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Resoconto d'Aula della Seduta n. 104 di mercoledì 06 marzo 2019
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   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.24

   TAMAJO,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
  Gucciardi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

   Onorevoli   colleghi,  comunico  che  la  seconda  Commissione   è
  autorizzata a riunirsi.


   Svolgimento ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
     Interno di interrogazioni e interpellanze della rubrica  Beni
                    culturali e identità siciliana

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento  ai  sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  Interno  di  interrogazioni  e interpellanze  della  rubrica   Beni
  culturali e identità siciliana .
   Si  procede con l'interpellanza n. 22  Notizie sull'istanza per il
  rilascio del permesso di ricerca di idrocarburi nel golfo di Gela ,
  a firma degli onorevoli Di Caro e altri.

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  e  all'Assessore  per i  beni  culturali  e  l'identità
  siciliana, premesso che:

   il  7  Maggio  2013 l'ENI Divisione Exploration &  Production,  ha
  avviato le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale presso il
  Ministero  dell'Ambiente e della tutela del territorio e del  Mare,
  per  il  rilascio  del decreto di compatibilità  ambientale  di  un
  permesso di ricerca di Idrocarburi denominato d 33 G.R.-.AG;

   il programma dei lavori diviso in tre fasi prevede:
   prima fase: studi geologici e geofisici e rielaborazione di 100 km
  di   dati   sismici  esistenti  per  la  ricostruzione  strutturale
  dell'area   e  per  l'individuazione  di  strutture  di   interesse
  minerario;
   seconda  fase:  acquisizione simica 3D di circa  200  km  quadrati
  volta  alla  definizione  delle  migliori  strutture  di  interesse
  minerario individuate nella prima fase di studio;
   terza fase: sulla base dei risultati dell'interpretazione dei dati
  geologici e geofisici condotti nelle fasi precedenti, sarà valutata
  la  possibilità di perforare un pozzo esplorativo della  profondità
  di circa 1.600 m dal fondo del mare;

   presso  il  Ministero  dell'Ambiente,  avvalendosi  della  facoltà
  prevista  per legge di produrre osservazioni, durante la  procedura
  di  VIA  sono  state depositate numerose osservazioni da  parte  di
  cittadini,  istituzioni, ed associazioni che hanno  messo  in  luce
  l'incompatibilità ambientale del programma dei lavori col  delicato
  ecosistema  dei  luoghi  (ad  es. incompatibilità  del  sistema  di
  rilievo  sismico con la flora e la fauna marina, omissioni  e  vizi
  procedurali,   omessa  valutazione  dei  rischi   della   fase   di
  coltivazione, etc;

   nonostante  le osservazioni presentate la Commissione Tecnica  Via
  del Ministero dell'Ambiente in data 06/06/14, 05/12/14 e 24/04/2015
  esprimeva  pareri n 1511  1671 e 1770 positivi con prescrizioni  al
  programma dei lavori;

   in  data  29/11/2017, la società avviava una  nuova  procedura  di
  Impatto  Ambientale  a  seguito  di riperimetrazione  in  riduzione
  dell'area dell'istanza del permesso di ricerca in oggetto;

   la   società   proponente   dichiara  di   avere   depositato   la
  documentazione  per  la  pubblica  consultazione  dello  Studio  di
  Impatto Ambientale presso i seguenti enti:
   comuni  di  Licata, Butera, Gela, Acate, Vittoria,  Ragusa,  Santa
  Croce Camerina;
   provincie di Caltanissetta, Ragusa ed Agrigento;
   dipartimento   dei  Beni  Culturali  e  dell'identità   Siciliana,
  Soprintendenza del Mare;
   assessorato   Regionale   Territorio  e   Ambiente,   Dipartimento
  Regionale dell'Ambiente, servizio 2 VAS/VIA;

   il  periodo  in  cui  è possibile depositare le  osservazioni  del
  pubblico  è  scaduto il 3 febbraio 2018, fatto salvo  l'obbligo  di
  legge  da parte della Regione Siciliana di esprimere proprio parere
  non vincolante anche fuori da predetto termine;

   per  le  attività estrattive al di fuori delle 12 miglia non  sono
  riconosciute royalty alla Regione Siciliana e per quelle  esistenti
  all'interno  delle 12 miglia dalla costa queste ammontano  a  cifre
  irrisorie. A titolo d'esempio il gettito delle royalty per il  2017
  corrisposto  alla Regione Siciliana per le attività  estrattive  in
  mare è ammontato a soli 296.347,75 euro;

   considerato che:

   le  attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi in mare sono
  attività  industriali ad alto rischio incompatibili con il  fragile
  ecosistema  marino,  con le attività di pesca e  con  la  vocazione
  turistica del territorio siciliano;

   ai  gravi  rischi  di  incidente industriale  ed  alle  disastrose
  potenziali  conseguenze per l'economia e l'ambiente siciliano,  non
  corrispondono vantaggi economici per la Regione siciliana;

   per conoscere:

   se abbiano effettivamente ricevuto lo Studio di Impatto Ambientale
  dell'istanza  di permesso di ricerca in oggetto nei termini  e  nei
  modi  previsti  dalla  normativa vigente  e  se  gli  stessi  hanno
  conseguentemente  proceduto  alla  valutazione  del  SIA  ed   alla
  produzione delle conseguenti osservazioni;

   se  abbiano  intenzione  di opporsi alla istanza  di  permesso  di
  ricerca in oggetto;

   se  abbiano intenzione di opporsi alle numerose istanze di ricerca
  e   coltivazione  di  idrocarburi  e  più  in  generale  se   vuole
  intraprendere   un   opposizione  politica  e  legale   contro   lo
  sfruttamento  petrolifero  ed industriale  del  Canale  di  Sicilia
  oggetto   di  numerosissime  istanze  e  permessi  di   ricerca   e
  coltivazione di idrocarburi in mare». (22)

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Tusa per fornire la risposta.

   TUSA,  assessore  per  i  beni culturali e  l'identità  siciliana.
  Signor    Presidente,   onorevoli   deputati,    riguardo    questa
  interpellanza possiamo dire che, per quanto riguarda la  competenza
  dell'Assessorato per i beni culturali, che è una competenza che  si
  limita alla tutela dell'eventuale presenza di beni archeologici  in
  fondo   al   mare   e  quindi  fondamentalmente  di   relitti,   la
  Soprintendenza  del Mare ha da tempo dato le sue indicazioni  sulle
  iscrizioni che riguardano la prescrizione di effettuare  tutta  una
  serie   di   indagini  preventive  onde  evitare  il   rischio   di
  danneggiamenti a questo tipo di reperti. Però, siamo  andati  oltre
  perché  la  Soprintendenza del Mare ha dato anche  parere  negativo
  all'esecuzione  di  queste  ricerche  perché  la  competenza  della
  Soprintendenza del Mare è anche sul paesaggio marino.
   Queste  indagini, soprattutto in fase preventiva,  utilizzando  un
  sistema che si chiama Ergan cioè l'induzione di terremoti sul fondo
  del mare, determina degli sconvolgimenti nel benthos e, quindi,  in
  quella  zona dove vive tutta una fauna e una flora particolare  che
  sono degli sconvolgimenti abbastanza disastrosi. Per cui, il parere
  della Sovrintendenza del Mare è stato un parere negativo riguardo a
  questo tipo di indagini.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, si ritiene soddisfatto?

   DI CARO. Parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 122  Interventi per  la
  conservazione e la tutela del Castello di Mussomeli (CL) , a  firma
  degli onorevoli Cancelleri ed altri.

      «Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  beni
  culturali e l'identità siciliana, premesso che:

   il  Castello di Mussomeli, noto come castello manfredonico,  è  un
  maniero  che  Manfredi III Chiaramonte fece erigere su  un  costone
  roccioso  tra  il  XIV  e il XV, probabilmente  sui  resti  di  una
  precedente roccaforte araba;

   la  fortezza, grazie ai pregressi restauri, è in buone  condizioni
  di  conservazione  ed  è fruibile in tutte  le  sue  stanze,  sale,
  cortili, atri;

   il  maniero  rappresenta,  per  la sua  soluzione  architettonica,
  un'opera   di   unica  bellezza  e  costituisce  per  la   comunità
  mussomelese un simbolo in cui identificarsi e riconoscersi  proprio
  come suggerisce l'etimologia greca del termine 'sun ballo', mettere
  insieme, far coincidere;

   il  bene architettonico è un forte attrattore turistico a  cui  si
  ricollegano  gli  altri  monumenti culturali  presenti  nel  centro
  cittadino  di  Mussomeli  e  costituisce il  principale  itinerario
  turistico che offre la città;

   appreso che:

   organi  di  stampa  hanno riportato la notizia che  di  recente  è
  avvenuto un nuovo crollo di massi dal costone roccioso del lato sud
  est,  sottostante  i locali, scuderie, da poco  restaurati  e  resi
  fruibili;

   i  recenti  crolli,  dovuti alle infiltrazioni di  acqua  piovana,
  fanno  seguito  a  quelli  già avvenuti  nel  2014  e  testimoniano
  l'urgenza di un intervento conservativo;

   l'area   interessata   è  soggetta  ad  un  rischio   elevato   di
  pericolosità  e  si  è assistito ad un ampliamento  del  fronte  di
  crollo  per  il  quale  occorrono interventi  urgenti  mirati  alla
  salvaguardia del bene ed a evitare qualsiasi danneggiamento;

   è  stato  effettuato un sopralluogo, dopo i crolli  del  2014,  da
  parte  del  personale  del  Genio  civile  di  Caltanissetta,   del
  Dipartimento  regionale  della Protezione  civile  e  dell'UTC  del
  Comune  di  Mussomeli  da cui emerse 'una significativa  evoluzione
  cinematica del dissesto e in atto rimane in precario equilibrio una
  grossa  parete  rocciosa  completamente  disconnessa  dalla   massa
  rocciosa principale';

   visto che:

   l'area   comprendente  il  territorio  circostante   il   Castello
  Manfredonico  è  stata dichiarata 'di notevole interesse  pubblico'
  con D.A. n. 5003 del 4 gennaio 2008;

   l'ufficio  tecnico  del Comune di Mussomeli ha  già  elaborato  il
  progetto   per   la   messa  in  sicurezza  del  costone   roccioso
  presentandolo alla Regione;

   tenuto conto che:

   l'art. 9 della Costituzione pone tra i principi fondamentali della
  Repubblica  la  tutela  del patrimonio storico  e  artistico  della
  Nazione;

   l'art.  1  della legge regionale 1 agosto 1977 n. 80 assegna  alla
  Regione  siciliana  il  compito  di  provvedere  alla  tutela   del
  patrimonio storicoculturale dell'Isola al fine della valorizzazione
  e della più ampia fruizione possibile;

   il  decreto  legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 all'art.  1  co.  3
  recita  che  'lo  Stato,  le città metropolitane,  le  regioni,  le
  provincie  e i comuni assicurano e sostengono la conservazione  del
  patrimonio culturale';

   il  decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 all'art.  27  recita
  'Nel  caso  di  assoluta  urgenza  possono  essere  effettuati  gli
  interventi  provvisori  indispensabili per evitare  danni  al  bene
  tutelato,   purché   ne  sia  data  immediata  comunicazione   alla
  soprintendenza, alla quale sono tempestivamente inviati i  progetti
  degli interventi definitivi per la necessaria autorizzazione';

   il  decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 all'art.  30  recita
  'Lo  Stato, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali nonché
  ogni  altro ente ed istituto pubblico hanno l'obbligo di  garantire
  la  sicurezza  e  la  conservazione  dei  beni  culturali  di  loro
  appartenenza';

   il  deterioramento,  il  danneggiamento e  la  distruzione  di  un
  monumento di rilevante pregio è punito dall'art. 733 c.p.  se  'dal
  fatto  deriva  nocumento  al  patrimonio  archeologico,  artistico,
  storico nazionale' e punisce anche la condotta omissiva;

   l'art. 40 c.p. recita che 'chi non impedisce un evento dannoso che
  si ha l'obbligo di impedire equivale a cagionarlo';

   per sapere:

   quali attività stiano ponendo in essere, ovvero intendano porre in
  essere,  per limitare le situazioni di rischio che ad oggi si  sono
  estese  a  tal  punto da essere classificato come  R4,  cioè  molto
  elevato;

   se   intendano  provvedere  all'impiego  di  risorse   finanziarie
  finalizzate alla conservazione ed al restauro del maniero;

   se, al fine di mantenere l'integrità e l'efficienza funzionale del
  bene,  intendano  far  suo  il  progetto  di  intervento  elaborato
  dall'UTC  del  Comune  di  Mussomeli o intenda  procedere,  per  il
  tramite   della  Soprintendenza,  alla  redazione  di  un  progetto
  esecutivo delle opere da effettuarsi;

   se  intendano finanziare gli interventi conservativi  con  risorse
  previste  dal Patto per il sud a valere su risorse FSC  2014-2020».
  (122)

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Tusa per fornire la risposta.

   TUSA,  assessore  per  i  beni culturali e  l'identità  siciliana.
  Signor  Presidente, onorevoli deputati, per quanto riguarda  questa
  interpellanza,  devo  precisare che  il  proprietario  del  bene  è
  l'Amministrazione comunale, quindi è l'Amministrazione comunale che
  ha  il  principale compito di effettuare, mettere  in  atto  quelle
  opere di tutela del sito che vengono poi, ovviamente, controllate e
  autorizzate dalla competente Soprintendenza.
   Comunque  vorrei precisare che trattasi di dissesti  di  carattere
  naturale franoso, per cui la competenza è soprattutto non solo  del
  comune  ma  anche  del  Genio civile, noi come  Soprintendenza  non
  interveniamo  in  problemi  che  riguardano  dissesti   franosi   e
  quant'altro.
   Comunque,  c'è da dire che c'è un progetto già finanziato  per  un
  importo  di 1.997.227,50 per il risanamento del costone che insiste
  sul  Castello.  E,  comunque, la Soprintendenza ha  già  fatto  dei
  sopralluoghi  ed  è pronta ad intervenire qualora  questi  dissesti
  franosi  naturali  del  costone  roccioso  danneggino  il  Castello
  stesso. Se si verificasse questa eventualità, la Sovraintendenza  è
  pronta  ad  intervenire  con  interventi  o  di  somma  urgenza   o
  interventi strutturali.

   PRESIDENTE.   Il  primo  firmatario,  l'onorevole  Cancelleri,   è
  assente;  l'onorevole  Cappello è assente;  onorevole  Ciancio,  si
  ritiene soddisfatta della risposta dell'Assessore?

   CIANCIO. Ne prendiamo atto.

   PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 36  Gestione  del  Parco
  archeologico di Solunto sito in Santa Flavia (PA) , a  firma  degli
  onorevoli Siragusa ed altri.

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per i beni culturali e
  l'identità siciliana e all'Assessore per il turismo, lo sport e  lo
  spettacolo, premesso che:

   con Decreto del Presidente della Regione 11 luglio 2001 n. 6263  è
  stato  istituito il sistema dei parchi archeologici  siciliani,  ai
  sensi  dell'art.  20,  1  comma  della legge regionale  3  novembre
  2000,  n.  20,  che comprende le aree archeologiche  tra  le  quali
  Solunto;

   con Decreto del Presidente della Regione n. 370 del 28 giugno 2010
  veniva  individuata  l'area da istituire a  Parco  Archeologico  di
  Solunto (Santa Flavia);

   con  D.A.  n.  2151  del  24/07/2013 è  stata  individuata  l'area
  costituente  l'istituendo Parco Archeologico di Solunto,  ricadente
  nel  territorio  del comune di Santa Flavia, e che  con  successivo
  decreto  previsto  dall'art. 2 dello stesso D.A. 2152,  si  prevede
  l'istituzione del Parco archeologico così come previsto dal comma 7
  dell'art. 20 della L.R. 20 del 3 novembre 2000;

   visto che:

   il Codice dei beni culturali e del paesaggio, Decreto legislativo,
  testo coordinato 22/01/2004 n  42  dove cita:
   all'art. 1, comma 2 così cita: 'La tutela e la valorizzazione  del
  patrimonio  culturale  concorrono a  preservare  la  memoria  della
  comunità  nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo
  della  cultura',  e  comma  3  'Lo  Stato,  le  regioni,  le  città
  metropolitane,  le province e i comuni assicurano e  sostengono  la
  conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica
  fruizione e la valorizzazione';
   all'art.  6  comma  1: 'La valorizzazione consiste  nell'esercizio
  delle  funzioni  e  nella  disciplina  delle  attività  dirette   a
  promuovere  la conoscenza del patrimonio culturale e ad  assicurare
  le  migliori  condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica  del
  patrimonio stesso, anche da parte delle persone diversamente abili,
  al  fine  di  promuovere lo sviluppo della cultura. Essa  comprende
  anche   la   promozione   ed  il  sostegno  degli   interventi   di
  conservazione del patrimonio culturale';

   considerato che:

   in  data  2 febbraio 2018, durante un sopralluogo presso  il  sito
  archeologico, abbiamo potuto constatare, al netto del  riconosciuto
  impegno  profuso dal personale di amministrazione  e  gestione  del
  Parco,  le  pessime condizioni in cui versa il parco stesso.  Dalla
  precarietà  degli immobili a servizio del parco, che  costituiscono
  l'Antiquarium  padiglione  A  e B, con  infiltrazioni  d'acqua  dai
  tetti,   vetrine   dove  sono  esposti  i  reperti   senza   alcuna
  illuminazione. Di un'ulteriore immobile acquisito con  esproprio  a
  fine anni 90, e che nelle intenzioni dovrebbe rivestire il ruolo di
  ufficio amministrativo e/o del personale, dove addirittura i  tetti
  per la gran parte sono caduti o mostrano pericolose crepe, immobile
  che  nel  complesso  è  in  condizioni di totale  abbandono.  Dalla
  assoluta   mancanza  di  un  sistema  antincendio,  alle   precarie
  condizioni di sicurezza delle recinzioni lungo i versanti  nord  ed
  intorno  alla 'grande cisterna'; mancanza di brochure  e  materiale
  promo-pubblicitario turistico, l'assenza di guide  specializzate  o
  in  alternative di audioguide, segnaletica descrittiva degli  scavi
  ormai  illeggibile. Un precario servizio di vigilanza. Il personale
  addetto  alla  manutenzione alloggiato in  locali  angusti  e  poco
  salubri.  Insufficiente  cura  delle aree  verdi,  nessun  servizio
  previsto per i diversamente abili, ad esempio montascale almeno per
  poter accedere all'Antiquarium, la poca presenza dei turisti;

   ritenuto che:

   la  valorizzazione  del  nostro  patrimonio  storico  archeologico
  rappresenterebbe  una  fonte  di  reddito,  diretto,  attraverso  i
  visitatori,  ed indiretto, attraverso l'indotto turistico  ad  esso
  collegato,  ovvero, un volano economico di notevole  importanza  in
  una regione attanagliata da una crisi economica insostenibile;

   il  sito  archeologico si presenta in maniera  poco  consona  alle
  esigenze  dei  visitatori, senza guide cartacee  o  senza  supporti
  informatici   che  possano  consentirne  una  migliore   fruizione,
  soprattutto   se  diversamente  abili:  se  poi  il  visitatore   è
  straniero,  ci  troviamo davanti alla totale  mancanza  del  benché
  minimo  supporto, niente interpreti, niente cataloghi  multilingue,
  niente traduttori multimediali;

   gli  immobili asserviti al sito archeologico che dovrebbero essere
  il  biglietto  da  visita del parco stesso che  mostrano,  in  gran
  parte,    evidenti   lacune   nella   manutenzione   ordinaria    e
  straordinaria;

   le  gravi lacune nella gestione del Parco archeologico di Solunto,
  come  di  altri  siti  in Sicilia, ledono l'immagine  della  stessa
  regione Sicilia, etichettata spesso come esempio di inefficienza;

   la  Sicilia,  dovrebbe  essere, invero,  una  regione  a  spiccato
  indirizzo turistico, avendo sul proprio territorio oltre il 70% dei
  beni archeologici dell'Italia;

   per conoscere:

   cosa  intendano  fare  per eliminare le criticità  sottolineate  e
  porre rimedio a questa grave situazione;

   come   mai   il  sito  archeologico  di  Solunto  non  sia   stato
  adeguatamente attrezzato e supportato;

   quali  azioni concrete si intendano mettere in atto affinché venga
  garantita la fruibilità del Parco archeologico di Solunto  e  quali
  azioni  questo  intendano  compiere per adeguarne  i  servizi  agli
  standard qualitativi europei;

   quali  iniziative si intendano adottare per evitare che la Sicilia
  dia  di  se stessa, anche in ambito turistico, l'ennesima  immagine
  negativa  alle  migliaia  di  turisti che  si  recano  a  visitarne
  l'importante patrimonio archeologico». (36)

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Tusa per fornire la risposta.

   TUSA,  assessore per i beni culturali e l'identità  siciliana.  In
  effetti,  devo constatare che la situazione dell'area  archeologica
  di  Solunto, il parco archeologico di Solunto non è delle migliori.
  Però,  posso  rassicurare  l'Aula che a breve,  penso  la  prossima
  settimana,  verrà  decretato dal sottoscritto  la  istituzione  del
  Parco archeologico di Solunto.
   Com'è noto, l'avvio dei parchi archeologici significa per i parchi
  archeologici  avere la possibilità di disporre di risorse  autonome
  e,   quindi,  potere  intervenire  all'interno  del  parco  stesso,
  eliminando  tutta  una  serie di passaggi  burocratici  che  spesso
  rallentano  quelli  che sono gli interventi del dipartimento  sulle
  aree archeologiche.
   Quindi, da parte mia c'è la rassicurazione che interverremo al più
  presto  per  risolvere questi problemi che esistono sia nella  zona
  archeologica, ma soprattutto negli immobili destinati al museo  con
  degli  interventi nel momento in cui creeremo il parco archeologico
  di  Solunto che sarà uno dei tre parchi della provincia di  Palermo
  che decreteremo la prossima settimana.
   Gli altri parchi sono il Parco di Jato e il Parco di Himera.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Siragusa   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   SIRAGUSA.  Signor Presidente, Assessore, lo dico  da  qua  che  mi
  dichiaro  soddisfatto. Potrebbe sembrare strana anche una  risposta
  così  breve  ma  perché esattamente è quello che mi volevo  sentire
  dire.
   Le  due  cose che lei ha detto sono la realtà, o meglio una  è  la
  realtà  cioè  che  il Parco è ridotto veramente molto  male,  e  la
  seconda, quella che ha prospettato, è l'unica soluzione praticabile
  per  far  sì  che  questo  Parco possa tornare  a  nascere  per  un
  territorio  che è quello di Santa Flavia, Bagheria e  di  tutta  la
  litoranea che collega i due territori che ha assolutamente  bisogno
  di  un  intervento  in questo senso per portare  quei  turisti  che
  questo  territorio si merita, quindi io sono soddisfatto della  sua
  risposta,  ovviamente  verificherò  che  tutta  parta,  che   tutto
  funzioni.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 153  Tutela e fruizione
  della Villa Romana del Castellitto, nel territorio Ramacca (CT)   ,
  a firma dell'onorevole Barbagallo.

   «All'Assessore  per  i  beni  culturali  e  l'identità  siciliana,
  premesso che:

   nel  territorio del Comune di Ramacca in provincia di Catania,  in
  contrada  Castellitto, si trovano i resti di una Villa  Romana  con
  pavimenti a mosaico costruita in età repubblicana (III sec. a.C);

   l'area in questione costituisce solo una parte della 'Pars Urbana'
  ovvero della residenza del dominus del tempo;

   l'area  è  inserita  in  uno straordinario  contesto  archeologico
  all'interno  del quale figura anche una necropoli greca  del  primo
  ellenismo (seconda metà del IV secolo a.c.);

   a partire dall'inizio degli anni '70 del secolo scorso, sono state
  avviate  campagne  di  scavo  che hanno interessato  un'altura  che
  costituisce,  con i suoi 560 m s.l.m, il principale rilievo  di  un
  gruppo di colline che delimita i margini occidentali della Piana di
  Catania;

   allo scopo di promuovere e valorizzare in chiave storico-culturale
  e  turistica il sito archeologico suesposto, il Comune  di  Ramacca
  nel 1998 ha riaperto il Museo cittadino ospitandovi reperti storici
  e frammenti rinvenutivi;

   considerato che:

   l'area della Villa Romana del Castellitto è stata acquisita  dalla
  Regione  Siciliana allo scopo di preservarla da atti vandalici  che
  potessero  compromettere la valenza storica e  archeologica  di  un
  sito di straordinario interesse culturale e archeologico;

   a  fronte della acquisizione da parte della Regione Siciliana,  si
  continuano  a  registrare  gravi atti di vandalismo  tanto  che  la
  responsabile  della  Soprintendenza  di  Catania  ha  provveduto  a
  inoltrare  apposita  denuncia all'Arma dei  Carabinieri  a  seguito
  degli ultimi atti vandalici perpetrati a danno della Villa;

   i    mosaici   rinvenuti,   peraltro   di   straordinario   pregio
  storico/archeologico, sono stati espiantati e ammassati sul terreno
  adiacente  la  Villa  senza  alcuna  salvaguardia  considerato  che
  l'incarico    afferente   la   custodia    del    sito    conferito
  dall'Assessorato regionale Beni culturali risulta scaduto;

   il  sito  è,  pertanto, esposto al degrado e all'incuria,  cui  si
  somma la totale assenza di attività volte alla sua salvaguardia;

   per sapere:

   quali  provvedimenti intenda assumere per garantire  la  sicurezza
  del  sito,  procedendo con urgenza all'affidamento del servizio  di
  custodia,  nonché  al  corretto restauro e alla  catalogazione  dei
  mosaici   rinvenuti  presso  la  Villa  Romana   del   Castellitto,
  nell'ottica  della sua fruizione in chiave culturale  e  turistica,
  attraverso il rilancio del Museo Cittadino di Ramacca;

   quali  provvedimenti  ritenga opportuni al  fine  del  recupero  e
  rilancio,   in   funzione  storico-archeologica  di  tutta   l'area
  archeologica  interessata, ivi compresa la nomina di  un  ispettore
  onorario gratuito». (153)

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Tusa per fornire la risposta.

   TUSA,  assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.   In
  effetti, in zona Castellitto, comune di Ramacca, insistono i  resti
  di  una  Villa  Romana con superficie a mosaico che fu  oggetto  di
  scavi  alcuni  anni  fa.  La zona è stata espropriata.  Nella  zona
  insistono  anche  degli  immobili residui  della  riforma  agraria.
  Purtroppo,   recentemente  questa  zona  è  stata  danneggiata   da
  interventi  abusivi,  da  interventi,assolutamente  illegittimi   e
  illegali,   che   sono   stati  immediatamente   denunciati   dalla
  Sovraintendenza  all'Autorità giudiziaria  e,  in  particolare,  al
  Nucleo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri.
   Ma  non  ci  siamo  fermati  a  questo  perché  siamo  intervenuti
  immediatamente. I lavori sono in corso con una perizia  di  urgenza
  di  70,  se non ricordo male, 70 mila euro per mettere in sicurezza
  la zona, quindi ripristinare la recinzione dell'area, effettuare  i
  primi  interventi di urgenza di restauro delle superficie mosaicate
  parzialmente,  per fortuna, poco danneggiate, e quindi  per  ridare
  all'area  un  suo decoro di  area archeologica che non  è  inserita
  nelle  aree  archeologiche visitabili, ma che  comunque  è  un'area
  archeologica che a richiesta può essere visitata.
   Ci  siamo  attivati anche con il Comune di Ramacca affinché  venga
  inserita  nel  circuito  di  visita che  viene  realizzato  da  una
  cooperativa  locale  che  si occupa già della  gestione  del  museo
  archeologico,   del   museo  musicale  di   Ramacca   e   dell'area
  archeologica  della  Torricella. Quindi, diciamo,  che  ormai,  per
  fortuna,  abbiamo  superato l'emergenza e posso assicurare  che  la
  zona   archeologica   ha  riacquistato  quel   decoro   che   aveva
  precedentemente.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, Assessore, io prendo atto di quello
  che  è  stato  il  suo  intervento. Una  parte  dell'intervento  la
  prendiamo  come  auspicio perché noi a livello conoscitivo  abbiamo
  notizie diverse, cioè a noi risultano ancora i lavori non iniziati,
  risulta sì l'impegno di spesa di 70.000 euro e l'auspicio è che  ci
  sia   una   maggiore   solerzia  per  questo   tipo   d'interventi.
  L'interrogazione  praticamente di un  anno  fa,  la  Sovrintendenza
  risulta  che  abbia impegnato la somma a fine anno, ancora  oggi  i
  lavori non risultano iniziati per quello che è a  nostra conoscenza
  e  pare  che, addirittura, nelle ultime settimane ci sia  stato  un
  ulteriore atto di vandalismo.
   Prendiamo atto, però, di quella che è stata la volontà manifestata
  dal  Governo,  cioè  di valorizzare dal punto  di  vista  turistico
  questo  sito. Prendiamo atto dei colloqui che speriamo siano sempre
  più proficui con il Comune di Ramacca e ci dichiariamo parzialmente
  soddisfatti  facendo  presente,  Signor  Presidente,   che   saremo
  particolarmente  vigili  nel  seguire l'iter  di  valorizzazione  e
  facciamo voti al Governo da questo punto di vista.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interpellanza n.  61   Verifica  delle
  condizioni  previste dall'art. 8, l. r. n.  20 del 2000 ,  a  firma
  degli onorevoli Magiacavallo ed altri.

   «Al Presidente della Regione ed all'Assessore per i beni culturali
  e l'identità siciliana, premesso che:

   la  legge  regionale n. 20 del 3.11.2000 disciplina 'l'istituzione
  del  parco  archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi  di
  Agrigento.   norme   sull'istituzione  del   sistema   dei   parchi
  archeologici in Sicilia', prevedendo all'articolo 8 la composizione
  del Consiglio del Parco;

   con decreto Assessoriale del 14.1.2016, Assessore Carlo Vermiglio,
  veniva  nominato  il  Dott.  Campo quale Commissario  straordinario
  dell'ente  parco  Valle dei Templi: 'Art. 1  -  Il  dott.  Bernardo
  Campo,  funzionario direttivo dei ruoli regionali, è  nominato,  ai
  sensi  del combinato disposto di cui all'art. 8, comma 1, lett.  a)
  della  legge regionale 3 novembre 2000, n. 20 e s.m.i., e dell'art.
  48,  comma  7  della  legge  28 dicembre  2004,  n.17,  Commissario
  Straordinario con i compiti del Consiglio del Parco Archeologico  e
  Paesaggistico  della  Valle  del  Templi  di  Agrigento  fino  alla
  ricostituzione dell'organo ordinario di amministrazione, e comunque
  per un periodo non superiore a mesi sei';

   da         notizie       apprese       a       mezzo        stampa
  (http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/valle-deitempli-bernardo-
  campo-presidente-consiglio-22-marzo2018.html)     il     precedente
  assessore  Sgarbi  annullava la revoca del decreto  di  nomina  del
  Dott.  Campo,  mantenendo lo stesso quale presidente del  consiglio
  dell'ente in parola;

   da                      organigramma                    pubblicato
  (https://www.parcovalledeitempli.it/?page   id=1132)    il    Dott.
  Bernardo  Campo risulta ad oggi quale presidente del Consiglio  del
  parco;

   considerato  che  come si legge dal decreto  succitato,  il  dott.
  Campo è funzionario direttivo e non dirigente dei ruoli regionali;

   per conoscere:

   sulla scorta delle suesposte argomentazioni, se intendano vagliare
  la  compatibilità dei titoli e qualifiche del Dott. Campo  Bernardo
  con  i requisiti richiesti dall'art.8 l.r. 20/2000 per la nomina  a
  presidente del consiglio del parco;

   laddove  il Dott. Campo non rispetti tali requisiti, se  intendano
  revocare  la  nomina, procedendo ad altra nomina nel  rispetto  dei
  dettami normativi». (61)

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Tusa per fornire la risposta.

   TUSA,  assessore  per  i  beni culturali e  l'identità  siciliana.
  Riguarda la corretta applicazione dell'articolo 167?

   PRESIDENTE.  No, la legge regionale 20 del 2000,  articolo  8.  Il
  ruolo del dott. Bernardo Campo.

   TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana. Anche
  qui  noi  abbiamo  fatto  una  verifica  ed  abbiamo,  in  effetti,
  constatato che il Presidente del parco, Bernardo Campo,  non  ha  i
  requisiti per fare il presidente del parco, nel senso che la  norma
  dice che il presidente del parco deve essere un dirigente almeno di
  seconda fascia della Regione siciliana, Campo non è un dirigente di
  seconda fascia ma è un funzionario direttivo.
   Per   cui,  anche  qui  posso  assicurare  che  nell'arco  di  una
  settimana,  dieci giorni provvederò al rinnovo di tutte le  cariche
  del  parco archeologico di Agrigento, dal presidente, al direttore,
  al  consiglio  di  amministrazione, ai  due  esperti  che  sono  di
  competenza  del  sottoscritto,  la  cui  nomina  è  competenza  del
  sottoscritto e alla nomina di tre componenti senza diritto di  voto
  indicati   da   tre  principali  associazioni  ambientalistiche   e
  culturali che sono Italia nostra, Lega ambiente e FAI.
   Per cui, vi posso assicurare che nell'arco di una decina di giorni
  massimo  il  parco  di  Agrigento avrà  rinnovati  i  suoi  vertici
  interamente.

   PRESIDENTE. Vi ritenete soddisfatti naturalmente.
   Si  passa  all'interrogazione n. 387   Chiarimenti  in  ordine  al
  patrocinio della Regione siciliana a favore di una iniziativa della
  loggia  massonica Giordano Bruno , a firma degli onorevoli De  Luca
  ed altri.

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e l'identità siciliana;
    premesso che il Grande oriente d'Italia, istituita ritualmente il
  20 giugno 1805 a Milano, è una delle più importanti logge a livello
  nazionale, ed è guidata dal gran maestro Stefano Bisi.  Ha  sede  a
  Roma   presso  Villa  del  Vascello,  sul  Gianicolo,  e  al   2015
  rappresentava  la  più numerosa comunione massonica  italiana,  con
  circa  22.000  iscritti.  La natura della Massoneria  e  delle  sue
  istituzioni  è  umanitaria,  filosofica  e  morale:  è  un   ordine
  iniziatico  i  cui  membri  operano  per  l'elevazione   morale   e
  spirituale dell'uomo e dell'umana famiglia;

   rilevato  che  l'assessorato dei beni  culturali  e  dell'identità
  siciliana  si occupa di promuovere la cultura siciliana  nonché  di
  tutela,   restauro,  fruizione  e  valorizzazione  del   patrimonio
  culturale   siciliano   di  ordine  architettonico,   archeologico,
  artistico, bibliografico e demoetnoantropologico;

   considerato che:

   l'assessorato  in indirizzo ha deciso di patrocinare  in  data  23
  agosto  2018, la visita guidata presso la sede di Termini  Imerese,
  in provincia di Palermo, della loggia massonica Giordano Bruno, che
  fa  parte  della principale obbedienza italiana, il Grande  Oriente
  d'Italia;

   il  patrocinio  della  Regione Siciliana  è  anche  apparso  sulla
  locandina  ufficiale dell'evento, con tanto di logo  della  Regione
  Siciliana, assessorato ai Beni culturali e dell'identità  siciliana
  ,  associato al simbolo del Grande Oriente d'Italia, nonché seguito
  dai recapiti della Regione con mail, profilo Facebook e Twitter;

   per  sapere  quali  motivazioni abbiano condotto  l'Assessorato  a
  patrocinare  un  evento  che nulla ha a che vedere  con  l'identità
  storica Siciliana, né con il patrimonio culturale Siciliano». (387)

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Tusa per fornire la risposta.

   TUSA,  assessore  per  i  beni culturali e  l'identità  siciliana.
  Innanzitutto,  vorrei  precisare che noi non abbiamo  sponsorizzato
  nessuna  loggia  massonica, ma abbiamo  solamente  dato  il  nostro
  gradimento  ad  un'attività di un'associazione  che  si  occupa  di
  cultura  e  di beni culturali che si chiama Abc Sicilia,  la  quale
  fornisce un servizio culturale di grande pregio a mio avviso perché
  concorre  alla  conoscenza di tutta una serie  di  siti  poco  noti
  dell'intero  territorio  siciliano,  organizzando  visite  guidate,
  organizzando  conferenze,  organizzando  eventi  che  portano  alla
  conoscenza di questi siti.
   Nell'attività  di  questa associazione per  l'estate  scorsa,  che
  prevedeva 52 eventi e 52 visite, c'era anche la visita alla  loggia
  massonica di Termini Imerese.
   Io  non  ritengo che autorizzare, sponsorizzare una visita ad  una
  loggia  massonica significhi agevolare l'attività della Massoneria.
  Se  voi  andate  in paesi come l'Inghilterra, gli Stati  Uniti,  il
  Canada, le logge massoniche sono visitate anche con pagamento di un
  biglietto,  addirittura. Quindi, la visita ad una loggia massonica,
  a mio avviso non riveste dei caratteri di negatività, anzi, ritengo
  che  il popolo siciliano non sia così indietro culturalmente da non
  saper distinguere il grano dall'olio, cioè da non sapere capire che
  cos'è  una loggia massonica e quindi il ruolo che la Massoneria  ha
  avuto  nel  passato. Ricordiamoci che Giuseppe Garibaldi e  Mazzini
  erano  massoni  ed  il  ruolo che invece ha avuto  recentemente  la
  Massoneria di assoluta illegalità.
   Quindi,  ritengo che visitare una loggia massonica non  significhi
  aderire  alla Massoneria, ma significa invece fare un  servizio  di
  conoscenza a quella che è la nostra storia passate e presente.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Buongiorno Presidente, buongiorno colleghi,  cittadini,
  assessore  Tusa,  io  non sono minimamente  soddisfatto  della  sua
  risposta  e  credo  che  non  lo sia  tutto  il  popolo  siciliano,
  soprattutto  per  le  sue conclusioni quando  ricorda  che  proprio
  Garibaldi   era  massone,  che  partecipò  a  questo  progetto   di
  riunificare  l'Italia, peccato che se ne fregò e  se  ne  fregarono
  tutti  nei  160  anni successivi, di unificare le condizioni  degli
  italiani,  tanto più che l'Italia è stata fatta con i  soldi  della
  Sicilia del sud Italia.
   Ma  lasciando perdere questi corsi e ricorsi storici, vede, quello
  che  io  proprio  non  accetto è che la Regione  siciliana  si  sia
  sottomessa,  a livello di immaginario collettivo, nel concedere  il
  patrocinio   ad  una  loggia  massonica  e  a  vedere  il   simbolo
  dell'Assemblea regionale siciliana, che - ve lo ricordo - non è  il
  vostro,  voi  non potete fare quello che volete col  simbolo  della
  Regione  siciliana,  perché avete un'Aula ed un  territorio  a  cui
  rispondere.
   Ma soprattutto, Assessore, lei non ha risposto ad una domanda, che
  io  a  questo  punto le faccio in maniera esplicita: la giornalista
  Modica,  di  Repubblica , l'ha contattata e le ha chiesto come  mai
  lei  ha  concesso  questo  patrocinio.  E  su  questo  articolo  di
  Repubblica

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, lei deve limitarsi  a  dire  se  è
  soddisfatto o non soddisfatto.

   DE  LUCA.  Lo faccio subito. Questo articolo di  Repubblica   dice
  che lei non ne sapeva nulla della concessione di questo patrocinio.
   Ed  allora, io credo che questo debba essere riferito all'Aula,  e
  per  questo,  anche per questo, oltre che per tutto quello  che  ha
  detto, non mi ritengo assolutamente soddisfatto.

   PRESIDENTE.   Si   passa   all'interpellanza   n.   97    Corretta
  applicazione  dell'art. 167 del D.Lgs. n. 42  del  2004 ,  a  firma
  dell'onorevole Barbagallo.

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e l'identità siciliana, premesso che:

   l'art.  167  del  D.  Lgs. 42/2004 dispone che  per  alcune  opere
  abusive  realizzate in aree sottoposte a vincolo paesaggistico,  il
  trasgressore  è  tenuto al pagamento di una  somma  equivalente  al
  maggiore  importo  tra il danno arrecato e il  profitto  conseguito
  mediante la trasgressione. Si tratta di una sanzione pecuniaria  da
  destinare  ad  interventi di recupero dei  valori  ambientali  lesi
  dall'abuso stesso;

   l'applicazione  di tale normativa ha generato, nel tempo,  qualche
  dubbio in merito alla individuazione del soggetto passivo obbligato
  al  pagamento e alla trasmissibilità della sanzione agli eredi  del
  trasgressore o all'acquirente del bene;

   con  nota  prot.  6641  del  7.02.18, il  Dirigente  Generale  del
  Dipartimento  dei  Beni  culturali  e  dell'Identità  siciliana  ha
  diramato  istruzioni alle Soprintendenze dell'isola invitandole  ad
  uniformare  la propria attività agli orientamenti del Consiglio  di
  giustizia  amministrativa che ha accolto  il  principio  della  non
  trasmissibilità  dell'obbligazione agli eredi o a terzi cui il bene
  sia  stato  ceduto, che sono e rimangono estranei  al  procedimento
  sanzionatorio, ragion per cui l'Amministrazione non  può  comminare
  l'ingiunzione  di  pagamento a soggetti estranei  alla  commissione
  dell'abuso;

   successivamente, il Dirigente del Servizio Tutela  e  Acquisizioni
  dell'Assessorato BB. CC. ha mutato totalmente orientamento e, sulla
  scorta  non  di un provvedimento definitivo ma di un'ordinanza  del
  TAR Sicilia emessa in sede cautelare, ha stabilito, inopinatamente,
  con  nota  prot.  19310 del 27 aprile 2018 che,  attesa  la  natura
  permanente   dell'abuso,  obbligato  al  pagamento   dell'indennità
  risarcitoria ex art. 167 del Codice dei beni culturali  non  è  più
  soltanto  colui  che perpetrò la violazione, ma colui  che  risulta
  essere il titolare della concessione edilizia in sanatoria;

   la  nota suddetta è in palese contrasto sia con la precedente nota
  del  Direttore generale del Dipartimento, dott.ssa Volpes, che  con
  la  giurisprudenza consolidata del CGA, per cui ne  deriva  che  le
  somme  incassate  dalla Regione sono frutto di un titolo  nullo  e,
  pertanto, inquadrabili come indebito arricchimento; non solo, ma la
  nota  prot.  n.  19310,  non  dà contezza  dell'istruttoria,  della
  motivazione  e  non  ha  i requisiti degli atti  amministrativi  di
  natura provvedimentale;

   per conoscere:

   le  ragioni per le quali non si persegua, quando ancora  in  vita,
  l'autore dell'abuso;

   le  ragioni per le quali con un atto amministrativo di natura  non
  provvedimentale a firma del dirigente di servizio si rendano  privi
  di  efficacia una circolare a firma del Direttore generale,  nonché
  l'orientamento  ormai  consolidato  del  Consiglio   di   Giustizia
  amministrativa;

   quali  urgenti  provvedimenti si intendano  adottare  al  fine  di
  scongiurare l'adozione di ulteriori atti illegittimi in conseguenza
  dell'indebita   estensione  delle  sanzioni   pecuniarie   previste
  dall'art.  167  del  D.  Lgs.  42/2004  a  soggetti  estranei  alla
  fattispecie;

   se non ritengano che la fattispecie integri un'ipotesi di indebito
  arricchimento da parte della Regione siciliana, e se non  ritengono
  di  dover sanzionare il responsabile di una condotta amministrativa
  illegittima». (97)

   Intende illustrarla, onorevole Barbagallo?

   BARBAGALLO. No.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Tusa per fornire  la
  risposta.

   TUSA,  assessore  per  i  beni culturali e  l'identità  siciliana.
  Allora,  questa  è una storia un po' più lunga. Io  nella  risposta
  scritta  ho spiegato quelli che sono stati i passaggi che  si  sono
  susseguiti in questa vicenda.
   Questa  vicenda  è ancora sub iudice perché, in atto,  il  CGA  ha
  chiesto   di   conoscere  ulteriormente  il   parere   dell'Ufficio
  legislativo  e  legale della Regione siciliana che è stato  chiesto
  dal  nostro  dipartimento. Quindi, la situazione posso dire  che  è
  ancora, diciamo, non chiara, nel senso che noi abbiamo il dovere di
  attenerci   a   quelle  che  sono  le  sentenze   della   giustizia
  amministrativa.
   La  giustizia amministrativa com'è noto ha dato un parere  con  il
  TAR  in  cui  asserisce  che   la ereditarietà  della  sanzione  si
  perpetua  anche  agli eredi fino a quando il  bene  non  riceve  la
  concessione  edilizia; anche se colui che ha ricevuto  la  sanzione
  decede,  l'erede  continua a  essere sottoposto  al  vincolo  e  ha
  l'obbligo di pagare la sanzione fin tanto che non viene emanata  la
  sanatoria da parte dell'autorità competente.
   Questo  è  lo  stato  attuale dell'arte da un punto  di  vista  di
  giustizia amministrativa.
   Il CGA vuole ulteriormente chiarire la cosa e ha chiesto ulteriori
  chiarimenti all'Ufficio legislativo e legale della Regione. Quindi,
  attendiamo il pronunciamento del CGA e, ovviamente, ci atterremo  a
  quelle che sono le risultanze del parere, della sentenza del CGA.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Tusa,
  mi  dispiace  ma io credo che oggi il Governo in Aula stia  facendo
  delle affermazioni gravi.
   Chiederò,  Presidente, anche di depositare copiosa  giurisprudenza
  del  Consiglio di Giustizia amministrativa e anche la circolare che
  abbiamo citato nell'interpellanza.
   Il  Governo  oggi in Aula ha omesso di dichiarare  quella  che  è,
  invece, la posizione della giustizia amministrativa siciliana.
   L'assessore  Tusa,  riferisco questa  affermazione  con  tutto  il
  rispetto  che è dovuto al Governo ma anche con il rispetto  che  il
  Governo dovrebbe all'Aula e anche alla storia dei deputati.
   Io   nella   vita  faccio  l'avvocato  e  mi  occupo  di   diritto
  amministrativo. Allora il CGA ha affermato in modo  costante  e  da
  ultimo con una sentenza recente del novembre del 2017 che, nel caso
  di  sanzione  amministrativa, lo dico  anche  per  i  colleghi  che
  ascoltano,  qua  siamo nell'ipotesi di pareri procedimentali  delle
  sanzioni delle sanatorie siciliane, quindi 47/85, 724, nel caso  in
  cui  il parere viene acquisito dopo la realizzazione dell'abuso  ma
  prima che venga rilasciata la concessione edilizia in sanatoria.
   In  questo caso, anche se il parere è favorevole, recentemente  ma
  solo  recentemente  con  questo  Governo  regionale  e  non  con  i
  precedenti,  la Sovrintendenza, in alcuni casi e non  in  tutti  ha
  chiesto il pagamento della sanzione amministrativa.
   Pagamento  della sanzione, signor Presidente, che è da  intendersi
  come  sanzione  pecuniaria  e, quindi, equiparabile  alle  sanzioni
  amministrative  che, ovviamente, riguardano il  trasgressore  della
  sanzione  e che certamente non si trasmettono né agli eredi  né  ai
  danti causa nel caso di trasferimento di proprietà dell'immobile.
   Del  resto,  questa non solo è stata la posizione fino al  vecchio
  Governo  regionale,  ma  anche  fino  al  dirigente  regionale,  la
  dottoressa  Volpes,  che  aveva sancito questo  principio  con  una
  circolare che è la n. 2 del 7 febbraio 2018.
   Negli    ultimi    mesi   questo   orientamento    inopinatamente,
  contrariamente  anche  a  quello che è stato  l'orientamento  della
  giurisprudenza del Consiglio di giustizia amministrativa che  è  il
  massimo  organo regionale siciliano, è stato invertito.  Assessore,
  un provvedimento cautelare del TAR non può cambiare quello che è la
  giurisprudenza  consolidata  e  la  circolare  non  sospesa  e  non
  modificata di un dirigente generale della Regione.
   Spero  di  non dover andare oltre perché si aprono altre questioni
  che   sono  quelle  dell'illegittimo  arricchimento,  dell'indebito
  arricchimento della Regione siciliana.
   La  invito, Assessore, a non fare considerazioni piratesche,  come
  quella   che   abbiamo   sentito  oggi  in  Aula,   che   riteniamo
  particolarmente grave.
   Non ci riteniamo soddisfatti, signor Presidente, andremo avanti. E
  poi  mi permetto di depositare queste pronunce e anche la circolare
  della  dottoressa Volpes che ad oggi non  risulta  né  sospesa,  né
  revocata  e  a  cui  gli  uffici,  anche  quelli  periferici  della
  Soprintendenza, si dovrebbero adeguare.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interpellanza n.  110   Verifica  della
  correttezza  dell'operato  della  Soprintendenza  di  Catania,   in
  relazione  ai beni storici e culturali presenti sul territorio  del
  Comune  di  Tremestieri Etneo (CT) , degli onorevoli  Foti,  Campo,
  Cancelleri,  Cappello,  Ciancio,  De  Luca,  Di  Caro,  Di   Paola,
  Mangiacavallo,   Marano,   Palmeri,  Pagana,   Pasqua,   Schillaci,
  Siragusa, Sunseri, Trizzino, Tancredi, Zafarana, Zito.

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  e  all'Assessore  per i  beni  culturali  e  l'identità
  siciliana, premesso che:

   l'intero territorio del Comune di Tremestieri Etneo (CT) - con  la
  sola  esclusione  della frazione di Canalicchio -  è  sottoposto  a
  tutela paesaggistica giusto Decreto della Regione Siciliana del 17-
  03-1978. Fra le motivazioni per l'apposizione del suddetto  vincolo
  si legge: 'Considerato che il complesso urbano di Tremestieri Etneo
  presenta   un   aspetto  caratteristico  dovuto  alla   particolare
  conformazione   plano-volumetrica  del   tessuto   relativo,   che,
  articolandosi  su balze digradanti, offre un singolare  susseguirsi
  di  effetti  scenografici e di prospettive di  interessante  valore
  estetico  per  l'alternarsi di case, costruite secondo  le  antiche
  costumanze  locali,  e  di  edifici e di chiese  settecenteschi  di
  valore storico-artistico';

   ed  ancora,  'Considerato che alcune zone del territorio  suddetto
  posseggono,  inoltre, cospicui caratteri di bellezza  naturale,  in
  quanto  comprendono anche aspetti e conformazione del terreno,  che
  alla  bellezza naturale uniscono il pregio della rarità, perché  le
  imponenti  colate laviche dell'Etna, che richiamano  le  prime  ere
  geologiche  per  le  loro forme caotiche primordiali,  i  coni  dei
  vulcani  spenti  e  la particolare vegetazione  formata  da  piante
  locali  presentano  degli  aspetti  riscontrabili  soltanto   nelle
  località del circondario dell'Etna';

   rilevato che:

   con  delibera del Commissario ad Acta del febbraio 2011  -  previo
  parere favorevole della Soprintendenza ai BB.CC.AA di Catania  -  è
  stato  adottato  il  Piano Regolatore Generale  e  quel  territorio
  comunale  interamente  sottoposto  a  tutela  sarebbe  stato  quasi
  integralmente   edificato.  È  stato  l'intervento  del   Consiglio
  Regionale  dell'Urbanistica a fermare lo  scempio  così  motivando:
  [il     PRG]     non    trova    valide giustificazioni perseguendo
  in  quella logica di consumo di suolo che investe la quasi totalità
  del territorio comunale. Ciò prefigura uno scenario non sostenibile
  e  non  compatibile,  anche, con i vincoli di tutela  paesaggistici
  presenti nell'intero territorio comunale;

   sempre  in  contrasto rispetto al parere della Soprintendenza,  il
  Consiglio  Regionale dell'Urbanistica stralciò dal Piano Regolatore
  anche  diverse zone edificatorie, fra cui una destinata a  edilizia
  convenzionata e relative infrastrutture in quanto interessano  aree
  rurali  di  pregio che presentano i caratteri che hanno determinato
  l'apposizione  del vincolo paesaggistico e quindi il riconoscimento
  del valore del territorio. Nonostante ciò, con delibera n  30 del 3
  luglio  2017,  con  il parere favorevole della  Soprintendenza,  il
  Consiglio  comunale di Tremestieri Etneo ha approvato  un  atto  di
  indirizzo   che   prevede  nuovamente  l'intera  edificazione   del
  territorio. In particolare è prevista una zona destinata a edilizia
  convenzionata  esattamente  nella  stessa  area  che  il  Consiglio
  Regionale  dell'Urbanistica ha definito  di  particolare  pregio  e
  caratterizzante il valore del territorio;

   nel  mese  di  novembre  2017,  ancora  una  volta  previo  parere
  favorevole  della Soprintendenza di Catania, il Consiglio  comunale
  ha  deliberato  un altro intervento estremamente  invasivo  per  il
  territorio:  il  Piano Commerciale. Si tratta di un intervento  che
  investe   e  stravolge  una  porzione  particolarmente   ampia   di
  territorio   sottoposto   a   tutela.   Nel   Piano   viene   anche
  impropriamente  prevista una Circonvallazione  il  cui  percorso  è
  radente una chiesa del XVII secolo, diverse ville del XVIII  secolo
  e   palmenti   sette-ottocenteschi.  Uno  di  questi,  addirittura,
  verrebbe abbattuto.
   Verrebbero,  inoltre, distrutte torrette (costruzioni  a  piramide
  tipiche di questa fascia dell'Etna), terrazzamenti, rasole e muri a
  secco   che   hanno   costituito  gli   elementi   essenziali   per
  l'apposizione del vincolo paesaggistico. Più volte, senza riscontro
  alcuno, la Consigliera comunale del Movimento 5 Stelle ha segnalato
  alla  Soprintendenza lo stato dei luoghi. Identica sorte  anche  le
  segnalazioni  della parlamentare regionale del Movimento  5  Stelle
  Angela Foti;

   su  conforme parere della Soprintendenza ai BB.CC.AA. di  Catania,
  la  delimitazione del centro storico e dei beni storici isolati del
  Comune  di  Tremestieri Etneo non tiene conto non solo delle  mappe
  del  cosiddetto  Catasto  Grafico  di  Epoca  Borbonica  (1830-1853
  circa),   ma   neppure   delle  strutture  censite   dalla   stessa
  Soprintendenza e segnalate con gli appositi cartelli  turistici.  È
  il  caso di due chiesette del XVII secolo. Entrambe presenti  nelle
  mappe   del   Catasto   Borbonico  ,  ma  non   individuate   nella
  perimetrazione del centro storico, né quali beni storici isolati  .
  Una  di  queste è proprio la chiesa al fianco della quale  dovrebbe
  sorgere  la circonvallazione. Intere strade (ad esempio le  attuali
  via  Marconi  e  via  Idria) presenti e indicate  nelle  mappe  del
  Catasto  Borbonico  non rientrano nella perimetrazione  del  centro
  storico.  Ciò  sta  consentendo,  con  i  pareri  favorevoli  della
  Soprintendenza,    interventi   di   integrale    abbattimento    e
  ricostruzione di immobili sei-settecenteschi;

   la  devastazione  dei  beni ambientali  e  storici  trova  esempio
  scandaloso  e lampante nell'abbattimento di un antico  frantoio  di
  olive  venuto  alla  luce a seguito del crollo del  tetto  avvenuto
  nell'ottobre  del 2015. Si trovava all'incrocio fra  la  via  Idria
  (strada  censita nel catasto borbonico) e via Scalia, che  è  stata
  completata  nel novembre del 1891. Né le strade né,  tantomeno,  la
  struttura   risultano  incluse  nella  perimetrazione  del   centro
  storico. Malgrado il crollo del tetto, il frantoio si era mantenuto
  ben  conservato  e con le attrezzature ancora in sito,  incluse  le
  tipiche  vasche  di  decantazione in  muratura  semi-interrate.  La
  struttura   presentava,  anche,  una  incisione   con   l'anno   di
  costruzione: 1787;

   senza  accennare  al suo contenuto, con ordinanza comunale  8/2015
  veniva  disposta  la rimozione del pericolo anche  mediante  totale
  demolizione della muratura instabile e ricostruzione;

   nel  luglio  2016 la proprietà ha avanzato istanza di  concessione
  edilizia per demolizione e ricostruzione di edificio plurifamiliare
  per  civile  abitazione (18 appartamenti). La  richiesta  risultava
  corredata del parere favorevole della Soprintendenza ai BB.CC.AA di
  Catania;

   a  seguito  delle  sollecitazioni della consigliera  comunale  del
  Movimento  5  Stelle, il Comune segnalava con due note  (12878  del
  10/08/2016   e   15162  del  29/09/2016)  l'esistenza   dell'antico
  frantoio;

   la  Soprintendenza,  con  nota 21846 del  22/12/2016  revocava  il
  precedente  parere, sostenendo di essere stata  indotta  in  errore
  dalla  documentazione  presentata dalla proprietà.  Non  risultano,
  però, segnalazioni o denunce per dichiarazioni mendaci;

   probabilmente per la decadenza dei termini utili per l'apposizione
  dei  vincoli,  con  nota 16148 del 06/09/2017 la Soprintendenza  di
  Catania  rilasciava  il  parere favorevole all'abbattimento,  senza
  fare  cenno alcuno alla tipologia di edificio. Il frantoio è  stato
  completamente abbattuto la mattina del 10/04/2018 e la  costruzione
  della  nuova  palazzina di 18 appartamenti è in avanzato  stato  di
  costruzione;

   al  civico  245  di via Etnea a Tremestieri Etneo è  presente  una
  villa  Liberty censita e schedata dalla Soprintendenza.  La  scheda
  riporta  le  particelle catastali: Foglio 5 particelle 782  e  783.
  Quest'ultima  a  costituire il parco della  villa.  Con  il  parere
  favorevole della Soprintendenza, la particella 783 (il parco  della
  villa) è stata frazionata e non esiste più. Ospita adesso una nuova
  costruzione  plurifamiliare che abbraccia  in  modo  ripugnante  la
  villa Liberty;

   considerato  che non risultano chiare le logiche  che  animano  la
  Soprintendenza  ai  BB.CC.AA di Catania per la  cura  di  territori
  integralmente sottoposti a vincoli paesaggistici, né i criteri  che
  sottendono alla tutela dei beni storici;

   per conoscere se intendano adottare tutte le iniziative di propria
  competenza  necessarie alla verifica della correttezza  dell'azione
  di  vigilanza  e  tutela  svolta dalla Soprintendenza  di  Catania,
  nell'ambito  dei  ruoli che la Legge affida alle Soprintendenze  ai
  BB.CC.AA». (110)

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Tusa per fornire la  risposta.

   TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana. Posso
  dire,  avendo  fatto  una  riflessione  con  la  Soprintendenza  di
  Catania,   che   per   quanto  riguarda   il   problema   sollevato
  dall'interpellanza inerente la villa che insiste  nelle  particelle
  n.  783-695  e 267, nel catasto del 2002, questa Villa Liberty  pur
  non  essendo  vincolata è stata protetta, non è stata abbattuta,  è
  stato  solamente  concessa  la  facoltà  di  edificare  nelle  aree
  adiacenti.
   Per   quanto   riguarda  il  frantoio  che  viene   citato   nella
  summenzionata interpellanza, questo frantoio era praticamente ormai
  ridotto  a un rudere  e quindi non rivestiva più quei caratteri  di
  unitarietà del bene e di consistenza del bene, per cui  si  è  data
  l'autorizzazione  alla  demolizione però  con  la  indicazione,  la
  prescrizione di conservare quelli che erano i caratteri  distintivi
  di  questo  edificio  e principalmente le macine,  che  sono  state
  conservate.
   Non   si   ravvisano   elementi  di  inadeguata   attività   della
  Soprintendenza, perché tutto è stato fatto nel rispetto delle norme
  vigenti e soprattutto del Codice dei beni culturali.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Vi ritenete soddisfatti?

   CIANCIO. No.

   PRESIDENTE. Non si ritengono soddisfatti.
   Si  passa all'interrogazione n. 572  Notizie circa le procedure di
  acquisto  del  Castello Schisò di Giardini  Naxos  (ME) ,  a  firma
  dell'onorevole Barbagallo.

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e l'identità siciliana, premesso che:

   la  Giunta regionale ha annunciato l'acquisto del Castello  Schisò
  di  Giardini Naxos per la cifra di tre milioni e quattrocento  mila
  euro;

   la vendita del Castello fu stabilita in sede d'asta il 20 dicembre
  2017  alla  cifra  di  1.615.000,00 euro  all'unico  acquirente  la
  società Hotel Palme srl, su una base d'asta di 2.152.000,00 euro;

   la  medesima cifra avrebbe dovuto sborsarla la Regione  in  quanto
  esercitante il diritto di prelazione su un bene vincolato;

   in  ragione  di tale diritto gli organi del Parco archeologico  di
  Naxos,  nella  delibera  del 30 dicembre  2017,  avevano  stanziato
  questo importo per l'acquisto del bene;

   rilevato che:

   un  giudice del Tribunale di Messina, il 12 marzo 2018, ha  deciso
  sia  di bloccare le procedure di vendita, a cui si era giunti,  sia
  di fissare la successiva base d'asta per un importo di 4.100.000,00
  euro,  per  stabilire il quale ha individuato come utile  parametro
  l'ammontare  dello  stanziamento all'uopo di recente  disposto  dal
  Parco archeologico di Naxos;

   il  giudice  ha inoltre riportato nell'ordinanza di un intervenuto
  stanziamento del complessivo importo di 3.413.473 euro  finalizzato
  dal Parco all'acquisto del Castello;

   il  rappresentante  legale del Parco ha confermato  pubblicamente,
  durante  una iniziativa di Legambiente sul tema svoltasi a Giardini
  Naxos  lo  scorso  12  maggio, che risulta  solo  la  delibera  che
  stanziava   1.615.000,00   euro  e  non   altre   cifre   paventate
  dall'ordinanza del giudice di cui sopra;

   per sapere:

   quali  procedure abbiano determinato che si arrivasse all'acquisto
  del  Castello di Schisò di Giardini Naxos per una cifra  quasi  tre
  volte superiore a quella di mercato;

   se  nelle procedure in corso sia intervenuta una nuova valutazione
  del  valore  dell'immobile e, se così fosse, quale  soggetto  abbia
  provveduto in tal senso e quali parametri siano stati utilizzati;

   se  non ritengano necessario e urgente fornire ogni elemento utile
  a  fare chiarezza sulla vicenda, fugando in tal modo ogni dubbio in
  ordine alle procedure di acquisto del bene». (572)

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Tusa per fornire la risposta.

   TUSA,  assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.  Per
  quanto  riguarda il Castello di Schisò, anche qui  ritengo  che  la
  condotta dell'Assessorato - che io mi onoro di dirigere - sia stata
  assolutamente  lineare,  poiché la valutazione  con  la  quale  noi
  abbiamo  acquistato  il  Castello Schisò  è stata  una  valutazione
  effettuata  dal  DRT,  cioè il Dipartimento regionale  tecnico,  al
  quale  tutte  le amministrazioni regionali e non solo si  appellano
  per effettuare degli estimi precisi sugli immobili.
   La  valutazione data dal DRT è stata di 3 milioni 420  mila  euro,
  che  è stata la somma erogata per l'acquisizione dell'immobile che,
  ripeto, è un immobile di grande pregio ed è un immobile che insiste
  all'interno  del  Parco  Archeologico  di  Naxos  e,  quindi,   era
  assolutamente essenziale acquisirlo per realizzarvi all'interno  il
  Museo  di  Naxos che, com'è noto, è la più antica Colonia greca  di
  Sicilia  fondata nel 734 A.C. e che, quindi, riveste  carattere  di
  particolare importanza.
   Attualmente il Museo di Naxos è rilegato in una struttura moderna,
  molto piccola e molto angusta che fu realizzata a suo tempo, quando
  si  realizzò  il  parco,  solamente per  l'allocazione  di  servizi
  inerenti l'amministrazione e la gestione del parco stesso.
   Quindi, ritengo che la condotta del Dipartimento  e, per esso, del
  Parco  Archeologico  di Naxos, sia stata assolutamente  lineare  e,
  peraltro,  vorrei  ricordare che addirittura  il  magistrato  aveva
  precedentemente  bloccato una vendita all'asta proponendo  poi  con
  provvedimento  amministrativo pubblico una valutazione  addirittura
  di  4 milioni 100 mila euro; per cui, la valutazione del DRT invece
  è  di  gran  lunga inferiore limitandosi, come dicevo  prima,  a  3
  milioni 420 mila euro.

   PRESIDENTE. L'interrogante si ritiene soddisfatto.
   Si  passa all'interrogazione n. 607  Tutela del Monastero  di  San
  Filippo  di  Fragalà  sito nel Comune di Frazzanò  (ME) ,  a  firma
  dell'onorevole Barbagallo.

   «All'Assessore  per  i  beni  culturali  e  l'identità  siciliana,
  premesso che:

   si  apprende  dalla  stampa che il monastero  di  San  Filippo  di
  Fragalà  sarebbe  stato oggetto di pignoramento nell'ambito  di  un
  procedimento per il recupero di un credito non pagato da parte  del
  Comune di Frazzanò, proprietario del bene;

   si tratta di un sito di indubbio valore storico ed architettonico,
  edificato  nel  1090 con un impianto originariamente bizantino  che
  conobbe  il  suo  massimo splendore nel periodo  della  dominazione
  normanna;   il  complesso  monumentale  consta  dell'abbazia,   del
  chiostro e dei locali originariamente adibiti a celle per i frati e
  per il refettorio;

   il  pignoramento  del  monastero metterebbe a  rischio,  oltre  la
  proprietà pubblica, le esigenze di tutela e conservazione del sito;

   per sapere se risponda al vero quanto esposto in premessa e se non
  si  ritenga di intervenire con urgenza al fine di tutelare il  bene
  con  l'apposizione dei vincoli ai sensi della l.  1089/1939  e  del
  Decreto  legislativo n. 42/2004 e s.m.i., da parte della competente
  Soprintendenza ai beni culturali». (607)

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Tusa per fornire la risposta.

   TUSA,  assessore per i beni culturali e l'identità  siciliana.  In
  effetti, questo pregevole esempio di architettura bizantina   e  di
  tradizione  bizantina insistente nel comune di Frazzanò stranamente
  non era stato vincolato nel passato.
   Siamo  venuti  a  conoscenza del procedimento di  pignoramento  di
  questo   bene  di  grande  interesse  artistico  e  monumentale   e
  architettonico    e   ci   siamo   attivati   immediatamente.    La
  Soprintendenza  di  Messina con un provvedimento  del,  dunque,  21
  dicembre del 2018 ha intrapreso le procedure per l'apposizione  del
  vincolo.  Com'è noto la norma dice che nel momento in cui si  avvia
  il  procedimento  di  vincolo, il vincolo è  vigente  per,  se  non
  ricordo  male, una durata di 60 o 90 giorni. Quindi il rischio,  il
  pericolo,  di un pignoramento e quindi di un'alienazione  del  bene
  dal  patrimonio del comune di Frazzanò è stato sollevato,  non  c'è
  più questo pericolo. Grazie.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di intervenire l'onorevole Barbagallo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   BARBAGALLO. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.   Si   passa   all'interrogazione   n.   668    Tutela
  dell'incolumità pubblica a seguito del crollo avvenuto nella  villa
  Belvedere di Monreale (PA) , a firma dell'onorevole Lupo.
   L'onorevole  Lupo  è  in questo momento impegnato  in  Commissione
   Bilancio   e mi ha chiesto di rivolgere l'invito all'Assessore  di
  inviare una risposta scritta alla sua e-mail.
   Si   passa  all'interpellanza  n.  148   Pubblicazione  del  Piano
  paesaggistico  dei  Comuni  di  Pedara,  Tremestieri  Etneo  e  San
  Giovanni La Punta (CT) , degli onorevoli Foti ed altri.

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e l'identità siciliana, premesso che:

   con D.A. n. 031/GAB del 3 ottobre 2018 è stata disposta l'adozione
  del  Piano Paesaggistico degli Ambiti regionali 8, 11, 12, 13,  14,
  16, 17 ricadenti nella provincia Catania;

   l'art.  1  comma  2 del Decreto dispone che:'( )  ai  sensi  degli
  articoli 139 e ss. del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.42, e
  s.m.i.  e  degli  articoli  24, II comma,  e  10,  III  comma,  del
  regolamento  di  esecuzione della legge  29  giugno  1939,  n.1497,
  approvato  con  R.D.  3 giugno 1940, n.1357, si dispone  l'adozione
  della  proposta di Piano Paesaggistico degli Ambiti 8, 11, 12,  13,
  14,  16,  17  ricadenti nella provincia Catania e la pubblicazione,
  per  novanta  giorni, degli elaborati grafici, delle schede,  delle
  relazioni  e  dei  regimi normativi del Piano Paesaggistico  stesso
  negli  Albi  pretori  dei  comuni di Aci  Bonaccorsi,  Acicastello,
  Acicatena,   Acireale,   Aci   Sant'Antonio,   Adrano,    Belpasso,
  Biancavilla, Bronte, Calatabiano, Caltagirone, Camporotondo  Etneo,
  Castel  di Iudica, Castiglione di Sicilia, Catania, Fiumefreddo  di
  Sicilia,  Giarre, Grammichele, Gravina di Catania,  Licodia  Eubea,
  Linguaglossa,  Maletto,  Maniace, Mascali, Mascalucia,  Mazzarrone,
  Militello  in  val  di  Catania, Milo, Mineo, Mirabella  Imbaccari,
  Misterbianco,  Motta Sant'Anastasia, Nicolosi, Palagonia,  Paternò,
  Pedara,  Piedimonte  Etneo,  Raddusa, Ragalna,  Ramacca,  Randazzo,
  Riposto,  San Cono, San Giovanni La Punta, San Gregorio di Catania,
  San  Michele  di  Ganzaria,  San  Pietro  Clarenza,  Sant'Agata  Li
  Battiati,  Sant'Alfio,  Santa  Maria di  Licodia,  Santa  Venerina,
  Scordia,Trecastagni,   Tremestieri  Etneo,   Valverde,   Viagrande,
  Vizzini, Zafferana Etnea';

   secondo l'avviso - Piano Paesaggistico degli Ambiti 8, 11, 12, 13,
  14,  16, 17 ricadenti nella provincia Catania - pubblicato sul sito
  dell'Assessorato           dei           Beni            Culturali-
  http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/dirbenicult/bca/ptpr/pi
  anopaesistico.html,  il  piano potrà  essere  visionato  presso  la
  segreteria   di   ciascun  comune,  ovvero  presso  la   competente
  Soprintendenza   BB.   CC.  e  AA.  di  Catania   e   il   Servizio
  Pianificazione   Paesaggistica  Regionale  del  Dipartimento   Beni
  Culturali e dell'Identità Siciliana di via Croci, 8 Palermo;

   entro  120  giorni  successivi  alla  data  di  pubblicazione   ai
  rispettivi  Albi  Pretori  tutti  i  soggetti  interessati  possono
  presentare osservazioni e documenti alla Soprintendenza BB.  CC.  e
  AA.  di  Catania e al Dipartimento regionale dei Beni  Culturali  e
  dell'Identità  Siciliana  -  Servizio Pianificazione  Paesaggistica
  Regionale - via Croci, 8 Palermo;

   appreso che:

   in  data 06 Novembre 2018 il Comune di Tremestieri Etneo procedeva
  alla  pubblicazione al proprio Albo Pretorio del  Decreto  de  quo,
  omettendo,  tuttavia,  la  pubblicazione  di  tutti  gli  elaborati
  grafici, le schede e le relazioni ad esso afferenti;

   in  data 13/11/2018 il Comune di Tremestieri Etneo procedeva  alla
  pubblicazione  all'Albo On Line del proprio avviso di pubblicazione
  avente  per oggetto 'Adozione del Piano Paesaggistico degli  ambiti
  8,  11,  12,  13, 14, 16, 17 ricadenti nella Provincia  di  Catania
  (D.A. n. 31/GAB del 09/10/2018
   -  Assessorato  dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana',  il
  quale  recita: 'Durante tale periodo di deposito, chiunque ne abbia
  interesse   potrà   prendere  visione   degli   atti   presso:   la
  Soprintendenza  per i beni culturali e ambientali di  Catania;  sul
  Geoportale   S.I.T.R.   della   Regione   Siciliana   all'indirizzo
  http://www.sitr.regione.sicilia.it/geoportale; la VII  Direzione  -
  Servizi  tecnici  al  territorio e Pianificazione  Urbanistica;  la
  Segreteria Comunale;

   a   seguito   della  pubblicazione  dell'avviso,  la   consigliera
  comunale,  sig.ra  Simona Pulvirenti, chiedeva,  con  richiesta  di
  accesso  agli  atti alle Direzioni 6 e 7 del Comune di  Tremestieri
  Etneo,  di prendere visione del D.A. n. 031/GAB del 3 ottobre  2018
  completo  degli  elaborati grafici, delle schede, delle  relazioni,
  considerato          anche          che           il           link
  http://www.sitr.regione.sicilia.it/geoportale   conduceva   a   una
  pagina di ricerca e non già agli atti;

   in  data  03/01/2019,  ben 52 giorni dopo, la  VII  Direzione  del
  Comune di Tremestieri Etneo non riteneva opportuno dar seguito alla
  richiesta,  specificando che: 'Con riferimento all'oggetto  e  alla
  Sua richiesta si comunica che la pubblicazione del Piano è avvenuta
  su  richiesta  della Soprintendenza BB.CC. di  Catania  che  ne  ha
  indicato  il  sito  internet. Attualmente dal sito  internet  della
  regione è possibile visualizzare il Piano di cui sopra';

   tali  irregolarità sono state riscontrate anche in  altri  comuni,
  segnatamente:
   in  data  16/11/2018  il  Comune  di  Pedara  pubblicava  all'Albo
  Pretorio  On-Line  il  Decreto  senza  elaborati  grafici,  schede,
  relazioni e regimi normativi. Quale Consigliere comunale del comune
  di   Pedara,   il  dott.  Nuccio  Tropi,  inoltrava  tramite   pec,
  all'Assessorato  regionale  dei  Beni  Culturali  e   dell'Identità
  Siciliana,   al  Dipartimento  Regionale  dei  Beni   Culturali   e
  dell'Identità   Siciliana,  al  Servizio  S.  4  -   Pianificazione
  paesaggistica  del  Dipartimento Regionale  dei  Beni  Culturali  e
  dell'identità  Siciliana  e  sua Unità  Operativa  33  e,  p.c.  al
  Segretario Generale del Comune di Pedara e alla Soprintendenza  dei
  BBB.CC.AA.  della  Provincia di Catania, richiesta  di  chiarimenti
  atteso il difetto di pubblicazione, senza ottenere alcun riscontro;

   in  data  13/11/2018 il Comune di San Giovanni la Punta pubblicava
  all'Albo  Pretorio On-Line il Decreto de quo, privo degli elaborati
  grafici,  schede,  relazioni e regimi normativi. Quale  Consigliere
  comunale  di  San Giovanni la Punta, la dot.ssa Giuseppina  Rannone
  inoltrava tramite pec, all'Assessorato regionale dei Beni Culturali
  e  dell'Identità  Siciliana,  al Dipartimento  Regionale  dei  Beni
  Culturali   e  dell'Identità  Siciliana,  al  Servizio   S.   4   -
  Pianificazione  paesaggistica del Dipartimento Regionale  dei  Beni
  Culturali  e  dell'identità Siciliana e sua Unità Operativa  33  e,
  p.c.  al Segretario Generale del Comune di San Giovanni La Punta  e
  alla  Soprintendenza  dei BBB.CC.AA. della  Provincia  di  Catania,
  richiesta di chiarimenti, atteso il difetto di pubblicazione, senza
  ottenere alcun riscontro;

   tutti  i  comuni sopramenzionati, pubblicavano sulla Home page  un
  banner con la dicitura 'Piano Paesaggistico', il banner conduceva a
  documenti scaricabili e/o visionabili, ma solo al geoportale.  Come
  è  noto,  però, il geoportale non è un visualizzatore di documenti,
  occorre  possedere apposite applicazioni per vedere solo  le  mappe
  grafiche.  Il  geoportale non consente di  visualizzare  gli  altri
  elementi fondamentali citati dal Decreto, quali relazioni, schede e
  quant'altro non sia una mappa;

   il   Decreto  Assessoriale  31/GAB  del  03/10/2018  non  cita  il
  geoportale  fra  le forme di pubblicazione del  Piano  e  dei  suoi
  allegati, né potrebbe, stante che sul Geoportale vengono pubblicati
  dataset' e che questo non costituisce forma legittima di pubblicità
  degli atti pubblici;

   gli Enti locali citati, dunque, non hanno reso pubblici gli atti e
  gli  allegati tecnici al Piano Paesaggistico neppure a  seguito  di
  apposite  richieste,  rinviando  al  'geoportale',  che  però   non
  costituisce  forma  di  pubblicità  legalmente  riconosciuta,   non
  assolvendo  agli  obblighi imposti dal D.A. 31/GAB  del  09/10/2018
  che, pertanto, deve intendersi in carenza di pubblicazione;

   con  nota prot. n.670/S del 14 gennaio 2019, la Soprintendenza per
  i   Beni   Culturali  e  Ambientali  di  Catania,  a  firma   della
  Soprintendente  di  Catania, dott.ssa Rosalba  Panvini,  avente  ad
  oggetto:  Notifica  Decreto Assessoriale n.053/GAB  del  27/12/2018
  relativa  alla  modifica  normativa al  Piano  Paesaggistico  degli
  Ambiti  8,11,12,13,14,16,17 ricadenti nella Provincia di Catania  -
  Affissione  all'Albo Pretorio, trasmetteva al Comune di Tremestieri
  Etneo,  con effetto di notifica, il decreto assessoriale  n.053/GAB
  del  27/12/2018,  con  il quale, appunto, si apporta  una  modifica
  normativa al Piano Paesaggistico negli ambiti indicati;

   in  tale  documento,  veniva richiesto al Sindaco  del  Comune  di
  Tremestieri  di  provvedere  a disporre l'affissione  del  suddetto
  Decreto  all'Albo Pretorio, unitamente alle Norme di  Attuazione  -
  costituite  da copia conforme all'originale su supporto informatico
  debitamente  autenticata  con firma certificata-  affinché  vengano
  rispettivamente   affissi   e   depositati   per   novanta   giorni
  consecutivi,  così come disposto dagli artt. 139 e ss  del  decreto
  legislativo 22 gennaio 2004, n.42 e ss.mm.ii. e degli artt. 24,  II
  comma e 10, III comma del Regolamento di Esecuzione della Legge  29
  giugno 1939, n.1497, approvato con R.D. 3 giugno 1940;

   nella  medesima nota si richiedeva, inoltre, l'invio  della  copia
  della  relata  di  notifica di inizio pubblicazione  presso  l'Albo
  Pretorio,  affinché si potesse procedere a darne avviso  presso  la
  Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana e sul sito regionale;

   da  ciò che risulta agli scriventi, ebbene, anche questa volta  il
  Comune  di  Tremestieri  ometteva di procedere  alla  pubblicazione
  dell'intero  decreto  e  delle  relative  Norme  di  Attuazione   e
  pubblicava,  in data 21 gennaio c.a., all'Albo Pretorio  unicamente
  la superiore nota prot. n.670/S. del 14 gennaio 2019;

   visto   che   a   parere  degli  scriventi,  si  ritiene   che   i
  sopramenzionati  comuni  non  abbiano  assolto  agli  obblighi   di
  pubblicazione imposti dal D.A. 31 GAB 09/10/ 2018, per tale ragione
  si  paventa  un difetto di pubblicazione e, dunque,  un  vizio  che
  inciderebbe sulla validità degli atti;

   per conoscere, alla luce delle considerazioni sopra riportate,  se
  intendano   procedere   all'accertamento  della   conformità   alle
  disposizioni di legge delle pubblicazione effettuate dagli  Enti  a
  tal fine obbligati e ne richieda una nuova pubblicazione». (148)

   Ha facoltà di parlare l'assessore Tusa per fornire la risposta.

   TUSA,  assessore  per  i  beni culturali e  l'identità  siciliana.
  Signor  Presidente, onorevoli deputati, in effetti c'era  stato  un
  lieve  ritardo da parte della Soprintendenza di Catania riguardante
  il  periodo  di  pubblicazione in quanto  pubblicato  soltanto  per
  trenta  giorni  ma questo inconveniente è stato risolto  perché  il
  provvedimento è stato poi pubblicato dal comune di San Giovanni  La
  Punta  su invito della Soprintendenza e quindi, diciamo, sono stati
  dati  ampi,  è stata data ampia comunicazione di quella  che  è  il
  piano  paesistico  che riguardava i comuni di  Pedara,  Tremestieri
  Etneo  e  San Giovanni La Punta e quindi ritengo che sia stato,  si
  sia  assolto  ai  compiti di trasparenza e di comunicazione  di  un
  provvedimento di pianificazione territoriale.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Ciancio   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'assessore

   CIANCIO.  Signor  Presidente,  la  domanda  della  collega   prima
  firmataria  dell'interrogazione, nello  specifico,  era  se  questo
  ritardo,  appurato  che c'è stato, non rappresenti  un  difetto  di
  pubblicazione  e  quindi un vizio che incide  o  inciderebbe  sulla
  validità degli atti pubblicati. Quindi questo è una prima, un primo
  approfondimento  e una specifica che chiedo di fare  all'assessore.
  Inoltre  faccio  presente che gli atti fanno riferimento  a  tavole
  geologiche che indicano faglie del 1979 o comunque sono tavole  non
  aggiornate  quindi  si chiede anche di verificare  la  congruità  e
  l'aggiornamento,   appunto,  del  Piano  ai  nuovi   strumenti   di
  pianificazione territoriale. Quindi mi ritengo insoddisfatta.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   ZAFARANA.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente, colgo  anche  oggi  l'occasione  di
  potere parlare con l'Assessore, perché appunto è presente in  Aula,
  in  merito  a  un'urgenza  che appunto è  inerente  alle  norme  di
  applicazione  del Piano paesaggistico dell'Ambito 9.  Poiché,  come
  sicuramente lei saprà, in data 31 marzo del 2019 scadono i  termini
  previsti  dei 24 mesi per portare a termine i piani di recupero  e,
  quindi,  per  dare da parte di questo assessorato  l'indirizzo,  ai
  comuni  o  alle aree ex ASI, in questo caso interessati, per  poter
  aggiornare i piani urbanistici e, pertanto, potere procedere quindi
  alla   valorizzazione  dei  territori  interessati.  Poiché  siamo,
  praticamente, quasi al termine della decorrenza di questo  termine,
  le  volevo chiedere quali azioni, se sono già state disposte  delle
  azioni,   anche   in  termini  di  chiarificazione  rispetto   alla
  competenza  in  alcune aree che non sono ancora state  cedute,  per
  esempio,  ricadenti nel piano paesaggistico nell'ambito 9,  dall'ex
  ASI  ai  comuni  e,  pertanto, anche una  questione  di  competenze
  rispetto  a  chi dovrà adeguare i propri piani territoriali,  piani
  regolatori.   Quindi  le  volevo  ravvisare  questa   urgenza   ed,
  eventualmente,  se ora fosse già nelle condizioni di  dare  qualche
  informazione  le  sarei grata, altrimenti di  potere  nei  prossimi
  giorni sapere qualcosa in più.

   DI CARO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI CARO. Signor Presidente, io poco fa avevo chiesto all'assessore
  Tusa  se la Regione Siciliana, per questa settimana, avesse aderito
  alla  settimana della cultura, con musei aperti le domeniche e  gli
  ingressi gratuiti. L'assessore mi aveva risposto di sì ma, a quanto
  pare,  i  musei  non  ne  sanno nulla e  continuano  a  staccare  i
  biglietti  e  a  far  pagare  i visitatori.  Abbiamo  aderito  alla
  settimana della cultura o non abbiamo aderito alla settimana  della
  cultura?  I  musei  sono  a  conoscenza che  abbiamo  aderito  alla
  settimana  della cultura o no? Perché sono messi là  a  staccare  i
  biglietti e a far pagare i cittadini.

   PAGANA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  io  le volevo chiedere che ad essere calendarizzati per il prossimo
  question time utile, siano tutti gli atti parlamentari che hanno  a
  che  fare  con  l'agricoltura. Ci sono  decine  di  interrogazioni,
  decine  di  interpellanze e decine di mozioni di cui  non  possiamo
  trattare  perché  questa  rubrica non viene  messa  all'ordine  del
  giorno.

   DE LUCA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, signor assessore, io approfitto della
  sua presenza in Aula per raccontarle di un fatto appena accaduto  a
  Messina. Non so se lei ha mai sentito parlare - mi auguro di  sì  -
  della  casa del Cavaliere Cammarata. Una casa che da poco  è  stata
  candidata anche a diventare uno dei luoghi del cuore della FAI, una
  casa  che è sottoposta a vincolo della soprintendenza, una casa  di
  un  artista che è venuto a mancare e che, in questi giorni, è stata
  smontata per consentire dei lavori di ristrutturazione in centinaia
  e  migliaia di pezzi, questa casa era composta da tutte le opere di
  questo  artista. In questo momento, tutti questi reperti si trovano
  depositati  in un parcheggio, in alcune stanze, senza  che  si  sia
  proceduto  ad alcuna catalogazione. Il che vuol dire,  senza  voler
  pensare  male, che se un pinco pallino qualsiasi volesse  andare  a
  rubare  uno  di  questi reperti lo potrebbe fare tranquillamente  e
  senza  neppure destare attenzione da parte di nessuno. Io mi chiedo
  se   questo  assessorato,  anche  sollecitando  immediatamente   la
  soprintendenza  intenda intervenire a tutela di questo  patrimonio,
  oppure se, invece, è normale questo modo di agire.

   PRESIDENTE.  Assessore,  se  può  dare  qualche  veloce  risposta,
  qualche  altra  eventualmente  si riserva  nel  corso  di  un'altra
  rubrica.

   TUSA,  assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.  Per
  quanto riguarda l'ambito 9 del piano territoriale paesistico, posso
  dire  che  sono  in corso le consultazioni con i Comuni.  Tutte  le
  Soprintendenze  stanno facendo le consultazioni con  i  Comuni.  E,
  soprattutto, ho decretato proprio oggi il rinnovo dell'Osservatorio
  del  Piano  paesistico perché era scaduto. Quindi diciamo  che  c'è
  tutto   l'interesse,   e   tutta  anche  la   velocità   da   parte
  dell'Assessorato, per risolvere al più presto e per  continuare  le
  concertazioni  e quindi recepire quelle che sono le osservazioni  e
  poi trasferirle nella redazione finale dei Piani paesistici.
   Per  quanto  riguarda  la   Settimana delle  culture ,  non  avevo
  recepito,  avevo  confuso quello che lei mi aveva  detto.  Noi  non
  aderiamo alla Settimana della cultura, noi aderiremo alla Settimana
  dei    Musei,   che   verrà   stabilita   successivamente.   Perché
  l'organizzazione  della  Settimana  della  cultura  da  parte   del
  Ministero, la comunicazione ci è arrivata solamente recentemente. E
  quindi  non  abbiamo  avuto  il tempo  per  potere  organizzare  la
  Settimana della cultura con l'apertura gratuita dei musei  e  delle
  aree archeologiche.
   Quello che faremo è la Settimana dei musei che, per altro,  è  una
  vecchia tradizione che addirittura risale a molti decenni fa. E poi
  stiamo  studiando  anche di realizzare determinati  espedienti  per
  fidelizzare  il pubblico, soprattutto il pubblico locale  cioè  noi
  siciliani,  alle  aree  archeologiche, alle  aree  monumentali,  ai
  musei,  recependo  in  parte  quelle  che  sono  le  direttive  del
  Ministero.  Noi  abbiamo potestà primaria,  come  sapete,  per  cui
  possiamo  decidere  e  dobbiamo adattare alla situazione  siciliana
  quello che è questo tipo di espedienti di fidelizzazione.
   Posso  dire all'Aula che recepiremo senz'altro quanto ha fatto  il
  Ministero  nei  confronti  dei giovani e degli  studenti.  Per  cui
  realizzeremo  quanto prima un biglietto al costo di  due  euro  per
  queste categorie. E poi, a breve, istituiremo la tessera annua  per
  i principali musei e le principali aree archeologiche della Sicilia
  perché un esperimento fatto a Napoli, dal Museo di Napoli, ha avuto
  degli   esiti  estremamente  positivi.  E  che  ha  contribuito   a
  fidelizzare  i  cittadini  al  proprio  museo,  alla  propria  area
  archeologica.
   Quindi,  sintetizzando,  noi faremo la Settimana  dei  musei,  con
  ingresso  gratuito  nei musei; realizzeremo il  biglietto  a  costo
  ridotto per studenti e giovani e realizzeremo la tessera annuale di
  fidelizzazione  per i principali musei e parchi archeologici  della
  Sicilia.
   Per    quanto   riguarda   l'ultima   notazione,   ringrazio   per
  l'informazione,  ovviamente  non ne  ero  a  conoscenza  di  questa
  situazione.  Per  cui mi adopererò subito con la Soprintendenza  di
  Messina  per  capire  cosa effettivamente sta succedendo  e  quindi
  porre  in atto - ove necessario - quelli che sono i dispositivi  di
  tutela sulla base delle norme vigenti.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.   Signor   Presidente,   approfitto   della    presenza
  dell'Assessore  Tusa perché noi c'eravamo lasciati in  Commissione,
  in seguito ad una audizione, sulla realizzazione di una piattaforma
  online che potesse mettere in circuito tutti i siti culturali della
  Sicilia   o,   per  lo  meno,  i  principali.  Con  la  possibilità
  dell'acquisto  online dei biglietti direttamente dal  sito.  Volevo
  notizie  in  merito a questa richiesta che era stata  già  avanzata
  all'inizio della legislatura.


   PRESIDENTE.    Onorevole   Schillaci,   Assessore,    mi    scusi,
  l'interrogazione è una cosa, finite le interrogazioni,  le  domande
  le  deve  porre  in  Commissione. Oppure fate una interrogazione  e
  l'Assessore  correttamente  risponde.  Non  è  un  duetto  tra   il
  parlamentare e il Governo, oppure risponde per le vie brevi.
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 12 marzo 2019,
  alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

     I -COMUNICAZIONI

     II  -  SVOLGIMENTO  DI  INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE  DELLA
  RUBRICA:  Salute  (V. allegato)

                   La seduta è tolta alle ore 17.15

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  720  -  Modifica dei confini comunali di Agrigento,  Favara  e
  Aragona.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Di  Caro  Giovanni; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Campo  Stefania;  Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N. 721 - Chiarimenti sull'accesso ai corsi Asacom per la qualifica
  di assistente all'autonomia e alla comunicazione dei disabili.
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Campo  Stefania;  Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  723 - Chiarimenti circa l'approvazione del Piano paesistico di
  ambiti ricadenti nel catanese.
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.   724  -  Notizie  circa  gli  alloggi  destinati  alle   forze
  dell'ordine della Regione siciliana.
   - Presidente Regione
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  725  -  Notizie circa il servizio ferroviario lungo la  tratta
  Catania-Caltagirone.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Barbagallo Anthony Emanuele

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - con richiesta di risposta scritta presentate:

   N. 719 - Rimodulazione dell'assetto organizzativo del Dipartimento
  regionale del lavoro.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Zafarana Valentina

   N.  722  -  Chiarimenti  in merito allo sversamento  di  percolato
  avvenuto in contrada Misiddi, Campobello di Mazzara (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Salute
   Palmeri  Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  726  -  Chiarimenti in merito al 'Casolare rurale' e  all'area
  circostante, siti nel comune di Cinisi (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina;  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;
  Di  Caro  Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;
  Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  727  -  Legittimità  delle procedure adottate  dal  Comune  di
  Acireale  per l'istituzione e l'affidamento di ticket d'ingresso  e
  di aree di sosta a pagamento in occasione del carnevale 2019.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Sammartino Luca

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   N. 155 - Notizie circa l'assistenza riabilitativa.
   - Assessore Salute
   Lupo Giuseppe

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia   fatto  alcuna  dichiarazione,  l'interpellanza  si  intende
  accettata  e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere  svolta
  al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   N.  225  - Problematiche legate al comparto dell'allevamento  ovi-
  caprino e della filiera zootecnica siciliana.
   Pagana  Elena;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano
  Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   Presentata il 4/03/19

   N.   226  -  Espropriazione  del  'Casolare  Rurale'  e  dell'area
  circostante, siti nel comune di Cinisi (PA).
   Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina;  Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci  Roberta;  Di
  Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   Presentata il 5/03/19

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

    Documenti relativi all'interpellanza n. 97 depositati agli atti
                su richiesta  dell'onorevole Barbagallo