'è noto ha dato un parere con il
TAR in cui asserisce che la ereditarietà della sanzione si
perpetua anche agli eredi fino a quando il bene non riceve la
concessione edilizia; anche se colui che ha ricevuto la sanzione
decede, l'erede continua a essere sottoposto al vincolo e ha
l'obbligo di pagare la sanzione fin tanto che non viene emanata la
sanatoria da parte dell'autorità competente.
Questo è lo stato attuale dell'arte da un punto di vista di
giustizia amministrativa.
Il CGA vuole ulteriormente chiarire la cosa e ha chiesto ulteriori
chiarimenti all'Ufficio legislativo e legale della Regione. Quindi,
attendiamo il pronunciamento del CGA e, ovviamente, ci atterremo a
quelle che sono le risultanze del parere, della sentenza del CGA.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Tusa,
mi dispiace ma io credo che oggi il Governo in Aula stia facendo
delle affermazioni gravi.
Chiederò, Presidente, anche di depositare copiosa giurisprudenza
del Consiglio di Giustizia amministrativa e anche la circolare che
abbiamo citato nell'interpellanza.
Il Governo oggi in Aula ha omesso di dichiarare quella che è,
invece, la posizione della giustizia amministrativa siciliana.
L'assessore Tusa, riferisco questa affermazione con tutto il
rispetto che è dovuto al Governo ma anche con il rispetto che il
Governo dovrebbe all'Aula e anche alla storia dei deputati.
Io nella vita faccio l'avvocato e mi occupo di diritto
amministrativo. Allora il CGA ha affermato in modo costante e da
ultimo con una sentenza recente del novembre del 2017 che, nel caso
di sanzione amministrativa, lo dico anche per i colleghi che
ascoltano, qua siamo nell'ipotesi di pareri procedimentali delle
sanzioni delle sanatorie siciliane, quindi 47/85, 724, nel caso in
cui il parere viene acquisito dopo la realizzazione dell'abuso ma
prima che venga rilasciata la concessione edilizia in sanatoria.
In questo caso, anche se il parere è favorevole, recentemente ma
solo recentemente con questo Governo regionale e non con i
precedenti, la Sovrintendenza, in alcuni casi e non in tutti ha
chiesto il pagamento della sanzione amministrativa.
Pagamento della sanzione, signor Presidente, che è da intendersi
come sanzione pecuniaria e, quindi, equiparabile alle sanzioni
amministrative che, ovviamente, riguardano il trasgressore della
sanzione e che certamente non si trasmettono né agli eredi né ai
danti causa nel caso di trasferimento di proprietà dell'immobile.
Del resto, questa non solo è stata la posizione fino al vecchio
Governo regionale, ma anche fino al dirigente regionale, la
dottoressa Volpes, che aveva sancito questo principio con una
circolare che è la n. 2 del 7 febbraio 2018.
Negli ultimi mesi questo orientamento inopinatamente,
contrariamente anche a quello che è stato l'orientamento della
giurisprudenza del Consiglio di giustizia amministrativa che è il
massimo organo regionale siciliano, è stato invertito. Assessore,
un provvedimento cautelare del TAR non può cambiare quello che è la
giurisprudenza consolidata e la circolare non sospesa e non
modificata di un dirigente generale della Regione.
Spero di non dover andare oltre perché si aprono altre questioni
che sono quelle dell'illegittimo arricchimento, dell'indebito
arricchimento della Regione siciliana.
La invito, Assessore, a non fare considerazioni piratesche, come
quella che abbiamo sentito oggi in Aula, che riteniamo
particolarmente grave.
Non ci riteniamo soddisfatti, signor Presidente, andremo avanti. E
poi mi permetto di depositare queste pronunce e anche la circolare
della dottoressa Volpes che ad oggi non risulta né sospesa, né
revocata e a cui gli uffici, anche quelli periferici della
Soprintendenza, si dovrebbero adeguare.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 110 Verifica della
correttezza dell'operato della Soprintendenza di Catania, in
relazione ai beni storici e culturali presenti sul territorio del
Comune di Tremestieri Etneo (CT) , degli onorevoli Foti, Campo,
Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di Paola,
Mangiacavallo, Marano, Palmeri, Pagana, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Trizzino, Tancredi, Zafarana, Zito.
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana, premesso che:
l'intero territorio del Comune di Tremestieri Etneo (CT) - con la
sola esclusione della frazione di Canalicchio - è sottoposto a
tutela paesaggistica giusto Decreto della Regione Siciliana del 17-
03-1978. Fra le motivazioni per l'apposizione del suddetto vincolo
si legge: 'Considerato che il complesso urbano di Tremestieri Etneo
presenta un aspetto caratteristico dovuto alla particolare
conformazione plano-volumetrica del tessuto relativo, che,
articolandosi su balze digradanti, offre un singolare susseguirsi
di effetti scenografici e di prospettive di interessante valore
estetico per l'alternarsi di case, costruite secondo le antiche
costumanze locali, e di edifici e di chiese settecenteschi di
valore storico-artistico';
ed ancora, 'Considerato che alcune zone del territorio suddetto
posseggono, inoltre, cospicui caratteri di bellezza naturale, in
quanto comprendono anche aspetti e conformazione del terreno, che
alla bellezza naturale uniscono il pregio della rarità, perché le
imponenti colate laviche dell'Etna, che richiamano le prime ere
geologiche per le loro forme caotiche primordiali, i coni dei
vulcani spenti e la particolare vegetazione formata da piante
locali presentano degli aspetti riscontrabili soltanto nelle
località del circondario dell'Etna';
rilevato che:
con delibera del Commissario ad Acta del febbraio 2011 - previo
parere favorevole della Soprintendenza ai BB.CC.AA di Catania - è
stato adottato il Piano Regolatore Generale e quel territorio
comunale interamente sottoposto a tutela sarebbe stato quasi
integralmente edificato. È stato l'intervento del Consiglio
Regionale dell'Urbanistica a fermare lo scempio così motivando:
[il PRG] non trova valide giustificazioni perseguendo
in quella logica di consumo di suolo che investe la quasi totalità
del territorio comunale. Ciò prefigura uno scenario non sostenibile
e non compatibile, anche, con i vincoli di tutela paesaggistici
presenti nell'intero territorio comunale;
sempre in contrasto rispetto al parere della Soprintendenza, il
Consiglio Regionale dell'Urbanistica stralciò dal Piano Regolatore
anche diverse zone edificatorie, fra cui una destinata a edilizia
convenzionata e relative infrastrutture in quanto interessano aree
rurali di pregio che presentano i caratteri che hanno determinato
l'apposizione del vincolo paesaggistico e quindi il riconoscimento
del valore del territorio. Nonostante ciò, con delibera n 30 del 3
luglio 2017, con il parere favorevole della Soprintendenza, il
Consiglio comunale di Tremestieri Etneo ha approvato un atto di
indirizzo che prevede nuovamente l'intera edificazione del
territorio. In particolare è prevista una zona destinata a edilizia
convenzionata esattamente nella stessa area che il Consiglio
Regionale dell'Urbanistica ha definito di particolare pregio e
caratterizzante il valore del territorio;
nel mese di novembre 2017, ancora una volta previo parere
favorevole della Soprintendenza di Catania, il Consiglio comunale
ha deliberato un altro intervento estremamente invasivo per il
territorio: il Piano Commerciale. Si tratta di un intervento che
investe e stravolge una porzione particolarmente ampia di
territorio sottoposto a tutela. Nel Piano viene anche
impropriamente prevista una Circonvallazione il cui percorso è
radente una chiesa del XVII secolo, diverse ville del XVIII secolo
e palmenti sette-ottocenteschi. Uno di questi, addirittura,
verrebbe abbattuto.
Verrebbero, inoltre, distrutte torrette (costruzioni a piramide
tipiche di questa fascia dell'Etna), terrazzamenti, rasole e muri a
secco che hanno costituito gli elementi essenziali per
l'apposizione del vincolo paesaggistico. Più volte, senza riscontro
alcuno, la Consigliera comunale del Movimento 5 Stelle ha segnalato
alla Soprintendenza lo stato dei luoghi. Identica sorte anche le
segnalazioni della parlamentare regionale del Movimento 5 Stelle
Angela Foti;
su conforme parere della Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Catania,
la delimitazione del centro storico e dei beni storici isolati del
Comune di Tremestieri Etneo non tiene conto non solo delle mappe
del cosiddetto Catasto Grafico di Epoca Borbonica (1830-1853
circa), ma neppure delle strutture censite dalla stessa
Soprintendenza e segnalate con gli appositi cartelli turistici. È
il caso di due chiesette del XVII secolo. Entrambe presenti nelle
mappe del Catasto Borbonico , ma non individuate nella
perimetrazione del centro storico, né quali beni storici isolati .
Una di queste è proprio la chiesa al fianco della quale dovrebbe
sorgere la circonvallazione. Intere strade (ad esempio le attuali
via Marconi e via Idria) presenti e indicate nelle mappe del
Catasto Borbonico non rientrano nella perimetrazione del centro
storico. Ciò sta consentendo, con i pareri favorevoli della
Soprintendenza, interventi di integrale abbattimento e
ricostruzione di immobili sei-settecenteschi;
la devastazione dei beni ambientali e storici trova esempio
scandaloso e lampante nell'abbattimento di un antico frantoio di
olive venuto alla luce a seguito del crollo del tetto avvenuto
nell'ottobre del 2015. Si trovava all'incrocio fra la via Idria
(strada censita nel catasto borbonico) e via Scalia, che è stata
completata nel novembre del 1891. Né le strade né, tantomeno, la
struttura risultano incluse nella perimetrazione del centro
storico. Malgrado il crollo del tetto, il frantoio si era mantenuto
ben conservato e con le attrezzature ancora in sito, incluse le
tipiche vasche di decantazione in muratura semi-interrate. La
struttura presentava, anche, una incisione con l'anno di
costruzione: 1787;
senza accennare al suo contenuto, con ordinanza comunale 8/2015
veniva disposta la rimozione del pericolo anche mediante totale
demolizione della muratura instabile e ricostruzione;
nel luglio 2016 la proprietà ha avanzato istanza di concessione
edilizia per demolizione e ricostruzione di edificio plurifamiliare
per civile abitazione (18 appartamenti). La richiesta risultava
corredata del parere favorevole della Soprintendenza ai BB.CC.AA di
Catania;
a seguito delle sollecitazioni della consigliera comunale del
Movimento 5 Stelle, il Comune segnalava con due note (12878 del
10/08/2016 e 15162 del 29/09/2016) l'esistenza dell'antico
frantoio;
la Soprintendenza, con nota 21846 del 22/12/2016 revocava il
precedente parere, sostenendo di essere stata indotta in errore
dalla documentazione presentata dalla proprietà. Non risultano,
però, segnalazioni o denunce per dichiarazioni mendaci;
probabilmente per la decadenza dei termini utili per l'apposizione
dei vincoli, con nota 16148 del 06/09/2017 la Soprintendenza di
Catania rilasciava il parere favorevole all'abbattimento, senza
fare cenno alcuno alla tipologia di edificio. Il frantoio è stato
completamente abbattuto la mattina del 10/04/2018 e la costruzione
della nuova palazzina di 18 appartamenti è in avanzato stato di
costruzione;
al civico 245 di via Etnea a Tremestieri Etneo è presente una
villa Liberty censita e schedata dalla Soprintendenza. La scheda
riporta le particelle catastali: Foglio 5 particelle 782 e 783.
Quest'ultima a costituire il parco della villa. Con il parere
favorevole della Soprintendenza, la particella 783 (il parco della
villa) è stata frazionata e non esiste più. Ospita adesso una nuova
costruzione plurifamiliare che abbraccia in modo ripugnante la
villa Liberty;
considerato che non risultano chiare le logiche che animano la
Soprintendenza ai BB.CC.AA di Catania per la cura di territori
integralmente sottoposti a vincoli paesaggistici, né i criteri che
sottendono alla tutela dei beni storici;
per conoscere se intendano adottare tutte le iniziative di propria
competenza necessarie alla verifica della correttezza dell'azione
di vigilanza e tutela svolta dalla Soprintendenza di Catania,
nell'ambito dei ruoli che la Legge affida alle Soprintendenze ai
BB.CC.AA». (110)
Ha facoltà di parlare l'Assessore Tusa per fornire la risposta.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana. Posso
dire, avendo fatto una riflessione con la Soprintendenza di
Catania, che per quanto riguarda il problema sollevato
dall'interpellanza inerente la villa che insiste nelle particelle
n. 783-695 e 267, nel catasto del 2002, questa Villa Liberty pur
non essendo vincolata è stata protetta, non è stata abbattuta, è
stato solamente concessa la facoltà di edificare nelle aree
adiacenti.
Per quanto riguarda il frantoio che viene citato nella
summenzionata interpellanza, questo frantoio era praticamente ormai
ridotto a un rudere e quindi non rivestiva più quei caratteri di
unitarietà del bene e di consistenza del bene, per cui si è data
l'autorizzazione alla demolizione però con la indicazione, la
prescrizione di conservare quelli che erano i caratteri distintivi
di questo edificio e principalmente le macine, che sono state
conservate.
Non si ravvisano elementi di inadeguata attività della
Soprintendenza, perché tutto è stato fatto nel rispetto delle norme
vigenti e soprattutto del Codice dei beni culturali.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Vi ritenete soddisfatti?
CIANCIO. No.
PRESIDENTE. Non si ritengono soddisfatti.
Si passa all'interrogazione n. 572 Notizie circa le procedure di
acquisto del Castello Schisò di Giardini Naxos (ME) , a firma
dell'onorevole Barbagallo.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che:
la Giunta regionale ha annunciato l'acquisto del Castello Schisò
di Giardini Naxos per la cifra di tre milioni e quattrocento mila
euro;
la vendita del Castello fu stabilita in sede d'asta il 20 dicembre
2017 alla cifra di 1.615.000,00 euro all'unico acquirente la
società Hotel Palme srl, su una base d'asta di 2.152.000,00 euro;
la medesima cifra avrebbe dovuto sborsarla la Regione in quanto
esercitante il diritto di prelazione su un bene vincolato;
in ragione di tale diritto gli organi del Parco archeologico di
Naxos, nella delibera del 30 dicembre 2017, avevano stanziato
questo importo per l'acquisto del bene;
rilevato che:
un giudice del Tribunale di Messina, il 12 marzo 2018, ha deciso
sia di bloccare le procedure di vendita, a cui si era giunti, sia
di fissare la successiva base d'asta per un importo di 4.100.000,00
euro, per stabilire il quale ha individuato come utile parametro
l'ammontare dello stanziamento all'uopo di recente disposto dal
Parco archeologico di Naxos;
il giudice ha inoltre riportato nell'ordinanza di un intervenuto
stanziamento del complessivo importo di 3.413.473 euro finalizzato
dal Parco all'acquisto del Castello;
il rappresentante legale del Parco ha confermato pubblicamente,
durante una iniziativa di Legambiente sul tema svoltasi a Giardini
Naxos lo scorso 12 maggio, che risulta solo la delibera che
stanziava 1.615.000,00 euro e non altre cifre paventate
dall'ordinanza del giudice di cui sopra;
per sapere:
quali procedure abbiano determinato che si arrivasse all'acquisto
del Castello di Schisò di Giardini Naxos per una cifra quasi tre
volte superiore a quella di mercato;
se nelle procedure in corso sia intervenuta una nuova valutazione
del valore dell'immobile e, se così fosse, quale soggetto abbia
provveduto in tal senso e quali parametri siano stati utilizzati;
se non ritengano necessario e urgente fornire ogni elemento utile
a fare chiarezza sulla vicenda, fugando in tal modo ogni dubbio in
ordine alle procedure di acquisto del bene». (572)
Ha facoltà di parlare l'Assessore Tusa per fornire la risposta.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana. Per
quanto riguarda il Castello di Schisò, anche qui ritengo che la
condotta dell'Assessorato - che io mi onoro di dirigere - sia stata
assolutamente lineare, poiché la valutazione con la quale noi
abbiamo acquistato il Castello Schisò è stata una valutazione
effettuata dal DRT, cioè il Dipartimento regionale tecnico, al
quale tutte le amministrazioni regionali e non solo si appellano
per effettuare degli estimi precisi sugli immobili.
La valutazione data dal DRT è stata di 3 milioni 420 mila euro,
che è stata la somma erogata per l'acquisizione dell'immobile che,
ripeto, è un immobile di grande pregio ed è un immobile che insiste
all'interno del Parco Archeologico di Naxos e, quindi, era
assolutamente essenziale acquisirlo per realizzarvi all'interno il
Museo di Naxos che, com'è noto, è la più antica Colonia greca di
Sicilia fondata nel 734 A.C. e che, quindi, riveste carattere di
particolare importanza.
Attualmente il Museo di Naxos è rilegato in una struttura moderna,
molto piccola e molto angusta che fu realizzata a suo tempo, quando
si realizzò il parco, solamente per l'allocazione di servizi
inerenti l'amministrazione e la gestione del parco stesso.
Quindi, ritengo che la condotta del Dipartimento e, per esso, del
Parco Archeologico di Naxos, sia stata assolutamente lineare e,
peraltro, vorrei ricordare che addirittura il magistrato aveva
precedentemente bloccato una vendita all'asta proponendo poi con
provvedimento amministrativo pubblico una valutazione addirittura
di 4 milioni 100 mila euro; per cui, la valutazione del DRT invece
è di gran lunga inferiore limitandosi, come dicevo prima, a 3
milioni 420 mila euro.
PRESIDENTE. L'interrogante si ritiene soddisfatto.
Si passa all'interrogazione n. 607 Tutela del Monastero di San
Filippo di Fragalà sito nel Comune di Frazzanò (ME) , a firma
dell'onorevole Barbagallo.
«All'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana,
premesso che:
si apprende dalla stampa che il monastero di San Filippo di
Fragalà sarebbe stato oggetto di pignoramento nell'ambito di un
procedimento per il recupero di un credito non pagato da parte del
Comune di Frazzanò, proprietario del bene;
si tratta di un sito di indubbio valore storico ed architettonico,
edificato nel 1090 con un impianto originariamente bizantino che
conobbe il suo massimo splendore nel periodo della dominazione
normanna; il complesso monumentale consta dell'abbazia, del
chiostro e dei locali originariamente adibiti a celle per i frati e
per il refettorio;
il pignoramento del monastero metterebbe a rischio, oltre la
proprietà pubblica, le esigenze di tutela e conservazione del sito;
per sapere se risponda al vero quanto esposto in premessa e se non
si ritenga di intervenire con urgenza al fine di tutelare il bene
con l'apposizione dei vincoli ai sensi della l. 1089/1939 e del
Decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i., da parte della competente
Soprintendenza ai beni culturali». (607)
Ha facoltà di parlare l'Assessore Tusa per fornire la risposta.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana. In
effetti, questo pregevole esempio di architettura bizantina e di
tradizione bizantina insistente nel comune di Frazzanò stranamente
non era stato vincolato nel passato.
Siamo venuti a conoscenza del procedimento di pignoramento di
questo bene di grande interesse artistico e monumentale e
architettonico e ci siamo attivati immediatamente. La
Soprintendenza di Messina con un provvedimento del, dunque, 21
dicembre del 2018 ha intrapreso le procedure per l'apposizione del
vincolo. Com'è noto la norma dice che nel momento in cui si avvia
il procedimento di vincolo, il vincolo è vigente per, se non
ricordo male, una durata di 60 o 90 giorni. Quindi il rischio, il
pericolo, di un pignoramento e quindi di un'alienazione del bene
dal patrimonio del comune di Frazzanò è stato sollevato, non c'è
più questo pericolo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole Barbagallo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
BARBAGALLO. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 668 Tutela
dell'incolumità pubblica a seguito del crollo avvenuto nella villa
Belvedere di Monreale (PA) , a firma dell'onorevole Lupo.
L'onorevole Lupo è in questo momento impegnato in Commissione
Bilancio e mi ha chiesto di rivolgere l'invito all'Assessore di
inviare una risposta scritta alla sua e-mail.
Si passa all'interpellanza n. 148 Pubblicazione del Piano
paesaggistico dei Comuni di Pedara, Tremestieri Etneo e San
Giovanni La Punta (CT) , degli onorevoli Foti ed altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che:
con D.A. n. 031/GAB del 3 ottobre 2018 è stata disposta l'adozione
del Piano Paesaggistico degli Ambiti regionali 8, 11, 12, 13, 14,
16, 17 ricadenti nella provincia Catania;
l'art. 1 comma 2 del Decreto dispone che:'( ) ai sensi degli
articoli 139 e ss. del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.42, e
s.m.i. e degli articoli 24, II comma, e 10, III comma, del
regolamento di esecuzione della legge 29 giugno 1939, n.1497,
approvato con R.D. 3 giugno 1940, n.1357, si dispone l'adozione
della proposta di Piano Paesaggistico degli Ambiti 8, 11, 12, 13,
14, 16, 17 ricadenti nella provincia Catania e la pubblicazione,
per novanta giorni, degli elaborati grafici, delle schede, delle
relazioni e dei regimi normativi del Piano Paesaggistico stesso
negli Albi pretori dei comuni di Aci Bonaccorsi, Acicastello,
Acicatena, Acireale, Aci Sant'Antonio, Adrano, Belpasso,
Biancavilla, Bronte, Calatabiano, Caltagirone, Camporotondo Etneo,
Castel di Iudica, Castiglione di Sicilia, Catania, Fiumefreddo di
Sicilia, Giarre, Grammichele, Gravina di Catania, Licodia Eubea,
Linguaglossa, Maletto, Maniace, Mascali, Mascalucia, Mazzarrone,
Militello in val di Catania, Milo, Mineo, Mirabella Imbaccari,
Misterbianco, Motta Sant'Anastasia, Nicolosi, Palagonia, Paternò,
Pedara, Piedimonte Etneo, Raddusa, Ragalna, Ramacca, Randazzo,
Riposto, San Cono, San Giovanni La Punta, San Gregorio di Catania,
San Michele di Ganzaria, San Pietro Clarenza, Sant'Agata Li
Battiati, Sant'Alfio, Santa Maria di Licodia, Santa Venerina,
Scordia,Trecastagni, Tremestieri Etneo, Valverde, Viagrande,
Vizzini, Zafferana Etnea';
secondo l'avviso - Piano Paesaggistico degli Ambiti 8, 11, 12, 13,
14, 16, 17 ricadenti nella provincia Catania - pubblicato sul sito
dell'Assessorato dei Beni Culturali-
http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/dirbenicult/bca/ptpr/pi
anopaesistico.html, il piano potrà essere visionato presso la
segreteria di ciascun comune, ovvero presso la competente
Soprintendenza BB. CC. e AA. di Catania e il Servizio
Pianificazione Paesaggistica Regionale del Dipartimento Beni
Culturali e dell'Identità Siciliana di via Croci, 8 Palermo;
entro 120 giorni successivi alla data di pubblicazione ai
rispettivi Albi Pretori tutti i soggetti interessati possono
presentare osservazioni e documenti alla Soprintendenza BB. CC. e
AA. di Catania e al Dipartimento regionale dei Beni Culturali e
dell'Identità Siciliana - Servizio Pianificazione Paesaggistica
Regionale - via Croci, 8 Palermo;
appreso che:
in data 06 Novembre 2018 il Comune di Tremestieri Etneo procedeva
alla pubblicazione al proprio Albo Pretorio del Decreto de quo,
omettendo, tuttavia, la pubblicazione di tutti gli elaborati
grafici, le schede e le relazioni ad esso afferenti;
in data 13/11/2018 il Comune di Tremestieri Etneo procedeva alla
pubblicazione all'Albo On Line del proprio avviso di pubblicazione
avente per oggetto 'Adozione del Piano Paesaggistico degli ambiti
8, 11, 12, 13, 14, 16, 17 ricadenti nella Provincia di Catania
(D.A. n. 31/GAB del 09/10/2018
- Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana', il
quale recita: 'Durante tale periodo di deposito, chiunque ne abbia
interesse potrà prendere visione degli atti presso: la
Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Catania; sul
Geoportale S.I.T.R. della Regione Siciliana all'indirizzo
http://www.sitr.regione.sicilia.it/geoportale; la VII Direzione -
Servizi tecnici al territorio e Pianificazione Urbanistica; la
Segreteria Comunale;
a seguito della pubblicazione dell'avviso, la consigliera
comunale, sig.ra Simona Pulvirenti, chiedeva, con richiesta di
accesso agli atti alle Direzioni 6 e 7 del Comune di Tremestieri
Etneo, di prendere visione del D.A. n. 031/GAB del 3 ottobre 2018
completo degli elaborati grafici, delle schede, delle relazioni,
considerato anche che il link
http://www.sitr.regione.sicilia.it/geoportale conduceva a una
pagina di ricerca e non già agli atti;
in data 03/01/2019, ben 52 giorni dopo, la VII Direzione del
Comune di Tremestieri Etneo non riteneva opportuno dar seguito alla
richiesta, specificando che: 'Con riferimento all'oggetto e alla
Sua richiesta si comunica che la pubblicazione del Piano è avvenuta
su richiesta della Soprintendenza BB.CC. di Catania che ne ha
indicato il sito internet. Attualmente dal sito internet della
regione è possibile visualizzare il Piano di cui sopra';
tali irregolarità sono state riscontrate anche in altri comuni,
segnatamente:
in data 16/11/2018 il Comune di Pedara pubblicava all'Albo
Pretorio On-Line il Decreto senza elaborati grafici, schede,
relazioni e regimi normativi. Quale Consigliere comunale del comune
di Pedara, il dott. Nuccio Tropi, inoltrava tramite pec,
all'Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell'Identità
Siciliana, al Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e
dell'Identità Siciliana, al Servizio S. 4 - Pianificazione
paesaggistica del Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e
dell'identità Siciliana e sua Unità Operativa 33 e, p.c. al
Segretario Generale del Comune di Pedara e alla Soprintendenza dei
BBB.CC.AA. della Provincia di Catania, richiesta di chiarimenti
atteso il difetto di pubblicazione, senza ottenere alcun riscontro;
in data 13/11/2018 il Comune di San Giovanni la Punta pubblicava
all'Albo Pretorio On-Line il Decreto de quo, privo degli elaborati
grafici, schede, relazioni e regimi normativi. Quale Consigliere
comunale di San Giovanni la Punta, la dot.ssa Giuseppina Rannone
inoltrava tramite pec, all'Assessorato regionale dei Beni Culturali
e dell'Identità Siciliana, al Dipartimento Regionale dei Beni
Culturali e dell'Identità Siciliana, al Servizio S. 4 -
Pianificazione paesaggistica del Dipartimento Regionale dei Beni
Culturali e dell'identità Siciliana e sua Unità Operativa 33 e,
p.c. al Segretario Generale del Comune di San Giovanni La Punta e
alla Soprintendenza dei BBB.CC.AA. della Provincia di Catania,
richiesta di chiarimenti, atteso il difetto di pubblicazione, senza
ottenere alcun riscontro;
tutti i comuni sopramenzionati, pubblicavano sulla Home page un
banner con la dicitura 'Piano Paesaggistico', il banner conduceva a
documenti scaricabili e/o visionabili, ma solo al geoportale. Come
è noto, però, il geoportale non è un visualizzatore di documenti,
occorre possedere apposite applicazioni per vedere solo le mappe
grafiche. Il geoportale non consente di visualizzare gli altri
elementi fondamentali citati dal Decreto, quali relazioni, schede e
quant'altro non sia una mappa;
il Decreto Assessoriale 31/GAB del 03/10/2018 non cita il
geoportale fra le forme di pubblicazione del Piano e dei suoi
allegati, né potrebbe, stante che sul Geoportale vengono pubblicati
dataset' e che questo non costituisce forma legittima di pubblicità
degli atti pubblici;
gli Enti locali citati, dunque, non hanno reso pubblici gli atti e
gli allegati tecnici al Piano Paesaggistico neppure a seguito di
apposite richieste, rinviando al 'geoportale', che però non
costituisce forma di pubblicità legalmente riconosciuta, non
assolvendo agli obblighi imposti dal D.A. 31/GAB del 09/10/2018
che, pertanto, deve intendersi in carenza di pubblicazione;
con nota prot. n.670/S del 14 gennaio 2019, la Soprintendenza per
i Beni Culturali e Ambientali di Catania, a firma della
Soprintendente di Catania, dott.ssa Rosalba Panvini, avente ad
oggetto: Notifica Decreto Assessoriale n.053/GAB del 27/12/2018
relativa alla modifica normativa al Piano Paesaggistico degli
Ambiti 8,11,12,13,14,16,17 ricadenti nella Provincia di Catania -
Affissione all'Albo Pretorio, trasmetteva al Comune di Tremestieri
Etneo, con effetto di notifica, il decreto assessoriale n.053/GAB
del 27/12/2018, con il quale, appunto, si apporta una modifica
normativa al Piano Paesaggistico negli ambiti indicati;
in tale documento, veniva richiesto al Sindaco del Comune di
Tremestieri di provvedere a disporre l'affissione del suddetto
Decreto all'Albo Pretorio, unitamente alle Norme di Attuazione -
costituite da copia conforme all'originale su supporto informatico
debitamente autenticata con firma certificata- affinché vengano
rispettivamente affissi e depositati per novanta giorni
consecutivi, così come disposto dagli artt. 139 e ss del decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n.42 e ss.mm.ii. e degli artt. 24, II
comma e 10, III comma del Regolamento di Esecuzione della Legge 29
giugno 1939, n.1497, approvato con R.D. 3 giugno 1940;
nella medesima nota si richiedeva, inoltre, l'invio della copia
della relata di notifica di inizio pubblicazione presso l'Albo
Pretorio, affinché si potesse procedere a darne avviso presso la
Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana e sul sito regionale;
da ciò che risulta agli scriventi, ebbene, anche questa volta il
Comune di Tremestieri ometteva di procedere alla pubblicazione
dell'intero decreto e delle relative Norme di Attuazione e
pubblicava, in data 21 gennaio c.a., all'Albo Pretorio unicamente
la superiore nota prot. n.670/S. del 14 gennaio 2019;
visto che a parere degli scriventi, si ritiene che i
sopramenzionati comuni non abbiano assolto agli obblighi di
pubblicazione imposti dal D.A. 31 GAB 09/10/ 2018, per tale ragione
si paventa un difetto di pubblicazione e, dunque, un vizio che
inciderebbe sulla validità degli atti;
per conoscere, alla luce delle considerazioni sopra riportate, se
intendano procedere all'accertamento della conformità alle
disposizioni di legge delle pubblicazione effettuate dagli Enti a
tal fine obbligati e ne richieda una nuova pubblicazione». (148)
Ha facoltà di parlare l'assessore Tusa per fornire la risposta.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor Presidente, onorevoli deputati, in effetti c'era stato un
lieve ritardo da parte della Soprintendenza di Catania riguardante
il periodo di pubblicazione in quanto pubblicato soltanto per
trenta giorni ma questo inconveniente è stato risolto perché il
provvedimento è stato poi pubblicato dal comune di San Giovanni La
Punta su invito della Soprintendenza e quindi, diciamo, sono stati
dati ampi, è stata data ampia comunicazione di quella che è il
piano paesistico che riguardava i comuni di Pedara, Tremestieri
Etneo e San Giovanni La Punta e quindi ritengo che sia stato, si
sia assolto ai compiti di trasparenza e di comunicazione di un
provvedimento di pianificazione territoriale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ciancio per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'assessore
CIANCIO. Signor Presidente, la domanda della collega prima
firmataria dell'interrogazione, nello specifico, era se questo
ritardo, appurato che c'è stato, non rappresenti un difetto di
pubblicazione e quindi un vizio che incide o inciderebbe sulla
validità degli atti pubblicati. Quindi questo è una prima, un primo
approfondimento e una specifica che chiedo di fare all'assessore.
Inoltre faccio presente che gli atti fanno riferimento a tavole
geologiche che indicano faglie del 1979 o comunque sono tavole non
aggiornate quindi si chiede anche di verificare la congruità e
l'aggiornamento, appunto, del Piano ai nuovi strumenti di
pianificazione territoriale. Quindi mi ritengo insoddisfatta.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
ZAFARANA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, colgo anche oggi l'occasione di
potere parlare con l'Assessore, perché appunto è presente in Aula,
in merito a un'urgenza che appunto è inerente alle norme di
applicazione del Piano paesaggistico dell'Ambito 9. Poiché, come
sicuramente lei saprà, in data 31 marzo del 2019 scadono i termini
previsti dei 24 mesi per portare a termine i piani di recupero e,
quindi, per dare da parte di questo assessorato l'indirizzo, ai
comuni o alle aree ex ASI, in questo caso interessati, per poter
aggiornare i piani urbanistici e, pertanto, potere procedere quindi
alla valorizzazione dei territori interessati. Poiché siamo,
praticamente, quasi al termine della decorrenza di questo termine,
le volevo chiedere quali azioni, se sono già state disposte delle
azioni, anche in termini di chiarificazione rispetto alla
competenza in alcune aree che non sono ancora state cedute, per
esempio, ricadenti nel piano paesaggistico nell'ambito 9, dall'ex
ASI ai comuni e, pertanto, anche una questione di competenze
rispetto a chi dovrà adeguare i propri piani territoriali, piani
regolatori. Quindi le volevo ravvisare questa urgenza ed,
eventualmente, se ora fosse già nelle condizioni di dare qualche
informazione le sarei grata, altrimenti di potere nei prossimi
giorni sapere qualcosa in più.
DI CARO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, io poco fa avevo chiesto all'assessore
Tusa se la Regione Siciliana, per questa settimana, avesse aderito
alla settimana della cultura, con musei aperti le domeniche e gli
ingressi gratuiti. L'assessore mi aveva risposto di sì ma, a quanto
pare, i musei non ne sanno nulla e continuano a staccare i
biglietti e a far pagare i visitatori. Abbiamo aderito alla
settimana della cultura o non abbiamo aderito alla settimana della
cultura? I musei sono a conoscenza che abbiamo aderito alla
settimana della cultura o no? Perché sono messi là a staccare i
biglietti e a far pagare i cittadini.
PAGANA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
io le volevo chiedere che ad essere calendarizzati per il prossimo
question time utile, siano tutti gli atti parlamentari che hanno a
che fare con l'agricoltura. Ci sono decine di interrogazioni,
decine di interpellanze e decine di mozioni di cui non possiamo
trattare perché questa rubrica non viene messa all'ordine del
giorno.
DE LUCA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, signor assessore, io approfitto della
sua presenza in Aula per raccontarle di un fatto appena accaduto a
Messina. Non so se lei ha mai sentito parlare - mi auguro di sì -
della casa del Cavaliere Cammarata. Una casa che da poco è stata
candidata anche a diventare uno dei luoghi del cuore della FAI, una
casa che è sottoposta a vincolo della soprintendenza, una casa di
un artista che è venuto a mancare e che, in questi giorni, è stata
smontata per consentire dei lavori di ristrutturazione in centinaia
e migliaia di pezzi, questa casa era composta da tutte le opere di
questo artista. In questo momento, tutti questi reperti si trovano
depositati in un parcheggio, in alcune stanze, senza che si sia
proceduto ad alcuna catalogazione. Il che vuol dire, senza voler
pensare male, che se un pinco pallino qualsiasi volesse andare a
rubare uno di questi reperti lo potrebbe fare tranquillamente e
senza neppure destare attenzione da parte di nessuno. Io mi chiedo
se questo assessorato, anche sollecitando immediatamente la
soprintendenza intenda intervenire a tutela di questo patrimonio,
oppure se, invece, è normale questo modo di agire.
PRESIDENTE. Assessore, se può dare qualche veloce risposta,
qualche altra eventualmente si riserva nel corso di un'altra
rubrica.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana. Per
quanto riguarda l'ambito 9 del piano territoriale paesistico, posso
dire che sono in corso le consultazioni con i Comuni. Tutte le
Soprintendenze stanno facendo le consultazioni con i Comuni. E,
soprattutto, ho decretato proprio oggi il rinnovo dell'Osservatorio
del Piano paesistico perché era scaduto. Quindi diciamo che c'è
tutto l'interesse, e tutta anche la velocità da parte
dell'Assessorato, per risolvere al più presto e per continuare le
concertazioni e quindi recepire quelle che sono le osservazioni e
poi trasferirle nella redazione finale dei Piani paesistici.
Per quanto riguarda la Settimana delle culture , non avevo
recepito, avevo confuso quello che lei mi aveva detto. Noi non
aderiamo alla Settimana della cultura, noi aderiremo alla Settimana
dei Musei, che verrà stabilita successivamente. Perché
l'organizzazione della Settimana della cultura da parte del
Ministero, la comunicazione ci è arrivata solamente recentemente. E
quindi non abbiamo avuto il tempo per potere organizzare la
Settimana della cultura con l'apertura gratuita dei musei e delle
aree archeologiche.
Quello che faremo è la Settimana dei musei che, per altro, è una
vecchia tradizione che addirittura risale a molti decenni fa. E poi
stiamo studiando anche di realizzare determinati espedienti per
fidelizzare il pubblico, soprattutto il pubblico locale cioè noi
siciliani, alle aree archeologiche, alle aree monumentali, ai
musei, recependo in parte quelle che sono le direttive del
Ministero. Noi abbiamo potestà primaria, come sapete, per cui
possiamo decidere e dobbiamo adattare alla situazione siciliana
quello che è questo tipo di espedienti di fidelizzazione.
Posso dire all'Aula che recepiremo senz'altro quanto ha fatto il
Ministero nei confronti dei giovani e degli studenti. Per cui
realizzeremo quanto prima un biglietto al costo di due euro per
queste categorie. E poi, a breve, istituiremo la tessera annua per
i principali musei e le principali aree archeologiche della Sicilia
perché un esperimento fatto a Napoli, dal Museo di Napoli, ha avuto
degli esiti estremamente positivi. E che ha contribuito a
fidelizzare i cittadini al proprio museo, alla propria area
archeologica.
Quindi, sintetizzando, noi faremo la Settimana dei musei, con
ingresso gratuito nei musei; realizzeremo il biglietto a costo
ridotto per studenti e giovani e realizzeremo la tessera annuale di
fidelizzazione per i principali musei e parchi archeologici della
Sicilia.
Per quanto riguarda l'ultima notazione, ringrazio per
l'informazione, ovviamente non ne ero a conoscenza di questa
situazione. Per cui mi adopererò subito con la Soprintendenza di
Messina per capire cosa effettivamente sta succedendo e quindi
porre in atto - ove necessario - quelli che sono i dispositivi di
tutela sulla base delle norme vigenti.
SCHILLACI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, approfitto della presenza
dell'Assessore Tusa perché noi c'eravamo lasciati in Commissione,
in seguito ad una audizione, sulla realizzazione di una piattaforma
online che potesse mettere in circuito tutti i siti culturali della
Sicilia o, per lo meno, i principali. Con la possibilità
dell'acquisto online dei biglietti direttamente dal sito. Volevo
notizie in merito a questa richiesta che era stata già avanzata
all'inizio della legislatura.
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, Assessore, mi scusi,
l'interrogazione è una cosa, finite le interrogazioni, le domande
le deve porre in Commissione. Oppure fate una interrogazione e
l'Assessore correttamente risponde. Non è un duetto tra il
parlamentare e il Governo, oppure risponde per le vie brevi.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 12 marzo 2019,
alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Salute (V. allegato)
La seduta è tolta alle ore 17.15
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 720 - Modifica dei confini comunali di Agrigento, Favara e
Aragona.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Di Caro Giovanni; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 721 - Chiarimenti sull'accesso ai corsi Asacom per la qualifica
di assistente all'autonomia e alla comunicazione dei disabili.
- Assessore Istruzione e Formazione
Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 723 - Chiarimenti circa l'approvazione del Piano paesistico di
ambiti ricadenti nel catanese.
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 724 - Notizie circa gli alloggi destinati alle forze
dell'ordine della Regione siciliana.
- Presidente Regione
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 725 - Notizie circa il servizio ferroviario lungo la tratta
Catania-Caltagirone.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Barbagallo Anthony Emanuele
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 719 - Rimodulazione dell'assetto organizzativo del Dipartimento
regionale del lavoro.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Zafarana Valentina
N. 722 - Chiarimenti in merito allo sversamento di percolato
avvenuto in contrada Misiddi, Campobello di Mazzara (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Salute
Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 726 - Chiarimenti in merito al 'Casolare rurale' e all'area
circostante, siti nel comune di Cinisi (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta;
Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose;
Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 727 - Legittimità delle procedure adottate dal Comune di
Acireale per l'istituzione e l'affidamento di ticket d'ingresso e
di aree di sosta a pagamento in occasione del carnevale 2019.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Sammartino Luca
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
N. 155 - Notizie circa l'assistenza riabilitativa.
- Assessore Salute
Lupo Giuseppe
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si intende
accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta
al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 225 - Problematiche legate al comparto dell'allevamento ovi-
caprino e della filiera zootecnica siciliana.
Pagana Elena; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano
Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Presentata il 4/03/19
N. 226 - Espropriazione del 'Casolare Rurale' e dell'area
circostante, siti nel comune di Cinisi (PA).
Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di
Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Presentata il 5/03/19
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Documenti relativi all'interpellanza n. 97 depositati agli atti
su richiesta dell'onorevole Barbagallo